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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Il boom di
immigrati è nelle Materne ( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, che in questi giorni ha avanzato una nuova
proposta per risolvere il problema dell'integrazione all'interno delle scuole
italiane: fissando appunto un limite del 30%, alla quota di studenti stranieri
in una classe. L'idea per il momento non è ancora proposta di legge, e in ogni
caso lo stesso ministro ha chiarito che non sarebbe attuabile fino a dopo il
2010.
La Stampa e la
fuga dalla scuola pubblica
( da "EUROPA ON-LINE" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta ?
sottolinea Amabile ?, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti
dal ministro Gelmini che hanno creato molto disorientamento fra i genitori». Un
bel combinato disposto.
"Mi alleno
col poker aiuta a concentrarsi"
( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È pronto a dirlo al ministro Gelmini? «Sì, se serve, insieme ad altri.
E credo che in particolare la ginnastica artistica dovrebbe avere un'ora fissa
nell'orario scolastico perché è la base di tutti gli sport e in genere del
movimento delle persone. Vedo in giro troppi ragazzini scoordinati, quasi
incapaci di correre e saltare correttamente perché nessuno gliel'
di Valentina
Visentin PADOVA - Documenti? , N...
( da "Leggo" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: autogestione contro i tagli della riforma Gelmini e hanno invitato
alcuni studenti di altri istituti superiori a tenere delle lezioni su argomenti
esterni al programma curriculare. Due di questi "ospiti" del liceo,
all'uscita dello stabile, hanno avuto un diverbio con i compagni incaricati del
"servizio d'ordine": dallo scontro verbale in breve i giovani,
in mille senza
tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini ha fatto capire l'intenzione di
introdurre organici di 27 ore con maestro unico». Strutturando le scuole con
organici di 27 ore, il maestro unico farebbe le 24 ore previste dalla legge: a
queste si aggiungerebbero tre ore svolte da un supplente per l'insegnamento di
materie a scelta come musica,
nasce il
"contro" g8 delle università - ottavia giustetti
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nato dalla fusione tra quel che è rimasto dell´assemblea No-Gelmini
dell´Università e della No-Tremonti del Politecnico, lo annunceranno questa
sera, nel cortile centrale del Politecnico, in una assemblea aperta a tutti gli
studenti e le componenti dei lavoratori impegnate sul fronte della
contestazione contro la legge 133.
Tagli alla scuola:
-42.000 posti, il 40% sarà al Sud
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il
40% sarà al Sud LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola
si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È
quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli
organici per l'anno scolastico 20009-2010,
Arcai: Corsini? È
il solito prof ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pagelle» dell'ex sindaco Arcai: «Corsini? È il solito prof» di Lisa
Cesco «Quello che temo di più? Il voto in condotta, perché può abbassarmi la
media». Gioca la carta dell'ironia Andrea Arcai, assessore alla Cultura del
Comune, nel replicare agli organizzatori del convegno «La città negata:
bilancio di un anno» - fra cui l'
i tagli della
gelmini 5600 insegnanti senza cattedra
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Napoli Scuola I tagli della Gelmini 5600 insegnanti senza cattedra
Sono più di 5.600, in Campania, gli insegnanti che finiscono sotto la scure del
ministro Gelmini. L´anno prossimo non avranno una cattedra. Non potranno
lavorare. La bozza della circolare sugli organici vede la Campania fortemente
penalizzata sul fronte dei tagli,
tolmezzo,
"italia dei valori" domani inaugura il circolo
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la
modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle
scuole a tempo pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì
saremo a Trieste con l'onorevole Di Pietro per presentarle al presidente del
Consiglio regionale».
A Mazza verrà
offerta RaiUno ( da "Italia Oggi" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come è stato fatto per alcuni ministri (Alfano, Gelmini e Carfagna su
tutti). Ma se Mazza otterrà RaiUno An perderà il Tg2. Non sarà Bruno Socillo a
subentrare al direttore uscente. In pole position ci sarebbe Mario Orfeo,
attuale direttore del Mattino, affiancato nel compito dal vicedirettore
Gianluigi Paragone, alfiere del Carroccio.
la scuola d'oggi e
quella di una volta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E la Gelmini ci lascerà le penne con la gioia di tutti. No, a
immolarmi all'altare di questo Stato non ci sto e credo che applicherò con il
rigore richiestomi la normativa vigente, da buona "funzionaria" quale
sono sentendomi per questo "alienata" e privata dei miei ideali,
proprio come vogliono ridurre la scuola e questa nuova generazione di
lobotomizzati.
Tagli alla scuola:
-42.000 posti, il 40% sarà al Sud
( da "Arena, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il
40% sarà al Sud Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan LA
SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in
quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
il 2 aprile il
corteo anti-riforma ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione targata Gelmini. «Un corteo pacifico, allegro e colorato da
palloncini e bandierine con i nostri bambini nel centro città - hanno
anticipato Maria Balliana, rappresentante nella Vittorino da Feltre, e Rita
Nadin, del plesso di San Michele -. Escluse a priori le bandiere politiche e
sindacali: invitati soltanto famiglie,
INIZIATIVE A
FAVORE DELL'INGRESSO DI GIOVANI E PRECARI NELLA SCUOLA
( da "marketpress.info" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro per la
Pubblica Amministrazione e l?Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il
23 marzo 2009 un emendamento grazie al quale, se approvato, si andrà in
pensione non più dopo 40 anni di servizio ma dopo 40 anni di anzianità
contributiva.
precari, scioperi
e mobilitazioni la scuola è in subbuglio
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle proteste in atto in tanti istituti cittadini contro la Riforma
Gelmini, che prevede nel solo Veneto circa 2.000 tagli. Quasi ogni giorno si
organizzano mobilitazioni di ogni tipo. Domani, ad esempio, a Venezia,
organizzata dalla Uil, si terrà una marcia regionale dei precari, che si
concluderà sotto le finestre dell'Ufficio Scolastico Veneto, coordinato da
Carmela Palumbo.
episodio isolato,
le assemblee non sono perdite di tempo
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cosa si aspetta dalla riforma Gelmini e dagli effetti pratici che avrà
nelle scuole padovane, in particolare in quelle elementari? «Quasi tutti i
genitori, che quest'anno hanno i figli nelle scuole a tempo lungo (33-37 ore
alla settimana), entro il 28 febbraio, hanno scelto per il prossimo anno
scolastico il tempo pieno (40 ore).
tagli da record,
scuola in rivolta ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il vertice romano con il ministro Gelmini. «è un attacco senza
precedenti alle scuole e al lavoro intellettuale» tuona il segretario generale
della Flc Cgil Paolo Peluso mentre scorre i numeri nelle griglie ministeriali.
Il taglio di 3mila e 646 cattedre riguarda per ora solo l´organico di diritto,
ma a settembre il ministero procederà a un´ulteriore riduzione di 5mila posti
nell´
decleva: ecco la
mia riforma - franco vanni
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: seminario appena promosso dal ministro Gelmini sembra aprire una
prospettiva importante per l´Università, presentata in quell´occasione da
maggioranza e opposizione, oltre che naturalmente dai rettori, come una grande
questione d´interesse nazionale. Sarebbe importante che anche le elezioni
studentesche si sviluppassero con riferimento a questo».
iscrizioni alle
elementari fa flop il modulo a 24 ore
( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei genitori ha scelto infatti di tenere a scuola i figli trenta o
addirittura quaranta ore come detta la riforma scolastica del Ministro Gelmini.
Il tanto discusso maestro unico dunque farà una sporadica comparsa in cattedra.
Praticamente tutto rimane quasi come negli anni passati, con insegnanti diversi
che si alternano nelle classi, ognuno con la propria materia di competenza.
scuola, arrivano i
tagli del governo meno 37mila docenti, il 50% al sud - mario reggio
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il governo e il ministro Gelmini hanno assicurato che dove c´è non
verrà toccato. Diamo per buono questo impegno. Il problema nasce nelle Regioni
del Sud, dove molte famiglie hanno chiesto per il prossimo anno le 40 ore a
settimana. Per loro non c´è alcuna speranza. A rischio anche le iscrizioni per
le famiglie che hanno scelto le 30 ore.
pozzonovo
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia POZZONOVO POZZONOVO RIFORMA GELMINI Stasera alle 21, nella
sala civica delle scuole medie, il circolo Pd «Angelina Merlin» propone un
incontro dal titolo «La scuola italiana dopo la riforma Gelmini». Interverranno
Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici di Padova, e Mario Tognin,
candidato sindaco a Pozzonovo.
Sul palco del
premier solo giovani e bande musicali Per il premier la nomenklatura è troppo
vecchia. Poi ridà i numeri: Arriviamo al 51% Volevamo il Palalottomatica ma era
prenotat ( da "Unita, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Carfagna. O forse sono già usurati anche loro, e nuove leve -
l'ex capo dei pulcini Simone Baldelli, la romana Beatrice Lorenzin, il cuneese
Enrico Costa - scaldano i motori. Banco di prova delle intenzioni del capo
saranno le liste per l'Europa, dove chi corre si conta e chi ha paura perde in
partenza.
Prof, i tagli
della Gelmini per il 40% saranno al Sud Bastico: una devastazione
( da "Unita, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i tagli della Gelmini per il 40% saranno al Sud Bastico: una
devastazione GIUSEPPE VITTORI Il 40% dei tagli sull'organico docente si
realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto
si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici
per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.
CelebrazioniSan
Giovanni Bianco, la Sacra Spina Celebrazioni in preparazione alla festa della
Sacra Spina: ore 10, Messa celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de'
Busi; ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Francesca Gelmini, Divisione spazi e tempi urbani del Comune di
Bergamo parla sul tema: «Le politiche temporali come strumento di
partecipazione: la legge regionale 28/2004, il Piano territoriale degli orari
della città e suoi progetti attuativi». feste e tradizioniVilminore di Scalve
festa dell'Ufficio Torna la «Festa dell'Ufficio»
di PATRIZIO
CECCARELLI GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni pistoiesi unit...
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia e Comuni pistoiesi uniti contro la riforma «Gelmini», i cui
effetti si cominciano a vedere proprio in questi giorni, a seguito delle
pre-iscrizioni. «ABBIAMO riscontrato - hanno spiegato in conferenza stampa gli
assessori Giovanna Roccella (Provincia) e Rosanna Moroni (Comune di Pistoia),
il sindaco di Agliana Paolo Magnanensi, il dirigente Andis Maurizio Monti,
Università, prove
d'intesa tra Governo ed Atenei (
da "Giornale di Brescia" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini: per rilanciare il sistema universitario alle
risorse vanno affiancate le riforme Il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini ROMAImpegno comune a rivedere le forme di governo degli Atenei,
riconsiderando le funzioni decisionali, la composizione dei vari organi, il
loro ruolo e le loro responsabilità nella programmazione e nella allocazione
delle risorse;
E' quanto è
scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e i...
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: CIVITANOVA pag. 10 E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a
Macerata, tra i presidi della Regione e i... E' quanto è scaturito ieri da un
incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e il "vice" del
ministro Gelmini A pagina
Riforma, caos alle
elementari ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SUCCEDE con la Riforma varata dal Ministro Maria Stella Gelmini. Solo
a fine aprile arriveranno indicazioni. Troppo tardi per i genitori che nel
frattempo devono compiere anche scelte professionali tenendo conto di quello
che faranno i figli. Ma pure per le Amministrazioni locali su cui grava il
compito della gestione del trasporto e della refezione.
Tavoli all'aperto:
Confcommercio chiede di anticipare il via libera
( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: COME si può credere al fatto che don Pierino Gelmini si sia reso
protagonista di 29 episodi di molestie al giorno, per otto mesi?», lo sostiene
uno degli avvocati del pool di difesa, Manlio Morcella, commentando le
dichiarazioni rese dal primo degli accusartori. E' durato oltre tre ore il
controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Gelmini (nella
foto)
Don Pierino:
difesa agguerrita ( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accusatore di Gelmini L'ASSOCIAZIONE San Bao promuove a Terni un corso
di antiaggressione femminile che si svolgerà da marzo ad aprile per quattro
sabato consecutivi, dalle 15 alle 17,30. Il corso, tenuto dal maestro Simone
Sebastiani, che pratica Wing Chun (stile di Kung-Fu) da oltre 25 anni, vuole
fornire alle donne gli strumenti necessari per riconoscere una situazione di
pericolo,
Montichiari
Incontri tra studenti e le imprese
( da "Giornale di Brescia" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Up Massimo Gelmini, che aggiunge: «L'obiettivo è favorire il contatto
fra il mondo delle imprese e quello della formazione, in sostanza: avvicinare
gli studenti alle realtà concrete del mondo del lavoro». «Con questa edizione
vogliamo lanciare un segnale forte al mondo produttivo - spiega Antonio Perini,
vice presidente del Comitato promotore -
Scuola, via 37
mila docenti: il 40 per cento al Sud
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi Scuola, via 37 mila docenti: il 40 per
cento al Sud Tagli confermati: via 245 presìdi. Gelmini: «Tetto del 30% di
immigrati in classe. Aiuterà l'integrazione»
ROMA - Il 40% dei
tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania,
Pugli... ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nonchè dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono
essere impiegate per ampliare l'offerta formativa della scuola» e dunque anche
per una estensione del tempo pieno. Introdurre il tetto del 30% per la presenza
degli studenti stranieri nelle classi «aiuta l'integrazione», sostiene il
ministro Gelmini.
ROMA - Prendete
due mamme e cercate di ascoltarle senza che la bilancia penda, come fossero ...
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ribadisce il sì e fissa un tetto del 30%. E' necessaria
un'integrazione "assistita" (senza arrivare a classi separate e test
di ammissione) o si può lasciare corso alle capacità dei singoli, insegnanti,
dirigenti, genitori? Perfino bambini: fa testo quella pulce di sei anni che
alla madre incerta se un nome cinese nella lista della classe fosse di maschio
o femmina,
Europa con un
futuro nanotech ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dichiarazione congiunta tra Leijonborg e il ministro Mariastella
Gelmini, nel corso del Forum Italia-Svezia organizzato da Confindustria. Italia
e Svezia svilupperanno programmi congiunti? I due Paesi già collaborano,al di
là dell'esistenza di accordi formali. Il progetto più concreto su cui
lavoreremo insieme riguarda lo sviluppo di nuovi materiali attraverso la
cosiddetta "spallazione"
LA BILATERALE
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ambasciata di Svezia in Italia che si terrà oggi alle 15
all'Auditorium della Tecnica a Roma. Al forum parteciperanno, tra gli altri, i
ministri della Ricerca di Italia e Svezia, Mariastella Gelmini e Lars
Leijonborg, e i presidenti delle associazioni industriali dei due Paesi, Emma
Marcegaglia e Signhild Arnegard-Hansen.
Giornata intensa
per re Carlo Gustavo XVI e la bella regina So...
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009) + 2 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Alfano, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il vice
presidente del Senato Emma Bonino, il presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia, rappresentanti del governo svedese e molti industriali dei due
Paesi. Il menu, molto italiano, anzi con un cotè romano, era questo: crespelle
con cicoria e fonduta di pecorino,
Ridotti i tagli
previsti Da 1.400 diventano 800
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Maria Stella Gelmini. Dati non ancora definitivi, ma
importanti, giacché ridimensionano un intervento che si annunciava assai più
corposo del previsto e che aveva messo in allarme, soprattutto tanti docenti
precari. «E' allo studio un provvedimento legislativo per tutelare i precari
sottolinea Giovanni Bonvecchi, segretario provinciale dello Snals di Macerata
In buona sostanza,
In 4 regioni del
Sud il 40% dei 42mila tagli all'organico
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, all'appello di settembre mancheranno soprattutto
i 32mila insegnanti che hanno chiesto di andare in pensione e non saranno
sostituiti da nuove assunzioni; altri 18mila saranno i precari che quest'anno
stanno lavorando con la supplenza annuale e che rischiano concretamente di non
avere la conferma dell'incarico.
La Regione deve
contribuire al rilancio dell'università
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini rivolto a sondare gli umori del «sistema» — erano
invitati molti rettori — sulla proposta di governance degli atenei avanzata in
questi giorni dal governo. Ai parlamentari della maggioranza si è aggiunta solo
all'ultimo momento la disponibilità a parteciparvi del Pd, perché la Gelmini
aveva recepito la posizione espressa dal responsabile per il Pd dell'
Tagli agli atenei,
il Pdl alla Gelmini: discutiamone
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il Pdl alla Gelmini: discutiamone di ANGELO LOMONACO S os Università.
Gli annunciati — e a quanto pare inevitabili — tagli che il ministero si
appresta a effettuare preoccupano i docenti. Soprattutto dell'Università
L'Orientale, come è emerso chiaramente dal dibattito aperto sul Corriere del
Mezzogiorno dall'intervento dell'
Atenei, lista
nazionale per i docenti ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di GIULIO BENEDETTI categoria: REDAZIONALE Riforma Il piano della
Gelmini per rendere più trasparente il reclutamento Atenei, lista nazionale per
i docenti ROMA — I concorsi universitari banditi dai singoli atenei saranno
sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale. Scopo: un reclutamento
più trasparente.
Università, lista
nazionale per i prof ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: nuovo patto fra scuola, politica e Paese Università, lista
nazionale per i prof La riforma: stop ai concorsi locali. «Così si eliminano i
conflitti di interesse» Gli atenei potranno scegliere i nuovi docenti fra
quanti avranno ottenuto l'abilitazione, unica per tutta l'Italia ROMA —
Nord senza
presidi: in 100 dal Sud ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, «di rivedere il meccanismo di reclutamento dei
dirigenti scolastici e dei professori». L'emergenza è arrivata anche nelle sedi
dei sindacati. Rita Frigerio della Cisl milanese conosce bene la questione: «Ad
eccezione dell'ultimo rimasto, qui da noi non ci sono vincitori di concorso».
Docenti: 37 mila
tagli, nel Meridione quattro su 10
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno scolastico 2009-2010: in sintesi, il provvedimento del ministero
guidato da Mariastella Gelmini (nella foto) — una bozza iniziale, che
probabilmente subirà qualche piccolo aggiustamento nei prossimi giorni —
prevede 37.000 «tagli» nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di
fatto, confermando quindi i 42.
FONDI ALLA SCUOLA
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: BREVI FONDI ALLA SCUOLA Questione di priorità Il ministro Gelmini non
ha i quattrini affinché i presidi possano assumere supplenti, non li ha per
onorare il suo impegno di realizzare una nuova e specifica materia di studio
mirata all'educazione civica, per consentire ai bimbetti delle primarie
l'accesso all'informatica.
Scuola, mobilitati
sindacati e Provincia ( da "Tempo, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Le cifre regionali dei tagli imposti dalla legge Gelmini
parlano di almeno tremila professori in meno. Allarme nel Reatino Scuola,
mobilitati sindacati e Provincia Incontro Oggi ancora confronto per salvare gli
83 plessi che rischiano la chiusura Elisa Sartarelli Nella regione Lazio
potrebbero essere 511 i tagli ai posti di lavoro nella scuola primaria,
Dalla crisi
nascerà un'istruzione migliore
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: economia moderna di Giuseppe Marci --> di Giuseppe Marci Il
ministro Gelmini ha detto: «Il sistema dell'istruzione può essere molto utile
per combattere gli effetti della crisi». Sembra una di quelle frasi che
ripetiamo come giaculatorie, in fondo senza crederci. Ed è invece un errore,
non crederci e non rendere il concetto subito operativo.
La scure si
abbatte sugli insegnanti ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: compatibilmente con le disponibilità di organico" e di tempo
pieno "organizzato nei limiti dell'organico". Un macigno anche per le
innovazioni promesse dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che
deve giustificare il calo delle iscrizioni nella scuola pubblica. Luca De
Carolis 25/03/2009
diabete, screening
gratuito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Associazione Famiglie Diabetici della Bassa Friulana Gelmino Pozzo, e
il dottor Mario Maschio, che risponderà alle domande dei presenti. È
un'opportunità per conoscere una malattia che coinvolge un numero crescente di
persone. I dati statistici sulla diffusione della malattia sono allarmanti: si
parla infatti di incrementi che riguardano due milioni di ammalati,
I tagli alla
scuola , a casa 42 mila insegnanti
( da "Metronews" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini si accinge a varare. La cifra è emersa al termine
dell?incontro fra i sindacati, che parlano di “logica contabile” determinata
non dalle esigenze dell?istruzione ma dagli obiettivi della Finanziaria, e la
Gelmini. Gli esuberi dovrebbero verificarsi dal 2009-2010 e andrebbero ad
aggiungersi ai 5 mila tagli già previsti per un totale di 42 mila posti.
UNIVERSITà:
SEMINARIO SU GOVERNANCE, VALUTAZIONE
( da "WindPress.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato al Ministero
dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca i rappresentanti del mondo
universitario per discutere insieme di ?autonomia e responsabilità degli
atenei: governance, valutazione, reclutamento?. E? la prima volta che viene
organizzato un dibattito in cui sono coinvolti tutti i rappresentanti del mondo
accademico con l?
Stop ai concorsi
locali per eliminare i conflitti di interesse
( da "Corriere.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: governance degli atenei e dei concorsi universitari il ministro
Gelmini potrebbe presentarlo entro due mesi dovrebbe definire nei dettagli. Un
disegno di legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti di
interesse del mondo universitario. Per il momento ci sono solo delle linee
guida, sulle quali si registra la convergenza del mondo accademico e
dell'opposizione.
Lite al liceo, uno
studente ferito ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge Gelmini, abolendo queste compresenze, spazza via di fatto
l'opzione tempo-lungo. In compenso crescono gli iscritti nelle scuole padovane:
188 alla scuola d'infanzia, 532 alle elementari, 814 alle medie, 336 alle
superiori che faranno lievitare il plotone studentesco a 106.
Fondi agli Atenei
campani, appello dei parlamentari
( da "Denaro, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ad avanzare la richiesta al ministro Mariastella Gelmini sono stati
numerosi parlamentari campani del Popolo della Libertà . "La Campania
soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed economico, dovuto a diverse
cause tra cui quindici anni di una disastrosa amministrazione di
sinistra", si legge nella lettera che reca le firme, tra gli altri, di
Mario Landolfi,
Tagli alla scuola:
-42.000 posti, il 40% sarà al Sud
( da "Arena.it, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca
un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione
Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si
realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
Tagli alla scuola:
-42.000 posti, il 40% sarà al Sud
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca
un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione
Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si
realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
L'Italia dei
Valori apre il suo circolo
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la
modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle
scuole a tempo pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì
28 saremo a Trieste con l'onorevole Di Pietro in persona per presentarle al
Presidente del Consiglio regionale".
Studenti: Ecco
come difenderci dalla politica dei tagli
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: un segnale stradale di divieto con il volto del ministro Gelmini. È il
kit "Studenti vs la crisi", un agile manualetto che racconta le
novità introdotte dal governo in tema di scuola, «provando la loro inefficacia
contro la crisi e smascherando le falsità che il ministro ci racconta
attraverso i media», dice Matteo Cocco, rappresentante della Rete degli
studenti medi di Vicenza.
Servono tempo
prolungato e nuove sezioni
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, al presidente della Regione Giancarlo
Galan, ai deputati e senatori eletti nel Veneto, al presidente della Provincia
di Venezia Davide Zoggia e al direttore dell'Ufficio scolastico Regionale. «Sia
mantenuto il sistema scolastico attuale a tempo prolungato, sia istituita una
nuova sezione a tempo pieno nel plesso primaria "
Scuola nuova per
Sandon? È subito polemica ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: però la riforma Gelmini ha creato una grande confusione e incertezza,
per cui ora non sappiamo ancora se potremo contare o meno sul personale
necessario a garantire questo servizio». Numerose le perplessità emerse dal
pubblico presente, non solo sulla bontà della proposta, ma anche sul futuro
dell'immobile che verrebbe dismesso.
MANNAIA SULLE
SCUOLE VENETE ( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: macero insieme agli striscioni contro i provvedimenti Gelmini
sbocciati in ogni dove delle sette province regionali, inutili gli slogan
urlati nelle manifestazioni di piazza, i sit-in di genitori, alunni e maestri,
le prese di posizione dei sindacati. A gelare le aspettative sulla salvaguardia
del tempo-scuola grazie a un congruo organico in cattedra ci ha pensato il
ministero dell'
Povera musica,
cenerentola d'Italia ( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ha aperto le porte della scuola a Gaber.... «Benissimo, ma
bisognerebbe farlo anche con la musica. L'Italia è il paese europeo, ma anche
considerando Asia e America, in cui la musica si insegna di meno. Ed è
paradossale. Perchè la lingua della musica è l'italiano.
Maestri
soprannumerari in mobilità anche se i genitori chiedono il tempo pieno
( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: si tratta di docenti che a causa dei provvedimenti del ministro
Gelmini perderanno il posto nelle scuole di titolarità, dove magari per molti
anni hanno svolto attività didattica, addirittura qualche insegnante è
ultrasessantenne. Una situazione senz'altro anomalo, che a giorni potrebbe
mettere in crisi le scuole per motivi burocratici.
Riforma scolastica
con troppi tagli ( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se la riforma Gelmini dovesse essere applicata così com'è, le
previsioni sarebbero drammatiche per le comunità. Non solo si perderebbero
posti di lavoro ed intere classi ma alcuni plessi potrebbero addirittura
chiudere. E' il caso dei comuni più piccoli come Acquaviva Platani, Sutera,
Villalba.
In consiglio comunale
due odg sulla riforma Gelmini
( da "RomagnaOggi.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ultima seduta il Consiglio comunale di Ravenna ha discusso due ordini
del giorno in merito alla riforma Gelmini: uno a firma di Raffella De Mucci di
Prc e uno a firma di Andrea Maestri dell'Ulivo-PD. I due documenti (allegati)
non molto dissimili tra loro sono stati illustrati dai rispettivi firmatari. Il
primo documento è stato accolto con il voto contrario dei gruppi di
opposizione;
Scuola/ Fioroni:
Vergognosa bocciatura indennità
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ripresenteremo l'emendamento in aula e attendiamo dal ministro Gelmini
una parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi i tagli e i
disoccupati che ha creato - conclude Fioroni - avverta almeno l'imperativo
etico di garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per
anni hanno educato i nostri figli".
Scuola/ Tagli
confermati: a settembre saltano 42.000 prof
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, e confermati durante l'incontro che si è svolto a viale
Trastevere con i sindacati di categoria. Quest l'iter che attende il decreto:
dopo la firma del documento da parte del responsabile del Miur, e la successiva
del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i tagli verranno comunicati alle
direzioni regionali che assieme a regioni ed enti locali dovranno predisporre
la
Ricerca/ Gelmini e
ministro svedese firmano accordo
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro
dell'Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg hanno
sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia
nel settore della ricerca e dell'innovazione. Grazie a questo accordo, siglato
nell'ambito del convegno di Confindustria 'Crescere con la Ricerca e l'
Scuola/ Di
Menna(Uil): Aumento private? Governo tuteli le
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: commentare il giudizio espresso ieri dal ministro Gelmini secondo cui
il paventato incremento di iscritti negli istituti privati "dimostra la
volontà da parte delle famiglie di esercitare una libertà, la libertà di scelta
educativa che è garantita anche dalla Costituzione". Secondo stime
derivanti dal primo stralcio di dati sugli iscritti al prossimo anno scolastico
saranno almeno 15-
Scuola, Bruno
(Pd): "La Calabria trattata da regione canaglia"
( da "Giornale di Calabria, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: denunciavamo lo scempio della Gelmini raccontavano ai calabresi che
non ci sarebbero stati tagli? La verità - sostiene - è che dopo l?attacco alle
nostre Università adesso passano allo smantellamento della scuola pubblica. Non
deve esserci nessuna speranza per tutti quei giovani insegnanti inseriti nelle
graduatorie, nessun investimento sulla cultura e la conoscenza come antidoto
all?
Misure per
l'assorbimento dei precari
( da "superEva notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo 2009, nella sala
stampa di Palazzo Chigi, alcune misure per l'assorbimento dei precari nella
scuola, in particolare: * ai precari che fino all'anno scorso avevano una
supplenza annuale sarà garantita,
Scuola/ Domani Uil
incontra governatori per salvare 28.000
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questa la proposta che il sindacato farà alle regioni: garantire la
titolarità degli insegnanti di ruolo confermando gli incarichi annuali.
"Tutte le energie e le risorse devono avere questa finalità",
conclude Di Menna. Ma i tagli sono già pronti, nero su bianco alla firma dei
ministri Gelmini e Tremonti, e i tempi per bypassarli sono strettissimi.
"In piazza
anche coi genitori" ( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: CONTRO LA RIFORMA GELMINI "In piazza anche coi genitori"
Contestata la decisione di non ammettere all'esame chi ha 5 anche in una sola
materia [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE «Questa è una manifestazione
politica, ma non partitica». Hanno le idee chiare gli studenti novesi, come
Niccolò La Torre, uno dei rappresentanti d'istituto,
Un Consiglio
"soft" sul caso Grinzane
( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: eccetto per il consiglio aperto sulla riforma Gelmini). A giocare
forse, anche la consapevolezza che ormai le polemiche servono a poco e occorre
guardare avanti per salvare il salvabile, quel patrimonio che dovrebbe rimanere
un «motore di cultura» per Costigliole. Un senso di responsabilità bipartisan
che deve aver contagiato tacitamente l'aula.
La scienza della
Gelmini ( da "Blogosfere" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mar 0926 La scienza della Gelmini Pubblicato da Giovanni Sena alle
00:35 in Vicende nazionali Il Ministro dell'Istruzione e dell'Universita',
Mariastella Gelmini, ha una visione un po' dirigista e limitata della ricerca
scientifica. A leggere alcune sue recenti dichiarazioni, il Minstro appare una
persona lontana dal cogliere le vere potenzialita'
Intensa giornata
romana per i Reali di Svezia
( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nell'ambito degli incontri bilaterali associati alla visita, il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ed il collega svedese Lars
Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione
tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell'innovazione. Oggi i reali
svedesi visiteranno Bologna.
La maestra
precaria: Il futuro mi preoccupa
( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ecco la riforma Gelmini spiegata da B., oggi maestra elementare
precaria, «l'anno prossimo chissà». Perché «già prima non era semplice, ma
d'ora in poi la questione diventa ingestibile sia dal punto di vista
occupazionale e penso soprattutto a chi ha famiglia, insegna da anni e si
troverà disoccupato, sia dal punto di vista educativo»: sono tanti,
Come rendere la
scuola meno difficile ( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini «vuole una scuola del leggere, scrivere e far di
conto, una scuola senza testa. Quello che sta avvenendo oggi è un disastro
sociale». Potrebbe essere il movimento dell'Onda a far tornare la scuola nelle
mani dei cittadini? «Potrebbe - risponde Santo Gaffurini, segretario generale
della Flc Cgil -,
Il dirigente
scolastico: C'è troppa incertezza
( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: esito dei tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini: «La cosa che più preoccupa è non sapere, tutto è aleatorio e sospeso -
racconta -, nessuno ci ha dato indicazioni certe e questo genera una forte
sensazione di impotenza e di continui dubbi irrisolti. E chissà poi se si
risolveranno mai».
Pochi iscritti,
Foen e Arten ora rischiano
( da "Corriere delle Alpi" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: indomani della pubblicazione delle norme attuative della riforma
Gelmini», ricorda Malacarne. «E' emersa in quel passaggio la necessità di
prevedere parametri più favorevoli per le zone di montagna e poter così
costruire classi con meno di quindici alunni, date le difficoltà ambientali e
la dispersione territoriale della popolazione scolastica».
seicento
insegnanti in più per garantire il tempo lungo
( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo
la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato»
PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il
ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che
permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio.
Entro il 2010 la
Campania si ritroverà con 5.645 cattedre in meno. Una vera e propria
"maz... ( da "Leggo" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quanto prevede la riforma del ministro Gelmini, il dado è tratto. In
totale, i tagli previsti manderanno a casa 43.000 docenti italiani. Il prezzo
più alto sarà pagato dalle medie inferiori, dove si perderanno progressivamente
15.000 posti di lavoro. Cambia anche il numero minimo di studenti nelle classi
"primavera" (15) e quello massimo di alunni per una classe di scuola
media (
Tiraboschi lascia
la Scuola di diritto del lavoro
( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Paola Reggiani Gelmini, vuole fare chiarezza: «E' una vicenda che
riguarda la scuola e non la Fondazione. Sapevo che Michele si era dimesso il 2
marzo dalla direzione della scuola. Per quanto mi riguarda sono tranquilla: gli
organi sono stati appena rinnovati - dopo 6 anni erano scaduti il 31 dicembre
scorso - e da Michele Tiraboschi non ho ricevuto alcuna comunicazione.
seicento
insegnanti in più per garantire il tempo lungo
( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo
la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato»
PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il
ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che
permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio.
Seicento
insegnanti in più per garantire il tempo lungo
( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo
la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato»
PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il
ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che
permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio.
la collodi di
tessera rischia di chiudere
( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Effetto Gelmini: in prima elementare sono iscritti 14 bambini, non 15
La Collodi di Tessera rischia di chiudere Scaramuzza: «Chiederemo una deroga,
nel 2010 gli alunni saranno 22» TESSERA. A rischio la formazione della prima
elementare alla scuola Collodi di Tessera.
Scure sulla
scuola, a rischio 800 prof
( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini penalizza la scuola veneta perché caratterizzata dal tempo
lungo, un'opzione cancellata dalla nuova legge. Il tempo pieno (le 40 ore),
previsto dalla Gelmini, in Veneto conta solo per il 13%. «Vorrei proprio sapere
cos'avrà ora da dire l'assessore Donazzan - attacca Ferrazzi - se si fossero
messi a difendere la scuola veneta qualche anno fa non ci troveremmo in questa
situazione.
scuola a rischio,
lettera al ministro ( da "Centro, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aiuto alla Gelmini ROSETO. Un aiuto straordinario per il liceo Saffo
ospitato in un edificio non sicuro. A chiederlo è il preside della scuola,
Viriol D'Ambrosio, che ha inviato una lettera al ministro della pubblica
istruzione Maria Stella Gelmini per far inserire l' istituto nel piano
"Centoscuole", un programma che prevede investimenti e interventi per
le strutture scolastiche.
scuola, tagliati
1700 docenti e 500 bidelli - pier giorgio pinna
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: guai derivano infatti dalla riforma Gelmini e dalle mazzate decise da
Tremonti sui bilanci dell'istruzione pubblica. «è insomma l'ennesimo capitolo
di un disastro annunciato - osserva Loddo - Prima vogliono distruggere le
autonomie e chiudere le scuole, adesso riducono le classi e compromettono il
futuro di tanti insegnanti e operatori mettendo a rischio le nostre
professionalità»
scuola in rivolta
contro i tagli ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intanto il Pd prepara una raccolta di firme per chiedere al governo di
fare marcia indietro. L´annuncio dei tagli è un duro colpo anche per la
Regione, visto che fino a pochi giorni fa il presidente Formigoni garantiva:
«Grazie a un accordo con il ministro Gelmini la scuola lombarda non sarà
penalizzata». SERVIZIO A PAGINA II
scuole medie,
salta un prof su 10 rivolta contro i tagli in lombardia
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Grazie a un accordo con la Gelmini, in Lombardia sarà confermato
l´organico dell´anno in corso». La Lombardia, invece, ha pagato i tagli più di
ogni altra regione del Nord Italia. Nonostante la Direzione scolastica
regionale, guidata da Annamaria Dominici, continui a ripetere che «il tempo
pieno alle elementari non è a rischio e la didattica non subirà stravolgimenti»
poche le richieste
per il maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione e beni culturali commentando il decreto interministeriale
presentato dal ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati. «Il taglio di
cattedre, come avevamo previsto, è pesante anche nella nostra regione e
colpisce in modo particolare le scuole medie inferiori - spiega il senatore -
prefigurando una vera e propria messa in mora del sistema pubblico
dell'istruzione e formazione».
La corsara Tra
Skifidol e Gormiti la vera causa della crisi economica del paese è Preziosi
( da "Italia Oggi" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini sa cosa sono gli Skifidol? Signora Gelmini, glielo spiego io:
sono figurine che ritraggono simpatici personaggi dai nomi decisamente
istruttivi quali «Gustavo Lacacca», «Aldo Urinocaldo», «Oronzo Petonzo»,
«Evangelista Terrorista», «Gennaro Canaro» e, soprattutto, «Raffaello
Portaombrello» che ha un nome piuttosto innocuo ma che ritrae questo simpatico
Raffaello piegato
pagella di
legambiente sull'edilizia scolastica: i dati giovedì prossimo
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini ha riportato al centro dell'attenzione il dibattito
sulla scuola - ha detto Collaoni -. La riflessione sulla qualità della scuola
s'impone, quindi, per ciò che attiene all'istruzione e per l'aspetto educativo.
Il dibattito partirà dalla ricognizione degli spazi scolastici: uno spazio
accoglienze è il presupposto dell'
Il decreto Gelmini
pro trasparenza ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 13 Il decreto Gelmini pro trasparenza Secondo un disegno di legge
targato Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione, che
potrebbe essere presentato entro due mesi, i concorsi universitari banditi dai
singoli atenei saranno sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale,
per un reclutamento che sia più trasparente rispetto all'
più alunni, meno
insegnanti - maria cristina carratu
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini sopprime 1.465 cattedre Più alunni, meno insegnanti
Forti tagli nelle scuole toscane, tempo pieno in bilico MARIA CRISTINA CARRATU
maria cristina carratù La Toscana si prepara a mobilitarsi contro la scure del
governo sulla scuola. Le cifre dei tagli nella bozza allegata al decreto
interministeriale appena presentato dal ministro Gelmini a categorie e enti
locali.
tagli a scuola,
1465 prof in meno - maria cristina carratu
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina XI - Firenze Tagli a scuola, 1465 prof in meno Il
piano-Gelmini, sindacati in rivolta. Aumentano gli studenti, tempo pieno a
rischio MARIA CRISTINA CARRATU (segue dalla prima di cronaca) maria cristina
carratù A cui dovrebbero corrispondere circa 40 classi in più, come dire circa
120-150 insegnanti in più.
l'onda occupa in
capo di lucca la monari: così non si dialoga - cori a pagina v
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina I - Bologna Il salto di qualità dei no-Gelmini nasce il centro
sociale Bartleby L´Onda occupa in Capo di Lucca La Monari: così non si dialoga
CORI A PAGINA V SEGUE A PAGINA
l'onda si propaga
e occupa nasce il centro sociale bartleby - alessandro cori
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina V - Bologna Salto di qualità degli universitari no-Gelmini che
entrano in uno stabile in Capo di Lucca L´Onda si propaga e occupa nasce il
centro sociale Bartleby Il prorettore Monari: devono andarsene, lo stabile è
inagibile e pericoloso ALESSANDRO CORI L´Onda anomala mette a segno la sua
prima, vera, occupazione.
di MILENA
MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Bia...
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Angelica Gelmini, Francesca Martino, Nives Rubini, Stefano Morigi,
Alice Giacometti, Angela Calandrini, Elisa Cicognani, Catia Agirelli, Rosella
Bartolo e Lina Berti hanno vinto due biglietti a testa per l'evento, da
ritirare al botteghino del palafiera dalle ore 19 di domani con un documento
d'identità.
Sms, all'Iti il
futuro è già realtà ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'idea del ministro Gelmini di attivare il servizio di sms per le
comunicazioni scuola-famiglia è già attiva in un istituto ascolano, l'Iti
«Fermi» di Ascoli. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica, Bianca Maria
Pia Marrè. Professoressa, quando e perché avete dato corpo a quest'idea?
università, parte
la sfida per il nuovo rettore - giuliano foschini
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel testo della Gelmini trovo ci sia un buon equilibrio sull´autonomia
alle singole sedi" GIULIANO FOSCHINI All´università di Bari si torna a
votare. A maggio la comunità accademica sarà chiamata alle urne per scegliere
il nuovo rettore, tre anni dopo l´elezione Corrado Petrocelli: l´ufficialità
arriverà nei prossimi giorni quando sarà pubblicato il decreto firmato dal
decano,
in mutande
nell'aula magna contro la politica del governo - fulvio di giuseppe
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i tagli della riforma Gelmini. L´occasione per protestare ieri era
propizia. Nell´aula magna dell´Università si presentava infatti il
"Rapporto sulla scuola in Italia 2009". Un incontro per fare il punto
sulla situazione del sistema scolastico alla presenza di Valentina Aprea,
presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera.
i sindacati:
scuola fvg in ginocchio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I sindacati: scuola Fvg in ginocchio La riforma Gelmini mette a
rischio 549 posti: sbigottiti dai tagli L'ACCUSA L'ALLARME «Non garantiti
qualità dell'istruzione e funzionamento delle strutture» Per 1.200 precari non
ci sono neppure gli ammortizzatori sociali TRIESTE. «Siamo molto preoccupati
per il futuro della scuola.
UNA PATTUGLIA di
lingue, tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi d...
( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se il ministro Gelmini vuole massimo il 30% di studenti stranieri per
classe, sia in Valdera che nella zona del Cuoio qualche dirigente scolastico
dovrà mettere mano alla calcolatrice: in Valdera, infatti, gli stranieri
iscritti all'anno scolastico in corso sono 1.
Abstract: percentuali del ministro Gelmini non aggiungono alcunché, non aiutano, creano confusione». Non ha dubbi Anna Maria Tognetti ex insegnante, ex assessore provinciale, già in giunta negli anni 90 al Comune di San Miniato, ed un impegno, oggi, sul fronte delle "donne" e della "mamme" con un occhio di riguardo al mondo delle extracomunitarie nel sottolineare che anche nella scelta del 30%
Abstract: amministrazione di Cottanello si prepara a votare una delibera per esprimere il dissenso nei confronti del regolamento Gelmini. Mentre nel tardo pomeriggio di ieri l'assessore Marcheggiani e i rappresentati dei sindacati hanno chiesto ed ottenuto un confronto urgente con il Prefetto Silvana Riccio che non ha esitato ad accogliere la "delegazione" a Palazzo Vincentini.>
OCCHIO AI TAGLI.
L'invito arriva dalla Cgil regionale, che ha provato a quantificare i
possibil... ( da "Nazione, La (Arezzo)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: provato a quantificare i possibili tagli legati alla riforma Gelmini.
E sarebbero tagli pesanti, specie a fronte di un aumento di alunni robusto, in
ogni ordine di scuola. Quasi 1500 insegnanti e 6 presidi, ma non si sa ancora
quanti in provincia. Mentre per il personale Ata a perdere il lavoro sarebbero
in 97: 22 segretari, 8 assistenti tecnici, 65 bidelli e 2 tra cuochi e quant'
le famiglie
vogliono il tempo pieno e preparano la fiaccolata del 2 aprile
( da "Messaggero Veneto, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il comitato ha fatto muro contro gli effetti della riforma Gelmini
sugli organici e il tempo-scuola 2009-2010. «Da fonti sindacali - hanno detto
le mamme Sonia e Cristina - pare che gli organici docenti saranno ridotti al
minimo. Niente compresenze e tempo scuola lungo, a rischio. Continueremo a
lottare e dimostrare: non ci tireremo indietro».
ANCONA - I posti
in meno nelle nostre scuole a settembre saranno -249 nella scuola primaria,
-319 ne... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pubblica da parte del Ministero Gelmini - ha osservato il presidente
della Regione Gian Mario Spacca - è inaccettabile e mette in seria difficoltà
il servizio e la qualità del sistema di istruzione. In un momento di difficoltà
economica, decidere di risparmiare sull'istruzione è sicuramente un'operazione
miope: bisognerebbe piuttosto investire e accompagnare la formazione dei
giovani.
di ILARIA TRADITI
ANCONA SINDACATI m... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LAVORERANNO in pratica 3736 docenti, certo i tagli sono drammatici, ma
si è aperto uno spiraglio» ha detto Paola Martano del sindacato autonomo Snals.
Al momento infatti il tavolo delle trattative è aperto e il ministro Gelmini
pare abbia dato segnali di interesse verso le proposte avanzate dallo Snals,
sostenute anche da Cisl e Uil.
Meno docenti in
Veneto Ma il tempo pieno alle elementari è salvo
( da "Corriere del Veneto" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: voluto dalla riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Una scure che,
da settembre, sottrarrà al Veneto oltre 2200 docenti, a fronte di un aumento di
8500 alunni. Mentre infatti tutti gli occhi da sempre si sono rivolti sulle
elementari e sul maestro unico, oggi corpo docente e servizi decurtati si
ritroveranno in medie e superiori.
Bracco: sulla
ricerca focus sui temi-chiave
( da "Sole 24 Ore, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dice nel suo intervento al Forum Mariastella Gelmini, ministro
dell'Università e della Ricerca che ha firmato una dichiarazione congiunta con
il ministro Leijonborg per sviluppare partnership scientifiche (si veda «Il
Sole-24 Ore» di ieri). Al pari della Svezia, aggiunge il ministro Gelmini, nel
nuovo «Programma nazionale della Ricerca, che definiremo entro giugno,
IL TEMPO LUNGO PER
LA SCUOLA ELEMENTARE DEL VENETO E' SALVO
( da "marketpress.info" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha però dimostrato al Governo ed in particolare al Ministro Gelmini,
quanto la nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di
dare ottimi risultati?. ?Avevamo chiesto al Ministro- prosegue l?Assessore regionale-
in particolare, con il sostegno dei dati e delle valutazioni dell?Ufficio
scolastico regionale e forti dell?
Mazzocca:
Argomenti: Scuola
Abstract: rettori e professori attendono con apprensione che la scure della
ministra Gelmini cali sulle università per i tagli annunciati che preoccupano
anche i parlamentari campani del Pdl, l'assessore regionale all'Università
Nicola Mazzocca, invece di chiedere una frenata, va controcorrente e propone
un'accelerazione a Berlusconi, che oggi è a Napoli: «Apriamo al più presto un
confronto,
Scuola, addio a
2200 posti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il conto è salato per la Sardegna ma la ministra Gelmini non fa sconti
a nessuno. Sotto la sua scure finisce tutta la scuola sarda, presidi, docenti,
bidelli, impiegati di segreteria e tecnici. Il prossimo anno scolastico si
aprirà, infatti, con 1655 cattedre in meno, tra elementari, medie e superiori.
Maroni jr. ospite
a Roma al concerto del Viminale
( da "Corriere della Sera" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E meno male che c'è il ministro dell'Interno: i poveri studenti del
liceo Cairoli, infatti, quest'anno non andranno in gita. Colpa della protesta
dei loro insegnanti contro i tagli alla scuola del ministro Gelmini: se taglio
deve essere, 61 professori su 76 hanno votato per cominciare proprio dai
«viaggi d'istruzione». M. Cre.
Argomenti: Scuola
Abstract: pag: 23 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il rettore della Bocconi e
il piano Gelmini «Concorsi per prof sì alla lista nazionale Fondi a chi merita»
«Gli atenei che producono di più vanno premiati» ROMA — «Un'innovazione che
potrebbe essere importante e che ci avvicinerebbe alle migliori pratiche
internazionali».
i tagli nella
scuola ( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 11 - Toscana I TAGLI NELLA SCUOLA NUOVE PROTESTE ANTI-GELMINI
Le più penalizzate saranno le medie inferiori. «Classi sempre più numerose dove
sarà difficile fare lezione»
quattromila alunni
in più e 1500 prof in meno
( da "Tirreno, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: criticando duramente i programmi del ministro Gelmini. Le cifre, in
pratica, dicono già tutto: nell'anno scolastico 2009-2010, rispetto a quello
precedente, dovrebbe esserci un aumento complessivo di 4443 studenti (la cifra
comprende sia la scuola primaria che quella secondaria, cioè le elementari e le
medie inferiori e superiori).
SCUOLA A RISCHIO a
San Godenzo? Il caso delle scuole di comuni disagiate, ed in p...
( da "Nazione, La (Firenze)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riccardo Migliori, fatta al Ministro dell'Istruzione Gelmini.
"Vorremmo capire, spiega Migliori, in base a quali parametri e metodologie
strategiche complessive siano stati elaborati accorpamenti, affinché non
costituiscano una forma di eccessiva penalizzazione dei centri abitati che ne
vengono coinvolti.
Abstract: Gelmini, Alfano sono già una realtà. Ma dai trentenni arriveranno sorprese». E lui, Dell'Utri, che di quella squadra del '93 si definisce «l'allenatore-preparatore atletico, Silvio era il presidente, gli altri tutti attaccanti perché così al Capo piacciono le squadre», lui che si candidò solo nel '96 «e solo per legittima difesa.
Abstract: Gelmini e di Tremonti, che minacciano il posto di 1.300 lavoratori, avranno, sostengono gli interessati, tra gli effetti più immediati quelli di ridurre indiscriminatamente il personale docente e Ata (bidelli e addetti alle segreterie), penalizzare la qualità dell'offerta formativa e aumentare le spese a carico delle famiglie e il venir meno delle garanzie per il rispetto delle norme>
Scuola, tagli
ormai certi Quattromila cattedre in meno in Lombardia
( da "Giorno, Il (Milano)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, sarà invece tra le più colpite del Paese»,
afferma Maurizio Martina, segretario lombardo del Pd. «Il pd lombardo -
prosegue Martina - chiede a Regione Lombardia che si attivi nei confronti del
ministro Gelmini al fine di assicurare la qualità del nostro sistema formativo,
rivedendo quindi l'impatto delle scelte negative e penalizzanti che il governo
ha assunto»
Caro Brunetta... e
Don Milani? Brunetta non ipocrita? Che ne pensa di don Milani che voleva i
suo... ( da "Unita, L'" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: / Ma quand'apre la boccaccia/ x parlare tropp'in fretta/ non promuove
la vendetta? GP Occupazione: la prima volta del nostro liceo Prima di oggi la
nostra scuola non era mai stata occupata. Domani manifestazione nazionale
contro la Gelmini. Liceo classico "Plana" (Alessandria)
INNOVAZIONE:
SVEZIA-ITALIA QUATTRO A ZERO
( da "Unita, L'" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la signora Mariastella Gelmini. Il confronto sarà stato quantomeno
curioso perché i due Paesi sono abbastanza distanti proprio in relazione ai
temi della visita. Prendiamo la ricerca. Recentemente il governo svedese ha
stanziato 463 milioni di euro per la ricerca e l'innovazione, superando così
abbondantemente l'obiettivo che l'Europa si era data a Lisbona:
Scuola, confermati
i tagli In Molise Â
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Istruzione Sul decreto Gelmini insorgono i sindacati. La Uil
presenta la piattaforma, la Cgil prepara la protesta Scuola, confermati i tagli
In Molise «saltano» 334 posti Le riduzioni riguardano gli istituti primari e
secondari Aldo Ciaramella CAMPOBASSO Tagli e ridimensionamento, tutto
confermato.
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che si
è tenuto nella sede del Miur, con i rappresentanti di Crui, Cun, Cnvsu,
Interconferenza dei presidi e Codau, allargato ai parlamentari di maggioranza e
opposizione. Calzolari, avrebbe parlato di un «clima più disteso e meno
astioso» nei confronti degli Atenei.
Calzolari incontra
il ministro Gelmini: qualche speranza per i ricercatori
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 12 Calzolari incontra il ministro Gelmini: qualche speranza per i
ricercatori «SE NEL capannone in periferia si urla, in questo spazio
sussurreremo ma non per questo con minor intensità». L'Onda fa il proprio di
annuncio: «Una piega dell'Onda tra università e metropoli. Ecco qua Bartleby,
in via Capo di Lucca 30, uno spazio occupato nel centro di Bologna»
atenei, scambio
riforme-risorse - vincenzo milanesi
( da "Mattino di Padova, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Atenei, scambio riforme-risorse VINCENZO
MILANESI Qualcosa (forse) si muove nelle università italiane, sulle quali
incombono come un'autentica spada di Damocle i «tagli» decisi dal governo. Ora
il ministro Gelmini offre uno «scambio» riforme-risorse. A PAGINA 15
università,
scambio riforme-risorse - vincenzo milanesi
( da "Mattino di Padova, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini ha tuttavia lasciato intravvedere una possibile
via d'uscita, forse in grado di evitare il disastro, evidentemente concordata
con il ministro Tremonti. Uno «scambio», per dir così, di un genere
particolare: se gli Atenei accetteranno di collaborare ad avviare un processo
di riforme, potrebbe esserci una riduzione (
scuola, allarme
della provincia ( da "Nuova Venezia, La" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non abbiamo ancora i dati provinciali ma si parla di un aumento di
alunni di 7-8 mila unità con una diminuzione del corpo docente di 2000
insegnanti. La Ministra Gelmini ci deve spiegare come verrà rispettata la
volontà di scelta dell'orario delle famiglie, quando non ci sarà l'organico
sufficiente a garantire tutte le varie modalità». (Giacomo Cosua)
RICERCA E
INNOVAZIONE: GELMINI E MINISTRO SVEDESE
( da "WindPress.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro
dell?Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg hanno
sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e
Svezia nel settore della ricerca e dell?innovazione. Grazie a questo accordo
saranno avviati progetti scientifici comuni nei seguenti campi:Nanotecnologie e
Scienza dei materiali,
E' Brunetta il
ministro più amato Sei italiani su 10 si fidano del premier">E'
Brunetta il ministro più amato Sei italiani su 10 si fidano del premier
( da "Affari Italiani (Online)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al
56% davanti a Roberto Maroni con il 55% e Ignazio La Russa con il 53%. Franco
Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania
Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%. SEGUE/
LE PERCENTUALI DEI PARTITI... pagina successiva >>
26/03/2009 09:57
SCUOLA: RETE NAZIONALE PRECARI ADERISCE A MANIFESTAZIONE 28 MARZO
( da "ITnews.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini: 42.000 cattedre in meno e ben 18.000 precari che
il prossimo anno non lavoreranno: in pratica e' come se chiudesse una industria
molto piu' grande dell'Alitalia; il ministro afferma di studiare il problema,
ma la verita' e' che l'unico dato certo delle sue dichiarazioni sono i
pesantissimi tagli agli organici''.
Italiani, zero in
economia la Gelmini annuncia nuovi progetti
( da "Stampaweb, La" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini annuncia nuovi progetti per
l?alfabetizzazione economica degli studenti italiani. Il ministro parla del
lancio del progetto-pilota “Moneta”, «che ha coinvolto circa 200 studenti e 40
docenti in varie discipline». «Moneta» è partito in gennaio, in collaborazione
con Banca d?
Incentivi: sui
Comuni scontro Lega-governo
( da "Avvenire" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni annuncia che il Pd ripresenterà l'emendamento in aula: «Attendiamo
dal ministro Gelmini una parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi
i tagli e i disoccupati che ha creato, avverta almeno l'imperativo etico di
garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per anni hanno
educato i nostri figli» .
Paritarie, entro
l'8 aprile una decisione sui 120 milioni
( da "Avvenire" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: visto che venerdì scorso il ministro Mariastella Gelmini, al congresso
dell'Associazione genitori scuole cattoliche, aveva indicato in questa
settimana il passaggio decisivo in Conferenza. E proprio in vista di questo
appuntamento la presidente dell'Agesc, Maria Grazia Colombo, in una lettera
aperta ai presidenti di Regione e delle Province autonome,
Regione Marche
"preoccupata" per i tagli alla scuola
( da "Sestopotere.com" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero
Gelmini e` inaccettabile e mette in seria difficolta` il servizio e la qualita`
del sistema di istruzione. In una regione come la nostra, contraddistinta
dall'esistenza di piccoli centri, questa scelta risulta particolarmente pesante
e punitiva, soprattutto per le aree interne.
Rai/ Peluffo:
Vergognoso permettere a ministri di dire
( da "Virgilio Notizie" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al ministro Gelmini è stato possibile dire che nella scuola va tutto
bene, che i tagli non ci sono e che le misure prese dal governo sono
eccellenti". Lo afferma Vinicio Peluffo, esponente Pd della commissione di
Vigilanza della Rai, che aggiunge: "Se Vespa avesse chiamato gli
insegnanti, le famiglie, l'opposizione si sarebbe accorto che le cose stanno in
tutt'
(ACR) SIMONETTI:
GLI STUDENTI DELLâ ONDA NON SONO GUERRIGLIERI
( da "Basilicanet.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione, Mariastella Gelminiâ?. â??Non ci interessa oggi polemizzare
sui toni inappropriati, oltre che inopportuni, del Ministro â?? afferma Emilia
Simonetti - né© ci interessa indagare il tipo di â??trattamentoâ?? che Brunetta
avrebbe voluto o, meglio, vorrebbe
riservare agli studenti.
Puos d'Alpago
(m.d.m.) Non si spegne l'eco delle discussioni fuori e dentro il mondo
scolastico ... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini". Tra le voci che si rincorrono in questi giorni
fuori e dentro i corridoi delle sedi scolastiche, quella della maestra Alida
Nardi, una delle insegnanti con la maggiore esperienza didattica alle
elementari di Puos, si pone apertamente in contrasto con la risoluzione
attuata: «Anche se il collegio docenti si è espresso a maggioranza,
Il tempo lungo
nelle scuole elementari di Padova e provincia è probabilmente salvo. Ieri
pomeri... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: previsti da un apposito decreto a firma del Ministro Mariastella
Gelmini. Fondamentale sembra essere stato l'apporto del movimento spontaneo dei
sindaci, coordinato dal primo cittadino di Albignasego Massimiliano Barison. Da
un mese e mezzo a questa parte lo stesso movimento si è mosso per mantenere
questa forma di orario: i sindaci hanno prima incontrato Elena Donazzan,
Adesso sarà dura .
Allarga le braccia sconsolato Franco Venturella, direttore dell'U...
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e del voto in
condotta, la verità della riforma Gelmini è venuta a galla: meno servizi per le
famiglie, meno scuola per i bambini, meno opportunità per il futuro - afferma
Giaretta - eppure il capitale più grande su cui può contare il Veneto è quello
delle intelligenze e della cultura dei suoi abitanti.
La scuola a Porto
Tolle tra riforma e territorio: se ne discuterà domani sera alla Sala della
m... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: meglio nota come riforma Gelmini, sulla realtà locale. Si parlerà dei
problemi che potrebbero riguardare le circa 600 famiglie portotollesi che
usufruiscono della scuola primaria e secondaria e che per l' anno scolastico
2010-2011 si troveranno inevitabilmente a confronto con la riorganizzazione
prevista dal ministero.
Venezia Seicento
insegnanti in più e per le elementari il tempo lungo è garantito. 222...
( da "Gazzettino, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dimostrato al Governo e in particolare al ministro Gelmini quanto la
nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di dare ottimi
risultati. I 600 insegnanti in più permetteranno di far partire le classi prime
con il tempo pieno a 40 ore, così come descritto nel decreto attuativo del
ministero e, tolte le compresenze, vedere comunque garantito il cosiddetto
tempo lungo,
Le
tabelle">E' Brunetta il ministro più amato. Le tabelle
( da "Affari Italiani (Online)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al
56% davanti a Roberto Maroni con il 55% e Ignazio La Russa con il 53%. Franco
Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania
Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%. SEGUE/
LE PERCENTUALI DEI PARTITI... pagina successiva >>
Berlusconi
battezza il suo Pdl E spunta anche la banda musicale
( da "Repubblica.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sabato sono previsti gli interventi di ministri (Tremonti, Carfagna,
Alfano, Gelmini, Fitto), del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e dei due
capigruppo parlamentari, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. In chiusura di
giornata l'altro intervento istituzionale: il presidente del Senato, Renato
Schifani. Le presenze.
Modena, inaugurato
attraversamento ciclopedonale della tangenziale Pasternak
( da "Sestopotere.com" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che collegherà via del Diamante con via Gelmini e la zona
universitaria, è in programma per sabato 28 marzo alle 11, con ritrovo in via
Diamante. Dopo il taglio del nastro per mano del sindaco di Modena Giorgio
Pighi, dell'assessore alla Mobilità Daniele Sitta, e del Presidente della
Circoscrizione 3 Fabio Poggi, e l'attraversamento del sottopasso in bicicletta,
Brivio: in aula il
bilancio. La minoranza propone l'esenzione mensa per le famiglie in ``cassa``
( da "Merateonline.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non so se questo servizio rimarrà tale, dipende dai fondi che ci
saranno concessi in seguito alla riforma Gelmini”. Rosa Ripamonti Articoli
Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di
Lecco Scritto il 26/3/2009 alle 16.18
Donne di destra...
oltre alla gambe c'è di più...
( da "Affari Italiani (Online)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al sesto posto si piazza il Ministro Mariastella Gelmini (9%),
apprezzata per la sua determinazione dimostrata anche di fronte a provvedimenti
difficili come la riforma scolastica. Settima posizione per la combattiva
Alessandra Mussolini (5%), vera icona della difesa dei diritti delle donne,
mentre l'ottavo posto lo conquista Stefania Craxi (4%) che,
Tagli alla scuola,
la preoccupazione di Spacca
( da "Quotidiano.it, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Gian mario Spacca Presidente Regione Marche Il Presidente
della Regione Marche Gian Mario Spacca interviene rispetto alla spinosa
questione dei taglia alla scuola pubblica previsti dalla riforma Gelmini.
"Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero
Gelmini è inaccettabile e mette in seria difficoltà il servizio e la qualità
del sistema di istruzione.
Marcatelli
(FI-Pdl) denuncia: "Controinformazione sulla riforma della scuola"
( da "RomagnaOggi.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: trionfalmente affermato che il modello didattico del ministro Gelmini
è fallito. Si è trattato di un pesante e immotivato intervento ideologico da
parte di un assessore che invece di essere garantista verso le minoranze che
richiedevano scelte diverse, in linea con la legge, ha preferito usare il
frullatore per omogeneizzare un servizio che deve essere invece a misura di
bambino.
"Il servizio
militare non può provocare discriminazioni sul luogo di lavoro"
( da "Grecale, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: interrogazione al ministro Gelmini Normal 0 14 false false false
MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - “Evitare un?arbitraria ed
anticostituzionale discriminazione in danno dei cittadini che hanno prestato il
servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati in data
antecedente all?
Cgil e Cisl sui
tagli alla scuola ( da "Merateonline.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Economia >> Sindacati 26 / 3 / 2009 Cgil e Cisl sui tagli alla
scuola Il ministro Gelmini taglia per il prossimo anno scolastico 4.000 docenti
nella sola Lombardia pari ad un 11% del dato nazionale. Dichiarazione dei
segretari generali di categoria: Corrado Ezio Barachetti della FLC CGIL e
Renato Capelli della CISL scuola.
Flc Cgil: la
Gelmini non fa fronte alle richieste delle famiglie
( da "Merateonline.it" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini non fa fronte alle richieste delle famiglie LA GELMINI NON
E? IN GRADO DI FAR FRONTE ALLE RICHIESTE DELLE FAMIGLIE CONFERMATI PER L?A.S.
2008/2009 I TAGLI DI 4.000 DOCENTI NELLA SOLA LOMBARDIA, PARI ALL?11% DEL DATO
NAZIONALE. RICADUTE PESANTI A LIVELLO DI ORGANICI ANCHE PER LA PROVINCIA DI
LECCO Nonostante le rassicurazioni da parte del Ministro Gelmini
Dl incentivi/
Gelmini: bene modifiche su assunzione Lsu
( da "Virgilio Notizie" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini è soddisfatta delle modifiche al decreto legge sugli incentivi
che prevedono l'inserimento di risorse per l'assunzione di lavoratori
socialmente utili nella scuola. "L'inserimento nel Decreto incentivi di
risorse destinate all'assunzione di lavoratori socialmente utili nella scuola è
la dimostrazione dell'interesse della maggioranza verso il mondo dei precari e
dei lavoratori"
Scuola/ Gilda:
governo debelli piaga prof in nero in cambio...
( da "Virgilio Notizie" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: - La Gilda degli insegnanti si appella al governo, al ministro Gelmini
ai vertici dell'Inps per debellare il fenomeno dei docenti precari che per non
rimanere indietro nelle graduatorie di supplenza accettano, soprattutto al Sud,
di lavorare in istituti privati con contratti al minimo o addirittura a titolo
di gratuito.
( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.TETTO DI STUDENTI STRANIERI NELLE CLASSI:
L'IDEA DEL MINISTRO FA DISCUTERE Il caso Parlano i presidi Il boom di immigrati
è nelle Materne Rapetti (Castigliano) «Per noi esistono solo ragazzi che hanno
bisogno di imparare» "E' importante che non ci siano le classi
ghetto" ASTI [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Gli studenti stranieri, nelle
scuole astigiane, sono 3.557, pari al 14,5% della popolazione scolastica
complessiva. Un dato pienamente contenuto nei «tetti» ipotizzati dal ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che in questi giorni ha avanzato una nuova proposta per
risolvere il problema dell'integrazione all'interno delle scuole italiane:
fissando appunto un limite del 30%, alla quota di studenti stranieri in una
classe. L'idea per il momento non è ancora proposta di legge, e in ogni caso lo
stesso ministro ha chiarito che non sarebbe attuabile fino a dopo il 2010.
Ma tant'è, l'idea ha già suscitato qualche reazione, soprattutto da parte degli
addetti ai lavori. «Bisogna innanzi tutto capire quali sono le intenzioni di
questa norma - commenta Francesco Contino, provveditore agli Studi - Se
l'intento è quello di migliorare il grado di integrazione, può essere una
strada percorribile, ma bisogna vedere in che modo si intende attuarla. Se
invece è solo un modo per limitare la quantità di studenti stranieri nelle
scuole italiane, è tutto un altro discorso». Le difficoltà di integrazione
riguardano soprattutto i problemi linguistici, e toccano quindi i ragazzi e gli
studenti che arrivano in Italia e si inseriscono a scuola, senza conoscere la
lingua. «Al "Sella" abbiamo circa il 26% di stranieri - spiega Tina
Rosita Casamento, preside dell'istituto Alfieri - in gran parte sono studenti
molto motivati che ottengono ottimi risultati. Alcuni però arrivano ad anno
iniziato e si deve fare uno sforzo in più per recuperare i deficit linguistici,
ma abbiamo ottimi programmi studiati apposta». Progetti specifici sono presenti
anche all'istituto «Castigliano», dove la media di stranieri raggiunge il 30
per cento, con punte anche più alte nei primi due anni. «Anziché mettere un
tetto al numero di stranieri - commenta il preside Ugo Rapetti - dovrebbero
darci maggiori risorse per migliorare i progetti di integrazione. E cosa
facciamo quando abbiamo raggiunto il limite del 30%? Mandiamo via i ragazzi?
Noi non vediamo gli studenti come stranieri o italiani, ma semplicemente come
ragazzi che hanno lacune da colmare». La percentuale più alta di stranieri si
trova nelle materne (18%) seguite da medie (16,1%), elementari (15,8%) e
superiori (8,6%). Ma mentre per gli asili il 76,9% dei bambini sono nati in
Italia, e quindi sono già pienamente integrati, almeno sotto il profilo
linguistico, la quota di nati in Italia scende con il procedere della scolarizzazione,
proprio quando i problemi linguistici diventano più determinanti ai fini del
profitto: alle elementari sono il 45,8 per cento, alle Medie il 15,9% e infine
alle Superiori il 3,1 per cento. Escluse le scuole materne, dove i problemi di
integrazione linguistica si pongono in misura decisamente minore, e di sicuro
sono più facilmente «recuperabili» senza lo stress di dover affrontare la
promozione alla fine dell'anno, è nelle scuole elementari che si gioca la
«partita» più delicata. Stando ai numeri, i bambini stranieri negli asili e
nelle elementari della provincia di Asti sono 2 mila 176, e il loro numero sta
crescendo rapidamente. Dal punto di vista percentuale, la media si attesta fra
il 16 e il 17 per cento, ma ci sono realtà dove il «tetto» imposto dal ministro
Gelmini sarebbe già superato. «Su 825 allievi, 200
sono stranieri - spiega Paola Umboschi, dirigente del sesto circolo -. Alcune
nostre scuole però sono già decisamente sopra: alla "Gramsci" siamo
al 35 percento, mentre "Collodi" e "De Benedetti" superano
il 30». E che fare con le iscrizioni? "Personalmente ritengo che non si
possano stabilire tetti di questo genere - aggiunge Umboschi - Il timore è che
questo principio nasconda la volontà di tenere fuori un certo numero di immigrati.
Credo che si debba aspettare e vedere come questa proposta verrà
applicata". Più possibilista il preside del 3° circolo, Renato Demaria:
nelle sue scuole la percentuale di stranieri si aggira intorno al 17% (sono 185
su 1085 bambini). «Il 30 per cento mi pare una percentuale già piuttosto alta -
sottolinea - E' importante che non ci siano classi ponte o scuole
"ghetto". Comunque da noi il fatto di accogliere parecchi stranieri
non ha abbassato la qualità dell'insegnamento e le nostre sono scuole sempre
molto richieste dai genitori».
( da "EUROPA ON-LINE" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
S C R I P T A M A N E N T La Stampa e la fuga dalla
scuola pubblica PANORAMIX Il privato cura il pubblico Ritorno del pubblico tout
court? Da inchieste e focus dei quotidiani in edicola in un lunedì avaro di
notizie particolari non sembra proprio. Il Focus del Corriere della Sera si
occupa di come cambia lassistenza
nel nostro paese. «Tempo di crisi, tempo di sanità scrive Mario
Pappagallo sul quotidiano di via Solferino . E così mentre Barack Obama
punta sugli ospedali pubblici, quelli per i poveri, per rilanciare anche uneconomia
asfittica (miliardi di dollari stanno per riversarsi nel pubblico in modo da
attirare anche pazienti e finanziamenti privati), lItalia con
il suo servizio sanitario che ha compiuto trentanni nel dicembre del 2008
deve realizzare da avere tra le mani un
esempio da valorizzare, rilanciare e rendere imitabile da chi allestero cerca nuove strategie. Per
una volta gli Stati Uniti studiano le nostre sperimentazioni di introduzione
controllata del privato nel pubblico. Regioni e province come Lombardia, Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia,
Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Le virtuose alle quali non si può
addebitare il ripiano dei 12 miliardi di euro di buco totale della sanità». La
maggioranza delle virtuose, per dirla con il Corriere, è anche infatti capofila
«della sperimentazione di nuove vie di gestione, con il privato partner di un
pubblico socio e controllore di quanto gestito dalla componente profit. E i
conti, nel 90 per cento dei casi per quanto riguarda il project financing
ospedaliero, stanno virando dal rosso al nero». Insomma, secondo linchiesta del quotidiano milanese,
nella sanità «il privato cura il pubblico ». Fuga dalla scuola (pubblica) Altro
pubblico, altro privato. «Almeno 15-20 mila alunni passeranno alla scuola privata il prossimo anno». Lo scrive Flavia Amabile
su La Stampa. «Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi
alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e
i 140 milioni di anticipo per il 2008/2009 spiega la giornalista del
quotidiano torinese . I vescovi avevano subito protestato e incassato la
promessa di Berlusconi di risolvere tutto. Ma le promesse in Italia sono quello
che sono, ed allora alcune Regioni e enti locali avevano preferito intervenire». E, quindi, è andata a finire che non solo le scuole
cattoliche non saranno in crisi ma un primo bilancio delle iscrizioni le vede
in deciso aumento. «Soprattutto al Nord precisa Ernesto Mainardi tesoriere
dellAgesc, associazione che rappresenta
i genitori delle scuole cattoliche dove sono state attuate politiche di aiuto: penso alla
Lombardia ma anche al Piemonte o allEmilia Romagna». Ed infatti in
Lombardia alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono
allincirca del 15 per cento, alle medie
del 10 per cento. I motivi di questo aumento? «In parte gli aiuti finanziari
che hanno reso meno onerosa la retta sottolinea Amabile , in parte le incertezze legate ai
cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno creato molto disorientamento fra i
genitori». Un bel combinato disposto.
( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Intervista Igor Cassina MARCO ANSALDO "Mi
alleno col poker aiuta a concentrarsi" Igor Cassina, a dieci giorni dagli
Europei di ginnastica a Milano, che per lei cominciano il 3 aprile con le
qualificazioni, si sente al bivio tra proseguire la carriera o smettere?
«Comunque vada andrò avanti fino ai Mondiali di Londra, in autunno. Ma per
quell'altra Londra, quella 0limpica del 2012, mi sento ancora in bilico: tre
anni sono lunghi, serve entusiasmo e salire sul podio a Milano, nella mia
città, sarebbe importante». Il podio o l'oro? «Basta il podio. Al mio attrezzo,
la sbarra, il rischio è continuo, ad ogni movimento puoi non ritrovare la
presa, soprattutto nei salti, e trovarti con il sedere a terra e una
penalizzazione nel punteggio. Ci vuole molta precisione e un po' di fortuna». A
Pechino le mancò la prima o la seconda? «Riuscii a eseguire benissimo il mio
salto, quel movimento che ho inventato io e che porta il mio nome. Poi fui
impreciso in un paio di passaggi che sembrano più semplici e finii quarto: con
qualche rammarico, con la sensazione di essere stato un po' penalizzato dalla
giuria ma in fondo soddisfatto per una buona prova nel giorno più difficile e
col record di spettatori italiani in tv». Si dice: Cassina dopo l'oro olimpico
di Atene, otto anni dopo Chechi, si è perso. Vero? «È la cultura italiana: se
hai vinto una volta devi ripeterti, altrimenti hai fallito. Può valere per
altri sport ma nella ginnastica è diverso e nella mia specialità ancora di più,
proprio perché l'errore è una questione di millimetri o di una frazione
infinitesima di secondo. Tanto è vero che pochissimi si sono dimostrati i più
forti in due grandi competizioni consecutive». Se a Milano va bene prosegue. E
se non arrivasse il podio? «Dipende dalle sensazioni. Un campionato europeo con
me, il tedesco Hambuecher, l'olandese Zonderland e il francese Cucherat vale
una finale olimpica, anche perché non sono convinto che le gerarchie tracciate
a Pechino siano le più veritiere. Zou, il cinese, fu aiutato nel vincere.
Comunque se avessi brutte sensazioni, smetterei dopo il Mondiale pensando
all'insegnamento». In che modo? «Vorrei aprire una mia palestra e laurearmi in
Scienze Motorie e restare all'Università Cattolica per insegnare ginnastica ai
futuri insegnanti». Cioè ai futuri precari, visto come funziona il mondo della
scuola. «Non mi piace che lo spazio per l'educazione fisica sia stato ridotto,
era già troppo poco. Forse noi atleti di spicco dobbiamo uscire dal nostro
isolamento per sensibilizzare il governo: lo sport è una palestra di regole, di
comportamenti, di salute e non può essere affidato all'iniziativa personale o
delle famiglie nel tempo libero. Come è stato fondamentale per me, deve esserlo
per altri e va impostato a scuola». È pronto a dirlo al
ministro Gelmini? «Sì, se
serve, insieme ad altri. E credo che in particolare la ginnastica artistica
dovrebbe avere un'ora fissa nell'orario scolastico perché è la base di tutti
gli sport e in genere del movimento delle persone. Vedo in giro troppi
ragazzini scoordinati, quasi incapaci di correre e saltare correttamente perché
nessuno gliel'ha mai insegnato». Cassina, mai pensato a un futuro
diverso, magari nell'azienda di mobili di suo padre? «Lo farei contento ma mi
ci vedo poco a trattare con clienti e fornitori. La ginnastica è il mio mondo.
Questo non significa che sia monomaniaco: mi piace la montagna, raccogliere
funghi, adoro tutto ciò che è velocità, dagli aerei delle Frecce Tricolori su
cui sono salito, fino alla Ferrari e alle moto: il mio idolo è Valentino Rossi,
vorrei assomigliargli un po'. Comunque l'ultima mia mania è il poker». Il
poker? «Lo giocavo nei ritiri o con gli amici in montagna, però non mi andava
che ci si giocassero i soldi. In tv ho scoperto invece questo poker
"sportivo", in cui la scommessa è fittizia ed è soltanto un modo per
vincere la gara: mi intriga perché allena alla concentrazione, al calcolo, allo
studio della mossa. Psicologicamente può essere utile anche a chi fa il mio
sport. Non ci ho ancora provato ma vorrei iscrivermi presto a qualche torneo».
Senza mollare la presa. Naturalmente.
( da "Leggo" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Valentina Visentin PADOVA - «Documenti?», «Non ti
faccio vedere nessun documento, non sei un poliziotto». E finisce in rissa.
Episodio di violenza ieri verso le 13 al liceo Marchesi-Fusinato di via
divisione Folgore in quartiere San Giuseppe. Il diverbio è scoppiato tra due
coppie di ragazzini 15enni: due studenti esterni al liceo e altri due del
Marchesi-Fusinato incaricati del "servizio d'ordine" durante
l'autogestione di protesta in corso nella scuola. Gli studenti del liceo,
infatti, hanno proclamato l'autogestione contro i tagli
della riforma Gelmini e
hanno invitato alcuni studenti di altri istituti superiori a tenere delle
lezioni su argomenti esterni al programma curriculare. Due di questi
"ospiti" del liceo, all'uscita dello stabile, hanno avuto un diverbio
con i compagni incaricati del "servizio d'ordine": dallo scontro
verbale in breve i giovani, tutti maschi, sono passati alle mani e
durante l'alterco un ragazzino di 15 anni, iscritto al liceo Marchesi-Fusinato
ha battuto violentemente la testa contro la recinzione della scuola.
Trasportato in pronto soccorso, il giovane è stato medicato con tre punti di
sutura per una ferita lacero contusiva alla testa e dimesso. I responsabili
dell'istituto non hanno voluto commentare l'episodio.
( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Per la maggior parte dei bambini che faranno la
prima sono state scelte 30 o 40 ore In mille senza tempo pieno Allarme della
Cgil, gli insegnanti saranno dimezzati Se non ci saranno modifiche ai tagli le
famiglie si dovranno adattare alla formula del maestro unico EMPOLI. A rischio
il tempo pieno per 1154 bambini del Circondario che frequenteranno la prima
elementare a settembre. L'allarme è lanciato dai sindacati, che prevedono negli
organici una decurtazione degli insegnanti pari al 50%: tagliati in primis
supplenti e personale con contratto a tempo determinato. Sono 1382 gli alunni
iscritti alla scuola primaria per l'anno 2009/2010 e circa il 90% delle
famiglie ha optato per il tempo prolungato (30/40 ore settimanali). Se il
governo non diminuirà, però, i tagli previsti, nel Circondario, sempre secondo
i sindacati, non sarà rispettata alcuna delle scelte per il tempo pieno. La
maggioranza delle famiglie ha scelto per i propri figli il tempo pieno di 30 o
40 ore, bocciando quindi le altre opzioni possibili, le 24 ore con maestro
unico e le 27 ore. Nel comune di Cerreto Guidi, su quattro classi prime, tre
hanno optato per le 40 ore, una classe ha scelto le 30 ore. Nel circolo
didattico Empoli 1, che comprende le scuole elementari "Leonardo da
Vinci", "G. Galilei" ad Avane, "Carducci" e
"Dante Alighieri" a Marcignana, su 110 alunni iscritti, tutti
vorrebbero frequentare il tempo pieno. Nel circolo Empoli 2
("Michelangelo" a Santa Maria, "San Giovanni Bosco" a Ponte
a Elsa, "G. Pascoli" a Corniola), su 141 iscritti c'è stata una sola
scelta per le 27 ore: tutti gli altri optano per 30 o 40 ore alla settimana.
Nelle scuole "Colombo" a Ponzano, "Carrucci" a Pontorme,
"Busoni" al Pozzale, "Rovini" alle Cascine e nella scuola
elementare di Serravalle (Empoli 3), 144 alunni sono stati iscritti al tempo
pieno. Stessa situazione a Montespertoli e a Vinci dove le iscrizioni sono
tutte per le 30/40 ore. Nel comune di Montelupo, su 112 bambini, 94 vogliono il
tempo pieno. Hanno scelto il tempo pieno anche i 43 alunni delle scuole
"Domenico Livi" a Gambassi e "Dalmazio Birago" a Montaione.
Ancora 30/40 ore è la scelta prevalente nei comuni di Capraia e Limite,
Certaldo e Castelfiorentino. Infine a Fucecchio su 103 iscrizioni, 41 famiglie
vogliono il tempo prolungato. I genitori si aspettano, quindi, almeno le 30 ore
settimanali, con la mensa garantita e con un tempo prolungato che non sia
doposcuola. Ed è qui che nascono i problemi. «Con i tagli previsti dal governo
- dicono alla Cgil scuola - è impossibile soddisfare le richieste dei genitori:
non ci sono insegnanti a sufficienza. Inoltre, in una conferenza che si è
tenuta nei giorni scorsi, il ministro Mariastella Gelmini ha fatto capire l'intenzione di
introdurre organici di 27 ore con maestro unico». Strutturando le scuole con
organici di 27 ore, il maestro unico farebbe le 24 ore previste dalla legge: a
queste si aggiungerebbero tre ore svolte da un supplente per l'insegnamento di
materie a scelta come musica, inglese, informatica, religione. «Un altro
problema- concludono dal sindacato - sarà rappresentato dalla riduzione del 17%
(prevista a partire da settembre) del personale ausiliario. Con il numero
sempre maggiore di alunni per classe e con la diminuzione dei servizi ausiliari
ed amministrativi, sarà messa a rischio la sicurezza degli alunni stessi,
sorvegliati sempre meno». Elisa Bigazzi
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Torino Nasce il "contro" G8
delle università A maggio durante il vertice mondiale dei rettori un campeggio
ambientalista Stasera l´assemblea nel cortile del Poli per mettere a punto i
dettagli della tre giorni ecologista OTTAVIA GIUSTETTI Sarà nel primo Climate
Camp torinese che studenti di tutte le città italiane organizzeranno il
«comitato di accoglienza» per i membri del G8 dell´Università, in città dal 17
al 19 di maggio. I ragazzi del Cantiere altro sviluppo, nato
dalla fusione tra quel che è rimasto dell´assemblea No-Gelmini dell´Università e della
No-Tremonti del Politecnico, lo annunceranno questa sera, nel cortile centrale
del Politecnico, in una assemblea aperta a tutti gli studenti e le componenti
dei lavoratori impegnate sul fronte della contestazione contro la legge 133.
Un Climate Camp è un campeggio ambientalista autogestito nel quale si
organizzeranno per tutta la durata del G8 dell´Università una moltitudine di
eventi da seminari a concerti, tutti sul tema della sostenibilità e dello
sviluppo. Un campeggio per centinaia di ragazzi in città. Dove farlo? Si stanno
chiedendo gli studenti. Le possibilità non sono molte e comunque avranno
l´effetto di una grande occupazione pacifica di una zona della città. L´idea
prima sarebbe di restare vicini al luogo cruciale dell´evento, il castello del
Valentino, favorita anche dal fatto che non esisterà una vera propria zona
rossa come nel G8 dei capi di Stato e sarà perciò possibile manifestare nei
pressi dei luoghi scelti per ospitare l´evento. Dal Politecnico di Torino
partirà questa sera (ore 18) un appello agli studenti e ai lavoratori del mondo
della conoscenza di tutta Italia che hanno a cuore i temi dell´ambiente
affinché si mobilitino e partecipino a quella che nelle aspettative potrebbe rivelarsi
la nuova grande manifestazione dell´Onda. Al G8 parteciperanno 50 atenei, due
per ciascun paese membro, più altre università di alcuni paesi "in via di
sviluppo". La Conferenza dei Rettori, il Politecnico di Torino e
l´Università di Firenze hanno rappresentato l´Italia allo scorso G8 University
Summit di Sapporo in Giappone nell´estate 2008, a pochi giorni dal G8 dei Capi
di Stato. Durante quel primo appuntamento furono discussi il ruolo e il
possibile contributo delle università alla crescita economica e alla
sostenibilità ambientale globale. Al termine dei lavori fu scritta una
dichiarazione, indirizzata agli stati membri che si sarebbero riuniti pochi
giorni dopo: la Sapporo Sustainability Declaration (SSD) firmata dai 37 Rettori
è una presa di posizione che enfatizza il ruolo dell´istituzione universitaria
di fronte alle sfide ambientali in vista di un nuovo protocollo post-Kyoto.
«Nella Dichiarazione di Sostenibilità di Sapporo alcuni spunti, annegati in
tante contraddizioni e buoni propositi, sono sicuramente condivisibili - dicono
i ragazzi dal Cantiere Altro sviluppo - ma, in generale, l´idea di
sostenibilità proposta è puro e semplice "Greenwashing", imbellettare
di verde le logiche alla base delle nostre economie per continuare a
legittimarle».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000
posti, il 40% sarà al Sud LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti
della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e
Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale
sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che prevede 37.000
tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto,
confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria,
seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una bozza alla
quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli
aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola
primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge
un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per
quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello
dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede
un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo
grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di
circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini,
ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la programmazione negli
ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i meccanismi di reclutamento
e promozione dei docenti. È quanto emerso dal seminario su governance,
valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero dell'Istruzione. Una
sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato
la Gelmini e rappresentanti del mondo accademico e
politico, opposizione compresa. Al seminario hanno partecipato più di 70
rettori. ROMA
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
LA POLEMICA. L'assessore alla Cultura e le «pagelle» dell'ex sindaco Arcai: «Corsini? È il solito prof» di
Lisa Cesco «Quello che temo di più? Il voto in
condotta, perché può abbassarmi la media». Gioca la
carta dell'ironia Andrea Arcai, assessore alla Cultura del Comune, nel
replicare agli organizzatori del convegno «La città negata: bilancio di un
anno» - fra cui l'ex sindaco Paolo Corsini -, che il prossimo 18 aprile
affideranno agli ex assessori della giunta di centrosinistra un primo bilancio
sull'operato dei nuovi e sull'attuale governo della città. «Le pagelle di
Corsini non mi fanno né caldo né freddo, visto che me le sono sopportate per
dieci anni, e alla fine sono diventato assessore - dice Arcai -. Ma che
assessori sconfitti dal voto popolare con la disfatta
del Pd vengano a dare i voti a quelli attuali, fa sorridere e fa malinconia».
Secondo Arcai, l'idea di un bilancio dell'operato della nuova amministrazione è
«un rito per rinfrancarsi da un'opposizione sterile che non sta portando a
nulla», e l'invito è quello di confrontarsi sul terreno deputato, quello del
Consiglio comunale, attraverso programmi e proposte. QUANTO A CORSINI, «se da
professore è abituato a dare i voti a tutti, questa volta ha sbagliato
completamente, perché i consiglieri che avevano voti bassissimi sul suo
registro sono stati quelli più votati dalla gente. E la storia, alla fine,
viene fatta dai vincitori, non dai vinti». Tutto questo, precisa l'assessore,
non significa non accettare il dialogo o il libero confronto sulla città: «Noi
siamo disposti a dialogare con tutti, ma sullo stesso livello. La bontà di un
consiglio vale anche per come è posto, e Corsini è caduto ancora una volta
nella trappola della presunzione di superiorità, tipica dell'intellettuale
cattocomunista che si crede detentore della verità. Da parte nostra, al
contrario, crediamo che sia fondamentale mantenere il rispetto nei confronti
dell'avversario, evitando sentimenti di superiorità, incompatibili con la
prospettiva del confronto».
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Napoli Scuola I
tagli della Gelmini 5600
insegnanti senza cattedra Sono più di 5.600, in Campania, gli insegnanti che
finiscono sotto la scure del ministro Gelmini. L´anno prossimo non avranno una cattedra. Non potranno
lavorare. La bozza della circolare sugli organici vede la Campania fortemente
penalizzata sul fronte dei tagli, in tutti gli ordini di scuole, dalle
elementari alle superiori. è qui, come nel resto del Mezzogiorno, che si
concentra la gran parte dei sacrifici chiesti soprattutto ai precari. «Questo -
denuncia la Flc Cgil - nonostante un aumento della richiesta del tempo scuola
da parte delle famiglie. E le regioni del Sud sono drammaticamente colpite: in
Campania, Puglia, Sicilia e Calabria c´è il 40 per cento dei tagli».
( da "Messaggero Veneto, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 14 - Udine Tolmezzo, "Italia dei
Valori" domani inaugura il circolo TOLMEZZO. Domani sera, alle 18, nei
locali dell'albergo Roma di Tolmezzo, in piazza XX settembre, l'Italia dei
Valori inaugurerà, alla presenza dell'onorevole Carlo Monai, del coordinatore
regionale Paolo Bassi e del Coordinatore provinciale Giovanni Crosato, un nuovo
circolo di base: "Valori in Comune" a Tolmezzo, che costituirà un
punto di riferimento per tutta la Carnia. Roberto De Caneva, presidente del
circolo, esprime tutta la sua soddisfazione: «Ho sentito la forte necessità di
portare anche in Carnia la voce di un partito che fa della giustizia e
dell'etica i valori fondanti per una società pulita e civile. Il circolo sarà
aperto anche ai simpatizzanti e non solo agli iscritti, perchè ci interessa
alimentare la partecipazione civica, soprattuto tra i giovani». In occasione
dell'evento sarà ancora possibile firmare le petizioni popolari a sostegno del
"tempo pieno scolastico di qualità", lanciate da Idv ad Aquileia il 7
febbraio scorso e sostenute anche dal Pd. Si tratta una richiesta rivolta sia
al consiglio regionale, sia alla Camera che al Senato: «La
raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la modifica della
riforma Gelmini, che vieta
le compresenze degli insegnanti nelle scuole a tempo pieno, con grave calo e
degrado dell'offerta formativa: venerdì saremo a Trieste con l'onorevole Di
Pietro per presentarle al presidente del Consiglio regionale».
( da "Italia Oggi" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 25/03/2009 -
pag: 5 autore: di Marco Castoro Berlusconi voleva Rossella presidente della
Rai. Al Tg2 possibile accoppiata Orfeo-Paragone A Mazza verrà offerta RaiUno
Per il Tg1 resta favorito Belpietro, ma occhio a Minzolini È stato il premier
in persona a dare un'accelerata alla questione della presidenza Rai. Ha
chiamato a sè Gianni Letta e gli ha detto: basta, non se ne può più con questa
storia della Rai. Ora decido io: faccio Carlo Rossella presidente. In quegli
attimi Gianni Letta si è guadagnato l'aureola ad honorem. Non ha perso la
pazienza e con la calma serafica che lo contraddistingue è riuscito a
convincere il Cavaliere che la sua decisione avrebbe fatto scoppiare un'atomica
dentro l'opposizione. Decisivo anche il lavoro di squadra fatto da Letta con
Fedele Confalonieri. Tuttavia il sottosegretario alla presidenza del consiglio
è riuscito a convincere Franceschini a tirare fuori quel nome che mettesse fine
alla contesa: Paolo Garimberti (riuscito in extremis ad avere la meglio su
Flick e Celli). Risolto (si far per dire, perché c'è il mondo cattolico in
fermento) il caso del presidente - e di conseguenza del direttore generale,
Mauro Masi, stimato e apprezzato trasversalmente, da Berlusconi e Letta e da
D'Alema - ecco che si apre ufficialmente la partita per le nomine dei direttori
e dei manager per i posti di governance della Rai. C'è un caso Fini-Mazza che
tormenta Berlusconi. In questo momento il premier - a cui interessa più di ogni
altra nomina la direzione del Tg1 - non farebbe mai uno sgarbo all'alleato
Fini. Però al Tg1 il Cavaliere vuole un direttore di cui si può fidare ciecamente.
Quindi è necessario trovare una sistemazione adeguata, e di pari prestigio, per
Mauro Mazza, attuale direttore del Tg2. Ed ecco che si sta lavorando per
proporre al diretto interessato la direzione di RaiUno, la rete ammiraglia di
viale Mazzini. Una carica che Mazza non può rifiutare, visto il prestigio. E
Fabrizio Del Noce? Dopo diversi anni che l'hanno visto protagonista sembra
avviata al tramonto la sua era. Anche perché Agostino Saccà dovrebbe
riprendersi RaiFiction. Tornando a Del Noce, sembra che Berlusconi non abbia
gradito alcuni atteggiamenti presi dal suo ex puledro di scuderia. Fonti vicine
al Cavaliere parlano di un eccessivo potere che Del Noce avrebbe dato ai suoi
vice nella conduzione della rete. Ma soprattutto il premier non avrebbe gradito
la condotta di Del Noce in occasione del caso Saccà-Bergamini-Berlusconi,
quello delle intercettazioni per intenderci. Non a caso anche Petruccioli è
stato escluso dalla corsa alla presidenza Rai proprio dallo stesso Cavaliere.
Per farla breve Del Noce sarebbe stato buttato giù dall'Olimpo per una
questione personale tra lui e Berlusconi. Su Mazza a RaiUno comunque esiste
un'alternativa: si tratta di Carlo Rossella, il numero uno di Medusa. Per il
Tg1 il favorito resta Maurizio Belpietro, anche se va detto che stanno
crescendo di ora in ora le chance di Augusto Minzolini, l'inviato della Stampa
molto stimato dal Cavaliere. Un nome nuovo per la Rai, da buttare nella
mischia, un po' come è stato fatto per alcuni ministri
(Alfano, Gelmini e Carfagna
su tutti). Ma se Mazza otterrà RaiUno An perderà il Tg2. Non sarà Bruno Socillo
a subentrare al direttore uscente. In pole position ci sarebbe Mario Orfeo,
attuale direttore del Mattino, affiancato nel compito dal vicedirettore
Gianluigi Paragone, alfiere del Carroccio. Intanto da Mediaset e dalla
Mondadori, Confalonieri e Marina Berlusconi fanno sapere che preferirebbero
blindare le loro squadre piuttosto che concedere i pezzi più pregiati. Ecco
perché Belpietro e Mimun potrebbero non partecipare alle danze.
( da "Messaggero Veneto, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 16 - Udine La scuola d'oggi e quella di una
volta In primo piano Per posta e per e-mail NON SI PUBBLICANO LETTERE NON
FIRMATE 5 in condotta, non ammissione agli esami con un 5 in qualsiasi
disciplina... Non mi riconosco più in questa scuola. Mi sembra l'ennesima
misura varata con lo scopo di dividere. Io non credo in questa scuola che: sa
solo sanzionare e punire anziché prevenire e aiutare a crescere; divide invece
di unire, erge muri anziché abbatterli; fa di noi professori degli aguzzini
"armati" contro gli studenti anziché degli educatori e alleati che
promuovono crescita e cultura; incita allo scontro invece che al dialogo;
spinge alla delazione e non alla trasparenza. La "mia" scuola non è
una guerra, non censura ma sa ascoltare, non boccia per un 5 senza attenuanti
(magari lo studente di un liceo scientifico che ha tutti 9 in materie
scientifiche e potrebbe andare alla Normale di Pisa, ma ha fallito in latino
naturalmente per colpa del professor J). Certo tutti ora confidano nel nostro
"buon senso" e nel solito "condono" e "sanatoria"
all'italiana i cui artefici (sempre noi professori) saranno poi accusati di
lassismo e scarso rispetto delle regole! Questo significa che avremo scrutini
di scontro e diverremo oggetto di odio degli studenti bocciati che non possono
capire né accettare l'ennesima regola dettata durante il gioco e non a priori,
come in tutti i giochi che si rispettino. Tutto per i soliti giochi di potere e
i più deboli pagano. A noi docenti sbeffeggiati e bollati come nullafacenti dal
ministro Brunetta adesso è richiesta l'applicazione di quel rigore che manca
completamente alla nostra classe politica e che dovremmo invece esigere da
ragazzi adolescenti! Bocciare quando lo Stato ha un debito di 261 mila euro col
mio liceo (Grigoletti di Pordenone) che per questo è ora commissariato.
Bell'esempio si dà ai giovani. Ma sì tagliamo fondi, non paghiamo gli esami di
Stato e i corsi di recupero tanto poi ci pensano i professori a fare pulizia
etnica! Mi viene da pensare che questa sia l'ennesima operazione
"strategica" che sarà poi smentita e ritirata da Mr. Berlusconi -
come è appena successo per le ronde cittadine quando guarda caso il suo
consenso stava scendendo a favore della Lega - con l'inevitabile effetto di
santificarlo agli occhi dei giovani che con tale propaganda lo innalzeranno a
idolo e salvatore. E la Gelmini ci lascerà le penne con la gioia di tutti. No, a immolarmi
all'altare di questo Stato non ci sto e credo che applicherò con il rigore
richiestomi la normativa vigente, da buona "funzionaria" quale sono
sentendomi per questo "alienata" e privata dei miei ideali, proprio
come vogliono ridurre la scuola e questa nuova generazione di lobotomizzati.
Vorrei tanto sentire un grido di dissenso e speranza da quei giovani in cui ho
sempre creduto. Un grido fatto di risposte verbali, senza violenza. Laura
Cimetta Pordenone Vi sarei molto grata se pubblicaste questo mio ricordo dei
tempi andati quando il rispetto per gli altri e per le cose altrui era totale
ed era insegnato in famiglia. Mi riferisco all'articolo pubblicato circa i primi
di marzo in cui una mamma di una ragazzina della scuola media Ellero riteneva
che il "cinque" in condotta fosse troppo penalizzante per sua figlia
di seconda media che aveva sfregiato le macchine di due insegnanti
parcheggiate. Nel lontano 1947 frequentavo la II B dell'istituto Zanon che in
quegli anni si trovava in piazza Garibaldi. Di lettere avevo il professor
Aristide Mistruzzi, più tardi diventato preside dell'istituto, emerito
insegnante. Ora vengo al fatto: il primo trimestre dell'anno scolastico 1947/48
mi vedo in pagella il 7 in condotta; significava andare a settembre, agli esami
di riparazione in tutte le materie. Consapevole di essermi comportata sempre
bene pensai a un errore di trascrizione in segreteria, ma non era così. Con
molto riguardo e timidamente andai a chiederne il motivo. Il ricordo di quel
momento è vivissimo nella mia mente: mi sembra ancora di vedere il professore
prendere il registro, scorrere i nomi, alzare lo sguardo verso la data e
individuato nella nota a lato il misfatto mi disse: «Lei - usava il lei a quei
tempi - il giorno 23 novembre masticava gomma americana in classe». «Scusi
professore» fu la mia risposta. E con questo termino. Fu una grande lezione di
vita. Ai lettori il giudizio, ma questa era l'educazione che s'impartiva a quei
tempi. Bei tempi! Grande nostalgia. Anna Maria Rojatti Udine
( da "Arena, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Marzo 2009 NAZIONALE Pagina 4 ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud Riduzioni
anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan LA SCUOLA. Il 40% dei tagli
sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania,
Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al
decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che
prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di
fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra
Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una
bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli
aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola
primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si
aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie
scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane
sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A
fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462
nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si
registra una flessione di circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini, ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la
programmazione negli ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i
meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti. È quanto emerso dal
seminario su governance, valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero
dell'Istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla
quale hanno partecipato la Gelmini e rappresentanti
del mondo accademico e politico, opposizione compresa. Al seminario hanno
partecipato più di 70 rettori. ROMA
( da "Messaggero Veneto, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Pordenone Il 2 aprile il corteo
anti-riforma SCUOLA SACILE. Genitori in piazza il 2 aprile per difendere il
tempo scuola a Sacile. Chiedono garanzie sull'offerta formativa 2009-2010 per i
figli e dicono no alla riforma dell'istruzione targata Gelmini. «Un corteo pacifico, allegro e
colorato da palloncini e bandierine con i nostri bambini nel centro città -
hanno anticipato Maria Balliana, rappresentante nella Vittorino da Feltre, e
Rita Nadin, del plesso di San Michele -. Escluse a priori le bandiere politiche
e sindacali: invitati soltanto famiglie, cittadini che hanno nel cuore
l'istruzione e bambini. Per difendere il tempo scuola dai tagli agli organici».
Il serpentone dei genitori e bambini partirà alle 18.15 in Campo Marzio,
attraverserà via Luigi IX per sfociare in via Ettoreo davanti alla primaria
Vittorino da Feltre e proseguirà in via Cavour, viale Zancanaro e ritorno in
viale Trieste. «Capolinea davanti alla Vittorino da Feltre - ha aggiunto Maria
Balliana - con interventi finali dei partecipanti. Sarà un corteo pacifico,
allegro e propositivo, in contemporanea alle manifestazioni di Pordenone e
Cordignano». Contatti in corso con i genitori della media unica di viale
Zancanaro e rappresentanti dei genitori di Prata, Brugnera, Caneva, Aviano. Il
corteo sincronizzato in tre poli sull'asse Friuli-Veneto chiede ragioni sul
macro-taglio degli organici. «Perdita secca della continuità didattica in aula
a settembre - hanno presentato la mozione anti-riforma le mamme sacilesi -.
Compresenze docenti eliminate e rischio di ridurre il tempo scuola. Lottiamo
per la qualità dell'istruzione. Una riforma fatta per risparmiare non è
accettabile». Tanto che i genitori del circolo didattico del Livenza hanno
spedito 463 lettere anti-riforma al direttore dell'Ufficio scolastico regionale
Ugo Panetta e al ministro Mariastella Gelmini. «Una
petizione allargata - ha concluso Balliana - per esprimere il dissenso a una
riforma piovuta dall'alto, che mette in crisi il futuro dei nostri figli».
(c.b.)
( da "marketpress.info" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Marzo 2009 INIZIATIVE A FAVORE DELLINGRESSO DI GIOVANI E PRECARI NELLA
SCUOLA Roma, 25 marzo 2009 - Il ministro dellIstruzione,
dellUniversità e della Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica
Amministrazione e lInnovazione,
Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo 2009 un emendamento grazie al
quale, se approvato, si andrà in pensione non più dopo 40 anni di servizio ma
dopo 40 anni di anzianità contributiva. Saranno
conteggiati anche gli anni della laurea. Lemendamento sarà ripresentato
nellambito del Decreto Fiat attualmente in discussione in commissione
alla Camera, o nellambito del Collegato Lavoro in discussione al Senato.
Il Ministero dellIstruzione,
Università e Ricerca sta lavorando, inoltre, su alcune misure per lassorbimento dei precari; in
particolare: ai precari che fino allanno scorso avevano una supplenza
annuale sarà garantita, per questanno, la priorità sulle altre supplenze
temporanee di durata consistente; i periodi
non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con lindennità di disoccupazione ai
sensi della normativa vigente; sarà favorita la mobilità territoriale dei
precari, offrendo loro la possibilità di fare richiesta di supplenze in più province del territorio nazionale. Sul sito
del Ministero dellIstruzione,
www. Istruzione. It, saranno rese pubbliche tra breve le disponibilità di posti
sul territorio. . <<BACK
( da "Mattino di Padova, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Primo Piano Precari, scioperi e
mobilitazioni La scuola è in subbuglio PADOVA. Il «fattaccio» di ieri
all'interno del cancello dell'ex magistrale Fusinato è avvenuto in un periodo
in cui anche la scuola padovana attraversa un momento molto caldo e particolare
a causa delle proteste in atto in tanti istituti cittadini
contro la Riforma Gelmini,
che prevede nel solo Veneto circa 2.000 tagli. Quasi ogni giorno si organizzano
mobilitazioni di ogni tipo. Domani, ad esempio, a Venezia, organizzata dalla
Uil, si terrà una marcia regionale dei precari, che si concluderà sotto le
finestre dell'Ufficio Scolastico Veneto, coordinato da Carmela Palumbo.
«Solo in provincia di Padova tra il personale Ata si prevedono 600 posti in
meno - dice Giuseppe Benegiamo, segretario della Uil del settore - 350 bidelli
e 250 impiegati nelle segreterie rischiano di non essere più chiamati a
lavorare. Tra di loro ci sono anche tanti capifamiglia monoreddito, che non
troveranno più lavoro altrove a causa del dilagare della crisi economica».
Nereo Marcon, invece, spiega come rischia di diventare, nel prossimo anno, la
scuola primaria padovana. «Solo in città le famiglie che hanno i figli nelle
classi a tempo lungo sono 3.000 - sottolinea il segretario regionale della Cisl
di categoria e maestro elementare a Santa Maria di Cittadella - In tutta la
provincia sono 12.000 ed in tutto i Veneto 22.000. Pur non avendo aderito allo
sciopero indetto una settimana fa dalla Cgil e dalla Gilda, anche noi della
Cisl stiamo continuando a mobilitare docenti, personale Ata e genitori su un
tema così importante. In questi giorni, ad esempio, stiamo tenendo una nuova
tornata di assemblee in orario di lavoro in tutti gli istituti della città e
della provincia. Domani è prevista un'assemblea del Distretto 21 alla Direzione
Didattica di Cittadella, mentre oggi ne è in programma un'altra all'istituto
Rolando da Piazzola». Marcon, che ha partecipato, nelle ultime settimane, a
varie riunioni sindacali a Roma, è totalmente pessimista. «Le mie previsioni
sono nere, anzi nerissime. Non vorrei sbagliarmi, ma sto diventando sempre più
convinto che noi del sindacato siamo stati presi in giro. Le ultime notizie che
arrivano dal Ministero di viale Trastevere sono a tinte fosche. Sembra che il
ministro Gelmini abbia già confermato i 2.227 tagli
preannunciati tre mesi fa per le scuole del Veneto. Alla faccia degli impegni
presi sia dai parlamentari chee dai sindaci del centrodestra. (Felice Paduano)
( da "Mattino di Padova, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Primo Piano «Episodio isolato, le
assemblee non sono perdite di tempo» Il direttore dell'ufficio scolastico:
«Occasioni che irrobustiscono le coscienze degli adolescenti» PADOVA. Le
autogestioni nelle scuole medie superiori padovane, che, nel bene e nel male,
non sono più quelle dei tempi della contestazione globale degli anni '70, sono
positive o negative per lo sviluppo della scuola pubblica? «La normativa negli
ultimi anni è stata modificata - sostiene Franco Venturella, direttore generale
dell'Ufficio scolastico provinciale - Oggi non si può e non si deve più parlare
di autogestione nei singoli istituti, ma solo ed esclusivamente di assemblee
d'istituto organizzate direttamente dagli studenti, che si possono tenere una
volta al mese e che, soltanto eccezionalmente, possono essere accorpate in
due-tre giorni consecutivi». Al di là della normativa formale, lei ritiene
costruttivo che per periodi limitati nelle scuole pubbliche si interrompa la
didattica per dare spazio ai temi d'attualità, che possono comprendere anche
argomenti di politica generale e di cultura varia? «Se le assemblee vengono
incanalate nelle giuste forme, senza violenza e senza sopraffazione, anche solo
verbale, degli uni contro gli altri, non sono per niente contrario
all'approfondimento, anche attraverso mezzi multimediali, di temi significativi
della società contemporanea che possa irrobustire la cittadinanza attiva anche
dei ragazzi adolescenti». Alcuni studenti sostengono che le assemblee
autogestite non debbano prevedere anche la presenza dei docenti. Lei, anche
come ex-preside di un liceo vicentino, cosa ne pensa? «Innanzitutto la presenza
dei docenti non è vietata per legge. La collaborazione attiva dei rispettivi
professori, poi, personalmente non la ritengo invasiva perché i ragazzi proprio
con loro possono approfondire meglio quei determinati argomenti di attualità,
che, magari, sono stati già dibattuti all'interno delle classi». Al di là
dell'episodio spiacevole di ieri, avvenuto al liceo Marchesi-Fusinato, come
vede oggi la scuola superiore padovana come comportamento disciplinare in
generale? «La vedo bene. Per fortuna gli atti di bullismo, dei quali alcuni
balzati agli onori della cronaca nazionale, sono già un lontano ricordo.
Questo, essenzialmente, per due motivi. I ragazzi stanno dimostrando un
maggiore senso di responsabilità rispetto al passato. Due: sono state inasprite
anche le misure disciplinari e, quindi, nessun ragazzo ha intenzione di
ripetere l'anno scolastico dopo aver preso cinque in condotta». Cosa si aspetta dalla riforma Gelmini e dagli effetti pratici che avrà nelle scuole padovane, in
particolare in quelle elementari? «Quasi tutti i genitori, che quest'anno hanno
i figli nelle scuole a tempo lungo (33-37 ore alla settimana), entro il 28
febbraio, hanno scelto per il prossimo anno scolastico il tempo pieno (40 ore).
Quindi in provincia di Padova occorreranno molti più insegnanti. Tra pochi
giorni il ministro Maria Stella Gelmini invierà in
tutti gli istituti la circolare sugli organici. Sarà questa la svolta tanto
attesa anche dai genitori. Sono fiducioso ed ottimista per natura. Quindi
anch'io spero che le speranze dei genitori siano esaudite realmente. Almeno per
la stragrande maggioranza delle richieste».
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bari Tagli da record, scuola in rivolta
Le tabelle del ministero: in Puglia 3646 cattedre in meno Tremila 646 cattedre
in meno in tutta la regione. Il futuro dei docenti pugliesi è disegnato nelle
tabelle ministeriali allegate all´ultima bozza del decreto sugli organici, in
cui sono ipotizzati i tagli dal primo settembre 2009: il prossimo anno
scolastico non dovrebbero tornare in classe 1230 maestri della scuola primaria,
1173 insegnanti della scuola media di I grado e 1243 di quella di secondo
grado. La Puglia è una delle quattro regioni del Sud in cui si concentrerà il
40 per cento dei tagli previsti dal Miur, sulla base delle linee imposte dalla
manovra finanziaria: con Campania (5645 posti in meno), Sicilia (5020) e
Calabria (2500) pagherà il prezzo maggiore secondo il bollettino di guerra
diffuso dai sindacati dopo il vertice romano con il
ministro Gelmini. «è un
attacco senza precedenti alle scuole e al lavoro intellettuale» tuona il
segretario generale della Flc Cgil Paolo Peluso mentre scorre i numeri nelle
griglie ministeriali. Il taglio di 3mila e 646 cattedre riguarda per ora solo
l´organico di diritto, ma a settembre il ministero procederà a un´ulteriore
riduzione di 5mila posti nell´organico di fatto nazionale. «Il numero
complessivo andrà ripartito fra le regioni, ma abbiamo pochi dubbi sul fatto
che ancora una volta la Puglia sarà penalizzata pesantemente» scuote la testa
Peluso. L´anno prossimo i cambiamenti nelle 2mila 625 scuole pugliesi non
riguarderanno solo le cattedre. Fra i corridoi e le segreterie ci saranno mille
e 700 persone in meno: a tanto ammonta la previsione della Cgil sui tagli che
peseranno sul personale Ata. La riduzione delle cattedre impedirà anche di
soddisfare le richieste delle famiglie pugliesi, che nell´80 per cento dei casi
si sono espresse per il modello da 30 o da 40 ore settimanali nelle elementari:
fra i banchi non tutti i bambini potranno trascorrere il tempo desiderato. Per
l´anno prossimo nessun taglio fra i dirigenti scolastici: il piano regionale lascerà
aperte tutte le scuole; salvi - per ora - anche i 7mila e 535 posti di
sostegno. «Nell´incontro con la direzione scolastica del 30 marzo chiederemo di
salvare i 1200 precari, considerando i pensionamenti, che resteranno senza
supplenze» annuncia Peluso. Nella ripartizione fra le province, la più
penalizzata dovrebbe essere quella di Bari, che perderà 1200 insegnanti e 400
posti tra il personale Ata. La riorganizzazione degli orari, in particolare per
l´abolizione delle compresenze alle elementari e il nuovo monte ore per Lettere
alle medie, unito a pensionamenti e tagli, porterà a un forte turn over in
cattedra: il 27 per cento degli studenti non troverà l´anno prossimo i propri
insegnanti, spiega il segretario nazionale della Cisl scuola Francesco Scrima
sulla base dei dati elaborati nel "Rapporto sulla scuola in Italia
2009" della Fondazione Agnelli. Il rapporto sarà presentato oggi
nell´Università di Bari in un incontro con il presidente della commissione
Cultura della Camera Valentina Aprea, il direttore della fondazione Agnelli
Andrea Gavosto e il direttore dell´Ufficio scolastico regionale Lucrezia
Stellacci. (g. fosch. e f. sav.)
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XX - Milano DECLEVA: ECCO LA MIA RIFORMA
FRANCO VANNI la Statale alla politica che cosa chiede? «Eliminazione dei tagli
a parte, anzitutto finanziamenti all´edilizia. C´è ancora da finire di
finanziare il trasferimento della facoltà di veterinaria a Lodi. In via
Comelico a Milano gli informatici operano in una struttura degradata, tutta la
geografia delle facoltà scientifiche a Citta studi sarebbe da rivedere. E la
carenza di alloggi impedisce la creazione di un vero campus, condizione per
vivere davvero l´università». Il momento anche in Statale è delicato: il 13
maggio ci saranno le elezioni e la campagna ha già visto scontri fra studenti
di destra e sinistra. L´ateneo ha adottato regole dure, sanzioni e denunce.
Basterà? «Non ho la palla di cristallo per dire che effetti avrà la stretta
sull´intolleranza politica, ma mi auguro che prevalga la civiltà. Gli
indecorosi episodi delle scorse settimane rischiano di sviare l´attenzione
dalla vera partita. L´incontro-seminario appena promosso
dal ministro Gelmini sembra
aprire una prospettiva importante per l´Università, presentata in
quell´occasione da maggioranza e opposizione, oltre che naturalmente dai
rettori, come una grande questione d´interesse nazionale. Sarebbe importante
che anche le elezioni studentesche si sviluppassero con riferimento a questo».
SEGUE A PAGINA V
( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pontedera Iscrizioni alle elementari fa
flop il modulo a 24 ore In tutte le scuole della Valdera, richieste solo per il
"tempo pieno" PONTEDERA. Arriva il verdetto dalle scuole elementari
della Valdera: il modulo di 24 ore ha fatto flop. Come già è successo per le
scuole elementari di Pontedera, anche i dati dei paesi limitrofi portano la
stessa conclusione. La stragrande maggioranza dei genitori
ha scelto infatti di tenere a scuola i figli trenta o addirittura quaranta ore
come detta la riforma scolastica del Ministro Gelmini. Il tanto discusso maestro unico dunque farà una sporadica
comparsa in cattedra. Praticamente tutto rimane quasi come negli anni passati,
con insegnanti diversi che si alternano nelle classi, ognuno con la propria
materia di competenza. Entriamo nel dettaglio. All'Istituto Comprensivo
di Capannoli i bambini che frequenteranno l'anno prossimo la prima elementare
sono in totale 112 suddivisi tra le scuole primarie di Capannoli, Santo Pietro,
Selvatelle, Terricciola e Lajatico. Le scuole di Selvatelle e Santo Pietro
avranno classi interamente con il tempo pieno di 40 ore. A Capannoli la grande
maggioranza ha scelto le 30 ore così come i ventisette iscritti di Terricciola.
Anche a Lajatico trionfa questo modulo e solo un bambino farà il tempo corto.
«I numeri parlano praticamente da soli - spiega la dirigente scolastica
dell'Istituto Comprensivo di Capannoli Gabriella Giuliani - i genitori come si
può notare hanno scelto generalemente le 30 ore, quindi si presuppone che per
vari motivi c'è la necessità di avere a scuola i figli per un periodo più lungo
rispetto alle 24 ore settimanali». Tendenza confermata anche nelle scuole
dell'Istituto Comprensivo di Lari. I quarantatre iscritti nella scuola di
Perignano rimarranno a scuola per 30 ore settimanali, così come i sette nuovi
alunni di Chianni. A Lari in diciotto hanno scelto il tempo pieno di 40 ore,
mentre quarantatre hanno optato per le 30. Infine le due classi prime di
Casciana Terme saranno una a 40 ore con quindici bambini e l'altra con il
modulo a 30 ore con quattordici piccoli studenti. «Nel nostro istituto il tempo
pieno a 40 ore è una novità - spiega il dirigente scolastico di Lari Maurizio
Dario - la tradizione qui da noi è delle 30 ore e anche quest'anno è stata la
scelta prevalente, tuttavia abbiamo deciso di inserire le 40 ore per
accontentare qualche richiesta e adattarci così alla nuova normativa». I dati
complessivi dell'Istituto Comprensivo di Peccioli, che copre anche il comune di
Palaia, parlano di settantaquattro alunni in prima elementare. Nessuno ha
scelto il modulo a 24 ore, mentre trionfano le 30 ore. Altro dato significativo
per sottolineare l'insuccesso del maestro unico è quello che arriva
dall'Istituto Comprensivo di Fauglia dove, tra Fauglia, Cenaia, Lorenzana e
Santa Luce, su un totale di centoquattro iscritti, solo in nove hanno scelto le
24 ore, mentre la maggioranza ha preferito il modulo di 40. Francesca Lombardi
( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Cronaca Scuola, arrivano i tagli del
governo meno 37mila docenti, il 50% al Sud Dal settembre 2009 ulteriore
riduzione di 5000 cattedre "Salasso" anche in Lombardia A casa 245
presidi A pagare il prezzo più alto le medie inferiori: perdono oltre 15mila
posti MARIO REGGIO ROMA - Ormai è una certezza. Quarantaduemila cattedre in
meno dal settembre 2009: un primo taglio di 37mila deciso ieri. E un altro da
5000 posti che sarà definito nel luglio prossimo. Il 40 per cento concentrato
in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, il 50% nel Sud. Ma anche in Lombardia,
malgrado le rassicurazioni del presidente Formigoni, il salasso sarà pesante:
meno 4 mila. Via anche 245 presidi. A pagare il prezzo più alto le secondarie
di primo grado, vale a dire le medie inferiori, con un taglio di oltre 15 mila
cattedre. I numeri, allegati al decreto interministeriale presentato alle
organizzazioni sindacali e agli enti locali, hanno scatenato dure reazioni. «è
inaccettabile che si riduca il personale docente di oltre 42 mila unità -
commenta il segretario della Cgil Mimmo Pantaleo - colpendo in maniera
pesantissima il sud. è un attacco senza precedenti al diritto allo studio e
alla qualità dell´istruzione pubblica». Critico anche il segretario della Uil
Massimo Di Menna: «Non dimentichiamo i 15 mila lavoratori non docenti che perderanno
il posto di lavoro, il che assieme al taglio degli insegnanti, al netto dei
pensionamenti, si traduce in 28 mila precari che rischiano di essere tagliati
fuori dalla scuola pubblica». Insorge anche il Partito Democratico. «Questi non
sono tagli, è una devastazione inattuabile - afferma Mariangela Bastico,
viceministro all´Istruzione con Fioroni e responsabile scuola del Pd -
chiediamo al governo di fermarsi perché i parametri scelti per decidere i tagli
sono oscuri e non è vero che massacrano solo le Regioni del Sud. Tutto è stato
deciso a Roma senza un confronto con le Regioni, un metodo incoerente con il
tanto sbandierato federalismo del governo». Ma cosa succederà all´apertura del
prossimo anno scolastico? Diecimila docenti in meno alle elementari, più di 11
mila alle superiori e quasi 16 mila alle medie inferiori: i 37mila della prima
tranche, in attesa a luglio dell´ ulteriore taglio di 5 mila cattedre (quasi
esclusivamente affidate a precarie). Che fine farà il tempo pieno alle
elementari? Il governo e il ministro Gelmini hanno assicurato che dove c´è
non verrà toccato. Diamo per buono questo impegno. Il problema nasce nelle
Regioni del Sud, dove molte famiglie hanno chiesto per il prossimo anno le 40
ore a settimana. Per loro non c´è alcuna speranza. A rischio anche le
iscrizioni per le famiglie che hanno scelto le 30 ore. Il decreto parla
chiaro: solo nei casi in cui l´organico lo permette. Con l´aria che tira sembra
davvero una chimera. Ma il ministero della Pubblica Istruzione lascia aperto
uno spiraglio: le richieste delle 30 ore a settimana potranno essere coperte
con la compresenza dei prof di religione e di quelli d´inglese. Peccato che tra
i tagli siano previsti 2 mila docenti in meno proprio in quella lingua
straniera. Ma chi permetterà il "potenziamento" dell´inglese, come
previsto dal decreto? Da mesi sono previsti corsi "fantasma" di 150
ore per le maestre che volessero cimentarsi in quella materia. Però nessuno sa
che fine abbiano fatto. Ma la mannaia si abbatterà soprattutto sulle medie inferiori
(o secondaria di primo grado). Il taglio da 11 a 9 ore settimanali delle ore di
lettere è già cosa fatta. Una scelta assai opinabile, viste le carenze degli
studenti italiani nella comprensione della propria lingua. A questo si
aggiungono le due ore in meno per le materie tecnologiche. Un´altra trovata
geniale. E infine la ciliegina sulla torta. L´aumento del numero massimo e
minimo di alunni per classe sembrava congelato. Invece riappare. Ecco alcuni
esempi. Scuola materna: minimo 18, massimo 26 con possibilità di arrivare a 29.
Elementari: minimo 15 studenti, massimo 27. Media inferiore: da 18 a ventotto.
Superiori: mai meno di 27 studenti fino ad un massimo di 30. Una boccata
d´ossigeno per agevolare il rapporto tra professori e studenti.
( da "Mattino di Padova, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 39 - Provincia POZZONOVO
POZZONOVO RIFORMA GELMINI Stasera alle 21, nella sala civica delle scuole
medie, il circolo Pd «Angelina Merlin» propone un incontro dal titolo «La
scuola italiana dopo la riforma Gelmini». Interverranno Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici
di Padova, e Mario Tognin, candidato sindaco a Pozzonovo. (n.c.)
MEGLIADINO SAN VITALE SCUOLA IN PERICOLO Oggi, dalle 17 alle 18, è organizzato
un sit-in davanti alle scuole comunali. I genitori protesteranno contro la
ventilata ipotesi di chiusura del plesso scolastico locale. (n.c.) CARTURA
LEZIONE DI FINANZA I dirigenti della Bcc salgono in cattedra. Oggi il direttore
generale della Bcc di Cartura Luca De Mattia e il direttore di FederVeneta
Andrea Bologna, insieme ad Andrea Sala, tengono un seminario agli studenti
della facoltà di Economia di Padova che frequentano il corso avanzato di
economia degli intermediari finanziari. (n.s.) TRIBANO LE MURA RACCONTANO
Penultimo incontro proposto dal gruppo Ctg La Torre nel ciclo di lezioni «Le
antiche mura raccontano». Domani sera alle 21 nella sala polivalente della
biblioteca Maurizio Delibori interviene su «Chi è l'animatore culturale
ambientale?». Domenica la conclusione con la visita guidata a Padova. (n.s.)
SOLESINO ASTRI E REPERTI L'assessorato alla Cultura vara i corsi gratuiti di
Astronomia e di Archeologia in biblioteca. Il primo è iniziato il 17 marzo. Il
corso è tenuto dalla dottoressa Caterina Boccato dell'Inaf (Istituto nazionale
di astrofisica) e dell'Osservatorio astronomico di Padova, mentre il corso di
Archeologia, il cui inizio è previsto per martedì 14 aprile alle 21, sarà
patrocinato dal Gruppo Bassa Padovana. (gi.b.) MONTAGNANA PAESAGGI VENETI
Inizieranno domani «Gli incontri culturali di Italia Nostra». Il primo
appuntamento ha per tema «Conversando con gli abitanti della città diffusa
veneta. Riflessione sui paesaggi del quotidiano». Relatori: Benedetta
Castiglioni e Viviana Ferrario, entrambe ricercatrici del Dipartimento di
Geografia dell'Università di Padova. (ro.mor.) MONTAGNANA CINEMA INSIEME
Prosegue la rassegna «Cinema insieme 2009» al Bellini. Domani sarà proiettato
«Machan» per la regia di Roberto Pisolini. (ro.mor.)
( da "Unita, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sul palco del premier solo giovani e bande musicali
Per il premier la nomenklatura è troppo vecchia. Poi ridà i numeri: «Arriviamo
al 51%» «Volevamo il Palalottomatica ma era prenotato dalla Disney» Lo statuto
prevede il congresso triennale. Nel direttivo i ministri più Formigoni e
Brambilla FEDERICA FANTOZZI Al fedelissimo triumviro Denis Verdini, Berlusconi
ha fatto una richiesta precisa: le prime tre file del Padiglione 8 della Fiera
di Roma devono essere riservate a giovani e giovanissimi. Militanti, testimonial,
studentesse. La nomenklatura starà dietro, leggermente fuori dal cono di luce
delle telecamere. Lontana anche dal palco su cui, dicono, il Cavaliere
traghetterà in splendida solitudine il suo ex partito di plastica alla
contaminazione con l'alleato postfascista verso i lidi del (o della sua idea
di) bipolarismo: «Saremo il partito del 51% e dei giovani» dirà il leader
unico. Seppellendo sotto un diluvio di palloncini e coriandoli il resto della
sua generazione. Si apre venerdì il congresso del PdL, megakermesse mediatica e
traino d'eccezione per le Europee di giugno. Costi stimati in 5-6 milioni di
euro. Dieci minuti di celebrità al microfono per tutti: ministri, capigruppo e
vice, più ragazzi e (pochi) delegati e varie ed eventuali. La location, per la
verità, non è ideale: bruttina e scomoda. Purtroppo l'unica, si dolgono da Via
dell'Umiltà, in grado di accogliere i 6500 delegati: «L'alternativa era il
Palalottomatica, ma per quelle date l'ha prenotato la Disney due anni fa».
Massima segretezza sulle scenografie cui lavorano l'ex operatore promosso
responsabile dell'immagine Roberto Gasparotti e l'architetto siciliano Mario
Catalano. Allievo, quest'ultimo, del conterraneo Filippo Panseca che creò per i
congressi del Garofano craxiano piramidi e simil-templi greci, ergendosi a
maestro tuttora insuperato del kolossal kitsch. Ci saranno fondali azzurro
cielo come il nuovo simbolo da cui è scomparsa la scritta "Berlusconi
presidente". Banda musicale sul palco a intervallare gli interventi. Oltre
al gadget matrioska contenente i leader sconfitti (da Occhetto a D'Alema, pure
Prodi che con lui non ha mai perso), andrà a ruba la medaglietta «io c'ero». In
distribuzione i badge celesti dei delegati: «Ma devo andarmelo a prendere fin
laggiù?» si lamentavano diversi peones a Montecitorio. In attesa del
sopralluogo della vigilia, Berlusconi si dedica a limare gli interventi.
L'apertura di venerdì mattina che ripercorrerà 15 anni di storia dalla discesa
in campo del '94 al discorso del predellino. E la conclusione di domenica,
proiettata sul radioso avvenire della sua creatura: maggioranza assoluta nel
Paese e nuova classe dirigente di giovani. Sabato toccherà a Fini e Schifani.
Per La Russa posto d'onore, subito prima del Berlusconi finale. Fin qui la
scena. Dietro, però, si tratta a oltranza. Ieri sera ennesima riunione con
Verdini e La Russa sullo statuto che ancora non c'è (l'ultima bozza prevede un
congresso triennale). Il senatore casertano Gennaro Coronella sintetizza: «Il
messaggio di Berlusconi a Fi è: dovete sporcarvi le scarpe, d'ora in poi sarà
un partito organizzato. Quello ad An è: benedite il contagio». Su queste due
scommesse si fonda il futuro. Quasi pronta la squadra: i coordinatori regionali
(14 Fi e 6 An, una ai "cespugli" contesa tra l'Emilia per Giovanardi
e la Campania per Rotondi) saranno annunciati dal palco. I magnifici venti del
direttivo saranno i componenti dell'ufficio politico di An e i ministri
forzisti. Più Formigoni e la rossa Brambilla. «Ma quale ricambio generazionale»
mastica amaro un deputato. Forse il premier pensa a quei 30-40enni perfidamente
ribattezzati «Berluscloni» dall'Espresso: Alfano, Fitto, Gelmini, Carfagna. O forse sono già usurati anche loro, e nuove leve -
l'ex capo dei pulcini Simone Baldelli, la romana Beatrice Lorenzin, il cuneese
Enrico Costa - scaldano i motori. Banco di prova delle intenzioni del capo
saranno le liste per l'Europa, dove chi corre si conta e chi ha paura perde in
partenza. L'evento
( da "Unita, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Prof, i tagli della Gelmini per il 40% saranno al Sud
Bastico: una devastazione GIUSEPPE VITTORI Il 40% dei tagli sull'organico
docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli
organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.000 tagli nell'organico
di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000
posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una «uscita» in
due fasi. In base al provvedimento ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti
nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a
cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie
scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane
sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A
fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462
nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si
registra una flessione di circa 26.700 studenti. Nel provvedimento si
sottolinea l'esigenza che le Regioni e gli Enti Locali vengano coinvolti nella
fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole
province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i
contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità. A questo
proposito «l'organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti
dell'organico assegnato per l'anno scolastico 2009-2009» precisando che «le ore
di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla
presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l'insegnamento della lingua
inglese e della religione cattolica, nonché dal recupero delle ore di
compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l'offerta
formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per
quanto riguarda l'inglese potenziato, potrà essere autorizzato «compatibilmente
con le disponibilità di organico» e «solo in assenza di esubero dei docenti
delle seconde lingue comunitarie sia nell'ambito della scuola interessata che a
livello provinciale». «Questi non sono tagli: è una devastazione inattuabile»,
ha commentato Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd. Il decreto
ministeriale sugli organici per il prossimo anno toglierà lavoro a quasi
ventimila insegnanti solo in quattro regioni del Sud. Confermati i 42mila tagli
tra organico di diritto e organico di fatto.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
CelebrazioniSan Giovanni Bianco, la Sacra Spina
Celebrazioni in preparazione alla festa della Sacra Spina: ore 10, Messa
celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de' Busi; ore 15, Messa per
tutti i ragazzi del Vicariato celebrata da don Cristian Mismetti, vicario
parrocchiale della Ramera; ore 20, Messa celebrata da don Gianni, parroco
emerito di Grassobbio, accompagnata dalla Corale parrocchiale di S -->
Mercoledì 25 Marzo 2009 AGENDA, pagina 17 e-mail print CelebrazioniSan Giovanni
Bianco, la Sacra Spina Celebrazioni in preparazione alla festa della Sacra
Spina: ore 10, Messa celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de' Busi;
ore 15, Messa per tutti i ragazzi del Vicariato celebrata da don Cristian
Mismetti, vicario parrocchiale della Ramera; ore 20, Messa celebrata da don
Gianni, parroco emerito di Grassobbio, accompagnata dalla Corale parrocchiale
di S. Croce. ConvegniNuove opportunità per il tessile Ore 14, sala Mosaico ex
Borsa Merci, via Petrarca, seminario organizzato da Regione e Camera di
Commercio sul tema: «Oltre la crisi. Nuove opportunità per il tessile
bergamasco», con relazioni di Marcello Raimondi, sottosegretario alla
presidenza Regione Lombardia; Roberto Sestini, presidente Camera di Commercio di
Bergamo; Alberto Castoldi, rettore Università di Bergamo; Dick Hendriks,
Ambrogio Caccia Dominioni, Miro Radici, Lutz Walter, Francesco Beltrame,
Giorgio Lampugnani, Caterina Rizzi. Coordina il direttore de «L'Eco di Bergamo»
Ettore Ongis. CorsiTreviglio, il volontario e la politica Nella Sala Carminati
di via Carcano 6, corso di formazione alla politica organizzato
dall'Associazione volontari Acli Lombardia «Le politiche temporali e gli
strumenti di partecipazione attiva per favorire la qualità della vita della
città». Ore 20,30, Francesca Gelmini, Divisione spazi e tempi urbani del Comune di Bergamo parla sul
tema: «Le politiche temporali come strumento di partecipazione: la legge
regionale 28/2004, il Piano territoriale degli orari della città e suoi progetti
attuativi». feste e tradizioniVilminore di Scalve festa dell'Ufficio Torna la
«Festa dell'Ufficio» in ricordo di tutti i fedeli defunti vittime di una
tremenda epidemia di peste. Ore 10,30 Messa nella parrocchiale a cui
prenderanno parte i sacerdoti originari del paese, i preti della Valle e i
sacerdoti che qui hanno svolto il proprio ministero. La solenne concelebrazione
sarà dedicata al ricordo di mons. Cesare Bonicelli, recentemente scomparso. Ore
20, Messa e processione al cimitero. Per tutta la giornata le vie del capoluogo
scalvino ospiteranno le bancarelle del mercato. IncontriNon si nasce capaci di
amare Ore 20,45, al Consultorio familiare diocesano «C. Scarpellini», via
Conventino 8, ciclo d'incontri formativi «Crescere insieme...». Enrico Morosini,
formatore al Contultorio Scarpellini, parla sul tema: «Non si nasce capaci di
amare! Lo sviluppo delle identità specifiche nella coppia». Anna Foa: «La
diaspora» Ore 18, libreria Feltrinelli, via XX Settembre 55, l'autrice Anna Foa
presenta il libro: «Diaspora. Storia degli ebrei del Novecento», Laterza
editore. Coordina Angelo Bendotti. Icone russe e letteratura Ore 17, Spazio
Viterbi della Provincia, via Tasso, nell'ambito della mostra «L'oro dell'anima.
Icone russe dal XIV al XIX secolo del Museo Tret'jakov di Mosca», prosegue il
ciclo di conferenze di approfondimento a cura dell'Università degli Studi di
Bergamo e della Fondazione Russia Cristiana. Maria Chiara Pesenti, associato di
lingue e letteratura russa, facoltà di Lingue e Letterature straniere
dell'Università di Bergamo parla sul tema: «L'icona nella storia della cultura
russa dalle origini al Seicento». Il patrimonio artistico degli Ospedali
Riuniti Ore 17,30, sede Ateneo, via Tasso, in preparazione alla «Giornata Fai
di Primavera a sostegno dell'arte e della natura» in programma il 28 e il29
marzo, relazione di Maria Mencaroni Zoppetti sull'«ospedale e la città»;
Antonia Abbattista Finocchiaro sul «patrimonio artistico dell'ospedale di
Bergamo: volti e storie». Un nuovo volto per Redona Ore 17,30-19,30, all'Urban
Center di Piazzale Alpini, nel corso della mostra del Piano di governo del
territorio di Bergamo «Bergamo Futura», per Spazio Progetti, presentazione del
programma integrato di intervento «Un nuovo volto per Redona» a cura degli architetti
Ferdinando e Pippo Traversi. Ore 21, incontro sul tema: «La città fisica» a
cura del Centro Nuovo Progetto; introduce e coordina Roberto Spagnolo. Parco
dei Colli, la vite e l'ulivo Per favorire la ripresa delle produzioni agricole
e per avviare un percorso alla definizione del Marchio di qualità, il Parco dei
Colli organizza un ciclo d'incontri dedicati alla vite e all'ulivo. Ore 20,30,
nella sede del parco dei Colli in via Valmarina 25, incontro tenuto da un
esperto del settore dedicato alla cura della vite. Bonate Sopra, il lento
itinerario verso il libro Ore 17, Piccolo teatro «G. Verdi», all'università
degli anziani relazione di Erminio Gennaro dell'Ateneo di Bergamo sul tema: «Il
sapere e il lento itinerario verso il libro». Caravaggio, cammino quaresimale
Cammino di riflessione quaresimale, con approfondimento delle lettere di S.
Paolo, organizzato dalla parrocchia: «Paolo parla alla nostra Chiesa». Ore
20,45, chiesa parrocchiale, don Marco d'Agostino, vicerettore del seminario,
parla sul tema; «La Chiesa, comunità in cui si riconoscono doni e ministeri».
Costa di Mezzate, le sfide della medicina moderna Ore 15, sala consiliare del
municipio, continua il percorso formativo rivolto agli anziani e ai pensionati,
organizzato dalle amministrazioni comunali di Brusaporto, Bagnatica, Costa di
Mezzate e Montello in collaborazione con l'Università degli anziani. Arrigo
Schieppati, dell'Istituto ricerche farmacologiche «Mario Negri» di Bergamo
parla sul tema: «Le sfide della medicina moderna». Leffe, il disagio
psichiatrico Chiusura degli incontri dedicati alla prevenzione e all'educazione
sanitaria promossi dalla delegazione Val Gandino della Croce rossa italiana.
Ore 20.30, sala consiliare, Arturo Campana, primario del reparto di psichiatria
dell'Ospedale di Alzano, analizzerà sintomi e segnali dell'insorgenza del
disagio psichiatrico. Lovere, uso corretto e conservazione dei farmaci Ore
14-16,30, sala Ruffini della Comunità montana Alto Sebino, via del Cantiere 4,
«Progetto Melograno». Elena Viviani. caposala Centro don Orione di Bergamo
parla sul tema: «Farmaci: quali sono quelli di uso più comune, come conservarli
e usarli correttamente». Mozzo, gli acquisti bio Ore 20,45, biblioteca,
«Consumare? Criticamente!». Aurelio Brentegani e Marco Zonca parlano sul tema:
«Gli acquisti bio». Urgnano, la donna nell'arte Ore 20,30, biblioteca, «La
donna nell'arte». Daniela Mancia Viviani, parla sul tema: «Signorine di buona
famiglia e odalische. La figura della donna e l'immaginario maschile nella
pittura europea dell'Ottocento». MostreAngeli, manichini e meticci peruviani
Galleria del Tasso, via S. Tomaso, 72, mostra «La Rivoluzione silenziosa degli
angeli apocrifi» dell'artista cileno Demian Schopf, visitabile fino a fine
marzo. Orario: 10-12,30 e 15-19. Arte Madì alla Galleria Marelia Galleria
Marelia, via Guglielmo d'Alzano 2b, mostra «Madì - arte come invenzione»; fino
al 30 aprile. Orario: 14-20. Bergamo Futura Urban Center di Piazzale degli
Alpini, «Bergamo Futura. Vieni a conoscere oggi come sarà la Bergamo di
domani», mostra interattiva visitabile fino al 5 aprile. Orario: 15-19,30.
Prenotazioni visite scolastiche (solo al mattino del mercoledì) e visite
guidate per gruppi (negli orari di apertura della mostra), tel. 035.399.010-022
Billboards alla Galleria Manzoni Galleria Manzoni di via S. Tomaso 66, mostra
«Billboards» dedicata alla fotografia di ricerca del milanese Maurizio Montagna
(Milano 1964), docente del master di fotografia della nuova Accademia delle
Belle Arti di Milano; fino al 4 aprile. Orario: 10-13 e 15-19. Convivio
artistico al Caffè del Tasso Caffè del Tasso, piazza Vecchia in Città Alta,
mostra dell'artista toscano Francesco Verdi; fino al 29 marzo. Orario: 8-2.
Icone russe fra storia e spiritualità Spazio Viterbi della Provincia, via Tasso,
8, mostra «L'oro dell'anima. Icone russe dal XIV secolo del Museo Tretyakov di
Mosca», viaggio attraverso cinque secoli di cultura, storia e spiritualità.
L'evento, curato dalla Provincia in collaborazione con il Museo Tretyakov di
Mosca, col patrocinio della Curia Vescovile della Diocesi di Bergamo, Camera di
Commercio, Università di Bergamo e Fondazione Russia Cristiana; fino al 14
giugno. Orario: 15-19. Ingresso libero. Il Segno dell'Altro Galleria
Triangoloarte, via Palma il Vecchio 18/e, mostra «Il segno dell'Altro» di Paolo
D'Angelo, Salvatore Falci ed Enzo Santambrogio; fino al 4 aprile. Orario:
10-12,30 e 16-19,30. La città visibile Museo Storico-Convento di San Francesco,
piazza Mercato del Fieno 6/a, «La città visibile. Bergamo nell'archivio fotografico
Sestini - Omaggio a Domenico Lucchetti»; fino al 20 settembre. Orario: 9,30-13
e 14-17,30. La fauna delle Orobie nelle foto di Midali Museo Civico di Scienze
Naturali «Enrico Caffi», Piazza Cittadella, 10, mostra fotografica di Baldovino
Midali dal titolo «Obiettivo animali: la fauna delle Orobie», per scoprire la
flora e la fauna delle nostre montagne; fino al 31 maggio. Orario: 9-12,30 e
14,30-17,30. La video installazione di Hannah Collins Sala porta di
Sant'Agostino, video installazione dell'artista inglese Hannah Collins
«Solitude and Company»; fino al 12 aprile. Orario: 15,30-19. L'arte di Diego
Caglioni e Rudina Hoxhaj SpazioArte Viamoronisedici, mostra «Vicinilontani» con
opere di Diego Caglioni e Rudina Hoxhaj; fino all'11 aprile. Orario: 16-19,30.
Le opere di Giuseppe Albergoni Baioni Cafè, via Baioni 5, mostra di Giuseppe
Albergoni «Colore bianco, ricerche superficiali»; fino al 17 aprile. Orario:
7-16. L'uomo e la macchina scatti di Massimo Colombo Sede Cgil, via Garibaldi
3, per iniziativa dell'associazione LavoroDopo, mostra fotografica di Massimo
Colombo dal titolo «Nero Officina». L'artista propone un viaggio nelle officine
meccaniche dove gli uomini lavorano in simbiosi con la macchina; fino al 3
aprile. Orario: 9-12 e 15-18. Ingresso gratuito. Opere di Claude Viallat
Galleria Fumagalli, via Paglia 28, mostra di Claude Viallat «Toiles, objects,
cordes et filets» a cura di Annamaria Maggi; fino all'11 aprile. Opere di
Margherita Bialetti Circolo Artistico Bergamasco, via Malj Tabajani, 4, mostra
personale di Margherita Bialetti; fino a domani. Orario: 16-19. Personale di
Eleonora Ghilardi Sala ex Ateneo, piazza Padre Reginaldo Giuliani, mostra
«Diario di viaggio» di Eleonora Ghilardi; fino al 29 marzo. Orario:
15,30-19,30. Sicurezza, cadute dall'alto e in profondità Sala lettura
biblioteca Caversazzi, via Torquato Tasso 4, mostra sulla sicurezza, cadute
dall'alto e cadute in profondità organizzata dall'associazione «Amici delle
Mura di Bergamo» in collaborazione con Asl, Cai, istituto comprensivo Donadoni,
liceo artistico e sindacati; fino al 31 marzo. Orario: 8,30-12,30 e
20,30-23,30. Tavole silografiche alla Olim Spazio Olim, via Pignolo 9/b, mostra
delle Tavole silografiche per l'opera Weiss Kunig, di Hans Burgkmair; fino
all'11 aprile. Orario: 16-19. Tutto il mondo in una scatola Libreria Ars di via
Pignolo 116, installazione di Luca Resta «Boxes» scatole-non scatole per
parlare di forma ed essenza, visibile e invisibile; fino al 31 marzo. Orario:
15-18,30. Tuttosullalbero Mostra-laboratorio dell'Orto Botanico, nella sala
Viscontea, piazza Cittadella, fino al 31 maggio. Orario: 15-18,30. Una città
senza Sala Manzù, via Camozzi, passaggio via Sora, mostra di Maurizio Bonfanti
dal titolo «Una città senza»; fino al 13 aprile. Orario: 16-19. Viaggi di Arno
Stern Caffè Letterario, via San Bernardino 53, mostra fotografica «Viaggi di
Arno Stern e la traccia naturale» a cura dell'associazione culturale il Segno e
il Colore; fino al 27 marzo. Alzano Lombardo, le fotografie di Igor Kormyshev
Mazzoleni Art Gallery, via Locatelli 1, mostra dell'artista, fotografo e
scenografo russo Igor Kormyshev; fino al 5 aprile. Orario: 9,30-19. Caravaggio,
mostra di pittura Auditorium centro civico San Bernardino, mostra personale del
pittore caravaggino Alfredo Galimberti che esporrà insieme a Giada Maffeis e
Sara Ranghetti; fino al 29 marzo. Orario: 10-12 e 16-19. Gorle, i disegni di
Franco Mazza Auditorium del centro culturale, via Marconi 5, mostra di Franco
Mazza «Si può disegnare con la musica? Si può fare musica con il disegno»; fino
al 5 aprile. Orario: 16-19. Ponte San Pietro, le «seduzioni» di Fazio Lauria
Galleria «L'Ariete», Largo IV Novembre 11, mostra personale di Fazio Lauria,
artista che vive e opera a Gradella di Pandino, in provincia di Cremona, dal
titolo «Seduzioni»; fino al 12 aprile. Orario: 15-19. Romano di Lombardia,
«Orizzonti» di Franco Zucchinali Sala Poker Ceasar della Mazzoleni Art Gallery,
strada statale Soncinese, mostra di paesaggi inediti di Franco Zucchinali dal
titolo «Orizzonti»; fino al 31 marzo. Aperta tutte le sere. Seriate, immagini
fotografiche di Franco Donaggio Sala espositiva «Virgilio Carbonari» del
Palazzo comunale mostra di Franco Donaggio dal titolo «Prima del giorno -
Immagini fotografiche 2007/2009»; fino al 28 marzo. Orario: 16-19. Torre
Boldone, una donna per le donne Atrio del municipio, «Una donna per le donne»
mostra fotografica di Livia Lecchi che illustra l'attività della dottoressa
Daniela Armani nei quartieri poveri di Esmeraldas in Ecuador; fino al 28 marzo.
Orario: 8,30-12,30 e 15,30-17,30. Treviglio, i capolavori della Cassa Rurale
Sala esposizioni «G. Battista dell'Era», della Cassa Rurale, via Carcano, 15,
mostra intitolata «I capolavori della Cassa Rurale», con esposizione dei
gioielli della Pinacoteca e di due capolavori di proprietà dell'Accademia
Carrara, «Storia di Gualtieri e Griselda» di Francesco di Stefano detto «il
Pesellino» momentaneamente in esposizione a Treviglio dopo i lavori di
restauro; fino al 29 marzo. Orario: 15-18. Treviolo, «Genio e follia» di Manuel
Ondei All'interno del locale «Provino wine relax bar» di via Dalla Chiesa,
mostra di pittura dell'artista urgnanese Manuel Ondei dal titolo «Genio e
follia»; fino all'11 aprile. L'esposizione è un percorso-omaggio in 14 tele
dedicato ai grandi geni dell'arte, dello sport e della musica, come Salvador
Dalì, Jim Morrison, Albert Einstein e George Best, personaggi eccentrici,
anticonformisti e dalla forte personalità. Orari: 7-1. Tempo liberoCastione
della Presolana fiaccolata di ringraziamento Fiaccolata organizzata dalla
parrocchia di Bratto per ringraziare della «stagione con i fiocchi», con la
partecipazione di albergatori, esercenti, sciatori, commercianti, maestri di
sci e del parroco don Paolo Piccinini. Ore 19,30, ritrovo alla chiesetta
dedicata a Maria «Madonna della Neve», a seguire salita sullo Scanapà con la
seggiovia. La discesa prenderà il via alle 20 con arrivo sul piazzale della
«Casa per ferie Neve». Ore 20,30, sciatori e spettatori si recheranno nella
vicina chiesetta della Madonna della Neve, dove verrà celebrata la Messa. Al
termine, la serata proseguirà in allegria, amicizia e degustazione di bevande
calde, e vin brûlé. Villa d'Almè, apertura del museo di scienze naturali Ore
15-18, apertura al pubblico del Museo civico di scienze naturali «Severo Sini»
situato in via Roma 20. 25/03/2009 nascosto-->
( da "Nazione, La (Pistoia)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA PISTOIA pag. 5 di PATRIZIO CECCARELLI
GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni pistoiesi unit... di PATRIZIO
CECCARELLI GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni
pistoiesi uniti contro la riforma «Gelmini», i cui effetti si cominciano a vedere proprio in questi giorni,
a seguito delle pre-iscrizioni. «ABBIAMO riscontrato - hanno spiegato in
conferenza stampa gli assessori Giovanna Roccella (Provincia) e Rosanna Moroni
(Comune di Pistoia), il sindaco di Agliana Paolo Magnanensi, il dirigente Andis
Maurizio Monti, la segretaria provinciale Cisl-scuola Maria Cristina
Zini (anche a nome di Cgil e Uil), e il rappresentante del comitato dei
genitori Simone Frangioni - che le famiglie pistoiesi non hanno optato per il
modello a 24 ore della scuola primaria, ma hanno preferito il modello a 27 ore,
a 30 ore e a 40 ore e ci domandiamo come si potrà rispondere in termini
quantitativi e qualitativi alle richieste orarie espresse alla luce dei
previsti tagli'». «INFATTI - spiegano gli stessi rappresentanti di enti e
sindacati - si prevede che tutti i modelli siano senza compresenza e non solo
nelle classi prime, ma anche nelle seconde, terze, quarte e quinte,
disattendendo le scelte fatte a suo tempo dalle famiglie ed ormai consolidate
nei piani dell'offerta formativa. Ciò comporta grave pregiudizio della qualità
della scuola che non potrà più organizzare attività di gruppo con particolare
riguardo all'uso dei laboratori, insegnamenti individualizzati, attività di
supporto all'inserimento dei bambini stranieri e dei bambini in difficoltà». IL
TIMORE è anche che l'insegnante unico non consentirà l'effettuazione di visite
didattiche e gite scolastiche, attività esterne alla scuola, in quanto il
rapporto insegnante-alunni per tali attività è di uno a quindici, come previsto
dalla normativa vigente. Nel tempo pieno, poi, verrebbe messa in discussione la
pluralità degli insegnamenti e la individualizzazione dei percorsi «riducendo
l'insegnamento ad un misero ed insufficiente essenziale'».
( da "Giornale di Brescia" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 25/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:interno Università, prove d'intesa tra Governo ed Atenei Seminario al
Ministero. Il ministro Gelmini: per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno
affiancate le riforme Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini ROMAImpegno comune a rivedere le
forme di governo degli Atenei, riconsiderando le funzioni decisionali, la
composizione dei vari organi, il loro ruolo e le loro responsabilità nella
programmazione e nella allocazione delle risorse; urgenza di riformare i
meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti, che oggi sono bloccati e
che vanno allineati alle migliori prassi internazionali. Una «prova generale» È
emerso dal seminario su governance, valutazione e reclutamento al Ministero
dell'istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla
quale hanno partecipato, assieme al ministro Gelmini,
rappresentanti del mondo accademico e politico, opposizione compresa.
«L'incontro di oggi - ha sottolineato il ministro Gelmini
- rappresenta la prima verifica di un metodo di lavoro e di condivisione
progressiva delle scelte. Quello che più mi preme - ha aggiunto - è mettere in
campo, in tempi ragionevolmente rapidi, riforme incisive e non di facciata. Nel
mezzo di una recessione tanto grave quanto imprevista le buone parole e i buoni
propositi servono a poco». Il ministro ha quindi assicurato che il Governo non
è insensibile alle richieste di maggiori risorse. «Ma siamo anche consapevoli -
ha aggiunto - che per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno
affiancate le riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il
Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a
chiedere risorse e investimenti. Non ci sono scorciatoie: dobbiamo lavorare con
concretezza e senso di responsabilità. Da parte mia - ha assicurato - c'è la
volontà di collaborare e coinvolgere le forze parlamentari. Il ddl per la
riforma che stiamo preparando dovrà riassumere il più possibile le proposte del
mondo accademico». Al seminario hanno partecipato più di 70 rettori, Giuseppe
Fioroni, responsabile Educazione del Pd, il presidente della Commissione
Istruzione del Senato Guido Possa, il senatore Giuseppe Valditara, il
presidente della Crui Enrico Decleva, il presidente del Cun Andrea Lenzi, il
vicecapogruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, il presidente della
Commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, Michele Vietti vicecapogruppo
Udc alla Camera, Anita Di Giuseppe dell'Idv. Il Pd: aspettiamo il Dpef «Siamo
interessati - ha dichiarato Fioroni - a verificare giorno dopo giorno quali
siano le risorse e quali le riforme ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo
Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli previsti, dal primo
gennaio 2010 anche le Università virtuose saranno costrette a tagliare servizi
essenziali». Fioroni ha quindi rilanciato il pacchetto di proposte avanzato dal
Pd chiedendo una «moratoria» sulle troppe generalizzazioni che si sono fatte
finora sull'Università e sugli studenti.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
CIVITANOVA pag. 10 E' quanto è
scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e i...
E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della
Regione e il "vice" del ministro Gelmini A pagina 2
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
BRIANZA MERATE pag. 6 Riforma, caos alle elementari
Nessuna certezza per il prossimo anno scolastico MERATE di DANIELE DE SALVO
MERATE MANCANO APPENA sei mesi al prossimo anno scolastico, ma nessuno conosce
ancora la sorte dei bambini che nel 2009/10 frequenteranno la prima elementare.
Non si sa ad esempio quali e quanti insegnanti avranno, l'organico disponibile,
le ore che trascorreranno in classe né se disporranno del servizio di mensa ed
eventualmente i costi. Famiglie, futuri scolari e stessi dirigenti didattici e
docenti si trovano quindi ad affrontare di clima estrema incertezza. È QUANTO
emerso lunedì pomeriggio dall'incontro svoltosi in sala civica a Merate tra il
provveditore Fausto Gheller, l'esponente dell'Anci - Associazione nazionale dei
Comuni italiani - Gian Piera Vismara, l'assessore provinciale all'Istruzione
Carla Zanetti, quello di Villa Confalonieri Gabriella Mauri e vari esponenti
del mondo scolastico per discutere del futuro dei plessi didattici. «Non
abbiamo elementi certi - ha detto senza mezzi termini la stessa Zanetti - e le
voci che circolano mancano dell'ufficialità. Difficile fornire risposte e
organizzare l'attività». SUCCEDE con la Riforma varata dal
Ministro Maria Stella Gelmini. Solo a fine aprile arriveranno indicazioni. Troppo tardi per i
genitori che nel frattempo devono compiere anche scelte professionali tenendo
conto di quello che faranno i figli. Ma pure per le Amministrazioni locali su
cui grava il compito della gestione del trasporto e della refezione.
L'unico punto fermo è che nel lecchese le circa 2.500 famiglie nel 37% dei casi
hanno domandato di poter usufruire del tempo pieno, ovvero delle 40 ore
settimanali, o in subordine, il 34,5% delle 30. Il 25% domanda poi le 27 e solo
il 3,5 le 24. Le cifre potrebbero in realtà mutare perché a fornirle sono stati
i rappresentanti sindacali di categoria e non gli Istituti comprensivi. Inoltre
la situazione varia da paese a paese. A Merate ad esempio su 135 preiscrizioni,
54 interessano le 30 ore invece che le 40 e questo perché il preside, il
professor Angelo Colombo, ha fatto capire che difficilmente il Governo
concederà le risorse necessarie per il tempo pieno, visto che in città non c'è
mai stato. LO STESSO vale per Missaglia, Barzanò, Casatenovo, Cernusco, Olgiate
e Rovagnate. Insomma in Brianza, l'istanza che va per la maggiore è quella dei
quattro rientri pomeridiani e non dei cinque, ad eccezione di Robbiate. Ciò
però non significa assolutamente che le aspettative troveranno riscontro,
perché dipende tutto appunto da quello che stabiliranno al Ministero.
( da "Nazione, La (Umbria)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA TERNI pag. 19 Tavoli all'aperto:
Confcommercio chiede di anticipare il via libera TERNI «COME
si può credere al fatto che don Pierino Gelmini si sia reso protagonista di 29 episodi di molestie al giorno,
per otto mesi?», lo sostiene uno degli avvocati del pool di difesa, Manlio
Morcella, commentando le dichiarazioni rese dal primo degli accusartori. E'
durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale
accusatore di don Gelmini
(nella foto), interrogato lunedì dai difensori del sacerdote nel corso
dell'incidente probatorio davanti al gup, Pierluigi Panariello, in relazione
all'udienza preliminare nella quale il religioso è accusato molestie sessuali
nei confronti di una decina di ex ospiti della Comunità Incontro. Iacobbe ha
risposto alle domande degli avvocati Filippo Dinacci, Lanfranco Frezza e Manlio
Morcella ribadendo le accuse al fondatore della Comunità, che ha sempre
respinto ogni addebito. Una deposizione «piena di contraddizioni, che è
implosa» afferma Morcella riferendosi a Iacobbe. Stando al racconto dell'ex
ospite della Comunità, il sacerdote lo avrebbe molestato nel corso della sua
permanenza a Molino Silla, tra il 1999 e il 2000, promettendogli di non farlo
tornare in carcere. Iacobbe ha poi sostenuto di essere stato oggetto di minacce
dopo la sua denuncia, in particolare da uno dei collaboratori di don Pierino,
accusato di favoreggiamento (anche lui ha però sempre negato). Don Gelmini, ha riferito ancora Iacobbe, gli avrebbe promesso
dei soldi in cambio della sua ritrattazione. Ascoltato anche Pasquale Di
Leonardo, ospite della Comunità nel 1999. Rispondendo alle domande del pm,
Barbara Mazzullo, e degli avvocati ha raccontato che don Gelmini
avrebbe cercato un approccio sessuale per tre volte, desistendo viste le sue
resistenze. «Si tratta di episodi assolutamente irrilevanti», commenta
Morcella. «Di Leonardo non ha saputo essere lineare nel racconto aggiungono
Frezza e Dinacci e ha detto più volte di non ricordarne i particolari». I
difensori di don Gelmini e degli altri tre indagati
per favoreggiamento si sono detti critici anche su quanto riferito da Iacobbe.
«La sua posizione sostiene Morcella è implosa completamente. Ha dimostrato di
essere inaffidabile rispetto alla ricostruzione dei fatti e pieno di
contraddizioni sui particolari. Si può veramente pensare che don Gelmini possa aver compiuto abusi per 29 volte in una stessa
giornata?». Di parere opposto l'avvocato di Iacobbe, Marco Sgattone, secondo
cui «con la memoria di un computer, ha raccontato per filo e per segno tutto
quanto sapeva». L'incidente probatorio proseguirà il 6 aprile, quando verranno
ascoltati altri due accusatori.
( da "Nazione, La (Umbria)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA TERNI pag. 19 Don Pierino: difesa agguerrita
Tre ore di domande al principale accusatore di Gelmini L'ASSOCIAZIONE San Bao promuove
a Terni un corso di antiaggressione femminile che si svolgerà da marzo ad
aprile per quattro sabato consecutivi, dalle 15 alle 17,30. Il corso, tenuto
dal maestro Simone Sebastiani, che pratica Wing Chun (stile di Kung-Fu) da
oltre 25 anni, vuole fornire alle donne gli strumenti necessari per riconoscere
una situazione di pericolo, gli aggressori tipo ed altri sistemi per
evitare, prima di tutto, una potenziale aggressione e se necessario, in caso di
colluttazione, le tecniche fondamentali di lotta. L'iniziativa è aperta ad un
massimo di 20 donne dai 12 ai 60 anni e comincerà il 28 per proseguire poi nei
tre sabati successivi. Per dettagli contattare il maestro Sebastiani
(329.7325460) oppure visitare il sito della scuola (www.sanbao.it). Image:
20090325/foto/8068.jpg
( da "Giornale di Brescia" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 25/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:la provincia Montichiari Incontri tra studenti e le imprese
MONTICHIARIFormazione sul campo a Mu&Up per favorire il contatto tra
studenti ed imprese. È questo uno degli obiettivi portati avanti dalla 22°
edizione della Rassegna della produzione dell'industria meccanica, con
riscontro favorevole da parte delle scuole. L'iniziativa chiamata «Scuola in
fiera» permetterà agli studenti degli Istituti tecnici e professionali di
Brescia di assistere a lezioni dai contenuti specializzati e aggiornati del
settore della meccanica e illustrati da docenti altamente qualificati,
all'interno dei padiglioni espositivi, che diventano sia luogo di apprendimento
sia luogo di dialogo tra due realtà. In fiera per incontrare gli studenti,
Giampaolo Mantelli, assessore alla Pubblica istruzione e formazione
professionale, ha affermato: «In un momento di profonda crisi economica
globale, la formazione d'eccellenza, l'alta qualificazione del personale
possono e devono influire positivamente sulla competitività delle nostre
imprese, aiutandole ad affrontare e a superare la situazione di stallo del
mercato grazie alla specificità e alla qualità dei loro prodotti». Soddisfatto
del favore che la rassegna sta incontrando è il presidente del Comitato
promotore Mu&Up Massimo Gelmini, che aggiunge: «L'obiettivo è favorire il contatto fra il mondo
delle imprese e quello della formazione, in sostanza: avvicinare gli studenti
alle realtà concrete del mondo del lavoro». «Con questa edizione vogliamo
lanciare un segnale forte al mondo produttivo - spiega Antonio Perini, vice
presidente del Comitato promotore -. Il progetto "Scuola in
fiera" risponde perfettamente a questi obiettivi». E il progetto ha
raccolto molti consensi tra le scuole, tant'è che sono arrivate decine di
prenotazioni al Comitato promotore. Per questo è stato indetto un concorso,
intitolato Meccanica-Mente, rivolto agli studenti del settore e che vuol
promuovere principalmente lo studio e la ricerca all'interno degli Istituti
tecnici e professionali, per valorizzare e realizzare soluzioni che arrivano
anche da chi studia quotidianamente. Ma non è finita: «Ci stiamo organizzando
per proseguire nel corso dell'anno scolastico gli incontri fra rappresentanti
del mondo dell'impresa e studenti all'interno degli Istituti» conclude Perini.
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi
Scuola, via 37 mila docenti: il 40 per cento al Sud Tagli confermati: via 245
presìdi. Gelmini: «Tetto del 30% di immigrati in
classe. Aiuterà l'integrazione»
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Il 40% dei
tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia,
Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto
interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede
37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto,
confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria,
seppure con una "uscita" in due fasi. In base al provvedimento, ci sarà
una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle
medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi
(per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti
di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in
corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120
alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella
secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti.
Saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai
diversi gradi di scolarità «anche nell'ottica, ove possibile, dell'estensione
del tempo pieno». A questo proposito «l'organizzazione del tempo pieno è realizzata
nei limiti dell'organico assegnato per l'anno 2009-2010» precisando che «le ore
di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla
presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l'insegnamento della lingua
inglese e della religione cattolica, nonchè dal recupero
delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare
l'offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo
pieno. Introdurre il tetto del 30% per la presenza degli studenti stranieri
nelle classi «aiuta l'integrazione», sostiene il ministro Gelmini.
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi di FRANCESCA NUNBERG
ROMA - Prendete due mamme e cercate di ascoltarle senza che la bilancia penda,
come fossero due facce di un contrasto non componibile. Dice la prima: «Perché
se piange mia figlia la chiamano "fontana di Trevi" e se piange un
bambino straniero gli si fanno tutti attorno a dire "poverino"? Le
lacrime dei bambini non sono tutte uguali?». Dice la seconda: «Ma non sarà che
se anche gli italiani sanno poco italiano la colpa è del fatto che non leggono
e che in questo quartiere mancano librerie, cinema e teatri, piuttosto che
l'elevata presenza di immigrati, peraltro tutti di seconda generazione?».
Trattasi di dolente questione: deve esserci o no un limite agli alunni
stranieri nelle scuole italiane? La Gelmini ribadisce il sì e fissa un tetto
del 30%. E' necessaria un'integrazione "assistita" (senza arrivare a
classi separate e test di ammissione) o si può lasciare corso alle capacità dei
singoli, insegnanti, dirigenti, genitori? Perfino bambini: fa testo quella pulce
di sei anni che alla madre incerta se un nome cinese nella lista della classe
fosse di maschio o femmina, rispose stizzita "femmina",
citandole peraltro il perfetto corrispettivo maschile. Le due mamme
appartengono alla scuola Carlo Pisacane di Tor Pignattara, finita sotto i
riflettori per la presenza record di stranieri, ottanta per cento, e
l'annunciato ritiro di alcuni alunni italiani per "insostenibilità"
della situazione. La mamma numero uno si chiama Antonella Sbarassa, fa parte
del "Comitato per l'integrazione", sua figlia l'anno prossimo
cambierà scuola. «Ci sono troppe anomalie - dice - Senza tornare alle storie
del presepe multietnico con la moschea e ai cappellini per i bambini fatti coi
manifesti di estrema sinistra, alcune cose proprio non vanno. Perché i nostri
figli non devono celebrare Natale e Pasqua, mentre i festeggiamenti del Ramadan
vengono sbandierati con tanto clamore? L'anno scorso li hanno costretti a
imparare un canto in arabo; accettabilissimo, ma... La scuola vince premi e fa progetti,
dice la preside, sì ma i progetti non vanno in porto perché le famiglie
straniere non partecipano, non sono aperte, non vengono nemmeno ai compleanni.
I loro figli non parlano italiano al livello dei nostri, appena usciti da
scuola tornano alla loro lingua, idem per i film e i programmi tv. La didattica
non è sufficiente a colmare le lacune che poi saltano fuori alle medie. Abbiamo
proposto noi alla Gelmini la quota del 30%». La mamma
numero due è Paola Piovesan, figlia in prima elementare: «Ho scelto questa
scuola anche se non mi spettava, perchè mi sembrava la migliore in assoluto.
Sono passati sei mesi dall'inizio e in classe tutti leggono, scrivono, fanno le
addizioni a tre cifre; le difficoltà didattiche sono quelle fisiologiche, i
bambini parlano italiano, litigano in italiano, pure i cinesi tra loro. Mia
figlia fa ginnastica artistica con le sue amichette: una bengalese, una romena,
una polacca. Non mi ha mai chiesto com'è che quello ha la pelle così scura, ma
ho sentito una sua coetanea che vive altrove domandare: questa è la scuola
degli zingari?». Non lo è e la difende con le unghie e con i denti la
dirigente, Nunzia Marciano, che ha faticato in questi mesi a far capire a
genitori, tv e giornalisti che la sua «è una scuola normale». Magari non
proprio, se su 384 alunni gli stranieri sono 213, di 24 nazionalità diverse, ma
che lei riesca a definire questa una «prassi di ordinaria complessità», depone
certamente a suo merito. E spiega: «I bambini socializzano, imparano
l'italiano, mantengono il livello anche alle medie. Le accuse che ci fanno sono
infondate: qui abbiamo laboratori di musica, di teatro, linguistici, plastici;
facciamo gite e campi scuola, tutto. Se passa il tetto come si fa? Non lo so.
Bisognerà forse accorpare le scuole, trovare altre soluzioni, aumentare le
risorse per gli istituti con più stranieri. Come si dice? Molte culture, più
cultura. Prima c'erano i calabresi, ora ci sono i bengalesi; ma se abitano a
via della Maranella, qui davanti, come li posso rifiutare?». Tetto no, tetto
invece sì. «Condivido pienamente la scelta delle quote - spiega Paolo Mazzoli,
dirigente dell'Angelo Mauri a Montesacro - La Pisacane rappresenta
un'eccezione, ma molte altre scuole a Roma sono intorno al 45-50% di stranieri.
Troppi. La media deve essere intorno al 20, diciamo 3-4 per classe.
L'integrazione si sviluppa meglio se non sono soli, né in una classe tutta di
stranieri, dove si crea una babele che gli insegnanti non controllano. Finora
il problema era stato risolto con le "compresenze", il doppio maestro
serviva anche a quello, a formare un pacchetto di ore settimanali da destinare
agli stranieri almeno per i primi due mesi. Però il tetto rischia di essere
solo un'operazione del governo se ai Comuni non vengono fornite le risorse per
distribuire i bambini. Bisognerebbe fare come per i nomadi, accompagnarli con i
pulmini; altrimenti se la scuola più vicina non li accetta e loro non hanno
modo di raggiungerne un'altra, comincia l'evasione scolastica». Rischio
banlieue da evitare come la peste anche secondo un'altra persona che di
immigrati e scuole se ne intende. Marina Murat insegna Economia internazionale
all'università di Modena e insieme a Davide Ferrari, docente di Statistica, ha
fatto uno studio sul rendimento scolastico degli alunni stranieri. «L'obiettivo
qual è? - si chiede - Farli andare bene a scuola o evitare che creino problemi?
Se è il primo, allora bisogna mettere in campo politiche su più fronti. Primo,
i genitori: i bambini più a rischio sono quelli delle famiglie dove non si parla
l'italiano in casa, soprattutto il ruolo della mamma è cruciale, se non può
seguirli nei compiti né parlare con gli insegnanti; come avviene nei Paesi più
sviluppati, bisognerebbe dare incentivi a chi segue lezioni di italiano, magari
sussidi se si supera l'esame». «Secondo punto, i ragazzi - continua Murat -
Evitando la separazione che può esasperare il senso di fastidio della
maggioranza e quindi l'isolamento, bisognerebbe sostenerli in classe; negli Usa
si dice "no child left behind", le scuole vengono premiate o punite a
seconda del numero di stranieri che superano gli esami. Terzo, gli insegnanti:
devono avere un training specifico ed essere incentivati con corsi e premi. I
costi non sarebbero in fondo così elevati, e poi c'è anche un costo del non fare:
se questi ragazzi vengono bocciati, se sono costretti a fare i lavori più
umili, se non hanno amici italiani, quanto risentimento possono accumulare?».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data:
2009-03-25 - pag: 15 autore: Europa con un futuro nanotech Il ministro
Leijonborg: «Sull'esempio Usa, Bruxelles dovrebbe finanziare di più» Carmine
Fotina ROMA C he cosa hanno in comune i ricercatori italiani e quelli svedesi?
La risposta, nient'affatto scontata, è affidata a Lars Leijonborg, ministro per
l'Istruzione e la Ricerca del Governo di Stoccolma, in visita ufficiale in
Italia insieme ai Reali di Svezia. «Italia e Svezia- spiega Leijonborg, 59 anni,
da due e mezzo al Governo - intendono investire insieme nella ricerca sui
neutroni, nelle nanotecnologie, negli studi e l'esplorazione della regione
artica per trarre informazioni utili sul cambiamento climatico ». Aree di
studio comuni tra scienziati italiani e svedesi e che oggi saranno oggetto di
una dichiarazione congiunta tra Leijonborg e il ministro
Mariastella Gelmini, nel
corso del Forum Italia-Svezia organizzato da Confindustria. Italia e Svezia
svilupperanno programmi congiunti? I due Paesi già collaborano,al di là
dell'esistenza di accordi formali. Il progetto più concreto su cui lavoreremo
insieme riguarda lo sviluppo di nuovi materiali attraverso la cosiddetta
"spallazione" dei neutroni (è il processo che avviene quando
particelle ad alta energia impattano nuclei di atomi producendo un flusso di
neutroni, poi impiegati per produrre materiali artificiali, ndr). Inoltre
esistono scienziati italiani molto competenti nello studio del Polo Nord e dei
cambiamenti climatici, con i quali intensificheremo la partnership. Altri campi
che rientreranno nell'accordo con il ministro Gelmini
sono le nanotecnologie, l'energia sostenibile, l'alimentazione e la pesca.
Investimenti ancora scarsi e legami carenti tra aziende e Università: sulla
ricerca l'Italia cerca ancora un modello. Qualè l'esperienza svedese? Possiamo
dire di essere tra i vertici a livello mondiale per spese dedicate alla ricerca
in rapporto al Pil. L'Agenda di Lisbona poneva come obiettivo il 3%, con un
punto di derivazione pubblica e un punto dai privati. La Svezia si posiziona
sul 4%, con 3 punti di investimento privato. Per un ministro come me, il
vantaggio è avere in casa dei giganti come Ericsson nelle telecomunicazioni e
AstraZeneca nella farmaceutica, ciascuno dei quali con la sua ricerca copre
quasi l'1% del Pil. Un altro punto di Pil arriva da Volvo e da altre grandi
aziende private. Per quanto riguarda poi il rapporto tra le imprese e
l'università, direi che il punto di vista di un ministro della Ricerca è molto
parziale. Il tema decisivo è un altro... A che cosa si riferisce? Al clima e
alle condizioni del fare impresa. Se manca questo, la ricerca resta per forza
di cose in laboratorio. Se sei un ricercatore e sviluppi un'invenzione che
potrebbe costituire un vero breakthrough tecnologico nel campo della medicina,
devi essere messo in condizione di commercializzare la tua idea. Il Governo
svedese, a questo scopo, attraverso degli Innovation center creati nelle
università favorisce la diffusione del capitale di rischio nella fasi di "very
early stage" e fornisce assistenza per passare alla commercializzazione.
Quali criteri vengono seguiti nella distribuzione delle risorse pubbliche?
Innanzitutto quello del merito. La quantità dei fondi che attribuiamo alle
singole università è vincolata alla valutazione dei risultati conseguiti
nell'anno precedente. Sui contenuti siamo fortemente orientati alla ricerca di
base, sostanzialmente libera, guidata dal mercato, ma senza deviare
eccessivamente dalle aree che secondo i contribuenti e la politica saranno
strategiche nei prossimi anni: medicina, clima e tecnologie al loro servizio.
Ci sono alcuni grandi obiettivi scientifici ai quali, non solo la Svezia ma
tutta l'Europa, deve puntare: le grandi battaglie della medicina contro il
cancro, l'Alzheimer, l'Aids; l'avvento su larga scala dell'auto elettrica; i
sistemi per la cattura del carbonio. La Svezia ha appena compiuto una clamorosa
retromarcia tornando al nucleare. Per quale motivo? La sospensione decisa nel
1998 non è stata risolutiva e ha lasciato grandi divisioni nel Paese. Adesso
siamo arrivati a una sorta di storico compromesso: i reattori esistenti
potranno essere sostituiti da nuovi impianti e di pari passo si svilupperanno
sia la ricerca sul nucleare di quarta generazione sia quella sulle fonti
rinnovabili come l'eolico, le biomasse, il solare. A giugno in Italia si
svolgerà il G8 della scienza. Da osservatore esterno, la Svezia ha dei
suggerimenti? A mio parere bisogna dare priorità agli obiettivi che ho appena
indicato. Ma soprattutto credo che anche in questa fase di crisi internazionale
occorra aumentare gli investimenti in ricerca seguendo la strada tracciata
negli Stati Uniti da Barack Obama. In Europa solo una cifra intorno al 6% degli
investimenti pubblici per la ricerca è finanziata da Bruxelles: troppo poco.
Oggi ho incontrato anche il vostro Presidente Giorgio Napolitano, che mi è
parso molto sensibile su questo tema. La principale azienda svedese di Ict,
Ericsson, ha annunciato ai sindacati italiani la procedura di mobilità per 300
dipendenti. Solo effetto della crisi o l'Italia è sempre meno competitiva? Non
conosco nel dettaglio i nuovi piani di Ericsson per l'Italia,ma so che la
ristrutturazione riguarda diversi mercati. In generale, posso solo dire che in
questa fase della globalizzazione ogni Paese dovrà essere molto attento nel
mantenere i propri livelli di competitività.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data:
2009-03-25 - pag: 15 autore: LA BILATERALE AP Lars Leijonborg, 60 anni,
ministro dell'Educazione e della Ricerca svedese. è il leader del partito
liberale svedese. GLI INVESTIMENTI 4% L'investimento in ricerca (sul Pil) Tra i
Paesi Ocse, la Svezia è il secondo in classifica per investimenti pubblici in
ricerca con il 4% del Prodotto interno lordo. Al primo posto Israele con il
4,4%.L'Italia investe l'1,1% del Pil. Per gli investimenti delle aziende private,
la Svezia è ancora al secondo posto della classifica Ocse, con il 2,93% del
Pil. Al primo, ancora Israele con il 3,53% del Pil. L'Italia investe lo
0,53%del Prodotto interno lordo. UNA GIORNATA PER L'INNOVAZIONE p Forum della
ricerca. «Crescere con la ricerca e l'innovazione» è il titolo del convegno
organizzato da Confindustria in collaborazione con l'Ambasciata
di Svezia in Italia che si terrà oggi alle 15 all'Auditorium della Tecnica a
Roma. Al forum parteciperanno, tra gli altri, i ministri della Ricerca di
Italia e Svezia, Mariastella Gelmini e Lars Leijonborg, e i presidenti delle associazioni industriali
dei due Paesi, Emma Marcegaglia e Signhild Arnegard-Hansen.
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Metropolitana)) (Messaggero, Il (Civitavecchia))
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi di PAOLA PISA
Giornata intensa per re Carlo Gustavo XVI e la bella regina Sofia. Iniziata con
l'arrivo in mattinata in Quirinale, dove sono stati ricevuti dal Presidente
dell Repubblica e dalla consorte Clio, si è conclusa, sempre in Quirinale, ieri
sera, con parata di smoking. Giorgio Napolitano ha invitato i Reali di Svezia,
in visita ufficiale in Italia, al pranzo che si è svolto nel Salone delle feste
dove hanno preso posto centotrenta persone. Uomini in black tie, signore in
abiti da sera, molte in nero, ma anche colori di primavera. C'erano i ministri
Scajola, Gelmini, Alfano, il
Presidente della Camera Gianfranco Fini, il vice presidente del Senato Emma
Bonino, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, rappresentanti del
governo svedese e molti industriali dei due Paesi. Il menu, molto italiano,
anzi con un cotè romano, era questo: crespelle con cicoria e fonduta di
pecorino, faraona farcita, patate fondenti, sformatino di cimone,
finocchi gratinati, millefoglie. Vasta gamma di vini, tra cui Malvasia di
Lipari. Questa sera re Gustavo e la regina Silvia ricambieranno al St.Regis con
prelibatezze molto swedish. Per l'occasione è arrivato apposta da Stoccolma il
cuoco della Casa reale, Marcus Burkardt. Non basta, tutti gli ingredienti del
menu, decori e tovaglie, fiori e cristalli, vengono dall'elegante Nord. Con una
semplicità regale, la regina Silvia, ieri mattina è apparsa accanto al
consorte, in un allegro tailleur color mandarancio. All'arrivo portava un
cappello dell'identico colore dell'abito, collier di perle e spilla. Di
pomeriggio, aveva lo stesso abito, ma era più coperta, quando è scesa dall'auto
al Fatebenefratelli. Sulle spalle, sfoggiava un ampio scialle nero: forse
temperatura freddina e vento a raffiche non erano previsti nel programma
romano. Alle quindici in punto, Maserati e scorta molto discreta, Silvia è
entrata nell'ospedale all'Isola Tiberina per inaugurare la conferenza sulla
sordità infantile e sugli impianti cocleari, quelli che vedono la Svezia
all'avanguardia e che ridanno l'udito ai bambini nati sordi. «Tengo moltissimo
agli studi sulla sordità infantile. Sono convinta che in futuro anche grazie a
incontri di questo tipo le tecniche a nostra disposizione miglioreranno», ha
dichiarato la Regina che è stata accolta all'ospedale dal direttore generale
Carlo Maria Cellucci e da Fra Rudolf Knopp, consigliere generale dell'Ordine
San Giovanni di Dio. Sull'isola, davanti a Sora Lella, romani e turisti svedesi
hanno salutato con un caloroso applauso la regale visitatrice. La Regina, nella
giornata, scortata dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti, si è
recata al Centro antiviolenza Differenza donna dove è stata accolta dal
ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Silvia si è fermata a parlare
con mamme e bambini, uno le ha regalato il disegno di un cuore, e ha dato
perfino consigli. «So che la mia visita potrebbe essere vista come
un'intrusione» ha detto con garbo, e i piccoli quando se ne è andata hanno
gridato: «Ciao regina, torna». Il Re è andato in Senato. Ovunque, i reali
svedesi, sono stati accolti con affetto. Per riguardo verso il Re e la Regina,
la Presidenza del Consiglio ha inviato un telegramma al Sindaco di Roma in cui
chiedeva di non esporre le bandiere a mezz'asta, anche se ricorreva il 65esimo
anniversario Fosse Ardeatine. E così è stato fatto. Oggi ancora incontri e
visite, tra cui quella in Campidoglio dove re Carlo Gustavo e la regina Silvia
saranno ricevuti da Gianni Alemanno e dalla consorte Isabella. Firma del libro d'oro
Capitolino, presentazione a funzionari e autorità, scambio di doni. Foto
davanti alla statua di Giulio Cesare. Poi convegni, e per la Regina, Explora e
altri bambini.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE MARCHE pag. 17 Ridotti i tagli previsti Da
1.400 diventano 800 SCUOLA MACERATA MENO TAGLI nelle scuole delle Marche. Rispetto
ai 1.400 previsti, saranno cancellati 800 posti. Sarà penalizzata soprattutto
la scuola media (circa 300 posti), meno le Superiori (250) e la Primaria (250).
Sulla Primaria hanno pesato positivamente le scelte dei genitori, che hanno
escluso le 24 ore settimanali, scegliendo per lo più le 30 e le 40 ore. Non
saranno toccati, invece, gli organici della Scuola dell'Infanzia. Sono questi i
dati emersi ieri a Macerata, nel corso di un convegno organizzato dallo Snals
delle Marche, al quale ha partecipato anche Giuseppe Cosentino, "braccio
destro" del ministro Maria Stella Gelmini. Dati non ancora definitivi, ma
importanti, giacché ridimensionano un intervento che si annunciava assai più
corposo del previsto e che aveva messo in allarme, soprattutto tanti docenti
precari. «E' allo studio un provvedimento legislativo per tutelare i precari
sottolinea Giovanni Bonvecchi, segretario provinciale dello Snals di Macerata
In buona sostanza, ai precari che quest'anno hanno avuto l'incarcio per
un anno eche rischiano di restare senza lavoro, si cercherà di garantire loro
il punteggio con la cosiddetta nomina giuridica, anche se non avranno
l'incarico, mentre saranno comunque retribuiti per tutto l'anno purché abbiano
una supplenza di almeno tre mesi». Folta la partecipazione al convegno: c'erano
oltre 200 dirigenti scolastici provenienti da tutte le Marche, una settantina
dei quali ha consegnato simbolicamente a Giuseppe Cosentino, per farla avere al
ministro Gelmini, una lettera in cui si spiegano i
gravi problemi finanziari (difficoltà a pagare le supplenze e persino le visite
fiscali) in vui versano gli istituti. «Siamo molto soddisfatti di questo
incontro commenta Paola Martano, segretaria regionale dello Snals I tagli sono
sempre troppi. Ma grazie allo sciopero del 30 ottobre scorso e ad un tenace e
costante lavoro, siamo comunque riusciti a ridimensionarli. Tra gli altri, è
intervenuta anche l'assessore regionale all'istruzione Stefania Benatti, che ha
sottolineato l'importanza di confronto e collaborazione per costruire la scuola
del futuro. Come noto le competenze sull'istruzione professionale, ma anche
l'organizzazione del sistema scolastico e del personale, saranno trafserite
alle Regioni. Queste non solo saranno competenti sul dimensionamento degli
istituti, ma stabiliranno anche come distribuire tutto il personale della
scuola, dall'infanzia ai licei: una vera rivoluzione, che assomiglia al modello
della sanità.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI GIUSTIZIA
data: 2009-03-25 - pag: 37 autore: Pronto il decreto con la ripartizione degli
insegnanti In 4 regioni del Sud il 40% dei 42mila tagli all'organico Luigi
Illiano ROMA Saranno 42mila le cattedre cancellate nel prossimo anno scolastico
e il 40% delle riduzioni sarà concentrato in quattro Regioni del Sud: Campania,
Puglia, Sicilia e Calabria. Cifre contenute nel decreto interministeriale sugli
organici, anticipato da viale Trastevere ai sindacati. Il provvedimento, che
sarà emanato nei prossimi giorni, è ancora una bozza ma la versione definitiva
non dovrebbe contenere variazioni di rilievo. I 42mila tagli non sono una
sorpresa (è esattamente la cifra imposta dalla manovra d'estate) e la
diminuzione delle cattedre avverrà in due tempi, 37mila adesso, in organico di
diritto, e 5mila in organico di fatto, a settembre. La previsione è di 9.968
posti in meno nelle elementari, 15.542 nelle medie e 11.347 nelle superiori. A
questi si aggiungerà un taglio di 245 presidi per effetto del giro di vite
sulle autonomie scolastiche. E, nel computo complessivo, vanno considerati
anche i 15mila tagli previsti per il personale Ata (non docente). I posti di
sostegno resteranno pressoché gli stessi. A fronte di questi dati è previsto un
aumento di 4.120 alunni nelle elementari e 10.642 nelle medie. Mentre per le
superiori si registrerà una flessione di 26.700 alunni. Secondo quanto
dichiarato nei giorni scorsi dal ministro dell'Istruzione,Mariastella
Gelmini, all'appello di
settembre mancheranno soprattutto i 32mila insegnanti che hanno chiesto di
andare in pensione e non saranno sostituiti da nuove assunzioni; altri 18mila
saranno i precari che quest'anno stanno lavorando con la supplenza annuale e
che rischiano concretamente di non avere la conferma dell'incarico. Le
misure per realizzare i tagli sono quelle contenute nella manovra d'estate e
nei provvedimenti applicativi. Si tratta, soprattutto, dell'introduzione del
maestro unico e dell'eliminazione delle compresenze nella scuola primaria;
dell'applicazione della legge Moratti nelle medie e della revisione dei criteri
di formazione delle classi in tutti gli ordini e gradi. L'assegnazione dei
docenti alle classi prime delle elementari è calcolata sul tempo base di 27 ore
settimanali. Questo significa che sarà molto difficile soddisfare le richieste
delle famiglie che, come emerso da un'indagine presentata nelle scorse
settimane dal ministero, in maggioranza (6 su 10) hanno scelto il modello delle
30 ore. Rischia, poi, di restare un annuncio la possibilità di garantire
l'inglese potenziato: l'opzione potrà essere attivata «compatibilmente con le
disponibilità di organico » e «solo in assenza di esubero dei docenti delle
seconde lingue comunitarie, sia nell'ambito della scuola interessata che a
livello provinciale», uno sbarramento che farà scattare l'opzione in pochissime
scuole.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
25-03-2009)
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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione:
OPINIONI - data: 2009-03-25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Sì
ALL'APPELLO DEL RETTORE DE SANCTIS La Regione deve contribuire al rilancio
dell'università di EUGENIO MAZZARELLA * C aro direttore, è proprio di ieri un
«seminario » ristretto organizzato al ministero dell'Università, della Ricerca
e dell'Istruzione dal ministro Gelmini rivolto a
sondare gli umori del «sistema» — erano invitati molti rettori — sulla proposta
di governance degli atenei avanzata in questi giorni dal governo. Ai
parlamentari della maggioranza si è aggiunta solo all'ultimo momento la
disponibilità a parteciparvi del Pd, perché la Gelmini
aveva recepito la posizione espressa dal responsabile per il Pd
dell'università, l'ex ministro Fioroni, il quale in sostanza aveva dichiarato
che nessun seminario aveva senso sulla governance di atenei che avrebbero
chiuso da lì a qualche mese pressoché tutti per mancanza di fondi, se non
fossero state reintegrate le importanti somme tagliate ai già magri bilanci
dell'università italiana nell'ultima finanziaria. L'apertura della Gelmini fa sperare che finalmente cominci a farsi strada
anche a viale Trastevere e nel governo la consapevolezza che a una macchina si
possono pure cambiare motore e carrozzeria, ma essa non raggiunge nessuna delle
destinazioni che le si voglia assegnare se ad essa si tagliano le gomme e nel
rinnovato motore non si mette la benzina. In definitiva lo scambio politico a
cui la Gelmini pare disposta ad aprire, più ancora che
con l'opposizione, che fa il suo mestiere, è con un pezzo del Paese:
l'università in quanto tale, che troverà senso a ristrutturarsi se troverà un
destino nella finanza pubblica. L'alternativa è una deriva di smobilitazione di
sistema con in campo una mera autodifesa conservativa: precisamente ciò che
tutti sanno che non fa bene al futuro del Paese, che nell'università ha uno dei
suoi più potenti fattori di sviluppo. Ma è chiaro che nelle attuali condizioni
del Paese, finanziarie (piena inclusione nei paesi a «rischio » finanziario ed
economico, checché si tenti di far credere) e politiche (indirizzo di governo
«federalista», ad ogni costo, stante l'asse Pdl-Lega), non potrà, e non vorrà,
essere solo la mano pubblica centrale, lo Stato, a sostenere questo «scambio
politico» — nell'interesse del Paese e delle giovani generazioni — tra il
sistema universitario e le istanze riformatrici, se vi sono e se sono vere,
degli obiettivi di governo, cui la stessa opposizione è chiamata a concorrere.
C'è bisogno in altre parole che anche le regioni diano un contributo
strutturale al rilancio dell'università, con misure di sostegno finanziario
alla propria rete di atenei, organiche e disincagliate da ogni mediazione di
troppo — che non sia di obiettivi programmatici da condividere in partenza e di
controllo — tra amministrazione regionale e atenei. In questo senso mi sembra
si muova la notevole proposta avanzata ieri su queste pagine dal rettore
Francesco De Sanctis nell'individuazione delle università come organismi
intermedi che preveda per le università, nel contesto della programmazione
2007/2013 dei fondi europei, la possibilità di ricevere risorse finalizzate ad
una programmazione sistemica e coerente con le caratteristiche proprie di ogni
singolo ateneo. Un approccio siffatto potrebbe favorire — obbligando gli atenei
a farsi carico degli obiettivi di rilancio e di sviluppo condivisi tra di essi
e con la regione — anche un'integrazione della rete universitaria campana in
un'armonizzazione regionale, che sarebbe già essa un fattore di
razionalizzazione e ottimizzazione della spesa pubblica, statale e regionale,
impegnata negli atenei. Insomma una proposta da non lasciar cadere. * Deputato
del Partito democratico
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
25-03-2009)
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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione:
1CULTURA - data: 2009-03-25 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'appello
Lettera alla ministra da numerosi rappresentanti (anche parlamentari) campani
del Popolo della Libertà Tagli agli atenei, il Pdl alla Gelmini:
discutiamone di ANGELO LOMONACO S os Università. Gli annunciati — e a quanto
pare inevitabili — tagli che il ministero si appresta a effettuare preoccupano
i docenti. Soprattutto dell'Università L'Orientale, come è emerso chiaramente
dal dibattito aperto sul Corriere del Mezzogiorno dall'intervento dell'ex
rettore Nullo Minissi, al quale hanno replicato Lida Viganoni, rettore in
carica, gli ex Biagio de Giovanni e Adriano Rossi e il preside di Studi
Islamici Agostino Cilardo. Ma non soltanto i docenti a temere le conseguenze
delle scelte del Governo. Prova ne è la richiesta sottoscritta ieri da numerosi
rappresentanti del Pdl, parecchi dei quali parlamentari, di un incontro urgente
con la ministra dell'Istruzione. Mario Landolfi, Luigi Cesaro, Nunzia De
Girolamo, Marco Milanese, Edmondo Cirielli, Marcello Taglialatela, Amedeo
Laboccetta, Alfonso Papa, Maria Elena Stasi, Giancarlo Lehner, Gianfranco
Paglia, Giuseppe Scalera, Giovanna Petrenga, Maurizio Iapicca e Giuseppina
Castiello — sono alcuni dei firmatari — chiedono a Mariastella Gelmini di vedersi per «alcune riflessioni relativamente ai
fondi 2009 che saranno destinati alle Università della Campania». Che sono
sette: le Università Federico II, L'Orientale, Parthenope e Suor Orsola
Benincasa di Napoli, la Seconda Università di Napoli e Caserta, l'Ateneo di
Salerno e l'Università del Sannio. Se la richiesta di affrontare la questione
economica arriva non dall'opposizione, ma da autorevoli rappresentanti campani
del Popolo della Libertà, è evidente che qualche motivo concreto di
preoccupazione c'è. «La Campania soffre da tempo di un notevole disagio sociale
ed economico, dovuto a diverse cause tra cui quindici anni di una disastrosa
amministrazione di sinistra», è scritto nella lettera inviata alla ministra,
che prosegue: «La recente crisi economica ha aggravato in modo repentino e
profondo tale disagio, in particolare tenendo conto di un livello già basso del
reddito medio delle famiglie e del notevole numero di disoccupati, che si va
aggravando di giorno in giorno e che trova casi eclatanti come quello dell'Alfa
Romeo». Naturalmente il mondo accademico e della ricerca, in generale, non
corre rischi paragonabili a quelli ai quali sono attualmente esposti gli
operai. Ma si stanno già vedendo i primi segnali della crisi. Alla Federico II,
per esempio, in base alla nuova normativa varata proprio per ridurre i costi,
sono state mandate in pensione alcune decine di ricercatori e di amministrativi
che avevano comunque maturato l'anzianità di servizio necessaria. Sempre a Napoli,
alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, intanto, non sono stati rinnovati
contratti a tempo a un manipolo di giovani studiosi. Il rischio è che per le
nuove leve della ricerca si chiudano tutte le porte. Allarme «La Campania
soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed economico dovuto anche al
centrosinistra» La ministra Mariastella Gelmini
( da "Corriere della Sera" del
25-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima
Pagina - data: 2009-03-25 num: - pag: 1 autore: di GIULIO BENEDETTI categoria:
REDAZIONALE Riforma Il piano della Gelmini per rendere
più trasparente il reclutamento Atenei, lista nazionale per i docenti ROMA — I
concorsi universitari banditi dai singoli atenei saranno sostituiti da una
abilitazione scientifica nazionale. Scopo: un reclutamento più trasparente. Gli
atenei sceglieranno i docenti tra gli abilitati. Le novità in un disegno di
legge che il ministro Gelmini potrebbe presentare
entro due mesi. A PAGINA 23 A. Sacchi
( da "Corriere della Sera" del
25-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache
- data: 2009-03-25 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Linee guida Prima
bozza per la «governance» degli atenei. La Gelmini:
nuovo patto fra scuola, politica e Paese Università, lista nazionale per i prof
La riforma: stop ai concorsi locali. «Così si eliminano i conflitti di
interesse» Gli atenei potranno scegliere i nuovi docenti fra quanti avranno
ottenuto l'abilitazione, unica per tutta l'Italia ROMA — I concorsi
universitari banditi dai singoli atenei — che finora sono serviti a promuovere
candidati interni (98 per cento dei casi) — saranno sostituiti da una selezione
in due fasi. Per diventare ricercatori, associati o ordinari si dovrà prima di
tutto affrontare una abilitazione scientifica nazionale, sulla base di
requisiti di produzione scientifica preliminarmente indicati; una prova senza
vincoli per il numero dei partecipanti e che non ha come fine la comparazione.
La comunità degli studiosi dovrà solo valutare la caratura scientifica dei
partecipanti. L'abilitazione durerà un certo numero di anni. I singoli atenei
recluteranno i ricercatori e i professori scegliendo il docente di cui hanno
bisogno tra quanti sono in possesso dell'abilitazione. Il Consiglio di
amministrazione delle università sarà composto in prevalenza da persone esterne
all'ateneo (finanziatori anche pubblici, imprenditori, ex studenti affermati
professionalmente). Il rettore diventerà più «autorevole». Non solo perché
potrebbe — è un'ipotesi — scegliere alcuni componenti del cda, ma perché in
quell'organismo (che decide su come vanno utilizzati i finanziamenti) non
siederebbero più i colleghi, insomma non ci sarebbero le componenti che lo
hanno eletto e che potrebbero esercitare delle pressioni. Sono le novità più
importanti che un disegno di legge di riforma della governance degli atenei e
dei concorsi universitari — il ministro Gelmini potrebbe
presentarlo entro due mesi — dovrebbe definire nei dettagli. Un disegno di
legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti di interesse
del mondo universitario. Per il momento ci sono solo delle linee guida, sulle
quali si registra la convergenza del mondo accademico e dell'opposizione. Ieri
un primo confronto con il ministro, con più di 70 rettori, il responsabile Pd
dell'educazione, Giuseppe Fioroni, il presidente della Crui Enrico Decleva, il
vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello e il senatore del Pdl
Giuseppe Valditara. Per Fioroni riforme e risorse possono marciare di pari
passo. «Siamo interessati a questo percorso — ha detto — ma ci aspettiamo
segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli
previsti, dal 1Ë
gennaio 2010 anche le università virtuose saranno
costrette a tagliare servizi essenziali». «Non siamo insensibili alle richieste
del mondo accademico sulle risorse economiche — ha replicato il ministro Gelmini — ma siamo anche consapevoli che per rilanciare il
sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme. Serve un nuovo
patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia guadagnare in
credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e investimenti». «è
emersa un'ampia condivisione delle linee generali sulla proposta avanzata dal
Governo e dalla maggioranza», ha dichiarato il senatore del Pdl, Giuseppe
Valditara. Giulio Benedetti
( da "Corriere della Sera" del
25-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache
- data: 2009-03-25 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il fenomeno In
Lombardia un solo abilitato. La Lega protesta con il ministro Nord senza
presidi: in 100 dal Sud MILANO — Un aspirante preside. Uno solo. Di lui si sa
che si chiama Franceschi e che è l'unico rimasto, in Lombardia, ad avere
l'abilitazione da dirigente scolastico. Tutti gli altri sono già in cattedra.
Peccato che a giugno poco meno di cento dirigenti andranno in pensione. E di
conseguenza, altrettante scuole rimarranno senza direttore. Dove trovare i
sostituti? Al Sud naturalmente, ricco di professori «idonei». In arrivo da
Napoli, da Reggio Calabria, da Bari, da Catania. Un esercito di presidi del
Mezzogiorno nelle aule di Bergamo, Varese, Sondrio. E alla Lega questo non
piace. Scuola e politica, difesa dell' «identità territoriale» e turn-over. L'allarme
arriva da Milano: per ora sono già trenta i dirigenti scolastici che hanno
fatto domanda per andare in pensione a giugno (c'è tempo fino al 31 maggio). E
cosiderando che il capoluogo lombardo «vale» in termini scolastici circa un
terzo del totale regionale, i sindacati presumono che a settembre saranno
almeno novanta le cattedre vacanti in tutta la Lombardia. Calo di vocazioni?
Anche. E in più c'è da dire che l'ultimo concorso per diventare presidi è stato
indetto dalla Regione due anni fa. Risultato: i 1.305 posti disponibili sono
stati tutti coperti (escluse 52 reggenze, ovvero la doppia direzione, e 32
incarichi non di ruolo) e adesso servono forze fresche. Gli unici in grado di
assicurarle sono i 660 «abilitati» che arrivano da Puglia, Campania, Calabria e
Sicilia. Federalismo scolastico, lo chiede la Lega. «è da quindici anni che
insistiamo sulla riforma dei concorsi pubblici — commenta il parlamentare
leghista Matteo Salvini — e ora i tempi sono maturi per vincere la battaglia:
noi vogliamo per le scuole lombarde presidi lombardi, non gente che prende il
posto e scappa. E lo stesso valga per pompieri e vigili urbani». Salvini ha
appena depositato un'interrogazione parlamentare urgente in cui si chiede al
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, «di rivedere il meccanismo di
reclutamento dei dirigenti scolastici e dei professori». L'emergenza è arrivata
anche nelle sedi dei sindacati. Rita Frigerio della Cisl milanese conosce bene
la questione: «Ad eccezione dell'ultimo rimasto, qui da noi non ci sono
vincitori di concorso». Anche Gabriele Ciuffreda, responsabile dei
presidi lombardi per la Cgil-Flc, non si scompone. E analizza: «Noi prevediamo
80 convocazioni per 120 istituzioni vacanti. è vero, con tutta probabilità
saranno presidi del Sud, ma sia chiaro: l'incarico è triennale, nessuno può
scappare e tornare al paese». Posizione del sindacato: «Ci interessa la
preparazione dei presidi, non la loro provenienza ». Quindi «bene gli arrivi
dal Sud e no alle reggenze ». Annamaria Dominici, il direttore scolastico
lombardo, risponde invece così: «La direzione regionale ricorre spesso alle
reggenze, chiedendo uno sforzo in più ai suoi presidi. E comunque è solo
questione di tempo: stiamo attendendo il bando del nuovo concorso». Annachiara
Sacchi
( da "Corriere della Sera" del
25-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache
- data: 2009-03-25 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il decreto Docenti: 37
mila tagli, nel Meridione quattro su 10 ROMA — Quattro posti tagliati ogni
dieci, concentrati in 4 regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. C'è
scritto anche questo nelle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli
organici per l'anno scolastico 2009-2010: in sintesi, il provvedimento del
ministero guidato da Mariastella Gelmini (nella foto)
— una bozza iniziale, che probabilmente subirà qualche piccolo aggiustamento
nei prossimi giorni — prevede 37.000 «tagli» nell'organico di diritto e
ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno
decisi con la Finanziaria. La riduzione includerà 10.000 insegnanti nella
scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori, un
totale cui va aggiunto l'ulteriore taglio di 245 presidi (per la riduzione
delle autonomie scolastiche). I docenti di sostegno, invece, restano invariati
rispetto a quest'anno (circa 90.500 unità). Ad aumentare saranno gli alunni
della primaria (più 4.120 iscritti) e secondaria di primo grado (più 10.462),
mentre alle superiori si registra una flessione di circa 26.700 studenti. Nel
provvedimento si sottolinea l'esigenza che Regioni ed enti locali vengano
coinvolti nell'elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle
singole province.
( da "Corriere della Sera" del
25-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere
al Corriere - data: 2009-03-25 num: - pag: 35 categoria: BREVI
FONDI ALLA SCUOLA Questione di priorità Il ministro Gelmini non ha i quattrini affinché i presidi possano assumere
supplenti, non li ha per onorare il suo impegno di realizzare una nuova e
specifica materia di studio mirata all'educazione civica, per consentire ai
bimbetti delle primarie l'accesso all'informatica. Però fa un test
sull'aula e sulla lezione telematica. Vale a dire: i ragazzi portano a casa il
dischetto e studiano. Non è che ciò sia tecnicamente impossibile, è di fatto
improponibile se non si hanno i quattrini per urgenze decisamente primarie.
Nilde Tagliabue, Milano
( da "Tempo, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Le cifre regionali dei tagli
imposti dalla legge Gelmini parlano di almeno tremila
professori in meno. Allarme nel Reatino Scuola, mobilitati sindacati e
Provincia Incontro Oggi ancora confronto per salvare gli 83 plessi che
rischiano la chiusura Elisa Sartarelli Nella regione Lazio potrebbero essere
511 i tagli ai posti di lavoro nella scuola primaria, 1144 nella scuola secondaria di primo grado e 1121 nella secondaria
di secondo grado, per un totale di 2776 posti in meno. A questi dati si
dovranno poi aggiungere i tagli al personale Ata. Lo annunciano le segreterie
provinciali di Snals-Confsal, Cisl-Scuola, Flc-Cgil e Uil-Scuola. Lunedì in
tarda serata il Miur ha infatti convocato i sindacati nazionali della scuola
per la riunione informativa relativa agli organici del personale docente per
l'anno scolastico 2009-2010. «Sembrerebbe confermata la drammatica consistenza
del taglio dell'organico dei docenti – ha detto l'assessore provinciale alla
Scuola, Gustavo Marcheggiani – Saranno 87 mila in tre anni di cui 42 mila e 100
a partire dal prossimo anno scolastico (37 mila più cinquemilacento con
l'organico di fatto). Per il personale Ata sarebbe confermato il taglio di 44
mila e 500, oltre 15 mila posti in meno l'anno». Arrivano intanto le prime
indiscrezioni sui tagli regione per regione. «Nel Lazio i tagli previsti
dovrebbero essere tra i 2700 e i 3000 posti di lavoro per il solo personale
docente – ha detto Marcheggiani – In attesa di comunicazioni ufficiali la
Provincia ribadisce che la specificità del nostro territorio non consente
ulteriori diminuzioni di personale o chiusura di scuole». Si teme infatti la
chiusura di ben 83 plessi scolastici. L'assessore Marcheggiani chiede dunque
l'intervento delle componenti della comunità provinciale, da quelle
parlamentari alle istituzioni, ai partiti e ai sindacati. Proprio i sindacati
«chiedono alle forze politiche ed istituzionali della provincia di Rieti di
realizzare quanto auspicato da più parti nei giorni scorsi a difesa della
scuola reatina». Alla Provincia in particolare si chiede di «attivarsi
immediatamente per chiamare a raccolta tutti coloro i quali abbiano a cuore le
sorti di centinaia di lavoratori della scuola e quelle di centinaia di famiglie
che saranno le prime vittime di questa vicenda». Oggi pomeriggio si svolgerà un
ulteriore incontro tra la Provincia e i sindacati della scuola, al quale
seguirà probabilmente una conferenza stampa.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Prima Pagina Pagina 2 Un volano per l'economia
moderna Dalla crisi nascerà un'istruzione migliore Un volano per l'economia
moderna di Giuseppe Marci --> di Giuseppe Marci Il ministro Gelmini ha detto: «Il sistema dell'istruzione può essere
molto utile per combattere gli effetti della crisi». Sembra una di quelle frasi
che ripetiamo come giaculatorie, in fondo senza crederci. Ed è invece un
errore, non crederci e non rendere il concetto subito operativo. Quando sento
dire che un capo di governo o un presidente di regione incontrano le
"forze sociali", prevalentemente intese come sindacati e
imprenditori, mi chiedo: incontrano, con la stessa frequenza, i rappresentanti
della scuola e dell'università? Quale piano hanno approntato, negli anni, per
ottenere il massimo vantaggio sociale ed economico dall'investimento formativo?
In Sardegna abbiamo un luminoso precedente che, ahimè, non coincide con la
stagione autonomistica e con i piani di Rinascita ma risale all'età
"coloniale". Fu infatti nella seconda metà del Settecento che il
governo sabaudo operò con decisione rinnovando il sistema dell'istruzione sarda
e immettendo nell'università docenti e programmi moderni, orientati verso un
progetto di "rifiorimento". Nacque, nel giro di un ventennio, una
generazione intellettuale preparata, consapevole di sé e dei problemi
dell'Isola, capace di operare nei campi della politica, dell'amministrazione,
dell'economia come in quelli più generali della cultura umanistica. È triste
dover constatare che un simile fenomeno non si è più ripetuto e che, al di là
delle dichiarazioni formali, nessuno ha investito, con tale intendimento, sulla
formazione. L'intelligenza non è stata considerata una risorsa economica e, se così
posso esprimermi, una "energia": inesauribile e capace di fungere da
volano per un'economia moderna orientata a produrre ricchezza nel rispetto
delle caratteristiche proprie dei territori. La stagione che viviamo non è
soltanto portatrice di difficoltà economiche e crisi internazionali ma offre
anche occasioni e coincidenze potenzialmente feconde: si è appena aperta una
legislatura regionale, deve essere varata una impegnativa programmazione
finanziaria, gli Atenei di Cagliari e di Sassari stanno per eleggere i loro
Rettori. È come se vivessimo un momento di fondazione. Ho sentito in questi
giorni i candidati esporre i loro programmi per l'università di Cagliari, ho
letto quelli di Sassari; ognuno ha presente la gravità del momento, le generali
difficoltà economiche, la progressiva riduzione dei finanziamenti nazionali.
Tutti hanno visto nello stato di crisi un punto di slancio per l'università, la
città che la ospita, l'intera regione. Parlano di ricerca, di formazione dei
giovani e, contemporaneamente, stanno parlando di linee di sviluppo economico,
di assetti urbanistici, di programmazione territoriale, di un futuro possibile.
Dobbiamo far sì che, con il contributo di tutti, possa iniziare una nuova
stagione di "rifiorimento".
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
La scure si abbatte sugli insegnanti l'effetto della
crisi Previsto il taglio di 25 mila precari nella pubblica amministrazioni e di
42 mila professori, soprattutto al Sud 25/03/2009 roma. Si taglia, nella
pubblica amministrazione e nella scuola. L'onda della crisi travolgerà 25.000
precari nei vari enti locali e 42.000 insegnanti, soprattutto al Sud. È lo
scenario che emerge dai dati del ministro della Pubblica Amministrazione,
Renato Brunetta, e dal decreto interministeriale sugli organici nell'anno
scolastico 2009-2010. Numeri che hanno scatenato le proteste dell'opposizione e
dei sindacati, con in testa la Cgil. Per l'ira di Brunetta, che ha bollato
l'organizzazione come «un sindacato che è ormai un partito, abituato a mentire
sui precari. I 400.000 nella Pa di cui parla la Cgil sono una cifra gonfiata:
sto ultimando il censimento e i numeri sono nettamente inferiori». Secondo il
ministro, i precari nell'amministrazione pubblica sarebbero 40.000, metà dei
quali in Sicilia. Di questi, 10-12 mila hanno speranze di essere regolarizzati
con concorsi. Gli altri dovranno rassegnarsi, comprese migliaia di lavoratori
che pure avrebbero i requisiti per essere assunti. «Ma il 25% degli enti non
vuole procedere alla regolarizzazione» ribadisce Brunetta, a detta del quale
«il fenomeno non interessa lo Stato, fatta eccezione per qualche ente di
ricerca». Ma i conti non tornano a Regioni ed enti locali, che in una nota
congiunta spiegano: «Brunetta deve definire le norme sui precari, e concordare
con Regioni ed enti le modalità della loro partecipazione al monitoraggio dei
dipendenti a tempo determinato». Il Meridione subirà il peso maggiore dei tagli
anche nella scuola, dove il 40% dei 42.000 docenti che dovranno lasciare è
distribuito tra Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. A pagare il prezzo
maggiore sarà la scuola media, dove verranno tagliati 15.542 insegnanti, ma la
riduzione sarà pesante anche nella scuola primaria, con quasi 10.000 cattedre
eliminate, e alle superiori (11.347 docenti in meno). A questi dati va aggiunto
il taglio di altri 5.000 insegnanti e quello di 245 presidi, per la riduzione
dell'autonomia scolastica. Questo, a fronte di una stabilità del numero di
studenti (in aumento a primarie e medie, in diminuzione alle superiori). I
problemi maggiori potrebbero arrivare dalla scuola primaria, dove crescono le
richieste di tempo pieno e dell'orario a 30 ore per il tempo normale. Esigenze
difficili da soddisfare, per una scuola dove il personale diminuirà. Non a
caso, nel decreto si parla di "potenziamento dell'inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico" e di tempo
pieno "organizzato nei limiti dell'organico". Un macigno anche per le
innovazioni promesse dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che deve giustificare il calo
delle iscrizioni nella scuola pubblica. Luca De Carolis 25/03/2009
( da "Messaggero Veneto, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Manzano. Venerdì l'incontro informativo, domenica il
presidio in piazza Chiodi Diabete, screening gratuito Il personale misurerà
anche pressione e colesterolo MANZANO. Come prevenire e convivere, per chi ne è
già affetto, con il diabete. Se ne parlerà a Manzano venerdì 27 marzo alle 20
nella sala blu del Palazzo Comunale in una conferenza, aperta a tutta la
cittadinanza, sul tema "Diabete: conoscerlo, convivere, complicanze, stile
di vita". Si tratta di un appuntamento promosso dall'amministrazione
comunale in collaborazione con l'Associazione Famiglie Diabetici della Bassa
Friulana nell'ambito delle attività finalizzate alla prevenzione e alla cura
della salute; alla serata, moderata da Marco Bello, interverranno dopo il
saluto delle autorità il presidente dell'Associazione
Famiglie Diabetici della Bassa Friulana Gelmino Pozzo, e il dottor Mario
Maschio, che risponderà alle domande dei presenti. È un'opportunità per
conoscere una malattia che coinvolge un numero crescente di persone. I dati
statistici sulla diffusione della malattia sono allarmanti: si parla infatti di
incrementi che riguardano due milioni di ammalati, nell'arco di 3-5
anni. «È la prima di una serie di serate sanitarie promosse dall'Assessorato
alle Politiche sociali del Comune di Manzano - spiega l'assessore comunale
Lorenzo Alessio -, che avranno come soggetto la prevenzione e la convivenza con
malattie sempre più diffuse nella nostra società». «Un incontro - prosegue
l'assessore - che abbiamo voluto perché, parallelamente a tutte le altre
iniziative promosse dalla Regione e dal Distretto sanitario nell'ambito della
prevenzione, la comunicazione e l'informazione sono punti di partenza
importanti per una prevenzione corretta e per uno stile di vita sano». Il
progetto di diagnosi del diabete prosegue poi domenica 29 marzo in Piazza
Chiodi, dalle ore 9 alle 17, con uno screening gratuito per glicemia,
colesterolo e pressione arteriosa, con l'assistenza di personale
professionalmente preparato (in caso di mal tempo il servizio verrà svolto
nell'atrio di Palazzo Torriani). Rosalba Tello
( da "Metronews" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
I tagli alla scuola , a casa 42 mila insegnanti
uscito su Metro il 25/03/2009 Lascia il tuo commento! Scontro al calor bianco
ministro-sindacati sugli organici, e il futuro stesso, della scuola italiana.
Sarebbero ben 37 mila i tagli di docenti previsti dalla circolare che la
responsabile della P.I. Mariastella Gelmini si accinge
a varare. La cifra è emersa al termine dellincontro fra i sindacati, che
parlano di “logica contabile” determinata non dalle esigenze
dellistruzione ma dagli obiettivi della Finanziaria, e la Gelmini. Gli esuberi dovrebbero
verificarsi dal 2009-2010 e andrebbero ad aggiungersi ai 5 mila tagli già
previsti per un totale di 42 mila posti. Secondo le tabelle fornite dalla Gelmini ben il 40% del personale in più si trova in 4
regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria e la riduzione, complessivamente,
riguarderà 10.000 insegnanti nelle primarie, oltre 15.500 alle medie e circa
11.350 alle superiori, oltre i 245 presidi. Luscita in due fasi. Non cambierà il
numero dei docenti di sostegno (attualmente circa 90.500) ma
è previsto un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella
secondaria di primo grado e un calo di 26.700 studenti nella secondaria di
secondo grado.
( da "WindPress.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
25-03-2009 Questa mattina il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato al Ministero dellIstruzione, dellUniversità
e della Ricerca i rappresentanti del mondo universitario per discutere insieme
di autonomia e responsabilità degli atenei: governance, valutazione,
reclutamento. E la prima volta che viene organizzato un dibattito
in cui sono coinvolti tutti i rappresentanti del mondo
accademico con lobiettivo
principale di condividere e pianificare una riforma strutturale del sistema
universitario. Nel corso del seminario, al quale hanno partecipato più di 70
rettori, sono intervenuti Giuseppe Fioroni responsabile Pd del Dipartimento Educazione, il presidente della
Commissione Istruzione e Cultura del Senato sen. Guido Possa, il sen. Giuseppe
Valditara, il presidente della CRUI Enrico Decleva, il presidente del CUN
Andrea Lenzi, il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, il
Presidente della Commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, Michele
Vietti vicecapogruppo dellUdc
alla Camera, Anita Di Giuseppe dellIdv. Durante il dibattito è emersa la
necessità di riformare luniversità in modo strutturale, elaborando un nuovo sistema di valutazione e nuove
forme di reclutamento di docenti e ricercatori. In particolare è stato ribadito
limpegno
comune a rivedere le forme di governo degli atenei, riconsiderando le funzioni
decisionali, la composizione dei vari organi, il loro
ruolo e le loro responsabilità nella programmazione e nella allocazione delle
risorse. Altra urgenza rilevata nel corso del seminario è riformare i
meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti, che oggi sono bloccati e
che vanno allineati alle migliori prassi internazionali. Liniziativa è stata valutata
positivamente dai partecipanti. Lapertura al confronto con tutti i
rappresentanti delluniversità è stata infatti giudicata essenziale per
portare avanti una riforma efficace, ormai necessaria e il
più possibile condivisa. Lincontro
di oggi ha sottolineato il ministro Mariastella Gelmini - vuole rappresentare non solo uno
scambio di opinioni ma la prima verifica di un metodo di lavoro e di
condivisione progressiva delle scelte che intendo compiere insieme a voi.
Quello che più mi preme
ha aggiunto il ministro - è mettere in campo in tempi ragionevolmente rapidi
riforme incisive e non di facciata. Nel mezzo di una recessione tanto grave
quanto imprevista le buone parole e i buoni propositi servono
a poco. Non siamo insensibili alle richieste del mondo accademico sulle risorse
economiche, ma siamo anche consapevoli che per rilanciare il sistema
universitario alle risorse vanno affiancate le riforme. In pratica risorse in
cambio di riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il
Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a
chiedere risorse e investimenti. Non ci sono scorciatoie: dobbiamo lavorare con
concretezza e senso di responsabilità. Da parte mia cè la volontà di collaborare e di
coinvolgere le forze parlamentari. Abbiamo già raggiunto risultati
significativi. Il disegno di legge per la riforma sullUniversità che
stiamo preparando dovrà riassumere il più possibile le proposte del mondo accademico. Sono intervenuti, tra gli altri,
anche esponenti del mondo politico, della maggioranza e dellopposizione.
Per Giuseppe Fioroni riforme e risorse possono marciare di pari passo.
Noi siamo interessati a questo percorso e a verificare giorno dopo giorno quali siano le risorse e quali le
riforme ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria.
Diversamente, con i tagli previsti, dal 1 gennaio 2010 anche le Università
virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali. Fioroni ha poi avanzato una serie
di proposte sul diritto allo studio (perché soprattutto in momenti di crisi
economica famiglie e studenti vanno sostenuti), la valutazione della qualità
(facendo partire subito lAnvur), governance e organizzazione degli Atenei, reclutamento (garantendo un futuro
agli attuali precari ma soprattutto creando norme che evitino meccanismi
precarizzanti futuri). Fioroni ha chiesto infine una moratoria sulle troppe
generalizzazioni che si sono fatte finora sullUniversità e sugli studenti.
Lautonomia che doveva essere una risorsa e un valore aggiunto
ha osservato il senatore Guido Possa si è trasformata in un
limite. Lautonomia non è stata sempre accompagnata dalla responsabilità.
Valutazione non è un fine ma è un mezzo ha sottolineato il sen. Gaetano
Quagliariello del Pdl ed è necessario effettuarla anche allinterno
dei singoli atenei per poter trarre vantaggi di carattere economico e
scientifico. Giusto che la legge fissi solo alcuni parametri di massima e non scenda nei dettagli perché in questo modo si può
arrivare ad una semplificazione nella governance che è assolutamente necessaria. Necessaria la
semplificazione delle competenze ha aggiunto lon Valentina Aprea -
e la distinzione delle responsabilità di un organo
decisionale, il consiglio di amministrazione e lorgano di rappresentanza accademica
che è il senato. Sul tema della governance ha dichiarato
lon Michele Vietti - prevalgono le spinte al conservatorismo. Forse i
tagli di cui ci siamo lamentati hanno
portato in superficie una situazione di difficoltà decisionale e organizzativa.
Se ci fosse stata abbondanza di risorse non sarebbero emersi.
( da "Corriere.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Stop ai concorsi locali per eliminare i conflitti di
interesse Università, lista nazionale per i professori Gli atenei potranno
scegliere i nuovi docenti fra quanti avranno ottenuto l'abilitazione, unica per
tutta l'Italia ROMA I concorsi universitari banditi dai singoli atenei che
finora sono serviti a promuovere candidati interni (98 per cento dei casi)
saranno sostituiti da una selezione in due fasi. Per diventare ricercatori,
associati o ordinari si dovrà prima di tutto affrontare una abilitazione scientifica
nazionale, sulla base di requisiti di produzione scientifica preliminarmente
indicati; una prova senza vincoli per il numero dei partecipanti e che non ha
come fine la comparazione. La comunità degli studiosi dovrà solo valutare la
caratura scientifica dei partecipanti. L'abilitazione durerà un certo numero di
anni. I singoli atenei recluteranno i ricercatori e i professori scegliendo il
docente di cui hanno bisogno tra quanti sono in possesso dell'abilitazione. Il
Consiglio di amministrazione delle università sarà composto in prevalenza da
persone esterne all'ateneo (finanziatori anche pubblici, imprenditori, ex
studenti affermati professionalmente). Il rettore diventerà più «autorevole».
Non solo perché potrebbe è un'ipotesi scegliere alcuni componenti del cda, ma
perché in quell'organismo (che decide su come vanno utilizzati i finanziamenti)
non siederebbero più i colleghi, insomma non ci sarebbero le componenti che lo
hanno eletto e che potrebbero esercitare delle pressioni. Sono le novità più importanti
che un disegno di legge di riforma della governance degli
atenei e dei concorsi universitari il ministro Gelmini potrebbe presentarlo entro due mesi dovrebbe definire nei
dettagli. Un disegno di legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti
di interesse del mondo universitario. Per il momento ci sono solo delle linee
guida, sulle quali si registra la convergenza del mondo accademico e
dell'opposizione. Martedì un primo confronto con il ministro, con più di
70 rettori, il responsabile Pd dell'educazione, Giuseppe Fioroni, il presidente
della Crui Enrico Decleva, il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano
Quagliariello e il senatore del Pdl Giuseppe Valditara. Per Fioroni riforme e
risorse possono marciare di pari passo. «Siamo interessati a questo percorso ha
detto ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria.
Diversamente, con i tagli previsti, dal 1Ú gennaio 2010 anche le università
virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali». «Non siamo insensibili
alle richieste del mondo accademico sulle risorse economiche ha replicato il
ministro Gelmini ma siamo anche consapevoli che per
rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme.
Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia
guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e
investimenti». «È emersa un'ampia condivisione delle linee generali sulla
proposta avanzata dal Governo e dalla maggioranza», ha dichiarato il senatore
del Pdl, Giuseppe Valditara. Giulio Benedetti stampa |
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lite al liceo, uno studente ferito Scaraventato
contro la recinzione dai ragazzi di un altro istituto che volevano uscire
Mercoledì 25 Marzo 2009, Tagli alla scuola: il prossimo anno scolastico, a
fronte di 1.870 studenti in più, a salire in cattedra saranno 410 insegnanti in
meno. Una contrazione di 130 posti alle elementari, 200 alle medie, 80 alle
superiori, una decisione del ministero dell'Istruzione, che non ha ascoltato
gli appelli degli amministratori, dell'Anci, di docenti presidi e genitori
scesi in corteo, riuniti in sit-in, organizzati in scioperi. Requiem dunque per
il tempo lungo, la modalità "cuscinetto" che fissa l'orologio
scolastico sulle 35 ore settimanali, sorta di excamotage, tipicamente padovana
e veneta, legato al boom economico e all'impiego sempre più massiccio delle
donne nel mondo del lavoro; vent'anni fa le famiglie padovane si trovarono a
chiedere al mondo dell'istruzione un tempo-scuola più lungo rispetto al
normale, che coprisse un monte ore maggiore per ovviare a ricorso a nonni e
baby-sitter. La legge 148 del 1990, però, bloccò l'ulteriore creazione di
scuole a tempo pieno offrendo una sorta di "contentino": la
possibilità di "tirare" l'orario scolastico fino a 35 ore, che
possono diventare 37 in base all'autonomia scolastica. Questo grazie alle
compresenze, cioè ogni classe ha più insegnanti a disposizione, tre maestri
ogni due aule. La legge Gelmini, abolendo queste compresenze, spazza via di fatto l'opzione
tempo-lungo. In compenso crescono gli iscritti nelle scuole padovane: 188 alla
scuola d'infanzia, 532 alle elementari, 814 alle medie, 336 alle superiori che
faranno lievitare il plotone studentesco a 106.581. «In migliaia -
ricorda Nereo Marcon, segretario regionale della Cisl Scuola - saranno
costretti ad uscire da scuola molto prima, alle 12.30 anzichè alle 15.30,
creando gravi problemi ai genitori che lavorano. Diminuirà fortemente la
qualità formativa venendo a mancare le compresenze, i lavori di gruppo, i
laboratori, saranno ridotte le attività con gli allievi più deboli, le uscite e
le visite guidate, i progetti educativi, l'accoglienza per i figli di cittadini
stranieri. Nonostante le promesse, le comunicazioni anche scritte, dalle stanze
dei bottoni romane siamo stati presi in giro. E margini di trattativa temo non ce
ne siano più». F.Capp.
( da "Denaro, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Campania università Fondi agli Atenei campani,
appello dei parlamentari Un incontro urgente con il ministro dell'Istruzione
per "alcune riflessioni relative ai fondi 2009 che saranno destinati alle
Università della Campania". Ad avanzare la richiesta
al ministro Mariastella Gelmini sono stati numerosi parlamentari campani del Popolo della
Libertà . "La Campania soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed
economico, dovuto a diverse cause tra cui quindici anni di una disastrosa
amministrazione di sinistra", si legge nella lettera che reca le firme,
tra gli altri, di Mario Landolfi, Luigi Cesaro, Nunzia De Girolamo,
Marco Milanese, Edomndo Cirielli, Marcello Taglialatela, Amedeo Laboccetta,
Alfonso Papa, Maria Elena Stasi, Giancarlo Lehner, Gianfranco Paglia, Giuseppe
Scalera, Giovanna Petrenga, Maurizio Iapicca e Giuseppina Castiello. "La
recente crisi economica - aggiungono i parlamentari nella nota inviata alla Gelmini - ha aggravato in modo repentino e profondo tale
disagio, in particolare tenendo conto di un livello già basso del reddito medio
delle famiglie e del notevole numero di disoccupati, che si va aggravando di
giorno in giorno e che trova casi eclatanti come quello dell'Alfa Romeo".
Fra. Ful. del 25-03-2009 num.
( da "Arena.it, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud
ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan
25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli
sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania,
Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al
decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che
prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di
fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra
Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una
bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli
aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria,
oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un
taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per
quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello
dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede
un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo
grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di
circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini,
ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la programmazione negli
ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i meccanismi di reclutamento
e promozione dei docenti. È quanto emerso dal seminario su governance,
valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero dell'Istruzione. Una
sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato
la Gelmini e rappresentanti del mondo accademico e
politico, opposizione compresa. Al seminario hanno partecipato più di 70
rettori. ROMA
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si
cerca un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro
dell'Istruzione Gelmini LA
SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in
quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si
evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per
l'anno scolastico 20009-2010, che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto
e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno
decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base
al provvedimento - una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei
prossimi giorni piccoli aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti
nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a
cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie
scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane
sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A
fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462
nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si
registra una flessione di circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini, ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la
programmazione negli ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i
meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti. È quanto emerso dal
seminario su governance, valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero
dell'Istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla
quale hanno partecipato la Gelmini e rappresentanti
del mondo accademico e politico, opposizione compresa. Al seminario hanno
partecipato più di 70 rettori. ROMA
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'Italia dei Valori apre il suo circolo Mercoledì 25
Marzo 2009, Tolmezzo (d.z.) Domani alle 18, all'albergo Roma di Tolmezzo, in
piazza XX settembre, l' Italia dei Valori inaugurerà, alla presenza
dell'onorevole Carlo Monai, del coordinatore regionale Paolo Bassi e del
Coordinatore provinciale Giovanni Crosato, un suo nuovo circolo di base:
"Valori in Comune" a Tolmezzo, che costituirà un punto di riferimento
per tutta la Carnia. Roberto De Caneva, presidente del circolo, esprime tutta
la sua soddisfazione: "Ho sentito la forte necessità di portare anche in
Carnia la voce di un partito che fa della giustizia e dell'etica i valori
fondanti per una società pulita e civile; il circolo sarà aperto anche ai
simpatizzanti e non solo agli iscritti, perché ci interessa alimentare la
partecipazione civica, soprattutto tra i giovani". In occasione
dell'evento sarà ancora possibile firmare le petizioni popolari a sostegno del
"tempo pieno scolastico di qualità", lanciate da Idv ad Aquileia il 7
febbraio scorso e sostenute anche dal PD; si tratta una richiesta rivolta sia
al Consiglio regionale, sia alla Camera che al Senato: "La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la
modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle scuole a tempo
pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì 28 saremo a
Trieste con l'onorevole Di Pietro in persona per presentarle al Presidente del
Consiglio regionale".
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Studenti: «Ecco come difenderci dalla politica dei
tagli» Mercoledì 25 Marzo 2009, Comincia con l'immagine di una minacciosa
forbice che rincorre due studenti e termina con quella di un
segnale stradale di divieto con il volto del ministro Gelmini. È il kit "Studenti vs la crisi", un agile manualetto
che racconta le novità introdotte dal governo in tema di scuola, «provando la
loro inefficacia contro la crisi e smascherando le falsità che il ministro ci
racconta attraverso i media», dice Matteo Cocco, rappresentante della Rete
degli studenti medi di Vicenza. Un equipaggiamento di sopravvivenza,
dunque, per lo studente «che non vuole essere più preso in giro», sulla scia di
un altro kit circolato negli scorsi mesi, quello "anti-ballismo". Nei
prossimi giorni, dalla sede centrale del movimento studentesco, dal quale
l'iniziativa è partita, arriveranno per i giovani vicentini 2mila copie del
manuale. «Sarà uno strumento importante per farci capire dagli studenti»,
spiega Cocco che aggiunge: «Le risposte alla crisi da parte del governo sono
sempre le stesse: tagli. Mentre anche a Vicenza le nostre scuole sono in
difficoltà economiche e rischiano di non poter garantire i corsi di recupero.
Quest'anno nel mio istituto, il liceo scientifico Quadri, attività come gite,
escursioni, o l'acquisto di materiale per la biblioteca, si sono ridotti del 50
per cento, per non toccare i fondi destinati ai corsi di recupero». "Non
sulla nostra pelle!" è la frase che campeggia nel kit. «La crisi non la
vogliamo subire noi studenti. È questo lo slogan con cui ci faremo sentire
anche alla manifestazione del 4 aprile al Circo Massimo a Roma, dove è prevista
la partecipazione di un centinaio di studenti di Vicenza», annuncia il
rappresentante della Rete degli studenti medi della provincia. Il vademecum
prende il via attaccando i nuovi rigorosi sistemi di valutazione introdotti
dalla Gelmini, che servono a «selezionare pochi eletti
e a lasciare gli altri in mezzo a una strada». C'è poi il capitolo che riguarda
il progetto di legge Aprea che punta a trasformare le scuole in fondazioni: «un
vero e proprio smantellamento del sistema di istruzione pubblico» che finisce
con lo «stravolgere gli organi di governo della scuola eliminando il consiglio
di istituto e riducendo al minimo la partecipazione degli studenti alle
decisioni della scuola». Poi la riforma delle superiori che se vedrà la luce
nel 2010, viene anticipata già ora dalla «riduzione delle ore di laboratorio e
degli stage negli istituti tecnici e professionali». Nel kit ci sono anche delle
richieste come quella di riconoscere lo status di studente-lavoratore
prevenendo l'abbandono della scuola per coloro che sono costretti a mantenersi
gli studi. No all'uso delle nuove tecnologie quando queste si riducono a sms
che avvertono i genitori delle assenze dei figli e pagelle on line, sì a
strumenti informatici più nuovi nelle scuole. Gli studenti mettono in guardia
sul progetto del ministro di mettere in mano dei presidi l'assunzione dei
docenti: «Il sistema - avvertono - è truccato: chi assume e chi deve valutare
sono la stessa persona». Non poteva mancare la questione del 5 in condotta,
inefficace contro il bullismo, a detta del movimento studentesco che affronta
anche il tema dell'edilizia scolastica: anche qui, dicono, «la Gelmini ha un piano diabolico». Laura Pilastro
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Servono tempo prolungato e nuove sezioni» Mercoledì
25 Marzo 2009, Campolongo Maggiore Il Comune ed il preside dell'Istituto
comprensivo Diego Valeri scrivono al Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, al presidente della Regione Giancarlo Galan, ai deputati e
senatori eletti nel Veneto, al presidente della Provincia di Venezia Davide
Zoggia e al direttore dell'Ufficio scolastico Regionale. «Sia mantenuto il
sistema scolastico attuale a tempo prolungato, sia istituita una nuova sezione
a tempo pieno nel plesso primaria "Marconi" di Bojon e una
nuova sezione di scuola dell'infanzia», questa la richiesta presentata alle
massime autorità politiche regionali e nazionali. Si tratta di una risposta ai
bisogni delle numerose famiglie che richiedono il tempo prolungato e in cui
lavorano entrambi i genitori. È infatti netta la contrarietà alle modifiche
apportate dalle leggi 133 e 169 del 2008, sulla riorganizzazione del primo
ciclo sco lastico ed in particolare sul ridimensionamento del numero degli
insegnanti e del personale amministrativo nella scuola. Sono 829 gli iscritti
nelle scuole di Campolongo, 133 alla scuola dell'infanzia, 464 alla scuola
primaria e 232 alla scuola secondaria. Il Consiglio Comunale ha approvato il 3
marzo scorso un ordine del giorno nel quale ha manifestato grandissima
preoccupazione e ha rivolto un appello alla Regione Veneto al fine di
sostenere, in sede di conferenza Stato-Regioni, le proposte dei comuni per
ottenere le dotazioni organiche necessarie al fine di mantenere i servizi
esistenti. «Abbiamo espresso la nostra preoccupazione e contrarietà alle scelte
del Governo", dichiara il consigliere delegato alla Pubblica istruzione
Paolo Marconi. Emanuele Compagno
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola nuova per Sandon? È subito polemica Mercoledì
25 Marzo 2009, Fossò Nuova scuola elementare di Sandon? Si, anzi no... forse.
Durante l'assemblea pubblica dell'altra sera, organizzata dall'amministrazione
comunale di Fossò, si è sviluppato un vivace dibattito attorno al tema della
elementare della frazione, immobile che, rispetto alle previsioni di quando
venne costruita (anni ottanta), risulta ora essere dimensionalmente inadeguato.
Se infatti le classi erano state progettate per ospitare un massimo di 15
alunni, ora le stesse aule vengono occupate ciascuna da circa 25 bambini, con
disagi che ricadono anche negli spazi comuni. Ma v'è di più, perché oltre
all'impennata demografica di Sandon, dovuta al notevole sviluppo urbanistico
degli ultimi anni, alla base di questo "affollamento scolastico" ci
sarebbe pure un orario delle lezioni particolarmente agevole: tre rientri
pomeridiani e il sabato a casa, situazione questa che progressivamente ha fatto
preferire la "Volta" di Sandon anche da famiglie del capoluogo,
Fossò, e anche da fuori paese. «È opportuno garantire a Sandon una scuola
funzionale - afferma il sindaco, Guido Carraro - ed è proprio in una
prospettiva lungimirante che stiamo valutando la possibilità di spostare la
scuola nel capannone adiacente a Villa Caffrè, che da poco è stata acquisita
dal Comune, poiché il privato, operativo in quell'immobile, ha intenzione di
spostare la sua attività. Su questa eventualità per ora stiamo solo ragionando
- continua - perchè siamo alla fase di studio, tuttavia riteniamo che sarebbe
una soluzione estremamente interessante dal momento che, alla luce di
un'inevitabile risistemazione e adeguamento del magazzino, la scuola potrebbe
contare su una struttura grande, con ampi spazi verdi e inserita all'interno
del progetto riqualificazione del nuovo centro di Sandon». Federica Boscaro,
assessore alla Pubblica istruzione, ha quindi illustrato i dati relativi alla
popolazione scolare della frazione, ricordando che nel 2001 si contavano 52
alunni, mentre attualmente se ne contano 111, con iscrizioni che
raggiungerebbero quota 122 per il prossimo anno. «Già in precedenza i genitori
del capoluogo avevano raccolto le firme per richiedere un servizio orario
simile a quello di Sandon anche alla Marconi di Fossò - continua l'assessore -
in modo tale da evitare la migrazione di bambini verso la scuola della
frazione. La cosa sembrava essere a buon punto, però la
riforma Gelmini ha creato
una grande confusione e incertezza, per cui ora non sappiamo ancora se potremo
contare o meno sul personale necessario a garantire questo servizio». Numerose
le perplessità emerse dal pubblico presente, non solo sulla bontà della
proposta, ma anche sul futuro dell'immobile che verrebbe dismesso.
«Invece di optare solo per soluzioni così drastiche si dovrebbero valutare
delle alternative - afferma Luciano Compagno, consigliere di opposizione -
magari considerando delle forme di ampliamento della scuola attuale e coprendo
il vicino campo da calcio che si potrebbe utilizzare anche come palestra per le
elementari. Dietro la volontà dell'amministrazione, invece, si cela solo
un'operazione speculativa - conclude - che rientra nel progetto di Villa
Caffrè, quando è evidentemente assurdo spostare una scuola dal centro alla
piena campagna». «Si parla della nuova scuola come una proposta - fa eco il
consigliere Luca Bertellini - eppure questa rientra nel definitivo progetto di
riqualificazione del centro della frazione. È evidente dunque che si tratta di
una palese contraddizione la quale conferma come, in realtà, l'amministrazione
abbia già pianificato tutto, senza considerare il rischio sicurezza e
trascurando la funzione sociale e centrale della scuola, quando invece sarebbe
auspicabile ragionare in termini di riordino degli spazi attualmente
esistenti». Gabriele Riondato della Lega Nord, invece, ha offerto l'intervento
di alcuni architetti per cercare differenti soluzioni, qualora il sindaco
concedesse la visione di documentazioni, planimetrie e altri dati
indispensabili. A buona ragione, si può dunque ipotizzare che questo sarà solo
il primo capitolo dell'intera "vicenda Volta" che ha già tutti gli
estremi per costituire un pungente argomento di dibattito elettorale. Perla
Marafin
( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
MANNAIA SULLE SCUOLE VENETE Mercoledì 25 Marzo 2009,
Padova NOSTRO SERVIZIO Le fragorose proteste venete, gli scioperi a
ripetizione, le trattative aperte, le mozioni approvate, gli accordi presi:
tutto da stracciare, da inviare al macero insieme agli striscioni
contro i provvedimenti Gelmini sbocciati in ogni dove delle sette province regionali, inutili
gli slogan urlati nelle manifestazioni di piazza, i sit-in di genitori, alunni
e maestri, le prese di posizione dei sindacati. A gelare le aspettative sulla
salvaguardia del tempo-scuola grazie a un congruo organico in cattedra ci ha
pensato il ministero dell'Istruzione che ha comunicato ai confederali i
dati ufficiali. Chiari, inconfutabili, non più modificabili. Nel prossimo anno
scolastico in Veneto si abbatterà una mannaia a scapito degli insegnanti: -779
posti alle elementari, -916 alle medie, -532 alle superiori, una flessione di
2.227 unità. Le più penalizzate le province di Padova, Treviso, Vicenza, Verona
con una contrazione omogenea di circa quattrocento prof l'una. Venezia, avendo
molti tempi pieni (il 32%), in parte si salva. Dappertutto viene messo in croce
il tempo lungo (35 ore settimanali in classe) - vera caratteristica della
nostra terra, via di mezzo tra il tempo normale (27-30 ore) e quello pieno (40)
- che rischia di diventare un ricordo. Nella penisola salteranno 37mila
cattedre in tutto, la metà nelle regioni del Sud. «Ci hanno preso in giro alla
grande - sbotta Nereo Marcon, segretario veneto della Cisl Scuola - un mese e
mezzo fa si ipotizzavano tagli di questo tenore, ciò vuol dire che il lavoro
svolto nelle ultime sei settimane insieme a sindaci e assessori, le promesse
ministeriali messe nero su bianco sono state promesse da marinaio. Siamo in una
situazione di totale empasse, ci avevano garantito una riduzione dei tagli
anche in base all'aumento degli studenti - 8.500 a livello veneto - e alla
questione dei tempi lunghi che coinvolgono 25 mila famiglie. Un'organizzazione
tipica di questo territorio che, stante questa scarsa disponibilità di
insegnanti, scomparirà. Sono sconsolato - continua Marcon - non so quali altre
risposte potremo dare». E ricorda una recente lettera del ministro Gelmini a firma del suo capo di gabinetto Consentino inviata
all'assessore veneto all'istruzione Donazzan dove si prometteva, in virtù della
crescita degli alunni, uno "sconto" sul calo di organici. «Ci
aspettavamo che i tagli fossero circa 1.500 e non oltre duemila. Ora dovremo
fare i conti con questa evidente contraddizione: 2.227 prof in meno e 8.500 allievi
in più. Il Veneto, pur avendo fatto squadra con una presa di posizione
fortissima da parte dell'Anci, gli amministratori comunali, la Regione stessa,
non ha nessuna influenza politica a Roma, è avvilente ma è la pura verità. Ci
avevamo creduto tutti, ed è una sconfitta per tutti». Nonostante la débacle, i
confederali non s'arrendono. E promettono battaglia a Venezia, se non altro
ideologica visto che margini di trattativa pare non ce ne siano più:
un'occupazione dell'Ufficio scolastico regionale o della sede veneta Rai
organizzata da Cgil, Cisl e Uil, insieme. «L'unico aspetto positivo - chiude
Marcon - è che gli amministratori locali hanno finalmente discusso di scuola,
prendendo una posizione netta. Ma purtroppo dalla capitale non ci hanno dato
ascolto». Federica Cappellato
( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Povera musica, cenerentola d'Italia» Atto d'accusa
nei confronti del disinteresse delle istituzioni: dall'immobilità della scuola
alla lobby della cultura Mercoledì 25 Marzo 2009, di Giò Alajmo Nella sua casa
nel cuore di Padova antica, nobilitata da un clavicembalo «perfetta
riproduzione di quello su cui suonava Bach», Claudio Scimone conserva il premio
"Una vita nella musica" ricevuto di recente a Venezia («un grande
onore e un grande piacere», annota con il consueto sorriso) e programma l'attività
dei suoi Solisti Veneti giunti alla cinquantesima stagione. Mezzo secolo di
attività, i consensi internazionali, il divertimento di scelte coraggiose e non
convenzionali, acuiscono il dolore per una musica ridotta in Italia a poco più
di una cenerentola della cultura. «Quando si parla di crisi della musica - dice
- bisogna distinguere se si parla di musica come spettacolo o musica come
pratica. La prima ha dei problemi economici legati al costo globale. La pratica
invece sta incontrando un aumento vertiginoso nel mondo. È un fenomeno che
riguarda anche persone di 60/70 anni che hanno cominciato a studiare uno
strumento per proprio piacere. E questo è ciò che conta, perchè la musica ha
anche un alto valore terapeutico e formativo. Un bambino è in grado di capire prima
le relazioni fra le note che le parole». Perché in Italia quando si parla di
musica tutto diventa difficile? «Le istituzioni dell'istruzione sono immobili.
È incredibile che nei licei non si studi musica per bilanciare la letteratura e
quel poco che si fa di arte. Ma ogni tentativo di introdurre un'ora di storia
della musica si infrange con chi non vuole perdere un'ora di un'altra materia
ed è frustrante. Ma è impossibile capire il barocco, il romanticismo, senza la
musica». E i conservatori? «La legge del '99 che li trasforma in istituti di
studi superiori di fatto non è operativa, con l'assurdo che chi esce dal Dams
che insegna poche ore di musica in due anni è abilitato all'insegnamento e chi
esce dal consevatorio no. E poi il Conservatorio non serve solo a creare
musicisti ma deve insegnare tutte le materie inerenti la musica, dalla
fonologia alla regia di un'opera teatrale, dalla musicologia al giornalismo,
alla direzione artistica. Ci sono infinite funzioni e mestieri legati alla
musica. E naturalmente c'è l'insegnamento». Di chi è la colpa di questo
immobilismo? «Ci sono delle lobby. Università e istituti di istruzione
secondari hanno sempre tentato di assorbire i conservatori, ma i conservatori
non sono nulla di più o di meno: sono diversi. In tutto il mondo Italia è
sinonimo di musica, ma da noi ci sono persone anche coltissime che ignorano
tutto della musica. Non dimentichiamo che Croce scrisse uno straordinario
trattato di estetica senza la musica. Schopenhauer non gliel'avrebbe perdonato.
C'è ancora chi considera la musica un passatempo. Manca la percezione del suo
valore. Anche del valore educativo. È l'unica disciplina che sviluppa entrambi
gli emisferi del cervello, mentre la musica d'insieme aiuta alla
socializzazione, con gioia e divertimento e senza stimolare l'agonismo. La
musica insegna disciplina, rispetto, collaborazione ed è anche uno
straordinario strumento di integrazione, è un esercito pacifico che supera le
barriere». I Solisti Veneti hanno lanciato lo slogan "uno strumento per
ogni bambino" progetto che ha avuto uno splendido risultato in Venezuela
dove l'orchestra Simon Bolivar può contare su una selezione dei migliori fra
300mila giovani musicisti «che suonano come la miglior filarmonica e sono
pronti ad accettare il nuovo più di un'orchestra tradizionale». I cinquant'anni
dei Solisti Veneti continuano a vedere la formazione padovana affrontare gli
impegni con prestigiosi compagni di viaggio, guardando alla concomitante
ricorrenza degli anniversari di Haydn, Händel e Mendelssohn e dell'anno
galileiano. Il 29 aprile agli Eremitani di Padova apriranno il Veneto Festival
con la Messa di Händel, in compagnia di June Anderson e del coro Lega Artis di
San Pietroburgo. Il 12 giugno le celebrazioni per Mendelssohn li vedrano
affiancati dal grande violino di Uto Ughi e in settembre le celebrazioni
galileiane vedranno Scimone dirigere i solisti nell'opera "Il mondo della
luna" scritta da su libretto di Carlo Goldoni, andata in scena per la
prima volta nel 1777. Il 7 aprile invece i Solisti Veneti saranno al teatro
Comunale di Belluno in concerto con Giovanni Allevi, popolare pianista oggetto
di una furiosa diatriba con Uto Ughi. Scimone, ma Ughi sa che i Solisti si
dividono tra lui e Allevi? «Io certo non glielo dico», sorride il maestro. E di
Allevi, con cui si è già esibito a Padova qualche mese fa, cosa pensa? «Che ha
un pubblico sorprendente e lui è un grande comunicatore, che si ferma a
dialogare con la gente dopo ogni concerto. Con lui ho visto arrivare persone
che non si erano mai viste prima. E noi ne abbiamo approfittato per riversare
su di loro un po' di Rossini e il "Sigfrido" di Wagner. Io non
giudico Allevi compositore. Da esecutore dico che la sua musica si suona
volentieri, è scritta bene, prende. Ha trovato un suo pubblico, numeroso, e
piace. Cosa chiedere di più?». Come compositore lo si ritiene un po' troppo
elementare... «Però funziona e ha dei ritmi nuovi, originali. Cosa c'è di più
elementare di certe cose di Vivaldi, che però ha una grande forza ritmica. La
semplicità non è un valore o un disvalore. E comunque non si può negare che
Allevi fa parte rigorosamente di un mondo musicale che chiamerei
"classico" anche se non mi piace il termine. In questo ero d'accordo
con Vittorio Salvetti che era un genio dell'organizzazione e lo chiamava
"grande musica"». Salvetti che portò nel 1970 i Solisti Veneti
all'Arena di Verona al Festivalbar! «È vero. E nei jukebox ottenemmo 350mila
"gettonature" con l'"Andante per due mandolini" di Vivaldi.
Altri tempi». I vostri 50 anni sono stati festeggiati con concerti di varia
natura, compresi quelli con Bocelli e Lucio Dalla. È un superamento dei generi?
«Con Bocelli no, perchè lui ha sempre voluto essere un tenore e ama Puccini.
Dalla l'ho incontrato a Buenos Aires e disse che ci conosceva benissimo. È un
uomo di interessi e curiosità vastissime e una grande capacità di assorbimento.
Parla di tutto in maniera originale, ha esperienza di regia d'opera e gli ho
sentito suonare in privato al pianoforte delle improvvisazioni su Bach
notevoli. È un musicista interessante. Con lui abbiamo iniziato da Prokofiev e
abbiamo finito con le sue canzoni con entusiasmo da parte di tutti perchè sono
belle da suonare». Come si affronta l'interpretazione di repertori e mondi così
diversi? «Anche le partiture del passato cambiano con il tempo. Non è pensabile
eseguire oggi una partitura del '700 come lo faceva Vivaldi, con le stesse
caratteristiche. Non sarebbe comunque lo stesso. Sono cambiati i luoghi, le
acustiche, perfino l'orecchio dell'uomo moderno che sente il 10-15% in meno. Ci
si deve adattare ai tempi. Nessuno oggi sarebbe disposto ad ascoltare per
intero un'opera di sei ore come "L'Orlando furioso" di Vivaldi. La
funzione dell'interprete è quella di tradurre il pensiero dell'autore e
metterlo d'accordo con l'ascoltatore. Di Vivaldi, non si può dare solo una
lettura corretta della partitura, perchè era noto per le sue interpretazioni
vigorose, sanguigne. Si dice che si trasfigurasse addirittura. Vivaldi, Corelli
erano degli spiritati, dei folli dell'epoca. Erano dei fascinatori di folle.
Anche per questo non mi dispiace affatto l'interpretazione delle Stagioni che
ne dà Nigel Kennedy, il violinista punk inglese, che secondo me riprende un po'
quello spirito interpretativo». Kennedy è un sostenitore della chitarra
elettrica come erede del violino e di Jimi Hendrix come Paganini del '900...
«Vivaldi lo troverebbe in linea con se stesso». La Gelmini ha aperto le porte della scuola
a Gaber.... «Benissimo, ma bisognerebbe farlo anche con la musica. L'Italia è
il paese europeo, ma anche considerando Asia e America, in cui la musica si
insegna di meno. Ed è paradossale. Perchè la lingua della musica è l'italiano.
Perchè all'estero è il nostro biglietto da visita. È la nostra identità, la
nostra storia, la nostra cultura. Vivaldi arriva dove non possono i musicisti
"leggeri", perchè non ha bisogno di parole ed è universalmente noto.
Come ambasciatori di cultura all'estero ci chiedono opere liriche, concerti di
musica classica. Siamo anche noti per il calcio, ma è oggettivamente più facile
esportare un concerto che una partita», sorride Scimone. C'è però oggi un grave
problema di costi per la musica d'arte e la lirica in particolare... «Qualche
risparmio si può fare. Ricordo una volta in un teatro che un amico mi disse "Vedi
la pelliccia di quel tenore in scena? Con quello che costa io posso farci
un'intera stagione di concerti". Tagliando i costi magari uscirebbero
dagli enti i politici e non sarebbe così male. Però non si può economizzare
sulle masse. La lirica è una grande scuola di musica che coinvolge centinaia di
persone in ogni singolo evento dove tutto dev'essere perfetto alla frazione di
secondo. E comunque gli eventuali risparmi andrebbero redistribuiti alle altre
attività musicali sul territorio».
( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Maestri soprannumerari in mobilità anche se i
genitori chiedono il tempo pieno Sono circa 300 gli insegnanti di scuola
primaria che, essendo soprannumerari, malgrado i tanti anni di servizio,
dovrebbero presentare domanda di mobilità, affollare le segreterie provinciali
dei sindacati della scuola che istruiscono i soprannumerari su come redigere le
domande di mobilità, si tratta di docenti che a causa dei
provvedimenti del ministro Gelmini perderanno il posto nelle scuole di titolarità, dove magari per
molti anni hanno svolto attività didattica, addirittura qualche insegnante è
ultrasessantenne. Una situazione senz'altro anomalo, che a giorni potrebbe
mettere in crisi le scuole per motivi burocratici. Intanto, a fine marzo
si chiuderanno le funzioni, si tratta quindi di tempi ormai strettissimi, anche
se lo Snals avrebbe chiesto uno slittamento dei tempi. Come è noto, la maggior
parte dei genitori degli alunni hanno chiesto per i loro figli un tempo scuola
di 30 ore settimanali. Sull'argomento il dirigente scolastico Santo Molino, che
fa parte della direzione dell'Andis, ha detto. Ci risulta che parecchie scuole
in città ed in provincia hanno chiesto la nuova istituzione di classi a tempo
pieno o a tempo prolungato e, pertanto, è necessario che i politici siciliani
intervengano a sostegno di una notevole quota di personale per avviare queste
nuove classi a tempo pieno, così come, d'altra parte, promesso dal ministro Gelmini che nel testo di legge e nelle dichiarazioni alla
stampa ha manifestato la disponibilità a reinvestire le economie realizzate per
allargare il tempo pieno. Come è noto, la Regione Sicilia si trova attualmente
all'ultimo posto nella graduatoria nazionale del tempo pieno (Sicilia 3 per
cento, Lombardia 40 per cento). Alla luce di questo quadro occorre registrare
la drammaticità derivante da un esteso scadimento di qualità della scuola in
Sicilia. Dal prossimo anno scolastico, considerato questi tagli di posti, non
avremo più compresenze e quindi non si capisce come si provvederà all'attività
di recupero e alla sostituzione dei docenti assenti (tenuto conto che i fondi
ministeriali sono irrisori). Occorre peraltro rilevare che nel momento in cui
il Governo appresta soccorsi alle banche e cassa integrazione straordinaria per
le industrie, verranno meno nella nostra Regione migliaia di stipendi che,
anche se da precari, consentivano a migliaia di famiglie di sopravvivere. M. C
( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
A Mussomeli domani assemblea dei consigli comunali
Riforma scolastica con troppi tagli Mussomeli. «Ridimensionamento e
contenimento dei tagli agli organici scolastici per le aree svantaggiate
socio-economicamente», questo il tema dell'assemblea territoriale dei consigli
comunali e dei docenti, personale Ata, precari, famiglie ed amministratori
locali che si terrà domani alle 18 presso l'auditorium della scuole superiori
di Mussomeli in contrada Prato. In altri termini un consiglio comunale
straordinario allargato ai paesi del Vallone contro i tagli nella scuola decisi
dal Governo Berlusconi. La decisione è stata presa a conclusione dell'affollata
assemblea dei precari, docenti, genitori ed esponenti della politica tenutasi
nei giorni scorsi a Mussomeli che hanno anche scritto a tutti gli organi
preposti. Se la riforma Gelmini dovesse essere applicata così com'è, le previsioni sarebbero
drammatiche per le comunità. Non solo si perderebbero posti di lavoro ed intere
classi ma alcuni plessi potrebbero addirittura chiudere. E' il caso dei comuni
più piccoli come Acquaviva Platani, Sutera, Villalba. Da qui l'impegno
del personale scolastico che ha chiamato accanto a sé in questa lotta per il
futuro dell'insegnamento nel Vallone i sindaci del territorio e consigli
comunali, per «approvare una mozione critica e propositiva da inviare a tutte
le istituzioni interessate, al ministro della Pubblica istruzione, al
presidente della Regione Siciliana, al presidente della Provincia di
Caltanissetta e a tutti i deputati nazionali e regionali del Nisseno, affinché
si intervenga per porre rimedio agli effetti drammatici che i tagli della
riforma scolastica produrrà, laddove venissero attuati, con la perdita di
diversi posti di lavoro». I lavoratori del comparto scolastico sono sul piede
di guerra ed hanno annunciato l'intenzione di restituire i certificati
elettorali delle prossime elezioni europee. Insomma una mobilitazione generale
che sarà oggetto di discussione anche in seno all'Unione dei comuni "Alta
Valle del Platani", insediatasi la scorsa settimana. R. M.
( da "RomagnaOggi.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
25 marzo 2009 - 18.39 (Ultima Modifica: 25 marzo
2009) RAVENNA - Nella sua ultima seduta il Consiglio
comunale di Ravenna ha discusso due ordini del giorno in merito alla riforma Gelmini: uno a firma di Raffella De
Mucci di Prc e uno a firma di Andrea Maestri dell'Ulivo-PD. I due documenti
(allegati) non molto dissimili tra loro sono stati illustrati dai rispettivi
firmatari. Il primo documento è stato accolto con il voto contrario dei gruppi
di opposizione; il secondo ha visto il voto contrario dei consiglieri di
opposizione tranne uno, Giancarlo Frassineti di Lista per Ravenna che si è
astenuto. Dopo la presentazione di entrambi gli odg sono intervenuti al
dibattito: Marco Bertozzi di FI-Pdl ha dichiarato un voto contrario alla luce
del fatto che il Consiglio comunale non ha alcuna competenza in merito alla
normativa trattata. Andrea Tarroni dell'Ulivo-Pd ha replicato affermando che
non ci si può sottrarre dal contrastare una legge che smantella un sistema
scolastico, soprattutto quello delle elementari, il primo in Europa per qualità
didattica. Giancarlo Frassineti di Lista per Ravenna ha dichiarato di essere in
disaccordo con la riforma laddove risponde unicamente ad una necessità di
riduzione della spesa scolastica, quando invece andrebbe vista come un
investimento per il futuro del paese. In merito ai due documenti ha dichiarato
il voto contrario sul primo (De Mucci) "per le forti pregiudiziali sul
piano ideologico" e l'astensione sul secondo (Maestri) affermando di
condividerne alcuni punti. Babacar Puyè, consigliere aggiunto, si dichiarato
favorevole a entrambi i documenti perché "la riforma penalizza gli
immigrati che vogliono imparare la lingua e integrarsi pienamente". De
Mucci, nella replica ha fatto notare come alcuni provvedimenti iniziali della
riforma come il voto in condotta alle elementari, sia stato poi modificato a
testimonianza del fatto che le critiche avanzate da più parti erano giuste. La
consigliera ha espresso anche preoccupazione in relazione al fatto che
l'introduzione del maestro unico alle elementari causerà numerosi disoccupati
l'anno prossimo.
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 25 mar. (Apcom) - La bocciatura da parte di
"maggioranza e governo" dell'emendamento del Partito Democratico,
presentato in commissione alla Camera, per "garantire ai precari della
scuola l'estensione dell'indennità di disoccupazione" è "un
comportamento vergognoso". È il commento di Beppe Fioroni, responsabile
educazione del Partito Democratico. "Si tratta - osserva - di migliaia di
docenti e operatori della scuola che da luglio perderanno il posto di lavoro.
Questo governo, che gli nega il futuro non reimmettendoli in ruolo come
previsto dalla legge, impedisce loro anche una minima dignità dell'esistenza
presente. Ripresenteremo l'emendamento in aula e attendiamo
dal ministro Gelmini una
parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi i tagli e i disoccupati
che ha creato - conclude Fioroni - avverta almeno l'imperativo etico di
garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per anni hanno
educato i nostri figli".
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 25 mar. (Apcom) - Niente sconti per la scuola:
dal 1° settembre saranno 36.854 i posti di docente in meno. Il dato è contenuto
nelle tabelle allegate alla bozza di decreto interministeriale sugli organici,
in questi giorni alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e confermati durante l'incontro
che si è svolto a viale Trastevere con i sindacati di categoria. Quest l'iter
che attende il decreto: dopo la firma del documento da parte del responsabile
del Miur, e la successiva del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i tagli
verranno comunicati alle direzioni regionali che assieme a regioni ed enti
locali dovranno predisporre la loro applicazione. La riduzione
corrisponde, rispetto agli organici attuali, ad una perdita netta del 6,2%
medio nazionale ed è destinato a raggiungere il 7% poiché in estate il Miur
provvederà ad attuare un'altra 'sforbiciata' di 5mila cattedre sul cosiddetto
organico di fatto (le effettive iscrizioni degli studenti). Percentualmente
però non tutte le regioni subiranno lo stesso trattamento: in linea generale
sarà il Sud a perdere maggiori posti d'insegnante. Si va dal 3,7%
dell'Emilia-Romagna al 7,3% dell'Abruzzo, all'8,2% della Sicilia, all' 8,9%
della Basilicata fino al 9,2% della Calabria. Una tendenza confermata anche a
livello numerico: la regione che perderà più docenti, complessivi di tutti i
gradi scolastici, dall'infanzia alle superiori, sarà la Campania (5.645 posti
tagliati), seguita dalla Sicilia (5.020), dalla Puglia (3.600), dalla Calabria
(2.500) e dalla Sardegna (1.670). Un numero cospicuo lo perderanno comunque
anche la Lombardia (circa 4.000 posti), il Lazio (2.800) e il Piemonte con
2.175 tagli. Fin qui i numeri complessivi. Va detto però che se si vanno a
guardare le zone e i diversi gradi scolatici esistono sensibili differenze. A
livello regionale siva dal decremento dell'1,6% nelle primarie (le ex
elementari) dell'Emilia Romagna a quello decisamente più alto del 15% nelle
secondarie di primo grado della Calabria. Per quanto riguarda i tipi di corsi,
le riduzioni maggiori riguarderanno la secondaria di primo grado (la ex scuola
media) che perderà l'11% dell'attuale organico di docenti. Si tratta di un
taglio complessivo di 15.500 posti, pari al 10,6% dei posti attuali; con punte
di oltre il 14% in Basilicata, Calabria e Sardegna. Meno sentito il taglio alla
primaria, dove se ci saranno circa 10.000 maestri in meno, pari ad un - 4,4%.
Anche in questo ordine scolastico a pagare maggiormante sarà il Sud: l'8% in
Molise ed oltre il 7% in Campania, Puglia e Sicilia. Più uniforme il decremento
di posti nella secondaria superiore, che comunque si vedrà ridurre l'organico
dei prof del 5% (11.346 posti in meno). Nessuna riduzione è prevista invece per
i posti di sostegno che restano sempre 90.469 (58.463 assegnati in organico di
diritto e 32.006 annuali). (segue)
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 25 mar. (Apcom) - Oggi il ministro
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Mariastella Gelmini e il
ministro dell'Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg
hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia
e Svezia nel settore della ricerca e dell'innovazione. Grazie a questo accordo,
siglato nell'ambito del convegno di Confindustria 'Crescere con la Ricerca e l'Innovazione',
saranno avviati progetti scientifici comuni in determinati campi. Ovvero
nanotecnologie e scienza dei materiali, ricerca neutronica, installazioni
analitiche per ricerche multidisciplinari, bioscienze e medicina, energia,
trasporti e sviluppo sostenibile, ambiente e foreste, cambiamento climatico e
atmosfera, alimentazione e pesca, archeologia, e patrimonio culturale, ricerca
polare e marina, astroparticelle e fisica dello spazio. La dichiarazione
congiunta - spiega una nota del ministero - ha come finalità il potenziamento
della collaborazione scientifica in Europa e riafferma i principi contenuti
nell'accordo che Italia e Svezia firmarono a Roma il 29 novembre 2001 per la
cooperazione scientifica, tecnologica, culturale e nel campo dell'istruzione.
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 25 mar. (Apcom) - E' un'operazione
"alquanto azzardata" associare l'operato del governo con il calo delle
iscrizioni nella scuola pubblica a favore di quella privata: a dichiararlo ad
Apcom è Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola, che ha in questo modo
voluto commentare il giudizio espresso ieri dal ministro Gelmini secondo cui il paventato
incremento di iscritti negli istituti privati "dimostra la volontà da
parte delle famiglie di esercitare una libertà, la libertà di scelta educativa
che è garantita anche dalla Costituzione". Secondo stime derivanti dal
primo stralcio di dati sugli iscritti al prossimo anno scolastico saranno
almeno 15-20.000 gli alunni che passeranno alla scuola non statale. Tra
le regioni dove la tendenza è maggiore c'è la Lombardia, dove alle elementari
le richieste per gli istituti non statali sembrano cresciute all'incirca del
15% e alle medie del 10%. Per Di Menna i tagli agli organici confermati in
questi giorni e, più in generale, ai fondi destinati alla scuola possono avere
avuto un peso non indifferente: "La realtà è più semplice, le continue
incertezze e gli interventi sugli organici - ha detto il leader Uil Scuola -
rischiano di stressare la comunità scolastica, quindi non solo il personale ma
anche le famiglie". La difesa dell'istruzione gestita da istituti e
docenti dello Stato italiano diventa quindi una prerogativa importante se si
vuole tamponare questa tendenza in atto:"il governo - spiega Di Menna - ha
il dovere di garantire la qualità della scuola pubblica, quella frequentata dal
93% degli studenti, che richiede attenzione politica e scelte chiare e concrete
che favoriscano l'innovazione e la modernizzazione del sistema".
"Auspichiamo - conclude il sindacalista - che il confronto si possa
spostare dai tagli e dall'invadenza burocratica a come dare una vera scossa di
modernizzazione".
( da "Giornale di Calabria, Il" del
25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, Bruno (Pd): La Calabria trattata da regione canaglia COSENZA. Il Pdl tratta la Calabria da regione
canaglia. Lo dice il senatore del Pd Franco Bruno, che spiega in una
nota: Mentre Gasparri e Quagliariello vengono in gita a Cosenza appena
tornano a Roma sembrano solo concentrarsi nel
massacrare la Calabria. Perché? Perché il loro Governo ha deciso di tagliare
gli organici nelle scuole calabresi di ben 2500 posti nel solo prossimo anno?
Oltre 600 insegnanti in meno nella scuola primaria, quasi 1800 nella scuola
secondaria. Si può continuare in questo modo? Dove sono gli alfieri della
destra nostrana che quanto denunciavamo lo scempio della Gelmini
raccontavano ai calabresi che non ci sarebbero stati tagli? La verità -
sostiene - è che dopo lattacco
alle nostre Università adesso passano allo smantellamento della scuola
pubblica. Non deve esserci nessuna speranza per tutti quei giovani insegnanti
inseriti nelle graduatorie, nessun
investimento sulla cultura e la conoscenza come antidoto allillegalità e volano di crescita.
Hanno deciso di tenere piegata questa regione e impedirle di alzare la testa.
Devono poter disporre loro di tutto e di tutti. Altrimenti come leggere lennesima
perla prodotta da Bossi, Tremonti e Berlusconi? Le risorse necessarie a pagare
le quote latte pensano di trovarle ricorrendo per un centinaio di milioni di
euro al solito Fondo per le Aree Sottoutilizzate destinato al Sud, nel silenzio assordante dei parlamentari calabresi del centrodestra.
Insomma cè
ormai il rischio concreto di assuefarsi ad una sorta di impotente rassegnazione
nei confronti di una destra nazionale che ha giurato guerra al Sud e alla
Calabria. Una destra che, - conclude - chiaramente,
considera ormai la Calabria alla stregua di una regione canaglia. (25-03-09)
( da "superEva notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Misure per l'assorbimento dei precari nella scuola
Sul sito del Ministero dell'Istruzione, saranno rese pubbliche le disponibilità
di posti sul territorio L'annuncio dell'iniziativa è stata data in una
conferenza stampa ma approfondimenti sono possibili grazie a un dossier
presente nel sito governo.it. Di seguito la parte introduttiva della
presentazione del dossier "Presentazione Il ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica
Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo
2009, nella sala stampa di Palazzo Chigi, alcune misure per l'assorbimento dei
precari nella scuola, in particolare: * ai precari che fino all'anno scorso
avevano una supplenza annuale sarà garantita, per quest'anno, la
priorità sulle altre supplenze temporanee di durata consistente; * i periodi
non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l'indennità
di disoccupazione ai sensi della normativa vigente; * sarà favorita la mobilità
territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare richiesta di
supplenze in più province del territorio nazionale." Per continuare la
lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà
Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo
Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune
di Roma--> Pubblicato il 25 marzo 2009 in: Insegnanti » Invia tramite EMAIL
» Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 25 mar. (Apcom) - Domani le delegazioni
sindacali della Uil Scuola si recheranno da presidenti delle regione, ma anche
assessori, direttori scolastici e prefetti per comunicare loro l'esatta
ripercussione dei tagli alla scuola decretati del governo per il prossimo anno
scolastico: alle istituzioni locali verranno fatti visionare i prospetti sui
tagli alle scuole che a livello nazionale porteranno alla mancata conferma in
servizio di circa 20mila insegnanti e 8mila Ata. L'obiettivo del sindacato è
trovare soprattutto assieme ai governatori, che nelle prossime settimane
dovranno applicare i tagli assieme agli uffici scolastici regionali, le
modalità per evitare la perdita del lavoro a migliaia di persone: per il
sindacato la priorità è confermare in blocco gli attuali 130.000 docenti
supplenti annuali in servizio. Nessuno escluso. La Uil Scuola in questi giorni
ha preso visione, negli incontri al Miur, di quanto la situazione dei tagli sia
pesantissima: "Il quadro che ci è stato presentato - spiega il segretario
generale Massimo Di Menna - appare, se possibile, peggiorativo rispetto ai
decreti: la tutela del lavoro è una delle questioni prioritarie ed invece con i
tagli indiscriminati, fatti in via lineare si rischia di danneggiare sia la
qualità dell'offerta formativa delle scuole e sia il lavoro del personale".
Quel che propone il sindacato è l'assegnazione di organici adeguati alle
scuole, per rispondere alle esigenze delle famiglie, e lasciare all'autonomia
degli istituti l'organizzazione del tempo scuola e della didattica. "Non
bastano i dati macro-numerici - continua il sindacalista della Uil - ma occorre
passare dai numeri alle persone, serve un monitoraggio provincia per provincia,
di quanti rischiano il posto di lavoro. Soltanto un quadro certo può consentire
di risolvere la questione del personale precario attraverso interventi mirati e
concreti". Questa la proposta che il sindacato farà
alle regioni: garantire la titolarità degli insegnanti di ruolo confermando gli
incarichi annuali. "Tutte le energie e le risorse devono avere questa
finalità", conclude Di Menna. Ma i tagli sono già pronti, nero su bianco
alla firma dei ministri Gelmini e Tremonti, e i tempi per bypassarli sono strettissimi.
( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
GLI STUDENTI.CONTRO LA RIFORMA
GELMINI "In piazza anche coi genitori" Contestata la decisione di non
ammettere all'esame chi ha 5 anche in una sola materia [FIRMA]GINO FORTUNATO
NOVI LIGURE «Questa è una manifestazione politica, ma non partitica». Hanno le
idee chiare gli studenti novesi, come Niccolò La Torre, uno dei rappresentanti
d'istituto, che aggiunge: «E' una protesta indubbiamente trasversale,
nel senso che oltrepassa le barriere imposte dai partiti e unisce lo spirito
dell'unico, vero movimento studentesco che si coagula sotto un'unica bandiera,
per difendere il diritto allo studio contro la legge del ministro Gelmini o di questo governo che sia. Oggi siamo scesi in
piazza in più di 1000 e aumenteremo in vista di una grande manifestazione
provinciale che intendiamo organizzare ad aprile, insieme ai docenti e anche
con i genitori». Ieri mattina gli studenti del liceo Amaldi, dell'istituto
tecnico Ciampini e dell'istituto professionale Boccardo hanno manifestato per
la seconda volta nel giro di 5 giorni (dopo la minacciata interruzione della
Milano-Sanremo) sempre contro la riforma della scuola attuata dal governo. In
particolare contro l'intenzione di non ammettere agli esami di maturità chi non
abbia conseguito la sufficienza piena in tutte le materie. Decisione che ha
creato un notevole scossone in tutte le scuole, perché arrivata repentinamente
ad anno ampiamente iniziato, senza un confronto con le altre forze politiche e
gli organismi scolastici stessi. «In questo modo - dicono alcuni professori
novesi - ci obbligano ad assegnare il "6 politico", perché, in
coscienza, quale buon insegnante potrebbe non ammettere dopo 5 anni un allievo
con un paio o anche con un solo cinque in pagella?». Il lungo corteo è partito
puntualmente alle 8,30 da piazza Falcone e Borsellino, per poi sfilare per due
volte in via Girardengo e sostare davanti al municipio, in piazza Dellepiane.
Poi in via Paolo Giacometti, corso Marenco, piazza XX Settembre e via Roma. E'
stata una manifestazione ordinata che non ha mai trasceso in esuberanze
particolari, oltre ai normali slogan di protesta anti Gelmini.
Più volte, come in piazza Dellepiane, Movicentro e piazza XX Settembre, i
dimostranti si sono fermati per parlare e ribadire le posizioni di contrarietà
al provvedimento governativo. È stata annunciata un'altra assemblea, questa
volta nel più capiente Teatro Giacometti, la mattina del 30 marzo, tra docenti,
genitori e rappresentanti degli studenti.
( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
COSTIGLIOLE. RIUNIONE AFFOLLATA E VOLTI SCURI.
SOLARO RELAZIONA AI COLLEGHI Un Consiglio "soft" sul caso Grinzane
[FIRMA]ELISA SCHIFFO COSTIGLIOLE Grinzane e Comune: tutto sequestrato dalla
Finanza. Documenti, atti e pare qualche computer. «Dunque, lasciamo che la
magistratura faccia il suo lavoro. Poi si vedrà». Sarà stato forse questo
pensiero ad attraversare la mente dei 17 amministratori, martedì, in Consiglio.
Sottile tensione, interventi decisamente sottotono e davvero poco pepe.
Soprattutto se si considera che è si in piena campagna elettorale, che c'erano
le telecamere di Rai e tv private e che l'aula era affollata forse come non era
mai successo (eccetto per il consiglio aperto sulla riforma
Gelmini). A giocare forse,
anche la consapevolezza che ormai le polemiche servono a poco e occorre
guardare avanti per salvare il salvabile, quel patrimonio che dovrebbe rimanere
un «motore di cultura» per Costigliole. Un senso di responsabilità bipartisan
che deve aver contagiato tacitamente l'aula. E così dopo le
comunicazioni di rito, dal sindaco Solaro un breve excursus storico sul
comodato del Castello (affidato nel '95 al Grinzane) ad oggi con numeri e dati,
tutti contenuti in una cartellina consegnata ai capigruppo; pochi, ponderati
commenti: «Volevo terminare il mio mandato in un'altra maniera, purtroppo me ne
vado con un grande rammarico. Una situazione incerta, tanti progetti in parte
finanziati e un futuro da definire». Mentre il pubblico segue attento,
l'attenzione si sposta sull'ex consigliere Giuseppe Minniti , che negli anni -
con coerenza - aveva segnalato l'eterno cantiere del castello e che,
evidentemente insoddisfatto, lascia l'aula sussurrando «Farò una lista...». E
così sono quattro. Nessun riferimento esplicito anche all'esistenza del famigerato
cronoprogramma dei lavori al maniero che, a quanto pare, rimane un'incognita.
Gli unici approfondimenti sono arrivati sul progetto Muda che coinvolge due
comunità collinari, enti pubblici e privati (70 milioni di euro in sei anni)
come contenitore degli interventi alla Rocca ancora da realizzare: museo
nazionale del territorio del Sud Piemonte, giardino-opera d'arte completamento
del relais Grinzane, infine restauro e recupero funzionale della chiesa della
Misericordia (8 milioni di euro di cui 4 finanziati dalla Regione e altri 4 che
dovevano arrivare dal Grinzane). E adesso? Si torna a parlare di chiesa della
Misericordia, altro argomento scottante e anche e soprattutto di Icif. Solaro è
esplicito e torna ribadire: «Abbiamo ridotto il canone d'affitto ma la
contropartita è un grande ritorno d'immagine che l'istituto di alta cucina ci
assicura nel mondo». E mentre nei giorni scorsi l'Icif ha saldato i conti del
campo del tennis (20 mila euro alla polisportiva), il cantiere esterno pare sia
fermo (perché?). E così in un' atmosfera di vogliamoci bene, con un'immancabile
frecciata ai media, «rea di aver montato il caso Soria» denigrando il nome di
Costigliole, alle 22,30 erano già volati via 12 punti. Un record.
( da "Blogosfere" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mar 0926 La scienza della Gelmini Pubblicato da Giovanni Sena alle 00:35 in Vicende nazionali Il
Ministro dell'Istruzione e dell'Universita', Mariastella Gelmini, ha una visione un po' dirigista e limitata della ricerca
scientifica. A leggere alcune sue recenti dichiarazioni, il Minstro appare una
persona lontana dal cogliere le vere potenzialita' di una ricerca libera e indipendente. Sembra di intravedere un
affannoso desiderio di invenzioni da mettere in produzione domani, piuttosto
che di scoperte con cui rivoluzionare la conoscenza di dopodomani. La Gelmini parla di "programmazione della ricerca",
di "piccoli progetti inutili ed eliminabili", di "progetti
finalizzati, allo scopo di creare un ponte tra ricerca pubblica e privata,
fornendo a quest'ultima occasione di nuovi brevetti". Un pericoloso
appiattimento su una ricerca programmata dallo Stato, direi quasi degna di una
pianificazione quinquennale d'altri tempi. Ecco il progetto del Ministro: [...]
Voglio arrivare ad un progetto ricerca Paese in cui si concentrano gli
interessi tenendo conto delle esigenze della realta' industriale dove i giovani
troveranno lavoro. Ora, io capisco che la Gelmini
venga da una storia personale molto lontana dalla ricerca scientifica
praticata, pero' qualcuno dovrebbe spiegarle che la scienza non puo' essere
riconducibile ad una fabbrica di posti di lavoro. Un Paese moderno non investe
nella ricerca con lo scopo di impiegare qualche disoccupato in piu'. Andando
piu' in la', la ricerca non puo' essere concepita solo come produttrice di
brevetti, cancellando con un gesto quell'enorme bacino di creativita' e
inestimabile contributo alla conoscenza umana che e' la cosidetta ricerca di
base, non applicata. Questo non per il gusto snobistico di chi non vuole
sentire parlare di trivelle o frigoriferi, ma semplicemente perche' non si puo'
prevedere da quali aspetti della nostra conoscenza arriveranno le nuove
trivelle o frigoriferi. Non si puo' prevedere, e non si puo' programmare. La
ricerca, perche' sia fatta bene e dia quei risultati strabilianti che hanno
portato Homo Sapiens dove e' oggi, deve essere libera. Per definizione. Non
puo' essere imbrigliata, programmata, statalizzata. Il Ministro sembra essere
una persona in gamba, un buon politico che riesce a raccogliere la massa
critica necessaria per fare accadere le cose. Benvenga. Non si puo' pero'
pretendere che un Ministro sia contemporaneamente un buon politico, un
insegnante di elementari, un professore universitario e un brillante
ricercatore scientifico. Ecco perche' esistono (o dovrebbero esistere) i consiglieri.
Nella famosa fotografia di Obama che firma il documento con cui liberalizza la
ricerca sulle cellule staminali embrionali negli USA, attorno a lui si
riconoscono fior di scienziati (veri, attivi nel loro lavoro, alcuni Premi
Nobel) che lo hanno palesemente informato sui fatti. A lui la decisione finale,
ovviamente, ma solo dopo aver ascoltato il parere di esperti, di consiglieri,
appunto. Chi sono allora i consiglieri scientifici della Gelmini?
Non Bondi, spero... ex-compagno di liceo di Berlusconi e tanto bravo a scrivere
poesie. Non qualche industriale, con il pensiero fisso sul brevetto, mi auguro.
Quali sono i veri scienziati interrogati dal Ministero dell' Istruzione e
dell'Universita'? Un Paese serio deve saper affiancare consiglieri esperti a politici
efficaci, per unire la conoscenza dei fatti al servizio dell'attivita'
decisionale. Ditemi voi GS
( da "Giornale di Brescia" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:interno IN CAMPIDOGLIO E A VILLA MADAMA Intensa giornata romana per i
Reali di Svezia Intensa giornata romana per Carlo XVI e Silvia, reali di
Svezia, in visita ufficiale in Italia, che ieri hanno incontrato il sindaco
Alemanno in Campidoglio e sono stati ricevuti a colazione a Villa Madama dal
premier italiano Silvio Berlusconi (nella foto). Nell'ambito
degli incontri bilaterali associati alla visita, il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini ed il
collega svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta
per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e
dell'innovazione. Oggi i reali svedesi visiteranno Bologna.
( da "Giornale di Brescia" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia La maestra precaria: «Il futuro mi preoccupa» Un
attacco alla scuola pubblica in cui si punta al risparmio e non alla qualità. Ecco la riforma Gelmini spiegata da B., oggi maestra elementare precaria, «l'anno
prossimo chissà». Perché «già prima non era semplice, ma d'ora in poi la
questione diventa ingestibile sia dal punto di vista occupazionale e penso
soprattutto a chi ha famiglia, insegna da anni e si troverà disoccupato, sia
dal punto di vista educativo»: sono tanti, insomma, i «ma» di chi nella
scuola vive ogni giorno, facendo i conti con le esigenze degli alunni,
l'offerta formativa, il problema dell'integrazione. E che guarda «con forte,
fortissima preoccupazione» alla rivoluzione ormai alle porte. «Mi domando, come
si farà senza le ore di compresenza? Spesso sono le più preziose, poiché
consentono alla classe di colmare le lacune di alcuni, senza per questo fermare
il programma intero» spiega B., conscia e disillusa dal fatto che «in realtà,
per quanto ci si possa lamentare, non esiste alcuna alternativa o possibilità
di scelta». Se poi si accenna alla parola «futuro», le parole diventano sempre
meno: «Non c'è nulla da dire, l'instabilità regna sin da ora ed è concreta per
chi ha già alle spalle anni di supplenze e di insegnamento, figuriamoci per me
che sono alle prime armi». Poi, una pausa e uno sbuffo: «Mi si prospetta una
gavetta interminabile e non potrò mai sperare in una stabilità economica». Ma
ad allarmare maggiormente è l'esito della Riforma: «Altro discorso è il tempo
prolungato, inteso come progetto didattico basato sulla diversificazione delle
proposte e sulla possibilità di sviluppare le peculiarità di ogni alunno. E che
dall'anno prossimo non si potrà più attuare». n.f.
( da "Giornale di Brescia" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia Come rendere la scuola meno difficile Il libro di
Bruna Franceschini occasione per discutere del futuro dell'insegnamento Secondo
la mitologia greca, Sisifo, al tempo stesso il più sagace e il meno scrupoloso
dei mortali, fu condannato a spingere un masso dalla base alla cima di un monte
per aver sfidato gli dei. La condanna consisteva nel fatto che ogni volta che
il masso raggiungeva la vetta rotolava di nuovo verso il basso obbligando
Sisifo a ricominciare la scalata. L'antico mito greco viene ripreso da Bruna
Franceschini nel libro «La scuola difficile», presentato ieri pomeriggio nel
salone Buozzi della Cgil, in cui racconta la sua esperienza di insegnante. «Un
mestiere che proscrive l'impazienza e condanna a un eterno ricominciare -
scrive la Franceschini -. Un mestiere dove il successo coincide col fare bene e
con passione ciò che si è scelto di fare». La riflessione di Bruna Franceschini
nasce dai tanti anni di insegnamento in cui ha lavorato in scuole superiori e
medie. Proprio nelle medie conosce Fabio, il ragazzo a cui è dedicato il
volume: Fabio è un soggetto problematico che però riconosce nell'insegnante una
figura «amica» con cui si può anche confidare. Dopo le medie smette di studiare
perché ha intenzione di crearsi una famiglia, fa un figlio ma la situazione
economica non è buona. La famiglia della ragazza è disposta a prendersi cura
del piccolo solo se Fabio lo disconosce, cosa che il giovane fa per il bene del
figlio. Da qui il ragazzo finisce in un brutto giro, entrando anche in carcere,
e conclude i suoi giorni suicidandosi a vent'anni. La presentazione di ieri è
stata un modo per analizzare il ruolo del docente e della scuola nella società
contemporanea. «Oggi la scuola deve ritrovare la voglia di essere aggressiva -
ha esordito Rosangela Comini, presidente della Fondazione Asm e moderatrice
dell'incontro -. In questi anni sono state troppe le riforme, ma io ho
nostalgia della riforma Berlinguer». Il ministro Gelmini «vuole una scuola del leggere,
scrivere e far di conto, una scuola senza testa. Quello che sta avvenendo oggi
è un disastro sociale». Potrebbe essere il movimento dell'Onda a far tornare la
scuola nelle mani dei cittadini? «Potrebbe - risponde Santo Gaffurini,
segretario generale della Flc Cgil -, ma purtroppo il movimento è stato
diviso e l'Onda si è un po' ritirata. Le scuole hanno sempre anticipato i
fenomeni sociali. Il Governo però sta accelerando la distruzione del sistema
scolastico» accusa Gaffurini. «L'Onda senza strutture non va da nessuna parte -
conferma il segretario generale della Cgil di Brescia, Marco Fenaroli -, non
son possibili l'elaborazione e la continuità. La scuola e la sanità, insieme
alla previdenza, sono la colonna portante del sistema sociale e quindi devono
interessare a tutti». Secondo Fenaroli, «occorre l'unificazione delle forze
politiche, sociali e sindacali. Per questo bisogna trovare pochi argomenti che
facciano da collante, non trenta che contribuiscono solo ad aumentare le
divisioni». L'opera della Franceschini è stata finalista nell'edizione 2007 del
premio LiberEtà. In commissione c'era anche Alba Orti dello Spi-Cgil nazionale:
«Le memorie di questo libro sono drammaticamente presenti e ci aiutano a capire
meglio la realtà di oggi» conclude.a. spi.
( da "Giornale di Brescia" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia Il dirigente scolastico: «C'è troppa incertezza»
Tanti interrogativi, tante incertezze e un piano formativo in bianco, ancora in
attesa di essere compilato. Rosa Maria Quaranta, dirigente scolastico della
scuola media statale «Carducci, Marconi, Caionvico», descrive così il clima che
si respira negli ultimi giorni in Sala docenti, esito dei
tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «La cosa che più preoccupa è
non sapere, tutto è aleatorio e sospeso - racconta -, nessuno ci ha dato
indicazioni certe e questo genera una forte sensazione di impotenza e di
continui dubbi irrisolti. E chissà poi se si risolveranno mai». Anche la
voce è rassegnata, poiché «quel che è certo è che, dal prossimo anno, ai nuovi
iscritti non sarà più possibile offrire le stesse opportunità degli studenti già
in corso». I laboratori ad indirizzo proposti finora, ad esempio, spariranno.
«Ma quel che non mi so proprio spiegare - precisa - è l'ora alternativa di
religione, oppure quella di alfabetizzazione, o ancora la questione dei docenti
di italiano». Le nuove disposizioni infatti prevedono, per le scuole medie, la
diminuzione a nove ore per l'insegnamento della lingua italiana alle quali
andrà ad aggiungersene una decima supplementare: «Ma chi si occuperà di
quest'annunciata ora integrativa? Anche questo rimane un'incognita e noi non
possiamo far altro che aspettare e stare a vedere che succede». Poi, c'è il
capitolo delle classi a tempo prolungato: «Nell'anno in corso sono due, ma non
potranno essere confermate poiché non sarà possibile per i docenti far fronte
anche alle ore previste per le attività extracurriculari, quindi niente più 33
ore». Infine, l'amara considerazione: «E noi in Lombardia siamo anche i più
fortunati». nuri
( da "Corriere delle Alpi" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Cristiano Cadoni Pochi iscritti, Foen e Arten ora
rischiano Taglio in vista per le prime classi Malacarne (Pd) interroga Vaccari
Nei due istituti non si raggiunge la soglia minima dei 15 iscritti «Una deroga
per la montagna» FELTRE. La mannaia della riforma, con il suo limite tassativo
di quindici alunni per classe, potrebbe abbattersi pesantemente sulle scuole
della città e del comprensorio. L'allarme lanciato nei giorni scorsi dagli
uffici scolastici regionali e provinciali rimbalza ora in municipio, dove il
capogruppo Pd Malacarne - facendosi interprete di una preoccupazione diffusa -
ha presentato un'interrogazione al sindaco. A Feltre rischiano il taglio le
scuole di Foen e Arten. Nel territorio della Comunità montana, invece, sono in
pericolo le scuole elementari di Soranzen e Meano, che potrebbero trovarsi
senza la prima classe, e quella di Seren del Grappa, dove si dovrebbe ricorrere
alle pluriclassi. Ma fin d'ora questo appare come un tentativo disperato di
opporsi alle regole della riforma: il limite di quindici alunni porta alla
soppressione delle classi e, nel giro di un anno o due, facendo scendere il
numero di iscritti sotto i cinquanta, conduce alla chiusura degli istituti.
«Nella nostra provincia c'è stato un dibattito molto intenso all'indomani della pubblicazione delle norme attuative della riforma Gelmini», ricorda Malacarne. «E' emersa
in quel passaggio la necessità di prevedere parametri più favorevoli per le
zone di montagna e poter così costruire classi con meno di quindici alunni, date
le difficoltà ambientali e la dispersione territoriale della popolazione
scolastica». Fu allora - ricorda il capogruppo del Pd - che Vaccari, in
qualità di senatore, prese posizione rassicurando tutti sul fatto che «tali
parametri migliorativi sarebbero stati assicurati». Oggi però, visto che dalla
direzione regionale a quella provinciale arrivano messaggi preoccupanti, i
dubbi sono almeno due: la montagna ha veramente ottenuto quel trattamento extra
che Vaccari aveva assicurato? E Feltre può davvero considerarsi città di
montagna visto che - fa presente Malacarne - «non vi è uno status definito o
riconosciuto»? L'interrogazione punta a spazzare il campo dai dubbi e a
rassicurare tante famiglie che temono di perdere le scuole più vicine, realtà
importanti per paesi e frazioni. Oppure, in seconda battuta, a sollecitare il
sindaco-senatore perché, scrive Malacarne, «si adoperi in tutte le sedi
istituzionali e soprattutto al senato affinché i parametri di razionalizzazione
scolastica nella provincia di Belluno siano più favorevoli (ossia con un
abbassamento del limite di quindici alunni per classe il ricorso solo in casi
eccezionali alle pluriclassi e la tutela delle scuole, che non devono essere
chiuse) rispetto a quelli previsti per il resto della regione e per le altre
regioni.
( da "Mattino di Padova, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Regione Seicento insegnanti
in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di
130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più
rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle
scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo».
La notizia è giunta ieri pomeriggio. Fondamentale l'azione che è stata
svolta dal «Movimento dei sindaci», un gruppo di circa 130 primi cittadini del
Veneto. Capitanati da Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova), i
sindaci si sono posti a sostegno del «tempo lungo». «Una situazione - precisa
Barison - che non poteva essere ignorata: grazie all'istituzione del tempo
lungo, il Veneto ha risparmiato in vent'anni molti soldi pubblici. Inoltre ha
investito nella costruzione di edifici e offerte formative. Con la raccolta
delle firme dei sindaci, delle schede con gli investimenti, e delle delibere di
consiglio comunale o di giunta a favore di questa tradizione, non potevamo
restare inascoltati». «Era indispensabile che l'offerta formativa veneta fosse
salvaguardata dal ministero - sottolinea il consigliere regionale Leonardo
Padrin - Stravolgerla avrebbe infatti comportato enormi problemi a carico di
numerosissime famiglie, che si sarebbero ritrovate in ginocchio. I circa 600
insegnanti in più rispetto alle previsioni iniziali ci permetteranno di
continuare con l'attuale organizzazione scolastica. Da settembre, settembre,
pertanto, si potrà ripartire con l'impostazione vigente». Ieri invece Andrea
ferrazzi, responsabile Formazione del Pd veneto, ha ricordato i dati con cui si
inizierà il prossimo anno scolastico: 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227
insegnanti in meno. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo
conferma - denuncia Ferrazzi - Invece di riformare interi settori
dell'istruzione, che avevano bisogno di essere rinnovati, il governo ha
preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la
qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete».
Per Paolo Giaretta, senatore e segretario del Pd del Veneto, fino ad oggi «si è
tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e
del voto in condotta, in realtà gli effetti veri della riforma Gelmini sono meno servizi per le famiglie, meno scuola per i
bambini, meno opportunità per il futuro».
( da "Leggo" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Entro il 2010 la Campania si ritroverà con 5.645
cattedre in meno. Una vera e propria "mazzata" per i prof: saranno
diminuiti del 15,2% sul totale, cifre che non hanno uguali in tutta la
Penisola. Tagli "feroci": ci saranno 1844 posti in meno nella scuola primaria,
2064 nella scuola secondaria primo grado, 1720 scuola secondaria secondo grado,
a cui va aggiunto il taglio di 17 dirigenti scolastici. Ma andrà peggio anche
per il diritto allo studio degli studenti disabili che, in Campania, registra
il dato più alto di alunni nelle scuole medie: 6.737 ragazzi che rischiano di
non vedere più il proprio insegnante di sostegno. Sempre nel 2010, nelle aule
delle scuole primo grado della Campania siederanno 2.337 alunni in meno. Eppure
la popolazione scolastica nazionale sfiora un milione di alunni. Ma, stando a quanto prevede la riforma del ministro Gelmini, il dado è tratto. In totale, i tagli previsti manderanno a casa
43.000 docenti italiani. Il prezzo più alto sarà pagato dalle medie inferiori,
dove si perderanno progressivamente 15.000 posti di lavoro. Cambia anche il
numero minimo di studenti nelle classi "primavera" (15) e quello
massimo di alunni per una classe di scuola media (28). (M.And./ass)
( da "Gazzetta di Modena,La" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Davide Berti Tiraboschi lascia la Scuola di
diritto del lavoro Era il direttore: «I notabili dell'ateneo hanno deciso che
non ero più utile» Acque agitate alla Fondazione Marco Biagi e all'Università
di Modena. Dopo tanti anni il direttore della Scuola sul diritto del lavoro non
sarà più Michele Tiraboschi, l'allievo prediletto del giuslavorista ucciso
dalle Br nel 2002, oggi collaboratore del ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi. La notizia arriva a meno di una settimana dalla visita del Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano proprio in occasione del settimo
anniversario della morte di Biagi. E come al solito, in quell'occasione,
Tiraboschi aveva dato il suo contributo di spessore. Va chiarito, però, che le
dimissioni riguardano la scuola, e quindi una costola dell'ateneo, e non la
vicepresidenza della Fondazione Biagi (presidente è la vedova di Marco Biagi,
la professoressa Marina Orlandi) o la sua direzione scientifica. Secondo quanto
riferiscono fonti ben informate, Tiraboschi sarebbe stato praticamente dimesso
e il presidente del Consiglio e decano della Scuola, Luigi Enrico Golzio,
avrebbe convocato per il primo aprile le prossime elezioni del nuovo direttore.
Una iniziativa che ha provocato una intensa discussione on line all'interno
della Scuola e, soprattutto, lo sfogo personale e amareggiato di Tiraboschi.
Dopo aver ricevuto la comunicazione di Golzio, giunta a ridosso dell'annuale
commemorazione di Biagi a Modena, Tiraboschi ha inviato una mail a tutti i
colleghi nella quale afferma di sentirsi umiliato e che, dopo tanti anni di
impegno, non si sarebbe aspettato un simile trattamento. «Ora - dice il "delfino"
di Biagi - non sono più utile alla causa. E i notabili della nostra università
hanno deciso di buttarmi via». Parole che hanno innescato un fitto carteggio on
line tra alcuni membri della Scuola. Nelle e-mail si mette in dubbio che il
professore abbia rassegnato il proprio incarico spontaneamente, si parla di
«oscure manovre» rispetto ad una vicenda «profondamente triste», si criticano
le procedure seguite senza che ci sia stata una discussione collegiale, si
chiede di rinviare il voto e da taluni si minaccia anche di interrompere la
collaborazione con la scuola se Tiraboschi non tornerà al suo incarico. La
direttrice della Fondazione, Paola Reggiani Gelmini, vuole fare chiarezza: «E' una
vicenda che riguarda la scuola e non la Fondazione. Sapevo che Michele si era
dimesso il 2 marzo dalla direzione della scuola. Per quanto mi riguarda sono
tranquilla: gli organi sono stati appena rinnovati - dopo 6 anni erano scaduti
il 31 dicembre scorso - e da Michele Tiraboschi non ho ricevuto alcuna
comunicazione. Per la Fondazione resta al suo posto». Anche il rettore
Aldo Tomasi sgombera il campo dagli equivoci: «La Fondazione non è coinvolta a
nessun livello. Si tratta di una discussione tra accademici come cene sono
tante. E' una situazione che riguarda il corso del dottorato, e che come tale
si risolverà internamente: vedrò personalmente Tiraboschi lunedì, e mercoledì
prossimo tutti i professori. Al momento io non ho ricevuto nessuna
comunicazione da parte del professor Tiraboschi».
( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Regione Seicento insegnanti
in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di
130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più
rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle
scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo».
La notizia è giunta ieri pomeriggio. Fondamentale l'azione che è stata
svolta dal «Movimento dei sindaci», un gruppo di circa 130 primi cittadini del
Veneto. Capitanati da Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova), i
sindaci si sono posti a sostegno del «tempo lungo». «Una situazione - precisa
Barison - che non poteva essere ignorata: grazie all'istituzione del tempo
lungo, il Veneto ha risparmiato in vent'anni molti soldi pubblici. Inoltre ha
investito nella costruzione di edifici e offerte formative. Con la raccolta
delle firme dei sindaci, delle schede con gli investimenti, e delle delibere di
consiglio comunale o di giunta a favore di questa tradizione, non potevamo
restare inascoltati». «Era indispensabile che l'offerta formativa veneta fosse
salvaguardata dal ministero - sottolinea il consigliere regionale Leonardo
Padrin - Stravolgerla avrebbe infatti comportato enormi problemi a carico di
numerosissime famiglie, che si sarebbero ritrovate in ginocchio. I circa 600
insegnanti in più rispetto alle previsioni iniziali ci permetteranno di
continuare con l'attuale organizzazione scolastica. Da settembre, settembre,
pertanto, si potrà ripartire con l'impostazione vigente». Ieri invece Andrea
ferrazzi, responsabile Formazione del Pd veneto, ha ricordato i dati con cui si
inizierà il prossimo anno scolastico: 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227
insegnanti in meno. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo
conferma - denuncia Ferrazzi - Invece di riformare interi settori
dell'istruzione, che avevano bisogno di essere rinnovati, il governo ha
preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la
qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete».
Per Paolo Giaretta, senatore e segretario del Pd del Veneto, fino ad oggi «si è
tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e
del voto in condotta, in realtà gli effetti veri della riforma Gelmini sono meno servizi per le famiglie, meno scuola per i
bambini, meno opportunità per il futuro».
( da "Tribuna di Treviso, La" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Seicento insegnanti in più per
garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi
cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più
rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle
scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo».
La notizia è giunta ieri pomeriggio. Fondamentale l'azione che è stata
svolta dal «Movimento dei sindaci», un gruppo di circa 130 primi cittadini del
Veneto. Capitanati da Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova), i
sindaci si sono posti a sostegno del «tempo lungo». «Una situazione - precisa
Barison - che non poteva essere ignorata: grazie all'istituzione del tempo
lungo, il Veneto ha risparmiato in vent'anni molti soldi pubblici. Inoltre ha
investito nella costruzione di edifici e offerte formative. Con la raccolta
delle firme dei sindaci, delle schede con gli investimenti, e delle delibere di
consiglio comunale o di giunta a favore di questa tradizione, non potevamo
restare inascoltati». «Era indispensabile che l'offerta formativa veneta fosse
salvaguardata dal ministero - sottolinea il consigliere regionale Leonardo
Padrin - Stravolgerla avrebbe infatti comportato enormi problemi a carico di
numerosissime famiglie, che si sarebbero ritrovate in ginocchio. I circa 600
insegnanti in più rispetto alle previsioni iniziali ci permetteranno di
continuare con l'attuale organizzazione scolastica. Da settembre, settembre,
pertanto, si potrà ripartire con l'impostazione vigente». Ieri invece Andrea
ferrazzi, responsabile Formazione del Pd veneto, ha ricordato i dati con cui si
inizierà il prossimo anno scolastico: 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227
insegnanti in meno. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo
conferma - denuncia Ferrazzi - Invece di riformare interi settori
dell'istruzione, che avevano bisogno di essere rinnovati, il governo ha
preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la
qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete».
Per Paolo Giaretta, senatore e segretario del Pd del Veneto, fino ad oggi «si è
tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e
del voto in condotta, in realtà gli effetti veri della riforma Gelmini sono meno servizi per le famiglie, meno scuola per i
bambini, meno opportunità per il futuro».
( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Effetto Gelmini: in prima elementare sono iscritti 14 bambini, non 15 La Collodi di
Tessera rischia di chiudere Scaramuzza: «Chiederemo una deroga, nel 2010 gli
alunni saranno 22» TESSERA. A rischio la formazione della prima elementare alla
scuola Collodi di Tessera. Gli
iscritti alla primaria, per l'anno 2009-2010, sono 14. Le nuove leggi in
materia di istruzione hanno però portato il tetto minimo di bimbi da 10 a 15,
pertanto il plesso che fa parte dell'Istituto comprensivo di Favaro sta
cercando di trovare una soluzione. Quale? Ad esempio convincere anche una sola
famiglia della scuola Valeri di via Monte Cervino, dove invece a fare domanda
di iscrizione in prima sono stati addirittura in 43, a fare armi e bagagli e
passare a Tessera. Per ora, senza alcun risultato. Più facile invece che
l'Ufficio scolastico regionale faccia un'eccezione, consentendo per quest'anno
alla Collodi di formare la prima anche con un alunno in meno. Martedì in
municipio se ne è discusso in conferenza capigruppo, oggi è in programma una
commissione in piazza Pastrello durante la quale verrà discusso il problema.
Che quasi sicuramente verrà portato in Consiglio di Municipalità. «Il punto -
spiega il presidente di Favaro Gabriele Scaramuzza, che ha anche la delega
all'Istruzione - è che si tratta di una situazione temporanea. Abbiamo
verificato che l'anno venturo di bimbi in età scolare che si affacciano al
primo anno dell'elementare ce ne sono addirittura 22. Si tratterebbe soltanto
di poter fare un'eccezione per un anno». La Municipalità è intenzionata a
votare un ordine del giorno proprio per chiedere all'Ufficio scolastico di
autorizzare una deroga speciale, perché in ballo c'è una questione che va al di
là della formazione della prima, quella di evitare che le scuole chiudano per
mancanza di bimbi. Per diversi anni, infatti, la Collodi è rimasta in bilico.
Ecco uno dei motivi principali che portano l'ex Quartiere 8 a battersi perché
anche con 14 alunni possa essere formata la classe. «C'è poi il problema del
tempo pieno - aggiunge Scaramuzza - questo governo ha creato aspettative poi
disilluse e sono stati riversati oneri sulle istituzioni, proprio perché non
possono essere attivati nuovi tempi pieni, con tutti i disagi del caso». I
genitori, credendo di poter scegliere, hanno ovviamente chiesto le 40 ore, non
tutti però sono stati accontentati o lo saranno. Alla scuola Diego Valeri la
lista degli esclusi è lunga. In 43 hanno fatto domanda, ma solo 25, almeno per
il momento, sono stati i fortunati.
( da "Tribuna di Treviso, La" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il governo impone il taglio di 2.237 cattedre, la
Regione dovrà ora ripartirle tra province. E gli studenti nella Marca sono
aumentati: 3.400 in più Scure sulla scuola, a rischio 800 prof Ferrazzi, Pd:
«La metà delle famiglie non potrà avere il tempo prolungato» «In Sicilia gli
alunni calano, ma restano uguali gli insegnanti» Aumentano gli alunni,
diminuiscono gli insegnanti. In Veneto il taglio è di 2.227 docenti a fronte di
un aumento di 8.500 studenti. I dati sono stati comunicati dal ministero alla
Regione che ora dovrà dover fare le ripartizioni a livello provinciale. A
Treviso rischiano 800 insegnanti, la maggior parte alle elementari. E gli
alunni in più sarebbero addirittura 3.400. Il tempo prolungato diventa intanto
una chimera. Secondo la Uil la situazione è ancora più pesante, con 3345 posti
a rischio in Veneto e 1213 precari senza una cattedra. Per ora fanno testo i
dati ministeriali, comunicati ufficialmente lunedì ai sindacati della scuola
dal ministero alla Pubblica Istruzione, con cui si inizierà il prossimo anno
scolastico. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo conferma - è
l'attacco di Andrea Ferrazzi, responsabile della Formazione nel Pd veneto -
8.500 alunni in più in Veneto, 2.227 insegnanti in meno. Un taglio che mette in
gravissima difficoltà migliaia di famiglie, metà non potranno contare sul tempo
pieno. Il governo ha preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che
abbassa drasticamente la qualità della nostra scuola e costringe ai salti
mortali le famiglie». I sindacati sono sul piede di guerra, ma il problema
ricadrà a livello provinciale. «E' un un dato fortemente impattante - conferma
Alfonso Beninato della Cisl - un aumento di studenti a questo livello fa
intendere che la situazione si aggraverà. Quando verranno fatte le ripartizioni
per provincia saranno dolori: così la qualità cala, è logico. Abbiamo grossi
dubbi sulle richieste per il tempo massimo dei genitori: circa il 50% delle
domande non potrà venir accolta. Come si farà per sopperire ai tagli? Si
ridurrà il tempo effettivo a scuola? Temo che a Treviso verrà meno l'aiuto per
gli stranieri, la qualità del recupero sarà certamente inferiore. Il sindacato
terrà conto della situazione, ma la coperta è corta. Vogliamo difendere la
qualità dell'insegnamento, ma così i precari rimarranno a casa, senza un
ammortizzatore sociale». «E' una guerra tra poveri - conferma Ermanno Rambaldi
della Cgil - garantire il tempo scuola sarà difficilissimo e non ci sarà più
flessibilità didattica. L'obbiettivo è salvare l'istruzione, lo faremo in
concerto con le altre sigle sindacali». I tagli maggiori ci saranno alle
elementari. «E' certamente dalla scuola primaria che cominciano i danni -
continua Beninatto - i tagli saranno durissimi. Dall'anno prossimo, invece,
toccherà anche alle medie, mentre la riforma delle superiori è solo
posticipata. Non dimentichiamo che ci sono a rischio anche le materne, scuole
invidiateci a livello mondiale». Oggi la Uil si mobiliterà per sostenere il
precariato, con un raduno in stazione a Venezia e il corteo fino all'ufficio
scolastico regionale: «Vanno riconfermati gli incarichi annuali», tuona il
segretario regionale Giuseppe Morgante. Secondo il Pd la riforma Gelmini penalizza la scuola veneta
perché caratterizzata dal tempo lungo, un'opzione cancellata dalla nuova legge.
Il tempo pieno (le 40 ore), previsto dalla Gelmini, in Veneto conta solo per il 13%. «Vorrei proprio sapere
cos'avrà ora da dire l'assessore Donazzan - attacca Ferrazzi - se si fossero
messi a difendere la scuola veneta qualche anno fa non ci troveremmo in questa
situazione. In Sicilia gli insegnanti rimangono costanti, mentre gli
alunni calano, da noi invece i tagli erano considerati una favola». «Il dato è
sconfortante - gli fa esco Stefano Roman, segretario dei Giovani Democratici -
è ovvio che il rischio è quello di non garantire il tempo prolungato. Il modo
per risolvere la crisi economica è tenere a casa le madri a badare ai figli?
Siamo fuori dalla realtà».
( da "Centro, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Teramo Scuola a rischio, lettera al
ministro Roseto, il preside del liceo Saffo chiede aiuto
alla Gelmini ROSETO. Un
aiuto straordinario per il liceo Saffo ospitato in un edificio non sicuro. A
chiederlo è il preside della scuola, Viriol D'Ambrosio, che ha inviato una
lettera al ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini per far inserire l' istituto nel
piano "Centoscuole", un programma che prevede investimenti e
interventi per le strutture scolastiche. Per il preside l'istituto
scolastico presenta delle carenze strutturali che vanno immediatamente colmate
per garantire la sicurezza degli studenti e per questo chiede un intervento
urgente. «Le difficoltà strutturali in cui versa la nostra scuola», si legge in
un passo della lettera, «hanno origini antiche e per troppo tempo non sono
state affrontate con la dovuta misura tanto che ora rischiano di degenerare in
una fase cronica, avendo superato da tempo la soglia di guardia». Quello che
oggi è il liceo Saffo nasce scuola media per poi trasformarsi in istituto
Magistrale cui è stato annesso alla fine degli anni '70 una sezione di liceo
classico. Tra la fine degli anno novanta e il 2000 c'è stato un boom di
iscritti e la specializzazione didattica dell'istituto: un'unica scuola dove si
possono trovare cinque indirizzi liceali (classico, scientifico, linguistico,
pedagogico, sociale), con 49 classi, circa 1.100 iscritti, dislocati su cinque
edifici diversi. Dall'anno scolastico 1994/95, con 512 alunni e 22 classi, si è
passati, nell'anno scolastico 2007/08 a 1.028 alunni e 47 classi,
sostanzialmente un raddoppio con una crescita più sostenuta negli ultimi cinque
anni. Ma quali sono i mali che in concreto che affliggono il liceo Saffo? «Le
assemblee di istituto degli studenti non si possono svolgere normalmente poiché
non c'è un'aula magna degna di questo nome», prosegue la lettera del preside
D'Ambrosio, «e allora si fa di necessità virtù, si utilizzano tutti gli spazi
ritenuti buoni ma a prezzo di una frammentazione delle attività che risultano
alla fine poco redditizie; l'attività ginnica si svolge in due mini palestre
che non sono nate per questo scopo, in aule adiacenti alle classi, in un
"campetto" all'aperto mal ridotto e negli spazi lasciati liberi
attorno agli edifici; lo stesso dicasi per aula docenti, biblioteca, uffici
amministrativi. La qualità e la sicurezza di porte, finestre, pavimenti, scale,
soffittature, tendaggi, banchi, armadietti e cattedre è al di sotto del
consentito. I bagni sono quelli di una volta; i laboratori scientifici e
informatici, che pur ci sono e lavorano a pieno regime, trovano accoglienza (si
fa per dire) in locali angusti». Una situazione, quella descritta dal dirigente
scolastico, di cui sono a conoscenza sia la Provincia di Teramo, responsabile
della scuola in questione, sia il Comune di Roseto. Federico Centola
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Sardegna Scuola, tagliati 1700 docenti e
500 bidelli L'isola tra le regioni più colpite: stop al turnover dei precari e
autonomie a rischio Peppino Loddo (Cgil): «Sforbiciate basate solo su
valutazioni finanziarie». Che cosa succederà alle elementari col tempo pieno?
PIER GIORGIO PINNA SASSARI. L'allarme-scuola lanciato dai sindacati in Sardegna
comincia a trovare pesanti e tangibili riscontri. Tutti di segno negativo. Da
settembre, salvo improvvise retromarce dell'ultim'ora, sugli istituti
dell'isola si abbatterà una bufera. Agli accorpamenti di sedi e alle riduzioni
di classi si aggiungeranno altri tagli nelle file del personale: in pericolo
quasi 1700 docenti, più di 500 tecnici e ausilari (ossia i bidelli e gli
impiegati delle segreterie). è un terremoto, con un secco -4,5% sugli organici.
Va a sommarsi al blocco del turn over per i precari e alle contrazioni di
cattedre già avvenute dal 2003 a oggi, calcolate all'incirca in 6mila unità. E
la percentuale, nerissima, crescerà: le previsioni per il prossimo triennio
ipotizzano una flessione complessiva degli organici superiore ai 4mila posti.
Alcune sforbiciate sono in parte inevitabili perché legate al costante calo nel
numero degli alunni: in Sardegna nascono sempre meno bambini e quindi molti
banchi sono destinati a rimanere vuoti. «Ma nella gran parte dei casi ci
troviamo di fronte a precise scelte politiche di ridimensionamento a priori»,
commenta, con estrema decisione, Peppino Loddo, segretario regionale della Cgil
scuola. Secondo il dirigente sindacale, che è stato uno dei motori della
manifestazione regionale promossa a Cagliari la scorsa settimana con tremila
persone in corteo, i principali guai derivano infatti dalla
riforma Gelmini e dalle
mazzate decise da Tremonti sui bilanci dell'istruzione pubblica. «è insomma
l'ennesimo capitolo di un disastro annunciato - osserva Loddo - Prima vogliono
distruggere le autonomie e chiudere le scuole, adesso riducono le classi e
compromettono il futuro di tanti insegnanti e operatori mettendo a rischio le
nostre professionalità». I nuovi dati negativi per la Sardegna
scaturiscono dalle tabelle allegate all'ultimo decreto interministeriale sugli
organici per l'anno scolastico 2009-2010. Sono piante del personale suddivise
regione per regione. In totale, su scala nazionale, si calcolano 37mila
cattedre in meno, quasi il 50% nel Meridione. Più colpite in termini assoluti
sono Campania, Puglia, Sicilia, Calabria. In Sardegna, anche a causa delle
particolari condizioni geografiche e sociali, la situazione risulta tuttavia
particolarmente compromessa. Nell'avvio del prossimo anno scolastico il
conteggio prevede che gli studenti si attestino comunque sul considerevole
numero di 220mila unità distribuite nei 377 comuni dell'isola. I docenti
passerebbero invece da 22.715 a 21.027. Con una serie di riassetti a cascata.
Che influirebbero soprattutto sulle medie inferiori: un calo di quasi 800 posti
in organico. A seguire, le superiori (-600) e le elementari (-350). E se per la
scuola d'infanzia non si fanno ancora ipotesi certe, è forse per il primo ciclo
che nell'isola sorgono le maggiori preoccupazioni. Una cosa, infatti, è
evidente. Qui non si parla soltanto di tagli agli organici. La rivoluzione
nella didattica sembra pesantissima. Ma il governo in questa circostanza pare
aver fatto i conti senza l'oste. Vediamo perché. Di sicuro, prevedendo il
passaggio dalle 30 ore e dal tempo pieno ad appena 27 ore (e quindi dal sistema
del modulo con più insegnanti a quello con un unico maestro prevalente),
l'esecutivo guidato da Berlusconi si è lasciato una via di fuga. «Se una
famiglia deciderà il tempo pieno o sceglierà le 30 ore, l'accontenteremo»,
hanno in effetti dichiarato premier e ministro dopo le marce e i sit-in
dell'Onda formata da studenti, genitori, professori. Certo Berlusconi e Gelmini non si aspettavano però una richiesta tanto forte di
orario prolungato come quella che è stata espressa nelle ultime settimane
attraverso le iscrizioni formali. In Sardegna come altrove, i genitori dei
bambini che in settembre cominceranno la prima elementare hanno infatti
dichiarato a stragrande maggioranza di volere mantenere inalterato il quadro
precedente. E allora dagli ambienti ministeriali sono iniziate ad arrivare note
ufficiose nelle quali si ricorda come la garanzia di accoglimento delle domande
di tempo prolungato sarà rispettata «solo a fronte della possibilità di risorse
e organici effettivi». «Tutto ciò dimostra che non ci troviamo dinanzi a una
nuova politica sulla scuola, semplicemente di fronte a tagli di tipo
finanziario - è la conclusione di Peppino Loddo - Dopo aver straparlato di
assicurazioni e certezze per le famiglie, adesso il tanto temuto disastro per
il settore appare in tutta la sua devastante chiarezza». Ma gli squilli di
rivolta che già sono echeggiati con manifestazioni di protesta nelle maggiori
città sarde potrebbero presto ricominciare. Ci sono in ballo, fra l'altro, gli
accorpamenti delle direzioni scolastiche (da 426 a 224), le valutazioni sulle
sedi che non raggiungono il numero minimo di alunni previsto dai nuovi
regolamenti, la stessa sopravvivenza dell'istruzione pubblica nei paesi più
piccoli. Fin qui l'operazione-tagli legata alla decurtazione degli istituti con
meno di 500 iscritti è di fatto fallita. Tutto grazie alle contromosse di molti
esecutivi regionali, Giunta Soru compresa. E ora la difesa convinta di altri
settori strategici per l'istruzione potrebbe provocare nell'isola un altro
dietrofront da parte del ministero.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Milano Il direttore regionale: la
didattica non sarà stravolta. Il Pd: al Nord siamo i più colpiti. Cgil: pronti
a proteste clamorose Scuola in rivolta contro i tagli Quattromila prof in meno,
i sindacati uniti: scenario apocalittico Da settembre in Lombardia ci saranno
4mila insegnanti in meno. Il prezzo più caro dei tagli lo pagano le scuole
medie, con 2.255 cattedre perse su 23mila. E intanto gli studenti aumentano:
12mila iscritti in più rispetto all´anno in corso. Letta la bozza sugli organici
del ministero dell´Istruzione, i sindacati parlano di «scenario apocalittico e
senza precedenti» e, uniti, annunciando mobilitazioni e scioperi. Intanto il Pd prepara una raccolta di firme per chiedere al
governo di fare marcia indietro. L´annuncio dei tagli è un duro colpo anche per
la Regione, visto che fino a pochi giorni fa il presidente Formigoni garantiva:
«Grazie a un accordo con il ministro Gelmini la scuola lombarda non sarà penalizzata». SERVIZIO A PAGINA II
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Milano Scuole medie, salta un prof su 10
rivolta contro i tagli in Lombardia Elementari, tempo pieno a rischio. Il Pd:
siamo i più colpiti del Nord Il direttore regionale Dominici "La didattica
non subirà stravolgimenti" La Cgil: pronti a proteste clamorose Nelle
scuole lombarde da settembre ci saranno 4mila insegnanti in meno, tagliati dal
governo per contenere la spesa. Alle elementari se ne vanno 696 maestre, alle
superiori 1.047 professori. Ma il prezzo più caro lo pagano le scuole medie con
un decimo dei posti persi, 2.255 cattedre tagliate rispetto alle 23mila
attuali. E intanto gli studenti aumentano: nel prossimo anno scolastico sui
banchi ci saranno 9mila studenti in più, 12mila se si considerano anche i bimbi
delle materne. Oltre alla mancata riconferma degli insegnanti precari, con Uil
- Scuola che parla di «almeno 5mila contratti atipici a rischio», i tagli
produrranno una girandola di trasferimenti: docenti costretti a lasciare la
loro sede per andare a tappare i buchi lasciati dai precari che hanno perso
lavoro. E c´è il rischio concreto che l´elevata richiesta del tempo pieno alle
elementari (scelto dal 99 per cento delle famiglie) non possa essere
soddisfatto. Uno scenario che i sindacati definiscono «apocalittico e senza
precedenti», annunciando mobilitazioni e scioperi per fine aprile. La bozza
sull´organico delle scuole presentata dal ministero dell´Istruzione supera nei
numeri le peggiori previsioni fatte negli scorsi mesi da Cgil e Cisl, ora uniti
nell´annunciare «lotta a oltranza». E non escludono, come gesto estremo,
l´occupazione della Direzione scolastica regionale da parte dei lavoratori
della scuola. Non sono soli. Il Pd lombardo prepara da lunedì 6 aprile la
«campagna di difesa della scuola pubblica», con manifestazioni, volantinaggi
davanti alle scuole e una raccolta di firme per fermare i tagli, «visto che la
Lombardia ha pagato un prezzo altissimo», come precisa il segretario Maurizio
Martina. La riduzione di organico nella scuola è anche una doccia fredda per il
Pirellone: ancora la scorsa settimana il presidente della Regione, Roberto
Formigoni, assicurava: «Grazie a un accordo con la Gelmini, in Lombardia sarà confermato
l´organico dell´anno in corso». La Lombardia, invece, ha pagato i tagli più di
ogni altra regione del Nord Italia. Nonostante la Direzione scolastica
regionale, guidata da Annamaria Dominici, continui a ripetere che «il tempo
pieno alle elementari non è a rischio e la didattica non subirà stravolgimenti»,
l´annuncio dei tagli ha scatenato un terremoto nel mondo della scuola. Il
segretario regionale di Flc-Cgil, Corrado Barachetti, parla del «più pesante
attacco alla scuola pubblica di sempre, che si tradurrà nel crollo della
qualità dell´intera offerta didattica». E fa un annuncio choc: «Siamo pronti anche
a occupare la direzione scolastica regionale». Per Renato Capelli, a capo della
Cisl Scuola: «Questi tagli mettono in ginocchio la scuola lombarda, negano alle
famiglie il diritto al tempo pieno alle elementari e mortificano la qualità
dell´insegnamento. Il piano deve essere rivisto». E già si preparano scioperi e
mobilitazioni: «Per molto meno - continua Capelli - negli anni scorsi il mondo
della scuola ha incrociato le braccia». I sindacati hanno chiesto un tavolo a
Regione e direzione scolastica, ma il tempo stringe: la circolare che renderà
effettivi i tagli è attesa a giorni. E Carlo Giuffrè, segretario regionale di
Uil Scuola, rilancia: «Il Pirellone ci ha promesso ulteriori interventi sul
ministero perché faccia dietrofront, ora chiediamo a Formigoni un aiuto
economico per i precari che rimarranno senza lavoro, le vere vittime dei
tagli». (f. v.)
( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Poche le richieste per il maestro unico
LUCCA. «1466 cattedre in meno per le scuole di ogni ordine e grado in Toscana,
mentre le famiglie della nostra regione hanno con una maggioranza schiacciante
respinto l'offerta del maestro unico e delle conseguenti 24 ore settimanali per
quanto concerne l'iscrizione alla prima elementare, almeno secondo i primi dati
disponibili». Lo rende noto il senatore lucchese Andrea Marcucci (Pd),
segretario della commissione pubblica istruzione e beni
culturali commentando il decreto interministeriale presentato dal ministro
Maria Stella Gelmini ai
sindacati. «Il taglio di cattedre, come avevamo previsto, è pesante anche nella
nostra regione e colpisce in modo particolare le scuole medie inferiori -
spiega il senatore - prefigurando una vera e propria messa in mora del sistema
pubblico dell'istruzione e formazione».
( da "Italia Oggi" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 26/03/2009 -
pag: 4 autore: di Selvaggia Lucarelli La corsara Tra Skifidol e Gormiti la vera
causa della crisi economica del paese è Preziosi Nessuno l'ha notato, ma
l'intossicazione, forse causata dalle figurine puzzolenti «Skifidol», che ha
coinvolto una trentina di bambini di una scuola elementare, avrebbe dovuto
porre l'attenzione non tanto su un pò di nausea e altre conseguenze fisiche peraltro
trascurabili, ma su una questione ben più preoccupante: perché in una scuola
elementare bambini e maestre giocavano con gli Skifidol? Ora, nessuno pretende
che ad alunni di sei anni si parli solo di operazioni aritmetiche ed antichi
egizi, ma la Gelmini sa cosa sono
gli Skifidol? Signora Gelmini, glielo spiego io: sono figurine che ritraggono simpatici
personaggi dai nomi decisamente istruttivi quali «Gustavo Lacacca», «Aldo
Urinocaldo», «Oronzo Petonzo», «Evangelista Terrorista», «Gennaro Canaro» e, soprattutto,
«Raffaello Portaombrello» che ha un nome piuttosto innocuo ma che ritrae questo
simpatico Raffaello piegato a novanta gradi con un ombrello infilato,
diciamo così, in un portaombrelli poco canonico. A questo punto mi domando: se
all'istituto «Aldo Spinelli» di Torino gli Skifidol fanno parte del programma
scolastico, perché oltre all'infarinatura su terrorismo e pratiche sodomite,
non introdurre altre materie e giochi ugualmente stimolanti ed educativi quali
!L'allegro chirurgo estetico» e «Il dolce forno crematorio»? E già che siamo in
tema giocattoli, qui si parla tanto di carovita, città sicure e emergenza rifiuti,
ma si trascura terribilmente una questione che sta a cuore a quei milioni di
italiani che in quanto genitori/nonni/zii/badanti di un individuo di genere
maschile dai due ai dieci anni circa, si trovano a dover fare i conti ogni
santo giorno con quei mostri generatori di infanticidi e mattanze fratricide
all'interno delle famiglie italiane denominati GORMITI. Mi rendo conto che chi
non convive con questa piaga sociale può cadere nell'errore di sminuire la
questione, ma proprio per questo oggi mi assumo l'onere di portare
all'attenzione della gente più fortunata ma soprattutto delle istituzioni di
questo paese distratto, l'entità del problema. Per chi non lo sapesse, i
gormiti sono degli orrendi pupazzetti di plastica venduti in bustine come le
figurine con nomi assolutamente idioti quali «Marcifoglia» o «Mezzaboscide»
alla modica cifra di un euro e novanta. Il prezzo potrebbe sembrare popolare ma
il problema è che quel genio del male di Enrico Preziosi sforna una media di un
gormita al giorno per cui nel giro di un mese, per finire una collezione da
cento pezzi circa, un genitore medio, tra pezzi unici e un'infinità di
doppioni, si ritrova con cinquecento gormiti nel salotto e la casa pignorata
dalla banca. Ovviamente, il caro Preziosi, visto il giro d'affari milionario
che c'è attorno a queste ciofeche di Gormiti, ha cominciato a inventarsi di
tutto, dal monopattino alle mutande dei gormiti e non accenna a fermarsi. La
fretta gioca spesso a discapito della qualità, per cui ci sono prodotti col
marchio Gormiti che meriterebbero il podio nella classifica delle più grandi
fregature della storia dopo le teste di Modigliani nell'Arno e la candidatura
di Marianna Madia, quali, ad esempio, il dvd dei Gormiti. Intanto la durata del
cartone è di venti minuti per cui un genitore non fa nemmeno in tempo a
parcheggiare il figlio e farsi che so, uno shampoo o scrivere un paio di
insulti sulla pagina facebook di Di Pietro, niente di niente. In secondo luogo,
io capisco che col cartone dei Gormiti Preziosi non aspiri a fare concorrenza a
Shrek, ma vi prego di noleggiarlo e ascoltare attentamente i doppiatori: ci
sono personaggi con nomi altisonanti tipo «Il signore del vulcano» che parlano
come la Chiabotto sotto psicofarmaci ed altri che toccano dei picchi
interpretativi che neppure Alberto Tomba in «Alex l'ariete».Morale della
favola: almeno un italiano su due è al tracollo economico a causa di Enrico
Preziosi e Berlusconi continua a dare la colpa alla sinistra.
( da "Messaggero Veneto, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pordenone Pagella di Legambiente
sull'edilizia scolastica: i dati giovedì prossimo Il convegno La scuola resta
al centro del dibattito in città, fra tagli alle risorse e riforme. Il Comune
di Pordenone, con l'assessorato all'istruzione, le dedica il convegno "La
qualità a scuola: spazi scolastici e ambienti formativi", che si terrà
giovedì prossimo, 2 aprile, nella chiesa dell'ex-convento di San Francesco alle
16.30. Ospiti del sindaco Sergio Bolzonello e dell'assessore all'istruzione
Gianantonio Collaoni, saranno Vanessa Pallucchi, presidente di Legambiente,
scuola e formazione e il dirigente scolastico pisano Marco Orsi. Al centro
dell'incontro, l'ecosistema scuola e lo stato dell'edilizia scolastica, con
approfondimenti sullo stare bene in aula progettando la formazione e
l'ambiente. «La riforma Gelmini ha riportato al centro dell'attenzione il dibattito sulla scuola
- ha detto Collaoni -. La riflessione sulla qualità della scuola s'impone,
quindi, per ciò che attiene all'istruzione e per l'aspetto educativo. Il
dibattito partirà dalla ricognizione degli spazi scolastici: uno spazio
accoglienze è il presupposto dell'attività didattica efficace». La
pagella all'edilizia scolastica, sarà redatta da Legambiente. Lo stesso giorno,
il centro cittadino sarà teatro del corteo autonomo e pacifico dei genitori
contro la riforma ammazza-organici, che mette a rischio 100 posti in aula.
Mamme e papà dei tre circoli didattici sfileranno alle 18.15 per chiedere
garanzie sul tempo scuola 2009-2010. (c.b.)
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
cronaca pag. 13 Il decreto Gelmini pro trasparenza Secondo un
disegno di legge targato Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione, che potrebbe essere
presentato entro due mesi, i concorsi universitari banditi dai singoli atenei
saranno sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale, per un
reclutamento che sia più trasparente rispetto all'attuale. E GLI ATENEI
sceglieranno i docenti tra gli abilitati. Ecco cosa ne pensa il rettore
dell'Università Statale di Brescia, Augusto Preti: «Si parla molto male di
questi concorsi, io non ho constatazioni che sia poi così grave. Si intende
fare una griglia di idoneità a livello nazionale, ma già oggi è così, perchè
nelle commissioni c'è un rappresentante della Facoltà per l'Università che
bandisce il posto, ma gli altri quattro sono eletti a livello nazionale». «PERÒ
- CONCLUDE il rettore Preti - se questo serve a tranquillizzare gli sprititi e
a migliorare, io non posso che essere felice».C. COS.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Firenze A settembre scolari e studenti
aumenteranno di 4.000 unità, il piano del ministro Gelmini sopprime 1.465 cattedre Più
alunni, meno insegnanti Forti tagli nelle scuole toscane, tempo pieno in bilico
MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù La Toscana si prepara a
mobilitarsi contro la scure del governo sulla scuola. Le cifre dei tagli nella
bozza allegata al decreto interministeriale appena presentato dal ministro Gelmini a categorie e enti locali.
«Se non faremo subito qualcosa, avremo una scuola in ginocchio» prevede il
segretario della Flc Cgil scuola Alessandro Rapezzi. La metà dei tagli
riguarderà il sud, ma nemmeno la Toscana sarà al sicuro. Da settembre le
cattedre, cioè i posti di insegnante, passeranno dalle attuali 40.267, a 38.802,
con un calo di 1465 (3,9%). In dettaglio, mancheranno 363 posti nella scuola
primaria, 659 nelle medie (le più colpite), 437 nelle superiori. Mentre gli
alunni aumentano, per il 2009-2010, di 4.443 mila unità rispetto al 2008-9.
SEGUE A PAGINA XI
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze Tagli a scuola,
1465 prof in meno Il piano-Gelmini, sindacati in rivolta. Aumentano
gli studenti, tempo pieno a rischio MARIA CRISTINA CARRATU (segue dalla prima
di cronaca) maria cristina carratù A cui dovrebbero corrispondere circa 40
classi in più, come dire circa 120-150 insegnanti in più. Prendendo ad esempio Firenze, si avrà, invece, un taglio di 35-50
posti nelle scuole primarie (circa 1 insegnante in meno per circolo didattico),
di 60-80 nelle medie (soprattutto delle materie da «sacrificare» al nuovo
orario ridotto a 30 ore, cioè lettere e tecnologia), mentre alle superiori ci
saranno accorpamenti di classi (si potrà infatti andare da un minimo di 20
alunni a 33), con conseguente minor numero di indirizzi. Invece di aumenti, insomma,
riduzioni (anche per il personale Ata: meno 874 posti). E a farne le spese
saranno soprattutto gli insegnanti precari (il 30% dell´organico toscano, pari
a 1200), sia pure, quest´anno, con «solo» 2-300 posti in meno grazie alla
compensazione dei tagli coi pensionamenti. E dire che da tempo in Toscana il
sistema scolastico è stato «razionalizzato». E´ qui, dunque, che risalterà il
vero senso dei tagli del governo Berlusconi: «Un attacco indiscriminato alla
scuola pubblica, un generale decadimento dell´offerta formativa» come denuncia
in un comunicato la Flc Cgil Toscana, ribadendo l´urgenza «di una vera riforma
per garantire a tutti i cittadini una scuola di qualità», mentre il senatore Pd
Andrea Marcucci parla di «messa in mora del sistema pubblico di istruzione e
formazione». Come guardare a settembre in queste condizioni, non si sa. Il
tempo pieno «stile Gelmini» (in realtà privato del suo
cardine educativo: la compresenza), cioè le 40 ore settimanali, dovrebbe essere
confermato, ma non aumentato nonostante il 90% delle famiglie lo richieda
insieme al modello delle 30 ore, il più simile agli attuali moduli (ma con 2
ore in meno), su cui soprattutto la scure si abbatterà. In compenso, la Toscana
boccia del tutto le 24 ore (4 ore, o 4 e mezzo su 5 o 6 giorni), con il famoso
maestro unico.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bologna Il salto di
qualità dei no-Gelmini nasce il centro sociale Bartleby
L´Onda occupa in Capo di Lucca La Monari: così non si dialoga CORI A PAGINA V
SEGUE A PAGINA V
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bologna Salto di qualità
degli universitari no-Gelmini che entrano in uno stabile in Capo
di Lucca L´Onda si propaga e occupa nasce il centro sociale Bartleby Il
prorettore Monari: devono andarsene, lo stabile è inagibile e pericoloso
ALESSANDRO CORI L´Onda anomala mette a segno la sua prima, vera, occupazione. Un salto di "qualità" visto che fino ad oggi l´unico spazio
occupato dai no-Gelmini era stata l´aula studio di
viale Berti Pichat. Studenti e collettivi universitari trovano casa in un
edificio in via Capo di Lucca 30 e danno vita a un nuovo centro sociale,
Bartleby, riprendendo il nome di un famoso ma sfortunato personaggio uscito
dalla penna dello scrittore Herman Melville. La definizione di centro sociale
però non piace agli occupanti, che preferiscono definire lo spazio «un atellier
di arte e cultura della produzione indipendente». Armati di scope e detersivi
una cinquantina di ragazzi, gli stessi che animano da tempo la protesta contro
il ministro dell´Istruzione, ieri mattina verso le 9,30 si sono messi subito
all´opera per rendere più accogliente lo stabile, chiuso da sette anni ma in
fase di ristrutturazione da un paio di mesi. Fino ad ora però sono state
installate solo le telecamere di sicurezza, prontamente oscurate dagli
occupanti. Proprio lì, dove secoli fa sorgeva una lavanderia sul canale delle
Moline, dovrebbe nascere infatti un´ala del dipartimento di Scienze aziendali
dell´Alma Mater. Il cancello è ancora chiuso, per entrare c´è bisogno di una
scala, ma questo è solo l´ultimo dei problemi per gli studenti. La sfida, come
sempre in questi casi, è cercare di rimanere dentro il più possibile. La
denuncia per l´occupazione, però, è già partita. «Abbiamo subito informato la
Questura - dice il prorettore Paola Monari - i ragazzi devono uscire perché lo
stabile è inagibile e pericoloso. Oggi una delegazione è venuta da me in
rettorato e ho spiegato a tutti come stanno le cose. So che la denuncia in
questi casi implica di per se lo sgombero. Vediamo cosa succede, io spero che
gli studenti capiscano da soli perché il percorso che hanno intrapreso non porta
da nessuna parte. Così non si dialoga. La palazzina è anche protetta dalla
Soprintendenza. Sono preoccupata». Andrea, del collettivo di
"Aut-of", spiega che l´intenzione dei ragazzi è quella di fare
attività diurne, soltanto saltuariamente l´«atellier» rimarrà aperto di sera.
«Non vogliamo fare casino con feste e mega concerti». Insomma, un´esperienza in
parte diversa da quella degli altri spazi sociali aperti in città. «Bartleby,
il personaggio di Melville, mette in atto una ribellione e resistenza solitaria»
continua Andrea. Ma se la sua avventura finisce male (in carcere dove muore di
stenti), i ragazzi dell´Onda si aspettano un successo: «Sapremo reinventarci il
personaggio e lo faremo vivere in un progetto di apertura alla città». Il
programma, intanto, è già pronto: con una serie di incontri con scrittori, dj
set e iniziative da oggi al primo aprile.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA GIORNO & NOTTE pag. 10 di MILENA
MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Bia... di
MILENA MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Biagio
Antonacci ritorna domani sera al Palafiera per presentare il nuovo progetto live
che prende il nome dal primo singolo dell'ultimo album del cantautore milanese
uscito l'inverno scorso e già triplo disco di platino. L'attesa tappa del tour
Il cielo ha una porta sola' si preannuncia esplosiva tra pezzi storici e ultime
creazioni, tutti accomunati da una profonda e scatenata anima rock. Così, tra
versioni rivisitate di brani celebri come Liberatemi', Mi fai stare bene' ed
Iris' si potranno ascoltare anche le nuovissime ballate pop-rock Aprila' e,
naturalmente, Il Cielo ha una porta sola'. Ad accompagnare Biagio in questa
carrellata di brani saranno i fedeli musicisti Saverio Lanza alla chitarra,
Fabrizio Morganti alla batteria e percussioni, Mattia Bigi al basso e, per
l'occasione, un coro di un centinaio di fan selezionati da Rtl. TRA IL PUBBLICO
in visibilio non mancheranno certo i quindici lettori del Resto del Carlino che
si sono sbizzarriti in simpatici pensieri dedicati al loro mito, tra versi di
canzoni e messaggi di ammirazione. I fortunati Donatella Piolanti, Emanuela
Pellegrino, Daniela Grandini, Monica Foschi, Jessica Cangini, Angelica Gelmini, Francesca Martino, Nives Rubini, Stefano Morigi, Alice
Giacometti, Angela Calandrini, Elisa Cicognani, Catia Agirelli, Rosella Bartolo
e Lina Berti hanno vinto due biglietti a testa per l'evento, da ritirare al
botteghino del palafiera dalle ore 19 di domani con un documento d'identità.
I biglietti rimasti sono in vendita presso il negozio Muffa, nel circuito
ticketone o da domani pomeriggio alle 15 al botteghino del palafiera al prezzo
di 30 euro. Informazioni al numero di telefono: 0541-785708.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
ASCOLI E PROVINCIA pag. 5 Sms, all'Iti il futuro è
già realtà Da dicembre la scuola tiene i rapporti con le famiglie anche tramite
messaggi di DANIELE LUZI NOVITÀ SÌ, ma fino ad un certo punto. L'idea del ministro Gelmini di attivare il servizio di sms per le comunicazioni
scuola-famiglia è già attiva in un istituto ascolano, l'Iti «Fermi» di Ascoli.
Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica, Bianca Maria Pia Marrè.
Professoressa, quando e perché avete dato corpo a quest'idea? «Il
servizio è partito il 5 dicembre 2008 e, ad oggi, abbiamo inviato alle famiglie
3.193 messaggi. Lo scopo era quello di cercare la collaborazione dei genitori,
cercando di trasmettere l'immagine di una scuola seria e rigorosa, con i
ragazzi al centro del processo educativo. È importante, infatti, che i giovani
acquisiscano conoscenze, ma altrettanto importante è che apprendano un modo di
fare e di vivere corretto». Com'è stata accolta l'iniziativa dalle famiglie?
«Direi positivamente, visto che hanno aderito 473 genitori su un totale di 816
studenti, ai quali possiamo sottrarre tutti quelli del quinto anno, ormai
maggiorenni. Abbiamo una media giornaliera di 43 sms inviati e in più ci sono
anche i genitori che, collegandosi al sito della scuola con una password,
possono controllare se il figlio è a scuola attraverso una sorta di registro
delle assenze online». Ma in questo modo non viene meno la fiducia ai ragazzi?
«È certamente un deterrente, ma questa scelta va vista soprattutto come un
tentativo di collaborazione e coinvolgimento delle famiglie, che non è affatto
semplice». Ma quello degli sms (che vengono inviati al primo giorno di assenza
dello studente) e del riepilogo mensile delle assenze (tramite una lettera) non
sono le uniche iniziative della scuola. «Abbiamo sottoscritto un patto di
corresponsabilità con studenti e famiglie ha aggiunto la dirigente , insistendo
anche sulle problematiche giovanili con progetti d'ascolto, peer-education ed
un Progetto genitori' che con una serie di incontri vuole affrontare le problematiche
dell'adolescenza. Ma il progetto di cui vado più orgogliosa ha concluso è
quello che ha portato una quarta classe di elettronica ad un'alternanza
scuola-lavoro in un'azienda: è una novità assoluta che permette a questi
ragazzi di trascorrere 60 ore a contatto con il mondo del lavoro. Tutte
iniziative che sicuramente hanno contribuito a far incrementare il numero di
nuovi iscritti del 30%». Non solo sms per una scuola al passo coi tempi. Image:
20090326/foto/539.jpg
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Bari Università, parte la sfida per il
nuovo rettore Petrocelli: "Devo finire il lavoro iniziato". Ma si
prepara la lista dei baroni "Nel testo della Gelmini trovo ci sia un buon equilibrio
sull´autonomia alle singole sedi" GIULIANO FOSCHINI All´università di Bari
si torna a votare. A maggio la comunità accademica sarà chiamata alle urne per
scegliere il nuovo rettore, tre anni dopo l´elezione Corrado Petrocelli:
l´ufficialità arriverà nei prossimi giorni quando sarà pubblicato il decreto
firmato dal decano, il professor Claudio Lippe della facoltà di Scienze.
Al momento l´unica cosa certa è che si ripresenterà il rettore uscente,
Petrocelli: «Non posso fare altrimenti» spiega, «ci sono troppe cose che
abbiamo cominciato con tanta fatica che meritano di essere completate: penso al
centro polifunzionale per gli studenti in piazza Cesare Battistti, alla casa
dello studente a Largo Fraccacreta o al palazzo di Biologia. Nei prossimi mesi,
poi, andremo a gestire un momento molto particolare per tutte le università
italiane». Il riferimento è alla bozza di riforma che martedì il ministro
Mariastella Gelmini ha presentato alla conferenza dei
rettori: le novità principali riguardano la selezione dei docenti (tutti
dovranno passare da un esame di abilitazione nazionale), l´introduzione di una
sorta di "presidenzialismo" dei rettori che avranno maggiori poteri
oltre che l´apertura ai privati dei consigli di amministrazione. «In questo
testo ci sono sicuramente delle notazioni positivi, innanzitutto nel metodo»
dice Petrocelli, uno dei più critici con la Gelmini
nei mesi scorsi. «E´ importante che si discuta sui principi, che si coinvolga
la comunità. Nel testo trovo ci sia un buon equilibrio tra quanto deve essere
statuito a livello centrale e l´autonomia che viene lasciata comunque alle
singole sedi». Il rettore, poi, plaude anche alle nuove regole sul «reclutamento»
mentre «molto più complicato è il discorso sulla governance, con le regole di
funzionamento del nuovo consiglio di amministrazione». Petrocelli, intanto, si
prepara alla competizione elettorale. Per il momento non ci sono i nomi
ufficiali di suoi avversari. Le voci sono tante, ma nessuno dei professori
tirati in causa conferma la discesa in campo. Si parla di movimenti di alcuni
docenti nelle facoltà mediche che oggi si vedrebbero scarsamente rappresentati
ma si fanno i nomi anche di docenti che non hanno ben digerito le scelte sul
codice etico di Petrocelli. «Sono quelle invece - rilancia il rettore - alcune
delle scelte di cui vado più fiero: oggi in tutta Italia si parla di una
necessità di codice dei comportamenti o di norme sulla trasparenza quando noi a
Bari siamo stati i primi a introdurle».
( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Bari Un gruppo di studenti segue il
convegno in silenzio e senza pantaloni In mutande nell´aula magna contro la
politica del governo FULVIO DI GIUSEPPE Hanno distribuito volantini, esposto
striscioni e urlato slogan. Sarebbe stata una normale giornata di protesta
all´Università di Bari se un gruppo di studenti non avesse aggiunto un elemento
originale: presentarsi all´Ateneo in mutande, per rendere più visibili gli
effetti a cui portano, a loro giudizio, i tagli della
riforma Gelmini.
L´occasione per protestare ieri era propizia. Nell´aula magna dell´Università
si presentava infatti il "Rapporto sulla scuola in Italia 2009". Un
incontro per fare il punto sulla situazione del sistema scolastico alla
presenza di Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura, scienza e
istruzione della Camera. Proprio la deputata del Popolo della Libertà è
stata il principale bersaglio della protesta studentesca, promossa dall´Unione
degli Universitari (Udu), Collettivo di Lettere e filosofia (Colf) e collettivi
auto-organizzati. Dopo un breve sit-in, infatti, una cinquantina di ragazzi
sono entrati nell´Aula magna e hanno esposto striscioni. Al loro fianco anche
alcuni precari e la Consulta dei genitori. Un rapido volantinaggio e dopo un
siparietto con la Aprea, che invitava «con un consiglio materno a rivestirsi
perché fa freschetto». «Una manifestazione indecente - attacca il coordinatore
regionale di Forza Italia giovani, Riccardo Memeo - Ognuno è libero di
scegliere le forme di protesta che ritiene più opportune ma è inammissibile che
quei manifestanti siano potuti rimanere, così conciati, nell´aula magna
dell´Ateneo».
( da "Messaggero Veneto, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Amministratori e politici insensibili
all'emergenza» I sindacati: scuola Fvg in ginocchio La
riforma Gelmini mette a
rischio 549 posti: sbigottiti dai tagli L'ACCUSA L'ALLARME «Non garantiti qualità
dell'istruzione e funzionamento delle strutture» Per 1.200 precari non ci sono
neppure gli ammortizzatori sociali TRIESTE. «Siamo molto preoccupati per il
futuro della scuola. Non si tratta più solo della qualità
dell'istruzione: questi tagli mettono a rischio lo stesso funzionamento delle
strutture della regione». I tagli annunciati dal decreto interministeriale
sugli organici del personale scolastico, che prevede 42 mila posti in meno in
Italia, ha immediatamente provocato la reazione dei sindacato anche in
FriuliVg. Nella nostra regione, secondo i primi calcoli, potrebbero saltare
mille cattedre il prossimo anno.«Si tratta di cifre - ha spiegato Natalino
Giacomini, segretario della Cgil Flc - che potrebbero addirittura peggiorare:
fra docenti e personale tecnico e amministrativo, i tagli sarebbero più di
mille. Siamo sbigottiti: il decreto mette a rischio non solo la qualità
dell'istruzione, ma anche lo stesso funzionamento delle scuole, visto che molti
istituti potrebbero trovarsi a non poter più garantire la sicurezza nello
svolgimento delle attività». «Una volta verificati i numeri -ha aggiunto -
avvieremo un confronto con tutti i soggetti interessati per vedere se c'è
disponibilità alla trattativa, ma ritengo fin d'ora che ci sia stata poca attenzione
su questi temi da parte dei degli amministratori e dei politici locali».
Proprio alla politica si è rivolta anche la Cisl Scuola, con una lettera
firmata dal segretario Donato Lamorte e inviata agli amministratori e ai
parlamentari regionali. Il sindacato ha ricordato che, a fronte di un aumento
di richieste per il tempo pieno, la bozza di decreto presentata dal ministro Gelmini «le scuole del Friuli Venezia Giulia verranno
penalizzate sin dal prossimo anno scolastico con un taglio secco di 549 posti
di personale docente: 146 posti per la scuola primaria; 247 cattedre per la
scuola secondaria di primo grado e 156 cattedre per la scuola secondaria di
secondo grado». «Il presidente del Consiglio, - ha aggiunto - nei mesi scorsi,
ha fornito ampie e reiterate assicurazioni pubbliche circa la volontà del
governo di garantire e ampliare l'offerta del tempo pieno e del tempo
prolungato e la Cisl chiede con forza che la promessa sia mantenuta». «I tagli
inoltre rischiano di creare anche un'emergenza sociale: a farne le spese
infatti, ha ricordato Giacomini, saranno soprattutto i 1.200 precari presenti
in regione, molti con anzianità è di servizio superiori a 10 anni, che
perderanno il posto nei prossimi tre anni senza alcun ammortizzatore sociale.
Anche su questa questione - ha aggiunto - avevano cercato di sensibilizzare la
giunta, e avevano incontrato l'assessore Molinaro, chiedendo un incontro con i
capigruppo che però non è mai stato convocato». Alessandro Martegani
( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA pag. 14 UNA PATTUGLIA di lingue,
tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi d... UNA PATTUGLIA di
lingue, tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi delle nostre
scuole di ogni ordine e grado. Se il ministro Gelmini vuole massimo il 30% di studenti
stranieri per classe, sia in Valdera che nella zona del Cuoio qualche dirigente
scolastico dovrà mettere mano alla calcolatrice: in Valdera, infatti, gli stranieri
iscritti all'anno scolastico in corso sono 1.529, il 9,3% del totale,
una percentuale che nel Cuoio sale fino all'11,8% con 739 allievi. Le
nazionalità più rappresentate a livello provinciale: primi su tutti gli
albanesi, sono 1.505, davanti a marocchini (680), rumeni (498), macedoni (248)
e filippini (209). NELLE SCUOLE superiori della zona questa è la situazione: al
primo posto l'Ipsia Pacinotti, che detiene il record provinciale: il 17%, con
97 studenti (70 maschi e 27 femmine), davanti al Montale (ex magistrali) con 80
studenti, in gran parte ragazze (l'8% del totale). Poi All'Iti Marconi gli
stranieri sono 49, quasi tutti ragazzi, per il 6,5% del totale, poi ci sono il
Fermi (38 studenti, il 5% del totale) e il liceo XXV Aprile (20, il 2%). Al
Cattaneo di San Miniato ci sono 32 stranieri (5%), al liceo 26 (3,7%). All'Isa
di Cascina 14 (4,4%). DIVERSA la situazione delle scuole materne, medie ed
elementari: andando per ordine di valori assoluti, è clamoroso il dato di Santa
Croce sull'Arno: 300 iscritti, il 23% di tutto l'istituto comprensivo. Ben distanziato
il secondo psoto di Castelfranco, 176 (13,9%). Al terzo posto dell'insolito
«podio» Ponsacco, con 165 studenti stranieri (12,1%), poi Ponte a Egola al
quarto con 155 (12,8%) e al quinto e sesto posto due istituti comprensivi
pontederesi: il Pacinotti con 150 stranieri (16%) e il Gandhi con 139 (15,4%).
SEMPRE sopra la soglia dei cento troviamo il Sacchetti di San Miniato, con 131
stranieri (9,5%) e Santa Maria a Monte con 101 (9,4%). Poi comincia la discesa
sotto i 100: dai 97 di Lari (9%) ai 94 di Montopoli (8,8%), passando per i 90
di Capannoli (8,3%), i 74 di Calcinaia (7,8%) e i 71 di Peccioli/Palaia (9,6%).
In coda alla classifica delle scuole cosmopolite ci sono Bientina/Buti con 66
iscritti stranieri (6,2%), Pontedera-Curtatone con 62 (6,7%) e Crespina/Fauglia
con 54 (5,5%). AL DI LÀ dei numeri, si tratta di una questione che pone sul
piatto temi di grande interesse: una presenza straniera in classe arricchisce
senza dubbio il percorso formativo, ma se diventa eccessiva rischia di paralizzare
il lavoro degli uni e indebolire quello degli altri. Luca Boldrini
(
da "Nazione, La (Pisa)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA pag. 14 «LA SCUOLA ha sempre saputo gestire bene l'integrazione, la condivisione, i ... «LA SCUOLA ha sempre saputo gestire bene l'integrazione, la condivisione, i problemi di tutti i bambini. I paletti e le percentuali del ministro Gelmini non aggiungono alcunché, non aiutano, creano confusione». Non ha dubbi Anna Maria Tognetti ex insegnante, ex assessore provinciale, già in giunta negli anni 90 al Comune di San Miniato, ed un impegno, oggi, sul fronte delle "donne" e della "mamme" con un occhio di riguardo al mondo delle extracomunitarie nel sottolineare che anche nella scelta del 30% di presenze di alunni extracomunitari per classe sono una decisione sbagliata che non favorisce il cammino verso l' integrazione sociale. «OGNI VOLTA che ci sono stati casi particolari, importanti dice ho visto gli insegnanti fare anche cinquanta riunioni per risolverlo. La rigidità dei numeri non è, sempre, una sicurezza, una garanzia. Prendiamo il caso di comunità con un'altissima concentrazione di famiglie di extracomunitarie, e nella nostra provincia ci sono casi eclatanti, cosa vogliamo fare: superata la soglia del 30%, se non ci sono altre classi si lasciano dei bambini senza istruzione? Ma via, sono ben altre le misure di cui la scuola ha bisogno». «Il tempo aggiunge Tognetti ecco quello che manca alle nostre scuole, alle brave insegnanti, ai capaci operatori. Il tempo "tolto" è un bene ed una conquista che perdiamo anche sul fronte degli bambini extracomunitari che invece hanno proprio bisogno di più attività per socializzare, capire, formarsi, confrontarsi e alla fine integrarsi». La nostra terra, questa provincia, ma direi la Toscana in generale conclude hanno fatto molto, e molto stanno facendo, per l'integrazione. Anche se l'attuale crisi non aiuta e mette a rischio, tra le prime, le famiglie extracomunitarie dove magari c'è un solo reddito e dove manca una rete parentale che è sempre molto importante». Carlo Baroni>
Torna all'inizio( da "Messaggero, Il (Rieti)" del
26-03-2009)
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( da "Nazione, La (Arezzo)" del
26-03-2009)
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( da "Messaggero Veneto, Il" del
26-03-2009)
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( da "Messaggero, Il (Marche)" del
26-03-2009)
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( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
26-03-2009)
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( da "Corriere del Veneto" del
26-03-2009)
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( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2009)
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( da "marketpress.info" del 26-03-2009)
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( da "Corriere del Mezzogiorno" del
26-03-2009)
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2009)
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( da "Corriere della Sera" del
26-03-2009)
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( da "Corriere della Sera" del
26-03-2009)
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( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
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( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
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( da "Nazione, La (Firenze)" del
26-03-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 26-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-26 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Da FI al Pdl «I tanti che non ci sono più? Urbani ha dato molto, Scognamiglio era il nulla» «In quei sottoscala di Publitalia nessuno sapeva cos'era un partito» Dell'Utri: stupito dalla carriera di Schifani e Tajani ROMA — Se li ricorda tutti, uno per uno, quelli che «fecero l'impresa ». Quelli che «nei sottoscala di Publitalia », come cospiratori perché «se lo avessero saputo, i magistrati ci avrebbero fatto a pezzi, come poi si è visto...», misero su in sei mesi un partito che a settembre del '93 non aveva ancora un nome e che il 27 marzo del '94 vinceva le elezioni e cambiava per sempre la storia italiana. Quindici anni dopo, ancora un 27 marzo, quell'avventura visionaria diventa il Pdl, e con molti ricordi, processi, condanne, soddisfazioni e delusioni alle spalle, Marcello Dell'Utri racconta quegli inizi col tono di chi «da questa storia ha ricevuto, nonostante tutto, molto: perché ci ho perso in salute e tranquillità famigliare, ma ho contribuito a creare qualcosa dal valore inestimabile». Cominciò quando Martinazzoli e Segni dissero no alla richiesta del Cavaliere di fare fronte moderato contro la sinistra: «"Marcello — mi disse — non c'è altra soluzione: dobbiamo fare un partito noi". "Come un partito?" "Lo fanno tutti, lo faremo anche noi..."». Era determinato, il Cavaliere, a Dell'Utri che guidava Publitalia «e a 27 ragazzi del gruppo, tra loro Miccichè, Ghigo, Galan, Tortoli » affidò il compito di selezionare i candidati e «non li voleva politici di professione, tutte facce nuove dovevano essere», facce che interpellate cadevano dalle nuvole: «"Ma candidarsi a cosa?", perché noi non sapevamo ancora come si sarebbe chiamato il partito, e perché Berlusconi in pubblico negava tutto"». «Avevamo tanti contro: in azienda erano terrorizzati, imprenditori che contattavamo ci scongiuravano: "Fallirete voi e pagheremo un prezzo pure noi"». Poi Berlusconi disse che tra Fini e Rutelli a Roma avrebbe votato Fini: «Macché uscita studiata, glielo chiesero e fu sincero: Rutelli neanche gli dispiaceva, scelse quello che gli sembrava il male minore». Oggi la scelta è definitiva, partito unico, potenza sul territorio, strutture pesanti: «A pensarci allora, Berlusconi sarebbe impazzito: lui voleva una specie di comitato elettorale che provvedeva alla campagna elettorale e poi spariva. Al massimo, i 27 di Publitalia avrebbero dovuto gestire la "Cosa" come un'azienda. Finì che siccome non riuscivamo a completare le liste, anche loro furono buttati dentro, un minuto prima di chiudere le candidature: la loro carriera politica iniziò così». E degli altri, quelli che fecero FI e oggi sono scomparsi, o scoloriti, che pensa Dell'Utri? «Faccia i nomi ». Scognamiglio? «Oddio, me l'ero scordato. Il nulla, il nulla assoluto diventato seconda carica dello Stato». Urbani? «Lui non si dimentica, ha dato tanto al partito». Il generale Caligaris? «Sorvoliamo, grazie». Vittorio Dotti? «Velo pietoso. Il prossimo? ». Tiziana Maiolo: «Gran donna, battagliera. è finita nelle retrovie per colpa di contrasti locali, merita di più». Tiziana Parenti? «In quel momento fu importante per noi, dimostrò che non tutta la magistratura era asservita. Coraggiosa». Alessandro Meluzzi? «Ottimo psicologo, mestiere che giustamente è tornato a fare». Codignoni? «Straordinario professionista, mise assieme i Club, quando capì che il suo lavoro era compiuto, se ne andò. Oggi è amministratore delegato per la tv francese». Del Debbio? «Un intellettuale vero, di grande livello. Poteva essere ministro, ha scelto la cultura, ciò che davvero gli interessa». Gianni Pilo? «Fantastico... Una vignetta disegnò Silvio affranto che si rivolgeva a lui: "Gianni, fammi una Diakron!", il nome del suo istituto di sondaggi. Quei numeri per Silvio erano davvero come una flebo». Erano veri? «Mai saputo, ma funzionavano... ». E poi Raffaele Della Valle: «Un signor avvocato, come fu un signore in Parlamento». E Antonio Martino: «Un siculo-romano, troppo evoluto per stare con la massa. Ha un senso di superiorità anche giustificato, non si mischia col pollaio ». E Alfredo Biondi? «Non ci sarà per la sua veneranda età, ma grande persona, brillante, generoso. Venne con slancio in FI con la bandiera dei Liberali: dietro c'era solo lui, ma fu una mossa che ci servì allora». Delusioni? «Non quelli su cui ho puntato io». Sorprese? «Sinceramente, mi avessero detto dove sarebbero arrivati Schifani e Tajani, non ci avrei creduto. Ma è vero che la carica fa l'uomo, se l'uomo non è fesso». Come Frattini: «Piace molto a Berlusconi, dice sempre: "Gli chiedo la mattina di fare una cosa e la sera l'ha fatta". Ama quelli così». E per il futuro? «Gelmini, Alfano sono già una realtà. Ma dai trentenni arriveranno sorprese». E lui, Dell'Utri, che di quella squadra del '93 si definisce «l'allenatore-preparatore atletico, Silvio era il presidente, gli altri tutti attaccanti perché così al Capo piacciono le squadre», lui che si candidò solo nel '96 «e solo per legittima difesa. Mi chiedevano: "Lei è deputato?", rispondevo "Veramente sono imputato" », lui adesso vorrebbe tornare a occuparsi «di cultura, nel nuovo partito ». E alla Fiera di Roma ci sarà e si «commuoverà» ma mai quanto Berlusconi: «Lui sì che ci ha messo il cuore. E dire che qui non saremmo arrivati se la sinistra avesse sfruttato le occasioni che ha avuto». Quante? «Tante. Nel '95 sembrava tutto finito, nessuno di noi ci credeva più, nessuno. Solo Berlusconi. Forse». E l'ultima chance? «L'hanno avuta nel 2006, potevano fare il governo di salvezza nazionale che gli proponeva Berlusconi. Prodi avrebbe accettato, anche D'Alema credo. Ma quegli altri lo hanno impedito. Sarebbe cambiata la storia». Berlusconi non favorì il passaggio: «Berlusconi ha in testa il bene del Paese, il prestigio del-l'Italia nel mondo, questo è il suo obiettivo, chi ci sta ci sta. Gli avessero teso la mano dall'altra parte, l'avrebbe stretta. Non l'hanno fatto. E lui va avanti da solo». Paola Di Caro \\ La Maiolo? Meritava di più. La Parenti? Servì a dire che non tutti i giudici erano asserviti \\ Meluzzi è giusto che sia tornato a fare lo psicologo, mai capito se i sondaggi di Pilo erano veri
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