HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


 

 


Report "Scuola"   25-26 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Il boom di immigrati è nelle Materne ( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, che in questi giorni ha avanzato una nuova proposta per risolvere il problema dell'integrazione all'interno delle scuole italiane: fissando appunto un limite del 30%, alla quota di studenti stranieri in una classe. L'idea per il momento non è ancora proposta di legge, e in ogni caso lo stesso ministro ha chiarito che non sarebbe attuabile fino a dopo il 2010.

La Stampa e la fuga dalla scuola pubblica ( da "EUROPA ON-LINE" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta ? sottolinea Amabile ?, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno creato molto disorientamento fra i genitori». Un bel combinato disposto.

"Mi alleno col poker aiuta a concentrarsi" ( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È pronto a dirlo al ministro Gelmini? «Sì, se serve, insieme ad altri. E credo che in particolare la ginnastica artistica dovrebbe avere un'ora fissa nell'orario scolastico perché è la base di tutti gli sport e in genere del movimento delle persone. Vedo in giro troppi ragazzini scoordinati, quasi incapaci di correre e saltare correttamente perché nessuno gliel'

di Valentina Visentin PADOVA - Documenti? , N... ( da "Leggo" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: autogestione contro i tagli della riforma Gelmini e hanno invitato alcuni studenti di altri istituti superiori a tenere delle lezioni su argomenti esterni al programma curriculare. Due di questi "ospiti" del liceo, all'uscita dello stabile, hanno avuto un diverbio con i compagni incaricati del "servizio d'ordine": dallo scontro verbale in breve i giovani,

in mille senza tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini ha fatto capire l'intenzione di introdurre organici di 27 ore con maestro unico». Strutturando le scuole con organici di 27 ore, il maestro unico farebbe le 24 ore previste dalla legge: a queste si aggiungerebbero tre ore svolte da un supplente per l'insegnamento di materie a scelta come musica,

nasce il "contro" g8 delle università - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nato dalla fusione tra quel che è rimasto dell´assemblea No-Gelmini dell´Università e della No-Tremonti del Politecnico, lo annunceranno questa sera, nel cortile centrale del Politecnico, in una assemblea aperta a tutti gli studenti e le componenti dei lavoratori impegnate sul fronte della contestazione contro la legge 133.

Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010,

Arcai: Corsini? È il solito prof ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pagelle» dell'ex sindaco Arcai: «Corsini? È il solito prof» di Lisa Cesco «Quello che temo di più? Il voto in condotta, perché può abbassarmi la media». Gioca la carta dell'ironia Andrea Arcai, assessore alla Cultura del Comune, nel replicare agli organizzatori del convegno «La città negata: bilancio di un anno» - fra cui l'

i tagli della gelmini 5600 insegnanti senza cattedra ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Napoli Scuola I tagli della Gelmini 5600 insegnanti senza cattedra Sono più di 5.600, in Campania, gli insegnanti che finiscono sotto la scure del ministro Gelmini. L´anno prossimo non avranno una cattedra. Non potranno lavorare. La bozza della circolare sugli organici vede la Campania fortemente penalizzata sul fronte dei tagli,

tolmezzo, "italia dei valori" domani inaugura il circolo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle scuole a tempo pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì saremo a Trieste con l'onorevole Di Pietro per presentarle al presidente del Consiglio regionale».

A Mazza verrà offerta RaiUno ( da "Italia Oggi" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come è stato fatto per alcuni ministri (Alfano, Gelmini e Carfagna su tutti). Ma se Mazza otterrà RaiUno An perderà il Tg2. Non sarà Bruno Socillo a subentrare al direttore uscente. In pole position ci sarebbe Mario Orfeo, attuale direttore del Mattino, affiancato nel compito dal vicedirettore Gianluigi Paragone, alfiere del Carroccio.

la scuola d'oggi e quella di una volta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini ci lascerà le penne con la gioia di tutti. No, a immolarmi all'altare di questo Stato non ci sto e credo che applicherò con il rigore richiestomi la normativa vigente, da buona "funzionaria" quale sono sentendomi per questo "alienata" e privata dei miei ideali, proprio come vogliono ridurre la scuola e questa nuova generazione di lobotomizzati.

Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud ( da "Arena, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

il 2 aprile il corteo anti-riforma ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione targata Gelmini. «Un corteo pacifico, allegro e colorato da palloncini e bandierine con i nostri bambini nel centro città - hanno anticipato Maria Balliana, rappresentante nella Vittorino da Feltre, e Rita Nadin, del plesso di San Michele -. Escluse a priori le bandiere politiche e sindacali: invitati soltanto famiglie,

INIZIATIVE A FAVORE DELL'INGRESSO DI GIOVANI E PRECARI NELLA SCUOLA ( da "marketpress.info" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l?Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo 2009 un emendamento grazie al quale, se approvato, si andrà in pensione non più dopo 40 anni di servizio ma dopo 40 anni di anzianità contributiva.

precari, scioperi e mobilitazioni la scuola è in subbuglio ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle proteste in atto in tanti istituti cittadini contro la Riforma Gelmini, che prevede nel solo Veneto circa 2.000 tagli. Quasi ogni giorno si organizzano mobilitazioni di ogni tipo. Domani, ad esempio, a Venezia, organizzata dalla Uil, si terrà una marcia regionale dei precari, che si concluderà sotto le finestre dell'Ufficio Scolastico Veneto, coordinato da Carmela Palumbo.

episodio isolato, le assemblee non sono perdite di tempo ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa si aspetta dalla riforma Gelmini e dagli effetti pratici che avrà nelle scuole padovane, in particolare in quelle elementari? «Quasi tutti i genitori, che quest'anno hanno i figli nelle scuole a tempo lungo (33-37 ore alla settimana), entro il 28 febbraio, hanno scelto per il prossimo anno scolastico il tempo pieno (40 ore).

tagli da record, scuola in rivolta ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il vertice romano con il ministro Gelmini. «è un attacco senza precedenti alle scuole e al lavoro intellettuale» tuona il segretario generale della Flc Cgil Paolo Peluso mentre scorre i numeri nelle griglie ministeriali. Il taglio di 3mila e 646 cattedre riguarda per ora solo l´organico di diritto, ma a settembre il ministero procederà a un´ulteriore riduzione di 5mila posti nell´

decleva: ecco la mia riforma - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: seminario appena promosso dal ministro Gelmini sembra aprire una prospettiva importante per l´Università, presentata in quell´occasione da maggioranza e opposizione, oltre che naturalmente dai rettori, come una grande questione d´interesse nazionale. Sarebbe importante che anche le elezioni studentesche si sviluppassero con riferimento a questo».

iscrizioni alle elementari fa flop il modulo a 24 ore ( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei genitori ha scelto infatti di tenere a scuola i figli trenta o addirittura quaranta ore come detta la riforma scolastica del Ministro Gelmini. Il tanto discusso maestro unico dunque farà una sporadica comparsa in cattedra. Praticamente tutto rimane quasi come negli anni passati, con insegnanti diversi che si alternano nelle classi, ognuno con la propria materia di competenza.

scuola, arrivano i tagli del governo meno 37mila docenti, il 50% al sud - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il governo e il ministro Gelmini hanno assicurato che dove c´è non verrà toccato. Diamo per buono questo impegno. Il problema nasce nelle Regioni del Sud, dove molte famiglie hanno chiesto per il prossimo anno le 40 ore a settimana. Per loro non c´è alcuna speranza. A rischio anche le iscrizioni per le famiglie che hanno scelto le 30 ore.

pozzonovo ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia POZZONOVO POZZONOVO RIFORMA GELMINI Stasera alle 21, nella sala civica delle scuole medie, il circolo Pd «Angelina Merlin» propone un incontro dal titolo «La scuola italiana dopo la riforma Gelmini». Interverranno Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici di Padova, e Mario Tognin, candidato sindaco a Pozzonovo.

Sul palco del premier solo giovani e bande musicali Per il premier la nomenklatura è troppo vecchia. Poi ridà i numeri: Arriviamo al 51% Volevamo il Palalottomatica ma era prenotat ( da "Unita, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Carfagna. O forse sono già usurati anche loro, e nuove leve - l'ex capo dei pulcini Simone Baldelli, la romana Beatrice Lorenzin, il cuneese Enrico Costa - scaldano i motori. Banco di prova delle intenzioni del capo saranno le liste per l'Europa, dove chi corre si conta e chi ha paura perde in partenza.

Prof, i tagli della Gelmini per il 40% saranno al Sud Bastico: una devastazione ( da "Unita, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i tagli della Gelmini per il 40% saranno al Sud Bastico: una devastazione GIUSEPPE VITTORI Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.

CelebrazioniSan Giovanni Bianco, la Sacra Spina Celebrazioni in preparazione alla festa della Sacra Spina: ore 10, Messa celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de' Busi; ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Francesca Gelmini, Divisione spazi e tempi urbani del Comune di Bergamo parla sul tema: «Le politiche temporali come strumento di partecipazione: la legge regionale 28/2004, il Piano territoriale degli orari della città e suoi progetti attuativi». feste e tradizioniVilminore di Scalve festa dell'Ufficio Torna la «Festa dell'Ufficio»

di PATRIZIO CECCARELLI GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni pistoiesi unit... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia e Comuni pistoiesi uniti contro la riforma «Gelmini», i cui effetti si cominciano a vedere proprio in questi giorni, a seguito delle pre-iscrizioni. «ABBIAMO riscontrato - hanno spiegato in conferenza stampa gli assessori Giovanna Roccella (Provincia) e Rosanna Moroni (Comune di Pistoia), il sindaco di Agliana Paolo Magnanensi, il dirigente Andis Maurizio Monti,

Università, prove d'intesa tra Governo ed Atenei ( da "Giornale di Brescia" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini ROMAImpegno comune a rivedere le forme di governo degli Atenei, riconsiderando le funzioni decisionali, la composizione dei vari organi, il loro ruolo e le loro responsabilità nella programmazione e nella allocazione delle risorse;

E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e i... ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CIVITANOVA pag. 10 E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e i... E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e il "vice" del ministro Gelmini A pagina

Riforma, caos alle elementari ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SUCCEDE con la Riforma varata dal Ministro Maria Stella Gelmini. Solo a fine aprile arriveranno indicazioni. Troppo tardi per i genitori che nel frattempo devono compiere anche scelte professionali tenendo conto di quello che faranno i figli. Ma pure per le Amministrazioni locali su cui grava il compito della gestione del trasporto e della refezione.

Tavoli all'aperto: Confcommercio chiede di anticipare il via libera ( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: COME si può credere al fatto che don Pierino Gelmini si sia reso protagonista di 29 episodi di molestie al giorno, per otto mesi?», lo sostiene uno degli avvocati del pool di difesa, Manlio Morcella, commentando le dichiarazioni rese dal primo degli accusartori. E' durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Gelmini (nella foto)

Don Pierino: difesa agguerrita ( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accusatore di Gelmini L'ASSOCIAZIONE San Bao promuove a Terni un corso di antiaggressione femminile che si svolgerà da marzo ad aprile per quattro sabato consecutivi, dalle 15 alle 17,30. Il corso, tenuto dal maestro Simone Sebastiani, che pratica Wing Chun (stile di Kung-Fu) da oltre 25 anni, vuole fornire alle donne gli strumenti necessari per riconoscere una situazione di pericolo,

Montichiari Incontri tra studenti e le imprese ( da "Giornale di Brescia" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Up Massimo Gelmini, che aggiunge: «L'obiettivo è favorire il contatto fra il mondo delle imprese e quello della formazione, in sostanza: avvicinare gli studenti alle realtà concrete del mondo del lavoro». «Con questa edizione vogliamo lanciare un segnale forte al mondo produttivo - spiega Antonio Perini, vice presidente del Comitato promotore -

Scuola, via 37 mila docenti: il 40 per cento al Sud ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi Scuola, via 37 mila docenti: il 40 per cento al Sud Tagli confermati: via 245 presìdi. Gelmini: «Tetto del 30% di immigrati in classe. Aiuterà l'integrazione»

ROMA - Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Pugli... ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonchè dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l'offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Introdurre il tetto del 30% per la presenza degli studenti stranieri nelle classi «aiuta l'integrazione», sostiene il ministro Gelmini.

ROMA - Prendete due mamme e cercate di ascoltarle senza che la bilancia penda, come fossero ... ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ribadisce il sì e fissa un tetto del 30%. E' necessaria un'integrazione "assistita" (senza arrivare a classi separate e test di ammissione) o si può lasciare corso alle capacità dei singoli, insegnanti, dirigenti, genitori? Perfino bambini: fa testo quella pulce di sei anni che alla madre incerta se un nome cinese nella lista della classe fosse di maschio o femmina,

Europa con un futuro nanotech ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiarazione congiunta tra Leijonborg e il ministro Mariastella Gelmini, nel corso del Forum Italia-Svezia organizzato da Confindustria. Italia e Svezia svilupperanno programmi congiunti? I due Paesi già collaborano,al di là dell'esistenza di accordi formali. Il progetto più concreto su cui lavoreremo insieme riguarda lo sviluppo di nuovi materiali attraverso la cosiddetta "spallazione"

LA BILATERALE ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ambasciata di Svezia in Italia che si terrà oggi alle 15 all'Auditorium della Tecnica a Roma. Al forum parteciperanno, tra gli altri, i ministri della Ricerca di Italia e Svezia, Mariastella Gelmini e Lars Leijonborg, e i presidenti delle associazioni industriali dei due Paesi, Emma Marcegaglia e Signhild Arnegard-Hansen.

Giornata intensa per re Carlo Gustavo XVI e la bella regina So... ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Alfano, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il vice presidente del Senato Emma Bonino, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, rappresentanti del governo svedese e molti industriali dei due Paesi. Il menu, molto italiano, anzi con un cotè romano, era questo: crespelle con cicoria e fonduta di pecorino,

Ridotti i tagli previsti Da 1.400 diventano 800 ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Maria Stella Gelmini. Dati non ancora definitivi, ma importanti, giacché ridimensionano un intervento che si annunciava assai più corposo del previsto e che aveva messo in allarme, soprattutto tanti docenti precari. «E' allo studio un provvedimento legislativo per tutelare i precari sottolinea Giovanni Bonvecchi, segretario provinciale dello Snals di Macerata In buona sostanza,

In 4 regioni del Sud il 40% dei 42mila tagli all'organico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, all'appello di settembre mancheranno soprattutto i 32mila insegnanti che hanno chiesto di andare in pensione e non saranno sostituiti da nuove assunzioni; altri 18mila saranno i precari che quest'anno stanno lavorando con la supplenza annuale e che rischiano concretamente di non avere la conferma dell'incarico.

La Regione deve contribuire al rilancio dell'università ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini rivolto a sondare gli umori del «sistema» — erano invitati molti rettori — sulla proposta di governance degli atenei avanzata in questi giorni dal governo. Ai parlamentari della maggioranza si è aggiunta solo all'ultimo momento la disponibilità a parteciparvi del Pd, perché la Gelmini aveva recepito la posizione espressa dal responsabile per il Pd dell'

Tagli agli atenei, il Pdl alla Gelmini: discutiamone ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il Pdl alla Gelmini: discutiamone di ANGELO LOMONACO S os Università. Gli annunciati — e a quanto pare inevitabili — tagli che il ministero si appresta a effettuare preoccupano i docenti. Soprattutto dell'Università L'Orientale, come è emerso chiaramente dal dibattito aperto sul Corriere del Mezzogiorno dall'intervento dell'

Atenei, lista nazionale per i docenti ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di GIULIO BENEDETTI categoria: REDAZIONALE Riforma Il piano della Gelmini per rendere più trasparente il reclutamento Atenei, lista nazionale per i docenti ROMA — I concorsi universitari banditi dai singoli atenei saranno sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale. Scopo: un reclutamento più trasparente.

Università, lista nazionale per i prof ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: nuovo patto fra scuola, politica e Paese Università, lista nazionale per i prof La riforma: stop ai concorsi locali. «Così si eliminano i conflitti di interesse» Gli atenei potranno scegliere i nuovi docenti fra quanti avranno ottenuto l'abilitazione, unica per tutta l'Italia ROMA —

Nord senza presidi: in 100 dal Sud ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, «di rivedere il meccanismo di reclutamento dei dirigenti scolastici e dei professori». L'emergenza è arrivata anche nelle sedi dei sindacati. Rita Frigerio della Cisl milanese conosce bene la questione: «Ad eccezione dell'ultimo rimasto, qui da noi non ci sono vincitori di concorso».

Docenti: 37 mila tagli, nel Meridione quattro su 10 ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno scolastico 2009-2010: in sintesi, il provvedimento del ministero guidato da Mariastella Gelmini (nella foto) — una bozza iniziale, che probabilmente subirà qualche piccolo aggiustamento nei prossimi giorni — prevede 37.000 «tagli» nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.

FONDI ALLA SCUOLA ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: BREVI FONDI ALLA SCUOLA Questione di priorità Il ministro Gelmini non ha i quattrini affinché i presidi possano assumere supplenti, non li ha per onorare il suo impegno di realizzare una nuova e specifica materia di studio mirata all'educazione civica, per consentire ai bimbetti delle primarie l'accesso all'informatica.

Scuola, mobilitati sindacati e Provincia ( da "Tempo, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Le cifre regionali dei tagli imposti dalla legge Gelmini parlano di almeno tremila professori in meno. Allarme nel Reatino Scuola, mobilitati sindacati e Provincia Incontro Oggi ancora confronto per salvare gli 83 plessi che rischiano la chiusura Elisa Sartarelli Nella regione Lazio potrebbero essere 511 i tagli ai posti di lavoro nella scuola primaria,

Dalla crisi nascerà un'istruzione migliore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: economia moderna di Giuseppe Marci --> di Giuseppe Marci Il ministro Gelmini ha detto: «Il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli effetti della crisi». Sembra una di quelle frasi che ripetiamo come giaculatorie, in fondo senza crederci. Ed è invece un errore, non crederci e non rendere il concetto subito operativo.

La scure si abbatte sugli insegnanti ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: compatibilmente con le disponibilità di organico" e di tempo pieno "organizzato nei limiti dell'organico". Un macigno anche per le innovazioni promesse dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che deve giustificare il calo delle iscrizioni nella scuola pubblica. Luca De Carolis 25/03/2009

diabete, screening gratuito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Associazione Famiglie Diabetici della Bassa Friulana Gelmino Pozzo, e il dottor Mario Maschio, che risponderà alle domande dei presenti. È un'opportunità per conoscere una malattia che coinvolge un numero crescente di persone. I dati statistici sulla diffusione della malattia sono allarmanti: si parla infatti di incrementi che riguardano due milioni di ammalati,

I tagli alla scuola , a casa 42 mila insegnanti ( da "Metronews" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini si accinge a varare. La cifra è emersa al termine dell?incontro fra i sindacati, che parlano di “logica contabile” determinata non dalle esigenze dell?istruzione ma dagli obiettivi della Finanziaria, e la Gelmini. Gli esuberi dovrebbero verificarsi dal 2009-2010 e andrebbero ad aggiungersi ai 5 mila tagli già previsti per un totale di 42 mila posti.

UNIVERSITà: SEMINARIO SU GOVERNANCE, VALUTAZIONE ( da "WindPress.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato al Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca i rappresentanti del mondo universitario per discutere insieme di ?autonomia e responsabilità degli atenei: governance, valutazione, reclutamento?. E? la prima volta che viene organizzato un dibattito in cui sono coinvolti tutti i rappresentanti del mondo accademico con l?

Stop ai concorsi locali per eliminare i conflitti di interesse ( da "Corriere.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: governance degli atenei e dei concorsi universitari il ministro Gelmini potrebbe presentarlo entro due mesi dovrebbe definire nei dettagli. Un disegno di legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti di interesse del mondo universitario. Per il momento ci sono solo delle linee guida, sulle quali si registra la convergenza del mondo accademico e dell'opposizione.

Lite al liceo, uno studente ferito ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini, abolendo queste compresenze, spazza via di fatto l'opzione tempo-lungo. In compenso crescono gli iscritti nelle scuole padovane: 188 alla scuola d'infanzia, 532 alle elementari, 814 alle medie, 336 alle superiori che faranno lievitare il plotone studentesco a 106.

Fondi agli Atenei campani, appello dei parlamentari ( da "Denaro, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad avanzare la richiesta al ministro Mariastella Gelmini sono stati numerosi parlamentari campani del Popolo della Libertà . "La Campania soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed economico, dovuto a diverse cause tra cui quindici anni di una disastrosa amministrazione di sinistra", si legge nella lettera che reca le firme, tra gli altri, di Mario Landolfi,

Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud ( da "Arena.it, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

L'Italia dei Valori apre il suo circolo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle scuole a tempo pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì 28 saremo a Trieste con l'onorevole Di Pietro in persona per presentarle al Presidente del Consiglio regionale".

Studenti: Ecco come difenderci dalla politica dei tagli ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: un segnale stradale di divieto con il volto del ministro Gelmini. È il kit "Studenti vs la crisi", un agile manualetto che racconta le novità introdotte dal governo in tema di scuola, «provando la loro inefficacia contro la crisi e smascherando le falsità che il ministro ci racconta attraverso i media», dice Matteo Cocco, rappresentante della Rete degli studenti medi di Vicenza.

Servono tempo prolungato e nuove sezioni ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, al presidente della Regione Giancarlo Galan, ai deputati e senatori eletti nel Veneto, al presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia e al direttore dell'Ufficio scolastico Regionale. «Sia mantenuto il sistema scolastico attuale a tempo prolungato, sia istituita una nuova sezione a tempo pieno nel plesso primaria "

Scuola nuova per Sandon? È subito polemica ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: però la riforma Gelmini ha creato una grande confusione e incertezza, per cui ora non sappiamo ancora se potremo contare o meno sul personale necessario a garantire questo servizio». Numerose le perplessità emerse dal pubblico presente, non solo sulla bontà della proposta, ma anche sul futuro dell'immobile che verrebbe dismesso.

MANNAIA SULLE SCUOLE VENETE ( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: macero insieme agli striscioni contro i provvedimenti Gelmini sbocciati in ogni dove delle sette province regionali, inutili gli slogan urlati nelle manifestazioni di piazza, i sit-in di genitori, alunni e maestri, le prese di posizione dei sindacati. A gelare le aspettative sulla salvaguardia del tempo-scuola grazie a un congruo organico in cattedra ci ha pensato il ministero dell'

Povera musica, cenerentola d'Italia ( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ha aperto le porte della scuola a Gaber.... «Benissimo, ma bisognerebbe farlo anche con la musica. L'Italia è il paese europeo, ma anche considerando Asia e America, in cui la musica si insegna di meno. Ed è paradossale. Perchè la lingua della musica è l'italiano.

Maestri soprannumerari in mobilità anche se i genitori chiedono il tempo pieno ( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: si tratta di docenti che a causa dei provvedimenti del ministro Gelmini perderanno il posto nelle scuole di titolarità, dove magari per molti anni hanno svolto attività didattica, addirittura qualche insegnante è ultrasessantenne. Una situazione senz'altro anomalo, che a giorni potrebbe mettere in crisi le scuole per motivi burocratici.

Riforma scolastica con troppi tagli ( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se la riforma Gelmini dovesse essere applicata così com'è, le previsioni sarebbero drammatiche per le comunità. Non solo si perderebbero posti di lavoro ed intere classi ma alcuni plessi potrebbero addirittura chiudere. E' il caso dei comuni più piccoli come Acquaviva Platani, Sutera, Villalba.

In consiglio comunale due odg sulla riforma Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultima seduta il Consiglio comunale di Ravenna ha discusso due ordini del giorno in merito alla riforma Gelmini: uno a firma di Raffella De Mucci di Prc e uno a firma di Andrea Maestri dell'Ulivo-PD. I due documenti (allegati) non molto dissimili tra loro sono stati illustrati dai rispettivi firmatari. Il primo documento è stato accolto con il voto contrario dei gruppi di opposizione;

Scuola/ Fioroni: Vergognosa bocciatura indennità ( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ripresenteremo l'emendamento in aula e attendiamo dal ministro Gelmini una parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi i tagli e i disoccupati che ha creato - conclude Fioroni - avverta almeno l'imperativo etico di garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per anni hanno educato i nostri figli".

Scuola/ Tagli confermati: a settembre saltano 42.000 prof ( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, e confermati durante l'incontro che si è svolto a viale Trastevere con i sindacati di categoria. Quest l'iter che attende il decreto: dopo la firma del documento da parte del responsabile del Miur, e la successiva del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i tagli verranno comunicati alle direzioni regionali che assieme a regioni ed enti locali dovranno predisporre la

Ricerca/ Gelmini e ministro svedese firmano accordo ( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro dell'Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell'innovazione. Grazie a questo accordo, siglato nell'ambito del convegno di Confindustria 'Crescere con la Ricerca e l'

Scuola/ Di Menna(Uil): Aumento private? Governo tuteli le ( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: commentare il giudizio espresso ieri dal ministro Gelmini secondo cui il paventato incremento di iscritti negli istituti privati "dimostra la volontà da parte delle famiglie di esercitare una libertà, la libertà di scelta educativa che è garantita anche dalla Costituzione". Secondo stime derivanti dal primo stralcio di dati sugli iscritti al prossimo anno scolastico saranno almeno 15-

Scuola, Bruno (Pd): "La Calabria trattata da regione canaglia" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: denunciavamo lo scempio della Gelmini raccontavano ai calabresi che non ci sarebbero stati tagli? La verità - sostiene - è che dopo l?attacco alle nostre Università adesso passano allo smantellamento della scuola pubblica. Non deve esserci nessuna speranza per tutti quei giovani insegnanti inseriti nelle graduatorie, nessun investimento sulla cultura e la conoscenza come antidoto all?

Misure per l'assorbimento dei precari ( da "superEva notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo 2009, nella sala stampa di Palazzo Chigi, alcune misure per l'assorbimento dei precari nella scuola, in particolare: * ai precari che fino all'anno scorso avevano una supplenza annuale sarà garantita,

Scuola/ Domani Uil incontra governatori per salvare 28.000 ( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questa la proposta che il sindacato farà alle regioni: garantire la titolarità degli insegnanti di ruolo confermando gli incarichi annuali. "Tutte le energie e le risorse devono avere questa finalità", conclude Di Menna. Ma i tagli sono già pronti, nero su bianco alla firma dei ministri Gelmini e Tremonti, e i tempi per bypassarli sono strettissimi.

"In piazza anche coi genitori" ( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CONTRO LA RIFORMA GELMINI "In piazza anche coi genitori" Contestata la decisione di non ammettere all'esame chi ha 5 anche in una sola materia [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE «Questa è una manifestazione politica, ma non partitica». Hanno le idee chiare gli studenti novesi, come Niccolò La Torre, uno dei rappresentanti d'istituto,

Un Consiglio "soft" sul caso Grinzane ( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: eccetto per il consiglio aperto sulla riforma Gelmini). A giocare forse, anche la consapevolezza che ormai le polemiche servono a poco e occorre guardare avanti per salvare il salvabile, quel patrimonio che dovrebbe rimanere un «motore di cultura» per Costigliole. Un senso di responsabilità bipartisan che deve aver contagiato tacitamente l'aula.

La scienza della Gelmini ( da "Blogosfere" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mar 0926 La scienza della Gelmini Pubblicato da Giovanni Sena alle 00:35 in Vicende nazionali Il Ministro dell'Istruzione e dell'Universita', Mariastella Gelmini, ha una visione un po' dirigista e limitata della ricerca scientifica. A leggere alcune sue recenti dichiarazioni, il Minstro appare una persona lontana dal cogliere le vere potenzialita'

Intensa giornata romana per i Reali di Svezia ( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nell'ambito degli incontri bilaterali associati alla visita, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ed il collega svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell'innovazione. Oggi i reali svedesi visiteranno Bologna.

La maestra precaria: Il futuro mi preoccupa ( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco la riforma Gelmini spiegata da B., oggi maestra elementare precaria, «l'anno prossimo chissà». Perché «già prima non era semplice, ma d'ora in poi la questione diventa ingestibile sia dal punto di vista occupazionale e penso soprattutto a chi ha famiglia, insegna da anni e si troverà disoccupato, sia dal punto di vista educativo»: sono tanti,

Come rendere la scuola meno difficile ( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini «vuole una scuola del leggere, scrivere e far di conto, una scuola senza testa. Quello che sta avvenendo oggi è un disastro sociale». Potrebbe essere il movimento dell'Onda a far tornare la scuola nelle mani dei cittadini? «Potrebbe - risponde Santo Gaffurini, segretario generale della Flc Cgil -,

Il dirigente scolastico: C'è troppa incertezza ( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: esito dei tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «La cosa che più preoccupa è non sapere, tutto è aleatorio e sospeso - racconta -, nessuno ci ha dato indicazioni certe e questo genera una forte sensazione di impotenza e di continui dubbi irrisolti. E chissà poi se si risolveranno mai».

Pochi iscritti, Foen e Arten ora rischiano ( da "Corriere delle Alpi" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: indomani della pubblicazione delle norme attuative della riforma Gelmini», ricorda Malacarne. «E' emersa in quel passaggio la necessità di prevedere parametri più favorevoli per le zone di montagna e poter così costruire classi con meno di quindici alunni, date le difficoltà ambientali e la dispersione territoriale della popolazione scolastica».

seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio.

Entro il 2010 la Campania si ritroverà con 5.645 cattedre in meno. Una vera e propria "maz... ( da "Leggo" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quanto prevede la riforma del ministro Gelmini, il dado è tratto. In totale, i tagli previsti manderanno a casa 43.000 docenti italiani. Il prezzo più alto sarà pagato dalle medie inferiori, dove si perderanno progressivamente 15.000 posti di lavoro. Cambia anche il numero minimo di studenti nelle classi "primavera" (15) e quello massimo di alunni per una classe di scuola media (

Tiraboschi lascia la Scuola di diritto del lavoro ( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Paola Reggiani Gelmini, vuole fare chiarezza: «E' una vicenda che riguarda la scuola e non la Fondazione. Sapevo che Michele si era dimesso il 2 marzo dalla direzione della scuola. Per quanto mi riguarda sono tranquilla: gli organi sono stati appena rinnovati - dopo 6 anni erano scaduti il 31 dicembre scorso - e da Michele Tiraboschi non ho ricevuto alcuna comunicazione.

seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo ( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio.

Seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo ( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio.

la collodi di tessera rischia di chiudere ( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Effetto Gelmini: in prima elementare sono iscritti 14 bambini, non 15 La Collodi di Tessera rischia di chiudere Scaramuzza: «Chiederemo una deroga, nel 2010 gli alunni saranno 22» TESSERA. A rischio la formazione della prima elementare alla scuola Collodi di Tessera.

Scure sulla scuola, a rischio 800 prof ( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini penalizza la scuola veneta perché caratterizzata dal tempo lungo, un'opzione cancellata dalla nuova legge. Il tempo pieno (le 40 ore), previsto dalla Gelmini, in Veneto conta solo per il 13%. «Vorrei proprio sapere cos'avrà ora da dire l'assessore Donazzan - attacca Ferrazzi - se si fossero messi a difendere la scuola veneta qualche anno fa non ci troveremmo in questa situazione.

scuola a rischio, lettera al ministro ( da "Centro, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aiuto alla Gelmini ROSETO. Un aiuto straordinario per il liceo Saffo ospitato in un edificio non sicuro. A chiederlo è il preside della scuola, Viriol D'Ambrosio, che ha inviato una lettera al ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini per far inserire l' istituto nel piano "Centoscuole", un programma che prevede investimenti e interventi per le strutture scolastiche.

scuola, tagliati 1700 docenti e 500 bidelli - pier giorgio pinna ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: guai derivano infatti dalla riforma Gelmini e dalle mazzate decise da Tremonti sui bilanci dell'istruzione pubblica. «è insomma l'ennesimo capitolo di un disastro annunciato - osserva Loddo - Prima vogliono distruggere le autonomie e chiudere le scuole, adesso riducono le classi e compromettono il futuro di tanti insegnanti e operatori mettendo a rischio le nostre professionalità»

scuola in rivolta contro i tagli ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto il Pd prepara una raccolta di firme per chiedere al governo di fare marcia indietro. L´annuncio dei tagli è un duro colpo anche per la Regione, visto che fino a pochi giorni fa il presidente Formigoni garantiva: «Grazie a un accordo con il ministro Gelmini la scuola lombarda non sarà penalizzata». SERVIZIO A PAGINA II

scuole medie, salta un prof su 10 rivolta contro i tagli in lombardia ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Grazie a un accordo con la Gelmini, in Lombardia sarà confermato l´organico dell´anno in corso». La Lombardia, invece, ha pagato i tagli più di ogni altra regione del Nord Italia. Nonostante la Direzione scolastica regionale, guidata da Annamaria Dominici, continui a ripetere che «il tempo pieno alle elementari non è a rischio e la didattica non subirà stravolgimenti»

poche le richieste per il maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione e beni culturali commentando il decreto interministeriale presentato dal ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati. «Il taglio di cattedre, come avevamo previsto, è pesante anche nella nostra regione e colpisce in modo particolare le scuole medie inferiori - spiega il senatore - prefigurando una vera e propria messa in mora del sistema pubblico dell'istruzione e formazione».

La corsara Tra Skifidol e Gormiti la vera causa della crisi economica del paese è Preziosi ( da "Italia Oggi" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sa cosa sono gli Skifidol? Signora Gelmini, glielo spiego io: sono figurine che ritraggono simpatici personaggi dai nomi decisamente istruttivi quali «Gustavo Lacacca», «Aldo Urinocaldo», «Oronzo Petonzo», «Evangelista Terrorista», «Gennaro Canaro» e, soprattutto, «Raffaello Portaombrello» che ha un nome piuttosto innocuo ma che ritrae questo simpatico Raffaello piegato

pagella di legambiente sull'edilizia scolastica: i dati giovedì prossimo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini ha riportato al centro dell'attenzione il dibattito sulla scuola - ha detto Collaoni -. La riflessione sulla qualità della scuola s'impone, quindi, per ciò che attiene all'istruzione e per l'aspetto educativo. Il dibattito partirà dalla ricognizione degli spazi scolastici: uno spazio accoglienze è il presupposto dell'

Il decreto Gelmini pro trasparenza ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 13 Il decreto Gelmini pro trasparenza Secondo un disegno di legge targato Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione, che potrebbe essere presentato entro due mesi, i concorsi universitari banditi dai singoli atenei saranno sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale, per un reclutamento che sia più trasparente rispetto all'

più alunni, meno insegnanti - maria cristina carratu ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini sopprime 1.465 cattedre Più alunni, meno insegnanti Forti tagli nelle scuole toscane, tempo pieno in bilico MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù La Toscana si prepara a mobilitarsi contro la scure del governo sulla scuola. Le cifre dei tagli nella bozza allegata al decreto interministeriale appena presentato dal ministro Gelmini a categorie e enti locali.

tagli a scuola, 1465 prof in meno - maria cristina carratu ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina XI - Firenze Tagli a scuola, 1465 prof in meno Il piano-Gelmini, sindacati in rivolta. Aumentano gli studenti, tempo pieno a rischio MARIA CRISTINA CARRATU (segue dalla prima di cronaca) maria cristina carratù A cui dovrebbero corrispondere circa 40 classi in più, come dire circa 120-150 insegnanti in più.

l'onda occupa in capo di lucca la monari: così non si dialoga - cori a pagina v ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Bologna Il salto di qualità dei no-Gelmini nasce il centro sociale Bartleby L´Onda occupa in Capo di Lucca La Monari: così non si dialoga CORI A PAGINA V SEGUE A PAGINA

l'onda si propaga e occupa nasce il centro sociale bartleby - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina V - Bologna Salto di qualità degli universitari no-Gelmini che entrano in uno stabile in Capo di Lucca L´Onda si propaga e occupa nasce il centro sociale Bartleby Il prorettore Monari: devono andarsene, lo stabile è inagibile e pericoloso ALESSANDRO CORI L´Onda anomala mette a segno la sua prima, vera, occupazione.

di MILENA MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Bia... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Angelica Gelmini, Francesca Martino, Nives Rubini, Stefano Morigi, Alice Giacometti, Angela Calandrini, Elisa Cicognani, Catia Agirelli, Rosella Bartolo e Lina Berti hanno vinto due biglietti a testa per l'evento, da ritirare al botteghino del palafiera dalle ore 19 di domani con un documento d'identità.

Sms, all'Iti il futuro è già realtà ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'idea del ministro Gelmini di attivare il servizio di sms per le comunicazioni scuola-famiglia è già attiva in un istituto ascolano, l'Iti «Fermi» di Ascoli. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica, Bianca Maria Pia Marrè. Professoressa, quando e perché avete dato corpo a quest'idea?

università, parte la sfida per il nuovo rettore - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel testo della Gelmini trovo ci sia un buon equilibrio sull´autonomia alle singole sedi" GIULIANO FOSCHINI All´università di Bari si torna a votare. A maggio la comunità accademica sarà chiamata alle urne per scegliere il nuovo rettore, tre anni dopo l´elezione Corrado Petrocelli: l´ufficialità arriverà nei prossimi giorni quando sarà pubblicato il decreto firmato dal decano,

in mutande nell'aula magna contro la politica del governo - fulvio di giuseppe ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i tagli della riforma Gelmini. L´occasione per protestare ieri era propizia. Nell´aula magna dell´Università si presentava infatti il "Rapporto sulla scuola in Italia 2009". Un incontro per fare il punto sulla situazione del sistema scolastico alla presenza di Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera.

i sindacati: scuola fvg in ginocchio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I sindacati: scuola Fvg in ginocchio La riforma Gelmini mette a rischio 549 posti: sbigottiti dai tagli L'ACCUSA L'ALLARME «Non garantiti qualità dell'istruzione e funzionamento delle strutture» Per 1.200 precari non ci sono neppure gli ammortizzatori sociali TRIESTE. «Siamo molto preoccupati per il futuro della scuola.

UNA PATTUGLIA di lingue, tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi d... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se il ministro Gelmini vuole massimo il 30% di studenti stranieri per classe, sia in Valdera che nella zona del Cuoio qualche dirigente scolastico dovrà mettere mano alla calcolatrice: in Valdera, infatti, gli stranieri iscritti all'anno scolastico in corso sono 1.

( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: percentuali del ministro Gelmini non aggiungono alcunché, non aiutano, creano confusione». Non ha dubbi Anna Maria Tognetti ex insegnante, ex assessore provinciale, già in giunta negli anni 90 al Comune di San Miniato, ed un impegno, oggi, sul fronte delle "donne" e della "mamme" con un occhio di riguardo al mondo delle extracomunitarie nel sottolineare che anche nella scelta del 30%

Dopo la conferma degli oltre settemila tagli su scala regionale, a far precipitare la situaz... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: amministrazione di Cottanello si prepara a votare una delibera per esprimere il dissenso nei confronti del regolamento Gelmini. Mentre nel tardo pomeriggio di ieri l'assessore Marcheggiani e i rappresentati dei sindacati hanno chiesto ed ottenuto un confronto urgente con il Prefetto Silvana Riccio che non ha esitato ad accogliere la "delegazione" a Palazzo Vincentini.>

OCCHIO AI TAGLI. L'invito arriva dalla Cgil regionale, che ha provato a quantificare i possibil... ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provato a quantificare i possibili tagli legati alla riforma Gelmini. E sarebbero tagli pesanti, specie a fronte di un aumento di alunni robusto, in ogni ordine di scuola. Quasi 1500 insegnanti e 6 presidi, ma non si sa ancora quanti in provincia. Mentre per il personale Ata a perdere il lavoro sarebbero in 97: 22 segretari, 8 assistenti tecnici, 65 bidelli e 2 tra cuochi e quant'

le famiglie vogliono il tempo pieno e preparano la fiaccolata del 2 aprile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il comitato ha fatto muro contro gli effetti della riforma Gelmini sugli organici e il tempo-scuola 2009-2010. «Da fonti sindacali - hanno detto le mamme Sonia e Cristina - pare che gli organici docenti saranno ridotti al minimo. Niente compresenze e tempo scuola lungo, a rischio. Continueremo a lottare e dimostrare: non ci tireremo indietro».

ANCONA - I posti in meno nelle nostre scuole a settembre saranno -249 nella scuola primaria, -319 ne... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pubblica da parte del Ministero Gelmini - ha osservato il presidente della Regione Gian Mario Spacca - è inaccettabile e mette in seria difficoltà il servizio e la qualità del sistema di istruzione. In un momento di difficoltà economica, decidere di risparmiare sull'istruzione è sicuramente un'operazione miope: bisognerebbe piuttosto investire e accompagnare la formazione dei giovani.

di ILARIA TRADITI ANCONA SINDACATI m... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LAVORERANNO in pratica 3736 docenti, certo i tagli sono drammatici, ma si è aperto uno spiraglio» ha detto Paola Martano del sindacato autonomo Snals. Al momento infatti il tavolo delle trattative è aperto e il ministro Gelmini pare abbia dato segnali di interesse verso le proposte avanzate dallo Snals, sostenute anche da Cisl e Uil.

Meno docenti in Veneto Ma il tempo pieno alle elementari è salvo ( da "Corriere del Veneto" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluto dalla riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Una scure che, da settembre, sottrarrà al Veneto oltre 2200 docenti, a fronte di un aumento di 8500 alunni. Mentre infatti tutti gli occhi da sempre si sono rivolti sulle elementari e sul maestro unico, oggi corpo docente e servizi decurtati si ritroveranno in medie e superiori.

Bracco: sulla ricerca focus sui temi-chiave ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dice nel suo intervento al Forum Mariastella Gelmini, ministro dell'Università e della Ricerca che ha firmato una dichiarazione congiunta con il ministro Leijonborg per sviluppare partnership scientifiche (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Al pari della Svezia, aggiunge il ministro Gelmini, nel nuovo «Programma nazionale della Ricerca, che definiremo entro giugno,

IL TEMPO LUNGO PER LA SCUOLA ELEMENTARE DEL VENETO E' SALVO ( da "marketpress.info" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha però dimostrato al Governo ed in particolare al Ministro Gelmini, quanto la nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di dare ottimi risultati?. ?Avevamo chiesto al Ministro- prosegue l?Assessore regionale- in particolare, con il sostegno dei dati e delle valutazioni dell?Ufficio scolastico regionale e forti dell?

Mazzocca: ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rettori e professori attendono con apprensione che la scure della ministra Gelmini cali sulle università per i tagli annunciati che preoccupano anche i parlamentari campani del Pdl, l'assessore regionale all'Università Nicola Mazzocca, invece di chiedere una frenata, va controcorrente e propone un'accelerazione a Berlusconi, che oggi è a Napoli: «Apriamo al più presto un confronto,

Scuola, addio a 2200 posti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il conto è salato per la Sardegna ma la ministra Gelmini non fa sconti a nessuno. Sotto la sua scure finisce tutta la scuola sarda, presidi, docenti, bidelli, impiegati di segreteria e tecnici. Il prossimo anno scolastico si aprirà, infatti, con 1655 cattedre in meno, tra elementari, medie e superiori.

Maroni jr. ospite a Roma al concerto del Viminale ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E meno male che c'è il ministro dell'Interno: i poveri studenti del liceo Cairoli, infatti, quest'anno non andranno in gita. Colpa della protesta dei loro insegnanti contro i tagli alla scuola del ministro Gelmini: se taglio deve essere, 61 professori su 76 hanno votato per cominciare proprio dai «viaggi d'istruzione». M. Cre.

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pag: 23 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il rettore della Bocconi e il piano Gelmini «Concorsi per prof sì alla lista nazionale Fondi a chi merita» «Gli atenei che producono di più vanno premiati» ROMA — «Un'innovazione che potrebbe essere importante e che ci avvicinerebbe alle migliori pratiche internazionali».

i tagli nella scuola ( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 11 - Toscana I TAGLI NELLA SCUOLA NUOVE PROTESTE ANTI-GELMINI Le più penalizzate saranno le medie inferiori. «Classi sempre più numerose dove sarà difficile fare lezione»

quattromila alunni in più e 1500 prof in meno ( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: criticando duramente i programmi del ministro Gelmini. Le cifre, in pratica, dicono già tutto: nell'anno scolastico 2009-2010, rispetto a quello precedente, dovrebbe esserci un aumento complessivo di 4443 studenti (la cifra comprende sia la scuola primaria che quella secondaria, cioè le elementari e le medie inferiori e superiori).

SCUOLA A RISCHIO a San Godenzo? Il caso delle scuole di comuni disagiate, ed in p... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riccardo Migliori, fatta al Ministro dell'Istruzione Gelmini. "Vorremmo capire, spiega Migliori, in base a quali parametri e metodologie strategiche complessive siano stati elaborati accorpamenti, affinché non costituiscano una forma di eccessiva penalizzazione dei centri abitati che ne vengono coinvolti.

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Alfano sono già una realtà. Ma dai trentenni arriveranno sorprese». E lui, Dell'Utri, che di quella squadra del '93 si definisce «l'allenatore-preparatore atletico, Silvio era il presidente, gli altri tutti attaccanti perché così al Capo piacciono le squadre», lui che si candidò solo nel '96 «e solo per legittima difesa.

Sit in dei precari della scuola Protestano contro i tagli ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e di Tremonti, che minacciano il posto di 1.300 lavoratori, avranno, sostengono gli interessati, tra gli effetti più immediati quelli di ridurre indiscriminatamente il personale docente e Ata (bidelli e addetti alle segreterie), penalizzare la qualità dell'offerta formativa e aumentare le spese a carico delle famiglie e il venir meno delle garanzie per il rispetto delle norme>

Scuola, tagli ormai certi Quattromila cattedre in meno in Lombardia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, sarà invece tra le più colpite del Paese», afferma Maurizio Martina, segretario lombardo del Pd. «Il pd lombardo - prosegue Martina - chiede a Regione Lombardia che si attivi nei confronti del ministro Gelmini al fine di assicurare la qualità del nostro sistema formativo, rivedendo quindi l'impatto delle scelte negative e penalizzanti che il governo ha assunto»

Caro Brunetta... e Don Milani? Brunetta non ipocrita? Che ne pensa di don Milani che voleva i suo... ( da "Unita, L'" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: / Ma quand'apre la boccaccia/ x parlare tropp'in fretta/ non promuove la vendetta? GP Occupazione: la prima volta del nostro liceo Prima di oggi la nostra scuola non era mai stata occupata. Domani manifestazione nazionale contro la Gelmini. Liceo classico "Plana" (Alessandria)

INNOVAZIONE: SVEZIA-ITALIA QUATTRO A ZERO ( da "Unita, L'" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la signora Mariastella Gelmini. Il confronto sarà stato quantomeno curioso perché i due Paesi sono abbastanza distanti proprio in relazione ai temi della visita. Prendiamo la ricerca. Recentemente il governo svedese ha stanziato 463 milioni di euro per la ricerca e l'innovazione, superando così abbondantemente l'obiettivo che l'Europa si era data a Lisbona:

Scuola, confermati i tagli In Molise  334 posti ( da "Tempo, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Istruzione Sul decreto Gelmini insorgono i sindacati. La Uil presenta la piattaforma, la Cgil prepara la protesta Scuola, confermati i tagli In Molise «saltano» 334 posti Le riduzioni riguardano gli istituti primari e secondari Aldo Ciaramella CAMPOBASSO Tagli e ridimensionamento, tutto confermato.

. Così il rettore dell'Alma Mater ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che si è tenuto nella sede del Miur, con i rappresentanti di Crui, Cun, Cnvsu, Interconferenza dei presidi e Codau, allargato ai parlamentari di maggioranza e opposizione. Calzolari, avrebbe parlato di un «clima più disteso e meno astioso» nei confronti degli Atenei.

Calzolari incontra il ministro Gelmini: qualche speranza per i ricercatori ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 12 Calzolari incontra il ministro Gelmini: qualche speranza per i ricercatori «SE NEL capannone in periferia si urla, in questo spazio sussurreremo ma non per questo con minor intensità». L'Onda fa il proprio di annuncio: «Una piega dell'Onda tra università e metropoli. Ecco qua Bartleby, in via Capo di Lucca 30, uno spazio occupato nel centro di Bologna»

atenei, scambio riforme-risorse - vincenzo milanesi ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Atenei, scambio riforme-risorse VINCENZO MILANESI Qualcosa (forse) si muove nelle università italiane, sulle quali incombono come un'autentica spada di Damocle i «tagli» decisi dal governo. Ora il ministro Gelmini offre uno «scambio» riforme-risorse. A PAGINA 15

università, scambio riforme-risorse - vincenzo milanesi ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha tuttavia lasciato intravvedere una possibile via d'uscita, forse in grado di evitare il disastro, evidentemente concordata con il ministro Tremonti. Uno «scambio», per dir così, di un genere particolare: se gli Atenei accetteranno di collaborare ad avviare un processo di riforme, potrebbe esserci una riduzione (

scuola, allarme della provincia ( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non abbiamo ancora i dati provinciali ma si parla di un aumento di alunni di 7-8 mila unità con una diminuzione del corpo docente di 2000 insegnanti. La Ministra Gelmini ci deve spiegare come verrà rispettata la volontà di scelta dell'orario delle famiglie, quando non ci sarà l'organico sufficiente a garantire tutte le varie modalità». (Giacomo Cosua)

RICERCA E INNOVAZIONE: GELMINI E MINISTRO SVEDESE ( da "WindPress.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro dell?Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell?innovazione. Grazie a questo accordo saranno avviati progetti scientifici comuni nei seguenti campi:Nanotecnologie e Scienza dei materiali,

E' Brunetta il ministro più amato Sei italiani su 10 si fidano del premier">E' Brunetta il ministro più amato Sei italiani su 10 si fidano del premier ( da "Affari Italiani (Online)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al 56% davanti a Roberto Maroni con il 55% e Ignazio La Russa con il 53%. Franco Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%. SEGUE/ LE PERCENTUALI DEI PARTITI... pagina successiva >>

26/03/2009 09:57 SCUOLA: RETE NAZIONALE PRECARI ADERISCE A MANIFESTAZIONE 28 MARZO ( da "ITnews.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini: 42.000 cattedre in meno e ben 18.000 precari che il prossimo anno non lavoreranno: in pratica e' come se chiudesse una industria molto piu' grande dell'Alitalia; il ministro afferma di studiare il problema, ma la verita' e' che l'unico dato certo delle sue dichiarazioni sono i pesantissimi tagli agli organici''.

Italiani, zero in economia la Gelmini annuncia nuovi progetti ( da "Stampaweb, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini annuncia nuovi progetti per l?alfabetizzazione economica degli studenti italiani. Il ministro parla del lancio del progetto-pilota “Moneta”, «che ha coinvolto circa 200 studenti e 40 docenti in varie discipline». «Moneta» è partito in gennaio, in collaborazione con Banca d?

Incentivi: sui Comuni scontro Lega-governo ( da "Avvenire" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni annuncia che il Pd ripresenterà l'emendamento in aula: «Attendiamo dal ministro Gelmini una parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi i tagli e i disoccupati che ha creato, avverta almeno l'imperativo etico di garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per anni hanno educato i nostri figli» .

Paritarie, entro l'8 aprile una decisione sui 120 milioni ( da "Avvenire" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: visto che venerdì scorso il ministro Mariastella Gelmini, al congresso dell'Associazione genitori scuole cattoliche, aveva indicato in questa settimana il passaggio decisivo in Conferenza. E proprio in vista di questo appuntamento la presidente dell'Agesc, Maria Grazia Colombo, in una lettera aperta ai presidenti di Regione e delle Province autonome,

Regione Marche "preoccupata" per i tagli alla scuola ( da "Sestopotere.com" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero Gelmini e` inaccettabile e mette in seria difficolta` il servizio e la qualita` del sistema di istruzione. In una regione come la nostra, contraddistinta dall'esistenza di piccoli centri, questa scelta risulta particolarmente pesante e punitiva, soprattutto per le aree interne.

Rai/ Peluffo: Vergognoso permettere a ministri di dire ( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al ministro Gelmini è stato possibile dire che nella scuola va tutto bene, che i tagli non ci sono e che le misure prese dal governo sono eccellenti". Lo afferma Vinicio Peluffo, esponente Pd della commissione di Vigilanza della Rai, che aggiunge: "Se Vespa avesse chiamato gli insegnanti, le famiglie, l'opposizione si sarebbe accorto che le cose stanno in tutt'

(ACR) SIMONETTI: GLI STUDENTI DELLâ ONDA NON SONO GUERRIGLIERI ( da "Basilicanet.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Mariastella Gelminiâ?. â??Non ci interessa oggi polemizzare sui toni inappropriati, oltre che inopportuni, del Ministro â?? afferma Emilia Simonetti - né© ci interessa indagare il tipo di â??trattamentoâ?? che Brunetta avrebbe voluto o, meglio, vorrebbe riservare agli studenti.

Puos d'Alpago (m.d.m.) Non si spegne l'eco delle discussioni fuori e dentro il mondo scolastico ... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini". Tra le voci che si rincorrono in questi giorni fuori e dentro i corridoi delle sedi scolastiche, quella della maestra Alida Nardi, una delle insegnanti con la maggiore esperienza didattica alle elementari di Puos, si pone apertamente in contrasto con la risoluzione attuata: «Anche se il collegio docenti si è espresso a maggioranza,

Il tempo lungo nelle scuole elementari di Padova e provincia è probabilmente salvo. Ieri pomeri... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: previsti da un apposito decreto a firma del Ministro Mariastella Gelmini. Fondamentale sembra essere stato l'apporto del movimento spontaneo dei sindaci, coordinato dal primo cittadino di Albignasego Massimiliano Barison. Da un mese e mezzo a questa parte lo stesso movimento si è mosso per mantenere questa forma di orario: i sindaci hanno prima incontrato Elena Donazzan,

Adesso sarà dura . Allarga le braccia sconsolato Franco Venturella, direttore dell'U... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e del voto in condotta, la verità della riforma Gelmini è venuta a galla: meno servizi per le famiglie, meno scuola per i bambini, meno opportunità per il futuro - afferma Giaretta - eppure il capitale più grande su cui può contare il Veneto è quello delle intelligenze e della cultura dei suoi abitanti.

La scuola a Porto Tolle tra riforma e territorio: se ne discuterà domani sera alla Sala della m... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: meglio nota come riforma Gelmini, sulla realtà locale. Si parlerà dei problemi che potrebbero riguardare le circa 600 famiglie portotollesi che usufruiscono della scuola primaria e secondaria e che per l' anno scolastico 2010-2011 si troveranno inevitabilmente a confronto con la riorganizzazione prevista dal ministero.

Venezia Seicento insegnanti in più e per le elementari il tempo lungo è garantito. 222... ( da "Gazzettino, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dimostrato al Governo e in particolare al ministro Gelmini quanto la nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di dare ottimi risultati. I 600 insegnanti in più permetteranno di far partire le classi prime con il tempo pieno a 40 ore, così come descritto nel decreto attuativo del ministero e, tolte le compresenze, vedere comunque garantito il cosiddetto tempo lungo,

Le tabelle">E' Brunetta il ministro più amato. Le tabelle ( da "Affari Italiani (Online)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al 56% davanti a Roberto Maroni con il 55% e Ignazio La Russa con il 53%. Franco Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%. SEGUE/ LE PERCENTUALI DEI PARTITI... pagina successiva >>

Berlusconi battezza il suo Pdl E spunta anche la banda musicale ( da "Repubblica.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sabato sono previsti gli interventi di ministri (Tremonti, Carfagna, Alfano, Gelmini, Fitto), del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e dei due capigruppo parlamentari, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. In chiusura di giornata l'altro intervento istituzionale: il presidente del Senato, Renato Schifani. Le presenze.

Modena, inaugurato attraversamento ciclopedonale della tangenziale Pasternak ( da "Sestopotere.com" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che collegherà via del Diamante con via Gelmini e la zona universitaria, è in programma per sabato 28 marzo alle 11, con ritrovo in via Diamante. Dopo il taglio del nastro per mano del sindaco di Modena Giorgio Pighi, dell'assessore alla Mobilità Daniele Sitta, e del Presidente della Circoscrizione 3 Fabio Poggi, e l'attraversamento del sottopasso in bicicletta,

Brivio: in aula il bilancio. La minoranza propone l'esenzione mensa per le famiglie in ``cassa`` ( da "Merateonline.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non so se questo servizio rimarrà tale, dipende dai fondi che ci saranno concessi in seguito alla riforma Gelmini”. Rosa Ripamonti Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 26/3/2009 alle 16.18

Donne di destra... oltre alla gambe c'è di più... ( da "Affari Italiani (Online)" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al sesto posto si piazza il Ministro Mariastella Gelmini (9%), apprezzata per la sua determinazione dimostrata anche di fronte a provvedimenti difficili come la riforma scolastica. Settima posizione per la combattiva Alessandra Mussolini (5%), vera icona della difesa dei diritti delle donne, mentre l'ottavo posto lo conquista Stefania Craxi (4%) che,

Tagli alla scuola, la preoccupazione di Spacca ( da "Quotidiano.it, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Gian mario Spacca Presidente Regione Marche Il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca interviene rispetto alla spinosa questione dei taglia alla scuola pubblica previsti dalla riforma Gelmini. "Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero Gelmini è inaccettabile e mette in seria difficoltà il servizio e la qualità del sistema di istruzione.

Marcatelli (FI-Pdl) denuncia: "Controinformazione sulla riforma della scuola" ( da "RomagnaOggi.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: trionfalmente affermato che il modello didattico del ministro Gelmini è fallito. Si è trattato di un pesante e immotivato intervento ideologico da parte di un assessore che invece di essere garantista verso le minoranze che richiedevano scelte diverse, in linea con la legge, ha preferito usare il frullatore per omogeneizzare un servizio che deve essere invece a misura di bambino.

"Il servizio militare non può provocare discriminazioni sul luogo di lavoro" ( da "Grecale, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: interrogazione al ministro Gelmini Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - “Evitare un?arbitraria ed anticostituzionale discriminazione in danno dei cittadini che hanno prestato il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati in data antecedente all?

Cgil e Cisl sui tagli alla scuola ( da "Merateonline.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Economia >> Sindacati 26 / 3 / 2009 Cgil e Cisl sui tagli alla scuola Il ministro Gelmini taglia per il prossimo anno scolastico 4.000 docenti nella sola Lombardia pari ad un 11% del dato nazionale. Dichiarazione dei segretari generali di categoria: Corrado Ezio Barachetti della FLC CGIL e Renato Capelli della CISL scuola.

Flc Cgil: la Gelmini non fa fronte alle richieste delle famiglie ( da "Merateonline.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini non fa fronte alle richieste delle famiglie LA GELMINI NON E? IN GRADO DI FAR FRONTE ALLE RICHIESTE DELLE FAMIGLIE CONFERMATI PER L?A.S. 2008/2009 I TAGLI DI 4.000 DOCENTI NELLA SOLA LOMBARDIA, PARI ALL?11% DEL DATO NAZIONALE. RICADUTE PESANTI A LIVELLO DI ORGANICI ANCHE PER LA PROVINCIA DI LECCO Nonostante le rassicurazioni da parte del Ministro Gelmini

Dl incentivi/ Gelmini: bene modifiche su assunzione Lsu ( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini è soddisfatta delle modifiche al decreto legge sugli incentivi che prevedono l'inserimento di risorse per l'assunzione di lavoratori socialmente utili nella scuola. "L'inserimento nel Decreto incentivi di risorse destinate all'assunzione di lavoratori socialmente utili nella scuola è la dimostrazione dell'interesse della maggioranza verso il mondo dei precari e dei lavoratori"

Scuola/ Gilda: governo debelli piaga prof in nero in cambio... ( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: - La Gilda degli insegnanti si appella al governo, al ministro Gelmini ai vertici dell'Inps per debellare il fenomeno dei docenti precari che per non rimanere indietro nelle graduatorie di supplenza accettano, soprattutto al Sud, di lavorare in istituti privati con contratti al minimo o addirittura a titolo di gratuito.


Articoli

Il boom di immigrati è nelle Materne (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.TETTO DI STUDENTI STRANIERI NELLE CLASSI: L'IDEA DEL MINISTRO FA DISCUTERE Il caso Parlano i presidi Il boom di immigrati è nelle Materne Rapetti (Castigliano) «Per noi esistono solo ragazzi che hanno bisogno di imparare» "E' importante che non ci siano le classi ghetto" ASTI [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Gli studenti stranieri, nelle scuole astigiane, sono 3.557, pari al 14,5% della popolazione scolastica complessiva. Un dato pienamente contenuto nei «tetti» ipotizzati dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che in questi giorni ha avanzato una nuova proposta per risolvere il problema dell'integrazione all'interno delle scuole italiane: fissando appunto un limite del 30%, alla quota di studenti stranieri in una classe. L'idea per il momento non è ancora proposta di legge, e in ogni caso lo stesso ministro ha chiarito che non sarebbe attuabile fino a dopo il 2010. Ma tant'è, l'idea ha già suscitato qualche reazione, soprattutto da parte degli addetti ai lavori. «Bisogna innanzi tutto capire quali sono le intenzioni di questa norma - commenta Francesco Contino, provveditore agli Studi - Se l'intento è quello di migliorare il grado di integrazione, può essere una strada percorribile, ma bisogna vedere in che modo si intende attuarla. Se invece è solo un modo per limitare la quantità di studenti stranieri nelle scuole italiane, è tutto un altro discorso». Le difficoltà di integrazione riguardano soprattutto i problemi linguistici, e toccano quindi i ragazzi e gli studenti che arrivano in Italia e si inseriscono a scuola, senza conoscere la lingua. «Al "Sella" abbiamo circa il 26% di stranieri - spiega Tina Rosita Casamento, preside dell'istituto Alfieri - in gran parte sono studenti molto motivati che ottengono ottimi risultati. Alcuni però arrivano ad anno iniziato e si deve fare uno sforzo in più per recuperare i deficit linguistici, ma abbiamo ottimi programmi studiati apposta». Progetti specifici sono presenti anche all'istituto «Castigliano», dove la media di stranieri raggiunge il 30 per cento, con punte anche più alte nei primi due anni. «Anziché mettere un tetto al numero di stranieri - commenta il preside Ugo Rapetti - dovrebbero darci maggiori risorse per migliorare i progetti di integrazione. E cosa facciamo quando abbiamo raggiunto il limite del 30%? Mandiamo via i ragazzi? Noi non vediamo gli studenti come stranieri o italiani, ma semplicemente come ragazzi che hanno lacune da colmare». La percentuale più alta di stranieri si trova nelle materne (18%) seguite da medie (16,1%), elementari (15,8%) e superiori (8,6%). Ma mentre per gli asili il 76,9% dei bambini sono nati in Italia, e quindi sono già pienamente integrati, almeno sotto il profilo linguistico, la quota di nati in Italia scende con il procedere della scolarizzazione, proprio quando i problemi linguistici diventano più determinanti ai fini del profitto: alle elementari sono il 45,8 per cento, alle Medie il 15,9% e infine alle Superiori il 3,1 per cento. Escluse le scuole materne, dove i problemi di integrazione linguistica si pongono in misura decisamente minore, e di sicuro sono più facilmente «recuperabili» senza lo stress di dover affrontare la promozione alla fine dell'anno, è nelle scuole elementari che si gioca la «partita» più delicata. Stando ai numeri, i bambini stranieri negli asili e nelle elementari della provincia di Asti sono 2 mila 176, e il loro numero sta crescendo rapidamente. Dal punto di vista percentuale, la media si attesta fra il 16 e il 17 per cento, ma ci sono realtà dove il «tetto» imposto dal ministro Gelmini sarebbe già superato. «Su 825 allievi, 200 sono stranieri - spiega Paola Umboschi, dirigente del sesto circolo -. Alcune nostre scuole però sono già decisamente sopra: alla "Gramsci" siamo al 35 percento, mentre "Collodi" e "De Benedetti" superano il 30». E che fare con le iscrizioni? "Personalmente ritengo che non si possano stabilire tetti di questo genere - aggiunge Umboschi - Il timore è che questo principio nasconda la volontà di tenere fuori un certo numero di immigrati. Credo che si debba aspettare e vedere come questa proposta verrà applicata". Più possibilista il preside del 3° circolo, Renato Demaria: nelle sue scuole la percentuale di stranieri si aggira intorno al 17% (sono 185 su 1085 bambini). «Il 30 per cento mi pare una percentuale già piuttosto alta - sottolinea - E' importante che non ci siano classi ponte o scuole "ghetto". Comunque da noi il fatto di accogliere parecchi stranieri non ha abbassato la qualità dell'insegnamento e le nostre sono scuole sempre molto richieste dai genitori».

Torna all'inizio


La Stampa e la fuga dalla scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

S C R I P T A M A N E N T La Stampa e la fuga dalla scuola pubblica PANORAMIX Il privato cura il pubblico Ritorno del pubblico tout court? Da inchieste e focus dei quotidiani in edicola in un lunedì avaro di notizie particolari non sembra proprio. Il Focus del Corriere della Sera si occupa di come cambia l’assistenza nel nostro paese. «Tempo di crisi, tempo di sanità – scrive Mario Pappagallo sul quotidiano di via Solferino –. E così mentre Barack Obama punta sugli ospedali pubblici, quelli per i poveri, per rilanciare anche un’economia asfittica (miliardi di dollari stanno per riversarsi nel pubblico in modo da “attirare” anche pazienti e finanziamenti privati), l’Italia con il suo servizio sanitario che ha compiuto trent’anni nel dicembre del 2008 deve realizzare da avere tra le mani un esempio da valorizzare, rilanciare e rendere imitabile da chi all’estero cerca nuove strategie. Per una volta gli Stati Uniti studiano le nostre sperimentazioni di introduzione controllata del privato nel pubblico. Regioni e province come Lombardia, Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Le virtuose alle quali non si può addebitare il ripiano dei 12 miliardi di euro di buco totale della sanità». La maggioranza delle virtuose, per dirla con il Corriere, è anche infatti capofila «della sperimentazione di nuove vie di gestione, con il privato partner di un pubblico socio e controllore di quanto gestito dalla componente profit. E i conti, nel 90 per cento dei casi per quanto riguarda il project financing ospedaliero, stanno virando dal rosso al nero». Insomma, secondo l’inchiesta del quotidiano milanese, nella sanità «il privato cura il pubblico ». Fuga dalla scuola (pubblica) Altro pubblico, altro privato. «Almeno 15-20 mila alunni passeranno alla scuola privata il prossimo anno». Lo scrive Flavia Amabile su La Stampa. «Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/2009 – spiega la giornalista del quotidiano torinese –. I vescovi avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto. Ma le promesse in Italia sono quello che sono, ed allora alcune Regioni e enti locali avevano preferito intervenire». E, quindi, è andata a finire che non solo le scuole cattoliche non saranno in crisi ma un primo bilancio delle iscrizioni le vede in deciso aumento. «Soprattutto al Nord – precisa Ernesto Mainardi tesoriere dell’Agesc, associazione che rappresenta i genitori delle scuole cattoliche – dove sono state attuate politiche di aiuto: penso alla Lombardia ma anche al Piemonte o all’Emilia Romagna». Ed infatti in Lombardia alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all’incirca del 15 per cento, alle medie del 10 per cento. I motivi di questo aumento? «In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta – sottolinea Amabile –, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno creato molto disorientamento fra i genitori». Un bel combinato disposto.

Torna all'inizio


"Mi alleno col poker aiuta a concentrarsi" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Intervista Igor Cassina MARCO ANSALDO "Mi alleno col poker aiuta a concentrarsi" Igor Cassina, a dieci giorni dagli Europei di ginnastica a Milano, che per lei cominciano il 3 aprile con le qualificazioni, si sente al bivio tra proseguire la carriera o smettere? «Comunque vada andrò avanti fino ai Mondiali di Londra, in autunno. Ma per quell'altra Londra, quella 0limpica del 2012, mi sento ancora in bilico: tre anni sono lunghi, serve entusiasmo e salire sul podio a Milano, nella mia città, sarebbe importante». Il podio o l'oro? «Basta il podio. Al mio attrezzo, la sbarra, il rischio è continuo, ad ogni movimento puoi non ritrovare la presa, soprattutto nei salti, e trovarti con il sedere a terra e una penalizzazione nel punteggio. Ci vuole molta precisione e un po' di fortuna». A Pechino le mancò la prima o la seconda? «Riuscii a eseguire benissimo il mio salto, quel movimento che ho inventato io e che porta il mio nome. Poi fui impreciso in un paio di passaggi che sembrano più semplici e finii quarto: con qualche rammarico, con la sensazione di essere stato un po' penalizzato dalla giuria ma in fondo soddisfatto per una buona prova nel giorno più difficile e col record di spettatori italiani in tv». Si dice: Cassina dopo l'oro olimpico di Atene, otto anni dopo Chechi, si è perso. Vero? «È la cultura italiana: se hai vinto una volta devi ripeterti, altrimenti hai fallito. Può valere per altri sport ma nella ginnastica è diverso e nella mia specialità ancora di più, proprio perché l'errore è una questione di millimetri o di una frazione infinitesima di secondo. Tanto è vero che pochissimi si sono dimostrati i più forti in due grandi competizioni consecutive». Se a Milano va bene prosegue. E se non arrivasse il podio? «Dipende dalle sensazioni. Un campionato europeo con me, il tedesco Hambuecher, l'olandese Zonderland e il francese Cucherat vale una finale olimpica, anche perché non sono convinto che le gerarchie tracciate a Pechino siano le più veritiere. Zou, il cinese, fu aiutato nel vincere. Comunque se avessi brutte sensazioni, smetterei dopo il Mondiale pensando all'insegnamento». In che modo? «Vorrei aprire una mia palestra e laurearmi in Scienze Motorie e restare all'Università Cattolica per insegnare ginnastica ai futuri insegnanti». Cioè ai futuri precari, visto come funziona il mondo della scuola. «Non mi piace che lo spazio per l'educazione fisica sia stato ridotto, era già troppo poco. Forse noi atleti di spicco dobbiamo uscire dal nostro isolamento per sensibilizzare il governo: lo sport è una palestra di regole, di comportamenti, di salute e non può essere affidato all'iniziativa personale o delle famiglie nel tempo libero. Come è stato fondamentale per me, deve esserlo per altri e va impostato a scuola». È pronto a dirlo al ministro Gelmini? «Sì, se serve, insieme ad altri. E credo che in particolare la ginnastica artistica dovrebbe avere un'ora fissa nell'orario scolastico perché è la base di tutti gli sport e in genere del movimento delle persone. Vedo in giro troppi ragazzini scoordinati, quasi incapaci di correre e saltare correttamente perché nessuno gliel'ha mai insegnato». Cassina, mai pensato a un futuro diverso, magari nell'azienda di mobili di suo padre? «Lo farei contento ma mi ci vedo poco a trattare con clienti e fornitori. La ginnastica è il mio mondo. Questo non significa che sia monomaniaco: mi piace la montagna, raccogliere funghi, adoro tutto ciò che è velocità, dagli aerei delle Frecce Tricolori su cui sono salito, fino alla Ferrari e alle moto: il mio idolo è Valentino Rossi, vorrei assomigliargli un po'. Comunque l'ultima mia mania è il poker». Il poker? «Lo giocavo nei ritiri o con gli amici in montagna, però non mi andava che ci si giocassero i soldi. In tv ho scoperto invece questo poker "sportivo", in cui la scommessa è fittizia ed è soltanto un modo per vincere la gara: mi intriga perché allena alla concentrazione, al calcolo, allo studio della mossa. Psicologicamente può essere utile anche a chi fa il mio sport. Non ci ho ancora provato ma vorrei iscrivermi presto a qualche torneo». Senza mollare la presa. Naturalmente.

Torna all'inizio


di Valentina Visentin PADOVA - Documenti? , N... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Valentina Visentin PADOVA - «Documenti?», «Non ti faccio vedere nessun documento, non sei un poliziotto». E finisce in rissa. Episodio di violenza ieri verso le 13 al liceo Marchesi-Fusinato di via divisione Folgore in quartiere San Giuseppe. Il diverbio è scoppiato tra due coppie di ragazzini 15enni: due studenti esterni al liceo e altri due del Marchesi-Fusinato incaricati del "servizio d'ordine" durante l'autogestione di protesta in corso nella scuola. Gli studenti del liceo, infatti, hanno proclamato l'autogestione contro i tagli della riforma Gelmini e hanno invitato alcuni studenti di altri istituti superiori a tenere delle lezioni su argomenti esterni al programma curriculare. Due di questi "ospiti" del liceo, all'uscita dello stabile, hanno avuto un diverbio con i compagni incaricati del "servizio d'ordine": dallo scontro verbale in breve i giovani, tutti maschi, sono passati alle mani e durante l'alterco un ragazzino di 15 anni, iscritto al liceo Marchesi-Fusinato ha battuto violentemente la testa contro la recinzione della scuola. Trasportato in pronto soccorso, il giovane è stato medicato con tre punti di sutura per una ferita lacero contusiva alla testa e dimesso. I responsabili dell'istituto non hanno voluto commentare l'episodio.

Torna all'inizio


in mille senza tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Per la maggior parte dei bambini che faranno la prima sono state scelte 30 o 40 ore In mille senza tempo pieno Allarme della Cgil, gli insegnanti saranno dimezzati Se non ci saranno modifiche ai tagli le famiglie si dovranno adattare alla formula del maestro unico EMPOLI. A rischio il tempo pieno per 1154 bambini del Circondario che frequenteranno la prima elementare a settembre. L'allarme è lanciato dai sindacati, che prevedono negli organici una decurtazione degli insegnanti pari al 50%: tagliati in primis supplenti e personale con contratto a tempo determinato. Sono 1382 gli alunni iscritti alla scuola primaria per l'anno 2009/2010 e circa il 90% delle famiglie ha optato per il tempo prolungato (30/40 ore settimanali). Se il governo non diminuirà, però, i tagli previsti, nel Circondario, sempre secondo i sindacati, non sarà rispettata alcuna delle scelte per il tempo pieno. La maggioranza delle famiglie ha scelto per i propri figli il tempo pieno di 30 o 40 ore, bocciando quindi le altre opzioni possibili, le 24 ore con maestro unico e le 27 ore. Nel comune di Cerreto Guidi, su quattro classi prime, tre hanno optato per le 40 ore, una classe ha scelto le 30 ore. Nel circolo didattico Empoli 1, che comprende le scuole elementari "Leonardo da Vinci", "G. Galilei" ad Avane, "Carducci" e "Dante Alighieri" a Marcignana, su 110 alunni iscritti, tutti vorrebbero frequentare il tempo pieno. Nel circolo Empoli 2 ("Michelangelo" a Santa Maria, "San Giovanni Bosco" a Ponte a Elsa, "G. Pascoli" a Corniola), su 141 iscritti c'è stata una sola scelta per le 27 ore: tutti gli altri optano per 30 o 40 ore alla settimana. Nelle scuole "Colombo" a Ponzano, "Carrucci" a Pontorme, "Busoni" al Pozzale, "Rovini" alle Cascine e nella scuola elementare di Serravalle (Empoli 3), 144 alunni sono stati iscritti al tempo pieno. Stessa situazione a Montespertoli e a Vinci dove le iscrizioni sono tutte per le 30/40 ore. Nel comune di Montelupo, su 112 bambini, 94 vogliono il tempo pieno. Hanno scelto il tempo pieno anche i 43 alunni delle scuole "Domenico Livi" a Gambassi e "Dalmazio Birago" a Montaione. Ancora 30/40 ore è la scelta prevalente nei comuni di Capraia e Limite, Certaldo e Castelfiorentino. Infine a Fucecchio su 103 iscrizioni, 41 famiglie vogliono il tempo prolungato. I genitori si aspettano, quindi, almeno le 30 ore settimanali, con la mensa garantita e con un tempo prolungato che non sia doposcuola. Ed è qui che nascono i problemi. «Con i tagli previsti dal governo - dicono alla Cgil scuola - è impossibile soddisfare le richieste dei genitori: non ci sono insegnanti a sufficienza. Inoltre, in una conferenza che si è tenuta nei giorni scorsi, il ministro Mariastella Gelmini ha fatto capire l'intenzione di introdurre organici di 27 ore con maestro unico». Strutturando le scuole con organici di 27 ore, il maestro unico farebbe le 24 ore previste dalla legge: a queste si aggiungerebbero tre ore svolte da un supplente per l'insegnamento di materie a scelta come musica, inglese, informatica, religione. «Un altro problema- concludono dal sindacato - sarà rappresentato dalla riduzione del 17% (prevista a partire da settembre) del personale ausiliario. Con il numero sempre maggiore di alunni per classe e con la diminuzione dei servizi ausiliari ed amministrativi, sarà messa a rischio la sicurezza degli alunni stessi, sorvegliati sempre meno». Elisa Bigazzi

Torna all'inizio


nasce il "contro" g8 delle università - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Torino Nasce il "contro" G8 delle università A maggio durante il vertice mondiale dei rettori un campeggio ambientalista Stasera l´assemblea nel cortile del Poli per mettere a punto i dettagli della tre giorni ecologista OTTAVIA GIUSTETTI Sarà nel primo Climate Camp torinese che studenti di tutte le città italiane organizzeranno il «comitato di accoglienza» per i membri del G8 dell´Università, in città dal 17 al 19 di maggio. I ragazzi del Cantiere altro sviluppo, nato dalla fusione tra quel che è rimasto dell´assemblea No-Gelmini dell´Università e della No-Tremonti del Politecnico, lo annunceranno questa sera, nel cortile centrale del Politecnico, in una assemblea aperta a tutti gli studenti e le componenti dei lavoratori impegnate sul fronte della contestazione contro la legge 133. Un Climate Camp è un campeggio ambientalista autogestito nel quale si organizzeranno per tutta la durata del G8 dell´Università una moltitudine di eventi da seminari a concerti, tutti sul tema della sostenibilità e dello sviluppo. Un campeggio per centinaia di ragazzi in città. Dove farlo? Si stanno chiedendo gli studenti. Le possibilità non sono molte e comunque avranno l´effetto di una grande occupazione pacifica di una zona della città. L´idea prima sarebbe di restare vicini al luogo cruciale dell´evento, il castello del Valentino, favorita anche dal fatto che non esisterà una vera propria zona rossa come nel G8 dei capi di Stato e sarà perciò possibile manifestare nei pressi dei luoghi scelti per ospitare l´evento. Dal Politecnico di Torino partirà questa sera (ore 18) un appello agli studenti e ai lavoratori del mondo della conoscenza di tutta Italia che hanno a cuore i temi dell´ambiente affinché si mobilitino e partecipino a quella che nelle aspettative potrebbe rivelarsi la nuova grande manifestazione dell´Onda. Al G8 parteciperanno 50 atenei, due per ciascun paese membro, più altre università di alcuni paesi "in via di sviluppo". La Conferenza dei Rettori, il Politecnico di Torino e l´Università di Firenze hanno rappresentato l´Italia allo scorso G8 University Summit di Sapporo in Giappone nell´estate 2008, a pochi giorni dal G8 dei Capi di Stato. Durante quel primo appuntamento furono discussi il ruolo e il possibile contributo delle università alla crescita economica e alla sostenibilità ambientale globale. Al termine dei lavori fu scritta una dichiarazione, indirizzata agli stati membri che si sarebbero riuniti pochi giorni dopo: la Sapporo Sustainability Declaration (SSD) firmata dai 37 Rettori è una presa di posizione che enfatizza il ruolo dell´istituzione universitaria di fronte alle sfide ambientali in vista di un nuovo protocollo post-Kyoto. «Nella Dichiarazione di Sostenibilità di Sapporo alcuni spunti, annegati in tante contraddizioni e buoni propositi, sono sicuramente condivisibili - dicono i ragazzi dal Cantiere Altro sviluppo - ma, in generale, l´idea di sostenibilità proposta è puro e semplice "Greenwashing", imbellettare di verde le logiche alla base delle nostre economie per continuare a legittimarle».

Torna all'inizio


Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini, ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la programmazione negli ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti. È quanto emerso dal seminario su governance, valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero dell'Istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato la Gelmini e rappresentanti del mondo accademico e politico, opposizione compresa. Al seminario hanno partecipato più di 70 rettori. ROMA

Torna all'inizio


Arcai: Corsini? È il solito prof (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

LA POLEMICA. L'assessore alla Cultura e le «pagelle» dell'ex sindaco Arcai: «Corsini? È il solito prof» di Lisa Cesco «Quello che temo di più? Il voto in condotta, perché può abbassarmi la media». Gioca la carta dell'ironia Andrea Arcai, assessore alla Cultura del Comune, nel replicare agli organizzatori del convegno «La città negata: bilancio di un anno» - fra cui l'ex sindaco Paolo Corsini -, che il prossimo 18 aprile affideranno agli ex assessori della giunta di centrosinistra un primo bilancio sull'operato dei nuovi e sull'attuale governo della città. «Le pagelle di Corsini non mi fanno né caldo né freddo, visto che me le sono sopportate per dieci anni, e alla fine sono diventato assessore - dice Arcai -. Ma che assessori sconfitti dal voto popolare con la disfatta del Pd vengano a dare i voti a quelli attuali, fa sorridere e fa malinconia». Secondo Arcai, l'idea di un bilancio dell'operato della nuova amministrazione è «un rito per rinfrancarsi da un'opposizione sterile che non sta portando a nulla», e l'invito è quello di confrontarsi sul terreno deputato, quello del Consiglio comunale, attraverso programmi e proposte. QUANTO A CORSINI, «se da professore è abituato a dare i voti a tutti, questa volta ha sbagliato completamente, perché i consiglieri che avevano voti bassissimi sul suo registro sono stati quelli più votati dalla gente. E la storia, alla fine, viene fatta dai vincitori, non dai vinti». Tutto questo, precisa l'assessore, non significa non accettare il dialogo o il libero confronto sulla città: «Noi siamo disposti a dialogare con tutti, ma sullo stesso livello. La bontà di un consiglio vale anche per come è posto, e Corsini è caduto ancora una volta nella trappola della presunzione di superiorità, tipica dell'intellettuale cattocomunista che si crede detentore della verità. Da parte nostra, al contrario, crediamo che sia fondamentale mantenere il rispetto nei confronti dell'avversario, evitando sentimenti di superiorità, incompatibili con la prospettiva del confronto».

Torna all'inizio


i tagli della gelmini 5600 insegnanti senza cattedra (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli Scuola I tagli della Gelmini 5600 insegnanti senza cattedra Sono più di 5.600, in Campania, gli insegnanti che finiscono sotto la scure del ministro Gelmini. L´anno prossimo non avranno una cattedra. Non potranno lavorare. La bozza della circolare sugli organici vede la Campania fortemente penalizzata sul fronte dei tagli, in tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle superiori. è qui, come nel resto del Mezzogiorno, che si concentra la gran parte dei sacrifici chiesti soprattutto ai precari. «Questo - denuncia la Flc Cgil - nonostante un aumento della richiesta del tempo scuola da parte delle famiglie. E le regioni del Sud sono drammaticamente colpite: in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria c´è il 40 per cento dei tagli».

Torna all'inizio


tolmezzo, "italia dei valori" domani inaugura il circolo (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 14 - Udine Tolmezzo, "Italia dei Valori" domani inaugura il circolo TOLMEZZO. Domani sera, alle 18, nei locali dell'albergo Roma di Tolmezzo, in piazza XX settembre, l'Italia dei Valori inaugurerà, alla presenza dell'onorevole Carlo Monai, del coordinatore regionale Paolo Bassi e del Coordinatore provinciale Giovanni Crosato, un nuovo circolo di base: "Valori in Comune" a Tolmezzo, che costituirà un punto di riferimento per tutta la Carnia. Roberto De Caneva, presidente del circolo, esprime tutta la sua soddisfazione: «Ho sentito la forte necessità di portare anche in Carnia la voce di un partito che fa della giustizia e dell'etica i valori fondanti per una società pulita e civile. Il circolo sarà aperto anche ai simpatizzanti e non solo agli iscritti, perchè ci interessa alimentare la partecipazione civica, soprattuto tra i giovani». In occasione dell'evento sarà ancora possibile firmare le petizioni popolari a sostegno del "tempo pieno scolastico di qualità", lanciate da Idv ad Aquileia il 7 febbraio scorso e sostenute anche dal Pd. Si tratta una richiesta rivolta sia al consiglio regionale, sia alla Camera che al Senato: «La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle scuole a tempo pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì saremo a Trieste con l'onorevole Di Pietro per presentarle al presidente del Consiglio regionale».

Torna all'inizio


A Mazza verrà offerta RaiUno (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 25/03/2009 - pag: 5 autore: di Marco Castoro Berlusconi voleva Rossella presidente della Rai. Al Tg2 possibile accoppiata Orfeo-Paragone A Mazza verrà offerta RaiUno Per il Tg1 resta favorito Belpietro, ma occhio a Minzolini È stato il premier in persona a dare un'accelerata alla questione della presidenza Rai. Ha chiamato a sè Gianni Letta e gli ha detto: basta, non se ne può più con questa storia della Rai. Ora decido io: faccio Carlo Rossella presidente. In quegli attimi Gianni Letta si è guadagnato l'aureola ad honorem. Non ha perso la pazienza e con la calma serafica che lo contraddistingue è riuscito a convincere il Cavaliere che la sua decisione avrebbe fatto scoppiare un'atomica dentro l'opposizione. Decisivo anche il lavoro di squadra fatto da Letta con Fedele Confalonieri. Tuttavia il sottosegretario alla presidenza del consiglio è riuscito a convincere Franceschini a tirare fuori quel nome che mettesse fine alla contesa: Paolo Garimberti (riuscito in extremis ad avere la meglio su Flick e Celli). Risolto (si far per dire, perché c'è il mondo cattolico in fermento) il caso del presidente - e di conseguenza del direttore generale, Mauro Masi, stimato e apprezzato trasversalmente, da Berlusconi e Letta e da D'Alema - ecco che si apre ufficialmente la partita per le nomine dei direttori e dei manager per i posti di governance della Rai. C'è un caso Fini-Mazza che tormenta Berlusconi. In questo momento il premier - a cui interessa più di ogni altra nomina la direzione del Tg1 - non farebbe mai uno sgarbo all'alleato Fini. Però al Tg1 il Cavaliere vuole un direttore di cui si può fidare ciecamente. Quindi è necessario trovare una sistemazione adeguata, e di pari prestigio, per Mauro Mazza, attuale direttore del Tg2. Ed ecco che si sta lavorando per proporre al diretto interessato la direzione di RaiUno, la rete ammiraglia di viale Mazzini. Una carica che Mazza non può rifiutare, visto il prestigio. E Fabrizio Del Noce? Dopo diversi anni che l'hanno visto protagonista sembra avviata al tramonto la sua era. Anche perché Agostino Saccà dovrebbe riprendersi RaiFiction. Tornando a Del Noce, sembra che Berlusconi non abbia gradito alcuni atteggiamenti presi dal suo ex puledro di scuderia. Fonti vicine al Cavaliere parlano di un eccessivo potere che Del Noce avrebbe dato ai suoi vice nella conduzione della rete. Ma soprattutto il premier non avrebbe gradito la condotta di Del Noce in occasione del caso Saccà-Bergamini-Berlusconi, quello delle intercettazioni per intenderci. Non a caso anche Petruccioli è stato escluso dalla corsa alla presidenza Rai proprio dallo stesso Cavaliere. Per farla breve Del Noce sarebbe stato buttato giù dall'Olimpo per una questione personale tra lui e Berlusconi. Su Mazza a RaiUno comunque esiste un'alternativa: si tratta di Carlo Rossella, il numero uno di Medusa. Per il Tg1 il favorito resta Maurizio Belpietro, anche se va detto che stanno crescendo di ora in ora le chance di Augusto Minzolini, l'inviato della Stampa molto stimato dal Cavaliere. Un nome nuovo per la Rai, da buttare nella mischia, un po' come è stato fatto per alcuni ministri (Alfano, Gelmini e Carfagna su tutti). Ma se Mazza otterrà RaiUno An perderà il Tg2. Non sarà Bruno Socillo a subentrare al direttore uscente. In pole position ci sarebbe Mario Orfeo, attuale direttore del Mattino, affiancato nel compito dal vicedirettore Gianluigi Paragone, alfiere del Carroccio. Intanto da Mediaset e dalla Mondadori, Confalonieri e Marina Berlusconi fanno sapere che preferirebbero blindare le loro squadre piuttosto che concedere i pezzi più pregiati. Ecco perché Belpietro e Mimun potrebbero non partecipare alle danze.

Torna all'inizio


la scuola d'oggi e quella di una volta (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Udine La scuola d'oggi e quella di una volta In primo piano Per posta e per e-mail NON SI PUBBLICANO LETTERE NON FIRMATE 5 in condotta, non ammissione agli esami con un 5 in qualsiasi disciplina... Non mi riconosco più in questa scuola. Mi sembra l'ennesima misura varata con lo scopo di dividere. Io non credo in questa scuola che: sa solo sanzionare e punire anziché prevenire e aiutare a crescere; divide invece di unire, erge muri anziché abbatterli; fa di noi professori degli aguzzini "armati" contro gli studenti anziché degli educatori e alleati che promuovono crescita e cultura; incita allo scontro invece che al dialogo; spinge alla delazione e non alla trasparenza. La "mia" scuola non è una guerra, non censura ma sa ascoltare, non boccia per un 5 senza attenuanti (magari lo studente di un liceo scientifico che ha tutti 9 in materie scientifiche e potrebbe andare alla Normale di Pisa, ma ha fallito in latino naturalmente per colpa del professor J). Certo tutti ora confidano nel nostro "buon senso" e nel solito "condono" e "sanatoria" all'italiana i cui artefici (sempre noi professori) saranno poi accusati di lassismo e scarso rispetto delle regole! Questo significa che avremo scrutini di scontro e diverremo oggetto di odio degli studenti bocciati che non possono capire né accettare l'ennesima regola dettata durante il gioco e non a priori, come in tutti i giochi che si rispettino. Tutto per i soliti giochi di potere e i più deboli pagano. A noi docenti sbeffeggiati e bollati come nullafacenti dal ministro Brunetta adesso è richiesta l'applicazione di quel rigore che manca completamente alla nostra classe politica e che dovremmo invece esigere da ragazzi adolescenti! Bocciare quando lo Stato ha un debito di 261 mila euro col mio liceo (Grigoletti di Pordenone) che per questo è ora commissariato. Bell'esempio si dà ai giovani. Ma sì tagliamo fondi, non paghiamo gli esami di Stato e i corsi di recupero tanto poi ci pensano i professori a fare pulizia etnica! Mi viene da pensare che questa sia l'ennesima operazione "strategica" che sarà poi smentita e ritirata da Mr. Berlusconi - come è appena successo per le ronde cittadine quando guarda caso il suo consenso stava scendendo a favore della Lega - con l'inevitabile effetto di santificarlo agli occhi dei giovani che con tale propaganda lo innalzeranno a idolo e salvatore. E la Gelmini ci lascerà le penne con la gioia di tutti. No, a immolarmi all'altare di questo Stato non ci sto e credo che applicherò con il rigore richiestomi la normativa vigente, da buona "funzionaria" quale sono sentendomi per questo "alienata" e privata dei miei ideali, proprio come vogliono ridurre la scuola e questa nuova generazione di lobotomizzati. Vorrei tanto sentire un grido di dissenso e speranza da quei giovani in cui ho sempre creduto. Un grido fatto di risposte verbali, senza violenza. Laura Cimetta Pordenone Vi sarei molto grata se pubblicaste questo mio ricordo dei tempi andati quando il rispetto per gli altri e per le cose altrui era totale ed era insegnato in famiglia. Mi riferisco all'articolo pubblicato circa i primi di marzo in cui una mamma di una ragazzina della scuola media Ellero riteneva che il "cinque" in condotta fosse troppo penalizzante per sua figlia di seconda media che aveva sfregiato le macchine di due insegnanti parcheggiate. Nel lontano 1947 frequentavo la II B dell'istituto Zanon che in quegli anni si trovava in piazza Garibaldi. Di lettere avevo il professor Aristide Mistruzzi, più tardi diventato preside dell'istituto, emerito insegnante. Ora vengo al fatto: il primo trimestre dell'anno scolastico 1947/48 mi vedo in pagella il 7 in condotta; significava andare a settembre, agli esami di riparazione in tutte le materie. Consapevole di essermi comportata sempre bene pensai a un errore di trascrizione in segreteria, ma non era così. Con molto riguardo e timidamente andai a chiederne il motivo. Il ricordo di quel momento è vivissimo nella mia mente: mi sembra ancora di vedere il professore prendere il registro, scorrere i nomi, alzare lo sguardo verso la data e individuato nella nota a lato il misfatto mi disse: «Lei - usava il lei a quei tempi - il giorno 23 novembre masticava gomma americana in classe». «Scusi professore» fu la mia risposta. E con questo termino. Fu una grande lezione di vita. Ai lettori il giudizio, ma questa era l'educazione che s'impartiva a quei tempi. Bei tempi! Grande nostalgia. Anna Maria Rojatti Udine

Torna all'inizio


Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Marzo 2009 NAZIONALE Pagina 4 ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini, ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la programmazione negli ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti. È quanto emerso dal seminario su governance, valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero dell'Istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato la Gelmini e rappresentanti del mondo accademico e politico, opposizione compresa. Al seminario hanno partecipato più di 70 rettori. ROMA  

Torna all'inizio


il 2 aprile il corteo anti-riforma (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Pordenone Il 2 aprile il corteo anti-riforma SCUOLA SACILE. Genitori in piazza il 2 aprile per difendere il tempo scuola a Sacile. Chiedono garanzie sull'offerta formativa 2009-2010 per i figli e dicono no alla riforma dell'istruzione targata Gelmini. «Un corteo pacifico, allegro e colorato da palloncini e bandierine con i nostri bambini nel centro città - hanno anticipato Maria Balliana, rappresentante nella Vittorino da Feltre, e Rita Nadin, del plesso di San Michele -. Escluse a priori le bandiere politiche e sindacali: invitati soltanto famiglie, cittadini che hanno nel cuore l'istruzione e bambini. Per difendere il tempo scuola dai tagli agli organici». Il serpentone dei genitori e bambini partirà alle 18.15 in Campo Marzio, attraverserà via Luigi IX per sfociare in via Ettoreo davanti alla primaria Vittorino da Feltre e proseguirà in via Cavour, viale Zancanaro e ritorno in viale Trieste. «Capolinea davanti alla Vittorino da Feltre - ha aggiunto Maria Balliana - con interventi finali dei partecipanti. Sarà un corteo pacifico, allegro e propositivo, in contemporanea alle manifestazioni di Pordenone e Cordignano». Contatti in corso con i genitori della media unica di viale Zancanaro e rappresentanti dei genitori di Prata, Brugnera, Caneva, Aviano. Il corteo sincronizzato in tre poli sull'asse Friuli-Veneto chiede ragioni sul macro-taglio degli organici. «Perdita secca della continuità didattica in aula a settembre - hanno presentato la mozione anti-riforma le mamme sacilesi -. Compresenze docenti eliminate e rischio di ridurre il tempo scuola. Lottiamo per la qualità dell'istruzione. Una riforma fatta per risparmiare non è accettabile». Tanto che i genitori del circolo didattico del Livenza hanno spedito 463 lettere anti-riforma al direttore dell'Ufficio scolastico regionale Ugo Panetta e al ministro Mariastella Gelmini. «Una petizione allargata - ha concluso Balliana - per esprimere il dissenso a una riforma piovuta dall'alto, che mette in crisi il futuro dei nostri figli». (c.b.)

Torna all'inizio


INIZIATIVE A FAVORE DELL'INGRESSO DI GIOVANI E PRECARI NELLA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Marzo 2009 INIZIATIVE A FAVORE DELL’INGRESSO DI GIOVANI E PRECARI NELLA SCUOLA Roma, 25 marzo 2009 - Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo 2009 un emendamento grazie al quale, se approvato, si andrà in pensione non più dopo 40 anni di servizio ma dopo 40 anni di anzianità contributiva. Saranno conteggiati anche gli anni della laurea. L’emendamento sarà ripresentato nell’ambito del Decreto Fiat attualmente in discussione in commissione alla Camera, o nell’ambito del Collegato Lavoro in discussione al Senato. Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sta lavorando, inoltre, su alcune misure per l’assorbimento dei precari; in particolare: ai precari che fino all’anno scorso avevano una supplenza annuale sarà garantita, per quest’anno, la priorità sulle altre supplenze temporanee di durata consistente; i periodi non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l’indennità di disoccupazione ai sensi della normativa vigente; sarà favorita la mobilità territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare richiesta di supplenze in più province del territorio nazionale. Sul sito del Ministero dell’Istruzione, www. Istruzione. It, saranno rese pubbliche tra breve le disponibilità di posti sul territorio. . <<BACK

Torna all'inizio


precari, scioperi e mobilitazioni la scuola è in subbuglio (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Primo Piano Precari, scioperi e mobilitazioni La scuola è in subbuglio PADOVA. Il «fattaccio» di ieri all'interno del cancello dell'ex magistrale Fusinato è avvenuto in un periodo in cui anche la scuola padovana attraversa un momento molto caldo e particolare a causa delle proteste in atto in tanti istituti cittadini contro la Riforma Gelmini, che prevede nel solo Veneto circa 2.000 tagli. Quasi ogni giorno si organizzano mobilitazioni di ogni tipo. Domani, ad esempio, a Venezia, organizzata dalla Uil, si terrà una marcia regionale dei precari, che si concluderà sotto le finestre dell'Ufficio Scolastico Veneto, coordinato da Carmela Palumbo. «Solo in provincia di Padova tra il personale Ata si prevedono 600 posti in meno - dice Giuseppe Benegiamo, segretario della Uil del settore - 350 bidelli e 250 impiegati nelle segreterie rischiano di non essere più chiamati a lavorare. Tra di loro ci sono anche tanti capifamiglia monoreddito, che non troveranno più lavoro altrove a causa del dilagare della crisi economica». Nereo Marcon, invece, spiega come rischia di diventare, nel prossimo anno, la scuola primaria padovana. «Solo in città le famiglie che hanno i figli nelle classi a tempo lungo sono 3.000 - sottolinea il segretario regionale della Cisl di categoria e maestro elementare a Santa Maria di Cittadella - In tutta la provincia sono 12.000 ed in tutto i Veneto 22.000. Pur non avendo aderito allo sciopero indetto una settimana fa dalla Cgil e dalla Gilda, anche noi della Cisl stiamo continuando a mobilitare docenti, personale Ata e genitori su un tema così importante. In questi giorni, ad esempio, stiamo tenendo una nuova tornata di assemblee in orario di lavoro in tutti gli istituti della città e della provincia. Domani è prevista un'assemblea del Distretto 21 alla Direzione Didattica di Cittadella, mentre oggi ne è in programma un'altra all'istituto Rolando da Piazzola». Marcon, che ha partecipato, nelle ultime settimane, a varie riunioni sindacali a Roma, è totalmente pessimista. «Le mie previsioni sono nere, anzi nerissime. Non vorrei sbagliarmi, ma sto diventando sempre più convinto che noi del sindacato siamo stati presi in giro. Le ultime notizie che arrivano dal Ministero di viale Trastevere sono a tinte fosche. Sembra che il ministro Gelmini abbia già confermato i 2.227 tagli preannunciati tre mesi fa per le scuole del Veneto. Alla faccia degli impegni presi sia dai parlamentari chee dai sindaci del centrodestra. (Felice Paduano)

Torna all'inizio


episodio isolato, le assemblee non sono perdite di tempo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Primo Piano «Episodio isolato, le assemblee non sono perdite di tempo» Il direttore dell'ufficio scolastico: «Occasioni che irrobustiscono le coscienze degli adolescenti» PADOVA. Le autogestioni nelle scuole medie superiori padovane, che, nel bene e nel male, non sono più quelle dei tempi della contestazione globale degli anni '70, sono positive o negative per lo sviluppo della scuola pubblica? «La normativa negli ultimi anni è stata modificata - sostiene Franco Venturella, direttore generale dell'Ufficio scolastico provinciale - Oggi non si può e non si deve più parlare di autogestione nei singoli istituti, ma solo ed esclusivamente di assemblee d'istituto organizzate direttamente dagli studenti, che si possono tenere una volta al mese e che, soltanto eccezionalmente, possono essere accorpate in due-tre giorni consecutivi». Al di là della normativa formale, lei ritiene costruttivo che per periodi limitati nelle scuole pubbliche si interrompa la didattica per dare spazio ai temi d'attualità, che possono comprendere anche argomenti di politica generale e di cultura varia? «Se le assemblee vengono incanalate nelle giuste forme, senza violenza e senza sopraffazione, anche solo verbale, degli uni contro gli altri, non sono per niente contrario all'approfondimento, anche attraverso mezzi multimediali, di temi significativi della società contemporanea che possa irrobustire la cittadinanza attiva anche dei ragazzi adolescenti». Alcuni studenti sostengono che le assemblee autogestite non debbano prevedere anche la presenza dei docenti. Lei, anche come ex-preside di un liceo vicentino, cosa ne pensa? «Innanzitutto la presenza dei docenti non è vietata per legge. La collaborazione attiva dei rispettivi professori, poi, personalmente non la ritengo invasiva perché i ragazzi proprio con loro possono approfondire meglio quei determinati argomenti di attualità, che, magari, sono stati già dibattuti all'interno delle classi». Al di là dell'episodio spiacevole di ieri, avvenuto al liceo Marchesi-Fusinato, come vede oggi la scuola superiore padovana come comportamento disciplinare in generale? «La vedo bene. Per fortuna gli atti di bullismo, dei quali alcuni balzati agli onori della cronaca nazionale, sono già un lontano ricordo. Questo, essenzialmente, per due motivi. I ragazzi stanno dimostrando un maggiore senso di responsabilità rispetto al passato. Due: sono state inasprite anche le misure disciplinari e, quindi, nessun ragazzo ha intenzione di ripetere l'anno scolastico dopo aver preso cinque in condotta». Cosa si aspetta dalla riforma Gelmini e dagli effetti pratici che avrà nelle scuole padovane, in particolare in quelle elementari? «Quasi tutti i genitori, che quest'anno hanno i figli nelle scuole a tempo lungo (33-37 ore alla settimana), entro il 28 febbraio, hanno scelto per il prossimo anno scolastico il tempo pieno (40 ore). Quindi in provincia di Padova occorreranno molti più insegnanti. Tra pochi giorni il ministro Maria Stella Gelmini invierà in tutti gli istituti la circolare sugli organici. Sarà questa la svolta tanto attesa anche dai genitori. Sono fiducioso ed ottimista per natura. Quindi anch'io spero che le speranze dei genitori siano esaudite realmente. Almeno per la stragrande maggioranza delle richieste».

Torna all'inizio


tagli da record, scuola in rivolta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bari Tagli da record, scuola in rivolta Le tabelle del ministero: in Puglia 3646 cattedre in meno Tremila 646 cattedre in meno in tutta la regione. Il futuro dei docenti pugliesi è disegnato nelle tabelle ministeriali allegate all´ultima bozza del decreto sugli organici, in cui sono ipotizzati i tagli dal primo settembre 2009: il prossimo anno scolastico non dovrebbero tornare in classe 1230 maestri della scuola primaria, 1173 insegnanti della scuola media di I grado e 1243 di quella di secondo grado. La Puglia è una delle quattro regioni del Sud in cui si concentrerà il 40 per cento dei tagli previsti dal Miur, sulla base delle linee imposte dalla manovra finanziaria: con Campania (5645 posti in meno), Sicilia (5020) e Calabria (2500) pagherà il prezzo maggiore secondo il bollettino di guerra diffuso dai sindacati dopo il vertice romano con il ministro Gelmini. «è un attacco senza precedenti alle scuole e al lavoro intellettuale» tuona il segretario generale della Flc Cgil Paolo Peluso mentre scorre i numeri nelle griglie ministeriali. Il taglio di 3mila e 646 cattedre riguarda per ora solo l´organico di diritto, ma a settembre il ministero procederà a un´ulteriore riduzione di 5mila posti nell´organico di fatto nazionale. «Il numero complessivo andrà ripartito fra le regioni, ma abbiamo pochi dubbi sul fatto che ancora una volta la Puglia sarà penalizzata pesantemente» scuote la testa Peluso. L´anno prossimo i cambiamenti nelle 2mila 625 scuole pugliesi non riguarderanno solo le cattedre. Fra i corridoi e le segreterie ci saranno mille e 700 persone in meno: a tanto ammonta la previsione della Cgil sui tagli che peseranno sul personale Ata. La riduzione delle cattedre impedirà anche di soddisfare le richieste delle famiglie pugliesi, che nell´80 per cento dei casi si sono espresse per il modello da 30 o da 40 ore settimanali nelle elementari: fra i banchi non tutti i bambini potranno trascorrere il tempo desiderato. Per l´anno prossimo nessun taglio fra i dirigenti scolastici: il piano regionale lascerà aperte tutte le scuole; salvi - per ora - anche i 7mila e 535 posti di sostegno. «Nell´incontro con la direzione scolastica del 30 marzo chiederemo di salvare i 1200 precari, considerando i pensionamenti, che resteranno senza supplenze» annuncia Peluso. Nella ripartizione fra le province, la più penalizzata dovrebbe essere quella di Bari, che perderà 1200 insegnanti e 400 posti tra il personale Ata. La riorganizzazione degli orari, in particolare per l´abolizione delle compresenze alle elementari e il nuovo monte ore per Lettere alle medie, unito a pensionamenti e tagli, porterà a un forte turn over in cattedra: il 27 per cento degli studenti non troverà l´anno prossimo i propri insegnanti, spiega il segretario nazionale della Cisl scuola Francesco Scrima sulla base dei dati elaborati nel "Rapporto sulla scuola in Italia 2009" della Fondazione Agnelli. Il rapporto sarà presentato oggi nell´Università di Bari in un incontro con il presidente della commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, il direttore della fondazione Agnelli Andrea Gavosto e il direttore dell´Ufficio scolastico regionale Lucrezia Stellacci. (g. fosch. e f. sav.)

Torna all'inizio


decleva: ecco la mia riforma - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XX - Milano DECLEVA: ECCO LA MIA RIFORMA FRANCO VANNI la Statale alla politica che cosa chiede? «Eliminazione dei tagli a parte, anzitutto finanziamenti all´edilizia. C´è ancora da finire di finanziare il trasferimento della facoltà di veterinaria a Lodi. In via Comelico a Milano gli informatici operano in una struttura degradata, tutta la geografia delle facoltà scientifiche a Citta studi sarebbe da rivedere. E la carenza di alloggi impedisce la creazione di un vero campus, condizione per vivere davvero l´università». Il momento anche in Statale è delicato: il 13 maggio ci saranno le elezioni e la campagna ha già visto scontri fra studenti di destra e sinistra. L´ateneo ha adottato regole dure, sanzioni e denunce. Basterà? «Non ho la palla di cristallo per dire che effetti avrà la stretta sull´intolleranza politica, ma mi auguro che prevalga la civiltà. Gli indecorosi episodi delle scorse settimane rischiano di sviare l´attenzione dalla vera partita. L´incontro-seminario appena promosso dal ministro Gelmini sembra aprire una prospettiva importante per l´Università, presentata in quell´occasione da maggioranza e opposizione, oltre che naturalmente dai rettori, come una grande questione d´interesse nazionale. Sarebbe importante che anche le elezioni studentesche si sviluppassero con riferimento a questo». SEGUE A PAGINA V

Torna all'inizio


iscrizioni alle elementari fa flop il modulo a 24 ore (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pontedera Iscrizioni alle elementari fa flop il modulo a 24 ore In tutte le scuole della Valdera, richieste solo per il "tempo pieno" PONTEDERA. Arriva il verdetto dalle scuole elementari della Valdera: il modulo di 24 ore ha fatto flop. Come già è successo per le scuole elementari di Pontedera, anche i dati dei paesi limitrofi portano la stessa conclusione. La stragrande maggioranza dei genitori ha scelto infatti di tenere a scuola i figli trenta o addirittura quaranta ore come detta la riforma scolastica del Ministro Gelmini. Il tanto discusso maestro unico dunque farà una sporadica comparsa in cattedra. Praticamente tutto rimane quasi come negli anni passati, con insegnanti diversi che si alternano nelle classi, ognuno con la propria materia di competenza. Entriamo nel dettaglio. All'Istituto Comprensivo di Capannoli i bambini che frequenteranno l'anno prossimo la prima elementare sono in totale 112 suddivisi tra le scuole primarie di Capannoli, Santo Pietro, Selvatelle, Terricciola e Lajatico. Le scuole di Selvatelle e Santo Pietro avranno classi interamente con il tempo pieno di 40 ore. A Capannoli la grande maggioranza ha scelto le 30 ore così come i ventisette iscritti di Terricciola. Anche a Lajatico trionfa questo modulo e solo un bambino farà il tempo corto. «I numeri parlano praticamente da soli - spiega la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di Capannoli Gabriella Giuliani - i genitori come si può notare hanno scelto generalemente le 30 ore, quindi si presuppone che per vari motivi c'è la necessità di avere a scuola i figli per un periodo più lungo rispetto alle 24 ore settimanali». Tendenza confermata anche nelle scuole dell'Istituto Comprensivo di Lari. I quarantatre iscritti nella scuola di Perignano rimarranno a scuola per 30 ore settimanali, così come i sette nuovi alunni di Chianni. A Lari in diciotto hanno scelto il tempo pieno di 40 ore, mentre quarantatre hanno optato per le 30. Infine le due classi prime di Casciana Terme saranno una a 40 ore con quindici bambini e l'altra con il modulo a 30 ore con quattordici piccoli studenti. «Nel nostro istituto il tempo pieno a 40 ore è una novità - spiega il dirigente scolastico di Lari Maurizio Dario - la tradizione qui da noi è delle 30 ore e anche quest'anno è stata la scelta prevalente, tuttavia abbiamo deciso di inserire le 40 ore per accontentare qualche richiesta e adattarci così alla nuova normativa». I dati complessivi dell'Istituto Comprensivo di Peccioli, che copre anche il comune di Palaia, parlano di settantaquattro alunni in prima elementare. Nessuno ha scelto il modulo a 24 ore, mentre trionfano le 30 ore. Altro dato significativo per sottolineare l'insuccesso del maestro unico è quello che arriva dall'Istituto Comprensivo di Fauglia dove, tra Fauglia, Cenaia, Lorenzana e Santa Luce, su un totale di centoquattro iscritti, solo in nove hanno scelto le 24 ore, mentre la maggioranza ha preferito il modulo di 40. Francesca Lombardi

Torna all'inizio


scuola, arrivano i tagli del governo meno 37mila docenti, il 50% al sud - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cronaca Scuola, arrivano i tagli del governo meno 37mila docenti, il 50% al Sud Dal settembre 2009 ulteriore riduzione di 5000 cattedre "Salasso" anche in Lombardia A casa 245 presidi A pagare il prezzo più alto le medie inferiori: perdono oltre 15mila posti MARIO REGGIO ROMA - Ormai è una certezza. Quarantaduemila cattedre in meno dal settembre 2009: un primo taglio di 37mila deciso ieri. E un altro da 5000 posti che sarà definito nel luglio prossimo. Il 40 per cento concentrato in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, il 50% nel Sud. Ma anche in Lombardia, malgrado le rassicurazioni del presidente Formigoni, il salasso sarà pesante: meno 4 mila. Via anche 245 presidi. A pagare il prezzo più alto le secondarie di primo grado, vale a dire le medie inferiori, con un taglio di oltre 15 mila cattedre. I numeri, allegati al decreto interministeriale presentato alle organizzazioni sindacali e agli enti locali, hanno scatenato dure reazioni. «è inaccettabile che si riduca il personale docente di oltre 42 mila unità - commenta il segretario della Cgil Mimmo Pantaleo - colpendo in maniera pesantissima il sud. è un attacco senza precedenti al diritto allo studio e alla qualità dell´istruzione pubblica». Critico anche il segretario della Uil Massimo Di Menna: «Non dimentichiamo i 15 mila lavoratori non docenti che perderanno il posto di lavoro, il che assieme al taglio degli insegnanti, al netto dei pensionamenti, si traduce in 28 mila precari che rischiano di essere tagliati fuori dalla scuola pubblica». Insorge anche il Partito Democratico. «Questi non sono tagli, è una devastazione inattuabile - afferma Mariangela Bastico, viceministro all´Istruzione con Fioroni e responsabile scuola del Pd - chiediamo al governo di fermarsi perché i parametri scelti per decidere i tagli sono oscuri e non è vero che massacrano solo le Regioni del Sud. Tutto è stato deciso a Roma senza un confronto con le Regioni, un metodo incoerente con il tanto sbandierato federalismo del governo». Ma cosa succederà all´apertura del prossimo anno scolastico? Diecimila docenti in meno alle elementari, più di 11 mila alle superiori e quasi 16 mila alle medie inferiori: i 37mila della prima tranche, in attesa a luglio dell´ ulteriore taglio di 5 mila cattedre (quasi esclusivamente affidate a precarie). Che fine farà il tempo pieno alle elementari? Il governo e il ministro Gelmini hanno assicurato che dove c´è non verrà toccato. Diamo per buono questo impegno. Il problema nasce nelle Regioni del Sud, dove molte famiglie hanno chiesto per il prossimo anno le 40 ore a settimana. Per loro non c´è alcuna speranza. A rischio anche le iscrizioni per le famiglie che hanno scelto le 30 ore. Il decreto parla chiaro: solo nei casi in cui l´organico lo permette. Con l´aria che tira sembra davvero una chimera. Ma il ministero della Pubblica Istruzione lascia aperto uno spiraglio: le richieste delle 30 ore a settimana potranno essere coperte con la compresenza dei prof di religione e di quelli d´inglese. Peccato che tra i tagli siano previsti 2 mila docenti in meno proprio in quella lingua straniera. Ma chi permetterà il "potenziamento" dell´inglese, come previsto dal decreto? Da mesi sono previsti corsi "fantasma" di 150 ore per le maestre che volessero cimentarsi in quella materia. Però nessuno sa che fine abbiano fatto. Ma la mannaia si abbatterà soprattutto sulle medie inferiori (o secondaria di primo grado). Il taglio da 11 a 9 ore settimanali delle ore di lettere è già cosa fatta. Una scelta assai opinabile, viste le carenze degli studenti italiani nella comprensione della propria lingua. A questo si aggiungono le due ore in meno per le materie tecnologiche. Un´altra trovata geniale. E infine la ciliegina sulla torta. L´aumento del numero massimo e minimo di alunni per classe sembrava congelato. Invece riappare. Ecco alcuni esempi. Scuola materna: minimo 18, massimo 26 con possibilità di arrivare a 29. Elementari: minimo 15 studenti, massimo 27. Media inferiore: da 18 a ventotto. Superiori: mai meno di 27 studenti fino ad un massimo di 30. Una boccata d´ossigeno per agevolare il rapporto tra professori e studenti.

Torna all'inizio


pozzonovo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 39 - Provincia POZZONOVO POZZONOVO RIFORMA GELMINI Stasera alle 21, nella sala civica delle scuole medie, il circolo Pd «Angelina Merlin» propone un incontro dal titolo «La scuola italiana dopo la riforma Gelmini». Interverranno Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici di Padova, e Mario Tognin, candidato sindaco a Pozzonovo. (n.c.) MEGLIADINO SAN VITALE SCUOLA IN PERICOLO Oggi, dalle 17 alle 18, è organizzato un sit-in davanti alle scuole comunali. I genitori protesteranno contro la ventilata ipotesi di chiusura del plesso scolastico locale. (n.c.) CARTURA LEZIONE DI FINANZA I dirigenti della Bcc salgono in cattedra. Oggi il direttore generale della Bcc di Cartura Luca De Mattia e il direttore di FederVeneta Andrea Bologna, insieme ad Andrea Sala, tengono un seminario agli studenti della facoltà di Economia di Padova che frequentano il corso avanzato di economia degli intermediari finanziari. (n.s.) TRIBANO LE MURA RACCONTANO Penultimo incontro proposto dal gruppo Ctg La Torre nel ciclo di lezioni «Le antiche mura raccontano». Domani sera alle 21 nella sala polivalente della biblioteca Maurizio Delibori interviene su «Chi è l'animatore culturale ambientale?». Domenica la conclusione con la visita guidata a Padova. (n.s.) SOLESINO ASTRI E REPERTI L'assessorato alla Cultura vara i corsi gratuiti di Astronomia e di Archeologia in biblioteca. Il primo è iniziato il 17 marzo. Il corso è tenuto dalla dottoressa Caterina Boccato dell'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) e dell'Osservatorio astronomico di Padova, mentre il corso di Archeologia, il cui inizio è previsto per martedì 14 aprile alle 21, sarà patrocinato dal Gruppo Bassa Padovana. (gi.b.) MONTAGNANA PAESAGGI VENETI Inizieranno domani «Gli incontri culturali di Italia Nostra». Il primo appuntamento ha per tema «Conversando con gli abitanti della città diffusa veneta. Riflessione sui paesaggi del quotidiano». Relatori: Benedetta Castiglioni e Viviana Ferrario, entrambe ricercatrici del Dipartimento di Geografia dell'Università di Padova. (ro.mor.) MONTAGNANA CINEMA INSIEME Prosegue la rassegna «Cinema insieme 2009» al Bellini. Domani sarà proiettato «Machan» per la regia di Roberto Pisolini. (ro.mor.)

Torna all'inizio


Sul palco del premier solo giovani e bande musicali Per il premier la nomenklatura è troppo vecchia. Poi ridà i numeri: Arriviamo al 51% Volevamo il Palalottomatica ma era prenotat (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sul palco del premier solo giovani e bande musicali Per il premier la nomenklatura è troppo vecchia. Poi ridà i numeri: «Arriviamo al 51%» «Volevamo il Palalottomatica ma era prenotato dalla Disney» Lo statuto prevede il congresso triennale. Nel direttivo i ministri più Formigoni e Brambilla FEDERICA FANTOZZI Al fedelissimo triumviro Denis Verdini, Berlusconi ha fatto una richiesta precisa: le prime tre file del Padiglione 8 della Fiera di Roma devono essere riservate a giovani e giovanissimi. Militanti, testimonial, studentesse. La nomenklatura starà dietro, leggermente fuori dal cono di luce delle telecamere. Lontana anche dal palco su cui, dicono, il Cavaliere traghetterà in splendida solitudine il suo ex partito di plastica alla contaminazione con l'alleato postfascista verso i lidi del (o della sua idea di) bipolarismo: «Saremo il partito del 51% e dei giovani» dirà il leader unico. Seppellendo sotto un diluvio di palloncini e coriandoli il resto della sua generazione. Si apre venerdì il congresso del PdL, megakermesse mediatica e traino d'eccezione per le Europee di giugno. Costi stimati in 5-6 milioni di euro. Dieci minuti di celebrità al microfono per tutti: ministri, capigruppo e vice, più ragazzi e (pochi) delegati e varie ed eventuali. La location, per la verità, non è ideale: bruttina e scomoda. Purtroppo l'unica, si dolgono da Via dell'Umiltà, in grado di accogliere i 6500 delegati: «L'alternativa era il Palalottomatica, ma per quelle date l'ha prenotato la Disney due anni fa». Massima segretezza sulle scenografie cui lavorano l'ex operatore promosso responsabile dell'immagine Roberto Gasparotti e l'architetto siciliano Mario Catalano. Allievo, quest'ultimo, del conterraneo Filippo Panseca che creò per i congressi del Garofano craxiano piramidi e simil-templi greci, ergendosi a maestro tuttora insuperato del kolossal kitsch. Ci saranno fondali azzurro cielo come il nuovo simbolo da cui è scomparsa la scritta "Berlusconi presidente". Banda musicale sul palco a intervallare gli interventi. Oltre al gadget matrioska contenente i leader sconfitti (da Occhetto a D'Alema, pure Prodi che con lui non ha mai perso), andrà a ruba la medaglietta «io c'ero». In distribuzione i badge celesti dei delegati: «Ma devo andarmelo a prendere fin laggiù?» si lamentavano diversi peones a Montecitorio. In attesa del sopralluogo della vigilia, Berlusconi si dedica a limare gli interventi. L'apertura di venerdì mattina che ripercorrerà 15 anni di storia dalla discesa in campo del '94 al discorso del predellino. E la conclusione di domenica, proiettata sul radioso avvenire della sua creatura: maggioranza assoluta nel Paese e nuova classe dirigente di giovani. Sabato toccherà a Fini e Schifani. Per La Russa posto d'onore, subito prima del Berlusconi finale. Fin qui la scena. Dietro, però, si tratta a oltranza. Ieri sera ennesima riunione con Verdini e La Russa sullo statuto che ancora non c'è (l'ultima bozza prevede un congresso triennale). Il senatore casertano Gennaro Coronella sintetizza: «Il messaggio di Berlusconi a Fi è: dovete sporcarvi le scarpe, d'ora in poi sarà un partito organizzato. Quello ad An è: benedite il contagio». Su queste due scommesse si fonda il futuro. Quasi pronta la squadra: i coordinatori regionali (14 Fi e 6 An, una ai "cespugli" contesa tra l'Emilia per Giovanardi e la Campania per Rotondi) saranno annunciati dal palco. I magnifici venti del direttivo saranno i componenti dell'ufficio politico di An e i ministri forzisti. Più Formigoni e la rossa Brambilla. «Ma quale ricambio generazionale» mastica amaro un deputato. Forse il premier pensa a quei 30-40enni perfidamente ribattezzati «Berluscloni» dall'Espresso: Alfano, Fitto, Gelmini, Carfagna. O forse sono già usurati anche loro, e nuove leve - l'ex capo dei pulcini Simone Baldelli, la romana Beatrice Lorenzin, il cuneese Enrico Costa - scaldano i motori. Banco di prova delle intenzioni del capo saranno le liste per l'Europa, dove chi corre si conta e chi ha paura perde in partenza. L'evento

Torna all'inizio


Prof, i tagli della Gelmini per il 40% saranno al Sud Bastico: una devastazione (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Prof, i tagli della Gelmini per il 40% saranno al Sud Bastico: una devastazione GIUSEPPE VITTORI Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una «uscita» in due fasi. In base al provvedimento ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. Nel provvedimento si sottolinea l'esigenza che le Regioni e gli Enti Locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità. A questo proposito «l'organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell'organico assegnato per l'anno scolastico 2009-2009» precisando che «le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l'insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonché dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l'offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per quanto riguarda l'inglese potenziato, potrà essere autorizzato «compatibilmente con le disponibilità di organico» e «solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell'ambito della scuola interessata che a livello provinciale». «Questi non sono tagli: è una devastazione inattuabile», ha commentato Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd. Il decreto ministeriale sugli organici per il prossimo anno toglierà lavoro a quasi ventimila insegnanti solo in quattro regioni del Sud. Confermati i 42mila tagli tra organico di diritto e organico di fatto.

Torna all'inizio


CelebrazioniSan Giovanni Bianco, la Sacra Spina Celebrazioni in preparazione alla festa della Sacra Spina: ore 10, Messa celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de' Busi; (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

CelebrazioniSan Giovanni Bianco, la Sacra Spina Celebrazioni in preparazione alla festa della Sacra Spina: ore 10, Messa celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de' Busi; ore 15, Messa per tutti i ragazzi del Vicariato celebrata da don Cristian Mismetti, vicario parrocchiale della Ramera; ore 20, Messa celebrata da don Gianni, parroco emerito di Grassobbio, accompagnata dalla Corale parrocchiale di S --> Mercoledì 25 Marzo 2009 AGENDA, pagina 17 e-mail print CelebrazioniSan Giovanni Bianco, la Sacra Spina Celebrazioni in preparazione alla festa della Sacra Spina: ore 10, Messa celebrata da don Marco Cornali, parroco di Torre de' Busi; ore 15, Messa per tutti i ragazzi del Vicariato celebrata da don Cristian Mismetti, vicario parrocchiale della Ramera; ore 20, Messa celebrata da don Gianni, parroco emerito di Grassobbio, accompagnata dalla Corale parrocchiale di S. Croce. ConvegniNuove opportunità per il tessile Ore 14, sala Mosaico ex Borsa Merci, via Petrarca, seminario organizzato da Regione e Camera di Commercio sul tema: «Oltre la crisi. Nuove opportunità per il tessile bergamasco», con relazioni di Marcello Raimondi, sottosegretario alla presidenza Regione Lombardia; Roberto Sestini, presidente Camera di Commercio di Bergamo; Alberto Castoldi, rettore Università di Bergamo; Dick Hendriks, Ambrogio Caccia Dominioni, Miro Radici, Lutz Walter, Francesco Beltrame, Giorgio Lampugnani, Caterina Rizzi. Coordina il direttore de «L'Eco di Bergamo» Ettore Ongis. CorsiTreviglio, il volontario e la politica Nella Sala Carminati di via Carcano 6, corso di formazione alla politica organizzato dall'Associazione volontari Acli Lombardia «Le politiche temporali e gli strumenti di partecipazione attiva per favorire la qualità della vita della città». Ore 20,30, Francesca Gelmini, Divisione spazi e tempi urbani del Comune di Bergamo parla sul tema: «Le politiche temporali come strumento di partecipazione: la legge regionale 28/2004, il Piano territoriale degli orari della città e suoi progetti attuativi». feste e tradizioniVilminore di Scalve festa dell'Ufficio Torna la «Festa dell'Ufficio» in ricordo di tutti i fedeli defunti vittime di una tremenda epidemia di peste. Ore 10,30 Messa nella parrocchiale a cui prenderanno parte i sacerdoti originari del paese, i preti della Valle e i sacerdoti che qui hanno svolto il proprio ministero. La solenne concelebrazione sarà dedicata al ricordo di mons. Cesare Bonicelli, recentemente scomparso. Ore 20, Messa e processione al cimitero. Per tutta la giornata le vie del capoluogo scalvino ospiteranno le bancarelle del mercato. IncontriNon si nasce capaci di amare Ore 20,45, al Consultorio familiare diocesano «C. Scarpellini», via Conventino 8, ciclo d'incontri formativi «Crescere insieme...». Enrico Morosini, formatore al Contultorio Scarpellini, parla sul tema: «Non si nasce capaci di amare! Lo sviluppo delle identità specifiche nella coppia». Anna Foa: «La diaspora» Ore 18, libreria Feltrinelli, via XX Settembre 55, l'autrice Anna Foa presenta il libro: «Diaspora. Storia degli ebrei del Novecento», Laterza editore. Coordina Angelo Bendotti. Icone russe e letteratura Ore 17, Spazio Viterbi della Provincia, via Tasso, nell'ambito della mostra «L'oro dell'anima. Icone russe dal XIV al XIX secolo del Museo Tret'jakov di Mosca», prosegue il ciclo di conferenze di approfondimento a cura dell'Università degli Studi di Bergamo e della Fondazione Russia Cristiana. Maria Chiara Pesenti, associato di lingue e letteratura russa, facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Bergamo parla sul tema: «L'icona nella storia della cultura russa dalle origini al Seicento». Il patrimonio artistico degli Ospedali Riuniti Ore 17,30, sede Ateneo, via Tasso, in preparazione alla «Giornata Fai di Primavera a sostegno dell'arte e della natura» in programma il 28 e il29 marzo, relazione di Maria Mencaroni Zoppetti sull'«ospedale e la città»; Antonia Abbattista Finocchiaro sul «patrimonio artistico dell'ospedale di Bergamo: volti e storie». Un nuovo volto per Redona Ore 17,30-19,30, all'Urban Center di Piazzale Alpini, nel corso della mostra del Piano di governo del territorio di Bergamo «Bergamo Futura», per Spazio Progetti, presentazione del programma integrato di intervento «Un nuovo volto per Redona» a cura degli architetti Ferdinando e Pippo Traversi. Ore 21, incontro sul tema: «La città fisica» a cura del Centro Nuovo Progetto; introduce e coordina Roberto Spagnolo. Parco dei Colli, la vite e l'ulivo Per favorire la ripresa delle produzioni agricole e per avviare un percorso alla definizione del Marchio di qualità, il Parco dei Colli organizza un ciclo d'incontri dedicati alla vite e all'ulivo. Ore 20,30, nella sede del parco dei Colli in via Valmarina 25, incontro tenuto da un esperto del settore dedicato alla cura della vite. Bonate Sopra, il lento itinerario verso il libro Ore 17, Piccolo teatro «G. Verdi», all'università degli anziani relazione di Erminio Gennaro dell'Ateneo di Bergamo sul tema: «Il sapere e il lento itinerario verso il libro». Caravaggio, cammino quaresimale Cammino di riflessione quaresimale, con approfondimento delle lettere di S. Paolo, organizzato dalla parrocchia: «Paolo parla alla nostra Chiesa». Ore 20,45, chiesa parrocchiale, don Marco d'Agostino, vicerettore del seminario, parla sul tema; «La Chiesa, comunità in cui si riconoscono doni e ministeri». Costa di Mezzate, le sfide della medicina moderna Ore 15, sala consiliare del municipio, continua il percorso formativo rivolto agli anziani e ai pensionati, organizzato dalle amministrazioni comunali di Brusaporto, Bagnatica, Costa di Mezzate e Montello in collaborazione con l'Università degli anziani. Arrigo Schieppati, dell'Istituto ricerche farmacologiche «Mario Negri» di Bergamo parla sul tema: «Le sfide della medicina moderna». Leffe, il disagio psichiatrico Chiusura degli incontri dedicati alla prevenzione e all'educazione sanitaria promossi dalla delegazione Val Gandino della Croce rossa italiana. Ore 20.30, sala consiliare, Arturo Campana, primario del reparto di psichiatria dell'Ospedale di Alzano, analizzerà sintomi e segnali dell'insorgenza del disagio psichiatrico. Lovere, uso corretto e conservazione dei farmaci Ore 14-16,30, sala Ruffini della Comunità montana Alto Sebino, via del Cantiere 4, «Progetto Melograno». Elena Viviani. caposala Centro don Orione di Bergamo parla sul tema: «Farmaci: quali sono quelli di uso più comune, come conservarli e usarli correttamente». Mozzo, gli acquisti bio Ore 20,45, biblioteca, «Consumare? Criticamente!». Aurelio Brentegani e Marco Zonca parlano sul tema: «Gli acquisti bio». Urgnano, la donna nell'arte Ore 20,30, biblioteca, «La donna nell'arte». Daniela Mancia Viviani, parla sul tema: «Signorine di buona famiglia e odalische. La figura della donna e l'immaginario maschile nella pittura europea dell'Ottocento». MostreAngeli, manichini e meticci peruviani Galleria del Tasso, via S. Tomaso, 72, mostra «La Rivoluzione silenziosa degli angeli apocrifi» dell'artista cileno Demian Schopf, visitabile fino a fine marzo. Orario: 10-12,30 e 15-19. Arte Madì alla Galleria Marelia Galleria Marelia, via Guglielmo d'Alzano 2b, mostra «Madì - arte come invenzione»; fino al 30 aprile. Orario: 14-20. Bergamo Futura Urban Center di Piazzale degli Alpini, «Bergamo Futura. Vieni a conoscere oggi come sarà la Bergamo di domani», mostra interattiva visitabile fino al 5 aprile. Orario: 15-19,30. Prenotazioni visite scolastiche (solo al mattino del mercoledì) e visite guidate per gruppi (negli orari di apertura della mostra), tel. 035.399.010-022 Billboards alla Galleria Manzoni Galleria Manzoni di via S. Tomaso 66, mostra «Billboards» dedicata alla fotografia di ricerca del milanese Maurizio Montagna (Milano 1964), docente del master di fotografia della nuova Accademia delle Belle Arti di Milano; fino al 4 aprile. Orario: 10-13 e 15-19. Convivio artistico al Caffè del Tasso Caffè del Tasso, piazza Vecchia in Città Alta, mostra dell'artista toscano Francesco Verdi; fino al 29 marzo. Orario: 8-2. Icone russe fra storia e spiritualità Spazio Viterbi della Provincia, via Tasso, 8, mostra «L'oro dell'anima. Icone russe dal XIV secolo del Museo Tretyakov di Mosca», viaggio attraverso cinque secoli di cultura, storia e spiritualità. L'evento, curato dalla Provincia in collaborazione con il Museo Tretyakov di Mosca, col patrocinio della Curia Vescovile della Diocesi di Bergamo, Camera di Commercio, Università di Bergamo e Fondazione Russia Cristiana; fino al 14 giugno. Orario: 15-19. Ingresso libero. Il Segno dell'Altro Galleria Triangoloarte, via Palma il Vecchio 18/e, mostra «Il segno dell'Altro» di Paolo D'Angelo, Salvatore Falci ed Enzo Santambrogio; fino al 4 aprile. Orario: 10-12,30 e 16-19,30. La città visibile Museo Storico-Convento di San Francesco, piazza Mercato del Fieno 6/a, «La città visibile. Bergamo nell'archivio fotografico Sestini - Omaggio a Domenico Lucchetti»; fino al 20 settembre. Orario: 9,30-13 e 14-17,30. La fauna delle Orobie nelle foto di Midali Museo Civico di Scienze Naturali «Enrico Caffi», Piazza Cittadella, 10, mostra fotografica di Baldovino Midali dal titolo «Obiettivo animali: la fauna delle Orobie», per scoprire la flora e la fauna delle nostre montagne; fino al 31 maggio. Orario: 9-12,30 e 14,30-17,30. La video installazione di Hannah Collins Sala porta di Sant'Agostino, video installazione dell'artista inglese Hannah Collins «Solitude and Company»; fino al 12 aprile. Orario: 15,30-19. L'arte di Diego Caglioni e Rudina Hoxhaj SpazioArte Viamoronisedici, mostra «Vicinilontani» con opere di Diego Caglioni e Rudina Hoxhaj; fino all'11 aprile. Orario: 16-19,30. Le opere di Giuseppe Albergoni Baioni Cafè, via Baioni 5, mostra di Giuseppe Albergoni «Colore bianco, ricerche superficiali»; fino al 17 aprile. Orario: 7-16. L'uomo e la macchina scatti di Massimo Colombo Sede Cgil, via Garibaldi 3, per iniziativa dell'associazione LavoroDopo, mostra fotografica di Massimo Colombo dal titolo «Nero Officina». L'artista propone un viaggio nelle officine meccaniche dove gli uomini lavorano in simbiosi con la macchina; fino al 3 aprile. Orario: 9-12 e 15-18. Ingresso gratuito. Opere di Claude Viallat Galleria Fumagalli, via Paglia 28, mostra di Claude Viallat «Toiles, objects, cordes et filets» a cura di Annamaria Maggi; fino all'11 aprile. Opere di Margherita Bialetti Circolo Artistico Bergamasco, via Malj Tabajani, 4, mostra personale di Margherita Bialetti; fino a domani. Orario: 16-19. Personale di Eleonora Ghilardi Sala ex Ateneo, piazza Padre Reginaldo Giuliani, mostra «Diario di viaggio» di Eleonora Ghilardi; fino al 29 marzo. Orario: 15,30-19,30. Sicurezza, cadute dall'alto e in profondità Sala lettura biblioteca Caversazzi, via Torquato Tasso 4, mostra sulla sicurezza, cadute dall'alto e cadute in profondità organizzata dall'associazione «Amici delle Mura di Bergamo» in collaborazione con Asl, Cai, istituto comprensivo Donadoni, liceo artistico e sindacati; fino al 31 marzo. Orario: 8,30-12,30 e 20,30-23,30. Tavole silografiche alla Olim Spazio Olim, via Pignolo 9/b, mostra delle Tavole silografiche per l'opera Weiss Kunig, di Hans Burgkmair; fino all'11 aprile. Orario: 16-19. Tutto il mondo in una scatola Libreria Ars di via Pignolo 116, installazione di Luca Resta «Boxes» scatole-non scatole per parlare di forma ed essenza, visibile e invisibile; fino al 31 marzo. Orario: 15-18,30. Tuttosullalbero Mostra-laboratorio dell'Orto Botanico, nella sala Viscontea, piazza Cittadella, fino al 31 maggio. Orario: 15-18,30. Una città senza Sala Manzù, via Camozzi, passaggio via Sora, mostra di Maurizio Bonfanti dal titolo «Una città senza»; fino al 13 aprile. Orario: 16-19. Viaggi di Arno Stern Caffè Letterario, via San Bernardino 53, mostra fotografica «Viaggi di Arno Stern e la traccia naturale» a cura dell'associazione culturale il Segno e il Colore; fino al 27 marzo. Alzano Lombardo, le fotografie di Igor Kormyshev Mazzoleni Art Gallery, via Locatelli 1, mostra dell'artista, fotografo e scenografo russo Igor Kormyshev; fino al 5 aprile. Orario: 9,30-19. Caravaggio, mostra di pittura Auditorium centro civico San Bernardino, mostra personale del pittore caravaggino Alfredo Galimberti che esporrà insieme a Giada Maffeis e Sara Ranghetti; fino al 29 marzo. Orario: 10-12 e 16-19. Gorle, i disegni di Franco Mazza Auditorium del centro culturale, via Marconi 5, mostra di Franco Mazza «Si può disegnare con la musica? Si può fare musica con il disegno»; fino al 5 aprile. Orario: 16-19. Ponte San Pietro, le «seduzioni» di Fazio Lauria Galleria «L'Ariete», Largo IV Novembre 11, mostra personale di Fazio Lauria, artista che vive e opera a Gradella di Pandino, in provincia di Cremona, dal titolo «Seduzioni»; fino al 12 aprile. Orario: 15-19. Romano di Lombardia, «Orizzonti» di Franco Zucchinali Sala Poker Ceasar della Mazzoleni Art Gallery, strada statale Soncinese, mostra di paesaggi inediti di Franco Zucchinali dal titolo «Orizzonti»; fino al 31 marzo. Aperta tutte le sere. Seriate, immagini fotografiche di Franco Donaggio Sala espositiva «Virgilio Carbonari» del Palazzo comunale mostra di Franco Donaggio dal titolo «Prima del giorno - Immagini fotografiche 2007/2009»; fino al 28 marzo. Orario: 16-19. Torre Boldone, una donna per le donne Atrio del municipio, «Una donna per le donne» mostra fotografica di Livia Lecchi che illustra l'attività della dottoressa Daniela Armani nei quartieri poveri di Esmeraldas in Ecuador; fino al 28 marzo. Orario: 8,30-12,30 e 15,30-17,30. Treviglio, i capolavori della Cassa Rurale Sala esposizioni «G. Battista dell'Era», della Cassa Rurale, via Carcano, 15, mostra intitolata «I capolavori della Cassa Rurale», con esposizione dei gioielli della Pinacoteca e di due capolavori di proprietà dell'Accademia Carrara, «Storia di Gualtieri e Griselda» di Francesco di Stefano detto «il Pesellino» momentaneamente in esposizione a Treviglio dopo i lavori di restauro; fino al 29 marzo. Orario: 15-18. Treviolo, «Genio e follia» di Manuel Ondei All'interno del locale «Provino wine relax bar» di via Dalla Chiesa, mostra di pittura dell'artista urgnanese Manuel Ondei dal titolo «Genio e follia»; fino all'11 aprile. L'esposizione è un percorso-omaggio in 14 tele dedicato ai grandi geni dell'arte, dello sport e della musica, come Salvador Dalì, Jim Morrison, Albert Einstein e George Best, personaggi eccentrici, anticonformisti e dalla forte personalità. Orari: 7-1. Tempo liberoCastione della Presolana fiaccolata di ringraziamento Fiaccolata organizzata dalla parrocchia di Bratto per ringraziare della «stagione con i fiocchi», con la partecipazione di albergatori, esercenti, sciatori, commercianti, maestri di sci e del parroco don Paolo Piccinini. Ore 19,30, ritrovo alla chiesetta dedicata a Maria «Madonna della Neve», a seguire salita sullo Scanapà con la seggiovia. La discesa prenderà il via alle 20 con arrivo sul piazzale della «Casa per ferie Neve». Ore 20,30, sciatori e spettatori si recheranno nella vicina chiesetta della Madonna della Neve, dove verrà celebrata la Messa. Al termine, la serata proseguirà in allegria, amicizia e degustazione di bevande calde, e vin brûlé. Villa d'Almè, apertura del museo di scienze naturali Ore 15-18, apertura al pubblico del Museo civico di scienze naturali «Severo Sini» situato in via Roma 20. 25/03/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


di PATRIZIO CECCARELLI GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni pistoiesi unit... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PISTOIA pag. 5 di PATRIZIO CECCARELLI GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni pistoiesi unit... di PATRIZIO CECCARELLI GENITORI, sindacati, Provincia e Comuni pistoiesi uniti contro la riforma «Gelmini», i cui effetti si cominciano a vedere proprio in questi giorni, a seguito delle pre-iscrizioni. «ABBIAMO riscontrato - hanno spiegato in conferenza stampa gli assessori Giovanna Roccella (Provincia) e Rosanna Moroni (Comune di Pistoia), il sindaco di Agliana Paolo Magnanensi, il dirigente Andis Maurizio Monti, la segretaria provinciale Cisl-scuola Maria Cristina Zini (anche a nome di Cgil e Uil), e il rappresentante del comitato dei genitori Simone Frangioni - che le famiglie pistoiesi non hanno optato per il modello a 24 ore della scuola primaria, ma hanno preferito il modello a 27 ore, a 30 ore e a 40 ore e ci domandiamo come si potrà rispondere in termini quantitativi e qualitativi alle richieste orarie espresse alla luce dei previsti tagli'». «INFATTI - spiegano gli stessi rappresentanti di enti e sindacati - si prevede che tutti i modelli siano senza compresenza e non solo nelle classi prime, ma anche nelle seconde, terze, quarte e quinte, disattendendo le scelte fatte a suo tempo dalle famiglie ed ormai consolidate nei piani dell'offerta formativa. Ciò comporta grave pregiudizio della qualità della scuola che non potrà più organizzare attività di gruppo con particolare riguardo all'uso dei laboratori, insegnamenti individualizzati, attività di supporto all'inserimento dei bambini stranieri e dei bambini in difficoltà». IL TIMORE è anche che l'insegnante unico non consentirà l'effettuazione di visite didattiche e gite scolastiche, attività esterne alla scuola, in quanto il rapporto insegnante-alunni per tali attività è di uno a quindici, come previsto dalla normativa vigente. Nel tempo pieno, poi, verrebbe messa in discussione la pluralità degli insegnamenti e la individualizzazione dei percorsi «riducendo l'insegnamento ad un misero ed insufficiente essenziale'».

Torna all'inizio


Università, prove d'intesa tra Governo ed Atenei (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 25/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Università, prove d'intesa tra Governo ed Atenei Seminario al Ministero. Il ministro Gelmini: per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini ROMAImpegno comune a rivedere le forme di governo degli Atenei, riconsiderando le funzioni decisionali, la composizione dei vari organi, il loro ruolo e le loro responsabilità nella programmazione e nella allocazione delle risorse; urgenza di riformare i meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti, che oggi sono bloccati e che vanno allineati alle migliori prassi internazionali. Una «prova generale» È emerso dal seminario su governance, valutazione e reclutamento al Ministero dell'istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato, assieme al ministro Gelmini, rappresentanti del mondo accademico e politico, opposizione compresa. «L'incontro di oggi - ha sottolineato il ministro Gelmini - rappresenta la prima verifica di un metodo di lavoro e di condivisione progressiva delle scelte. Quello che più mi preme - ha aggiunto - è mettere in campo, in tempi ragionevolmente rapidi, riforme incisive e non di facciata. Nel mezzo di una recessione tanto grave quanto imprevista le buone parole e i buoni propositi servono a poco». Il ministro ha quindi assicurato che il Governo non è insensibile alle richieste di maggiori risorse. «Ma siamo anche consapevoli - ha aggiunto - che per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e investimenti. Non ci sono scorciatoie: dobbiamo lavorare con concretezza e senso di responsabilità. Da parte mia - ha assicurato - c'è la volontà di collaborare e coinvolgere le forze parlamentari. Il ddl per la riforma che stiamo preparando dovrà riassumere il più possibile le proposte del mondo accademico». Al seminario hanno partecipato più di 70 rettori, Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd, il presidente della Commissione Istruzione del Senato Guido Possa, il senatore Giuseppe Valditara, il presidente della Crui Enrico Decleva, il presidente del Cun Andrea Lenzi, il vicecapogruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, il presidente della Commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, Michele Vietti vicecapogruppo Udc alla Camera, Anita Di Giuseppe dell'Idv. Il Pd: aspettiamo il Dpef «Siamo interessati - ha dichiarato Fioroni - a verificare giorno dopo giorno quali siano le risorse e quali le riforme ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli previsti, dal primo gennaio 2010 anche le Università virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali». Fioroni ha quindi rilanciato il pacchetto di proposte avanzato dal Pd chiedendo una «moratoria» sulle troppe generalizzazioni che si sono fatte finora sull'Università e sugli studenti.

Torna all'inizio


E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e i... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

CIVITANOVA pag. 10 E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e i... E' quanto è scaturito ieri da un incontro, a Macerata, tra i presidi della Regione e il "vice" del ministro Gelmini A pagina 2

Torna all'inizio


Riforma, caos alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

BRIANZA MERATE pag. 6 Riforma, caos alle elementari Nessuna certezza per il prossimo anno scolastico MERATE di DANIELE DE SALVO MERATE MANCANO APPENA sei mesi al prossimo anno scolastico, ma nessuno conosce ancora la sorte dei bambini che nel 2009/10 frequenteranno la prima elementare. Non si sa ad esempio quali e quanti insegnanti avranno, l'organico disponibile, le ore che trascorreranno in classe né se disporranno del servizio di mensa ed eventualmente i costi. Famiglie, futuri scolari e stessi dirigenti didattici e docenti si trovano quindi ad affrontare di clima estrema incertezza. È QUANTO emerso lunedì pomeriggio dall'incontro svoltosi in sala civica a Merate tra il provveditore Fausto Gheller, l'esponente dell'Anci - Associazione nazionale dei Comuni italiani - Gian Piera Vismara, l'assessore provinciale all'Istruzione Carla Zanetti, quello di Villa Confalonieri Gabriella Mauri e vari esponenti del mondo scolastico per discutere del futuro dei plessi didattici. «Non abbiamo elementi certi - ha detto senza mezzi termini la stessa Zanetti - e le voci che circolano mancano dell'ufficialità. Difficile fornire risposte e organizzare l'attività». SUCCEDE con la Riforma varata dal Ministro Maria Stella Gelmini. Solo a fine aprile arriveranno indicazioni. Troppo tardi per i genitori che nel frattempo devono compiere anche scelte professionali tenendo conto di quello che faranno i figli. Ma pure per le Amministrazioni locali su cui grava il compito della gestione del trasporto e della refezione. L'unico punto fermo è che nel lecchese le circa 2.500 famiglie nel 37% dei casi hanno domandato di poter usufruire del tempo pieno, ovvero delle 40 ore settimanali, o in subordine, il 34,5% delle 30. Il 25% domanda poi le 27 e solo il 3,5 le 24. Le cifre potrebbero in realtà mutare perché a fornirle sono stati i rappresentanti sindacali di categoria e non gli Istituti comprensivi. Inoltre la situazione varia da paese a paese. A Merate ad esempio su 135 preiscrizioni, 54 interessano le 30 ore invece che le 40 e questo perché il preside, il professor Angelo Colombo, ha fatto capire che difficilmente il Governo concederà le risorse necessarie per il tempo pieno, visto che in città non c'è mai stato. LO STESSO vale per Missaglia, Barzanò, Casatenovo, Cernusco, Olgiate e Rovagnate. Insomma in Brianza, l'istanza che va per la maggiore è quella dei quattro rientri pomeridiani e non dei cinque, ad eccezione di Robbiate. Ciò però non significa assolutamente che le aspettative troveranno riscontro, perché dipende tutto appunto da quello che stabiliranno al Ministero.

Torna all'inizio


Tavoli all'aperto: Confcommercio chiede di anticipare il via libera (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA TERNI pag. 19 Tavoli all'aperto: Confcommercio chiede di anticipare il via libera TERNI «COME si può credere al fatto che don Pierino Gelmini si sia reso protagonista di 29 episodi di molestie al giorno, per otto mesi?», lo sostiene uno degli avvocati del pool di difesa, Manlio Morcella, commentando le dichiarazioni rese dal primo degli accusartori. E' durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Gelmini (nella foto), interrogato lunedì dai difensori del sacerdote nel corso dell'incidente probatorio davanti al gup, Pierluigi Panariello, in relazione all'udienza preliminare nella quale il religioso è accusato molestie sessuali nei confronti di una decina di ex ospiti della Comunità Incontro. Iacobbe ha risposto alle domande degli avvocati Filippo Dinacci, Lanfranco Frezza e Manlio Morcella ribadendo le accuse al fondatore della Comunità, che ha sempre respinto ogni addebito. Una deposizione «piena di contraddizioni, che è implosa» afferma Morcella riferendosi a Iacobbe. Stando al racconto dell'ex ospite della Comunità, il sacerdote lo avrebbe molestato nel corso della sua permanenza a Molino Silla, tra il 1999 e il 2000, promettendogli di non farlo tornare in carcere. Iacobbe ha poi sostenuto di essere stato oggetto di minacce dopo la sua denuncia, in particolare da uno dei collaboratori di don Pierino, accusato di favoreggiamento (anche lui ha però sempre negato). Don Gelmini, ha riferito ancora Iacobbe, gli avrebbe promesso dei soldi in cambio della sua ritrattazione. Ascoltato anche Pasquale Di Leonardo, ospite della Comunità nel 1999. Rispondendo alle domande del pm, Barbara Mazzullo, e degli avvocati ha raccontato che don Gelmini avrebbe cercato un approccio sessuale per tre volte, desistendo viste le sue resistenze. «Si tratta di episodi assolutamente irrilevanti», commenta Morcella. «Di Leonardo non ha saputo essere lineare nel racconto aggiungono Frezza e Dinacci e ha detto più volte di non ricordarne i particolari». I difensori di don Gelmini e degli altri tre indagati per favoreggiamento si sono detti critici anche su quanto riferito da Iacobbe. «La sua posizione sostiene Morcella è implosa completamente. Ha dimostrato di essere inaffidabile rispetto alla ricostruzione dei fatti e pieno di contraddizioni sui particolari. Si può veramente pensare che don Gelmini possa aver compiuto abusi per 29 volte in una stessa giornata?». Di parere opposto l'avvocato di Iacobbe, Marco Sgattone, secondo cui «con la memoria di un computer, ha raccontato per filo e per segno tutto quanto sapeva». L'incidente probatorio proseguirà il 6 aprile, quando verranno ascoltati altri due accusatori.

Torna all'inizio


Don Pierino: difesa agguerrita (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA TERNI pag. 19 Don Pierino: difesa agguerrita Tre ore di domande al principale accusatore di Gelmini L'ASSOCIAZIONE San Bao promuove a Terni un corso di antiaggressione femminile che si svolgerà da marzo ad aprile per quattro sabato consecutivi, dalle 15 alle 17,30. Il corso, tenuto dal maestro Simone Sebastiani, che pratica Wing Chun (stile di Kung-Fu) da oltre 25 anni, vuole fornire alle donne gli strumenti necessari per riconoscere una situazione di pericolo, gli aggressori tipo ed altri sistemi per evitare, prima di tutto, una potenziale aggressione e se necessario, in caso di colluttazione, le tecniche fondamentali di lotta. L'iniziativa è aperta ad un massimo di 20 donne dai 12 ai 60 anni e comincerà il 28 per proseguire poi nei tre sabati successivi. Per dettagli contattare il maestro Sebastiani (329.7325460) oppure visitare il sito della scuola (www.sanbao.it). Image: 20090325/foto/8068.jpg

Torna all'inizio


Montichiari Incontri tra studenti e le imprese (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 25/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Montichiari Incontri tra studenti e le imprese MONTICHIARIFormazione sul campo a Mu&Up per favorire il contatto tra studenti ed imprese. È questo uno degli obiettivi portati avanti dalla 22° edizione della Rassegna della produzione dell'industria meccanica, con riscontro favorevole da parte delle scuole. L'iniziativa chiamata «Scuola in fiera» permetterà agli studenti degli Istituti tecnici e professionali di Brescia di assistere a lezioni dai contenuti specializzati e aggiornati del settore della meccanica e illustrati da docenti altamente qualificati, all'interno dei padiglioni espositivi, che diventano sia luogo di apprendimento sia luogo di dialogo tra due realtà. In fiera per incontrare gli studenti, Giampaolo Mantelli, assessore alla Pubblica istruzione e formazione professionale, ha affermato: «In un momento di profonda crisi economica globale, la formazione d'eccellenza, l'alta qualificazione del personale possono e devono influire positivamente sulla competitività delle nostre imprese, aiutandole ad affrontare e a superare la situazione di stallo del mercato grazie alla specificità e alla qualità dei loro prodotti». Soddisfatto del favore che la rassegna sta incontrando è il presidente del Comitato promotore Mu&Up Massimo Gelmini, che aggiunge: «L'obiettivo è favorire il contatto fra il mondo delle imprese e quello della formazione, in sostanza: avvicinare gli studenti alle realtà concrete del mondo del lavoro». «Con questa edizione vogliamo lanciare un segnale forte al mondo produttivo - spiega Antonio Perini, vice presidente del Comitato promotore -. Il progetto "Scuola in fiera" risponde perfettamente a questi obiettivi». E il progetto ha raccolto molti consensi tra le scuole, tant'è che sono arrivate decine di prenotazioni al Comitato promotore. Per questo è stato indetto un concorso, intitolato Meccanica-Mente, rivolto agli studenti del settore e che vuol promuovere principalmente lo studio e la ricerca all'interno degli Istituti tecnici e professionali, per valorizzare e realizzare soluzioni che arrivano anche da chi studia quotidianamente. Ma non è finita: «Ci stiamo organizzando per proseguire nel corso dell'anno scolastico gli incontri fra rappresentanti del mondo dell'impresa e studenti all'interno degli Istituti» conclude Perini.

Torna all'inizio


Scuola, via 37 mila docenti: il 40 per cento al Sud (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi Scuola, via 37 mila docenti: il 40 per cento al Sud Tagli confermati: via 245 presìdi. Gelmini: «Tetto del 30% di immigrati in classe. Aiuterà l'integrazione»

Torna all'inizio


ROMA - Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Pugli... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una "uscita" in due fasi. In base al provvedimento, ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. Saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità «anche nell'ottica, ove possibile, dell'estensione del tempo pieno». A questo proposito «l'organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell'organico assegnato per l'anno 2009-2010» precisando che «le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l'insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonchè dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l'offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Introdurre il tetto del 30% per la presenza degli studenti stranieri nelle classi «aiuta l'integrazione», sostiene il ministro Gelmini.

Torna all'inizio


ROMA - Prendete due mamme e cercate di ascoltarle senza che la bilancia penda, come fossero ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi di FRANCESCA NUNBERG ROMA - Prendete due mamme e cercate di ascoltarle senza che la bilancia penda, come fossero due facce di un contrasto non componibile. Dice la prima: «Perché se piange mia figlia la chiamano "fontana di Trevi" e se piange un bambino straniero gli si fanno tutti attorno a dire "poverino"? Le lacrime dei bambini non sono tutte uguali?». Dice la seconda: «Ma non sarà che se anche gli italiani sanno poco italiano la colpa è del fatto che non leggono e che in questo quartiere mancano librerie, cinema e teatri, piuttosto che l'elevata presenza di immigrati, peraltro tutti di seconda generazione?». Trattasi di dolente questione: deve esserci o no un limite agli alunni stranieri nelle scuole italiane? La Gelmini ribadisce il sì e fissa un tetto del 30%. E' necessaria un'integrazione "assistita" (senza arrivare a classi separate e test di ammissione) o si può lasciare corso alle capacità dei singoli, insegnanti, dirigenti, genitori? Perfino bambini: fa testo quella pulce di sei anni che alla madre incerta se un nome cinese nella lista della classe fosse di maschio o femmina, rispose stizzita "femmina", citandole peraltro il perfetto corrispettivo maschile. Le due mamme appartengono alla scuola Carlo Pisacane di Tor Pignattara, finita sotto i riflettori per la presenza record di stranieri, ottanta per cento, e l'annunciato ritiro di alcuni alunni italiani per "insostenibilità" della situazione. La mamma numero uno si chiama Antonella Sbarassa, fa parte del "Comitato per l'integrazione", sua figlia l'anno prossimo cambierà scuola. «Ci sono troppe anomalie - dice - Senza tornare alle storie del presepe multietnico con la moschea e ai cappellini per i bambini fatti coi manifesti di estrema sinistra, alcune cose proprio non vanno. Perché i nostri figli non devono celebrare Natale e Pasqua, mentre i festeggiamenti del Ramadan vengono sbandierati con tanto clamore? L'anno scorso li hanno costretti a imparare un canto in arabo; accettabilissimo, ma... La scuola vince premi e fa progetti, dice la preside, sì ma i progetti non vanno in porto perché le famiglie straniere non partecipano, non sono aperte, non vengono nemmeno ai compleanni. I loro figli non parlano italiano al livello dei nostri, appena usciti da scuola tornano alla loro lingua, idem per i film e i programmi tv. La didattica non è sufficiente a colmare le lacune che poi saltano fuori alle medie. Abbiamo proposto noi alla Gelmini la quota del 30%». La mamma numero due è Paola Piovesan, figlia in prima elementare: «Ho scelto questa scuola anche se non mi spettava, perchè mi sembrava la migliore in assoluto. Sono passati sei mesi dall'inizio e in classe tutti leggono, scrivono, fanno le addizioni a tre cifre; le difficoltà didattiche sono quelle fisiologiche, i bambini parlano italiano, litigano in italiano, pure i cinesi tra loro. Mia figlia fa ginnastica artistica con le sue amichette: una bengalese, una romena, una polacca. Non mi ha mai chiesto com'è che quello ha la pelle così scura, ma ho sentito una sua coetanea che vive altrove domandare: questa è la scuola degli zingari?». Non lo è e la difende con le unghie e con i denti la dirigente, Nunzia Marciano, che ha faticato in questi mesi a far capire a genitori, tv e giornalisti che la sua «è una scuola normale». Magari non proprio, se su 384 alunni gli stranieri sono 213, di 24 nazionalità diverse, ma che lei riesca a definire questa una «prassi di ordinaria complessità», depone certamente a suo merito. E spiega: «I bambini socializzano, imparano l'italiano, mantengono il livello anche alle medie. Le accuse che ci fanno sono infondate: qui abbiamo laboratori di musica, di teatro, linguistici, plastici; facciamo gite e campi scuola, tutto. Se passa il tetto come si fa? Non lo so. Bisognerà forse accorpare le scuole, trovare altre soluzioni, aumentare le risorse per gli istituti con più stranieri. Come si dice? Molte culture, più cultura. Prima c'erano i calabresi, ora ci sono i bengalesi; ma se abitano a via della Maranella, qui davanti, come li posso rifiutare?». Tetto no, tetto invece sì. «Condivido pienamente la scelta delle quote - spiega Paolo Mazzoli, dirigente dell'Angelo Mauri a Montesacro - La Pisacane rappresenta un'eccezione, ma molte altre scuole a Roma sono intorno al 45-50% di stranieri. Troppi. La media deve essere intorno al 20, diciamo 3-4 per classe. L'integrazione si sviluppa meglio se non sono soli, né in una classe tutta di stranieri, dove si crea una babele che gli insegnanti non controllano. Finora il problema era stato risolto con le "compresenze", il doppio maestro serviva anche a quello, a formare un pacchetto di ore settimanali da destinare agli stranieri almeno per i primi due mesi. Però il tetto rischia di essere solo un'operazione del governo se ai Comuni non vengono fornite le risorse per distribuire i bambini. Bisognerebbe fare come per i nomadi, accompagnarli con i pulmini; altrimenti se la scuola più vicina non li accetta e loro non hanno modo di raggiungerne un'altra, comincia l'evasione scolastica». Rischio banlieue da evitare come la peste anche secondo un'altra persona che di immigrati e scuole se ne intende. Marina Murat insegna Economia internazionale all'università di Modena e insieme a Davide Ferrari, docente di Statistica, ha fatto uno studio sul rendimento scolastico degli alunni stranieri. «L'obiettivo qual è? - si chiede - Farli andare bene a scuola o evitare che creino problemi? Se è il primo, allora bisogna mettere in campo politiche su più fronti. Primo, i genitori: i bambini più a rischio sono quelli delle famiglie dove non si parla l'italiano in casa, soprattutto il ruolo della mamma è cruciale, se non può seguirli nei compiti né parlare con gli insegnanti; come avviene nei Paesi più sviluppati, bisognerebbe dare incentivi a chi segue lezioni di italiano, magari sussidi se si supera l'esame». «Secondo punto, i ragazzi - continua Murat - Evitando la separazione che può esasperare il senso di fastidio della maggioranza e quindi l'isolamento, bisognerebbe sostenerli in classe; negli Usa si dice "no child left behind", le scuole vengono premiate o punite a seconda del numero di stranieri che superano gli esami. Terzo, gli insegnanti: devono avere un training specifico ed essere incentivati con corsi e premi. I costi non sarebbero in fondo così elevati, e poi c'è anche un costo del non fare: se questi ragazzi vengono bocciati, se sono costretti a fare i lavori più umili, se non hanno amici italiani, quanto risentimento possono accumulare?».

Torna all'inizio


Europa con un futuro nanotech (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-25 - pag: 15 autore: Europa con un futuro nanotech Il ministro Leijonborg: «Sull'esempio Usa, Bruxelles dovrebbe finanziare di più» Carmine Fotina ROMA C he cosa hanno in comune i ricercatori italiani e quelli svedesi? La risposta, nient'affatto scontata, è affidata a Lars Leijonborg, ministro per l'Istruzione e la Ricerca del Governo di Stoccolma, in visita ufficiale in Italia insieme ai Reali di Svezia. «Italia e Svezia- spiega Leijonborg, 59 anni, da due e mezzo al Governo - intendono investire insieme nella ricerca sui neutroni, nelle nanotecnologie, negli studi e l'esplorazione della regione artica per trarre informazioni utili sul cambiamento climatico ». Aree di studio comuni tra scienziati italiani e svedesi e che oggi saranno oggetto di una dichiarazione congiunta tra Leijonborg e il ministro Mariastella Gelmini, nel corso del Forum Italia-Svezia organizzato da Confindustria. Italia e Svezia svilupperanno programmi congiunti? I due Paesi già collaborano,al di là dell'esistenza di accordi formali. Il progetto più concreto su cui lavoreremo insieme riguarda lo sviluppo di nuovi materiali attraverso la cosiddetta "spallazione" dei neutroni (è il processo che avviene quando particelle ad alta energia impattano nuclei di atomi producendo un flusso di neutroni, poi impiegati per produrre materiali artificiali, ndr). Inoltre esistono scienziati italiani molto competenti nello studio del Polo Nord e dei cambiamenti climatici, con i quali intensificheremo la partnership. Altri campi che rientreranno nell'accordo con il ministro Gelmini sono le nanotecnologie, l'energia sostenibile, l'alimentazione e la pesca. Investimenti ancora scarsi e legami carenti tra aziende e Università: sulla ricerca l'Italia cerca ancora un modello. Qualè l'esperienza svedese? Possiamo dire di essere tra i vertici a livello mondiale per spese dedicate alla ricerca in rapporto al Pil. L'Agenda di Lisbona poneva come obiettivo il 3%, con un punto di derivazione pubblica e un punto dai privati. La Svezia si posiziona sul 4%, con 3 punti di investimento privato. Per un ministro come me, il vantaggio è avere in casa dei giganti come Ericsson nelle telecomunicazioni e AstraZeneca nella farmaceutica, ciascuno dei quali con la sua ricerca copre quasi l'1% del Pil. Un altro punto di Pil arriva da Volvo e da altre grandi aziende private. Per quanto riguarda poi il rapporto tra le imprese e l'università, direi che il punto di vista di un ministro della Ricerca è molto parziale. Il tema decisivo è un altro... A che cosa si riferisce? Al clima e alle condizioni del fare impresa. Se manca questo, la ricerca resta per forza di cose in laboratorio. Se sei un ricercatore e sviluppi un'invenzione che potrebbe costituire un vero breakthrough tecnologico nel campo della medicina, devi essere messo in condizione di commercializzare la tua idea. Il Governo svedese, a questo scopo, attraverso degli Innovation center creati nelle università favorisce la diffusione del capitale di rischio nella fasi di "very early stage" e fornisce assistenza per passare alla commercializzazione. Quali criteri vengono seguiti nella distribuzione delle risorse pubbliche? Innanzitutto quello del merito. La quantità dei fondi che attribuiamo alle singole università è vincolata alla valutazione dei risultati conseguiti nell'anno precedente. Sui contenuti siamo fortemente orientati alla ricerca di base, sostanzialmente libera, guidata dal mercato, ma senza deviare eccessivamente dalle aree che secondo i contribuenti e la politica saranno strategiche nei prossimi anni: medicina, clima e tecnologie al loro servizio. Ci sono alcuni grandi obiettivi scientifici ai quali, non solo la Svezia ma tutta l'Europa, deve puntare: le grandi battaglie della medicina contro il cancro, l'Alzheimer, l'Aids; l'avvento su larga scala dell'auto elettrica; i sistemi per la cattura del carbonio. La Svezia ha appena compiuto una clamorosa retromarcia tornando al nucleare. Per quale motivo? La sospensione decisa nel 1998 non è stata risolutiva e ha lasciato grandi divisioni nel Paese. Adesso siamo arrivati a una sorta di storico compromesso: i reattori esistenti potranno essere sostituiti da nuovi impianti e di pari passo si svilupperanno sia la ricerca sul nucleare di quarta generazione sia quella sulle fonti rinnovabili come l'eolico, le biomasse, il solare. A giugno in Italia si svolgerà il G8 della scienza. Da osservatore esterno, la Svezia ha dei suggerimenti? A mio parere bisogna dare priorità agli obiettivi che ho appena indicato. Ma soprattutto credo che anche in questa fase di crisi internazionale occorra aumentare gli investimenti in ricerca seguendo la strada tracciata negli Stati Uniti da Barack Obama. In Europa solo una cifra intorno al 6% degli investimenti pubblici per la ricerca è finanziata da Bruxelles: troppo poco. Oggi ho incontrato anche il vostro Presidente Giorgio Napolitano, che mi è parso molto sensibile su questo tema. La principale azienda svedese di Ict, Ericsson, ha annunciato ai sindacati italiani la procedura di mobilità per 300 dipendenti. Solo effetto della crisi o l'Italia è sempre meno competitiva? Non conosco nel dettaglio i nuovi piani di Ericsson per l'Italia,ma so che la ristrutturazione riguarda diversi mercati. In generale, posso solo dire che in questa fase della globalizzazione ogni Paese dovrà essere molto attento nel mantenere i propri livelli di competitività.

Torna all'inizio


LA BILATERALE (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-25 - pag: 15 autore: LA BILATERALE AP Lars Leijonborg, 60 anni, ministro dell'Educazione e della Ricerca svedese. è il leader del partito liberale svedese. GLI INVESTIMENTI 4% L'investimento in ricerca (sul Pil) Tra i Paesi Ocse, la Svezia è il secondo in classifica per investimenti pubblici in ricerca con il 4% del Prodotto interno lordo. Al primo posto Israele con il 4,4%.L'Italia investe l'1,1% del Pil. Per gli investimenti delle aziende private, la Svezia è ancora al secondo posto della classifica Ocse, con il 2,93% del Pil. Al primo, ancora Israele con il 3,53% del Pil. L'Italia investe lo 0,53%del Prodotto interno lordo. UNA GIORNATA PER L'INNOVAZIONE p Forum della ricerca. «Crescere con la ricerca e l'innovazione» è il titolo del convegno organizzato da Confindustria in collaborazione con l'Ambasciata di Svezia in Italia che si terrà oggi alle 15 all'Auditorium della Tecnica a Roma. Al forum parteciperanno, tra gli altri, i ministri della Ricerca di Italia e Svezia, Mariastella Gelmini e Lars Leijonborg, e i presidenti delle associazioni industriali dei due Paesi, Emma Marcegaglia e Signhild Arnegard-Hansen.

Torna all'inizio


Giornata intensa per re Carlo Gustavo XVI e la bella regina So... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Metropolitana)) (Messaggero, Il (Civitavecchia))

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi di PAOLA PISA Giornata intensa per re Carlo Gustavo XVI e la bella regina Sofia. Iniziata con l'arrivo in mattinata in Quirinale, dove sono stati ricevuti dal Presidente dell Repubblica e dalla consorte Clio, si è conclusa, sempre in Quirinale, ieri sera, con parata di smoking. Giorgio Napolitano ha invitato i Reali di Svezia, in visita ufficiale in Italia, al pranzo che si è svolto nel Salone delle feste dove hanno preso posto centotrenta persone. Uomini in black tie, signore in abiti da sera, molte in nero, ma anche colori di primavera. C'erano i ministri Scajola, Gelmini, Alfano, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il vice presidente del Senato Emma Bonino, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, rappresentanti del governo svedese e molti industriali dei due Paesi. Il menu, molto italiano, anzi con un cotè romano, era questo: crespelle con cicoria e fonduta di pecorino, faraona farcita, patate fondenti, sformatino di cimone, finocchi gratinati, millefoglie. Vasta gamma di vini, tra cui Malvasia di Lipari. Questa sera re Gustavo e la regina Silvia ricambieranno al St.Regis con prelibatezze molto swedish. Per l'occasione è arrivato apposta da Stoccolma il cuoco della Casa reale, Marcus Burkardt. Non basta, tutti gli ingredienti del menu, decori e tovaglie, fiori e cristalli, vengono dall'elegante Nord. Con una semplicità regale, la regina Silvia, ieri mattina è apparsa accanto al consorte, in un allegro tailleur color mandarancio. All'arrivo portava un cappello dell'identico colore dell'abito, collier di perle e spilla. Di pomeriggio, aveva lo stesso abito, ma era più coperta, quando è scesa dall'auto al Fatebenefratelli. Sulle spalle, sfoggiava un ampio scialle nero: forse temperatura freddina e vento a raffiche non erano previsti nel programma romano. Alle quindici in punto, Maserati e scorta molto discreta, Silvia è entrata nell'ospedale all'Isola Tiberina per inaugurare la conferenza sulla sordità infantile e sugli impianti cocleari, quelli che vedono la Svezia all'avanguardia e che ridanno l'udito ai bambini nati sordi. «Tengo moltissimo agli studi sulla sordità infantile. Sono convinta che in futuro anche grazie a incontri di questo tipo le tecniche a nostra disposizione miglioreranno», ha dichiarato la Regina che è stata accolta all'ospedale dal direttore generale Carlo Maria Cellucci e da Fra Rudolf Knopp, consigliere generale dell'Ordine San Giovanni di Dio. Sull'isola, davanti a Sora Lella, romani e turisti svedesi hanno salutato con un caloroso applauso la regale visitatrice. La Regina, nella giornata, scortata dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti, si è recata al Centro antiviolenza Differenza donna dove è stata accolta dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Silvia si è fermata a parlare con mamme e bambini, uno le ha regalato il disegno di un cuore, e ha dato perfino consigli. «So che la mia visita potrebbe essere vista come un'intrusione» ha detto con garbo, e i piccoli quando se ne è andata hanno gridato: «Ciao regina, torna». Il Re è andato in Senato. Ovunque, i reali svedesi, sono stati accolti con affetto. Per riguardo verso il Re e la Regina, la Presidenza del Consiglio ha inviato un telegramma al Sindaco di Roma in cui chiedeva di non esporre le bandiere a mezz'asta, anche se ricorreva il 65esimo anniversario Fosse Ardeatine. E così è stato fatto. Oggi ancora incontri e visite, tra cui quella in Campidoglio dove re Carlo Gustavo e la regina Silvia saranno ricevuti da Gianni Alemanno e dalla consorte Isabella. Firma del libro d'oro Capitolino, presentazione a funzionari e autorità, scambio di doni. Foto davanti alla statua di Giulio Cesare. Poi convegni, e per la Regina, Explora e altri bambini.

Torna all'inizio


Ridotti i tagli previsti Da 1.400 diventano 800 (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE MARCHE pag. 17 Ridotti i tagli previsti Da 1.400 diventano 800 SCUOLA MACERATA MENO TAGLI nelle scuole delle Marche. Rispetto ai 1.400 previsti, saranno cancellati 800 posti. Sarà penalizzata soprattutto la scuola media (circa 300 posti), meno le Superiori (250) e la Primaria (250). Sulla Primaria hanno pesato positivamente le scelte dei genitori, che hanno escluso le 24 ore settimanali, scegliendo per lo più le 30 e le 40 ore. Non saranno toccati, invece, gli organici della Scuola dell'Infanzia. Sono questi i dati emersi ieri a Macerata, nel corso di un convegno organizzato dallo Snals delle Marche, al quale ha partecipato anche Giuseppe Cosentino, "braccio destro" del ministro Maria Stella Gelmini. Dati non ancora definitivi, ma importanti, giacché ridimensionano un intervento che si annunciava assai più corposo del previsto e che aveva messo in allarme, soprattutto tanti docenti precari. «E' allo studio un provvedimento legislativo per tutelare i precari sottolinea Giovanni Bonvecchi, segretario provinciale dello Snals di Macerata In buona sostanza, ai precari che quest'anno hanno avuto l'incarcio per un anno eche rischiano di restare senza lavoro, si cercherà di garantire loro il punteggio con la cosiddetta nomina giuridica, anche se non avranno l'incarico, mentre saranno comunque retribuiti per tutto l'anno purché abbiano una supplenza di almeno tre mesi». Folta la partecipazione al convegno: c'erano oltre 200 dirigenti scolastici provenienti da tutte le Marche, una settantina dei quali ha consegnato simbolicamente a Giuseppe Cosentino, per farla avere al ministro Gelmini, una lettera in cui si spiegano i gravi problemi finanziari (difficoltà a pagare le supplenze e persino le visite fiscali) in vui versano gli istituti. «Siamo molto soddisfatti di questo incontro commenta Paola Martano, segretaria regionale dello Snals I tagli sono sempre troppi. Ma grazie allo sciopero del 30 ottobre scorso e ad un tenace e costante lavoro, siamo comunque riusciti a ridimensionarli. Tra gli altri, è intervenuta anche l'assessore regionale all'istruzione Stefania Benatti, che ha sottolineato l'importanza di confronto e collaborazione per costruire la scuola del futuro. Come noto le competenze sull'istruzione professionale, ma anche l'organizzazione del sistema scolastico e del personale, saranno trafserite alle Regioni. Queste non solo saranno competenti sul dimensionamento degli istituti, ma stabiliranno anche come distribuire tutto il personale della scuola, dall'infanzia ai licei: una vera rivoluzione, che assomiglia al modello della sanità.

Torna all'inizio


In 4 regioni del Sud il 40% dei 42mila tagli all'organico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI GIUSTIZIA data: 2009-03-25 - pag: 37 autore: Pronto il decreto con la ripartizione degli insegnanti In 4 regioni del Sud il 40% dei 42mila tagli all'organico Luigi Illiano ROMA Saranno 42mila le cattedre cancellate nel prossimo anno scolastico e il 40% delle riduzioni sarà concentrato in quattro Regioni del Sud: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Cifre contenute nel decreto interministeriale sugli organici, anticipato da viale Trastevere ai sindacati. Il provvedimento, che sarà emanato nei prossimi giorni, è ancora una bozza ma la versione definitiva non dovrebbe contenere variazioni di rilievo. I 42mila tagli non sono una sorpresa (è esattamente la cifra imposta dalla manovra d'estate) e la diminuzione delle cattedre avverrà in due tempi, 37mila adesso, in organico di diritto, e 5mila in organico di fatto, a settembre. La previsione è di 9.968 posti in meno nelle elementari, 15.542 nelle medie e 11.347 nelle superiori. A questi si aggiungerà un taglio di 245 presidi per effetto del giro di vite sulle autonomie scolastiche. E, nel computo complessivo, vanno considerati anche i 15mila tagli previsti per il personale Ata (non docente). I posti di sostegno resteranno pressoché gli stessi. A fronte di questi dati è previsto un aumento di 4.120 alunni nelle elementari e 10.642 nelle medie. Mentre per le superiori si registrerà una flessione di 26.700 alunni. Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, all'appello di settembre mancheranno soprattutto i 32mila insegnanti che hanno chiesto di andare in pensione e non saranno sostituiti da nuove assunzioni; altri 18mila saranno i precari che quest'anno stanno lavorando con la supplenza annuale e che rischiano concretamente di non avere la conferma dell'incarico. Le misure per realizzare i tagli sono quelle contenute nella manovra d'estate e nei provvedimenti applicativi. Si tratta, soprattutto, dell'introduzione del maestro unico e dell'eliminazione delle compresenze nella scuola primaria; dell'applicazione della legge Moratti nelle medie e della revisione dei criteri di formazione delle classi in tutti gli ordini e gradi. L'assegnazione dei docenti alle classi prime delle elementari è calcolata sul tempo base di 27 ore settimanali. Questo significa che sarà molto difficile soddisfare le richieste delle famiglie che, come emerso da un'indagine presentata nelle scorse settimane dal ministero, in maggioranza (6 su 10) hanno scelto il modello delle 30 ore. Rischia, poi, di restare un annuncio la possibilità di garantire l'inglese potenziato: l'opzione potrà essere attivata «compatibilmente con le disponibilità di organico » e «solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie, sia nell'ambito della scuola interessata che a livello provinciale», uno sbarramento che farà scattare l'opzione in pochissime scuole.

Torna all'inizio


La Regione deve contribuire al rilancio dell'università (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2009-03-25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Sì ALL'APPELLO DEL RETTORE DE SANCTIS La Regione deve contribuire al rilancio dell'università di EUGENIO MAZZARELLA * C aro direttore, è proprio di ieri un «seminario » ristretto organizzato al ministero dell'Università, della Ricerca e dell'Istruzione dal ministro Gelmini rivolto a sondare gli umori del «sistema» — erano invitati molti rettori — sulla proposta di governance degli atenei avanzata in questi giorni dal governo. Ai parlamentari della maggioranza si è aggiunta solo all'ultimo momento la disponibilità a parteciparvi del Pd, perché la Gelmini aveva recepito la posizione espressa dal responsabile per il Pd dell'università, l'ex ministro Fioroni, il quale in sostanza aveva dichiarato che nessun seminario aveva senso sulla governance di atenei che avrebbero chiuso da lì a qualche mese pressoché tutti per mancanza di fondi, se non fossero state reintegrate le importanti somme tagliate ai già magri bilanci dell'università italiana nell'ultima finanziaria. L'apertura della Gelmini fa sperare che finalmente cominci a farsi strada anche a viale Trastevere e nel governo la consapevolezza che a una macchina si possono pure cambiare motore e carrozzeria, ma essa non raggiunge nessuna delle destinazioni che le si voglia assegnare se ad essa si tagliano le gomme e nel rinnovato motore non si mette la benzina. In definitiva lo scambio politico a cui la Gelmini pare disposta ad aprire, più ancora che con l'opposizione, che fa il suo mestiere, è con un pezzo del Paese: l'università in quanto tale, che troverà senso a ristrutturarsi se troverà un destino nella finanza pubblica. L'alternativa è una deriva di smobilitazione di sistema con in campo una mera autodifesa conservativa: precisamente ciò che tutti sanno che non fa bene al futuro del Paese, che nell'università ha uno dei suoi più potenti fattori di sviluppo. Ma è chiaro che nelle attuali condizioni del Paese, finanziarie (piena inclusione nei paesi a «rischio » finanziario ed economico, checché si tenti di far credere) e politiche (indirizzo di governo «federalista», ad ogni costo, stante l'asse Pdl-Lega), non potrà, e non vorrà, essere solo la mano pubblica centrale, lo Stato, a sostenere questo «scambio politico» — nell'interesse del Paese e delle giovani generazioni — tra il sistema universitario e le istanze riformatrici, se vi sono e se sono vere, degli obiettivi di governo, cui la stessa opposizione è chiamata a concorrere. C'è bisogno in altre parole che anche le regioni diano un contributo strutturale al rilancio dell'università, con misure di sostegno finanziario alla propria rete di atenei, organiche e disincagliate da ogni mediazione di troppo — che non sia di obiettivi programmatici da condividere in partenza e di controllo — tra amministrazione regionale e atenei. In questo senso mi sembra si muova la notevole proposta avanzata ieri su queste pagine dal rettore Francesco De Sanctis nell'individuazione delle università come organismi intermedi che preveda per le università, nel contesto della programmazione 2007/2013 dei fondi europei, la possibilità di ricevere risorse finalizzate ad una programmazione sistemica e coerente con le caratteristiche proprie di ogni singolo ateneo. Un approccio siffatto potrebbe favorire — obbligando gli atenei a farsi carico degli obiettivi di rilancio e di sviluppo condivisi tra di essi e con la regione — anche un'integrazione della rete universitaria campana in un'armonizzazione regionale, che sarebbe già essa un fattore di razionalizzazione e ottimizzazione della spesa pubblica, statale e regionale, impegnata negli atenei. Insomma una proposta da non lasciar cadere. * Deputato del Partito democratico

Torna all'inizio


Tagli agli atenei, il Pdl alla Gelmini: discutiamone (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2009-03-25 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'appello Lettera alla ministra da numerosi rappresentanti (anche parlamentari) campani del Popolo della Libertà Tagli agli atenei, il Pdl alla Gelmini: discutiamone di ANGELO LOMONACO S os Università. Gli annunciati — e a quanto pare inevitabili — tagli che il ministero si appresta a effettuare preoccupano i docenti. Soprattutto dell'Università L'Orientale, come è emerso chiaramente dal dibattito aperto sul Corriere del Mezzogiorno dall'intervento dell'ex rettore Nullo Minissi, al quale hanno replicato Lida Viganoni, rettore in carica, gli ex Biagio de Giovanni e Adriano Rossi e il preside di Studi Islamici Agostino Cilardo. Ma non soltanto i docenti a temere le conseguenze delle scelte del Governo. Prova ne è la richiesta sottoscritta ieri da numerosi rappresentanti del Pdl, parecchi dei quali parlamentari, di un incontro urgente con la ministra dell'Istruzione. Mario Landolfi, Luigi Cesaro, Nunzia De Girolamo, Marco Milanese, Edmondo Cirielli, Marcello Taglialatela, Amedeo Laboccetta, Alfonso Papa, Maria Elena Stasi, Giancarlo Lehner, Gianfranco Paglia, Giuseppe Scalera, Giovanna Petrenga, Maurizio Iapicca e Giuseppina Castiello — sono alcuni dei firmatari — chiedono a Mariastella Gelmini di vedersi per «alcune riflessioni relativamente ai fondi 2009 che saranno destinati alle Università della Campania». Che sono sette: le Università Federico II, L'Orientale, Parthenope e Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Seconda Università di Napoli e Caserta, l'Ateneo di Salerno e l'Università del Sannio. Se la richiesta di affrontare la questione economica arriva non dall'opposizione, ma da autorevoli rappresentanti campani del Popolo della Libertà, è evidente che qualche motivo concreto di preoccupazione c'è. «La Campania soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed economico, dovuto a diverse cause tra cui quindici anni di una disastrosa amministrazione di sinistra», è scritto nella lettera inviata alla ministra, che prosegue: «La recente crisi economica ha aggravato in modo repentino e profondo tale disagio, in particolare tenendo conto di un livello già basso del reddito medio delle famiglie e del notevole numero di disoccupati, che si va aggravando di giorno in giorno e che trova casi eclatanti come quello dell'Alfa Romeo». Naturalmente il mondo accademico e della ricerca, in generale, non corre rischi paragonabili a quelli ai quali sono attualmente esposti gli operai. Ma si stanno già vedendo i primi segnali della crisi. Alla Federico II, per esempio, in base alla nuova normativa varata proprio per ridurre i costi, sono state mandate in pensione alcune decine di ricercatori e di amministrativi che avevano comunque maturato l'anzianità di servizio necessaria. Sempre a Napoli, alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, intanto, non sono stati rinnovati contratti a tempo a un manipolo di giovani studiosi. Il rischio è che per le nuove leve della ricerca si chiudano tutte le porte. Allarme «La Campania soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed economico dovuto anche al centrosinistra» La ministra Mariastella Gelmini

Torna all'inizio


Atenei, lista nazionale per i docenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2009-03-25 num: - pag: 1 autore: di GIULIO BENEDETTI categoria: REDAZIONALE Riforma Il piano della Gelmini per rendere più trasparente il reclutamento Atenei, lista nazionale per i docenti ROMA — I concorsi universitari banditi dai singoli atenei saranno sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale. Scopo: un reclutamento più trasparente. Gli atenei sceglieranno i docenti tra gli abilitati. Le novità in un disegno di legge che il ministro Gelmini potrebbe presentare entro due mesi. A PAGINA 23 A. Sacchi

Torna all'inizio


Università, lista nazionale per i prof (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-25 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Linee guida Prima bozza per la «governance» degli atenei. La Gelmini: nuovo patto fra scuola, politica e Paese Università, lista nazionale per i prof La riforma: stop ai concorsi locali. «Così si eliminano i conflitti di interesse» Gli atenei potranno scegliere i nuovi docenti fra quanti avranno ottenuto l'abilitazione, unica per tutta l'Italia ROMA — I concorsi universitari banditi dai singoli atenei — che finora sono serviti a promuovere candidati interni (98 per cento dei casi) — saranno sostituiti da una selezione in due fasi. Per diventare ricercatori, associati o ordinari si dovrà prima di tutto affrontare una abilitazione scientifica nazionale, sulla base di requisiti di produzione scientifica preliminarmente indicati; una prova senza vincoli per il numero dei partecipanti e che non ha come fine la comparazione. La comunità degli studiosi dovrà solo valutare la caratura scientifica dei partecipanti. L'abilitazione durerà un certo numero di anni. I singoli atenei recluteranno i ricercatori e i professori scegliendo il docente di cui hanno bisogno tra quanti sono in possesso dell'abilitazione. Il Consiglio di amministrazione delle università sarà composto in prevalenza da persone esterne all'ateneo (finanziatori anche pubblici, imprenditori, ex studenti affermati professionalmente). Il rettore diventerà più «autorevole». Non solo perché potrebbe — è un'ipotesi — scegliere alcuni componenti del cda, ma perché in quell'organismo (che decide su come vanno utilizzati i finanziamenti) non siederebbero più i colleghi, insomma non ci sarebbero le componenti che lo hanno eletto e che potrebbero esercitare delle pressioni. Sono le novità più importanti che un disegno di legge di riforma della governance degli atenei e dei concorsi universitari — il ministro Gelmini potrebbe presentarlo entro due mesi — dovrebbe definire nei dettagli. Un disegno di legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti di interesse del mondo universitario. Per il momento ci sono solo delle linee guida, sulle quali si registra la convergenza del mondo accademico e dell'opposizione. Ieri un primo confronto con il ministro, con più di 70 rettori, il responsabile Pd dell'educazione, Giuseppe Fioroni, il presidente della Crui Enrico Decleva, il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello e il senatore del Pdl Giuseppe Valditara. Per Fioroni riforme e risorse possono marciare di pari passo. «Siamo interessati a questo percorso — ha detto — ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli previsti, dal 1Ëš gennaio 2010 anche le università virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali». «Non siamo insensibili alle richieste del mondo accademico sulle risorse economiche — ha replicato il ministro Gelmini — ma siamo anche consapevoli che per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e investimenti». «è emersa un'ampia condivisione delle linee generali sulla proposta avanzata dal Governo e dalla maggioranza», ha dichiarato il senatore del Pdl, Giuseppe Valditara. Giulio Benedetti

Torna all'inizio


Nord senza presidi: in 100 dal Sud (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-25 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il fenomeno In Lombardia un solo abilitato. La Lega protesta con il ministro Nord senza presidi: in 100 dal Sud MILANO — Un aspirante preside. Uno solo. Di lui si sa che si chiama Franceschi e che è l'unico rimasto, in Lombardia, ad avere l'abilitazione da dirigente scolastico. Tutti gli altri sono già in cattedra. Peccato che a giugno poco meno di cento dirigenti andranno in pensione. E di conseguenza, altrettante scuole rimarranno senza direttore. Dove trovare i sostituti? Al Sud naturalmente, ricco di professori «idonei». In arrivo da Napoli, da Reggio Calabria, da Bari, da Catania. Un esercito di presidi del Mezzogiorno nelle aule di Bergamo, Varese, Sondrio. E alla Lega questo non piace. Scuola e politica, difesa dell' «identità territoriale» e turn-over. L'allarme arriva da Milano: per ora sono già trenta i dirigenti scolastici che hanno fatto domanda per andare in pensione a giugno (c'è tempo fino al 31 maggio). E cosiderando che il capoluogo lombardo «vale» in termini scolastici circa un terzo del totale regionale, i sindacati presumono che a settembre saranno almeno novanta le cattedre vacanti in tutta la Lombardia. Calo di vocazioni? Anche. E in più c'è da dire che l'ultimo concorso per diventare presidi è stato indetto dalla Regione due anni fa. Risultato: i 1.305 posti disponibili sono stati tutti coperti (escluse 52 reggenze, ovvero la doppia direzione, e 32 incarichi non di ruolo) e adesso servono forze fresche. Gli unici in grado di assicurarle sono i 660 «abilitati» che arrivano da Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. Federalismo scolastico, lo chiede la Lega. «è da quindici anni che insistiamo sulla riforma dei concorsi pubblici — commenta il parlamentare leghista Matteo Salvini — e ora i tempi sono maturi per vincere la battaglia: noi vogliamo per le scuole lombarde presidi lombardi, non gente che prende il posto e scappa. E lo stesso valga per pompieri e vigili urbani». Salvini ha appena depositato un'interrogazione parlamentare urgente in cui si chiede al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, «di rivedere il meccanismo di reclutamento dei dirigenti scolastici e dei professori». L'emergenza è arrivata anche nelle sedi dei sindacati. Rita Frigerio della Cisl milanese conosce bene la questione: «Ad eccezione dell'ultimo rimasto, qui da noi non ci sono vincitori di concorso». Anche Gabriele Ciuffreda, responsabile dei presidi lombardi per la Cgil-Flc, non si scompone. E analizza: «Noi prevediamo 80 convocazioni per 120 istituzioni vacanti. è vero, con tutta probabilità saranno presidi del Sud, ma sia chiaro: l'incarico è triennale, nessuno può scappare e tornare al paese». Posizione del sindacato: «Ci interessa la preparazione dei presidi, non la loro provenienza ». Quindi «bene gli arrivi dal Sud e no alle reggenze ». Annamaria Dominici, il direttore scolastico lombardo, risponde invece così: «La direzione regionale ricorre spesso alle reggenze, chiedendo uno sforzo in più ai suoi presidi. E comunque è solo questione di tempo: stiamo attendendo il bando del nuovo concorso». Annachiara Sacchi

Torna all'inizio


Docenti: 37 mila tagli, nel Meridione quattro su 10 (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-25 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il decreto Docenti: 37 mila tagli, nel Meridione quattro su 10 ROMA — Quattro posti tagliati ogni dieci, concentrati in 4 regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. C'è scritto anche questo nelle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010: in sintesi, il provvedimento del ministero guidato da Mariastella Gelmini (nella foto) — una bozza iniziale, che probabilmente subirà qualche piccolo aggiustamento nei prossimi giorni — prevede 37.000 «tagli» nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la Finanziaria. La riduzione includerà 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori, un totale cui va aggiunto l'ulteriore taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). I docenti di sostegno, invece, restano invariati rispetto a quest'anno (circa 90.500 unità). Ad aumentare saranno gli alunni della primaria (più 4.120 iscritti) e secondaria di primo grado (più 10.462), mentre alle superiori si registra una flessione di circa 26.700 studenti. Nel provvedimento si sottolinea l'esigenza che Regioni ed enti locali vengano coinvolti nell'elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province.

Torna all'inizio


FONDI ALLA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-03-25 num: - pag: 35 categoria: BREVI FONDI ALLA SCUOLA Questione di priorità Il ministro Gelmini non ha i quattrini affinché i presidi possano assumere supplenti, non li ha per onorare il suo impegno di realizzare una nuova e specifica materia di studio mirata all'educazione civica, per consentire ai bimbetti delle primarie l'accesso all'informatica. Però fa un test sull'aula e sulla lezione telematica. Vale a dire: i ragazzi portano a casa il dischetto e studiano. Non è che ciò sia tecnicamente impossibile, è di fatto improponibile se non si hanno i quattrini per urgenze decisamente primarie. Nilde Tagliabue, Milano

Torna all'inizio


Scuola, mobilitati sindacati e Provincia (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Le cifre regionali dei tagli imposti dalla legge Gelmini parlano di almeno tremila professori in meno. Allarme nel Reatino Scuola, mobilitati sindacati e Provincia Incontro Oggi ancora confronto per salvare gli 83 plessi che rischiano la chiusura Elisa Sartarelli Nella regione Lazio potrebbero essere 511 i tagli ai posti di lavoro nella scuola primaria, 1144 nella scuola secondaria di primo grado e 1121 nella secondaria di secondo grado, per un totale di 2776 posti in meno. A questi dati si dovranno poi aggiungere i tagli al personale Ata. Lo annunciano le segreterie provinciali di Snals-Confsal, Cisl-Scuola, Flc-Cgil e Uil-Scuola. Lunedì in tarda serata il Miur ha infatti convocato i sindacati nazionali della scuola per la riunione informativa relativa agli organici del personale docente per l'anno scolastico 2009-2010. «Sembrerebbe confermata la drammatica consistenza del taglio dell'organico dei docenti – ha detto l'assessore provinciale alla Scuola, Gustavo Marcheggiani – Saranno 87 mila in tre anni di cui 42 mila e 100 a partire dal prossimo anno scolastico (37 mila più cinquemilacento con l'organico di fatto). Per il personale Ata sarebbe confermato il taglio di 44 mila e 500, oltre 15 mila posti in meno l'anno». Arrivano intanto le prime indiscrezioni sui tagli regione per regione. «Nel Lazio i tagli previsti dovrebbero essere tra i 2700 e i 3000 posti di lavoro per il solo personale docente – ha detto Marcheggiani – In attesa di comunicazioni ufficiali la Provincia ribadisce che la specificità del nostro territorio non consente ulteriori diminuzioni di personale o chiusura di scuole». Si teme infatti la chiusura di ben 83 plessi scolastici. L'assessore Marcheggiani chiede dunque l'intervento delle componenti della comunità provinciale, da quelle parlamentari alle istituzioni, ai partiti e ai sindacati. Proprio i sindacati «chiedono alle forze politiche ed istituzionali della provincia di Rieti di realizzare quanto auspicato da più parti nei giorni scorsi a difesa della scuola reatina». Alla Provincia in particolare si chiede di «attivarsi immediatamente per chiamare a raccolta tutti coloro i quali abbiano a cuore le sorti di centinaia di lavoratori della scuola e quelle di centinaia di famiglie che saranno le prime vittime di questa vicenda». Oggi pomeriggio si svolgerà un ulteriore incontro tra la Provincia e i sindacati della scuola, al quale seguirà probabilmente una conferenza stampa.

Torna all'inizio


Dalla crisi nascerà un'istruzione migliore (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 Un volano per l'economia moderna Dalla crisi nascerà un'istruzione migliore Un volano per l'economia moderna di Giuseppe Marci --> di Giuseppe Marci Il ministro Gelmini ha detto: «Il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli effetti della crisi». Sembra una di quelle frasi che ripetiamo come giaculatorie, in fondo senza crederci. Ed è invece un errore, non crederci e non rendere il concetto subito operativo. Quando sento dire che un capo di governo o un presidente di regione incontrano le "forze sociali", prevalentemente intese come sindacati e imprenditori, mi chiedo: incontrano, con la stessa frequenza, i rappresentanti della scuola e dell'università? Quale piano hanno approntato, negli anni, per ottenere il massimo vantaggio sociale ed economico dall'investimento formativo? In Sardegna abbiamo un luminoso precedente che, ahimè, non coincide con la stagione autonomistica e con i piani di Rinascita ma risale all'età "coloniale". Fu infatti nella seconda metà del Settecento che il governo sabaudo operò con decisione rinnovando il sistema dell'istruzione sarda e immettendo nell'università docenti e programmi moderni, orientati verso un progetto di "rifiorimento". Nacque, nel giro di un ventennio, una generazione intellettuale preparata, consapevole di sé e dei problemi dell'Isola, capace di operare nei campi della politica, dell'amministrazione, dell'economia come in quelli più generali della cultura umanistica. È triste dover constatare che un simile fenomeno non si è più ripetuto e che, al di là delle dichiarazioni formali, nessuno ha investito, con tale intendimento, sulla formazione. L'intelligenza non è stata considerata una risorsa economica e, se così posso esprimermi, una "energia": inesauribile e capace di fungere da volano per un'economia moderna orientata a produrre ricchezza nel rispetto delle caratteristiche proprie dei territori. La stagione che viviamo non è soltanto portatrice di difficoltà economiche e crisi internazionali ma offre anche occasioni e coincidenze potenzialmente feconde: si è appena aperta una legislatura regionale, deve essere varata una impegnativa programmazione finanziaria, gli Atenei di Cagliari e di Sassari stanno per eleggere i loro Rettori. È come se vivessimo un momento di fondazione. Ho sentito in questi giorni i candidati esporre i loro programmi per l'università di Cagliari, ho letto quelli di Sassari; ognuno ha presente la gravità del momento, le generali difficoltà economiche, la progressiva riduzione dei finanziamenti nazionali. Tutti hanno visto nello stato di crisi un punto di slancio per l'università, la città che la ospita, l'intera regione. Parlano di ricerca, di formazione dei giovani e, contemporaneamente, stanno parlando di linee di sviluppo economico, di assetti urbanistici, di programmazione territoriale, di un futuro possibile. Dobbiamo far sì che, con il contributo di tutti, possa iniziare una nuova stagione di "rifiorimento".

Torna all'inizio


La scure si abbatte sugli insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

La scure si abbatte sugli insegnanti l'effetto della crisi Previsto il taglio di 25 mila precari nella pubblica amministrazioni e di 42 mila professori, soprattutto al Sud 25/03/2009 roma. Si taglia, nella pubblica amministrazione e nella scuola. L'onda della crisi travolgerà 25.000 precari nei vari enti locali e 42.000 insegnanti, soprattutto al Sud. È lo scenario che emerge dai dati del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e dal decreto interministeriale sugli organici nell'anno scolastico 2009-2010. Numeri che hanno scatenato le proteste dell'opposizione e dei sindacati, con in testa la Cgil. Per l'ira di Brunetta, che ha bollato l'organizzazione come «un sindacato che è ormai un partito, abituato a mentire sui precari. I 400.000 nella Pa di cui parla la Cgil sono una cifra gonfiata: sto ultimando il censimento e i numeri sono nettamente inferiori». Secondo il ministro, i precari nell'amministrazione pubblica sarebbero 40.000, metà dei quali in Sicilia. Di questi, 10-12 mila hanno speranze di essere regolarizzati con concorsi. Gli altri dovranno rassegnarsi, comprese migliaia di lavoratori che pure avrebbero i requisiti per essere assunti. «Ma il 25% degli enti non vuole procedere alla regolarizzazione» ribadisce Brunetta, a detta del quale «il fenomeno non interessa lo Stato, fatta eccezione per qualche ente di ricerca». Ma i conti non tornano a Regioni ed enti locali, che in una nota congiunta spiegano: «Brunetta deve definire le norme sui precari, e concordare con Regioni ed enti le modalità della loro partecipazione al monitoraggio dei dipendenti a tempo determinato». Il Meridione subirà il peso maggiore dei tagli anche nella scuola, dove il 40% dei 42.000 docenti che dovranno lasciare è distribuito tra Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. A pagare il prezzo maggiore sarà la scuola media, dove verranno tagliati 15.542 insegnanti, ma la riduzione sarà pesante anche nella scuola primaria, con quasi 10.000 cattedre eliminate, e alle superiori (11.347 docenti in meno). A questi dati va aggiunto il taglio di altri 5.000 insegnanti e quello di 245 presidi, per la riduzione dell'autonomia scolastica. Questo, a fronte di una stabilità del numero di studenti (in aumento a primarie e medie, in diminuzione alle superiori). I problemi maggiori potrebbero arrivare dalla scuola primaria, dove crescono le richieste di tempo pieno e dell'orario a 30 ore per il tempo normale. Esigenze difficili da soddisfare, per una scuola dove il personale diminuirà. Non a caso, nel decreto si parla di "potenziamento dell'inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico" e di tempo pieno "organizzato nei limiti dell'organico". Un macigno anche per le innovazioni promesse dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che deve giustificare il calo delle iscrizioni nella scuola pubblica. Luca De Carolis 25/03/2009

Torna all'inizio


diabete, screening gratuito (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Manzano. Venerdì l'incontro informativo, domenica il presidio in piazza Chiodi Diabete, screening gratuito Il personale misurerà anche pressione e colesterolo MANZANO. Come prevenire e convivere, per chi ne è già affetto, con il diabete. Se ne parlerà a Manzano venerdì 27 marzo alle 20 nella sala blu del Palazzo Comunale in una conferenza, aperta a tutta la cittadinanza, sul tema "Diabete: conoscerlo, convivere, complicanze, stile di vita". Si tratta di un appuntamento promosso dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'Associazione Famiglie Diabetici della Bassa Friulana nell'ambito delle attività finalizzate alla prevenzione e alla cura della salute; alla serata, moderata da Marco Bello, interverranno dopo il saluto delle autorità il presidente dell'Associazione Famiglie Diabetici della Bassa Friulana Gelmino Pozzo, e il dottor Mario Maschio, che risponderà alle domande dei presenti. È un'opportunità per conoscere una malattia che coinvolge un numero crescente di persone. I dati statistici sulla diffusione della malattia sono allarmanti: si parla infatti di incrementi che riguardano due milioni di ammalati, nell'arco di 3-5 anni. «È la prima di una serie di serate sanitarie promosse dall'Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Manzano - spiega l'assessore comunale Lorenzo Alessio -, che avranno come soggetto la prevenzione e la convivenza con malattie sempre più diffuse nella nostra società». «Un incontro - prosegue l'assessore - che abbiamo voluto perché, parallelamente a tutte le altre iniziative promosse dalla Regione e dal Distretto sanitario nell'ambito della prevenzione, la comunicazione e l'informazione sono punti di partenza importanti per una prevenzione corretta e per uno stile di vita sano». Il progetto di diagnosi del diabete prosegue poi domenica 29 marzo in Piazza Chiodi, dalle ore 9 alle 17, con uno screening gratuito per glicemia, colesterolo e pressione arteriosa, con l'assistenza di personale professionalmente preparato (in caso di mal tempo il servizio verrà svolto nell'atrio di Palazzo Torriani). Rosalba Tello

Torna all'inizio


I tagli alla scuola , a casa 42 mila insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

I tagli alla scuola , a casa 42 mila insegnanti uscito su Metro il 25/03/2009 Lascia il tuo commento! Scontro al calor bianco ministro-sindacati sugli organici, e il futuro stesso, della scuola italiana. Sarebbero ben 37 mila i tagli di docenti previsti dalla circolare che la responsabile della P.I. Mariastella Gelmini si accinge a varare. La cifra è emersa al termine dell’incontro fra i sindacati, che parlano di “logica contabile” determinata non dalle esigenze dell’istruzione ma dagli obiettivi della Finanziaria, e la Gelmini. Gli esuberi dovrebbero verificarsi dal 2009-2010 e andrebbero ad aggiungersi ai 5 mila tagli già previsti per un totale di 42 mila posti. Secondo le tabelle fornite dalla Gelmini ben il 40% del personale in più si trova in 4 regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria e la riduzione, complessivamente, riguarderà 10.000 insegnanti nelle primarie, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori, oltre i 245 presidi. L’uscita in due fasi. Non cambierà il numero dei docenti di sostegno (attualmente circa 90.500) ma è previsto un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado e un calo di 26.700 studenti nella secondaria di secondo grado.

Torna all'inizio


UNIVERSITà: SEMINARIO SU GOVERNANCE, VALUTAZIONE (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

25-03-2009 Questa mattina il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca i rappresentanti del mondo universitario per discutere insieme di “autonomia e responsabilità degli atenei: governance, valutazione, reclutamento”. E’ la prima volta che viene organizzato un dibattito in cui sono coinvolti tutti i rappresentanti del mondo accademico con l’obiettivo principale di condividere e pianificare una riforma strutturale del sistema universitario. Nel corso del seminario, al quale hanno partecipato più di 70 rettori, sono intervenuti Giuseppe Fioroni responsabile Pd del Dipartimento Educazione, il presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato sen. Guido Possa, il sen. Giuseppe Valditara, il presidente della CRUI Enrico Decleva, il presidente del CUN Andrea Lenzi, il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, il Presidente della Commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, Michele Vietti vicecapogruppo dell’Udc alla Camera, Anita Di Giuseppe dell’Idv. Durante il dibattito è emersa la necessità di riformare l’università in modo strutturale, elaborando un nuovo sistema di valutazione e nuove forme di reclutamento di docenti e ricercatori. In particolare è stato ribadito l’impegno comune a rivedere le forme di governo degli atenei, riconsiderando le funzioni decisionali, la composizione dei vari organi, il loro ruolo e le loro responsabilità nella programmazione e nella allocazione delle risorse. Altra urgenza rilevata nel corso del seminario è riformare i meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti, che oggi sono bloccati e che vanno allineati alle migliori prassi internazionali. L’iniziativa è stata valutata positivamente dai partecipanti. L’apertura al confronto con tutti i rappresentanti dell’università è stata infatti giudicata essenziale per portare avanti una riforma efficace, ormai necessaria e il più possibile condivisa. “L’incontro di oggi – ha sottolineato il ministro Mariastella Gelmini - vuole rappresentare non solo uno scambio di opinioni ma la prima verifica di un metodo di lavoro e di condivisione progressiva delle scelte che intendo compiere insieme a voi. Quello che più mi preme – ha aggiunto il ministro - è mettere in campo in tempi ragionevolmente rapidi riforme incisive e non di facciata. Nel mezzo di una recessione tanto grave quanto imprevista le buone parole e i buoni propositi servono a poco. Non siamo insensibili alle richieste del mondo accademico sulle risorse economiche, ma siamo anche consapevoli che per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme. In pratica risorse in cambio di riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e investimenti. Non ci sono scorciatoie: dobbiamo lavorare con concretezza e senso di responsabilità. Da parte mia c’è la volontà di collaborare e di coinvolgere le forze parlamentari. Abbiamo già raggiunto risultati significativi. Il disegno di legge per la riforma sull’Università che stiamo preparando dovrà riassumere il più possibile le proposte del mondo accademico”. Sono intervenuti, tra gli altri, anche esponenti del mondo politico, della maggioranza e dell’opposizione. Per Giuseppe Fioroni riforme e risorse possono marciare di pari passo. “Noi siamo interessati a questo percorso e a verificare giorno dopo giorno quali siano le risorse e quali le riforme ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli previsti, dal 1 gennaio 2010 anche le Università virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali”. Fioroni ha poi avanzato una serie di proposte sul diritto allo studio (perché soprattutto in momenti di crisi economica famiglie e studenti vanno sostenuti), la valutazione della qualità (facendo partire subito l’Anvur), governance e organizzazione degli Atenei, reclutamento (garantendo un futuro agli attuali precari ma soprattutto creando norme che evitino meccanismi precarizzanti futuri). Fioroni ha chiesto infine una “moratoria” sulle troppe generalizzazioni che si sono fatte finora sull’Università e sugli studenti. “L’autonomia che doveva essere una risorsa e un valore aggiunto – ha osservato il senatore Guido Possa – si è trasformata in un limite. L’autonomia non è stata sempre accompagnata dalla responsabilità.” “Valutazione non è un fine ma è un mezzo – ha sottolineato il sen. Gaetano Quagliariello del Pdl – ed è necessario effettuarla anche all’interno dei singoli atenei per poter trarre vantaggi di carattere economico e scientifico. Giusto che la legge fissi solo alcuni parametri di massima e non scenda nei dettagli perché in questo modo si può arrivare ad una semplificazione nella governance che è assolutamente necessaria”. “Necessaria la semplificazione delle competenze – ha aggiunto l’on Valentina Aprea - e la distinzione delle responsabilità di un organo decisionale, il consiglio di amministrazione e l’organo di rappresentanza accademica che è il senato.” “Sul tema della governance – ha dichiarato l’on Michele Vietti - prevalgono le spinte al conservatorismo. Forse i tagli di cui ci siamo lamentati hanno portato in superficie una situazione di difficoltà decisionale e organizzativa. Se ci fosse stata abbondanza di risorse non sarebbero emersi.

Torna all'inizio


Stop ai concorsi locali per eliminare i conflitti di interesse (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Stop ai concorsi locali per eliminare i conflitti di interesse Università, lista nazionale per i professori Gli atenei potranno scegliere i nuovi docenti fra quanti avranno ottenuto l'abilitazione, unica per tutta l'Italia ROMA I concorsi universitari banditi dai singoli atenei che finora sono serviti a promuovere candidati interni (98 per cento dei casi) saranno sostituiti da una selezione in due fasi. Per diventare ricercatori, associati o ordinari si dovrà prima di tutto affrontare una abilitazione scientifica nazionale, sulla base di requisiti di produzione scientifica preliminarmente indicati; una prova senza vincoli per il numero dei partecipanti e che non ha come fine la comparazione. La comunità degli studiosi dovrà solo valutare la caratura scientifica dei partecipanti. L'abilitazione durerà un certo numero di anni. I singoli atenei recluteranno i ricercatori e i professori scegliendo il docente di cui hanno bisogno tra quanti sono in possesso dell'abilitazione. Il Consiglio di amministrazione delle università sarà composto in prevalenza da persone esterne all'ateneo (finanziatori anche pubblici, imprenditori, ex studenti affermati professionalmente). Il rettore diventerà più «autorevole». Non solo perché potrebbe è un'ipotesi scegliere alcuni componenti del cda, ma perché in quell'organismo (che decide su come vanno utilizzati i finanziamenti) non siederebbero più i colleghi, insomma non ci sarebbero le componenti che lo hanno eletto e che potrebbero esercitare delle pressioni. Sono le novità più importanti che un disegno di legge di riforma della governance degli atenei e dei concorsi universitari il ministro Gelmini potrebbe presentarlo entro due mesi dovrebbe definire nei dettagli. Un disegno di legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti di interesse del mondo universitario. Per il momento ci sono solo delle linee guida, sulle quali si registra la convergenza del mondo accademico e dell'opposizione. Martedì un primo confronto con il ministro, con più di 70 rettori, il responsabile Pd dell'educazione, Giuseppe Fioroni, il presidente della Crui Enrico Decleva, il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello e il senatore del Pdl Giuseppe Valditara. Per Fioroni riforme e risorse possono marciare di pari passo. «Siamo interessati a questo percorso ha detto ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli previsti, dal 1Ú gennaio 2010 anche le università virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali». «Non siamo insensibili alle richieste del mondo accademico sulle risorse economiche ha replicato il ministro Gelmini ma siamo anche consapevoli che per rilanciare il sistema universitario alle risorse vanno affiancate le riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e investimenti». «È emersa un'ampia condivisione delle linee generali sulla proposta avanzata dal Governo e dalla maggioranza», ha dichiarato il senatore del Pdl, Giuseppe Valditara. Giulio Benedetti stampa |

Torna all'inizio


Lite al liceo, uno studente ferito (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lite al liceo, uno studente ferito Scaraventato contro la recinzione dai ragazzi di un altro istituto che volevano uscire Mercoledì 25 Marzo 2009, Tagli alla scuola: il prossimo anno scolastico, a fronte di 1.870 studenti in più, a salire in cattedra saranno 410 insegnanti in meno. Una contrazione di 130 posti alle elementari, 200 alle medie, 80 alle superiori, una decisione del ministero dell'Istruzione, che non ha ascoltato gli appelli degli amministratori, dell'Anci, di docenti presidi e genitori scesi in corteo, riuniti in sit-in, organizzati in scioperi. Requiem dunque per il tempo lungo, la modalità "cuscinetto" che fissa l'orologio scolastico sulle 35 ore settimanali, sorta di excamotage, tipicamente padovana e veneta, legato al boom economico e all'impiego sempre più massiccio delle donne nel mondo del lavoro; vent'anni fa le famiglie padovane si trovarono a chiedere al mondo dell'istruzione un tempo-scuola più lungo rispetto al normale, che coprisse un monte ore maggiore per ovviare a ricorso a nonni e baby-sitter. La legge 148 del 1990, però, bloccò l'ulteriore creazione di scuole a tempo pieno offrendo una sorta di "contentino": la possibilità di "tirare" l'orario scolastico fino a 35 ore, che possono diventare 37 in base all'autonomia scolastica. Questo grazie alle compresenze, cioè ogni classe ha più insegnanti a disposizione, tre maestri ogni due aule. La legge Gelmini, abolendo queste compresenze, spazza via di fatto l'opzione tempo-lungo. In compenso crescono gli iscritti nelle scuole padovane: 188 alla scuola d'infanzia, 532 alle elementari, 814 alle medie, 336 alle superiori che faranno lievitare il plotone studentesco a 106.581. «In migliaia - ricorda Nereo Marcon, segretario regionale della Cisl Scuola - saranno costretti ad uscire da scuola molto prima, alle 12.30 anzichè alle 15.30, creando gravi problemi ai genitori che lavorano. Diminuirà fortemente la qualità formativa venendo a mancare le compresenze, i lavori di gruppo, i laboratori, saranno ridotte le attività con gli allievi più deboli, le uscite e le visite guidate, i progetti educativi, l'accoglienza per i figli di cittadini stranieri. Nonostante le promesse, le comunicazioni anche scritte, dalle stanze dei bottoni romane siamo stati presi in giro. E margini di trattativa temo non ce ne siano più». F.Capp.

Torna all'inizio


Fondi agli Atenei campani, appello dei parlamentari (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Campania università Fondi agli Atenei campani, appello dei parlamentari Un incontro urgente con il ministro dell'Istruzione per "alcune riflessioni relative ai fondi 2009 che saranno destinati alle Università della Campania". Ad avanzare la richiesta al ministro Mariastella Gelmini sono stati numerosi parlamentari campani del Popolo della Libertà . "La Campania soffre da tempo di un notevole disagio sociale ed economico, dovuto a diverse cause tra cui quindici anni di una disastrosa amministrazione di sinistra", si legge nella lettera che reca le firme, tra gli altri, di Mario Landolfi, Luigi Cesaro, Nunzia De Girolamo, Marco Milanese, Edomndo Cirielli, Marcello Taglialatela, Amedeo Laboccetta, Alfonso Papa, Maria Elena Stasi, Giancarlo Lehner, Gianfranco Paglia, Giuseppe Scalera, Giovanna Petrenga, Maurizio Iapicca e Giuseppina Castiello. "La recente crisi economica - aggiungono i parlamentari nella nota inviata alla Gelmini - ha aggravato in modo repentino e profondo tale disagio, in particolare tenendo conto di un livello già basso del reddito medio delle famiglie e del notevole numero di disoccupati, che si va aggravando di giorno in giorno e che trova casi eclatanti come quello dell'Alfa Romeo". Fra. Ful. del 25-03-2009 num.

Torna all'inizio


Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini, ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la programmazione negli ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti. È quanto emerso dal seminario su governance, valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero dell'Istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato la Gelmini e rappresentanti del mondo accademico e politico, opposizione compresa. Al seminario hanno partecipato più di 70 rettori. ROMA

Torna all'inizio


Tagli alla scuola: -42.000 posti, il 40% sarà al Sud (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA. Le cifre della riforma Gelmini Riduzioni anche negli atenei si cerca un'intesa bipartisan 25/03/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Gelmini LA SCUOLA. Il 40% dei tagli sull'organico docenti della scuola si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 20009-2010, che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una uscita in due fasi. In base al provvedimento - una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. L'UNIVERSITA'. Il ministro Gelmini, ieri, ha intanto confermato l'impegno a rivedere la programmazione negli ateneti e l'allocazione delle risorse, riformando i meccanismi di reclutamento e promozione dei docenti. È quanto emerso dal seminario su governance, valutazione e reclutamento svoltosi ieri al ministero dell'Istruzione. Una sorta di prova generale per un'intesa bipartisan alla quale hanno partecipato la Gelmini e rappresentanti del mondo accademico e politico, opposizione compresa. Al seminario hanno partecipato più di 70 rettori. ROMA

Torna all'inizio


L'Italia dei Valori apre il suo circolo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'Italia dei Valori apre il suo circolo Mercoledì 25 Marzo 2009, Tolmezzo (d.z.) Domani alle 18, all'albergo Roma di Tolmezzo, in piazza XX settembre, l' Italia dei Valori inaugurerà, alla presenza dell'onorevole Carlo Monai, del coordinatore regionale Paolo Bassi e del Coordinatore provinciale Giovanni Crosato, un suo nuovo circolo di base: "Valori in Comune" a Tolmezzo, che costituirà un punto di riferimento per tutta la Carnia. Roberto De Caneva, presidente del circolo, esprime tutta la sua soddisfazione: "Ho sentito la forte necessità di portare anche in Carnia la voce di un partito che fa della giustizia e dell'etica i valori fondanti per una società pulita e civile; il circolo sarà aperto anche ai simpatizzanti e non solo agli iscritti, perché ci interessa alimentare la partecipazione civica, soprattutto tra i giovani". In occasione dell'evento sarà ancora possibile firmare le petizioni popolari a sostegno del "tempo pieno scolastico di qualità", lanciate da Idv ad Aquileia il 7 febbraio scorso e sostenute anche dal PD; si tratta una richiesta rivolta sia al Consiglio regionale, sia alla Camera che al Senato: "La raccolta delle firme - ricorda De Caneva - serve a chiedere la modifica della riforma Gelmini, che vieta le compresenze degli insegnanti nelle scuole a tempo pieno, con grave calo e degrado dell'offerta formativa: venerdì 28 saremo a Trieste con l'onorevole Di Pietro in persona per presentarle al Presidente del Consiglio regionale".

Torna all'inizio


Studenti: Ecco come difenderci dalla politica dei tagli (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Studenti: «Ecco come difenderci dalla politica dei tagli» Mercoledì 25 Marzo 2009, Comincia con l'immagine di una minacciosa forbice che rincorre due studenti e termina con quella di un segnale stradale di divieto con il volto del ministro Gelmini. È il kit "Studenti vs la crisi", un agile manualetto che racconta le novità introdotte dal governo in tema di scuola, «provando la loro inefficacia contro la crisi e smascherando le falsità che il ministro ci racconta attraverso i media», dice Matteo Cocco, rappresentante della Rete degli studenti medi di Vicenza. Un equipaggiamento di sopravvivenza, dunque, per lo studente «che non vuole essere più preso in giro», sulla scia di un altro kit circolato negli scorsi mesi, quello "anti-ballismo". Nei prossimi giorni, dalla sede centrale del movimento studentesco, dal quale l'iniziativa è partita, arriveranno per i giovani vicentini 2mila copie del manuale. «Sarà uno strumento importante per farci capire dagli studenti», spiega Cocco che aggiunge: «Le risposte alla crisi da parte del governo sono sempre le stesse: tagli. Mentre anche a Vicenza le nostre scuole sono in difficoltà economiche e rischiano di non poter garantire i corsi di recupero. Quest'anno nel mio istituto, il liceo scientifico Quadri, attività come gite, escursioni, o l'acquisto di materiale per la biblioteca, si sono ridotti del 50 per cento, per non toccare i fondi destinati ai corsi di recupero». "Non sulla nostra pelle!" è la frase che campeggia nel kit. «La crisi non la vogliamo subire noi studenti. È questo lo slogan con cui ci faremo sentire anche alla manifestazione del 4 aprile al Circo Massimo a Roma, dove è prevista la partecipazione di un centinaio di studenti di Vicenza», annuncia il rappresentante della Rete degli studenti medi della provincia. Il vademecum prende il via attaccando i nuovi rigorosi sistemi di valutazione introdotti dalla Gelmini, che servono a «selezionare pochi eletti e a lasciare gli altri in mezzo a una strada». C'è poi il capitolo che riguarda il progetto di legge Aprea che punta a trasformare le scuole in fondazioni: «un vero e proprio smantellamento del sistema di istruzione pubblico» che finisce con lo «stravolgere gli organi di governo della scuola eliminando il consiglio di istituto e riducendo al minimo la partecipazione degli studenti alle decisioni della scuola». Poi la riforma delle superiori che se vedrà la luce nel 2010, viene anticipata già ora dalla «riduzione delle ore di laboratorio e degli stage negli istituti tecnici e professionali». Nel kit ci sono anche delle richieste come quella di riconoscere lo status di studente-lavoratore prevenendo l'abbandono della scuola per coloro che sono costretti a mantenersi gli studi. No all'uso delle nuove tecnologie quando queste si riducono a sms che avvertono i genitori delle assenze dei figli e pagelle on line, sì a strumenti informatici più nuovi nelle scuole. Gli studenti mettono in guardia sul progetto del ministro di mettere in mano dei presidi l'assunzione dei docenti: «Il sistema - avvertono - è truccato: chi assume e chi deve valutare sono la stessa persona». Non poteva mancare la questione del 5 in condotta, inefficace contro il bullismo, a detta del movimento studentesco che affronta anche il tema dell'edilizia scolastica: anche qui, dicono, «la Gelmini ha un piano diabolico». Laura Pilastro

Torna all'inizio


Servono tempo prolungato e nuove sezioni (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Servono tempo prolungato e nuove sezioni» Mercoledì 25 Marzo 2009, Campolongo Maggiore Il Comune ed il preside dell'Istituto comprensivo Diego Valeri scrivono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, al presidente della Regione Giancarlo Galan, ai deputati e senatori eletti nel Veneto, al presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia e al direttore dell'Ufficio scolastico Regionale. «Sia mantenuto il sistema scolastico attuale a tempo prolungato, sia istituita una nuova sezione a tempo pieno nel plesso primaria "Marconi" di Bojon e una nuova sezione di scuola dell'infanzia», questa la richiesta presentata alle massime autorità politiche regionali e nazionali. Si tratta di una risposta ai bisogni delle numerose famiglie che richiedono il tempo prolungato e in cui lavorano entrambi i genitori. È infatti netta la contrarietà alle modifiche apportate dalle leggi 133 e 169 del 2008, sulla riorganizzazione del primo ciclo sco lastico ed in particolare sul ridimensionamento del numero degli insegnanti e del personale amministrativo nella scuola. Sono 829 gli iscritti nelle scuole di Campolongo, 133 alla scuola dell'infanzia, 464 alla scuola primaria e 232 alla scuola secondaria. Il Consiglio Comunale ha approvato il 3 marzo scorso un ordine del giorno nel quale ha manifestato grandissima preoccupazione e ha rivolto un appello alla Regione Veneto al fine di sostenere, in sede di conferenza Stato-Regioni, le proposte dei comuni per ottenere le dotazioni organiche necessarie al fine di mantenere i servizi esistenti. «Abbiamo espresso la nostra preoccupazione e contrarietà alle scelte del Governo", dichiara il consigliere delegato alla Pubblica istruzione Paolo Marconi. Emanuele Compagno

Torna all'inizio


Scuola nuova per Sandon? È subito polemica (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola nuova per Sandon? È subito polemica Mercoledì 25 Marzo 2009, Fossò Nuova scuola elementare di Sandon? Si, anzi no... forse. Durante l'assemblea pubblica dell'altra sera, organizzata dall'amministrazione comunale di Fossò, si è sviluppato un vivace dibattito attorno al tema della elementare della frazione, immobile che, rispetto alle previsioni di quando venne costruita (anni ottanta), risulta ora essere dimensionalmente inadeguato. Se infatti le classi erano state progettate per ospitare un massimo di 15 alunni, ora le stesse aule vengono occupate ciascuna da circa 25 bambini, con disagi che ricadono anche negli spazi comuni. Ma v'è di più, perché oltre all'impennata demografica di Sandon, dovuta al notevole sviluppo urbanistico degli ultimi anni, alla base di questo "affollamento scolastico" ci sarebbe pure un orario delle lezioni particolarmente agevole: tre rientri pomeridiani e il sabato a casa, situazione questa che progressivamente ha fatto preferire la "Volta" di Sandon anche da famiglie del capoluogo, Fossò, e anche da fuori paese. «È opportuno garantire a Sandon una scuola funzionale - afferma il sindaco, Guido Carraro - ed è proprio in una prospettiva lungimirante che stiamo valutando la possibilità di spostare la scuola nel capannone adiacente a Villa Caffrè, che da poco è stata acquisita dal Comune, poiché il privato, operativo in quell'immobile, ha intenzione di spostare la sua attività. Su questa eventualità per ora stiamo solo ragionando - continua - perchè siamo alla fase di studio, tuttavia riteniamo che sarebbe una soluzione estremamente interessante dal momento che, alla luce di un'inevitabile risistemazione e adeguamento del magazzino, la scuola potrebbe contare su una struttura grande, con ampi spazi verdi e inserita all'interno del progetto riqualificazione del nuovo centro di Sandon». Federica Boscaro, assessore alla Pubblica istruzione, ha quindi illustrato i dati relativi alla popolazione scolare della frazione, ricordando che nel 2001 si contavano 52 alunni, mentre attualmente se ne contano 111, con iscrizioni che raggiungerebbero quota 122 per il prossimo anno. «Già in precedenza i genitori del capoluogo avevano raccolto le firme per richiedere un servizio orario simile a quello di Sandon anche alla Marconi di Fossò - continua l'assessore - in modo tale da evitare la migrazione di bambini verso la scuola della frazione. La cosa sembrava essere a buon punto, però la riforma Gelmini ha creato una grande confusione e incertezza, per cui ora non sappiamo ancora se potremo contare o meno sul personale necessario a garantire questo servizio». Numerose le perplessità emerse dal pubblico presente, non solo sulla bontà della proposta, ma anche sul futuro dell'immobile che verrebbe dismesso. «Invece di optare solo per soluzioni così drastiche si dovrebbero valutare delle alternative - afferma Luciano Compagno, consigliere di opposizione - magari considerando delle forme di ampliamento della scuola attuale e coprendo il vicino campo da calcio che si potrebbe utilizzare anche come palestra per le elementari. Dietro la volontà dell'amministrazione, invece, si cela solo un'operazione speculativa - conclude - che rientra nel progetto di Villa Caffrè, quando è evidentemente assurdo spostare una scuola dal centro alla piena campagna». «Si parla della nuova scuola come una proposta - fa eco il consigliere Luca Bertellini - eppure questa rientra nel definitivo progetto di riqualificazione del centro della frazione. È evidente dunque che si tratta di una palese contraddizione la quale conferma come, in realtà, l'amministrazione abbia già pianificato tutto, senza considerare il rischio sicurezza e trascurando la funzione sociale e centrale della scuola, quando invece sarebbe auspicabile ragionare in termini di riordino degli spazi attualmente esistenti». Gabriele Riondato della Lega Nord, invece, ha offerto l'intervento di alcuni architetti per cercare differenti soluzioni, qualora il sindaco concedesse la visione di documentazioni, planimetrie e altri dati indispensabili. A buona ragione, si può dunque ipotizzare che questo sarà solo il primo capitolo dell'intera "vicenda Volta" che ha già tutti gli estremi per costituire un pungente argomento di dibattito elettorale. Perla Marafin

Torna all'inizio


MANNAIA SULLE SCUOLE VENETE (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

MANNAIA SULLE SCUOLE VENETE Mercoledì 25 Marzo 2009, Padova NOSTRO SERVIZIO Le fragorose proteste venete, gli scioperi a ripetizione, le trattative aperte, le mozioni approvate, gli accordi presi: tutto da stracciare, da inviare al macero insieme agli striscioni contro i provvedimenti Gelmini sbocciati in ogni dove delle sette province regionali, inutili gli slogan urlati nelle manifestazioni di piazza, i sit-in di genitori, alunni e maestri, le prese di posizione dei sindacati. A gelare le aspettative sulla salvaguardia del tempo-scuola grazie a un congruo organico in cattedra ci ha pensato il ministero dell'Istruzione che ha comunicato ai confederali i dati ufficiali. Chiari, inconfutabili, non più modificabili. Nel prossimo anno scolastico in Veneto si abbatterà una mannaia a scapito degli insegnanti: -779 posti alle elementari, -916 alle medie, -532 alle superiori, una flessione di 2.227 unità. Le più penalizzate le province di Padova, Treviso, Vicenza, Verona con una contrazione omogenea di circa quattrocento prof l'una. Venezia, avendo molti tempi pieni (il 32%), in parte si salva. Dappertutto viene messo in croce il tempo lungo (35 ore settimanali in classe) - vera caratteristica della nostra terra, via di mezzo tra il tempo normale (27-30 ore) e quello pieno (40) - che rischia di diventare un ricordo. Nella penisola salteranno 37mila cattedre in tutto, la metà nelle regioni del Sud. «Ci hanno preso in giro alla grande - sbotta Nereo Marcon, segretario veneto della Cisl Scuola - un mese e mezzo fa si ipotizzavano tagli di questo tenore, ciò vuol dire che il lavoro svolto nelle ultime sei settimane insieme a sindaci e assessori, le promesse ministeriali messe nero su bianco sono state promesse da marinaio. Siamo in una situazione di totale empasse, ci avevano garantito una riduzione dei tagli anche in base all'aumento degli studenti - 8.500 a livello veneto - e alla questione dei tempi lunghi che coinvolgono 25 mila famiglie. Un'organizzazione tipica di questo territorio che, stante questa scarsa disponibilità di insegnanti, scomparirà. Sono sconsolato - continua Marcon - non so quali altre risposte potremo dare». E ricorda una recente lettera del ministro Gelmini a firma del suo capo di gabinetto Consentino inviata all'assessore veneto all'istruzione Donazzan dove si prometteva, in virtù della crescita degli alunni, uno "sconto" sul calo di organici. «Ci aspettavamo che i tagli fossero circa 1.500 e non oltre duemila. Ora dovremo fare i conti con questa evidente contraddizione: 2.227 prof in meno e 8.500 allievi in più. Il Veneto, pur avendo fatto squadra con una presa di posizione fortissima da parte dell'Anci, gli amministratori comunali, la Regione stessa, non ha nessuna influenza politica a Roma, è avvilente ma è la pura verità. Ci avevamo creduto tutti, ed è una sconfitta per tutti». Nonostante la débacle, i confederali non s'arrendono. E promettono battaglia a Venezia, se non altro ideologica visto che margini di trattativa pare non ce ne siano più: un'occupazione dell'Ufficio scolastico regionale o della sede veneta Rai organizzata da Cgil, Cisl e Uil, insieme. «L'unico aspetto positivo - chiude Marcon - è che gli amministratori locali hanno finalmente discusso di scuola, prendendo una posizione netta. Ma purtroppo dalla capitale non ci hanno dato ascolto». Federica Cappellato

Torna all'inizio


Povera musica, cenerentola d'Italia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Povera musica, cenerentola d'Italia» Atto d'accusa nei confronti del disinteresse delle istituzioni: dall'immobilità della scuola alla lobby della cultura Mercoledì 25 Marzo 2009, di Giò Alajmo Nella sua casa nel cuore di Padova antica, nobilitata da un clavicembalo «perfetta riproduzione di quello su cui suonava Bach», Claudio Scimone conserva il premio "Una vita nella musica" ricevuto di recente a Venezia («un grande onore e un grande piacere», annota con il consueto sorriso) e programma l'attività dei suoi Solisti Veneti giunti alla cinquantesima stagione. Mezzo secolo di attività, i consensi internazionali, il divertimento di scelte coraggiose e non convenzionali, acuiscono il dolore per una musica ridotta in Italia a poco più di una cenerentola della cultura. «Quando si parla di crisi della musica - dice - bisogna distinguere se si parla di musica come spettacolo o musica come pratica. La prima ha dei problemi economici legati al costo globale. La pratica invece sta incontrando un aumento vertiginoso nel mondo. È un fenomeno che riguarda anche persone di 60/70 anni che hanno cominciato a studiare uno strumento per proprio piacere. E questo è ciò che conta, perchè la musica ha anche un alto valore terapeutico e formativo. Un bambino è in grado di capire prima le relazioni fra le note che le parole». Perché in Italia quando si parla di musica tutto diventa difficile? «Le istituzioni dell'istruzione sono immobili. È incredibile che nei licei non si studi musica per bilanciare la letteratura e quel poco che si fa di arte. Ma ogni tentativo di introdurre un'ora di storia della musica si infrange con chi non vuole perdere un'ora di un'altra materia ed è frustrante. Ma è impossibile capire il barocco, il romanticismo, senza la musica». E i conservatori? «La legge del '99 che li trasforma in istituti di studi superiori di fatto non è operativa, con l'assurdo che chi esce dal Dams che insegna poche ore di musica in due anni è abilitato all'insegnamento e chi esce dal consevatorio no. E poi il Conservatorio non serve solo a creare musicisti ma deve insegnare tutte le materie inerenti la musica, dalla fonologia alla regia di un'opera teatrale, dalla musicologia al giornalismo, alla direzione artistica. Ci sono infinite funzioni e mestieri legati alla musica. E naturalmente c'è l'insegnamento». Di chi è la colpa di questo immobilismo? «Ci sono delle lobby. Università e istituti di istruzione secondari hanno sempre tentato di assorbire i conservatori, ma i conservatori non sono nulla di più o di meno: sono diversi. In tutto il mondo Italia è sinonimo di musica, ma da noi ci sono persone anche coltissime che ignorano tutto della musica. Non dimentichiamo che Croce scrisse uno straordinario trattato di estetica senza la musica. Schopenhauer non gliel'avrebbe perdonato. C'è ancora chi considera la musica un passatempo. Manca la percezione del suo valore. Anche del valore educativo. È l'unica disciplina che sviluppa entrambi gli emisferi del cervello, mentre la musica d'insieme aiuta alla socializzazione, con gioia e divertimento e senza stimolare l'agonismo. La musica insegna disciplina, rispetto, collaborazione ed è anche uno straordinario strumento di integrazione, è un esercito pacifico che supera le barriere». I Solisti Veneti hanno lanciato lo slogan "uno strumento per ogni bambino" progetto che ha avuto uno splendido risultato in Venezuela dove l'orchestra Simon Bolivar può contare su una selezione dei migliori fra 300mila giovani musicisti «che suonano come la miglior filarmonica e sono pronti ad accettare il nuovo più di un'orchestra tradizionale». I cinquant'anni dei Solisti Veneti continuano a vedere la formazione padovana affrontare gli impegni con prestigiosi compagni di viaggio, guardando alla concomitante ricorrenza degli anniversari di Haydn, Händel e Mendelssohn e dell'anno galileiano. Il 29 aprile agli Eremitani di Padova apriranno il Veneto Festival con la Messa di Händel, in compagnia di June Anderson e del coro Lega Artis di San Pietroburgo. Il 12 giugno le celebrazioni per Mendelssohn li vedrano affiancati dal grande violino di Uto Ughi e in settembre le celebrazioni galileiane vedranno Scimone dirigere i solisti nell'opera "Il mondo della luna" scritta da su libretto di Carlo Goldoni, andata in scena per la prima volta nel 1777. Il 7 aprile invece i Solisti Veneti saranno al teatro Comunale di Belluno in concerto con Giovanni Allevi, popolare pianista oggetto di una furiosa diatriba con Uto Ughi. Scimone, ma Ughi sa che i Solisti si dividono tra lui e Allevi? «Io certo non glielo dico», sorride il maestro. E di Allevi, con cui si è già esibito a Padova qualche mese fa, cosa pensa? «Che ha un pubblico sorprendente e lui è un grande comunicatore, che si ferma a dialogare con la gente dopo ogni concerto. Con lui ho visto arrivare persone che non si erano mai viste prima. E noi ne abbiamo approfittato per riversare su di loro un po' di Rossini e il "Sigfrido" di Wagner. Io non giudico Allevi compositore. Da esecutore dico che la sua musica si suona volentieri, è scritta bene, prende. Ha trovato un suo pubblico, numeroso, e piace. Cosa chiedere di più?». Come compositore lo si ritiene un po' troppo elementare... «Però funziona e ha dei ritmi nuovi, originali. Cosa c'è di più elementare di certe cose di Vivaldi, che però ha una grande forza ritmica. La semplicità non è un valore o un disvalore. E comunque non si può negare che Allevi fa parte rigorosamente di un mondo musicale che chiamerei "classico" anche se non mi piace il termine. In questo ero d'accordo con Vittorio Salvetti che era un genio dell'organizzazione e lo chiamava "grande musica"». Salvetti che portò nel 1970 i Solisti Veneti all'Arena di Verona al Festivalbar! «È vero. E nei jukebox ottenemmo 350mila "gettonature" con l'"Andante per due mandolini" di Vivaldi. Altri tempi». I vostri 50 anni sono stati festeggiati con concerti di varia natura, compresi quelli con Bocelli e Lucio Dalla. È un superamento dei generi? «Con Bocelli no, perchè lui ha sempre voluto essere un tenore e ama Puccini. Dalla l'ho incontrato a Buenos Aires e disse che ci conosceva benissimo. È un uomo di interessi e curiosità vastissime e una grande capacità di assorbimento. Parla di tutto in maniera originale, ha esperienza di regia d'opera e gli ho sentito suonare in privato al pianoforte delle improvvisazioni su Bach notevoli. È un musicista interessante. Con lui abbiamo iniziato da Prokofiev e abbiamo finito con le sue canzoni con entusiasmo da parte di tutti perchè sono belle da suonare». Come si affronta l'interpretazione di repertori e mondi così diversi? «Anche le partiture del passato cambiano con il tempo. Non è pensabile eseguire oggi una partitura del '700 come lo faceva Vivaldi, con le stesse caratteristiche. Non sarebbe comunque lo stesso. Sono cambiati i luoghi, le acustiche, perfino l'orecchio dell'uomo moderno che sente il 10-15% in meno. Ci si deve adattare ai tempi. Nessuno oggi sarebbe disposto ad ascoltare per intero un'opera di sei ore come "L'Orlando furioso" di Vivaldi. La funzione dell'interprete è quella di tradurre il pensiero dell'autore e metterlo d'accordo con l'ascoltatore. Di Vivaldi, non si può dare solo una lettura corretta della partitura, perchè era noto per le sue interpretazioni vigorose, sanguigne. Si dice che si trasfigurasse addirittura. Vivaldi, Corelli erano degli spiritati, dei folli dell'epoca. Erano dei fascinatori di folle. Anche per questo non mi dispiace affatto l'interpretazione delle Stagioni che ne dà Nigel Kennedy, il violinista punk inglese, che secondo me riprende un po' quello spirito interpretativo». Kennedy è un sostenitore della chitarra elettrica come erede del violino e di Jimi Hendrix come Paganini del '900... «Vivaldi lo troverebbe in linea con se stesso». La Gelmini ha aperto le porte della scuola a Gaber.... «Benissimo, ma bisognerebbe farlo anche con la musica. L'Italia è il paese europeo, ma anche considerando Asia e America, in cui la musica si insegna di meno. Ed è paradossale. Perchè la lingua della musica è l'italiano. Perchè all'estero è il nostro biglietto da visita. È la nostra identità, la nostra storia, la nostra cultura. Vivaldi arriva dove non possono i musicisti "leggeri", perchè non ha bisogno di parole ed è universalmente noto. Come ambasciatori di cultura all'estero ci chiedono opere liriche, concerti di musica classica. Siamo anche noti per il calcio, ma è oggettivamente più facile esportare un concerto che una partita», sorride Scimone. C'è però oggi un grave problema di costi per la musica d'arte e la lirica in particolare... «Qualche risparmio si può fare. Ricordo una volta in un teatro che un amico mi disse "Vedi la pelliccia di quel tenore in scena? Con quello che costa io posso farci un'intera stagione di concerti". Tagliando i costi magari uscirebbero dagli enti i politici e non sarebbe così male. Però non si può economizzare sulle masse. La lirica è una grande scuola di musica che coinvolge centinaia di persone in ogni singolo evento dove tutto dev'essere perfetto alla frazione di secondo. E comunque gli eventuali risparmi andrebbero redistribuiti alle altre attività musicali sul territorio».

Torna all'inizio


Maestri soprannumerari in mobilità anche se i genitori chiedono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Maestri soprannumerari in mobilità anche se i genitori chiedono il tempo pieno Sono circa 300 gli insegnanti di scuola primaria che, essendo soprannumerari, malgrado i tanti anni di servizio, dovrebbero presentare domanda di mobilità, affollare le segreterie provinciali dei sindacati della scuola che istruiscono i soprannumerari su come redigere le domande di mobilità, si tratta di docenti che a causa dei provvedimenti del ministro Gelmini perderanno il posto nelle scuole di titolarità, dove magari per molti anni hanno svolto attività didattica, addirittura qualche insegnante è ultrasessantenne. Una situazione senz'altro anomalo, che a giorni potrebbe mettere in crisi le scuole per motivi burocratici. Intanto, a fine marzo si chiuderanno le funzioni, si tratta quindi di tempi ormai strettissimi, anche se lo Snals avrebbe chiesto uno slittamento dei tempi. Come è noto, la maggior parte dei genitori degli alunni hanno chiesto per i loro figli un tempo scuola di 30 ore settimanali. Sull'argomento il dirigente scolastico Santo Molino, che fa parte della direzione dell'Andis, ha detto. Ci risulta che parecchie scuole in città ed in provincia hanno chiesto la nuova istituzione di classi a tempo pieno o a tempo prolungato e, pertanto, è necessario che i politici siciliani intervengano a sostegno di una notevole quota di personale per avviare queste nuove classi a tempo pieno, così come, d'altra parte, promesso dal ministro Gelmini che nel testo di legge e nelle dichiarazioni alla stampa ha manifestato la disponibilità a reinvestire le economie realizzate per allargare il tempo pieno. Come è noto, la Regione Sicilia si trova attualmente all'ultimo posto nella graduatoria nazionale del tempo pieno (Sicilia 3 per cento, Lombardia 40 per cento). Alla luce di questo quadro occorre registrare la drammaticità derivante da un esteso scadimento di qualità della scuola in Sicilia. Dal prossimo anno scolastico, considerato questi tagli di posti, non avremo più compresenze e quindi non si capisce come si provvederà all'attività di recupero e alla sostituzione dei docenti assenti (tenuto conto che i fondi ministeriali sono irrisori). Occorre peraltro rilevare che nel momento in cui il Governo appresta soccorsi alle banche e cassa integrazione straordinaria per le industrie, verranno meno nella nostra Regione migliaia di stipendi che, anche se da precari, consentivano a migliaia di famiglie di sopravvivere. M. C

Torna all'inizio


Riforma scolastica con troppi tagli (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

A Mussomeli domani assemblea dei consigli comunali Riforma scolastica con troppi tagli Mussomeli. «Ridimensionamento e contenimento dei tagli agli organici scolastici per le aree svantaggiate socio-economicamente», questo il tema dell'assemblea territoriale dei consigli comunali e dei docenti, personale Ata, precari, famiglie ed amministratori locali che si terrà domani alle 18 presso l'auditorium della scuole superiori di Mussomeli in contrada Prato. In altri termini un consiglio comunale straordinario allargato ai paesi del Vallone contro i tagli nella scuola decisi dal Governo Berlusconi. La decisione è stata presa a conclusione dell'affollata assemblea dei precari, docenti, genitori ed esponenti della politica tenutasi nei giorni scorsi a Mussomeli che hanno anche scritto a tutti gli organi preposti. Se la riforma Gelmini dovesse essere applicata così com'è, le previsioni sarebbero drammatiche per le comunità. Non solo si perderebbero posti di lavoro ed intere classi ma alcuni plessi potrebbero addirittura chiudere. E' il caso dei comuni più piccoli come Acquaviva Platani, Sutera, Villalba. Da qui l'impegno del personale scolastico che ha chiamato accanto a sé in questa lotta per il futuro dell'insegnamento nel Vallone i sindaci del territorio e consigli comunali, per «approvare una mozione critica e propositiva da inviare a tutte le istituzioni interessate, al ministro della Pubblica istruzione, al presidente della Regione Siciliana, al presidente della Provincia di Caltanissetta e a tutti i deputati nazionali e regionali del Nisseno, affinché si intervenga per porre rimedio agli effetti drammatici che i tagli della riforma scolastica produrrà, laddove venissero attuati, con la perdita di diversi posti di lavoro». I lavoratori del comparto scolastico sono sul piede di guerra ed hanno annunciato l'intenzione di restituire i certificati elettorali delle prossime elezioni europee. Insomma una mobilitazione generale che sarà oggetto di discussione anche in seno all'Unione dei comuni "Alta Valle del Platani", insediatasi la scorsa settimana. R. M.

Torna all'inizio


In consiglio comunale due odg sulla riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

25 marzo 2009 - 18.39 (Ultima Modifica: 25 marzo 2009) RAVENNA - Nella sua ultima seduta il Consiglio comunale di Ravenna ha discusso due ordini del giorno in merito alla riforma Gelmini: uno a firma di Raffella De Mucci di Prc e uno a firma di Andrea Maestri dell'Ulivo-PD. I due documenti (allegati) non molto dissimili tra loro sono stati illustrati dai rispettivi firmatari. Il primo documento è stato accolto con il voto contrario dei gruppi di opposizione; il secondo ha visto il voto contrario dei consiglieri di opposizione tranne uno, Giancarlo Frassineti di Lista per Ravenna che si è astenuto. Dopo la presentazione di entrambi gli odg sono intervenuti al dibattito: Marco Bertozzi di FI-Pdl ha dichiarato un voto contrario alla luce del fatto che il Consiglio comunale non ha alcuna competenza in merito alla normativa trattata. Andrea Tarroni dell'Ulivo-Pd ha replicato affermando che non ci si può sottrarre dal contrastare una legge che smantella un sistema scolastico, soprattutto quello delle elementari, il primo in Europa per qualità didattica. Giancarlo Frassineti di Lista per Ravenna ha dichiarato di essere in disaccordo con la riforma laddove risponde unicamente ad una necessità di riduzione della spesa scolastica, quando invece andrebbe vista come un investimento per il futuro del paese. In merito ai due documenti ha dichiarato il voto contrario sul primo (De Mucci) "per le forti pregiudiziali sul piano ideologico" e l'astensione sul secondo (Maestri) affermando di condividerne alcuni punti. Babacar Puyè, consigliere aggiunto, si dichiarato favorevole a entrambi i documenti perché "la riforma penalizza gli immigrati che vogliono imparare la lingua e integrarsi pienamente". De Mucci, nella replica ha fatto notare come alcuni provvedimenti iniziali della riforma come il voto in condotta alle elementari, sia stato poi modificato a testimonianza del fatto che le critiche avanzate da più parti erano giuste. La consigliera ha espresso anche preoccupazione in relazione al fatto che l'introduzione del maestro unico alle elementari causerà numerosi disoccupati l'anno prossimo.

Torna all'inizio


Scuola/ Fioroni: Vergognosa bocciatura indennità (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 25 mar. (Apcom) - La bocciatura da parte di "maggioranza e governo" dell'emendamento del Partito Democratico, presentato in commissione alla Camera, per "garantire ai precari della scuola l'estensione dell'indennità di disoccupazione" è "un comportamento vergognoso". È il commento di Beppe Fioroni, responsabile educazione del Partito Democratico. "Si tratta - osserva - di migliaia di docenti e operatori della scuola che da luglio perderanno il posto di lavoro. Questo governo, che gli nega il futuro non reimmettendoli in ruolo come previsto dalla legge, impedisce loro anche una minima dignità dell'esistenza presente. Ripresenteremo l'emendamento in aula e attendiamo dal ministro Gelmini una parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi i tagli e i disoccupati che ha creato - conclude Fioroni - avverta almeno l'imperativo etico di garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per anni hanno educato i nostri figli".

Torna all'inizio


Scuola/ Tagli confermati: a settembre saltano 42.000 prof (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 25 mar. (Apcom) - Niente sconti per la scuola: dal 1° settembre saranno 36.854 i posti di docente in meno. Il dato è contenuto nelle tabelle allegate alla bozza di decreto interministeriale sugli organici, in questi giorni alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e confermati durante l'incontro che si è svolto a viale Trastevere con i sindacati di categoria. Quest l'iter che attende il decreto: dopo la firma del documento da parte del responsabile del Miur, e la successiva del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i tagli verranno comunicati alle direzioni regionali che assieme a regioni ed enti locali dovranno predisporre la loro applicazione. La riduzione corrisponde, rispetto agli organici attuali, ad una perdita netta del 6,2% medio nazionale ed è destinato a raggiungere il 7% poiché in estate il Miur provvederà ad attuare un'altra 'sforbiciata' di 5mila cattedre sul cosiddetto organico di fatto (le effettive iscrizioni degli studenti). Percentualmente però non tutte le regioni subiranno lo stesso trattamento: in linea generale sarà il Sud a perdere maggiori posti d'insegnante. Si va dal 3,7% dell'Emilia-Romagna al 7,3% dell'Abruzzo, all'8,2% della Sicilia, all' 8,9% della Basilicata fino al 9,2% della Calabria. Una tendenza confermata anche a livello numerico: la regione che perderà più docenti, complessivi di tutti i gradi scolastici, dall'infanzia alle superiori, sarà la Campania (5.645 posti tagliati), seguita dalla Sicilia (5.020), dalla Puglia (3.600), dalla Calabria (2.500) e dalla Sardegna (1.670). Un numero cospicuo lo perderanno comunque anche la Lombardia (circa 4.000 posti), il Lazio (2.800) e il Piemonte con 2.175 tagli. Fin qui i numeri complessivi. Va detto però che se si vanno a guardare le zone e i diversi gradi scolatici esistono sensibili differenze. A livello regionale siva dal decremento dell'1,6% nelle primarie (le ex elementari) dell'Emilia Romagna a quello decisamente più alto del 15% nelle secondarie di primo grado della Calabria. Per quanto riguarda i tipi di corsi, le riduzioni maggiori riguarderanno la secondaria di primo grado (la ex scuola media) che perderà l'11% dell'attuale organico di docenti. Si tratta di un taglio complessivo di 15.500 posti, pari al 10,6% dei posti attuali; con punte di oltre il 14% in Basilicata, Calabria e Sardegna. Meno sentito il taglio alla primaria, dove se ci saranno circa 10.000 maestri in meno, pari ad un - 4,4%. Anche in questo ordine scolastico a pagare maggiormante sarà il Sud: l'8% in Molise ed oltre il 7% in Campania, Puglia e Sicilia. Più uniforme il decremento di posti nella secondaria superiore, che comunque si vedrà ridurre l'organico dei prof del 5% (11.346 posti in meno). Nessuna riduzione è prevista invece per i posti di sostegno che restano sempre 90.469 (58.463 assegnati in organico di diritto e 32.006 annuali). (segue)

Torna all'inizio


Ricerca/ Gelmini e ministro svedese firmano accordo (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 25 mar. (Apcom) - Oggi il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro dell'Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell'innovazione. Grazie a questo accordo, siglato nell'ambito del convegno di Confindustria 'Crescere con la Ricerca e l'Innovazione', saranno avviati progetti scientifici comuni in determinati campi. Ovvero nanotecnologie e scienza dei materiali, ricerca neutronica, installazioni analitiche per ricerche multidisciplinari, bioscienze e medicina, energia, trasporti e sviluppo sostenibile, ambiente e foreste, cambiamento climatico e atmosfera, alimentazione e pesca, archeologia, e patrimonio culturale, ricerca polare e marina, astroparticelle e fisica dello spazio. La dichiarazione congiunta - spiega una nota del ministero - ha come finalità il potenziamento della collaborazione scientifica in Europa e riafferma i principi contenuti nell'accordo che Italia e Svezia firmarono a Roma il 29 novembre 2001 per la cooperazione scientifica, tecnologica, culturale e nel campo dell'istruzione.

Torna all'inizio


Scuola/ Di Menna(Uil): Aumento private? Governo tuteli le (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 25 mar. (Apcom) - E' un'operazione "alquanto azzardata" associare l'operato del governo con il calo delle iscrizioni nella scuola pubblica a favore di quella privata: a dichiararlo ad Apcom è Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola, che ha in questo modo voluto commentare il giudizio espresso ieri dal ministro Gelmini secondo cui il paventato incremento di iscritti negli istituti privati "dimostra la volontà da parte delle famiglie di esercitare una libertà, la libertà di scelta educativa che è garantita anche dalla Costituzione". Secondo stime derivanti dal primo stralcio di dati sugli iscritti al prossimo anno scolastico saranno almeno 15-20.000 gli alunni che passeranno alla scuola non statale. Tra le regioni dove la tendenza è maggiore c'è la Lombardia, dove alle elementari le richieste per gli istituti non statali sembrano cresciute all'incirca del 15% e alle medie del 10%. Per Di Menna i tagli agli organici confermati in questi giorni e, più in generale, ai fondi destinati alla scuola possono avere avuto un peso non indifferente: "La realtà è più semplice, le continue incertezze e gli interventi sugli organici - ha detto il leader Uil Scuola - rischiano di stressare la comunità scolastica, quindi non solo il personale ma anche le famiglie". La difesa dell'istruzione gestita da istituti e docenti dello Stato italiano diventa quindi una prerogativa importante se si vuole tamponare questa tendenza in atto:"il governo - spiega Di Menna - ha il dovere di garantire la qualità della scuola pubblica, quella frequentata dal 93% degli studenti, che richiede attenzione politica e scelte chiare e concrete che favoriscano l'innovazione e la modernizzazione del sistema". "Auspichiamo - conclude il sindacalista - che il confronto si possa spostare dai tagli e dall'invadenza burocratica a come dare una vera scossa di modernizzazione".

Torna all'inizio


Scuola, Bruno (Pd): "La Calabria trattata da regione canaglia" (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, Bruno (Pd): “La Calabria trattata da regione canaglia” COSENZA. Il Pdl tratta la Calabria da “regione canaglia”. Lo dice il senatore del Pd Franco Bruno, che spiega in una nota: “Mentre Gasparri e Quagliariello vengono in gita a Cosenza appena tornano a Roma sembrano solo concentrarsi nel massacrare la Calabria. Perché? Perché il loro Governo ha deciso di tagliare gli organici nelle scuole calabresi di ben 2500 posti nel solo prossimo anno? Oltre 600 insegnanti in meno nella scuola primaria, quasi 1800 nella scuola secondaria. Si può continuare in questo modo? Dove sono gli alfieri della destra nostrana che quanto denunciavamo lo scempio della Gelmini raccontavano ai calabresi che non ci sarebbero stati tagli? La verità - sostiene - è che dopo l’attacco alle nostre Università adesso passano allo smantellamento della scuola pubblica. Non deve esserci nessuna speranza per tutti quei giovani insegnanti inseriti nelle graduatorie, nessun investimento sulla cultura e la conoscenza come antidoto all’illegalità e volano di crescita. Hanno deciso di tenere piegata questa regione e impedirle di alzare la testa. Devono poter disporre loro di tutto e di tutti. Altrimenti come leggere l’ennesima perla prodotta da Bossi, Tremonti e Berlusconi? Le risorse necessarie a pagare le quote latte pensano di trovarle ricorrendo per un centinaio di milioni di euro al solito Fondo per le Aree Sottoutilizzate destinato al Sud, nel silenzio assordante dei parlamentari calabresi del centrodestra. Insomma c’è ormai il rischio concreto di assuefarsi ad una sorta di impotente rassegnazione nei confronti di una destra nazionale che ha giurato guerra al Sud e alla Calabria. Una destra che, - conclude - chiaramente, considera ormai la Calabria alla stregua di una regione canaglia”. (25-03-09)

Torna all'inizio


Misure per l'assorbimento dei precari (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Misure per l'assorbimento dei precari nella scuola Sul sito del Ministero dell'Istruzione, saranno rese pubbliche le disponibilità di posti sul territorio L'annuncio dell'iniziativa è stata data in una conferenza stampa ma approfondimenti sono possibili grazie a un dossier presente nel sito governo.it. Di seguito la parte introduttiva della presentazione del dossier "Presentazione Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, hanno presentato il 23 marzo 2009, nella sala stampa di Palazzo Chigi, alcune misure per l'assorbimento dei precari nella scuola, in particolare: * ai precari che fino all'anno scorso avevano una supplenza annuale sarà garantita, per quest'anno, la priorità sulle altre supplenze temporanee di durata consistente; * i periodi non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l'indennità di disoccupazione ai sensi della normativa vigente; * sarà favorita la mobilità territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare richiesta di supplenze in più province del territorio nazionale." Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 25 marzo 2009 in: Insegnanti » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio


Scuola/ Domani Uil incontra governatori per salvare 28.000 (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 25 mar. (Apcom) - Domani le delegazioni sindacali della Uil Scuola si recheranno da presidenti delle regione, ma anche assessori, direttori scolastici e prefetti per comunicare loro l'esatta ripercussione dei tagli alla scuola decretati del governo per il prossimo anno scolastico: alle istituzioni locali verranno fatti visionare i prospetti sui tagli alle scuole che a livello nazionale porteranno alla mancata conferma in servizio di circa 20mila insegnanti e 8mila Ata. L'obiettivo del sindacato è trovare soprattutto assieme ai governatori, che nelle prossime settimane dovranno applicare i tagli assieme agli uffici scolastici regionali, le modalità per evitare la perdita del lavoro a migliaia di persone: per il sindacato la priorità è confermare in blocco gli attuali 130.000 docenti supplenti annuali in servizio. Nessuno escluso. La Uil Scuola in questi giorni ha preso visione, negli incontri al Miur, di quanto la situazione dei tagli sia pesantissima: "Il quadro che ci è stato presentato - spiega il segretario generale Massimo Di Menna - appare, se possibile, peggiorativo rispetto ai decreti: la tutela del lavoro è una delle questioni prioritarie ed invece con i tagli indiscriminati, fatti in via lineare si rischia di danneggiare sia la qualità dell'offerta formativa delle scuole e sia il lavoro del personale". Quel che propone il sindacato è l'assegnazione di organici adeguati alle scuole, per rispondere alle esigenze delle famiglie, e lasciare all'autonomia degli istituti l'organizzazione del tempo scuola e della didattica. "Non bastano i dati macro-numerici - continua il sindacalista della Uil - ma occorre passare dai numeri alle persone, serve un monitoraggio provincia per provincia, di quanti rischiano il posto di lavoro. Soltanto un quadro certo può consentire di risolvere la questione del personale precario attraverso interventi mirati e concreti". Questa la proposta che il sindacato farà alle regioni: garantire la titolarità degli insegnanti di ruolo confermando gli incarichi annuali. "Tutte le energie e le risorse devono avere questa finalità", conclude Di Menna. Ma i tagli sono già pronti, nero su bianco alla firma dei ministri Gelmini e Tremonti, e i tempi per bypassarli sono strettissimi.

Torna all'inizio


"In piazza anche coi genitori" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

GLI STUDENTI.CONTRO LA RIFORMA GELMINI "In piazza anche coi genitori" Contestata la decisione di non ammettere all'esame chi ha 5 anche in una sola materia [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE «Questa è una manifestazione politica, ma non partitica». Hanno le idee chiare gli studenti novesi, come Niccolò La Torre, uno dei rappresentanti d'istituto, che aggiunge: «E' una protesta indubbiamente trasversale, nel senso che oltrepassa le barriere imposte dai partiti e unisce lo spirito dell'unico, vero movimento studentesco che si coagula sotto un'unica bandiera, per difendere il diritto allo studio contro la legge del ministro Gelmini o di questo governo che sia. Oggi siamo scesi in piazza in più di 1000 e aumenteremo in vista di una grande manifestazione provinciale che intendiamo organizzare ad aprile, insieme ai docenti e anche con i genitori». Ieri mattina gli studenti del liceo Amaldi, dell'istituto tecnico Ciampini e dell'istituto professionale Boccardo hanno manifestato per la seconda volta nel giro di 5 giorni (dopo la minacciata interruzione della Milano-Sanremo) sempre contro la riforma della scuola attuata dal governo. In particolare contro l'intenzione di non ammettere agli esami di maturità chi non abbia conseguito la sufficienza piena in tutte le materie. Decisione che ha creato un notevole scossone in tutte le scuole, perché arrivata repentinamente ad anno ampiamente iniziato, senza un confronto con le altre forze politiche e gli organismi scolastici stessi. «In questo modo - dicono alcuni professori novesi - ci obbligano ad assegnare il "6 politico", perché, in coscienza, quale buon insegnante potrebbe non ammettere dopo 5 anni un allievo con un paio o anche con un solo cinque in pagella?». Il lungo corteo è partito puntualmente alle 8,30 da piazza Falcone e Borsellino, per poi sfilare per due volte in via Girardengo e sostare davanti al municipio, in piazza Dellepiane. Poi in via Paolo Giacometti, corso Marenco, piazza XX Settembre e via Roma. E' stata una manifestazione ordinata che non ha mai trasceso in esuberanze particolari, oltre ai normali slogan di protesta anti Gelmini. Più volte, come in piazza Dellepiane, Movicentro e piazza XX Settembre, i dimostranti si sono fermati per parlare e ribadire le posizioni di contrarietà al provvedimento governativo. È stata annunciata un'altra assemblea, questa volta nel più capiente Teatro Giacometti, la mattina del 30 marzo, tra docenti, genitori e rappresentanti degli studenti.

Torna all'inizio


Un Consiglio "soft" sul caso Grinzane (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

COSTIGLIOLE. RIUNIONE AFFOLLATA E VOLTI SCURI. SOLARO RELAZIONA AI COLLEGHI Un Consiglio "soft" sul caso Grinzane [FIRMA]ELISA SCHIFFO COSTIGLIOLE Grinzane e Comune: tutto sequestrato dalla Finanza. Documenti, atti e pare qualche computer. «Dunque, lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro. Poi si vedrà». Sarà stato forse questo pensiero ad attraversare la mente dei 17 amministratori, martedì, in Consiglio. Sottile tensione, interventi decisamente sottotono e davvero poco pepe. Soprattutto se si considera che è si in piena campagna elettorale, che c'erano le telecamere di Rai e tv private e che l'aula era affollata forse come non era mai successo (eccetto per il consiglio aperto sulla riforma Gelmini). A giocare forse, anche la consapevolezza che ormai le polemiche servono a poco e occorre guardare avanti per salvare il salvabile, quel patrimonio che dovrebbe rimanere un «motore di cultura» per Costigliole. Un senso di responsabilità bipartisan che deve aver contagiato tacitamente l'aula. E così dopo le comunicazioni di rito, dal sindaco Solaro un breve excursus storico sul comodato del Castello (affidato nel '95 al Grinzane) ad oggi con numeri e dati, tutti contenuti in una cartellina consegnata ai capigruppo; pochi, ponderati commenti: «Volevo terminare il mio mandato in un'altra maniera, purtroppo me ne vado con un grande rammarico. Una situazione incerta, tanti progetti in parte finanziati e un futuro da definire». Mentre il pubblico segue attento, l'attenzione si sposta sull'ex consigliere Giuseppe Minniti , che negli anni - con coerenza - aveva segnalato l'eterno cantiere del castello e che, evidentemente insoddisfatto, lascia l'aula sussurrando «Farò una lista...». E così sono quattro. Nessun riferimento esplicito anche all'esistenza del famigerato cronoprogramma dei lavori al maniero che, a quanto pare, rimane un'incognita. Gli unici approfondimenti sono arrivati sul progetto Muda che coinvolge due comunità collinari, enti pubblici e privati (70 milioni di euro in sei anni) come contenitore degli interventi alla Rocca ancora da realizzare: museo nazionale del territorio del Sud Piemonte, giardino-opera d'arte completamento del relais Grinzane, infine restauro e recupero funzionale della chiesa della Misericordia (8 milioni di euro di cui 4 finanziati dalla Regione e altri 4 che dovevano arrivare dal Grinzane). E adesso? Si torna a parlare di chiesa della Misericordia, altro argomento scottante e anche e soprattutto di Icif. Solaro è esplicito e torna ribadire: «Abbiamo ridotto il canone d'affitto ma la contropartita è un grande ritorno d'immagine che l'istituto di alta cucina ci assicura nel mondo». E mentre nei giorni scorsi l'Icif ha saldato i conti del campo del tennis (20 mila euro alla polisportiva), il cantiere esterno pare sia fermo (perché?). E così in un' atmosfera di vogliamoci bene, con un'immancabile frecciata ai media, «rea di aver montato il caso Soria» denigrando il nome di Costigliole, alle 22,30 erano già volati via 12 punti. Un record.

Torna all'inizio


La scienza della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mar 0926 La scienza della Gelmini Pubblicato da Giovanni Sena alle 00:35 in Vicende nazionali Il Ministro dell'Istruzione e dell'Universita', Mariastella Gelmini, ha una visione un po' dirigista e limitata della ricerca scientifica. A leggere alcune sue recenti dichiarazioni, il Minstro appare una persona lontana dal cogliere le vere potenzialita' di una ricerca libera e indipendente. Sembra di intravedere un affannoso desiderio di invenzioni da mettere in produzione domani, piuttosto che di scoperte con cui rivoluzionare la conoscenza di dopodomani. La Gelmini parla di "programmazione della ricerca", di "piccoli progetti inutili ed eliminabili", di "progetti finalizzati, allo scopo di creare un ponte tra ricerca pubblica e privata, fornendo a quest'ultima occasione di nuovi brevetti". Un pericoloso appiattimento su una ricerca programmata dallo Stato, direi quasi degna di una pianificazione quinquennale d'altri tempi. Ecco il progetto del Ministro: [...] Voglio arrivare ad un progetto ricerca Paese in cui si concentrano gli interessi tenendo conto delle esigenze della realta' industriale dove i giovani troveranno lavoro. Ora, io capisco che la Gelmini venga da una storia personale molto lontana dalla ricerca scientifica praticata, pero' qualcuno dovrebbe spiegarle che la scienza non puo' essere riconducibile ad una fabbrica di posti di lavoro. Un Paese moderno non investe nella ricerca con lo scopo di impiegare qualche disoccupato in piu'. Andando piu' in la', la ricerca non puo' essere concepita solo come produttrice di brevetti, cancellando con un gesto quell'enorme bacino di creativita' e inestimabile contributo alla conoscenza umana che e' la cosidetta ricerca di base, non applicata. Questo non per il gusto snobistico di chi non vuole sentire parlare di trivelle o frigoriferi, ma semplicemente perche' non si puo' prevedere da quali aspetti della nostra conoscenza arriveranno le nuove trivelle o frigoriferi. Non si puo' prevedere, e non si puo' programmare. La ricerca, perche' sia fatta bene e dia quei risultati strabilianti che hanno portato Homo Sapiens dove e' oggi, deve essere libera. Per definizione. Non puo' essere imbrigliata, programmata, statalizzata. Il Ministro sembra essere una persona in gamba, un buon politico che riesce a raccogliere la massa critica necessaria per fare accadere le cose. Benvenga. Non si puo' pero' pretendere che un Ministro sia contemporaneamente un buon politico, un insegnante di elementari, un professore universitario e un brillante ricercatore scientifico. Ecco perche' esistono (o dovrebbero esistere) i consiglieri. Nella famosa fotografia di Obama che firma il documento con cui liberalizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali negli USA, attorno a lui si riconoscono fior di scienziati (veri, attivi nel loro lavoro, alcuni Premi Nobel) che lo hanno palesemente informato sui fatti. A lui la decisione finale, ovviamente, ma solo dopo aver ascoltato il parere di esperti, di consiglieri, appunto. Chi sono allora i consiglieri scientifici della Gelmini? Non Bondi, spero... ex-compagno di liceo di Berlusconi e tanto bravo a scrivere poesie. Non qualche industriale, con il pensiero fisso sul brevetto, mi auguro. Quali sono i veri scienziati interrogati dal Ministero dell' Istruzione e dell'Universita'? Un Paese serio deve saper affiancare consiglieri esperti a politici efficaci, per unire la conoscenza dei fatti al servizio dell'attivita' decisionale. Ditemi voi GS

Torna all'inizio


Intensa giornata romana per i Reali di Svezia (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:interno IN CAMPIDOGLIO E A VILLA MADAMA Intensa giornata romana per i Reali di Svezia Intensa giornata romana per Carlo XVI e Silvia, reali di Svezia, in visita ufficiale in Italia, che ieri hanno incontrato il sindaco Alemanno in Campidoglio e sono stati ricevuti a colazione a Villa Madama dal premier italiano Silvio Berlusconi (nella foto). Nell'ambito degli incontri bilaterali associati alla visita, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ed il collega svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell'innovazione. Oggi i reali svedesi visiteranno Bologna.

Torna all'inizio


La maestra precaria: Il futuro mi preoccupa (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia La maestra precaria: «Il futuro mi preoccupa» Un attacco alla scuola pubblica in cui si punta al risparmio e non alla qualità. Ecco la riforma Gelmini spiegata da B., oggi maestra elementare precaria, «l'anno prossimo chissà». Perché «già prima non era semplice, ma d'ora in poi la questione diventa ingestibile sia dal punto di vista occupazionale e penso soprattutto a chi ha famiglia, insegna da anni e si troverà disoccupato, sia dal punto di vista educativo»: sono tanti, insomma, i «ma» di chi nella scuola vive ogni giorno, facendo i conti con le esigenze degli alunni, l'offerta formativa, il problema dell'integrazione. E che guarda «con forte, fortissima preoccupazione» alla rivoluzione ormai alle porte. «Mi domando, come si farà senza le ore di compresenza? Spesso sono le più preziose, poiché consentono alla classe di colmare le lacune di alcuni, senza per questo fermare il programma intero» spiega B., conscia e disillusa dal fatto che «in realtà, per quanto ci si possa lamentare, non esiste alcuna alternativa o possibilità di scelta». Se poi si accenna alla parola «futuro», le parole diventano sempre meno: «Non c'è nulla da dire, l'instabilità regna sin da ora ed è concreta per chi ha già alle spalle anni di supplenze e di insegnamento, figuriamoci per me che sono alle prime armi». Poi, una pausa e uno sbuffo: «Mi si prospetta una gavetta interminabile e non potrò mai sperare in una stabilità economica». Ma ad allarmare maggiormente è l'esito della Riforma: «Altro discorso è il tempo prolungato, inteso come progetto didattico basato sulla diversificazione delle proposte e sulla possibilità di sviluppare le peculiarità di ogni alunno. E che dall'anno prossimo non si potrà più attuare». n.f.

Torna all'inizio


Come rendere la scuola meno difficile (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Come rendere la scuola meno difficile Il libro di Bruna Franceschini occasione per discutere del futuro dell'insegnamento Secondo la mitologia greca, Sisifo, al tempo stesso il più sagace e il meno scrupoloso dei mortali, fu condannato a spingere un masso dalla base alla cima di un monte per aver sfidato gli dei. La condanna consisteva nel fatto che ogni volta che il masso raggiungeva la vetta rotolava di nuovo verso il basso obbligando Sisifo a ricominciare la scalata. L'antico mito greco viene ripreso da Bruna Franceschini nel libro «La scuola difficile», presentato ieri pomeriggio nel salone Buozzi della Cgil, in cui racconta la sua esperienza di insegnante. «Un mestiere che proscrive l'impazienza e condanna a un eterno ricominciare - scrive la Franceschini -. Un mestiere dove il successo coincide col fare bene e con passione ciò che si è scelto di fare». La riflessione di Bruna Franceschini nasce dai tanti anni di insegnamento in cui ha lavorato in scuole superiori e medie. Proprio nelle medie conosce Fabio, il ragazzo a cui è dedicato il volume: Fabio è un soggetto problematico che però riconosce nell'insegnante una figura «amica» con cui si può anche confidare. Dopo le medie smette di studiare perché ha intenzione di crearsi una famiglia, fa un figlio ma la situazione economica non è buona. La famiglia della ragazza è disposta a prendersi cura del piccolo solo se Fabio lo disconosce, cosa che il giovane fa per il bene del figlio. Da qui il ragazzo finisce in un brutto giro, entrando anche in carcere, e conclude i suoi giorni suicidandosi a vent'anni. La presentazione di ieri è stata un modo per analizzare il ruolo del docente e della scuola nella società contemporanea. «Oggi la scuola deve ritrovare la voglia di essere aggressiva - ha esordito Rosangela Comini, presidente della Fondazione Asm e moderatrice dell'incontro -. In questi anni sono state troppe le riforme, ma io ho nostalgia della riforma Berlinguer». Il ministro Gelmini «vuole una scuola del leggere, scrivere e far di conto, una scuola senza testa. Quello che sta avvenendo oggi è un disastro sociale». Potrebbe essere il movimento dell'Onda a far tornare la scuola nelle mani dei cittadini? «Potrebbe - risponde Santo Gaffurini, segretario generale della Flc Cgil -, ma purtroppo il movimento è stato diviso e l'Onda si è un po' ritirata. Le scuole hanno sempre anticipato i fenomeni sociali. Il Governo però sta accelerando la distruzione del sistema scolastico» accusa Gaffurini. «L'Onda senza strutture non va da nessuna parte - conferma il segretario generale della Cgil di Brescia, Marco Fenaroli -, non son possibili l'elaborazione e la continuità. La scuola e la sanità, insieme alla previdenza, sono la colonna portante del sistema sociale e quindi devono interessare a tutti». Secondo Fenaroli, «occorre l'unificazione delle forze politiche, sociali e sindacali. Per questo bisogna trovare pochi argomenti che facciano da collante, non trenta che contribuiscono solo ad aumentare le divisioni». L'opera della Franceschini è stata finalista nell'edizione 2007 del premio LiberEtà. In commissione c'era anche Alba Orti dello Spi-Cgil nazionale: «Le memorie di questo libro sono drammaticamente presenti e ci aiutano a capire meglio la realtà di oggi» conclude.a. spi.

Torna all'inizio


Il dirigente scolastico: C'è troppa incertezza (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 26/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Il dirigente scolastico: «C'è troppa incertezza» Tanti interrogativi, tante incertezze e un piano formativo in bianco, ancora in attesa di essere compilato. Rosa Maria Quaranta, dirigente scolastico della scuola media statale «Carducci, Marconi, Caionvico», descrive così il clima che si respira negli ultimi giorni in Sala docenti, esito dei tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «La cosa che più preoccupa è non sapere, tutto è aleatorio e sospeso - racconta -, nessuno ci ha dato indicazioni certe e questo genera una forte sensazione di impotenza e di continui dubbi irrisolti. E chissà poi se si risolveranno mai». Anche la voce è rassegnata, poiché «quel che è certo è che, dal prossimo anno, ai nuovi iscritti non sarà più possibile offrire le stesse opportunità degli studenti già in corso». I laboratori ad indirizzo proposti finora, ad esempio, spariranno. «Ma quel che non mi so proprio spiegare - precisa - è l'ora alternativa di religione, oppure quella di alfabetizzazione, o ancora la questione dei docenti di italiano». Le nuove disposizioni infatti prevedono, per le scuole medie, la diminuzione a nove ore per l'insegnamento della lingua italiana alle quali andrà ad aggiungersene una decima supplementare: «Ma chi si occuperà di quest'annunciata ora integrativa? Anche questo rimane un'incognita e noi non possiamo far altro che aspettare e stare a vedere che succede». Poi, c'è il capitolo delle classi a tempo prolungato: «Nell'anno in corso sono due, ma non potranno essere confermate poiché non sarà possibile per i docenti far fronte anche alle ore previste per le attività extracurriculari, quindi niente più 33 ore». Infine, l'amara considerazione: «E noi in Lombardia siamo anche i più fortunati». nuri

Torna all'inizio


Pochi iscritti, Foen e Arten ora rischiano (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Cristiano Cadoni Pochi iscritti, Foen e Arten ora rischiano Taglio in vista per le prime classi Malacarne (Pd) interroga Vaccari Nei due istituti non si raggiunge la soglia minima dei 15 iscritti «Una deroga per la montagna» FELTRE. La mannaia della riforma, con il suo limite tassativo di quindici alunni per classe, potrebbe abbattersi pesantemente sulle scuole della città e del comprensorio. L'allarme lanciato nei giorni scorsi dagli uffici scolastici regionali e provinciali rimbalza ora in municipio, dove il capogruppo Pd Malacarne - facendosi interprete di una preoccupazione diffusa - ha presentato un'interrogazione al sindaco. A Feltre rischiano il taglio le scuole di Foen e Arten. Nel territorio della Comunità montana, invece, sono in pericolo le scuole elementari di Soranzen e Meano, che potrebbero trovarsi senza la prima classe, e quella di Seren del Grappa, dove si dovrebbe ricorrere alle pluriclassi. Ma fin d'ora questo appare come un tentativo disperato di opporsi alle regole della riforma: il limite di quindici alunni porta alla soppressione delle classi e, nel giro di un anno o due, facendo scendere il numero di iscritti sotto i cinquanta, conduce alla chiusura degli istituti. «Nella nostra provincia c'è stato un dibattito molto intenso all'indomani della pubblicazione delle norme attuative della riforma Gelmini», ricorda Malacarne. «E' emersa in quel passaggio la necessità di prevedere parametri più favorevoli per le zone di montagna e poter così costruire classi con meno di quindici alunni, date le difficoltà ambientali e la dispersione territoriale della popolazione scolastica». Fu allora - ricorda il capogruppo del Pd - che Vaccari, in qualità di senatore, prese posizione rassicurando tutti sul fatto che «tali parametri migliorativi sarebbero stati assicurati». Oggi però, visto che dalla direzione regionale a quella provinciale arrivano messaggi preoccupanti, i dubbi sono almeno due: la montagna ha veramente ottenuto quel trattamento extra che Vaccari aveva assicurato? E Feltre può davvero considerarsi città di montagna visto che - fa presente Malacarne - «non vi è uno status definito o riconosciuto»? L'interrogazione punta a spazzare il campo dai dubbi e a rassicurare tante famiglie che temono di perdere le scuole più vicine, realtà importanti per paesi e frazioni. Oppure, in seconda battuta, a sollecitare il sindaco-senatore perché, scrive Malacarne, «si adoperi in tutte le sedi istituzionali e soprattutto al senato affinché i parametri di razionalizzazione scolastica nella provincia di Belluno siano più favorevoli (ossia con un abbassamento del limite di quindici alunni per classe il ricorso solo in casi eccezionali alle pluriclassi e la tutela delle scuole, che non devono essere chiuse) rispetto a quelli previsti per il resto della regione e per le altre regioni.

Torna all'inizio


seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Regione Seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio. Fondamentale l'azione che è stata svolta dal «Movimento dei sindaci», un gruppo di circa 130 primi cittadini del Veneto. Capitanati da Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova), i sindaci si sono posti a sostegno del «tempo lungo». «Una situazione - precisa Barison - che non poteva essere ignorata: grazie all'istituzione del tempo lungo, il Veneto ha risparmiato in vent'anni molti soldi pubblici. Inoltre ha investito nella costruzione di edifici e offerte formative. Con la raccolta delle firme dei sindaci, delle schede con gli investimenti, e delle delibere di consiglio comunale o di giunta a favore di questa tradizione, non potevamo restare inascoltati». «Era indispensabile che l'offerta formativa veneta fosse salvaguardata dal ministero - sottolinea il consigliere regionale Leonardo Padrin - Stravolgerla avrebbe infatti comportato enormi problemi a carico di numerosissime famiglie, che si sarebbero ritrovate in ginocchio. I circa 600 insegnanti in più rispetto alle previsioni iniziali ci permetteranno di continuare con l'attuale organizzazione scolastica. Da settembre, settembre, pertanto, si potrà ripartire con l'impostazione vigente». Ieri invece Andrea ferrazzi, responsabile Formazione del Pd veneto, ha ricordato i dati con cui si inizierà il prossimo anno scolastico: 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227 insegnanti in meno. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo conferma - denuncia Ferrazzi - Invece di riformare interi settori dell'istruzione, che avevano bisogno di essere rinnovati, il governo ha preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete». Per Paolo Giaretta, senatore e segretario del Pd del Veneto, fino ad oggi «si è tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e del voto in condotta, in realtà gli effetti veri della riforma Gelmini sono meno servizi per le famiglie, meno scuola per i bambini, meno opportunità per il futuro».

Torna all'inizio


Entro il 2010 la Campania si ritroverà con 5.645 cattedre in meno. Una vera e propria "maz... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Entro il 2010 la Campania si ritroverà con 5.645 cattedre in meno. Una vera e propria "mazzata" per i prof: saranno diminuiti del 15,2% sul totale, cifre che non hanno uguali in tutta la Penisola. Tagli "feroci": ci saranno 1844 posti in meno nella scuola primaria, 2064 nella scuola secondaria primo grado, 1720 scuola secondaria secondo grado, a cui va aggiunto il taglio di 17 dirigenti scolastici. Ma andrà peggio anche per il diritto allo studio degli studenti disabili che, in Campania, registra il dato più alto di alunni nelle scuole medie: 6.737 ragazzi che rischiano di non vedere più il proprio insegnante di sostegno. Sempre nel 2010, nelle aule delle scuole primo grado della Campania siederanno 2.337 alunni in meno. Eppure la popolazione scolastica nazionale sfiora un milione di alunni. Ma, stando a quanto prevede la riforma del ministro Gelmini, il dado è tratto. In totale, i tagli previsti manderanno a casa 43.000 docenti italiani. Il prezzo più alto sarà pagato dalle medie inferiori, dove si perderanno progressivamente 15.000 posti di lavoro. Cambia anche il numero minimo di studenti nelle classi "primavera" (15) e quello massimo di alunni per una classe di scuola media (28). (M.And./ass)

Torna all'inizio


Tiraboschi lascia la Scuola di diritto del lavoro (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Davide Berti Tiraboschi lascia la Scuola di diritto del lavoro Era il direttore: «I notabili dell'ateneo hanno deciso che non ero più utile» Acque agitate alla Fondazione Marco Biagi e all'Università di Modena. Dopo tanti anni il direttore della Scuola sul diritto del lavoro non sarà più Michele Tiraboschi, l'allievo prediletto del giuslavorista ucciso dalle Br nel 2002, oggi collaboratore del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. La notizia arriva a meno di una settimana dalla visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano proprio in occasione del settimo anniversario della morte di Biagi. E come al solito, in quell'occasione, Tiraboschi aveva dato il suo contributo di spessore. Va chiarito, però, che le dimissioni riguardano la scuola, e quindi una costola dell'ateneo, e non la vicepresidenza della Fondazione Biagi (presidente è la vedova di Marco Biagi, la professoressa Marina Orlandi) o la sua direzione scientifica. Secondo quanto riferiscono fonti ben informate, Tiraboschi sarebbe stato praticamente dimesso e il presidente del Consiglio e decano della Scuola, Luigi Enrico Golzio, avrebbe convocato per il primo aprile le prossime elezioni del nuovo direttore. Una iniziativa che ha provocato una intensa discussione on line all'interno della Scuola e, soprattutto, lo sfogo personale e amareggiato di Tiraboschi. Dopo aver ricevuto la comunicazione di Golzio, giunta a ridosso dell'annuale commemorazione di Biagi a Modena, Tiraboschi ha inviato una mail a tutti i colleghi nella quale afferma di sentirsi umiliato e che, dopo tanti anni di impegno, non si sarebbe aspettato un simile trattamento. «Ora - dice il "delfino" di Biagi - non sono più utile alla causa. E i notabili della nostra università hanno deciso di buttarmi via». Parole che hanno innescato un fitto carteggio on line tra alcuni membri della Scuola. Nelle e-mail si mette in dubbio che il professore abbia rassegnato il proprio incarico spontaneamente, si parla di «oscure manovre» rispetto ad una vicenda «profondamente triste», si criticano le procedure seguite senza che ci sia stata una discussione collegiale, si chiede di rinviare il voto e da taluni si minaccia anche di interrompere la collaborazione con la scuola se Tiraboschi non tornerà al suo incarico. La direttrice della Fondazione, Paola Reggiani Gelmini, vuole fare chiarezza: «E' una vicenda che riguarda la scuola e non la Fondazione. Sapevo che Michele si era dimesso il 2 marzo dalla direzione della scuola. Per quanto mi riguarda sono tranquilla: gli organi sono stati appena rinnovati - dopo 6 anni erano scaduti il 31 dicembre scorso - e da Michele Tiraboschi non ho ricevuto alcuna comunicazione. Per la Fondazione resta al suo posto». Anche il rettore Aldo Tomasi sgombera il campo dagli equivoci: «La Fondazione non è coinvolta a nessun livello. Si tratta di una discussione tra accademici come cene sono tante. E' una situazione che riguarda il corso del dottorato, e che come tale si risolverà internamente: vedrò personalmente Tiraboschi lunedì, e mercoledì prossimo tutti i professori. Al momento io non ho ricevuto nessuna comunicazione da parte del professor Tiraboschi».

Torna all'inizio


seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Regione Seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio. Fondamentale l'azione che è stata svolta dal «Movimento dei sindaci», un gruppo di circa 130 primi cittadini del Veneto. Capitanati da Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova), i sindaci si sono posti a sostegno del «tempo lungo». «Una situazione - precisa Barison - che non poteva essere ignorata: grazie all'istituzione del tempo lungo, il Veneto ha risparmiato in vent'anni molti soldi pubblici. Inoltre ha investito nella costruzione di edifici e offerte formative. Con la raccolta delle firme dei sindaci, delle schede con gli investimenti, e delle delibere di consiglio comunale o di giunta a favore di questa tradizione, non potevamo restare inascoltati». «Era indispensabile che l'offerta formativa veneta fosse salvaguardata dal ministero - sottolinea il consigliere regionale Leonardo Padrin - Stravolgerla avrebbe infatti comportato enormi problemi a carico di numerosissime famiglie, che si sarebbero ritrovate in ginocchio. I circa 600 insegnanti in più rispetto alle previsioni iniziali ci permetteranno di continuare con l'attuale organizzazione scolastica. Da settembre, settembre, pertanto, si potrà ripartire con l'impostazione vigente». Ieri invece Andrea ferrazzi, responsabile Formazione del Pd veneto, ha ricordato i dati con cui si inizierà il prossimo anno scolastico: 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227 insegnanti in meno. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo conferma - denuncia Ferrazzi - Invece di riformare interi settori dell'istruzione, che avevano bisogno di essere rinnovati, il governo ha preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete». Per Paolo Giaretta, senatore e segretario del Pd del Veneto, fino ad oggi «si è tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e del voto in condotta, in realtà gli effetti veri della riforma Gelmini sono meno servizi per le famiglie, meno scuola per i bambini, meno opportunità per il futuro».

Torna all'inizio


Seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Seicento insegnanti in più per garantire il tempo lungo Epilogo positivo dopo la mobilitazione di 130 primi cittadini «Il ministro Gelmini ci ha ascoltato» PADOVA. Saranno 600 gli insegnanti in più rispetto alla cifra prevista che il ministero dell'Istruzione concederà alle scuole elementari del Veneto, e che permetteranno di salvare il «tempo lungo». La notizia è giunta ieri pomeriggio. Fondamentale l'azione che è stata svolta dal «Movimento dei sindaci», un gruppo di circa 130 primi cittadini del Veneto. Capitanati da Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova), i sindaci si sono posti a sostegno del «tempo lungo». «Una situazione - precisa Barison - che non poteva essere ignorata: grazie all'istituzione del tempo lungo, il Veneto ha risparmiato in vent'anni molti soldi pubblici. Inoltre ha investito nella costruzione di edifici e offerte formative. Con la raccolta delle firme dei sindaci, delle schede con gli investimenti, e delle delibere di consiglio comunale o di giunta a favore di questa tradizione, non potevamo restare inascoltati». «Era indispensabile che l'offerta formativa veneta fosse salvaguardata dal ministero - sottolinea il consigliere regionale Leonardo Padrin - Stravolgerla avrebbe infatti comportato enormi problemi a carico di numerosissime famiglie, che si sarebbero ritrovate in ginocchio. I circa 600 insegnanti in più rispetto alle previsioni iniziali ci permetteranno di continuare con l'attuale organizzazione scolastica. Da settembre, settembre, pertanto, si potrà ripartire con l'impostazione vigente». Ieri invece Andrea ferrazzi, responsabile Formazione del Pd veneto, ha ricordato i dati con cui si inizierà il prossimo anno scolastico: 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227 insegnanti in meno. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo conferma - denuncia Ferrazzi - Invece di riformare interi settori dell'istruzione, che avevano bisogno di essere rinnovati, il governo ha preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete». Per Paolo Giaretta, senatore e segretario del Pd del Veneto, fino ad oggi «si è tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e del voto in condotta, in realtà gli effetti veri della riforma Gelmini sono meno servizi per le famiglie, meno scuola per i bambini, meno opportunità per il futuro».

Torna all'inizio


la collodi di tessera rischia di chiudere (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Effetto Gelmini: in prima elementare sono iscritti 14 bambini, non 15 La Collodi di Tessera rischia di chiudere Scaramuzza: «Chiederemo una deroga, nel 2010 gli alunni saranno 22» TESSERA. A rischio la formazione della prima elementare alla scuola Collodi di Tessera. Gli iscritti alla primaria, per l'anno 2009-2010, sono 14. Le nuove leggi in materia di istruzione hanno però portato il tetto minimo di bimbi da 10 a 15, pertanto il plesso che fa parte dell'Istituto comprensivo di Favaro sta cercando di trovare una soluzione. Quale? Ad esempio convincere anche una sola famiglia della scuola Valeri di via Monte Cervino, dove invece a fare domanda di iscrizione in prima sono stati addirittura in 43, a fare armi e bagagli e passare a Tessera. Per ora, senza alcun risultato. Più facile invece che l'Ufficio scolastico regionale faccia un'eccezione, consentendo per quest'anno alla Collodi di formare la prima anche con un alunno in meno. Martedì in municipio se ne è discusso in conferenza capigruppo, oggi è in programma una commissione in piazza Pastrello durante la quale verrà discusso il problema. Che quasi sicuramente verrà portato in Consiglio di Municipalità. «Il punto - spiega il presidente di Favaro Gabriele Scaramuzza, che ha anche la delega all'Istruzione - è che si tratta di una situazione temporanea. Abbiamo verificato che l'anno venturo di bimbi in età scolare che si affacciano al primo anno dell'elementare ce ne sono addirittura 22. Si tratterebbe soltanto di poter fare un'eccezione per un anno». La Municipalità è intenzionata a votare un ordine del giorno proprio per chiedere all'Ufficio scolastico di autorizzare una deroga speciale, perché in ballo c'è una questione che va al di là della formazione della prima, quella di evitare che le scuole chiudano per mancanza di bimbi. Per diversi anni, infatti, la Collodi è rimasta in bilico. Ecco uno dei motivi principali che portano l'ex Quartiere 8 a battersi perché anche con 14 alunni possa essere formata la classe. «C'è poi il problema del tempo pieno - aggiunge Scaramuzza - questo governo ha creato aspettative poi disilluse e sono stati riversati oneri sulle istituzioni, proprio perché non possono essere attivati nuovi tempi pieni, con tutti i disagi del caso». I genitori, credendo di poter scegliere, hanno ovviamente chiesto le 40 ore, non tutti però sono stati accontentati o lo saranno. Alla scuola Diego Valeri la lista degli esclusi è lunga. In 43 hanno fatto domanda, ma solo 25, almeno per il momento, sono stati i fortunati.

Torna all'inizio


Scure sulla scuola, a rischio 800 prof (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il governo impone il taglio di 2.237 cattedre, la Regione dovrà ora ripartirle tra province. E gli studenti nella Marca sono aumentati: 3.400 in più Scure sulla scuola, a rischio 800 prof Ferrazzi, Pd: «La metà delle famiglie non potrà avere il tempo prolungato» «In Sicilia gli alunni calano, ma restano uguali gli insegnanti» Aumentano gli alunni, diminuiscono gli insegnanti. In Veneto il taglio è di 2.227 docenti a fronte di un aumento di 8.500 studenti. I dati sono stati comunicati dal ministero alla Regione che ora dovrà dover fare le ripartizioni a livello provinciale. A Treviso rischiano 800 insegnanti, la maggior parte alle elementari. E gli alunni in più sarebbero addirittura 3.400. Il tempo prolungato diventa intanto una chimera. Secondo la Uil la situazione è ancora più pesante, con 3345 posti a rischio in Veneto e 1213 precari senza una cattedra. Per ora fanno testo i dati ministeriali, comunicati ufficialmente lunedì ai sindacati della scuola dal ministero alla Pubblica Istruzione, con cui si inizierà il prossimo anno scolastico. «Quanto noi paventavamo da mesi ha trovato purtroppo conferma - è l'attacco di Andrea Ferrazzi, responsabile della Formazione nel Pd veneto - 8.500 alunni in più in Veneto, 2.227 insegnanti in meno. Un taglio che mette in gravissima difficoltà migliaia di famiglie, metà non potranno contare sul tempo pieno. Il governo ha preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie». I sindacati sono sul piede di guerra, ma il problema ricadrà a livello provinciale. «E' un un dato fortemente impattante - conferma Alfonso Beninato della Cisl - un aumento di studenti a questo livello fa intendere che la situazione si aggraverà. Quando verranno fatte le ripartizioni per provincia saranno dolori: così la qualità cala, è logico. Abbiamo grossi dubbi sulle richieste per il tempo massimo dei genitori: circa il 50% delle domande non potrà venir accolta. Come si farà per sopperire ai tagli? Si ridurrà il tempo effettivo a scuola? Temo che a Treviso verrà meno l'aiuto per gli stranieri, la qualità del recupero sarà certamente inferiore. Il sindacato terrà conto della situazione, ma la coperta è corta. Vogliamo difendere la qualità dell'insegnamento, ma così i precari rimarranno a casa, senza un ammortizzatore sociale». «E' una guerra tra poveri - conferma Ermanno Rambaldi della Cgil - garantire il tempo scuola sarà difficilissimo e non ci sarà più flessibilità didattica. L'obbiettivo è salvare l'istruzione, lo faremo in concerto con le altre sigle sindacali». I tagli maggiori ci saranno alle elementari. «E' certamente dalla scuola primaria che cominciano i danni - continua Beninatto - i tagli saranno durissimi. Dall'anno prossimo, invece, toccherà anche alle medie, mentre la riforma delle superiori è solo posticipata. Non dimentichiamo che ci sono a rischio anche le materne, scuole invidiateci a livello mondiale». Oggi la Uil si mobiliterà per sostenere il precariato, con un raduno in stazione a Venezia e il corteo fino all'ufficio scolastico regionale: «Vanno riconfermati gli incarichi annuali», tuona il segretario regionale Giuseppe Morgante. Secondo il Pd la riforma Gelmini penalizza la scuola veneta perché caratterizzata dal tempo lungo, un'opzione cancellata dalla nuova legge. Il tempo pieno (le 40 ore), previsto dalla Gelmini, in Veneto conta solo per il 13%. «Vorrei proprio sapere cos'avrà ora da dire l'assessore Donazzan - attacca Ferrazzi - se si fossero messi a difendere la scuola veneta qualche anno fa non ci troveremmo in questa situazione. In Sicilia gli insegnanti rimangono costanti, mentre gli alunni calano, da noi invece i tagli erano considerati una favola». «Il dato è sconfortante - gli fa esco Stefano Roman, segretario dei Giovani Democratici - è ovvio che il rischio è quello di non garantire il tempo prolungato. Il modo per risolvere la crisi economica è tenere a casa le madri a badare ai figli? Siamo fuori dalla realtà».

Torna all'inizio


scuola a rischio, lettera al ministro (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Teramo Scuola a rischio, lettera al ministro Roseto, il preside del liceo Saffo chiede aiuto alla Gelmini ROSETO. Un aiuto straordinario per il liceo Saffo ospitato in un edificio non sicuro. A chiederlo è il preside della scuola, Viriol D'Ambrosio, che ha inviato una lettera al ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini per far inserire l' istituto nel piano "Centoscuole", un programma che prevede investimenti e interventi per le strutture scolastiche. Per il preside l'istituto scolastico presenta delle carenze strutturali che vanno immediatamente colmate per garantire la sicurezza degli studenti e per questo chiede un intervento urgente. «Le difficoltà strutturali in cui versa la nostra scuola», si legge in un passo della lettera, «hanno origini antiche e per troppo tempo non sono state affrontate con la dovuta misura tanto che ora rischiano di degenerare in una fase cronica, avendo superato da tempo la soglia di guardia». Quello che oggi è il liceo Saffo nasce scuola media per poi trasformarsi in istituto Magistrale cui è stato annesso alla fine degli anni '70 una sezione di liceo classico. Tra la fine degli anno novanta e il 2000 c'è stato un boom di iscritti e la specializzazione didattica dell'istituto: un'unica scuola dove si possono trovare cinque indirizzi liceali (classico, scientifico, linguistico, pedagogico, sociale), con 49 classi, circa 1.100 iscritti, dislocati su cinque edifici diversi. Dall'anno scolastico 1994/95, con 512 alunni e 22 classi, si è passati, nell'anno scolastico 2007/08 a 1.028 alunni e 47 classi, sostanzialmente un raddoppio con una crescita più sostenuta negli ultimi cinque anni. Ma quali sono i mali che in concreto che affliggono il liceo Saffo? «Le assemblee di istituto degli studenti non si possono svolgere normalmente poiché non c'è un'aula magna degna di questo nome», prosegue la lettera del preside D'Ambrosio, «e allora si fa di necessità virtù, si utilizzano tutti gli spazi ritenuti buoni ma a prezzo di una frammentazione delle attività che risultano alla fine poco redditizie; l'attività ginnica si svolge in due mini palestre che non sono nate per questo scopo, in aule adiacenti alle classi, in un "campetto" all'aperto mal ridotto e negli spazi lasciati liberi attorno agli edifici; lo stesso dicasi per aula docenti, biblioteca, uffici amministrativi. La qualità e la sicurezza di porte, finestre, pavimenti, scale, soffittature, tendaggi, banchi, armadietti e cattedre è al di sotto del consentito. I bagni sono quelli di una volta; i laboratori scientifici e informatici, che pur ci sono e lavorano a pieno regime, trovano accoglienza (si fa per dire) in locali angusti». Una situazione, quella descritta dal dirigente scolastico, di cui sono a conoscenza sia la Provincia di Teramo, responsabile della scuola in questione, sia il Comune di Roseto. Federico Centola

Torna all'inizio


scuola, tagliati 1700 docenti e 500 bidelli - pier giorgio pinna (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Sardegna Scuola, tagliati 1700 docenti e 500 bidelli L'isola tra le regioni più colpite: stop al turnover dei precari e autonomie a rischio Peppino Loddo (Cgil): «Sforbiciate basate solo su valutazioni finanziarie». Che cosa succederà alle elementari col tempo pieno? PIER GIORGIO PINNA SASSARI. L'allarme-scuola lanciato dai sindacati in Sardegna comincia a trovare pesanti e tangibili riscontri. Tutti di segno negativo. Da settembre, salvo improvvise retromarce dell'ultim'ora, sugli istituti dell'isola si abbatterà una bufera. Agli accorpamenti di sedi e alle riduzioni di classi si aggiungeranno altri tagli nelle file del personale: in pericolo quasi 1700 docenti, più di 500 tecnici e ausilari (ossia i bidelli e gli impiegati delle segreterie). è un terremoto, con un secco -4,5% sugli organici. Va a sommarsi al blocco del turn over per i precari e alle contrazioni di cattedre già avvenute dal 2003 a oggi, calcolate all'incirca in 6mila unità. E la percentuale, nerissima, crescerà: le previsioni per il prossimo triennio ipotizzano una flessione complessiva degli organici superiore ai 4mila posti. Alcune sforbiciate sono in parte inevitabili perché legate al costante calo nel numero degli alunni: in Sardegna nascono sempre meno bambini e quindi molti banchi sono destinati a rimanere vuoti. «Ma nella gran parte dei casi ci troviamo di fronte a precise scelte politiche di ridimensionamento a priori», commenta, con estrema decisione, Peppino Loddo, segretario regionale della Cgil scuola. Secondo il dirigente sindacale, che è stato uno dei motori della manifestazione regionale promossa a Cagliari la scorsa settimana con tremila persone in corteo, i principali guai derivano infatti dalla riforma Gelmini e dalle mazzate decise da Tremonti sui bilanci dell'istruzione pubblica. «è insomma l'ennesimo capitolo di un disastro annunciato - osserva Loddo - Prima vogliono distruggere le autonomie e chiudere le scuole, adesso riducono le classi e compromettono il futuro di tanti insegnanti e operatori mettendo a rischio le nostre professionalità». I nuovi dati negativi per la Sardegna scaturiscono dalle tabelle allegate all'ultimo decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010. Sono piante del personale suddivise regione per regione. In totale, su scala nazionale, si calcolano 37mila cattedre in meno, quasi il 50% nel Meridione. Più colpite in termini assoluti sono Campania, Puglia, Sicilia, Calabria. In Sardegna, anche a causa delle particolari condizioni geografiche e sociali, la situazione risulta tuttavia particolarmente compromessa. Nell'avvio del prossimo anno scolastico il conteggio prevede che gli studenti si attestino comunque sul considerevole numero di 220mila unità distribuite nei 377 comuni dell'isola. I docenti passerebbero invece da 22.715 a 21.027. Con una serie di riassetti a cascata. Che influirebbero soprattutto sulle medie inferiori: un calo di quasi 800 posti in organico. A seguire, le superiori (-600) e le elementari (-350). E se per la scuola d'infanzia non si fanno ancora ipotesi certe, è forse per il primo ciclo che nell'isola sorgono le maggiori preoccupazioni. Una cosa, infatti, è evidente. Qui non si parla soltanto di tagli agli organici. La rivoluzione nella didattica sembra pesantissima. Ma il governo in questa circostanza pare aver fatto i conti senza l'oste. Vediamo perché. Di sicuro, prevedendo il passaggio dalle 30 ore e dal tempo pieno ad appena 27 ore (e quindi dal sistema del modulo con più insegnanti a quello con un unico maestro prevalente), l'esecutivo guidato da Berlusconi si è lasciato una via di fuga. «Se una famiglia deciderà il tempo pieno o sceglierà le 30 ore, l'accontenteremo», hanno in effetti dichiarato premier e ministro dopo le marce e i sit-in dell'Onda formata da studenti, genitori, professori. Certo Berlusconi e Gelmini non si aspettavano però una richiesta tanto forte di orario prolungato come quella che è stata espressa nelle ultime settimane attraverso le iscrizioni formali. In Sardegna come altrove, i genitori dei bambini che in settembre cominceranno la prima elementare hanno infatti dichiarato a stragrande maggioranza di volere mantenere inalterato il quadro precedente. E allora dagli ambienti ministeriali sono iniziate ad arrivare note ufficiose nelle quali si ricorda come la garanzia di accoglimento delle domande di tempo prolungato sarà rispettata «solo a fronte della possibilità di risorse e organici effettivi». «Tutto ciò dimostra che non ci troviamo dinanzi a una nuova politica sulla scuola, semplicemente di fronte a tagli di tipo finanziario - è la conclusione di Peppino Loddo - Dopo aver straparlato di assicurazioni e certezze per le famiglie, adesso il tanto temuto disastro per il settore appare in tutta la sua devastante chiarezza». Ma gli squilli di rivolta che già sono echeggiati con manifestazioni di protesta nelle maggiori città sarde potrebbero presto ricominciare. Ci sono in ballo, fra l'altro, gli accorpamenti delle direzioni scolastiche (da 426 a 224), le valutazioni sulle sedi che non raggiungono il numero minimo di alunni previsto dai nuovi regolamenti, la stessa sopravvivenza dell'istruzione pubblica nei paesi più piccoli. Fin qui l'operazione-tagli legata alla decurtazione degli istituti con meno di 500 iscritti è di fatto fallita. Tutto grazie alle contromosse di molti esecutivi regionali, Giunta Soru compresa. E ora la difesa convinta di altri settori strategici per l'istruzione potrebbe provocare nell'isola un altro dietrofront da parte del ministero.

Torna all'inizio


scuola in rivolta contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Milano Il direttore regionale: la didattica non sarà stravolta. Il Pd: al Nord siamo i più colpiti. Cgil: pronti a proteste clamorose Scuola in rivolta contro i tagli Quattromila prof in meno, i sindacati uniti: scenario apocalittico Da settembre in Lombardia ci saranno 4mila insegnanti in meno. Il prezzo più caro dei tagli lo pagano le scuole medie, con 2.255 cattedre perse su 23mila. E intanto gli studenti aumentano: 12mila iscritti in più rispetto all´anno in corso. Letta la bozza sugli organici del ministero dell´Istruzione, i sindacati parlano di «scenario apocalittico e senza precedenti» e, uniti, annunciando mobilitazioni e scioperi. Intanto il Pd prepara una raccolta di firme per chiedere al governo di fare marcia indietro. L´annuncio dei tagli è un duro colpo anche per la Regione, visto che fino a pochi giorni fa il presidente Formigoni garantiva: «Grazie a un accordo con il ministro Gelmini la scuola lombarda non sarà penalizzata». SERVIZIO A PAGINA II

Torna all'inizio


scuole medie, salta un prof su 10 rivolta contro i tagli in lombardia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Milano Scuole medie, salta un prof su 10 rivolta contro i tagli in Lombardia Elementari, tempo pieno a rischio. Il Pd: siamo i più colpiti del Nord Il direttore regionale Dominici "La didattica non subirà stravolgimenti" La Cgil: pronti a proteste clamorose Nelle scuole lombarde da settembre ci saranno 4mila insegnanti in meno, tagliati dal governo per contenere la spesa. Alle elementari se ne vanno 696 maestre, alle superiori 1.047 professori. Ma il prezzo più caro lo pagano le scuole medie con un decimo dei posti persi, 2.255 cattedre tagliate rispetto alle 23mila attuali. E intanto gli studenti aumentano: nel prossimo anno scolastico sui banchi ci saranno 9mila studenti in più, 12mila se si considerano anche i bimbi delle materne. Oltre alla mancata riconferma degli insegnanti precari, con Uil - Scuola che parla di «almeno 5mila contratti atipici a rischio», i tagli produrranno una girandola di trasferimenti: docenti costretti a lasciare la loro sede per andare a tappare i buchi lasciati dai precari che hanno perso lavoro. E c´è il rischio concreto che l´elevata richiesta del tempo pieno alle elementari (scelto dal 99 per cento delle famiglie) non possa essere soddisfatto. Uno scenario che i sindacati definiscono «apocalittico e senza precedenti», annunciando mobilitazioni e scioperi per fine aprile. La bozza sull´organico delle scuole presentata dal ministero dell´Istruzione supera nei numeri le peggiori previsioni fatte negli scorsi mesi da Cgil e Cisl, ora uniti nell´annunciare «lotta a oltranza». E non escludono, come gesto estremo, l´occupazione della Direzione scolastica regionale da parte dei lavoratori della scuola. Non sono soli. Il Pd lombardo prepara da lunedì 6 aprile la «campagna di difesa della scuola pubblica», con manifestazioni, volantinaggi davanti alle scuole e una raccolta di firme per fermare i tagli, «visto che la Lombardia ha pagato un prezzo altissimo», come precisa il segretario Maurizio Martina. La riduzione di organico nella scuola è anche una doccia fredda per il Pirellone: ancora la scorsa settimana il presidente della Regione, Roberto Formigoni, assicurava: «Grazie a un accordo con la Gelmini, in Lombardia sarà confermato l´organico dell´anno in corso». La Lombardia, invece, ha pagato i tagli più di ogni altra regione del Nord Italia. Nonostante la Direzione scolastica regionale, guidata da Annamaria Dominici, continui a ripetere che «il tempo pieno alle elementari non è a rischio e la didattica non subirà stravolgimenti», l´annuncio dei tagli ha scatenato un terremoto nel mondo della scuola. Il segretario regionale di Flc-Cgil, Corrado Barachetti, parla del «più pesante attacco alla scuola pubblica di sempre, che si tradurrà nel crollo della qualità dell´intera offerta didattica». E fa un annuncio choc: «Siamo pronti anche a occupare la direzione scolastica regionale». Per Renato Capelli, a capo della Cisl Scuola: «Questi tagli mettono in ginocchio la scuola lombarda, negano alle famiglie il diritto al tempo pieno alle elementari e mortificano la qualità dell´insegnamento. Il piano deve essere rivisto». E già si preparano scioperi e mobilitazioni: «Per molto meno - continua Capelli - negli anni scorsi il mondo della scuola ha incrociato le braccia». I sindacati hanno chiesto un tavolo a Regione e direzione scolastica, ma il tempo stringe: la circolare che renderà effettivi i tagli è attesa a giorni. E Carlo Giuffrè, segretario regionale di Uil Scuola, rilancia: «Il Pirellone ci ha promesso ulteriori interventi sul ministero perché faccia dietrofront, ora chiediamo a Formigoni un aiuto economico per i precari che rimarranno senza lavoro, le vere vittime dei tagli». (f. v.)

Torna all'inizio


poche le richieste per il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Poche le richieste per il maestro unico LUCCA. «1466 cattedre in meno per le scuole di ogni ordine e grado in Toscana, mentre le famiglie della nostra regione hanno con una maggioranza schiacciante respinto l'offerta del maestro unico e delle conseguenti 24 ore settimanali per quanto concerne l'iscrizione alla prima elementare, almeno secondo i primi dati disponibili». Lo rende noto il senatore lucchese Andrea Marcucci (Pd), segretario della commissione pubblica istruzione e beni culturali commentando il decreto interministeriale presentato dal ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati. «Il taglio di cattedre, come avevamo previsto, è pesante anche nella nostra regione e colpisce in modo particolare le scuole medie inferiori - spiega il senatore - prefigurando una vera e propria messa in mora del sistema pubblico dell'istruzione e formazione».

Torna all'inizio


La corsara Tra Skifidol e Gormiti la vera causa della crisi economica del paese è Preziosi (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 26/03/2009 - pag: 4 autore: di Selvaggia Lucarelli La corsara Tra Skifidol e Gormiti la vera causa della crisi economica del paese è Preziosi Nessuno l'ha notato, ma l'intossicazione, forse causata dalle figurine puzzolenti «Skifidol», che ha coinvolto una trentina di bambini di una scuola elementare, avrebbe dovuto porre l'attenzione non tanto su un pò di nausea e altre conseguenze fisiche peraltro trascurabili, ma su una questione ben più preoccupante: perché in una scuola elementare bambini e maestre giocavano con gli Skifidol? Ora, nessuno pretende che ad alunni di sei anni si parli solo di operazioni aritmetiche ed antichi egizi, ma la Gelmini sa cosa sono gli Skifidol? Signora Gelmini, glielo spiego io: sono figurine che ritraggono simpatici personaggi dai nomi decisamente istruttivi quali «Gustavo Lacacca», «Aldo Urinocaldo», «Oronzo Petonzo», «Evangelista Terrorista», «Gennaro Canaro» e, soprattutto, «Raffaello Portaombrello» che ha un nome piuttosto innocuo ma che ritrae questo simpatico Raffaello piegato a novanta gradi con un ombrello infilato, diciamo così, in un portaombrelli poco canonico. A questo punto mi domando: se all'istituto «Aldo Spinelli» di Torino gli Skifidol fanno parte del programma scolastico, perché oltre all'infarinatura su terrorismo e pratiche sodomite, non introdurre altre materie e giochi ugualmente stimolanti ed educativi quali !L'allegro chirurgo estetico» e «Il dolce forno crematorio»? E già che siamo in tema giocattoli, qui si parla tanto di carovita, città sicure e emergenza rifiuti, ma si trascura terribilmente una questione che sta a cuore a quei milioni di italiani che in quanto genitori/nonni/zii/badanti di un individuo di genere maschile dai due ai dieci anni circa, si trovano a dover fare i conti ogni santo giorno con quei mostri generatori di infanticidi e mattanze fratricide all'interno delle famiglie italiane denominati GORMITI. Mi rendo conto che chi non convive con questa piaga sociale può cadere nell'errore di sminuire la questione, ma proprio per questo oggi mi assumo l'onere di portare all'attenzione della gente più fortunata ma soprattutto delle istituzioni di questo paese distratto, l'entità del problema. Per chi non lo sapesse, i gormiti sono degli orrendi pupazzetti di plastica venduti in bustine come le figurine con nomi assolutamente idioti quali «Marcifoglia» o «Mezzaboscide» alla modica cifra di un euro e novanta. Il prezzo potrebbe sembrare popolare ma il problema è che quel genio del male di Enrico Preziosi sforna una media di un gormita al giorno per cui nel giro di un mese, per finire una collezione da cento pezzi circa, un genitore medio, tra pezzi unici e un'infinità di doppioni, si ritrova con cinquecento gormiti nel salotto e la casa pignorata dalla banca. Ovviamente, il caro Preziosi, visto il giro d'affari milionario che c'è attorno a queste ciofeche di Gormiti, ha cominciato a inventarsi di tutto, dal monopattino alle mutande dei gormiti e non accenna a fermarsi. La fretta gioca spesso a discapito della qualità, per cui ci sono prodotti col marchio Gormiti che meriterebbero il podio nella classifica delle più grandi fregature della storia dopo le teste di Modigliani nell'Arno e la candidatura di Marianna Madia, quali, ad esempio, il dvd dei Gormiti. Intanto la durata del cartone è di venti minuti per cui un genitore non fa nemmeno in tempo a parcheggiare il figlio e farsi che so, uno shampoo o scrivere un paio di insulti sulla pagina facebook di Di Pietro, niente di niente. In secondo luogo, io capisco che col cartone dei Gormiti Preziosi non aspiri a fare concorrenza a Shrek, ma vi prego di noleggiarlo e ascoltare attentamente i doppiatori: ci sono personaggi con nomi altisonanti tipo «Il signore del vulcano» che parlano come la Chiabotto sotto psicofarmaci ed altri che toccano dei picchi interpretativi che neppure Alberto Tomba in «Alex l'ariete».Morale della favola: almeno un italiano su due è al tracollo economico a causa di Enrico Preziosi e Berlusconi continua a dare la colpa alla sinistra.

Torna all'inizio


pagella di legambiente sull'edilizia scolastica: i dati giovedì prossimo (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pordenone Pagella di Legambiente sull'edilizia scolastica: i dati giovedì prossimo Il convegno La scuola resta al centro del dibattito in città, fra tagli alle risorse e riforme. Il Comune di Pordenone, con l'assessorato all'istruzione, le dedica il convegno "La qualità a scuola: spazi scolastici e ambienti formativi", che si terrà giovedì prossimo, 2 aprile, nella chiesa dell'ex-convento di San Francesco alle 16.30. Ospiti del sindaco Sergio Bolzonello e dell'assessore all'istruzione Gianantonio Collaoni, saranno Vanessa Pallucchi, presidente di Legambiente, scuola e formazione e il dirigente scolastico pisano Marco Orsi. Al centro dell'incontro, l'ecosistema scuola e lo stato dell'edilizia scolastica, con approfondimenti sullo stare bene in aula progettando la formazione e l'ambiente. «La riforma Gelmini ha riportato al centro dell'attenzione il dibattito sulla scuola - ha detto Collaoni -. La riflessione sulla qualità della scuola s'impone, quindi, per ciò che attiene all'istruzione e per l'aspetto educativo. Il dibattito partirà dalla ricognizione degli spazi scolastici: uno spazio accoglienze è il presupposto dell'attività didattica efficace». La pagella all'edilizia scolastica, sarà redatta da Legambiente. Lo stesso giorno, il centro cittadino sarà teatro del corteo autonomo e pacifico dei genitori contro la riforma ammazza-organici, che mette a rischio 100 posti in aula. Mamme e papà dei tre circoli didattici sfileranno alle 18.15 per chiedere garanzie sul tempo scuola 2009-2010. (c.b.)

Torna all'inizio


Il decreto Gelmini pro trasparenza (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

cronaca pag. 13 Il decreto Gelmini pro trasparenza Secondo un disegno di legge targato Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione, che potrebbe essere presentato entro due mesi, i concorsi universitari banditi dai singoli atenei saranno sostituiti da una abilitazione scientifica nazionale, per un reclutamento che sia più trasparente rispetto all'attuale. E GLI ATENEI sceglieranno i docenti tra gli abilitati. Ecco cosa ne pensa il rettore dell'Università Statale di Brescia, Augusto Preti: «Si parla molto male di questi concorsi, io non ho constatazioni che sia poi così grave. Si intende fare una griglia di idoneità a livello nazionale, ma già oggi è così, perchè nelle commissioni c'è un rappresentante della Facoltà per l'Università che bandisce il posto, ma gli altri quattro sono eletti a livello nazionale». «PERÒ - CONCLUDE il rettore Preti - se questo serve a tranquillizzare gli sprititi e a migliorare, io non posso che essere felice».C. COS.

Torna all'inizio


più alunni, meno insegnanti - maria cristina carratu (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Firenze A settembre scolari e studenti aumenteranno di 4.000 unità, il piano del ministro Gelmini sopprime 1.465 cattedre Più alunni, meno insegnanti Forti tagli nelle scuole toscane, tempo pieno in bilico MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù La Toscana si prepara a mobilitarsi contro la scure del governo sulla scuola. Le cifre dei tagli nella bozza allegata al decreto interministeriale appena presentato dal ministro Gelmini a categorie e enti locali. «Se non faremo subito qualcosa, avremo una scuola in ginocchio» prevede il segretario della Flc Cgil scuola Alessandro Rapezzi. La metà dei tagli riguarderà il sud, ma nemmeno la Toscana sarà al sicuro. Da settembre le cattedre, cioè i posti di insegnante, passeranno dalle attuali 40.267, a 38.802, con un calo di 1465 (3,9%). In dettaglio, mancheranno 363 posti nella scuola primaria, 659 nelle medie (le più colpite), 437 nelle superiori. Mentre gli alunni aumentano, per il 2009-2010, di 4.443 mila unità rispetto al 2008-9. SEGUE A PAGINA XI

Torna all'inizio


tagli a scuola, 1465 prof in meno - maria cristina carratu (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Firenze Tagli a scuola, 1465 prof in meno Il piano-Gelmini, sindacati in rivolta. Aumentano gli studenti, tempo pieno a rischio MARIA CRISTINA CARRATU (segue dalla prima di cronaca) maria cristina carratù A cui dovrebbero corrispondere circa 40 classi in più, come dire circa 120-150 insegnanti in più. Prendendo ad esempio Firenze, si avrà, invece, un taglio di 35-50 posti nelle scuole primarie (circa 1 insegnante in meno per circolo didattico), di 60-80 nelle medie (soprattutto delle materie da «sacrificare» al nuovo orario ridotto a 30 ore, cioè lettere e tecnologia), mentre alle superiori ci saranno accorpamenti di classi (si potrà infatti andare da un minimo di 20 alunni a 33), con conseguente minor numero di indirizzi. Invece di aumenti, insomma, riduzioni (anche per il personale Ata: meno 874 posti). E a farne le spese saranno soprattutto gli insegnanti precari (il 30% dell´organico toscano, pari a 1200), sia pure, quest´anno, con «solo» 2-300 posti in meno grazie alla compensazione dei tagli coi pensionamenti. E dire che da tempo in Toscana il sistema scolastico è stato «razionalizzato». E´ qui, dunque, che risalterà il vero senso dei tagli del governo Berlusconi: «Un attacco indiscriminato alla scuola pubblica, un generale decadimento dell´offerta formativa» come denuncia in un comunicato la Flc Cgil Toscana, ribadendo l´urgenza «di una vera riforma per garantire a tutti i cittadini una scuola di qualità», mentre il senatore Pd Andrea Marcucci parla di «messa in mora del sistema pubblico di istruzione e formazione». Come guardare a settembre in queste condizioni, non si sa. Il tempo pieno «stile Gelmini» (in realtà privato del suo cardine educativo: la compresenza), cioè le 40 ore settimanali, dovrebbe essere confermato, ma non aumentato nonostante il 90% delle famiglie lo richieda insieme al modello delle 30 ore, il più simile agli attuali moduli (ma con 2 ore in meno), su cui soprattutto la scure si abbatterà. In compenso, la Toscana boccia del tutto le 24 ore (4 ore, o 4 e mezzo su 5 o 6 giorni), con il famoso maestro unico.

Torna all'inizio


l'onda occupa in capo di lucca la monari: così non si dialoga - cori a pagina v (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bologna Il salto di qualità dei no-Gelmini nasce il centro sociale Bartleby L´Onda occupa in Capo di Lucca La Monari: così non si dialoga CORI A PAGINA V SEGUE A PAGINA V

Torna all'inizio


l'onda si propaga e occupa nasce il centro sociale bartleby - alessandro cori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bologna Salto di qualità degli universitari no-Gelmini che entrano in uno stabile in Capo di Lucca L´Onda si propaga e occupa nasce il centro sociale Bartleby Il prorettore Monari: devono andarsene, lo stabile è inagibile e pericoloso ALESSANDRO CORI L´Onda anomala mette a segno la sua prima, vera, occupazione. Un salto di "qualità" visto che fino ad oggi l´unico spazio occupato dai no-Gelmini era stata l´aula studio di viale Berti Pichat. Studenti e collettivi universitari trovano casa in un edificio in via Capo di Lucca 30 e danno vita a un nuovo centro sociale, Bartleby, riprendendo il nome di un famoso ma sfortunato personaggio uscito dalla penna dello scrittore Herman Melville. La definizione di centro sociale però non piace agli occupanti, che preferiscono definire lo spazio «un atellier di arte e cultura della produzione indipendente». Armati di scope e detersivi una cinquantina di ragazzi, gli stessi che animano da tempo la protesta contro il ministro dell´Istruzione, ieri mattina verso le 9,30 si sono messi subito all´opera per rendere più accogliente lo stabile, chiuso da sette anni ma in fase di ristrutturazione da un paio di mesi. Fino ad ora però sono state installate solo le telecamere di sicurezza, prontamente oscurate dagli occupanti. Proprio lì, dove secoli fa sorgeva una lavanderia sul canale delle Moline, dovrebbe nascere infatti un´ala del dipartimento di Scienze aziendali dell´Alma Mater. Il cancello è ancora chiuso, per entrare c´è bisogno di una scala, ma questo è solo l´ultimo dei problemi per gli studenti. La sfida, come sempre in questi casi, è cercare di rimanere dentro il più possibile. La denuncia per l´occupazione, però, è già partita. «Abbiamo subito informato la Questura - dice il prorettore Paola Monari - i ragazzi devono uscire perché lo stabile è inagibile e pericoloso. Oggi una delegazione è venuta da me in rettorato e ho spiegato a tutti come stanno le cose. So che la denuncia in questi casi implica di per se lo sgombero. Vediamo cosa succede, io spero che gli studenti capiscano da soli perché il percorso che hanno intrapreso non porta da nessuna parte. Così non si dialoga. La palazzina è anche protetta dalla Soprintendenza. Sono preoccupata». Andrea, del collettivo di "Aut-of", spiega che l´intenzione dei ragazzi è quella di fare attività diurne, soltanto saltuariamente l´«atellier» rimarrà aperto di sera. «Non vogliamo fare casino con feste e mega concerti». Insomma, un´esperienza in parte diversa da quella degli altri spazi sociali aperti in città. «Bartleby, il personaggio di Melville, mette in atto una ribellione e resistenza solitaria» continua Andrea. Ma se la sua avventura finisce male (in carcere dove muore di stenti), i ragazzi dell´Onda si aspettano un successo: «Sapremo reinventarci il personaggio e lo faremo vivere in un progetto di apertura alla città». Il programma, intanto, è già pronto: con una serie di incontri con scrittori, dj set e iniziative da oggi al primo aprile.

Torna all'inizio


di MILENA MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Bia... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA GIORNO & NOTTE pag. 10 di MILENA MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Bia... di MILENA MONTEFIORI DOPO il successo del concertone di un anno e mezzo fa Biagio Antonacci ritorna domani sera al Palafiera per presentare il nuovo progetto live che prende il nome dal primo singolo dell'ultimo album del cantautore milanese uscito l'inverno scorso e già triplo disco di platino. L'attesa tappa del tour Il cielo ha una porta sola' si preannuncia esplosiva tra pezzi storici e ultime creazioni, tutti accomunati da una profonda e scatenata anima rock. Così, tra versioni rivisitate di brani celebri come Liberatemi', Mi fai stare bene' ed Iris' si potranno ascoltare anche le nuovissime ballate pop-rock Aprila' e, naturalmente, Il Cielo ha una porta sola'. Ad accompagnare Biagio in questa carrellata di brani saranno i fedeli musicisti Saverio Lanza alla chitarra, Fabrizio Morganti alla batteria e percussioni, Mattia Bigi al basso e, per l'occasione, un coro di un centinaio di fan selezionati da Rtl. TRA IL PUBBLICO in visibilio non mancheranno certo i quindici lettori del Resto del Carlino che si sono sbizzarriti in simpatici pensieri dedicati al loro mito, tra versi di canzoni e messaggi di ammirazione. I fortunati Donatella Piolanti, Emanuela Pellegrino, Daniela Grandini, Monica Foschi, Jessica Cangini, Angelica Gelmini, Francesca Martino, Nives Rubini, Stefano Morigi, Alice Giacometti, Angela Calandrini, Elisa Cicognani, Catia Agirelli, Rosella Bartolo e Lina Berti hanno vinto due biglietti a testa per l'evento, da ritirare al botteghino del palafiera dalle ore 19 di domani con un documento d'identità. I biglietti rimasti sono in vendita presso il negozio Muffa, nel circuito ticketone o da domani pomeriggio alle 15 al botteghino del palafiera al prezzo di 30 euro. Informazioni al numero di telefono: 0541-785708.

Torna all'inizio


Sms, all'Iti il futuro è già realtà (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

ASCOLI E PROVINCIA pag. 5 Sms, all'Iti il futuro è già realtà Da dicembre la scuola tiene i rapporti con le famiglie anche tramite messaggi di DANIELE LUZI NOVITÀ SÌ, ma fino ad un certo punto. L'idea del ministro Gelmini di attivare il servizio di sms per le comunicazioni scuola-famiglia è già attiva in un istituto ascolano, l'Iti «Fermi» di Ascoli. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica, Bianca Maria Pia Marrè. Professoressa, quando e perché avete dato corpo a quest'idea? «Il servizio è partito il 5 dicembre 2008 e, ad oggi, abbiamo inviato alle famiglie 3.193 messaggi. Lo scopo era quello di cercare la collaborazione dei genitori, cercando di trasmettere l'immagine di una scuola seria e rigorosa, con i ragazzi al centro del processo educativo. È importante, infatti, che i giovani acquisiscano conoscenze, ma altrettanto importante è che apprendano un modo di fare e di vivere corretto». Com'è stata accolta l'iniziativa dalle famiglie? «Direi positivamente, visto che hanno aderito 473 genitori su un totale di 816 studenti, ai quali possiamo sottrarre tutti quelli del quinto anno, ormai maggiorenni. Abbiamo una media giornaliera di 43 sms inviati e in più ci sono anche i genitori che, collegandosi al sito della scuola con una password, possono controllare se il figlio è a scuola attraverso una sorta di registro delle assenze online». Ma in questo modo non viene meno la fiducia ai ragazzi? «È certamente un deterrente, ma questa scelta va vista soprattutto come un tentativo di collaborazione e coinvolgimento delle famiglie, che non è affatto semplice». Ma quello degli sms (che vengono inviati al primo giorno di assenza dello studente) e del riepilogo mensile delle assenze (tramite una lettera) non sono le uniche iniziative della scuola. «Abbiamo sottoscritto un patto di corresponsabilità con studenti e famiglie ha aggiunto la dirigente , insistendo anche sulle problematiche giovanili con progetti d'ascolto, peer-education ed un Progetto genitori' che con una serie di incontri vuole affrontare le problematiche dell'adolescenza. Ma il progetto di cui vado più orgogliosa ha concluso è quello che ha portato una quarta classe di elettronica ad un'alternanza scuola-lavoro in un'azienda: è una novità assoluta che permette a questi ragazzi di trascorrere 60 ore a contatto con il mondo del lavoro. Tutte iniziative che sicuramente hanno contribuito a far incrementare il numero di nuovi iscritti del 30%». Non solo sms per una scuola al passo coi tempi. Image: 20090326/foto/539.jpg

Torna all'inizio


università, parte la sfida per il nuovo rettore - giuliano foschini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bari Università, parte la sfida per il nuovo rettore Petrocelli: "Devo finire il lavoro iniziato". Ma si prepara la lista dei baroni "Nel testo della Gelmini trovo ci sia un buon equilibrio sull´autonomia alle singole sedi" GIULIANO FOSCHINI All´università di Bari si torna a votare. A maggio la comunità accademica sarà chiamata alle urne per scegliere il nuovo rettore, tre anni dopo l´elezione Corrado Petrocelli: l´ufficialità arriverà nei prossimi giorni quando sarà pubblicato il decreto firmato dal decano, il professor Claudio Lippe della facoltà di Scienze. Al momento l´unica cosa certa è che si ripresenterà il rettore uscente, Petrocelli: «Non posso fare altrimenti» spiega, «ci sono troppe cose che abbiamo cominciato con tanta fatica che meritano di essere completate: penso al centro polifunzionale per gli studenti in piazza Cesare Battistti, alla casa dello studente a Largo Fraccacreta o al palazzo di Biologia. Nei prossimi mesi, poi, andremo a gestire un momento molto particolare per tutte le università italiane». Il riferimento è alla bozza di riforma che martedì il ministro Mariastella Gelmini ha presentato alla conferenza dei rettori: le novità principali riguardano la selezione dei docenti (tutti dovranno passare da un esame di abilitazione nazionale), l´introduzione di una sorta di "presidenzialismo" dei rettori che avranno maggiori poteri oltre che l´apertura ai privati dei consigli di amministrazione. «In questo testo ci sono sicuramente delle notazioni positivi, innanzitutto nel metodo» dice Petrocelli, uno dei più critici con la Gelmini nei mesi scorsi. «E´ importante che si discuta sui principi, che si coinvolga la comunità. Nel testo trovo ci sia un buon equilibrio tra quanto deve essere statuito a livello centrale e l´autonomia che viene lasciata comunque alle singole sedi». Il rettore, poi, plaude anche alle nuove regole sul «reclutamento» mentre «molto più complicato è il discorso sulla governance, con le regole di funzionamento del nuovo consiglio di amministrazione». Petrocelli, intanto, si prepara alla competizione elettorale. Per il momento non ci sono i nomi ufficiali di suoi avversari. Le voci sono tante, ma nessuno dei professori tirati in causa conferma la discesa in campo. Si parla di movimenti di alcuni docenti nelle facoltà mediche che oggi si vedrebbero scarsamente rappresentati ma si fanno i nomi anche di docenti che non hanno ben digerito le scelte sul codice etico di Petrocelli. «Sono quelle invece - rilancia il rettore - alcune delle scelte di cui vado più fiero: oggi in tutta Italia si parla di una necessità di codice dei comportamenti o di norme sulla trasparenza quando noi a Bari siamo stati i primi a introdurle».

Torna all'inizio


in mutande nell'aula magna contro la politica del governo - fulvio di giuseppe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bari Un gruppo di studenti segue il convegno in silenzio e senza pantaloni In mutande nell´aula magna contro la politica del governo FULVIO DI GIUSEPPE Hanno distribuito volantini, esposto striscioni e urlato slogan. Sarebbe stata una normale giornata di protesta all´Università di Bari se un gruppo di studenti non avesse aggiunto un elemento originale: presentarsi all´Ateneo in mutande, per rendere più visibili gli effetti a cui portano, a loro giudizio, i tagli della riforma Gelmini. L´occasione per protestare ieri era propizia. Nell´aula magna dell´Università si presentava infatti il "Rapporto sulla scuola in Italia 2009". Un incontro per fare il punto sulla situazione del sistema scolastico alla presenza di Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera. Proprio la deputata del Popolo della Libertà è stata il principale bersaglio della protesta studentesca, promossa dall´Unione degli Universitari (Udu), Collettivo di Lettere e filosofia (Colf) e collettivi auto-organizzati. Dopo un breve sit-in, infatti, una cinquantina di ragazzi sono entrati nell´Aula magna e hanno esposto striscioni. Al loro fianco anche alcuni precari e la Consulta dei genitori. Un rapido volantinaggio e dopo un siparietto con la Aprea, che invitava «con un consiglio materno a rivestirsi perché fa freschetto». «Una manifestazione indecente - attacca il coordinatore regionale di Forza Italia giovani, Riccardo Memeo - Ognuno è libero di scegliere le forme di protesta che ritiene più opportune ma è inammissibile che quei manifestanti siano potuti rimanere, così conciati, nell´aula magna dell´Ateneo».

Torna all'inizio


i sindacati: scuola fvg in ginocchio (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Amministratori e politici insensibili all'emergenza» I sindacati: scuola Fvg in ginocchio La riforma Gelmini mette a rischio 549 posti: sbigottiti dai tagli L'ACCUSA L'ALLARME «Non garantiti qualità dell'istruzione e funzionamento delle strutture» Per 1.200 precari non ci sono neppure gli ammortizzatori sociali TRIESTE. «Siamo molto preoccupati per il futuro della scuola. Non si tratta più solo della qualità dell'istruzione: questi tagli mettono a rischio lo stesso funzionamento delle strutture della regione». I tagli annunciati dal decreto interministeriale sugli organici del personale scolastico, che prevede 42 mila posti in meno in Italia, ha immediatamente provocato la reazione dei sindacato anche in FriuliVg. Nella nostra regione, secondo i primi calcoli, potrebbero saltare mille cattedre il prossimo anno.«Si tratta di cifre - ha spiegato Natalino Giacomini, segretario della Cgil Flc - che potrebbero addirittura peggiorare: fra docenti e personale tecnico e amministrativo, i tagli sarebbero più di mille. Siamo sbigottiti: il decreto mette a rischio non solo la qualità dell'istruzione, ma anche lo stesso funzionamento delle scuole, visto che molti istituti potrebbero trovarsi a non poter più garantire la sicurezza nello svolgimento delle attività». «Una volta verificati i numeri -ha aggiunto - avvieremo un confronto con tutti i soggetti interessati per vedere se c'è disponibilità alla trattativa, ma ritengo fin d'ora che ci sia stata poca attenzione su questi temi da parte dei degli amministratori e dei politici locali». Proprio alla politica si è rivolta anche la Cisl Scuola, con una lettera firmata dal segretario Donato Lamorte e inviata agli amministratori e ai parlamentari regionali. Il sindacato ha ricordato che, a fronte di un aumento di richieste per il tempo pieno, la bozza di decreto presentata dal ministro Gelmini «le scuole del Friuli Venezia Giulia verranno penalizzate sin dal prossimo anno scolastico con un taglio secco di 549 posti di personale docente: 146 posti per la scuola primaria; 247 cattedre per la scuola secondaria di primo grado e 156 cattedre per la scuola secondaria di secondo grado». «Il presidente del Consiglio, - ha aggiunto - nei mesi scorsi, ha fornito ampie e reiterate assicurazioni pubbliche circa la volontà del governo di garantire e ampliare l'offerta del tempo pieno e del tempo prolungato e la Cisl chiede con forza che la promessa sia mantenuta». «I tagli inoltre rischiano di creare anche un'emergenza sociale: a farne le spese infatti, ha ricordato Giacomini, saranno soprattutto i 1.200 precari presenti in regione, molti con anzianità è di servizio superiori a 10 anni, che perderanno il posto nei prossimi tre anni senza alcun ammortizzatore sociale. Anche su questa questione - ha aggiunto - avevano cercato di sensibilizzare la giunta, e avevano incontrato l'assessore Molinaro, chiedendo un incontro con i capigruppo che però non è mai stato convocato». Alessandro Martegani

Torna all'inizio


UNA PATTUGLIA di lingue, tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi d... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

PONTEDERA / VALDERA pag. 14 UNA PATTUGLIA di lingue, tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi d... UNA PATTUGLIA di lingue, tradizioni, costumi diversi quella che popola i banchi delle nostre scuole di ogni ordine e grado. Se il ministro Gelmini vuole massimo il 30% di studenti stranieri per classe, sia in Valdera che nella zona del Cuoio qualche dirigente scolastico dovrà mettere mano alla calcolatrice: in Valdera, infatti, gli stranieri iscritti all'anno scolastico in corso sono 1.529, il 9,3% del totale, una percentuale che nel Cuoio sale fino all'11,8% con 739 allievi. Le nazionalità più rappresentate a livello provinciale: primi su tutti gli albanesi, sono 1.505, davanti a marocchini (680), rumeni (498), macedoni (248) e filippini (209). NELLE SCUOLE superiori della zona questa è la situazione: al primo posto l'Ipsia Pacinotti, che detiene il record provinciale: il 17%, con 97 studenti (70 maschi e 27 femmine), davanti al Montale (ex magistrali) con 80 studenti, in gran parte ragazze (l'8% del totale). Poi All'Iti Marconi gli stranieri sono 49, quasi tutti ragazzi, per il 6,5% del totale, poi ci sono il Fermi (38 studenti, il 5% del totale) e il liceo XXV Aprile (20, il 2%). Al Cattaneo di San Miniato ci sono 32 stranieri (5%), al liceo 26 (3,7%). All'Isa di Cascina 14 (4,4%). DIVERSA la situazione delle scuole materne, medie ed elementari: andando per ordine di valori assoluti, è clamoroso il dato di Santa Croce sull'Arno: 300 iscritti, il 23% di tutto l'istituto comprensivo. Ben distanziato il secondo psoto di Castelfranco, 176 (13,9%). Al terzo posto dell'insolito «podio» Ponsacco, con 165 studenti stranieri (12,1%), poi Ponte a Egola al quarto con 155 (12,8%) e al quinto e sesto posto due istituti comprensivi pontederesi: il Pacinotti con 150 stranieri (16%) e il Gandhi con 139 (15,4%). SEMPRE sopra la soglia dei cento troviamo il Sacchetti di San Miniato, con 131 stranieri (9,5%) e Santa Maria a Monte con 101 (9,4%). Poi comincia la discesa sotto i 100: dai 97 di Lari (9%) ai 94 di Montopoli (8,8%), passando per i 90 di Capannoli (8,3%), i 74 di Calcinaia (7,8%) e i 71 di Peccioli/Palaia (9,6%). In coda alla classifica delle scuole cosmopolite ci sono Bientina/Buti con 66 iscritti stranieri (6,2%), Pontedera-Curtatone con 62 (6,7%) e Crespina/Fauglia con 54 (5,5%). AL DI LÀ dei numeri, si tratta di una questione che pone sul piatto temi di grande interesse: una presenza straniera in classe arricchisce senza dubbio il percorso formativo, ma se diventa eccessiva rischia di paralizzare il lavoro degli uni e indebolire quello degli altri. Luca Boldrini

Torna all'inizio


(sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

PONTEDERA / VALDERA pag. 14 «LA SCUOLA ha sempre saputo gestire bene l'integrazione, la condivisione, i ... «LA SCUOLA ha sempre saputo gestire bene l'integrazione, la condivisione, i problemi di tutti i bambini. I paletti e le percentuali del ministro Gelmini non aggiungono alcunché, non aiutano, creano confusione». Non ha dubbi Anna Maria Tognetti ex insegnante, ex assessore provinciale, già in giunta negli anni 90 al Comune di San Miniato, ed un impegno, oggi, sul fronte delle "donne" e della "mamme" con un occhio di riguardo al mondo delle extracomunitarie nel sottolineare che anche nella scelta del 30% di presenze di alunni extracomunitari per classe sono una decisione sbagliata che non favorisce il cammino verso l' integrazione sociale. «OGNI VOLTA che ci sono stati casi particolari, importanti dice ho visto gli insegnanti fare anche cinquanta riunioni per risolverlo. La rigidità dei numeri non è, sempre, una sicurezza, una garanzia. Prendiamo il caso di comunità con un'altissima concentrazione di famiglie di extracomunitarie, e nella nostra provincia ci sono casi eclatanti, cosa vogliamo fare: superata la soglia del 30%, se non ci sono altre classi si lasciano dei bambini senza istruzione? Ma via, sono ben altre le misure di cui la scuola ha bisogno». «Il tempo aggiunge Tognetti ecco quello che manca alle nostre scuole, alle brave insegnanti, ai capaci operatori. Il tempo "tolto" è un bene ed una conquista che perdiamo anche sul fronte degli bambini extracomunitari che invece hanno proprio bisogno di più attività per socializzare, capire, formarsi, confrontarsi e alla fine integrarsi». La nostra terra, questa provincia, ma direi la Toscana in generale conclude hanno fatto molto, e molto stanno facendo, per l'integrazione. Anche se l'attuale crisi non aiuta e mette a rischio, tra le prime, le famiglie extracomunitarie dove magari c'è un solo reddito e dove manca una rete parentale che è sempre molto importante». Carlo Baroni>Torna all'inizio


Dopo la conferma degli oltre settemila tagli su scala regionale, a far precipitare la situaz... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Dopo la conferma degli oltre settemila tagli su scala regionale, a far precipitare la situazione della scuola reatina ci si mette anche l'Ufficio scolastico provinciale (ex Csa) che a quanto pare sta adottando procedure piuttosto discutibili, applicando metodi che il segretario della Cisl Scuola Claudio De Sanctis non esita a rassomigliare «ad una sorta di confessionale del Grande Fratello». Dall'inizio della settimana, i dirigenti scolastici sono convocati uno a uno negli uffici di viale dei Flavi e qui ricevono la comunicazione dell'indisponibilità dell'organico necessario per tenere aperti gli istituti. Come a dire: «Ora vedetevela voi». «E' un atteggiamento tanto inaccettabile quanto incomprensibile visto che fino a questo momento non abbiamo ancora i dati relativi ai tagli provinciali e che la chiusura dei plessi non spetta all'ufficio scolastico ma, semmai, alle amministrazioni locali», spiegano le organizzazioni sindacali al termine della riunione urgente che si è tenuta ieri in Provincia tra l'assessore Gustavo Marcheggiani ed i segretari provinciali di categoria Luciano Isceri (Snals), Claudio De Sanctis (Cisl), Angela Renzi (Flcgil) e Peppe Fornara (Uil). Questa mattina, alle 12.30, è in programma una conferenza stampa congiunta ma intanto l'incontro è servito a ricordare che la scuola reatina rischia di imboccare una strada senza ritorno tanto più che il governo non ha mostrato alcuna intenzione di ammorbidire la linea. Lo sanno bene i sindaci di Castelnuovo di Farfa, Pescorocchiano, Selci e Petrella Salto che hanno avuto conferma dai presidi della chiusura delle scuole. Uno schiaffo in pieno volto, che sembra fare carta straccia di documenti e delibere approvati nell'ultimo mese da Comuni, Comunità Montane ed Unioni dei Comuni. Ma ad arrendersi non ci pensa nessuno. Oggi anche l'amministrazione di Cottanello si prepara a votare una delibera per esprimere il dissenso nei confronti del regolamento Gelmini. Mentre nel tardo pomeriggio di ieri l'assessore Marcheggiani e i rappresentati dei sindacati hanno chiesto ed ottenuto un confronto urgente con il Prefetto Silvana Riccio che non ha esitato ad accogliere la "delegazione" a Palazzo Vincentini. Stamattina, si saprà qualcosa di più rispetto ai possibili scenari che si apriranno nei prossimi giorni. Intanto, oggi, la Uil Scuola promuove un'iniziativa per difendere il posto di lavoro dei precari ai quali non sarà riconfermato l'incarico. Le delegazioni della sindacato incontreranno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale e l'assessore all'Istruzione Silvia Costa per far presente la gravità della situazione. E proprio a voler trovare una buona notizia, in questo scenario che più cupo non si potrebbe immaginare, bisogna arrivare fino alle sezioni primavera: il servizio, stando a quanto riferito dal consigliere regionale Annamaria Massimi, non corre alcun pericolo di riduzione dei fondi. Magra consolazione.

Torna all'inizio


OCCHIO AI TAGLI. L'invito arriva dalla Cgil regionale, che ha provato a quantificare i possibil... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA AREZZO pag. 9 OCCHIO AI TAGLI. L'invito arriva dalla Cgil regionale, che ha provato a quantificare i possibil... OCCHIO AI TAGLI. L'invito arriva dalla Cgil regionale, che ha provato a quantificare i possibili tagli legati alla riforma Gelmini. E sarebbero tagli pesanti, specie a fronte di un aumento di alunni robusto, in ogni ordine di scuola. Quasi 1500 insegnanti e 6 presidi, ma non si sa ancora quanti in provincia. Mentre per il personale Ata a perdere il lavoro sarebbero in 97: 22 segretari, 8 assistenti tecnici, 65 bidelli e 2 tra cuochi e quant'altro.

Torna all'inizio


le famiglie vogliono il tempo pieno e preparano la fiaccolata del 2 aprile (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pordenone Le famiglie vogliono il tempo pieno e preparano la fiaccolata del 2 aprile «Appuntamento questo giovedì nella scuola primaria Gozzi di via Vesalio, alle 18: all'ordine del giorno, la riforma della scuola e le manifestazioni per garantire il diritto di studio ai nostri figli». Sono decisi alla resistenza, i genitori del comitato spontaneo di Pordenone invitano all'assemblea pubblica insegnanti e famiglie. «Insieme per la scuola - hanno messo nero su bianco e volantinato l'iniziativa nei tre circoli didattici cittadini -. Bambini, insegnanti, collaboratori, famiglie: abbiamo tutti il diritto-dovere di salvaguardare la scuola pubblica». In piedi da gennaio, il comitato ha fatto muro contro gli effetti della riforma Gelmini sugli organici e il tempo-scuola 2009-2010. «Da fonti sindacali - hanno detto le mamme Sonia e Cristina - pare che gli organici docenti saranno ridotti al minimo. Niente compresenze e tempo scuola lungo, a rischio. Continueremo a lottare e dimostrare: non ci tireremo indietro». Coordinato con il gruppo spontaneo dei genitori di Sacile e di Cordignano, il Comitato genitori ha in cantiere la fiaccolata sincronizzata tra Friuli e Veneto, il 2 aprile. Le famiglie del circolo didattico di Sacile hanno firmato e raccolto centinaia di lettere-protesta contro la riforma ammazza-organici. «Le spediremo all'Ufficio scolastico regionale - hanno detto - e al ministero dell'Istruzione romano. Non ci arrendiamo». (c.b.)

Torna all'inizio


ANCONA - I posti in meno nelle nostre scuole a settembre saranno -249 nella scuola primaria, -319 ne... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009 Chiudi ANCONA - I posti in meno nelle nostre scuole a settembre saranno -249 nella scuola primaria, -319 nella scuola secondaria di primo grado, -256 nella scuola secondaria di secondo grado». Fanno un totale di -824. È quanto sostiene Daniela Barbaresi, segretaria generale della Flc Cgil Marche. «I sindacati - dice - hanno ricevuto dal Miur sia le tabelle riassuntive dei tagli dei posti per il personale docente per il prossimo anno scolastico sia la bozza della circolare in materia. I dati sono pressochè definitivi e sono purtroppo pesantissimi per la scuola pubblica marchigiana. Questi sono gli effetti del taglio di 37.000 posti a livello nazionale». «Se a questi - continua la Barbaresi - aggiungiamo gli ulteriori tagli che verranno definiti nei prossimi mesi sull'organico di fatto (5.000 posti a livello nazionale) e il taglio di 443 Ata (taglio del 17% dell'organico attuale), arriviamo a cifre insostenibili». Per questo, la Flc Cgil chiede «a tutti i parlamentari marchigiani, alla giunta e al consiglio regionale, alle Province e ai Comuni, all'Upi, Anci, Legautonomie, Uncem e a tutte le forze politiche di respingere questo pesante attacco alla nostra scuola pubblica». Il sindacato sollecita anche la convocazione del Tavolo regionale per la scuola «per affrontare la drammaticità del quadro generale». «Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero Gelmini - ha osservato il presidente della Regione Gian Mario Spacca - è inaccettabile e mette in seria difficoltà il servizio e la qualità del sistema di istruzione. In un momento di difficoltà economica, decidere di risparmiare sull'istruzione è sicuramente un'operazione miope: bisognerebbe piuttosto investire e accompagnare la formazione dei giovani. La Regione ha già segnalato al Ministro le difficoltà. Credo sia opportuno - conclude Spacca - un momento di confronto al tavolo regionale per la scuola».

Torna all'inizio


di ILARIA TRADITI ANCONA SINDACATI m... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 4 di ILARIA TRADITI ANCONA SINDACATI m... di ILARIA TRADITI ANCONA SINDACATI mobilitati oggi per la vertenza che riguarda i precari della scuola. Tre incontri si terranno questa mattina in Prefettura, nell'Ufficio scolastico regionale e in Regione grazie a un'iniziativa promossa dalla Uil Scuola a sostegno del lavoro. Previsti incontri di una delegazione regionale con il prefetto Giovanni D'Onofrio, con il direttore dell'Ufficio scolastico regionale e con il presidente della Regione Gian Mario Spacca. Intanto i numeri della riforma parlano chiaro. Una cattedra su cinque tagliata nelle Marche: 824 in tutto i docenti nelle Marche che perderanno il posto a settembre, di cui 249 nella primaria, 319 nella secondaria di primo grado (ex medie) e 256 nella secondaria di secondo grado. Si tratta di dati con beneficio di inventario, che non toccheranno però la scuola dell'infanzia né gli insegnanti di sostegno. E così anche la Rete Docenti Precari Marche si è data appuntamento oggi alle 15 a Pesaro davanti all'Ufficio scolastico. L'obiettivo è quello di contrastare la riduzione crescente di posti, sia di docenti che di personale Ata, e di ottenere una cassa integrazione o altre forme di ammortizzatori. Ma la Rete Precari si scaglierà anche contro il Ddl Aprea che prevede la possibilità di trasformare gli Istituti scolastici in Fondazioni, sostituendo così il Consiglio d'Istituto con un Cda e modificando inoltre il sistema di reclutamento del personale della scuola. «E' ora di dire basta, lavoro nella scuola da sette anni senza garanzie né possibilità di pianificare il mio futuro» ha detto Melanie Segal coordinatrice della Rete. Guardando attentamente i dati sulle supplenze lunghe dell'anno in corso, salta all'occhio come a perdere il posto da settembre sarà circa un docente su cinque. Infatti sono stati 4560 nelle Marche i supplenti con contratto fino al 30 giugno o 1 agosto, di cui 1540 ad Ancona, 896 a Macerata, 984 ad Ascoli e 1140 a Pesaro. «LAVORERANNO in pratica 3736 docenti, certo i tagli sono drammatici, ma si è aperto uno spiraglio» ha detto Paola Martano del sindacato autonomo Snals. Al momento infatti il tavolo delle trattative è aperto e il ministro Gelmini pare abbia dato segnali di interesse verso le proposte avanzate dallo Snals, sostenute anche da Cisl e Uil.

Torna all'inizio


Meno docenti in Veneto Ma il tempo pieno alle elementari è salvo (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-03-26 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La scuola Tagli a medie e superiori Meno docenti in Veneto Ma il tempo pieno alle elementari è salvo VENEZIA — Tempo pieno garantito per le scuole elementari: con la scure del governo la vera stangata in Veneto si abbatte sulle medie. Sono i risvolti regionali del taglio di oltre 40 mila fra docenti e personale Ata, voluto dalla riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Una scure che, da settembre, sottrarrà al Veneto oltre 2200 docenti, a fronte di un aumento di 8500 alunni. Mentre infatti tutti gli occhi da sempre si sono rivolti sulle elementari e sul maestro unico, oggi corpo docente e servizi decurtati si ritroveranno in medie e superiori. «Nel taglio generale privilegiamo le elementari, garantendo loro l'offerta formativa — spiega il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo —. Dovremmo tagliare 780 insegnanti alle primarie, 916 alle medie e 532 alle superiori, ma il nostro dovere è in realtà quello di giungere a un contingente di 2227 posti in meno. Per questo abbiamo valutato di "salvare" circa 200 insegnanti alle elementari, facendo una compensazione con gli altri ordini di scuole». I tagli saranno dirottati sui docenti di italiano, educazione tecnica e di laboratorio delle scuole medie, nelle quali anche l'orario andrà ridotto per tutti a 30 ore settimanali. Una decisione presa soprattutto a fronte della decisione di molti genitori, che quest'anno in barba al maestro unico hanno disertato la scelta delle 24 ore per tuffarsi sul tempo pieno, scelto da 12.721 alunni in più rispetto all'anno scorso, per un totale di 676 classi in più. E non è finita. «Alle prime elementari, chi ha scelto il tempo lungo, ad esempio di 36 ore, verrà ricondotto al tempo pieno — precisa la Palumbo —. Per le altre classi partiremo con i tempi maggiori dalle 36 ore a scalare, fino ad arrivare alle 32 o 33 settimanali, che con risorse interne alle scuole dovrebbero comunque essere garantite». Anche il tempo mensa, in questi casi, sarà coperto. Potrebbe invece rimetterci l'opzione di chi ha scelto le 30 ore settimanali, che in alcuni casi dovranno essere ricondotte alle 27. Il problema di oltre 2 mila docenti in meno, in regione, però resta. Di fronte al provvedimento, fa buon viso l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan, che da tempo fa pressione sul ministero: «Avevamo quantificato la necessità di vedere assegnato al Veneto un contingente di circa 600 posti in più per la scuola elementare rispetto alle previsioni di Roma. Abbiamo dimostrato al governo e al ministro Gelmini quanto la nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di dare ottimi risultati». Non tardano le reazioni di senso contrario. «Avremo 2200 docenti in meno, incredibile — commenta il vicepresidente della Provincia di Venezia, Andrea Ferrazzi — un taglio al tempo scuola che metterà in gravissima difficoltà migliaia di famiglie». Maria Paola Scaramuzza Carmela Palumbo «Salveremo 200 insegnanti della primaria, grazie a una compensazione con gli altri ordini di scuole»

Torna all'inizio


Bracco: sulla ricerca focus sui temi-chiave (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-03-26 - pag: 20 autore: Innovazione. Il summit Italia-Svezia Bracco: sulla ricerca focus sui temi-chiave ROMA Sulle orme della Svezia per stringere i legami tra pubblico e privato e concentrare gli interventi su grandi temi strategici. La ricerca secondo Confindustria può seguire il modello Stoccolma, al centro ieri del Forum Italia-Svezia «Crescere con la ricerca e l'innovazione ». Per Diana Bracco, presidente per il progetto speciale Ricerca e innovazione e dell'Expo 2015 di Confindustria, il «tema va rimesso al centro dell'agenda del Governo », potenziando strumenti già disponibili. «Come il programma Industria 2015, ma anche venendo incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese che continuano a chiedere il ritorno al credito d'imposta automatico. Il meccanismo va ripristinato, se necessario anche fissando dei tetti». Gli interventi più urgenti, anche in chiave anti-crisi, non impediscono però di guardare ai deficit strutturali del Paese nel campo della ricerca e dell'innovazione. I numeri della Svezia, elencati dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, sono da primato: «Sono primi nell'European Innovation Scoreboard e, secondo i parametri del World economic forum, si posizionano terzi nel rapporto tra università e privati, quarti per spesa in ricerca e innovazione ». Un esempio, secondo Marcegaglia, ancora più indicativo nel bel mezzo della crisi internazionale, perché «innovazione e ricerca sono due leve fondamentali per uscire dalla grave situazione che stiamo attraversando ». Il Forum Italia-Svezia, al quale hanno partecipato il Re Carl XVI Gustaf e il ministro della Ricerca Lars Leijonborg, ha messo in risalto un sistema fortemente caratterizzato alle partnership tra aziende ed università e soprattutto orientato a investire su pochi grandi temi strategici, a partire dalla "green energy" che sarà al centro del semestre di presidenza svedese della Ue che inizierà il 1Úluglio. «Sosterremo il focus svedese sui temi ambientali» dice nel suo intervento al Forum Mariastella Gelmini, ministro dell'Università e della Ricerca che ha firmato una dichiarazione congiunta con il ministro Leijonborg per sviluppare partnership scientifiche (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Al pari della Svezia, aggiunge il ministro Gelmini, nel nuovo «Programma nazionale della Ricerca, che definiremo entro giugno, ci concenteremo su pochi obiettivi». C.Fo. L'incontro. Il Re Gustavo di Svezia con Emma Marcegaglia

Torna all'inizio


IL TEMPO LUNGO PER LA SCUOLA ELEMENTARE DEL VENETO E' SALVO (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009 IL TEMPO LUNGO PER LA SCUOLA ELEMENTARE DEL VENETO E’ SALVO Venezia, 26 marzo 2009 - “In questo momento di crisi così pesante, la pubblica amministrazione rappresenta certamente una delle voci che si deve contrarre e la Finanziaria dello Stato approvata dal Parlamento per i prossimi tre anni, prevede una riduzione di circa 40 mila docenti per l’anno scolastico venturo”. Così Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, che aggiunge: “E’ una legge dello Stato e va rispettata con maggiore senso di responsabilità proprio oggi che una crisi economica si abbatte sul nostro sistema impresa”. “Il Veneto- sottolinea Donazzan- ha però dimostrato al Governo ed in particolare al Ministro Gelmini, quanto la nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di dare ottimi risultati”. “Avevamo chiesto al Ministro- prosegue l’Assessore regionale- in particolare, con il sostegno dei dati e delle valutazioni dell’Ufficio scolastico regionale e forti dell’appoggio degli Enti locali, che venisse salvaguardata l’offerta formativa della Scuola primaria con attenzione per la peculiarità che il Veneto ha nel dare risposte alle famiglie con un tempo scuola diverso dai parametri previsti dalla Riforma Gelmini”. “Avevamo quantificato- ricorda Donazzan- la necessità di non scendere sotto una certa soglia e di vedere assegnato al Veneto un contingente di circa 600 posti in più per la scuola elementare rispetto alle previsioni di Roma”. “Questo numero di insegnanti- aggiunge l’Assessore regionale- permetterà di far partire le classi prime con il tempo pieno a 40 ore, così come descritto nel Decreto attuativo del Ministero e, tolte le compresenze, vedere comunque garantito il cosiddetto tempo lungo, particolarmente presente in alcune province del nostro Veneto, e comunque richiesto dalle famiglie”. “Spiace constatare- prosegue Donazzan- come ci sia stata, da parte di alcuni dirigenti scolastici, una cattiva informazione, tanto da arrivare addirittura a consigliare la richiesta delle 40 ore solo per mettere il Ministero di fronte ad una risposta negativa, mentre in Veneto la prevalenza delle famiglie è legata al modello di 30 ore”. “Un dato significativo- conclude Donazzan- è che una piccolissima percentuale ha chiesto le 24 ore, proprio perché le nostre famiglie hanno entrambi i genitori impegnati al lavoro, e quindi la scuola necessariamente è non solo un luogo per la didattica, ma anche per l’accoglienza, e a questo tipo di esigenza abbiamo voluto dare una risposta”. . <<BACK

Torna all'inizio


Mazzocca: (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-26 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Mazzocca: «Voucher regionali per ricercatori senza occupazione» L'assessore annuncia l'iniziativa e lancia un appello a Berlusconi per i fondi europei L'assessore regionale all'Università sollecita l'erogazione dei finanziamenti Pon per la progettazione già condivisa con il ministero NAPOLI — «Fate presto». Mentre rettori e professori attendono con apprensione che la scure della ministra Gelmini cali sulle università per i tagli annunciati che preoccupano anche i parlamentari campani del Pdl, l'assessore regionale all'Università Nicola Mazzocca, invece di chiedere una frenata, va controcorrente e propone un'accelerazione a Berlusconi, che oggi è a Napoli: «Apriamo al più presto un confronto, come la ministra ha già in animo di fare, e il Governo eroghi subito i fondi europei del Pon relativi alla progettazione già condivisa con il dicastero». La Regione non ha alcun ruolo sul Fondo di funzionamento ordinario degli atenei, ma grazie soprattutto ai finanziamenti europei può svolgere un ruolo chiave nella creazione di un rapporto virtuoso tra centri di didattica, formazione e ricerca e mondo produttivo, un rapporto finalizzato allo sviluppo del territorio. A proposito di fondi europei, assessore, lei che è anche professore e conosce benissimo il mondo accademico, cosa risponde al rettore del Suor Orsola Benincasa Francesco De Sanctis che in un intervento sul «Corriere del Mezzogiorno » ha ipotizzato un modo diverso di ripartire i fondi europei? «De Sanctis ha proposto di considerare le università organismi intermedi che quindi dovrebbero svolgere un ruolo, nel caso di fondi Ue, in nome e per conto della Regione. Ma non conviene, perché come organismi intermedi le università non potrebbero essere beneficiarie dei fondi, almeno non in tutte le azioni. è preferibile che gli atenei partecipino in termini prioritari, attraverso il Comitato universitario regionale (Cur), a una rete. Diverso è nei casi in cui un ateneo è l'unico soggetto ammissibile ». In che modo la Regione sta intervento per sostenere il sistema universitario campano? «Innanzitutto, sta per essere pubblicato sul Burc il bando per l'edilizia universitaria, per la quale ci sono 60 milioni. Per le residenze ne avevamo già predisposti altri 50. Abbiamo adottato un criterio nuovo: evitare le piccole iniziative ma programmare macro-interventi, naturalmente attraverso il Cur. Fin qui parliamo di fondi nazionali e regionali. Poi c'è la grande partita dei fondi europei». Quali sono le iniziative? «Lavoriamo su diversi livelli. Innanzitutto puntiamo a creare un sistema in cui interagiscano ricerca e imprese per lo sviluppo regionale. Nell'utilizzo di tutti i fondi le università saranno al centro dell'attenzione e disporranno di finanziamenti che al Nord non avranno. Entro un mese saranno pronti anche i bandi per i voucher della ricerca». Come i voucher per il teatro proposti dal «Corriere del Mezzogiorno »? «Esattamente. Infatti non sono destinati ad atenei oi enti di ricerca ma ai laureati privi di occupazione fissa. Per ottenere i voucher, i giovani dovranno definire un progetto di ricerca e trovare un ente pubblico o una società privata che l'accoglie. A questo progetto sono destinati 5 milioni: ogni giovane riceverà circa 1.400 euro al mese per un massimo di un anno. In questo modo speriamo che i laureati più meritevoli abbiano la possibilità di trovarsi una collocazione professionale. Mentre sicuramente contribuiranno a creare un ponte tra pubblico e privato ». Assessore, all'Orientale c'è grande preoccupazione per i tagli del Governo. E tutti questi interventi programmati dalla Regione difficilmente porteranno grandi benefici nell'ambito umanistico. Alla Stazione Zoologica, intanto, sono già stati «tagliati» i contratti di alcuni ricercatori a tempo determinato: proprio stamattina nell'Acquario c'è un'assemblea. La Regione non può far nulla? «è una questione complessa. Gli interventi con fondi europei sono integrativi e non sostitutivi. Se riusciamo a varare tutti i nostri progetti, per esempio quello molto importante dei distretti, la situazione migliorerà. Ma dobbiamo stare attenti che fondi dell'Unione europea gestiti a livello nazionale arrivino in tempi rapidi in modo che ci sia il tempo di spenderli. Aprendo anche cantieri e quindi creando lavoro. Per questo colgo l'occasione dell'arrivo a Napoli di Berlusconi per chiedergli di intervenire. Penso anche alla possibile nascita del Politecnico regionale, un'idea che al premier era molto piaciuta. Comunque, in questo momento, ben vengano gli appelli, meglio ancora se bipartisan: nel Nord-Est hanno aiutato a ottenere ottimi risultati per la ricerca». E alla ministra Gelmini, come assessore e come professore, cosa chiede? «I tagli di per sé non evitano gli sprechi e non incidono sulla qualità. Meglio un sistema di incentivazioni a chi merita e tagli a chi non merita. Ma occorrono criteri chiari di valutazione. Potrebbero elaborarli i Comitati regionali, magari con revisori esterni. Aggiungo che dobbiamo conservare alcune isole di eccellenza culturale, come la Normale di Pisa e l'Orientale. Se riusciamo a impegnare i fondi europei in settori collegati allo sviluppo, per la parte umanistica si potrebbero impiegare i fondi ordinari della Regione. A patto che si sanino altre spese fisse». Angelo Lomonaco Nicola Mazzocca, assessore regionale all'Università e alla Ricerca

Torna all'inizio


Scuola, addio a 2200 posti (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Regionale Pagina 106 Scuola, addio a 2200 posti Nell'Isola spariranno 1688 cattedre e 513 bidelli --> Nell'Isola spariranno 1688 cattedre e 513 bidelli I dati sono allegati al decreto interministeriale presentato dal ministero ai sindacati nell'ultimo incontro romano. A livello nazionale saranno tagliate 42 mila cattedre dal prossimo settembre. Il conto è salato per la Sardegna ma la ministra Gelmini non fa sconti a nessuno. Sotto la sua scure finisce tutta la scuola sarda, presidi, docenti, bidelli, impiegati di segreteria e tecnici. Il prossimo anno scolastico si aprirà, infatti, con 1655 cattedre in meno, tra elementari, medie e superiori. Non solo: altri 513 posti spariranno dall'organico del personale Ata, una pattuglia di 2200 dipendenti da sfoltire fra collaboratori scolastici (meno 339), assistenti amministrativi (meno 115), tecnici (meno 50) e altri ausiliari (meno 9). Anche 33 presidi saranno mandati a casa. L'ALLARME Ad anticipare i dati, allegati al decreto interministeriale presentato ai sindacati nazionali e agli enti locali, è la Flc-Cgil della Sardegna che parla «di tagli ormai certi», in tutto 42 mila cattedre che scompariranno a livello nazionale dal prossimo settembre. Chi sperava che la mannaia si sarebbe fermata alle presidenze, con la semplice riorganizzazione delle autonomie scolastiche (225, su 426, sono a rischio perché sotto i 500 alunni) resterà deluso. «Ora tocca alle classi, agli organici di personale - annuncia il segretario regionale della Cgil-scuola, Peppino Loddo - le cifre nazionali del disastro possiamo leggerle nei tabulati del ministero: meno 9.968 posti alle elementari, 15.542 nelle medie, 11.347 nelle superiori, meno 245 dirigenti scolastici. Il 40 per cento dei tagli colpirà proprio le regioni meridionali». Quel che viene fuori «è un'evidente penalizzazione di tutti quei territori già poveri di risorse e che già oggi sono disagiati e carenti di strutture e di servizi di supporto, come trasporti, mensa, edilizia scolastica. Insomma, intere zone dell'Isola desertificate». DOCENTI La Sardegna pagherà il tributo di 1688 posti (sugli attuali 21.027) in meno nei vari ordini e gradi di scuola, esclusa l'infanzia di cui ancora non si sa nulla. Nel “prezzo” sono compresi anche i primi 33 dirigenti scolastici che il prossimo anno faranno le valigie. A pagare di più saranno le scuole secondarie di primo grado (che perderanno 677 docenti), seguite dalle superiori (meno 604 posti) e dalle elementari (meno 374). «Il tutto segue a un sessennio in cui nella scuola sarda si sono perduti oltre 6 mila posti di lavoro», osserva Loddo che mette in evidenza come «il calo degli alunni - rispetto al 2008-2009 282 in meno alle elementari, 799 alle medie e 2.856 alle superiori - non rende certo ragione dello sproporzionato taglio di posti: la ragione sta invece nelle riforme del Governo e nella sua politica di tagli». ELEMENTARI L'allarme-tagli nelle aule delle elementari risuona con la forza di un “sos” catastrofico: la riforma del maestro unico, se integralmente applicata, rischia di provocare in Sardegna una strage di docenti, stando ai calcoli del sindacato finora non smentiti. La Cgil calcola «sulle sole 725 classi prime, per 12.985 bambini, circa 362 maestri in meno. A regime su tutte e cinque le classi - 3833 classi per 65.479 bambini - si perderanno nei prossimi anni circa 1916 insegnanti. Ma per la verità temiamo l'eccessivo zelo spesso manifestato in questi anni dalla direzione scolastica regionale». Che ne sarà del tempo pieno, le famose 40 ore settimanali? È ridottissimo nelle elementari sarde (il 19% contro il 43% di Lombardia), con 744 classi su 3904: cosa succederà dal prossimo anno se il ministero dell'Istruzione farà fuori tutti questi docenti? Il Governo assicura che dove c'è già non verrà toccato ma non dà alcuna garanzia nell'immediato futuro alle famiglie che in maggioranza, all'atto dell'iscrizione in prima elementare, hanno chiesto per i propri figli un tempo scuola lungo dal prossimo anno. Dal decreto ministeriale non si intravedono spiragli: tempo pieno solo nei casi in cui l'organico lo permette. Tutto questo fa il paio con la confusione che ancora regna sovrana sull'insegnamento dell'inglese e i corsi di 150 ore per i maestri. PRECARI Il risultato dell'operazione-cesoie sarà sotto gli occhi di tutti: stop alle immissioni in ruolo. «La consistenza dei tagli ha una sinistra corrispondenza con il probabile numero di pensionamenti in campo nazionale, pari a oltre 40 mila», spiega Loddo. In Sardegna la “fuga” dalla scuola riguarderà 1600 persone tra docenti e Ata. Per il segretario della Cgil vuol dire «niente turn-over, con buona pace delle centinaia di migliaia di precari che inutilmente aspettano da decenni di poter entrare di ruolo. E non si venga a dire che non ci saranno licenziamenti, andatelo a dire ai precari che da anni, grazie alle supplenze annuali, sostengono se stessi e le loro famiglie e che saranno privati d'un colpo di questa unica fonte di sostentamento». SOSTEGNO Colpisce anche qui la politica dei tagli del Governo. A fronte dei 2.515 docenti di sostegno chiamati quest'anno, per oltre 4.430 disabili su un totale di 220.311 alunni sardi, l'organico 2009-2010 ne prevede solo 1995. Qualcosa di più si riuscirà a strappare con le deroghe concesse normalmente da Roma, ma dai primi calcoli si può facilmente intuire quanto meno robusto sarà il sostegno d'ora in avanti. «Questo - fa presente il leader sardo della Cgil-scuola - a tacere delle difficoltà burocratiche per ottenere le certificazioni sulla disabilità, che purtroppo impediscono al fenomeno di emergere nelle sue vere dimensioni in modo da essere affrontato con la predisposizione di adeguati strumenti di intervento». Un ultimo inciso riguarda i docenti impegnati nei corsi serali alle superiori (appena 192 su un totale di 7526 insegnanti): tanti corsi sono stati chiusi proprio nell'ultimo anno impedendo ai giovani che li avevano fino allora seguiti di prendersi il titolo di studio. Ancora più difficile è garantire l'istruzione nei corsi per adulti, spesso frequentati da immigrati, alle elementari e medie: ci sono solo 58 docenti (su 4.673). MOBILITAZIONE La Cgil chiede alla Regione «parole chiare sull'avvenire del sistema formativo isolano, che finora non ha difeso» e alla direzione scolastica regionale «comportamenti di non supina accettazione dei tagli e di sostegno alle ragioni della scuola sarda». Il sindacato farà la sua parte: «Il 4 aprile a Roma con le nuove rivendicazioni». CARLA RAGGIO

Torna all'inizio


Maroni jr. ospite a Roma al concerto del Viminale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-26 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE A Varese scelta la sua classe Maroni jr. ospite a Roma al concerto del Viminale MILANO — Maroni in gita a Roma. Non Roberto, però: il ministro dell'Interno ( nella foto) ha ormai una certa consuetudine con la Capitale. Si tratta invece di suo figlio Filippo, che ieri mattina — secondo quanto riferisce il sito varesenews.it — è partito su un pullman della polizia per partecipare stasera a «Una nota di sicurezza», il concerto che da ormai 4 anni il Viminale organizza per «parlare ai giovani con il linguaggio che preferiscono». Attenzione: il giovane Maroni mica è da solo. è uno dei circa 2.500 che da tutta Italia convergeranno sul Gran teatro di Tor di Quinto per assistere allo show presentato da Paola Saluzzi, testimonial Raoul Bova, con Fiorello, Negramaro e Claudio Baglioni. In tutta la provincia di Varese — dopo che il ministro dell'Interno ha voluto allargare anche al Nord un'iniziativa finora diretta soprattutto agli studenti del centro-sud — sono state selezionate due classi soltanto. La prima è proprio la quarta I del liceo scientifico Ferraris in cui studia Filippo Maroni. La seconda è la III E del liceo classico Cairoli. Quella in cui si preparerà alla maturità la figlia di uno dei più antichi amici di Roberto Maroni, il cardiologo «Gege» Rossi altrimenti noto per essere il chitarrista dei Distretto 51, la band di soul insubrico in cui si esibisce anche il ministro, tessendo arazzi sonori con il suo organo Hammond. I giovanotti dormiranno nella caserma Nettuno degli ispettori della Polizia e all'evento clou accompagneranno anche una visita ai capolavori del Futurismo in mostra alle scuderie del Quirinale e un tour ad Anzio. E meno male che c'è il ministro dell'Interno: i poveri studenti del liceo Cairoli, infatti, quest'anno non andranno in gita. Colpa della protesta dei loro insegnanti contro i tagli alla scuola del ministro Gelmini: se taglio deve essere, 61 professori su 76 hanno votato per cominciare proprio dai «viaggi d'istruzione». M. Cre.

Torna all'inizio


(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-26 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il rettore della Bocconi e il piano Gelmini «Concorsi per prof sì alla lista nazionale Fondi a chi merita» «Gli atenei che producono di più vanno premiati» ROMA — «Un'innovazione che potrebbe essere importante e che ci avvicinerebbe alle migliori pratiche internazionali». Guido Tabellini, rettore dell'Università Bocconi, con numerose esperienze anche di insegnamento presso università americane, guarda con fiducia al piano del ministro Gelmini per rendere più trasparente il reclutamento dei professori universitari, superando l'attuale organizzazione dei concorsi. Un sistema nazionale di valutazione con il rilascio di un'abilitazione a cui far seguire la chiamata diretta da parte delle singole università. Che ne pensa della riforma dei concorsi? «è senz'altro una novità. L'innovazione consiste nel distinguere tra un momento di reclutamento esterno alle università e uno di promozione interna (l'assunzione da parte del singolo ateneo). Finora il concorso è stato una finzione ipocrita. Le università per promuovere il proprio candidato bandivano un posto. Ma essendo il bando rivolto a tutti, mettevano il docente dell'ateneo in concorrenza con altri docenti, falsando però il concorso stesso perché ciascun ateneo spingeva per il proprio candidato. In futuro le promozioni a ricercatore, associato e ordinario dovrebbero avvenire — i dettagli non li conosciamo ancora — in due fasi separate: prima attraverso l'abilitazione nazionale — che garantisce un livello minimo di qualità — poi con un secondo filtro costituito da regolamenti che ogni università dovrà darsi in cui sono indicati i criteri meritocratici per la promozione. Questo consente all'università di avere dei criteri di merito ancora più stringenti di quelli usati per l'abilitazione nazionale ». Funzionerà? «Bisognerebbe conoscere in cosa consiste questo secondo filtro. Se è debole o sbagliato è difficile che il Miur, soltanto con la lista nazionale degli abilitati, possa spingere nella direzione giusta. Può eliminare solo gli abusi peggiori». Cosa suggerirebbe? «La volontà di scegliere i docenti migliori deve essere incentivata attraverso un altro aspetto della riforma di cui si sta discutendo: la valutazione delle università e la distribuzione delle risorse in base al merito. Sono necessarie delle regole che consentano agli atenei, statali e non, con la migliore produttività scientifica di ottenere più risorse. Infatti queste università avrebbero dimostrato di saper fare un miglior uso delle risorse e di avere una maggiore capacità di attrazione dei docenti migliori». Tra le idee per riformare i concorsi c'è anche quella di consentire alle scuole superiori e atenei non statali la possibilità di sperimentare nuove forme di reclutamento. «Il modo cambia, nel business privato cambiano i modi di organizzazione interna, i contratti, le procedure di assunzione. Un'impostazione troppo centralistica, dove tutte le università siano controllate interamente dal Miur, ci costringerebbe a restare indietro rispetto ad altri paesi più facilitati nell' adattarsi ai cambiamenti. Bisogna ricordare che in Italia il titolo di studio ha un valore legale. Nel nostro sistema questo implica anche avere docenti assunti con le procedure previste dal ministero. Oggi, tanto per fare un esempio, io non posso assumere un giovane e promettente docente di Harvard, su una posizione superiore a quella da lui occupata nel suo ateneo, anche se dotato di titoli scientifici, a meno che questi non sia disposto ad affrontare la trafila burocratica e a sottoporsi oggi ai concorsi, speriamo domani alla procedura di abilitazione. Sarebbe invece auspicabile consentire ad alcuni atenei margini di sperimentazione per assumere docenti promettenti anche al di fuori delle procedure ministeriali». Anche a quelli statali? «Questi margini di sperimentazione di nuovi meccanismi contrattuali o di forme alternative di reclutamento potrebbero essere utili anche per le migliori università statali. Oggi ce ne sono molte ben organizzate, con docenti produttivi e capaci di fare buone scelte. Sarebbe importante metterle in condizioni di reclutare docenti con modalità scelte da loro. Eventuali innovazioni introdotte con successo dalle università che hanno la possibilità di sperimentare potrebbero poi essere introdotte in tutto il sistema, garantendone maggior dinamicità e capacità di adattamento ». Giulio Benedetti \\ Il reclutamento Ma bisogna creare nuovi meccanismi contrattuali e forme alternative di reclutamento

Torna all'inizio


i tagli nella scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Toscana I TAGLI NELLA SCUOLA NUOVE PROTESTE ANTI-GELMINI Le più penalizzate saranno le medie inferiori. «Classi sempre più numerose dove sarà difficile fare lezione»

Torna all'inizio


quattromila alunni in più e 1500 prof in meno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Toscana Quattromila alunni in più e 1500 prof in meno Ridotto anche il personale non docente (-874). La Cgil: così si fermerà tutto Fin dal prossimo anno molti plessi si salveranno dalla chiusura soltanto esternalizzando i servizi FIRENZE. Allarme scuola in Toscana. Lo lancia la Cgil, criticando duramente i programmi del ministro Gelmini. Le cifre, in pratica, dicono già tutto: nell'anno scolastico 2009-2010, rispetto a quello precedente, dovrebbe esserci un aumento complessivo di 4443 studenti (la cifra comprende sia la scuola primaria che quella secondaria, cioè le elementari e le medie inferiori e superiori). A fronte di questo incremento, ci saranno 1459 docenti e 6 presidi in meno (1465 in tutto). Diminuirà anche il personale non docente (assistenti tecnico-amministrativi, collaboratori scolastici e altre figure): -874. E non finisce qui: i tagli sono destinati ad aumentare, perché a livello nazionale ci sarà un ulteriore riduzione di cinquemila posti. Il sindacato va all'attacco: «Tutto quello che la Cgil ha denunciato da settembre, oggi diventa purtroppo realtà. Ogni ordine di scuola avrà un decadimento dell'offerta formativa, perché per attuare questi tagli le strade che il ministro percorre sono l'aumento degli alunni per classe, la riduzione del tempo scuola, la soppressione delle compresenze nella scuola primaria». Secondo i calcoli della Cgil, gli alunni in più in Toscana saranno così distribuiti: 1804 alla primaria (elementari), 2094 alla secondaria di primo grado (medie) e 545 alla secondaria di secondo grado (superiori). Invece le cifre dei professori in meno saranno le seguenti: 363 alla primaria, 659 alla secondaria di primo grado, 437 alla secondaria di secondo grado. Per il personale non docente, il salasso maggiore è alla secondaria di secondo grado (-595). «Saranno oggi più chiare anche per l'opinione pubblica le contraddizioni di questo ministro - riprende la Cgil - che a fronte di una richiesta dei genitori di più tempo scuola nella primaria (circa il 90 per cento delle famiglie ha richiesto i moduli orari delle trenta e quaranta ore) risponde con questi tagli». Per il sindacato, il peso maggiore dei drastici risparmi sarà sopportato dalla scuola secondaria di primo grado, «che vedrà anch'essa una riduzione del tempo scuola e la soppressione di ore d'insegnamento di lettere e materie scientifiche, con conseguente decadimento della qualità». C'è poi la questione delle classi numerose: «Come sarà possibile fare lezione in classi con 33 alunni? Questo è il limite massimo degli studenti che una classe delle superiori può raggiungere». Senza contare gli effetti dei tagli al personale non docente. Per la Cgil «con questi numeri molti plessi scolastici saranno costretti a chiudere nei prossimi anni a meno di esternalizzare i servizi. I fatti hanno dimostrato in questi anni che l'esternalizzazione dei servizi non è certo più economica dell'assunzione di personale». Conclusione: «La Flc-Cgil Toscana nel denunciare queste contraddizioni vuole ribadire con forza che la scuola oggi, dall'università alla ricerca fino alla scuola dell'infanzia, ha bisogno di una vera riforma per garantire a tutti i cittadini il diritto ad una scuola di qualità».

Torna all'inizio


SCUOLA A RISCHIO a San Godenzo? Il caso delle scuole di comuni disagiate, ed in p... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

VALDISIEVE pag. 20 SCUOLA A RISCHIO a San Godenzo? Il caso delle scuole di comuni disagiate, ed in p... SCUOLA A RISCHIO a San Godenzo? Il caso delle scuole di comuni disagiate, ed in particolare di San Godenzo, arrivano in parlamento grazie ad un'interrogazione del coordinatore regionale di An e deputato Pdl, Riccardo Migliori, fatta al Ministro dell'Istruzione Gelmini. "Vorremmo capire, spiega Migliori, in base a quali parametri e metodologie strategiche complessive siano stati elaborati accorpamenti, affinché non costituiscano una forma di eccessiva penalizzazione dei centri abitati che ne vengono coinvolti. In particolare, sulla base di tali valutazioni, se non si reputi opportuno smentire ogni tipo di illazione circa il futuro della scuola di San Godenzo, struttura che rappresenta una insostituibile presidio sociale e didattico per la locale comunità." L'interrogazione del parlamentare fiorentino nasce dalla constatazione che tali strutture rischierebbero la chiusura per effetto dei nuovi programmi di accorpamento. Strutture che, in comuni quali San Godenzo, svolgono oltre a quella didattica anche una funzione di aggregazione. Il rischio, in sostanza, è lasciare piccoli comuni, specie in zone periferiche come quelle montane, privi di una qualsiasi concreta presenza e funzione dello Stato. "Il disagio determinato da una tale evenienza, conclude Migliori, rischia di isolare ulteriormente tali località, già negativamente caratterizzate da difficoltà di collegamento con centri abitati più grandi e forniti di servizi." Riccardo Benvenuti

Torna all'inizio


(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-26 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Da FI al Pdl «I tanti che non ci sono più? Urbani ha dato molto, Scognamiglio era il nulla» «In quei sottoscala di Publitalia nessuno sapeva cos'era un partito» Dell'Utri: stupito dalla carriera di Schifani e Tajani ROMA — Se li ricorda tutti, uno per uno, quelli che «fecero l'impresa ». Quelli che «nei sottoscala di Publitalia », come cospiratori perché «se lo avessero saputo, i magistrati ci avrebbero fatto a pezzi, come poi si è visto...», misero su in sei mesi un partito che a settembre del '93 non aveva ancora un nome e che il 27 marzo del '94 vinceva le elezioni e cambiava per sempre la storia italiana. Quindici anni dopo, ancora un 27 marzo, quell'avventura visionaria diventa il Pdl, e con molti ricordi, processi, condanne, soddisfazioni e delusioni alle spalle, Marcello Dell'Utri racconta quegli inizi col tono di chi «da questa storia ha ricevuto, nonostante tutto, molto: perché ci ho perso in salute e tranquillità famigliare, ma ho contribuito a creare qualcosa dal valore inestimabile». Cominciò quando Martinazzoli e Segni dissero no alla richiesta del Cavaliere di fare fronte moderato contro la sinistra: «"Marcello — mi disse — non c'è altra soluzione: dobbiamo fare un partito noi". "Come un partito?" "Lo fanno tutti, lo faremo anche noi..."». Era determinato, il Cavaliere, a Dell'Utri che guidava Publitalia «e a 27 ragazzi del gruppo, tra loro Miccichè, Ghigo, Galan, Tortoli » affidò il compito di selezionare i candidati e «non li voleva politici di professione, tutte facce nuove dovevano essere», facce che interpellate cadevano dalle nuvole: «"Ma candidarsi a cosa?", perché noi non sapevamo ancora come si sarebbe chiamato il partito, e perché Berlusconi in pubblico negava tutto"». «Avevamo tanti contro: in azienda erano terrorizzati, imprenditori che contattavamo ci scongiuravano: "Fallirete voi e pagheremo un prezzo pure noi"». Poi Berlusconi disse che tra Fini e Rutelli a Roma avrebbe votato Fini: «Macché uscita studiata, glielo chiesero e fu sincero: Rutelli neanche gli dispiaceva, scelse quello che gli sembrava il male minore». Oggi la scelta è definitiva, partito unico, potenza sul territorio, strutture pesanti: «A pensarci allora, Berlusconi sarebbe impazzito: lui voleva una specie di comitato elettorale che provvedeva alla campagna elettorale e poi spariva. Al massimo, i 27 di Publitalia avrebbero dovuto gestire la "Cosa" come un'azienda. Finì che siccome non riuscivamo a completare le liste, anche loro furono buttati dentro, un minuto prima di chiudere le candidature: la loro carriera politica iniziò così». E degli altri, quelli che fecero FI e oggi sono scomparsi, o scoloriti, che pensa Dell'Utri? «Faccia i nomi ». Scognamiglio? «Oddio, me l'ero scordato. Il nulla, il nulla assoluto diventato seconda carica dello Stato». Urbani? «Lui non si dimentica, ha dato tanto al partito». Il generale Caligaris? «Sorvoliamo, grazie». Vittorio Dotti? «Velo pietoso. Il prossimo? ». Tiziana Maiolo: «Gran donna, battagliera. è finita nelle retrovie per colpa di contrasti locali, merita di più». Tiziana Parenti? «In quel momento fu importante per noi, dimostrò che non tutta la magistratura era asservita. Coraggiosa». Alessandro Meluzzi? «Ottimo psicologo, mestiere che giustamente è tornato a fare». Codignoni? «Straordinario professionista, mise assieme i Club, quando capì che il suo lavoro era compiuto, se ne andò. Oggi è amministratore delegato per la tv francese». Del Debbio? «Un intellettuale vero, di grande livello. Poteva essere ministro, ha scelto la cultura, ciò che davvero gli interessa». Gianni Pilo? «Fantastico... Una vignetta disegnò Silvio affranto che si rivolgeva a lui: "Gianni, fammi una Diakron!", il nome del suo istituto di sondaggi. Quei numeri per Silvio erano davvero come una flebo». Erano veri? «Mai saputo, ma funzionavano... ». E poi Raffaele Della Valle: «Un signor avvocato, come fu un signore in Parlamento». E Antonio Martino: «Un siculo-romano, troppo evoluto per stare con la massa. Ha un senso di superiorità anche giustificato, non si mischia col pollaio ». E Alfredo Biondi? «Non ci sarà per la sua veneranda età, ma grande persona, brillante, generoso. Venne con slancio in FI con la bandiera dei Liberali: dietro c'era solo lui, ma fu una mossa che ci servì allora». Delusioni? «Non quelli su cui ho puntato io». Sorprese? «Sinceramente, mi avessero detto dove sarebbero arrivati Schifani e Tajani, non ci avrei creduto. Ma è vero che la carica fa l'uomo, se l'uomo non è fesso». Come Frattini: «Piace molto a Berlusconi, dice sempre: "Gli chiedo la mattina di fare una cosa e la sera l'ha fatta". Ama quelli così». E per il futuro? «Gelmini, Alfano sono già una realtà. Ma dai trentenni arriveranno sorprese». E lui, Dell'Utri, che di quella squadra del '93 si definisce «l'allenatore-preparatore atletico, Silvio era il presidente, gli altri tutti attaccanti perché così al Capo piacciono le squadre», lui che si candidò solo nel '96 «e solo per legittima difesa. Mi chiedevano: "Lei è deputato?", rispondevo "Veramente sono imputato" », lui adesso vorrebbe tornare a occuparsi «di cultura, nel nuovo partito ». E alla Fiera di Roma ci sarà e si «commuoverà» ma mai quanto Berlusconi: «Lui sì che ci ha messo il cuore. E dire che qui non saremmo arrivati se la sinistra avesse sfruttato le occasioni che ha avuto». Quante? «Tante. Nel '95 sembrava tutto finito, nessuno di noi ci credeva più, nessuno. Solo Berlusconi. Forse». E l'ultima chance? «L'hanno avuta nel 2006, potevano fare il governo di salvezza nazionale che gli proponeva Berlusconi. Prodi avrebbe accettato, anche D'Alema credo. Ma quegli altri lo hanno impedito. Sarebbe cambiata la storia». Berlusconi non favorì il passaggio: «Berlusconi ha in testa il bene del Paese, il prestigio del-l'Italia nel mondo, questo è il suo obiettivo, chi ci sta ci sta. Gli avessero teso la mano dall'altra parte, l'avrebbe stretta. Non l'hanno fatto. E lui va avanti da solo». Paola Di Caro \\ La Maiolo? Meritava di più. La Parenti? Servì a dire che non tutti i giudici erano asserviti \\ Meluzzi è giusto che sia tornato a fare lo psicologo, mai capito se i sondaggi di Pilo erano veri

Torna all'inizio


Sit in dei precari della scuola Protestano contro i tagli (sezione: Scuola)

( da ">Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO PRIMO PIANO pag. 2 Sit in dei precari della scuola Protestano contro i tagli DOMANI DAVANTI ALL'EX PROVVEDITORATO CONTINUANO le mobilitazioni dei precari della scuola che hanno organizzato per domani alle 15 un sit-in di protesta davanti all'Ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato). Una protesta che si colloca nell'ambito delle manifestazioni promosse dalla Rete nazionale precari della scuola, che nelle Marche sono 6.083, contro i tagli della legge 133 e contro il ddl Aprea. I tagli della Gelmini e di Tremonti, che minacciano il posto di 1.300 lavoratori, avranno, sostengono gli interessati, tra gli effetti più immediati quelli di ridurre indiscriminatamente il personale docente e Ata (bidelli e addetti alle segreterie), penalizzare la qualità dell'offerta formativa e aumentare le spese a carico delle famiglie e il venir meno delle garanzie per il rispetto delle norme sulla sicurezza. Il mondo dei precari dice il suo «no» anche al ddl Aprea che, principalmente, prevede la trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni, modifica lo stato giuridico dei docenti istituendo albi regionali e sopprime la rappresentanza sindacale per i docenti. Un sit-in quello di domani a cui aderiscono anche i comitati dei genitori e degli insegnanti di Pesaro e Fano, la Rete degli studenti medi, Uniurbinlotta, Unicobas, Flc Cgil Pesaro, Gilda Pesaro, Cisl scuola Pesaro, Snals Pesaro.

Torna all'inizio


Scuola, tagli ormai certi Quattromila cattedre in meno in Lombardia (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 6 Scuola, tagli ormai certi Quattromila cattedre in meno in Lombardia Da sinistra: Alberto Garocchio, Giovanni Terzi, Mariolina Moioli e Luigi Pagano dopo la firma dell'accordo MILANO QUELLO CHE SI temeva è ormai una certezza. Quattromila posti in meno, da settembre, per il personale docente, pari all'11% del taglio complessivo nazionale. Ossia una cattedra su dieci. Un salasso per la Lombardia a fronte dell'aumento della popolazione scolastica di 11.568 studenti, in particolare di alunni extracomunitari. E IL SINDACATO della scuola è sul piede di guerra «perchè con questi tagli indiscriminati, fatti in via lineare, si rischia di danneggiare la qualità dell'offerta formativa e il lavoro delle scuole», protesta Carlo Giuffrè, segretario Uil-Scuola Lombardia. A pagare il prezzo più alto saranno le secondarie di primo grado, vale a dire le medie inferiori, con un taglio di 2255 cattedre. Per coprirle si ricorrerà a riduzioni di orario. Un esempio? «Nelle medie ci saranno due ore in meno di lettere e una in meno di tecnologia. E con un grosso punto di domanda per la seconda lingua», denuncia il sindacato. Nelle superiori, invece, saranno 1047 le cattedre in meno e 696 i posti tagliati nelle elementari. Numeri certi, provenienti da fonte ministeriale, che hanno scatenato dure reazioni. «Inaccettabile, il 40% dei tagli colpirà la Provincia di Milano - commenta ancora Giuffrè - e soprattutto i precari che a settembre prossimo saranno senza lavoro». E se la Direzione generale scolastica precisa che «conta di riuscire comunque a far fronte alle richieste delle famiglie», Cisl e Cgil Scuola alzano il tiro. «Non predicavamo nel deserto quando non più tardi di un mese fa avevamo denunciato questo grave rischio - dicono Corrado Barachetti e Renato Capelli rispettivamente segretario generale della Flc Cgil e Cisl -. Ora che i dati sono ancora più pesanti, sembrano cadere nel vuoto le rassicurazioni date ai precari dal Vice direttore regionale e quelle concilianti dell'assessore regionale Giovanni Rossoni. Occorre agire con tempestività per evitare gli effetti devastanti di questi tagli sulla qualità della scuola pubblica lombarda e occupazionali». Insorge anche il Partito democratico che ha organizzato una giornata di mobilitazione, il 6 aprile e un raccolta di firme contro le decisioni del governo. «La nostra regione, tanto rassicurata nei mesi scorsi dal governatore Roberto Formigoni e dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sarà invece tra le più colpite del Paese», afferma Maurizio Martina, segretario lombardo del Pd. «Il pd lombardo - prosegue Martina - chiede a Regione Lombardia che si attivi nei confronti del ministro Gelmini al fine di assicurare la qualità del nostro sistema formativo, rivedendo quindi l'impatto delle scelte negative e penalizzanti che il governo ha assunto». Purtroppo, ragiona Carlo Giuffrè della Uil, «in questo modo si spingono le famiglie verso un sistema di istruzione privato e si mandano a spasso centinaia di docenti (a cui si devono aggiungere 1030 Ata che rischiano il posto) che sono precari da 13 e più anni. Oltre a peggiorare la qualità dell'offerta formativa si creano grossi problemi occupazionali. Rivendichiamo contratti pluriennali per chi lavora da molti anni». St.Con.

Torna all'inizio


Caro Brunetta... e Don Milani? Brunetta non ipocrita? Che ne pensa di don Milani che voleva i suo... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Caro Brunetta... e Don Milani? Brunetta non ipocrita? Che ne pensa di don Milani che voleva i suoi alunni anche futuri sindacalisti? Lui era con gli operai. Secondo lei era comunista? giorgio marini La crisi e la beffa Gli italiani devono lavorare di più. È l'ennesimo schiaffo morale a tutti quelli che il lavoro lo stanno perdendo e non certo per loro volontà... Tiziana Datemi Obama Ho visto la foto di Berlusconi sulla Freccia Rossa... A me sembra più una soubrette che un Presidente del Consiglio... Voglio Obama! Patrizia, Bologna Sono e resto comunista Ho letto attentamente e con molto fastidio il forum col ministro Brunetta presso l'Unità e lo confesso: sono orgoglioso di essere ancora comunista. Mario Tresoldi Berlusconi e il 25 aprile Ma gli italiani si accorgono che il presidente del Consiglio non partecipa mai alle celebrazioni della Repubblica, delle stragi e della Resistenza? Ma di quale Repubblica vorrebbe essere Presidente? Valentino (S.Mauro, Torino) Il tabacco di Pasqua La novità del giorno é 0,20 euro di aumento x un pacco di tabacco da 40 grammi (da rollare) introdotto in modo furbescamente silenzioso dal governo al quale chiedo: é una tassa in aumento o la sorpresa di Pasqua? Roberto (Ferrara) Che farà Garimberti? Soddisfatto per l'accordo su Garimberti ma c'è poco da esultare: con un Cda di stretta osservanza berlusconiana o farà quello che il caimano pretende o dovrà dimettersi. Franco Buoncristiani Rime di governo Attivismo deteriore / d'un ministro sottotraccia: / vuol il guelfo-delatore! / Ma quand'apre la boccaccia/ x parlare tropp'in fretta/ non promuove la vendetta? GP Occupazione: la prima volta del nostro liceo Prima di oggi la nostra scuola non era mai stata occupata. Domani manifestazione nazionale contro la Gelmini. Liceo classico "Plana" (Alessandria)

Torna all'inizio


INNOVAZIONE: SVEZIA-ITALIA QUATTRO A ZERO (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

INNOVAZIONE: SVEZIA-ITALIA QUATTRO A ZERO LA VISITA DI RE GUSTAVO I reali di Svezia sono venuti in Italia in visita ufficiale (non accadeva dal 1991) e vi rimarranno fino a domani per parlare di «Innovazione per un futuro sostenibile». La Svezia avrà la presidenza dell'Unione Europea tra breve e la affronta dandosi alcuni obiettivi importanti come dimostra la scelta dei quattro temi della visita: la capacità di innovazione e la ricerca; quella che traducendo letteralmente una parola svedese l'ambasciatore ha chiamato "premura" verso il prossimo (ma che possiamo chiamare welfare sociale); la sostenibilità ambientale; l'impegno per un'Europa più forte e integrata. C'è poi un quinto tema che è la cultura per l'infanzia, un argomento che sta particolarmente a cuore agli svedesi come si può vedere in un festival in corso alla città dei bambini Explora di Roma. Tra gli appuntamenti nella capitale (oggi i reali si trasferiranno a Bologna) ci sono stati ieri quello con il presidente Berlusconi e quello in Confindustria dove sua maestà Carlo Gustavo e il ministro svedese per la ricerca hanno incontrato, tra gli altri, la signora Mariastella Gelmini. Il confronto sarà stato quantomeno curioso perché i due Paesi sono abbastanza distanti proprio in relazione ai temi della visita. Prendiamo la ricerca. Recentemente il governo svedese ha stanziato 463 milioni di euro per la ricerca e l'innovazione, superando così abbondantemente l'obiettivo che l'Europa si era data a Lisbona: investire il 3% del Pil nella ricerca scientifica. Secondo una relazione appena pubblicata dalla Commissione europea, invece, il budget italiano per la ricerca rimane un risicato 1,09 % del Pil, al di sotto non solo della Svezia, ma anche della media europea. E, anzi, nel nostro Paese la spesa pubblica nelle università e nella ricerca potrebbe diminuire nei prossimi anni. La Svezia nel 2008 è stata anche in cima alla classifica dell'innovazione industriale grazie alla ricerca dell'industria privata. In Italia gli investimenti privati e industriali in ricerca e sviluppo sono tra i più bassi dell'Unione. Anche sul fronte della "premura" nei confronti del prossimo, cosa avrà da dire il nostro governo che vuole far denunciare i clandestini dai medici che dovrebbero curarli? Per non parlare dell'ambiente e dei cambiamenti climatici. Mentre la Svezia non solo ha sottoscritto gli obiettivi energetici imposti dall'Ue (riduzione delle emissioni di gas serra e un aumento delle quote di energia rinnovabile), ma si è data anche 16 obiettivi per migliorare la qualità dell'ambiente, il nostro governo ha detto a chiare lettere che fermare i cambiamenti climatici costa troppo. E che dire della cultura dell'infanzia? Sarebbe bello chiedere a re Carlo Gustavo se l'articolo 45 del disegno di legge sicurezza, secondo cui i figli di genitori stranieri senza permesso di soggiorno non possono essere registrati all'anagrafe, sarebbe possibile nella sua Svezia.

Torna all'inizio


Scuola, confermati i tagli In Molise  334 posti (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Istruzione Sul decreto Gelmini insorgono i sindacati. La Uil presenta la piattaforma, la Cgil prepara la protesta Scuola, confermati i tagli In Molise «saltano» 334 posti Le riduzioni riguardano gli istituti primari e secondari Aldo Ciaramella CAMPOBASSO Tagli e ridimensionamento, tutto confermato. Sui relativi provvedimenti il ministro Gelmini non ha fatto un passo indietro sebbene le pressioni e le contestazioni dei sindacati. E proprio ieri l'altro nella bozza dei nuovi organici consegnati ai rappresentanti sindacali nazionalei e regionali ha ribadito la ferma volontà ad arrivare a un sistema di riconfigurazione e rimodulazione strutturale e del personale «Una mecelleria sociale della politica dei tagli - la definisce Sergio Sorella della Cgil scuola del Molise - particolarmente penalizzante per il Molise». L'organico dei docenti in regione registrerà, quindi, riduzioni di 105 dipendenti nella scuola primaria di 117 nella Media e di 107 nelle Superiori. Per un totale di 334 unità in meno. A ciò occorrerà aggiungere i 110 posti ridotti per il personale Ata e quelli per il personale educativo, una decina di posti al Convitto Mario Pagano e all'Agrario di Larino «Un taglio enorme su primaria e secondaria - stigmatizza Sergio Sorella dalla Cgil - che mortifica la scuola pubblica, toglie risorse alla qualità della didattica e per la stessa funzionalità del servizio. Un colpo mortale all'autonomia organizzativa delle stesse istituzioni scolastiche strette nella morsa dei tagli all'organico e dall'azzeramento dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo. Inaccettabile la forte penalizzazione che riguarda il Molise». I sindacati dopo questa ennesima conferma del Ministro preparano la mobilitazione. Viene chiesto in sostanza «la garanzia di avere organici certi per portare avanti le scelte delle famiglie per le 30 ore e il tempo pieno nella scuola primaria. Il riconsocimento della piena autonomia didattica e organizzativa. La garanzia di modelli orari e organizzativi esistenti nelle classi successive alla prima della scuola primaria e nel tempo prolungato della Media». La Cgil in particolare è perplessa sulla decisione di aumento delle classi che determinerà il mancato rispetto della normativa antincendio e della sicurezza. «Vanno in fumo - conclude Sorella - le previsioni di garantire edifici scolastici a norma ed adeguati all'offerta formativa delle scuole sia le promesse fatte dal governo in varie occasioni, non ultima quella riguardante l'inaugurazione della scuola a S. Giuliano di Puglia. Si sta riducendo al lumicino la scuola pubblica molisana. E' inaccettabile. Bisogna proseguire nella iniziativa per garantire il diritto ad un'istruzione pubblica di qualità nel Molise». Intanto oggi inzierà anche la protesta di Uil scuola. Una delegazione si recherà dal presidente della Regione dal Prefetto e dal direttore dell'Usr per la consegna di un documento dove sono riassunti le ricadute negative del provvedimento della Gelmini e la richiesta per limitare i tagli alle scuole locali.

Torna all'inizio


. Così il rettore dell'Alma Mater ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 12 «MODERATAMENTE soddisfatto». Così il rettore dell'Alma Mater ... «MODERATAMENTE soddisfatto». Così il rettore dell'Alma Mater Pier Ugo Calzolari al Senato accademico, spiegando l'incontro con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che si è tenuto nella sede del Miur, con i rappresentanti di Crui, Cun, Cnvsu, Interconferenza dei presidi e Codau, allargato ai parlamentari di maggioranza e opposizione. Calzolari, avrebbe parlato di un «clima più disteso e meno astioso» nei confronti degli Atenei. Il ministro avrebbe avuto parole di «apprezzamento e appoggio» per le Università, riferisce Bruna Zani, presidente della commissione Didattica dell'Alma Mater, impegnandosi a «operare tagli minori di quelli previsti». Così nell'ateneo bolognese si respira ora aria di maggior fiducia, anche sui concorsi «bloccati da tempo» per reclutare giovani ricercatori con cui sostituire i docenti che andranno in pensione. Al palo ci sono ancora i 55 posti assegnati dall'ex ministro del Governo Prodi, Fabio Mussi.

Torna all'inizio


Calzolari incontra il ministro Gelmini: qualche speranza per i ricercatori (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 12 Calzolari incontra il ministro Gelmini: qualche speranza per i ricercatori «SE NEL capannone in periferia si urla, in questo spazio sussurreremo ma non per questo con minor intensità». L'Onda fa il proprio di annuncio: «Una piega dell'Onda tra università e metropoli. Ecco qua Bartleby, in via Capo di Lucca 30, uno spazio occupato nel centro di Bologna». L'obiettivo è creare un atelier per le nuove forme artistiche e culturali, autogestito dagli studenti contro la mancanza «di luoghi di espressione e di produzione». L'ispirazione è giunta grazie al racconto Bartleby, lo scrivano' di Melville. «Una figura della diserzione solitaria, risponde preferirei di no' quando riceve un ordine e purtroppo finisce male» sintetizza Andrea del Collettivo Universitari Autonomi. Ci si augura una conclusione migliore, anche se le parole della pro-rettore per gli studenti Paola Monari sono piuttosto chiare: «Come da legge ho già consegnato gli atti in Prefettura e Procura, è un obbligo anche morale dal momento che l'edificio è inagibile. I lavori di consolidamento non sono ancora stati effettuati, le persone sono esposte a rischi». Dopo alcuni anni di inutilizzo, i lavori di ristrutturazione dello stabile infatti, di proprietà della facoltà di Scienze Aziendali, sono iniziati sette mesi fa. Poi si soono bloccati, pare per mancanza fondi. Fino all'occupazione di ieri, andata in scena grazie ad una scala che gli studenti dei collettivi hanno usato per superare i cancelli chiusi. La conclusione della professoressa Monari è secca: «Non abbiamo spazi a sufficienza per permettere azioni simili a singole associazioni. Ho proposto che di volta in volta mi informassero sulle loro esigenze per poter destinare gli spazi giusti». Gli studenti rispondono: «Bartleby si fa ovunque, di qua non ce ne andiamo e non ci fermiamo. Il Rettorato si assuma la responsabilità politica di uno sgombero manu militari di studenti». Sarah Buono

Torna all'inizio


atenei, scambio riforme-risorse - vincenzo milanesi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Atenei, scambio riforme-risorse VINCENZO MILANESI Qualcosa (forse) si muove nelle università italiane, sulle quali incombono come un'autentica spada di Damocle i «tagli» decisi dal governo. Ora il ministro Gelmini offre uno «scambio» riforme-risorse. A PAGINA 15

Torna all'inizio


università, scambio riforme-risorse - vincenzo milanesi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

IDEE/1 UNIVERSITà, SCAMBIO RIFORME-RISORSE VINCENZO MILANESI Qualcosa (forse) si muove nelle università italiane. Sulle quali, come è noto, incombono come un'autentica spada di Damocle i «tagli» decisi dal governo. Si tratta di riduzioni di fondi così consistenti che, se attuati in quel modo, provocheranno la fine di quel che resta del sistema delle università pubbliche nel nostro Paese. Anche gli Atenei più «virtuosi» dal punto di vista della gestione finanziaria, che oggi hanno i conti a posto e i bilanci in ordine, infatti, faranno assai fatica a reagire a una simile «legnata». E dovranno ridurre i servizi agli studenti, azzerare gli investimenti per l'edilizia, e soprattutto non potranno più destinare fondi propri per sostenere i progetti di ricerca dei propri docenti. E sarà necessario aumentare comunque considerevolmente le tasse universitarie. In un convegno svoltosi ieri l'altro a Roma, il ministro Gelmini ha tuttavia lasciato intravvedere una possibile via d'uscita, forse in grado di evitare il disastro, evidentemente concordata con il ministro Tremonti. Uno «scambio», per dir così, di un genere particolare: se gli Atenei accetteranno di collaborare ad avviare un processo di riforme, potrebbe esserci una riduzione (una «rimodulazione», ha detto il ministro Gelmini) dei «tagli» previsti ai finanziamenti. Insomma, uno «scambio» riforme-risorse. A cominciare da due riforme urgenti: quella della governance degli Atenei e quella del reclutamento e delle procedure per le progressioni di carriera dei docenti in servizio. Si tratta di due riforme del tutto necessarie. E quindi lo «scambio» è di per sé vantaggioso per gli Atenei italiani. Si tratta però di vedere come articolare quelle riforme nel concreto. Ed è su questo che è stata avviata la discussione nel convegno romano di cui si diceva. Per quanto riguarda il reclutamento e le progressioni di carriera dei docenti, l'ipotesi è quella di abbandonare il sistema attualmente in vigore, basato su procedure svolte ognuna in ciascuna delle sedi che bandiscono un concorso, concorso che viene regolarmente vinto dal concorrente «locale», quello - per dir così - in pectore, per far vincere il quale la sede ha bandito il concorso stesso. Si andrà, ora, invece verso una modalità in due fasi: un'abilitazione che sarà conseguita a livello nazionale, cioè sotto il controllo delle comunità scientifiche dei diversi settori scientifico-disciplinari, e poi le Università potranno selezionare con proprie procedure quale tra gli «abilitati» assumere o - come si dice in gergo - «chiamare» nella propria sede. Si tratta di un meccanismo sensato, che però potrà funzionare bene e cambiare qualcosa in modo positivo solo a due condizioni. La prima: che le «abilitazioni» a livello nazionale siano davvero serie, rigorose, effettuate secondo parametri chiari e documentabili, e non all'insegna della vecchia logica dei «favori», che si ricevono e poi si ricambiano, tra «scuole accademiche». La seconda: che le conseguenze delle scelte delle persone da «chiamare» in ciascuna sede ricadano direttamente su chi ha fatto quella scelta, se la scelta cadrà su persona di scarso valore. Insomma, che sia una «cooptazione» va bene, ma con precise assunzioni di responsabilità sia a livello nazionale che locale. Perché si diano queste due condizioni, occorre un'Agenzia nazionale che valuti seriamente i risultati che nelle università si raggiungono a livello scientifico e didattico. Così che ciascun Ateneo abbia davvero forte l'interesse a scegliere un docente bravo e non il famoso «scarrafone bello a mamma sua» dell'antico adagio napoletano... Solo a queste due condizioni non vi sarà il rischio di un'ennesima vittoria del «partito del gattopardo», quello che finge di cambiare tutto perché tutto resti come prima. Il tema della governance, cioè della forma di governo degli Atenei, è non meno delicato. E, se possibile, ancora più complesso. E andrà proprio per questo esaminato in una prossima occasione. Due cose positive sono da annotarsi a margine del convegno di ieri l'altro. La prima: parlamentari e politici di entrambe le parti, sia di maggioranza che di opposizione, sembrano intenzionati a discutere costruttivamente insieme, in modo bipartisan, su come intervenire per realizzare riforme il più possibile condivise. La seconda: che finalmente nessuno più, nemmeno dai banchi del governo in carica, nega la insostenibilità dei «tagli» per un sistema universitario come il nostro, riconoscendo anche senza più riserve mentali che è sottofinanziato rispetto alla media Ocse, come da tempo vanno dicendo coloro che, quando intervengono, sanno di cosa stanno parlando. Per tutte e due queste ragioni, c'è di che nutrire qualche speranza per il futuro prossimo delle università italiane. Ma su alcune altre importanti questioni, da quella della governance a quella del come riformare il modo in cui vengono ripartiti i fondi statali fra gli Atenei, ci sarà da discutere. E a questa discussione non ci sottrarremo.

Torna all'inizio


scuola, allarme della provincia (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Cronaca Scuola, allarme della Provincia «La stanno smantellando». La Gilda: «Classi strapiene» «La Provincia di Venezia ha investito ingenti capitali sulla scuola e a Roma la stanno poco a poco smantellando». Questo il grido d'allarme lanciato da Davide Zoggia e Andrea Ferrazzi, durante un'assemblea convocata dal Pd ieri in sala San Leonardo a Venezia. «Come Provincia abbiamo investito ingenti capitali sull'edilizia scolastica anche in periodi non sospetti, con interventi radicali: il 4 di aprile raccoglieremo quanto di buono è stato fatto, con l'inaugurazione a Venezia del Polo Nautico a Castello, un esempio di come le risorse siano state investite nell'istruzione», ha sottolineato il presidente della Provincia Davide Zoggia. «Sono molto preoccupato per due istituzioni storiche veneziane, ovvero l'Accademia delle Belle Arti e il Conservatorio Benedetto Marcello, che in situazioni diverse, sono in grave crisi. Il governo ha un'attenzione molto scarsa per quanto riguarda le iniziative scolastiche, gli investimenti fatti dal Governo, per quanto riguarda i finanziamenti in questi anni sono molto scarsi. Grazie ad un emendamento dell'opposizione in finanziaria 2009 in Veneto arriveranno 25 milioni di euro per la scuola da ripartire nelle sette province, sempre molto pochi ma almeno è già qualcosa», spiega Zoggia. Dalla Gilda però non arrivano solo applausi: «Siamo in campagna elettorale e capisco che devono promuovere le iniziative fatte dalla Provincia per la scuola, ma ci sono ragazzi che si ritrovano in trenta per classe, sedi magari sistemate ma poco idonee ad essere usate come scuole, mentre altre molto belle e restaurate hanno pochi iscritti. In passato quando l'opposizione era al governo non ha fatto grandi mosse per impedire che l'attuale maggioranza distruggesse come sta facendo l'impianto istruzione», ha denunciato Fabio Barina, segretario della Gilda. Andrea Ferrazzi, vicepresidente provinciale ed assessore all'istruzione si è detto preoccupato per gli organici: «In Veneto e quindi a cascata anche in Provincia e Comune ci saranno grosse difficoltà: non abbiamo ancora i dati provinciali ma si parla di un aumento di alunni di 7-8 mila unità con una diminuzione del corpo docente di 2000 insegnanti. La Ministra Gelmini ci deve spiegare come verrà rispettata la volontà di scelta dell'orario delle famiglie, quando non ci sarà l'organico sufficiente a garantire tutte le varie modalità». (Giacomo Cosua)

Torna all'inizio


RICERCA E INNOVAZIONE: GELMINI E MINISTRO SVEDESE (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

25-03-2009 Questo pomeriggio nell’ambito del convegno di Confindustria “Crescere con la Ricerca e l’Innovazione” il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro dell’Istruzione Superiore e della Ricerca svedese Lars Leijonborg hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la collaborazione tra Italia e Svezia nel settore della ricerca e dell’innovazione. Grazie a questo accordo saranno avviati progetti scientifici comuni nei seguenti campi:Nanotecnologie e Scienza dei materiali,Ricerca neutronica,Installazioni analitiche per ricerche multidisciplinari,Bioscienze e medicina,Energia, trasporti e sviluppo sostenibile,Ambiente e foreste,Cambiamento climatico e atmosfera,Alimentazione e pesca,Archeologia, e patrimonio culturale,Ricerca polare e marina,Astroparticelle e fisica dello spazio. La dichiarazione congiunta ha come finalità il potenziamento della collaborazione scientifica in Europa e riafferma i principi contenuti nell’accordo che Italia e Svezia firmarono a Roma il 29 novembre 2001 per la cooperazione scientifica, tecnologica, culturale e nel campo dell’istruzione.

Torna all'inizio


E' Brunetta il ministro più amato Sei italiani su 10 si fidano del premier">E' Brunetta il ministro più amato Sei italiani su 10 si fidano del premier (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sei italiani su 10 si fidano del premier Giovedí 26.03.2009 08:30 In esclusiva su Affaritaliani.it l'Osservatorio Politico Crespi Ricerche del mese di marzo. Le Cariche Istituzionali: due punti in più per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che balza al 57% così come Gianfranco Fini, presidente della Camera che con il risultato di marzo raggiunge, all'indomani del congresso di Alleanza Nazionale, il punto più alto dalla sua elezione ad oggi. Flessione per il presidente del Senato, Renato Schifani, che si attesta al 45%. Il premier e il governo: Silvio Berlusconi resta sui suoi valori massimi con il 60% e l'esecutivo, anche se in flessione di 2 punti, resta al 53%. I ministri: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al 56% davanti a Roberto Maroni con il 55% e Ignazio La Russa con il 53%. Franco Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%. SEGUE/ LE PERCENTUALI DEI PARTITI... pagina successiva >>

Torna all'inizio


26/03/2009 09:57 SCUOLA: RETE NAZIONALE PRECARI ADERISCE A MANIFESTAZIONE 28 MARZO (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 26 mar. (Adnkronos) - La Rete nazionale precari della scuola aderisce alla manifestazione nazionale del 28 marzo indetta da Cobas, Cub e Sdl. Finalmente, sottolinea la 'Rete' invitando alla mobilitazione ''tutto il popolo della scuola, docenti, studenti e genitori, per i precari della scuola sono arrivati i numeri, e sono numeri da brividi, che mettono paura. A fornirli e' lo stesso ministro dell'Istruzione Gelmini: 42.000 cattedre in meno e ben 18.000 precari che il prossimo anno non lavoreranno: in pratica e' come se chiudesse una industria molto piu' grande dell'Alitalia; il ministro afferma di studiare il problema, ma la verita' e' che l'unico dato certo delle sue dichiarazioni sono i pesantissimi tagli agli organici''.

Torna all'inizio


Italiani, zero in economia la Gelmini annuncia nuovi progetti (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Se dovesse aprire un nuovo conto corrente, il 35,5% degli italiani oggi lo farebbe nella stessa banca di cui è già correntista, mentre il 9,5% addirittura andrebbe alla banca più vicina. Malgrado la crisi finanziaria, restano pigri, gli italiani: e mostrano una sconcertante incultura in campo economico. Lo denuncia un sondaggio, condotto su un campione di 800 italiani maggiorenni, dalla società di ricerca Axis Research in esclusiva per il settimanale Economy in edicola da domani, giovedì 26 marzo. Sempre secondo il sondaggio, solo il 5% cercherebbe online le condizioni più favorevoli, mentre il 28% s’informerebbe in due o tre istituti. Un’inerzia che trova conferme anche sul fronte della gestione dei risparmi: il 45% degli italiani s’informa presso la propria banca o dal promotore finanziario ma un 20% non si informa affatto o non sa come fare. Una certa confusione sembra poi complicare le cose quando gli italiani intervistati da Economy devono stabilire se in questo momento siano più rischiose le azioni o i titoli di Stato come forma di investimento: il 37,5% risponde che azioni di borsa e titoli di Stato comportano uguale rischio. Stessa quota per chi dà la risposta esatta ma un quinto del campione non conosce proprio la risposta. Analoga situazione quando si chiede come incidano i tassi di interesse sulla rata del mutuo: il 22% non è in grado di rispondere, il 18% ritiene che non ci sia incidenza e un 9% pensa addirittura che il calo dei tassi influisca negativamente sull’importo della rata. Ma qualcosa si sta muovendo, almeno per le prossime generazioni. Intervistata da Economy, il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini annuncia nuovi progetti per l’alfabetizzazione economica degli studenti italiani. Il ministro parla del lancio del progetto-pilota “Moneta”, «che ha coinvolto circa 200 studenti e 40 docenti in varie discipline». «Moneta» è partito in gennaio, in collaborazione con Banca d’Italia, ed è condotto a livello sperimentale in sei istituti-campione della scuola primaria e secondaria (a Bari, Roma e Padova). Inoltre il ministro Gelmini annuncia: “Con la Commissione di vigilanza sui fondi pensione vogliamo diffondere nelle scuole progetti di educazione previdenziale. E stiamo pensando di mettere in atto progetti anche con l’Inps. Perché è importante fino da studenti avere chiari i meccanismi alla base dei piani di accumulo previdenziali. Ed è fondamentale diffondere una cultura economica di base: per tutti.”

Torna all'inizio


Incentivi: sui Comuni scontro Lega-governo (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 26-03-2009 Incentivi: sui Comuni scontro Lega-governo ROMA. Scontro tra Lega Nord e governo nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera sull'emendamento che mira a allentare il Patto di stabilità interno. La Lega non ha gradito la riformulazione proposta dal governo di un emendamento, a firma della propria deputata Silvana Comaroli, e ne ha chiesto il ritiro. I lavori si sono bloccati e non è chiaro se andrà in aula il testo fin qui messo a punto, senza ulteriori emendamenti. Il nuovo testo sottoposto ai deputati consente ai Comuni una deroga al patto sia per ciò che riguarda le spese per la sicurezza pubblica e gli interventi temporanei e straordinari di carattere sociale destinati a lavoratori e imprese, sia per i pagamenti di debiti pregressi. Il governo ha però imposto un limite di spesa complessivo di 150 milioni l'anno, meno di 20 mila euro a Comune. I vertici della Lega a Montecitorio si sono subito riuniti per fare il punto della situazione. «Vediamo loro cosa faranno» , ha spiegato Giovanni Fava, il deputato leghista che ha materialmente sollecitato il ritiro del testo. Il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Vegas ha chiarito però che non c'è spazio di ulteriore trattativa. «Se questo emendamento viene respinto, il discorso enti locali è chiuso per il 2009. L'alternativa è lasciare tutto così com'è» . E intanto il Pd protesta perché governo e maggioranza hanno bocciato un emendamento che estendeva gli incentivi a precari della scuola: «È un comportamento vergognoso dice Beppe Fioroni, responsabile educazione del Pd nei confronti di migliaia di docenti e operatori della scuola da luglio perderanno il posto di lavoro. Questo governo, che gli nega loro futuro non reimmettendoli in ruolo come previsto dalla legge, impedisce loro anche una minima dignità dell'esistenza» . Fioroni annuncia che il Pd ripresenterà l'emendamento in aula: «Attendiamo dal ministro Gelmini una parola chiara e forte. Dopo aver annunciato con enfasi i tagli e i disoccupati che ha creato, avverta almeno l'imperativo etico di garantirgli la sopravvivenza. Non sono abusivi, ma precari che per anni hanno educato i nostri figli» . Anche il Pd insorge: bocciato l'emendamento che estende l'indennità di disoccupazione pure ai precari della scuola

Torna all'inizio


Paritarie, entro l'8 aprile una decisione sui 120 milioni (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 26-03-2009 Paritarie, entro l'8 aprile una decisione sui 120 milioni DA MILANO ENRICO LENZI E ntro l'8 aprile si arriverà a una assegnazione dei 120 milioni di euro «recuperati » per il capitolo delle paritarie. Il provvedimento deve passare per il tavolo della Conferenza Unificata Stato-Regioni, che si è riunita anche ieri, ma «in forma straordinaria », per discutere sul «piano casa» proposto dal governo. «Del provvedimento sulle paritarie spiegano al ministero della Pubblica I- struzione se ne parlerà nella riunione tecnica prevista per il 30 marzo, che dovrà preparare il prossimo incontro ordinario della Conferenza Stato-Regioni, in cui il tema sarà affrontato». Il tutto appunto «entro l'8 aprile». Un passaggio atteso con trepidazione e preoccupazione dal mondo della scuola paritaria e che, a dire il vero, si augurava fosse ieri l'occasione buona, visto che venerdì scorso il ministro Mariastella Gelmini, al congresso dell'Associazione genitori scuole cattoliche, aveva indicato in questa settimana il passaggio decisivo in Conferenza. E proprio in vista di questo appuntamento la presidente dell'Agesc, Maria Grazia Colombo, in una lettera aperta ai presidenti di Regione e delle Province autonome, ha chiesto che questi 120 milioni di euro «siano veramente destinati ai capitoli di spesa del sistema paritario: sono risorse che da anni sostengono, anche se in minima parte, il diritto di scelta delle famiglie e non devono essere indirizzate ad altri fini». Del resto, prosegue la lettera «i genitori che esercitano la loro libertà di educazione scegliendo una scuola paritaria ritengono che questo diritto, sancito dalla Costituzione e scarsamente sostenuto dalla politica italiana, misuri la natura autenticamente democratica di una società». Un appello, ma anche un monito. «Se si sottraessero ulteriori risorse al sistema paritario, si determinerebbe un'ulteriore chiusura di scuole non statali, con un effetto paradossale sottolinea la presidente Colombo : una crescita del deficit dello Stato che per gli studenti delle proprie scuole spende almeno dieci volte di più di quanto gli costerebbe il finanziamento degli istituti paritari». Senza dimenticare che l'attuale esistenza della scuola non statale paritaria permette alle casse dello Stato di risparmiare l'equivalente di 6 miliardi di euro. Il recupero dei 120 milioni (anche se manca il passo importantissimo dell'assegnazione ufficiale al relativo capitolo di spesa) è stato ottenuto anche grazie alla forte e decisa mobilitazione di tutte le associazioni della scuola cattolica e paritaria. Migliaia le firme raccolte dalle petizioni lanciate dalla Fism nella scuola dell'infanzia, e da Fidae, Agesc, Agidae, Foe, Ciofs scuola Fma e Movimento studenti cattolici nei restanti ordini di studio. Migliaia di famiglie che hanno chiesto non penalizzare ulteriormente questo segmento dell'unico sistema scolastico pubblico paritario, aggravando la spesa che le famiglie stesse già si accollano ogni anno. Una pressione democratica che ha portato, dopo diverse traversie, molti esponenti politici di tutti i partiti a chiedere al governo un ripristino dei fondi per il 2009. Il ministero assicura: provvedimento inserito nella prossima Conferenza Stato-Regioni. Appello dell'Agesc: siano assegnati tutti al capitolo di spesa

Torna all'inizio


Regione Marche "preoccupata" per i tagli alla scuola (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Regione Marche "preoccupata" per i tagli alla scuola (26/3/2009 11:00) | (Sesto Potere) - Ancona - 26 marzo 2009 - Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero Gelmini e` inaccettabile e mette in seria difficolta` il servizio e la qualita` del sistema di istruzione. In una regione come la nostra, contraddistinta dall'esistenza di piccoli centri, questa scelta risulta particolarmente pesante e punitiva, soprattutto per le aree interne. In un momento di difficolta` economica, decidere di risparmiare sull'istruzione e` sicuramente un'operazione miope: bisognerebbe fare esattamente il contrario, investire e accompagnare attentamente la formazione dei nostri giovani. Come Regione abbiamo gia` segnalato al Ministro le difficolta` che vengono a crearsi per la scuola pubblica marchigiana, invitandola anche a visitare la regione. Credo sia opportuno un momento di confronto all'interno del tavolo regionale per la scuola perche` tutte le componenti abbiano la possibilita` di confrontarsi sulle ricadute del provvedimento.

Torna all'inizio


Rai/ Peluffo: Vergognoso permettere a ministri di dire (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 26 mar. (Apcom) - "Metti una sera in tv cinque ministri liberi di dire quello che vogliono senza nessuno davanti a ribattere alle loro affermazioni: ecco a Porta a Porta ieri è avvenuto questo. Così, per fare un solo esempio, al ministro Gelmini è stato possibile dire che nella scuola va tutto bene, che i tagli non ci sono e che le misure prese dal governo sono eccellenti". Lo afferma Vinicio Peluffo, esponente Pd della commissione di Vigilanza della Rai, che aggiunge: "Se Vespa avesse chiamato gli insegnanti, le famiglie, l'opposizione si sarebbe accorto che le cose stanno in tutt'altro modo. Permettere al governo di dire bugie è una vera vergogna".

Torna all'inizio


(ACR) SIMONETTI: GLI STUDENTI DELLâ ONDA NON SONO GUERRIGLIERI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

SIMONETTI: GLI STUDENTI DELL’ ONDA NON SONO GUERRIGLIERI 26/03/2009 13.30.26 [Basilicata] (ACR) - “Gli studenti dell’Onda sono guerriglieri, e vanno trattati come guerriglieri. Anzi, non hanno la dignità  dei guerriglieri, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più¹ o meno violenteâ€. Questa la frase del ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, riportata dalla presidente del gruppo regionale del Prc, Emilia Simonetti, la quale ricorda, anche, che “il ministro Brunetta ha espresso questo suo pensiero, nei giorni scorsi, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, tenuta insieme con la collega dell’Istruzione, Mariastella Gelminiâ€. “Non ci interessa oggi polemizzare sui toni inappropriati, oltre che inopportuni, del Ministro – afferma Emilia Simonetti - né© ci interessa indagare il tipo di ‘trattamento’ che Brunetta avrebbe voluto o, meglio, vorrebbe riservare agli studenti. Ciò² che ci preme fare oggi è¨ difendere la libertà  di criticare, di contestare e di disapprovare ogni politica ritenuta ingiusta. Le manifestazioni spontanee a cui assistiamo sono proteste rumorose, è¨ vero, ma ciò² che si vuole ignorare è¨ che sono piene di contenuti. In sostanza, chi scende in piazza non lo fa per mero istinto di contraddizione, ma per ribadire il rifiuto ai tagli alla didattica ed alla ricerca, per rivendicare il diritto ad una Università  libera e aperta a tutti, una Università  ricca di strumenti utili a costruire non solo un sapere teorico, ma una concreta prospettiva futura. La vera innovazione che chiedono questi ragazze e ragazzi esasperati dalla mediocrità  di chi governa, è¨ l’investimento nelle idee, nei progetti, nell’entusiasmo di questo straordinario voler fare collettivo. Il futuro dei giovani – sostiene la consigliera - dipende dal presente di chi ha oggi il potere di decidere e proporre nelle sedi istituzionali, partendo dall’ascolto, da qualunque parte provenga . Il ministro dell’Istruzione dovrebbe chiedere scusa, per conto del Governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta. Il ministro Gelmini sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare loro risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è¨ un dovere. Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è¨ un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può² rendersi spettatrice passivaâ€. “Le dichiarazioni di Brunetta, hanno fatto sapere i collettivi dell’Università  La Sapienza di Roma, sono gravissime e inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando li definì¬ â€œ300 piccoli criminaliâ€. I giovani – conclude Simonetti - non hanno paura, nonostante la limitazione liberticida di Alemanno. e continueranno a scendere in piazza pacificamente e democraticamente difendendo i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare a favore dell’Università  pubblicaâ€. (dt )

Torna all'inizio


Puos d'Alpago (m.d.m.) Non si spegne l'eco delle discussioni fuori e dentro il mondo scolastico ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009, Puos d'Alpago (m.d.m.) Non si spegne l'eco delle discussioni fuori e dentro il mondo scolastico alpagoto circa la nota decisione, presa dal Collegio Docenti dell'Istituto Comprensivo a inizio mese, di bloccare le visite guidate e i viaggi d'istruzione in segno di protesta contro i cambiamenti previsti dalla cosiddetta "riforma Gelmini". Tra le voci che si rincorrono in questi giorni fuori e dentro i corridoi delle sedi scolastiche, quella della maestra Alida Nardi, una delle insegnanti con la maggiore esperienza didattica alle elementari di Puos, si pone apertamente in contrasto con la risoluzione attuata: «Anche se il collegio docenti si è espresso a maggioranza, ribadisco, come ho fatto il giorno stesso della votazione, il mio disaccordo. Agendo così, a rimetterci sono solo i ragazzi dell'Alpago, molti dei quali non avranno la possibilità di confrontarsi con ambienti e persone diverse in quest'epoca di globalizzazione. Inoltre non mi sembra corretto che attività già programmate a settembre, condivise e rese note ai genitori, si possano prendere ad esempio per contrastare il decreto Gelmini: ci sono scuole, soprattutto primarie e dell'infanzia, che su questi progetti stanno lavorando da mesi». La maestra Nardi chiama inoltre in causa un recente documento "di corresponsabilità" stretto, a metà anno scolastico, tra l'Istituto stesso e le famiglie degli alunni, in cui "la scuola si impegna a realizzare i curricoli disciplinari. Non meno di un mese fa i genitori erano stati chiamati ad esprimere il parere sul tempo-scuola da attuare nel prossimo anno, e quasi tutti avevano optato per le 30 ore, dando così la possibilità di attuare attività diversificate". Ecco dunque che per l'insegnante di Puos la scelta di bloccare le gite appare stridere con l'appoggio dato alla scuola dalle famiglie. «Mi rammarico che la presa di posizione non sia stata più meditata in modo da suggerire altre forme di protesta, come il comodato d'uso dei libri o pane e marmellata a merenda. Speravo in qualcosa che potesse avviare un processo di collaborazione con utenti e famiglie, utile a fronteggiare le recenti norme dolose per la scuola. Comunque - conclude la Nardi - io penso che porterò ugualmente in gita i miei alunni». E, data la richiesta di un'ulteriore discussione sul provvedimento in corso, la direttrice Vanna Rossetti ha ieri indetto un Collegio docenti straordinario per venerdi 3 aprile.

Torna all'inizio


Il tempo lungo nelle scuole elementari di Padova e provincia è probabilmente salvo. Ieri pomeri... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009, Il tempo lungo nelle scuole elementari di Padova e provincia è probabilmente salvo. Ieri pomeriggio il consigliere regionale Leonardo Padrin ha contattato telefonicamente la segreteria del Ministero della Pubblica Istruzione; da Roma è arrivata una mezza conferma: l'anno prossimo l'orario 8.15-15.45 rimarrà. "Merito" dei 600 insegnanti in più che dovrebbero venire assegnati alla Regione, previsti da un apposito decreto a firma del Ministro Mariastella Gelmini. Fondamentale sembra essere stato l'apporto del movimento spontaneo dei sindaci, coordinato dal primo cittadino di Albignasego Massimiliano Barison. Da un mese e mezzo a questa parte lo stesso movimento si è mosso per mantenere questa forma di orario: i sindaci hanno prima incontrato Elena Donazzan, assessore regionale alla Pubblica Istruzione e in un secondo momento i parlamentari veneti. Ieri, forse, la svolta decisiva. «Si tratterebbe di una vittoria importantissima - commenta il primo cittadino - Siamo riusciti a mettere insieme più di cento sindaci provenienti da tutto il Veneto. Sono sicuro che l'eco della nostra azione è arrivata fino a Roma. D'altronde la nostra richiesta non poteva essere ignorata dal Dicastero: con l'istituzione del tempo lungo il Veneto ha risparmiato in vent'anni moltissimi soldi pubblici. Inoltre le amministrazioni hanno investito nella costruzione di edifici come mense scolastiche e nella proposta di particolari offerte formative. Queste hanno lanciato la nostra Regione ai massimi livelli europei nell'ambito scolastico». Padrin aggiunge: «Ritornare al cosiddetto tempo normale, cioè 8.15-13.15, comporterebbe enormi problemi per migliaia di famiglie venete: si ritroverebbero in ginocchio, dovrebbero cambiare di punto in bianco il loro stile di vita. Di fatto, dati alla mano, solo una piccolissima percentuale ha chiesto al momento dell'iscrizione le cinque ore al giorno distribuite su sei giorni su sette. Gli insegnanti in più, che verranno assegnati ufficialmente in occasione della prossima Conferenza Stato-Regioni, sono una garanzia per i nostri plessi». Francesco Cavallaro

Torna all'inizio


Adesso sarà dura . Allarga le braccia sconsolato Franco Venturella, direttore dell'U... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009, «Adesso sarà dura». Allarga le braccia sconsolato Franco Venturella, direttore dell'Ufficio scolastico provinciale, alla notizia che il prossimo anno il mondo padovano della formazione dovrà rinunciare a 410 insegnanti. Così ha voluto il ministero dell'Istruzione, e a queste direttive bisognerà attenersi. «Presto faremo un vertice per stabilire l'assegnazione dei docenti. La contrazione di 130 maestri alle elementari, 200 alle medie e 80 alle superiori è infatti un'indicazione a vasi comunicanti, dove si creeranno classi più "capienti", fino a un massimo di trenta alunni, riusciremo a risparmiare docenti da destinare altrove». Dunque, prenderà piede l'arte dell'arrangiarsi: tempo lungo addio, così come si presume rimarranno inascoltate le richieste per 600 nuove classi a tempo pieno avanzate dalle famiglie per il settembre venturo. Con tali ristrettezze di personale in cattedra si potrà andare poco lontano. «Quanto pensato da mesi ha trovato purtroppo conferma - commenta Andrea Ferrazzi, responsabile regionale della formazione del Partito Democratico, tra i più agguerriti nella protesta delle scorse settimane - un taglio al tempo scuola che mette in gravissima difficoltà migliaia di genitori. Invece di riformare interi settori dell'istruzione che avevano bisogno di essere rinnovati il Governo ha preferito il taglio, soprattutto alle elementari, che abbassa drasticamente la qualità della nostra scuola e costringe ai salti mortali le famiglie venete già impegnate a fronteggiare una crisi pesantissima. «Il forzato calo di oltre 2 mila insegnanti a livello regionale è scandaloso - continua il dirigente- è vero infatti che anche al Sud hanno sfoltito gli insegnanti, ma a fronte di una diminuzione di iscrizioni. Mentre in Veneto queste sono aumentate di 8.500 alunni». Sulla questione dei tagli all'istruzione interviene arrabbiato anche il segretario regionale Paolo Giaretta. «In questo mesi si è tentato di distrarre l'opinione pubblica parlando di ritorno del grembiulino e del voto in condotta, la verità della riforma Gelmini è venuta a galla: meno servizi per le famiglie, meno scuola per i bambini, meno opportunità per il futuro - afferma Giaretta - eppure il capitale più grande su cui può contare il Veneto è quello delle intelligenze e della cultura dei suoi abitanti. Tagliare i fondi della scuola e della formazione vuol dire tagliare le radici dello sviluppo futuro. Naturale che, ancora una volta, a pagare siano i più deboli economicamente, quelli che non potranno acquistare i servizi a pagamento sul mercato privato e avranno meno diritti per i propri figli». Ma il Veneto è in ottima compagnia: oltre il 40per cento delle decurtazioni sarà concentrato in Calabria, Puglia, Sicilia, non se la passano meglio in Lombardia e Piemonte. La fine delle speranze entro questo week-end, quando le ripartizioni regionali saranno ufficializzate dal decreto interministeriale (Istruzione - Economia). L'unica buona notizia: i posti di sostegno (90.469) a livello italiano restano confermati tra quelli in organico di diritto (58.463) e le deroghe (32.006). Federica Cappellato

Torna all'inizio


La scuola a Porto Tolle tra riforma e territorio: se ne discuterà domani sera alla Sala della m... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009, La scuola a Porto Tolle tra riforma e territorio: se ne discuterà domani sera alla Sala della musica di Ca' Tiepolo dalle 20.30. Organizzato dal partito socialista di Porto Tolle, l'incontro prevede un dibattito tra relatori e cittadinanza sulle conseguenze della riforma della scuola, meglio nota come riforma Gelmini, sulla realtà locale. Si parlerà dei problemi che potrebbero riguardare le circa 600 famiglie portotollesi che usufruiscono della scuola primaria e secondaria e che per l' anno scolastico 2010-2011 si troveranno inevitabilmente a confronto con la riorganizzazione prevista dal ministero. Notoriamente caratterizzata da una bassa densità di popolazione, da una notevole denatalità e dall'assenza di immigrazione, è presumibile che la realtà portotollese sarà fortemente interessata dai tagli demandati. In nome dell'ottimizzazione e dell'efficienza del servizio scolastico inteso come sistema i plessi frazionali con minore densità scolastica (sotto i 50 iscritti) saranno chiusi. Pertanto, allo stato attuale, versano in grave rischio il plesso della scuola elementare di Pila e quello della scuola media di Ca' Zuliani. Salvato dalle proiezioni demografiche, invece, il plesso di Boccasette, benché attualmente sotto il minimo d'iscrizioni previste. Lo scopo dell'iniziativa del partito socialista è quindi duplice; da un lato fornire un'occasione di approfondimento ai cittadini interessati e agli operatori scolastici rispetto allo scenario che si sta prospettando, dall'altro individuare proposte ed iniziative da mettere in campo per mantenere la migliore organizzazione scolastica possibile. Tra i relatori, mediati dal segretario locale del partito Attilio Pezzolato, è prevista la presenza di Dimer Manzolli, dirigente dell'Istituto comprensivo di Porto Tolle, di Bertilla Gregnanin e Teresa Bradiani, rispettivamente segretarie provinciali della Uil e Cgil scuola, del sindaco Silvano Finotti, dell'insegnante e consigliere comunale del Ps Alessandro Tessarin, dell'assessore comunale alla Pubblica Istruzione Silvana Mantovani. Leonarda Ielasi

Torna all'inizio


Venezia Seicento insegnanti in più e per le elementari il tempo lungo è garantito. 222... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Marzo 2009, Venezia Seicento insegnanti in più e per le elementari il tempo lungo è garantito. 2227 docenti in meno per il Veneto non sono bruscolini, ma l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan di fronte ai tagli rilancia e non si preoccupa. «Avevamo quantificato - sottolinea - la necessità di non scendere sotto una certa soglia e di vedere assegnato al Veneto un contingente di circa 600 posti in più per la scuola elementare rispetto alle previsioni di Roma». Una richiesta che pare abbia già trovato nel ministero una porta aperta, come sottolineano i 130 sindaci che l'hanno pesantemente sostenuta, capitanati dal primo cittadino di Albignasego, Massimiliano Barison, e che darebbe un po' di fiato a chi in questo momento cerca di far quadrare le risorse con le esigenze della popolazione. Ma il taglio di insegnanti preoccupa. Il Pd veneto teme ad esempio che la qualità dell'istruzione possa pesantemente cadere. «È vero che tutte le regioni hanno visto depauperato il corpo insegnanti - spiega Andrea Ferrazzi - Ma al Sud gli studenti calano da noi invece crescono». Gli fa eco Paolo Giaretta: «Tagliare fondi alla scuola vuol dire tagliare le radici del nostro sviluppo». Ma se da una parte gli insegnanti scendono, dall'altra gli studenti salgono: 8.500 in più quest'anno, una cifra in leggera ascesa rispetto all'aumento che si era verificato l'anno precedente. Del resto le preiscrizioni parlano chiaro. Ci sono province che stanno registrando un aumento di alunni, sia nella scuola dell'obbligo, sia in quella superiore. Nel Padovano, ad esempio, aumenta considerevolmente il numero di bambini e ragazzi che frequenteranno la scuola dal prossimo anno. Con 106 mila 581 domande presentate per il prossimo settembre, risulta un significativo incremento della popolazione studentesca di 1.870 unità in più rispetto al 2008. In crescita le domande di accesso alla scuola dell'infanzia, con 5.707 nuove iscrizioni, contro le 5.519 della passata stagione. Boom di nuovi allievi anche alla scuola primaria, dove si registrano 39.686 domande, ovvero 532 unità in più dell'anno scorso. Trend di crescita decisamente in aumento anche nella scuola di primo grado, con 25.314 immatricolazioni, 814 in più rispetto alle 24.500 dell'ultimo settembre. Negli istituti di secondo grado siederanno infine sui banchi 35.874 ragazzi, dato da confrontare con le 35.538 iscrizioni presentate nel 2008. Il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Franco Venturella commenta così il progressivo aumento di popolazione studentesca delle ultime stagioni: «Sta crescendo la popolazione giovanile nel nord Italia, fenomeno spiegabile anche grazie ai flussi migratori, non solo dall'estero, ma anche dalle regioni del Sud». Situazione in crescita anche nel Trevigiano. Nella scuola primaria ci sono 36.398 richieste per il tempo normale nella scuola primaria, mentre sono 5.099 le richieste per il tempo prolungato. Questa è l'offerta delle scuole: 2.019 classi con tempo normale, 259 con il tempo prolungato. I posti per i docenti sono 3.125. Quindi ne rimarrebbero scoperti 205. Le preiscrizioni per la scuola media inferiore sono state 24.108, contro le 23.844 dello scorso anno. La scuola media superiore ha ricevuto 36.237 richieste per il 2009. «La provincia Treviso presenta una crescita in tutti e tre gli ordini scolastici - spiega il dirigente scolastico provinciale Giuliana Bigardi - Si è già osservato un leggero calo delle presenze degli alunni stranieri. Alcuni sono già andati via, altri hanno annunciato che non assicurano la loro presenza dopo l'estate. È un fenomeno di cui risentono soprattutto gli istituti professionali, dove i ragazzi stranieri sono presenti in modo più massiccio. Non ci sono ancora dati certi, ma sicuramente la loro presenza va ora al di sotto delle percentuali solite del 20-30%. È un peccato, perché anche il loro titolo di studio costituisce una ricchezza per il territorio». La campagna fatta dalla Provincia per spingere a scelta istituti tecnici ha avuto esiti positivi. «Ha avuto un ottimo effetto per gli istituti tecnici - sottolinea la dirigente - Direi un effetto doppiamente positivo: rispetto agli istituti stessi, che soffrivano da tempo un calo di presenze e di uno svuotamento delle aule. E rispetto al fabbisogno dell'economia locale». «Il Veneto - sottolinea Donazzan - ha però dimostrato al Governo e in particolare al ministro Gelmini quanto la nostra scuola abbia saputo essere virtuosa nella spesa e capace di dare ottimi risultati. I 600 insegnanti in più permetteranno di far partire le classi prime con il tempo pieno a 40 ore, così come descritto nel decreto attuativo del ministero e, tolte le compresenze, vedere comunque garantito il cosiddetto tempo lungo, particolarmente presente in alcune province del nostro Veneto, e comunque richiesto dalle famiglie». L'assessore aggiunge una nota polemica nei confronti di alcuni dirigenti scolastici. «Spiace constatare - prosegue - come ci sia stata, da partedi alcuni dirigenti scolastici, una cattiva informazione, tanto da arrivare addirittura a consigliare la richiesta delle 40 ore solo per mettere il ministero di fronte a una risposta negativa, mentre in Veneto la prevalenza delle famiglie è legata al modello di 30 ore». R. N.

Torna all'inizio


Le tabelle">E' Brunetta il ministro più amato. Le tabelle (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sei italiani su 10 si fidano del premier Giovedí 26.03.2009 14:20 In esclusiva su Affaritaliani.it l'Osservatorio Politico Crespi Ricerche del mese di marzo. Le Cariche Istituzionali: due punti in più per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che balza al 57% così come Gianfranco Fini, presidente della Camera che con il risultato di marzo raggiunge, all'indomani del congresso di Alleanza Nazionale, il punto più alto dalla sua elezione ad oggi. Flessione per il presidente del Senato, Renato Schifani, che si attesta al 45%. Il premier e il governo: Silvio Berlusconi resta sui suoi valori massimi con il 60% e l'esecutivo, anche se in flessione di 2 punti, resta al 53%. I ministri: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al 56% davanti a Roberto Maroni con il 55% e Ignazio La Russa con il 53%. Franco Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%. SEGUE/ LE PERCENTUALI DEI PARTITI... pagina successiva >>

Torna all'inizio


Berlusconi battezza il suo Pdl E spunta anche la banda musicale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Le cose, come era ampiamente prevedibile quando si tratta di cose organizzate dal Cavaliere, sono stati curate fin nei minimi dettagli. Con un'idea fissa: cacciare l'idea "grigia e triste" di un convegno di un partito e dare l'idea di una kermesse "giovane e piena di felicità". Nulla è lasciato il caso. Neanche il menu che Berlusconi ha curato personalmente. Per questo, nei padiglioni della Fiera di Roma che ospiteranno da domani a domenica il convegno fondativo del Pdl, non mancherà la banda musicale. Toccherà ai musicisti di Demo Morselli, un passato sul palco del Maurizio Costanzo Show, allietare la platea con uno stacchetto tra un intervento e l'altro. "Basta volti tristi" ha scandito il premier. Via dalle prime file i dirigenti di partito. Solo giovani e donne. Non a caso a presentare il congresso sarà Annagrazia Calabria, con i suoi 26 anni la deputata più giovane. Il programma. I lavori saranno aperti da Berlusconi. Sabato sarà la giornata di Gianfranco Fini, di Renato Schifani e dei vari ministri ed esponenti di spicco del centrodestra. Domenica le conclusioni del premier. Sabato sono previsti gli interventi di ministri (Tremonti, Carfagna, Alfano, Gelmini, Fitto), del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e dei due capigruppo parlamentari, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. In chiusura di giornata l'altro intervento istituzionale: il presidente del Senato, Renato Schifani. Le presenze. Seimila i delegati attesi. Che però avranno una mobilità limitata. Vietata a molti di loro la zona "vip" vicino al palco, il grosso avrà una tessera azzurra e dovrà restare in fondo alla sala. I circa 700 giornalisti accreditati seguiranno i lavori da un maxischermo in un altro padiglione. Per loro i congressisti saranno inavvicinabili. OAS_RICH('Middle'); All'arrivo dei delegati verrà consegnato un badge elettronico e il kit del delegato: al cui interno bloc notes, penna e simbolo nuovo del Pdl. Vietate i vecchi vessilli di Fi e An, in platea sventoleranno 5000 bandiere del Pdl. Nelle settimane scorse si era parlato di un gadget, una matrioska a forma di Cavaliere che avrebbe contenuto gli otto leader del centrosinistra battuti da Berlusconi in questi 15 anni di politica. In realtà la matrioska sarà solo virtuale: soltanto scaricabile dal sito del Pdl. Opposizione non invitata. Sarà un convegno senza avversari. Quelli dell'opposizione che non sono stati invitati. "È congresso fondativo - si giustifica Berlusconi - e quindi deve venire al congresso chi sta fondando il Pdl. E poi per gli altri sarebbe un disturbo venire di sabato mattina". Lo Statuto. Infine gli ultimi dettagli sullo Statuto. L'intera direzione, 120 membri, sarà nominata direttamente da Berlusconi. Un potere in più che si aggiunge a quelli di nomina dei coordinatori, dell'ufficio di presidenza, dei candidati alle politiche, alle europee e per la presidenza delle Regioni. (26 marzo 2009

Torna all'inizio


Modena, inaugurato attraversamento ciclopedonale della tangenziale Pasternak (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Modena, inaugurato attraversamento ciclopedonale della tangenziale Pasternak (26/3/2009 13:38) | (Sesto Potere) - Modena - 26 marzo 2009 -Arriva il taglio del nastro per il primo attraversamento ciclopedonale della tangenziale Pasternak, realizzato nell'area tra via Vignolese e via Emilia. L'inaugurazione del sottopasso Pasternak, che collegherà via del Diamante con via Gelmini e la zona universitaria, è in programma per sabato 28 marzo alle 11, con ritrovo in via Diamante. Dopo il taglio del nastro per mano del sindaco di Modena Giorgio Pighi, dell'assessore alla Mobilità Daniele Sitta, e del Presidente della Circoscrizione 3 Fabio Poggi, e l'attraversamento del sottopasso in bicicletta, la festa proseguirà in corrispondenza del gazebo in legno del parchetto di via Gelmini con un rinfresco e con momenti di animazione per bambini (già in corso dalle 10.30). L'associazione italiana Familiari Vittime della Strada e la Fiab (Federazione italiana Amici delle Biciclette) hanno, inoltre, organizzato una mini-biciclettata con ritrovo alle 10.30 sul ponte ciclopedonale della Fossalta e l'arrivo, percorrendo via Curtatona, in via del Diamante in tempo per prendere parte all'inaugurazione. La nuova realizzazione consentirà a ciclisti e pedoni di oltrepassare la rotonda di via Vignolese per raggiungere agevolmente il nodo Università-Policlinico, e di raccordarsi alla rete urbana delle ciclabili che da qui si dipartono. Venendo da Modena, inoltre, consentirà di collegarsi con la ciclabile per Castelfranco Emilia di prossima realizzazione. I lavori sono durati poco più di un anno e hanno richiesto un investimento di 1 milione 450 mila euro. Il manufatto ha un'altezza interna che varia tra i 4,5 e i 2,6 metri, il rivestimento delle pareti è in mattoni faccia vista a tinte tenui e il soffitto è stato rivestito con pannelli in alluminio. Con i lavori del sottopasso è stata, inoltre, attuata una serie di opere accessorie e complementari: è stato sifonato il canale Diamante e realizzato un ciclopedonale in affiancamento alla via Vignolese, dall'intersezione con via del Diamante fino a via Curtatona, è stata allargata la sezione della stessa via Diamante, sono stati realizzati due stalli di sosta preferenziali per la fermata dei bus in via Vignolese, ed è stato realizzato un marciapiede sul lato opposto di via Vignolese.

Torna all'inizio


Brivio: in aula il bilancio. La minoranza propone l'esenzione mensa per le famiglie in ``cassa`` (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca >> Cronaca dal territorio 26 / 3 / 2009 Brivio: in aula il bilancio. La minoranza propone l’esenzione mensa per le famiglie in ``cassa`` è stato il punto dolente del consiglio comunale di Brivio di ieri sera, mercoledì 25 marzo: l’esame e approvazione del bilancio di previsione esercizio finanziario 2009, bilancio pluriennale 2009/2010/2011 e relazione revisionale e programmatica. Il sindaco e gli assessori hanno presentato i progetti già realizzati e quelli in programma per il 2009 nei vari settori, scatenando non poche osservazioni da parte dei consiglieri di minoranza e il voto contrario in fase di approvazione. La discussione è stata introdotta dall’assessore al bilancio Rodolfo Dozio, che ha sottolineato le difficoltà nel fare previsioni a lungo termine: “Ora come ora le previsioni le facciamo sul 2009, sui tre anni non avrebbe senso. Non sappiamo se lo Stato effettuerà ulteriori tagli nei contributi ai comuni e purtroppo questi non tengono conto delle singole esigenze e risorse”. Stefano Motta, Ugo Panzeri e Felice Baio L’assessore ai servizi alla persona Felice Baio ha sottolineato un aumento di fondi per i disabili: “Sono stati utilizzati per il sostegno a scuola e per l’inserimento di alcuni dipendenti della cooperativa L’Alveare a tempo pieno. Questa è diventata un C.S.E comportando l’uniformità della retta a quella degli altri Centri socio educativi, cioè un costo per il comune di 465 euro al mese per ogni ragazzo. Per l’area anziani prevediamo una diminuzione di fondi da 20.000 a 14.000 euro per il 2009. Per i giovani dai 14 ai 20 anni è ricominciato il progetto “Zero in condotta” con risultati positivi. Gli interventi maggiori sono stati quelli destinati alle famiglie, tra convenzioni con i Caf, il sostegno affitto e i contributi erogati attraverso Retesalute, oltre all’acquisto del nuovo pulmino per disabili. In generale prevediamo un 10% in più di spese per il 2009. L’analisi della situazione delle famiglie è ancora in corso e non escludiamo nuove iniziative per gli immigrati”. Il consigliere per l’istruzione Emanuela Casati ha spiegato che saranno confermati i progetti già in corso nel 2008, come il rinnovo degli edifici e dell’attrezzatura scolastica e il contributo per la scuola dell’infanzia. Roberto Minniti L’assessore allo sport Roberto Minniti ha presentato un programma ricco e propositivo per il futuro: “Saranno riconfermate alcune iniziative dedicate ai giovani per diffondere i valori positivi dello sport e i contributi alle varie associazioni del paese. L’amministrazione ha stilato un calendario di eventi per il prossimo anno. Tornerà il concorso “Sportivo dell’anno” in occasione della marcia della solidarietà e a fine agosto ci sarà la seconda edizione del Festival dello sport. Le novità riguardano un torneo di beach volley e beach soccer a metà luglio, con la possibilità di utilizzare il campo sino a fine estate, e dei giochi popolari nei vari quartieri del paese a maggio. I fondi per il mio assessorato sono aumentati in vista del rinnovo della palestra comunale e l’acquisto di nuove attrezzature come il tabellone segnapunti elettronico”. Roldolfo Dozio Assente l’assessore all’ambiente Marino Riva che è stato sostituito dal nell’illustrazione della riorganizzazione delle risorse per la prevenzione contro ratti e zanzara tigre e circa l’incremento del progetto di sicurezza con l’istituzione della zona traffico limitato e i pattugliamenti serali degli agenti di polizia locali. “In merito alle opere pubbliche, sono confermati i parcheggi in Via S. Margherita e località Foppaluera, oltre all’allargamento di Via del Ronchetto e ai lavori di ampliamento della scuola elementare”. L’assessore alla cultura Ugo Panzeri ha concluso la carrellata riassumendo i principi su cui si basa il lavoro passato e futuro: “Innanzitutto la riscoperta dei beni del territorio, poi la centralità di Brivio tra i “luoghi dell’Adda” per alcune iniziative nel meratese e casatese, come accaduto per la rassegna “Libri in scena”. La biblioteca rivestirà un ruolo sempre maggiore all’interno della comunità, verrà ampliata e vogliamo rendere stabile la presenza di una persona dedicata ai bambini. Molto importante è anche il rapporto con le realtà aggregative, per questo sarà avviata un’iniziativa con la Gev e il Cai di Calco. Anche se i fondi scarseggiano abbiamo un notevole beneficio dalle collaborazioni, che ci permettono di ampliarci sul territorio. Una grande spesa sarà poi da affrontare per le valutazioni relative al Piano di governo del territorio”. Il capogruppo di minoranza Roberto Bonfanti ha espresso non pochi dubbi in merito alle spese effettuate: “La nostra sensazione è che gli interventi eseguiti non rispondano alle reali esigenze dei cittadini. A cominciare dall’aumento della Tarsu del 20% in due anni (da 0,50 a 0,55 euro/mq nel 2008 e a 0,60 nel 2009). Per non parlare dei 55.000 euro spesi per la posa dei nuovi numeri civici, che non è stata portata a termine e che ha creato non pochi problemi a livello di posta. Il costo sostenuto per incarichi a professionisti sarà oggetto di future interrogazioni. Si spende molto per il trasporto scolastico (più del 50% dell’intero importo per il piano di diritto allo studio), e l’impressione è che l’accorpamento delle scuole non abbia portato a nessun risparmio. Siamo in linea con la maggioranza per quanto riguarda la politica di servizi sociali e proponiamo di ricavare fondi rivedendo l’aliquota di detrazione sulla prima casa al ribasso minimo di 103 euro. Proporremo inoltre in commissione che i cassaintegrati siano esentati dal pagamento della mensa e del trasporto scolastico fino alla fine dell’anno. Siamo favorevoli all’acquisto del nuovo pulmino per disabili, per il quale verseremo la nostra indennità spettante per il 2009. è un segnale al quale mi auguro vi unirete, prepareremo una mozione per proporre la cosa a tutti i cittadini. Per quanto riguarda le opere pubbliche abbiamo qualche dubbio in merito alla documentazione sui lavori alla ex scuola elementare, non attuale. La realizzazione dei parcheggi non è supportata da nessun studio di fattibilità, così come per l’acquisizione dell’edificio in Via Fornace non c’è un progetto sostenibile per il piano parcheggi”. Il gruppo di minoranza Il capogruppo di Trasparenza e Partecipazione Giancarlo Redaelli ha messo in evidenza lo squilibrio nei contributi destinati ai vari settori, con sport e ambiente fortemente svantaggiati rispetto ai servizi sociali. Il sindaco Motta ha risposto a tutti i quesiti, sottolineando come il settore ambiente sembri fermo perché i dati non tengono conto dei contributi da parte delle convenzioni, che hanno permesso la realizzazione di molte opere forse poco pubblicizzate come l’utilizzo del fotovoltaico per la scuola e il centro sportivo, o la piazzola ecologica per la raccolta differenziata. “I risultati non sono immediati, ma saranno importanti. Per le opere pubbliche minori come i parcheggi non viene fatto uno studio di fattibilità da esterni ma dal comune e la valutazione di stima è solo una previsione di spesa, ben lontana dal progetto preliminare. Per quanto riguarda il trasporto scolastico, la cifra non è alta se pensiamo che a Brivio i bambini che fanno il tempo pieno ma non usufruiscono del servizio mensa vengono accompagnati a casa per il pranzo e riportati a scuola nel pomeriggio. Non so se questo servizio rimarrà tale, dipende dai fondi che ci saranno concessi in seguito alla riforma Gelmini”. Rosa Ripamonti Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 26/3/2009 alle 16.18

Torna all'inizio


Donne di destra... oltre alla gambe c'è di più... (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Pdl/ Sondaggio Affaritaliani.it: Elisabetta Gardini, Giorgia Meloni e Giulia Bongiorno le più apprezzate dalle donne Giovedí 26.03.2009 17:02 Donna vota donna. Per 7 su 10 le donne del PDL sono pronte a ricoprire ruoli decisionali e strategici all'interno del Partito. A rivelarlo una ricerca condotta da Affari Italiani, che alla vigilia del Congresso del Popolo della Libertà ha chiesto a 500 donne di età compresa tra i 18 ed i 50 anni, di stilare una classifica delle più apprezzate tra le parlamentari italiane ed europee della PDL. Insomma, stando alla ricerca, per 7 intervistate su 10, le donne del partito sono pronte a ricoprire ruoli strategici nell'organigramma della PDL. Affari Italiani ha stilato una top ten delle politiche più apprezzate che siedono fra i banchi del partito di centro-destra. Al primo posto, con il 19% delle preferenze, si afferma l'europarlamentare Elisabetta Gardini, che piace soprattutto perché è riuscita ad imporsi in politica, senza rinunciare al suo ruolo di madre e alla sua femminilità. Segue al secondo posto la giovane "Ministra" Giorgia Meloni (17%), particolarmente amata dalle più giovani , che vedono in lei un modello da seguire. Al terzo posto l'avvocato Giulia Bongiorno (15%), che spicca per la serietà e la professionalità della sua figura, anche fuori dai banchi del Parlamento. Nelle prime tre posizioni, insomma, troviamo soprattutto donne che rappresentano dei punti di riferimento e degli esempi positivi di emancipazione femminile. Proseguendo con la speciale classifica troviamo Michela Brambilla, che col 13% dei voti è stata citata soprattutto per la capacità di imporre le proprie opinioni, anche in situazioni difficili. Al quinto posto Stefania Prestigiacomo (11%), stimata per quel tocco di femminilità e di stile che è sempre in grado di mantenere in ogni situazione. Proseguendo nella graduatoria, al sesto posto si piazza il Ministro Mariastella Gelmini (9%), apprezzata per la sua determinazione dimostrata anche di fronte a provvedimenti difficili come la riforma scolastica. Settima posizione per la combattiva Alessandra Mussolini (5%), vera icona della difesa dei diritti delle donne, mentre l'ottavo posto lo conquista Stefania Craxi (4%) che, nonostante il peso del suo cognome ha saputo mantenere e difendere sempre le sue posizioni. Chiudono la speciale top ten due ex show-girl: Gabriella Carlucci e il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, appaiate a pari merito al 3%. Ma quali sono le qualità delle Parlamentari della PDL più apprezzate dalle intervistate? Sicuramente piace la sensibilità con cui le donne di centro-destra affrontano le problematiche poste dalla politica (26%). Tra le caratteristiche che non possono mancare in una politica di successo figurano poi la professionalità (22%) e la capacità di acquisire rapidamente competenze (17%) anche in quei campi di non diretto interesse. Chiudono la lista delle qualità delle parlamentari-ideali due doti prettamente femminili: l'eleganza (15%) e la combattività con cui riescono ad imporsi in un mondo prettamente maschile come quello della politica (12%). tags: donne Pdl sondaggio

Torna all'inizio


Tagli alla scuola, la preoccupazione di Spacca (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli alla scuola, la preoccupazione di Spacca Ancona | il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca interviene rispetto alla spinosa questione dei taglia alla scuola pubblica previsti dalla riforma Gelmini. Gian mario Spacca Presidente Regione Marche Il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca interviene rispetto alla spinosa questione dei taglia alla scuola pubblica previsti dalla riforma Gelmini. "Il taglio agli organici della scuola pubblica da parte del Ministero Gelmini è inaccettabile e mette in seria difficoltà il servizio e la qualità del sistema di istruzione. In una regione come la nostra, contraddistinta dall'esistenza di piccoli centri, questa scelta risulta particolarmente pesante e punitiva, soprattutto per le aree interne. In un momento di difficoltà economica, decidere di risparmiare sull'istruzione è sicuramente un'operazione miope: bisognerebbe fare esattamente il contrario, investire e accompagnare attentamente la formazione dei nostri giovani. Come Regione abbiamo già segnalato al Ministro le difficoltà che vengono a crearsi per la scuola pubblica marchigiana, invitandola anche a visitare la regione. Credo sia opportuno un momento di confronto all'interno del tavolo regionale per la scuola perché tutte le componenti abbiano la possibilità di confrontarsi sulle ricadute del provvedimento". 26/03/2009

Torna all'inizio


Marcatelli (FI-Pdl) denuncia: "Controinformazione sulla riforma della scuola" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

26 marzo 2009 - 15.20 (Ultima Modifica: 26 marzo 2009) CESENA - "Politica dentro gli istituti, strumentalizzazione di bambini, pressioni sui genitori e comportamento riprovevole dei dirigenti scolastici e dei maestri sindacalizzati", queste le accuse di Tommaso Marcatelli, capogruppo di Forza Itlaia -Pdl, che parla di "controinformazione programmata" sulla riforma dell'istruzione elementare nelle scuole cesenati. Dito puntato anche contro l'assessore Gualdi, intervenuto sulla questione, dopo l'obiettivo raggiunto. "La controinformazione programmata nei confronti della riforma dell'istruzione elementare è arrivata anche nelle scuole di Cesena. è arrivata, come in tutta Italia, attraverso un comportamento riprovevole dei dirigenti scolastici e dei maestri sindacalizzati, che, invece di esprimere il loro rispettabile dissenso nei luoghi appropriati, hanno portato la politica dentro gli istituti, strumentalizzando i bambini e facendo pressioni sui genitori per portarli a fare scelte congeniali a difendere soprattutto interessi e privilegi di parte2, denuncia il capogruppo azzurro. "Non sono mancate le proteste dei genitori - afferma Marcatelli - che ci sono giunte numerose anche se preoccupate e formulate in modo da non consentire individuazioni delle persone, proprio al fine di evitare ripercussioni sugli studenti. Ci sono state denunciate proposte formative non chiare, moduli formativi sconsigliati (le 27 ore) e addirittura negati (le 24 ore), una spinta fortissima sulle 30 ore e sul tempo pieno, anche nei confronti di genitori che non ritenevano di accettarlo. Gli interessi perseguiti dalle maestrine della CGIL, così diversi da quelli di molte famiglie, alla fine, a fronte di disagi promessi o di allarmismi ingiustificati, hanno raggiunto l'obiettivo insistentemente perseguito". "Su questo risultato finale si è abbattuto il giudizio politico dell'assessore Gualdi, che, confondendo volutamente le 24 ore con il maestro unico (al solo scopo di disorientare le famiglie), ha trionfalmente affermato che il modello didattico del ministro Gelmini è fallito. Si è trattato di un pesante e immotivato intervento ideologico da parte di un assessore che invece di essere garantista verso le minoranze che richiedevano scelte diverse, in linea con la legge, ha preferito usare il frullatore per omogeneizzare un servizio che deve essere invece a misura di bambino. Quella che eufemisticamente l'assessore chiama 'attività di informazione' ha dato i frutti sperati, visto che i genitori hanno deciso in forma 'autonoma'. Utilizzare la scuola per una polemica politica di retroguardia la dice lunga su quale "cultura" sia rappresentata dal nostro assessore". "Ma il lavoro per superare una scuola di matrice sessantottina - conclude Marcatelli - che non educa e non introduce i giovani alla realtà, non potrà essere fermato da chi vuole difendere lo status quo. Valutazione merito e rigore sono fatti che vanno nella direzione voluta dalle famiglie".

Torna all'inizio


"Il servizio militare non può provocare discriminazioni sul luogo di lavoro" (sezione: Scuola)

( da "Grecale, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

giovedì 26 marzo 2009 17:44 Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Michele Bordo presenta un’interrogazione al ministro Gelmini Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - “Evitare un’arbitraria ed anticostituzionale discriminazione in danno dei cittadini che hanno prestato il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati in data antecedente all’avvio del rapporto d’impiego”. E’ l’obiettivo dell’interrogazione presentata da Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, al ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca con cui si chiede l’adeguamento del Regolamento per il conferimento delle supplenze al personale docente ed educativo ad una recente sentenza del Tar del Lazio. La vertenza interessa, innanzitutto, la compilazione delle graduatorie per l’insegnamento nella scuola pubblica, atteso che “i giudici amministrativi, a seguito del ricorso avanzato da alcuni insegnanti – afferma il deputato del PD - hanno sentenziato che il periodo della leva o del servizio civile deve essere valutato come titolo di servizio, a prescindere dal fatto che sia stato svolto dopo l’assunzione. Una sentenza che, peraltro, ribadisce quanto previsto da leggi, regolamenti, circolari, atti parlamentari e pronunce della Cassazione e del Consiglio di Stato che, tutte insieme, fanno emergere con chiarezza il principio in base al quale lo svolgimento del servizio di leva non può e non deve costituire pregiudizio a fini occupazionali. L’intervento del ministro è necessario ed urgente – conclude Michele Bordo – per evitare discriminazioni ora che si avvia la composizione delle graduatorie per l’anno scolastico 2009-2010, e scongiurare il rischio di aggiungere un ulteriore problema alla già lunga lista di disagi e difficoltà generate dalla pseudo riforma Gelmini”.

Torna all'inizio


Cgil e Cisl sui tagli alla scuola (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Economia >> Sindacati 26 / 3 / 2009 Cgil e Cisl sui tagli alla scuola Il ministro Gelmini taglia per il prossimo anno scolastico 4.000 docenti nella sola Lombardia pari ad un 11% del dato nazionale. Dichiarazione dei segretari generali di categoria: Corrado Ezio Barachetti della FLC CGIL e Renato Capelli della CISL scuola. Inaccettabile il taglio di 4.000 posti per il personale docente per il prossimo anno scolastico per la nostra Regione. Le tabelle riassuntive che sono state rese note in sede di confronto tecnico prevedono –696 docenti per la primaria, -2.255 per la secondaria di I° grado e -1.047 per il II° grado. L’insieme dei posti tagliati, che rappresenta l’11% del taglio complessivo nazionale, avrà luogo a fronte di un aumento della popolazione scolastica lombarda per il prossimo anno scolastico, di 11.568 alunni. Non predicavamo nel deserto quando non più tardi di un mese fa si era denunciato questo grave rischio e quando con grande preoccupazione avevamo fornito tale dato al Presidente Formigoni, chiedendo alla Regione Lombardia, in accordo con la Direzione Generale scolastica, di adoperarsi per scongiurare una simile sciagura. Ora che i dati sono ancora più pesanti, sembrano cadere nel vuoto le dichiarazioni rassicuranti date ai precari dal Vice Direttore Regionale e quelle concilianti dell’Assessore Regionale, rese nell’incontro del 19 marzo scorso. Occorre agire tempestivamente. Pertanto chiediamo che i rappresentanti delle istituzioni pubbliche abbandonino ogni ritrosia, intervenendo subito per scongiurare gli effetti devastanti che questi tagli produrranno sulla qualità della scuola pubblica lombarda e sulle lavoratrici e i lavoratori. FLC CGIL e CISL scuola Lombardia chiedono a tutti i parlamentari lombardi, al Consiglio Regionale, all`Unione delle Province, all`Associazione Nazionale dei Comuni Italiani della Lombardia, a tutte le forze politiche e a tutte le associazioni professionali di categoria di far sentire la propria protesta e chiedono in particolare all’Assessore Rossoni l`immediata convocazione del tavolo trilaterale, Regione, Direzione Regionale Scolastica e Organizzazioni Sindacali, per affrontare la drammaticità del quadro generale. Segretario Generale FLC CGIL Corrado Ezio BARACHETTI Segretario Generale CISL SCUOLA Renato CAPELLI Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 26/3/2009 alle 18.34

Torna all'inizio


Flc Cgil: la Gelmini non fa fronte alle richieste delle famiglie (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Economia >> Sindacati 26 / 3 / 2009 Flc Cgil: la Gelmini non fa fronte alle richieste delle famiglie LA GELMINI NON E’ IN GRADO DI FAR FRONTE ALLE RICHIESTE DELLE FAMIGLIE CONFERMATI PER L’A.S. 2008/2009 I TAGLI DI 4.000 DOCENTI NELLA SOLA LOMBARDIA, PARI ALL’11% DEL DATO NAZIONALE. RICADUTE PESANTI A LIVELLO DI ORGANICI ANCHE PER LA PROVINCIA DI LECCO Nonostante le rassicurazioni da parte del Ministro Gelmini  in merito al tempo scuola richiesto dalle famiglie al momento delle iscrizioni, il Decreto Interministeriale relativo agli organici per l’anno 2009-2010 smentisce il Ministro e conferma tutti i tagli sull’organico. Il Miur ha illustrato i criteri che sono stati utilizzati per ripartire i posti dei docenti alle varie regioni, inferiori di 42.100 unità rispetto a quelli complessivamente assegnati nello scorso anno. Questo nonostante una sostanziale stabilità nel numero degli alunni da un lato, un aumento della richiesta del tempo scuola da parte delle famiglie, in particolare per il tempo pieno e per il modello orario a 30 ore nel tempo normale nella scuola primaria. Un taglio enorme su primaria e secondaria di primo e secondo grado, che mortifica la scuola pubblica, toglie risorse alla qualità della didattica e per la stessa funzionalità del servizio. La FLC Cgil ribadisce ancora una volta che devono essere garantiti alcuni punti fermi: rispettare ed assicurare con organico certo le scelte delle famiglie, in particolare per quanto riguarda il tempo scuola ( 30 ore e tempo pieno 40 ore nella primaria); Il numero totale degli alunni iscritti alle classi prime di scuola primaria in provincia di Lecco è pari a 2545,  di cui :   Tempo richiesto 24 ore 27 ore 30 ore Tempo pieno n. iscritti 93 633 879 940 % sul totale 3,5% 25% 34,5% 37%   riconoscere la piena autonomia didattica e organizzativa, come del resto prevista dal DPR 275/1999; -   garantire i modelli orari e organizzativi esistenti nelle classi successive alla prima della scuola primaria e nel tempo prolungato della media. Dal testo della circolare e soprattutto dalle tabelle allegate al Decreto, non ci sono tali assicurazioni e garanzie, nemmeno nei confronti del servizio mensa. PERSONALE ATA: ANCHE QUI TAGLI!!!! Per l’anno scolastico 2009/2010, nella sola provincia di Lecco, sono previsti in base alla normativa emanata dal Ministero, 68 posti in meno di cui: -  n. 5 assistenti tecnici; -  n. 16 assistenti amministrativi; - n. 47 collaboratori scolastici. Questi ulteriori tagli non fanno altro che penalizzare fortemente la scuola pubblica, il dimensionamento del personale ATA inciderà negativamente sui servizi necessari per garantire ed assicurare una scuola funzionale e di qualità.   FLC CGIL Lecco Il Segretario Generale Lo Bue Pasquale Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 26/3/2009 alle 18.40

Torna all'inizio


Dl incentivi/ Gelmini: bene modifiche su assunzione Lsu (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 26 mar. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è soddisfatta delle modifiche al decreto legge sugli incentivi che prevedono l'inserimento di risorse per l'assunzione di lavoratori socialmente utili nella scuola. "L'inserimento nel Decreto incentivi di risorse destinate all'assunzione di lavoratori socialmente utili nella scuola è la dimostrazione dell'interesse della maggioranza verso il mondo dei precari e dei lavoratori", ha commentato Gelmini, sotolineando: "In una fase di difficoltà economica internazionale è importante, ove il bilancio dello Stato lo consenta, intervenire a sostegno del lavoro precario".

Torna all'inizio


Scuola/ Gilda: governo debelli piaga prof in nero in cambio... (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 26 mar. (Apcom) - La Gilda degli insegnanti si appella al governo, al ministro Gelmini ai vertici dell'Inps per debellare il fenomeno dei docenti precari che per non rimanere indietro nelle graduatorie di supplenza accettano, soprattutto al Sud, di lavorare in istituti privati con contratti al minimo o addirittura a titolo di gratuito. "Si tratta di uno scandalo che non è possibile tollerare e perciò chiediamo al governo di intervenire per porre fine a questo bieco sfruttamento dei colleghi precari", dice oggi Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda. Alcuni episodi sono stati denunciati l'8 febbraio scorso su Raitre con il servizio 'La scuola tagliata' del programma 'Presa diretta'. Oggi Di Meglio ha scritto una lettera al ministro dell'Istruzione e al direttore generale dell'Inps "quelli segnalati in Campania - dice il sindacalista - sono gravi casi di docenti precari che accettano di prestare servizio a titolo gratuito nelle scuole paritarie per guadagnare punteggio nelle graduatorie ed entrare così finalmente di ruolo". Per riuscire a combattere questa situazione è fondamentale la collaborazione dell'istituto nazionale di previdenza: "l'Inps - sostiene il leader Gilda - in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, potrebbe fare una verifica incrociata e accertare se per i docenti che hanno lavorato negli istituti paritari risultano i versamenti dei contributo. In questo modo si potrebbero portare alla luce le situazioni irregolari e punire le scuole che speculano sulla precarietà". Ma il sindacato non se la prende con i docenti: "non critichiamo gli insegnanti perché sono vittime di un sistema malato che trae profitto dalla precarietà che investe tanti di loro".

Torna all'inizio