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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Futurismo? Il Pdl
nasce come una boccio la ( da "EUROPA ON-LINE" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tanto che, dopo la cauta Gelmini che ha frequentato la sacrestia e
perciò è più esperta nel conciliare autoritarismo e guanto di velluto, lo ha
richiamato anche qualcun altro, forse il Re in persona, per costringere il
ministro a ripensarci e trasformare i «guerriglieri» in «quattro ragazzotti».
Italian minister plans 30% limit per class on
immigrant pupils ( da "Guardian,
The"
Argomenti: Scuola
Abstract:
Maria
Stella Gelmini floated the plans as concern grew among some Italian parents at
the number of non-Italians in schools. In one
Insulti alla
Gelmini a brescia: "Hai affamato la scuola"
( da "KataWeb News" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Insulti alla Gelmini a brescia: "Hai affamato la scuola" 20
marzo 2009 alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Attimi di tensione
stasera nella sede dell'Associazione industriale bresciana all'arrivo del
Ministro all'istruzione Mariastella Gelmini, attesa per il convegno 'La scuola
di oggi, fucina di talenti di domani?
Gelmini, "Per
l'integrazione tetto dal 2010-2011"
( da "KataWeb News" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, "Per l'integrazione tetto dal 2010-2011" 20 marzo
2009 alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti 'La scuola oggi e'
multietnica: dobbiamo discutere di questo tema con pacatezza e equilibrio,
facendo in modo che si assuma fino in fondo la responsabilità
dell'integrazioné.
Peccato per gli
studenti ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche che i professori affronteranno in classe la lettura della legge
Gelmini, legge composta da pochissimi articoli e di facile lettura. Anche se i
ragazzi fossero venuti al Palatenda non particolarmente preparati, sarebbe
bastato avvisarmi. Ho insegnato fino all'altro ieri e conosco le tecniche per
far sì che essi si sentano a proprio agio, liberi di esprimersi e di porre
domande,
IL MINISTRO
GELMINI Se non si vogliono creare "classi ghetto" è necessario porre
il li... ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I LAVORATORI E I DIRIGENTI DI DOMANI IL MINISTRO GELMINI «Se non si
vogliono creare "classi ghetto" è necessario porre il limite del 30%
al numero degli studenti stranieri. Il tetto entrerà in vigore nel 2010-2011,
ma già dal prossimo anno scolastico sarà chiesto uno "sforzo" ai
dirigenti per evitare i casi più eclatanti.
Gelmini: La Statale
non è in pericolo ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: brescia e provincia Gelmini: «La Statale non è in pericolo» Il
ministro, ospite dell'Aib, rassicura sul futuro dell'ateneo e ribadisce: «Gli
stranieri nelle classi non superino il 30%» ministro della Pubblica Istruzione
(Foto Eden)" title="Mariastella Gelmini, bresciana, trentacinque
anni, ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden)" onClick=
IN MEZZO AL
PUBBLICO ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e
provincia IN MEZZO AL PUBBLICO Il ministro Gelmini è arrivato in Aib a metà
pomeriggio: prima di intervenire per parlare dei temi a lei cari della scuola,
ha assistito alla tavola rotonda precedente
CON I VERTICI AIB
( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e
provincia GIORNATA BRESCIANA CON I VERTICI AIB Mariastella Gelmini insieme a
Franco Tamburini (al centro), presidente dell'Associazione industriale
bresciana e a Francesco Franceschetti, leader dei giovani imprenditori Aib
La meccanica
bresciana riparte da Montichiari La crisi fa da sfondo alla manifestazione che
si chiude lunedì nei padiglioni della Fiera del Garda. Oggi il convegno sul
credito ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: loro interventi Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore di
Mu&Ap, il suo vice Antonio Perini, il sindaco di Montichiari Gianantonio
Rosa (che ha ricordato come la Fiera di Montichiari stia investendo in una
nuova copertura da
ECCELLENZE IN
FIERA ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al taglio del nastro erano presenti tra gli altri Massimo Gelmini,
presidente del Comitato promotore, il vice Antonio Perini, il sindaco di
Montichiari Gianantonio Rosa, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il
vicepresidente Aristide Peli e il sottosegretario Daniele Molgora.
Scuola e
immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello Arzignano"
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Scuola e immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello
Arzignano" Sabato 21 Marzo 2009, ARZIGNANO - Il ministro Gelmini dà
ragione al modello Arzignano. Lo aveva promesso lo scorso 6 febbraio,
incontrando Sindaci e dirigenti scolastici: Elena Donazzan, assessore regionale
all'istruzione, avrebbe portato al Ministro l'esperienza di Arzignano e Valle
del Chiampo,
Via libera alle
quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini Veneto esempio per il Paese
( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per
il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009
VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono
stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate
l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle
classi venete,
via libera alle
quote di immigrati donazzan applaude gelmini veneto esempio per il paese
( da "Nuova Venezia, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per
il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009
VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono
stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate
l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle
classi venete,
via libera alle
quote di immigrati donazzan applaude gelmini veneto esempio per il paese
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per
il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009
VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono
stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate
l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle
classi venete,
I fascisti stanno
con Berlusconi Fini non è niente da un pezzo
( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini? «L'ho detto anche a lei: nun te toje mai l'occhiali, che
ci perdi». Calderoli? «Al concerto di Natale si è presentato in smoking, la
mattina, al Senato. Era l'unico». Ci saranno le correnti nel Pdl? «Ci sono
già». Perché Berlusconi vince?
Oggi in gran
solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra
(... ( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini? «L'ho detto anche a lei: nun te toje mai l'occhiali, che
ci perdi». Calderoli? «Al concerto di Natale si è presentato in smoking, la
mattina, al Senato. Era l'unico». Ci saranno le correnti nel Pdl? «Ci sono
già». Perché Berlusconi vince?
genitori di
albignasego a venezia contro gelmini
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia Genitori di Albignasego a Venezia contro Gelmini
ALBIGNASEGO. Ci sarà anche il Coordinamento genitori insegnanti di Albignasego
alla manifestazione indetta oggi a Venezia per ribadire la contrarietà della
stragrande maggioranza delle famiglie del Veneto ai tagli di insegnanti e di
tempo-scuola previsti con l'attuazione dei provvedimenti Tremonti-Gelmini.
le scuole in
sit-in per il tempo pieno ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in per il tempo pieno Consegneranno 14mila domande per chiedere al
ministro dell´Istruzione Gelmini di garantire per la prima elementare il tempo
pieno con due insegnanti e le compresenze dei docenti e per le classi
successive di mantenere l´attuale modello organizzativo. Non si ferma la
battaglia delle elementari della Capitale contro il maestro prevalente della
Riforma Gelmini.
manifestazione a
venezia per la scuola tante adesioni anche da monselice
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non ci sarà l'assessore Giovanni Belluco, impegnato con la rassegna
«Monselice scrive», ma con una lettera ha trasmesso il suo appoggio ai
genitori. Per ora resta isolata la richiesta di moratoria sul decreto Gelmini
avanzata dal consiglio comunale di Monselice. (f.se.)
boom delle scuole
private - elvira scigliano
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Effetto Gelmini: nelle elementari pubbliche è in atto una fuga verso
le scuole private parificate; alcune di queste, in centro e a
Forcellini-Terranegra, hanno addirittura chiuso in anticipo le liste di
iscrizione per sovraffollamento. Molti genitori - nella confusione tra tempo
pieno, normale e breve - hanno optato per le paritarie:
boccherini,
incontro interlocutorio ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro interlocutorio La Gelmini farà riunioni per deciderne la
statalizzazione LUCCA. L'onorevole Deborah Bergamini, il sindaco Mauro Favilla
e l'assessore Donatella Buonriposi sono stati ricevuti dal ministro
dell'istruzione Mariastella Gelmini: istituto Boccherini, manifestazioni
internazionali e Imt: queste alcune delle questioni affrontate durante l'
scuola materna:
nuove polemiche in consiglio
( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La ristrutturazione della scuola materna (a rischio chiusura con
l'attuale decreto Gelmini) e la notevole spesa per strade non è un investimento
per l'economia, ma un aumento dell'indebitamento del Comune». Pelos sulla
variazione del bilancio ha precisato che non c'è stata alcuna svista
amministrativa, ma si è trattato solo del cambiamento della procedura.
la gelmini ci ha
messo in ginocchio ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: costrette a riorganizzare i servizi mensa e il trasporto degli alunni
La Gelmini ci ha messo in ginocchio I Comuni del Pisano: ci aspettano anni
difficilissimi PISA. «Stiamo facendo l'impossibile ma ci aspettano anni
difficilissimi». Questo l'allarme lanciato ieri dalla "Conferenza dei
sindaci per l'educativo" durante la conferenza stampa svoltasi in
mattinata a Palazzo Gambacorti.
cinquemila
invadono via rizzoli contro la gelmini - venturi a pagina v
( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Bologna La manifestazione in difesa del tempo pieno
Cinquemila invadono via Rizzoli contro la Gelmini VENTURI A PAGINA V SEGUE A
PAGINA
gli anti-gelmini
tornano in piazza cinquemila invadono via rizzoli - ilaria venturi
( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini taglia i capelli. I ministri contestati diventano tre:
«Brunetta-Tremonti - Gelmini, giù le mani dai nostri bambini». I papà intonano,
come allo stadio: «Gelmini bocciaci tutti». E poi i messaggi dei bambini sullo
striscione. La piccola Caterina scrive: «La Gelmini mi fa arrabbiare», un bimbo
rappresenta il ministro mentre si mangia un´
"col decreto
gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi"
( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Col decreto Gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi"
Milleduecento insegnanti precari senza lavoro. Oltre mille e duecento tagli sul
personale Ata. Sono i numeri dell´emergenza scuola in Puglia, secondo una
proiezione della Flc Cgil alla vigilia della pubblicazione del decreto sugli
organici per il prossimo anno.
Incontro tra 5
sindaci per scongiurare i tagli delle scuole
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I numeri del decreto Gelmini nel Barigadu (e non solo) fanno paura,
tanto che le Amministrazioni comunali corrono ai ripari per progettare il
futuro delle scuole dell'intero territorio. Ieri ad Ardauli si è tenuto un
primo incontro. Il rischio che le scuole nei piccoli paesi del Barigadu possano
definitivamente chiudere i battenti è reale,
Itis, gli studenti
contro le regole imposte dal preside
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non hanno né la riforma Gelmini, né il taglio ai finanziamenti, bensì
alcune regole imposte dal nuovo preside Renzo Rossi. Martedì mattina gli
studenti hanno inviato una lettera al dirigente scolastico, chiedendogli un
incontro immediato per discutere le regole contestate, e non avendo il giorno
seguente ricevuto alcuna risposta ieri mattina hanno deciso di scendere in
sciopero.
mi pare che la
ministra gelmini dia i numeri
( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA Mi pare che la ministra Gelmini dia i numeri Il ministro
Gelmini dà i numeri. E questa volta sono cifre. Si tratta dei numeri del
precariato. Eccoli: i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento sono
558.316. In realtà si tratta di posizioni in graduatorie, non di persone.
Rodengo Saiano
( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, ed è stata pensata dal Musil (Museo
dell'Industria e del Lavoro) all'interno di un Outlet, prima volta in Italia,
per avvicinare le famiglie a percorsi museali inediti. In esposizione più di
duemila fra macchine, filmati, documenti e una rara collezione di pellicole e
macchine del cinema.
<Classi, tetto
a stranieri già col prossimo anno>
( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, parlando al congresso nazionale dell'Associazione
genitori scuole cattoliche. «basta scontri ideologici» Gelmini ha spiegato che
la scuola italiana «è stata penalizzata dallo scontro ideologico tra scuole
private e pubbliche. In realtà - ha osservato -, ritengo che la scuola sia
sempre pubblica,
Scuola,
mobilitazione nel Cicolano
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi Anche le amministrazioni e la Comunità
montana sono contrarie ai tagli previsti dal ministro Gelmini Scuola,
mobilitazione nel Cicolano Avviata raccolta di firme dal comitato che riunisce
i genitori di sei comuni
Venti di protesta
dai quattro angoli della provincia, per provare a contrastare lo stillicid...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per provare a contrastare lo stillicidio delle piccole scuole già
messo nero su bianco dal ministro Gelmini. Mentre in conferenza Stato-Regioni
si sta provando a fatica a sciogliere il nodo dei plessi sottodimensionati
(ossia con parametri inferiori rispetto a quelli previsti dalla nuova legge),
nei comuni reatini serpeggiano tra i genitori sentimenti di rabbia e
preoccupazione.
di DIEGO CASALI
NUOVE interessanti indiscrezioni sul vertice dedicato alla ric...
( da "Nazione, La (Lucca)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono stati ricevuti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini,
la quale ha garantito il suo impegno. Un incontro propiziato proprio dalla
stessa onorevole Bergamini, grazie alla sua amicizia personale con il ministro,
durante il quale sono stati affrontati altri temi quali il futuro dell'istituto
Boccherini, le manifestazioni internazionali e Imt.
Chiedetemi di
consumare meno gas, di spendere meno per vestire, di mangiare meno carne...
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 21-03-2009) + 2 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: di discussione la sempre contestata legge Gelmini, che crea ondate di
rigetto a tutti i livelli. Dalla scuola primaria - dove tornerà da settembre il
maestro unico a cominciare dalle prime eliminando nel contempo anche le
compresenze dalle altre classi - all'università. Cosa chiede il comitato che,
da qualche giorno, ha iniziato una raccolta di firme da inviare ai dirigenti
dell'
La scuola "va
in onda" con palloncini, fiori, striscioni e cartelloni. Lo annuncia il
vola... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo annuncia il volantino che dà appuntamento a insegnanti, studenti,
alunni e genitori alle 17 al Monumento ai Caduti, dove partirà una marcia di
protesta contro la riforma Gelmini (tagli, maestro unico, riduzione
dell'orario) che animerà festosamente viale della Vittoria e corso Garibaldi per
poi concludersi a piazza Roma.
Fornacette,
raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito
democratico... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il
Partito democratico raccoglie le firme contro la riforma della Gelmini.
Partecipano il segretario provinciale Ivan Ferrucci e il deputato Maria Grazia
Gatti. Calcinaia, inaugurazione mostra Si inaugura oggi la mostra grafica di
Maurizio Fontanelli alla Torre Upezzinghi di Calcinaia per la rassegna Vico
Vitri arte.
Il Ministro
Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 9...
( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4 Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere
sull'orario ma il 9... Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di
scegliere sull'orario ma il 90% ha optato per i moduli di 30 e 40 ore mettendo
in crisi gli istituti
Scuola, iscrizioni
chiuse: si fanno i conti Ma per il tempo pieno non ci sono risorse
( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini ha dato piena libertà ai genitori nella scelta del
tempo scolastico. Senza considerare, però, la situazione reale degli istituti
afferma Marilù Chiofalo, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Pisa
le scuole dovranno, infatti, fare i conti con i vincoli di organico e l'assenza
di risorse già pesantemente tagliate.
LUNEDÌ PROSSIMO
alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e manifesteranno le
ragion... ( da "Nazione, La (Siena)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e
manifesteranno le ragioni del loro dissenso verso le scelte della Commissione
che sta riscrivendo lo Statuto di Ateneo «attuando di fatto le direttive della legge
Gelmini in materia di Università». Lo annuncia l'Assemblea permanente degli
studenti.
Tagliati i fondi a
Peri e Merulo ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le Istituzioni e gli Enti locali che si chiedono perché devono
finanziare totalmente delle Istituzioni che fanno riferimento alle direttive
del Ministero dell'Università (compreso il reclutamento dei docenti)». Alla
richiesta di un incontro presentato il 22 dicembre al ministro Mariastella
Gelmini, i direttori non hanno ricevuto risposta. Per questo ora si rivolgono a
Berlusconi.
POLONIA LECH
WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ
( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'EVENTO pag. 14 POLONIA LECH WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ Lech Walesa
(in alto) è arrivato dalla Polonia per l'apertura dell'Università Mediolanum
Corporate con il ministro Gelmini. Accanto Anna Molinari e Kiera Chaplin
<I mali della
Riforma La scuola trema>
( da "Nazione, La (Umbria)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: PERUGIA LA RIFORMA Gelmini continua a far discutere. L'assessore
regionale alla formazione, Maria Prodi (nella foto), rileva che «data per
pronta a metà dicembre, non è stata ancora ufficialmente presentata, mentre si
accorciano di nuovo i tempi per costruire attorno alla proposta governativa un
percorso di discussione e partecipazione ampio e,
Lezioni all'aperto
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e professori contro la riforma del ministro Gelmini Lezioni all'aperto
Continua la protesta degli studenti e dei docenti contro la riforma del
ministro Gelmini. Ieri a Parma le lezioni si sono tenute in piazza Garibaldi:
prof e ragazzi armati di quaderni e tabelloni hanno continuato la loro attività
come se fossero in un'aula, sotto lo sguardo stupito e incuriosito dei
passanti.
I soldi per la
scuola servono come il pane
( da "Provincia Pavese, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: vari ministri tra cui Mariastella Gelmini, Angelino Alfano, Maurizio
Sacconi, Franco Frattini, i capigruppo del Pdl Cicchitto e Gasparri oltre al
cardinale Angelo Scola. Sua Eminenza ha aperto la manifestazione con una
«lectio magistralis» sul rapporto tra Chiesa e politica. Il patriarca di
Venezia ha affermato che l'impegno politico altro non è che il prolungamento,
DIAMANTE MAROTTA
IN PIENA ATTIVITà L'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE PER LA DEFINIZIONE ...
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aperto la trattativa con il ministro Gelmini proponendo di prorogare i
contratti annuali, riconfermando quindi la nomina per i supplenti che hanno
lavorato quest'anno, anche in considerazione che la Campania sarà una delle
regione ad avere un taglio di posti insostenibile». Anche per la scuola
dell'infanzia si conferma la generale tendenza delle famiglie a chiedere più
tempo scuola.
Arrestati due
usuraidisposto sequestro beni
( da "Sicilia, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle recenti manifestazioni contro i provvedimenti del ministro
Gelmini, aveva fatto lezione all'aperto agli studenti. «Nella facoltà dove
insegna il professor Carapezza ? aveva denunciato Meloni ? ci sono altri
quattro docenti con lo stesso cognome. E quello che mi meraviglia di più non è
tanto che Carapezza partecipasse alla protesta, ma che gli studenti lo stessero
ad ascoltare.
Inglese e basta,
boom di richieste ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sembra piacere la proposta del ministro Gelmini che, con la riforma,
consente di passare dalle attuali tre ore settimanali di insegnamento di
inglese a un totale di cinque, utilizzando le due ore di lezione adesso destinate
all'insegnamento di una seconda lingua comunitaria. Ma il dato non è univoco su
tutte le scuole cittadine.
Genitori e
insegnanti in corteo per difendere la scuola
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma che rischia di non esistere più a causa dei tagli imposti dai
Ministri Gelmini e Tremonti. E, per questo, oggi pomeriggio, provenienti da
tutta la Regione, raggiungeranno Venezia per consegnare i moduli con le firme
per una "Buona scuola" che, da mesi, genitori ed insegnanti stanno
raccogliendo nelle scuole di tutto il Veneto.
Il ministro tira
la volata al candidato sindaco Mattiussi
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini hanno loro dato. In conclusione abbiamo dato alla gente le
soluzioni concrete che la maggioranza degli italiani volevano», ha concluso il
ministro. Si è quasi dispiaciuto Bondi per la crisi della sinistra in quanto
«non consente - sono state le sue parole - di arrivare in Italia alla
formazione di due grandi raggruppamenti politici che si confrontino sui
contenuti e non su
Roma Mi sembra che
si stiano dividendo praticamente su tutto : così, a margine d...
( da "Gazzettino, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E l'ex ministro all'Istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd), apre un altro
fronte di preoccupazione: «Mariastella Gelmini convinca Berlusconi a fare
marcia indietro», altrimenti anche gli insegnanti, quali incaricati di pubblico
servizio, si vedranno costretti a denunciare i bambini figli di immigrati
irregolari.
Monselice No alla
riforma Gelmini, delegazione a Venezia
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Monselice No alla riforma Gelmini, delegazione a Venezia Sabato 21
Marzo 2009, Monselice Una folta delegazione di genitori e insegnanti di
Monselice, che potranno contare sull'appoggio di alcuni gruppi di genitori di
Abano e Stanghella, oggi alle 16 incontrano a Venezia la direttrice
dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo.
Olgiate: con la
``Gelmini`` aumenta il costo mensa per la scuola elementare
( da "Merateonline.it" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini`` aumenta il costo mensa per la scuola elementare Ambrogio
Sala Come anticipato la riforma Gelmini con l`introduzione dei differenti
moduli per la prima elementare è andata a creare non pochi problemi ai comuni.
Il primo caso lampante è quello di Olgiate Molgora dove l`amministrazione si
vedrà costretta a chiedere a Retesalute o a una cooperativa di svolgere il
servizio di
Proteste per la
riforma della maturità ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: uscite dal ministero di Mariastella Gelmini hanno mandato in
fibrillazione le scuole superiori, dove per le prossime settimane sono previste
riunioni dei collegi docenti per valutare la situazione. Malumori anche tra gli
studenti, che vedono affidare l'accesso all'esame clou della carriera
scolastica alle mani, in diversi casi, di un solo professore.
Alla scuola di
Cesole corsi di teatro e musica
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in base al decreto Gelmini, per non chiudere i battenti nel 2010. Una
mobilitazione generale che ha coinvolto anche le associazioni e perfino il
parroco. Per sabato prossimo, 28 marzo, alle 10 hanno invitato Paola Lucchi,
della scuola Arti e mestieri di Mantova, che spiegherà le possibili attività
per il post-scuola.
in 600 contro il
maestro unico bimbi e palloncini in corteo
( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini. Sono arrivati da tutto il Veneto e hanno
raccolto 32 mila moduli dove, nero su bianco, è stata espressa la volontà delle
famiglie contro le 24 e le 27 ore, facendo naufragare di fatto le due opzioni
orarie volute dal governo. Ieri a Roma, presso il Ministero della Pubblica
istruzione, sono stati consegnati 150 mila moduli simili a quelli raccolti in
città.
Nascite, saldo
positivoil comune chiede fondi per un micro-nido Ripetenti con un 5? L'Amaldi
scende in strada ( da "Secolo XIX, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la protesta contro il regolamento attuativo della gelmini nCremolino.
Un "micronido" nei progammi del sindaco di Cremolino Piergiorgio
Giacobbe. Cremolino è il primo comune del territorio ovadese a scegliere questa
strada per risolvere il problema delle famiglie, soprattutto le coppie più
giovani che lavorano e non hanno possibilità di lasciare i loro bimbi in
custodia a qualcuno.
tremonti non c'è,
ma il corteo blocca la città - luca daddi e carlo venturini
( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Insomma, un
processo di piazza alla politica berlusconiana, ma anche a certe scelte di
politica economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa. Filippeschi
e Basile nel mirino. In mezzo ai manifestanti, in larga maggioranza giovani e
giovanissimi,
gli italiani di
oxford giovani cervelli in fuga - enrico franceschini
( da "Repubblica, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma dà un ottimo giudizio della scuola superiore italiana: «Stando qui,
ho rivalutato immensamente la nostra scuola pubblica, dà una preparazione
mediamente migliore di quella di molte delle più costose scuole private
inglesi. Mi sono accorta di sapere più cose di cultura generale di certe mie
compagne inglesi uscite dalle scuole d´élite».
antagonisti in
corteo e il traffico impazzisce
( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Parole di fuoco contro la politica liberista del governo, la
speculazione edilizia, la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla
ricerca. Ma le critiche sono state riservate pure a «certe scelte di politica
economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa».
Braciere in casa
Quattro intossicati dal monossido
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: residente nella centralissima via Gelmini (dalle parti della chiesa
parrocchiale) è stata lievemente intossicata dal monossido di carbonio.
Genitori e figli stavano festeggiando una piccola festa: hanno acceso il
braciere per cucinare, ma dopo un po' di tempo il fumo avrebbe invaso
l'abitazione e alcune persone si sono sentite male, tanto da chiedere
l'intervento dell'
LA MANNAIA dei
tagli in bilancio si è abbattuta anche sul mondo della scuola...
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della riforma Gelmini, a farsi portavoce delle richieste e
preoccupazioni di genitori, insegnanti e studenti. Dal bilancio presentato
sembra invece che abbia deciso di andare nella direzione opposta, con la forte
contrazione o soppressione indiscriminata di molte voci di costo che potevano
avere un minimo impatto sul bilancio ma una grande importanza a livello sociale
e culturale»
L'affascinante
arte del <Preziotti>
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la legge Gelmini avremo problemi per la formazione delle classi,
che avranno più alunni». Potrebbero quindi essercene di più miste. Il Preziotti
prevede vari corsi: Architettura-arredamento, Oreficeria-metalli, Ceramica,
Restauro e Michelangelo architettura e arredo.
michele ianes Il
terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a Rovereto, ribadisce le insidie di una
stagione di cambiamenti ( da "Adige, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: critica a tutto campo il decreto Gelmini (il segretario nazionale
della Cisl scuola Silvano Furegon, presente all'incontro, parla di tagli per
otto miliardi e 700 milioni di euro) e rimane guardinga sulle scelte
dell'amministrazione provinciale: «Il risultato elettorale ci ha messo parzialmente
al riparo da una svolta che ci preoccupava,
Il <made in
Trentino> resiste alla crisi
( da "Adige, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è rappresentata da Ivo Gelmini che spiega come la crisi non colpisca
più di tanto i prodotti biologici «perché si sta affermando una tipologia di
consumatore trasversale, non sono più solo ?gli ambientalisti' a comprare
biologico ma grandi strati della popolazione che hanno a cuore la qualità
perché mangiando meglio si vive meglio».
SEGNALI
contrastanti dal mondo della scuola. Si seguono con apprensione le vicend...
( da "Nazione, La (Umbria)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 000 euro all' estensione del servizio a regolare tempo pieno
articolato su 5 giorni, come prevede il decreto del ministro Gelmini; tutto
questo per rispondere alle tante esigenze manifestate dalle famiglie. E ora si
è in attesa del parere dell'Ufficio Tecnico Regionale». M.B.
Uni: <Il caso
del liceo non va strumentalizzato>
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei possibili effetti della riforma Gelmini già se ne era discusso in
Consiglio. Purtroppo si è venuti a conoscenza solo ora, in un anno in cui le
iscrizioni si sono chiuse con un mese di ritardo, delle difficoltà effettive
del liceo». Per Uni è dunque «inutile puntare il dito contro politici ed amministratori
quando si è tutti d'accordo sulla necessità evitare l'
Loredana Colloca
Povero Berlusconi! Il Presidente del Consiglio, fiaccato alla stregua di un
m... ( da "Unita, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Donato Testa Supplenti e abilitati Forse i Ministri Gelmini e Brunetta
non hanno capito che tra i precari del mondo scuola ci sono anche quelli come
me che non hanno avuto supplenze quest'anno, pur avendo 42 punti in
graduatoria, una abilitazione all'insegnamento secondario e una
specializzazione sul sostegno polivalente e non solo quelli che hanno
attualmente una supplenza.
LE MAMME scendono
in piazza contro i tagli al...
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LE MAMME scendono in piazza contro i tagli alla scuola del Ministro
Gelmini. Da una loro prima analisi emerge che sono almeno 5 i posti di lavoro a
rischio (ma potrebbero aumentare) tra le maestre dei plessi scolastici
cattolichini. Significa disagi e soprattutto servizi che verranno a mancare già
dal prossimo anno scolastico in tutte le elementari di Cattolica.
tagli
all'istruzione: sosterremo mensa e servizi
( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fa ancora discutere la riforma Gelmini per le primarie. La presidente
del circolo didattico Barbara Della Turca difende la scelta del tempo pieno
Tagli all'istruzione: «Sosterremo mensa e servizi» L'assessore Dreosto stronca
i toni allarmistici e non esclude di uniformare gli orari d'uscita SPILIMBERGO.
ssk, incontro su
scuola ed elezioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: preoccupazione riguardante la riforma Gelmini, soprattutto per quel
che riguarda i tagli alla spesa, che già risulta ridotta ai minimi termini.
Quanto alle prossime elezioni europee, il segretario regionale Terpin ha
presentato l'accordo tra Ssk e Sud-Tirol Volkspartei, dove il partito della
comunità tedesca dell'Alto Adige ospiterà sulla propria lista un rappresentante
della Ssk.
Sottotetto in
fiamme a Zivido: donna intossicata all'ospedale palazzina di tre piani inagibile
( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: All'alba di ieri, un ricovero per intossicazione si è verificato anche
a San Colombano al Lambro, dove un barbecue lasciato acceso dalla sera prima ha
provocato pericolose esalazioni di monossido di carbonio nell'appartamento di
una famiglia di marocchini abitanti in via Gelmini.
la gelmini taglia
500 docenti nel veneziano ( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini taglia 500 docenti nel Veneziano» Ma le buone notizie non
frenano la dilagante preoccupazione per gli effetti dei tagli agli organici
decisi dal governo Berlusconi sulla scuola. Ieri durante il taglio del nastro
al liceo Franchetti, il tema rimbalzava di bocca in bocca, perché è oramai
prossima la pubblicazione dei tagli previsti al personale docente per la
Regione Veneto
Addio Gazzetta e
bigliettini Ora in Aula ci si rilassa con videofonini e Facebook
( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministre Prestigiacomo e Gelmini docent - tra i rispettivi palmari,
ripieni di video spiritosi, foto buffe e messaggini carini. Rimangono in pochi
a sfoggiare un libro invece del laptop. Giusto il Bossi, vecchio stampo, con
davanti un volumazzo su Gerusalemme; e qualche altro cavaliere della Mezzaluna,
con l'immancabile saggio sull'islam.
Tagli, il
Conservatorio vede nero ( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, tagliandoli del 100%, non garantisce più i contributi (dati
nel 2007 e 2008) promessi a quegli istituti pareggiati che acquisivano
l'autonomia (quest'ultima, si noti bene, per una legge voluta dallo Stato).
Quindi nel nostro caso, visto che siamo dall'inizio dell'anno diventati
autonomi, in base alle direttive ministeriali ci siamo dovuti dotare di una
serie di nuove figure
Reggio, insegnante
avverte di non fumare e si prende un pugno
( da "Nuova Ferrara, La" del 22-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: L'insegnante ha preferito non farsi medicare in ospedale e sembra
intenzionato a non sporgere querela. L'on. Angelo Alessandri (Lega nord) ha
fatto sapere che lunedì chiederà al ministro Gelmini come mai gli inquirenti
non hanno reso pubblico il nome della scuola dov'è accaduto l'episodio.
I giovani
Pd<Sciacallaggiocontro Recca>
( da "Sicilia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onda contro la riforma Gelmini, sfociata anche in una contestazione
nei confronti del rettore, Antonino Recca, in particolare per il caso Farmacia.
In una nota il gruppo giovanile e universitario del Pd si dissocia «dalle
infondate dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Segretario provinciale
di Rifondazione Comunista e dal coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti,
<Maggiori
garanzie per i precari>Scuola.
( da "Sicilia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La richiesta dei sindacati catanesi al ministro Gelmini per prof e Ata
Di sabato il postino non suona più? Bisognerà attendere l'inizio della
settimana per ricevere la posta a casa. È quanto sta succedendo da alcune
settimane a Catania e in tutti i Comuni della provincia. A denunciare la
carenza di servizio il "Slp-Cisl", il sindacato dei lavoratori
postali di Catania,
Boom di iscrizioni
alla Dante Alighieri. È un vero e proprio piccolo record quello registrato d...
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: potrebbe incappare in qualche difficoltà per via dei cambiamenti
introdotti dal decreto Gelmini: «Si parla solo dei tagli fatti alle elementari
e del maestro unico - spiega il preside Roberto Sintini - ma anche le scuole
medie andranno in sofferenza. In futuro i professori dovranno insegnare tutte
le 18 ore a loro disposizione, mentre ora fanno 15 ore in cattedra e tre di
compresenza.
Genitori e
insegnanti del Veneto in corteo ma slitta l'incontro con la dirigente regionale
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che bocciano i modelli orari a 24 e a 27 ore del maestro unico
proposto dal ministro Gelmini, verranno portati nella sede dell'Ufficio
Scolastico nei primi giorni delle prossima settimana. In quell'occasione
chiederemo alla dirigente scolastica che si faccia portavoce presso gli organi
superiori della volontà espressa dalle famiglie».
Scuola di Meano,
non dovevo avvertire il sindaco
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: improponibile per la legge Gelmini, a Meano, l'istituto Rodari ha
ritenuto opportuno far convogliare tutti gli alunni iscritti, compresi i sei di
Meano, nel capoluogo. «Ho scritto ai genitori subito dopo la chiusura delle
iscrizioni per chiedere se vi fosse qualcuno intenzionato ad iscrivere il
proprio figlio a Meano piuttosto che a Santa Giustina -
Reggio Emilia:
professore picchiato da quattro ragazzi
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Angelo Alessandri, parlamentare della Lega Nord, ha fatto sapere che
domani informerà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, intendendo
chiedere come mai gli inquirenti hanno preferito non rendere pubblico il nome
della scuola dov'è accaduto l?episodio.
Studenti anti
Gelmini ( da "Stampa, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: CICLOMUSEO Studenti anti Gelmini Sit in alla Mi-Sanremo Minacciano di
fermare la corsa, poi solo slogan e striscioni [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI
LIGURE Ieri studenti delle scuole superiori novesi hanno minacciato di bloccare
il passaggio della corsa ciclistica Milano- Sanremo davanti al traguardo
volante del Ciclomuseo, per protestare contro la politica del ministro Maria
Stella Gelmini.
In ribasso licei e
artistici ( da "Stampa, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Proprio su questi numeri ora si dovrà lavorare sodo per adeguarli alle
nuove norme del ministro Gelmini, contemperando anche altre normative vigenti.
Già avevamo detto, di recente, che, nella fase della formazione delle classi,
si dovrà tenere conto delle strutture a disposizione, degli spazi fisici
minimi. E poi gli organici: bisogna capire quanti insegnanti vengono assegnati.
La grande fuga
verso le private ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il
prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi
alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e
i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi avevano subito
protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto.
I genitori Si
dicono disorientati dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture
parificate ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il revival Erano quasi disprezzati, oggi piacciono: «Ma il pregiudizio
laicista è ancora un ostacolo» Nel mondo Gli istituti cattolici sono oltre 250
mila, frequentati da 42milioni di allievi I genitori Si dicono «disorientati»
dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture parificate
Oggi in Italia un
numero crescente di famiglie chiede di iscrivere i figli alle scuole cattoli...
( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come fissato dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il
diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un
servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo
Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto
inferiore rispetto a quelle statali.
[FIRMA]FLAVIA
AMABILE ROMA Almeno 15-20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella
... ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il
prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi
alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e
i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi avevano subito
protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto.
castellina:
incontro sulla scuola ( da "Tirreno, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sulla scuola firmato dal ministro Maria Stella Gelmini preoccupa
Castellina. Il sindaco Manolo Panicucci e l'assessore all'istruzione Maria
Luisa Balisciano hanno incontrato in questi giorni il preside dell'istituto
comprensivo Renzo Rodani. "I provvedimenti del governo - spiegano
Panicucci e Balisciano - rendono sempre più difficile la composizione delle
classi a causa dei numeri,
UMBRIA: ASSESSORE
PRODI INTERVIENE SU RIFORMA SCUOLE SUPERIORI
( da "marketpress.info" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: intesa sottoscritta il 17 marzo tra il ministro Gelmini e la Regione
Lombardia apre di fatto la strada per il passaggio dell?istruzione
professionale alla Regione e si propone una generalizzazione del modello a tutte
le Regioni. Questo fatto spiega anche come mai la riforma dei tecnici e dei
professionali, approntata tecnicamente dalla commissione De Toni,
50.000 FAMIGLIE
VENETE CHIEDONO IL TEMPO LUNGO TERMINATE LE ISCRIZIONI PER L'ANNO SCOLASTICO
2009/2010: ORA OGNI DECISIONE SPETTA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI; IL TEMPO
LUNGO È AN ( da "marketpress.info" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: prevista dalla riforma Gelmini. Se il tempo lungo venisse
effettivamente ?tagliato? (come presume il ?Coordinamento dei genitori ed
insegnanti delle scuole del Veneto?), gli alunni delle elementari che
attualmente frequentano la scuola con orario 8. 15-15. 45 ? cinque giorni su
sette - sarebbero obbligati a tornare al vecchio orario,
DA QUALCHE mese è
nato, in provincia, un coordinamento...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: specie nel nostro territorio, gli «effetti negativi» della riforma
Gelmini. E' un coordinamento tra docenti delle scuole del Delta, di Rovigo e
dell'alto Polesine, che ha anche redatto una serie di documenti, dove si
illustrano i cambiamenti cui andranno incontro famiglie, studenti e prof già
dal prossimo autunno.
Ondata di cinque a
scuola e rischio di non poter essere ammessi agli esami. Che fare? Le o...
( da "Gazzettino, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le opzioni dibattute in questi giorni sono tre: dare un sei
"politico", per aggirare gli sbarramenti pensati dal Ministro
Mariastella Gelmini. Con questo legittimando di fatto un falso in atto
pubblico, e tornando allo sciagurato film del voto politico, già visto dal '
Il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo
reg... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella
Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo regolamento sulla scuola
reatina. Se saranno applicati alla lettera i parametri previsti, rischiano di
perdere il posto in provincia, tra docenti e personale Ata, circa 500 persone
Tagli alla scuola,
il giorno del giudizio ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Secondo i "tetti minimi" fissati
dal ministro Gelmini in provincia rischiano la chiusura 83 plessi di 39 comuni
Tagli alla scuola, il giorno del giudizio In provincia potrebbero perdere il
posto circa cinquecento persone tra docenti e personale Ata
Conto alla
rovescia per la scuola reatina e cresce l'apprensione per il futuro immediat...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: numeri Se il regolamento firmato dal ministro Gelmini - che fissa i
"tetti minimi" di iscritti per tenere aperte le scuole - sarà
applicato alla lettera, in provincia di Rieti chiuderanno ben 83 plessi, in 39
comuni. Significa che, a settembre, circa 1800 alunni non troveranno più le
loro aule ma dovranno trasferirsi altrove, in molti casi anche a decine di
chilometri dai loro paesi.
TRENZANO Ancora
sulla cava per la Brebemi nAbuso della sua pazienza e di ...
( da "Giornale di Brescia" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ricordiamoci gli inviti del Ministro Mariastella Gelmini in tema di
edilizia scolastica) - gli interventi sono regolarmente finanziati, ci sono le
risorse per investire. I problemi, però, si incontrano nuovamente quando si
tratta di pagare: ai pagamenti per le opere in corso di costruzione, infatti,
si aggiungeranno quelli necessari per i nuovi investimenti,
Preti: ben venga
l'agenzia di valutazione degli atenei (
da "Giornale di Brescia" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dichiarazioni del ministro Gelmini Il rettore Augusto Preti
«Preoccupato per i tagli che sono previsti», ma anche «fiducioso che il Governo
farà il necessario per rendere la situazione sostenibile». Così si dice il
rettore dell'Università Statale, Augusto Preti, dopo le dichiarazioni del
ministro Mariastella Gelmini, secondo la quale l'ateneo cittadino non è in
pericolo di sopravvivenza.
un piano contro le
classi ghetto ( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e che rispetterebbe il tetto di massimo tre alunni non italiani ogni
dieci previsto anche dal ministro Gelmini. Ma, per evitare le classi ghetto, si
rischia che le famiglie debbano iscrivere i figli lontano da casa. Attacca Cgil
Scuola: «Il Comune finirà per deportare i bambini stranieri da una scuola
all´altra, il piano non funzionerà». FRANCO VANNI A PAGINA II
tetto agli
stranieri in classe moioli dice sì alla gelmini - franco vanni
( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Milano Tetto agli stranieri in classe Moioli dice sì alla Gelmini
"A Milano pronti al limite del 30%". Ma è polemica Città divisa in 4
macrozone, cambia la mappa dei bacini d´utenza. Cgil parla di
"deportazione" FRANCO VANNI Meno del trenta per cento di stranieri in
classe? «Si può fare». C´è già un piano: lo assicura Mariolina Moioli,
assessore all´Istruzione del Comune,
"classi
speciali, abbiamo vinto" - fulvio paloscia
( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini dice che nelle classi potrà essere presente un
massimo del 30% di studenti stranieri, è evidente che senza ammetterlo, si è
respinta l´ipotesi di istituire classi destinate esclusivamente a ragazzi non
italiani». Il segretario della Cgil è intervenuto, ieri mattina, al Mandela
Forum, alla chiusura della campagna antirazzista «
TERNI RIPRENDE
oggi l'udienza preliminare a carico di don ...
( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: udienza preliminare a carico di don Pierino Gelmini, accusato di
molestie sessuali su dieci ex ospiti della Comunità Incontro (nello stesso
procedimento devono rispondere di favoreggiamento due suoi collaboratori e la
madre di uno degli accusatori). Davanti al gup Panariello compare Michele
Iacobbe, il primo degli accusatori, che sarà controinterrogato dalle difese.
Se il cemento è di
sinistra: dì la tua sul blog
( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Pay Per Click di
Google: maneggiare con curaFondo, a Piller la prima coppa azzurraCina, rivolta
contro polizia In manette 100 monaci tibetaniFini incorona Berlusconi leader
Pdl "
Il sogno
comunista: dalle stalle alle stelle con la Hack
( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E poi sfila al Gay Pride sulle note di «Tango diverso», fa lezione in
piazza contro la Gelmini, vuol levare il crocifisso dalle aule e offuscare
Rai-Vaticano, dice che i pellegrini al funerale di Papa Wojtyla «facevano una
scampagnata», si batte per i colibrì donati dal Perù a Trieste, insulta
Napolitano per aver firmato il Lodo Alfano.
C'è crisi... la
fiducia in Berlusconi a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing
( da "Sestopotere.com" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da notare il ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella
Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai aver
assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai assopite)
del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre punti
rispetto a febbraio.
Il cardinal
Martino "Iscritti in crescita ma senza aiuti statali si chiude"
( da "Stampaweb, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come fissato dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il
diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un
servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo
Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto
inferiore rispetto a quelle statali.
STASERA ALLE 18 è
IN PROGRAMMA IL SECONDO INCONTRO DIBATTITO ORGANIZZATO DALL'ASSOC...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-03-2009) + 5 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: chiesto di esporre i principali punti della riforma Gelmini, questa
volta il presidente dell'associazione Valeria Spinetti e Maurizio Iapicca (vice
coordinatore regionale Pdl) ospiteranno Alessandra Mussolini, che affronterà il
tema: «Tutela dei minori, quali prospettive». L'incontro all'hotel Alabardieri
di Chiaia, sarà un occasione per approfondire i temi relativi al mondo dell'
C'è crisi... la
fiducia in Berlusconi scende a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing
( da "Sestopotere.com" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da notare il ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella
Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai aver
assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai assopite)
del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre punti
rispetto a febbraio.
Neo tecnologie
dell'abitare, Spacca scrive alla Gelmini
( da "Quotidiano.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gian Mario Spacca al ministro Mariastella Gelmini. Mariastella Gelmini
Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di
nuove tecnologie dell'abitare. E' sull'ipotesi del suo avvio che è centrata la
lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato
nei giorni scorsi al ministro per l'Università e la Ricerca,
Cisl scuola: la
Gelmini procuri i soldi o taccia
( da "Merateonline.it" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Economia >> Sindacati 17 / 3 / 2009 Cisl scuola: la Gelmini
procuri i soldi o taccia Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo
giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 17/3/2009 alle 21.22
Merate: situazione
drammatica alle elementari. I genitori chiedono le 40 ore ma non ci sono le
( da "Merateonline.it" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del 18 febbraio la Riforma Gelmini ha messo in seria difficoltà gli
istituti e le amministrazioni comunali che si sono trovati a dover gestire
iscrizioni troppo variegate negli orari, per le classi prime elementari, con le
medesime risorse dell`anno precedente. Gli iscritti in provincia di Lecco In
provincia di Lecco gli alunni iscritti alle classi prime di scuola primaria,
Marmirolo, domani
incontro sulle elementari di Pozzolo
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuole di Pozzolo che versano in una difficile situazione a causa
della legge 'Gelmini'. Domani sera alle 21, presso le scuole elementari della
frazione, infatti, l'amministrazione ha organizzato un incontro con tutta la
cittadinanza per ragguagliare sull'attuale situazione delle scuole e illustrare
tutti i progetti e gli interventi che sono stati messi in atto per salvare le
scuole.
Più rispetto per i
romeni A seguito dell'ultimo arresto di due romeni, come inda...
( da "Stampa, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: verso la scuola privata, meglio se privata-cattolica, finanziata con i
soldi dei contribuenti, in più ergendosi a difensori della libertà della
Chiesa. Tutto questo per accaparrarsi il voto cattolico. Povera Italia come
siamo caduti in basso! ALDO BATTILANA, CHIAVARI Quando la Chiesa era
superstiziosa Benedetto XVI in visita in Africa sostiene che la Chiesa combatte
le superstizioni.
Marcia delle
famiglie per salvare l'orario
( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che il ministro Gelmini intende modificare, mettendo un maestro unico.
Sono i genitori dell'Istituto Comprensivo, che raggruppa, oltre alle scuole di
Cordignano, anche quelle di Villa di Villa e Pinidello. Il sindaco Roberto
Campagna nei giorni scorsi ha scritto all'assessore regionale Elena Donazzan,
chiedendo che venga mantenuto il tempo pieno nei plessi delle frazioni.
Bresciani a Roma:
il più ricco è Conti ( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stupisce vedere solo al settimo posto il ministro Mariastella Gelmini
del Pdl con 136.611 euro, ma all'epoca della dichiarazione non era ancora
ministro della Pubblica Istruzione. Scorrendo l'elenco dei nostri parlamentari
scopriamo che, eccezion fatta per Davide Caparini (decimo nella particolare
classifica con 128.
A scuola 140
stranieri in più ogni mese (
da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: annunciato dal ministro Gelmini: «A Brescia un limite c'è già, ma il
problema della concentrazione eccessiva richiede politiche per la casa e il
lavoro» Un limite alla presenza degli alunni stranieri nelle classi? «Ma a Brescia
di fatto c'è già», dice Patrizia Capoferri, che all'Ufficio scolastico
provinciale è referente di tutto quel che riguarda l'
Da Lumezzane la
Mar veste i robot della Fanuc
( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Massimo Gelmini, presidente del Comitato Muap, e Giampaolo Mantelli,
assessore all'Istruzione e Formazione della Provincia, hanno istituito la
«Scuola in Fiera». Si è trattato di un test per mettere in relazione scuola e
lavoro. Pieno successo dell'iniziativa, alla quale hanno aderito l'Itis
Castelli di Brescia,
Mu&Ap potrebbe
tornare già nel 2010? ( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ap ha saputo lanciare un messaggio propositivo - spiega Massimo
Gelmini, presidente del Comitato promotore. - Un'offerta di livello e un
progetto di lungo periodo che guarda al futuro. Buoni i riscontri raccolti
dalle aziende presenti». Sono stati 12.500 gli operatori che hanno visitato
Mu&Ap nei quattro giorni di fiera;
raccolta di firme
contro i tagli del governo
( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma-Gelmini, ecco una nuova raccolta di firme. Questa volta
l'oggetto della protesta sono i tagli voluti dal Governo. Tre gli appuntamenti
per mettere la firma: lunedì 30 marzo e lunedì 6 aprile dalle 9 alle
tutti insieme
contro la riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insieme contro la riforma Gelmini» Comitato genitori, sindacati scuola
ed enti locali d'accordo PISTOIA. Provincia, Comuni, sindacati scuola e il
Comitato provinciale genitori: tutti insieme per lanciare un grido d'allarme
sulle prospettive della scuola pistoiese. Questo il senso dell'incontro che si
è svolto ieri mattina nella sede del Centro impiego della Provincia in via
Tripoli.
Università, la
Gelmini promette più soldi
( da "Secolo XIX, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini promette più soldi la crisi degli atenei Il Pd avverte: «Con i
tagli previsti, nel 2010 sarà lo sfascio». Ma il ministro offre «risorse in
cambio di riforme» 24/03/2009 Roma. Nessuna trattativa sulle riforme per
l'università potrà iniziare se prima il governo non provvederà ad annullare i
«pesantissimi» tagli sul fondo di finanziamento ordinario degli atenei che
scatteranno
fornacette vuole
il treno e "bussa" alla provincia
( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Pd di Calcinaia organizzerà una raccolta di firme domani mattina al
mercato di Fornacette contro "i tagli alla scuola" della legge
Gelmini e il prossimo 25 marzo un incontro al circolo Arci di Fornacette per il
«progetto possibile di una nuova fermata ferroviaria proprio nella frazione
calcinaiola». A.Q.
Il Sud nel mirino
della Gelmini ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 13 del 24/3/2009 | Indietro Il Sud nel mirino della Gelmini AZIENDA
SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Alla firma del ministro il decreto organici:
cancellate quasi 37 mila cattedre in un anno A differenza del passato, non ci
saranno deroghe sul personale è il provvedimento centrale dell'operazione
tagliacattedre.
Docenti, si vota.
Ma tutti insieme ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Su profitto
e condotta la valutazione non è più individuale Il
Classi super per
il nuovo anno ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: indicazione giunta dalla Gelmini ai direttori regionali per tagliare
il personale nel 2009/10 Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di
15 alunni Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le
classi per costituire ogni cattedra. Sono queste le novità più importanti
contenute nella bozza di circolare sugli organici predisposta dal ministero
dell'
"premi per i
più bravi e controlli sulle spese"
( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Fondazione di diritto privato prevista dalla riforma Gelmini: «Noi
siamo favorevoli» dice Paolo Gandola, in lizza per il cda. Sulla didattica:
«Bisogna ridurre ancora i corsi di studio, ci sono troppi doppioni». E sulla
data delle elezioni: «E´ stato sbagliato spostarla per via dello sciopero della
Cgil».
e il rettore
calzolari va dalla gelmini
( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro E il rettore Calzolari va dalla Gelmini IL rettore Pier Ugo
Calzolari sarà oggi a Roma all´incontro del ministro Gelmini con la Conferenza
dei rettori. Si parlerà di nuovo sistema di governance per le università - un
riordino atteso da mesi - di meccanismi di concorso per la selezione dei
ricercatori e dei docenti.
e nelle paritarie
senza bonus è profondo rosso
( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le scuole private parificate cattoliche stanno conoscendo una nuova
giovinezza. A dirlo sono i numeri diffusi dall´Agesc, l´associazione che
riunisce i genitori delle scuole d´impronta cattolica. Così in regioni come
Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si registra una grande fuga verso le
private con una cifra di 15-mila studenti che lasceranno le scuole statali.
<Insegnanti,
tagli inevitabili Ora la scuola vuole qualità>
( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Berlusconi sono stati prudenti, ma io avrei scelto di andare
a regime anche con le superiori fin dal prossimo anno scolastico. La crisi ha
ridisegnato gli obiettivi di Lisbona, che dovranno essere raggiunti da tutti
per il 2020, abbiamo quindi più tempo per recuperare terreno di fronte
all'Europa e all'Ocse su dispersione e qualità della scuola e dobbiamo usarlo
tutto»
Il Sud nel mirino
della Gelmini ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Gelmini A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul
personale È il provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il
decreto sugli organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e
che è ora è alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini,
prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante organiche di circa 37 mila
cattedre,
Intanto le scuole
rischiano il pignoramento dei beni
( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tanto più che il ministero guidato da Mariastella Gelmini ha già
rappresentato alle scuole «l'esigenza di contenere il conferimento delle
supplenze brevi». I soldi però sono stati chiesti al ministero dell'economia.
Ma la faccenda è in alto mare perchè il Tesoro non ha ancora accertato i debiti
pregressi.
In un colpo vanno
via in 50 mila ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ? effetti moderatamente positivi per le migliaia di personale
precario che aspira all'incarico a tempo indeterminato o a quello di durata
annuale o fino al termine delle attività didattiche. I 40 mila docenti che
cesseranno dal servizio annullerebbero, secondo il ministro, i tagli dei posti
in organico di diritto e consentirebbe sia il preventivato numero di immissioni
in
Docenti, si vota.
Ma tutti insieme ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Docenti, si
vota. Ma tutti insieme Su profitto e condotta la valutazione non è più
individuale Il
Classi super per
il nuovo anno ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 15 autore: Pagina a cura di Carlo Forte L'indicazione giunta dalla
Gelmini ai direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Classi
super per il nuovo anno Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di 15
alunni Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le classi
per costituire ogni cattedra.
Scuola col fiato
sospeso. C'è ancora da attendere per capire in che misura i tagli imposti...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delibere e prese di posizione ufficiali nei confronti del regolamento
Gelmini. A capire la gravità della situazione anche molti genitori. Oltre alla
costituzione del comitato di Roccasinibalda, va registrata la preferenza accordata
da gran parte delle famiglie a tempo pieno e tempo prolungato. Una
"mossa" che i sindacati avevano chiesto per mettere all'angolo il
ministro e capire se,
"Salve,
Federico, la mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che
v... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le
lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure
scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto che mio
figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di
nuovo a parlare con gli insegnanti.
È durato oltre tre
ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pieri...
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi È durato oltre tre ore il controesame di
Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pierino Gelmini, interrogato
dai difensori del sacerdote nel corso dell'incidente probatorio davanti al gup
di Terni
È durato oltre tre
ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pier...
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: don Gelmini - ha riferito Iacobbe - gli avrebbe promesso dei soldi in
cambio della sua ritrattazione. In aula questa mattina è stato ascoltato anche
Pasquale Di Leonardo, ospite della Comunità nel
"Salve,
Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario...
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le
lezioni, certi professori non spiegano bene gli argomenti e sembrano pure
scocciati di stare lì. Quindi, quando alle pagelle di febbraio ho visto mio
figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di
nuovo a parlare con gli insegnanti.
"Salve,
Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di ...
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le
lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano
pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio
figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di
nuovo a parlare con gli insegnanti.
Più studenti in
provincia che in città ( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha parlato sia della riforma scolastica Gelmini, sia della
situazione scolastica attuale. L'onorevole ha infatti da subito precisato la
necessità di cambiamento in questo 2009, dicendo che «la scuola di questo nuovo
secolo ha bisogno di eliminare definitivamente degli schemi mentali che hanno
40 anni, derivati dal Sessantotto, e di adeguarsi al mercato,
"Salve,
Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario...
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 24-03-2009) + 3 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le
lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano
pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio
figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di
nuovo a parlare con gli insegnanti.
Medicina, non
punire i migliori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ministro Gelmini, la piccola riforma che proponiamo è semplice, utile
e non ci sembra abbia controindicazioni. Perché non metterla rapidamente in
atto? * Università di Bologna, andrea.ichino@unibo.it ** Jefferson medical
college, Philadelphia; presidente Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Ssn
ignazio.
Meno abbandono
scolastico con iniziative alle scuole medie
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accento su alcuni elementi di criticità legati soprattutto alla
riforma Gelmini. «In questi anni - ha affermato lo stesso Amadei - è
raddoppiato il numero delle famiglie in carico ai Servizi sociali e aumentato
di due volte e mezzo quello dei minori. E' importante capire in che modo si
stanno affrontando questi problemi nel mondo scolastico».
"SALVE,
Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario...
( da "Messaggero, Il" del 24-03-2009) + 2 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le
lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano
pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio
figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di
nuovo a parlare con gli insegnanti.
<Formami e non
formattarmi>, è il titolo dato all'incontro di riflessione e diba...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: università dopo il decreto Gelmini in programm nella sala della Gran
Guardia stasera alle 21. Interverranno: Diego Crivellari, vice coordinatore
provinciale Pd; Massimo Bettin, responsabile delle politiche giovanili veneto
Cgil; Valeria Cittadin, segretaria provinciale Cisl Scuola, Filippo Silvestri,
segretario regionale Giovani Democratici.
Conquistare New
York a 19 anni: l'avventura jazz di Enrico Zanisi
( da "Unita, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, ma è più forte quella del jazz, col suo gruppo, Zut4.
Sostenuto dal padre Alberto, insegnante di flauto e da mamma Cinzia, di
pianoforte. Lo strumento era lì, a casa, Enrico a sei anni lo ha provato a
suonare, per curiosità. Nato nel 1990, poco fa, è cresciuto nelle acque della
musica classica fino al diploma al Conservatorio de L'
Universitari alle
elezioni dopo la stagione dell'Onda <Vincerà l'astensionismo>
( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I temi fondamentali alla Bocconi non sono quelli della riforma
Gelmini. «Anzi, qui abbiamo prodotto un documento condiviso aggiunge Lecce nel
quale chiediamo una riforma più meritocratica e condanniamo le forme violente
di protesta. Gli argomenti che interessano sono gli alloggi e le borse di
studio. In questa direzione, la Bocconi sta agendo.
di SARAH BUONO A
DIECI MESI dal lancio della propria candidatura per il mandat...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, impone delle regole: preparare la docenza nei vari settori per
non far morire l'idea di Università, motivare i colleghi giovani e ridefinire
gli obiettivi tagliando tutto ciò che è stato ipertrofico». POI l'aspirante
Rettore procede: «Una percentuale delle quote del turn over va riassegnata alle
strutture di provenienza ma la maggior parte va ridistribuita in merito alla
Stop ai tagli ad
orologeria per gli Atenei I democratici per una nuova governance
( da "Unita, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E invece il duo-Tremonti-Gelmini intende fare tutt'altro: i tagli
imposti in Finanziaria «hanno innescato una bomba ad orologeria» pronta ad
esplodere nel 2010, come sostiene anche Enrico Decleva, il presidente della
Conferenza dei rettori delle università italiane. Una miccia, quindi, che
bisogna disinnescare.
DISTRETTO
INDUSTRIALE MARCHIGIANO PER NUOVE TECNOLOGIE DELL'ABITARE - IL PRESIDENTE
SPACCA SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE DELL'AVVIO DEL PROGETTO.
( da "marketpress.info" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL PRESIDENTE SPACCA SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE
DELL´AVVIO DEL PROGETTO. Ancona, 24 marzo 2009 - Un nuovo distretto industriale
finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell´abitare. E´
sull´ipotesi del suo avvio che e` centrata la lettera che il presidente della
Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato nei giorni scorsi al ministro per
l´
Arrivano i re di
Svezia, tre giorni di incontri e cultura
( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini, mentre la regina visiterà il museo
dei bambini, Explora. Oggi dalle 10,30 alle 11,30, per il passaggio del corteo
reale, saranno deviate le linee di bus H, 23, 30 Express, 34, 40 Express, 44,
46, 46B, 60 Express, 62, 63, 64, 70, 81, 84, 85, 87, 95, 98, 116, 117, 119,
160, 170, 175, 186, 280, 492,
le famiglie
vogliono il tempo pieno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: impostazione del ministro dell'Istruzione Gelmini, gli esponenti della
Cgil Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Lo hanno chiesto in 27
neo-iscritti, su 2 mila 761 matricole provinciali». I numeri nel Friuli Occidentale
parlano chiaro: il popolo delle primarie è cresciuto di 156 unità rispetto al
2008 e ha raggiunto quota 13 mila 867 scolari,
Ma questa per Fini
è la grande occasione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Brunetta, Sacconi, Quagliariello. Questi, a differenza di
Fini confinato a un ruolo istituzionale e in uscita da una cultura politica
invecchiata, possono muoversi con maggiore autonomia perché provengono da
culture politiche che la modernità e i suoi problemi non le hanno scoperte di
recente.
Gelmini: tetto del
30% per gli stranieri in classe, vogliamo l'integrazione
( da "Rai News 24" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma | 24 marzo 2009 Gelmini: tetto del 30% per gli stranieri in
classe, vogliamo l'integrazione Mariastella Gelmini "Abbiamo pensato a una
quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la
sua funzione di integrazione degli studenti migrati".
24/03/2009 09:57
SCUOLA: GELMINI, QUOTA PER STUDENTI STRANIERI SERVE A INTEGRAZIONE
( da "ITnews.it" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, stamattina a "Panorama del giorno" di
Maurizio Belpietro, sottolineando che "occorre in alcuni casi dosare la
presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani" e che
la preponderante presenza di studenti stranieri in un istituto "non e' la
condizione per una vera integrazione",
24/03/2009 09:54
UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILI A CONFRONTO CON PD SU RIFORME
( da "ITnews.it" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, questa mattina a "Panorama del giorno"
di Maurizio Belpietro. Quanto poi al fatto che il Segretario del Pd, Dario
Franceschini, sulla riforma dell'universita' ha avanzato delle proposte
chiedendo un confronto, alla domanda se il Governo sia disponibile a mettersi a
discutere, Gelmini risponde "Assolutamente si".
LOMBARDIA:
GELMINI, SENZA FONDAMENTO IPOTESI MIA CANDIDATURA A PRESIDENZA REGIONE
( da "ITnews.it" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini alla presidenza della Regione Lombardia. Lo ha affermato
questa mattina lo stesso ministro dell'Istruzione a "Panorama del
giorno" di Maurizio Belpietro, aggiungendo che "il presidente
Berlusconi e il presidente Napolitano mi hanno assegnato il compito di
occuparmi di istruzione, di universita' e di ricerca e sono abituata a
terminare gli impegni che mi vengono attribuiti.
Cattivo uso di tv
e Internet, è ora di porre un freno
( da "Denaro, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: approccio alla tecnologia aprendoci al nuovo, ma un nuovo che affonda
le radici nel passato, che era privo di gossip, che premiava il merito ed era
pieno di sogni e di legittime aspirazioni. Concludo condividendo il pensiero di
don Gelmini: internet senza regole è infernet. * presidente Associazione Amici
dell'Altra Italia del 24-03-2009 num.
La condizione dei
ricercatori precari in Italia
( da "Stampaweb, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ricerca auspicato dal Ministro Mariastella Gelmini e dai suoi
Predecessori dovrebbe consentire una valutazione più obiettiva della
produttività e permettere una distribuzione più efficiente e meritocratica dei
fondi ministeriali destinati alla ricerca. A questo proposito appare necessario
puntualizzare alcuni aspetti riguardanti la particolare condizione della
ricerca in Italia.
Gelmini, il tetto
del 30% di stranieri serve per l'integrazione
( da "Stampaweb, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione, Mariastella Gelmini, intervistata dalla trasmissione
“Panorama del giorno” su Canale 5. «Abbiamo pensato - ha spiegato il ministro -
a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad
assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti migrati e l?
Scuola, tetto 30%
per stranieri, Gelmini: serve per equilibrare
( da "Reuters Italia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini c'è il fatto che l'inserimento nelle
classi "non basta" e in alcuni casi "occorre equilibrare, dosare
la presenza di studenti immigrati con studenti italiani". La settimana
scorsa il ministro Gelmini aveva annunciato che, per migliorare l'integrazione
nelle scuole tra alunni italiani e stranieri,
Scuola, a Genova
convegno Anci su attuazione Titolo V in materia di istruzione
( da "Sestopotere.com" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziativa del 3 aprile sarà anche quello di aprire un dibattito sul
tema della scuola a partire dalle funzioni e responsabilità dei Comuni,
coinvolgendo tutti gli attori interessati dal profondo processo riformatore del
sistema scolastico. Al convegno è stata invitata Mariastella Gelmini, Ministro
Istruzione, Università e Ricerca.
Italy wants 30
percent cap on immigrants in class
( da "Reuters" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: " Education Minister Mariastella Gelmini told local television.
"There have been many cases of classes almost entirely made up by
immigrant students and obviously such conditions are not ideal for proper
integration." Immigrant children would learn more Italian if they mixed with
more local students, the minister said.
L'11 aprile ci
sarà il nuovo Cda ( da "Sicilia, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tra le novità nella riforma del ministro Gelmini, a partire dal
prossimo anno, "Cittadinanza e Costituzione" rappresenta un nuovo
insegnamento che comprenderà l'educazione stradale. In questo contesto si
inserisce l'iniziativa dell'ufficio scolastico provinciale di Agrigento,
anticipando i tempi di attuazione della riforma con l'organizzazione di un
corso di formazione per i "
ROMA. NON SI PUò
CERTO DEFINIRE POVERO MA IL REDDITO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DA UN ANNO
AL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini (Istruzione, 136mila) e ultima Mara Carfagna
(Pari opportunità, 133mila). A chiudere la classifica dei componenti del
governo il Guardasigilli Angelino Alfano, con 123mila euro, mentre si collocano
in posizione intermedia Claudio Scajola (Sviluppo economico, 226mila), Altero
Matteoli (Infrastrutture,
Stupidi.
( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma
impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più
impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori,
cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura.
ASSEMBLEA DEL PD
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini per poi inevitabilmente approdare alla crisi del vetro.
Qualche malumore è scaturito dalla mancanza dei rappresentanti comunali, ma
anche dalla questione relativa alla scuola del vetro Abate Zanetti. «Abbiamo
500 lavoratori in cassa integrazione su circa 900 - ha esordito Davide
Camuccio, di Filcem-Cgil - e non capisco perché non ci sia nessun
rappresentante del Comune
Giavera (L.Bon) Le
lotte di campanile fra Santi Angeli, Giavera e Cusignana. La "gara"
per la ba... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nel nome (Mariastella Scarfagna) e nei gesti, il Ministro
all'istruzione Gelmini e quello alla condizione giovanile Carfagna. Il tutto in
una palestra gremita. Poi il "rogo" davanti al tempio "Regina
pacis" ed una lotteria che ha ricordato il "fuochista" di sempre
Antonio Perin, detto Toni Pia, scomparso di recente.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Futurismo? Il Pdl nasce come una boccio la FEDERICO
ORLANDO RISPONDE Cara Europa, nei giorni scorsi, il ministro Brunetta, che ha
uno sproporzionato bisogno di far parlare di sé anche a costo di dire
castronate, ha fatto il suo gesto futurista, scagliando la bomba contro gli
studenti universitari contestatori: definiti «guerriglieri da trattare come
guerriglieri», e io immagino coi mitra e, se catturati, con tribunale militare,
tortura e fucilazione, come da manuale dell?antiguerriglia. Eppure, con tutte
le mostre sul futurismo che sono in giro per l?Italia, il materiale brunettiano
mi sembra scaduto, usurato. Tanto che, dopo la cauta Gelmini che ha frequentato la sacrestia
e perciò è più esperta nel conciliare autoritarismo e guanto di velluto, lo ha
richiamato anche qualcun altro, forse il Re in persona, per costringere il
ministro a ripensarci e trasformare i «guerriglieri» in «quattro ragazzotti».
Ma i futuristi veri, cantata maledettamente la guerra, poi andavano a farla.
Perché i nostri imitatori non ne ripassano la storia? ALVISE FUSCAGNI, VENEZIA
Caro Fuscagni, non saprei dirle se sarebbero bastate le famose ?scazzottate
futuriste? per fare del movimento di Marinetti e di Boccioni quella cosa
culturalmente seria e politicamente ambigua che fu il fururismo. L?accusa agli
studenti mi sembra appartenere più alle scazzottate che non alla cultura,
neanche a quella dei paradossi letterari marinettiani, di cui in queste
settimane sono stracolmi i tavoli delle librerie e gli ingressi dei musei dove
si tengono le (troppe) mostre per il centenario del movimento: dico troppe
perché nessuna riesce poi ad essere esauriente, o, come dicono con neologismo
gli inglesisti, esaustiva. Neanche quelle che si propongono di andar oltre
l?impegno celebrativo, per esempio la mostra al Quirinale (venuta dal
?Pompidou?), che mette a confronto il futurismo e le altre avanguardie del
tempo. Qualche persona letterata di destra, che esamina il nascente movimento sociale
unico di Fi e An, appunto il Pdl (o partito del leader o partito della
limousine), annusandovi totale mancanza di cultura, volge la cosa in positivo,
parlando di partito postculturale. L?ha scritto, lui sì un po?
marinettianamente, Buttafuoco, e forse meglio Angelo Crespi, direttore del
Domenicale. A parer suo, già «Forza Italia è paradossalmente (?) il primo
partito a-culturale e per questo l?animo con cui si rivolge alla cultura
oscilla tra il tiepido interesse e la lontananza». Ecco un esempio di futurismo
del nulla, che constata ma non propone. Tanto che il mio amico Gennaro
Malgieri, uno dei rari intellettuali del Msi, generazione di mezzo, da ultimo
consigliere della Rai (vedi il suo ritrattino fattone ieri da Europa nella
rubrica Vip) dice: «Il Pdl non sarà altro che la costituzionalizzazione di una
lista elettorale, di una coalizione eterogenea governata da un monarca assoluto
e assecondata da un?oligarchia che non scaturirà da un voto. Neanche le
bocciofile nascono così». Si rassegni, Gennaro. Il Pdl sarà ? secondo il verbo
di Crespi, che se ne intende ? «un partito rivoluzionario in quanto
conservatore, conservatore in quanto riformista, riformista in quanto laicista,
laicista in quanto cattolico, primo partito post-ideologico assolutamente liquido
e per paradosso fortemente radicato nella comunità movimentista e al tempo
stesso di governo». Molto meglio, trent?anni fa, al tempo di Berlinguer, si
diceva del Pci «partito di lotta e di governo». La contraddizione, nel contesto
dell?unità nazionale, si capiva, oggi nel contesto liquido si capisce assai
meno: siamo a Marinetti contro tout le monde ma anche Marinetti accademico
d?Italia in camicia nera, feluca e spadino. La storia si ripete, la prima volta
come tragedia, la seconda come commedia. E anche questa è una ripetizione. Gli
italiani, come sempre, se ne accorgeranno soltanto all?ultimo atto, quando il
teatro gli cade addosso e gli rompe le ossa.
( da "Guardian,
The" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Italian minister plans 30% limit per class on immigrant
pupils Tom Kington in Rome The Guardian, Saturday 21 March 2009 larger |
smaller Italy's education minister has unveiled plans to set a 30% limit per
class on immigrant pupils in an attempt to avoid ghettoes, as the number of
foreign children attending Italian schools soars. Maria
Stella Gelmini floated the
plans as concern grew among some Italian parents at the number of non-Italians
in schools. In one Rome suburb, a committee of Italian parents threatened to
remove their children from classes after the proportion of immigrant pupils
reached 80%. "This is not a racist country," said Gelmini. "But this case should make us reflect."
Just over 500,000 non-Italian children are now studying in Italian schools, up
18.2% since 2005 to account for 5.6% of the total. Albanians are the largest
group of foreign students at 15.5%. The plan drew criticism from Italy's only
black member of parliament, who said the government was mistakenly grouping the
Italian-born children of immigrants with recently arrived immigrants who enter
the school system speaking no Italian. "Italy is the only country in
Europe which denies citizenship until the age of 18 to children of non-Italians
who are born in this country," said Jean-Léonard Touadi, who was born in
the Republic of the Congo. "They speak Italian, they are effectively
Italian, so you cannot treat them like new arrivals and lump them all together
in a quota." But officials in the northern city of Vicenza, which has
already instituted a quota, said they believed it was the only way to build a
multi-ethnic consensus. Under the city's scheme, limits are placed on Italian
parents pulling their children out of schools where numbers of non-Italian
pupils are rising, with the guarantee offered in return that non-Italian pupils
will not exceed 35%. "This way the Italians stay put and integration can
start at an early age," said Jacopo Bulgarini D'Elci, spokesman for the
city's centre-left mayor, Achille Variati. "This problem is usually
tackled by the right," he said. "But this time we are happy the
government is following our lead." Other immigration policies launched by
the government of Silvio Berlusconi have drawn stronger criticism. More than
100 MPs in Berlusconi's own Freedom People party signed a petition this week
against a measure in a security bill which lifts a ban on doctors reporting
illegal immigrants they treat to the police.
( da "KataWeb
News" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Insulti alla Gelmini a brescia:
"Hai affamato la scuola" 20 marzo 2009 alle 21:44 — Fonte:
repubblica.it — 0 commenti Attimi di tensione stasera nella sede
dell'Associazione industriale bresciana all'arrivo del Ministro all'istruzione
Mariastella Gelmini, attesa per il convegno 'La scuola
di oggi, fucina di talenti di domani? '. Una persona secondo i bene informati
vicina al centro sociale Magazzino 47 si e' accostata al Ministro impegnata a
rispondere ai giornalisti urlando 'La scuola e' al collasso per colpa tua. AGI
( da "KataWeb
News" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini, "Per l'integrazione tetto dal 2010-2011" 20 marzo 2009
alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti 'La scuola oggi e' multietnica:
dobbiamo discutere di questo tema con pacatezza e equilibrio, facendo in modo
che si assuma fino in fondo la responsabilità dell'integrazioné. Lo ha
affermato stasera il Ministro all'istruzione Mariastella Gelmini,
rispondendo a margine del convegno 'La scuola di oggi, fucina di talenti di
domani' all'Associazione industriale bresciana, alle domande dei giornalisti.
'La presenza di moltissimi studenti stranieri fa si' che le classi diventino
ghetti, che non consentono l'integrazione -- ha continuato Gelmini
-. Per superare questo problema è valida l'esperienza dei mediatori culturali,
ma anche l'indicazione di un tetto, che scatterà non dal 2009 ma dal 2010-2011,
così da dare alle scuole il tempo di organizzarsi. È una scelta presa
confrontandoci con i dirgenti scolastici provinciali e regionali. Abbiamo anche
condizionato delle risorse per far sì che i ragazzi, soprattutto quelli che
arrivano in Italia a 12, 13, 14 anni, possano essere seguiti nell'apprendimento
della lingua italiana. Non ci può essere integrazione senza la conoscenza della
cultura e della lingua. AGI
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Peccato per gli studenti Alcune considerazioni sulla
polemica inerente l'incontro di sabato 14/3 al Palatenda a Bagnolo S. Vito
sulla legge Gelmimi. Un mese fa sono stata contattata dalla signora Zambelli
che desiderava organizzare un incontro pubblico sul tema della scuola anche con
la presenza di alunni. Considerando la presenza di alunni, ho concordato che
l'incontro avrebbe dovuto avere esclusivamente un taglio informativo sui
contenuti della legge, dando prioritariamente la possibilità ai ragazzi di
esprimere le loro richieste di chiarimento e di formulare domande per esempio
in merito all'organizzazione dei lavori al Senato, all'iter di formazione di una
legge e a qualsiasi altra curiosità inerente la vita parlamentare. La mia
decisione di intervenire come rappresentante delle istituzioni e non come
espressione di una parte politica era dettata dal profondo rispetto per i
bambini e i ragazzi ritenendo che essi debbano essere esclusi dalla contesa
politica. Non a caso al Palatenda non erano presenti bandiere e simboli della
Lega Nord. Non solo, io stessa ho scelto di non indossare alcun segno
riconducibile alla Lega. La comunicazione del Dirigente scolastico e
dell'assessore Borsari, datata 9/3, confermava la volontà di far partecipare
gli alunni delle terze medie. Non solo, nella stessa comunicazione, il
Dirigente scolastico e l'assessore si sono assunti la paternità di
organizzatori dell'evento. Purtroppo gli alunni non si sono visti al Palatenda
perché, nel frattempo, il Collegio docenti ha deliberato che i ragazzi, visto
che non erano stati preparati adeguatamente all'incontro, avrebbero perso tempo
presenziando allo stesso. Rispetto la delibera della scuola: capita ai
professori di programmare attività e poi di non riuscire a svolgerle nei tempi
stabiliti. So anche che i professori affronteranno in
classe la lettura della legge Gelmini, legge composta da pochissimi articoli e di facile lettura.
Anche se i ragazzi fossero venuti al Palatenda non particolarmente preparati,
sarebbe bastato avvisarmi. Ho insegnato fino all'altro ieri e conosco le
tecniche per far sì che essi si sentano a proprio agio, liberi di esprimersi e
di porre domande, anche le più bizzarre o divertenti. Non si trattava
dell'esame di Stato! Non so se i docenti abbiano negato la partecipazione degli
alunni per il motivo dichiarato o per motivi ideologici: non è questo il
problema. Certo hanno dimostrato di credere che gli alunni non fossero in grado
di gestire una situazione nuova ed esterna all'ambiente scolastico, se pur
protetta, con sufficienti competenze e con serenità. A volte le situazioni
«senza rete», purchè supervisionate sempre da adulti responsabili, sono ottime
palestre educative che richiedono ai ragazzi la capacità di sapersi misurare
con se stessi. Di tutta la polemica questo è il punto su cui scuola,
Amministrazione comunale e genitori devono riflettere. In ogni caso mi rendo
disponibile a essere presente una seconda volta a Bagnolo. Se mi sarà
richiesto. Irene Aderenti Senatrice della Repubblica
( da "Giornale
di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia I GIOVANI DI OGGI, I LAVORATORI
E I DIRIGENTI DI DOMANI IL MINISTRO GELMINI «Se non si vogliono creare
"classi ghetto" è necessario porre il limite del 30% al numero degli
studenti stranieri. Il tetto entrerà in vigore nel 2010-2011, ma già dal
prossimo anno scolastico sarà chiesto uno "sforzo" ai dirigenti per
evitare i casi più eclatanti. La scuola è chiamata ad assolvere il ruolo
di integrare gli studenti stranieri. E lo dobbiamo fare non all'insegna del
politicamente corretto, ma affrontando i problemi in maniera seria»
( da "Giornale
di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Gelmini: «La Statale non è in pericolo» Il ministro, ospite dell'Aib,
rassicura sul futuro dell'ateneo e ribadisce: «Gli stranieri nelle classi non
superino il 30%» ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden)"
title="Mariastella Gelmini, bresciana, trentacinque anni, ministro della Pubblica Istruzione
(Foto Eden)" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090321/foto/full_brescia_153.jpg',600,897)">
Mariastella Gelmini, bresciana, trentacinque anni,
ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden) n«L'Università di Brescia a
rischio? Non credo proprio. È un ateneo virtuoso ed è nelle condizioni più di
altri di andare avanti». A dirlo è il ministro Mariastella Gelmini
a margine del convegno «La scuola (di oggi) fucina di talenti (di domani)?»,
organizzato dall'Associazione industriale bresciana. «Al rettore Preti -
aggiunge - va dato atto di aver ben amministrato, tant'è che la spesa corrente
è al di sotto della soglia del 90%». Queste parole fanno di certo tirare un
sospiro di sollievo a quanti temevano per la sopravvivenza dell'università
cittadina: nelle settimane scorse, infatti, lo stesso numero uno dell'ateneo
bresciano aveva definito «insopportabili» i tagli del governo e, di
conseguenza, aveva addirittura minacciato le sue dimissioni. Durante il suo
intervento il ministro, dopo aver ringraziato Confindustria «per il suo
sostegno e la sensibilità mostrata verso il mondo dell'istruzione», si è poi
soffermata sui temi di stretta attualità a partire dall'intenzione di porre il
limite del 30% al numero di studenti stranieri nelle classi: «il tetto - ha
ribadito - entrerà in vigore nel 2010-2011, ma già dal prossimo anno scolastico
sarà chiesto uno "sforzo" ai dirigenti per evitare i casi più
eclatanti: le "classi ghetto" - taglia corto - vanno a tutto danno
dell'integrazione». «Aprire la scuola al territorio» La titolare del dicastero
di viale Trastevere si dice poi convinta che la sfida più importante da vincere
sia «l'innalzamento del livello dell'istruzione». Un obiettivo che «passa
dall'apertura verso il territorio» e che non può prescindere «da uno sforzo
collettivo: non solo di tutte le forze presenti in Parlamento, ma anche del
mondo produttivo e di tutti i soggetti che hanno a cuore il mondo della
scuola». Un mondo, aggiunge, «nel quale sono presenti ancora molti sprechi e
inefficienze: puntiamo quindi a razionalizzare la spesa per valorizzare la
qualità». «Promuovere la meritocrazia» La Gelmini
affronta poi il delicato tema del reclutamento degli insegnanti: «Il meccanismo
- sentenzia - è senz'altro da rivedere alla luce di una logica meritocratica,
in base alla quale l'avanzamento di carriera non può avvenire solo per
l'anzianità di servizio. D'altronde l'egualitarismo e l'appiattimento non hanno
giovato né ai docenti né alla scuola nel suo complesso». Sulla base di questa
considerazione il ministro lancia pure una frecciata ai sindacati che, a suo
dire, «hanno un peso eccessivo nel campo dell'istruzione», mentre il suo
auspicio è che «in Parlamento, sulla valutazione dei docenti, si possa formare
una maggioranza trasversale». Il tema della meritocrazia ritorna anche a
proposito degli studenti: «grazie ai 70 milioni di euro che abbiamo stanziato
sarà la prima volta che il nostro Paese garantirà la borsa di studio a tutti i
ragazzi capaci e meritevoli». «È chiaro - prosegue - che ci vuole tempo per
verificare gli effetti del cambiamento della scuola, ma una cosa è certa:
soprattutto in un periodo di crisi non possiamo difendere lo "status
quo", né possiamo ignorare che nelle classifiche internazionali indietreggiamo
di anno in anno: al contrario, dobbiamo promuovere il cambiamento con coraggio
e con la capacità di confrontarsi da parte di tutti». «Stop ai troppi corsi di
laurea» A proposito dei tagli dei corsi di laurea il ministro ribadisce che
«verranno effettuati sulla base dei numeri degli studenti che vi si iscrivono.
D'altronde - commenta - penso che 5.500 corsi siano davvero troppi, ragion per
cui ne abbiamo già prevista, applicando la legge 1 del 2009, una riduzione del
20%». Quanto al bisogno di avere più studenti nelle materie
tecnico-scientifiche, la Gelmini suggerisce che la
questione «si può affrontare spiegando alle famiglie e ai ragazzi che quel tipo
di formazione può dare più opportunità di occupazione». In questo senso si
muove la riforma della scuola superiore, in particolare di quella tecnica, che
entrerà in vigore dal 2010-2011, ma che già l'anno prossimo, ha ricordato il
ministro, avrà alcune sperimentazioni in diverse regioni, fra le quali la
Lombardia. Marco Tedoldi
( da "Giornale
di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/03/2009 testata:
Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia IN MEZZO AL PUBBLICO Il
ministro Gelmini è arrivato in Aib a metà pomeriggio: prima di
intervenire per parlare dei temi a lei cari della scuola, ha assistito alla
tavola rotonda precedente
( da "Giornale
di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/03/2009 testata:
Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia GIORNATA BRESCIANA CON I
VERTICI AIB Mariastella Gelmini insieme a Franco Tamburini (al centro), presidente
dell'Associazione industriale bresciana e a Francesco Franceschetti, leader dei
giovani imprenditori Aib
( da "Giornale
di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:economia La meccanica bresciana riparte da Montichiari La crisi fa da
sfondo alla manifestazione che si chiude lunedì nei padiglioni della Fiera del
Garda. Oggi il convegno sul credito MONTICHIARIMolle, nastri, catene, minuterie
e assemblaggi. E, ancora, fresature, tranciature, stampaggi, punzonature e
filettature. Servirebbe un ingegnere per decifrare completamente il vocabolario
della meccanica bresciana. Articolata e vitale come il suo complesso lessico e
come gli stand bresciani presenti al'edizione 2009 di Mu&Ap. Centosessanta
espositori, oltre 500 marchi rappresentati su una superficie espositiva di
14mila metri quadrati. I numeri dell'edizione 2009 della rassegna della
produzione per l'industria meccanica rappresentano già il primo successo. Una
fiera che ha saputo fare sistema È il «leit motive» della cerimonia di apertura
della fiera: Mu&Ap rappresenta un'opportunità per fare ripartire il sistema
delle imprese e su questa manifestazione e Brescia è riuscita a fare sistema.
Per la prima volta infatti l'iniziativa gode del sostegno di tutti gli enti e
tutte le associazioni economiche della nostra provincia. «È soprattutto nei
momenti di difficoltà che l'impresa è chiamata a investire in innovazione, per
farsi trovare pronta alla ripresa economica. Mu&Ap può rappresentare una
grande occasione per quelle realtà produttive che vogliono rinnovarsi», hanno
sottolineato nei loro interventi Massimo Gelmini, presidente del Comitato
promotore di Mu&Ap, il suo vice Antonio Perini, il sindaco di Montichiari
Gianantonio Rosa (che ha ricordato come la Fiera di Montichiari stia investendo
in una nuova copertura da
( da "Giornale
di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:economia Mu&Ap L'inaugurazione ECCELLENZE IN FIERA Centosessanta
espositori, 500 marchi rappresentati su una superficie espositiva di 14mila
metri quadrati. Con questi numeri è stata inaugurata Mu&Ap, fiera dedicata
al settore della meccanica. Al taglio del nastro erano
presenti tra gli altri Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore, il vice Antonio Perini, il
sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa, il presidente della Provincia Alberto
Cavalli, il vicepresidente Aristide Peli e il sottosegretario Daniele Molgora.
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola e immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello Arzignano" Sabato 21 Marzo 2009,
ARZIGNANO - Il ministro Gelmini dà ragione al modello Arzignano. Lo aveva promesso
lo scorso 6 febbraio, incontrando Sindaci e dirigenti scolastici: Elena
Donazzan, assessore regionale all'istruzione, avrebbe portato al Ministro
l'esperienza di Arzignano e Valle del Chiampo, zona ad alta concentrazione di stranieri. Detto, fatto. "A
coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura delle mie posizioni,
in particolare della proposta di definire quote precise di studenti immigrati
da inserire nelle nostre classi, chiedo pubblicamente una clamorosa
promozione". Soddisfatta, Elena Donazzan aggiunge: "L'iniziale
scetticismo del Ministro è stato superato dalle argomentazioni che abbiamo
portato come assessorato regionale, con esempi di come, in territori assai
fragili, quale la zona di Arzignano, si è già provveduto con lungimiranza e
concretezza, senza posizioni assurde ideologiche, a gestire al meglio l'integrazione
e l'apprendimento nell'intera classe." "In agosto siamo usciti con
chiarezza con la proposta delle quote: oggi si materializza la vittoria del
buon governo e del buon senso della Regione del Veneto" ha concluso
Donazzan. Paola Frighetto
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Via libera alle quote di immigrati
Donazzan applaude Gelmini
«Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a
settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre,
evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di
polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di
stranieri nelle classi venete, l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan
gongola di fronte all'annuncio del ministro Gelmini di
introdurre, fin dal prossimo anno, la sperimentazione del tetto del 30% di
alunni stranieri in classe. «Ad avere pazienza e ad essere convinti delle
proprie posizioni alla fine si ha sempre ragione» commenta Donazzan sorridente
«A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura da parte del
ministro dell'Istruzione, delle mie pozioni, in particolare della proposta di
definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi,
chiedo pubblicamente una clamorosa promozione». Ultimata la sperimentazione,
resa necessaria per questioni organizzative - dato che le preiscrizioni si sono
chiuse lo scorso 28 febbraio, rendendo difficilmente applicabile l'immediata
entrata in vigore - con l'anno scolastico 2010-11, il provvedimento entrerà a
regime a livello nazionale: «Ancora una volta il Veneto è stato un esempio per
il resto del Paese - prosegue l'assessore - credo che inizialmente il ministro
fosse preoccupato dall'idea di essere accusato di razzismo, ma noi siamo
comunque andati avanti per la nostra strada, con esperienze pilota, laddove la
necessità di affrontare il problema era tanto più pressante». Secondo Elena
Donazzan, sarebbero state proprio le argomentazioni indotte dall'assessorato
regionale in base all'esperienza avviata nel Vicentino a spingere il ministro a
superare «l'iniziale scetticismo». «Le nostre argomentazioni sono state
sostenute da esempi concreti di come si fosse cercato di intervenire in
territori assai fragili, quale la zona di Arzignano, dove tutti hanno lavorato
con lungimiranza e con concretezza, studiando strumenti nuovi di integrazione,
senza arroccarsi su posizioni assurde e ideologiche, ma con il solo obiettivo
di gestire al meglio il problema dell'integrazione e dell'apprendimento
dell'intera classe». Il Veneto proseguirà ora con il monitoraggio delle prime
esperienze di questo tipo, pronto ad apportare gli aggiustamenti necessari. «E'
evidente che, se non si interviene con il governo del problema, questo finisce
per governarsi da sé. E a quel punto, allora sì che si creano i ghetti: non
riusciremmo più a convincere i genitori italiani a iscrivere i loro figli nelle
classi a maggioranza straniera, trovandoci di fronte ad un fiorire di etnie e
alla relativa impossibilità di alfabetizzare, sia sotto il profilo linguistico
che culturale, gli studenti stranieri». (s.zan.)
( da "Nuova
Venezia, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Regione Via libera alle
quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la
sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a
settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la
bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una
quota di stranieri nelle classi venete, l'assessore all'Istruzione Elena
Donazzan gongola di fronte all'annuncio del ministro Gelmini
di introdurre, fin dal prossimo anno, la sperimentazione del tetto del 30% di
alunni stranieri in classe. «Ad avere pazienza e ad essere convinti delle
proprie posizioni alla fine si ha sempre ragione» commenta Donazzan sorridente
«A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura da parte del
ministro dell'Istruzione, delle mie pozioni, in particolare della proposta di
definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi,
chiedo pubblicamente una clamorosa promozione». Ultimata la sperimentazione,
resa necessaria per questioni organizzative - dato che le preiscrizioni si sono
chiuse lo scorso 28 febbraio, rendendo difficilmente applicabile l'immediata
entrata in vigore - con l'anno scolastico 2010-11, il provvedimento entrerà a
regime a livello nazionale: «Ancora una volta il Veneto è stato un esempio per
il resto del Paese - prosegue l'assessore - credo che inizialmente il ministro
fosse preoccupato dall'idea di essere accusato di razzismo, ma noi siamo comunque
andati avanti per la nostra strada, con esperienze pilota, laddove la necessità
di affrontare il problema era tanto più pressante». Secondo Elena Donazzan,
sarebbero state proprio le argomentazioni indotte dall'assessorato regionale in
base all'esperienza avviata nel Vicentino a spingere il ministro a superare
«l'iniziale scetticismo». «Le nostre argomentazioni sono state sostenute da
esempi concreti di come si fosse cercato di intervenire in territori assai
fragili, quale la zona di Arzignano, dove tutti hanno lavorato con lungimiranza
e con concretezza, studiando strumenti nuovi di integrazione, senza arroccarsi
su posizioni assurde e ideologiche, ma con il solo obiettivo di gestire al
meglio il problema dell'integrazione e dell'apprendimento dell'intera classe».
Il Veneto proseguirà ora con il monitoraggio delle prime esperienze di questo
tipo, pronto ad apportare gli aggiustamenti necessari. «E' evidente che, se non
si interviene con il governo del problema, questo finisce per governarsi da sé.
E a quel punto, allora sì che si creano i ghetti: non riusciremmo più a
convincere i genitori italiani a iscrivere i loro figli nelle classi a
maggioranza straniera, trovandoci di fronte ad un fiorire di etnie e alla
relativa impossibilità di alfabetizzare, sia sotto il profilo linguistico che
culturale, gli studenti stranieri». (s.zan.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Regione Via libera alle
quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la
sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a
settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la
bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una
quota di stranieri nelle classi venete, l'assessore all'Istruzione Elena
Donazzan gongola di fronte all'annuncio del ministro Gelmini
di introdurre, fin dal prossimo anno, la sperimentazione del tetto del 30% di
alunni stranieri in classe. «Ad avere pazienza e ad essere convinti delle
proprie posizioni alla fine si ha sempre ragione» commenta Donazzan sorridente
«A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura da parte del
ministro dell'Istruzione, delle mie pozioni, in particolare della proposta di
definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi,
chiedo pubblicamente una clamorosa promozione». Ultimata la sperimentazione,
resa necessaria per questioni organizzative - dato che le preiscrizioni si sono
chiuse lo scorso 28 febbraio, rendendo difficilmente applicabile l'immediata
entrata in vigore - con l'anno scolastico 2010-11, il provvedimento entrerà a
regime a livello nazionale: «Ancora una volta il Veneto è stato un esempio per
il resto del Paese - prosegue l'assessore - credo che inizialmente il ministro
fosse preoccupato dall'idea di essere accusato di razzismo, ma noi siamo
comunque andati avanti per la nostra strada, con esperienze pilota, laddove la
necessità di affrontare il problema era tanto più pressante». Secondo Elena
Donazzan, sarebbero state proprio le argomentazioni indotte dall'assessorato
regionale in base all'esperienza avviata nel Vicentino a spingere il ministro a
superare «l'iniziale scetticismo». «Le nostre argomentazioni sono state
sostenute da esempi concreti di come si fosse cercato di intervenire in territori
assai fragili, quale la zona di Arzignano, dove tutti hanno lavorato con
lungimiranza e con concretezza, studiando strumenti nuovi di integrazione,
senza arroccarsi su posizioni assurde e ideologiche, ma con il solo obiettivo
di gestire al meglio il problema dell'integrazione e dell'apprendimento
dell'intera classe». Il Veneto proseguirà ora con il monitoraggio delle prime
esperienze di questo tipo, pronto ad apportare gli aggiustamenti necessari. «E'
evidente che, se non si interviene con il governo del problema, questo finisce
per governarsi da sé. E a quel punto, allora sì che si creano i ghetti: non
riusciremmo più a convincere i genitori italiani a iscrivere i loro figli nelle
classi a maggioranza straniera, trovandoci di fronte ad un fiorire di etnie e
alla relativa impossibilità di alfabetizzare, sia sotto il profilo linguistico
che culturale, gli studenti stranieri». (s.zan.)
( da "Unita,
L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
«I fascisti stanno con Berlusconi Fini non è niente da un
pezzo» Il senatore del Pdl: oggi non vado dai necrofori I partiti non servono
più. Il premier è lui e basta quindi vince. Dopo di lui, c'è solo lui SUSANNA
TURCO Oggi in gran solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma Giuseppe
Ciarrapico detto il Ciarra («mi chiamano così da quando avevo quattro anni»)
non si sente alla vigilia di niente. «Gnente», dice lui. Il suo giudizio
preferito. Gianfranco Fini? «È gnente». Francesco Storace? «Gnente». Il futuro
della destra è con Berlusconi, naturalmente, e anche il presente, se è per
questo. Editore, imprenditore dell'acqua e poi della sanità, ex proprietario
della Roma, 90 giorni a Regina Coeli, oggi senatore del Pdl, il Ciarra a 75
anni continua a chiamare Mussolini «il Principale», a rivendicare il saluto
romano (tutti i giorni, al picchetto del Senato) ed è in quell'età nella quale
tutti i ricordi si trovano alla stessa distanza. Il nonno che fece i soldi con
lo «strozzinaggio buono» ai mercati generali e l'altro «integerrimo
industriale, però noiosissimo», ma pure, per dire, quello di Dario Franceschini
(«lo conobbi a Ferrara, accompagnando Almirante a incontrare vecchi fascisti»).
Claretta Petacci che da Salò mandava a prendere i film americani in Svizzera
per non annoiarsi, la scollatura di Sofia Loren sbirciata di nascosto per una
serata intera. I
( da "Unita,
L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Oggi in gran solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma
Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra («mi chiamano così da quando avevo quattro
anni») non si sente alla vigilia di niente. «Gnente», dice lui. Il suo giudizio
preferito. Gianfranco Fini? «È gnente». Francesco Storace? «Gnente». Il futuro
della destra è con Berlusconi, naturalmente, e anche il presente, se è per
questo. Editore, imprenditore dell'acqua e poi della sanità, ex proprietario
della Roma, 90 giorni a Regina Coeli, oggi senatore del Pdl, il Ciarra a 75
anni continua a chiamare Mussolini «il Principale», a rivendicare il saluto
romano (tutti i giorni, al picchetto del Senato) ed è in quell'età nella quale
tutti i ricordi si trovano alla stessa distanza. Il nonno che fece i soldi con
lo «strozzinaggio buono» ai mercati generali e l'altro «integerrimo
industriale, però noiosissimo», ma pure, per dire, quello di Dario Franceschini
(«lo conobbi a Ferrara, accompagnando Almirante a incontrare vecchi fascisti»).
Claretta Petacci che da Salò mandava a prendere i film americani in Svizzera
per non annoiarsi, la scollatura di Sofia Loren sbirciata di nascosto per una
serata intera. I
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 32 - Provincia Genitori di
Albignasego a Venezia contro Gelmini ALBIGNASEGO. Ci sarà anche il Coordinamento genitori insegnanti
di Albignasego alla manifestazione indetta oggi a Venezia per ribadire la
contrarietà della stragrande maggioranza delle famiglie del Veneto ai tagli di
insegnanti e di tempo-scuola previsti con l'attuazione dei provvedimenti
Tremonti-Gelmini. La
manifestazione è stata promossa dal Coordinamento dei Comitati genitori ed
insegnanti «Buona Scuola» del Veneto per «pretendere una scuola pubblica di
qualità, che risponda alle domande delle famiglie». «Ad Albignasego - sostiene
il locale Coordinamento - l'80% delle famiglie dei nuovi iscritti ha espresso
la preferenza per il tempo pieno di 40 ore, mentre il restante 20% (circa 40
nuovi iscritti), gravitante attorno al plesso di San Tomaso ha nella quasi
totalità preferito le 30 ore, con percentuali trascurabili per le rimanenti due
opzioni di 27 e 24 ore. Quest'ultima si attesta attorno all'1%, valore di gran
lunga inferiore a quello delle prime proiezioni nazionali. Anche salvando il
tempo lungo, la prospettiva del ritorno al maestro unico mina alle radici la
qualità della scuola». (Giorgio Ranzato)
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Roma Viale Trastevere Le scuole in sit-in per il tempo pieno Consegneranno 14mila domande per chiedere
al ministro dell´Istruzione Gelmini di garantire per la prima elementare il tempo pieno con due
insegnanti e le compresenze dei docenti e per le classi successive di mantenere
l´attuale modello organizzativo. Non si ferma la battaglia delle elementari
della Capitale contro il maestro prevalente della Riforma Gelmini. Oggi saranno in 50 - tra
maestri e genitori - in sit-in davanti al ministero, poi una delegazione sarà
ricevuta dal capo del dipartimento per l´Istruzione Giuseppe Cosentino. «Alle
11 le famiglie e le maestre che arriveranno dalle altre parti di Italia si
incontreranno a piazza della Bocca della Verità - spiega una docente della
Iqbal Masih - e poi alla spicciolata, perché non abbiamo avuto il permesso di
fare il corteo, raggiungeranno viale Trastevere per consegnare anche le loro
domande. E sempre per ovviare alla mancata autorizzazione di fare un presidio
con più di 50 persone, qui davanti al ministero dell´Istruzione il loro sit-in
sarà mobile». (tea maisto)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 40 - Provincia Manifestazione a Venezia per la
scuola Tante adesioni anche da Monselice MONSELICE. Anche una delegazione di
Monselice parteciperà oggi pomeriggio alla manifestazione di Venezia in difesa
della scuola pubblica. Genitori di tutto il Veneto consegneranno all'Ufficio
Scolastico Regionale le firme raccolte in questi mesi di mobilitazione. La
partenza da Monselice è alle 13.45 dalla stazione dei treni. «Chiediamo il
tempo prolungato, le compresenze, la mensa gestita dagli insegnanti - ribadisce
la portavoce Monica Buson -. Non vogliamo una scuola parcheggio». Non ci sarà l'assessore Giovanni Belluco, impegnato con la
rassegna «Monselice scrive», ma con una lettera ha trasmesso il suo appoggio ai
genitori. Per ora resta isolata la richiesta di moratoria sul decreto Gelmini avanzata dal consiglio comunale
di Monselice. (f.se.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
I tagli al tempo pieno provocano un esodo dalle elementari
pubbliche: in calo le prime Boom delle scuole private Iscrizioni chiuse in
anticipo a Forcellini e Terranegra ELVIRA SCIGLIANO FORCELLINI. Effetto Gelmini: nelle elementari pubbliche è in atto una fuga verso le scuole
private parificate; alcune di queste, in centro e a Forcellini-Terranegra,
hanno addirittura chiuso in anticipo le liste di iscrizione per
sovraffollamento. Molti genitori - nella confusione tra tempo pieno, normale e
breve - hanno optato per le paritarie: della serie, meglio pagare una
retta che la baby-sitter. Tra i 14 istituti comprensivi padovani, il primato
negativo lo detiene il settimo: raggruppa la San Camillo di via Sanudo, la
Ferrari di via Granze, la Forcellini di via Filiasi e la Giovanni XXIII di via
Carli; «Faremo una sola prima anziché due», annuncia la dirigente Ornella Sturz
«l'elenco non è ancora completo ma abbiamo registrato l'esodo di alcune unità
verso i privati». A ruota segue l'Ottavo: la Santa Rita di via Marchesini, la
Volta di via Sant'Osvaldo e la Manin di via Tre Garofani; «Sì, c'è un calo»,
conferma la dirigente Gemma Pittarello «una trentina di bambini andrà nelle le
scuole private: fanno due classi in meno, più un'altra prima che avevo già
messo in conto. I genitori mi telefonano tutti i giorni, ma non ho risposte».
Ormai in famiglia lavorano entrambi i coniugi e proporre 27 ore settimanali fa
ridere: «Su 110 bambini, appena una trentina ha scelto il tempo normale, comunque
di 30 ore e non 27». In molti hanno dribblato il problema con la doppia
iscrizione: prenotano un posto nella scuola privata sperando che la Gelmini ci ripensi. Idem per il Decimo: «Già a gennaio
alcuni genitori mi hanno avvertito che avrebbero scelto le private», afferma
MariaTeresa Dalla Neste, dirigente «le 35 ore a settimana erano perfette,
mentre 30 sono troppo poche e 40 risultano pesanti. Inoltre con l'assenza
dell'insegnante al pomeriggio è a rischio la qualità dei laboratori». «Siamo
riusciti a mantenere le classi dell'anno scorso per un pelo», sa sapere Cinzia
Gaino del Quarto Comprensivo (la Rosmini di via Da Montagnana e la Salvo
D'Acquisto di via Bach) «conteniamo la fuga con le 40 ore». In controcorrente
c'è soltanto il Sesto, che conta la Davila di via Zatti, la Morante di via
Bonetto, la Rodari di via Mortise e la Tommaseo di via Fiorazzo: «Siamo un caso
atipico», commenta la dirigente Nicoletta Cipolli «abbiamo più iscritti
dell'anno scorso. Noi siamo innamorati della scuola: 16 corsi gratuiti e il
numero più alto di alunni portatori di handicap, la dicono lunga». L'assessore
alle politiche sociali Claudio Piron è categorico: «Perdere le prime significa
mettere a rischio la sopravvivenza della stessa scuola. Rischiamo di vedere
spazzato via il lavoro di anni da un momento di follia ministeriale».
( da "Tirreno,
Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Lucca Boccherini, incontro
interlocutorio La Gelmini
farà riunioni per deciderne la statalizzazione LUCCA. L'onorevole Deborah
Bergamini, il sindaco Mauro Favilla e l'assessore Donatella Buonriposi sono
stati ricevuti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: istituto Boccherini,
manifestazioni internazionali e Imt: queste alcune delle questioni affrontate
durante l'incontro propiziato dall'onorevole Bergamini, grazie alla sua
amicizia personale con il ministro. La riunione ha avuto riscontri molto
positivi, anche se molte delle questioni potranno essere risolte
successivamente, quando gli uffici comunali e ministeriali si metteranno in
contatto. Boccherini. Il sindaco e all'assessore Buonriposi hanno chiesto al
ministro la statalizzazione dell'istituto Boccherini, in modo che sia
equiparato ai conservatori di Stato. L'amministrazione comunale ha fatto
presente al ministro che solo gli istituti di Lucca e Teramo, fra quelli
pareggiati d'Italia, beneficiano di una convenzione ufficiale sottoscritta con
il ministero e che, pertanto, la loro situazione risulta in uno stato
maggiormente avanzato, rispetto ad altri, grazie anche al notevole grado di
efficienza e di qualità raggiunto in questi anni dal nostro istituto musicale.
Il ministro ha fatto presenti le ristrettezze di bilancio del ministero, ma ha
assicurato che presto convocherà una serie di riunioni per esaminare i problemi
del nostro e degli altri istituti pareggiati. Imt. Fra gli argomenti affrontati
anche il futuro dell'istituto di alti studi Imt. La Gelmini
ha assicurato che rientra fra i principali istituti di alta formazione del
paese e ha garantito l'impegno finanziario del ministero e tutto il suo
sostegno. Sempre in relazione ai problemi della scuola, sono stati discussi la
situazione degli edifici scolastici e i possibili interventi. Iniziative di
grande respiro. Il sindaco ha anche fatto presente che Lucca può, a tutti gli
effetti, ospitare iniziative di grande respiro di livello nazionale e
internazionale e visto che il G8 della Scienza e della tecnologia si terrà
all'Expò di Milano, la nostra città si candida ad ospitare altri eventi di pari
portata o incontri analoghi. Fra le possibilità prese in esame rientra anche
quella di poter organizzare a Lucca un vertice dell'Agenzia spaziale europea,
in programma per l'autunno. Il ministro ha garantito il suo impegno e, a
giorni, farà conoscere quali saranno le possibilità per la nostra città.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Gorizia Scuola materna: nuove polemiche in
consiglio MORARO MORARO. La giunta Pelos ha approvato il progetto esecutivo e
definitivo per i lavori di ristrutturazione della scuola d'infanzia comunale.
Si è aperto il bando per partecipare alla gara d'appalto e i termini per
presentare la domanda scadranno il 6 aprile. Lo ha comunicato il sindaco nel
corso del consiglio comunale dell'altra sera, che aveva come punto principale
dell'ordine del giorno una variazione del bilancio di previsione 2009. Il consigliere
della lista d'opposizione "Par Morar", Zefferino Tofful, non era
presente, ma il sindaco Alberto Pelos ha letto prima dell'inizio del dibattito
una nota del gruppo di opposizione. «La variazione del bilancio relativa alla
ripredisposizione dei mutui delle opere pubbliche, al di là dell'errore
burocratico, avrebbe dovuto far riflettere il sindaco e il gruppo di
maggioranza sull'opportunità di accedere ai mutui medesimi. La ristrutturazione della scuola materna (a rischio chiusura con
l'attuale decreto Gelmini)
e la notevole spesa per strade non è un investimento per l'economia, ma un
aumento dell'indebitamento del Comune». Pelos sulla variazione del bilancio ha
precisato che non c'è stata alcuna svista amministrativa, ma si è trattato solo
del cambiamento della procedura. Dall'assessore regionale Molinaro in
merito alla scuola d'infanzia ci sono state rassicurazioni. L'assessore al
bilancio Umberto Colombo ha sottolineato che la lista "Par Morar"
insiste ancora con le stesse argomentazioni e continua a parlare del debito che
i cittadini di Moraro avrebbero. Tesi che non corrispe al vero, dato che
secondo Colombo il Comune spende 5 mila euro di tasca sua e riceve 40 mila euro
di convenzione annuale. «Noi siamo qui per lavorare e fare il bene dei compaesani.
Si dice che un buon Comune è virtuoso quando chiude i conti in pareggio. Il
Comune di Moraro non solo chiude in pareggio, ma con parecchi soldi in più». La
variazione del bilancio è stata approvata con il voto favorevole della
maggioranza e quello negativo di Roberto D'Amato, di "Solidarietà per
Moraro". Il gruppo di maggioranza ha anche replicato alla lettera di
D'Amato in cui il consigliere di minoranza sosteneva l'esistenza di un clima di
mancato rispetto delle opposizioni. Colombo ha sottolineato che rispedisce al
mittente la parole di D'Amato invitandolo a un'opposizione più seria e
corretta. Anche l'assessore Cristian Vecchiet è intervenuto sulla stessa linea,
mentre D'Amato è rimasto fermo nelle sue convinzioni. (m.s.)
( da "Tirreno,
Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Le amministrazioni costrette a
riorganizzare i servizi mensa e il trasporto degli alunni La Gelmini ci ha messo in ginocchio I
Comuni del Pisano: ci aspettano anni difficilissimi PISA. «Stiamo facendo
l'impossibile ma ci aspettano anni difficilissimi». Questo l'allarme lanciato
ieri dalla "Conferenza dei sindaci per l'educativo" durante la conferenza
stampa svoltasi in mattinata a Palazzo Gambacorti. I rappresentanti
dell'organizzazione, cui spetta il compito di condurre la programmazione delle
politiche socio-educative e scolastiche dell'area pisana, si sono detti
preoccupati per la problematica situazione che si verrà a creare nelle scuole
primarie e secondarie con l'avvento della riforma Gelmini.
«Uno dei nostri compiti - spiega Ida Nicolini - è quello di definire e
ottimizzare le risorse sul territorio». «Ciò potrà avvenire - prosegue -
attraverso una rete che unisca le scuole di Pisa, Cascina, Vecchiano, Calci,
San Giuliano e Vicopisano, così da aiutare i comuni a organizzarsi. La nuova
legge Gelmini ha però concesso un'offerta ai genitori,
per ciò che concerne gli orari di primarie e secondarie, senza prima prendere
accordi con gli enti locali e senza prima stabilire il livello di risorse
necessarie a organizzare tale lavoro. Tutti scelgono le 30 ore costringendoci a
una riorganizzazione delle mense scolastiche e dei sistemi di trasporto
scolastico, obiettivo non semplicissimo per le scuole dei comuni più piccoli.
Senza poi contare i disagi che creerà a livello di agibilità strutturale
l'aumento degli alunni per classe a 30 elementi: secondo le normative, infatti,
il tetto, deciso con le precedenti amministrazioni non dovrebbe superare i 26
alunni». La conferenza si è comunque battuta con successo perchè ai fondi
concessi dalla regione alla scuola non venissero effettuati tagli. «Noi-
racconta l'assessore Marilù Chiofalo, del Comune di Pisa - siamo riusciti a
confermare con la Regione i fondi precedentemente stabiliti. Con l'approvazione
di questa legge però sarà il caos, perchè si è illuso le famiglie con la
promesse di servizi inerogabili che costringeranno l'intero sistema della rete
scolastica a riorganizzarsi». Secondo l'assessore infatti «la mancanza di
personale docente e andrà a colpire non solo tutte le attività
extrascolastiche, quali gite, laboratori, corsi d'inglese, ma anche i progetti
di recupero e le attività di sostengo per alunni diversamente abili».
L'assessore Serena Dilda, del Comune di Vecchiano, sottolinea che «molto
probabilmente non ci saranno gli organici per assicurare le 30 ore previste. In
molti casi, addirittura, i singoli organi scolastici dovranno ricorrere ai
fondi di istituto per stipendiare il personale, rischiando di non avere i soldi
per pagare i supplenti. La situazione è così drammatica che recentemente alcuni
dirigenti scolastici sono stati costretti a chiedere, con sei mesi di anticipo,
i fondi per i detergenti e la cancelleria». Ma le critiche continuano. Alberto
Romei, del diritto allo studio di Cascina, afferma che «nessuno ha tenuto conto
dell'espansione demografica del nostro comune, dove gli iscritti sono quasi
raddoppiati quest'anno». I rappresentanti della Conferenza dei sindaci comunque
non si arrendeno, e concludono assicurando che «noi faremo sempre del nostro
meglio per rispondere a questa emergenza e ottimizzare le risorse» E.P.
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna La
manifestazione in difesa del tempo pieno Cinquemila invadono via Rizzoli contro
la Gelmini VENTURI A PAGINA V SEGUE A PAGINA V
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna Gli anti-Gelmini
tornano in piazza cinquemila invadono via Rizzoli Migliaia di mani srotolano
uno striscione di
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Bari L´allarme della Cgil regionale "Col decreto Gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi" Milleduecento
insegnanti precari senza lavoro. Oltre mille e duecento tagli sul personale
Ata. Sono i numeri dell´emergenza scuola in Puglia, secondo una proiezione
della Flc Cgil alla vigilia della pubblicazione del decreto sugli organici per
il prossimo anno. «Dai primi dati forniti dall´Ufficio scolastico
regionale Puglia alle organizzazioni sindacali della scuola, il quadro è
desolante» spiega il segretario generale Paolo Peluso. Si prevedono 2mila e 838
pensionamenti fra il personale docente, mentre il dato - ancora provvisorio -
del personale ATA è di 420 pensionamenti dal prossimo 1° settembre. «Il
prossimo anno scolastico minaccia di essere amaro per migliaia di precari, che
da anni e anni insegnano e lavorano nelle scuole aspettando la fatidica
immissione in ruolo o sperando almeno nella riconferma». Secondo dati forniti
dal Ministero i docenti precari sono 7.644 e coprono circa il 12% dei posti in
organico. Mentre i precari ATA sono 4.965 pari a circa il 28% dei posti in
organico. «I conti quindi sono presto fatti: per i docenti, in Puglia, si
prevedono 5.000 posti in meno. Tolti i pensionamenti, circa 1.200 precari non
ritroveranno il posto di lavoro. Questo dato può anche aumentare, soprattutto
per i docenti che insegnano sui posti cosiddetti �comuni´ (per distinguerli
da quelli di sostegno), poiché è soprattutto su loro che si riverserà il taglio
previsto dal Ministero della Pubblica Istruzione» annuncia Peluso. Per il
personale ATA, i più colpiti saranno i collaboratori scolastici precari: il
taglio di posti complessivo è di oltre 1.700 posti e tolti i pensionamenti si
arriva a oltre 1.200 contratti in meno. La Flc Cgil, ha chiesto che si attivino
tutte le misure per garantire un contratto a chi sta già lavorando quest´anno e
il prossimo 25 marzo, in un seminario dedicato ai Direttori dei Servizi
Scolastici nell´Istituto Majorana di Bari, affronterà il tema della sicurezza
nella scuola minacciata dalla riduzione di personale Ata.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Provincia di Oristano Pagina 4021 Barigadu. Ieri ad
Ardauli Incontro tra 5 sindaci per scongiurare i tagli delle scuole Barigadu..
Ieri ad Ardauli --> I numeri del decreto Gelmini nel Barigadu (e non solo) fanno
paura, tanto che le Amministrazioni comunali corrono ai ripari per progettare
il futuro delle scuole dell'intero territorio. Ieri ad Ardauli si è tenuto un
primo incontro. Il rischio che le scuole nei piccoli paesi del Barigadu possano
definitivamente chiudere i battenti è reale, o meglio, quasi una
certezza. I numeri parlano chiaro da tempo. Sono infatti passati pochi mesi da
quando si sono registrati i nuovi timori dei genitori e le battaglie portate
avanti da alcune Amministrazioni (ad esempio quelle di Nughedu Santa Vittoria ,
Sorradile e Bidonì che erano pronte a stanziare fondi dai propri bilanci pur di
tenere aperte le Materne). Ora il problema si ripresenta in tutta la sua
gravità. Se ne è discusso la scorsa settimana in Consiglio ad Ardauli.
All'Assemblea civica è stata proposta la possibilità di accorpare le Elementari
a quelle di Neoneli , ma una parte di genitori e il gruppo di minoranza ha
insistito perché il discorso fosse esteso a tutti i Comuni ricadenti nell'Istituto
comprensivo e dunque anche a Nughedu Santa Vittoria, Sorradile e Bidonì. Ecco
il perché dell'incontro di ieri che ha visto i sindaci del territorio
confrontarsi sulla delicata questione. È stata occasione per fare il punto
della situazione. Per il resto fumata nera. Almeno in attesa che i tre centri
confinanti del Barigadu sentano il parere della popolazione. E anche questo non
sarà semplice. Ad Ardauli ad esempio i genitori sono divisi. C'è chi vorrebbe
mantenere le pluriclassi - e quindi la scuola nel proprio paese - e c'è chi
invece chiede con insistenza la monoclasse anche se questo significa far
viaggiare i propri figli. Il discorso che ora gli amministratori dovranno
portare avanti riguarda tutti gli ordini di scuole. In termini pratici, per non
perderle del tutto nel Barigadu, dovranno scegliere in quali Comuni dislocarle,
fermo restando che ad Ardauli le medie sono frequentate già dagli studenti di
tutti e cinque i centri. «Si sta lavorando insieme per trovare un accordo che
possa andare bene per tutto il territorio, altrimenti tutti rischiamo di
perdere le scuole», afferma Vilma Urru assessore alla Pubblica istruzione ad
Ardauli. Dello stesso avviso Alfredo Stara, primo cittadino di Neoneli.
«L'intero territorio, in base ai numeri del decreto Gelmini,
rischia di perdere le scuole. L'attenzione per le zone interne è solo a parole
- afferma - Ora la speranza è che si esuli dal mero campanilismo. È chiaro che,
se non si dovesse avere un minimo di unione fra di noi, le scuole le perderemo
tutti». ( a. o. )
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Itis, gli studenti contro le regole imposte dal preside
braccio di ferro ad albenga Fra i provvedimenti contestati: fare l'intervallo
fuori dalle aule e vietare il parcheggio delle auto nel piazzale davanti alla
scuola 21/03/2009 Albenga. Gli studenti dell'Itis scendono sul piede di guerra,
e nel mirino questa volta non hanno né la riforma Gelmini, né il taglio ai finanziamenti,
bensì alcune regole imposte dal nuovo preside Renzo Rossi. Martedì mattina gli
studenti hanno inviato una lettera al dirigente scolastico, chiedendogli un
incontro immediato per discutere le regole contestate, e non avendo il giorno
seguente ricevuto alcuna risposta ieri mattina hanno deciso di scendere in
sciopero. Gli studenti si sono presentati regolarmente davanti al
portone della scuola alle 8, ma anziché entrare nelle classi a fare lezione,
hanno deciso di rimanere nel piazzale inscenando un sit in di protesta.
Avvisato dagli insegnanti, il preside (che dirige anche altre scuole
albenganesi) si è precipitato a Campochiesa dove ha incontrato gli studenti,
con la 'mediazione' di alcuni insegnanti. Rossi ha bollato come
«irresponsabile» la scelta degli studenti di scioperare. Anzi, il preside ha
anche comunicato agli studenti che valuterà in queste ore eventuali
provvedimenti disciplinari nei loro confronti. «Ci pare che abbia preso la
questione sul piano personale - spiegano alcuni studenti -, mentre la nostra
era solo un'iniziativa per poter discutere regole che riteniamo sbagliate.
Questo era l'unico modo per riuscire a incontrarlo, visto che qui lo vediamo
poco. è vero che è preside anche di altre scuole, ma anche lo scorso anno
avevamo un preside che dirigeva cinque scuole, ma riusciva a essere presente».
Al centro del contendere alcune nuove regole imposte dal preside, come quella
di trascorrere obbligatoriamente l'intervallo fuori dalle aule, di impedire il
parcheggio delle auto nel piazzale antistante la scuola e di tenere il portone
chiuso fuori dall'orario rigoroso di ingresso. Decisioni che il preside avrebbe
preso per garantire maggiore controllo, per evitare che i ragazzi restino soli
e in sostanza per migliorare il 'funzionamento' della scuola e la sua immagine.
Gli studenti, invece, le hanno prese come imposizioni inaccettabili. «Non sono
state né discusse con noi o con gli insegnanti, né approvate dal consiglio di
istituto - proseguono i rappresentanti degli studenti -, ma sono state imposte
dal preside. Non siamo bambini che devono essere guardati a vista, e non
capiamo perché non si possano parcheggiare le moto sotto la tettoia ma si
debbano lasciare all'aperto e perché se uno arriva prima delle otto, oppure è
in ritardo e deve entrare alla seconda ora, sia costretto ad aspettare fuori,
magari sotto la pioggia e al freddo, anziché entrare nell'istituto ed aspettare
al coperto e al caldo». Posizioni che non sembra facile conciliare, e adesso la
prossima mossa tocca al preside, che probabilmente convocherà il consiglio di
istituto per decidere che provvedimenti prendere nei confronti degli
arrabbiatissimi studenti. L. R. 21/03/2009
( da "Tirreno,
Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Mi pare che la ministra Gelmini dia i numeri Il ministro Gelmini dà i numeri. E questa volta sono cifre. Si tratta
dei numeri del precariato. Eccoli: i precari iscritti nelle graduatorie a
esaurimento sono 558.316. In realtà si tratta di posizioni in graduatorie, non
di persone. Quelle sono circa 268.000. E fin
qui la verità. Poi il ministro ha fatto due conti che, in ossequio al luogo,
sono risultati rigorosamente contrattati. Ecco, nell'ordine le dichiarazioni
dell'inquilino di viale Trastevere: «il numero delle persone precarie risultano
essere 268.000»; «noi conteggiamo come precari 130.107 che sono i supplenti che
hanno avuto una supplenza annuale o fino al 30 giugno»; in «Finanziaria era
stato previsto un taglio di 42.000 posti»; i 31.000 pensionamenti consentiranno
«un numero molto inferiore di tagli. 11.000 supplenti non riconfermati e poi
altri 7.000 supplenti non confermati a causa dell'esubero di docenti di ruolo e
della riduione di spezzoni-orario». E per concludere: «La somma fa al massimo
18.000 supplenti non riconfermati. E comunque un dato pesante, ma non sono i
42.000 previsti dalla Finanziaria». La ministra non sa fare i conti o li
trucca. Infatti i precari intesi come persone fisiche e professionali sono
268.000. Quelle impiegate quest'anno sono state, nonostante i tagli, 130.107.
Gli effettivi posti soppressi restano 42.000. I 31.000 pensionati saranno,
ovviamente, sostituiti ma ciò non toglie che l'anno prossimo i precari in
servizio saranno
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Rodengo Saiano --> Sabato 21 Marzo 2009 ECONOMIA,
pagina 35 e-mail print A proposito della galassia che fa capo ad Antonio
Percassi, anche nell'Outlet Franciacorta Village di Rodengo Saiano (gestito dall'impreditore
di Clusone, che ne detiene ancora il 10% della proprietà) è prevista una novità
che unisce commercio e cultura: «La Città delle Macchine», museo che raccoglie
documenti sulla storia dell'industrializzazione: dal settore meccanotessile al metallurgico,
fino al chimico e all'alimentare. La mostra, sarà inaugurata sabato 4 aprile
alle 11 dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ed è stata pensata dal Musil
(Museo dell'Industria e del Lavoro) all'interno di un Outlet, prima volta in
Italia, per avvicinare le famiglie a percorsi museali inediti. In esposizione
più di duemila fra macchine, filmati, documenti e una rara collezione di
pellicole e macchine del cinema. 21/03/2009 nascosto--> ANNUNCI DI
GOOGLE
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Classi, tetto a stranieri già col prossimo anno» -->
Il ministro Gelmini: ma sarà soltanto in via
sperimentale «Paritarie e pubbliche, nasce la commissione per la parità» Sabato
21 Marzo 2009 GENERALI, pagina 11 e-mail print Diverse novità sono in arrivo
nel mondo della scuola. Il ministero dell'Istruzione ha istituito una
commissione per la parità tra scuole pubbliche e paritarie, che possa offrire
elementi sul piano normativo perché si affermi «una vera libertà educativa». Lo
ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, parlando al congresso nazionale
dell'Associazione genitori scuole cattoliche. «basta scontri ideologici» Gelmini ha spiegato che la scuola
italiana «è stata penalizzata dallo scontro ideologico tra scuole private e
pubbliche. In realtà - ha osservato -, ritengo che la scuola sia sempre
pubblica, anche quando è paritaria». Il ministro ha auspicato che,
pertanto, arrivi molto presto, prima della fine della legislatura, una nuova
legge che venga dal Parlamento: «Un disegno di legge è già stato depositato e
per la verità ci sono diversi ddl presentati anche dall'opposizione, che vanno
nella stessa direzione. Dobbiamo affrontare questo tema in maniera pacata, con
la capacità di confronto e non guardare a questi temi con la lente
dell'ideologia». Una prima convergenza sull'argomento l'ha subito mostrata l'ex
ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, oggi responsabile educazione del Pd.
«La legge sulla parità - ha affermato parlando allo stesso convegno - merita di
essere attuata, avendo attenzione al bene che si può fare alle scuole paritarie
erogatrici di pubblico servizio, ma - ha ammonito Fioroni - senza inseguire
percorsi di liberalizzazione che smantellerebbero il sistema istruzione». Meno
bene ha reagito l'opposizione a un altro annuncio del ministro Gelmini - che peraltro risale a giovedì -, quello cioè relativo
a un tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi. L'anno scolastico
2009-2010 sarà quello della sperimentazione per questa novità, mentre la norma
entrerà in vigore dal successivo anno scolastico. Lo ha precisato ieri la
stessa Gelmini, spiegando che le iscrizioni alle prime
classi sono terminate il 28 febbraio e per quest'anno è difficile applicare in
pieno la norma. Norma che nasce dalle esperienze vissute in questi anni in
scuole che hanno un numero di alunni stranieri che supera di gran lunga quello
degli italiani. Una situazione che, secondo il ministro, «non crea le
condizioni di una vera integrazione» ma solo «classi-ghetto». Infine Gelmini ha ricordato che sono state stanziate risorse per
far sì che «i ragazzi stranieri che hanno difficoltà con l'italiano possano
essere seguiti personalmente». Anche ieri il ministro ha ribadito che il limite
del 30% di studenti stranieri nelle classi entrerà in vigore nel 2010-2011, ma
ha aggiunto che già a partire dal prossimo anno scolastico sarà chiesto uno
«sforzo» ai dirigenti per evitare i casi più eclatanti. «È un criterio come un
altro: non mi disturba, non mi turba, ma non può essere un'indicazione
centralista. Abbiamo le autonomie scolastiche che questo governo continua a non
rispettare». Questo il commento alla proposta Gelmini
da parte di Mariapia Garavaglia, senatrice del Partito democratico, secondo la
quale il ministro «dice queste cose per far piacere alla Lega» facendo
«un'operazione politica ma non pedagogico-educativa». Totale invece l'approvazione
da parte della Lega, con il presidente dei deputati Roberto Cota che ricorda di
essere primo firmatario della mozione approvata dall'aula di Montecitorio che
impegna il governo a prevedere dei tetti per la presenza di alunni stranieri
nelle classi. Ancora critiche su Brunetta Intanto piovono ancora critiche
dall'opposizione sulla boutade di Brunetta che ha chiamato «guerriglieri» gli
studenti dell'Onda. «Brunetta dovrebbe ricordarsi che è un ministro, dovrebbe
mordersi la lingua prima di insultare gli studenti che manifestano
pacificamente contro i tagli alla scuola», dice il segretario del Pd Dario
Franceschini, aggiungendo che il ministro dovrebbe «chiedere esplicitamente
scusa». 21/03/2009 nascosto-->
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi Anche
le amministrazioni e la Comunità montana sono contrarie ai tagli previsti dal
ministro Gelmini Scuola, mobilitazione nel Cicolano Avviata raccolta
di firme dal comitato che riunisce i genitori di sei comuni
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Venti di
protesta dai quattro angoli della provincia, per provare a
contrastare lo stillicidio delle piccole scuole già messo nero su bianco dal
ministro Gelmini. Mentre in
conferenza Stato-Regioni si sta provando a fatica a sciogliere il nodo dei
plessi sottodimensionati (ossia con parametri inferiori rispetto a quelli
previsti dalla nuova legge), nei comuni reatini serpeggiano tra i genitori
sentimenti di rabbia e preoccupazione. I primi a rimboccarsi le maniche
e a riunirsi in un comitato ufficiale sono le mamme e i papà dei bambini che
frequentano l'istituto comprensivo di Roccasinibalda. Allo stato attuale, il
comune - che raccoglie anche gli studenti provenienti da Belmonte, Colle di
Tora, Castel di Tora, Longone e Oliveto di Torricella - rischia di veder
scomparire le scuole di ogni ordine e grado dall'infanzia (14 iscritti)
all'elementare (31) fino alle medie (40). Ed è uno scenario contro il quale le
famiglie, che si sono riunite l'altra sera insieme alla dirigente scolastica
Teresa Principessa e al sindaco Giancarlo Marotti, si preparano a lottare senza
riserve. «E' inconcepibile - dicono le mamme - costringere i bambini ad alzarsi
al mattino presto per prendere l'autobus ed andare a scuola a diversi
chilometri da qui». D'altra parte, la logica implacabile dei numeri non tiene
conto che dietro a percentuali e parametri ci sono alunni in carne ed ossa che
dovranno subire lo "smembramento" delle loro classi e l'esodo in
diversi istituti di Rieti. «Ecco perché è fondamentale, in questo momento,
scambiarsi informazioni e progettare insieme delle forme di reazione e di
protesta», spiega Danilo Amato, portavoce di un comitato che vuole
assolutamente restare estraneo ad ogni colore politico e che si avvale di un
consigliere per ogni comune interessato. Con l'obiettivo, caldeggiato anche dal
sindaco Marotti, di coinvolgere nell'iniziativa tutti i centri della Valle del
Turano: «E' importante che i sindaci della Valle ed anche i rappresentanti
della Comunità montana prendano coscienza del dramma al quale stiamo andando
incontro. Se perderemo le scuole, il territorio pagherà un prezzo altissimo».
Il comitato dei genitori aderirà al coordinamento nazionale ed avvierà, come
primo atto ufficiale, una raccolta di firme per sensibilizzare la cittadinanza
rispetto al pericolo di chiusura dei plessi: «Dobbiamo muoverci, farci sentire,
inviare segnalazioni al ministero e far presente che qui siamo in un territorio
montano dove sopprimere la scuola significa condannare il comune
all'estinzione».
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA LUCCA pag. 5 di DIEGO CASALI NUOVE interessanti
indiscrezioni sul vertice dedicato alla ric... di DIEGO CASALI NUOVE
interessanti indiscrezioni sul vertice dedicato alla ricerca spaziale che si
terrà a Lucca nel prossimo autunno, con molta probabilità nel mese di ottobre.
Al summit la cui notizia è stata anticipata ieri in anteprima dal nostro
quotidiano prenderanno parte 27 ministri europei. Intanto, in attesa di
conoscere esattamente il periodo dell'appuntamento, si cerca di capire quali
potrebbero essere le location, ovvero i contenitori che ospiteranno il vertice
organizzato dall'Agenzia Spaziale Europea. Tra le sedi indicate per l'evento,
oltre a Palazzo Ducale (già luogo dell'incontro bilaterale Italia-Francia
nell'autunno 2006), vi sono anche altri complessi del centro storico. UNA VOLTA
stabilita la data inizieranno i sopralluoghi per verificare quale struttura
possa essere la più indicata. In particolare di questo evento e di altro
ancora, si è discusso giovedì a Roma dove, il sindaco di Lucca Mauro Favilla e
l'assessore Donatella Buonriposi, accompagnati dall'onorevole Deborah
Bergamini, sono stati ricevuti dal ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini, la
quale ha garantito il suo impegno. Un incontro propiziato proprio dalla stessa
onorevole Bergamini, grazie alla sua amicizia personale con il ministro,
durante il quale sono stati affrontati altri temi quali il futuro dell'istituto
Boccherini, le manifestazioni internazionali e Imt. La riunione ha avuto
riscontri molto positivi, anche se molte delle questioni potranno essere
risolte successivamente, quando gli uffici comunali e ministeriali si
metteranno in contatto. Per quanto concerne il Boccherini sindaco e assessore
hanno richiesto al ministro la statizzazione dell'istituto musicale in modo che
sia equiparato ai Conservatori di Stato. L'amministrazione comunale di Lucca ha
quindi fatto presente al ministro, che solo gli istituti di Lucca e Teramo, fra
quelli pareggiati d'Italia, beneficiano di una convenzione ufficiale
sottoscritta con il ministero e che, pertanto, la loro situazione risulta in
uno stato maggiormente avanzato, rispetto ad altri, grazie anche al grado di
efficienza e di qualità raggiunto in questi anni dalla nostra scuola. IL
MINISTRO ha fatto presenti le difficoltà finanziarie del momento e le
ristrettezze finanziare del Governo, ma ha assicurato che convocherà una serie
di riunioni per esaminare i problemi del nostro e degli altri istituti
pareggiati. Fra gli argomenti affrontati anche la questione relativa al futuro
degli Alti Studi Imt. La Gelmini ha assicurato che
l'università rientra fra i principali istituti di alta formazione del paese e
ha garantito l'impegno finanziario del ministero e tutto il suo sostegno.
( da "Messaggero,
Il (Civitavecchia)" del 21-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Viterbo))
(Messaggero, Il (Rieti))
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi di ANNABELLA MORELLI
«Chiedetemi di consumare meno gas, di spendere meno per vestire, di mangiare
meno carne ma non di risparmiare sull'istruzione di mio figlio». E' la
convinzione, condivisa dai più, espressa da una delle madri che hanno affollato
ieri l'assemblea indetta dal comitato Genitorinsieme di Viterbo, ospite nella
palestra della scuola primaria "Luigi Concetti". Oggetto di discussione la sempre contestata legge Gelmini, che crea ondate di rigetto a tutti
i livelli. Dalla scuola primaria - dove tornerà da settembre il maestro unico a
cominciare dalle prime eliminando nel contempo anche le compresenze dalle altre
classi - all'università. Cosa chiede il comitato che, da qualche giorno, ha
iniziato una raccolta di firme da inviare ai dirigenti dell'ufficio
scolastico provinciale e dei circoli didattici? Di poter mantenere nei prossimi
anni scolastici nelle classi seconde, terze e quarte della primaria (le quinte
non sono coinvolte) il modulo per il quale i genitori hanno in pratica
stipulato un contratto con la scuola. Con conseguente conferma di orari e
programmi didattici. «Il consiglio di circolo - dicono gli organizzatori
dell'incontro - prenderà atto delle nostre richieste e le metterà a verbale, ma
non potrà di certo prendere delle decisioni in merito». Non manca chi si
chiede: «Ma questa raccolta di firme, potrà deviare in qualche modo il corso
della legge Gelmini?». In realtà, a meno di un
referendum lontanissimo dalle intenzioni dei presenti, le firme possono solo
testimoniare lo scontento di tanti genitori, il 90 per cento dei quali in
tutt'Italia ha bocciato la proposta di modulare l'orario scolastico sulle 24 e
27 ore. Ma è notizia certa - visto che naviga su internet - che nel nord ci si
sta organizzando per presentare la stessa richiesta formulata dal comitato
Genitorinsieme, anzi lì forse si punta direttamente al tempo pieno, ovvero le
40 ore settimanali con mensa. «L'unica scuola che funziona in Italia - insiste
una delle più accanite sostenitrici del modulo compresenze, garanzia di uno
staff equilibrato - è quella elementare e si vuole farla tornare indietro di
cinquant'anni. Lo stesso Bossi (eppure è alleato del governo) si è chiesto
"perché tornare al maestro unico?"». Stamani, delegazioni di genitori
da ogni città saranno ricevute al ministero dell'istruzione per consegnare i
moduli di iscrizione e conferma raccolti in tutt'Italia.
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi La scuola "va in
onda" con palloncini, fiori, striscioni e cartelloni. Lo
annuncia il volantino che dà appuntamento a insegnanti, studenti, alunni e
genitori alle 17 al Monumento ai Caduti, dove partirà una marcia di protesta
contro la riforma Gelmini
(tagli, maestro unico, riduzione dell'orario) che animerà festosamente viale
della Vittoria e corso Garibaldi per poi concludersi a piazza Roma.
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA pag. 19 Fornacette, raccolta firme
Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito democratico...
Fornacette, raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato
di Fornacette il Partito democratico raccoglie le firme contro la riforma della
Gelmini. Partecipano il
segretario provinciale Ivan Ferrucci e il deputato Maria Grazia Gatti.
Calcinaia, inaugurazione mostra Si inaugura oggi la mostra grafica di Maurizio
Fontanelli alla Torre Upezzinghi di Calcinaia per la rassegna Vico Vitri arte.
Rimarrà aperta fino al 29 marzo. Info: 0587.265408. Bientina, auguri a Cristian
Tanti auguri a Cristian Nardi che oggi compie 28 anni. «Un evviva alla
giovinezza e alla tua vitalità che tu tanto bene rappresenti, nel giorno del
tuo ventottesimo compleanno. Con l'augurio di ogni bene per il futuro».
Scrivono i genitori e gli amici. E' nato Tommaso Marconcini L'autista del
Comune di Pontedera Luciano Marconcini, è diventato nonno. Tommaso Marconcini è
nato il 19 marzo all'Ospedale Lotti. Festa dunque per la mamma Alessia e il
babbo Stefano. Casciana Terme, festa degli alberi Oggi al parco giochi "La
tela del ragno" alle 10.30 si svolgerà la Festa degli Alberi, organizzata
dall'amministrazione comunale di Casciana Terme, a cui parteciperanno le prime
classi della scuola primaria.
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA PISA pag. 4 Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie
di scegliere sull'orario ma il 9... Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il
90% ha optato per i moduli di 30 e 40 ore mettendo in crisi gli istituti
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA PISA pag. 4 Scuola, iscrizioni chiuse: si fanno i
conti Ma per il tempo pieno non ci sono risorse L'assessore Chiofalo: «Non
siamo in grado di soddisfare la scelta delle famiglie» di FRANCESCA BIANCHI IL
90% DELLE FAMIGLIE pisane ha scelto tra l'orario scolastico lungo (30 ore) e il
modulo a tempo pieno (40 ore). Mentre solo una esigua minoranza si sarebbe
orientata, per il prossimo anno scolastico, sul tempo corto (24 ore). Ma
l'opzione scelta al momento delle iscrizione (il termine ultimo era il 28
febbraio scorso) sarà difficilmente soddisfatta. E' QUESTO l'annuncio per i
genitori dei piccoli che a settembre 2009 si siederanno sui banchi delle prime
classi delle elementari. Annuncio che arriva dalla Conferenza dei sindaci per
l'educativo, organismo che si occupa della programmazione delle politiche
socio-educative e scolastiche dei sei comuni dell'area pisana (oltre a
capoluogo, Cascina, Vecchiano, San Giuliano Terme, Calci e Vicopisano). LE
FAMIGLIE sono chiamate a decidere tra quattro diversi moduli. Si va da un
minimo di 24 ore di lezioni alla settimana fino a 40. «La
riforma Gelmini ha dato
piena libertà ai genitori nella scelta del tempo scolastico. Senza considerare,
però, la situazione reale degli istituti afferma Marilù Chiofalo, assessore
alla pubblica istruzione del Comune di Pisa le scuole dovranno, infatti, fare i
conti con i vincoli di organico e l'assenza di risorse già pesantemente
tagliate. Sul nostro territorio in sede di bilancio preventivo, a
ottobre quando ancora la riforma Gelmini era un
decreto, abbiamo già fatto i salti mortali per confermare almeno l'esistente.
In questo momento, nonostante in nostri tentativi di ottimizzare ulteriormente
le risorse mettendo, per esempio, in rete i servizi, non possiamo essere certi
di riuscire a garantire nè i tempi lunghi nè il tempo pieno». Mense e trasporto
scolastico (tutto da rivoluzionare) comprese. UNA SITUAZIONE che coinvolge non
solo le scuole della città di Pisa ma tutti e sei i comuni: Vecchiano e San
Giuliano come confermano gli assessori Serena Dilda e Ida Nicolini dove la
preferenza delle famiglie si è orientata decisamente per l'ampliamento
dell'orario (due classi prime in più a Vecchiano, una a San Giuliano), Cascina,
Vicopisano e Calci. «Ma di fatto le famiglie sono state illuse afferma
l'assessore Chiofalo perchè i problemi di organico e la scarsità di risorse non
ci permettono di erogare questi servizi». E I TAGLI nella scuola locale si
fanno già sentire con segnali che iniziano ad essere allarmanti: «In una
riunione con i dirigenti scolastici pisani che si è svolta nei giorni scorsi
aggiunge Marilù Chiofalo è stato ufficialmente richiesto l'anticipo delle
risorse economiche, normalmente erogate dal Comune nel mese di settembre, per
l'acquisto del corredo minimo: dai gessi alla carta igienica, dai saponi ai detergenti».
SE SUL TEMPO scuola ad oggi non possono quindi esserci certezze, non è così per
il modello didattico: a settembre
( da "Nazione,
La (Siena)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA SIENA pag. 7 LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato
studenti e precari discuteranno e manifesteranno le ragion... LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari
discuteranno e manifesteranno le ragioni del loro dissenso verso le scelte
della Commissione che sta riscrivendo lo Statuto di Ateneo «attuando di fatto
le direttive della legge Gelmini in materia di Università». Lo annuncia l'Assemblea permanente
degli studenti.
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 10 Tagliati i fondi a Peri e Merulo
FINANZIAMENTI DA ROMA CHIESTO INCONTRO A BERLUSCONI NIENTE FONDI dal ministero
per gli istituti musicali Peri e Merulo. La scure è calata sui 22 Istituti
musicali pareggiati (tra queste le scuole musicali di Reggio e Castelnovo
Monti), che hanno inviato una lettera al presidente del consiglio, Silvio
Berlusconi, per chiedere un incontro urgente al governo. «In Italia - scrivono
i Direttori -, oltre ai Conservatori di musica statali, esistono 22
Conservatori non statali ma pubblici, finanziati dagli Enti locali, queste
Istituzioni da un punto di vista legislativo fanno capo alle direttive
ministeriali, le quali impongono uno Statuto particolare e prevedono diversi
Organi di gestione (Consiglio accademico, Consiglio di Amministrazione,
Revisori dei conti, Nucleo di valutazione ecc.). Per sostenere tali Organi, nel
2005, ci fu l'impegno dello Stato che fosse garantito ai Conservatori non statali
un contributo economico che in realtà fu elargito nel 2007 e nel 2008 ma che è
stato completamento azzerato per l'anno in corso. E' ovvio che la mancanza dei
contributi mette in grave difficoltà le Istituzioni e gli
Enti locali che si chiedono perché devono finanziare totalmente delle
Istituzioni che fanno riferimento alle direttive del Ministero dell'Università
(compreso il reclutamento dei docenti)». Alla richiesta di un incontro
presentato il 22 dicembre al ministro Mariastella Gelmini, i direttori non hanno ricevuto risposta. Per questo ora si
rivolgono a Berlusconi.
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'EVENTO pag. 14 POLONIA LECH
WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ Lech Walesa (in alto) è arrivato dalla Polonia per
l'apertura dell'Università Mediolanum Corporate con il ministro Gelmini. Accanto Anna Molinari e Kiera Chaplin
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA PERUGIA pag. 7 «I mali della Riforma La scuola
trema» L'assessore Prodi: Professionali ko' PERUGIA LA
RIFORMA Gelmini continua a
far discutere. L'assessore regionale alla formazione, Maria Prodi (nella foto),
rileva che «data per pronta a metà dicembre, non è stata ancora ufficialmente
presentata, mentre si accorciano di nuovo i tempi per costruire attorno alla
proposta governativa un percorso di discussione e partecipazione ampio e,
speriamo, bipartisan». A preoccupare la Prodi, anche la rivoluzione
dell'istruzione tecnica e professionale. «Ho più volte espresso, negli incontri
con il Governo e con lo stesso ministro Gelmini dice
l' assessore la preoccupazione per la scomparsa di molti indirizzi degli
attuali professionali, a favore degli istituti tecnici, perché ritengo che né
sul fronte dell'utenza, né dei profili professionali in uscita, e quindi della
domanda da parte delle imprese, i due percorsi siano sovrapponibili. Ma, la
strada che adesso il Governo intraprende presuppone la progressiva
identificazione della formazione professionale regionale, con gli istituiti
professionali, fino a oggi parte integrante della scuola statale. Quindi si
avrebbe un distacco della sola istruzione professionale dal sistema scolastico
nazionale verso quello regionale. Ma con che risorse? Con che tipo di consenso
e partecipazione da parte delle scuole, degli insegnanti, delle famiglie»?
Anche la segretaria regionale della Cisl scuola Ivana Barbacci, dal palco del
congresso regionale, ha puntato il dito contro la Riforma in materia di
«maestro unico» e di tagli che, «causeranno la perdita di posti di lavoro, con
inaccettabili conseguenze per i precari e la qualità della didattica». Silvia
Angelici Image: 20090321/foto/7536.jpg
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 21-03-2009 Università in Piazza. Studenti e professori contro la riforma del ministro Gelmini Lezioni all'aperto Continua la
protesta degli studenti e dei docenti contro la riforma del ministro Gelmini. Ieri a Parma le lezioni si sono
tenute in piazza Garibaldi: prof e ragazzi armati di quaderni e tabelloni hanno
continuato la loro attività come se fossero in un'aula, sotto lo sguardo
stupito e incuriosito dei passanti.
( da "Provincia
Pavese, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
SUBITO GLI INTERVENTI I soldi per la scuola servono come
il pane Durante la recente visita a Pavia del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, in occasione del bicentenario dell'orazione sull'ufficio
della letteratura pronunciata da Ugo Foscolo, il rettore dell'università
Angiolino Stella ha rivolto al presidente e ai ministri Tremonti e Bossi, un
appello perchè il governo faccia qualcosa per trattenere i giovani studiosi che
rischiano di andare all'estero: non è una novità che l'Italia occupi gli ultimi
posti rispetto ai partner europei nello stanziamento di fondi per la ricerca. E
a loro modo, sempre un po' troppo vivace, contro i tagli sostanziosi per gli
atenei e alla scuola in genere si sono fatti sentire anche gli studenti. Alla
protesta non pare fossero presenti i dirigenti scolastici degli istituti
superiori i quali - ogni anno - devono affrontare difficoltà di ogni genere:
dalla mancanza di aule a quella degli arredi, dall'insufficienza delle aule per
i i laboratori, alle costose, ma indispensabili utensili tradizionali e quelle
a controllo numerico che permettono ai giovani di imparare per ottenere un
diploma che gli facilita a trovare un posto di lavoro fisso. Qualche sindaco si
è preso - fortunatamente - a cuore il problema ed ha promesso che il consiglio
comunale avrebbe deliberato - quanto prima - l'accensione di un mutuo,
succeessivamente si è parlato di un contratto in leasing. Va bene sia il mutuo,
sia il leasing, purchè si faccia presto: la scuola non può più aspettare.
Egidio Picco Godiasco Testimonianza in politica L'impegno dei cattolici Il
13-14-15 marzo abbiamo partecipato, assieme ad altre mille persone, alla tre
giorni di lavoro promossa da Rete Italia a Riva del Garda. Il titolo della
manifestazione prendeva spunto da un recente auspicio del Santo Padre: «... il
mondo... necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati...
Cattolici e laici per un popolo della libertà». Ci hanno accompagnato le
preziose testimonianze di politici, cattolici e non, impegnati nelle istituzioni:
il presidente lombardo Formigoni, il vicepresidente della Camera Lupi, gli
onorevoli Mauro e Abelli, vari ministri tra cui Mariastella
Gelmini, Angelino Alfano,
Maurizio Sacconi, Franco Frattini, i capigruppo del Pdl Cicchitto e Gasparri
oltre al cardinale Angelo Scola. Sua Eminenza ha aperto la manifestazione con
una «lectio magistralis» sul rapporto tra Chiesa e politica. Il patriarca di
Venezia ha affermato che l'impegno politico altro non è che il prolungamento,
fatte le debite distinzioni, della logica della testimonianza che parte dai
desideri propri dell'esperienza costitutiva dell'uomo. Il riscontro pratico di
questi concetti può essere ritrovato negli spunti emersi a proposito
dell'imminente costituzione del Popolo della Libertà. Crediamo che nel nuovo
soggetto sia veramente possibile trovare una sintesi tra diverse culture, anche
sulle questioni più spinose come ha dimostrato il recente caso di Eluana
Englaro. In questa circostanza il governo Berlusconi ha preso una posizione
coraggiosa a favore della vita, con l'appoggio unanime di ministri provenienti
da diverse aree culturali. Questo forte giudizio condiviso è stato riconosciuto
dal ministro Bondi come la vera nascita identitaria del Popolo della libertà.
E' questo lo spirito con cui anche da Pavia accompagniamo la nascita del Pdl e
il convinto sostegno alla candidatura di Alessandro Cattaneo. Giulio Assanelli
Giovanni Valdes Carlo Guerini Emanuel Bernardi e Filippo Cavazza Pavia
Vigevano, solidarietà a Plinio Chiesa Il Comitato «Per un futuro sostenibile»
esprime la propria solidarietà a Plinio Chiesa, presidente di «Vigevano
sostenibile», per le minacce subite. Ci auguriamo che il confronto su temi
quali quelli per cui si batte «Vigevano sostenibile» e «Futuro sostenibile» sia
sempre leale, aperto e privo di gesti come quello di cui è stato vittima Plinio
Chiesa, senza esacerbare i toni. La pluralità delle opinioni non può che
arricchire le relazioni tra le persone, il gesto minaccioso è invece il segno
disgregante di una società in cui il rispetto per l'individuo viene a mancare e
attraverso il quale si esprime solo disprezzo e ignoranza. Riteniamo inoltre
che ogni forza politica abbia il compito di favorire il dialogo tra i cittadini
e forte di ciò, debba necessariamente prendere le distanze da manifestazioni
del genere e condannarle per la loro pochezza e viltà. Il Comitato «Per un
futuro sostenibile», Vigevano Aids, in Italia silenzio sulle parole del Papa
Contro le affermazioni del Papa fatte in Camerun l'altro giorno sull'inutilità dell'uso
dei profilattici nella lotta contro l'Aids, c'è stato subito un vero e proprio
pronunciamento dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Belgio)
attraverso ministri, portavoci di governo e dell'Uniione Europea. In Italia
silenzio assoluto, sia da parte del governo che dell'opposizione. Come mai?
Quello che dice il Papa è dunque tabù per tutti, sia per laici che per
cattolici? Siamo dunque arrivati a questo punto? Ernesto Aleati Pavia Anche a
Pavia il rischio del nuovo razzismo Tang Le è un tranquillo vietnamita; da
vent'anni vive a Pavia e gestisce una pizzeria in viale Campari. La notte fra
domenica e lunedì hanno tagliato le quattro gomme alla sua auto e imbrattato la
carrozzeria con svastiche e scritte come «cinesi raus». In vent'anni Tang Le
non aveva mai ricevuto minacce, ma ora ha paura. Poco distante, in via Ferrini,
c'è la sede dei Comunisti italiani: qui i teppisti hanno distrutto il vetro
d'ingresso. Nei giorni scorsi, il parrucchiere Khaled di via Riviera ha avuto
l'insegna distrutta e la saracinesca marchiata con una svastica e il digramma
delle SS. Era molto amareggiato, ha detto: «Sono qui da anni e ho sempre
lavorato. Non dò fastidio a nessuno». Anche Khaled ora ha paura. Semplici atti
di teppismo? Il razzismo e l'antisemitismo tracimante alimentati dalla crisi,
la guerra tra poveri che si traduce nell'avversione per chi sta sotto nella
scala sociale, vedono la corresponsabilità morale e culturale di politici
miopi, giornalisti pennivendoli, comici irresponsabili, gente comune che
insieme ignorano le svolte epocali annunciate dall'arrivo dei nuovi migranti e
inseguono gli umori della piazza, la stessa piazza che in una allucinante e
pervasiva circolarità loro stessi sobillano. Il terrorismo delle parole vuote,
la «mutazione della classe dominante», come l'ha chiamata Pasolini, la
sistematica irrisione delle norme civili, a partire da quelle elementari, è
oggi moneta corrente: scarti minimi che sfilacciano il tessuto democratico fino
a dargli progressivamente scacco. Hanno tragicamente alterato l'etica pubblica
al punto da elevare a cultura prevalente il nuovo fascismo e il suo portato di
razzismo e xenofobia, che senza ostacoli o freni inibitori si riversa dalla
politica populista al senso comune: il terreno di coltura per un nuovo
sovversivo «regime reazionario di massa». Non è come negli anni Trenta, non è
come durante il fascismo: è peggio! Tornano gli spettri del recentissimo
passato, perché l'impoverimento del ceto medio europeo - in corso - può avere
come esito il fascismo sotto altre forme. Sono gli stessi spettri che - da
Auschwitz a Mauthausen, da Dachau a Treblinka - settant'anni fa (e cioè l'altro
ieri!) hanno portato l'umanità al punto zero della sua storia. Oggi viviamo lo
stesso clima che, negli anni Trenta, favorì l'ascesa dell'uomo forte con i
baffetti e la «soluzione finale», quella che vide passare per il camino zingari
ed ebrei, due popoli «di troppo», insieme a omossessuali e diversamente abili,
un clima oggi come allora alimentato dalla crisi economica che esplode e
diventa crisi morale. Questo nuovo fascismo, il razzismo e la xenofobia vanno
combattute senza se e senza ma, prendendo le distanze anche da chi è «di
sinistra, ma i Rom...» o da chi è dichiaratamente di destra «e dunque i
Rom...», così come settant'anni fa per gli ebrei. Siamo tutti coinvolti, saremo
tutti responsabili. Giovanni Giovannetti Pavia San Matteo, il ruolo e l'impegno
degli ausiliari L'assemblea del personale ausiliario del San Matteo di Pavia
svoltasi per affrontare la questione della riorganizzazione, tra gli argomenti
trattati ha posto attenzione alle notizie diffuse nell'articolo che era stato
pubblicato. L'inesattezza e la non aderenza alla realtà richiedono una doverosa
smentita. L'articolo afferma che solo 12 ausiliari su 184 siano idonei al
lavoro! In realtà solo 15 operatori hanno gravi limitazioni mentre altri 50
hanno lievi limitazioni (peraltro certificate dal medico competente e spesso
causate dal pesante lavoro svolto) che non compromettono in modo significativo
la normale attività lavorativa. Ai 184 ausiliari dell'ospedale va riconosciuto
uno spirito di abnegazione grazie al quale le varie attività da essi svolte
(diversificate a seconda delle unità operative di appartenenza) non sono mai
venute a mancare. Anche in caso di mancanza di personale, sobbarcandosi carichi
di lavoro onerosi, hanno garantito un servizio alberghiero di qualità.
Intendiamo inoltre precisare la reale articolazione dell'orario di servizio del
maggior numero di ausiliari. Il personale ausiliario è presente nelle unità
operative di degenza 7 giorni su 7 (festività comprese) dalle 7 alle 21. Fanno
eccezione i soli ausiliari con funzioni di fattorinaggio e chi presta attività
negli ambulatori solo per questi ultimi l'orario di servizio è dalle 8 alle
15,42. L'articolo lasciava intendere che dopo le 16, nelle unità operative di
degenza, altri operatori (Oss e infermieri) fossero costretti a svolgere
mansioni di competenza degli ausiliari. Per le specifiche sopra riportate,
visto che agli occhi dell'opinione pubblica siamo stati trattati come un
inutile fardello per l'azienda ospedale, chiediamo che sia fatta chiarezza
affinchè ci sia riconosciuta la dovuta dignità personale e professionale.
Qualche caso isolato di assenteismo o scorrettezza non deve infangare la serietà
e il senso del dovere di tutti. Gli ausiliari del San Matteo Ringraziamo per la
precisazione e ricordiamo che questi argomenti erano già contenuti
nell'articolo pubblicato il 17 marzo a pagina 14, giorno in cui questa lettera
è stata scritta e distribuita. (m.g.p.) San Martino, la posta resti aperta di
pomeriggio Ho letto di recente sulla Provincia pavese che Poste Italiane
intende chiudere, nel pomeriggio, l'ufficio postale di questo paese. Come
cittadino non mi sembra una cosa giusta. Ricordo che, prima dell'apertura
pomeridiana, era impossibile utilizzare quest'ufficio considerato che i clienti
stavano in fila anche fuori. Con l'apertura pomeridiana il servizio è alquanto
migliorato ed essendo io residente proprio vicino, noto una fila costante ma ordinata.
E' facile capire quanto sia utile per la gente che lavora utilizzare quel
servizio quando ha terminato la giornata di lavoro. Negli ultimi anni, poi, i
cittadini residenti a San Martino sono aumentati. Basta guardare le nuove
costruzioni e non voglio immaginare cosa potrà accadere se ritorneremo ad avere
la sola apertura del mattino. Essendo in un paese, è facile vedere che
l'ufficio viene utilizzato da persone di Cava Manara, di Travacò e anche di
Pavia. Poste Italiane offre tanti buoni servizi e ritengo assurdo non poterli
sfruttare perché il cittadino non può utilizzare gli sportelli. Vincenzo
Panetta San Martino Siccomario
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
DIAMANTE MAROTTA In piena attività l'ufficio scolastico
provinciale per la definizione degli organici della scuola primaria. Dai
tabulati, ancora non definitivi, si registra un dato importante rispetto alle
proiezioni. Il numero degli alunni rimane sostanzialmente costante e si aggira
su 48mila iscritti. La scelta delle famiglie, invece, si è spostata sul tempo
pieno: si passa dalle attuali
( da "Sicilia,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
indagine delle fiamme gialle Arrestati due usurai disposto
sequestro beni «Nessuna parentopoli». Il rettore dell'Università di Palermo,
Roberto Lagalla, risponde al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni che due
giorni fa aveva parlato del caso del professore Carapezza, docente alla facoltà
di Lettere e filosofia all'Università di Palermo che, nel corso delle recenti
manifestazioni contro i provvedimenti del ministro Gelmini,
aveva fatto lezione all'aperto agli studenti. «Nella facoltà dove insegna il
professor Carapezza ? aveva denunciato Meloni ? ci sono altri quattro docenti
con lo stesso cognome. E quello che mi meraviglia di più non è tanto che
Carapezza partecipasse alla protesta, ma che gli studenti lo stessero ad
ascoltare. Occorre smontare queste oligarchie». Il rettore Lagalla ha precisato
che «i quattro Carapezza che insegnano all'Università di Palermo si occupano di
aree disciplinari molto diverse tra loro e Paolo Emilio e Francesco da una
parte e Marco e Attilio dall'altra sono lontanissimi parenti. È totalmente
fuori luogo, in questo caso, parlare di parentopoli». Infine, per il rettore il
fenomeno va affrontato «con pacatezza». e non «con sensazionalismo». Roberto
Valguarnera
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Inglese e basta, boom di richieste In controtendenza via
Petrarca. E cresce la voglia di un orario col sabato libero Sabato 21 Marzo 2009,
Alle scuole medie è boom di richieste di inglese potenziato, a discapito della
seconda lingua straniera. Almeno stando ai dati registrati all'atto delle
pre-iscrizioni al prossimo anno scolastico nelle due scuole di via Divisione
Julia, l'ex Ellero e Tiepolo a Udine per intendersi, dove ci sono state oltre
un centinaio di richieste in questa direzione. Ai genitori, insomma, sembra piacere la proposta del ministro Gelmini che, con la riforma, consente di passare dalle attuali tre ore
settimanali di insegnamento di inglese a un totale di cinque, utilizzando le
due ore di lezione adesso destinate all'insegnamento di una seconda lingua
comunitaria. Ma il dato non è univoco su tutte le scuole cittadine. La
proposta, infatti, è stata bocciata di fatto nella direzione scolastica di via
Petrarca (ex Valussi, Marconi e Bellavitis). In questo caso le richieste di
potenziamento dell'inglese sono state bassissime, mentre è rimasto nettamente
predominante l'attuale modello del bilinguismo. Cosa succederà quindi il
prossimo anno scolastico? I genitori che hanno fatto richiesta di passare alle
cinque ore di insegnamento di inglese per i propri figli saranno accontentati?
Non è ancora chiaro. La norma, infatti, prevede che l'introduzione della
riforma possa avvenire solo su richiesta delle famiglie, compatibilmente, però,
con l'organico di ciascun istituto e a condizione che non vi sia alcun
insegnante di altra lingua straniera perdente posto nell'istituto. Il che
tradotto in pratica, significa che l'accoglimento della preferenza espressa
dalle famiglie non è automatica, anzi le scuole dovranno ora fare i conti con
l'organico a loro disposizione, attendendo un ok dall'alto. Incertezze rimangono
ancora anche sul tempo scuola che verrà offerto alle famiglie. Il tempo pieno
sarà garantito solo ove l'organico sarà sufficiente, sebbene le richieste
predominanti delle famiglie siano ancora con il modello a 30 ore settimanali.
«Cresce però la richiesta della settimana corta con sabato libero - commenta la
dirigente di via Divisione Julia, Annamaria Zilli -. Già quest'anno abbiamo
attivato una classe, il prossimo anno potrebbe essercene qualcuna in più».
Resta invece confermato il trend dello scorso anno quanto ai numeri degli
iscritti, con un'unica eccezione: un leggero calo degli alunni presso le scuole
di via Petrarca, dove probabilmente il prossimo anno scolastico ci sarà una
prima in meno. Ma guardando il calo del numero degli alunni delle quinte delle
elementari di pertinenza, il dato è presto spiegato. La scuola rimane comunque
molto gettonata, anche con l'offerta di alcune sezioni "musicali" in
convenzione con il conservatorio di Udine. «È pienamente confermata la tendenza
degli anni passati - afferma la stessa dirigente, Roberta Bellina -. Anche per
il prossimo anno scolastico continuerà il percorso della sezione del
conservatorio, per cui chiederemo l'attivazione di due classi prime».
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Genitori e insegnanti in corteo per difendere la scuola
Sabato 21 Marzo 2009, Vogliono difendere la scuola che c'è. Ma che rischia di non esistere più a causa dei tagli imposti dai
Ministri Gelmini e
Tremonti. E, per questo, oggi pomeriggio, provenienti da tutta la Regione,
raggiungeranno Venezia per consegnare i moduli con le firme per una "Buona
scuola" che, da mesi, genitori ed insegnanti stanno raccogliendo nelle
scuole di tutto il Veneto. Moduli con cui mamme e papà esigono che i
proprio figlio possa continuare a frequentare la scuola che c'è: quella laddove
le compresenze dei docenti permettono l'attuazione di laboratori ed il recupero
di alunni in difficoltà. Le classi in cui il tempo scuola è garantito, non solo
a "ranghi ridotti", ma dal mattino al pomeriggio e laddove gli
alunni, a causa di una politica di tagli, non rischino di ritrovarsi a settembre
insegnanti diversi da quelli che, oggi, spiegano loro grammatica e italiano.
Pretendono una scuola di qualità, insomma, i rappresentanti del coordinamento
dei comitati genitori e insegnanti "Buona scuola" che, ieri, hanno
presentato gli elementi principali della Mani-festa di oggi - ritrovo nel
piazzale antistante la stazione dalle 15 alle 15,30 - a Venezia che farà tappa
davanti all'Ufficio scolastico provinciale e poi in campo S. Geremia. Sul
tavolo dei genitori "in protesta" pacchi moduli buona scuola: ne sono
stati raccolti oltre 30mila in tutto il Veneto, di cui solo 8mila a Venezia.
Per dare un'idea del carattere "plebiscitario" dell'adesione
all'iniziativa, basti pensare che, in media, su una classe di 25 alunni, i
genitori di 24 hanno firmato la richiesta che il proprio figlio possa
continuare a frequentare il tipo di scuola che sta già frequentando, senza
alcun taglio. All'elementare "Querini" di Mestre sono giunte 242
adesioni su 255 alunni. "Abbiamo chiesto di essere ricevuti da Carmela
Palumbo, la responsabile dell'ufficio scolastico provinciale. Contiamo che -
afferma Angelo Pietrobon, del coordinamento di Marghera - confermi almeno la
sua disponibilità ad incontrarci nei prossimi giorni visto che sabato non potrà
farlo." "L'allarme sociale rispetto alla scuola che verrà- afferma
Roberto Longo, presidente del consiglio di circolo "S. Girolamo" di
Venezia - è altissimo: si è capito che i tagli non interesseranno solo le prime
classi, ma tutti gli iscritti alle primarie dalla seconda alla quinta."
Una consegna dei modelli "Buona scuola", comunque, ci sarà: se
verranno girati video da inviare via You Tube al Ministro Gelmini,
una copia di quei modelli che pretendono la conservazione di una scuola di
qualità oggi verrà legata a palloncini e lanciata verso il cielo di Venezia
sperando che "lassù siano meno sordi di quanto dimostrano di essere i
Ministri, decisi a tagliare la scuola". Giacinta Gimma
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro tira la volata al candidato sindaco Mattiussi
Sabato 21 Marzo 2009, Aquileia «Sono qui, questa sera, ad Aquileia per
l'amicizia che mi lega a Franco Mattiussi e per annunciare e sostenere una sua
candidatura a sindaco della nobile città di Aquileia». Sono state queste le
parole iniziali del ministro dei Beni e delle attività culturali, Sandro Bondi,
alla presenza di quasi tutta la nomenklatura del centrodestra, «alla vigilia -
ha sottolineato - della nascita del Partito della Libertà». All'annuncio di una
visita del ministro ad Aquileia, la seconda in pochi mesi, ci si poteva porre
una domanda se fosse legata alla Fondazione Aquileia oppure per sponsorizzare
la candidatura di Franco Mattiussi a sindaco, ma il dilemma è stato subito
sciolto. Da ex sindaco Bondi ha tracciato l'identikit di un primo cittadino:
«Onestà, capacità di amministrare e di un rapporto costante con i cittadini, competenza,
capire la realtà, l'essere concreto per dare risposte concrete ai cittadini,
tutte qualità che Franco Mattiussi possiede». Ciò detto il discorso è scivolato
sui temi della politica governativa. «In un mondo in cui non ci sono più
ideologie - ha continuato il ministro - la soluzione dei problemi dipende dalla
capacità degli uomini di dare soluzioni di buon senso, a reali, concrete,
rapide e tempestive». Citando ad esempio il problema della sicurezza, «la
sinistra è ingessata, non conosce le aspettative dei propri elettori», ha
detto. Mentre nel campo della scuola e del pubblico impiego «la gente si
aspettava quello che i ministri Brunetta e la Gelmini hanno loro dato. In conclusione abbiamo dato alla gente le
soluzioni concrete che la maggioranza degli italiani volevano», ha concluso il
ministro. Si è quasi dispiaciuto Bondi per la crisi della sinistra in quanto
«non consente - sono state le sue parole - di arrivare in Italia alla
formazione di due grandi raggruppamenti politici che si confrontino sui contenuti
e non su questioni personali». Ed infine la promessa di ritornare ad
Aquileia come rappresentante di un nuovo partito che raccolga tutti nel nome
del Partito della Libertà, per sostenere Franco Mattiussi. E qui ha colto al
volo la palla il neocandidato sindaco che ha, a sua volta affermato, «di
sperare di raccogliere intorno al programma, non ideologico ma progettuale,
tutti i cittadini e di essere il candidato che interpreta le esigenze della
gente, esigenze che sono delle persone di destra e di sinistra». Quanto alla
Fondazione Aquileia, Bondi ha fatto sapere che la Società Arcus, compartecipata
tra due ministeri, ha deliberato proprio ieri lo stanziamento di 1,5 milioni di
euro per la Fondazione. Quanto al futuro coordinatore regionale del Pdl, Bondi
ha detto che «non ci sono decisioni in merito ma che si profila l'ipotesi che
il coordinatore del Pdl sia espressione di Forza Italia con un vicario di An».
Circa i nomi (circola quello di Isidoro Gottardo) Bondi non si è sbilanciato.
«Nulla di deciso, si vedrà dopo il congresso. Mi fa piacere - ha concluso - che
l'onorevole Roberto Menia esprima un apprezzamento nei confronti di Gottardo».
A.L.
( da "Gazzettino,
Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Marzo 2009, Roma «Mi sembra che si stiano
dividendo praticamente su tutto»: così, a margine di un incontro con la
Comunità ebraica di Roma, il leader del Pd, Dario Franceschini, replica ai
cronisti che gli chiedono delle fibrillazioni nella maggioranza sui temi della
sicurezza e dell'immigrazione. «Anche perché - aggiunge Franceschini - quando
accettano proposte che non stanno né in cielo né in terra, come l'idea di
affidare la sicurezza a ronde di privati, prima o poi ci si accorge, o per le
reazioni dei cittadini, o perché ci si pensa di notte, che sono proposte che
non stanno in piedi. Spero che quel ravvedimento sulle ronde - conclude il
segretario del Pd, riferendosi alle perplessità manifestate venerdì dallo
stesso premier - porti a rivedere un provvedimento sbagliato. Piuttosto si
diano risorse alle Forze di Polizia, una cosa che si potrebbe fare con
l'abbinamento del referendum a europee e amministrative che porterebbe a un
risparmio di 400 milioni. Lo abbiamo chiesto e lo riproporremo in Parlamento:
sarebbe un segnale concreto». E mentre il Capo della Polizia, Antonio
Manganelli, fa rilevare che c'è «troppa drammatizzazione» sul tema della
sicurezza e questo comporta un aumento della percezione di paura e di
insicurezza tra i cittadini, quando invece «la criminalità del nostro Paese si
è ridotta nell'ultimo anno dell'11,4 per cento, una robusta riduzione», il
leader della Cgil, Guglielmo Epifani, dice no alle ronde («Così non si fa
sicurezza, le ronde alimentano un clima di intolleranza e di paura che è nemico
della sicurezza») e boccia senza mezze misure la possibilità dei medici di
denunciare gli immigrati in cura: «Una barbarie che va cancellata. La denuncia
non è né giusta né utile: non è giusta per una questione di umanità e di
rispetto della dignità delle persone, non è utile perché determina problemi enormi
rispetto a quelli che dovrebbe risolvere». Per il senatore Ignazio Marino (Pd),
«non c'è dubbio che la possibilità ai medici di denunciare i pazienti
clandestini sia una misura xenofoba». E l'ex ministro
all'Istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd), apre un altro fronte di preoccupazione:
«Mariastella Gelmini
convinca Berlusconi a fare marcia indietro», altrimenti anche gli insegnanti,
quali incaricati di pubblico servizio, si vedranno costretti a denunciare i
bambini figli di immigrati irregolari.
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Monselice No alla riforma Gelmini, delegazione a Venezia Sabato 21 Marzo 2009, Monselice Una folta
delegazione di genitori e insegnanti di Monselice, che potranno contare
sull'appoggio di alcuni gruppi di genitori di Abano e Stanghella, oggi alle 16
incontrano a Venezia la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela
Palumbo. Le consegneranno le 6700 firme
raccolte in provincia di Padova contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. In Veneto i sottroscrittori della petizione che si
oppongo alla riforma ha raggiunto quota 22 mila firme.
( da "Merateonline.it"
del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca >> Cronaca dal territorio 21 / 3 / 2009
Olgiate: con la ``Gelmini``
aumenta il costo mensa per la scuola elementare Ambrogio Sala Come anticipato
la riforma Gelmini con
l`introduzione dei differenti moduli per la prima elementare è andata a creare
non pochi problemi ai comuni. Il primo caso lampante è quello di Olgiate
Molgora dove l`amministrazione si vedrà costretta a chiedere a Retesalute o a
una cooperativa di svolgere il servizio di assistenza alla mensa, con il
conseguente aumento del costo, e dove si è assistito alla "fuga" in
altri paesi di una dozzina di bambini per i quali non era possibile prestare
adeguato servizio. Riportiamo in calce il comunicato e i numeri dell`assessore
ai servizi sociali Ambrogio Sala. Si sono concluse le operazioni di iscrizione
alla scuola dell?obbligo. Erano importanti per capire quale orientamento
avessero i genitori delle classi prime rispetto al tempo che i propri figli
trascorrono a scuola. I risultati sono stati questi: Scuola Primaria
(elementari) La scelta dei genitori è stata precisa: andare oltre il normale
orario previsto dalla recente legge di riforma che prevede le 24 ore e che non
esistono più i “moduli”. Il maestro è, quindi, uno solo e il tempo trascorso in
mensa non sarà tempo “educativo”, come sino ad oggi con la presenza delle
maestre, a carico dello Stato, ma tempo di carattere “assistenziale” che, a mia
previsione, finirà a carico del Comune. Il Comune di Olgiate Molgora, già
stretto nelle sue scelte dal Patto di Stabilità, sarà costretto ad incaricare
una cooperativa o Retesalute per potere garantire agli alunni delle prime
classi la frequenza alla mensa. Questo farà, inevitabilmente, aumentare il
costo della mensa, fermo da anni. In un momento di crisi economica e di
recessione la scelta governativa non è il massimo per le famiglie. Per noi il
rispetto della volontà delle famiglie diventa fondamentale, perciò chiediamo
allo Stato ed alla sua articolazione funzionale, l?Istituto Scolastico, un
contributo di ore aggiuntive per gli insegnanti e la disponibilità a rivedere
complessivamente i termini del contributo comunale senza tagli per la scuola
primaria, ma, nemmeno, uno stanziamento fortemente maggiorato e, soprattutto,
la modifica di alcune disposizioni organizzative attuali. L?unico rammarico sta
nel fatto che una dozzina di bambini si è rivolta altrove, mentre sarebbe molto
bello la permanenza in paese con i propri coetanei al fine di creare identità e
senso comunitario. Scuola Secondaria di 1° grado (medie) Quindi, anche qui la
situazione precedente viene confermata. Ambrogio Sala Assessore alla Pubblica
Istruzione Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale
digitale della provincia di Lecco Scritto il 21/3/2009 alle 17.32
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Proteste per la riforma della maturità La novità: niente
ammissione anche con un solo cinque in pagella Prime perplessità, nel mondo
della scuola, per lo schema di regolamento ministeriale che permette
l'ammissione agli esami di maturità solamente agli studenti che non hanno
nemmeno un'insufficienza in pagella. Le nuove direttive, peraltro non ancora
approvate in via definitiva, uscite dal ministero di
Mariastella Gelmini hanno
mandato in fibrillazione le scuole superiori, dove per le prossime settimane
sono previste riunioni dei collegi docenti per valutare la situazione. Malumori
anche tra gli studenti, che vedono affidare l'accesso all'esame clou della
carriera scolastica alle mani, in diversi casi, di un solo professore.
Già, perché la misura non colpisce soltanto lo studente che «non studia
abbastanza», ma anche quello che si ritrova un solo
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mobilitazione per salvare l'elementare Alla scuola di
Cesole corsi di teatro e musica MARCARIA. Si sono promessi di salvare la scuola
e non perdono una mossa. I genitori di Cesole sono in campo per evitare la
chiusura dell'elementare, che finora ha raggiunto 35 iscrizioni, troppo poche, in base al decreto Gelmini, per non chiudere i battenti nel 2010. Una mobilitazione
generale che ha coinvolto anche le associazioni e perfino il parroco. Per
sabato prossimo, 28 marzo, alle 10 hanno invitato Paola Lucchi, della scuola
Arti e mestieri di Mantova, che spiegherà le possibili attività per il
post-scuola. Uno spauracchio, questo della chiusura delle scuole
elementari dei piccoli centri, che spaventa in molti comuni. Qualcuno si è
lanciato nella campagna di reclutamento alunni nei paesi vicini. Qualcuno
attira con l'offerta del tempo lungo, manna per i genitori che lavorano. Per
far conoscere la scuola di Cesole, e invitare le famiglie dei paesi vicini a
iscrivere i loro figli qui, i genitori, oltre a volantini e cartelloni
pubblicitari con il programma del prossimo anno scolastico, organizzano
riunioni operative per mettere a punto le attività extra e le offerte della
scuola, per cui l'amministrazione comunale ha investito molto denaro.
Nell'incontro di sabato, in particolare, verranno illustrati il servizio pre
scuola dalle 7,30 alle 8 e il tempo integrato facoltativo, entrambi gratuiti.
Il post-scuola, dalle 15,45 alle 18, 18,30. La professoressa Lucchi della
scuola Arti e mestieri illustrerà le attività ricreative post-doposcuola: corso
di tastiera elettronica e canto corale, flauto traverso, teatro, informatica,
inglese con insegnante madrelingua, creatività. La scuola ha anche la palestra,
un'area verde recintata, il campetto di calcio e un'area polivalente
all'aperto. Il bus poi arriva in una strada non trafficata, quindi è anche
molto sicura - sottolineano i genitori.
( da "Nuova
Venezia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Mestre In 600 contro il maestro unico Bimbi e
palloncini in corteo di Giacomo Cosua VENEZIA. Con i bambini in prima fila ad
aprire il corteo, ieri in almeno 600 - tra genitori e insegnanti - hanno
sfilato dalla stazione Santa Lucia a Campo San Geremia, per contestare la
riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini. Sono arrivati da tutto il
Veneto e hanno raccolto 32 mila moduli dove, nero su bianco, è stata espressa
la volontà delle famiglie contro le 24 e le 27 ore, facendo naufragare di fatto
le due opzioni orarie volute dal governo. Ieri a Roma, presso il Ministero
della Pubblica istruzione, sono stati consegnati 150 mila moduli simili a
quelli raccolti in città. Campo San Geremia è divenuto sede non solo di
una protesta, ma anche di un momento d'allegria: sono stati allestiti
laboratori per i bambini, spazi per fare la merenda e la musica di Gimmy, con
un repertorio ampio, dagli U2 a Fabrizio de André. Intanto sul fronte
organizzazione per il prossimo anno scolastico, il presidente della Muncipalità
di Venezia, Enzo Castelli, avvisa: «Visto che la ministra Gelmini
ha detto che rispetterà le scelte dei genitori, non vorrei che poi mancassero
gli organici per fare in modo che tutte le varie modalità orarie vengano
rispettate: noi come Municipalità stiamo facendo di tutto e in qualche modo
garantiremo le strutture, ma non vorrei poi che sorgessero altri tipi di
difficoltà». Momento emozionante del pomeriggio di ieri è stato il lancio di
centinaia di palloncini colorati: i disegni dei bambini erano stati legati ai
palloncini lasciati liberi, come invito ad ascoltare la protesta. Tantissimi
gli striscioni colorati portati nel breve corteo: «Più si taglia, più si
raglia», «Maestro unico, scelta o imposizione?». «I genitori veneti si sono
espressi a larga maggioranza contro il maestro unico, visto che in minima
parte, come è accaduto in altre parti d'Italia, c'è stata la scelta per le 24 o
le 27 ore», ha spiegato una mamma. «Un giorno della settimana prossima andremo
sotto le finestre del direttore regionale scolastico Carmela Palumbo a portarle
tutti i 32 mila moduli raccolti», spiega Roberto Longo, portavoce del movimento
veneziano per la difesa della scuola pubblica. Si muove anche il Consiglio
comunale: domani verrà portato in consiglio un ordine del giorno per supportare
come Comune il ricorso al Tar contro la riforma. Se la mozione verrà approvata,
ci sarà il supporto anche legale dell'Avvocatura civica. Ieri, intanto, come
gesto simbolico, una delegazione si è recata davanti agli uffici regionali
scolastici di Riva di Biasio a portare, anche se le porte erano chiuse, le
firme. Cartelloni di protesta anche sul ponte degli Scalzi.
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Nascite, saldo positivoil comune chiede fondi per un
micro-nido Ripetenti con un 5? L'Amaldi scende in strada cremolino la protesta contro il regolamento attuativo della gelmini
nCremolino. Un "micronido" nei progammi del sindaco di Cremolino
Piergiorgio Giacobbe. Cremolino è il primo comune del territorio ovadese a
scegliere questa strada per risolvere il problema delle famiglie, soprattutto
le coppie più giovani che lavorano e non hanno possibilità di lasciare i loro
bimbi in custodia a qualcuno. «Se i cittadini mettono in evidenza una
necessità di rilevante importanza - spiega Giacobbe - bisogna fare il possibile
per risolverla. Noi lo stiamo facendo. Non si può da una parte raccomandare ai
giovani di procreare perchè il paese deve crescere, poi dall'altra non cercare
soluzioni ai loro problemi». Così parte il progetto approfittando di un bando
regionale di finanziamento proprio su questo specifico settore dell'assistenza
alla primissima infanzia. Per la richiesta ci sono delle scadenze da rispettare
ed una complessa documentazione di valutazione da trasmettere. «Il 31 marzo è
vicino - dice ancora il sindaco - ed entro tale data dobbiamo mandare tutta la
documentazione richiesta. I tempi sono stretti. Stiamo facendo, assieme ai
nostri dipendenti, gli straordinari per arrivare in tempo. Speriamo di
farcela». E' stata individuata anche la sede del futuro micronido. «Con un
intervento edilizio di restyling - spiega Giacobbe - dell'edificio comunale che
ospita l'attuale scuola materna, sarà possibile realizzare la struttura del
micronido per accogliere i bambini dai primi mesi di vita fino a 3 anni. Sarà
proprietà dell'ente civico poi lo affideremo in gestione al primo Circolo
didattico di via Dania di Ovada che già si occupa della scuola materna». Le
caratteristiche tecniche che avrà il micronido. «Sarà una piccola struttura .
Per iniziare potrà ospitare una decina di bambini, ma verrà realizzato
all'insegna della massima funzionalità e con tutti gli accorgimenti strutturali
ed operativi che vengono dalle indicazioni più moderne». Cremolino: tre anni
consecutivi con il segno più per le nascite (nel 2008 12 bambini) e nasce il
micronido. Bruno Mattana .x/22/0903 Alla protesta del liceo si è aggiunta
quella di una delegazione dell'Itis Ciampini: non si cambiano le regola in
corsa .x/22/0903
( da "Tirreno,
Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Pisa Tremonti non c'è, ma il corteo blocca la
città Centinaia di giovani contro la politica del governo e la sinistra
riformista LUCA DADDI E CARLO VENTURINI PISA. Il ministro Giulio Tremonti non è
venuto - motivi personali, la versione ufficiale - ma il corteo degli studenti
dell'Onda, degli antagonisti, di Cobas, Rifondazione e altri movimenti di
sinistra c'è stato lo stesso. E senza incidenti. Partito da piazza
Sant'Antonio, si è snodato in corso Italia, sul lungarno ed è arrivato in
piazza Guerrazzi per un presidio davanti alla Stazione Leopolda dove si
svolgeva la giornata conclusiva di ManiFutura, festival sui temi dell'impresa
(assente Tremonti, c'era Pierluigi Bersani). Notevoli disagi per il traffico e
città semiparalizzata. Il serpentone di circa 600 persone - secondo i calcoli
della polizia - si è infine diretto verso l'immobile che ospitava una volta il
ristorante La Draga e l'ha occupato. «Non un passo indietro». La manifestazione
di protesta - «contro la crisi economica e i suoi responsabili» - ha vissuto il
momento clou dopo mezzogiorno in piazza Guerrazzi. «Non un passo indietro»,
recitava lo striscione in testa al corteo proveniente da Ponte della Vittoria.
Uno slogan che rimandava agli scontri con la polizia avvenuti alla Sapienza
all'inizio di marzo - in occasione della visita del senatore Marcello Pera -,
scontri originati dal fatto che i manifestanti non avevano indietreggiato.
Anche ieri la paura d'incidenti era forte, tanto che sui marciapiedi di via
Francesco da Buti, vicino all'ingresso della Leopolda, erano allineati agenti
di polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Nessuno sfondamento. «Siamo
qui per protestare pacificamente, non sfonderemo - dicevano al microfono i
leader della protesta -. Ma chiediamo alla polizia di non schierarsi». Così è
stato: poliziotti e carabinieri armati di manganelli e scudi sono rimasti in
disparte, senza fronteggiare il corteo, evitando così pericolose provocazioni.
I manifestanti hanno intonato "Bella Ciao", poi è stata la volta dei comizi.
Parole di fuoco contro la politica liberista del governo, la speculazione
edilizia, la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Insomma, un processo di
piazza alla politica berlusconiana, ma anche a certe scelte di politica
economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa. Filippeschi e Basile
nel mirino. In mezzo ai manifestanti, in larga maggioranza giovani e
giovanissimi, c'erano anche alcuni migranti, colpiti dall'ordinanza
anti-borsoni firmata dal sindaco Marco Filippeschi per arginare l'abusivismo
commerciale. «Vergogna, vergogna - ha scandito più volte nei pressi di palazzo
Gambacorti un rappresentante dei venditori -. No all'ordinanza anti-neri».
Scena simile vicino alla prefettura, quando uno dei ragazzi leader del corteo
ha gridato: «Vergogna, prefetto Basile, per il sostegno dato all'ordinanza
anti-borsoni». Poco prima un gruppo di manifestanti aveva raggiunto il
Rettorato e appeso uno striscione: «No alla militarizzazione dell'università».
L'assalto all'ex Draga. Dopo il presidio in piazza Guerrazzi, c'è stato il gran
finale con tanto di fumogeni: l'invasione dell'ex Draga e l'annuncio di una
cena solidale con i migranti.
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 30 - Cultura Gli italiani di Oxford giovani
cervelli in fuga Senza frontiere l´attualità Sono più di un centinaio i nostri
connazionali che studiano nella più prestigiosa università britannica. Un
numero ancora ridotto, ma in costante incremento, che è la spia di una
tendenza: aumentano i ragazzi che scelgono di laurearsi fuori dall´Italia. Un
esercito di quarantamila unità che investe in un futuro lavorativo più solido e
global Gli elementi per essere ammessi? Conoscenza dell´inglese, passione, buoni
voti, ma soprattutto curiosità intellettuale ENRICO FRANCESCHINI OXFORD Ci sono
luoghi dove le donne sembrano più belle, gli uomini più alti, la gente più
povera. La sensazione a cui il visitatore non riesce a sfuggire, nelle strade
di questa gotica cittadella, è che i giovani siano tutti più intelligenti della
media. Indubbiamente hanno l´aria sveglia e un aspetto intellettuale. Ma a
rafforzare l´impressione che siano dei formidabili cervelloni è il posto in cui
studiano: la Oxford University, migliore università d´Europa, una delle prime
dieci del mondo, dalle cui aule sono passati, prima dei ragazzi e delle ragazze
che in questo momento mi trovo davanti, qualcosa come venticinque primi
ministri britannici, tra i quali Blair e la Thatcher, svariati re, Abdullah di
Giordania e Harald di Norvegia tra i più recenti, decine di capi di stato o di
governo stranieri, inclusi tre premier australiani, due dell´India, un
presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, e il defunto premier pachistano
Benazir Bhutto, oltre a quarantasette premi Nobel, una dozzina di santi,
ottantasei arcivescovi di Canterbury, compreso quello in carica, e poi, citando
alla rinfusa, Lawrence d´Arabia, l´astrofisico Stephen Hawking, scrittori come
Oscar Wilde, Evelyn Waugh, Graham Greene. Da quelle stesse aule, in questi
giorni, passano anche 154 studenti italiani. Sono la quarta nazionalità più
diffusa a Oxford, in ambito europeo, dopo tedeschi (655), irlandesi (178, ma
per loro è quasi come restare a casa) e francesi (177). Un anno fa, gli
italiani che studiavano a Oxford erano 142: dunque aumentano. Così come cresce,
in generale, il numero degli italiani che studiano in Inghilterra: le domande
d´iscrizione, dal 2008 al 2009, hanno compiuto addirittura un balzo in avanti
del 21 per cento, per l´esattezza da
( da "Tirreno,
Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Città blindata ma non ci sono stati incidenti Antagonisti
in corteo e il traffico impazzisce PISA. Anche se il ministro Giulio Tremonti
non ha partecipato al Manifutura Festival di Pisa, studenti dell'Onda,
antagonisti, Cobas, Rifondazione e altri movimenti di sinistra hanno fatto
ugualmente il loro corteo di protesta. Non si sono registrati incidenti. Semmai
il traffico cittadino è stato semiparalizzato. Il serpentone di circa seicento
persone, dopo aver sfilato, ha occupato l'immobile che una volta occupava un
ristorante, vicino alla stazione Leopolda, dove si svolgeva Manifutura. «Non un
passo indietro», recitava lo striscione in testa al corteo. Uno slogan che
rimandava agli scontri con la polizia avvenuti alla Sapienza di Pisa all'inizio
del mese - in occasione della visita del senatore Marcello Pera - scontri
causati dal fatto che i manifestanti non avevano indietreggiato. Anche ieri la
paura d'incidenti era forte. «Siamo qui per protestare pacificamente, non
sfonderemo - dicevano al microfono i leader della protesta - Ma chiediamo alla
polizia di non schierarsi». Così è stato: poliziotti e carabinieri armati di
manganelli e scudi sono rimasti in disparte, senza fronteggiare il corteo. I
manifestanti hanno intonato "Bella Ciao", poi è stata la volta dei
comizi. Parole di fuoco contro la politica liberista del
governo, la speculazione edilizia, la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Ma le critiche sono
state riservate pure a «certe scelte di politica economica avallate dalla
sinistra riformista, Pd in testa».
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
LODIGIANO pag. 7 Braciere in casa Quattro intossicati dal
monossido SAN COLOMBANO SAN COLOMBANO HANNO RISCHIATO grosso per un «barbecue»
improvvisato all'interno di una abitazione. Una famiglia di San Colombano al
Lambro, residente nella centralissima via Gelmini (dalle parti della chiesa
parrocchiale) è stata lievemente intossicata dal monossido di carbonio.
Genitori e figli stavano festeggiando una piccola festa: hanno acceso il
braciere per cucinare, ma dopo un po' di tempo il fumo avrebbe invaso l'abitazione
e alcune persone si sono sentite male, tanto da chiedere l'intervento dell'ambulanza
del Pronto Intervento. IL RICOVERO al pronto soccorso di Lodi si è risolto -
per fortuna - in una attenta visita di controllo. Sul posto è intervenuta anche
una squadra dei vigili del fuoco, per accertare le cause dell'insolito
incidente casalingo. Anche i carabinieri della stazione di San Colombano hanno
constatato che la fuga di monossido era legata al rischioso utilizzo del
braciere in casa, per di più in una serata di freddo a causa del colpo di coda
dell'inverno. Luigi Albertini
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA VIAREGGIO pag. 5 LA MANNAIA dei tagli in bilancio
si è abbattuta anche sul mondo della scuola... LA MANNAIA dei tagli in bilancio
si è abbattuta anche sul mondo della scuola. E' questa la denuncia del Pd
riguardo al bilancio comunale 2009, con riferimento alla voce pubblica
istruzione', connessa a sua volta a quelle del sociale e della cultura. «IL
SINDACO spiega Elena Tozzi, responsabile versiliese del Pd per la scuola si era
impegnato, di fronte all'attuazione della riforma Gelmini, a farsi portavoce delle
richieste e preoccupazioni di genitori, insegnanti e studenti. Dal bilancio
presentato sembra invece che abbia deciso di andare nella direzione opposta,
con la forte contrazione o soppressione indiscriminata di molte voci di costo
che potevano avere un minimo impatto sul bilancio ma una grande importanza a
livello sociale e culturale». «In particolare prosegue Maria Cristina
Berti, responsabile scuola del Pd Viareggio la preoccupazione maggiore viene
dalla situazione di incertezza e dalla mancata reintegrazione dei contributi
persi dalle Circoscrizioni: delle migliaia di euro che questi enti mettevano a
disposizione delle scuole, in bilancio non c'è la minima traccia, oppure le
cifre sono diventate irrisorie. E' probabile quindi che le spese circa 12.000
euro solo per materiale come pennarelli, colori, fotocopie e attrezzature
vadano a ricadere sulle famiglie stesse». Tra le altre mancanze, anche la
soppressione di vari progetti scolastici, come il Progetto nonni', con gli
anziani che controllavano l'entrata e l'uscita dei bambini, o le Scuole
estive', un aiuto a mamme e famiglie di cui ancora non si sa niente per la
prossima estate. «Inoltre prosegue Berti la Biblioteca dei ragazzi è stata
anacronisticamente chiusa il sabato pomeriggio e i percorsi storici al Museo
Blanc pare resteranno solo un ricordo. Non si sa niente nemmeno del progetto
Coni, dedicato agli sport e all'attività motoria, iniziato quest'anno con
notevole ritardo e terminato ancora prima, di cui nessuno sa dirci se verrà
ripetuto. Che ne sarà poi degli assistenti Asp ai diversamente abili nelle ore
di scuola in cui manca l'insegnante di sostegno?». «Erano tutte attività che a
prima vista potevano sembrare di scarsa importanza conclude Tozzi ma l'impatto
negativo a livello sociale è ben maggiore di quello che avrebbero avuto in
bilancio». Francesca Bernardini
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
FERMO pag.
( da "Adige,
L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
michele ianes Il terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a
Rovereto, ribadisce le insidie di una stagione di cambiamenti michele ianes Il
terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a Rovereto, ribadisce le insidie di una
stagione di cambiamenti. La relazione del segretario uscente Bruno Paganini,
riconfermato per altri quattro anni nel corso dell'assemblea, critica a tutto campo il decreto Gelmini (il segretario nazionale della Cisl scuola Silvano Furegon,
presente all'incontro, parla di tagli per otto miliardi e 700 milioni di euro)
e rimane guardinga sulle scelte dell'amministrazione provinciale: «Il risultato
elettorale ci ha messo parzialmente al riparo da una svolta che ci preoccupava,
ma non significa che va tutto bene. Anche in Trentino, seppure in misura
diversa i tagli ci sono, forse più mascherati. Per quanto riguarda i docenti a
fronte di un + 18 che si può vedere nei dati dell'organico, in effetti abbiamo
un -
( da "Adige,
L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il «made in Trentino» resiste alla crisi In mostra animali
e macchine agricole ANDREA MANFREDI Tanti animali (dai pulcini ai maiali, dagli
asini alle mucche) per la gioia dei bambini, macchine agricole per gli
operatori del settore, stand gastronomici per i buongustai, tante informazioni
sul risparmio energetico: questo e molto altro ieri (la manifestazione
proseguirà anche nella giornata odierna) al polo fieristico di via Bomporto in
attesa dell'invasione delle bancarelle della Fiera di San Giuseppe prevista per
oggi. Girando tra le sale della mostra dell'agricoltura si incontra il
dirigente della Federazione Trentina degli Allevatori, Mario Tonina , che parla
chiaramente «di una forte crisi del settore dovuta all'arrivo sul mercato di latte
a prezzi stracciati». Per Tonina «ciò che permette, nonostante tutto,
all'allevamento trentino di resistere è la sua grande qualità». E questo è
confermato da Giorgia Bortolameotti , di Trento, che ha comprato, presso lo
stand degli allevatori, prodotti trentini «perché preferisco spendere qualcosa
in più ma comprare prodotti della nostra terra». Presso lo stand del servizio
conservazione della natura della Provincia l'agente forestale Marco Cescatti si
dice orgoglioso di far parte del corpo forestale trentino perché «crediamo nel
nostro lavoro e nel nostro territorio». Per Emma Baldo però, che guarda con
attenzione lo stand, «l'ambiente in Trentino sta peggiorando ormai da
cinquant'anni». La consigliera comunale Ivana Di Camillo è seduta allo stand allestito
dal Comune di Trento. «Trento è una città che sta facendo un percorso - spiega
la consigliera - legato alla qualità della vita intesa come insieme di fattori
ambientali e relazionali, un percorso che spero sia inarrestabile». Renato
Cristoforetti , attento osservatore dei volantini del Comune, descrive Trento
come una città meravigliosa anche se esprime qualche perplessità su piazza
Dante, «un giardino cittadino in mano allo spaccio». Fiorenzo Scartezzini
«presidia» lo stand dell'artigianato artistico trentino. Anche qui, tra le 800
aziende «artistiche» provinciali si respira la crisi però Scartezzini ricorda
«la capacità degli artigiani artisti di basare il proprio lavoro sulla
flessibilità riuscendo cioè ad adattarsi velocemente alla richiesta della
clientela». Per la solita paura di essere impiccati sulla pubblica via per aver
detto la propria opinione al giornale Barbara dice il nome ma non il cognome e
afferma di apprezzare «più il soggetto dell'opera che il materiale con cui
viene realizzata». L'Associazione Trentina per l'Agricoltura Biologica,
l'Atabio, è rappresentata da Ivo Gelmini che spiega
come la crisi non colpisca più di tanto i prodotti biologici «perché si sta
affermando una tipologia di consumatore trasversale, non sono più solo ?gli ambientalisti'
a comprare biologico ma grandi strati della popolazione che hanno a cuore la
qualità perché mangiando meglio si vive meglio». Katia Branda chiede, con
interesse, informazioni presso lo stand e si capisce il perché quando racconta
di aver lasciato Trieste, con il marito, per creare un agriturismo in
Valmalene, perché «il mondo non ci cambierà ma noi possiamo, nel nostro
piccolo, cambiarlo». Lo stand del Museo tridentino di Scienze Naturali descrive
ai molti visitatori quali sono gli animali che rischiano l'estinzione a causa
della crisi dell'agricoltura tradizionale, permette ad adulti e bambini di
guardare, da vicino, attraverso un microscopio gli insetti, ricostruisce in tre
vasche le foreste ed il mare che riducono l'anidride carbonica nell'aria ed
elementi che si decompongono sprigionando Co2 come fanno i tubi di scappamento
e gli impianti di riscaldamento. Elisa Lorenzoni, Karol Tabarelli De Fatis e
Mauro Gobbi sono alcuni dei ragazzi del museo che fanno aprire la bocca dalla
sopresa ai tanti bambini accorsi allo stand. Goccia Fiore non è una bambina e,
dopo aver guardato attraverso il microscopio, dice che «servirebbe un
compromesso tra le esigenze di chi lavora e le esigenze ambientali». 22/03/2009
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
ASSISI / TODI / BASTIA pag. 10 SEGNALI contrastanti dal mondo
della scuola. Si seguono con apprensione le vicend... SEGNALI contrastanti dal
mondo della scuola. Si seguono con apprensione le vicende relative ai supplenti
nelle scuole di ogni ordine e grado e i cui incarichi potrebbero non essere
rinnovati se non ci saranno, da parte del ministero, istruzioni precise e soldi
per coprire le spese. SITUAZIONE delicata perchè non sarebbe pensabile e qui lo
scoramento e la protesta dei genitori poter giungere alla fine dell'anno senza
alcuni. Intanto, ci sono novità sul fronte degli istituti; in particolare su
quello delle inaugurazioni di altri spazi e delle intitolazioni. Per la Scuola
materna di Petrignano l'inaugurazione è prevista per sabato 18 aprile alle ore
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
FIDENZA 22-03-2009 SCUOLA L'EX CONSIGLIERE E DOCENTE Uni:
«Il caso del liceo non va strumentalizzato» II «I problemi della scuola non
possono e non devono essere strumentalizzati dalla politica». A sostenerlo è
l'ex consigliere comunale di opposizione e docente dell'Itis Berenini Benvenuto
Uni. Con riferimento agli interventi dei giorni scorsi sul rischio che il
D'Annunzio cominci senza la quarta ginnasio per scarso numero di iscritti, Uni
chiarisce che «dei possibili effetti della riforma Gelmini già se ne era discusso in
Consiglio. Purtroppo si è venuti a conoscenza solo ora, in un anno in cui le
iscrizioni si sono chiuse con un mese di ritardo, delle difficoltà effettive
del liceo». Per Uni è dunque «inutile puntare il dito contro politici ed
amministratori quando si è tutti d'accordo sulla necessità evitare l'impoverimento
dell'offerta formativa fidentina». Ripercorrendo le fasi che hanno condotto
all'attuale situazione di incertezza spiega: «A stabilire un minimo di 25
iscritti per classe è al momento una bozza di decreto non ancora operativo. E
solo all'inizio di marzo il Provveditorato ha annunciato che si sarebbe seguito
tale criterio mettendo a rischio la quarta ginnasio che conta oggi 16
iscritti». L'attesa è comunque fiduciosa: «Per ottenere una deroga e attivare
la classe - ha detto - è sufficiente che gli iscritti aumentino di qualche
unità». Professore Benvenuto Uni.
( da "Unita,
L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Loredana Colloca Povero Berlusconi! Il Presidente del
Consiglio, fiaccato alla stregua di un minatore cinese di carbone, si sfoga:
«fare il premier mi fa schifo, lo faccio solo per senso di responsabilità, odio
quello che faccio e sono disperato». E siccome si sa che fare qualcosa
controvoglia aumenta il rischio di performance pessime, improvvisamente tante
cose risultano più chiare. Viene quasi spontaneo un moto di tenerezza per
questo plurimilionario insonne costretto a dilettarsi in decreti legge
improbabili e toga-party pur di rendersi la vita "meno amara". Ed è
con genuino spirito di sacrificio che migliaia di netturbini, operai,
insegnanti, gli cederebbero volentieri il proprio posto di lavoro, pur di strappargli
uno dei suoi catarinfrangenti sorrisi. Donato Testa
Supplenti e abilitati Forse i Ministri Gelmini e Brunetta non hanno capito che tra i precari del mondo scuola
ci sono anche quelli come me che non hanno avuto supplenze quest'anno, pur
avendo 42 punti in graduatoria, una abilitazione all'insegnamento secondario e
una specializzazione sul sostegno polivalente e non solo quelli che hanno
attualmente una supplenza. Stiamo scherzando? Vi prego dal profondo del
cuore di far sentire la vostra voce al riguardo: io che fine farò se non sono
proprio considerato? Dove sono finite le buone intenzioni ministeriali di
trovare sbocchi in altri settori? Francesca Maria Mantero Oscurantismi È
capitato spesso di leggere sulla stampa accuse di oscurantismo e persino di
volontà omicide per gli aderenti a certe fedi che respingono cure semplici
quali le trasfusioni per sé e persino per i propri figli, ritenendole
interferenze con la volontà divina. Contro queste cose ci si scaglia e si
applaude l'azione del giudice tutelare che giustamente provvede in difesa di
innocenti in pericolo. Quale dovrebbe essere l'atteggiamento del cittadino
benpensante nei confronti del capo di una tra le religioni più diffuse che
condanna l'uso del profilattico definendolo addirittura " dannoso"
per la prevenzione delle malattie a diffusione sessuale, Aids in testa?
Fernando Cabildon Critiche su cui riflettere Credo che le critiche al Papa a
volte siano frettolose e preconcette. La Chiesa ha anche buon senso e a volte
va al di là dei principi permettendo che in casi particolari siano gli stessi
Missionari a consigliare il preservativo, pur pensando, come ha detto il Papa,
che le strade per debellare l'Aids sono ben altre. I dati dimostrano che
l'epidemia é diminuita nei paesi come l'Uganda in cui si é lavorato per
modificare i comportamenti sessuali e gli stili di vita, con un lavoro di
informazione e educazione. Se ci si limita solo al profilattico, il rischio si
moltiplica a causa della moltiplicazione dei rapporti che la falsa sicurezza genera.
Gianfranco Pignatelli Opere d'arte, a me! Capita che un Tiepolo taroccato e
manipolato faccia da sfondo, nelle conferenze stampa dei ministri, ai prodigi
di palazzo Chigi: rifiuti di Napoli, in primis. Peccato che l'emblematico
titolo "la Verità svelata dal Tempo", per i partenopei e gli italiani
tutti, abbia il sapore di una beffa annunciata. Ma c'è di più. Un busto di
Nerone si è trasformato in autoregalo natalizio collocato ancora a Palazzo
Chigi. E se ancora non vi basta, ci sono una Faustina, un Marco Aurelio e il
gruppo di Marte e Venere da traslare dal museo delle Terme allo scalone d'onore
del novello "Palazzo Venezia". Il re dell'effimero, che ha inondato
l'Italia di incultura e volgarità, tratta i Bronzi di Riace come arredi da esibire
in Sardegna agli ospiti del G8 e, semmai, ci orchestra su pure qualche battuta
triviale. baldina di vittorio Ambrogio Morra fu ucciso dalla polizia In merito
alla bella intervista di Marcella Ciarnelli pubblicata ieri, vorrei precisare
che il piccolo Ambrogio Morra fu ucciso il 16 maggio del 1904, all'età di 13
anni, dal fuoco della polizia che volle reprimere, sparando sulla folla, uno
sciopero indetto dalla Lega per la riduzione dell'orario di lavoro. Questo non
toglie che, come si vede nel film di Negrin su Di Vittorio, molti piccoli
braccianti venissero crudelmente colpiti dai mazzieri degli agrari: una delle
licenze narrative del regista che tuttavia non inficia la validità generale
della ricostruzione.
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
CATTOLICA E VALCONCA pag. 14 LE MAMME scendono in piazza
contro i tagli al... LE MAMME scendono in piazza contro i
tagli alla scuola del Ministro Gelmini. Da una loro prima analisi emerge che sono almeno 5 i posti di
lavoro a rischio (ma potrebbero aumentare) tra le maestre dei plessi scolastici
cattolichini. Significa disagi e soprattutto servizi che verranno a mancare già
dal prossimo anno scolastico in tutte le elementari di Cattolica. Per
questo i genitori lanciano l'allarme e già ieri pomeriggio si sono recate in
centro per manifestare. «Manifestiamo perché riteniamo che per il bene della
collettività ci si debba interrogare tutti su quale futuro vogliamo per i
nostri figli _ hanno ribadito alcune mamme presenti ieri in zona Mercato
Coperto in via Mancini dalle
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Spilimbergo. Fa ancora discutere la
riforma Gelmini per le
primarie. La presidente del circolo didattico Barbara Della Turca difende la
scelta del tempo pieno Tagli all'istruzione: «Sosterremo mensa e servizi»
L'assessore Dreosto stronca i toni allarmistici e non esclude di uniformare gli
orari d'uscita SPILIMBERGO. Quali incognite pendono sul sistema
scolastico di Spilimbergo all'indomani dell'approvazione della riforma della
scuola primaria? A chiarire la situazione è l'assessore all'Istruzione Marco
Dreosto: «In merito ai toni allarmistici usati nei giorni scorsi - afferma
Dreosto - ritengo si debba chiarire che, ad oggi, non sussistono ancora i
presupposti per valutare quale impatto la riforma della scuola abbia nel sistema
scolastico di Spilimbergo. Fermo restando che questa amministrazione sosterrà,
come ha sempre fatto, l'istituzione scolastica, ritengo che il ministero non
escluderà dal tempo scuola la refezione, ma se anche fosse, si troveranno
soluzioni che non penalizzino la scuola e i servizi offerti agli alunni e alle
famiglie». Sulla stessa linea anche la presidente del circolo didattico di
Spilimbergo, Barbara Della Turca secondo la quale «le classi a tempo pieno non
sono dei parcheggi, come paventato da qualcuno, ma un'opportunità per i ragazzi
perché possano seguire un programma in tempi piu' diluiti e nel contempo
sgravare dalle famiglie, impegnate nel lavoro, l'onere di seguire i figli nei
compiti per casa. Chi dice che se ci fossero strutture di accoglienza
pomeridiane, anche gli extracomunitari andrebbero a tempo modulare, forse non
conosce il problema: come si può pensare che una struttura comunale surroghi la
scuola, compresa la mensa? Questi bambini che spesso non hanno nessuno a casa
fino a sera come farebbero i compiti? Chi garantirebbe loro il pranzo? Inoltre
quando si parla di migrazione verso altri circoli si dimentica di sottolineare
che a Spilimbergo vengono proposti tutti i tempi scuola, anche se questo non
sempre garantisce che la scelta effettuata in fase di iscrizione possa essere
messa in pratica». E, prosegue Della Turca, «sembra che qualcuno spinga per la
riduzione del tempo scuola riportando Spilimbergo ad una scuola antimeridiana
che andrebbe comunque in controtendenza. Mi sento invece di appoggiare la
richiesta dell'uniformità degli orari di uscita, ma questo deve avvenire anche
per i cicli in corso altrimenti le famiglie con due figli devono andare a
scuola alle 16 e alle 17 quando ci sono i rientri». Sulla possibilità di
uniformare gli orari di uscita anche Dreosto sembra possibilista: «Per quel che
riguarda l'opportunità di uniformare gli orari di uscita - sottolinea - al
momento l'amministrazione sta valutando anche questa richiesta; un aspetto è
legato al costo del servizio, visto che servirebbero più pulmini
contemporaneamente. Stiamo valutando anche i tempi di attesa per gli alunni che
potrebbero trovarsi a stare per molto tempo sui mezzi prima di arrivare a
casa». E conclude: «Mi sono recentemente incontrato con il dirigente scolastico
Elzio Fede per discutere questo ed altri aspetti organizzativi ed abbiamo
deciso di attendere alcune settimane, almeno fino a quando la situazione non
sarà più chiara con la comunicazione da parte del ministero dei nuovi parametri
legati al nascente Istituto comprensivo». Guglielmo Zisa
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Riunita l'assemblea Ssk, incontro su scuola ed elezioni LE
PROSPETTIVE La riforma scolastica e le elezioni comunali di giugno sono stati i
temi affrontati dall'assemblea provinciale della Slovenska Skupnost. Erano
presenti anche il segretario regionale Damijan Terpin e quello regionale Igor
Gabrovec. Per affrontare il primo punto è stata invitata come ospite la preside
Elisabetta Kovic, che presiede la scuola media Trinko e la Direzione didattica
di via Brolo. La preside ha illustrato le imminenti modifiche che riguarderanno
la Trinko e la Direzione didattica di via Brolo, che avranno un unico preside e
un unico presidio scolastico. Questo dovrebbe portare a delle novità per quanto
riguarda la proposta educativa, che inizierà dall'asilo e proseguirà fino al termine
della scuola media. Rimane ancora una preoccupazione
riguardante la riforma Gelmini, soprattutto per quel che riguarda i tagli alla spesa, che già
risulta ridotta ai minimi termini. Quanto alle prossime elezioni europee, il
segretario regionale Terpin ha presentato l'accordo tra Ssk e Sud-Tirol
Volkspartei, dove il partito della comunità tedesca dell'Alto Adige ospiterà
sulla propria lista un rappresentante della Ssk. Il segretario
provinciale Cavdek ha si è soffermato sui temi elettorali: «Abbiamo preso atto
- ha detto - del rifiuto da parte delle sezioni del Pd di Savogna e Doberdò
della proposta di collaborazione a livello di giunte comunali, avanzata dalla
Ssk. In quanto non si conoscono le ragioni del rifiuto sarà necessario un
chiarimento politico a livello provinciale. Nei tre comuni di Doberdò, San
Floriano e Savogna si continuerà con il tradizionale confronto tra le liste di
sinistra e la Slovenska skupnost, che in questi giorni sta verificando a
Savogna e Doberdò gli accordi con le liste civiche con le quali si è presentata
alle elezioni precedenti».
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
SAN DONATO SEGRATE CASSANO pag. 22 Sottotetto in fiamme a
Zivido: donna intossicata all'ospedale palazzina di tre piani inagibile di
ALESSANDRA ZANARDI SAN GIULIANO SONO STATI ATTIMI di paura quelli vissuti
venerdì sera, a San Giuliano, dagli occupanti di una palazzina a tre piani
andata a fuoco nella parte superiore. Uno degli inquilini, una donna di 60
anni, è stata trasportata in ospedale con un principio d'intossicazione, mentre
i vigili del fuoco hanno impiegato quasi sei ore per riuscire a sedare
l'incendio. Tutto è successo poco dopo le 20 nella frazione Zivido, all'interno
del complesso residenziale di via Gorky. Per cause ancora da accertare, ma con
ogni probabilità accidentali (si pensa al cattivo funzionamento di un
caminetto), le fiamme hanno avuto origine nel sottotetto e si sono propagate
con rapidità sia verso la copertura in legno sia in direzione degli
appartamenti. Il fumo che ha invaso le stanze ha costretto gli abitanti alla
fuga e ha fatto scattare l'allarme. Sul posto sono intervenuti con sette mezzi
i vigili del fuoco di Milano, che hanno messo in sicurezza l'area e avviato le
operazioni di spegnimento. Le dimensioni vistose dell'incendio, che in totale
ha interessato una superficie di
( da "Nuova
Venezia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
FERRAZZI «La Gelmini taglia 500 docenti nel Veneziano» Ma le buone notizie non
frenano la dilagante preoccupazione per gli effetti dei tagli agli organici
decisi dal governo Berlusconi sulla scuola. Ieri durante il taglio del nastro
al liceo Franchetti, il tema rimbalzava di bocca in bocca, perché è oramai
prossima la pubblicazione dei tagli previsti al personale docente per la
Regione Veneto e la nostra provincia. La preoccupazione è nelle parole
dell'assessore comunale all'Istruzione, Anna Maria Miraglia, che segnala nel
suo intervento che «chi non investe nella scuola, investe nell'ignoranza». E
Ferrazzi conferma i timori generali, emersi anche con lo sciopero regionale
della Cgil di mercoledì scorso. Le cifre non sono ancora ufficiali ma si parla
di un taglio di almeno 500 docenti e di quasi 200 posti per il personale Ata.
Mentre le famiglie, denuncia il vicepresidente della Provincia, chiedono una
maggior permanenza dei figli a scuola. «E' vero oggi in Provincia di Venezia
solo il 3% delle famiglie ha chiesto il tempo a 24 ore, tutti gli altri
chiedono il tempo pieno o prolungato. Servirà una battaglia in Regione per
garantire gli organici dei docenti. A fronte di 8500 nuove iscrizioni in
Veneto, sappiamo per certo che il prossimo anno non ci sarà la copresenza di
insegnanti nelle classi, con un aumento di alunni per classe e senza tener
conto della presenza o meno di portatori di handicap. Io rimango molto
preoccupato e ne ho anche con il dirigente scolastico regionale, la dottoressa
Palumbo, ma si è in attesa dei dati ufficiali, che sono oramai prossimi». Oggi
l'investimento per la scuola da parte di questo governo è di 1800 euro per
istituto. Noi, vendendo le nostre quote societarie, abbiamo investito ben più
di quel che fa lo Stato». (m.ch.)
( da "Giornale.it,
Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 70 del 2009-03-22 pagina 9 Addio Gazzetta e bigliettini
Ora in Aula ci si rilassa con videofonini e Facebook di Marco Zucchetti Anche i
passatempi dei parlamentari diventano digitali E mentre si vota c'è chi chatta
e chi guarda «Scherzi a parte» «Onorevole, che sta facendo?». «Sfoglio il
Corriere». Regolare. Professionale. Documentato. Che poi il Corriere in
questione fosse quello dello Sport e non quello della Sera, e che durante le
sedute si leggesse di Falcao più che di Spadolini, era un altro paio di
maniche. Innocenti passatempi d'aula, né più né meno degli studenti che
tenevano i fumetti nel libro di Tucidide. Acqua passata, in quel del
Transatlantico. Perché i tempi corrono e il cazzeggio mica batte la fiacca. E
alla lettura di frodo del quotidiano sportivo subentra la navigazione «allegra»
sui siti internet. Ordinario relax tra i banchi del Parlamento italiano ai
tempi della Rete. Addio ai bigliettini vergati ridacchiando, la Settimana
enigmistica questa sconosciuta. Per sfuggire a quella brutta bestia della noia
ci si aggrappa al portatile. E i fotografi nell'emiciclo spiano gli interessi
di deputati e senatori, non sempre concentrati su ddl e interrogazioni. Per
esempio c'è chi si allupa sui siti zozzi per poi dar di gomito al vicino, come
denunciava l'ex deputato per caso Roberto Poletti. E c'è chi dopo due ore in
auto blu, inglobato nel traffico, non ne può più. E allora evade navigando sul
sito della Harley Davidson per assemblarsi una «Fat boy». Colore? Blu. Come le
auto statali, così non si sente la differenza. Compara i prezzi, acquista.
Molto più divertente di stare a sentire il quinto intervento identico
sull'ordine del giorno. Poi c'è anche chi un po' si sente in colpa. E quindi,
mentre spulcia il sito di «Scherzi a parte» tra una coscia di Belen e un
tatuaggio all'amatriciana di Amendola, tiene aperte anche tre finestre sul sito
della Camera. Per sviare i sospetti... Insomma, pure il fancazzismo è stato
digitalizzato e i confronti ora non si fanno più tra i Rolex al polso, ma - ministre Prestigiacomo e Gelmini docent - tra i rispettivi palmari, ripieni di video spiritosi,
foto buffe e messaggini carini. Rimangono in pochi a sfoggiare un libro invece
del laptop. Giusto il Bossi, vecchio stampo, con davanti un volumazzo su
Gerusalemme; e qualche altro cavaliere della Mezzaluna, con l'immancabile
saggio sull'islam. Minoranze. Tribù in riserva di fronte all'avanzata
dei conquistadores di Facebook. Invasori che ammazzano il tempo condividendo
opinioni e boiate ma sbandierano la giustificazione dell'aggiornamento
professionale. In principio fu il leghista Matteo Salvini, che ammise: «La
sinistra ha parlato per 5 ore filate. Le alternative erano il suicidio e il
computer, quindi sono stato lì a smanettare con mail e Facebook». Un diversivo,
tipo Campo Minato. Ennò. Perché, insomma, «è diventato anche un'occasione di
lavoro». Missione compiuta. Sdoganato. E quindi olé, tutti a chiedersi
l'amicizia, ad aggiornare lo status. «Il senatore Pincopalla sta votando la
finanziaria», «il deputato Tiziocaio è iscritto al gruppo "Tre euro per un
tramezzino alla buvette è un'offesa alla sacralità dell'aula"». Perché va
bene tenere il contatto con il popolo, ma se si guardano bene gli schermi dei
parlamentari, qualche dubbio sul fatto che questi signori non siano stati
votati per farsi i fatti loro, sorge. Per esempio. Uomo delle istituzioni n° 1:
grande attenzione nel visualizzare un video di YouTube che invita quei porci
dei cani a trattenere i propri intestini troppo allegri. Impegno ambientale?
Donna delle istituzioni n° 2, Munerato Emanuela, operaia leghista: sul display
si legge «Votazione aperta, abilitato a votare». Una mano sul pulsante, l'altra
a chattare tra foto di amici sul Libro delle facce. Le facce secondo cui
Feisbuc è uno strumento di lavoro. Le facce toste? © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tagli, il Conservatorio vede nero --> Il direttore
Giovanetti: «Per il momento ce la facciamo, preoccupati per il futuro» «Meno
male che il Comune ha fatto un ulteriore sforzo aggiungendo al milione e 700
mila euro altri centomila euro» Domenica 22 Marzo 2009 CRONACA, pagina 17
e-mail print Brutte notizie dal ministero dell'Istruzione e università per
l'Istituto superiore di studi musicali Donizetti di Bergamo. Per il 2009,
infatti, i contributi promessi a suo tempo dallo Stato ai Conservatori non statali
ma pubblici (detti «pareggiati») sono stati azzerati. Istituzioni che, da un
punto di vista legislativo, fanno capo a direttive ministeriali che impongono,
tra l'altro, uno statuto particolare e prevedono diversi organi di gestione.
Vista la situazione, il direttore dell'istituto, Marco Giovanetti, insieme ai
ventuno colleghi che dirigono gli altri istituti musicali pareggiati d'Italia
(tra i quali, oltre a Bergamo, Cremona, Pavia, Ancona, Reggio Emilia, Catania),
ha chiamato in causa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per
«prendersi a cuore di una situazione - si legge nel documento unitario del
coordinamento Istituti musicali pareggiati - che, in mancanza dei contributi
statali, ci mette in grave difficoltà». «Da quest'anno - spiega Giovanetti - il
ministero presieduto da Mariastella Gelmini, tagliandoli del 100%, non garantisce più i contributi (dati nel
2007 e 2008) promessi a quegli istituti pareggiati che acquisivano l'autonomia
(quest'ultima, si noti bene, per una legge voluta dallo Stato). Quindi nel
nostro caso, visto che siamo dall'inizio dell'anno diventati autonomi, in base
alle direttive ministeriali ci siamo dovuti dotare di una serie di nuove figure
(direttore amministrativo, ragioneria, organi di controllo, consiglio accademico
e quello di amministrazione, i revisori dei conti, il nucleo di valutazione,
ndr), con conseguente aumento di spese che vanno ad incidere pesantemente sui
nostri conti economici. Meno male che il Comune, che ringraziamo perché in
qualità di principale ente finanziatore ci consente di sopravvivere, ha fatto
un ulteriore sforzo aggiungendo al milione e settecentomila euro che ci eroga
per la gestione ordinaria, altri centomila euro di spese straordinarie dovute
alla gestione autonoma». Un impegno, prosegue Giovannetti riferendosi a
Palafrizzoni, «che ha sottoscritto per il primo triennio di convenzione
(2009-2011). Amministrandoci con estrema cautela per il momento ce la facciamo,
però le preoccupazioni per il futuro rimangono perché qualsiasi ente ogni anno
ha un aumento di spese». Giovanetti, stando così le cose, vede nuvole nere per
il futuro. «Lo Stato - dice - deve subentrare sia pure gradualmente per
sostenere le spese di enti che sono diventati autonomi per volere dello Stato
stesso. Il 22 dicembre scorso abbiamo chiesto un incontro con il ministro Gelmini, ma come risposta c'è stato un suo silenzio totale
che certamente non è di buon auspicio». Attualmente sono 270 gli allievi del
Donizetti, ripartiti tra corsi tradizionali, complementari, sperimentali di 1°
e 2° livello, propedeutici e coro di voci bianche. Trentadue i docenti in
organico ai quali se ne sommano altri a contratto per i corsi sperimentali. «Il
nostro istituto - rileva Giovanetti - ha un'attività in crescita costante. Ma,
avendo il numero chiuso (anche in questo caso, per legge) dobbiamo a malincuore
lasciare a casa diversi ragazzi che avrebbero tutte le carte in regola: lo
Stato, quindi, da un lato dà una serie di vincoli e paletti che ci penalizzano
e dall'altro ci toglie pure i soldi che ci aveva promesso per portare avanti
l'attività». Dopo quello lanciato al presidente del Consiglio, l'ultimo appello
del direttore è rivolto in casa nostra. «La Provincia - osserva Giovanetti -
capendo il nostro momento difficile, è stata la prima a riconoscerci un
finanziamento a progetto. Speriamo che il suo esempio sia seguito da altri
protagonisti del territorio, sia pubblici che privati». Marco Conti 22/03/2009
nascosto-->
( da "Nuova
Ferrara, La" del 22-03-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Modena,La)
Argomenti: Scuola
Aggressione di quattro studenti stranieri Reggio,
insegnante avverte di non fumare e si prende un pugno REGGIO. Un insegnante
cinquantenne di una scuola superiore di Reggio Emilia è stato percosso da uno
studente, segnalato dalla polizia alla Procura dei minori di Bologna, al
culmine di un episodio di bullismo. Quattro gli studenti protagonisti, tutti di
origine straniera tra i 16 e i 20 anni, il più giovane ha finito per colpire il
docente che lo aveva ripreso perchè fumava a scuola. I 4 non erano presenti
alle lezioni, il maggiorenne perchè sospeso per atti di danneggiamento, gli
altri per loro scelta, ma sono entrati per dirigersi verso la macchinetta del
caffè. Non riuscendo a farla funzionare, il maggiorenne ha sfogato la sua ira
contro l'apparecchio, rovesciandolo e mettendolo fuori uso. E' intervenuto
l'insegnante rimproverando il gruppo e segnalando al 16enne che a scuola è
vietato fumare. Per tutta risposta il ragazzo avrebbe sputato contro il
docente, colpendolo poi con un pugno. E' arrivata la polizia, chiamata dalla
preside. Il 16enne è stato segnalato alla Procura dei minori, il più grande
denunciato per danneggiamento. L'insegnante ha preferito
non farsi medicare in ospedale e sembra intenzionato a non sporgere querela.
L'on. Angelo Alessandri (Lega nord) ha fatto sapere che lunedì chiederà al
ministro Gelmini come mai
gli inquirenti non hanno reso pubblico il nome della scuola dov'è accaduto
l'episodio.
( da "Sicilia,
La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
università I giovani Pd «Sciacallaggio contro Recca» Coda
polemica al corteo di giovedì dell'Onda contro la riforma Gelmini, sfociata anche in una
contestazione nei confronti del rettore, Antonino Recca, in particolare per il
caso Farmacia. In una nota il gruppo giovanile e universitario del Pd si
dissocia «dalle infondate dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Segretario
provinciale di Rifondazione Comunista e dal coordinatore provinciale dei
Giovani Comunisti, circa le presunte responsabilità dell'attuale
rettore, prof. Antonino Recca, in ordine alla vicenda dell'edificio 2 della
Cittadella universitaria». I giovabi del Pd ribadiscono «la solidarietà e il
pieno sostegno all'azione dell'attuale vertice dell'Ateneo e - in particolare -
l'apprezzamento per come è stata condotta questa difficile vicenda, per la
quale è attualmente in corso una rigorosa indagine della magistratura che
richiede - come più volte espresso dagli stessi responsabili della Procura
catanese - prudenza e riserbo, al fine di non compromettere l'esito stesso
delle indagini e l'accertamento delle eventuali responsabilità, evitando così
strumentalizzazioni e allarmismi, indegni della cultura garantista, in
particolare intorno ad un collegamento causale, che è oggetto di accertamento,
tra l'inquinamento del sito e decessi e malattie». Inoltre, le dichiarazioni di
Prc e Pdci «non tengono conto delle pubbliche prese di posizione della stessa
magistratura, che ha elogiato l'amministrazione dell'Ateneo per la
collaborazione fornita alle indagini e sottolineato più volte che le vicende al
centro dell'indagine risalgono ad un periodo di certo antecedente all'attuale
gestione, politica ed amministrativa, dell'Università. Né tengono conto dei
ripetuti pronunciamenti degli organi accademici che hanno espresso
"fiducia nell'operato degli organi inquirenti affinché si faccia chiarezza
su ciò che è accaduto", dichiarandosi disposti a contribuire con ogni
mezzo processuale all'accertamento dei fatti». Il gruppo giovanile del Pd
quindi «si dissocia da qualsiasi operazione di "sciacallaggio"
politico, facilmente riscontrabile anche da una semplice lettura cronologica
dei fatti e degli atti processuali». Non una «difesa d'ufficio», tengono a
precisare i giovani Pd, «piuttosto una difesa motivata dell'istituzione
universitaria, e quindi anche di chi ricopre la responsabilità di vertice,
laddove essa viene fatta oggetto di aspre strumentalizzazioni di parte, che non
sono certo finalizzate all'accertamento della verità». Infine l'auspicio che
«l'amministrazione dell'Università si impegni a tamponare la mancanza di
strutture e di strumenti a servizio degli studenti di Farmacia con interventi
tampone che permettano agli studenti di poter continuare ad usufruire del
diritto allo studio che lo Stato gli garantisce».
( da "Sicilia,
La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Maggiori garanzie per i precari»Scuola. La richiesta dei
sindacati catanesi al ministro Gelmini per prof e Ata
Di sabato il postino non suona più? Bisognerà attendere l'inizio della settimana
per ricevere la posta a casa. È quanto sta succedendo da alcune settimane a
Catania e in tutti i Comuni della provincia. A denunciare la carenza di
servizio il "Slp-Cisl", il sindacato dei lavoratori postali di
Catania, per bocca del segretario provinciale Salvo Di Grazia. «Siamo
preoccupati - scrive in una nota - per il modo in cui l'azienda Poste mette a
rischio i posti di lavoro e per la programmata mancata consegna del prodotto
postale il sabato». La causa risiederebbe nelle ferie d'ufficio che l'Azienda
avrebbe imposto ai portalettere. Una condizione questa che determinerà, a lungo
andare, enormi giacenze negli uffici di recapito ma, soprattutto, diminuirà la
qualità dei servizi. «E' paradossale e al contempo preoccupante - secondo il
segretario regionale Slp-Cisl Giuseppe Lanzafame - quanto deciso dall'Azienda:
per la politica della riduzione dei costi non procede all'assunzione dei
sostituti dei portalettere, i cosiddetti trimestrali, preferendo il disservizio
del mancato recapito della corrispondenza nel giorno di sabato». In sostanza
accade che l'Azienda «costringe il personale ad usufruire di giorni di congedo
non programmato, non rimpiazzando le risorse e svuotando i Centri di recapito
di addetti». Tutto ciò con cadenza regolare settimanale (il sabato, appunto) e
in maniera pressoché "strutturata" «con pericolose conseguenze in
termini di mancata erogazione di un servizio, oltre che sociale, pagato
anticipatamente dal cliente». La Cisl si preoccupa per le «sempre più
insopportabili ricadute sul personale ultimo della "catena",
costretto ad "inventare" improbabili giustificazioni alla clientela
che non può, ovviamente, riconoscere una vacanza sistematica del servizio». Non
sfuggono alla medesima logica tutta una serie di altri interventi (ore di flessibilità
erogate illegalmente in sostituzione di orario straordinario) «col medesimo
obiettivo di ridurre, fuori delle regole, i costi anche a prezzo di penalizzare
e ingolfare i servizi» denuncia Lanzafame. Le assicurazioni dell'Azienda,
conseguenti a un rasserenamento delle relazioni industriali, non
corrisponderebbero dunque alle necessità che strettamente derivano dal rispetto
delle regole condivise e sottoscritte, dalle quali il sindacato ritiene occorra
ripartire a tutela dei servizi, della categoria rappresentata e dei posti di
lavoro. Il cliente viene così privato - non solo a Catania, ma anche in altre
province della Sicilia - di un servizio che paga anticipatamente. «Non è il
modo migliore - afferma Lanzafame - per affrontare il libero mercato. I
lavoratori sono inquieti, non solo perché vedono i loro diritti, regole
contrattuali non rispettati, ma soprattutto, si rendono conto che questa
pratica li porterà, se non vi sarà un repentino cambio di rotta, a mettere in
discussioni il proprio posto di lavoro sempre più precario in conseguenza di
una crisi che inevitabilmente colpirà il settore del recapito». Giungono, tra
l'altro, denunce da parte di amministratori locali, associazione dei
consumatori e dei clienti che esigono un servizio efficiente. La verità è che,
malgrado le poche risorse assunte, nel mese di febbraio e marzo, a tempo
determinato non si riesce a coprire i posti vacanti. C'è inoltre chi teme che
allo scadere del contratto non saranno rinnovati i precari. A quel punto
resterebbero "buchi" negli organici, difficilmente colmabili dagli
impiegati attualmente in servizio. L'organizzazione sindacale si appella alle
istituzioni perché possano intervenire in modo da garantire un servizio
pubblico nel segno della continuità e della qualità. CARMELO DI MAURO
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 22 Marzo 2009, Boom di iscrizioni alla Dante
Alighieri. È un vero e proprio piccolo record quello registrato dalla Scuola
Media di San Marco, situata a due passi dal centralissimo campo Santo Stefano,
che per il prossimo anno scolastico avrà 127 alunni nelle prime classi
distribuiti in ben sei sezioni. «È stata una piacevole sorpresa anche per noi -
commenta con entusiasmo il preside Roberto Sintini accanto al suo vice Andrea
Girardi - grazie all'entusiasmo e all'impegno dei nostri insegnanti avremo ben
due prime classi in più rispetto all'anno scorso. Il nostro bacino d'utenza,
infatti, conterebbe solo 47 bambini. Il resto degli alunni vengono dagli altri
sestieri perché interessati alla nostra offerta formativa. Un fatto causato forse
dal passaparola che ci riempie d'orgoglio». Sono molte, infatti, le proposte
della Dante Alighieri al di fuori delle normali ore di lezione: «Prima
attrazione della scuola è la sezione musicale - continua Sintini - abbiamo
avuto ben 45 richieste anche se alla fine potremo accettare solo 24 bambini.
Per gli esclusi, comunque, stiamo studiando una speciale convenzione con il
Conservatorio che permetta loro di studiare uno strumento musicale a scuola.
Tra i laboratori voglio ricordare quello di scacchi, di teatro, di neo-greco,
di scrittura creativa, di latino, di batteria e poi il nuoto e la voga veneta.
In pratica i ragazzi stanno a scuola tutti i pomeriggi dal lunedì al giovedì
alternando i laboratori alle ore di lezione o di recupero scolatico. Tra le
attività più gettonate c'è lo sportello recupero matematica aperto ogni
mercoledì dalle 14.30 alle 17.30 per chi ha dei dubbi con i numeri e le formule
matematiche. Inoltre è molto aspettata la settimana bianca con sci incluso e il
viaggio all'estero riservato alle terze medie. Quest'anno i ragazzi andranno in
Austria per un giro in bicicletta». In pratica alla Dante Alighieri si applica
una specie di tempo pieno con mensa inclusa. Un modello vincente che potrebbe incappare in qualche difficoltà per via dei cambiamenti
introdotti dal decreto Gelmini: «Si parla solo dei tagli fatti alle elementari e del maestro
unico - spiega il preside Roberto Sintini - ma anche le scuole medie andranno
in sofferenza. In futuro i professori dovranno insegnare tutte le 18 ore a loro
disposizione, mentre ora fanno 15 ore in cattedra e tre di compresenza.
Sono proprio queste tre ore che ci permettono di tenere aperto il servizio
mensa e fare tante altre attività. Nonostante le difficoltà, comunque, andiamo
avanti con entusiasmo. La più grande soddisfazione per noi è vedere i nostri
ragazzi muoversi a scuola come se fossero a casa loro. Sembrano proprio stare
bene a scuola in un'età che è tra le più difficili». Francesca Scarpa
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Genitori e insegnanti del Veneto in corteo ma slitta
l'incontro con la dirigente regionale Domenica 22 Marzo 2009, (F.S.)
L'annunciata consegna dei moduli "Buona Scuola" all'Ufficio
Scolastico Regionale non è avvenuta, ma la festa in campo San Geremia è stata
un tripudio di palloncini colorati per una forma di protesta soft che ha visto
scendere in piazza anche i più piccoli. La manifestazione di ieri pomeriggio,
indetta dal Coordinamento dei Comitati "Buona Scuola" del Veneto, ha
visto scendere in centro storico una piccola folla composta da genitori con prole
a seguito, insegnanti e personale ATA provenienti da tutto il Veneto. Come
promesso non c'erano bandiere di sindacati o simboli di partito, ma spettacoli
di burattini e canzoni. Il momento clou della manifestazione è stato il lancio
di alcuni disegni realizzati dai bambini, portati in cielo da una corda legata
a un gruppo di palloncini. «La consegna dei moduli alla dottoressa Palumbo,
direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, è solo stata rimandata - spiega
Marco Bassi del Movimento veneziano per la difesa della scuola pubblica - per
un disguido. I 32.000 moduli compilati dai genitori veneti, che bocciano i modelli orari a 24 e a 27 ore del maestro unico
proposto dal ministro Gelmini, verranno portati nella sede dell'Ufficio Scolastico nei primi
giorni delle prossima settimana. In quell'occasione chiederemo alla dirigente
scolastica che si faccia portavoce presso gli organi superiori della volontà
espressa dalle famiglie». Presenza discreta nella manifestazione, un
gruppo di appartenenti alla Rete Organizzata Docenti e ATA precari del Veneto,
che pur lasciando le bandiere dei sindacati a casa, hanno distribuito agli
adulti presenti un volantino che spiega come «il piano Tremonti-Gelmini della Legge 133 preveda per il Veneto, solo per il
prossimo anno, un taglio di circa 3.500/4.000 docenti, oltre a ben il 17% in
meno del personale ATA nei prossimi tre anni». I politici non erano stati
invitati, ma hanno voluto partecipare a livello personale Enzo Castelli,
presidente della Municipalità Venezia-Murano Burano e Anna Maria Miraglia,
assessore alle politiche educative, che ha portato la notizia di una mozione
del Consiglio comunale contro i tagli nelle scuole approvata ieri in Giunta.
«Vogliono tagliare il personale - dice incredulo Castelli - assicurando a tutti
il tempo pieno. Non si sa come faranno. Speriamo solo di non avere qualche
brutta sorpresa pochi giorni prima dell'inizio della scuola».
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Scuola di Meano, non dovevo avvertire il sindaco» Sulla
soppressione della prima elementare, il preside Giancarlo Curti risponde a
Tison e all'assessore Bortolin Domenica 22 Marzo 2009, Santa Giustina «Non
posso e non devo informare l'amministrazione comunale di un'applicazione di una
normativa: il mio compito è salvaguardare prima di tutto i bambini e il loro
diritto all'educazione». Replica al sindaco Vito Tison, ritenendo di aver
operato la scelta più adeguata, il dirigente dell'Istituto Comprensivo
"Rodari", Giancarlo Curti, dopo le dichiarazioni del primo cittadino
e dell'assessore Angela Bortolin, alla notizia della soppressione della classe
prima nella sede distaccata di Meano. Sulla questione si è mosso anche il
gruppo di minoranza "Idea in Comune", che proprio in questi giorni ha
presentato un'interrogazione: «Possibile che tra amministrazione comunale e
dirigenza scolastica non vi sia stata comunicazione? - si chiede il capogruppo
di minoranza, Sandro Campagnoli - la maggioranza non può affermare di aver
saputo all'ultimo momento la decisione presa dal preside: i numeri dei bambini
presenti nel nostro comune li hanno sotto agli occhi da sempre, li pubblicano
persino sul bollettino comunale. Dato che la situazione era quindi prevedibile,
perché l'amministrazione non ha ritenuto opportuno informare i cittadini
durante le assemblee frazionali promosse alcuni mesi fa? In istituti vicini,
come nel caso di Cesiomaggiore, l'amministrazione si è già mossa per tentare di
salvare classi a rischio, a Santa Giustina invece sembra sia mancata la
comunicazione tra scuola e municipio». «Ho collaborato fin dall'inizio del mio
arrivo con l'amministrazione - dice invece il dirigente, Giancarlo Curti -
Anche in questo caso, se il sindaco, prima d'intervenire sulla stampa, mi
avesse chiesto spiegazioni, avrei serenamente illustrato quanto era stato
deciso di fare. Il mio compito non è fare politica, ma salvaguardare
l'educazione dei bambini». Piuttosto quindi di avere due classi prime, di oltre
venti bambini, dato che gli iscritti sono
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
Reggio Emilia: professore picchiato da quattro ragazzi Un
insegnante cinquantenne di una scuola superiore di Reggio Emilia è stato
percosso da uno studente di 16 anni, subito segnalato dalla polizia alla
Procura dei minori di Bologna, al culmine di un episodio di bullismo. Quattro
gli studenti protagonisti, tutti di origine straniera tra i 16 e i 20 anni, il
più giovane dei quali ha finito per colpire il professore che lo aveva ripreso
perché fumava a scuola. I quattro non erano presenti alle lezioni, il
maggiorenne perché sospeso per atti di danneggiamento, gli altri tre per loro
scelta, ma sono entrati ugualmente nei corridoi per dirigersi verso una
macchinetta del caffè. Non riuscendo a farla funzionare, il maggiorenne ha
sfogato la sua ira contro l'apparecchio, rovesciandolo e mettendolo fuori uso.
E' intervenuto l?insegnante rimproverando il gruppo e segnalando al sedicenne
che nella scuola è vietato fumare. Per tutta risposta il ragazzo avrebbe
sputato contro il docente, colpendolo poi con un pugno. Poco dopo è intervenuta
la polizia, chiamata dalla preside. Il sedicenne è stato segnalato alla Procura
dei minori, il più grande denunciato per danneggiamento. L?insegnante ha
preferito non farsi medicare in ospedale e sembra intenzionato a non sporgere
querela. Angelo Alessandri, parlamentare della Lega Nord, ha fatto sapere che
domani informerà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini,
intendendo chiedere come mai gli inquirenti hanno preferito non rendere
pubblico il nome della scuola dov'è accaduto l?episodio.
( da "Stampa,
La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
NOVI.DAVANTI AL CICLOMUSEO Studenti
anti Gelmini Sit in alla
Mi-Sanremo Minacciano di fermare la corsa, poi solo slogan e striscioni
[FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE Ieri studenti delle scuole superiori novesi
hanno minacciato di bloccare il passaggio della corsa ciclistica Milano-
Sanremo davanti al traguardo volante del Ciclomuseo, per protestare contro la
politica del ministro Maria Stella Gelmini. Poi non l'hanno fatto. La protesta, sostenuta anche dal
personale docente, si è svolta pacificamente e al passaggio dei corridori le
centinaia di giovani presenti, in prevalenza del liceo Amaldi che ha
organizzato il sit in, si sono limitati a lanciare slogan contro il Governo
esibendo cartelloni e striscioni, supportati anche dai delegati dell'Itis
Ciampini e dell'istituto professionale Boccardo. Presa di mira l'intenzione di
non ammettere agli esami di maturità anche chi ha una sola insufficienza in
pagella. «Così - dice Nicola Torre, rappresentante degli studenti - si
obbligano i docenti a considerare l'ipotesi del 6 politico e quindi a non fare
il loro dovere, perché non è possibile cambiare le leggi e le regole a marzo».
È stata una manifestazione trasversale. Conferma Davide Spinoglio, consigliere
della consulta provinciale degli studenti: «Sono di An ma trovo illegittimi i
provvedimenti del ministro Gelmini, come anche i tagli
imposti dal ministro Tremonti alla scuola pubblica.». «Qualcuno aveva
intenzione di bloccare la corsa - aggiunge Giacomo Soldani, rappresentante
d'istituto - ma sarebbe stato controproducente. Abbiamo fatto sentire la nostra
voce e la protesta è nata venerdì mattina, subito dopo aver letto la proposta
di legge. Ora organizzeremo un'assemblea d'istituto e una raccolta di firme da
sottoporre al ministero della Pubblica istruzione e al presidente del
Consiglio. Faremo una manifestazione con tutte le scuole della provincia».
Sull'episodio sono intervenuti i tre candidati sindaci. «Siamo solidali con i
ragazzi - ha detto Robbiano - e già in autunno avevamo criticato la riforma Gelmini, con un documento approvato in Consiglio dalla
maggioranza». «Hanno protestato nel modo più corretto - dice Porta - gridando
''non si possono fare le riforme sulla nostra testa''. Anche io non sono
d'accordo sul fatto che non si possano cambiare le cose in corsa». «Protesta
legittima - aggiunge Gigi Moncalvo - ma gli studenti devono tener presente che
occorre annunciare in anticipo modi e forme delle proteste che, specie se
coinvolgono un evento come la Milano-Sanremo, devono essere autorizzate».
Intanto, sono stati diffusi i dati sulle iscrizioni al prossimo anno. Servizio
A PAGINA 57
( da "Stampa,
La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLE. PRIMI DATI SULLE ISCRIZIONI In ribasso licei e
artistici Complessivamente c'è un incremento di alunni dopo anni di progressiva
flessione più tecnici e professionali Nelle elementari prevale la scelta del
tempo prolungato [FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Torna nelle scuole il segno
positivo. In provincia il numero degli iscritti, in ogni ordine e grado, è
aumentato, dopo anni in cui si è registrata una progressiva contrazione di
alunni. I dati, diramanti dal provveditore Paola d'Alessandro dopo la chiusura
delle iscrizioni del 28 febbraio, evidenziano che alle materne si è passati da
( da "Stampa,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
LE ASSOCIAZIONI FORMIGONI La grande fuga verso le private
Rette meno pesanti grazie ai contributi degli enti pubblici Ventimila studenti
pronti a lasciare gli istituti statali «Serve una legge per riorganizzare
l'intero settore» Ha introdotto la «dote per la libertà di scelta» educativa
[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Almeno 15-20 mila alunni
passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un
taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di
euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi
avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere
tutto. Ma le promesse in Italia sono quello che sono e allora alcune
Regioni ed enti locali avevano preferito intervenire come potevano. E, quindi,
è andata a finire che non solo le scuole cattoliche non saranno in crisi ma un
primo bilancio delle iscrizioni le vede in deciso aumento. «Soprattutto al Nord
- precisa Ernesto Mainardi, tesoriere dell'Agesc, associazione che rappresenta
i genitori delle scuole cattoliche - dove sono state attuate politiche di
aiuto: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna». E infatti in Lombardia alle
elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all'incirca del
15%, alle medie del 10%. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte,
ma per il momento il prossimo settembre nella sola Lombardia oltre 8 mila
studenti passeranno alle paritarie. Una cifra destinata a raddoppiare se si
considera tutto il Centro-Nord. I motivi di questo aumento? In parte gli aiuti
finanziari che hanno reso meno onerosa la retta, in parte le incertezze legate
ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che
hanno disorientato i genitori. In prima fila negli aiuti è Roberto Formigoni,
governatore della Lombardia e ciellino. Già lo scorso anno aveva previsto 45
milioni di euro di finanziamento. Li aveva chiamati «dote per la libertà di
scelta» e trovato un modo per estendere i contributi anche a famiglie non
particolarmente disagiate. Infatti il 73,55% dei beneficiari ha un reddito
lordo annuo che va da 30 mila fino a 198.000 euro. Aiuti pienamente
riconfermati per il nuovo anno scolastico. Ma a dare una mano alle scuole
private sono in tanti. A Omegna, in Piemonte, la giunta comunale ha previsto 18
mila euro per gli istituti non statali. Anche la Regione Piemonte non si è mostrata
meno generosa: alla fine del
( da "Stampa,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il revival Erano quasi disprezzati,
oggi piacciono: «Ma il pregiudizio laicista è ancora un ostacolo» Nel mondo Gli
istituti cattolici sono oltre 250 mila, frequentati da 42milioni di allievi I
genitori Si dicono «disorientati» dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture parificate
( da "Stampa,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Oggi in Italia un numero crescente di famiglie chiede di
iscrivere i figli alle scuole cattoliche che però, senza adeguate sovvenzioni
statali, sono soffocate dai costi di gestione e rischiano la chiusura. E'
interesse del governo sostenerle e garantire l'istruzione pubblica
anche al di fuori degli istituti statali». Il cardinale Renato Raffaele
Martino, ministro vaticano degli Affari sociali indica il modello tedesco di
sovvenzione totale e stigmatizza gli «illogici impedimenti» italiani. Che cosa
non funziona in Italia nella scuola privata? «A forza
di tagli agli istituti paritari si impedisce ai genitori di decidere i percorsi
formativi per i loro ragazzi. La Santa Sede non è riuscita a inserire nel
Concordato una effettiva parità scolastica come era logico che avvenisse. In
Germania gli istituti vengono finanziati al 100% sulle persone e al 95% sulla
gestione, mentre in Italia i pregiudizi ideologici del laicismo sono ancora un
ostacolo. Persino in Thailandia, Singapore, Malaysia dove i cattolici sono una
piccola minoranza, le autorità incoraggiano la nostra attività pedagogica
fondata sulla centralità della persona e la sua formazione integrale. Nel mondo
ci sono un miliardo di studenti e 58 milioni di insegnanti, in tutto questo, le
scuole cattoliche sono 250 mila, sono frequentate da 42 milioni di allievi e
hanno tre milioni e mezzo di docenti». C'è un boom di iscrizioni? «Sì. Adesso
le scuole cattoliche sono ritornate di moda per la loro serietà, perché non si
fanno scioperi e funzionano meglio, ma ad un certo punto erano quasi
disprezzate. Come fissato dalla stessa Costituzione, gli
istituti privati hanno il diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed
economico: offrono un servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un
enorme risparmio per lo Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per
alunno è molto inferiore rispetto a quelle statali. La parità scolastica
non è un privilegio, ma un diritto». Quali sono le richieste della Chiesa? «Di
poter offrire il servizio educativo per la formazione delle giovani
generazioni. Serve una valorizzazione delle potenzialità educative del mondo
cattolico e anche il Parlamento europeo ha stabilito l'obbligo di rendere
possibile la libertà di insegnamento sotto il profilo finanziario e di
accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie. E ciò in condizioni
uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici, senza discriminazione
nei confronti dei gestori, dei genitori, degli alunni e del personale. E' un
traguardo di civiltà che gli italiani ancora attendono».
( da "Stampa,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Almeno 15-20
mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un
taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di
euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi
avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere
tutto. Ma le promesse in Italia sono quello che sono e allora alcune
Regioni ed enti locali avevano preferito intervenire come potevano. E, quindi,
è andata a finire che non solo le scuole cattoliche non saranno in crisi ma un
primo bilancio delle iscrizioni le vede in deciso aumento. «Soprattutto al Nord
- precisa Ernesto Mainardi, tesoriere dell'Agesc, associazione che rappresenta
i genitori delle scuole cattoliche - dove sono state attuate politiche di
aiuto: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna». E infatti in Lombardia alle
elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all'incirca del
15%, alle medie del 10%. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte,
ma per il momento il prossimo settembre nella sola Lombardia oltre 8 mila
studenti passeranno alle paritarie. Una cifra destinata a raddoppiare se si
considera tutto il Centro-Nord. I motivi di questo aumento? In parte gli aiuti
finanziari che hanno reso meno onerosa la retta, in parte le incertezze legate
ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che
hanno disorientato i genitori. In prima fila negli aiuti è Roberto Formigoni,
governatore della Lombardia e ciellino. Già lo scorso anno aveva previsto 45
milioni di euro di finanziamento. Li aveva chiamati «dote per la libertà di
scelta» e trovato un modo per estendere i contributi anche a famiglie non
particolarmente disagiate. Infatti il 73,55% dei beneficiari ha un reddito
lordo annuo che va da 30 mila fino a 198.000 euro. Aiuti pienamente
riconfermati per il nuovo anno scolastico. Ma a dare una mano alle scuole
private sono in tanti. A Omegna, in Piemonte, la giunta comunale ha previsto 18
mila euro per gli istituti non statali. Anche la Regione Piemonte non si è
mostrata meno generosa: alla fine del
( da "Tirreno,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Cecina Castellina: incontro sulla scuola
CASTELLINA. Il decreto sulla scuola firmato dal ministro
Maria Stella Gelmini preoccupa
Castellina. Il sindaco Manolo Panicucci e l'assessore all'istruzione Maria
Luisa Balisciano hanno incontrato in questi giorni il preside dell'istituto
comprensivo Renzo Rodani. "I provvedimenti del governo - spiegano
Panicucci e Balisciano - rendono sempre più difficile la composizione delle
classi a causa dei numeri, abbastanza bassi. Perciò abbiamo incontrato
anche il provveditore, manifestando le nostre preoccupazioni. Confermiamo che
l'amministrazione sosterrà le scuole con interventi economici per evitare la
riduzione dell'offerta».
( da "marketpress.info"
del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Marzo 2009 UMBRIA: ASSESSORE PRODI INTERVIENE SU
RIFORMA SCUOLE SUPERIORI Perugia, 23 marzo 2009 ? In merito alla ritardata
attuazione della riforma delle scuole superiori annunciata dal Governo a
dicembre, l?assessore regionale alla formazione, Maria Prodi, dichiara quanto
segue: ?La riforma, più volte annunciata, delle scuole superiori a dicembre
rimandata per tempo scaduto, sembra sparita dalla scena. Data per pronta a metà
dicembre, non è stata ancora ufficialmente presentata al Paese, mentre si
accorciano di nuovo i tempi per costruire attorno alla proposta governativa un
percorso di discussione e partecipazione ampio e, speriamo, bipartisan. Ma,
l?intesa sottoscritta il 17 marzo tra il ministro Gelmini
e la Regione Lombardia apre di fatto la strada per il passaggio dell?istruzione
professionale alla Regione e si propone una generalizzazione del modello a
tutte le Regioni. Questo fatto spiega anche come mai la riforma dei tecnici e
dei professionali, approntata tecnicamente dalla commissione De Toni, istituita
da Fioroni e reinvestita del suo compito dalla Gelmini,
sia rimasta ferma per mesi: evidentemente, c?erano due diverse opzioni rispetto
al destino degli istituti professionali e ha prevalso la pressione del modello
lombardo che prevede la loro regionalizzazione. Il progetto della commissione
De Toni prevedeva una forte assimilazione degli istituti tecnici e
professionali, con la discutibile conseguenza di una semplificazione degli
indirizzi simili, a spese dei professionali. Ho più volte espresso, negli
incontri con il Governo e con lo stesso ministro Gelmini,
la preoccupazione per la scomparsa di molti indirizzi degli attuali
professionali, a favore degli istituti tecnici, perchè ritengo che né sul
fronte dell?utenza, né dei profili professionali in uscita, e quindi della
domanda da parte delle imprese, i due percorsi siano sovrapponibili. Ma, la
strada che adesso il Governo intraprende presuppone la progressiva
identificazione della formazione professionale regionale, con gli istituiti professionali,
fino a oggi parte integrante della scuola statale. Quindi, invece di un
coerente e unitario impegno delle regioni sugli aspetti organizzativi e
territoriali di tutte le scuole, come prevede la Costituzione, si avrebbe un
distacco della sola istruzione professionale dal sistema scolastico nazionale
verso quello regionale. Ma con che risorse? Con che garanzie di continuità? Con
che tipo di consenso e partecipazione da parte delle scuole, degli insegnanti,
delle famiglie? Ricordiamoci che i percorsi professionali triennali regionali
per la prima qualifica, appena resi ordinamentali e atti ad adempiere l?obbligo
scolastico, sono stati privati dei finanziamenti, che il Governo metteva tutti
gli anni a disposizione. Nonostante le richieste più volte reiterate, a
tutt?oggi nessuna risorsa è prevista per far partire a settembre prossimo i
corsi. La Regione dell?Umbria farà il possibile per sopperire alla mancanza del
Governo, ma cosa succederebbe se gli istituti professionali, che assorbono una
buona percentuale degli studenti, venissero abbandonati senza risorse e senza
la certezza che lo sbocco verso i segmenti post-secondari sia realisticamente
perseguibile, e non solo enunciato? Proprio in vista di tali rischi, in fase di
dimensionamento, la Regione dell?Umbria ha accolto le proposte di costituire,
ove era necessario intervenire, Poli che unissero istituti tecnici e
professionali. Purtroppo chi doveva comprendere e spiegare che il nostro
compito è traghettare la scuola verso il futuro e non cercare solo di
immobilizzare l?esistente, comprese le rendite di posizione di qualche
dirigente, ha perso un?occasione per esprimere l?autorevolezza e il senso di
responsabilità che sarebbero connessi al proprio ruolo. Con tanti altri
dirigenti invece da tempo è aperto un confronto: le decisioni del Governo ci
troveranno concordi nella prospettiva di salvare comunque il diritto di tanti
ragazzi ad un percorso che sia realmente disponibile, adatto alle loro
aspettative, e al loro inserimento in un mondo del lavoro che chiede oggi più
competenze. . <<BACK
( da "marketpress.info"
del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Marzo 2009 50.000 FAMIGLIE VENETE CHIEDONO IL
TEMPO LUNGO TERMINATE LE ISCRIZIONI PER L´ANNO SCOLASTICO 2009/2010: ORA OGNI
DECISIONE SPETTA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI; IL TEMPO LUNGO È ANCORA A FORTE
RISCHIO Rubano, (Pd), 23 marzo 2009 - 50. 000 famiglie venete hanno richiesto
il tempo lungo per l´anno scolastico 2009/2010. Il dato viene stimato dalla
Consulta dell´Istruzione di Anciveneto, fortemente preoccupata per l´eventuale
cancellazione della forma di orario in uso nella Regione da vent´anni, prevista
dalla riforma Gelmini. Se il tempo lungo venisse
effettivamente ?tagliato? (come presume il ?Coordinamento dei genitori ed
insegnanti delle scuole del Veneto?), gli alunni delle elementari che
attualmente frequentano la scuola con orario 8. 15-15. 45 ? cinque giorni su
sette - sarebbero obbligati a tornare al vecchio orario, 8. 15-13. 15, sei
giorni su sette. Questa la presa di posizione della Consulta dell´Istruzione:
?La legge di riforma dell´Istituzione scolastica - con la previsione del
maestro unico, la riduzione dell?orario scolastico e la contemporanea drastica
riduzione del tempo pieno e del tempo lungo, così come oggi praticato - può
determinare una gravissima perdita qualitativa ed un arretramento quantitativo
del sistema scolastico italiano ed in particolare di quello veneto. Inoltre,
moltissimi Comuni del Veneto hanno investito cospicue risorse per costruire o
adeguare spazi per le mense: ora rischiano di restare inutilizzati. Per quanto
riguarda gli insegnati, un´ulteriore riduzione del personale docente nella
nostra Regione andrebbe a penalizzare ancora una volta il territorio e a
ridurre di conseguenza la qualità dei servizi per i nostri concittadini?.
Infine la richiesta: ?Il Governo assicuri alla Regione Veneto un numero
adeguato di docenti in maniera tale da attivare il tempo pieno nei plessi
organizzati attualmente a tempo lungo o, in subordine, che venga garantito un
numero di insegnanti sufficiente per l?assistenza alle mense scolastiche per cinque
giorni la settimana?. La decisione finale spetterà alla prossima Conferenza
Stato-regioni (ancora non si conosce la data di convocazione) che dovrà tener
conto delle 50. 000 domande per il tempo prolungato. Intanto lunedì 30 marzo
alle 10 ? centro culturale San Gaetano di Padova ? si terrà si terrà il
convegno ?Scuole dell´infanzia paritarie: dalla legge sulla parità alle risorse
per la disponibilità?. Interverranno Paolo Bogoni, presidente Consulta
Istruzione di Anciveneto, Claudio Piron, assessore alle Politiche Scolastiche
del Comune di Padova e mons. Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza e incaricato
Cei per la scuola. . <<BACK
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 DA QUALCHE mese è nato, in
provincia, un coordinamento... DA QUALCHE mese è nato, in provincia, un
coordinamento dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado per contrastare
quelli che vengono considerati, specie nel nostro
territorio, gli «effetti negativi» della riforma Gelmini. E' un coordinamento tra docenti delle scuole del Delta, di
Rovigo e dell'alto Polesine, che ha anche redatto una serie di documenti, dove
si illustrano i cambiamenti cui andranno incontro famiglie, studenti e prof già
dal prossimo autunno. Cosa cambia per le famiglie? «L'offerta didattica
e di servizi spiega il coordinamento dei docenti polesani anti-riforma sarà
vincolata alle risorse di organico e alla disponibilità di servizi dei Comuni.
Molti Comuni, anche nel nostro territorio, segnalano l'impossibilità a
surrogare i servizi che finora garantiva la scuola. E' a rischio il tempo pieno
e l'orario prolungato, nella scuola primaria, il che toglierà alle famiglie,
proprio in un momento di difficoltà economica, un servizio formativo e di
supporto che costringerà molti a rivolgersi alla scuola privata, con un
rilevante aggravio di costi per i bilanci familiari». Tanti i problemi che
genitori e studenti, che hanno concluso da poche settimane le procedure delle
iscrizioni, potrebbero ritrovare anche negli Istituti secondari di secondo
grado. Tra questi, secondo il coordinamento polesano, vi è la possibilità che
«l'alunno che ha scelto, entro lo scorso febbraio, un certo Istituto sia
invitato a cambiarlo: perché potranno verificarsi, nelle singole scuole, eccedenze
rispetto ai posti disponibili. In tal caso il Consiglio di Istituto valuterà le
precedenze nella ammissione, e quindi i motivi di esclusione degli studenti.
Gli alunni in eccedenza saranno inviati a scuole dei territori vicini, oppure,
nel caso degli istituti superiori, anche a scuole di altri indirizzi, che la
famiglia dovrà scegliere, ad esclusione avvenuta». Per i docenti polesani
riuniti in coordinamento anti-riforma, se questo dovesse davvero avvenire,
saremmo di fronte ad una situazione di «una gravità assoluta», che mette in
bilico il diritto allo studio, perché non si è mai verificato finora che «fosse
discussa la scelta operata dalla famiglia, né si è mai neppure immaginato di
escludere studenti da un determinato indirizzo di studi». Dunque, con la
riforma in atto non sarebbero solo in gioco i tanti tagli al personale della
scuola, non sarebbe solo in gioco l'incremento degli alunni per classe fino a
portarli ad una media di 30 alle Superiori, potrebbero essere toccati gli
stessi standard educativi delle famiglie e il diritto allo studio. Nelle
prossime settimane, quando verranno formalizzati gli organici del personale, si
potrà capire con maggiore chiarezza se questi timori posti in luce dai docenti
della nostra provincia hanno fondamento nei fatti. Ma, intanto, la protesta
continua, con il blocco delle attività aggiuntive e delle gite in molti
Istituti polesani.
( da "Gazzettino,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Marzo 2009, Ondata di cinque a scuola e rischio
di non poter essere ammessi agli esami. Che fare? Le
opzioni dibattute in questi giorni sono tre: dare un sei "politico",
per aggirare gli sbarramenti pensati dal Ministro Mariastella Gelmini. Con questo legittimando di
fatto un falso in atto pubblico, e tornando allo sciagurato film del voto
politico, già visto dal '
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo regolamento sulla scuola
reatina. Se saranno applicati alla lettera i parametri previsti, rischiano di
perdere il posto in provincia, tra docenti e personale Ata, circa 500 persone
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Secondo
i "tetti minimi" fissati dal ministro Gelmini in provincia rischiano la chiusura 83 plessi di 39 comuni Tagli alla
scuola, il giorno del giudizio In provincia potrebbero perdere il posto circa
cinquecento persone tra docenti e personale Ata
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Conto alla
rovescia per la scuola reatina e cresce l'apprensione per il futuro immediato.
Sono attesi per oggi i primi dati ufficiali relativi all'entità dei tagli che
il mondo dell'istruzione sarà costretto a subire in virtù di una legge
finanziaria approvata, come ha notato nei giorni scorsi l'assessore provinciale
Gustavo Marcheggiani, in appena nove minuti. Pochi per capire che ogni
territorio è una storia a sé e va in qualche modo tutelato, abbastanza per
provocare una reazione a catena che nel Reatino ha spinto famiglie, sindacati,
sindaci, insegnanti ed amministrazione provinciale a far quadrato per difendere
le istituzioni scolastiche. I numeri Se il regolamento
firmato dal ministro Gelmini - che fissa i "tetti minimi" di iscritti per tenere
aperte le scuole - sarà applicato alla lettera, in provincia di Rieti
chiuderanno ben 83 plessi, in 39 comuni. Significa che, a settembre, circa 1800
alunni non troveranno più le loro aule ma dovranno trasferirsi altrove, in
molti casi anche a decine di chilometri dai loro paesi. A pagare il
prezzo più alto i bimbi della scuola materna che, ancor prima di iniziare la
carriera scolastica, saranno già dei pendolari a vita. Sul fronte degli
organici, la segreteria provinciale dello Snals ha calcolato che, nell'arco dei
prossimi tre anni, nel Reatino si perderanno 450 posti di lavoro (tra docenti e
personale Ata). Un'emorragia che si va ad aggiungere ai tanti drammi occupazionali
che stanno affossando il territorio. Le proteste Di fronte ad uno scenario del
genere, si sono moltiplicate nelle scorse settimane le prese di posizione dei
sindaci e dei genitori che hanno risposto all'appello lanciato lo scorso 25
febbraio dal presidente della Provincia, Fabio Melilli. Dalla zona del Cicolano
che, a conti fatti, potrebbe subire il contraccolpo più pesante con la chiusura
di gran parte delle scuole, fino ad Accumoli e Cittareale. Dalla Valle del
Turano, dove si è costituito un comitato di genitori per scongiurare la
chiusura dell'istituto comprensivo di Roccasinibalda, fino alla Bassa Sabina
che ha visto scendere in campo anche l'Unione "Nova Sabina" con i
comuni di Casperia, Montebuono, Poggio Catino, Roccantica, Selci e Torri. Documenti
di dissenso sono stati approvati un po' ovunque, per ricordare al ministro che
chiudere una scuola in un piccolo centro significa far scomparire il comune e
che le amministrazioni non potrebbero in nessun caso far fronte ad un aumento
dei costi per i trasporti. Le prospettive Come se ne esce? Oggi sarà possibile
avere un quadro più dettagliato ma la sostanza, probabilmente, sarà quella già
ribadita da un mese a questa parte. Il ricorso alle deroghe che fin qui avevano
salvato territori montani come Rieti appare alquanto difficile perché, da
quanto è dato capire, il nuovo regolamento Gelmini
avrebbe "superato" da questo punto di vista il dpr 233 del '98. La
speranza è che a farsi sentire siano le Regioni (il disagio del Lazio è lo
stesso vissuto in queste ore in Piemonte, ad esempio) chiamate a far presente
al governo, una volta per tutte, il disastro culturale, sociale ed
occupazionale al quale si sta andando incontro.
( da "Giornale
di Brescia" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 23/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:LETTERE TRENZANO Ancora sulla cava per la Brebemi nAbuso della sua
pazienza e di quella dei suoi lettori perché vorrei replicare alla lettera,
apparsa nella sua rubrica, inviatale dal sindaco Andrea Bianchi in merito alla
questione cava di prestito in località Trenzano. Lo stile della missiva è
tipico di chi si sente toccato nel vivo, ma il problema non è una querelle
personale, ma della comunità di Trenzano. Il Sindaco Bianchi è stato eletto con
il 30% dei voti, mentre all'opposizione siedono tre liste che rappresentano il
70% dei votanti. Solo ipotizzare che una grande quantità di terreno venga
sacrificato sull'altare della BreBeMi è già un fatto non giustificabile. Il
Sindaco sostiene che i dati da me forniti siano impropri e debbo rivedere
alcune regole matematiche. Si possono variare i dati, ma il risultato che si
ottiene è sempre quello di cancellare una quantità esorbitante di campi resi
fertili dal sudore di generazioni di contadini. Inoltre aumentando la
profondità dell'escavazione si amplificherebbe, in modo esponenziale, il
rischio di inquinare le falde freatiche. Non sono geologo, né matematico, ma so
usare la logica e la ragione. I conteggi, che fornii nella mia precedente
lettera, sono stati utilizzati durante il Consiglio comunale, per convincere il
sindaco e i consiglieri della maggioranza ad approvare una delibera di
contrarietà alla realizzazione di cave nel territorio di Trenzano. Perché nella
sua lettera il sindaco afferma che sta «alacremente e responsabilmente
verificando tutte le soluzioni possibili affinché si eviti un'altra cava»,
quando non ha voluto compiere il primo atto utile a tal fine: votare favorevole
alla delibera proposta? Forse perché si pensa al tornaconto economico? Spero
proprio di no! Un guadagno si ha quando il ricavo è maggiore della spesa,
francamente distruggere una estensione di 40 o 80 piò di terra fertile (secondo
i calcoli matematici) non è un buon investimento. Inoltre gli eventuali
guadagni, derivati dalla cava, è bene spiegare ai cittadini, sarebbero solo
briciole rispetto a quelli che il comune di Trenzano già può ottenere dalle
vaste proprietà in suo possesso. Un esempio: la recente vendita di una delle
sei unità immobiliari allocate in via Roma ha portato nelle casse comunali
oltre 200mila euro, somma pari ad un terzo degli introiti della futuribile
cava. Vorrei ricordare al sig. sindaco che fu l'amministrazione, di cui mi
onoro d'esser stato assessore, a chiudere definitivamente la discarica e a
impedire che venisse ampliata. In aggiunta vorrei rammentare che tra coloro che
la subirono e non l'accettarono c'era sempre il sottoscritto. Forse il Sindaco
dovrebbe rileggersi i documenti e compiere indagini storiche. Questi sono
piccoli e per nulla insignificanti dettagli che chi ama la verità non può
tacere, quando regala patenti di manicheismo. Altro elemento che dispiace
leggere nella lettera del sindaco è la reprimenda nei riguardi dei primi
cittadini dei comuni limitrofi. Forse si dimentica che i consigli comunali sono
pubblici e non ad invito. Inoltre è un onore ospitare colleghi illustri nella
propria assemblea; di certo la loro presenza non deve, né può provocare senso
di irritazione. Se il sig. sindaco vuole essere il primo difensore dei suoi
cittadini si ricordi cosa gli hanno detto gli abitanti della zona Convento,
quando ha ventilato l'ipotesi della cava. Non l'hanno certo incoraggiato a
proporsi come comune ospitante. In coscienza io dormo sereno e tranquillo,
meglio dello stesso principe di Condè; di sicuro non sarò ricordato come colui
che costrinse un comune limitrofo a richiedere un pezzo del territorio di
Trenzano per difendere se stesso e i Trenzanesi da chi vuole le cave. Giuseppe
prof. Magrinello Consigliere Comunale Trenzano CRISI / 1 Una politica che fa
scuotere la testa nGigi, come mai scuoti la testa? Cavoli, non me ne sono
accorto!! Sarà mica una malattia senile? Dai, adesso non esagerare; lo fai
quando stai leggendo i tuoi giornali e mi sembri un orso polare sulla banchisa.
Grazie per la similitudine, ma se hai colto il momento, è perché non mi ritrovo
più con la mia educazione, modo di pensare, ragionamento. È vero che solo in
questi ultimi due anni ho un rapporto giornaliero costante con l'informazione e
non come prima che leggevo i titoli e basta (in fonderia non c'era tempo per
gli approfondimenti e talvolta i titoli sono fuorvianti) e quindi posso passare
per un'anima candida, ma veramente c'è giustificazione al mio dondolio, sintomo
di perplessità. Premetto la mia tiepidità verso la politica, anche se è
elemento vitale per la Nazione, ma il modo di svolgerla mi disorienta: ad ogni
proposta, tentativo di soluzione, da qualsiasi colore politico vengano
avanzate, ecco la parte avversa tuonare con catastrofismo, con i portavoce
costretti a rintuzzare, precisare, calmare, arrampicarsi sui vetri. Teatrino di
pupari, dove si sprecano frasi fatte: «Io non intendevo» «Sono stato frainteso»
«Sono sereno» (e ti credo!!! con lo stipendio che ti ritrovi, saremmo in tanti
ad essere sereni!) «I problemi sono altri» «La stampa ha travisato». C'è
sicuramente un più ampio frasario che chi è più attento può completare; a me
resta l'amaro di «sentire» queste grida dalle colonne dei giornali, di questa
scuola del «No» comunque, questo masochismo tafazziano. Certo, ci sono
problemoni attuali e futuri e la crisi esaspera i toni, ma mi chiedo: Cui
prodest? A chi conviene enfatizzarla e cavalcarla? Serve per recuperare
credibilità e verginità perdute? Per spianarsi la strada verso leadership
future, sfruttando il momento? I grandi cambiamenti sono avvenuti causa guerre
e rivoluzioni; perché non utilizzare la crisi per dialogare, rispettando
ovviamente il proprio credo politico? Noi aspettiamo questo, vorremmo «vivere»,
non litigare. Buon senso e severità, dove necessario, potrebbero cambiare
l'attuale allegro stile di vita, motivato da sirene come progresso e
consumismo, che cannibalizzano valori più stabili. Il capo dello Stato ha
appena parlato invitando allo stemperamento di toni «faziosi». Sarà voce nel
deserto? Spero di smettere di scuotere la testa, prima che si scuota da sola.
Luigi Bonato Brescia CRISI / 2 Riconsiderare il patto di stabilità nIl nostro
Paese, insieme a tutti gli altri Paesi del Mondo, sta attraversando un periodo
di crisi economica pressoché senza precedenti. Molti Governi stanno
affannosamente cercando di trovare delle soluzioni per far fronte alla
situazione, che degenera di giorno in giorno: lavoratori in cassa integrazione;
lavoratori licenziati; piccole, medie, ma anche grandi imprese in enorme
difficoltà finanziaria; disordini sociali alla finestra. In un recente
intervento, di fronte alla platea palermitana dei piccoli e medi imprenditori,
il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha esortato il Governo italiano
a fare fronte alla crisi sostenendo le imprese, in molti casi prossime al
fallimento, con gravi pregiudizi per migliaia di famiglie italiane e per quel
«Made in Italy» tanto caro al Presidente del Consiglio. Una breve citazione a
un autorevole intervento, utile ad introdurre una riflessione finalizzata ad
evidenziare l'importanza del ruolo che i comuni italiani e le pubbliche
amministrazioni in generale potrebbero giocare per contribuire ad affrontare la
drastica situazione economica dei giorni nostri. L'uso del verbo condizionale è
d'obbligo, perché questa possibilità dei comuni, in molti casi, è vincolata
dalle norme dettate dalla Legge finanziaria
( da "Giornale
di Brescia" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 23/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:città e provincia Preti: ben venga l'agenzia di valutazione degli
atenei Il rettore interviene dopo le dichiarazioni del
ministro Gelmini Il rettore
Augusto Preti «Preoccupato per i tagli che sono previsti», ma anche «fiducioso
che il Governo farà il necessario per rendere la situazione sostenibile». Così
si dice il rettore dell'Università Statale, Augusto Preti, dopo le
dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini, secondo la quale l'ateneo cittadino non è in pericolo di
sopravvivenza. La titolare del dicastero di viale Trastevere, venerdì
ospite di Aib, ha anche speso parole di apprezzamento per l'operato del numero
uno dell'ateneo bresciano, a cui ha dato atto «di aver ben amministrato, tant'è
che la spesa corrente è al di sotto del 90%». «Ringrazio il ministro per il
riconoscimento che non può che farmi piacere - afferma Preti -. La mia
preoccupazione però non è tanto legata all'oggi, bensì a quanto è previsto in
termini di finanziamento per il 2010-2011: si rischia infatti una situazione di
difficile sostenibilità non solo per l'Università di Brescia, ma per quelle di
tutto il nostro Paese. Non ho dubbi tuttavia che da parte del ministro e del
Governo saranno presi tutti i provvedimenti opportuni affinché questo non
succeda». «Sì a una valutazione terza» L'intervento del ministro nella sede
dell'Associazione industriale bresciana ha incontrato l'apprezzamento del
rettore: «Sono assolutamente d'accordo con la Gelmini
- osserva - sulla necessità di un miglioramento del sistema. Al punto da
sostenere che l'esigenza di correggere le storture non sia una scelta che si
possa differire, ma sia invece un atto dovuto. In particolare credo si debbano
da un lato evitare gli sprechi e dall'altro colpire i comportamenti
illegittimi. Ma sono altresì convinto che non si possa definire il sistema
corrotto e irrecuperabile, perché nel complesso resta valido: lo dimostra il
riconoscimento internazionale di cui gode la preparazione dei nostri ragazzi».
Un concetto, questo, che pochi giorni fa aveva ribadito a gran voce anche
Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori (Crui). Il vero snodo
per la correzione del sistema, allora, è secondo Preti, una valutazione terza
degli atenei. «Anche in questo concordo con il ministro. L'autonomia delle
università è mancante proprio di questo anello: serve una chiamata alla
responsabilità perché la logica deve essere di premiare chi lavora bene e di
punire chi lavora male. Dobbiamo puntare su quel trinomio indissolubile
composto da autonomia, responsabilità e valutazione». In questo senso, già nei
giorni scorsi, la Gelmini ha promesso che l'Agenzia
per la valutazione del sistema universitario e della ricerca «è in dirittura
d'arrivo» e che «in pochissime settimane» sarà presentato il provvedimento che
la ridisegna e il regolamento. Quanto al previsto taglio del 20% dei corsi di
laurea, la scure non dovrebbe abbattersi sull'ateneo bresciano: tutti i corsi
hanno infatti un sufficiente numero di iscritti. «D'altronde - commenta Preti -
fin dalla nascita la Statale si è posta come obiettivo quello di concorrere
alla crescita del territorio su cui è insediata». Emblematiche in tal senso
sono le esperienze del Consorzio Università & Impresa, «che sta facendo un
importante lavoro di raccordo tra l'ateneo e le esigenze delle imprese», e il
Csmt, «che al di là dell'edificio può essere un'occasione per il territorio».
«Promuovere la meritocrazia» Il ministro bresciano, venerdì, ha però anche
assicurato, in tema di diritto allo studio che, per la prima volta nel nostro
Paese, saranno garantite le borse di studio a tutti gli studenti meritevoli. E
anche queste parole sono risultate gradite al rettore: «Nelle graduatorie
internazionali - osserva - non compare nessuna università italiana perché, dei
quattro o cinque indicatori che vengono presi in considerazione, almeno due
sono riferiti al diritto allo studio. Che non significa solo borse, ma anche
residenze e quant'altro. Su questo tema purtroppo l'Italia è in forte ritardo.
Ma dico di più: penso che il merito vada riconosciuto sempre, anche quando i
mezzi non mancano. Il Paese deve essere orgoglioso dei suoi ragazzi migliori e
premiarli: bisogna stimolarli a fare il massimo e a dare tutto quello che
possono». Marco Tedoldi
( da "Repubblica,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Milano Istituti in rete, bacini di utenza
ridisegnati per distribuire meglio i ragazzi. Cgil e Pd: attenti, niente
deportazioni Un piano contro le classi ghetto Moioli: pronti a rispettare il
tetto del 30% di stranieri Un progetto per ridistribuire la presenza di
studenti stranieri nelle classi. Un piano che entrerà in vigore tra due anni al
massimo, assicura l´assessore Moioli, e che rispetterebbe
il tetto di massimo tre alunni non italiani ogni dieci previsto anche dal
ministro Gelmini. Ma, per
evitare le classi ghetto, si rischia che le famiglie debbano iscrivere i figli
lontano da casa. Attacca Cgil Scuola: «Il Comune finirà per deportare i bambini
stranieri da una scuola all´altra, il piano non funzionerà». FRANCO VANNI A
PAGINA II
( da "Repubblica,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Milano Tetto agli
stranieri in classe Moioli dice sì alla Gelmini "A Milano pronti al limite del 30%". Ma è polemica
Città divisa in 4 macrozone, cambia la mappa dei bacini d´utenza. Cgil parla di
"deportazione" FRANCO VANNI Meno del trenta per cento di stranieri in
classe? «Si può fare». C´è già un piano: lo assicura Mariolina Moioli,
assessore all´Istruzione del Comune, che è pronta ad attuare quel tetto
massimo di tre studenti "non italiani" su dieci previsto dal ministro
Gelmini. «Metteremo in rete le scuole - dice -
eviteremo di mandare chi è appena arrivato dall´estero in istituti con già
troppi stranieri, e se necessario modificheremo i bacini di utenza per le
elementari». E questo è il punto: per evitare il formarsi di "classi
ghetto" sarà rifatta la mappa delle zone da cui ciascuna scuola raccoglie
gli studenti, con il rischio per le famiglie di dovere iscrivere i figli più
lontano da casa. La via è stata già tentata, con successo, per riequilibrare il
numero di stranieri nelle scuole elementari di via Mac Mahon, che ne aveva
troppi (sette su dieci), e via Castellino da Castello, che non ne aveva quasi.
Essendo i due istituti molto vicini, per pareggiare i conti è bastato assegnare
al primo istituto alcune strade con una popolazione residente prevalentemente
italiana e alla seconda altre con più immigrati. Ora in entrambe le scuole ci
sono tre bambini stranieri su dieci, quindi sotto la "soglia Gelmini". Quello che si è fatto lì, si pensa di farlo
in tutta la città, o almeno dove serve. Se per Moioli il gioco vale la candela,
«perché l´integrazione è un obiettivo che vale anche qualche disagio», i
sindacati insorgono. Per Cgil Scuola, «il Comune finirà per deportare i bambini
stranieri da una scuola all´altra». E Marilena Adamo, senatrice del Pd, mette
in guardia: «Anzitutto nel conteggio degli studenti bisogna considerare
straniero solo chi ha problemi con la lingua - dice - e poi rimane il problema
della carenza di insegnanti per seguire i bambini appena arrivati». Ma sulla
possibilità di rivedere le zone è pronta al dialogo: «Da questo punto di vista
sono con la Moioli - dice Adamo - diamo la massima disponibilità, è una scelta
necessaria». L´assessore ha incontrato il provveditore la scorsa settimana per
stabilire una tabella di marcia serrata, di modo da potere garantire la quota
del trenta per cento in tutte le classi prime a partire dall´anno scolastico 2010-2011.
Anzitutto, la città è stata divisa in quattro macrozone, ognuna servita da un
"istituto polo" che da settembre indirizzerà gli studenti appena
arrivati verso scuole in grado di accoglierli. Poi si ragionerà con i presidi
per fare un´anagrafe degli stranieri scuola per scuola, indicando da quanto
tempo sono in Italia e che livello di padronanza hanno dell´italiano. Sempre a
settembre si passerà alla terza fase: la modifica dei bacini di utenza per le
elementari. «Questa è la parte più complessa del progetto - ammette Moioli - ma
la realizzeremo d´accordo con le scuole in un tavolo di confronto permanente».
Raffaele Ciuffreda, rappresentante dei presidi per Flc-Cgil, al piano della
Moioli non crede. Fino all´anno scorso dirigeva un istituto professionale con
oltre la metà di studenti stranieri, e ora attacca: «L´unico risultato - dice
Ciuffreda - sarà costringere gli studenti a lunghe trasferte per raggiungere la
scuola. Tutti hanno il diritto a scegliere quella più vicina a casa, si
aboliscano immediatamente le quote della Gelmini e
basta». SEGUE A PAGINA V
( da "Repubblica,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Firenze L´iniziativa Il segretario della Cgil
Epifani al Mandela Forum per la chiusura della campagna antirazzista
"Classi speciali, abbiamo vinto" FULVIO PALOSCIA No ad un governo
«che quando deve andare contro i lavoratori deregolamenta tutto e quando deve
andare in favore della rendita e del patrimonio fa la stessa cosa». No ai
medici spia che potranno segnalare alle autorità immigrati clandestini, «non si
può trasformare l´opera umanitaria dei medici in un´azione di polizia, è una
normativa regressiva. Fortunatamente questa disposizione non è ancora legge, la
battaglia non è finita e sono sicuro che la vinceremo». Così come Guglielmo
Epifani considera vinta quella contro le classi speciali scolastiche per soli
stranieri, «quando il ministro dell´istruzione Gelmini dice che nelle classi potrà
essere presente un massimo del 30% di studenti stranieri, è evidente che senza
ammetterlo, si è respinta l´ipotesi di istituire classi destinate
esclusivamente a ragazzi non italiani». Il segretario della Cgil è intervenuto,
ieri mattina, al Mandela Forum, alla chiusura della campagna antirazzista «Stesso
sangue, stessi diritti» voluta dal sindacato in questi tempi di crisi «che
rischiano di far saltare l´anello di congiunzione tra principio di giustizia e
principio di utilità. La storia ci insegna che le dittature sono nate dopo
crisi durissime: vedi il nazismo». SEGUE A PAGINA III
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
ORVIETO / TERNI pag. 6 TERNI RIPRENDE oggi l'udienza
preliminare a carico di don ... TERNI RIPRENDE oggi l'udienza
preliminare a carico di don Pierino Gelmini, accusato di molestie sessuali su dieci ex ospiti della Comunità
Incontro (nello stesso procedimento devono rispondere di favoreggiamento due
suoi collaboratori e la madre di uno degli accusatori). Davanti al gup
Panariello compare Michele Iacobbe, il primo degli accusatori, che sarà
controinterrogato dalle difese. Verranno ascoltati, con la formula
dell'incidente probatorio, altri due dei giovani che sostengono di aver subito
avance dal fondatore della Comunità. Le due precedenti udienze erano saltate
per l'indisponibilità di Iacobbe ad essere presente. L'ultimo appuntamento
davanti al gup, a inizio anno, aveva visto il confronto all'americana tra
Iacobbe e il compagno di cella, Riccardo Bonetta, che raccogliendone le
confidenze in carcere aveva parlato di accuse inventate di sana pianta. Iacobbe
e Bonetta erano rimasti sulle rispettive posizioni. Il primo aveva confermato
le molestie subite; il secondo, ora collaboratore di giustizia, aveva ribadito
la circostanza che l'altro gli riferì in carcere a Torino, nell'autunno 2007,
di essersi inventato ogni cosa per estorcere denaro alla Comunità. Tocca ai
difensori controinterrogare Iacobbe, che ha già risposto alle domande del pm
Mazzullo. Non è escluso che il gup, all'esito dell'udienza, possa chiedere che
vengano ascoltati altri ex detenuti che condivisero con Iacobbe e Bonetta il
carcere. Oggi cominciano anche le deposizioni degli altri accusatori, in due
saranno ascoltati con la formula dell'incidente probatorio che era stato
chiesto dall'accusa e concesso dal gup (scatenando le contestazioni della
difese) per «cristallizzare» le loro versioni ed evitare eventuali «pressioni».
Gli indagati respingono ogni addebito. Ste.Cin.
( da "Giornale.it,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
E così Romano Prodi ridiscende in campo. Non mi sorprende
affatto, del resto l'avevo preventivato e scritto in altri post. Era solo
questione di tempo. Pensare che il Prof si auto-pensionasse davvero non era
nell'ordine delle cose (politiche) e nemmeno nel carattere dell'uomo. Farsi da
parte? Proprio lui, il fondatore dell'Ulivo? Eppoi la scuola della vecchia Dc
lascia il suo imprinting nel dna politico di chi ne ha praticato a lungo il
rito. Ha solo aspettato che le cose andassero come dovevano andare (dal suo
punto di vista), che il centrosinistra si sfasciasse sotto il peso delle
sconfitte elettorali veltroniane. E ora torna a giocare il ruolo di "padre
nobile", di grande "federatore". Comodamente seduto nel salotto
tv buonista e caramelloso di Fabio Fazio, il Prof ha alzato l'indice della mano
sinistra e ha affondato definitivamente il Pd così com'era stato concepito da
Walter, il perdente di successo. E non l'ha fatto nemmeno troppo
"pacatamente", evitando pure i "ma anche". Un assist
prefetto per il buon Franceschini impegnato a de-veltronizzare il partito e a
duettare con l'Udc di Casini. Fra ex della sinistra Dc si intendono, almeno
loro. Altro che Pd come partito identitario e solitario. "Io ho sempre
sostenuto che il Pd non deve andare da solo. Ritengo che sia compito della
democrazia assorbire e portare nella cultura di governo anche le ali estreme.
Se la legge permette ancora la frammentazione, allora serve una coalizione per
vincere le elezioni e il Pd ne è il nucleo portante", ha detto tra l'altro
Romano. Insomma, assieme alla tessera del Pd ("non c'è stata una nuova
iscrizione, c'è stato un gran can can ma sono iscritto da sempre. Non arrivava
la tessera stampata") Prodi redivivo lancia la nuova-vecchia parola
d'ordine: "Bisogna coalizzarsi". Insomma, rifare l'Ulivo (o l'Unione
se preferite) e possibilmente allargarlo. Verso il centro? Verso la sinistra?
Da tutte e due le parti? Il Prof per ora si ferma, sul punto, ma un fatto è
certo: è tornato, e non farà la comparsa. Due volte affondato dai suoi, pare
che voglia riprovarci con un copione che in realtà non è affatto nuovo ma che
prevede a mio parere una variante importante: saranno gli ex Dc a pesare di più
nella Balena bianco-rossa assieme all'ala anti veltroniana del Pd. Restano da
capire due cose: quale sarà il ruolo di Massimo D'Alema? E come verrà declinata
l'allenza con Di Pietro e l'ala giustizialista-girotondina della sinistra? E voi
cosa ne pensate del ritorno di Prodi, serve davvero al centrosinistra?
"Prodi affonda il Pd per riusumare l'Ulivo" di Federico Novella
Cossiga: "Romano era in agguato. Ora si prende la rivincita" di
Roberto Scafuri Cacciari: "Con il rientro di Romano torniamo al vecchio
Ulivo, meglio scioglierci" di Francesco Cramer Scritto in Varie Commenti (
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11Mar 09 Se il cemento è di sinistra Il governo prepara il piano casa e subito
il segretario del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come
dire: dove sta la notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul
fronte dell'opposizione, parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia
(privata e pubblica) è uno dei più classici volani dell'economia perché muove,
tra l'altro, un indotto enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai
servizi. Ma quello che mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano
casa è il grido di dolore (politicamente iprocrita) che si è levato dagli
pseudo-neo ambientalisti dela centro sinistra: così il governo cementifica
l'Italia, è in arrivo un nuovo sacco del territorio, sarà speculazione
selvaggia. Se non fosse vero non ci crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a
denunciare gli architetti-Attila che hanno cementificato il Belpaese e ora
protestano (leggi l'articolo). E bene fa chi ricorda il partito del cemento
delle regioni rosse (qualcuno deve pur ricordarlo a Franceschini). La polemica
sul cemento assomiglia a quella sugli euromissili ai tempi di Craxi e
Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i missili dell'Urss erano
"buoni", quelli degli americani "cattivi". Per il cemento è
lo stesso: quello "rosso" è buono, buonissimo e fa bene all'ambiente
e al paesaggio. Vallo a spiegare ad Alberto Asor Rosa parlando di vicende
edilizie nella rossa Toscana, recenti e passate. Certo, l'ombra della
speculazioni è sempre in agguato, per non parlare dell'abusivismo dei singoli.
Piccolo aneddoto personale: "Signor x - chiedo a un residente di un comune
amministrato dalla sinistra (ma poteva anche essere la destra) - ma perché ha
rialzato abusivamente la casa nel centro storico, proprio a due passi dal
comune?" Risposta: "Tanto siamo in campagna elettorale, nessuno
interverrà.". Alle successive amministrative il signor x ha poi fatto
qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci sono solo gli eco-mostri,
la materia è complicatissima e se ne sono viste di tutti i colori in giro per
l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche burocratiche infinite, costose,
defatiganti per aprire i cantiere, poter ampliare la casa d'abitazione,
riqualificare periferie e zone industriali inasprendo le pene per gl iabusi e
senza deroghe ai vincoli ambientali e paesaggisti non significa automaticamente
voler cementificare il Belpaese. E le nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che
Francheschini e chi lo segue abbiano fatto un autogol. Del resto anche Dario,
checchè ne dica D'Alema, veltroneggia guardando a Obama e riparte con le tasse,
proprio così, tasse: una bella una tantum da prelevare dalle tasche dei
"ricchi" per darla ai poveri, altro che capitalismo compassionevole,
era l'idea di Rifondazione quando era al governo assieme a Prodi. Come se le tasse
in Italia non fossero già alte anzi, altissime, soprattutto per chi ha la busta
paga (anche da 120mila e più euro lordi all'anno). Bossi dice che se ne può
discutere. Mah. Prodi ha perso una campagna elettorale proprio sul punto,
Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà pur dire. Il Giornale (lunedì 23 marzo)
Dietrofront del pd sul piano casa: si può fare/di Gian Maria De Francesco
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questo post a un amico 03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno
dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la
ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc
alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce
scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del
nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è
più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i
Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate
Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post
tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico
del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena
bianca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono
definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della
politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci),
superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine,
condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di
catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere
pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti,
in cerca anche loro di un approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con
l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda
Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida
della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché
gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a
farsi ingoiare come Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi
ingabbiare e ha annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di
ottobre". Il mio è un "mandato a termine e di garanzia": cioè
con due obbiettivi, quello di evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle
europee (ma anche alle amministrative) e quello di preparare il congresso. Nel
frattempo Dario si tiene le mani libere, "non ho il problema di
candidarmi.". Le grandi manovre sono due iniziate ufficialmente, nel
centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani all'inizio degli anni Settanta) a
contare amici e nemici. Dopo il voto "liberi tutti". Balena rossa la
trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 83 ) » (19
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il
"vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo
giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito
innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi
ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui.
"Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici
democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una
maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un
pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da
perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti
berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di
"giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso
che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande
all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del
"Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni
Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a
parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere
insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed
ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in
cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla
ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come
la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni
europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena
dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero
l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?)
"l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di
Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a
Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà
dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del
"superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed
elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi
dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del
Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare
("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei
problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche
Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti
veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo
elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano
davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del
"vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di
rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA
NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il
"ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti
Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in
Varie Commenti ( 102 ) » (26 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio
dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le
elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte
infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma
anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo.
Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O
di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al
di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette,
lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo
sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia
nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed
elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di
Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima
tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che
ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale
sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di
Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un
avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore
dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il
Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il
centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione
organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi
organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle
politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo
delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E
ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di
Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si
è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole,
scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier
toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna
elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e
Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo
autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque.
Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo
Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di
Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor
nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare
Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore
pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna
quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un
"governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E
Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei
sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste
di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati
proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella
sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto
Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi
(34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario
del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari
anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo
dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse
la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare
il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un
perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato
lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio.
Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare
avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo
Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi
del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera
aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 238 ) » (58
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Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una
grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture
necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà:
( da "Giornale.it,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 12 del 2009-03-23 pagina 12 Il sogno comunista: dalle
stalle alle stelle con la Hack di Marco Zucchetti Era questione di orizzonti.
Lei mica è un travet di partito, è una scienziata. E dunque, finché veniva
eletta in consiglio regionale in Lombardia o alla Camera con il Pdci,
Margherita Hack non se la sentiva. Faceva un passo indietro e rinunciava.
Tornava alla ricerca. Ora invece ha trovato la sua dimensione planetaria:
l'Europa, per la quale è candidata da Pdci e Rifondazione. Sarà che sulla
bandiera della Ue c'è un tripudio di astri, sarà che dopo le ultime batoste
elettorali la sinistra radicale è stanca di ruminare nelle stalle
extraparlamentari, fatto sta che punta sulla 86enne astrofisica antifascista,
atea e barricadiera. A dispetto del nome rutelliano, Margherita sta più a
sinistra della corsia di sorpasso. Nel 1940 prese un
( da "Sestopotere.com"
del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
C'è crisi... la fiducia in Berlusconi a -3 punti:
sondaggio Ipr Marketing (23/3/2009 10:29) | (Sesto Potere) - Roma - 23 Marzo
2009 - Il momento di crisi economica, e le incertezze legate alle conseguenze
interne per l`Italia colpiscono in modo significativo la fiducia espressa dai
cittadini nei confronti del Governo, ed anche del Premier. Rispetto allo scorso
mese infatti, la fiducia nei confronti di Berlusconi, in calo di tre punti,
scende al 52%. Il contraccolpo della dilatazione della percezione della crisi
economica, tuttavia, colpisce in modo particolare il Governo nel suo complesso
che, con un calo del 2% rispetto a febbraio, scende al 44% al livello minimo
finora rilevato. Nella classfica dei Ministri, si evidenzia in modo
particolarmente forte il momento di preoccupazione del Paese, e queste
inquietudini si traducono in una generale richiesta di protezione e sicurezza.
Non a caso, ai vertici della graduatoria della fiducia restano le figure
titolari dei compiti di tutela essenziali: il Ministro degli Interni, Roberto
Maroni - a dispetto delle polemiche innescate dal tema delle ronde- quello
della Giustizia, Angelino Alfano, che guadagna nuove posizioni, quello del
Welfare, Sacconi. Il sondaggio è stato effettuato dall?Istituto IPR Marketing,
diretto da Antonio Noto, per conto di Repubblica.it (intervistando, con il
proprio esclusivo Tempo Reale, un campione di 1.000 italiani - rappresentativo
per età, sesso, area di residenza ed ampiezza comune di residenza della
popolazione maggiorenne residente). I MINISTRI. Per quanto riguarda i Ministri,
si evidenziano risultati molto positivi in particolare per coloro che cercano
di interpretare una linea politica decisa e convinta, ma non necessariamente di
continua contrapposizione; infatti, subito dietro la leadership confermata del
Ministro degli Interni, Roberto Maroni (stabile al 60%), troviamo la conferma
di una tendenza positiva di crescita per Angelino Alfano, titolare del
dicastero della Giustizia, interprete di una linea riformatrice che viene
apprezzata al punto da portarlo ormai ad un passo dalla vetta (59%, +2%).
Subito dietro , risale di due punti rispetto allo scorso mese, il Ministro
Sacconi, (Welfare), il cui impegno sul difficile tema delle pensioni viene
evidentemente valutato positivamente, e gli consente di risalire al 57%. Al suo
fianco, spicca l?exploit del Ministro Umberto Bossi. Probabilmente più in veste
di leader della Lega che di Ministro delle riforme,: terzo in classifica,
nell`ultimo mese aumenta di 5 punti e dal giorno del giuramento guadagna il
14%, grazie a una condotta - specie sul federalismo, ma anche sul testamento
biologico - percepita come aperta al confronto e allo stesso tempo dalla forte
vocazione concreta. Tra i Ministri premiati, da notare il
ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai
aver assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai
assopite) del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre
punti rispetto a febbraio. I PARTITI. In questa speciale classifica
sulla fiducia ai partiti che sono oggi presenti in Parlamento (da non
confondere con le intenzioni di voto), è da notare un primo effetto rigenerante
per il Partito Democratico del cambio di leadership. Con la nomina a segretario
di Dario Franceschini: il suo attivismo, in modo particolare nelle contro
proposte in materia economica, sembra aver ricompattato anzitutto il proprio
elettorato; dopo mesi di cali continui, il PD recupera in un solo colpo ben
quattro punti, salendo al 29%, frutto evidente di una ritrovata capacità di
contendere all?esecutivo la definizione dell?agenda politica. Sul versante
della maggioranza, se in vetta si mantiene stabile il PDL che rimane, in attesa
dei progressi congressuali, al 48%, è la Lega a rendersi protagonista di una
ulteriore crescita: salendo al 33%, il partito di Umberto Bossi, arriva al suo
massimo risultato.
( da "Stampaweb,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
CITTà DEL VATICANO «Oggi in Italia un numero crescente di
famiglie chiede di iscrivere i figli alle scuole cattoliche che però, senza
adeguate sovvenzioni statali, sono soffocate dai costi di gestione e rischiano
la chiusura. E? interesse del governo sostenerle e garantire l?istruzione pubblica anche al di fuori degli istituti statali». Il
cardinale Renato Raffaele Martino, ministro vaticano degli Affari sociali
indica il modello tedesco di sovvenzione totale e stigmatizza gli «illogici
impedimenti» italiani. Che cosa non funziona in Italia nella scuola
privata? «A forza di tagli agli istituti paritari si impedisce ai
genitori di decidere i percorsi formativi per i loro ragazzi. La Santa Sede non
è riuscita a inserire nel Concordato una effettiva parità scolastica come era
logico che avvenisse. In Germania gli istituti vengono finanziati al 100% sulle
persone e al 95% sulla gestione, mentre in Italia i pregiudizi ideologici del
laicismo sono ancora un ostacolo. Persino in Thailandia, Singapore, Malaysia
dove i cattolici sono una piccola minoranza, le autorità incoraggiano la nostra
attività pedagogica fondata sulla centralità della persona e la sua formazione
integrale. Nel mondo ci sono un miliardo di studenti e 58 milioni di
insegnanti, in tutto questo, le scuole cattoliche sono 250 mila, sono
frequentate da 42 milioni di allievi e hanno tre milioni e mezzo di docenti».
C?è un boom di iscrizioni? «Sì. Adesso le scuole cattoliche sono ritornate di
moda per la loro serietà, perché non si fanno scioperi e funzionano meglio, ma
ad un certo punto erano quasi disprezzate. Come fissato
dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il diritto di essere
sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un servizio e il loro
finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo Stato perché nelle
scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto inferiore rispetto a quelle
statali. La parità scolastica non è un privilegio, ma un diritto». Quali
sono le richieste della Chiesa? «Di poter offrire il servizio educativo per la
formazione delle giovani generazioni. Serve una valorizzazione delle
potenzialità educative del mondo cattolico e anche il Parlamento europeo ha
stabilito l?obbligo di rendere possibile la libertà di insegnamento sotto il
profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche
necessarie. E ciò in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti
pubblici, senza discriminazione nei confronti dei gestori, dei genitori, degli
alunni e del personale. E? un traguardo di civiltà che gli italiani ancora
attendono». SCRIVI Più iscritti alle private FLAVIA AMABILE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 23-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento)) (Mattino,
Il (Circondario Sud1)) (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il
(Circondario Nord)) (Mattino, Il (City))
Argomenti: Scuola
Stasera alle 18 è in programma il secondo incontro -
dibattito organizzato dall'associazione «Napoli Ricomincia» nell'ambito di una
serie di appuntamenti promossi per confrontarsi con i rappresentanti della
società civile. Dopo quello del 2 febbraio, in cui a Beatrice Lorenzin fu chiesto di esporre i principali punti della riforma Gelmini, questa volta il presidente
dell'associazione Valeria Spinetti e Maurizio Iapicca (vice coordinatore
regionale Pdl) ospiteranno Alessandra Mussolini, che affronterà il tema:
«Tutela dei minori, quali prospettive». L'incontro all'hotel Alabardieri di
Chiaia, sarà un occasione per approfondire i temi relativi al mondo dell'infanzia
e per esaminare quanto fatto fin qui in materia dal governo. In platea anche
esponenti di associazioni cittadine, istituzioni e privati cittadini che
potranno porre liberamente le proprie domande o proporre a loro volta nuove
istanze di cui i due politici potranno poi farsi portavoce presso il governo.
( da "Sestopotere.com"
del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
C'è crisi... la fiducia in Berlusconi scende a -3 punti:
sondaggio Ipr Marketing (23/3/2009 10:29) | (Sesto Potere) - Roma - 23 Marzo
2009 - Il momento di crisi economica, e le incertezze legate alle conseguenze
interne per l`Italia colpiscono in modo significativo la fiducia espressa dai
cittadini nei confronti del Governo, ed anche del Premier. Rispetto allo scorso
mese infatti, la fiducia nei confronti di Berlusconi, in calo di tre punti,
scende al 52%. Il contraccolpo della dilatazione della percezione della crisi
economica, tuttavia, colpisce in modo particolare il Governo nel suo complesso
che, con un calo del 2% rispetto a febbraio, scende al 44% al livello minimo
finora rilevato. Nella classfica dei Ministri, si evidenzia in modo
particolarmente forte il momento di preoccupazione del Paese, e queste
inquietudini si traducono in una generale richiesta di protezione e sicurezza.
Non a caso, ai vertici della graduatoria della fiducia restano le figure
titolari dei compiti di tutela essenziali: il Ministro degli Interni, Roberto
Maroni - a dispetto delle polemiche innescate dal tema delle ronde- quello
della Giustizia, Angelino Alfano, che guadagna nuove posizioni, quello del
Welfare, Sacconi. Il sondaggio è stato effettuato dall?Istituto IPR Marketing,
diretto da Antonio Noto, per conto di Repubblica.it (intervistando, con il
proprio esclusivo Tempo Reale, un campione di 1.000 italiani - rappresentativo
per età, sesso, area di residenza ed ampiezza comune di residenza della
popolazione maggiorenne residente). I MINISTRI. Per quanto riguarda i Ministri,
si evidenziano risultati molto positivi in particolare per coloro che cercano
di interpretare una linea politica decisa e convinta, ma non necessariamente di
continua contrapposizione; infatti, subito dietro la leadership confermata del
Ministro degli Interni, Roberto Maroni (stabile al 60%), troviamo la conferma
di una tendenza positiva di crescita per Angelino Alfano, titolare del
dicastero della Giustizia, interprete di una linea riformatrice che viene
apprezzata al punto da portarlo ormai ad un passo dalla vetta (59%, +2%).
Subito dietro , risale di due punti rispetto allo scorso mese, il Ministro
Sacconi, (Welfare), il cui impegno sul difficile tema delle pensioni viene
evidentemente valutato positivamente, e gli consente di risalire al 57%. Al suo
fianco, spicca l?exploit del Ministro Umberto Bossi. Probabilmente più in veste
di leader della Lega che di Ministro delle riforme,: terzo in classifica,
nell`ultimo mese aumenta di 5 punti e dal giorno del giuramento guadagna il
14%, grazie a una condotta - specie sul federalismo, ma anche sul testamento
biologico - percepita come aperta al confronto e allo stesso tempo dalla forte
vocazione concreta. Tra i Ministri premiati, da notare il
ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai
aver assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai
assopite) del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre
punti rispetto a febbraio. I PARTITI. In questa speciale classifica
sulla fiducia ai partiti che sono oggi presenti in Parlamento (da non
confondere con le intenzioni di voto), è da notare un primo effetto rigenerante
per il Partito Democratico del cambio di leadership. Con la nomina a segretario
di Dario Franceschini: il suo attivismo, in modo particolare nelle contro
proposte in materia economica, sembra aver ricompattato anzitutto il proprio
elettorato; dopo mesi di cali continui, il PD recupera in un solo colpo ben
quattro punti, salendo al 29%, frutto evidente di una ritrovata capacità di
contendere all?esecutivo la definizione dell?agenda politica. Sul versante
della maggioranza, se in vetta si mantiene stabile il PDL che rimane, in attesa
dei progressi congressuali, al 48%, è la Lega a rendersi protagonista di una
ulteriore crescita: salendo al 33%, il partito di Umberto Bossi, arriva al suo
massimo risultato.
( da "Quotidiano.it,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Neo tecnologie dell'abitare, Spacca scrive alla Gelmini Ancona | Un nuovo distretto industriale finalizzato
alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell?abitare. E? sull?ipotesi
del suo avvio che è centrata la lettera che il presidente della Regione Marche,
Gian Mario Spacca al ministro Mariastella Gelmini. Mariastella Gelmini Un nuovo distretto industriale
finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell'abitare. E'
sull'ipotesi del suo avvio che è centrata la lettera che il presidente della
Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato nei giorni scorsi al ministro per
l'Università e la Ricerca, Mariastella Gelmini.
Il presidente Spacca ha chiesto al ministro di fissare un incontro tecnico con
il team di progetto della Regione per approfondirne tutti gli aspetti e
favorirne una rapida integrazione con gli altri interventi previsti dalla
programmazione dei fondi in tema di ricerca e sviluppo. "La Regione - spiega
Spacca - è fortemente interessata a perseguire l'obiettivo di realizzare un
distretto tecnologico sul territorio marchigiano. Già nel 2007 è stato
approvato lo studio di fattibilità del distretto per l'innovazione e la
sicurezza nell'abitare. Ferme restando le linee guida e di governance a suo
tempo individuate, risulta necessario approfondire quei presupposti di
fattibilità, finalizzando maggiormente gli interventi sul tema specifico della
domotica, in chiave di possibile evoluzione innovativa per il distretto della
meccanica, anche alla luce delle crisi produttive che hanno colpito il nostro
territorio". Si tratta dunque di una rifocalizzazione del progetto,
partendo dai risultati dell'analisi condotta in precedenza sul sistema
economico e produttivo della regione, con particolare riferimento alle attività
di ricerca svolte dalle imprese presenti sul territorio e operanti nei settori
individuati come strategici per la crescita tecnologica e per il fabbisogno di
innovazione delle imprese marchigiane. La domotica, intesa come la disciplina
che punta all'integrazione dei dispositivi elettronici, degli elettrodomestici
e dei sistemi di comunicazione e di controllo presenti nelle abitazioni, riesce
a rispondere a queste esigenze, salvaguardando le vocazioni strutturali del
territorio: la meccanica avanzata e l'Information and communication technoloy
(ICT). "Sono infatti questi - continua Spacca - settori strategici per
l'intera economia regionale, in virtù delle profonde ricadute su una
molteplicità di comparti industriali sempre più integrati e interdipendenti tra
loro e, in generale, su tutti i settori del tessuto produttivo locale". Il
progetto di distretto risulta coerente con le politiche di sviluppo regionale,
in particolare, con quanto previsto nell'ambito dei programmi operativi
comunitari 2007-2013, con il Piano d'azione regionale e con le risultanze dei
primi bandi del programma nazionale "Industria 2015", finalizzati a
favorire e rafforzare l'integrazione tra il sistema della ricerca e i sistemi
produttivi che caratterizzano la Regione Marche. L'elaborato finale è
propedeutico alla firma dell'accordo di programma quadro e prevede come
copertura finanziaria 50 milioni di euro del progetto. 23/03/2009
( da "Merateonline.it"
del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Economia >> Sindacati 17 / 3 / 2009 Cisl scuola: la Gelmini procuri i soldi o taccia Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco
Scritto il 17/3/2009 alle 21.22
( da "Merateonline.it"
del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola >> Scuola 23 / 3 / 2009 Merate: situazione
drammatica alle elementari. I genitori chiedono le 40 ore ma non ci sono le
risorse per garantirle L`assessore Carla Zanetti I dati dell`ambito scolastico
meratese parlano chiaro: le richieste delle famiglie che avevano espresso la
preferenza per il tempo pieno (40 ore) e quello ridotto a 24, saranno
disattese. Ad illustrare i numeri e la situazione è stato l`assessore
provinciale all`istruzione Carla Zanetti intervenuta ad un incontro svoltosi a
Merate in sala civica tra il provveditore Fausto Gheller, l`assessore Gabriella
Mauri, Gian Piera Vismara dell`Anci, i rappresentanti del mondo delle scuole e
gli assessori preposti dei vari comuni. Come previsto e già annunciato in un
articolo del 18 febbraio la Riforma Gelmini ha messo
in seria difficoltà gli istituti e le amministrazioni comunali che si sono
trovati a dover gestire iscrizioni troppo variegate negli orari, per le classi
prime elementari, con le medesime risorse dell`anno precedente.
Gli iscritti in provincia di Lecco In provincia di Lecco gli alunni
iscritti alle classi prime di scuola primaria, per l`anno scolastico 2009/2010
saranno 2545. Di questi il 37% ha scelto il tempo pieno (940), il 34.5% (879)
quello su 30 ore di lezione settimanali, il 25% (633) 27 ore e solo il 3.5%
(93) il modulo da 24 ore. Le famiglie, infatti, a fronte di genitori entrambi lavoratori
tendono a far conto sulla scuola come luogo dove lasciare per una buona fetta
della giornata il proprio figlio. Una richiesta legittima che, tuttavia, non va
di pari passo con quelle che sono le dotazioni in termini di risorse e
?materiale umano? messo a disposizione dallo Stato agli istituti. Da una parte
i comuni che si troverebbero a gestire, ad esempio, un servizio di autobus da e
verso le scuole in orari differenti a seconda del modulo scelto dalla famiglia.
Dall`altra gli stessi insegnati, non aumentati in organico, impossibilitati ad
essere presenti alle ore di lezione per i ragazzi con il tempo pieno e
contemporaneamente in mensa per il servizio di sorveglianza. Gli
iscritti nell`ambito meratese Ma torniamo all`ambito meratese. I 19 che
hanno scelto le 24 ore (sparsi tra Casatenovo, Barzanò, Brivio, Cassago,
Merate, Olgiate Molgora, Robbiate) si vedranno costretti a ripiegare su un
altro modulo per mancanza di costruzione delle classi dato il numero troppo
basso di richieste. Stessa cosa per quanto riguarda le 40 ore, scelte da 260
famiglie per altrettanti primini, sparsi tra Casatenovo, Missaglia, Cernusco,
Merate, Olgiate Molgora, Robbiate e Rovagnate. Impossibile garantire loro mensa
e autobus, tanto per fare un esempio, salvo un aumento spropositato delle
tariffe e dei buoni pasto per l`affidamento del servizio a una cooperativa
esterna o a Retesalute. Nei prossimi giorni nei consigli d`istituto e nei
consigli comunali sarà presentato un ordine del giorno per chiedere al
Ministero dell`Istruzione di ?procedere all`assegnazione dell`organico tenendo
conto della domanda oraria realmente espressa dai genitori, soprattutto per
quanto riguarda il tempo pieno?, di ?considerare la necessità di soddisfare la
domanda di mensa per tutte le classi?. Una richiesta girata alla Regione
Lombardia per stanziare un fondo straordinario rivolto ai comuni che,
altrimenti, si troveranno soli contro tutti a spiegare alle famiglie
l`impossibilità a prendersi in carico i loro figli.
L`ordine del giorno Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo
giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 23/3/2009 alle 22.22
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Marmirolo, domani incontro sulle elementari di Pozzolo
MARMIROLO. Un incontro per illustrare i progetti, spiegare gli interventi e
dare risposte alla cittadinanza in merito alle scuole di
Pozzolo che versano in una difficile situazione a causa della legge 'Gelmini'. Domani sera alle 21, presso le
scuole elementari della frazione, infatti, l'amministrazione ha organizzato un
incontro con tutta la cittadinanza per ragguagliare sull'attuale situazione
delle scuole e illustrare tutti i progetti e gli interventi che sono stati
messi in atto per salvare le scuole. All'incontro parteciperà tutta la
giunta comunale, il dirigente dell'istituto comprensivo Sanzio Salami e tutte
le associazioni che in questi mesi hanno dato il loro contributo per le scuole
di Pozzolo. Matteo Masali
( da "Stampa,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Più rispetto per i romeni A seguito dell'ultimo arresto di
due romeni, come indagati per lo stupro del 14 febbraio nel parco della
Caffarella, osserviamo con piacere che gli organi d'informazione italiani hanno
mantenuto toni adeguati rispetto alla complessa situazione, soffermandosi sui
fatti ed evitando giudizi e commenti. Voglio in questa occasione ancora
evidenziare quale sia lo scenario dell'immigrazione romena in Italia con due
soli numeri: lo 0,26% del totale di residenti romeni in Italia ha commesso reati
nel territorio, quindi per la maggior parte sono persone oneste che con il loro
lavoro hanno contribuito nel 2008 al 2,5% del Pil italiano. Questi cittadini
hanno diritto al rispetto, che si manifesta anche evidenziando situazioni e
dati positivi dell'integrazione in contrapposizione all'effetto diffamatorio
causato dagli atti dei criminali. Ritornando ai nuovi accusati per lo stupro
della Caffarella, oltre che ribadire la più forte condanna dei fatti, ci
auguriamo che i veri criminali vengano processati e condannati con pene
esemplari secondo la legge italiana e che la pena venga effettivamente
scontata. MARIAN MOCANU, CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA ROMANIA La
destra italiana sul carro di Obama Il ministro Frattini elogia («svolta
storica») Obama per l'apertura verso l'Iran. Ma il suo partito non era tra i
massimi sostenitori della politica di Bush, fatta di demonizzazione e scontro?
L'ennesimo caso di mancanza di idee della destra italiana, capace troppo spesso
di «salire sul carro del vincitore». LUCA BORIO Perché la «fuga» verso le
scuole private In riferimento all'articolo «Alunni in fuga verso le private»
non vedo quale sia la meraviglia e la sorpresa. I nostri «cari» Silvio, Gelmini e Brunetta volevano proprio questo, cioè con la
riforma screditare la scuola pubblica, impaurire i
genitori per dirottare i nostri figli e nipoti verso la scuola privata, meglio se privata-cattolica, finanziata con i soldi dei contribuenti, in più ergendosi a
difensori della libertà della Chiesa. Tutto questo per accaparrarsi il voto
cattolico. Povera Italia come siamo caduti in basso! ALDO BATTILANA, CHIAVARI
Quando la Chiesa era superstiziosa Benedetto XVI in visita in Africa sostiene
che la Chiesa combatte le superstizioni. Forse il Papa ha dimenticato
che nel medioevo la sua stessa Chiesa mise al rogo tante donne con l'accusa di
stregoneria e di rapporti carnali col diavolo e che promosse le torture e
l'uccisione dei gatti, considerati animali del demonio. Se non è superstizione questa!
DANIELE ORLA, POIRINO (TO) Un po' di pudore signor Mike Dopo avere dedicato
ampio spazio ai mugugni di Mike Bongiorno, spendete ancora due righe per
ricordargli che essere lasciati senza lavoro a 85 anni non è la più grande
delle sventure che possono capitare nella vita! Suppongo pure che l'azienda che
lo ha «tradito» non lo abbia lasciato in braghe di tela come è successo, e sta
succedendo, a migliaia di lavoratori «normali» che si trovano a spasso assai
prima di avere la sua età e in ben peggiori condizioni economiche. Un pizzico
di pudore da parte sua sarebbe stato gradito. ALESSANDRO ROMAGNOLI Io Maja non
vendo illusioni Vorrei rispondere all'articolo di Gianluca Nicoletti comparso
domenica. Mi preme chiarire per rispetto a tutte le ragazze con cui ho
collaborato: io sono un'artista e fotografa e come tale mi capita di usare
pseudonimi o nomi d'arte per progetti vari come ad esempio Maja, che in questo
caso è l'avatar scelto per il progetto specifico realizzato in Sardegna. Alle
ragazze delle mie foto non ho mai dato false aspettative: non ho mai promesso
la tv! Ciò che ho promesso e dato in cambio delle foto è esclusivamente la
pagina dedicata a loro nel mio sito, una vetrina per aspiranti modelle che
vogliono farsi strada. Non ho mai preso in giro nessuno. Le ragazze che hanno
lavorato con me erano tutte perfettamente a conoscenza della mia professione di
fotografa e avevano un solo obiettivo: avere un bel book fotografico ed essere
nel mio sito. Consenzienti, hanno deciso di collaborare sapendo che avrei
potuto usare le foto anche per realizzare mostre o pubblicazioni.
Non ho mai realizzato servizi a pagamento e per di più vendendo false illusioni
(non è il mio campo) per cui mi sono limitata a ritrarle esaltando al massimo
la loro bellezza in cui io credo molto: in particolare in Sardegna è possibile
trovare un carattere molto intenso e forte oltre che una bellezza di tipo
primordiale. Ho regalato loro il book promesso e la pagina nel sito e per
qualcuna la possibilità di far parte di un libro o di una mostra d'arte o di
servizi di moda. Nient'altro. Mi dispiace che dall'articolo sia venuta fuori
un'immagine di me e delle ragazze che può essere interpretata in maniera
sbagliata e spero che chi abbia avuto un'idea errata possa ricredersi. CATERINA
NOTTE Il digitale terrestre è direttiva europea In relazione alla lettera del
signor Campania pubblicata su La Stampa del 23 marzo,
volevo precisare che il passaggio alla tecnologia di trasmissione in digitale
terrestre non è conseguenza di una decisione presa in ambito italiano. Si
tratta di una precisa direttiva europea, in base alla quale tutti i Paesi
dell'Unione, entro il 2012, dovranno passare al digitale terrestre. Va da sé
che questo passaggio non può essere rinviato, né tanto meno bloccato. E' preciso
intento di broadcaster e istituzioni far sì che nessuno rimanga scoperto dai
segnali della nuova tv, tanto che si sta investendo sulle infrastrutture per
risolvere tutti i problemi di ricezione verificatisi con le trasmissioni
analogiche. In relazione alle spese che i cittadini piemontesi si troveranno ad
affrontare per equipaggiarsi per la ricezione del segnale digitale,
segnatamente per l'acquisto del necessario decoder, è prevista una serie di
finanziamenti da parte del governo che verranno distribuiti secondo criteri
decisi con la Regione Piemonte. TULLIO CAMIGLIERI, RESPONSABILE DELLA
COMUNICAZIONE DI DGTVI
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cordignano. I genitori dell'istituto comprensivo per la
scuola anche al pomeriggio Marcia delle famiglie per salvare l'orario
CORDIGNANO. Pronti ad organizzare una marcia delle famiglie in difesa dell'orario
scolastico anche il pomeriggio, che il ministro Gelmini intende modificare, mettendo un
maestro unico. Sono i genitori dell'Istituto Comprensivo, che raggruppa, oltre
alle scuole di Cordignano, anche quelle di Villa di Villa e Pinidello. Il
sindaco Roberto Campagna nei giorni scorsi ha scritto all'assessore regionale
Elena Donazzan, chiedendo che venga mantenuto il tempo pieno nei plessi delle
frazioni. «La richiesta dell'attuale orario scolastico non ha coinvolto
solo Villa e Pinidello - afferma Claudia Perin, presidente del consiglio
d'istituto - ha riguardato tutti i plessi delle scuole primarie del Comune. I
genitori hanno chiesto il mantenimento dell'attuale orario scolastico e della
mensa compresa nel tempo scuola, hanno anche chiesto che vengano mantenute le
compresenze e l'attuale organico esprimendo un fortissimo no al maestro unico.
In sintesi va bene l'attuale offerta formativa». Il 9 marzo le richieste dei
genitori sono state inviate ai dirigenti provinciali e regionali insieme a
circa 300 firme. E ora i genitori di Cordignano, insieme a quelli di Orsago,
stanno appunto organizzando una marcia di protesta contro le decisioni
ministeriali. Per i plessi di Pinidello e Villa la questione degli orari
scolastici è particolarmente sentita perché si intreccia a quella della mensa e
del trasporto. Due nodi irrisolti nella diatriba che vede genitori da una parte
e giunta dall'altra. Infatti, nonostante la richiesta fatta dai genitori nei
giorni scorsi al primo cittadino di poter ridurre da 18.50 euro mensili il
costo dello scodellamento a 10 euro, la giunta non ha accettato. «Proponiamo al
sindaco un tavolo comune - afferma Giorgio Posocco a nome dei genitori di Villa
e Pinidello - al quale partecipi l'amministrazione comunale, la dirigente
scolastica e ovviamente noi genitori. Scopo è trovare un'intesa condivisa per
il bene dei ragazzi». La questione scodellamento dunque continua a vedere in
prima linea i genitori, che da tempo chiedono una diminuzione della tariffa.
(s.r.)
( da "Giornale
di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:in primo piano Bresciani a Roma: il più ricco è Conti Il Senatore del
Pdl ha dichiarato 821.818 euro. Daniele Molgora (Lega) più povero con 13.796 Il
senatore bresciano Riccardo Conti BRESCIADiciassette sono i deputati e senatori
bresciani che ci rappresentano a Roma e anche loro rientrano nella classifica
dei redditi 2007 pubblicata, per un dovere di trasparenza nei confronti degli
elettori, da Camera e Senato. In questa speciale classifica ristretta ai
bresciani, Riccardo Conti è di gran lunga il nostro rappresentante al
Parlamento più ricco. Il Senatore del Pdl infatti ha dichiarato un'imponibile di
821.818 euro, ovviamente non derivanti unicamente dall'attività di
parlamentare, ma anche dagli incarichi professionali. Al secondo posto troviamo
invece il camuno Giampiero De Toni, coordinatore bresciano dell'Italia dei
Valori con 267.400 euro. Sul podio tutto bresciano anche la deputata Viviana
Beccalossi (An oggi Pdl), ex vicepresidente della Regione Lombardia nonchè ex
assessore alle Politiche agricole, che nel
( da "Giornale
di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia A scuola 140 stranieri in più ogni mese La
referente per l'intercultura dell'Ufficio scolastico provinciale sul tetto del
30% annunciato dal ministro Gelmini: «A Brescia un limite c'è già, ma il problema della
concentrazione eccessiva richiede politiche per la casa e il lavoro» Un limite
alla presenza degli alunni stranieri nelle classi? «Ma a Brescia di fatto c'è
già», dice Patrizia Capoferri, che all'Ufficio scolastico provinciale è
referente di tutto quel che riguarda l'intercultura, dall'inserimento
dei bambini e dei ragazzi di origine straniera nelle scuole bresciane fino alla
formazione degli insegnanti ai fini dell'integrazione. E che dà conto di
un'attività all'avanguardia in Italia. Quasi 23mila alunni non italiani Nei
giorni scorsi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
ha annunciato che il suo dicastero sta ragionando sull'introduzione di un tetto
di circa il 30% della presenza di alunni stranieri nelle classi. Una notizia
che - indipendentemente da come la si valuti - irrompe nella realtà scolastica
bresciana, dove il 22% di bambini e ragazzi è di origine non italiana. «Si
tratta di quasi 23mila persone», spiega Patrizia Capoferri, ricordando che
questo numero pone la provincia di Brescia al terzo posto in Italia dopo Roma e
Milano per presenza di stranieri nelle scuole e al secondo in Lombardia dopo il
capoluogo. Ma non è tutto: Brescia ha anche una sua peculiarità, ed è l'alta
concentrazione del fenomeno su tutto il territorio provinciale; perché se è
vero che in città si registra la presenza maggiore, nel resto della provincia
si va dal 16-17% fino al 22% della Bassa, dalla quale però le altre zone non
differiscono in modo significativo. Un limite già esistente A proposito di
città, quando la referente per l'intercultura dell'Usp parla di «tetto di fatto
già esistente» non può non fare riferimento al Secondo istituto comprensivo,
nell'ambito del quale, in centro storico, funzionano - e bene - scuole primarie
dove la percentuale di bambini di origine non italiana raggiunge il 70%. «Il
nostro limite sarebbe del 50% - precisa la dottoressa Capoferri - e se viene
superato è semplicemente perché il sistema assegna agli alunni la scuola più
vicina al luogo di residenza; allora, per evitare concentrazioni eccessive,
bisognerebbe agire a livello di politiche della casa e del lavoro». Come dire
che le scuole del centro dove gli stranieri sono diventati la maggioranza
«andrebbero ripopolate con alunni autoctoni». E questo non può essere un
compito della scuola. Cui, d'altra parte, il lavoro in materia non manca. Lo
dicono, ancora una volta ma non soltanto, i numeri: ogni mese in provincia di
Brescia sono in media 130-140 i minori che si ricongiungono ai familiari già
immigrati. Il calcolo è presto fatto: da gennaio sono 400 bambini e ragazzi; da
oggi alla fine dell'anno scolastico, secondo proiezioni dell'Usp, poco meno. Un
progetto all'avanguardia Qual è il destino scolastico di questi giovanissimi
stranieri? A Brescia dal 2006 esiste un accordo con validità quinquennale -
unico in Italia - tra Usp e Prefettura (con il coinvolgimento anche di
Questura, Provincia, Comune di Brescia, Associazione Comuni bresciani e
Associazione scuole autonome bresciane) per cui, quando la Prefettura dà il
nulla osta per il ricongiungimento familiare, i minori - anche se si trovano
ancora nel loro Paese d'origine - possono essere immediatamente iscritti a
scuola. Entrando un po' più nel dettaglio, «il nome dell'alunno - spiega ancora
Patrizia Capoferri - viene automaticamente inserito in una piattaforma online
(e già questa comunicazione tra le banche dati di due amministrazioni è una
grande novità); in base all'età e alla residenza, poi, viene individuata la
scuola più vicina. Che viene indicata nella ricevuta rilasciata al genitore in
Prefettura insieme alle informazioni per regolarizzare l'iscrizione». Sempre
più alle Superiori La scuola secondaria di secondo grado, però, non può essere
assegnata d'ufficio. I minori in età da Superiori, quindi, vengono indirizzati
alla secondaria di primo grado più vicina al luogo di residenza, cui tocca non
iscrivere il ragazzo, ma accoglierlo per un orientamento formativo che dura dai
15 giorni al mese. Obiettivo di questo progetto, possibile grazie a «un grosso
impegno finanziario nell'ambito della Legge 40»: trovare la scuola (superiore)
più adatta. Un'attività, quest'ultima, che sta assumendo una dimensione
d'urgenza. Perché, al di là della quantità, gli alunni stranieri presentano due
fondamentali caratteristiche qualitative: sono sempre più stanziali (insieme ai
loro genitori) e arrivano in numero crescente in età da scuola secondaria di
secondo grado (ormai il 15% del totale è costituito da adolescenti). I motivi?
«Da un lato, sono aumentati gli stranieri residenti nel Bresciano e quindi i
ricongiungimenti - risponde la referente dell'Usp -; dall'altro, vengono richiamati
dai genitori prima della maggiore età proprio per usufruire del
ricongiungimento». Ma l'incontro non è sempre facile: «A volte, dopo anni di
lontananza, padri o madri e figli non si riconoscono». E anche di questo la
scuola deve tenere conto. Francesca Sandrini
( da "Giornale
di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:economia Da Lumezzane la Mar veste i robot della Fanuc MONTICHIARI Il
«profumo» del truciolo unito al piacere di produrre. Con le alte tecnologie il
produrre non è più solo un dovere. Al Muap non c'era solo la cultura del
truciolo, e tutto quanto ne consegue in termini di filiera meccanica. C'era
anche il transfer, di cui Brescia è polo mondiale. La Tecno Transfer di
Travagliato è tra queste. È l'ultima nata del transfer bresciano, poco più di
dieci anni di età, con un titolare giovane, Piergiorgio Quaresmini, ma una
elevata capacità competitiva e aggressività commerciale. Opera in sinergia con
la Mar di Lumezzane, azienda di robotica di Alberto Moretti che proviene
dall'automazione industriale. La Mar costruisce isole robotizzate
ingegnerizzando, cioè «vestendo», i robot giapponesi della Fanuc. Si tratta di
impianti robotizzati concepiti e pensati per i più disparati impieghi
industriali. La Luxor di Montichiari (Astori) ne ha ordinate due. Sia Mar che
Tecno Transfer hanno in comune flessibilità che fa rima con competitività.
Microimprese e Scuola Ovvero servizio, formazione, cultura industriale. In una
parola «civiltà» industriale. Memori del fatto, da molti dimenticato, che la
scuola professionale è stata alla base dello sviluppo industriale bresciano del
Dopoguerra, Massimo Gelmini, presidente del Comitato Muap, e Giampaolo Mantelli, assessore
all'Istruzione e Formazione della Provincia, hanno istituito la «Scuola in
Fiera». Si è trattato di un test per mettere in relazione scuola e lavoro.
Pieno successo dell'iniziativa, alla quale hanno aderito l'Itis Castelli di
Brescia, l'Itis Paleocapa di Bergamo e l'Ipsia Moretto di Brescia. Anche
il Csmt (Centro servizi multisettoriale e tecnologico), consorzio bresciano per
l'innovazione e il trasferimento tecnologico, era presente in Fiera con un
proprio stand. Forte dell'esperienza ventennale di Inn.Tec., il Csmt sarà il
perno della «nuova alleanza» tra imprese, università e istituzioni. Occasione
unica per un salto di qualità dell'industria made in Brescia, sull'esempio del
Kilometro Rosso di Bergamo. Al Csmt guardano le Pmi bresciane che non hanno
risorse per sviluppare ricerche. Se Csmt partirà col piede giusto, la mission
di trasformare l'innovazione in applicazione può diventare realtà. Con tutte le
ricadute positive sulla manifattura bresciana. Non solo quella innovativa ma
pure quella matura purchè competitiva. a. ch.
( da "Giornale
di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:economia Mu&Ap potrebbe tornare già nel 2010? MONTICHIARI Si è
chiusa con un bilancio positivo la 22a edizione di Mu&Ap, la rassegna
monteclarense della produzione per l'industria meccanica. Un'edizione che
cadeva in uno scenario di oggettiva difficoltà per il comparto, ma che ha
raccolto segnali incoraggianti che inducono ad un maggiore ottimismo. «Mu&Ap ha saputo lanciare un messaggio propositivo - spiega Massimo Gelmini, presidente del Comitato
promotore. - Un'offerta di livello e un progetto di lungo periodo che guarda al
futuro. Buoni i riscontri raccolti dalle aziende presenti». Sono stati 12.500
gli operatori che hanno visitato Mu&Ap nei quattro giorni di fiera;
risultato che conferma il radicamento della rassegna sul territorio. «Stiamo
lavorando ai contenuti della prossima edizione - ha detto Gelmini
-. per questo nei prossimi giorni proporrò al Comitato di anticipare al
( da "Tirreno,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Cecina Raccolta di firme contro i tagli del
Governo Petizione del Comitato genitori-insegnanti: tre le date per aderire
Banchetti davanti al supermercato Coop e in piazza del Mercato ROSIGNANO. Non
si placa la protesta del Comitato genitori-insegnanti di Rosignano. Dopo la
petizione, firmata da 435 persone, contro la riforma-Gelmini, ecco una nuova raccolta di
firme. Questa volta l'oggetto della protesta sono i tagli voluti dal Governo.
Tre gli appuntamenti per mettere la firma: lunedì 30 marzo e lunedì 6 aprile
dalle 9 alle
( da "Tirreno,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Montecatini «Tutti insieme
contro la riforma Gelmini» Comitato
genitori, sindacati scuola ed enti locali d'accordo PISTOIA. Provincia, Comuni,
sindacati scuola e il Comitato provinciale genitori: tutti insieme per lanciare
un grido d'allarme sulle prospettive della scuola pistoiese. Questo il senso
dell'incontro che si è svolto ieri mattina nella sede del Centro impiego della
Provincia in via Tripoli. La preoccupazione comune nasce dopo aver
riscontrato che la maggioranza delle famiglie pistoiesi ha mantenuto la
richiesta, per i bambini che frequentano le scuole elementari, di un orario
scolastico a tempo pieno, piuttosto che del modello a 24 ore settimanali, su
cui si basa la riforma Gelmini. «Si possono toccare
oggi con mano le conseguenze negative di quello che il governo ha definito
un'processo migliorativo - ha protestato l'assessore alla pubblica istruzione
del Comune, Rosanna Moroni - i tagli del personale mirati all'adozione del
maestro unico ci costringono all'azzeramento del tempo pieno, ampiamente
richiesto dalle famiglie della provincia». La legge Gelmini
prevede che non ci sia compresenza di insegnanti durante l'orario scolastico,
rendendo difficile l'attuazione di attività parallele all'insegnamento di base.
«In questo modo non sarà possibile portare avanti, ad esempio, le attività di
gruppo, di laboratorio, le uscite didattiche, a scapito della qualità della
scuola» ha spiegato l'assessore provinciale Giovanna Roccella. «I comuni - ha
aggiunto il sindaco di Agliana, Paolo Magnanensi - non possono supplire ai
tagli del personale o dei servizi, come quello della mensa, fino a ora
garantiti dallo Stato. Non abbiamo le risorse sufficienti». «Per difenderci -
ha preannunciato Maurizio Monti dell'Associazione dirigenti scolastici - si
dovrà ricorrere alle possibilità offerte dall'autonomia scolastica, organizzando
un confronto con i dirigenti e stabilendo nuove modalità organizzative». Per
far fronte alla situazione, gli enti locali hanno intenzione di monitorare le
richieste che stanno arrivando alle istituzioni scolastiche per confrontarsi
poi con l'Ufficio scolastico provinciale e con il prefetto. Incontri di
informazione verranno organizzati dai sindacati con i docenti; mentre il
Comitato dei genitori si occuperà di comunicare alle famiglie i cambiamenti in
atto. «I media nazionali parlano delle cose meno importanti, dei i voti o delle
pagelle via sms - dice Simone Frangioni del Comitato - le famiglie così non
sono informate di quello che sta accadendo davvero». Sono, inoltre, in
programma, tra le iniziative di protesta, l'invio finale dei documenti raccolti
al Ministero della Pubblica Istruzione e una manifestazione pubblica. Francesca
Garra
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Università, la Gelmini promette più soldi la crisi degli atenei Il Pd avverte: «Con i
tagli previsti, nel 2010 sarà lo sfascio». Ma il ministro offre «risorse in
cambio di riforme» 24/03/2009 Roma. Nessuna trattativa sulle riforme per
l'università potrà iniziare se prima il governo non provvederà ad annullare i
«pesantissimi» tagli sul fondo di finanziamento ordinario degli atenei che
scatteranno il primo gennaio 2010. È il messaggio che il Pd lancia
all'esecutivo alla vigilia di un seminario in cui il ministro Gelmini affronterà con i rettori e con tutti i principali
protagonisti del settore proprio i temi delle riforme. Appuntamento al quale
sono stati invitati anche esponenti dell'opposizione che però subordinano la
loro presenza proprio al ritiro dei tagli. «Se l'esecutivo persisterà nella sua
politica ucciderà i nostri atenei» hanno avvertito il segretario, Dario
Franceschini, e il responsabile Educazione, del Pd, Giuseppe Fioroni
sottolineando come sia «difficile dialogare con chi fa troppe generalizzazioni
e troppe strumentalizzazioni». Nessuna preclusione del Pd al cambiamento purchè
il governo faccia dietro front sui tagli. A questa condizione «irrinunciabile e
pregiudiziale» il Pd intende favorire il processo di riforma del sistema
universitario «con l'obiettivo di aumentarne l'efficienza e superarne gli
elementi critici». A questo scopo ha presentato un pacchetto di proposte. Sul
fronte delle risorse le indicazioni sono chiare: darle con una programmazione
pluriennale indicando obiettivi chiari; rendere liberi i bilanci delle
università; le risorse devono coprire almeno il 90% delle spese stipendiali e
le assunzioni possono farle soltanto gli atenei che spendono meno del 90%; togliere
il blocco del turn over; destinare almeno il 10% dei fondi del sistema
universitario a incentivi premiali; realizzare accordi di programma che
monitorino il «rientro» degli atenei indebitati; prevedere sgravi per le
aziende che investono in maniera sistematica sull'università. Il ministro
Mariastella Gelmini ha risposto così alle
sollecitazioni: «Il governo auspica un confronto con l'opposizione sul riordino
del sistema universitario italiano. In un contesto di crisi economica
internazionale è indispensabile spendere al meglio tutte le risorse
disponibili. Non possiamo continuare ad alimentare spese non necessarie, così
come è accaduto in questi anni, con la moltiplicazione di corsi inutili e di
sedi distaccate. Non siamo e non saremo insensibili alle richieste del mondo
accademico sulle risorse economiche necessarie per rilanciare il sistema
universitario, ma è chiaro - ha concluso il ministro - che uno sforzo del
governo in questo senso deve essere accompagnato da una profonda riforma
dell'università. In sintesi, risorse in cambio di riforme». 24/03/2009
( da "Tirreno,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Pontedera Fornacette vuole il treno e
"bussa" alla Provincia Per la candidata Ciampi servono opere
pubbliche per sostenere l'economia FORNACETTE. Bilancio, rispetto del patto di
stabilità ed emergenza sociale saranno i temi della prossima campagna elettorale,
anche nel territorio di Calcinaia. Lo si è intuito durante l'incontro alla Casa
del popolo di Fornacette organizzato dal Partito democratico locale, a cui
hanno partecipato Lucia Ciampi candidata a sindaco del Pd e Ivan Ferrucci,
segretario provinciale dello stesso partito. «Credo che se da parte di un buon
numero di amministrazioni pubbliche fosse messo in pratica il mancato rispetto
del patto di stabilità, potremmo aprire un dibattito forte rispetto a questo
tema che sta rischiando di fermare completamente l'economia», ha detto Ciampi
rifacendosi alla recente polemica sul denaro accantonato dai Comuni, ma fermo
nelle casse a causa proprio del patto di stabilità. «Potremmo spenderlo per le
opere pubbliche - ha detto il candidato a sindaco - e immettere sul mercato del
lavoro denaro liquido che permetta a molte aziende di essere pagate per il
lavoro già effettuato e per proseguire nella loro attività». Del resto la
situazione del bilancio dell'amministrazione calcinaiola è sano, come spiegato
da Ferrucci, a detta dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e
«questo vale per molte realtà della provincia di Pisa che, però, non possono
spendere per rispettare il patto di stabilità». Durante l'incontro è
intervenuto anche l'attuale assessore al bilancio Paolo Pieracci: «I vincoli
che abbiamo a livello locale non sono gli stessi di quelli che deve rispettare
il governo centrale. Tanto per fare un esempio, abbiamo a disposizione 200mila
euro in meno rispetto agli 800mila dell'anno scorso per quanto riguarda
l'introito dell'Ici. La situazione è difficile, anche se dobbiamo pensare a
tenere in ordine i conti di un'amministrazione pubblica. L'unica soluzione è la
solidarietà per garantire la sopravvivenza a tutti, anche a quelli che si
trovano in grosse difficoltà». Un appello all'associazionismo è stato lanciato
dai protagonisti della serata, in cui ha preso la parola anche Mario Zega,
assessore al sociale dell'attuale giunta guidata dal sindaco uscente Marta
Perini: «Dall'inizio del
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 070
pag. 13 del 24/3/2009 | Indietro Il Sud nel mirino della Gelmini AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Alla firma
del ministro il decreto organici: cancellate quasi 37 mila cattedre in un anno
A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale è il
provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il decreto sugli
organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e che è ora è
alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini,
prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante [...] Costo Punti per
Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 070 pag. 14 del 24/3/2009
| Indietro Docenti, si vota. Ma tutti insieme AZIENDA SCUOLA Di Antimo Di
Geronimo Da giugno scrutini solo numerici. Il regolamento
della Gelmini modifica
anche le competenze Su profitto e condotta la valutazione non è più individuale
Il
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 070
pag. 15 del 24/3/2009 | Indietro Classi super per il nuovo
anno AZIENDA SCUOLA Di Pagina a cura di Carlo Forte L'indicazione
giunta dalla Gelmini ai
direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Saranno più
affollate: nella primaria il minimo è di 15 alunni Aumenta il numero degli
alunni per classe. E aumentano anche le classi per costituire ogni cattedra.
Sono queste le novità più importanti contenute nella bozza di circolare sugli
organici predisposta dal ministero dell'istruzione. Il provvedimento
riassume tutte le disposizioni che [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo
Punti per Registrati: 8
( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Firenze Davide Cristoferi, 24 anni, Lista
Aperta: sconti a chi ha fratelli già iscritti "Premi per i più bravi e
controlli sulle spese" "Devono essere potenziati i controlli fiscali
su chi beneficia di borse di studio o di alloggi dell´Ardsu" Davide,
perché gli studenti dovrebbero andare a votare? Quanto pesano le vostre scelte
negli organi centrali dell´università o nei consigli di facoltà? Seduto sui
gradini di piazza Brunelleschi Davide Cristoferi, 24 anni, iscritto a Lettere,
rappresentante uscente del senato accademico e adesso in lizza per il cda nel
gruppo di Lista Aperta, non ha esitazioni: «Queste elezioni contano moltissimo.
Spero che gli studenti lo capiscano. Noi abbiamo lavorato sulla riforma dei
corsi per applicare la direttiva Mussi e poi siamo stati gli unici favorevoli a
cambiare le fasce nelle tasse, a dare premi agli studenti meritevoli e sconti a
chi ha fratelli già iscritti all´università. Avere una rappresentanza nel
governo dell´ateneo vuol dire informare subito gli studenti di quello che
l´università decide». «Molto c´è ancora da fare»: per esempio cosa?
«Controllare che i tagli di 8 milioni di euro vengano effettivamente fatti,
diminuire ancora di più l´offerta didattica perché avremo docenti che andranno
in pensione e che non potranno essere sostituiti. Poi bisognerà insistere per
migliorare i servizi, chiedere più controlli fiscali per gli studenti che
beneficiano di borse di studio o alloggi dell´Azienda per il diritto allo
studio» dice Cristoferi. Slogan di Lista Aperta: «Non difendiamo un´idea ma
affermiamo una presenza». I servizi dell´Ardsu sono nel mirino anche delle
altre due liste di centro destra: Studenti per le libertà e Azione
Universitaria. La prima ha come area politica di riferimento Forza Italia e di
recente ha regalato lattine di Coca-cola davanti alla mensa a Novoli per
protestare contro la scelta dell´Ardsu di non servire questa bibita. Altro
tema, la Fondazione di diritto privato prevista dalla
riforma Gelmini: «Noi siamo
favorevoli» dice Paolo Gandola, in lizza per il cda. Sulla didattica: «Bisogna
ridurre ancora i corsi di studio, ci sono troppi doppioni». E sulla data delle
elezioni: «E´ stato sbagliato spostarla per via dello sciopero della Cgil».
A destra, altra lista è quella di Azione Universitaria che ha puntato su due
argomenti in questa campagna elettorale: «Scrivi tu il programma, è una
iniziativa che ha avuto in una settimana 400 proposte da parte degli studenti -
dice Giovanni Gandolfo di Au - l´altra è una raccolta firme per mettere un
appello anche ad aprile in facoltà che vanno da Scienze politiche a
Giurisprudenza, Psicologia, Medicina». Slogan della campagna di Au: «Gli
studenti vogliono cambiare sul serio». (l.m.)
( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bologna L´incontro E il
rettore Calzolari va dalla Gelmini IL rettore Pier Ugo Calzolari sarà oggi a Roma all´incontro del
ministro Gelmini con la
Conferenza dei rettori. Si parlerà di nuovo sistema di governance per le
università - un riordino atteso da mesi - di meccanismi di concorso per la
selezione dei ricercatori e dei docenti. E forse anche di finanziamenti,
visto la preoccupazione dei rettori sui pesanti tagli al fondo di finanziamento
ordinario che sono dietro l´angolo, già nel 2010. Ieri Calzolari era a Padova
per un incontro con Aquis, il gruppo degli atenei virtuosi di cui fa parte
l´Alma Mater. «Abbiamo esaminato i progetti di governance e deciso una serie di
incontri, in particolare sulla collocazione internazionale del nostro sistema
universitario».
( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari Viaggio negli istituti privati della
città alle prese con un calo di iscrizioni e la necessità di aumentare le rette
E nelle paritarie senza bonus è profondo rosso L´ad Altomare del Margherita:
senza incentivi tutti gli oneri scaricati sulle famiglie Altrove, nell´Italia
del Nord, le scuole private parificate cattoliche stanno
conoscendo una nuova giovinezza. A dirlo sono i numeri diffusi dall´Agesc,
l´associazione che riunisce i genitori delle scuole d´impronta cattolica. Così in regioni come
Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si registra una grande fuga verso le
private con una cifra di 15-mila studenti che lasceranno le scuole statali.
Succede perché in quell´area del Paese, Regioni ed enti locali sopperiscono ai
tagli del governo erogando contributi che, di fatto, rendono meno pesante il
pagamento delle rette. Ma in Puglia, così come nel resto del Mezzogiorno,
accade esattamente il contrario. A Bari, per esempio, negli anni recenti hanno
chiuso i battenti istituti storici come il Santarosa o lo stesso Di Cagno Abbrescia.
E non se la passa bene, ancora nel capoluogo, la scuola
dei Fiori, laica ma tradizionalmente vicina all´Opus Dei, che ha prima chiuso
le iscrizioni per le medie inferiori e poi anche quelle per le elementari. «Non
c´era un adeguato numero di iscritti» riconosce Doriana Lisco, dalla scuola dei Fiori. «L´assenza di incentivi, del resto, non
aiuta ma, anzi, scarica sulle spalle dei genitori una serie di oneri» lamenta
Giuseppe Altomare, amministratore dell´Istituto Margherita che, a Bari dal
1898, è la più grande scuola privata cattolica rimasta in attività non solo nel capoluogo ma
nell´intera regione. Al Margherita, infatti, si va dalla scuola
d´infanzia al liceo. «Il contributo comunale e regionale per le materne -
spiega Altomare - si è ridotto ad un quarto rispetto alla convenzione scaduta
nel 2005. è accaduto per tutte le scuole paritarie. Così molti sono stati
costretti ad alzare le rette mentre, quanto a noi, siamo riusciti a limitare i
danni compensando le perdite all´interno dell´economia generale dell´istituto».
Ma i costi? «Al Margherita, la frequentazione della scuola
d´infanzia comporta per le famiglie un contributo mensile di 151 euro». Un
costo che si colloca in una fascia medio-bassa ma, continua Altomare, «aiutano
a quadrare i conti i fondi che arrivano dallo Stato. (a.d.g.)
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Insegnanti, tagli inevitabili Ora la scuola vuole
qualità» --> Parla Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura
della Camera «Serve meno rigidità, sarà garantita autonomia fino al 40% del
monteore» Martedì 24 Marzo 2009 GENERALI, pagina 5 e-mail print Avere buoni
studenti in tutti i tipi di scuola, ridurre gli 850 mila insegnanti per tenersi
i migliori e pagarli meglio, rinforzare le materie essenziali per tutti e
lasciare poi all'autonomia della scuola, portata al 40% del monteore, il compito
di disegnare le curvature a scelta. Benissimo l'accordo Regione
Lombardia-governo per il nuovo assetto della formazione professionale. È la
ricetta per la scuola di Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura
e istruzione della Camera, che ha parlato a Clusone intervenendo al convegno
organizzato dall'istituto Tarcisio Pacati sui cambiamenti della secondaria
superiore. Onorevole, la riforma delle superiori partirà solo nel 2010-2011. Ma
partirà davvero? «Il ministro Gelmini e Berlusconi sono stati prudenti, ma io avrei scelto di andare a
regime anche con le superiori fin dal prossimo anno scolastico. La crisi ha
ridisegnato gli obiettivi di Lisbona, che dovranno essere raggiunti da tutti
per il 2020, abbiamo quindi più tempo per recuperare terreno di fronte
all'Europa e all'Ocse su dispersione e qualità della scuola e dobbiamo usarlo
tutto». Il governo ha confermato il taglio di 37 mila posti in organico
di diritto e cinquemila in quello di fatto per il prossimo anno. Secondo i dati
forniti ai sindacati, sono 10 mila nella scuola elementare, nelle medie oltre
15.500, nella scuola secondaria oltre 11.350. «Abbiamo 850 mila insegnanti.
L'Ocse ci dice da anni che tratteniamo troppo tempo i ragazzi a scuola, che poi
sanno meno degli altri. Ancora l'Ocse ci dice che dobbiamo pagare di più gli
insegnanti. Ma le due cose sono insieme: la scuola rigida, uniforme, ma con 900
indirizzi per sistemare tutte le cattedre, non regge più. Noi italiani abbiamo
sempre finanziato la scuola pubblica, ma forse non abbiamo speso bene. Dobbiamo
recuperare la qualità sulla quantità: per i ragazzi perché siano competitivi e
per i docenti perché abbiano una carriera». Cioè meno ore di scuola e meno
materie? «Un percorso garantito dalla Repubblica e una flessibilità territoriale
legata alla sussidiarietà orizzontale, secondo la vocazione dei territori,
utilizzando fino al 40% del monteore in regime di autonomia. Un'istruzione più
efficace: alcune materie irrinunciabili, con standard da raggiungere per tutti
e altre a scelta. Non sarà meno istruzione, perché senza scuola non favoriremo
un altro miracolo economico. O magari sì, ma cinese o indiano, non italiano».
Intanto sono 42 mila posti in meno. «Abbiamo il terzo debito pubblico del
mondo, che supera il 100% del Pil. La spesa va riqualificata. Poi, spero,
riusciremo a riprenderci il 30, forse il 50% dei tagli da investire in
qualità». Che ne dice del cinque che blocca l'accesso agli esami di stato? «Sul
cinque, sentito il ministero, si può dire che il regolamento prenderà forma e
sostanza dall'anno prossimo. L'ordinanza del ministero prevederà quest'anno una
certa flessibilità. Ma importante è il segnale, la direzione, far capire agli
studenti che chi arriva alla vigilia dell'esame di stato deve avere la
sufficienza in tutte le materie, visto che la somma dei crediti e dei punti
all'orale di fatto azzerano il rischio costituito dalle prove scritte». Lei è
anche relatrice della proposta di legge sulla governance della scuola, che
comprende la valorizzazione dell'autonomia e il ruolo della famiglia, ma anche
l'introduzione delle fondazioni. «Arriveremo a una legge condivisa e dovremmo
poi trovare il governo pronto alla corsia preferenziale per la discussione in
aula e l'approvazione. La scuola non "diventerà" fondazione, ma potrà
"avere" una fondazione che la sostiene. Le fondazioni sono una
materia da definire, un indirizzo forte che la maggioranza dà al governo perché
le scuole possano avere una fondazione che le aiuti nell'innovazione didattica,
con il coinvolgimento di soggetti e finanziamenti privati. Il governo darà le
regole, noi pensiamo a reti di scuole superiori, con la parte didattica sempre
in capo alla scuola. Qua e là ci sono già fondazioni che funzionano accanto a
determinate scuole, peraltro senza incentivi fiscali. Queste sperimentazioni
vanno messe a sistema, magari prevedendo anche un sistema perequativo accanto
alla sussidiarietà orizzontale». Domani (oggi per chi legge, ndr) deciderete la
governance dell'università. Intanto le iscrizioni sono calate. «L'emergenza
educativa danneggia la competitività del Paese, è duro dirlo ma bisogna tornare
alla selezione, una selezione però che non favorisca i ricchi contro i poveri,
ma che faccia dell'istruzione la leva della mobilità sociale verso l'alto che
in Italia è a zero. Le iscrizioni all'università scendono perché le famiglie
non investono soldi in alta formazione se poi non ci sono prospettive
accettabili per i figli». La linea per il rilancio? «Alternanza scuola-lavoro,
rilancio dell'istruzione tecnica e delle facoltà scientifiche e tecnologiche,
previsione (nei fatti) del superamento del valore legale del titolo. Un nuovo
diritto allo studio fatto di collegi universitari, prestiti d'onore, borse di
studio». Susanna Pesenti 24/03/2009 nascosto-->
( da "Italia
Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag:
13 autore: di Alessandra Ricciardi Alla firma del ministro il decreto organici:
cancellate quasi 37 mila cattedre in un anno Il Sud nel mirino della Gelmini
A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale È il
provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il decreto sugli
organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e che è ora è
alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante organiche
di circa 37 mila cattedre, tra riforma della scuola, riorganizzazione
della rete scolastica e innalzamento del numero di alunni per classi. I
restanti 5 mila posti, necessari a raggiungere gli obiettivi di risparmio di
spesa previsti dalla manovra finanziaria estiva, saranno defalcati in un
secondo momento e in organico di fatto. La riduzione di organico è così
articolata: 9900 alle elementari, 15.500 alle medie e 11 mila alle superiori. A
pagare di più, in termini di assegnazioni di personale, saranno le scuole delle
regioni del Sud. Basti l'esempio della piccola Basilicata, dove su un organico
di poco più di 7 mila insegnanti ne spariranno 600, il 9%. A differenza di
quanto avvenuto in passato, la Gelmini è decisa a non
fare sconti. Da oltre un decennio, il Sud e le Isole perdono alunni iscritti
eppure, in proporzione, hanno perso meno cattedre di quanto sarebbe stato
logico. In senso opposto a quanto avvenuto al Nord, dove a fronte di un numero
crescente di iscritti e di richieste di maggiore tempo scuola il contingente
dei docenti non solo non è cresciuto, ma si è via via ridotto. Un controsenso
spiegato dalla necessità di dare maggiori tutele, anche occupazionali, al
Meridione che vive in un contesto sociale ed economico indubbiamente più
difficile. Ma ora non c'è più deroga che tenga e la Gelmini-costretta
a fare uso abbondante delle forbici- vuole rimettere i piatti della bilancia in
pareggio. Nel decreto di prossimo arrivo, infatti, nell'attribuire per esempio
la dotazione organica delle elementari per l'anno scolastico 2009/2010- su cui
sarà possibile fare le assunzioni a tempo indeterminato e le nomine dei
supplenti-il ministero ha tenuto conto in maniera piuttosto ferrea del numero
di studenti iscritti e delle richieste di tempo scuola avanzate dalle famiglie.
Le regioni con molto tempo pieno sono collocate in larga misura al Nord
(regioni come l'Emilia Romagna o il Piemonte) e non subiranno forti riduzioni
di organico. Le zone dove più consistente, per tradizione, è invece l'orario
normale sono al Sud e questa volta, con l'introduzione del maestro unico al
posto del modulo di tre insegnanti su due classi, perderanno più docenti. Ed è
vero che il Meridione invece ha più tempo prolungato alle medie, ma dal prossimo
anno sarà possibile concederlo solo in presenza di mensa e locali adeguati. Il
che servirà, ancora una volta, a tagliare di più nel Mezzogiorno. Tenendo conto
di tutti i gradi di scuola, questo il bollettino di guerra degli organici: le
perdite maggiori le avranno la Campania (-5645) e la Sicilia (-5020). La
Calabria dovrà rinunciare a circa 2500 cattedre, il Lazio a quasi 2800 posti.
L'Emilia Romagna ha contenuto il taglio a 1359 posti, peggio è andato al
Piemonte con 2175 cattedre in meno. La Basilicata ne perde 600, la Sardegna
1670. La Puglia 3600. Per la Lombardia la decurtazione sarà di 4 mila cattedre.
( da "Italia
Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag:
13 autore: Antimo Di Geronimo Note dal territorio Intanto le scuole rischiano
il pignoramento dei beni A corto di fondi per pagare supplenze e visite
fiscali. Il direttore dell'Emilia Romagna spiega... Il ministero
dell'istruzione non ha ancora trovato le risorse per coprire i debiti
accumulati dalle istituzioni scolastiche dal 2007, causa supplenze. E non ha
nemmeno i soldi per le visite fiscali. Nel frattempo le scuole devono
arrangiarsi con quel poco che hanno, anche se è cocnreto il rischio di
pignoramenti. E' quanto si evince da una nota emanata dall'ufficio scolastico
regionale per l'Emilia Romagna, che reca il resoconto di una conferenza di
servizio che si è tenuta il 12 marzo scorso (3280 del 13.03.2009). Durante
l'incontro il direttore generale dell'ufficio scolastico, Maria Teresa Testa,
ha riferito ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e
amministrativi delle scuole della regione, che il ministero dell'istruzione ha
chiesto un incontro interistituzionale al di castero della funzione pubblica,
per cercare di trovare almeno i soldi per pagare le visite fiscali. Tanto più
che la questione è stata fatta oggetto di un contenzioso giurisidizionale, che
ha già prodotto una sentenza del Consiglio di stato (n. 5690/08 del 14.11.2008,
si veda anche ItaliaOggi del 24.2.2009) con la quale è stata resa definitiva
una sentenza del Tar Toscana, che sancisce l'obbligo per le amministrazioni di
pagare le visite fiscali alle Asl (i provvedimenti sono reperibili sul sito:
http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&IDSezione=1775&ID=311617).
E per questo motivo, l'ufficio scolastico ha già posto un quesito
all'amministrazione centrale per ottenere direttive su come debba comportarsi.
Chiedendo anche 12mila euro solo per coprire le spese per le visite fiscali
degli impiegati degli uffici scolastici della regione. Resta il fatto, però,
che l'avvocatura generale dello stato, dopo la sentenza del Consiglio di stato,
ha spiegato all'amministrazione che le visite devono essere pagate dalle
scuole. E non c'è più niente da fare. In buona sostanza, dunque, l'articolo 71
del decreto legge 112/2008 è tuttora privo di copertura finanziaria. E se il
governo non provvederà a breve a trovare i soldi, il rischio è che le scuole
non abbiano più fondi per l'ordinaria amministrazione. Nel corso dell'incontro
il direttore generale ha anche ricordato alle scuole che dal 2008 il pagamento
della tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) è assolto direttamente dal
ministero. Resta da risolvere, però, la situazione debitoria delle scuole fino
al 2007. Pertanto «a fronte di atti di pignoramento» si legge nella nota
«occorre che il ministero venga subito informato affinché fermi la procedura».
Nulla di fatto, almeno per il momento, anche per i soldi anticipati dalle
scuole per pagare le supplenze dal
( da "Italia
Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag:
14 autore: di Franco Bastianini pensioni In un colpo vanno via in 50 mila Le
scuole di ogni ordine e grado si stanno gradualmente svuotando di personale
docente, amministrativo, tecnico e ausiliario in servizio con contratto a tempo
indeterminato, con esperienza decennale (non meno di 35 anni di servizio) e con
una età anagrafica compresa tra i 59 e i 65 anni. È quanto si desume
dall'analisi dei dati, ancorché provvisori, sul numero dei docenti di ogni
ordine e grado di scuola e del personale Ata che cesseranno dal servizio dal 1°
settembre 2009. I dati comunicati dal ministero della pubblica istruzione
indicano in oltre 32.000 i docenti e circa 8 mila gli Ata che hanno chiesto di
andare in pensione. Se a questi numeri si aggiungono quelli relativi al
personale che cesserà dal servizio per raggiunti limiti di età, per compiuto
40ennio di contribuzione utile a pensione, o per altre cause, il totale
potrebbe aggirarsi intorno alle 50 mila unità di cui 40 mila docenti e 10 mila
Ata, con un incremento, rispetto a quelli cessati dal servizio dal 1° settembre
2008, di oltre il 90%. Sono numeri che non sorprendono più di tanto, viste le
notizie che sono circolate e che continuano a circolare su imminenti modifiche
in pejus, delle norme vigenti in materia previdenziale, a partire dalla
pensione di vecchiaia delle donne.L'elevato numero delle cessazioni dal
servizio avrà, invece - stando a quanto dichiarato recentemente dal ministro Gelmini ? effetti moderatamente positivi per le migliaia di
personale precario che aspira all'incarico a tempo indeterminato o a quello di
durata annuale o fino al termine delle attività didattiche. I 40 mila docenti
che cesseranno dal servizio annullerebbero, secondo il ministro, i tagli dei
posti in organico di diritto e consentirebbe sia il preventivato numero di
immissioni in ruolo, tra 13 e 15 mila prof, di cui circa 7.000 insegnanti di
sostegno, e 10 mila Ata.
( da "Italia
Oggi" del 24-03-2009)
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ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag:
14 autore: di Antimo Di Geronimo Da giugno scrutini solo numerici. Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Docenti, si vota. Ma tutti insieme
Su profitto e condotta la valutazione non è più individuale Il
( da "Italia
Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag:
15 autore: Pagina a cura di Carlo Forte L'indicazione
giunta dalla Gelmini ai
direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Classi super per il
nuovo anno Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di 15 alunni
Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le classi per
costituire ogni cattedra. Sono queste le novità più importanti contenute
nella bozza di circolare sugli organici predisposta dal ministero dell'istruzione.
Il provvedimento riassume tutte le disposizioni che andranno a regime dal
prossimo anno scolastico e reca anche la bozza di decreto sui nuovi orari della
scuola media e le nuove classi di concorso. Le nuove misure determineranno un
taglio di 42.100 posti di lavoro già dal prossimo anno, ma sarà suddiviso in
una prima tranche di 37mila cattedre, che saranno cancellate già in organico di
diritto, e da una successiva riduzione di 5.100 cattedre in organico di fatto.
E' prevista anche una stretta sul sostegno, dove non sarà possibile autorizzare
posti in deroga. In ogni caso il numero complessivo non potrà superare il 25%
del numero delle classi previste nell'organico di diritto del 2006/2007. Ed
entro il 2010/2011 dovrà attestarsi nell'ordine di 63.347 posti.Aumentano gli
alunni... L'amministrazione centrale ha spiegato ai direttori regionali che per
costituire le classi bisognerà fare riferimento al regolamento di attuazione
dell'articolo 64 del decreto legge 112/2008 (convertito con la legge 133/2008).
Il dispositivo prevede un aumento generalizzato degli alunni per classe, agendo
sia sui minimi che sui massimi. Nella scuola dell'infanzia per costituire una
classe ci vorranno almeno 18 alunni e si potrà arrivare fino a 29. Nella scuola
elementare il minimo sarà di 15 e il massimo di 27. Mentre nella scuola media,
il minimo per costituire una classe sarà di 18 alunni e il massimo di 30.
Infine nelle scuole superiori il limite minimo sarà di 27 alunni e il massimo
di
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi Scuola col fiato sospeso. C'è
ancora da attendere per capire in che misura i tagli imposti dal ministero
della Pubblica istruzione si ripercuoteranno prima sul territorio regionale e
poi, a cascata, sulla provincia di Rieti. La trattativa ieri era ferma negli
uffici di viale Trastevere, in sede di conferenza Stato-Regioni, anche se non è
escluso che alla fine si stringano i tempi e già oggi arrivino i primi dati
ufficiali. Quel che andrà ad incidere sul risultato finale è l'esito
dell'oscillazione dei tagli previsti nel Lazio per quanto riguarda l'organico
dei docenti - tra 3.500 e 3.100 - mentre sembra assodata la riduzione di 1.500
unità di personale Ata. A quel punto, si calcolerà la quota da ripartire in
ogni provincia e, tenendo conto che su Rieti dovrebbe incidere circa un tre per
cento, ecco che si arriva a 450 posti in meno nell'arco di tre anni. Un salasso
per il territorio reatino che già è costretto a far i conti con la chiusura
delle fabbriche e un esercito di cassaintegrati che faticano ad arrivare alla
fine del mese. I giorni che verranno saranno utili anche per capire quanta
forza ha avuto la protesta che si è levata da ogni angolo della provincia. Si
sono mobilitati un po' tutti i sindaci dei 39 comuni che rischiano di perdere
nel complesso 83 plessi scolastici con delibere e prese di
posizione ufficiali nei confronti del regolamento Gelmini. A capire la gravità della situazione anche molti genitori.
Oltre alla costituzione del comitato di Roccasinibalda, va registrata la
preferenza accordata da gran parte delle famiglie a tempo pieno e tempo
prolungato. Una "mossa" che i sindacati avevano chiesto per mettere
all'angolo il ministro e capire se, dietro alle dichiarazioni, c'erano
fatti e azioni concrete. Ad oggi, non è dato saperlo. Infine, nella
mobilitazione pressoché generale del territorio, pesa il silenzio di chi è
chiamato a rappresentare questo territorio sui banchi parlamentari. Eppure la
scuola è bene di tutti. I.S.
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la mia
lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio
condividere con un adulto che parla ai giovani. Saprà anche lei che proprio in
questi giorni si parla tanto del voto in condotta che
torna a fare media, del cinque che porta alla bocciatura. Mio figlio fa la
seconda superiore in un istituto tecnico. E non sono soddisfatta di come
l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante
le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano
pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto che
mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto
in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli
insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente modello ma nemmeno un
asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di protestare. Che ne pensa?
Rebecca." Gentile Rebecca, tutto nella società, nel modo in cui viviamo,
lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E questo si ottiene grazie
all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi stessi. Quando siamo
certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando abbiamo la coscienza
pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto per gli altri e per il
loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo criticare. E anche in
quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre
inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non significa però
nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Occorre insegnare, col
nostro esempio diretto, che ad ogni azione o omissione corrisponde sempre una
conseguenza da tener presente. E soprattutto da affrontare con onestà. Credo
che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà
e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi È
durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale
accusatore di don Pierino Gelmini, interrogato dai difensori del sacerdote nel corso
dell'incidente probatorio davanti al gup di Terni
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi È durato oltre tre ore il
controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pierino Gelmini, interrogato dai difensori del sacerdote nel corso
dell'incidente probatorio davanti al gup di Terni disposto in relazione
all'udienza preliminare nella quale il religioso è accusato di violenza
sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti della Comunità Incontro.
Iacobbe ha risposto alle domande degli avvocati Filippo Dinacci, Lanfranco
Frezza e Manlio Morcella ribadendo le accuse a don Gelmini.
Quest'ultimo ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato. Una
deposizione «piena di contraddizioni, che è implosa» ha detto Morcella
riferendosi a Iacobbe. Stando al racconto dell'ex ospite della Comunità, il
sacerdote lo avrebbe molestato nel corso della sua permanenza a Molino Silla,
tra il 1999 e il 2000, promettendogli di non farlo tornare in carcere. Iacobbe
ha poi sostenuto di essere stato oggetto di minacce dopo la sua denuncia, in
particolare da Giampaolo Nicolasi, uno dei collaboratori del fondatore della
Comunità Incontro, accusato di favoreggiamento (anche lui ha però sempre
respinto ogni addebito). Inoltre, don Gelmini - ha riferito Iacobbe - gli
avrebbe promesso dei soldi in cambio della sua ritrattazione. In aula questa
mattina è stato ascoltato anche Pasquale Di Leonardo, ospite della Comunità nel
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la
leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo
sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui
giornali. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce da
una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto
che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio.
Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che
porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto
tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro.
Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio
lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano
bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi, quando alle
pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso
voto in condotta, sono
andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è
uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita
di protestare. Che ne pensa? Rebecca". Gentile Rebecca, tutto nella
società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere
migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti.
A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro
meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando
abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e
solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo
costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il
senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze
accusando gli altri. Occorre insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni
azione o omissione corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E
soprattutto da affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a
fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di
conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 24-03-2009)
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Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la
leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo
sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui
giornali. E anche da mio figlio che ha letto qualcosa di suo, non so bene però
quale libro. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce
da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un
adulto che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio.
Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che
porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto
tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro.
Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio
lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano
nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando
alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un
basso voto in condotta,
sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio,
non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono
sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca". Gentile Rebecca, tutto
nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere
migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti.
A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro
meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando
abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e
solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo,
non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico,
sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri.
Credo che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con
umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia
mai, no?
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 24-03-2009)
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Più studenti in provincia che in città --> Martedì 24
Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 24 e-mail print CLUSONESi è parlato dei
cambiamenti del mondo della scuola, ieri, durante il convegno «La scuola cambia
- La secondaria superiore nel processo di riforma», organizzato dall'istituto
statale «Tarcisio Pacati» con il patrocinio del Comune di Clusone. Diversi gli
interventi dei relatori che si sono trovati davanti un pubblico numeroso,
soprattutto di insegnanti e persone legate al mondo dell'istruzione. Il
decentramento dell'offerta nelle diverse zone della nostra provincia è
risultato l'arma vincente della scuola bergamasca, per contrastare l'abbandono
scolastico e incrementare una concertazione scuola-territorio. Da subito
Antonio Savoldelli, dirigente scolastico dell'istituto «Pacati», ha precisato
che il convegno è stato organizzato proprio a dieci anni dall'autonomia
scolastica per riconoscere l'importanza che questo sistema ha tutt'oggi e per
sottolineare la rilevanza che hanno dunque gli enti locali e il territorio. Lo
stesso Luigi Roffia, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, ha
sottolineato l'importanza dell'autonomia data agli enti territoriali che
possono così indirizzare e valorizzare i percorsi scolastici in base alle
esigenze locali. Roffia ha poi riportato dei dati statistici in riferimento
alla situazione della scuola bergamasca del settembre 2008, che confortano e
invitano a continuare su questa strada. «Gli studenti bergamaschi della scuola
secondaria superiore - ha spiegato Roffia - sono ben 40.000 ben distribuiti tra
istituti tecnici (14.000), istituti professionali (9.000) e licei (più di
16.000). Ma la cosa più interessante è che nel 2008 gli studenti delle scuole
della provincia hanno superato quelli della città, a testimonianza del fatto
che le scuole distribuite sul territorio funzionano bene, ma soprattutto che,
con l'attenzione per il grande fenomeno della dispersione scolastica, si
riescono a tenere a scuola più ragazzi degli anni precedenti». Un grande
successo dunque per la scuola di Bergamo, che funziona e molto bene. Ha
riflettuto poi sull'autonomia anche Remo Morzenti Pellegrini, docente di
Diritto pubblico all'Università degli Studi di Bergamo, sottolineando la
necessità di avere più dialogo tra le istituzioni scolastiche e il territorio
per garantire la riuscita del sistema delle autonomie fino in fondo. Ha poi
portato la sua relazione l'onorevole Valentina Aprea, presidente della
commissione Cultura e Istruzione della Camera, che ha
parlato sia della riforma scolastica Gelmini, sia della situazione scolastica attuale. L'onorevole ha infatti
da subito precisato la necessità di cambiamento in questo 2009, dicendo che «la
scuola di questo nuovo secolo ha bisogno di eliminare definitivamente degli
schemi mentali che hanno 40 anni, derivati dal Sessantotto, e di adeguarsi al
mercato, alla società e ai ragazzi stessi, privilegiando la meritocrazia
e la qualità». Aprea è poi entrata nel merito delle scuole professionali che,
con la riforma, vedranno una diversificazione dei corsi che saranno triennali,
quadriennali e quinquennali e con un'offerta qualitativa più forte. Diverse poi
le domande del pubblico, preoccupato soprattutto per i tagli sull'occupazione.
Hanno concluso il pomeriggio Claudio Cecchinelli, del settore Istruzione e
Formazione della Provincia, che ha fatto riferimento all'offerta formativa
bergamasca e Anna Maria Persico, presidente dell'Asaberg (Associazione scuole
autonome bergamasche), che ha parlato delle scuole autonome. Gessica Costanzo
24/03/2009 nascosto-->
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 24-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Pesaro))
(Messaggero, Il (Civitavecchia)) (Messaggero, Il (Latina))
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la
leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo
sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui
giornali. E anche da mio figlio che ha letto qualcosa di suo, non so bene però
quale libro. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce
da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un
adulto che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un
consiglio. Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che
porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto
tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro.
Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio
lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano
nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando
alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un
basso voto in condotta,
sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio,
non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono
sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca." Gentile Rebecca, tutto
nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere
migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti.
A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro
meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando
abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e
solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo
costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il
senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze
accusando gli altri. Occorre insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni
azione o omissione corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E
soprattutto da affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a
fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di
conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data:
2009-03-24 - pag: 12 autore: Medicina, non punire i migliori di Andrea Ichino *
e Ignazio Marino ** N el prossimo mese di settembre i giovani italiani che
vorranno iscriversi alla facoltà di Medicina e chirurgia dovranno sostenere il
test d'ammissione in uno degli atenei del Paese che offrono questa possibilità.
Tutti risponderanno alle stesse domande nello stesso giorno, seppure in sedi
diverse, ma non verrà predisposta un'unica classifica nazionale dei candidati
in base alle loro risposte. Le classifiche saranno separate per ateneo e il
numero di risposte esatte necessarie per l'ammissione sarà determinato dal
rapporto tra candidati e posti disponibili in ciascuna sede. In questo modo
accadrà che studenti esclusi per poco dalla facoltà in cui hanno sostenuto
l'esame, rispondano con un numero di risposte esatte che sarebbe sufficiente
per entrare in un'altra sede. Ma a quel punto nessun'altra facoltà potrà
ammetterli e dovranno attendere un anno per riprovare, mentre studenti anche
meno preparati di loro potranno iniziare subito. In altre parole, questo
sistema determina quasi certamente l'esclusione di studenti che invece
meriterebbero di entrare. Di per sé, un meccanismo esclusivamente basato su
domande a risposta multipla è economico e funzionale, ma non è il migliore per
selezionare studenti in nessuna disciplina ed è ancora più problematico in un
contesto, quello medico, dove oltre alla conoscenza conta anche la solidarietà,
la disponibilità e una personalità incline al rapporto con gli altri. è per
questo che in altre nazioni il colloquio con i candidati è considerato
imprescindibile nel processo di selezione. E può servire anche agli studenti
stessi per scegliere meglio dove iscriversi. In Italia, si è escluso il
colloquio perché si teme di più la sua discrezionalità che la sua efficacia.
Insomma, non ci si fida. Ma indipendentemente dall'opportunità e dalla
possibilità di aggiungere un colloquio, il test continuerà a essere una
componente essenziale del processo di selezione. Cerchiamo allora di renderlo
più utile e informativo con pochi cambiamenti facilmente realizzabili e senza
costi significativi. Se la classifica dei candidati fosse unica a livello
nazionale, indipendentemente dalla sede in cui il test è stato sostenuto,
diventerebbe possibile definire un'unica lista degli studenti idonei per
l'ammissione,costituita da tutti i migliori, a partire dal primo classificato
fino a completare i posti disponibili nel complesso degli atenei. A quel punto,
gli studenti potrebbero scegliere la facoltà preferita con un diritto di
priorità determinato dalla posizione in classifica: al migliore la prima scelta
e così via fino all'ultimo ammesso. In questo modo, a parità di altre
caratteristiche, le facoltà migliori attirerebbero gli studenti migliori,
compatibilmente con i posti disponibili, e tutti i candidati che meritano
l'ammissione avrebbero un posto. I vantaggi sono evidenti per gli studenti, che
verrebbero scelti con uniformità ed equità maggiori, e per gli atenei, che
potrebbero mettere in evidenza le proprie qualità attraendo anno dopo anno gli
studenti più capaci. In realtà si fa fatica a capire perché un sistema come
questo, che tra l'altro è la norma in molti altri Paesi, non sia già stato da
tempo adottato in Italia. Il nostro dubbio è che qualcuno abbia paura di
mettere in luce le differenze di qualità tra i diversi atenei, differenze che
il meccanismo da noi proposto inevitabilmente evidenzierebbe. Ma perché questa
paura? Pensiamo veramente che il valore legale della laurea in Medicina possa
garantire un'istruzione medica identica per tutti e quindi produrre medici
tutti ugualmente bravi quasi fossero robot programmabili? Lo Stato deve
giustamente garantire un livello minimo di qualità degli atenei e degli
studenti che ad essi accedono per iniziare una carriera così importante per i
cittadini. Ma, al di sopra della soglia minima, non si capisce perché debba
costituire un problema l'inevitabile esistenza di differenze di qualità tra le
università che preparano i futuri medici. Anche perché proprio l'emergere di
queste differenze stimolerebbe le diverse facoltà a competere per migliorarsi.
Già adesso, in realtà, circolano informazioni su quali siano le facoltà di
Medicina e chirurgia migliori, ma ogni candidato si trova di fronte a
un'assurda lotteria: puntare a una facoltà prestigiosa, che tipicamente offre
meno posti ed è più richiesta ma nella quale il rischio di non essere ammesso è
maggiore, oppure tentare il test dove le chance sono più favorevoli ma la
qualità degli studi sarà probabilmente inferiore? Non riusciamo a trovare
motivi validi per mantenere in vita questo sistema. Ministro
Gelmini, la piccola riforma
che proponiamo è semplice, utile e non ci sembra abbia controindicazioni.
Perché non metterla rapidamente in atto? * Università di Bologna,
andrea.ichino@unibo.it ** Jefferson medical college, Philadelphia; presidente
Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Ssn ignazio.marino@senato.it
UNA RIFORMA DI QUALITà Avviare una competizione tra le facoltà per favorire la
circolazione dei talenti e valorizzare le istituzioni dove l'efficienza è
maggiore
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 24-03-2009 PATTO PER LA SCUOLA L'ASSESSORE
LAVAGETTO IN COMMISSIONE Meno abbandono scolastico con iniziative alle scuole
medie Amadei (Pd): «Minori affidati ai servizi: il numero è raddoppiato» Luca
Molinari II Scuola e problemi sociali. Partendo dai contenuti ed obbiettivi del
«Patto per la scuola» (l'accordo tra istituzioni per affrontare vari temi del
mondo scolastico), Giampaolo Lavagetto, assessore comunale alle Politiche per
l'infanzia e per la scuola, ha illustrato ieri, in commissio- ne Servizi
sociali, gli interventi del Comune in questo campo. Danilo Amadei, Pd, ha
elencato una serie di dati legati a minori e famiglia, per poi porre l'accento su alcuni elementi di criticità legati soprattutto alla
riforma Gelmini. «In questi
anni - ha affermato lo stesso Amadei - è raddoppiato il numero delle famiglie
in carico ai Servizi sociali e aumentato di due volte e mezzo quello dei
minori. E' importante capire in che modo si stanno affrontando questi problemi
nel mondo scolastico». Dopo una prima illustrazione del lavoro svolto
sulle scuole dal Comune, sono stati elencati dai consiglieri della minoranza
altri elementi critici come l'eliminazione delle compresenze nelle scuole
primarie e l'abbandono scolastico nel passaggio dalle medie alle superiori. «Il
92% delle persone seguite dal Sert - ha rimarcato Amadei - ha abbandonato gli
studi prima dei 16 anni. E anche se non si tratta di una conseguenza diretta, è
innegabile che lasciare la scuola rappresenti un fattore di rischio
importante». Sulla riforma Gel-d- 'Arco mini, Lavagetto ha affermato che «ogni
modifica nazionale va vista con la dovuta cautela. La riforma tenta di dare
un'offerta in base all'effettiva domanda. Personalmente sono obbiettivamente
preoccupato, ma credo in chi ha detto che non ci lascerà soli». Come
intervenire? «Mettere soltanto soldi è utopistico - ha aggiunto - bisogna
invece coinvolgere altri attori e cercare di capire quali sono i veri bisogni
della scuola. E con il patto partiamo da una posizione di vantaggio».
Sull'abbandono scolastico invece il Comune sta già lavorando con laboratori di
orientamento con tutte le 2° medie e altre attività specifiche. Fumata nera
infine per il cambio del presidente della commissione, a causa della mancanza
di alcuni consiglieri Giuseppe Pantano non ha preso il posto di Gianfranco
Zannoni, ora capogruppo di maggioranza.
( da "Messaggero,
Il" del 24-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ostia)) (Messaggero,
Il (Metropolitana))
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "SALVE, Federico, la
leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo
sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui giornali.
E anche da mio figlio che ha letto qualcosa di suo, non so bene però quale
libro. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce da una
grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto che
parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio. Saprà
anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto
in condotta che torna a fare media, del cinque che porta alla
bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto tecnico. E non
sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano
gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche
che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene
gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle
di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a
parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente
modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di
protestare. Che ne pensa? Rebecca." Gentile Rebecca, tutto nella società,
nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E
questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi
stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando
abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto
per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo
criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente
polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non
significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Occorre
insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni azione o omissione
corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E soprattutto da
affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a fare davvero il
suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A
far bene non si sbaglia mai, no?
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO pag. 4 «Formami e non formattarmi», è il titolo
dato all'incontro di riflessione e diba... «Formami e non formattarmi», è il
titolo dato all'incontro di riflessione e dibattito sulle prospettive della
scuola e l'università dopo il decreto Gelmini in programm nella sala della
Gran Guardia stasera alle 21. Interverranno: Diego Crivellari, vice
coordinatore provinciale Pd; Massimo Bettin, responsabile delle politiche
giovanili veneto Cgil; Valeria Cittadin, segretaria provinciale Cisl Scuola,
Filippo Silvestri, segretario regionale Giovani Democratici. Oltre
all'importanza del tema, questa può considerarsi la prima iniziativa pubblica
organizzata dai giovani, con il supporto di tutto il partito. Nei giorni scorsi
è stato analizzato attentamente il decreto in questione, sentiti i disagi di
molti insegnanti e personale Ata e condiviso le preoccupazioni di molti
studenti di diversi istituti. «Da questi dati dice una nota del Pd abbiamo
steso un documento nel quale, assieme alla valutazione del Decreto, abbiamo
inserito le esigenze del mondo scolastico e le nostre proposte in merito. La
disponibilità dei relatori ci consente di instaurare un discorso completo che
sazia le domande e gli interrogativi di tutto l'ambiente scolastico: sindacato
(Cittadin), giovani e politica (Silvestri), mondo universitario (Crivellari e
successivamente anche il Prof. Tovo) e il sindacato studentesco (Bettin)».
( da "Unita,
L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Conquistare New York a 19 anni: l'avventura jazz di Enrico
Zanisi NATALIA LOMBARDO In un movimento circolare, la testa e il busto s'immergono
nella tastiera, sussurrano ordini alle note. Segnali invisibili, ma sonori.
Riempiono lo spazio. Lanciano l'amo nel fondo di un'aria di Schumann per poi
guizzare fuori come delfini in una felice frammentazione jazz. È allora che
Enrico Zanisi riemerge, alza la testa dal pianoforte, respira l'ossigeno della
sua musica. Tocchi limpidi che ricordano Bill Evans, generati da un ragazzo di
19 anni, già noto fra i jazzisti romani e non solo. Grandi occhi grigio
azzurri, capelli ricci e lineamenti da giovinetto dell'Antica Roma, uno stupore
dolce che gli è costato il soprannome di Frodo, l'hobbit ingenuo. Enrico corre
per superare il traguardo della maturità e poi aprirsi le strade verso
l'America, alla Manhattan School of Music di New York, «perché il jazz è là»,
dice, «e in Italia le opportunità per i giovani sono molto poche». Bambino e
adulto insieme, trattenuto al guinzaglio nel liceo Archimede dove si bagna
nell'Onda anti-Gelmini, ma è più
forte quella del jazz, col suo gruppo, Zut4. Sostenuto dal padre Alberto,
insegnante di flauto e da mamma Cinzia, di pianoforte. Lo strumento era lì, a
casa, Enrico a sei anni lo ha provato a suonare, per curiosità. Nato nel 1990,
poco fa, è cresciuto nelle acque della musica classica fino al diploma al
Conservatorio de L'Aquila l'anno scorso, a pieni voti; negli anni ha
vinto primi premi a vari concorsi, anche da jazzista. La «classica» non l'ha
mai abbandonata, dalla passione per Bach alla dodecafonia di Schönberg, o a
Glenn Gould. «A sette anni già componevo, magari cose stupide, con un approccio
improvvisativo» racconta come fosse normale. «La classica è fondamentale»,
ammette, «è più profonda, ma il jazz è un'intenzione con la quale ognuno
esprime se stesso. Anche quella di Bach era musica improvvisata, quelle di Liszt
o Scarlatti erano improvvisazioni, poi trascritte in partiture». Così ha
inserito un brano di Schumann nel disco appena registrato col batterista Ettore
Fioravanti e il contrabbassista Pietro Ciancaglini (nei concerti suonano i
pezzi di Zanisi ), edito con la Nuccia, giovane etichetta romana. DAI RADIOHEAD
A HANCOCK Il jazz è di colore «rosso», per Enrico, «dà spazio a tutto». A 11
anni si ritrova al Festival dei Due mondi di Spoleto, poi tenta il primo passo
nel jazz al Ciak di Roma; alle medie impazza «con gli amici in una saletta di
quartiere a suonare pop e progressive metal» racconta Enrico, che ama anche i
Radiohead e i Pink Floyd. Poi, la svolta, a 15 anni al Siena Jazz con
l'insegnamento di Marco Di Gennaro. Un suo mito è «Brad Mehldau, l'ho sentito
ma non ho avuto il coraggio di stringergli la mano». Però l'ha stretta ad
Herbie Hancock. Certo «se dei musicisti improvvisassero musica classica sarebbe
bellissimo. O come fa Bollani, inserendo citazioni. Quest'estate a Perugia
stavo provando il Mephisto walzer di Liszt, lui arrivò con un brandy a
mezzogiorno e mi disse: t'ho beccato, mo' me lo rifai da capo... Che emozione,
lo risuonai». Zanisi pensa a New York. All'America che «ti dà opportunità,
certo se sei povero non ti trattano bene. Conta il merito, ti devi mettere
sotto. Sono eccitato ma anche spaventato». www.myspace.com/enricozanisi È nato
nel 1990, ama i Radiohead e i Pink Floyd... ed è una delle promesse del jazz
italiano. Si chiama Enrico Zanisi, suona il pianoforte ed è stato notato da Herbie
Hancock. Che gli ha aperto le porte dell'America...
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag. 12 Universitari alle elezioni dopo la
stagione dell'Onda «Vincerà l'astensionismo» di LUCA SALVI MILANO IL TEMPO
DELLE elezioni si avvicina. Tra poco, a coinvolgere molti giovani sarà il voto
nelle università. Alla Statale, alla Bocconi e alla Cattolica si stanno per
scegliere i rappresentanti degli studenti. In quello che è stato l'anno più
caldo, a livello di contestazione, dell'ultimo decennio, la lotta si
preannuncerebbe serrata. Senonché la disaffezione politica, tipica sia dei
giovani, sia di chi va a votare per degli organismi che possono interessare
solo durante la breve carriera universitaria, sembra essere aumentata nello
scorso biennio. LE ULTIME ELEZIONI negli atenei di via Festa del Perdono, via
Sarfatti e largo Gemelli si sono tenute nel 2007. All'incirca quando cadeva il
secondo governo Prodi. Da allora l'interesse per la politica, in generale e per
gli istituti, sembra essere diminuito. Anche se la protesta dell'Onda potrebbe
avere ridestato l'attenzione. A votare sono chiamati tutti gli studenti
regolarmente iscritti, in corso e fuori corso, del vecchio o del nuovo
ordinamento. Per venire eletti, bisogna essere inseriti in una lista. Alla
Statale ogni lista è stata presentata entro il 20 marzo. Da allora è scattata
una raccolta di firme in appoggio alle liste. Le elezioni sono previste per il
13 maggio alla Cattolica, il 13 e 14 maggio alla Statale, il 23 maggio alla
Bocconi. Alla Statale saranno eletti, tra gli altri, i rappresentanti del
Senato Accademico, del Consiglio di Amministrazione, dei Consigli di Facoltà.
Alla Cattolica si sceglieranno gli studenti da inserire nei Consigli dei Corsi
di laurea e delle Scuole di specializzazione e nel Comitato per lo sport
universitario. Simili le cariche che verranno stabilite alla Bocconi.
Generalmente gli studenti eletti in precedenza non si ricandidano. Essendo
passati due anni, la vicinanza o il conseguimento della tesi di laurea non
consentirebbero un altro biennio di carica. I gruppi universitari inizieranno a
breve la campagna elettorale. Il tam tam di messaggi, manifesti, adesivi,
volantinaggi esploderà dopo Pasqua. Anche se qualcosa di è già mosso:
conferenze, primi cartelli alle fermate dei tram. Ma il mezzo più importante è
ormai Internet. Alla Bocconi ogni gruppo ha il suo profilo Facebook: è il
social network più in voga del momento a farla da padrone, più di mailing list
o siti: inviti a conferenze, richieste di amicizia, slogan e argomenti di
discussione. L'intutitività e la rapidità di Facebook lo rendono lo strumento
più accattivante per raggiungere il proprio elettorato. PER CAPIRE LA tendenza
dei giochi in corso è ancora presto. Alle ultime elezioni alla Bocconi vinse il
gruppo di centrodestra. Sui 114 studenti che dovevavno essere eletti, circa la
metà (71) andò alla lista B Lab-Alleanza Liberale, alleata con la Lista
Obiettivo Studenti, filociellina. Invece il gruppo di centrosinistra
(Altralista) raccolse 41 rappresentanti. I votanti però erano stati appena poco
piu del 26%: solo 3.354 studenti su 12.692 aveva partecipato alle urne. E la
tendenza potrebbe peggiorare. «Le prossime votazioni spiega Giampaolo Lecce, 23
anni, prossimo alla laurea e rappresentante uscente nel Consiglio di
Amministrazione bocconiano saranno divise in due fasi. Si eleggeranno 27
rappresentanti in maggio e una quarantina in autunno. Meno eletti di due anni
fa. Anche per questo diminuiranno gli studenti che andranno a votare». I temi fondamentali alla Bocconi non sono quelli della riforma Gelmini. «Anzi, qui abbiamo prodotto un
documento condiviso aggiunge Lecce nel quale chiediamo una riforma più
meritocratica e condanniamo le forme violente di protesta. Gli argomenti che
interessano sono gli alloggi e le borse di studio. In questa direzione, la
Bocconi sta agendo. Abbiamo introdotto le borse di studio anche per i
triennalisti».
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag. 9 di SARAH BUONO A DIECI MESI dal
lancio della propria candidatura per il mandat... di SARAH BUONO A DIECI MESI
dal lancio della propria candidatura per il mandato rettorale 2009-2013 il
professore Ivano Dionigi anticipa, inframmezzandoli con ampie citazioni in
latino, i punti base del suo programma. Accusato dagli amici di usare un
linguaggio aulico e «privo di spot», il professore ordinario di Letteratura
latina, si dimostrerà invece chiaro e preciso. In primis il riesame e il
riordino del bilancio. Spiega Dionigi: «Le spese di consulenze esterne,
previste nel bilancio 2009, sono pari a 2,5 milioni euro mentre quelle per la
Direzione amministrativa e gli stipendi della dirigenza ammontano a 2,7
milioni. È necessario un monitoraggio attento, così come una riallocazione dei
fondi destinati a eredità, borse, premi e lasciti per un totale di quasi 18
milioni di euro. Non tutti sono stati impiegati adeguatamente, recuperarne il 20%
non sarebbe poco, bisogna rimettere in ordine». PULIZIE di primavera anche in
Rettorato, ma non solo. «Le fondazioni e le istituzioni col marchio Unibo
dovrebbero agire in maggiore sincronia e reciprocità con l'Ateneo stesso». Nel
caso sia necessario, ecco l'exemplum: «Per la Fondazione Alma Mater dovrebbe
essere ripristinata la natura originaria di fund raising, diventando il braccio
economico, gestionale e esecutivo dell'Università». Si arriva al punto focale:
«La vera priorità è la programmazione dei ruoli. Entro il 2015 ne perderemo
circa 900, pari quasi al 30% del corpo docente, tra cessazioni previste e
prevedibili. Il turnover, 50% secondo la Gelmini, impone delle regole: preparare la docenza nei vari settori per
non far morire l'idea di Università, motivare i colleghi giovani e ridefinire
gli obiettivi tagliando tutto ciò che è stato ipertrofico». POI l'aspirante
Rettore procede: «Una percentuale delle quote del turn over va riassegnata alle
strutture di provenienza ma la maggior parte va ridistribuita in merito alla
qualità scientifica e della didattica. Ci impongono di essere virtuosi». Ultimo
punto, l'edilizia. «Dipartimenti e Facoltà dell'Area scientifica e tecnologica
non hanno uno spillo a norma, vanno ripensati gli obiettivi e le priorità anche
in conseguenza dei cambiamenti avvenuti». Traduzione: viste le cessazioni
previste calerà anche il numero degli studi da costruire. Continua: «Bisogna
ripartire dai mutui, i cui costi sono inferiori agli affitti. Quasi 2 milioni
di euro di affittanza annua per Ingegneria e Architettura di Cesena sono
tanti». La conclusione è severa: «Qualcosa si è rotto: le prospettive per i
giovani e il rapporto tra docenza e amministrazione. In questi nove anni
dall'elezione di Calzolari il mondo è cambiato».
( da "Unita,
L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Stop ai tagli ad orologeria per gli Atenei» I democratici
per una nuova governance L'Università è fondamentale per la crescita e il
motore del sistema Italia, «è un vero ascensore sociale», ribadisce il Partito
democratico. E invece il duo-Tremonti-Gelmini intende fare tutt'altro: i tagli
imposti in Finanziaria «hanno innescato una bomba ad orologeria» pronta ad
esplodere nel 2010, come sostiene anche Enrico Decleva, il presidente della
Conferenza dei rettori delle università italiane. Una miccia, quindi, che
bisogna disinnescare. Subito. «Perchè mancano 283 gioni dalla
distruzione dei nostri Atenei - hanno precisato il segretario del Pd, Dario
Franceschini e il resposnabile Educazione Giuseppe Fioroni». Di conseguenza - è
il messaggio alla Gelmini - «nessuna trattavia sulle
riforme potrà iniziare» prima che il Governo non provvederà ad annullare i
pesantissimi tagli sul Fondo di finanziamento oridinario degli Atenei». E
rilanciano un piano «4 r: «responsabilità, rigore, razionalità e risorse»:
10mila borse di studio annuali da 10mila euro ciascuno per i neo diplomati
meritevoli e non abbienti, incentivazione dei giovani ricercatori, governance,
reclutamento e carriera docenti. Proposte che arrivano alla vigilia del
seminario del ministero di viale Trastevere sul riordino del sistema universitario.
E sul quale la Gelmini conta nel dialogo con
l'opposizione. Così in serata, il ministro ha replicato senza mai nominare il
Pd: «Le risorse ci saranno ma solo in cambio di riforme». La controreplica di
Fioroni: «Ne prendiamo atto, chiarezza in tempi rapidi».
( da "marketpress.info"
del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009 DISTRETTO INDUSTRIALE MARCHIGIANO
PER NUOVE TECNOLOGIE DELL´ABITARE - IL PRESIDENTE SPACCA
SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE DELL´AVVIO DEL PROGETTO. Ancona, 24
marzo 2009 - Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo
sviluppo di nuove tecnologie dell´abitare. E´ sull´ipotesi del suo avvio che e`
centrata la lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca,
ha inviato nei giorni scorsi al ministro per l´Universita` e la Ricerca,
Mariastella Gelmini. Il presidente Spacca ha chiesto
al ministro di fissare un incontro tecnico con il team di progetto della
Regione per approfondirne tutti gli aspetti e favorirne una rapida integrazione
con gli altri interventi previsti dalla programmazione dei fondi in tema di
ricerca e sviluppo. ´La Regione ´ spiega Spacca ´ e` fortemente interessata a
perseguire l´obiettivo di realizzare un distretto tecnologico sul territorio
marchigiano. Gia` nel 2007 e` stato approvato lo studio di fattibilita` del
distretto per l´innovazione e la sicurezza nell´abitare. Ferme restando le
linee guida e di governance a suo tempo individuate, risulta necessario
approfondire quei presupposti di fattibilita`, finalizzando maggiormente gli
interventi sul tema specifico della domotica, in chiave di possibile evoluzione
innovativa per il distretto della meccanica, anche alla luce delle crisi
produttive che hanno colpito il nostro territorio´. Si tratta dunque di una
rifocalizzazione del progetto, partendo dai risultati dell´analisi condotta in
precedenza sul sistema economico e produttivo della regione, con particolare
riferimento alle attivita` di ricerca svolte dalle imprese presenti sul
territorio e operanti nei settori individuati come strategici per la crescita
tecnologica e per il fabbisogno di innovazione delle imprese marchigiane. La
domotica, intesa come la disciplina che punta all´integrazione dei dispositivi
elettronici, degli elettrodomestici e dei sistemi di comunicazione e di
controllo presenti nelle abitazioni, riesce a rispondere a queste esigenze,
salvaguardando le vocazioni strutturali del territorio: la meccanica avanzata e
l´Information and communication technoloy (Ict). ´Sono infatti questi ´
continua Spacca ´ settori strategici per l´intera economia regionale, in virtu`
delle profonde ricadute su una molteplicita` di comparti industriali sempre
piu` integrati e interdipendenti tra loro e, in generale, su tutti i settori
del tessuto produttivo locale´. Il progetto di distretto risulta coerente con
le politiche di sviluppo regionale, in particolare, con quanto previsto
nell´ambito dei programmi operativi comunitari 2007-2013, con il Piano d´azione
regionale e con le risultanze dei primi bandi del programma nazionale
´Industria 2015´, finalizzati a favorire e rafforzare l´integrazione tra il
sistema della ricerca e i sistemi produttivi che caratterizzano la Regione
Marche. L´elaborato finale e` propedeutico alla firma dell´accordo di programma
quadro e prevede come copertura finanziaria 50 milioni di euro del progetto. .
<<BACK
( da "Giornale.it,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 71 del 2009-03-24 pagina 2 Arrivano i re di Svezia, tre
giorni di incontri e cultura di Anna Maria Greco Un programma intensissimo per
Carlo Gustavo e Silvia, invitati da Napolitano. Mancavano da 18 anni SALUTO
L'arrivo oggi la partenza giovedì Ecco il piano delle deviazioni dei bus Il
Quirinale, Villa Madama e il Campidoglio, il Senato e Montecitorio: i Palazzi
romani si preparano a ricevere i Reali di Svezia, che oggi tornano in Italia in
visita ufficiale dopo 18 anni. Carlo Gustavo XVI e la regina Silvia, che
arrivano nella capitale su invito del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano e resteranno fino a giovedì, quando partiranno per Bologna,
seguiranno un programma intensissimo. Oltre al capo dello Stato e alla signora
Clio, incontreranno il premier Silvio Berlusconi e il sindaco di Roma Gianni
Alemanno, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani,
diversi ministri e i vertici della Confindustria, Emma Marcegaglia in testa. I
Reali di Svezia saranno accolti stamattina al Quirinale dal capo dello Stato e
nel pomeriggio Carlo Gustavo incontrerà prima Schifani a Palazzo Giustiniani e
poi Fini a Montecitorio. Alle 15, la sovrana sarà all'ospedale Fatebenefratelli
per un convegno. Poi, la visita al centro antiviolenza di Villa Pamphili che
accoglie donne maltrattate, accompagnata dal ministro per le Pari Opportunità
Mara Carfagna e dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti. Dopo una
sosta all'Istituto svedese, rientro al Quirinale dove la giornata si chiuderà
con un banchetto. Domani Carlo Gustavo e Silvia di Svezia deporranno una corona
di fiori all'Altare della Patria, con il ministro della Difesa Ignazio La
Russa; saliranno in Campidoglio per incontrare il sindaco Gianni Alemanno e
visiteranno la Galleria Borghese. Poi una colazione a Villa Madama con
Berlusconi. Nel pomeriggio il re sarà alla Confindustria, accolto dalla
Marcegaglia e dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, mentre la regina visiterà il
museo dei bambini, Explora. Oggi dalle 10,30 alle 11,30, per il passaggio del
corteo reale, saranno deviate le linee di bus H, 23, 30 Express, 34, 40
Express, 44, 46, 46B, 60 Express, 62, 63, 64, 70, 81, 84, 85, 87, 95, 98, 116,
117, 119, 160, 170, 175, 186, 280, 492, 628, 630, 715, 716, 780, 781,
810, 850, 870 e 916. Domani, invece, dalle 9,30 parziale chiusura al traffico
di piazza Venezia e deviazione delle linee di bus H, 30 e 40 Express, 44, 46,
60 Express, 62, 63, 64, 70, 81, 85, 84, 87, 95, 117, 119, 160, 170, 175, 186,
271, 492, 571, 628, 630, 715, 716, 780, 781, 810, 850 e 916. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
La Cgil: il maestro unico si è rivelato un flop. È stato
scelto solamente da 27 neoiscritti su 2.761 Le famiglie vogliono il tempo pieno
Richieste salite di oltre il 3%. Alunni in aumento alle elementari «I genitori
non abbassino la guardia» Scuola Più scolari e più tempo pieno. sono queste le
richieste formulate dalle famiglie, nelle scuole primarie del Friuli
occidentale, in vista dell'impostazione dell'annata 2009-2010. «Sono aumentate
del 3,38 per cento le iscrizioni al tempo pieno, nelle prime classi
ex-elementari» ha reso noto il sindacato provinciale Flc Cgil a seguito di un
monitoraggio effettuato a tappeto in provincia. Dai dati traspare, però, un
grande assente: il maestro unico con 24 ore di lezione a settimana. «È stato un
flop - hanno tagliato corto, sull'impostazione del ministro
dell'Istruzione Gelmini,
gli esponenti della Cgil Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Lo hanno
chiesto in 27 neo-iscritti, su 2 mila 761 matricole provinciali». I numeri nel
Friuli Occidentale parlano chiaro: il popolo delle primarie è cresciuto di 156
unità rispetto al 2008 e ha raggiunto quota 13 mila 867 scolari, nei
quinquenni. «Le richieste del tempo scuola raggiungono il massimo sulle 30 ore
settimanali - ha detto Dall'Agnese -, con mille 422 iscritti, pari al 51,46 per
cento. Per le 40 ore del tempo pieno ci sono mille 278 iscritti, cioè il 46,25
per cento (+ 3,38)». Le 24 ore hanno 27 iscritti in tutta la provincia, si diceva.
Pari allo 0,97 per cento: non sarà formata nessuna classe in organico. La
formula a 27 ore ha incassato 87 richieste, pari al 3,14 per cento dell'utenza
frantumata sul territorio e sarà arduo formare una classe. «Il ministro
dell'Istruzione deve rispettare gli impegni presi - hanno messo alla prova il
dicastero di viale Trastevere i sindacalisti -. I bisogni delle famiglie vanno
soddisfatti, in tutti i poli scolastici del Pordenonese. Consigliamo ai
genitori degli scolari di non abbassare la guardia: ci potrebbero essere
difficoltà nell'assicurare il tempo-mensa nelle primarie e nelle secondarie di
primo grado». Chiara Benotti
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Prima Pagina Pagina 2 Dopo lo scioglimento di An Ma questa
per Fini è la grande occasione Dopo lo scioglimento di An di Raimondo Cubeddu
--> di Raimondo Cubeddu Il giorno dopo quasi tutti, politici e commentatori,
concordano sul fatto che domenica, al congresso di scioglimento di Alleanza
Nazionale, Fini ha fatto un discorso non occasionale che gli ha valso, come del
resto voleva, la statura politica di coscienza critica del futuro PdL. Il
discorso, abile, poco incline alla retorica dell'identità, e pragmatico, ha
incantato la platea. Fini a parlato di tutto, della necessità di "un nuovo
umanesimo identitario" e del radicamento territoriale, di "stati
generali dell'economia" e di criteri di spartizione del potere nel nuovo
partito, di crisi del sistema economico mondiale e di concreti aiuti alle
aziende in crisi, di presidenzialismo berlusconiano e riforma delle
istituzioni, del ruolo dei valori tradizionali in una società che tra dieci anni
sarà multi-etnica e multi-religiosa. E di molto altro ancora, compreso il
dopo-Berlusconi. Ha così dato l'impressione che nel nuovo PdL il suo partito, e
anzitutto lui, entreranno a testa alta, non dimenticando il passato ma
guardando al futuro. Come un onesto sensale che sa che prima del matrimonio c'è
il fidanzamento, Fini ha messo in vetrina le cose migliori e tenuto in tasca la
dote (ovvero il patrimonio di An). Quasi a dire: si va avanti con entusiasmo,
ma si sappia che la nostra dote patrimoniale e culturale è superiore alla
nostra consistenza elettorale. Berlusconi si è complimentato, ma Verdini non si
è lasciato impressionare: nel nuovo partito, alla fine, di posti e di altro,
deciderà Berlusconi. E questa è una parte del problema. L'altra è costituita
dalle attese che molti, anche a sinistra, si fanno di Fini come moderatore di
Berlusconi. Che questo possa far piacere allo stesso Fini non è in discussione,
e lo si è visto. Ma il punto è se in quel calderone di poteri, personalità,
culture politiche ed economiche, sensibilità sociali e religiose che
costituisce la potenziale vivacità del PdL, Fini avrà realmente qualcosa di
originale da dire e rappresentare. In altre parole: quale sarà la sua proposta
politica per ridisegnare l'Italia, e la sua mappa del potere, dopo la crisi?
Per ora ha dato l'impressione di giocare di rimessa, precisando o dissentendo
da qualcuno e caratterizzandosi, semmai, come l'inedito alfiere di una destra
laica. Ma se la lotta per il potere, anche all'interno del suo ormai ex-partito,
è aspra, la concorrenza sul mercato delle idee è forte e agguerrita. E nel PdL
la progettualità politica di Fini si troverà a competere con autentici vulcani
di idee e di realizzazioni come Tremonti, Alfano, Gelmini, Brunetta, Sacconi, Quagliariello. Questi, a differenza di Fini
confinato a un ruolo istituzionale e in uscita da una cultura politica
invecchiata, possono muoversi con maggiore autonomia perché provengono da
culture politiche che la modernità e i suoi problemi non le hanno scoperte di
recente. E tuttavia anche Fini ha la possibilità di fare delle riforme
che possono legare il suo nome a qualcosa che i cittadini-elettori ricordino
positivamente. Dalla Camera potrebbe dare un prezioso contributo per adeguare
le nostre istituzioni a un mondo che la crisi cambierà ancor più rapidamente
che nel passato. Questa, in definitiva, è la sua grande e concreta occasione. E
alla sua età non può più permettersi di rinchiudersi nell'ovattata dimensione
del nobile mugugno che piace alla sinistra ma non al popolo delle libertà.
( da "Rai
News 24" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma | 24 marzo 2009 Gelmini: tetto del 30% per gli stranieri in classe, vogliamo l'integrazione
Mariastella Gelmini "Abbiamo pensato a una quota del 30% proprio
perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di
integrazione degli studenti migrati". Cosi' il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
nel corso di "Panorama del giorno". "L'esperienza di tutti i
giorni dimostra che non basta l'inserimento nelle classi - ha detto Gelmini - occorre in alcuni casi equilibrare, dosare la
presenza di studenti immigrati in classi con studenti italiani". Gelmini ha ricordato inoltre che spesso si è verificato il
caso di classi "formate quasi esclusivamente da studenti immigrati, ed è
chiaro - ha aggiunto - che questa non è la condizione perché ci sia una vera
integrazione". "Abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici già dal
prossimo anno di organizzare al meglio l'offerta formativa e quindi consentire
una presenza equilibrata di studenti italiani e di studenti immigrati e abbiamo
anche pensato di aiutare, di fare in modo che gli studenti immigrati possano
apprendere la lingua italiana soprattutto quando si tratta di ragazzi intorno
ai dodici, tredici anni. E' chiaro che non sempre la famiglia d'origine conosce
l'italiano e quindi ci sono oggettivi problemi. Corsi d'insegnamento d'italiano
sono molto importanti perché, appunto, si realizzi l'integrazione".
( da "ITnews.it"
del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 24 mar. - (Adnkronos) - "Abbiamo pensato ad una
quota del 30 per cento di studenti stranieri proprio perche' la scuola e'
chiamata sempre di piu' ad assolvere la sua funzione di integrazione". Lo
ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, stamattina a "Panorama del
giorno" di Maurizio Belpietro, sottolineando che "occorre in alcuni
casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti
italiani" e che la preponderante presenza di studenti stranieri in un
istituto "non e' la condizione per una vera integrazione",
quindi "abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, gia' dal prossimo anno,
di organizzare al meglio l'offerta formativa", che comprendera' anche
specifici corsi di italiano per gli studenti stranieri.
( da "ITnews.it"
del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 24 mar. - (Adnkronos) - "L'Universita' registra
un gap di risorse ma anche di riforme e mi auguro che questa sia la legislatura
che riuscira' a coniugare questi due obiettivi". Lo ha affermato il il
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, questa mattina a "Panorama
del giorno" di Maurizio Belpietro. Quanto poi al fatto che il Segretario
del Pd, Dario Franceschini, sulla riforma dell'universita' ha avanzato delle
proposte chiedendo un confronto, alla domanda se il Governo sia disponibile a
mettersi a discutere, Gelmini risponde "Assolutamente si".
( da "ITnews.it"
del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "E' un'ipotesi destituita
di ogni fondamento", quella della candidatura di Mariastella Gelmini alla presidenza della Regione
Lombardia. Lo ha affermato questa mattina lo stesso ministro dell'Istruzione a
"Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro, aggiungendo che "il
presidente Berlusconi e il presidente Napolitano mi hanno assegnato il compito
di occuparmi di istruzione, di universita' e di ricerca e sono abituata a
terminare gli impegni che mi vengono attribuiti. Questa e' solo una
ricostruzione giornalistica".
( da "Denaro,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Commenti media Cattivo uso di tv e Internet, è ora di
porre un freno Gaetano Cerrito* Credo sia arrivato il momento di dire basta a
una cappa mediatica che finisce per essere una forma di killeraggio psicologico
per le menti di quanti devono ascoltare incessantemente notizie
raccapriccianti, dalla cronaca nera all'economia: un quadro devastatane che si
ripercuote su tutti noi come una bomba di Hiroshima. A tutto questo bisogna
aggiungere i gossip, le volgarità inaudite, i messaggi dissacranti e
diseducativi nel disprezzo più assoluto dei valori. Anche i fatti di questi
ultimi mesi, si vedano gli atti di bullismo di giovani sconsiderati e senz'anima,
sono la conseguenza di una società che, per correre a cento a l'ora, e molto
spesso sulle ruote di un'arida e drogante macchina tecnologica, ha perso di
vista i veri valori, e cioè la famiglia, la scuola, i rapporti interpersonali,
in un mondo dove non si vive più una vita reale ma virtuale (non a caso molti
ragazzi finiscono per uccidere come in una fiction televisiva). Tutto ciò non
fa altro che accelerare un l processo di disgregazione sociale, già avanzato. I
responsabili delle sorti del paese devono rivedere il loro modo di operare,
smettendola in primis di guerreggiare tra loro; devono riflettere e capire che
i tempi delle sperequazioni sulla distribuzione delle ricchezze devono
assolutamente essere rivisitati a favore delle fasce più deboli al fine di
riequilibrare le sorti della società. Accendere la tv non deve più essere
un'esperienza scioccante ma un'occasione per comprendere i nuovi scenari
geopolitici, socio-economici, culturali e ambientali. In questo quadro media
devono riappropriarsi di un complesso ed articolato sistema valoriale, a
partire da famiglia e scuola, i due fondamentali luoghi di incontro e scambio,
in una società globalizzata come quella odierna, dove paradossalmente ci si
sente soli anche tra la folla, solo perché anonimi, confusi nella massa,
inascoltati. I media, senza volere generalizzare, devono rispettare il
pluralismo e registrare avvenimenti che bruciano sulla pelle della gente che
lotta e che soffre per un domani migliore. Nessuno può e deve sentirsi sicuro,
pensare di essere al di fuori della mischia, perché anche ciò che oggi non ci
tange potrbbe toccarci un domani. Non voglio fare demagogia, né apparire
retorico, ma il mondo che abbiamo è quello che malgrado tutto accettiamo anche
perché spesso costretti e raggirati da un sistema di potere aberrante. Libero
in questo momento il mio grido di dolore, che deve essere anche il vostro.
Rivisitiamo le nostre coscienze dando spazio ad un cambiamento radicale,
necessario ed urgente nel modo di fare tv, e nell'approccio
alla tecnologia aprendoci al nuovo, ma un nuovo che affonda le radici nel
passato, che era privo di gossip, che premiava il merito ed era pieno di sogni
e di legittime aspirazioni. Concludo condividendo il pensiero di don Gelmini: internet senza regole è infernet.
* presidente Associazione Amici dell'Altra Italia del 24-03-2009 num.
( da "Stampaweb,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
SALERNO Le recenti riforme dello Stato destinate al
miglioramento del sistema Universitario e dell?istruzione in Italia, hanno
suscitato interesse non solo a livello nazionale ma anche a livello
internazionale. Di recente sono stati pubblicati, su prestigiose riviste
scientifiche internazionali come Nature Neuroscience e Embo Reports,
interessanti articoli su questo argomento, sia da parte di autori italiani che
stranieri, come l?articolo apparso in febbraio “When in Rome, reform. Radical
reform of the Italian research and education systems is needed to address the
lack of autonomy and lack of funding” di Marta Paterlini che riassume il punto
di vista del legislatore e quello delle Università a riguardo della nuova
legge. In realtà, i principi ispiratori della riforma appaiono nobili
soprattutto nell?aspetto che riguarda il sistema di valutazione della ricerca e
dei ricercatori, basato su parametri scientifici internazionali quali l?impact
factor, il “citation index”, la continuità temporale delle pubblicazioni ed il
loro numero. La riforma intende premiare i ricercatori, strutturati o precari,
che risultino “produttivi”. I ricercatori strutturati ed il personale docente
delle Università riceveranno un bonus sul salario, mentre i giovani ricercatori
in condizioni di precariato dovrebbero avere maggiori possibilità di accedere
al ruolo di ricercatore grazie alle nuove indicazioni fornite dalla riforma a
riguardo delle modalità di espletamento dei concorsi pubblici. La creazione di
un “database” nazionale comprendente i risultati della ricerca
auspicato dal Ministro Mariastella Gelmini e dai suoi Predecessori dovrebbe consentire una valutazione più
obiettiva della produttività e permettere una distribuzione più efficiente e
meritocratica dei fondi ministeriali destinati alla ricerca. A questo proposito
appare necessario puntualizzare alcuni aspetti riguardanti la particolare
condizione della ricerca in Italia. La valutazione della ricerca sulla
base di parametri scientifici oggettivi utilizzati dalla comunità scientifica
internazionale è sicuramente da considerarsi un criterio valido di valutazione
della produttività ma non del tutto sufficiente. Sarebbe opportuno, infatti,
prendere in considerazione anche altre pratiche, come la brevettabilità o meno
dei risultati stessi, soprattutto nell?ottica di attrarre investimenti privati
che possano in qualche modo fronteggiare la riduzione progressiva di fondi
destinati alla ricerca sostenuta ed applicata negli ultimi anni dal governo; o
anche informazioni e direttive più precise da parte del legislatore di turno–
in accordo con la Crui, con il Consiglio Universitario Nazionale e con gli
altri Istituti di Ricerca - per quanto riguarda la distribuzione dei fondi
all?interno delle singole Università ed Istituti. Ciò al fine di evitare che i
ricercatori che hanno contribuito all?accreditamento della propria Università
si ritrovino con una disponibilità di fondi e di personale assolutamente
insufficiente per continuare i propri progetti di ricerca. Un altro aspetto che
ha suscitato interesse a livello internazionale, in quanto peculiarità del
panorama italiano, riguarda le nuove indicazioni sulle modalità di reclutamento
dei professori universitari e la situazione dei precari. La legge italiana
prevede che, per l?accesso ai ruoli di ricercatore e di professore, i candidati
debbano sostenere e superare un concorso pubblico. La commissione è costituita,
secondo la nuova legge, da un professore universitario di prima fascia
appartenente all?Istituzione, per cui è bandita la procedura di valutazione
comparativa, e da altri due professori ordinari sorteggiati tra 12 professori
ordinari eletti appartenenti al settore, per cui è bandita la valutazione
comparativa o a settori affini. Per le procedure di valutazione comparativa a
posti di professore di prima e seconda fascia, il numero dei Commissari è
elevato a 5 e la commissione è costituita da un professore ordinario, nominato
dalla facoltà che ha richiesto il bando, e da quattro professori ordinari
sorteggiati in una lista di commissari eletti tra i professori ordinari
appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando. Un siffatto
sistema di costituzione delle commissioni giudicatrici dovrebbe assicurare una
maggiore trasparenza ed una selezione più meritocratica del personale docente e
ricercatore ma, in sostanza, non migliora la condizione dei cosiddetti
“precari” ossia di tutti quei giovani ricercatori che lavorano presso le
Università e gli istituti di ricerca grazie a contratti e a borse di studio. In
realtà, indipendentemente dai cambiamenti politici in Italia, la finanziaria
( da "Stampaweb,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Il tetto del 30% sulla presenza degli stranieri nelle
classi è uno strumento di integrazione. Lo ha affermato il ministro
dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, intervistata
dalla trasmissione “Panorama del giorno” su Canale 5. «Abbiamo pensato - ha
spiegato il ministro - a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata
sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti
migrati e l?esperienza di tutti i giorni dimostra che non basta l?inserimento
nelle classi occorre in alcuni casi equilibrare, dosare la presenza di studenti
immigrati in classi con studenti italiani. Dico questo - ha aggiunto - perché
in molti casi è capitata una situazione in cui le classi sono formate quasi
esclusivamente da studenti immigrati ed è chiaro che questa non è la condizione
perché ci sia una vera integrazione». «Abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici
già dal prossimo anno - ha annunciato Gelmini - di
organizzare al meglio l?offerta formativa e quindi consentire una presenza
equilibrata di studenti italiani e di studenti immigrati. Abbiamo anche pensato
di aiutare, di fare in modo che gli studenti immigrati possano apprendere la
lingua italiana soprattutto quando si tratta di ragazzi intorno ai dodici,
tredici anni. è chiaro che non sempre la famiglia d?origine conosce l?italiano
e quindi ci sono oggettivi problemi. I corsi d?insegnamento d?italiano - ha
concluso - sono molto importanti perché appunto si realizzi l?integrazione».
( da "Reuters
Italia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
MILANO (Reuters) - Alla base dell'ipotesi del governo di
introdurre nelle classi un tetto del 30% per gli alunni stranieri, secondo il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini c'è il fatto che l'inserimento
nelle classi "non basta" e in alcuni casi "occorre equilibrare,
dosare la presenza di studenti immigrati con studenti italiani". La
settimana scorsa il ministro Gelmini aveva annunciato che, per migliorare l'integrazione nelle scuole
tra alunni italiani e stranieri, era allo studio la possibilità di
introdurre nelle classi un tetto di circa il 30% per gli studenti stranieri.
"Abbiamo pensato a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata
sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti
migrati e l'esperienza di tutti i giorni dimostra che non basta l'inserimento
nelle classi, occorre in alcuni casi equilibrare, dosare la presenza di studenti
immigrati in classi con studenti italiani", ha spiegato oggi Gelmini intervenendo alla trasmissione "Panorama del
giorno" su Canale 5. "Dico questo perché in molti casi è capitata una
situazione in cui le classi sono formate quasi esclusivamente da studenti
immigrati ed è chiaro che questa non è la condizione perché ci sia una vera
integrazione", ha puntualizzato Gelmini. Secondo
quanto riferito dal ministro la scorsa settimana, la possibilità del tetto del
30% per gli stranieri non sarà molto probabilmente realizzabile dal 2010 ma
"già dal prossimo anno abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici di
organizzare al meglio l'offerta formativa e quindi consentire una presenza
equilibrata di studenti italiani e di studenti immigrati". Alla fine dello
scorso anno, tra le contestazioni dell'opposizione, è stata approvata la
riforma per la riorganizzazione della scuola che diventerà effettiva dal 2009
per elementari e medie e dal 2010 per le superiori in un provvedimento che
secondo Gelmini offre più opportunità per le famiglie
e che prevede, tra l'altro, il ritorno al tanto contestato "maestro
unico". SCONTRI ALL'UNIVERSITA': "EPISODI ISOLATI" Sul fronte
universitario, Gemini ha anche definito "episodi isolati" gli scontri
verificatisi la scorsa settimana all'università romana "La Sapienza"
tra la polizia e alcuni studenti che volevano prendere parte alla
manifestazione della Cgil contro i tagli al mondo dell'istruzione. "Grazie
a Dio si tratta di episodi isolati che certamente non vanno sottovalutati
perché la deriva della violenza è sempre un pericolo alle porte, ma non credo
sia ancora il momento di parlarne con il ministro (dell'Interno Roberto) Maroni
e mi auguro di non essere obbligata a farlo. In questo momento nella maggior
parte delle università si discute, si esercita il diritto di critica, di una
critica a volte anche aspra ma gli episodi di violenza sono isolati", ha
spiegato il ministro. Continua...
( da "Sestopotere.com"
del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, a Genova convegno Anci su attuazione Titolo V in
materia di istruzione (24/3/2009 10:43) | (Sesto Potere) - Genova - 24 marzo 2009
- Un?analisi sulla riforma dell?ordinamento scolastico e un confronto sul
percorso della sua attuazione. Questo lo spirito del convegno promosso
dall?Anci, dal Comune di Genova e dall?Associazione regionale Comuni della
Liguria dal titolo “Costruire il federalismo scolastico. L?istruzione dal
Titolo V ad un federalismo compiuto” che si svolgerà venerdì 3 aprile a Genova
presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Il convegno sarà
un?occasione per promuovere un confronto - aperto a tutte le componenti del
mondo della scuola - sugli obiettivi del nostro sistema di istruzione e sulla
possibilità di una piena attuazione del Titolo V in materia di istruzione per
garantire l?unità del sistema e riconoscere diritti e obblighi di ciascun
livello di governo. Ma l?obiettivo dell?iniziativa del 3
aprile sarà anche quello di aprire un dibattito sul tema della scuola a partire
dalle funzioni e responsabilità dei Comuni, coinvolgendo tutti gli attori
interessati dal profondo processo riformatore del sistema scolastico. Al
convegno è stata invitata Mariastella Gelmini, Ministro Istruzione, Università e Ricerca.
( da "Reuters"
del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROME (Reuters) - Italy's center-right government wants to
introduce a 30 percent cap on the number of foreigners per school class in the
belief that it will help immigrant children integrate with Italians, a minister
said on Tuesday. "We are thinking of a 30 percent quota," Education Minister Mariastella Gelmini told local television. "There have been many cases of
classes almost entirely made up by immigrant students and obviously such
conditions are not ideal for proper integration." Immigrant children would
learn more Italian if they mixed with more local students, the minister said.
Quotas are the latest in a string of initiatives aimed at regulating
immigrants, including tougher laws against illegal immigrants, which have
boosted Prime Minister Silvio Berlusconi in opinion polls but also provoked
accusations of racism. Gelmini has been one of his
most controversial ministers, provoking school and university protests with
reforms aimed at cutting teaching staff and increasing discipline. (Writing by
Stephen Brown)
( da "Sicilia,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Università. Lo afferma il presidente della Provincia L'11
aprile ci sarà il nuovo Cda Polizia di Stato Michele Lorgio confermato
segretario del Sap Michele Lorgio è stato confermato ieri mattina alla guida
del sindacato dei poliziotti Sap per la provincia di Agrigento. Alla presenza
del segretario nazionale Francesco Quattrocchi, del segretario regionale
Rosario Indelicato si è svolto il settimo congresso provinciale del sindacato
autonomo. La rielezione di Lorgio è avvenuta all'unanimità degli intervenuti.
Giornalisti Assemblea domenica 5 aprile al Palacongressi a.r.) «Per domenica 5
aprile alle 9 presso la sala Zeus del Palacongressi del Villaggio Mosè ad
Agrigento è convocata una riunione aperta di tutti i Giornalisti della
Provincia. Al centro dell'incontro la situazione professionale in provincia di
Agrigento alla luce delle Norme regolamentari e dei Codici deontologici. Sono
invitati a partecipare tutti i colleghi che svolgono questa attività presso
qualsiasi organo di informazione e con qualsiasi ruolo". Luigi Pirandello
In un libro il viaggio delle sue ceneri v.a.)Il viaggio delle ceneri del grande
drammaturgo agrigentino Luigi Pirandello raccontato in parole ed immagini in un
libro edito da Drago Editore. L'opera è stata presentata ad Agrigento, nei
locali del museo archeologico regionale San Nicola. Un' interessante
pubblicazione in cui l'autore Roberto Alajmo, scrittore e fino a qualche tempo
fa giornalista, racconta anche attraverso le immagini di Mimmo Paladino, 15
anni di viaggio che ha portato alla tumulazione di Luigi Pirandello sotto lo
"storico pino" collocato nella sua casa di contrada Caos. Sotto
questo grande albero Pirandello amava soffermarsi a pensare, a dipingere, a
riposarsi, a scrivere agli amici. Ed è qui che ha voluto essere sepolto,
secondo le sue ultime volontà, esaudite con la cerimonia della traslazione
delle ceneri. Riforma della scuola Un corso per i docenti su cittadinanza e
Costituzione v.a.)Tra le novità nella riforma del ministro Gelmini, a partire dal prossimo anno,
"Cittadinanza e Costituzione" rappresenta un nuovo insegnamento che
comprenderà l'educazione stradale. In questo contesto si inserisce l'iniziativa
dell'ufficio scolastico provinciale di Agrigento, anticipando i tempi di
attuazione della riforma con l'organizzazione di un corso di formazione per i
"docenti referenti per l'educazione alla sicurezza stradale".
Il corso che si terrà nei locali dell'Istituto tecnico per geometri
"Filippo Brunelleschi", e che vedrà la partecipazione di esperti del
settore, ha l'obiettivo di migliorare il comportamento generale dei giovani e
di affiancarli nell'apprendimento di adeguate abitudini. Il corso, si svolgerà
nei giorni 25, 27 e 30 marzo.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))
Argomenti: Scuola
Roma. Non si può certo definire povero ma il reddito del
presidente del Consiglio da un anno all'altro è crollato. Ricco è ricco, ma non
come una volta. Se nel 2006 nella sua dichiarazione si leggeva la bella cifra
di 139 e rotti milioni di euro (era cinque volte più ricco del 2005) ora siamo
a 14 milioni 532 mila e 538 euro, in sostanza si è ridotto di un decimo.
Restano una montagna di azioni, le proprietà, ma il calo c'è stato ed è davvero
sensibile. Giornata di passione ieri per chi ha dovuto spulciare tra Camera e
Senato i libri con tutte le dichiarazioni dei redditi di senatori e deputati,
sottosegretari e ministri. E non sono mancate le sorprese. Berlusconi in
primis. Poi c'è Tremonti con poco più di 4 milioni euro, subito a seguire
Giuseppe Consolo del Pdl con 3.108.716. Ci sono anche le sorprese, una tra
tutti quella che riguarda Guido Bertolaso, capo dipartimento della Protezione
civile con un reddito imponibile di più di un milione di euro. Una vera e
propria bomba al quale ha fatto seguito un chiarimento: il compenso - si legge
in una nota - è di 236mila euro, ma nel 2007 sono stati liquidati alcuni
arretrati. I leader. Berlusconi batte tutti. Questo è un dato già noto. Ma
nessuno poteva immaginare che nella classifica all'ultimo posto si attestasse
Gianfranco Fini, presidente della Camera e leader di An. Il suo reddito è
davvero magro: poco più di 105 mila euro, una bella differenza non solo
rispetto al premier ma anche guardando a Walter Veltroni (477.778), Dario
Franceschini (220.419), Antonio Di Pietro (218.080), Francesco Nucara del Pri
(176.822), Massimo D'Alema (171.044), Pier Ferdinando Casini (142.130). I
ministri. Le sorti economiche del Paese sono nelle sue mani. E lui, il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, di soldi deve intendersene parecchio visto che
si colloca al primo posto tra i ministri più ricchi. Supera i 4,5 milioni di
euro, quasi dieci volte di più del secondo classificato, il responsabile della
Difesa, Ignazio La Russa (490mila). Ancora più distanziato Renato Brunetta,
ministro della Pubblica amministrazione: 228mila euro. Dichiarano poco meno i
leghisti Roberto Calderoli (Semplificazione, 223mila) e Roberto Maroni
(Interno, 220mila), mentre ancora meno ricchi risultano Luca Zaia (Agricoltura,
153mila) e Umberto Bossi, ultimo componente della pattuglia del Carroccio
(Riforme, 134mila). Prima donna il ministro più giovane, Giorgia Meloni, che
supera i 183mila; seguono Stefania Prestigiacomo (Ambiente, 153mila), Maria Stella Gelmini (Istruzione, 136mila) e ultima Mara Carfagna (Pari opportunità,
133mila). A chiudere la classifica dei componenti del governo il Guardasigilli
Angelino Alfano, con 123mila euro, mentre si collocano in posizione intermedia
Claudio Scajola (Sviluppo economico, 226mila), Altero Matteoli (Infrastrutture,
137mila), Raffaele Fitto (Regioni, 133mila), Gianfranco Rotondi (Programma,
129mila), Maurizio Sacconi (Welfare, 127mila). In coda Sandro Bondi (Cultura,
126mila), Elio Vito (Rapporti col Parlamento, 125mila) e Andrea Ronchi
(Politiche comunitarie, 124mila). Ricchi e poveri. Umberto Veronesi si conferma
il Paperone di palazzo Madama. Terzo in classifica Giuseppe Ciarrapico (più di
un milione di euro). Gli avvocati a Montecitorio fanno strage. Spiccano i
compensi di Niccolò Ghedini (1.259.266), Maurizio Paniz (1.094.998), Giulia
Bongiorno (supera di poco il milione). reddito pari a «zero» per Franco
Frattini, attuale ministro degli Esteri. Reddito zero per Barbara Contini (Pdl)
e Mirella Giai. Curiosità. La corsa al mattone piace a tutti i parlamentari più
delle azioni, delle auto e delle barche. Cosentino colleziona 84 immobili. Di
Pietro ha preso casa a Bruxelles e Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali ha
una residenza ad Arcore. Le spese elettorali sono una novità. Davvero in pochi
hanno investito per farsi eleggere. Berlusconi ha speso 19 euro. All'estremo
opposto Frattini che ne ha spesi 167mila. Quello che ha offerto più cene è
Franco Barbato spendendo ben 4.500 euro. Invece, Renato Brunetta, oltre a
commissionare sondaggi ha regalato libri: «Manuali di conversazione politica»
per un costo complessivo di più di 76mila euro.
( da "Giornale.it,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
"Il successo economico non dipende tanto dalle
risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle
istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson
(1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in
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un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo
arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle
multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil
prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e
inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra
convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho
scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 94
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un
auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro
e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da
1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo
gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case
automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore
alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane:
lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese
(quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i
contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo.
Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV
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08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli
americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce
ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina
Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva
raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" .
Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del
mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle
americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler
(che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro
americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo
poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua
finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi
l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in
che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così
appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna
in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto
prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in
grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o
meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi
peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E
soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi
riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la
prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico.
Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5)
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Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari
commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza,
hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi
sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi
non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e
talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni
da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la
excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale
americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una
considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi
vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al
cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che
scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che
criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di
tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla
immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non
serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out
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Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una
settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto
all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una
situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la
Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul
Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano
le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli
imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc.
Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che
indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per
comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito
dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato
altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono
l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un
fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla
Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex
amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la
sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie
dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano
tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso,
l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il
suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si
misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale
oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la
politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie
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amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile
questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo
decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando
il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma
sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura.
Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come
direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione
che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico
(anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun
salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic
sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si
discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia
più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile
ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto
e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link
al mio pezzo sul
giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in
Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i
fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i
più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per
le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per
ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non
vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo
stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime,
anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da
matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo
chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso
comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il
nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato
Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio
Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo),
Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El
Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha
chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al
massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più
neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (13 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due
considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno
Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per
essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del
programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come
faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una
schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non
sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state
mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra,
sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle
ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo:
un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non
capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate
di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha
parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma
per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il
contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla
"mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio
di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara
e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che
studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 51 ) » (18 votes,
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sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di
economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it
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BESTIA La Burocrazia ( LA BESTIA ) si è trasformata in un vero e proprio
apparato di... liberale: Diceva benissimo Charles-Louis de Secondat, barone de
La Brède e de Montesquieu, che secondo il clima che... liberale: matteo
ringrazia chi negli anni 50 60 70 80 90 ha pensato solo alla crescita
dell'economia e non ha... liberale: purtroppo in questo ventennio il diritto è
stato surclassato dall'economia delegiferando anche dove... matteo: Comprare
oggetti firmati ad un multiplo spaventoso del loro effettivo valore è da
stupidi. Ricercare auto... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails
Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia -
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( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
ASSEMBLEA DEL PD Martedì 24 Marzo 2009, Il primo di una
serie di incontri elettorali del Pd, a parlare di lavoro e scuola pubblica,
davanti a una sala che ha visto una quarantina di spettatori e pure qualche
malumore. Ieri a Palazzo Da Mula di Murano erano convocati gli stati maggiori
del Pd: l'onorevole Rodolfo Viola, i coordinatori provinciali e comunali
Gabriele Scaramuzza e Alessandro Maggioni, il vice sindaco Michele Vianello,
l'assessore provinciale alle Attività produttive Giuseppe Scaboro e il
presidente della municipalità Enzo Castelli. Alla fine, però, a Murano si sono
visti solo Viola, Scaboro e Castelli. A parlare, appunto, delle prospettive
future, del ruolo del partito democratico, toccando la questione relativa alla
riforma Gelmini per poi
inevitabilmente approdare alla crisi del vetro. Qualche malumore è scaturito
dalla mancanza dei rappresentanti comunali, ma anche dalla questione relativa
alla scuola del vetro Abate Zanetti. «Abbiamo 500 lavoratori in cassa
integrazione su circa 900 - ha esordito Davide Camuccio, di Filcem-Cgil - e non
capisco perché non ci sia nessun rappresentante del Comune a parlare di
questa che dovrebbe essere una priorità. Comune, Provincia e Regione devono
fare un progetto comune di rilancio della cultura e della professionalità di
Murano. Ad oggi tutti i distretti hanno avuto incontri con le banche, Murano
non è riuscito a farlo. Gli imprenditori devono finirla di essere in
competizione tra di loro e mettersi in rete». Qualche mal di pancia sull'Abate
Zanetti, che si è risolto in botta e risposta tra Scaboro e l'imprenditore del
vetro Giampaolo Seguso. «Con altre 10 aziende abbiamo chiesto di rilevare il 51
per cento delle quote e avere in gestione la scuola, ma ci è stato detto di no
- ha esordito Seguso - ora apprendo dalle dichiarazioni del sindaco che sarà
ceduto l'85 per cento e sembra sia già tutto deciso sull'assegnazione. Mi sento
offeso e non protetto. Parteciperemo al bando ma non vorrei che dal bando
uscisse che c'è l'esigenza di avere una moglie bionda mentre io ce l'ho
castana». Dura la replica di Saboro: «A Murano gli imprenditori non fanno
neanche i progetti. Quando abbiamo chiesto chi era interessato nessuno si è
fatto avanti, voi volevate comunque il contributo dei 3 soci ogni anno e vi ho
detto di no». Critiche sul Marchio artistico sono invece arrivate da Castelli:
«Così come è stato gestito è un fallimento. Non regge - ha accusato - Bisogna
creare una maniera consortile e un percorso di studi specifico sul vetro,
lavorare sulla qualità e sulla bellezza». Manuela Lamberti
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 24 Marzo 2009, Giavera (L.Bon) Le lotte di
campanile fra Santi Angeli, Giavera e Cusignana. La "gara" per la
baita degli alpini, che Giavera ha e le altre frazioni vorrebbero. La paura che
venga chiusa la scuola materna ed elementare di Santi Angeli, dove ormai pure
l'ufficio postale sopravvive a fatica. Non si sono taciuti neppure i nomi dei
due parroci, don Armando (Giavera) e don Dionisio (Cusignana), uno con poche
risorse e l'altro reso "ricco" dalla festa della Madonna. Anche
quest'anno, l'ironica penna della brillante regista Nila Bettiol, con la sua
compagnia "Le Tradizioni", reduce dai festeggiamenti del decennale,
ha raccontato, fra il serio e il faceto, i piccolo grandi drammi di Giavera,
che sono probabilmentegli stessi di tanti altri Comuni di Provincia. A fare la
differenza, quest'anno, il nome scelto per ipersonare la "vecia" : la
compagnia, regista in particolare, si è infatti affidata, in un simpatico
contrasto, alla giovanissima Sara Dal Maso, studentessa liceale neppure sedicenne,
che per l'occasione ha mimato, nel nome (Mariastella
Scarfagna) e nei gesti, il Ministro all'istruzione Gelmini e quello alla condizione giovanile Carfagna. Il tutto in una
palestra gremita. Poi il "rogo" davanti al tempio "Regina
pacis" ed una lotteria che ha ricordato il "fuochista" di sempre
Antonio Perin, detto Toni Pia, scomparso di recente.