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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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TUTTI I DOSSIER



Report "Scuola"   21-24 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Futurismo? Il Pdl nasce come una boccio la ( da "EUROPA ON-LINE" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tanto che, dopo la cauta Gelmini che ha frequentato la sacrestia e perciò è più esperta nel conciliare autoritarismo e guanto di velluto, lo ha richiamato anche qualcun altro, forse il Re in persona, per costringere il ministro a ripensarci e trasformare i «guerriglieri» in «quattro ragazzotti».

Italian minister plans 30% limit per class on immigrant pupils ( da "Guardian, The" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini floated the plans as concern grew among some Italian parents at the number of non-Italians in schools. In one Rome suburb, a committee of Italian parents threatened to remove their children from classes after the proportion of immigrant pupils reached 80%.

Insulti alla Gelmini a brescia: "Hai affamato la scuola" ( da "KataWeb News" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insulti alla Gelmini a brescia: "Hai affamato la scuola" 20 marzo 2009 alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Attimi di tensione stasera nella sede dell'Associazione industriale bresciana all'arrivo del Ministro all'istruzione Mariastella Gelmini, attesa per il convegno 'La scuola di oggi, fucina di talenti di domani?

Gelmini, "Per l'integrazione tetto dal 2010-2011" ( da "KataWeb News" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, "Per l'integrazione tetto dal 2010-2011" 20 marzo 2009 alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti 'La scuola oggi e' multietnica: dobbiamo discutere di questo tema con pacatezza e equilibrio, facendo in modo che si assuma fino in fondo la responsabilità dell'integrazioné.

Peccato per gli studenti ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche che i professori affronteranno in classe la lettura della legge Gelmini, legge composta da pochissimi articoli e di facile lettura. Anche se i ragazzi fossero venuti al Palatenda non particolarmente preparati, sarebbe bastato avvisarmi. Ho insegnato fino all'altro ieri e conosco le tecniche per far sì che essi si sentano a proprio agio, liberi di esprimersi e di porre domande,

IL MINISTRO GELMINI Se non si vogliono creare "classi ghetto" è necessario porre il li... ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I LAVORATORI E I DIRIGENTI DI DOMANI IL MINISTRO GELMINI «Se non si vogliono creare "classi ghetto" è necessario porre il limite del 30% al numero degli studenti stranieri. Il tetto entrerà in vigore nel 2010-2011, ma già dal prossimo anno scolastico sarà chiesto uno "sforzo" ai dirigenti per evitare i casi più eclatanti.

Gelmini: La Statale non è in pericolo ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: brescia e provincia Gelmini: «La Statale non è in pericolo» Il ministro, ospite dell'Aib, rassicura sul futuro dell'ateneo e ribadisce: «Gli stranieri nelle classi non superino il 30%» ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden)" title="Mariastella Gelmini, bresciana, trentacinque anni, ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden)" onClick=

IN MEZZO AL PUBBLICO ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia IN MEZZO AL PUBBLICO Il ministro Gelmini è arrivato in Aib a metà pomeriggio: prima di intervenire per parlare dei temi a lei cari della scuola, ha assistito alla tavola rotonda precedente

CON I VERTICI AIB ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia GIORNATA BRESCIANA CON I VERTICI AIB Mariastella Gelmini insieme a Franco Tamburini (al centro), presidente dell'Associazione industriale bresciana e a Francesco Franceschetti, leader dei giovani imprenditori Aib

La meccanica bresciana riparte da Montichiari La crisi fa da sfondo alla manifestazione che si chiude lunedì nei padiglioni della Fiera del Garda. Oggi il convegno sul credito ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: loro interventi Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore di Mu&Ap, il suo vice Antonio Perini, il sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa (che ha ricordato come la Fiera di Montichiari stia investendo in una nuova copertura da 2.700 metri quadri), il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il vicepresidente Aristide Peli e il sottosegretario bresciano Daniele Molgora.

ECCELLENZE IN FIERA ( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al taglio del nastro erano presenti tra gli altri Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore, il vice Antonio Perini, il sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il vicepresidente Aristide Peli e il sottosegretario Daniele Molgora.

Scuola e immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello Arzignano" ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola e immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello Arzignano" Sabato 21 Marzo 2009, ARZIGNANO - Il ministro Gelmini dà ragione al modello Arzignano. Lo aveva promesso lo scorso 6 febbraio, incontrando Sindaci e dirigenti scolastici: Elena Donazzan, assessore regionale all'istruzione, avrebbe portato al Ministro l'esperienza di Arzignano e Valle del Chiampo,

Via libera alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini Veneto esempio per il Paese ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle classi venete,

via libera alle quote di immigrati donazzan applaude gelmini veneto esempio per il paese ( da "Nuova Venezia, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle classi venete,

via libera alle quote di immigrati donazzan applaude gelmini veneto esempio per il paese ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle classi venete,

I fascisti stanno con Berlusconi Fini non è niente da un pezzo ( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini? «L'ho detto anche a lei: nun te toje mai l'occhiali, che ci perdi». Calderoli? «Al concerto di Natale si è presentato in smoking, la mattina, al Senato. Era l'unico». Ci saranno le correnti nel Pdl? «Ci sono già». Perché Berlusconi vince?

Oggi in gran solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra (... ( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini? «L'ho detto anche a lei: nun te toje mai l'occhiali, che ci perdi». Calderoli? «Al concerto di Natale si è presentato in smoking, la mattina, al Senato. Era l'unico». Ci saranno le correnti nel Pdl? «Ci sono già». Perché Berlusconi vince?

genitori di albignasego a venezia contro gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia Genitori di Albignasego a Venezia contro Gelmini ALBIGNASEGO. Ci sarà anche il Coordinamento genitori insegnanti di Albignasego alla manifestazione indetta oggi a Venezia per ribadire la contrarietà della stragrande maggioranza delle famiglie del Veneto ai tagli di insegnanti e di tempo-scuola previsti con l'attuazione dei provvedimenti Tremonti-Gelmini.

le scuole in sit-in per il tempo pieno ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in per il tempo pieno Consegneranno 14mila domande per chiedere al ministro dell´Istruzione Gelmini di garantire per la prima elementare il tempo pieno con due insegnanti e le compresenze dei docenti e per le classi successive di mantenere l´attuale modello organizzativo. Non si ferma la battaglia delle elementari della Capitale contro il maestro prevalente della Riforma Gelmini.

manifestazione a venezia per la scuola tante adesioni anche da monselice ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non ci sarà l'assessore Giovanni Belluco, impegnato con la rassegna «Monselice scrive», ma con una lettera ha trasmesso il suo appoggio ai genitori. Per ora resta isolata la richiesta di moratoria sul decreto Gelmini avanzata dal consiglio comunale di Monselice. (f.se.)

boom delle scuole private - elvira scigliano ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Effetto Gelmini: nelle elementari pubbliche è in atto una fuga verso le scuole private parificate; alcune di queste, in centro e a Forcellini-Terranegra, hanno addirittura chiuso in anticipo le liste di iscrizione per sovraffollamento. Molti genitori - nella confusione tra tempo pieno, normale e breve - hanno optato per le paritarie:

boccherini, incontro interlocutorio ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro interlocutorio La Gelmini farà riunioni per deciderne la statalizzazione LUCCA. L'onorevole Deborah Bergamini, il sindaco Mauro Favilla e l'assessore Donatella Buonriposi sono stati ricevuti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: istituto Boccherini, manifestazioni internazionali e Imt: queste alcune delle questioni affrontate durante l'

scuola materna: nuove polemiche in consiglio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La ristrutturazione della scuola materna (a rischio chiusura con l'attuale decreto Gelmini) e la notevole spesa per strade non è un investimento per l'economia, ma un aumento dell'indebitamento del Comune». Pelos sulla variazione del bilancio ha precisato che non c'è stata alcuna svista amministrativa, ma si è trattato solo del cambiamento della procedura.

la gelmini ci ha messo in ginocchio ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: costrette a riorganizzare i servizi mensa e il trasporto degli alunni La Gelmini ci ha messo in ginocchio I Comuni del Pisano: ci aspettano anni difficilissimi PISA. «Stiamo facendo l'impossibile ma ci aspettano anni difficilissimi». Questo l'allarme lanciato ieri dalla "Conferenza dei sindaci per l'educativo" durante la conferenza stampa svoltasi in mattinata a Palazzo Gambacorti.

cinquemila invadono via rizzoli contro la gelmini - venturi a pagina v ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Bologna La manifestazione in difesa del tempo pieno Cinquemila invadono via Rizzoli contro la Gelmini VENTURI A PAGINA V SEGUE A PAGINA

gli anti-gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via rizzoli - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini taglia i capelli. I ministri contestati diventano tre: «Brunetta-Tremonti - Gelmini, giù le mani dai nostri bambini». I papà intonano, come allo stadio: «Gelmini bocciaci tutti». E poi i messaggi dei bambini sullo striscione. La piccola Caterina scrive: «La Gelmini mi fa arrabbiare», un bimbo rappresenta il ministro mentre si mangia un´

"col decreto gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi" ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Col decreto Gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi" Milleduecento insegnanti precari senza lavoro. Oltre mille e duecento tagli sul personale Ata. Sono i numeri dell´emergenza scuola in Puglia, secondo una proiezione della Flc Cgil alla vigilia della pubblicazione del decreto sugli organici per il prossimo anno.

Incontro tra 5 sindaci per scongiurare i tagli delle scuole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I numeri del decreto Gelmini nel Barigadu (e non solo) fanno paura, tanto che le Amministrazioni comunali corrono ai ripari per progettare il futuro delle scuole dell'intero territorio. Ieri ad Ardauli si è tenuto un primo incontro. Il rischio che le scuole nei piccoli paesi del Barigadu possano definitivamente chiudere i battenti è reale,

Itis, gli studenti contro le regole imposte dal preside ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non hanno né la riforma Gelmini, né il taglio ai finanziamenti, bensì alcune regole imposte dal nuovo preside Renzo Rossi. Martedì mattina gli studenti hanno inviato una lettera al dirigente scolastico, chiedendogli un incontro immediato per discutere le regole contestate, e non avendo il giorno seguente ricevuto alcuna risposta ieri mattina hanno deciso di scendere in sciopero.

mi pare che la ministra gelmini dia i numeri ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA Mi pare che la ministra Gelmini dia i numeri Il ministro Gelmini dà i numeri. E questa volta sono cifre. Si tratta dei numeri del precariato. Eccoli: i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento sono 558.316. In realtà si tratta di posizioni in graduatorie, non di persone.

Rodengo Saiano ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, ed è stata pensata dal Musil (Museo dell'Industria e del Lavoro) all'interno di un Outlet, prima volta in Italia, per avvicinare le famiglie a percorsi museali inediti. In esposizione più di duemila fra macchine, filmati, documenti e una rara collezione di pellicole e macchine del cinema.

<Classi, tetto a stranieri già col prossimo anno> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, parlando al congresso nazionale dell'Associazione genitori scuole cattoliche. «basta scontri ideologici» Gelmini ha spiegato che la scuola italiana «è stata penalizzata dallo scontro ideologico tra scuole private e pubbliche. In realtà - ha osservato -, ritengo che la scuola sia sempre pubblica,

Scuola, mobilitazione nel Cicolano ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi Anche le amministrazioni e la Comunità montana sono contrarie ai tagli previsti dal ministro Gelmini Scuola, mobilitazione nel Cicolano Avviata raccolta di firme dal comitato che riunisce i genitori di sei comuni

Venti di protesta dai quattro angoli della provincia, per provare a contrastare lo stillicid... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per provare a contrastare lo stillicidio delle piccole scuole già messo nero su bianco dal ministro Gelmini. Mentre in conferenza Stato-Regioni si sta provando a fatica a sciogliere il nodo dei plessi sottodimensionati (ossia con parametri inferiori rispetto a quelli previsti dalla nuova legge), nei comuni reatini serpeggiano tra i genitori sentimenti di rabbia e preoccupazione.

di DIEGO CASALI NUOVE interessanti indiscrezioni sul vertice dedicato alla ric... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono stati ricevuti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, la quale ha garantito il suo impegno. Un incontro propiziato proprio dalla stessa onorevole Bergamini, grazie alla sua amicizia personale con il ministro, durante il quale sono stati affrontati altri temi quali il futuro dell'istituto Boccherini, le manifestazioni internazionali e Imt.

Chiedetemi di consumare meno gas, di spendere meno per vestire, di mangiare meno carne... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 21-03-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: di discussione la sempre contestata legge Gelmini, che crea ondate di rigetto a tutti i livelli. Dalla scuola primaria - dove tornerà da settembre il maestro unico a cominciare dalle prime eliminando nel contempo anche le compresenze dalle altre classi - all'università. Cosa chiede il comitato che, da qualche giorno, ha iniziato una raccolta di firme da inviare ai dirigenti dell'

La scuola "va in onda" con palloncini, fiori, striscioni e cartelloni. Lo annuncia il vola... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo annuncia il volantino che dà appuntamento a insegnanti, studenti, alunni e genitori alle 17 al Monumento ai Caduti, dove partirà una marcia di protesta contro la riforma Gelmini (tagli, maestro unico, riduzione dell'orario) che animerà festosamente viale della Vittoria e corso Garibaldi per poi concludersi a piazza Roma.

Fornacette, raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito democratico... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito democratico raccoglie le firme contro la riforma della Gelmini. Partecipano il segretario provinciale Ivan Ferrucci e il deputato Maria Grazia Gatti. Calcinaia, inaugurazione mostra Si inaugura oggi la mostra grafica di Maurizio Fontanelli alla Torre Upezzinghi di Calcinaia per la rassegna Vico Vitri arte.

Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 9... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4 Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 9... Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 90% ha optato per i moduli di 30 e 40 ore mettendo in crisi gli istituti

Scuola, iscrizioni chiuse: si fanno i conti Ma per il tempo pieno non ci sono risorse ( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini ha dato piena libertà ai genitori nella scelta del tempo scolastico. Senza considerare, però, la situazione reale degli istituti afferma Marilù Chiofalo, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Pisa le scuole dovranno, infatti, fare i conti con i vincoli di organico e l'assenza di risorse già pesantemente tagliate.

LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e manifesteranno le ragion... ( da "Nazione, La (Siena)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e manifesteranno le ragioni del loro dissenso verso le scelte della Commissione che sta riscrivendo lo Statuto di Ateneo «attuando di fatto le direttive della legge Gelmini in materia di Università». Lo annuncia l'Assemblea permanente degli studenti.

Tagliati i fondi a Peri e Merulo ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le Istituzioni e gli Enti locali che si chiedono perché devono finanziare totalmente delle Istituzioni che fanno riferimento alle direttive del Ministero dell'Università (compreso il reclutamento dei docenti)». Alla richiesta di un incontro presentato il 22 dicembre al ministro Mariastella Gelmini, i direttori non hanno ricevuto risposta. Per questo ora si rivolgono a Berlusconi.

POLONIA LECH WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ ( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'EVENTO pag. 14 POLONIA LECH WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ Lech Walesa (in alto) è arrivato dalla Polonia per l'apertura dell'Università Mediolanum Corporate con il ministro Gelmini. Accanto Anna Molinari e Kiera Chaplin

<I mali della Riforma La scuola trema> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: PERUGIA LA RIFORMA Gelmini continua a far discutere. L'assessore regionale alla formazione, Maria Prodi (nella foto), rileva che «data per pronta a metà dicembre, non è stata ancora ufficialmente presentata, mentre si accorciano di nuovo i tempi per costruire attorno alla proposta governativa un percorso di discussione e partecipazione ampio e,

Lezioni all'aperto ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e professori contro la riforma del ministro Gelmini Lezioni all'aperto Continua la protesta degli studenti e dei docenti contro la riforma del ministro Gelmini. Ieri a Parma le lezioni si sono tenute in piazza Garibaldi: prof e ragazzi armati di quaderni e tabelloni hanno continuato la loro attività come se fossero in un'aula, sotto lo sguardo stupito e incuriosito dei passanti.

I soldi per la scuola servono come il pane ( da "Provincia Pavese, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: vari ministri tra cui Mariastella Gelmini, Angelino Alfano, Maurizio Sacconi, Franco Frattini, i capigruppo del Pdl Cicchitto e Gasparri oltre al cardinale Angelo Scola. Sua Eminenza ha aperto la manifestazione con una «lectio magistralis» sul rapporto tra Chiesa e politica. Il patriarca di Venezia ha affermato che l'impegno politico altro non è che il prolungamento,

DIAMANTE MAROTTA IN PIENA ATTIVITà L'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE PER LA DEFINIZIONE ... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aperto la trattativa con il ministro Gelmini proponendo di prorogare i contratti annuali, riconfermando quindi la nomina per i supplenti che hanno lavorato quest'anno, anche in considerazione che la Campania sarà una delle regione ad avere un taglio di posti insostenibile». Anche per la scuola dell'infanzia si conferma la generale tendenza delle famiglie a chiedere più tempo scuola.

Arrestati due usuraidisposto sequestro beni ( da "Sicilia, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle recenti manifestazioni contro i provvedimenti del ministro Gelmini, aveva fatto lezione all'aperto agli studenti. «Nella facoltà dove insegna il professor Carapezza ? aveva denunciato Meloni ? ci sono altri quattro docenti con lo stesso cognome. E quello che mi meraviglia di più non è tanto che Carapezza partecipasse alla protesta, ma che gli studenti lo stessero ad ascoltare.

Inglese e basta, boom di richieste ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sembra piacere la proposta del ministro Gelmini che, con la riforma, consente di passare dalle attuali tre ore settimanali di insegnamento di inglese a un totale di cinque, utilizzando le due ore di lezione adesso destinate all'insegnamento di una seconda lingua comunitaria. Ma il dato non è univoco su tutte le scuole cittadine.

Genitori e insegnanti in corteo per difendere la scuola ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma che rischia di non esistere più a causa dei tagli imposti dai Ministri Gelmini e Tremonti. E, per questo, oggi pomeriggio, provenienti da tutta la Regione, raggiungeranno Venezia per consegnare i moduli con le firme per una "Buona scuola" che, da mesi, genitori ed insegnanti stanno raccogliendo nelle scuole di tutto il Veneto.

Il ministro tira la volata al candidato sindaco Mattiussi ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini hanno loro dato. In conclusione abbiamo dato alla gente le soluzioni concrete che la maggioranza degli italiani volevano», ha concluso il ministro. Si è quasi dispiaciuto Bondi per la crisi della sinistra in quanto «non consente - sono state le sue parole - di arrivare in Italia alla formazione di due grandi raggruppamenti politici che si confrontino sui contenuti e non su

Roma Mi sembra che si stiano dividendo praticamente su tutto : così, a margine d... ( da "Gazzettino, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E l'ex ministro all'Istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd), apre un altro fronte di preoccupazione: «Mariastella Gelmini convinca Berlusconi a fare marcia indietro», altrimenti anche gli insegnanti, quali incaricati di pubblico servizio, si vedranno costretti a denunciare i bambini figli di immigrati irregolari.

Monselice No alla riforma Gelmini, delegazione a Venezia ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Monselice No alla riforma Gelmini, delegazione a Venezia Sabato 21 Marzo 2009, Monselice Una folta delegazione di genitori e insegnanti di Monselice, che potranno contare sull'appoggio di alcuni gruppi di genitori di Abano e Stanghella, oggi alle 16 incontrano a Venezia la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo.

Olgiate: con la ``Gelmini`` aumenta il costo mensa per la scuola elementare ( da "Merateonline.it" del 21-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini`` aumenta il costo mensa per la scuola elementare Ambrogio Sala Come anticipato la riforma Gelmini con l`introduzione dei differenti moduli per la prima elementare è andata a creare non pochi problemi ai comuni. Il primo caso lampante è quello di Olgiate Molgora dove l`amministrazione si vedrà costretta a chiedere a Retesalute o a una cooperativa di svolgere il servizio di

Proteste per la riforma della maturità ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: uscite dal ministero di Mariastella Gelmini hanno mandato in fibrillazione le scuole superiori, dove per le prossime settimane sono previste riunioni dei collegi docenti per valutare la situazione. Malumori anche tra gli studenti, che vedono affidare l'accesso all'esame clou della carriera scolastica alle mani, in diversi casi, di un solo professore.

Alla scuola di Cesole corsi di teatro e musica ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base al decreto Gelmini, per non chiudere i battenti nel 2010. Una mobilitazione generale che ha coinvolto anche le associazioni e perfino il parroco. Per sabato prossimo, 28 marzo, alle 10 hanno invitato Paola Lucchi, della scuola Arti e mestieri di Mantova, che spiegherà le possibili attività per il post-scuola.

in 600 contro il maestro unico bimbi e palloncini in corteo ( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini. Sono arrivati da tutto il Veneto e hanno raccolto 32 mila moduli dove, nero su bianco, è stata espressa la volontà delle famiglie contro le 24 e le 27 ore, facendo naufragare di fatto le due opzioni orarie volute dal governo. Ieri a Roma, presso il Ministero della Pubblica istruzione, sono stati consegnati 150 mila moduli simili a quelli raccolti in città.

Nascite, saldo positivoil comune chiede fondi per un micro-nido Ripetenti con un 5? L'Amaldi scende in strada ( da "Secolo XIX, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la protesta contro il regolamento attuativo della gelmini nCremolino. Un "micronido" nei progammi del sindaco di Cremolino Piergiorgio Giacobbe. Cremolino è il primo comune del territorio ovadese a scegliere questa strada per risolvere il problema delle famiglie, soprattutto le coppie più giovani che lavorano e non hanno possibilità di lasciare i loro bimbi in custodia a qualcuno.

tremonti non c'è, ma il corteo blocca la città - luca daddi e carlo venturini ( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Insomma, un processo di piazza alla politica berlusconiana, ma anche a certe scelte di politica economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa. Filippeschi e Basile nel mirino. In mezzo ai manifestanti, in larga maggioranza giovani e giovanissimi,

gli italiani di oxford giovani cervelli in fuga - enrico franceschini ( da "Repubblica, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma dà un ottimo giudizio della scuola superiore italiana: «Stando qui, ho rivalutato immensamente la nostra scuola pubblica, dà una preparazione mediamente migliore di quella di molte delle più costose scuole private inglesi. Mi sono accorta di sapere più cose di cultura generale di certe mie compagne inglesi uscite dalle scuole d´élite».

antagonisti in corteo e il traffico impazzisce ( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Parole di fuoco contro la politica liberista del governo, la speculazione edilizia, la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Ma le critiche sono state riservate pure a «certe scelte di politica economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa».

Braciere in casa Quattro intossicati dal monossido ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: residente nella centralissima via Gelmini (dalle parti della chiesa parrocchiale) è stata lievemente intossicata dal monossido di carbonio. Genitori e figli stavano festeggiando una piccola festa: hanno acceso il braciere per cucinare, ma dopo un po' di tempo il fumo avrebbe invaso l'abitazione e alcune persone si sono sentite male, tanto da chiedere l'intervento dell'

LA MANNAIA dei tagli in bilancio si è abbattuta anche sul mondo della scuola... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della riforma Gelmini, a farsi portavoce delle richieste e preoccupazioni di genitori, insegnanti e studenti. Dal bilancio presentato sembra invece che abbia deciso di andare nella direzione opposta, con la forte contrazione o soppressione indiscriminata di molte voci di costo che potevano avere un minimo impatto sul bilancio ma una grande importanza a livello sociale e culturale»

L'affascinante arte del <Preziotti> ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la legge Gelmini avremo problemi per la formazione delle classi, che avranno più alunni». Potrebbero quindi essercene di più miste. Il Preziotti prevede vari corsi: Architettura-arredamento, Oreficeria-metalli, Ceramica, Restauro e Michelangelo architettura e arredo.

michele ianes Il terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a Rovereto, ribadisce le insidie di una stagione di cambiamenti ( da "Adige, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: critica a tutto campo il decreto Gelmini (il segretario nazionale della Cisl scuola Silvano Furegon, presente all'incontro, parla di tagli per otto miliardi e 700 milioni di euro) e rimane guardinga sulle scelte dell'amministrazione provinciale: «Il risultato elettorale ci ha messo parzialmente al riparo da una svolta che ci preoccupava,

Il <made in Trentino> resiste alla crisi ( da "Adige, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è rappresentata da Ivo Gelmini che spiega come la crisi non colpisca più di tanto i prodotti biologici «perché si sta affermando una tipologia di consumatore trasversale, non sono più solo ?gli ambientalisti' a comprare biologico ma grandi strati della popolazione che hanno a cuore la qualità perché mangiando meglio si vive meglio».

SEGNALI contrastanti dal mondo della scuola. Si seguono con apprensione le vicend... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 000 euro all' estensione del servizio a regolare tempo pieno articolato su 5 giorni, come prevede il decreto del ministro Gelmini; tutto questo per rispondere alle tante esigenze manifestate dalle famiglie. E ora si è in attesa del parere dell'Ufficio Tecnico Regionale». M.B.

Uni: <Il caso del liceo non va strumentalizzato> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei possibili effetti della riforma Gelmini già se ne era discusso in Consiglio. Purtroppo si è venuti a conoscenza solo ora, in un anno in cui le iscrizioni si sono chiuse con un mese di ritardo, delle difficoltà effettive del liceo». Per Uni è dunque «inutile puntare il dito contro politici ed amministratori quando si è tutti d'accordo sulla necessità evitare l'

Loredana Colloca Povero Berlusconi! Il Presidente del Consiglio, fiaccato alla stregua di un m... ( da "Unita, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Donato Testa Supplenti e abilitati Forse i Ministri Gelmini e Brunetta non hanno capito che tra i precari del mondo scuola ci sono anche quelli come me che non hanno avuto supplenze quest'anno, pur avendo 42 punti in graduatoria, una abilitazione all'insegnamento secondario e una specializzazione sul sostegno polivalente e non solo quelli che hanno attualmente una supplenza.

LE MAMME scendono in piazza contro i tagli al... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE MAMME scendono in piazza contro i tagli alla scuola del Ministro Gelmini. Da una loro prima analisi emerge che sono almeno 5 i posti di lavoro a rischio (ma potrebbero aumentare) tra le maestre dei plessi scolastici cattolichini. Significa disagi e soprattutto servizi che verranno a mancare già dal prossimo anno scolastico in tutte le elementari di Cattolica.

tagli all'istruzione: sosterremo mensa e servizi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fa ancora discutere la riforma Gelmini per le primarie. La presidente del circolo didattico Barbara Della Turca difende la scelta del tempo pieno Tagli all'istruzione: «Sosterremo mensa e servizi» L'assessore Dreosto stronca i toni allarmistici e non esclude di uniformare gli orari d'uscita SPILIMBERGO.

ssk, incontro su scuola ed elezioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: preoccupazione riguardante la riforma Gelmini, soprattutto per quel che riguarda i tagli alla spesa, che già risulta ridotta ai minimi termini. Quanto alle prossime elezioni europee, il segretario regionale Terpin ha presentato l'accordo tra Ssk e Sud-Tirol Volkspartei, dove il partito della comunità tedesca dell'Alto Adige ospiterà sulla propria lista un rappresentante della Ssk.

Sottotetto in fiamme a Zivido: donna intossicata all'ospedale palazzina di tre piani inagibile ( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'alba di ieri, un ricovero per intossicazione si è verificato anche a San Colombano al Lambro, dove un barbecue lasciato acceso dalla sera prima ha provocato pericolose esalazioni di monossido di carbonio nell'appartamento di una famiglia di marocchini abitanti in via Gelmini.

la gelmini taglia 500 docenti nel veneziano ( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini taglia 500 docenti nel Veneziano» Ma le buone notizie non frenano la dilagante preoccupazione per gli effetti dei tagli agli organici decisi dal governo Berlusconi sulla scuola. Ieri durante il taglio del nastro al liceo Franchetti, il tema rimbalzava di bocca in bocca, perché è oramai prossima la pubblicazione dei tagli previsti al personale docente per la Regione Veneto

Addio Gazzetta e bigliettini Ora in Aula ci si rilassa con videofonini e Facebook ( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministre Prestigiacomo e Gelmini docent - tra i rispettivi palmari, ripieni di video spiritosi, foto buffe e messaggini carini. Rimangono in pochi a sfoggiare un libro invece del laptop. Giusto il Bossi, vecchio stampo, con davanti un volumazzo su Gerusalemme; e qualche altro cavaliere della Mezzaluna, con l'immancabile saggio sull'islam.

Tagli, il Conservatorio vede nero ( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, tagliandoli del 100%, non garantisce più i contributi (dati nel 2007 e 2008) promessi a quegli istituti pareggiati che acquisivano l'autonomia (quest'ultima, si noti bene, per una legge voluta dallo Stato). Quindi nel nostro caso, visto che siamo dall'inizio dell'anno diventati autonomi, in base alle direttive ministeriali ci siamo dovuti dotare di una serie di nuove figure

Reggio, insegnante avverte di non fumare e si prende un pugno ( da "Nuova Ferrara, La" del 22-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: L'insegnante ha preferito non farsi medicare in ospedale e sembra intenzionato a non sporgere querela. L'on. Angelo Alessandri (Lega nord) ha fatto sapere che lunedì chiederà al ministro Gelmini come mai gli inquirenti non hanno reso pubblico il nome della scuola dov'è accaduto l'episodio.

I giovani Pd<Sciacallaggiocontro Recca> ( da "Sicilia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda contro la riforma Gelmini, sfociata anche in una contestazione nei confronti del rettore, Antonino Recca, in particolare per il caso Farmacia. In una nota il gruppo giovanile e universitario del Pd si dissocia «dalle infondate dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Segretario provinciale di Rifondazione Comunista e dal coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti,

<Maggiori garanzie per i precari>Scuola. ( da "Sicilia, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La richiesta dei sindacati catanesi al ministro Gelmini per prof e Ata Di sabato il postino non suona più? Bisognerà attendere l'inizio della settimana per ricevere la posta a casa. È quanto sta succedendo da alcune settimane a Catania e in tutti i Comuni della provincia. A denunciare la carenza di servizio il "Slp-Cisl", il sindacato dei lavoratori postali di Catania,

Boom di iscrizioni alla Dante Alighieri. È un vero e proprio piccolo record quello registrato d... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potrebbe incappare in qualche difficoltà per via dei cambiamenti introdotti dal decreto Gelmini: «Si parla solo dei tagli fatti alle elementari e del maestro unico - spiega il preside Roberto Sintini - ma anche le scuole medie andranno in sofferenza. In futuro i professori dovranno insegnare tutte le 18 ore a loro disposizione, mentre ora fanno 15 ore in cattedra e tre di compresenza.

Genitori e insegnanti del Veneto in corteo ma slitta l'incontro con la dirigente regionale ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che bocciano i modelli orari a 24 e a 27 ore del maestro unico proposto dal ministro Gelmini, verranno portati nella sede dell'Ufficio Scolastico nei primi giorni delle prossima settimana. In quell'occasione chiederemo alla dirigente scolastica che si faccia portavoce presso gli organi superiori della volontà espressa dalle famiglie».

Scuola di Meano, non dovevo avvertire il sindaco ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: improponibile per la legge Gelmini, a Meano, l'istituto Rodari ha ritenuto opportuno far convogliare tutti gli alunni iscritti, compresi i sei di Meano, nel capoluogo. «Ho scritto ai genitori subito dopo la chiusura delle iscrizioni per chiedere se vi fosse qualcuno intenzionato ad iscrivere il proprio figlio a Meano piuttosto che a Santa Giustina -

Reggio Emilia: professore picchiato da quattro ragazzi ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Angelo Alessandri, parlamentare della Lega Nord, ha fatto sapere che domani informerà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, intendendo chiedere come mai gli inquirenti hanno preferito non rendere pubblico il nome della scuola dov'è accaduto l?episodio.

Studenti anti Gelmini ( da "Stampa, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CICLOMUSEO Studenti anti Gelmini Sit in alla Mi-Sanremo Minacciano di fermare la corsa, poi solo slogan e striscioni [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE Ieri studenti delle scuole superiori novesi hanno minacciato di bloccare il passaggio della corsa ciclistica Milano- Sanremo davanti al traguardo volante del Ciclomuseo, per protestare contro la politica del ministro Maria Stella Gelmini.

In ribasso licei e artistici ( da "Stampa, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proprio su questi numeri ora si dovrà lavorare sodo per adeguarli alle nuove norme del ministro Gelmini, contemperando anche altre normative vigenti. Già avevamo detto, di recente, che, nella fase della formazione delle classi, si dovrà tenere conto delle strutture a disposizione, degli spazi fisici minimi. E poi gli organici: bisogna capire quanti insegnanti vengono assegnati.

La grande fuga verso le private ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto.

I genitori Si dicono disorientati dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture parificate ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il revival Erano quasi disprezzati, oggi piacciono: «Ma il pregiudizio laicista è ancora un ostacolo» Nel mondo Gli istituti cattolici sono oltre 250 mila, frequentati da 42milioni di allievi I genitori Si dicono «disorientati» dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture parificate

Oggi in Italia un numero crescente di famiglie chiede di iscrivere i figli alle scuole cattoli... ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come fissato dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto inferiore rispetto a quelle statali.

[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Almeno 15-20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella ... ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto.

castellina: incontro sulla scuola ( da "Tirreno, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla scuola firmato dal ministro Maria Stella Gelmini preoccupa Castellina. Il sindaco Manolo Panicucci e l'assessore all'istruzione Maria Luisa Balisciano hanno incontrato in questi giorni il preside dell'istituto comprensivo Renzo Rodani. "I provvedimenti del governo - spiegano Panicucci e Balisciano - rendono sempre più difficile la composizione delle classi a causa dei numeri,

UMBRIA: ASSESSORE PRODI INTERVIENE SU RIFORMA SCUOLE SUPERIORI ( da "marketpress.info" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: intesa sottoscritta il 17 marzo tra il ministro Gelmini e la Regione Lombardia apre di fatto la strada per il passaggio dell?istruzione professionale alla Regione e si propone una generalizzazione del modello a tutte le Regioni. Questo fatto spiega anche come mai la riforma dei tecnici e dei professionali, approntata tecnicamente dalla commissione De Toni,

50.000 FAMIGLIE VENETE CHIEDONO IL TEMPO LUNGO TERMINATE LE ISCRIZIONI PER L'ANNO SCOLASTICO 2009/2010: ORA OGNI DECISIONE SPETTA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI; IL TEMPO LUNGO È AN ( da "marketpress.info" del 23-03-2009)
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Abstract: prevista dalla riforma Gelmini. Se il tempo lungo venisse effettivamente ?tagliato? (come presume il ?Coordinamento dei genitori ed insegnanti delle scuole del Veneto?), gli alunni delle elementari che attualmente frequentano la scuola con orario 8. 15-15. 45 ? cinque giorni su sette - sarebbero obbligati a tornare al vecchio orario,

DA QUALCHE mese è nato, in provincia, un coordinamento... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: specie nel nostro territorio, gli «effetti negativi» della riforma Gelmini. E' un coordinamento tra docenti delle scuole del Delta, di Rovigo e dell'alto Polesine, che ha anche redatto una serie di documenti, dove si illustrano i cambiamenti cui andranno incontro famiglie, studenti e prof già dal prossimo autunno.

Ondata di cinque a scuola e rischio di non poter essere ammessi agli esami. Che fare? Le o... ( da "Gazzettino, Il" del 23-03-2009)
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Abstract: Le opzioni dibattute in questi giorni sono tre: dare un sei "politico", per aggirare gli sbarramenti pensati dal Ministro Mariastella Gelmini. Con questo legittimando di fatto un falso in atto pubblico, e tornando allo sciagurato film del voto politico, già visto dal '68 in poi con esiti nefasti. (Segue a pagina 25)

Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo reg... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo regolamento sulla scuola reatina. Se saranno applicati alla lettera i parametri previsti, rischiano di perdere il posto in provincia, tra docenti e personale Ata, circa 500 persone

Tagli alla scuola, il giorno del giudizio ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)
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Abstract: Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Secondo i "tetti minimi" fissati dal ministro Gelmini in provincia rischiano la chiusura 83 plessi di 39 comuni Tagli alla scuola, il giorno del giudizio In provincia potrebbero perdere il posto circa cinquecento persone tra docenti e personale Ata

Conto alla rovescia per la scuola reatina e cresce l'apprensione per il futuro immediat... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: numeri Se il regolamento firmato dal ministro Gelmini - che fissa i "tetti minimi" di iscritti per tenere aperte le scuole - sarà applicato alla lettera, in provincia di Rieti chiuderanno ben 83 plessi, in 39 comuni. Significa che, a settembre, circa 1800 alunni non troveranno più le loro aule ma dovranno trasferirsi altrove, in molti casi anche a decine di chilometri dai loro paesi.

TRENZANO Ancora sulla cava per la Brebemi nAbuso della sua pazienza e di ... ( da "Giornale di Brescia" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ricordiamoci gli inviti del Ministro Mariastella Gelmini in tema di edilizia scolastica) - gli interventi sono regolarmente finanziati, ci sono le risorse per investire. I problemi, però, si incontrano nuovamente quando si tratta di pagare: ai pagamenti per le opere in corso di costruzione, infatti, si aggiungeranno quelli necessari per i nuovi investimenti,

Preti: ben venga l'agenzia di valutazione degli atenei ( da "Giornale di Brescia" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiarazioni del ministro Gelmini Il rettore Augusto Preti «Preoccupato per i tagli che sono previsti», ma anche «fiducioso che il Governo farà il necessario per rendere la situazione sostenibile». Così si dice il rettore dell'Università Statale, Augusto Preti, dopo le dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini, secondo la quale l'ateneo cittadino non è in pericolo di sopravvivenza.

un piano contro le classi ghetto ( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e che rispetterebbe il tetto di massimo tre alunni non italiani ogni dieci previsto anche dal ministro Gelmini. Ma, per evitare le classi ghetto, si rischia che le famiglie debbano iscrivere i figli lontano da casa. Attacca Cgil Scuola: «Il Comune finirà per deportare i bambini stranieri da una scuola all´altra, il piano non funzionerà». FRANCO VANNI A PAGINA II

tetto agli stranieri in classe moioli dice sì alla gelmini - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)
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Abstract: Milano Tetto agli stranieri in classe Moioli dice sì alla Gelmini "A Milano pronti al limite del 30%". Ma è polemica Città divisa in 4 macrozone, cambia la mappa dei bacini d´utenza. Cgil parla di "deportazione" FRANCO VANNI Meno del trenta per cento di stranieri in classe? «Si può fare». C´è già un piano: lo assicura Mariolina Moioli, assessore all´Istruzione del Comune,

"classi speciali, abbiamo vinto" - fulvio paloscia ( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini dice che nelle classi potrà essere presente un massimo del 30% di studenti stranieri, è evidente che senza ammetterlo, si è respinta l´ipotesi di istituire classi destinate esclusivamente a ragazzi non italiani». Il segretario della Cgil è intervenuto, ieri mattina, al Mandela Forum, alla chiusura della campagna antirazzista «

TERNI RIPRENDE oggi l'udienza preliminare a carico di don ... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: udienza preliminare a carico di don Pierino Gelmini, accusato di molestie sessuali su dieci ex ospiti della Comunità Incontro (nello stesso procedimento devono rispondere di favoreggiamento due suoi collaboratori e la madre di uno degli accusatori). Davanti al gup Panariello compare Michele Iacobbe, il primo degli accusatori, che sarà controinterrogato dalle difese.

Se il cemento è di sinistra: dì la tua sul blog ( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Pay Per Click di Google: maneggiare con curaFondo, a Piller la prima coppa azzurraCina, rivolta contro polizia In manette 100 monaci tibetaniFini incorona Berlusconi leader Pdl "

Il sogno comunista: dalle stalle alle stelle con la Hack ( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E poi sfila al Gay Pride sulle note di «Tango diverso», fa lezione in piazza contro la Gelmini, vuol levare il crocifisso dalle aule e offuscare Rai-Vaticano, dice che i pellegrini al funerale di Papa Wojtyla «facevano una scampagnata», si batte per i colibrì donati dal Perù a Trieste, insulta Napolitano per aver firmato il Lodo Alfano.

C'è crisi... la fiducia in Berlusconi a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing ( da "Sestopotere.com" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da notare il ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai aver assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai assopite) del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre punti rispetto a febbraio.

Il cardinal Martino "Iscritti in crescita ma senza aiuti statali si chiude" ( da "Stampaweb, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come fissato dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto inferiore rispetto a quelle statali.

STASERA ALLE 18 è IN PROGRAMMA IL SECONDO INCONTRO DIBATTITO ORGANIZZATO DALL'ASSOC... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-03-2009) + 5 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: chiesto di esporre i principali punti della riforma Gelmini, questa volta il presidente dell'associazione Valeria Spinetti e Maurizio Iapicca (vice coordinatore regionale Pdl) ospiteranno Alessandra Mussolini, che affronterà il tema: «Tutela dei minori, quali prospettive». L'incontro all'hotel Alabardieri di Chiaia, sarà un occasione per approfondire i temi relativi al mondo dell'

C'è crisi... la fiducia in Berlusconi scende a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing ( da "Sestopotere.com" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da notare il ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai aver assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai assopite) del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre punti rispetto a febbraio.

Neo tecnologie dell'abitare, Spacca scrive alla Gelmini ( da "Quotidiano.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gian Mario Spacca al ministro Mariastella Gelmini. Mariastella Gelmini Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell'abitare. E' sull'ipotesi del suo avvio che è centrata la lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato nei giorni scorsi al ministro per l'Università e la Ricerca,

Cisl scuola: la Gelmini procuri i soldi o taccia ( da "Merateonline.it" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Economia >> Sindacati 17 / 3 / 2009 Cisl scuola: la Gelmini procuri i soldi o taccia Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 17/3/2009 alle 21.22

Merate: situazione drammatica alle elementari. I genitori chiedono le 40 ore ma non ci sono le ( da "Merateonline.it" del 23-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del 18 febbraio la Riforma Gelmini ha messo in seria difficoltà gli istituti e le amministrazioni comunali che si sono trovati a dover gestire iscrizioni troppo variegate negli orari, per le classi prime elementari, con le medesime risorse dell`anno precedente. Gli iscritti in provincia di Lecco In provincia di Lecco gli alunni iscritti alle classi prime di scuola primaria,

Marmirolo, domani incontro sulle elementari di Pozzolo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole di Pozzolo che versano in una difficile situazione a causa della legge 'Gelmini'. Domani sera alle 21, presso le scuole elementari della frazione, infatti, l'amministrazione ha organizzato un incontro con tutta la cittadinanza per ragguagliare sull'attuale situazione delle scuole e illustrare tutti i progetti e gli interventi che sono stati messi in atto per salvare le scuole.

Più rispetto per i romeni A seguito dell'ultimo arresto di due romeni, come inda... ( da "Stampa, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: verso la scuola privata, meglio se privata-cattolica, finanziata con i soldi dei contribuenti, in più ergendosi a difensori della libertà della Chiesa. Tutto questo per accaparrarsi il voto cattolico. Povera Italia come siamo caduti in basso! ALDO BATTILANA, CHIAVARI Quando la Chiesa era superstiziosa Benedetto XVI in visita in Africa sostiene che la Chiesa combatte le superstizioni.

Marcia delle famiglie per salvare l'orario ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che il ministro Gelmini intende modificare, mettendo un maestro unico. Sono i genitori dell'Istituto Comprensivo, che raggruppa, oltre alle scuole di Cordignano, anche quelle di Villa di Villa e Pinidello. Il sindaco Roberto Campagna nei giorni scorsi ha scritto all'assessore regionale Elena Donazzan, chiedendo che venga mantenuto il tempo pieno nei plessi delle frazioni.

Bresciani a Roma: il più ricco è Conti ( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stupisce vedere solo al settimo posto il ministro Mariastella Gelmini del Pdl con 136.611 euro, ma all'epoca della dichiarazione non era ancora ministro della Pubblica Istruzione. Scorrendo l'elenco dei nostri parlamentari scopriamo che, eccezion fatta per Davide Caparini (decimo nella particolare classifica con 128.

A scuola 140 stranieri in più ogni mese ( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciato dal ministro Gelmini: «A Brescia un limite c'è già, ma il problema della concentrazione eccessiva richiede politiche per la casa e il lavoro» Un limite alla presenza degli alunni stranieri nelle classi? «Ma a Brescia di fatto c'è già», dice Patrizia Capoferri, che all'Ufficio scolastico provinciale è referente di tutto quel che riguarda l'

Da Lumezzane la Mar veste i robot della Fanuc ( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Massimo Gelmini, presidente del Comitato Muap, e Giampaolo Mantelli, assessore all'Istruzione e Formazione della Provincia, hanno istituito la «Scuola in Fiera». Si è trattato di un test per mettere in relazione scuola e lavoro. Pieno successo dell'iniziativa, alla quale hanno aderito l'Itis Castelli di Brescia,

Mu&Ap potrebbe tornare già nel 2010? ( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ap ha saputo lanciare un messaggio propositivo - spiega Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore. - Un'offerta di livello e un progetto di lungo periodo che guarda al futuro. Buoni i riscontri raccolti dalle aziende presenti». Sono stati 12.500 gli operatori che hanno visitato Mu&Ap nei quattro giorni di fiera;

raccolta di firme contro i tagli del governo ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma-Gelmini, ecco una nuova raccolta di firme. Questa volta l'oggetto della protesta sono i tagli voluti dal Governo. Tre gli appuntamenti per mettere la firma: lunedì 30 marzo e lunedì 6 aprile dalle 9 alle 12 in piazza del Mercato e sabato 4 aprile dalle 9 alle 12 davanti al supermercato Coop.

tutti insieme contro la riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insieme contro la riforma Gelmini» Comitato genitori, sindacati scuola ed enti locali d'accordo PISTOIA. Provincia, Comuni, sindacati scuola e il Comitato provinciale genitori: tutti insieme per lanciare un grido d'allarme sulle prospettive della scuola pistoiese. Questo il senso dell'incontro che si è svolto ieri mattina nella sede del Centro impiego della Provincia in via Tripoli.

Università, la Gelmini promette più soldi ( da "Secolo XIX, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini promette più soldi la crisi degli atenei Il Pd avverte: «Con i tagli previsti, nel 2010 sarà lo sfascio». Ma il ministro offre «risorse in cambio di riforme» 24/03/2009 Roma. Nessuna trattativa sulle riforme per l'università potrà iniziare se prima il governo non provvederà ad annullare i «pesantissimi» tagli sul fondo di finanziamento ordinario degli atenei che scatteranno

fornacette vuole il treno e "bussa" alla provincia ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
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Abstract: Il Pd di Calcinaia organizzerà una raccolta di firme domani mattina al mercato di Fornacette contro "i tagli alla scuola" della legge Gelmini e il prossimo 25 marzo un incontro al circolo Arci di Fornacette per il «progetto possibile di una nuova fermata ferroviaria proprio nella frazione calcinaiola». A.Q.

Il Sud nel mirino della Gelmini ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
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Abstract: 13 del 24/3/2009 | Indietro Il Sud nel mirino della Gelmini AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Alla firma del ministro il decreto organici: cancellate quasi 37 mila cattedre in un anno A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale è il provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre.

Docenti, si vota. Ma tutti insieme ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
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Abstract: Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Su profitto e condotta la valutazione non è più individuale Il 5 in condotta potrà essere inflitto agli alunni delle secondarie dal consiglio di classe solo in caso di gravi mancanze. Sempre che siano previste come tali dalla legge e dal regolamento disciplinare d'istituto.

Classi super per il nuovo anno ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)
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Abstract: indicazione giunta dalla Gelmini ai direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di 15 alunni Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le classi per costituire ogni cattedra. Sono queste le novità più importanti contenute nella bozza di circolare sugli organici predisposta dal ministero dell'

"premi per i più bravi e controlli sulle spese" ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
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Abstract: la Fondazione di diritto privato prevista dalla riforma Gelmini: «Noi siamo favorevoli» dice Paolo Gandola, in lizza per il cda. Sulla didattica: «Bisogna ridurre ancora i corsi di studio, ci sono troppi doppioni». E sulla data delle elezioni: «E´ stato sbagliato spostarla per via dello sciopero della Cgil».

e il rettore calzolari va dalla gelmini ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
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Abstract: incontro E il rettore Calzolari va dalla Gelmini IL rettore Pier Ugo Calzolari sarà oggi a Roma all´incontro del ministro Gelmini con la Conferenza dei rettori. Si parlerà di nuovo sistema di governance per le università - un riordino atteso da mesi - di meccanismi di concorso per la selezione dei ricercatori e dei docenti.

e nelle paritarie senza bonus è profondo rosso ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
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Abstract: le scuole private parificate cattoliche stanno conoscendo una nuova giovinezza. A dirlo sono i numeri diffusi dall´Agesc, l´associazione che riunisce i genitori delle scuole d´impronta cattolica. Così in regioni come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si registra una grande fuga verso le private con una cifra di 15-mila studenti che lasceranno le scuole statali.

<Insegnanti, tagli inevitabili Ora la scuola vuole qualità> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Berlusconi sono stati prudenti, ma io avrei scelto di andare a regime anche con le superiori fin dal prossimo anno scolastico. La crisi ha ridisegnato gli obiettivi di Lisbona, che dovranno essere raggiunti da tutti per il 2020, abbiamo quindi più tempo per recuperare terreno di fronte all'Europa e all'Ocse su dispersione e qualità della scuola e dobbiamo usarlo tutto»

Il Sud nel mirino della Gelmini ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
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Abstract: della Gelmini A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale È il provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il decreto sugli organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e che è ora è alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante organiche di circa 37 mila cattedre,

Intanto le scuole rischiano il pignoramento dei beni ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tanto più che il ministero guidato da Mariastella Gelmini ha già rappresentato alle scuole «l'esigenza di contenere il conferimento delle supplenze brevi». I soldi però sono stati chiesti al ministero dell'economia. Ma la faccenda è in alto mare perchè il Tesoro non ha ancora accertato i debiti pregressi.

In un colpo vanno via in 50 mila ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ? effetti moderatamente positivi per le migliaia di personale precario che aspira all'incarico a tempo indeterminato o a quello di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche. I 40 mila docenti che cesseranno dal servizio annullerebbero, secondo il ministro, i tagli dei posti in organico di diritto e consentirebbe sia il preventivato numero di immissioni in

Docenti, si vota. Ma tutti insieme ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Docenti, si vota. Ma tutti insieme Su profitto e condotta la valutazione non è più individuale Il 5 in condotta potrà essere inflitto agli alunni delle secondarie dal consiglio di classe solo in caso di gravi mancanze.

Classi super per il nuovo anno ( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 15 autore: Pagina a cura di Carlo Forte L'indicazione giunta dalla Gelmini ai direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Classi super per il nuovo anno Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di 15 alunni Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le classi per costituire ogni cattedra.

Scuola col fiato sospeso. C'è ancora da attendere per capire in che misura i tagli imposti... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 24-03-2009)
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Abstract: delibere e prese di posizione ufficiali nei confronti del regolamento Gelmini. A capire la gravità della situazione anche molti genitori. Oltre alla costituzione del comitato di Roccasinibalda, va registrata la preferenza accordata da gran parte delle famiglie a tempo pieno e tempo prolungato. Una "mossa" che i sindacati avevano chiesto per mettere all'angolo il ministro e capire se,

"Salve, Federico, la mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che v... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto che mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti.

È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pieri... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)
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Abstract: Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pierino Gelmini, interrogato dai difensori del sacerdote nel corso dell'incidente probatorio davanti al gup di Terni

È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pier... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)
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Abstract: don Gelmini - ha riferito Iacobbe - gli avrebbe promesso dei soldi in cambio della sua ritrattazione. In aula questa mattina è stato ascoltato anche Pasquale Di Leonardo, ospite della Comunità nel 1999. Ha raccontato che don Gelmini avrebbe cercato un approccio sessuale per tre volte, desistendo però viste le sue resistenze.

"Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi, quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti.

"Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)
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Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti.

Più studenti in provincia che in città ( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-03-2009)
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Abstract: che ha parlato sia della riforma scolastica Gelmini, sia della situazione scolastica attuale. L'onorevole ha infatti da subito precisato la necessità di cambiamento in questo 2009, dicendo che «la scuola di questo nuovo secolo ha bisogno di eliminare definitivamente degli schemi mentali che hanno 40 anni, derivati dal Sessantotto, e di adeguarsi al mercato,

"Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 24-03-2009) + 3 altre fonti
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Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti.

Medicina, non punire i migliori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)
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Abstract: Ministro Gelmini, la piccola riforma che proponiamo è semplice, utile e non ci sembra abbia controindicazioni. Perché non metterla rapidamente in atto? * Università di Bologna, andrea.ichino@unibo.it ** Jefferson medical college, Philadelphia; presidente Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Ssn ignazio.

Meno abbandono scolastico con iniziative alle scuole medie ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accento su alcuni elementi di criticità legati soprattutto alla riforma Gelmini. «In questi anni - ha affermato lo stesso Amadei - è raddoppiato il numero delle famiglie in carico ai Servizi sociali e aumentato di due volte e mezzo quello dei minori. E' importante capire in che modo si stanno affrontando questi problemi nel mondo scolastico».

"SALVE, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario... ( da "Messaggero, Il" del 24-03-2009) + 2 altre fonti
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Abstract: saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti.

<Formami e non formattarmi>, è il titolo dato all'incontro di riflessione e diba... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-03-2009)
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Abstract: università dopo il decreto Gelmini in programm nella sala della Gran Guardia stasera alle 21. Interverranno: Diego Crivellari, vice coordinatore provinciale Pd; Massimo Bettin, responsabile delle politiche giovanili veneto Cgil; Valeria Cittadin, segretaria provinciale Cisl Scuola, Filippo Silvestri, segretario regionale Giovani Democratici.

Conquistare New York a 19 anni: l'avventura jazz di Enrico Zanisi ( da "Unita, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, ma è più forte quella del jazz, col suo gruppo, Zut4. Sostenuto dal padre Alberto, insegnante di flauto e da mamma Cinzia, di pianoforte. Lo strumento era lì, a casa, Enrico a sei anni lo ha provato a suonare, per curiosità. Nato nel 1990, poco fa, è cresciuto nelle acque della musica classica fino al diploma al Conservatorio de L'

Universitari alle elezioni dopo la stagione dell'Onda <Vincerà l'astensionismo> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-03-2009)
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Abstract: I temi fondamentali alla Bocconi non sono quelli della riforma Gelmini. «Anzi, qui abbiamo prodotto un documento condiviso aggiunge Lecce nel quale chiediamo una riforma più meritocratica e condanniamo le forme violente di protesta. Gli argomenti che interessano sono gli alloggi e le borse di studio. In questa direzione, la Bocconi sta agendo.

di SARAH BUONO A DIECI MESI dal lancio della propria candidatura per il mandat... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-03-2009)
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Abstract: Gelmini, impone delle regole: preparare la docenza nei vari settori per non far morire l'idea di Università, motivare i colleghi giovani e ridefinire gli obiettivi tagliando tutto ciò che è stato ipertrofico». POI l'aspirante Rettore procede: «Una percentuale delle quote del turn over va riassegnata alle strutture di provenienza ma la maggior parte va ridistribuita in merito alla

Stop ai tagli ad orologeria per gli Atenei I democratici per una nuova governance ( da "Unita, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E invece il duo-Tremonti-Gelmini intende fare tutt'altro: i tagli imposti in Finanziaria «hanno innescato una bomba ad orologeria» pronta ad esplodere nel 2010, come sostiene anche Enrico Decleva, il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. Una miccia, quindi, che bisogna disinnescare.

DISTRETTO INDUSTRIALE MARCHIGIANO PER NUOVE TECNOLOGIE DELL'ABITARE - IL PRESIDENTE SPACCA SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE DELL'AVVIO DEL PROGETTO. ( da "marketpress.info" del 24-03-2009)
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Abstract: IL PRESIDENTE SPACCA SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE DELL´AVVIO DEL PROGETTO. Ancona, 24 marzo 2009 - Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell´abitare. E´ sull´ipotesi del suo avvio che e` centrata la lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato nei giorni scorsi al ministro per l´

Arrivano i re di Svezia, tre giorni di incontri e cultura ( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)
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Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini, mentre la regina visiterà il museo dei bambini, Explora. Oggi dalle 10,30 alle 11,30, per il passaggio del corteo reale, saranno deviate le linee di bus H, 23, 30 Express, 34, 40 Express, 44, 46, 46B, 60 Express, 62, 63, 64, 70, 81, 84, 85, 87, 95, 98, 116, 117, 119, 160, 170, 175, 186, 280, 492,

le famiglie vogliono il tempo pieno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-03-2009)
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Abstract: impostazione del ministro dell'Istruzione Gelmini, gli esponenti della Cgil Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Lo hanno chiesto in 27 neo-iscritti, su 2 mila 761 matricole provinciali». I numeri nel Friuli Occidentale parlano chiaro: il popolo delle primarie è cresciuto di 156 unità rispetto al 2008 e ha raggiunto quota 13 mila 867 scolari,

Ma questa per Fini è la grande occasione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-03-2009)
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Abstract: Gelmini, Brunetta, Sacconi, Quagliariello. Questi, a differenza di Fini confinato a un ruolo istituzionale e in uscita da una cultura politica invecchiata, possono muoversi con maggiore autonomia perché provengono da culture politiche che la modernità e i suoi problemi non le hanno scoperte di recente.

Gelmini: tetto del 30% per gli stranieri in classe, vogliamo l'integrazione ( da "Rai News 24" del 24-03-2009)
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Abstract: Roma | 24 marzo 2009 Gelmini: tetto del 30% per gli stranieri in classe, vogliamo l'integrazione Mariastella Gelmini "Abbiamo pensato a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti migrati".

24/03/2009 09:57 SCUOLA: GELMINI, QUOTA PER STUDENTI STRANIERI SERVE A INTEGRAZIONE ( da "ITnews.it" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, stamattina a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro, sottolineando che "occorre in alcuni casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani" e che la preponderante presenza di studenti stranieri in un istituto "non e' la condizione per una vera integrazione",

24/03/2009 09:54 UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILI A CONFRONTO CON PD SU RIFORME ( da "ITnews.it" del 24-03-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini, questa mattina a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro. Quanto poi al fatto che il Segretario del Pd, Dario Franceschini, sulla riforma dell'universita' ha avanzato delle proposte chiedendo un confronto, alla domanda se il Governo sia disponibile a mettersi a discutere, Gelmini risponde "Assolutamente si".

LOMBARDIA: GELMINI, SENZA FONDAMENTO IPOTESI MIA CANDIDATURA A PRESIDENZA REGIONE ( da "ITnews.it" del 24-03-2009)
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Abstract: Gelmini alla presidenza della Regione Lombardia. Lo ha affermato questa mattina lo stesso ministro dell'Istruzione a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro, aggiungendo che "il presidente Berlusconi e il presidente Napolitano mi hanno assegnato il compito di occuparmi di istruzione, di universita' e di ricerca e sono abituata a terminare gli impegni che mi vengono attribuiti.

Cattivo uso di tv e Internet, è ora di porre un freno ( da "Denaro, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: approccio alla tecnologia aprendoci al nuovo, ma un nuovo che affonda le radici nel passato, che era privo di gossip, che premiava il merito ed era pieno di sogni e di legittime aspirazioni. Concludo condividendo il pensiero di don Gelmini: internet senza regole è infernet. * presidente Associazione Amici dell'Altra Italia del 24-03-2009 num.

La condizione dei ricercatori precari in Italia ( da "Stampaweb, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ricerca auspicato dal Ministro Mariastella Gelmini e dai suoi Predecessori dovrebbe consentire una valutazione più obiettiva della produttività e permettere una distribuzione più efficiente e meritocratica dei fondi ministeriali destinati alla ricerca. A questo proposito appare necessario puntualizzare alcuni aspetti riguardanti la particolare condizione della ricerca in Italia.

Gelmini, il tetto del 30% di stranieri serve per l'integrazione ( da "Stampaweb, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Mariastella Gelmini, intervistata dalla trasmissione “Panorama del giorno” su Canale 5. «Abbiamo pensato - ha spiegato il ministro - a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti migrati e l?

Scuola, tetto 30% per stranieri, Gelmini: serve per equilibrare ( da "Reuters Italia" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini c'è il fatto che l'inserimento nelle classi "non basta" e in alcuni casi "occorre equilibrare, dosare la presenza di studenti immigrati con studenti italiani". La settimana scorsa il ministro Gelmini aveva annunciato che, per migliorare l'integrazione nelle scuole tra alunni italiani e stranieri,

Scuola, a Genova convegno Anci su attuazione Titolo V in materia di istruzione ( da "Sestopotere.com" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziativa del 3 aprile sarà anche quello di aprire un dibattito sul tema della scuola a partire dalle funzioni e responsabilità dei Comuni, coinvolgendo tutti gli attori interessati dal profondo processo riformatore del sistema scolastico. Al convegno è stata invitata Mariastella Gelmini, Ministro Istruzione, Università e Ricerca.

Italy wants 30 percent cap on immigrants in class ( da "Reuters" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: " Education Minister Mariastella Gelmini told local television. "There have been many cases of classes almost entirely made up by immigrant students and obviously such conditions are not ideal for proper integration." Immigrant children would learn more Italian if they mixed with more local students, the minister said.

L'11 aprile ci sarà il nuovo Cda ( da "Sicilia, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tra le novità nella riforma del ministro Gelmini, a partire dal prossimo anno, "Cittadinanza e Costituzione" rappresenta un nuovo insegnamento che comprenderà l'educazione stradale. In questo contesto si inserisce l'iniziativa dell'ufficio scolastico provinciale di Agrigento, anticipando i tempi di attuazione della riforma con l'organizzazione di un corso di formazione per i "

ROMA. NON SI PUò CERTO DEFINIRE POVERO MA IL REDDITO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DA UN ANNO AL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-03-2009) + 1 altra fonte
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Abstract: Maria Stella Gelmini (Istruzione, 136mila) e ultima Mara Carfagna (Pari opportunità, 133mila). A chiudere la classifica dei componenti del governo il Guardasigilli Angelino Alfano, con 123mila euro, mentre si collocano in posizione intermedia Claudio Scajola (Sviluppo economico, 226mila), Altero Matteoli (Infrastrutture,

Stupidi. ( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura.

ASSEMBLEA DEL PD ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini per poi inevitabilmente approdare alla crisi del vetro. Qualche malumore è scaturito dalla mancanza dei rappresentanti comunali, ma anche dalla questione relativa alla scuola del vetro Abate Zanetti. «Abbiamo 500 lavoratori in cassa integrazione su circa 900 - ha esordito Davide Camuccio, di Filcem-Cgil - e non capisco perché non ci sia nessun rappresentante del Comune

Giavera (L.Bon) Le lotte di campanile fra Santi Angeli, Giavera e Cusignana. La "gara" per la ba... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 24-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nel nome (Mariastella Scarfagna) e nei gesti, il Ministro all'istruzione Gelmini e quello alla condizione giovanile Carfagna. Il tutto in una palestra gremita. Poi il "rogo" davanti al tempio "Regina pacis" ed una lotteria che ha ricordato il "fuochista" di sempre Antonio Perin, detto Toni Pia, scomparso di recente.


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Futurismo? Il Pdl nasce come una boccio la (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Futurismo? Il Pdl nasce come una boccio la FEDERICO ORLANDO RISPONDE Cara Europa, nei giorni scorsi, il ministro Brunetta, che ha uno sproporzionato bisogno di far parlare di sé anche a costo di dire castronate, ha fatto il suo gesto futurista, scagliando la bomba contro gli studenti universitari contestatori: definiti «guerriglieri da trattare come guerriglieri», e io immagino coi mitra e, se catturati, con tribunale militare, tortura e fucilazione, come da manuale dell?antiguerriglia. Eppure, con tutte le mostre sul futurismo che sono in giro per l?Italia, il materiale brunettiano mi sembra scaduto, usurato. Tanto che, dopo la cauta Gelmini che ha frequentato la sacrestia e perciò è più esperta nel conciliare autoritarismo e guanto di velluto, lo ha richiamato anche qualcun altro, forse il Re in persona, per costringere il ministro a ripensarci e trasformare i «guerriglieri» in «quattro ragazzotti». Ma i futuristi veri, cantata maledettamente la guerra, poi andavano a farla. Perché i nostri imitatori non ne ripassano la storia? ALVISE FUSCAGNI, VENEZIA Caro Fuscagni, non saprei dirle se sarebbero bastate le famose ?scazzottate futuriste? per fare del movimento di Marinetti e di Boccioni quella cosa culturalmente seria e politicamente ambigua che fu il fururismo. L?accusa agli studenti mi sembra appartenere più alle scazzottate che non alla cultura, neanche a quella dei paradossi letterari marinettiani, di cui in queste settimane sono stracolmi i tavoli delle librerie e gli ingressi dei musei dove si tengono le (troppe) mostre per il centenario del movimento: dico troppe perché nessuna riesce poi ad essere esauriente, o, come dicono con neologismo gli inglesisti, esaustiva. Neanche quelle che si propongono di andar oltre l?impegno celebrativo, per esempio la mostra al Quirinale (venuta dal ?Pompidou?), che mette a confronto il futurismo e le altre avanguardie del tempo. Qualche persona letterata di destra, che esamina il nascente movimento sociale unico di Fi e An, appunto il Pdl (o partito del leader o partito della limousine), annusandovi totale mancanza di cultura, volge la cosa in positivo, parlando di partito postculturale. L?ha scritto, lui sì un po? marinettianamente, Buttafuoco, e forse meglio Angelo Crespi, direttore del Domenicale. A parer suo, già «Forza Italia è paradossalmente (?) il primo partito a-culturale e per questo l?animo con cui si rivolge alla cultura oscilla tra il tiepido interesse e la lontananza». Ecco un esempio di futurismo del nulla, che constata ma non propone. Tanto che il mio amico Gennaro Malgieri, uno dei rari intellettuali del Msi, generazione di mezzo, da ultimo consigliere della Rai (vedi il suo ritrattino fattone ieri da Europa nella rubrica Vip) dice: «Il Pdl non sarà altro che la costituzionalizzazione di una lista elettorale, di una coalizione eterogenea governata da un monarca assoluto e assecondata da un?oligarchia che non scaturirà da un voto. Neanche le bocciofile nascono così». Si rassegni, Gennaro. Il Pdl sarà ? secondo il verbo di Crespi, che se ne intende ? «un partito rivoluzionario in quanto conservatore, conservatore in quanto riformista, riformista in quanto laicista, laicista in quanto cattolico, primo partito post-ideologico assolutamente liquido e per paradosso fortemente radicato nella comunità movimentista e al tempo stesso di governo». Molto meglio, trent?anni fa, al tempo di Berlinguer, si diceva del Pci «partito di lotta e di governo». La contraddizione, nel contesto dell?unità nazionale, si capiva, oggi nel contesto liquido si capisce assai meno: siamo a Marinetti contro tout le monde ma anche Marinetti accademico d?Italia in camicia nera, feluca e spadino. La storia si ripete, la prima volta come tragedia, la seconda come commedia. E anche questa è una ripetizione. Gli italiani, come sempre, se ne accorgeranno soltanto all?ultimo atto, quando il teatro gli cade addosso e gli rompe le ossa.

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Italian minister plans 30% limit per class on immigrant pupils (sezione: Scuola)

( da "Guardian, The" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Italian minister plans 30% limit per class on immigrant pupils Tom Kington in Rome The Guardian, Saturday 21 March 2009 larger | smaller Italy's education minister has unveiled plans to set a 30% limit per class on immigrant pupils in an attempt to avoid ghettoes, as the number of foreign children attending Italian schools soars. Maria Stella Gelmini floated the plans as concern grew among some Italian parents at the number of non-Italians in schools. In one Rome suburb, a committee of Italian parents threatened to remove their children from classes after the proportion of immigrant pupils reached 80%. "This is not a racist country," said Gelmini. "But this case should make us reflect." Just over 500,000 non-Italian children are now studying in Italian schools, up 18.2% since 2005 to account for 5.6% of the total. Albanians are the largest group of foreign students at 15.5%. The plan drew criticism from Italy's only black member of parliament, who said the government was mistakenly grouping the Italian-born children of immigrants with recently arrived immigrants who enter the school system speaking no Italian. "Italy is the only country in Europe which denies citizenship until the age of 18 to children of non-Italians who are born in this country," said Jean-Léonard Touadi, who was born in the Republic of the Congo. "They speak Italian, they are effectively Italian, so you cannot treat them like new arrivals and lump them all together in a quota." But officials in the northern city of Vicenza, which has already instituted a quota, said they believed it was the only way to build a multi-ethnic consensus. Under the city's scheme, limits are placed on Italian parents pulling their children out of schools where numbers of non-Italian pupils are rising, with the guarantee offered in return that non-Italian pupils will not exceed 35%. "This way the Italians stay put and integration can start at an early age," said Jacopo Bulgarini D'Elci, spokesman for the city's centre-left mayor, Achille Variati. "This problem is usually tackled by the right," he said. "But this time we are happy the government is following our lead." Other immigration policies launched by the government of Silvio Berlusconi have drawn stronger criticism. More than 100 MPs in Berlusconi's own Freedom People party signed a petition this week against a measure in a security bill which lifts a ban on doctors reporting illegal immigrants they treat to the police.

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Insulti alla Gelmini a brescia: "Hai affamato la scuola" (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Insulti alla Gelmini a brescia: "Hai affamato la scuola" 20 marzo 2009 alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Attimi di tensione stasera nella sede dell'Associazione industriale bresciana all'arrivo del Ministro all'istruzione Mariastella Gelmini, attesa per il convegno 'La scuola di oggi, fucina di talenti di domani? '. Una persona secondo i bene informati vicina al centro sociale Magazzino 47 si e' accostata al Ministro impegnata a rispondere ai giornalisti urlando 'La scuola e' al collasso per colpa tua. AGI

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Gelmini, "Per l'integrazione tetto dal 2010-2011" (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini, "Per l'integrazione tetto dal 2010-2011" 20 marzo 2009 alle 21:44 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti 'La scuola oggi e' multietnica: dobbiamo discutere di questo tema con pacatezza e equilibrio, facendo in modo che si assuma fino in fondo la responsabilità dell'integrazioné. Lo ha affermato stasera il Ministro all'istruzione Mariastella Gelmini, rispondendo a margine del convegno 'La scuola di oggi, fucina di talenti di domani' all'Associazione industriale bresciana, alle domande dei giornalisti. 'La presenza di moltissimi studenti stranieri fa si' che le classi diventino ghetti, che non consentono l'integrazione -- ha continuato Gelmini -. Per superare questo problema è valida l'esperienza dei mediatori culturali, ma anche l'indicazione di un tetto, che scatterà non dal 2009 ma dal 2010-2011, così da dare alle scuole il tempo di organizzarsi. È una scelta presa confrontandoci con i dirgenti scolastici provinciali e regionali. Abbiamo anche condizionato delle risorse per far sì che i ragazzi, soprattutto quelli che arrivano in Italia a 12, 13, 14 anni, possano essere seguiti nell'apprendimento della lingua italiana. Non ci può essere integrazione senza la conoscenza della cultura e della lingua. AGI

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Peccato per gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Peccato per gli studenti Alcune considerazioni sulla polemica inerente l'incontro di sabato 14/3 al Palatenda a Bagnolo S. Vito sulla legge Gelmimi. Un mese fa sono stata contattata dalla signora Zambelli che desiderava organizzare un incontro pubblico sul tema della scuola anche con la presenza di alunni. Considerando la presenza di alunni, ho concordato che l'incontro avrebbe dovuto avere esclusivamente un taglio informativo sui contenuti della legge, dando prioritariamente la possibilità ai ragazzi di esprimere le loro richieste di chiarimento e di formulare domande per esempio in merito all'organizzazione dei lavori al Senato, all'iter di formazione di una legge e a qualsiasi altra curiosità inerente la vita parlamentare. La mia decisione di intervenire come rappresentante delle istituzioni e non come espressione di una parte politica era dettata dal profondo rispetto per i bambini e i ragazzi ritenendo che essi debbano essere esclusi dalla contesa politica. Non a caso al Palatenda non erano presenti bandiere e simboli della Lega Nord. Non solo, io stessa ho scelto di non indossare alcun segno riconducibile alla Lega. La comunicazione del Dirigente scolastico e dell'assessore Borsari, datata 9/3, confermava la volontà di far partecipare gli alunni delle terze medie. Non solo, nella stessa comunicazione, il Dirigente scolastico e l'assessore si sono assunti la paternità di organizzatori dell'evento. Purtroppo gli alunni non si sono visti al Palatenda perché, nel frattempo, il Collegio docenti ha deliberato che i ragazzi, visto che non erano stati preparati adeguatamente all'incontro, avrebbero perso tempo presenziando allo stesso. Rispetto la delibera della scuola: capita ai professori di programmare attività e poi di non riuscire a svolgerle nei tempi stabiliti. So anche che i professori affronteranno in classe la lettura della legge Gelmini, legge composta da pochissimi articoli e di facile lettura. Anche se i ragazzi fossero venuti al Palatenda non particolarmente preparati, sarebbe bastato avvisarmi. Ho insegnato fino all'altro ieri e conosco le tecniche per far sì che essi si sentano a proprio agio, liberi di esprimersi e di porre domande, anche le più bizzarre o divertenti. Non si trattava dell'esame di Stato! Non so se i docenti abbiano negato la partecipazione degli alunni per il motivo dichiarato o per motivi ideologici: non è questo il problema. Certo hanno dimostrato di credere che gli alunni non fossero in grado di gestire una situazione nuova ed esterna all'ambiente scolastico, se pur protetta, con sufficienti competenze e con serenità. A volte le situazioni «senza rete», purchè supervisionate sempre da adulti responsabili, sono ottime palestre educative che richiedono ai ragazzi la capacità di sapersi misurare con se stessi. Di tutta la polemica questo è il punto su cui scuola, Amministrazione comunale e genitori devono riflettere. In ogni caso mi rendo disponibile a essere presente una seconda volta a Bagnolo. Se mi sarà richiesto. Irene Aderenti Senatrice della Repubblica

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IL MINISTRO GELMINI Se non si vogliono creare "classi ghetto" è necessario porre il li... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia I GIOVANI DI OGGI, I LAVORATORI E I DIRIGENTI DI DOMANI IL MINISTRO GELMINI «Se non si vogliono creare "classi ghetto" è necessario porre il limite del 30% al numero degli studenti stranieri. Il tetto entrerà in vigore nel 2010-2011, ma già dal prossimo anno scolastico sarà chiesto uno "sforzo" ai dirigenti per evitare i casi più eclatanti. La scuola è chiamata ad assolvere il ruolo di integrare gli studenti stranieri. E lo dobbiamo fare non all'insegna del politicamente corretto, ma affrontando i problemi in maniera seria»

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Gelmini: La Statale non è in pericolo (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Gelmini: «La Statale non è in pericolo» Il ministro, ospite dell'Aib, rassicura sul futuro dell'ateneo e ribadisce: «Gli stranieri nelle classi non superino il 30%» ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden)" title="Mariastella Gelmini, bresciana, trentacinque anni, ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden)" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090321/foto/full_brescia_153.jpg',600,897)"> Mariastella Gelmini, bresciana, trentacinque anni, ministro della Pubblica Istruzione (Foto Eden) n«L'Università di Brescia a rischio? Non credo proprio. È un ateneo virtuoso ed è nelle condizioni più di altri di andare avanti». A dirlo è il ministro Mariastella Gelmini a margine del convegno «La scuola (di oggi) fucina di talenti (di domani)?», organizzato dall'Associazione industriale bresciana. «Al rettore Preti - aggiunge - va dato atto di aver ben amministrato, tant'è che la spesa corrente è al di sotto della soglia del 90%». Queste parole fanno di certo tirare un sospiro di sollievo a quanti temevano per la sopravvivenza dell'università cittadina: nelle settimane scorse, infatti, lo stesso numero uno dell'ateneo bresciano aveva definito «insopportabili» i tagli del governo e, di conseguenza, aveva addirittura minacciato le sue dimissioni. Durante il suo intervento il ministro, dopo aver ringraziato Confindustria «per il suo sostegno e la sensibilità mostrata verso il mondo dell'istruzione», si è poi soffermata sui temi di stretta attualità a partire dall'intenzione di porre il limite del 30% al numero di studenti stranieri nelle classi: «il tetto - ha ribadito - entrerà in vigore nel 2010-2011, ma già dal prossimo anno scolastico sarà chiesto uno "sforzo" ai dirigenti per evitare i casi più eclatanti: le "classi ghetto" - taglia corto - vanno a tutto danno dell'integrazione». «Aprire la scuola al territorio» La titolare del dicastero di viale Trastevere si dice poi convinta che la sfida più importante da vincere sia «l'innalzamento del livello dell'istruzione». Un obiettivo che «passa dall'apertura verso il territorio» e che non può prescindere «da uno sforzo collettivo: non solo di tutte le forze presenti in Parlamento, ma anche del mondo produttivo e di tutti i soggetti che hanno a cuore il mondo della scuola». Un mondo, aggiunge, «nel quale sono presenti ancora molti sprechi e inefficienze: puntiamo quindi a razionalizzare la spesa per valorizzare la qualità». «Promuovere la meritocrazia» La Gelmini affronta poi il delicato tema del reclutamento degli insegnanti: «Il meccanismo - sentenzia - è senz'altro da rivedere alla luce di una logica meritocratica, in base alla quale l'avanzamento di carriera non può avvenire solo per l'anzianità di servizio. D'altronde l'egualitarismo e l'appiattimento non hanno giovato né ai docenti né alla scuola nel suo complesso». Sulla base di questa considerazione il ministro lancia pure una frecciata ai sindacati che, a suo dire, «hanno un peso eccessivo nel campo dell'istruzione», mentre il suo auspicio è che «in Parlamento, sulla valutazione dei docenti, si possa formare una maggioranza trasversale». Il tema della meritocrazia ritorna anche a proposito degli studenti: «grazie ai 70 milioni di euro che abbiamo stanziato sarà la prima volta che il nostro Paese garantirà la borsa di studio a tutti i ragazzi capaci e meritevoli». «È chiaro - prosegue - che ci vuole tempo per verificare gli effetti del cambiamento della scuola, ma una cosa è certa: soprattutto in un periodo di crisi non possiamo difendere lo "status quo", né possiamo ignorare che nelle classifiche internazionali indietreggiamo di anno in anno: al contrario, dobbiamo promuovere il cambiamento con coraggio e con la capacità di confrontarsi da parte di tutti». «Stop ai troppi corsi di laurea» A proposito dei tagli dei corsi di laurea il ministro ribadisce che «verranno effettuati sulla base dei numeri degli studenti che vi si iscrivono. D'altronde - commenta - penso che 5.500 corsi siano davvero troppi, ragion per cui ne abbiamo già prevista, applicando la legge 1 del 2009, una riduzione del 20%». Quanto al bisogno di avere più studenti nelle materie tecnico-scientifiche, la Gelmini suggerisce che la questione «si può affrontare spiegando alle famiglie e ai ragazzi che quel tipo di formazione può dare più opportunità di occupazione». In questo senso si muove la riforma della scuola superiore, in particolare di quella tecnica, che entrerà in vigore dal 2010-2011, ma che già l'anno prossimo, ha ricordato il ministro, avrà alcune sperimentazioni in diverse regioni, fra le quali la Lombardia. Marco Tedoldi

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IN MEZZO AL PUBBLICO (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia IN MEZZO AL PUBBLICO Il ministro Gelmini è arrivato in Aib a metà pomeriggio: prima di intervenire per parlare dei temi a lei cari della scuola, ha assistito alla tavola rotonda precedente

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CON I VERTICI AIB (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia GIORNATA BRESCIANA CON I VERTICI AIB Mariastella Gelmini insieme a Franco Tamburini (al centro), presidente dell'Associazione industriale bresciana e a Francesco Franceschetti, leader dei giovani imprenditori Aib

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La meccanica bresciana riparte da Montichiari La crisi fa da sfondo alla manifestazione che si chiude lunedì nei padiglioni della Fiera del Garda. Oggi il convegno sul credito (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia La meccanica bresciana riparte da Montichiari La crisi fa da sfondo alla manifestazione che si chiude lunedì nei padiglioni della Fiera del Garda. Oggi il convegno sul credito MONTICHIARIMolle, nastri, catene, minuterie e assemblaggi. E, ancora, fresature, tranciature, stampaggi, punzonature e filettature. Servirebbe un ingegnere per decifrare completamente il vocabolario della meccanica bresciana. Articolata e vitale come il suo complesso lessico e come gli stand bresciani presenti al'edizione 2009 di Mu&Ap. Centosessanta espositori, oltre 500 marchi rappresentati su una superficie espositiva di 14mila metri quadrati. I numeri dell'edizione 2009 della rassegna della produzione per l'industria meccanica rappresentano già il primo successo. Una fiera che ha saputo fare sistema È il «leit motive» della cerimonia di apertura della fiera: Mu&Ap rappresenta un'opportunità per fare ripartire il sistema delle imprese e su questa manifestazione e Brescia è riuscita a fare sistema. Per la prima volta infatti l'iniziativa gode del sostegno di tutti gli enti e tutte le associazioni economiche della nostra provincia. «È soprattutto nei momenti di difficoltà che l'impresa è chiamata a investire in innovazione, per farsi trovare pronta alla ripresa economica. Mu&Ap può rappresentare una grande occasione per quelle realtà produttive che vogliono rinnovarsi», hanno sottolineato nei loro interventi Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore di Mu&Ap, il suo vice Antonio Perini, il sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa (che ha ricordato come la Fiera di Montichiari stia investendo in una nuova copertura da 2.700 metri quadri), il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il vicepresidente Aristide Peli e il sottosegretario bresciano Daniele Molgora. Crisi degli ordini, ma anche di liquidità Snobbati nei tempi della «finanziarizzazione» dell'economia, ma ora di nuovo al centro dell'immaginario e delle speranze di un territorio. È il destino delle piccole e medie imprese bresciane d'eccellenza che in questi primi mesi del 2009 si trovano ad affrontare un calo degli ordini preoccupante e che risentono della stretta del credito delle banche (il tema sarà affrontato oggi in un convegno alle 10). «La crisi di liquidità c'è e la tocchiamo con mano ogni giorno - sottolinea Sergio Comini, titolare Scr di Travagliato -. In questi mesi è diventato più difficile farsi pagare dalle grandi aziende. Per aiutare i nostri clienti abbiamo concesso dilazioni di pagamento. Ci siamo in un certo modo sostituiti alle banche e stiamo finanziando i clienti che si trovano in momentanea crisi di liquidità». La Scr distribuisce utensili per asportazione truciolo, commercializza nelle province di Brescia, Bergamo, Verona e Trento due «brand» importanti del settore come la tedesca Walter e la torinese Feba Metal. Nata 10 anni fa a Brescia, l'azienda si è recentemente trasferita nel nuovo capannone da mille metri quadri di Travagliato, zona Averolda; nel 2008 ha fatturato 6 milioni di euro in crescita di oltre il 20% rispetto al 2007. «La crisi si sente, gennaio e febbraio sono stati mesi neri per il settore della meccanica che ha registrato cali del fatturato attorno al 30%, non prevediamo una ripresa prima della fine del 2009». E chi invece non conosce... crisi Sono gli unici «transferisti» presenti al Mu&Ap e non conoscono la parola crisi. Stiamo parlando della Tecno Transfer srl di Travagliato. Una piccola azienda con 20 dipendenti che produce macchine transfer e automazioni industriali. Creata da quattro soci nel 1997 nel 2008 ha chiuso il bilancio con un fatturato di 2,8 milioni (erano 3,8 nel 2007). Alla vetrina del Mu&Ap era esposto uno dei tre esemplari di macchine (con robot della Mar Robotica di Lumezzane) prodotto per la Luxor di Montichiari e il cui costo si aggira sui 700mila euro. «Non risentiamo di questa crisi, abbiamo saturato gli impianti per tutto il 2009 - spiega Piergiorgio Quaresmini, amministratore della Tecno Transfer -. Stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro fatto negli scorsi anni, riuscendo ad imporci nel settore per la forte versatilità e grado di precisione». Versatilità e precisione che per Tecno Transfer si traducono con il vocabolo «retrofitting» vale la revisione e l'aggiornamento delle vecchie macchine transfer. Una mercato che si è ampliato a dismisura con la crisi. Microimprese, cuore dell'eccellenza Una delle novità dell'edizione 2009 di Mu&Ap è rappresentata dall'area Microimprese. Si tratta di piccole aziende, che operano nella subfornitura meccanica, nelle lavorazioni meccaniche conto terzi e nello stampaggio. Realtà produttive di piccole dimensioni caratterizzate da grande flessibilità e dinamismo. Una trentina quelle presenti grazie al sostegno dell'Assessorato alle attività produttive della provincia. Lo stato d'animo, la grinta ed il cuore di queste realtà produttive lo rappresenta Ornella Sciola di Lumezzane. Con i fratelli Nazareno e Claudio e lo zio Dionisio gestisce la Som srl, società specializzata nella progettazione e costruzione di stampi per pressofusione di alluminio, zama e plastica. L'azienda è nata nel 1970 e dà lavoro a 17 dipendenti. Anche in questo caso nessun rallentamento della produzione per via della crisi: «Si continua a lavorare come prima, anche se si sono ridotti i margini per via della forte concorrenza - spiega Ornella Sciola -. Il nostro segreto? Qualità, affidabilità e tempi certi di consegna. Abbiamo instaurato forti rapporti di collaborazione con i nostri clienti, ma soprattutto abbiamo cercato di diversificare a 360 gradi i settori ai quali ci rivolgiamo: dall'automotive all'edilizia». Anche il settore stampi della Ocs di Nuvolera non sembra risentire in modo pesante dalla crisi. L'azienda fondata nel lontano 1966 da Alighiero Alberici, oggi è guidata dai fratelli Graziano e Cinzia e da mamma Pesilia. 14 dipendenti, e un fatturato che tocca 1,5 milioni. La crisi? Lavorare «solo» 8 ore al giorno Lavorare «solo» otto ore al giorno, senza straordinari e a casa il sabato mattina. In una provincia tra le più laboriose d'Italia, la crisi si declina anche così. È il caso della Rizzardini di Preseglie che produce stampi per tranciatura di getti pressofusi. L'azienda è stata fondata dai fratelli Graziano, Mario e Renzo Rizzardini. In fiera abbiamo incontrato la seconda generazione della famiglia: i fratelli Daniela e Mauro. Quindici dipendenti, una produzione di 120-130 stampi l'anno, ed un 2009 che tutto sommato tiene. Roberto Ragazzi r.ragazzi@giornaledibrescia.it

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ECCELLENZE IN FIERA (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 21/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Mu&Ap L'inaugurazione ECCELLENZE IN FIERA Centosessanta espositori, 500 marchi rappresentati su una superficie espositiva di 14mila metri quadrati. Con questi numeri è stata inaugurata Mu&Ap, fiera dedicata al settore della meccanica. Al taglio del nastro erano presenti tra gli altri Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore, il vice Antonio Perini, il sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il vicepresidente Aristide Peli e il sottosegretario Daniele Molgora.

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Scuola e immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello Arzignano" (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola e immigrazione al ministro Gelmini piace il "modello Arzignano" Sabato 21 Marzo 2009, ARZIGNANO - Il ministro Gelmini dà ragione al modello Arzignano. Lo aveva promesso lo scorso 6 febbraio, incontrando Sindaci e dirigenti scolastici: Elena Donazzan, assessore regionale all'istruzione, avrebbe portato al Ministro l'esperienza di Arzignano e Valle del Chiampo, zona ad alta concentrazione di stranieri. Detto, fatto. "A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura delle mie posizioni, in particolare della proposta di definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi, chiedo pubblicamente una clamorosa promozione". Soddisfatta, Elena Donazzan aggiunge: "L'iniziale scetticismo del Ministro è stato superato dalle argomentazioni che abbiamo portato come assessorato regionale, con esempi di come, in territori assai fragili, quale la zona di Arzignano, si è già provveduto con lungimiranza e concretezza, senza posizioni assurde ideologiche, a gestire al meglio l'integrazione e l'apprendimento nell'intera classe." "In agosto siamo usciti con chiarezza con la proposta delle quote: oggi si materializza la vittoria del buon governo e del buon senso della Regione del Veneto" ha concluso Donazzan. Paola Frighetto

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Via libera alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini Veneto esempio per il Paese (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Via libera alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle classi venete, l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan gongola di fronte all'annuncio del ministro Gelmini di introdurre, fin dal prossimo anno, la sperimentazione del tetto del 30% di alunni stranieri in classe. «Ad avere pazienza e ad essere convinti delle proprie posizioni alla fine si ha sempre ragione» commenta Donazzan sorridente «A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura da parte del ministro dell'Istruzione, delle mie pozioni, in particolare della proposta di definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi, chiedo pubblicamente una clamorosa promozione». Ultimata la sperimentazione, resa necessaria per questioni organizzative - dato che le preiscrizioni si sono chiuse lo scorso 28 febbraio, rendendo difficilmente applicabile l'immediata entrata in vigore - con l'anno scolastico 2010-11, il provvedimento entrerà a regime a livello nazionale: «Ancora una volta il Veneto è stato un esempio per il resto del Paese - prosegue l'assessore - credo che inizialmente il ministro fosse preoccupato dall'idea di essere accusato di razzismo, ma noi siamo comunque andati avanti per la nostra strada, con esperienze pilota, laddove la necessità di affrontare il problema era tanto più pressante». Secondo Elena Donazzan, sarebbero state proprio le argomentazioni indotte dall'assessorato regionale in base all'esperienza avviata nel Vicentino a spingere il ministro a superare «l'iniziale scetticismo». «Le nostre argomentazioni sono state sostenute da esempi concreti di come si fosse cercato di intervenire in territori assai fragili, quale la zona di Arzignano, dove tutti hanno lavorato con lungimiranza e con concretezza, studiando strumenti nuovi di integrazione, senza arroccarsi su posizioni assurde e ideologiche, ma con il solo obiettivo di gestire al meglio il problema dell'integrazione e dell'apprendimento dell'intera classe». Il Veneto proseguirà ora con il monitoraggio delle prime esperienze di questo tipo, pronto ad apportare gli aggiustamenti necessari. «E' evidente che, se non si interviene con il governo del problema, questo finisce per governarsi da sé. E a quel punto, allora sì che si creano i ghetti: non riusciremmo più a convincere i genitori italiani a iscrivere i loro figli nelle classi a maggioranza straniera, trovandoci di fronte ad un fiorire di etnie e alla relativa impossibilità di alfabetizzare, sia sotto il profilo linguistico che culturale, gli studenti stranieri». (s.zan.)

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via libera alle quote di immigrati donazzan applaude gelmini veneto esempio per il paese (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Regione Via libera alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle classi venete, l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan gongola di fronte all'annuncio del ministro Gelmini di introdurre, fin dal prossimo anno, la sperimentazione del tetto del 30% di alunni stranieri in classe. «Ad avere pazienza e ad essere convinti delle proprie posizioni alla fine si ha sempre ragione» commenta Donazzan sorridente «A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura da parte del ministro dell'Istruzione, delle mie pozioni, in particolare della proposta di definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi, chiedo pubblicamente una clamorosa promozione». Ultimata la sperimentazione, resa necessaria per questioni organizzative - dato che le preiscrizioni si sono chiuse lo scorso 28 febbraio, rendendo difficilmente applicabile l'immediata entrata in vigore - con l'anno scolastico 2010-11, il provvedimento entrerà a regime a livello nazionale: «Ancora una volta il Veneto è stato un esempio per il resto del Paese - prosegue l'assessore - credo che inizialmente il ministro fosse preoccupato dall'idea di essere accusato di razzismo, ma noi siamo comunque andati avanti per la nostra strada, con esperienze pilota, laddove la necessità di affrontare il problema era tanto più pressante». Secondo Elena Donazzan, sarebbero state proprio le argomentazioni indotte dall'assessorato regionale in base all'esperienza avviata nel Vicentino a spingere il ministro a superare «l'iniziale scetticismo». «Le nostre argomentazioni sono state sostenute da esempi concreti di come si fosse cercato di intervenire in territori assai fragili, quale la zona di Arzignano, dove tutti hanno lavorato con lungimiranza e con concretezza, studiando strumenti nuovi di integrazione, senza arroccarsi su posizioni assurde e ideologiche, ma con il solo obiettivo di gestire al meglio il problema dell'integrazione e dell'apprendimento dell'intera classe». Il Veneto proseguirà ora con il monitoraggio delle prime esperienze di questo tipo, pronto ad apportare gli aggiustamenti necessari. «E' evidente che, se non si interviene con il governo del problema, questo finisce per governarsi da sé. E a quel punto, allora sì che si creano i ghetti: non riusciremmo più a convincere i genitori italiani a iscrivere i loro figli nelle classi a maggioranza straniera, trovandoci di fronte ad un fiorire di etnie e alla relativa impossibilità di alfabetizzare, sia sotto il profilo linguistico che culturale, gli studenti stranieri». (s.zan.)

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via libera alle quote di immigrati donazzan applaude gelmini veneto esempio per il paese (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Regione Via libera alle quote di immigrati Donazzan applaude Gelmini «Veneto esempio per il Paese» Il ministro del governo: la sperimentazione già a settembre 2009 VENEZIA. «Se prima ero stata rimandata a settembre, evidentemente ora sono stata promossa. E pure a pieni voti». Dopo la bufera di polemiche scatenate l'estate scorsa dalla proposta di introdurre una quota di stranieri nelle classi venete, l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan gongola di fronte all'annuncio del ministro Gelmini di introdurre, fin dal prossimo anno, la sperimentazione del tetto del 30% di alunni stranieri in classe. «Ad avere pazienza e ad essere convinti delle proprie posizioni alla fine si ha sempre ragione» commenta Donazzan sorridente «A coloro che avevano parlato intempestivamente di bocciatura da parte del ministro dell'Istruzione, delle mie pozioni, in particolare della proposta di definire quote precise di studenti immigrati da inserire nelle nostre classi, chiedo pubblicamente una clamorosa promozione». Ultimata la sperimentazione, resa necessaria per questioni organizzative - dato che le preiscrizioni si sono chiuse lo scorso 28 febbraio, rendendo difficilmente applicabile l'immediata entrata in vigore - con l'anno scolastico 2010-11, il provvedimento entrerà a regime a livello nazionale: «Ancora una volta il Veneto è stato un esempio per il resto del Paese - prosegue l'assessore - credo che inizialmente il ministro fosse preoccupato dall'idea di essere accusato di razzismo, ma noi siamo comunque andati avanti per la nostra strada, con esperienze pilota, laddove la necessità di affrontare il problema era tanto più pressante». Secondo Elena Donazzan, sarebbero state proprio le argomentazioni indotte dall'assessorato regionale in base all'esperienza avviata nel Vicentino a spingere il ministro a superare «l'iniziale scetticismo». «Le nostre argomentazioni sono state sostenute da esempi concreti di come si fosse cercato di intervenire in territori assai fragili, quale la zona di Arzignano, dove tutti hanno lavorato con lungimiranza e con concretezza, studiando strumenti nuovi di integrazione, senza arroccarsi su posizioni assurde e ideologiche, ma con il solo obiettivo di gestire al meglio il problema dell'integrazione e dell'apprendimento dell'intera classe». Il Veneto proseguirà ora con il monitoraggio delle prime esperienze di questo tipo, pronto ad apportare gli aggiustamenti necessari. «E' evidente che, se non si interviene con il governo del problema, questo finisce per governarsi da sé. E a quel punto, allora sì che si creano i ghetti: non riusciremmo più a convincere i genitori italiani a iscrivere i loro figli nelle classi a maggioranza straniera, trovandoci di fronte ad un fiorire di etnie e alla relativa impossibilità di alfabetizzare, sia sotto il profilo linguistico che culturale, gli studenti stranieri». (s.zan.)

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I fascisti stanno con Berlusconi Fini non è niente da un pezzo (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

«I fascisti stanno con Berlusconi Fini non è niente da un pezzo» Il senatore del Pdl: oggi non vado dai necrofori I partiti non servono più. Il premier è lui e basta quindi vince. Dopo di lui, c'è solo lui SUSANNA TURCO Oggi in gran solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra («mi chiamano così da quando avevo quattro anni») non si sente alla vigilia di niente. «Gnente», dice lui. Il suo giudizio preferito. Gianfranco Fini? «È gnente». Francesco Storace? «Gnente». Il futuro della destra è con Berlusconi, naturalmente, e anche il presente, se è per questo. Editore, imprenditore dell'acqua e poi della sanità, ex proprietario della Roma, 90 giorni a Regina Coeli, oggi senatore del Pdl, il Ciarra a 75 anni continua a chiamare Mussolini «il Principale», a rivendicare il saluto romano (tutti i giorni, al picchetto del Senato) ed è in quell'età nella quale tutti i ricordi si trovano alla stessa distanza. Il nonno che fece i soldi con lo «strozzinaggio buono» ai mercati generali e l'altro «integerrimo industriale, però noiosissimo», ma pure, per dire, quello di Dario Franceschini («lo conobbi a Ferrara, accompagnando Almirante a incontrare vecchi fascisti»). Claretta Petacci che da Salò mandava a prendere i film americani in Svizzera per non annoiarsi, la scollatura di Sofia Loren sbirciata di nascosto per una serata intera. I 2,8 metri della scrivania che aveva il Duce a Palazzo Venezia: «L'ho comprata su e-bay per 37 milioni di lire, non so dove metterla». Le sue lezioni di storia contemporanea all'Università di Latina. L'Italia «dei nani» di oggi e quella di ieri: «Che poi il fascismo fece anche cose orribili, come il rastrellamento del Ghetto. O le leggi razziali, il Principale fece un'autentica cretinata». Non andrà alla fiera di Roma, a veder morire An? «Figuriamoci. Coi necrofori?». Ma faranno anche l'esaltazione di Almirante... «Dettaglio che trovo strano, perché Fini si esercita sempre più nell'antifascismo non richiesto: è una delle sue quaranta svolte. Lui, che non è mai stato fascista». Dice così perché avete litigato. «Non ci parliamo da anni. Quando disse: "Ciarrapico io non l'avrei mai candidato", chiusi con lui per sempre. È evidente che presentargli Almirante fu da parte mia uno sbaglio madornale». Dica, lei che si iscrisse all'Msi nel '47. Da oggi dove se ne andrà il popolo della destra? «Guardi che oggi non succede proprio niente. Questo congresso è un vòtapiatto». Prego? «Un vòtapiatto. Nell'800, i poveri della costa laziale inventarono questo piatto, che è fatto friggendo in padella gli scarti dei calamari. Cuocere gli avanzi, nella speranza che abbiano conservato il gusto, ma il gusto non c'è più». E così, An... «An è il secondo vòtapiatto. Il primo fu a Fiuggi, nel 1994». E dunque, il popolo di An dove va da oggi? «Ma è evidente: nel Pdl. Berlusconi è entrato nel cuore dei fascisti da tempo. Non è mai andato a festeggiare il 25 aprile, sul fascismo non ha mai detto una parola contro». Fini, invece... «Chiariamoci, anche io sono andato in Israele, molte volte. Però non sono andato in giro per le strade con la kippah, capisce?». Mussolini si rivolta nella tomba, lei dice. «Io mi rivolto anche fuori dalla tomba». Dovesse indicare il più mussoliniano di oggi? Berlusconi? «Non esageriamo. Ce può sta' se parliamo di terza generazione». Intende Berlusconi, erede di Craxi, erede di Mussolini? «Ecco, Craxi, semmai. Una volta dovette fare un discorso sull'inaugurazione di un monumento ad Anita Garibaldi, mi chiese di ritrovargli quello che su di lei fece il Principale. Se lo guardò beato, faceva riavvolgere la pellicola per studiarsi le mosse». E Fini non può essere l'erede di Berlusconi? «Fini non può fare gnente. Lui dice adesso: delfino no. Squalo, semmai. «Macché squalo. Lo squalo te se magna. Quello non ti dà manco un mozzico». E dunque? «Dopo Berlusconi c'è solo Berlusconi. Io lo chiamo il Padreterno. Dice che 120 anni sono una conquista ormai acquisita dell'uomo occidentale e che, coi suoi mezzi, ce ne può aggiungere altri 20. A me, ne regala 10». Siete coetanei, no? «Tre anni di differenza, a lui piace dire due. È fatto così. Come per l'altezza. Ai tempi del Lodo Mondadori passai ad Arcore tre mesi, mi chiese quanto sei alto? Un metro e 71. Ma puoi guadagnare 4-5 centimetri, esclamò. E mi regalò un paio di scarpe col tacco». Che altro, per quella mediazione? «Un paio di quadri. Uno lo misi in barca, si inumidì: restaurarlo costò più del valore della tela». Nient'altro? «Nient'altro». Non ci crederà nessuno. «Eppure è così». Quando vi siete conosciuti? «Al meeting di Rimini, 35 anni fa». I vosti rapporti? «Buoni perché ci vediamo poco. Tanto lui ha la sua corte dei miracoli. I Cicchitto, i Bondi. L'unico che ha le palle, lì dentro, è Scajola. Però è troppo impulsivo. Berlusconi lo sa, e lo provoca». E Tremonti? «Mi è cordialmente antipatico, ma è molto intelligente. Berlusconi non lo teme, però. Sa, la sua voce...». La Meloni? «Una che dà le interviste a Chi per dire che va in vacanza in Sardegna perché abbronzata sta meglio...». La Gelmini? «L'ho detto anche a lei: nun te toje mai l'occhiali, che ci perdi». Calderoli? «Al concerto di Natale si è presentato in smoking, la mattina, al Senato. Era l'unico». Ci saranno le correnti nel Pdl? «Ci sono già». Perché Berlusconi vince? «È finita l'era dei partiti. Basta partiti, dico nei comizi: applausi sempre. Berlusconi non ha un partito. È lui, e basta. Quindi vince». Intervista a Giuseppe Ciarrapico

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Oggi in gran solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra (... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Oggi in gran solennità si scioglie Alleanza Nazionale, ma Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra («mi chiamano così da quando avevo quattro anni») non si sente alla vigilia di niente. «Gnente», dice lui. Il suo giudizio preferito. Gianfranco Fini? «È gnente». Francesco Storace? «Gnente». Il futuro della destra è con Berlusconi, naturalmente, e anche il presente, se è per questo. Editore, imprenditore dell'acqua e poi della sanità, ex proprietario della Roma, 90 giorni a Regina Coeli, oggi senatore del Pdl, il Ciarra a 75 anni continua a chiamare Mussolini «il Principale», a rivendicare il saluto romano (tutti i giorni, al picchetto del Senato) ed è in quell'età nella quale tutti i ricordi si trovano alla stessa distanza. Il nonno che fece i soldi con lo «strozzinaggio buono» ai mercati generali e l'altro «integerrimo industriale, però noiosissimo», ma pure, per dire, quello di Dario Franceschini («lo conobbi a Ferrara, accompagnando Almirante a incontrare vecchi fascisti»). Claretta Petacci che da Salò mandava a prendere i film americani in Svizzera per non annoiarsi, la scollatura di Sofia Loren sbirciata di nascosto per una serata intera. I 2,8 metri della scrivania che aveva il Duce a Palazzo Venezia: «L'ho comprata su e-bay per 37 milioni di lire, non so dove metterla». Le sue lezioni di storia contemporanea all'Università di Latina. L'Italia «dei nani» di oggi e quella di ieri: «Che poi il fascismo fece anche cose orribili, come il rastrellamento del Ghetto. O le leggi razziali, il Principale fece un'autentica cretinata». Non andrà alla fiera di Roma, a veder morire An? «Figuriamoci. Coi necrofori?». Ma faranno anche l'esaltazione di Almirante... «Dettaglio che trovo strano, perché Fini si esercita sempre più nell'antifascismo non richiesto: è una delle sue quaranta svolte. Lui, che non è mai stato fascista». Dice così perché avete litigato. «Non ci parliamo da anni. Quando disse: "Ciarrapico io non l'avrei mai candidato", chiusi con lui per sempre. È evidente che presentargli Almirante fu da parte mia uno sbaglio madornale». Dica, lei che si iscrisse all'Msi nel '47. Da oggi dove se ne andrà il popolo della destra? «Guardi che oggi non succede proprio niente. Questo congresso è un vòtapiatto». Prego? «Un vòtapiatto. Nell'800, i poveri della costa laziale inventarono questo piatto, che è fatto friggendo in padella gli scarti dei calamari. Cuocere gli avanzi, nella speranza che abbiano conservato il gusto, ma il gusto non c'è più». E così, An... «An è il secondo vòtapiatto. Il primo fu a Fiuggi, nel 1994». E dunque, il popolo di An dove va da oggi? «Ma è evidente: nel Pdl. Berlusconi è entrato nel cuore dei fascisti da tempo. Non è mai andato a festeggiare il 25 aprile, sul fascismo non ha mai detto una parola contro». Fini, invece... «Chiariamoci, anche io sono andato in Israele, molte volte. Però non sono andato in giro per le strade con la kippah, capisce?». Mussolini si rivolta nella tomba, lei dice. «Io mi rivolto anche fuori dalla tomba». Dovesse indicare il più mussoliniano di oggi? Berlusconi? «Non esageriamo. Ce può sta' se parliamo di terza generazione». Intende Berlusconi, erede di Craxi, erede di Mussolini? «Ecco, Craxi, semmai. Una volta dovette fare un discorso sull'inaugurazione di un monumento ad Anita Garibaldi, mi chiese di ritrovargli quello che su di lei fece il Principale. Se lo guardò beato, faceva riavvolgere la pellicola per studiarsi le mosse». E Fini non può essere l'erede di Berlusconi? «Fini non può fare gnente. Lui dice adesso: delfino no. Squalo, semmai. «Macché squalo. Lo squalo te se magna. Quello non ti dà manco un mozzico». E dunque? «Dopo Berlusconi c'è solo Berlusconi. Io lo chiamo il Padreterno. Dice che 120 anni sono una conquista ormai acquisita dell'uomo occidentale e che, coi suoi mezzi, ce ne può aggiungere altri 20. A me, ne regala 10». Siete coetanei, no? «Tre anni di differenza, a lui piace dire due. È fatto così. Come per l'altezza. Ai tempi del Lodo Mondadori passai ad Arcore tre mesi, mi chiese quanto sei alto? Un metro e 71. Ma puoi guadagnare 4-5 centimetri, esclamò. E mi regalò un paio di scarpe col tacco». Che altro, per quella mediazione? «Un paio di quadri. Uno lo misi in barca, si inumidì: restaurarlo costò più del valore della tela». Nient'altro? «Nient'altro». Non ci crederà nessuno. «Eppure è così». Quando vi siete conosciuti? «Al meeting di Rimini, 35 anni fa». I vosti rapporti? «Buoni perché ci vediamo poco. Tanto lui ha la sua corte dei miracoli. I Cicchitto, i Bondi. L'unico che ha le palle, lì dentro, è Scajola. Però è troppo impulsivo. Berlusconi lo sa, e lo provoca». E Tremonti? «Mi è cordialmente antipatico, ma è molto intelligente. Berlusconi non lo teme, però. Sa, la sua voce...». La Meloni? «Una che dà le interviste a Chi per dire che va in vacanza in Sardegna perché abbronzata sta meglio...». La Gelmini? «L'ho detto anche a lei: nun te toje mai l'occhiali, che ci perdi». Calderoli? «Al concerto di Natale si è presentato in smoking, la mattina, al Senato. Era l'unico». Ci saranno le correnti nel Pdl? «Ci sono già». Perché Berlusconi vince? «È finita l'era dei partiti. Basta partiti, dico nei comizi: applausi sempre. Berlusconi non ha un partito. È lui, e basta. Quindi vince».

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genitori di albignasego a venezia contro gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 32 - Provincia Genitori di Albignasego a Venezia contro Gelmini ALBIGNASEGO. Ci sarà anche il Coordinamento genitori insegnanti di Albignasego alla manifestazione indetta oggi a Venezia per ribadire la contrarietà della stragrande maggioranza delle famiglie del Veneto ai tagli di insegnanti e di tempo-scuola previsti con l'attuazione dei provvedimenti Tremonti-Gelmini. La manifestazione è stata promossa dal Coordinamento dei Comitati genitori ed insegnanti «Buona Scuola» del Veneto per «pretendere una scuola pubblica di qualità, che risponda alle domande delle famiglie». «Ad Albignasego - sostiene il locale Coordinamento - l'80% delle famiglie dei nuovi iscritti ha espresso la preferenza per il tempo pieno di 40 ore, mentre il restante 20% (circa 40 nuovi iscritti), gravitante attorno al plesso di San Tomaso ha nella quasi totalità preferito le 30 ore, con percentuali trascurabili per le rimanenti due opzioni di 27 e 24 ore. Quest'ultima si attesta attorno all'1%, valore di gran lunga inferiore a quello delle prime proiezioni nazionali. Anche salvando il tempo lungo, la prospettiva del ritorno al maestro unico mina alle radici la qualità della scuola». (Giorgio Ranzato)

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le scuole in sit-in per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Roma Viale Trastevere Le scuole in sit-in per il tempo pieno Consegneranno 14mila domande per chiedere al ministro dell´Istruzione Gelmini di garantire per la prima elementare il tempo pieno con due insegnanti e le compresenze dei docenti e per le classi successive di mantenere l´attuale modello organizzativo. Non si ferma la battaglia delle elementari della Capitale contro il maestro prevalente della Riforma Gelmini. Oggi saranno in 50 - tra maestri e genitori - in sit-in davanti al ministero, poi una delegazione sarà ricevuta dal capo del dipartimento per l´Istruzione Giuseppe Cosentino. «Alle 11 le famiglie e le maestre che arriveranno dalle altre parti di Italia si incontreranno a piazza della Bocca della Verità - spiega una docente della Iqbal Masih - e poi alla spicciolata, perché non abbiamo avuto il permesso di fare il corteo, raggiungeranno viale Trastevere per consegnare anche le loro domande. E sempre per ovviare alla mancata autorizzazione di fare un presidio con più di 50 persone, qui davanti al ministero dell´Istruzione il loro sit-in sarà mobile». (tea maisto)

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manifestazione a venezia per la scuola tante adesioni anche da monselice (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 40 - Provincia Manifestazione a Venezia per la scuola Tante adesioni anche da Monselice MONSELICE. Anche una delegazione di Monselice parteciperà oggi pomeriggio alla manifestazione di Venezia in difesa della scuola pubblica. Genitori di tutto il Veneto consegneranno all'Ufficio Scolastico Regionale le firme raccolte in questi mesi di mobilitazione. La partenza da Monselice è alle 13.45 dalla stazione dei treni. «Chiediamo il tempo prolungato, le compresenze, la mensa gestita dagli insegnanti - ribadisce la portavoce Monica Buson -. Non vogliamo una scuola parcheggio». Non ci sarà l'assessore Giovanni Belluco, impegnato con la rassegna «Monselice scrive», ma con una lettera ha trasmesso il suo appoggio ai genitori. Per ora resta isolata la richiesta di moratoria sul decreto Gelmini avanzata dal consiglio comunale di Monselice. (f.se.)

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boom delle scuole private - elvira scigliano (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

I tagli al tempo pieno provocano un esodo dalle elementari pubbliche: in calo le prime Boom delle scuole private Iscrizioni chiuse in anticipo a Forcellini e Terranegra ELVIRA SCIGLIANO FORCELLINI. Effetto Gelmini: nelle elementari pubbliche è in atto una fuga verso le scuole private parificate; alcune di queste, in centro e a Forcellini-Terranegra, hanno addirittura chiuso in anticipo le liste di iscrizione per sovraffollamento. Molti genitori - nella confusione tra tempo pieno, normale e breve - hanno optato per le paritarie: della serie, meglio pagare una retta che la baby-sitter. Tra i 14 istituti comprensivi padovani, il primato negativo lo detiene il settimo: raggruppa la San Camillo di via Sanudo, la Ferrari di via Granze, la Forcellini di via Filiasi e la Giovanni XXIII di via Carli; «Faremo una sola prima anziché due», annuncia la dirigente Ornella Sturz «l'elenco non è ancora completo ma abbiamo registrato l'esodo di alcune unità verso i privati». A ruota segue l'Ottavo: la Santa Rita di via Marchesini, la Volta di via Sant'Osvaldo e la Manin di via Tre Garofani; «Sì, c'è un calo», conferma la dirigente Gemma Pittarello «una trentina di bambini andrà nelle le scuole private: fanno due classi in meno, più un'altra prima che avevo già messo in conto. I genitori mi telefonano tutti i giorni, ma non ho risposte». Ormai in famiglia lavorano entrambi i coniugi e proporre 27 ore settimanali fa ridere: «Su 110 bambini, appena una trentina ha scelto il tempo normale, comunque di 30 ore e non 27». In molti hanno dribblato il problema con la doppia iscrizione: prenotano un posto nella scuola privata sperando che la Gelmini ci ripensi. Idem per il Decimo: «Già a gennaio alcuni genitori mi hanno avvertito che avrebbero scelto le private», afferma MariaTeresa Dalla Neste, dirigente «le 35 ore a settimana erano perfette, mentre 30 sono troppo poche e 40 risultano pesanti. Inoltre con l'assenza dell'insegnante al pomeriggio è a rischio la qualità dei laboratori». «Siamo riusciti a mantenere le classi dell'anno scorso per un pelo», sa sapere Cinzia Gaino del Quarto Comprensivo (la Rosmini di via Da Montagnana e la Salvo D'Acquisto di via Bach) «conteniamo la fuga con le 40 ore». In controcorrente c'è soltanto il Sesto, che conta la Davila di via Zatti, la Morante di via Bonetto, la Rodari di via Mortise e la Tommaseo di via Fiorazzo: «Siamo un caso atipico», commenta la dirigente Nicoletta Cipolli «abbiamo più iscritti dell'anno scorso. Noi siamo innamorati della scuola: 16 corsi gratuiti e il numero più alto di alunni portatori di handicap, la dicono lunga». L'assessore alle politiche sociali Claudio Piron è categorico: «Perdere le prime significa mettere a rischio la sopravvivenza della stessa scuola. Rischiamo di vedere spazzato via il lavoro di anni da un momento di follia ministeriale».

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boccherini, incontro interlocutorio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Lucca Boccherini, incontro interlocutorio La Gelmini farà riunioni per deciderne la statalizzazione LUCCA. L'onorevole Deborah Bergamini, il sindaco Mauro Favilla e l'assessore Donatella Buonriposi sono stati ricevuti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: istituto Boccherini, manifestazioni internazionali e Imt: queste alcune delle questioni affrontate durante l'incontro propiziato dall'onorevole Bergamini, grazie alla sua amicizia personale con il ministro. La riunione ha avuto riscontri molto positivi, anche se molte delle questioni potranno essere risolte successivamente, quando gli uffici comunali e ministeriali si metteranno in contatto. Boccherini. Il sindaco e all'assessore Buonriposi hanno chiesto al ministro la statalizzazione dell'istituto Boccherini, in modo che sia equiparato ai conservatori di Stato. L'amministrazione comunale ha fatto presente al ministro che solo gli istituti di Lucca e Teramo, fra quelli pareggiati d'Italia, beneficiano di una convenzione ufficiale sottoscritta con il ministero e che, pertanto, la loro situazione risulta in uno stato maggiormente avanzato, rispetto ad altri, grazie anche al notevole grado di efficienza e di qualità raggiunto in questi anni dal nostro istituto musicale. Il ministro ha fatto presenti le ristrettezze di bilancio del ministero, ma ha assicurato che presto convocherà una serie di riunioni per esaminare i problemi del nostro e degli altri istituti pareggiati. Imt. Fra gli argomenti affrontati anche il futuro dell'istituto di alti studi Imt. La Gelmini ha assicurato che rientra fra i principali istituti di alta formazione del paese e ha garantito l'impegno finanziario del ministero e tutto il suo sostegno. Sempre in relazione ai problemi della scuola, sono stati discussi la situazione degli edifici scolastici e i possibili interventi. Iniziative di grande respiro. Il sindaco ha anche fatto presente che Lucca può, a tutti gli effetti, ospitare iniziative di grande respiro di livello nazionale e internazionale e visto che il G8 della Scienza e della tecnologia si terrà all'Expò di Milano, la nostra città si candida ad ospitare altri eventi di pari portata o incontri analoghi. Fra le possibilità prese in esame rientra anche quella di poter organizzare a Lucca un vertice dell'Agenzia spaziale europea, in programma per l'autunno. Il ministro ha garantito il suo impegno e, a giorni, farà conoscere quali saranno le possibilità per la nostra città.

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scuola materna: nuove polemiche in consiglio (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Gorizia Scuola materna: nuove polemiche in consiglio MORARO MORARO. La giunta Pelos ha approvato il progetto esecutivo e definitivo per i lavori di ristrutturazione della scuola d'infanzia comunale. Si è aperto il bando per partecipare alla gara d'appalto e i termini per presentare la domanda scadranno il 6 aprile. Lo ha comunicato il sindaco nel corso del consiglio comunale dell'altra sera, che aveva come punto principale dell'ordine del giorno una variazione del bilancio di previsione 2009. Il consigliere della lista d'opposizione "Par Morar", Zefferino Tofful, non era presente, ma il sindaco Alberto Pelos ha letto prima dell'inizio del dibattito una nota del gruppo di opposizione. «La variazione del bilancio relativa alla ripredisposizione dei mutui delle opere pubbliche, al di là dell'errore burocratico, avrebbe dovuto far riflettere il sindaco e il gruppo di maggioranza sull'opportunità di accedere ai mutui medesimi. La ristrutturazione della scuola materna (a rischio chiusura con l'attuale decreto Gelmini) e la notevole spesa per strade non è un investimento per l'economia, ma un aumento dell'indebitamento del Comune». Pelos sulla variazione del bilancio ha precisato che non c'è stata alcuna svista amministrativa, ma si è trattato solo del cambiamento della procedura. Dall'assessore regionale Molinaro in merito alla scuola d'infanzia ci sono state rassicurazioni. L'assessore al bilancio Umberto Colombo ha sottolineato che la lista "Par Morar" insiste ancora con le stesse argomentazioni e continua a parlare del debito che i cittadini di Moraro avrebbero. Tesi che non corrispe al vero, dato che secondo Colombo il Comune spende 5 mila euro di tasca sua e riceve 40 mila euro di convenzione annuale. «Noi siamo qui per lavorare e fare il bene dei compaesani. Si dice che un buon Comune è virtuoso quando chiude i conti in pareggio. Il Comune di Moraro non solo chiude in pareggio, ma con parecchi soldi in più». La variazione del bilancio è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza e quello negativo di Roberto D'Amato, di "Solidarietà per Moraro". Il gruppo di maggioranza ha anche replicato alla lettera di D'Amato in cui il consigliere di minoranza sosteneva l'esistenza di un clima di mancato rispetto delle opposizioni. Colombo ha sottolineato che rispedisce al mittente la parole di D'Amato invitandolo a un'opposizione più seria e corretta. Anche l'assessore Cristian Vecchiet è intervenuto sulla stessa linea, mentre D'Amato è rimasto fermo nelle sue convinzioni. (m.s.)

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la gelmini ci ha messo in ginocchio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Le amministrazioni costrette a riorganizzare i servizi mensa e il trasporto degli alunni La Gelmini ci ha messo in ginocchio I Comuni del Pisano: ci aspettano anni difficilissimi PISA. «Stiamo facendo l'impossibile ma ci aspettano anni difficilissimi». Questo l'allarme lanciato ieri dalla "Conferenza dei sindaci per l'educativo" durante la conferenza stampa svoltasi in mattinata a Palazzo Gambacorti. I rappresentanti dell'organizzazione, cui spetta il compito di condurre la programmazione delle politiche socio-educative e scolastiche dell'area pisana, si sono detti preoccupati per la problematica situazione che si verrà a creare nelle scuole primarie e secondarie con l'avvento della riforma Gelmini. «Uno dei nostri compiti - spiega Ida Nicolini - è quello di definire e ottimizzare le risorse sul territorio». «Ciò potrà avvenire - prosegue - attraverso una rete che unisca le scuole di Pisa, Cascina, Vecchiano, Calci, San Giuliano e Vicopisano, così da aiutare i comuni a organizzarsi. La nuova legge Gelmini ha però concesso un'offerta ai genitori, per ciò che concerne gli orari di primarie e secondarie, senza prima prendere accordi con gli enti locali e senza prima stabilire il livello di risorse necessarie a organizzare tale lavoro. Tutti scelgono le 30 ore costringendoci a una riorganizzazione delle mense scolastiche e dei sistemi di trasporto scolastico, obiettivo non semplicissimo per le scuole dei comuni più piccoli. Senza poi contare i disagi che creerà a livello di agibilità strutturale l'aumento degli alunni per classe a 30 elementi: secondo le normative, infatti, il tetto, deciso con le precedenti amministrazioni non dovrebbe superare i 26 alunni». La conferenza si è comunque battuta con successo perchè ai fondi concessi dalla regione alla scuola non venissero effettuati tagli. «Noi- racconta l'assessore Marilù Chiofalo, del Comune di Pisa - siamo riusciti a confermare con la Regione i fondi precedentemente stabiliti. Con l'approvazione di questa legge però sarà il caos, perchè si è illuso le famiglie con la promesse di servizi inerogabili che costringeranno l'intero sistema della rete scolastica a riorganizzarsi». Secondo l'assessore infatti «la mancanza di personale docente e andrà a colpire non solo tutte le attività extrascolastiche, quali gite, laboratori, corsi d'inglese, ma anche i progetti di recupero e le attività di sostengo per alunni diversamente abili». L'assessore Serena Dilda, del Comune di Vecchiano, sottolinea che «molto probabilmente non ci saranno gli organici per assicurare le 30 ore previste. In molti casi, addirittura, i singoli organi scolastici dovranno ricorrere ai fondi di istituto per stipendiare il personale, rischiando di non avere i soldi per pagare i supplenti. La situazione è così drammatica che recentemente alcuni dirigenti scolastici sono stati costretti a chiedere, con sei mesi di anticipo, i fondi per i detergenti e la cancelleria». Ma le critiche continuano. Alberto Romei, del diritto allo studio di Cascina, afferma che «nessuno ha tenuto conto dell'espansione demografica del nostro comune, dove gli iscritti sono quasi raddoppiati quest'anno». I rappresentanti della Conferenza dei sindaci comunque non si arrendeno, e concludono assicurando che «noi faremo sempre del nostro meglio per rispondere a questa emergenza e ottimizzare le risorse» E.P.

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cinquemila invadono via rizzoli contro la gelmini - venturi a pagina v (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

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Pagina III - Bologna La manifestazione in difesa del tempo pieno Cinquemila invadono via Rizzoli contro la Gelmini VENTURI A PAGINA V SEGUE A PAGINA V

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gli anti-gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via rizzoli - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

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Pagina VII - Bologna Gli anti-Gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via Rizzoli Migliaia di mani srotolano uno striscione di 200 metri Arriva la solidarietà della Bastico. Ma Garagnani parla di "manifestazioni vergognose" ILARIA VENTURI DUECENTO metri di tela bianca, con la scritta in arancione e blu: «No ai tagli, difendiamo la scuola pubblica». Sono da poco passate le cinque del pomeriggio quando lo striscione viene srotolato dalle Due Torri al Nettuno: i bambini lo colorano, Cuoghi e Corsello disegnano le loro «oche» simbolo, i writers usano la bomboletta anti-Gelmini, sfilano illustratori e gli artisti del teatro Testoni. Il centro è bloccato. La scuola torna in piazza. Oltre cinquemila genitori, bambini e maestri contro il taglio dei docenti e delle risorse che «porterà alla cancellazione del tempo pieno e di una scuola pubblica di qualità». Le mani si alzano dopo poco, saltano per aria i pennarelli, lo striscione comincia ad avanzare tenuto da centinaia di mamme, insegnanti, qualche preside. Con i bambini che corrono sotto il telo, la musica della banda Roncati, gli slogan: la scuola è più bella senza Mariastella, la scuola costa, l´ignoranza è gratis, Gelmini taglia i capelli. I ministri contestati diventano tre: «Brunetta-Tremonti - Gelmini, giù le mani dai nostri bambini». I papà intonano, come allo stadio: «Gelmini bocciaci tutti». E poi i messaggi dei bambini sullo striscione. La piccola Caterina scrive: «La Gelmini mi fa arrabbiare», un bimbo rappresenta il ministro mentre si mangia un´insalata di maestri. Ci sono gli striscioni di Medicina, Pianoro, Rastignano. Per due ore non si passa da via Rizzoli e via Ugo Bassi. Passano loro, quelli dei cortei e della scritta luminosa in piazza Maggiore «Fermatevi» quando la riforma Gelmini è diventata legge. Quelli che ieri hanno annunciato di aver raccolto solo a Bologna e provincia 23mila moduli di iscrizione «alternativi», dove le famiglie hanno chiesto il tempo pieno con due insegnanti compresenti in classe per quattro ore a settimana. Quello che il ministero non concederà, visto le ultime direttive che costruiscono l´organico, nelle prime elementari, su 27 ore settimanali. Per questo oggi il maestro Mirco Pieralisi e Marina D´Altri, mamma del movimento, saranno a Roma. A consegnare al capo di dipartimento Giuseppe Cosentino gli scatoloni con i moduli - ribelli (oltre tremila quelli raccolti a Cesena e Parma, 1.500 a Reggio) che arriveranno da tutta Italia. «Dietro ogni modulo c´è l´impegno di tanti genitori. Mostreremo il modello di scuola che le famiglie chiedono. E che non è quello del maestro unico». Ci sono i politici del Pd alla partenza del corteo: il segretario De Maria, la deputata Sandra Zampa. C´è Silvana Mura (Idv), sfila accanto al popolo della scuola l´assessore provinciale Paolo Rebaudengo, che ha appena aperto la vertenza sui tagli. E poi Sandra Soster, segretaria Cgil-Flc, i candidati sindaco Tedde e Monteventi. Flavio Delbono è nelle adesioni alla manifestazione, una lista per la prima volta lunga: dal governatore Errani al neo assessore Sedioli, Milli Virgilio, i presidenti dei quartieri e tanti sindaci e assessori della Provincia. Arriva la solidarietà di Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd: «Il governo colpisce la qualità delle scuole». Garagnani, deputato Pdl, parla immediatamente di «vergognose manifestazioni». Ma gli insegnanti non replicano. aQuesto non è - dicono- che l´inizio, in un venerdì di gelo, di una calda primavera». Oggi lo striscione bolognese sarà srotolato in viale Trastevere.

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"col decreto gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Bari L´allarme della Cgil regionale "Col decreto Gelmini dal 2010 senza lavoro 2400 precari pugliesi" Milleduecento insegnanti precari senza lavoro. Oltre mille e duecento tagli sul personale Ata. Sono i numeri dell´emergenza scuola in Puglia, secondo una proiezione della Flc Cgil alla vigilia della pubblicazione del decreto sugli organici per il prossimo anno. «Dai primi dati forniti dall´Ufficio scolastico regionale Puglia alle organizzazioni sindacali della scuola, il quadro è desolante» spiega il segretario generale Paolo Peluso. Si prevedono 2mila e 838 pensionamenti fra il personale docente, mentre il dato - ancora provvisorio - del personale ATA è di 420 pensionamenti dal prossimo 1° settembre. «Il prossimo anno scolastico minaccia di essere amaro per migliaia di precari, che da anni e anni insegnano e lavorano nelle scuole aspettando la fatidica immissione in ruolo o sperando almeno nella riconferma». Secondo dati forniti dal Ministero i docenti precari sono 7.644 e coprono circa il 12% dei posti in organico. Mentre i precari ATA sono 4.965 pari a circa il 28% dei posti in organico. «I conti quindi sono presto fatti: per i docenti, in Puglia, si prevedono 5.000 posti in meno. Tolti i pensionamenti, circa 1.200 precari non ritroveranno il posto di lavoro. Questo dato può anche aumentare, soprattutto per i docenti che insegnano sui posti cosiddetti �comuni´ (per distinguerli da quelli di sostegno), poiché è soprattutto su loro che si riverserà il taglio previsto dal Ministero della Pubblica Istruzione» annuncia Peluso. Per il personale ATA, i più colpiti saranno i collaboratori scolastici precari: il taglio di posti complessivo è di oltre 1.700 posti e tolti i pensionamenti si arriva a oltre 1.200 contratti in meno. La Flc Cgil, ha chiesto che si attivino tutte le misure per garantire un contratto a chi sta già lavorando quest´anno e il prossimo 25 marzo, in un seminario dedicato ai Direttori dei Servizi Scolastici nell´Istituto Majorana di Bari, affronterà il tema della sicurezza nella scuola minacciata dalla riduzione di personale Ata.

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Incontro tra 5 sindaci per scongiurare i tagli delle scuole (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Provincia di Oristano Pagina 4021 Barigadu. Ieri ad Ardauli Incontro tra 5 sindaci per scongiurare i tagli delle scuole Barigadu.. Ieri ad Ardauli --> I numeri del decreto Gelmini nel Barigadu (e non solo) fanno paura, tanto che le Amministrazioni comunali corrono ai ripari per progettare il futuro delle scuole dell'intero territorio. Ieri ad Ardauli si è tenuto un primo incontro. Il rischio che le scuole nei piccoli paesi del Barigadu possano definitivamente chiudere i battenti è reale, o meglio, quasi una certezza. I numeri parlano chiaro da tempo. Sono infatti passati pochi mesi da quando si sono registrati i nuovi timori dei genitori e le battaglie portate avanti da alcune Amministrazioni (ad esempio quelle di Nughedu Santa Vittoria , Sorradile e Bidonì che erano pronte a stanziare fondi dai propri bilanci pur di tenere aperte le Materne). Ora il problema si ripresenta in tutta la sua gravità. Se ne è discusso la scorsa settimana in Consiglio ad Ardauli. All'Assemblea civica è stata proposta la possibilità di accorpare le Elementari a quelle di Neoneli , ma una parte di genitori e il gruppo di minoranza ha insistito perché il discorso fosse esteso a tutti i Comuni ricadenti nell'Istituto comprensivo e dunque anche a Nughedu Santa Vittoria, Sorradile e Bidonì. Ecco il perché dell'incontro di ieri che ha visto i sindaci del territorio confrontarsi sulla delicata questione. È stata occasione per fare il punto della situazione. Per il resto fumata nera. Almeno in attesa che i tre centri confinanti del Barigadu sentano il parere della popolazione. E anche questo non sarà semplice. Ad Ardauli ad esempio i genitori sono divisi. C'è chi vorrebbe mantenere le pluriclassi - e quindi la scuola nel proprio paese - e c'è chi invece chiede con insistenza la monoclasse anche se questo significa far viaggiare i propri figli. Il discorso che ora gli amministratori dovranno portare avanti riguarda tutti gli ordini di scuole. In termini pratici, per non perderle del tutto nel Barigadu, dovranno scegliere in quali Comuni dislocarle, fermo restando che ad Ardauli le medie sono frequentate già dagli studenti di tutti e cinque i centri. «Si sta lavorando insieme per trovare un accordo che possa andare bene per tutto il territorio, altrimenti tutti rischiamo di perdere le scuole», afferma Vilma Urru assessore alla Pubblica istruzione ad Ardauli. Dello stesso avviso Alfredo Stara, primo cittadino di Neoneli. «L'intero territorio, in base ai numeri del decreto Gelmini, rischia di perdere le scuole. L'attenzione per le zone interne è solo a parole - afferma - Ora la speranza è che si esuli dal mero campanilismo. È chiaro che, se non si dovesse avere un minimo di unione fra di noi, le scuole le perderemo tutti». ( a. o. )

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Itis, gli studenti contro le regole imposte dal preside (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Itis, gli studenti contro le regole imposte dal preside braccio di ferro ad albenga Fra i provvedimenti contestati: fare l'intervallo fuori dalle aule e vietare il parcheggio delle auto nel piazzale davanti alla scuola 21/03/2009 Albenga. Gli studenti dell'Itis scendono sul piede di guerra, e nel mirino questa volta non hanno né la riforma Gelmini, né il taglio ai finanziamenti, bensì alcune regole imposte dal nuovo preside Renzo Rossi. Martedì mattina gli studenti hanno inviato una lettera al dirigente scolastico, chiedendogli un incontro immediato per discutere le regole contestate, e non avendo il giorno seguente ricevuto alcuna risposta ieri mattina hanno deciso di scendere in sciopero. Gli studenti si sono presentati regolarmente davanti al portone della scuola alle 8, ma anziché entrare nelle classi a fare lezione, hanno deciso di rimanere nel piazzale inscenando un sit in di protesta. Avvisato dagli insegnanti, il preside (che dirige anche altre scuole albenganesi) si è precipitato a Campochiesa dove ha incontrato gli studenti, con la 'mediazione' di alcuni insegnanti. Rossi ha bollato come «irresponsabile» la scelta degli studenti di scioperare. Anzi, il preside ha anche comunicato agli studenti che valuterà in queste ore eventuali provvedimenti disciplinari nei loro confronti. «Ci pare che abbia preso la questione sul piano personale - spiegano alcuni studenti -, mentre la nostra era solo un'iniziativa per poter discutere regole che riteniamo sbagliate. Questo era l'unico modo per riuscire a incontrarlo, visto che qui lo vediamo poco. è vero che è preside anche di altre scuole, ma anche lo scorso anno avevamo un preside che dirigeva cinque scuole, ma riusciva a essere presente». Al centro del contendere alcune nuove regole imposte dal preside, come quella di trascorrere obbligatoriamente l'intervallo fuori dalle aule, di impedire il parcheggio delle auto nel piazzale antistante la scuola e di tenere il portone chiuso fuori dall'orario rigoroso di ingresso. Decisioni che il preside avrebbe preso per garantire maggiore controllo, per evitare che i ragazzi restino soli e in sostanza per migliorare il 'funzionamento' della scuola e la sua immagine. Gli studenti, invece, le hanno prese come imposizioni inaccettabili. «Non sono state né discusse con noi o con gli insegnanti, né approvate dal consiglio di istituto - proseguono i rappresentanti degli studenti -, ma sono state imposte dal preside. Non siamo bambini che devono essere guardati a vista, e non capiamo perché non si possano parcheggiare le moto sotto la tettoia ma si debbano lasciare all'aperto e perché se uno arriva prima delle otto, oppure è in ritardo e deve entrare alla seconda ora, sia costretto ad aspettare fuori, magari sotto la pioggia e al freddo, anziché entrare nell'istituto ed aspettare al coperto e al caldo». Posizioni che non sembra facile conciliare, e adesso la prossima mossa tocca al preside, che probabilmente convocherà il consiglio di istituto per decidere che provvedimenti prendere nei confronti degli arrabbiatissimi studenti. L. R. 21/03/2009

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mi pare che la ministra gelmini dia i numeri (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Mi pare che la ministra Gelmini dia i numeri Il ministro Gelmini dà i numeri. E questa volta sono cifre. Si tratta dei numeri del precariato. Eccoli: i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento sono 558.316. In realtà si tratta di posizioni in graduatorie, non di persone. Quelle sono circa 268.000. E fin qui la verità. Poi il ministro ha fatto due conti che, in ossequio al luogo, sono risultati rigorosamente contrattati. Ecco, nell'ordine le dichiarazioni dell'inquilino di viale Trastevere: «il numero delle persone precarie risultano essere 268.000»; «noi conteggiamo come precari 130.107 che sono i supplenti che hanno avuto una supplenza annuale o fino al 30 giugno»; in «Finanziaria era stato previsto un taglio di 42.000 posti»; i 31.000 pensionamenti consentiranno «un numero molto inferiore di tagli. 11.000 supplenti non riconfermati e poi altri 7.000 supplenti non confermati a causa dell'esubero di docenti di ruolo e della riduione di spezzoni-orario». E per concludere: «La somma fa al massimo 18.000 supplenti non riconfermati. E comunque un dato pesante, ma non sono i 42.000 previsti dalla Finanziaria». La ministra non sa fare i conti o li trucca. Infatti i precari intesi come persone fisiche e professionali sono 268.000. Quelle impiegate quest'anno sono state, nonostante i tagli, 130.107. Gli effettivi posti soppressi restano 42.000. I 31.000 pensionati saranno, ovviamente, sostituiti ma ciò non toglie che l'anno prossimo i precari in servizio saranno 42.000 in meno. Nelle scuole italiane, se il duo Gelmini-Tremonti non compie mutilazioni, i docenti precari impiegati saranno 88.107, e non 130.107. Di questi, 31.000 su posti resi vacanti dai pensionamenti e 57.107 sulle disponibilità residue. prof. Gianfranco Pignatelli

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Rodengo Saiano (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Rodengo Saiano --> Sabato 21 Marzo 2009 ECONOMIA, pagina 35 e-mail print A proposito della galassia che fa capo ad Antonio Percassi, anche nell'Outlet Franciacorta Village di Rodengo Saiano (gestito dall'impreditore di Clusone, che ne detiene ancora il 10% della proprietà) è prevista una novità che unisce commercio e cultura: «La Città delle Macchine», museo che raccoglie documenti sulla storia dell'industrializzazione: dal settore meccanotessile al metallurgico, fino al chimico e all'alimentare. La mostra, sarà inaugurata sabato 4 aprile alle 11 dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ed è stata pensata dal Musil (Museo dell'Industria e del Lavoro) all'interno di un Outlet, prima volta in Italia, per avvicinare le famiglie a percorsi museali inediti. In esposizione più di duemila fra macchine, filmati, documenti e una rara collezione di pellicole e macchine del cinema. 21/03/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE

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<Classi, tetto a stranieri già col prossimo anno> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Classi, tetto a stranieri già col prossimo anno» --> Il ministro Gelmini: ma sarà soltanto in via sperimentale «Paritarie e pubbliche, nasce la commissione per la parità» Sabato 21 Marzo 2009 GENERALI, pagina 11 e-mail print Diverse novità sono in arrivo nel mondo della scuola. Il ministero dell'Istruzione ha istituito una commissione per la parità tra scuole pubbliche e paritarie, che possa offrire elementi sul piano normativo perché si affermi «una vera libertà educativa». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, parlando al congresso nazionale dell'Associazione genitori scuole cattoliche. «basta scontri ideologici» Gelmini ha spiegato che la scuola italiana «è stata penalizzata dallo scontro ideologico tra scuole private e pubbliche. In realtà - ha osservato -, ritengo che la scuola sia sempre pubblica, anche quando è paritaria». Il ministro ha auspicato che, pertanto, arrivi molto presto, prima della fine della legislatura, una nuova legge che venga dal Parlamento: «Un disegno di legge è già stato depositato e per la verità ci sono diversi ddl presentati anche dall'opposizione, che vanno nella stessa direzione. Dobbiamo affrontare questo tema in maniera pacata, con la capacità di confronto e non guardare a questi temi con la lente dell'ideologia». Una prima convergenza sull'argomento l'ha subito mostrata l'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, oggi responsabile educazione del Pd. «La legge sulla parità - ha affermato parlando allo stesso convegno - merita di essere attuata, avendo attenzione al bene che si può fare alle scuole paritarie erogatrici di pubblico servizio, ma - ha ammonito Fioroni - senza inseguire percorsi di liberalizzazione che smantellerebbero il sistema istruzione». Meno bene ha reagito l'opposizione a un altro annuncio del ministro Gelmini - che peraltro risale a giovedì -, quello cioè relativo a un tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi. L'anno scolastico 2009-2010 sarà quello della sperimentazione per questa novità, mentre la norma entrerà in vigore dal successivo anno scolastico. Lo ha precisato ieri la stessa Gelmini, spiegando che le iscrizioni alle prime classi sono terminate il 28 febbraio e per quest'anno è difficile applicare in pieno la norma. Norma che nasce dalle esperienze vissute in questi anni in scuole che hanno un numero di alunni stranieri che supera di gran lunga quello degli italiani. Una situazione che, secondo il ministro, «non crea le condizioni di una vera integrazione» ma solo «classi-ghetto». Infine Gelmini ha ricordato che sono state stanziate risorse per far sì che «i ragazzi stranieri che hanno difficoltà con l'italiano possano essere seguiti personalmente». Anche ieri il ministro ha ribadito che il limite del 30% di studenti stranieri nelle classi entrerà in vigore nel 2010-2011, ma ha aggiunto che già a partire dal prossimo anno scolastico sarà chiesto uno «sforzo» ai dirigenti per evitare i casi più eclatanti. «È un criterio come un altro: non mi disturba, non mi turba, ma non può essere un'indicazione centralista. Abbiamo le autonomie scolastiche che questo governo continua a non rispettare». Questo il commento alla proposta Gelmini da parte di Mariapia Garavaglia, senatrice del Partito democratico, secondo la quale il ministro «dice queste cose per far piacere alla Lega» facendo «un'operazione politica ma non pedagogico-educativa». Totale invece l'approvazione da parte della Lega, con il presidente dei deputati Roberto Cota che ricorda di essere primo firmatario della mozione approvata dall'aula di Montecitorio che impegna il governo a prevedere dei tetti per la presenza di alunni stranieri nelle classi. Ancora critiche su Brunetta Intanto piovono ancora critiche dall'opposizione sulla boutade di Brunetta che ha chiamato «guerriglieri» gli studenti dell'Onda. «Brunetta dovrebbe ricordarsi che è un ministro, dovrebbe mordersi la lingua prima di insultare gli studenti che manifestano pacificamente contro i tagli alla scuola», dice il segretario del Pd Dario Franceschini, aggiungendo che il ministro dovrebbe «chiedere esplicitamente scusa». 21/03/2009 nascosto-->

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Scuola, mobilitazione nel Cicolano (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi Anche le amministrazioni e la Comunità montana sono contrarie ai tagli previsti dal ministro Gelmini Scuola, mobilitazione nel Cicolano Avviata raccolta di firme dal comitato che riunisce i genitori di sei comuni

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Venti di protesta dai quattro angoli della provincia, per provare a contrastare lo stillicid... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Venti di protesta dai quattro angoli della provincia, per provare a contrastare lo stillicidio delle piccole scuole già messo nero su bianco dal ministro Gelmini. Mentre in conferenza Stato-Regioni si sta provando a fatica a sciogliere il nodo dei plessi sottodimensionati (ossia con parametri inferiori rispetto a quelli previsti dalla nuova legge), nei comuni reatini serpeggiano tra i genitori sentimenti di rabbia e preoccupazione. I primi a rimboccarsi le maniche e a riunirsi in un comitato ufficiale sono le mamme e i papà dei bambini che frequentano l'istituto comprensivo di Roccasinibalda. Allo stato attuale, il comune - che raccoglie anche gli studenti provenienti da Belmonte, Colle di Tora, Castel di Tora, Longone e Oliveto di Torricella - rischia di veder scomparire le scuole di ogni ordine e grado dall'infanzia (14 iscritti) all'elementare (31) fino alle medie (40). Ed è uno scenario contro il quale le famiglie, che si sono riunite l'altra sera insieme alla dirigente scolastica Teresa Principessa e al sindaco Giancarlo Marotti, si preparano a lottare senza riserve. «E' inconcepibile - dicono le mamme - costringere i bambini ad alzarsi al mattino presto per prendere l'autobus ed andare a scuola a diversi chilometri da qui». D'altra parte, la logica implacabile dei numeri non tiene conto che dietro a percentuali e parametri ci sono alunni in carne ed ossa che dovranno subire lo "smembramento" delle loro classi e l'esodo in diversi istituti di Rieti. «Ecco perché è fondamentale, in questo momento, scambiarsi informazioni e progettare insieme delle forme di reazione e di protesta», spiega Danilo Amato, portavoce di un comitato che vuole assolutamente restare estraneo ad ogni colore politico e che si avvale di un consigliere per ogni comune interessato. Con l'obiettivo, caldeggiato anche dal sindaco Marotti, di coinvolgere nell'iniziativa tutti i centri della Valle del Turano: «E' importante che i sindaci della Valle ed anche i rappresentanti della Comunità montana prendano coscienza del dramma al quale stiamo andando incontro. Se perderemo le scuole, il territorio pagherà un prezzo altissimo». Il comitato dei genitori aderirà al coordinamento nazionale ed avvierà, come primo atto ufficiale, una raccolta di firme per sensibilizzare la cittadinanza rispetto al pericolo di chiusura dei plessi: «Dobbiamo muoverci, farci sentire, inviare segnalazioni al ministero e far presente che qui siamo in un territorio montano dove sopprimere la scuola significa condannare il comune all'estinzione».

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di DIEGO CASALI NUOVE interessanti indiscrezioni sul vertice dedicato alla ric... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA LUCCA pag. 5 di DIEGO CASALI NUOVE interessanti indiscrezioni sul vertice dedicato alla ric... di DIEGO CASALI NUOVE interessanti indiscrezioni sul vertice dedicato alla ricerca spaziale che si terrà a Lucca nel prossimo autunno, con molta probabilità nel mese di ottobre. Al summit la cui notizia è stata anticipata ieri in anteprima dal nostro quotidiano prenderanno parte 27 ministri europei. Intanto, in attesa di conoscere esattamente il periodo dell'appuntamento, si cerca di capire quali potrebbero essere le location, ovvero i contenitori che ospiteranno il vertice organizzato dall'Agenzia Spaziale Europea. Tra le sedi indicate per l'evento, oltre a Palazzo Ducale (già luogo dell'incontro bilaterale Italia-Francia nell'autunno 2006), vi sono anche altri complessi del centro storico. UNA VOLTA stabilita la data inizieranno i sopralluoghi per verificare quale struttura possa essere la più indicata. In particolare di questo evento e di altro ancora, si è discusso giovedì a Roma dove, il sindaco di Lucca Mauro Favilla e l'assessore Donatella Buonriposi, accompagnati dall'onorevole Deborah Bergamini, sono stati ricevuti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, la quale ha garantito il suo impegno. Un incontro propiziato proprio dalla stessa onorevole Bergamini, grazie alla sua amicizia personale con il ministro, durante il quale sono stati affrontati altri temi quali il futuro dell'istituto Boccherini, le manifestazioni internazionali e Imt. La riunione ha avuto riscontri molto positivi, anche se molte delle questioni potranno essere risolte successivamente, quando gli uffici comunali e ministeriali si metteranno in contatto. Per quanto concerne il Boccherini sindaco e assessore hanno richiesto al ministro la statizzazione dell'istituto musicale in modo che sia equiparato ai Conservatori di Stato. L'amministrazione comunale di Lucca ha quindi fatto presente al ministro, che solo gli istituti di Lucca e Teramo, fra quelli pareggiati d'Italia, beneficiano di una convenzione ufficiale sottoscritta con il ministero e che, pertanto, la loro situazione risulta in uno stato maggiormente avanzato, rispetto ad altri, grazie anche al grado di efficienza e di qualità raggiunto in questi anni dalla nostra scuola. IL MINISTRO ha fatto presenti le difficoltà finanziarie del momento e le ristrettezze finanziare del Governo, ma ha assicurato che convocherà una serie di riunioni per esaminare i problemi del nostro e degli altri istituti pareggiati. Fra gli argomenti affrontati anche la questione relativa al futuro degli Alti Studi Imt. La Gelmini ha assicurato che l'università rientra fra i principali istituti di alta formazione del paese e ha garantito l'impegno finanziario del ministero e tutto il suo sostegno.

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Chiedetemi di consumare meno gas, di spendere meno per vestire, di mangiare meno carne... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 21-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Viterbo)) (Messaggero, Il (Rieti))

Argomenti: Scuola

Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi di ANNABELLA MORELLI «Chiedetemi di consumare meno gas, di spendere meno per vestire, di mangiare meno carne ma non di risparmiare sull'istruzione di mio figlio». E' la convinzione, condivisa dai più, espressa da una delle madri che hanno affollato ieri l'assemblea indetta dal comitato Genitorinsieme di Viterbo, ospite nella palestra della scuola primaria "Luigi Concetti". Oggetto di discussione la sempre contestata legge Gelmini, che crea ondate di rigetto a tutti i livelli. Dalla scuola primaria - dove tornerà da settembre il maestro unico a cominciare dalle prime eliminando nel contempo anche le compresenze dalle altre classi - all'università. Cosa chiede il comitato che, da qualche giorno, ha iniziato una raccolta di firme da inviare ai dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e dei circoli didattici? Di poter mantenere nei prossimi anni scolastici nelle classi seconde, terze e quarte della primaria (le quinte non sono coinvolte) il modulo per il quale i genitori hanno in pratica stipulato un contratto con la scuola. Con conseguente conferma di orari e programmi didattici. «Il consiglio di circolo - dicono gli organizzatori dell'incontro - prenderà atto delle nostre richieste e le metterà a verbale, ma non potrà di certo prendere delle decisioni in merito». Non manca chi si chiede: «Ma questa raccolta di firme, potrà deviare in qualche modo il corso della legge Gelmini?». In realtà, a meno di un referendum lontanissimo dalle intenzioni dei presenti, le firme possono solo testimoniare lo scontento di tanti genitori, il 90 per cento dei quali in tutt'Italia ha bocciato la proposta di modulare l'orario scolastico sulle 24 e 27 ore. Ma è notizia certa - visto che naviga su internet - che nel nord ci si sta organizzando per presentare la stessa richiesta formulata dal comitato Genitorinsieme, anzi lì forse si punta direttamente al tempo pieno, ovvero le 40 ore settimanali con mensa. «L'unica scuola che funziona in Italia - insiste una delle più accanite sostenitrici del modulo compresenze, garanzia di uno staff equilibrato - è quella elementare e si vuole farla tornare indietro di cinquant'anni. Lo stesso Bossi (eppure è alleato del governo) si è chiesto "perché tornare al maestro unico?"». Stamani, delegazioni di genitori da ogni città saranno ricevute al ministero dell'istruzione per consegnare i moduli di iscrizione e conferma raccolti in tutt'Italia.

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La scuola "va in onda" con palloncini, fiori, striscioni e cartelloni. Lo annuncia il vola... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 21 Marzo 2009 Chiudi La scuola "va in onda" con palloncini, fiori, striscioni e cartelloni. Lo annuncia il volantino che dà appuntamento a insegnanti, studenti, alunni e genitori alle 17 al Monumento ai Caduti, dove partirà una marcia di protesta contro la riforma Gelmini (tagli, maestro unico, riduzione dell'orario) che animerà festosamente viale della Vittoria e corso Garibaldi per poi concludersi a piazza Roma.

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Fornacette, raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito democratico... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

PONTEDERA / VALDERA pag. 19 Fornacette, raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito democratico... Fornacette, raccolta firme Oggi dalle 10 alle 12 al mercato di Fornacette il Partito democratico raccoglie le firme contro la riforma della Gelmini. Partecipano il segretario provinciale Ivan Ferrucci e il deputato Maria Grazia Gatti. Calcinaia, inaugurazione mostra Si inaugura oggi la mostra grafica di Maurizio Fontanelli alla Torre Upezzinghi di Calcinaia per la rassegna Vico Vitri arte. Rimarrà aperta fino al 29 marzo. Info: 0587.265408. Bientina, auguri a Cristian Tanti auguri a Cristian Nardi che oggi compie 28 anni. «Un evviva alla giovinezza e alla tua vitalità che tu tanto bene rappresenti, nel giorno del tuo ventottesimo compleanno. Con l'augurio di ogni bene per il futuro». Scrivono i genitori e gli amici. E' nato Tommaso Marconcini L'autista del Comune di Pontedera Luciano Marconcini, è diventato nonno. Tommaso Marconcini è nato il 19 marzo all'Ospedale Lotti. Festa dunque per la mamma Alessia e il babbo Stefano. Casciana Terme, festa degli alberi Oggi al parco giochi "La tela del ragno" alle 10.30 si svolgerà la Festa degli Alberi, organizzata dall'amministrazione comunale di Casciana Terme, a cui parteciperanno le prime classi della scuola primaria.

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Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 9... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PISA pag. 4 Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 9... Il Ministro Gelmini ha lasciato libere le famiglie di scegliere sull'orario ma il 90% ha optato per i moduli di 30 e 40 ore mettendo in crisi gli istituti

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Scuola, iscrizioni chiuse: si fanno i conti Ma per il tempo pieno non ci sono risorse (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PISA pag. 4 Scuola, iscrizioni chiuse: si fanno i conti Ma per il tempo pieno non ci sono risorse L'assessore Chiofalo: «Non siamo in grado di soddisfare la scelta delle famiglie» di FRANCESCA BIANCHI IL 90% DELLE FAMIGLIE pisane ha scelto tra l'orario scolastico lungo (30 ore) e il modulo a tempo pieno (40 ore). Mentre solo una esigua minoranza si sarebbe orientata, per il prossimo anno scolastico, sul tempo corto (24 ore). Ma l'opzione scelta al momento delle iscrizione (il termine ultimo era il 28 febbraio scorso) sarà difficilmente soddisfatta. E' QUESTO l'annuncio per i genitori dei piccoli che a settembre 2009 si siederanno sui banchi delle prime classi delle elementari. Annuncio che arriva dalla Conferenza dei sindaci per l'educativo, organismo che si occupa della programmazione delle politiche socio-educative e scolastiche dei sei comuni dell'area pisana (oltre a capoluogo, Cascina, Vecchiano, San Giuliano Terme, Calci e Vicopisano). LE FAMIGLIE sono chiamate a decidere tra quattro diversi moduli. Si va da un minimo di 24 ore di lezioni alla settimana fino a 40. «La riforma Gelmini ha dato piena libertà ai genitori nella scelta del tempo scolastico. Senza considerare, però, la situazione reale degli istituti afferma Marilù Chiofalo, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Pisa le scuole dovranno, infatti, fare i conti con i vincoli di organico e l'assenza di risorse già pesantemente tagliate. Sul nostro territorio in sede di bilancio preventivo, a ottobre quando ancora la riforma Gelmini era un decreto, abbiamo già fatto i salti mortali per confermare almeno l'esistente. In questo momento, nonostante in nostri tentativi di ottimizzare ulteriormente le risorse mettendo, per esempio, in rete i servizi, non possiamo essere certi di riuscire a garantire nè i tempi lunghi nè il tempo pieno». Mense e trasporto scolastico (tutto da rivoluzionare) comprese. UNA SITUAZIONE che coinvolge non solo le scuole della città di Pisa ma tutti e sei i comuni: Vecchiano e San Giuliano come confermano gli assessori Serena Dilda e Ida Nicolini dove la preferenza delle famiglie si è orientata decisamente per l'ampliamento dell'orario (due classi prime in più a Vecchiano, una a San Giuliano), Cascina, Vicopisano e Calci. «Ma di fatto le famiglie sono state illuse afferma l'assessore Chiofalo perchè i problemi di organico e la scarsità di risorse non ci permettono di erogare questi servizi». E I TAGLI nella scuola locale si fanno già sentire con segnali che iniziano ad essere allarmanti: «In una riunione con i dirigenti scolastici pisani che si è svolta nei giorni scorsi aggiunge Marilù Chiofalo è stato ufficialmente richiesto l'anticipo delle risorse economiche, normalmente erogate dal Comune nel mese di settembre, per l'acquisto del corredo minimo: dai gessi alla carta igienica, dai saponi ai detergenti». SE SUL TEMPO scuola ad oggi non possono quindi esserci certezze, non è così per il modello didattico: a settembre 2009 in tutte le prime classi ci sarà il maestro unico di riferimento (o prevalente), mentre il modulo dei tre maestri su due classi rimarrà nelle classi successive alle prime e andrà gradualmente in pensione in un quinquennio. Nelle classi a tempo pieno (40 ore) resteranno due docenti, come oggi. «Ma verranno meno sottolinea l'assessore Ida Nicolini (San Giuliano Terme) tutte quelle attività extra-scolastiche e progetti formativi, dai laboratori alle uscite in biblioteca, cui le famiglie e i bambini negli anni si erano abituati. La scuola tornerà a una dimensione frontale, con un salto indietro nel tempo di cinquant'anni. E conseguenze ancora più preoccupanti per quanto riguarda la dispersione scolastica, l'inclusione sociale e culturale, il sostegno alla diversa abilità». Image: 20090321/foto/5134.jpg

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LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e manifesteranno le ragion... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Siena)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA SIENA pag. 7 LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e manifesteranno le ragion... LUNEDÌ PROSSIMO alle 11 al Rettorato studenti e precari discuteranno e manifesteranno le ragioni del loro dissenso verso le scelte della Commissione che sta riscrivendo lo Statuto di Ateneo «attuando di fatto le direttive della legge Gelmini in materia di Università». Lo annuncia l'Assemblea permanente degli studenti.

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Tagliati i fondi a Peri e Merulo (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 10 Tagliati i fondi a Peri e Merulo FINANZIAMENTI DA ROMA CHIESTO INCONTRO A BERLUSCONI NIENTE FONDI dal ministero per gli istituti musicali Peri e Merulo. La scure è calata sui 22 Istituti musicali pareggiati (tra queste le scuole musicali di Reggio e Castelnovo Monti), che hanno inviato una lettera al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedere un incontro urgente al governo. «In Italia - scrivono i Direttori -, oltre ai Conservatori di musica statali, esistono 22 Conservatori non statali ma pubblici, finanziati dagli Enti locali, queste Istituzioni da un punto di vista legislativo fanno capo alle direttive ministeriali, le quali impongono uno Statuto particolare e prevedono diversi Organi di gestione (Consiglio accademico, Consiglio di Amministrazione, Revisori dei conti, Nucleo di valutazione ecc.). Per sostenere tali Organi, nel 2005, ci fu l'impegno dello Stato che fosse garantito ai Conservatori non statali un contributo economico che in realtà fu elargito nel 2007 e nel 2008 ma che è stato completamento azzerato per l'anno in corso. E' ovvio che la mancanza dei contributi mette in grave difficoltà le Istituzioni e gli Enti locali che si chiedono perché devono finanziare totalmente delle Istituzioni che fanno riferimento alle direttive del Ministero dell'Università (compreso il reclutamento dei docenti)». Alla richiesta di un incontro presentato il 22 dicembre al ministro Mariastella Gelmini, i direttori non hanno ricevuto risposta. Per questo ora si rivolgono a Berlusconi.

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POLONIA LECH WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'EVENTO pag. 14 POLONIA LECH WALESA INAUGURA L'UNIVERSITÀ Lech Walesa (in alto) è arrivato dalla Polonia per l'apertura dell'Università Mediolanum Corporate con il ministro Gelmini. Accanto Anna Molinari e Kiera Chaplin

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<I mali della Riforma La scuola trema> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PERUGIA pag. 7 «I mali della Riforma La scuola trema» L'assessore Prodi: Professionali ko' PERUGIA LA RIFORMA Gelmini continua a far discutere. L'assessore regionale alla formazione, Maria Prodi (nella foto), rileva che «data per pronta a metà dicembre, non è stata ancora ufficialmente presentata, mentre si accorciano di nuovo i tempi per costruire attorno alla proposta governativa un percorso di discussione e partecipazione ampio e, speriamo, bipartisan». A preoccupare la Prodi, anche la rivoluzione dell'istruzione tecnica e professionale. «Ho più volte espresso, negli incontri con il Governo e con lo stesso ministro Gelmini dice l' assessore la preoccupazione per la scomparsa di molti indirizzi degli attuali professionali, a favore degli istituti tecnici, perché ritengo che né sul fronte dell'utenza, né dei profili professionali in uscita, e quindi della domanda da parte delle imprese, i due percorsi siano sovrapponibili. Ma, la strada che adesso il Governo intraprende presuppone la progressiva identificazione della formazione professionale regionale, con gli istituiti professionali, fino a oggi parte integrante della scuola statale. Quindi si avrebbe un distacco della sola istruzione professionale dal sistema scolastico nazionale verso quello regionale. Ma con che risorse? Con che tipo di consenso e partecipazione da parte delle scuole, degli insegnanti, delle famiglie»? Anche la segretaria regionale della Cisl scuola Ivana Barbacci, dal palco del congresso regionale, ha puntato il dito contro la Riforma in materia di «maestro unico» e di tagli che, «causeranno la perdita di posti di lavoro, con inaccettabili conseguenze per i precari e la qualità della didattica». Silvia Angelici Image: 20090321/foto/7536.jpg

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Lezioni all'aperto (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 21-03-2009 Università in Piazza. Studenti e professori contro la riforma del ministro Gelmini Lezioni all'aperto Continua la protesta degli studenti e dei docenti contro la riforma del ministro Gelmini. Ieri a Parma le lezioni si sono tenute in piazza Garibaldi: prof e ragazzi armati di quaderni e tabelloni hanno continuato la loro attività come se fossero in un'aula, sotto lo sguardo stupito e incuriosito dei passanti.

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I soldi per la scuola servono come il pane (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

SUBITO GLI INTERVENTI I soldi per la scuola servono come il pane Durante la recente visita a Pavia del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del bicentenario dell'orazione sull'ufficio della letteratura pronunciata da Ugo Foscolo, il rettore dell'università Angiolino Stella ha rivolto al presidente e ai ministri Tremonti e Bossi, un appello perchè il governo faccia qualcosa per trattenere i giovani studiosi che rischiano di andare all'estero: non è una novità che l'Italia occupi gli ultimi posti rispetto ai partner europei nello stanziamento di fondi per la ricerca. E a loro modo, sempre un po' troppo vivace, contro i tagli sostanziosi per gli atenei e alla scuola in genere si sono fatti sentire anche gli studenti. Alla protesta non pare fossero presenti i dirigenti scolastici degli istituti superiori i quali - ogni anno - devono affrontare difficoltà di ogni genere: dalla mancanza di aule a quella degli arredi, dall'insufficienza delle aule per i i laboratori, alle costose, ma indispensabili utensili tradizionali e quelle a controllo numerico che permettono ai giovani di imparare per ottenere un diploma che gli facilita a trovare un posto di lavoro fisso. Qualche sindaco si è preso - fortunatamente - a cuore il problema ed ha promesso che il consiglio comunale avrebbe deliberato - quanto prima - l'accensione di un mutuo, succeessivamente si è parlato di un contratto in leasing. Va bene sia il mutuo, sia il leasing, purchè si faccia presto: la scuola non può più aspettare. Egidio Picco Godiasco Testimonianza in politica L'impegno dei cattolici Il 13-14-15 marzo abbiamo partecipato, assieme ad altre mille persone, alla tre giorni di lavoro promossa da Rete Italia a Riva del Garda. Il titolo della manifestazione prendeva spunto da un recente auspicio del Santo Padre: «... il mondo... necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati... Cattolici e laici per un popolo della libertà». Ci hanno accompagnato le preziose testimonianze di politici, cattolici e non, impegnati nelle istituzioni: il presidente lombardo Formigoni, il vicepresidente della Camera Lupi, gli onorevoli Mauro e Abelli, vari ministri tra cui Mariastella Gelmini, Angelino Alfano, Maurizio Sacconi, Franco Frattini, i capigruppo del Pdl Cicchitto e Gasparri oltre al cardinale Angelo Scola. Sua Eminenza ha aperto la manifestazione con una «lectio magistralis» sul rapporto tra Chiesa e politica. Il patriarca di Venezia ha affermato che l'impegno politico altro non è che il prolungamento, fatte le debite distinzioni, della logica della testimonianza che parte dai desideri propri dell'esperienza costitutiva dell'uomo. Il riscontro pratico di questi concetti può essere ritrovato negli spunti emersi a proposito dell'imminente costituzione del Popolo della Libertà. Crediamo che nel nuovo soggetto sia veramente possibile trovare una sintesi tra diverse culture, anche sulle questioni più spinose come ha dimostrato il recente caso di Eluana Englaro. In questa circostanza il governo Berlusconi ha preso una posizione coraggiosa a favore della vita, con l'appoggio unanime di ministri provenienti da diverse aree culturali. Questo forte giudizio condiviso è stato riconosciuto dal ministro Bondi come la vera nascita identitaria del Popolo della libertà. E' questo lo spirito con cui anche da Pavia accompagniamo la nascita del Pdl e il convinto sostegno alla candidatura di Alessandro Cattaneo. Giulio Assanelli Giovanni Valdes Carlo Guerini Emanuel Bernardi e Filippo Cavazza Pavia Vigevano, solidarietà a Plinio Chiesa Il Comitato «Per un futuro sostenibile» esprime la propria solidarietà a Plinio Chiesa, presidente di «Vigevano sostenibile», per le minacce subite. Ci auguriamo che il confronto su temi quali quelli per cui si batte «Vigevano sostenibile» e «Futuro sostenibile» sia sempre leale, aperto e privo di gesti come quello di cui è stato vittima Plinio Chiesa, senza esacerbare i toni. La pluralità delle opinioni non può che arricchire le relazioni tra le persone, il gesto minaccioso è invece il segno disgregante di una società in cui il rispetto per l'individuo viene a mancare e attraverso il quale si esprime solo disprezzo e ignoranza. Riteniamo inoltre che ogni forza politica abbia il compito di favorire il dialogo tra i cittadini e forte di ciò, debba necessariamente prendere le distanze da manifestazioni del genere e condannarle per la loro pochezza e viltà. Il Comitato «Per un futuro sostenibile», Vigevano Aids, in Italia silenzio sulle parole del Papa Contro le affermazioni del Papa fatte in Camerun l'altro giorno sull'inutilità dell'uso dei profilattici nella lotta contro l'Aids, c'è stato subito un vero e proprio pronunciamento dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Belgio) attraverso ministri, portavoci di governo e dell'Uniione Europea. In Italia silenzio assoluto, sia da parte del governo che dell'opposizione. Come mai? Quello che dice il Papa è dunque tabù per tutti, sia per laici che per cattolici? Siamo dunque arrivati a questo punto? Ernesto Aleati Pavia Anche a Pavia il rischio del nuovo razzismo Tang Le è un tranquillo vietnamita; da vent'anni vive a Pavia e gestisce una pizzeria in viale Campari. La notte fra domenica e lunedì hanno tagliato le quattro gomme alla sua auto e imbrattato la carrozzeria con svastiche e scritte come «cinesi raus». In vent'anni Tang Le non aveva mai ricevuto minacce, ma ora ha paura. Poco distante, in via Ferrini, c'è la sede dei Comunisti italiani: qui i teppisti hanno distrutto il vetro d'ingresso. Nei giorni scorsi, il parrucchiere Khaled di via Riviera ha avuto l'insegna distrutta e la saracinesca marchiata con una svastica e il digramma delle SS. Era molto amareggiato, ha detto: «Sono qui da anni e ho sempre lavorato. Non dò fastidio a nessuno». Anche Khaled ora ha paura. Semplici atti di teppismo? Il razzismo e l'antisemitismo tracimante alimentati dalla crisi, la guerra tra poveri che si traduce nell'avversione per chi sta sotto nella scala sociale, vedono la corresponsabilità morale e culturale di politici miopi, giornalisti pennivendoli, comici irresponsabili, gente comune che insieme ignorano le svolte epocali annunciate dall'arrivo dei nuovi migranti e inseguono gli umori della piazza, la stessa piazza che in una allucinante e pervasiva circolarità loro stessi sobillano. Il terrorismo delle parole vuote, la «mutazione della classe dominante», come l'ha chiamata Pasolini, la sistematica irrisione delle norme civili, a partire da quelle elementari, è oggi moneta corrente: scarti minimi che sfilacciano il tessuto democratico fino a dargli progressivamente scacco. Hanno tragicamente alterato l'etica pubblica al punto da elevare a cultura prevalente il nuovo fascismo e il suo portato di razzismo e xenofobia, che senza ostacoli o freni inibitori si riversa dalla politica populista al senso comune: il terreno di coltura per un nuovo sovversivo «regime reazionario di massa». Non è come negli anni Trenta, non è come durante il fascismo: è peggio! Tornano gli spettri del recentissimo passato, perché l'impoverimento del ceto medio europeo - in corso - può avere come esito il fascismo sotto altre forme. Sono gli stessi spettri che - da Auschwitz a Mauthausen, da Dachau a Treblinka - settant'anni fa (e cioè l'altro ieri!) hanno portato l'umanità al punto zero della sua storia. Oggi viviamo lo stesso clima che, negli anni Trenta, favorì l'ascesa dell'uomo forte con i baffetti e la «soluzione finale», quella che vide passare per il camino zingari ed ebrei, due popoli «di troppo», insieme a omossessuali e diversamente abili, un clima oggi come allora alimentato dalla crisi economica che esplode e diventa crisi morale. Questo nuovo fascismo, il razzismo e la xenofobia vanno combattute senza se e senza ma, prendendo le distanze anche da chi è «di sinistra, ma i Rom...» o da chi è dichiaratamente di destra «e dunque i Rom...», così come settant'anni fa per gli ebrei. Siamo tutti coinvolti, saremo tutti responsabili. Giovanni Giovannetti Pavia San Matteo, il ruolo e l'impegno degli ausiliari L'assemblea del personale ausiliario del San Matteo di Pavia svoltasi per affrontare la questione della riorganizzazione, tra gli argomenti trattati ha posto attenzione alle notizie diffuse nell'articolo che era stato pubblicato. L'inesattezza e la non aderenza alla realtà richiedono una doverosa smentita. L'articolo afferma che solo 12 ausiliari su 184 siano idonei al lavoro! In realtà solo 15 operatori hanno gravi limitazioni mentre altri 50 hanno lievi limitazioni (peraltro certificate dal medico competente e spesso causate dal pesante lavoro svolto) che non compromettono in modo significativo la normale attività lavorativa. Ai 184 ausiliari dell'ospedale va riconosciuto uno spirito di abnegazione grazie al quale le varie attività da essi svolte (diversificate a seconda delle unità operative di appartenenza) non sono mai venute a mancare. Anche in caso di mancanza di personale, sobbarcandosi carichi di lavoro onerosi, hanno garantito un servizio alberghiero di qualità. Intendiamo inoltre precisare la reale articolazione dell'orario di servizio del maggior numero di ausiliari. Il personale ausiliario è presente nelle unità operative di degenza 7 giorni su 7 (festività comprese) dalle 7 alle 21. Fanno eccezione i soli ausiliari con funzioni di fattorinaggio e chi presta attività negli ambulatori solo per questi ultimi l'orario di servizio è dalle 8 alle 15,42. L'articolo lasciava intendere che dopo le 16, nelle unità operative di degenza, altri operatori (Oss e infermieri) fossero costretti a svolgere mansioni di competenza degli ausiliari. Per le specifiche sopra riportate, visto che agli occhi dell'opinione pubblica siamo stati trattati come un inutile fardello per l'azienda ospedale, chiediamo che sia fatta chiarezza affinchè ci sia riconosciuta la dovuta dignità personale e professionale. Qualche caso isolato di assenteismo o scorrettezza non deve infangare la serietà e il senso del dovere di tutti. Gli ausiliari del San Matteo Ringraziamo per la precisazione e ricordiamo che questi argomenti erano già contenuti nell'articolo pubblicato il 17 marzo a pagina 14, giorno in cui questa lettera è stata scritta e distribuita. (m.g.p.) San Martino, la posta resti aperta di pomeriggio Ho letto di recente sulla Provincia pavese che Poste Italiane intende chiudere, nel pomeriggio, l'ufficio postale di questo paese. Come cittadino non mi sembra una cosa giusta. Ricordo che, prima dell'apertura pomeridiana, era impossibile utilizzare quest'ufficio considerato che i clienti stavano in fila anche fuori. Con l'apertura pomeridiana il servizio è alquanto migliorato ed essendo io residente proprio vicino, noto una fila costante ma ordinata. E' facile capire quanto sia utile per la gente che lavora utilizzare quel servizio quando ha terminato la giornata di lavoro. Negli ultimi anni, poi, i cittadini residenti a San Martino sono aumentati. Basta guardare le nuove costruzioni e non voglio immaginare cosa potrà accadere se ritorneremo ad avere la sola apertura del mattino. Essendo in un paese, è facile vedere che l'ufficio viene utilizzato da persone di Cava Manara, di Travacò e anche di Pavia. Poste Italiane offre tanti buoni servizi e ritengo assurdo non poterli sfruttare perché il cittadino non può utilizzare gli sportelli. Vincenzo Panetta San Martino Siccomario

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DIAMANTE MAROTTA IN PIENA ATTIVITà L'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE PER LA DEFINIZIONE ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

DIAMANTE MAROTTA In piena attività l'ufficio scolastico provinciale per la definizione degli organici della scuola primaria. Dai tabulati, ancora non definitivi, si registra un dato importante rispetto alle proiezioni. Il numero degli alunni rimane sostanzialmente costante e si aggira su 48mila iscritti. La scelta delle famiglie, invece, si è spostata sul tempo pieno: si passa dalle attuali 318 a 450 classi. Dalle proposte dei dirigenti scolastici e sulla base delle richieste delle famiglie, l'organico sarebbe addirittura superiore di 200 posti rispetto a quello attuale anche se ciò non sarà possibile per le disposizioni ministeriali che prevedono in provincia tagli per circa 250 posti. Tra le scuole ad aver proposto un maggior incremento di posti ci sono il terzo circolo didattico di Caserta che, grazie alle scelte del tempo prolungato, ha chiesto in organico 7 posti (dagli attuali 46 a 53); il quarto circolo didattico di Caserta passerebbe da 85 a 94 posti. Ad Aversa il quinto circolo da 49 a 60 con 691 alunni, mentre il circolo didattico di Caiazzo da 76 a 80. A Orta di Atella il maggior incremento di posti per il numero di iscrizioni, da 85 a 102 con 1.307 alunni; il circolo didattico di Trentola Ducenta da 85 a 92; la direzione didattica di Cesa da 54 a 67. Si registra, inoltre, un calo degli alunni diversamente abili: da 1.059 a 1.029. «È singolare - dice il segretario provinciale della Flcgil, Enrico Grillo - che in un territorio difficile e problematico aumenta fortemente la richiesta delle famiglie di tempo scuola, proprio mentre il governo ne impone una drastica riduzione. Ci aspettiamo che dirigenti scolastici e funzionari sappiano far valere questo grande bisogno sociale di scuola pubblica. Paradossalmente i dati di organico risultanti dalle richieste delle famiglie sarebbero superiori a quelli dell'anno scorso». Si attende, quindi, il dato ufficiale, diffuso solo dopo l'approvazione da parte del direttore generale dell'Usr, Alberto Bottino. «Stiamo aspettando il decreto sugli organici - dice Rosaria Manco, segretaria provinciale della Cisl scuola - per avere idee più chiare. Comunque se dovesse esserci il calo nella scuola primaria in provincia sarà dovuto al decremento degli alunni e al nuovo modo di calcolo dell'organico che avviene sul numero delle ore. Il problema sarà come coniugare le disposizioni del ministero sul maestro unico, con il modello di trenta ore richiesto dalla maggioranza delle famiglie». Un probabile calo di classi penalizzerebbe i precari. «Il nostro sindacato - dice il segretario dello Snals, Carlo Dennetta - ha aperto la trattativa con il ministro Gelmini proponendo di prorogare i contratti annuali, riconfermando quindi la nomina per i supplenti che hanno lavorato quest'anno, anche in considerazione che la Campania sarà una delle regione ad avere un taglio di posti insostenibile». Anche per la scuola dell'infanzia si conferma la generale tendenza delle famiglie a chiedere più tempo scuola. A Caserta hanno già chiesto l'erogazione del servizio mensa per realizzare il tempo pieno a 40 ore alcune scuole. Tra queste l'istituto comprensivo Ruggiero per il plesso Pollio di San Benedetto e i circoli didattici 2°, 3° e 5°. «Abbiamo dato la nostra disponibilità - dice l'assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Casella - ad accogliere le richieste dei dirigenti all'attivazione del tempo pieno. Saranno circa 600 i bambini ad avere questo nuovo servizio. Il Comune si farà carico di cercare le risorse necessarie in bilancio. E ciò per venire incontro alle istanze delle istituzioni scolastiche e alle esigenze di tante famiglie casertane».

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Arrestati due usuraidisposto sequestro beni (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

indagine delle fiamme gialle Arrestati due usurai disposto sequestro beni «Nessuna parentopoli». Il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla, risponde al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni che due giorni fa aveva parlato del caso del professore Carapezza, docente alla facoltà di Lettere e filosofia all'Università di Palermo che, nel corso delle recenti manifestazioni contro i provvedimenti del ministro Gelmini, aveva fatto lezione all'aperto agli studenti. «Nella facoltà dove insegna il professor Carapezza ? aveva denunciato Meloni ? ci sono altri quattro docenti con lo stesso cognome. E quello che mi meraviglia di più non è tanto che Carapezza partecipasse alla protesta, ma che gli studenti lo stessero ad ascoltare. Occorre smontare queste oligarchie». Il rettore Lagalla ha precisato che «i quattro Carapezza che insegnano all'Università di Palermo si occupano di aree disciplinari molto diverse tra loro e Paolo Emilio e Francesco da una parte e Marco e Attilio dall'altra sono lontanissimi parenti. È totalmente fuori luogo, in questo caso, parlare di parentopoli». Infine, per il rettore il fenomeno va affrontato «con pacatezza». e non «con sensazionalismo». Roberto Valguarnera

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Inglese e basta, boom di richieste (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Inglese e basta, boom di richieste In controtendenza via Petrarca. E cresce la voglia di un orario col sabato libero Sabato 21 Marzo 2009, Alle scuole medie è boom di richieste di inglese potenziato, a discapito della seconda lingua straniera. Almeno stando ai dati registrati all'atto delle pre-iscrizioni al prossimo anno scolastico nelle due scuole di via Divisione Julia, l'ex Ellero e Tiepolo a Udine per intendersi, dove ci sono state oltre un centinaio di richieste in questa direzione. Ai genitori, insomma, sembra piacere la proposta del ministro Gelmini che, con la riforma, consente di passare dalle attuali tre ore settimanali di insegnamento di inglese a un totale di cinque, utilizzando le due ore di lezione adesso destinate all'insegnamento di una seconda lingua comunitaria. Ma il dato non è univoco su tutte le scuole cittadine. La proposta, infatti, è stata bocciata di fatto nella direzione scolastica di via Petrarca (ex Valussi, Marconi e Bellavitis). In questo caso le richieste di potenziamento dell'inglese sono state bassissime, mentre è rimasto nettamente predominante l'attuale modello del bilinguismo. Cosa succederà quindi il prossimo anno scolastico? I genitori che hanno fatto richiesta di passare alle cinque ore di insegnamento di inglese per i propri figli saranno accontentati? Non è ancora chiaro. La norma, infatti, prevede che l'introduzione della riforma possa avvenire solo su richiesta delle famiglie, compatibilmente, però, con l'organico di ciascun istituto e a condizione che non vi sia alcun insegnante di altra lingua straniera perdente posto nell'istituto. Il che tradotto in pratica, significa che l'accoglimento della preferenza espressa dalle famiglie non è automatica, anzi le scuole dovranno ora fare i conti con l'organico a loro disposizione, attendendo un ok dall'alto. Incertezze rimangono ancora anche sul tempo scuola che verrà offerto alle famiglie. Il tempo pieno sarà garantito solo ove l'organico sarà sufficiente, sebbene le richieste predominanti delle famiglie siano ancora con il modello a 30 ore settimanali. «Cresce però la richiesta della settimana corta con sabato libero - commenta la dirigente di via Divisione Julia, Annamaria Zilli -. Già quest'anno abbiamo attivato una classe, il prossimo anno potrebbe essercene qualcuna in più». Resta invece confermato il trend dello scorso anno quanto ai numeri degli iscritti, con un'unica eccezione: un leggero calo degli alunni presso le scuole di via Petrarca, dove probabilmente il prossimo anno scolastico ci sarà una prima in meno. Ma guardando il calo del numero degli alunni delle quinte delle elementari di pertinenza, il dato è presto spiegato. La scuola rimane comunque molto gettonata, anche con l'offerta di alcune sezioni "musicali" in convenzione con il conservatorio di Udine. «È pienamente confermata la tendenza degli anni passati - afferma la stessa dirigente, Roberta Bellina -. Anche per il prossimo anno scolastico continuerà il percorso della sezione del conservatorio, per cui chiederemo l'attivazione di due classi prime».

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Genitori e insegnanti in corteo per difendere la scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Genitori e insegnanti in corteo per difendere la scuola Sabato 21 Marzo 2009, Vogliono difendere la scuola che c'è. Ma che rischia di non esistere più a causa dei tagli imposti dai Ministri Gelmini e Tremonti. E, per questo, oggi pomeriggio, provenienti da tutta la Regione, raggiungeranno Venezia per consegnare i moduli con le firme per una "Buona scuola" che, da mesi, genitori ed insegnanti stanno raccogliendo nelle scuole di tutto il Veneto. Moduli con cui mamme e papà esigono che i proprio figlio possa continuare a frequentare la scuola che c'è: quella laddove le compresenze dei docenti permettono l'attuazione di laboratori ed il recupero di alunni in difficoltà. Le classi in cui il tempo scuola è garantito, non solo a "ranghi ridotti", ma dal mattino al pomeriggio e laddove gli alunni, a causa di una politica di tagli, non rischino di ritrovarsi a settembre insegnanti diversi da quelli che, oggi, spiegano loro grammatica e italiano. Pretendono una scuola di qualità, insomma, i rappresentanti del coordinamento dei comitati genitori e insegnanti "Buona scuola" che, ieri, hanno presentato gli elementi principali della Mani-festa di oggi - ritrovo nel piazzale antistante la stazione dalle 15 alle 15,30 - a Venezia che farà tappa davanti all'Ufficio scolastico provinciale e poi in campo S. Geremia. Sul tavolo dei genitori "in protesta" pacchi moduli buona scuola: ne sono stati raccolti oltre 30mila in tutto il Veneto, di cui solo 8mila a Venezia. Per dare un'idea del carattere "plebiscitario" dell'adesione all'iniziativa, basti pensare che, in media, su una classe di 25 alunni, i genitori di 24 hanno firmato la richiesta che il proprio figlio possa continuare a frequentare il tipo di scuola che sta già frequentando, senza alcun taglio. All'elementare "Querini" di Mestre sono giunte 242 adesioni su 255 alunni. "Abbiamo chiesto di essere ricevuti da Carmela Palumbo, la responsabile dell'ufficio scolastico provinciale. Contiamo che - afferma Angelo Pietrobon, del coordinamento di Marghera - confermi almeno la sua disponibilità ad incontrarci nei prossimi giorni visto che sabato non potrà farlo." "L'allarme sociale rispetto alla scuola che verrà- afferma Roberto Longo, presidente del consiglio di circolo "S. Girolamo" di Venezia - è altissimo: si è capito che i tagli non interesseranno solo le prime classi, ma tutti gli iscritti alle primarie dalla seconda alla quinta." Una consegna dei modelli "Buona scuola", comunque, ci sarà: se verranno girati video da inviare via You Tube al Ministro Gelmini, una copia di quei modelli che pretendono la conservazione di una scuola di qualità oggi verrà legata a palloncini e lanciata verso il cielo di Venezia sperando che "lassù siano meno sordi di quanto dimostrano di essere i Ministri, decisi a tagliare la scuola". Giacinta Gimma

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Il ministro tira la volata al candidato sindaco Mattiussi (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro tira la volata al candidato sindaco Mattiussi Sabato 21 Marzo 2009, Aquileia «Sono qui, questa sera, ad Aquileia per l'amicizia che mi lega a Franco Mattiussi e per annunciare e sostenere una sua candidatura a sindaco della nobile città di Aquileia». Sono state queste le parole iniziali del ministro dei Beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, alla presenza di quasi tutta la nomenklatura del centrodestra, «alla vigilia - ha sottolineato - della nascita del Partito della Libertà». All'annuncio di una visita del ministro ad Aquileia, la seconda in pochi mesi, ci si poteva porre una domanda se fosse legata alla Fondazione Aquileia oppure per sponsorizzare la candidatura di Franco Mattiussi a sindaco, ma il dilemma è stato subito sciolto. Da ex sindaco Bondi ha tracciato l'identikit di un primo cittadino: «Onestà, capacità di amministrare e di un rapporto costante con i cittadini, competenza, capire la realtà, l'essere concreto per dare risposte concrete ai cittadini, tutte qualità che Franco Mattiussi possiede». Ciò detto il discorso è scivolato sui temi della politica governativa. «In un mondo in cui non ci sono più ideologie - ha continuato il ministro - la soluzione dei problemi dipende dalla capacità degli uomini di dare soluzioni di buon senso, a reali, concrete, rapide e tempestive». Citando ad esempio il problema della sicurezza, «la sinistra è ingessata, non conosce le aspettative dei propri elettori», ha detto. Mentre nel campo della scuola e del pubblico impiego «la gente si aspettava quello che i ministri Brunetta e la Gelmini hanno loro dato. In conclusione abbiamo dato alla gente le soluzioni concrete che la maggioranza degli italiani volevano», ha concluso il ministro. Si è quasi dispiaciuto Bondi per la crisi della sinistra in quanto «non consente - sono state le sue parole - di arrivare in Italia alla formazione di due grandi raggruppamenti politici che si confrontino sui contenuti e non su questioni personali». Ed infine la promessa di ritornare ad Aquileia come rappresentante di un nuovo partito che raccolga tutti nel nome del Partito della Libertà, per sostenere Franco Mattiussi. E qui ha colto al volo la palla il neocandidato sindaco che ha, a sua volta affermato, «di sperare di raccogliere intorno al programma, non ideologico ma progettuale, tutti i cittadini e di essere il candidato che interpreta le esigenze della gente, esigenze che sono delle persone di destra e di sinistra». Quanto alla Fondazione Aquileia, Bondi ha fatto sapere che la Società Arcus, compartecipata tra due ministeri, ha deliberato proprio ieri lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per la Fondazione. Quanto al futuro coordinatore regionale del Pdl, Bondi ha detto che «non ci sono decisioni in merito ma che si profila l'ipotesi che il coordinatore del Pdl sia espressione di Forza Italia con un vicario di An». Circa i nomi (circola quello di Isidoro Gottardo) Bondi non si è sbilanciato. «Nulla di deciso, si vedrà dopo il congresso. Mi fa piacere - ha concluso - che l'onorevole Roberto Menia esprima un apprezzamento nei confronti di Gottardo». A.L.

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Roma Mi sembra che si stiano dividendo praticamente su tutto : così, a margine d... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 21 Marzo 2009, Roma «Mi sembra che si stiano dividendo praticamente su tutto»: così, a margine di un incontro con la Comunità ebraica di Roma, il leader del Pd, Dario Franceschini, replica ai cronisti che gli chiedono delle fibrillazioni nella maggioranza sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. «Anche perché - aggiunge Franceschini - quando accettano proposte che non stanno né in cielo né in terra, come l'idea di affidare la sicurezza a ronde di privati, prima o poi ci si accorge, o per le reazioni dei cittadini, o perché ci si pensa di notte, che sono proposte che non stanno in piedi. Spero che quel ravvedimento sulle ronde - conclude il segretario del Pd, riferendosi alle perplessità manifestate venerdì dallo stesso premier - porti a rivedere un provvedimento sbagliato. Piuttosto si diano risorse alle Forze di Polizia, una cosa che si potrebbe fare con l'abbinamento del referendum a europee e amministrative che porterebbe a un risparmio di 400 milioni. Lo abbiamo chiesto e lo riproporremo in Parlamento: sarebbe un segnale concreto». E mentre il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, fa rilevare che c'è «troppa drammatizzazione» sul tema della sicurezza e questo comporta un aumento della percezione di paura e di insicurezza tra i cittadini, quando invece «la criminalità del nostro Paese si è ridotta nell'ultimo anno dell'11,4 per cento, una robusta riduzione», il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, dice no alle ronde («Così non si fa sicurezza, le ronde alimentano un clima di intolleranza e di paura che è nemico della sicurezza») e boccia senza mezze misure la possibilità dei medici di denunciare gli immigrati in cura: «Una barbarie che va cancellata. La denuncia non è né giusta né utile: non è giusta per una questione di umanità e di rispetto della dignità delle persone, non è utile perché determina problemi enormi rispetto a quelli che dovrebbe risolvere». Per il senatore Ignazio Marino (Pd), «non c'è dubbio che la possibilità ai medici di denunciare i pazienti clandestini sia una misura xenofoba». E l'ex ministro all'Istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd), apre un altro fronte di preoccupazione: «Mariastella Gelmini convinca Berlusconi a fare marcia indietro», altrimenti anche gli insegnanti, quali incaricati di pubblico servizio, si vedranno costretti a denunciare i bambini figli di immigrati irregolari.

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Monselice No alla riforma Gelmini, delegazione a Venezia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Monselice No alla riforma Gelmini, delegazione a Venezia Sabato 21 Marzo 2009, Monselice Una folta delegazione di genitori e insegnanti di Monselice, che potranno contare sull'appoggio di alcuni gruppi di genitori di Abano e Stanghella, oggi alle 16 incontrano a Venezia la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo. Le consegneranno le 6700 firme raccolte in provincia di Padova contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. In Veneto i sottroscrittori della petizione che si oppongo alla riforma ha raggiunto quota 22 mila firme.

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Olgiate: con la ``Gelmini`` aumenta il costo mensa per la scuola elementare (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 21-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca >> Cronaca dal territorio 21 / 3 / 2009 Olgiate: con la ``Gelmini`` aumenta il costo mensa per la scuola elementare Ambrogio Sala Come anticipato la riforma Gelmini con l`introduzione dei differenti moduli per la prima elementare è andata a creare non pochi problemi ai comuni. Il primo caso lampante è quello di Olgiate Molgora dove l`amministrazione si vedrà costretta a chiedere a Retesalute o a una cooperativa di svolgere il servizio di assistenza alla mensa, con il conseguente aumento del costo, e dove si è assistito alla "fuga" in altri paesi di una dozzina di bambini per i quali non era possibile prestare adeguato servizio. Riportiamo in calce il comunicato e i numeri dell`assessore ai servizi sociali Ambrogio Sala. Si sono concluse le operazioni di iscrizione alla scuola dell?obbligo. Erano importanti per capire quale orientamento avessero i genitori delle classi prime rispetto al tempo che i propri figli trascorrono a scuola. I risultati sono stati questi: Scuola Primaria (elementari) La scelta dei genitori è stata precisa: andare oltre il normale orario previsto dalla recente legge di riforma che prevede le 24 ore e che non esistono più i “moduli”. Il maestro è, quindi, uno solo e il tempo trascorso in mensa non sarà tempo “educativo”, come sino ad oggi con la presenza delle maestre, a carico dello Stato, ma tempo di carattere “assistenziale” che, a mia previsione, finirà a carico del Comune. Il Comune di Olgiate Molgora, già stretto nelle sue scelte dal Patto di Stabilità, sarà costretto ad incaricare una cooperativa o Retesalute per potere garantire agli alunni delle prime classi la frequenza alla mensa. Questo farà, inevitabilmente, aumentare il costo della mensa, fermo da anni. In un momento di crisi economica e di recessione la scelta governativa non è il massimo per le famiglie. Per noi il rispetto della volontà delle famiglie diventa fondamentale, perciò chiediamo allo Stato ed alla sua articolazione funzionale, l?Istituto Scolastico, un contributo di ore aggiuntive per gli insegnanti e la disponibilità a rivedere complessivamente i termini del contributo comunale senza tagli per la scuola primaria, ma, nemmeno, uno stanziamento fortemente maggiorato e, soprattutto, la modifica di alcune disposizioni organizzative attuali. L?unico rammarico sta nel fatto che una dozzina di bambini si è rivolta altrove, mentre sarebbe molto bello la permanenza in paese con i propri coetanei al fine di creare identità e senso comunitario. Scuola Secondaria di 1° grado (medie) Quindi, anche qui la situazione precedente viene confermata. Ambrogio Sala Assessore alla Pubblica Istruzione Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 21/3/2009 alle 17.32

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Proteste per la riforma della maturità (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Proteste per la riforma della maturità La novità: niente ammissione anche con un solo cinque in pagella Prime perplessità, nel mondo della scuola, per lo schema di regolamento ministeriale che permette l'ammissione agli esami di maturità solamente agli studenti che non hanno nemmeno un'insufficienza in pagella. Le nuove direttive, peraltro non ancora approvate in via definitiva, uscite dal ministero di Mariastella Gelmini hanno mandato in fibrillazione le scuole superiori, dove per le prossime settimane sono previste riunioni dei collegi docenti per valutare la situazione. Malumori anche tra gli studenti, che vedono affidare l'accesso all'esame clou della carriera scolastica alle mani, in diversi casi, di un solo professore. Già, perché la misura non colpisce soltanto lo studente che «non studia abbastanza», ma anche quello che si ritrova un solo 5 in pagella. Gli studenti, ma anche molti docenti e presidi, sembrano preferire un'altra formula, quella che consente l'ammissione alla maturità quando è la media dei voti in tutte le materie a raggiungere almeno la sufficienza. L'innovazione ministeriale sembra voler puntare ad una maggior selezione all'accesso alla maturità, che oggi avviene quasi automaticamente. Fa discutere anche l'innovazione dei criteri di valutazione nelle medie, dove la promozione da un anno a quello successivo è vincolata all'assenza di insufficienze. Nelle medie non esiste l'esame di riparazione e quindi la bocciatura arriverebbe anche con un solo 5 in pagella.

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Alla scuola di Cesole corsi di teatro e musica (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mobilitazione per salvare l'elementare Alla scuola di Cesole corsi di teatro e musica MARCARIA. Si sono promessi di salvare la scuola e non perdono una mossa. I genitori di Cesole sono in campo per evitare la chiusura dell'elementare, che finora ha raggiunto 35 iscrizioni, troppo poche, in base al decreto Gelmini, per non chiudere i battenti nel 2010. Una mobilitazione generale che ha coinvolto anche le associazioni e perfino il parroco. Per sabato prossimo, 28 marzo, alle 10 hanno invitato Paola Lucchi, della scuola Arti e mestieri di Mantova, che spiegherà le possibili attività per il post-scuola. Uno spauracchio, questo della chiusura delle scuole elementari dei piccoli centri, che spaventa in molti comuni. Qualcuno si è lanciato nella campagna di reclutamento alunni nei paesi vicini. Qualcuno attira con l'offerta del tempo lungo, manna per i genitori che lavorano. Per far conoscere la scuola di Cesole, e invitare le famiglie dei paesi vicini a iscrivere i loro figli qui, i genitori, oltre a volantini e cartelloni pubblicitari con il programma del prossimo anno scolastico, organizzano riunioni operative per mettere a punto le attività extra e le offerte della scuola, per cui l'amministrazione comunale ha investito molto denaro. Nell'incontro di sabato, in particolare, verranno illustrati il servizio pre scuola dalle 7,30 alle 8 e il tempo integrato facoltativo, entrambi gratuiti. Il post-scuola, dalle 15,45 alle 18, 18,30. La professoressa Lucchi della scuola Arti e mestieri illustrerà le attività ricreative post-doposcuola: corso di tastiera elettronica e canto corale, flauto traverso, teatro, informatica, inglese con insegnante madrelingua, creatività. La scuola ha anche la palestra, un'area verde recintata, il campetto di calcio e un'area polivalente all'aperto. Il bus poi arriva in una strada non trafficata, quindi è anche molto sicura - sottolineano i genitori.

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in 600 contro il maestro unico bimbi e palloncini in corteo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Mestre In 600 contro il maestro unico Bimbi e palloncini in corteo di Giacomo Cosua VENEZIA. Con i bambini in prima fila ad aprire il corteo, ieri in almeno 600 - tra genitori e insegnanti - hanno sfilato dalla stazione Santa Lucia a Campo San Geremia, per contestare la riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini. Sono arrivati da tutto il Veneto e hanno raccolto 32 mila moduli dove, nero su bianco, è stata espressa la volontà delle famiglie contro le 24 e le 27 ore, facendo naufragare di fatto le due opzioni orarie volute dal governo. Ieri a Roma, presso il Ministero della Pubblica istruzione, sono stati consegnati 150 mila moduli simili a quelli raccolti in città. Campo San Geremia è divenuto sede non solo di una protesta, ma anche di un momento d'allegria: sono stati allestiti laboratori per i bambini, spazi per fare la merenda e la musica di Gimmy, con un repertorio ampio, dagli U2 a Fabrizio de André. Intanto sul fronte organizzazione per il prossimo anno scolastico, il presidente della Muncipalità di Venezia, Enzo Castelli, avvisa: «Visto che la ministra Gelmini ha detto che rispetterà le scelte dei genitori, non vorrei che poi mancassero gli organici per fare in modo che tutte le varie modalità orarie vengano rispettate: noi come Municipalità stiamo facendo di tutto e in qualche modo garantiremo le strutture, ma non vorrei poi che sorgessero altri tipi di difficoltà». Momento emozionante del pomeriggio di ieri è stato il lancio di centinaia di palloncini colorati: i disegni dei bambini erano stati legati ai palloncini lasciati liberi, come invito ad ascoltare la protesta. Tantissimi gli striscioni colorati portati nel breve corteo: «Più si taglia, più si raglia», «Maestro unico, scelta o imposizione?». «I genitori veneti si sono espressi a larga maggioranza contro il maestro unico, visto che in minima parte, come è accaduto in altre parti d'Italia, c'è stata la scelta per le 24 o le 27 ore», ha spiegato una mamma. «Un giorno della settimana prossima andremo sotto le finestre del direttore regionale scolastico Carmela Palumbo a portarle tutti i 32 mila moduli raccolti», spiega Roberto Longo, portavoce del movimento veneziano per la difesa della scuola pubblica. Si muove anche il Consiglio comunale: domani verrà portato in consiglio un ordine del giorno per supportare come Comune il ricorso al Tar contro la riforma. Se la mozione verrà approvata, ci sarà il supporto anche legale dell'Avvocatura civica. Ieri, intanto, come gesto simbolico, una delegazione si è recata davanti agli uffici regionali scolastici di Riva di Biasio a portare, anche se le porte erano chiuse, le firme. Cartelloni di protesta anche sul ponte degli Scalzi.

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Nascite, saldo positivoil comune chiede fondi per un micro-nido Ripetenti con un 5? L'Amaldi scende in strada (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Nascite, saldo positivoil comune chiede fondi per un micro-nido Ripetenti con un 5? L'Amaldi scende in strada cremolino la protesta contro il regolamento attuativo della gelmini nCremolino. Un "micronido" nei progammi del sindaco di Cremolino Piergiorgio Giacobbe. Cremolino è il primo comune del territorio ovadese a scegliere questa strada per risolvere il problema delle famiglie, soprattutto le coppie più giovani che lavorano e non hanno possibilità di lasciare i loro bimbi in custodia a qualcuno. «Se i cittadini mettono in evidenza una necessità di rilevante importanza - spiega Giacobbe - bisogna fare il possibile per risolverla. Noi lo stiamo facendo. Non si può da una parte raccomandare ai giovani di procreare perchè il paese deve crescere, poi dall'altra non cercare soluzioni ai loro problemi». Così parte il progetto approfittando di un bando regionale di finanziamento proprio su questo specifico settore dell'assistenza alla primissima infanzia. Per la richiesta ci sono delle scadenze da rispettare ed una complessa documentazione di valutazione da trasmettere. «Il 31 marzo è vicino - dice ancora il sindaco - ed entro tale data dobbiamo mandare tutta la documentazione richiesta. I tempi sono stretti. Stiamo facendo, assieme ai nostri dipendenti, gli straordinari per arrivare in tempo. Speriamo di farcela». E' stata individuata anche la sede del futuro micronido. «Con un intervento edilizio di restyling - spiega Giacobbe - dell'edificio comunale che ospita l'attuale scuola materna, sarà possibile realizzare la struttura del micronido per accogliere i bambini dai primi mesi di vita fino a 3 anni. Sarà proprietà dell'ente civico poi lo affideremo in gestione al primo Circolo didattico di via Dania di Ovada che già si occupa della scuola materna». Le caratteristiche tecniche che avrà il micronido. «Sarà una piccola struttura . Per iniziare potrà ospitare una decina di bambini, ma verrà realizzato all'insegna della massima funzionalità e con tutti gli accorgimenti strutturali ed operativi che vengono dalle indicazioni più moderne». Cremolino: tre anni consecutivi con il segno più per le nascite (nel 2008 12 bambini) e nasce il micronido. Bruno Mattana .x/22/0903 Alla protesta del liceo si è aggiunta quella di una delegazione dell'Itis Ciampini: non si cambiano le regola in corsa .x/22/0903

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tremonti non c'è, ma il corteo blocca la città - luca daddi e carlo venturini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Pisa Tremonti non c'è, ma il corteo blocca la città Centinaia di giovani contro la politica del governo e la sinistra riformista LUCA DADDI E CARLO VENTURINI PISA. Il ministro Giulio Tremonti non è venuto - motivi personali, la versione ufficiale - ma il corteo degli studenti dell'Onda, degli antagonisti, di Cobas, Rifondazione e altri movimenti di sinistra c'è stato lo stesso. E senza incidenti. Partito da piazza Sant'Antonio, si è snodato in corso Italia, sul lungarno ed è arrivato in piazza Guerrazzi per un presidio davanti alla Stazione Leopolda dove si svolgeva la giornata conclusiva di ManiFutura, festival sui temi dell'impresa (assente Tremonti, c'era Pierluigi Bersani). Notevoli disagi per il traffico e città semiparalizzata. Il serpentone di circa 600 persone - secondo i calcoli della polizia - si è infine diretto verso l'immobile che ospitava una volta il ristorante La Draga e l'ha occupato. «Non un passo indietro». La manifestazione di protesta - «contro la crisi economica e i suoi responsabili» - ha vissuto il momento clou dopo mezzogiorno in piazza Guerrazzi. «Non un passo indietro», recitava lo striscione in testa al corteo proveniente da Ponte della Vittoria. Uno slogan che rimandava agli scontri con la polizia avvenuti alla Sapienza all'inizio di marzo - in occasione della visita del senatore Marcello Pera -, scontri originati dal fatto che i manifestanti non avevano indietreggiato. Anche ieri la paura d'incidenti era forte, tanto che sui marciapiedi di via Francesco da Buti, vicino all'ingresso della Leopolda, erano allineati agenti di polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Nessuno sfondamento. «Siamo qui per protestare pacificamente, non sfonderemo - dicevano al microfono i leader della protesta -. Ma chiediamo alla polizia di non schierarsi». Così è stato: poliziotti e carabinieri armati di manganelli e scudi sono rimasti in disparte, senza fronteggiare il corteo, evitando così pericolose provocazioni. I manifestanti hanno intonato "Bella Ciao", poi è stata la volta dei comizi. Parole di fuoco contro la politica liberista del governo, la speculazione edilizia, la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Insomma, un processo di piazza alla politica berlusconiana, ma anche a certe scelte di politica economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa. Filippeschi e Basile nel mirino. In mezzo ai manifestanti, in larga maggioranza giovani e giovanissimi, c'erano anche alcuni migranti, colpiti dall'ordinanza anti-borsoni firmata dal sindaco Marco Filippeschi per arginare l'abusivismo commerciale. «Vergogna, vergogna - ha scandito più volte nei pressi di palazzo Gambacorti un rappresentante dei venditori -. No all'ordinanza anti-neri». Scena simile vicino alla prefettura, quando uno dei ragazzi leader del corteo ha gridato: «Vergogna, prefetto Basile, per il sostegno dato all'ordinanza anti-borsoni». Poco prima un gruppo di manifestanti aveva raggiunto il Rettorato e appeso uno striscione: «No alla militarizzazione dell'università». L'assalto all'ex Draga. Dopo il presidio in piazza Guerrazzi, c'è stato il gran finale con tanto di fumogeni: l'invasione dell'ex Draga e l'annuncio di una cena solidale con i migranti.

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gli italiani di oxford giovani cervelli in fuga - enrico franceschini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 30 - Cultura Gli italiani di Oxford giovani cervelli in fuga Senza frontiere l´attualità Sono più di un centinaio i nostri connazionali che studiano nella più prestigiosa università britannica. Un numero ancora ridotto, ma in costante incremento, che è la spia di una tendenza: aumentano i ragazzi che scelgono di laurearsi fuori dall´Italia. Un esercito di quarantamila unità che investe in un futuro lavorativo più solido e global Gli elementi per essere ammessi? Conoscenza dell´inglese, passione, buoni voti, ma soprattutto curiosità intellettuale ENRICO FRANCESCHINI OXFORD Ci sono luoghi dove le donne sembrano più belle, gli uomini più alti, la gente più povera. La sensazione a cui il visitatore non riesce a sfuggire, nelle strade di questa gotica cittadella, è che i giovani siano tutti più intelligenti della media. Indubbiamente hanno l´aria sveglia e un aspetto intellettuale. Ma a rafforzare l´impressione che siano dei formidabili cervelloni è il posto in cui studiano: la Oxford University, migliore università d´Europa, una delle prime dieci del mondo, dalle cui aule sono passati, prima dei ragazzi e delle ragazze che in questo momento mi trovo davanti, qualcosa come venticinque primi ministri britannici, tra i quali Blair e la Thatcher, svariati re, Abdullah di Giordania e Harald di Norvegia tra i più recenti, decine di capi di stato o di governo stranieri, inclusi tre premier australiani, due dell´India, un presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, e il defunto premier pachistano Benazir Bhutto, oltre a quarantasette premi Nobel, una dozzina di santi, ottantasei arcivescovi di Canterbury, compreso quello in carica, e poi, citando alla rinfusa, Lawrence d´Arabia, l´astrofisico Stephen Hawking, scrittori come Oscar Wilde, Evelyn Waugh, Graham Greene. Da quelle stesse aule, in questi giorni, passano anche 154 studenti italiani. Sono la quarta nazionalità più diffusa a Oxford, in ambito europeo, dopo tedeschi (655), irlandesi (178, ma per loro è quasi come restare a casa) e francesi (177). Un anno fa, gli italiani che studiavano a Oxford erano 142: dunque aumentano. Così come cresce, in generale, il numero degli italiani che studiano in Inghilterra: le domande d´iscrizione, dal 2008 al 2009, hanno compiuto addirittura un balzo in avanti del 21 per cento, per l´esattezza da 958 a 1160, secondo i dati dell´Ucas, l´agenzia che si occupa della gestione delle richieste di ammissione alle lauree di primo livello, gli "undergraduate degrees". Saranno le croniche difficoltà dell´università italiana, la sterlina che si è indebolita quasi del 40 per cento rispetto all´euro, la globalizzazione e la crisi economia mondiale che rendono sempre più necessaria una laurea internazionale, preferibilmente nella lingua franca della Terra, l´inglese. Come che sia, i nostri connazionali che, usciti dal liceo, vengono a studiare qui, attraversando la Manica, sono sempre di più. Vanno a Brighton e a Leicester, riempiono i numerosi atenei di Londra, alcuni puntano alle due università più prestigiose, Oxford e Cambridge, "Oxbridge", come le chiamano da queste parti fondendole in una cosa sola. è un passo che va preparato per tempo: le iscrizioni devono solitamente essere presentate a gennaio per i corsi che iniziano nell´autunno successivo, ed essere pronti a gennaio significa avere raccolto informazioni e organizzato il materiale già alcuni mesi prima. Vuol dire che, se uno sta frequentando ora il quarto anno di scuola media superiore, è già ora che cominci a chiedersi come si fa ad andare a fare l´università in Inghilterra, cosa serve, quanto costa e quali possibili vantaggi comporta. è così difficile entrare a Oxford? «Meno di quel che si pensi», risponde Ferdinando Giugliano, napoletano, che qui ha studiato e studia economia, prima da undergraduate, quindi per un master, ora con un dottorato. «Tre elementi sono fondamentali. Conoscere l´inglese, magari non perfettamente, ma abbastanza bene da capire e farsi capire; avere e dimostrare una passione genuina per gli studi che ti interessano; e naturalmente i buoni voti. Ma il voto non è tutto. Quando vieni invitato a un colloquio selettivo, dopo che la domanda cartacea è stata approvata, quello che i docenti cercano negli studenti è la curiosità intellettuale». Che ambiente ha incontrato, lui, all´arrivo? «L´impatto iniziale può essere duro, se sei un undergraduate, ovvero appena uscito dal liceo. A quel livello, il 90 per cento degli studenti, qui a Oxford, sono britannici, generalmente usciti da scuole private molto buone, spesso appartenenti a classi sociali elevate. L´italiano è qualcosa di esotico. Ma poi un po´ alla volta ci si abitua». Le immagini che abbiamo visto in tanti film, le cene con gli studenti in camicione nero, seduti uno a fianco all´altro ai lunghi banconi della mensa, che aspettano di mangiare fino a quando il rettore non ha letto una preghiera in latino ("Dominus Illuminatio Mea", il Signore è la Mia Luce, è il motto di Oxford, ripetuto ovunque), sono autentiche: «Servono a creare una convivialità», continua Ferdinando, oggi membro dell´Italian Studies at Oxford, associazione che riunisce gli studenti post-graduate e i docenti di origine italiana. «Ma non si sta insieme solo a tavola, l´università ti organizza una vita comunitaria, sport, cultura, attività sociali, feste in maschera». E qual è il vantaggio di studiare in un ambiente simile? «Primo, il rapporto stretto con gli insegnanti, l´incontro settimanale con il tutore, che ti dà un argomento, una tesina da sviluppare, la discute con te, e magari su quell´argomento il tuo tutore è il massimo esperto mondiale. Secondo, impari a pensare fuori dagli schemi, acquisti fiducia nei tuoi mezzi, ti responsabilizzi molto. Terzo, quando finisci non sei tu a cercare il lavoro, ma il lavoro che viene a cercare te. Banche e aziende di mezzo mondo fanno a gara per sponsorizzare eventi, come una partita di rugby o una sfida di canottaggio, per conoscerti e, per così dire, prenotarti per quando sarai laureato». Quest´anno il lavoro viene a cercarli un po´ meno, a causa della recessione globale, ammette con una punta di delusione Luigi De Curtis, presidente dell´Associazione Studenti Italiani di Oxford quando era un undergraduate, ora impegnato in un master alla London School of Economics di Londra: «Anche per chi si laurea col massimo dei voti, adesso è molto difficile trovare un posto nella City, alcune società non assumono nessuno, altre hanno ridotto le assunzioni al minimo». Ma non tutti gli studenti italiani di Oxford aspirano a lavorare nella finanza. Giulia Pastorella, milanese, studia filosofia e francese, non ha ancora deciso esattamente cosa fare nella vita, ma è fiduciosa che avere Oxford nel curriculum le aprirà strade di ogni tipo. «Ricordo che al colloquio di ammissione una docente insisteva a chiedermi perché Flaubert ha scritto Madame Bovary. Io rispondevo con le ragioni offerte dalla storia della letteratura, ma non era quello che le interessava: voleva esplorare la mia mente». Giulia viene dal liceo scientifico Severi di Milano, ha fatto il quarto anno in Inghilterra per imparare l´inglese, ma dà un ottimo giudizio della scuola superiore italiana: «Stando qui, ho rivalutato immensamente la nostra scuola pubblica, dà una preparazione mediamente migliore di quella di molte delle più costose scuole private inglesi. Mi sono accorta di sapere più cose di cultura generale di certe mie compagne inglesi uscite dalle scuole d´élite». A proposito di costi, ecco un altro mito da sfatare: «Oxford non è particolarmente cara. Io pago mille sterline l´anno di iscrizione, come o meno che in Italia; per chi arriva adesso sono aumentate a tremila, ma è ancora una spesa ragionevole. Se trovi posto nei dormitori nelle varie facoltà e mangi alla mensa universitaria, dove un pranzo costa una o due sterline, anche alloggio e vitto sono relativamente a buon mercato». Giulia riconosce che c´è un certo snobismo a Oxford, «ma non incontri solo figli di papà, ci sono pure studenti che provengono dalla scuola statale britannica e da classi disagiate», anche se inevitabilmente gli stranieri fanno un po´ gruppo per conto proprio. I costi, naturalmente, dipendono molto dalla città in cui studi. «Londra è molto dispendiosa», dice al telefono Chiara Trincia, romana, al quarto anno di scienze politiche alla University College London (Ucl), «ma è anche vero che gli studenti, dovunque siano, sono in genere economicamente limitati. L´università inglese, inoltre, ti offre non solo il vitto e in alcuni casi l´alloggio ma anche il pub scontato, i concerti e la palestra gratis, tanti punti di aggregazione che non costano nulla». Come i suoi coetanei di Oxford, anche lei insiste sul vantaggio fondamentale di studiare in Inghilterra: «La ricchezza delle strutture, il rapporto stretto con i docenti e l´impegno a sviluppare una cultura del sapere, della conoscenza. Qui a ventidue anni tutti sono laureati, parlano tre o quattro lingue e hanno una maturità e una preparazione che sono una solida rampa di lancio per prendere decisioni importanti». Lei dove deciderà di andare, dopo la laurea? «New York, Ginevra, chissà». Luca, anche lui romano, al primo anno di economia dell´ambiente alla London School of Economics, individua un altro punto a favore dello studio in Inghilterra: il fatto che fuori dall´aula, appunto, c´è l´Inghilterra. «Londra è una città fantastica, hai mille opportunità per divertirti, non ti annoi mai», confida con entusiasmo. Eppure, quando avrà terminato gli studi, lui preferirebbe tornare in Italia: «Nonostante tutti i problemi del nostro Paese, resto dell´idea che l´atmosfera di Roma sia migliore, che da noi si viva meglio». Uno intenzionato a tornare a casa, fra tanti nostri cervelli in fuga verso l´estero, dovrebbe venire accolto a braccia aperte.

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antagonisti in corteo e il traffico impazzisce (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Città blindata ma non ci sono stati incidenti Antagonisti in corteo e il traffico impazzisce PISA. Anche se il ministro Giulio Tremonti non ha partecipato al Manifutura Festival di Pisa, studenti dell'Onda, antagonisti, Cobas, Rifondazione e altri movimenti di sinistra hanno fatto ugualmente il loro corteo di protesta. Non si sono registrati incidenti. Semmai il traffico cittadino è stato semiparalizzato. Il serpentone di circa seicento persone, dopo aver sfilato, ha occupato l'immobile che una volta occupava un ristorante, vicino alla stazione Leopolda, dove si svolgeva Manifutura. «Non un passo indietro», recitava lo striscione in testa al corteo. Uno slogan che rimandava agli scontri con la polizia avvenuti alla Sapienza di Pisa all'inizio del mese - in occasione della visita del senatore Marcello Pera - scontri causati dal fatto che i manifestanti non avevano indietreggiato. Anche ieri la paura d'incidenti era forte. «Siamo qui per protestare pacificamente, non sfonderemo - dicevano al microfono i leader della protesta - Ma chiediamo alla polizia di non schierarsi». Così è stato: poliziotti e carabinieri armati di manganelli e scudi sono rimasti in disparte, senza fronteggiare il corteo. I manifestanti hanno intonato "Bella Ciao", poi è stata la volta dei comizi. Parole di fuoco contro la politica liberista del governo, la speculazione edilizia, la riforma Gelmini, i tagli all'università e alla ricerca. Ma le critiche sono state riservate pure a «certe scelte di politica economica avallate dalla sinistra riformista, Pd in testa».

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Braciere in casa Quattro intossicati dal monossido (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

LODIGIANO pag. 7 Braciere in casa Quattro intossicati dal monossido SAN COLOMBANO SAN COLOMBANO HANNO RISCHIATO grosso per un «barbecue» improvvisato all'interno di una abitazione. Una famiglia di San Colombano al Lambro, residente nella centralissima via Gelmini (dalle parti della chiesa parrocchiale) è stata lievemente intossicata dal monossido di carbonio. Genitori e figli stavano festeggiando una piccola festa: hanno acceso il braciere per cucinare, ma dopo un po' di tempo il fumo avrebbe invaso l'abitazione e alcune persone si sono sentite male, tanto da chiedere l'intervento dell'ambulanza del Pronto Intervento. IL RICOVERO al pronto soccorso di Lodi si è risolto - per fortuna - in una attenta visita di controllo. Sul posto è intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco, per accertare le cause dell'insolito incidente casalingo. Anche i carabinieri della stazione di San Colombano hanno constatato che la fuga di monossido era legata al rischioso utilizzo del braciere in casa, per di più in una serata di freddo a causa del colpo di coda dell'inverno. Luigi Albertini

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LA MANNAIA dei tagli in bilancio si è abbattuta anche sul mondo della scuola... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA VIAREGGIO pag. 5 LA MANNAIA dei tagli in bilancio si è abbattuta anche sul mondo della scuola... LA MANNAIA dei tagli in bilancio si è abbattuta anche sul mondo della scuola. E' questa la denuncia del Pd riguardo al bilancio comunale 2009, con riferimento alla voce pubblica istruzione', connessa a sua volta a quelle del sociale e della cultura. «IL SINDACO spiega Elena Tozzi, responsabile versiliese del Pd per la scuola si era impegnato, di fronte all'attuazione della riforma Gelmini, a farsi portavoce delle richieste e preoccupazioni di genitori, insegnanti e studenti. Dal bilancio presentato sembra invece che abbia deciso di andare nella direzione opposta, con la forte contrazione o soppressione indiscriminata di molte voci di costo che potevano avere un minimo impatto sul bilancio ma una grande importanza a livello sociale e culturale». «In particolare prosegue Maria Cristina Berti, responsabile scuola del Pd Viareggio la preoccupazione maggiore viene dalla situazione di incertezza e dalla mancata reintegrazione dei contributi persi dalle Circoscrizioni: delle migliaia di euro che questi enti mettevano a disposizione delle scuole, in bilancio non c'è la minima traccia, oppure le cifre sono diventate irrisorie. E' probabile quindi che le spese circa 12.000 euro solo per materiale come pennarelli, colori, fotocopie e attrezzature vadano a ricadere sulle famiglie stesse». Tra le altre mancanze, anche la soppressione di vari progetti scolastici, come il Progetto nonni', con gli anziani che controllavano l'entrata e l'uscita dei bambini, o le Scuole estive', un aiuto a mamme e famiglie di cui ancora non si sa niente per la prossima estate. «Inoltre prosegue Berti la Biblioteca dei ragazzi è stata anacronisticamente chiusa il sabato pomeriggio e i percorsi storici al Museo Blanc pare resteranno solo un ricordo. Non si sa niente nemmeno del progetto Coni, dedicato agli sport e all'attività motoria, iniziato quest'anno con notevole ritardo e terminato ancora prima, di cui nessuno sa dirci se verrà ripetuto. Che ne sarà poi degli assistenti Asp ai diversamente abili nelle ore di scuola in cui manca l'insegnante di sostegno?». «Erano tutte attività che a prima vista potevano sembrare di scarsa importanza conclude Tozzi ma l'impatto negativo a livello sociale è ben maggiore di quello che avrebbero avuto in bilancio». Francesca Bernardini

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L'affascinante arte del <Preziotti> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

FERMO pag. 4 L'affascinante arte del «Preziotti» VIAGGIO NELLE SCUOLE INFINITA VARIETA' DI CORSI NEL SEGNO DELL'INTEGRAZIONE L'ARTE, in tutte le sue manifestazioni, sembra attirare sempre più i giovani. Ne è una dimostrazione l'aumento degli iscritti all'Istituto d'arte Preziotti: «Quelli per il prossimo anno sono 108 dice il preside Ciro Maddaluno , di più rispetto al precedente». Ora la scuola conta su 600 studenti, compresi quelli del liceo artistico di P.S.Giorgio, che ha la stessa dirigenza. L'anno prossimo saranno circa 620. «Abbiamo una trentina di classi continua il dirigente scolastico di cui qualcuna articolata: si sdoppiano per determinate materie. Con la legge Gelmini avremo problemi per la formazione delle classi, che avranno più alunni». Potrebbero quindi essercene di più miste. Il Preziotti prevede vari corsi: Architettura-arredamento, Oreficeria-metalli, Ceramica, Restauro e Michelangelo architettura e arredo. A P.S.Giorgio ci sono: Accademia e Architettura. Il più scelto ora è il Michelangelo e così dovrebbe essere anche il prossimo anno: «E' il corso più completo precisa il preside , tant'è che ci sono 40 ore di lezione». L'istituto propone inoltre molte attività extracurriculari, sviluppate spesso con altre scuole e associazioni. «Con l'Ipsia di Ascoli dice Maddaluno c'è il progetto per la creazione di gioielli. Poi ci sono quelli sul 900 e sulla letteratura dell'immigrazione». Molti anche i progetti benessere' che riguardano, ad esempio, l'educazione alla sessualità, all'alimentazione, ma anche la prevenzione all'uso di droghe. Vanno poi aggiunti quelli sul primo soccorso e con l'Aido. Non mancano le attività sulla comunicazione, che favoriscono autostima e autonomia sociale. Di grande valore poi i progetti su Cittadinanza attiva e consapevole', che trattano vari aspetti come la conoscenza dei media per la formazione civica o l'approfondimento del fenomeno mafioso, in particolare della 'Ndrangheta. A proposito di quest'ultimo alcuni studenti hanno fatto un viaggio in Calabria, visitato le terre confiscate alla mafia e incontrato associazioni che lottano contro questo fenomeno. «Lavoriamo molto anche sull'integrazione aggiunge Maddaluno : da noi ci sono diversi alunni con handicap ed extracomunitari». Camilla Corradini

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michele ianes Il terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a Rovereto, ribadisce le insidie di una stagione di cambiamenti (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 22-03-2009)

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michele ianes Il terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a Rovereto, ribadisce le insidie di una stagione di cambiamenti michele ianes Il terzo congresso della Cisl Scuola, ieri a Rovereto, ribadisce le insidie di una stagione di cambiamenti. La relazione del segretario uscente Bruno Paganini, riconfermato per altri quattro anni nel corso dell'assemblea, critica a tutto campo il decreto Gelmini (il segretario nazionale della Cisl scuola Silvano Furegon, presente all'incontro, parla di tagli per otto miliardi e 700 milioni di euro) e rimane guardinga sulle scelte dell'amministrazione provinciale: «Il risultato elettorale ci ha messo parzialmente al riparo da una svolta che ci preoccupava, ma non significa che va tutto bene. Anche in Trentino, seppure in misura diversa i tagli ci sono, forse più mascherati. Per quanto riguarda i docenti a fronte di un + 18 che si può vedere nei dati dell'organico, in effetti abbiamo un - 60 a causa della variazione dei parametri nella formazione delle classi alle elementari e alle medie (- 43 alle elementari e -16 alle Medie)». L'invito all'assessore Dalmaso è quello di recuperare il dialogo con i lavoratori della scuola, in opposizione al decisionismo del ministero nazionale. E l'assessore, che ha introdotto i lavori del convegno, ha annunciato apertura al confronto sulle questioni in corso, a partire dal calendario scolastico. La relazione del segretario punta poi il dito contro le cosiddette «modifiche balneari»: «Puntuale come un orologio svizzero il legislatore provinciale, anche quest'anno, colpisce la scuola con il copione di sempre: in luglio o in agosto vengono approvate modifiche anche sostanziali all'organizzazione scolastica. Forza Italia con Nerio Giovanazzi ha presentato e fatto approvare lo scorso 16 luglio il disegno di legge che modifica la legge Salvaterra del 2006. In poche righe si cancella l'organizzazione scolastica del primo ciclo, delineata nel testo della legge del 2006: l'orario obbligatorio viene ridotto da 1.000 ore a 891 ore annue e prevede 99 ore per le eventuali ore opzionali facoltative; assicura, se richiesto dalle famiglie, la frequenza obbligatoria degli alunni solo alle lezioni del mattino; ma soprattutto permette l'iscrizione alla prima elementare dei bambini di 5 anni e 4 mesi, un vero delirio anticipatorio. Viene cambiato l'assetto della scuola elementare e media, prima ancora che la commissione provinciale incaricata della revisione dei piani di studio abbia terminato il proprio lavoro». Per il personale Ata, Sergio Fox della segreteria Cisl esprime preoccupazioni sui 44.000 operatori tagliati a livello nazionale, che proiettati in Trentino farebbero sparire circa trecento posti di lavoro. 22/03/2009

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Il <made in Trentino> resiste alla crisi (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il «made in Trentino» resiste alla crisi In mostra animali e macchine agricole ANDREA MANFREDI Tanti animali (dai pulcini ai maiali, dagli asini alle mucche) per la gioia dei bambini, macchine agricole per gli operatori del settore, stand gastronomici per i buongustai, tante informazioni sul risparmio energetico: questo e molto altro ieri (la manifestazione proseguirà anche nella giornata odierna) al polo fieristico di via Bomporto in attesa dell'invasione delle bancarelle della Fiera di San Giuseppe prevista per oggi. Girando tra le sale della mostra dell'agricoltura si incontra il dirigente della Federazione Trentina degli Allevatori, Mario Tonina , che parla chiaramente «di una forte crisi del settore dovuta all'arrivo sul mercato di latte a prezzi stracciati». Per Tonina «ciò che permette, nonostante tutto, all'allevamento trentino di resistere è la sua grande qualità». E questo è confermato da Giorgia Bortolameotti , di Trento, che ha comprato, presso lo stand degli allevatori, prodotti trentini «perché preferisco spendere qualcosa in più ma comprare prodotti della nostra terra». Presso lo stand del servizio conservazione della natura della Provincia l'agente forestale Marco Cescatti si dice orgoglioso di far parte del corpo forestale trentino perché «crediamo nel nostro lavoro e nel nostro territorio». Per Emma Baldo però, che guarda con attenzione lo stand, «l'ambiente in Trentino sta peggiorando ormai da cinquant'anni». La consigliera comunale Ivana Di Camillo è seduta allo stand allestito dal Comune di Trento. «Trento è una città che sta facendo un percorso - spiega la consigliera - legato alla qualità della vita intesa come insieme di fattori ambientali e relazionali, un percorso che spero sia inarrestabile». Renato Cristoforetti , attento osservatore dei volantini del Comune, descrive Trento come una città meravigliosa anche se esprime qualche perplessità su piazza Dante, «un giardino cittadino in mano allo spaccio». Fiorenzo Scartezzini «presidia» lo stand dell'artigianato artistico trentino. Anche qui, tra le 800 aziende «artistiche» provinciali si respira la crisi però Scartezzini ricorda «la capacità degli artigiani artisti di basare il proprio lavoro sulla flessibilità riuscendo cioè ad adattarsi velocemente alla richiesta della clientela». Per la solita paura di essere impiccati sulla pubblica via per aver detto la propria opinione al giornale Barbara dice il nome ma non il cognome e afferma di apprezzare «più il soggetto dell'opera che il materiale con cui viene realizzata». L'Associazione Trentina per l'Agricoltura Biologica, l'Atabio, è rappresentata da Ivo Gelmini che spiega come la crisi non colpisca più di tanto i prodotti biologici «perché si sta affermando una tipologia di consumatore trasversale, non sono più solo ?gli ambientalisti' a comprare biologico ma grandi strati della popolazione che hanno a cuore la qualità perché mangiando meglio si vive meglio». Katia Branda chiede, con interesse, informazioni presso lo stand e si capisce il perché quando racconta di aver lasciato Trieste, con il marito, per creare un agriturismo in Valmalene, perché «il mondo non ci cambierà ma noi possiamo, nel nostro piccolo, cambiarlo». Lo stand del Museo tridentino di Scienze Naturali descrive ai molti visitatori quali sono gli animali che rischiano l'estinzione a causa della crisi dell'agricoltura tradizionale, permette ad adulti e bambini di guardare, da vicino, attraverso un microscopio gli insetti, ricostruisce in tre vasche le foreste ed il mare che riducono l'anidride carbonica nell'aria ed elementi che si decompongono sprigionando Co2 come fanno i tubi di scappamento e gli impianti di riscaldamento. Elisa Lorenzoni, Karol Tabarelli De Fatis e Mauro Gobbi sono alcuni dei ragazzi del museo che fanno aprire la bocca dalla sopresa ai tanti bambini accorsi allo stand. Goccia Fiore non è una bambina e, dopo aver guardato attraverso il microscopio, dice che «servirebbe un compromesso tra le esigenze di chi lavora e le esigenze ambientali». 22/03/2009

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SEGNALI contrastanti dal mondo della scuola. Si seguono con apprensione le vicend... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

ASSISI / TODI / BASTIA pag. 10 SEGNALI contrastanti dal mondo della scuola. Si seguono con apprensione le vicend... SEGNALI contrastanti dal mondo della scuola. Si seguono con apprensione le vicende relative ai supplenti nelle scuole di ogni ordine e grado e i cui incarichi potrebbero non essere rinnovati se non ci saranno, da parte del ministero, istruzioni precise e soldi per coprire le spese. SITUAZIONE delicata perchè non sarebbe pensabile e qui lo scoramento e la protesta dei genitori poter giungere alla fine dell'anno senza alcuni. Intanto, ci sono novità sul fronte degli istituti; in particolare su quello delle inaugurazioni di altri spazi e delle intitolazioni. Per la Scuola materna di Petrignano l'inaugurazione è prevista per sabato 18 aprile alle ore 18. L'intervento include due aule nuove più il refettorio per un totale di circa 200.000 euro di spesa. «Petrignano è in significativa espansione e per questo anche nella Scuola elementare è in fase di appalto l'assegnazione di lavori per fare altre due aule più nuovi servizi», sottolinea Maria Belardoni, assessore all'Istruzione (nella foto). NEL BILANCIO 2009 è prevista anche la realizzazione di un Centro servizi che, oltre alle associazioni e all'Asl per il Centro Salute, potrà offrire ulteriori spazi a disposizione della Scuola media». x A RIVOTORTO è stato ampliato l'edificio, in breve tempo, per creare un' aula supplementare, indispensabile al funzionamento della scuola. Il 24 aprile, alle ore 10, è prevista anche l'intitolazione della scuola a «Fratello Sole» (in una terra che, proprio otto secoli fa, vide la nascita della Regola francescana) come auspicato dalle famiglie e dai docenti. «A Palazzo di Assisi, dove già funzionava da anni un tempo prolungato, su 4 giorni alla settimana, e dove il Comune ha predisposto mensa, refettorio e laboratori, si registra un'altra novità positiva», aggiunge la Belardoni. «IL COMUNE di Assisi si è reso disponibile, con atto di Giunta già approvato che include la copertura economica con circa 15.000 euro all' estensione del servizio a regolare tempo pieno articolato su 5 giorni, come prevede il decreto del ministro Gelmini; tutto questo per rispondere alle tante esigenze manifestate dalle famiglie. E ora si è in attesa del parere dell'Ufficio Tecnico Regionale». M.B.

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Uni: <Il caso del liceo non va strumentalizzato> (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

FIDENZA 22-03-2009 SCUOLA L'EX CONSIGLIERE E DOCENTE Uni: «Il caso del liceo non va strumentalizzato» II «I problemi della scuola non possono e non devono essere strumentalizzati dalla politica». A sostenerlo è l'ex consigliere comunale di opposizione e docente dell'Itis Berenini Benvenuto Uni. Con riferimento agli interventi dei giorni scorsi sul rischio che il D'Annunzio cominci senza la quarta ginnasio per scarso numero di iscritti, Uni chiarisce che «dei possibili effetti della riforma Gelmini già se ne era discusso in Consiglio. Purtroppo si è venuti a conoscenza solo ora, in un anno in cui le iscrizioni si sono chiuse con un mese di ritardo, delle difficoltà effettive del liceo». Per Uni è dunque «inutile puntare il dito contro politici ed amministratori quando si è tutti d'accordo sulla necessità evitare l'impoverimento dell'offerta formativa fidentina». Ripercorrendo le fasi che hanno condotto all'attuale situazione di incertezza spiega: «A stabilire un minimo di 25 iscritti per classe è al momento una bozza di decreto non ancora operativo. E solo all'inizio di marzo il Provveditorato ha annunciato che si sarebbe seguito tale criterio mettendo a rischio la quarta ginnasio che conta oggi 16 iscritti». L'attesa è comunque fiduciosa: «Per ottenere una deroga e attivare la classe - ha detto - è sufficiente che gli iscritti aumentino di qualche unità». Professore Benvenuto Uni.

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Loredana Colloca Povero Berlusconi! Il Presidente del Consiglio, fiaccato alla stregua di un m... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Loredana Colloca Povero Berlusconi! Il Presidente del Consiglio, fiaccato alla stregua di un minatore cinese di carbone, si sfoga: «fare il premier mi fa schifo, lo faccio solo per senso di responsabilità, odio quello che faccio e sono disperato». E siccome si sa che fare qualcosa controvoglia aumenta il rischio di performance pessime, improvvisamente tante cose risultano più chiare. Viene quasi spontaneo un moto di tenerezza per questo plurimilionario insonne costretto a dilettarsi in decreti legge improbabili e toga-party pur di rendersi la vita "meno amara". Ed è con genuino spirito di sacrificio che migliaia di netturbini, operai, insegnanti, gli cederebbero volentieri il proprio posto di lavoro, pur di strappargli uno dei suoi catarinfrangenti sorrisi. Donato Testa Supplenti e abilitati Forse i Ministri Gelmini e Brunetta non hanno capito che tra i precari del mondo scuola ci sono anche quelli come me che non hanno avuto supplenze quest'anno, pur avendo 42 punti in graduatoria, una abilitazione all'insegnamento secondario e una specializzazione sul sostegno polivalente e non solo quelli che hanno attualmente una supplenza. Stiamo scherzando? Vi prego dal profondo del cuore di far sentire la vostra voce al riguardo: io che fine farò se non sono proprio considerato? Dove sono finite le buone intenzioni ministeriali di trovare sbocchi in altri settori? Francesca Maria Mantero Oscurantismi È capitato spesso di leggere sulla stampa accuse di oscurantismo e persino di volontà omicide per gli aderenti a certe fedi che respingono cure semplici quali le trasfusioni per sé e persino per i propri figli, ritenendole interferenze con la volontà divina. Contro queste cose ci si scaglia e si applaude l'azione del giudice tutelare che giustamente provvede in difesa di innocenti in pericolo. Quale dovrebbe essere l'atteggiamento del cittadino benpensante nei confronti del capo di una tra le religioni più diffuse che condanna l'uso del profilattico definendolo addirittura " dannoso" per la prevenzione delle malattie a diffusione sessuale, Aids in testa? Fernando Cabildon Critiche su cui riflettere Credo che le critiche al Papa a volte siano frettolose e preconcette. La Chiesa ha anche buon senso e a volte va al di là dei principi permettendo che in casi particolari siano gli stessi Missionari a consigliare il preservativo, pur pensando, come ha detto il Papa, che le strade per debellare l'Aids sono ben altre. I dati dimostrano che l'epidemia é diminuita nei paesi come l'Uganda in cui si é lavorato per modificare i comportamenti sessuali e gli stili di vita, con un lavoro di informazione e educazione. Se ci si limita solo al profilattico, il rischio si moltiplica a causa della moltiplicazione dei rapporti che la falsa sicurezza genera. Gianfranco Pignatelli Opere d'arte, a me! Capita che un Tiepolo taroccato e manipolato faccia da sfondo, nelle conferenze stampa dei ministri, ai prodigi di palazzo Chigi: rifiuti di Napoli, in primis. Peccato che l'emblematico titolo "la Verità svelata dal Tempo", per i partenopei e gli italiani tutti, abbia il sapore di una beffa annunciata. Ma c'è di più. Un busto di Nerone si è trasformato in autoregalo natalizio collocato ancora a Palazzo Chigi. E se ancora non vi basta, ci sono una Faustina, un Marco Aurelio e il gruppo di Marte e Venere da traslare dal museo delle Terme allo scalone d'onore del novello "Palazzo Venezia". Il re dell'effimero, che ha inondato l'Italia di incultura e volgarità, tratta i Bronzi di Riace come arredi da esibire in Sardegna agli ospiti del G8 e, semmai, ci orchestra su pure qualche battuta triviale. baldina di vittorio Ambrogio Morra fu ucciso dalla polizia In merito alla bella intervista di Marcella Ciarnelli pubblicata ieri, vorrei precisare che il piccolo Ambrogio Morra fu ucciso il 16 maggio del 1904, all'età di 13 anni, dal fuoco della polizia che volle reprimere, sparando sulla folla, uno sciopero indetto dalla Lega per la riduzione dell'orario di lavoro. Questo non toglie che, come si vede nel film di Negrin su Di Vittorio, molti piccoli braccianti venissero crudelmente colpiti dai mazzieri degli agrari: una delle licenze narrative del regista che tuttavia non inficia la validità generale della ricostruzione.

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LE MAMME scendono in piazza contro i tagli al... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

CATTOLICA E VALCONCA pag. 14 LE MAMME scendono in piazza contro i tagli al... LE MAMME scendono in piazza contro i tagli alla scuola del Ministro Gelmini. Da una loro prima analisi emerge che sono almeno 5 i posti di lavoro a rischio (ma potrebbero aumentare) tra le maestre dei plessi scolastici cattolichini. Significa disagi e soprattutto servizi che verranno a mancare già dal prossimo anno scolastico in tutte le elementari di Cattolica. Per questo i genitori lanciano l'allarme e già ieri pomeriggio si sono recate in centro per manifestare. «Manifestiamo perché riteniamo che per il bene della collettività ci si debba interrogare tutti su quale futuro vogliamo per i nostri figli _ hanno ribadito alcune mamme presenti ieri in zona Mercato Coperto in via Mancini dalle 16.30 in poi _ abbiamo già fatto una piccola previsione di cosa significhi perdere 5 maestre tra poco meno di un anno. Tempo pieno, compresenze, progetti, continuità didattica, insomma tutto questo verrà a mancare e ricadrà sui nostri figli. Ma già l'85% delle famiglie è stato avvisato ed informato». Insomma centinaia di famiglie di Cattolica (le scuole elementari raggruppano complessivamente oltre 600 bambini) si stanno informando per fare pressioni anche a livello comunale e provinciale. «Purtroppo è una decisione che viene dall'alto _ spiega Raffaella, una mamma, _ ma riteniamo che anche il Comune possa fare la sua parte schierandosi al nostro fianco e cercando risorse e finanziamenti dove possibile». Il prossimo appuntamento è per sabato prossimo 28 marzo al Centro Culturale Polivalente dalle 16,30 per seguire alcuni format di Rai3 proprio sulla delicatissima questione della scuola e dei suoi tagli previsti per poi incontrarsi e dibattere sul futuro della scuola cattolichina. «Invitiamo tutti i genitori da noi già contattati ad essere presenti sabato prossimo _ spiegano le mamme _ perché insieme possiamo fare tanto e perché è una questione che riguarda tutti noi. Venendo a mancare maestre e insegnanti veranno a mancare anche gli equilibri educativi necessari a garantire una crescita educativa e culturale nella scuola. Siamo preoccupati ma insieme possiamo almeno incontrarci e pianificare un'azione comune» Luca Pizzagalli

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tagli all'istruzione: sosterremo mensa e servizi (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Spilimbergo. Fa ancora discutere la riforma Gelmini per le primarie. La presidente del circolo didattico Barbara Della Turca difende la scelta del tempo pieno Tagli all'istruzione: «Sosterremo mensa e servizi» L'assessore Dreosto stronca i toni allarmistici e non esclude di uniformare gli orari d'uscita SPILIMBERGO. Quali incognite pendono sul sistema scolastico di Spilimbergo all'indomani dell'approvazione della riforma della scuola primaria? A chiarire la situazione è l'assessore all'Istruzione Marco Dreosto: «In merito ai toni allarmistici usati nei giorni scorsi - afferma Dreosto - ritengo si debba chiarire che, ad oggi, non sussistono ancora i presupposti per valutare quale impatto la riforma della scuola abbia nel sistema scolastico di Spilimbergo. Fermo restando che questa amministrazione sosterrà, come ha sempre fatto, l'istituzione scolastica, ritengo che il ministero non escluderà dal tempo scuola la refezione, ma se anche fosse, si troveranno soluzioni che non penalizzino la scuola e i servizi offerti agli alunni e alle famiglie». Sulla stessa linea anche la presidente del circolo didattico di Spilimbergo, Barbara Della Turca secondo la quale «le classi a tempo pieno non sono dei parcheggi, come paventato da qualcuno, ma un'opportunità per i ragazzi perché possano seguire un programma in tempi piu' diluiti e nel contempo sgravare dalle famiglie, impegnate nel lavoro, l'onere di seguire i figli nei compiti per casa. Chi dice che se ci fossero strutture di accoglienza pomeridiane, anche gli extracomunitari andrebbero a tempo modulare, forse non conosce il problema: come si può pensare che una struttura comunale surroghi la scuola, compresa la mensa? Questi bambini che spesso non hanno nessuno a casa fino a sera come farebbero i compiti? Chi garantirebbe loro il pranzo? Inoltre quando si parla di migrazione verso altri circoli si dimentica di sottolineare che a Spilimbergo vengono proposti tutti i tempi scuola, anche se questo non sempre garantisce che la scelta effettuata in fase di iscrizione possa essere messa in pratica». E, prosegue Della Turca, «sembra che qualcuno spinga per la riduzione del tempo scuola riportando Spilimbergo ad una scuola antimeridiana che andrebbe comunque in controtendenza. Mi sento invece di appoggiare la richiesta dell'uniformità degli orari di uscita, ma questo deve avvenire anche per i cicli in corso altrimenti le famiglie con due figli devono andare a scuola alle 16 e alle 17 quando ci sono i rientri». Sulla possibilità di uniformare gli orari di uscita anche Dreosto sembra possibilista: «Per quel che riguarda l'opportunità di uniformare gli orari di uscita - sottolinea - al momento l'amministrazione sta valutando anche questa richiesta; un aspetto è legato al costo del servizio, visto che servirebbero più pulmini contemporaneamente. Stiamo valutando anche i tempi di attesa per gli alunni che potrebbero trovarsi a stare per molto tempo sui mezzi prima di arrivare a casa». E conclude: «Mi sono recentemente incontrato con il dirigente scolastico Elzio Fede per discutere questo ed altri aspetti organizzativi ed abbiamo deciso di attendere alcune settimane, almeno fino a quando la situazione non sarà più chiara con la comunicazione da parte del ministero dei nuovi parametri legati al nascente Istituto comprensivo». Guglielmo Zisa

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ssk, incontro su scuola ed elezioni (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Riunita l'assemblea Ssk, incontro su scuola ed elezioni LE PROSPETTIVE La riforma scolastica e le elezioni comunali di giugno sono stati i temi affrontati dall'assemblea provinciale della Slovenska Skupnost. Erano presenti anche il segretario regionale Damijan Terpin e quello regionale Igor Gabrovec. Per affrontare il primo punto è stata invitata come ospite la preside Elisabetta Kovic, che presiede la scuola media Trinko e la Direzione didattica di via Brolo. La preside ha illustrato le imminenti modifiche che riguarderanno la Trinko e la Direzione didattica di via Brolo, che avranno un unico preside e un unico presidio scolastico. Questo dovrebbe portare a delle novità per quanto riguarda la proposta educativa, che inizierà dall'asilo e proseguirà fino al termine della scuola media. Rimane ancora una preoccupazione riguardante la riforma Gelmini, soprattutto per quel che riguarda i tagli alla spesa, che già risulta ridotta ai minimi termini. Quanto alle prossime elezioni europee, il segretario regionale Terpin ha presentato l'accordo tra Ssk e Sud-Tirol Volkspartei, dove il partito della comunità tedesca dell'Alto Adige ospiterà sulla propria lista un rappresentante della Ssk. Il segretario provinciale Cavdek ha si è soffermato sui temi elettorali: «Abbiamo preso atto - ha detto - del rifiuto da parte delle sezioni del Pd di Savogna e Doberdò della proposta di collaborazione a livello di giunte comunali, avanzata dalla Ssk. In quanto non si conoscono le ragioni del rifiuto sarà necessario un chiarimento politico a livello provinciale. Nei tre comuni di Doberdò, San Floriano e Savogna si continuerà con il tradizionale confronto tra le liste di sinistra e la Slovenska skupnost, che in questi giorni sta verificando a Savogna e Doberdò gli accordi con le liste civiche con le quali si è presentata alle elezioni precedenti».

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Sottotetto in fiamme a Zivido: donna intossicata all'ospedale palazzina di tre piani inagibile (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

SAN DONATO SEGRATE CASSANO pag. 22 Sottotetto in fiamme a Zivido: donna intossicata all'ospedale palazzina di tre piani inagibile di ALESSANDRA ZANARDI SAN GIULIANO SONO STATI ATTIMI di paura quelli vissuti venerdì sera, a San Giuliano, dagli occupanti di una palazzina a tre piani andata a fuoco nella parte superiore. Uno degli inquilini, una donna di 60 anni, è stata trasportata in ospedale con un principio d'intossicazione, mentre i vigili del fuoco hanno impiegato quasi sei ore per riuscire a sedare l'incendio. Tutto è successo poco dopo le 20 nella frazione Zivido, all'interno del complesso residenziale di via Gorky. Per cause ancora da accertare, ma con ogni probabilità accidentali (si pensa al cattivo funzionamento di un caminetto), le fiamme hanno avuto origine nel sottotetto e si sono propagate con rapidità sia verso la copertura in legno sia in direzione degli appartamenti. Il fumo che ha invaso le stanze ha costretto gli abitanti alla fuga e ha fatto scattare l'allarme. Sul posto sono intervenuti con sette mezzi i vigili del fuoco di Milano, che hanno messo in sicurezza l'area e avviato le operazioni di spegnimento. Le dimensioni vistose dell'incendio, che in totale ha interessato una superficie di 400 metri quadrati, hanno imposto un lungo intervento con le autopompe, terminato solo a notte fonda, tra le 2 e le 3. Allertati dai pompieri, in via Gorky sono arrivati i sanitari del 118, che hanno assicurato assistenza alle persone coinvolte con un'ambulanza della Croce d'oro e una della Croce bianca. E' stato così che una donna, colta da un malore forse dovuto a un'intossicazione o forse allo spavento, è stata trasportata all'Ospedale cardiologico di Milano in codice giallo, una dicitura utilizzata per indicare condizioni di media gravità. NESSUNA CONSEGUENZA di rilievo per gli altri inquilini dello stabile, reso inagibile dall'accaduto. Ancora ieri mattina una squadra di pompieri era al lavoro nella palazzina, per scongiurare la caduta di un comignolo pericolante e ultimare le operazioni di messa in sicurezza. All'alba di ieri, un ricovero per intossicazione si è verificato anche a San Colombano al Lambro, dove un barbecue lasciato acceso dalla sera prima ha provocato pericolose esalazioni di monossido di carbonio nell'appartamento di una famiglia di marocchini abitanti in via Gelmini.

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la gelmini taglia 500 docenti nel veneziano (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

FERRAZZI «La Gelmini taglia 500 docenti nel Veneziano» Ma le buone notizie non frenano la dilagante preoccupazione per gli effetti dei tagli agli organici decisi dal governo Berlusconi sulla scuola. Ieri durante il taglio del nastro al liceo Franchetti, il tema rimbalzava di bocca in bocca, perché è oramai prossima la pubblicazione dei tagli previsti al personale docente per la Regione Veneto e la nostra provincia. La preoccupazione è nelle parole dell'assessore comunale all'Istruzione, Anna Maria Miraglia, che segnala nel suo intervento che «chi non investe nella scuola, investe nell'ignoranza». E Ferrazzi conferma i timori generali, emersi anche con lo sciopero regionale della Cgil di mercoledì scorso. Le cifre non sono ancora ufficiali ma si parla di un taglio di almeno 500 docenti e di quasi 200 posti per il personale Ata. Mentre le famiglie, denuncia il vicepresidente della Provincia, chiedono una maggior permanenza dei figli a scuola. «E' vero oggi in Provincia di Venezia solo il 3% delle famiglie ha chiesto il tempo a 24 ore, tutti gli altri chiedono il tempo pieno o prolungato. Servirà una battaglia in Regione per garantire gli organici dei docenti. A fronte di 8500 nuove iscrizioni in Veneto, sappiamo per certo che il prossimo anno non ci sarà la copresenza di insegnanti nelle classi, con un aumento di alunni per classe e senza tener conto della presenza o meno di portatori di handicap. Io rimango molto preoccupato e ne ho anche con il dirigente scolastico regionale, la dottoressa Palumbo, ma si è in attesa dei dati ufficiali, che sono oramai prossimi». Oggi l'investimento per la scuola da parte di questo governo è di 1800 euro per istituto. Noi, vendendo le nostre quote societarie, abbiamo investito ben più di quel che fa lo Stato». (m.ch.)

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Addio Gazzetta e bigliettini Ora in Aula ci si rilassa con videofonini e Facebook (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 70 del 2009-03-22 pagina 9 Addio Gazzetta e bigliettini Ora in Aula ci si rilassa con videofonini e Facebook di Marco Zucchetti Anche i passatempi dei parlamentari diventano digitali E mentre si vota c'è chi chatta e chi guarda «Scherzi a parte» «Onorevole, che sta facendo?». «Sfoglio il Corriere». Regolare. Professionale. Documentato. Che poi il Corriere in questione fosse quello dello Sport e non quello della Sera, e che durante le sedute si leggesse di Falcao più che di Spadolini, era un altro paio di maniche. Innocenti passatempi d'aula, né più né meno degli studenti che tenevano i fumetti nel libro di Tucidide. Acqua passata, in quel del Transatlantico. Perché i tempi corrono e il cazzeggio mica batte la fiacca. E alla lettura di frodo del quotidiano sportivo subentra la navigazione «allegra» sui siti internet. Ordinario relax tra i banchi del Parlamento italiano ai tempi della Rete. Addio ai bigliettini vergati ridacchiando, la Settimana enigmistica questa sconosciuta. Per sfuggire a quella brutta bestia della noia ci si aggrappa al portatile. E i fotografi nell'emiciclo spiano gli interessi di deputati e senatori, non sempre concentrati su ddl e interrogazioni. Per esempio c'è chi si allupa sui siti zozzi per poi dar di gomito al vicino, come denunciava l'ex deputato per caso Roberto Poletti. E c'è chi dopo due ore in auto blu, inglobato nel traffico, non ne può più. E allora evade navigando sul sito della Harley Davidson per assemblarsi una «Fat boy». Colore? Blu. Come le auto statali, così non si sente la differenza. Compara i prezzi, acquista. Molto più divertente di stare a sentire il quinto intervento identico sull'ordine del giorno. Poi c'è anche chi un po' si sente in colpa. E quindi, mentre spulcia il sito di «Scherzi a parte» tra una coscia di Belen e un tatuaggio all'amatriciana di Amendola, tiene aperte anche tre finestre sul sito della Camera. Per sviare i sospetti... Insomma, pure il fancazzismo è stato digitalizzato e i confronti ora non si fanno più tra i Rolex al polso, ma - ministre Prestigiacomo e Gelmini docent - tra i rispettivi palmari, ripieni di video spiritosi, foto buffe e messaggini carini. Rimangono in pochi a sfoggiare un libro invece del laptop. Giusto il Bossi, vecchio stampo, con davanti un volumazzo su Gerusalemme; e qualche altro cavaliere della Mezzaluna, con l'immancabile saggio sull'islam. Minoranze. Tribù in riserva di fronte all'avanzata dei conquistadores di Facebook. Invasori che ammazzano il tempo condividendo opinioni e boiate ma sbandierano la giustificazione dell'aggiornamento professionale. In principio fu il leghista Matteo Salvini, che ammise: «La sinistra ha parlato per 5 ore filate. Le alternative erano il suicidio e il computer, quindi sono stato lì a smanettare con mail e Facebook». Un diversivo, tipo Campo Minato. Ennò. Perché, insomma, «è diventato anche un'occasione di lavoro». Missione compiuta. Sdoganato. E quindi olé, tutti a chiedersi l'amicizia, ad aggiornare lo status. «Il senatore Pincopalla sta votando la finanziaria», «il deputato Tiziocaio è iscritto al gruppo "Tre euro per un tramezzino alla buvette è un'offesa alla sacralità dell'aula"». Perché va bene tenere il contatto con il popolo, ma se si guardano bene gli schermi dei parlamentari, qualche dubbio sul fatto che questi signori non siano stati votati per farsi i fatti loro, sorge. Per esempio. Uomo delle istituzioni n° 1: grande attenzione nel visualizzare un video di YouTube che invita quei porci dei cani a trattenere i propri intestini troppo allegri. Impegno ambientale? Donna delle istituzioni n° 2, Munerato Emanuela, operaia leghista: sul display si legge «Votazione aperta, abilitato a votare». Una mano sul pulsante, l'altra a chattare tra foto di amici sul Libro delle facce. Le facce secondo cui Feisbuc è uno strumento di lavoro. Le facce toste? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Tagli, il Conservatorio vede nero (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli, il Conservatorio vede nero --> Il direttore Giovanetti: «Per il momento ce la facciamo, preoccupati per il futuro» «Meno male che il Comune ha fatto un ulteriore sforzo aggiungendo al milione e 700 mila euro altri centomila euro» Domenica 22 Marzo 2009 CRONACA, pagina 17 e-mail print Brutte notizie dal ministero dell'Istruzione e università per l'Istituto superiore di studi musicali Donizetti di Bergamo. Per il 2009, infatti, i contributi promessi a suo tempo dallo Stato ai Conservatori non statali ma pubblici (detti «pareggiati») sono stati azzerati. Istituzioni che, da un punto di vista legislativo, fanno capo a direttive ministeriali che impongono, tra l'altro, uno statuto particolare e prevedono diversi organi di gestione. Vista la situazione, il direttore dell'istituto, Marco Giovanetti, insieme ai ventuno colleghi che dirigono gli altri istituti musicali pareggiati d'Italia (tra i quali, oltre a Bergamo, Cremona, Pavia, Ancona, Reggio Emilia, Catania), ha chiamato in causa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per «prendersi a cuore di una situazione - si legge nel documento unitario del coordinamento Istituti musicali pareggiati - che, in mancanza dei contributi statali, ci mette in grave difficoltà». «Da quest'anno - spiega Giovanetti - il ministero presieduto da Mariastella Gelmini, tagliandoli del 100%, non garantisce più i contributi (dati nel 2007 e 2008) promessi a quegli istituti pareggiati che acquisivano l'autonomia (quest'ultima, si noti bene, per una legge voluta dallo Stato). Quindi nel nostro caso, visto che siamo dall'inizio dell'anno diventati autonomi, in base alle direttive ministeriali ci siamo dovuti dotare di una serie di nuove figure (direttore amministrativo, ragioneria, organi di controllo, consiglio accademico e quello di amministrazione, i revisori dei conti, il nucleo di valutazione, ndr), con conseguente aumento di spese che vanno ad incidere pesantemente sui nostri conti economici. Meno male che il Comune, che ringraziamo perché in qualità di principale ente finanziatore ci consente di sopravvivere, ha fatto un ulteriore sforzo aggiungendo al milione e settecentomila euro che ci eroga per la gestione ordinaria, altri centomila euro di spese straordinarie dovute alla gestione autonoma». Un impegno, prosegue Giovannetti riferendosi a Palafrizzoni, «che ha sottoscritto per il primo triennio di convenzione (2009-2011). Amministrandoci con estrema cautela per il momento ce la facciamo, però le preoccupazioni per il futuro rimangono perché qualsiasi ente ogni anno ha un aumento di spese». Giovanetti, stando così le cose, vede nuvole nere per il futuro. «Lo Stato - dice - deve subentrare sia pure gradualmente per sostenere le spese di enti che sono diventati autonomi per volere dello Stato stesso. Il 22 dicembre scorso abbiamo chiesto un incontro con il ministro Gelmini, ma come risposta c'è stato un suo silenzio totale che certamente non è di buon auspicio». Attualmente sono 270 gli allievi del Donizetti, ripartiti tra corsi tradizionali, complementari, sperimentali di 1° e 2° livello, propedeutici e coro di voci bianche. Trentadue i docenti in organico ai quali se ne sommano altri a contratto per i corsi sperimentali. «Il nostro istituto - rileva Giovanetti - ha un'attività in crescita costante. Ma, avendo il numero chiuso (anche in questo caso, per legge) dobbiamo a malincuore lasciare a casa diversi ragazzi che avrebbero tutte le carte in regola: lo Stato, quindi, da un lato dà una serie di vincoli e paletti che ci penalizzano e dall'altro ci toglie pure i soldi che ci aveva promesso per portare avanti l'attività». Dopo quello lanciato al presidente del Consiglio, l'ultimo appello del direttore è rivolto in casa nostra. «La Provincia - osserva Giovanetti - capendo il nostro momento difficile, è stata la prima a riconoscerci un finanziamento a progetto. Speriamo che il suo esempio sia seguito da altri protagonisti del territorio, sia pubblici che privati». Marco Conti 22/03/2009 nascosto-->

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Reggio, insegnante avverte di non fumare e si prende un pugno (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 22-03-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Modena,La)

Argomenti: Scuola

Aggressione di quattro studenti stranieri Reggio, insegnante avverte di non fumare e si prende un pugno REGGIO. Un insegnante cinquantenne di una scuola superiore di Reggio Emilia è stato percosso da uno studente, segnalato dalla polizia alla Procura dei minori di Bologna, al culmine di un episodio di bullismo. Quattro gli studenti protagonisti, tutti di origine straniera tra i 16 e i 20 anni, il più giovane ha finito per colpire il docente che lo aveva ripreso perchè fumava a scuola. I 4 non erano presenti alle lezioni, il maggiorenne perchè sospeso per atti di danneggiamento, gli altri per loro scelta, ma sono entrati per dirigersi verso la macchinetta del caffè. Non riuscendo a farla funzionare, il maggiorenne ha sfogato la sua ira contro l'apparecchio, rovesciandolo e mettendolo fuori uso. E' intervenuto l'insegnante rimproverando il gruppo e segnalando al 16enne che a scuola è vietato fumare. Per tutta risposta il ragazzo avrebbe sputato contro il docente, colpendolo poi con un pugno. E' arrivata la polizia, chiamata dalla preside. Il 16enne è stato segnalato alla Procura dei minori, il più grande denunciato per danneggiamento. L'insegnante ha preferito non farsi medicare in ospedale e sembra intenzionato a non sporgere querela. L'on. Angelo Alessandri (Lega nord) ha fatto sapere che lunedì chiederà al ministro Gelmini come mai gli inquirenti non hanno reso pubblico il nome della scuola dov'è accaduto l'episodio.

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I giovani Pd<Sciacallaggiocontro Recca> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

università I giovani Pd «Sciacallaggio contro Recca» Coda polemica al corteo di giovedì dell'Onda contro la riforma Gelmini, sfociata anche in una contestazione nei confronti del rettore, Antonino Recca, in particolare per il caso Farmacia. In una nota il gruppo giovanile e universitario del Pd si dissocia «dalle infondate dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Segretario provinciale di Rifondazione Comunista e dal coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti, circa le presunte responsabilità dell'attuale rettore, prof. Antonino Recca, in ordine alla vicenda dell'edificio 2 della Cittadella universitaria». I giovabi del Pd ribadiscono «la solidarietà e il pieno sostegno all'azione dell'attuale vertice dell'Ateneo e - in particolare - l'apprezzamento per come è stata condotta questa difficile vicenda, per la quale è attualmente in corso una rigorosa indagine della magistratura che richiede - come più volte espresso dagli stessi responsabili della Procura catanese - prudenza e riserbo, al fine di non compromettere l'esito stesso delle indagini e l'accertamento delle eventuali responsabilità, evitando così strumentalizzazioni e allarmismi, indegni della cultura garantista, in particolare intorno ad un collegamento causale, che è oggetto di accertamento, tra l'inquinamento del sito e decessi e malattie». Inoltre, le dichiarazioni di Prc e Pdci «non tengono conto delle pubbliche prese di posizione della stessa magistratura, che ha elogiato l'amministrazione dell'Ateneo per la collaborazione fornita alle indagini e sottolineato più volte che le vicende al centro dell'indagine risalgono ad un periodo di certo antecedente all'attuale gestione, politica ed amministrativa, dell'Università. Né tengono conto dei ripetuti pronunciamenti degli organi accademici che hanno espresso "fiducia nell'operato degli organi inquirenti affinché si faccia chiarezza su ciò che è accaduto", dichiarandosi disposti a contribuire con ogni mezzo processuale all'accertamento dei fatti». Il gruppo giovanile del Pd quindi «si dissocia da qualsiasi operazione di "sciacallaggio" politico, facilmente riscontrabile anche da una semplice lettura cronologica dei fatti e degli atti processuali». Non una «difesa d'ufficio», tengono a precisare i giovani Pd, «piuttosto una difesa motivata dell'istituzione universitaria, e quindi anche di chi ricopre la responsabilità di vertice, laddove essa viene fatta oggetto di aspre strumentalizzazioni di parte, che non sono certo finalizzate all'accertamento della verità». Infine l'auspicio che «l'amministrazione dell'Università si impegni a tamponare la mancanza di strutture e di strumenti a servizio degli studenti di Farmacia con interventi tampone che permettano agli studenti di poter continuare ad usufruire del diritto allo studio che lo Stato gli garantisce».

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<Maggiori garanzie per i precari>Scuola. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Maggiori garanzie per i precari»Scuola. La richiesta dei sindacati catanesi al ministro Gelmini per prof e Ata Di sabato il postino non suona più? Bisognerà attendere l'inizio della settimana per ricevere la posta a casa. È quanto sta succedendo da alcune settimane a Catania e in tutti i Comuni della provincia. A denunciare la carenza di servizio il "Slp-Cisl", il sindacato dei lavoratori postali di Catania, per bocca del segretario provinciale Salvo Di Grazia. «Siamo preoccupati - scrive in una nota - per il modo in cui l'azienda Poste mette a rischio i posti di lavoro e per la programmata mancata consegna del prodotto postale il sabato». La causa risiederebbe nelle ferie d'ufficio che l'Azienda avrebbe imposto ai portalettere. Una condizione questa che determinerà, a lungo andare, enormi giacenze negli uffici di recapito ma, soprattutto, diminuirà la qualità dei servizi. «E' paradossale e al contempo preoccupante - secondo il segretario regionale Slp-Cisl Giuseppe Lanzafame - quanto deciso dall'Azienda: per la politica della riduzione dei costi non procede all'assunzione dei sostituti dei portalettere, i cosiddetti trimestrali, preferendo il disservizio del mancato recapito della corrispondenza nel giorno di sabato». In sostanza accade che l'Azienda «costringe il personale ad usufruire di giorni di congedo non programmato, non rimpiazzando le risorse e svuotando i Centri di recapito di addetti». Tutto ciò con cadenza regolare settimanale (il sabato, appunto) e in maniera pressoché "strutturata" «con pericolose conseguenze in termini di mancata erogazione di un servizio, oltre che sociale, pagato anticipatamente dal cliente». La Cisl si preoccupa per le «sempre più insopportabili ricadute sul personale ultimo della "catena", costretto ad "inventare" improbabili giustificazioni alla clientela che non può, ovviamente, riconoscere una vacanza sistematica del servizio». Non sfuggono alla medesima logica tutta una serie di altri interventi (ore di flessibilità erogate illegalmente in sostituzione di orario straordinario) «col medesimo obiettivo di ridurre, fuori delle regole, i costi anche a prezzo di penalizzare e ingolfare i servizi» denuncia Lanzafame. Le assicurazioni dell'Azienda, conseguenti a un rasserenamento delle relazioni industriali, non corrisponderebbero dunque alle necessità che strettamente derivano dal rispetto delle regole condivise e sottoscritte, dalle quali il sindacato ritiene occorra ripartire a tutela dei servizi, della categoria rappresentata e dei posti di lavoro. Il cliente viene così privato - non solo a Catania, ma anche in altre province della Sicilia - di un servizio che paga anticipatamente. «Non è il modo migliore - afferma Lanzafame - per affrontare il libero mercato. I lavoratori sono inquieti, non solo perché vedono i loro diritti, regole contrattuali non rispettati, ma soprattutto, si rendono conto che questa pratica li porterà, se non vi sarà un repentino cambio di rotta, a mettere in discussioni il proprio posto di lavoro sempre più precario in conseguenza di una crisi che inevitabilmente colpirà il settore del recapito». Giungono, tra l'altro, denunce da parte di amministratori locali, associazione dei consumatori e dei clienti che esigono un servizio efficiente. La verità è che, malgrado le poche risorse assunte, nel mese di febbraio e marzo, a tempo determinato non si riesce a coprire i posti vacanti. C'è inoltre chi teme che allo scadere del contratto non saranno rinnovati i precari. A quel punto resterebbero "buchi" negli organici, difficilmente colmabili dagli impiegati attualmente in servizio. L'organizzazione sindacale si appella alle istituzioni perché possano intervenire in modo da garantire un servizio pubblico nel segno della continuità e della qualità. CARMELO DI MAURO

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Boom di iscrizioni alla Dante Alighieri. È un vero e proprio piccolo record quello registrato d... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 22 Marzo 2009, Boom di iscrizioni alla Dante Alighieri. È un vero e proprio piccolo record quello registrato dalla Scuola Media di San Marco, situata a due passi dal centralissimo campo Santo Stefano, che per il prossimo anno scolastico avrà 127 alunni nelle prime classi distribuiti in ben sei sezioni. «È stata una piacevole sorpresa anche per noi - commenta con entusiasmo il preside Roberto Sintini accanto al suo vice Andrea Girardi - grazie all'entusiasmo e all'impegno dei nostri insegnanti avremo ben due prime classi in più rispetto all'anno scorso. Il nostro bacino d'utenza, infatti, conterebbe solo 47 bambini. Il resto degli alunni vengono dagli altri sestieri perché interessati alla nostra offerta formativa. Un fatto causato forse dal passaparola che ci riempie d'orgoglio». Sono molte, infatti, le proposte della Dante Alighieri al di fuori delle normali ore di lezione: «Prima attrazione della scuola è la sezione musicale - continua Sintini - abbiamo avuto ben 45 richieste anche se alla fine potremo accettare solo 24 bambini. Per gli esclusi, comunque, stiamo studiando una speciale convenzione con il Conservatorio che permetta loro di studiare uno strumento musicale a scuola. Tra i laboratori voglio ricordare quello di scacchi, di teatro, di neo-greco, di scrittura creativa, di latino, di batteria e poi il nuoto e la voga veneta. In pratica i ragazzi stanno a scuola tutti i pomeriggi dal lunedì al giovedì alternando i laboratori alle ore di lezione o di recupero scolatico. Tra le attività più gettonate c'è lo sportello recupero matematica aperto ogni mercoledì dalle 14.30 alle 17.30 per chi ha dei dubbi con i numeri e le formule matematiche. Inoltre è molto aspettata la settimana bianca con sci incluso e il viaggio all'estero riservato alle terze medie. Quest'anno i ragazzi andranno in Austria per un giro in bicicletta». In pratica alla Dante Alighieri si applica una specie di tempo pieno con mensa inclusa. Un modello vincente che potrebbe incappare in qualche difficoltà per via dei cambiamenti introdotti dal decreto Gelmini: «Si parla solo dei tagli fatti alle elementari e del maestro unico - spiega il preside Roberto Sintini - ma anche le scuole medie andranno in sofferenza. In futuro i professori dovranno insegnare tutte le 18 ore a loro disposizione, mentre ora fanno 15 ore in cattedra e tre di compresenza. Sono proprio queste tre ore che ci permettono di tenere aperto il servizio mensa e fare tante altre attività. Nonostante le difficoltà, comunque, andiamo avanti con entusiasmo. La più grande soddisfazione per noi è vedere i nostri ragazzi muoversi a scuola come se fossero a casa loro. Sembrano proprio stare bene a scuola in un'età che è tra le più difficili». Francesca Scarpa

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Genitori e insegnanti del Veneto in corteo ma slitta l'incontro con la dirigente regionale (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Genitori e insegnanti del Veneto in corteo ma slitta l'incontro con la dirigente regionale Domenica 22 Marzo 2009, (F.S.) L'annunciata consegna dei moduli "Buona Scuola" all'Ufficio Scolastico Regionale non è avvenuta, ma la festa in campo San Geremia è stata un tripudio di palloncini colorati per una forma di protesta soft che ha visto scendere in piazza anche i più piccoli. La manifestazione di ieri pomeriggio, indetta dal Coordinamento dei Comitati "Buona Scuola" del Veneto, ha visto scendere in centro storico una piccola folla composta da genitori con prole a seguito, insegnanti e personale ATA provenienti da tutto il Veneto. Come promesso non c'erano bandiere di sindacati o simboli di partito, ma spettacoli di burattini e canzoni. Il momento clou della manifestazione è stato il lancio di alcuni disegni realizzati dai bambini, portati in cielo da una corda legata a un gruppo di palloncini. «La consegna dei moduli alla dottoressa Palumbo, direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, è solo stata rimandata - spiega Marco Bassi del Movimento veneziano per la difesa della scuola pubblica - per un disguido. I 32.000 moduli compilati dai genitori veneti, che bocciano i modelli orari a 24 e a 27 ore del maestro unico proposto dal ministro Gelmini, verranno portati nella sede dell'Ufficio Scolastico nei primi giorni delle prossima settimana. In quell'occasione chiederemo alla dirigente scolastica che si faccia portavoce presso gli organi superiori della volontà espressa dalle famiglie». Presenza discreta nella manifestazione, un gruppo di appartenenti alla Rete Organizzata Docenti e ATA precari del Veneto, che pur lasciando le bandiere dei sindacati a casa, hanno distribuito agli adulti presenti un volantino che spiega come «il piano Tremonti-Gelmini della Legge 133 preveda per il Veneto, solo per il prossimo anno, un taglio di circa 3.500/4.000 docenti, oltre a ben il 17% in meno del personale ATA nei prossimi tre anni». I politici non erano stati invitati, ma hanno voluto partecipare a livello personale Enzo Castelli, presidente della Municipalità Venezia-Murano Burano e Anna Maria Miraglia, assessore alle politiche educative, che ha portato la notizia di una mozione del Consiglio comunale contro i tagli nelle scuole approvata ieri in Giunta. «Vogliono tagliare il personale - dice incredulo Castelli - assicurando a tutti il tempo pieno. Non si sa come faranno. Speriamo solo di non avere qualche brutta sorpresa pochi giorni prima dell'inizio della scuola».

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Scuola di Meano, non dovevo avvertire il sindaco (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Scuola di Meano, non dovevo avvertire il sindaco» Sulla soppressione della prima elementare, il preside Giancarlo Curti risponde a Tison e all'assessore Bortolin Domenica 22 Marzo 2009, Santa Giustina «Non posso e non devo informare l'amministrazione comunale di un'applicazione di una normativa: il mio compito è salvaguardare prima di tutto i bambini e il loro diritto all'educazione». Replica al sindaco Vito Tison, ritenendo di aver operato la scelta più adeguata, il dirigente dell'Istituto Comprensivo "Rodari", Giancarlo Curti, dopo le dichiarazioni del primo cittadino e dell'assessore Angela Bortolin, alla notizia della soppressione della classe prima nella sede distaccata di Meano. Sulla questione si è mosso anche il gruppo di minoranza "Idea in Comune", che proprio in questi giorni ha presentato un'interrogazione: «Possibile che tra amministrazione comunale e dirigenza scolastica non vi sia stata comunicazione? - si chiede il capogruppo di minoranza, Sandro Campagnoli - la maggioranza non può affermare di aver saputo all'ultimo momento la decisione presa dal preside: i numeri dei bambini presenti nel nostro comune li hanno sotto agli occhi da sempre, li pubblicano persino sul bollettino comunale. Dato che la situazione era quindi prevedibile, perché l'amministrazione non ha ritenuto opportuno informare i cittadini durante le assemblee frazionali promosse alcuni mesi fa? In istituti vicini, come nel caso di Cesiomaggiore, l'amministrazione si è già mossa per tentare di salvare classi a rischio, a Santa Giustina invece sembra sia mancata la comunicazione tra scuola e municipio». «Ho collaborato fin dall'inizio del mio arrivo con l'amministrazione - dice invece il dirigente, Giancarlo Curti - Anche in questo caso, se il sindaco, prima d'intervenire sulla stampa, mi avesse chiesto spiegazioni, avrei serenamente illustrato quanto era stato deciso di fare. Il mio compito non è fare politica, ma salvaguardare l'educazione dei bambini». Piuttosto quindi di avere due classi prime, di oltre venti bambini, dato che gli iscritti sono 48, a Santa Giustina, e una di sei, improponibile per la legge Gelmini, a Meano, l'istituto Rodari ha ritenuto opportuno far convogliare tutti gli alunni iscritti, compresi i sei di Meano, nel capoluogo. «Ho scritto ai genitori subito dopo la chiusura delle iscrizioni per chiedere se vi fosse qualcuno intenzionato ad iscrivere il proprio figlio a Meano piuttosto che a Santa Giustina - spiega Curti - ma nessuno ha accettato. Ho quindi messo in atto la normativa prevista dalla legge Gelmini che vieta di avere classi inferiori ai dieci alunni, creando così, e mi sembra la scelta più adeguata, tre classi prime a Santa Giustina, con la media di 18 alunni ciascuna, e sopprimendo la prima a Meano. Ritengo di aver operato correttamente». Andrea Dassie

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Reggio Emilia: professore picchiato da quattro ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

Reggio Emilia: professore picchiato da quattro ragazzi Un insegnante cinquantenne di una scuola superiore di Reggio Emilia è stato percosso da uno studente di 16 anni, subito segnalato dalla polizia alla Procura dei minori di Bologna, al culmine di un episodio di bullismo. Quattro gli studenti protagonisti, tutti di origine straniera tra i 16 e i 20 anni, il più giovane dei quali ha finito per colpire il professore che lo aveva ripreso perché fumava a scuola. I quattro non erano presenti alle lezioni, il maggiorenne perché sospeso per atti di danneggiamento, gli altri tre per loro scelta, ma sono entrati ugualmente nei corridoi per dirigersi verso una macchinetta del caffè. Non riuscendo a farla funzionare, il maggiorenne ha sfogato la sua ira contro l'apparecchio, rovesciandolo e mettendolo fuori uso. E' intervenuto l?insegnante rimproverando il gruppo e segnalando al sedicenne che nella scuola è vietato fumare. Per tutta risposta il ragazzo avrebbe sputato contro il docente, colpendolo poi con un pugno. Poco dopo è intervenuta la polizia, chiamata dalla preside. Il sedicenne è stato segnalato alla Procura dei minori, il più grande denunciato per danneggiamento. L?insegnante ha preferito non farsi medicare in ospedale e sembra intenzionato a non sporgere querela. Angelo Alessandri, parlamentare della Lega Nord, ha fatto sapere che domani informerà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, intendendo chiedere come mai gli inquirenti hanno preferito non rendere pubblico il nome della scuola dov'è accaduto l?episodio.

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Studenti anti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

NOVI.DAVANTI AL CICLOMUSEO Studenti anti Gelmini Sit in alla Mi-Sanremo Minacciano di fermare la corsa, poi solo slogan e striscioni [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE Ieri studenti delle scuole superiori novesi hanno minacciato di bloccare il passaggio della corsa ciclistica Milano- Sanremo davanti al traguardo volante del Ciclomuseo, per protestare contro la politica del ministro Maria Stella Gelmini. Poi non l'hanno fatto. La protesta, sostenuta anche dal personale docente, si è svolta pacificamente e al passaggio dei corridori le centinaia di giovani presenti, in prevalenza del liceo Amaldi che ha organizzato il sit in, si sono limitati a lanciare slogan contro il Governo esibendo cartelloni e striscioni, supportati anche dai delegati dell'Itis Ciampini e dell'istituto professionale Boccardo. Presa di mira l'intenzione di non ammettere agli esami di maturità anche chi ha una sola insufficienza in pagella. «Così - dice Nicola Torre, rappresentante degli studenti - si obbligano i docenti a considerare l'ipotesi del 6 politico e quindi a non fare il loro dovere, perché non è possibile cambiare le leggi e le regole a marzo». È stata una manifestazione trasversale. Conferma Davide Spinoglio, consigliere della consulta provinciale degli studenti: «Sono di An ma trovo illegittimi i provvedimenti del ministro Gelmini, come anche i tagli imposti dal ministro Tremonti alla scuola pubblica.». «Qualcuno aveva intenzione di bloccare la corsa - aggiunge Giacomo Soldani, rappresentante d'istituto - ma sarebbe stato controproducente. Abbiamo fatto sentire la nostra voce e la protesta è nata venerdì mattina, subito dopo aver letto la proposta di legge. Ora organizzeremo un'assemblea d'istituto e una raccolta di firme da sottoporre al ministero della Pubblica istruzione e al presidente del Consiglio. Faremo una manifestazione con tutte le scuole della provincia». Sull'episodio sono intervenuti i tre candidati sindaci. «Siamo solidali con i ragazzi - ha detto Robbiano - e già in autunno avevamo criticato la riforma Gelmini, con un documento approvato in Consiglio dalla maggioranza». «Hanno protestato nel modo più corretto - dice Porta - gridando ''non si possono fare le riforme sulla nostra testa''. Anche io non sono d'accordo sul fatto che non si possano cambiare le cose in corsa». «Protesta legittima - aggiunge Gigi Moncalvo - ma gli studenti devono tener presente che occorre annunciare in anticipo modi e forme delle proteste che, specie se coinvolgono un evento come la Milano-Sanremo, devono essere autorizzate». Intanto, sono stati diffusi i dati sulle iscrizioni al prossimo anno. Servizio A PAGINA 57

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In ribasso licei e artistici (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLE. PRIMI DATI SULLE ISCRIZIONI In ribasso licei e artistici Complessivamente c'è un incremento di alunni dopo anni di progressiva flessione più tecnici e professionali Nelle elementari prevale la scelta del tempo prolungato [FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Torna nelle scuole il segno positivo. In provincia il numero degli iscritti, in ogni ordine e grado, è aumentato, dopo anni in cui si è registrata una progressiva contrazione di alunni. I dati, diramanti dal provveditore Paola d'Alessandro dopo la chiusura delle iscrizioni del 28 febbraio, evidenziano che alle materne si è passati da 7.159 a 7347 con un incremento di 188 bambini; nelle elementari da 15.582 a 15.716 con un aumento di 134 scolari; nelle medie inferiori da 9.613 a 9.672 con un +59 e alle superiori da 14.263 a 14.312 con un +49. Il provveditore avverte che si tratta di numeri non ancora definitivi, lo diventeranno a luglio, ma certo sono indicativi dell'andamento provinciale. Proprio su questi numeri ora si dovrà lavorare sodo per adeguarli alle nuove norme del ministro Gelmini, contemperando anche altre normative vigenti. Già avevamo detto, di recente, che, nella fase della formazione delle classi, si dovrà tenere conto delle strutture a disposizione, degli spazi fisici minimi. E poi gli organici: bisogna capire quanti insegnanti vengono assegnati. E le richieste dei ragazzi: potranno essere accolte tutte o alcuni studenti saranno invitati a scegliere un altro indirizzo o addirittura un'altra scuola? I numeri sono la base di partenza, ma materia da forgiare con non poche difficoltà. Nelle elementari, il dato di fatto è che una sola classe di prima elementare ha espresso la scelta delle 24 ore, sono state 106 a indicare la preferenza per le 27 ore, la stragrande maggioranza (569) ha scelto il tempo prolungato delle 30 ore (altro che maestro unico!) e 41 il tempo pieno delle 40 ore. Per quanto riguarda le scuole superiori, la prima valutazione che emerge è che sono in crescita gli istituti tecnici e i professionali, sono in contrazione i licei e gli artistici. Facendo riferimento alle classi prime, si rileva che 103 studenti in meno rispetto allo scorso anno scolastico hanno optato per un liceo (il numero fornito somma indistintamente classici, scientifici, linguistici, sociali e sociopsicopedagogici): sono passati, infatti, da 1426 a 1323. Negli artistici si è scesi di 14 unità: da 89 a 75. Inversione di tendenza per gli istituti tecnici (ma, va detto, che sono inclusi i licei scientifici tecnologici e biologici, che incontrano le preferenze di quei ragazzi orientati verso materie scientifiche ma che non vogliono imbarcarsi nello studio del latino). Quindi nei tecnici c'è un aumento di 147 iscritti in prima (da 1406 a 1553). In crescita anche gli istituti professisonali: si passa da 302 a 353 (con uno scarto in positivo di 51 alunni che in prima optano per questo tipo di studio). Numeri alla mano, ora viene il difficile. Presidi e insegnanti hanno già espresso ampiamente le loro preoccupazioni. Lo hanno detto in ambito locale e alcuni lo hanno scritto al capo del governo. Timori legittimi, anche perché i dirigenti scolastici sono comunque i primi responsabili che devono rispondere alla corretta applicazione delle leggi (ad esempio, appunto, sulle norme di sicurezza e igienico sanitarie), ma sono anche quelli che dovranno metterci la faccia qualora non siano nelle condizioni «numeriche» di accogliere le richieste dei ragazzi e delle loro famiglie. Altro che pensare alle gite di fine anno! I grattacapi sono ben altri.

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La grande fuga verso le private (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

LE ASSOCIAZIONI FORMIGONI La grande fuga verso le private Rette meno pesanti grazie ai contributi degli enti pubblici Ventimila studenti pronti a lasciare gli istituti statali «Serve una legge per riorganizzare l'intero settore» Ha introdotto la «dote per la libertà di scelta» educativa [FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Almeno 15-20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto. Ma le promesse in Italia sono quello che sono e allora alcune Regioni ed enti locali avevano preferito intervenire come potevano. E, quindi, è andata a finire che non solo le scuole cattoliche non saranno in crisi ma un primo bilancio delle iscrizioni le vede in deciso aumento. «Soprattutto al Nord - precisa Ernesto Mainardi, tesoriere dell'Agesc, associazione che rappresenta i genitori delle scuole cattoliche - dove sono state attuate politiche di aiuto: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna». E infatti in Lombardia alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all'incirca del 15%, alle medie del 10%. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma per il momento il prossimo settembre nella sola Lombardia oltre 8 mila studenti passeranno alle paritarie. Una cifra destinata a raddoppiare se si considera tutto il Centro-Nord. I motivi di questo aumento? In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno disorientato i genitori. In prima fila negli aiuti è Roberto Formigoni, governatore della Lombardia e ciellino. Già lo scorso anno aveva previsto 45 milioni di euro di finanziamento. Li aveva chiamati «dote per la libertà di scelta» e trovato un modo per estendere i contributi anche a famiglie non particolarmente disagiate. Infatti il 73,55% dei beneficiari ha un reddito lordo annuo che va da 30 mila fino a 198.000 euro. Aiuti pienamente riconfermati per il nuovo anno scolastico. Ma a dare una mano alle scuole private sono in tanti. A Omegna, in Piemonte, la giunta comunale ha previsto 18 mila euro per gli istituti non statali. Anche la Regione Piemonte non si è mostrata meno generosa: alla fine del 2008 ha dato il via libera a un buono scuola che prevede il 40% di contributo in più (con punte dell'80%) rispetto allo scorso anno per le famiglie che iscrivono i figli alla scuola paritaria. Oppure la Provincia di Trento dove le spese per le scuole private sono cresciute del doppio rispetto al 2008: un aumento pari a 1 milione e 300 mila euro da assegnare alle singole scuole in base al numero degli iscritti. A incidere sulla decisione sarebbe proprio l'aumento del numero degli studenti delle scuole private: 128 alunni in più che su 3778 alunni totali rappresenta un buon 3% in più. E il risultato non si fa attendere. Le iscrizioni aumentano. Gli ultimi dati ufficiali disponibili mostrano 700.118 iscritti alle scuole non statali con un aumento dello 0,8% e 952.571 iscritti alle scuole statali, pari a un calo dell'1,5%. Il problema è che gli istituti privati, almeno quelli cattolici, diminuiscono. In media chiudono una decina l'anno già da alcuni anni, e quindi il numero di alunni per classe nelle scuole non statali aumenta sempre di più. Alle elementari nell'anno scolastico 2005/06 in media negli istituti statali si contavano 18,45 alunni per classe, cifra più o meno invariata due anni dopo (18,64). Nelle scuole non statali, invece, da 19,43 si passa a 20,10: vale a dire quasi un alunno in più per classe in due anni. Lo stesso alle secondarie: da 15,41 alunni si passa a 16,21 dopo due anni contro i 21,27 pressoché invariati degli istituti statali. Nelle scuole di primo grado il numero degli alunni delle statali è in lieve calo (da 21,02 a 20,92 dopo due anni) mentre aumenta nelle scuole non statali (da 21,76 a 22). La scuola pubblica, insomma, è in crisi e le associazioni che rappresentano le scuole cattoliche chiedono una riorganizzazione del settore. www.lastampa.it/amabile

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I genitori Si dicono disorientati dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture parificate (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il revival Erano quasi disprezzati, oggi piacciono: «Ma il pregiudizio laicista è ancora un ostacolo» Nel mondo Gli istituti cattolici sono oltre 250 mila, frequentati da 42milioni di allievi I genitori Si dicono «disorientati» dalla Gelmini: molti preferiscono affidarsi alle strutture parificate

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Oggi in Italia un numero crescente di famiglie chiede di iscrivere i figli alle scuole cattoli... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Oggi in Italia un numero crescente di famiglie chiede di iscrivere i figli alle scuole cattoliche che però, senza adeguate sovvenzioni statali, sono soffocate dai costi di gestione e rischiano la chiusura. E' interesse del governo sostenerle e garantire l'istruzione pubblica anche al di fuori degli istituti statali». Il cardinale Renato Raffaele Martino, ministro vaticano degli Affari sociali indica il modello tedesco di sovvenzione totale e stigmatizza gli «illogici impedimenti» italiani. Che cosa non funziona in Italia nella scuola privata? «A forza di tagli agli istituti paritari si impedisce ai genitori di decidere i percorsi formativi per i loro ragazzi. La Santa Sede non è riuscita a inserire nel Concordato una effettiva parità scolastica come era logico che avvenisse. In Germania gli istituti vengono finanziati al 100% sulle persone e al 95% sulla gestione, mentre in Italia i pregiudizi ideologici del laicismo sono ancora un ostacolo. Persino in Thailandia, Singapore, Malaysia dove i cattolici sono una piccola minoranza, le autorità incoraggiano la nostra attività pedagogica fondata sulla centralità della persona e la sua formazione integrale. Nel mondo ci sono un miliardo di studenti e 58 milioni di insegnanti, in tutto questo, le scuole cattoliche sono 250 mila, sono frequentate da 42 milioni di allievi e hanno tre milioni e mezzo di docenti». C'è un boom di iscrizioni? «Sì. Adesso le scuole cattoliche sono ritornate di moda per la loro serietà, perché non si fanno scioperi e funzionano meglio, ma ad un certo punto erano quasi disprezzate. Come fissato dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto inferiore rispetto a quelle statali. La parità scolastica non è un privilegio, ma un diritto». Quali sono le richieste della Chiesa? «Di poter offrire il servizio educativo per la formazione delle giovani generazioni. Serve una valorizzazione delle potenzialità educative del mondo cattolico e anche il Parlamento europeo ha stabilito l'obbligo di rendere possibile la libertà di insegnamento sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie. E ciò in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici, senza discriminazione nei confronti dei gestori, dei genitori, degli alunni e del personale. E' un traguardo di civiltà che gli italiani ancora attendono».

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[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Almeno 15-20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella ... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Almeno 15-20 mila alunni passeranno dalla scuola pubblica a quella privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/ 2009. I vescovi avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto. Ma le promesse in Italia sono quello che sono e allora alcune Regioni ed enti locali avevano preferito intervenire come potevano. E, quindi, è andata a finire che non solo le scuole cattoliche non saranno in crisi ma un primo bilancio delle iscrizioni le vede in deciso aumento. «Soprattutto al Nord - precisa Ernesto Mainardi, tesoriere dell'Agesc, associazione che rappresenta i genitori delle scuole cattoliche - dove sono state attuate politiche di aiuto: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna». E infatti in Lombardia alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all'incirca del 15%, alle medie del 10%. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma per il momento il prossimo settembre nella sola Lombardia oltre 8 mila studenti passeranno alle paritarie. Una cifra destinata a raddoppiare se si considera tutto il Centro-Nord. I motivi di questo aumento? In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno disorientato i genitori. In prima fila negli aiuti è Roberto Formigoni, governatore della Lombardia e ciellino. Già lo scorso anno aveva previsto 45 milioni di euro di finanziamento. Li aveva chiamati «dote per la libertà di scelta» e trovato un modo per estendere i contributi anche a famiglie non particolarmente disagiate. Infatti il 73,55% dei beneficiari ha un reddito lordo annuo che va da 30 mila fino a 198.000 euro. Aiuti pienamente riconfermati per il nuovo anno scolastico. Ma a dare una mano alle scuole private sono in tanti. A Omegna, in Piemonte, la giunta comunale ha previsto 18 mila euro per gli istituti non statali. Anche la Regione Piemonte non si è mostrata meno generosa: alla fine del 2008 ha dato il via libera a un buono scuola che prevede il 40% di contributo in più (con punte dell'80%) rispetto allo scorso anno per le famiglie che iscrivono i figli alla scuola paritaria. Oppure la Provincia di Trento dove le spese per le scuole private sono cresciute del doppio rispetto al 2008: un aumento pari a 1 milione e 300 mila euro da assegnare alle singole scuole in base al numero degli iscritti. A incidere sulla decisione sarebbe proprio l'aumento del numero degli studenti delle scuole private: 128 alunni in più che su 3778 alunni totali rappresenta un buon 3% in più. E il risultato non si fa attendere. Le iscrizioni aumentano. Gli ultimi dati ufficiali disponibili mostrano 700.118 iscritti alle scuole non statali con un aumento dello 0,8% e 952.571 iscritti alle scuole statali, pari a un calo dell'1,5%. Il problema è che gli istituti privati, almeno quelli cattolici, diminuiscono. In media chiudono una decina l'anno già da alcuni anni, e quindi il numero di alunni per classe nelle scuole non statali aumenta sempre di più. Alle elementari nell'anno scolastico 2005/06 in media negli istituti statali si contavano 18,45 alunni per classe, cifra più o meno invariata due anni dopo (18,64). Nelle scuole non statali, invece, da 19,43 si passa a 20,10: vale a dire quasi un alunno in più per classe in due anni. Lo stesso alle secondarie: da 15,41 alunni si passa a 16,21 dopo due anni contro i 21,27 pressoché invariati degli istituti statali. Nelle scuole di primo grado il numero degli alunni delle statali è in lieve calo (da 21,02 a 20,92 dopo due anni) mentre aumenta nelle scuole non statali (da 21,76 a 22). La scuola pubblica, insomma, è in crisi e le associazioni che rappresentano le scuole cattoliche chiedono una riorganizzazione del settore. www.lastampa.it/amabile

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castellina: incontro sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Cecina Castellina: incontro sulla scuola CASTELLINA. Il decreto sulla scuola firmato dal ministro Maria Stella Gelmini preoccupa Castellina. Il sindaco Manolo Panicucci e l'assessore all'istruzione Maria Luisa Balisciano hanno incontrato in questi giorni il preside dell'istituto comprensivo Renzo Rodani. "I provvedimenti del governo - spiegano Panicucci e Balisciano - rendono sempre più difficile la composizione delle classi a causa dei numeri, abbastanza bassi. Perciò abbiamo incontrato anche il provveditore, manifestando le nostre preoccupazioni. Confermiamo che l'amministrazione sosterrà le scuole con interventi economici per evitare la riduzione dell'offerta».

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UMBRIA: ASSESSORE PRODI INTERVIENE SU RIFORMA SCUOLE SUPERIORI (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Marzo 2009 UMBRIA: ASSESSORE PRODI INTERVIENE SU RIFORMA SCUOLE SUPERIORI Perugia, 23 marzo 2009 ? In merito alla ritardata attuazione della riforma delle scuole superiori annunciata dal Governo a dicembre, l?assessore regionale alla formazione, Maria Prodi, dichiara quanto segue: ?La riforma, più volte annunciata, delle scuole superiori a dicembre rimandata per tempo scaduto, sembra sparita dalla scena. Data per pronta a metà dicembre, non è stata ancora ufficialmente presentata al Paese, mentre si accorciano di nuovo i tempi per costruire attorno alla proposta governativa un percorso di discussione e partecipazione ampio e, speriamo, bipartisan. Ma, l?intesa sottoscritta il 17 marzo tra il ministro Gelmini e la Regione Lombardia apre di fatto la strada per il passaggio dell?istruzione professionale alla Regione e si propone una generalizzazione del modello a tutte le Regioni. Questo fatto spiega anche come mai la riforma dei tecnici e dei professionali, approntata tecnicamente dalla commissione De Toni, istituita da Fioroni e reinvestita del suo compito dalla Gelmini, sia rimasta ferma per mesi: evidentemente, c?erano due diverse opzioni rispetto al destino degli istituti professionali e ha prevalso la pressione del modello lombardo che prevede la loro regionalizzazione. Il progetto della commissione De Toni prevedeva una forte assimilazione degli istituti tecnici e professionali, con la discutibile conseguenza di una semplificazione degli indirizzi simili, a spese dei professionali. Ho più volte espresso, negli incontri con il Governo e con lo stesso ministro Gelmini, la preoccupazione per la scomparsa di molti indirizzi degli attuali professionali, a favore degli istituti tecnici, perchè ritengo che né sul fronte dell?utenza, né dei profili professionali in uscita, e quindi della domanda da parte delle imprese, i due percorsi siano sovrapponibili. Ma, la strada che adesso il Governo intraprende presuppone la progressiva identificazione della formazione professionale regionale, con gli istituiti professionali, fino a oggi parte integrante della scuola statale. Quindi, invece di un coerente e unitario impegno delle regioni sugli aspetti organizzativi e territoriali di tutte le scuole, come prevede la Costituzione, si avrebbe un distacco della sola istruzione professionale dal sistema scolastico nazionale verso quello regionale. Ma con che risorse? Con che garanzie di continuità? Con che tipo di consenso e partecipazione da parte delle scuole, degli insegnanti, delle famiglie? Ricordiamoci che i percorsi professionali triennali regionali per la prima qualifica, appena resi ordinamentali e atti ad adempiere l?obbligo scolastico, sono stati privati dei finanziamenti, che il Governo metteva tutti gli anni a disposizione. Nonostante le richieste più volte reiterate, a tutt?oggi nessuna risorsa è prevista per far partire a settembre prossimo i corsi. La Regione dell?Umbria farà il possibile per sopperire alla mancanza del Governo, ma cosa succederebbe se gli istituti professionali, che assorbono una buona percentuale degli studenti, venissero abbandonati senza risorse e senza la certezza che lo sbocco verso i segmenti post-secondari sia realisticamente perseguibile, e non solo enunciato? Proprio in vista di tali rischi, in fase di dimensionamento, la Regione dell?Umbria ha accolto le proposte di costituire, ove era necessario intervenire, Poli che unissero istituti tecnici e professionali. Purtroppo chi doveva comprendere e spiegare che il nostro compito è traghettare la scuola verso il futuro e non cercare solo di immobilizzare l?esistente, comprese le rendite di posizione di qualche dirigente, ha perso un?occasione per esprimere l?autorevolezza e il senso di responsabilità che sarebbero connessi al proprio ruolo. Con tanti altri dirigenti invece da tempo è aperto un confronto: le decisioni del Governo ci troveranno concordi nella prospettiva di salvare comunque il diritto di tanti ragazzi ad un percorso che sia realmente disponibile, adatto alle loro aspettative, e al loro inserimento in un mondo del lavoro che chiede oggi più competenze. . <<BACK

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50.000 FAMIGLIE VENETE CHIEDONO IL TEMPO LUNGO TERMINATE LE ISCRIZIONI PER L'ANNO SCOLASTICO 2009/2010: ORA OGNI DECISIONE SPETTA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI; IL TEMPO LUNGO È AN (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Marzo 2009 50.000 FAMIGLIE VENETE CHIEDONO IL TEMPO LUNGO TERMINATE LE ISCRIZIONI PER L´ANNO SCOLASTICO 2009/2010: ORA OGNI DECISIONE SPETTA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI; IL TEMPO LUNGO È ANCORA A FORTE RISCHIO Rubano, (Pd), 23 marzo 2009 - 50. 000 famiglie venete hanno richiesto il tempo lungo per l´anno scolastico 2009/2010. Il dato viene stimato dalla Consulta dell´Istruzione di Anciveneto, fortemente preoccupata per l´eventuale cancellazione della forma di orario in uso nella Regione da vent´anni, prevista dalla riforma Gelmini. Se il tempo lungo venisse effettivamente ?tagliato? (come presume il ?Coordinamento dei genitori ed insegnanti delle scuole del Veneto?), gli alunni delle elementari che attualmente frequentano la scuola con orario 8. 15-15. 45 ? cinque giorni su sette - sarebbero obbligati a tornare al vecchio orario, 8. 15-13. 15, sei giorni su sette. Questa la presa di posizione della Consulta dell´Istruzione: ?La legge di riforma dell´Istituzione scolastica - con la previsione del maestro unico, la riduzione dell?orario scolastico e la contemporanea drastica riduzione del tempo pieno e del tempo lungo, così come oggi praticato - può determinare una gravissima perdita qualitativa ed un arretramento quantitativo del sistema scolastico italiano ed in particolare di quello veneto. Inoltre, moltissimi Comuni del Veneto hanno investito cospicue risorse per costruire o adeguare spazi per le mense: ora rischiano di restare inutilizzati. Per quanto riguarda gli insegnati, un´ulteriore riduzione del personale docente nella nostra Regione andrebbe a penalizzare ancora una volta il territorio e a ridurre di conseguenza la qualità dei servizi per i nostri concittadini?. Infine la richiesta: ?Il Governo assicuri alla Regione Veneto un numero adeguato di docenti in maniera tale da attivare il tempo pieno nei plessi organizzati attualmente a tempo lungo o, in subordine, che venga garantito un numero di insegnanti sufficiente per l?assistenza alle mense scolastiche per cinque giorni la settimana?. La decisione finale spetterà alla prossima Conferenza Stato-regioni (ancora non si conosce la data di convocazione) che dovrà tener conto delle 50. 000 domande per il tempo prolungato. Intanto lunedì 30 marzo alle 10 ? centro culturale San Gaetano di Padova ? si terrà si terrà il convegno ?Scuole dell´infanzia paritarie: dalla legge sulla parità alle risorse per la disponibilità?. Interverranno Paolo Bogoni, presidente Consulta Istruzione di Anciveneto, Claudio Piron, assessore alle Politiche Scolastiche del Comune di Padova e mons. Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza e incaricato Cei per la scuola. . <<BACK

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DA QUALCHE mese è nato, in provincia, un coordinamento... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 DA QUALCHE mese è nato, in provincia, un coordinamento... DA QUALCHE mese è nato, in provincia, un coordinamento dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado per contrastare quelli che vengono considerati, specie nel nostro territorio, gli «effetti negativi» della riforma Gelmini. E' un coordinamento tra docenti delle scuole del Delta, di Rovigo e dell'alto Polesine, che ha anche redatto una serie di documenti, dove si illustrano i cambiamenti cui andranno incontro famiglie, studenti e prof già dal prossimo autunno. Cosa cambia per le famiglie? «L'offerta didattica e di servizi spiega il coordinamento dei docenti polesani anti-riforma sarà vincolata alle risorse di organico e alla disponibilità di servizi dei Comuni. Molti Comuni, anche nel nostro territorio, segnalano l'impossibilità a surrogare i servizi che finora garantiva la scuola. E' a rischio il tempo pieno e l'orario prolungato, nella scuola primaria, il che toglierà alle famiglie, proprio in un momento di difficoltà economica, un servizio formativo e di supporto che costringerà molti a rivolgersi alla scuola privata, con un rilevante aggravio di costi per i bilanci familiari». Tanti i problemi che genitori e studenti, che hanno concluso da poche settimane le procedure delle iscrizioni, potrebbero ritrovare anche negli Istituti secondari di secondo grado. Tra questi, secondo il coordinamento polesano, vi è la possibilità che «l'alunno che ha scelto, entro lo scorso febbraio, un certo Istituto sia invitato a cambiarlo: perché potranno verificarsi, nelle singole scuole, eccedenze rispetto ai posti disponibili. In tal caso il Consiglio di Istituto valuterà le precedenze nella ammissione, e quindi i motivi di esclusione degli studenti. Gli alunni in eccedenza saranno inviati a scuole dei territori vicini, oppure, nel caso degli istituti superiori, anche a scuole di altri indirizzi, che la famiglia dovrà scegliere, ad esclusione avvenuta». Per i docenti polesani riuniti in coordinamento anti-riforma, se questo dovesse davvero avvenire, saremmo di fronte ad una situazione di «una gravità assoluta», che mette in bilico il diritto allo studio, perché non si è mai verificato finora che «fosse discussa la scelta operata dalla famiglia, né si è mai neppure immaginato di escludere studenti da un determinato indirizzo di studi». Dunque, con la riforma in atto non sarebbero solo in gioco i tanti tagli al personale della scuola, non sarebbe solo in gioco l'incremento degli alunni per classe fino a portarli ad una media di 30 alle Superiori, potrebbero essere toccati gli stessi standard educativi delle famiglie e il diritto allo studio. Nelle prossime settimane, quando verranno formalizzati gli organici del personale, si potrà capire con maggiore chiarezza se questi timori posti in luce dai docenti della nostra provincia hanno fondamento nei fatti. Ma, intanto, la protesta continua, con il blocco delle attività aggiuntive e delle gite in molti Istituti polesani.

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Ondata di cinque a scuola e rischio di non poter essere ammessi agli esami. Che fare? Le o... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Marzo 2009, Ondata di cinque a scuola e rischio di non poter essere ammessi agli esami. Che fare? Le opzioni dibattute in questi giorni sono tre: dare un sei "politico", per aggirare gli sbarramenti pensati dal Ministro Mariastella Gelmini. Con questo legittimando di fatto un falso in atto pubblico, e tornando allo sciagurato film del voto politico, già visto dal '68 in poi con esiti nefasti. (Segue a pagina 25)

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Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo reg... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Oggi si conosceranno gli effetti del suo regolamento sulla scuola reatina. Se saranno applicati alla lettera i parametri previsti, rischiano di perdere il posto in provincia, tra docenti e personale Ata, circa 500 persone

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Tagli alla scuola, il giorno del giudizio (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi Secondo i "tetti minimi" fissati dal ministro Gelmini in provincia rischiano la chiusura 83 plessi di 39 comuni Tagli alla scuola, il giorno del giudizio In provincia potrebbero perdere il posto circa cinquecento persone tra docenti e personale Ata

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Conto alla rovescia per la scuola reatina e cresce l'apprensione per il futuro immediat... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Conto alla rovescia per la scuola reatina e cresce l'apprensione per il futuro immediato. Sono attesi per oggi i primi dati ufficiali relativi all'entità dei tagli che il mondo dell'istruzione sarà costretto a subire in virtù di una legge finanziaria approvata, come ha notato nei giorni scorsi l'assessore provinciale Gustavo Marcheggiani, in appena nove minuti. Pochi per capire che ogni territorio è una storia a sé e va in qualche modo tutelato, abbastanza per provocare una reazione a catena che nel Reatino ha spinto famiglie, sindacati, sindaci, insegnanti ed amministrazione provinciale a far quadrato per difendere le istituzioni scolastiche. I numeri Se il regolamento firmato dal ministro Gelmini - che fissa i "tetti minimi" di iscritti per tenere aperte le scuole - sarà applicato alla lettera, in provincia di Rieti chiuderanno ben 83 plessi, in 39 comuni. Significa che, a settembre, circa 1800 alunni non troveranno più le loro aule ma dovranno trasferirsi altrove, in molti casi anche a decine di chilometri dai loro paesi. A pagare il prezzo più alto i bimbi della scuola materna che, ancor prima di iniziare la carriera scolastica, saranno già dei pendolari a vita. Sul fronte degli organici, la segreteria provinciale dello Snals ha calcolato che, nell'arco dei prossimi tre anni, nel Reatino si perderanno 450 posti di lavoro (tra docenti e personale Ata). Un'emorragia che si va ad aggiungere ai tanti drammi occupazionali che stanno affossando il territorio. Le proteste Di fronte ad uno scenario del genere, si sono moltiplicate nelle scorse settimane le prese di posizione dei sindaci e dei genitori che hanno risposto all'appello lanciato lo scorso 25 febbraio dal presidente della Provincia, Fabio Melilli. Dalla zona del Cicolano che, a conti fatti, potrebbe subire il contraccolpo più pesante con la chiusura di gran parte delle scuole, fino ad Accumoli e Cittareale. Dalla Valle del Turano, dove si è costituito un comitato di genitori per scongiurare la chiusura dell'istituto comprensivo di Roccasinibalda, fino alla Bassa Sabina che ha visto scendere in campo anche l'Unione "Nova Sabina" con i comuni di Casperia, Montebuono, Poggio Catino, Roccantica, Selci e Torri. Documenti di dissenso sono stati approvati un po' ovunque, per ricordare al ministro che chiudere una scuola in un piccolo centro significa far scomparire il comune e che le amministrazioni non potrebbero in nessun caso far fronte ad un aumento dei costi per i trasporti. Le prospettive Come se ne esce? Oggi sarà possibile avere un quadro più dettagliato ma la sostanza, probabilmente, sarà quella già ribadita da un mese a questa parte. Il ricorso alle deroghe che fin qui avevano salvato territori montani come Rieti appare alquanto difficile perché, da quanto è dato capire, il nuovo regolamento Gelmini avrebbe "superato" da questo punto di vista il dpr 233 del '98. La speranza è che a farsi sentire siano le Regioni (il disagio del Lazio è lo stesso vissuto in queste ore in Piemonte, ad esempio) chiamate a far presente al governo, una volta per tutte, il disastro culturale, sociale ed occupazionale al quale si sta andando incontro.

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TRENZANO Ancora sulla cava per la Brebemi nAbuso della sua pazienza e di ... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 23/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE TRENZANO Ancora sulla cava per la Brebemi nAbuso della sua pazienza e di quella dei suoi lettori perché vorrei replicare alla lettera, apparsa nella sua rubrica, inviatale dal sindaco Andrea Bianchi in merito alla questione cava di prestito in località Trenzano. Lo stile della missiva è tipico di chi si sente toccato nel vivo, ma il problema non è una querelle personale, ma della comunità di Trenzano. Il Sindaco Bianchi è stato eletto con il 30% dei voti, mentre all'opposizione siedono tre liste che rappresentano il 70% dei votanti. Solo ipotizzare che una grande quantità di terreno venga sacrificato sull'altare della BreBeMi è già un fatto non giustificabile. Il Sindaco sostiene che i dati da me forniti siano impropri e debbo rivedere alcune regole matematiche. Si possono variare i dati, ma il risultato che si ottiene è sempre quello di cancellare una quantità esorbitante di campi resi fertili dal sudore di generazioni di contadini. Inoltre aumentando la profondità dell'escavazione si amplificherebbe, in modo esponenziale, il rischio di inquinare le falde freatiche. Non sono geologo, né matematico, ma so usare la logica e la ragione. I conteggi, che fornii nella mia precedente lettera, sono stati utilizzati durante il Consiglio comunale, per convincere il sindaco e i consiglieri della maggioranza ad approvare una delibera di contrarietà alla realizzazione di cave nel territorio di Trenzano. Perché nella sua lettera il sindaco afferma che sta «alacremente e responsabilmente verificando tutte le soluzioni possibili affinché si eviti un'altra cava», quando non ha voluto compiere il primo atto utile a tal fine: votare favorevole alla delibera proposta? Forse perché si pensa al tornaconto economico? Spero proprio di no! Un guadagno si ha quando il ricavo è maggiore della spesa, francamente distruggere una estensione di 40 o 80 piò di terra fertile (secondo i calcoli matematici) non è un buon investimento. Inoltre gli eventuali guadagni, derivati dalla cava, è bene spiegare ai cittadini, sarebbero solo briciole rispetto a quelli che il comune di Trenzano già può ottenere dalle vaste proprietà in suo possesso. Un esempio: la recente vendita di una delle sei unità immobiliari allocate in via Roma ha portato nelle casse comunali oltre 200mila euro, somma pari ad un terzo degli introiti della futuribile cava. Vorrei ricordare al sig. sindaco che fu l'amministrazione, di cui mi onoro d'esser stato assessore, a chiudere definitivamente la discarica e a impedire che venisse ampliata. In aggiunta vorrei rammentare che tra coloro che la subirono e non l'accettarono c'era sempre il sottoscritto. Forse il Sindaco dovrebbe rileggersi i documenti e compiere indagini storiche. Questi sono piccoli e per nulla insignificanti dettagli che chi ama la verità non può tacere, quando regala patenti di manicheismo. Altro elemento che dispiace leggere nella lettera del sindaco è la reprimenda nei riguardi dei primi cittadini dei comuni limitrofi. Forse si dimentica che i consigli comunali sono pubblici e non ad invito. Inoltre è un onore ospitare colleghi illustri nella propria assemblea; di certo la loro presenza non deve, né può provocare senso di irritazione. Se il sig. sindaco vuole essere il primo difensore dei suoi cittadini si ricordi cosa gli hanno detto gli abitanti della zona Convento, quando ha ventilato l'ipotesi della cava. Non l'hanno certo incoraggiato a proporsi come comune ospitante. In coscienza io dormo sereno e tranquillo, meglio dello stesso principe di Condè; di sicuro non sarò ricordato come colui che costrinse un comune limitrofo a richiedere un pezzo del territorio di Trenzano per difendere se stesso e i Trenzanesi da chi vuole le cave. Giuseppe prof. Magrinello Consigliere Comunale Trenzano CRISI / 1 Una politica che fa scuotere la testa nGigi, come mai scuoti la testa? Cavoli, non me ne sono accorto!! Sarà mica una malattia senile? Dai, adesso non esagerare; lo fai quando stai leggendo i tuoi giornali e mi sembri un orso polare sulla banchisa. Grazie per la similitudine, ma se hai colto il momento, è perché non mi ritrovo più con la mia educazione, modo di pensare, ragionamento. È vero che solo in questi ultimi due anni ho un rapporto giornaliero costante con l'informazione e non come prima che leggevo i titoli e basta (in fonderia non c'era tempo per gli approfondimenti e talvolta i titoli sono fuorvianti) e quindi posso passare per un'anima candida, ma veramente c'è giustificazione al mio dondolio, sintomo di perplessità. Premetto la mia tiepidità verso la politica, anche se è elemento vitale per la Nazione, ma il modo di svolgerla mi disorienta: ad ogni proposta, tentativo di soluzione, da qualsiasi colore politico vengano avanzate, ecco la parte avversa tuonare con catastrofismo, con i portavoce costretti a rintuzzare, precisare, calmare, arrampicarsi sui vetri. Teatrino di pupari, dove si sprecano frasi fatte: «Io non intendevo» «Sono stato frainteso» «Sono sereno» (e ti credo!!! con lo stipendio che ti ritrovi, saremmo in tanti ad essere sereni!) «I problemi sono altri» «La stampa ha travisato». C'è sicuramente un più ampio frasario che chi è più attento può completare; a me resta l'amaro di «sentire» queste grida dalle colonne dei giornali, di questa scuola del «No» comunque, questo masochismo tafazziano. Certo, ci sono problemoni attuali e futuri e la crisi esaspera i toni, ma mi chiedo: Cui prodest? A chi conviene enfatizzarla e cavalcarla? Serve per recuperare credibilità e verginità perdute? Per spianarsi la strada verso leadership future, sfruttando il momento? I grandi cambiamenti sono avvenuti causa guerre e rivoluzioni; perché non utilizzare la crisi per dialogare, rispettando ovviamente il proprio credo politico? Noi aspettiamo questo, vorremmo «vivere», non litigare. Buon senso e severità, dove necessario, potrebbero cambiare l'attuale allegro stile di vita, motivato da sirene come progresso e consumismo, che cannibalizzano valori più stabili. Il capo dello Stato ha appena parlato invitando allo stemperamento di toni «faziosi». Sarà voce nel deserto? Spero di smettere di scuotere la testa, prima che si scuota da sola. Luigi Bonato Brescia CRISI / 2 Riconsiderare il patto di stabilità nIl nostro Paese, insieme a tutti gli altri Paesi del Mondo, sta attraversando un periodo di crisi economica pressoché senza precedenti. Molti Governi stanno affannosamente cercando di trovare delle soluzioni per far fronte alla situazione, che degenera di giorno in giorno: lavoratori in cassa integrazione; lavoratori licenziati; piccole, medie, ma anche grandi imprese in enorme difficoltà finanziaria; disordini sociali alla finestra. In un recente intervento, di fronte alla platea palermitana dei piccoli e medi imprenditori, il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha esortato il Governo italiano a fare fronte alla crisi sostenendo le imprese, in molti casi prossime al fallimento, con gravi pregiudizi per migliaia di famiglie italiane e per quel «Made in Italy» tanto caro al Presidente del Consiglio. Una breve citazione a un autorevole intervento, utile ad introdurre una riflessione finalizzata ad evidenziare l'importanza del ruolo che i comuni italiani e le pubbliche amministrazioni in generale potrebbero giocare per contribuire ad affrontare la drastica situazione economica dei giorni nostri. L'uso del verbo condizionale è d'obbligo, perché questa possibilità dei comuni, in molti casi, è vincolata dalle norme dettate dalla Legge finanziaria 2009 in tema di patto di stabilità interno. Il comune in cui sono amministratore, Torbole Casaglia (BS), si trova in una situazione paradossale: quest'anno, per poter rispettare il patto di stabilità, l'ente non dovrebbe pagare le imprese che hanno lavorato per il comune. È assurdo, la cassa dell'ente è solida, i soldi ci sono, le opere non sono state finanziate indebitando il comune, ma se si registrano uscite contabili i famigerati saldi finanziari del patto di stabilità non sarebbero positivi, lo stesso non verrebbe rispettato e il comune dovrebbe affrontare le disastrose conseguenze previste dal Legislatore, come la riduzione della spesa corrente per i servizi pubblici (per esempio scuolabus, mensa scolastica, compartecipazione alle rette per il ricovero di anziani e disabili). Tutto questo è di per sé inconcepibile, ma lo è ancora di più se il ragionamento viene esteso alle problematiche finanziarie internazionali. Gli enti pubblici - anche quelli cosiddetti virtuosi - non possono pagare le imprese che hanno lavorato per loro, proprio in un momento in cui queste avrebbero estremo bisogno di liquidità, per poter continuare ad operare sul mercato, per garantire il lavoro ai propri dipendenti, per sostenere le famiglie italiane. Ma non è tutto. La spada di Damocle del patto di stabilità pende pericolosamente anche sulle opere e sugli investimenti che le amministrazioni hanno programmato per il futuro. I bilanci preventivi possono prevedere la realizzazione di opere pubbliche - nel mio comune, per esempio, è previsto un intervento di ampliamento della scuola media (ricordiamoci gli inviti del Ministro Mariastella Gelmini in tema di edilizia scolastica) - gli interventi sono regolarmente finanziati, ci sono le risorse per investire. I problemi, però, si incontrano nuovamente quando si tratta di pagare: ai pagamenti per le opere in corso di costruzione, infatti, si aggiungeranno quelli necessari per i nuovi investimenti, ancora una volta con inevitabili ripercussioni sul rispetto del patto di stabilità. Anche i comuni che dispongono di risorse, dunque, non possono investire. Se pagheranno le imprese che stanno lavorando per loro e per la comunità, infatti, gli enti pubblici non rispetteranno il patto di stabilità. Credo che in una fase di crisi come quella attuale sarebbe opportuno incentivare - e non ostacolare - la spesa per gli investimenti che, del resto, è considerata come una componente fondamentale per la ripresa in ogni teoria economica che si rispetti. Credo sia imprescindibile che uno dei principali impulsi in tal senso giunga dal settore pubblico. Penso sia opportuno che il ministro dell'Economia rivaluti il meccanismo del patto di stabilità, a mio avviso illogico e machiavellico, prevedendo delle deroghe, quantomeno in questo periodo di sfavorevole congiuntura economica. Ritengo sia utile - in questo momento storico - incoraggiare gli enti pubblici ad investire le proprie risorse, in servizi e in interventi: concedere ai comuni una maggiore elasticità nella propria gestione contabile significa agevolare il superamento della crisi economica. Dott. Mauro Pradella Assessore al bilancio del Comune di Torbole Casaglia MULTE E DIVIETI In città autentiche vessazioni nL'Assesore Rolfi ha sempre dichiarato, e su questo insiste quasi quotidianamente, la volontà della Loggia di non voler vessare i cittadini bresciani con le multe. Contrariamente a lui credo che il rispetto delle leggi e delle regole sia un fatto di civiltà e che ci riguarda tutti. Quando infatti si commettono infrazioni come il passaggio con semaforo rosso, l'eccessiva velocità nelle vie della città, il parcheggio selvaggio in ogni luogo solo per citare alcuni casi, la sanzione sia obbligatoria e non solo perché meritata ma anche e soprattutto per rispetto dei cittadini che osservano le leggi e le regole e che vogliono vivere in una città più ordinata e civile, cosa che invece non capita da parecchi mesi. Il centro ma anche le periferie sembrano diventati ormai veri e propri campi di battaglia; automobili parcheggiate in ogni dove: sui marciapiedi, davanti ai portoni, in zone dove faticano a passare gli autobus, sulle piste ciclabili e chi più ne ha più ne metta, in compenso, leggo, che nella nuova proposta di Regolamento di Polizia Urbana si trovano articoli abbastanza curiosi per non dire ridicoli. Alcuni esempi: si scrive, nel Regolamento di Polizia Urbana, che è fatto divieto di incatenarsi ad un palo, penso che siano molti i cittadini bresciani che muoiono dalla voglia di incatenarsi ai pali e servono per questo misure molto severe. Ancora. È fatto divieto di lasciare fiori la dove è deceduto un proprio caro per un incidente stradale. Chi ha vissuto questo grave lutto può stare tranquillo, la Giunta del Comune di Brescia non mette in atto misure serie per contrastare il fenomeno delle vittime della strada ma propone di multare chi posa fiori sul luogo dove è avvenuto l'incidente e dove qualcuno ha perso una persona cara. È vietato agli adulti dondolarsi sull'altalena. È noto che dondolarsi sull'altalena fa molto male: fa girare la testa, a volte causa nausea, a volte senso di confusione. Quindi se deciderete, nonostante tutto di andare sull'altalena, la Giunta Comunale vi multerà, e risulta evidente che lo farà solo per preservare la vostra salute. Se poi, per evitare di utilizzare l'automobile perché diventa oneroso in questo periodo di crisi e decidete quindi, con il tempo bello, di fare un pic nic con la famiglia in un parco pubblico, anche per questa nobile ed antica abitudine, legata alla nostra brescianità, il rischio multe è in agguato. Che l'altalena faccia male lo riprova l'altalenante posizione della Giunta su molti temi riguardanti la città, non ultimo appunto la voglia di non vessare i cittadini con le multe. Cosa sono se non vessazioni propagandistiche le proposte contenute nel regolamento dell'Assessore Rolfi. Potremmo sfogare la nostra voglia di ridere se non fosse invece che «non ci resta che piangere». Mafalda Gritti Castel Mella AL CIVILE Esclusi dalla gara di appalto nNoi siamo 184 persone dipendenti di una impresa di pulizie in appalto presso gli Spedali Civili di Brescia. L'azienda per la quale noi lavoriamo da dieci anni si chiama «Markas Service Srl» con sede legale a Bolzano. Noi dipendenti abbiamo appreso dai giornali che la nostra ditta non farà parte del pool di aziende incaricate della ristrutturazione e di appalto pulizie degli Spedali Civili. Noi tutti con viva preoccupazione per il nostro futuro chiediamo a gran voce: perché la nostra azienda che da dieci anni, non uno, ha l'appalto delle pulizie, ha sempre svolto bene il lavoro, con puntualità nonostante gli innumerevoli lavori di muratura, già attuati in passato presso i Civili, ci ha sempre pagato con puntualità (che purtroppo nel settore pulizie non è da tutti), concesso ferie, permessi, fatto corsi di informazione e formazione, visite mediche, insomma stiamo bene con il nostro datore di lavoro, perché non è stata nemmeno presa in considerazione nel progettare la ristrutturazione degli Spedali civili? Ci rivolgiamo a lei non tanto per avere spiegazioni, lo sappiamo che non potete darcene, ma per far sentire la nostra preoccupazione per il nostro posto di lavoro e per sostenere la nostra azienda, purtroppo nonostante la serietà, non presa in considerazione, speriamo che almeno lei ci pubblichi! Anna Rossignoli Dello-Quinzanello Seguono 183 firme

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Preti: ben venga l'agenzia di valutazione degli atenei (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 23-03-2009)

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Edizione: 23/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:città e provincia Preti: ben venga l'agenzia di valutazione degli atenei Il rettore interviene dopo le dichiarazioni del ministro Gelmini Il rettore Augusto Preti «Preoccupato per i tagli che sono previsti», ma anche «fiducioso che il Governo farà il necessario per rendere la situazione sostenibile». Così si dice il rettore dell'Università Statale, Augusto Preti, dopo le dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini, secondo la quale l'ateneo cittadino non è in pericolo di sopravvivenza. La titolare del dicastero di viale Trastevere, venerdì ospite di Aib, ha anche speso parole di apprezzamento per l'operato del numero uno dell'ateneo bresciano, a cui ha dato atto «di aver ben amministrato, tant'è che la spesa corrente è al di sotto del 90%». «Ringrazio il ministro per il riconoscimento che non può che farmi piacere - afferma Preti -. La mia preoccupazione però non è tanto legata all'oggi, bensì a quanto è previsto in termini di finanziamento per il 2010-2011: si rischia infatti una situazione di difficile sostenibilità non solo per l'Università di Brescia, ma per quelle di tutto il nostro Paese. Non ho dubbi tuttavia che da parte del ministro e del Governo saranno presi tutti i provvedimenti opportuni affinché questo non succeda». «Sì a una valutazione terza» L'intervento del ministro nella sede dell'Associazione industriale bresciana ha incontrato l'apprezzamento del rettore: «Sono assolutamente d'accordo con la Gelmini - osserva - sulla necessità di un miglioramento del sistema. Al punto da sostenere che l'esigenza di correggere le storture non sia una scelta che si possa differire, ma sia invece un atto dovuto. In particolare credo si debbano da un lato evitare gli sprechi e dall'altro colpire i comportamenti illegittimi. Ma sono altresì convinto che non si possa definire il sistema corrotto e irrecuperabile, perché nel complesso resta valido: lo dimostra il riconoscimento internazionale di cui gode la preparazione dei nostri ragazzi». Un concetto, questo, che pochi giorni fa aveva ribadito a gran voce anche Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori (Crui). Il vero snodo per la correzione del sistema, allora, è secondo Preti, una valutazione terza degli atenei. «Anche in questo concordo con il ministro. L'autonomia delle università è mancante proprio di questo anello: serve una chiamata alla responsabilità perché la logica deve essere di premiare chi lavora bene e di punire chi lavora male. Dobbiamo puntare su quel trinomio indissolubile composto da autonomia, responsabilità e valutazione». In questo senso, già nei giorni scorsi, la Gelmini ha promesso che l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca «è in dirittura d'arrivo» e che «in pochissime settimane» sarà presentato il provvedimento che la ridisegna e il regolamento. Quanto al previsto taglio del 20% dei corsi di laurea, la scure non dovrebbe abbattersi sull'ateneo bresciano: tutti i corsi hanno infatti un sufficiente numero di iscritti. «D'altronde - commenta Preti - fin dalla nascita la Statale si è posta come obiettivo quello di concorrere alla crescita del territorio su cui è insediata». Emblematiche in tal senso sono le esperienze del Consorzio Università & Impresa, «che sta facendo un importante lavoro di raccordo tra l'ateneo e le esigenze delle imprese», e il Csmt, «che al di là dell'edificio può essere un'occasione per il territorio». «Promuovere la meritocrazia» Il ministro bresciano, venerdì, ha però anche assicurato, in tema di diritto allo studio che, per la prima volta nel nostro Paese, saranno garantite le borse di studio a tutti gli studenti meritevoli. E anche queste parole sono risultate gradite al rettore: «Nelle graduatorie internazionali - osserva - non compare nessuna università italiana perché, dei quattro o cinque indicatori che vengono presi in considerazione, almeno due sono riferiti al diritto allo studio. Che non significa solo borse, ma anche residenze e quant'altro. Su questo tema purtroppo l'Italia è in forte ritardo. Ma dico di più: penso che il merito vada riconosciuto sempre, anche quando i mezzi non mancano. Il Paese deve essere orgoglioso dei suoi ragazzi migliori e premiarli: bisogna stimolarli a fare il massimo e a dare tutto quello che possono». Marco Tedoldi

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un piano contro le classi ghetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)

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Pagina XIII - Milano Istituti in rete, bacini di utenza ridisegnati per distribuire meglio i ragazzi. Cgil e Pd: attenti, niente deportazioni Un piano contro le classi ghetto Moioli: pronti a rispettare il tetto del 30% di stranieri Un progetto per ridistribuire la presenza di studenti stranieri nelle classi. Un piano che entrerà in vigore tra due anni al massimo, assicura l´assessore Moioli, e che rispetterebbe il tetto di massimo tre alunni non italiani ogni dieci previsto anche dal ministro Gelmini. Ma, per evitare le classi ghetto, si rischia che le famiglie debbano iscrivere i figli lontano da casa. Attacca Cgil Scuola: «Il Comune finirà per deportare i bambini stranieri da una scuola all´altra, il piano non funzionerà». FRANCO VANNI A PAGINA II

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tetto agli stranieri in classe moioli dice sì alla gelmini - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)

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Pagina XIV - Milano Tetto agli stranieri in classe Moioli dice sì alla Gelmini "A Milano pronti al limite del 30%". Ma è polemica Città divisa in 4 macrozone, cambia la mappa dei bacini d´utenza. Cgil parla di "deportazione" FRANCO VANNI Meno del trenta per cento di stranieri in classe? «Si può fare». C´è già un piano: lo assicura Mariolina Moioli, assessore all´Istruzione del Comune, che è pronta ad attuare quel tetto massimo di tre studenti "non italiani" su dieci previsto dal ministro Gelmini. «Metteremo in rete le scuole - dice - eviteremo di mandare chi è appena arrivato dall´estero in istituti con già troppi stranieri, e se necessario modificheremo i bacini di utenza per le elementari». E questo è il punto: per evitare il formarsi di "classi ghetto" sarà rifatta la mappa delle zone da cui ciascuna scuola raccoglie gli studenti, con il rischio per le famiglie di dovere iscrivere i figli più lontano da casa. La via è stata già tentata, con successo, per riequilibrare il numero di stranieri nelle scuole elementari di via Mac Mahon, che ne aveva troppi (sette su dieci), e via Castellino da Castello, che non ne aveva quasi. Essendo i due istituti molto vicini, per pareggiare i conti è bastato assegnare al primo istituto alcune strade con una popolazione residente prevalentemente italiana e alla seconda altre con più immigrati. Ora in entrambe le scuole ci sono tre bambini stranieri su dieci, quindi sotto la "soglia Gelmini". Quello che si è fatto lì, si pensa di farlo in tutta la città, o almeno dove serve. Se per Moioli il gioco vale la candela, «perché l´integrazione è un obiettivo che vale anche qualche disagio», i sindacati insorgono. Per Cgil Scuola, «il Comune finirà per deportare i bambini stranieri da una scuola all´altra». E Marilena Adamo, senatrice del Pd, mette in guardia: «Anzitutto nel conteggio degli studenti bisogna considerare straniero solo chi ha problemi con la lingua - dice - e poi rimane il problema della carenza di insegnanti per seguire i bambini appena arrivati». Ma sulla possibilità di rivedere le zone è pronta al dialogo: «Da questo punto di vista sono con la Moioli - dice Adamo - diamo la massima disponibilità, è una scelta necessaria». L´assessore ha incontrato il provveditore la scorsa settimana per stabilire una tabella di marcia serrata, di modo da potere garantire la quota del trenta per cento in tutte le classi prime a partire dall´anno scolastico 2010-2011. Anzitutto, la città è stata divisa in quattro macrozone, ognuna servita da un "istituto polo" che da settembre indirizzerà gli studenti appena arrivati verso scuole in grado di accoglierli. Poi si ragionerà con i presidi per fare un´anagrafe degli stranieri scuola per scuola, indicando da quanto tempo sono in Italia e che livello di padronanza hanno dell´italiano. Sempre a settembre si passerà alla terza fase: la modifica dei bacini di utenza per le elementari. «Questa è la parte più complessa del progetto - ammette Moioli - ma la realizzeremo d´accordo con le scuole in un tavolo di confronto permanente». Raffaele Ciuffreda, rappresentante dei presidi per Flc-Cgil, al piano della Moioli non crede. Fino all´anno scorso dirigeva un istituto professionale con oltre la metà di studenti stranieri, e ora attacca: «L´unico risultato - dice Ciuffreda - sarà costringere gli studenti a lunghe trasferte per raggiungere la scuola. Tutti hanno il diritto a scegliere quella più vicina a casa, si aboliscano immediatamente le quote della Gelmini e basta». SEGUE A PAGINA V

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"classi speciali, abbiamo vinto" - fulvio paloscia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-03-2009)

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Pagina I - Firenze L´iniziativa Il segretario della Cgil Epifani al Mandela Forum per la chiusura della campagna antirazzista "Classi speciali, abbiamo vinto" FULVIO PALOSCIA No ad un governo «che quando deve andare contro i lavoratori deregolamenta tutto e quando deve andare in favore della rendita e del patrimonio fa la stessa cosa». No ai medici spia che potranno segnalare alle autorità immigrati clandestini, «non si può trasformare l´opera umanitaria dei medici in un´azione di polizia, è una normativa regressiva. Fortunatamente questa disposizione non è ancora legge, la battaglia non è finita e sono sicuro che la vinceremo». Così come Guglielmo Epifani considera vinta quella contro le classi speciali scolastiche per soli stranieri, «quando il ministro dell´istruzione Gelmini dice che nelle classi potrà essere presente un massimo del 30% di studenti stranieri, è evidente che senza ammetterlo, si è respinta l´ipotesi di istituire classi destinate esclusivamente a ragazzi non italiani». Il segretario della Cgil è intervenuto, ieri mattina, al Mandela Forum, alla chiusura della campagna antirazzista «Stesso sangue, stessi diritti» voluta dal sindacato in questi tempi di crisi «che rischiano di far saltare l´anello di congiunzione tra principio di giustizia e principio di utilità. La storia ci insegna che le dittature sono nate dopo crisi durissime: vedi il nazismo». SEGUE A PAGINA III

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TERNI RIPRENDE oggi l'udienza preliminare a carico di don ... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-03-2009)

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ORVIETO / TERNI pag. 6 TERNI RIPRENDE oggi l'udienza preliminare a carico di don ... TERNI RIPRENDE oggi l'udienza preliminare a carico di don Pierino Gelmini, accusato di molestie sessuali su dieci ex ospiti della Comunità Incontro (nello stesso procedimento devono rispondere di favoreggiamento due suoi collaboratori e la madre di uno degli accusatori). Davanti al gup Panariello compare Michele Iacobbe, il primo degli accusatori, che sarà controinterrogato dalle difese. Verranno ascoltati, con la formula dell'incidente probatorio, altri due dei giovani che sostengono di aver subito avance dal fondatore della Comunità. Le due precedenti udienze erano saltate per l'indisponibilità di Iacobbe ad essere presente. L'ultimo appuntamento davanti al gup, a inizio anno, aveva visto il confronto all'americana tra Iacobbe e il compagno di cella, Riccardo Bonetta, che raccogliendone le confidenze in carcere aveva parlato di accuse inventate di sana pianta. Iacobbe e Bonetta erano rimasti sulle rispettive posizioni. Il primo aveva confermato le molestie subite; il secondo, ora collaboratore di giustizia, aveva ribadito la circostanza che l'altro gli riferì in carcere a Torino, nell'autunno 2007, di essersi inventato ogni cosa per estorcere denaro alla Comunità. Tocca ai difensori controinterrogare Iacobbe, che ha già risposto alle domande del pm Mazzullo. Non è escluso che il gup, all'esito dell'udienza, possa chiedere che vengano ascoltati altri ex detenuti che condivisero con Iacobbe e Bonetta il carcere. Oggi cominciano anche le deposizioni degli altri accusatori, in due saranno ascoltati con la formula dell'incidente probatorio che era stato chiesto dall'accusa e concesso dal gup (scatenando le contestazioni della difese) per «cristallizzare» le loro versioni ed evitare eventuali «pressioni». Gli indagati respingono ogni addebito. Ste.Cin.

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Se il cemento è di sinistra: dì la tua sul blog (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)

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E così Romano Prodi ridiscende in campo. Non mi sorprende affatto, del resto l'avevo preventivato e scritto in altri post. Era solo questione di tempo. Pensare che il Prof si auto-pensionasse davvero non era nell'ordine delle cose (politiche) e nemmeno nel carattere dell'uomo. Farsi da parte? Proprio lui, il fondatore dell'Ulivo? Eppoi la scuola della vecchia Dc lascia il suo imprinting nel dna politico di chi ne ha praticato a lungo il rito. Ha solo aspettato che le cose andassero come dovevano andare (dal suo punto di vista), che il centrosinistra si sfasciasse sotto il peso delle sconfitte elettorali veltroniane. E ora torna a giocare il ruolo di "padre nobile", di grande "federatore". Comodamente seduto nel salotto tv buonista e caramelloso di Fabio Fazio, il Prof ha alzato l'indice della mano sinistra e ha affondato definitivamente il Pd così com'era stato concepito da Walter, il perdente di successo. E non l'ha fatto nemmeno troppo "pacatamente", evitando pure i "ma anche". Un assist prefetto per il buon Franceschini impegnato a de-veltronizzare il partito e a duettare con l'Udc di Casini. Fra ex della sinistra Dc si intendono, almeno loro. Altro che Pd come partito identitario e solitario. "Io ho sempre sostenuto che il Pd non deve andare da solo. Ritengo che sia compito della democrazia assorbire e portare nella cultura di governo anche le ali estreme. Se la legge permette ancora la frammentazione, allora serve una coalizione per vincere le elezioni e il Pd ne è il nucleo portante", ha detto tra l'altro Romano. Insomma, assieme alla tessera del Pd ("non c'è stata una nuova iscrizione, c'è stato un gran can can ma sono iscritto da sempre. Non arrivava la tessera stampata") Prodi redivivo lancia la nuova-vecchia parola d'ordine: "Bisogna coalizzarsi". Insomma, rifare l'Ulivo (o l'Unione se preferite) e possibilmente allargarlo. Verso il centro? Verso la sinistra? Da tutte e due le parti? Il Prof per ora si ferma, sul punto, ma un fatto è certo: è tornato, e non farà la comparsa. Due volte affondato dai suoi, pare che voglia riprovarci con un copione che in realtà non è affatto nuovo ma che prevede a mio parere una variante importante: saranno gli ex Dc a pesare di più nella Balena bianco-rossa assieme all'ala anti veltroniana del Pd. Restano da capire due cose: quale sarà il ruolo di Massimo D'Alema? E come verrà declinata l'allenza con Di Pietro e l'ala giustizialista-girotondina della sinistra? E voi cosa ne pensate del ritorno di Prodi, serve davvero al centrosinistra? "Prodi affonda il Pd per riusumare l'Ulivo" di Federico Novella Cossiga: "Romano era in agguato. Ora si prende la rivincita" di Roberto Scafuri Cacciari: "Con il rientro di Romano torniamo al vecchio Ulivo, meglio scioglierci" di Francesco Cramer Scritto in Varie Commenti ( 77 ) » (23 votes, average: 2.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 11Mar 09 Se il cemento è di sinistra Il governo prepara il piano casa e subito il segretario del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come dire: dove sta la notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul fronte dell'opposizione, parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia (privata e pubblica) è uno dei più classici volani dell'economia perché muove, tra l'altro, un indotto enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai servizi. Ma quello che mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano casa è il grido di dolore (politicamente iprocrita) che si è levato dagli pseudo-neo ambientalisti dela centro sinistra: così il governo cementifica l'Italia, è in arrivo un nuovo sacco del territorio, sarà speculazione selvaggia. Se non fosse vero non ci crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a denunciare gli architetti-Attila che hanno cementificato il Belpaese e ora protestano (leggi l'articolo). E bene fa chi ricorda il partito del cemento delle regioni rosse (qualcuno deve pur ricordarlo a Franceschini). La polemica sul cemento assomiglia a quella sugli euromissili ai tempi di Craxi e Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i missili dell'Urss erano "buoni", quelli degli americani "cattivi". Per il cemento è lo stesso: quello "rosso" è buono, buonissimo e fa bene all'ambiente e al paesaggio. Vallo a spiegare ad Alberto Asor Rosa parlando di vicende edilizie nella rossa Toscana, recenti e passate. Certo, l'ombra della speculazioni è sempre in agguato, per non parlare dell'abusivismo dei singoli. Piccolo aneddoto personale: "Signor x - chiedo a un residente di un comune amministrato dalla sinistra (ma poteva anche essere la destra) - ma perché ha rialzato abusivamente la casa nel centro storico, proprio a due passi dal comune?" Risposta: "Tanto siamo in campagna elettorale, nessuno interverrà.". Alle successive amministrative il signor x ha poi fatto qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci sono solo gli eco-mostri, la materia è complicatissima e se ne sono viste di tutti i colori in giro per l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche burocratiche infinite, costose, defatiganti per aprire i cantiere, poter ampliare la casa d'abitazione, riqualificare periferie e zone industriali inasprendo le pene per gl iabusi e senza deroghe ai vincoli ambientali e paesaggisti non significa automaticamente voler cementificare il Belpaese. E le nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che Francheschini e chi lo segue abbiano fatto un autogol. Del resto anche Dario, checchè ne dica D'Alema, veltroneggia guardando a Obama e riparte con le tasse, proprio così, tasse: una bella una tantum da prelevare dalle tasche dei "ricchi" per darla ai poveri, altro che capitalismo compassionevole, era l'idea di Rifondazione quando era al governo assieme a Prodi. Come se le tasse in Italia non fossero già alte anzi, altissime, soprattutto per chi ha la busta paga (anche da 120mila e più euro lordi all'anno). Bossi dice che se ne può discutere. Mah. Prodi ha perso una campagna elettorale proprio sul punto, Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà pur dire. Il Giornale (lunedì 23 marzo) Dietrofront del pd sul piano casa: si può fare/di Gian Maria De Francesco Scritto in Varie Commenti ( 58 ) » (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena bianca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi ingabbiare e ha annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di ottobre". Il mio è un "mandato a termine e di garanzia": cioè con due obbiettivi, quello di evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle europee (ma anche alle amministrative) e quello di preparare il congresso. Nel frattempo Dario si tiene le mani libere, "non ho il problema di candidarmi.". Le grandi manovre sono due iniziate ufficialmente, nel centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani all'inizio degli anni Settanta) a contare amici e nemici. Dopo il voto "liberi tutti". Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 83 ) » (19 votes, average: 3.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 102 ) » (26 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 238 ) » (58 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (32 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 155 ) » (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (11 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (65) Ultime discussioni matteo: Bravo, vai avanti così Prof. la ricetta è perfetta per ribloccare la democrazia in Italia e consegnare il... Alberto Taliani: Caro Roberto, parlando Sardegna ci sono altri posti splendidi oltre quelli da lei citati, li conosco... roberto: Gentile Taliani: A proposito di Arzachena e della costa Smeralda..per me è uno dei più brutti e... Roberto: Gentile Taliani: il costo di costruzione come ben sà un qualsiasi addetto ai lavori è di circa... savio futuro: un ulteriore considerazione: a chi e' mai capitato di andare all'estero, ad esempio in... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Il sogno comunista: dalle stalle alle stelle con la Hack (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 12 del 2009-03-23 pagina 12 Il sogno comunista: dalle stalle alle stelle con la Hack di Marco Zucchetti Era questione di orizzonti. Lei mica è un travet di partito, è una scienziata. E dunque, finché veniva eletta in consiglio regionale in Lombardia o alla Camera con il Pdci, Margherita Hack non se la sentiva. Faceva un passo indietro e rinunciava. Tornava alla ricerca. Ora invece ha trovato la sua dimensione planetaria: l'Europa, per la quale è candidata da Pdci e Rifondazione. Sarà che sulla bandiera della Ue c'è un tripudio di astri, sarà che dopo le ultime batoste elettorali la sinistra radicale è stanca di ruminare nelle stalle extraparlamentari, fatto sta che punta sulla 86enne astrofisica antifascista, atea e barricadiera. A dispetto del nome rutelliano, Margherita sta più a sinistra della corsia di sorpasso. Nel 1940 prese un 7 in condotta per ribellione politica, nel 1971 firmò un documento per definire «torturatore» il commissario Calabresi; oggi non perde occasione per urlare «Berlusconi vergogna!» e per paventare catastrofi come «nel 2036 il meteorite Aphosis impatterà con la Terra e sarà peggio di una bomba nucleare» o «il caso Englaro è pericoloso per la democrazia». E poi sfila al Gay Pride sulle note di «Tango diverso», fa lezione in piazza contro la Gelmini, vuol levare il crocifisso dalle aule e offuscare Rai-Vaticano, dice che i pellegrini al funerale di Papa Wojtyla «facevano una scampagnata», si batte per i colibrì donati dal Perù a Trieste, insulta Napolitano per aver firmato il Lodo Alfano. Non c'è battaglia che non la veda protagonista, prezzemolina dell'antagonismo. Il suo pezzo forte sarebbe la lotta a favore della ricerca, ma stando a quanto dichiarò all'alba del governo Prodi («penso proprio che reggerà e farà cose buone. E il ministro della Ricerca Mussi si sta muovendo bene»), sale il dubbio che politicamente non ci capisca un accademico tubo. Poco male, perché tanto Margherita sfoglia ogni tema con l'onniscienza della tuttologa. Da Sanremo (memorabile la sfuriata contro Baudo che escluse la canzone da lei scritta: una polemica condotta con l'aplomb della toscanaccia in crisi d'astinenza da ribollita) alle manifestazioni pro Gaza, non c'è campo dello scibile che non la veda spigolare attenzione. Ha detto la sua perfino sul calcio: «Il Milan mi sta antipatico». Non crede in Dio, ma odia il Diavolo. Ora la sosia di Maga Magò mira a Strasburgo. D'altronde di eurovisione se ne intende, essendo la Hack stata ospite in tv a «Che tempo che fa», «Cominciamo bene», «Unomattina», «Parla con me», «Screensaver», «Sfera», «Markette», eccetera, eccetera fino a «Sulla via di Damasco». D'altronde, per «infine uscir a riveder le stelle», i comunisti - che ultimamente i voti li vedono col telescopio - non potevano che affidarsi a lei. Lei che spiegò con ottimismo: «Sul pianeta rosso potrebbero esserci forme di vita». Si riferiva a Marte, ma fa ridere lo stesso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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C'è crisi... la fiducia in Berlusconi a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

C'è crisi... la fiducia in Berlusconi a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing (23/3/2009 10:29) | (Sesto Potere) - Roma - 23 Marzo 2009 - Il momento di crisi economica, e le incertezze legate alle conseguenze interne per l`Italia colpiscono in modo significativo la fiducia espressa dai cittadini nei confronti del Governo, ed anche del Premier. Rispetto allo scorso mese infatti, la fiducia nei confronti di Berlusconi, in calo di tre punti, scende al 52%. Il contraccolpo della dilatazione della percezione della crisi economica, tuttavia, colpisce in modo particolare il Governo nel suo complesso che, con un calo del 2% rispetto a febbraio, scende al 44% al livello minimo finora rilevato. Nella classfica dei Ministri, si evidenzia in modo particolarmente forte il momento di preoccupazione del Paese, e queste inquietudini si traducono in una generale richiesta di protezione e sicurezza. Non a caso, ai vertici della graduatoria della fiducia restano le figure titolari dei compiti di tutela essenziali: il Ministro degli Interni, Roberto Maroni - a dispetto delle polemiche innescate dal tema delle ronde- quello della Giustizia, Angelino Alfano, che guadagna nuove posizioni, quello del Welfare, Sacconi. Il sondaggio è stato effettuato dall?Istituto IPR Marketing, diretto da Antonio Noto, per conto di Repubblica.it (intervistando, con il proprio esclusivo Tempo Reale, un campione di 1.000 italiani - rappresentativo per età, sesso, area di residenza ed ampiezza comune di residenza della popolazione maggiorenne residente). I MINISTRI. Per quanto riguarda i Ministri, si evidenziano risultati molto positivi in particolare per coloro che cercano di interpretare una linea politica decisa e convinta, ma non necessariamente di continua contrapposizione; infatti, subito dietro la leadership confermata del Ministro degli Interni, Roberto Maroni (stabile al 60%), troviamo la conferma di una tendenza positiva di crescita per Angelino Alfano, titolare del dicastero della Giustizia, interprete di una linea riformatrice che viene apprezzata al punto da portarlo ormai ad un passo dalla vetta (59%, +2%). Subito dietro , risale di due punti rispetto allo scorso mese, il Ministro Sacconi, (Welfare), il cui impegno sul difficile tema delle pensioni viene evidentemente valutato positivamente, e gli consente di risalire al 57%. Al suo fianco, spicca l?exploit del Ministro Umberto Bossi. Probabilmente più in veste di leader della Lega che di Ministro delle riforme,: terzo in classifica, nell`ultimo mese aumenta di 5 punti e dal giorno del giuramento guadagna il 14%, grazie a una condotta - specie sul federalismo, ma anche sul testamento biologico - percepita come aperta al confronto e allo stesso tempo dalla forte vocazione concreta. Tra i Ministri premiati, da notare il ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai aver assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai assopite) del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre punti rispetto a febbraio. I PARTITI. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti che sono oggi presenti in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), è da notare un primo effetto rigenerante per il Partito Democratico del cambio di leadership. Con la nomina a segretario di Dario Franceschini: il suo attivismo, in modo particolare nelle contro proposte in materia economica, sembra aver ricompattato anzitutto il proprio elettorato; dopo mesi di cali continui, il PD recupera in un solo colpo ben quattro punti, salendo al 29%, frutto evidente di una ritrovata capacità di contendere all?esecutivo la definizione dell?agenda politica. Sul versante della maggioranza, se in vetta si mantiene stabile il PDL che rimane, in attesa dei progressi congressuali, al 48%, è la Lega a rendersi protagonista di una ulteriore crescita: salendo al 33%, il partito di Umberto Bossi, arriva al suo massimo risultato.

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Il cardinal Martino "Iscritti in crescita ma senza aiuti statali si chiude" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

CITTà DEL VATICANO «Oggi in Italia un numero crescente di famiglie chiede di iscrivere i figli alle scuole cattoliche che però, senza adeguate sovvenzioni statali, sono soffocate dai costi di gestione e rischiano la chiusura. E? interesse del governo sostenerle e garantire l?istruzione pubblica anche al di fuori degli istituti statali». Il cardinale Renato Raffaele Martino, ministro vaticano degli Affari sociali indica il modello tedesco di sovvenzione totale e stigmatizza gli «illogici impedimenti» italiani. Che cosa non funziona in Italia nella scuola privata? «A forza di tagli agli istituti paritari si impedisce ai genitori di decidere i percorsi formativi per i loro ragazzi. La Santa Sede non è riuscita a inserire nel Concordato una effettiva parità scolastica come era logico che avvenisse. In Germania gli istituti vengono finanziati al 100% sulle persone e al 95% sulla gestione, mentre in Italia i pregiudizi ideologici del laicismo sono ancora un ostacolo. Persino in Thailandia, Singapore, Malaysia dove i cattolici sono una piccola minoranza, le autorità incoraggiano la nostra attività pedagogica fondata sulla centralità della persona e la sua formazione integrale. Nel mondo ci sono un miliardo di studenti e 58 milioni di insegnanti, in tutto questo, le scuole cattoliche sono 250 mila, sono frequentate da 42 milioni di allievi e hanno tre milioni e mezzo di docenti». C?è un boom di iscrizioni? «Sì. Adesso le scuole cattoliche sono ritornate di moda per la loro serietà, perché non si fanno scioperi e funzionano meglio, ma ad un certo punto erano quasi disprezzate. Come fissato dalla stessa Costituzione, gli istituti privati hanno il diritto di essere sostenuti a livello giuridico ed economico: offrono un servizio e il loro finanziamento pubblico sarebbe un enorme risparmio per lo Stato perché nelle scuole cattoliche il costo medio per alunno è molto inferiore rispetto a quelle statali. La parità scolastica non è un privilegio, ma un diritto». Quali sono le richieste della Chiesa? «Di poter offrire il servizio educativo per la formazione delle giovani generazioni. Serve una valorizzazione delle potenzialità educative del mondo cattolico e anche il Parlamento europeo ha stabilito l?obbligo di rendere possibile la libertà di insegnamento sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie. E ciò in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici, senza discriminazione nei confronti dei gestori, dei genitori, degli alunni e del personale. E? un traguardo di civiltà che gli italiani ancora attendono». SCRIVI Più iscritti alle private FLAVIA AMABILE

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STASERA ALLE 18 è IN PROGRAMMA IL SECONDO INCONTRO DIBATTITO ORGANIZZATO DALL'ASSOC... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento)) (Mattino, Il (Circondario Sud1)) (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il (Circondario Nord)) (Mattino, Il (City))

Argomenti: Scuola

Stasera alle 18 è in programma il secondo incontro - dibattito organizzato dall'associazione «Napoli Ricomincia» nell'ambito di una serie di appuntamenti promossi per confrontarsi con i rappresentanti della società civile. Dopo quello del 2 febbraio, in cui a Beatrice Lorenzin fu chiesto di esporre i principali punti della riforma Gelmini, questa volta il presidente dell'associazione Valeria Spinetti e Maurizio Iapicca (vice coordinatore regionale Pdl) ospiteranno Alessandra Mussolini, che affronterà il tema: «Tutela dei minori, quali prospettive». L'incontro all'hotel Alabardieri di Chiaia, sarà un occasione per approfondire i temi relativi al mondo dell'infanzia e per esaminare quanto fatto fin qui in materia dal governo. In platea anche esponenti di associazioni cittadine, istituzioni e privati cittadini che potranno porre liberamente le proprie domande o proporre a loro volta nuove istanze di cui i due politici potranno poi farsi portavoce presso il governo.

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C'è crisi... la fiducia in Berlusconi scende a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

C'è crisi... la fiducia in Berlusconi scende a -3 punti: sondaggio Ipr Marketing (23/3/2009 10:29) | (Sesto Potere) - Roma - 23 Marzo 2009 - Il momento di crisi economica, e le incertezze legate alle conseguenze interne per l`Italia colpiscono in modo significativo la fiducia espressa dai cittadini nei confronti del Governo, ed anche del Premier. Rispetto allo scorso mese infatti, la fiducia nei confronti di Berlusconi, in calo di tre punti, scende al 52%. Il contraccolpo della dilatazione della percezione della crisi economica, tuttavia, colpisce in modo particolare il Governo nel suo complesso che, con un calo del 2% rispetto a febbraio, scende al 44% al livello minimo finora rilevato. Nella classfica dei Ministri, si evidenzia in modo particolarmente forte il momento di preoccupazione del Paese, e queste inquietudini si traducono in una generale richiesta di protezione e sicurezza. Non a caso, ai vertici della graduatoria della fiducia restano le figure titolari dei compiti di tutela essenziali: il Ministro degli Interni, Roberto Maroni - a dispetto delle polemiche innescate dal tema delle ronde- quello della Giustizia, Angelino Alfano, che guadagna nuove posizioni, quello del Welfare, Sacconi. Il sondaggio è stato effettuato dall?Istituto IPR Marketing, diretto da Antonio Noto, per conto di Repubblica.it (intervistando, con il proprio esclusivo Tempo Reale, un campione di 1.000 italiani - rappresentativo per età, sesso, area di residenza ed ampiezza comune di residenza della popolazione maggiorenne residente). I MINISTRI. Per quanto riguarda i Ministri, si evidenziano risultati molto positivi in particolare per coloro che cercano di interpretare una linea politica decisa e convinta, ma non necessariamente di continua contrapposizione; infatti, subito dietro la leadership confermata del Ministro degli Interni, Roberto Maroni (stabile al 60%), troviamo la conferma di una tendenza positiva di crescita per Angelino Alfano, titolare del dicastero della Giustizia, interprete di una linea riformatrice che viene apprezzata al punto da portarlo ormai ad un passo dalla vetta (59%, +2%). Subito dietro , risale di due punti rispetto allo scorso mese, il Ministro Sacconi, (Welfare), il cui impegno sul difficile tema delle pensioni viene evidentemente valutato positivamente, e gli consente di risalire al 57%. Al suo fianco, spicca l?exploit del Ministro Umberto Bossi. Probabilmente più in veste di leader della Lega che di Ministro delle riforme,: terzo in classifica, nell`ultimo mese aumenta di 5 punti e dal giorno del giuramento guadagna il 14%, grazie a una condotta - specie sul federalismo, ma anche sul testamento biologico - percepita come aperta al confronto e allo stesso tempo dalla forte vocazione concreta. Tra i Ministri premiati, da notare il ritorno alla crescita di consensi di Maria Stella Gelmini, Ministro della Istruzione, Università e Ricerca, che pare ormai aver assorbito gli effetti negativi delle contestazioni (peraltro ormai assopite) del movimento dell`Onda, e risale al 40%, con una crescita di tre punti rispetto a febbraio. I PARTITI. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti che sono oggi presenti in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), è da notare un primo effetto rigenerante per il Partito Democratico del cambio di leadership. Con la nomina a segretario di Dario Franceschini: il suo attivismo, in modo particolare nelle contro proposte in materia economica, sembra aver ricompattato anzitutto il proprio elettorato; dopo mesi di cali continui, il PD recupera in un solo colpo ben quattro punti, salendo al 29%, frutto evidente di una ritrovata capacità di contendere all?esecutivo la definizione dell?agenda politica. Sul versante della maggioranza, se in vetta si mantiene stabile il PDL che rimane, in attesa dei progressi congressuali, al 48%, è la Lega a rendersi protagonista di una ulteriore crescita: salendo al 33%, il partito di Umberto Bossi, arriva al suo massimo risultato.

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Neo tecnologie dell'abitare, Spacca scrive alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Neo tecnologie dell'abitare, Spacca scrive alla Gelmini Ancona | Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell?abitare. E? sull?ipotesi del suo avvio che è centrata la lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca al ministro Mariastella Gelmini. Mariastella Gelmini Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell'abitare. E' sull'ipotesi del suo avvio che è centrata la lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato nei giorni scorsi al ministro per l'Università e la Ricerca, Mariastella Gelmini. Il presidente Spacca ha chiesto al ministro di fissare un incontro tecnico con il team di progetto della Regione per approfondirne tutti gli aspetti e favorirne una rapida integrazione con gli altri interventi previsti dalla programmazione dei fondi in tema di ricerca e sviluppo. "La Regione - spiega Spacca - è fortemente interessata a perseguire l'obiettivo di realizzare un distretto tecnologico sul territorio marchigiano. Già nel 2007 è stato approvato lo studio di fattibilità del distretto per l'innovazione e la sicurezza nell'abitare. Ferme restando le linee guida e di governance a suo tempo individuate, risulta necessario approfondire quei presupposti di fattibilità, finalizzando maggiormente gli interventi sul tema specifico della domotica, in chiave di possibile evoluzione innovativa per il distretto della meccanica, anche alla luce delle crisi produttive che hanno colpito il nostro territorio". Si tratta dunque di una rifocalizzazione del progetto, partendo dai risultati dell'analisi condotta in precedenza sul sistema economico e produttivo della regione, con particolare riferimento alle attività di ricerca svolte dalle imprese presenti sul territorio e operanti nei settori individuati come strategici per la crescita tecnologica e per il fabbisogno di innovazione delle imprese marchigiane. La domotica, intesa come la disciplina che punta all'integrazione dei dispositivi elettronici, degli elettrodomestici e dei sistemi di comunicazione e di controllo presenti nelle abitazioni, riesce a rispondere a queste esigenze, salvaguardando le vocazioni strutturali del territorio: la meccanica avanzata e l'Information and communication technoloy (ICT). "Sono infatti questi - continua Spacca - settori strategici per l'intera economia regionale, in virtù delle profonde ricadute su una molteplicità di comparti industriali sempre più integrati e interdipendenti tra loro e, in generale, su tutti i settori del tessuto produttivo locale". Il progetto di distretto risulta coerente con le politiche di sviluppo regionale, in particolare, con quanto previsto nell'ambito dei programmi operativi comunitari 2007-2013, con il Piano d'azione regionale e con le risultanze dei primi bandi del programma nazionale "Industria 2015", finalizzati a favorire e rafforzare l'integrazione tra il sistema della ricerca e i sistemi produttivi che caratterizzano la Regione Marche. L'elaborato finale è propedeutico alla firma dell'accordo di programma quadro e prevede come copertura finanziaria 50 milioni di euro del progetto. 23/03/2009

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Cisl scuola: la Gelmini procuri i soldi o taccia (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Economia >> Sindacati 17 / 3 / 2009 Cisl scuola: la Gelmini procuri i soldi o taccia Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 17/3/2009 alle 21.22

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Merate: situazione drammatica alle elementari. I genitori chiedono le 40 ore ma non ci sono le (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 23-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola >> Scuola 23 / 3 / 2009 Merate: situazione drammatica alle elementari. I genitori chiedono le 40 ore ma non ci sono le risorse per garantirle L`assessore Carla Zanetti I dati dell`ambito scolastico meratese parlano chiaro: le richieste delle famiglie che avevano espresso la preferenza per il tempo pieno (40 ore) e quello ridotto a 24, saranno disattese. Ad illustrare i numeri e la situazione è stato l`assessore provinciale all`istruzione Carla Zanetti intervenuta ad un incontro svoltosi a Merate in sala civica tra il provveditore Fausto Gheller, l`assessore Gabriella Mauri, Gian Piera Vismara dell`Anci, i rappresentanti del mondo delle scuole e gli assessori preposti dei vari comuni. Come previsto e già annunciato in un articolo del 18 febbraio la Riforma Gelmini ha messo in seria difficoltà gli istituti e le amministrazioni comunali che si sono trovati a dover gestire iscrizioni troppo variegate negli orari, per le classi prime elementari, con le medesime risorse dell`anno precedente.     Gli iscritti in provincia di Lecco   In provincia di Lecco gli alunni iscritti alle classi prime di scuola primaria, per l`anno scolastico 2009/2010 saranno 2545. Di questi il 37% ha scelto il tempo pieno (940), il 34.5% (879) quello su 30 ore di lezione settimanali, il 25% (633) 27 ore e solo il 3.5% (93) il modulo da 24 ore. Le famiglie, infatti, a fronte di genitori entrambi lavoratori tendono a far conto sulla scuola come luogo dove lasciare per una buona fetta della giornata il proprio figlio. Una richiesta legittima che, tuttavia, non va di pari passo con quelle che sono le dotazioni in termini di risorse e ?materiale umano? messo a disposizione dallo Stato agli istituti. Da una parte i comuni che si troverebbero a gestire, ad esempio, un servizio di autobus da e verso le scuole in orari differenti a seconda del modulo scelto dalla famiglia. Dall`altra gli stessi insegnati, non aumentati in organico, impossibilitati ad essere presenti alle ore di lezione per i ragazzi con il tempo pieno e contemporaneamente in mensa per il servizio di sorveglianza.   Gli iscritti nell`ambito meratese   Ma torniamo all`ambito meratese. I 19 che hanno scelto le 24 ore (sparsi tra Casatenovo, Barzanò, Brivio, Cassago, Merate, Olgiate Molgora, Robbiate) si vedranno costretti a ripiegare su un altro modulo per mancanza di costruzione delle classi dato il numero troppo basso di richieste. Stessa cosa per quanto riguarda le 40 ore, scelte da 260 famiglie per altrettanti primini, sparsi tra Casatenovo, Missaglia, Cernusco, Merate, Olgiate Molgora, Robbiate e Rovagnate. Impossibile garantire loro mensa e autobus, tanto per fare un esempio, salvo un aumento spropositato delle tariffe e dei buoni pasto per l`affidamento del servizio a una cooperativa esterna o a Retesalute. Nei prossimi giorni nei consigli d`istituto e nei consigli comunali sarà presentato un ordine del giorno per chiedere al Ministero dell`Istruzione di ?procedere all`assegnazione dell`organico tenendo conto della domanda oraria realmente espressa dai genitori, soprattutto per quanto riguarda il tempo pieno?, di ?considerare la necessità di soddisfare la domanda di mensa per tutte le classi?. Una richiesta girata alla Regione Lombardia per stanziare un fondo straordinario rivolto ai comuni che, altrimenti, si troveranno soli contro tutti a spiegare alle famiglie l`impossibilità a prendersi in carico i loro figli.       L`ordine del giorno Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 23/3/2009 alle 22.22

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Marmirolo, domani incontro sulle elementari di Pozzolo (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Marmirolo, domani incontro sulle elementari di Pozzolo MARMIROLO. Un incontro per illustrare i progetti, spiegare gli interventi e dare risposte alla cittadinanza in merito alle scuole di Pozzolo che versano in una difficile situazione a causa della legge 'Gelmini'. Domani sera alle 21, presso le scuole elementari della frazione, infatti, l'amministrazione ha organizzato un incontro con tutta la cittadinanza per ragguagliare sull'attuale situazione delle scuole e illustrare tutti i progetti e gli interventi che sono stati messi in atto per salvare le scuole. All'incontro parteciperà tutta la giunta comunale, il dirigente dell'istituto comprensivo Sanzio Salami e tutte le associazioni che in questi mesi hanno dato il loro contributo per le scuole di Pozzolo. Matteo Masali

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Più rispetto per i romeni A seguito dell'ultimo arresto di due romeni, come inda... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Più rispetto per i romeni A seguito dell'ultimo arresto di due romeni, come indagati per lo stupro del 14 febbraio nel parco della Caffarella, osserviamo con piacere che gli organi d'informazione italiani hanno mantenuto toni adeguati rispetto alla complessa situazione, soffermandosi sui fatti ed evitando giudizi e commenti. Voglio in questa occasione ancora evidenziare quale sia lo scenario dell'immigrazione romena in Italia con due soli numeri: lo 0,26% del totale di residenti romeni in Italia ha commesso reati nel territorio, quindi per la maggior parte sono persone oneste che con il loro lavoro hanno contribuito nel 2008 al 2,5% del Pil italiano. Questi cittadini hanno diritto al rispetto, che si manifesta anche evidenziando situazioni e dati positivi dell'integrazione in contrapposizione all'effetto diffamatorio causato dagli atti dei criminali. Ritornando ai nuovi accusati per lo stupro della Caffarella, oltre che ribadire la più forte condanna dei fatti, ci auguriamo che i veri criminali vengano processati e condannati con pene esemplari secondo la legge italiana e che la pena venga effettivamente scontata. MARIAN MOCANU, CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA ROMANIA La destra italiana sul carro di Obama Il ministro Frattini elogia («svolta storica») Obama per l'apertura verso l'Iran. Ma il suo partito non era tra i massimi sostenitori della politica di Bush, fatta di demonizzazione e scontro? L'ennesimo caso di mancanza di idee della destra italiana, capace troppo spesso di «salire sul carro del vincitore». LUCA BORIO Perché la «fuga» verso le scuole private In riferimento all'articolo «Alunni in fuga verso le private» non vedo quale sia la meraviglia e la sorpresa. I nostri «cari» Silvio, Gelmini e Brunetta volevano proprio questo, cioè con la riforma screditare la scuola pubblica, impaurire i genitori per dirottare i nostri figli e nipoti verso la scuola privata, meglio se privata-cattolica, finanziata con i soldi dei contribuenti, in più ergendosi a difensori della libertà della Chiesa. Tutto questo per accaparrarsi il voto cattolico. Povera Italia come siamo caduti in basso! ALDO BATTILANA, CHIAVARI Quando la Chiesa era superstiziosa Benedetto XVI in visita in Africa sostiene che la Chiesa combatte le superstizioni. Forse il Papa ha dimenticato che nel medioevo la sua stessa Chiesa mise al rogo tante donne con l'accusa di stregoneria e di rapporti carnali col diavolo e che promosse le torture e l'uccisione dei gatti, considerati animali del demonio. Se non è superstizione questa! DANIELE ORLA, POIRINO (TO) Un po' di pudore signor Mike Dopo avere dedicato ampio spazio ai mugugni di Mike Bongiorno, spendete ancora due righe per ricordargli che essere lasciati senza lavoro a 85 anni non è la più grande delle sventure che possono capitare nella vita! Suppongo pure che l'azienda che lo ha «tradito» non lo abbia lasciato in braghe di tela come è successo, e sta succedendo, a migliaia di lavoratori «normali» che si trovano a spasso assai prima di avere la sua età e in ben peggiori condizioni economiche. Un pizzico di pudore da parte sua sarebbe stato gradito. ALESSANDRO ROMAGNOLI Io Maja non vendo illusioni Vorrei rispondere all'articolo di Gianluca Nicoletti comparso domenica. Mi preme chiarire per rispetto a tutte le ragazze con cui ho collaborato: io sono un'artista e fotografa e come tale mi capita di usare pseudonimi o nomi d'arte per progetti vari come ad esempio Maja, che in questo caso è l'avatar scelto per il progetto specifico realizzato in Sardegna. Alle ragazze delle mie foto non ho mai dato false aspettative: non ho mai promesso la tv! Ciò che ho promesso e dato in cambio delle foto è esclusivamente la pagina dedicata a loro nel mio sito, una vetrina per aspiranti modelle che vogliono farsi strada. Non ho mai preso in giro nessuno. Le ragazze che hanno lavorato con me erano tutte perfettamente a conoscenza della mia professione di fotografa e avevano un solo obiettivo: avere un bel book fotografico ed essere nel mio sito. Consenzienti, hanno deciso di collaborare sapendo che avrei potuto usare le foto anche per realizzare mostre o pubblicazioni. Non ho mai realizzato servizi a pagamento e per di più vendendo false illusioni (non è il mio campo) per cui mi sono limitata a ritrarle esaltando al massimo la loro bellezza in cui io credo molto: in particolare in Sardegna è possibile trovare un carattere molto intenso e forte oltre che una bellezza di tipo primordiale. Ho regalato loro il book promesso e la pagina nel sito e per qualcuna la possibilità di far parte di un libro o di una mostra d'arte o di servizi di moda. Nient'altro. Mi dispiace che dall'articolo sia venuta fuori un'immagine di me e delle ragazze che può essere interpretata in maniera sbagliata e spero che chi abbia avuto un'idea errata possa ricredersi. CATERINA NOTTE Il digitale terrestre è direttiva europea In relazione alla lettera del signor Campania pubblicata su La Stampa del 23 marzo, volevo precisare che il passaggio alla tecnologia di trasmissione in digitale terrestre non è conseguenza di una decisione presa in ambito italiano. Si tratta di una precisa direttiva europea, in base alla quale tutti i Paesi dell'Unione, entro il 2012, dovranno passare al digitale terrestre. Va da sé che questo passaggio non può essere rinviato, né tanto meno bloccato. E' preciso intento di broadcaster e istituzioni far sì che nessuno rimanga scoperto dai segnali della nuova tv, tanto che si sta investendo sulle infrastrutture per risolvere tutti i problemi di ricezione verificatisi con le trasmissioni analogiche. In relazione alle spese che i cittadini piemontesi si troveranno ad affrontare per equipaggiarsi per la ricezione del segnale digitale, segnatamente per l'acquisto del necessario decoder, è prevista una serie di finanziamenti da parte del governo che verranno distribuiti secondo criteri decisi con la Regione Piemonte. TULLIO CAMIGLIERI, RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DI DGTVI

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Marcia delle famiglie per salvare l'orario (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cordignano. I genitori dell'istituto comprensivo per la scuola anche al pomeriggio Marcia delle famiglie per salvare l'orario CORDIGNANO. Pronti ad organizzare una marcia delle famiglie in difesa dell'orario scolastico anche il pomeriggio, che il ministro Gelmini intende modificare, mettendo un maestro unico. Sono i genitori dell'Istituto Comprensivo, che raggruppa, oltre alle scuole di Cordignano, anche quelle di Villa di Villa e Pinidello. Il sindaco Roberto Campagna nei giorni scorsi ha scritto all'assessore regionale Elena Donazzan, chiedendo che venga mantenuto il tempo pieno nei plessi delle frazioni. «La richiesta dell'attuale orario scolastico non ha coinvolto solo Villa e Pinidello - afferma Claudia Perin, presidente del consiglio d'istituto - ha riguardato tutti i plessi delle scuole primarie del Comune. I genitori hanno chiesto il mantenimento dell'attuale orario scolastico e della mensa compresa nel tempo scuola, hanno anche chiesto che vengano mantenute le compresenze e l'attuale organico esprimendo un fortissimo no al maestro unico. In sintesi va bene l'attuale offerta formativa». Il 9 marzo le richieste dei genitori sono state inviate ai dirigenti provinciali e regionali insieme a circa 300 firme. E ora i genitori di Cordignano, insieme a quelli di Orsago, stanno appunto organizzando una marcia di protesta contro le decisioni ministeriali. Per i plessi di Pinidello e Villa la questione degli orari scolastici è particolarmente sentita perché si intreccia a quella della mensa e del trasporto. Due nodi irrisolti nella diatriba che vede genitori da una parte e giunta dall'altra. Infatti, nonostante la richiesta fatta dai genitori nei giorni scorsi al primo cittadino di poter ridurre da 18.50 euro mensili il costo dello scodellamento a 10 euro, la giunta non ha accettato. «Proponiamo al sindaco un tavolo comune - afferma Giorgio Posocco a nome dei genitori di Villa e Pinidello - al quale partecipi l'amministrazione comunale, la dirigente scolastica e ovviamente noi genitori. Scopo è trovare un'intesa condivisa per il bene dei ragazzi». La questione scodellamento dunque continua a vedere in prima linea i genitori, che da tempo chiedono una diminuzione della tariffa. (s.r.)

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Bresciani a Roma: il più ricco è Conti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Bresciani a Roma: il più ricco è Conti Il Senatore del Pdl ha dichiarato 821.818 euro. Daniele Molgora (Lega) più povero con 13.796 Il senatore bresciano Riccardo Conti BRESCIADiciassette sono i deputati e senatori bresciani che ci rappresentano a Roma e anche loro rientrano nella classifica dei redditi 2007 pubblicata, per un dovere di trasparenza nei confronti degli elettori, da Camera e Senato. In questa speciale classifica ristretta ai bresciani, Riccardo Conti è di gran lunga il nostro rappresentante al Parlamento più ricco. Il Senatore del Pdl infatti ha dichiarato un'imponibile di 821.818 euro, ovviamente non derivanti unicamente dall'attività di parlamentare, ma anche dagli incarichi professionali. Al secondo posto troviamo invece il camuno Giampiero De Toni, coordinatore bresciano dell'Italia dei Valori con 267.400 euro. Sul podio tutto bresciano anche la deputata Viviana Beccalossi (An oggi Pdl), ex vicepresidente della Regione Lombardia nonchè ex assessore alle Politiche agricole, che nel 2007 ha dichiarato 170.319 euro. Seguono gli altri deputati e senatori bresciani, in tutto diciassette, fra i quali i deputati Guido Galperti, Chiara Moroni, Stefano Saglia, ecc. Stupisce vedere solo al settimo posto il ministro Mariastella Gelmini del Pdl con 136.611 euro, ma all'epoca della dichiarazione non era ancora ministro della Pubblica Istruzione. Scorrendo l'elenco dei nostri parlamentari scopriamo che, eccezion fatta per Davide Caparini (decimo nella particolare classifica con 128.298 euro), i nostri rappresentanti a Roma «più poveri» sono tre leghisti. Si tratta nell'ordine di Raffaele Volpi con 66.936 euro, il sindaco di Chiari, Sandro Mazzatorta con 58.011 euro e infine palma al meno ricco a Daniele Molgora con soli 13.796 euro. paven

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A scuola 140 stranieri in più ogni mese (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia A scuola 140 stranieri in più ogni mese La referente per l'intercultura dell'Ufficio scolastico provinciale sul tetto del 30% annunciato dal ministro Gelmini: «A Brescia un limite c'è già, ma il problema della concentrazione eccessiva richiede politiche per la casa e il lavoro» Un limite alla presenza degli alunni stranieri nelle classi? «Ma a Brescia di fatto c'è già», dice Patrizia Capoferri, che all'Ufficio scolastico provinciale è referente di tutto quel che riguarda l'intercultura, dall'inserimento dei bambini e dei ragazzi di origine straniera nelle scuole bresciane fino alla formazione degli insegnanti ai fini dell'integrazione. E che dà conto di un'attività all'avanguardia in Italia. Quasi 23mila alunni non italiani Nei giorni scorsi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che il suo dicastero sta ragionando sull'introduzione di un tetto di circa il 30% della presenza di alunni stranieri nelle classi. Una notizia che - indipendentemente da come la si valuti - irrompe nella realtà scolastica bresciana, dove il 22% di bambini e ragazzi è di origine non italiana. «Si tratta di quasi 23mila persone», spiega Patrizia Capoferri, ricordando che questo numero pone la provincia di Brescia al terzo posto in Italia dopo Roma e Milano per presenza di stranieri nelle scuole e al secondo in Lombardia dopo il capoluogo. Ma non è tutto: Brescia ha anche una sua peculiarità, ed è l'alta concentrazione del fenomeno su tutto il territorio provinciale; perché se è vero che in città si registra la presenza maggiore, nel resto della provincia si va dal 16-17% fino al 22% della Bassa, dalla quale però le altre zone non differiscono in modo significativo. Un limite già esistente A proposito di città, quando la referente per l'intercultura dell'Usp parla di «tetto di fatto già esistente» non può non fare riferimento al Secondo istituto comprensivo, nell'ambito del quale, in centro storico, funzionano - e bene - scuole primarie dove la percentuale di bambini di origine non italiana raggiunge il 70%. «Il nostro limite sarebbe del 50% - precisa la dottoressa Capoferri - e se viene superato è semplicemente perché il sistema assegna agli alunni la scuola più vicina al luogo di residenza; allora, per evitare concentrazioni eccessive, bisognerebbe agire a livello di politiche della casa e del lavoro». Come dire che le scuole del centro dove gli stranieri sono diventati la maggioranza «andrebbero ripopolate con alunni autoctoni». E questo non può essere un compito della scuola. Cui, d'altra parte, il lavoro in materia non manca. Lo dicono, ancora una volta ma non soltanto, i numeri: ogni mese in provincia di Brescia sono in media 130-140 i minori che si ricongiungono ai familiari già immigrati. Il calcolo è presto fatto: da gennaio sono 400 bambini e ragazzi; da oggi alla fine dell'anno scolastico, secondo proiezioni dell'Usp, poco meno. Un progetto all'avanguardia Qual è il destino scolastico di questi giovanissimi stranieri? A Brescia dal 2006 esiste un accordo con validità quinquennale - unico in Italia - tra Usp e Prefettura (con il coinvolgimento anche di Questura, Provincia, Comune di Brescia, Associazione Comuni bresciani e Associazione scuole autonome bresciane) per cui, quando la Prefettura dà il nulla osta per il ricongiungimento familiare, i minori - anche se si trovano ancora nel loro Paese d'origine - possono essere immediatamente iscritti a scuola. Entrando un po' più nel dettaglio, «il nome dell'alunno - spiega ancora Patrizia Capoferri - viene automaticamente inserito in una piattaforma online (e già questa comunicazione tra le banche dati di due amministrazioni è una grande novità); in base all'età e alla residenza, poi, viene individuata la scuola più vicina. Che viene indicata nella ricevuta rilasciata al genitore in Prefettura insieme alle informazioni per regolarizzare l'iscrizione». Sempre più alle Superiori La scuola secondaria di secondo grado, però, non può essere assegnata d'ufficio. I minori in età da Superiori, quindi, vengono indirizzati alla secondaria di primo grado più vicina al luogo di residenza, cui tocca non iscrivere il ragazzo, ma accoglierlo per un orientamento formativo che dura dai 15 giorni al mese. Obiettivo di questo progetto, possibile grazie a «un grosso impegno finanziario nell'ambito della Legge 40»: trovare la scuola (superiore) più adatta. Un'attività, quest'ultima, che sta assumendo una dimensione d'urgenza. Perché, al di là della quantità, gli alunni stranieri presentano due fondamentali caratteristiche qualitative: sono sempre più stanziali (insieme ai loro genitori) e arrivano in numero crescente in età da scuola secondaria di secondo grado (ormai il 15% del totale è costituito da adolescenti). I motivi? «Da un lato, sono aumentati gli stranieri residenti nel Bresciano e quindi i ricongiungimenti - risponde la referente dell'Usp -; dall'altro, vengono richiamati dai genitori prima della maggiore età proprio per usufruire del ricongiungimento». Ma l'incontro non è sempre facile: «A volte, dopo anni di lontananza, padri o madri e figli non si riconoscono». E anche di questo la scuola deve tenere conto. Francesca Sandrini

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Da Lumezzane la Mar veste i robot della Fanuc (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Da Lumezzane la Mar veste i robot della Fanuc MONTICHIARI Il «profumo» del truciolo unito al piacere di produrre. Con le alte tecnologie il produrre non è più solo un dovere. Al Muap non c'era solo la cultura del truciolo, e tutto quanto ne consegue in termini di filiera meccanica. C'era anche il transfer, di cui Brescia è polo mondiale. La Tecno Transfer di Travagliato è tra queste. È l'ultima nata del transfer bresciano, poco più di dieci anni di età, con un titolare giovane, Piergiorgio Quaresmini, ma una elevata capacità competitiva e aggressività commerciale. Opera in sinergia con la Mar di Lumezzane, azienda di robotica di Alberto Moretti che proviene dall'automazione industriale. La Mar costruisce isole robotizzate ingegnerizzando, cioè «vestendo», i robot giapponesi della Fanuc. Si tratta di impianti robotizzati concepiti e pensati per i più disparati impieghi industriali. La Luxor di Montichiari (Astori) ne ha ordinate due. Sia Mar che Tecno Transfer hanno in comune flessibilità che fa rima con competitività. Microimprese e Scuola Ovvero servizio, formazione, cultura industriale. In una parola «civiltà» industriale. Memori del fatto, da molti dimenticato, che la scuola professionale è stata alla base dello sviluppo industriale bresciano del Dopoguerra, Massimo Gelmini, presidente del Comitato Muap, e Giampaolo Mantelli, assessore all'Istruzione e Formazione della Provincia, hanno istituito la «Scuola in Fiera». Si è trattato di un test per mettere in relazione scuola e lavoro. Pieno successo dell'iniziativa, alla quale hanno aderito l'Itis Castelli di Brescia, l'Itis Paleocapa di Bergamo e l'Ipsia Moretto di Brescia. Anche il Csmt (Centro servizi multisettoriale e tecnologico), consorzio bresciano per l'innovazione e il trasferimento tecnologico, era presente in Fiera con un proprio stand. Forte dell'esperienza ventennale di Inn.Tec., il Csmt sarà il perno della «nuova alleanza» tra imprese, università e istituzioni. Occasione unica per un salto di qualità dell'industria made in Brescia, sull'esempio del Kilometro Rosso di Bergamo. Al Csmt guardano le Pmi bresciane che non hanno risorse per sviluppare ricerche. Se Csmt partirà col piede giusto, la mission di trasformare l'innovazione in applicazione può diventare realtà. Con tutte le ricadute positive sulla manifattura bresciana. Non solo quella innovativa ma pure quella matura purchè competitiva. a. ch.

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Mu&Ap potrebbe tornare già nel 2010? (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Mu&Ap potrebbe tornare già nel 2010? MONTICHIARI Si è chiusa con un bilancio positivo la 22a edizione di Mu&Ap, la rassegna monteclarense della produzione per l'industria meccanica. Un'edizione che cadeva in uno scenario di oggettiva difficoltà per il comparto, ma che ha raccolto segnali incoraggianti che inducono ad un maggiore ottimismo. «Mu&Ap ha saputo lanciare un messaggio propositivo - spiega Massimo Gelmini, presidente del Comitato promotore. - Un'offerta di livello e un progetto di lungo periodo che guarda al futuro. Buoni i riscontri raccolti dalle aziende presenti». Sono stati 12.500 gli operatori che hanno visitato Mu&Ap nei quattro giorni di fiera; risultato che conferma il radicamento della rassegna sul territorio. «Stiamo lavorando ai contenuti della prossima edizione - ha detto Gelmini -. per questo nei prossimi giorni proporrò al Comitato di anticipare al 2010 l'appuntamento con Mu&Ap».

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raccolta di firme contro i tagli del governo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Cecina Raccolta di firme contro i tagli del Governo Petizione del Comitato genitori-insegnanti: tre le date per aderire Banchetti davanti al supermercato Coop e in piazza del Mercato ROSIGNANO. Non si placa la protesta del Comitato genitori-insegnanti di Rosignano. Dopo la petizione, firmata da 435 persone, contro la riforma-Gelmini, ecco una nuova raccolta di firme. Questa volta l'oggetto della protesta sono i tagli voluti dal Governo. Tre gli appuntamenti per mettere la firma: lunedì 30 marzo e lunedì 6 aprile dalle 9 alle 12 in piazza del Mercato e sabato 4 aprile dalle 9 alle 12 davanti al supermercato Coop. «Questa raccolta di firme - spiega Marzia Provinciali del Comitato - ha come obiettivo la salvaguardia di una scuola di qualità». Dunque, va avanti la battaglia intrapresa dal Comitato locale, che racchiude genitori e docenti delle scuole dell'infanzia e primarie del comune. «In base ai provvedimenti del Governo - spigea il Comitato - nella scuola ci aspettano tre anni consecutivi di tagli, cinque anni per portare il nuovo modello a regime, una drastica riduzione del personale insegnante e tecnico-amministrativo, un aumento del numero di alunni per classe, l'eliminazione di tutte le compresenze in tutti i modelli orari, una riduzione del tempo-scuola e delle opportunità formative, l'introduzione del "maestro unico" che dovrà farsi carico di sempre più alunni per classe con esigenze e modalità di apprendimento diversificate». Per il Comitato tutto questo è un ritorno al passato. Un pericoloso passo indietro. «Non vogliamo un ritorno al passato, ad una scuola che andava bene 30 anni fa, che potrebbe risultare inadeguata alle difficoltà odierne e future, ma anche professionalmente insufficiente rispetto ai livelli di competenza europei. Quali saranno i costi sociali e culturali di questi provvedimenti nel futuro?». Ed è in questo scenario che è nata l'idea di una nuova raccolta di firme. «Facciamo sentire la nostra voce e la nostra indignazione contro i tagli alla scuola. L'appello per firmare la petizione è rivolto a genitori, nonni, insegnanti, personale della scuola, studenti e cittadini. Si potrà fimare in tre diverse date: lunedì 30 marzo, sabato 4 aprile e lunedì 6 aprile». La prima petizione, che si è conclusa pochi giorni fa e ha visto 435 firme, è stata organizzata sotto forma di riconferma collettiva, classe per classe, del modello educativo già scelto al momento dell'iscrizione. I genitori, nei moduli che poi sono stati presentati alle autorità competenti, hanno chiesto un tempo disteso di 30 o 40 ore, insegnanti contitolari e mantenimento delle compresenze. E allora, come è successo per la prima iniziativa, anche la seconda ondata di firme verrà poi spedita immediatamente ai dirigenti scolastici, ai presidenti del consiglio dei circoli, all'ufficio scolastico regionale, all'assessore regionale alla pubblica istruzione e al Ministero. Dunque, da Rosignano parte nuovamente un segnale decisamente chiaro su cosa vorrebbero molti genitori e insegnanti per la scuola del futuro. Ma.Mo.

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tutti insieme contro la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini «Tutti insieme contro la riforma Gelmini» Comitato genitori, sindacati scuola ed enti locali d'accordo PISTOIA. Provincia, Comuni, sindacati scuola e il Comitato provinciale genitori: tutti insieme per lanciare un grido d'allarme sulle prospettive della scuola pistoiese. Questo il senso dell'incontro che si è svolto ieri mattina nella sede del Centro impiego della Provincia in via Tripoli. La preoccupazione comune nasce dopo aver riscontrato che la maggioranza delle famiglie pistoiesi ha mantenuto la richiesta, per i bambini che frequentano le scuole elementari, di un orario scolastico a tempo pieno, piuttosto che del modello a 24 ore settimanali, su cui si basa la riforma Gelmini. «Si possono toccare oggi con mano le conseguenze negative di quello che il governo ha definito un'processo migliorativo - ha protestato l'assessore alla pubblica istruzione del Comune, Rosanna Moroni - i tagli del personale mirati all'adozione del maestro unico ci costringono all'azzeramento del tempo pieno, ampiamente richiesto dalle famiglie della provincia». La legge Gelmini prevede che non ci sia compresenza di insegnanti durante l'orario scolastico, rendendo difficile l'attuazione di attività parallele all'insegnamento di base. «In questo modo non sarà possibile portare avanti, ad esempio, le attività di gruppo, di laboratorio, le uscite didattiche, a scapito della qualità della scuola» ha spiegato l'assessore provinciale Giovanna Roccella. «I comuni - ha aggiunto il sindaco di Agliana, Paolo Magnanensi - non possono supplire ai tagli del personale o dei servizi, come quello della mensa, fino a ora garantiti dallo Stato. Non abbiamo le risorse sufficienti». «Per difenderci - ha preannunciato Maurizio Monti dell'Associazione dirigenti scolastici - si dovrà ricorrere alle possibilità offerte dall'autonomia scolastica, organizzando un confronto con i dirigenti e stabilendo nuove modalità organizzative». Per far fronte alla situazione, gli enti locali hanno intenzione di monitorare le richieste che stanno arrivando alle istituzioni scolastiche per confrontarsi poi con l'Ufficio scolastico provinciale e con il prefetto. Incontri di informazione verranno organizzati dai sindacati con i docenti; mentre il Comitato dei genitori si occuperà di comunicare alle famiglie i cambiamenti in atto. «I media nazionali parlano delle cose meno importanti, dei i voti o delle pagelle via sms - dice Simone Frangioni del Comitato - le famiglie così non sono informate di quello che sta accadendo davvero». Sono, inoltre, in programma, tra le iniziative di protesta, l'invio finale dei documenti raccolti al Ministero della Pubblica Istruzione e una manifestazione pubblica. Francesca Garra

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Università, la Gelmini promette più soldi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Università, la Gelmini promette più soldi la crisi degli atenei Il Pd avverte: «Con i tagli previsti, nel 2010 sarà lo sfascio». Ma il ministro offre «risorse in cambio di riforme» 24/03/2009 Roma. Nessuna trattativa sulle riforme per l'università potrà iniziare se prima il governo non provvederà ad annullare i «pesantissimi» tagli sul fondo di finanziamento ordinario degli atenei che scatteranno il primo gennaio 2010. È il messaggio che il Pd lancia all'esecutivo alla vigilia di un seminario in cui il ministro Gelmini affronterà con i rettori e con tutti i principali protagonisti del settore proprio i temi delle riforme. Appuntamento al quale sono stati invitati anche esponenti dell'opposizione che però subordinano la loro presenza proprio al ritiro dei tagli. «Se l'esecutivo persisterà nella sua politica ucciderà i nostri atenei» hanno avvertito il segretario, Dario Franceschini, e il responsabile Educazione, del Pd, Giuseppe Fioroni sottolineando come sia «difficile dialogare con chi fa troppe generalizzazioni e troppe strumentalizzazioni». Nessuna preclusione del Pd al cambiamento purchè il governo faccia dietro front sui tagli. A questa condizione «irrinunciabile e pregiudiziale» il Pd intende favorire il processo di riforma del sistema universitario «con l'obiettivo di aumentarne l'efficienza e superarne gli elementi critici». A questo scopo ha presentato un pacchetto di proposte. Sul fronte delle risorse le indicazioni sono chiare: darle con una programmazione pluriennale indicando obiettivi chiari; rendere liberi i bilanci delle università; le risorse devono coprire almeno il 90% delle spese stipendiali e le assunzioni possono farle soltanto gli atenei che spendono meno del 90%; togliere il blocco del turn over; destinare almeno il 10% dei fondi del sistema universitario a incentivi premiali; realizzare accordi di programma che monitorino il «rientro» degli atenei indebitati; prevedere sgravi per le aziende che investono in maniera sistematica sull'università. Il ministro Mariastella Gelmini ha risposto così alle sollecitazioni: «Il governo auspica un confronto con l'opposizione sul riordino del sistema universitario italiano. In un contesto di crisi economica internazionale è indispensabile spendere al meglio tutte le risorse disponibili. Non possiamo continuare ad alimentare spese non necessarie, così come è accaduto in questi anni, con la moltiplicazione di corsi inutili e di sedi distaccate. Non siamo e non saremo insensibili alle richieste del mondo accademico sulle risorse economiche necessarie per rilanciare il sistema universitario, ma è chiaro - ha concluso il ministro - che uno sforzo del governo in questo senso deve essere accompagnato da una profonda riforma dell'università. In sintesi, risorse in cambio di riforme». 24/03/2009

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fornacette vuole il treno e "bussa" alla provincia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Pontedera Fornacette vuole il treno e "bussa" alla Provincia Per la candidata Ciampi servono opere pubbliche per sostenere l'economia FORNACETTE. Bilancio, rispetto del patto di stabilità ed emergenza sociale saranno i temi della prossima campagna elettorale, anche nel territorio di Calcinaia. Lo si è intuito durante l'incontro alla Casa del popolo di Fornacette organizzato dal Partito democratico locale, a cui hanno partecipato Lucia Ciampi candidata a sindaco del Pd e Ivan Ferrucci, segretario provinciale dello stesso partito. «Credo che se da parte di un buon numero di amministrazioni pubbliche fosse messo in pratica il mancato rispetto del patto di stabilità, potremmo aprire un dibattito forte rispetto a questo tema che sta rischiando di fermare completamente l'economia», ha detto Ciampi rifacendosi alla recente polemica sul denaro accantonato dai Comuni, ma fermo nelle casse a causa proprio del patto di stabilità. «Potremmo spenderlo per le opere pubbliche - ha detto il candidato a sindaco - e immettere sul mercato del lavoro denaro liquido che permetta a molte aziende di essere pagate per il lavoro già effettuato e per proseguire nella loro attività». Del resto la situazione del bilancio dell'amministrazione calcinaiola è sano, come spiegato da Ferrucci, a detta dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e «questo vale per molte realtà della provincia di Pisa che, però, non possono spendere per rispettare il patto di stabilità». Durante l'incontro è intervenuto anche l'attuale assessore al bilancio Paolo Pieracci: «I vincoli che abbiamo a livello locale non sono gli stessi di quelli che deve rispettare il governo centrale. Tanto per fare un esempio, abbiamo a disposizione 200mila euro in meno rispetto agli 800mila dell'anno scorso per quanto riguarda l'introito dell'Ici. La situazione è difficile, anche se dobbiamo pensare a tenere in ordine i conti di un'amministrazione pubblica. L'unica soluzione è la solidarietà per garantire la sopravvivenza a tutti, anche a quelli che si trovano in grosse difficoltà». Un appello all'associazionismo è stato lanciato dai protagonisti della serata, in cui ha preso la parola anche Mario Zega, assessore al sociale dell'attuale giunta guidata dal sindaco uscente Marta Perini: «Dall'inizio del 2009 a oggi l'ufficiale giudiziario è venuto a Calcinaia in sei occasioni per eseguire altrettante ingiunzioni di sfratto. Non si tratta di famiglie i cui componenti non hanno voglia di lavorare e solo una di queste è composta da extracomunitari, solitamente indicati come casi a parte. Non è questa la situazione. Semplicemente chi ha ricevuto lo sfratto sono persone che si sono trovate in gravi difficoltà e non ce la fanno a pagare». Il Pd di Calcinaia organizzerà una raccolta di firme domani mattina al mercato di Fornacette contro "i tagli alla scuola" della legge Gelmini e il prossimo 25 marzo un incontro al circolo Arci di Fornacette per il «progetto possibile di una nuova fermata ferroviaria proprio nella frazione calcinaiola». A.Q.

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Il Sud nel mirino della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 070  pag. 13 del 24/3/2009 | Indietro Il Sud nel mirino della Gelmini AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Alla firma del ministro il decreto organici: cancellate quasi 37 mila cattedre in un anno A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale è il provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il decreto sugli organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e che è ora è alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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Docenti, si vota. Ma tutti insieme (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 070  pag. 14 del 24/3/2009 | Indietro Docenti, si vota. Ma tutti insieme AZIENDA SCUOLA Di Antimo Di Geronimo Da giugno scrutini solo numerici. Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Su profitto e condotta la valutazione non è più individuale Il 5 in condotta potrà essere inflitto agli alunni delle secondarie dal consiglio di classe solo in caso di gravi mancanze. Sempre che siano previste come tali dalla legge e dal regolamento disciplinare d'istituto. Il compito del collegio dei docenti sarà invece quello fissare [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4      

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Classi super per il nuovo anno (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 070  pag. 15 del 24/3/2009 | Indietro Classi super per il nuovo anno AZIENDA SCUOLA Di Pagina a cura di Carlo Forte L'indicazione giunta dalla Gelmini ai direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di 15 alunni Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le classi per costituire ogni cattedra. Sono queste le novità più importanti contenute nella bozza di circolare sugli organici predisposta dal ministero dell'istruzione. Il provvedimento riassume tutte le disposizioni che [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 8      

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"premi per i più bravi e controlli sulle spese" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Firenze Davide Cristoferi, 24 anni, Lista Aperta: sconti a chi ha fratelli già iscritti "Premi per i più bravi e controlli sulle spese" "Devono essere potenziati i controlli fiscali su chi beneficia di borse di studio o di alloggi dell´Ardsu" Davide, perché gli studenti dovrebbero andare a votare? Quanto pesano le vostre scelte negli organi centrali dell´università o nei consigli di facoltà? Seduto sui gradini di piazza Brunelleschi Davide Cristoferi, 24 anni, iscritto a Lettere, rappresentante uscente del senato accademico e adesso in lizza per il cda nel gruppo di Lista Aperta, non ha esitazioni: «Queste elezioni contano moltissimo. Spero che gli studenti lo capiscano. Noi abbiamo lavorato sulla riforma dei corsi per applicare la direttiva Mussi e poi siamo stati gli unici favorevoli a cambiare le fasce nelle tasse, a dare premi agli studenti meritevoli e sconti a chi ha fratelli già iscritti all´università. Avere una rappresentanza nel governo dell´ateneo vuol dire informare subito gli studenti di quello che l´università decide». «Molto c´è ancora da fare»: per esempio cosa? «Controllare che i tagli di 8 milioni di euro vengano effettivamente fatti, diminuire ancora di più l´offerta didattica perché avremo docenti che andranno in pensione e che non potranno essere sostituiti. Poi bisognerà insistere per migliorare i servizi, chiedere più controlli fiscali per gli studenti che beneficiano di borse di studio o alloggi dell´Azienda per il diritto allo studio» dice Cristoferi. Slogan di Lista Aperta: «Non difendiamo un´idea ma affermiamo una presenza». I servizi dell´Ardsu sono nel mirino anche delle altre due liste di centro destra: Studenti per le libertà e Azione Universitaria. La prima ha come area politica di riferimento Forza Italia e di recente ha regalato lattine di Coca-cola davanti alla mensa a Novoli per protestare contro la scelta dell´Ardsu di non servire questa bibita. Altro tema, la Fondazione di diritto privato prevista dalla riforma Gelmini: «Noi siamo favorevoli» dice Paolo Gandola, in lizza per il cda. Sulla didattica: «Bisogna ridurre ancora i corsi di studio, ci sono troppi doppioni». E sulla data delle elezioni: «E´ stato sbagliato spostarla per via dello sciopero della Cgil». A destra, altra lista è quella di Azione Universitaria che ha puntato su due argomenti in questa campagna elettorale: «Scrivi tu il programma, è una iniziativa che ha avuto in una settimana 400 proposte da parte degli studenti - dice Giovanni Gandolfo di Au - l´altra è una raccolta firme per mettere un appello anche ad aprile in facoltà che vanno da Scienze politiche a Giurisprudenza, Psicologia, Medicina». Slogan della campagna di Au: «Gli studenti vogliono cambiare sul serio». (l.m.)

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e il rettore calzolari va dalla gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna L´incontro E il rettore Calzolari va dalla Gelmini IL rettore Pier Ugo Calzolari sarà oggi a Roma all´incontro del ministro Gelmini con la Conferenza dei rettori. Si parlerà di nuovo sistema di governance per le università - un riordino atteso da mesi - di meccanismi di concorso per la selezione dei ricercatori e dei docenti. E forse anche di finanziamenti, visto la preoccupazione dei rettori sui pesanti tagli al fondo di finanziamento ordinario che sono dietro l´angolo, già nel 2010. Ieri Calzolari era a Padova per un incontro con Aquis, il gruppo degli atenei virtuosi di cui fa parte l´Alma Mater. «Abbiamo esaminato i progetti di governance e deciso una serie di incontri, in particolare sulla collocazione internazionale del nostro sistema universitario».

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e nelle paritarie senza bonus è profondo rosso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Viaggio negli istituti privati della città alle prese con un calo di iscrizioni e la necessità di aumentare le rette E nelle paritarie senza bonus è profondo rosso L´ad Altomare del Margherita: senza incentivi tutti gli oneri scaricati sulle famiglie Altrove, nell´Italia del Nord, le scuole private parificate cattoliche stanno conoscendo una nuova giovinezza. A dirlo sono i numeri diffusi dall´Agesc, l´associazione che riunisce i genitori delle scuole d´impronta cattolica. Così in regioni come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si registra una grande fuga verso le private con una cifra di 15-mila studenti che lasceranno le scuole statali. Succede perché in quell´area del Paese, Regioni ed enti locali sopperiscono ai tagli del governo erogando contributi che, di fatto, rendono meno pesante il pagamento delle rette. Ma in Puglia, così come nel resto del Mezzogiorno, accade esattamente il contrario. A Bari, per esempio, negli anni recenti hanno chiuso i battenti istituti storici come il Santarosa o lo stesso Di Cagno Abbrescia. E non se la passa bene, ancora nel capoluogo, la scuola dei Fiori, laica ma tradizionalmente vicina all´Opus Dei, che ha prima chiuso le iscrizioni per le medie inferiori e poi anche quelle per le elementari. «Non c´era un adeguato numero di iscritti» riconosce Doriana Lisco, dalla scuola dei Fiori. «L´assenza di incentivi, del resto, non aiuta ma, anzi, scarica sulle spalle dei genitori una serie di oneri» lamenta Giuseppe Altomare, amministratore dell´Istituto Margherita che, a Bari dal 1898, è la più grande scuola privata cattolica rimasta in attività non solo nel capoluogo ma nell´intera regione. Al Margherita, infatti, si va dalla scuola d´infanzia al liceo. «Il contributo comunale e regionale per le materne - spiega Altomare - si è ridotto ad un quarto rispetto alla convenzione scaduta nel 2005. è accaduto per tutte le scuole paritarie. Così molti sono stati costretti ad alzare le rette mentre, quanto a noi, siamo riusciti a limitare i danni compensando le perdite all´interno dell´economia generale dell´istituto». Ma i costi? «Al Margherita, la frequentazione della scuola d´infanzia comporta per le famiglie un contributo mensile di 151 euro». Un costo che si colloca in una fascia medio-bassa ma, continua Altomare, «aiutano a quadrare i conti i fondi che arrivano dallo Stato. (a.d.g.)

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<Insegnanti, tagli inevitabili Ora la scuola vuole qualità> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Insegnanti, tagli inevitabili Ora la scuola vuole qualità» --> Parla Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della Camera «Serve meno rigidità, sarà garantita autonomia fino al 40% del monteore» Martedì 24 Marzo 2009 GENERALI, pagina 5 e-mail print Avere buoni studenti in tutti i tipi di scuola, ridurre gli 850 mila insegnanti per tenersi i migliori e pagarli meglio, rinforzare le materie essenziali per tutti e lasciare poi all'autonomia della scuola, portata al 40% del monteore, il compito di disegnare le curvature a scelta. Benissimo l'accordo Regione Lombardia-governo per il nuovo assetto della formazione professionale. È la ricetta per la scuola di Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura e istruzione della Camera, che ha parlato a Clusone intervenendo al convegno organizzato dall'istituto Tarcisio Pacati sui cambiamenti della secondaria superiore. Onorevole, la riforma delle superiori partirà solo nel 2010-2011. Ma partirà davvero? «Il ministro Gelmini e Berlusconi sono stati prudenti, ma io avrei scelto di andare a regime anche con le superiori fin dal prossimo anno scolastico. La crisi ha ridisegnato gli obiettivi di Lisbona, che dovranno essere raggiunti da tutti per il 2020, abbiamo quindi più tempo per recuperare terreno di fronte all'Europa e all'Ocse su dispersione e qualità della scuola e dobbiamo usarlo tutto». Il governo ha confermato il taglio di 37 mila posti in organico di diritto e cinquemila in quello di fatto per il prossimo anno. Secondo i dati forniti ai sindacati, sono 10 mila nella scuola elementare, nelle medie oltre 15.500, nella scuola secondaria oltre 11.350. «Abbiamo 850 mila insegnanti. L'Ocse ci dice da anni che tratteniamo troppo tempo i ragazzi a scuola, che poi sanno meno degli altri. Ancora l'Ocse ci dice che dobbiamo pagare di più gli insegnanti. Ma le due cose sono insieme: la scuola rigida, uniforme, ma con 900 indirizzi per sistemare tutte le cattedre, non regge più. Noi italiani abbiamo sempre finanziato la scuola pubblica, ma forse non abbiamo speso bene. Dobbiamo recuperare la qualità sulla quantità: per i ragazzi perché siano competitivi e per i docenti perché abbiano una carriera». Cioè meno ore di scuola e meno materie? «Un percorso garantito dalla Repubblica e una flessibilità territoriale legata alla sussidiarietà orizzontale, secondo la vocazione dei territori, utilizzando fino al 40% del monteore in regime di autonomia. Un'istruzione più efficace: alcune materie irrinunciabili, con standard da raggiungere per tutti e altre a scelta. Non sarà meno istruzione, perché senza scuola non favoriremo un altro miracolo economico. O magari sì, ma cinese o indiano, non italiano». Intanto sono 42 mila posti in meno. «Abbiamo il terzo debito pubblico del mondo, che supera il 100% del Pil. La spesa va riqualificata. Poi, spero, riusciremo a riprenderci il 30, forse il 50% dei tagli da investire in qualità». Che ne dice del cinque che blocca l'accesso agli esami di stato? «Sul cinque, sentito il ministero, si può dire che il regolamento prenderà forma e sostanza dall'anno prossimo. L'ordinanza del ministero prevederà quest'anno una certa flessibilità. Ma importante è il segnale, la direzione, far capire agli studenti che chi arriva alla vigilia dell'esame di stato deve avere la sufficienza in tutte le materie, visto che la somma dei crediti e dei punti all'orale di fatto azzerano il rischio costituito dalle prove scritte». Lei è anche relatrice della proposta di legge sulla governance della scuola, che comprende la valorizzazione dell'autonomia e il ruolo della famiglia, ma anche l'introduzione delle fondazioni. «Arriveremo a una legge condivisa e dovremmo poi trovare il governo pronto alla corsia preferenziale per la discussione in aula e l'approvazione. La scuola non "diventerà" fondazione, ma potrà "avere" una fondazione che la sostiene. Le fondazioni sono una materia da definire, un indirizzo forte che la maggioranza dà al governo perché le scuole possano avere una fondazione che le aiuti nell'innovazione didattica, con il coinvolgimento di soggetti e finanziamenti privati. Il governo darà le regole, noi pensiamo a reti di scuole superiori, con la parte didattica sempre in capo alla scuola. Qua e là ci sono già fondazioni che funzionano accanto a determinate scuole, peraltro senza incentivi fiscali. Queste sperimentazioni vanno messe a sistema, magari prevedendo anche un sistema perequativo accanto alla sussidiarietà orizzontale». Domani (oggi per chi legge, ndr) deciderete la governance dell'università. Intanto le iscrizioni sono calate. «L'emergenza educativa danneggia la competitività del Paese, è duro dirlo ma bisogna tornare alla selezione, una selezione però che non favorisca i ricchi contro i poveri, ma che faccia dell'istruzione la leva della mobilità sociale verso l'alto che in Italia è a zero. Le iscrizioni all'università scendono perché le famiglie non investono soldi in alta formazione se poi non ci sono prospettive accettabili per i figli». La linea per il rilancio? «Alternanza scuola-lavoro, rilancio dell'istruzione tecnica e delle facoltà scientifiche e tecnologiche, previsione (nei fatti) del superamento del valore legale del titolo. Un nuovo diritto allo studio fatto di collegi universitari, prestiti d'onore, borse di studio». Susanna Pesenti 24/03/2009 nascosto-->

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Il Sud nel mirino della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag: 13 autore: di Alessandra Ricciardi Alla firma del ministro il decreto organici: cancellate quasi 37 mila cattedre in un anno Il Sud nel mirino della Gelmini A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale È il provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il decreto sugli organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e che è ora è alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante organiche di circa 37 mila cattedre, tra riforma della scuola, riorganizzazione della rete scolastica e innalzamento del numero di alunni per classi. I restanti 5 mila posti, necessari a raggiungere gli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalla manovra finanziaria estiva, saranno defalcati in un secondo momento e in organico di fatto. La riduzione di organico è così articolata: 9900 alle elementari, 15.500 alle medie e 11 mila alle superiori. A pagare di più, in termini di assegnazioni di personale, saranno le scuole delle regioni del Sud. Basti l'esempio della piccola Basilicata, dove su un organico di poco più di 7 mila insegnanti ne spariranno 600, il 9%. A differenza di quanto avvenuto in passato, la Gelmini è decisa a non fare sconti. Da oltre un decennio, il Sud e le Isole perdono alunni iscritti eppure, in proporzione, hanno perso meno cattedre di quanto sarebbe stato logico. In senso opposto a quanto avvenuto al Nord, dove a fronte di un numero crescente di iscritti e di richieste di maggiore tempo scuola il contingente dei docenti non solo non è cresciuto, ma si è via via ridotto. Un controsenso spiegato dalla necessità di dare maggiori tutele, anche occupazionali, al Meridione che vive in un contesto sociale ed economico indubbiamente più difficile. Ma ora non c'è più deroga che tenga e la Gelmini-costretta a fare uso abbondante delle forbici- vuole rimettere i piatti della bilancia in pareggio. Nel decreto di prossimo arrivo, infatti, nell'attribuire per esempio la dotazione organica delle elementari per l'anno scolastico 2009/2010- su cui sarà possibile fare le assunzioni a tempo indeterminato e le nomine dei supplenti-il ministero ha tenuto conto in maniera piuttosto ferrea del numero di studenti iscritti e delle richieste di tempo scuola avanzate dalle famiglie. Le regioni con molto tempo pieno sono collocate in larga misura al Nord (regioni come l'Emilia Romagna o il Piemonte) e non subiranno forti riduzioni di organico. Le zone dove più consistente, per tradizione, è invece l'orario normale sono al Sud e questa volta, con l'introduzione del maestro unico al posto del modulo di tre insegnanti su due classi, perderanno più docenti. Ed è vero che il Meridione invece ha più tempo prolungato alle medie, ma dal prossimo anno sarà possibile concederlo solo in presenza di mensa e locali adeguati. Il che servirà, ancora una volta, a tagliare di più nel Mezzogiorno. Tenendo conto di tutti i gradi di scuola, questo il bollettino di guerra degli organici: le perdite maggiori le avranno la Campania (-5645) e la Sicilia (-5020). La Calabria dovrà rinunciare a circa 2500 cattedre, il Lazio a quasi 2800 posti. L'Emilia Romagna ha contenuto il taglio a 1359 posti, peggio è andato al Piemonte con 2175 cattedre in meno. La Basilicata ne perde 600, la Sardegna 1670. La Puglia 3600. Per la Lombardia la decurtazione sarà di 4 mila cattedre.

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Intanto le scuole rischiano il pignoramento dei beni (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag: 13 autore: Antimo Di Geronimo Note dal territorio Intanto le scuole rischiano il pignoramento dei beni A corto di fondi per pagare supplenze e visite fiscali. Il direttore dell'Emilia Romagna spiega... Il ministero dell'istruzione non ha ancora trovato le risorse per coprire i debiti accumulati dalle istituzioni scolastiche dal 2007, causa supplenze. E non ha nemmeno i soldi per le visite fiscali. Nel frattempo le scuole devono arrangiarsi con quel poco che hanno, anche se è cocnreto il rischio di pignoramenti. E' quanto si evince da una nota emanata dall'ufficio scolastico regionale per l'Emilia Romagna, che reca il resoconto di una conferenza di servizio che si è tenuta il 12 marzo scorso (3280 del 13.03.2009). Durante l'incontro il direttore generale dell'ufficio scolastico, Maria Teresa Testa, ha riferito ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e amministrativi delle scuole della regione, che il ministero dell'istruzione ha chiesto un incontro interistituzionale al di castero della funzione pubblica, per cercare di trovare almeno i soldi per pagare le visite fiscali. Tanto più che la questione è stata fatta oggetto di un contenzioso giurisidizionale, che ha già prodotto una sentenza del Consiglio di stato (n. 5690/08 del 14.11.2008, si veda anche ItaliaOggi del 24.2.2009) con la quale è stata resa definitiva una sentenza del Tar Toscana, che sancisce l'obbligo per le amministrazioni di pagare le visite fiscali alle Asl (i provvedimenti sono reperibili sul sito: http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&IDSezione=1775&ID=311617). E per questo motivo, l'ufficio scolastico ha già posto un quesito all'amministrazione centrale per ottenere direttive su come debba comportarsi. Chiedendo anche 12mila euro solo per coprire le spese per le visite fiscali degli impiegati degli uffici scolastici della regione. Resta il fatto, però, che l'avvocatura generale dello stato, dopo la sentenza del Consiglio di stato, ha spiegato all'amministrazione che le visite devono essere pagate dalle scuole. E non c'è più niente da fare. In buona sostanza, dunque, l'articolo 71 del decreto legge 112/2008 è tuttora privo di copertura finanziaria. E se il governo non provvederà a breve a trovare i soldi, il rischio è che le scuole non abbiano più fondi per l'ordinaria amministrazione. Nel corso dell'incontro il direttore generale ha anche ricordato alle scuole che dal 2008 il pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) è assolto direttamente dal ministero. Resta da risolvere, però, la situazione debitoria delle scuole fino al 2007. Pertanto «a fronte di atti di pignoramento» si legge nella nota «occorre che il ministero venga subito informato affinché fermi la procedura». Nulla di fatto, almeno per il momento, anche per i soldi anticipati dalle scuole per pagare le supplenze dal 2007 in poi. A questo proposito la direzione regionale ha spiegato ai dirigenti e ai direttori che «trattandosi di spese autorizzate per legge entro un determinato ammontare e non obbligatorie, occorre che una legge ne disponga la copertura finanziaria». Insomma, i soldi non ci sono. E fino a quando non verrà approvata una legge che disponga il versamento di questi fondi, le scuole dovranno tirare la cinghia. Tanto più che il ministero guidato da Mariastella Gelmini ha già rappresentato alle scuole «l'esigenza di contenere il conferimento delle supplenze brevi». I soldi però sono stati chiesti al ministero dell'economia. Ma la faccenda è in alto mare perchè il Tesoro non ha ancora accertato i debiti pregressi.Per quanto riguarda, invece, il fondo d'istituto, a breve il dicastero di viale Trastevere comunicherà alle scuole i parametri individuali per la quantificazione delle spettanze derivanti dal nuovo contratto economico del 23 gennaio 2009.

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In un colpo vanno via in 50 mila (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag: 14 autore: di Franco Bastianini pensioni In un colpo vanno via in 50 mila Le scuole di ogni ordine e grado si stanno gradualmente svuotando di personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario in servizio con contratto a tempo indeterminato, con esperienza decennale (non meno di 35 anni di servizio) e con una età anagrafica compresa tra i 59 e i 65 anni. È quanto si desume dall'analisi dei dati, ancorché provvisori, sul numero dei docenti di ogni ordine e grado di scuola e del personale Ata che cesseranno dal servizio dal 1° settembre 2009. I dati comunicati dal ministero della pubblica istruzione indicano in oltre 32.000 i docenti e circa 8 mila gli Ata che hanno chiesto di andare in pensione. Se a questi numeri si aggiungono quelli relativi al personale che cesserà dal servizio per raggiunti limiti di età, per compiuto 40ennio di contribuzione utile a pensione, o per altre cause, il totale potrebbe aggirarsi intorno alle 50 mila unità di cui 40 mila docenti e 10 mila Ata, con un incremento, rispetto a quelli cessati dal servizio dal 1° settembre 2008, di oltre il 90%. Sono numeri che non sorprendono più di tanto, viste le notizie che sono circolate e che continuano a circolare su imminenti modifiche in pejus, delle norme vigenti in materia previdenziale, a partire dalla pensione di vecchiaia delle donne.L'elevato numero delle cessazioni dal servizio avrà, invece - stando a quanto dichiarato recentemente dal ministro Gelmini ? effetti moderatamente positivi per le migliaia di personale precario che aspira all'incarico a tempo indeterminato o a quello di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche. I 40 mila docenti che cesseranno dal servizio annullerebbero, secondo il ministro, i tagli dei posti in organico di diritto e consentirebbe sia il preventivato numero di immissioni in ruolo, tra 13 e 15 mila prof, di cui circa 7.000 insegnanti di sostegno, e 10 mila Ata.

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Docenti, si vota. Ma tutti insieme (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag: 14 autore: di Antimo Di Geronimo Da giugno scrutini solo numerici. Il regolamento della Gelmini modifica anche le competenze Docenti, si vota. Ma tutti insieme Su profitto e condotta la valutazione non è più individuale Il 5 in condotta potrà essere inflitto agli alunni delle secondarie dal consiglio di classe solo in caso di gravi mancanze. Sempre che siano previste come tali dalla legge e dal regolamento disciplinare d'istituto. Il compito del collegio dei docenti sarà invece quello fissare modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento. E' quanto si evince dalla schema di regolamento elaborato dal ministero dell'istruzione, il cui iter di approvazione è ormai alle battute finali. Il procedimento di attribuzione del voto sul comportamento, dunque, sarà collegiale. Così come pure la valutazione del profitto nelle discipline di studio. Lo schema di regolamento, infatti, non fa menzione della possibilità, per i singoli docenti, di produrre alcuna valutazione in quanto singoli individui, ma solo ed esclusivamente in quanto componenti del consiglio di classe. E cioè dell'organo della amministrazione scolastica che comprende tutti i docenti che insegnano nella classe. Ogni docente, dunque, proporrà al consiglio di classe di deliberare un voto in riferimento ad ognuna delle discipline di insegnamento. E ogni proposta dovrà essere motivata e documentata. Sarà poi il consiglio di classe che deciderà il voto da assegnare e potrà farlo anche a maggioranza. Ciò non vuol dire che la valutazione sarà esposta all'arbitrio delle maggioranze che si formeranno di volta in volta. Più semplicemente: il voto di scrutinio dovrà scaturire da un procedimento collegiale, informato al principio di legalità. Principio che impone a tutte le amministrazione di motivare adeguatamente ogni provvedimento. Agendo con prudenza, correttezza, ragionevolezza e soprattutto nel pieno rispetto della legge. Ciò vale soprattutto per la valutazione del voto di comportamento. Che dovrà tenere conto di tutto il periodo di tempo in cui si è svolto il processo educativo oggetto di valutazione. E in più, prima di dare un 5 in condotta, il consiglio di classe dovrà anzi tutto verificare se l'alunno sia stato fatto oggetto di provvedimenti disciplinari. E in ogni caso bisognerà che le mancanze siano risultate gravi, secondo criteri oggettivamente fondati, che facciano riferimento alla casistica espressamente prevista dalla legge. Per esempio, in caso di reati oppure di comportamenti di gravità tale da indurre allarme sociale. Oppure quando l'alunno abbia assunto comportamenti gravemente lesivi dell'onore del dirigente scolastico, dei docenti e dei compagni. Oppure ancora se abbia arrecato danni al patrimonio della scuola (si vedano i commi 1, 2 3 e 5 dell'articolo 3 del decreto del presidente della repubblica 249/1998). Resta il fatto, però, che anche in presenza di questi presupposti di fatto, prima di assegnare il 5 in condotta, il consiglio di classe dovrà verificare attentamente che le mancanze siana state accertate e documentate. E in ogni caso la delibera del consiglio dovrà essere adeguatamente motivata.

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Classi super per il nuovo anno (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/03/2009 - pag: 15 autore: Pagina a cura di Carlo Forte L'indicazione giunta dalla Gelmini ai direttori regionali per tagliare il personale nel 2009/10 Classi super per il nuovo anno Saranno più affollate: nella primaria il minimo è di 15 alunni Aumenta il numero degli alunni per classe. E aumentano anche le classi per costituire ogni cattedra. Sono queste le novità più importanti contenute nella bozza di circolare sugli organici predisposta dal ministero dell'istruzione. Il provvedimento riassume tutte le disposizioni che andranno a regime dal prossimo anno scolastico e reca anche la bozza di decreto sui nuovi orari della scuola media e le nuove classi di concorso. Le nuove misure determineranno un taglio di 42.100 posti di lavoro già dal prossimo anno, ma sarà suddiviso in una prima tranche di 37mila cattedre, che saranno cancellate già in organico di diritto, e da una successiva riduzione di 5.100 cattedre in organico di fatto. E' prevista anche una stretta sul sostegno, dove non sarà possibile autorizzare posti in deroga. In ogni caso il numero complessivo non potrà superare il 25% del numero delle classi previste nell'organico di diritto del 2006/2007. Ed entro il 2010/2011 dovrà attestarsi nell'ordine di 63.347 posti.Aumentano gli alunni... L'amministrazione centrale ha spiegato ai direttori regionali che per costituire le classi bisognerà fare riferimento al regolamento di attuazione dell'articolo 64 del decreto legge 112/2008 (convertito con la legge 133/2008). Il dispositivo prevede un aumento generalizzato degli alunni per classe, agendo sia sui minimi che sui massimi. Nella scuola dell'infanzia per costituire una classe ci vorranno almeno 18 alunni e si potrà arrivare fino a 29. Nella scuola elementare il minimo sarà di 15 e il massimo di 27. Mentre nella scuola media, il minimo per costituire una classe sarà di 18 alunni e il massimo di 30. Infine nelle scuole superiori il limite minimo sarà di 27 alunni e il massimo di 30. In ogni caso, tutti i parametri potranno essere ulteriormente aumentati del 10%. Il ministero, però, ha spiegato ai direttori che le scuole dove non vengono rispettati gli standard di sicurezza potranno applicare i parametri del decreto 331/1998....E le classi per cattedraNella scuola primaria salteranno le compresenze. E dunque, le maestre saranno costrette a lavorare unicamente con ore frontali, salvo eventuali eccezioni che potranno essere disposte dalle singole scuole. Organico permettendo. Nelle scuole medie, invece, si assisterà a un incremento generalizzato dell'onerosità dell'insegnamento, dovuto all'aumento delle classi necessarie a costituire le cattedre. il caso di Lettere...Nel tempo normale, l'insegnamento di italiano, storia e geografia (comprensive di cittadinanza e costituzione) sarà impartito per complessive 9 ore per classe. E dunque si avrà una cattedra e mezza per ogni corso (I, II e III media). Attualmente, invece, ogni 3 classi ci sono 2 insegnanti. Sul tempo normale, dunque, si perderà 1/4 dell'organico. Sempre per lettere, nel tempo prolungato saranno attivate 2 cattedre e mezza per ogni corso. Attualmente, invece, c'è una cattedra per ogni classe, per complessive 15 ore di insegnamento e 3 ore a disposizione della scuola. Si perderà 1/6 dell'organico: dove ci sono 3 cattedre, dal 1° settembre ce ne saranno 2 e mezza....e di Matematica e scienzeL'insegnamento di matematica e scienze, nel tempo normale, continuerà ad essere impartito per 6 ore in ogni classe. La cattedra sarà composta da 3 classi. Il modello previsto ricalca quello già in vigore. E' prevista invece una leggera modifica nel tempo prolungato. Ad oggi la cattedra è composta di due classi ( 16 ore + 2 a disposizione) nelle quali l'insegnamento di queste discipline viene impartito 8 ore per classe. Il nuovo modello prevede 9 ore per classe, senza ore a disposizione.Inglese e II linguaL'inglese sarà insegnato per 3 ore e per fare una cattedra ci vorranno 6 classi. Nove classi, invece, saranno necessarie per costituire le cattedre della seconda lingua. Lo stesso modello è previsto nel tempo prolungato. Resta ferma la possibilità dell'inglese potenziato, a patto che non crei esuberi dei docenti di francese o dell'altra lingua comunitaria.Nuova TecnologiaTecnologia perderà un'ora la settimana, sia nel tempo normale che nel tempo prolungato. E dunque, per costituire una cattedre saranno necessarie 9 classi in luogo delle 6 classi di cui si compone attualmente la cattedra di questa disciplina. Si perderà 1/3 dell'organico sia sul tempo normale che sul tempo prolungato.Arte, musica e sportRimarranno a 2 ore per classe nel tempo normale. E ciò ricalca il modello già in vigore. Sul tempo prolungato, invece, sarà eliminata la terza ora che viene insegnata in 2 classi del corso. E gli insegnamenti saranno ricondotti a 2 ore per classe come nel tempo normale. Per formare una cattedra nel tempo prolungato, dunque saranno necessarie 9 classi. Attualmente ne bastano 6.

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Scuola col fiato sospeso. C'è ancora da attendere per capire in che misura i tagli imposti... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi Scuola col fiato sospeso. C'è ancora da attendere per capire in che misura i tagli imposti dal ministero della Pubblica istruzione si ripercuoteranno prima sul territorio regionale e poi, a cascata, sulla provincia di Rieti. La trattativa ieri era ferma negli uffici di viale Trastevere, in sede di conferenza Stato-Regioni, anche se non è escluso che alla fine si stringano i tempi e già oggi arrivino i primi dati ufficiali. Quel che andrà ad incidere sul risultato finale è l'esito dell'oscillazione dei tagli previsti nel Lazio per quanto riguarda l'organico dei docenti - tra 3.500 e 3.100 - mentre sembra assodata la riduzione di 1.500 unità di personale Ata. A quel punto, si calcolerà la quota da ripartire in ogni provincia e, tenendo conto che su Rieti dovrebbe incidere circa un tre per cento, ecco che si arriva a 450 posti in meno nell'arco di tre anni. Un salasso per il territorio reatino che già è costretto a far i conti con la chiusura delle fabbriche e un esercito di cassaintegrati che faticano ad arrivare alla fine del mese. I giorni che verranno saranno utili anche per capire quanta forza ha avuto la protesta che si è levata da ogni angolo della provincia. Si sono mobilitati un po' tutti i sindaci dei 39 comuni che rischiano di perdere nel complesso 83 plessi scolastici con delibere e prese di posizione ufficiali nei confronti del regolamento Gelmini. A capire la gravità della situazione anche molti genitori. Oltre alla costituzione del comitato di Roccasinibalda, va registrata la preferenza accordata da gran parte delle famiglie a tempo pieno e tempo prolungato. Una "mossa" che i sindacati avevano chiesto per mettere all'angolo il ministro e capire se, dietro alle dichiarazioni, c'erano fatti e azioni concrete. Ad oggi, non è dato saperlo. Infine, nella mobilitazione pressoché generale del territorio, pesa il silenzio di chi è chiamato a rappresentare questo territorio sui banchi parlamentari. Eppure la scuola è bene di tutti. I.S.

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"Salve, Federico, la mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che v... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto che parla ai giovani. Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto che mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca." Gentile Rebecca, tutto nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Occorre insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni azione o omissione corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E soprattutto da affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?

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È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pieri... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pierino Gelmini, interrogato dai difensori del sacerdote nel corso dell'incidente probatorio davanti al gup di Terni

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È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pier... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi È durato oltre tre ore il controesame di Michele Iacobbe, il principale accusatore di don Pierino Gelmini, interrogato dai difensori del sacerdote nel corso dell'incidente probatorio davanti al gup di Terni disposto in relazione all'udienza preliminare nella quale il religioso è accusato di violenza sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti della Comunità Incontro. Iacobbe ha risposto alle domande degli avvocati Filippo Dinacci, Lanfranco Frezza e Manlio Morcella ribadendo le accuse a don Gelmini. Quest'ultimo ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato. Una deposizione «piena di contraddizioni, che è implosa» ha detto Morcella riferendosi a Iacobbe. Stando al racconto dell'ex ospite della Comunità, il sacerdote lo avrebbe molestato nel corso della sua permanenza a Molino Silla, tra il 1999 e il 2000, promettendogli di non farlo tornare in carcere. Iacobbe ha poi sostenuto di essere stato oggetto di minacce dopo la sua denuncia, in particolare da Giampaolo Nicolasi, uno dei collaboratori del fondatore della Comunità Incontro, accusato di favoreggiamento (anche lui ha però sempre respinto ogni addebito). Inoltre, don Gelmini - ha riferito Iacobbe - gli avrebbe promesso dei soldi in cambio della sua ritrattazione. In aula questa mattina è stato ascoltato anche Pasquale Di Leonardo, ospite della Comunità nel 1999. Ha raccontato che don Gelmini avrebbe cercato un approccio sessuale per tre volte, desistendo però viste le sue resistenze.

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"Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui giornali. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio. Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi, quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca". Gentile Rebecca, tutto nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Occorre insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni azione o omissione corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E soprattutto da affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?

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"Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui giornali. E anche da mio figlio che ha letto qualcosa di suo, non so bene però quale libro. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio. Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca". Gentile Rebecca, tutto nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Credo che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?

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Più studenti in provincia che in città (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Più studenti in provincia che in città --> Martedì 24 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 24 e-mail print CLUSONESi è parlato dei cambiamenti del mondo della scuola, ieri, durante il convegno «La scuola cambia - La secondaria superiore nel processo di riforma», organizzato dall'istituto statale «Tarcisio Pacati» con il patrocinio del Comune di Clusone. Diversi gli interventi dei relatori che si sono trovati davanti un pubblico numeroso, soprattutto di insegnanti e persone legate al mondo dell'istruzione. Il decentramento dell'offerta nelle diverse zone della nostra provincia è risultato l'arma vincente della scuola bergamasca, per contrastare l'abbandono scolastico e incrementare una concertazione scuola-territorio. Da subito Antonio Savoldelli, dirigente scolastico dell'istituto «Pacati», ha precisato che il convegno è stato organizzato proprio a dieci anni dall'autonomia scolastica per riconoscere l'importanza che questo sistema ha tutt'oggi e per sottolineare la rilevanza che hanno dunque gli enti locali e il territorio. Lo stesso Luigi Roffia, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, ha sottolineato l'importanza dell'autonomia data agli enti territoriali che possono così indirizzare e valorizzare i percorsi scolastici in base alle esigenze locali. Roffia ha poi riportato dei dati statistici in riferimento alla situazione della scuola bergamasca del settembre 2008, che confortano e invitano a continuare su questa strada. «Gli studenti bergamaschi della scuola secondaria superiore - ha spiegato Roffia - sono ben 40.000 ben distribuiti tra istituti tecnici (14.000), istituti professionali (9.000) e licei (più di 16.000). Ma la cosa più interessante è che nel 2008 gli studenti delle scuole della provincia hanno superato quelli della città, a testimonianza del fatto che le scuole distribuite sul territorio funzionano bene, ma soprattutto che, con l'attenzione per il grande fenomeno della dispersione scolastica, si riescono a tenere a scuola più ragazzi degli anni precedenti». Un grande successo dunque per la scuola di Bergamo, che funziona e molto bene. Ha riflettuto poi sull'autonomia anche Remo Morzenti Pellegrini, docente di Diritto pubblico all'Università degli Studi di Bergamo, sottolineando la necessità di avere più dialogo tra le istituzioni scolastiche e il territorio per garantire la riuscita del sistema delle autonomie fino in fondo. Ha poi portato la sua relazione l'onorevole Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura e Istruzione della Camera, che ha parlato sia della riforma scolastica Gelmini, sia della situazione scolastica attuale. L'onorevole ha infatti da subito precisato la necessità di cambiamento in questo 2009, dicendo che «la scuola di questo nuovo secolo ha bisogno di eliminare definitivamente degli schemi mentali che hanno 40 anni, derivati dal Sessantotto, e di adeguarsi al mercato, alla società e ai ragazzi stessi, privilegiando la meritocrazia e la qualità». Aprea è poi entrata nel merito delle scuole professionali che, con la riforma, vedranno una diversificazione dei corsi che saranno triennali, quadriennali e quinquennali e con un'offerta qualitativa più forte. Diverse poi le domande del pubblico, preoccupato soprattutto per i tagli sull'occupazione. Hanno concluso il pomeriggio Claudio Cecchinelli, del settore Istruzione e Formazione della Provincia, che ha fatto riferimento all'offerta formativa bergamasca e Anna Maria Persico, presidente dell'Asaberg (Associazione scuole autonome bergamasche), che ha parlato delle scuole autonome. Gessica Costanzo 24/03/2009 nascosto-->

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"Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 24-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Pesaro)) (Messaggero, Il (Civitavecchia)) (Messaggero, Il (Latina))

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Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "Salve, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui giornali. E anche da mio figlio che ha letto qualcosa di suo, non so bene però quale libro. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio. Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca." Gentile Rebecca, tutto nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Occorre insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni azione o omissione corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E soprattutto da affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?

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Medicina, non punire i migliori (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-24 - pag: 12 autore: Medicina, non punire i migliori di Andrea Ichino * e Ignazio Marino ** N el prossimo mese di settembre i giovani italiani che vorranno iscriversi alla facoltà di Medicina e chirurgia dovranno sostenere il test d'ammissione in uno degli atenei del Paese che offrono questa possibilità. Tutti risponderanno alle stesse domande nello stesso giorno, seppure in sedi diverse, ma non verrà predisposta un'unica classifica nazionale dei candidati in base alle loro risposte. Le classifiche saranno separate per ateneo e il numero di risposte esatte necessarie per l'ammissione sarà determinato dal rapporto tra candidati e posti disponibili in ciascuna sede. In questo modo accadrà che studenti esclusi per poco dalla facoltà in cui hanno sostenuto l'esame, rispondano con un numero di risposte esatte che sarebbe sufficiente per entrare in un'altra sede. Ma a quel punto nessun'altra facoltà potrà ammetterli e dovranno attendere un anno per riprovare, mentre studenti anche meno preparati di loro potranno iniziare subito. In altre parole, questo sistema determina quasi certamente l'esclusione di studenti che invece meriterebbero di entrare. Di per sé, un meccanismo esclusivamente basato su domande a risposta multipla è economico e funzionale, ma non è il migliore per selezionare studenti in nessuna disciplina ed è ancora più problematico in un contesto, quello medico, dove oltre alla conoscenza conta anche la solidarietà, la disponibilità e una personalità incline al rapporto con gli altri. è per questo che in altre nazioni il colloquio con i candidati è considerato imprescindibile nel processo di selezione. E può servire anche agli studenti stessi per scegliere meglio dove iscriversi. In Italia, si è escluso il colloquio perché si teme di più la sua discrezionalità che la sua efficacia. Insomma, non ci si fida. Ma indipendentemente dall'opportunità e dalla possibilità di aggiungere un colloquio, il test continuerà a essere una componente essenziale del processo di selezione. Cerchiamo allora di renderlo più utile e informativo con pochi cambiamenti facilmente realizzabili e senza costi significativi. Se la classifica dei candidati fosse unica a livello nazionale, indipendentemente dalla sede in cui il test è stato sostenuto, diventerebbe possibile definire un'unica lista degli studenti idonei per l'ammissione,costituita da tutti i migliori, a partire dal primo classificato fino a completare i posti disponibili nel complesso degli atenei. A quel punto, gli studenti potrebbero scegliere la facoltà preferita con un diritto di priorità determinato dalla posizione in classifica: al migliore la prima scelta e così via fino all'ultimo ammesso. In questo modo, a parità di altre caratteristiche, le facoltà migliori attirerebbero gli studenti migliori, compatibilmente con i posti disponibili, e tutti i candidati che meritano l'ammissione avrebbero un posto. I vantaggi sono evidenti per gli studenti, che verrebbero scelti con uniformità ed equità maggiori, e per gli atenei, che potrebbero mettere in evidenza le proprie qualità attraendo anno dopo anno gli studenti più capaci. In realtà si fa fatica a capire perché un sistema come questo, che tra l'altro è la norma in molti altri Paesi, non sia già stato da tempo adottato in Italia. Il nostro dubbio è che qualcuno abbia paura di mettere in luce le differenze di qualità tra i diversi atenei, differenze che il meccanismo da noi proposto inevitabilmente evidenzierebbe. Ma perché questa paura? Pensiamo veramente che il valore legale della laurea in Medicina possa garantire un'istruzione medica identica per tutti e quindi produrre medici tutti ugualmente bravi quasi fossero robot programmabili? Lo Stato deve giustamente garantire un livello minimo di qualità degli atenei e degli studenti che ad essi accedono per iniziare una carriera così importante per i cittadini. Ma, al di sopra della soglia minima, non si capisce perché debba costituire un problema l'inevitabile esistenza di differenze di qualità tra le università che preparano i futuri medici. Anche perché proprio l'emergere di queste differenze stimolerebbe le diverse facoltà a competere per migliorarsi. Già adesso, in realtà, circolano informazioni su quali siano le facoltà di Medicina e chirurgia migliori, ma ogni candidato si trova di fronte a un'assurda lotteria: puntare a una facoltà prestigiosa, che tipicamente offre meno posti ed è più richiesta ma nella quale il rischio di non essere ammesso è maggiore, oppure tentare il test dove le chance sono più favorevoli ma la qualità degli studi sarà probabilmente inferiore? Non riusciamo a trovare motivi validi per mantenere in vita questo sistema. Ministro Gelmini, la piccola riforma che proponiamo è semplice, utile e non ci sembra abbia controindicazioni. Perché non metterla rapidamente in atto? * Università di Bologna, andrea.ichino@unibo.it ** Jefferson medical college, Philadelphia; presidente Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Ssn ignazio.marino@senato.it UNA RIFORMA DI QUALITà Avviare una competizione tra le facoltà per favorire la circolazione dei talenti e valorizzare le istituzioni dove l'efficienza è maggiore

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Meno abbandono scolastico con iniziative alle scuole medie (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 24-03-2009 PATTO PER LA SCUOLA L'ASSESSORE LAVAGETTO IN COMMISSIONE Meno abbandono scolastico con iniziative alle scuole medie Amadei (Pd): «Minori affidati ai servizi: il numero è raddoppiato» Luca Molinari II Scuola e problemi sociali. Partendo dai contenuti ed obbiettivi del «Patto per la scuola» (l'accordo tra istituzioni per affrontare vari temi del mondo scolastico), Giampaolo Lavagetto, assessore comunale alle Politiche per l'infanzia e per la scuola, ha illustrato ieri, in commissio- ne Servizi sociali, gli interventi del Comune in questo campo. Danilo Amadei, Pd, ha elencato una serie di dati legati a minori e famiglia, per poi porre l'accento su alcuni elementi di criticità legati soprattutto alla riforma Gelmini. «In questi anni - ha affermato lo stesso Amadei - è raddoppiato il numero delle famiglie in carico ai Servizi sociali e aumentato di due volte e mezzo quello dei minori. E' importante capire in che modo si stanno affrontando questi problemi nel mondo scolastico». Dopo una prima illustrazione del lavoro svolto sulle scuole dal Comune, sono stati elencati dai consiglieri della minoranza altri elementi critici come l'eliminazione delle compresenze nelle scuole primarie e l'abbandono scolastico nel passaggio dalle medie alle superiori. «Il 92% delle persone seguite dal Sert - ha rimarcato Amadei - ha abbandonato gli studi prima dei 16 anni. E anche se non si tratta di una conseguenza diretta, è innegabile che lasciare la scuola rappresenti un fattore di rischio importante». Sulla riforma Gel-d- 'Arco mini, Lavagetto ha affermato che «ogni modifica nazionale va vista con la dovuta cautela. La riforma tenta di dare un'offerta in base all'effettiva domanda. Personalmente sono obbiettivamente preoccupato, ma credo in chi ha detto che non ci lascerà soli». Come intervenire? «Mettere soltanto soldi è utopistico - ha aggiunto - bisogna invece coinvolgere altri attori e cercare di capire quali sono i veri bisogni della scuola. E con il patto partiamo da una posizione di vantaggio». Sull'abbandono scolastico invece il Comune sta già lavorando con laboratori di orientamento con tutte le 2° medie e altre attività specifiche. Fumata nera infine per il cambio del presidente della commissione, a causa della mancanza di alcuni consiglieri Giuseppe Pantano non ha preso il posto di Gianfranco Zannoni, ora capogruppo di maggioranza.

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"SALVE, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 24-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ostia)) (Messaggero, Il (Metropolitana))

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 Chiudi "SALVE, Federico, la leggo sempre qui sul Messaggero e vedo che dà risposte di vario tipo e non solo sull'amore come erroneamente pensavo sentendo parlare di lei in tv e sui giornali. E anche da mio figlio che ha letto qualcosa di suo, non so bene però quale libro. Ad ogni modo non è per questo che le scrivo. La mia lettera nasce da una grande rabbia e un senso di impotenza che voglio condividere con un adulto che parla ai giovani. Vorrei confrontarmi con lei e chiederle un consiglio. Saprà anche lei che proprio in questi giorni si parla tanto del voto in condotta che torna a fare media, del cinque che porta alla bocciatura. Mio figlio fa la seconda superiore in un istituto tecnico. E non sono soddisfatta di come l'istituto porta avanti il suo lavoro. Spesso mancano gli insegnanti, saltano le ore e mio figlio lamenta anche che in classe, durante le lezioni, certi professori non spiegano nemmeno bene gli argomenti e sembrano pure scocciati di stare lì. Quindi quando alle pagelle di febbraio ho visto mio figlio aveva ben tre 5 e due 4 nonché un basso voto in condotta, sono andata di nuovo a parlare con gli insegnanti. Conosco mio figlio, non è uno studente modello ma nemmeno un asino. So che studia. Quindi mi sono sentita di protestare. Che ne pensa? Rebecca." Gentile Rebecca, tutto nella società, nel modo in cui viviamo, lavoriamo, ci relazioniamo può essere migliorabile. E questo si ottiene grazie all'impegno e al contributo di tutti. A partire da noi stessi. Quando siamo certi d'aver fatto davvero del nostro meglio, quando abbiamo la coscienza pulita grazie al nostro impegno, quando abbiamo rispetto per gli altri e per il loro lavoro, il loro ruolo allora e solo allora possiamo criticare. E anche in quel caso va fatto in modo costruttivo, non sterilmente polemico. Occorre inculcare ai nostri figli il senso critico, sì, che non significa però nascondere le nostre mancanze accusando gli altri. Occorre insegnare, col nostro esempio diretto, che ad ogni azione o omissione corrisponde sempre una conseguenza da tener presente. E soprattutto da affrontare con onestà. Credo che uno studente debba badare a fare davvero il suo dovere e a farlo con umiltà e passione. Il resto viene di conseguenza. A far bene non si sbaglia mai, no?

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<Formami e non formattarmi>, è il titolo dato all'incontro di riflessione e diba... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO pag. 4 «Formami e non formattarmi», è il titolo dato all'incontro di riflessione e diba... «Formami e non formattarmi», è il titolo dato all'incontro di riflessione e dibattito sulle prospettive della scuola e l'università dopo il decreto Gelmini in programm nella sala della Gran Guardia stasera alle 21. Interverranno: Diego Crivellari, vice coordinatore provinciale Pd; Massimo Bettin, responsabile delle politiche giovanili veneto Cgil; Valeria Cittadin, segretaria provinciale Cisl Scuola, Filippo Silvestri, segretario regionale Giovani Democratici. Oltre all'importanza del tema, questa può considerarsi la prima iniziativa pubblica organizzata dai giovani, con il supporto di tutto il partito. Nei giorni scorsi è stato analizzato attentamente il decreto in questione, sentiti i disagi di molti insegnanti e personale Ata e condiviso le preoccupazioni di molti studenti di diversi istituti. «Da questi dati dice una nota del Pd abbiamo steso un documento nel quale, assieme alla valutazione del Decreto, abbiamo inserito le esigenze del mondo scolastico e le nostre proposte in merito. La disponibilità dei relatori ci consente di instaurare un discorso completo che sazia le domande e gli interrogativi di tutto l'ambiente scolastico: sindacato (Cittadin), giovani e politica (Silvestri), mondo universitario (Crivellari e successivamente anche il Prof. Tovo) e il sindacato studentesco (Bettin)».

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Conquistare New York a 19 anni: l'avventura jazz di Enrico Zanisi (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Conquistare New York a 19 anni: l'avventura jazz di Enrico Zanisi NATALIA LOMBARDO In un movimento circolare, la testa e il busto s'immergono nella tastiera, sussurrano ordini alle note. Segnali invisibili, ma sonori. Riempiono lo spazio. Lanciano l'amo nel fondo di un'aria di Schumann per poi guizzare fuori come delfini in una felice frammentazione jazz. È allora che Enrico Zanisi riemerge, alza la testa dal pianoforte, respira l'ossigeno della sua musica. Tocchi limpidi che ricordano Bill Evans, generati da un ragazzo di 19 anni, già noto fra i jazzisti romani e non solo. Grandi occhi grigio azzurri, capelli ricci e lineamenti da giovinetto dell'Antica Roma, uno stupore dolce che gli è costato il soprannome di Frodo, l'hobbit ingenuo. Enrico corre per superare il traguardo della maturità e poi aprirsi le strade verso l'America, alla Manhattan School of Music di New York, «perché il jazz è là», dice, «e in Italia le opportunità per i giovani sono molto poche». Bambino e adulto insieme, trattenuto al guinzaglio nel liceo Archimede dove si bagna nell'Onda anti-Gelmini, ma è più forte quella del jazz, col suo gruppo, Zut4. Sostenuto dal padre Alberto, insegnante di flauto e da mamma Cinzia, di pianoforte. Lo strumento era lì, a casa, Enrico a sei anni lo ha provato a suonare, per curiosità. Nato nel 1990, poco fa, è cresciuto nelle acque della musica classica fino al diploma al Conservatorio de L'Aquila l'anno scorso, a pieni voti; negli anni ha vinto primi premi a vari concorsi, anche da jazzista. La «classica» non l'ha mai abbandonata, dalla passione per Bach alla dodecafonia di Schönberg, o a Glenn Gould. «A sette anni già componevo, magari cose stupide, con un approccio improvvisativo» racconta come fosse normale. «La classica è fondamentale», ammette, «è più profonda, ma il jazz è un'intenzione con la quale ognuno esprime se stesso. Anche quella di Bach era musica improvvisata, quelle di Liszt o Scarlatti erano improvvisazioni, poi trascritte in partiture». Così ha inserito un brano di Schumann nel disco appena registrato col batterista Ettore Fioravanti e il contrabbassista Pietro Ciancaglini (nei concerti suonano i pezzi di Zanisi ), edito con la Nuccia, giovane etichetta romana. DAI RADIOHEAD A HANCOCK Il jazz è di colore «rosso», per Enrico, «dà spazio a tutto». A 11 anni si ritrova al Festival dei Due mondi di Spoleto, poi tenta il primo passo nel jazz al Ciak di Roma; alle medie impazza «con gli amici in una saletta di quartiere a suonare pop e progressive metal» racconta Enrico, che ama anche i Radiohead e i Pink Floyd. Poi, la svolta, a 15 anni al Siena Jazz con l'insegnamento di Marco Di Gennaro. Un suo mito è «Brad Mehldau, l'ho sentito ma non ho avuto il coraggio di stringergli la mano». Però l'ha stretta ad Herbie Hancock. Certo «se dei musicisti improvvisassero musica classica sarebbe bellissimo. O come fa Bollani, inserendo citazioni. Quest'estate a Perugia stavo provando il Mephisto walzer di Liszt, lui arrivò con un brandy a mezzogiorno e mi disse: t'ho beccato, mo' me lo rifai da capo... Che emozione, lo risuonai». Zanisi pensa a New York. All'America che «ti dà opportunità, certo se sei povero non ti trattano bene. Conta il merito, ti devi mettere sotto. Sono eccitato ma anche spaventato». www.myspace.com/enricozanisi È nato nel 1990, ama i Radiohead e i Pink Floyd... ed è una delle promesse del jazz italiano. Si chiama Enrico Zanisi, suona il pianoforte ed è stato notato da Herbie Hancock. Che gli ha aperto le porte dell'America...

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Universitari alle elezioni dopo la stagione dell'Onda <Vincerà l'astensionismo> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 12 Universitari alle elezioni dopo la stagione dell'Onda «Vincerà l'astensionismo» di LUCA SALVI MILANO IL TEMPO DELLE elezioni si avvicina. Tra poco, a coinvolgere molti giovani sarà il voto nelle università. Alla Statale, alla Bocconi e alla Cattolica si stanno per scegliere i rappresentanti degli studenti. In quello che è stato l'anno più caldo, a livello di contestazione, dell'ultimo decennio, la lotta si preannuncerebbe serrata. Senonché la disaffezione politica, tipica sia dei giovani, sia di chi va a votare per degli organismi che possono interessare solo durante la breve carriera universitaria, sembra essere aumentata nello scorso biennio. LE ULTIME ELEZIONI negli atenei di via Festa del Perdono, via Sarfatti e largo Gemelli si sono tenute nel 2007. All'incirca quando cadeva il secondo governo Prodi. Da allora l'interesse per la politica, in generale e per gli istituti, sembra essere diminuito. Anche se la protesta dell'Onda potrebbe avere ridestato l'attenzione. A votare sono chiamati tutti gli studenti regolarmente iscritti, in corso e fuori corso, del vecchio o del nuovo ordinamento. Per venire eletti, bisogna essere inseriti in una lista. Alla Statale ogni lista è stata presentata entro il 20 marzo. Da allora è scattata una raccolta di firme in appoggio alle liste. Le elezioni sono previste per il 13 maggio alla Cattolica, il 13 e 14 maggio alla Statale, il 23 maggio alla Bocconi. Alla Statale saranno eletti, tra gli altri, i rappresentanti del Senato Accademico, del Consiglio di Amministrazione, dei Consigli di Facoltà. Alla Cattolica si sceglieranno gli studenti da inserire nei Consigli dei Corsi di laurea e delle Scuole di specializzazione e nel Comitato per lo sport universitario. Simili le cariche che verranno stabilite alla Bocconi. Generalmente gli studenti eletti in precedenza non si ricandidano. Essendo passati due anni, la vicinanza o il conseguimento della tesi di laurea non consentirebbero un altro biennio di carica. I gruppi universitari inizieranno a breve la campagna elettorale. Il tam tam di messaggi, manifesti, adesivi, volantinaggi esploderà dopo Pasqua. Anche se qualcosa di è già mosso: conferenze, primi cartelli alle fermate dei tram. Ma il mezzo più importante è ormai Internet. Alla Bocconi ogni gruppo ha il suo profilo Facebook: è il social network più in voga del momento a farla da padrone, più di mailing list o siti: inviti a conferenze, richieste di amicizia, slogan e argomenti di discussione. L'intutitività e la rapidità di Facebook lo rendono lo strumento più accattivante per raggiungere il proprio elettorato. PER CAPIRE LA tendenza dei giochi in corso è ancora presto. Alle ultime elezioni alla Bocconi vinse il gruppo di centrodestra. Sui 114 studenti che dovevavno essere eletti, circa la metà (71) andò alla lista B Lab-Alleanza Liberale, alleata con la Lista Obiettivo Studenti, filociellina. Invece il gruppo di centrosinistra (Altralista) raccolse 41 rappresentanti. I votanti però erano stati appena poco piu del 26%: solo 3.354 studenti su 12.692 aveva partecipato alle urne. E la tendenza potrebbe peggiorare. «Le prossime votazioni spiega Giampaolo Lecce, 23 anni, prossimo alla laurea e rappresentante uscente nel Consiglio di Amministrazione bocconiano saranno divise in due fasi. Si eleggeranno 27 rappresentanti in maggio e una quarantina in autunno. Meno eletti di due anni fa. Anche per questo diminuiranno gli studenti che andranno a votare». I temi fondamentali alla Bocconi non sono quelli della riforma Gelmini. «Anzi, qui abbiamo prodotto un documento condiviso aggiunge Lecce nel quale chiediamo una riforma più meritocratica e condanniamo le forme violente di protesta. Gli argomenti che interessano sono gli alloggi e le borse di studio. In questa direzione, la Bocconi sta agendo. Abbiamo introdotto le borse di studio anche per i triennalisti».

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di SARAH BUONO A DIECI MESI dal lancio della propria candidatura per il mandat... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 9 di SARAH BUONO A DIECI MESI dal lancio della propria candidatura per il mandat... di SARAH BUONO A DIECI MESI dal lancio della propria candidatura per il mandato rettorale 2009-2013 il professore Ivano Dionigi anticipa, inframmezzandoli con ampie citazioni in latino, i punti base del suo programma. Accusato dagli amici di usare un linguaggio aulico e «privo di spot», il professore ordinario di Letteratura latina, si dimostrerà invece chiaro e preciso. In primis il riesame e il riordino del bilancio. Spiega Dionigi: «Le spese di consulenze esterne, previste nel bilancio 2009, sono pari a 2,5 milioni euro mentre quelle per la Direzione amministrativa e gli stipendi della dirigenza ammontano a 2,7 milioni. È necessario un monitoraggio attento, così come una riallocazione dei fondi destinati a eredità, borse, premi e lasciti per un totale di quasi 18 milioni di euro. Non tutti sono stati impiegati adeguatamente, recuperarne il 20% non sarebbe poco, bisogna rimettere in ordine». PULIZIE di primavera anche in Rettorato, ma non solo. «Le fondazioni e le istituzioni col marchio Unibo dovrebbero agire in maggiore sincronia e reciprocità con l'Ateneo stesso». Nel caso sia necessario, ecco l'exemplum: «Per la Fondazione Alma Mater dovrebbe essere ripristinata la natura originaria di fund raising, diventando il braccio economico, gestionale e esecutivo dell'Università». Si arriva al punto focale: «La vera priorità è la programmazione dei ruoli. Entro il 2015 ne perderemo circa 900, pari quasi al 30% del corpo docente, tra cessazioni previste e prevedibili. Il turnover, 50% secondo la Gelmini, impone delle regole: preparare la docenza nei vari settori per non far morire l'idea di Università, motivare i colleghi giovani e ridefinire gli obiettivi tagliando tutto ciò che è stato ipertrofico». POI l'aspirante Rettore procede: «Una percentuale delle quote del turn over va riassegnata alle strutture di provenienza ma la maggior parte va ridistribuita in merito alla qualità scientifica e della didattica. Ci impongono di essere virtuosi». Ultimo punto, l'edilizia. «Dipartimenti e Facoltà dell'Area scientifica e tecnologica non hanno uno spillo a norma, vanno ripensati gli obiettivi e le priorità anche in conseguenza dei cambiamenti avvenuti». Traduzione: viste le cessazioni previste calerà anche il numero degli studi da costruire. Continua: «Bisogna ripartire dai mutui, i cui costi sono inferiori agli affitti. Quasi 2 milioni di euro di affittanza annua per Ingegneria e Architettura di Cesena sono tanti». La conclusione è severa: «Qualcosa si è rotto: le prospettive per i giovani e il rapporto tra docenza e amministrazione. In questi nove anni dall'elezione di Calzolari il mondo è cambiato».

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Stop ai tagli ad orologeria per gli Atenei I democratici per una nuova governance (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Stop ai tagli ad orologeria per gli Atenei» I democratici per una nuova governance L'Università è fondamentale per la crescita e il motore del sistema Italia, «è un vero ascensore sociale», ribadisce il Partito democratico. E invece il duo-Tremonti-Gelmini intende fare tutt'altro: i tagli imposti in Finanziaria «hanno innescato una bomba ad orologeria» pronta ad esplodere nel 2010, come sostiene anche Enrico Decleva, il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. Una miccia, quindi, che bisogna disinnescare. Subito. «Perchè mancano 283 gioni dalla distruzione dei nostri Atenei - hanno precisato il segretario del Pd, Dario Franceschini e il resposnabile Educazione Giuseppe Fioroni». Di conseguenza - è il messaggio alla Gelmini - «nessuna trattavia sulle riforme potrà iniziare» prima che il Governo non provvederà ad annullare i pesantissimi tagli sul Fondo di finanziamento oridinario degli Atenei». E rilanciano un piano «4 r: «responsabilità, rigore, razionalità e risorse»: 10mila borse di studio annuali da 10mila euro ciascuno per i neo diplomati meritevoli e non abbienti, incentivazione dei giovani ricercatori, governance, reclutamento e carriera docenti. Proposte che arrivano alla vigilia del seminario del ministero di viale Trastevere sul riordino del sistema universitario. E sul quale la Gelmini conta nel dialogo con l'opposizione. Così in serata, il ministro ha replicato senza mai nominare il Pd: «Le risorse ci saranno ma solo in cambio di riforme». La controreplica di Fioroni: «Ne prendiamo atto, chiarezza in tempi rapidi».

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DISTRETTO INDUSTRIALE MARCHIGIANO PER NUOVE TECNOLOGIE DELL'ABITARE - IL PRESIDENTE SPACCA SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE DELL'AVVIO DEL PROGETTO. (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009 DISTRETTO INDUSTRIALE MARCHIGIANO PER NUOVE TECNOLOGIE DELL´ABITARE - IL PRESIDENTE SPACCA SCRIVE AL MINISTRO GELMINI PER DISCUTERE DELL´AVVIO DEL PROGETTO. Ancona, 24 marzo 2009 - Un nuovo distretto industriale finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie dell´abitare. E´ sull´ipotesi del suo avvio che e` centrata la lettera che il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato nei giorni scorsi al ministro per l´Universita` e la Ricerca, Mariastella Gelmini. Il presidente Spacca ha chiesto al ministro di fissare un incontro tecnico con il team di progetto della Regione per approfondirne tutti gli aspetti e favorirne una rapida integrazione con gli altri interventi previsti dalla programmazione dei fondi in tema di ricerca e sviluppo. ´La Regione ´ spiega Spacca ´ e` fortemente interessata a perseguire l´obiettivo di realizzare un distretto tecnologico sul territorio marchigiano. Gia` nel 2007 e` stato approvato lo studio di fattibilita` del distretto per l´innovazione e la sicurezza nell´abitare. Ferme restando le linee guida e di governance a suo tempo individuate, risulta necessario approfondire quei presupposti di fattibilita`, finalizzando maggiormente gli interventi sul tema specifico della domotica, in chiave di possibile evoluzione innovativa per il distretto della meccanica, anche alla luce delle crisi produttive che hanno colpito il nostro territorio´. Si tratta dunque di una rifocalizzazione del progetto, partendo dai risultati dell´analisi condotta in precedenza sul sistema economico e produttivo della regione, con particolare riferimento alle attivita` di ricerca svolte dalle imprese presenti sul territorio e operanti nei settori individuati come strategici per la crescita tecnologica e per il fabbisogno di innovazione delle imprese marchigiane. La domotica, intesa come la disciplina che punta all´integrazione dei dispositivi elettronici, degli elettrodomestici e dei sistemi di comunicazione e di controllo presenti nelle abitazioni, riesce a rispondere a queste esigenze, salvaguardando le vocazioni strutturali del territorio: la meccanica avanzata e l´Information and communication technoloy (Ict). ´Sono infatti questi ´ continua Spacca ´ settori strategici per l´intera economia regionale, in virtu` delle profonde ricadute su una molteplicita` di comparti industriali sempre piu` integrati e interdipendenti tra loro e, in generale, su tutti i settori del tessuto produttivo locale´. Il progetto di distretto risulta coerente con le politiche di sviluppo regionale, in particolare, con quanto previsto nell´ambito dei programmi operativi comunitari 2007-2013, con il Piano d´azione regionale e con le risultanze dei primi bandi del programma nazionale ´Industria 2015´, finalizzati a favorire e rafforzare l´integrazione tra il sistema della ricerca e i sistemi produttivi che caratterizzano la Regione Marche. L´elaborato finale e` propedeutico alla firma dell´accordo di programma quadro e prevede come copertura finanziaria 50 milioni di euro del progetto. . <<BACK

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Arrivano i re di Svezia, tre giorni di incontri e cultura (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 71 del 2009-03-24 pagina 2 Arrivano i re di Svezia, tre giorni di incontri e cultura di Anna Maria Greco Un programma intensissimo per Carlo Gustavo e Silvia, invitati da Napolitano. Mancavano da 18 anni SALUTO L'arrivo oggi la partenza giovedì Ecco il piano delle deviazioni dei bus Il Quirinale, Villa Madama e il Campidoglio, il Senato e Montecitorio: i Palazzi romani si preparano a ricevere i Reali di Svezia, che oggi tornano in Italia in visita ufficiale dopo 18 anni. Carlo Gustavo XVI e la regina Silvia, che arrivano nella capitale su invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e resteranno fino a giovedì, quando partiranno per Bologna, seguiranno un programma intensissimo. Oltre al capo dello Stato e alla signora Clio, incontreranno il premier Silvio Berlusconi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, diversi ministri e i vertici della Confindustria, Emma Marcegaglia in testa. I Reali di Svezia saranno accolti stamattina al Quirinale dal capo dello Stato e nel pomeriggio Carlo Gustavo incontrerà prima Schifani a Palazzo Giustiniani e poi Fini a Montecitorio. Alle 15, la sovrana sarà all'ospedale Fatebenefratelli per un convegno. Poi, la visita al centro antiviolenza di Villa Pamphili che accoglie donne maltrattate, accompagnata dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti. Dopo una sosta all'Istituto svedese, rientro al Quirinale dove la giornata si chiuderà con un banchetto. Domani Carlo Gustavo e Silvia di Svezia deporranno una corona di fiori all'Altare della Patria, con il ministro della Difesa Ignazio La Russa; saliranno in Campidoglio per incontrare il sindaco Gianni Alemanno e visiteranno la Galleria Borghese. Poi una colazione a Villa Madama con Berlusconi. Nel pomeriggio il re sarà alla Confindustria, accolto dalla Marcegaglia e dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, mentre la regina visiterà il museo dei bambini, Explora. Oggi dalle 10,30 alle 11,30, per il passaggio del corteo reale, saranno deviate le linee di bus H, 23, 30 Express, 34, 40 Express, 44, 46, 46B, 60 Express, 62, 63, 64, 70, 81, 84, 85, 87, 95, 98, 116, 117, 119, 160, 170, 175, 186, 280, 492, 628, 630, 715, 716, 780, 781, 810, 850, 870 e 916. Domani, invece, dalle 9,30 parziale chiusura al traffico di piazza Venezia e deviazione delle linee di bus H, 30 e 40 Express, 44, 46, 60 Express, 62, 63, 64, 70, 81, 85, 84, 87, 95, 117, 119, 160, 170, 175, 186, 271, 492, 571, 628, 630, 715, 716, 780, 781, 810, 850 e 916. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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le famiglie vogliono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

La Cgil: il maestro unico si è rivelato un flop. È stato scelto solamente da 27 neoiscritti su 2.761 Le famiglie vogliono il tempo pieno Richieste salite di oltre il 3%. Alunni in aumento alle elementari «I genitori non abbassino la guardia» Scuola Più scolari e più tempo pieno. sono queste le richieste formulate dalle famiglie, nelle scuole primarie del Friuli occidentale, in vista dell'impostazione dell'annata 2009-2010. «Sono aumentate del 3,38 per cento le iscrizioni al tempo pieno, nelle prime classi ex-elementari» ha reso noto il sindacato provinciale Flc Cgil a seguito di un monitoraggio effettuato a tappeto in provincia. Dai dati traspare, però, un grande assente: il maestro unico con 24 ore di lezione a settimana. «È stato un flop - hanno tagliato corto, sull'impostazione del ministro dell'Istruzione Gelmini, gli esponenti della Cgil Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Lo hanno chiesto in 27 neo-iscritti, su 2 mila 761 matricole provinciali». I numeri nel Friuli Occidentale parlano chiaro: il popolo delle primarie è cresciuto di 156 unità rispetto al 2008 e ha raggiunto quota 13 mila 867 scolari, nei quinquenni. «Le richieste del tempo scuola raggiungono il massimo sulle 30 ore settimanali - ha detto Dall'Agnese -, con mille 422 iscritti, pari al 51,46 per cento. Per le 40 ore del tempo pieno ci sono mille 278 iscritti, cioè il 46,25 per cento (+ 3,38)». Le 24 ore hanno 27 iscritti in tutta la provincia, si diceva. Pari allo 0,97 per cento: non sarà formata nessuna classe in organico. La formula a 27 ore ha incassato 87 richieste, pari al 3,14 per cento dell'utenza frantumata sul territorio e sarà arduo formare una classe. «Il ministro dell'Istruzione deve rispettare gli impegni presi - hanno messo alla prova il dicastero di viale Trastevere i sindacalisti -. I bisogni delle famiglie vanno soddisfatti, in tutti i poli scolastici del Pordenonese. Consigliamo ai genitori degli scolari di non abbassare la guardia: ci potrebbero essere difficoltà nell'assicurare il tempo-mensa nelle primarie e nelle secondarie di primo grado». Chiara Benotti

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Ma questa per Fini è la grande occasione (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 Dopo lo scioglimento di An Ma questa per Fini è la grande occasione Dopo lo scioglimento di An di Raimondo Cubeddu --> di Raimondo Cubeddu Il giorno dopo quasi tutti, politici e commentatori, concordano sul fatto che domenica, al congresso di scioglimento di Alleanza Nazionale, Fini ha fatto un discorso non occasionale che gli ha valso, come del resto voleva, la statura politica di coscienza critica del futuro PdL. Il discorso, abile, poco incline alla retorica dell'identità, e pragmatico, ha incantato la platea. Fini a parlato di tutto, della necessità di "un nuovo umanesimo identitario" e del radicamento territoriale, di "stati generali dell'economia" e di criteri di spartizione del potere nel nuovo partito, di crisi del sistema economico mondiale e di concreti aiuti alle aziende in crisi, di presidenzialismo berlusconiano e riforma delle istituzioni, del ruolo dei valori tradizionali in una società che tra dieci anni sarà multi-etnica e multi-religiosa. E di molto altro ancora, compreso il dopo-Berlusconi. Ha così dato l'impressione che nel nuovo PdL il suo partito, e anzitutto lui, entreranno a testa alta, non dimenticando il passato ma guardando al futuro. Come un onesto sensale che sa che prima del matrimonio c'è il fidanzamento, Fini ha messo in vetrina le cose migliori e tenuto in tasca la dote (ovvero il patrimonio di An). Quasi a dire: si va avanti con entusiasmo, ma si sappia che la nostra dote patrimoniale e culturale è superiore alla nostra consistenza elettorale. Berlusconi si è complimentato, ma Verdini non si è lasciato impressionare: nel nuovo partito, alla fine, di posti e di altro, deciderà Berlusconi. E questa è una parte del problema. L'altra è costituita dalle attese che molti, anche a sinistra, si fanno di Fini come moderatore di Berlusconi. Che questo possa far piacere allo stesso Fini non è in discussione, e lo si è visto. Ma il punto è se in quel calderone di poteri, personalità, culture politiche ed economiche, sensibilità sociali e religiose che costituisce la potenziale vivacità del PdL, Fini avrà realmente qualcosa di originale da dire e rappresentare. In altre parole: quale sarà la sua proposta politica per ridisegnare l'Italia, e la sua mappa del potere, dopo la crisi? Per ora ha dato l'impressione di giocare di rimessa, precisando o dissentendo da qualcuno e caratterizzandosi, semmai, come l'inedito alfiere di una destra laica. Ma se la lotta per il potere, anche all'interno del suo ormai ex-partito, è aspra, la concorrenza sul mercato delle idee è forte e agguerrita. E nel PdL la progettualità politica di Fini si troverà a competere con autentici vulcani di idee e di realizzazioni come Tremonti, Alfano, Gelmini, Brunetta, Sacconi, Quagliariello. Questi, a differenza di Fini confinato a un ruolo istituzionale e in uscita da una cultura politica invecchiata, possono muoversi con maggiore autonomia perché provengono da culture politiche che la modernità e i suoi problemi non le hanno scoperte di recente. E tuttavia anche Fini ha la possibilità di fare delle riforme che possono legare il suo nome a qualcosa che i cittadini-elettori ricordino positivamente. Dalla Camera potrebbe dare un prezioso contributo per adeguare le nostre istituzioni a un mondo che la crisi cambierà ancor più rapidamente che nel passato. Questa, in definitiva, è la sua grande e concreta occasione. E alla sua età non può più permettersi di rinchiudersi nell'ovattata dimensione del nobile mugugno che piace alla sinistra ma non al popolo delle libertà.

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Gelmini: tetto del 30% per gli stranieri in classe, vogliamo l'integrazione (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma | 24 marzo 2009 Gelmini: tetto del 30% per gli stranieri in classe, vogliamo l'integrazione Mariastella Gelmini "Abbiamo pensato a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti migrati". Cosi' il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel corso di "Panorama del giorno". "L'esperienza di tutti i giorni dimostra che non basta l'inserimento nelle classi - ha detto Gelmini - occorre in alcuni casi equilibrare, dosare la presenza di studenti immigrati in classi con studenti italiani". Gelmini ha ricordato inoltre che spesso si è verificato il caso di classi "formate quasi esclusivamente da studenti immigrati, ed è chiaro - ha aggiunto - che questa non è la condizione perché ci sia una vera integrazione". "Abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici già dal prossimo anno di organizzare al meglio l'offerta formativa e quindi consentire una presenza equilibrata di studenti italiani e di studenti immigrati e abbiamo anche pensato di aiutare, di fare in modo che gli studenti immigrati possano apprendere la lingua italiana soprattutto quando si tratta di ragazzi intorno ai dodici, tredici anni. E' chiaro che non sempre la famiglia d'origine conosce l'italiano e quindi ci sono oggettivi problemi. Corsi d'insegnamento d'italiano sono molto importanti perché, appunto, si realizzi l'integrazione".

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24/03/2009 09:57 SCUOLA: GELMINI, QUOTA PER STUDENTI STRANIERI SERVE A INTEGRAZIONE (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 24 mar. - (Adnkronos) - "Abbiamo pensato ad una quota del 30 per cento di studenti stranieri proprio perche' la scuola e' chiamata sempre di piu' ad assolvere la sua funzione di integrazione". Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, stamattina a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro, sottolineando che "occorre in alcuni casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani" e che la preponderante presenza di studenti stranieri in un istituto "non e' la condizione per una vera integrazione", quindi "abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, gia' dal prossimo anno, di organizzare al meglio l'offerta formativa", che comprendera' anche specifici corsi di italiano per gli studenti stranieri.

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24/03/2009 09:54 UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILI A CONFRONTO CON PD SU RIFORME (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 24 mar. - (Adnkronos) - "L'Universita' registra un gap di risorse ma anche di riforme e mi auguro che questa sia la legislatura che riuscira' a coniugare questi due obiettivi". Lo ha affermato il il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, questa mattina a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro. Quanto poi al fatto che il Segretario del Pd, Dario Franceschini, sulla riforma dell'universita' ha avanzato delle proposte chiedendo un confronto, alla domanda se il Governo sia disponibile a mettersi a discutere, Gelmini risponde "Assolutamente si".

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LOMBARDIA: GELMINI, SENZA FONDAMENTO IPOTESI MIA CANDIDATURA A PRESIDENZA REGIONE (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "E' un'ipotesi destituita di ogni fondamento", quella della candidatura di Mariastella Gelmini alla presidenza della Regione Lombardia. Lo ha affermato questa mattina lo stesso ministro dell'Istruzione a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro, aggiungendo che "il presidente Berlusconi e il presidente Napolitano mi hanno assegnato il compito di occuparmi di istruzione, di universita' e di ricerca e sono abituata a terminare gli impegni che mi vengono attribuiti. Questa e' solo una ricostruzione giornalistica".

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Cattivo uso di tv e Internet, è ora di porre un freno (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Commenti media Cattivo uso di tv e Internet, è ora di porre un freno Gaetano Cerrito* Credo sia arrivato il momento di dire basta a una cappa mediatica che finisce per essere una forma di killeraggio psicologico per le menti di quanti devono ascoltare incessantemente notizie raccapriccianti, dalla cronaca nera all'economia: un quadro devastatane che si ripercuote su tutti noi come una bomba di Hiroshima. A tutto questo bisogna aggiungere i gossip, le volgarità inaudite, i messaggi dissacranti e diseducativi nel disprezzo più assoluto dei valori. Anche i fatti di questi ultimi mesi, si vedano gli atti di bullismo di giovani sconsiderati e senz'anima, sono la conseguenza di una società che, per correre a cento a l'ora, e molto spesso sulle ruote di un'arida e drogante macchina tecnologica, ha perso di vista i veri valori, e cioè la famiglia, la scuola, i rapporti interpersonali, in un mondo dove non si vive più una vita reale ma virtuale (non a caso molti ragazzi finiscono per uccidere come in una fiction televisiva). Tutto ciò non fa altro che accelerare un l processo di disgregazione sociale, già avanzato. I responsabili delle sorti del paese devono rivedere il loro modo di operare, smettendola in primis di guerreggiare tra loro; devono riflettere e capire che i tempi delle sperequazioni sulla distribuzione delle ricchezze devono assolutamente essere rivisitati a favore delle fasce più deboli al fine di riequilibrare le sorti della società. Accendere la tv non deve più essere un'esperienza scioccante ma un'occasione per comprendere i nuovi scenari geopolitici, socio-economici, culturali e ambientali. In questo quadro media devono riappropriarsi di un complesso ed articolato sistema valoriale, a partire da famiglia e scuola, i due fondamentali luoghi di incontro e scambio, in una società globalizzata come quella odierna, dove paradossalmente ci si sente soli anche tra la folla, solo perché anonimi, confusi nella massa, inascoltati. I media, senza volere generalizzare, devono rispettare il pluralismo e registrare avvenimenti che bruciano sulla pelle della gente che lotta e che soffre per un domani migliore. Nessuno può e deve sentirsi sicuro, pensare di essere al di fuori della mischia, perché anche ciò che oggi non ci tange potrbbe toccarci un domani. Non voglio fare demagogia, né apparire retorico, ma il mondo che abbiamo è quello che malgrado tutto accettiamo anche perché spesso costretti e raggirati da un sistema di potere aberrante. Libero in questo momento il mio grido di dolore, che deve essere anche il vostro. Rivisitiamo le nostre coscienze dando spazio ad un cambiamento radicale, necessario ed urgente nel modo di fare tv, e nell'approccio alla tecnologia aprendoci al nuovo, ma un nuovo che affonda le radici nel passato, che era privo di gossip, che premiava il merito ed era pieno di sogni e di legittime aspirazioni. Concludo condividendo il pensiero di don Gelmini: internet senza regole è infernet. * presidente Associazione Amici dell'Altra Italia del 24-03-2009 num.

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La condizione dei ricercatori precari in Italia (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

SALERNO Le recenti riforme dello Stato destinate al miglioramento del sistema Universitario e dell?istruzione in Italia, hanno suscitato interesse non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale. Di recente sono stati pubblicati, su prestigiose riviste scientifiche internazionali come Nature Neuroscience e Embo Reports, interessanti articoli su questo argomento, sia da parte di autori italiani che stranieri, come l?articolo apparso in febbraio “When in Rome, reform. Radical reform of the Italian research and education systems is needed to address the lack of autonomy and lack of funding” di Marta Paterlini che riassume il punto di vista del legislatore e quello delle Università a riguardo della nuova legge. In realtà, i principi ispiratori della riforma appaiono nobili soprattutto nell?aspetto che riguarda il sistema di valutazione della ricerca e dei ricercatori, basato su parametri scientifici internazionali quali l?impact factor, il “citation index”, la continuità temporale delle pubblicazioni ed il loro numero. La riforma intende premiare i ricercatori, strutturati o precari, che risultino “produttivi”. I ricercatori strutturati ed il personale docente delle Università riceveranno un bonus sul salario, mentre i giovani ricercatori in condizioni di precariato dovrebbero avere maggiori possibilità di accedere al ruolo di ricercatore grazie alle nuove indicazioni fornite dalla riforma a riguardo delle modalità di espletamento dei concorsi pubblici. La creazione di un “database” nazionale comprendente i risultati della ricerca auspicato dal Ministro Mariastella Gelmini e dai suoi Predecessori dovrebbe consentire una valutazione più obiettiva della produttività e permettere una distribuzione più efficiente e meritocratica dei fondi ministeriali destinati alla ricerca. A questo proposito appare necessario puntualizzare alcuni aspetti riguardanti la particolare condizione della ricerca in Italia. La valutazione della ricerca sulla base di parametri scientifici oggettivi utilizzati dalla comunità scientifica internazionale è sicuramente da considerarsi un criterio valido di valutazione della produttività ma non del tutto sufficiente. Sarebbe opportuno, infatti, prendere in considerazione anche altre pratiche, come la brevettabilità o meno dei risultati stessi, soprattutto nell?ottica di attrarre investimenti privati che possano in qualche modo fronteggiare la riduzione progressiva di fondi destinati alla ricerca sostenuta ed applicata negli ultimi anni dal governo; o anche informazioni e direttive più precise da parte del legislatore di turno– in accordo con la Crui, con il Consiglio Universitario Nazionale e con gli altri Istituti di Ricerca - per quanto riguarda la distribuzione dei fondi all?interno delle singole Università ed Istituti. Ciò al fine di evitare che i ricercatori che hanno contribuito all?accreditamento della propria Università si ritrovino con una disponibilità di fondi e di personale assolutamente insufficiente per continuare i propri progetti di ricerca. Un altro aspetto che ha suscitato interesse a livello internazionale, in quanto peculiarità del panorama italiano, riguarda le nuove indicazioni sulle modalità di reclutamento dei professori universitari e la situazione dei precari. La legge italiana prevede che, per l?accesso ai ruoli di ricercatore e di professore, i candidati debbano sostenere e superare un concorso pubblico. La commissione è costituita, secondo la nuova legge, da un professore universitario di prima fascia appartenente all?Istituzione, per cui è bandita la procedura di valutazione comparativa, e da altri due professori ordinari sorteggiati tra 12 professori ordinari eletti appartenenti al settore, per cui è bandita la valutazione comparativa o a settori affini. Per le procedure di valutazione comparativa a posti di professore di prima e seconda fascia, il numero dei Commissari è elevato a 5 e la commissione è costituita da un professore ordinario, nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando, e da quattro professori ordinari sorteggiati in una lista di commissari eletti tra i professori ordinari appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando. Un siffatto sistema di costituzione delle commissioni giudicatrici dovrebbe assicurare una maggiore trasparenza ed una selezione più meritocratica del personale docente e ricercatore ma, in sostanza, non migliora la condizione dei cosiddetti “precari” ossia di tutti quei giovani ricercatori che lavorano presso le Università e gli istituti di ricerca grazie a contratti e a borse di studio. In realtà, indipendentemente dai cambiamenti politici in Italia, la finanziaria 2006 ha proposto un programma di stabilizzazione dei precari che riguarda il personale tecnico-amministrativo, escludendo chiaramente i ricercatori precari che sono sostenuti da contratti annuali e da borse di studio. Anche se la legge italiana non consente di accedere alla posizione di ricercatore e di docente senza superare un concorso pubblico, e dunque improponibile una stabilizzazione di tutti i precari come ricercatori, ci sembra altrettanto inadeguata la sostituzione del ruolo permanente di ricercatore con quella di professore-aggiunto temporaneo. L?art 49 della legge 133 del 2008, concernente l?utilizzo di contratti di lavoro flessibile, riporta che le pubbliche amministrazioni non possono ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco dell'ultimo quinquennio. E, a complicare le cose, vi è la nuova legge che prevede anche e soprattutto un taglio dei costi sostenuti dallo Stato per la ricerca. In queste condizioni, diventa quasi utopistico pensare che tutti i ricercatori precari possano aspirare ad una sistemazione permanente di professore aggiunto, unica posizione possibile al momento, considerato che il ruolo di ricercatore è stato abolito con una legge del 2005 e che tra meno di quattro anni operativamente non verranno più espletati concorsi per l?accesso al ruolo di tale nomina. In sostanza, i giovani ricercatori a contratto, i borsisti, gli assegnisti saranno costretti a cambiare Istituzione regolarmente, impossibilitati a portare avanti una linea preferenziale di ricerca per lunghi periodi e con una crescente consapevolezza di non avere molte possibilità di ottenere un lavoro stabile. Situazione questa che li scoraggerà sempre più , promuovendo il loro esodo verso Paesi come il Regno Unito, la Francia, la Germania e gli USA che offrono maggiori opportunità di lavoro e stabilità lavorativa, salari più vantaggiosi e, aspetto non trascurabile, un?atmosfera lavorativa caratterizzata da laboratori ampi e ben attrezzati e dalla presenza di fondi per portare avanti le proprie ricerche. Alla luce di tutto ciò che è stato detto, appare dunque improbabile che, nel panorama internazionale in cui l?Italia è chiamata a competere a livello politico, scientifico e finanziario, ci sia spazio per un rientro dei cervelli come i riformatori proclamano. La politica di rientro dei cervelli sostenuta dal Ministro Gelmini non può sostituire una politica interna rivolta a promuovere la ricerca scientifica e tecnologica nazionale ed a favorire la permanenza dei ricercatori in Italia. Gli scienziati, anche quelli italiani, non producono solo beni di consumo ma svolgono soprattutto un lavoro necessario per il miglioramento della condizione umana. Lo Stato, quindi, dovrebbe finanziare la ricerca in quanto fondamento della società moderna. *Professore Ordinario di Patologia Generale, Università di Salerno

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Gelmini, il tetto del 30% di stranieri serve per l'integrazione (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Il tetto del 30% sulla presenza degli stranieri nelle classi è uno strumento di integrazione. Lo ha affermato il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, intervistata dalla trasmissione “Panorama del giorno” su Canale 5. «Abbiamo pensato - ha spiegato il ministro - a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti migrati e l?esperienza di tutti i giorni dimostra che non basta l?inserimento nelle classi occorre in alcuni casi equilibrare, dosare la presenza di studenti immigrati in classi con studenti italiani. Dico questo - ha aggiunto - perché in molti casi è capitata una situazione in cui le classi sono formate quasi esclusivamente da studenti immigrati ed è chiaro che questa non è la condizione perché ci sia una vera integrazione». «Abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici già dal prossimo anno - ha annunciato Gelmini - di organizzare al meglio l?offerta formativa e quindi consentire una presenza equilibrata di studenti italiani e di studenti immigrati. Abbiamo anche pensato di aiutare, di fare in modo che gli studenti immigrati possano apprendere la lingua italiana soprattutto quando si tratta di ragazzi intorno ai dodici, tredici anni. è chiaro che non sempre la famiglia d?origine conosce l?italiano e quindi ci sono oggettivi problemi. I corsi d?insegnamento d?italiano - ha concluso - sono molto importanti perché appunto si realizzi l?integrazione».

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Scuola, tetto 30% per stranieri, Gelmini: serve per equilibrare (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO (Reuters) - Alla base dell'ipotesi del governo di introdurre nelle classi un tetto del 30% per gli alunni stranieri, secondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini c'è il fatto che l'inserimento nelle classi "non basta" e in alcuni casi "occorre equilibrare, dosare la presenza di studenti immigrati con studenti italiani". La settimana scorsa il ministro Gelmini aveva annunciato che, per migliorare l'integrazione nelle scuole tra alunni italiani e stranieri, era allo studio la possibilità di introdurre nelle classi un tetto di circa il 30% per gli studenti stranieri. "Abbiamo pensato a una quota del 30% proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione degli studenti migrati e l'esperienza di tutti i giorni dimostra che non basta l'inserimento nelle classi, occorre in alcuni casi equilibrare, dosare la presenza di studenti immigrati in classi con studenti italiani", ha spiegato oggi Gelmini intervenendo alla trasmissione "Panorama del giorno" su Canale 5. "Dico questo perché in molti casi è capitata una situazione in cui le classi sono formate quasi esclusivamente da studenti immigrati ed è chiaro che questa non è la condizione perché ci sia una vera integrazione", ha puntualizzato Gelmini. Secondo quanto riferito dal ministro la scorsa settimana, la possibilità del tetto del 30% per gli stranieri non sarà molto probabilmente realizzabile dal 2010 ma "già dal prossimo anno abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici di organizzare al meglio l'offerta formativa e quindi consentire una presenza equilibrata di studenti italiani e di studenti immigrati". Alla fine dello scorso anno, tra le contestazioni dell'opposizione, è stata approvata la riforma per la riorganizzazione della scuola che diventerà effettiva dal 2009 per elementari e medie e dal 2010 per le superiori in un provvedimento che secondo Gelmini offre più opportunità per le famiglie e che prevede, tra l'altro, il ritorno al tanto contestato "maestro unico". SCONTRI ALL'UNIVERSITA': "EPISODI ISOLATI" Sul fronte universitario, Gemini ha anche definito "episodi isolati" gli scontri verificatisi la scorsa settimana all'università romana "La Sapienza" tra la polizia e alcuni studenti che volevano prendere parte alla manifestazione della Cgil contro i tagli al mondo dell'istruzione. "Grazie a Dio si tratta di episodi isolati che certamente non vanno sottovalutati perché la deriva della violenza è sempre un pericolo alle porte, ma non credo sia ancora il momento di parlarne con il ministro (dell'Interno Roberto) Maroni e mi auguro di non essere obbligata a farlo. In questo momento nella maggior parte delle università si discute, si esercita il diritto di critica, di una critica a volte anche aspra ma gli episodi di violenza sono isolati", ha spiegato il ministro. Continua...

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Scuola, a Genova convegno Anci su attuazione Titolo V in materia di istruzione (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, a Genova convegno Anci su attuazione Titolo V in materia di istruzione (24/3/2009 10:43) | (Sesto Potere) - Genova - 24 marzo 2009 - Un?analisi sulla riforma dell?ordinamento scolastico e un confronto sul percorso della sua attuazione. Questo lo spirito del convegno promosso dall?Anci, dal Comune di Genova e dall?Associazione regionale Comuni della Liguria dal titolo “Costruire il federalismo scolastico. L?istruzione dal Titolo V ad un federalismo compiuto” che si svolgerà venerdì 3 aprile a Genova presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Il convegno sarà un?occasione per promuovere un confronto - aperto a tutte le componenti del mondo della scuola - sugli obiettivi del nostro sistema di istruzione e sulla possibilità di una piena attuazione del Titolo V in materia di istruzione per garantire l?unità del sistema e riconoscere diritti e obblighi di ciascun livello di governo. Ma l?obiettivo dell?iniziativa del 3 aprile sarà anche quello di aprire un dibattito sul tema della scuola a partire dalle funzioni e responsabilità dei Comuni, coinvolgendo tutti gli attori interessati dal profondo processo riformatore del sistema scolastico. Al convegno è stata invitata Mariastella Gelmini, Ministro Istruzione, Università e Ricerca.

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Italy wants 30 percent cap on immigrants in class (sezione: Scuola)

( da "Reuters" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROME (Reuters) - Italy's center-right government wants to introduce a 30 percent cap on the number of foreigners per school class in the belief that it will help immigrant children integrate with Italians, a minister said on Tuesday. "We are thinking of a 30 percent quota," Education Minister Mariastella Gelmini told local television. "There have been many cases of classes almost entirely made up by immigrant students and obviously such conditions are not ideal for proper integration." Immigrant children would learn more Italian if they mixed with more local students, the minister said. Quotas are the latest in a string of initiatives aimed at regulating immigrants, including tougher laws against illegal immigrants, which have boosted Prime Minister Silvio Berlusconi in opinion polls but also provoked accusations of racism. Gelmini has been one of his most controversial ministers, provoking school and university protests with reforms aimed at cutting teaching staff and increasing discipline. (Writing by Stephen Brown)

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L'11 aprile ci sarà il nuovo Cda (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Università. Lo afferma il presidente della Provincia L'11 aprile ci sarà il nuovo Cda Polizia di Stato Michele Lorgio confermato segretario del Sap Michele Lorgio è stato confermato ieri mattina alla guida del sindacato dei poliziotti Sap per la provincia di Agrigento. Alla presenza del segretario nazionale Francesco Quattrocchi, del segretario regionale Rosario Indelicato si è svolto il settimo congresso provinciale del sindacato autonomo. La rielezione di Lorgio è avvenuta all'unanimità degli intervenuti. Giornalisti Assemblea domenica 5 aprile al Palacongressi a.r.) «Per domenica 5 aprile alle 9 presso la sala Zeus del Palacongressi del Villaggio Mosè ad Agrigento è convocata una riunione aperta di tutti i Giornalisti della Provincia. Al centro dell'incontro la situazione professionale in provincia di Agrigento alla luce delle Norme regolamentari e dei Codici deontologici. Sono invitati a partecipare tutti i colleghi che svolgono questa attività presso qualsiasi organo di informazione e con qualsiasi ruolo". Luigi Pirandello In un libro il viaggio delle sue ceneri v.a.)Il viaggio delle ceneri del grande drammaturgo agrigentino Luigi Pirandello raccontato in parole ed immagini in un libro edito da Drago Editore. L'opera è stata presentata ad Agrigento, nei locali del museo archeologico regionale San Nicola. Un' interessante pubblicazione in cui l'autore Roberto Alajmo, scrittore e fino a qualche tempo fa giornalista, racconta anche attraverso le immagini di Mimmo Paladino, 15 anni di viaggio che ha portato alla tumulazione di Luigi Pirandello sotto lo "storico pino" collocato nella sua casa di contrada Caos. Sotto questo grande albero Pirandello amava soffermarsi a pensare, a dipingere, a riposarsi, a scrivere agli amici. Ed è qui che ha voluto essere sepolto, secondo le sue ultime volontà, esaudite con la cerimonia della traslazione delle ceneri. Riforma della scuola Un corso per i docenti su cittadinanza e Costituzione v.a.)Tra le novità nella riforma del ministro Gelmini, a partire dal prossimo anno, "Cittadinanza e Costituzione" rappresenta un nuovo insegnamento che comprenderà l'educazione stradale. In questo contesto si inserisce l'iniziativa dell'ufficio scolastico provinciale di Agrigento, anticipando i tempi di attuazione della riforma con l'organizzazione di un corso di formazione per i "docenti referenti per l'educazione alla sicurezza stradale". Il corso che si terrà nei locali dell'Istituto tecnico per geometri "Filippo Brunelleschi", e che vedrà la partecipazione di esperti del settore, ha l'obiettivo di migliorare il comportamento generale dei giovani e di affiancarli nell'apprendimento di adeguate abitudini. Il corso, si svolgerà nei giorni 25, 27 e 30 marzo.

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ROMA. NON SI PUò CERTO DEFINIRE POVERO MA IL REDDITO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DA UN ANNO AL... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))

Argomenti: Scuola

Roma. Non si può certo definire povero ma il reddito del presidente del Consiglio da un anno all'altro è crollato. Ricco è ricco, ma non come una volta. Se nel 2006 nella sua dichiarazione si leggeva la bella cifra di 139 e rotti milioni di euro (era cinque volte più ricco del 2005) ora siamo a 14 milioni 532 mila e 538 euro, in sostanza si è ridotto di un decimo. Restano una montagna di azioni, le proprietà, ma il calo c'è stato ed è davvero sensibile. Giornata di passione ieri per chi ha dovuto spulciare tra Camera e Senato i libri con tutte le dichiarazioni dei redditi di senatori e deputati, sottosegretari e ministri. E non sono mancate le sorprese. Berlusconi in primis. Poi c'è Tremonti con poco più di 4 milioni euro, subito a seguire Giuseppe Consolo del Pdl con 3.108.716. Ci sono anche le sorprese, una tra tutti quella che riguarda Guido Bertolaso, capo dipartimento della Protezione civile con un reddito imponibile di più di un milione di euro. Una vera e propria bomba al quale ha fatto seguito un chiarimento: il compenso - si legge in una nota - è di 236mila euro, ma nel 2007 sono stati liquidati alcuni arretrati. I leader. Berlusconi batte tutti. Questo è un dato già noto. Ma nessuno poteva immaginare che nella classifica all'ultimo posto si attestasse Gianfranco Fini, presidente della Camera e leader di An. Il suo reddito è davvero magro: poco più di 105 mila euro, una bella differenza non solo rispetto al premier ma anche guardando a Walter Veltroni (477.778), Dario Franceschini (220.419), Antonio Di Pietro (218.080), Francesco Nucara del Pri (176.822), Massimo D'Alema (171.044), Pier Ferdinando Casini (142.130). I ministri. Le sorti economiche del Paese sono nelle sue mani. E lui, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, di soldi deve intendersene parecchio visto che si colloca al primo posto tra i ministri più ricchi. Supera i 4,5 milioni di euro, quasi dieci volte di più del secondo classificato, il responsabile della Difesa, Ignazio La Russa (490mila). Ancora più distanziato Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione: 228mila euro. Dichiarano poco meno i leghisti Roberto Calderoli (Semplificazione, 223mila) e Roberto Maroni (Interno, 220mila), mentre ancora meno ricchi risultano Luca Zaia (Agricoltura, 153mila) e Umberto Bossi, ultimo componente della pattuglia del Carroccio (Riforme, 134mila). Prima donna il ministro più giovane, Giorgia Meloni, che supera i 183mila; seguono Stefania Prestigiacomo (Ambiente, 153mila), Maria Stella Gelmini (Istruzione, 136mila) e ultima Mara Carfagna (Pari opportunità, 133mila). A chiudere la classifica dei componenti del governo il Guardasigilli Angelino Alfano, con 123mila euro, mentre si collocano in posizione intermedia Claudio Scajola (Sviluppo economico, 226mila), Altero Matteoli (Infrastrutture, 137mila), Raffaele Fitto (Regioni, 133mila), Gianfranco Rotondi (Programma, 129mila), Maurizio Sacconi (Welfare, 127mila). In coda Sandro Bondi (Cultura, 126mila), Elio Vito (Rapporti col Parlamento, 125mila) e Andrea Ronchi (Politiche comunitarie, 124mila). Ricchi e poveri. Umberto Veronesi si conferma il Paperone di palazzo Madama. Terzo in classifica Giuseppe Ciarrapico (più di un milione di euro). Gli avvocati a Montecitorio fanno strage. Spiccano i compensi di Niccolò Ghedini (1.259.266), Maurizio Paniz (1.094.998), Giulia Bongiorno (supera di poco il milione). reddito pari a «zero» per Franco Frattini, attuale ministro degli Esteri. Reddito zero per Barbara Contini (Pdl) e Mirella Giai. Curiosità. La corsa al mattone piace a tutti i parlamentari più delle azioni, delle auto e delle barche. Cosentino colleziona 84 immobili. Di Pietro ha preso casa a Bruxelles e Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali ha una residenza ad Arcore. Le spese elettorali sono una novità. Davvero in pochi hanno investito per farsi eleggere. Berlusconi ha speso 19 euro. All'estremo opposto Frattini che ne ha spesi 167mila. Quello che ha offerto più cene è Franco Barbato spendendo ben 4.500 euro. Invece, Renato Brunetta, oltre a commissionare sondaggi ha regalato libri: «Manuali di conversazione politica» per un costo complessivo di più di 76mila euro.

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Stupidi. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

"Il successo economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 23 ) » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 94 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 58 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (13 votes, average: 3.69 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste, affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 51 ) » (18 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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ASSEMBLEA DEL PD (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

ASSEMBLEA DEL PD Martedì 24 Marzo 2009, Il primo di una serie di incontri elettorali del Pd, a parlare di lavoro e scuola pubblica, davanti a una sala che ha visto una quarantina di spettatori e pure qualche malumore. Ieri a Palazzo Da Mula di Murano erano convocati gli stati maggiori del Pd: l'onorevole Rodolfo Viola, i coordinatori provinciali e comunali Gabriele Scaramuzza e Alessandro Maggioni, il vice sindaco Michele Vianello, l'assessore provinciale alle Attività produttive Giuseppe Scaboro e il presidente della municipalità Enzo Castelli. Alla fine, però, a Murano si sono visti solo Viola, Scaboro e Castelli. A parlare, appunto, delle prospettive future, del ruolo del partito democratico, toccando la questione relativa alla riforma Gelmini per poi inevitabilmente approdare alla crisi del vetro. Qualche malumore è scaturito dalla mancanza dei rappresentanti comunali, ma anche dalla questione relativa alla scuola del vetro Abate Zanetti. «Abbiamo 500 lavoratori in cassa integrazione su circa 900 - ha esordito Davide Camuccio, di Filcem-Cgil - e non capisco perché non ci sia nessun rappresentante del Comune a parlare di questa che dovrebbe essere una priorità. Comune, Provincia e Regione devono fare un progetto comune di rilancio della cultura e della professionalità di Murano. Ad oggi tutti i distretti hanno avuto incontri con le banche, Murano non è riuscito a farlo. Gli imprenditori devono finirla di essere in competizione tra di loro e mettersi in rete». Qualche mal di pancia sull'Abate Zanetti, che si è risolto in botta e risposta tra Scaboro e l'imprenditore del vetro Giampaolo Seguso. «Con altre 10 aziende abbiamo chiesto di rilevare il 51 per cento delle quote e avere in gestione la scuola, ma ci è stato detto di no - ha esordito Seguso - ora apprendo dalle dichiarazioni del sindaco che sarà ceduto l'85 per cento e sembra sia già tutto deciso sull'assegnazione. Mi sento offeso e non protetto. Parteciperemo al bando ma non vorrei che dal bando uscisse che c'è l'esigenza di avere una moglie bionda mentre io ce l'ho castana». Dura la replica di Saboro: «A Murano gli imprenditori non fanno neanche i progetti. Quando abbiamo chiesto chi era interessato nessuno si è fatto avanti, voi volevate comunque il contributo dei 3 soci ogni anno e vi ho detto di no». Critiche sul Marchio artistico sono invece arrivate da Castelli: «Così come è stato gestito è un fallimento. Non regge - ha accusato - Bisogna creare una maniera consortile e un percorso di studi specifico sul vetro, lavorare sulla qualità e sulla bellezza». Manuela Lamberti

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Giavera (L.Bon) Le lotte di campanile fra Santi Angeli, Giavera e Cusignana. La "gara" per la ba... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 24-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 24 Marzo 2009, Giavera (L.Bon) Le lotte di campanile fra Santi Angeli, Giavera e Cusignana. La "gara" per la baita degli alpini, che Giavera ha e le altre frazioni vorrebbero. La paura che venga chiusa la scuola materna ed elementare di Santi Angeli, dove ormai pure l'ufficio postale sopravvive a fatica. Non si sono taciuti neppure i nomi dei due parroci, don Armando (Giavera) e don Dionisio (Cusignana), uno con poche risorse e l'altro reso "ricco" dalla festa della Madonna. Anche quest'anno, l'ironica penna della brillante regista Nila Bettiol, con la sua compagnia "Le Tradizioni", reduce dai festeggiamenti del decennale, ha raccontato, fra il serio e il faceto, i piccolo grandi drammi di Giavera, che sono probabilmentegli stessi di tanti altri Comuni di Provincia. A fare la differenza, quest'anno, il nome scelto per ipersonare la "vecia" : la compagnia, regista in particolare, si è infatti affidata, in un simpatico contrasto, alla giovanissima Sara Dal Maso, studentessa liceale neppure sedicenne, che per l'occasione ha mimato, nel nome (Mariastella Scarfagna) e nei gesti, il Ministro all'istruzione Gelmini e quello alla condizione giovanile Carfagna. Il tutto in una palestra gremita. Poi il "rogo" davanti al tempio "Regina pacis" ed una lotteria che ha ricordato il "fuochista" di sempre Antonio Perin, detto Toni Pia, scomparso di recente.

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