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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Il premier a Bossi
"Io non voterò per il referendum"
( da "Stampa, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «non dare tutto questo spazio alla Lega nel Nord», da La Russa alla
Gelmini, allo stesso avvocato del premier Ghedini. Resistenza vana perché
Silvio ha un grosso problema in sospeso con l'Umberto, meglio rasserenarlo con
qualche provincia. Il problema si chiama referendum. La Lega vuole farlo morire
di indifferenza.
In 21 su 86
scelgono la settimana corta Busca costretta a ridiscutere gli orari
( da "Stampa, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nella confusione della riforma Gelmini - spiega il dirigente
scolastico, Alberto Perassi - l'unica certezza è la drastica riduzione delle
risorse, umane e finanziarie. Confermando i due diversi regimi, avremmo molte
difficoltà organizzative. Una sola tipologia, invece, garantirebbe risultati
migliori dal punto di vista didattico ed educativo».
Sulle primarie
qualche taglio andrà fatto
( da "Corriere delle Alpi" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per discutere di questa questione, s'incontrerà con il ministro
Gelmini sabato 7 aprile. La collega Donazzan ha comunque ribadito il suo
impegno a difendere con forza la sopravvivenza delle strutture scolastiche
della montagna veneta». Interviene anche la Lega Nord: «La decisione in tema di
scuola non spetta alla Regione.
I più colpiti sono
i precari ( da "Corriere delle Alpi" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: commenta gli esiti della finanziaria e della riforma Gelmini che si
abbatteranno sulle scuole di montagna e sul personale precario che vi lavora. E
su quello che sta accadendo, Corigliano, insieme con il segretario generale
della Camera del Lavoro, Renato Bressan, non evita di puntare il dito contro
gli altri sindacati «che nello stesso giorno in cui protestavano in piazza,
Contro i tagli
scendono in campo i sindaci
( da "Corriere delle Alpi" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: spera in un abboccamento con il ministro Gelmini per salvare la scuola
di Arten. O come Seren che ha bussato alle porte dell'ex provveditorato in
tempi ancora non sospetti per scongiurare l'interclasse. La Comunità montana
feltrina invita i sindaci ad un'azione unitaria da concordare oggi nella sede
di via Rizzarda.
Provinciali, Bossi
strappa il posto per Molgora (
da "Giornale di Brescia" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bossi strappa il posto per Molgora Il sottosegretario leghista
candidato presidente La Gelmini: le aspirazioni del Pdl erano legittime sarà il
candidato del centrodestra per il Broletto" title="Il sottosegretario
all'Economia Daniele Molgora sarà il candidato del centrodestra per il
Broletto" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.
Precari, taglio
per 95 docenti lodigiani: la riforma Gelmini preoccupa i genitori
( da "Cittadino, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Precari, taglio per 95 docenti lodigiani: la riforma Gelmini preoccupa
i genitori n Saranno 95 i docenti tagliati nel Lodigiano. La notizia è arrivata
ieri come indiscrezione, ma secondo il dirigente dell'ufficio scolastico
provinciale Giuseppe Bonelli, «il dato potrebbe essere vicino a quello reale.
Viaggio in Italia
tra ministri e filosofi Vespa, Cacciari, Gelmini, Severino, Martinazzoli
venerdì a Castenedolo ( da "Giornale di Brescia" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la città Viaggio in Italia tra ministri e filosofi Vespa, Cacciari,
Gelmini, Severino, Martinazzoli venerdì a Castenedolo durante uno dei
precedenti incontri " title="La sala civica dei Disciplini a
Castenedolo durante uno dei precedenti incontri "
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090401/foto/full_brescia_267.
A DESENZANO Il
rispetto della zona cimiteriale nPrima la realizzazione de...
( da "Giornale di Brescia" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: indirizzo di progettazione edilizia nLa questione scuola affrontata
dal ministro della Pubblica Istruzione signora Mariastella Gelmini è certamente
complessa, soprattutto perché sembrano inconciliabili i due termini
dell'operazione; cioè fare emergere la qualità effettiva dell'insegnamento, al
di là delle ideologie e nel contempo porre in atto notevoli risparmi nell'arco
di tre anni.
Senza conoscere
esattamente alcuni dati oggettivi sullo status quo della scuola e sui dettagli
della legge ... ( da "Alto Adige" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Così non vedo motivo di criticare (la Gelmini non c'entra) la
proibizione di usare il cellulare in classe o le sanzioni esemplari per i bulli
o gli studenti che imbrattano e danneggiano la propria scuola. Specie in tempi
di magra, mi pare pure cosa buona che si cerchi di capire come si possano
risparmiare dei soldi amministrando meglio quello che c'è.
Il Ministero
rimandato sul voto in condotta
( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I dati riguardanti i
Al Wiligelmo sta
fuori anche il 6 La maggioranza viaggia tra 8 e 9
( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al Wiligelmo sta fuori anche il 6 La maggioranza viaggia tra 8 e 9 Il
voto in condotta è entrato ufficialmente a far parte della pagella di ogni
studente. Secondo la legge del 30 ottobre 2008 la valutazione «deve rispondere
ad un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale
dello studente».
Tre bimbi possono
salvare la scuola ( da "Tempo, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è emerso che tale numero di nuovi iscritti consentirebbe all'istituo
di rientrare nei limiti imposti dalla legge Gelmini Tre bimbi possono salvare
la scuola L'Ufficio scolastico provinciale si pronuncerà a breve, altrimenti
nel 2010 si chiude Luca Francescangeli Servono tre bambini in più per salvare
la scuola elementare di Piani di Poggio Fidoni. Solo tre bambini in più.
A lezione dal
professor Uto ( da "Alto Adige" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono stato dal ministro dell'istruzione Gelmini per convincerla a
realizzare una mia idea nata nel Festival di Roma che ho fondato. Una tournée
nazionale con un'orchestra giovanile che suoni una volta al mese in tutte le
scuole, con ragazzi provenienti dai conservatori. Mi ha concesso il suo
patronato".
Cento cattedre in
meno I tagli decisi dal Ministero colpiscono le elementari
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quella operata dal Ministro Gelmini, con molte visioni contrastanti,
ecco finalmente i primi numeri effettivi, che confermano le pessimistiche
previsioni di chi (nel Lodigiano era sorto un comitato Genitori, con sede nella
Bassa) si è sempre dichiarato convinto che quello del «taglione» fosse l'unico
criterio.
Provinciali,
l'accordo c'è Il candidato per ora no
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a casa il gelminiano Romele. Nella grande lotteria delle «compensazioni»
agli sconfitti di Brescia, Lodi doveva passare a Forza Italia, semplicemente
per non sbilanciare troppo il bottino di candidati a favore del Carroccio. Una
logica ferrea. Talmente ferrea da essere quasi subito smentita dalla realtà.
Al Gardone Val
Trompia il titolo provinciale indoor
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al termine le premiazioni con rinfresco alla presenza del presidente
della Lega Tennis Uisp Alberto Gelmini e dell'assessore allo Sport del Comune
di Gambara Tiziana Panigara. Un grazie particolare in primis a tutte le squadre
che si sono date battaglia sui campi, senza tralasciare lo spirito
collaborativo che da sempre animano tutte le manifestazioni Uisp;
prima un convegno
sulla "pagella" di legambiente alle sedi scolastiche
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «La riforma Gelmini ha riportato al centro dell'attenzione il
dibattito sulla scuola - ha detto l'assessore Gianantonio Collaoni, motore
dell'evento con il sindaco Sergio Bolzonello -. La riflessione sulla qualità
della scuola si impone, quindi, per ciò che attiene all'istruzione e per
l'aspetto educativo.
Scuola, lettera
alla Gelmini: Garantire la qualità del sistema'
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lettera alla Gelmini: Garantire la qualità del sistema' SEI NUOVE
SEZIONI per le scuole d'infanzia statali; la costituzione di tutte le classi a
tempo pieno volute dalle famiglie per le scuole elementari e di quelle a tempo
prolungato per le medie; la riduzione del rapporto alunni/classi in ogni ordine
di scuola.
ateneo, ecco dove
si taglia e si accorpa ( da "Tirreno, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, vuole che siano applicati. L'università di Pisa,
come tutti gli atenei italiani, ha rimodulato l'offerta didattica che partirà
dal prossimo anno accademico, ma prima l'ultima parola spetterà al ministero.
Noi abbiamo ascoltato gli studenti rappresentanti nelle varie facoltà per farci
disegnare un quadro futuro dell'
Arrivano le
sanzioni ai maestri per il 10 politico a scuola
( da "Nuova Ferrara, La" del 01-04-2009) + 2 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: sulla riforma della valutazione scolastica voluta dal ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Frabboni non nomina espressamente il
sindaco di Bologna, ma è comunque lampante il bersaglio della sua critica.
Cofferati fu uno dei primi a deprecare il gesto delle maestre delle Longhena,
sostenendo il dovere di lasciare fuori i bambini dalle manifestazioni di
protesta.
Associazioni dei
genitori Ora saranno coordinate
( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro alla scuola media Morante di Garbagnate sulle ricadute della
riforma Gelmini, è stata Enza Cucchi, referente per la Lombardia del
Coordinamento nazionale comitati e genitori della scuola. L'idea è stata
accolta con interesse dai comitati presenti. Donato Celano, presidente
dell'associazione Genitori Scuola in marcia, è stato invitato a fare da
capofila del coordinamento,
Argomenti: Scuola
Abstract: evviva Brunetta ed evviva anche la Gelmini che sta riformando una
scuola che mi ha insegnato che -65+65 = 0. Ho 60 giorni di tempo per pagare e
anche il Comune ha 60 giorni per annullare una ridicola sanzione. Clara Gennari
) PONTE DELLA PACE Grave degrado e rifiuti gettati Caro Carlino, La zona sotto
il ponte della pace è ormai un'area di evidente degrado,
Iscrizioni, vince
con distacco il tempo pieno
( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: INDICATIVI dello scarso appeal del tanto discusso modello Gelmini (24
ore settimanali di lezioni) e dei moduli a orario ridotto. Questo quanto emerso
ieri mattina dalla sede dell'Ufficio scolastico regionale della Lombardia. Dopo
la protesta dei sindacati lombardi, in via Ripamonti, a illustrare i tagli
all'organico dei docenti e la riorganizzazione dei cicli di studio di
elementari,
Le maestre
protestano e per 400 bambini niente scuola di vela
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini non è loro possibile far fare ai propri alunni corsi e
attività extrascolastiche». Risultato? Una ventina di scuole per un numero di
iscritti che si aggira attorno ai 400 bambini, ma soprattutto piccoli marinai
che quest'anno non potranno ammainare le vele della fantasia e del divertimento
a causa di prese di posizione che nulla hanno a che fare con la loro crescita e
la
pin e università,
nuova convenzione resta l'alleanza, ma si temono i tagli
( da "Tirreno, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: potrebbe essere rivista alla luce dei provvedimenti della riforma
Gelmini nei confronti dei decentramenti universitari: «Dopo una crisi così
prolungata ci prepariamo ad affrontare l'anno dei tagli, il 2010. Se ci saranno
- ha aggiunto - il sistema difficilmente reggerà». Alla cerimonia hanno
partecipato anche il presidente della Provincia Massimo Logli e il sindaco
Marco Romagnoli,
scuole elementari
e medie, superata quota mille
( da "Tirreno, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche a Poggio comunque il grande dilemma da sciogliere per il
prossimo anno è la riforma Gelmini: resterà o meno il pomeriggio? Grazie
all'oculata e lungimirante gestione della direzione scolastica, alle elementari
non ci sarebbero problemi e il tempo pieno dovrebbe essere confermato comunque.
Fanno eccezione le classi prime su cui ancora nessuno vuole sbilanciarsi.
scuola e opere
pubbliche, disastro pdl ( da "Centro, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Io dico facciamola assieme chiedendo al ministro Gelmini di cambiare
questi provvedimenti». Per Lolli i danni sulla scuola continueranno e saranno
quelli che nasceranno dall'accorpamento delle classi. «Assisteremo ad
accorpamenti che faranno scomparire intere comunità e scuole di montagna».
Marco Lombardi
Pallettoni azzurro pastello "Tu sei il male e io sono la cura". Con
questa fras... ( da "Unita, L'" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gheller Maria Stella Gelmini Mercoledì scorso Il Ministro Gelmini, con
la sua falsa ingenuità, ha candidamente chiesto a Vespa se è possibile
licenziare degli insegnanti di ruolo. Risposta: certo che no! Come se non si
sapesse che la scuola si regge anche sul lavoro di moltissimi precari, che dopo
moltissimi anni di lavoro in queste condizioni perderanno anche questa
possibilità.
Elezioni, il
centrodestra va unito ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pectore del Pdl e sponsorizzatissimo da Mariastella Gelmini. Al che,
qualcuno ha subdolamente cominciato a sospettare che quando qualche settimana
fa La Russa aveva mollato la presa sulla candidatura di Viviana Beccalossi al
Broletto, ripiegando su Palafrizzoni e la Provincia di Monza, un perché ci
fosse: ovvero l'atavica tendenza del premier a accontentare in ogni modo il
Carroccio,
Il decreto Gelmini
blocca i concorsi in quattro atenei
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da Siena a Trieste Il decreto Gelmini blocca i concorsi in quattro
atenei Gianni Trovati MILANO Nel 2009, niente concorsi in quattro università.
La prima applicazione effettiva del decreto Gelmini, che blocca il reclutamento
negli atenei che l'anno prima hanno dedicato agli assegni fissi al personale
più del 90% del Fondo ordinario,
Verso l'assunzione
oltre 18mila precari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è esclusa la scuola e l'Uni-versità, dove il ministro Mariastella
Gelmini ha annunciato un'altra verifica. Ieri il segretario generale della Fp
Cgil, Carlo Podda è tornato a contestare i dati del monitoraggio e la sua
rappresentatività. Critiche respinte da Brunetta: «Non rispondo più alla Cgil,
ho cose più importanti da fare».
Bossi alza il tiro
al Nord
Argomenti: Scuola
Abstract: dal ministro Gelmini. Però ha mollato solo in parte. Visto che - ecco
lo scambio - qualora Molgora venisse eletto, lascerebbe il suo posto al governo
proprio a Romele. Alla provincia di Torino invece alla fine l'ha spuntata il
Pdl con Claudia Porchietto, presidente delle associazioni piccole e medie
imprese di Torino,
"Città
Impresa" Il Festival apre il sipario
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a cui forse parteciperà il ministro Gelmini) e "Un nuovo
equilibrio dopo la crisi" (20.30). Tra le novità della seconda edizione
del Festival c'è anche il FestivalBus: un bus sightseeing con 70 posti, di cui
22 sul tetto panoramico porterà i passeggeri nei luoghi dell'innovazione e
della creatività.
A TRENTO LA QUARTA
TAPPA DEL ROADSHOW PMI DI CONFC
( da "WindPress.it" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Fioroni, Dellai a trento la quarta tappa del roadshow pmi di
confcommercio Arriva a Trento venerd`i 3 Aprile il Roadshow PMI di
Confcommercio, l'iniziativa itinerante su tutto il territorio nazionale che,
nel contesto della Prima settimana Europea delle PMI promossa dall'UE,
affronta, in ciascuna delle nove tappe previste,
A Trento la quarta
tappa del Roadshow PMI ( da "KataWebFinanza" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Interverranno, tra gli altri, il presidente di Confcommercio, Carlo
Sangalli, il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, l'onorevole
Giuseppe Fioroni e il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo
Dellai. 01/04/2009 - 11:09
A Trento la quarta
tappa del Roadshow PMI ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Interverranno, tra gli altri, il presidente di Confcommercio, Carlo
Sangalli, il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, l'onorevole Giuseppe
Fioroni e il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai.
01/04/2009 - 11:09
Scuola/ Pd
presenta petizione. Franceschini: Stop ai tagli
( da "Virgilio Notizie" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e subita dal ministro Maria Stella Gelmini e il Pd presenta una
petizione per lanciare una mobilitazione a tutela dell'istruzione pubblica.
Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni incontrano un gruppo di insegnanti nella
sede del gruppo parlamentare Pd alla Camera e annunciano una iniziativa del
partito sul tema scuola: "La nostra opposizione continuerà ad essere
durissima"
Casa, il
"piano famiglia" riapre i cantieri.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is
probably down. Try again later. Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog
di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili
Centro Pannunzio Comitati per
Franceschini: per
uscire dalla crisi il Governo rinunci ai tagli sulla scuola
( da "Rai News 24" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Economia e tacitamente subita dal ministro Gelmini. Invece la scuola
non è un comparto qualsiasi della pubblica amministrazione. E' inutile negare
l'evidenza e dire che i tagli non ci sono". "Ha senso - ha domandato
Franceschini - che mentre si parla di un piano per l'edilizia delle case per
rilanciare l'economia, il governo non permetta di allentare il Patto di
stabilita'
SCUOLA:
FRANCESCHINI, GOVERNO FERMI I TAGLI O TROVERA' MURO IN PD
( da "Adnkronos" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA: FRANCESCHINI, GOVERNO FERMI I TAGLI O TROVERA' MURO IN PD
PETIZIONE CONTRO RIFORMA GELMINI DETTATA DA SCELTE CONTABILI E NON POLITICHE
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 01 aprile,
ore 13:08
La Donazzan a De
Bona: Montagna da difendere anche davanti al ministro
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontrerà con il ministro Maria Stella Gelmini sabato prossimo 7
aprile». Oscar De Bona ha aggiunto che l'assessore Donazzan ribadisce così la
sua ferma posizione, già espressa anche in precedenti occasioni a Belluno, e il
suo assoluto impegno a difendere con forza la sopravvivenza delle strutture
scolastiche della montagna veneta.
Braccio di ferro
per la quarta: arriva il ministro
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Università e Ricerca Mariastella Gelmini per discutere le
situazioni di tutte le scuole interessate ai tagli del nuovo decreto
scolastico. Tra i moltissimi istituti che dovranno cambiare il loro ordinamento
rientrerebbe infatti anche quello di Lozzo che presenta una quarta elementare
di soli sette iscritti invece del numero minimo di dieci previsto dalla legge.
I genitori degli
alunni di Giarre temono i "tagli"
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma solo una generico impegno per scongiurare i tagli della
"Gelmini" temuti da numerose famiglie. Se ne sono così andati delusi
ed arrabbiati i genitori che hanno affollato l'aula consigliare. Irritati lo
erano già quando la maggioranza ha fatto difficoltà ad anticipare l'ordine del
giorno riguardante le possibili modifiche dell'organizzazione scolastica.
La scuola di Foen
è intoccabile ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, ma la stessa legge prevede una deroga per le scuole di
montagna. Non ci sono i presupposti per la chiusura del plesso di Foen». Elio
Sacchet, assessore del Comune di Feltre, ammette di non avere competenza in
materia di istruzione, le sue deleghe sono altre, ma spiega: «Mi sento parte in
causa perché la scuola di Foen è nella frazione dove vivo e sono stato
avvicinato dai
I sindaci hanno
preso sotto gamba il problema
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in seguito ai tagli "Gelmini-Tremonti", diverse scuole della
nostra provincia rischiavano la chiusura; gli stessi sindacati promossero anche
un incontro con gli amministratori locali per discutere la situazione e
concordare eventuali iniziative comuni. L'incontro fu disertato da gran parte
dei sindaci e amministratori, molti dei quali,
Fattoria sociale,
il piano prende vita ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dato il taglio che la legge Gelmini ha fatto agli organici dei
docenti». C'è solo da sperare «che le nostre istanze siano ascoltate e che sia
concessa una deroga in attesa della nuova scuola in via Geromina», sulla
realizzazione della quale non ha fornito alcuna data. Anche la Piazzola
ecologica è stata al centro del dibattito: chiamate in causa la strada di
accesso troppo stretta «
ERMINIA PELLECCHIA
NON è FACILE PENSARE DI PROPORRE UN'INTRAPRESA IMPROBABILE, MA...
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: eco nella riforma Gelmini. Decentramento anche per le funzioni
amministrative con tre dipartimenti a favore dei poli». E le facoltà? «Una
maggiore autonomia per favorire una riorganizzazione dell'offerta formativa e
per l'assunzione di nuovi compiti. Mi batterò per l'adozione di un codice etico
di grande spessore sui temi del reclutamento e della riorganizzazione.
TERESA BARTOLI
ROMA. UMBERTO BOSSI è RAGGIANTE. L'INCONTRO DI LUNEDì SERA AD ARCOR...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-04-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: alleanza ed il peso di un partito che - come ripete il premier -
«punta al cinquantun per cento». Così per Torino Bossi ha a lungo
controproposto la candidatura di Elena Macanti. E, alla fine, Berlusconi ha
ceduto su Brescia, sacrificando il nome già in pista (l'azzurro Romele,
sostenuto dal ministro Mariastella Gelmini).
Scuola,
Franceschini va all'attacco: "Stop ai tagli della riforma Gelmini"
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini" Tre le proposte sul tappeto per tutelare l'istituzione
pubblica: "Bloccare il licenziamento di 200mila precari, reintrodurre il
tempo pieno; investire per le ristrutturazioni degli edifici scolastici, che
cadono a pezzi” Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Riscrivi il codice
Nuovi itinerari da
valorizzare naccio ( da "Sicilia, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: partecipato dalle organizzazioni sindacali e dal ministero guidato da
Maria Stella Gelmini, possa a livello nazionale costituire le premesse perché
l'intervento regionale risulti proficuo e risolutivo. La Uil che in caso di
mancato accordo, annuncia una fine d'anno scolastico piuttosto
"calda", ha ribadito le proprie richieste: a) vanno confermati gli
incarichi annuali;
Non sulla nostra
pelle ( da "AprileOnline.info" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini vuole fare della scuola pubblica: liberarsene. Meno forte e
diffusa è invece la percezione di un disegno complessivo di destrutturazione
dei diritti e delle libertà che il governo sta portando avanti. C'è bisogno di
mettere insieme i pezzi che il governo vorrebbe divisi per restituire questo
attacco complessivo al mittente e riprenderci la possibilità di costruire il
nostro
A Trento la quarta
tappa del Roadshow PMI di Confcommercio
( da "Sestopotere.com" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini, l?Onorevole Giuseppe Fioroni e il
Presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai. L?appuntamento
per la stampa è a Trento, venerdì 3 aprile, alle ore 15.30 - sala di
Rappresentanza – Palazzo della Regione - Piazza Dante 16.
Missionarie della
libertà. Ecco le donne del Pdl
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, Elisabetta Gardini, il ministro per l' Ambiente
Stefania Prestigiacomo, l'onorevole Laura Ravetto, il ministro per le Politiche
Giovanili, Giorgia Meloni, il sottosegretario Michele Vittoria Brambilla, la
giovane onorevole Nunzia De Girolamo, Gabriella Carlucci, Irene Pivetti, Ramona
Badescu e tante altre.
Obama a Londra:
"Agire con urgenza" Brown fiducioso: "Sarkozy resterà"
Scontri fra polizia e manifestanti
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: giusto bloccare i tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini?La
Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono
i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?
Borse gelate e
auto 'supercoccolate' Tutti i capricci delle star di Hollywood
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: giusto bloccare i tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini?La
Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono
i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?
Casa Savoia si
mette in mostra Cimeli, ricordi e storia familiare
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: giusto bloccare i tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini?La
Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono
i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?
Il ciclone
Fiorello pronto al debutto "Nessuna polemica con Mediaset"
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: giusto bloccare i tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini?La
Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono
i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?
Rilasciati i
quattro manager in ostaggio Sarkozy: "Salverò io la Caterpillar"
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: giusto bloccare i tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini?La
Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono
i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?
Obama e Brown:
"Agire con urgenza" Merkel e Sarkozy: "Nuove regole"
Assaltata la Royal Bank of Scotland
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: giusto bloccare i tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini?La
Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono
i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?
( da "Stampa, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
ELEZIONI, ALLA LEGA ANCHE LA PROVINCIA DI VENEZIA Il
premier a Bossi "Io non voterò per il referendum" [FIRMA]UGO MAGRI
ROMA Sulle candidature del Nord, Berlusconi alza bandiera bianca. Sarà leghista
non solo (elettori permettendo) il presidente della provincia a Brescia, ma
pure a Bergamo, a Sondrio e pare certo a Venezia. Il Senatùr la racconta come
un personale trionfo, «Silvio mi ha chiesto: ci tieni proprio? Allora va
bene... E' un grande». Piangono invece quanti si erano appellati al Cavaliere, «non dare tutto questo spazio alla Lega nel Nord», da La Russa
alla Gelmini, allo stesso
avvocato del premier Ghedini. Resistenza vana perché Silvio ha un grosso
problema in sospeso con l'Umberto, meglio rasserenarlo con qualche provincia.
Il problema si chiama referendum. La Lega vuole farlo morire di indifferenza.
Maroni, ministro dell'Interno, insiste per tenerlo il 14 giugno, sette giorni
dopo le Europee e sette prima dei ballottaggi nei Comuni, così molti
prenderanno la via del mare. Guzzetta, leader referendario, spera che un
intervento di Napolitano possa anticipare il referendum al 31 maggio, quando la
nausea da urne non avrà preso il sopravvento. Il Presidente ha ascoltato ieri
Guzzetta con attenzione. Tuttavia la materia è complessa, non si capisce fino a
che punto il Capo dello Stato potrà dire la sua. E comunque Napolitano, uomo
prudente, attende di capire come si regoleranno i due grandi partiti. Se ci
fosse Veltroni segretario, i Democratici punterebbero al sì: premio di
maggioranza non alla coalizione che vince, ma al partito che ottiene più voti.
Cioè addio Lega e Italia dei Valori. Ma con Franceschini, adesso, la strategia
è un punto interrogativo. Peggio va nel Pdl, dove Berlusconi cerca la via
d'uscita. Da una parte lo stringe Bossi, che volendo può far cadere il governo;
dall'altra lo premono Fini e gli ex di An, i quali raccolsero le firme per il
referendum elettorale. Con l'aria di affrettarsi, il Cavaliere prende tempo:
«La prima riunione della Direzione Pdl», annuncia, «avrà come ordine del giorno
il referendum elettorale, ci sarà una decisione a maggioranza perché siamo un
grande partito democratico e io non sono un uomo solo al comando». Però la
Direzione (120 membri) dev'essere ancora nominata dal premier, se ne parlerà
quantomeno dopo Pasqua. L'unica certezza è che dal Pdl non verrà un «sì», anche
se sarebbe la scorciatoia verso il 51 per cento. Qualcuno (Quagliariello)
ipotizza la libertà di voto. La Russa esclude boicottaggi del referendum, «non
ci sarà un invito del Pdl a disertare le urne». Del Pdl no, ma di Berlusconi
probabilmente sì. L'altra sera ha sussurrato a Bossi: «Non preoccuparti,
Umberto. A votare il referendum io non andrò. E agli italiani lo farò sapere».
( da "Stampa, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
ELEMENTARI. CONSIGLIO DI CIRCOLO In 21 su 86 scelgono la
settimana corta Busca costretta a ridiscutere gli orari [FIRMA]MATTEO BORGETTO
BUSCA Tornerà all'esame del collegio docenti la delibera di abolizione della
settimana breve per tutti i bambini che da settembre inizieranno le Elementari
a Busca e in frazione Castelletto. L'ha deciso, l'altra sera, il Consiglio di
circolo, approvando a larga maggioranza la proposta del presidente, Mario
Risso, di ridiscutere il provvedimento dopo che, contrariamente alle
previsioni, 21 famiglie su 86 hanno avanzato richiesta di usufruire del
servizio. «Una percentuale del 25% di cui non si può non tener conto - dicono i
rappresentanti dei genitori -. La decisione ci ha colti di sorpresa, le
famiglie non sono state informate e va pertanto rivotata. Con 21 domande si può
tranquillamente fare una classe, accontentando quei genitori che per vari
motivi, soprattutto di lavoro, chiedono di avere i propri figli a casa il
sabato». La soppressione della «settimana breve» (27 ore dal lunedì al venerdì
con due rientri pomeridiani) riguarderebbe solo i nuovi iscritti. Rimarrebbero
immutati gli orari dei bambini che già la frequentano (classi dalla II alla V).
L'obiettivo della scuola è avere soltanto un corso con «settimana lunga» (lezioni
solo al mattino dal lunedì al sabato). «Nella confusione
della riforma Gelmini -
spiega il dirigente scolastico, Alberto Perassi - l'unica certezza è la
drastica riduzione delle risorse, umane e finanziarie. Confermando i due
diversi regimi, avremmo molte difficoltà organizzative. Una sola tipologia,
invece, garantirebbe risultati migliori dal punto di vista didattico ed
educativo».
( da "Corriere delle Alpi" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
di Francesco Saltini «Sulle primarie qualche taglio andrà
fatto» Martino: «Ne sapremo di più tra una settimana». E i politici promettono
aiuti BELLUNO. Una cosa è certa: qualche taglio sulla scuola primaria sarà
fatto. Anche se i responsabili del mondo della scuola confermano l'occhio di
riguardo per la montagna. Si è chiuso con un nulla di fatto l'incontro a
Venezia tra il dirigente scolastico regionale Carmela Palumbo e il dirigente
provinciale Domenico Martino: «Sapremo qualcosa di certo soltanto tra una
decina di giorni», sottolinea Martino. «E' assodato che Belluno, per la sua
situazione particolare di provincia montana, avrà parametri diversi rispetto
alla pianura, ma al momento non siamo in grado di capire l'entità dei tagli.
Tra una settimana sapremo qualcosa di più: con la situazione sottomano, potremo
cominciare a mettere mano agli organici». Ma è possibile fare delle previsioni?
«Assolutamente no. L'unico dato certo è che ci sarà una forte diminuzione di
docenti anche nel Veneto». A livello regionale c'è chi parla di tagli
sostanziosi soltanto per le scuole superiori... «Per quel che ne so, sarà il
contrario. Le scuole superiori rimarranno tali e quali, anche perché la riforma
ha interessato questi istituti solo in parte. Certamente il numero dei docenti
dovrà essere contratto anche qui, ma non certo quanto gli altri ordini di
scuola. Comunque, è presto per sbilanciarsi. Siamo alle prese con le scuole
primarie, dove alcune classi saranno sicuramente chiuse». Intanto, preoccupati
dalle ultime notizie, i bellunesi in Regione hanno iniziato a muoversi.
L'assessore Oscar De Bona ha avuto un colloquio con Elena Donazzan,
responsabile dell'assessorato all'istruzione: «Voglio tranquillizzare genitori,
insegnanti e amministratori pubblici locali», riferisce De Bona, «in quanto la
collega di giunta mi ha dato assicurazione che si attiverà senza indugio
mettendo in campo tutte le azioni necessarie per salvaguardare i plessi di
montagna. Per discutere di questa questione, s'incontrerà
con il ministro Gelmini
sabato 7 aprile. La collega Donazzan ha comunque ribadito il suo impegno a
difendere con forza la sopravvivenza delle strutture scolastiche della montagna
veneta». Interviene anche la Lega Nord: «La decisione in tema di scuola non
spetta alla Regione. Da Venezia possiamo soltanto fare delle pressioni
per convincere il ministro Gelmini e i dirigenti dei
vari uffici scolastici a tutelare la montagna». Sono le parole del consigliere
Gianpaolo Bottacin, che invita tutti a spostare l'attenzione sul nodo cruciale
della situazione: «Le decisioni su classi e scuole da tagliare non spettano all'assessore
Donazzan, perche, purtroppo, il settore dell'istruzione dipende solo da Roma.
Sono i dirigenti Palumbo e Martino a dover indicare dove e come tagliare. Io
sto raccogliendo le lettere di allarme speditemi da ogni angolo della
provincia, ma a Venezia non possiamo fare altro che essere i portavoce del
malcoltento popolare». «Mi sono fatto mandare le schede di varie scuole»,
aggiunge Dario Bond, «e ho chiesto un incontro urgente alla dottoressa Palumbo.
Voglio capire se ci sono margini di operatività, ma una cosa è certa: ci
batteremo con ogni mezzo a nostra disposizione, perché la scuola è un presidio
fondamentale per i nostri paesi».
( da "Corriere delle Alpi" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
«I più colpiti sono i precari» Domani in Provincia
incontro con i sindaci e Usp IL SINDACATO BELLUNO. «Adesso comincerà la guerra
tra poveri». Così il segretario della Flc Cgil, Francesco Corigliano, commenta gli esiti della finanziaria e della riforma Gelmini che si abbatteranno sulle scuole
di montagna e sul personale precario che vi lavora. E su quello che sta
accadendo, Corigliano, insieme con il segretario generale della Camera del
Lavoro, Renato Bressan, non evita di puntare il dito contro gli altri sindacati
«che nello stesso giorno in cui protestavano in piazza, hanno poi
sottoscritto il contratto della scuola e degli enti pubblici. L'unità sindacale
bisognava tenerla almeno nell'istruzione, patrimonio di tutti». Intanto, le
cifre sono allarmanti, non solo per quanto riguarda le classi che salteranno,
ma anche per il numero di docenti che saranno costretti a rimanere a casa. «In
provincia di Belluno saranno almeno una sessantina le maestre che non avranno
più un posto nel prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda le medie, poi, i
tagli saranno concentrati nelle materie letterarie e nell'educazione tecnica,
mentre alle superiori si taglieranno i laboratori e alcune materie in esubero,
soprattutto per quanto riguarda gli istituti tecnici e professionali». Il
problema, però, saranno le classi di 27-30 studenti. E a questo proposito
Corigliano lancia un appello ai dirigenti scolastici: «Mi appello ai presidi,
perchè non accettino un numero di studenti superiore a quanto le aule in loro
dotazione possono accogliere, visto che sono poche le scuole a norma con la
legge 626 sulla sicurezza: la responsabilità sarà dei dirigenti scolastici». Ma
che fine hanno fatto le promesse e le rassicurazioni fatte dall'assessore
regionale Elena Donazzan, più volte giunta a Belluno per dire che nessun taglio
avrebbe toccato la scuola di montagna? Per capirlo la Provincia ha indetto per
domani un incontro con sindacati e sindaci a cui è stato invitato anche il
resposabile dell'Usp, Martino. (p.d.a.)
( da "Corriere delle Alpi" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
di Laura Milano Contro i tagli scendono in campo i sindaci
Oggi vertice in Comunità montana De Bona: «Nulla è già stato deciso» Si
moltiplicano gli appelli per il rispetto delle deroghe per gli istituti di
montagna FELTRE. C'è chi, come Feltre, pungola il dirigente scolastico
«affinché siano applicate le norme per le realtà di montagna». E chi, come
Fonzaso, spera in un abboccamento con il ministro Gelmini per salvare la scuola di Arten.
O come Seren che ha bussato alle porte dell'ex provveditorato in tempi ancora
non sospetti per scongiurare l'interclasse. La Comunità montana feltrina invita
i sindaci ad un'azione unitaria da concordare oggi nella sede di via Rizzarda.
«Non abbiamo ancora sentito dalla viva voce dei sindaci quale sia la situazione
che riguarda le scuole a rischio», premette l'assessore comunitario Livio
Scopel. «Così abbiamo indetto una riunione, aperta a tutti gli amministatori
perché crediamo sia importante adottare una linea unitaria e fare quadrato
attorno a situazioni che di fatto possono penalizzare servizi e comunità di
montagna». Intanto la Regione getta acqua sul fuoco delle mobilitazioni
popolari, rappresentate da gruppi di genitori che difendono la scuola dei
figli. «L'assessore Elena Donazzan che il 7 aprile incontrerà il ministro Gelmini, ha dato ampie rassicurazioni sulle scuole di
montagna», spiega il collega bellunese Oscar De Bona. «Quello che posso dire
io, è che ogni ipotesi e ogni comunicazione che riguardino ridimensionamenti
scolastici nel Feltrino e nel Bellnese sono frutto dell'iniziativa autonoma
dell'ex Provveditorato agli Studi. La Regione non ha ancora deciso nulla». Il
Feltrino, e le sue scuole, sono in crisi di identità nel marasma di
interpretazioni fra quale comune possa essere considerato montano e quale invece
di fondovalle. La distinzione fa la differenza perché solo in montagna scatta
la deroga dei dieci bambini per fare una classe. A Foen, ad esempio, si rischia
grosso, ossia la chiusura della scuola perché mancano i numeri. E i genitori
sono angosciati. Il sindaco Gianvittore Vaccari rimpalla il problema al
dirigente scolastico del circolo didattico di Feltre, Plinio Zatta, e gli
trasmette una nota in cui, oltre ad esprimere «netta contrarietà ad ogni
modifica sia di limitazione dei punti di erogazione del servizio sia delle
modalità di esecuzione, non ravvisando i presupposti per una riduzione dei
plessi nel comune», gli fa presente alcuni dati. Senza fare nome e cognome,
nella nota si interpreta che a Foen c'è una significativa presenza di alunni
con sostegno e che la scuola di Villabruna, da sola, non è in grado di
accogliere bambini provenienti da Foen. A questo va aggiunto che non c'è un
sistema strutturato di trasporto scolastico. Vaccari chiede dunque che si
applichino le norme particolari per le realtà di montagna. Chi rischia? Oltre a
Foen, dove potrebbe abbattersi la scure dei tagli, c'è Seren del Grappa la cui
scuola elementare potrebbe sperimentare l'accorpamento della seconda e della
terza. A Meano di Santa Giustina non ci sono i numeri per fare la prima classe.
Il primo passo verso la fine considerato che si abbassa la media parametrica
per la sopravvivenza della stessa scuola. Per Arten potrebbe scattare la
deroga, nonostante l'ufficio scolastico provinciale non abbia nascosto la
volontà di fare un'unica scuola a Fonzaso.
( da "Giornale di Brescia" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 01/04/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia Broletto Verso il voto amministrativo Provinciali, Bossi strappa il posto per Molgora Il sottosegretario leghista
candidato presidente La Gelmini: le aspirazioni del Pdl erano legittime sarà il candidato del
centrodestra per il Broletto" title="Il sottosegretario all'Economia
Daniele Molgora sarà il candidato del centrodestra per il Broletto"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090401/foto/full_brescia_178.jpg',600,774)">
Il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora sarà il candidato del
centrodestra per il Broletto Dopo la notte del colpo di scena ad Arcore, si
rimettono in ordine tutti i tasselli della vicenda legata alla candidatura
unitaria del centrodestra per la presidenza della Provincia di Brescia alle
prossime elezioni del 6 e 7 giugno. Una vicenda iniziata mesi fa La riunione di
Arcore di lunedì sera in cui Berlusconi ha lasciato campo libero a Bossi per la
corsa al Broletto, a cui sarà candidato Daniele Molgora, è solo l'ultimo
capitolo di una vicenda iniziata mesi fa quando la candidatura del forzista
Giuseppe Romele sembrava blindatissima. Inizialmente la Lega non aveva avuto
niente da ridire tanto che lo stesso Romele ieri ricordava: «Avevo già iniziato
un percorso programmatico, ricalcando ciò che Paroli ha fatto lo scorso anno
per le Comunali». Ma con il passare delle settimane, il silenzio del Carroccio
è parso assordante, fino a quando addirittura a fronte delle prese di posizione
di La Russa e di Berlusconi, la Lega ha rimesso in discussione tutto. Il nome
indicato da via Bellerio è stato quello di Daniele Molgora, considerato
autorevole ricoprendo l'incarico di sottosegretario all'Economia. Il peso di
Bossi La questione Brescia che sembrava già risolta ad inizio anno si è
trasformata in una guerra di posizione e con il passare del tempo ci si è resi
conto che la candidatura di Romele si stava complicando, questo nonostante
anche l'impegno del ministro Mariastella Gelmini, che al
momento è l'esponente di maggior spicco del Pdl a Brescia. Si è così arrivati
alla serata di lunedì, paradossalmente all'indomani del festoso ed esaltante
congresso fondativo del Pdl. A quel punto Bossi ha fatto valere tutto il peso
della sua alleanza con Berlusconi che alla fine ha ceduto. E il Senatùr lo ha
raccontato anche ai cronisti ieri mattina presenti in Transatlantico.
«Berlusconi - ha detto il leader della Lega - mi ha detto ci tieni proprio?
Allora va bene...È un grande». Fuori Romele, dentro Molgora. Anche se ora pare
che per il rappresentante del Pdl si apra la possibilità di un posto
nell'Esecutivo come ha detto Berlusconi: «Un nostro esponente del Pdl
sostituirà nel Governo il candidato della Lega alla Provincia di Brescia». In
realtà i posti da sottosegretario del Ministero dell'economia sono due: uno che
sarà lasciato vacante da Molgora e quello libero dopo il decesso di Martinat.
Ma per le nomine c'è ancora tempo. Reazioni e scenari Il giorno dopo la
decisione presa dai leader, sono arrivate puntuali le reazioni. Il ministro
Mariastella Gelmini ieri pomeriggio ha dichiarato al
nostro giornale: «Nonostante le legittime aspirazioni del Popolo della Libertà
ad esprimere il candidato alla presidenza della Provincia - ha detto - ora ci
impegneremo al massimo per vincere la sfida delle Provinciali. Occorre
garantire a Brescia la continuità con il buon governo della Giunta Cavalli».
Più dura è stata la reazione di Viviana Beccalossi, che è la coordinatrice
bresciana in pectore del Pdl nel futuro prossimo. «C'è stupore e dispiacere per
la decisione presa. Resto convinta che a Brescia il Pdl poteva esprimere per il
Broletto un ottimo candidato. Detto questo l'indicazione del candidato leghista
sembra essere caduta dall'alto, tanto che ho l'impressione che non sia gradita
nemmeno alla base degli elettori leghisti». Ed infine la Beccalossi riserva un
affondo alla Lega: «Quella di Molgora, se sarà lui il candidato, mi sembra una
candidatura decisa da giochi politici che tanto stride con la politica delle
piazza da sempre pubblicizzata dalla Lega come proprio tratto distintivo».
L'uomo del Carroccio La Lega dopo aver ottenuto il Broletto si è presa un
giorno sabbatico: nessuna conferma ufficiale sul nome di Daniele Molgora. Anche
se già si sa che ieri il sottosegretario ha avuto incontri diretti con Bossi,
Calderoli e Giorgetti che gli hanno ufficialmente dato l'investitura di
candidato. Ieri il segretario provinciale, Stefano Borghesi ha smentito
innanzitutto qualsiasi malumore interno: «Se sarà Molgora, sarà una candidatura
autorevole. Ma la nostra soddisfazione è soprattutto legata al riconoscimento
del nostro valore sul territorio». Analoga la posizione dell'attuale
vicepresidente della Provincia Aristide Peli: «Molgora è un uomo di valore,
soprattutto per la sua esperienza in campo economico e le necessità del
territorio bresciano in questa difficile fase di crisi. Serviranno risposte
creative e con una certa inventiva per rilanciare l'economia della nostra
provincia. Molgora è l'uomo giusto». Carlo Muzzi
( da "Cittadino, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Precari, taglio per 95 docenti
lodigiani: la riforma Gelmini preoccupa i genitori n Saranno 95 i docenti
tagliati nel Lodigiano. La notizia è arrivata ieri come indiscrezione, ma
secondo il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Giuseppe Bonelli, «il
dato potrebbe essere vicino a quello reale. Domani (oggi, ndr) hanno convocato a Milano i funzionari degli
organici dei provveditorati lombardi e quindi immagino che si sapranno con più
precisione i numeri che ci interessano». Il taglio riguarda in generale gli
insegnanti precari del Lodigiano, soprattutto le medie che secondo le
previsioni fatte a livello regionale, dovrebbero essere i più tartassati. A
questi, poi, secondo i dati forniti dai sindacati, si aggiungeranno 58
lavoratori del settore Ata, personale tecnico e amministrativo. «Siamo messi
peggio di quanto pensassimo - spiega Mario Zafferri, esponente del comitato
lodigiano per la scuola pubblica -; i numeri ci preoccupano, sono tagli
consistenti che peseranno sulla qualità del servizio che le scuole potranno
offrire. Se le cose stanno così sarà da rivedere tutta l'organizzazione
scolastica. Noi confermiamo l'intenzione di continuare la nostra protesta. La
prima azione che metteremo in campo è di far sentire le nostre ragioni al
ministro attraverso la consegna di un documento al prefetto durante una
manifestazione: decideremo la forma più idonea. Ci avevano detto che erano 60
insegnanti in meno alle elementari, ora bisogna vedere come questi 95 si
distribuiranno. È una situazione che preoccupa, visto che per quest'anno le
superiori non dovrebbero essere toccate. I nostri timori trovano sempre più
conferma nei dati che man mano ci vengono comunicati. Non supereranno le 20
unità i docenti che andranno in pensione e non saranno più sostituti. Gli altri
75 saranno docenti precari che non saranno più richiamati. E questo è solo
l'inizio». Zafferri, che è anche un genitore, è seriamente preoccupato: «Già
non abbiamo più i soldi per pagare le supplenze - spiega -, se continuiamo ad
accorpare le classi per supplire alla carenza dei docenti in malattia la
situazione è proprio grave. Non si può dire che questa sia una scuola di
qualità: se le classi verranno accorpate, come si farà a fare didattica? Se va
avanti così, fra poco la situazione diventerà ingestibile».
( da "Giornale di Brescia" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 01/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Viaggio in Italia tra ministri e filosofi Vespa,
Cacciari, Gelmini,
Severino, Martinazzoli venerdì a Castenedolo durante uno dei precedenti
incontri " title="La sala civica dei Disciplini a Castenedolo durante
uno dei precedenti incontri "
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090401/foto/full_brescia_267.jpg',600,759)">
La sala civica dei Disciplini a Castenedolo durante uno dei precedenti incontri
Il libro è pure un pretesto, l'occasione per transitare lungo una patria
cangiante, la necessità di porsi allo specchio, uno diverso dall'altro e di
comporre le parti di una stessa facies, drammatica e serena, nei boom delle
nostre epoche, boom psicologico, economico e morale e nelle sue crisi. Frutto
d'intelligente pazienza Il libro di Bruno Vespa, vorrebbe essere uno di quei
libri che fa tappa nella nostra cronaca per dirci a che punto siamo del nostro
giorno e della nostra notte politica e sociale. Venerdì 3 aprile, dopodomani,
alla Sala Civica dei Disciplini di Castenedolo, il presidente del circolo Aldo
Moro, Giambattista Groli, inventore e organizzatore pure di questo evento, è
riuscito a radunare, con quella pazienza insistente e intelligente che lo
contraddistingue, un gruppo di personalità della vita politica e culturale
nazionale. Dopodomani, il parterre della sala dei Disciplini di Castenedolo,
locus privilegiato per manifestazioni di respiro, confermerà la ennesima scelta
di un dialogo di alto respiro. Dunque, venerdì 3 aprile, alle 20,45, alla sala
dei Disciplini, intorno al libro di Bruno Vespa, uno di quei tomi di curiosità
e di inediti e di aneddoti della patria nazionale e locale, siederanno e
interverranno il ministro Mariastella Gelmni, il prof. Massimo Cacciari,
sindaco di Venezia, il prof. Emanuele Severino, filosofo, l'on. Mino
Martinazzoli, libero pensatore di una repubblica sempre aperta tra l'ieri e
l'oggi e mai sostanziata in un preciso numero cardinale - prima, seconda,
terza, quarta o quinta repubblica -, moderando gli altri e se stesso, l'autore
medesimo, Bruno Vespa. Come la fiera del paese Il libro è come la fiera del mio
paese, esce immancabile ed è atteso da chi vuole la fiera e sbertucciato da chi
ce l'ha in ubbia, rabbioso ancora prima che venga annunciata la manifestazione.
Comunque, in ogni caso, il libro di Vespa è costituito da pagine privilegiate e
qualche volta scopre ciò che sta dietro il sipario, quanto si è mosso prima che
accadesse una vicenda. Ora, osservando la composizione del parterre, sperando
che non si leggano telegrammi sgradevoli di assenze più o meno giustificate -
gli organizzatori confermano le testimonianze scritte sui volantini - potremmo
finalmente vedere da vicino, qui a Castenedolo, il ministro dell'Istruzione, la
bresciana Gelmini, la quale ha il coraggio di decidere
e di far parlare di sé, al di là di ogni considerazione; ritroveremo il sindaco
Cacciari, spesso in grado di stimolare ostilmente i suoi e gli altri con quella
sua chiusura bartaliana, «non hanno capito niente, è tutto da rifare», che lo
rende simpatico ai radicali trasversali di ogni tempo. Il prof. Severino sarà,
di nuovo, il governatore della filosofia applicata alla vita, non neutrale
politicamente, ma educato dalla millenaria ironia della sua ipotesi scientifica
a ricercare il principio di contraddizione nel divenire della vita valoriale
nella comunità nazionale e mondiale. Vespa non potrà che ribadire il suo
"Porta a Porta" in una dimensione reale e non televisiva e ci potrà
offrire i raccontini, due a due e di gruppo, in cui si anticipano le importanti
consumazioni politiche e governative. Nume tutelato L'on. Martinazzoli,
"nume tutelato" senza bisogno di tutela, qui a Castenedolo, dove gli
vogliono bene come a un residente da sempre, per via di una frequentazione
generosa, mediata dal prediletto Groli, organizzatore di cento convegni di
successo. Martinazzoli, visto da vicino piacevolmente, l'altro ieri, al
Sancarlino durante la presentazione del libro su Andreotti, riserverà la
consueta profondità delle sue analisi, con la severità senza ostacoli di chi ha
vissuto congressi popolari, consigli dei ministri, convegni ovunque e di ogni
titolo, riservandosi uno stile e una lettura autenticamente colta perché
fondata sull'ascolto e su studi di prima mano. "Viaggio in un'Italia
diversa", il titolo del libro di Bruno Vespa, avvicina subito la curiosità
dei relatori sul senso e sul valore di questa "Italia diversa". Ci si
domanda, subito, diversa dove? perché? diversa negativamente o positivamente?
diretta dove? con chi? in che rapporto tra palazzo e popolo, in che stato di
democrazia? Dopodomani, se non arriveranno telegrammi squallidi, conosceremo le
risposte. «Questo libro di Bruno Vespa - sostiene Giambattista Groli - è
diverso da tutti i suoi precedenti: con le elezioni del 13 aprile 2008, la
scomparsa di sei partiti significativi nel panorama politico italiano e
l'ascesa al Campidoglio di un sindaco di destra, è cambiata la storia d'Italia.
Vespa racconta i retroscena di questa storica stagione politica... Un libro che
racconta quello che in Italia non va, ma che, a differenza di altri best seller
di denuncia, cerca anche le soluzioni per rinascere». Tonino Zana
( da "Giornale di Brescia" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 01/04/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:LETTERE A DESENZANO Il rispetto della zona cimiteriale nPrima la
realizzazione della discarica, adesso l'installazione di un bel cartellone di
colore giallo intenso, formato gigante, che pubblicizza l'attività di un
supermercato della zona, sono i nuovi elementi che contribuiscono più di altri
a caratterizzare il paesaggio che circonda il cimitero. In contrasto con le
leggi e le destinazioni d'uso, previste dal Piano regolatore, che vogliono le
aree attorno ai luoghi sacri libere da qualsiasi cosa, senza alcuna eccezione.
In mezzo al verde, sulla prospettiva del cimitero e senza niente attorno che la
possa disturbare si trova la nuova immagine pubblicitaria, con buona
soddisfazione di chi l'ha voluta e di chi l'ha approvata. Immagine che
percorrendo la tangenziale per Salò non si può non vedere. Questo, in una
città, dove i suoi abitanti vogliono conservare con amore ogni monumento e
ricordarne la sua storia, fatta di prove di civiltà. Meno peggio non è stato,
quando poco tempo prima, tra il cartellone pubblicitario ed il cimitero era
stata attivata una discarica per i rifiuti domestici particolari. Per
intenderci, quelli che non si possono buttare nei comuni cassonetti. Avevo
pensato che ciò fosse dovuto, forse, ad una distrazione o alla necessità di
indicare una ubicazione provvisoria per attivare l'inizio di un servizio
richiesto. Evidentemente mi sbagliavo, perché non è così. Infatti,
recentemente, la nuova Amministrazione ha completato le attrezzature della
struttura ch'erano rimaste incomplete. Aggiungendo l'edificio per il custode,
ripulendo per bene la zona interessata dalla discarica dotandola anche di
grandi contenitori, ben colorati, per mimetizzarne la loro presenza, indesiderata,
nella zona di rispetto cimiteriale. Per quanto ci possa essere buona volontà
nel non far «apparire» la discarica più di tanto, niente la potrà mai rendere
compatibile con i luoghi dove i valori cimiteriali possono solo essere
assoluti. Una sola cosa si potrebbe fare. Far sì che cartellone pubblicitario e
discarica vengano presto rimossi. Pier Giuseppe Ramella Desenzano SCUOLA Unico indirizzo di progettazione edilizia nLa questione scuola
affrontata dal ministro della Pubblica Istruzione signora Mariastella Gelmini è certamente complessa,
soprattutto perché sembrano inconciliabili i due termini dell'operazione; cioè
fare emergere la qualità effettiva dell'insegnamento, al di là delle ideologie
e nel contempo porre in atto notevoli risparmi nell'arco di tre anni.
Vorrei contribuire a far chiarezza in un particolare settore universitario di
mia approfondita conoscenza, lasciando ad altri di intervenire sulla sterminata
giungla degli indirizzi universitari ove pure è necessario approfondire e
sfrondare. Gli studi universitari dovrebbero avere una loro dignità, ben
diversa da quella dei corsi di formazione professionale. L'indirizzo
universitario sul quale la riforma Gelmini potrebbe
operare con notevole successo è quello della progettazione edilizia, ed architettonica.
Va da sè che un ingegnere sensibile e, come suol dirsi, dotato può produrre
architettura; di contro, con le attuali scuole di architettura un architetto,
nella presunzione di produrre sempre architettura, può darci edilizia scorretta
e viziata da insulsi formalismi. Così come stanno le cose, peraltro,
l'architettura mondiale è inquinata dall'azione dei grandi studi di ingegneria
come dimostra la corsa al più alto grattacielo e con costi fuori controllo
(vedi, ad esempio, il nuovo ponte di Venezia) riducendo gli architetti al ruolo
di comparse, fatte salve solo alcune forti personalità. I trenta piani, o forse
meno, dovrebbero rappresentare un limite mondiale anche in considerazione degli
aerei sia di linea che privati. Gli ingegneri, d'altro canto, non possono
accampare pretesti urbanistici quali le moltiplicazioni delle aree edificabili
con la ripetitività dei piani utilizzabili, ne tanto meno il «simbolismo»... È
vero che gli ingegneri, in fatto di architettura, hanno avuto la loro
importantissima funzione nell'Ottocento con i progetti di ponti, e le grandi
strutture per spazi pubblici, ma soprattutto nel rompere la tradizione degli
stili, che ora li si vorrebbe reintrodurre con una sorta di «cubismo» a favore
degli incapaci, unti dal potere (azzeramento del merito), o con il post-modern
che nei grattacieli si trasfigura in forme stranissime e imprevedibili e a
volte anche staticamente indefinite e pertanto con un surplus di struttura. La
formazione degli architetti? È sballata nella organizzazione universitaria che
sforna a raffica distintamente ingegneri civili e architetti. Questo è il
punto! Una sola ha da essere la scuola: o accentrando tutto nelle scuole di
ingegneria con la valorizzazione dell'insegnamento di caratteri distributivi e
ancor più quello di composizione architettonica, o eliminando ingegneria civile
concentrando tutto nelle facoltà di architettura valorizzando all'estremo gli
insegnamenti di meccanica razionale, scienza delle costruzioni nonché quello di
impiantistica. Nel nostro tempo, non ha senso pensare l'edilizia e
l'architettura come due categorie autonome, al limite una buona edilizia tende
all'architettura cioè a dire che l'architettura vera presume una corretta
edilizia. Che senso ha questa pletora di laureati, a volte decisamente
impreparati con una formazione standard più o meno a livello di un buon
geometra? Per di più con un minimo-alto garantito dalla legge per le loro
prestazioni spesso carenti se non, a volte, «dannose»? Fa male agli architetti
creando dei disadattati e fa male all'architettura creando solo fenomeni
mediatici peraltro non edificanti. Dunque, a mio avviso dovrebbe essere
predisposta in Italia una legge che preveda un solo indirizzo universitario di
progettazione edilizia, riducendo il numero dei laureati con severa selezione
di merito dei discenti e dei docenti e la concentrazione delle facoltà in 4 o 5
poli al massimo. Con i soldi risparmiati si dovrebbero costruire dei pensionati
studenteschi per consentire ai borsisti la rigorosa frequenza. Cioè quello che
in fondo, in fondo, voleva fare la vecchia scuola fiorentina di Michelucci e
Gori, dopo la liberazione nel finire degli anni Quaranta del secolo scorso.
Altre strade valide, in questo specifico indirizzo, a parere del sottoscritto,
non esistono. Arch. Lauro Boselli Brescia POLITICA «Sta nascendo la formazione
di centro» nLa storia si può ripetere. Il felice matrimonio tra FI e An ci
ricorda sotto molti aspetti l'unificazione tra il Psi di Nenni e il Psdi di
Saragat. Si fusero, ma conservarono le loro rispettive strutture e apparati.
Siamo convinti che An continuerà nel nuovo partito a mantenere la sua
compattezza ideologica e non si presterà ad inquinamenti. La nostra certezza
nasce dal fatto che Berlusconi non gradisce le vere riforme e neppure il Referendum
di Guzzetta e Segni. Ed inoltre molte cose lasciano pensare che non sopporta il
voto di preferenza in quanto i suoi candidati sarebbero penalizzati
dall'organizzazione del partito di Fini. Le liste bloccate lo mettono invece al
riparo da eventuali sorprese che uscirebbero dalle urne. Solo gli avvenimenti
futuri potranno smentire questa nostra ipotesi. Lo stesso Franceschini non
ritiene che le riforme abbiano una qualsivoglia priorità e il suo partito è
d'accordo con lui nel non sostenere l'election day. La confraternita dei
capi-partito vuole che il Parlamento rimanga un club di nominati e a nessuno
veramente importa che si sprechino così 400 milioni di euro. Anche le piccole
componenti partitiche escluse dal Parlamento seguono la moda delle fusioni a
freddo. In occasione delle europee, la sinistra radicale e le altre liste
minori hanno fatto alleanze strategiche. Il motivo principale non è però quello
di inviare propri eletti in Europa quanto piuttosto quello di raggiungere il
quorum e rimpolpare le singole casse vuote attraverso il rimborso elettorale.
Alla faccia dei cassintegrati, dei precari e dei disoccupati. Quello che
avevamo previsto si sta avverando. La fuga di ex-margherita verso il centro è
già cominciata. L'onorevole Pierluigi Mantini ha da poco lasciato il Pd. È solo
l'inizio. Dopo le europee ci sarà l'emorragia verso la nuova formazione di
centro che sta per nascere. Bisognerebbe che qualcuno dica al giovane
Franceschini che le sue esternazioni di marcata sinistra non hanno sortito benefici
effetti. Anzi, hanno arrecato disagio in molti elettori. Alcuni suoi compagni
di partito sostengono: «siamo passati dal loft al left». Nando Mascherpa
Coordinatore Regionale «Moderati-Riformisti» SOCIETÀ CHE CAMBIA Le critiche dei
«grandi» ai giovani d'oggi n«I giovani d'oggi», «le nuove generazioni»: sono
questi gli appellativi che più frequentemente si sentono sospirare dagli
adulti, con una nota di rimprovero nella voce, per riferirsi a noi ragazzi del
XXI secolo. Parole gratuite d'accusa non mancano mai sulle bocche dei «grandi»,
sempre pronti a criticare le «nuove generazioni», etichettando i giovani come
individui incapaci, senza spina dorsale, senza arte né parte. Quello che noi
adolescenti percepiamo, oggi, è la sempre più diffusa tendenza dei «grandi» a
considerarci come una macchia di inchiostro sulle pagine sgualcite del loro
«esemplare» passato. E, forti del fatto che il tempo ha ormai portato via con
sé la loro giovinezza, ci ripetono che noi siamo il futuro e che, proprio per
questo motivo, dobbiamo rimboccarci le maniche. Il compito che ci viene
assegnato è dunque quello di migliorare un mondo che ai nostri occhi appare
invivibile e di combattere per riscattare non solo noi stessi, ma anche tutti
quei giovani di un tempo, oggi diventati adulti, che in passato non hanno avuto
la forza o la voglia di agire per migliorare un mondo che ci hanno, invece,
consegnato incancrenito ed oppressivo. La realtà che le generazioni di oggi
devono brutalmente affrontare non si basa più su alcuna certezza. Tutto è
andato via via peggiorando e chi è vissuto prima di noi, pur vantandosi di
essere appartenuto ad una generazione migliore di quella odierna, non ha fatto
nulla per impedire questo dilagante fenomeno. Voi adulti non rappresentate gli
esempi necessari per darci qualche certezza a cui poterci aggrappare. Non siete
un esempio voi, né i politici, né gli amministratori, né quei soggetti da
palcoscenico che popolano i «reality» e l'ambiente televisivo. Non abbiamo
modelli veri e sani a cui guardare con speranza. Lasciati in balìa della nostra
naturale inesperienza ci sforziamo di sopravvivere, spesso sbagliando, alle
realtà che si sono andate creando: il bullismo, l'idea del branco, la
convinzione che alcol e droga ci rendano qualcuno. E il mondo che ora noi conosciamo
non è altro che la conseguenza inevitabile delle azioni che i «grandi» non
hanno compiuto in tempo utile, quando erano loro a rappresentare il futuro. È
troppo facile e conveniente, ora, scaricare colpe e doveri su di noi. Noi
giovani non c'entriamo nulla. La colpa è vostra. Noi paghiamo le conseguenze
della vostra inerzia, guardando con tristezza e rassegnazione al mondo che ci
avete lasciato. Alessandra Sofia Valentini Liceo E. Fermi II classico Salò Cara
Alessandra Sofia quanto pessimismo e, se mi permette, con qualche punta di
rancore. Il rapporto tra generazioni non è una novità e, tutto sommato, alla
fine si risolve in luoghi comuni! Nulla di nuovo sotto il sole. In fondo
l'unico vero antidoto alla giovinezza è invecchiare. VIABILITÀ Il progetto
della strada Cedegolo-Cevo nLe chiedo ospitalità in riferimento ad un articolo
apparso sul suo quotidiano nell'edizione di sabato 28 marzo 2009, nella pagina
dedicata alla Valle Camonica, in merito alla fase esecutiva della progettazione
della strada S. P. 6 da Cedegolo a Cevo. La precisazione è d'obbligo perché la
rappresentazione fatta del Sindaco di Cevo, non corrisponde a quanto è
realmente avvenuto. La premessa d'obbligo è che la viabilità in oggetto è la
via più breve che gli abitanti di Andrista , Fresine e Valle di Saviore,
possono percorrere per raggiungere il fondovalle. All'indomani delle elezioni
amministrative del 2004, che ha insediato le attuali Amministrazioni Comunali,
in sede di Giunta dell'Unione dei Comuni, su sollecitazione del Sindaco di
Saviore dell'Adamello, si è affrontato il tema degli interventi di messa in
sicurezza del tratto tra Cedegolo e Cevo. Gli interventi erano resi ancora più
urgenti dagli episodi di smottamento che ad ogni nuovo scroscio d'acqua,
interrompevano il transito degli autoveicoli e mezzi pubblici. La richiesta
d'intervento, presso l'Amministrazione Provinciale, era resa difficile
dall'atteggiamento dell'Amministrazione di Cevo, che nonostante il tracciato si
sviluppi quasi interamente sul suo territorio e attraversi due sue frazioni:
Fresine e Andrista, non era propensa agli interventi preposti, sia perché
indisponibile a concorrere finanziariamente, sia perché orientata a
privilegiare la S. P. 84 che sale dal Comune di Berzo Demo. Nel corso del 2005
e 2006, ho presentato emendamenti al Bilancio di previsione, miranti ad
intervenire sulla strada provinciale in oggetto. L'atteggiamento della Giunta e
dell'assessore alla partita Mauro Parolini non è stato di preclusione; infatti,
pur non accogliendo gli emendamenti, la Provincia si è detta disponibile ad
inserire nel piano triennale 2007-2009 delle apposite postazioni di bilancio.
Inizialmente di Euro 600.000,00 per ogni anno, con la compartecipazione dei
Comuni interessati per 200.00,00 Euro. Poi per una sola annualità, oggetto
dell'accordo di programma richiamato dall'articolo, per 800.000,00 Euro, dei
quali
( da "Alto Adige" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Senza conoscere esattamente alcuni dati oggettivi sullo
status quo della scuola e sui dettagli della legge ... Senza conoscere
esattamente alcuni dati oggettivi sullo status quo della scuola e sui dettagli
della legge è facile incorrere in giudizi superficiali, ma qualche riflessione
di carattere generale è comunque possibile. La più "banale" riguarda
il voto in condotta e il grembiulino
"tuttieguali" proposto per le scuole elementari. Onestamente non vedo
cosa ci sia di male in questo provvedimento, o nell'insegnare ai ragazzini ad
alzarsi quando entra l'insegnante, o nel punirli quando usano un comportamento
ineducato. Così non vedo motivo di criticare (la Gelmini non c'entra) la proibizione di
usare il cellulare in classe o le sanzioni esemplari per i bulli o gli studenti
che imbrattano e danneggiano la propria scuola. Specie in tempi di magra, mi
pare pure cosa buona che si cerchi di capire come si possano risparmiare dei
soldi amministrando meglio quello che c'è. Purtroppo, dalla fine della
guerra in poi non mi risulta che nessun governo si sia davvero preoccupato di
rivisitare senza preconcetti politici "tutta" la scuola nel suo
complesso (elementari, medie, università), come se l'interesse per i giovani che
saranno classe dirigente non fosse una garanzia per la nazione del futuro. Ben
venga quindi qualcuno, come la Gelmini, che attiri
l'interesse sulla scuola. Qui però cominciano le perplessità a cominciare dalle
cifre apparse sulla stampa. Fermando l'attenzione sulle università, la realtà
che conosco un po' meglio, ci sarebbero 37.000 cattedre in meno con tagli
soprattutto al sud. Trascurando al momento, per problemi di spazio, i
drammatici problemi umani delle persone coinvolte nella riduzione,
soffermiamoci sui numeri in assoluto:
( da "Gazzetta di Modena,La" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Il Ministero rimandato sul voto in
condotta La preside Cedolin: «Aumentano le insufficienze? Serve maggiore
chiarezza» «Fenomeno fisiologico Non c'e stata escalation dei somari»
L'Istruzione superiore modenese secondo i dati diffusi nei giorni scorsi
presenta all'esito del primo quadrimestre con quasi 20 mila insufficienze e 172
«5 in condotta». Abbiamo interpellato la preside del
presidi, Mariangela Cedolin del Barozzi. Preside, un fallimento? «Non direi
fallimento, ma è innegabile che i dati forniti dal Ministero dimostrerebbero un
preoccupante aumento di insufficienze, ma bisognerebbe capire meglio se la
comparazione è fatta con riguardo agli esiti finali o ai risultati del primo
quadrimestre dello scorso anno. E' comprovato che nel primo quadrimestre si
registra un numero maggiore di insufficienze. I dati se ben analizzati indicano
solo un lieve peggioramento del profitto... Infatti ritengo non vi sia stata
un'inaspettata escalation dei somari, come sintetizzato da qualche sbrigativo
organo di stampa, ma che il fenomeno si riveli fisiologicamente costante;
potremmo anzi dire «patologicamente» costante, visto che il sistema di
istruzione continua a produrre tassi di insuccesso incompatibili con le
esigenze di un paese economicamente evoluto». Cosa la preoccupa di più? «Il
grado di disaffezione e l'incapacità di impegnarsi con senso di responsabilità
da parte degli studenti pesa, ma mi preoccupa maggiormente è che alle scuole
autonome non vengono assegnate risorse economiche adeguate per attivare
iniziative di sostegno e recupero». I dati riguardanti i
( da "Gazzetta di Modena,La" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Al Wiligelmo sta fuori anche il 6
La maggioranza viaggia tra 8 e 9 Il voto in condotta è entrato ufficialmente a far parte della pagella di ogni studente. Secondo la legge del 30 ottobre 2008 la valutazione
«deve rispondere ad un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile
e culturale dello studente». Cosa
significa questo per una scuola modenese? Al Wiligelmo non ci sono state
insufficienze in condotta, nessuna. E la maggioranza
degli studenti ha preso 8 o 9. Per quanto riguarda i voti più bassi, non si
sono presentate situazioni da
( da "Tempo, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Di MarzioIn un incontro tra la direttrice didattica
e i genitori degli alunni, è emerso che tale numero di
nuovi iscritti consentirebbe all'istituo di rientrare nei limiti imposti dalla
legge Gelmini Tre bimbi
possono salvare la scuola L'Ufficio scolastico provinciale si pronuncerà a
breve, altrimenti nel 2010 si chiude Luca Francescangeli Servono tre bambini in
più per salvare la scuola elementare di Piani di Poggio Fidoni. Solo tre
bambini in più. Sarebbe proprio questo, infatti, lo scarto minimo che
permetterebbe all'istituto Di Marzio (nella foto), che ospita anche un asilo,
al momento fuori pericolo, di far partire la prima classe a settembre. Questo è
quanto emerso dall'incontro di ieri pomeriggio tra la direttrice didattica
Carla Felli e i genitori degli alunni, che si erano subito opposti con forza
all'ipotesi della chiusura, decretata dai tagli della riforma Gelmini. Anche il consigliere comunale Fabio Nobili si era
subito schierato in difesa della struttura. L'accordo salva-scuola sembra essere
fattibile ma non c'è ancora l'ufficialità, perché l'ultima parola spetterà
all'Ufficio scolastico provinciale che dovrà confermare gli organici e la
decisione non arriverà prima della prossima settimana. Se questa soluzione non
dovesse andare a buon fine, la Di Marzio sarebbe destinata a chiudere dal
settembre 2010, mentre il prossimo settembre non vedrebbe partire la prima
classe. La vicenda della scuola di Piani di Poggio Fidoni (54 alunni in tutto)
è esemplare di quel che potrebbe succedere, e in buona parte sta già
succedendo, a Rieti e provincia, un territorio in cui spesso esistono
microscuole con pochi alunni, che sarebbero da chiudere, ma che svolgono una
funzione importantissima per le famiglie, altrimenti costrette a lunghi viaggi
per portare i propri figli a scuola. Da qui l'allarme lanciato nei giorni
scorsi da sindaci e sigle sindacali, sulla necessità di salvaguardare il
diritto costituzionale all'istruzione di tutti i reatini, tenendo conto delle
specificità del territorio. Una necessità della quale è ben consapevole anche
l'Ufficio scolastico provinciale, che però si trova nella scomoda situazione di
dover tagliare e far quadrare i conti. Di sicuro altre scuole reatine saranno
destinate a chiudere nelle prossime settimane ed è facile pronosticare nuove
accese polemiche. Staremo a vedere.
( da "Alto Adige" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
A lezione dal professor Uto Note e parole di Ughi per
quasi 700 attentissimi studenti IL VIOLINISTA ROBERTO RINALDI BOLZANO. Un
Auditorium deputato alla musica classica strapieno di giovani non è frequente a
vedersi. è quello che è accaduto ieri mattina in occasione della prova generale
dell'orchestra Haydn (ieri sera tutto esaurito il concerto a Bolzano e oggi
alle 20.30 la replica al Santa Chiara di Trento), diretta da Yves Abel e con la
presenza del violinista più illustre che possa vantare l'Italia, in doppia
veste di solista e divulgatore agli studenti presenti: 642 di tutte le scuole
cittadine, medie inferiori e superiori, classi di Castelrotto, Caldaro, Laives,
Scena, Selva. Ad accompagnarli in platea c'erano anche 56 insegnanti. Uto Ughi
entra in palcoscenico e subito parte un applauso spontaneo, segno che gli
studenti lo riconoscono per aver ricevuto una preparazione a scuola, come ci
confermano due docenti del Liceo Classico Carducci, Ivan Dughera e Angela
Maggipinti: "I ragazzi si sono dimostrati meravigliosi e ben disposti ad
apprendere, provano un sincero gusto per il bello e a scuola, grazie al
sostegno del nostro preside Marco Mariani, abbiamo svolto un percorso
propedeutico alla musica, inserendo anche il repertorio lirico, altrettanto
importante. Un progetto valorizzato da un gruppo di lavoro per sottolineare
l'importanza dell'educazione musicale nelle scuole. I ragazzi partecipano con
attenzione". In effetti tra i tanti visi adolescenziali si notava un misto
tra stupore e ammirazione i musicisti dell'orchestra e per Ughi, il quale prima
di iniziare a suonare ha spiegato con parole semplici chi è stato Ciaikovski:
"Uno tra i più importanti compositori al mondo dotato di una grande
capacità melodica russa. Amava molto anche l'Italia e ha lasciato scritto delle
lettere di ammirazione, specie per la città di Firenze, da lui molto amata.
Come amava moltissimo Mozart. Diceva che la sua musica gli trasmetteva serenità
e allegria - ha spiegato il violinista con il suo prezioso Guarnieri in mano -
ora invece ascolterete un musica scritta in riva al lago di Ginevra, eseguita
da tutti i virtuosi del mondo". A quel punto Ughi ha dato dimostrazione
del suo talento straordinario, eseguendo il Concerto per violino e orchestra
op. 35 di Ciaikovski, suscitando negli studenti l'applauso ripetuto di
frequente, ogni qualvolta il direttore Abel fermava l'orchestra per dare
istruzioni ai professori d'orchestra. Al termine della prova Ughi ci ha accolti
nel suo camerino per le sue prime impressioni della lezione-concerto.
"Sono stati tutti in silenzio e questo è già un ottimo risultato. I
ragazzi vanno introdotti alla musica classica con molta cautela e gradualità,
facendo ascoltare loro compositori come Vivaldi, Haydn, Mozart, scegliendo
brani orecchiabili e cantabili. Bisogna essere accorti e intelligenti -
prosegue Ughi - e io ho a cuore l'educazione musicale tra le nuove generazioni.
Sono stato dal ministro dell'istruzione Gelmini per convincerla a realizzare una
mia idea nata nel Festival di Roma che ho fondato. Una tournée nazionale con
un'orchestra giovanile che suoni una volta al mese in tutte le scuole, con
ragazzi provenienti dai conservatori. Mi ha concesso il suo patronato".
"Le scuole musicali italiane - ha aggiunto - hanno una tradizione che va
mantenuta sana e sacra, in nome della fiaccola della tradizione. Altro che
chiudere i teatri", è il monito finale di Ughi, un riferimento non casuale
alla polemica innescata da Alessandro Baricco sulla necessità o meno di
finanziare il teatro con denaro pubblico.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
LODIGIANO pag. 6 Cento cattedre in meno I tagli decisi dal
Ministero colpiscono le elementari di GAETANO ECOBI LODI TAGLI, TAGLI, tagli.
Dopo le tante discussioni, dopo le diverse interpretazioni di una riforma, quella operata dal Ministro Gelmini, con molte visioni contrastanti, ecco finalmente i primi numeri
effettivi, che confermano le pessimistiche previsioni di chi (nel Lodigiano era
sorto un comitato Genitori, con sede nella Bassa) si è sempre dichiarato
convinto che quello del «taglione» fosse l'unico criterio. E che le
assicurazioni riguardanti il rispetto della volontà e della scelta delle
famiglie fossero state tradite al momento di tirare su i conti. Nei giorni
scorsi sarebbe approdata sui tavoli dell'Ufficio Scolastico Provinciale la
nuova situazione degli organici per quanto riguarda gli istituti scolastici
della Provincia di Lodi. È D'OBBLIGO usare il condizionale, perché al momento
non c'è alcun riscontro effettivo di voci che comunque sono già rimbalzate fra
le organizzazioni sindacali e nelle stesse segreterie scolastiche. Ebbene i
«posti-cattedra» che verrebbero sottratti nel Lodigiano sarebbero in tutto 98,
con il settore della scuola primaria a risultare, ancora una volta, quello
maggiormente penalizzato. Ben 51 infatti saranno i docenti in meno nella scuola
elementare (sui 914 attuali, dei quali 832 su posti comuni, 28 per la lingua
straniera, 54 per il sostegno degli alunni con handicap), contro i 7 della
scuola dell'Infanzia (ora sono 266, dei quali 10 di sostegno) ed i 20 ciascuno
della scuola secondaria di primo e secondo grado (attualmente gli insegnanti
sono 562 alle medie inferiori, 783 alle superiori). Allarme dunque soprattutto
nella scuola primaria, dove il tempo pieno non solo rischia di non venire
concesso laddove è stato richiesto (quasi dappertutto), ma pure subirà danni
non indifferenti dove sembrava essere ormai consolidato. «Se davvero verrà
confermato l'orario delle otto ore per gli alunni affermano alcuni genitori di
bambini che frequentano le scuole elementari del terzo circolo didattico di
Lodi e a Codogno si andranno sicuramente ad eliminare tutte le compresenze,
costringendo di fatto ad escludere attività importanti come il recupero per i
bambini maggiormente in difficoltà ed i laboratori». TRA I DOCENTI la
preoccupazione riguarda anche il destino dei sovrannumerari: 51 non sono pochi
ed interessano i quattro circoili didattici di Lodi città, i due di
Sant'Angelo, le direzioni didattiche di Codogno, Casalpusterlengo e Somaglia,
le scuole primarie appartenenti agli istituti comprensivi di Livraga, Maleo, Tavazzano,
Lodi Vecchio, del Cazzulani (Massalengo), di Borghetto Lodigiano, Castiglione
d'Adda, Zelo Buon Prersico e Mulazzano. Saranno utilizzati per le supplenze?
Oppure per l'integrazione degli alunni stranieri? O dovranno trovarsi altre
sistemazioni? L'Usp i Lodi ha istitutito una commissione apposita per
affrontare la questione ostica: di essa fanno parte due dirigenti scolastici
(Rosy Prudente, secondo circolo didattico di Lodi e Stefano Taravella, ora a
Sant'Angelo, ma ex dirigente del Provveditorato) nei quali è riposta grande
fiducia affinché si trovino soluzioni quanto meno accettabili pur in una
situazione di grande precarietà.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
LODI pag. 4 Provinciali, l'accordo c'è Il candidato per
ora no Lodi il solo punto scoperto: Pdl o Lega? di GUIDO BANDERA LODI UN PARTO,
ma podalico. A far nascere la candidatura del centrodestra non basta nemmeno un
ostetrico dotato di forcipe. Ieri in mattinata, mentre Bossi e Berlusconi
annunciavano al mondo che «sulle provinciali tutto era risolto», nel Lodigiano,
periferia dell'impero, le discussioni continuavano fino a notte fatta. Brescia,
dopo un lungo tira e molla, è finita nelle braccia della Lega, che la chiedeva
a gran voce da tempo. Incoronato Daniele Molgora, a casa il
gelminiano Romele. Nella grande lotteria delle «compensazioni» agli sconfitti
di Brescia, Lodi doveva passare a Forza Italia, semplicemente per non
sbilanciare troppo il bottino di candidati a favore del Carroccio. Una logica
ferrea. Talmente ferrea da essere quasi subito smentita dalla realtà.
CHE LODI spettasse al Pdl lo si è creduto fino alle tre di pomeriggio, poi
qualcosa si è guastato. Se il candidato, infatti, fosse spettato alla Lega, con
ogni probabilità, immediato sarebbe stato l'annuncio di un incarico a Pietro
Foroni. Ma Forza Italia un nome forte e incontestabile non ce l'aveva pronto.
Così: giro di consultazioni immediate fra i vertici locali dei partiti di
centrodestra e fra Lodi, Milano e Roma, alla caccia dei referenti nazionali che
potessero dare una mano a sbrogliare la matassa. Anche perché al vertice di
Arcore fra Silvio e Umberto, tra una nomina alla Fiera e la partita delicata su
Brescia, certo non c'era molto tempo da dedicare al caso Lodi. Da Forza Italia,
dopo il (presunto) via libera, avevano proposto nomi che sono già circolati
ampiamente nelle scorse settimane: Adriano Croce e Antonio Biancardi. Ma per
l'avvocato della Bassa e il «castellano» di Maccastorna, niente da fare.
Semaforo rosso, questa volta da parte di An, oggi a pieno titolo nel Pdl. Altri
nomi di Forza Italia? Ce ne sono. Dallo stesso segretario Claudio Pedrazzini a
un eterno e immarcescibile Stefano Buzzi. Ma nel frattempo le ore passavano e dovunque
in Lombardia, da Lecco a Pavia città, fioccavano le scelte e gli annunci di
candidature. Lodi, unica cenerentola con Cremona, aspettava inutilmente. Anche
perché il problema vero è che la Lega, in queste settimane, è stata l'unica a
tirare fuori un nome e a farlo circolare costantemente. Tanto da rendere quasi
naturale la sua «incoronazione», in caso la corsa spettasse al Carroccio. In
Forza Italia, invece, non sono mancate in questi mesi le «autocandidature».
COLONNELLI, graduati o soldati semplici che un pensierino alla corsa in
Provincia l'hanno fatto e si sono proposti. Nel caso la scelta fosse caduta su
uno di loro, però, il rischio sarebbe stato quello di vederli (segretamente) in
lotta l'uno con gli altri, compromettendo l'equilibrio del partito. Davanti a
questa prospettiva, per la serenità dell'intera coalizione, a questo punto una
soluzione sarebbe quella di affidare la corsa alla Lega, anche se nel gioco
dello scacchiere lombardo il Carroccio ha già ottenuto molto. Oggi, finalmente,
si saprà qualcosa. Anche se, conti alla mano, il Pdl è in vantaggio.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
TENNIS: I RISULTATI DEI CAMPIONATI UISP A SQUADRE MASCHILI
2009 Al Gardone Val Trompia il titolo provinciale indoor Si sono svolte al Tc
Gambara le finali del campionato provinciale indoor a squadre maschili, un
appuntamento tradizionale per la Lega Tennis e che quest'anno ha visto ai
nastri di partenza ben 23 squadre e 140 atleti, con la partecipazione di
squadre mantovane (Mutti & Casari di Castiglione D/S) e bergamasche (T.C.
Rogno). Alla fine a contendersi la vittoria finale sono state le squadre del Tc
Gardone V.T e del Tc Bovezzo. La finale è risultata entusiasmante e combattuta.
È stato il Bovezzo a segnare il primo punto con la vittoria di Giacomo Soldo su
Diego Contessi ( 6/2;6/3). A pareggiare per il Gardone era Diego Fusi sconfiggendo
il combattivo Riccardi Giulio (6/2;6/1). Si giungeva così al doppio decisivo
dove Diego Fusi, mattatore della finale, ben coadiuvato da Emilio Lena la
spuntavano su Alessandro Romagnoli/Giuseppe Novaglio (6/4;6/2) dando la
vittoria finale e il titolo di campione al Gardone. Al
termine le premiazioni con rinfresco alla presenza del presidente della Lega
Tennis Uisp Alberto Gelmini
e dell'assessore allo Sport del Comune di Gambara Tiziana Panigara. Un grazie
particolare in primis a tutte le squadre che si sono date battaglia sui campi,
senza tralasciare lo spirito collaborativo che da sempre animano tutte le
manifestazioni Uisp; ai gestori e ai soci del Tc Gambara che hanno
ospitato la finale; ai responsabili dei campionati Salami Stefano e Scarpetta
Giuseppe col supporto di Monica Frizzarin e Barbara Maccagni, nonché all'intero
consiglio direttivo della Lega Uisp.
( da "Messaggero Veneto, Il" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pordenone Prima un convegno sulla
"pagella" di Legambiente alle sedi scolastiche La pagella sulla
qualità delle scuole di Pordenone firmata Legambiente vale il nono posto in
classifica, nel dossier Ecosistema 2009. Numeri e discussione aperta dal
presidente di Legambiente-scuola e formazione Vanessa Pallucchi apriranno il
convegno promosso dal Comune "La qualità della scuola: spazi scolastici e
ambienti formativi", domani alle 16.30 nell'ex convento di San Francesco. «La riforma Gelmini ha riportato al centro dell'attenzione il dibattito sulla scuola
- ha detto l'assessore Gianantonio Collaoni, motore dell'evento con il sindaco
Sergio Bolzonello -. La riflessione sulla qualità della scuola si impone,
quindi, per ciò che attiene all'istruzione e per l'aspetto educativo. Il
dibattito partirà dalla ricognizione degli spazi scolastici: uno spazio
accoglienze è il presupposto dell'attività didattica efficace». Nel report di
Legambiente le scuole dell'obbligo del Friuli Occidentale sono al 17º posto per
qualità dell'edilizia (punteggio di 70,87) e al numero 11 si piazzano le
superiori (65,26 punti). Il dato positivo sta alla voce sicurezza. Arretrano le
strutture dell'istruzione locale nel punteggio del rischio dell'edilizia,
rispetto al 2008: dal 17º al 39º gradino in 12 mesi, con punti -7,29 (13mo nel
2007). L'inchiesta sulle buone pratiche, realizzata in 157 Comuni e Province
mette Pordenone al 16º posto. Per le pratiche "eco" a scuola
(bio-mensa, raccolta differenziata, scuolabus) aveva agguantato il 13º
piazzamento nazionale nel 2008 (era numero 14 nel 2007). (c.b.)
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA pag. 8 Scuola, lettera alla Gelmini: Garantire la qualità del
sistema' SEI NUOVE SEZIONI per le scuole d'infanzia statali; la costituzione di
tutte le classi a tempo pieno volute dalle famiglie per le scuole elementari e
di quelle a tempo prolungato per le medie; la riduzione del rapporto alunni/classi
in ogni ordine di scuola. Sono queste le principali richieste contenute
nel documento approvato dalla Conferenza provinciale di coordinamento
dell'istruzione che è stato inviato al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, all'Ufficio scolastico regionale e ai parlamentari
modenesi. «Siamo molto preoccupati per la significativa riduzione di risorse in
organico prevista per l'Emilia Romagna che spiega Silvia Facchini, assessore
provinciale all'Istruzione rischia di compromettere la qualità di un'offerta
formativa che a Modena è sempre stata solida, capillare e coerente rispetto ai
bisogni sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Quello che
chiediamo è quindi di garantire anche per il prossimo anno scolastico i livelli
di funzionamento consolidati nelle scuole di ogni ordine e grado». IL DOCUMENTO
sollecita il ministero a ripianare i debiti pregressi nei confronti delle
scuole, a ripristinare integralmente il fondo previsto per il 2009 e ad
assegnare tempestivamente le risorse finanziarie necessarie per le supplenze e
il pagamento dei corsi di recupero. Propone inoltre l'approvazione di una norma
che stralci le spese obbligatorie dai bilanci delle scuole esonerandole anche
dal pagamento degli oneri per le supplenze di lunga durata e degli esami di
maturità, dopo che il precedente governo ha esonerato gli istituti dalle spese
per Tarsu e supplenze per maternità.
( da "Tirreno, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pisa Ateneo, ecco dove si taglia e si accorpa
Come sarà l'offerta didattica per il prossimo anno accademico PISA.
L'università di Pisa ha redatto un quadro, facoltà per facoltà, ridisegnando
l'offerta didattica. Un passaggio obbligato imposto dal decreto ministeriale
270 del 2004 dell'allora ministro Moratti. I decreti attuativi ci sono e il
ministro attuale, Mariastella Gelmini, vuole che siano applicati. L'università di Pisa, come tutti gli
atenei italiani, ha rimodulato l'offerta didattica che partirà dal prossimo
anno accademico, ma prima l'ultima parola spetterà al ministero. Noi abbiamo
ascoltato gli studenti rappresentanti nelle varie facoltà per farci disegnare
un quadro futuro dell'offerta didattica. E non mancano le sorprese come
l'accorpamento del corso di laurea in Cinema Musica e Teatro che, nonostante i
suoi 900 iscritti, termina il suo percorso di autonomia o l'azzeramento di
lauree triennali come Scienze Economiche o Controllo qualità del farmaco. In
questa ricerca, ci hanno aiutato gli studenti della lista Sinistra Per cui si
sono aggiunti anche rappresentanti dei Collettivi. Il materiale che abbiamo
raccolto è vasto ed oggi pubblichiamo la prima parte. «Sinistra per - dice Maurizio
Falsone, rappresentante in Senato Accademico - ha monitorato questo difficile
momento e ha contribuito affinché il dm 270 diventasse un'opportunità di
efficace ripensamento dell'offerta didattica, contrastando le posizioni
conservative di chi voleva solo tutelare interessi particolari».
Sull'applicazione della riforma, ci sono luci e ombre. «Finalmente sono stati
accorpati corsi troppo simili fra loro - dice Falsone - e che erano stati
istituiti senza una vera esigenza didattica, dall'altra in certi casi sono
prevalse logiche di parte mantenendo distinti corsi accorpabili o accorpando
corsi che meriterebbero maggiori investimenti. Questi cambiamenti dimostrano
che è importante progettare l'offerta didattica sul lungo termine. Già oggi è
necessario attivare nuovi corsi solo se c'è la reale intenzione di investire su
di essi, altrimenti si rischia solo di illudere gli studenti. L'esperienza di
Cinema Musica e Teatro o di Scienze delle comunicazioni è esemplare: crediamo
che siano corsi utili, il numero di iscrizioni lo conferma, ma poiché adesso le
risorse umane e didattiche mancano dovranno chiudere. Il nostro ateneo, che non
è da annoverare fra quelli maggiormente colpevoli in Italia, dovrà comunque
munirsi, più di prima, di strumenti contro la proliferazione ingiustificata dei
corsi». Domani sarà pubblicata la seconda parte della nostra inchiesta.
( da "Nuova Ferrara, La" del 01-04-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta
di Modena,La) (Gazzetta di Reggio)
Argomenti: Scuola
Arrivano le sanzioni ai maestri per il 10 politico a
scuola Oggi incontro sulla Longhena. Frabboni: per me è crollato il mito del
Cinese BOLOGNA. Una conferenza stampa per rendere noti contenuti delle sanzioni
ricevute dagli ispettori del ministero dell'Istruzione. E' convocata oggi alle
13 dalle maestre delle scuole elementari Longhena di Bologna, che stanno
ricevendo gli addebiti dopo l'ispezione dell'Ufficio scolastico provinciale per
il 10 dato in pagella ai loro alunni alla fine del primo quadrimestre. Si terrà
al Circolo Pavese in via del Pratello e parteciperanno anche gli avvocati degli
insegnanti e i genitori. Intanto, sul caso delle Longhena c'è chi dice che «è
crollato il mito» di Sergio Cofferati, il Cinese. Lo sostiene Franco Frabboni,
presidente dell'Istituto regionale per la ricerca educativa (Irre)
dell'Emilia-Romagna, che ieri mattina era ospite del convegno organizzato in Cappella
Farnese a Bologna dalla Flc-Cgil, sulla riforma della
valutazione scolastica voluta dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Frabboni non nomina
espressamente il sindaco di Bologna, ma è comunque lampante il bersaglio della
sua critica. Cofferati fu uno dei primi a deprecare il gesto delle maestre
delle Longhena, sostenendo il dovere di lasciare fuori i bambini dalle
manifestazioni di protesta. «Da questo palazzo - attacca Frabboni -
sulle Longhena sono venute parole molto dolorose, da parte di chi è sempre
stato considerato un mito. Ci è crollato un mito - manda a dire il presidente
dell'Irre - a causa delle sue valutazioni dissennate». Contro il Governo, tira
dunque le somme Frabboni, «la Cgil è rimasta l'ultimo baluardo», anche a livello
nazionale. «Sulla riforma della scuola non c'è mediazione la scuola italiana
degli ultimi 30 anni è stata medagliata più volte a livello europeo ed è figlia
nostra. E' un trenino primavera, che il ministro Gelmini
sta cercando di far deragliare».
( da "Giorno, Il (Milano)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
RHO BOLLATE pag. 24 Associazioni dei genitori Ora saranno
coordinate CESATE CESATE STA PER nascere un coordinamento che metterà in
comunicazione associazioni e comitati genitori di Cesate, Garbagnate e Arese e
che potrebbe estendersi presto ad altri comuni. A proporne l'istituzione,
durante un incontro alla scuola media Morante di Garbagnate
sulle ricadute della riforma Gelmini, è stata Enza Cucchi, referente per la Lombardia del
Coordinamento nazionale comitati e genitori della scuola. L'idea è stata accolta
con interesse dai comitati presenti. Donato Celano, presidente
dell'associazione Genitori Scuola in marcia, è stato invitato a fare da
capofila del coordinamento, che potrebbe costituirsi già settimana
prossima. Oltre all'associazione di Cesate hanno aderito comitati genitori
delle scuole del primo e secondo circolo di Garbagnate e il comitato genitori
del liceo Falcone e Borsellino di Arese. «Speriamo - commenta Donato Celano -
di poter presto estendere il coordinamento anche ai comitati di Novate, Bollate
e Solaro. È l'inizio di un cammino che ci consentirà un'azione coordinata sul
territorio e che può portare buoni frutti per le scuole della zona». S. L.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
LETTERE E OPINIONI pag. 12 «Ici: multa per un nulla»
«Sanzionata ma a conguaglio avevo pagato 65 euro in più» DALLA PARTE DEI
CITTADINI Caro Carlino, ho ricevuto dal Comune una notifica di accertamento Ici
2006. Avevo versato l'acconto inferiore di 65 euro (rispetto al 50% del totale)
e su questo sono stata sanzionata di 26 euro, anche se nel conguaglio ho
versato 65 euro in più. Una nuova legge del 2006 stabiliva che i versamenti
dovessero essere del 50%, io non la conoscevo e i bollettini riportavano semplicemente
la dicitura "acconto" e "conguaglio". Quindi: -65 euro + 65
euro = 26 euro di sanzione. Per giungere a questa operazione sono stati intorno
a me ben 7 dipendenti comunali: il messo che doveva consegnarmi l'accertamento
io non ero in casa , 2 dipendenti nei grandi saloni del municipio che mi hanno
indicato il percorso, altri 2 dipendenti che mi hanno guardato la cartolina
verde che tenevo in mano senza che io chiedessi niente, e finalmente la
dipendente che mi ha consegnato la notifica senza darmi spiegazioni. La
spiegazione l'ho avuta da un altro dipendente, gentile e paziente, all'ufficio
delle Entrate in via mons. Luigi Maverna, il quale mi ha ripetuto più volte e
fotocopiata la nuova legge. Quanto è costata questa operazione? Allora dico
evviva gli evasori, evviva Brunetta ed evviva anche la Gelmini che sta riformando una scuola
che mi ha insegnato che -65+65 = 0. Ho 60 giorni di tempo per pagare e anche il
Comune ha 60 giorni per annullare una ridicola sanzione. Clara Gennari ) PONTE
DELLA PACE Grave degrado e rifiuti gettati Caro Carlino, La zona sotto il ponte
della pace è ormai un'area di evidente degrado, utilizzata come
discarica di rifiuti e come immondezzaio per gettarci anche quotidianamente ciò
che dovrebbe essere buttato tra i rifiuti. La situazione è intollerabile: sia
per il degrado che caratterizza questa zona, sia per l'evidente disprezzo per
l'ambiente ed i residenti ostentato da chi tutti i giorni getta rifiuti di ogni
genere dal ponte. Tutti sappiamo bene di chi si tratta, sia i passanti, sia i
residenti. Ma probabilmente, come per altri problemi di inquinamento ed incuria
che interessano quest'area, non c'è la volontà sufficiente per controllare.
Lettera firmata Image: 20090401/foto/3265.jpg
( da "Giorno, Il (Milano)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
MILANO ATTUALITA' pag. 4 Iscrizioni, vince con distacco il
tempo pieno Già scelto dal 91 per cento delle famiglie, si affermerà sempre
più. In crescita anche la popolazione scolastica: di 6.700 alunni di
GIAMBATTISTA ANASTASIO MILANO LA RASSICURAZIONE dal ministero: «Il tempo pieno
non è a rischio». Il riscontro dei numeri: sempre più famiglie chiedono di
iscrivere i loro figli proprio in classi a tempo pieno. A Milano si parte da
una percentuale già altissima: nell'anno in corso, il 91,19 per cento delle
classi della primaria è a orario prolungato. Nel prossimo anno scolastico la
percentuale salirà ancora, al 91,94 per cento. Nell'ipotesi che venissero
accolte tutte le richieste, le classi prime a tempo pieno, sempre alle
elementari, passerebbero dal 92,72 al 94,48 per cento. In Lombardia, le classi
con lezioni anche al pomeriggio aumenteranno del 2 per cento, dal 43,88 al
45.87 per cento. DATI INDICATIVI dello scarso appeal del
tanto discusso modello Gelmini (24 ore settimanali di lezioni) e dei moduli a orario ridotto.
Questo quanto emerso ieri mattina dalla sede dell'Ufficio scolastico regionale
della Lombardia. Dopo la protesta dei sindacati lombardi, in via Ripamonti, a
illustrare i tagli all'organico dei docenti e la riorganizzazione dei cicli di
studio di elementari, medie e superiori indotti dalla Finanziaria, sono
arrivati, dal ministero dell'Istruzione, Giuseppe Cosentino e Luciano
Chiappetta, rispettivamente, capo dipartimento dell'Istruzione e direttore
generale del personale della scuola. Per il prossimo anno scolastico la
Lombardia perderà 3.998 docenti, così suddivisi: 696 cattedre in meno alle
elementari, 2.255 alle medie, 1.047 alle superiori. Nel frattempo la
popolazione scolastica lombarda è già data in aumento: dietro ai banchi,
nell'anno scolastico 2009-2010 siederanno, secondo il ministero, 6.700 alunni
in più rispetto all'anno in corso, già prevista l'aggiunta di 35 classi (da
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
n. 78 del 2009-04-01 pagina 6 Le maestre protestano e per
400 bambini niente scuola di vela di Roberta Bottino Con l'iniziativa «Capitani
coraggiosi» due mesi di lezioni e regata alla Fiera (...) con picchi di oltre
mille iscrizioni - spiega Gianluigi Rossi, presidente dello Yacht Club -.
Proprio quest'anno, in cui festeggiamo il decimo anno della manifestazione
"Capitani Coraggiosi", volevamo fare le cose in grande e speravamo in
un numero di classi maggiore. Purtroppo però, ci sono arrivate una serie di lettere
da parte di molte maestre "poco coraggiose", in cui si legge che per
protesta contro la riforma Gelmini
non è loro possibile far fare ai propri alunni corsi e attività
extrascolastiche». Risultato? Una ventina di scuole per un numero di iscritti
che si aggira attorno ai 400 bambini, ma soprattutto piccoli marinai che
quest'anno non potranno ammainare le vele della fantasia e del divertimento a
causa di prese di posizione che nulla hanno a che fare con la loro crescita e
la loro istruzione. Insomma, dopo l'Onda di protesta degli studenti,
arriva l'Onda delle maestre che si oppone ed è più forte delle onde del mare.
«La nostra intenzione è sempre stata quella di avvicinare gli alunni delle
elementari al mondo marino - aggiunge Rossi -. Anche quest'anno collaboriamo
con l'Acquario di Genova e con esperti velisti e subacquei che faranno
esplorare ai bambini il profondo blu del mare in tutti i suoi aspetti per
amarlo e rispettarne le bellezze». Due mesi di lezioni che culmineranno a
giugno con una gara a staffetta nello specchio acqueo davanti alla Fiera di
Genova, in cui le varie classi si sfideranno per vincere la regata e diventare
i «capitani coraggiosi» del 2009. «È un'iniziativa fantastica - dice il velista
Mauro Pelaschier -. È indispensabile per una città di mare insegnare ai propri
ragazzi l'arte di navigare. Grazie a questa manifestazione i bambini possono
avvicinarsi ad uno sport sano, a contatto con la natura e decisamente unico».
«Il nostro obiettivo è quello di divulgare la cultura del mare - precisa
Stefano Angelini, responsabile dei servizi educativi dell'Acquario di Genova -.
Quello che devono imparare i ragazzi è non solo amare il mare ma soprattutto
rispettarlo. I corsi verranno suddivisi in due parti: una sportiva e una
informativa. Noi ci occuperemo di approfondire gli argomenti sull'ambiente
marino e di spiegare ai bambini i diversi gruppi di vertebrati e invertebrati
che popolano il mare. L'interesse e l'entusiasmo che ci hanno sempre
manifestato i ragazzi ci appaga e dà un senso profondo a questa iniziativa».
Nelle precedenti edizioni, molte le adesioni da parte di scuole dell'entroterra
ligure. «Pensare che gli alunni di questi istituti, non proprio vicini al mare,
si sono sempre rivelati come i più bravi dei vari corsi» commenta Rossi. Peccato
però che quest'anno ad alcuni piccoli «pirati» sia stato proibito di sognare e
di sentire le onde frangersi sulle leggere imbarcazioni, che grazie alla
fantasia, potevano trasformarsi in bellissimi galeoni carichi di insegnamenti.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Tirreno, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Prato Pin e Università, nuova convenzione Resta
l'alleanza, ma si temono i tagli Fioravanti: «Sono 113 le aziende che si
rivolgono ai nostri laboratori Oltre 1.600 gli studenti» PRATO. Il sistema
universitario reagisce alla crisi candidandosi a diventare elemento cardine per
un rilancio del tessuto produttivo locale. Un segnale che ha trovato conferma
nel rinnovo della convenzione fra Pin e Università di Firenze, una trattativa
in fase di compimento utile a stabilire l'entità dei finanziamenti per il polo
universitario pratese. Lo ha reso noto il rettore dell'Università di Firenze
Augusto Martinelli, intervenendo all'inaugurazione dei corsi di laurea 2008/09
della sede di Prato dell'ateneo fiorentino. «Quest'anno scade anche la vecchia
convenzione - ha dichiarato facendo riferimento al fatto che si tratta anche
del suo ultimo anno di rettorato - Quella nuova avrà una struttura diversa e
sarà ultimata entro il mese di aprile. Sono convinto che proprio in questa fase
di crisi economica - ha proseguito Martinelli - la sfida dell'innovazione e
l'alleanza con l'Università di Firenze rappresentino una strada necessaria da
percorrere». Dunque, un'esperienza vincente quella del polo universitario di
Prato, ma che potrebbe essere rivista alla luce dei
provvedimenti della riforma Gelmini nei confronti dei decentramenti universitari: «Dopo una crisi
così prolungata ci prepariamo ad affrontare l'anno dei tagli, il 2010. Se ci
saranno - ha aggiunto - il sistema difficilmente reggerà». Alla cerimonia hanno
partecipato anche il presidente della Provincia Massimo Logli e il sindaco
Marco Romagnoli, entrambi sostenitori di una più profonda sinergia tra
mondo accademico e imprenditoriale a vantaggio del tessuto produttivo locale.
Questa integrazione è un'esperienza che dal 1992, quando nasce il polo pratese,
va via via consolidandosi. «Sono 113 le aziende che si rivolgono ai nostri
laboratori per elaborare insieme a noi progetti di ricerca e tentare la carta
dell'innovazione - ha dichiarato Maurizio Fioravanti, presidente del Pin - Le
risorse del polo universitario sono aperte ai bisogni del territorio e
rappresentano una prospettiva concreta di sviluppo». Anche sul versante
dell'offerta formativa, i corsi vanno adeguandosi alle esigenze del distretto
produttivo. I cambiamenti riguardano soprattutto le facoltà di Scienze
politiche ed Economia. Con la prima è stato introdotto il corso in
"Scienze del Lavoro" (ex relazioni Industriali e sviluppo delle
risorse umane), un percorso che consente di svolgere tutta la carriera di studi
presso la sede di Prato, finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio, Cciaa
e Unione industriale. La facoltà di Economia presenta invece "Management,
internazionalizzazione e qualità" che ha sostituito l'ex marketing e Internazionalizzazione.
La facoltà di Ingegneria introduce il corso in "Automazione ed
impianti" della branca dell'elettronica, sostenuto dalle aziende Sirio Spa
e Cooperativa Cellini. Da quest'anno è attivo anche un corso in Ingegneria
meccanica. Non ci sono invece cambiamenti nelle facoltà di Lettere e Medicina.
Il polo è frequentato da 1600 studenti di cui il 20% fuori sede: 400 sono i
nuovi iscritti. Barbara Burzi
( da "Tirreno, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Poggio a Caiano. Boom di nuovi iscritti alle primarie, ma
i genitori hanno l'incognita del tempo pieno Scuole elementari e medie,
superata quota mille POGGIO A CAIANO. Le scuole poggesi sfondano il tetto dei
mille studenti tra elementari e medie inferiori. Il prossimo settembre i banchi
degli istituti comunali ospiteranno infatti 1.001 alunni (a questi andrebbero
aggiunti quelli della Sacro Cuore). Il boom si è registrato soprattutto alle
elementari e in particolare alla Lorenzo Il Magnifico dove sarà creata una
nuova prima sezione proprio per venire incontro alla crescita di iscritti che
complessivamente sono
( da "Centro, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Regione «Scuola e opere pubbliche, disastro
Pdl» Lolli (Pd): tagli e soldi dirottati così il governo cancella l'Abruzzo
L'AQUILA. «Ho un altro stile, agli insulti non rispondo. Cerco di stare nel
merito dei problemi sperando di trovare delle soluzioni». Giovanni Lolli
parlamentare del Pd respinge al mittente «il livello e il tono della polemica».
Il risentimento è verso il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De
Matteis esponente del Movimento per le autononomie che ha sferzato Lolli in
merito ai tagli che subirà la scuola in Abruzzo. «Tagli sbagliati», osserva
Lolli, «che metteranno in ginocchio tante famiglie e l'istruzione. Le
conseguenze sono arrivate anche in Abruzzo. Le cattedre tolte sono
( da "Unita, L'" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Marco Lombardi Pallettoni azzurro pastello "Tu sei il
male e io sono la cura". Con questa frase, sabato scorso in televisione,
"Cobra" Stallone stendeva a forza di pallettoni i nemici della
società. Mi sono allora domandato quanto enorme sia il male necessario a
legittimare un altro bombardamento, di un'artiglieria colore azzurro pastello,
che grossomodo contemporaneamente stava imperversando nei nostri teleschermi.
Costretti dal maltempo nelle quattro mura domestiche, durante i pasti e fra
questi, servizi lunghi, lunghissimi, interminabili sulla convention del PdL.
Renato Roberti Il malaffare paga Il giornalista Inglese John Hooper non ha
timore di affermare che se Berlusconi non fosse sceso in politica sarebbe
finito in prigione. A noi, invece, con la bufala che non si deve demonizzare,
la "censura" di destra e di manca tappa la bocca. Riflettiamo.
Corruzione di politici e finanziamento illecito di partiti, falso in bilancio
ed esportazione illecita di capitali, corruzione della Guardia di Finanza,
corruzione di Giudice, corruzione di testimone. Il malaffare paga: Presidenza
del Consiglio; Presidenza della .......... (che Dio non voglia!). Marilena Gheller Maria Stella Gelmini Mercoledì scorso Il Ministro Gelmini, con la sua falsa ingenuità, ha candidamente chiesto a Vespa se
è possibile licenziare degli insegnanti di ruolo. Risposta: certo che no! Come
se non si sapesse che la scuola si regge anche sul lavoro di moltissimi
precari, che dopo moltissimi anni di lavoro in queste condizioni perderanno
anche questa possibilità. Claudio Cossu Ferdo, Frank, Milos, Aloiz Ho
preso l'altro giorno una stradina un po' appartata, verso l'Osservatorio
dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, imboccando un viottolo a sinistra della
via che dalla frazione di Basovizza porta al paese di Pesek. Proprio qualche
metro prima dell'Osservatorio, circondato da quattro magnifici alberi di alto
fusto, si erge una pietra che reca scolpiti quattro nomi. Bidovec Ferdo,
Marusic Frank, Milos Zvonimir, Valencic Aloiz. E' un monumento semplice,
sobrio, ma bellissimo, porta i colori della libertà, dell'eguaglianza, della
lotta contro il fascismo. Non sono state fatte colate di cemento né musei di
sorta, né si ergono minacciose croci che svettano verso il cielo. Mi sono
fermato e ho ricordato. Sono i giovani fucilati all'alba del 6 settembre 1930,
il giorno dopo della sentenza numero 29 emessa il 5 settembre 1930 dal
Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato. Qualche giorno più in là sono
tornato e ho portato per quelle giovani vite spezzate dal piombo fascista un
simbolo della mia riconoscenza, un fiore rosso come il loro sangue, il fiore
della perenne gratitudine per il sacrificio che essi hanno compiuto per noi. Mi
sono tornate in mente, allora , le parole di Primo Levi:..." e ancora, e
ancora tutto questo potrebbe succedere.." Paolo Fanti Giovani e anziani
Sapete cosa fa diversi gli anziani dai giovani? Dato per scontato che entrambe
le generazioni siano animate da buone intenzioni, nelle persone anziane, di
fronte ad un futuro incerto, scatta l'istinto della conservazione. La paura di
perdere i diritti acquisiti, ottenuti con dure lotte li costringe loro malgrado
a difendere le strutture sociali ed economiche esistenti, mentre a voi giovani
manca il "sogno" per il quale battersi. Il Pd ora dovrebbe stimolare
i giovani a definire obbiettivi e proposte che possano arricchire la fantasia
in modo da essere capaci di impostare la lotta politica per realizzarli. Ezio
Pelino La sanità in Abruzzo Dal 20 marzo, in Abruzzo, è scattata una tassa salata
per chi si ammala: il ticket sui farmaci è stato moltiplicato per quattro. La
dissennata politica sanitaria regionale, a partire dai tempi del gasparismo
fino all'era Del Turco, la pagano i malati. Lo ha deciso il commissario del
governo Berlusconi, quello che non avrebbe mai messo le mani nelle tasche dei
cittadini. Solo tasse, nessuna riforma strutturale. La voragine continua a
inabissarsi. Gli ospedali sono 21, uno per ogni campanile. Senza contare le
cliniche private, che assorbono oltre un terzo delle risorse pubbliche.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Elezioni, il centrodestra va unito --> Lega e Pdl,
accordo raggiunto. I candidati sono Pirovano in Provincia e Tentorio in Comune
Mercoledì 01 Aprile 2009 CRONACA, pagina 14 e-mail print Partita chiusa. Pdl e
Lega hanno chiuso l'accordo per le candidature alle amministrative di giugno, e
per Bergamo è tutto confermato: Franco Tentorio a Palafrizzoni, Ettore Pirovano
in Provincia. Il primo era già stato investito del ruolo dal Pdl, il secondo
dalla Lega: mancavano solo gli ok incrociati. Tutti insieme appassionatamente,
quindi, con il più il Carroccio che porta a casa la Provincia di Brescia,
sfilandola al Pdl, cioè a Forza Italia. Che non l'ha presa male, malissimo. Il
via libera dalla cena di Arcore L'accordo è stato chiuso lunedì sera nelle
tradizionali cene di Arcore a casa Berlusconi, alla presenza dei maggiorenti di
Pdl e Lega: lo stesso premier, Umberto Bossi, Ignazio La Russa, Roberto
Calderoli e Giulio Tremonti, tra gli altri. E dai, e dai, il senatur ha
convinto Berlusconi a fare un passo indietro su Brescia, con buona pace
dell'azzurro Giuseppe Romele, candidato in pectore del Pdl
e sponsorizzatissimo da Mariastella Gelmini. Al che, qualcuno ha subdolamente cominciato a sospettare che
quando qualche settimana fa La Russa aveva mollato la presa sulla candidatura
di Viviana Beccalossi al Broletto, ripiegando su Palafrizzoni e la Provincia di
Monza, un perché ci fosse: ovvero l'atavica tendenza del premier a accontentare
in ogni modo il Carroccio, basta che non crei problemi di sorta. Tattica
che Bossi sa usare gran bene, va detto. I mal di pancia degli ex azzurri C'è
chi per un attimo ha persino temuto uno scossone agli assetti lombardi (e chi
ancora ci spera, ma ci torneremo poi...), ma la partita si è chiusa con il mero
passaggio di consegne sulla Provincia di Brescia: Romele giù e il sottosegretario
all'Economia Daniele Molgora su. Scelta tra l'altro, si mormora, appoggiata da
Tremonti stesso, un po' ai ferri corti ultimamente con l'esponente leghista. Il
problema però diventa Forza Italia, o meglio il Pdl lombardo nella parte -
ampia e ampiamente maggioritaria - che fino a poco tempo fa era colorata
d'azzurro e che ora si ritrova con il cerino in mano. Nella fattispecie un -
dicasi uno solo - candidato di punta in questa tornata amministrativa. Trattasi
di Guido Podestà che sfiderà Filippo Penati e il centrosinistra alla Provincia
di Milano e al quale andrà anche la carica di coordinatore regionale del Pdl.
Per il resto solo posizioni di retroguardia. Basta scorrere la lista ufficiale
consegnata alle agenzie ieri sera e sottoscritta da Massimo Corsaro per il Pdl
e Giancarlo Giorgetti per la Lega: l'accordo vede Guido Podestà (Pdl) candidato
alla Provincia di Milano, Daniele Molgora (Lega), alla Provincia di Brescia,
Dario Allevi (Pdl) alla Provincia di Monza e Brianza, Daniele Nava (Pdl) alla
Provincia di Lecco, Franco Tentorio (Pdl), a sindaco di Bergamo, Ettore
Pirovano (Lega, alla Provincia di Bergamo, Alessandro Cattaneo (Pdl) a sindaco
di Pavia e Massimo Sertori (Lega) alla Provincia di Sondrio. Poi ci sono ancora
le caselle vacanti, quelle di sindaco e presidente della Provincia di Cremona e
di presidente a Lodi: nel comunicato si legge che saranno tutte e tre indicate
dal Pdl, e facilmente andranno in carico all'area degli ex azzurri, ma con
tutto il rispetto possibile si tratta di posizioni meno «pesanti» rispetto a
Brescia, Bergamo e Monza. In taluni casi anche dall'esito nient'affatto
scontato. Unica consolazione, il posto lasciato libero da Molgora nella squadra
di governo sarà preso da un esponente del Pdl. Lombardo. Chiaro che i bresciani
si aspettino uno dei loro, ma potrebbe non essere automatico. Qualche disperato
tentativo... Dietro le quinte, ma con possibilità di successo che definire
risicate è benevolo, c'è chi sta provando a fare pressioni affinché si riveda
qualche casella strategica, per esempio la Provincia di Bergamo. Ma francamente
le possibilità che Bossi rinunci a Bergamo (mica a Roccacannuccia...) per aver
ricevuto Brescia appaiono remote. E poi se ci fosse davvero questa volontà di
scambio, perché nessuno l'ha messa sul tavolo alla cena di lunedì ad Arcore? La
presentazione della lista ieri sera, poi, sembra spazzare via le residue
speranze di un clamoroso ribaltone sul filo di lana, voci che ogni tanto
s'inseguono, ma che alla fine sembrano destinate a rimanere tali. O
semplicemente a rivelarsi tentativi falliti. Provincia, candidati cercansi
Intanto oggi la segreteria nazionale (cioè regionale per il resto del mondo)
leghista ha convocato tutti i vertici delle province lombarde, ed entro fine
settimana è atteso un direttivo. Sabato o domenica potrebbe esserci la
presentazione a Milano di Podestà, con Berlusconi presente, e potrebbe davvero
essere la parola «fine» a tutta questa vicenda. Tornando sul piano più
strettamente locale, va ricordato come fino a ieri nessuna forza politica o
coalizione (a parte la Destra) aveva presentato un proprio candidato in
Provincia. Né il centrodestra perso negli equilibri regionali, né il
centrosinistra che dalle primarie decantate come momento di vera democrazia
partecipata è passato allo scrutinio segreto. Idem per la lista centristra e
territoriale annunciata dal presidente uscente Valerio Bettoni. Per una
Provincia di oltre 1 milione di abitanti forse sarebbe auspicabile un
comportamento diverso che consenta di entrare subito nel merito dei problemi.
Che è la sola cosa che non manca. Dino Nikpalj 01/04/2009 nascosto-->
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-04-01 -
pag: 31 autore: Università. Da Siena a Trieste Il decreto Gelmini blocca i concorsi in quattro
atenei Gianni Trovati MILANO Nel 2009, niente concorsi in quattro università.
La prima applicazione effettiva del decreto Gelmini, che blocca il reclutamento negli atenei che l'anno prima hanno
dedicato agli assegni fissi al personale più del 90% del Fondo ordinario,
chiude le porte agli aspiranti a una cattedra ( o a una promozione) a Siena,
Trieste, l'Orientale di Napoli e Firenze. Salve per un soffio le università di
Cassino e L'Aquila: la prima, che è stata impegnata in una battaglia legale con
il ministero sul superamento del limite negli anni scorsi, nel 2008 si è
fermata all' 89,96%,mentre l'Aquilasi attesta subito sotto, all'89,86 per
cento. Il balzo più consistente rispetto alle rilevazioni ministeriali degli
anni scorsi è quello di Siena, che nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-04-01 -
pag: 31 autore: Lo screening sul pubblico impiego Verso l'assunzione oltre
18mila precari Davide Colombo ROMA Giunto alla terza e ultima tappa, il
monitoraggio sui contratti di lavoro flessibile nella Pubblica amministrazione
conferma il trend emerso fin dalle prime battute:le forme d'impiegoprecario si
registrano soprattutto nel Comuni e nelle Asl del Mezzogiorno dove, pure, si
concentra l'aliquota maggiore (80%) di casi con i requisiti per la
regolarizzazione. Ieri il ministro della Pa e l'Innovazione, Renato Brunetta,
ha illustrato i dati relativi a 3.800 amministrazioni (sulle 9.186 interessate)
che hanno risposto al questionario inviato i primi di marzo dal Dipartimento
Funzione pubblica. Tra queste ci sono 12 Regioni, 18 Asl e 43 Enti e agenzie
regionali: altri dati continuano a confluire in queste ore da parte delle
amministrazioni con contratti a termine. I contratti flessibili che hanno
maturato i requisiti per l'assunzione sono 24.245 e quasi la metÁ (11.445
unitÁ) sono in Sicilia mentre ammontano a 17.045 i contratti che non hanno
ancora raggiunto i tre anni di anzianità necessari per far scattare
l'assunzione (tra questi 12.849 co.co.co. e 1.079 contratti di diretta
collaborazione con i vertici politici). Se si guarda al lato dell'offerta,
invece, si apprende che il 22% delle amministrazioni non intende assumere a
tempo indeterminato i propri precari già in possesso dei requisiti, mentre per
18.549 contrattisti presto partiranno le procedure per l'assunzione. «Nella
grande maggioranza dei casi - ha spiegato Brunetta - le Amministrazioni con
personale regolarizzabile dispongono di posti in pianta organica e di risorse
economiche sufficienti». Eccezion fatta per la Sicilia, che gode di autonomia
statutaria, molte amministrazioni hanno già proceduto alle assunzioni tramite
concorso del proprio personale. Secondo Brunetta, che presenterà il rapporto
sui precari della Pa prima al Parlamento e poi, probabilmente dopo Pasqua, al
Cnel, dove illustrerà i dati alle parti sociali, siamo nei limiti fisiologici
del 2-5% di contratti flessibili sugli organici. Dal monitoraggio, vale
ricordarlo, è esclusa la scuola e l'Uni-versità, dove il
ministro Mariastella Gelmini ha annunciato un'altra verifica. Ieri il segretario generale
della Fp Cgil, Carlo Podda è tornato a contestare i dati del monitoraggio e la
sua rappresentatività. Critiche respinte da Brunetta: «Non rispondo più alla
Cgil, ho cose più importanti da fare».
( da "Riformista, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Bossi alza il tiro al Nord «Voglio Piemonte e Veneto»
LEGA. Iniziate le trattative per le amministrative: Brescia al Carroccio,
Torino al Pdl. Berlusconi vuol mantenere la Lombardia. Tensioni su Galan. di
Alessandro De Angelis Tutti contenti, ma fino a un certo punto. Dice Silvio
Berlusconi: «È stato deciso che il Pdl presenti una candidatura per la
provincia di Torino accettando la richiesta di Bossi per la provincia di
Brescia. Con la Lega abbiamo chiuso tutte le questioni aperte». E Umberto Bossi
ci scherza su: «È stata la serata di Brescia. Berlusconi mi ha detto: ci tieni
proprio? Allora va bene
È un grande». È la cronaca di un accordo quasi fatto. Quello che è stato messo
nero su bianco, all'incontro di lunedì sera ad Arcore tra lo stato maggiore del
Pdl e la Lega. La provincia di Brescia va al
candidato della Lega Daniele Molgora, sottosegretario all'Economia. Alla fine
di un lungo braccio di ferro, Berlusconi ha ceduto su Giuseppe Romele
sostenuto, tra gli altri, dal ministro Gelmini. Però ha mollato solo in parte.
Visto che - ecco lo scambio - qualora Molgora venisse eletto, lascerebbe il suo
posto al governo proprio a Romele. Alla provincia di Torino invece alla fine
l'ha spuntata il Pdl con Claudia Porchietto, presidente delle associazioni
piccole e medie imprese di Torino, contro la leghista Elena Maccanti, su
cui Bossi ha fatto le barricate fino all'ultimo. In cambio ha incassato la
provincia di Cuneo - dove la candidata sarà Gianna Gancia, compagna di
Calderoli - e quelle di Alessandria, Biella e Verbania. In Lombardia, una volta
confermata la candidatura di Guido Podestà, ex coordinatore regionale di Forza
Italia, alla provincia di Milano, la Lega ha ottenuto Bergamo e Sondrio. Nel
pacchetto di accordi su Milano il Carroccio ha pure incassato la nomina del
sindaco di Varese Attilio Fontana a vicepresidente della Fiera di Milano,
mentre An ieri ha portato a casa Enrico Pazzali come amministratore delegato
della Fiera Spa. Sul Veneto invece l'intesa non c'è. Il Carroccio ottiene
Rovigo e Belluno, e Venezia, dove sarà candidata Francesca Zaccariotto, ma -
stando ai sondaggi - non sono affatto sicure. Il braccio di ferro vero riguarda
Padova. Sulla provincia è certa la candidatura di Marino Zorzato (ex Forza
Italia) ma Bossi vuole il Comune. E a Berlusconi ha detto che se forzerà su
Maurizio Saia (ex An), scenderà in campo uno dei suoi al primo turno. Alla
provincia di Verona invece sarà candidato il coordinatore regionale del Pdl
Alberto Giorgetti, il cui fratello Massimo è assessore di Galan. Tutto in alto
mare in Emilia, dove la Lega minaccia di andare da sola quasi ovunque, a
partire da Parma. Dunque, l'accordo, su tutto, non c'è. E non è un caso. Oltre
comuni e province, infatti Bossi vuole rassicurazioni sui altri punti, in
prospettiva, cruciali. Il referendum elettorale, innanzitutto: «Proseguire su
questa strada significa andare dritti al patatrac» ha avvertito Castelli. I
leghisti negano che se ne sia parlato ad Arcore. E Berlusconi ha glissato sul
tema: «Ci sono argomenti che non fanno parte del programma elettorale e quindi
sarà la prima riunione della direzione del Pdl a decidere l'atteggiamento». Poi
ci sono le regionali del prossimo anno. Il leader della Lega vuole una regione
di peso a nord del Po. Il che significa: o Veneto o Lombardia. E qui la partita
si complica. Il Cavaliere ha offerto al Carroccio il Piemonte affidando la
trattativa al fedelissimo Ghigo. Che ha ottenuto un sì di massima dai leghisti,
pronti a candidare l'attuale capogruppo a Montecitorio Roberto Cota. Ma a via
Bellerio dicono che non basta. Un bossiano di rango chiede l'anonimato per
spiegare il ragionamento: «Se vogliono tenere la Lombardia allora ci spettano
due regioni, il Piemonte e il Veneto. La Lombardia, basta vedere la
popolazione, vale doppio». Difficile - a sentire il quartier generale azzurro -
che Berlusconi possa cedere sul punto. Anche perché i suoi governatori godono
di forza propria, e non poca. Formigoni, poi, è troppo ingombrante a Roma. E
Galan negli ultimi tempi ha smussato qualche contrasto nel suo partito grazie
anche agli ottimi rapporti con il nuovo coordinatore regionale del Pdl veneto.
Bossi è pronto a lanciare il sindaco di Verona Flavio Tosi lasciando al governo
il ministro Luca Zaia. E la trattativa continua. 01/04/2009
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
L'INCONTRO. Al teatro Astra c'è Galimberti Domani la
conferenza su ambiente e tecnologie 01/04/2009 rss e-mail print Il filosofo
Umberto Galimberti Partito il countdown per l'arrivo degli esperti
internazionali in vari ambiti del sapere, dall'economia alla filosofia, dalle
scienze sociali alla politica, che nel fine settimana si alterneranno sui
palchi del Festival Città Impresa. La manifestazione, quest'anno intitolata
"Innovare per vincere la crisi", sarà aperta domani mattina alle
10.30 al Lanificio Conte dalla conferenza "Acquisti verdi e nuove
tecnologie", che vedrà come relatori Giovanna Sissa, direttrice
dell'Osservatorio tecnologico, Giovanni Franco, amministratore Sogesca, Paolo
Foletto, presidente commissione degli Ingegneri dell'Informazione della Foiv e
l'assessore Lorenzo Baiocchi. Alle 21 invece, al Teatro Astra, si terrà il
convegno "L'uomo nell'età della tecnica" in cui interverranno il noto
filosofo Umberto Galimberti, il vicedirettore di Nordesteuropa.it Eleonora
Vallin e il sindaco di Schio Luigi Dalla Via. Le iniziative proseguiranno
intanto venerdì, con altri momenti di dibattito e riflessione, sia nell'ambito
dell'evento parallelo "FestivalCampus", ad esempio con il laboratorio
su innovazione, comunicazione e tecnologie alle 9.30 all'Itis "De
Pretto", l'incontro "Innovare insieme per la nuova Europa" al
lanificio Conte o ancora il contest di parkour in piazza Falcone Borsellino
(ore 21), sia del Festival vero e proprio con gli altri convegni al Lanificio
Conte "Schio, un hub del mondo" (ore 10), "Le nuove frontiere
della formazione superiore" (15.30), "A scuola d'innovazione"
(17.30, a cui forse parteciperà il ministro Gelmini) e "Un nuovo equilibrio
dopo la crisi" (20.30). Tra le novità della seconda edizione del Festival
c'è anche il FestivalBus: un bus sightseeing con 70 posti, di cui 22 sul tetto
panoramico porterà i passeggeri nei luoghi dell'innovazione e della creatività.
Silvia Dal Ceredo Silvia Dal Ceredo
( da "WindPress.it" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
01-04-2009 31/09 Roma, 1.04.09 Venerd`i 3 aprile, ore
15.30, convegno sul tema Capitale Umano e PMI con Sangalli, Gelmini, Fioroni, Dellai a trento la quarta tappa del roadshow pmi di
confcommercio Arriva a Trento venerd`i 3 Aprile il Roadshow PMI di
Confcommercio, l'iniziativa itinerante su tutto il territorio nazionale che,
nel contesto della Prima settimana Europea delle PMI promossa dall'UE,
affronta, in ciascuna delle nove tappe previste, un tema di particolare
interesse per il mondo delle piccole e medie imprese. Nella quarta tappa di
Trento si terr`a il Convegno dal titolo "Capitale Umano e Pmi: scuola,
formazione e innovazione" nel corso del quale verranno presentati i
risultati di una ricerca di Confcommercio che analizza, in particolare, i temi
della formazione, dell'istruzione e dell'innovazione in azienda con riferimento
alla gestione e allo sviluppo del personale delle imprese. Intervengono tra gli
altri, il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il Ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, l'Onorevole
Giuseppe Fioroni e il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo
Dellai. L'appuntamento per la stampa `e a Trento, venerd`i 3 aprile, alle ore
15.30 - sala di Rappresentanza - Palazzo della Regione - Piazza Dante 16. Per
eventuali comunicazioni contattare Valentina Gravina, Ufficio Stampa
Confcommercio al numero 334.6614912
( da "KataWebFinanza" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
A Trento la quarta tappa del Roadshow PMI (Teleborsa) -
Roma, 1 apr - Arriva a Trento venerd 3 Aprile il Roadshow PMI di Confcommercio,
l'iniziativa itinerante su tutto il territorio nazionale che, nel contesto
della Prima settimana Europea delle PMI promossa dall'UE, affronta, in ciascuna
delle nove tappe previste, un tema di particolare interesse per il mondo delle
piccole e medie imprese. Nella quarta tappa di Trento si terr il convegno dal
titolo "Capitale Umano e Pmi: scuola, formazione e innovazione" nel
corso del quale verranno presentati i risultati di una ricerca di Confcommercio
che analizza, in particolare, i temi della formazione, dell'istruzione e dell'innovazione
in azienda con riferimento alla gestione e allo sviluppo del personale delle
imprese. Interverranno, tra gli altri, il presidente di
Confcommercio, Carlo Sangalli, il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, l'onorevole Giuseppe Fioroni e
il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai. 01/04/2009 -
11:09
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
A Trento la quarta tappa del Roadshow PMI (Teleborsa) -
Roma, 1 apr - Arriva a Trento venerdì 3 Aprile il Roadshow PMI di
Confcommercio, l'iniziativa itinerante su tutto il territorio nazionale che,
nel contesto della Prima settimana Europea delle PMI promossa dall'UE,
affronta, in ciascuna delle nove tappe previste, un tema di particolare
interesse per il mondo delle piccole e medie imprese. Nella quarta tappa di
Trento si terrà il convegno dal titolo "Capitale Umano e Pmi: scuola,
formazione e innovazione" nel corso del quale verranno presentati i
risultati di una ricerca di Confcommercio che analizza, in particolare, i temi
della formazione, dell'istruzione e dell'innovazione in azienda con riferimento
alla gestione e allo sviluppo del personale delle imprese. Interverranno,
tra gli altri, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, l'onorevole Giuseppe Fioroni e il presidente della Provincia
Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai. 01/04/2009 - 11:09
( da "Virgilio Notizie" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 1 apr. (Apcom) - I tagli alla scuola sono un errore,
una scelta dettata dal ministro dell'economia Giulio Tremonti per ragioni
puramente "contabili" e subita dal ministro Maria
Stella Gelmini e il Pd
presenta una petizione per lanciare una mobilitazione a tutela dell'istruzione
pubblica. Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni incontrano un gruppo di
insegnanti nella sede del gruppo parlamentare Pd alla Camera e annunciano una
iniziativa del partito sul tema scuola: "La nostra opposizione continuerà
ad essere durissima", spiega Franceschini, dopo aver ascoltato gli
interventi di diversi insegnanti, alcuni dei quali precari. "Continueremo
a denunciare gli 8 miliardi di tagli alla scuola". Una scelta, appunto,
dettata solo da critieri "contabili", senza curarsi degli
"effetti devastanti che ne deriveranno sulla vita reale dei
cittadini". Franceschini pone innanzitutto tre questioni: "Bloccare
il licenziamento di 200mila precari, tanto più in un momento di crisi economica
e mentre il presidente del Consiglio annuncia che nel mondo ci saranno 20
milioni di disoccupati; reintrodurre il tempo pieno; investire per le
ristrutturazioni degli edifici scolastici, che cadono a pezzi". Aggiunge
il segretario Pd: "Il Governo si fermi, rinunci ad un'operazione
sbagliata. Se non lo fa troverà una grande mobilitazione, civile, pacifica, del
mondo della scuola". (segue)
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Silvio Berlusconi incassa il sì delle Regioni e il piano
casa parte. Così il governo può aprire una partita importante: da un lato si
risponde ad esigenze concrete delle famiglie, dall'altro si rimette in moto
l'edilizia da sempre volano importante dell'economia. Non è un risultato da
poco in tempo di crisi e viste le polemiche a volte fondate ma spesso davvero
strumentali, che hanno accompagnato la proposta lanciata dal premier. Certo, si
dirà tanto per dire "qualcosa di sinistra" che il piano iniziale è stato
ridimensionato (ma il premier ha sempre detto che doveva essere concordato con
le Regioni) ma ora d'incanto la cementificazione del Bel Paese scompare o
quasi, visto che anche le regioni "rosse" si sono messe in marcia
assieme a quelle governate dal Pdl. Vabbé l'importante è che i cantieri
partano: sono in ballo fra 60 e 70 miliardi di euro, che non sono bruscolini.
Entro 10 giorni il governo varerà il decreto legge, poi toccherà al
"federalismo del mattone" dare le risposte concrete. Tra l'altro il
governo ha "confermato integralmente" gli impegni per i nuovi alloggi
di edilizia popolare per i quali erano stati stanziati inizialmente 550 milioni
di euro, con una parte di risorse che potranno essere reperite con la vedita
delle case agli inquilini senza vendite "forzate" nei confronti di
chi le occupa e non ha disponibilità economiche". Insomma, il governo
mette a segno un altro punto importante, dopo la realizzazione del passante di
Mestre, l'alta velocità Fs, il termovalorizzatore di Acerra. E, a proposito di
cemento "buono" e "cattivo", arriverà anche il piano per le
"nuove città": un insediamento urbanistico nuovo per ciascun
capoluogo, sempre da realizzare in collaborazione con le regioni. In sintesi.
Ampliamenti del 20% degli edifici uni-bifamiliari o comunque di volumetria non
superiore ai
( da "Rai News 24" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Roma | 1 aprile 2009 Franceschini: per uscire dalla crisi
il Governo rinunci ai tagli sulla scuola Dario Franceschini Il futuro
dell'Italia passa dalla scuola, anche e soprattutto in tempi di crisi. Dario
Franceschini, segretario Pd, conclude l'incontro del Partito democratico con
esponenti del mondo della scuola e chiede al governo "che ci dica tre sì o
tre no". "Noi chiediamo il blocco del licenziamento dei 132.000
precari, il ripristino del tempo pieno e la ristrutturazione delle scuole che
cadono a pezzi". "Il governo - ha detto Franceschini - rinunci ad
un'operazione sbagliata che con una scelta contabile e non politica taglia 8
miliardi e mezzo alla scuola". Questo, invece, per Franceschini, sarebbe
il momento di "investire sul capitale umano e sull'educazione per uscire
dalla crisi". Franceschini ha presentato e firmato, insieme a Beppe
Fioroni responsabile scuola del partito, una petizione popolare che verrà
presentata in Parlamento. Nella petizione si chiede appunto di rispettare le
richieste di tempo pieno e prolungato delle famiglie, di bloccare il taglio di
8,5 miliardi alla scuola, di bloccare l'espulsione dei 132.000 precari, di
attuare un piano straordinario per la messa a norma degli edifici scolastici,
di evitare la chiusura delle piccole scuole di montagna e delle isole. "Il
Governo rinunci a un'operazione sbagliata e senza senso - aggiunge Franceschini
- se lo faranno, noi siamo pronti a ragionare in positivo in Parlamento. Se
andranno avanti si troveranno di fronte un muro dall'opposizione e troveranno
anche una grande mobilitazione civile davanti alle scuole". I tagli dettati
da Tremonti Per il segretario Pd la scelta è stata fatta in modo esclusivamente
contabile, "compiuta dal ministro dell'Economia e
tacitamente subita dal ministro Gelmini. Invece la scuola non è un comparto qualsiasi della pubblica
amministrazione. E' inutile negare l'evidenza e dire che i tagli non ci
sono". "Ha senso - ha domandato Franceschini - che mentre si parla di
un piano per l'edilizia delle case per rilanciare l'economia, il governo non
permetta di allentare il Patto di stabilita' interno? Comuni e Province
hanno i soldi in cassa e li potrebbero spendere per lavori di messa in
sicurezza delle scuole". Investire nel futuro Anche a livello
internazionale, ha sostenuto il segretario Pd, i governi progressisti
sostengono che per uscire dalla crisi "la priorità è l'educazione. E la
pensano cosi' anche i governi conservatori. Per l'Italia si tratta ancora più
che per gli altri Paesi un investimento sul futuro perche' il nostro Paese ha
come grande risorsa il capitale umano, i cervelli, e su quello deve puntare gli
investimenti per uscire dalla crisi". Duro Beppe Fioroni: il Governo sta
facendo una politica "per rendere la scuola più povera, più debole, più
ingiusta, una politica che punta a devastare il sistema pubblico e a farlo
morire di asfissia". "Si avranno scuole di serie A e scuole di serie
B e la classe dirigente non sarà selezionata per merito ma per censo".
( da "Adnkronos" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA: FRANCESCHINI, GOVERNO FERMI
I TAGLI O TROVERA' MURO IN PD PETIZIONE CONTRO RIFORMA GELMINI DETTATA DA
SCELTE CONTABILI E NON POLITICHE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA
ultimo aggiornamento: 01 aprile, ore 13:08
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
La Donazzan a De Bona: «Montagna da difendere anche
davanti al ministro» Mercoledì 1 Aprile
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Braccio di ferro per la quarta: arriva il ministro
Manfreda: «Ho raccomandato all'assessore regionale di impegnarsi a fondo per
difendere i nostri diritti» Mercoledì 1 Aprile 2009, Lozzo (D.C.)E' il 7 aprile
la data che tutto Lozzo attende con ansia per sapere quale destino avrà la
classe quarta elementare del proprio paese. Martedì prossimo infatti
l'assessore regionale alle politiche dell'Istruzione e della Formazione Elena
Donazzan si incontrerà con il Ministro dell'Istruzione
Università e Ricerca Mariastella Gelmini per discutere le situazioni di tutte le scuole interessate ai
tagli del nuovo decreto scolastico. Tra i moltissimi istituti che dovranno
cambiare il loro ordinamento rientrerebbe infatti anche quello di Lozzo che
presenta una quarta elementare di soli sette iscritti invece del numero minimo
di dieci previsto dalla legge. Ma le ipotesi di accorpamento con
un'altra classe quarta o della formazione di una pluriclasse con la prima
elementare del paese sono già state categoricamente escluse per voce del
dirigente didattico provinciale Domenico Martino. Bisognerà quindi trovare una
soluzione diversa: probabile a questo punto anche una deroga speciale per poter
continuare ad operare nelle medesime condizioni degli anni passati. «La
delibera di protesta contro questa situazione l'abbiamo inviata alcuni giorni
fa a tutti i dirigenti scolastici provinciali e regionali, al preside del
nostro istituto comprensivo e agli assessori Elena Donazzan, Oscar De Bona e
Claudia Bettiol - afferma Mario Manfreda, sindaco di Lozzo - Ho avuto subito
rassicurazioni in merito e proprio oggi Oscar De Bona mi ha informato che
martedì prossimo ci sarà questo importantissimo incontro dove verrà valutata
tra le altre anche la nostra posizione. Voglio precisare e ribadire che tutte
le ipotesi fatte in questi giorni sono solo e soltanto ipotesi. Il ministero ha
voluto evidenziare per tempo tutti i casi che rientrano nella nuova riforma ma
non è stata presa ancora nessuna decisione su come intervenire. Ho sollecitato
personalmente l'assessore Donazzan perchè si impegni nella trattativa a
salvaguardare la regione del Veneto ed in particolare le scuole che operano nel
territorio di montagna. Sia io personalmente che i genitori, i familiari, le
maestre e tutta la comunità abbiamo già espresso la nostra perplessità e
contrarietà all'ipotesi di un cambiamento anche minimo nella nostra scuola. La
speranza ora è che ci venga concessa una deroga per continuare a lavorare con
le stesse modalità avute in passato».
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
I genitori degli alunni di Giarre temono i
"tagli" Mercoledì 1 Aprile 2009, Abano Terme (L.Pi.) Nessuna promessa
di aiuto per la scuola in difficoltà. Ma solo una generico
impegno per scongiurare i tagli della "Gelmini" temuti da numerose famiglie. Se ne sono così andati delusi
ed arrabbiati i genitori che hanno affollato l'aula consigliare. Irritati lo
erano già quando la maggioranza ha fatto difficoltà ad anticipare l'ordine del
giorno riguardante le possibili modifiche dell'organizzazione scolastica.
Ma dopo averli esauditi evitando di farli assistere sino a tarda notte alla
discussione, la maggioranza non ha fatto altre concessioni. Escludendo di
sostenere con fondi propri il probabile ridimensionamento dell'organizzazione a
tempo lungo nella scuola "De Amicis" di Giarre, messa in crisi dal
sacrificio delle compresenze e dalla generale ridistribuzione dei moduli
all'interno della geografia scolastica del territorio. A poco è servita, per
convincere i genitori, la nota con cui l'assessore all'Istruzione, Tonina Balbo
ha comunicato la disponibilità in Veneto di 600 insegnanti in più rispetto al
numero ipotizzato dai tagli. La "De Amicis" , capace finora di
assicurare 37 ore settimanali di lezione solo grazie alle compresenze, non
riuscirebbe in alcun modo a soddisfare le richieste organizzative di 40 ore
chieste dalle famiglie. Per questo la mozione del Pd e della civica
d'opposizione "Cittadini per il cambiamento" chiedeva che il comune
si impegnasse sostenere gli oneri necessari al mantenimento della struttura
didattica.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
«La scuola di Foen è intoccabile» L'assessore Elio Sacchet:
«Recentemente abbiamo investito 150 mila euro per la sicurezza» Mercoledì 1
Aprile 2009, Feltre «Aspettiamo l'esito dell'incontro del 7 aprile tra
l'assessore Elena Donazzan e il ministro Mariastella Gelmini, ma la stessa legge prevede una deroga per le scuole di
montagna. Non ci sono i presupposti per la chiusura del plesso di Foen». Elio
Sacchet, assessore del Comune di Feltre, ammette di non avere competenza in
materia di istruzione, le sue deleghe sono altre, ma spiega: «Mi sento parte in
causa perché la scuola di Foen è nella frazione dove vivo e sono stato
avvicinato dai cittadini preoccupati dlal'eventualità di perdere la
scuola». «So che il sindaco si è impegnato in prima persona assieme al collega
Curto per cercare di risolvere la situazione - spiega Sacchet - ma non nascondo
la forte preoccupazione mia e delle famiglie. L'assessore Oscar De Bona ha
annunciato che la Donazzan affronterà proprio la questione delle scuole di
montagna con il ministro. Tutte le notizie precedenti a questo incontro sono da
ritenersi premature, quindi anche gli annunci di chiusura. Feltre, comunque,
per stessa ammissione del ministero dell'istruzione rientra nell'elenco dei
comuni di montagna per cui è prevista una deroga secondo la legge 1 marzo, n.90
e richiamato articolo 1 della legge 25 luglio 1952 n.991. Quindi se si vuole,
si possono salvare le nostre scuole». E Sacchet sottolinea e ricorda che il
Comune di Feltre ha investito proprio di recente 150mila euro per sistemare e
mettere in sicurezza il plesso. «I lavori sono già stati appaltati e prevedono
la sistemazione dei servizi igienici, della caldaia, l'installazione di una
tensostruttura per l'attività ludica all'esterno, non più tardi di un anno fa
abbiamo fatto bonificare l'edificio dal radon. Tutti investimenti che rischiano
di perdersi nel nulla se i bambini verranno spostati». A.V.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
«I sindaci hanno preso sotto gamba il problema» Mercoledì
1 Aprile 2009, Feltre La questione della paventata chiusura delle scuole
elementari di Foen a Feltre e di Arten a Fonzaso ha innescato un dibattito
acceso. E qualche genitore punta il dito sui sindaci che, quando i sindacati
lanciarono le prime grida di allarme, non diedero peso alle loro parole e sui
politici, autori delle leggi che poi l'Ufficio scolastico provinciale deve
mettere in pratica. «Ancora in autunno i sindacati della scuola bellunese
dissero chiaro e forte che, in seguito ai tagli "Gelmini-Tremonti", diverse scuole
della nostra provincia rischiavano la chiusura; gli stessi sindacati promossero
anche un incontro con gli amministratori locali per discutere la situazione e
concordare eventuali iniziative comuni. L'incontro fu disertato da gran parte
dei sindaci e amministratori, molti dei quali, anzi, affermarono con
irridente sicumera che si trattava di allarmismi infondati e che nessuna scuola
bellunese sarebbe stata toccata. Oggi apprendiamo dai giornali che le scuole di
Arten, Foen e molte altre sono state messe in discussione e gli amministratori
che avevano snobbato il problema ora strillano e puntano l'indice contro
l'Ufficio scolastico provinciale. Il fatto è che, come tutti dovrebbero sapere,
l'Ufficio scolastico provinciale non fa le leggi, si limita ad applicarle: le
leggi, infatti, le fanno i deputati e i senatori. Anche la legge finanziaria
che taglia senza misericordia la scuola è stata votata e approvata da deputati
e senatori, che spesso con parole entusiastiche hanno elogiato la
"riforma" Gelmini. Spero vivamente che le
scuole di Foen, Arten e tutte le altre possano sopravvivere, ma deve essere
chiara una cosa: in base alle leggi approvate con questo governo, nel prossimo
anno scolastico anche in provincia di Belluno ci saranno meno insegnanti
(soprattutto alle elementari), meno ore di scuola (soprattutto alle medie) e
classi con un maggiore numero di alunni (soprattutto alle superiori), il che
significa, insomma, meno scuola per tutti: sfido chiunque (dati alla mano) ad
affermare il contrario».
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Fattoria sociale, il piano prende vita L'assessore
Carniello: «La festa del 25 aprile sarà l'occasione per posare la prima pietra»
Mercoledì 1 Aprile 2009, Sacile Potrebbe essere la Festa popolare del 25 aprile
l'occasione per avviare la fase decisiva per la realizzazione della Fattoria
sociale "Il Fiore", nella struttura dell'ex San Patrignano. Lo ha
annunciato nel corso dell'assemblea territoriale a San Giovanni di Livenza
l'assessore alla promozione della salute Giorgio Siro Carniello, nell'informare
del lavoro che amministrazione comunale e il comitato, assieme ad esperti «sta
portando avanti in perfetta sintonia». Ha aggiunto che si tratta di un progetto
«che si sta costruendo giorno dopo giorno attraverso il confronto di idee per
realizzare il progetto della Fattoria, che punta a mettere assieme i frutti
dell'agricoltura ai benefici per le persone svantaggiate». «Si tratta di un
cammino non certo facile - ha detto - e per arrivare al traguardo deve
coinvolgere l'intera comunità, la quale lo deve sentire come suo». Ha quindi
indicato il percorso che resta da fare: trovare dei produttori, partendo da
quelli che operano nella zona, e identificare cosa si vuole produrre (vino,
sementi, ortaggi), ottenere il coinvolgimento dell'intera comunità che
rappresenterà il consumatore. E l'amministrazione comunale dal canto suo
stimolerà questo processo. «L'obiettivo - ha riassunto Carniello - è dunque
quello di costituire una Cooperativa formata dai produttori, dalla comunità e
dal Comune». Un processo difficile ma non impossibile «se in primis si convince
tutti del risultato che potrebbe trasformare la struttura, per la
ristrutturazione della quale la Regione ha concesso un contributo di 400mila
euro, in uno spazio fisico per convegni sull'agricoltura sociale e con lo
spaccio di quanto viene prodotto». Infine l'auspicio: «La Festa popolare che
potrebbe tenersi il 25 aprile, nella vostra comunità, con gli operatori
agricoli, le forze politiche senza distinzioni di schieramenti, potrebbe
rappresentare l'avvio del processo definitivo di questo progetto». Altro
problema sollevato quello del futuro del plesso elementare della frazione, a
rischio dopo le sole 9 iscrizioni alla prima classe. «Abbiamo fatto tutto ciò
che era nelle nostre possibilità - hanno sottolineato il sindaco Roberto
Cappuzzo e l'assessore Daniela Pillon - ora la parola spetta al Ministero». Il
sindaco ha aggiunto «che il primo segnale non fa purtroppo, ben sperare, dato il taglio che la legge Gelmini ha fatto agli organici dei docenti». C'è solo da sperare «che le
nostre istanze siano ascoltate e che sia concessa una deroga in attesa della
nuova scuola in via Geromina», sulla realizzazione della quale non ha fornito
alcuna data. Anche la Piazzola ecologica è stata al centro del dibattito:
chiamate in causa la strada di accesso troppo stretta «che sarà
allargata e asfaltata», ha assicurato il sindaco, ma soprattutto i disservizi
all'interno con cassonetti mai puliti con il pericolo, con l'arrivo del caldo,
del proliferare di odori e mosche. Il sindaco ha informato «che sarà realizzata
una nuova piazzola destinata unicamente al conferimento dei privati dove ci
saranno nuovi cassonetti». Ambiente servizi continuerà a utilizzare, per i suoi
servizi la vecchia piazzola. È stata infine sollecitata una maggiore attenzione
per la smorta dove arbusti e alberi caduti ne impediscono l'utilizzo. Il vice
sindaco Gilberto Tomasella ha informato che con la variante 54 da poco
approvata sono stati introdotti i principi della compensazione e perequazione
attraverso i quali il comune potrà ottenere attraverso questi due principi
l'area circostante alla smorta e farne un'unica area di notevole valore
ambientale. Ha quindi informato sulle principali caratteristiche della variante
54, così come quella riguardante la possibilità di ampliare gli edifici nelle
zone agricole. Infine ha parlato della prossima entrata in vigore del Nuovo
regolamento edilizio, che prevede incentivi per chi utilizza materiale per il
risparmio energetico nella costruzione delle abitazioni. Michelangelo
Scarabellotto
( da "Mattino, Il (Salerno)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
ERMINIA PELLECCHIA «Non è facile pensare di proporre
un'intrapresa improbabile, ma la speranza dell'improbabile deve essere viva per
realizzare un progetto con tutti coloro che lo vorranno». Ed è sulla «speranza
dell'improbabile» che l'economista Pasquale Persico, presidente del collegio
dei direttori di dipartimento dell'Università di Salerno, pone la sua
candidatura a rettore, lanciando la sfida a Raimondo Pasquino, alla guida
dell'ateneo dal 2001 e che voci accreditate dicono pronto a correre per il
terzo mandato. Un duello al momento, perchè pare che non ci siano altri
candidati in vista per le elezioni del prossimo giugno. Professore, che intende
per "speranza dell'improbabile"? «La necessità del mutamento. Ho
cercato con una formula comunicativa ed immediata di sintetizzare la proposta
per cambiare l'Università prima che il cambiamento venga imposto dal ministero.
L'Università di Salerno ha fatto passi giganteschi per presentarsi oggi come
uno dei dieci atenei italiani su cui fondare il rilancio del sistema
universitario nazionale. Il merito è di chi ha avuto la responsabilità di
guidarla negli organi chiave. Per affrontare la nuova fase ed allargare la rete
delle università ad alto potenziale occorre un cambio di passo. Non dico che il
rettore Pasquino abbia fatto male, ma ora è il momento di dare una
accelerazione alla ricerca, approfittando delle opportunità che offre la
riforma». La sua proposta? «Semplice e complessa allo stesso tempo. Sarò un traghettatore:
solo un quadriennio, il tempo di formare una squadra dinamica, capace di
guidare con efficacia ed efficienza il cambiamento necessario. Per anni abbiamo
avuto una visione troppo ingegneristica, occorre invece per una governance
competitiva una maggiore distribuzione ed un forte decentramento del potere. In
pratica ci dovrebbero essere tre prorettori per tre poli accademici: Scienze
della vita, Scienze applicate e Scienze umane. Insomma, un senato, la cui
costituzione ho già proposto vanamente in passato, e che oggi trova l'eco nella riforma Gelmini. Decentramento anche per le funzioni amministrative con tre
dipartimenti a favore dei poli». E le facoltà? «Una maggiore autonomia per
favorire una riorganizzazione dell'offerta formativa e per l'assunzione di
nuovi compiti. Mi batterò per l'adozione di un codice etico di grande spessore
sui temi del reclutamento e della riorganizzazione. Ipotizzo, poi, la
nascita di un collegio autonomo gestito dagli studenti e propositivo
all'offerta formativa, nel senso che possano scegliere loro i docenti per i
crediti di base. In un processo di responsabilizzazione è doveroso che gli
studenti concorrano». E per Medicina? «Va rilanciata fortemente, chiarendo il
suo ruolo vero per il territorio. Puntare sulle specializzazioni, la ricerca, i
laboratori, specie quelli di bioinformatica. E chiarire il rapporto con
istituzioni e privati, penso a banche, imprese e fondazioni, perchè, va detto,
anche loro devono assumersi responsabilità più evidenti se vogliono evitare la
fuga dei nostri ragazzi e favorire la loro crescita culturale con stage anche
all'estero». Chiede collaborazione per il suo progetto? «Sì, quest è un
programma bozza tutto da definire. Aspetto riflessioni e suggerimenti da tutti,
anche dai cittadini. Potete scrivermi a persico@cittadelparco.it».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
01-04-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Benevento))
Argomenti: Scuola
TERESA BARTOLI Roma. Umberto Bossi è raggiante. L'incontro
di lunedì sera ad Arcore «è andato benissimo» dice in Transatlantico, a
Montecitorio. Intesa piena in vista delle amministrative, perché - spiega il
leader lumbard - «l'accordo si trova sempre, tra amici si trova e io ho un
grande amico: Berlusconi». Assicura che lo è anche Fini. Ma è il premier ad
averlo ancora una volta colpito: «Berlusconi mi ha detto "ma la vuoi proprio
Brescia?" E allora io gli ho risposto di sì e lui mi ha detto "va
bene, prendila". È un grande, mi vuole bene e spesso i problemi si
risolvono per amicizia». L'incontro è filato liscio anche perché «non si è
parlato di referendum» come assicurano tanto Bossi quanto uno dei coordinatori
del Pdl, Denis Verdini. Su quel referendum che il Carroccio vede come il fumo
agli occhi, lo scoglio che potrebbe mettere a rischio l'esistenza stessa della
ditta leghista il premier ha preso tempo. È stato Gianfranco Fini, al congresso
fondativo, a chiamare il Pdl ad una decisione. Non solo perché An, a suo tempo,
sostenne la raccolta di firme e condivide lo sbocco bipartitico che favorirebbe
ma anche per mettere nelle mani del premier un'arma di contrattazione con Bossi
«che non può avere tutto senza cedere nulla» come dicono gli uomini del
presidente della Camera. Ieri Berlusconi ha replicato a chi gli rimprovera di
non aver risposto alla sollecitazione di Fini: «Bisogna decidersi. O sono il
premier alla guida di un partito democratico che ha organi di direzione che
discuteranno e decideranno come vuole la legge democratica, oppure, come mi si
dice, sono un decisore unico». Dunque essendo il premier «un uomo ampiamente
democratico», alla prima riunione della direzione del Pdl sul referendum si
deciderà a maggioranza». Berlusconi, a margine della conferenza stampa
conclusiva del G8 sul Lavoro, ha confermato anche l'accordo quadro con la Lega
per le amministrative. «Un nostro esponente del Pdl sostituirà nel governo il candidato
della Lega alla provincia si Brescia, che attualmente fa parte della squadra
dell'esecutivo». Si tratta dell'attuale sottosegretario all'Economia Daniele
Molgora. Ceduta Brescia, alla quale Bossi ed i suoi tenevano moltissimo fino a
farne una questione pregiudiziale, la Lega ha dovuto mollare la presa su Torino
e Milano dove correranno due candidati Pdl. Il candidato per Torino sarà
Claudia Porchietto, presidente dell'Api. Per la piazza più importante, Milano,
scenderà in pista il berlusconiano Guido Podestà. La trattativa non è stata
semplice, anche perché Fini ha esplicitamente chiamato il Pdl ad una «sana
competizione» con l'alleato leghista e la partita del nord è decisiva per
«quotare» i rapporti di forza nell'alleanza ed il peso di
un partito che - come ripete il premier - «punta al cinquantun per cento». Così
per Torino Bossi ha a lungo controproposto la candidatura di Elena Macanti. E,
alla fine, Berlusconi ha ceduto su Brescia, sacrificando il nome già in pista
(l'azzurro Romele, sostenuto dal ministro Mariastella Gelmini).
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Tre le proposte sul tappeto per tutelare l'istituzione
pubblica: "Bloccare il licenziamento di 200mila precari, reintrodurre il
tempo pieno; investire per le ristrutturazioni degli edifici scolastici, che
cadono a pezzi”
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CRISI / LA PROPOSTA DEL PD Scuola, Franceschini va all'attacco: "Stop ai
tagli della riforma Gelmini" Tre le proposte sul
tappeto per tutelare l'istituzione pubblica: "Bloccare il licenziamento di
200mila precari, reintrodurre il tempo pieno; investire per le ristrutturazioni
degli edifici scolastici, che cadono a pezzi” Segnala ad un amico Tuo nome: Tua
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può per legge" (9 commenti) 15:36:41 - @Roberto:..io credo che il Tennis
stia migliorando alla grande soprattutto a partire dal 2005 dopo 4[...] Ai
quarti tutti i big. Bene Nole15:33:06 - @massimo: E' logico che puoi dire ciò
che vuoi e ritenere il gioco di Federer soporifero, questione [...] Ai quarti
tutti i big. Bene Nole15:26:50 - ...@Alex:...se metti nelle mani di Rafa la
racchetta di Roger, guarda che la pallina farebbe lo stes[...] Ai quarti tutti
i big. Bene Nole15:24:08 - penso da tempo che il tennis con l'arrivo di Nadal
stia peggiorando in tutto...è con partite come qu[...] Ai quarti tutti i big.
Bene Nole15:20:09 - @Leggenda: E' vero, fino a poco fa Roger rilasciava solo
dichiarazioni positive, figuriamoci che ha [...] Quotes da Key Biscayne15:11:49
- diciamo che rafa e roger usano due racchette della stessa generazione.. ma
molto molto diverse tra l[...] Ai quarti tutti i big. Bene Nole15:06:57 - Il
giorno in cui Scanzi sarà capace di esercitare umorismo ed ironia senza dover
ricorrere a continu[...] Miami: gli ottavi di finale (Scanzi) La Juventus deve
trattenere Buffon?I primi responsabili della crisi economica sono i
banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una panchina del campionato
italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma con pochi studenti, è
giusto chiuderli?La proposta: Loreto patrimonio dell'Unesco, sei
d'accordo?Pazzini subito in campo con l'Eire?Educazione sessuale a scuola, sei
d'accordo?La Brawn Gp può vincere il Mondiale di Formula Uno?Berlusconi chiede
più poteri per il premier, sei d'accordo?Il Milan cederà Ronaldinho a fine stagione?La
Fia dovrebbe squalificare i team di F1 con i diffusori contestati?Basket: derby
numero 103 tra Virtus e Fortitudo, chi vincerà?Consideri il ministro Brunetta
una figura positiva per il nostro panorama politico?Debora striglia il Pd, ti
riconosci nelle sue parole? La foto del giorno Antifurto In tempo di crisi
bisogna proteggere con ogni mezzo lecito i propri beni. Ecco l'idea di un
automobilista, sicuramente economica ma sarà altrettanto sicura?! RICERCA
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( da "Sicilia, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Nuovi itinerari da valorizzare naccio @@Il Comune di
Villarosa sigla intesa con Trenitalia per sviluppare il turismo in questa area
«L'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Antonello Antinoro, ha dato
atto che la scuola pubblica si è retta finora anche con l'indispensabile
apporto del personale precario ed ha assicurato il suo interessamento al fine
di impiegare delle risorse regionali per ampliare e migliorare, con l'apporto
del personale precario attualmente in servizio, l'offerta formativa nella
scuola statale della nostra regione». Con queste parole e con moderata
soddisfazione i vertici isolani della Uil Scuola, commentano la giornata di
mobilitazione a tutela dei lavoratori precari (28 mila) del settore scolastico
che si e' svolta a Palermo. Una folta delegazione composta da Claudio Barone,
leader della Uil Sicilia e dai segretari provinciali della Ul scuola,
all'assessore Antinoro ha esposto la drammatica situazione in cui nel prossimo
anno scolastico si troverà la scuola statale siciliana. L'assessore Antinoro ha
concordato con i rappresentanti della Uil la necessità che un "tavolo
tecnico" partecipato dalle organizzazioni sindacali e
dal ministero guidato da Maria Stella Gelmini, possa a livello nazionale costituire le premesse perché
l'intervento regionale risulti proficuo e risolutivo. La Uil che in caso di
mancato accordo, annuncia una fine d'anno scolastico piuttosto
"calda", ha ribadito le proprie richieste: a) vanno confermati gli
incarichi annuali; b)si deve coprire il turn over dei pensionamenti con
almeno un uguale numero di immissioni in ruolo; c) fornire tutte le scuole di
un organico arricchito ed almeno funzionale; d) aprire subito un tavolo
interistituzionale sui precari a livello nazionale con lo scopo di tutelare il
loro diritto al lavoro. Arcangelo Santamaria
( da "AprileOnline.info" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Non sulla nostra pelle Luca De Zolt*, 01 aprile 2009,
16:21 Verso il 4 aprile Dopo quasi un anno di governo, è ormai chiaro a tutti
quello che la Gelmini vuole fare
della scuola pubblica: liberarsene. Meno forte e diffusa è invece la percezione
di un disegno complessivo di destrutturazione dei diritti e delle libertà che
il governo sta portando avanti. C'è bisogno di mettere insieme i pezzi che il
governo vorrebbe divisi per restituire questo attacco complessivo al mittente e
riprenderci la possibilità di costruire il nostro futuro. Ecco perché
noi studenti saremo in piazza con la Cgil Quasi cinquecento assemblee
studentesche e iniziative in tutte le città d'Italia. E' questo il bilancio
della fase straordinaria di mobilitazione che la Rete ha promosso verso la
manifestazione di sabato 4 aprile, fase che ci ha consentito di far ripartire
il lavoro delle reti associative locali dopo la pausa post-autunnale,
rimettendo in circolazione idee, informazioni, spunti di mobilitazione. Abbiamo
incontrato nelle assemblee centinaia di studenti: quello che abbiamo registrato
è soprattutto una forte paura del futuro, una forte preoccupazione. Il clima
dentro le scuole è sicuramente cambiato rispetto ai mesi autunnali, nei quali
era esploso il movimento contro i provvedimenti del duo Tremonti-Gelmini: dopo la grande manifestazione del 30 ottobre, il 14
novembre e il 12 dicembre, ha cominciato a farsi strada all'interno del
movimento studentesco una fase di riflessione su come sia possibile continuare
a portare avanti la battaglia in difesa del nostro futuro di fronte a un
governo che non si ferma neppure davanti a piazze gremite e ad onde oceaniche
di manifestanti. Non è difficile immaginare il senso di delusione e di distacco
di chi, come tanti degli studenti scesi in piazza contro la legge 133 e la
legge Gelmini, ha visto vanificare lo sforzo di farsi
sentire, di voler partecipare, di voler dire la propria su qualcosa che ci
riguarda da vicino come il nostro diritto a studiare, a crescere, a trovare un
lavoro. Una delusione che si unisce al vento dell'antipolitica che batte sul
nostro Paese da anni, alla sempre maggior diminuzione del grado di fiducia
nelle istituzioni democratiche da parte di tutti i cittadini (ma soprattutto
dei giovani) e che rischia di trasformarsi in una corsa al "si salvi chi
può" in questo momento di difficile crisi. La sfida della Rete, nata ad
ottobre, è proprio quella di tentare di dare forza e di rappresentare la
condizioni degli studenti, di unificarle in rivendicazioni collettive, di incanalare
la rabbia e l'indignazione diffuse in possibilità di agire e di produrre
cambiamenti, a partire dalla dimensione più vicina allo studente: la propria
scuola, la propria classe. C'è infatti un bisogno disperato di restituire alle
persone la convinzione di poter contare, di poter essere protagonisti, di poter
decidere del proprio futuro. Il ministro Gelmini ha
presentato alcune settimane fa le linee guida della nuova materia che si è
inventata per dare una parvenza democratica al suo operato: l'ora di Cittadinanza
e Costituzione, che, alla strenua dell'ora di economia domestica, dovrebbe
insegnare agli studenti cosa vuole dire essere cittadini attraverso libri e
percorsi illustrati. Questo mentre il nuovo regolamento della valutazione
introduce criteri del tutto discrezionali per la valutazione del comportamento
degli studenti, facendo venir meno il principio basilare che in una comunità
debbano esistere regole certe e riconosciute da tutti. C'è dietro un profondo
fastidio di questa maggioranza di governo rispetto a tutto ciò che la pensa
diversamente da lei, da chi immagina un Italia diversa da quella sognata dal
premier sul palco megalito e sfavillante del congresso del PdL, da chi vorrebbe
avere la possibilità di dissentire. Con il cambio unilaterale delle regole il
governo tenta il suo attacco ai diritti, alla democrazia: basta pensare alla
vicenda Englaro o all'accordo sulla contrattazione sindacale che ha visto
esclusa la CGIL. In questo senso per noi è centrale proprio un alleanza con la
CGIL e con gli altri soggetti dell'associazionismo e del sociale che vogliono
fermare la deriva autoritaria del governo. Per noi è ora prioritario condurre
questa battaglia dentro le scuole, dando forza alla rappresentanza studentesca,
che ora la maggioranza vorrebbe eliminare con il progetto di legge Aprea,
difendendo gli spazi di partecipazione che abbiamo, portando alla luce del sole
i problemi e le aspirazioni degli studenti, che troppo spesso l'opinione
pubblica vede solo con gli occhi falsati dei media. Sono anni che si parla
degli studenti solo rispetto al fenomeno del bullismo: gli italiani vedono
ormai la scuola più sui video di youtube ripresi dalle telecamere dei TG e dei
talkshow che nella vita reale. Questo produce un effetto di disorientamento:
per i genitori è difficile accettare che nel frugoletto con il quale si sta
cenando tranquillamente si celi un mostro che senz'altro, a detta del TG,
entrerà in una baby-gang e distruggerà la scuola dopo aver stuprato
reiteratamente la bidella. Siamo al paradosso. Come verso altre categorie della
società, come i lavoratori pubblici e gli immigrati, si sta portando avanti
un'operazione di criminalizzazione. L'ultima è quella di Brunetta con i
guerriglieri: il tentativo è di dividere, di creare panico, di screditare le
richieste reali delle persone, di nascondere l'immobilismo e l'incapacità di
affrontare la crisi da parte del governo. Di fronte a questi tentativi ci vuole
la capacità di mettere a nudo la verità. Quest'autunno, anche con la nostra
campagna sull'"emergenza ballismo", ci siamo riusciti, facendo
emergere chiaramente che le proposte della Gelmini per
ridare serietà alla scuola, come il grembiulino e il maestro unico, erano delle
enormi balle per nascondere l'operazione di tagli indiscriminati imposta da
Tremonti. Un'equazione semplice che siamo stati in grado di comunicare a tutti,
che ha messo il governo in forte difficoltà, che ha fatto scendere in piazza
per la difesa della scuola pubblica non solo docenti e studenti, ma anche
genitori, pensionati, precari, lavoratori di altri settori. Ora il muro
mediatico del governo è stato ricostruito, e il silenzio è sceso anche sul
movimento in difesa della scuola pubblica, che è stato forse quello che è
riuscito a dare maggiormente fastidio a questo governo e a ritardarne l'azione
in maniera sensibile. La ripresa delle mobilitazioni in primavera, con la
manifestazione del 13 febbraio, quella del 5 marzo e quelle del 18 marzo, hanno
smentito chi diceva che ormai il governo aveva il sostegno di una maggioranza
silenziosa, che la protesta era limitata a gruppi di facinorosi e di
"ragazzotti in cerca di emozioni". Maggioranza silenziosa che ha
dimostrato di essere tutt'altro che favorevole alle scelte del governo in due
grandi prove di democrazia, molto diverse ma altrettanto significative: la
bocciatura del maestro unico da parte dei genitori attraverso le iscrizioni
alle scuole elementari e la consultazione della CGIL sull'accordo separato
sulla contrattazione. Sono i primi segnali che è necessario ridar voce alla
realtà, bisogna squarciare il cielo azzurro che sempre sovrasta il sorriso del
nostro sempregiovane premier. Nelle scuole italiane il cielo si è già aperto: i
tagli sono ormai tangibili. Le condizioni delle strutture peggiorano, di fronte
alla mancanza di fondi anche per gli interventi di piccola manutenzione,
aumentano le spese chieste agli studenti per le attività ordinarie, per
mantenere aperti laboratori e per garantire l'offerta formativa, mancano
supplenti, tecnici di laboratorio, le scuole al pomeriggio rimangono chiuse con
buona pace delle attività extrascolastiche e autogestite. è incombe il dramma
della crisi su un numero sempre maggiore di studenti e di studentesse, che di
fronte alla povertà dilagante (sono più di un milione e mezzo i minori sotto la
soglia di povertà in Italia) e alla perdita del lavoro dei genitori, sono
costretti a dover contribuire al reddito famigliare, spesso con lavori in nero,
a volte nella piccola criminalità. Un fenomeno in aumento, quello degli
studenti-lavoratori, che spesso ha come conseguenza l'abbandono precoce degli
studi, in quanto non esistono forme di tutela per gli studenti che consentano
di poter proseguire gli studi e di raggiungere un pieno successo formativo
rendendo compatibili le attività di studio con quelle di lavoro e, ancor più
alla base, non esistono misure efficace in favore del diritto allo studio e per
l'abbattimento dei costi dell'istruzione. Basti pensare che la maggior parte
delle risorse pubbliche per il diritto allo studio in molte regioni se ne vanno
nei buoni scuola che finanziano le scuole private, e che siamo in un Paese in
cui non ci sono abbastanza fondi per dare la borsa di studio a tutti quelli che
sulla carte ne avrebbero diritto. Le condizioni reali della nostra generazione,
fuori dalle riprese di YouTube, sono quelle di una generazione che ha meno
opportunità dei propri genitori, un futuro più incerto, meno diritti, meno
sicurezza. Una condizione esistenziale precaria, che spesso ci fa sentire
spaesati, incapaci di costruire progetti e relazioni, di immaginare il domani.
Nelle piazze di questo autunno c'era soprattutto questa sensazione di essere
stati rapinati del proprio futuro, una rabbia mista a rassegnazione che poi
diventa subito voglia di mettersi a recuperare il gap, di riprendersi il
proprio diritto ad avere la possibilità di essere felici, di determinare il
proprio futuro. Una voglia di riscatto che si esprime in molte forme, che
spesso è sfuggente e irrappresentabile, ma che ha bisogno di strumenti per
esprimersi e per chiedere risposte. Ecco perche la sfida del Circo Massimo non
è solo una questioni di numeri: dovrà essere una piazza abbastanza grande da
contenere, se tutto andrà bene, tutta la rabbia e la voglia di cambiare il
futuro, di avere politiche diverse in risposta alla crisi dal nostro governo e
dalle istituzione internazionali. Abbastanza grande da raccogliere proprio
quella voglia di riscatto, quella esigenza di futuro espressa quest'autunno.
Abbastanza da chiarire a tutti quelli che ci guarderanno che non sii può
giocare con il nostro futuro, non sulla nostra pelle! *Portavoce nazionale Rete
degli studenti medi
( da "Sestopotere.com" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
A Trento la quarta tappa del Roadshow PMI di Confcommercio
(1/4/2009 15:29) | (Sesto Potere) - Trento - 1 aprile 2009 - Arriva a Trento
venerdì 3 Aprile il Roadshow PMI di Confcommercio, liniziativa itinerante su tutto il territorio nazionale che, nel contesto della Prima settimana
Europea delle PMI promossa dallUE,
affronta, in ciascuna delle nove tappe previste, un tema di particolare
interesse per il mondo delle piccole e medie imprese. Nella quarta tappa di
Trento si terrà il Convegno dal titolo
“Capitale Umano e Pmi: scuola, formazione e innovazione” nel corso del quale
verranno presentati i risultati di una ricerca di Confcommercio che analizza,
in particolare, i temi della formazione, dellistruzione e dellinnovazione in azienda con riferimento alla gestione e allo sviluppo del
personale delle imprese. Intervengono tra gli altri, il Presidente di
Confcommercio Carlo Sangalli, il Ministro dellIstruzione Maria Stella Gelmini, lOnorevole Giuseppe Fioroni e il
Presidente della Provincia Autonoma di
Trento Lorenzo Dellai. Lappuntamento
per la stampa è a Trento, venerdì 3 aprile, alle ore 15.30 - sala di
Rappresentanza – Palazzo della Regione - Piazza Dante 16. Per eventuali
comunicazioni contattare Valentina Gravina, Ufficio Stampa Confcommercio al numero 334.6614912
( da "Affari Italiani (Online)" del
01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Politica Missionarie della libertà. Sono le donne del Pdl
Mercoledí 01.04.2009 16:02 "Vi nomino missionari della libertà", ha
detto Silvio Berlusconi chiudendo il congresso del Pdl. In prima fila c'erano i
giovani e le donne fiore all'occhiello della svolta. Chi sono? Il settimanale
Chi fa una mappa delle donne del Pdl: Mara Carfagna, ministro per la Pari
Opportunità, l'europarlamentare, Mariastella Gelmini, Elisabetta Gardini, il ministro
per l' Ambiente Stefania Prestigiacomo, l'onorevole Laura Ravetto, il ministro
per le Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, il sottosegretario Michele Vittoria
Brambilla, la giovane onorevole Nunzia De Girolamo, Gabriella Carlucci, Irene
Pivetti, Ramona Badescu e tante altre... Spetterà alla valanga rosa del
Pdl il futuro della poltitica, altro che tacchi a spillo e belle statuine.
Quello che qualcuno ha già soprannominato "il partito delle ragazze"
e fatto di giovani e meno giovani che non hanno paura di sfoggiare tailleur
firmati e tagli all'ultima moda insieme con un carattere da guerriere e uno
stachanovismo senza tregua. Mentre Mara Carfagna pensa alle nozze con Marco
Mezzaroma, Marco Carboni, che anni fa era sentimentalmente vicino alla
ministra, si consola con Claudia Galanti, showgirl paraguaiana che è stata
fidanzata con Stefano Ricucci. Chi li ha pizzicati all'uscita di un ristorante
milanese. GUARDA tags: Missionarie Pdl donne
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
Argomenti: Scuola
Incontro tra il presidente americano e il premier inglese.
Sarkozy: "Francia e Germania sono contrarie alla
bozza". Migliaia i manifestanti davanti alla Banca d'Inghilterra:
feriti e arresti
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G20 Obama e Brown: "Agire con urgenza" Scontri fra polizia e
manifestanti Assaltata la Royal Bank of Scotland Incontro tra il presidente
americano e il premier inglese. Sarkozy: "Francia e Germania sono
contrarie alla bozza". Migliaia i manifestanti davanti alla Banca
d'Inghilterra: feriti e arresti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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lì per fare numero" (41 commenti) Ferrara è davvero la 'città delle bici'?
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col telefonino (11 commenti) 17:15:40 - @haiv: Sono un grande tifoso di
Federer, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, in questo momento c[...] Avanti
Nadal e Murray. Fuori la Dementieva17:11:55 - Carissima Ros, credo che Massimo
dicendo che la partita Federer vs Dent sia stata bella solo per mer[...] Ai
quarti tutti i big. Bene Nole17:07:37 - se devo fare una classifica metto al 1
posto LoMonaco per i motivi già detti e poi subito Elena pra[...] Davài,
Roberto... Davài!17:01:08 - Discorsi strani veramente strani. Federer ha
lasciato il segno per le vittorie, il bel gioco non ser[...] Ai quarti tutti i
big. Bene Nole16:47:41 - Dent ha costretto Federer a scendere a rete per
evitare che l'americano lo facesse prima di lui mett[...] Ai quarti tutti i
big. Bene Nole16:32:30 - mi permeto di osservare che affermare che la legge
biagi ha causato un diffuso precariato, farebbe p[...] Silvio: "Sono più
pallido di Obama Troppi deputati lì per fare numero" 16:31:10 - Certo che
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belle cose: [...] Anche Karzai si arrende ai talebani "Stuprare la moglie
si può per legge" Crisi, giusto bloccare i tagli alla
scuola previsti dalla legge Gelmini?La Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della
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Argomenti: Scuola
Sharon Stone fa spazzolare con un pennello di peli di
martora la capote bianca della sua 500 Cabrio, Paris Hilton vuole il baciapiedi
dai suoi amanti, Julia Roberts dimentica la combinazione e fa scassinare la cassaforte,
J-Lo ha un'assistente addetta solo alla depilazione
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COLLABORATORI E BABY SITTER ESASPERATI Borse gelate e auto 'supercoccolate'
Tutti i capricci delle star di Hollywood Sharon Stone fa spazzolare con un
pennello di peli di martora la capote bianca della sua 500 Cabrio, Paris Hilton
vuole il baciapiedi dai suoi amanti, Julia Roberts dimentica la combinazione e
fa scassinare la cassaforte, J-Lo ha un'assistente addetta solo alla
depilazione Los Angeles, 31 marzo 2009. - Dive tiranne e un po' sadiche. I camerieri
e i collaboratori delle più famose attrici di Hollywood sono esasperati dalle
richieste incredibili delle loro padrone molto capricciose. Secondo i gossip
riportati dal magazine americano Star particolarmente "feroce"
sarebbe Sharon Stone, accanita maniaca delligiene. Lattrice, che ha
perso la custodia del figlio Roan, adottato nel 2001, dopo aver cercato di
fargli uniniezione di botulino ai piedi per risolvere i problemi di
sudorazione, non perde il vizio. I tre inservienti dediti al parco auto composto da varie fuori serie fra cui una Bentley Continental e una
Lotus Esprit, sono obbligati a pulire la sua 500 Cabrio fatta arrivare apposta
dallItalia.
La convertibile simbolo del design made in Italy viene spazzolata con pennelli
di pelo di martora, per rendere immacolate la capote
bianco avorio e la carrozzeria grigio perla. Paris Hilton, "viziatissima
shopping - addicted", non è da meno: pare che la sua ultima mania sia
quella di conservare la preziosa collezione di borse Gilli in frigorifero per
evitare che si rovinino al caldo dellassolata Los Angeles. Sempre secondo il magazine americano Star
il cameriere addetto a controllarne la temperatura sarebbe stato incaricato di
verificare che la Bondage Bag, lultimo modello di cui lereditiera
si sarebbe innamorata tanto da
acquistarla in entrambe le versioni, nera e caramello, sia sempre 'fresca' e
disponibile a una temperatura mai superiore ai 12 gradi, esattamente come se si
trattasse di un buon Chardonnay. Ma fra i bizzarri capricci della volubile
Paris, sempre secondo il periodico, il più curioso sarebbe un altro: la Hilton
pretenderebbe il baciapiedi dai suoi amanti, ragione per cui pare sarebbe stata
lasciata dallesasperato
ex-fidanzato e front-man dei Good Charlotte, Benji Madden. Stando sempre ai gossip, accuse da ex domestici esasperati anche per Madonna e per
la coppia J Lo - Marc Anthony. Lex
maggiordomo di Lady Ciccone, licenziato dalla star senza complimenti, si è
vendicato minacciando una denuncia e il racconto ai tabloid di pettegolezzi e segreti della star, dopo aver chiesto un risarcimento di 300
milioni di dollari. Problemi con le tate invece per la bella Jennifer Lopez,
che, oltre ad avere unassistente
addetta alla depilazione, richiederebbe alle baby-sitter assunte per accudire i
due gemelli una disponibilità di 16 ore al giorno, 7
giorni su 7. Un carico di lavoro tale che avrebbe spinto la prima tata a
licenziarsi dopo una sola settimana, mentre la seconda è durata poco di più.
Anche Julia Roberts ha fama di donna volubile. Secondo Star pare che la
Roberts, particolarmente affezionata alla sua collezione di orologi Eberhard e
in particolare al modello Chrono 4 Bellissimo Coeur Vitre', arricchito da 68
brillanti e personalizzato con lincisione
in oro delle sue iniziali, abbia ordinato alla
servitù di tenersi alla larga dalla cassaforte in cui gli orologi sono
custoditi. Peccato però che tanta fosse la diffidenza della ex Pretty Woman da
non aver voluto annotare da nessuna parte la combinazione per paura che
qualcuno la scovasse, dimenticandola in seguito. Presa dallira lattrice avrebbe ordinato
ai camerieri sconcertati di scassinare la cassaforte davanti ai suoi occhi Il
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Federer, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, in questo momento c[...]
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Massimo dicendo che la partita Federer vs Dent sia stata bella solo per
mer[...] Ai quarti tutti i big. Bene Nole17:07:37 - se devo fare una classifica
metto al 1 posto LoMonaco per i motivi già detti e poi subito Elena pra[...]
Davài, Roberto... Davài!17:01:08 - Discorsi strani veramente strani. Federer ha
lasciato il segno per le vittorie, il bel gioco non ser[...] Ai quarti tutti i
big. Bene Nole16:47:41 - Dent ha costretto Federer a scendere a rete per
evitare che l'americano lo facesse prima di lui mett[...] Ai quarti tutti i
big. Bene Nole16:32:30 - mi permeto di osservare che affermare che la legge
biagi ha causato un diffuso precariato, farebbe p[...] Silvio: "Sono più
pallido di Obama Troppi deputati lì per fare numero" 16:31:10 - Certo che
sti islamici....non come da noi che l'emancipazione ha portato ad un sacco di
belle cose: [...] Anche Karzai si arrende ai talebani "Stuprare la moglie
si può per legge" Crisi, giusto bloccare i tagli alla
scuola previsti dalla legge Gelmini?La Juventus deve trattenere Buffon?I primi responsabili della
crisi economica sono i banchieri?Vorresti rivedere Roberto Mancini su una
panchina del campionato italiano?Sei mai stato adescato in chat?Corsi fantasma
con pochi studenti, è giusto chiuderli?La proposta: Loreto patrimonio
dell'Unesco, sei d'accordo?Pazzini subito in campo con l'Eire?Educazione
sessuale a scuola, sei d'accordo?La Brawn Gp può vincere il Mondiale di Formula
Uno?Berlusconi chiede più poteri per il premier, sei d'accordo?Il Milan cederà
Ronaldinho a fine stagione?La Fia dovrebbe squalificare i team di F1 con i
diffusori contestati?Basket: derby numero 103 tra Virtus e Fortitudo, chi
vincerà?Consideri il ministro Brunetta una figura positiva per il nostro
panorama politico? La foto del giorno Antifurto In tempo di crisi bisogna
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Argomenti: Scuola
L'esposizione sarà inaugurata il 18 luglio, dopo aver
lasciato Cortina viaggerà per l’Italia per giungere a Roma nel 2011 come parte
integrante delle Cerimonie per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
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CORTINA D'AMPEZZO Casa Savoia si mette in mostra Cimeli, ricordi e storia
familiare L'esposizione sarà inaugurata il 18 luglio, dopo aver lasciato
Cortina viaggerà per lItalia
per giungere a Roma nel 2011 come parte integrante delle Cerimonie per il 150°
Anniversario dellUnità dItalia Cortina
d'Ampezzo, 1 aprile 2009 - Era da molti anni che si richiedeva la realizzazione
di una Mostra Storica sulla Casa Reale dItalia: Casa Savoia. Una mostra
che ne raccontasse la storia, non tanto quella millenaria, che si perde nei secoli, ma quella più vicina a tutti noi che comincia, per la
maggior parte degli italiani, dallUnità
dItalia e quindi da Re Vittorio Emanuele II. Cortina dAmpezzo ha
accolto questa richiesta e ha deciso di promuove la Mostra “Casa Savoia: Storia
di una Famiglia Italiana”. Le Dolomiti Ampezzane
sono state uno dei principali teatri in cui si sono svolte le battaglie della
Grande Guerra che ha portato a compimento lattuale unità nazionale. E
inoltre noto il grande amore di Re Umberto II e della Regina Maria Josè per le Alpi, ed in modo particolare proprio per le
Dolomiti, che già il padre della Regina, Re Alberto I dei Belgi, così bene
aveva descritto e conosciuto. In “Casa Savoia: Storia di una Famiglia italiana”
sono molte le testimonianze inedite disponibili sul rapporto passato tra la
Conca di Anpezo e Casa Savoia, a partire dalle documentazione del sanguinoso
primo conflitto mondiale -durante il quale Re Vittorio Emanuele III visitò
spesso le trincee delle Cinque Torri- passando alle visite private e famigliari
di Re Umberto II -allepoca
ancora Principe di Piemonte - sino ad arrivare agli aneddoti raccolti dagli
ampezzani sui soggiorni delle Principesse Mafalda e Giovanna. Molti gli oggetti
inediti e di uso quotidiano. Dal 1861, anno di nascita del Regno dItalia,
si sono succeduti quattro Sovrani e tre Regine. La Mostra “Casa Savoia: Storia
di una Famiglia Italiana” ripercorre la vita di questi uomini e di queste
donne, offrendo al visitatore uno spaccato reale, autentico, di ciò che essi
furono come donne, uomini e come
famiglia. La mostra è un viaggio a ritroso nel tempo partendo proprio dal
quarto Re dItalia,
Umberto II. Il percorso permette di rivivere le emozioni della vita di corte e
soprattutto la vita familiare che in Casa Savoia aveva molto più spazio rispetto allufficialità dei ruoli imposti dal Casato. La mostra “Casa
Savoia: Storia di una Famiglia Italiana”, dopo aver lasciato Cortina viaggerà
per lItalia per giungere a Roma nel 2011 come parte integrante delle
Cerimonie per il 150° Anniversario dellUnità dItalia. Gli oggetti,
di diverso genere, hanno la caratteristica comune di essere privati e in alcuni
casi anche di uso personale. Si tratta di fotogra e, onore cenze, gioielli,
busti, porcellane, quadri, armi, lettere, abiti, stampe e svariati monili di uso quotidiano. Nelle sale della Ciasa de ra
Regoles sarÁ possibile ammirare un centinaio di oggetti. Da menzionare, i
servizi da tavola del Palazzo del Quirinale e di Palazzo Reale di Torino
realizzati dalla manifattura di Meissen, alcune decorazioni cavalleresche in
oro e diamanti conferite dai vari sovrani del mondo ai membri di Casa Savoia e
numerosi ritratti dal 700
ai primi del 900 oltre al alcuni preziosi gioielli e monogrammi della
Regina Margherita e della Regina Elena. La mostra “Casa
Savoia: Storia di una Famiglia Italiana” - patrocinata dal Ministero per i Beni
e le attivitÁ Culturali, dalla Regione del Veneto e dal Comune di Cortina dAmpezzo- sarà inaugurata il 18
luglio 2009 e terminerà a metà settembre. MULTIMEDIA Casa Savoia Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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chiede più poteri per il premier, sei d'accordo?Il Milan cederà Ronaldinho a
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contestati?Basket: derby numero 103 tra Virtus e Fortitudo, chi
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Lo showman 'padrino d'eccezione' del nuovo canale della
pay tv, dove presto arriveranno anche Lorella Cuccarini con un reality-talent
show dedicato alla danza e Giorgio Panariello con incursioni audio comiche
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'PIGLIA-TUTTO' Il ciclone Fiorello pronto al debutto "Nessuna polemica con
Mediaset" Lo showman 'padrino d'eccezione' del nuovo canale della pay tv,
dove presto arriveranno anche Lorella Cuccarini con un reality-talent show
dedicato alla danza e Giorgio Panariello con incursioni audio comiche Roma, 1
aprile 2009 - Il nuovo show di Fiorello, il debutto di Lorella Cuccarini, gli
sketch di Giorgio Panariello, le fiction di culto e il meglio dei talent show e
dei programmi di intrattenimento italiani e internazionali: sono gli
ingredienti di Sky Uno che debutta domani. Il canale 109, finora Sky Vivo, si
rinnova insomma nel nome e nella mission e apre le porte ai grandi nomi dello
spettacolo e a nuove forme di intrattenimento per tutta la famiglia. "Sky
Uno nasce per arricchire ulteriormente lofferta di Sky agli abbonati. Sarà un canale incentrato
sullintrattenimento, con particolare attenzione al varietà e alla comicità e con molti volti noti dello spettacolo - spiega
Kathryn Fink, direttore dei programmi Sky -. I primi ad arrivare -aggiunge
Fink- sono Fiorello, Lorella Cuccarini e Panariello, e passo dopo passo
aggiungeremo altre produzioni e programmi che annunceremo nelle prossime
settimane e mesi". 'Padrino deccezione'
del nuovo canale satellitare sarà appunto Fiorello con il suo 'Fiorello Show',
in onda quattro volte alla settimana. Lo spettacolo sarà l'occasione per
mettere in scena il suo repertorio di cantante, comico,
imitatore, improvvisatore, alternando assoli' di intrattenimento a commenti sui personaggi del
momento, fatti di cronaca e di costume. Proprio a proposito del suo arrivo
sulla pay tv, Fiorello ha voluto precisare di non aver fatto alcuna polemica con Mediaset dopo che gli organi di informazione
hanno rilanciato unanticipazione
di Tu Style. "Leggendo oggi alcuni giornali - ha spiegato il one-man-show
in una nota -, apprendo che sono state strumentalizzate frasi che io ho detto
nel corso della conferenza stampa del
12 marzo e non in una intervista. In quella occasione, rispondendo alla domanda
sul perché avessi scelto Sky e non Mediaset, ho semplicemente spiegato che il
mio modo di fare oggi televisione, cioè una volta ogni quattro anni come i
Mondiali di calcio, e su un progetto specifico, non è consigliabile alle
televisioni Mediaset, che essendo commerciali necessitano forse di personaggi
che garantiscano una continuità di presenza a tutti i livelli, sia nei
programmi che nelle telepromozioni. Per questo - spiega Fiorello - ho
scherzosamente consigliato
a Mediaset, con cui ho sempre avuto ottimi rapporti, sin dallinizio della
mia carriere che con me non avrebbe fatto un buon affare". "Mi
dispiace - conclude Fiorello - che queste affermazioni,
fatte peraltro piu
di 20 giorni fa alla presenza di molti giornalisti, siano state utilizzate oggi
per montare una polemica che non mi appartiene e non ha nessun fondamento
reale". Polemiche a parte, Fiorello sarà in buona compagnia: a seguire su Sky sbarcheranno Lorella Cuccarini e Giorgio Panariello. La
'più amata dagli italiani' debutterà in prima serata alla conduzione di 'Vuoi
ballare con me?', un inedito talent-reality show incentrato sul ballo che fa
scendere in pista coppie di aspiranti ballerini assieme ai propri genitori.
Mentre il comico toscano presterà la sua voce a Le Barre', pillole comiche e un po'
non-sense che hanno per protagoniste le barre colorate, quelle che appaiono
prima della messa in onda di un programma e che, in questa curiosa versione, si animano facendo andare su tutte le furie un
regista frustrato. A completare la ricca offerta è in arrivo dagli Stati Uniti
il format cult 'Dont
Forget The Lyrics', presentato dallattore comico americano Wayne Brady.
Il karaoke di maggior successo nel mondo punta
a conquistare anche il pubblico italiano con una formula che coniuga gioco e
spettacolo. Al centro del game, canzoni che fanno parte del repertorio musicale
collettivo. Non mancheranno le fiction, tra cui la produzione italiana Donne Assassine', interpretata da
Martina Stella, Claudia Pandolfi, Sandra Ceccarelli, Violante Placido. Infine
per rimanere in ambito game show è in arrivo una novità assoluta: la versione
italiana dellinnovativo format televisivo Cash Taxi', il primo quiz tv a bordo di un taxi. SKRAISET A X Factor tapiro d'oro a
Fiore a 'reti unificate' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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Alla Caterpillar di Grenoble i manager hanno
dormito sulla moquette. Poi, attorno a mezzogiorno, la svolta: "Liberiamo
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FRANCIA / LA CACCIA AI DIRIGENTI Rilasciati i quattro manager in ostaggio
Sarkozy: "Salverò io la Caterpillar" Alla Caterpillar di Grenoble i
manager hanno dormito sulla moquette. Poi, attorno a mezzogiorno, la svolta:
"Liberiamo i
( da "Quotidiano.net" del 01-04-2009)
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Sarkozy: "Francia e Germania sono contrarie alla
bozza". Migliaia i manifestanti davanti alla Banca d'Inghilterra:
feriti e arresti
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d'Inghilterra: feriti e arresti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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