HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “Credito Fidi Aziende ” |
ARCHIVIO GENERALE DEL
DOSSIER |
tARTICOLI DEL 17-22 dicembre 2008#TOP
·
Articoli
Revoca fidi (33)
L'Emilia-Romagna
punta su Unifidi ( da "Italia Oggi"
del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Romagna punta
su Unifidi ECONOMIA E IMPRESA Di Cristina Di Gleria Il consorzio fidi con 100
mila associati presentato a Bologna alla presenza del segretario generale Cna
Silvestrini: importante il gioco di squadra con banche e istituzioni La crisi
finanziaria sta penalizzando le piccole imprese, mettendone a rischio non solo
gli investimenti, ma la stessa liquidità.
confindustria:
due anni di recessione e 600mila licenziamenti nel 2009 - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Invece così
non è perché le imprese e le famiglie non si fidano. Se il clima non cambia,
dice Confindustria, ci si infila dritti dritti verso la stagnazione. Ed è per
evitare questo pericolo che la leader di Confindustria lancia il suo appello:
la crisi economica è «molto dura - ha detto - il paese deve trovare unità fra
maggioranza, opposizione e tra tutte le forze sociali».
In
Emilia-Romagna un miliardo di euro per le Pmi
( da "01net"
del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi e
Istituti di credito aderenti e che si affianca alle recenti iniziative
regionali a sostegno dell'economia e del credito, in particolare ai 50 milioni
messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso ottobre. Il sistema
bancario che aderisce all'accordo metterà a disposizione delle imprese un
plafond complessivo di risorse pari a 1 miliardo di euro che sarà utilizzato
l'evaporante
Profumo AVREBBE ridotto tutti i fidi delle aziende del Cavaliere DALLA GUERRA
IN CORSO TRA BERLUSCONI E TREMONTI, SBOTTerà L'UOMO FORTE 2009 INCONTRA BERSANI
E MIELI, ( da "Dagospia.com"
del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
evaporante
Profumo AVREBBE ridotto tutti i fidi delle aziende del Cavaliere - DALLA GUERRA
IN CORSO TRA BERLUSCONI E TREMONTI, SBOTTerà L?UOMO FORTE 2009 - INCONTRA
BERSANI E MIELI, POI GIULIETTO FILA DA ?BALLARò? E SI SMARCA DA RE SILVIO Nei
palazzi della politica e dell'economia gira una domanda: oltre al Cavaliere dai
capelli cremolati che punta diritto al Quirinale,
SICILIA/CRISI:
CONFINDUSTRIA A LOMBARDO, SUBITO INTERVENTI PER PMI.
( da "Asca"
del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
adottate a
sostegno dei consorzi fidi e quelle che il governo ha proposto per il credito
d'imposta, sollecita l'Esecutivo regionale, come ulteriore misura contro la
crisi, a ''sbloccare l'iter di approvazione dei progetti di nuovi investimenti
nei vari settori, stimati in oltre quattro miliardi di euro come sola quota di cofinanziamento
privato,
CRISI:
LANNUTTI (IDV), GOVERNO SANZIONI BANCHE CHE STROZZANO CLIENTI.
( da "Asca"
del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
invece di
andare a famiglie e piccole e medie imprese per assecondare le loro richieste,
viene depositata su un conto quasi infruttifero e comunque inferiore di 1,5
punti rispetto al mercato interbancario, perche' le banche non si fidano l'una
dell'altra e non sanno se dietro le loro gestioni possano nascondersi ulteriori
casi Lehman o schemi piramidali Madoff''. red-njb
Quei
crediti tanto vantati ( da "MF Sicilia"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
che aveva
lanciato l'allarme sul blocco del sistema dei finanziamenti dei consorzi fidi
con numerose pratiche inesitate. Per questo ha previsto una audizione in
commissione con i vertici degli istituti bancari e i responsabili di Bankitalia
nell'Isola. (riproduzione riservata). vantati accordo Regione ritardi crediti
industria
Imprenditoria
femminile ancora svantaggiata ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 18-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
accesso al
credito e ai fidi bancari. Le imprenditrici donne del Veneto, un numero che
rappresenta circa un quarto del totale degli imprenditori, non hanno la vita
facile. A dirlo è Andrea Riello, presidente di Confindustria Veneto, che giunto
quasi al termine del suo mandato, ammette: «E' inutile nascondersi, le donne
nel mondo del lavoro sono ancora svantaggiate,
imprenditoria
femminile ancora svantaggiata ( da "Mattino di Padova, Il"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
accesso al
credito e ai fidi bancari. Le imprenditrici donne del Veneto, un numero che
rappresenta circa un quarto del totale degli imprenditori, non hanno la vita
facile. A dirlo è Andrea Riello, presidente di Confindustria Veneto, che giunto
quasi al termine del suo mandato, ammette: «E' inutile nascondersi, le donne
nel mondo del lavoro sono ancora svantaggiate,
vertice
sulla crisi tra imprese e banche ( da "Tirreno, Il"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi, pari a
1 milione 160 mila euro. Tutto questo, come detto, fino all'anno scorso. «I
dati relativi al 2008 - sono parole di Pacini - saranno diversi dal momento che
è successo un cataclisma a livello economico finanziario». In attesa di poterne
misurare la gravità, la Camera di commercio annuncia che si impegna a mantenere
lo stanziamento dei fondi a favore delle imprese per
sostegni
alle piccole e medie imprese ( da "Tirreno, Il"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
attraverso la
società Fidi Toscana spa, a partecipazione regionale e di alcune banche. Il
nuovo protocollo, - firmatari 23 soggetti bancari di cui uno, la Federazione
Banche di Credito Cooperativo, ricomprende di fatto 40 istituti bancari -
tenendo ferme queste condizioni, aggiunge alcune ulteriori facilitazioni, anche
per far fronte alla crisi economico-
L'indotto
senza ossigeno ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
altra stima:
secondo Eurofidi, consorzio di garanzia fidi con base a Torino ma attività in
tutto il Paese, nel settore della componentistica italiana il tasso di
sofferenze nell'ultimo trimestre, rispetto al resto dell'anno, è salito del 20
per cento. E, questo, fa il paio con la crescita del 15% delle richieste di
garanzia.
LE
IMPRESE TOSCANE 'DANNO CREDITO' ALLE BANCHE A PALAZZO STROZZI SACRATI A FIRENZE
PRESENTATO IL RAPPORTO ANNUALE IRPET SODDISFATTE SETTE AZIENDE SU DIECI, MA
DIMINUISCONO DEPOSITI ( da "marketpress.info"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Regione ha
firmato con gli istituti bancari maggiormente presenti e diffusi sul
territorio, il quale, anche a fronte delle garanzie concesse dalla Regione
tramite Fidi Toscana e dal sistema regionale dei Confidi, fissa condizioni
particolarmente vantaggiose per le imprese: il 44 per cento delle aziende
dichiara di conoscere il protocollo e il 38% sa cosa sono i consorzi di
garanzia.
Toscani
più poveri Calano risparmi e depositi
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
a fronte però
delle garanzie concesse dalla Regione tramite Fidi Toscana e dal sistema
regionale dei Confidi. Eppure fino all?anno scorso il rapporto fra banche e
imprese sembrava tutto sommato buono. Secondo la ricerca presentata ieri
dall?Irpet, il 70% delle aziende intervistate si era detto soddisfatto del
rapporto con le banche.
Impresa
Italia: al via la fase due ( da "Sestopotere.com"
del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Confartigianato,
CNA, Casartigiani e Fedart Fidi, individua le seguenti aree di intervento: -
sostegno degli investimenti produttivi (tra i quali il risparmio energetico); -
miglioramento della struttura finanziaria delle imprese anche attraverso
interventi finalizzati al riequilibrio finanziario aziendale;
Artigiani,
ok a garanzia fidi ( da "MF Sicilia"
del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
artigiane
potranno usufruire delle agevolazioni del fondo nazionale di garanzia per la
richiesta di fidi. A garantirle ha pensato Confeserfidi, il consorzio di
garanzia fidi presieduto da Bartolo Mililli, che ha ottenuto da Mediocredito
centrale (Mcc), l'istituto del gruppo Unicredit che gestisce il fondo, il via
libera per l'ammissione delle imprese artigiane alle richieste di fido.
<UN
donoSPECIALE?L'ADOZIONE> Per Fido la crisi non c'è
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ADOZIONE» Per
Fido la crisi non c'è GLI ANIMALISTI nuove tendenze: regali
"bestiali" sotto l'albero Spopolano nei negozi del Tigullio articoli
natalizi, anche costosi, per cani e gatti «GLI ANIMALI non sono regali da
mettere sotto l'albero, ma esseri viventi capaci di percepire dolore, piacere,
paura, gioia, frustrazione».
Il
credito reinveste sulle Pmi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Accusato di
stringere la borsa del credito e di tagliare i fidi alle imprese, accusato di
gigantismo e di eccessiva finanziarizzazione del business, ieri il sistema
bancario ha deciso di mettere sul segmento pmi risorse come non se ne vedevano
da tempo. Da Unicredit a Ubi Banca a Deutsche Bank, almeno sulla carta è tutto
un rincorrere la platea in sofferenza dei piccoli,
Troppi
Confidi, è crisi di capitali ( da "Denaro, Il"
del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
FIDI -
consorzio di garanzia collettiva Consorzio Fidi Del Tirreno Confidi Vallo Di
Diano Società Cooperativa Con.Fidi Cidec Sa Cofimpi Confidimprese Salerno Icaro
Cooperativa Garanzia Collettiva Fidi Consorzio Garanzia Collettiva Fidi
Consorzio Fidi Piccole E Medie Imprese Del Cilento Consorzio Fidi Creditpesca
Apifin -
LOTTA
ALL'USURA E FINANZIAMENTI GARANTITI IN CRESCITA. MARCELLO FASANO, PRESIDENTE DI
CONFIDI S... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
indagine del
Confidi (Consorzio per la Garanzia Collettiva dei Fidi della provincia di
Salerno) che fotografa l'attività svolta dal Confidi Salerno nel corso del
2008. Nel corso del 2008 sono oltre 250 le aziende salernitane che hanno
chiesto aiuto al Confidi Salerno per ottenere i finanziamenti necessari allo
sviluppo dell'impresa.
Pmi,
un 2009 nero : ordini fino a gennaio
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Il sistema
camerale lombardo ha già predisposto 36 milioni di euro come Fondo di garanzia
dei Consorzi fidi a tutela delle operazioni bancarie, mentre altri 20 sono in
arrivo dalla Regione Lombardia nelle prossime settimane». «DI FRONTE ad una
crisi di queste dimensioni servono misure straordinarie - ha spiegato in un
particolareggiato intervento Francesco Spinelli -.
Apindustria:
<Riaprire i rubinetti del credito>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
azzeramento
del fido di cassa. L'ultimo caso, di giovedì, un'industria metalmeccanica, 17
dipendenti, in bonis con ricavi in crescita del 17% chiede ad ottobre un fido
di 30 mila euro: raccoglie la garanzia del nostro Confidi per il 50% della
cifra e la banca ci impiega ben 2 mesi e mezzo per il via libera alla pratica».
ROMA
- Il conto di mi moglie è in rosso ma la banca che ha paura di rimetterci
blocca il ... ( da "Messaggero, Il"
del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
quotidiane
vessazioni bancarie quella che Giuseppe - ma il nome per rispetto della privacy
è di fantasia - racconta. Di un marito che non può disporre liberamente del suo
denaro. Prelevare. Digitare il Pin. Fare un assegno e riscuoterlo, usufruire
del piccolo fido che gli fu concesso ben 12 anni fa.
patto
per facilitare l'accesso al credito
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
accesso al
credito È stato siglato ieri in Provincia tra Consorzio garanzia fidi e dottori
commercialisti Il Consorzio garanzia fidi commercio di Pordenone e
l'Associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili hanno
sottoscritto ieri, in Provincia, una convenzione rivolta a facilitare l'accesso
al credito degli iscritti.
Confidi,
richieste boom nel 2008 ( da "Denaro, Il"
del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
E' quanto
emerge da un'indagine del Consorzio Fidi Salerno presieduto da Marcello Fasano.
"Il sistema bancario deve imparare a dare fiducia ai piccoli
imprenditori". Con questa filosofia, espressa dal presidente Marcello
Fasano, il Confidi Salerno sta operando per sostenere la crescita economica
della provincia.
Due
milioni di ossigeno per le imprese
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Il tutto
grazie ai sette Consorzi Fidi presenti in provincia, che forniranno una
garanzia del 50\% per cento nelle operazioni. E a un fattore moltiplicatore
pari a 30. Sul progetto è arrivato infine il sì pronunciato all'unanimità dai
quindici istituti bancari chiamati dalla Camera di Commercio.
Simaf
chiede sblocco cantieri Mallarino presto interrogato
( da "Stampa,
La" del 21-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi bancari,
senza liquidità ed inoltre rimane aperto il problema di chi ora è senza
stipendio. Tra gli operai del cantiere e l'indotto, sono coinvolte 80
maestranze. Confidiamo nella giustizia dando piena fiducia alla magistratura».
In merito all'avviso di garanzia per Mallarino, durante l'ultimo Consiglio
comunale il sindaco Lorenzo Robbiano ha precisato che solo il 12 dicembre
La
Bce non riesce a fare gli interessi dell'Europa
( da "Gazzettino,
Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Le imprese
utilizzano fidi bancari e si troveranno in bilancio costi (oneri finanziari)
più alti. I privati che hanno contratto mutui a tasso variabile si troveranno
da pagare rate più alte. Infine il valore dell'euro aumenta rispetto al dollaro
e rispetto a tutte le monete con cambio fisso col dollaro, tra cui India e Cina
e tanti altri paesi emergenti.
Nell'interbancario
la controparte è anonima ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
banca non si
fida della solidità dell'altra. Dalla ricerca di liquidità di una banca possono
giungere dei segnali drammatizzati (effetto stigma) nelle fasi di grande
suscettibilità dei marcati. Nella proposta di nuovo segmento Bankitalia assume
un ruolo di ulteriore garanzia: chi chiede fondi potrà rimanere anonimo (ma la
banca centrale è a conoscenza della liquidità del richiedente)
Le
imprese toscane hanno un buon rapporto con le banche, indagine
( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Regione ha
firmato con gli istituti bancari maggiormente presenti e diffusi sul
territorio, il quale, anche a fronte delle garanzie concesse dalla Regione
tramite Fidi Toscana e dal sistema regionale dei Confidi, fissa condizioni
particolarmente vantaggiose per le imprese: il 44 per cento delle aziende
dichiara di conoscere il protocollo e il 38% sa cosa sono i consorzi di
garanzia.
Gli
enti locali ravennati puntano sui consorzi fidi
( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
bancario
specie da parte delle banche nazionali e vi sono serie preoccupazioni per il
Commercio,
turismo e servizi. Accordo tra Regione E-R, banche, consorzi fidi, Unioncamere
e associazioni categoria ( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Unioncamere e
Consorzi fidi. La Regione si impegna ad anticipare, già dal prossimo mese di
gennaio, l?assegnazione dei contributi previsti dal bilancio di previsione 2009
per i consorzi fidi regionali operanti nei settori del commercio, turismo e
servizi, per consentire la massima operatività dei confidi stessi, assicurando
le migliori condizioni di accesso e un monitoraggio continuo dell?
Crisi,
gli enti locali puntano sui consorzi fidi
( da "RomagnaOggi.it"
del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
bancario
specie da parte delle banche nazionali e vi sono serie preoccupazioni per il
( da "Italia Oggi" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Numero
299 pag. 13 del 17/12/2008 | Indietro L'Emilia-Romagna punta su Unifidi ECONOMIA E IMPRESA Di Cristina Di Gleria
Il consorzio fidi con 100 mila associati presentato a Bologna alla presenza del
segretario generale Cna Silvestrini: importante il gioco di squadra con banche
e istituzioni La crisi finanziaria sta penalizzando le piccole imprese,
mettendone a rischio non solo gli investimenti, ma la stessa liquidità.
Serve dunque un'iniziativa forte sul fronte del credito che ridia fiducia e
slancio alle imprese. Una risposta importante, utile al mondo delle piccole
imprese, viene dal mondo dei Confidi. Si chiama Unifidi Emilia-Romagna, ed è il
nuovo consorzio fidi nato dalla fusione di quattordici consorzi della regione
(il quindicesimo, Fidimpresa Modena, aderirà a inizio 2009) che si pone come il
primo consorzio di garanzia in Italia per dimensioni nel mondo associativo, con
quasi 100 mila soci, 845 milioni di euro per 13.548 operazioni garantite annue,
oltre 70 milioni di euro di patrimonio e un capitale sociale di 30 milioni di
euro. Promosso da Cna e Confartigianato con il sostegno dell'assessorato alle
attività produttive della regione Emilia-Romagna, Unifidi è stato presentato in
un convegno che si è svolto a Bologna lunedì scorso: «Tra i piccoli e medi
imprenditori», ha sottolineato, nell'occasione, il segretario generale di Cna
Sergio Silvestrini, «crescono i timori per una stretta creditizia, richieste di
rientri forzati di finanziamenti erogati, riduzione di affidi e dilazioni di
pagamento da parte delle banche. A tutto questo si aggiunge un altro motivo di
preoccupazione: un imprenditore su tre denuncia crescenti difficoltà nella
riscossione dei crediti, con un allungamento dei tempi di pagamento che oggi
sfiorano i 200 giorni e un aumento dei clienti insolventi». Ben venga, dunque,
ha concluso Silvestrini, l'accordo che regione Emilia-Romagna, banche e
associazioni imprenditoriali hanno sottoscritto e che vede in Unifidi lo
strumento principe di garanzia per l'accesso al credito a breve: «Sono certo
che Unifidi rappresenterà uno strumento particolarmente significativo ed
efficace nella fase di grave difficoltà che attraversano le imprese nel
rapportarsi oggi con il mercato. In sostanza si è realizzato in Emilia-Romagna
un gioco di squadra tra associazioni di categoria, istituzioni e mondo bancario che ha efficacemente dato vita a un progetto il cui
obiettivo è fornire alle aziende artigiane e alle piccole imprese credito alle
migliori condizioni di mercato». La nascita di Unifidi, infatti, potrà aiutare
le imprese ad assorbire e a superare meglio la crisi economica, i cui effetti
si protrarranno almeno per i prossimi due anni: «Si tratta di una risposta
intelligente e di prospettiva», ha osservato il segretario generale di Cna,
«che dovrà vedere il mondo delle confederazioni unito e in forte sinergia, per
consentire di poter avere, in futuro, risultati concreti per un sistema
imprenditoriale, quale è quello dell'artigianato e della piccola e media impresa,
che onestamente se lo merita. Torniamo all'economia reale e ancora una volta,
nell'economia reale, ci faremo carico positivamente dei problemi, ma anche di
tutte le opportunità che il paese ha da offrire».
( da "Repubblica, La" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 10 - Economia
Confindustria: due anni di recessione e 600mila licenziamenti nel 2009
Marcegaglia: governo convochi un tavolo. Draghi: nuove misure L´Associazione
bancaria replica alle critiche delle imprese: nessuna stretta sul credito LUISA
GRION ROMA - Una crisi talmente dura che per trovarne un´altra di simile
portata bisogna risalire al dopoguerra. Ci aspettano due anni di recessione e
un crollo dei posti di lavoro: in poco più di 12 mesi 600 mila persone saranno
licenziate, la disoccupazione - nel 2009 - tornerà all´8,4 per cento (ora è al
6,8). I consumi scenderanno dell´1,4 e non ci sarà bassa inflazione che tenga:
il costo della vita di assesterà sull´1,7 per cento, ma nonostante questo la
merce resterà nei negozi. Il Pil, la ricchezza prodotta, calerà dello 0,5
quest´anno e dell´1,3 il prossimo. Per vederlo in leggera ripresa (più 0,7 per
cento) si dovrà aspettare il 2010. Ecco il ritratto di un paese in netta
difficoltà, tratteggiato ieri dal centro studi di Confindustria. Un quadro
difficile reso ancora più duro dalla mancanza di fiducia che sta gravando sul
paese. Emma Marcegaglia lo dice chiaro: secondo la confederazione da lei
guidata tra le righe della crisi si dovrebbe già leggere qualche segnale di
rimonta. I fondamentali, dicono le imprese, in fondo sono «fantastici»: tassi
d´interesse bassi ed euro non più fortissimo dovrebbero favorire produzione ed
l´export. Invece così non è perché le imprese e le famiglie
non si fidano. Se il clima non cambia, dice Confindustria, ci si infila dritti
dritti verso la stagnazione. Ed è per evitare questo pericolo che la leader di
Confindustria lancia il suo appello: la crisi economica è «molto dura - ha
detto - il paese deve trovare unità fra maggioranza, opposizione e tra tutte le
forze sociali». Tutti si devono ritrovare nell´interesse generale,
contrapposizione e conflitti - se si vuole uscire dal tunnel - vanno superati.
Quindi «il governo convochi al più presto un tavolo con tutte le forze
politiche e sociali». Un appello, questo, che trova riscontro anche nelle
parole di Mario Draghi, governatore della Banca d´Italia. «In questo momento
critico - ha detto - è necessario un nuovo pacchetto di misure fiscali,
monetarie e regolatorie». Il paese insomma deve darsi una mossa e ciascuno deve
fare la sua parte. Anche le banche, precisano però gli industriali: hanno
stretto troppo i cordoni della borsa rendendo ardua la cessione del credito e
mandando in sofferenza aziende e famiglie. Le cifre sul credito bancario fornite da Confindustria sono chiare: per quanto
riguarda le aziende dal picco del più 14,7 per cento di ottobre 2007, si è
passato a più 8,4 del 2008: oltre 6 punti di minore crescita. Stesso andamento
per le famiglie: nei mutui erogati c´è una diminuzione dello stock di circa 5
miliardi. L´Abi, l´associazione delle banche, replica:« Non ci sono state
restrinzioni - ha commentato il presidente Corrado Faissola - lo sforzo delle
banche resta elevato, come la qualità del credito e ha risentito in modo
marginale del calo degli investimenti delle imprese».
( da "01net" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
In Emilia-Romagna un
miliardo di euro per le Pmi Raggiunto un accordo per garantire l'accesso al
credito delle imprese 17 Dicembre 2008 Un miliardo di euro di plafond e un
tasso d'interesse non superiore all'Euribor maggiorato di uno spread massimo di
1,5 punti. Sono questi i punti principali dell'accordo anti recessione per
garantire l'accesso al credito delle Pmi sottoscritto da Regione
Emilia-Romagna, Unioncamere, Consorzi fidi e Istituti di
credito aderenti e che si affianca alle recenti iniziative regionali a sostegno
dell'economia e del credito, in particolare ai 50 milioni messi a disposizione
dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso ottobre. Il sistema bancario che aderisce all'accordo
metterà a disposizione delle imprese un plafond complessivo di risorse pari a 1
miliardo di euro che sarà utilizzato per l'erogazione di finanziamenti a
breve/medio termine necessari a soddisfare i fabbisogni delle imprese legati
alla gestione del capitale circolante. In particolare i finanziamenti saranno
erogati per soddisfare le esigenze di liquidità straordinaria delle imprese e
garantire il pagamento di imposte, tasse, contributi, tredicesime e
quattordicesime. Le risorse serviranno anche a favorire lo smobilizzo del
capitale circolante delle imprese, e in particolare dei crediti maturati
nell'esercizio dell'attività imprenditoriale attraverso lo smobilizzo dei
crediti non ceduti ed esigibili che le imprese vantano nei confronti delle
pubbliche amministrazioni, delle imprese ammesse alle procedure di
amministrazione straordinaria e/o di quelle che appartengono alla filiera
facente capo a queste ultime. Il terzo obiettivo è di consentire di anticipare
¿ attraverso le forme tecniche che saranno individuate - il pagamento della
cassa integrazione guadagni ordinaria/straordinaria; Il tasso di interesse che
le banche si impegnano ad applicare ai finanziamenti erogati sarà pari
all'euribor maggiorato di uno spread massimo pari a 150 basis points. L'accordo
per il credito si affianca alle misure recenti per sostenere gli investimenti
delle pmi regionali, assunte dalla Regione con la decisione di mettere a
disposizione sin da primo gennaio 2009 50 milioni di euro per l'agevolazione al
credito delle imprese industriali e d artigiane con l'abbattimento tassi. E'
stato riprogrammato, infatti, l'intervento del Piano triennale (Misura 1.1
azione B, ex Sabattini, L.598) che finanzia l'acquisto di beni materiali,
immateriali e servizi per favorire l'innovazione delle imprese. E dal primo
gennaio 2009 ripartirà il Programma per l'agevolazione al credito delle imprese
artigiane. Il finanziamento è concesso ad un tasso onnicomprensivo (al lordo
delle spese) non superiore, se variabile, all'Euribor maggiorato di 1,25 punti
percentuali al netto delle imposte, se fisso, invece, non superiore all'Irs,
maggiorato di 1,25 punti percentuali al netto delle imposte. L'abbattimento è
assicurato per le imprese industriali al 50% se piccole e 23% se medie; per le
imprese artigiane l'abbattimento è al 60%. Per le imprese artigiane inoltre il
tasso massimo applicabile si riduce all'Euribor +0,75 di fronte ad una garanzia
prestata dai Consorzi Fidi che da dal 61 all'80%. Nel 2008 la Regione ha già
promosso interventi a sostegno del credito per le imprese industriali ed
artigiane che hanno sostenuto quasi 2500 imprese. E programmi attivati proprio
nella seconda parte dell'anno che hanno sostenuto investimenti in tecnologie
energetico-ambientali (145 progetti); in innovazione organizzative nelle
piccole imprese (704 progetti) e ricerca industriale nelle pmi (370).
( da "Dagospia.com" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
--> l?evaporante
Profumo AVREBBE ridotto tutti i fidi delle aziende del Cavaliere - DALLA GUERRA
IN CORSO TRA BERLUSCONI E TREMONTI, SBOTTerà L?UOMO FORTE 2009 - INCONTRA
BERSANI E MIELI, POI GIULIETTO FILA DA ?BALLARò? E SI SMARCA DA RE SILVIO Nei
palazzi della politica e dell'economia gira una domanda: oltre al Cavaliere dai
capelli cremolati che punta diritto al Quirinale, chi sarà l'uomo forte del
2009? La risposta è univoca: sarà colui che avrà in mano i soldi e le risorse
da spendere per risollevare le sorti di un Paese stremato e un'economia in
ginocchio. Giulio Tremonti e Cesare Geronzi Quest'uomo ha il profilo di
Giulietto Tremonti, il 61enne tributarista di Sondrio che ama andar per funghi
e una volta si è presentato con gli scarponi nella villa Certosa di Berlusconi.
Del genietto che dopo il liceo classico e la laurea a Pavia è salito in
cattedra a 27 anni, si è detto tutto o quasi tutto, e spesso si è insistito
sugli aspetti caratteriali che lo mettono al primo posto nella graduatoria
degli antipatici; nessuno però può negargli un bel quoziente di intelligenza
che scatena l'invidia degli altri ministri e in particolare di Renato Brunetta
convinto di avere la statura di un premio Nobel. L'ultimo Tremonti, quello
degli ultimi mesi, è però un personaggio diverso che si sforza di iniettare la
speranza dentro la paura e raccoglie gli applausi del Vaticano che da ieri ha
cancellato Gianfranco Fini per le sue dichiarazioni sul silenzio della Chiesa
verso le leggi razziali. E anche ieri sera a "Ballarò" (il salottino
televisivo dove la dialettica si sta spegnendo lentamente) è apparso un
Tremonti buonista, preoccupato dei poveri e con le braccia aperte verso
l'opposizione che rischia di sfracellarsi nelle aule giudiziarie. Pierluigi
Bersani Nel pomeriggio Giulietto aveva incontrato Bersani e Paolino Mieli, ieri
sera non ha potuto che sottolineare il modo civile e garbato con cui il
ministro si sta smarcando da Berlusconi. Nel Partito delle Libertà e
soprattutto in Forza Italia si sta diffondendo la convinzione che Tremonti
giochi più per sé che per il Governo. Le ragioni non mancano e la differenza di
toni tra l'Uomo dell'economia e l'Uomo della Provvidenza si vede alla luce del
sole; quando Berlusconi invita gli italiani a spendere, ecco Tremonti che
invoca il rigore, il rispetto dei criteri di Maastricht e i vincoli europei, e
si erge a difensore di un'economia in cui "è finita l'età dell'oro ed è
finita la fiaba del progresso continuo e gratuito" (così ha scritto nel
best-seller "La paura e la speranza"). Su questa strada
l'ex-socialista, arrivato a Roma negli anni '70 con Franco Reviglio e Domenico
Siniscalco, rischia di diventare addirittura simpatico e di prendersi gli
applausi come è avvenuto ieri sera a "Ballarò" dopo alcune battute
fulminanti accompagnate da strizzatine d'occhio furbesche. È furbo, furbissimo,
questo Tremonti che fa approvare in 10 minuti la sua Finanziaria e senza
critiche da parte dei giornali ormai assopiti si contraddice saltando tutti gli
ostacoli. A metà di novembre aveva annunciato a Washington un piano da 80
miliardi che tre giorni dopo erano diventati 12,7, poi semplicemente 7, e alla
fine del mese erano 3,7. Il suo Decreto anticrisi ha un saldo netto in positivo
di 390 milioni e la sua manovra (come ha scritto l'economista fighetto Tito
Boeri) aumenta di 3,5 miliardi la pressione fiscale. Tuttavia ciò che più conta
è il braccio armato di cui dispone, un braccio che gli consentirà nel 2009 di
manovrare 110 miliardi di euro e di essere il padrone della spesa: la Cassa
Depositi e Prestiti, l'ente pubblico finanziario controllato al 70% dal
ministero dell'Economia e al 30% da diverse fondazioni bancarie. Su questo
formidabile caveau Tremonti ha messo le mani con il ricambio del vertice e con
una ristrutturazione (apparentemente piccola) che è contenuta nel Decreto
anticrisi. Al posto del presidente Alfonso Iozzo che è stato rispedito a
Torino, ha piazzato l'amico ex-socialista Franco Bassanini, e alla direzione
generale è arrivato Massimo Varazzani, il 57enne avvocato di Parma che come
"tecnico" dovrà eseguire le direttive di Giulietto. La vera
rivoluzione però è quella contenuta nell'articolo 22 del Decreto che estende le
competenze della Cassa anche all'utilizzo dei soldi raccolti dalle Poste (ben
190 miliardi di euro) in libretti, buoni, cct e così via. Una parte di queste
risorse servirà per pagare stipendi e per erogare mutui agli enti locali, ma il
resto (oltre 100 miliardi) potrà essere utilizzato "per ogni altra
operazione di interesse pubblico prevista dallo statuto della Cassa".
Questo vuol dire che d'ora in avanti il Tesoro avrà via libera per operazioni e
investimenti di ogni genere: finanziamenti di opere pubbliche, salvataggi di
aziende, sostegno alle imprese o ai settori produttivi, aiuti all'edilizia
residenziale e via dicendo. Dentro le grandi banche il mal di pancia per la
rivoluzione di Tremonti è grande e se finora hanno commentato in modo neutrale
il blitz sulla Cassa Depositi e Prestiti, sanno benissimo che non possono
alzare la voce perché anche loro potrebbero aver bisogno del tesoretto per
salvare l'equilibrio patrimoniale. Ai loro occhi non fa paura la Banca del Sud
di cui il genietto di Sondrio ha parlato più volte ed è rimasta un fantasma;
piuttosto temono che con la forza d'urto di 110 miliardi Tremonti possa dar
seguito alla sua minaccia di mandare a casa o in galera i banchieri incapaci.
Queste preoccupazioni sono arrivate alle orecchie di Berlusconi che non è
affatto indifferente alle mosse del suo ministro che già nel 2006 fu costretto
a dimettersi. Il Cavaliere dai capelli cremolati sa che il genietto di Sondrio
è "un leghista con la tessera di Forza Italia" e ricorda la scena del
gennaio 2005 quando dopo la malattia Umberto Bossi riapparve a Lugano
sottobraccio al ministro dell'Economia. E qualcuno ha messo in testa a
Berlusconi che con tutti quei soldi in mano Giulietto stia preparando i fondi
per sostenere il federalismo che tanto sta a cuore della Lega e di cui è in
pratica il garante nei confronti del premier. Al Cavaliere che sogna il
Quirinale e promette il Paradiso non resta che guardarsi intorno e cercare un
uomo di finanza che gli sia d'aiuto a riprendere in mano i cordoni della Borsa
che da un po' di tempo non riesce più a manovrare. Non c'è occasione in cui il
suo ministro non rivendichi di essere l'unico in grado di stringere o allargare
quei cordoni, e più di una volta Berlusconi ha allargato le braccia dicendo
sconsolato: "Giulio dice sempre di no". Come se non bastasse c'è
stata la totale estraneità di Tremonti nei confronti della vicenda Alitalia che
ha visto in prima linea un longilineo banchiere, innamorato di AirOne e di
Carlo Toto inguaiato nel PD d'Abruzzo. Questo banchiere si chiama Corradino
Passera, l'uomo che da ieri ha preso in mano le redini di BancaIntesa lasciando
le spoglie di Modiano nelle mani di Abramo-Bazoli. Nei confronti del banchiere
McKinsey hanno cominciato a suonare le sirene di Palazzo Chigi e nel Palazzo
c'è chi è convinto che Berlusconi pensi a lui perché cerca un "uomo di sistema"
che lo affianchi nelle sue strategie. Deve essere un uomo intelligente,
relativamente giovane e furbo, capace di volteggiare da destra a sinistra e da
sinistra a destra senza rimorsi e complessi di inferiorità. Se poi non strizza
gli occhi furbi come Tremonti poco importa. L'importante è che obbedisca. DAGO
LAST MINUTE Nei giorni scorsi l'evaporante Profumo avrebbe ridotto tutti i fidi
delle aziende del Cavaliere... [17-12-2008]
( da "Asca" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
SICILIA/CRISI:
CONFINDUSTRIA A LOMBARDO, SUBITO INTERVENTI PER PMI (ASCA) - Palermo, 17 dic -
Il Comitato regionale Piccola industria di Confindustria Sicilia, presieduto da
Marco Venturi, riunitosi d'urgenza per valutare le gravi conseguenze della
crisi finanziaria sul tessuto produttivo dell'Isola, ha rilevato che ''mentre i
provvedimenti del governo nazionale mirano a sostenere il sistema bancario e la ripresa delle grandi aziende e dei consumi,
sono sempre piu' le piccole e medie imprese che si avviano al fallimento per
mancanza di liquidita' determinata dalla stretta al credito bancario
e dai ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni. Ritardi che
colpiscono anche le grandi aziende a capitale pubblico e i grandi committenti,
societa' che a loro volta scaricano sui piccoli fornitori le loro difficolta'
di cassa''. Il Comitato Piccola industria, quindi, chiede al governo regionale
di ''adottare misure urgenti capaci di accelerare i tempi di pagamento delle
pubbliche amministrazioni locali, nonche' di prevedere, attraverso un accordo
con le banche, una misura compensativa che favorisca l'apertura di linee di
credito a fronte dei crediti che le aziende devono riscuotere''. In alternativa
si chiede al governo regionale di promuovere un accordo con il ministero
dell'Economia e con l'Agenzia delle Entrate per prevedere una compensazione fra
i crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni e le imposte
che le imprese devono versare. Analogamente il Comitato Piccola industria,
nell'apprezzare le misure gia' adottate a sostegno dei
consorzi fidi e quelle che il governo ha proposto per il credito d'imposta,
sollecita l'Esecutivo regionale, come ulteriore misura contro la crisi, a
''sbloccare l'iter di approvazione dei progetti di nuovi investimenti nei vari
settori, stimati in oltre quattro miliardi di euro come sola quota di
cofinanziamento privato, la cui realizzazione produrrebbe un incremento
dell'occupazione, l'immissione nel mercato di liquidita' fresca e un aumento
della riscossione dei tributi regionali e locali''. dod/cam/rob (Asca)
( da "Asca" del 17-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI: LANNUTTI
(IDV), GOVERNO SANZIONI BANCHE CHE STROZZANO CLIENTI (ASCA) - Roma, 17 dic -
''Le banche non possono continuare impunemente a strozzare le imprese ed a
negare il credito alle famiglie, soprattutto in una fase di grave recessione economica''.
Lo afferma Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione
Finanze al Senato, sostenendo che per gli istituti di credito sarebbe il
momento ''di non praticare il pizzo della commissione di massimo scoperto
trimestrale,che grava sui prestiti per un ulteriore 4,47 % su base annua, ne'
di richiedere i rientri degli affidamenti con un preavviso di 24 ore''. Secondo
Lannutti ''Governo e Bankitalia hanno il dovere di vigilare rispetto alla
restrizione del credito in atto, in special modo in Italia, sanzionando
duramente i manager che strozzano le piccole e medie imprese e ritardano la
ripresa dell'economia che comunque non arrivera' prima del 2010. Questo
soprattutto quando l'Associazione Bancaria Italiana, mette le mani avanti affermando
che nei prossimi mesi ci sara' un ulteriore calo dei prestiti alle imprese!''.
''Secondo i dati Abi - sottolinea Lannutti - ad ottobre infatti gli impieghi
complessivi a famiglie e imprese non finanziarie hanno segnato un tasso di
crescita del 5,5% annuo, in frenata rispetto al 7,4% di settembre dell'anno
scorso Il tasso di crescita dei finanziamenti alle imprese non finanziarie e'
stato invece dell'8,4%, in rallentamento rispetto al 10,8% di settembre e al
14,8% di ottobre dell'anno scorso''. Un trend, sostiene pero' l'esponente IdV,
''non certo dovuto al calo della domanda, che continua ad esserci specie da
parte delle piccole e medie imprese strozzate dai tassi elevati e da condizioni
capestro, quanto dalle restrizioni del credito di un sistema bancario
che, dopo esser stato salvato da decreti del governo, ricambia la cortesia con
il credit crunch''. ''E questo - specifica Lannutti - malgrado il sistema sia
ingolfato di liquidita' proveniente dalla Banca Centrale Europea che, invece di andare a famiglie e piccole e medie imprese per
assecondare le loro richieste, viene depositata su un conto quasi infruttifero
e comunque inferiore di 1,5 punti rispetto al mercato interbancario, perche' le banche non si
fidano l'una dell'altra e non sanno se dietro le loro gestioni possano
nascondersi ulteriori casi Lehman o schemi piramidali Madoff''. red-njb
( da "MF Sicilia" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
MF Sicilia Numero
251 pag. 1 del 18/12/2008 | Indietro Quei crediti tanto
vantati Di Antonio Giordano dalla piccola industria l'allarme sui ritardi nei
pagamenti della p.a. Un accordo con le banche per misure compensative e nuovi
investimenti tra le proposte presentate alla Regione Un nuovo allarme sulla
stretta del credito e sulle difficoltà delle aziende viene dal comitato
regionale piccola industria di Confindustria Sicilia, presieduto da Marco
Venturi. Una riunione convocata d'urgenza quella che si è tenuta ieri per
valutare le gravi conseguenze della crisi finanziaria sul tessuto produttivo
dell'Isola, prima della chiusura dell'anno. E gli elementi di criticità sono
quelli che già da tempo l'associazione degli industriali ha riscontrato, non
ultimo i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione con tempi che, a
volte, superano anche i 300 giorni, come nel caso degli Ato o delle aziende che
lavorano nel comparto della sanità. E se una grande impresa riesce ad
affrontare meglio questi ritardi per le piccole (il 90% circa delle associate
di Confindustria), anche il credito più piccolo può essere fondamentale. Nel
corso della riunione è emerso che «mentre i provvedimenti del governo nazionale
mirano a sostenere il sistema bancario e la ripresa
delle grandi aziende e dei consumi, sono sempre più le piccole e medie imprese
che si avviano al fallimento per mancanza di liquidità determinata dalla
stretta al credito bancario e dai ritardi di pagamento
delle pubbliche amministrazioni. Ritardi che colpiscono anche le grandi aziende
a capitale pubblico e i grandi committenti, società che a loro volta scaricano
sui piccoli fornitori le loro difficoltà di cassa». Il comitato piccola
industria, quindi, ha chiesto al governo regionale di «adottare misure urgenti
capaci di accelerare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni
locali, nonché di prevedere, attraverso un accordo con le banche, una misura
compensativa che favorisca l'apertura di linee di credito a fronte dei crediti
che le aziende devono riscuotere». In alternativa, si chiede al governo
regionale di «promuovere un accordo con il ministero dell'economia e con
l'Agenzia delle entrate per prevedere una compensazione fra i crediti vantati
nei confronti delle pubbliche amministrazioni e le imposte che le imprese
devono versare». Analogamente il comitato Piccola industria, nell'apprezzare le
misure già adottate a sostegno dei consorzi fidi e quelle che il governo ha
proposto per il credito d'imposta, ha sollecitato l'esecutivo regionale, come
ulteriore misura contro la crisi, a «sbloccare l'iter di approvazione dei
progetti di nuovi investimenti nei vari settori, stimati in oltre 4 miliardi di
euro come sola quota di cofinanziamento privato, la cui realizzazione
produrrebbe un incremento dell'occupazione, l'immissione nel mercato di
liquidità fresca e un aumento della riscossione dei tributi regionali e
locali». Nei giorni scorsi le stesse preoccupazioni erano state espresse dal
presidente della commissione attività produttive dell'Ars, Salvino Caputo, che
aveva lanciato l'allarme sul blocco del sistema dei finanziamenti dei consorzi
fidi con numerose pratiche inesitate. Per questo ha previsto una audizione in commissione
con i vertici degli istituti bancari e i responsabili di Bankitalia nell'Isola.
(riproduzione riservata). vantati accordo Regione ritardi
crediti industria
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-12-2008)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)
Argomenti: Revoca fidi
«Imprenditoria
femminile ancora svantaggiata» Riello: donne penalizzate nell'accesso al
credito. La svolta da Marcegaglia e Guidi PADOVA. Una categoria svantaggiata,
soprattutto per quanto riguarda l'accesso al credito e ai
fidi bancari. Le imprenditrici donne del Veneto, un numero che rappresenta circa
un quarto del totale degli imprenditori, non hanno la vita facile. A dirlo è
Andrea Riello, presidente di Confindustria Veneto, che giunto quasi al termine
del suo mandato, ammette: «E' inutile nascondersi, le donne nel mondo del
lavoro sono ancora svantaggiate, perché sono costrette a fare sempre di
più rispetto a quello che deve fare un uomo nella stessa posizione». Per
Riello, però, ci sono dei segnali di cambiamento, che hanno due nomi: Emma
Marcegaglia e Federica Guidi, presidentesse, a livello nazionale, delle
associazioni di industriali senior e junior. E non manca anche la nota
autocritica «Forse potevo fare di più per colmare questo gap durante il mio
mandato - spiega Riello - ma ora che avrò più tempo mi metto a disposizione per
i corsi di formazione regionale». La regione Veneto, infatti, è una delle più
virtuose nell'applicazione della legge 215 del 1992, che incaricava gli enti
locali di ricercare l'effettiva parità fra donne e uomini nel mondo del lavoro.
Anche quest'anno ha avuto grande successo il programma regionale per
l'imprenditoria femminile - organizzato dalle istituzioni regionali in
collaborazione con la camera di commercio di Vicenza e la fondazione Giacomo
Rumor - una serie di iniziative, formative e informative, che hanno visto coinvolte,
nel complesso, 1.962 donne. Fra queste si trovano varie tipologie: dalle
studentesse alle aspiranti imprenditrici, dalle industriali (anche all'inizio
della carriera lavorativa) alle disoccupate in reinserimento lavorativo. Un
problema, quello di chi rientra nel lavoro, ben chiaro all'assessore alle Pari
opportunità regionale Marialuisa Coppola. «Abbiamo donne sopra i 40 anni che
provano la strada imprenditoriale, e fra queste molte che erano uscite dal
mondo del lavoro per colpa di una maternità» spiega l'assessore, che ricorda
con una punta d'orgoglio come, spesso, per finanziare i progetti
d'imprenditoria rosa non occorrano grandi risorse. «Le donne sanno creare buoni
progetti e ottimizzare al meglio le risorse». Il vero ostacolo resta, almeno per
ora, l'accesso al credito, come spiega l'amministratore delegato della Banca di
Garanzia Giampaolo Molon «Molte volte le iniziative delle imprenditrici sono
degli start up, un tipo di rischio che effettivamente mal si sposa con le
esigenze di garanzia per l'accesso a finanziamenti». (Enrico Albertini)
( da "Mattino di Padova, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 13 - Economia
«Imprenditoria femminile ancora svantaggiata» Riello: donne penalizzate
nell'accesso al credito. La svolta da Marcegaglia e Guidi PADOVA. Una categoria
svantaggiata, soprattutto per quanto riguarda l'accesso al
credito e ai fidi bancari. Le imprenditrici donne del Veneto, un numero che
rappresenta circa un quarto del totale degli imprenditori, non hanno la vita
facile. A dirlo è Andrea Riello, presidente di Confindustria Veneto, che giunto
quasi al termine del suo mandato, ammette: «E' inutile nascondersi, le donne
nel mondo del lavoro sono ancora svantaggiate, perché sono costrette a
fare sempre di più rispetto a quello che deve fare un uomo nella stessa
posizione». Per Riello, però, ci sono dei segnali di cambiamento, che hanno due
nomi: Emma Marcegaglia e Federica Guidi, presidentesse, a livello nazionale,
delle associazioni di industriali senior e junior. E non manca anche la nota
autocritica «Forse potevo fare di più per colmare questo gap durante il mio
mandato - spiega Riello - ma ora che avrò più tempo mi metto a disposizione per
i corsi di formazione regionale». La regione Veneto, infatti, è una delle più
virtuose nell'applicazione della legge 215 del 1992, che incaricava gli enti
locali di ricercare l'effettiva parità fra donne e uomini nel mondo del lavoro.
Anche quest'anno ha avuto grande successo il programma regionale per
l'imprenditoria femminile - organizzato dalle istituzioni regionali in
collaborazione con la camera di commercio di Vicenza e la fondazione Giacomo
Rumor - una serie di iniziative, formative e informative, che hanno visto
coinvolte, nel complesso, 1.962 donne. Fra queste si trovano varie tipologie:
dalle studentesse alle aspiranti imprenditrici, dalle industriali (anche
all'inizio della carriera lavorativa) alle disoccupate in reinserimento
lavorativo. Un problema, quello di chi rientra nel lavoro, ben chiaro
all'assessore alle Pari opportunità regionale Marialuisa Coppola. «Abbiamo
donne sopra i 40 anni che provano la strada imprenditoriale, e fra queste molte
che erano uscite dal mondo del lavoro per colpa di una maternità» spiega
l'assessore, che ricorda con una punta d'orgoglio come, spesso, per finanziare
i progetti d'imprenditoria rosa non occorrano grandi risorse. «Le donne sanno
creare buoni progetti e ottimizzare al meglio le risorse». Il vero ostacolo
resta, almeno per ora, l'accesso al credito, come spiega l'amministratore
delegato della Banca di Garanzia Giampaolo Molon «Molte volte le iniziative
delle imprenditrici sono degli start up, un tipo di rischio che effettivamente
mal si sposa con le esigenze di garanzia per l'accesso a finanziamenti».
(Enrico Albertini)
( da "Tirreno, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 2 - Pisa
Vertice sulla crisi tra imprese e banche Confermati i fondi per aiutare le
aziende ad accedere al credito PISA. Il sistema bancario
fa i conti con le incognite della crisi. A gennaio ci sarà un incontro tra
Camera di commercio e banche del territorio per fare il punto della situazione.
Dopo quello che il presidente Pierfrancesco Pacini ha definito un «cataclisma
economico finanziario», c'è la necessità di capire bene cosa sta succedendo.
«Alle banche - ha spiegato Pacini - presenteremo un documento riepilogativo
delle riflessioni e delle criticità riscontrate dalle associazioni
imprenditoriali. L'Unione industriali non accusa una restrizione dei cordoni
della borsa ma si lamenta delle condizioni del credito, così come accade per le
imprese commerciali secondo la Confesercenti». Il quadro del momento
difficilissimo che sta vivendo il sistema finanziario è molto diverso da quello
di appena pochi mesi fa. Basta leggere il rapporto dell'Osservatorio sul
credito in provinca di Pisa che ieri è stato presentato dal presidente della
Camera di commercio. Molti gli aspetti interessanti di questa
"radiografia" dell'economia pisana. Il rapporto è basato sui dati
della Banca d'Italia, sulle interviste realizzate a 2.000 imprese, sul
gradimento dei servizi bancari e sull'accesso al credito, a 17 istituti di
credito e ai confidi. Dal rapporto 2006-07 è emerso che è aumentato il numero
degli sportelli bancari, che in provincia di Pisa sono passati da 202 del
( da "Tirreno, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 4 - Pontedera
Sostegni alle piccole e medie imprese Emergenza economia: c'è un accordo con le
banche sui prestiti PECCIOLI.Si è svolto al Centro Polivalente l'incontro -
promosso dal Consorzio dei Comuni Alta Valdera- tra alcuni rappresentanti
istituzionali della Regione Toscana e delle banche e imprese locali in merito
al nuovo protocollo d'intesa "Emergenza economia", firmato il 12
dicembre 2008, che stabilisce alcuni accordi con le banche firmatarie circa i
prestiti e i leasing da concedere alle piccole e medie imprese secondo
condizioni privilegiate e garanzie istituite dai Fidi della regione. Come ha
spiegato l'assessore regionale alle politiche finanziarie, Simonetta Baldi,
presente all'incontro, si tratta di un protocollo che riafferma le condizioni
di quello 2006-2010, ancora vigente, che prevede la messa a disposizione da
parte delle banche di crediti da concedere alle imprese con tassi concordati e
stabiliti in base al livello di merito delle imprese stesse, ma con focus
particolari nel privilegiare l'imprenditoria femminile e giovanile e il
microcredito. Le condizioni dei prestiti rimangono invariate sia in presenza
che in assenza di garanzia, rappresentata - anche in forma di cogaranzia o
controgaranzia - da alcuni fondi pubblici messi a disposizione dalla Regione, attraverso la società Fidi Toscana spa, a partecipazione
regionale e di alcune banche. Il nuovo protocollo, - firmatari 23 soggetti
bancari di cui uno, la Federazione Banche di Credito Cooperativo, ricomprende
di fatto 40 istituti bancari - tenendo ferme queste condizioni, aggiunge alcune
ulteriori facilitazioni, anche per far fronte alla crisi economico-finanziaria
degli ultimi mesi, nel tentativo di rilanciare l'economia reale e gli
investimenti. Innanzitutto, si differenziano le condizioni di accesso al
credito a seconda che si abbia bisogno di liquidità o di investimenti,
dividendo in due fondi - "misura liquidità" e "misura
investimenti"- il prestito di Fidi Toscana, per un totale di 48milioni di
euro; poi, si smobilizzano crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione
(salvo crediti di imposta, contributi e agevolazioni economiche); e infine
vengono predeterminate anche le condizioni di accesso ai leasing. Martina
Mengoni
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-12-18 - pag: 20 autore: LA CRISI
DELL'AUTO L'impatto sul territorio L'indotto senza ossigeno I produttori di
componenti piegati dal forte calo della liquidità Paolo Bricco TORINO. Dal
nostro inviato Il filo si è teso giorno dopo giorno. E, adesso, rischia di
spezzarsi. Piegate dalla crisi dei grandi produttori le imprese della
componentistica automotive, concentrate per la metà in Piemonte ma con
propaggini significative in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, non hanno più
fiato finanziario. Secondo una analisi dell'Unione industriale di Torino, una
impresa su dieci evidenzia una riduzione degli affidamenti. Il 40% riscontra un
aumento dello spread sia sul conto anticipi sia sul conto corrente. Un disagio
profondo con una doppia conseguenza: il 23,5% delle imprese dell'automotive sta
cercando una nuova banca e il 16,7% sta pensando di passare a una banca locale.
Questi numeri diventano ancora più eloquenti se li si incrocia con un'altra stima: secondo Eurofidi, consorzio di garanzia fidi con
base a Torino ma attività in tutto il Paese, nel settore della componentistica
italiana il tasso di sofferenze nell'ultimo trimestre, rispetto al resto
dell'anno, è salito del 20 per cento. E, questo, fa il paio con la crescita del
15% delle richieste di garanzia. «Tutti i classici elementi di
stemperamento delle difficoltà - dice Giuseppe Bava, dal 1988 al 1997
vicepresidente della Cassa di Risparmio di Torino - in questo momento si sono
annullati ». Per esempio, non è più possibile giocare sui magazzini: nelle
crisi precedenti, per esempio quella di inizio anni Novanta, le case
automobilistiche rallentavano la produzione, ma conservavano un certo livello
di magazzino. Quindi, il flusso di ordini per i componen-tisti, italiani ma
anche europei, serviva per soddisfare le linee di produzione oppure per
ripristinare le giacenze. Oggi, questo non accade più. I big player cercano di
tenerli ai livelli più bassi possibile. «Ormai- sottolinea Bava, che dopo la
Crt ha operato a lungo nei consorzi di garanzia dei fidi - vige un just in time
estremamente accentuato ». Un meccanismo industriale che, dai produttori, si
trasmette ai piccoli e ai medi, italiani e continentali, rendendoli ancora più
facili prede del virus della grande crisi finanziaria. Il disgregamento
produttivo Questa fragilità finanziaria fa il paio con un profilo industriale
che si sta sempre più deteriorando. Nel cuore della componentistica italiana,
in quella Torino dove in termini di fatturato è stata realizzata la metà dei 46
miliardi di euro sviluppati l'anno scorso dal settore, la cassa integrazione
sta colpendo duramente. Le imprese associate all'Unione industriale che hanno
fatto ricorso alla Cig sono 47; 7mila i lavoratori finiti in cassa.
Centocinquanta le aziende affiliate all'Api, con 4mila addetti in Cig.
Considerando che, a Confindustria e all'Api, è associato il 70% del tessuto
produttivo, si può ragionevolmente stimare che, a Torino e in provincia, siano
300 le imprese coinvolte e che i lavoratori in cassa non siano meno di 16.500.
«A questo punto - osserva l'economista Giuseppe Russo, coordinatore
sull'Osservatorio della componentistica autoveicolare italiana istituito presso
la Camera di commercio di Torino- si può calcolare che, almeno per 600 aziende
italiane, la crisi sia tanto profonda da avere portato alla richiesta di Cig. E
che, dunque, oltre 33mila lavoratori della componentistica siano diventati
cassintegrati». Il problema finanziario-industriale diventa difficile da interpretare
per la gravità della crisi. Il sistema della componentistica è diviso in sei
segmenti: i subfornitori elementari, gli specialisti che producono singoli
pezzi ( per esempio, i freni), i modu-listi, i sistemisti, i produttori di
ricambi e chi si dedica all'ingegneria e al design. «La deriva di tutto
l'automotive - dice Russo rende complicato capire chi, nella componentistica, è
in maggiore o in minore difficoltà. Certo, in un momento in cui i consumatori
smettono di acquistare macchine nuove e debbono fare la manutenzione o sono
obbligati a riparare automobili vecchie, potrebbero risultare in minore
sofferenza i ricambisti. Ma anche la loro attività presenta margini decrescenti
». Sulla difficoltà di capire cosa stia succedendo è d'accordo Aldo Enrietti,
docente di Economia industriale all'Università di Torino: «è vero che, dal
2000, i componentisti italiani sono riusciti, ponendo fine a un rapporto di
dipendenza quasi totale con la Fiat, a conquistare molti nuovi clienti fra le
case produttrici straniere, grazie a costi più bassi rispetto ai competitor
continentali. Ma è altrettanto vero che il rimescolamento di carte attuale pone
l'accento non solo sui costi, ma pure sulla produttività del sistema italiano».
La finanza che si inceppa Oggi la crisi finanziaria e la crisi industriale si
avvitano l'una sull'altra. E lo fanno sia in Italia che all'estero.«Il primo
problema nel rapporto con le nostre banche - dice Franco Tasca, presidente del
Comitato Piccola Industria dell'Unione industriale di Torino - nasce dalla
procedura di concessione del credito. Di solito, le imprese della
componentistica presentano allo sportello il proprio fatturato e non i propri
margini, dal momento che questi ultimi sono strutturalmente bassi. Il
meccanismo viene meno nel momento in cui i fatturati attuali e futuri tendono a
ridursi drasticamente». Questo succede a casa. A Torino, come a Bergamo e a
Cassino. Un'altra questione emerge, invece, all'estero. La scarsa
internazionalizzazione del sistema bancario italiano,
che finora ha in parte protetto il nostro Paese dal contagio definitivo
originato dai mutui subprime, diventa un limite, per un tessuto produttivo
abbastanza orientato all'export: il 30% dei ricavi proviene dall'estero.
Inoltre, va segnalato che le mille imprese monitorate costantemente
dall'Osservatorio sulla componentistica, negli ultimi tre anni, sono entrate in
119 nuovi mercati. Una minoranza ha pure investito in impianti produttivi. Come
la San Valeriano di Tasca, che ha partecipazioni industriali in Messico e in
Polonia e che fattura complessivamente 70 milioni di euro operando nei
rivestimenti tessili per gli interni delle auto. «All'estero - afferma Tasca -
è inevitabile lavorare con istituti di credito locali. E, oggi come oggi, ci si
sta imbattendo in rigidità perfino maggiori di quelle riscontrate in Italia».
Altri tre mesi ancora Osservatori e protagonisti sono d'accordo. Le condizioni
della componentistica italiana sono pessime. Il tempo stringe. «La liquidità -
conclude Tasca c'è ancora per i prossimi tre o quattro mesi. Ma, o cambia
qualcosa, o a metà anno rischia di saltare tutto». paolo.bricco@ilsole24ore.com
FRAGILITà FINANZIARIA A livello nazionale il tasso di sofferenze tre le imprese
del settore è salito nell'ultimo trimestre del 20% In Cig oltre 33mila addetti
LA DISGREGAZIONE Nella sola provincia di Torino le aziende in difficoltà sono
circa 300- Scricchiola anche chi non ha più un rapporto di dipendenza totale
con Fiat
( da "marketpress.info" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Giovedì 18 Dicembre
2008 LE IMPRESE TOSCANE ´DANNO CREDITO´ ALLE BANCHE A PALAZZO STROZZI SACRATI A
FIRENZE PRESENTATO IL RAPPORTO ANNUALE IRPET SODDISFATTE SETTE AZIENDE SU
DIECI, MA DIMINUISCONO DEPOSITI E MUTUI E UN´IMPRESA SU DUE DICHIARA DI NON
AVERE RAPPORTI CON GLI ISTITUTI BANCARI Firenze, 18 dicembre 2008 - Le imprese
toscane hanno un buon rapporto con gli istituti bancari. Almeno così era fino a
luglio, prima che la crisi finanziaria e economica esplodesse con fragore. E
tra una grande banca ed una piccola, radicata nel territorio, prediligono
decisamente queste ultime: più duttili e capaci di offrire condizioni migliori
nei tassi, ma minori quantità di prestiti. Quel che semmai le imprese chiedono
alle banche è un maggior sforzo di informazione sugli strumenti per agevolare
il credito, che dunque sono ritenuti determinanti. E´ quanto emerge da
un´indagine dei mesi scorsi su un campione di 1900 imprese della regione, i cui
risultati sono stati sintetizzati nel rapporto annuale sul sistema del credito
in Toscana, curato dalla ricercatrice Renata Caselli dell´Irpet in
collaborazione Andrea Taddei, che è stato presentato stamani ai giornalisti a
Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze alla presenza dell´assessore al bilancio
Giuseppe Bertolucci. Sette aziende su dieci si dichiarano soddisfatte del loro
rapporto con le banche. Le aziende toscane dimostrano di apprezzare pure il
protocollo che la Regione ha firmato con gli istituti
bancari maggiormente presenti e diffusi sul territorio, il quale, anche a
fronte delle garanzie concesse dalla Regione tramite Fidi Toscana e dal sistema
regionale dei Confidi, fissa condizioni particolarmente vantaggiose per le
imprese: il 44 per cento delle aziende dichiara di conoscere il protocollo e il
38% sa cosa sono i consorzi di garanzia. Più di duemila imprese, quasi
tutte di piccole dimensioni, hanno usufruito nel 2007 degli strumenti previsti
dall´accordo: chi ha chiesto di accedere al fondo unico di garanzia lo ha fatto
per lo più per finanziamenti di microcredito o per rilanciare e consolidare la
propria azienda. Numerosi, circa quattrocento, sono stati gli interventi anche
a favore delle imprese femminili. Un´azienda su due, tra le 1900 del campione
dell´indagine, dichiara comunque di non avere rapporti con le banche. E il 21
per cento se ne lamenta. Struttura del sistema bancario
- Il 2007 è stato un anno importante per l?assetto bancario
del paese: tante fusioni e acquisizioni, che hanno coinvolto anche istituti
stranieri e che in Toscana hanno riguardato due dei principali istituti di
credito regionali. La Cassa di Risparmio di Firenze ha ceduto il 32% del suo
azionariato al gruppo Intesa-san Paolo e il Monte dei Paschi di Siena ha
rafforzato il suo posizionamento di mercato acquistando Banca Antonveneta e
divenendo la terza banca italiana per capitalizzazione. La Cassa di Risparmio
di Lucca, Pisa e Livorno, già controllata da Banca Popolare Italiana, è
confluita invece nel nuovo Banco Popolare. Le imprese toscane, con alcune
eccezioni sulla costa e nel nord della Toscana, continuano comunque a preferire
le piccole banche. I numeri Erano 123, nel 2007, le banche che operavano in
Toscana: una in più rispetto al 2006. La metà hanno sede nella regione (63
banche) e tra queste 37 sono banche di credito cooperativo, 22 banche
commerciali e 3 banche popolari. Anche gli sportelli sono in crescita, passati
in un anno da 2.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ECONOMIA &
FINANZA pag. 28 Toscani più poveri Calano risparmi e depositi In aumento il
ricorso al «credito al consumo» di OLGA MUGNAINI ? FIRENZE ? LE IMPRESE
annaspano alla ricerca di liquidità, così come le famiglie stringono la cinghia
per arrivare a fine mese. Nel mezzo le banche, chiamate ad un ruolo sempre più
responsabile e impegnativo in questo contesto di crisi e recessione. Gli
appelli delle categorie economiche si moltiplicano, chiedendo alle banche ?
proprio in questo momento ? di continuare a fare le banche, ossia continuare a
prestare i soldi. Dalla necessità di un monitoraggio costante sull?andamento
del credito in Toscana è nato l?Osservatorio della Regione che ha portato a un
protocollo d?intesa con gran parte delle banche del territorio, attraverso il
quale si fissano condizioni particolarmente vantaggiose per le imprese, a
fronte però delle garanzie concesse dalla Regione tramite Fidi Toscana e dal
sistema regionale dei Confidi. Eppure fino all?anno scorso il rapporto fra
banche e imprese sembrava tutto sommato buono. Secondo la ricerca presentata
ieri dall?Irpet, il 70% delle aziende intervistate si era detto soddisfatto del
rapporto con le banche. «E? chiaro che per motivi temporali la nostra ricerca
non tiene conto delle ultime evoluzioni della crisi mondiale», precisa Renata
Caselli dell?Irpet. QUELLO che comunque emerge già dai dati del 2007 ? e che
nell?anno in corso si è andato ad aggravare ? riguarda le condizioni delle
famiglie toscane che sono sempre più povere. Lo dicono, ad esempio, i risparmi
e la battuta d?arresto dei depositi bancari che dal 2001 erano sempre stati in
crescita. Lo dice anche l?aumento dei debiti sotto la voce ?credito al
consumo?, che più di una moda è uno strumento per chi non ha liquidità. E
infine la casa: nel 2007 è sceso il numero dei mutui contratti per l?acquisto
di immobili. Tre indicatori che raccontano come nelle tasche dei toscani ci
siano sempre meno soldi. Gli istituti di credito sembrano però aver continuato,
almeno in parte a svolgere il loro compito. Sono cresciuti i prestiti: sempre
nel 2007 si registra l?aumento dell 9,7% degli impieghi; mentre il credito alle
imprese è cresciuto del 10,1%. «LA RICERCA ? ha spiegato l?assessore regionale
al bilancio Giuseppe Bertolucci ? mette in luce la forte dipendenza delle
imprese dal credito bancario: per questo, in un
momento di stretta creditizia, è fondamentale il rafforzamento del sistema di
garanzie della Regione e delle misure di aiuto alle aziende che stiamo mettendo
in atto per superare la crisi». «Il sistema bancario
toscano ? aggiunge Renata Caselli ? è molto tradizionale: le banche sono
estremamente prudenti e hanno sempre chiesto garanzie consistenti per concedere
finanziamenti. E se questo da un lato è un limite, dall?altro però i
contraccolpi della crisi qui dovrebbero essere più limitati che altrove».
( da "Sestopotere.com" del 18-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Impresa Italia: al
via la fase due (18/12/2008 14:54) | (Sesto Potere) - Roma - 18 dicembre 2008 -
Parte la seconda fase del progetto Impresa Italia. Dopo la sigla della lettera
di intenti avvenuta il 5 novembre, si passa all?attuazione dell?iniziativa con
la firma degli accordi quadro tra le Associazioni di rappresentanza delle
piccole imprese italiane e UniCredit Group. Le prime a sottoscrivere l?accordo
sono le Organizzazioni di rappresentanza dell?artigianato: Confartigianato,
CNA, Casartigiani e FedartFidi, la Federazione unitaria costituita dalle tre
Confederazioni che rappresenta 211 Confidi i quali garantiscono ogni anno 5
miliardi di finanziamenti alle 700.000 imprese associate. L?accordo prevede
un?offerta creditizia innovativa e personalizzata per le esigenze degli
artigiani e dei piccoli imprenditori e valorizza il ruolo svolto della rete dei
Confidi artigiani capillarmente diffusi in tutto il territorio nazionale. Per
il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, il Presidente di Cna Ivan
Malavasi e il Presidente di Casartigiani Giacomo Basso “il mondo
dell?imprenditoria artigiana ha colto immediatamente la portata dell?intervento
proposto da Unicredit e si accinge per prima a dargli attuazione, consentendo
ai propri associati di poter contare immediatamente, in un momento
particolarmente difficile dell?economia nazionale, su crediti sia a breve
termine per il rafforzamento della gestione del circolante aziendale, sia a
medio-lungo termine per effettuare i propri investimenti”. Auspichiamo,
proseguono i presidenti, che l?accordo sottoscritto possa rappresentare uno
stimolo per nuove modalità di relazione tra le piccole imprese e l?intero
sistema bancario. Per Gabriele Piccini, Responsabile
della Divisione Retail Italy di UniCredit Group, “In una situazione come
l?attuale, questa iniziativa dà un segnale inequivocabile della nostra volontà
di essere sempre al fianco delle piccole imprese del paese. L?importo stanziato
- che sarà disponibile per le imprese già da inizio gennaio - e le forti
sinergie con le Associazioni di categoria e con i Confidi sono la più chiara
dimostrazione di come intendiamo essere Banca del Territorio. Nessuna
restrizione del credito dunque, ma credito di qualità e sostegno alle imprese
meritevoli”. L?accordo quadro, frutto di un intenso lavoro di confronto tra
UniCredit Group, Confartigianato, CNA, Casartigiani e
Fedart Fidi, individua le seguenti aree di intervento: - sostegno degli
investimenti produttivi (tra i quali il risparmio energetico); - miglioramento
della struttura finanziaria delle imprese anche attraverso interventi
finalizzati al riequilibrio finanziario aziendale; - rafforzamento della
gestione del circolante a fronte dell?allungamento dei tempi di incasso; -
miglioramento della struttura patrimoniale con interventi finanziari ad hoc.
Per la nuova iniziativa Impresa Italia il Gruppo UniCredit ha rinnovato
completamente l?approccio convenzionale con numerose novità. Tra queste un
catalogo prodotti con un?innovativa offerta di soluzioni ad hoc e migliorative
di prodotti esistenti proprio per soddisfare tutte le possibili esigenze delle
piccole aziende, soprattutto quelle legate alla particolare congiuntura
economica che stiamo attraversando. Il catalogo prevede un ampliamento
dell?offerta che comprende finanziamenti a breve, a medio e lungo termine,
Leasing e, per la prima volta, Factoring modulato anche per le piccole imprese.
Tra le opzioni predisposte da Unicredit Group, le Associazioni territoriali di
Confartigianato, CNA, Casartigiani e i loro Confidi insieme con le Direzioni
Commerciali delle Banche, definiranno i prodotti più coerenti per i singoli
territori. Tra le altre novità, servizi per migliorare la qualità delle
relazioni tra Banca, Associazioni artigiane e Confidi. Innanzitutto tavoli di
confronto dedicati tra Banche, Associazioni e Confidi per operare verifiche
congiunte su base mensile (a livello territoriale) e su base trimestrale (a
livello nazionale) per monitorare i risultati dell?iniziativa e
identificare/risolvere eventuali necessità o controversie intercorse. Inoltre,
è prevista la creazione di una Extranet dedicata con accesso limitato per
permettere ai Confidi e alle Associazioni artigiane di utilizzare il
calcolatore “Business Prime” (software che consente di ottimizzare il
finanziamento concedibile da Unicredit) per consulenza finanziaria evoluta
all?impresa. Infine l?indicazione di un decalogo di regole/formazione condivise
utile per migliorare, o non deteriorare, il rating delle aziende. L?accordo
impegna entrambe le parti a diffondere l'iniziativa presso le strutture sul
territorio, anche attraverso comunicazioni e iniziative congiunte, e impegna la
banca a praticare un listino prezzi favorevole rispetto alle condizioni
standard, differenziato per forma tecnica e commisurato all'andamento del
rischio, delle condizioni di mercato e all?eventuale garanzia Confidi
acquisita, che viene ulteriormente valorizzata. A partire dalle prossime
settimane verranno definiti i testi delle Convenzioni operative tra le banche
di riferimento (UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma, Banco di Sicilia e
Unicredit Corporate Banking), le Associazioni artigiane locali e i Confidi. I
primi finanziamenti saranno quindi erogabili sin dal prossimo mese di gennaio.
( da "MF Sicilia" del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
MF Sicilia Numero
252 pag. 1 del 19/12/2008 | Indietro Artigiani, ok a
garanzia fidi Di Gianni Marotta le imprese potranno accedere alle agevolazioni
del fondo nazionale A garantirle, fino all'80% delle somme richieste, sarà il
Confeserfidi guidato da Mililli, che ha ottenuto da Mediocredito centrale il
via libera. Il consorzio potrà svolgere automaticamente la valutazione sul
merito creditizio per conto di Mcc Anche le imprese artigiane
potranno usufruire delle agevolazioni del fondo nazionale di garanzia per la
richiesta di fidi. A garantirle ha pensato Confeserfidi, il consorzio di
garanzia fidi presieduto da Bartolo Mililli, che ha ottenuto da Mediocredito
centrale (Mcc), l'istituto del gruppo Unicredit che gestisce il fondo, il via
libera per l'ammissione delle imprese artigiane alle richieste di fido.
L'accordo consente al consorzio di svolgere automaticamente la valutazione sul
merito del credito per conto di Mcc a valere sul fondo centrale di garanzia e
di avviare automaticamente le istruttorie per le richieste di finanziamento delle
imprese artigiane. Confeserfidi offrirà agli istituti di credito garanzie fino
all'80% delle somme richieste dalle aziende commerciali, industriali, di
servizi e del settore turistico e dalle aziende artigiane. Le garanzie a
copertura consentiranno, poi, alle imprese di ottenere prestiti a tasso di
interesse agevolato, così come prevede dalla normativa regionale. In una fase
di recessione economica come quella attuale, l'inasprimento fiscale e nuove
norme stanno segnando la morte di centinaia di piccole imprese, molte delle
quali ditte individuali. «Le piccole imprese del sistema locale non sono
riuscite ad inserirsi appieno nelle filiere e nelle reti e che costituiscono a
tutt'oggi punti critici del tessuto economico», il presidente di Confeserfidi.
Che aggiunge: «Quindi la chiusura d'anno avviene in difficoltà sia per quelle
del settore dell'artigianato che per quelle industriali, commerciali, di
servizi e così via». La crisi finanziaria in atto, inoltre, si è fatta sentire
pesantemente anche sulle casse del Confeserfidi. Il consorzio infatti, ha
accusato una diminuzione del 5% nella concessione dei prestiti. Rispetto ai 330
milioni di euro concessi l'anno scorso, quest'anno in bilancio ci sono 1,65
milioni di euro di affidamenti in meno. Nato dieci anni fa, il consorzio oggi
ha 13 milioni di euro di patrimonio, raggruppa oltre seimila soci ed ha fornito
consulenza e garantito oltre settemila imprese per quasi 400 milioni di euro e
un totale di 7.235 pratiche. Il provvedimento anticrisi voluto dal governo Berlusconi
e firmato nelle scorse settimane, ha esteso le agevolazioni anche alle imprese
artigiane, permettendo al tempo stesso di rimpinguare il fondo nazionale di
garanzia con altri 650 milioni di euro. Il presidente di Confeserfidi ha
espresso preoccupazione per il blocco degli interventi attuato dalla Regione
siciliana a favore delle imprese associate ai consorzi di garanzia fidi per il
contributo in conto interessi, così come previsto dalla legge regionale, per
l'anno 2007. «O un nuovo avviso per concedere i contributi sugli interessi
anche ai liberi professionisti oppure attendere la pronuncia sul merito da
parte del Tar. E quest'ultima si annuncia una via lunga. L'assessorato al
bilancio della Regione deve fare presto», ha sottolineato. Mililli inoltre,
ribadisce l'obiettivo del suo consorzio: diventare intermediario vigilato della
Banca d'Italia iscritto all'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del
testo unico sul sistema bancario. Questo passo
consentirà agli istituti di credito di ridurre al 20% gli accantonamenti e ai
Confidi iscritti di far risparmiare banche e imprese in commissioni. «Stiamo
vivendo una situazione certamente non facile ma siamo convinti che se, da un
lato, si sbloccano le somme che la pubblica amministrazione deve dare alle
piccole e medie imprese e, dall'altro lato, vengono avviate le iniziative
relative ai fondi ex Insicem», - ha concluso Mililli, «in provincia di Ragusa
si rimetterà in moto un circolo virtuoso che tornerà a far correre l'economia
locale». (riproduzione riservata) Confeserfidi Mediocredito Mililli
garanzia Mcc imprese
( da "Secolo XIX, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
«UN donoSPECIALE?L'ADOZIONE» Per Fido la crisi non c'è GLI ANIMALISTI nuove tendenze: regali
"bestiali" sotto l'albero Spopolano nei negozi del Tigullio articoli
natalizi, anche costosi, per cani e gatti «GLI ANIMALI non sono regali da
mettere sotto l'albero, ma esseri viventi capaci di percepire dolore, piacere,
paura, gioia, frustrazione». Lo ribadisce Eugenia Rebecchi, presidente
di Ayusya, l'associazione di protezione della vita. «Gli animali, appartenenti
a qualsiasi specie o razza, non dovranno mai essere adottati
perché"belli" - aggiunge - non sono oggetti». Un regalo speciale è
l'adozione (anche a distanza) di uno degli ospiti di Ayusya, cani, gatti,
conigli, cavie peruviane. Gli animali in cerca d'amore sono tanti, per
conoscerli si può contattare il numero 349/1594899. Donazioni possono essere
versate sul conto postale 12028163 intestato ad Ayusya o sul conto bancario, codice Iban IT59V076010140000001 2028163. Le
donazioni sono fiscalmente detraibili. .x/19/0812 Ostetricia, Ginecologia e
Pediatria, con Asl e Comune, hanno promosso l'appuntamento. «Legame forte con
il territorio» .x/19/0812
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-12-19 - pag: 22 autore: LA CRISI DELLA
PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA Gli interventi finanziari Il credito reinveste sulle
Pmi Da UniCredit, Ubi e Deutsche Bank piani per attivare fondi di sostegno
Marco Alfieri MILANO In ritardo, ma si muove. Anche perché la crisi non
aspetta. Accusato di stringere la borsa del credito e di
tagliare i fidi alle imprese, accusato di gigantismo e di eccessiva finanziarizzazione
del business, ieri il sistema bancario ha deciso di mettere sul segmento pmi risorse come non se ne
vedevano da tempo. Da Unicredit a Ubi Banca a Deutsche Bank, almeno sulla carta
è tutto un rincorrere la platea in sofferenza dei piccoli, alle prese
con il ritardo nei pagamenti della pa e dei fornitori, la stretta del credito,
il calo degli ordinativi e la crisi dei consumi. Partiamo da Unicredit. Piazza
Cordusio ha firmato un accordo quadro con Confartigianato, Cna, Casartigiani,
FedartFidi (che rappresenta 211 Confidi che garantiscono 5 miliardi di
finanziamenti annui alle 700.000 imprese associate) mettendo sul piatto 5
miliardi disponibili già da inizio gennaio per le esigenze dei micro e piccoli
imprenditori. Il "fondo" garantirà il sostegno degli investimenti
produttivi ( tra i quali il risparmio energetico), il miglioramento della
struttura finanziaria delle imprese anche attraverso interventi finalizzati al
riequilibrio finanziario aziendale; il rafforzamento della gestione del
circolante di fronte all'allungamento dei tempi di incasso, e miglioramento
della struttura patrimoniale con interventi finanziari ad hoc. Soddisfatti sia
il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini,che Ivan Malavasi ( Cna) e
Giacomo Basso (Casartigiani). Da notare che il progetto "Impresa
Italia" si estende anche al comparto agricolo, dove le sofferenze
registrate nel primo semestre 2008 sono cresciute del 7,2%. Poi c'è Deutsche
Bank, che ha stretto con Eurofidi un accordo per il sostegno al credito delle
pmi. L'intesa riguarda sia linee commerciali a breve sia finanziamenti a lungo.
Eurofidi rilascerà una garanzia dal 50 al 60% dei finanziamenti erogati
estendibile fino all'80% in caso di controgaranzia del Fondo centrale di
garanzia e di richiesta di finanziamento da parte di società a prevalente
partecipazione femminile. Il massimale per ogni fido sarà di 500mila euro per
le linee a brevee di 1,2 milioni per quelle a lungo termine. A beneficiarne saranno
le pmi di Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Umbria,
Abruzzo e Lazio. Infine Ubi Leasing, che ha ricevuto dalla Bei un finanziamento
di 250 milioni. Anche qui: i fondi verranno destinati al sostegno delle pmi
attraverso la concessione di contratti di locazione finanziaria di tipo
immobiliare e strumentale. Il finanziamento presenta un tasso indicizzato
all'Euribor a 6 mesi con scadenza finale a 12 anni e rimborso in 18 rate
semestrali dopo un periodo di pre-ammortamento di tre anni. Dunque Unicredit,
Ubi e Deutsche Bank. Difficile dire se si tratta di un vero ritorno al
territorio dopo il gigantismo degli ultimi anni. Di certo la concorrenza delle
banche locali, in cui l'assorbimento patrimoniale è tutto sul rischio del
credito e non sull'ingegneria finanziaria, si è fatta sentire negli ultimi
mesi.Di qui l'offensiva delle grandi banche sul segmento pmi e sul capitalismo
diffuso,l'ossatura della nostra economia, spesso in difficoltà nel farsi aprire
linee di credito proporzionate ai propri piani industriali. Apagina 37 Le
novità varate dalla Ue per gli aiuti di Stato LE RISORSE Piazza Cordusio ha
firmato un accordo quadro con Confartigianato, Cna Casartigiani e FedartFidi
per 5 miliardi di euro l'articolo prosegue in altra pagina
( da "Denaro, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Campania credito
Troppi Confidi, è crisi di capitali Ricerca Unioncamere: scarsa
patrimonializzazione e redditività i punti deboli Scarsa patrimonializzazione,
eccessiva frammentazione e bisogno di uniformarsi alle regole di Basilea 2. E
ancora: una "sostanziale inefficienza di fondo della maggior parte dei
Confidi della Regione Campania", caratterizzati da "assenza di
redditività, incapacità di copertura dei costi operativi,
sottocapitalizzazione". E' quanto emerge dalla ricerca voluta dall'Unione
regionale delle Camere di Commercio della Campania, e presentata ieri presso l'ente
camerale napoletano. Pronte le richieste dei Confidi che, durante il dibattito
seguito alla presentazione del rapporto, chiedono a Regione, Camere di
Commercio e banche, di "risolvere il problema della
patrimonializzazione". Danila Liguori Dall'analisi quantitativa dei dati
resi disponibili, per la ricerca effettuata emerge una "sostanziale
inefficienza di fondo della maggior parte dei Confidi della Regione Campania,
caratterizzati da assenza di redditività, incapacità di copertura dei costi operativi,
sottocapitalizzazione". Infatti, di tutti i 42 Confidi esaminati, solo 6
possono vantare un cost-income ratio (indice di bilancio dato dal rapporto tra
costi gestionali e margine di intermediazione) inferiore a 1; solo 5
manifestano un margine da servizi positivo. Dei Confidi analizzati, appena 15
registrano un margine di intermediazione positivo; solo 4 hanno raggiunto un
risultato lordo di gestione positivo. Nella maggioranza dei casi nei quali il
cost-income ratio è superiore all'unità, "si tratta di Confidi
sostanzialmente non-operativi, la cui gestione appare priva di sbocchi e di
prospettive". Frammentazione dei consorzi La ricerca evidenzia inoltre una
frammentazione dei consorzi sul territorio e una forte criticità legata alla
patrimonializzazione. Il valore medio per il patrimonio netto e' infatti di
1.297.952 euro, ben al di sotto della somma fissata da Basilea 2 e che indica
una debolezza strutturale dei Confidi. Ecco allora cosa chiede il rapporto:
migliorare il sistema, misurando la quantità e la qualità del credito erogato
per rendere i Confidi veicoli di sviluppo delle piccole e medie imprese. Anche
i Confidi dicono poi la loro. In particolare, tra gli altri, Rosario Caputo,
presidente di Gafi Sud, in accordo anche con Impresa Confidi, chiede che
"Regione, Camere di Commercio e banche facciano la loro parte",
cercando di "risolvere il vero problema dei Confidi, e cioè quello che
riguarda la questione della patrimonializzazione". Il rapporto, secondo
Caputo, "è ben fatto, ma dovrebbe avere quella marcia in più che
consisterebbe nell'aiutare i Confidi a gettare le basi per creare un sistema di
patrimonializzazione". Le Pmi: Cambio di passo Il "cambio di
passo" richiesto ai Confidi della Campania è dunque, secondo quanto emerge
dalla ricerca, quello di diventare, "da semplici strumenti di garanzia
bancaria, inseriti nell'ambito, pur vivace, dell'associazionismo delle
categorie economiche, a veri e propri veicoli di sviluppo per le Pmi del loro
territorio, che in essi possono trovare la necessaria copertura per le loro
esigenze di affidamento, ma anche un servizio vero e proprio di assistenza e
consulenza nell'ambito della qualificazione del fabbisogno finanziario".
Le reazioni Per Santo Vittorio Romano, direttore di Unioncamere Campania, "la
ricerca indica che c'è una forte polverizzazione dei Confidi. Per fare un
esempio, in Campania abbiamo un numero di consorzi che probabilmente è
superiore a quello dell'intera Francia".Da qui, secondo Romano, il bisogno
di "aggregarsi che non deve necessariamente essere una fusione. Si possono
costruire schemi e accordi per collaborare e non competere". Aggiunge
Felice Siciliano, consigliere di Unioncamere Campania: "E' improrogabile
una svolta per gli strumenti che aiutano le Pmi; il rapporto fa emergere le
criticità più importanti dei Confidi, non ultimo quella della
patrimonializzazione che è troppo bassa". Quale soluzione è possibile?
"Il primo adeguamento da fare - dice - è il rafforzamento dei Confidi, per
esempio". attraverso la possibilità di fare sistema". I 42 consorzi
censiti in Campania Agrifidi Caserta Confcooperativa Napoli Caserta Consorzio
Garanzia Collettiva Fidi della Provincia di Napoli Consorzio Api Campania Fidi
Confidi Pmi Campania Soc. Coop. Cons. A R.L. Cidec Confidi Campania Soc. Coop.
a R.L. Impresa Confidi Soc. Coop. per Azioni Consorzio Fidi Campania S.C.R.L.
Cooperfidi Campania Soc. Coop. Di Garanzia Collettiva dei Fidi Cooperativa
Co.Na.Ga P.A. Artigianfidi Campania Consorzio Regionale Di Garanzia Collettiva
Dei Fidi Soc. Coop. Centrale Garanzia Fidi a R.L. Unimpresa Fidi Società
Cooperativa Artigiancredito Coop. CREDITART Confidi di Garanzia Collettiva Fidi
S.C. a R.L. GA.FI. SUD Alfa Confidi Di Garanzia Per Finanziamenti Alle Impresa
Ambra Confidi Di Garanzia Per Finanziamenti Alle Imprese Confidi Campania Scarl
Confidi Flegreo Gamma Confidi Di Garanzia Per Finanziamenti Alle Imprese
Omniacredit 1998 Consorzio Di Garanzia Consorzio Agriconfidi Campania Confidi
Salerno CO.FIDI - consorzio di garanzia collettiva
Consorzio Fidi Del Tirreno Confidi Vallo Di Diano Società Cooperativa Con.Fidi
Cidec Sa Cofimpi Confidimprese Salerno Icaro Cooperativa Garanzia Collettiva
Fidi Consorzio Garanzia Collettiva Fidi Consorzio Fidi Piccole E Medie Imprese
Del Cilento Consorzio Fidi Creditpesca Apifin - Consorzio Fidi Tra Pmi
Della Provincia Di Salerno Confidi Italia Soc. Coop. a R.L. Consorzio Api
Benevento Credito Cooperativa Ascom Fidi a R.L. Interfidi Co.Fi Società
Cooperativa a R.L. Artigianfidi S.C.R.L. Coop. Garanzia Fidi Per Imp.Art. Della
Regione Campania A.R.L. del 19-12-2008 num.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Lotta all'usura e
finanziamenti garantiti in crescita. Marcello Fasano, presidente di Confidi
Salerno fa il bilancio di un anno di attività. Crescono del 57% i finanziamenti
garantiti concessi nel 2008 alle Pmi Salernitane e nel 2009 sarà avviato un
piano di prevenzione del fenomeno dell'usura. È stata presentata un'indagine del Confidi (Consorzio per la Garanzia Collettiva dei
Fidi della provincia di Salerno) che fotografa l'attività svolta dal Confidi
Salerno nel corso del 2008. Nel corso del 2008 sono oltre 250 le aziende
salernitane che hanno chiesto aiuto al Confidi Salerno per ottenere i
finanziamenti necessari allo sviluppo dell'impresa. Nel 2008 le Aziende
associate al Confidi Salerno sono diventate
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI E PROSPETTIVE.
Indagine di Apindustria: il 50% delle aziende interrogate può contare su
commesse che non vanno oltre il primo mese dell'anno prossimo Pmi, un 2009 «nero»:
ordini fino a gennaio di Andrea Podestani Un 2009 che si preannuncia «nero» per
le Pmi bresciane. Lo prefigura un'indagine Apindustria condotta sulle aziende
associate, secondo la quale il 50% delle imprese interpellate ha ordini che non
vanno oltre la fine di gennaio. Un dato pesante, che oscilla fra le zero e le
quattro settimane di «autonomia», dopo di che si rischia il black out degli
ordini. Il 22,5% degli intervistati ha commesse per meno di 4 settimane, il
21,9% per meno di 2 e il 5,6% è già fermo. AD AGGRAVARE le condizioni anche i
rapporti banca-impresa. Il 52,2 % delle Pmi sentite afferma di essere in
difficoltà con gli istituti di credito (contro il 24% di ottobre). Una quota
più che raddoppiata in meno di due mesi. Tra le aziende prese in considerazione
le piccole coprono il 38,7% dei casi, le micro il 36,5% e le medie il 24,8%,
senza alcuna differenza tra i settori merceologici di appartenenza. Ed è verso
i grandi gruppi bancari che si concentra il malconento con il 51,5% delle Pmi
che dicono di avere peggiorato il rapporto negli ultimi mesi (un dato, questo,
in linea con le proiezioni dello scorso autunno), contro il 27,3% di quelle
clienti delle Banche Popolari ed il 15,9% delle imprese in rapporti con le Bcc.
QUATTRO le cause principali che stanno alla base del peggioramento dei rapporti
con gli istituti di credito: l'aumento dei tassi d'interesse (nel 38% dei
casi), l'allungamento dei tempi decisionali (per il 25% delle aziende sentite),
l'aumento dei costi accessori (per il 24,3% delle Pmi) ed il rientro dagli
sconfinamenti richiesto in tempi brevissimi al 12,6% delle realtà aziendali
clienti. La crisi economica si traduce anche in crisi di liquidità per le micro
e piccole imprese (il 77,9% del totale ne sono interessate), rispetto alle medie
(in totale il 22,1%). Gli ostacoli hanno contribuito ad accrescere il ricorso
alla Cassa integrazione, più che quintuplicata, da settembre a oggi (dall'1,7%
al 10,1%) ed ancora in aumento: il 14% degli imprenditori secondo lo studi Api
sarà costretto a farne ricorso. Permane un 8,4% di incerti che potrebbe portare
il totale al 22%. «I DATI fotografano una realtà ben precisa - ha commentato il
presidente di Apindustria, Luciano Gaburri - contraddistinta da un
peggioramento senza sosta. Le aziende rischiano di fermarsi, all'inizio del
2009, per quasi 3 mesi, nel migliore dei casi. Non abbiamo risposte nè
strumenti per capire fino a che punto si propagheranno gli effetti della crisi:
solo i primi mesi del nuovo anno ce lo potranno dire». Una dichiarazione giunta
al termine di un incontro che ha visto la presenza anche di Francesco Bettoni,
presidente della Camera di commercio, e di Francesco Spinelli, ordinario alla
facoltà di Economia dell'Università di Brescia ed ex leader di Bipop-Carire.
«Una risposta alla crisi c'è - ha argomentato Bettoni - e sta nel rafforzamento
del sistema dei Confidi, basandosi sul sistema della co-garanzia. Il sistema camerale lombardo ha già predisposto 36 milioni di
euro come Fondo di garanzia dei Consorzi fidi a tutela delle operazioni
bancarie, mentre altri 20 sono in arrivo dalla Regione Lombardia nelle prossime
settimane». «DI FRONTE ad una crisi di queste dimensioni servono misure
straordinarie - ha spiegato in un particolareggiato intervento Francesco
Spinelli -. Brescia è rimasta coinvolta in una crisi globale, con
effetti immediati anche sul locale: se l'industria automobilistica tedesca
frena, per mancanza di aiuti all'industria automobilistica, le ripercussioni si
avvertiranno sempre più anche in provincia, dove la quota dell'export (specie
verso la Germania) tocca il 56-57% del totale. Gli aiuti ai Confidi vanno bene
- ha ribadito in conclusione Spinelli - ma servono interventi ancora più
drastici: a livello europeo la Bce deve abbassare i tassi ufficiali
ulteriormente, mentre a livello nazionale sarebbe utile una manovra diretta
della Banca d'Italia, a sostegno delle imprese, sull'esempio di quanto fatto
dalla Fed negli Stati Uniti».
( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Apindustria:
«Riaprire i rubinetti del credito» L'appello al sistema bancario
del presidente Paolo Agnelli «La situazione difficile di oggi rischia di
diventare drammatica» Le imprese sono falcidiate dalla crisi economica globale
che da mesi sta colpendo tutti i mercati e le economie internazionali e
«cementate» in una situazione che rasenta ormai l'emergenza dal rigido
comportamento delle aziende bancarie che «stanno tenendo chiusi i rubinetti del
credito». E che - sottolinea il presidente di Apindustria Bergamo Paolo Agnelli
- «danno corpo ad un rischio che tutti vorrebbero scongiurare: ovvero
"ammazzare" il proprio cliente». A fronte della difficile situazione
che si vive sul campo, l'associazione delle piccole e medie imprese bergamasche
aderente a Confapi nei giorni scorsi ha sviluppato un'indagine tra i propri
associati per capire se le grida d'allarme lanciate sull'inasprimento dei
rapporti tra imprese e banche, corrispondano effettivamente alla realtà.
«Ebbene: la situazione sta peggiorando di giorno in giorno - ha dichiarato
Agnelli, presentando i dati - a dispetto di tutti gli inviti al sistema del
credito, dal governo centrale e da quelli locali, a mantenere inalterato il
comportamento con il sistema imprenditoriale, per evitare il congelamento
dell'economia in un momento davvero difficile, dove le aziende registrano un
fermo delle attività pari in genere al 20-30%, in termini di calo di volumi
prodotti, di ricavi, di ordini». E così l'analisi che ha interessato 215
imprese (il 44,6% delle quali con un fatturato tra 1 e 5 milioni di euro)
attesta che il rapporto con le banche è peggiorato nel 58,6% dei casi. Tra le
cause denunciate a farla da padrona è l'aumento dello spread («margine») sui
tassi d'interesse (64,3%). Per una buona fetta (quasi 1 su 5) il problema è la
riduzione degli affidamenti e per il 16% l'allungamento dei tempi per la
concessione di finanziamenti, sia a breve sia a medio termine. «Non sono
sensazioni: sono casi concreti: come i tre che abbiamo gestito come
associazione questa settimana. Un'azienda della gomma, 24 addetti, in bonis e
con fatturato in crescita: chiede 200 mila euro di finanziamento: a fine giugno
gli viene applicato lo spread dello 0,8% e a fine novembre gli viene comunicato
l'aumento dello stesso all'1,75% ma solo se accompagnato da garanzia di
supporto. Il secondo caso è un'impresa chimica: 31 dipendenti in bonis e con ricavi
stabili: gli è stato revocato un fido in conto corrente di 500 mila euro con
modalità, diciamo azzardate. Venduto un fabbricato di uguale valore in vista di
investimenti, fatta transitare tale cifra sul conto, la banca ha visto bene di
comunicare immediatamente l'azzeramento del fido di cassa.
L'ultimo caso, di giovedì, un'industria metalmeccanica, 17 dipendenti, in bonis
con ricavi in crescita del 17% chiede ad ottobre un fido di 30 mila euro:
raccoglie la garanzia del nostro Confidi per il 50% della cifra e la banca ci
impiega ben 2 mesi e mezzo per il via libera alla pratica». Una
fotografia preoccupata, quella tracciata da Paolo Agnelli: «Se oggi è
innegabile che la crisi è gravissima, domani rischia di diventare drammatica se
le banche non cambiano la loro attuale politica di estrema ristrettezza nel
credito». E che la situazione non sia destinata a migliorare nel breve,
nonostante gli imprenditori lo auspichino, lo conferma la «fiducia» delle Pmi
verso le banche: «In 3 mesi - dice Edoardo Ranzini, direttore di Apindustria
Bergamo - la fiducia è "caduta" di 16 punti percentuali: dal 64% di
fine ottobre al 48 dei giorni scorsi». Ma c'è di più: lo spauracchio dei
parametri di Basilea 2 per le concessioni del credito all'impresa: «Gli imprenditori
sono preoccupati: le banche applicheranno rigidamente i rating alle imprese e,
quindi, gli spread rischiano di essere alti per tutti. Ne sono convinti quasi 3
imprenditori su 4: 1 su 4, invece, dice di essere a conoscenza del proprio
rating». P. P.
( da "Messaggero, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Sabato 20 Dicembre
2008 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - «Il conto di mi moglie è in rosso ma la
banca che ha paura di rimetterci blocca il mio». E' una storia di piccole, quotidiane vessazioni bancarie quella che Giuseppe - ma il nome
per rispetto della privacy è di fantasia - racconta. Di un marito che non può
disporre liberamente del suo denaro. Prelevare. Digitare il Pin. Fare un
assegno e riscuoterlo, usufruire del piccolo fido che gli fu concesso ben 12
anni fa.. «Vivo di stipendio per me andare in rosso a fine mese in
attesa dell'acredito è quasi normale ma ora sono in attivo solo che mi lasciano
prelevare i miei soldi», mostra l'ultimo estratto conto Giuseppe. Saldo + 334
euro. Banca Carige, filiale di Ascoli Piceno, via Indipendenza. Proprio in
questi giorni il caso segnalato si è riproposto. Scrive Giuseppe: «Mi trovo
sospesa la Tredicesima e quindi senza un euro per il Natale, sembra assurdo ma
è così. Al 31 dicembre il conto di mia moglie deve essere
"sistemato". E trovandosi lei "sotto" di 500 euro, il
direttore ha pensato bene di "bloccare" la mia Tredicesima
regolarmente accredita unitamente agli importi da me dovuti per due rate, una
di un mutuo ed una di una carta di credito». Con un piccolo particolare: «Detti
importi scadranno successivamente alla data del 27 dicembre», per l'esattenza
il 15 gennaio. Come dire che il direttore si è premunito. E' scattata una
«sospensione cautelativa degli emolumenti». Il signor Giuseppe ha passato da
poco i cinquant'anni, è un impiegato. Il suo reddito mensile si aggira intorno
al 1100 euro netti, una cifra che non ti fa scialare. La moglie ha un lavoro
part-time che le consente di guadagnare qualcosa come 700 euro al mese. E'
un'economia ridotta all'osso, in questa situazione anche un debito di 500 euro
può diventare un problema. Una rete di sicurezza sarebbe - in teoria - quel
fido di 500 euro di cui dispone Giuseppe. O meglio di cui disporrebbe, «perché
la banca non mi dà la possobilità di utilizzarlo. Eppure io non sono pignorato
e non sono sulla lista dei cattivi pagatori visto che fu la stessa Carige a
concedermi tre anni fa un prestito di 8000 euro da restituire in 5 anni, rate
da 148 euro mensili». «Mia moglie - racconta ancora Giuseppe - non ha più
l'accredito in banca del suo stipendio. Un giorno si è sentita dire dal
cassiere: «Ma lei signora che fa, preleva sempre e non versa mai?». Il fatto
stesso che il cliente Giuseppe sia venuto a conoscenza del "rosso"
della moglie tramite la banca parrebbe una palese violazione della privacy.
«Noi siamo sposati e viviamo insieme, ognuno, duqne, sa tutto dell'altro, ma
non mi è piaciuto il modo con cui mi è stato detto che mia moglie era andata
"sotto". In teoria, avrei potuto anche ignorare che mia moglie aveva
un conto in banca, non erano tenuti a dirmelo». E la Carige? Il direttore della
filiale di Ascoli non ha gradito la nostra telefonata. La città conta 60 mila
abitanti, non è una metropoli sterminata, i clienti li consoce uno per uno, non
è stato necessario fare il nome per capire di quale cliente si stava parlando.
«Di questa signora come cliente ne possiamo fare anche a meno. Se trova
un'altra banca alla quale trasferire il conto, saldi il debito che ha con noi e
vada via - è l'esordio del direttore. Escludo poi che ci sia stata da parte
nostra una violazione della privacy, ricordo che quando si parlò del rosso era
presente anche la signora». In quanto al blocco "preventivo" degli
emolumenti il direttore non sembra farsi troppi problemi. «Se chi deve pagare
le rate di un prestito che noi gli abbiamo concesso ha un'unica entrata di
sostentamento e noi riteniamo opportuno premunirci non dobbiamo giustificarci
con nessuno. Neanche con voi del Messaggero. Anzi, non vedo proprio perché
dovrei continuare questa conversazione». Giù la cornetta, fine della
conversazione. Il signor Giuseppe ha segnalato questa situazione scrivendo a
Dillo al Messaggero ma anche alla Carige, sede centrale di Genova. Per ora
nessuna risposta. «Il direttore sa che il
( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Sostegno alle
imprese. Convenzione pilota in regione per far fronte alla recessione. Sempre
più assistiti non riescono a pagare le parcelle Patto per facilitare l'accesso al credito È stato siglato ieri in Provincia tra
Consorzio garanzia fidi e dottori commercialisti Il Consorzio garanzia fidi
commercio di Pordenone e l'Associazione dei dottori commercialisti e degli
esperti contabili hanno sottoscritto ieri, in Provincia, una convenzione rivolta
a facilitare l'accesso al credito degli iscritti. Attraverso l'accordo
siglato da Roberto Cao, presidente del Consorzio e Luigino Emilio Battiston,
presidente dell'associazione, il Consorzio s'impegna. offrendo condizioni
particolarmente vantaggiose e garantendo in favore del sistema bancario, i finanziamenti a breve, medio e lungo termine. La
convenzione che avrà validità di un anno e che potrà essere prorogata, si
inserisce in una congiuntura economica difficile e all'orizzonte c'è una
convenzione anche con l'Api. Il presidente Battiston ha sottolineato il ruolo
importante dei commercialisti e degli esperti contabili, «che affiancano le
aziende in difficoltà con un rapporto fiduciario ed eticamente consapevole che
li porta a seguirle, anche se spesso, non esiste liquidità per le parcelle». I
commercialisti iscritti all'ordine sono 450 mentre le persone coinvolte nel
comparto con diversi ruoli, quasi 2000. «L'accesso al credito - ha commentato
il presidente della Provincia Alessandro Ciriani - rappresenta una questione
spinosa in questo momento. Tuttavia, la crisi va affrontata con fermezza e
senza panico». Il Consorzio opera dal 1973 nelle concessione di garanzie
coprendo il rischio delle aziende commerciali, turistiche, di servizio,
industriali, artigiane e agricole che ricorrono al credito bancario
con un percentuale che in taluni casi, può arrivare al 100%. Possiede
convenzioni con 24 istituti di credito e sottoscrive operazioni con volumi
finanziari importanti, che oscillano tra i 30-40 mila euro ma in alcuni casi
raggiungono cifre molto più alte. Tra i prossimi obiettivi, le attività
commerciali della montagna, dopo il ripristino della legge regionale che la
riguarda. Paola Dalle Molle
( da "Denaro, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Salerno credito
Confidi, richieste boom nel 2008 Il presidente Fasano: Le banche diano fiducia
alle piccole e medie imprese Nel corso del 2008 sono oltre 250 le aziende
salernitane che hanno chiesto aiuto al Confidi Salerno per ottenere i
finanziamenti necessari allo sviluppo dell'impresa per un totale di 65 milioni
di euro di finanziamenti garantiti. E' quanto emerge da
un'indagine del Consorzio Fidi Salerno presieduto da Marcello Fasano. "Il
sistema bancario deve
imparare a dare fiducia ai piccoli imprenditori". Con questa filosofia,
espressa dal presidente Marcello Fasano, il Confidi Salerno sta operando per
sostenere la crescita economica della provincia. Nel 2008 le Aziende
associate al Confidi Salerno sono diventate 600; 250 sono state le aziende
salernitane che hanno chiesto aiuto al Confidi per ottenere i finanziamenti
necessari allo sviluppo dell'impresa per un totale di 65 milioni di euro di
finanziamenti garantiti. Il totale dei finanziamenti garantiti concessi nel
2008 è pari a 14 milioni euro in crescita del 57 per cento rispetto ai 9
garantiti nel corso del 2007. Salerno città resta la zona più
"attiva" seguita dal Sele-Picentini e l'Agro. A confermare
l'efficienza e l'efficacia con cui il Confidi Salerno conduce l'istruttoria di
fido e valuta l'affidabilità delle imprese è il tasso di insolvenza, che è pari
allo 0,64%, molto contenuto su una media nazionale molto vicina al 3%, quindi
nettamente inferiore rispetto al dato delle sofferenze complessive del sistema bancario. Nel 2008 i tassi medi praticati sui finanziamenti
con garanzia del Confidi Salerno si attestano sempre su valori decisamente
inferiori a quelli di mercato: oscillando tra un minimo del 5 per cento ad un
massimo del 6,5 per cento. Inferiori di circa 2 - 3 punti percentuali rispetto
ai tassi di mercato. "Questi risultati", commenta il Presidente del
Confidi Salerno Marcello Fasano, "confermano il ruolo sempre più decisivo
svolto dal Confidi Salerno nel favorire l'accesso al credito alle piccole e
medie imprese e quindi per stimolare investimenti e nuova occupazione. Per il
2009 sono in cantiere diverse iniziative a sostegno delle Piccole e medie
imprese, su tutte voglio ricordare l'avvio di un'intensa attività di
prevenzione del fenomeno dell'usura, cercando di sfruttare al massimo gli
speciali fondi previsti dalla Legge 108/96, al fine di consentire il rientro
nei circuiti legali di finanziamento di molte piccole imprese". C.L.B. del
20-12-2008 num.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 20-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Le 15 maggiori
banche hanno detto sì: tutte le aziende potranno chiedere prestiti fino a un
massimo di 150 mila euro Due milioni di ossigeno per le imprese La Camera di
commercio stanzia un fondo straordinario che alimenterà i fidi Una boccata
d'ossigeno. Un aiuto concreto. Ecco come si presenta il fondo straordinario di
due milioni di euro che la Camera di Commercio ha stanziato per aiutare le
imprese trevigiane di tutti i settori a navigare nel mare della crisi e della
mancanza di liquidità. I due milioni sono infatti pronti a trasformarsi in una
cifra complessiva di sessanta milioni di euro di credito per investimenti delle
aziende durante il 2009. Il tutto grazie ai sette Consorzi
Fidi presenti in provincia, che forniranno una garanzia del 50\% per cento
nelle operazioni. E a un fattore moltiplicatore pari a 30. Sul progetto è
arrivato infine il sì pronunciato all'unanimità dai quindici istituti bancari
chiamati dalla Camera di Commercio.«È un'operazione importante e
straordinaria», ha detto il presidente Federico Tessari. «Abbiamo chiesto agli
istituti bancari di essere non semplici fornitori di denaro, ma partner
professionali delle imprese. E loro hanno capito la delicatezza del momento.
Tutti i maggiori istituti bancari -quelli con almeno dieci sportelli nei 95
comuni- hanno aderito».Il piano non fa distinzioni di settore: tutte le aziende
potranno richiedere finanziamenti tra 15mila e i 150mila euro. Una volta
presentata la domanda, la risposta delle banche arriverà al massimo entro un
mese.Le modalità di erogazione del credito sono quattro, tutte con un tasso
Euribor 3 mesi. Le imprese potranno chiedere un anticipo su conto corrente, con
spread a 1,50 punti. Oppure sfruttare le modalità S.b.f. (Salvo buon fine) o
anticipo su fatture, entrambe con spread a 0,40 punti. Infine, potranno
usufruire di prestiti chirografari con spread a un punto.Tutte condizioni che
lasciano soddisfatto il presidente Tessari: «Ringrazio le banche per aver
aderito. Gli spread sono molto bassi, rispetto a un livello medio che
solitamente è il doppio. L'altro coefficiente forte è il fattore
moltiplicatore, che spesso si ferma a 20». Una vittoria anche in termini di
tempo: «In soli 2 mesi,comprese le festività natalizie, la CCIAA ha deciso e
concretizzato questa iniziativa». Appena il tempo di finire di brindare al
nuovo anno e le aziende trevigiane potranno sfruttare il nuovo accordo: «Tutto
sarà pronto per gennaio. Contiamo di partire al massimo entro il 20», ha
spiegato il presidente.Presitito sì, ma sotto stretto controllo della Camera di
Commercio: «Questa operazione, avrà il nostro marchio della doppia CC. Vogliamo
che il nuovo denaro fresco che immettiamo nell'economia locale arrivi a
destinazione al più presto». Agilità e sicurezza: l'ente di piazza Borsa
controllerà ogni mese la destinazione e l'utilizzo effettivo dei sessanta
milioni di euro stanziati per le imprese. Un'esperienza unica nel suo genere,
che rende Treviso la capofila di un modello da esportare in tutta Italia. A
iniziare dal Veneto: «È possibile che le Camere di Commercio delle altre sei
province venete decidano di applicare il progetto che abbiamo elaborato», ha
detto Tessari. Che resta però concentrato sulla situazione della Marca: «Sono
contento perché abbiamo dato una mano reale all'economia delle imprese
trevigiane. Abbiamo realizzato un'operazione da grandi per i piccoli, una rete
di garanzia per il bene collettivo».Forse, ora, la crisi farà un po' meno
paura.Maura Bertanzon
( da "Stampa, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
AREA Z3. UN CASO
FINITO DAVANTI AI GIUDICI Simaf chiede sblocco cantieri Mallarino presto
interrogato L'assessore ha ricevuto un avviso di garanzia per la cubatura «in
più» [FIRMA]GINO FORTUNATO NOVI LIGURE Dopo aver chiesto lo sblocco dei
cantieri in Z3, ora Simaf spera in un regalo di Natale. «Siamo in attesa - dice
il direttore dei lavori e della sicurezza del cantiere Simaf Antonio Morettini
- della decisione della magistratura sullo sblocco dei cantieri». Difficile
però che la situazione possa sbloccarsi prima dell'anno nuovo anche perché il
pm alessandrino Vona, solo nei giorni successivi al 29 dicembre, riuscirà ad
interrogare l'assessore ai Lavori pubblici e Viabilità, Alberto Mallarino,
l'ultimo tra gli indagati ad aver ricevuto un avviso di garanzia. «Abbiamo
consegnato ai giudici la memoria supportata da perizie tecniche - dice
Morettini - per dimostrare la liceità dei calcoli volumetrici che attestano la
volumetria edificata di 12 mila e
( da "Gazzettino, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
La Bce non riesce a
fare gli interessi dell'Europa La Banca Centrale Europea ha annunciato che non
abbassa il tasso ufficiale di interesse nonostante negli Usa sia stato
fortemente abbassato per fronteggiare la crisi. Così ha deciso il presidente
Trichet, massima autorità europea in campo monetario, qualifica che agli occhi
del popolo, avvolge quasi di un alone di santità questo personaggio. Anche il
presidente del Nasdaq, Madoff, era una superautorità e invece tutti gli uomini
sono uomini. In democrazia non dobbiamo fidarci ciecamente, dobbiamo
controllare con la nostra testa. L'aumento del tasso di interesse fu fatto
dalla Bce in settembre per fermare l'inflazione secondo il principio che se il
denaro costa di più la gente compra meno e si abbassano i prezzi.Ma l'aumento
del tasso di interesse porta ad altre conseguenze devastanti: gli stati per
rifinanziarsi devono pagare un tasso di interesse maggiore sui titoli in
scadenza, pensate al debito enorme dell'Italia. Le imprese
utilizzano fidi bancari e si troveranno in bilancio costi (oneri finanziari)
più alti. I privati che hanno contratto mutui a tasso variabile si troveranno
da pagare rate più alte. Infine il valore dell'euro aumenta rispetto al dollaro
e rispetto a tutte le monete con cambio fisso col dollaro, tra cui India e Cina
e tanti altri paesi emergenti. A una piccola variazione del tasso
ufficiale consegue una grande variazione del cambio euro-dollaro del
10\%-20\%-30\%. Per cui le nostre merci saranno meno competitive del
10\%-20\%-30\% in confronto alle merci prodotte nell'area del dollaro e delle
monete a cambio fisso col dollaro con la conseguenza che le esportazioni
calano, le importazioni aumentano con grave perdita di posti di lavoro.Ci sono
altri modi per controllare l'inflazione. Questi errori hanno accelerato la
crisi, successivamente, ma tardivamente, Trichet ha calato due volte il tasso
di interesse fino a fermarsi al 2,5\% contro lo 0,25\% Usa e lo 0,10\%
giapponese e il rapporto euro/dollaro già sceso a 1,2 è tornato a 1,45.Giulio
DonatiMegliadino San Fidenzio (Padova)
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Plus sezione:
ATTUALITA data: 2008-12-20 - pag: 12 autore: PRESTITI FRA ISTITUTI Nell'interbancario la controparte è anonima S cambi anonimi, una Banca
centrale a fare da schermo, scadenza a fine dicembre 2009 e modalità operative
all'insegna della massima garanzia per tutti. A Roma e a Milano, con qualche
difficoltà per il maltempo e qualche dubbio da chiarire ai potenziali
utilizzatori, e-Mid ha presentato la proposta di «segmento protetto dal rischio
di controparte» che vuole riportare alla normalità in un mercato delicatissimo.
Sulle piattaforme di e-Mid si movimentano i grandi depositi bancari,
un'attività all'ingrossso. Ma è difficile sostenere ora, dopo le fiammate dei
tassi di mercato e quindi anche del "famigerato" Euribor, che quei
maxi-scambi riguardino soltanto i grandi intermediari. Per questo al buon
funzionamento di e-Mid sono interessate non solo le authority bancarie che
hanno bisogno di riattivare il circuito di denaro e fiducia fra le banche.
Sulla piattaforma 258 aderenti di 26 Paesi (osservati da 23 Banche centrali e
due ministeri delle Finanze) si fanno grandi prestiti. Proprio quelli che
diventano più difficili e onerosi, se non impossibili, quando una banca non si fida della solidità dell'altra. Dalla ricerca di
liquidità di una banca possono giungere dei segnali drammatizzati (effetto
stigma) nelle fasi di grande suscettibilità dei marcati. Nella proposta di
nuovo segmento Bankitalia assume un ruolo di ulteriore garanzia: chi chiede
fondi potrà rimanere anonimo (ma la banca centrale è a conoscenza della
liquidità del richiedente), chi li cede vede soprattutto il
garante-vigilante di via Nazionale.
( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Le imprese toscane
hanno un buon rapporto con le banche, indagine (22/12/2008 09:34) | (Sesto
Potere) - Firenze - 22 dicembre 2008 -Le imprese toscane hanno un buon rapporto
con gli istituti bancari. Almeno così era fino a luglio, prima che la crisi
finanziaria e economica esplodesse con fragore. E tra una grande banca ed una
piccola, radicata nel territorio, prediligono decisamente queste ultime: più
duttili e capaci di offrire condizioni migliori nei tassi, ma minori quantità
di prestiti. Quel che semmai le imprese chiedono alle banche è un maggior
sforzo di informazione sugli strumenti per agevolare il credito, che dunque
sono ritenuti determinanti. E´ quanto emerge da un´indagine dei mesi scorsi su
un campione di 1900 imprese della regione, i cui risultati sono stati
sintetizzati nel rapporto annuale sul sistema del credito in Toscana, curato
dalla ricercatrice Renata Caselli dell´Irpet in collaborazione Andrea Taddei,
che è stato presentato stamani ai giornalisti a Palazzo Strozzi Sacrati a
Firenze alla presenza dell´assessore al bilancio Giuseppe Bertolucci. Sette
aziende su dieci si dichiarano soddisfatte del loro rapporto con le banche. Le
aziende toscane dimostrano di apprezzare pure il protocollo che la Regione ha firmato con gli istituti bancari maggiormente presenti
e diffusi sul territorio, il quale, anche a fronte delle garanzie concesse
dalla Regione tramite Fidi Toscana e dal sistema regionale dei Confidi, fissa condizioni
particolarmente vantaggiose per le imprese: il 44 per cento delle aziende
dichiara di conoscere il protocollo e il 38% sa cosa sono i consorzi di
garanzia. Più di duemila imprese, quasi tutte di piccole dimensioni,
hanno usufruito nel 2007 degli strumenti previsti dall´accordo: chi ha chiesto
di accedere al fondo unico di garanzia lo ha fatto per lo più per finanziamenti
di microcredito o per rilanciare e consolidare la propria azienda. Numerosi,
circa quattrocento, sono stati gli interventi anche a favore delle imprese
femminili. Un´azienda su due, tra le 1900 del campione dell´indagine, dichiara
comunque di non avere rapporti con le banche. E il 21 per cento se ne lamenta.
Struttura del sistema bancario - Il 2007 è stato un
anno importante per l?assetto bancario del paese:
tante fusioni e acquisizioni, che hanno coinvolto anche istituti stranieri e
che in Toscana hanno riguardato due dei principali istituti di credito
regionali. La Cassa di Risparmio di Firenze ha ceduto il 32% del suo
azionariato al gruppo Intesa-san Paolo e il Monte dei Paschi di Siena ha
rafforzato il suo posizionamento di mercato acquistando Banca Antonveneta e
divenendo la terza banca italiana per capitalizzazione. La Cassa di Risparmio
di Lucca, Pisa e Livorno, già controllata da Banca Popolare Italiana, è
confluita invece nel nuovo Banco Popolare. Le imprese toscane, con alcune
eccezioni sulla costa e nel nord della Toscana, continuano comunque a preferire
le piccole banche. I numeri Erano 123, nel 2007, le banche che operavano in
Toscana: una in più rispetto al 2006. La metà hanno sede nella regione (63
banche) e tra queste 37 sono banche di credito cooperativo, 22 banche
commerciali e 3 banche popolari. Anche gli sportelli sono in crescita, passati
in un anno da 2.
( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Gli enti locali
ravennati puntano sui consorzi fidi (22/12/2008 15:24) | (Sesto Potere) -
Ravenna - 22 dicembre 2008 - Su convocazione della Provincia e della Camera di
Commercio si sono svolti in Provincia due incontri per definire il
rafforzamento dell?impegno di Provincia, Camera di Commercio e Comuni a favore
dei Consorzi fidi e delle Cooperative di garanzia quale scelta prioritaria per
consentire alle imprese di reggere la crisi economica e di realizzare i propri
investimenti per l?innovazione e lo sviluppo. Questa scelta è emersa nel
recente Tavolo per l?economia e l?occupazione, condivisa unanimemente da
istituzioni pubbliche, organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Al primo
incontro hanno partecipato il vice presidente della Provincia, Bruno Baldini,
il presidente della Camera di Commercio, Gianfranco Bessi, e i rappresentanti
di tutti i Comuni. Provincia e Camera di Commercio hanno illustrato le ragioni
della proposta unitaria di rafforzare ulteriormente il già cospicuo contributo
pubblico a sostegno dell?attività di credito alle imprese (garanzie e
contributi agevolati agli investimenti). “E? necessario – ha detto il
vicepresidente Baldini – assicurare in un momento di crisi come questo, la
liquidità per il nostro sistema di piccole e medie imprese che rappresenta il
tessuto fondamentale della nostra economia. L?attività delle cinque coop di
garanzia è il tramite fondamentale fra sistema del credito e le imprese. Da qui
l?impegno assunto dalla Provincia nel proprio bilancio di previsione di un
aumento del 10% del contributo 2009 rispetto all?anno precedente, e la proposta
ai Comuni di un impegno analogo quale scelta precisa pur nella consapevolezza
delle difficoltà economico-finanziarie che tutti gli enti locali hanno in
questa fase a seguito del patto di stabilità e della Finanziaria”. Il
presidente della Camera di Commercio Gianfranco Bessi ha precisato: “la giunta
camerale ha già deliberato un impegno straordinario sul fronte delle coop di
garanzia: 700mila euro complessivi in più rispetto all?impegno 2008 di 1milione
138mila euro. A questo impegno s?aggiunge la scelta di ridurre di 200mila euro
i contributi versati dalle imprese locali alla Camera di Commercio”. Tutti i
Comuni intervenuti, pur evidenziando la difficile situazione degli enti locali,
hanno aderito alla proposta della Provincia e della Camera di Commercio e si
sono impegnati ad adeguare i propri bilanci per consentire l?aumento del 10%
delle proprie risorse a favore delle cinque cooperative di garanzia. Dopo tale
decisione, si è svolto un incontro tra enti locali e rappresentanti delle
cinque coop e consorzi: Unifidi, Cofiter, Confidi Romagna e Ferrara, Agrifidi,
Cooperfidi. Strutture che, insieme, rappresentano quasi 20mila imprese, oltre
la metà delle imprese ravennati, e che nel 2007 hanno avuto un?operatività di
185 milioni di euro. Il vicepresidente della Provincia e il vicepresidente
della Camera di Commercio, Natalino Gigante hanno riportato puntualmente gli
impegni presi dagli enti locali ravennati e le motivazioni che hanno portato
alla scelta di essere il territorio della regione in cui gli enti pubblici più
investono nelle coop di garanzie e nei consorzi fidi. Presidenti e
rappresentanti dei consorzi sono intervenuti per illustrare la situazione
economica e finanziaria provinciale nell?attuale fase. Per ora il sistema delle
imprese ha tenuto ma crescono le difficoltà, le rate non pagate, le restrizioni
al credito bancario specie da
parte delle banche nazionali e vi sono serie preoccupazioni per il
( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Commercio, turismo e
servizi. Accordo tra Regione E-R, banche, consorzi fidi, Unioncamere e
associazioni categoria (22/12/2008 17:21) | (Sesto Potere) - Bologna - 22
dicembre 2008 - Un plafond messo a disposizione dalle banche e 5 milioni di
euro dalla Regione Emilia-Romagna a sostegno del commercio, del turismo e dei
servizi. Sono questi i punti principali dell?accordo firmato dalla Regione
insieme a Unioncamere, associazioni di categoria del commercio, confidi
regionali con il sistema bancario dell?Emilia-Romagna,
per assicurare l?accesso al credito delle imprese del commercio, turismo e
servizi della regione. L?obiettivo è fare fronte alle esigenze di liquidità
delle aziende attraverso un impegno costante e continuo, verso il credito a
breve medio termine, di tutti i firmatari coinvolti e favorire il
consolidamento dei crediti dal breve al medio termine, garantendo condizioni di
finanziamento adeguate con i piani di rientro delle imprese. “Con questa
iniziativa – dice Guido Pasi, assessore regionale al Commercio e Turismo –
vogliamo offrire uno strumento concreto alle imprese del commercio, del turismo
e dei servizi della nostra regione. I comparti del settore terziario sono
fondamentali per l?economia dell?Emilia-Romagna e sentono anch?essi in maniera
diretta gli effetti della crisi. Per questo è fondamentale intervenire
concretamente con misure immediate che possano garantire alle imprese credito a
breve termine per soddisfare le esigenze più urgenti, ma anche la possibilità
di consolidare i crediti dal breve al medio termine per poter affrontare con
maggiore respiro la difficile congiuntura che stiamo attraversando. Vorrei
sottolineare l?adesione al protocollo di tutto il sistema economico e
istituzionale regionale, che si è dimostrato in grado di rispondere con
concretezza ed efficacia a un?esigenza diffusa e urgente”. Nell?accordo il
sistema bancario si impegna ad assicurare l?erogazione
di finanziamenti a breve–medio termine per soddisfare le esigenza di liquidità
delle imprese legate ai pagamenti di imposte, tasse, contributi, tredicesime e
quattordicesime, oltre al consolidamento dei crediti dal breve al medio termine
anche attraverso un?estensione delle garanzie prestate dal sistema dei confidi
regionali, passando dal 30 al 50% dell?importo dei finanziamenti richiesti.
L?Abi inoltre si impegna a stimolare presso le banche associate la massima
operatività in termini di stipula ed erogazione delle risorse. Le banche
opereranno in modo integrato con il sistema dei Confidi regionale. La Regione
Emilia-Romagna si impegna a mettere a disposizione da subito ulteriori risorse
per il settore pari a 5 milioni di euro, mentre Unioncamere si attiverà per
potenziare le attività in corso per rafforzare l?operatività del sistema dei
confidi regionali. L?attività, svolta attraverso l?impegno di Cofiter e dei
confidi regionali, dovrà garantire condizioni di operatività a costi contenuti
per le imprese: si tratta, infatti, di accordi con il sistema bancario che devono contenere lo spread massimo per le
imprese, a fronte delle garanzie dei confidi, alle migliori condizioni di
accesso per le imprese del commercio, turismo e servizi, al fine di rendere il
più efficaci possibile gli effetti dell?impegno di Regione, Unioncamere e
Consorzi fidi. La Regione si impegna ad anticipare, già dal prossimo mese di
gennaio, l?assegnazione dei contributi previsti dal bilancio di previsione 2009
per i consorzi fidi regionali operanti nei settori del commercio, turismo e
servizi, per consentire la massima operatività dei confidi stessi, assicurando
le migliori condizioni di accesso e un monitoraggio continuo dell?andamento del
credito ai beneficiari.
( da "RomagnaOggi.it" del 22-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
22 dicembre 2008 -
15.41 (Ultima Modifica: 22 dicembre 2008) RAVENNA - Su convocazione della
Provincia e della Camera di Commercio si sono svolti in Provincia due incontri
per definire il rafforzamento dell'impegno di Provincia, Camera di Commercio e
Comuni a favore dei Consorzi fidi e delle Cooperative di garanzia quale scelta
prioritaria per consentire alle imprese di reggere la crisi economica e di
realizzare i propri investimenti per l'innovazione e lo sviluppo. Questa scelta
è emersa nel recente Tavolo per l'economia e l'occupazione, condivisa
unanimemente da istituzioni pubbliche, organizzazioni imprenditoriali e
sindacali. Al primo incontro hanno partecipato il vice presidente della
Provincia, Bruno Baldini, il presidente della Camera di Commercio, Gianfranco
Bessi, e i rappresentanti di tutti i Comuni. Provincia e Camera di Commercio
hanno illustrato le ragioni della proposta unitaria di rafforzare ulteriormente
il già cospicuo contributo pubblico a sostegno dell'attività di credito alle
imprese (garanzie e contributi agevolati agli investimenti). "E'
necessario - ha detto il vicepresidente Baldini - assicurare in un momento di
crisi come questo, la liquidità per il nostro sistema di piccole e medie
imprese che rappresenta il tessuto fondamentale della nostra economia.
L'attività delle cinque coop di garanzia è il tramite fondamentale fra sistema
del credito e le imprese. Da qui l'impegno assunto dalla Provincia nel proprio
bilancio di previsione di un aumento del 10% del contributo 2009 rispetto all'anno
precedente, e la proposta ai Comuni di un impegno analogo quale scelta precisa
pur nella consapevolezza delle difficoltà economico-finanziarie che tutti gli
enti locali hanno in questa fase a seguito del patto di stabilità e della
Finanziaria". Il presidente della Camera di Commercio Gianfranco Bessi ha
precisato: "la giunta camerale ha già deliberato un impegno straordinario
sul fronte delle coop di garanzia: 700mila euro complessivi in più rispetto
all'impegno 2008 di 1milione 138mila euro. A questo impegno s'aggiunge la
scelta di ridurre di 200mila euro i contributi versati dalle imprese locali
alla Camera di Commercio". Tutti i Comuni intervenuti, pur evidenziando la
difficile situazione degli enti locali, hanno aderito alla proposta della Provincia
e della Camera di Commercio e si sono impegnati ad adeguare i propri bilanci
per consentire l'aumento del 10% delle proprie risorse a favore delle cinque
cooperative di garanzia. Dopo tale decisione, si è svolto un incontro tra enti
locali e rappresentanti delle cinque coop e consorzi: Unifidi, Cofiter, Confidi
Romagna e Ferrara, Agrifidi, Cooperfidi. Strutture che, insieme, rappresentano
quasi 20mila imprese, oltre la metà delle imprese ravennati, e che nel 2007
hanno avuto un'operatività di 185 milioni di euro. Il vicepresidente della
Provincia e il vicepresidente della Camera di Commercio, Natalino Gigante hanno
riportato puntualmente gli impegni presi dagli enti locali ravennati e le
motivazioni che hanno portato alla scelta di essere il territorio della regione
in cui gli enti pubblici più investono nelle coop di garanzie e nei consorzi
fidi. Presidenti e rappresentanti dei consorzi sono intervenuti per illustrare
la situazione economica e finanziaria provinciale nell'attuale fase. Per ora il
sistema delle imprese ha tenuto ma crescono le difficoltà, le rate non pagate,
le restrizioni al credito bancario
specie da parte delle banche nazionali e vi sono serie preoccupazioni per il