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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 28-30 aprile 2008        #TOP


IN EVIDENZA

Tassi Usa, nuovo taglio di 25 punti base: Fed Funds al 2%. a cura di Piero Fornara (Il Sole 24 Ore 30-4-2008)

 

 

Confermata la previsione di una prossima «pausa» nei ribassi: il comunicato del Fomc precisa infatti che i tagli varati finora sono «importanti» e dovrebbero stimolare la crescita economica. Scende di ¼ di punto anche il tasso di sconto .
Il Fomc (Federal open market committee), il «braccio» monetario della Fed, mercoledì 30 aprile ha ridotto di un quarto di punto, come previsto, il tasso di riferimento dei Fed Funds che scende pertanto al 2% dal precedente 2,25 per cento. La Fed ha tagliato dello 0,25% anche il tasso di sconto che passa al 2,25 per cento. Due membri del Fomc hanno però votato a favore di mantere invariati i tassi. La Federal Reserve, presieduta da Ben Bernanke (nella foto) ha già operato diversi tagli dalla metà di settembre dell'anno scorso, quando i tassi Usa erano al 5,25 per cento.
Confermata anche la previsione di una prossima «pausa» nei ribassi: il comunicato del Fomc precisa infatti che i tagli varati finora sono «importanti» e dovrebbero stimolare la crescita economica. «Agiremo secondo le necessità per promuovere la crescita e la stabilità dei prezzi» degli Stati Uniti» si legge ancora nel comunicato della Fed, che spiega la decisione dell'istituto di ridurre il costo del denaro; « l'attività economica (negli Stati Uniti) rimane al momento debole» prosegue la nota della Federal Reserve, che monitorerà attentamente il livello dei prezzi, pur ritenendo che nei prossimi mesi «l'inflazione dovrebbe moderare il passo».

 

Tassi ufficiali ( in % )

Ultima modifica

 

 

 

Stati Uniti

 

 

Fed Funds

2,00

30/4/2008

tasso di sconto

2,25

30/4/2008

 

 

 

Eurozona

 

 

pronti contro termine

4,00

6/6/2007

 

 

 

Gran Bretagna

 

 

tasso di intervento

5,00

10/4/2008

 

 

 

Svizzera

 

 

banda di oscillazione del Libor a tre mesi

2,25 - 3,25

13/9/2007

 

 

 

Giappone

 

 

tasso di sconto

0,50

21/2/2007

 

 

WEB GUIDE         

 

Federal Reserve Usa

Banca centrale europea

Banca d'Inghilterra

Banca dei regolamenti internazionali

 

 


Report "Euro-Dollaro"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Euro-Dollaro (10)


Indice degli articoli

Sezione principale: Euro-Dollaro

Guerre stellari finanziarie: l'Impero colpisce ancora Di Francesco Arcucci ( da "Libertà" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e manufatti,

Guerre stellari finanziarie ( da "Libertà" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e manufatti,

Cambi: per Mps Finance questa settimana da monitare supporti euro dollaro 1,5550-1,55 ( da "SpyStocks" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Marcato apprezzamento del dollaro sull'euro sulle attese che la Fed effettui l'ultimo taglio dei tassi questa settimana. Secondo gli analisti di Mps Finance "Per questa settimana saranno da monitorare i supporti 1,5550 ed 1,55". Il broker segnala inoltre che "La rottura al ribasso di quest'ultimo livello potrebbe portare ad un movimento fino area 1,

Nokia centra i target ma il dollaro smorza il titolo ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: target price a 21 euro), che tuttavia non nasconde i rischi di un cambio euro/dollaro sopra quota 1,6. Controcorrente infine Jp Morgan che, con un rating abbassato a underweight (da overweight), indica il prezzo giusto delle azioni Nokia a 14 euro, il 20% in meno rispetto ai prezzi della scorsa settimana.

CASSA DEPOSITI E PRESTITI: UTILE NETTO 1374 MLN (-26,8%) ROE AL 10,4% ( da "Asca" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: dovuta principalmente alla svalutazione di 472 milioni di euro della partecipazione detenuta di STMicroelectronics. Il direttore generale Antonino Turizzi ha sottolineato che il fatturato della STM e' espresso in dollari e ha quindi risentito negativamente del cambio euro/dollaro. In assenza di tale svalutazione, invatti e depurando il risultato economico 2006 dall'

Cdp, a Tesoro 318,5 mln di dividendi, stabili su 2006 ( da "Websim" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Al netto della riserva legale pari a 68,7 milioni, l'utile distribuibile ammonta a 1304,8 milioni, di cui 850 destinati a riserva. Sul calo dell'utile pesa, come annunciato lo scorso 26 marzo, la svalutazione pari a 472 milioni di euro della partecipazione in Stmicroelectronics.

Almunia, in Italia il nodo crescita ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: la stretta sul credito dovuto alla crisi finanziaria e un rapporto di cambio euro/dollaro intorno a 1,55. Notizie pessime che però non intaccano il relativo ottimismo di Almunia sulle prospettive dell'Europa. A una condizione: "Tocca ai Governi rimediare agli shock esterni, dipende da noi superare le difficoltà che ci attendono al varco".

Da inizio d'anno l'euro si è rivalutato del 10% e il petrolio è rincarato del 20% ( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: tale aspettativa si è avvertita in chiusura di settimana con un rafforzamento del dollaro di oltre il 2%. È ancora prematuro, tuttavia, prevedere un significativo ridimensionamento dell'Euro. IL PREZZO DEL PETROLIO. Che le quotazioni del greggio subiscano il cambio euro/dollaro è un dato di fatto: l'indebolimento della valuta Usa ha infatti contribuito all'aumento dei prezzi dell'

Stm, più ricavi ma in rosso ( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il management, inoltre, ha ribadito il target di roce (return on capital employed) per Stm al 20%. "Due anni fa", ha commentato Bozotti, "con il cambio euro-dollaro a 1,25 abbiamo dichiarato che il nostro target in termini di roce era al 20%. L'anno scorso, con il cambio a 1,5 abbiamo mantenuto questo target.

Cambi: Analisi Tecnica EUR/USD ( da "KataWebFinanza" del 30-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Teleborsa) - Roma 30 apr - Fiacca la seduta di ieri del cambio Euro su Dollaro Usa, con un cross eur/usd che chiude la sessione a 1,5568. Le implicazioni tecniche odierne propendono per una evoluzione della seduta in senso ribassista, con supporto visto a 1,5516 e successiva 1,5465. Resistenza a 1,5640.


Articoli

Guerre stellari finanziarie: l'Impero colpisce ancora Di Francesco Arcucci (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Libertà" del 28-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L'analisi Guerre stellari finanziarie: l'Impero colpisce ancora Di Francesco Arcucci La definizione di Impero ottenuta sulla base di un'inchiesta fra studiosi a livello internazionale è quella di uno stato-nazione che domina altri stati-nazione presentando quasi tutte le seguenti caratteristiche: 1. sfrutta le risorse delle terre su cui esercita il suo potere; 2. la sua popolazione consuma una quantità di risorse in proporzione molto maggiore di quella delle altre popolazioni; 3. mantiene un esercito in molti altri Paesi per fare accettare la sua politica nel caso altre misure più morbide non siano sufficienti; 4. è capace di diffondere la sua lingua, letteratura, arte, cultura, modelli di vita in tutta la sua sfera di influenza; 5. esercita una tassazione, non solo sui suoi cittadini, ma anche in qualche modo sugli abitanti di altri paesi; 6. impone il primato della sua moneta nei territori sotto il suo controllo. Poiché gli Stati Uniti rappresentano circa il 5% della popolazione mondiale, ma consumano grosso modo il 25% delle risorse di cibo, di acqua, di energia, etc. ovviamente a spese di minore consumo altrui, essi corrispondono ai requisiti 1 e 2. Gli Stati Uniti, non solo dispongono del più grande e tecnologicamente avanzato esercito del mondo, ma le loro basi militari sono dislocate in circa 130 paesi: il punto 3 è quindi soddisfatto. L'inglese è la lingua più importante del mondo e la cultura americana è diffusa ovunque: gli esempi sono innumerevoli: dalla Coca-Cola, alla disco-music, alla CNN, al cinema, alle scienze, alla ricerca, alla corsa allo spazio, etc. (punto 4). I punti 5 e 6 richiedono invece un'analisi più sottile. Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e manufatti, perché gli Stati Uniti alla fine della guerra erano l'unico grande Paese con un sistema economico intatto e capace di produrre ogni cosa. Gli Stati Uniti, inoltre, godevano di una capacità esportativa illimitata e disponevano allora di un grande avanzo nella bilancia dei pagamenti correnti. Il dollaro, questo è il terzo motivo, nel caso in cui le banche centrali degli altri Paesi detentori di quei dollari allora lo desiderassero era convertibile, in ultima istanza, in oro. Queste tre caratteristiche, che hanno determinato allora l'acquisizione dello status del dollaro come moneta di riserva internazionale, non ci sono più. Anzi, la terza caratteristica è stata eliminata da un decreto del Presidente degli Stati Uniti, il 15 agosto del 1971, e la seconda è stata capovolta: gli Stati Uniti sono il Paese avente il più grande deficit della bilancia dei pagamenti del mondo. Non solo, ma questo deficit è intrattabile. Si ritiene intrattabile un deficit che non migliora nel medio termine, nemmeno a fronte di una netta svalutazione del cambio contro le altre principali monete. Questo è uno dei grandi incubi dei banchieri centrali: svalutare il cambio della propria moneta e non vedere migliorare il deficit dei conti con l'estero. Negli ultimi sette anni, mentre il dollaro si fletteva di prezzo, passando da 0,83 a 1,58 dollari per acquistare 1 euro e lo stesso avveniva, più o meno, contro molte altre monete come la sterlina, il dollaro canadese (moneta molto importante per gli Stati Uniti, data l'intensità degli scambi fra i due maggiori Paesi del NAFTA), il franco svizzero e in parte lo yen e lo yuan, la bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti non ha dato segni di miglioramento, ma, seppur con qualche oscillazione, è peggiorata. Per qualsiasi altro Paese questo fatto avrebbe costituito una tragedia nazionale. Ma non per gli Stati Uniti. Come mai? Perché il sistema monetario internazionale adottato agli inizi degli anni 1970 sulle macerie del gold exchange standard è basato sul dollaro inconvertibile: esso prevede meccanismi di riaggiustamento (spesso molto dolorosi, imposti con modi spicci dal Fondo Monetario Internazionale) degli squilibri delle bilance dei pagamenti di tutti Paesi, ma non per gli Stati Uniti che possono finanziare automaticamente il loro deficit per il fatto che gli altri Paesi detengono il dollaro come moneta di pagamento internazionale. Ma tale fatto non è null'altro che un modo di catturare risorse altrui non pagandole e cioè di esercitare una tassazione sugli altri Paesi. In questo modo si dimostra che gli Stati Uniti sono un Impero: ne hanno tutte e sei le caratteristiche. Francesco Arcucci © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Guerre stellari finanziarie (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Libertà" del 28-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

2 ATTUALITÀ lunedì 28 aprile 2008 Dalla prima pagina Guerre stellari finanziarie L'inglese è la lingua più importante del mondo e la cultura americana è diffusa ovunque: gli esempi sono innumerevoli: dalla Coca-Cola, alla disco-music, alla CNN, al cinema, alle scienze, alla ricerca, alla corsa allo spazio, etc. (punto 4). I punti 5 e 6 richiedono invece un'analisi più sottile. Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e manufatti, perché gli Stati Uniti alla fine della guerra erano l'unico grande Paese con un sistema economico intatto e capace di produrre ogni cosa. Gli Stati Uniti, inoltre, godevano di una capacità esportativa illimitata e disponevano allora di un grande avanzo nella bilancia dei pagamenti correnti. Il dollaro, questo è il terzo motivo, nel caso in cui le banche centrali degli altri Paesi detentori di quei dollari allora lo desiderassero era convertibile, in ultima istanza, in oro. Queste tre caratteristiche, che hanno determinato allora l'acquisizione dello status del dollaro come moneta di riserva internazionale, non ci sono più. Anzi, la terza caratteristica è stata eliminata da un decreto del Presidente degli Stati Uniti, il 15 agosto del 1971, e la seconda è stata capovolta: gli Stati Uniti sono il Paese avente il più grande deficit della bilancia dei pagamenti del mondo. Non solo, ma questo deficit è intrattabile. Si ritiene intrattabile un deficit che non migliora nel medio termine, nemmeno a fronte di una netta svalutazione del cambio contro le altre principali monete. Questo è uno dei grandi incubi dei banchieri centrali: svalutare il cambio della propria moneta e non vedere migliorare il deficit dei conti con l'estero. Negli ultimi sette anni, mentre il dollaro si fletteva di prezzo, passando da 0,83 a 1,58 dollari per acquistare 1 euro e lo stesso avveniva, più o meno, contro molte altre monete come la sterlina, il dollaro canadese (moneta molto importante per gli Stati Uniti, data l'intensità degli scambi fra i due maggiori Paesi del NAFTA), il franco svizzero e in parte lo yen e lo yuan, la bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti non ha dato segni di miglioramento, ma, seppur con qualche oscillazione, è peggiorata. Per qualsiasi altro Paese questo fatto avrebbe costituito una tragedia nazionale. Ma non per gli Stati Uniti. Come mai? Perché il sistema monetario internazionale adottato agli inizi degli anni 1970 sulle macerie del gold exchange standard è basato sul dollaro inconvertibile: esso prevede meccanismi di riaggiustamento (spesso molto dolorosi, imposti con modi spicci dal Fondo Monetario Internazionale) degli squilibri delle bilance dei pagamenti di tutti Paesi, ma non per gli Stati Uniti che possono finanziare automaticamente il loro deficit per il fatto che gli altri Paesi detengono il dollaro come moneta di pagamento internazionale. Ma tale fatto non è null'altro che un modo di catturare risorse altrui non pagandole e cioè di esercitare una tassazione sugli altri Paesi. In questo modo si dimostra che gli Stati Uniti sono un Impero: ne hanno tutte e sei le caratteristiche. Francesco Arcucci © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Cambi: per Mps Finance questa settimana da monitare supporti euro dollaro 1,5550-1,55 (sezione: Euro-Dollaro)

( da "SpyStocks" del 28-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(28 Aprile 2008 - 10:05) MILANO (Finanza.com) - Marcato apprezzamento del dollaro sull'euro sulle attese che la Fed effettui l'ultimo taglio dei tassi questa settimana. Secondo gli analisti di Mps Finance "Per questa settimana saranno da monitorare i supporti 1,5550 ed 1,55". Il broker segnala inoltre che "La rottura al ribasso di quest'ultimo livello potrebbe portare ad un movimento fino area 1,5350 circa. Per oggi - nota - la resistenza più vicina si colloca tra 1,5710 ed 1,5750". (Riproduzione riservata).

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Nokia centra i target ma il dollaro smorza il titolo (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 28-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 28 Aprile 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO/PIEMONTE Affari & Finanza > RAPPORTO/PRIVATE BANKING Affari & Finanza > RAPPORTO/BUSINESS ALIMENTARE Affari & Finanza > RAPPORTO/INDUSTRIA OCCHIALI --> FINANZA pag. 20 Nokia centra i target ma il dollaro smorza il titolo MARIANGELA TESSA Il conti hanno centrato le attese della maggior parte degli analisti. Ma il mercato ha punito il titolo con un calo del 14%, spingendo le quotazioni ai minimi degli ultimi quattro anni. È quanto è successo nel giorno della presentazione della prima trimestrale 2008, lo scorso 17 aprile, al primo produttore al mondo di cellulari, il finlandese Nokia. A mettere in allarme il mercato sono state soprattutto le previsioni sull'andamento annuale dell'industria della telefonia mobile: il numero uno dei cellulari stima per fine anno un aumento del 10% degli apparecchi venduti a fronte tuttavia di una flessione del valore delle vendite calcolato in euro. La causa principale va cercata nel forte deterioramento del dollaro: un guaio per il gigante finlandese, i cui ricavi dipendono per metà dal dollaro e da valute ad esso collegate. Con l'euro/dollaro che, la scorsa settimana, ha sfondato la soglia psicologica di 1,60 per i produttori del Vecchio Continente la situazione si fa dunque complicata. Si amplificano le preoccupazioni, i segnali sempre più forti di un rallentamento dell'economia europea, una chiara minaccia per le vendite di telefonini. Almeno per questo inizio d'anno, l'effetto di questi pericoli sul bilancio trimestrale è stato contenuto. Tra gennaio e marzo, gli utili netti hanno segnato un rialzo del 25% sullo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo 1,22 miliardi di euro (32 centesimi per azione). Una crescita a due cifre è stata registrata anche per le vendite salite del 28% a 12,66 miliardi. Segnali negativi sono tuttavia arrivati dalla riduzione della quota di mercato, scesa al 39% dal 40% del quarto trimestre, ma soprattutto dai prezzi medi di vendita (Asp) attestatisi a 79 euro dagli 83 euro dell'analogo periodo dello scorso anno. Una tendenza, quest'ultima, che secondo il gigante finlandese è destinata a protrarsi nel corso dell'anno. Se la reazione della Borsa è stata decisamente severa, più clementi si sono mostrati gli analisti. Per gli esperti di Citigroup, nonostante le previsioni sugli Asp siano deboli il mercato ha mostrato una reazione eccessivamente negativa nei confronti del titolo: "Dietro la conferma dei volumi per fine anno non vediamo nessun velato allarme sul secondo semestre. Anzi, non è escluso che le stime rilasciate dal gruppo si rivelino conservative". Gli analisti prendono tuttavia atto del rallentamento dei prezzi medi di vendita e riducono le stime sugli utili per azione per il 2008 e il 2009, ora attesi rispettivamente a 1,64 e 1,71 euro. Positive le previsioni sul titolo con il rating che resta confermato a buy e il target price a 27 euro (dai 28 euro precedenti). "Ai livelli attuali le quotazioni di Nokia già scontano un eventuale peggioramento dell'economia europea e dei mercati emergenti nel secondo semestre dell'anno", fanno notare da Citigroup. Nel primo trimestre, le azioni Nokia hanno segnato un calo del 24% circa, registrando così la performance peggiore dal secondo trimestre del 2004. Resta sostanzialmente orientato al bello anche il giudizio della Dresdner Kleinwort (add, target price a 21 euro), che tuttavia non nasconde i rischi di un cambio euro/dollaro sopra quota 1,6. Controcorrente infine Jp Morgan che, con un rating abbassato a underweight (da overweight), indica il prezzo giusto delle azioni Nokia a 14 euro, il 20% in meno rispetto ai prezzi della scorsa settimana.

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CASSA DEPOSITI E PRESTITI: UTILE NETTO 1374 MLN (-26,8%) ROE AL 10,4% (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Asca" del 28-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 28 apr - Un utile di esercizio di 1.374 milioni di euro, in calo del 26,8% e un Roe al 10,4% (-17,7%), mentre il margine di interesse cresce del 23,9% dai 1.780 milioni di euro ai 2206 milioni, e' quello di intermediazione diminuisce del 4,3% dai 2.533 milioni a 2.423. L'utile dell'operativita' corrente al lordo delle imposte diminuisce del 23,2% passando dai 2434 milioni di euro ai 1.869: questi i dati dell'esercizio 2007 della CDP che ha tenuto l'assemblea annuale e deciso di destinare a riserva 850 milioni dell'uitile distribuibile pari a 1.305 milioni di euro. Agli azionisti oprdinari verra' distribuito un dividendo di 318,5 milioni e alle azioni privilegiate di 136,5 milioni, pari al 13% del valore nominale. Nel corso di una conferenza, il presidente Alfonso Iozzo ha sottolineato che la diminuzione del 26,8% dell'utile di esercizio rispetto al 2006 e' dovuta principalmente alla svalutazione di 472 milioni di euro della partecipazione detenuta di STMicroelectronics. Il direttore generale Antonino Turizzi ha sottolineato che il fatturato della STM e' espresso in dollari e ha quindi risentito negativamente del cambio euro/dollaro. In assenza di tale svalutazione, invatti e depurando il risultato economico 2006 dall'effetto di alcune operazioni non ricorrenti (ricavi per 256 milioni circa), l'utile netto avrebbe registrato un incremento del 7,4% rispetto all'esercizio precedente). ram/sam/rob.

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Cdp, a Tesoro 318,5 mln di dividendi, stabili su 2006 (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Websim" del 28-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

NOTIZIE FLASH 28 Aprile 08 ora 17:31 Cdp, a Tesoro 318,5 mln di dividendi, stabili su 2006 ROMA, 28 aprile (Reuters) - La Cassa depositi e prestiti ha deciso di destinare dividendi per 318,5 milioni al Tesoro, azionista con il 70% del capitale ordinario, e 136,5 milioni alle Fondazioni bancarie, titolari del 30% del capitale sotto forma di azioni privilegiate. La quota di dividendi è invariata rispetto allo scorso anno sia per le azioni ordinarie che per le privilegiate. Più nel dettaglio, il 2007 si è chiuso con un utile netto pari a 1.374,5 milioni, in calo del 27% rispetto ai 1.876 milioni del precedente esercizio. Al netto della riserva legale pari a 68,7 milioni, l'utile distribuibile ammonta a 1304,8 milioni, di cui 850 destinati a riserva. Sul calo dell'utile pesa, come annunciato lo scorso 26 marzo, la svalutazione pari a 472 milioni di euro della partecipazione in Stmicroelectronics. "Stm opera nel mercato dei semiconduttori, in cui il fatturato è in dollari e i costi in euro. Quindi la società ha risentito negativamente del cambio euro/dollaro", ha detto Antonino Turicchi, direttore Cdp, spiegando i motivi della rettifica. In assenza della svalutazione e depurando il risultato economico 2006 dall'effetto di alcune operazioni non ricorrenti (rucavi per circa 256 milioni di euro) l'utile netto dell'esercizio 2007 avrebbe registrato un incremento del 7,4% rispetto al 2006. I principali indicatori del risultato economico fotografano un margine d'interesse in crescita del 23,9% a 2.206 milioni grazie sia all'aumento delle masse intermediate, sia per l'incremento del margine tra attivo e passivo. Il margine d'intermediazione scende del 4,3% a 2.423 milioni. Calo anche per il risultato di gestione, che si attesta a 2.349 milioni (-3,4%). Il totale dell'attivo patrimoniale ha raggiunto i 196.094 milioni (+8,6%). I crediti verso clientela e banche sono cresciuti a 78.631 milioni, con un incremento di 3.535 milioni di euro (+4,7%). Il valore totale delle partecipazioni e titoli azionari è pari a 19.950 milioni, in calo del 2,1% sempre per effetto della svalutazione in Stm. "Le partecipazioni hanno generato nel corso del 2007 dividendi pari a 997 milioni di euro", dice la nota. Nell'ambito delle passività di bilancio, la raccolta tramite risparmio postale ha raggiunto l'ammontare di 157.248 milioni (+8,8% rispetto a fine 2006), grazie ai positivi risultati sia dei Libretti di risparmio (4.805 milioni di raccolta netta) sia dei Buoni fruttiferi (4.956 milioni di raccolta netta per Cdp). Il patrimonio netto 2007 si è attestato a 14.356 milioni (+9,2%). Il Roe (utile/patrimonio netto) è del 10,4% (17,7% nel 2006). ((Giuseppe Fonte, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, RM: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net - +390685224393 - rome.newsroom@reuters.com)).

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Almunia, in Italia il nodo crescita (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-29 - pag: 8 autore: Almunia, in Italia il nodo crescita Per Gran Bretagna presto riaperta la procedura - In Francia deficit più preoccupante Adriana Cerretelli BRUXELLES. Dal nostro inviato Rallenta ma non precipita la crescita economica in Europa, l'Italia però resta sempre l'ultima della classe di Eurolandia. Mentre l'inflazione diventa il problema numero uno per tutti. Le previsioni Ue di primavera annunciano un tasso di sviluppo dell'1,7% quest'anno e dell'1,5% il prossimo contro il 2,7 dell'anno scorso per l'area euro, a fronte di un'inflazione che schizza al 3,2% per poi scendere al 2,2 nel 2009 (2,1 nel 2007). Per l'Unione a 27 i dati sono solo leggermente diversi: crescita rispettivamente del 2 e dell'1,8%(2,8 nel 2007) accompagnata da un caro prezzi al 3,6% in calo poi al 2,4, cioè allo stesso livello del 2007. Le cifre per l'Italia sono leggermente migliori di quelle del Fmi ma non per questo esaltanti: l'espansione economica quest'anno non supererà lo 0,5% (0,3 per il Fondo), cioè sarà meno di un terzo di quella attesa per Eurolandia, e il prossimo toccherà lo 0,8%, contro l'1,5 messo a segno l'anno scorso. Inflazione invece rispettivamente al 3 e al 2% nel biennio, leggermente al di sotto della media della zona euro. Disoccupazione al 6 e 5,9%, a sua volta sotto il valore medio (7,2 e 7,3%). Quasi fermo l'aumento degli investimenti con lo 0,4% nei due anni a fronte del dato europeo del 3,9 e del 2,1%. Il deficit passerà dall'1,9% del 2007 al 2,3% quest'anno e al 2,4 il prossimo, con il debito in lieve ma costante calo (103,2 nel 2008, 102,6 nel 2009). Se questo è il quadro, non stupisce che per una volta Joaquin Almunia, invece di mettere come al solito al primo posto nella scala delle priorità la guerra agli squilibri dei conti pubblici italiani, abbia puntato il dito sul torpore dell'economia. A un giornalista che gli chiedeva se le riduzioni fiscali promesse dal prossimo Governo Berlusconi mettessero a rischio la corsa al risanamento dei conti, in breve il rapporto deficitPil, il commissario Ue ha risposto: "La preoccupazione principale nel caso dell'Italia è legata a una crescita molto bassa, ben al di sotto del potenziale, che andrebbe aumentato. E si aggiunge a quella sull'evoluzione molto debole della produttività". Secondo Almunia il paese ha bisogno di "una crescita più equilibrata riducendo il peso del debito pubblico e aumentando la sostenibilità delle finanze pubbliche, una linea questa che vale per il governo attuale, per il vecchio, per il prossimo e per quello che lo seguirà". Detto questo Almunia ieri ha lanciato un richiamo generale a tutti i Governi a proseguire sulla strada delle riforme strutturali non solo per tenere a bada l'inflazione che ha pericolosamente rialzato la testa rendendo sempre più probabile un ritocco al rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce. Ma anche per far fronte alla difficile situazione con cui deve misurarsi l'Europa alle prese con tre shock esterni tutti insieme: caroprezzi scatenato dal petrolio, che resterà sui 100 dollari a barile secondo Bruxelles, dai rincari delle materie prime e dei prodotti alimentari; turbolenze sui mercati finanziari; rallentamento dell'economia americana. Con il risultato che la crescita mondiale scende al 4,4 e al 4,2% nel 2008 e nel 2009 contro la previsione originaria del 5,3, si attende un calo delle esportazioni, la stretta sul credito dovuto alla crisi finanziaria e un rapporto di cambio euro/dollaro intorno a 1,55. Notizie pessime che però non intaccano il relativo ottimismo di Almunia sulle prospettive dell'Europa. A una condizione: "Tocca ai Governi rimediare agli shock esterni, dipende da noi superare le difficoltà che ci attendono al varco". La risposta sono le riforme per aumentare la produttività, liberalizzare i mercati rendendoli più efficienti. Realistico il richiamo di Almunia? Si vedrà. Comunque il commissario non intende demordere dalla linea del rigore: alla Francia che l'anno prossimo vedrà il deficit risalire al 3% promette di inviare un "early warning", l'avvertimento preventivo che è il primo passo della procedura anti-deficit eccessivo. Il Governo dell'inglese Gordon Brown, il cui deficit è atteso al 3,3% quest'anno e il prossimo, si vedrà prossimamente recapitare l'avviso dell'avvio formale della procedura sui disavanzi fuori linea. adriana.cerretelli@ilsole24ore.com ALLARME PREZZI In Europa listini record al 3,6% nel 2008, in Italia 3,2 "Servono forti politiche contro il rischio di una spirale inflazionistica" Avvertimento. Per il commissario Ue Joaquin Almunia "la sostenibilità delle finanze pubbliche è uno strumento per aumentare la crescita" EPA.

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Da inizio d'anno l'euro si è rivalutato del 10% e il petrolio è rincarato del 20% (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Edizione: 29/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Da inizio d'anno l'euro si è rivalutato del 10% e il petrolio è rincarato del 20% Questo appuntamento mensile propone la diagnosi dei mercati finanziari aggiornata al 25 aprile 2008, intendendo contribuire, con l'ausilio dei tre indicatori illustrati nella legenda, alla migliore comprensione della loro evoluzione. Lo schema di analisi è il consueto: il commento è riferito alle dinamiche borsistiche illustrate nei diagrammi superiori, a confronto con il movimento dei corrispondenti indicatori delineato nei diagrammi inferiori. LA BORSA ITALIANA. Dopo i minimi di marzo - che avevano portato il calo da inizio anno a oltre il 21% - gli indici del mercato azionario italiano recuperano, rallentando la discesa iniziata nell'estate 2007. Con rialzi compresi tra +11,2% (Comit e Mibtel) e +11,9% (S&P/Mib), il listino di Milano si allinea con le principali borse europee, che a loro volta risentono positivamente del contestuale buon andamento di Wall Street. Lo spunto rialzista di aprile è peraltro da considerare una temporanea reazione piuttosto che una vera e propria inversione di tendenza. La precaria situazione congiunturale dell'economia Usa, che sta ripercuotendosi anche in Europa, continua infatti a pesare sui titoli ciclici e sui comparti bancario e finanziario dai quali continuano a giungere notizie di svalutazioni e di utili trimestrali in deciso calo. Il rally ha dunque il fiato corto. LA BORSA AMERICANA. Buona performance di New York che, tra marzo e aprile, registra un significativo rialzo (+9,8% Dow-Jones e S&P/500, +11,9% Nasdaq) malgrado l'indice di fiducia dei consumatori sia sceso al livello più basso dal 1982 e il tasso di vendita di nuove case si sia attestato sui livelli minimi del 1991. Pur mitigando le perdite del 2008, il rimbalzo degli indici non è dunque motivato dal miglioramento delle condizioni dell'economia Usa: i titoli di vari settori (immobiliare, creditizio, finanziario, assicurativo, ecc.) seguitano infatti a accusare perdite, che confermano la congiuntura negativa. La reazione degli indici di Borsa appare invece sostenuta dalle azioni minerarie e dagli anticiclici a buon prezzo, ma anche dalle flebili speranze alimentate dai rimborsi fiscali e dagli aiuti alle famiglie varati dalla Casa Bianca per stimolare i consumi. IL CAMBIO EURO-DOLLARO. L'Euro raggiunge la quota record di 1,6018 dollari (+10,7% da inizio anno) per l'effetto congiunto della politica monetaria espansiva della Federal Reserve, finalizzata a risollevare l'economia Usa, e dell'opposta posizione assunta dalla Banca Centrale Europea, che ha ribadito con forza il proprio impegno di controllare a oltranza le crescenti tensioni inflattive. Le due banche centrali sono peraltro consapevoli della sottovalutazione del biglietto verde che, tra l'altro, è causa degli indiscriminati aumenti delle materie prime. Non è dunque da escludere, anche a causa dell'aumento dei prezzi sia in Usa che in Europa, il prossimo l'arresto del calo dei tassi Usa: tale aspettativa si è avvertita in chiusura di settimana con un rafforzamento del dollaro di oltre il 2%. È ancora prematuro, tuttavia, prevedere un significativo ridimensionamento dell'Euro. IL PREZZO DEL PETROLIO. Che le quotazioni del greggio subiscano il cambio euro/dollaro è un dato di fatto: l'indebolimento della valuta Usa ha infatti contribuito all'aumento dei prezzi dell'oro nero, che in aprile hanno toccato nuovi record storici (+19,7% da inizio anno). A rendere improbabile il calo del petrolio sono l'aumento della domanda cinese (+8% rispetto allo stesso periodo del 2007), le ricorrenti tensioni geopolitiche, i rallentamenti produttivi nel Mare del Nord, ma soprattutto la posizione dell'Opec secondo cui l'aumento del petrolio sarebbe appunto causato dalla debolezza del dollaro e non da un deficit d'offerta. Solo una modificazione in senso restrittivo della politica monetaria Usa allenterebbe dunque le tensioni sui prezzi delle commodities, petrolio in primis. Achille Fornasini.

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Stm, più ricavi ma in rosso (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Mercati e Finanza Numero 103, pag. 52 del 30/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Nel trimestre fatturato +8,9% a 2,48 mld $. Perdita netta di 84 milioni Stm, più ricavi ma in rosso Previsioni di crescita 2008 ben oltre il mercato StMicroelectronics ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita dell'8,9% a 2,478 miliardi di dollari (1,59 mld euro). Al netto del gruppo memorie flash i ricavi netti sono ammontati a 2,2 miliardi di dollari (+11,6% a/a). La crescita è stata trainata dai segmenti automobilistico, industriale e wireless e include 32 milioni di dollari di ricavi generati da Genesis microchip. Il margine lordo è stato pari a 899 milioni di dollari, in rialzo di quasi il 13%; al netto di memorie flash il margine è del 37,6% in rapporto ai ricavi, con un incremento di quasi 60 punti base. Gli oneri di ristrutturazione e svalutazione hanno raggiunto 183 milioni di dollari, di cui 19 dovuti a programmi di ristrutturazione annunciati in precedenza e 164 milioni per oneri di svalutazione non di casa, correlati al completamento della cessione delle attività del segmento memorie flash. Il gruppo ha riportato una perdita operativa di 88 milioni di dollari e una perdita netta di 84 milioni (0,09 dollari per azione). L'anno prima la società aveva un reddito operativo di 62 milioni e un utile netto di 74 milioni. Se si escludono oneri di svalutazione e ristrutturazione e costi di attività R&S in corso, il reddito operativo è stato di 116 milioni di dollari. Il flusso di cassa netto da attività operative è stato pari a 502 milioni. "Continuiamo a registrare una forte dinamica positiva nell'introduzione di nuovi nostri prodotti e nelle attività di marketing", ha detto il presidente e a.d., Carlo Bozotti. "Nonostante l'attuale incertezza economica, ci attendiamo che le vendite crescano sequenzialmente in una fascia tra il 5 e l'11% rispetto alle vendite del primo trimestre di 2,18 miliardi di dollari, al netto del gruppo memorie flash. Questa stima rappresenta un tasso di crescita tra circa il 10% e il 16% anno su anno. Il margine lordo del secondo trimestre è atteso intorno al 37%". Bozotti ha sottolineato: "Vediamo un buon momentum. Riteniamo che la crescita nel secondo trimestre sarà supportata da tutti i prodotti. C'è un buon momentum sulla top-line". In termini di fatturato "stiamo facendo progressi molto buoni nonostante l'effetto del dollaro". Il manager ha ribadito che il portafoglio ordini è "solido e forte per il secondo trimestre" e che iniziano a esserci indicazioni positive sul terzo trimestre. L'incremento a fine anno sarà "significativamente superiore" a quello del mercato. Il management, inoltre, ha ribadito il target di roce (return on capital employed) per Stm al 20%. "Due anni fa", ha commentato Bozotti, "con il cambio euro-dollaro a 1,25 abbiamo dichiarato che il nostro target in termini di roce era al 20%. L'anno scorso, con il cambio a 1,5 abbiamo mantenuto questo target. Quest'anno, con il cambio euro-dollaro a 1,55 confermiamo questo obiettivo. I fondamentali per Stm sono positivi e i miglioramenti continuano a materializzarsi", ha proseguito Bozotti, ricordando che l'azienda sta "costantemente lavorando per ridurre i costi". Il presidente ha ribadito che "il declino del dollaro rappresenta la sfida più importante che la nostra azienda deve affrontare".

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Cambi: Analisi Tecnica EUR/USD (sezione: Euro-Dollaro)

( da "KataWebFinanza" del 30-04-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Teleborsa) - Roma 30 apr - Fiacca la seduta di ieri del cambio Euro su Dollaro Usa, con un cross eur/usd che chiude la sessione a 1,5568. Le implicazioni tecniche odierne propendono per una evoluzione della seduta in senso ribassista, con supporto visto a 1,5516 e successiva 1,5465. Resistenza a 1,5640. Le indicazioni non costituiscono invito al trading. A cura dell'Ufficio Studi Teleborsa. 30/04/2008 - 08:32.

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