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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO” |
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tARTICOLI DEL 28-30
aprile 2008 #TOP
IN EVIDENZA
Confermata la previsione di una prossima «pausa»
nei ribassi: il comunicato del Fomc
precisa infatti che i tagli varati finora sono «importanti» e dovrebbero
stimolare la crescita economica. Scende di ¼ di punto anche il tasso di sconto .
Il Fomc (Federal open
market committee), il «braccio» monetario della Fed,
mercoledì 30 aprile ha ridotto di un quarto di punto, come previsto, il tasso
di riferimento dei Fed Funds che scende pertanto al
2% dal precedente 2,25 per cento. La Fed ha tagliato dello 0,25% anche il tasso
di sconto che passa al 2,25 per cento. Due membri del Fomc
hanno però votato a favore di mantere invariati i
tassi. La Federal Reserve,
presieduta da Ben Bernanke (nella foto) ha già
operato diversi tagli dalla metà di settembre dell'anno scorso, quando i tassi
Usa erano al 5,25 per cento.
Confermata anche la previsione di una prossima «pausa» nei ribassi: il
comunicato del Fomc precisa
infatti che i tagli varati finora sono «importanti» e dovrebbero stimolare la
crescita economica. «Agiremo secondo le necessità per promuovere la crescita e
la stabilità dei prezzi» degli Stati Uniti» si legge ancora nel comunicato
della Fed, che spiega la decisione dell'istituto di ridurre il costo del
denaro; « l'attività economica (negli Stati Uniti) rimane al momento debole»
prosegue la nota della Federal Reserve,
che monitorerà attentamente il livello dei prezzi, pur ritenendo che nei
prossimi mesi «l'inflazione dovrebbe moderare il passo».
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Tassi ufficiali ( in %
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Fed Funds |
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30/4/2008 |
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4,00 |
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Gran Bretagna |
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di intervento |
5,00 |
10/4/2008 |
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Svizzera |
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banda
di oscillazione del Libor a tre mesi |
2,25
- 3,25 |
13/9/2007 |
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Giappone |
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tasso di sconto |
0,50 |
21/2/2007 |
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Banca dei regolamenti internazionali
·
Articoli
Euro-Dollaro (10)
Guerre stellari finanziarie: l'Impero colpisce ancora
Di Francesco Arcucci
( da "Libertà"
del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e manufatti,
Guerre
stellari finanziarie ( da "Libertà"
del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e manufatti,
Cambi:
per Mps Finance questa settimana da monitare supporti euro dollaro 1,5550-1,55
( da "SpyStocks" del
28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Marcato apprezzamento del dollaro sull'euro sulle attese che la Fed effettui l'ultimo taglio dei tassi questa settimana. Secondo gli analisti di Mps Finance "Per questa settimana saranno da monitorare i supporti 1,5550 ed 1,55". Il broker segnala inoltre che "La rottura al ribasso di quest'ultimo livello potrebbe portare ad un movimento fino area 1,
Nokia
centra i target ma il dollaro smorza il titolo
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: target price a 21 euro), che tuttavia non nasconde i rischi di un cambio euro/dollaro sopra quota 1,6. Controcorrente infine Jp Morgan che, con un rating abbassato a underweight (da overweight), indica il prezzo giusto delle azioni Nokia a 14 euro, il 20% in meno rispetto ai prezzi della scorsa settimana.
CASSA
DEPOSITI E PRESTITI: UTILE NETTO 1374 MLN (-26,8%) ROE AL 10,4%
( da "Asca" del
28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: dovuta principalmente alla svalutazione di 472 milioni di euro della partecipazione detenuta di STMicroelectronics. Il direttore generale Antonino Turizzi ha sottolineato che il fatturato della STM e' espresso in dollari e ha quindi risentito negativamente del cambio euro/dollaro. In assenza di tale svalutazione, invatti e depurando il risultato economico 2006 dall'
Cdp, a
Tesoro 318,5 mln di dividendi, stabili su 2006
( da "Websim" del
28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Al netto della riserva legale pari a 68,7 milioni, l'utile distribuibile ammonta a 1304,8 milioni, di cui 850 destinati a riserva. Sul calo dell'utile pesa, come annunciato lo scorso 26 marzo, la svalutazione pari a 472 milioni di euro della partecipazione in Stmicroelectronics.
Almunia,
in Italia il nodo crescita ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: la stretta sul credito dovuto alla crisi finanziaria e un rapporto di cambio euro/dollaro intorno a 1,55. Notizie pessime che però non intaccano il relativo ottimismo di Almunia sulle prospettive dell'Europa. A una condizione: "Tocca ai Governi rimediare agli shock esterni, dipende da noi superare le difficoltà che ci attendono al varco".
Da
inizio d'anno l'euro si è rivalutato del 10% e il petrolio è rincarato del 20%
( da "Giornale
di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: tale aspettativa si è avvertita in chiusura di settimana con un rafforzamento del dollaro di oltre il 2%. È ancora prematuro, tuttavia, prevedere un significativo ridimensionamento dell'Euro. IL PREZZO DEL PETROLIO. Che le quotazioni del greggio subiscano il cambio euro/dollaro è un dato di fatto: l'indebolimento della valuta Usa ha infatti contribuito all'aumento dei prezzi dell'
Stm, più
ricavi ma in rosso ( da "Italia Oggi"
del 30-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Il management, inoltre, ha ribadito il target di roce (return on capital employed) per Stm al 20%. "Due anni fa", ha commentato Bozotti, "con il cambio euro-dollaro a 1,25 abbiamo dichiarato che il nostro target in termini di roce era al 20%. L'anno scorso, con il cambio a 1,5 abbiamo mantenuto questo target.
Cambi:
Analisi Tecnica EUR/USD ( da "KataWebFinanza"
del 30-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: (Teleborsa) - Roma 30 apr - Fiacca la seduta di ieri del cambio Euro su Dollaro Usa, con un cross eur/usd che chiude la sessione a 1,5568. Le implicazioni tecniche odierne propendono per una evoluzione della seduta in senso ribassista, con supporto visto a 1,5516 e successiva 1,5465. Resistenza a 1,5640.
( da "Libertà" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
L'analisi Guerre
stellari finanziarie: l'Impero colpisce ancora Di Francesco Arcucci
La definizione di Impero ottenuta sulla base di un'inchiesta fra studiosi a
livello internazionale è quella di uno stato-nazione che domina altri
stati-nazione presentando quasi tutte le seguenti caratteristiche: 1. sfrutta
le risorse delle terre su cui esercita il suo potere; 2. la sua popolazione
consuma una quantità di risorse in proporzione molto maggiore di quella delle
altre popolazioni; 3. mantiene un esercito in molti altri Paesi per fare
accettare la sua politica nel caso altre misure più morbide non siano sufficienti;
4. è capace di diffondere la sua lingua, letteratura, arte, cultura, modelli di
vita in tutta la sua sfera di influenza; 5. esercita una tassazione, non solo
sui suoi cittadini, ma anche in qualche modo sugli abitanti di altri paesi; 6.
impone il primato della sua moneta nei territori sotto il suo controllo. Poiché
gli Stati Uniti rappresentano circa il 5% della popolazione mondiale, ma
consumano grosso modo il 25% delle risorse di cibo, di acqua, di energia, etc.
ovviamente a spese di minore consumo altrui, essi corrispondono ai requisiti 1
e 2. Gli Stati Uniti, non solo dispongono del più
grande e tecnologicamente avanzato esercito del mondo, ma le loro basi militari
sono dislocate in circa 130 paesi: il punto 3 è quindi soddisfatto. L'inglese è la lingua più importante del mondo e la cultura
americana è diffusa ovunque: gli esempi sono innumerevoli: dalla Coca-Cola,
alla disco-music, alla CNN, al cinema, alle scienze, alla ricerca, alla corsa
allo spazio, etc. (punto 4). I punti 5 e 6 richiedono invece un'analisi
più sottile. Il dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei crediti sull'estero accolti nei
bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi alla fine della Seconda guerra mondiale
per tre motivi. Il dollaro era l'unica moneta in cui venivano denominati tutti
i beni, servizi, materie prime e manufatti,
perché gli Stati Uniti alla fine della guerra erano l'unico grande Paese con un
sistema economico intatto e capace di produrre ogni cosa. Gli Stati Uniti,
inoltre, godevano di una capacità esportativa
illimitata e disponevano allora di un grande avanzo nella bilancia dei
pagamenti correnti. Il dollaro, questo è il terzo motivo, nel caso in cui le
banche centrali degli altri Paesi detentori di quei dollari allora lo
desiderassero era convertibile, in ultima istanza, in oro. Queste tre
caratteristiche, che hanno determinato allora l'acquisizione dello status del
dollaro come moneta di riserva internazionale, non ci
sono più. Anzi, la terza caratteristica è stata eliminata da un decreto del
Presidente degli Stati Uniti, il 15 agosto del 1971, e la seconda è stata
capovolta: gli Stati Uniti sono il Paese avente il più grande deficit della
bilancia dei pagamenti del mondo. Non solo, ma questo deficit è intrattabile.
Si ritiene intrattabile un deficit che non migliora nel medio termine, nemmeno
a fronte di una netta svalutazione del cambio contro
le altre principali monete. Questo è uno dei grandi incubi dei banchieri
centrali: svalutare il cambio della propria moneta e
non vedere migliorare il deficit dei conti con l'estero. Negli ultimi sette
anni, mentre il dollaro si fletteva di prezzo, passando da
( da "Libertà" del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
2 ATTUALITÀ lunedì
28 aprile 2008 Dalla prima pagina Guerre stellari finanziarie L'inglese è la
lingua più importante del mondo e la cultura americana è diffusa ovunque: gli
esempi sono innumerevoli: dalla Coca-Cola, alla disco-music, alla CNN, al
cinema, alle scienze, alla ricerca, alla corsa allo spazio, etc. (punto 4). I
punti 5 e 6 richiedono invece un'analisi più sottile. Il
dollaro è diventato moneta di riserva, cioè di denominazione dei
crediti sull'estero accolti nei bilanci delle banche centrali di tutti i Paesi
alla fine della Seconda guerra mondiale per tre motivi. Il dollaro era l'unica
moneta in cui venivano denominati tutti i beni, servizi, materie prime e
manufatti, perché gli Stati Uniti alla fine della guerra erano l'unico
grande Paese con un sistema economico intatto e capace di produrre ogni cosa.
Gli Stati Uniti, inoltre, godevano di una capacità esportativa
illimitata e disponevano allora di un grande avanzo nella bilancia dei
pagamenti correnti. Il dollaro, questo è il terzo motivo, nel caso in cui le
banche centrali degli altri Paesi detentori di quei dollari allora lo
desiderassero era convertibile, in ultima istanza, in oro. Queste tre
caratteristiche, che hanno determinato allora l'acquisizione dello status del dollaro
come moneta di riserva internazionale, non ci sono
più. Anzi, la terza caratteristica è stata eliminata da un decreto del
Presidente degli Stati Uniti, il 15 agosto del 1971, e la seconda è stata
capovolta: gli Stati Uniti sono il Paese avente il più grande deficit della
bilancia dei pagamenti del mondo. Non solo, ma questo deficit è intrattabile.
Si ritiene intrattabile un deficit che non migliora nel medio termine, nemmeno
a fronte di una netta svalutazione del cambio contro
le altre principali monete. Questo è uno dei grandi incubi dei banchieri
centrali: svalutare il cambio della propria moneta e
non vedere migliorare il deficit dei conti con l'estero. Negli ultimi sette
anni, mentre il dollaro si fletteva di prezzo, passando da
( da "SpyStocks"
del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
(28 Aprile 2008 -
10:05) MILANO (Finanza.com) - Marcato apprezzamento del
dollaro sull'euro sulle attese che la Fed effettui l'ultimo taglio dei tassi
questa settimana. Secondo gli analisti di Mps Finance
"Per questa settimana saranno da monitorare i supporti 1,5550 ed
1,55". Il broker segnala inoltre che "La rottura al ribasso di
quest'ultimo livello potrebbe portare ad un movimento fino area 1,5350
circa. Per oggi - nota - la resistenza più vicina si colloca tra 1,5710 ed
1,5750". (Riproduzione riservata).
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 28 Aprile 2008 Affari & Finanza >
RAPPORTO/PIEMONTE Affari & Finanza > RAPPORTO/PRIVATE BANKING Affari
& Finanza > RAPPORTO/BUSINESS ALIMENTARE Affari & Finanza >
RAPPORTO/INDUSTRIA OCCHIALI --> FINANZA pag. 20 Nokia centra i target ma il
dollaro smorza il titolo MARIANGELA TESSA Il conti hanno centrato le attese della
maggior parte degli analisti. Ma il mercato ha punito il titolo con un calo del
14%, spingendo le quotazioni ai minimi degli ultimi quattro anni. È quanto è
successo nel giorno della presentazione della prima trimestrale 2008, lo scorso
17 aprile, al primo produttore al mondo di cellulari, il finlandese Nokia. A
mettere in allarme il mercato sono state soprattutto le previsioni
sull'andamento annuale dell'industria della telefonia mobile: il numero uno dei
cellulari stima per fine anno un aumento del 10% degli apparecchi venduti a
fronte tuttavia di una flessione del valore delle vendite calcolato in euro. La
causa principale va cercata nel forte deterioramento del dollaro: un guaio per
il gigante finlandese, i cui ricavi dipendono per metà dal dollaro e da valute
ad esso collegate. Con l'euro/dollaro che, la scorsa settimana, ha sfondato la
soglia psicologica di 1,60 per i produttori del Vecchio Continente la
situazione si fa dunque complicata. Si amplificano le preoccupazioni, i segnali
sempre più forti di un rallentamento dell'economia europea, una chiara minaccia
per le vendite di telefonini. Almeno per questo inizio d'anno, l'effetto di
questi pericoli sul bilancio trimestrale è stato contenuto. Tra gennaio e
marzo, gli utili netti hanno segnato un rialzo del 25% sullo stesso periodo
dello scorso anno, raggiungendo 1,22 miliardi di euro (32 centesimi per
azione). Una crescita a due cifre è stata registrata anche per le vendite
salite del 28% a 12,66 miliardi. Segnali negativi sono tuttavia arrivati dalla
riduzione della quota di mercato, scesa al 39% dal 40% del quarto trimestre, ma
soprattutto dai prezzi medi di vendita (Asp) attestatisi a 79 euro dagli 83
euro dell'analogo periodo dello scorso anno. Una tendenza, quest'ultima, che
secondo il gigante finlandese è destinata a protrarsi nel corso dell'anno. Se
la reazione della Borsa è stata decisamente severa, più clementi si sono
mostrati gli analisti. Per gli esperti di Citigroup, nonostante le previsioni
sugli Asp siano deboli il mercato ha mostrato una reazione eccessivamente
negativa nei confronti del titolo: "Dietro la conferma dei volumi per fine
anno non vediamo nessun velato allarme sul secondo semestre. Anzi, non è
escluso che le stime rilasciate dal gruppo si rivelino conservative". Gli
analisti prendono tuttavia atto del rallentamento dei prezzi medi di vendita e
riducono le stime sugli utili per azione per il 2008 e il 2009, ora attesi
rispettivamente a 1,64 e 1,71 euro. Positive le previsioni sul titolo con il
rating che resta confermato a buy e il target price a
27 euro (dai 28 euro precedenti). "Ai livelli attuali le quotazioni di
Nokia già scontano un eventuale peggioramento dell'economia europea e dei
mercati emergenti nel secondo semestre dell'anno", fanno notare da
Citigroup. Nel primo trimestre, le azioni Nokia hanno segnato un calo del 24%
circa, registrando così la performance peggiore dal secondo trimestre del 2004.
Resta sostanzialmente orientato al bello anche il giudizio della Dresdner Kleinwort (add, target price a 21 euro), che
tuttavia non nasconde i rischi di un cambio euro/dollaro
sopra quota 1,6. Controcorrente infine Jp Morgan che,
con un rating abbassato a underweight (da overweight), indica il prezzo giusto delle azioni Nokia a
14 euro, il 20% in meno rispetto ai prezzi della scorsa settimana.
( da "Asca" del
28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
(ASCA) - Roma, 28 apr - Un utile di esercizio di 1.374 milioni di euro, in
calo del 26,8% e un Roe al 10,4% (-17,7%), mentre il
margine di interesse cresce del 23,9% dai 1.780 milioni di euro ai 2206
milioni, e' quello di intermediazione diminuisce del 4,3% dai 2.533 milioni a
2.423. L'utile dell'operativita' corrente al lordo
delle imposte diminuisce del 23,2% passando dai 2434 milioni di euro ai 1.869:
questi i dati dell'esercizio 2007 della CDP che ha tenuto l'assemblea annuale e
deciso di destinare a riserva 850 milioni dell'uitile distribuibile pari a 1.305 milioni di euro. Agli
azionisti oprdinari verra'
distribuito un dividendo di 318,5 milioni e alle azioni privilegiate di 136,5
milioni, pari al 13% del valore nominale. Nel corso di una conferenza, il
presidente Alfonso Iozzo ha sottolineato che la
diminuzione del 26,8% dell'utile di esercizio rispetto al 2006 e' dovuta principalmente alla svalutazione di 472 milioni di euro
della partecipazione detenuta di STMicroelectronics.
Il direttore generale Antonino Turizzi ha
sottolineato che il fatturato della STM e' espresso in dollari e ha quindi
risentito negativamente del cambio euro/dollaro. In assenza di
tale svalutazione, invatti e depurando il risultato
economico 2006 dall'effetto di alcune operazioni non ricorrenti (ricavi
per 256 milioni circa), l'utile netto avrebbe registrato un incremento del 7,4%
rispetto all'esercizio precedente). ram/sam/rob.
( da "Websim"
del 28-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
NOTIZIE FLASH 28
Aprile 08 ora 17:31 Cdp, a Tesoro 318,5 mln di dividendi, stabili su 2006 ROMA, 28 aprile (Reuters) - La Cassa depositi e prestiti ha deciso di
destinare dividendi per 318,5 milioni al Tesoro, azionista con il 70% del
capitale ordinario, e 136,5 milioni alle Fondazioni bancarie, titolari del 30%
del capitale sotto forma di azioni privilegiate. La quota di dividendi è
invariata rispetto allo scorso anno sia per le azioni ordinarie che per le
privilegiate. Più nel dettaglio, il 2007 si è chiuso con un utile netto pari a
1.374,5 milioni, in calo del 27% rispetto ai 1.876 milioni del precedente
esercizio. Al netto della riserva legale
pari a 68,7 milioni, l'utile distribuibile ammonta a 1304,8 milioni, di cui 850
destinati a riserva. Sul calo dell'utile pesa, come annunciato lo scorso 26 marzo,
la svalutazione pari a 472 milioni di euro della partecipazione in Stmicroelectronics. "Stm
opera nel mercato dei semiconduttori, in cui il fatturato è in dollari e i
costi in euro. Quindi la società ha risentito negativamente del cambio euro/dollaro", ha detto Antonino Turicchi, direttore Cdp,
spiegando i motivi della rettifica. In assenza della svalutazione e depurando
il risultato economico 2006 dall'effetto di alcune operazioni non ricorrenti (rucavi per circa 256 milioni di euro) l'utile netto
dell'esercizio 2007 avrebbe registrato un incremento del 7,4% rispetto al 2006.
I principali indicatori del risultato economico fotografano un margine
d'interesse in crescita del 23,9% a 2.206 milioni grazie sia all'aumento delle
masse intermediate, sia per l'incremento del margine tra attivo e passivo. Il
margine d'intermediazione scende del 4,3% a 2.423 milioni. Calo anche per il
risultato di gestione, che si attesta a 2.349 milioni (-3,4%). Il totale
dell'attivo patrimoniale ha raggiunto i 196.094 milioni (+8,6%). I crediti
verso clientela e banche sono cresciuti a 78.631 milioni, con un incremento di
3.535 milioni di euro (+4,7%). Il valore totale delle partecipazioni e titoli
azionari è pari a 19.950 milioni, in calo del 2,1% sempre per effetto della
svalutazione in Stm. "Le partecipazioni hanno
generato nel corso del 2007 dividendi pari a 997 milioni di euro", dice la
nota. Nell'ambito delle passività di bilancio, la raccolta tramite risparmio
postale ha raggiunto l'ammontare di 157.248 milioni (+8,8% rispetto a fine
2006), grazie ai positivi risultati sia dei Libretti di risparmio (4.805
milioni di raccolta netta) sia dei Buoni fruttiferi (4.956 milioni di raccolta
netta per Cdp). Il patrimonio netto 2007 si è
attestato a 14.356 milioni (+9,2%). Il Roe
(utile/patrimonio netto) è del 10,4% (17,7% nel 2006). ((Giuseppe Fonte, in
redazione a Roma Giselda Vagnoni,
RM: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net - +390685224393 -
rome.newsroom@reuters.com)).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-29 - pag: 8 autore: Almunia,
in Italia il nodo crescita Per Gran Bretagna presto riaperta la procedura - In
Francia deficit più preoccupante Adriana Cerretelli
BRUXELLES. Dal nostro inviato Rallenta ma non precipita la crescita economica
in Europa, l'Italia però resta sempre l'ultima della
classe di Eurolandia. Mentre
l'inflazione diventa il problema numero uno per tutti. Le previsioni Ue di
primavera annunciano un tasso di sviluppo dell'1,7% quest'anno e dell'1,5% il
prossimo contro il 2,7 dell'anno scorso per l'area euro, a fronte di
un'inflazione che schizza al 3,2% per poi scendere al 2,2 nel 2009 (2,1 nel
2007). Per l'Unione a 27 i dati sono solo leggermente diversi: crescita
rispettivamente del 2 e dell'1,8%(2,8 nel 2007) accompagnata da un caro prezzi
al 3,6% in calo poi al 2,4, cioè allo stesso livello del 2007. Le cifre per
l'Italia sono leggermente migliori di quelle del Fmi ma non per questo
esaltanti: l'espansione economica quest'anno non supererà lo 0,5% (0,3 per il
Fondo), cioè sarà meno di un terzo di quella attesa per Eurolandia, e il prossimo toccherà lo 0,8%, contro
l'1,5 messo a segno l'anno scorso. Inflazione invece rispettivamente al 3 e al
2% nel biennio, leggermente al di sotto della media della zona euro.
Disoccupazione al 6 e 5,9%, a sua volta sotto il valore medio (7,2 e 7,3%).
Quasi fermo l'aumento degli investimenti con lo 0,4% nei due anni a fronte del
dato europeo del 3,9 e del 2,1%. Il deficit passerà dall'1,9% del 2007 al 2,3%
quest'anno e al 2,4 il prossimo, con il debito in lieve ma costante calo (103,2
nel 2008, 102,6 nel 2009). Se questo è il quadro, non stupisce che per una
volta Joaquin Almunia, invece di mettere come al
solito al primo posto nella scala delle priorità la guerra agli squilibri dei
conti pubblici italiani, abbia puntato il dito sul torpore dell'economia. A un
giornalista che gli chiedeva se le riduzioni fiscali promesse dal prossimo
Governo Berlusconi mettessero a rischio la corsa al risanamento dei conti, in
breve il rapporto deficitPil, il commissario Ue ha
risposto: "La preoccupazione principale nel caso dell'Italia è legata a
una crescita molto bassa, ben al di sotto del potenziale, che andrebbe
aumentato. E si aggiunge a quella sull'evoluzione molto debole della
produttività". Secondo Almunia il paese ha
bisogno di "una crescita più equilibrata riducendo il peso del debito
pubblico e aumentando la sostenibilità delle finanze pubbliche, una linea
questa che vale per il governo attuale, per il vecchio, per il prossimo e per
quello che lo seguirà". Detto questo Almunia
ieri ha lanciato un richiamo generale a tutti i Governi a proseguire sulla
strada delle riforme strutturali non solo per tenere a bada l'inflazione che ha
pericolosamente rialzato la testa rendendo sempre più probabile un ritocco al
rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce. Ma anche per far fronte alla
difficile situazione con cui deve misurarsi l'Europa
alle prese con tre shock esterni tutti insieme: caroprezzi
scatenato dal petrolio, che resterà sui 100 dollari a barile secondo Bruxelles,
dai rincari delle materie prime e dei prodotti alimentari; turbolenze sui
mercati finanziari; rallentamento dell'economia americana. Con il risultato che
la crescita mondiale scende al 4,4 e al 4,2% nel 2008 e nel 2009 contro la
previsione originaria del 5,3, si attende un calo delle esportazioni, la stretta sul credito dovuto alla crisi finanziaria e un
rapporto di cambio
euro/dollaro intorno a 1,55. Notizie pessime
che però non intaccano il relativo ottimismo di Almunia
sulle prospettive dell'Europa. A una condizione: "Tocca ai Governi rimediare agli shock
esterni, dipende da noi superare le difficoltà che ci attendono al varco".
La risposta sono le riforme per aumentare la produttività, liberalizzare i
mercati rendendoli più efficienti. Realistico il richiamo di Almunia? Si vedrà. Comunque il commissario non intende
demordere dalla linea del rigore: alla Francia che l'anno prossimo vedrà il
deficit risalire al 3% promette di inviare un "early
warning", l'avvertimento preventivo che è il
primo passo della procedura anti-deficit eccessivo. Il Governo dell'inglese
Gordon Brown, il cui deficit è atteso al 3,3% quest'anno
e il prossimo, si vedrà prossimamente recapitare l'avviso dell'avvio formale
della procedura sui disavanzi fuori linea. adriana.cerretelli@ilsole24ore.com
ALLARME PREZZI In Europa listini record al 3,6% nel
( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Edizione: 29/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Da inizio d'anno l'euro si è
rivalutato del 10% e il petrolio è rincarato del 20% Questo appuntamento
mensile propone la diagnosi dei mercati finanziari aggiornata al 25 aprile
2008, intendendo contribuire, con l'ausilio dei tre indicatori illustrati nella
legenda, alla migliore comprensione della loro evoluzione. Lo schema di analisi
è il consueto: il commento è riferito alle dinamiche borsistiche illustrate nei
diagrammi superiori, a confronto con il movimento dei corrispondenti indicatori
delineato nei diagrammi inferiori. LA BORSA ITALIANA. Dopo i minimi di marzo -
che avevano portato il calo da inizio anno a oltre il 21% - gli indici del
mercato azionario italiano recuperano, rallentando la discesa iniziata
nell'estate 2007. Con rialzi compresi tra +11,2% (Comit e Mibtel) e +11,9% (S&P/Mib), il listino di Milano si allinea con le
principali borse europee, che a loro volta risentono positivamente del
contestuale buon andamento di Wall Street. Lo spunto
rialzista di aprile è peraltro da considerare una temporanea reazione piuttosto
che una vera e propria inversione di tendenza. La precaria situazione
congiunturale dell'economia Usa, che sta ripercuotendosi anche in Europa, continua infatti a pesare sui titoli ciclici e sui
comparti bancario e finanziario dai quali continuano a giungere notizie di
svalutazioni e di utili trimestrali in deciso calo. Il rally ha dunque il fiato
corto. LA BORSA AMERICANA. Buona performance di New York che, tra marzo e
aprile, registra un significativo rialzo (+9,8% Dow-Jones
e S&P/500, +11,9% Nasdaq) malgrado l'indice di
fiducia dei consumatori sia sceso al livello più basso dal 1982 e il tasso di
vendita di nuove case si sia attestato sui livelli minimi del 1991. Pur
mitigando le perdite del 2008, il rimbalzo degli indici non è dunque motivato
dal miglioramento delle condizioni dell'economia Usa: i titoli di vari settori
(immobiliare, creditizio, finanziario, assicurativo, ecc.) seguitano infatti a
accusare perdite, che confermano la congiuntura negativa. La reazione degli
indici di Borsa appare invece sostenuta dalle azioni minerarie e dagli
anticiclici a buon prezzo, ma anche dalle flebili speranze alimentate dai
rimborsi fiscali e dagli aiuti alle famiglie varati dalla Casa Bianca per
stimolare i consumi. IL CAMBIO EURO-DOLLARO. L'Euro
raggiunge la quota record di 1,6018 dollari (+10,7% da inizio anno) per
l'effetto congiunto della politica monetaria espansiva della Federal Reserve, finalizzata a
risollevare l'economia Usa, e dell'opposta posizione assunta dalla Banca
Centrale Europea, che ha ribadito con forza il proprio
impegno di controllare a oltranza le crescenti tensioni inflattive. Le due
banche centrali sono peraltro consapevoli della sottovalutazione del biglietto
verde che, tra l'altro, è causa degli indiscriminati aumenti delle materie
prime. Non è dunque da escludere, anche a causa dell'aumento dei prezzi sia in
Usa che in Europa, il prossimo l'arresto del calo dei
tassi Usa: tale aspettativa si è avvertita in chiusura di
settimana con un rafforzamento del dollaro di oltre il 2%. È ancora prematuro,
tuttavia, prevedere un significativo ridimensionamento dell'Euro. IL PREZZO DEL PETROLIO. Che le quotazioni del greggio subiscano
il cambio euro/dollaro è un dato di fatto: l'indebolimento della valuta Usa ha infatti
contribuito all'aumento dei prezzi dell'oro nero, che in aprile hanno
toccato nuovi record storici (+19,7% da inizio anno). A rendere improbabile il
calo del petrolio sono l'aumento della domanda cinese (+8% rispetto allo stesso
periodo del 2007), le ricorrenti tensioni geopolitiche, i rallentamenti
produttivi nel Mare del Nord, ma soprattutto la posizione dell'Opec secondo cui
l'aumento del petrolio sarebbe appunto causato dalla debolezza del dollaro e
non da un deficit d'offerta. Solo una modificazione in senso restrittivo della
politica monetaria Usa allenterebbe dunque le tensioni sui prezzi delle commodities, petrolio in primis. Achille Fornasini.
( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
ItaliaOggi ItaliaOggi
- Mercati e Finanza Numero 103, pag. 52 del 30/4/2008 Autore:
Visualizza la pagina in PDF Nel trimestre fatturato +8,9%
a 2,48 mld $. Perdita netta di 84 milioni Stm, più ricavi ma in rosso Previsioni di crescita 2008 ben
oltre il mercato StMicroelectronics ha chiuso il
primo trimestre con ricavi in crescita dell'8,9% a 2,478 miliardi di dollari
(1,59 mld euro). Al netto del gruppo memorie flash i
ricavi netti sono ammontati a 2,2 miliardi di dollari (+11,6% a/a). La crescita
è stata trainata dai segmenti automobilistico, industriale e wireless e include
32 milioni di dollari di ricavi generati da Genesis
microchip. Il margine lordo è stato pari a 899 milioni di dollari, in rialzo di
quasi il 13%; al netto di memorie flash il margine è del 37,6% in rapporto ai
ricavi, con un incremento di quasi 60 punti base. Gli oneri di ristrutturazione
e svalutazione hanno raggiunto 183 milioni di dollari, di cui 19 dovuti a
programmi di ristrutturazione annunciati in precedenza e 164 milioni per oneri
di svalutazione non di casa, correlati al completamento della cessione delle
attività del segmento memorie flash. Il gruppo ha riportato una perdita
operativa di 88 milioni di dollari e una perdita netta di 84 milioni (0,09
dollari per azione). L'anno prima la società aveva un reddito operativo di 62
milioni e un utile netto di 74 milioni. Se si escludono oneri di svalutazione e
ristrutturazione e costi di attività R&S in
corso, il reddito operativo è stato di 116 milioni di dollari. Il flusso di
cassa netto da attività operative è stato pari a 502 milioni. "Continuiamo
a registrare una forte dinamica positiva nell'introduzione di nuovi nostri
prodotti e nelle attività di marketing", ha detto il presidente e a.d., Carlo Bozotti.
"Nonostante l'attuale incertezza economica, ci attendiamo che le vendite
crescano sequenzialmente in una fascia tra il 5 e l'11% rispetto alle vendite
del primo trimestre di 2,18 miliardi di dollari, al netto del gruppo memorie
flash. Questa stima rappresenta un tasso di crescita tra circa il 10% e il 16%
anno su anno. Il margine lordo del secondo trimestre è atteso intorno al
37%". Bozotti ha sottolineato: "Vediamo un
buon momentum. Riteniamo che la crescita nel secondo
trimestre sarà supportata da tutti i prodotti. C'è un buon momentum
sulla top-line". In termini di fatturato
"stiamo facendo progressi molto buoni nonostante l'effetto del
dollaro". Il manager ha ribadito che il portafoglio ordini è "solido
e forte per il secondo trimestre" e che iniziano a esserci indicazioni
positive sul terzo trimestre. L'incremento a fine anno sarà
"significativamente superiore" a quello del mercato. Il management, inoltre, ha ribadito il target di roce (return on capital employed) per Stm al 20%.
"Due anni fa", ha commentato Bozotti,
"con il cambio
euro-dollaro a 1,25 abbiamo dichiarato che il
nostro target in termini di roce era al 20%. L'anno
scorso, con il cambio a 1,5 abbiamo mantenuto questo target. Quest'anno, con il
cambio euro-dollaro a 1,55 confermiamo questo
obiettivo. I fondamentali per Stm sono positivi e i
miglioramenti continuano a materializzarsi", ha proseguito Bozotti, ricordando che l'azienda sta "costantemente
lavorando per ridurre i costi". Il presidente ha ribadito che "il
declino del dollaro rappresenta la sfida più importante che la nostra azienda
deve affrontare".
( da "KataWebFinanza"
del 30-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
(Teleborsa)
- Roma 30 apr - Fiacca la seduta di ieri del cambio Euro su Dollaro Usa, con un cross
eur/usd che chiude la
sessione a 1,5568. Le implicazioni tecniche odierne propendono per una
evoluzione della seduta in senso ribassista, con supporto visto a 1,5516 e
successiva 1,5465. Resistenza a 1,5640. Le indicazioni non costituiscono invito al trading.
A cura dell'Ufficio Studi Teleborsa. 30/04/2008 - 08:32.