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22-4-2008 #TOP
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Articoli
Credieuronord (7)
Quote latte e riciclaggio A processo due banchieri
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: le accuse di riciclaggio mosse dalla procura milanese a due manager della Credieuronord, la banca un tempo vicino al Carroccio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra il novembre 2003 e il marzo del 2004, da quel conto sarebbe transitato 1.324.000 euro, frutto di truffe all'Unione Europea e all'Erario sul sistema delle quote latte.
Rinvii
a giudizio per credieuronord e truffe sul latte
( da "Repubblica,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Lega e credito Rinvii a giudizio per Credieuronord e truffe sul latte MILANO - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati riciclati da Credieuronord, la banca a suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea e allo Stato italiano.
Quote
latte e multe Rinviati a giudizio funzionari di banca
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: La banca Credieuronord, ai tempi del 2003-2004 vicina alla Lega, con alcuni suoi dirigenti e funzionari avrebbe fatto da sponda attraverso la creazione di giroconti che consentivano di non trattenere il denaro destinato alle multe ma di pagare lo stesso i produttori come anticipo su "future compensazioni".
Calderoli:
ora tre anni di armistizio ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: è preferibile per la Lega occuparsi di politica piuttosto che di banche, visto com'è finita con Credieuronord. "Siamo stati vittime non causa di quella vicenda". Visione nazionale "Abbiamo una visione nazionale dei problemi: questione settentrionale e meridionale si risolvono insieme. Altrimenti l'Italia porta i libri in tribunale" Francesco Verderami.
Latte,
banchiere prosciolto ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Credieuronord (la banca cara alla Lega di Bossi prima di essere salvata da Fiorani e acquisita dalla Bpi), il processo per riciclaggio del milione e 324 mila euro che sarebbero stati sottratti alle sanzioni dell'Unione Europea per lo splafonamento delle "quote latte" e che, secondo l'accusa, sarebbero finiti in una serie di operazioni di prelievo e di ordini di bonifico su un conto
FINI
AL POSTO DI BERTY? LASCIA LA GUIDA DI AN CICCHITTO S'INCAZZA CON BOSSI: ABBIAMO
VINTO ANCHE NOI LOFT ADDIO, IL PD GIÀ TRASLOCA LEGA: ARMISTIZIO PER LE RIFORME
GRILLO: ( da "Dagospia.com"
del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: RINVII A GIUDIZIO PER CREDIEURONORD E TRUFFE SUL LATTE? Da "la Repubblica" - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati riciclati da Credieuronord, la banca a suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea e allo Stato italiano.
La
Lega al bivio decisivo ( da "Opinione, L'"
del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Restituisca nel giro di un anno tutti i quattrini ai soci della CrediEuroNord. Sarebbe una operazione di profondo senso morale ma anche di immagine. Con i molti parlamentari appena eletti basterebbero pochi mesi di paga e privilegi per raggiungere l'obiettivo in cui sono oggi impegnate alcune persone per bene ma senza grandi mezzi finanziari.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Si concentrano sul conto
'Latte Savoia 6', che per gli inquirenti è riferibile all'ex assessore
provinciale leghista Giovanni Robusti, le accuse di
riciclaggio mosse dalla procura milanese a due manager della Credieuronord, la banca un tempo vicino al Carroccio. Secondo la ricostruzione
degli inquirenti, tra il novembre 2003 e il marzo del 2004, da quel conto
sarebbe transitato 1.324.000 euro, frutto di truffe all'Unione Europea e
all'Erario sul sistema delle quote latte. Pier Franco Filippi, ex
direttore generale dell'istituto di credito, e Roberto Iaboli, allora referente
crediti per il settore agricolo, sono stati rinviati a giudizio; assolto l'ex
presidente onorario della banca Gian Maria Galimberti, per il quale il Pm aveva
invece chiesto 3 anni e 4 mesi di reclusione e duemila euro di multa. Di
politiche europee nei campi e nelle stalle si parlerà oggi alle 15,30 alla
Fiera di Montichiari, in un incontro dal titolo 'La grande truffa dei
contributi comunitari in agricoltura', a cui interverrà anche l'avvocato
Taormina.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Lega
e credito Rinvii a giudizio per Credieuronord e truffe sul
latte MILANO - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati
riciclati da Credieuronord, la banca a
suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui
conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea
e allo Stato italiano. Con queste accuse, il gup ha rinviato a giudizio per riciclaggio Pier
Franco Filippi, direttore generale di Credieuronord, e
Roberto Iaboli, altro dirigente dell'istituto. Per il 2 ottobre è stata intanto
fissata l'udienza del processo milanese sulle quote latte, che si affianca a
quelli di Saluzzo e Pordenone che vedono imputatoi tra gli altri l'ex senatore
leghista Giovanni Robusti, accusato di associazione a delinquere finalizzata
alla truffa.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
CRONACHE pag. 16 Quote
latte e multe Rinviati a giudizio funzionari di banca di MARINELLA ROSSI ?
MILANO ? QUOTE LATTE. I produttori agricoltori "splafonavano"
rispetto alle quantità fissate dalla Comunità europea che, si diceva, fossero
molto avare con l'Italia. Il rocciosissimo Giovanni Robusti, ex parlamentare
della Lega e paladino dei "lattai", dopo tanta campagna politica e di
protesta, avrebbe alzato una cortina fumogena di protezione e anti-multe con la
creazione di una coop (Latte Savoia 6) intermediaria tra produttori e caseifici
al fine di eludere il pagamento delle contravvenzioni comunitarie. La banca Credieuronord, ai tempi del 2003-2004 vicina alla Lega, con alcuni suoi
dirigenti e funzionari avrebbe fatto da sponda attraverso la creazione di
giroconti che consentivano di non trattenere il denaro destinato alle multe ma
di pagare lo stesso i produttori come anticipo su "future
compensazioni". E' per riciclaggio il processo collaterale,
rispetto ai due procedimenti in piedi a Saluzzo e Pordenone (questi per truffa
ai danni dell'Erario - che le multe deve pagare - e della Cee), in carico ai
bancari che avrebbero consentito l'accumulo di un milione e 324mila euro
(provento della truffa) a favore dei produttori di latte. Il giudice
dell'udienza preliminare Enrico Manzi ieri ha assolto, per assenza di prova
diretta, Gian Maria Galimberti, ex presidente onorario ed ex vice presidente
esecutivo di Credieuronord: sul dirigente non si
sarebbe raggiunta l'univocità della prova sulla consapevolezza che le 37
operazioni finanziarie fossero a copertura di un delitto. Per lui, che aveva
aderito al rito abbreviato, il pubblico ministero Riccardo Targetti aveva
chiesto 3 anni e 4 mesi di pena. Sono stati invece rinviati a giudizio (a
partire dal 2 ottobre di fronte alla terza sezione penale) l'allora direttore
Piero Filippi e l'allora funzionario ai crediti per il settore agricolo Roberto
Iaboli. COME PROVE a loro carico il giudice individua la "reiterata
anomalia delle operazioni compiute sul conto Coop Savoia
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Il vicepremier in pectore "Veltroni sia l'unico interlocutore
tra i suoi. Napolitano garanzia per il dialogo" Calderoli: ora tre anni di
armistizio "C'è da rimettere in piedi l'Italia. Ma i pontieri saremo noi
leghisti, non Letta" ROMA - Si mostra cauto solo sul suo futuro ruolo di
vice premier, "perché come dice Giovanni Trapattoni: "Mai dire gatto
se non ce l'hai nel sacco" ". Sul resto, il coordinatore della
segreteria leghista Roberto Calderoli disegna le strategie del Carroccio,
annuncia che il suo partito intende proporsi come "forza pontiere del
dialogo " tra Pdl e Pd sulle riforme, chiede all'opposizione "un
armistizio di tre anni per rimettere in piedi l'Italia", confida
nell'appoggio di Giorgio Napolitano "che al Quirinale ha mo-strato
coraggio e coerenza", esorta Guglielmo Epifani a "fare l'interesse
dei lavoratori accettando le gabbie salariali ", e definisce l'avvento di
Emma Marcegaglia alla guida di Confindustria una "coincidenza molto
felice". Siamo alla "rivoluzione copernicana" del Carroccio.
"Noi siamo pronti a dialogare nell'interesse del Paese. Al contrario di
quanto si dice, la Lega ha una visione nazionale dei problemi perché ritiene
che la questione settentrionale non può essere risolta se non si affronta anche
la questione meridionale. E se ci rivolgiamo all'opposizione c'è un motivo: o
troviamo il modo di rilanciare l'Italia, o l'Italia porterà i propri libri in
tribunale. Inizia una stagione costituente. E non parlo solo di riforme
costituzionali, mi riferisco anche a temi come lavoro, pubblica
amministrazione, infrastrutture, ordine pubblico, su cui va coinvolta
l'opposizione. Serviranno tre anni di armistizio. Gli ultimi due di
legislatura, inevitabilmente, saranno proiettati verso le nuove elezioni".
Accettate dunque lo schema Berlusconi- Veltroni? "L'unico partito che può
fare da ponte tra Pdl e Pd è proprio la Lega. Il dialogo non può essere
affidato a Gianni Letta. Un conto sono le intese sulle nomine, altra cosa è
discutere politicamente sul cambiamento del Paese. Noi siamo pronti. Pensiamo
ci sia una parte sana dell'opposizione con cui si deve dialogare. Ma i
riformisti devono avere coraggio per rimuovere certe incrostazioni.
Incrostazioni che ci sono anche nel centrodestra". Siete pronti allora a
confrontarvi con il leader del Pd? "Veltroni ha avuto idee brillanti, ed è
riuscito a sintetizzarle con grande efficacia, sebbene poi siano rimaste solo
slogan. Ma non sono convinto che le dimensioni della sconfitta abbiano
scontentato tutti nel Pd. Magari c'è chi vorrebbe mettere in difficoltà
Veltroni". Ci risiamo con i sospetti su Massimo D'Alema? "Non credo
sia il solo. Comunque, a noi serve chiarezza per sapere con chi discutere. Nei
due anni di opposizione, la maggiore difficoltà è stata infatti capire chi fosse
l'interlocutore. Parlavo con Romano Prodi e diceva cose diverse da quelle che
diceva Massimo D'Alema. Andavo alla Camera e ascoltavo cose diverse da quelle
che sentivo al Senato.... Ci diano certezze. C'è bisogno di una sola risposta.
La cosa ovviamente dovrà essere reciproca. Serve senso di responsabilità
". Nel dialogo coinvolgerete anche Casini, magari in attesa di capire se
allearvi di nuovo con l'Udc? "Lavorai a suo tempo per evitare la rottura.
Vedremo se ci sarà spazio per una ricomposizione. Se son rose fioriranno. Per
ora concentriamoci sulle riforme. In tal caso sono sicuro che il capo dello
Stato aiuterà il processo". La Lega che si affida a Giorgio Napolitano?
"Quando Napolitano divenne senatore a vita, fu il primo e l'unico a
iscriversi al gruppo cui aveva fatto riferimento nella sua storia politica. Per
me quel gesto di chiarezza è stato esemplare, mentre gli altri hanno continuato
a votare per la sinistra dicendosi super-partes. Viva la faccia. Certo, ricordo
come criticammo il suo arrivo al Quirinale, ma nei giorni della crisi, quando
temevamo inciuci e larghe intese, lui si affidò solo a Franco Marini. Eppure
c'erano altre soluzioni, quella di Giuliano Amato per esempio, che potevano
diventare pericolose. Invece no, ha sciolto il Parlamento che lo aveva eletto.
Bisognava aver le palle per farlo. E l'ha fatto". Difendete Napolitano,
difendete i sindacati da Confindustria... "Il voto non ha determinato solo
un cataclisma elettorale, ha anche sovvertito i canoni della politica. Non
hanno più senso le vecchie categorie, siamo in presenza di un evento storico,
rivoluzionario. Perciò speriamo che tutti se ne rendano conto. I sindacati
tornino alla loro ragione sociale e smettano di fare i partiti. Il segretario
della Cgil, se vuole fare davvero gli interessi dei suoi iscritti, accetti le
gabbie salariali. Lui sa che la paga di mille euro a Milano vale meno che in un
paesino del Sud. E comunque, le colpe non possono essere scaricate solo sui
sindacati". Che vuol dire? "Che anche la Confindustria di Montezemolo
ha grandi responsabilità. Invece di attardarsi a far politica, avrei per
esempio applaudito se il gruppo Thyssen fosse stato buttato fuori
dall'associazione degli imprenditori, dato che ha avuto 11 morti in un anno
nelle sue fabbriche". Pensa che il rapporto cambierà con Emma Marcegaglia?
"Il suo avvento alla guida di Confindustria è stato una felice
coincidenza. Ha un atteggiamento positivo. Basti pensare al modo in cui ha
difeso Malpensa. Ha detto la verità senza badare ai riflessi politici della mossa.
Altri, invece, avrebbero usato il "ma anche". Ecco cosa significa
avere senso di responsabilità ". Famiglia cristiana si appella invece al
vostro senso di responsabilità e vi invita a liberarvi di certe "venature
anticristiane". "Ma se sui temi etici la Lega non si è mai rifugiata
nella libertà di coscienza... Eppure non abbiamo mai strumentalizzato la
questione cattolica per fini elettorali". In queste ore siete anche
accusati di aver fatto il "sacco" del governo? "Nel 2001 ci
toccarono tre ministeri. Visto il risultato, è legittimo chiedere in aggiunta
un posto da vice premier. Anzi, avremmo potuto aspirare anche alla presidenza
di una Camera: nel 2006 il Prc la ottenne prendendo meno voti di noi". In
cambio pretendete però da Berlusconi un posto di governatore in Lombardia o in
Veneto. "Se Formigoni e Galan restano al loro posto, il problema non si
pone. Ma quando in Lombardia e Veneto si tornerà a votare, rilanceremo la
richiesta". è preferibile per la Lega occuparsi di
politica piuttosto che di banche, visto com'è finita con Credieuronord. "Siamo stati vittime non causa di quella vicenda".
Visione nazionale "Abbiamo una visione nazionale dei problemi: questione
settentrionale e meridionale si risolvono insieme. Altrimenti l'Italia porta i libri
in tribunale" Francesco Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-22 num: - pag: 24 categoria:
REDAZIONALE Processo a ottobre Latte, banchiere prosciolto MILANO - Si
celebrerà il 2 ottobre a Milano, a due funzionari del Credieuronord (la
banca cara alla Lega di Bossi prima di essere salvata da Fiorani e acquisita
dalla Bpi), il processo per riciclaggio del milione e 324 mila euro che
sarebbero stati sottratti alle sanzioni dell'Unione Europea per lo
splafonamento delle "quote latte" e che, secondo l'accusa, sarebbero
finiti in una serie di operazioni di prelievo e di ordini di bonifico su un
conto intestato alla cooperativa "Latte Savoia 6" nell'orbita
dell'ex parlamentare della Lega Giovanni Robusti: Pier Franco Filippi, ex
direttore generale dell'istituto di credito, e Roberto Iaboli, ex referente
crediti per il settore agricolo, saranno processati dalla terza sezione penale.
Prosciolto, invece, con rito abbreviato l'ex presidente onorario e vice
presidente esecutivo di Credieuronord, Gian Maria
Galimberti.
( da "Dagospia.com" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
FINI AL POSTO DI
BERTY? LASCIA LA GUIDA DI AN ? CICCHITTO S'INCAZZA CON BOSSI: ABBIAMO VINTO
ANCHE NOI ? LOFT ADDIO, IL PD GIÀ TRASLOCA ? LEGA: ARMISTIZIO PER LE RIFORME ? GRILLO:
UN VAFFA ALLA STAMPA? © Foto U.Pizzi"> Giuseppe De Rita © Foto U.Pizzi
1 - UNA VOLTA? Jena per "La Stampa" - E' proprio vero che gli
immigrati fanno i lavori che noi italiani facevamo una volta ma che ora
consideriamo troppo faticosi e umilianti: puliscono i cessi, lavano i vetri,
costruiscono i palazzi, accudiscono i vecchi, cucinano, servono a tavola,
stuprano... 2 - DE RITA: VELTRONI HA SBAGLIATO MESSAGGIO? Intervistato su
"Repubblica" da Maurizio Ricci, il guru del Censis Giuseppe De Rita
dice: "Veltroni è rimasto troppo sulle generali. Sempre a parlare del
tricolore, a cantare "Fratelli d'Italia". Avesse detto "siamo
entusiasti della globalizzazione, di quello che può rappresentare per le nostre
imprese", sarebbe stato meglio". 3 - MANTOVANO: FINI PRESIDENTE
CAMERA LASCERA' GUIDA DEL PARTITO? (Apcom) - "C'è un elemento di alta
probabilità che Gianfranco Fini andrà alla Presidenza della Camera e che,
pertanto, abbandonerà la guida di Alleanza Nazionale; d'altronde assumerebbe un
incarico formale che non gli consentirebbe di ricoprire le due cariche
contemporaneamente". Lo ha detto Alfredo Mantovano (PdL) nel corso della
trasmissione 'Omnibus' su La7. Quanto ad Ignazio La Russa successore di Fini
alla guida del partito, Mantovano si è limitato ad osservare: "Lasciamo
che decidano gli iscritti di An". 4 - CICCHITTO: BOSSI NON DIMENTICHI CHE
LE VITTORIE SONO DUE? (Adnkronos) - Il 13 e 14 aprile le vittorie sono state
due: al Nord ha vinto la Lega, al Sud la Pdl. Bossi non lo sottovaluti. E'
messaggio che il vice coordinatore di FI, Fabrizio Cicchitto, trasmette agli
alleati in un'intervista al "Messaggero". "Diciamo che ci sono
state due vittorie -osserva- diversamente configurate: una al Nord, dove c'e'
stata una tenuta del Pdl e un successo notevole della Lega. Da Roma in giu'
c'e' stato un successo straordinario del Pdl, cioe' fondamentalmente Fi e An.
Quindi i risultati sono due, non uno e le due cose vanno coniugate":
"La consapevolezza che vanno coniugate -prosegue il vice coordinatore di
Fi- l'hanno capito anche alla Lega. Bisogna tenere insieme il Nord e il
Sud", da cui derivano due esigenze: la prima, rispecchiare questo schema
nel programma di governo, mentre l'altra "e' sulla struttura complessiva
che deve tenere conto della Lega ma -conclude Cicchitto- anche delle esigenze
meriodionali, cioe' di Fi e di An". © Foto U.Pizzi"> Roberto
Castelli © Foto U.Pizzi 5 - CASTELLI: IL COMMISSARIAMENTO DI ALITALA E' L'UNICA
VIA POSSIBILE? (Apcom) - "Sono soddisfatto che Air France si ritiri. Non
credo che altre compagnie interverranno, se non per questioni prettamente
politiche, ma se si lascia fare al mercato credo che la via sia il
commissariamento e attendere che Alitalia torni sul mercato". Lo ha
dichiarato il leghista Roberto Castelli, durante il dibattito di 'Omnibus' su
La7. Castelli ha poi motivato la sua soddisfazione dicendo: "La volontà di
Air France è uccidere Malpensa perché infastidisce l'aeroporto di Charles de
Gaulle. E per noi padani è inaccettabile togliere lo scalo internazionale del
Nord". 6 - CALDEROLI: MONTEZEMOLO DOVEVA ESPELLERE LA THYSSEN DA
CONFINDUSTRIA? (Adnkronos) - Troppi incidenti e troppi morti sul lavoro.
Montezemolo doveva espellere la Thyssen Krupp dalla Confindustria. Lo ha
sottolineato il coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto
Calderoli, in un'intervista al "Corriere della Sera" nella quale,
oltre ad auspicare un periodo di tregua tra maggioranza e opposizione sulle
riforme istituzionali ed economiche per rilanciare il Paese, critica la
presidenza Montezemolo e attribuisce alla Confindustria un ruolo chiave per
realizzare il processo riformatore. Calderoli si aspettava un diverso
atteggiamento dall'ex presidente dell'associazione degli industriali.
"Invece di attardarsi a far politica -ha affermato il parlamentare della
Lega- avrei per esempio applaudito se il gruppo Thyssen fosse stato buttato
fuori dall'associazione degli imprenditori, dato che ha avuto 11 morti in un
anno nelle sue fabbriche". Pensa, domenda il giornalista del
"Corriere della Sera", che il rapporto cambiera' con Emma
Marcegaglia? "Il suo avvento alla guida di Confindustria e' stato una
felice coincidenza. Ha un atteggiamento positivo. Basti pensare al modo in cui
ha difeso Malpensa. Ha detto la verita' -conclude il coordinatore della Lega-
senza badare ai riflessi politici della mossa. Altri, invece, avrebbero usato
il 'ma anche'. Ecco cosa significa avere senso di responsabilita'". 7 -
CALDEROLI: 3 ANNI DI ARMISTIZIO PER CAMBIARE IL PAESE? (Adnkronos) - La Lega
Nord cambia faccia e si candida a interpretare nella prossima legislatura il
ruolo di "forza pontiere del dialogo" tra Pdl e Pd sulle riforme,
propone all'opposizione "un armistizio di tre anni per rimettere in piedi
l'Italia". Indicato dagli osservatori come probabile vice presidente del
Consiglio del governo Berlusconi, Roberto Calderoli illustra, in un'intervista
al "Corriere della Sera" la strategia della Lega Nord per i prossimi
cinque anni. Sulle riforma, spiega, "siamo pronti a dialogare
nell'interesse del Paese". "Al contrario di quanto si dice, la Lega
ha una visione nazionale dei problemi perche' - aggiunge Calderoni - ritiene
che la questione settentrionale non puo' essere risolta se non si affronta
anche la questione meridionale. E se ci rivolgiamo all'opposizione c'e' un motivo:
o troviamo il modo di rilanciare l'Italia, o l'Italia portera' i propri libri
in tribunale. Inizia una stagione costituente. E non parlo solo di riforme
costituzionali, mi riferisco anche a temi come lavoro, pubblica
amministrazione, infrastrutture, ordine pubblico, su cui va coinvolta
l'opposizione. Serviranno tre anni di armistizio. Gli ultimi due di
legislatura, inevitabilmente, saranno proiettati verso le nuove elezioni".
"L'unico partito che puo' fare da ponte tra Pdl e Pd e' proprio la Lega.
Il dialogo non puo' essere affidato a Gianni Letta. Un conto sono le intese
sulle nomine, altra cosa e' discutere politicamente sul cambiamento del Paese.
Noi siamo pronti. Pensiamo ci sia una parte sana dell'opposizione -avverte il
coordinatore della Lega Nord- con cui si deve dialogare. Ma i riformisti devono
avere coraggio per rimuovere certe incrostazioni. Incrostazioni che ci sono
anche nel centrodestra". © Foto U.Pizzi"> Gianfranco Rotondi ©
Foto U.Pizzi 8 - ROTONDI: ALLIBITO PER ATTACCO DI 'STRISCIA LA NOTIZIA'?
(Adnkronos) - 'Sono allibito per la coincidenza dell'attacco di 'Striscia la
Notizia', nell'edizione andata in onda ieri sera, con le trattative sul
governo. Il programma di Canale 5 si accorge ora di me. Oggi esternero' la mia
posizione e quella del partito ed esprimero' un commento adeguato'. Lo dichiara
il segretario della Dca, senatore Gianfranco Rotondi. 9 - SPERONI: QUIRINALE
ABITUATO A PORRE VETI? (Adnkronos) - Sulla retromarcia a cui e' stato costretto
Silvio Berlusconi in merito alle anticipazioni sulla composizione del governo,
non e' escluso abbia inciso un intervento del Quirinale. Lo sospetta
l'eurodeputato della Lega Nord, Francesco Speroni, che ne parla in
un'intervista al quotidiano on line Affaritaliani.it. "Non so se Berlusconi
ha avuto qualche pressione e da chi. Teniamo pero' presente -dichiara Speroni-
che, come aveva detto lui stesso, i ministri vengono nominati, su proposta del
presidente del Consiglio, dal capo dello Stato". Poi l'affondo: "e
non vorrei che venga da li' qualche intoppo. D'altronde il Colle e' abituato a
porre veti. Non parlo di Napolitano in se' ma dell'istituzione". "Non
vedo perche' dovrebbero esserci veti" sulla nomina di Roberto Maroni al
Viminale, dato che "ha gia' fatto il ministro dell'Interno". Speroni
ripete tuttavia che una qualche forma di pressione deve esserci stata.
"Questa e' la mia ipotesi. So che c'e' stato un incontro domenica sera ad
Arcore e che sembrava concluso positivamente, poi qualcuno ha detto 'no, si
rimette tutto in discussione'. E allora sto cercando anch'io di capire come mai
quello che sembrava definito ora non lo e' piu'. I veti da parte del Quirinale
sono un'ipotesi oppure potrebbero arrivare da qualche altro alleato di
governo". 10 - ADDIO AL LOFT, IL PD TRASLOCA NELL'EX SEDE DELLA
MARGHERITA? Da "la Repubblica" - Addio al loft. Forse rimarrà ancora
un po' nelle cronache come sinonimo di Partito democratico, ma il segretario
Walter Veltroni, il suo vice Dario Franceschini, sono già pronti per il
trasloco. Entro due settimane si trasferiranno armi e bagagli in via
Sant'Andrea delle Fratte
( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord
Oggi è Mar, 22 Apr
2008 Edizione 78 del 22-04-2008 Otto consigli non richiesti per trasformare il
successo elettorale in una vittoria politca La Lega al bivio decisivo di
Gilberto Oneto Anche per uno come me, che è stato ed è fortemente critico nei
confronti di "questa" Lega, il suo risultato elettorale costituisce
un segnale fortemente incoraggiante: i suoi messaggi di base sono ancora forti,
le sue idee originarie sono sempre vincenti e hanno una forza di attrazione che
va al di là della qualità di chi li rappresenta. Vediamo innanzitutto i dati.
La Lega ha vinto al di à di ogni previsione e speranza. 3.024.000 voti alla
Camera sono tanti, sono il doppio dell'ultima volta. Chi sono questi nuovi
elettori? Leghisti che si erano allontanati? Sì, ma solo in parte. Lo
starebbero a dimostrare quei 103 mila che al Senato hanno votato per partitini
autonomisti padani ma, soprattutto, la scelta dell'astensione che hanno ancora
fatto molti ex elettori e anche una fetta di militanti in polemica con la
dirigenza. Quasi tutti sono perciò nuovi. Sono gente che ha voluto dare un
segnale di cambiamento rispetto allo schifo prodiano ma che non ha voluto
votare Berlusconi: ha ritenuto la Lega più affidabile o meno peggio. È gente
che non trova in Berlusconi (e meno ancora in Fini) un sincero oppositore
dell'immigrazione o un difensore della sicurezza: ha ritenuto sprecato votare
per La Destra e ha votato Lega. Ci sono poi elettori del centro-destra che non
hanno digerito la fusione. Ci sono forse anche dei neofiti del federalismo che
hanno perso ogni speranza nelle capacità riformiste di tutti gli altri. Nel
complesso si tratta di una incoraggiante vendemmia di consensi avvenuta in gran
parte grazie a gente nuova che intacca solo marginalmente il vasto mercato
degli ex, dei delusi, degli autonomisti "duri e puri". Vediamo i
numeri. Alle elezioni del 1992, sempre alla Camera, la Lega aveva preso 371mila
voti in più di oggi, nel 1994 211mila. Nel 1996 addirittura quasi un milione in
più. Alcune indagini effettuate negli scorsi anni ci dicono che un numero molto
superiore di padani ha votato almeno in una occasione per la Lega. Ci sono
perciò alcuni milioni di cittadini che sono stati un momento o in parte
attratti dalle idee leghiste ma che se ne sono allontanati. Molti sono rifluiti
in altri partiti ma molti di più si sono rifugiati nell'astensione. Si assiste
a un fenomeno paradossale: gli autonomisti non votano, addirittura militanti e
iscritti alla Lega non votano e il loro posto viene preso nelle urne da altra
gente, soprattutto di destra. È un ricambio di cui il partito si è fortemente
avvantaggiato nelle ultime elezioni. Questo è anche il risultato di una
politica (su famiglia, immigrazione, fecondazione, Islam eccetera) su cui la
Lega si è infervorata lasciando un po' da parte i suoi tradizionali temi
anti-centralisti e anti-romani. Come c'è stato un mutamento ideologico dei
vertici, di pari passo è seguita una identica deriva dell'elettorato. Così
succede che gran parte del blocco di opinione
autonomista-federalista-indipendentista, di formazione sia identitaria che
liberista che comunitarista, se ne resti ancora lì in attesa di una
collocazione e di un recupero nell'arena della politica attiva. Assieme a
questi c'è la stragrande maggioranza dei lavoratori e contribuenti padani che
cercano chi li protegga dalla criminalità e dall'immigrazione, che assicuri una
forte autonomia fiscale e identitaria, che li riporti nel consesso delle
comunità europee più civili. C'è chi ha votato per Berlusconi turandosi il
naso, chi si astiene e anche tanti che hanno votato a sinistra: la posizione "anomala"
di Illy non è un caso isolato. In questo panorama la Lega ha dimostrato di
detenere ancora una sorta di monopolio del padanesimo e di essere comunque con
esso identificata dalla larga maggioranza dei cittadini che ne ignora le
vicissitudini e le tensioni interne. Per la quasi totalità della gente la Lega
rappresenta il federalismo, l'idea di Padania, ma anche la resistenza
all'oppressione fiscale, alle prepotenze della burocrazia, all'immigrazione e
alla dilagante criminalità. Oggi la Lega è a un bivio. Può diventare un partito
conservatore a base territoriale (come - si sente ripetere - la CDU bavarese),
aggrappato alle gioie del potere, e legato a filo doppio a Berlusconi, oppure
può tornare con energia a essere un grande movimento autonomista in grado di
trascinare e non semplicemente fiancheggiare le altre forze politiche, e di
rappresentare gli interessi di un intero popolo, al di là di tutte le divisioni
ideologiche. Per scegliere con decisione questa seconda strada dovrebbe fare
subito alcune cose. So benissimo che il suo gruppo dirigente non è fatto di
gente tanto pronta a ricevere consigli, meno che meno da me. Ma io ? per quel
che valgono - glieli do ugualmente. Primo. Forte del suo consenso, cerchi di
recuperare tutti i suoi ex militanti e simpatizzanti che si sono (o sono stati)
allontanati ma che non si sono mai intruppati in nessun partito
"italiano". Dimostri che non è il momento di divisioni e di
recriminazioni. Allo stesso modo cerchi un avvicinamento con tutti i movimenti
autonomisti (anche con quelli che spregiativamente definisce "liste
patacca") perchè lì si sono rifugiate grandi frange di energia autonomista
e movimentista che non dovrebbe sprecare. Secondo. Cerchi di inventarsi
rapporti nuovi e più rispettosi con i movimenti autonomisti storici (sardi,
sudtirolesi e valdostani) con cui costruire una più stretta comunità di
sinergie politiche. Ne guadagnerebbe molto anche in termini di credibilità sul
piano internazionale. Terzo. Restituisca nel giro di un
anno tutti i quattrini ai soci della CrediEuroNord. Sarebbe una operazione di
profondo senso morale ma anche di immagine. Con i molti parlamentari appena
eletti basterebbero pochi mesi di paga e privilegi per raggiungere l'obiettivo
in cui sono oggi impegnate alcune persone per bene ma senza grandi mezzi
finanziari. Quarto. Riprenda con vigore una forte operazione di
approfondimento culturale. Non basta citare Miglio, si deve incominciare a
rielaborarne le teorie con efficacia. Si abbandonino le vaccate come Miss
Padania e ci si metta di nuovo a lavorare seriamente su progetti di cultura
identitaria, oggi quasi del tutto negletti. Quinto. Si affronti con decisione
la questione ambientale. La sparizione dei Verdi dalla scena politica lascia
spazi enormi che prima erano occupati da gente faziosa e asservita alle
peggiori ideologie e che oggi può essere virtuosamente riempito da un
ambientalismo serio e ? come avviene ovunque all'estero ? intimamente collegato
con le istanze autonomiste. Sesto. Si riformino radicalmente i mezzi di comunicazione
del movimento, oggi piuttosto malandati. La radio - ad esempio - ha un enorme
potenziale di penetrazione e di formazione del consenso ma è abbandonata a una
gestione volonterosa ma carente sul piano professionale. Settimo. Selezioni con
attenzione il proprio personale. Il successo elettorale (in parte imprevisto)
ha premiato anche funzionari e galoppini dotati forse di grandi doti di fedeltà
ma poco incisivi sul piano della comunicazione che è oggi affidata a non più di
cinque o sei persone, sempre le stesse. Ottavo. Prendere subito alcune
iniziative dal forte significato anche simbolico, come ? ad esempio -
presentare una legge sull'immigrazione ancora più determinata, riscrivere in
chiave molto più autonomista il progetto di Statuto della Lombardia e di altre
regioni, abolire balzelli e adempimenti particolarmente odiosi (il canone RAI,
il bollo automobilistico, gli studi di settore), pretendere la creazione di una
rete televisiva davvero localista. Non è un compito facile ma il momento è
favorevole. La Lega non può commettere altri errori: perdere questa occasione
sarebbe fatale per lei ma anche per le istanze autonomiste e federaliste.