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DOSSIER “CREDIEURONORD”

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Report "Credieuronord"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Credieuronord (7)


Indice degli articoli

Sezione principale: Credieuronord

Quote latte e riciclaggio A processo due banchieri ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: le accuse di riciclaggio mosse dalla procura milanese a due manager della Credieuronord, la banca un tempo vicino al Carroccio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra il novembre 2003 e il marzo del 2004, da quel conto sarebbe transitato 1.324.000 euro, frutto di truffe all'Unione Europea e all'Erario sul sistema delle quote latte.

Rinvii a giudizio per credieuronord e truffe sul latte ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Lega e credito Rinvii a giudizio per Credieuronord e truffe sul latte MILANO - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati riciclati da Credieuronord, la banca a suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea e allo Stato italiano.

Quote latte e multe Rinviati a giudizio funzionari di banca ( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: La banca Credieuronord, ai tempi del 2003-2004 vicina alla Lega, con alcuni suoi dirigenti e funzionari avrebbe fatto da sponda attraverso la creazione di giroconti che consentivano di non trattenere il denaro destinato alle multe ma di pagare lo stesso i produttori come anticipo su "future compensazioni".

Calderoli: ora tre anni di armistizio ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: è preferibile per la Lega occuparsi di politica piuttosto che di banche, visto com'è finita con Credieuronord. "Siamo stati vittime non causa di quella vicenda". Visione nazionale "Abbiamo una visione nazionale dei problemi: questione settentrionale e meridionale si risolvono insieme. Altrimenti l'Italia porta i libri in tribunale" Francesco Verderami.

Latte, banchiere prosciolto ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Credieuronord (la banca cara alla Lega di Bossi prima di essere salvata da Fiorani e acquisita dalla Bpi), il processo per riciclaggio del milione e 324 mila euro che sarebbero stati sottratti alle sanzioni dell'Unione Europea per lo splafonamento delle "quote latte" e che, secondo l'accusa, sarebbero finiti in una serie di operazioni di prelievo e di ordini di bonifico su un conto

FINI AL POSTO DI BERTY? LASCIA LA GUIDA DI AN CICCHITTO S'INCAZZA CON BOSSI: ABBIAMO VINTO ANCHE NOI LOFT ADDIO, IL PD GIÀ TRASLOCA LEGA: ARMISTIZIO PER LE RIFORME GRILLO: ( da "Dagospia.com" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: RINVII A GIUDIZIO PER CREDIEURONORD E TRUFFE SUL LATTE? Da "la Repubblica" - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati riciclati da Credieuronord, la banca a suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea e allo Stato italiano.

La Lega al bivio decisivo ( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Restituisca nel giro di un anno tutti i quattrini ai soci della CrediEuroNord. Sarebbe una operazione di profondo senso morale ma anche di immagine. Con i molti parlamentari appena eletti basterebbero pochi mesi di paga e privilegi per raggiungere l'obiettivo in cui sono oggi impegnate alcune persone per bene ma senza grandi mezzi finanziari.


Articoli

Quote latte e riciclaggio A processo due banchieri (sezione: Credieuronord)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

Si concentrano sul conto 'Latte Savoia 6', che per gli inquirenti è riferibile all'ex assessore provinciale leghista Giovanni Robusti, le accuse di riciclaggio mosse dalla procura milanese a due manager della Credieuronord, la banca un tempo vicino al Carroccio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra il novembre 2003 e il marzo del 2004, da quel conto sarebbe transitato 1.324.000 euro, frutto di truffe all'Unione Europea e all'Erario sul sistema delle quote latte. Pier Franco Filippi, ex direttore generale dell'istituto di credito, e Roberto Iaboli, allora referente crediti per il settore agricolo, sono stati rinviati a giudizio; assolto l'ex presidente onorario della banca Gian Maria Galimberti, per il quale il Pm aveva invece chiesto 3 anni e 4 mesi di reclusione e duemila euro di multa. Di politiche europee nei campi e nelle stalle si parlerà oggi alle 15,30 alla Fiera di Montichiari, in un incontro dal titolo 'La grande truffa dei contributi comunitari in agricoltura', a cui interverrà anche l'avvocato Taormina.

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Rinvii a giudizio per credieuronord e truffe sul latte (sezione: Credieuronord)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

Lega e credito Rinvii a giudizio per Credieuronord e truffe sul latte MILANO - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati riciclati da Credieuronord, la banca a suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea e allo Stato italiano. Con queste accuse, il gup ha rinviato a giudizio per riciclaggio Pier Franco Filippi, direttore generale di Credieuronord, e Roberto Iaboli, altro dirigente dell'istituto. Per il 2 ottobre è stata intanto fissata l'udienza del processo milanese sulle quote latte, che si affianca a quelli di Saluzzo e Pordenone che vedono imputatoi tra gli altri l'ex senatore leghista Giovanni Robusti, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

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Quote latte e multe Rinviati a giudizio funzionari di banca (sezione: Credieuronord)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

CRONACHE pag. 16 Quote latte e multe Rinviati a giudizio funzionari di banca di MARINELLA ROSSI ? MILANO ? QUOTE LATTE. I produttori agricoltori "splafonavano" rispetto alle quantità fissate dalla Comunità europea che, si diceva, fossero molto avare con l'Italia. Il rocciosissimo Giovanni Robusti, ex parlamentare della Lega e paladino dei "lattai", dopo tanta campagna politica e di protesta, avrebbe alzato una cortina fumogena di protezione e anti-multe con la creazione di una coop (Latte Savoia 6) intermediaria tra produttori e caseifici al fine di eludere il pagamento delle contravvenzioni comunitarie. La banca Credieuronord, ai tempi del 2003-2004 vicina alla Lega, con alcuni suoi dirigenti e funzionari avrebbe fatto da sponda attraverso la creazione di giroconti che consentivano di non trattenere il denaro destinato alle multe ma di pagare lo stesso i produttori come anticipo su "future compensazioni". E' per riciclaggio il processo collaterale, rispetto ai due procedimenti in piedi a Saluzzo e Pordenone (questi per truffa ai danni dell'Erario - che le multe deve pagare - e della Cee), in carico ai bancari che avrebbero consentito l'accumulo di un milione e 324mila euro (provento della truffa) a favore dei produttori di latte. Il giudice dell'udienza preliminare Enrico Manzi ieri ha assolto, per assenza di prova diretta, Gian Maria Galimberti, ex presidente onorario ed ex vice presidente esecutivo di Credieuronord: sul dirigente non si sarebbe raggiunta l'univocità della prova sulla consapevolezza che le 37 operazioni finanziarie fossero a copertura di un delitto. Per lui, che aveva aderito al rito abbreviato, il pubblico ministero Riccardo Targetti aveva chiesto 3 anni e 4 mesi di pena. Sono stati invece rinviati a giudizio (a partire dal 2 ottobre di fronte alla terza sezione penale) l'allora direttore Piero Filippi e l'allora funzionario ai crediti per il settore agricolo Roberto Iaboli. COME PROVE a loro carico il giudice individua la "reiterata anomalia delle operazioni compiute sul conto Coop Savoia 6, l'insistente richiesta di non fare apparire l'effettivo ordinante dei bonifici (cioè la coop), le modalità assolutamente sospette dell'operatività del conto, l'evidente volontà di celare ogni tracciabilità dell'operazione...".

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Calderoli: ora tre anni di armistizio (sezione: Credieuronord)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il vicepremier in pectore "Veltroni sia l'unico interlocutore tra i suoi. Napolitano garanzia per il dialogo" Calderoli: ora tre anni di armistizio "C'è da rimettere in piedi l'Italia. Ma i pontieri saremo noi leghisti, non Letta" ROMA - Si mostra cauto solo sul suo futuro ruolo di vice premier, "perché come dice Giovanni Trapattoni: "Mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco" ". Sul resto, il coordinatore della segreteria leghista Roberto Calderoli disegna le strategie del Carroccio, annuncia che il suo partito intende proporsi come "forza pontiere del dialogo " tra Pdl e Pd sulle riforme, chiede all'opposizione "un armistizio di tre anni per rimettere in piedi l'Italia", confida nell'appoggio di Giorgio Napolitano "che al Quirinale ha mo-strato coraggio e coerenza", esorta Guglielmo Epifani a "fare l'interesse dei lavoratori accettando le gabbie salariali ", e definisce l'avvento di Emma Marcegaglia alla guida di Confindustria una "coincidenza molto felice". Siamo alla "rivoluzione copernicana" del Carroccio. "Noi siamo pronti a dialogare nell'interesse del Paese. Al contrario di quanto si dice, la Lega ha una visione nazionale dei problemi perché ritiene che la questione settentrionale non può essere risolta se non si affronta anche la questione meridionale. E se ci rivolgiamo all'opposizione c'è un motivo: o troviamo il modo di rilanciare l'Italia, o l'Italia porterà i propri libri in tribunale. Inizia una stagione costituente. E non parlo solo di riforme costituzionali, mi riferisco anche a temi come lavoro, pubblica amministrazione, infrastrutture, ordine pubblico, su cui va coinvolta l'opposizione. Serviranno tre anni di armistizio. Gli ultimi due di legislatura, inevitabilmente, saranno proiettati verso le nuove elezioni". Accettate dunque lo schema Berlusconi- Veltroni? "L'unico partito che può fare da ponte tra Pdl e Pd è proprio la Lega. Il dialogo non può essere affidato a Gianni Letta. Un conto sono le intese sulle nomine, altra cosa è discutere politicamente sul cambiamento del Paese. Noi siamo pronti. Pensiamo ci sia una parte sana dell'opposizione con cui si deve dialogare. Ma i riformisti devono avere coraggio per rimuovere certe incrostazioni. Incrostazioni che ci sono anche nel centrodestra". Siete pronti allora a confrontarvi con il leader del Pd? "Veltroni ha avuto idee brillanti, ed è riuscito a sintetizzarle con grande efficacia, sebbene poi siano rimaste solo slogan. Ma non sono convinto che le dimensioni della sconfitta abbiano scontentato tutti nel Pd. Magari c'è chi vorrebbe mettere in difficoltà Veltroni". Ci risiamo con i sospetti su Massimo D'Alema? "Non credo sia il solo. Comunque, a noi serve chiarezza per sapere con chi discutere. Nei due anni di opposizione, la maggiore difficoltà è stata infatti capire chi fosse l'interlocutore. Parlavo con Romano Prodi e diceva cose diverse da quelle che diceva Massimo D'Alema. Andavo alla Camera e ascoltavo cose diverse da quelle che sentivo al Senato.... Ci diano certezze. C'è bisogno di una sola risposta. La cosa ovviamente dovrà essere reciproca. Serve senso di responsabilità ". Nel dialogo coinvolgerete anche Casini, magari in attesa di capire se allearvi di nuovo con l'Udc? "Lavorai a suo tempo per evitare la rottura. Vedremo se ci sarà spazio per una ricomposizione. Se son rose fioriranno. Per ora concentriamoci sulle riforme. In tal caso sono sicuro che il capo dello Stato aiuterà il processo". La Lega che si affida a Giorgio Napolitano? "Quando Napolitano divenne senatore a vita, fu il primo e l'unico a iscriversi al gruppo cui aveva fatto riferimento nella sua storia politica. Per me quel gesto di chiarezza è stato esemplare, mentre gli altri hanno continuato a votare per la sinistra dicendosi super-partes. Viva la faccia. Certo, ricordo come criticammo il suo arrivo al Quirinale, ma nei giorni della crisi, quando temevamo inciuci e larghe intese, lui si affidò solo a Franco Marini. Eppure c'erano altre soluzioni, quella di Giuliano Amato per esempio, che potevano diventare pericolose. Invece no, ha sciolto il Parlamento che lo aveva eletto. Bisognava aver le palle per farlo. E l'ha fatto". Difendete Napolitano, difendete i sindacati da Confindustria... "Il voto non ha determinato solo un cataclisma elettorale, ha anche sovvertito i canoni della politica. Non hanno più senso le vecchie categorie, siamo in presenza di un evento storico, rivoluzionario. Perciò speriamo che tutti se ne rendano conto. I sindacati tornino alla loro ragione sociale e smettano di fare i partiti. Il segretario della Cgil, se vuole fare davvero gli interessi dei suoi iscritti, accetti le gabbie salariali. Lui sa che la paga di mille euro a Milano vale meno che in un paesino del Sud. E comunque, le colpe non possono essere scaricate solo sui sindacati". Che vuol dire? "Che anche la Confindustria di Montezemolo ha grandi responsabilità. Invece di attardarsi a far politica, avrei per esempio applaudito se il gruppo Thyssen fosse stato buttato fuori dall'associazione degli imprenditori, dato che ha avuto 11 morti in un anno nelle sue fabbriche". Pensa che il rapporto cambierà con Emma Marcegaglia? "Il suo avvento alla guida di Confindustria è stato una felice coincidenza. Ha un atteggiamento positivo. Basti pensare al modo in cui ha difeso Malpensa. Ha detto la verità senza badare ai riflessi politici della mossa. Altri, invece, avrebbero usato il "ma anche". Ecco cosa significa avere senso di responsabilità ". Famiglia cristiana si appella invece al vostro senso di responsabilità e vi invita a liberarvi di certe "venature anticristiane". "Ma se sui temi etici la Lega non si è mai rifugiata nella libertà di coscienza... Eppure non abbiamo mai strumentalizzato la questione cattolica per fini elettorali". In queste ore siete anche accusati di aver fatto il "sacco" del governo? "Nel 2001 ci toccarono tre ministeri. Visto il risultato, è legittimo chiedere in aggiunta un posto da vice premier. Anzi, avremmo potuto aspirare anche alla presidenza di una Camera: nel 2006 il Prc la ottenne prendendo meno voti di noi". In cambio pretendete però da Berlusconi un posto di governatore in Lombardia o in Veneto. "Se Formigoni e Galan restano al loro posto, il problema non si pone. Ma quando in Lombardia e Veneto si tornerà a votare, rilanceremo la richiesta". è preferibile per la Lega occuparsi di politica piuttosto che di banche, visto com'è finita con Credieuronord. "Siamo stati vittime non causa di quella vicenda". Visione nazionale "Abbiamo una visione nazionale dei problemi: questione settentrionale e meridionale si risolvono insieme. Altrimenti l'Italia porta i libri in tribunale" Francesco Verderami.

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Latte, banchiere prosciolto (sezione: Credieuronord)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-22 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE Processo a ottobre Latte, banchiere prosciolto MILANO - Si celebrerà il 2 ottobre a Milano, a due funzionari del Credieuronord (la banca cara alla Lega di Bossi prima di essere salvata da Fiorani e acquisita dalla Bpi), il processo per riciclaggio del milione e 324 mila euro che sarebbero stati sottratti alle sanzioni dell'Unione Europea per lo splafonamento delle "quote latte" e che, secondo l'accusa, sarebbero finiti in una serie di operazioni di prelievo e di ordini di bonifico su un conto intestato alla cooperativa "Latte Savoia 6" nell'orbita dell'ex parlamentare della Lega Giovanni Robusti: Pier Franco Filippi, ex direttore generale dell'istituto di credito, e Roberto Iaboli, ex referente crediti per il settore agricolo, saranno processati dalla terza sezione penale. Prosciolto, invece, con rito abbreviato l'ex presidente onorario e vice presidente esecutivo di Credieuronord, Gian Maria Galimberti.

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FINI AL POSTO DI BERTY? LASCIA LA GUIDA DI AN CICCHITTO S'INCAZZA CON BOSSI: ABBIAMO VINTO ANCHE NOI LOFT ADDIO, IL PD GIÀ TRASLOCA LEGA: ARMISTIZIO PER LE RIFORME GRILLO: (sezione: Credieuronord)

( da "Dagospia.com" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

FINI AL POSTO DI BERTY? LASCIA LA GUIDA DI AN ? CICCHITTO S'INCAZZA CON BOSSI: ABBIAMO VINTO ANCHE NOI ? LOFT ADDIO, IL PD GIÀ TRASLOCA ? LEGA: ARMISTIZIO PER LE RIFORME ? GRILLO: UN VAFFA ALLA STAMPA? © Foto U.Pizzi"> Giuseppe De Rita © Foto U.Pizzi 1 - UNA VOLTA? Jena per "La Stampa" - E' proprio vero che gli immigrati fanno i lavori che noi italiani facevamo una volta ma che ora consideriamo troppo faticosi e umilianti: puliscono i cessi, lavano i vetri, costruiscono i palazzi, accudiscono i vecchi, cucinano, servono a tavola, stuprano... 2 - DE RITA: VELTRONI HA SBAGLIATO MESSAGGIO? Intervistato su "Repubblica" da Maurizio Ricci, il guru del Censis Giuseppe De Rita dice: "Veltroni è rimasto troppo sulle generali. Sempre a parlare del tricolore, a cantare "Fratelli d'Italia". Avesse detto "siamo entusiasti della globalizzazione, di quello che può rappresentare per le nostre imprese", sarebbe stato meglio". 3 - MANTOVANO: FINI PRESIDENTE CAMERA LASCERA' GUIDA DEL PARTITO? (Apcom) - "C'è un elemento di alta probabilità che Gianfranco Fini andrà alla Presidenza della Camera e che, pertanto, abbandonerà la guida di Alleanza Nazionale; d'altronde assumerebbe un incarico formale che non gli consentirebbe di ricoprire le due cariche contemporaneamente". Lo ha detto Alfredo Mantovano (PdL) nel corso della trasmissione 'Omnibus' su La7. Quanto ad Ignazio La Russa successore di Fini alla guida del partito, Mantovano si è limitato ad osservare: "Lasciamo che decidano gli iscritti di An". 4 - CICCHITTO: BOSSI NON DIMENTICHI CHE LE VITTORIE SONO DUE? (Adnkronos) - Il 13 e 14 aprile le vittorie sono state due: al Nord ha vinto la Lega, al Sud la Pdl. Bossi non lo sottovaluti. E' messaggio che il vice coordinatore di FI, Fabrizio Cicchitto, trasmette agli alleati in un'intervista al "Messaggero". "Diciamo che ci sono state due vittorie -osserva- diversamente configurate: una al Nord, dove c'e' stata una tenuta del Pdl e un successo notevole della Lega. Da Roma in giu' c'e' stato un successo straordinario del Pdl, cioe' fondamentalmente Fi e An. Quindi i risultati sono due, non uno e le due cose vanno coniugate": "La consapevolezza che vanno coniugate -prosegue il vice coordinatore di Fi- l'hanno capito anche alla Lega. Bisogna tenere insieme il Nord e il Sud", da cui derivano due esigenze: la prima, rispecchiare questo schema nel programma di governo, mentre l'altra "e' sulla struttura complessiva che deve tenere conto della Lega ma -conclude Cicchitto- anche delle esigenze meriodionali, cioe' di Fi e di An". © Foto U.Pizzi"> Roberto Castelli © Foto U.Pizzi 5 - CASTELLI: IL COMMISSARIAMENTO DI ALITALA E' L'UNICA VIA POSSIBILE? (Apcom) - "Sono soddisfatto che Air France si ritiri. Non credo che altre compagnie interverranno, se non per questioni prettamente politiche, ma se si lascia fare al mercato credo che la via sia il commissariamento e attendere che Alitalia torni sul mercato". Lo ha dichiarato il leghista Roberto Castelli, durante il dibattito di 'Omnibus' su La7. Castelli ha poi motivato la sua soddisfazione dicendo: "La volontà di Air France è uccidere Malpensa perché infastidisce l'aeroporto di Charles de Gaulle. E per noi padani è inaccettabile togliere lo scalo internazionale del Nord". 6 - CALDEROLI: MONTEZEMOLO DOVEVA ESPELLERE LA THYSSEN DA CONFINDUSTRIA? (Adnkronos) - Troppi incidenti e troppi morti sul lavoro. Montezemolo doveva espellere la Thyssen Krupp dalla Confindustria. Lo ha sottolineato il coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto Calderoli, in un'intervista al "Corriere della Sera" nella quale, oltre ad auspicare un periodo di tregua tra maggioranza e opposizione sulle riforme istituzionali ed economiche per rilanciare il Paese, critica la presidenza Montezemolo e attribuisce alla Confindustria un ruolo chiave per realizzare il processo riformatore. Calderoli si aspettava un diverso atteggiamento dall'ex presidente dell'associazione degli industriali. "Invece di attardarsi a far politica -ha affermato il parlamentare della Lega- avrei per esempio applaudito se il gruppo Thyssen fosse stato buttato fuori dall'associazione degli imprenditori, dato che ha avuto 11 morti in un anno nelle sue fabbriche". Pensa, domenda il giornalista del "Corriere della Sera", che il rapporto cambiera' con Emma Marcegaglia? "Il suo avvento alla guida di Confindustria e' stato una felice coincidenza. Ha un atteggiamento positivo. Basti pensare al modo in cui ha difeso Malpensa. Ha detto la verita' -conclude il coordinatore della Lega- senza badare ai riflessi politici della mossa. Altri, invece, avrebbero usato il 'ma anche'. Ecco cosa significa avere senso di responsabilita'". 7 - CALDEROLI: 3 ANNI DI ARMISTIZIO PER CAMBIARE IL PAESE? (Adnkronos) - La Lega Nord cambia faccia e si candida a interpretare nella prossima legislatura il ruolo di "forza pontiere del dialogo" tra Pdl e Pd sulle riforme, propone all'opposizione "un armistizio di tre anni per rimettere in piedi l'Italia". Indicato dagli osservatori come probabile vice presidente del Consiglio del governo Berlusconi, Roberto Calderoli illustra, in un'intervista al "Corriere della Sera" la strategia della Lega Nord per i prossimi cinque anni. Sulle riforma, spiega, "siamo pronti a dialogare nell'interesse del Paese". "Al contrario di quanto si dice, la Lega ha una visione nazionale dei problemi perche' - aggiunge Calderoni - ritiene che la questione settentrionale non puo' essere risolta se non si affronta anche la questione meridionale. E se ci rivolgiamo all'opposizione c'e' un motivo: o troviamo il modo di rilanciare l'Italia, o l'Italia portera' i propri libri in tribunale. Inizia una stagione costituente. E non parlo solo di riforme costituzionali, mi riferisco anche a temi come lavoro, pubblica amministrazione, infrastrutture, ordine pubblico, su cui va coinvolta l'opposizione. Serviranno tre anni di armistizio. Gli ultimi due di legislatura, inevitabilmente, saranno proiettati verso le nuove elezioni". "L'unico partito che puo' fare da ponte tra Pdl e Pd e' proprio la Lega. Il dialogo non puo' essere affidato a Gianni Letta. Un conto sono le intese sulle nomine, altra cosa e' discutere politicamente sul cambiamento del Paese. Noi siamo pronti. Pensiamo ci sia una parte sana dell'opposizione -avverte il coordinatore della Lega Nord- con cui si deve dialogare. Ma i riformisti devono avere coraggio per rimuovere certe incrostazioni. Incrostazioni che ci sono anche nel centrodestra". © Foto U.Pizzi"> Gianfranco Rotondi © Foto U.Pizzi 8 - ROTONDI: ALLIBITO PER ATTACCO DI 'STRISCIA LA NOTIZIA'? (Adnkronos) - 'Sono allibito per la coincidenza dell'attacco di 'Striscia la Notizia', nell'edizione andata in onda ieri sera, con le trattative sul governo. Il programma di Canale 5 si accorge ora di me. Oggi esternero' la mia posizione e quella del partito ed esprimero' un commento adeguato'. Lo dichiara il segretario della Dca, senatore Gianfranco Rotondi. 9 - SPERONI: QUIRINALE ABITUATO A PORRE VETI? (Adnkronos) - Sulla retromarcia a cui e' stato costretto Silvio Berlusconi in merito alle anticipazioni sulla composizione del governo, non e' escluso abbia inciso un intervento del Quirinale. Lo sospetta l'eurodeputato della Lega Nord, Francesco Speroni, che ne parla in un'intervista al quotidiano on line Affaritaliani.it. "Non so se Berlusconi ha avuto qualche pressione e da chi. Teniamo pero' presente -dichiara Speroni- che, come aveva detto lui stesso, i ministri vengono nominati, su proposta del presidente del Consiglio, dal capo dello Stato". Poi l'affondo: "e non vorrei che venga da li' qualche intoppo. D'altronde il Colle e' abituato a porre veti. Non parlo di Napolitano in se' ma dell'istituzione". "Non vedo perche' dovrebbero esserci veti" sulla nomina di Roberto Maroni al Viminale, dato che "ha gia' fatto il ministro dell'Interno". Speroni ripete tuttavia che una qualche forma di pressione deve esserci stata. "Questa e' la mia ipotesi. So che c'e' stato un incontro domenica sera ad Arcore e che sembrava concluso positivamente, poi qualcuno ha detto 'no, si rimette tutto in discussione'. E allora sto cercando anch'io di capire come mai quello che sembrava definito ora non lo e' piu'. I veti da parte del Quirinale sono un'ipotesi oppure potrebbero arrivare da qualche altro alleato di governo". 10 - ADDIO AL LOFT, IL PD TRASLOCA NELL'EX SEDE DELLA MARGHERITA? Da "la Repubblica" - Addio al loft. Forse rimarrà ancora un po' nelle cronache come sinonimo di Partito democratico, ma il segretario Walter Veltroni, il suo vice Dario Franceschini, sono già pronti per il trasloco. Entro due settimane si trasferiranno armi e bagagli in via Sant'Andrea delle Fratte 16, a Roma. È la vecchia sede della Margherita, per brevità definita il Nazareno perché confina con il largo omonimo. La sede del partito di Rutelli è sempre piaciuta a tutti, più del loft, più del Botteghino. Anche ai diessini che ne invidiavano la centralità, a pochi passi da Montecitorio. Il luogo-simbolo del Partito democratico, accanto alla chiesa di Sant'Anastasia, l'unica della Capitale aperta 24 ore su 24, dove un giorno alla settimana si praticano esorcismi (ne hanno fatto uno anche per scongiurare la vittoria di Berlusconi, raccontano...), ha avuto vita breve. Era stato inaugurato il 9 novembre dello scorso anno, l'open space dove i riformismi si mescolano. Quel giorno Veltroni aveva schizzato i fotografi con un magnum di spumante e loro non l'avevano presa bene. Assomigliava a quei comitati elettorali americani che si vedono nei film, tutti insieme nello stesso spazio. E i funzionari capivano subito quando Veltroni andava in tv durante la campagna elettorale perché il segretario a tarda sera attraversava il loft con rasoio e schiuma da barba. Fino alla fine del contratto di affitto (un anno, 250 mila euro) a Piazza Sant'Anastasia rimarrà il settore comunicazione, quello diretto da Ermete Realacci, i forum tematici, il sito Internet. 11 - GRILLO, BIS DEL V-DAY CONTRO I GIORNALISTI FNSI: COSÌ FA COMPAGNIA A MONTEZEMOLO? Da "la Repubblica" - Beppe Grillo torna in piazza col "vaffa day". Questa volta dedicato al mondo dell'informazione in una data altamente simbolica come il 25 aprile. Il comico-predicatore sarà a Torino, piazza principale tra le tante collegate in tutta Italia. Al suo fianco, a curare la colonna sonora della manifestazione, Tommaso Zanello alias Piotta. Gli amici di Grillo raccoglieranno in tutta Italia le firme per tre referendum "per una libera informazione in un libero Stato". © Foto La Presse"> Beppe Grillo © Foto La Presse Ma attorno all'appuntamento si è già accesa la polemica. A sollevarla, il sindacato dei giornalisti. "C'è già tanta bella gente, in questi giorni, che mostra fastidio per il ruolo dei sindacati nella società italiana e ne vuol fare il funerale. Un nome su tutti: Montezemolo. È sicuro di trovarsi bene in quella compagnia?" chiede il presidente della Fnsi Roberto Natale a Beppe Grillo che ha definito un "autofunerale day" il 23 aprile, giornata delle celebrazioni per il centenario del sindacato. In particolare Grillo aveva scritto sul suo blog che "il sindacato dei giornalisti anticipa il V2 Day al 23 aprile celebrando a Roma le commemorazioni del suo centenario: in pratica farà l'autofunerale Day". Ma il comico finisce pure nel mirino di Forza Italia, i Giovani della libertà si schierano in difesa della celebrazione della Liberazione e contro il rischio di una deriva qualunquistica: "Anche sul 25 Aprile cala la scure della demagogia - attaccano - Assisteremo ad un'altra giostra di attacchi che poco hanno a che vedere con il valore storico e sociale del 25 aprile". 12 - RINVII A GIUDIZIO PER CREDIEURONORD E TRUFFE SUL LATTE? Da "la Repubblica" - I proventi della truffa delle quote latte sarebbero stati riciclati da Credieuronord, la banca a suo tempo creata dalla Lega e oggi trasformata in Euronord Holding, nei cui conti sarebbero spariti un milione e 324mila euro sottratti all'Unione europea e allo Stato italiano. Con queste accuse, il gup ha rinviato a giudizio per riciclaggio Pier Franco Filippi, direttore generale di Credieuronord, e Roberto Iaboli, altro dirigente dell'istituto. Per il 2 ottobre è stata intanto fissata l'udienza del processo milanese sulle quote latte, che si affianca a quelli di Saluzzo e Pordenone che vedono imputatoi tra gli altri l'ex senatore leghista Giovanni Robusti, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Dagospia 22 Aprile 2008.

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La Lega al bivio decisivo (sezione: Credieuronord)

( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

Oggi è Mar, 22 Apr 2008 Edizione 78 del 22-04-2008 Otto consigli non richiesti per trasformare il successo elettorale in una vittoria politca La Lega al bivio decisivo di Gilberto Oneto Anche per uno come me, che è stato ed è fortemente critico nei confronti di "questa" Lega, il suo risultato elettorale costituisce un segnale fortemente incoraggiante: i suoi messaggi di base sono ancora forti, le sue idee originarie sono sempre vincenti e hanno una forza di attrazione che va al di là della qualità di chi li rappresenta. Vediamo innanzitutto i dati. La Lega ha vinto al di à di ogni previsione e speranza. 3.024.000 voti alla Camera sono tanti, sono il doppio dell'ultima volta. Chi sono questi nuovi elettori? Leghisti che si erano allontanati? Sì, ma solo in parte. Lo starebbero a dimostrare quei 103 mila che al Senato hanno votato per partitini autonomisti padani ma, soprattutto, la scelta dell'astensione che hanno ancora fatto molti ex elettori e anche una fetta di militanti in polemica con la dirigenza. Quasi tutti sono perciò nuovi. Sono gente che ha voluto dare un segnale di cambiamento rispetto allo schifo prodiano ma che non ha voluto votare Berlusconi: ha ritenuto la Lega più affidabile o meno peggio. È gente che non trova in Berlusconi (e meno ancora in Fini) un sincero oppositore dell'immigrazione o un difensore della sicurezza: ha ritenuto sprecato votare per La Destra e ha votato Lega. Ci sono poi elettori del centro-destra che non hanno digerito la fusione. Ci sono forse anche dei neofiti del federalismo che hanno perso ogni speranza nelle capacità riformiste di tutti gli altri. Nel complesso si tratta di una incoraggiante vendemmia di consensi avvenuta in gran parte grazie a gente nuova che intacca solo marginalmente il vasto mercato degli ex, dei delusi, degli autonomisti "duri e puri". Vediamo i numeri. Alle elezioni del 1992, sempre alla Camera, la Lega aveva preso 371mila voti in più di oggi, nel 1994 211mila. Nel 1996 addirittura quasi un milione in più. Alcune indagini effettuate negli scorsi anni ci dicono che un numero molto superiore di padani ha votato almeno in una occasione per la Lega. Ci sono perciò alcuni milioni di cittadini che sono stati un momento o in parte attratti dalle idee leghiste ma che se ne sono allontanati. Molti sono rifluiti in altri partiti ma molti di più si sono rifugiati nell'astensione. Si assiste a un fenomeno paradossale: gli autonomisti non votano, addirittura militanti e iscritti alla Lega non votano e il loro posto viene preso nelle urne da altra gente, soprattutto di destra. È un ricambio di cui il partito si è fortemente avvantaggiato nelle ultime elezioni. Questo è anche il risultato di una politica (su famiglia, immigrazione, fecondazione, Islam eccetera) su cui la Lega si è infervorata lasciando un po' da parte i suoi tradizionali temi anti-centralisti e anti-romani. Come c'è stato un mutamento ideologico dei vertici, di pari passo è seguita una identica deriva dell'elettorato. Così succede che gran parte del blocco di opinione autonomista-federalista-indipendentista, di formazione sia identitaria che liberista che comunitarista, se ne resti ancora lì in attesa di una collocazione e di un recupero nell'arena della politica attiva. Assieme a questi c'è la stragrande maggioranza dei lavoratori e contribuenti padani che cercano chi li protegga dalla criminalità e dall'immigrazione, che assicuri una forte autonomia fiscale e identitaria, che li riporti nel consesso delle comunità europee più civili. C'è chi ha votato per Berlusconi turandosi il naso, chi si astiene e anche tanti che hanno votato a sinistra: la posizione "anomala" di Illy non è un caso isolato. In questo panorama la Lega ha dimostrato di detenere ancora una sorta di monopolio del padanesimo e di essere comunque con esso identificata dalla larga maggioranza dei cittadini che ne ignora le vicissitudini e le tensioni interne. Per la quasi totalità della gente la Lega rappresenta il federalismo, l'idea di Padania, ma anche la resistenza all'oppressione fiscale, alle prepotenze della burocrazia, all'immigrazione e alla dilagante criminalità. Oggi la Lega è a un bivio. Può diventare un partito conservatore a base territoriale (come - si sente ripetere - la CDU bavarese), aggrappato alle gioie del potere, e legato a filo doppio a Berlusconi, oppure può tornare con energia a essere un grande movimento autonomista in grado di trascinare e non semplicemente fiancheggiare le altre forze politiche, e di rappresentare gli interessi di un intero popolo, al di là di tutte le divisioni ideologiche. Per scegliere con decisione questa seconda strada dovrebbe fare subito alcune cose. So benissimo che il suo gruppo dirigente non è fatto di gente tanto pronta a ricevere consigli, meno che meno da me. Ma io ? per quel che valgono - glieli do ugualmente. Primo. Forte del suo consenso, cerchi di recuperare tutti i suoi ex militanti e simpatizzanti che si sono (o sono stati) allontanati ma che non si sono mai intruppati in nessun partito "italiano". Dimostri che non è il momento di divisioni e di recriminazioni. Allo stesso modo cerchi un avvicinamento con tutti i movimenti autonomisti (anche con quelli che spregiativamente definisce "liste patacca") perchè lì si sono rifugiate grandi frange di energia autonomista e movimentista che non dovrebbe sprecare. Secondo. Cerchi di inventarsi rapporti nuovi e più rispettosi con i movimenti autonomisti storici (sardi, sudtirolesi e valdostani) con cui costruire una più stretta comunità di sinergie politiche. Ne guadagnerebbe molto anche in termini di credibilità sul piano internazionale. Terzo. Restituisca nel giro di un anno tutti i quattrini ai soci della CrediEuroNord. Sarebbe una operazione di profondo senso morale ma anche di immagine. Con i molti parlamentari appena eletti basterebbero pochi mesi di paga e privilegi per raggiungere l'obiettivo in cui sono oggi impegnate alcune persone per bene ma senza grandi mezzi finanziari. Quarto. Riprenda con vigore una forte operazione di approfondimento culturale. Non basta citare Miglio, si deve incominciare a rielaborarne le teorie con efficacia. Si abbandonino le vaccate come Miss Padania e ci si metta di nuovo a lavorare seriamente su progetti di cultura identitaria, oggi quasi del tutto negletti. Quinto. Si affronti con decisione la questione ambientale. La sparizione dei Verdi dalla scena politica lascia spazi enormi che prima erano occupati da gente faziosa e asservita alle peggiori ideologie e che oggi può essere virtuosamente riempito da un ambientalismo serio e ? come avviene ovunque all'estero ? intimamente collegato con le istanze autonomiste. Sesto. Si riformino radicalmente i mezzi di comunicazione del movimento, oggi piuttosto malandati. La radio - ad esempio - ha un enorme potenziale di penetrazione e di formazione del consenso ma è abbandonata a una gestione volonterosa ma carente sul piano professionale. Settimo. Selezioni con attenzione il proprio personale. Il successo elettorale (in parte imprevisto) ha premiato anche funzionari e galoppini dotati forse di grandi doti di fedeltà ma poco incisivi sul piano della comunicazione che è oggi affidata a non più di cinque o sei persone, sempre le stesse. Ottavo. Prendere subito alcune iniziative dal forte significato anche simbolico, come ? ad esempio - presentare una legge sull'immigrazione ancora più determinata, riscrivere in chiave molto più autonomista il progetto di Statuto della Lombardia e di altre regioni, abolire balzelli e adempimenti particolarmente odiosi (il canone RAI, il bollo automobilistico, gli studi di settore), pretendere la creazione di una rete televisiva davvero localista. Non è un compito facile ma il momento è favorevole. La Lega non può commettere altri errori: perdere questa occasione sarebbe fatale per lei ma anche per le istanze autonomiste e federaliste.

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