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TARTICOLI DAL 7 AL 9 aprile 2008 #TOP
Paulson,
la vera sfida è convincere Bush ( da "Corriere Economia Online"
del 07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
bisogna anche
ridare fiato al mercato del credito, ripulire gli effetti della bolla
immobiliare in modo da creare le premesse per una stabilizzazione del mercato
delle case, ridare fiducia nei mercati. Paulson, banchiere di rango con
un'enorme esperienza accumulata a Wall Street, dovrebbe essere l'uomo giusto
per questo momento drammatico.
Questa
crisi figlia dell'ideologia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
pignoramenti
sovraccaricheranno il mercato spingendo eccessivamente in basso i prezzi.
Questo farà gonfiare il numero dei proprietari di un immobile che si trova a
valere meno del debito contratto per acquistarlo, e questi potrebbero quindi
essere tentati di rinunciare alla casa. La caduta dei prezzi delle case
diventerà praticamente senza limiti a meno di un intervento del Governo.
Usa:
Greenspan, crisi subprime non causata dalla mia politica (FT)
( da "TgFin.it"
del 07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
07 apr - Alan
Greenspan, ex presidente della Fed, sostiene in un articolo pubblicato sul
Financial Times che la bolla del mercato immobiliare non e' stata causata dalla
politica monetaria espansiva condotta dal 2000 al 2003. Prova ne' e' che la bolla immobiliare e' scoppiata non solo negli
Usa ma anche in altri Stati.
PAULSON:
ECONOMIA USA RALLENTA DRAMMATICAMENTE
( da "Wall
Street Italia" del
07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Rischi
rimangono sui mercati dei capitali e sul settore immobiliare. "I prezzi
delle case dovranno ancora scendere, perché il mercato possa
stabilizzarsi". -->"Non c'é dubbio che l'economia statunitense sia
rallentata drammaticamente". Lo ha detto il segretario al Tesoro
statunitense, Henry Paulson, parlando con i giornalisti a Miami.
Il
mattone non è un pericolo per l'Italia. L'export sì
( da "Milano
Finanza (MF)" del
08-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
La bolla
immobiliare spagnola è la più preoccupante dell'area euro (con quella
irlandese) e forse più pronunciata anche di quella Usa.
Se guardiamo al rapporto tra prezzi delle abitazioni e affitti delle stesse
otteniamo una valutazione abbastanza in linea con il price earning dei titoli
mobiliari.
MUTUI:
GREENSPAN, CRISI CREDITO PEGGIORE ULTIMI 50 ANNI
( da "Wall
Street Italia" del
08-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ampiezza dei
danni causati dal crollo del mercato immobiliare e dei mutui subprime non sarà
ancora nota per diversi mesi. "Abbiamo raggiunto un
punto in cui i prezzi sono stabili? No, credo che non
siamo in grado di saperlo". Forse, tuttavia, i valori del mercato
delle case si potrebbero stabilizzare entro l'inizio del 2009.
VALORI
ALTI IN COLLINA E NEL CENTRO STORICO GIù NELLE PERIFERIE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del
08-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
LA CASA A
NAPOLI Valori alti in collina e nel centro storico giù nelle periferie A
Napoli, nei quartieri collinari, così come nel centro storico di Napoli, i
prezzi delle case restano alti mentre diminuiscono quelli degli immobili in
periferia e, soprattutto, aumenta il numero dei nuclei familiari che ricorrono
a un affitto.
Greenspan:
peggior crisi da 50 anni ( da "Giornale di Brescia"
del 09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Ieri, in un
commento pubblicato sul Financial Times, l'82enne ex banchiere centrale ha
osservato che è "molto fragile" la prova secondo cui la politica
della Fed sui tassi d'interesse negli Stati Uniti abbia facilitato la creazione
della bolla immobiliare. a. gen.
Non
è stata colpa della mia Fed ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Non credeva
che la politica monetaria accomodante avrebbe gonfiato una bolla immobiliare.
Sapeva che il settore, stimolato dai bassi tassi di interesse, avrebbe
cominciato a fare da traino per l'economia americana in un momento difficile,
nel post esplosione bolla di Internet e nel post attacco dell'11 settembre.
SUL
WALL STREET JOURNAL ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Salutato come "il più grande banchiere centrale mai
esistito", e ora ritenuto responsabile per la crisi finanziaria in corso:
le politiche espansive seguite nei suoi ultimi anni da governatore, secondo i
critici, sarebbero all'origine della bolla immobiliare.
Prezzi
delle case, Greenspan vede rosa ( da "Denaro, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
banca
centrale Usa si difende inoltre dalle accuse mosse ieri dal Financial Times
secondo cui la Fed sarebbe responsabile della bolla dei prezzi immobiliari.
Stando a Greenspan, si tratta di accuse "molto
fragili". "Non è credibile che i regolatori del mercato sarebbero stati capaci di prevenire la dabacle del
subprime". "In un primo tempo sono stato lodato per
cose che non ho fatto.
( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Sommario Viaggio
nella crisi americana /1 Le turbolenze sui mercati pongono il problema di come
controllare banche commerciali e hedge fund Paulson, la vera sfida è convincere
Bush Il segretario al Tesoro vuole dare più poteri alla Federal Reserve. Ma il
presidente è molto scettico T ra qualche anno, al nipotino nato nel giugno del
2007, quando già infuriava la crisi dei mutui subprime e Wall Street stava per
entrare nella prima tempesta, quella di agosto, nonno Paulson potrà raccontare
di essere diventato ricco quando era il più ammirato banchiere di Manhattan (è
uscito da Goldman Sachs a metà del 2006 con un patrimonio di 700 milioni di
dollari), ma di aver "fatto la storia" da ministro del Tesoro.
Lasciata la finanza e prima di andare in pensione è stato infatti
chiamato da Bush al governo, dove ha vissuto un'esperienza straordinaria:
spettatore e protagonista di una crisi che, come ha titolato il Wall Street
Journal , in dieci giorni ha cambiato la faccia del capitalismo americano: una
crisi finanziaria culminata nel salvataggio di Bear Stearns da parte della
Federal Reserve, la "nazionalizzazione" di fatto del suo portafoglio
e l'assorbimento di ciò che resta della gloriosa banca d'affari nella JPMorgan.
La sfida più difficile Quello di Paulson sarà il racconto di un vincitore o di
uno sconfitto? Difficile dirlo, e non solo perché la crisi, tamponata con
interventi straordinari, non è affatto finita. Ora i mercati sono in ripresa,
ma c'è chi teme altri disastri o che l'economia Usa possa scivolare in una spirale
recessiva come quella sperimentata dal Giappone a partire dall'inizio degli
anni '90: un periodo che, nel Paese asiatico, è stato soprannominato il
"decennio perduto". Per impedire che si ripeta un simile scenario,
non basta evitare il meltdown del sistema finanziario Usa: bisogna
anche ridare fiato al mercato del credito, ripulire gli effetti della bolla immobiliare in modo da creare le premesse per una stabilizzazione del
mercato delle case, ridare fiducia nei mercati. Paulson, banchiere di rango con
un'enorme esperienza accumulata a Wall Street, dovrebbe essere l'uomo giusto
per questo momento drammatico. Ma chi lo conosce bene dice che nei
giorni più difficili della crisi, il ministro aveva gli occhi di un cerbiatto
spaventato: qualcuno teme che non abbia sufficienti capacità di leadership
nella tempesta. Comunque fin qui ha condiviso senza esitazioni l'intervento
d'emergenza messo in piedi dalla Fed che ha portato al salvataggio di Bear
Stearns. Ora, però, è chiamato a operare sulle cause della crisi. Lui le ha
individuate nelle carenze di un sistema di regolamentazione del credito
antiquato, che in parte risale addirittura alla metà dell'800, gli anni della
Guerra di Secessione. Ma la sua proposta di riforma ? da un lato troppo vasta, dall'altro indefinita e collocata in un orizzonte temporale
remoto ? ha sollevato critiche furiose sia da destra che da sinistra. Il suo
progetto, basato su allargamento dei poteri della Federal Reserve, la banca
centrale Usa, mentre la Sec (la Consob americana) sparirebbe, assorbita da una
nuova autority nella quale confluirebbe anche la commissione che controlla i
futures e quella che sovraintende al mercato delle commodities , ha già suscitato molte proteste e anche una mezza rivolta
di alcuni organismi interessati. Per di più, dopo aver sollevato un simile
vespaio, Paulson ha avvertito che ci vorranno anni per mettere a punto la
riforma e attuarla. E nel frattempo? Il Wall Street Journal ,
una delle voci più critiche ipotizza che nel prossimi mesi i mercati Usa, anziché
nuove regole, possano avere addirittura le mani ancora più libere, visto che i
commissari delle autorità di controllo finiranno per pensare più al loro
destino professionale post riforma, che alla loro missione. Paulson si difende
sostenendo che anche nelle crisi precedenti ? quella bancaria del 1908 e poi la
"grande depressione" iniziata nel 1929 ? le riforme di sistema
richiesero anni per decollare. Ma erano altri tempi, i mercati finanziari erano
più piccoli, meno interconnessi. I maligni (e i democratici) sostengono che, in
realtà, Paulson è sinceramente convinto della necessità di una riforma radicale
dei controlli sul credito, oggi assai penetranti sulle banche commerciali, ma
quasi inesistenti per le banche d'affari e gli hedge fund. Ma George Bush, pur
non contestando questa analisi, non vuole passare per il presidente che, dopo
aver predicato per anni la deregulation firma alla fine del suo mandato
un'ampia riregulation . Preferisce lasciare il varo
della riforma al suo successore. L'incognita del futuro Potrebbe anche
funzionare se la situazione attuale si stabilizzasse. Ma gli economisti
ritengono che il quadro attuale sia ancora pieno di incognite: se non verrà
arrestata la caduta dei valori immobiliari, nel sistema bancario emergeranno
nuove situazioni critiche, mentre il celebre finanziere (e "raider")
George Soros ha appena pubblicato un libro sulla crisi di questo inizio del
2008 nel quale sostiene che, anziché trastullarsi a immaginare un riordino
delle varie "Authority" del credito, il governo dovrebbe preparare
veri interventi d'emergenza per affrontare le nuove crisi che probabilmente
emergeranno in altri punti critici del sistema: ad esempio i Cds, i credit
default swaps . Si tratta di strumenti misteriosi per
il grande pubblico, ma di cui è pieno il mercato. Oggi ci sono in giro
contratti di Cds per 45 mila miliardi di dollari: una cifra enorme ? sottolinea
Soros ? pari a cinque volte il debito pubblico Usa. Un investimento sicuro?
Nessuno lo sa, visto che questo mercato è totalmente deregolamentato e che chi
ha acquistato questi contratti non ha modo di valutare la solidità finanziaria
della sua controparte. Per Soros è necessario istituire subito ? non tra
qualche anno ? una sorta di clearing house ben capitalizzata nelle quale far transitare
questi contratti. Una struttura che dovrebbe fissare una serie di requisiti sia
per i contratti in essere che per quelli futuri e con la capacità di
intervenire con una buona riserva di capitale in caso di necessità. Il
finanziere ungherese trapiantato a New York chiede anche un intervento
immediato nel mercato dei mutui, sostenendo che, in assenza di passi del
governo, il fenomeno dei foreclosures (le case
abbandonate dai proprietari non più in grado di pagare le loro rate) è
destinato ad autoalimentarsi man mano che i nuovi mutui arrivano alla scadenza
che fa scattare un aumento dei tassi. Se non si arresta questo processo con un
intervento amministrativo, dice insomma il finanziere, l'aumento dell'offerta
di case che fa calare i prezzi
continuerà all'infinitivo con conseguenze devastanti per l'economia americana.
Il bivio Per Paulson è un bel dilemma: continuare a giocare coi soldatini della
riforma delle commissioni federali o varare altri interventi di salvataggio che
sovvertono la logica del mercato dando ragione a un celebre speculatore di Wall
Street che è anche l'anima finanziaria del partito democratico? Stremati, i
liberisti del Wall Street Journal notano, intanto, che Fannie Mae e Freddie
Mac, i due giganti del finanziamento dei mutui (che sono società quotate ma
godono della garanzia federale sui loro crediti), pur essendo in una situazioni finanziariamente molto precaria, sono stati
spinti dal governo ad esporsi ancora di più per riattivare il mercato dei
prestiti. A questo punto, meglio nazionalizzarli, sospira il
Journal : è aberrante, certo, ma almeno sarebbe una forma di "socialismo
onesto, trasparente" e non nascosto nelle pieghe del mercato.
( da "Sole 24 Ore, Il" del
07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-06 - pag: 8
autore: GLOBAL VIEW Il fondamentalismo di mercato della Fed ha spinto a
sottovalutare i subprime Altri due fronti a rischio: gli swap sui default e i
pignoramenti a tappeto di case I NODI DELLA FINANZA
Questa crisi figlia dell'ideologia L a proposta di Hank Paulson, il segretario
del Tesoro americano, per la riorganizzazione del sistema di regolamentazione
pubblico delle istituzioni finanziarie non centra il bersaglio. Quello che ci
serve è un nuovo modo di pensare, non un riaggiustamento delle autorità di
regolamentazione. La Federal Reserve aveva già da tempo l'autorità per imporre
regole al settore dei mutui, ma non l'ha esercitata.Negli
ultimi 25 anni o giù di lì, le autorità finanziarie e le istituzioni da esse
regolate si sono fatte guidare da un fondamentalismo di mercato, la convinzione
che i mercati tendano all'equilibrio e che le deviazioni da esso siano solo dei
casi fortuiti. Tutte le innovazioni- gestione del rischio, tecniche di trading,
la zuppa di sigle degli strumenti finanziari derivati e sintetici - si sono
basate su questa convinzione. Le innovazioni sono rimaste senza regole perché
le autorità sono convinte che i mercati siano in grado di regolamentarsi da
soli. Le autorità di regolamentazione avrebbero dovuto sapere meglio di altri
che non è così, perché è stato il loro intervento a impedire, in diverse
occasioni, che il sistema finanziario finisse a carte quarantotto.L'efficacia del loro intervento ha rafforzato l'errata
concezione chei mercati siano capaci di correggersi da so-li, e questo a sua
volta ha consentito lo sviluppo di una bolla del
credito, che si è estesa all'intero sistema finanziario. Quando è scoppiata la
crisi dei mutui subprime, tutti i punti deboli sono venuti alla luce. Le
autorità, prese alla sprovvista, hanno risposto a ogni nuova tempesta solo dopo
che era già avvenuta. Non sono state in grado di prevederle perché erano
schiave della falsa dottrina del fondamentalismo di mercato. Hanno bisogno di un
nuovo paradigma. Gli attori del mercato non possono basare le loro decisioni
sulla conoscenza, o su quelle che gli economisti chiamano le aspettative
razionali. La visione distorta e le concezioni errate degli attori del mercato
interagiscono con lo stato reale delle cose nei due sensi, influenzandosi
reciprocamente. Questa "riflessività" non porta a deviazioni casuali,
ma a sequenze di espansione- contrazione o bolle, che inizialmente si
autoalimentano ma alla fine si autodistruggono. Invece di gingillarsi con le
autorità di regolamentazione, il Governo dovrebbe prepararsi ai problemi
prossimi venturi. Citerò soltanto due casi. C'è uno strumento finanziario di
quelli per iniziati, che è chiamato credit default swap (Cds). Il totale
nazionale di contratti di Cds si aggira intorno ai 45mila miliardi di dollari.
Per dare un'idea, è una cifra pari a circa la metà della ricchezza complessiva
delle famiglie americane, e circa cinque volte superiore
al debito pubblico. Il mercato è totalmente deregolamentato, e quelli che
detengono i contratti non sanno se le loro controparti hanno le spalle
adeguatamente protette. Se e quando si verificherà una situazione di
insolvenza, alcune delle controparti probabilmente si troveranno
nell'impossibilità di far fronte ai propri obblighi. Questa prospettiva incombe
sui mercati finanziari come una spada di Damocle, che è destinata a cadere, ma
non prima che si siano verificate una serie di insolvenze. Questo deve aver
giocato un ruolo nella decisione della Fed di non permettere il fallimento
della Bear Stearns. Una soluzione possibile è quella di creare una camera di
compensazione o un mercato tipo Borsa con una struttura del capitale solida e
margini rigorosi, a cui tutti i contratti esistentie futuri dovranno essere
sottoposti. Una misura del genere ripulirebbe l'ambiente molto più di una
riorganizzazione delle autorità di regolamentazione. L'altra questione è la
crescita dei pignoramenti. Circa il 40% dei sei milioni di mutui subprime
finiranno col dar luogo a una dichiarazione di insolvenza nell'arco dei
prossimi due anni. Le insolvenze dei mutui a tasso variabile con opzione e di
altri tipi di mutuo soggetti a ricalcolo della rata
saranno dello stesso ordine di grandezza, ma spalmate in un periodo più lungo.
Con le vendite di nuove abitazioni monofamiliari che viaggiano intorno alle
600mila all'anno, i pignoramenti sovraccaricheranno il
mercato spingendo eccessivamente in basso i prezzi. Questo
farà gonfiare il numero dei proprietari di un immobile che si trova a valere
meno del debito contratto per acquistarlo, e questi potrebbero quindi essere
tentati di rinunciare alla casa. La caduta dei prezzi delle case
diventerà praticamente senza limiti a meno di un intervento del Governo.
Mettere un freno ai pignoramenti dovrebbe essere una priorità, ma le misure,
fino a questo momento, sono solo operazioni di cosmetica. L'amministrazione
Bush è contraria a usare i soldi dei contribuenti a causa della sua ideologia
di liberismo spinto. A parte uno stimolo fiscale bipartisan, il Governo ha
lasciato che fosse principalmente la Fed a dettare la linea. Ma ci sarà bisogno
dei soldi dei contribuenti per limitare i pignoramenti. Due proposte presentate
al Congresso dai Democratici trovano un punto di equilibrio tra il diritto al
pignoramento e la necessità di scoraggiare l'esercizio di tale diritto. Una
punta a cambiare la normativa sui fallimenti, consentendo ai giudici di
modificare le condizioni dei mutui accesi sulla residenza principale.Un'altra vuole fornire alla Federal Housing Administration
(l'ente pubblico federale che assicura gli istituti privati dal rischio di
perdite derivanti dalla concessione di mutui su abitazioni) garanzie che
permetterebbero alle parti mutuanti di essere rimborsate all'85% del valore
corrente stimato. Queste proposte non risolverebbero la crisi del settore immobiliare, ma andrebbero al cuore del problema: è il caso
di prenderle seriamente in considerazione. (Traduzione
di Fabio Galimberti) di George Soros FINANZIERE E MECENATE.
( da "TgFin.it" del
07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Evidenza
statisticamente fragile" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 apr - Alan Greenspan, ex presidente della Fed, sostiene in un
articolo pubblicato sul Financial Times che la bolla del mercato immobiliare non e' stata causata dalla politica monetaria espansiva condotta
dal 2000 al 2003. Prova ne' e' che la bolla immobiliare e' scoppiata non solo negli Usa ma anche in altri Stati.
"L'evidenza che la politica monetaria ha favorito la bolla
immobiliare e' statisticamente fragile", ha scritto l'ex banchiere
centrale. Sotto la guida di Greenspan, la Fed taglio' il costo del denaro dal
6,5% del 2000 all'1% di meta' 2003, per ridare slancio all'economia dopo il
collasso dei titoli Internet e gli attacchi dell'11 settembre. Numerosi altri
istituti centrali seguirono la politica della Fed. "La base monetaria e
l'indicatore M2 sono cresciuti meno del 5% nel
( da "Wall Street Italia" del
07-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di WSI Anche il
ministro del Tesoro, dopo Ben Bernanke, ammette che in America c'e' recessione.
Rischi rimangono sui mercati dei capitali e sul settore immobiliare.
"I prezzi delle case dovranno ancora scendere,
perché il mercato possa stabilizzarsi". -->"Non c'é dubbio che
l'economia statunitense sia rallentata drammaticamente". Lo ha detto il
segretario al Tesoro statunitense, Henry Paulson, parlando con i giornalisti a
Miami. Paulson ha anche spiegato - riporta la Bloomberg - che alcuni rischi permangono
per quanto riguarda i mercati dei capitali e il settore immobiliare,
dove anche se sono stati compiuti progressi, i prezzi delle
case dovranno ancora scendere perché il mercato possa stabilizzarsi.
Mercato difficile? Si', e con le news gratis, non vai da nessuna parte. Hai mai
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riservate, clicca sul link INSIDER Leggi anche USA: FED; CREDITO AL CONSUMO
RALLENTA, A FEBBRAIO +2,4%.
(
da
"Milano Finanza (MF)" del 08-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Il mattone non è
un pericolo per l'Italia. L'export sì Per valutare in che misura il
rallentamento economico degli Stati Uniti si estenderà all'Europa, occorre
indagare i possibili canali di trasmissione tra le due sponde dell'Atlantico.
La riduzione dei prezzi immobiliari americani si
ripercuote sul sistema finanziario e sui consumi privati. Passando alle
conseguenze per l'Europa, è interessante comparare l'economia italiana a quella
spagnola, dato che negli ultimi tempi molto si è scritto sul confronto tra il
pil pro-capite dei due paesi. Nel caso spagnolo, il settore delle costruzioni e
i consumi interni, oltre al turismo, sono stati i motori principali del
sostenuto sviluppo tra il 1997 ed il 2007. I prezzi
delle abitazioni sono triplicati dal
( da "Wall Street Italia" del
08-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA - -->(ANSA) - TOKYO, 8 APR - Alan Greenspan ritiene che l'attuale
crisi del credito sia la peggiore "dell'ultimo mezzo secolo e forse di
piu". Intervenendo via satellite da Washington a una conferenza
organizzata a Tokyo, Greenspan, che è stato presidente della Federal Reserve
per 18 anni, spiega che l'ampiezza dei danni causati dal
crollo del mercato immobiliare e dei mutui subprime non sarà ancora nota per diversi mesi. "Abbiamo raggiunto un punto in cui i prezzi
sono stabili? No, credo che non siamo in grado di
saperlo". Forse, tuttavia, i valori del mercato delle case si potrebbero stabilizzare entro l'inizio del 2009.
Greenspan, che risponde alle domande di Peter Hooper, capo economista Usa di
Deutsche Bank che lo ha voluto come consulente lo scorso agosto, osserva pure
che l'inflazione sarà contenuta durante l'attuale rallentamento dell'economia
prima che la ripresa mondiale riprenda slancio. Ieri, in un commento pubblicato
sul Financial Times, l'82enne ex banchiere centrale ha osservato che è
"molto fragile" la prova secondo cui la politica della Fed sui tassi
d'interesse negli Stati Uniti abbia facilitato la creazione della bolla immobiliare: "E' invece credibile - ha concluso -
che i regolatori non sarebbe stati in grado di impedire il crollo dei settore subprime".(ANSA).
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
LA
CASA A NAPOLI Valori alti in collina e nel centro storico giù nelle periferie A
Napoli, nei quartieri collinari, così come nel centro storico di Napoli, i prezzi
delle case restano alti mentre diminuiscono quelli degli immobili in
periferia e, soprattutto, aumenta il numero dei nuclei familiari che ricorrono
a un affitto.
Lo rivela il listino ufficiale dei valori correnti per il secondo semestre del
2007 targato Camera di commercio. Secondo il rapporto il mercato della
residenza civile registra una stasi dei valori di mercato, che restano alti,
per quanto riguarda le case di Posillipo, Chiaia,
Vomero e centro storico. In leggera diminuzione, invece, i prezzi
delle abitazioni nei quartieri Camaldoli e Bagnoli. Ma sono le locazioni a far
registrare un andamento in discesa, con un forte aumento della domanda dovuto,
secondo quanto ha spiegato Del Gaudio, alla crisi internazionale del mercato
dei mutui. È in provincia, infine, che gli acquisti sono diventati più
vantaggiosi, rendendo l'acquisto di una casa fuori città un'alternativa alla
carenza di offerta immobiliare tipica di Napoli. Il
capoluogo campano si conferma come una delle città in cui i proprietari di case sono minoritari rispetto alle persone in affitto.
Questo si spiega anche con il lento dinamismo del mercato immobiliare
napoletano, in cui gli sviluppi urbani per le aree
occidentale e orientale si fanno ancora attendere. Sono i nuovi nuclei
familiari quelli che sono maggiormente disposti ad acquistare case nelle ex zone industriali della città ma, per il
momento, gli stessi ricorrono ad affitti in attesa del calo dei prezzi. Sarà proprio il listino ufficiale uno strumento di
trasparenza per i consumatori che avranno così a disposizione parametri certi e
condivisi dagli operatori del settore per muoversi panorama immobiliare.
Anche il recente Borsino Immobiliare di Confedilizia fa il punto sulla
situazione. Dall'analisi di Confedilizia emergono dati interessanti. Il divario
di prezzi tra Nord e Sud si assottiglia mentre nel
Mezzogiorno i prezzi più alti si registrano non più a
Napoli, ma a Salerno. In particolare, con una quotazione media di 5.000 euro al
metro quadro per l'acquisto di una casa in centro, Salerno risulta essere anche
la quarta città più cara d'Italia, dopo Roma (oltre 6.000 euro/mq), Milano
(5.800 euro/mq), e Siena (5.280 euro/mq). È probabile che gli aumenti dei prezzi a Salerno siano conseguenti all'annunciato piano di
riqualificazione urbana che prevede un rammodernamento della città. Le
quotazioni di Napoli si assestano invece sui 4.500 euro al metro quadro.
( da "Giornale di Brescia" del
09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Edizione: 09/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA L'EX
GOVERNATORE DELLA FEDERAL RESERVE Greenspan: peggior crisi da 50 anni TOKYO -
Alan Greenspan ritiene che l'attuale crisi del credito sia la peggiore
"dell'ultimo mezzo secolo e forse di più". Intervenendo via satellite
da Washington a una conferenza organizzata a Tokyo, Greenspan, che è stato
presidente della Federal Reserve per 18 anni, spiega che l'ampiezza dei danni
causati dal crollo del mercato immobiliare e dei mutui
subprime non sarà ancora nota per diversi mesi. "Abbiamo
raggiunto un punto in cui i prezzi sono stabili?
No, credo che non siamo in grado di saperlo".
Forse, tuttavia, i valori del mercato delle case si
potrebbero stabilizzare entro l'inizio del 2009. Ieri, in
un commento pubblicato sul Financial Times, l'82enne ex banchiere centrale ha
osservato che è "molto fragile" la prova secondo cui la politica
della Fed sui tassi d'interesse negli Stati Uniti abbia facilitato la creazione
della bolla
immobiliare. a. gen.
( da "Sole 24 Ore, Il" del
09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-09 - pag: 6 autore:
Alan Greenspan si difende dall'accusa di aver creato troppa liquidità "Non
è stata colpa della mia Fed" di Mario Platero u Continua da pagina 1 Q u
esto ritornello l'economista Paul Krugman lo ripete da qualche anno e nei
giorni scorsi l'ha detto per l'ennesima volta. Ieri a New York lo ha fatto
capire anche Paul Volcker, durante una colazione dell'Economic Club in onore
dei suoi 80 anni. Il predecessore di Greenspan ha detto che " la Fed è
andata al di là del suo mandato nel so-stenere la crescita " e ha
ricordato che "la situazione di oggi non è dissimile da quella della fine anni Settanta, quando i germi della cattiva
politica di alcuni anni prima portarono a un'inflazione elevata, a una crisi
del dollaro a un forte balzo dei prezzi delle materie
prime". Ma Volcker o Krugman sono nemici, ideologici s'intende. Quel che
gli dispiace è che al coro dei critici si sia unito anche John Taylor, un suo
allievo, un grande teorico della gestione della politica monetaria. O che nella
letteratura economica ci si riferisca sempre più spesso agli scritti di Edward
Gramlich, un suo vecchio amico, con lui alla Fed. Gramlich lanciò un allarme
sui subprime nel 2000. Ma Greenspan decise di non ascoltare. Gli vengono dunque
imputate tre colpe principali. La prima è quella di aver ridotto i tassi di
interesse a livelli troppo bassi tra il 2001 e il 2003, per compensare i danni
derivanti dall'esplosione della bolla tecnologica; la
seconda, di aver ritardato troppo il rialzo dei tassi (per ragioni anche
politiche) e, soprattutto, la terza, di aver deciso di non intervenire con
controlli più serrati sulle banche, come gli avrebbe consentito il mandato
della Fed. La cappa insomma, si fa pesante.E dunque
l'ex Governatore è partito al contrattacco. Ha concesso un'intervista (di tre
giorni!) al Wall Street Journal, pubblicata ieri mattina, in cui risponde alle
accuse, ammette di essere preoccupato per la sua immagine da un punto di vista
storico ed esprime teorie economiche, precisazioni, brani presi da suoi
discorsi "to keep the record straight", "perché agli atti vi
siano le cose giuste ". "Il problema non è solo quello di chiarire
come sono andate le cose per il mio buon nome, al quale ovviamente tengo- ha
detto Greenspan - piuttosto è quello di evitare che il problema si ripeta o di
introdurre regole troppo rigide nel sistema bancario in risposta a quel che è
successo ". Nell'intervista Greenspan un errore lo ammette. Non credeva che la politica monetaria accomodante avrebbe
gonfiato una bolla
immobiliare. Sapeva che il settore, stimolato
dai bassi tassi di interesse, avrebbe cominciato a fare da traino per
l'economia americana in un momento difficile, nel post esplosione bolla di Internet e nel post attacco dell'11 settembre. Ma
credeva che le lezioni della bolla Internet e la
natura non necessariamente speculativa del real estate non avrebbero avuto
dinamiche simili a quelle del fenomeno Internet. Ha anche precisato di non aver
consigliato i tassi variabili, tipici dell'indebitamento subprime, a danno del
più normale strumento trentennale, ma di aver soltanto espresso apprezzamenti
per la possibilità di usarli. Nega che il problema sia partito dalla Fed visto
che l'aumento dei valori immobiliari è stato endemico a livello internazionale
e ricorda che in quel momento ci si preoccupava molto di un rischio deflazione
di stampo giapponese. Ha anche difeso la sua riluttanza a mettere il naso con
ispezioni nel settore subprime perché "...una conclusione della Fed in
materia, poteva isolare alcuni operatori poco seri, ma avrebbe dato credibilità
ad altri e questo non è il ruolo della Banca Centrale americana".
"Sono stato elogiato per cose che non ho fatto, oggi vengo criticato per
cose che non ho fatto&", ha detto ancora Greenspan. Tutto
vero, ma venendo a oggi, risponde Volcker, "credo che la Fed non debba
sostituirsi ad altre agenzie federali come Freddie Mac o Fannie Mae, non è il
suo ruolo di preoccuparsi di questioni immobiliari. Paulson
al Tesoro si sta muovendo nella giusta direzione, ma sul fronte delle regole,
credo che in Europa saranno più precisi di noi". E difatti, dai
verbali della Fed pubblicati ieri, si apprende che all'ultima riunione del 18
marzo la decisione di tagliare di nuovo drasticamente i tassi, di 75 punti
base, è stata difficile e sofferta, con molti governatori preoccupati per il
futuro economico del Paese, altri preoccupati per l'inflazione. Ma la palla
ormai è nel campo di Ben Bernanke. Greenspan chiude con una osservazione:
"Una valutazione sbagliata di questo periodo ci darà le risposte sbagliate
e le politiche sbagliate". Il dibattito continuerà oggi a Washington. Poi
ci sarà il G-7 finanziario e sarà pubblicato il rapporto Draghi. La domanda di
sempre in tempi di crisi è: che fare?. "Occorre anche - conclude Greenspan -sperare per il meglio.
La storia ci dice che le decisioni della Fed non hanno
prodotto mediamente danni, ma li hanno rimediati". DECISIONE
DIFFICILE Dal verbale sull'ultima riunione, che ha deciso il taglio di 0,75
punti, emerge un board diviso e preoccupato Critico. L'ex presidente della
Federal Reserve, Paul Volcker REUTERS.
( da "Sole 24 Ore, Il" del
09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-09 - pag: 6 autore:
SUL WALL STREET JOURNAL "Non mi pento di nulla" Alan Greenspan,
scrive il giornale americano, è incredulo: "Sono stato esaltato per cose
che non ho fatto, e ora vengo accusato per cose che non ho fatto",dice
l'ex governatore della Fed. Salutato come "il più grande
banchiere centrale mai esistito", e ora ritenuto responsabile per la crisi
finanziaria in corso: le politiche espansive seguite nei suoi ultimi anni da
governatore, secondo i critici, sarebbero all'origine della bolla immobiliare.
( da "Denaro, Il" del
09-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Borsa
& Mercati stati uniti Prezzi delle case, Greenspan vede rosa
Il calo dei prezzi delle case probabilmente cesserà
"molto prima" dell'inizio dell'anno prossimo sulla scia della
diminuzione del numero di case sfitte sul mercato. Lo
prevede l'ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan ribadendo il
concetto che quella dei mutui è la peggiore crisi finanziaria negli ultimi 50
anni. "La gran parte delle case sfitte non verrà
assorbita prima dell'inizio del 2009 - ha affermato Greenspan - ma è molto
probabile che i prezzi si stabilizzino prima di
allora". In un'intervista pubblicata oggi sul Wall Street Journal l'ex
numero uno della banca centrale Usa si difende inoltre
dalle accuse mosse ieri dal Financial Times secondo cui la Fed sarebbe
responsabile della bolla dei prezzi immobiliari. Stando a Greenspan, si
tratta di accuse "molto fragili". "Non è credibile che i
regolatori del mercato sarebbero stati capaci di
prevenire la dabacle del subprime". "In un primo
tempo sono stato lodato per cose che non ho fatto. E ora sono accusato di cose che non ho fatto". del 09-04-2008 num.