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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (76)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

L'Ici pop dei Liberali pop ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano

Otto aziende sanitarie ( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la prima responsabilità viene individuata nella burocrazia; in questo, le responsabilità della politica sono almeno pari a quelle della burocrazia di cui spesso la politica si è servita, magari diventandone poi schiava". *** REGGIO CALABRIA. "Contestualmente alla presentazione del mio disegno di legge sulla sanità, presenterò le mie dimissioni da consigliere regionale"

E la strada si rivelò privata ( da "Eco del Chisone" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bricherasio E la strada si rivelò privata Gli interventi su via Giretti fermati dalla burocrazia BRICHERASIO - C'è una voce, negli investimenti a bilancio 2008, che è rimasta immutata rispetto al 2007: è la previsione di spesa di 100mila euro per lavori di ripristino in via Giretti. Un cantiere che non è mai stato aperto per ragioni tecnico-burocratiche.

Si ricostituisce a Goito l'associazione dei commercianti ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è ancora troppo lenta rispetto alle reali esigenze dell'impresa". L'Uncom è pronta a offrire sostegno "perché - ha confermato Manzoli - il nostro crescere come imprenditori significa anche sfruttare tutte le opportunità che l'Associazione può favorire".

La sicurezza è prioritaria ( da "Gazzetta di Modena,La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Chiede con forza anche infrastrutture e meno burocrazia Diversi temi centrali per lo sviluppo di Modena sono oggetto di un intervento di Luigi Mai, presidente di Cna provinciale. "Abbiamo letto la lettera pubblica inviata da Stefano Bonaccini ai parlamentari modenesi. Bene ha fatto il Segretario provinciale del PD a rivolgersi a tutti i parlamentari,

Cooperativa di garanzia scende in campo casa ( da "Provincia Pavese, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: viene penalizzato notevolmente dalla burocrazia, dalle leggi e dal sistema creditizio. Pertanto la mia lista, se dovessimo avere successo, si batterà con ogni energia per sostenere l'artigiano e migliorare il sistema creditizio. Saremo molto vicini agli stessi nel consigliarli ed assisterli nel migliore dei modi".

E i trasportatori vanno in regione per chiedere regole semplificate ( da "Nuova Venezia, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è solo una questione di soldi, ma anche di peso della burocrazia. "Oggi siamo stati in Regione", continua Grandesso, "per provare e districare una matassa di obblighi e adempimenti che risale al Regio decreto del 1935". Una barca da trasporto in Canal Grande viene spesso assimilata a una piccola nave o a un battello fluviale.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Ladruncola portata in cella fino a torino ( da "Nuova Venezia, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Notte di tensione e burocrazia al comando dei vigili dove sono state portate le due zingare trovate dagli agenti mentre cercavano di rubare tra via Jesolo e l'isola pedonale di corso Trentin. Una delle due, minorenne, è stata trasferita addirittura al carcere minorile di Torino, accompagnata da una pattuglia di vigili fino al capoluogo del Piemonte,

Fibronit, altra richiesta di fondi ( da "Provincia Pavese, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e anche per portare avanti i lavori in modo più che mai continuativo nonostante i contributi arrivino a singhiozzo e con difficoltà causate dalla burocrazia a tutti i livelli", spiega il sindaco Luigi Paroni. "Dobbiamo guardare sempre avanti, consapevoli che la richiesta di aiuti finanziari ha dei tempi previsti, mentre i lavori di bonifica devono averne altri". (s. co.).

I rifiuti ferrosi? finiscono in strada ( da "Tirreno, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione sta cercando un'area idonea per organizzare un'isola ecologica ad hoc per rifiuti ingombranti, per evitare disagi del genere in seguito. "E' una cosa che stiamo valutando - conclude - anche se non è una priorità. Non è comunque semplice trovare uno spazio idoneo, e la burocrazia per avere le autorizzazioni è lunga". F.S.

Quote latte, italia capofila nella richiesta d'aumento ( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aumento Zaia al vertice informale di Brdo: più semplificazione e meno burocrazia in agricoltura BRDO. Debutto italiano nei negoziati sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) ed è subito confronto sul futuro delle quote latte e sulle multe europee che colpiscono gli agricoltori italiani che hanno prodotto in eccesso globalmente 3 miliardi di euro.

La cattiva burocrazia a scuola ( da "Tirreno, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al centro Agorà per capire come si può batterla La cattiva burocrazia a scuola LUCCA. Oggi, a partire dalle 17,45, ci sarà un seminario di formazione civica al centro culturale Agorà in via delle Trombe. Il titolo del seminario è "Le proposte di lavoro antiburocratico nella scuola". Interverrà il professor Vincenzo Masini, docente di psicologia generale all'Università di Perugia,

Il governo Berlusconi alla prova del budino ( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autenticamente fascista andavano rotti i ponti con la classe politica giolittiana e con la burocrazia a essa legata a filo doppio. Noi invece brancoliamo nel buio. Il tarlo roditore dell'antitesi è tale che non sappiamo se la Prima Repubblica abbia tirato veramente le cuoia, se la Seconda Repubblica abbia davvero cominciato a muovere speditamente i primi passi e se, più itali Amleti che mai,

Degrado ( da "Tirreno, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA POLEMICA La burocrazia e gli animali Alla dottoressa Aragona, così puntuale e solerte a cercare giustificazioni circa l'operato dell'Asl, vorremmo ricordare alcuni fatti. è passato un anno da quando la nostra associazione, per mezzo di un esposto, ha chiesto al servizio veterinario Asl che intervenisse a tutela dei due ormai "famosi"

Termo idraulici, Clementino Morigi ancorapresidente ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DEGLI INSTALLATORI E RECUPERARE GLI AUMENTI DI COSTI DOVUTI ALLA BUROCRAZIA" SI È SVOLTO lunedì sera presso la sede di Confartigianato della Provincia di Ravenna il primo Consiglio Direttivo del Settore Termo-idraulici e Frigoristi eletto dall'assemblea di categoria svoltasi il 14 aprile scorso. I componenti il Direttivo hanno confermato il presidente uscente, Clementino Morigi,

Mettiamoci insieme per ripartire ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: penalizzato dalla burocrazia, dalla carenza di investimenti e di coordinamento, Teresa Cadore ha citato il caso locale, senza risparmiare una stoccata all'ente che ha promosso le iniziative legate al cinquecentenario palladiano, sottolineando che "sarebbe stato bello se fossero stati coinvolti anche i ristoratori bassanesi e vicentini,

PER UNA INIZIATIVA PUBBLICA IN TEMA DI CULTURA ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingabbiata nella burocrazia e per quella privata, ingabbiata nell'interesse. Neppure basta seguire le voci degli appassionati. Un'iniziativa pubblica dovrebbe occuparsi soprattutto di chi sta zitto. Riguardo ai contenuti, le arti (nelle quali tendiamo a confinare la cultura) sono lungi dall'esaurirla.

Sicurezza sul lavoro, giù le mani dal decreto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la tesi di chi accusa il nuovo testo normativo di incrementare la già elefantiaca burocrazia: "Noi rispondiamo che al contrario questo testo semplifica il sistema, infatti sono state abrogate sette leggi, tra decreti legislativi e dpr". Il tempo a disposizioni delle aziende per aggiornare la valutazione dei rischi è di novanta giorni dalla pubblicazione, ossia entro il 29 luglio.

Pac, debutto del ministro ( da "Provincia di Cremona, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia". Quanto al trasferimento di una parte degli aiuti diretti agli agricoltori verso il mondo rurale, il ministro delle Politiche agricole ritiene che debba essere "il più basso possibile". Infine, ha concluso Zaia, "una volta approvata la revisione della Pac a dicembre valuteremo se rendere omogenei gli aiuti Ue all'

La globalizzazione è una sfida ma Verona ha la vittoria in tasca ( da "Arena, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo problema che incontriamo è la burocrazia, la complessità del sistema. Ma è un problema di tutti, delle imprese, non delle multinazionali. I nostri sono i medesimi problemi degli imprenditori italiani. Così anche le cose positive, che in Italia esistono, sono comuni a tutte le imprese.

Quelle accuse sono ingiuste ( da "Nuova Ferrara, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esigenza di ridurre i tempi della burocrazia, a tutti il livelli -, allo stesso tempo non possiamo esimerci dal rispondere ad una tale chiamata di responsabilità. Vero è invece che, per quanto di competenza, Confindustria Ferrara ha svolto i propri compiti con la massima sollecitudine (come testimonia la chiusura della procedura, a tutti gli effetti,

ANDREA COBBE TRENTO - Si chiama Osmany Juantorena Portuondo , è uno schiacciatore cubano e compirà 23 anni in agosto ( da "Adige, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: speranza che un giorno non troppo lontano la burocrazia, il fisico e le motivazioni gli possano consentire di tornare in campo con la maglia dell'Itas Diatec. Si tratta, per ora, solo di un progetto a lunga scadenza e dall'esito tutt'altro che scontato, che non influisce sulle attuali strategie di mercato trentine, ma che rappresenta una novità nella storia della società trentina.

Di MARIO GALIMBERTI SEREGNO LE MULTE sono sempre state una cr ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: labirinti della burocrazia". LA POLIZIA LOCALE di Seregno lo scorso anno aveva emesso 9162 verbali per quanto riguarda il codice della strada e 88 ricorsi al Prefetto e Giudice di Pace. Multe non pagate ne avvengono un po' in tutti i paesi della Brianza, per esempio a Renate il 30% di multe non sono state regolarizzate per cui l'Amministrazione comunale pensa di affidarsi ad un'

RIQUALIFICAZIONE del territorio e sviluppo sostenibile, questi i due obiettivi st ( da "Nazione, La (Siena)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: atto fosse pronto nel dicembre del 2006, ma la burocrazia è stata effettivamente lenta in alcuni passaggi a causa dell'adeguamento degli strumenti di pianificazione di Provincia e Regione. "Nel Piano territoriale di coordinamento della provincia di Siena, Torrita è, insieme alla Valdelsa, il polo di sviluppo individuato ?

Insegna abusiva sul terreno altrui ( da "Mattino di Padova, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non ne può più di spese legali e burocrazia perché venga riconosciuto il suo diritto di proprietà. "Il cartellone pubblicitario è di un'altra ditta meccanica come la mia - comincia a raccontare M.D. - Abbiamo parlato con loro, poi abbiamo inviato lettere da parte del nostro legale, poi ci siamo recati più volte in comune fornendo fotografie,

Oggi Festa del pane in 220 forni ravennati ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono sempre più preoccupati per l'aumento dei costi e per una burocrazia che ci costringe a passare sempre più tempo tra le scartoffie e sempre meno a fare il nostro lavoro". "Nell'ultimo anno ? insiste Ceccoilini ? il costo delle farine è aumentato del 50 per cento, e quello del'energia per i nostri forni almeno del 30 per cento.

Socome, arrivano i soldi ( da "Nuova Sardegna, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia comunale si attrezzi o venga attrezzata a tali compiti, con la convinzione che i diritti dei lavoratori non sono subordinati alle esigenze dell'impresa. Che un problema da questo punto vi sia, lo ha sancito venerdì pomeriggio il consiglio comunale, con il voto pressoché unanime sull'ordine del giorno presentato dal consigliere di An Fabio Usai e modificato su richiesta

<SE il 16 giugno il Governo non provvederà ai trasferimenti ai Comuni, ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "rilevo che rimangono dei problemi che non sono solo di burocrazia e spero che il Governo voglia ascoltare. Noi siamo preoccupati per i cittadini e i contribuenti e per la possibilità di onorare gli impegni nei confronti dei creditori e dei fornitori". Il trasferimento che il Comune chiede è di 13,5 milioni di euro.

Tredicimila badanti da regolarizzare ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sì ai contratti, ma con meno burocrazia e più sgravi fiscali" Sono 12 mila le famiglie in Bergamasca escluse dal decreto flussi 2007. Significa che resteranno nei terminali del ministero degli Interni le richieste per una badante e una colf inoltrate da altrettanti datori di lavoro presenti nel nostro territorio.

Ucraine e boliviane, tutte in attesa di novità ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia E non c'è giorno in cui non ci si colleghi a Internet per vedere a che punto è la pratica per l'emersione dal nero. "Volete che rispettiamo le vostre leggi ? spiega Claudia, boliviana ? ma non ci mettete in condizioni di farlo. Prendiamo i flussi: ci sono alcune di noi che stanno ancora aspettando di regolarizzarsi dopo il via libera del decreto del 2006 perché per ottenere

Badanti, uscire dal nero è una corsa a ostacoli ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci bloccano la burocrazia e i costi economici" Da Bergamo 12 mila domande escluse dagli ultimi flussi "Ce l'abbiamo fatta: abbiamo inviato la domanda con il secondo click day, alle 8.08, a dicembre, e stamattina, consultando la pratica della richiesta flussi in Internet ho visto che abbiamo ottenuto finalmente il nullaosta dal ministero dell'

Leuca in ritardo, Ferraro: <Ce la faremo> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la lentezza della burocrazia, i tempi necessari per redigere i progetti e l'acquisizione di tutti i pareri visti i vincoli cui è soggetto il nostro territorio, non possiamo che ringraziare la Provincia per la solerzia con cui si sta procedendo. Ho ottenuto assicurazione che i lavori saranno completati entro le date previste".

Il gioco delle tre carte ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: turare falle nel bilancio regionale siano essere provocate dalla sanità o dalla spesa corrente per una burocrazia famelica e onnivora che si fa pagare cara persino l'inefficienza. Chi di noi contribuenti dunque si aspettava dagli amministratori regionali il comportamento del buon padre di famiglia che in vista di tempi duri prova a mettere da parte qualche soldino è andato deluso.

<La cattiva reputazione è diseconomica> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assenza di iniziative imprenditoriali, camorra, eccesso di burocrazia, anche quella, la pessima reputazione, è una diseconomia. Una teoria che cozza con quella dalemiana. La passata campagna elettorale del Pd in Campania è stata impostata sull'antimeridionalismo leghista della compagine berlusconiana.

Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Toscana data: 2008-05-28 - pag: 7 autore: Burocrazia. Pronto il Testo unico Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana Andrea Gennai FIRENZE Soppressione delle commissioni provinciali ( Cpa) per l'artigianato e trasferimento delle funzioni di iscrizione delle imprese artigiane alla Camera di commercio competente.

L'industria pesarese chiede più attenzione alla Regione ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: positivo che si sta vivendo nel Paese aiuti la politica a restituirci uno Stato più leggero, con meno livelli istituzionali e con meno burocrazia ", conclude Ugolini. I. Ve. IL MOBILE SOTTO SCACCO Si apre domani a Rimini l'esposizione Spazio concorrente del Samp Tra gennaio e marzo cucine in caduta (-4,8%) Al vertice. Andrea Ugolini, presidente Confindustria Pesaro IMAGOECONOMICA.

Basta rinvii sul fisco federale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al contenimento delle spese e alla riduzione della burocrazia inutile. Napolitano ha citato un suo intervento del 2006 in cui invitava a considerare "le esigenze di semplificazione difronte a confusioni e moltiplicazioni di poteri nell'Amministrazione ", per ridurre gli "sprechi che nascono da una sorta di congestione istituzionale ".

Quando le perdite di tempo, arrivano in doppia fila: una alle Poste, l'altra all'Inps. Della ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per fortuna che sono abbastanza precisa nell'archiviazione dei documenti. Ho potuto provare che avevo ragione io, perdendo però ugualmente tempo allo sportello dell'Inps. Insomma per una raccomandata inutile sono stata costretta a perdere alcune ore che nessuno mi rimborserà". Viva i tempi della burocrazia.

Sissa-Borgonovo: via ai lavori della ciclabile ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia "La fase burocratica - ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici Quinto Ferri - ha subito rallentamenti per alcune difficoltà logistiche dovute alla necessità di raggiungere i necessari accordi con frontisti non residenti in Italia.

A Doccio sorgerà un campo per calcetto ( da "Stampa, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma vedremo se sarà fattibile perché il terreno è di demanio pubblico quindi la burocrazia potrebbe far sorgere degli ostacoli". Lo sport e lo svago in generale hanno molto peso per l'amministrazione comunale quaronese. Si sta infatti lavorando per costruire lo "skatepark" destinato agli amanti dello skate board, vicino al salone Sterna.

Morandini: per i problemi energetici italiani il nucleare è la soluzione di lungo periodo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E l'energia è il secondo costo, dopo la burocrazia, che le imprese sono costrette a sopportare". Per Morandini "è fondamentale procedere con una pianificazione a breve, medio e lungo periodo". Per la gestione transitoria, "dobbiamo puntare su rigassificatori e interconnessioni con produttori esteri - ha detto Morandini -.

Rio Mannu, mai più liquami A giugno la nuova condotta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia o un disaccordo sulle tariffe di conferimento sembra che abbiano bloccato l'avvio della depurazione. Così i liquami continuano ad essere scaricati nel fiume per una storia che sembra infinita. Da 27 anni se ne discute anche in Consiglio comunale, ma la puzza continua, con tanto di rapporti inviati alla Procura della repubblica dai carabinieri e di lamentele dei cittadini

LEGA: D'AMICO, A PONTIDA TUTTI PRESENTI PER LIBERTA' PADANIA ( da "Agi" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostracismo e alla burocrazia dello statalismo e del centralismo dei palazzi romani. Ed e' altrettanto importante che tutti i padani siano presenti massicciamente sul pratone, per legittimare questo momento storico: come 831 anni fa ci siamo liberati dal Barbarossa, oggi finalmente possiamo liberarci dei colonizzatori romani".

Cina: se l'innovazione è in mano ai burocrati ( da "Denaro, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possano fabbricare dei falsi sotto la pressione della burocrazia affamata di risultati eclatanti in tempi brevi. Nel clima nazionalista si trovano oggi immerse le grandi multinazionali impegnate nella corsa di avvicinamento al vasto bacino cinese di consumatori, lavoratori e giovani laureati. Se ieri le società americane ed europee svolgevano la ricerca nei loro quartieri generali,

AGRICOLTURA. Negoziati per la revisione Pac ( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".  .

ANGELOS PAPADIMITRIOU ( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo problema che incontriamo è la burocrazia, la complessità del sistema. Ma è un problema di tutti, delle imprese, non delle multinazionali. I nostri sono i medesimi problemi degli imprenditori italiani. Così anche le cose positive, che in Italia esistono, sono comuni a tutte le imprese.

Nella squadra della Marcegaglia porto l'esperienza maturata qui con Gian Luca Rana ( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo problema che incontriamo è la burocrazia, la complessità del sistema. Ma è un problema di tutti, delle imprese, non delle multinazionali. I nostri sono i medesimi problemi degli imprenditori italiani. Così anche le cose positive, che in Italia esistono, sono comuni a tutte le imprese.

Il dossier forse già al vertice tra Berlusconi e Sarkozy ( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".  .

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Zaia: <Bisogna agire subito sulle quote latte> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".  .

<Mettiamoci insieme per ripartire> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: penalizzato dalla burocrazia, dalla carenza di investimenti e di coordinamento, Teresa Cadore ha citato il caso locale, senza risparmiare una stoccata all'ente che ha promosso le iniziative legate al cinquecentenario palladiano, sottolineando che "sarebbe stato bello se fossero stati coinvolti anche i ristoratori bassanesi e vicentini,

Http://spettacoli.tiscali.it/articoli/08/maggio/28/intevista_barbara_tabita_attrice_123.html ( da "Tiscali Spettacoli.it" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non capisco ma alcuni sostengono che dietro queste scomparse potrebbe esserci tanta burocrazia". Legge in materia che non funziona? "In Italia purtroppo vacilla. Lungaggini processuali col riscschio di giungere alla prescrizione". Che società è la nostra? "Una società stravolta. Quando nei tiggì sento che un figlio uccide la madre mi vengono i brividi.

"Ora il Piemonte è pronto alle sfide dei mercati globali" ( da "Stampa, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere uguali per tutti e su questo insistiamo e sembra che finalmente qualcuno si sia reso conto che i costi impropri eccessivi e una burocrazia pesante, hanno frenato la nostra crescita". Il lavoro nero, i laboratori cinesi che stanno fiorendo in Italia? "Dobbiamo fare di tutto perché queste cose si interrompano. Sono "macchie scure" a cui un imprenditore serio non deve dare spazio.

Scuola banca e impresa ( da "Corriere Adriatico" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si attende solo che la burocrazia autorizzi il prelievo dell'acqua dal pozzo destinato alla irrigazione. Hanno collaborato inoltre al restauro di palazzo San Michele e alla realizzazione del sito rilevazione dati meteorologici e ambientali di Lago Vicini, acquistato recentemente dalla Fondazione.

La carica dei 99 assenti ( da "Opinione, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma per una bizzarria tipica della burocrazia italiana, l'emendamento in questione era collegato al decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, che contiene tra l'altro, quella norma ribattezza dall'opposizione "salva Rete 4". Insomma, sospendendo il giudizio sulla questione Rete 4, sarebbe da aprire un lungo capitolo sulle storture delle procedure italiane,

La Crusca: "Non è vero che Internet e gli sms rovinano la lingua italiana" ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine la Maraschio lancia un appello contro la lingua della burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile alla democrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

ACCADEMIA DELLA CRUSCA: "INTERNET E SMS NON ROVINANO ( da "Virgilio Notizie" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne farei una questione di genere. Anche se direi che la lingua¿ è femmina". Infine, attraverso Donna Moderna un appello contro la lingua della burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile alla democrazia".

Internet e gli sms non rovinano l'italiano, e se lo dice l'Accademia della Crusca ( da "Panorama.it" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sanno dialogare con gli ascoltatori uscendo dai confini del gergo". Piuttosto, contrattacca Nicoletta Maraschio, salviamo la lingua italiana dalla burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile, oltre che all'italiano, anche e soprattutto alla democrazia".

La Cadore: <Facciamo squadra e rilanciamo l'economia> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il difficile accesso al credito e i costi indiretti degli straordinari".I costi e la burocrazia a cui deve fare fronte quotidianamente un imprenditore sono stati al centro dell'analisi di Teresa Cadore che ha ricordato come, ad esempio, il peso della burocrazia pesi su un'azienda per il 30\% del costo complessivo del lavoro.

L'Astor diventa un condominio ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sicuramente non sono state delle migliori né per quanto riguarda il settore turistico a Belluno né tanto meno per l'intricata burocrazia e per gli aggravi fiscali che spesso stroncano ogni iniziativa. La tua esperienza per la lunga attività nel campo alberghiero e della ristorazione ti fa essere un caposaldo e un punto di riferimento nell'ambito della ricettività in tutta la Valbelluna.

Lavoro. Voucher vendemmia per studenti e pensionati dell'Emilia-Romagna ( da "Sestopotere.com" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati arrivano i voucher per la vendemmia, i buoni per i lavori occasionali in agricoltura che comprendono oltre alla retribuzione anche i versamenti contributivi e l'assicurazione contro gli infortuni.

Raccolta differenziata porta a porta, la prima volta di Ibla ( da "Sicilia, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: criminalità e burocrazia" La cultura della normalità d'impresa. Ma anche una lotta senza tregua a criminalità e burocrazia, i principali freni dello sviluppo economico nell'isola. Sembra avere le idee chiare il ragusano Giorgio Cappello, industriale nel settore dell'alluminio, che venerdì scorso ha raggiunto un traguardo di responsabilità mai prima ottenuto da nessun altro ibleo,

Presentata la squadra di Nello Lo TurcoGiardini ( da "Sicilia, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: giovani e strumenti da utilizzare per arginare il fenomeno della dispersione scolastica; infrastrutture per migliorare la vivibilità; affidamento di vari servizi; snellimento della burocrazia; realizzazione di un nuovo Palazzo comunale e restauro di quello esistente. Rosario Messina.

AGRICOLTURA: INIZIATIVE DI PROTESTA CIA PUGLIA ( da "Agi" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e ritardi nella spesa agricola della Regione Puglia) e il relativo malcontento degli agricoltori impongono risposte concrete e rapide da parte del governo regionale e nazionale. Il 6 giugno la Cia e l'Associazione Pensionati Cia Puglia porteranno in piazza la qualita' e la tipicita' dei prodotti agricoli pugliesi,

Messa in sicurezza definitiva di via del Carro (Misano Adriatico), la Provincia accelera i lavori ( da "Sestopotere.com" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bruciando tutti i tempi della burocrazia, sarà messo in esecuzione entro poche settimane e prevede la realizzazione, entro il prossimo mese di luglio, di una pista ciclo-pedonabile sul lato fiume della strada, oltre all'attuale nastro asfaltato, mentre per l'attraversamento del ponte sarà ristretta la carreggiata facendo posto appunto alla ciclo-pedonabile.

BUROCRAZIA SOTTO TIRO, LA CGIL LASCIA IL TAVOLO ( da "Agi" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NEL MIRINO ANCHE I MEDICI BUROCRAZIA SOTTO TIRO, LA CGIL LASCIA IL TAVOLO Statali e burocrazia sotto il tiro del governo che per oggi ha convocato i sindacati per illustrare il suo 'piano industriale' volto a rilanciare e rendere efficiente il pubblico impiego. Ma, a sorpresa, la Cgil ha abbandonato il tavolo contestando un "grave errore di metodo perche'

Lucciole espulse e poi riammesse, il sindaco Rimoldi contesta i giudici ( da "Provincia di Como, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: siano previsti più poteri e ai vigili e uno snellimento della burocrazia". "Perché non denunciare il cliente per favoreggiamento della clandestinità - suggerisce provocatorio il sindaco - Sono quasi tutte clandestine e non vedo perché non applicare questo principio. A volte anch'io accompagno i vigili nei servizi, le nostre strade sono un'indecenza e la gente non dorme più la notte.

La burocrazia ritarda i lavori della piscina ( da "Stampa, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: STRUTTURA PRIVATA La burocrazia ritarda i lavori della piscina L'inaugurazione attesa a giugno slitta alla fine dell'estate [FIRMA]MATTEO PRIA PRAY Ancora un po' di pazienza per i valsesserini amanti del nuoto: i lavori per la realizzazione della piscina registrano un ritardo legato ai permessi per costruire.


Articoli

L'Ici pop dei Liberali pop (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 13 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 22 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (3) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Giulio di Siena: Non è proprio come dice Alessandro. E' vero, chi ha stipulato un mutuo non aveva la pistola... tzoia1: Si puo' discutere a vita sui dettagli, ma penso che la base sia la mancanza di una Cultura Liberale. Se... alessandro: Ma scusate qui c'è qualcosa che mi sfugge. Quando nel 2000 il signor Rossi è andato alla sua... libertyfighter: Concordo in toto. Anche se per me è molto più importante il concetto di Moral Hazard. Ma tanto in... Phastidio: Noto alcuni commenti piuttosto singolari, e che certificano la mancata lettura/comprensione del testo... 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Otto aziende sanitarie (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' quanto prevede la proposta di legge della Lo Moro che lascia il Consiglio REGGIO CALABRIA. Un progetto di legge costituito da un solo articolo che emenda completamente l'art. 7 della legge regionale n. 9 del 2007, il così detto maxi emendamento e ridisegna, ricostituendone alcune, l'organizzazione territoriale delle Aziende sanitarie. È quanto prevede l'iniziativa legislativa illustrata a Reggio Calabria da Doris Lo Moro, ex assessore regionale alla Salute, neo eletta al parlamento per il Partito Democratico. In particolare, Doris Lo Moro ripropone nel disegno di legge una nuova articolazione territoriale delle aziende sanitarie calabresi, con l'individuazione di otto aziende così distribuite: Vibo Valentia e Crotone, coincidono con il rispettivo territorio provinciale, mentre Cosenza, Reggio e Catanzaro avranno due aziende sanitarie ciascuna. Oltre Reggio, Catanzaro e Cosenza, saranno sede di azienda sanitaria anche Lamezia Terme, Castrovillari-Rossano e Locri-Palmi. "Quando si valutano aspetti organizzativi - ha sottolineato Doris Lo Moro nella sua relazione di accompagnamento al progetto di legge - la prima responsabilità viene individuata nella burocrazia; in questo, le responsabilità della politica sono almeno pari a quelle della burocrazia di cui spesso la politica si è servita, magari diventandone poi schiava". *** REGGIO CALABRIA. "Contestualmente alla presentazione del mio disegno di legge sulla sanità, presenterò le mie dimissioni da consigliere regionale". Lo ha affermato Doris Lo Moro, presidente del Pd calabrese ed ex assessore alla Salute, eletta deputato lo scorso aprile incontrando i giornalisti a Reggio. "È stata un'esperienza ricchissima di fatti positivi, ma non solo - ha detto Lo Moro - nel corso degli ultimi trenta mesi in cui mi sono occupata di sanità ho lavorato per assicurare ai cittadini buoni servizi, anche se non sono purtroppo mancati casi di gravissime emergenze. Mi aspettavo che partisse la discussione sul Piano sanitario ma così non è stato. Credo che il punto più alto della crisi, nel rapporto che ho avuto con la Giunta ed il presidente Loiero, si sia verificato nel rapporto che la Regione doveva avere con la sanità privata". "La relazione Riccio - ha proseguito Lo Moro - ricalca in buona parte lo schema del Piano sanitario regionale, solo che la breve paginetta delle osservazioni finali ha prevalso su tutto". Nel corso della conferenza stampa, Lo Moro ha anche posto l'accento su alcune iniziative prodotte durante la sua guida dell'assessorato, "con l'inchiesta avviata nell'ex Asl di Cosenza - ha detto - su cui va richiamata l'attenzione della Giunta regionale, che ha portato all'attenzione del Dipartimento regionale un sistema consolidato in cui il personale veniva retribuito in maniera non corretta, con una insostenibile lievitazione dei costi e con sperequazioni a danno di personale competente e non valorizzato".

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E la strada si rivelò privata (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bricherasio E la strada si rivelò privata Gli interventi su via Giretti fermati dalla burocrazia BRICHERASIO - C'è una voce, negli investimenti a bilancio 2008, che è rimasta immutata rispetto al 2007: è la previsione di spesa di 100mila euro per lavori di ripristino in via Giretti. Un cantiere che non è mai stato aperto per ragioni tecnico-burocratiche. Di fatto, quando il Comune si apprestava ad intervenire, ha scoperto - carte alla mano - di non poterlo fare: una parte di via Giretti, infatti, non è mai diventata di proprietà comunale, restando invece dei frontisti. Il problema è riemerso in Consiglio comunale, sollevato dalla capogruppo della Lista civica Anna Maria Garzena. Via Giretti si estende da via De Gregorio di S. Elia e procede sino ad oltre piazza III Alpini. Il problema riguarda le costruzioni individuali sorte sul suo asse, "tutte antecedenti - ricorda il tecnico comunale geom. Vilma Falco - all'entrata in vigore della legge regionale n. 56/1977". Nel dettaglio, è emerso che - a partire da via De Gregorio di S. Elia sino al limitare di piazza III Alpini manca ancora il trasferimento al Comune dell'area del marciapiede sul lato sinistro; addirittura, nella parte terminale (tutto il fronte di piazza III Alpini) è rimasto di proprietà privata l'intero sedime stradale, oltre che la porzione riservata ai marciapiedi. La questione è complessa e affonda le radici negli Anni '70, quando le pratiche - evidentemente - non sono state espletate in modo completo. Per Claudio Bonansea (Insieme per il futuro per Bricherasio) "sussiste una serie di responsabilità diversificate", mentre l'assessore ai Lavori pubblici Giacomino Marcello sottolinea, in particolare, "come il marciapiede non sia a norma". E ora? Quale iter bisogna seguire per sbloccare la situazione e poter finalmente effettuare i lavori necessari, già previsti a bilancio nel 2007 e nel 2008? Risponde il tecnico comunale: "Occorre cercare l'accordo per una cessione bonaria al Comune da parte dei privati, con la stesura e l'ufficializzazione dei relativi atti necessari e previsti". Resta da capire chi si accollerà i costi dell'operazione. Un'eredità dal passato che né gli attuali amministratori comunali né gli attuali proprietari degli stabili prospicienti la strada sospettavano di dovere, un giorno, affrontare. Michele Chiappero.

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Si ricostituisce a Goito l'associazione dei commercianti (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sera l'assemblea con i vertici Uncom, presto un incontro con il sindaco GOITO. Lunedì sera si è svolta a Goito una nuova assemblea tra gli operatori commerciali e i vertici Uncom. L'incontro, presieduto dal direttore di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso, dal vicepresidente con delega al Territorio Lamberto Manzoli e dalla responsabile area organizzativa Patrizia Fin, puntava a definire iniziative e linee di sviluppo del comparto a livello locale. L'assemblea ha evidenziato la necessità di identificare i referenti di collegamento tra commercianti, Uncom e amministrazione. "Intendiamo portare ai tavoli regionali le esigenze delle imprese per ottenere provvedimenti ad hoc, soprattutto in materia di credito - ha spiegato Dal Dosso -; la burocrazia è ancora troppo lenta rispetto alle reali esigenze dell'impresa". L'Uncom è pronta a offrire sostegno "perché - ha confermato Manzoli - il nostro crescere come imprenditori significa anche sfruttare tutte le opportunità che l'Associazione può favorire". L'opportunità di creare momenti di aggregazione non è legata solo a grandi problemi: si possono comunque creare iniziative di interesse per l'intera comunità. Un esempio su tutti, il rilancio del mercato come cuore del centro commerciale naturale di Goito. La riunione si è chiusa col proposito di incontrare di nuovo soci e operatori commerciali a settembre. Nel frattempo a Roberto Ferrari (Ristorante Al Bersagliere), Luca Foroni (La Mincio) e Fabrizio Gandellini (Irene abbigliamento), il compito di ascoltare, rappresentare e sollecitare una partecipazione attiva degli altri commercianti. Tra i primi progetti, l'incontro col sindaco per presentare il gruppo, il confronto sulla nuova normativa sugli orari degli esercizi commerciali e la riduzione della pressione dei tributi locali per lo smaltimento dei rifiuti.

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La sicurezza è prioritaria (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente provinciale di Cna commenta la lettera di Bonaccini ai parlamentari modenesi "La sicurezza è prioritaria" Chiede con forza anche infrastrutture e meno burocrazia Diversi temi centrali per lo sviluppo di Modena sono oggetto di un intervento di Luigi Mai, presidente di Cna provinciale. "Abbiamo letto la lettera pubblica inviata da Stefano Bonaccini ai parlamentari modenesi. Bene ha fatto il Segretario provinciale del PD a rivolgersi a tutti i parlamentari, a prescindere dall'orientamento politico, perché crediamo che sia necessario l'impegno di tutti per arrivare a dei risultati utili allo sviluppo dell'intero territorio. Del resto, un tema come la sicurezza - per cominciare da questo argomento - non ha colore. La criminalità - da noi denunciata già nel 1999 con un'iniziativa - illustrata da una campagna immagine forte, due mani dietro alle sbarre, e da uno slogan che recitava "I delinquenti li vogliamo così" - rappresenta un problema che, come osserva opportunamente Stefano Bonaccini, va affrontato con un maggior presidio del territorio - cioè con il potenziamento degli organici delle forze dell'ordine - ma anche con la certezza della pena. Non servono pene più aspre. Servono, invece, pene vere. Serve che chi delinque e viene riconosciuto colpevole sconti la pena in modo certo ed immediato, senza scorciatoie. Ecco perché è assolutamente necessaria una revisione della giurisdizione penale - e finché ci siamo pure di quella civile - ed una riorganizzazione degli uffici giudiziari. E di un'applicazione delle leggi che tuteli in primis le vittime dei reati, tutti i reati. I dati dimostrano che gli episodi di microcriminalità sono spesso legati all'immigrazione clandestina. E allora, anche in questo ambito, occorre affrontare il fatto. Cioè, che l'immigrazione è un evento sociale con cui convivere e da governare, permettendo a chi vuole lavorare, contribuendo alla ricchezza collettiva, da chi vuole seguire vie illecite per il proprio arricchimento e, proprio per questo, stabilendo poche regole, ma chiare e precise. Ad esempio, promulgando leggi per l'assunzione che siano davvero praticabili (c'è qualcuno ancora disposto a credere che un imprenditore assuma un lavoratore straniero senza averlo conosciuto, come prevede oggi la Bossi-Fini?). Evitando ghettizzazioni nelle città, ma anche accettando il fatto che strutture come i Cpt rappresentano una delle soluzioni contro questo tipo di criminalità. Bonaccini fa bene anche a sollevare la questione infrastrutture. La Bretella Sassuolo - Campogalliano rientra sicuramente tra queste, in particolare per ciò che riguarda il collegamento con lo scalo merci di Marzaglia, la tangenziale e da qua alla bretella stradale per Sassuolo. Un intervento che consentirebbe di tamponare il problema della viabilità nel settore ovest della nostra provincia. Senza dimenticare, però, il resto del territorio, vale a dire l'Area Nord - dove, finalmente, la Cispadana pare abbia trovato l'abbrivio giusto per arrivare alla sua concretizzazione - ma anche l'Appennino. Se i parlamentari modenesi sapranno applicare quella strana matematica per cui 1+1 fa 3 - come le imprese da anni hanno saputo fare sul nostro territorio, ragionando in termini di filiera e di partnership - siamo certi che queste necessità troveranno finalmente risposta e rappresenteranno un'opportunità per tutti i cittadini. E tanto meglio se questa sorta di equazione sarà risolta anche a livello locale. A nessuno si chiede di pensare in modo omologo o di rinunciare alle proprie convinzioni. Quello che riteniamo opportuno è non disperdere tempo ed energie su progetti irrealizzabili (un esempio? La metropolitana), ma concentrarsi su soluzioni praticabili in tempi brevi e senza costi (un altro esempio: l'abbattimento della burocrazia)".

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Cooperativa di garanzia scende in campo casa (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani, il 3 giugno il voto per la presidenza Cooperativa di garanzia Scende in campo Casa PAVIA. "Sono stato sollecitato da una cinquantina di artigiani di Pavia e provincia ad accettare la candidatura e presentare una lista per il rinnovo delle cariche della Cooperativa Artigiana di Garanzia". A scendere in campo per la presidenza in vista dell'assemblea della Cooperativa, che si riunirà il 3 giugno, è Pierangelo Casa, presidente della Cooperativa Lombarda, una ditta di pulizia, facchinaggio e servizi specialistici con sede al Prado di Cura Carpignano. Casa è un manager internazionale che ha anche importanti quote di partecipazione in molte altre aziende in vari Paesi del mondo: Alisea, Alisenergy, Css, Valle di Cavalieri, Csi Logistica. "Dopo vari ripensamenti - dice Casa - ho deciso di accettare, nonostante i miei impegni di lavoro in tutto il mondo. Presento la mia candidatura insieme ad altri artigiani. Mi propongo per la conduzione della Cooperativa. Questi litigi tra un'Associazione e una Cooperativa fidi non devono esistere perchè vanno ad affossare lo spirito e l'attività degli artigiani provinciali. Rispetto il lavoro svolto dall'Associazione Artigiani condotta dal cavalier Rino Malinverno, che non ho il piacere di conoscere. Però come artigiano mi permetto di fare presente che certi comportamenti vanno a danno della categoria stessa. Non voglio entrare nel merito delle discussioni tra Malinverno e Bonfoco e degli atteggiamenti e comportamenti. Mi permetto soltanto di presentarmi per cercare di sviluppare le esigenze dei nostri artigiani, che hanno bisogno di essere assistiti". "I piccoli artigiani - continua il manager Casa - sono persone che lavorano anche tredici ore al giorno e non hanno il tempo materiale da dedicare per sviluppare la propria attività anche sotto i profili normativo e burocratico. A mio avviso, le associazioni esistono per sostenere le esigenze degli associati ed essere loro di aiuto. L'Azienda Italia non è più competitiva sul mercato internazionale e una colpa è del legislatore che non permette ai piccoli artigiani di essere competitivi, perchè le leggi sul lavoro vengano applicate a loro come se fossero delle industrie. L'artigiano italiano, che è il migliore al mondo sotto il profilo della creatività, viene penalizzato notevolmente dalla burocrazia, dalle leggi e dal sistema creditizio. Pertanto la mia lista, se dovessimo avere successo, si batterà con ogni energia per sostenere l'artigiano e migliorare il sistema creditizio. Saremo molto vicini agli stessi nel consigliarli ed assisterli nel migliore dei modi".

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E i trasportatori vanno in regione per chiedere regole semplificate (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca E i trasportatori vanno in Regione per chiedere regole semplificate Le ditte ordinarie costrette a sborsare 200 euro anziché 93, mentre le grandi società di capitale pagano meno di prima Tutti parlano di favorire le piccole imprese e la produttività. Invece si va sempre in direzione opposta, e si continua a pesare su chi produce. L'aumento di questi diritti ne è un esempio". Giovanni Grandesso, presidente dei trasportatori Cgia, spara a zero sul decreto che ha quasi raddoppiato l'entità della "tassa" che ogni impresa deve alla Camera di commercio. Non è solo una questione di soldi, ma anche di peso della burocrazia. "Oggi siamo stati in Regione", continua Grandesso, "per provare e districare una matassa di obblighi e adempimenti che risale al Regio decreto del 1935". Una barca da trasporto in Canal Grande viene spesso assimilata a una piccola nave o a un battello fluviale. E qui si applicano dunque regole pensate per ambienti e scafi del tutto diversi. "Abbiamo il libro di bordo, i certificati obbligatori che vanno firmati dagli ingegneri sulla massima immersione, le carte e i certificati su salvagenti, estintori e sicurezza. Un po' troppo". (a.v.).

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... 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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

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Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... 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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Ladruncola portata in cella fino a torino (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN DONA' Ladruncola portata in cella fino a Torino SAN DONà. Notte di tensione e burocrazia al comando dei vigili dove sono state portate le due zingare trovate dagli agenti mentre cercavano di rubare tra via Jesolo e l'isola pedonale di corso Trentin. Una delle due, minorenne, è stata trasferita addirittura al carcere minorile di Torino, accompagnata da una pattuglia di vigili fino al capoluogo del Piemonte, poiché era l'unico carcere minorile che aveva dei posti disponibili. In alternativa ci sarebbe stato solo quello di Roma. Nel cuore della notte, una volta ricevuto il fax che confermava la disponibilità del carcere torinese, la pattuglia è partita con la giovane in auto. La ragazzina, come è emerso dagli accertamenti, era stata colpita da un ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura dei minori di Perugia dopo una rapina commessa in quella città. Dovrà scontare un mese di carcere, poi sarà affidata ad una casa sociale o qualche ente che si occupa dei minori con disagi e problemi famigliari, ammesso che vi resti e non cerchi di fuggire, come spesso avviene in questi casi. La seconda, maggiorenne, è stata invece rilasciata dopo una notte trascorsa al comando e sorvegliata costantemente dagli agenti che hanno lavorato fino all'alba dopo il fermo delle nomadi. La ragazza è risultata essere infatti incinta e, pur non avendo pendenze penali, non è stato possibile procedere, con il commissariato, alle procedure per l'espulsione. La ragazza è stata rilasciata e resterà dunque in Italia. (g.ca.).

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Fibronit, altra richiesta di fondi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRONI Fibronit, altra richiesta di fondi BRONI. Entro l'11 giugno le domande per poter partecipare all'intervento di messa in sicurezza d'emergenza del sito inquinato di interesse nazionale Fibronit. "Stiamo predisponendo un'ulteriore richiesta di fondi con l'obiettivo di non dover far registrare perdite di tempo, e anche per portare avanti i lavori in modo più che mai continuativo nonostante i contributi arrivino a singhiozzo e con difficoltà causate dalla burocrazia a tutti i livelli", spiega il sindaco Luigi Paroni. "Dobbiamo guardare sempre avanti, consapevoli che la richiesta di aiuti finanziari ha dei tempi previsti, mentre i lavori di bonifica devono averne altri". (s. co.).

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I rifiuti ferrosi? finiscono in strada (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini. Manca uno spazio di raccolta, l'opposizione chiede chiarimenti. Il sindaco: a breve l'isola ecologica I rifiuti ferrosi? Finiscono in strada Passa la ditta incaricata per raccoglierli, ma sono già spariti MONTECATINI. Lascia i suoi rifiuti ferrosi in un punto della strada indicato dall'azienda incaricata dal Comune allo smaltimento. Ma quando la ditta passa per raccoglierli, i rottami sono già spariti. Prontamente presi da qualche privato dalla mano lesta. "Purtroppo da noi manca un'area recintata dove depositare i materiali di scarto ingombranti. Lasciandoli così per strada, in una zona di pubblico passaggio credo che chiunque possa fermarsi e prenderli", racconta Riccardo Castagnoli, consigliere comunale di opposizione. Proprio a lui è capitato il qui pro quo con la ditta Bruschi e Masoni di Volterra storicamente convenzionata con il Comune. L'impresa, all'avanguardia e attrezzata al meglio con tutti i mezzi idonei allo smaltimento dei ferrosi, non ha digerito benissimo l'accaduto. "Ovviamente per loro è una rimessa, visto che in questo caso, hanno fatto un giro a vuoto. Per questo chiedo chiarimenti sul sistema di smaltimento dei rifiuti metallici", continua il capogruppo di Centro destra Montecatini che ha presentato al sindaco nei giorni scorsi un'interrogazione in merito. La volontà dell'opposizione è quella di evitare che il fatto si ripeta. Il sindaco Sandro Cerri non nega l'accaduto. Ma sottolinea che si tratta di un evento sporadico in tanti anni di raccolta. "Da decenni portiamo avanti questo servizio di raccolta porta a porta e direi che non ha mai creato problemi. La persona che ha bisogno dell'intervento della ditta telefona e si mette d'accordo", spiega. E aggiunge, comunque, che l'amministrazione sta cercando un'area idonea per organizzare un'isola ecologica ad hoc per rifiuti ingombranti, per evitare disagi del genere in seguito. "E' una cosa che stiamo valutando - conclude - anche se non è una priorità. Non è comunque semplice trovare uno spazio idoneo, e la burocrazia per avere le autorizzazioni è lunga". F.S.

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Quote latte, italia capofila nella richiesta d'aumento (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Quote latte, Italia capofila nella richiesta d'aumento Zaia al vertice informale di Brdo: più semplificazione e meno burocrazia in agricoltura BRDO. Debutto italiano nei negoziati sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) ed è subito confronto sul futuro delle quote latte e sulle multe europee che colpiscono gli agricoltori italiani che hanno prodotto in eccesso globalmente 3 miliardi di euro. L'Italia è decisa a trovare una soluzione e non è escluso che il dossier sulle quote latte entri nell'agenda dei colloqui tra il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, il prossimo 3 giugno a Roma in occasione del vertice della Fao. Il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, al termine del consiglio informale dei ministri dell'agricoltura Ue, ieri a Brdo (Slovenia), ha potuto trarre una prima constatazione: "L'Italia non è sola a chiedere la revisione e la fine anticipata del sistema delle quote. Lo sostengono con forza anche Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Olanda". L'Italia ha comunque assunto il ruolo di capofila nel negoziato rispetto a quegli Stati membri che vogliono l'aumento della quota nazionale. In quel ruolo il ministro Zaia ha avanzato la questione della compensazione europea tra i Paesi che non riescono, come la Francia, a completare la quota loro assegnata, e quelli, come l'Italia che riescono a coprire appena il 58% dei loro consumi. "Voglio dimostrare - ha detto il ministro - che in Europa l'eccedenza di produzione non c'è e che si paga per il latte non eccedentario". Quindi è chiaro, ha aggiunto, che noi "vogliamo riaprire il negoziato sulle quote latte e la prossima settimana parleremo della questione direttamente con la commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel, che sarà in visita a Roma". Sulla quantità di aumento della produzione italiana di latte, Zaia ha precisato: "Ci devono togliere da questo imbarazzo di dover pagare una multa di 176 milioni l'anno per un esubero di 671.000 tonnellate, quando in Europa c'è una carenza di 1,9 milioni di tonnellate". Sugli altri elementi centrali della proposta di riforma della politica agricola comune il ministro ha poi chiesto "una riflessione seria sulla ristrutturazione del settore del tabacco, alla luce di realtà produttive importanti situate in Veneto, in Umbria e in Campania". Al riguardo l'Italia sostiene la necessità "di prorogare di tre anni", oltre alla scadenza prevista del 2009, "il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".

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La cattiva burocrazia a scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Seminario civico al centro Agorà per capire come si può batterla La cattiva burocrazia a scuola LUCCA. Oggi, a partire dalle 17,45, ci sarà un seminario di formazione civica al centro culturale Agorà in via delle Trombe. Il titolo del seminario è "Le proposte di lavoro antiburocratico nella scuola". Interverrà il professor Vincenzo Masini, docente di psicologia generale all'Università di Perugia, che parlerà dei possibili percorsi da intraprendere per una riorganizzazione della scuola. Rendere gli istituti meno complessi serve infatti a eliminare gli sprechi, contribuisce alla diffusione del sapere e al miglioramento delle relazioni, oltre che ad accrescere le energie per liberare intelligenze e risorse. Un percorso che è assolutamente possibile, anzi necessario. Oggi alle 17,45 al centro Agorà.

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Il governo Berlusconi alla prova del budino (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Paolo Armaroli Nelle operazioni di salvataggio la regola è sempre quella: prima donne e bambini. Ora, la formazione di una compagine ministeriale da parte di Silvio Berlusconi non è lontanamente paragonabile a un'operazione di salvataggio. Salvo per gli inclusi, si capisce. Eppure si può dire che la regola è pressappoco la stessa. Ma sì, ancora e sempre, prima donne e "bambini". Una regola, a conti fatti, più sbandierata che osservata. Perché le donne sono soltanto quattro. Mentre i veramente "giovani", dopo tutto, non sono una legione. "Largo ai giovani", tuonava la Buonanima. Ma lui almeno aveva le sue brave ragioni. Difatti il suo "largo ai giovani" stava a significare che per dar vita a un'Italia autenticamente fascista andavano rotti i ponti con la classe politica giolittiana e con la burocrazia a essa legata a filo doppio. Noi invece brancoliamo nel buio. Il tarlo roditore dell'antitesi è tale che non sappiamo se la Prima Repubblica abbia tirato veramente le cuoia, se la Seconda Repubblica abbia davvero cominciato a muovere speditamente i primi passi e se, più itali Amleti che mai, per avventura terremo presto a battesimo la Terza Repubblica. Stando così le cose, il "prima le donne e i bambini"è una formula alla moda tanto scriteriata quanto demagogica, che peraltro non fa onore né alle donne né ai "bambini". Perché le une e gli altri dovrebbero far parte della squadra di governo non già in quanto appartenenti all'una o all'altra categoria, ma perché ritenuti un investimento sicuro. Anche se, per dirla con Lorenzo il Magnifico, del diman non c'è certezza. A questo punto non c'è che da aspettare. Staremo a vedere come se la caveranno i nostri eroi. Nel frattempo Walter Veltroni, uomo dabbene e misericordioso, non perde occasione per ingigantire la figura del Cavaliere. Se quest'ultimo si è sciacquato la bocca con questo stucchevole "largo ai giovani", il leader del Pd per non essere da meno ha voluto addirittura strafare. Con il rischio di finire su "Striscia la notizia". Pensa e ripensa, alla fine ha dato vita a un governo ombra, a imitazione del britannico "Shadow Cabinet", facendo gli scongiuri. Già, perché porta male. Come insinua, lui sì che se ne intende, Vincenzo Visco. Difatti quello precedente, allestito da Achille Occhetto nel 1989 e del quale faceva parte il sullodato Visco, non ebbe fortuna. Fin qui, salvo incrociare le dita, nulla da ridire. Ma ecco che adesso viene il bello. Perché i memorabili detti del Nostro sono davvero esilaranti. Evidentemente ossessionato pure lui dal presidente del Consiglio in carica, Veltroni così esordisce: "Nel governo Berlusconi le donne sono 4 su 21, cioè il 19%! Nel nostro 9 su 21, cioè il 43%! Anche in questa struttura abbiamo voluto rispettare gli obiettivi di parità di genere!". Come a dire, rivolto all'inquilino di Palazzo Chigi, "tiè"! Postosi su questo piano inclinato, finisce per scivolare rovinosamente fino in fondo. Ma ecco che cosa aggiunge: "Nel nostro governo c'è il numero più alto di giovani mai registrato in un governo nella storia repubblicana! C'è anche la ministra più giovane, perché Giorgia Meloni - a cui comunque facciamo gli auguri - ha già 31 anni. Mentre la nostra Pina Picierno ha 29 anni"! 29 a 31, certifica questo novello matematico: sai la differenza! Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Ma torniamo al governo in carica. Qual è la sua natura? È forse un governo del premier, nel qual caso si tratterebbe di una novità assoluta, oppure è, come in pratica tutti quelli che lo hanno preceduto, un governo dei partiti? Notoriamente l'Italia è il Paese dove batte non già il sì ma il ni. E dunque tenderemmo a dire che non è né l'una né l'altra cosa, ma un quid medium. È lo stesso interessato, ossia Berlusconi in persona, ad accreditare una simile tesi. Non a caso ha dichiarato di aver preso atto delle richieste degli alleati, ma poi è stato lui ad assegnare le parti in commedia. Insomma, "I posti li ho decisi tutti io". E se lo può permettere in quanto risulta il vincitore assoluto delle elezioni del 13 e 14 aprile. Ne consegue che, rispetto ai ministri, lui è qualcosa di più di un semplice primus inter pares. In democrazia, però, vale l'esatto contrario del "guai ai vinti" dell'antica Roma. "Guai ai vincitori", perché se non onorano gli impegni perdono lo scettro del comando e alle lunghe si avviano sul viale del tramonto. Berlusconi è preoccupato proprio perché ne è consapevole. Perciò ha formato il governo in un battibaleno, dando prova di decisionismo. Perciò ci tiene, come mai in passato, a buoni rapporti con il Quirinale. Perciò, come ha affermato un personaggio non sospetto qual è Franco Debenedetti, non mancano nella sua squadra nomi eccellenti. Come non manca, per dirla tutta, qualche punto interrogativo. Ma il budino, come sostengono gl'inglesi, va assaggiato per sapere com'è. L'importante è non fare la frittata. Paolo Armaroli (paoloarmaroli@tin.it) è professore di Diritto pubblico comparato all'Università di Genova. 28/05/2008.

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Degrado (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio DEGRADO DEGRADO Buche ed erbacce anche alle Seimiglia Come consigliere di circoscrizione delle Seimiglia voglio unirmi all'intervento del mio capogruppo in consiglio comunale Jan Vecoli uscito alcune settimane fa sul vostro giornale, riguardante i lavori di pulizie dalle erbacce a Lido e Camaiore: ricordo quindi all'amministrazione comunale che anche nelle Seimiglia aspettiamo tali lavori con la manutenzione delle strade per le buche, elenco alcune località (Casciana, via Campo a Orbicciano, Ortomaggiore a Montemagno eccetera), e la pulizia delle zanelle colme di foglie, che deviano lo scarico dell'acqua piovana nelle strade (problema già segnalato). Sono alcune cose delle tante, che permettono più sicurezza agli abitanti che ogni giorno fanno queste strade e dei turisti che vengono nei nostri paesi per un po' di relax. Gerardo Santini consigliere Prc PROTESTE Piazza Mazzini ed ex Gasometro Ci opponiamo fermamente ai propositi dell'Amministrazione Comunale di dare il via alla costruzione di mega appartamenti di lusso e negozi in P.zza Mazzini nell'area dell'ex Casa del Fascio come pure alla costruzione di un parcheggio sotterraneo nella medesima piazza. Ricordando che i Comitati Viareggini e la Consulta Comunale per l'Ambiente (Gruppi 3 e 4) hanno già bocciato il Regolamento Urbanistico, ci sembra che il Comune non comprenda che la città di Viareggio non è più in grado di assorbire nuove costruzioni.. Qualunque occupazione di nuovi spazi non può che portare ulteriore forte degrado peggiorando la condizione di vivibilità dei suoi abitanti. La costruzione di un parcheggio sotterraneo in P.zza Mazzini cambierebbe strutturalmente il paesaggio urbano cancellando una delle cose più belle della nostra città. E' facile immaginare che una tale opera necessiti di molto spazio di superficie per l'ingresso e l'uscita delle auto, e che comporti una crescita vertiginosa della densità veicolare ed antropica con conseguente aumento di inquinamento e di rumore. E' facile altresì immaginare le enormi spese e le ovvie difficoltà che l'opera dovrà superare a causa dei problemi idrogeologici. Vorremmo inoltre capire quali siano le reali intenzioni circa la sistemazione dell'area Ex Gasometro, per la quale, nonostante quanto previsto dalla delibera 66 del 27/2/08, sembra vi siano ipotesi diverse e peggiorative rispetto alle aspettative dei Comitati. Dove sono finiti le belle idee e l'amore per la città manifestati in campagna elettorale? Covicom (Coordinamento viareggino dei Comitati) LA POLEMICA La burocrazia e gli animali Alla dottoressa Aragona, così puntuale e solerte a cercare giustificazioni circa l'operato dell'Asl, vorremmo ricordare alcuni fatti. è passato un anno da quando la nostra associazione, per mezzo di un esposto, ha chiesto al servizio veterinario Asl che intervenisse a tutela dei due ormai "famosi" cani di Torre del Lago. Dopo un sopralluogo l'Asl ha evidenziato soltanto che la catena di uno dei due cani era troppo corta. Allungata la catena, il problema, secondo l'Asl, era risolto. Purtroppo, la situazione era ben più grave, tant'è che uno dei due cani maltrattati, malati e infestati di zecche, è morto, legato a quella catena dalla quale il padrone lo ha liberato soltanto per portarne via il corpo. Per i due cani (e oggi per il cane superstite) tuttora non esiste un riparo, soltanto una barca, una barchetta rovesciata che dovrebbe sostituire la cuccia. Come ultima beffa, il proprietario del cane morto risulta appartenere a un corpo delle forze dell'ordine, organismi preposti alla repressione dei crimini perpetrati anche nei confronti degli animali. Per una gattina abbandonata, che dopo aver partorito si trascinava in strada portandosi dietro la placenta con due gattini morti dentro, qualche giorno fa dalla Asl ci è stato risposto: "Non facciamo pronto soccorso". E ancora una volta, nonostante esista un servizio pubblico pagato dai cittadini, siamo stati costretti a rivolgerci a medici veterinari privati. Stessa storia frustrante a Camalore, dove circa un mese fa, abbiamo raccolto due cani di razza pincher denutriti e risultati successivamente malati di leishmanlosi e per i quali i vigili urbani non hanno ritenuto opportuno intervenire. Alla luce di quanto esposto chiediamo a chi dobbiamo rivolgerci per circostanze analoghe, considerando che, associazioni di volontariato come la nostra, non possono supplire, né come mezzi né come risorse, alle carenze dell'ente preposto per competenza. Al nuovo sindaco Luca Lunardini, chiediamo con urgenza un incontro, nella speranza di trovare un valido interlocutore per i troppi problemi irrisolti nell'ambito del nostro territorio. Asav (Associazione salvezza animali Versilia).

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Termo idraulici, Clementino Morigi ancorapresidente (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

FAENZA pag. 15 Termo idraulici, Clementino Morigi ancorapresidente NOMINA "RICONOSCERE LA QUALITÀ DEGLI INSTALLATORI E RECUPERARE GLI AUMENTI DI COSTI DOVUTI ALLA BUROCRAZIA" SI È SVOLTO lunedì sera presso la sede di Confartigianato della Provincia di Ravenna il primo Consiglio Direttivo del Settore Termo-idraulici e Frigoristi eletto dall'assemblea di categoria svoltasi il 14 aprile scorso. I componenti il Direttivo hanno confermato il presidente uscente, Clementino Morigi, alla guida del settore per i prossimi 4 anni. Vice-Presidente sono stati nominati Sandro Baldisserri, Stefano Geminiani e Marco Rontini. Il Consiglio Direttivo ha inizialmente esaminato il lavoro svolto nel quadrienno trascorso che ha visto la categoria attiva in numerose iniziative di carattere seminariale e formativo sui vari temi al centro dell'attenzione degli imprenditori artigiani affermandosi, come Confartigianato, quale importante punto di riferimento per gli imprenditori associati. L'attività futura, è stato rimarcato durante la discussione, dovrà partire da quanto svolto negli anni passati e dovrà volgersi verso un continuo aggiornamento della tecnica e della normazione che caratterizza il settore Termo-idraulico, con particolare attenzione alle tematiche legate al risparmio energetico ma anche ad elevare la sensibilità delle aziende artigiane in merito ai costi di gestione delle imprese che porta, in mancanza di conoscenza capillare dei propri costi, le imprese a porsi sul mercato in modo "superficiale" che rischia di alterare il livello del mercato. Su quest'ultimo punto il Consiglio Direttivo ha evidenziato come i continui aumenti dei costi, dovuti sia all'incremento della burocrazia sia a quelli inerenti la sicurezza, pur essendo entrambi più che comprensibili, non possono però rimanere al solo carico delle imprese. Image: 20080528/foto/3669.jpg.

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Mettiamoci insieme per ripartire (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INVITO. La sinergia di forze economiche ed istituzionali locali può esprimere progetti concreti di cambiamento. Lavoro nel solco tracciato da Bruna Facchinello "Mettiamoci insieme per ripartire" "Vogliamo proporci come propulsore di un gioco di squadra locale ancora più forte tra tutte le forze economiche, professionali e istituzionali del nostro mandamento": ha scandito con forza la presidentessa, Teresa Cadore, al termine della sua relazione, partita dall'adunata ma giunta molto lontano, infarcita di dati e autorevoli citazioni. "La sinergia di forze economiche ed istituzionali locali può esprimere embrioni di progetti concreti di cambiamento -, ha spiegato, - e noi vogliamo mettere a disposizione la nostra struttura, perché sindaci e imprenditori possano scambiarsi informazioni e competenze, perché anche a livello locale non sia tralasciato nulla di ciò che è indispensabile per una ripresa". La soluzione proposta dall'Unione del commercio alla serie di problematiche affrontate nella relazione è dunque la formazione di una squadra che porti avanti con passione idee mirate ad un cambiamento. Radicale, si potrebbe aggiungere, alla luce di tutte le pecche del "sistema" evidenziate dalla presidentessa, che ha sollevato il problema dei rincari di tasse, tariffe e consumi, che gravano sul cittadino come sugli imprenditori. E nel solco del lavoro iniziato da Bruna Facchinello, la Cadore ha sottolineato "vogliamo fornire tutta la nostra competenza territoriale sul fronte del contenimento dei costi. Potremmo tutti insieme anche appoggiarci al Cuoa o alle università più vicine, per sfruttare le loro conoscenze in materia, pensando magari a due momenti di sintesi, uno su sviluppo commerciale e assetti viari sovracomunali, l'altro sul contenimento delle tariffe dei servizi". Insomma, non più scelte piovute dall'alto, ma partecipazione e confronto diventano le parole d'ordine. Parlando del territorio, che ha definito un "contenitore culturale", la presidente ha affermato la necessità di salvaguardarlo da logiche speculative, riferendosi in particolare alle aree della grande distribuzione, che non dovrebbero entrare in conflitto con le altre realtà, per cui "le buone amministrazioni dovranno provvedere a risolvere in anticipo i flussi di traffico. Saremo attenti e vigili" ha ribadito, . Nell'enunciare le problematiche che affliggono in tutt'Italia il settore turistico, penalizzato dalla burocrazia, dalla carenza di investimenti e di coordinamento, Teresa Cadore ha citato il caso locale, senza risparmiare una stoccata all'ente che ha promosso le iniziative legate al cinquecentenario palladiano, sottolineando che "sarebbe stato bello se fossero stati coinvolti anche i ristoratori bassanesi e vicentini, le cui proposte in materia sono finora state tutte rifiutate". Nel mirino anche le banche, perché "la stretta creditizia subita dalle imprese non è giustificata dalla rischiosità effettiva ". "Bisognerà - ha chiosato - affrontare la sfida più importante, ovvero cambiare i vecchi schemi ed entrare nel merito del credito con la consapevolezza che finanziare i progetti giusti significa contribuire allo sviluppo dell'economia e del Paese". Una riflessione è andata anche alla scuola: "vorremmo - ha spiegato Teresa Cadore a nome del consiglio,- istituire una collaborazione più stretta con gli istituti e gli insegnanti che sono interessati alla formazione commerciale", perché mancano percorsi specifici di formazione alla vendita, e le figure più difficili da reperire nelle aziende sono proprio i commerciali. "Chiudo pensando ai giovani che passano i fine settimana buttandosi via in compagnia dell'alcool - ha aggiunto in ultima battuta la presidentessa- qualcuno dice che lo fanno perché non hanno prospettive. Vorrei che la nostra generazione provasse a dimostrare loro che non è vero". La proposta è stata quella di impegnarsi nell'analisi delle prospettive lavorative per dare degli input chiari a scuole e famiglie nella scelta del percorso formativo. "Dobbiamo rendere i giovani protagonisti, partendo da tutti i talenti, sportivi, artistici e culturali".CH.B.

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PER UNA INIZIATIVA PUBBLICA IN TEMA DI CULTURA (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

UN INVITO AI LETTORI DEL GIORNALE DI VICENZA PER UNA INIZIATIVA PUBBLICA IN TEMA DI CULTURA di Antonio Baldo Un po' che la cultura va di moda, un po' che finalmente abbiamo un assessore alla cultura, forse è il caso di discuterne, in una città che di cultura dice di aver bisogno. Qualsiasi discorso dovrebbe partire da una idea, sufficientemente condivisa, di cultura e della cultura in quella città in particolare. Questo però significherebbe impantanarsi in una palude senza fine. Quindi evitiamo. Sarebbe sufficiente concordare che la cultura non è né l'operina dimenticata del '700, né lo show televisivo, né la sagra di quartiere; anche se tutto questo può esserne parte. Proviamo con un'immagine. Avete presente il legno lamellare? È fatto di numerosi listelli, distribuiti su vari strati e incollati tra loro. I listelli sono i più svariati temi della vita sociale, gli strati sono i livelli del loro approfondimento, la colla è il sentire diffuso di una comunità omogenea. Il legno lamellare sostiene i tetti meglio dell'acciaio, restando più flessibile e questo, nell'odierna società del cambiamento, certo non guasta. Ogni società ha la sua trave e ci sta dentro di tutto, anche se non proprio tutto. A fare esempi, non si finirebbe più, ma certamente troveremmo la Bibbia, Omero, Buddha, Bach, Venezia, Kant, Van Gogh, Einstein, i Beatles, ecc. ecc. La cultura serve a capire il mondo e cosa noi ci stiamo a fare o, se preferite, a decidere dove andare e come. Il ruolo dei reggitori di una città è capire su quale gradino essa sta poggiando i piedi ed aiutarla a salire sul prossimo di gradino; però avendo un'idea, anche provvisoria, della scala. Immaginandone una di cento scalini, a Vicenza non siamo né sotto i primi venti, né sopra gli ultimi venti, quindi non siamo agli estremi della curva a campana di Gauss. Se non sapete cosa sia quella campana, buttate l'ultimo romanzo che state leggendo, interrompete il film che state vedendo, abbandonate il concerto che state ascoltando o la mostra che state visitando e procuratevi un manuale divulgativo di statistica. Vi aiuterà meglio a capire il mondo. Tanto per dire cosa si può intendere per cultura. Tornando alla scala, non saprei dire a che gradino siamo collocati noi Vicentini. Direi però che non arriviamo al 50°. In più - e questo è molto, molto più importante - forse stiamo scendendo. Se si pensasse di superarlo, potremmo finirla qui. Se invece si dovesse prendere atto di essere "ignoranti" (in senso non offensivo, per carità), la prima cosa da fare - forse banale ma certamente opportuna - è di inventare delle scuole e di indurre la gente ad andarci. Per non equivocare sul termine "scuola", parliamo pure di programmi culturali di natura didattica; con uno sguardo speciale al primo strato della trave lamellare. E qui cominciano i problemi reali, perché realizzare un'azione didattica diffusa non è semplice. Servono docenti autorevoli, programmi stimolanti, strumenti efficaci, allievi gioiosamente impegnati, genitori - biologici o ideologici - poco ansiosi e protettivi, capacità di guardare in faccia il mondo senza esservi immersi. È difficile anche per la scuola-scuola: per quella pubblica, ingabbiata nella burocrazia e per quella privata, ingabbiata nell'interesse. Neppure basta seguire le voci degli appassionati. Un'iniziativa pubblica dovrebbe occuparsi soprattutto di chi sta zitto. Riguardo ai contenuti, le arti (nelle quali tendiamo a confinare la cultura) sono lungi dall'esaurirla. C'è, ad esempio, la scienza che - in una Vicenza divisa tra sapere umanistico e tecnico - è ignorata. Nella scuola viene insegnata poco e spesso male, nella produzione compare sporadicamente, nei pochi incontri ad essa riservati è limitata a mozziconi di temi di attualità. Anche se molto incidente nella vita di tutti, pochi ne afferrano le logiche che la muovono e la (e ci) condizionano. Logiche che hanno a che fare con un modo di concepire l'uomo e la realtà naturale, con lo sfruttamento economico dei suoi risultati, con la scarsa democraticità delle sue decisioni. Recuperare la dimensione della cultura scientifica è necessario e urgente. Un secondo filone culturale attiene a quella che potremmo chiamare "l'arte della vita". Dove sta scritto che la filosofia debba essere confinata in noiosi elenchi di autori e di teorie espresse con linguaggio astruso, mentre, senza accorgercene, la applichiamo ogni giorno alle nostre scelte? Perché la religione dev'essere limitata a catechismi ricavati da libri immobili e non ricondotta ad un insopprimibile bisogno del nostro spirito? Dove ci porta una psicologia ridotta in pillole pronte all'uso, che esorcizzano la fatica di un'introspezione personale, nell'illusione che altri ci possano conoscere meglio che noi stessi? Chi l'ha detto che la morale debba oscillare tra precetti imposti da chiese - religiose o laiciste - dimenticando l'evoluzione, spesso inconsapevole, delle società? Un terzo, strategico settore di intervento culturale concerne la vita civica, la nostra convivenza di cittadini. Da relazioni molteplici e differenziate, così come da un ambiente salutare ed esteticamente gradevole, deriva gran parte di quel benessere che vanamente cerchiamo in soggiorni presso oasi specializzate. Il cosiddetto "bene comune" - ce ne rendiamo conto o no - esiste ed è pure conveniente. Il mondo è cambiato e la nostra comunità provincialotta, incapace forse di capirlo e certamente di costruirlo, lo subisce impaurita. Naturalmente questo significa toccare anche la politica. Parlo di quella seria, che deriva dall'amore per la polis e per la gente che incontriamo per strada e non si esaurisce nelle periodiche competizioni elettorali, quando buon senso e civiltà di rapporti vengono allegramente dimenticati. A proposito di elezioni: ci siamo accorti di essere tornati all'eleggibilità per censo, com'era nello statuto albertino del 1848? Se l'80% di noi pensasse mai di diventare almeno sindaco di Vicenza, non lo potrebbe fare, semplicemente perché non ha i soldi per la campagna elettorale. Ripensare a cosa significhi la democrazia, è meno culturale di una mostra al museo? Per programmare un intervento culturale per una città servono - in ordine crescente di importanza e di difficoltà - strumenti, soggetti e idee. Semplificando un po', gli strumenti sono riducibili a due. Il primo sono i cosiddetti "spazi" e vorrei subito cancellare il problema della loro carenza. Trent'anni fa, quando ero assessore alla cultura, il tema appariva assillante. Così un giorno Walter Stefani si scocciò. Si chiuse nel suo ufficio, prese carta e penna e, dopo mezz'oretta, ne uscì con un foglio con elencati gli "spazi" già allora utilizzati per "fare cultura": erano più di settanta. Continua invece ad essere pesante il tema di un loro utilizzo intelligente e un accordo con le parrocchie risolverebbe parecchie questioni di disponibilità in periferia. Il secondo strumento necessario sono i soldi. Ma, a Vicenza, mancano i soldi? Il fatto che siano indirizzati in direzioni diverse da quella culturale crea un circolo vizioso che va tagliato. Nemmeno i soggetti mancano. Il problema è che ognuno va per conto proprio. Il tutto però presuppone idee. Non solo per il nuovo spettacolo in piazza, la prossima mostra di disegni del Palladio, il prossimo centenario da celebrare. Servono idee sul dove andare e sul come andarci: come città e come cittadini. Anzi, forse ne serve una soltanto, cioè uno sfondo generale entro il quale inquadrare poi le singole azioni, dando loro un senso che superi il contingente. Solo per far capire a cosa si può pensare, butto lì un esempio: perché non proporsi di entrare - coscientemente, cioè per scelta e non per necessità - nel 21° secolo globalizzato? Come? Formando le teste, preparate e flessibili, richieste da orizzonti più vasti dei colli Berici, da atmosfere più aperte del capannone in zona industrial-artigianale, da incontri alla pari con persone e culture diverse, anche molto diverse. E non è obbligatorio prendere aerei per andare in giro per il mondo: si potrebbe anche farli prendere ad altri inducendoli a venire qui. Non solo come turisti. Ora abbiamo anche un assessore alla cultura. Faccia parlare un po' la città di questi temi. Buon lavoro.

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Sicurezza sul lavoro, giù le mani dal decreto (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO. Reboni (Cisl), Arici (Cgil) e Merigo (Uil) difendono l'imminente "giro di vite" "Sicurezza sul lavoro, giù le mani dal decreto" di Paola Castriota Le morti bianche continuano a riempire le prime pagine dei giornali, andando ad allungare il bollettino di una 'guerra' che sembra inarrestabile. A partire dal 15 maggio è entrato in vigore un nuovo testo unico in materia di sicurezza sul lavoro, il decreto legislativo n. 81, pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 30 aprile scorso. Un giro di vite sulla questione della responsabilità e degli interventi concreti per diminuire i rischi connessi al lavoro, secondo i rappresentanti sindacali che rispondono a chiare lettere a tutti i detrattori della nuova fonte di diritto in materia. PER IL SEGRETARIO della Cisl, Paolo Reboni, è inaccettabile parlare di sicurezza e prevenzione solo quando accadono fatti gravi e allo stesso tempo non si può condividere la tesi di chi accusa il nuovo testo normativo di incrementare la già elefantiaca burocrazia: "Noi rispondiamo che al contrario questo testo semplifica il sistema, infatti sono state abrogate sette leggi, tra decreti legislativi e dpr". Il tempo a disposizioni delle aziende per aggiornare la valutazione dei rischi è di novanta giorni dalla pubblicazione, ossia entro il 29 luglio. Tante le novità introdotte, prima fra tutte la nuova definizione di lavoratore, qualificato in base al sesso, all'età e alla cittadinanza. Non mancano poi disposizioni in merito alle sanzioni: nel caso in cui i lavoratori irregolari superino il 20 per cento dei lavoratori totali è prevista una sospensione dall'attività per il datore di lavoro. "Noi avevamo chiesto una soglia del 5 per cento", precisa Ida Arici, segretaria della Cgil, che ribadisce la necessità di un intervento capillare nelle aziende presenti sul territorio attraverso un'azione diretta, dal momento che la questione è sì sindacale, ma riguarda tutte le parti coinvolte, dunque anche datori di lavoro e rappresentanze industriali. "Siamo contrari a modifiche del nuovo testo mirate a depotenziarne l'efficacia e pretendiamo che, nei termini di legge, le aziende consegnino i documenti di valutazione del rischio". UN'ALTRA NOVITÀ riguarda poi il finanziamento a sostegno del rappresentante territoriale per la sicurezza, attraverso un fondo Inail, nel caso di aziende in cui non sia stato eletto il Rls. La presentazione del nuovo testo unico è programmata per venerdì 30, in occasione dell'assemblea unitaria territoriale dei delegati Rls e Rsu, in concomitanza con la mostra convegno 'Sicuramente' al Brixia Expo di via Caprera. "UN'OTTIMA OCCASIONE per raggruppare tutti i delegati del bresciano - sottolinea Raffaele Merigo, segretario Uil - noi abbiamo già pronto il manuale per dare un aiuto concreto a coloro che devono comprendere le norme tecniche. Quando si parla di prevenzione e sicurezza dei lavoratori - conclude Merigo - non ci devono essere bandiere".

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Pac, debutto del ministro (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 28 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Agricoltura. Zaia in Slovenia per i negoziati sulla revisione della Politica agricola comune Pac, debutto del ministro Le quote latte forse nei colloqui Italia-Francia BRDO (Slovenia) ? Debutto italiano nei negoziati sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) ed è subito confronto sul futuro delle quote latte e sulle multe europee che colpiscono gli agricoltori italiani che hanno prodotto in eccesso, globalmente 3 miliardi di euro. L'Italia è decisa a trovare una soluzione e non è escluso che il dossier sulle quote latte entri nell'agenda dei colloqui tra il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, il prossimo 3 giugno a Roma in occasione del vertice della Fao. Il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, al termine del consiglio informale dei ministri dell'Agricoltura dell'Ue, ieri a Brdo (Slovenia), ha potuto trarre una prima constatazione: "L'Italia non è sola a chiedere la revisione e la fine anticipata del sistema delle quote. Lo sostengono con forza anche Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Olanda". L'Italia ha comunque assunto il ruolo di capofila nel negoziato rispetto a quegli Stati membri che vogliono l'aumento della quota nazionale. In quel ruolo il ministro Zaia ha avanzato la questione della compensazione europea tra i Paesi che non riescono, come la Francia, a completare la quota loro assegnata, e quelli, come l'Italia che riescono a coprire appena il 58% dei loro consumi. "Voglio dimostrare ? ha detto il ministro ? che in Europa l'eccedenza di produzione non c'è e che si paga per il latte non eccedentario". Quindi è chiaro, ha aggiunto, che noi "vogliamo riaprire il negoziato sulle quote latte e la prossima settimana parleremo della questione direttamente con la commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel, che sarà in visita a Roma". Sulla quantità di aumento della produzione italiana di latte, Zaia ha precisato: "Ci devono togliere da questo imbarazzo di dover pagare una multa di 176 milioni di euro l'anno per un esubero di 671.000 tonnellate, quando in Europa c'è una carenza di 1,9 milioni di tonnellate". Sugli altri elementi centrali della proposta di riforma della politica agricola comune il ministro ha poi chiesto "una riflessione seria sulla ristrutturazione del settore del tabacco, alla luce di realtà produttive importanti situate in Veneto, in Umbria e in Campania". Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia". Quanto al trasferimento di una parte degli aiuti diretti agli agricoltori verso il mondo rurale, il ministro delle Politiche agricole ritiene che debba essere "il più basso possibile". Infine, ha concluso Zaia, "una volta approvata la revisione della Pac a dicembre valuteremo se rendere omogenei gli aiuti Ue all'agricoltura sulla base di determinate aree agricole".

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La globalizzazione è una sfida ma Verona ha la vittoria in tasca (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANGELOS PAPADIMITRIOU La globalizzazione è una sfida ma Verona ha la vittoria in tasca Angelos Papadimitriou, ateniese, classe 1966, è entrato nell'élite dei top-manager dopo un master in business administration ad Harvard e dopo un brillante tirocinio negli Stati Uniti, in Spagna e in Italia. Dal giugno 2005 è presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithKline SpA, assumendo in seguito, per il colosso farmaceutico GSK, la guida di tutto il Sud Europa. Vicepresidente di Confindustria Verona, dal 21 maggio è anche nella squadra del presidente nazionale Emma Marcegaglia in rappresentanza degli investitori esteri. In Confindustria da Verona a Roma. Che significato ha questo suo "viaggio"? La presenza di un rappresentante degli investitori esteri nel Comitato di presidenza di Confindustria, voluta dal presidente Emma Marcegaglia, vuole sottolineare l'importanza per la crescita economica dell'Italia degli investimenti in generale e dunque anche degli investimenti da parte delle aziende estere. In secondo luogo, questa presenza vuole costituire una finestra di Confindustria aperta sulla globalizzazione. Dobbiamo raccordarci come grandi aziende estere operanti in Italia con le grandi aziende italiane per capire come affrontare insieme i problemi del sistema e farci tutti insieme ambasciatori, in un'ottica costruttiva, di un'immagine positiva di questo Paese, perché questo è un interesse comune. Lavoreremo in questa direzione secondo gli obiettivi concreti che emergeranno nei prossimi mesi, dopo le prime riunioni del Comitato appena nominato. Questo è in linea, rappresenta lo sviluppo di quanto si è fatto e si sta facendo in Confindustria qui a Verona, nella squadra del presidente Gian Luca Rana di cui mi onoro di far parte. A Verona, sotto la leadership di Rana, si sta facendo un lavoro che reputo ottimo per la città e anche per Confindustria. Quali sono i problemi di un'azienda straniera in Italia? Il primo problema che incontriamo è la burocrazia, la complessità del sistema. Ma è un problema di tutti, delle imprese, non delle multinazionali. I nostri sono i medesimi problemi degli imprenditori italiani. Così anche le cose positive, che in Italia esistono, sono comuni a tutte le imprese. Il credito d'imposta per la ricerca, le misure del nuovo governo sul mercato del lavoro sono tra queste. Vorrei sottolineare in generale che nonostante le note difficoltà del sistema, il 75 per cento delle aziende estere è contento di avere investito e di operare in Italia, come ha mostrato il recente convegno di Verona "Attrazione Italia". La principale ragione è la competenza dei dipendenti e dei collaboratori italiani. Qui il lavoratore è innovativo, è flessibile, ha cultura, è dedicato, è produttivo. Lei cosa pensa della globalizzazione? La globalizzazione è un fenomeno in atto, la cui corsa non si può fermare. Il problema è la conformità delle regole, le regole uguali per tutti: dall'ambiente alla concorrenza alla sicurezza. Globalizzazione non deve significare assenza di regole, immunità di alcuni Paesi rispetto ad altri. Noi su questo terreno siamo forti come Europa, possiamo dare l'esempio e far sentire una voce autorevole. La globalizzazione è una grande opportunità per l'Italia e ha già provocato qui il fenomeno della nascita e del successo di numerose piccole aziende multinazionali, che hanno conquistato con dinamismo competenze e riconoscimento. Ovvio che vadano fatti certi conti interni al Paese: il peso delle pratiche burocratiche va snellito, è uno zaino che deve diventare più leggero. E poi bisogna investire sulle risorse umane. Sono le persone che globalizzano, che conquistano nuovi mercati. E non pensiamo che nella globalizzazione l'elemento vincente siano i costi bassi, le produzioni a basso costo dei Paesi emergenti. No. L'elemento vincente è la competenza, la qualità espressa in un marchio. La partita dell'Europa è l'alta tecnologia, in tutti i settori produttivi e della ricerca. Dall'osservatorio di GlaxoSmithKline che sentimento si nutre sulla sfida che la globalizzazione rappresenta per l'Italia? Noi di GSK guardiamo all'Italia come a un Paese non semplice, è vero, un Paese che sta crescendo poco ma che è in gioco. L'Italia non è fuori dalla partita e ha ancora del tempo davanti a sé per sviluppare un mercato più sano e centrare come sistema Paese la vittoria nella globalizzazione. In alcuni settori l'Italia è molto specializzata, è leader, è vincente. Noi di GSK in particolare qui abbiamo competenze, una rete di ricercatori, abbiamo maturato un'eredità importante. Ci mancherebbe che non ci giocassimo qui una fetta di futuro. Ma Verona come se la sta cavando in questa sfida? I vantaggi della globalizzazione nel Veneto, a Verona sono più forti che altrove. Vedo aziende che si sono trasformate in mini-multinazionali o che sono in via di rapida e forte internazionalizzazione. Vedo aziende ben finanziate, con bilanci che indicano il loro dinamismo, in una molteplicità di settori. Poi c'è l'attrazione del territorio, con un turismo di alto valore. La competitività qui c'è. La sfida è migliorare, come in tutto il Paese, le infrastrutture, le comunicazioni, le competenze, che qui già ci sono ma il fatto è un altro: per essere competitivi bisogna non smettere mai di migliorare. Verona dovrebbe per esempio realizzare quella scuola internazionale che Confindustria vuole. Lei è greco. Qui in Italia, a Verona, come si trova? Sì, sono di Atene. Ho la famiglia ad Atene, moglie e due figli, uno di 8 anni e uno di 6 e mezzo. Vado il venerdì sera e torno qui a Verona il lunedì. La famiglia mi raggiunge a Verona più spesso d'estate e ogni tanto anche durante l'anno. Il vantaggio di avere qui i miei cari durante la settimana sarebbe relativo perché mi sposto spesso, viaggio a Roma e nei Paesi sui quali ho competenza, dall'Austria ai Balcani, a Israele. A Verona ho amici, imprenditori concreti e capaci; mi trovo bene. É una citta molto bella, con un bel fiume; vi si avverte il passato, ha una straordinaria continuità culturale. Verona è circondata dalla natura. Poi si avverte la vicinanza con il cuore dell'Europa, una sensazione particolare e significativa per un greco che proviene da un Paese ben più lontano da questo cuore. Verona non è una metropoli ma non è poi così provinciale anche se ha qualche elemento di chiusura, di durezza, qualcosa di negativo che a volte emerge, come sappiamo. Le positività sono però nettamente superiori a questi aspetti. Ma devo dire che in Italia in generale sto bene perché è un Paese che ha tutti i pregi del mio; è un Paese mediterraneo, ricco di cultura classica, abbiamo molto in comune. Certo, abbiamo anche qualche difetto. Devo dire anche che parlo cinque lingue ma l'italiano è quella che più mi piace. E che qui, in definitiva, mi sento come a casa.

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Quelle accuse sono ingiuste (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFINDUSTRIA Quelle accuse sono ingiuste In merito alla lettera apparsa il giorno 21 maggio 2008 sulla Nuova Ferrara, "Cari colleghi, speriamo non vi trattino come noi", firmata da "alcuni addetti" della Decotrain di Migliarino si precisa quanto segue. In quella lettera, la lunga attesa per il pagamento della Cigs ai dipendenti interessati, viene ricondotta a "'problemi e ritardi burocratici-amministrativi" che vengono in parte addebitati a Confindustria Ferrara. Quanto riportato non corrisponde affatto al vero. Come ben sanno tutti gli attori che hanno presa parte alla vicenda della Cigs della Decotrain, in particolar modo i sindacati, nessun problema di ordine burocratico - amministrativo, nessun ritardo è dipeso, né può essere addebitato a Confindustria Ferrara. Mentre comprendiamo le difficoltà ed il disagio di persone che per lunghi mesi sono in attesa di ricevere quanto dovutogli - con ciò dimostrando quanto sia sempre più vera l'esigenza di ridurre i tempi della burocrazia, a tutti il livelli -, allo stesso tempo non possiamo esimerci dal rispondere ad una tale chiamata di responsabilità. Vero è invece che, per quanto di competenza, Confindustria Ferrara ha svolto i propri compiti con la massima sollecitudine (come testimonia la chiusura della procedura, a tutti gli effetti, molti mesi or sono), proprio per far sì che i dipendenti percepissero quanto dovuto nel più breve tempo possibile. Confindustria Ferrara.

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ANDREA COBBE TRENTO - Si chiama Osmany Juantorena Portuondo , è uno schiacciatore cubano e compirà 23 anni in agosto (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANDREA COBBE TRENTO - Si chiama Osmany Juantorena Portuondo , è uno schiacciatore cubano e compirà 23 anni in agosto. Fino a quando giocava con la nazionale caraibica era considerato un astro nascente del volley mondiale. Poi, risultato positivo ad un controllo antidoping, nel 2006 fu costretto ad interrompere la propria attività, squalificato per due anni. Da allora ha appeso le scarpe al chiodo. Fino a qualche giorno fa, quando la Trentino Volley gli ha offerto l'opportunità di ricominciare ad allenarsi con la squadra di Stoytchev nella speranza che un giorno non troppo lontano la burocrazia, il fisico e le motivazioni gli possano consentire di tornare in campo con la maglia dell'Itas Diatec. Si tratta, per ora, solo di un progetto a lunga scadenza e dall'esito tutt'altro che scontato, che non influisce sulle attuali strategie di mercato trentine, ma che rappresenta una novità nella storia della società trentina. La storia di Osmany è diversa a quella degli altri atleti caraibici che oggi giocano in Italia: non solo non è fuggito da alcun ritiro, ma è figlio del doppio oro olimpico Alberto Juantorena nei 400 e 800 metri a Montreal '76 ed è sposato da qualche mese con una ragazza veneta e quindi potrà anche acquisire, nei tempi imposti dalla legislazione, la nostra nazionalità. Ma sarà difficile che la sua federazione gli conceda il nulla osta e comunque se ne parlerà solo al termine della squalifica. Detto di questa vicenda, che sta incuriosendo tutti i tifosi trentini, ma che non risolverà gli attuali problemi di mercato di Mosna e Cormio, rimangono due nodi da risolvere, quello dell'opposto e quello del centrale. In merito al primo, comunque vada, quella che verrà sarà una stagione di transizione. I veri obiettivi del mercato trentino potranno essere agganciati solo nella prossima estate e quindi, come era accaduto nel ruolo di schiacciatore due anni fa dopo la partenza di Savani (per il quale, come si ricorderà, non esistevano sostituti immediatamente disponibili sul mercato), la strategia sarà quella di legarsi per una sola stagione ad un atleta per poi puntare su un nome importante con il quale vincolarsi per qualche anno. Ragionando nel breve periodo, lo dimostrano le vicende delle ultime stagioni, non si fa molta strada, programmando invece sì e quindi, poiché le risorse della Trentino Volley, non bisogna mai dimenticarlo, non sono quelle di Roma, Macerata, Piacenza e Treviso, da queste parti non si compie mai il passo più lungo della gamba. Nel mirino è rimasto un solo giocatore che potrà vestire i panni di titolare, ovvero l'opposto di Taranto Leandro Vissotto , che piace molto a Stoytchev e che verrebbe a Trento di corsa. Il problema sta nel fatto che Taranto, con il quale ha un altro anno di contratto, non lo vuole lasciare partire e che Roma, proprietaria del suo cartellino, chiede una cifra per ora inarrivabile per le finanze trentine. La trattativa si prospetta lunga e, poiché la Trentino Volley ha il coltello dalla parte della... lama, si stanno valutando altre possibilità, tutte però imperniate su atleti di livello più basso. Il nome sul quale avevano fatto molto affidamento sia Stoytchev sia Cormio era quello di Boyan Yordanov , ma la sua scelta di spostarsi a Patrasso ha spiazzato l'Itas Diatec, che riteneva di poter rappresentare un approdo più prestigioso e stimolante rispetto alla società greca, che, fra il resto, non è nemmeno di prima fascia. Il legame strettissimo fra l'atleta e il regista Zhekov è stato più forte di tutto. Anche Yordanov, comunque, sarebbe stato vincolato per un solo anno; il suo "no", come quello di altri atleti, non influisce sugli assetti futuri, ma solo quelli della prossima stagione. Si sta sondando anche la possibilità di arrivare a Goran Maric , opposto serbo reduce da una stagione a Corigliano, dotato di mezzi fisici impressionanti, ma l'ex calabrese ha ricevuto offerte economicamente allettanti dalla Turchia e dalla Grecia, cifre che per un giocatore di quel tipo a Trento non sono disposti a spendere. L'ipotesi di impiegare, per una sola stagione, Matey Kaziyski come finto opposto, rimane dunque assai viva e comporterebbe l'acquisto di uno schiacciatore di un certo peso in grado di sostituire Winiarski e Della Lunga senza che il livello di gioco possa risentirne. Si tratterà sicuramente di uno straniero, mentre come quarta banda si cercherà di pescare un italiano, magari anche Antonio De Paola , che è cresciuto molto nell'ultima stagione disputata a Genova in B1. Rimane da dire di Gregor Jeroncic . Negli ultimi giorni la vicenda non ha conosciuto sviluppi e se ve ne sono essi remano nella direzione contraria al suo trasferimento a Cuneo. Il giocatore che Stoytchev ha chiesto per sostituirlo, il ceco Michal Rak , sembra infatti vicino ad accordarsi con Taranto per disputare una seconda stagione alla corte di Radames Lattari. La società del presidente Bongiovanni, dopo aver traslocato a Martina Franca, ha infatti trovato un nuovo sponsor, che gli permette di investire qualche risorsa in più sul mercato e Rak viene considerata una priorità, insieme a Nuti e lo stesso Vissotto. Poiché la "condicio sine qua non" per lasciare partire Jeroncic era quella di arrivare ad un sostituto di pari o più alto livello e poiché le alternative al ceco (Bontje e Raymaekers) non vengono prese in considerazione con grande entusiasmo, per ora "Greg" non si muove da Trento e Cuneo deve prendere in considerazione altre strade. 28/05/2008.

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Di MARIO GALIMBERTI SEREGNO LE MULTE sono sempre state una cr (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEREGNO CARATE pag. 9 di MARIO GALIMBERTI ? SEREGNO ? LE MULTE sono sempre state una cr... di MARIO GALIMBERTI ? SEREGNO ? LE MULTE sono sempre state una croce per gli automobilisti. Negli ultimi anni le contravvenzioni sono anche aumentate, provvedimenti per cercare di migliorare la viabilità e la sicurezza. I reati sono tanti: dalla eccessiva velocità, al sorpasso, ai semafori rossi, guida senza patente, stato di ebrezza, effetto droga, sosta vietata, disco orario, parcheggio sui marciapiedi, sensi vietati oppure davanti ai portoni d'ingresso dei fabbricati. In sostanza la scorso anno a Seregno le multe rilevate dagli agenti della Polizia Locale sono state complessivamente 6451 con una media di circa 540 mensili. Di tutte queste contravvenzioni 1303 non sono state pagate dall'automobilista verbalizzato pari al 20,19%. Come conseguenza scattano le opportune sanzioni. "IL CONDUCENTE dell'auto se non paga subito dispone di 60 giorni di tempo per mettersi in regola - hanno spiegato all'ufficio verbali della Polizia Locale - partendo da questa scadenza lo stesso oppure l'intestatario della vettura dispone di altri 60 giorni per mettersi in regola ma nel contempo è scattato il raddoppio della cifra. Se non si provvede scattano tutti quei provvedimenti amministrativi fissati per cui la cifra complessiva di quota e spese relative finisce sulla cartelle delle tasse. Nei casi peggiori come purtroppo si sono verificati, non regolarizzando la posizione il tutto viene inviato al Prefetto e parte il meccanismo che porta alla confisca dei beni di cui è proprietario l'automobilista che non ha ottemperato al procedimento. Potrebbe trattarsi di sanzioni che portano alla confisca dell'auto oppure parte dell'arredamento della casa o altro ancora fin quando si raggiunge il totale della cifra finale emersa dall'inosservanza. Lo scorso anno ci sono stati diversi interventi riguardanti sequestri oppure confisca di beni. Purtroppo esistono anche molti furbi i quali intestano l'auto a un famigliare anziano, nullatenente o altro per cui il provvedimento rischia di perdersi nei labirinti della burocrazia". LA POLIZIA LOCALE di Seregno lo scorso anno aveva emesso 9162 verbali per quanto riguarda il codice della strada e 88 ricorsi al Prefetto e Giudice di Pace. Multe non pagate ne avvengono un po' in tutti i paesi della Brianza, per esempio a Renate il 30% di multe non sono state regolarizzate per cui l'Amministrazione comunale pensa di affidarsi ad un'agenzia di recupero crediti per far ottemperare le infrazioni rimaste insolute con la relativa mora a carico dell'automobilista. Esiste anche un'altra violazione da parte della persona che al momento del verbale non intende fornire i dati della sua patente di conseguenza scatta una sanzione amministrativa con il pagamento di una somma variabile da 250 a 1000 euro.

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RIQUALIFICAZIONE del territorio e sviluppo sostenibile, questi i due obiettivi st (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA/VALDICHIANA/AMIATA/VAL D'ORCIA pag. 11 RIQUALIFICAZIONE del territorio e sviluppo sostenibile, questi i due obiettivi st... RIQUALIFICAZIONE del territorio e sviluppo sostenibile, questi i due obiettivi strategici contenuti nel piano strutturale che disegnerà il profilo del territorio comunale per i prossimi anni e che è stato approvato nella seduta di lunedì del consiglio comunale di Torrita. Il piano è stato votato con voti favorevoli della maggioranza e di Rifondazione Comunista, un astenuto (il consigliere Pagliai della lista Uniti per Torrita) e due contrari (i consiglieri Di Stasio e Caroti del Popolo delle Libertà). "SIAMO PARTITI ? ha detto il sindaco Giordano Santoni ? da un'analisi dell'area, per arrivare a formulare proposte in grado di soddisfare le varie esigenze. Omogeneità potrebbe essere la parola chiave per comprendere il nostro piano strutturale, che mira a sviluppare sistemi omogenei all'interno delle Utoe (unità territoriali organiche elementari). Un'attenzione particolare sarà rivolta allo sviluppo del sistema residenziale ed alle strutture ricettive". Il responsabile del Piano Strutturale, l'architetto Carlo Carbone, ha sottolineato come l'atto fosse pronto nel dicembre del 2006, ma la burocrazia è stata effettivamente lenta in alcuni passaggi a causa dell'adeguamento degli strumenti di pianificazione di Provincia e Regione. "Nel Piano territoriale di coordinamento della provincia di Siena, Torrita è, insieme alla Valdelsa, il polo di sviluppo individuato ? spiega ? il piano dà indirizzi di riorganizzazione, per sviluppare servizi e potenziare la viabilità". Il sindaco Giordano Santoni ha sottolineato che sono state già avviate le procedure per l'assegnazione dell'incarico al progettista che si occuperà del regolamento urbanistico. LA SEDUTA del consiglio comunale si è aperta con le dimissioni del consigliere Elisa Meloni: al suo posto è subentrato Ettore Pagliai, primo non eletto nella lista Uniti per Torrita. Si è dimesso anche Mauro Rosignoli, assessore al personale, sanità e servizi sociali, che ha sottolineato come la sua decisione non sia arrivata per motivi politici o di disaccordo con la giunta. Rosignoli è stato designato a ricoprire incarichi di responsabilità sempre nel settore della sanità e dei servizi sociali. Riccardo Roghi è il nuovo assessore che è subentrato al posto di Rosignoli. I consiglieri Mazzolini, Di Stasio e Caroti hanno annunciato la formazione del gruppo del Popolo delle Libertà, con capogruppo Giovanni Di Stasio.

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Insegna abusiva sul terreno altrui (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTADELLA. Il proprietario dell'area da anni cerca di far valere il suo diritto Insegna abusiva sul terreno altrui Travolta più volte dai camion, ha creato parecchi pericoli CITTADELLA. "C'è un'insegna abusiva nel nostro terreno in via Rometta dal 31 dicembre 2006". M.D. non ne può più di spese legali e burocrazia perché venga riconosciuto il suo diritto di proprietà. "Il cartellone pubblicitario è di un'altra ditta meccanica come la mia - comincia a raccontare M.D. - Abbiamo parlato con loro, poi abbiamo inviato lettere da parte del nostro legale, poi ci siamo recati più volte in comune fornendo fotografie, incartamenti con numero di mappale e atti catastali". L'insegna al centro della controversia è del tipo a bandiera e si trova a ridosso della strada comunale, a meno di 3 meno dal ciglio come prescrivono le norme vigenti. "Una delle risposte che ha fornito la ditta installatrice del palo era il parere favorevole della Provincia, ma su un terreno privato, logicamente quando la strada era provinciale e con scadenza 31 dicembre 2006. Da allora è ancora lì. Oltretutto è il doppio delle dimensioni autorizzate - continua esasperato M.D. - Una decina di giorni fa, un automezzo è andato a sbatterci contro per l'ennesima volta, piegando il palo dell'insegna. Ogni volta deve intervenire una gru per rimetterlo in piedi. Da ottobre attendiamo una risposta dal Comando della Polizia locale dopo aver scritto una segnalazione-reclamo. A gennaio, quando siamo andati, l'avevano persa. Per fortuna avevamo la fotocopia, ad aprile avevano promesso una risposta e sono passati altri 15 giorni. Siamo stati anche dal sindaco, ma lui si rimette alla risposta del comandante dei vigili urbani". Il Comune, aggiunge il piccolo imprenditore meccanico di via Rometta, "aveva addirittura segnalato ai titolari dell'insegna che l'area è demaniale, quindi abbiamo chiesto all'ufficio edilizia privata ulteriori informazioni. Difatti il terreno è di nostra proprietà. Questa insegna a bandiera è girata in modo che i camion ci sbattono contro, se cadendo il palo dovesse ferire qualcuno o fare danni agli automezzi, il nostro timore è di trovarci in condizione di responsabilità e non è giusto - reclama preoccupato M.D. - E' riconosciuto il terreno è nostro: perché dobbiamo tenerci questo fastidioso pericolo sopra la testa?" (Alessia Fasolo).

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Oggi Festa del pane in 220 forni ravennati (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA PRIMO PIANO pag. 2 Oggi Festa del pane in 220 forni ravennati Addobbi e degustazioni per i clienti OGGI è la sesta Festa nazionale del pane e anche i 220 panifici e rivendite della provincia di Ravenna aderiranno alla manifestazione indetta dalla Federazione italiana panificatori, che coinvolge in tutt'Italia 26mila panifici. "Il nostro obiettivo ? ha spiegato Giancarlo Ceccolini, presidente del sindacato provinciale panificatori e artigiani dell'Ascom ? à quello di trasformare i panifici in un luogo di festa dove ricordare questo alimento amico, genuino, fresco e artigianale tanto legato alla tradizione da essere scelto dalla maggioranza degli italiani". Oggi chi entrerà nei forni della provincia troverà i negozi addobbati con manifesti, bandierine, palloncini, depliant e i tipici berretti a 'bustina'. Sarà poi possibile degustare i prodotti preparati da ogni panificatore. Dal 94 per cento degli italiani i panificatori artigiani sono giudicati 'Artisti dell'arte bianca, creatori di gusto e piaceri del palato'. Proprio grazie alla qualità, fantasia e cura con cui propongono i loro prodotti, il pane fresco artigianale resta ancora l'alimento base della dieta made in Italy, in grado di coniugare a qualità e benessere, gusto e sapore. Le tipologie del pane artigianale più comune sono il pane di grano tenero, il pane di segale, d'avena, di semola, azzimo, condito e integrale; senza dimenticare i pani di fantasia. È diventa abitudine diffusa, infatti, aggiungere all'impasto i prodotti più diversi, si va dagli ingredienti più comuni come olive, cipolla o pomodoro fino alla mortadella, ad altri salumi, o a sapori più delicati come uvetta, noci o cioccolato. Tra pani, focacce e grissini artigianali non mancano neppure le aggiunte di verdure ed aromi, in primis il rosmarino, a volte spinaci oppure sesamo, papavero o sale grosso. Ma il segreto di un buon pane artigianale resta sempre legato agli ingredienti naturali e alla tanta, tanta pazienza del fornaio panificatore. Il settore, però, non sta attraversando un momento facile. "I panificatori ? spiega giancarlo Ceccolini ? sono sempre più preoccupati per l'aumento dei costi e per una burocrazia che ci costringe a passare sempre più tempo tra le scartoffie e sempre meno a fare il nostro lavoro". "Nell'ultimo anno ? insiste Ceccoilini ? il costo delle farine è aumentato del 50 per cento, e quello del'energia per i nostri forni almeno del 30 per cento. I consumatori si trovano ad acquistare un prodotto sempre più caro e per noi diventa estremamente difficile far quadrare i conti". Negli ultimi decenni, in provincia di Ravenna, hanno chiuso un centinaio di forni e anche la richiesta di manodopera, sempr molto più alta dell'offerta, si sta 'raffreddando' a causa del difficile momento economico. "Il futuro è nei prodotti di qualità ? sostiene Ceccolini ? anche perché il forno è diventato un punto di riferimento per i tanti italiani che non tornano più a casa a pranzare ma si accontentano di un semplice spuntino a mezzogiorno". A presentare la Festa dle pane ieri c'erano anche il presidente provinciale dell'Ascom, Mario Baldassari, l'assessore alle Attività produttive del Comune di Ravenna, Matteo Casadio, il vicario genarlae dell'archidiocesi di Ravenna, don Alberto Graziani e Maria Cristina Venturelli, vicesegretario generale della Camera di commercio di Ravenna.

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Socome, arrivano i soldi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Socome, arrivano i soldi Il Comune mantiene la promessa fatta ai sindacati LAVORO Per l'appalto di piazza Rinascita CARBONIA. Sono arrivati i soldi per i lavoratori della fallita Socome, già titolare, prima della rescissione del contratto per inadempienza decisa dal comune, dell'appalto per il rifacimento di piazza Rinascita. Il sindaco Tore Cherchi, ieri mattina, ha così adempiuto alla promessa fatta venerdì scorso ai sei lavoratori sempre più scettici: il 50 per cento ieri, il restante fra circa due settimane. Una boccata d'ossigeno per gli operai, alcuni dei quali ormai da parecchi mesi erano rimasti senza stipendio: l'atto compiuto dall'amministrazione viene così incontro alle richieste espresse dieci mesi fa dalla Cisl, che aveva chiesto, a fronte del ritardo nel pagamento degli stipendi da parte dell'impresa campana, che l'amministrazione si sostituisse alla Socome nel pagamento dei salari. Il segretario provinciale della Filca-Cisl, Daniele Mele, è soddisfatto: "Era davvero importante ma confidiamo che uguale comportamento sia adottato dall'amministrazione fra quindici giorni. Le famiglie di questi lavoratori ne hanno estremo bisogno". Secondo la Filca, questo episodio dovrà segnare una nuova fase, nella difesa dei diritti dei lavoratori: i dieci mesi attesi dagli operai defraudati dalla dirigenza della Socome sono davvero troppi. Sarà necessario accorciare i tempi, nelle procedure che consentono al Comune, laddove le ditte d'appalto non ottemperino tempestivamente al pagamento degli stipendi, di esercitare il potere sostitutivo: è ovviamente impossibile rispondere a tale esigenza a tamburo battente, ma è altrettanto chiaro che, di fronte all'espandersi del malvezzo da parte di imprenditori poco seri, sia bene che la burocrazia comunale si attrezzi o venga attrezzata a tali compiti, con la convinzione che i diritti dei lavoratori non sono subordinati alle esigenze dell'impresa. Che un problema da questo punto vi sia, lo ha sancito venerdì pomeriggio il consiglio comunale, con il voto pressoché unanime sull'ordine del giorno presentato dal consigliere di An Fabio Usai e modificato su richiesta di una parte della maggioranza: impegna la giunta a un'attenzione rinnovata su queste tematiche. Tore Cherchi tuttavia, prima del voto, aveva rivendicato i successi della sua amministrazione comunale nell'ambito dei lavori pubblici. I casi come piazza Rinascita, ha detto il sindaco, sono in netta minoranza, sono i numeri e risultati a dimostrarlo senza tema di smentita: "I cantieri di via Marche e del Centro intermodale sono un esempio di rispetto delle norme e dei lavoratori". Giovanni Di Pasquale.

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<SE il 16 giugno il Governo non provvederà ai trasferimenti ai Comuni, (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA pag. 10 "SE il 16 giugno il Governo non provvederà ai trasferimenti ai Comuni, ... "SE il 16 giugno il Governo non provvederà ai trasferimenti ai Comuni, tutte le amministrazioni saranno in difficoltà di cassa, quindi di liquidità per i pagamenti". E aggiunge: "Mettere in difficoltà i Comuni su questo punto significa aprire un problema con i fornitori e i creditori". Paola Bottoni (nella foto), assessore al Bilancio, è intervenuta ieri a Radio Città del Capo sul tema Ici. Dice: "Non mi sto opponendo alla abolizione dell'Ici sulla prima casa. La decisione è presa". Però si augura che "la politica batta un colpo". Perché la novità porta problemi. Invece, al momento, gli enti locali come il Comune di Bologna sono "preoccupati perché siamo nell'incertezza. Il Governo non indica quando la compensazione sarà operativa e questo genera problemi di funzionamento". In altre parole, il 16 giugno le amministrazioni temono di non vedere un euro di quelli necessari a sostituire le entrate dell'imposta sulla casa. Dunque, spiega Bottoni, "rilevo che rimangono dei problemi che non sono solo di burocrazia e spero che il Governo voglia ascoltare. Noi siamo preoccupati per i cittadini e i contribuenti e per la possibilità di onorare gli impegni nei confronti dei creditori e dei fornitori". Il trasferimento che il Comune chiede è di 13,5 milioni di euro. E' una parte dell'impatto dell'azzeramento dell'imposta, che si aggira sui 30 milioni. INTANTO, i parlamentari bolognesi del Pd vogliono vederci chiaro sul decreto legge che sancisce il taglio all'Ici. Perché, stando alle anticipazioni, il decreto, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, "conterrebbe una norma non annunciata che sospenderebbe il potere delle Regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote o maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato". Per questo è stata presentata una interrogazione urgente (primi firmatari il deputato Donata Lenzi e il senatore Walter Vitali) al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti per sapere "cosa intenda fare il Governo per rispondere alle preoccupazioni degli amministratori". I parlamentari ricordano che la compensazione "non darebbe la necessaria garanzia in termini temporali, costringendo le amministrazioni a ricorrere a anticipazioni di cassa".

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Tredicimila badanti da regolarizzare (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bergamo: previsti solo 1.500 ingressi dai flussi 2007. Le escluse: "Aspettiamo la sanatoria" Le famiglie: "Paura dei controlli. Sì ai contratti, ma con meno burocrazia e più sgravi fiscali" Sono 12 mila le famiglie in Bergamasca escluse dal decreto flussi 2007. Significa che resteranno nei terminali del ministero degli Interni le richieste per una badante e una colf inoltrate da altrettanti datori di lavoro presenti nel nostro territorio. Su 13.543 domande inviate a Roma infatti, le quote d'ingresso per la nostra provincia si fermano a 1.530 unità. Eppure il numero resta e parla chiaro: la domanda di lavoro c'è, e anche l'offerta. Ecco perché famiglie e badanti guardano con speranza all'ipotesi di sanatoria. Entrambe le parti infatti sono pronte a uscire dal sommerso perché, dicono, non conviene a nessuno. E soprattutto, dopo le ultime dichiarazioni del ministro Maroni, sulla lotta alla clandestinità, aumentano i timori di controlli a tappeto. Proprio le famiglie bergamasche però denunciano le difficoltà che si incontrano nel percorso di regolarizzazione di colf e badanti: troppa burocrazia, tempi lunghissimi per siglare un contratto e ottenere un permesso di soggiorno, mancanza di contributi economici (in termini di sgravi fiscali) da parte degli enti pubblici per sostenere le famiglie in difficoltà. Anche badanti e lavoratori stranieri in nero sono stanchi di una vita all'ombra: "Abbiamo un lavoro onesto, dateci la dignità di un permesso di soggiorno", spiegano. Catalfamo e Doni alle pagine 12 e 13.

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Ucraine e boliviane, tutte in attesa di novità (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Se ne stanno sedute sulle seggiole di plastica bianca, mangiando wurstel, sull'asfalto del mercato al piazzale della Motorizzazione civile. In un sacchetto della spesa raccolgono monete per rimpatriare la salma di una loro amica ucraina deceduta in ospedale pochi giorni prima. Era una delle 13.534 badanti che solo in Bergamasca speravano di essere regolarizzate dall'ultimo decreto flussi. E Irina, Stefania e le altre sono nella stessa condizione: un lavoro ce l'hanno e, nella maggior parte dei casi anche un datore disponibile a siglare un regolare contratto, ma sanno che il permesso di soggiorno e quindi l'emersione da una vita "in nero" sarà possibile solo per poco più di 1.500 di loro. Lavoro sì, ma in nero "Ma perché ? dice Stefania, che assiste 24 ore su 24 per sei giorni su sette una persona anziana con problemi di Alzheimer ? se io il lavoro ce l'ho, io ho intenzione di regolarizzarmi, il mio datore è d'accordo, devo continuare a vivere nella clandestinità?". Come moltissime sue connazionali si è lasciata alle spalle un Paese che vive il passaggio da un regime comunista a uno stato democratico, da un'economia di stato a una liberista. In Italia ci è venuta perché non aveva molte altre alternative, ci vuole stare qualche anno per poi tornare dalla sua famiglia. Il lavoro non le è mai mancato e di famiglie pronte ad affidargli la cura dei loro anziani ne ha incontrate moltissime. Un po' meno, racconta, disposte a metterla in regola. Perché i costi sono comunque elevati e perché così, dice, è più facile "controllarla". Lei è pronta a pagare contributi di una pensione che probabilmente non percepirà mai pur di poter vivere alla luce del sole. "Sì ? racconta ? perché io nella condizione di clandestina non ci voglio più vivere: significa che cammini per strada con l'incubo di un controllo, che se i tuoi figli stanno male o un tuo parente muore non puoi neanche rientrare al tuo Paese e dargli l'estremo saluto. Significa che se muori qui non sai neppure se qualcuno potrà celebrare degnamente il tuo funerale. Secondo voi, questa è vita?". Paura dei controlli In questi giorni, il passaparola è altissimo. Non si parla d'altro che del decreto Maroni e della ventilata "sanatoria". C'è chi legge il giornale e chi si fa spiegare le ultime novità dai rappresentanti delle associazioni per stranieri. C'è chi bussa alla porta dei sindacati e chi chiede all'amica che è sempre più informata. Alla comunità boliviana stanno provando i balli per la festa, ma tutte le donne sono pronte a interrompere i preparativi pur di parlare e descrivere la propria situazione di badanti in nero. "È vero ? racconta Pilar ? i criminali ci sono tra di noi ed è giusto che vengano puniti, ma ci sono anche tra i bergamaschi, no? Però noi cosa facciamo di male? Perché dobbiamo rimanere sempre nell'ombra?". Proprio nelle ultime settimane si sono intensificati i controlli delle forze dell'ordine e la paura è aumentata. "Sentiamo ? raccontano ? quello che si dice in televisione sul ministro che vuole cacciare i clandestini. In questi giorni sono aumentati i controlli e io ho paura a uscire per strada. Anche il figlio della signora di cui mi prendo cura mi ha chiesto di stare in casa, di non uscire. Ma io impazzisco. Sono con la mia anziana, che ha problemi di Alzheimer, tutto il giorno e anche la notte. Preparo da mangiare, lavo e stiro, la pulisco e la porto in giro. Mi occupo di tutto. Sto con lei anche la notte. Ho solo un giorno libero a settimana e se non posso uscire almeno quel giorno mi sento come in prigione. Così impazzisco. Non posso neppure uscire e fare una telefonata per sentire mio figlio a Cochabamba: l'unico motivo per cui sono qui è assicurargli un futuro". Troppa burocrazia E non c'è giorno in cui non ci si colleghi a Internet per vedere a che punto è la pratica per l'emersione dal nero. "Volete che rispettiamo le vostre leggi ? spiega Claudia, boliviana ? ma non ci mettete in condizioni di farlo. Prendiamo i flussi: ci sono alcune di noi che stanno ancora aspettando di regolarizzarsi dopo il via libera del decreto del 2006 perché per ottenere il permesso di soggiorno passa almeno un anno. In Spagna mio fratello è arrivato, ha trovato lavoro e in due mesi aveva il suo permesso di soggiorno". Per alcune l'ostacolo è la burocrazia, per altre invece sono state le false promesse di regolarizzazione di molti datori di lavoro. "Sì, ti regolarizzo, mi hanno detto ? spiega Julieta mezzo in spagnolo e mezzo in italiano con le lacrime agli occhi ? e poi invece hanno lasciato passare i tempi per fare la domanda del decreto flussi. Lavoro tutte le notti per tenere un'anziana: a loro non conviene regolarizzarmi perché così mi pagano come vogliono. E io cosa faccio?" I datori di lavoro "Però vi facciamo comodo, eh? ? sbotta Irina, in Italia da due anni e mezzo, parecchio arrabbiata ?. Non sono mai stata un giorno senza lavorare. Ho trovato famiglie pronte a mettermi in mano i loro genitori, anziani e malati. Ma non a mettermi in regola. Tenere in una condizione di clandestinità conviene: dal punto di vista economico ma anche perché così non abbiamo diritti. Lavoro tutto il tempo perché non ho famiglia. Non ho giorni liberi e non faccio ferie: tutti diritti non corrisposti". El. Cat.

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Badanti, uscire dal nero è una corsa a ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le famiglie: "Ci bloccano la burocrazia e i costi economici" Da Bergamo 12 mila domande escluse dagli ultimi flussi "Ce l'abbiamo fatta: abbiamo inviato la domanda con il secondo click day, alle 8.08, a dicembre, e stamattina, consultando la pratica della richiesta flussi in Internet ho visto che abbiamo ottenuto finalmente il nullaosta dal ministero dell'Interno". Sono passati sei mesi, e per Roberto, imprenditore della Valle Seriana, che vuole mettere in regola la propria badante, almeno il primo ostacolo verso l'emersione dal nero è stato superato. "Il primo? ? si domanda sorridendo Roberto ?. Direi di no. Ormai io e i miei fratelli siamo diventati degli esperti nel districarci tra documenti da raccogliere e leggi sull'immigrazione per poter accedere alle domande per il decreto flussi 2007. La volontà di mettere in regola con un contratto di lavoro la badante per i propri familiari non autosufficienti c'è, ma la burocrazia è un autentico percorso a ostacoli da superare". Con il nullaosta infatti, ottenuto grazie al triplice via libera del Centro per l'impiego, della Questura e dell'Ispettorato del lavoro provinciale, si ottiene il fatidico nullaosta. In Bergamasca, lo ricordiamo, sono state presentate 13.534 domande, e la quota d'ingresso per il lavoro domestico prevista dalla nostra provincia è di 1.530 unità. Significa che in 12 mila resteranno a bocca asciutta. La macchina della burocrazia "Adesso aspettiamo la lettera di convocazione dalla Prefettura" spiega informatissimo Roberto. "Ma qui si crea un altro inganno ? ricorda ?: l'idea per esempio che la badante si trovi nel proprio Paese di origine. Lo sanno tutti che l'assistente familiare straniera è già qui in Italia, non si può regolarizzare una persona di un Paese al di là dell'Oceano che magari si conosce solo di nome e affidargli la cura dei propri anziani. E allora la mia badante nel frattempo dovrà tornare in Sudamerica con la lettera di convocazione, presentarsi al consolato italiano del suo Paese, ottenere il visto e poi venire in Italia entro sei mesi. Nel giro di otto giorni dovrà siglare il contratto di lavoro. E a quel punto avviare le pratiche per il permesso di soggiorno. Sono già passati sei mesi e ne abbiamo messi in conto altri sei. Senza contare che per un paio di mesi per mio padre ci vorrà un'assistente familiare sostitutiva. Spese su spese. E i tempi si allungano. Ben venga una sanatoria che regolarizzi queste situazioni". Badante, un lusso per gli anziani Le scartoffie pesano insomma più dei costi di mantenimento di una badante con regolare contratto. "L'alternativa è la casa di riposo ? spiega ancora Roberto ?: le rette sono alte, i genitori devono lasciare la loro casa di origine, il loro habitat, i loro ricordi. Avere un'assistente familiare è una grossa risorsa per una famiglia: assicura una presenza costante in casa, che si occupa a 360 gradi della cura dei propri anziani. I costi tra il nero e il contratto sono pressoché gli stessi: di solito in nero si paga una badante sugli 800 euro. La stessa cifra prevista dalla regolarizzazione. Molto di meno che la retta in una casa di riposo. Certo mio padre non potrebbe permettersi da solo una badante: la sua pensione raggiunge a malapena gli 800 euro. Oltre allo stipendio dell'assistente familiare ci sono le spese personali e di gestione della casa. Siamo noi figli che veniamo incontro a lui in questo caso. Bisogna contare una spesa mensile intorno ai 1.300 euro all'incirca. Ma d'altronde le richieste per il salario della badante sono al minimo: non si può pagare di meno una persona che spesso si prende cura di nostro padre anche 24 ore su 24. Capisco però che soprattutto per gli anziani soli una badante sia un lusso". Sgravi fiscali, la proposta di Apicolf A questo proposito l'Apicolf riunita la scorsa settimana a Bologna in assemblea nazionale ha elaborato un documento da proporre al nuovo ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che vuole proprio promuovere delle agevolazioni. "La proposta è ancora in fase di studio ? anticipano Daniela Mazzoleni, responsabile di Apicolf Bergamo e don Francesco Poli, assistente ecclesiastico nazionale ? ma in linea di massima punta su due obiettivi: sgravi fiscali molto più consistenti dalla dichiarazione dei redditi ? ora è prevista una restituzione del 23% dei contributi Inps ? e sostegno da parte degli enti locali". E proprio l'Apicolf raccoglie un'altra urgenza delle famiglie: "Le famiglie vogliono regolarizzare le assistenti familiari ? spiega Mazzoleni ? e anche le colf. Ma su questa seconda categoria ci sono più problemi. Magari una colf lavora tutta la settimana ma presso famiglie diverse. Difficile che un datore di lavoro la regolarizzi per poche ore di servizio. Ci vorrebbero dei contratti ad hoc". Il timore dei controlli cresce Nessun dubbio sulla regolarizzazione come scelta ottimale, anche perché la paura di controlli aumenta. "Preferisco che mio padre possa passeggiare al parco accompagnato dalla badante senza timori di controlli da parte delle forze dell'ordine ? conclude Roberto ?. Rispettare la legge dà sicurezza e fiducia nel poter contare sempre su un'assistenza costante da parte della propria badante". Elena Catalfamo.

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Leuca in ritardo, Ferraro: <Ce la faremo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-05-28 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La visita al Capo Il sindaco attacca la Pro Loco. "Non servono interventi distruttivi" Leuca in ritardo, Ferraro: "Ce la faremo" LECCE - Leuca si presenterà pronta all'appuntamento con il Papa. Ne è certo Antonio Ferraro, sindaco di Castrignano del Capo, comune cui appartiene la perla turistica salentina. Il primo cittadino non ha digerito le dichiarazioni rese ieri al Corriere del Mezzogiorno del presidente della Pro Loco leucana, Ugo Galati, secondo cui i cantieri aperti sono ancora tanti e alcune opere, come i rondò, non sarebbero state fatte a regola d'arte. "I rappresentanti della associazioni che operano a favore del turismo e del territorio - si sfoga Ferraro - dovrebbero esprimersi in modo più costruttivo e non criticare l'opera meritoria che si sta compiendo". Mancano meno di venti giorni all'arrivo del Papa a Leuca fissato per il 14 giugno e gli operatori turistici temono che le maestranze non facciano in tempo a completare i lavori, che - va detto - in alcuni casi sono di grossa entità, come quelli che riguardano il consolidamento dei ponti. Anche Claudio Casciaro, presidente della commissione provinciale Cultura, delegato di Palazzo dei Celestini per seguire lo sviluppo delle opere, ha rassicurato sul fatto che per il 14 giugno tutto sarà a posto. Resta ancora da risolvere il problema delle vie di deflusso lungo le quali, secondo quanto è dato sapere, non è prevista l'illuminazione pubblica, tanto che il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito De Grisantis, ha raccomandato ai fedeli di portarsi da casa delle torce elettriche per evitare incidenti durante il tragitto a piedi verso i terminal della Stp. Aggiunge il sindaco: " Le critiche riguardo al fatto che i lavori sono fermi non possono che essere considerate ingiustificate per una semplice ragione: l'ufficialità della visita del Santo Padre si è avuta la sera di Natale. Da fine dicembre fino a maggio sono meno di 5 mesi. Considerando l'entità dei lavori, la lentezza della burocrazia, i tempi necessari per redigere i progetti e l'acquisizione di tutti i pareri visti i vincoli cui è soggetto il nostro territorio, non possiamo che ringraziare la Provincia per la solerzia con cui si sta procedendo. Ho ottenuto assicurazione che i lavori saranno completati entro le date previste". Antonio Della Rocca Le opere in ritardo? Il 14 giugno sarà tutto pronto, ricordo che la visita del Papa è stata ufficializzata a Natale \\.

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Il gioco delle tre carte (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-05-28 - pag: 11 autore: BILANCI REGIONALI Il gioco delle tre carte C' è tutta la difficoltà delle pubbliche amministrazioni regionali del Sud in questi numeri che siamo riusciti a raccogliere sui Bilanci delle Regioni arricchiti dalle nuove entrate. Abbiamo cercato di ritrovare da qualche parte un gruzzoletto che fosse il risultato di nuove competenze fiscali su alcune voci fondamentali o comunque del recupero della fascia di evasione o di elusione. Invece ancora una volta ci siamo trovati di fronte i grandi numeri del disastro: il gruzzoletto, laddove c'è stato, è andato a turare falle nel bilancio regionale siano essere provocate dalla sanità o dalla spesa corrente per una burocrazia famelica e onnivora che si fa pagare cara persino l'inefficienza. Chi di noi contribuenti dunque si aspettava dagli amministratori regionali il comportamento del buon padre di famiglia che in vista di tempi duri prova a mettere da parte qualche soldino è andato deluso. Facciamo l'esempio della Sicilia che ha avuto nel 2007 incrementi di cassa stimati per 320 milioni ma ha scritto nel bilancio 2008 un mutuo bancario per 500 milioni e paga centinaia di milioni l'anno di interessi sui prestiti: l'isola ha registrato nel 2007 un calo delle entrate dell'Irap che, come tutti sanno, è l'imposta che riguarda soprattutto le attività produttive. Non vogliamo trarre conclusioni ma sembra a tutti chiaro che ci sono scelte che definire folli è un eufemismo: finanziamo l'oggi con il gioco delle tre carte e spostiamo a domani i problemi veri. Non solo in Sicilia, ovviamente. E allora ben venga il federalismo fiscale se può servire a far crescere il senso di responsabilità di chi ci amministra. ( N.Am.).

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<La cattiva reputazione è diseconomica> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-28 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il caso Introduzione del prof-assessore ai "Quaderni" dedicati al Sud, che saranno presentati il 20 giugno "La cattiva reputazione è diseconomica" D'Antonio: al Sud competitività inficiata anche dai giudizi esterni NAPOLI - Questione di reputazione. La reputazione dei meridionali. Come se non bastassero mancanza di infrastrutture, assenza di iniziative imprenditoriali, camorra, eccesso di burocrazia, anche quella, la pessima reputazione, è una diseconomia. Una teoria che cozza con quella dalemiana. La passata campagna elettorale del Pd in Campania è stata impostata sull'antimeridionalismo leghista della compagine berlusconiana. Ebbene Mariano D'Antonio ribalta il paradigma: tutto sommato ce lo meritiamo. "La competizione tra territori è influenzata non solo da fattori economici, bensì anche dalle istituzioni e dalla dotazione di risorse umane. Non va poi trascurata la reputazione dei cittadini del Sud agli occhi dell'opinione pubblica italiana e internazionale". Questo un passaggio dell'introduzione di D'Antonio ai Quaderni di economia dedicati al Mezzogiorno che saranno presentati il 20 giugno prossimo. Mai parole sono state tanto attuali. Mai, come in questo momento, l'immagine negativa della Campania in giro per il mondo sta facendo perdere appeal al Paese intero. La reputazione dei meridionali l'economista-assessore la spiega così: "La popolazione del Mezzogiorno è ancora afflitta dalla carenza di beni pubblici fondamentali, come la sicurezza delle persone e la tutela dei diritti, che sono causa ed effetto al tempo stesso di scarso spirito civico, di bassa partecipazione alle attività sociali, di debole fiducia e collaborazione tra i cittadini ". Volendo utilizzare una locuzione tristemente in voga: di mancanza di speranza. Una sorta di perenne incertezza del vivere. Alcuni esempi: il lavoro irregolare che rappresenta più di un quinto del totale, il disinteresse per la politica. E ancora, scrive D'Antonio: "L'amministrazione della giustizia civile nel Mezzogiorno è oberata dalle cause di lavoro, mentre la durata media dei procedimenti fallimentari è eccezionalmente elevata. Ciò dice che i diritti dei lavoratori, degli imprenditori, dei creditori sono poco tutelati". Tutto ciò, per l'economista, crea "un ambiente ostile alla crescita delle attività imprenditoriali e, contribuendo a diffondere un'immagine poco lusinghiera della popolazione meridionale, ostacolano, insieme con altri fattori, l'afflusso di imprese da altre regioni Il prof In alto Mariano D'Antonio Sopra, la copertina dei "Quaderni di economia" e particolarmente dall'estero ". Qual è la risposta delle classi dirigenti politiche e non? Soldi, esclusivamente la richiesta di denaro pubblico per il Sud bisognoso. L'evocazione di un "piano Marshall " per il rilancio dell'economia. Mentre liberalizzazione dei mercati e competizione internazionali sono vissute "con atteggiamenti ostili ". Perché "il grumo degli interessi " conservatori è vario. A partire dai troppi dipendenti pubblici (10% degli occupati contro il 4 del Nord), la cui "indolenza e la conseguente cattiva gestione dei servizi pubblici comportano costi diretti e indiretti per gli imprenditori". Il mix esplosivo per Mariano D'Antonio è burocrazia più disoccupazione e povertà. "Se i politici largheggiano in sussidi ai poveri e ai disoccupati sottraggono risorse agli investimenti e agli incentivi alle imprese e favoriscono indirettamente l'occupazione irregolare", si legge nell'introduzione. La conclusione è tutt'altro che rassicurante. Senza un massiccio intervento dello Stato non c'è futuro per il Mezzogiorno. Lo sviluppo rimarrà una "chimera se non si porrà mano alla restaurazione dello Stato di diritto, all'offerta dei beni pubblici essenziali della sicurezza e della giustizia". Sono questi i motivi per cui l'economista napoletano prestato a Palazzo Santa Lucia guarda quasi con sospetto ai meridionalisti che continuano a chiedere risorse pubbliche. "Dietro questa pretesa - conclude - è in agguato l'economia del sussidio, la protezione del parassitismo sociale". Simona Brandolini.

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Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Toscana data: 2008-05-28 - pag: 7 autore: Burocrazia. Pronto il Testo unico Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana Andrea Gennai FIRENZE Soppressione delle commissioni provinciali ( Cpa) per l'artigianato e trasferimento delle funzioni di iscrizione delle imprese artigiane alla Camera di commercio competente. è questo uno dei punti salienti del Testo unico dell'artigianato, che la Giunta regionale ha predisposto dopo anni di lavoro e che ora approda in aula. Si semplificano quindi le procedure: presso la Camera di commercio è infatti tenuto un albo al quale l'artigiano si iscrive con una semplice dichiarazione. Il Testo unico è composto da 29 articoli, tra cui è previsto anche un regolamento attuativo. La Regione ha deciso di intervenire su questa materia, è scritto nella relazione accompagnatoria, elaborando un nuovo assetto "per superare una delle maggiori criticità del sistema artigiano, evidenziata dall'analisi Air (impatto normativo)". L'analisi ha preso in esame proprio le funzioni e l'effettiva attività svolta dalle Cpa, evidenziando la necessità di un intervento diretto alla riduzione dei tempi procedurali oggi particolarmente lunghi, con conseguente penalizzazione per le imprese. Il testo punta anche a ridisegnare il ruolo della Commissione regionale per l'artigianato (Crat) (art. 12). In particolare ne sono ridefinite la struttura e le funzioni. Per Ambrogio Brenna, assessore regionale alle Attività produttive, "con questo testo giunge al termine un lavoro lungo e intenso da parte della Regione. L'obiettivo è la semplificazione e auspichiamo una rapida approvazione da parte dell'aula". Ad avviso di Marco Baldi, presidente di Cna Toscana, "la proposta di legge della Giunta è soddisfacente perché agisce per una semplificazione e riduzione delle procedure; aumenta, anche se in misura moderata, i limiti dimensionali dell'impresa artigiana; contiene misure a favore dell'artigianato artistico e tradizionale e prevede una logica integrazione di Artex, in centro creato dalle associaizoni proprio per la tutela e l'innovazione di questo settore". Ma cosa si intende per artigianato? è un'attività, dice il Testo unico, in cui "lo scopo prevalente è lo svolgimento di attività di produzione e di trasformazione dei beni, anche semilavorati, e attività di prestazione di servizi; l'impresa è organizzata ed opera con il lavoro personale e professionale dell'imprenditore artigiano ed, eventualmente, con quello dei suoi familiari", secondo quanto previsto dal Codice civile. Il limite massimo dei dipendenti è fissato in 22, per le aziende che non lavorano in serie. La soglia scende a 12 per quelle che lavorano in serie. www.ilsole24ore.com/ economia La proposta di Testo unico.

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L'industria pesarese chiede più attenzione alla Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Marche data: 2008-05-28 - pag: 5 autore: Oggi l'assemblea privata dei 700 soci - Ospite anche Spacca L'industria pesarese chiede più attenzione alla Regione PESARO "Le istituzioni regionali finora hanno fatto poco per intensificare il dialogo con la nostra realtà provinciale, che non è certo la peggiore delle Marche ed è l'unica da cui si levano forti spinte autonomistiche. Da questa lontananza nasce il sentimento degli imprenditori che fanno fatica a vivere con partecipazione le attività regionali. Ho voluto avere ospite alla nostra Assemblea privata il presidente Spacca per dare un contributo fattivo a riallacciare un dialogo; penso che pur nel rispetto del ruolo di Confindustria Marche la nostra provincia deve farsi sentire di più in Regione". Con queste parole Andrea Ugolini, presidente di Confindustria Pesaro e Urbino spiega il perché del progetto "Più Regione in provincia" che sarà presentato oggi pomeriggio in occasione dell'assemblea privata dei 700 soci, cui parteciperà il Governatore delle Marche. Un'assise che si svolge il giorno prima dell'inaugurazione del nuovo salone del mobile riminese, Spazio 2008, in aperta concorrenza con il Samp locale a conferma della crescente marginalità della provincia pesarese anche nel settore simbolo della sua economia. Il comparto del legno-mobile ha chiuso peraltro il primo trimestre dell'anno - stando ai dati del centro Studi di Confindustria Pesaro Urbino – con un netto decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, in particolare per il segmento cucine: -3,5% la produzione (-4,8% le cucine) a fronte di un -0,3% a livello regionale, con i due terzi del campione che evidenzia significativi cali dei livelli di attività; e una situazione commerciale ancora più critica, -5,8% su cui pesa il -6,5% di vendite interne (-3,2% oltreconfine). "La nostra provincia non ha ancora scoperto l'antidoto per preservarci dalle difficoltà che coinvolgono il Paese e soffre per la continua crisi del mercato interno. Ma nella maggior parte dei casi le nostre imprese hanno saputo reagire. Confidiamo molto che le misure adottate dal Governo, in particolare la defiscalizzazione del lavoro straordinario e l'eliminazione dell'Ici, diano un contributo alla ripresa dei consumi interni ", commenta il numero uno di Palazzo Ciacchi di fronte al -1,6% registrato nei primi tre mesi del 2008 dall'industria manifatturiera pesarese in termini produttivi, al -6% di vendite interne e al -4% di export. Con la meccanica che regge sul versante produttivo (+3,3%) ma cede su quello commerciale e il tessile-abbigliamento in flessione. Restano orientate in positivo le performance occupazionali, con un +2,3% di occupati nel primo trimestre (stando all'indagine campionaria), in un territorio che ha chiuso il 2007, secondo dati Istat, con il più basso tasso di disoccupazione regionale ( 3,3% contro una media marchigiana del 4,2%). Ma si muovono in senso contrario gli indicatori della Cig ordinaria, con un monte ore più che triplicato tra gennaio e marzo 2008 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Eppure gli industriali pesaresi restano ottimisti, soprattutto per ciò che riguarda le prospettive oltreconfine. "Mi auguro che il clima positivo che si sta vivendo nel Paese aiuti la politica a restituirci uno Stato più leggero, con meno livelli istituzionali e con meno burocrazia ", conclude Ugolini. I. Ve. IL MOBILE SOTTO SCACCO Si apre domani a Rimini l'esposizione Spazio concorrente del Samp Tra gennaio e marzo cucine in caduta (-4,8%) Al vertice. Andrea Ugolini, presidente Confindustria Pesaro IMAGOECONOMICA.

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Basta rinvii sul fisco federale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-28 - pag: 15 autore: Napolitano: modello solidale e unitario, si parta dal lavoro fatto "Basta rinvii sul fisco federale" ROMA Il federalismo fiscale richiede "una legge da tempo divenuta ineludibile, in attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione". Secondo Giorgio Napolitano, che ha incontrato i rappresentanti delle Province italiane, quella del federalismo, che dovrà essere "solidale, unitario ed efficace ", è questione complessa, "un appuntamento delicato in cui ognuno dovrà fare la sua parte" muovendo dal lavoro della scorsa legislatura, con le revisioni che si riterrà opportuno sottoporre al Parlamento. Un'opera non semplice anche per la necessaria "rivisitazione " dei vari livelli istituzionali che nel frattempo si sono accumulati e che dovrà essere mirata, sempre secondo il capo dello Stato, al contenimento delle spese e alla riduzione della burocrazia inutile. Napolitano ha citato un suo intervento del 2006 in cui invitava a considerare "le esigenze di semplificazione difronte a confusioni e moltiplicazioni di poteri nell'Amministrazione ", per ridurre gli "sprechi che nascono da una sorta di congestione istituzionale ". "Da ministro dell'Interno, ha aggiunto, mi trovai solo a osteggiare l'istituzione di nuove Province, che poi furono create. Una proliferazione c'è stata: meglio dunque tardi che mai" essersi resi conto che era inopportuna. Per Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, "Napolitano ha ragione: il federalismo fiscale è nel nostro programma elettorale". E Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali: "Stiamo lavorando proprio nella direzione del federalismo solidale e unitario indicato dal presidente della Repubblica ". "Sull'ineludibilità non c'é dubbio", ha detto Fitto: "L'argomento dev'essere discusso con tutte le forze politiche e istituzionali del Paese, autonomie locali in primo luogo ". "Il concetto del presidente è condivisibile, ma bisognerà vedere gli aspetti tecnici che accompagnano queste scelte". Fitto si augura che il federalismo sia approvato anche dalle opposizioni. "Bravo presidente Napolitano ", concorda Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione: "Facciamo tesoro di quanto fatto in passato e, soprattutto, della proposta della Regione Lombardia per arrivare ai principi applicativi approvati da tutti i presidenti di Regione, del Nord come del Sud". A Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che chiede al Governo la riapertura del tavolo sul federalismo, replicano Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni e Sergio Chiamparino, sindaco di Torino. Per Errani il federalismo lombardo è sbagliato e crea sperequazioni. Secondo Chiamparino, "non sta in piedi: il problema non è di modello ma di soldi ". "L'ingiustizia è clamorosa nella ripartizione delle risorse: solo poche Regioni potrebbero gestire i servizi". VERTICE CON LE PROVINCE "Serve una semplificazione di fronte a confusioni e moltiplicazioni di poteri per ridurre gli sprechi nell'amministrazione".

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Quando le perdite di tempo, arrivano in doppia fila: una alle Poste, l'altra all'Inps. Della (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di RICCARDO MARCELLI Quando le perdite di tempo, arrivano in doppia fila: una alle Poste, l'altra all'Inps. Della serie quando una raccomandata può divenire galeotta. Protagonista della storia, Debora Bisonni. "Mi sono recata alle Poste centrali di piazza Solferino per ritirare una raccomandata -racconta la signora- mi hanno rilasciato il tagliando di prenotazione alle 12,25. Armata di ottimismo per aver letto che sarei stata servita entro le 12,41, mi sono messa seduta ad aspettare". Ma al primo quarto d'ora, se ne è aggiunto un altro: "Esattamente. A questo punto comincio a chiedere alle cassiere se era mai possibile che dovessi aspettare tutto questo tempo per ritirare una raccomandata. Tra l'altro non c'era la folla che caratterizza l'ufficio, magari in concomitanza di scadenze particolari. Gli unici ad essere serviti nelle poche casse aperte, erano i clienti business, quelli insomma che in qualche modo sono legati alle Poste". Quale è stata la risposta ricevuta dopo la lamentela? "Prima che sarei stata servita come tutti i clienti. Poi che dovevo avere pazienza perché nel frattempo era anche l'ora del cambio turno. Così gli impiegati uscenti erano costretti a sbrigare le pratiche penso di chiusura cassa, mentre quelli entranti dovevano abilitarsi per cominciare a lavorare". Anche altre persone si sono arrabbiate? "Qualche mugugno c'è stato, ma soprattutto ho ricevuto occhiate di solidarietà per questa piccola battaglia che stavo portando avanti". Come è andata finire? "Che dopo cinquantacinque minuti sono riuscita a prelevare la raccomandata. A quel punto non potendo arrabbiarmi con chi stava allo sportello, visto che era appena entrata, ho chiesto un incontro con la direttrice per ufficializzare la lamentela. Ma poi ho deciso di desistere, anche perché nel frattempo stava passando pure l'ora per la pausa pranzo, oltre a quella di lavoro". Ma almeno il contenuto della raccomandata le ha risollevato il morale? "Neanche per sogno -prosegue la signora- a spedirmela era l'Inps che mi sollecitava dei documenti che già mi aveva chiesto e che avevo provveduto a consegnare lo scorso anno. Per fortuna che sono abbastanza precisa nell'archiviazione dei documenti. Ho potuto provare che avevo ragione io, perdendo però ugualmente tempo allo sportello dell'Inps. Insomma per una raccomandata inutile sono stata costretta a perdere alcune ore che nessuno mi rimborserà". Viva i tempi della burocrazia.

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Sissa-Borgonovo: via ai lavori della ciclabile (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 28-05-2008 VIABILITA' ACCORDO TRA COMUNE E PROPRIETARI FRONTISTI Sissa-Borgonovo: via ai lavori della ciclabile SISSA La realizzazione dell'opera verrà a costare circa 250mila euro Cristian Calestani II Inizieranno a settembre i lavori per la realizzazione della pista ciclabile che collegherà Sissa e la frazione di Borgonovo. Nei giorni scorsi sono state risolte le ultime formalità burocratiche e raggiunti tutti gli accordi necessari tra l'Amministrazione comunale e i frontisti proprietari di case e terreni lungo il percorso, di 750 metri, in cui sorgerà la pista ciclabile. Ora la palla passa ad Ascaa che potrà indire il bando per l'esecuzione effettiva dei lavori, il cui costo si attesta intorno ai 250mila euro. Burocrazia "La fase burocratica - ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici Quinto Ferri - ha subito rallentamenti per alcune difficoltà logistiche dovute alla necessità di raggiungere i necessari accordi con frontisti non residenti in Italia. Questo ha inevitabilmente rallentato le operazioni ". Risoluzione Ora tutto è risolto. Ascaa, che si occuperà dell'esecuzione dei lavori, potrà proseguire con le successive fasi del progetto che prevede il collettamento fognario, la copertura del fosso sul lato nord della Provinciale 33 (via Verdi nel tratto urbano del capoluogo) e la successiva realizzazione della pista ciclabile. A circa 100 metri dalla curva presente nel centro di Borgonovo sarà collocato, invece, l'attraversamento che farà snodare la pista ciclabile sul lato sud della Provinciale 33, rendendo possibile, di conseguenza, il collegamento con il tracciato della CicloTaro. Necessità "Quella della pista ciclabile Sissa-Borgonovo - ha concluso Ferri - è una grande necessità per favorire un sicuro collegamento ciclabile tra il capoluogo e la frazione. La Provinciale 33, in quel tratto, è abbastanza stretta e la presenza di canali ed alberi rende piuttosto pericoloso il tragitto". L'opera è particolarmente attesa dai cittadini di Borgonovo, che così potranno raggiungere in tutta sicurezza il centro di Sissa. Il termine dei lavori è previsto per l'inizio del 2009. Ciclabile Il tratto di strada in cui sorgerà la Sissa-Borgonovo.

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A Doccio sorgerà un campo per calcetto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

QUARONA. E SI PENSA A PISTA PER MOTO A Doccio sorgerà un campo per calcetto Il Comune di Quarona ha messo a bilancio 30 mila euro per la costruzione di un campo da calcetto a Doccio. "Abbiamo parlato con le associazioni sportive delle frazioni e già un paio di anni fa avevamo fatto la promessa della realizzazione di un impianto sportivo di questo genere - dice il sindaco Renato Pagano -. I soldi sono stati stanziati e ora partiremo con il progetto. L'area individuata è quella che si trova vicino alla chiesa parrocchiale e alla strada provinciale che porta a Varallo, nell'ex discarica di inerti. Ma vedremo se sarà fattibile perché il terreno è di demanio pubblico quindi la burocrazia potrebbe far sorgere degli ostacoli". Lo sport e lo svago in generale hanno molto peso per l'amministrazione comunale quaronese. Si sta infatti lavorando per costruire lo "skatepark" destinato agli amanti dello skate board, vicino al salone Sterna. E prossimamente potrebbe nascere un appiosito circuito per moto di piccole dimensioni nella zona del Gabbio di Doccio.

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Morandini: per i problemi energetici italiani il nucleare è la soluzione di lungo periodo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Morandini: per i problemi energetici italiani il nucleare è la soluzione di lungo periodo CONFINDUSTRIA AREZZO. "Nel lungo periodo, la soluzione per risolvere i problemi energetici italiani è il nucleare": è quanto ha affermato il presidente nazionale della piccola industria di Confindustria, l'udinese Giuseppe Morandini, partecipando al seminario "L'imprenditore" organizzato da Confindustria ad Arezzo. "L'attuale situazione politica italiana con una maggioranza indiscutibile consente di programmare gli interventi nei cinque anni per restituire alle imprese le condizioni per essere di nuovo competitive - ha spiegato Morandini -. E l'energia è il secondo costo, dopo la burocrazia, che le imprese sono costrette a sopportare". Per Morandini "è fondamentale procedere con una pianificazione a breve, medio e lungo periodo". Per la gestione transitoria, "dobbiamo puntare su rigassificatori e interconnessioni con produttori esteri - ha detto Morandini -. Invece, nel medio periodo, si dovrà puntare sulle centrali a carbone pulito per arrivare al nucleare evoluto". Anche le imprese dovranno operare sul risparmio energetico. "Il 50 per cento dei consumi nazionali è legato all'industria e, di questo, il 75% ai motori elettrici - ha sottolineato Morandini -. Se ci dotassimo di tecnologie avanzate saremmo in grado di risparmiare 25 miliardi di kW l'anno".

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Rio Mannu, mai più liquami A giugno la nuova condotta (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3041 San Gavino. L'annuncio del Consorzio industriale Rio Mannu, mai più liquami A giugno la nuova condotta San Gavino.. L'annuncio del Consorzio industriale --> Comune e Abbanoa hanno chiesto ufficialmente al Consorzio di Villacidro di mettere in funzione il nuovo impianto in grado di portare i reflui al depuratore. Ma intanto il fiume resta inquinato. Se tutto andrà bene, la condotta fognaria in pressione che trasferirà i liquami dal Comune di San Gavino al depuratore del consorzio industriale di Villacidro entrerà in funzione a fine giugno. Lo dichiara lo stesso presidente Gigi Murgia: "È tutto pronto per mettere in funzione l'impianto. Ci incontreremo con le altre parti tra dieci giorni, dopodiché il fiume in cui confluiscono i liquami non sarà più inquinato: le acque saranno depurate e più avanti, con un ulteriore trattamento, potrebbero essere riutilizzate a beneficio del settore agricolo". Tutto a posto? Sembrerebbe di sì per il Consorzio Industriale, ma non sono dello stesso avviso né il Comune di San Gavino né la società Abbanoa che si occupa della gestione delle condotte idriche e delle acque nere. E il Rio Mannu continua ad essere inquinato con gravi danni della salute dei sangavinesi e non solo, dal momento che il fiume attraverso anche diversi Comuni vicini come Pabillonis fino a finire nello stagno di Marceddì. I PROBLEMI Lo ricorda il direttore generale di Abbanoa, Vincenzo Franzini che chiede già da tempo la messa in funzione della condotta premente: "Se il Consorzio Industriale di Villacidro non avvia la pompa idraulica, noi non possiamo inviare i reflui. L'ultima lettera di sollecito è stata inviata 10 giorni fa al Consorzio, al sindaco di San Gavino, all'assessorato provinciale all'Ambiente e all'Autorità d'ambito. Avevo già scritto un'altra lettera il 16 aprile 2008 ed ancora una prima comunicazione il 4 dicembre 2007. Abbiamo inviato anche la bozza della convenzione, ma non c'è stata nessuna risposta. Eppure una divergenza non può bloccare tutto ciò". LE TARIFFE Insomma è tutto pronto da quasi due anni, ma la burocrazia o un disaccordo sulle tariffe di conferimento sembra che abbiano bloccato l'avvio della depurazione. Così i liquami continuano ad essere scaricati nel fiume per una storia che sembra infinita. Da 27 anni se ne discute anche in Consiglio comunale, ma la puzza continua, con tanto di rapporti inviati alla Procura della repubblica dai carabinieri e di lamentele dei cittadini dovute all'odore che arriva dal canale. Anche il Comune aspetta che la condotta entri in funzione: "Tutto quanto stabilito dal piano regionale degli anni '90 - sottolinea il vicesindaco Nicola Garau - è rimasto disatteso. Il consorzio industriale ha ricevuto per l'opera un finanziamento regionale di 1 miliardo e 800 milioni di lire ma i risultati non si vedono". GIGI PITTAU.

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LEGA: D'AMICO, A PONTIDA TUTTI PRESENTI PER LIBERTA' PADANIA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano LEGA: D'AMICO, A PONTIDA TUTTI PRESENTI PER LIBERTA' PADANIA (AGI) - Milano, 28 mag. - "L'appuntamento di domenica a Pontida cade in un momento storico per la Lega, perche' dopo essere tornati al Governo con questi numeri abbiamo realmente la possibilita' di realizzare quel cambiamento che il Nord da tempo chiede a gran voce e concretizzare il nostro sogno, ovvero quello di liberarci dal fardello romano". Cosi' Claudio D'Amico, deputato della Lega Nord, che annuncia grande affluenza al tradizionale appuntamento di domenica sul prato di Pontida. "Per questo assume ancora piu' importanza - ha aggiunto - il Giuramento che domenica mattina saremo chiamati a prestare sul pratone di Pontida: un impegno solenne davanti alla nostra gente a non farci fermare, a non indietreggiare mai di fronte all'ostracismo e alla burocrazia dello statalismo e del centralismo dei palazzi romani. Ed e' altrettanto importante che tutti i padani siano presenti massicciamente sul pratone, per legittimare questo momento storico: come 831 anni fa ci siamo liberati dal Barbarossa, oggi finalmente possiamo liberarci dei colonizzatori romani". (AGI).

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Cina: se l'innovazione è in mano ai burocrati (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti sviluppo Cina: se l'innovazione è in mano ai burocrati Piero Formica Gli evangelizzatori occidentali e indiani dell'approccio cosmopolita all'innovazione si trovano a mal partito con l'abito nazionalista che ha indossato la Cina da quando, nel gennaio 2006, il presidente Hu Jintao ha lanciato la missione della società cinese orientata all'innovazione. Ai moderni argonauti, innovatori interdipendenti che creano valori commerciali per i mercati globali, il governo cinese contrappone i burocrati che regolano i livelli, in forte aumento, dell'intervento statale nella ricerca. Sin dal 1999 la spesa in ricerca e sviluppo è cresciuta in Cina di oltre il 20 per cento l'anno. Da un trascurabile 0,7 per cento del prodotto lordo, l'incidenza di quella spesa nel 2005 era già salita all'1,3 per cento. Un salto non da poco, come attestato dall'Ocse nel dicembre 2006 con la dichiarazione che l'Impero di Mezzo aveva raggiunto il secondo posto dopo gli Stati Uniti e scavalcato il Giappone nella classifica degli investitori in ricerca e sviluppo. Un risultato certamente lusinghiero, ma che ha finora visto le imprese cinesi molto parche nel destinare risorse alle attività di ricerca e sviluppo. La loro spesa è infatti mediamente intorno allo 0,56 per cento del fatturato e sale di poco (0,71 per cento) nelle imprese più grandi. La spinta indipendentista e nazionalista all'innovazione se da un lato è l'arma dell'orgoglio che vuol piantare la bandiera cinese nel cuore della scienza occidentale, per un altro verso può generare dei mostri. Con i burocrati dell'interventismo statale che pretendono risultati rapidi dalle attività di ricerca, altrimenti quella bandiera rischia di restare loro in mano, è facile che l'aspettativa di applicazioni commerciali ravvicinate nel tempo dia adito agli scandali. Ciò è quanto accaduto in un altro gigante del nazionalismo asiatico, la Corea, con il caso della ricerca sulle cellule staminali che ha messo in luce come gli scienziati possano fabbricare dei falsi sotto la pressione della burocrazia affamata di risultati eclatanti in tempi brevi. Nel clima nazionalista si trovano oggi immerse le grandi multinazionali impegnate nella corsa di avvicinamento al vasto bacino cinese di consumatori, lavoratori e giovani laureati. Se ieri le società americane ed europee svolgevano la ricerca nei loro quartieri generali, oggi sono in procinto se non di trasferirla in Cina certamente di portarla in prossimità di quel bacino. L'ABB ha portato in Cina una buona parte delle sue attività di ricerca, rappresentando quel paese il mercato dell'elettricità in più forte crescita nel mondo. E lo stesso cammino hanno intrapreso Nokia, Ericsson, e Vodafone proprio perchè in Cina ogni anno si aggiungono 60 milioni di nuovi abbonati alla telefonia mobile. Gli sforzi d'innovazione vedono in Cina al centro la mano pubblica. Le multinazionali straniere vi ruotano intorno. Le imprese cinesi restano alla periferia della galassia. Spin-off, mobilità del lavoro e alleanze con le imprese locali e le università sono i benefici attesi dai loro centri di ricerca trapiantati nel paese. Due interrogativi restano aperti. L'uno: che le multinazionali non abbiano solo una localizzazione geografica in Cina, ma che siano anche dotate di visione, missione ed obiettivi per produrre quei benefici. L'altro: che l'innovazione, in quanto discontinuità nella conoscenza e nel saper fare che perciò non si presta ad essere addomesticata dalla pianificazione statale, non finisca coll'urtare contro l'iceberg dell'intervento pubblico. del 28-05-2008 num.

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AGRICOLTURA. Negoziati per la revisione Pac (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Zaia: "Bisogna agire subito sulle quote latte" Il dossier forse già al vertice tra Berlusconi e Sarkozy   BRDO (SLOVENIA) Debutto italiano nei negoziati sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) ed è subito confronto sul futuro delle quote latte e sulle multe europee che colpiscono gli agricoltori italiani che hanno prodotto in eccesso, globalmente 3 miliardi di euro. L'Italia è decisa a trovare una soluzione e non è escluso che il dossier sulle quote latte entri nell'agenda dei colloqui tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, il prossimo 3 giugno a Roma in occasione del vertice della Fao. Il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, al termine del consiglio informale dei ministri dell'agricoltura dell'Ue, ieri a Brdo (Slovenia), ha potuto trarre una prima constatazione: "l'Italia non è sola a chiedere la revisione e la fine anticipata del sistema delle quote. Lo sostengono con forza anche Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Olanda". L'Italia ha comunque assunto il ruolo di capofila nel negoziato rispetto a quegli stati membri che vogliono l'aumento della quota nazionale. In quel ruolo il ministro Zaia ha avanzato la questione della compensazione europea tra i paesi che non riescono, come la Francia, a completare la quota loro assegnata, e quelli, come l'Italia che riescono a coprire appena il 58% dei loro consumi. "Voglio dimostrare", ha detto il ministro, "che in Europa l'eccedenza di produzione non c'è e che si paga per il latte non eccedentario". Quindi è chiaro, ha aggiunto, che noi "vogliamo riaprire il negoziato sulle quote latte e la prossima settimana parleremo della questione direttamente con la commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel, che sarà in visita a Roma". Sulla quantità di aumento della produzione italiana di latte, Zaia ha precisato: "Ci devono togliere da questo imbarazzo di dover pagare una multa di 176 milioni di euro l'anno per un esubero di 671.000 tonnellate, quando in Europa c'è una carenza di 1,9 milioni di tonnellate". Sugli altri elementi centrali della proposta di riforma della politica agricola comune il ministro ha poi chiesto "una riflessione seria sulla ristrutturazione del settore del tabacco, alla luce di realtà produttive importanti situate in Veneto, in Umbria e in Campania". Al riguardo l'Italia sostiene la necessità "di prorogare di tre anni", oltre alla scadenza prevista del 2009, "il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".  .

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ANGELOS PAPADIMITRIOU (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La globalizzazione è una sfida ma Verona ha la vittoria in tasca Nella squadra della Marcegaglia porto l'esperienza maturata qui con Gian Luca Rana Più dei costi bassi contano le competenze e le tecnologie che permettono la qualità   Angelos Papadimitriou, ateniese, classe 1966, è entrato nell'élite dei top-manager dopo un master in business administration ad Harvard e dopo un brillante tirocinio negli Stati Uniti, in Spagna e in Italia. Dal giugno 2005 è presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithKline SpA, assumendo in seguito, per il colosso farmaceutico GSK, la guida di tutto il Sud Europa. Vicepresidente di Confindustria Verona, dal 21 maggio è anche nella squadra del presidente nazionale Emma Marcegaglia in rappresentanza degli investitori esteri. In Confindustria da Verona a Roma. Che significato ha questo suo "viaggio"? La presenza di un rappresentante degli investitori esteri nel Comitato di presidenza di Confindustria, voluta dal presidente Emma Marcegaglia, vuole sottolineare l'importanza per la crescita economica dell'Italia degli investimenti in generale e dunque anche degli investimenti da parte delle aziende estere. In secondo luogo, questa presenza vuole costituire una finestra di Confindustria aperta sulla globalizzazione. Dobbiamo raccordarci come grandi aziende estere operanti in Italia con le grandi aziende italiane per capire come affrontare insieme i problemi del sistema e farci tutti insieme ambasciatori, in un'ottica costruttiva, di un'immagine positiva di questo Paese, perché questo è un interesse comune. Lavoreremo in questa direzione secondo gli obiettivi concreti che emergeranno nei prossimi mesi, dopo le prime riunioni del Comitato appena nominato. Questo è in linea, rappresenta lo sviluppo di quanto si è fatto e si sta facendo in Confindustria qui a Verona, nella squadra del presidente Gian Luca Rana di cui mi onoro di far parte. A Verona, sotto la leadership di Rana, si sta facendo un lavoro che reputo ottimo per la città e anche per Confindustria. Quali sono i problemi di un'azienda straniera in Italia? Il primo problema che incontriamo è la burocrazia, la complessità del sistema. Ma è un problema di tutti, delle imprese, non delle multinazionali. I nostri sono i medesimi problemi degli imprenditori italiani. Così anche le cose positive, che in Italia esistono, sono comuni a tutte le imprese. Il credito d'imposta per la ricerca, le misure del nuovo governo sul mercato del lavoro sono tra queste. Vorrei sottolineare in generale che nonostante le note difficoltà del sistema, il 75 per cento delle aziende estere è contento di avere investito e di operare in Italia, come ha mostrato il recente convegno di Verona "Attrazione Italia". La principale ragione è la competenza dei dipendenti e dei collaboratori italiani. Qui il lavoratore è innovativo, è flessibile, ha cultura, è dedicato, è produttivo. Lei cosa pensa della globalizzazione? La globalizzazione è un fenomeno in atto, la cui corsa non si può fermare. Il problema è la conformità delle regole, le regole uguali per tutti: dall'ambiente alla concorrenza alla sicurezza. Globalizzazione non deve significare assenza di regole, immunità di alcuni Paesi rispetto ad altri. Noi su questo terreno siamo forti come Europa, possiamo dare l'esempio e far sentire una voce autorevole. La globalizzazione è una grande opportunità per l'Italia e ha già provocato qui il fenomeno della nascita e del successo di numerose piccole aziende multinazionali, che hanno conquistato con dinamismo competenze e riconoscimento. Ovvio che vadano fatti certi conti interni al Paese: il peso delle pratiche burocratiche va snellito, è uno zaino che deve diventare più leggero. E poi bisogna investire sulle risorse umane. Sono le persone che globalizzano, che conquistano nuovi mercati. E non pensiamo che nella globalizzazione l'elemento vincente siano i costi bassi, le produzioni a basso costo dei Paesi emergenti. No. L'elemento vincente è la competenza, la qualità espressa in un marchio. La partita dell'Europa è l'alta tecnologia, in tutti i settori produttivi e della ricerca. Dall'osservatorio di GlaxoSmithKline che sentimento si nutre sulla sfida che la globalizzazione rappresenta per l'Italia? Noi di GSK guardiamo all'Italia come a un Paese non semplice, è vero, un Paese che sta crescendo poco ma che è in gioco. L'Italia non è fuori dalla partita e ha ancora del tempo davanti a sé per sviluppare un mercato più sano e centrare come sistema Paese la vittoria nella globalizzazione. In alcuni settori l'Italia è molto specializzata, è leader, è vincente. Noi di GSK in particolare qui abbiamo competenze, una rete di ricercatori, abbiamo maturato un'eredità importante. Ci mancherebbe che non ci giocassimo qui una fetta di futuro. Ma Verona come se la sta cavando in questa sfida? I vantaggi della globalizzazione nel Veneto, a Verona sono più forti che altrove. Vedo aziende che si sono trasformate in mini-multinazionali o che sono in via di rapida e forte internazionalizzazione. Vedo aziende ben finanziate, con bilanci che indicano il loro dinamismo, in una molteplicità di settori. Poi c'è l'attrazione del territorio, con un turismo di alto valore. La competitività qui c'è. La sfida è migliorare, come in tutto il Paese, le infrastrutture, le comunicazioni, le competenze, che qui già ci sono ma il fatto è un altro: per essere competitivi bisogna non smettere mai di migliorare. Verona dovrebbe per esempio realizzare quella scuola internazionale che Confindustria vuole. Lei è greco. Qui in Italia, a Verona, come si trova? Sì, sono di Atene. Ho la famiglia ad Atene, moglie e due figli, uno di 8 anni e uno di 6 e mezzo. Vado il venerdì sera e torno qui a Verona il lunedì. La famiglia mi raggiunge a Verona più spesso d'estate e ogni tanto anche durante l'anno. Il vantaggio di avere qui i miei cari durante la settimana sarebbe relativo perché mi sposto spesso, viaggio a Roma e nei Paesi sui quali ho competenza, dall'Austria ai Balcani, a Israele. A Verona ho amici, imprenditori concreti e capaci; mi trovo bene. É una citta molto bella, con un bel fiume; vi si avverte il passato, ha una straordinaria continuità culturale. Verona è circondata dalla natura. Poi si avverte la vicinanza con il cuore dell'Europa, una sensazione particolare e significativa per un greco che proviene da un Paese ben più lontano da questo cuore. Verona non è una metropoli ma non è poi così provinciale anche se ha qualche elemento di chiusura, di durezza, qualcosa di negativo che a volte emerge, come sappiamo. Le positività sono però nettamente superiori a questi aspetti. Ma devo dire che in Italia in generale sto bene perché è un Paese che ha tutti i pregi del mio; è un Paese mediterraneo, ricco di cultura classica, abbiamo molto in comune. Certo, abbiamo anche qualche difetto. Devo dire anche che parlo cinque lingue ma l'italiano è quella che più mi piace. E che qui, in definitiva, mi sento come a casa.  .

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Nella squadra della Marcegaglia porto l'esperienza maturata qui con Gian Luca Rana (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANGELOS PAPADIMITRIOU La globalizzazione è una sfida ma Verona ha la vittoria in tasca Nella squadra della Marcegaglia porto l'esperienza maturata qui con Gian Luca Rana Più dei costi bassi contano le competenze e le tecnologie che permettono la qualità   Angelos Papadimitriou, ateniese, classe 1966, è entrato nell'élite dei top-manager dopo un master in business administration ad Harvard e dopo un brillante tirocinio negli Stati Uniti, in Spagna e in Italia. Dal giugno 2005 è presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithKline SpA, assumendo in seguito, per il colosso farmaceutico GSK, la guida di tutto il Sud Europa. Vicepresidente di Confindustria Verona, dal 21 maggio è anche nella squadra del presidente nazionale Emma Marcegaglia in rappresentanza degli investitori esteri. In Confindustria da Verona a Roma. Che significato ha questo suo "viaggio"? La presenza di un rappresentante degli investitori esteri nel Comitato di presidenza di Confindustria, voluta dal presidente Emma Marcegaglia, vuole sottolineare l'importanza per la crescita economica dell'Italia degli investimenti in generale e dunque anche degli investimenti da parte delle aziende estere. In secondo luogo, questa presenza vuole costituire una finestra di Confindustria aperta sulla globalizzazione. Dobbiamo raccordarci come grandi aziende estere operanti in Italia con le grandi aziende italiane per capire come affrontare insieme i problemi del sistema e farci tutti insieme ambasciatori, in un'ottica costruttiva, di un'immagine positiva di questo Paese, perché questo è un interesse comune. Lavoreremo in questa direzione secondo gli obiettivi concreti che emergeranno nei prossimi mesi, dopo le prime riunioni del Comitato appena nominato. Questo è in linea, rappresenta lo sviluppo di quanto si è fatto e si sta facendo in Confindustria qui a Verona, nella squadra del presidente Gian Luca Rana di cui mi onoro di far parte. A Verona, sotto la leadership di Rana, si sta facendo un lavoro che reputo ottimo per la città e anche per Confindustria. Quali sono i problemi di un'azienda straniera in Italia? Il primo problema che incontriamo è la burocrazia, la complessità del sistema. Ma è un problema di tutti, delle imprese, non delle multinazionali. I nostri sono i medesimi problemi degli imprenditori italiani. Così anche le cose positive, che in Italia esistono, sono comuni a tutte le imprese. Il credito d'imposta per la ricerca, le misure del nuovo governo sul mercato del lavoro sono tra queste. Vorrei sottolineare in generale che nonostante le note difficoltà del sistema, il 75 per cento delle aziende estere è contento di avere investito e di operare in Italia, come ha mostrato il recente convegno di Verona "Attrazione Italia". La principale ragione è la competenza dei dipendenti e dei collaboratori italiani. Qui il lavoratore è innovativo, è flessibile, ha cultura, è dedicato, è produttivo. Lei cosa pensa della globalizzazione? La globalizzazione è un fenomeno in atto, la cui corsa non si può fermare. Il problema è la conformità delle regole, le regole uguali per tutti: dall'ambiente alla concorrenza alla sicurezza. Globalizzazione non deve significare assenza di regole, immunità di alcuni Paesi rispetto ad altri. Noi su questo terreno siamo forti come Europa, possiamo dare l'esempio e far sentire una voce autorevole. La globalizzazione è una grande opportunità per l'Italia e ha già provocato qui il fenomeno della nascita e del successo di numerose piccole aziende multinazionali, che hanno conquistato con dinamismo competenze e riconoscimento. Ovvio che vadano fatti certi conti interni al Paese: il peso delle pratiche burocratiche va snellito, è uno zaino che deve diventare più leggero. E poi bisogna investire sulle risorse umane. Sono le persone che globalizzano, che conquistano nuovi mercati. E non pensiamo che nella globalizzazione l'elemento vincente siano i costi bassi, le produzioni a basso costo dei Paesi emergenti. No. L'elemento vincente è la competenza, la qualità espressa in un marchio. La partita dell'Europa è l'alta tecnologia, in tutti i settori produttivi e della ricerca. Dall'osservatorio di GlaxoSmithKline che sentimento si nutre sulla sfida che la globalizzazione rappresenta per l'Italia? Noi di GSK guardiamo all'Italia come a un Paese non semplice, è vero, un Paese che sta crescendo poco ma che è in gioco. L'Italia non è fuori dalla partita e ha ancora del tempo davanti a sé per sviluppare un mercato più sano e centrare come sistema Paese la vittoria nella globalizzazione. In alcuni settori l'Italia è molto specializzata, è leader, è vincente. Noi di GSK in particolare qui abbiamo competenze, una rete di ricercatori, abbiamo maturato un'eredità importante. Ci mancherebbe che non ci giocassimo qui una fetta di futuro. Ma Verona come se la sta cavando in questa sfida? I vantaggi della globalizzazione nel Veneto, a Verona sono più forti che altrove. Vedo aziende che si sono trasformate in mini-multinazionali o che sono in via di rapida e forte internazionalizzazione. Vedo aziende ben finanziate, con bilanci che indicano il loro dinamismo, in una molteplicità di settori. Poi c'è l'attrazione del territorio, con un turismo di alto valore. La competitività qui c'è. La sfida è migliorare, come in tutto il Paese, le infrastrutture, le comunicazioni, le competenze, che qui già ci sono ma il fatto è un altro: per essere competitivi bisogna non smettere mai di migliorare. Verona dovrebbe per esempio realizzare quella scuola internazionale che Confindustria vuole. Lei è greco. Qui in Italia, a Verona, come si trova? Sì, sono di Atene. Ho la famiglia ad Atene, moglie e due figli, uno di 8 anni e uno di 6 e mezzo. Vado il venerdì sera e torno qui a Verona il lunedì. La famiglia mi raggiunge a Verona più spesso d'estate e ogni tanto anche durante l'anno. Il vantaggio di avere qui i miei cari durante la settimana sarebbe relativo perché mi sposto spesso, viaggio a Roma e nei Paesi sui quali ho competenza, dall'Austria ai Balcani, a Israele. A Verona ho amici, imprenditori concreti e capaci; mi trovo bene. É una citta molto bella, con un bel fiume; vi si avverte il passato, ha una straordinaria continuità culturale. Verona è circondata dalla natura. Poi si avverte la vicinanza con il cuore dell'Europa, una sensazione particolare e significativa per un greco che proviene da un Paese ben più lontano da questo cuore. Verona non è una metropoli ma non è poi così provinciale anche se ha qualche elemento di chiusura, di durezza, qualcosa di negativo che a volte emerge, come sappiamo. Le positività sono però nettamente superiori a questi aspetti. Ma devo dire che in Italia in generale sto bene perché è un Paese che ha tutti i pregi del mio; è un Paese mediterraneo, ricco di cultura classica, abbiamo molto in comune. Certo, abbiamo anche qualche difetto. Devo dire anche che parlo cinque lingue ma l'italiano è quella che più mi piace. E che qui, in definitiva, mi sento come a casa.  .

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Il dossier forse già al vertice tra Berlusconi e Sarkozy (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 28-05-2008)

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AGRICOLTURA. Negoziati per la revisione Pac Zaia: "Bisogna agire subito sulle quote latte" Il dossier forse già al vertice tra Berlusconi e Sarkozy   BRDO (SLOVENIA) Debutto italiano nei negoziati sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) ed è subito confronto sul futuro delle quote latte e sulle multe europee che colpiscono gli agricoltori italiani che hanno prodotto in eccesso, globalmente 3 miliardi di euro. L'Italia è decisa a trovare una soluzione e non è escluso che il dossier sulle quote latte entri nell'agenda dei colloqui tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, il prossimo 3 giugno a Roma in occasione del vertice della Fao. Il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, al termine del consiglio informale dei ministri dell'agricoltura dell'Ue, ieri a Brdo (Slovenia), ha potuto trarre una prima constatazione: "l'Italia non è sola a chiedere la revisione e la fine anticipata del sistema delle quote. Lo sostengono con forza anche Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Olanda". L'Italia ha comunque assunto il ruolo di capofila nel negoziato rispetto a quegli stati membri che vogliono l'aumento della quota nazionale. In quel ruolo il ministro Zaia ha avanzato la questione della compensazione europea tra i paesi che non riescono, come la Francia, a completare la quota loro assegnata, e quelli, come l'Italia che riescono a coprire appena il 58% dei loro consumi. "Voglio dimostrare", ha detto il ministro, "che in Europa l'eccedenza di produzione non c'è e che si paga per il latte non eccedentario". Quindi è chiaro, ha aggiunto, che noi "vogliamo riaprire il negoziato sulle quote latte e la prossima settimana parleremo della questione direttamente con la commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel, che sarà in visita a Roma". Sulla quantità di aumento della produzione italiana di latte, Zaia ha precisato: "Ci devono togliere da questo imbarazzo di dover pagare una multa di 176 milioni di euro l'anno per un esubero di 671.000 tonnellate, quando in Europa c'è una carenza di 1,9 milioni di tonnellate". Sugli altri elementi centrali della proposta di riforma della politica agricola comune il ministro ha poi chiesto "una riflessione seria sulla ristrutturazione del settore del tabacco, alla luce di realtà produttive importanti situate in Veneto, in Umbria e in Campania". Al riguardo l'Italia sostiene la necessità "di prorogare di tre anni", oltre alla scadenza prevista del 2009, "il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".  .

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie 1 Commento " (10 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (107 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (49 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni melo: Fermo restando che anche io condanno l'episodio accaduto alla Sapienza, vorrei capire perchè gli... Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Zaia: <Bisogna agire subito sulle quote latte> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA. Negoziati per la revisione Pac Zaia: "Bisogna agire subito sulle quote latte" Il dossier forse già al vertice tra Berlusconi e Sarkozy   BRDO (SLOVENIA) Debutto italiano nei negoziati sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) ed è subito confronto sul futuro delle quote latte e sulle multe europee che colpiscono gli agricoltori italiani che hanno prodotto in eccesso, globalmente 3 miliardi di euro. L'Italia è decisa a trovare una soluzione e non è escluso che il dossier sulle quote latte entri nell'agenda dei colloqui tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, il prossimo 3 giugno a Roma in occasione del vertice della Fao. Il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, al termine del consiglio informale dei ministri dell'agricoltura dell'Ue, ieri a Brdo (Slovenia), ha potuto trarre una prima constatazione: "l'Italia non è sola a chiedere la revisione e la fine anticipata del sistema delle quote. Lo sostengono con forza anche Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Olanda". L'Italia ha comunque assunto il ruolo di capofila nel negoziato rispetto a quegli stati membri che vogliono l'aumento della quota nazionale. In quel ruolo il ministro Zaia ha avanzato la questione della compensazione europea tra i paesi che non riescono, come la Francia, a completare la quota loro assegnata, e quelli, come l'Italia che riescono a coprire appena il 58% dei loro consumi. "Voglio dimostrare", ha detto il ministro, "che in Europa l'eccedenza di produzione non c'è e che si paga per il latte non eccedentario". Quindi è chiaro, ha aggiunto, che noi "vogliamo riaprire il negoziato sulle quote latte e la prossima settimana parleremo della questione direttamente con la commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel, che sarà in visita a Roma". Sulla quantità di aumento della produzione italiana di latte, Zaia ha precisato: "Ci devono togliere da questo imbarazzo di dover pagare una multa di 176 milioni di euro l'anno per un esubero di 671.000 tonnellate, quando in Europa c'è una carenza di 1,9 milioni di tonnellate". Sugli altri elementi centrali della proposta di riforma della politica agricola comune il ministro ha poi chiesto "una riflessione seria sulla ristrutturazione del settore del tabacco, alla luce di realtà produttive importanti situate in Veneto, in Umbria e in Campania". Al riguardo l'Italia sostiene la necessità "di prorogare di tre anni", oltre alla scadenza prevista del 2009, "il sistema di disaccoppiamento che permette di mantenere un legame tra il livello della produzione e il livello dell'aiuto europeo". Su questa richiesta Zaia ha ricevuto anche il sostegno della Francia. Per l'Italia è anche importante "più semplificazione nella gestione della produzione agricola e meno burocrazia".  .

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<Mettiamoci insieme per ripartire> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INVITO. La sinergia di forze economiche ed istituzionali locali può esprimere progetti concreti di cambiamento. Lavoro nel solco tracciato da Bruna Facchinello "Mettiamoci insieme per ripartire" "Una collaborazione più stretta con scuole ed insegnanti perché mancano percorsi di formazione alla vendita"   "Vogliamo proporci come propulsore di un gioco di squadra locale ancora più forte tra tutte le forze economiche, professionali e istituzionali del nostro mandamento": ha scandito con forza la presidentessa, Teresa Cadore, al termine della sua relazione, partita dall'adunata ma giunta molto lontano, infarcita di dati e autorevoli citazioni. "La sinergia di forze economiche ed istituzionali locali può esprimere embrioni di progetti concreti di cambiamento -, ha spiegato, - e noi vogliamo mettere a disposizione la nostra struttura, perché sindaci e imprenditori possano scambiarsi informazioni e competenze, perché anche a livello locale non sia tralasciato nulla di ciò che è indispensabile per una ripresa". La soluzione proposta dall'Unione del commercio alla serie di problematiche affrontate nella relazione è dunque la formazione di una squadra che porti avanti con passione idee mirate ad un cambiamento. Radicale, si potrebbe aggiungere, alla luce di tutte le pecche del "sistema" evidenziate dalla presidentessa, che ha sollevato il problema dei rincari di tasse, tariffe e consumi, che gravano sul cittadino come sugli imprenditori. E nel solco del lavoro iniziato da Bruna Facchinello, la Cadore ha sottolineato "vogliamo fornire tutta la nostra competenza territoriale sul fronte del contenimento dei costi. Potremmo tutti insieme anche appoggiarci al Cuoa o alle università più vicine, per sfruttare le loro conoscenze in materia, pensando magari a due momenti di sintesi, uno su sviluppo commerciale e assetti viari sovracomunali, l'altro sul contenimento delle tariffe dei servizi". Insomma, non più scelte piovute dall'alto, ma partecipazione e confronto diventano le parole d'ordine. Parlando del territorio, che ha definito un "contenitore culturale", la presidente ha affermato la necessità di salvaguardarlo da logiche speculative, riferendosi in particolare alle aree della grande distribuzione, che non dovrebbero entrare in conflitto con le altre realtà, per cui "le buone amministrazioni dovranno provvedere a risolvere in anticipo i flussi di traffico. Saremo attenti e vigili" ha ribadito, . Nell'enunciare le problematiche che affliggono in tutt'Italia il settore turistico, penalizzato dalla burocrazia, dalla carenza di investimenti e di coordinamento, Teresa Cadore ha citato il caso locale, senza risparmiare una stoccata all'ente che ha promosso le iniziative legate al cinquecentenario palladiano, sottolineando che "sarebbe stato bello se fossero stati coinvolti anche i ristoratori bassanesi e vicentini, le cui proposte in materia sono finora state tutte rifiutate". Nel mirino anche le banche, perché "la stretta creditizia subita dalle imprese non è giustificata dalla rischiosità effettiva ". "Bisognerà - ha chiosato - affrontare la sfida più importante, ovvero cambiare i vecchi schemi ed entrare nel merito del credito con la consapevolezza che finanziare i progetti giusti significa contribuire allo sviluppo dell'economia e del Paese". Una riflessione è andata anche alla scuola: "vorremmo - ha spiegato Teresa Cadore a nome del consiglio,- istituire una collaborazione più stretta con gli istituti e gli insegnanti che sono interessati alla formazione commerciale", perché mancano percorsi specifici di formazione alla vendita, e le figure più difficili da reperire nelle aziende sono proprio i commerciali. "Chiudo pensando ai giovani che passano i fine settimana buttandosi via in compagnia dell'alcool - ha aggiunto in ultima battuta la presidentessa- qualcuno dice che lo fanno perché non hanno prospettive. Vorrei che la nostra generazione provasse a dimostrare loro che non è vero". La proposta è stata quella di impegnarsi nell'analisi delle prospettive lavorative per dare degli input chiari a scuole e famiglie nella scelta del percorso formativo. "Dobbiamo rendere i giovani protagonisti, partendo da tutti i talenti, sportivi, artistici e culturali".CH.B.  .

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Http://spettacoli.tiscali.it/articoli/08/maggio/28/intevista_barbara_tabita_attrice_123.html (sezione: Burocrazia)

( da "Tiscali Spettacoli.it" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tabita: "Io gatta morta? Al massimo una mucca" di Laila Di Naro Barbara Tabita, attrice emergente (tratta da www.barbaratabita.it) Da piccola non si piaceva, si riteneva una "buttarella simpatica e ironica". Oggi Barbara Tabita, attrice siciliana di 33 anni, in forma più che mai si è riscattata, anche se rimane indifferente alla sua bellezza. "Mi tengo in forma, lo faccio soprattutto per me stessa e per il mio lavoro". Ma non proponetele foto di nudo perchè dice: "ma dove voglio andare". Una moglie attenta, sul set punta sempre più in alto e vuole dare il meglio sia a teatro che al cinema e in tv. La mora siciliana che vanta un curriculum di tanto rispetto è gradita anche sotto i riflettori d'oltralpe ma si rammarica perchè ha delle lacune: "Non parlo inglese, faccio parte del 'bel far niente'. A noi italiani ci doppiano". Ora sta girando la fiction La nuova Squadra cha andrà in onda su Rai tre dal 12 marzo. Iniziamo dal suo ultimo lavoro "Sto girando a Napoli la fiction La nuova squadra, nel ruolo di un medico anatomo patologo. La parte doveva essere affidata ad un uomo, sono contenta di ricoprirla nel modo giusto. Sul set sono dura, forte, brusca ma simpatica. Gli sceneggiatori non sono stati informati del cambio di attore e hanno continuato a scrivere per un uomo, con un linguaggio appunto diretto e maschile. Invece è in lavorazione Agrodolce, girata a Termini Imerese in Sicilia, una nuova daily soap ideata da Giovanna Minoli. Sarò una guest star". Bella e brava, di lei poco gossip e nessuna foto osè in Rete. Una sua scelta? "Osé? (ride ndr). Non mi si addice il gossip né ho pregiudizi su questo mondo che non mi appartiene affatto. D'altronde non è il mio mestiere". Poserebbe nuda un successo immediato? "No. Signore mio da dove incomincerei? Ho sempre creduto di essere bruttarella da piccola, non sarei capace di fare la gatta morta, al massimo mi vedo più come una mucca. Così ho pensato solo a studiare e ad perfezionare la mia simpatia". Cosa pensa dei calendari nudi? "Non commento. Sono scelte di vita e li reputo comunque un lavoro. Io farei tutto ma mai la modella, farei ridere". Al fianco di Pieraccioni in Ti amo in tutte le lingue del mondo. Che ricordo ha? "Bellisssimo, un'esperienza superprofessionale e divertente allo stesso tempo. Questa è la vera commedia, al fiaco di uomini intelligenti e bravi. Leonardo è brillante e con lui ho trovato un ottimo cast". Poi sul set del Commissario Montalbano "Stesso discorso. Anche qui sono stata molto fortunata, ho lavorato con uomini d'eccezione. Nella mia carriera ho recitato con Vincenzo Salemme, Ficarra e Picone. Anche la soap Incantesimo mi ha dato molto. Poi c'è il teatro con Albertazzi e il Living Theatre. Insomma tutti mi hanno insegnato a crescere professionalmente". Ha incontrato e lavorato con personaggi di spicco nel panorama artistico internazionale: onori e oneri "Sono contenta, ma mi dà fastidio quando non so parlare l'inglese. A noi attori italiani ci doppiano, che peccato": Insomma lei vanta un curriculum di tanto rispetto. Tra i suoi ruoli anche quello della madre della sfortunata Angela Celentano, rapita nel '96, nel Il bosco infinito, di De Caro, ispirato al rapimento della piccola "Purtroppo il film non è mai andato in onda. Si vocifera per il troppo sciacallaggio. Sul set al nostro fianco c'erano anche i genitori di Angela, che scrupolosamente ci suggerivano i particolari. Loro sperano che la piccola torni sempre domani". Cosa pensa di tutti questi bambini scomparsi? "Mi unisco al dolore di tutti i genitori. Non capisco ma alcuni sostengono che dietro queste scomparse potrebbe esserci tanta burocrazia". Legge in materia che non funziona? "In Italia purtroppo vacilla. Lungaggini processuali col riscschio di giungere alla prescrizione". Che società è la nostra? "Una società stravolta. Quando nei tiggì sento che un figlio uccide la madre mi vengono i brividi. In tv si vede di tutto e di più. Oggi non si censura più nulla, immagini troppo forti con episodi terribili che si ripetono quotidianamente". La definiscono una "siciliana eclettica". Si divede con ottimi risultati tra teatro di prosa, commedia musicale, cinema, canto e televisione. A cosa punta? "Il mestiere è lo stesso. Punto soprattutto a diventare brava". Nel mondo dello spettacolo non esistono più specializzazioni. Cosa pensa? "Io sono attrice, non conosco quel mondo". I giovani di oggi e i loro valori, che disastro "Credo molto in questa gioventù. Credo che loro conoscano bene i valori della vita. Ma recitano bene il ruolo che la tv richiede, purtroppo. Secondo me gli adolescenti sono molto intelligenti. La mela marcia è sempre esistita". Da piccola si riteneva brutta e ha sempre puntato sul sapere. Cosa pensa delle regine e dei re del nulla? "Credo che loro siano coscienti, investono per il loro futuro. Prima si andava nei villaggi turistici per guadagnare qualche soldino, oggi c'è la tv che li recluta per business. A chi non piace apparire?. Per loro è lavoro". E' fidanzata? "Felicemente sposata con un ingegnere". Il suo sogno? "Quello di essere sempre serena".

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"Ora il Piemonte è pronto alle sfide dei mercati globali" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lascerà la poltrona di Sistema Moda Italia (la federazione che riunisce gli operatori del tessile-moda) nel segno dell'internazionalizzazione: Paolo Zegna, neo vicepresidente di Confindustria, avrà il compito di "aprire" le imprese italiane al mondo. A favore del manager biellese gioca l'esperienza maturata nel gruppo tessile del quale è presidente, un'evoluzione che ha portato il lanificio di Trivero a trasformarsi negli ultimi decenni (con un prodotto finito, negozi in tutte le maggiori città del globo, joint venture con i leader della pelle, degli occhiali e del profumo), in una griffe, quella di Ermenegildo Zegna, riconosciuta come indiscusso simbolo del lusso e del made in Italy. Internazionalizzazione è una parola complessa, come va interpretata dalle imprese italiane? "Internazionalizzazione vuol dire ampliare gli orizzonti, aiutare le aziende a compararsi con chi ha un modo di operare che guarda ai mercati distanti. Ma vuol dire anche aprirsi a chi vuole venire in Italia alla ricerca di investimenti, collaborazione e formazione". Quindi che cosa bisogna fare? "E' arrivato il momento di tirare su la testa e guardare più lontano. Tanti lo hanno già fatto: abbiamo prodotti che hanno tutte le carte in regola per sfruttare le grandi opportunità che offre la globalizzazione. Migliaia di persone hanno voglia di cose nuove, di prodotti italiani fatti bene. Se le azioni verranno coordinate con un'immagine di eccellenza, possiamo farcela". Anche il sistema-lavoro dovrà internazionalizzarsi? "Sicuramente sì, se l'Italia vuole continuare a crescere in quantità e qualità. Siamo rimasti al palo, non siamo riusciti come Paese ad aumentare la nostra produttività proprio perché poco attenti a quello che avveniva nel mondo. Le regole però devono essere uguali per tutti e su questo insistiamo e sembra che finalmente qualcuno si sia reso conto che i costi impropri eccessivi e una burocrazia pesante, hanno frenato la nostra crescita". Il lavoro nero, i laboratori cinesi che stanno fiorendo in Italia? "Dobbiamo fare di tutto perché queste cose si interrompano. Sono "macchie scure" a cui un imprenditore serio non deve dare spazio. Cose simili non devono più esistere". Come vede oggi il Piemonte? "Il Salone del Gusto, Terramadre, le Olimpiadi di Torino, la Fiera del Libro o il Congresso mondiale del design sono grandi iniziative. Quello che sta facendo è notevole e in pochi anni da regione chiusa qual era ha cambiato faccia. Anche il fenomeno Fiat si è trasformato in una forte immagine positiva. Il Piemonte ha aperto i suoi orizzonti in modo rivoluzionario: un ottimo esempio di internazionalizzazione". E il tessile? "Diciamo che Milano Unica è un po' il Salone del Gusto dei tessuti. Offrendo il meglio della produzione al mondo, ha unito le forze dei distretti tessili: una grande operazione di marketing legata a eventi che aggiungono valore ai nostri prodotti. A questo proposito siamo stati in Regione per incontrare la presidente Bresso. Il salone non è infatti un'iniziativa lombarda e il sostegno occorre da Toscana come dal Veneto e dal Piemonte. Il singolo, o il distretto non bastano più a sostenere il made in Italy". Lascerà Sistema moda Italia? "Chiudo con un anno d'anticipo il mio mandato. Le due cariche sono, infatti,incompatibili. Nell'assemblea del 5 giugno presenterò le dimissioni" Come vede il suo incarico in Confindustria? "Emma Marcegaglia ha creato una squadra giovane e molto motivata. Il mio incarico è dovuto all'attività professionale svolta in azienda, all'abitudine al confronto con mentalità e Paesi diversi, un aspetto del mio lavoro che mi è sempre piaciuto".

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Scuola banca e impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 28-05-2008)

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Ecco le borse di studio Scuola banca e impresa fano - Grazie alla sinergia tra Fondazione Carifano e Carifano Spa, vengono raddoppiate quest'anno le borse di studio che verranno date agli studenti che avranno frequentato gli stage estivi "scuola-banca-impresa" che la stessa Cassa di Risparmio avviò dal 1989, prima che si operasse la scissione tra banca e fondazione. In seguito è stata la sola fondazione a portare avanti l'iniziativa fino a che i due enti non hanno deciso di tornare a collaborare insieme. Saranno quindi 200, invece di 100 gli studenti che beneficeranno del contributo di 310 euro, che per molti rappresenterà il primo guadagno alle loro fatiche. Segnaleranno i più meritevoli le scuole: l'Istituto Tecnico Battisti per 50 unità, l'Istituto Olivetti (50), l'Istituto Tecnico Donati di Fossombrone (40), l'Ipsia Volta (35) il suo è un nuovo ingresso l'Iti Don Orione 25 unità. Quelli coinvolti sono tutti ragazzi che frequentano la quarta classe superiore e che ora si accingono a lavorare all'interno di un'impresa per trenta giorni, assistiti da un proprio tutor. Gli studenti degli istituti Volta e del Don Orione saranno ospitati da aziende della cantieristica e del settore impiantistico, mentre gli altri faranno esperienze negli uffici commerciali di aziende operanti in settori diversi; una ventina in tutto i posti. Tra esse figura per la prima volta anche la banca della Carifano. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina dal presidente della Fondazione Carifano Fabio Tombari e dal direttore generale dell'istituto di credito Maurizio Parigini, i quali recentemente, hanno rinsaldato i contatti mettendo in atto ulteriori forme di collaborazione. Entrambe le istituzioni hanno contribuito, ad esempio, alla realizzazione del nuovo campo di calciotto di San Lazzaro che verrà inaugurato a settembre. Si attende solo che la burocrazia autorizzi il prelievo dell'acqua dal pozzo destinato alla irrigazione. Hanno collaborato inoltre al restauro di palazzo San Michele e alla realizzazione del sito rilevazione dati meteorologici e ambientali di Lago Vicini, acquistato recentemente dalla Fondazione. M.F.,.

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La carica dei 99 assenti (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 28 Mag 2008 Edizione 106 del 28-05-2008 Alla Camera la maggioranza va sotto su un emendamento al "salva Rete 4" La carica dei 99 assenti di Francesco Blasilli Si può anche minimizzare. Si può anche dire, come fa il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, "non mi pare sia mancato il numero legale". Si può anche sottolineare che "non ci sono segnali di alcun tipo" e che "non è un problema politico", come fa il sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani. Si può anche fare finta di nulla, perché in fondo ? nella sostanza ? nulla cambia. Ma resta la figuraccia. Resta il governo che va sotto alla Camera. Subito, dopo nemmeno un mese di vita, il Berlusconi IV fa un clamoroso autogol. Voti favorevoli 238; voti contrari 240, astenuti. Ah, si parlava di un articolo aggiuntivo in materia di caccia e di distruzione di nidi e uova di uccelli di specie protette. Con tutto il rispetto, nulla di importante. Ma per una bizzarria tipica della burocrazia italiana, l'emendamento in questione era collegato al decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, che contiene tra l'altro, quella norma ribattezza dall'opposizione "salva Rete 4". Insomma, sospendendo il giudizio sulla questione Rete 4, sarebbe da aprire un lungo capitolo sulle storture delle procedure italiane, ma qui la cose interessanti sono altre. Il governo è andato sotto. Tutto ciò politicamente significa poco, nulla a che vedere con le forche caudine di Prodi al Senato, perché in questo caso la maggioranza è più che ampia. E soprattutto solida. Ma il dato più grave sono indubbiamente le assenze. Al momento del voto, infatti, erano assenti quasi un terzo dei deputati del Pdl, per la precisione il 32%, di cui 42 in missione 45 assenti; nella Lega, invece, non c'erano sei parlamentari in missione, altrettanti assenti. In totale, dunque, 99 deputati del centrodestra erano in tutt'altre faccende affaccendati. E pensare che il Pd era presente con l'82% delle sue forze, l'Idv con il 93, mentre l'Udc era praticamente al completo (97%). A voler essere cattivi, c'è da pensare che dietro queste assenze ci sia una sorta di avvertimento in stile mafioso, da parte di qualche gruppo che non è stato accontentato a livello di ministeri e sottosegretariati. A volere essere realisti, invece, si può dire che di caccia e uccelli al centrodestra interessa ben poco. Ma in questo caso il fatto sarebbe ancora più grave, proprio ora che si voleva dare un nuovo volto all'Italia. Fini aveva chiesto ai parlamentari "di lavorare di più, di impegnarsi dal lunedì al giovedì", ma qui non sono al lavoro nemmeno al martedì. Chissà cosa penserà adesso il presidente della Camera. E chissà cosa penserà il ministro Brunetta, che da quando si è insediato ha dichiarato guerra ai fannulloni. Caro ministro, si accomodi e prenda a calci nel sedere almeno un centinaio di onorevoli fannulloni. E chissà quante ne dirà il premier Berlusconi al capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che pure aveva fatto bene il suo lavoro durante il breve regno di Prodi. Ieri ha toppato clamorosamente, forse perché non si aspettava un tale atteggiamento. Magari in privato voleranno gli stracci, mentre in pubblico si tenderà a minimizzare. La sostanza, però, non cambia. Perché non si può andare sotto alla prima votazione. Perché non si può andare sotto se le urne ti regalano quei numeri. Ma soprattutto perchè se ti chiami Berlusconi, non puoi fare figure da Prodi.

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La Crusca: "Non è vero che Internet e gli sms rovinano la lingua italiana" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

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N. 126 del 2008-05-28 pagina 0 La Crusca: "Non è vero che Internet e gli sms rovinano la lingua italiana" di Redazione Lo rivela Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell'Accademia della Crusca dal 1582. "I messaggini - precisa la studiosa - hanno moltiplicato le occasioni per scrivere, ce n'era davvero bisogno" Roma - "Radio, tv, sms, Internet, non stanno rovinando l'italiano. Sfatiamo questa convinzione". Lo rivela Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell'Accademia della Crusca dal 1582. "La tv del chiacchiericcio, sì, è deleteria - chiarisce in un'intervista a Donna Moderna - perché con la sua banalità, svuota le parole di significato. Ma ci sono programmi utilissimi: Piero Angela usa un buon italiano, semplice ed efficace, per esempio. E poi mi piacciono le giornaliste radiofoniche. Sanno dialogare con gli ascoltatori uscendo dai confini del gergo". In particolare, la presidente dell'istituto che studia l'evoluzione della lingua italiana difende gli sms: "Hanno moltiplicato le occasioni per scrivere. Ce n'era bisogno. Anch'io li uso moltissimo". Maraschio trova assolutamente normale il fatto di ricoprire un ruolo storicamente "maschile": "Ero vicepresidente da dieci anni e la scelta è stata naturale. Non ne farei una questione di genere. Anche se direi che la lingua... è femmina". Infine la Maraschio lancia un appello contro la lingua della burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile alla democrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ACCADEMIA DELLA CRUSCA: "INTERNET E SMS NON ROVINANO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ITALIANO" Nicoletta Maraschio, presidente dell'Accademia, a Donna Moderna postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 28 mag. (Apcom) - "Radio, tv, sms, Internet, non stanno rovinando l'italiano. Sfatiamo questa convinzione". Così Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell'Accademia della Crusca dal 1582, in un'intervista a Donna Moderna, il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto in edicola giovedì 29 maggio. "La tv del chiacchiericcio, sì, è deleteria - chiarisce - perché con la sua banalità, svuota le parole di significato. Ma ci sono programmi utilissimi: Piero Angela usa un buon italiano, semplice ed efficace, per esempio. E poi mi piacciono le giornaliste radiofoniche. Sanno dialogare con gli ascoltatori uscendo dai confini del gergo". In particolare, la presidente dell'istituto che studia l'evoluzione della lingua italiana difende gli sms: "Hanno moltiplicato le occasioni per scrivere. Ce n'era bisogno. Anch'io li uso moltissimo". Maraschio trova assolutamente normale il fatto di ricoprire un ruolo storicamente "maschile": "Ero vicepresidente da dieci anni e la scelta è stata naturale. Non ne farei una questione di genere. Anche se direi che la lingua¿ è femmina". Infine, attraverso Donna Moderna un appello contro la lingua della burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile alla democrazia".

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Internet e gli sms non rovinano l'italiano, e se lo dice l'Accademia della Crusca (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura e societa - http://blog.panorama.it/culturaesocieta - Internet e gli sms non rovinano l'italiano, e se lo dice l'Accademia della Crusca. Posted By redazione On 28/5/2008 @ 14:59 In Headlines | No Comments Radio e tv, ma soprattutto i nuovi media, sms e Internet in testa, non stanno rovinando l'italiano. L'assicurazione è autorevole in quanto sottoscritta dall'[1] Accademia della Crusca. Il linguaggio essenziale ma anche un po' gergale del web, e soprattutto quello degli sms (originato dalla esigenza di contrarre al massimo gli spazi per esprimere più concetti spendendo meno soldi), da tempo allarma esperti linguisti nonché professori e docenti, dalle elementari alle università, per i rischi di un decadimento della nostra lingua. L'incidenza delle ore trascore a contatto con il linguaggio dei new media è apprezzabile. Basti pensare che in Danimarca è stata addirittura aperta una clinica per curare specificatamente le dipendenze da sms. E da una indagine di Francesco Pira, docente di Teoria e tecnica della comunicazione a Trieste, è emerso che in Italia, fra 129 bambini di quarta e quinta elementare, il 56,6 per cento ha già il cellulare e il 38,7 per cento lo utilizza soprattutto per inviare sms. Ma ora arriva la secca smentita sui presunti danni che la scrittura digitale arrecherebbe all'italiano. "Sfatiamo questa convinzione", dice Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell'Accademia della Crusca dal 1582, in un'intervista a Donna Moderna che il settimanale pubblica nel numero in edicola domani. La presidente dell'istituto, che studia l'evoluzione della lingua italiana, difende invece a spada tratta proprio gli sms: "Hanno moltiplicato le occasioni per scrivere" sottolinea "E ce n'era bisogno. Anch'io li uso moltissimo". Quanto alla televisione, per la presidente dell'Accademia della Crusca è vero che "la tv del chiacchiericcio è deleteria perché con la sua banalità svuota le parole di significato. Ma ci sono programmi utilissimi: Piero Angela usa un buon italiano, semplice ed efficace, per esempio. E poi mi piacciono le giornaliste radiofoniche. Sanno dialogare con gli ascoltatori uscendo dai confini del gergo". Piuttosto, contrattacca Nicoletta Maraschio, salviamo la lingua italiana dalla burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile, oltre che all'italiano, anche e soprattutto alla democrazia".

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La Cadore: <Facciamo squadra e rilanciamo l'economia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONSESSO UMCE La Cadore: "Facciamo squadra e rilanciamo l'economia" BassanoControllo della grande distribuzione, potenziamento delle infrastrutture, salvaguardia delle bellezze del territorio e dei suoi talenti. Sono queste solo alcune delle questioni su cui Teresa Cadore, ha chiesto ad imprenditori, categorie economiche e mondo politico di fare squadra. Esattamente, è stato ribadito più volte lunedì sera, in occasione della consueta assemblea dell'Unione mandamentale del Commercio, come è accaduto con successo nei giorni dell'Adunata alpina.La proposta di unire le forze per un traguardo comune, il rilancio dell'economia del comprensorio, è stata accolta con favore da tutti gli esponenti politici e del mondo imprenditoriale presenti all'assemblea. È questo il caso del primo cittadino di Bassano, Gianpaolo Bizzotto che, facendo proprio il riferimento all'evento scarpone ha ribadito con l'Adunata abbiamo vinto una scommessa, e se ciascuno di noi farà la propria parte, potremmo continuare a vincere anche in futuro.Della stessa opinione anche i presidenti mandamentali dell'Api, Giovanni Panni, e degli industriali, Carlo Brunetti, e l' onorevole Manuela Lanzarin che ha confermato il proprio impegno a portare al governo centrale tutte le istanze del territorio, e in particolare quelle della piccola impresa.Proprio l'attività commerciale è stata al centro dell'attenzione nella lunga relazione del presidente Cadore che ha ricordato come le piccole aziende rappresentano il 90\% del totale, sono guidate da giovani (l'età media è di 35 anni) e oggi, sempre più, sono il luogo in cui i lavoratori diventano imprenditori."'Le piccole imprese ha proseguito il presidente, citando alcune righe di Ferruccio De Bortoli non chiedono sussidi ma attenzione e rispetto'. Un paese che avesse a cuore di più le piccole imprese non le aggredirebbe con il fisco, la burocrazia, il difficile accesso al credito e i costi indiretti degli straordinari".I costi e la burocrazia a cui deve fare fronte quotidianamente un imprenditore sono stati al centro dell'analisi di Teresa Cadore che ha ricordato come, ad esempio, il peso della burocrazia pesi su un'azienda per il 30\% del costo complessivo del lavoro.Per questo diventa sempre più necessario pensare di fare squadra, perché, è stato detto, se è vero che ci sono scelte che competono alla politica centrale ("adesso vedremo se quanto promesso sarà realizzato" - ha punzecchiato il leader dell'Umce), la sinergia di forze economiche ed istituzionali locali, può essere altrettanto importante per esprimere progetti concreti di cambiamento.Barbara Todesco.

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L'Astor diventa un condominio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'hotel chiuderà per ferie da martedì, in luglio i lavori per trasformarlo in appartamenti Da martedì 3 giugno l'hotel Astor chiuderà per ferie alcune settimane. Il preludio di quella che sarà una chiusura definitiva. Con l'inizio di luglio, infatti, saranno avviati i lavori che stravolgeranno l'identità dello storico e centralissimo locale. Trasformandolo in un residence, che conserverà il nome di Astor, caratterizzato da vari appartamenti."Mi si stringe il cuore abbandonare questa struttura - sottolinea la titolare Mirella Frè - perché è la mia vita. Tanto più perché nonostante le varie uscite sui mezzi di comunicazione, nelle quali lamentavo la scarsa attenzione che viene dedicata al settore turistico-alberghiero, nessun rappresentante politico o delle associazioni di categoria ha sentito il desiderio di farmi una telefonata manifestandomi la propria comprensione nei confronti delle problematiche che abbiamo incontrato negli ultimi anni e che ci hanno obbligati a mollare la pezza. In primis le difficoltà burocratiche, presentateci da più enti, che ti fanno capire che tutto c'è tranne l'elasticità mentale che consenta di capire che qui stiamo tutti lavorando per il bene della città".Ma a onor del vero una persona si è contraddistinta in sensibilità. "L'assessore regionale Oscar De Bona - spiega la signora - mi ha inviato una lettera che conserverò tra i miei ricordi personali".L'esponente della giunta Galan scrive "cara Mirella, provo dispiacere per questa tua decisione, ma comprendo benissimo le difficoltà. Le condizioni in cui sei stata costretta a operare sicuramente non sono state delle migliori né per quanto riguarda il settore turistico a Belluno né tanto meno per l'intricata burocrazia e per gli aggravi fiscali che spesso stroncano ogni iniziativa. La tua esperienza per la lunga attività nel campo alberghiero e della ristorazione ti fa essere un caposaldo e un punto di riferimento nell'ambito della ricettività in tutta la Valbelluna. Ora purtroppo tutto il Bellunese viene privato di una imprenditrice dinamica, caparbia e professionalmente preparata come te. Con il tuo zelo hai contribuito allo sviluppo della nostra provincia, ma soprattutto con il tuo senso di responsabilità sei stata portatrice di valori che non possiamo abbandonare e che rappresentano l'esempio più fruttuoso per le giovani generazioni".Inevitabile la grande emozione della signora Frè, la più "vecchia" albergatrice della città, nel leggere queste sentite parole. "Rimpiango la saggezza e la professionalità - dice la donna - che De Bona ha incessantemente dimostrato negli anni in cui dirigeva la Provincia, supportato tra l'altro da validi e saggi collaboratori che allora hanno aiutato molto il turismo mentre ora, purtroppo, questa professionalità è andata scemando".Si pone quindi definitivamente la parola fine sulla lunga e prestigiosa storia dell'hotel Astor.Raffaella Gabrieli.

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Lavoro. Voucher vendemmia per studenti e pensionati dell'Emilia-Romagna (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(28/5/2008 15:12) | (Sesto Potere) - Bologna - 28 maggio 2008 -Per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati arrivano i voucher per la vendemmia, i buoni per i lavori occasionali in agricoltura che comprendono oltre alla retribuzione anche i versamenti contributivi e l'assicurazione contro gli infortuni. Questa nuova tipologia di rapporto di lavoro per le prestazioni di breve durata, disciplinato dal decreto legislativo n. 276 del 2003, verrà sperimentato per la prima volta in Emilia-Romagna in occasione della stagione di vendemmia 2008. La convenzione tra la Regione e le Direzioni regionali di Inps e Inail, per l'attuazione della sperimentazione, è stata siglata dall'assessore regionale al Lavoro Paola Manzini, dal direttore regionale Inps Sergio De Simone e dal direttore regionale Inail Francesco Barela, ed è stata presentata in conferenza stampa questa mattina, alla presenza anche di Francesco Di Maggio della direzione generale dell'Inps. "Il progetto, per il momento, è sperimentale - ha detto Paola Cicogani, responsabile del Servizio Lavoro della Regione Emilia-Romagna - i voucher saranno introdotti per la vendemmia e se funzioneranno, dopo il monitoraggio da parte dell'Inps e la valutazione da parte del Ministero del Lavoro, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, potranno essere prorogati o potrà essere estesa la sperimentazione ad altri settori". "I voucher garantiscono ai lavoratori una tutela lavorativa completa - ha spiegato Francesco Barela, direttore regionale Inail - vengono equiparati alle altre categorie di lavoratori e hanno quindi diritto alle normali prestazioni che l'istituto eroga in caso di infortunio e di malattie professionali". Pensionati e studenti dai 16 ai 26 iscritti alla scuola superiore, alla formazione professionale o all'università, potranno iscriversi nelle liste di disponibnilità presso i centri per l'impiego. I viticoltori potranno scegliere i lavoratori dalle liste e acquistare uno o più carnet di buoni per regolarizzare preventivamente la giornata degli “occasionali”, del valore nominale di dieci euro all'ora, comprensivi degli oneri previdenziali e di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. I buoni vengono utilizzati per pagare la prestazione, e gli studenti e i pensionati riscuoteranno il valore dei buoni in denaro del valore di 7,5 euro all'ora presso il concessionario del servizio. Il compenso è esente da imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione. "I voucher non pongono in essere un contratto di lavoro - ha aggiunto Sergio De Simone, direttore regionale Inps - ma danno ugualmente al datore di lavoro la tranquillità di agire nella regolarità e nella copertura degli eventuali infortuni, e al lavoratore danno una importante copertura previdenziale". I datori di lavoro potranno fruire delle prestazioni fino a un tetto di spesa massimo di 10 mila euro, mentre per gli studenti e i pensionati questa attività lavorativa, anche se svolta a favore di più imprese agricole, non deve dare complessivamente luogo a compensi superiori di 5.000 euro nel corso di un anno solare. La sperimentazione ha l'obiettivo di testare l'applicazione del modello di servizio e di far conoscere la nuova tipologia di lavoro e le sue opportunità ai potenziali datori di lavoro e alle specifiche categorie di persone che possono prestare il lavoro accessorio. Le procedure adottate saranno verificate attraverso un sistema di monitoraggio integrato, per valutare l'efficacia del modello sperimentato, in particolare riguardo ai risultati occupazionali conseguiti attraverso la nuova tipologia di rapporto di lavoro. Entro venti giorni Inps, Inail e la Regione Emilia-Romagna elaboreranno un progetto esecutivo territoriale, per definire le risorse umane e strumentali necessarie a supportare la promozione e la realizzazione delle iniziative con particolare riferimento ai servizi per l'impiego. Per la supervisione della sperimentazione e' costituito un "Comitato di coordinamento regionale del progetto di sperimentazione nel territorio della Regione Emilia-Romagna, titolato ad adottare tutte le decisioni, anche sanzionatorie, che lo sviluppo della sperimentazione imporrà. Fanno parte del comitato di coordinamento un rappresentante del Ministero del lavoro, uno dell'Inps, uno dell'Inail, un rappresentante della Regione e uno per ogni Provincia. Il comitato di coordinamento avrà accesso, in tempo reale, a tutti i dati elaborati dal database centrale tenuto dall'I.N.P.S. ai fini della sperimentazione per verificarne costantemente i risultati e intervenire sulle eventuali criticità.

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Raccolta differenziata porta a porta, la prima volta di Ibla (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorgio Cappello "Lotta a criminalità e burocrazia" La cultura della normalità d'impresa. Ma anche una lotta senza tregua a criminalità e burocrazia, i principali freni dello sviluppo economico nell'isola. Sembra avere le idee chiare il ragusano Giorgio Cappello, industriale nel settore dell'alluminio, che venerdì scorso ha raggiunto un traguardo di responsabilità mai prima ottenuto da nessun altro ibleo, vale a dire la carica di presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia. Ieri mattina, nella sede dell'Assindustria Ragusa, Cappello ha tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale ha messo in evidenza gli auspici con cui da il via a questa grande avventura. "Resterò in carica 730 giorni - ha affermato - perché dopo quella data compirò quarant'anni e per statuto non potrò più far parte dei Giovani imprenditori. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me per questo prestigioso incarico che consente alla realtà iblea di Confindustria di avere maggior peso in ambito siciliano. Profonderò grande impegno affinché possano essere attuate tutti quei provvedimenti necessari ad assicurare il rilancio dell'economia isolana. E tra questi, non dobbiamo certo dimenticare la necessità di superare i due vincoli, quello criminale e quello della burocrazia, che frenano in maniera troppo evidente la nostra possibilità di sviluppo. Già lunedì scorso, in occasione della riunione del Consiglio direttivo tenutosi a Caltanissetta, la nostra presidente nazionale, Federica Guidi, ha sottolineato quale sarà il nostro impegno per la realizzazione delle opere infrastrutturali più importanti per il territorio. Siamo favorevoli anche al ponte sullo stretto di Messina". G. L.

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Presentata la squadra di Nello Lo TurcoGiardini (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Affollata convention dell'aggregazione che sosterrà la candidatura del vicesindaco a primo cittadino Giardini. Anche la lista dei potenziali consiglieri comunali che sostiene la candidatura a primo cittadino di Nello Lo Turco, attuale vice sindaco, ha fatto il suo esordio ufficiale con un'affollata convention nella sede dell'aggregazione "Lo Turco per Giardini Naxos", prospiciente piazza Kalkis. All'appuntamento, oltre a Lo Turco e ai candidati in lista, sono intervenuti anche i tre assessori designati: il deputato regionale Pippo Currenti, Sebastiano Cavallaro, attuale assessore ai Lavori pubblici e Nino Ponturo. Alla cerimonia era presente anche l'on. Carmelo Briguglio, intervenuto per porgere gli auguri a Lo Turco e ai candidati dell'aggregazione, il quale ha espresso stima e fiducia verso il candidato a sindaco e il suo progetto. Sono stati presentati i candidati e gli assessori che a turno hanno spiegato i motivi della loro adesione all'aggregazione. Poi ha preso la parola Lo Turco, che ha illustrato i capisaldi del programma elettorale che l'aggregazione intende promuovere. Sostanzialmente il tema dominante del programma ruota attorno a tre concetti: "Collocare al centro dell'azione politica l'uomo e la famiglia"; improntare un programma che parta "dalla valorizzazione dell'esistente"; "l'erogazione di servizi migliori a costi contenuti" per liberare risorse da impiegare in altri ambiti come il turismo. "Il programma elettorale che vogliamo sottoporre al giudizio degli elettori - spiega Lo Turco - colloca al centro dell'azione politica l'uomo e la sua famiglia. Riteniamo infatti che l'Ente pubblico ha il dovere di privilegiare la persona nei variegati aspetti del suo vivere il quotidiano, in primo luogo offrendo servizi, ricorrendo ove possibile ad associazioni no-profit, aiutando le fasce più deboli ad essere parte viva della società e soprattutto creando uno sviluppo sostenibile e propulsivo dell'economia". L'intervento è diventato sempre più appassionato quando Lo Turco ha illustrato anche le altre tematiche del programma: sviluppo sociale ed economico; giovani e strumenti da utilizzare per arginare il fenomeno della dispersione scolastica; infrastrutture per migliorare la vivibilità; affidamento di vari servizi; snellimento della burocrazia; realizzazione di un nuovo Palazzo comunale e restauro di quello esistente. Rosario Messina.

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AGRICOLTURA: INIZIATIVE DI PROTESTA CIA PUGLIA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food AGRICOLTURA: INIZIATIVE DI PROTESTA CIA PUGLIA (AGI) - Bari, 27 mag. - Sara' illustrato venerdi' 30 maggio alle 10, presso la sede della Cia Puglia, il programma di iniziative che si terranno il 5 giugno con un presidio di agricoltori a Bari sotto la Presidenza della Regione Puglia. La Cia Puglia intende evidenziare l'acutizzarsi delle difficolta' dell'agricoltura pugliese (acqua, aumento dei costi del gasolio agricolo, fiscalizzazione degli oneri sociali a rischio dal 2009, burocrazia e ritardi nella spesa agricola della Regione Puglia) e il relativo malcontento degli agricoltori impongono risposte concrete e rapide da parte del governo regionale e nazionale. Il 6 giugno la Cia e l'Associazione Pensionati Cia Puglia porteranno in piazza la qualita' e la tipicita' dei prodotti agricoli pugliesi, le problematiche della vivibilita' dei territori rurali e degli anziani.(AGI).

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Messa in sicurezza definitiva di via del Carro (Misano Adriatico), la Provincia accelera i lavori (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(28/5/2008 18:08) | (Sesto Potere) - Rimini - 28 maggio 2008 - Dando seguito alla variazione di bilancio approvata in Consiglio provinciale il 22 maggio scorso, grazie alla quale sono state attivate le risorse necessarie, l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Riziero Santi, ha dato disposizione ai propri uffici di realizzare i lavori di messa in sicurezza definitiva del tratto della via del Carro di Misano Adriatico, che dall' imbocco a monte del ponte dell'autostrada arriva fino al quartiere Belvedere. "Il progetto - spiega Santi - bruciando tutti i tempi della burocrazia, sarà messo in esecuzione entro poche settimane e prevede la realizzazione, entro il prossimo mese di luglio, di una pista ciclo-pedonabile sul lato fiume della strada, oltre all'attuale nastro asfaltato, mentre per l'attraversamento del ponte sarà ristretta la carreggiata facendo posto appunto alla ciclo-pedonabile. “Inoltre - prosegue l'assessore - la Provincia collaborerà con il Comune di Misano Adriatico nella realizzazione, con la stessa tempistica, di una nuova rotonda all'altezza di via Kato, offrendo così entro l'estate un nuovo volto alla via del Carro ed una migliore qualità della vita a chi abita i quartieri che vi si affacciano".

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BUROCRAZIA SOTTO TIRO, LA CGIL LASCIA IL TAVOLO (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

NEL MIRINO ANCHE I MEDICI BUROCRAZIA SOTTO TIRO, LA CGIL LASCIA IL TAVOLO Statali e burocrazia sotto il tiro del governo che per oggi ha convocato i sindacati per illustrare il suo 'piano industriale' volto a rilanciare e rendere efficiente il pubblico impiego. Ma, a sorpresa, la Cgil ha abbandonato il tavolo contestando un "grave errore di metodo perche' - ha spiegato il coordinatore dei settori pubblici Cgil Michele Gentile - si e' deciso di far partecipare un solo componente per sigla nell'incontro di oggi rinunciando cosi' a far partecipare chi gestisce poi il piano industriale".

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Lucciole espulse e poi riammesse, il sindaco Rimoldi contesta i giudici (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Veniano Lucciole espulse e poi riammesse, il sindaco Rimoldi contesta i giudici VenianoLa recente sentenza del Tar che ha riportato sulla strada quattro lucciole suona come una beffa per i sindaci impegnati contro la prostituzione. "Preoccupante" la definisce il sindaco Elio Rimoldi che trattiene espressioni più dure contro la sentenza che ha annullato quattro fogli di via obbligatori per altrettante lucciole emessi dalle questure di Como e di Varese. Secondo il Tar non sussistevano i presupposti di sicurezza e ordine pubblico che avevano spinto le autorità ad emettere i provvedimenti. Una sentenza che potrebbe essere un pericoloso precedente e fondata su una motivazione inaccettabile secondo il primo cittadino, il cui Comune è stato il primo a varare un divieto di transito nelle strade, per contrastare la prostituzione. "Credo che la sicurezza dei nostri paesi sia messa in pericolo dalla prostituzione a differenza di quanto dice il Tar - commenta il sindaco Rimoldi - Dietro di essa c'è il racket, lo sfruttamento, ci sono più furti e in genere un minore controllo del territorio". Riportare sulla strada quelle lucciole, vuol dire buttare via l'impegno dei sindaci per limitare il fenomeno. "Io e i miei colleghi, abbiamo cercato in ogni modo di limitare questa presenza. Ora non possiamo più usare solo i pochi strumenti di cui disponiamo e purtroppo ne sono arrivate di nuove sulle strade. Per tre anni le espelliamo dal nostro territorio, ma poi se le ritrova il Comune vicino. Spero che nel pacchetto sicurezza siano previsti più poteri e ai vigili e uno snellimento della burocrazia". "Perché non denunciare il cliente per favoreggiamento della clandestinità - suggerisce provocatorio il sindaco - Sono quasi tutte clandestine e non vedo perché non applicare questo principio. A volte anch'io accompagno i vigili nei servizi, le nostre strade sono un'indecenza e la gente non dorme più la notte. Perché allora non riaprire le case chiuse?". La polizia locale nell'ultimo triennio ha attuato numerosi interventi per contrastare il fenomeno: nel 2006 sono state identificate 9 lucciole, denunciate 2 e 3 i fogli di via emessi dalla Questura, nel 2007 14 identificate con avvio del procedimento, 2 denunciate, 7 i fogli di via. Nel 2008 solo finora, sono ben 12 le identificate, 3 le denunciate e 3 i fogli di via della Questura. Laura Attolico 28/05/2008.

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La burocrazia ritarda i lavori della piscina (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRAY. STRUTTURA PRIVATA La burocrazia ritarda i lavori della piscina L'inaugurazione attesa a giugno slitta alla fine dell'estate [FIRMA]MATTEO PRIA PRAY Ancora un po' di pazienza per i valsesserini amanti del nuoto: i lavori per la realizzazione della piscina registrano un ritardo legato ai permessi per costruire. "Stando alle previsioni dovevano arrivare entro il settembre del 2007 - spiega Achille Burocco, l'imprenditore che ha voluto l'opera e che ne sta seguendo la realizzazione -. La burocrazia è lenta e il permesso di costruire è arrivato solo il 9 gennaio 2008, mentre noi speravamo di partire molto prima". La struttura sorgerà lungo l'area che si affaccia sul fiume Sessera e fino ai primi di dicembre tutta l'area era soggetta a un vincolo idrogeologico che vietava qualsiasi nuova costruzione. La zona è stata oggetto di una serie di interventi di messa in sicurezza degli argini e solo dopo le sollecitazioni del Comune i tecnici della Regione hanno avviato un progetto di riqualificazione dell' area. Achille Burocco fa il punto della situazione: "Finora si è proceduto agli scavi ed è stata realizzata quasi tutta la parte in cemento; ora il cantiere si occuperà dell'impiantistica". Previsioni sull'apertura della piscina? "Se i permessi fossero arrivati entro il settembre scorso allora si poteva pensare di poter inaugurare la struttura a giugno, ora tutto slitta di qualche mese". Il progetto prevede la realizzazione di due vasche: una semi-olimpionica con misure regolari, vale a dire 25 metri di lunghezza per 12,5 di larghezza; la seconda più piccola per i bambini, rettangolare, con un'area di circa 50 metri quadrati. La struttura sarà completata con spogliatoi, reparto docce e non mancherà l'area relax con un piccolo bar. "Sarà una struttura all'avanguardia - conclude Burocco -. Anche la posizione è delle migliori, in quel punto infatti il sole batte tutto il giorno". Per quanto riguarda la gestione invece si fa largo l'ipotesi di affidare la struttura a qualche associazione attiva in paese. Il nuovo impianto potrebbe diventare un importante punto di incontro per i giovani della Valsessera che per trascorrere una giornata in piscina sono costretti a emigrare fino nel Novarese o verso il Basso Biellese.

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