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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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"Il
turismo deve battere la burocrazia troppo lenta"
( da "Stampa,
La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il turismo
deve battere la burocrazia troppo lenta" ALASSIO L'annuncio del governo di
aver trovato un accordo con cinque banche per agevolare gli operatori turistici
nell'accesso al credito non può che farci piacere. Soprattutto in Liguria dove
non sempre è facile ottenere liquidità e dove, anche se speriamo in una proroga
come già avvenuto in Toscana,
Il
presidente ci sarà lunedì sera ( da "Corriere delle Alpi"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più aumenta
la burocrazia e i nostri dipendenti diventano matti». (Intervistatore e
intervistato vengono superati dagli eventi. Nel sito della Provincia sono state
inserite delibere e determine. Non è ben evidente il percorso per arrivarci,
tutti gli atti che contengono un nome sono secretati e nemmeno il presidente sa
da quanto c'è questa novità.
Si
accende la voglia di viaggiare Le mete più curiose e gettonate
( da "Stampa,
La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ed altre come
la Polinesia dove la burocrazia è più complicata ma si sta intervenendo per far
fronte ad una domanda in netta crescita. Fra gli esempi di nuovi viaggi di
tendenza spicca il Sudafrica e fra le destinazioni che si stanno affermando sul
mercato italiano e cuneese dei viaggi di nozze la Nuova Caledonia.
Il
programma dei primi 100 giorni ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ogni
intervento ha lo scopo di creare una Sassuolo più semplice, con una burocrazia
più snella e con meno sprechi, con un contatto diretto tra cittadini e sindaco,
con una maggiore trasparenza. Una Sassuolo più coraggiosa, sia dal punto di
vista delle scelte urbanistiche che culturali per cambiare il volto della città
creando un'identità forte.
Tetto
sfondato per la neve e trasloco in un albergo ma il risarcimento tarda
( da "Trentino"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ordinaria
burocrazia a Pieve di Bono Tetto sfondato per la neve e trasloco in un albergo
ma il risarcimento tarda PIEVE DI BONO. Storia di ordinaria burocrazia quella
che vede il signor Daniele Poli di Pieve di Bono chiedere legittima ricompensa
per il danno subito in inverno: una pianta carica di neve finì sul tetto di
casa sua in località Cariola nei dintorni di Pieve di Bono.
Borghetto,
il ponticello rifatto a tempo di record
( da "Cittadino,
Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Paese dove la
burocrazia è un elemento caratteristico nella vita amministrativa: è la storia
del ponticello di collegamento tra le frazioni Prevede e Ca' de Mazzi lungo la
strada che dalla Barazina arriva alla biforcazione appunto tra le due località.
Poco più di 15 giorni fa, il manufatto ha avuto un cedimento che ha costretto
l'amministrazione di Borghetto a correre i ripari con l'
alessandria,
pdl all'assalto della roccaforte di palenzona - dal nostro inviato
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tagliare la
burocrazia», esordisce il leader del Pdl. E aggiunge che «è necessario
valorizzare ciò che già c´è ma pochi sanno far fruttare. Avere a Valenza uno
dei principali distretti orafi del mondo è una ricchezza. Avere il paesaggio
del Monferrato ma anche un outlet a Serravalle visitato ogni anno da 1,5
milioni di persone è un vantaggio che non siamo ancora riusciti a sfruttare»
Curare
il dolore fisico, scelta di civiltà (
da "Giornale
di Brescia" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di coda in
Europa Semplificare la dispensazione dei farmaci per il trattamento del dolore
severo, sottraendoli ai percorsi tortuosi della burocrazia che prevedeva l'obbligo
di una ricetta speciale potrebbe migliorare la graduatoria del nostro Paese
che, sia per queste ragioni sia per resistenze di ordine culturale, è agli
ultimi posti in Europa nella prescrizione degli oppiacei.
Nuove
caserme per i Carabinieri: storie... infinite (
da "Giornale
di Brescia" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Sono questi i molti motivi che in vari paesi della provincia ritardano la
consegna delle nuove caserme dei carabinieri. Presìdi importanti del territorio
nati in parte dalla volontà della Giunta regionale lombarda, su proposta
dell'assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, che ha manifestato la
«favorevole volontà d'
"inchieste
dagli effetti negativi spingono gli onesti al disimpegno" - giovanni
marino ( da "Repubblica, La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
asfissiante
burocrazia durante un´emergenza ambientale di cui non si hanno precedenti cosa
sarebbe accaduto con i rifiuti? Probabilmente ne saremmo ancora invasi.
Ribadisco: credo che si debba tener conto del contesto: chi ha operato in quei
momenti drammatici magari ha fatto scelte non perfettamente regolari ma in
qualche modo dovute dalla crisi che invadeva ogni angolo di strada.
decolla
il pati sottoscritto da 5 comuni ( da "Mattino di Padova, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Fra un mese
il Pati diventerà operativo: tempi azzerati, meno burocrazia, si va
direttamente con la pratica in consiglio comunale, niente passaggio in regione.
E' il tentativo di dire "basta" ad attese di anni per costruirsi una
casa. Massimo Bitonci (nella foto) sindaco di Cittadella, parla di «un
traguardo raggiunto dopo più di 3 anni di lavoro.
1.
favorevole alle province? no, sono carrozzoni che appesantiscono ulteriormente
... ( da "Centro, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
carrozzoni
che appesantiscono ulteriormente la burocrazia e aggravano la spesa pubblica.
Credo che le competenze delle Province potrebbero passare ai Comuni, che sono
in grado di avere un controllo più diretto sulle problematiche locali». 2. «Per
dare un taglio agli sprechi nella pubblica amministrazione, direi innanzitutto
che vanno eliminati i fondi cosiddetti di rappresentanza,
1.
bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, ...
( da "Centro,
Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisogna far
funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, non della
burocrazia autoconservativa. La Provincia gestita dal Pcl non sarà un
cuscinetto tra Regione e Comuni ma un ente di coordinazione attiva delle crisi
aziendali, dei dissesti del territorio, delle istanze dei meno abbienti». 2.
«Intendiamoci su quali siano gli sprechi.
Â
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si è inoltre
impegnato per lo snellimento della burocrazia (anche attraverso
l'informatizzazione), per il risanamento ambientale e per il rilancio del
turismo. Schietroma ha invece posto l'accento sulla necessità, per gli
imprenditori, di avere risposte in tempi certi, sulla puntualità dei pagamenti
e sul rilancio dei settori artigianale e commerciale.
La
fabbrica Testa rimaneverrà ricollocata a Coasco
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In questo
modo invece si può ricominciare a lavorare, e mi auguro che lo si faccia
subito, su un progetto concreto di trasferimento». Adesso la vicenda torna ai
tavoli della burocrazia. Bisognerà perfezionare l'acquisto, ottenere il via
libera ai progetti, e anche alla variante di Leca. Poi si potrà cominciare il
trasloco. Luca Rebagliati 05/06/2009
massarosa
verso le elezioni ( da "Tirreno, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alleggerimento
della burocrazia. «Chiediamo a tutti i cittadini indistintamente a credere ed
essere con noi in questo piccolo grande sogno per Massarosa, un sogno per tutti
e di tutti». Aperitivo centrodestra. Oggi alle 13 aperitivo al bar Tiffany di
Massarosa per la chiusura della campagna elettorale di Lorenzo Ghiara, il
candidato sindaco sostenuto da Pdl,
silicani:
sfida "verde" per il futuro
( da "Tirreno,
Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lo
snellimento dei tempi di attesa e della burocrazia. Efficienza degli uffici e
qualità dei servizi saranno al primo posto». Quali gli interventi più urgenti?
«Proseguire con i progetti per energie rinnovabili che vedano protagonisti il
sole, il vento, la filiera legno-energia. Priorità sarà data alla sicurezza
sulla viabilità, alle politiche della casa e ai servizi alla persona»
di
MASSIMO STEFANINI GRANDE AFFLUENZA di pers...
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sinistra
perché hanno capito che questo schieramento politico rappresenta la cattiva
parte del sindacato, i fannulloni, la casta, la burocrazia, tutti elementi che
non vogliono perdere i loro privilegi tuona il Ministro ». Per Brunetta, «in
Toscana c'è la massima espressione di questo sistema che compra il consenso con
il lavoro e con altre forme clientelari, ma siamo alla fase finale».
La
provincia deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività
sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce
( da "Libertà"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
coordinando
le attività di sostegno di queste fasce La provincia deve svolgere, come da
mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le
attività di sostegno di queste fasce. Deve mettere in campo risorse recuperate
da una maggiore efficienza. Meno burocrazia vuol dire più risorse per anziani e
bambini. 05/06/2009
L'Europa
trema Il folletto xenofobo si insidia nelle urne
( da "Riformista,
Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Europa
imbrigliata nei bizantinismi della sua burocrazia, uniti alla fiducia ormai
pari allo zero che i cittadini nutrono nei confronti di chi li governa a tutti
i livelli, dalle assemblee locali a quelle nazionali ed europee, creano una
miscela propulsiva per i partiti estremisti, che fanno del populismo il loro
vessillo.
Un
sistema collaudato dove frode e disservizio pubblico costituiscono la regola
ordinaria. U... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La turbativa
di appalto: le modalità adottate servirono a snellire i tempi della burocrazia
ma non a rubare. In ultimo: i denunciati. Gli infermieri Dario Basilisco, Mauro
Bucciferro, Fernando Ventura; l'autista Giuseppe Di Gianni; la segretaria
Marisa Ventura; Antonio Del Pizzo; Marco Di Domizio; i medici Claudio
Frattaroli e Rocco Cutrella;
Il
terreno è minato e alla Cgil spiegano subito. Attenzione: il sistema pubblico
... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono
spaventati dalla burocrazia da affrontare. Invece i Comuni e le Asl hanno
servizi che funzionano, l'unico problema è che, a volte, non sono adeguatamente
pubblicizzati». E allora, rischiare di cadere nelle grinfie del furbo di turno
può non essere difficile. Soprattutto perché chi si muove tra sigle improbabili
e servizi con la trappola conosce bene i meccanismi.
Trent'anni
di attesa passati tra stanze ministeriali, commissioni, uffici tecnici. La
vicend... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inchiesta
della trasmissione Report come esempio dei tempi della burocrazia che
accompagnano le opere pubbliche in questo Paese. Una vicenda che
incomprensibilmente, lungo tutto l'Adriatico, non trova esempi analoghi quanto
a lunghezza, intoppi ed intrecci di competenze. Ma adesso, nonostante tutto,
finalmente ci siamo.
Sicurezza,
imprese mobilitate ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non è fatta
di burocrazia e sanzioni per chi non compila un foglio. Pensiamo che le
sanzioni vadano commisurate con le colpe». La sostanza è anche diffondere la
cultura della sicurezza, per cui occorre «condivisione e alleanza» tra tutte le
parti in gioco, ha sottolineato il presidente di Assolombarda, Diana Bracco.
Ultimi
fuochi della campagna elettorale fermana per le provinciali tra proposte, feste
e polemiche. ... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Secondo la
Cna di Fermo è prioritario rilanciare le politiche di incentivazione, Snellire
la burocrazia che pesa sulle aziende come una ulteriore tassazione, e
soprattutto velocizzare i tempi di pagamento. Dare inoltre operatività alle
opere pubbliche cantierabili attivando tutte le procedure che possono favorire
il coinvolgimento delle imprese locali agli appalti;
PESARO
- Calano del 6% i reati commessi nella provincia di Pesaro rispetto a due anni
fa, passando d... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 05-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La ragione di
questo trend positivo è dovuto "ad un incremento dei carabinieri sulle
strade - spiega Fedele - Grazie all'informatizzazione abbiamo snellito la
burocrazia e così, sempre a parità di organico e con grossi sacrifici, abbiamo
aumentato il numero degli uomini all'esterno".
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Europa delle
burocrazie io penso che ci sia bisogno di una maggiore presenza delle
istituzioni politiche». È un'Europa tecnica che non prende, però, solo
decisioni tecniche. «Il Parlamento di Strasburgo dovrebbe essere più connotato,
i cittadini hanno il diritto di sapere che una certa direttiva è stata voluta
dai partiti cristiano-democratici piuttosto che dai socialisti.
PECHINO
- Il buon giorno, nella data dell'anniversario più sensibile dell'anno, si
vede... ( da "Messaggero, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abituati alle
acrobazie della burocrazia cinese, ma c'è anche chi ci prova lo stesso, come i
giornalisti di Cnn e Bbc. Finiscono per portare a casa video esilaranti dalle
vie laterali alla piazza, con agenti in borghese che sbandierano ombrelli
davanti alle telecamere per coprire la vista dell'area.
Busta
pesante: restituzione nel caos ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e promette ai
cittadini che si trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia,
assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni ripropongono
insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza esito,
l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali, auspicabilmente
incoraggianti, da Palazzo Chigi.
di
PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo an...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e promette ai
cittadini che si trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia,
assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni ripropongono
insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza esito,
l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali, auspicabilmente
incoraggianti, da Palazzo Chigi.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accusano
Piffari e Cimadoro - sono stati ostacolati e rallentati dalla burocrazia».
Italia dei Valori chiede dunque che sia fatta chiarezza sulla questione.
«Nessun rallentamento - ribatte Rizzi -. L'imprenditore ci ha chiesto di unire
due licenze acquistate separatamente, ognuna per una media struttura
commerciale di circa 1.
Strasburgo,
provincia d'Italia ( da "Manifesto, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia di
Bruxelles e il disinteresse popolare? Trattandosi di elezioni europee cosa
saggia sarebbe dare la propria preferenza a candidati «europeisti» a quei pochi
competenti cioè per i quali la costruzione di un' Europa politica non è un
pretesto o un orpello retorico, ma un obiettivo decisivo, per i quali il
ridimensionamento delle sovranità nazionali è una ineludibile necessità
di
CRISTINA BELVEDERE PERUGIA
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di CRISTINA
BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E' l'appello che
lanciano ai candidati a sindaco i presidenti provinciali di Confindustria
Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario Brustenga, affiancato per l'occasione
dal titolare della ditta di impiantistica Braganti srl di Sant'Andrea delle
Fratte.
burocrazia
negli uffici comunali> ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
7 burocrazia
negli uffici comunali» provinciali: «Tempi certi per le aziende e revisione
delle imposte» di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici
comunali». E' l'appello che lanciano ai candidati a sindaco i presidenti
provinciali di Confindustria Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario
Brustenga,
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sui
provvedimenti anti burocrazia («Il miglioramento della pubblica amministrazione
non è di destra nè di sinistra. E' per tutti e questa è anche la rivoluzione
che vogliamo fare noi», ha commentato il leader del Pdl Riccardo Mazzoni).
L'unica nota stonata è stato il ritardo di Cenni, che è riuscito a malapena a
stringere la mano a Brunetta (foto a sinistra)
Niente
vacanze senza il visto Famiglia costretta a disfare subito i bagagli
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lì per lì ha
pensato a un disguido della burocrazia. A un intoppo facilmente risolvibile
tramite un controllo incrociato dal computer del check in. Al decollo peraltro,
previsto per le 9.45, mancava davvero poco... E invece no. Arrivederci e
grazie. Bardhok Mhilli, sua moglie e il loro piccolo di appena 9 mesi, in
partenza per l'Albania valigie in mano,
ECCO
PERCHE' LA CITTA' DEVE TORNARE A PARLARSI
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
individuare
un interlocutore e una strada liberata dalla burocrazia, perché finora così non
è stato. Allora serve una cabina di regia per coordinare le funzioni vitali:
per i cantieri, la cui proliferazione selvaggia impedisce i movimenti
quotidiani; per turismo e cultura, che dovrebbero essere gestiti in accordo,
magari da un assessorato unico affidato al vicesindaco.
L'ultimo
appello di Lavagetto ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una macchina
pubblica più efficiente e libera dalla pesantezza della burocrazia, ci
permetterà di realizzare quella serie di progetti capaci di farci uscire
dall'attuale difficoltà economica e di valori per farci recuperare
competitività territoriale e comune senso di appartenenza basato sulle nostre
radici e tradizioni.
Se
non ci fate credito moriremo soffocati
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accesso al
credito alla burocrazia, dai ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici
all'Expo. «Il manifesto non è un elenco di rivendicazioni ma uno strumento di
lavoro, una strategia con cinque proposte concrete su cui agire subito precisa
il presidente di Cna Lombardia Fausto Cacciatori (nella foto) per venire in
aiuto del sistema dell'
Quando
la burocrazia è cieca ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
è cieca Paralizzato chiede invano di costruirsi un bagno al piano terra CERIANO
IL COMUNE NEGA IL PERMESSO di GABRIELE BASSANI CERIANO LAGHETTO SE PRIMA il
bagno a piano terra era solo la ricerca di una comodità in più, con un infermo
in casa diventa una necessità improrogabile, di fronte alla quale anche le
severe norme urbanistiche possono lasciare qualche via d'
Libè
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sullo
snellimento della burocrazia che investe oggi anche la Provincia di Parma e
sulle inutili sovrapposizioni di attribuzioni e competenze è stato d'accordo
con Libè anche il sindaco di Medesano Roberto Bianchi: «Abbiamo bisogno di una
Provincia che funzioni, con poche competenze e che abbia la capacità di
mettersi al servizio dei comuni.
Waterfront
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nonostante i
ritardi della politica e della burocrazia militare, ha avuto un peso simbolico
e letterario molto forte nell'immaginario napoletano. Molti i possibili
riferimenti, dalle pagine di Mistero Napoletano di Ermanno Rea fino,
naturalmente, alle suggestioni de Il mare non bagna Napoli di Anna Maria
Ortese.
I
vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla
realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul
Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di
istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada
provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-
Distrofia
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
può vincere solo la ricerca. Non parlo per me che sono avanti con gli anni, ma
questo è un gran giorno per le migliaia di bambini che in tutt'Italia sono
sprofondati nel baratro dell'indifferenza quanto non della cattiveria». Una
documentazione agghiacciante delle mostruosità commesse ai danni dei pazienti
di distrofia muscolari è stata raccolta in un dvd che ha raccontato
LA
TELEFONATA ( da "Corriere del Veneto"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sostenuta da
Brunetta, il fustigatore della burocrazia, il dileggiatore dei panzoni.
Dall'altra il «cacciatore» Berlato, in compagnia di Elisabetta Gardini, del
ministro Sacconi, del sindaco di Roma. Due incontri, una sola telefonata. E fin
qua, passi. Ma c'è di più. Non si limita a telefonare e a incoraggiare, il
Capo.
Pasquino: Abstract: una vita universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione della didattica e della ricerca. Impegnandosi, non solo ad un massimo di due mandati, ma rinunciando a ogni eventuale indennità di carica. «Intendo utilizzare quel compenso ha detto - per incrementare i fondi destinati alle borse di studio».
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia, quasi circuito chiuso in mano ai potentati». Perché «no» alla Turchia nell'Ue? «Dobbiamo stare attenti, per questioni identitarie ed economiche. Rischieremmo di vedere soppiantate le cattedrali dalle moschee e la Turchia potrebbe farci a pezzi, non solo nel Mezzogiorno, con il drenaggio dei fondi Ue».>
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
russo,
inglese, tedesco) Se voteranno No «La burocrazia è il vero nemico da
combattere» D aiva non andrà a votare. «L'integrazione economica ha migliorato
le condizioni di vita in tutta Europa, ma un'ulteriore espansione del ruolo
europeo rischia di far crescere la burocrazia in modo insostenibile».
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La figlia
Katerina, 25 anni, analista mediatica, non abita con loro. «In generale siamo a
favore dell'Unione europea, di una maggiore cooperazione a livello economico e,
quello che più ci interessa, culturale. Ma siamo diffidenti sull'eccesso di
burocrazia e la mancanza di trasparenza».
Sì
del Consiglio all'hotel a quattro stelle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
VIA LIBERA
Si trattava dell'ultimo atto politico amministrativo, l'ultimo ostacolo fra la
burocrazia e la costruzione, fra via Costituente e via Balilla, di quello che
sarà il primo grande albergo della città. Certo, la memoria va all'hotel
Centrale di via Fosse Ardeatine e alle sue quaranta camere costruite quando
sorse la città.
I
piani di Cattaneo: Fatemi spendere con Energia
( da "Panorama.it" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma la
burocrazia blocca tutto". È un fiume in piena [1] Flavio Cattaneo,
amministratore delegato della [2] Terna, la società che gestisce 62 mila
chilometri di impianti di trasmissione dell'elettricità, settima al mondo per
dimensione, ma che deve fare i conti con l'italianissimo problema delle
autorizzazioni ogni volta che deve anche solo cambiare un cavo in un
elettrodotto.
Tute
blu senza sussidi, è allarme ( da "Denaro, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accordo si
è fino a ora arenato nelle maglie della burocrazia. "Infatti spiega
Giovanni Sgambati, segretario regionale Uilm le convenzioni tra Regioni e Inps
necessarie all'erogazione delle risorse sono state finora attivate soltanto in
Lombardia e Sardegna. E in Campania, dove le emergenze nascono prima della
crisi, la situazione è pesante".
Aiuti
a famiglie e aziende In 4 alla prova del voto
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chilometro
e burocrazia zero", per consentire un introito del 25% in più agli
imprenditori che si riflette su un meno 25% nel prezzo di acquisto per le
famiglie. Contrari all'ufficio tecnico sovracomunale, se andrà ad allungare i
tempi e la burocrazia. Favorevoli, invece, se tutto si rivelerà snello ed a
vantaggio dei cittadini,
GLI
EVENTI METEOROLOGICI NON POSSONO ATTENDERE, DI CERTO, I TEMPI DELLA POLITICA E
DELLA BUROC... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia». É questo il commento del vice Presidente Provinciale della
Coldiretti di Salerno, Vittorio Sangiorgio, all'indomani dell'ennesimo disastro
causato dallo straripamento dei corsi d'acqua nell'Agro nocerino sarnese. «Una
calamità annunciata ed oggetto di numerose denunce da parte degli agricoltori
dell'Agro - continua il rappresentante degli agricoltori salernitani -
LO
SFIDANTE DEL CENTRODESTRA: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE E OPPORTUNITà AI
GIOVANI CHE OGGI EMIGRANO ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo
sfidante del centrodestra: «Meno burocrazia per le imprese e opportunità ai
giovani che oggi emigrano»
GIANNI
COLUCCI I LAVORATORI DELLE AZIENDE PARTECIPATE DELLA PROVINCIA NON TEMANO. NON
TEMAN... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Risposte
rapide dalla burocrazia e infrastrutture. Nell'Agro nocerino le imprese ora
sono davvero a rischio. E se non si interviene sulla logistica (area
retroportuale a Salerno, Interporto a Battipaglia) sarà sempre peggio». Ma chi
è il suo vero avversario: De Luca o Villani in queste settimane?
I
borghi rurali, patrimonio da tutelare
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
patrimonio
da tutelare Fondi europei e meno burocrazia per rivitalizzare i centri delle
frazioni Venerdì 5 Giugno 2009, Pur essendo ormai un Comune alle porte di
Udine, Campoformido conserva ancora alcuni caratteristici borghi rurali, in
particolare a Bressa. Avete in programma la valorizzazione dei borghi storici?
Non
credo nella politica di professione, ma penso che l'impegno in prima persona
sia necessari... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si dovrà
pensare anche a semplificare la burocrazia per agevolare le imprese piccole o
grandi presenti sul territorio. Ci si dovrà attivare anche per attirare aziende
innovative». Perchè un elettore dovrebbe votarvi? «Rappresentiamo il nuovo
orizzonte per una città che ha bisogno di spezzare le catene dell'immobilismo
della sinistra.
Anna
Manzella Il Sociale? Qui non esiste
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pensi solo
ai soldi che la Regione ha messo per il sostegno e che da mesi l'Usl non gira
alle famiglie. E le assistenti sociali? Mandano le specializzande in Psicologia
senza un minimo di preparazione. Mi hanno chiesto di candidarmi con L'Intesa
veneta per uccidere la burocrazia e perché spero che Carlo Covi sia sindaco e
cambi le cose. ».
I
Popolari analizzano lo stato di salute dell'economia siciliana
( da "Sicilia, La" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
siciliana
di agevolazioni dirette senza intermediazioni della politica o della burocrazia
- ha continuato Borrometi - come il credito di imposta. Dalle relazioni e dal
dibattito, è emerso innanzitutto il problema della povertà in Sicilia,
diventato nel tempo un dato "strutturale" o più grave anche rispetto
a regioni del Mezzogiorno ritenute povere come la Calabria o la Campania.
Irregolari
e salute, 500 in piazza ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'ultimo
intervento e stato di Pierluigi Di Piazza, del Centro Balducci che ha
sottolineato le contraddizioni delle nostra società: la burocrazia li fa
restare troppo a lungo irregolari, oppure non si ha il coraggio nè di assumerli
nè di espellerli. E al contempo manca il dialogo e la cooperazione» A.S.
Edilizia,
norme a rischio di costituzionalità la Regione rivede in corsa la bozza di
legge ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 05-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
libertà
maggiore dai vincoli della burocrazia. La "mission". La legge si
propone molti scopi: la salvaguardia della salute dei cittadini e delle risorse
naturali; la diffusione dell'edilizia sostenibile e il miglioramento della
qualità architettonica attraverso la tutela e valorizzazione del patrimonio
storico-culturale e delle caratteristiche ambientali del territorio regionale;
A
Istanbul va in pista una "nuova" Ferrari
( da "Gazzettino, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Alla fine
il braccio di ferro è tra il potere delle grandi burocrazie sportive e
parasportive e quello, in verità un po' in discesa, dei grandi gruppi
industriali automobilistici, afflitti dalla crisi e dalla contrazione dei
mercati. Comunque, anche nel fronte delle piccole squadre pro-Fia (e pro
Mosley), non tutto è chiaro.
I
vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla
realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul
Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di
istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada
provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-
Le
imprese chiedono un piano per la ripresa
( da "Gazzetta di Mantova, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia meno complicata e meno costosa, maggiore concorrenza ed una
effettiva liberalizzazione del mercato energetico, attuazione dello Small
Business Act Europeo per la valorizzazione dell'impresa diffusa, armonizzazione
e coordinamento delle politiche fiscali: queste le principali proposte
contenute in una lettera aperta che Confcommercio,
Frattini
benedice Biancofiore ( da "Trentino"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ex
ministro Enrico La Loggia: «Occorre meno burocrazia e più interesse verso le
imprese, specialmente quelle medio piccole e soprattutto grande interesse ai
valori fondanti della nostra Europa: rispetto per i diritti delle persone, la
sicurezza e la legalità. Sono questi i principi che la nostra Europa dovrebbe
costituire».
Si
conoscono in comunità, fuggono per amore
( da "Secolo XIX, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
È una
storia di amore, sogni e burocrazia quella vissuta da questi due adolescenti.
Una storia che, dopo la fuga e il successivo ritrovamento, ha spinto i servizi
sociali ad assecondare in qualche modo il loro desiderio di stare insieme,
collocandoli sì in due diverse comunità, ma vicine.
Concorso
stataleriservato agli invalidiminacce di ricorso Alla Foce il maxi contenitore
per i rifiuti ingombranti ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inserzioni
e i bollettini dei concorsi tornando poi a fare i conti con la burocrazia del
settore. Finalmente un giorno l'occasione tanto cercata si presenta. «Ecco la
chanche che può mettere fine ai problemi economici e far ripartire la speranza
di una vita serena», pensa Maria. E' Un bando di selezione del Centro per
l'Impiego della Spezia per due concorsi al Ministero della Difesa.
marco,
il capitano invisibile che per l'anagrafe non esiste
( da "Nuova Sardegna, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La storia
è allo stesso tempo semplice e incredibile, un concentrato di burocrazia e
superficialità, di disattenzioni e contraddizioni fin troppo evidenti. «Dopo la
separazione da mia moglie - racconta Marco Chessa - non avevo la possibilità di
trovare un'altra casa, così sono andato a vivere sulla barca che, per lavoro,
tengo a Stintino.
a
confronto cinque ricette di futuro - giacomo pelfer
( da "Tirreno, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche
attraverso una riduzione della burocrazia. Investire sulle energie rinnovabili
permetterebbe di creare posti di lavoro. Casillo. Vogliamo creare un fondo per
le aziende e per gli operai che hanno perso il lavoro, potenziare lo sportello
per le attività produttive e attivare un nuovo servizio di consulenza alle
imprese.
Nucleare
e rinnovabili, mix virtuoso ( da "Finanza e Mercati"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia, meno carte.. L'attuale governo - mi riferisco ad alcuni
provvedimenti proposti dal ministro Brunetta - ci sta già lavorando. Anche se
c'è ancora molto da fare. Anche nel settore delle autorizzazioni per lo
sviluppo delle fonti rinnovabili si può migliorare.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
purtroppo
anche a Piacenza burocrazie e vincoli rappresentano ancori freni molto onerosi
in termini di tempo e di denaro, un nodo così rilevante andrebbe sciolto al più
presto". Mariangela Spezia (La Piacentina) evidenzia come la tenuta del
sistema locale sia legata a una componente fondamentale: "Da noi si lavora
ancora davvero,
FOLIGNO
SCETTICI al cospetto delle voci dell'ultim'or...
( da "Nazione, La (Umbria)" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E a dir poco
esasperati di fronte alla burocrazia dilagante che coinvolge anche gli attuali
pensionati, in servizio attivo a cavallo tra il 1997 e il 1998, quando il
provvedimentoebbe vigore. «E' diventato un tormentone, anche se per me la
vicenda era partita apparentemente bene afferma Nicasio Petrucci .
Confapi
in assemblea tra crisi e futuro ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
politica le trascura, la burocrazia le soffoca. Noi imprenditori conclude
sappiamo che lo sviluppo poggia sulla nostra capacità di rafforzare
costantemente la competitività delle nostre aziende, chiediamo pertanto al
sistema collaborazione, certezze, affidabilità, dando in cambio noi stessi, ciò
in cui più crediamo.
La
mensa costa meno, gli studenti risparmieranno 30 centesimi
( da "Nazione, La (Firenze)" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
unificazione
avrebbe spostato risorse dalla burocrazia ai servizi». Sulla stessa scia Marta
Rapallini, responsabile Università del Pd Toscana: «La riorganizzazione
aziendale sta raggiungendo gli obiettivi». Felici, ovviamente, gli studenti.
«La via imboccata è giusta commenta SU!' -. L'unificazione delle Aziende può
essere positiva solo se a beneficiarne sono gli studenti»
Tutti
al mare, senza lavatrici ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rimossi
"il
secondo inceneritore? sblocchiamo prima il gerbido"
( da "Repubblica, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Infine
credo sia importante ridurre la burocrazia per le imprese». 5) Alleanze. «Se
andremo al ballottaggio non chiudo la porta a nessuno. Ma non siamo pronti a
fare compromessi che toglierebbero senso a una candidatura come la mia che è
fuori dai giochi di partito».
Padroni
di casa, ma non del terreno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La legge
consente ai residenti di poter riscattare il diritto di proprietà, ma c'è ancora
da sciogliere il nodo della burocrazia che, a distanza di quasi vent'anni, lega
ancora la città a Cagliari. LA VICENDA Hanno acquistato le case in tempi in cui
ancora non si sospettava che i prezzi sarebbero saliti alle stelle, però il
loro ?tesoro? non è poi così prezioso.
soste
selvagge e nessuno interviene ( da "Tirreno, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assurda
burocrazia, chiedendomi di inoltrare una richiesta scritta al Comune. Al che,
ho fatto notare alla vigilessa che non avrebbe dovuto essere necessario era
necessario presentare la mia richiesta al Comune, perché i vigili urbani
avrebbero già dovuto rilevare l'inconveniente e porre rimedio, e io non avrei
nemmeno dovuto intervenire.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche se
la burocrazia è il lato che più li fa arrabbiare: «Non è possibile studiare
tanto qui e poi non poter partecipare a concorsi pubblici perché ancora non
abbiamo la cittadinanza, peraltro richiesta da tempo», si accend Castillo
Cahavez. Marta Gara Image: 20090606/foto/7464.
FIRENZE
FORSE pensava di av... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bloccato
dalle secche della burocrazia, con la Provincia che non riesce ad acquisire il
complesso e a dare il via al progetto di riqualificazione. Più volte gli enti
locali hanno bussato al ministero o all'Agenzia del Demanio, sempre sono
tornati a mani vuote. Ci sono oltre 31 milioni di euro di lavori che attendono
un passaggio di proprietà.
aspo,
appalti per i servizi pubblici dal 2010 cambiano tutte le regole
( da "Nuova Sardegna, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per gli
amanti della burocrazia si chiama gestione in house, sarebbe in casa ma detto
in inglese suona meno casereccio. Tutto è andato in modo perfetto, fino a
quando le nuove norme dell'unione europea sono state adottate dallo Stato. Ora
diventa impossibile fare affidamenti in house.
L'anomalia
italiana: troppo potere nelle mani del premier
( da "Unita, L'" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inefficienza
della burocrazia; l'impoverimento del sistema universitario; i fenomeni
criminali mafiosi che sono la vera emergenza sicurezza. Accanto a ciò,
tuttavia, la fonte principale della deriva italiana, che rende impossibile
affrontare il resto, va cercata nella fine del modello di crescita del dopoguerra,
e nella risposta miope della politica:
Ecco
la firma che ha fatto scattare l'inchiesta
( da "Provincia Pavese, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ha fatto
da cerniera tra le amministrazioni comunali, la Regione Lombardia alla quale
chiedere il rilascio delle autorizzazioni per trasformare le strutture in
residenze sanitarie o hospice, e le imprese. Allestendo pacchetti completi per
snellire i tempi della burocrazia.
Quest'Italia
vola troppo basso ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
regole di concorrenza, funzionamento della giustizia. Ma che fare allora? In
tempi di crisi la scelta peggiore è stare fermi. Meglio «levare la testa dalle
angustie di oggi per vedere più lontano » (ancora Draghi). Traduciamo per le
imprese: più capitale di rischio e meno indebitamento a breve verso le banche.
CITTA'
DEL VATICANO - Finora i preti che per varie ragioni decidevano di gettare la
tonaca alle... ( da "Messaggero, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia, ma soprattutto meno intoppi giuridici. La Congregazione per il
clero è stata dotata dal Papa di maggiori poteri sia per agevolare le
fuoriuscite, sia per punire più severamente i consacrati che violano la
castità. Alla base di questa novità c'è che sempre più preti, in varie parti
del mondo,
Slittamento
a ottobre dei lavori di difesa della costa di Ladispoli e Marina di San Nicola,
... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 06-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Purtroppo
la burocrazia ha impedito di posare le scogliere nei tempi previsti, sarà una
stagione dura per tanti stabilimenti che hanno pochissima spiaggia per
accogliere i vacanzieri». Sul tavolo delle trattative l'Assobalneari segnalerà
le situazioni più delicate che rischiano di gettare sul lastrico le famiglie
che vivono con i proventi del turismo.
In
attesa dei figli in disco Aprite locali per genitori stressati Egregio
direttore, qualcuno mi deve spiegare perché i locali notturni dove si balla
devono aprire a mezzanotte! Lo ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
elefante
del pubblico e della sua burocrazia... omissis». Infatti si è esclusivamente
operato ai fini della sicurezza perseguita, attuando numerosissimi interventi,
da anni da questa Provincia che si considera comunque «sconfitta» ogni volta
che sul quotidiano si leggono titoli quali «Lunedì nero sulle strade: tre
morti» (titolo riportato in prima pagina nell'
La
dignità del lavoro, la sordità della politica. Il Novecento di Trentin
( da "Manifesto, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ripiegato
sulla burocrazia dell'organizzazione». In questo clima si arriva agli accordi
del '92 con il governo Amato che portano all'abolizione della scala mobile:
«Decisi di firmare e dimettermi perché con la firma disattendevo il mandato
ricevuto dai lavoratori, ma se non firmavo contribuivo all'acuirsi della crisi
politica,
Crisi,
Oberrauch sprona la giunta ( da "Corriere Alto Adige"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oberrauch
sprona la giunta di FELICE ESPRO BOLZANO Gli imprenditori durante la loro
assemblea annuale chiedono tempi rapidi alla Provincia per attuare il pacchetto
anti-crisi, in particolare la riduzione ulteriore dell'Irap e la diminuzione
della burocrazia. Ospite d'onore il vescovo Golser, che ha parlato di
un'economia a misura d'uomo, fondata su valori e virtù. A P
Il
domani ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia tecnocratica questioni tanto delicate, rinunciando a indicare
persone che hanno a cuore i nostri valori della vita, della famiglia, della
libertà di educare e della solidarietà, sarebbe una grave omissione. Se è vero,
come si afferma da più parti, che l'Europa deve essere dei popoli, questa è
l'occasione di una assunzione di responsabilità da parte degli elettori.
Una
messa a fuoco sulle imprese coloniali
( da "Manifesto, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
condotto
per di più con persone prese quasi per intero dalla burocrazia coloniale del
periodo fascista, e quante ambiguità siano rimaste come retaggio della
improvvisa ma per altri versi troppo lunga fine del colonialismo italiano. I
modelli perseguiti da Italia e Germania sono per alcuni versi simili, per altri
diversi.
Abstract: Meno burocrazia, taglio dell'Irap da subito» Oberrauch: la Provincia si attivi. Gli assessori: siamo già al lavoro, tempi rapidi Repetto: «Puntate di più su ricerca e sviluppo I finanziamenti ci sono» La Cgil: «Pronti al dialogo sulla pace sociale» BOLZANO Gli industriali chiedono tempi celeri alla Provincia per attuare il pacchetto anticrisi,>
Quando
il panettone era un affare di Stato
( da "Corriere del Veneto" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
al punto
che nei piani di studio universitari, allora rigidamente controllati dalle
burocrazie ministeriali che con il pretesto di preservare il purismo della
lingua rendevano difficile qualsiasi cambiamento, questa disciplina appariva
come «Tecniche e politiche di vendita ». Oggi si dice marketing anche in
dialetto veronese.
Il
ciclista che emigrò nel Quebec ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«La
burocrazia spegne il merito, frena ogni spirito innovativo. Lo sport più
diffuso è quello del tornaconto personale e poco importa se poi a soffrirne è
la comunità. C'è una dilatazione dell'individualismo e in questa atmosfera
viziata i giovani faticano a trovare spazi: sono come boccioli che non riescono
a fiorire.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un taglio
alla tassa della burocrazia» di CARLO SANGALLI * Caro Direttore, il 2009 non è
solo l'anno della grande crisi ma è anche l'anno in cui l'Europa, alla vigilia
del rinnovo del Parlamento europeo ed in particolare attraverso la prima
settimana europea delle Pmi dello scorso mese di maggio, sviluppa la
discussione e l'implementazione dello Small Business Act,
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contro
corruzione e burocrazia. La giornata al Forum è stata dominata dai dibattiti
sulle fonti energetiche, e lo stesso Medvedev ha preso parte a un sondaggio in
diretta sul prezzo ideale del barile di petrolio. A votare, con il presidente,
sono stati imprenditori, economisti, manager, esperti, che si sono espressi in
maggioranza per un prezzo medio del barile tra i 70 e 80 dollari.
Sarno,
Mancusi tenta il bis Corrado è il suo avversario
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ricostruzione
si è arenata contro la burocrazia che è stata lontana dalla nostra città. Molto
è stato fatto, ma c'è ancora tanto da fare per restituire un territorio sicuro
agli abitanti. L'occasione di riscatto può venire solo dalla crescita degli
esperimenti di ingegneria idraulica e naturalistica sul territorio, tracciando
la strada di un nuovo contesto integrato tra uomo e ambiente»
in
comune pagelle e premi ai dirigenti
( da "Centro, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Comune
pagelle e premi ai dirigenti Scatta il sistema di valutazione per un salto di
qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la sufficienza piena Metodo contro
i fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco come funzionerà CHIETI. Un sistema
di valutazione dei dirigenti che tenga conto del livello di conseguimento degli
obiettivi assegnati e delle capacità organizzative dimostrate.
ci
è cambiata la vita ( da "Centro, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E il
lavoro "sfibrante" imposto dalla "burocrazia". Carte da
riempire ogni giorno, elenchi dei volontari e dei terremotati da inviare al Com
e al Dicomac (sigle fino ad allora sconosciute). La situazione delle tende da
monitorare ogni giorno: ingressi, uscite e persino qualche
"prenotazione".
Abstract: Vince sempre la palude delle burocrazie». D'Alema era d'accordo con voi o no? «Rispondo con un aneddoto su Cuperlo, che faceva il ghost writer. Passava notti in bianco per preparare note dettagliatissime, dati, schede... ». E D'Alema? «Sollevava lo sguardo dal foglio e diceva: "Bravissimo!
Argomenti: Burocrazia
Martina
continua a volare ( da "Nuova Ferrara, La"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si
riferisce ai dottori, alla burocrazia Emiliano Romagnola, a coloro che non ne
vogliono sapere di sostenere le spese di queste cure. Mentre i risultati sono
sotto gli occhi di tutti. Basterebbe che, il primo medico che ha visitato
Martina anni fa, la riguardasse ora. Che la guardassero mentre sta seduta da
sola.
"Un
voto per cambiare l'Europa" ( da "Tempo, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
C'è troppa
burocrazia, troppe norme che imbrigliano e mortificano le imprese invece di
aiutarle a vincere le sfide sui mercati internazionali. Troppe norme lontane
dai cittadini e dalla vita di ogni giorno. Dobbiamo incidere sui meccanismi
decisionali, renderli più concreti e più vicini alla realtà.
La
nuova Bruxelles? Demolisca la burocrazia
( da "Denaro, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Demolisca
la burocrazia carlo zappatori Il rinnovo del Parlamento europeo dovrebbe
costituire una formidabile occasione per gli elettori dei Paesi europei per
dare un decisivo impulso all'avvio di radicali riforme politiche ed
istituzionali, per trasformare una comunità essenzialmente di natura economica
in un grande Stato federale europeo capace di incidere,
Feste
e comizi, caccia all'ultimo voto ( da "Corriere Adriatico"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chi vince
dovrà combattere sprechi e burocrazia Fermo La lunga battaglia per l'autonomia
è terminata. O quasi. Da oggi si sceglie il presidente che guiderà la Provincia
di Fermo. Il suo nome resterà scolpito sulle targhe, comparirà nei libri di
storia. Un'occasione ghiotta. Ieri sera i candidati presidenti hanno affrontato
il rush finale per l'appello agli elettori.
GERARDO
AUSIELLO CON LA VITTORIA DI CESARO INIZIA LA SVOLTA IN CAMPANIA. CERTO, NON
POSSIAM... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-06-2009) + 3 altre fonti
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Costruiremo
una nuova classe dirigente che combatta la burocrazia e gli sprechi attraverso
l'innovazione e l'efficienza ispirandoci al governo del fare realizzato dal
premier Silvio Berlusconi». Infine il taglio delle tre torte, tutte con panna e
fragoline. La prima dedicata al ministro Carfagna, la seconda a Cesaro e
l'ultima alle elezioni europee con l'annuncio ufficiale di Lanzotti:
Nel
mirino la ricapitalizzazione ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
realizzare
economie di scala e snellire la burocrazia, mentre poi le difficoltà di
Polservizi sono aumentate. Altri accertamenti sono in corso su alcuni progetti
e contratti di Polesine Acque, come quello elaborato da un'azienda di Bologna
per risolvere il problema del cuneo salino impiegando le aree golenali come
"serbatoi" da aprire in caso di siccità e risalita delle acque
salate.
Fare
impresa in Polesine è un'impresa L'artigianato ha bisogno di sostegno
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del
06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è troppa
burocrazia e i percorsi cosiddetti "professionalizzanti" alla fine
rimangono sulla carta, perché nella realtà manca la manualità e c'è poca
conoscenza. In Polesine vi sono molte eccellenze, grandi tradizioni familiari,
insieme a una buona tenuta della piccola impresa, ma manca una serie di
percorsi concreti a sostegno del consolidamento e della crescita.
Non
ci interessa sapere se il prossimo candidato alla presidenza della Regione
Veneto sarà... ( da "Gazzettino, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La Tav al
Nord ha anche qualche problema di progetto e burocrazia. «Ma questi ritardi
vengono da chi, da 14 anni, ha la massima responsabilità della Regione; ed è
"costituzionalmente" responsabile della gestione del territorio»,.
Allora? «La verità è che i soldi non ci sono: ma mi auguro che ci siano in
futuro».
( da "Stampa, La" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Intervista Angelo
Galtieri STEFANO PEZZINI "Il turismo deve battere la burocrazia troppo lenta" ALASSIO
L'annuncio del governo di aver trovato un accordo con cinque banche per
agevolare gli operatori turistici nell'accesso al credito non può che farci
piacere. Soprattutto in Liguria dove non sempre è facile ottenere liquidità e dove,
anche se speriamo in una proroga come già avvenuto in Toscana, la nuova
legge regionale ci obbliga ad adeguare le strutture alle normative previste
entro 18 mesi». Angelo Galtieri, presidente provinciale dell'Unione
albergatori, è decisamente soddisfatto dell'arrivo, a livello nazionale, di un
miliardo e 600 milioni per il turismo. Allora tutti i problemi sono risolti per
il turismo... «Non scherziamo. Questa è una boccata d'ossigeno importante,
molto importante ma pur sempre una boccata d'ossigeno. I problemi sul tappeto
sono tanti e complessi. Dobbiamo armarci di pazienza e rsiolverli uno a uno. A
cominciare dalla burocrazia che rallenta e non poco un
settore dove il dinamismo è invece fondamentale. Poi vogliamo parlare dell'Iva?
Da noi incide per il 10 per cento, in Spagna per il 7 e in Francia addirittura
al 5. Significa minore liquidità per le aziende, minori margini di guadagno e,
di conseguenza, minore capacità di investimento. Solo la burocrazia
e le spese penalizzano lo sviluppo del turismo? «Certamente no. Abbiamo
problemi strutturali mica da ridere. L'accessibilità, ad esempio. Basta vedere
cosa è successo durante il ponte del 2 giugno: autostrade e strade con code
chilometriche, treni piani. Se non sciogliamo al più presto questi nodi saremo
sempre di più obbligati a rincorrere la concorrenza. Si deve investire sul
potenziamento della rete stradale, accelerare il raddoppio e trasferimento a
monte della ferrovia, puntare sullo sviluppo dell'aeroporto. Ma è sono
richieste che come categoria facciamo da decenni». A proposito di aeroporto,
all'improvviso sembra che il «Panero» sia diventato appetibile se non
addirittura strategico viste le offerte arrivate per ottenerne la gestione...
«Vero e questo non può che farci piacere. Non dimentichiamo che anni fa come
associazione eravamo entrati nell'azionariato dell'aeroporto proprio per
dimostrare che crediamo nel futuro dello scalo. Con la privatizzazione si potrà
avere l'allungamento della pista e, a quel punto, l'idea di organizzare charter
turistici sarà una realtà». Per il turismo, in questi giorni, c'è da registrare
anche un altro evento: il depuratore di Borghetto. «Un fatto importantissimo.
Il mare pulito è sicuramente un elemento trainante del nostro turismo. A questo
punto la maggior parte della provincia di Savona ha una depurazione delle acque
adeguata. Manca solo l'estremo Ponente e questo è negativo soprattutto sotto il
profilo dell'immagine». Mare pulito significa che l'industria dell'ospitalità è
ancora legata al concetto di spiaggia e mare? «Direi di sì. L'entroterra è una
risorsa molto importante ma è difficile che un turista prenda l'auto e vada a
cercarsi il frantoio in collina quando poi, al ritorno, non trova parcheggio.
Anche qui ci sono interventi strutturali da affrontare. Credo che uno sviluppo
possa venire dal ventilato polo golfistico che comprenderà Garlenda, Ortovero e
Villanova. E gli albergatori che ruolo avranno per uscire dalla crisi? Bisogna
ritornare a una maggiore collaborazione e meno conflittualità con le
istituzioni. E poi crescere come associazione. L'abbiamo fatto entrando in
Confindustria anni fa e ora proseguiamo con un direttore come Scrivano che sta
riformando l'Unione per offrire più idee e servizi».
( da "Corriere delle Alpi"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domande
personalizzate per i due politici, chiamati a rispondere di temi che sono stati
al centro di polemiche di parte non senza veleni «Il presidente ci sarà lunedì
sera» Bottacin e Reolon pensano che il primo turno di voto potrà bastare IRENE
ALIPRANDI BELLUNO. Dopo una serie di domande uguali per entrambi i candidati
alla presidenza della Provincia, abbiamo posto alcune domande
"personalizzate" sulla base delle esperienze di ciascuno dei due
intervistati. Sergio Reolon Lei frequenta Palazzo Piloni da quasi trent'anni,
un tempo abbastanza lungo per fare molte cose, ne avanzano ancora? «Nei primi
dieci anni sono stato all'opposizione, esperienza che mi è servita per farmi le
ossa. Poi sono diventato assessore e con il mio impegno ho qualificato i
settori della caccia, della pesca e della tutela delle acque, che erano le mie
deleghe, facendo emergere un alto profilo. Ora sono il presidente uscente e
dico che questa provincia può essere ancora il punto principale di riferimento
del territorio, con ulteriore attenzione verso gli altri enti». Se doveste
arrivare al ballottaggio cosa succederà? E' favorevole agli apparentamenti?
«Confido che si possa avere il presidente della Provincia già lunedì sera, non
credo che ci sarà bisogno di valutare altre alternative». Operazione
trasparenza. Quando il sito internet della Provincia sarà utile oltre che
bello? Interattivo e con tutti i documenti on line. «Sono perfettamente
d'accordo, ma ci sono problemi di software. Anch'io voglio un sito dove ogni
atto sia accessibile a tutti, ma va detto che in Italia più si chiede
semplificazione, più aumenta la burocrazia e i nostri dipendenti diventano matti». (Intervistatore e
intervistato vengono superati dagli eventi. Nel sito della Provincia sono state
inserite delibere e determine. Non è ben evidente il percorso per arrivarci,
tutti gli atti che contengono un nome sono secretati e nemmeno il presidente sa
da quanto c'è questa novità. Ma è una buona notizia. ndr). Un volantino
della Lega Nord denuncia le elevate spese per la comunicazione (150 mila euro)
e la psicologa (205 mila euro). E' una polemica da cui non si esce... «Bisogna
distinguere. La psicologa è una professionalità di alta qualificazione che ci è
utile per fare quello che stiamo facendo. Il volantino critica due cose che
messe insieme valgono lo 0,1% del bilancio, sul resto, il 99,9% va bene,
quindi. In questi anni il numero dei dipendenti è sceso di 40 unità, ma abbiamo
rapporti di consulenza con alcune figure professionali, alcune bellunesi altre
no, indispensabili per un programma ambizioso. In tutto per la comunicazione
avremo speso 30 più altri 30 mila euro all'anno e poi c'è il bilancio sociale,
anche quella è comunicazione, ma è coinvolge la gente». La debolezza del suo
partito, il Pd, è un problema? «Io ho una squadra eccezionale molto coesa, che
non ha mai guardato all'appartenenza politica. Forse la debolezza del partito è
un vantaggio, perché io non devo rispondere a nessuno e non mi condiziona. Il
problema è far crescere la società e un pensiero condiviso». Ambiente e salute.
E' possibile contenere l'attività di imprese che hanno un forte impatto su
tutto ciò che le circonda? «La politica deve saper fare delle scelte anche se
la normativa è incongruente. La Via e altre disposizioni obbligatorie ti
portano a valutare un intervento alla volta ed è logico che vanno bene, ma non
il complesso degli insediamenti. Se lo sviluppo del territorio passa anche per
l'ambiente bisogna essere attenti. Nel caso Metalba io mi sto assumendo una
responsabilità personale. Ma sottolineo l'incongruenza degli strumenti
normativi. Anche il trasporto pubblico è un sistema per aiutare l'ambiente e
noi abbiamo creato Unico studenti, un sostegno concreto per chi abita in
montagna». E' già in grado di dirci qualcosa sul futuro della sua attuale
giunta? «No, posso solo dire che ho avuto una squadra straordinaria e che
l'unità è sempre stata eccezionale, senza mai un momento di crisi». La sua più
grande soddisfazione. «Dopo cinque anni da presidente, vedere i bellunesi che
mi ringraziano per aver ridato orgoglio, dignità e credibilità a questo
territorio. Io voglio che Belluno sia la capitale delle Dolomiti, non la
periferia di Venezia». Gianpaolo Bottacin Lei di mestiere fa il legislatore. Ci
spieghi come si può affermare che l'Unesco mette vincoli. «No, è vero, l'Unesco
non può mettere vincoli. I vincoli li impongono solo Regione e Stato, non
l'Unesco. Quando un'area è patrimonio dell'umanità tutto il mondo ti osserva,
ma il massimo che può succedere è che tolgano il marchio. Io credo che l'Unesco
sia un'opportunità». (Nasce una discussione sull'Unesco, sulle dichiarazioni di
una certa parte ingannata dall'ignoranza e sull'opposizione di Galan. Reolon ha
la rivista "I viaggi di Repubblica", con le Dolomiti, bellissime, in
copertina. Sfogliandola scoppia la pace. ndr). Statuto regionale. C'è speranza?
«Secondo me no, perché qualcuno teme che, fatto lo Statuto, si cambi la legge
elettorale». Agricoltura. In questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori e
gli agricoltori soffrono. La Lega ha tutte le deleghe, la situazione cambierà?
Possiamo arrivare a un'Avepa diversa? «Il Piano di sviluppo rurale era di 200
milioni e grazie a Zaia sono diventati 914. Il 34% è andato alla montagna, il
22% a Belluno, dove si produce il 3,2% del Pil agricolo veneto. Ma è varo, va
differenziata la montagna. Nei nuovi bandi ci saranno le altitudini per
favorire la montagna vera. La burocrazia continua ad
essere una complicazione, ma non ci sono molti margini. Ad esempio le foto
aeree volute dall'Europa hanno creato un sacco di problemi, ma anche
evidenziato troppe incongruenze. Avepa va snellita». Chiarisca una volta per
tutte: la legge del 3% delle bollette dell'acqua è legittima o no? «Sì. Gli
amministratori veneziani di centrosinistra avevano presentato un quesito, ma il
Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche ha risposto che la
legge è legittima». Come farebbe fronte al problema del lavoro? «Il fondo di
solidarietà va bene, ma con priorità ai bellunesi e come ammortizzatore sociale
in azione sinergica con altri interventi. In futuro la forte incidenza del
settore manifatturiero dovrà necessariamente essere riequilibrata da altri
settori, come il turismo e l'agricoltura». E' pronto per affrontare altri 15
giorni di campagna elettorale? «Anch'io penso che avremo il presidente della
Provincia lunedì sera». E' più importante la necessità di un'impresa o le
esigenze dei residenti? «La responsabilità sociale è anche in carico ai
privati. In alcune grandi aziende c'è senso di responsabilità, ma manca nelle piccole
e medie imprese che sono il tessuto produttivo del Nord Est. Un esempio è la
cava di Tambre, che dà lavoro a tre persone ma distrugge le strade con i camion
e il Comune non porta a casa quasi nulla». Le soddisfazioni in Regione. «Molti
provvedimenti fatti per questa provincia, dal raddoppio dei canoni, allo sconto
sulla benzina per 20 Comuni al Soccorso Alpino».
( da "Stampa, La" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
VACANZE PER TUTTI
I PORTAFOGLI E LE ESIGENZE, CON QUALCHE CONCESSIONE ALL'ORIGINALITA' Si accende
la voglia di viaggiare Le mete più curiose e gettonate L'estate 2009 accende la
voglia di viaggi e svago per i tanti cuneesi che ogni anno partono alla volta di
una vacanza ideale: che sia all'ombra di una palma da sogno o in cima ad una
vetta dove osano solo le aquile ha poca importanza. Il miraggio da inseguire
resta solo uno: staccare la spina al suon di un «dolce far niente». E
nonostante i venti di crisi, tra i vacanzieri della Granda ben pochi sono
quelli che rinunciano alle ferie, optando casomai per soggiorni più brevi. Come
tutti, anche i cuneesi prestano maggior attenzione alla ricerca del miglior
rapporto qualità-prezzo, ma piuttosto che attendere il last minute preferiscono
prenotare in largo anticipo. Vacanze più brevi dunque, una o due settimane al
massimo, preferibilmente in Italia ma anche in Europa nelle mete raggiunte dai
voli low cost: la conferma viene dai tanti operatori turistici in terra di
Granda che per l'estate 2009 fanno già registrare un boom di prenotazioni. E
dai mari ai monti, non c'è che l'imbarazzo della scelta nell'offerta del made
in Italy: Trentino, Lombardia o lo stesso Piemonte per immergersi con la
famiglia tra paesaggi alpini, le colline dei vini o il dolce scialacquio dei
laghi. Sempre richiestissime la capitali dell'arte da Firenze a Torino, da Roma
a Venezia, da Firenze a Napoli. Sul fronte mare riemerge la voglia di turismo
domestico, popolare, fatto di alberghi, spiagge, divertimento e gastronomia
generosa. E molti dei vacanzieri nostrani torneranno come ogni anno al solito
ombrellone. Dipendenti pubblici, pensionati o giovani che siano, anche
quest'anno la tendenza fa rotta verso i litorali adriatici del Veneto e dell'Emilia
Romagna. Sempre gettonate Liguria e Sardegna. In flessione Toscana, Puglia,
Basilicata e Sicilia mentre Napoli e la Campania, dopo la debacle 2008, tornano
ad attrarre turisti. Tra i mari d'oltre oceano, vi sono esperienze che vanno
oltre il semplice viaggiare e adatte a portafogli un po' più generosi: come
approdare sulle spiagge bianco avorio della Polinesia francese, le lagune
indonesiane, gli atolli solitari di Thailandia, Maldive, Mauritius e
Seychelles. Destinazione vacanza esclusiva e indimenticabile. Al di là delle
mete esotiche, tiene il mercato anche la preferenza dei centri benessere e
degli agriturismi, probabilmente perché sia la cura del corpo sia il contatto
con la natura sono considerati un buon espediente per staccare la spina. Tra le
nazioni più visitate, la vicina Francia resta uno dei paesi più ricercati dal
turista cuneese. Continua a piacere la Provenza dove tutto è musica, persino il
vento che si chiami Mistral o tramontana, sia la Bretagna, regione di marinai e
leggende, sia la vacanza sulle rive della Loira dove andar per gioielli
dell'architettura francese come Amboise, Chambord, Chenonceau. Altro Paese
amatissimo dai cuneesi e più in generale dagli italiani è la Spagna. E' il
secondo del mondo per numero di luoghi dichiarati Patrimonio Mondiale
dell'Umanità dall'Unesco, da Cáceres a Cordova, a Cuenca, Ibiza, San Cristóbal
de La Laguna, Santiago de Compostela, Segovia, Tarragona e Toledo e altre
ancora. Ma la preziosa eredità storica di queste mete è solo la prima delle
tante attrazioni offerte dalla Spagna che mette in campo anche prezzi
abbordabili e servizi di buona qualità. Fuori dall'Europa, gli operatori del
settore e i tour operator confermano l'Egitto e i Paesi del Magreb come le mete
più frequentate. Gli Stati Uniti e la Cina, invece, si sono confermati mete
privilegiate per viaggi di lunga durata. Ma nella casistica delle rotte dei
vacanzieri, discorso a sè meritano i viaggi di nozze. Sì, perché cambieranno
pure le mode e i portafogli ma la luna di miele resta. Un segmento di mercato
che le agenzie di viaggio confermano in costante crescita, con un budget di
spesa media intorno ai 3,000-4,000 euro a persona movimentando un giro d'affari
di 5 miliardi di euro su tutto il territorio nazionale. In crescita risultano
anche le richieste di coloro che vogliono sposarsi all'estero, soprattutto a
Mauritius, Fiji e Cook dove sposarsi con rito civile è abbastanza semplice, ed altre come la Polinesia dove la burocrazia è più complicata ma si sta intervenendo per far fronte ad una
domanda in netta crescita. Fra gli esempi di nuovi viaggi di tendenza spicca il
Sudafrica e fra le destinazioni che si stanno affermando sul mercato italiano e
cuneese dei viaggi di nozze la Nuova Caledonia.
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Silvia Dallari
Il programma dei primi 100 giorni Ecco cosa farebbero gli otto sfidanti in caso
di vittoria Ultimo giorno elettorale prima del silenzio imposto in attesa del
voto amministrativo. Per riassumere la posizione degli otto candidati alla
carica di sindaco, ecco l'ultima domanda che abbiamo rivolto a tutti: «Cosa si
sente di promettere che farà nei primi 100 giorni se sarà eletto?». La risposta
viene riportata in ordine di apparizione sulla scheda (fra parentesi le liste
collegate): Massimo Bertacchi (Amare Sassuolo), Ciro Alessio Pecoraro (Il
Coraggio di cambiare), Lillo Bruno Cerami (Lista Verità, Verdi per la pace,
Rifondazione Comunista), Angioletto Usai (Usai sindaco), Corrado Scalabrini
(Unione di centro), Graziano Pattuzzi (Pd, Sassuolo con Pattuzzi, Di Pietro
Italia dei valori, Sinistra per Sassuolo, Socialisti, Comunisti italiani), Luca
Caselli (Popolo della Libertà, Lega Nord, Lista per Sassuolo, Pensionati),
Ivano Piccinini (Conto anch'io a Sassuolo). BERTACCHI: «Sposterei il mio
ufficio dalla sede attuale all'interno dell'Urp in Piazza Garibaldi, in modo
che la gente possa raggiungermi con molta facilità per parlarmi. Potenzierei
immediatamente l'assistenza domiciliare per gli anziani disabili, aprendo
all'interno dei Servizi Sociali un apposito ufficio per accogliere le istanze
dei familiari dei cittadini affetti da patologie della terza età. Aumenterei
immediatamente la presenza sulle strade della Polizia Municipale sostituendo
tutto l'organico impegnato negli uffici con personale amministrativo e andando
così a istituire quei "Vigili di Quartiere" che sarebbero gli
"occhi" e le "orecchie" dell'Amministrazione». PECORARO:
«Il mio programma si compone proprio di 100 punti da realizzare nei primi 100
giorni. Ogni intervento ha lo scopo di creare una Sassuolo
più semplice, con una burocrazia più snella e con meno sprechi, con un contatto diretto tra
cittadini e sindaco, con una maggiore trasparenza. Una Sassuolo più coraggiosa,
sia dal punto di vista delle scelte urbanistiche che culturali per cambiare il
volto della città creando un'identità forte. Una Sassuolo più bella,
sicura e viva con piazze accoglienti, così come i quartieri, piena di
iniziative. E a chi mi ritiene troppo giovane per fare il sindaco rispondo che
Google e Facebook hanno rivoluzionato il mondo e sono stati inventati da studenti!»
CERAMI: «Prima cosa, sarà valutare le risorse a disposizione per sostenere i
lavoratori in difficoltà, poi incontrare imprenditori, sindacati e cittadini
per trovare nuove strade di sviluppo e un mercato sostenibile che generi
sicurezza e stabilità nella popolazione. In parallelo, aumentare le risorse a
disposizione eliminando gli sprechi e lavorando sul risparmio dei consumi
energetici degli edifici pubblici puntando sulle energie alternative per non
perdere di vista la salute del cittadino, altamente a rischio a causa del
degrado ambientale e degli sbagliati stili di vita. Per questo si cercherà di
lavorare per promuovere politiche di prevenzione e di salvaguardia ambientale».
USAI: «Mi concentrerò sui gravi problemi giunti con la crisi. Prima cosa sarà
riorganizzare i servizi sociali e il loro assessorato, al momento troppo debole
rispetto alla mole di lavoro da affrontare: troppi sono i cittadini in
difficoltà e tutti loro devono poter usufruire dei servizi in tempi veloci e
nel modo più efficace possibile. Contemporaneamente occorrerà risolvere il
problema dell'occupazione e più in generale quello dell'economia in
depressione. Il lavoro deve essere garantito ai giovani e a chi lo ha perso o
vive in cassa integrazione. A questo fine, per creare posti di lavoro, occorre
incentivare le imprese perchè la semplice diminuzione delle ore di lavoro non
risolve il problema dell'alto costo della vita». SCALABRINI: «In tempo di crisi
serve un impegno concreto nel riconoscere i carichi familiari ed il valore sociale
dei figli. E' necessario perciò defiscalizzare da subito per garantire un
trattamento più equo nei confronti di chi fa famiglia e intende investire nel
nostro territorio. Questo è possibile solo con un buon governo ed eliminando
gli sprechi. Per garantire lavoro occorre minore burocrazia
per chi sceglie di fare impresa. Siamo convinti che non sia urbanisticamente
possibile accogliere una moschea nel nostro ristrettissimo territorio».
PATTUZZI: «Entro la fine di giugno verrà sgomberato il condominio I Gerani:
un'ordinanza impone agli abitanti di lasciare liberi gli alloggi entro il 18.
Nelle prime riunioni di giunta poi, stanzieremo ulteriori fondi da destinare
alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, da aggiungere ai
650mila euro già stanziati a Marzo e a quanto, dietro nostra sollecitazione, ci
garantirà la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Garantisco, anche, che
sono pronto a incatenarmi a Roma davanti al Ministero se Anas non deciderà di
dare seguito ad uno dei due project financing che ha in mano. I soldi ci sono,
i progetti pure per realizzare l'intero tratto della Campogalliano-Sassuolo».
CASELLI: «Come prima cosa bonificherò via Adda e via Del Tricolore. Poi
prenderò personalmente in visione tutte le pratiche urbanistiche giacenti e in
attesa di risposta e tutti i fascicoli relativi al contenzioso giudiziario del
Comune, per valutare immediatamente delle soluzioni per quelle più risalenti.
Farò, poi, riunioni operative con la Polizia Municipale per programmare gli
interventi sul territorio. Nominerò un City Manager di mia stretta fiducia che
riferisca direttamente al sindaco della sintesi tra i dirigenti comunali. Non
confermerò il permesso provvisorio alla moschea di Via Regina Pacis, che verrà
chiusa. Mi occuperò del Politeama». PICCININI: «Promettiamo di tagliare i costi
della politica, partendo dai tagli degli stipendi del sindaco e degli
assessori; di rendere i libri gratis nelle scuole dell'obbligo con il comodato
d'uso ed internet gratuito; di intraprendere una decisa lotta contro gli
spacciatori di droga, coinvolgendo le famiglie, le istituzioni ed il mondo dei
giovani; la realizzazione di una casa famiglia per anziani nel vecchio
ospedale; la realizzazione di un maneggio per ippoterapia sulle rive del fiume
Secchia; l'installazione di telecamere, sia nelle sedute del Consiglio Comunale
che nelle stesse riunioni delle varie Commissioni».
( da "Trentino" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La storia di ordinaria burocrazia a Pieve di Bono Tetto sfondato per la neve e trasloco in un
albergo ma il risarcimento tarda PIEVE DI BONO. Storia di ordinaria burocrazia quella che vede il signor
Daniele Poli di Pieve di Bono chiedere legittima ricompensa per il danno subito
in inverno: una pianta carica di neve finì sul tetto di casa sua in località
Cariola nei dintorni di Pieve di Bono. «Tramite Comune sono in attesa
dei soldi della Provincia ma non ho ancora ricevuto tutto quel che mi spetta»,
spiega il signore di origini toscane, da un anno residente in Valle del Chiese.
«In realtà è da qualche anno che vivo qui. Già nel 2003 due alberi finirono sul
mio tetto, cadendo da una proprietà privata confinante. Ora di nuovo,
danneggiando anche l'auto e la grondaia, oltre che le tegole», confessa Poli.
«Ho ricevuto l'ordine di sgombero - aggiunge - e sono andato a vivere per
quindici giorni in una camera matrimoniale in un albergo di Roncone, dove
pagavo 60 euro a camera e 15 euro per ciascuno dei due pasti». I conti sono
presto fatti, perché stando così le cose il costo giornaliero arriva a 90 euro.
Moltiplica per 15 giorni ed ecco 1.350 euro di albergo. «Senza contare il danno
di 2.300 euro alla macchina. Ma io mica li ho ricevuti tutti quei soldi»,
spiega ancora Poli, che evidenzia come la Provincia intervenga a copertura dei
danni ad abitazioni qualora i costi superino complessivamente i 5.000 euro. «Io
in totale ho dovuto spendere di più, posso assicurarlo», sottolinea ancora lo
sfortunato cittadino che ha affidato la propria difesa all'avvocato Massimo
Zortea, figlio di Luigi Zortea, il sindaco di Canal San Bovo morto nella
tragedia dell'Air France proveniente dal Brasile. «Come Comune di Pieve di Bono
abbiamo inviato in Provincia tutta la documentazione che il signor Poli ci ha
fornito. Noi come Comune non possiamo agire. E' compito nostro destinare a Poli
tutto ciò che la Provincia vorrà riconoscergli - spiega Attilio Maestri,
sindaco di Pieve di Bono - non possiamo anticipare nulla come Comune, fino a
quando non ci viene detto quanto riconosce a Poli». (s.p.)
( da "Cittadino, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Borghetto, il
ponticello rifatto a tempo di record Borghetto Crollato e ripristinato in dieci
giorni, praticamente un record in un Paese dove la burocrazia è un elemento caratteristico
nella vita amministrativa: è la storia del ponticello di collegamento tra le
frazioni Prevede e Ca' de Mazzi lungo la strada che dalla Barazina arriva alla
biforcazione appunto tra le due località. Poco più di 15 giorni fa, il
manufatto ha avuto un cedimento che ha costretto l'amministrazione di Borghetto
a correre i ripari con l'interruzione della strada e lo sbarramento del
ponte, che serve a scavalcare un piccolo fossato di servizio per i campi tutto
intorno. Sono rimaste sconosciute le cause del cedimento, anche se l'ipotesi
più probabile è che le lunghe piogge di inizio primavera abbiano contribuito a
rendere franabile il terrapieno su cui poggia il manufatto. La strada è rimasta
quindi interrotta per una settimana, il tempo di attivare l'intervento della
società incaricata delle manutenzioni per il comune di Borghetto, la Trasmoter
di San Colombano. I residenti a Ca' de Mazzi e quelli della zona Barazina e
Casoni da una parte, e Prevede dall'altra, sono rimasti nell'impossibilità di
avere un collegamento diretto. Quindi l'intervento di una società specializzata
ha consentito di consolidare le sponde e il terrapieno: il ponte è stato poi
riassestato con ghiaia e terra, in attesa di una successiva sistemazione finale
con il rifacimento del tappetino d'asfalto.
( da "Repubblica, La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX -
Torino Alessandria, Pdl all´assalto della roccaforte di Palenzona DAL NOSTRO
INVIATO (segue dalla prima di cronaca ) paolo griseri Alessandria - I sondaggi
dicono che i due se la giocheranno testa a testa. Stradella spera nel vento in
poppa del centrodestra nazionale per conquistare palazzo Ghilini (1732, disegno
del Castellamonte) al primo turno. Perché al ballottaggio è molto probabile che
vinca Filippi. Esito incerto tanto che Palenzona si è tenuto prudentemente
lontano dai giochi mentre Marcellino Gavio, il re della logistica piemontese,
«avrà pagato la campagna elettorale della destra e della sinistra», come
ammettono all´unisono nei due schieramenti contrapposti. Sarebbe un errore
pensare che il campo di gioco sia solo ad Alessandria, in quella piazza della
Libertà su cui affacciano sia il palazzo del Municipio che quello della
Provincia. Fin a due anni fa sulla piazza regnava il centrosinistra. Poi
l´harakiri della giunta comunale di Mara Scagni: «Sei mesi prima del voto -
ricordano al Pd - i sondaggi la davano talmente in basso che le società di rilevamento
dovettero inserire tra le possibili risposte (alla domanda Lei
chi voterebbe come sindaco?) la frase: Qualsiasi candidato ma non la
Scagni´. L´opzione ottenne il 20 per cento dei consensi». Fu una disfatta. Gli
avversari riconoscono che battere Filippi sarà tutt´altra impresa. «Dalla nostra - dice il
presidente uscente - abbiamo il lavoro fatto in questi 15 anni, quegli
investimenti in infrastrutture che i nostri avversari chiamano debito ma che
hanno cambiato in meglio la vita della Provincia». Tra i vanti
dell´amministrazione ci sono «la strada a quattro corsie che collega Spinetta a
Alessandria, il museo della battaglia Marengo, la variante di Strevi, primo
passo per collegare Acqui all´autostrada». Soprattutto c´è l´impulso dato alla
logistica con il centro di Rivalta Scrivia «attrezzato - spiega Filippi - per
movimentare treni lunghi un chilometro», primo mattone per la realizzazione del
sogno del retroporto: trasformare l´Alessandrino in un gigantesco retrobottega
di Genova, nel punto di smistamento delle merci che arrivano dalla Liguria e
viaggiano verso l´Europa del Nord. Per realizzare il progetto bisogna costruire
il terzo valico ferroviario tra Piemonte e Liguria. Opera di cui si parla da
decenni senza che nessuno abbia avuto la forza per realizzarla. Non l´ultimo
governo Prodi, che non riuscì a trovare i finanziamenti necessari, non
l´attuale governo: «Hanno messo un milione giusto per lavarsi la coscienza»,
commenta Renzo Penna, candidato alle europee per Sinistra e Libertà. Penna, una
lunga esperienza nella componente socialista della Cgil, è stato assessore
della giunta Filippi fino allo scorso anno. Oggi la formazione di Nichi Vendola
sostiene il presidente uscente e accoglie la parte di Rifondazione che non ha
condiviso la scelta di correre da soli presentando Giovanni Naggi. Corre da
sola anche l´Udc. Non per vocazione, perché ad Alessandria sostiene la giunta
di centrodestra di Piercarlo Fabbio, ma per ragioni nazionali e scelte compiute
tra Roma e Torino. Così per il partito di Casini scende in campo il giovane
Giovanni Barosini, maglione alla Marchionne e il decisivo sostegno della
fisarmonica dell´orchestra «Castellina Pasi». L´Udc è il termometro
dell´incertezza e della confusione. Non si può dire che sia un partito che viva
di pregiudizi. Nelle Comunali di Tortona si allea con il Pd mentre in quelle di
Novi e Casale si schiera con il Pdl. Anche nei due partiti maggiori non mancano
le sorprese. A Novi la candidatura del giornalista Gigi Moncalvo spacca Forza
Italia tanto che l´ex capogruppo in Comune si presenta per conto suo appoggiata
dalla Lega. Alle comunali di Casale si divide il Pd tra la maggioranza del
partito, che appoggia Gianni Crisafulli, e l´area dei Popolari della Margherita
che sostiene Mariuccia Merlo: «Non era stato facile tenere tutti insieme alle
scorse elezioni - commenta Federico Fornaro della segreteria regionale del Pd -
e questa volta è stato impossibile». Quali di queste divisioni conterà di più
nel voto provinciale? La carta su cui punta Franco Stradella è quella della
continuità con il governo nazionale e con l´amministrazione comunale di
Alessandria. «Dobbiamo tagliare la burocrazia», esordisce il leader del
Pdl. E aggiunge che «è necessario valorizzare ciò che già c´è ma pochi sanno
far fruttare. Avere a Valenza uno dei principali distretti orafi del mondo è
una ricchezza. Avere il paesaggio del Monferrato ma anche un outlet a
Serravalle visitato ogni anno da 1,5 milioni di persone è un vantaggio che non
siamo ancora riusciti a sfruttare». Stradella è deputato e promette che
non si dimetterà anche se venisse eletto. Un presidente a mezzo servizio?
«Palenzona, quello che io reputo il miglior presidente che ha avuto questa
Provincia, di incarichi ne aveva a bizzeffe».
( da "Giornale di Brescia"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
05/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Curare il dolore
fisico, scelta di civiltà Farmaci e non solo per eliminare una condizione
cronica che rende la vita difficile a migliaia di persone L'annuncio del
viceministro alla Salute Ferruccio Fazio sulla semplificazione delle
prescrizioni dei medicinali L'oppio afgano, ricavato dai papaveri, è uno dei
componenti dei farmaci per la terapia del dolore Eliminare il dolore fisico è
possibile. Farlo significa adottare una scelta di civiltà. In questo senso si
stanno muovendo più realtà: da un lato a livello ministeriale, con la semplificazione
delle ricette con le quali i medici di medicina generale possono prescrivere i
farmaci per il dolore severo; dall'altro, con l'impegno all'interno degli
ospedali di medici anestesisti dedicati alla terapia del dolore in tutte le sue
espressioni. Prescrizioni semplificate Facendo riferimento alla recente
«giornata del sollievo» che si è celebrata a livello nazionale, e all'annuncio
del viceministro alla Salute Feruccio Fazio sulla semplificazione delle
prescrizioni, la responsabile dell'ambulatorio della Terapia del dolore
dell'Ospedale Civile, Michela Huscher e il direttore del Dipartimento di
Anestesia Gabriele Tomasoni hanno illustrato ieri in un incontro stampa il loro
impegno per una corretta terapia del dolore nei confronti sia dei pazienti ricoverati
sia di coloro che accedono all'ambulatorio su indicazione del medico di
Medicina generale: è sufficiente avere l'impegnativa del medico e prenotare
attraverso il Centro unico di prenotazione. L'ambulatorio è aperto ogni martedì
e mercoledì. Innanzitutto, un dato: curare il dolore si può. «Oggi - come è
stato ribadito ieri - sono disponibili diverse strategie terapeutiche per
affrontare il dolore acuto, quello cronico e quello oncologico. L'Ospedale
Civile è da tempo impegnato in questo ambito, innanzitutto per diffondere tra
gli operatori attraverso corsi di formazione una più attenta considerazione
della necessità del trattamento del dolore che, nella nostra cultura, è stato
per lungo tempo considerato come ineluttabile, parte del destino di ciascuno».
Hanno aggiunto Huscher e Tomasoni: «L'anestesista, per la sua specifica
formazione, ha come finalità principale quella di trattare il dolore chirurgico
o da trauma. Nella sua esperienza professionale sviluppa una grande
dimestichezza con i farmaci specifici e le tecniche utili per combattere il
dolore e, quindi, è in grado di affrontare i vari tipi di dolore che affliggono
15 milioni di persone nel nostro Paese». Terapia del dolore L'ambulatorio è
attivo da oltre un anno al Primo Servizio di Anestesia e Rianimazione del
Civile ed ha in carico alcune centinaia di pazienti esterni, oltre ovviamente
ai moltissimi ricoverati seguiti dagli anestesisti. Nello specifico, si occupa
di dolore oncologico in persone che hanno già subito un intervento chirurgico o
altre terapie antineoplastiche e che vengono segnalati dai rispettivi reparti.
All'ambulatorio afferiscono anche molti pazienti affetti da dolore cronico non
oncologico che giungono dopo percorsi di trattamenti prolungato e complesso
che, evidentemente, non hanno raggiunto l'obiettivo. «Essi vengono inseriti in
programmi di terapia che vede l'uso sia di farmaci specifici sia di tecniche
antalgiche invasive - ha aggiunto la dott. Huscher». Lo scorso anno il 19% dei
pazienti trattati avere dolore oncologico, il 26% neuropatico e il 27% dolori
legati al mal di schiena cronico». Fanalino di coda in
Europa Semplificare la dispensazione dei farmaci per il trattamento del dolore
severo, sottraendoli ai percorsi tortuosi della burocrazia che prevedeva l'obbligo di una ricetta speciale potrebbe
migliorare la graduatoria del nostro Paese che, sia per queste ragioni sia per
resistenze di ordine culturale, è agli ultimi posti in Europa nella
prescrizione degli oppiacei. La semplificazione della prescrizione vale
per tutte le forme farmaceutiche ad eccezione di quelle iniettabili e delle
terapie per la disintossicazione come il metadone. Anna Della Moretta
( da "Giornale di Brescia"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
05/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Strutture La
sicurezza Nuove caserme per i Carabinieri: storie... infinite Molti progetti o
cantieri per ospitare i militari sono bloccati e spesso per questioni marginali
BRESCIA Ritardi in generale, difficoltà, fallimenti, burocrazia. Sono questi i molti motivi che in vari paesi della provincia
ritardano la consegna delle nuove caserme dei carabinieri. Presìdi importanti
del territorio nati in parte dalla volontà della Giunta regionale lombarda, su
proposta dell'assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, che ha
manifestato la «favorevole volontà d'intesa» alla costruzione di nuovi
edifici espletate le procedure di competenza. Solo 4 anni fa a livello
regionale è stata infatti decisa l'edificazione di 26 nuove caserme, la cui
realizzazione è stata prevista nell'ambito dell'Accordo di programma quadro
sulla sicurezza siglato il 28 maggio 2004 da Regione, Ministeri competenti e
Comuni interessati. Per Brescia sono sono stati approvati i progetti delle
caserme di Mazzano, Erbusco, Botticino e Sarezzo. «Si è trattato - ha osservato
l'assessore Boni - di un provvedimento per garantire una più adeguata presenza
delle Forze dell'Ordine in Lombardia, aumentare il livello di sicurezza dei cittadini
e rafforzare il controllo del territorio». Ma a distanza di anni, a che punto
sono le caserme e quante ne sono state consegnate all'Arma? Fermento a
Pontoglio, problemi a Sarezzo «A Pontoglio abbiamo ceduto l'area al Ministero
delle Infrastrutture dopo che la giunta Ghitti aveva individuato la
localizzazione. Nel 2007 è stato realizzato un accordo di programma-quadro per
il finanziamento dell'opera. Nel 2008 si è svolta la gara d'appalto a cura del
Ministero delle Infrastrutture e trasporti. Entro settembre dovrebbero
terminare i lavori e la caserma dovrebbe essere operativa dal 2010» spiega
l'assessore Daniela Bertoli. I dieci militari che vi opereranno dovrebbero
essere già ora di stanza a Chiari. Ora la caserma è in stato avanzato di
costruzione nonostante vari ritardi. Caso diverso a Sarezzo: i lavori si sono
interrotti in gennaio per il fallimento dell'impresa. «Abbiamo sollecitato con
Prefettura e Comando Regionale dell'Arma - spiega il sindaco Massimo Ottelli -
il curatore fallimentare per una ripresa rapida dei lavori, che non sarà
comunque a breve per la complessità delle procedure da rispettare». Questa sarà
l'undicesima stazione gestita dalla Compagnia dei carabinieri di Gardone Val
Trompia, si sviluppa su un'area di
( da "Repubblica, La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III -
Napoli La confusione Le conseguenze Gli arresti dei docenti: parla il professor
Giovanni Verde, già vicepresidente del Csm "Inchieste dagli effetti
negativi spingono gli onesti al disimpegno" C´è il rischio di sanzionare
scelte tecniche non penalmente censurabili Dai il tuo contributo alla cosa
pubblica e vieni ripagato con la cella Davanti a ciò io mi tiro indietro
GIOVANNI MARINO Professor Verde, la retata dei docenti universitari fa
discutere. Colpisce la scelta di rinchiuderli agli arresti in casa per l´accusa
di falso. Legata a collaudi. C´è chi vede una deriva giustizialista; chi una
sproporzione tra la misura coercitiva e l´ipotesi di reato; mentre l´Ordine
degli Ingegneri è in rivolta, e avverte: a questo punto non accetteremo più
incarichi pubblici. «Esiste il rischio concreto che le persone perbene si
sfilino da qualunque impegno pubblico e non diano più il loro contributo. Sono
preoccupato e non da ora per ciò che sta accadendo nella magistratura
inquirente». Giovanni Verde pronuncia queste parole con il tono grave di chi,
in anni difficili, ha sempre detto no alla separazione delle carriere tra pm e
giudici e sa bene quanto sia delicato qualsiasi argomento riguardi la pubblica
accusa. Correva la stagione 1998-2002 e il giurista era il vicepresidente del
Csm. Oggi, però, Verde, docente di Diritto processuale civile alla Luiss di
Roma, vede addensarsi molte nubi sul tema. E non lo nasconde: «Non credo che
l´inchiesta sui professori sarà l´ultima di questo tipo, molte l´hanno
preceduta e gli effetti non saranno buoni. Non esagero se dico che, di questo
passo, ci stiamo avviando verso un conflitto istituzionale. Occorre prudenza,
prudenza e ancora prudenza quando si mettono le mani nelle istituzioni, perché
c´è il rischio di fare confusione e consegnare al disimpegno chi si sente
ingiustamente perseguito. Ci vuole misura, insomma e, al momento, non ne vedo
molta in giro». Di questo passo, lei dice, si rischia di fare una gran
confusione tra pesi e misure. «Da osservatore esterno mi chiedo se i risultati
di questa, come di altre indagini simili, serviranno a rafforzare le
istituzioni democratiche oppure no». Secondo lei? «No, non serviranno. Ma spero
tanto di sbagliarmi». E cosa servirebbe, invece. «Bisognerebbe tenere conto del
contesto in cui si lavora, quando s´indaga sulla pubblica amministrazione. Per
me la linea di discrimine dovrebbe essere il tornaconto personale. Mi spiego:
se chi esercita una funziona pubblica la tradisce per perseguire un suo
tornaconto ecco, allora, auspico tutta la severità possibile. Ma se invece
questo elemento è assai sfuggente, direi quasi aleatorio, bisogna stare molto,
molto attenti». Altrimenti? «Altrimenti si rischia di sanzionare scelte di
carattere tecnico-discrezionale che possono anche essere sbagliate, ma non sono
penalmente censurabili». è ciò che sta accadendo? «Leggendo le cronache degli
ultimi tempi, parrebbe di sì». Si riferisce a taluni capitoli dell´indagine sui
rifiuti? «Da tempo mi pongo una domanda riguardo a queste inchieste: ma se le
persone indagate avessero usato i protocolli della nostra asfissiante
burocrazia durante
un´emergenza ambientale di cui non si hanno precedenti cosa sarebbe accaduto
con i rifiuti? Probabilmente ne saremmo ancora invasi. Ribadisco: credo che si
debba tener conto del contesto: chi ha operato in quei momenti drammatici
magari ha fatto scelte non perfettamente regolari ma in qualche modo dovute
dalla crisi che invadeva ogni angolo di strada. La gente non capisce la
durezza di certi provvedimenti e finisce per trarre una dubbia morale: meglio
non impegnarsi per la cosa pubblica». Ma lei, oggi, se glielo chiedessero si
impegnerebbe? «Direi: no, grazie, scegliete altri, io non voglio rischiare
assurde conseguenze». Le indagini, gli arresti, le accuse. «Appunto. Dai il tuo
contributo alla cosa pubblica e vieni ripagato con la cella. Ma non rischia
solo la società civile, rischiano anche i pm». Cosa rischiano i pm? «Che di
questo passo prenda forza un sentimento diffuso che spinge per la separazione
delle carriere. Un pericolo non lontano, che certe vicende stanno accelerando».
( da "Mattino di Padova, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CITTADELLESE
Decolla il Pati sottoscritto da 5 Comuni CITTADELLA. Oltre 50 mila abitanti, un
territorio di
( da "Centro, Il" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Chieti
1. «Favorevole alle Province? No, sono carrozzoni che appesantiscono
ulteriormente ... 1. «Favorevole alle Province? No, sono carrozzoni
che appesantiscono ulteriormente la burocrazia e aggravano la spesa pubblica. Credo che le competenze delle
Province potrebbero passare ai Comuni, che sono in grado di avere un controllo
più diretto sulle problematiche locali». 2. «Per dare un taglio agli sprechi
nella pubblica amministrazione, direi innanzitutto che vanno eliminati i fondi
cosiddetti di rappresentanza, che costituiscono una voce considerevole
nel capitolo delle spese. Poi andrebbero eliminati tutti gli enti inutili e,
infine, sarebbe necessaria una gestione più oculata e meritocratica dei
finanziamenti, che comunque non andrebbero mai elargiti a pioggia». 3. «Come
primo impegno metterei a norma gli edifici scolastici, che allo stato attuale
rappresentano una minaccia per i nostri figli». 4. «Ho presentato il modello
730 al ministero dell'economia e delle finanze, di cui sono dipendente. Sono in
attesa di un dato ufficiale relativo al mio reddito personale». 5. «Ho speso
circa tredicimila euro per le spese di questi giorni, ci tengo a sottolineare
che la campagna elettorale è stata interamente finanziata da me stesso».
( da "Centro, Il" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Chieti
1. «Bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività,
... 1. «Bisogna far funzionare le amministrazioni a
beneficio della collettività, non della burocrazia autoconservativa. La Provincia gestita dal Pcl non sarà un
cuscinetto tra Regione e Comuni ma un ente di coordinazione attiva delle crisi
aziendali, dei dissesti del territorio, delle istanze dei meno abbienti». 2.
«Intendiamoci su quali siano gli sprechi. Per noi, sono i costi dei
manager pubblici a progetto e degli enti a nomina politica, i costi del
presidente e degli assessori se superano 1800 euro al mese. Sono i costi
sostenuti per il ripristino delle strade dopo lavori fatti male, chiudendo
entrambi gli occhi sui controlli e sulla fornitura dei materiali. Quelli che la
Provincia paga per i mutui. Le banche hanno già lucrato troppo». 3. «Rendere
pubblici gli atti di spesa, la nomina dei manager e i costi sostenuti dalle
gestioni di centrodestra e centrosinistra, per noi equivalenti. Assunzione a
tempo indeterminato dei precari». 4. «Nel 2008 ho denunciato 21.464,90 euro
lordi, dai quali bisogna togliere 3.430,03 di tasse». 5. «Il Pcl non ha
finanziamenti statali. Si mantiene con i contributi dei militanti e degli
iscritti, molti dei quali disoccupati, precari o in cassa integrazione. In
tutto circa 700 euro».
( da "Tempo, Il" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa I giovani
industriali incontrano i candidati «Impegni concreti, risposte certe e in tempi
brevi» Impegno concreto, risposte certe e in tempi brevi: è questo che i
giovani imprenditori della provincia di Frosinone hanno chiesto al futuro
Presidente di Palazzo Gramsci, attraverso un confronto tra gli aspiranti
candidati che ha avuto luogo nella mattinata di ieri, e che è stato moderato da
Fabrizio Cerbara, coordinatore di «Collaboriamo», il progetto interassociativo
che raggruppa le associazioni imprenditoriali del territorio per creare
sinergie e dare impulso a progetti di sviluppo. Erano presenti Luigi Sorge,
Gianfranco Schietroma, Antonio Pelagalli, Domenico Marzi, Antonello Iannarilli,
Paolo De Simone e Aldo Carbone. Assente, invece, Ornella Carnevale. Riguardo
alle problematiche del mondo imprenditoriale, i candidati hanno esposto le loro
idee programmatiche per il settore. In particolare, Iannarilli ha sottolineato
di conoscere le difficoltà aziendali, essendo imprenditore; si è inoltre impegnato per lo snellimento della burocrazia (anche attraverso
l'informatizzazione), per il risanamento ambientale e per il rilancio del
turismo. Schietroma ha invece posto l'accento sulla necessità, per gli
imprenditori, di avere risposte in tempi certi, sulla puntualità dei pagamenti
e sul rilancio dei settori artigianale e commerciale. Marzi ha puntato
invece sulla crescita del turismo, sulla necessità degli imprenditori di avere
un accesso più agevole al credito e sulla possibilità di estendere
l'autocertificazione a nuove procedure. D.D.V.
( da "Secolo XIX, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La fabbrica Testa
rimaneverrà ricollocata a Coasco firmato il preliminare per l'acquisto delle
aree a 1,4 milioni La svolta annunciata da Burlando. I sindacati: finalmente un
progetto Albenga. Lo stabilimento farmaceutico Testa avrà presto una nuova sede,
e sarà nel territorio albenganese. Mercoledì sera la proprietà dell'azienda ha
siglato il compromesso per l'acquisto delle aree dove un tempo sorgeva la
Firex, un'azienda che produceva dei materiali per l'edilizia. Un'area di poco
meno di novemila metri quadrati nei pressi del lago azzurro, a Coasco, già a
destinazione artigianale, che la Testa acquisterebbe dall'Eges, che intendeva
realizzarvi il suo nuovo impianto per la frantumazione della ghiaia. L'acquisto
delle aree sarebbe stato concluso per una cifra di circa 1,4 milioni di euro,
ma la proprietà lamenta un aumento dei costi dell'operazione di circa un
milione e mezzo di euro rispetto alle previsioni iniziali. Secondo la proprietà
quasi mezzo milione di euro sarebbe necessario per la sola metanizzazione della
zona. L'annuncio della firma dell'accordo è stato dato ieri pomeriggio nel
corso della visita allo stabilimento del presidente della regione Claudio
Burlando, accompagnato dagli assessori Enrico Vesco, Carlo Ruggeri e Renzo
Guccinelli, oltre che ovviamente dal sindaco Antonello Tabbò. «Interverremo con
le banche per fare in modo che contengano il più possibile gli interessi
passivi» ha garantito Burlando di fronte alle richieste di aiuto per limare un
po' i costi dell'operazione a carico dell'azienda. «Per la metanizzazione
sarebbe interessante pensare ad un progetto che riguardi tutta la valle
Arroscia e l'entroterra albenganese - ha proposto Carlo Ruggeri, trovando
subito concorde Vesco - Un progetto che potrebbe coinvolgere proprio i
fornitori di gas dello stabilimento». L'amministrazione comunale, infine, ha
promesso una mediazione nei confronti della società proprietaria delle aree per
ottenere condizioni di vendita e di pagamento più favorevoli agli acquirenti.
Insomma, qualcosa deve ancora essere messo a punto, soprattutto sul piano
economico, mentre dal punto di vista tecnico l'azienda starebbe già
predisponendo un nuovo progetto che tenga conto di una superficie disponibile
leggermente ridotta rispetto agli undicimila metri quadrati previsti.
Soddisfatti al termine dell'incontro i sindacati. «Finalmente si vede una luce
in fondo al tunnel - commenta Fulvio Berruti della Cgil - Per la prima volta
c'è una collocazione che trova concordi tutti. È una buona notizia, una delle
prime in questa vicenda, perché i lavoratori finalmente hanno davanti a sé una
prospettiva, una progettualità. La perdita della fabbrica, o un suo
trasferimento fuori dal comprensorio, sarebbe stata una cosa gravissima per i
lavoratori e per l'economia. In questo modo invece si può
ricominciare a lavorare, e mi auguro che lo si faccia subito, su un progetto
concreto di trasferimento». Adesso la vicenda torna ai tavoli della burocrazia. Bisognerà perfezionare
l'acquisto, ottenere il via libera ai progetti, e anche alla variante di Leca.
Poi si potrà cominciare il trasloco. Luca Rebagliati 05/06/2009
( da "Tirreno, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 7 -
Viareggio MASSAROSA VERSO LE ELEZIONI Brunetta per Ghiara. Ieri c'è stata la
visita nella sala consiliare del Ministro Renato Brunetta a sostegno della
candidatura di Lorenzo Ghiara. Il ministro - si spiega in una nota - ha
illustrato la nuova legge, approvata dal consiglio dei ministri, che andrà in
discussione alle camere la prossima settimana, prevede che vengano resi noti i
servizi che ogni ufficio deve espletare e i tempi di ottemperanza di tali
servizi, per una trasparenza e soprattutto per una soddisfazione dei cittadini.
Ha espresso la volontà di modificare la legge sul patto di stabilità. «Una
legge che non ha tenuto conto dei tempi per spendere i finanziamenti assegnati
e che ha danneggiato ingiustamente il comune di Massarosa impedendo di fare le
dovute assunzioni». Larini e i comunali. «Come sindaco e amministratore
pubblico sono rimasto esterrefatto dalle affermazioni fatte dal candidato a
sindaco Franco Mungai. Le sue parole "i dirigenti che non si allineano
saranno messi in condizione di non nuocere" sono gravissime ma
rispecchiano, ahimè, quella volontà di "epurazione" che caratterizza
la sinistra». E' Fabrizio Larini, primo cittadino uscente a Massarosa, ad
attaccare il candidato sindaco del centrosinistra Franco Mungai. «In questi 10
anni di esperienza - dice Larini - ho potuto verificare che tutti i dipendenti
e i dirigenti comunali, nessuno escluso, hanno a cuore le sorti
dell'amministrazione. Nessuno rema contro corrente. Dietro le parole di Mungai
c'è la diversa visione che centrodestra e centrosinistra hanno dei dipendenti
pubblici. Secondo noi debbono sempre mantenere la loro indipendenza rispetto ai
politici, mentre per loro debbono allinearsi come soldatini, al loro volere. E'
la loro indipendenza che garantisce continuità alla macchina amministrativa e
imparzialità verso i cittadini». Appello di Franco Mungai. Si chiude la
campagna elettorale e Franco Mungai - candidato di Noi per Massarosa e
sostenuto da Pd, Sinistra Comune, socialisti e Italia dei Valori - fa un
appello al voto. «Abbiamo constatato in questi mesi - scrive - il desiderio di
cambiamento, di aria nuova, di idee e proposte. Oggi abbiamo la possibilità di
dare nuovo risalto al centro e alle frazioni. Vogliamo un Comune più verde, che
veda valorizzate le sue peculiarità legate all'artigianato rurale ed agrario,
alla gastronomia, al relax e al benessere corporeo. Vogliamo infatti
incentivare il turismo attraverso attività ricettive legate al nostro ambiente.
Vogliamo puntare molto sulle associazioni e sul volontariato ma pensiamo anche
al dovere di dare ai nostri cittadini la sicurezza e l'ordine, migliorando e
rafforzando i servizi della municipale e contribuendo in maniera concreta alla
ormai improrogabile nuova caserma dei carabinieri». Tra gli altri progetti di Mungai
l'estensione della raccolta differenziata porta a porta, un occhio di riguardo
per le energie rinnovabili, l'alleggerimento della burocrazia. «Chiediamo a tutti i
cittadini indistintamente a credere ed essere con noi in questo piccolo grande
sogno per Massarosa, un sogno per tutti e di tutti». Aperitivo centrodestra.
Oggi alle 13 aperitivo al bar Tiffany di Massarosa per la chiusura della
campagna elettorale di Lorenzo Ghiara, il candidato sindaco sostenuto da Pdl,
Lega e Dc. Tra i presenti anche l'onorevole Massimo Parisi, coordinatore
regionale del Pdl, e l'onorevole Denis Verdini, coordinatore nazionale. Rc e la
sfiducia di Ghiara. «Caro Lorenzo, non mi pare che tu ti sia tirato indietro
quando, poco meno di un anno fa, firmasti insieme a me che ero stato eletto in
consiglio sotto i simboli del lavoro, ossia falce e martello, la mozione di
sfiducia al tuo sindaco Larini». Risponde così Stefano Natali della Sinistra
Comune ad un volantino del Pdl che circola in questi giorni a Massarosa. Un
volantino che in sostanza diffida dal votare chi tra le liste a sostegno ha
quelle che riportano falce e martello. «Prima di tutto - dice - nessuna persona
della lista SC dieci anni fa ha mai governato. E molto ci sarebbe da dire sul
valore di quel simbolo che ha rappresentato e rappresenta tanto per milioni di
italiani e grazie al quale anche tu puoi parlare, scrivere e presentarti ad
elezioni democratiche». Natali attacca Ghiara anche sul programma. «Anziché
difendere le scelte dell'amministrazione che hai sostenuto, come gli esempi
della Baccanella, del Tropicana, dell'ex calzaturificio, o sulla politica di
bilancio parla di anticomunismo come se fossimo nel'59». Questi sono, dice
Natali, «argomenti deboli, segno evidente delle difficoltà elettorali del
centrodestra che è incapace di dare soluzioni ai problemi e respiro al
territorio».
( da "Tirreno, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 -
Viareggio Silicani: sfida "verde" per il futuro Vogliamo proseguire
il lavoro iniziato con un salto di qualità Al primo posto l'efficienza degli
uffici e la qualità dei servizi STAZZEMA. Michele Silicani, 44 anni, ingegnere,
è il sindaco uscente. Si candida con la lista di centrosinistra Impegno per
Stazzema. Perché riconfermare Silicani sindaco di Stazzema? «Il lavoro iniziato
deve essere proseguito e potenziato. Abbiamo tanti progetti avviati il cui
completamento richiede esperienza e concretezza: daremo a Stazzema il
definitivo salto di qualità». I primo provvedimento in caso di conferma?
«Proseguire con la semplificazione amministrativa introdotta dalla Regione:
consentirà lo snellimento dei tempi di attesa e della burocrazia. Efficienza degli uffici e
qualità dei servizi saranno al primo posto». Quali gli interventi più urgenti?
«Proseguire con i progetti per energie rinnovabili che vedano protagonisti il
sole, il vento, la filiera legno-energia. Priorità sarà data alla sicurezza sulla
viabilità, alle politiche della casa e ai servizi alla persona». Il
teleriscaldamento: è la nuova frontiera della sostenibilità? «Direi di sì. Il
cantiere dell'impianto di Pruno e Volegno è partito: ha aderito al progetto la
quasi totalità dei residenti. Fornirà acqua calda per uso domestico con
abbattimento dei costi rispetto a Gpl e gasolio di circa il 50%, ammortizzando
la spesa dell'allaccio e dello scambiatore di calore già dopo due anni». Marmo
e pietra del Cardoso: quali prospettive? «Svilupperemo una scuola del marmo per
valorizzare alcuni profili professionali. Le imprese hanno investendo nella
mitigazione ambientale e messo a disposizione siti di cava per il turismo.
Recentemente è nato il marchio unico della Pietra del Cardoso; alla stessa maniera
agiremo con il marmo, creando quello dell'Arabescato. Coinvolgeremo tutti i
grandi produttori». Capitolo infrastrutture: quali sono le proposte di Impegno
per Stazzema? «Abbiamo inserito la Farnocchia-S. Anna e la Stazzema-Palagnana
nel Piano strutturale e nel Regolamento urbanistico, approvati solo con il
contributo della maggioranza dopo decenni di vuoto urbanistico. Senza questo
atto nessuno sarebbe qui a parlarne: adesso vanno trovati i fondi tra Governo,
Regione e Provincia coinvolgendo anche tutti i Comuni della Versilia in quanto
progetti da Area vasta». Canoni cimiteriali: quali le prossime mosse? «Il
consiglio Comunale all'unanimità il 9 agosto del
( da "Nazione, La (Lucca)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag.
5 di MASSIMO STEFANINI GRANDE AFFLUENZA di pers... di MASSIMO STEFANINI GRANDE
AFFLUENZA di persone per l'arrivo dell'ultimo «big» della politica a sostegno
del candidato sindaco del PdL Lorenzo Matteucci. Il Ministro Renato Brunetta è
giunto infatti ieri mattina intorno alle 11 ai frati della Madonnina dove lo
attendeva una sala gremita di gente. Non è mancato, tuttavia, qualche momento
di discussione con alcuni contestatori penetrati nella sala dove era in corso
l'incontro elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Capannori
Matteucci. Dopo l'introduzione del coordinatore provinciale del PdL Franco
Ravenni, che ha ricordato «l'altissimo indice di gradimento che Brunetta raccoglie
nel paese per la sua opera di miglioramento e moralizzazione della pubblica
amministrazione», proprio il Ministro Brunetta ha strappato più volte applausi.
«Ormai gli operai non votano più a sinistra perché hanno
capito che questo schieramento politico rappresenta la cattiva parte del
sindacato, i fannulloni, la casta, la burocrazia, tutti elementi che non vogliono perdere i loro privilegi tuona
il Ministro ». Per Brunetta, «in Toscana c'è la massima espressione di questo
sistema che compra il consenso con il lavoro e con altre forme clientelari, ma
siamo alla fase finale». MENTRE Brunetta stava parlando, tre donne hanno
più volte interrotto il Ministro che ha replicato: «Questa è la sinistra: non
ha argomenti e va a provocare agli incontri degli altri. Noi non ci
permetteremmo mai di farlo, non appartiene alla nostra cultura che invece è
fatta di democrazia e tolleranza, di passioni positive». Gli applausi delle
tante persone convenute nella sala hanno accompagnato fuori le tre persone e
l'incontro si concluso con un bagno di folla al quale Brunetta non si è
sottratto, firmando anche i molti libri acquistati sul posto dai partecipanti e
incoraggiando Matteucci per questa fase finale della campagna elettorale. IN
UNA NOTA, la Funzione pubblica Cgil afferma: «Circa 400 lavoratori (100 secondo
la Questura, ndr) hanno dato vita alla protesta in piazza Moro perché, stante
il divieto della Questura, non è stato possibile spostare la protesta alla
Madonnina. In piazza va avanti la nota della Cgil cartelloni e bandiere sui
quali erano rappresentati i no' alle trovate vessatorie del ministro Brunetta».
Il Ministro, si è quindi spostato ad Altopascio dove è arrivato con circa 40
minuti di anticipo. Qui ha esordito riprendendo le forze dell'ordine per la
mini contestazione subita a Capannori. E' cominciata così la permanenza lampo
del Ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione Renato Brunetta
nella cittadina del Tau dove si è recato in visita istituzionale ufficiale per
la firma della storica convenzione tra Municipio altopascese (il primo in
provincia di Lucca) e dicastero stesso per la cosiddetta customer satisfaction,
l'espressione del gradimento da parte dell'utente del lavoro del dipendente
pubblico. ANDRÀ perfezionato il sistema che consentirà di dare un giudizio al
cittadino, attraverso un monitor in ogni ufficio dove si potrà formulare il
giudizio: faccina verde indica soddisfazione, quella gialla si potrebbe fare
meglio, rossa è l'esempio di un parere negativo sull'operato dell'impiegato. La
firma dell'intesa è avvenuta nel Loggiato Mediceo di piazza Garibaldi, alla
presenza ovviamente del sindaco Maurizio Marchetti e di tutta la giunta.
«Conoscevo Altopascio per la Francigena, una strada che ha unito le economie
commenta Brunetta e davvero sono felice per l'adozione di questa procedura, che
se vogliamo è banalissima, ma rende grandi benefici: stimola i lavoratori
perché sono previsti incentivi retributivi a chi opera bene, scoraggia i
fannulloni e garantisce risposte educate ed efficienti al pubblico. Partirà su
tutto il territorio nazionale e i primi risultati sono ottimi: a Milano la
percentuale di faccine verdi è del 75 per cento». Marchetti ha aggiunto: «Devo
dire che ad Altopascio la situazione dei dipendenti è buona, ma si può
migliorare».
( da "Libertà" del
05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La provincia deve
svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce La provincia
deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai
comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce. Deve mettere in
campo risorse recuperate da una maggiore efficienza. Meno burocrazia vuol dire più risorse per
anziani e bambini. 05/06/2009
( da "Riformista, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'Europa trema Il
folletto xenofobo si insidia nelle urne Voto di protesta. Gli estremisti e i
populisti sono più forti che mai. Dalla Svezia alla Grecia, passando per i
Paesi dell'Est. La crisi economica sottrae consensi ai partiti tradizionali.
Questa volta l'astensionimo sarà alle stelle e i "paria" della destra
potrebbero conquistare seggi a Strasburgo. di Anna Mazzone «Gli europei hanno
combattuto in tutta la loro storia per poter dire la loro. Questa generazione
ha la fortuna di poter fare qualcosa che le generazioni precedenti potevano
solo sognare». È pregno di retorica il discorso che José Manuel Barroso,
presidente della Commissione europea, ha pronunciato ieri in occasione dei
venti anni dalle elezioni polacche che portarono alla vittoria di Solidarnosc e
all'inizio dello sbriciolamento dell'impero Sovietico. Retorica, certo, ma
anche molta tensione nelle parole di Barroso, alla vigilia di una tornata
elettorale che non fa presagire nulla di buono, anzi. Così il presidente della
Commissione di Bruxelles ha pensato di fare un ultimo, accorato appello ai 375
milioni di elettori chiamati alle urne in questi giorni. Ieri il valzer
elettorale è stato aperto da Gran Bretagna e Olanda. Oggi prosegue nella
Repubblica Ceca e nel fine settimana in tutti gli altri Stati membri. Non sono
elezioni come quelle del 2004. Questo è sotto gli occhi di tutti. Da una parte,
il tasso degli astensionisti potrebbe raggiungere vette stellari, dall'altra i
partiti populisti e l'estrema destra potrebbero fare il colpo grosso e
aggiudicarsi quei seggi a Strasburgo che gli permetterebbero di diventare il
megafono di istanze razziste e xenofobe. Il rischio questa volta è più che mai
consistente. Sul fronte sondaggi, è uscito ieri quello della London School of
Economics (Lse) e del Trinity College. Secondo i loro dati, il prossimo
Parlamento Ue dovrebbe rimanere saldamente in mano al partito Popolare (Ppe),
che però accuserebbe un'erosione, passando dal 37 al 35%. Aumenterebbe il
distacco con i socialisti del Pse, che ormai sono in caduta libera a cominciare
dal Regno Unito, dove il Labour di Gordon Brown è dato ai minimi storici ed è
staccato dai Tory di Cameron di circa 22 punti percentuali, passando per
Francia, Germania e Spagna, dove un acciaccato Zapatero assiste giorno dopo giorno
a un'emorragia di consensi nei confronti del partito Socialista. In totale,
l'insieme delle forze del centro destra dovrebbe attestarsi al 43%, il centro
sinistra al 39%. E riguardo alla presidenza della Commissione, i numeri sono
impietosi con Barroso: non piace praticamente a nessuno e totalizza un mediocre
8% di pareri favoreli alla sua rielezione, che probabilmente, però, avverrà,
tanto per confermare l'enorme gap che esiste tra quello che vuole la gente e
quello che preferisce il "palazzo" europeo. La crisi globale,
l'impoverimento progressivo del ceto medio, la scarsa (o nulla) capacità
reattiva di un'Europa imbrigliata nei bizantinismi della
sua burocrazia, uniti alla
fiducia ormai pari allo zero che i cittadini nutrono nei confronti di chi li governa
a tutti i livelli, dalle assemblee locali a quelle nazionali ed europee, creano
una miscela propulsiva per i partiti estremisti, che fanno del populismo il
loro vessillo. La Lega in Italia domenica potrebbe passare dal 5% del
2004 al 10-12%. Il British National Party (Bnp) potrebbe conquistare un seggio,
cosa che solo fino a qualche mese fa era del tutto impensabile. In Olanda
"spopolano" - è proprio il caso di dirlo - le idee xenofobe e
islamofobe di Geert Wilders, che potrebbe attestarsi al 12% dei consensi e
rappresentare la forza più consistente nel Paese dei mulini a vento dopo i
Liberali. Per non parlare dei Paesi scandinavi e dei "nuovi
arrivati", ossia i Paesi dell'est, come la Bulgaria e la Romania. Lì il
populismo trova un terreno fertile, concimato ad arte dal fertilizzante della
crisi economica e dell'elevato tasso di disoccupazione. L'assioma è dei più
banali: i partiti tradizionali finora non hanno saputo dare risposte adeguate
ai problemi. Quindi, la gente è stufa e anche molto arrabbiata. Naziskin e
odiatori di professione di ebrei e rom si sfregano le mani. E se, citando il
liberale Isaiah Berlin, il populismo «soffre del complesso di Cenerentola»,
ossia è difficilmente ingabbiabile in una definizione univoca, dal momento che
la scarpetta esiste ma nessuno ancora è riuscito a calzarla alla perfezione,
c'è però da dire che ogni Paese ha aggirato l'ostacolo e si è dotato di
"scarpette" su misura. In Svezia i populisti Democratici
(Sverigedemokraterna), il più ampio gruppo extraparlamentare di Stoccolma, e
gli estremisti del National Democrats presentano i loro candidati per la prima
volta in una tornata elettorale europea e potrebbero farcela. In Finlandia
l'estrema destra è rappresentata dal bizzarro partito Reale Finnico che si
professa xenofobo e anti-europeista e che potrebbe conquistare un seggio. La
palma d'oro dell'estremismo e della violenza appartiene invece alla Grecia,
dove è candidato il partito di ispirazione nazista Alba d'oro, che si contende
i voti con un altro ultrà della destra, Georgios Georgiou, il quale ha però
buone chance di essere rieletto. Al vento populista non sfugge nemmeno l'isola
di Malta, dove è in corsa Norman Lowell, una tragica macchietta nazista di
lungo corso, che sogna di entrare in Europa. La Repubblica Ceca, presidente di
turno della Ue, è dichiaratamente euro-scettica (tanto per usare un eufemismo)
e il suo presidente, Vaclav Klaus, ha recentemente dichiarato che «le elezioni
in Ue sono inutili» perchè «contano solo i singoli stati nazionali». Insomma, mai
la retorica di Barroso è stata così preoccupata. E questa volta a ragione.
05/06/2009
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 05 Giugno
2009 Chiudi di ROSALBA CIANCAGLINI Un sistema collaudato dove frode e
disservizio pubblico costituiscono la regola ordinaria. Una situazione di
diffusa illegalità nella quale ognuno ha tornaconto e perciò non denuncia i
comportamenti degli altri per quanto in palese violazione delle norme che
regolano la pubblica amministrazione. Questo, secondo il Pm Gennaro Varone e il
gip De Ninis, è, o meglio era, il distretto sanitario Asl di Scafa. Al termine
di un anno di indagini la Polizia ha messo agli arresti domiciliari, nella loro
bella villa di Alanno, il direttore del distretto Riccardo Alderighi, 61 anni e
la moglie Fabrizia Di Domenico, 51, infermiera nello stesso distretto. E poi:
Nadia Nubile, 49, impiegata; Fulvio De Arcangelis, 55, medico e presidente
della 13.ma commissione di invalidità. Ai primi tre è contestata l'associazione
a delinquere ai fini della truffa, soprattutto in relazione agli episodi di
contestato assenteismo e peculato. Nell'orario di lavoro Alderighi andava a
caccia 5 giorni su 12, un'impiegata faceva shopping, qualcuno era in gita e
qualcun altro era chiamato ad adoperarsi come idraulico o muratore nella casa
del direttore. Uno scenario "allucinante" dove ognuno faceva quello
che gli pareva. Alderighi e De Arcangelis rispondono insieme con altri medici
di falso per il riconoscimento di dubbie identità di invalidi civili. E poi
Alderighi, da solo e in compagnia, deve rispondere di tanti episodi
stigmatizzati in 34 pagine di ordinanza. C'è anche una presunta concussione,
minima, 50 euro di regalie all'impiegata Nobile. Cominciamo con l'assenteismo.
Il direttore è il regista, come sottolinea il capo della Mobile Nicola Zupo,
"di un sistema devastante". Assenze su assenze certificano che ognuno
ricava una fetta di torta come mostrano, dice sempre Zupo, le intercettazioni
telefoniche. Di un collega appena arrivato che non si adegua all'andazzo,
Alderighi dice "é vergine". Cioè bisognava rieducarlo. Non basta. Il
sistema, dice il gip, funzionava anche per campi diversi. Per esempio Alderighi
è accusato di aver impegnato due infermieri e un autista della Asl come pittori
edili e idraulici, sempre per la sua casa e sempre in orario di lavoro.
Arriviamo al cuore delle indagini: le concessioni di invalidità. «Abusi di
favore - li definisce il gip - evidentemente finalizzati alla corruzione» anche
se prove della corruzione al momento non ci sono. Gli investigatori non
contestano, al momento, se l'invalidità fosse stata concessa giustamente o no
ma dicono che le commissioni mediche avrebbero dovuto essere collegiali e
invece «i medici erano assenti» e «le diagnosi venivano concordate a tavolino
con i diretti interessati, senza una visita». Questa vicenda ha anche un altro
aspetto: i medici erano assenti ma, secondo l'accusa, risultavano presenti e
quindi venivano remunerati. Altra truffa. Infine: la turbativa di appalti. I
casi esaminati sono due: l'acquisto di un apparecchio elettromedicale e i
lavori per la ristruttuazione del distretto. L'aggiudicazione sarebbe stata
decisa in via preventiva e la procedura manipolata. Gli arrestati si dicono
innocenti. Alderighi, sostiene la difesa, essendo dirigente non aveva obblighi
di presenza in ufficio. La turbativa di appalto: le
modalità adottate servirono a snellire i tempi della burocrazia ma non a rubare. In ultimo: i denunciati. Gli infermieri Dario
Basilisco, Mauro Bucciferro, Fernando Ventura; l'autista Giuseppe Di Gianni; la
segretaria Marisa Ventura; Antonio Del Pizzo; Marco Di Domizio; i medici
Claudio Frattaroli e Rocco Cutrella; l'imprenditore Donato Di Mezzo.
( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 05 Giugno
2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI Il terreno è minato e alla Cgil spiegano subito.
«Attenzione: il sistema pubblico funziona. Le commissioni lavorano bene, i
tempi tra la visita e la concessione dell'invalidità non sono biblici. Eppure
c'è gente che avvicina gli invalidi, o i parenti, e si propone per sveltire il
meccanismo». Naturalmente l'intervento millantato grazie all'altrettanto
fasulla conoscenza con un medico che esamina i casi di invalidità in
commissione non c'è, e chi aspetta la pensione, quando cade nel tranello, paga.
Quanto? Ancora Daniela Battenti: «Sappiamo che un procacciare può chiedere
anche trecento euro. E in genere si presenta così: "Dammi i soldi che
conosco una persona in grado di avvicinare un medico per velocizzare la
pratica". Poi nella seconda fase c'è chi si è sentito richiedere anche
duemila euro se la pratica è stata chiusa ed è andata a buon fine. Naturalmente
nessuno interviene e la truffa è servita». Con una raffinatezza tipica del genio
italico: più è stata lunga l'attesa e più l'invalido ha diritto a una cifra
consistente che è rappresentata dagli arretrati. Più alta sarà la richiesta di
premio degli imbroglioni. «Noi - dicono ancora in Cgil - possiamo solo fare un
appello a chi ha bisogno di istruire una pratica di invalidità: rivolgetevi ai
sindacati e alle associazioni riconosciute che difendono gli interessi degli
invalidi e dei disabili. Non date soldi a nessuno e ricordatevi che i tempi,
qui in Umbria, per ottenere un'invalidità sono accettabili». Cioè, secondo gli
studi della Cgil ci vogliono dai trenta ai sessanta giorni per passare la
visita e vedersi riconosciuta l'invalidità. Poi un altro mese al massimo può
trascorrere per ottenere la liquidazione degli arretrati e del primo mensile.
Spiega ancora Daniela Battenti: «Chi si muove speculando sulle necessità della
gente, lo fa approfittando del fatto che i cittadini, soprattutto di una certa
età, sono spaventati dalla burocrazia da affrontare. Invece i Comuni e le Asl hanno servizi che
funzionano, l'unico problema è che, a volte, non sono adeguatamente
pubblicizzati». E allora, rischiare di cadere nelle grinfie del furbo di turno
può non essere difficile. Soprattutto perché chi si muove tra sigle improbabili
e servizi con la trappola conosce bene i meccanismi. C'è bisogno di
andare alla visita superiore se c'è un ricorso contro la pratica di invalidità
bocciata? Non c'è problema, chi succhia la ruota agli invalidi offre un prezzo
(naturalmente più alto) anche per quella prestazione. «Abbiamo ricevuto diverse
segnalazioni- spiegano alla Cgil -. C'è chi, però, ha capito il gioco, ha
minacciato di chiamare la finanza e i furbetti sono scappati». C'è anche un
altro aspetto che fa venire i brividi. E, stavolta, le storie di ordinaria
furbizia arrivano dalla Cisl. «Il fenomeno - spiegano alla Fnp-Cisl, la sigla
che segue, a livello regionale, i pensionati - c'è. E a fronte di una decina di
casi segnalati, sicuramente ce ne sono molti di più, soprattutto in questo
momento di crisi economica. In questo caso i furbi agganciano l'invalido che ha
una pensione magari di tre-quattrocento euro al mese perché ha avuto un
incidente sul lavoro. Si tratta di persone non anziane che ancora si sentono
valide, ma non possono lavorare normalmente. Vengono avvicinati da chi gli
propone di arrotondare la pensione. C'è chi viene ingaggiato per piazzare
qualche polizza assicurativa tra gli amici. Chi per vendere materiale
elettronico, magari di scarsa affidabilità. Ma c'è anche chi finisce nel giro
delle finanziare che prestano i soldi a tassi esagerati». Sì, insomma, l'usura.
Il terreno è minato ma nella sede regionale della Fnp-Cisl in via Campo di
Marte c'è chi, con grande discrezione, ha ricevuto confidenze. «Ed abbiamo
scoperto che il meccanismo è lo stesso. Si propone all'invalido di sondare il
terreno tra amici e parenti per piazzare prestiti che camminano sul filo della
legge. Magari chi accetta, e si fida, lo fa proprio perché di fronte ha l'amico
che propone il contratto per un mutuo o per un prestito». Entra in un
meccanismo infernale non solo chi deve restituire i soldi del prestito a tassi
esagerati, ma anche l'invalido usato come esca e che, inconsapevolmente, è
diventato la testa di legno di un giro molto più grosso. Ma i burattinai con
rischiano perché faccia e nome sono di un altro. Ancora i sindacalisti della
Fnp-Cisl: «A volte, quando gli invalidi arrivano da noi per raccontarci cosa
sta succedendo, non ce la facciamo a difenderli, il meccanismo infernale si è
già messo in moto. I casi? Sono decine».
( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 05 Giugno
2009 Chiudi di CLAUDIO SALVI Trent'anni di attesa passati tra stanze
ministeriali, commissioni, uffici tecnici. La vicenda che ha accompagnato la
storia del progetto e del relativo finanziamento del primo stralcio del nuovo
porto di Pesaro meriterebbe un'inchiesta della trasmissione
Report come esempio dei tempi della burocrazia che accompagnano le opere pubbliche in questo Paese. Una vicenda
che incomprensibilmente, lungo tutto l'Adriatico, non trova esempi analoghi
quanto a lunghezza, intoppi ed intrecci di competenze. Ma adesso, nonostante
tutto, finalmente ci siamo. Grazie ad uno sprint finale che ha visto
tutti impegnati e seriamente motivati (Capitaneria di porto, Comune, Genio
civile per le opere marittime, Camera di Commercio), ieri finalmente una
giornata storica con la cerimonia ufficiale di consegna alla ditta Idresia di
Pozzilli di Isernia delle aree per i lavori. E questa volta sembra si faccia
davvero sul serio. Già perché il cantiere della ditta molisana non vuole perdere
tempo ed inizierà già lunedì prossimo i lavori di recinzione del cantiere.
Saranno montate da subito anche le infrastrutture necessarie alla realizzazione
dei tetrapodi (scogli artificiali), in calcestruzzo. Idresia e l'associata
Valentina srl inizieranno subito le opere a terra anche se il grosso dei lavori
(allungamento del molo di levante e di ponente e parziale demolizione
dell'attuale secondo molo), cominceranno a fine settembre. Intanto
l'amministratore della ditta di Isernia, Giovanni Cimorelli, annuncia che dovrà
essere trovata in tempi brevi una soluzione per quanto riguarda il trasporto
del cemento e degli inerti. «Se il tutto si potrà fare via mare e grazie ad un
accordo con la ditta Pensierini (che possiede le cave e la nave) tanto meglio,
altrimenti - dice Cimorelli - dovremo trasportare tutto il materiale via
terra». Cosa significa? «Almeno 200 camion al giorno, che tradotto in otto ore
di lavoro al dì, vuol dire tra andata e ritorno un camion ogni minuto e mezzo».
Una situazione che rischia di far collassare la già precaria viabilità in
strada tra i due porti. Per questo la Idresia fa appello anche alle istituzioni
perché possa essere praticata (fatti salvi i costi), una soluzione che
favorisca la soluzione via mare. Ieri ad ufficializzare l'inizio dei lavori
c'erano tutti: il comandante della Capitaneria di porto, Beniamino Di Stefano,
il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli ma anche il suo rivale candidato a primo
cittadino Cascino, l'ingegner Pietro Mastrangelo, responsabile del Genio civile
delle opere marittime, il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi,
il prefetto Alessio Giuffrida. Ma anche tanti operatori del porto, l'ex sindaco
Oriano Giovanelli, il portavoce del sindaco Franco Arceci (cui si deve una
notevole accelerata degli ultimi adempimenti). Un plauso anche alla Camera di
Commercio cui spetta una buona fetta di merito per la felice conclusione
dell'iter burocratico. E dunque lunedì si comincia.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-05 - pag: 33 autore: Lavoro. Un giro
d'Italia per la formazione patrocinato da Confindustria, Inail e Fondirigenti
Sicurezza, imprese mobilitate Marcegaglia: le aziende sono contro ogni forma di
illegalità Maria Carla De Cesari MILANO «Siamo contro ogni forma di illegalità.
Confindustria ha dimostrato nei fatti un impegno vero e concreto, giorno dopo
giorno, nella battaglia contro gli incidenti sul lavoro». Emma Marcegaglia,
nell'auditorium di Assolombarda a Milano, parla a fine mattinata al convegno
«Sviluppo imprese in sicurezza», dedicato agli imprenditori. Il presidente di
Confindustria "riparte"dalla scelta politica compiuta all'inizio
della sua presidenza, giusto un anno fa: la delega a uno dei vice, Samy
Gattegno, a occuparsi di sicurezza sul lavoro. «L'impegno – ha spiegato
Marcegaglia – è quello di continuare a sensibilizzare le imprese; anche in
questo momento di crisi pesante non abbassiamo la guardia». Da qui,l'iniziativa
di Confindustria che si è svolta ieri a Milano: un format di studio elaborato
in collaborazione con Inail e Fondirigenti, che sarà portato- fino a ottobre
2010 - in giro per l'Italia per approfondire, insieme con gli im-prenditori, le
problematiche della sicurezza. Gli investimenti in sicurezza – come è stato
detto nella prima parte del convegno anche sulla base dicasi internazionali e
ditestimonianze d'impresa ( in particolare, Valente Spa e Sapici Spa) – fanno
bene all'organizzazione complessiva della produzione, migliorano la
produttività, accrescono la capacità di competere sui mercati, anche grazie
alla reputazione. Dunque, investire in sicurezza ha una motivazione economica
(c'è anche il risparmio di costi indiretti, per esempio meno assenze, minore
incidenza dei premi Inail). E una forte ispirazione etica, che è stata
richiamata sia da Marcegaglia che da Gattegno. «Gli incidenti sul lavoro –ha
spiegato Gattegno – sono in diminuzione. I morti lo scorso anno sono stati
1.150, con una riduzione del 6% rispetto all'anno precedente. Mi rendo conto
che i numeri sono un modo crudo di rappresentare la realtà, quando parliamo di
morti. Non dò una buona notizia finché non arriviamo ad azzerare gli incidenti
mortali ». L'obiettivo – ha ribadito Marcegaglia – non si centra con i formalismi,
ma con l'attenzione alla sostanza.«La sicurezza –ha sottolineato Gattegno, con
riferimento alla revisione del Testo unico – non è fatta di
burocrazia e sanzioni per
chi non compila un foglio. Pensiamo che le sanzioni vadano commisurate con le
colpe». La sostanza è anche diffondere la cultura della sicurezza, per cui
occorre «condivisione e alleanza» tra tutte le parti in gioco, ha sottolineato
il presidente di Assolombarda, Diana Bracco. Si tratta di fare
prevenzione e mettere a disposizione delle aziende le conoscenze adatte. «è
necessario – ha esortato Bracco – fare gioco di squadra, si dovrebbe arrivare a
un Osservatorio sulla formazione per valorizzare le best practice e mettere a
sistema un know how che ha molti detentori ma è ancora troppo frammentato».
«L'Inail – ha detto il presidente, Marco Fabio Sartori – ha una preziosa banca
dati grazie alla quale stiamo elaborando le mappe di rischio. Va detto che su
3,3 milioni di imprese gli incidenti si concentrano in circa 200mila realtà».
La strada imboccata dalla Lombardia è stata quella di responsabilizzare le
aziende, con la semplificazione delle procedure, per esempio per
l'avviodiun'attività, e di intensificare i controlli.«Dallo scorso anno – ha
detto il Governatore, Roberto Formigoni – le Asl hanno controllato il 5% delle
aziende. L'obiettivo entro il 2010 è ridurre del 15% gli incidenti e del 10%
gli episodi mortali». © RIPRODUZIONE RISERVATA INFOPHOTO L'impegno delle
imprese. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria
( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 05 Giugno
2009 Chiudi Ultimi fuochi della campagna elettorale fermana per le provinciali
tra proposte, feste e polemiche. «La Cna ha inviato ai candidati alla
presidenza della provincia di Fermo, Gianni Basso, Fabrizio Cesetti, Saturnino
Di Ruscio, Gaetano Massucci e Patrizia Nicolini alcune proposte che ritiene
imprescindibili per il rilancio dell'economia locale. «Fra le prime cose da
farsi vi sono l'innovazione e la possibilità di far circolare più velocemente
idee e lavoro - afferma Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo e vice
presidente della Camera di Commercio - sia fisicamente con un collegamento
accettabile mare-monti, sia immaterialmente con l'accesso alla banda larga per
tutti i comuni del nostro territorio». Secondo la Cna di Fermo
è prioritario rilanciare le politiche di incentivazione, Snellire la burocrazia che pesa sulle aziende come
una ulteriore tassazione, e soprattutto velocizzare i tempi di pagamento. Dare
inoltre operatività alle opere pubbliche cantierabili attivando tutte le
procedure che possono favorire il coinvolgimento delle imprese locali agli
appalti; dare maggiore impulso all'utilizzo negli immobili pubblici e
privati dell'energia proveniente da fonti rinnovabili e costruire secondo i
canoni del risparmio energetico; potenziare la vocazione turistica. Inoltre la
Cna darà indicazione ai propri iscritti di individuare nelle liste i candidati
artigiani per essere certi che la cultura della piccola impresa e
dell'artigianato non resti pura propaganda elettorale ma entri a pieno titolo
negli uffici amministrativi. Intanto ieri sera all'Auditorium San Martino si è
tenuta la festa di chiusura della campagna elettorale di Fabrizio Cesetti.
Grande successo ha avuto il gruppo di "Improvvivo" con le sue
imitazioni dei personaggi politici locali. «Siamo convinti - ha ribadito il
candidato del centrosinistra- che l'unità e la coesione che stiamo dimostrando
sarà la nostra carta vincente». I giovani, sono invece, al centro del programma
di Gaetano Massucci, candidato de Il Centro del Fermano. «E' opportuno iniziare
a preoccuparsi del loro futuro prima ancora della loro nascita. La prima cosa
di cui la nuova provincia si dovrà occupare è la costruzione di asili nido
magari ripristinando vecchi edifici, ormai in disuso, situati nel centro
storico, così i pochi spazi verdi rimasti si potrebbero attrezzare come parchi
gioco per i nostri ragazzi». Continua, invece, nel centrodestra la guerra tra
Basso e Di Ruscio. «Mi sento in dovere - ha detto di Ruscio - di mettere in
allerta i cittadini su mandati improbabili come quello tra l'Mpa e Gianni
Basso. A parlare ancora una volta sono i fatti. Un partito, l'Mpa, che ha altre
questioni al centro della propria attività politica che riguardano gli ultimi
accadimenti in Sicilia dove il suo leader Raffaele Lombardo è pienamente
coinvolto. Una realtà che non avrebbe la forza di strutturasi nella nostra
Provincia dove non è radicata». Di.Mar.
( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 05-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Pesaro))
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 05 Giugno
2009 Chiudi PESARO - Calano del 6% i reati commessi nella provincia di Pesaro
rispetto a due anni fa, passando da
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Attenti,
Bruxelles ci sta già governando» --> L'esperta di diritto: le direttive
economiche ma anche quelle sociali e familiari si decretano in Europa Ci vuole
più partecipazione e più politica per evitare che decidano tutto le élites
tecniche, mai neutrali Venerdì 05 Giugno 2009 SOCIETA, pagina 11 e-mail print
«I dati dicono che su 100 leggi pubblicate sulla Gazzetta ufficiale italiana,
78 ormai sono esecuzioni di normative europee» ricorda Marta Cartabia, esperta
di diritto. Noi, insomma, domani e domenica pensiamo di andare a votare a
favore di Noemi o contro Berlusconi, o di dover determinare il tasso massimo di
leghismo che il nostro sistema politico nazionale può sopportare; la partita
che si gioca al Parlamento europeo invece è un'altra, anche se nessuno ne
parla: si deciderà di economia e fallimenti societari, di livelli occupazionali
e geometria della famiglia, diritti delle coppie omosessuali, materie nelle
quali «ormai l'Unione conta come e più dei singoli Stati». Marta Cartabia
insegna Diritto costituzionale italiano e anche europeo presso l'Università di
Milano-Bicocca, e rappresenta l'Italia nel Fralex, un team che riunisce a
Vienna qualificati esperti legali sotto l'egida dell'Agenzia dei diritti
fondamentali della Ue. Dunque sa di cosa parla quando ricorda che «dall'Europa,
in un modo o nell'altro, passano principi che poi pesano molto quando si deve
decidere in sede nazionale se riconoscere le coppie di fatto, introdurre
l'eutanasia o tenere i crocifissi nelle scuole». L'Europa ormai «detta legge»
in molte questioni? «L'influenza, in effetti, è notevole, e non da oggi: basti
pensare che tutto il sistema della politica economica italiana è stato
influenzato dall'Europa in modo molto deciso e diretto almeno a partire dagli
anni '90. Con il trattato di Maastricht sono stati fissati i parametri entro
cui deve restare l'inflazione, o il debito pubblico, provvedimenti che hanno
indotto nel nostro sistema dei cambiamenti all'insegna di un neoliberismo che
non era mai stato uno stile di governo italiano. Sono stati smantellati gli
interventi pubblici nell'economia e si è dato il via alle privatizzazioni e a
una maggiore concorrenza sul mercato. Questo dà già la misura dell'importanza
concreta dell'Europa: incidere sulla politica economica, infatti, significa
toccare trasversalmente un po' tutti gli altri settori, perché se un governo ha
meno soldi a disposizione dovrà modificare ad esempio il sistema sanitario o
scolastico del paese. In questo momento di crisi il destino di molte nostre
aziende dipenderà dalla Commissione europea, che può decidere di approvare o
meno gli aiuti degli Stati all'economia». L'«Europa di Maastricht» ha cambiato
non poco la nostra vita. Ora però stiamo andando ben oltre. «Sì, l'influenza
dell'Unione sulle nostre legislazioni ha investito il diritto penale e anche
settori più controversi come la configurazione dei legami parentali, le
politiche familiari, i problemi di inizio e fine vita: tutti campi che oggi
sono interessati dalle disposizioni del diritto comunitario, soprattutto
attraverso la politica dell'anti-discriminazione. La legislazione che l'Unione
europea mette in campo per combattere ogni forma di discriminazione sta
diventando una chiave di accesso per modificare molti ambiti della vita
sociale». La difesa delle tutele della persona è sicuramente una delle grandi
tradizioni politiche europee. Sotto la voce «nuovi diritti», però, ora si sta
cercando di far passare interessi di categorie molto particolari, ai quali
spesso non corrisponde la presa in carico di altrettanti, adeguati doveri. Una
società è sempre l'esito di un patto che ha due contraenti: a colpi di diritti
unilaterali non si rischia alla lunga di sfasciare il contratto sociale?
«L'espansione dei "nuovi diritti" connota in modo molto forte tutto
questo inizio del XXI secolo, non solo in Europa ma un po' ovunque nel mondo.
Questo linguaggio è esploso, e viene utilizzato a volte anche a sproposito per
affrontare problemi nuovi che non hanno ancora avuto una risposta legislativa.
Il fatto di porli in chiave di rivendicazione di diritti individuali, però, non
è una scelta neutrale, priva di conseguenze. Altro è dire, per esempio, che la
scienza medica, la tecnologia creano nuove possibilità e sollevano
interrogativi sulla fine della vita, che nuove situazioni chiedono di essere
regolamentate; altro è porre lo stesso problema in chiave di un presunto
"diritto a morire" piuttosto che a "non nascere" o a
"nascere sani" - formule che si sentono sempre più spesso. Oggi
l'ottica individuale, qualificata in chiave di diritti, diventa una pretesa
assoluta. E la sede in cui viene fatta valere è quella di un'autorità
giurisdizionale, spostando il dibattito dal piano politico a quello del potere
giudiziario, il cui ruolo è sicuramente molto enfatizzato». Una Ue
politicamente più forte rappresenterebbe una maggiore garanzia? «Penso proprio
di sì. Quando un problema di carattere sociale o morale arriva davanti a un
giudice la sua risposta non può che essere secca: sì o no. Il diritto o c'è o
non c'è, la sede scelta costringe a risposte estreme. Pensiamo al caso di
Eluana Englaro: dove manca la politica, alla fine sono altri ambiti a prendere
le decisioni. E sul piano puramente legale, un diritto all'autodeterminazione
della persona spinto fino al punto di lasciarsi morire, o c'è o non c'è. Il
giudice è sempre costretto a decidere fra il bianco e il nero. Se invece lo
stesso problema si affronta in sede politica, c'è modo di esercitare quell'arte
della mediazione che rappresenta una scelta alta: non si tratta di raggiungere
un banale compromesso, quasi con il gusto di cedere, in parte, rispetto ai
solenni principi. Proprio oggi che il dibattito sembra avvenire sempre
all'insegna delle scelte tecniche, in quest'Europa delle
burocrazie io penso che ci sia bisogno di una maggiore presenza delle
istituzioni politiche». È un'Europa tecnica che non prende, però, solo
decisioni tecniche. «Il Parlamento di Strasburgo dovrebbe essere più connotato,
i cittadini hanno il diritto di sapere che una certa direttiva è stata voluta
dai partiti cristiano-democratici piuttosto che dai socialisti. È
importante che si sappia qual è la paternità di una legge, l'origine, l'idea
culturale che la sostiene». Se non si capisce bene chi porta avanti certe
politiche non si può neppure bocciarle con il voto. «È curioso, invece, che i
governi nazionali quando agiscono in Europa lascino cadere le loro forti
connotazioni politiche e abbiano l'aria di svolgere un ruolo più neutrale, più
asettico...». Lei studia anche i possibili assetti futuri: non pensa che sia
assurdo votare a Strasburgo dei partiti nazionali? Non dovremmo poter
appoggiare gruppi europei chiaramente riconoscibili, magari dall'Italia
sostenere Zapatero o Sarkozy o chiunque rappresenti una linea netta di politica
continentale? «Sicuramente. Si deve sviluppare un terreno di vita politica
europea autonoma, su cui giocare questa partita. Un passo in avanti su questo
punto è assolutamente indispensabile». Se il Trattato di Lisbona l'anno
prossimo verrà approvato dai 27, ci saranno cambiamenti sostanziali? «Non
quanto sarebbe necessario. Però sono in vista sicuramente almeno due nuovi
aspetti importanti. La presidenza dell'Unione europea verrà stabilizzata,
anziché avere turni brevi, di sei mesi, che non permettono di dispiegare una
linea politica coerente, si passerà a un'investitura di due anni. E nascerà una
figura nuova che - anche se non avrà esattamente questa denominazione -
dovrebbe svolgere il ruolo di ministro degli Esteri dell'Unione. Una svolta
importante, perché l'Europa non può pensare solo ai suoi problemi interni ma ha
bisogno di diventare un interlocutore significativo per il mondo. Non sono
cambiamenti rivoluzionari ma potranno essere passaggi importanti. Molto
dipenderà poi dalle personalità che assumeranno tali incarichi: se il futuro
presidente dell'Unione fosse Tony Blair, come alcuni hanno proposto, ciò
potrebbe marcare in modo significativo la politica europea dei prossimi anni».
L'allargamento a 27 è stato molto rapido: troppo? «È stato il fatto più
importante da un lato e più destabilizzante dall'altro per l'Europa. La Ue
allargandosi a Est ha contribuito in modo significativo al consolidarsi
dell'economia, della democrazia, dello Stato di diritto in paesi che uscivano
dall'esperienza traumatica della dominazione sovietica. In questo senso essi
hanno avuto un grandissimo beneficio. Per l'Unione, però, è stata probabilmente
una decisione non adeguatamente preparata. Bisognava fare le riforme
istituzionali prima dell'allargamento, in modo da arrivare a quell'appuntamento
con istituzioni capaci di far funzionare l'Unione. Passare da 15 Stati membri a
27 è stata la decisione più costituente degli ultimi cinquant'anni, perché è
cambiato il demos, la configurazione del popolo, ma non è stata
sufficientemente dibattuta dai popoli dei paesi membri. Ci sono luci e ombre,
insomma. Sicuramente è un fatto irreversibile. Adesso si tratta di costruire,
su quel mattone che è stato posto, un'Europa in grado di funzionare con
l'attuale composizione allargata. E forse anche di riflettere più attentamente
su eventuali ulteriori allargamenti, che potrebbero creare qualche problema».
Carlo Dignola 05/06/2009 nascosto-->
( da "Messaggero, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 05 Giugno
2009 Chiudi di ANTONIA CIMINI PECHINO - Il buon giorno, nella data
dell'anniversario più sensibile dell'anno, si vede dal mattino presto su piazza
Tianamen. Il cuore della capitale cinese pare essere di nuovo sotto assedio:
centinaia di poliziotti, giovanissimi tanto da sembrare adolescenti appena
usciti dal liceo, sono stanziati ad ogni angolo della piazza e dei viali di
accesso ad essa. Tutto intorno agenti in borghese, tutt'affatto discreti, sono
attenti ad ogni mossa dei turisti in arrivo fin dalla prime ore del mattino.
Ben pochi sanno cosa successe questo medesimo giorno di 20 anni fa, quando
l'Esercito di Liberazione Popolare fece marcia sulla piazza per sgomberare, al
suon di colpi di fucile, gli studenti che vi manifestavano da due mesi. «Deve
esserci qualche capo di stato importante se c'è tutta questa polizia» commenta
un giovane sui trent'anni in visita da Shanghai. Avanza e sta per entrare sulla
piazza quando ad un posto di blocco un poliziotto gli sbarra la strada: bisogna
controllare i documenti di ognuno, scrutare carte d'identità e passaporti,
segnalare i sospetti all'ufficio centrale via telefono. L'ordine è quello di
non far passare i giornalisti stranieri. «Dovete recarvi all'ufficio e avviare
una procedura per il lasciapassare», taglia corto la guardia. In caserma gli
agenti spiegano a ripetizione la trafila: «La redazione centrale del vostro
giornale deve mandarci un fax dall'estero con la richiesta di introdurvi su
Tianamen, aggiungere i tesserini dei giornalisti e aspettare che arrivi
l'approvazione». In poche parole una procedura che prenderebbe giorni. I
reporter mollano la presa, abituati alle acrobazie della burocrazia cinese, ma c'è anche chi ci
prova lo stesso, come i giornalisti di Cnn e Bbc. Finiscono per portare a casa
video esilaranti dalle vie laterali alla piazza, con agenti in borghese che
sbandierano ombrelli davanti alle telecamere per coprire la vista dell'area.
In conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri Qin Gang,
interrogato sul perché di cotanto inusuale spiegamento di forze, risponde che
«a Tianamen la situazione è nella norma». Si fa più bellicoso quando, però,
replica all'esortazione del Segretario di Stato americano Hillary Clinton che
ha invitato il governo di Pechino ad affrontare il passato, rivelare la verità
sui morti e le persone scomparse e rilasciare i detenuti ancora in prigione. È
«una grossolana indifferenza negli affari interni cinesi» dice agli Usa, che
dovrebbero «mettere da parte i propri pregiudizi politici e correggere i propri
errori, oltre ad astenersi dal pregiudicare o minare le relazioni
bilaterali».Il governo cinese ha da lungo tempo espresso il suo verdetto sugli
incidenti del 1989, definendoli «sommossa antirivoluzionaria», e negando la
pubblicazione di qualsiasi conto ufficiale delle vittime. Nessuno stupore,
allora, che Qin Gang sorvoli con diplomazia, ignorando le insistenti domande
dei giornalisti su quando la Cina intenda riesaminare il suo giudizio e
diffondere nomi e cifre. Il giorno precedente non ha neppure permesso alle
Madri di Tianamen di recarsi sui luoghi dove i propri figli sono stati uccisi
per rendere il consueto omaggio come ogni anno. A Muxidi, all'ovest di
Tianamen, ad aspettare Ding Zilin, la leader del gruppo il cui figlio qui morì
alle 23 di quel sanguinoso 3 giugno, c'erano solo tanta polizia ed una dozzina
di giornalisti stranieri. L'atmosfera era talmente tesa che pareva di assistere
ad una battaglia, con forze dell'ordine intente a filmare ogni passante,
chiedere documenti e minacciare espulsioni. Tutto inutile, visto che altri
solerti colleghi fin dal mattino hanno impedito a Ding e alle altre Madri di
uscire di casa, spingendole ad un ennesimo pubblico oblio.
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 16
Busta pesante: restituzione nel caos I moduli risultano complicatissimi.
Intanto l'Agenzia delle Entrate Lucio Vagaggini di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO
UN AUTENTICO rompicapo. Dopo anni di polemiche e rinvii, si sta arrivando nel
caos più totale alla restituzione della «busta pesante», ovvero dei tributi
sospesi, nella busta paga dei terremotati, dopo il sisma che colpì Umbria e
Marche nel settembre del '97. Sindacati e istituzioni continuano a chiedere un
ulteriore rinvio per limitare i disagi, ma dalla Capitale nessuno risponde. E
intanto ieri, all'Ufficio delle Entrate di Foligno, in vista dell'avvio della
restituzione, fissata per il 16 giugno, alle 11 c'erano un centinaio di persone
in fila, cosa che accade da parecchi giorni. E l'Ufficio delle Entrate,
comprensibilmente, si è affrettato a potenziare i servizi per contribuenti e
«intermediari», ovvero Caf e commercialisti. A PARTIRE da lunedì saranno
operativi a Foligno, Assisi e Spello alcuni sportelli dedicati per ottenere le
informazioni necessarie alla regolarizzazione. I contribuenti avranno inoltre a
disposizione gli sportelli degli Uffici locali dell'Agenzia, incrementati per
rispondere al crescente numero di richieste. Disagi a pioggia per tutti,
dunque: l'Ufficio delle Entrate ha gli sportelli che scoppiano e i contribuenti
si trovano in mano un modulo difficile da compilare (che va consegnato a mano o
per raccomandata enro il 16 giugno) e sono sconcertati per il fatto di dover
essere loro ad attivarsi per capire quanto restituire (la legge ha disposto che
dev'essere reso, rateizzato, il 40 % dei tributi sospesi). Poi ci sono i
tecnici, in prima fila commercialisti e Caf, che sono i primi a dire che il
modulo è «impegnativo», per usare un eufemismo, e che per compilarlo «ci vuole
quanto per una denuncia dei redditi». «Tra l'altro spiega la dottoressa Rosanna
Agostini, commercialista folignate mentre Brunetta vuole eliminare il
cartaceo', di fatto noi ci ritroviamo a non poter mandare questi moduli per via
telematica, che sarebbe la cosa più rapida e funzionale per tutti, e dobbiamo
invece scaricarli da Internet, compilarli e poi consegnarli a mano o per
raccomandata». Una volta compilato e sottoscritto, il modulo, come si diceva,
dovrà essere presentato entro il 16 giugno all'Ufficio dell'Agenzia competente
per territorio alla data del terremoto, conservandone una copia. Il trattamento
agevolato prevede il versamento del 40% delle somme ancora dovute, al netto
quindi dei pagamenti già effettuati, senza sanzioni e interessi, con
possibilità di rateizzare in 120 quote mensili di pari importo, da
corrispondere entro il giorno 16 di ciascun mese a decorrere, appunto, da giugno
2009. Nel frattempo, mentre la Governatrice dell'Umbria, Rita Lorenzetti,
attacca il Governo Berlusconi, «reo» di aver finora ignorato la richiesta di
proroga, e promette ai cittadini che si trovino a non poter
pagare per colpa della burocrazia, assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni
ripropongono insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza
esito, l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali,
auspicabilmente incoraggianti, da Palazzo Chigi. «HO FATTO presente il
problema al premier Berlusconi e al ministro Tremonti spiega e ho ricevuto da
loro assicurazioni che prenderanno in esame la richiesta di proroga. Tutto ciò
nella consapevolezza che il caso può essere risolto solo dal Consiglio dei
Ministri, trattandosi di un decreto legge da modificare. La Lorenzetti ha
concluso farebbe meglio a mettere a disposizione l'avvocato gratis per chi ha
pagato ingiustamente le multe elevate col T-Red». Venti di speranza arrivano
anche dal candidato sindaco del Pdl al Comune di Foligno, Daniele Mantucci: «Mi
arriva da attendibili fonti romane ha detto ieri la notizia che la busta
pesante slitterebbe al 31 dicembre 2009, il decreto sarebbe alla firme e la
conferma potrebbe arrivare fra pochi giorni. Attendiano con fiducia». Image:
20090605/foto/7923.jpg
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 17
di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo an... di PATRIZIA
PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo anni di polemiche e rinvii, si
sta arrivando nel caos più totale alla restituzione della «busta pesante»,
ovvero dei tributi sospesi, nella busta paga dei terremotati, dopo il sisma che
colpì Umbria e Marche nel settembre del '97. Sindacati e istituzioni continuano
a chiedere un ulteriore rinvio per limitare i disagi, ma dalla Capitale nessuno
risponde. E intanto ieri, all'Ufficio delle Entrate di Foligno, in vista
dell'avvio della restituzione, fissata per il 16 giugno, alle 11 c'erano un
centinaio di persone in fila, cosa che accade da parecchi giorni. E l'Ufficio
delle Entrate, comprensibilmente, si è affrettato a potenziare i servizi per
contribuenti e «intermediari», ovvero Caf e commercialisti. A PARTIRE da lunedì
saranno operativi a Foligno, Assisi e Spello alcuni sportelli dedicati per
ottenere le informazioni necessarie alla regolarizzazione. I contribuenti
avranno inoltre a disposizione gli sportelli degli Uffici locali dell'Agenzia,
incrementati per rispondere al crescente numero di richieste. Disagi a pioggia
per tutti, dunque: l'Ufficio delle Entrate ha gli sportelli che scoppiano e i
contribuenti si trovano in mano un modulo difficile da compilare (che va
consegnato a mano o per raccomandata enro il 16 giugno) e sono sconcertati per
il fatto di dover essere loro ad attivarsi per capire quanto restituire (la
legge ha disposto che dev'essere reso, rateizzato, il 40 % dei tributi
sospesi). Poi ci sono i tecnici, in prima fila commercialisti e Caf, che sono i
primi a dire che il modulo è «impegnativo», per usare un eufemismo, e che per
compilarlo «ci vuole quanto per una denuncia dei redditi». «Tra l'altro spiega
la dottoressa Rosanna Agostini, commercialista folignate mentre Brunetta vuole
eliminare il cartaceo', di fatto noi ci ritroviamo a non poter mandare questi
moduli per via telematica, che sarebbe la cosa più rapida e funzionale per
tutti, e dobbiamo invece scaricarli da Internet, compilarli e poi consegnarli a
mano o per raccomandata». Una volta compilato e sottoscritto, il modulo, come
si diceva, dovrà essere presentato entro il 16 giugno all'Ufficio dell'Agenzia
competente per territorio alla data del terremoto, conservandone una copia. Il
trattamento agevolato prevede il versamento del 40% delle somme ancora dovute,
al netto quindi dei pagamenti già effettuati, senza sanzioni e interessi, con
possibilità di rateizzare in 120 quote mensili di pari importo, da
corrispondere entro il giorno 16 di ciascun mese a decorrere, appunto, da
giugno 2009. Nel frattempo, mentre la Governatrice dell'Umbria, Rita
Lorenzetti, attacca il Governo Berlusconi, «reo» di aver finora ignorato la
richiesta di proroga, e promette ai cittadini che si
trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia, assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni
ripropongono insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza
esito, l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali,
auspicabilmente incoraggianti, da Palazzo Chigi. «HO FATTO presente il
problema al premier Berlusconi e al ministro Tremonti spiega e ho ricevuto da
loro assicurazioni che prenderanno in esame la richiesta di proroga. Tutto ciò
nella consapevolezza che il caso può essere risolto solo dal Consiglio dei
Ministri, trattandosi di un decreto legge da modificare. La Lorenzetti ha
concluso farebbe meglio a mettere a disposizione l'avvocato gratis per chi ha
pagato ingiustamente le multe elevate col T-Red». Venti di speranza arrivano
anche dal candidato sindaco del Pdl al Comune di Foligno, Daniele Mantucci: «Mi
arriva da attendibili fonti romane ha detto ieri la notizia che la busta
pesante slitterebbe al 31 dicembre 2009, il decreto sarebbe alla firme e la
conferma potrebbe arrivare fra pochi giorni. Attendiano con fiducia».
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Esposto sui
conti»: botta e risposta fra Idv e Rizzi --> Venerdì 05 Giugno 2009
PROVINCIA, pagina 27 e-mail print AlbinoItalia dei Valori annuncia un esposto
alla Procura della Repubblica per fare chiarezza su alcuni atti amministrativi
del Comune di Albino. Sotto i riflettori una questione legata al Piano
integrato d'intervento, previsto nel Pgt, per la costruzione di un'area
commerciale alla stazione Teb ad Albino. Secondo Sergio Piffari, coordinatore
regionale del partito, «il sindaco Giacomo Rizzi ha chiesto al privato che
interverrà nell'area un acconto di un 1.200.000 euro sugli interventi di
viabilità previsti a compensazione per il Comune. Ma lo ha fatto senza
rispettare le procedure, in modo da ripianare il bilancio 2008 entro il 31
dicembre e non incorrere nei blocchi previsti dal patto di stabilità. Salvo poi
restituire la somma con una delibera passata in Consiglio comunale il 13
febbraio. Vogliamo che la magistratura contabile faccia chiarezza perché questo
costituisca un esempio anche per altri comuni». «È falso - ribatte il sindaco
uscente Rizzi -. Le procedure sono state rispettate, l'anticipo è stato
richiesto in base a un accordo firmato oltre che dal Comune dalla Provincia,
dalla Teb e dal privato, con la clausola della restituzione nel caso il piano
integrato non fosse stato presentato nei termini previsti, cosa che è poi
accaduta e ci siamo comportati di conseguenza. La cifra comunque era stata
messa nell'avanzo di bilancio e tutta l'operazione è stata verificata e
approvata dai revisori dei conti». Ieri l'assessore albinese al Patrimonio,
pubbliche relazioni e servizi sociali Delia Mazzola, avvocato, si è presentato
all'incontro di Italia dei Valori: «È vero che non era stata invitata - ha
sottolineato con amarezza il sindaco -, ma non l'hanno fatta nemmeno entrare
per ascoltare e non è corretto». Italia dei Valori ha affermato che l'esposto
rientra nelle sue linee d'azione a favore della trasparenza e contro la
costruzione indiscriminata di centri commerciali in un incontro nella sede
cittadina del partito con Gabriele Cimadoro, candidato alla presidenza della
Provincia e coordinatore locale, e i candidati di Albino Domenica Giudici
(Consiglio provinciale) e Luigi Galati (Consiglio comunale). Nell'esposto che
Idv intende presentare alla Procura c'è anche la questione del Centro Honegger,
costruito nell'ambito di un altro piano integrato per il recupero delle aree
dismesse dal cotonificio, per iniziativa di Domenico Calzaferri, titolare di
Albino Prima. «Il lavori di costruzione - accusano Piffari
e Cimadoro - sono stati ostacolati e rallentati dalla burocrazia». Italia dei Valori chiede dunque che sia fatta chiarezza sulla
questione. «Nessun rallentamento - ribatte Rizzi -. L'imprenditore ci ha
chiesto di unire due licenze acquistate separatamente, ognuna per una media
struttura commerciale di circa
( da "Manifesto, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
EUROPEE
Strasburgo, provincia d'Italia Marco Bascetta C'è chi vuole mandare «più Italia
in Europa», chi intende spedirci il Lazio, l'Umbria o la Calabria, la sua
provincia o comunità montana. Tutti collocare i propri augusti e incompetenti
sederi sulle poltrone di Strasburgo. Non una sola idea o proposta sulle
politiche europee, sui grandi temi comuni all'intero continente si è fatta
strada in questo strepitio condominiale di euroanalfabeti. Dai principali
leader di partito all'ultimo peon mediatico piazzato in «lista». CONTINUA|P
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PERUGIA
pag. 6 di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocr... di
CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E' l'appello che lanciano ai candidati a
sindaco i presidenti provinciali di Confindustria Perugia Antonio Campanile e
Confapi Mario Brustenga, affiancato per l'occasione dal titolare della ditta di
impiantistica Braganti srl di Sant'Andrea delle Fratte. Entrambe le
associazioni di categoria, che contano rispettivamente 1.100 e 964 soci, si
sono rivolte a Palazzo dei Priori per chiedere che «lo Sportello unico per le
attività produttive e gli uffici comunali di Edilizia e Urbanistica accelerino
i tempi per il rilascio delle autorizzazione e l'evasione delle pratiche,
altrimenti si rischia il blocco delle attività». Brustenga e Braganti hanno
ribadito: «Lo Sportello ha tempi troppo dilatati, basti pensare che per
ampliamenti o variazioni bisogna aspettare anche due o tre anni», e anche
Campanile non ha usato giri di parole: «La prossima amministrazione dovrà
impegnarsi per recuperare il rapporto con il cittadino e le aziende, eliminando
gli eccessi di burocrazia. Noi siamo il Comune, che
quindi non deve essere la controparte, perché le imprese sono fonte di
ricchezza e di posti di lavoro. Bisognerebbe mettere a disposizione strumenti
aggiuntivi a quelli esistenti, per favorire la nascita di imprese giovanili. E
questo vale sia per i comparti ad alto valore aggiunto sia per le attività più
tradizionali. Del resto, dove ci sono monoculture industriali e di servizi, la
crisi si manifesta in modo più grave». IN QUESTA prospettiva Confapi Perugia ha
lanciato quindi un appello per «rivedere le modalità di applicazione della
Tariffa di igiene ambientale (Tia), rapportandola a ogni singola tipologia di
utenti e, ripensando anche l'Ici sui fabbricati a destinazione industriale: si
deve applicare in misura inferiore a quella ordinaria». Da parte sua, Campanile
ha ricordato: «Il gettito fiscale proveniente dall'industria è importante,
basti pensare a Ires, Irpef e Irap, con la quale si coprono tutti i costi della
sanità umbra. La qualità dei servizi locali è riconducibile quindi allo sforzo
delle aziende, che pagano l'Irap indipendentemente dall'utile prodotto. E'
dunque giusto procedere alla revisione delle imposte comunali per le imprese
così come è stato fatto per le famiglie. Ci troviamo infatti a pagare la Tia
per depositi, che di fatto non sono fonte di rifiuti, mentre per l'Ici serve
dare sollievo alle aziende, che sono tassate in base alle superfici e non ai
volumi della produzione». PER QUANTO riguarda poi il dialogo con
l'amministrazione comunale, Brustenga ha detto: «Non usufruire di un rapporto
diretto con le associazioni di imprese è un pensiero distorto: la politica
dovrebbe parlare con noi, innescando un rapporto cordiale e diretto per
migliorare le opportunità di sviluppo locale». Concorde anche Confindustria
Perugia: «E' auspicabile un Tavolo comunale dove assumere le decisioni
strategiche per il territorio. Del resto, l'industria manifatturiera ha un
enorme bagaglio culturale, basti pensare che a Perugia sono nati gruppi come la
"Perugina" e la "Spagnoli"». Di qui la necessità di
«riattivare subito lo Sportello unico per l'Edilizia, in modo da garantire alle
aziende una certezza dei tempi». I PROBLEMI riguardano poi la carenza di
infrastrutture non solo per i collegamenti con le altre regioni, ma anche le
vie di comunicazione all'interno del capoluogo: «A Perugia bisogna completare
la mobilità urbana, ultimando il percorso del minimetrò, che ora copre solo una
parte della città; inoltre è necessario individuare nuove aree industriali di
ampliamento, per evitare una compenetrazione tra industrie e abitazioni civili.
In altre parole, la città non deve entrare nelle zone industriali e viceversa».
Nessuno sconto sulla situazione infrastrutturale neppure da parte di Braganti:
«Sant'Andrea delle Fratte è priva di illuminazione, marciapiedi, parcheggi e
punti di ritrovo per chi arriva da fuori. Non è attiva neppure una rete veloce
di cablaggio, che potrebbe essere un ulteriore strumento per lo sviluppo e, in
particolare, per il settore del turismo». PER NULLA secondaria poi la questione
della sicurezza in città: sia le aziende di Confindustria sia quelle aderenti a
Confapi si servono della vigilanza privata nelle ore notturne. «Vorrei che gli
imprenditori, dopo aver lavorato 10-12 ore al giorno ha detto Brustenga
potessero venire a rilassarsi con la famiglia in centro storico, senza correre
pericoli. Il candidato a sindaco del centrosinistra nel suo programma demanda
molto la questione sicurezza al Governo nazionale, invece noi chiediamo ai
sindaci di fare pressing sugli altri livelli istituzionali per risolvere il
problema». Pragmatico Campanile: «Tutti i candidati a sindaco hanno fatto
proposte importanti per risolvere questa emergenza, tuttavia la legge in vigore
dà ai primi cittadini i poteri per poter incidere sulla tutela dell'ordine
pubblico. E' comunque importante che Perugia recuperi innanzi tutto il suo
ruolo di città-capoluogo, garantendo servizi di primo ordine e, al contempo,
inserendosi nei circuiti internazionali attraverso l'aeroporto di Sant'Egidio.
Insomma, Perugia deve tornare a essere "la capitale" dell'Umbria».
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PERUGIA
pag. 7 burocrazia negli uffici comunali» provinciali: «Tempi certi per le aziende
e revisione delle imposte» di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E'
l'appello che lanciano ai candidati a sindaco i presidenti provinciali di
Confindustria Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario Brustenga,
affiancato per l'occasione dal titolare della ditta di impiantistica Braganti
srl di Sant'Andrea delle Fratte. Entrambe le associazioni di categoria, che
contano rispettivamente 1.100 e 964 soci, si sono rivolte a Palazzo dei Priori
per chiedere che «lo Sportello unico per le attività produttive e gli uffici
comunali di Edilizia e Urbanistica accelerino i tempi per il rilascio delle
autorizzazione e l'evasione delle pratiche, altrimenti si rischia il blocco delle
attività». Brustenga e Braganti hanno ribadito: «Lo Sportello ha tempi troppo
dilatati, basti pensare che per ampliamenti o variazioni bisogna aspettare
anche due o tre anni», e anche Campanile non ha usato giri di parole: «La
prossima amministrazione dovrà impegnarsi per recuperare il rapporto con il
cittadino e le aziende, eliminando gli eccessi di burocrazia.
Noi siamo il Comune, che quindi non deve essere la controparte, perché le
imprese sono fonte di ricchezza e di posti di lavoro. Bisognerebbe mettere a
disposizione strumenti aggiuntivi a quelli esistenti, per favorire la nascita
di imprese giovanili. E questo vale sia per i comparti ad alto valore aggiunto
sia per le attività più tradizionali. Del resto, dove ci sono monoculture
industriali e di servizi, la crisi si manifesta in modo più grave». IN QUESTA
prospettiva Confapi Perugia ha lanciato quindi un appello per «rivedere le
modalità di applicazione della Tariffa di igiene ambientale (Tia),
rapportandola a ogni singola tipologia di utenti e, ripensando anche l'Ici sui
fabbricati a destinazione industriale: si deve applicare in misura inferiore a
quella ordinaria». Da parte sua, Campanile ha ricordato: «Il gettito fiscale
proveniente dall'industria è importante, basti pensare a Ires, Irpef e Irap,
con la quale si coprono tutti i costi della sanità umbra. La qualità dei
servizi locali è riconducibile quindi allo sforzo delle aziende, che pagano
l'Irap indipendentemente dall'utile prodotto. E' dunque giusto procedere alla
revisione delle imposte comunali per le imprese così come è stato fatto per le
famiglie. Ci troviamo infatti a pagare la Tia per depositi, che di fatto non
sono fonte di rifiuti, mentre per l'Ici serve dare sollievo alle aziende, che
sono tassate in base alle superfici e non ai volumi della produzione». PER
QUANTO riguarda poi il dialogo con l'amministrazione comunale, Brustenga ha
detto: «Non usufruire di un rapporto diretto con le associazioni di imprese è
un pensiero distorto: la politica dovrebbe parlare con noi, innescando un
rapporto cordiale e diretto per migliorare le opportunità di sviluppo locale».
Concorde anche Confindustria Perugia: «E' auspicabile un Tavolo comunale dove
assumere le decisioni strategiche per il territorio. Del resto, l'industria
manifatturiera ha un enorme bagaglio culturale, basti pensare che a Perugia
sono nati gruppi come la "Perugina" e la "Spagnoli"». Di
qui la necessità di «riattivare subito lo Sportello unico per l'Edilizia, in
modo da garantire alle aziende una certezza dei tempi». I PROBLEMI riguardano
poi la carenza di infrastrutture non solo per i collegamenti con le altre
regioni, ma anche le vie di comunicazione all'interno del capoluogo: «A Perugia
bisogna completare la mobilità urbana, ultimando il percorso del minimetrò, che
ora copre solo una parte della città; inoltre è necessario individuare nuove
aree industriali di ampliamento, per evitare una compenetrazione tra industrie
e abitazioni civili. In altre parole, la città non deve entrare nelle zone
industriali e viceversa». Nessuno sconto sulla situazione infrastrutturale
neppure da parte di Braganti: «Sant'Andrea delle Fratte è priva di
illuminazione, marciapiedi, parcheggi e punti di ritrovo per chi arriva da
fuori. Non è attiva neppure una rete veloce di cablaggio, che potrebbe essere
un ulteriore strumento per lo sviluppo e, in particolare, per il settore del
turismo». PER NULLA secondaria poi la questione della sicurezza in città: sia
le aziende di Confindustria sia quelle aderenti a Confapi si servono della
vigilanza privata nelle ore notturne. «Vorrei che gli imprenditori, dopo aver
lavorato 10-12 ore al giorno ha detto Brustenga potessero venire a rilassarsi
con la famiglia in centro storico, senza correre pericoli. Il candidato a
sindaco del centrosinistra nel suo programma demanda molto la questione
sicurezza al Governo nazionale, invece noi chiediamo ai sindaci di fare
pressing sugli altri livelli istituzionali per risolvere il problema».
Pragmatico Campanile: «Tutti i candidati a sindaco hanno fatto proposte
importanti per risolvere questa emergenza, tuttavia la legge in vigore dà ai
primi cittadini i poteri per poter incidere sulla tutela dell'ordine pubblico.
E' comunque importante che Perugia recuperi innanzi tutto il suo ruolo di
città-capoluogo, garantendo servizi di primo ordine e, al contempo, inserendosi
nei circuiti internazionali attraverso l'aeroporto di Sant'Egidio. Insomma,
Perugia deve tornare a essere "la capitale" dell'Umbria».
( da "Nazione, La (Prato)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PRATO
pag. 5 «MI HANNO detto che qui si può vincere al primo turno e c... «MI HANNO
detto che qui si può vincere al primo turno e credo davvero che in Toscana ce
la possiamo giocare. Facciamo così, visto che è una partita difficile prometto
che comunque vada, ma tanto sarà un successo, dopo il voto tornerò e firmerò un
protocollo d'intesa che farà di Prato un Comune modello in Italia per la
pubblica amministrazione». E' finito con un'ovazione il comizio del ministro
Renato Brunetta che ieri pomeriggio è tornato al Palace per dare l'ultima
spinta alla campagna elettorale dei candidati del centrodestra Roberto Cenni
(Comune) e Cristina Attucci (Provincia) e per presentare il suo libro
«Rivoluzione in corso» sui provvedimenti anti burocrazia («Il miglioramento della
pubblica amministrazione non è di destra nè di sinistra. E' per tutti e questa
è anche la rivoluzione che vogliamo fare noi», ha commentato il leader del Pdl
Riccardo Mazzoni). L'unica nota stonata è stato il ritardo di Cenni, che è
riuscito a malapena a stringere la mano a Brunetta (foto a sinistra).
Prima dell'appuntamento al Palace, infatti, il candidato aveva in agenda
l'incontro con il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini a palazzo Novellucci.
Tra i due comizi c'era appena mezz'ora di distanza, un incrocio pericoloso. DA
CASINI (foto a destra), al quale la galleria Armanda Gori ha regalato un quadro
da titolo evocativo, «Arte al centro», Cenni ha ricevuto solo carezze: «E' una
persona seria e le persone serie non hanno colore politico, ecco perché abbiamo
deciso di sostenerlo. E' un candidato della società civile che ha vissuto sulla
sua pelle le difficoltà del distretto, che ha sensibilità verso i problemi
della Chiesa e dei più deboli e che ha contatto continuo con i cittadini. Sono
questi gli uomini che ci piacciono, come Querci. Non c'è nessun imbarazzo per
l'alleanza col Pdl». Con il governo e Berlusconi invece Casini, che alla fine
del comizio si è fermato ancora con Cenni e a salutare i cittadini in piazza
del Comune, è stato duro: «Qui c'è crisi? Non mi pare, del resto lo dice il
governo...», è stata la prima battuta. E poi ancora: «Si faccia qualcosa per il
tessile invece di continuare a parlare di sciocchezze». No anche alle ronde
della Lega: «Sarebbe meglio potenziare le forze dell'ordine». Chiusura sulla
famiglia: «La social card era una buona idea, ma se l'hanno utilizzata molte
meno persone di quelle previste vuol dire che il ceto medio non ha avuto nulla
e questo è il problema, la mancanza di politiche per la famiglia che è il vero
ammortizzatore sociale. E' ponendosi il problema della famiglia che si possono
risolvere anche quelli dell'integrazione, perché qui, lo si voglia o no, la
società multietnica c'è già e non si può cancellare». NELLO stesso momento al
Palace il ministro Brunetta esprimeva una linea meno soft: «Noi vogliamo
un'immigrazione diversa, vogliamo dare agli immigrati un percorso di vita e non
mandarli alla disperazione come succede con il cattocomunismo della sinistra.
Proviamo a estrarre a sorte i luoghi dove sistemare i campi rom e poi vediamo
come reagisce certa buona borghesia di sinistra». Poi la legge Martini: «Una
cattiva norma come quella che la Toscana si appresta a fare contro le mie
misure sui fannulloni». Una Toscana che per Brunetta è «sotto un regime da 60
anni», un regime che ora il centrodestra vuole abbattere: «La vera democrazia
sta nell'alternanza. Non si può rimanere così a lungo al governo e non cedere
ai giochi di potere. Qui il voto vale doppio, la militanza il triplo e la
sopravvivenza il quadruplo». Infine una smentita per fare la pace con Prato
dopo la manifestazione del 28 febbraio sul tessile. Sulle agenzie apparve una
battuta di Brunetta («E' meglio rimboccarsi le maniche e trovare nuovi mercati
e nuovi prodotti che manifestare») che non piacque a molti. Ieri il ministro è
stato chiaro: «Non ho mai detto una fesseria del genere». Leonardo Biagiotti
( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
BOLANO / FOLLO /
VAL DI VARA pag. 9 Niente vacanze senza il visto Famiglia costretta a disfare
subito i bagagli BOLANO LA RABBIA DI UNA FAMIGLIA IN PARTENZA PER L'ESTERO
«MANCA un visto: sull'aereo non può mica salire, mi spiace», gli ha detto ieri
mattina l'impiegato dell'aeroporto Galileo Galilei' di Pisa. Lì per lì ha pensato a un disguido della burocrazia. A un intoppo facilmente
risolvibile tramite un controllo incrociato dal computer del check in. Al
decollo peraltro, previsto per le 9.45, mancava davvero poco... E invece no.
Arrivederci e grazie. Bardhok Mhilli, sua moglie e il loro piccolo di appena 9 mesi,
in partenza per l'Albania valigie in mano, hanno dovuto fare marcia
indietro e tornarsene a casa, a Bolano. Prima, però, tappa in redazione per
raccontare, amareggiati, l'accaduto. «Avevamo preparato per bene tutti i
documenti di viaggio», spiega Mhilli che, con regolare permesso di soggiorno
per sé e i suoi cari, risiede a Bolano dove fa il muratore. «In questi giorni
prosegue potevamo concederci una piccola vacanza nella nostra terra per far
vedere il bambino ai nonni e stare un pò con i parenti. Era tutto pronto. Per
scrupolo aggiunge mi ero fatto rilasciare, dal comune di Bolano, il certificato
di nascita di mio figlio la cui foto è comunque apposta sul mio passaporto. Mi
avessero detto prima che, all'imbarco, avrei dovuto esibire anche il lasciapassare
richiesto dall'Ambasciata di Roma, lo avrei portato. Invece lo avevo già
spedito in Albania...». Fatto sta che, senza quel' visto, sull'aereo Mhilli e i
suoi non sono potuti salire. Sono rimasti bloccati all'aeroporto e trattenuti
per i controlli del caso. Beffa morale e danno economico: il costo del
biglietto d'andata, infatti, non verrà loro rimborsato. «Quasi quattrocento
euro buttati via», dice il capofamiglia che ha poi dovuto tranquillizzare i
familiari in Albania impensieriti dal repentino cambio di programma. Cristina
Bertucci
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO
FIRENZE pag. 3 ECCO PERCHE' LA CITTA' DEVE TORNARE A PARLARSI IL NOSTRO FORUM
FINITA la campagna d'ascolto della città, abbiamo consegnato la parola ai
candidati sindaco. Per la prima volta - uno accanto all'altro, ospiti de La
Nazione - otto dei nove concorrenti (Cristina Lascialfari del Pcl ha risposto
ugualmente anche se, per un disguido, non è stata presente) si sono confrontati
sulle richieste dei settori più rappresentativi e vitali di Firenze. Voci del
commercio, dell'imprenditoria, del volontariato, della sanità e dello sport: la
sintesi è contenuta in sette domande. L'elemento più importante che tutti hanno
invocato, è la possibilità di dialogare con chi governa la città. Cioè: individuare un interlocutore e una strada liberata dalla burocrazia, perché finora così non è
stato. Allora serve una cabina di regia per coordinare le funzioni vitali: per
i cantieri, la cui proliferazione selvaggia impedisce i movimenti quotidiani;
per turismo e cultura, che dovrebbero essere gestiti in accordo, magari da un
assessorato unico affidato al vicesindaco. Va da sè che le grandi opere
(tramvia, tav, aeroporto e stadio) non sono state dimenticate, ma abbiamo
voluto dirottare l'attenzione anche su argomenti che di solito restano nascosti
eppure sono i più immediati, come far convivere di notte, nella stessa strada,
una discoteca frequentata da giovani stranieri esuberanti e locali con
connotati e clienti nettamente diversi. D'altra parte siamo a Firenze, città
del mondo. Che ha il dovere di coniugare questo privilegio con i problemi di
accoglienza che esso comporta. Il sindaco deve farsi carico e difendere le
prerogative di tutti nel rispetto delle regole. Non c'è bisogno di essere La
Pira per capirlo.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA
05-06-2009 PDL-LEGA «PROVINCIA PIU' LEGGERA, RIDURRE GLI STIPENDI D'ORO»
L'ultimo appello di Lavagetto II Il candidato di Pdl e Lega, Giampaolo
Lavagetto, ha lanciato ieri un ultimo appello agli elettori. «L'arrivo a Parma
anche del Ministro dello Sviluppo Economico e del Viceministro dell'Economia e
Finanze per sostenere la nostra idea di autoriforma locale della Provincia è
testimone di quanto sia oggi importante scegliere per il governo del territorio
il nostro progetto di un ente più leggero, meno dispendioso, più vicino ai
cittadini e in sintonia con il Governo del Paese. L'impegno che abbiamo assunto
e depositato con atto notarile di ridurre i costi della politica, gli sprechi e
gli stipendi d'oro, mai più dirigenti che costano alla collettività mezzo
miliardo di vecchie lire all'anno, ci permetteranno di non avere più il
negativo primato di una provincia tra le prime per tassazione diretta ai
cittadini. Inoltre, una macchina pubblica più efficiente e
libera dalla pesantezza della burocrazia, ci permetterà di realizzare quella serie di progetti capaci di
farci uscire dall'attuale difficoltà economica e di valori per farci recuperare
competitività territoriale e comune senso di appartenenza basato sulle nostre
radici e tradizioni. Una provincia accogliente, ma intransigente nel
rispetto delle nostre regole e dei nostri valori, garanzia di una maggiore
percezione di sicurezza urbana già nel presente, sarà ciò che di più importante
potremo offrire anche alle future generazioni. Soprattutto, ridaremo alla
nostra terra l'orgoglio di non essere più sotto scacco di un Presidente della
Regione che, nel silenzio per ordine di scuderia politica dei nostri
amministratori provinciali, si permette di trattarci da figli di un Dio minore
rispetto ai territori romagnoli. Per fare tutto questo, il progetto che abbiamo
proposto non potrà e non dovrà subire alcuna modifica ne nei contenuti, ne
tecnicamente nelle forze che lo sostengono, indipendentemente dal fatto che la
nostra eventuale vittoria possa avvenire al primo od ad un eventuale secondo
turno. Infatti, noi siamo convinti che oggi servono uomini e donne che sappiamo
mettersi in discussione per il proprio territorio avendo idee, l'ambizione che
queste idee siano grandi e che dimostrino il coraggio di portarle avanti fino
in fondo con coerenza ». Candidato Giampaolo Lavagetto
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA &
FINANZA pag. 25 Se non ci fate credito moriremo soffocati «Continui casi di
nostri associati che si vedono respinti dalle banche» di IVAN ALBARELLI MILANO
NON ERA MAI successo. Questa volta gli artigiani lombardi fanno sul serio.
Stufi di essere considerati dalle istituzioni e dalla politica «non dico per
più di cento giorni a partire dal momento successivo alle elezioni, ma nemmeno
cento ore», come ha sintetizzato con una battuta Cristina Croda al vertice di
Cna Milano (la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e
media impresa), ieri mattina i vertici delle principali associazioni di
categoria si sono ritrovati attorno a un tavolo per presentare un vero e
proprio "manifesto" guardacaso alla vigilia dell'apertura dei seggi
in cui elencano una serie di rivendicazioni giudicate non più eludibili da
Confartigianato Lombardia presieduta da Giorgio Merletti, Claai (Confederazione
libere associazioni artigiane italiane), Cna e Casartigiani Lombardia. Dall'accesso al credito alla burocrazia, dai ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici
all'Expo. «Il manifesto non è un elenco di rivendicazioni ma uno strumento di
lavoro, una strategia con cinque proposte concrete su cui agire subito precisa
il presidente di Cna Lombardia Fausto Cacciatori (nella foto) per venire in
aiuto del sistema dell'artigianato lombardo forte delle sue 270 mila
imprese che danno lavoro a 850 mila addetti». Imprese oggi in grande
sofferenza. «Di fronte alla crisi è mancata finora una visione chiara per
uscirne continua Cacciatori . Ebbene, la strada per uscirne passa da noi».
TEMPI STRETTI, comunque, perché la recessione è drammatica «e la domanda di
tutti è quanto durerà e quante imprese riusciranno ad arrivare vive alla fine
di quest'anno», ha sottolineato il presidente di Claai Salvatore Luca. Ecco,
allora, che l'accesso al credito anche nel breve periodo diventa la questione
prioritaria. E sul tavolo degli accusati sale il sistema creditizio. E cioè le
banche. «Istituti di credito fino a ieri legati al proprio territorio e
all'economia locale oggi hanno dimenticato questi valori ha messo in evidenza
Mario Bettini di Casartigiani . Registriamo di continuo casi di nostri
associati che vedono rifiutarsi l'accesso al credito. Rifiuti motivati, certo,
ma se a questi aggiungiamo le richieste, in crescita, di rientri repentini ci
rendiamo conto di quali difficoltà stia vivendo l'artigianato». Difficile dire
quante aziende si vedano negati prestiti o mutui. Ma è un dato che emerge in
modo indiretto nel momento in cui si prende in esame la crescita esponenziale
dal
( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
LIMBIATE LAZZATE
pag. 14 Quando la burocrazia è cieca Paralizzato chiede invano di costruirsi un bagno al
piano terra CERIANO IL COMUNE NEGA IL PERMESSO di GABRIELE BASSANI CERIANO
LAGHETTO SE PRIMA il bagno a piano terra era solo la ricerca di una comodità in
più, con un infermo in casa diventa una necessità improrogabile, di fronte alla
quale anche le severe norme urbanistiche possono lasciare qualche via d'uscita.
La situazione per la famiglia Cardaciotto, che abita in uno dei cortili più
antichi di Ceriano, «La Sanara», al civico 6 di via Volta, è precipitata
improvvisamente due mesi fa quando il capofamiglia è rimasto vittima di un
brutto incidente stradale in seguito al quale rischia una lunga immobilità.
Vivono in cinque adulti (due genitori e tre figli grandi) in un appartamento di
meno di
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-06-2009)
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PROVINCIA
05-06-2009 MEDESANO INCONTRO CON IL CANDIDATO UDC ALLA PROVINCIA Libè «lancia»
Zanichelli: «Porta concretezza» MEDESANO L'idea dell'onorevole: «La Provincia,
luogo dove i Comuni collaborano insieme» II Buona partecipazione all'in -
contro dell'onorevole Mauro Libè, candidato per l'Udc alla presidenza della
Provincia, che si è tenuto al ristorante «Miramonti» di Medesano. L'onorevole
Libè ha presentato il candidato locale, l'imprenditore Ermes Zanichelli,
evidenziandone le capacità e i motivi per cui dargli la preferenza. Libè ha
chiarito che lui è per ridurre il ruolo della Provincia dando maggior spazio ai
Comuni: in proposito il partito ha già proposto una legge. «La Provincia deve
diventare il luogo in cui i Comuni collaborano per crescere insieme - ha
puntualizzato Libè - e provvisoriamente sostituita da un organo di secondo
grado di cui facciano parte tutti i sindaci. Così gli interventi saranno visti
nell'ottica di pianificazione e valorizzazione non di un comune, di un'area ma
di una provincia». Diversi i temi affrontati dall'ambiente con la proposta di
promuovere le fonti rinnovabili e il giusto rapporto tra ambiente e sviluppo.
L'impegno ad essere vicino alle aziende con alto contenuto tecnologico, al
sociale per difendere la famiglia e le fasce più deboli. Lo stesso Libè ha
promesso impegno per la tutela, la difesa e il miglioramento della qualità
delle produzioni tipiche parmigiane e per creare un sistema d'attrazione che
valorizzi la grande cultura del territorio parmigiano facendone un'integrazione
con il turismo e le produzioni locali. «Dobbiamo portare la politica alla
concretezza - ha concluso Libè - e lo faremo insieme a Zanichelli, una persona
che può aiutare questo territorio e a cui dovete dare fiducia. Ringrazio anche
il sindaco Bianchi, con cui recentemente ho fattivamente lavorato, che è un
amministratore serio e impegnato». Il candidato Zanichelli ha rinnovato il suo
impegno sui tempi toccati dal suo capolista Libè. Sullo
snellimento della burocrazia che investe oggi anche la Provincia di Parma e sulle inutili
sovrapposizioni di attribuzioni e competenze è stato d'accordo con Libè anche
il sindaco di Medesano Roberto Bianchi: «Abbiamo bisogno di una Provincia che
funzioni, con poche competenze e che abbia la capacità di mettersi al servizio
dei comuni. Così abbatteremo anche i costi della politica ». R.C.
Presentazione Da sinistra Perazzo, Libè e Zanichelli.
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 05-06-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: 1CULTURA data: 05/06/2009 - pag:
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-06-2009)
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PROVINCIA
05-06-2009 MEDESANO IN CAMPO ANCHE CANCIAN I vertici di Pdl e Lega al fianco di
Lavagetto MEDESANO II Semplificazione amministrativa, abbattimento dei costi della
partitocrazia, delle consulenze esterne, delle spese generali dell'ente e un
piano strategico di sviluppo territoriale. «Vi ho illustrato cinque progetti
che mi sento di portare a termine riducendo gli assessori da dieci a cinque »,
promette Lavagetto, ospite del teatro «Baratta» di Medesano insieme al
candidato alle elezioni europee Antonio Cancian, e del candidato a consigliere
provinciale nel collegio Medesano- Pellegrino, Gian Luca Armellini. Fra gli
ospiti c'era anche il vice presidente dell'assemblea legislativa della Regione
Emilia Romagna, Luigi Giuseppe Villani, il consigliere regionale Roberto
Corradi, il sindaco di Medesano, Roberto Bianchi e quello di Noceto, Fabio
Fecci. L'incontro è stato aperto da Gian Luca Armellini che ha illustrato nei
dettagli «il suo impegno per la Provincia», da riassumersi in meno sprechi, meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla
realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul
Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di
istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada
provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-Fornovo, oltre a parlare
del rifacimento totale della strada provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il
sindaco di Medesano ha chiarito di non essere per l'abo - lizione della
Provincia, ma per renderla moderna e tagliare le spese della politica. Sulla
stessa linea anche Luigi Giuseppe Villani e il candidato alle europee Antonio
Cancian. Un in bocca al lupo al candidato di Pdl e Lega Nord è arrivato dal
sindaco di Noceto. «Mi auguro -ha detto Fabio Fecci rivolto a Lavagetto - che
tu sia l'ultimo presidente di questo tipo di Provincia». Centrodestra I «big»
mobilitati a pochi giorni dal voto.
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 05-06-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: NAPOLI data: 05/06/2009 - pag: 7 Ricerca I risultati
pubblicati sulla rivista «Plos One» Distrofia «dei cingoli» Il Tigem sperimenta
una nuova cura Positivi i primi test sulle cavie animali NAPOLI Dal buio della
malattia che non dà scampo alla luce accesa della ricerca che sposta le
frontiere della conoscenza. Grazie ad una scoperta fatta dal team del
professore Vincenzo Nigro, docente di patologia generale alla Sun e capo di una
struttura di ricerca della Tigem, la terapia genica si è rivelata idonea a
curare una particolare e gravissima forma di distrofia muscolare, quella
cosiddetta dei cingoli che attacca e corrode inesorabilmente i muscoli pelvici
e scapolari. «Sono bastate due iniezioni a sei mesi di distanza l'una dall'altra,
ha detto il professor Nigro, per avere buoni riscontri». La sperimentazione è
stata portata avanti, per ora, su animali ma la speranza che si è aperta è
enorme. Anche il mondo scientifico ci crede e i risultati della scoperta sono
stati pubblicati, e quindi in qualche modo certificati, dall'autorevole rivista
«Plos One». L'annuncio è stato fatto ieri mattina nell'aula dell'Unione
italiana lotta alla distrofia muscolare ospitata in una scuola di Arzano. Le
buone notizie, però, viaggiano sempre in coppia e la Bnl, che insieme alla
Uildm è sponsor solidale di Telethon, ha reso noto che aumenterà l'impegno,
stipulato con la Telethon, in favore dei portatori di handicap. Cadono le
barriere architettoniche e la terapia genica fa passi da gigante: quel msterioso
e affascinante «libro» che è il genoma inizia a cedere qualcuno dei suoi
misteri. Vincenzo Nigro, ha spiegato che la sperimentazione sui criceti ha dato
ottimi risultati schiudendo la possibilità di una guarigione. «La nostra,
naturalmentem è una ricerca di base, per le applicazioni cliniche c'è biosogno
di ben altri supporti economici e di un impegno non formale dello Stato che
attualmente manca». La ricerca sulla distrofia muscolare nella famiglia Nigro
si trasmette di padre in figlio. Giovanni, il padre di Vincenzo, lavorava in
uno scantinato freddo e buio e conservava la banca del genoma in una sfilza di
vecchi frigoriferi donati da un benefattore. Vincenzo, il figlio, non ha di
questi problemi, ma come tutti i ricercatori vive immerso nella precarietà.
«Abbiamo iniziato, dice, a curare la malattia sugli animali e hanno fatto
progressi da gigante ». I pazienti che hanno preso parte al dibattito ,
svoltosi nel Centro Uildm di Arzano, si sono commossi e Umberto Bencivenga,
dipendente del Cnr che ha dovuto lottare per anni contro l'ottusità dei
condomini del suo palazzo per ottenere il consenso a costruire un'ascensore
capace di contenere la sua acarrozzina, ha esclamato: «Contro l'ottusità e
l'arroganza della burocrazia può
vincere solo la ricerca. Non parlo per me che sono avanti con gli anni, ma
questo è un gran giorno per le migliaia di bambini che in tutt'Italia sono
sprofondati nel baratro dell'indifferenza quanto non della cattiveria». Una
documentazione agghiacciante delle mostruosità commesse ai danni dei pazienti
di distrofia muscolari è stata raccolta in un dvd che ha raccontato le
loro storie. «Il mondo di Emma» è la storia di una ragazza di sette anni,
padovana, affetta da atriofia muscolare spinale, che ha rischiato di morire per
la mancanza di operatori specializzati che l'aiutassero a respirare
artificialmente. Un giorno importante, dunque, ma l'incontro non è servito solo
a questo: la Banca Nazionale del Lavoro («La banca che ha un cuore e un'anima»,
hanno affermato i pazienti) ha confermato che grazie ai contributi raccolti
riuscirà a dotare le filiali delle banche dei supporti per l'abbattimento delle
barriere archiettoniche: dal bancomat sarà possibile arrivarvi fin sotto con le
carrozzelle a tutta una serie di servizi che aiuteranno i portatori di handicap
a risolvere i loro problemi. Il filo rosso della mattinata è la solidarietà.
C'è voglia di solidarietà ha detto la dottoressa Cianci della Bnl annunciando
che quando si vanno a tirare i conti della quantità delle offerte, Napoli è la più
generosa: 1,2 milioni di euro sui 14 raccolti in tutt'Italia. Un altro esempio
positivo viene dalla struttura di Arzano che ospita circa 30 ragazzi portatori
di handicap. «Facciamo tutto con il volontariato dice il responsabile ma il
Comune non ci segue e i ladri si hanno rubato uno dei due pulmini attrezzati
per il trasporto dei pazienti». Costa 43 mila euro, non sanno dove trovarli,
perché vivono di offerte. E riusciranno a fare fronte alla trasferta di Lignano
Sabbiadoro dove la squadra di hockey difenderà il titolo assoluto che vince da
due anni, solo perché il benzinario accetta pagamenti a babbo morto. Carlo
Franco
( da "Corriere del Veneto"
del 05-06-2009)
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Corriere del
Veneto sezione: VICENZA data: 05/06/2009 - pag: 6 Il retroscena LA TELEFONATA
DEL CAPO di GIULIANO ZOSO Il Capo adesso telefona. Si fa vedere poco in giro.
Arriva persino tardi alle sfilate. E i bagni di folla sono occasionali. Più
intesi a spernacchiare Franceschini che a esaltare lui. Stare coperto: mi pare
che sia questo l'ordine di servizio. D'altronde se c'è uno, in questo momento,
che non ha proprio bisogno di pubblicità, anzi ne farebbe volentieri a meno, è
proprio lui, il Cavaliere. Sulla bocca di tutti. In Italia e nel mondo.
Protagonista del gossip mondiale. Stella del jet set internazionale. I divi di
Hollywood, al confronto, paiono casalinghe. E' da decenni che non abbiamo un
Capo del Governo più conosciuto e popolare nel globo terracqueo. Dubito molto
che ce ne dobbiamo rallegrare. Allora telefona. Anzi, promette video conferenze
ma poi si limita alla cornetta. Il re delle tv preferisce il vecchio Meucci
alle telecamere. E a rigore non ha neanche torto. La voce che arriva alla cornetta
e si riverbera e rintrona per la sala come venisse dall'Aldilà o scendesse dai
Cieli è più fascinosa, più suggestiva, evocativa di un'immagine ingrandita su
uno schermo. Dove puoi vedere la ruga in più, puoi notare stanchezza e
preoccupazione, le ombre delle recenti spiacevoli vicende. Ma non telefona a
tutti, il Capo. Non si sa come, ispirato da chi, sceglie. Telefona ad alcuni e
non ad altri. Telefona a Berlato e non alla Lia, per esempio. Stessa adunata,
stesso luogo, suppergiù le stesse quantità. E i due candidati vicentini. Da un
lato la prediletta del governatore, sostenuta da Brunetta,
il fustigatore della burocrazia, il dileggiatore dei panzoni. Dall'altra il «cacciatore»
Berlato, in compagnia di Elisabetta Gardini, del ministro Sacconi, del sindaco
di Roma. Due incontri, una sola telefonata. E fin qua, passi. Ma c'è di più.
Non si limita a telefonare e a incoraggiare, il Capo. No, dà anche la
terna. Votate B-e-r-l-a-t-o, votate G-a-r-d-i-n-i, scandisce e poi ricordatevi
che ci sono anch'io. La terna. Com'è cambiata la politica. Una volta il
segretario nazionale avrebbe telefonato a tutti o a nessuno. E se avesse dato
una terna, sarebbe stata una bestemmia in chiesa. Adesso è tutto permesso. Ma
se la terna è Berlusconi, Berlato, Gardini, dov'è finita la Lia? Qualcuno mi
dice che, furbescamente, di un Capo velinizzato ha fatto volentieri a meno,
preferendo avere al suo fianco il ministro più amato dagli italiani, amatissimo
dai veneti, il terribile Brunetta. La cosa mi convince poco. Quello che mi convince
di più è un altro fatto. L'assemblea della Lia, ricca, partecipata,
istituzionalmente presenziata, era tutta, o quasi, forzitaliota. L'assemblea di
Berlato era mista: cacciatori, An, Fi. Là il recinto, qui l'amalgama. Non mi
stupisce che il Capo abbia scelto l'amalgama. E soprattutto non mi stupirebbe
se, perso Carollo, fosse alla ricerca di un altro personaggio in grado di
sanare l'assurda discrasia veneta e vicentina: un partito votato da
democristiani e diretto da socialisti e liberali. Discrasia che porta camionate
di voti alla Lega. Berlato, prima che cacciatore, è stato democristiano. In
quanto tale, non si è mai fatto affascinare dai miti pericolosi del «partito
leggero ». In An è sempre stato considerato un corpo estraneo e come tale mal
sopportato. Dentro il recinto aennista doveva difendersi con le doppiette.
Adesso che il recinto è stato tolto, può pascolare liberamente anche nei campi
altrui. Ha l'occasione della sua vita. Se poi riesce a spiccicarsi di dosso
qualche persona che gli sta appiccicata a mo' di mosca cocchiera, è tutto di
guadagnato...
(
da "Corriere del Mezzogiorno"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 05/06/2009 - pag: 7 I candidati alla carica di Rettore dell'Università di Salerno Pasquino: «Un'enormità l'arresto del collega Cardone» Inchiesta sui cdr, solidarietà del rettore al prof universitario FISCIANO Sul confronto tra i tre candidati alla carica di Rettore dell'Università di Salerno l'uscente Raimondo Pasquino, Pasquale Persico e Federico Sanguineti svoltosi ieri mattina all'Ateneo, aleggiava la vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto del preside della facoltà di ingegneria Vitale Cardone nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti per le valutazioni ambientali dei cdr. Ieri mattina, il docente universitario salernitano, di ritorno dagli Stati Uniti, è stato prelevato all'aeroporto di Fiumicino, dagli uomini della Dia di Napoli e accompagnato agli arresti domiciliari. Un provvedimento per molti esagerato, poiché, hanno sostenuto numerosi colleghi d'Ateneo, in questo caso non ci sarebbe il rischio di inquinamento delle prove. «Un'enormità per il rettore Pasquino sabato c'è l'interrogatorio di garanzia e sono certo che il professore Cardone avrà modo di spiegarsi». Solidarietà anche dall'ex rettore Giorgio Donsì: «Mi è impossibile valutare con le poche notizie che ho appreso, ma, conoscendo Cardone, sono sicuro delle sue capacità tecniche e della sua dirittura morale». Amarezza per l'intera vicenda è stata espressa anche dal presidente Adisu, Caterina Miraglia, la quale ha apprezzato la posizione netta e chiara presa da Pasquino in questa vicenda. Il confronto sui programmi si è poi soffermato soprattutto sulla facoltà di Medicina e sui fondi a disposizione dell'Università. Argomenti sui quali Pasquino ha tracciato un bilancio economico. In particolare per Medicina, i cui costi non graveranno ha evidenziato il Rettore in carica sulle spese ordinarie dell'Ateneo. Per l'università, infatti, sono stati stanziati 4,5 milioni dal fondo funzionamento ordinario, cinque milioni dalla provincia di Salerno, tre milioni dalla Regione Campania, un milione e mezzo dal Comune di Salerno e 600mila euro della Camera di Commercio. Inoltre, ha ribadito Pasquino, «l'Università di Salerno non diventerà una fondazione privata, perchè deve essere libera di rispondere alle funzioni proprie di una università pubblica statale». Senza dimenticare il «pericolo dei tagli che renderebbero ancora più critica la situazione degli atenei». Persico, invece, ha lanciato l'idea di rivedere il modello organizzativo delineando cinque aree di riferimento: Area di scienze della vita, scienze naturali, scienze applicate e delle tecnologie, scienze della formazione, linguistiche e letterarie e l'area delle scienze giuridiche, economiche gestionali e della governance. «Creare nuovi profili di formazione dove la ricerca e la didattica siano riequilibrate per affrontare il cambiamento ha detto Persico e far nascere una nuova classe dirigente per l'università del futuro». Sanguineti ha evidenziato i suoi tre punti essenziali: trasparenza negli atti ammini-- strativi, >una
vita universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione della didattica e della
ricerca. Impegnandosi, non solo ad un massimo di due mandati, ma rinunciando a
ogni eventuale indennità di carica. «Intendo utilizzare quel compenso ha detto
- per incrementare i fondi destinati alle borse di studio». Paola Florio
Confronto tra i candidati Pasquino, Persico e Sanguineti, i tre candidati alla
carica di Rettore, si sono confrontati sui programmi Federico Sanguineti
L'antagonista di Pasquino rinuncerà allo stipendio in caso di succcesso
Raimondo Pasquino Il Rettore uscente protagonista dell'istituzione della
facoltà di Medicina Pasquale Persico E' stato il primo a candidarsi a Rettore
contro Pasquino
(
da "Giornale.it, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Corriere della Sera"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Corriere della Sera"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Panorama.it"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Denaro, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Giornale di Vicenza.it,
Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Mattino, Il
(Salerno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Mattino, Il
(Salerno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Mattino, Il
(Salerno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Sicilia, La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 05-06-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Udine))
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzettino, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Gazzetta di
Mantova, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Trentino"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Secolo XIX, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Secolo XIX, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Tirreno, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Finanza e Mercati"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Libertà"
del 06-06-2009)
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(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 06-06-2009)
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(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Repubblica, La"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Tirreno, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Unita, L'"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Provincia Pavese,
La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il"
del 06-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il
(Civitavecchia)" del 06-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Latina))
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(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 06-06-2009)
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(
da "Manifesto, Il"
del 06-06-2009)
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(
da "Corriere Alto Adige"
del 06-06-2009)
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(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 06-06-2009)
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(
da "Manifesto, Il"
del 06-06-2009)
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(
da "Corriere Alto Adige"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto Adige sezione: 1AECONOMIA data: 06/06/2009 - pag: 9 Assoimprenditori Il presidente all'assise annuale: «Crisi mai vista. Nessuno licenzi, meglio la cassa integrazione. No alle liti etniche» «Meno burocrazia, taglio dell'Irap da subito» Oberrauch: la Provincia si attivi. Gli assessori: siamo già al lavoro, tempi rapidi Repetto: «Puntate di più su ricerca e sviluppo I finanziamenti ci sono» La Cgil: «Pronti al dialogo sulla pace sociale» BOLZANO Gli industriali chiedono tempi celeri alla Provincia per attuare il pacchetto anticrisi,>in particolare la
riduzione ulteriore dell'Irap e la diminuzione della burocrazia.
Ad aprire la quanto mai affollata assemblea annuale di Assoimprenditori è
stato, ieri, Enrico Valentinelli, past presidente del sodalizio ma anche
vicepresidente della Sparkasse: «In Alto Adige c'è stagnazione, non crisi. Il
credito? Lo scorso anno la Carispa ha erogato il 23% in più di credito a
famiglie e imprese. Se questa provincia resiste è anche merito delle banche
locali, ingiustamente criticate». Il quadro tracciato da Christof Oberrauch,
presidente di Assoimprenditori, ha mostrato grande preoccupazione: «Stiamo
vivendo la più grande crisi economica dopo quella del '29». Una battuta sulla
presenza del vescovo Karl Golser come relatore: «In molti mi hanno detto che,
per la crisi, non ci resta altro che affidarci alla divina provvidenza. Ma,
scherzi a parte, la situazione altoatesina non è poi così disastrosa. Ma solo
se guardiamo il quadro di insieme. Mentre agricoltura, commercio, turismo e
terziario e 'industria alimentare crescono, il settore auto paga ll'export
fermo, l'edilizia soffre. Il calo di ordinativi costringe molti settori a
produrre molto al di sotto delle capacità, scoraggiando gli investimenti. Ma
dobbiamo salvaguardare i dipendenti per cogliere al volo la ripresa: niente
licenziamenti, si utilizzi la cassa integrazione». Oberrauch ha invitato i
colleghi «a non ridurre gli investimenti in innovazione» e sollecitato la
giunta provinciale ad attuare subito la manovra anticrisi. «In particolare la
riduzione del 20% della burocrazia e l'ulteriore
taglio incondizionato del-- l'Irap ». Infine un appello: «Stop alle battaglie
etniche e agli Relatori A sinistra, Christof Oberrauch, presidente di
Assoimprenditori, con il vescovo Karl Golser Qui sopra, l'assessore provinciale
Barbara Repetto estremismi, la crisi richiede unità sociale». Alle richieste di
Oberrauch hanno risposto gli assessori provinciali Barbara Repetto (bilancio e
innovazione) e Thomas Widmann (economia), intervistati da Udo Perkmann,
direttore degli industriali. «Abbiamo ridotto l'Irap dal 3,9 al 3,4% ha
precisato Repetto adesso abbiamo deciso di tagliare fino al 2,98%. Il primo
taglio ha comportato minori entrate per 37 milioni, il secondo inciderà per 30
milioni». Sui tempi ha risposto Widmann: «Se ci aiutate con l'opposizione, la
misura potrà essere inserita nella legge omnibus in estate. Altrimenti andrà
nella Finanziaria e partirà dall'1 gennaio». Perkmann ha sottolineato come
l'Alto Adige paghi la pressione fiscale nazionale al 60-70%, mentre la vicina
Austria applica il 25% di prelievo fiscale. Widmann ha promesso «la rapida
applicazione dell'aumento delle soglie de minimis per i contribuiti», Repetto
ha sottolineato «l'ulteriore stanziamento di 7 milioni per l'innovazione che
premierà le aziende meritevoli facendoci avvicinare al 3% del Pil in ricerca e
sviluppo, come stabilito dal patto di Lisbona». Commento positivo da Lorenzo
Sola della Cgil: «Nelle parole finali del suo intervento Oberrauch si appella a
tutte le componenti della società sudtirolese di lingua italiana e tedesca
affinché prevalga la pace etnica e sociale, evidenziando una forte
preoccupazione legata alle ricadute che la crisi potrebbe avere sulle famiglie
e sulle imprese ma anche e per la deriva che potrebbero assumere gli estremismi
etnici. La Cgil condivide queste preoccupazioni e, in quest'ottica chiede all'Assoimprenditori
che la pace sociale sia frutto di un confronto aperto e costante sia tra le
parti sociali che con la Provincia ». Felice Espro (
da "Corriere del Veneto"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Eco di Bergamo, L'"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Corriere della Sera"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Centro, Il"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Centro, Il"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia
(
da "Giornale.it, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia n. 136 del 2009-06-06 pagina 11 «Il piano per D'Alema al Quirinale» di Luca Telese Un documento pubblicato dopo 12 anni racconta il progetto per mandare sul Colle l'allora premier Oggi l'autocritica: «Macché complotto contro Prodi, volevamo la presidenza. Ma ahimè quante c...» RomaQuella nota l'ha scritta lui, a quattro mani, insieme a Claudio Velardi, e lo conferma. Erano i tempi ormai mitologici dello staff dalemiano: i giorni dei cosiddetti «Lothar», dell'assalto al cielo che avrebbe portato il leader maximo a Palazzo Chigi (e poi fuori). Rondolino e Velardi, i due uomini forti di quella squadra (i due spin doctor) firmarono allora un documento di analisi sulle prospettive politiche, di rara spietatezza. Giudizi feroci sul partito, sui suoi leader, sugli avversari politici. Qualche profezia. Qualche ipotesi azzardata. Giudizi inappellabili come sentenze: «Il partito, inteso come ceto politico è un cane morto. Il suo stato è, sotto ogni punto di vista, desolante: il gruppo dirigente nazionale è in buona parte formato da inetti, i gruppi dirigenti locali sono del tutto al di sotto della funzione». Quel documento, datato 1997, resta riservato per 12 anni. Poi, viene scovato e pubblicato da Alessandra Sardoni, cronista de La7 (e grande conoscitrice della sinistra politica) che lo pubblica nel suo libro sulla traiettoria del dalemismo (Il fantasma del leader, Marsilio) in libreria dalla prossima settimana. Il testo, anticipato dal Corriere della sera suscita qualche scandalo ed echi profondi, anche nel corpaccione del Pd. Così Rondolino accetta di parlarne a cavallo fra passato e presente. Rondolino, come l'ha avuto quel documento la Sardoni? «Non lo so, se le dicessi che me lo ero dimenticato lei non mi crederebbe, dunque... È saltato fuori». Rileggendolo, qual è la prima cosa che le viene in mente? «Che è pieno di cantonate sesquipedali. La quantità di previsioni sbagliate è incredibile». C'erano anche intuizioni decisive... «Ma non spetta certo a me dirlo». A parte i dettagli, che impressione le fa? «Stupisce, quasi, un certo radicalismo che lo pervade, forse addirittura si può parlare di ingenuità giacobina... ». ... Dalemiana piuttosto. «Le dirò un'altra cosa a cui è libero di non credere. Lo scrivemmo per discuterlo con D'Alema, tipo compiti delle vacanze. C'erano tutte quelle cose esplosive dentro, ma io non ho memoria di una discussione compiuta sul testo, con Massimo». Si diceva: la Bicamerale sarà un successo. «Ahimè, una cazzata... ». Avevate studiato una strategia per candidare D'Alema alla presidenza della Repubblica... «Ahimè, altra cazzata». Si scriveva che D'Alema alterna fasi di lavoro iper-intensive a fasi di inattività totale... «È un fatto. Era un dato del suo carattere, non so se lo sia adesso. Capace di reggere stress fortissimi, ma anche di ridurre il proprio impegno». Ancora oggi molti nel Pds-Pd, leggendo il vostro giudizio sul partito griderebbero di indignazione... «Be', lì errore non ci fu, se non per difetto. La situazione era drammatica e sarebbe peggiorata sempre più». Il Pd sta meglio o peggio del vostro Pds? «Ma oggi non esiste più un partito! Quello era in crisi, questa è una organizzazione a macchia di leopardo, in certi posti c'è, in altri no, in un luogo ha una storia, in un altro una diversa... ». Se fu una intuizione quella, cosa vi portava a un giudizio così drastico? «Una banale constatazione. Vedevo dov'erano finiti gli uomini della mia generazione, chi aveva iniziato a far politica con me». E dov'erano? «Nel nulla». Nel documento parlavate anche di Veltroni e D'Alema? «Sì, ma lì in apparenza non c'era pepe. Consigliavamo a Massimo, pensa tu!, di fare la pace». Voi due buonisti? Non ci credo. «E infatti non era buonismo, per nulla. Ero convinto che in tempo di pace fra i due non c'era storia perché Massimo surclassava Walter. E che il conflitto avvantaggiasse Veltroni, rendendolo uno dei contendenti, e di fatto elevandolo». Addirittura! Quanto temevate la «concorrenza» di Veltroni nella leadership? «Devo essere sincero? Zero». Zero? Non lo credevi un competitor? «No. Per nulla. Credo che ora ci siano anche altri riscontri». Eravate lo staff più rampante mai apparso sulla scena. «Alt! Rampante non lo so... Di certo, nessuno di noi, né Claudio, Cuillo o Caprara è finito in parlamento». Perché disdegnavate le poltrone? «No. Semplicemente perché non lo consideravo il mio lavoro». Se scrivessi oggi il documento che spiegazione daresti di quel fallimento? «Citerei Berlusconi, credo: "Siamo andati nella cabina del pilota e non abbiamo trovato il volante... "». Hai detto più volte che «il complotto» contro Prodi non esisteva... «Be', almeno questo il documento lo prova. Eravamo molto più ambiziosi, puntavamo al Quirinale!». E non vi ci siete nemmeno avvicinati. «Per il fallimento della Bicamerale. Serviva una repubblica semipresidenziale che non è mai nata». Per lei D'Alema poteva farcela, contro il Cavaliere? «Io sono ancora convinto di sì: scrivevamo che era giovane, in gamba, aveva una famiglia con cui né Berlusconi né Fini erano competitivi... A parte il cinismo della notazione era vero». Perché detestavate il vostro partito? «Glielo spiego così: era molto più proficuo parlare di Tv dieci minuti con Freccero che un'ora con un sindacalista pds dell'Usigrai... Eh, eh, eh... ». Insomma era tutto scritto? «No, questo. Io per esempio, se devo rimproverare qualcosa a D'Alema, è di aver accettato di prendere il posto di Prodi a Palazzo Chigi. Ma oggi! Allora ero convinto che fosse giusto... ». Nessun altro errore? «Passare anni a discutere con Mastella e Boselli! Ma era la sua coalizione... ». È stato un male per la sinistra, la fine di quel progetto, o solo per i dalemiani? «Be', visti i risultati di oggi, per tutti. Ma dico di più: è stata una sconfitta del riformismo, quindi anche per la destra». In che senso? «Da noi, tutti i grandi riformatori, ci metto anche il primo Berlusconi, non sono riusciti a realizzare i propri sogni. >Vince
sempre la palude delle burocrazie». D'Alema era d'accordo con voi o no?
«Rispondo con un aneddoto su Cuperlo, che faceva il ghost writer. Passava notti
in bianco per preparare note dettagliatissime, dati, schede... ». E D'Alema?
«Sollevava lo sguardo dal foglio e diceva: "Bravissimo!". Poi parlava a braccio, e non citava nemmeno
una riga!». E lei cosa pensava? «Allora ci arrabbiavamo. Poi ho capito che il
maestro era lui. E poteva improvvisare genialmente, perché c'era una
partitura». Una magra consolazione? «Al contrario. Alla fine è l'unico, tra i
leader del Pds-Pd-Ds, che non si sia circondato di yesmen. Ed è per questo che,
al contrario di altri, è ancora in pista». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano (
da "Milano Finanza"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Nuova Ferrara, La"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Tempo, Il"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Denaro, Il"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Corriere Adriatico"
del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 06-06-2009) Argomenti: Burocrazia (
da "Gazzettino, Il"
del 06-06-2009) Argomenti: BurocraziaTorna
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Quando il panettone era un affare di Stato (sezione: Burocrazia)
Corriere
del Veneto sezione: ECOVUOTA data: 06/06/2009 - pag: 13 Imprese che impresa di
Giovanni Costa Quando il panettone era un affare di Stato Motta e Alemagna i
due storici marchi del panettone starebbero per ritornare in mani italiane, ma
non milanesi. Questa volta è la veronese Bauli che sta conducendo le trattative
con Nestlé. Non è il primo caso di un ritorno in patria di prodotti
dell'agroalimentare italiano caduti sotto l'orbita delle multinazionali sempre
alla ricerca d'idee. Un segno dell'incapacità di questi colossi del marketing
di capire il prodotto acquisito, rispettare i valori che lo caratterizzano,
potenziarne le specificità. Purtroppo è anche il segno dell'incapacità
dell'imprenditorialità nazionale di conservare e far crescere i propri
gioielli, dell'impresa familiare di consolidarsi e trasformarsi. Fu così che i
due mitici marchi milanesi finirono negli anni Settanta, attraverso la Sme,
nelle mani dell'Iri, l'istituto che gestiva le «partecipazioni statali». Queste
comprendevano di tutto un po', dalle banche alla siderurgia, dalle linee aeree
e telefoniche alle merendine partendo da un prototipo inizialmente virtuoso di
economia mista, intesa come collaborazione tra pubblico e privato (si trattava
perlopiù di società quotate in Borsa). Non durò a lungo e l'Iri si trasformò,
com'è noto, in un caso riprovevole di contaminazione tra politica (tanta) e
affari (pochi). Motta e Alemagna all'epoca della privatizzazione della Sme,
circa venti anni fa, furono cedute agli stranieri poiché in Italia nessuno le
voleva. E adesso il rientro. È stato un percorso un po' lungo che rappresenta
un monito per tutti e una rivincita per alcuni. Tra questi - oltre naturalmente
alla Bauli, azienda familiare che pur restando ancorata alle sue radici ha
saputo innovare e reinterpretare un prodotto tradizionale crescendo con
costanza e senza velleitarismi - ci metto anche Umberto Collesei, uno dei padri
fondatori assieme a Maurizio Rispoli a Ca' Foscari della scuola italiana di
marketing. Collesei sul panettone ci fece quaranta anni fa uno studio
pionieristico: L'industria dolciaria, edito da Etas. La sua ricerca chiarì i
rapporti tra economia industriale e politica aziendale, tra produzione e
distribuzione, tra la dimensione «pesante» basata sull'impianto e sulla tecnica
d'industrializzazione e quella «leggera» basata sull'analisi dei bisogni del
consumatore. Come segno dei tempi e delle difficoltà che incontravano gli innovatori,
si pensi che questo studio destinato a porre in termini moderni i problemi del
mercato appariva in una collana denominata «Economia della produzione». Era
un'epoca in cui la sola parola «Marketing» sembrava troppo audace, al punto che nei piani di studio universitari, allora rigidamente
controllati dalle burocrazie ministeriali che con il pretesto di preservare il
purismo della lingua rendevano difficile qualsiasi cambiamento, questa
disciplina appariva come «Tecniche e politiche di vendita ». Oggi si dice
marketing anche in dialetto veronese. g.costa.cdv@virgilio.it
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Il ciclista che emigrò nel Quebec (sezione: Burocrazia)
Il
ciclista che emigrò nel Quebec --> Sabato 06 Giugno 2009 VITABERGAM, pagina
35 e-mail print La storia di Giovanni Jack Morlini, da Endine alle miniere
d'oro del Sud Africa. La storia di Giuseppe Marinoni da Rovetta al Canada,
fabbricante di biciclette, di Carmen Pellegrini da Brembilla alla Francia, oggi
protagonista della moda francese, e poi Matteo e Luisa Chiesa da Albano alle
università degli Stati Uniti... Solo una piccolissima parte di tutte le vicende
dei nostri emigranti. Vicende raccolte in un libro edito dalla Provincia di
Bergamo, scritto da Laura Di Teodoro e Giuseppe Zois, «Storie in Valigia - Da
Bergamo ai cinque continenti». Il racconto di Giuseppe Marinoni, per esempio,
che a vent'anni era un promettente ciclista dilettante. Racconta Marinoni: «Nel
1965 andai in Canada con la squadra per una gara e là rimasi... Passò un mese,
due, tre e oggi sono trascorsi più di quarant'anni. Mi sono innamorato del
Quebec e poco dopo ho conosciuto anche la donna della mia vita, Simonne...». Nei
primi anni Marinoni (che è parente di Paolo Savoldelli, due volte vincitore del
Giro d'Italia) partecipò alle corse ciclistiche in Canada e negli Stati Uniti
vincendone gran parte. Ma non poteva mantenersi. Nel 1975 aprì un negozio di
biciclette a quindici chilometri da Montreal, lo chiamò «Cicli Marinoni».
Cominciò a costruire biciclette, a fabbricare telai sull'esempio di un famoso
costruttore italiano, Mario Rossin. I componenti (cambio, catena, freni...),
Marinoni li fa arrivare dall'Italia: oggi la sua azienda è fra le più
apprezzate in America sebbene la produzione, circa duemila bici all'anno, sia
di livello artigianale. Matteo e Luisa Chiesa sono due fratelli di Albano S.
Alessandro, hanno 34 e 32 anni: fanno parte di quel plotone di bergamaschi emigrati
per ragioni di ricerca scientifica. L'Italia non offre occasioni. Oggi Matteo è
ingegnere meccanico e lavora ad Abu Dhabi, Luisa, fisica nucleare, è rimasta in
America. Perché hanno lasciato l'Italia? Risponde Matteo: «La
burocrazia spegne il
merito, frena ogni spirito innovativo. Lo sport più diffuso è quello del
tornaconto personale e poco importa se poi a soffrirne è la comunità. C'è una
dilatazione dell'individualismo e in questa atmosfera viziata i giovani
faticano a trovare spazi: sono come boccioli che non riescono a fiorire.
Io avevo voglia di fiorire». Una storia attuale, di questi ultimi anni. Come
quella di Francesco Battistini, giornalista del Corriere della Sera, oggi
corrispondente da Gerusalemme per il Medio Oriente. Forse vicino di casa di
padre Pierbattista Pizzaballa, francescano nato a Cologno al Serio, Custode dei
Luoghi Santi a Gerusalemme, «Emigrante di Dio», come si definisce lui. Giovanni
Jack Morlini, invece, ha una storia da emigrante «normale», uno delle migliaia
di bergamaschi partiti dalla propria terra per la necessità del pane. Oggi
Morlini abita nella sua casa di Endine, ma per molti anni ha vissuto in India e
in Sud Africa. Anche suo nonno, anche suo padre erano emigranti: partivano
dalla Val Cavallina che non per caso era chiamata la valle delle vedove
bianche. Racconta Morlini: «La gente che dalla Val Cavallina approdava a Kolar,
in India, non conosceva le miniere... gli inglesi davano gli ordini a noi
italiani e noi operavamo con i minatori del posto, i Tamil...». A ventuno anni,
Morlini si trasferì in Africa, nella Costa d'Oro, sempre al servizio degli
inglesi: «I miei ricordi più belli sono sicuramente in Africa. Tornai a Endine
dopo la nascita del mio primo figlio. Pochi mesi dopo il mio rientro mi
arrivarono diversi telegrammi dall'Africa in cui mi si chiedeva di tornare a
lavorare lì... Addirittura, per ben tre volte, preparai la valigia per tornare
in Africa, arrivai a Roma, ma non salii sull'aereo, tornai indietro». Carmen
Pellegrini, invece, è rimasta nella terra di emigrazione, in Francia. Ma ogni
tanto torna al paesino di origine, il Gavazzone di Brembilla dove Carmen è nata
sessanta anni fa e dove ancora vive sua madre, Angela Filippi, 82 anni che
conosce i sentieri della collina bene come le strade che conducono in Francia e
le vie aeree che portano in California dove pure ha lavorato. La figlia Carmen
nel 1987 creò un'associazione per offrire lavoro a donne in difficoltà con
l'aiuto del Secours Catholique e dell'Abbé Pierre: arriverà a offrire novanta
posti di lavoro e a occupare una nicchia di prestigio nel panorama delle
creazioni di moda francese collaborando con Christian Dior, Lanvin, Chanel,
Chloe, Yves Sain Laurent... Carmen ha ricevuto la Legion d'Onore, massimo
riconoscimento attribuito dallo Stato francese. Paolo Aresi 06/06/2009
nascosto-->
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Corriere
della Sera sezione: Economia data: 06/06/2009 - pag:
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ECONOMIA
06-06-2009 CRISI/2 MEDVEDEV «E' presto per lo champagne Il petrolio? Fra 70 e
80$» SAN PIETROBURGO II Dmitri Medvedev vede segnali di ripresa nella crisi
mondiale, anche se ritiene che sia ancora troppo presto per festeggiare e
stappare lo champagne. Parlando al Forum economico di San Pietroburgo, il
presidente russo ha sottolineato la necessità di elaborare nuove regole di
funzionamento per i mercati finanziari mondiali, e ha affermato che nessun
Paese può uscire dalla crisi da solo. Medvedev ha insistito in particolare
sulla necessità di lottare efficacemente contro corruzione
e burocrazia. La giornata
al Forum è stata dominata dai dibattiti sulle fonti energetiche, e lo stesso
Medvedev ha preso parte a un sondaggio in diretta sul prezzo ideale del barile
di petrolio. A votare, con il presidente, sono stati imprenditori, economisti,
manager, esperti, che si sono espressi in maggioranza per un prezzo medio del
barile tra i 70 e 80 dollari. In linea con il nuovo livello raggiunto
ieri dal greggio, tornato a superare la soglia dei 70 dollari.
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Sarno, Mancusi tenta il bis Corrado è il suo
avversario (sezione: Burocrazia)
Corriere
del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 06/06/2009 - pag: 6 Comuni al voto / 5
Sfida a due nella località della frana Sarno, Mancusi tenta il bis Corrado è il
suo avversario SARNO Evento più unico che raro per Sarno dove a sfidarsi per la
poltrona di primo cittadino sono solo in due. All'uscente Amilcare Mancusi
(Pdl, Udc, Dc, Mpa e altre civiche), il centrosinistra unito (Pd e una seconda
lista composta da Idv, Socialisti, Rifondazione e Verdi) candida il chirurgo
Giuseppe Corrado, volto nuovo della politica, in questi anni impegnato nel
comitato per la ricostruzione dell'ospedale Villa Malta, distrutto dalla frana
del 1998. Su cosa punta la sua coalizione per il futuro di Sarno? Corrado:
«Innanzitutto, risanamento delle casse pubblica e abbassamento della pressione
tributaria. Poi, le regole, come l'adozione del nuovo piano regolatore e del
piano commerciale, fondamentale per accedere a fondi europei. Quindi,
l'occupazione con il decollo del Pip, controllando sulla realizzazione dei
piani occupazionali delle aziende. Infine, analisi del territorio per
comprenderne lo stato di salute, visto che negli ultimi anni sono aumentate le
malattie neoplastiche in un ambito così ristretto». Mancusi: «Continuità
migliorando qualità e quantità del nostro operato. Finalmente
un'amministrazione arriva a fine mandato e si sottopone all'elettorato. Bisogna
far valere l'esperienza acquisita e la conoscenza del territorio, della classe
dirigente, del palazzo e delle dinamiche cittadine. Abbiamo già i progetti esecutivi
della piazza a Lavorate, della piazza a Masseria, della sistemazione di via
Duomo e di via Parallela duomo e per la riapertura della scuola De Amicis».
Dopo le polemiche dimissioni del progettista Stefano Boeri, come intendete
procedere nell'approvazione del prg atteso da oltre 30 anni? Corrado: «Dobbiamo
assolutamente recuperare il rapporto con Boeri, un grande professionista di
fama mondiale e sostenitore del rispetto delle regole. Ha espresso la visione
di una città quasi satura dal punto di vista dei vani e le cui nuove regole
urbanistiche dovrebbero puntare anche sulla valorizzazione del-- l'esistente,
senza lasciare spazio a edificazioni massicce». Mancusi: «Ci impegneremo a dare
alla città un Puc. Abbiamo una duplice soluzione inserita nel programma che
passa per un concorso o per Agroinvest che possa fungere da ufficio tecnico.
Chiaro che avendo Boeri rinunciato e non essendovi rapporto di fiducia
proporremo altra soluzione ». Sarno è ormai tristemente nota per gli eventi del
maggio '98. Dopo più di dieci anni cosa è cambiato e come crede quella tragedia
possa trasformarsi in un momento di riscatto per la comunità? Corrado:
«Purtroppo, in questi anni, la ricostruzione si è arenata
contro la burocrazia che è
stata lontana dalla nostra città. Molto è stato fatto, ma c'è ancora tanto da
fare per restituire un territorio sicuro agli abitanti. L'occasione di riscatto
può venire solo dalla crescita degli esperimenti di ingegneria idraulica e
naturalistica sul territorio, tracciando la strada di un nuovo contesto
integrato tra uomo e ambiente». Mancusi: «Il Pip è una realtà. I lavori
per l'urbanizzazione stanno procedendo, infatti è completa la rete fognaria e
si sta procedendo a quella stradale; Circa 20 Aziende hanno già impiantato,
anche se non tutte a pieno regime, e arriveremo presto a 65. Occorre definire
un protocollo di intesa con le aziende per impegnarle a impiegare manodopera
locale e i servizi cittadini in modo da generare indotto». Luigi Colombo (
fine) \\ Giuseppe Corrado Dobbiamo assolutamente recuperare il rapporto con
Boeri \\ Amilcare Mancusi Ci impegneremo a dare alla città il Puc Un'altra
soluzione al posto di Boeri
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in comune pagelle e premi ai dirigenti (sezione: Burocrazia)
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- Chieti In Comune pagelle e premi ai dirigenti Scatta il
sistema di valutazione per un salto di qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la sufficienza piena Metodo contro i
fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco come funzionerà CHIETI. Un sistema
di valutazione dei dirigenti che tenga conto del livello di conseguimento degli
obiettivi assegnati e delle capacità organizzative dimostrate.
L'amministrazione comunale dà i voti ai suoi dirigenti introducendo un modello
di valutazione che determinerà una serie di punteggi. La sufficienza piena farà
guadagnare un bonus in denaro, il 15% del corrispettivo lordo annuo di base. Un
incentivo per ottimizzare la macchina organizzativa e combattere eventuali
fannulloni. «E' un passo importante», spiega il sindaco Francesco Ricci, «per
riqualificare l'apparato burocratico comunale che al nostro insediamento
presentava diverse lacune. Il sistema di valutazione integra il rifacimento
della pianta organica ormai in dirittura d'arrivo». Sette i dirigenti
stipendiati dal Comune compreso il direttore generale Ebron D'Aristotile, il
quale presiederà il nucleo di valutazione composto da due esterni: il docente
universitario della d'Annunzio Andrea Ziruolo e Anna Maria Coppola, segretario
generale della Provincia di Chieti. Il sistema di valutazione sarà subito
operativo. Il progetto è già stato approvato dalla giunta e dai sindacati. COME
FUNZIONA. La giunta, su proposta del direttore generale, delibera il Piano
esecutivo di gestione (Peg). Dopodiché il nucleo di valutazione definisce gli
obiettivi da perseguire nel corso di un colloquio con ciascun dirigente.
Archiviata questa fase di preparazione iniziale il nucleo di valutazione mette
in atto un monitoraggio capillare sullo stato di avanzamento degli obiettivi da
centrare. Poi, durante i primi due mesi dell'anno successivo
all'"esame", i dirigenti autovaluteranno il proprio operato seguendo una
serie di paramentri prestabiliti. Successivamente il nucleo di valutazione
terrà un colloquio finale con i dirigenti prima di formalizzare il giudizio
trasmesso al sindaco. Chiamato, insieme alla giunta, a comunicare ai dirigenti
il provvedimento assunto. COSA VIENE VALUTATO. La valutazione è basata sul
grado di ottenimento degli obiettivi ritenuti prioritari dall'amministrazione
comunale che darà al dirigente un punteggio massimo di 70 punti. Altri 30 punti
verranno assegnati per le competenze organizzative dimostrate. Per il futuro si
lavora al coinvolgimento dell'utenza. «Attraverso la distribuzione di moduli»,
riprende D'Aristotile, «che permettano ai cittadini di valutare i servizi
offerti dal Comune». COSA CAMBIA. A Palazzo d'Achille, dopo anni di improvvisazione,
si volta pagina. «E' stato introdotto un discorso manageriale innovativo», dice
D'Aristotile, «animato dalla volontà di fare squadra». Previsto un
rimescolamento di deleghe tra gli assessori funzionale alla nuova pianta
organica. Jari Orsini
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ci è cambiata la vita (sezione: Burocrazia)
Il
diario di una cronista. La vita nel campo dalle prime difficoltà alla cucina
col bollino blu «Ci è cambiata la vita» Dal dolore per i morti alla voglia di
reagire Un tendone adibito a scuola la sera si trasforma per gli spettacoli Il
piccolo bar gestito dai ragazzini L'AQUILA. Quella notte di due mesi fa eravamo
rimasti nella sede della Pro loco a Coppito fino a tardi. C'era stata la solita
cena con i soci e qualcuno, dopo quelle scosse delle 23 e dintorni, aveva
deciso di restare a dormire lì. La terra aveva tremato forte, ma nulla in
confronto a quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Alle 3.32 quella
terribile scossa che ha cambiato il corso della nostra vita. Una manciata di
secondi, tanto è bastato a rubarci il futuro. L'uscita precipitosa da casa, a
Colle di Sassa, rimasta fortunatamente in piedi. Poi la decisione di metterci
in macchina e di tornare a Coppito alla sede della Pro loco. Un tragitto di
pochi chilometri, incontrando ovunque calcinacci e gente in fuga. Ci siamo
ritrovati (io, mio marito e i miei due fratelli) con gli amici lasciati un paio
di ore prima. Dalle prime telefonate - con le linee che cadevano continuamente
- il racconto di crolli, di palazzi sgretolati, di morti e feriti. Ho chiamato
il 118 per avere qualche notizia in più. In quel momento avevano inviato
ambulanze al Convitto dove c'erano dei ragazzi rimasti sotto le macerie. Erano
più o meno le 4.30. Una notte interminabile, con la città al buio e ovunque il
rumore assordante delle sirene. Abbiamo tirato fuori i fornelloni e cominciato
a distribuire latte caldo e caffé. E' stato l'inizio del campo di Murata
Gigotti LA TENDOPOLI. In quel primo giorno da terremotati, con le strade
bloccate dalle colonne di aiuti in arrivo da ogni parte d'Italia, è stata
un'impresa persino trovare delle bottiglie di acqua per la gente che si era
radunta alla Murata, sede non solo della Pro loco ma anche del Centro anziani e
della circoscrizione. Un piatto di pasta per tutti, la sera un po' di minestra
calda, poi l'arrivo di due autobus della Sangritana come riparo per la notte.
Le prime 48 ore sono state le più difficili. C'erano le tante vittime da
piangere, nella mente i volti di chi non avremmo più rivisto e le immagini
passate su tutte le reti televisive di una città "bombardata" e di
paesi venuti giù come cartapesta. Ma bisognava ricacciare indietro il pianto e
pensare a come gestire l'emergenza. Abbiamo avuto dal Comune la possibilità di
utilizzare i locali della scuola materna. Lì abbiamo messo 36 letti, ma a ogni
scossa c'era chi scappava per non tornare. Così le prime sei tende piantate
dalla protezione civile del Friuli Venezia Giulia sono bastate a poco. Il
Comune ha disposto l'occupazione d'urgenza del parco adiacente per allestire un
campo vero e proprio con 34 tende per circa 200 sfollati. IL SINDACATO. E
sempre dal Comune è venuta la proposta di accogliere il sindacato e con esso
decine di volontari pronti a dare una mano a gestire il campo. Una presenza per
qualche giorno unitaria, poi a Murata Gigotti è rimasta la Cgil a gestire con la
Pro loco la tendopoli. Sono state giornate intense scandite dall'arrivo di
strutture per completare il campo e di camion carichi di "aiuti".
Pacchi da scaricare anche di notte e persino sotto l'acqua che a lungo ci ha
tenuto con il fiato sospeso. Centinaia di persone da abbracciare con la
promessa di ritrovarci presto fuori dalle tendopoli. CUCINA COL "BOLLINO
BLU". C'é voluta una notte per montare la mensa e la cucina da campo dove
ogni giorno i cuochi di Villa Santa Maria (amministratori comunali inclusi),
preparano mediamente 650 pasti, un servizio rivolto anche a chi non vive nel
campo. Una cucina con tanto di "bollino blu" che simpaticamente gli
operatori del Nas e dalla Asl ci hanno dato presentandosi spesso a pranzo. I
LAVORI NEL CAMPO. Una tendopoli "diversa", con un gruppo di sfollati
al lavoro nella gestione del magazzino - per tanti una boutique - sempre
superpieno di merce e di gente. All'inizio c'è chi ha fatto incetta di ogni
cosa. E non è mancata qualche segnalazione per fermare accaparramenti del tutto
ingiustificati. Situazioni "figlie" del vivere in cattività. E poi i
"tecnici" - sfollati e volontari - che hanno predisposto scavi e
allacci per dotare il campo di tutti i servizi. Quelli che hanno pensato anche
alle griglie per la raccolta dell'acqua piovana, che hanno realizzato i
cancelli, le recinzioni, il campetto di bocce, le capanne, il campo giochi per
i bimbi. E il lavoro "sfibrante" imposto dalla
"burocrazia".
Carte da riempire ogni giorno, elenchi dei volontari e dei terremotati da inviare
al Com e al Dicomac (sigle fino ad allora sconosciute). La situazione delle
tende da monitorare ogni giorno: ingressi, uscite e persino qualche
"prenotazione". E ancora le proteste di chi ha fatto fatica a
capire la situazione (per lo più trentenni) e che si è lanciato anche nella
richiesta di una "tenda matrimoniale". LUDOTECA E SCUOLA.
Un'emergenza continua, con tante priorità da affrontare. Poi la soddisfazione
della ripresa della scuola materna con le insegnanti di Coppito tutte presenti.
Un'attività ripresa nella tensostruttura trasformata in una ludoteca
coloratissima e piena di giochi. All'inizio c'erano pochi bambini, poi sono
diventati una trentina. Accanto alle maestre anche una puericultrice e i tanti
"medici clown" che si occupano dei bimbi fino a sera. Qualche giorno
più tardi sono ripartite le lezioni anche per i ragazzi delle medie e delle
superiori. Ma è stata una faticaccia! Solo pochi insegnanti si sono presentati
all'appello e tra loro alcuni già in pensione. Inutili anche gli appelli a un
rientro dal mare! Due ore di lezione al giorno e al sabato riposo. Ma tanto è
bastato a restituire ai ragazzi un clima di "normalità".
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In Italia la burocrazia frena anche il sole (sezione: Burocrazia)
Milano
Finanza sezione: Eco:nomia data: 06/06/2009 - pag: 24
autore: Luisa Leone In Italia la burocrazia frena anche il sole Qual è la regione italiana con il maggior
numero di impianti fotovoltaici? La Sicilia? O forse la Calabria o la Sardegna?
No, al primo posto per numero di impianti installati e al secondo per potenza
generata si colloca la Lombardia. Non certo una delle aree più assolate
del Paese, eppure la regione guidata da Roberto Formigoni ospita sul suo
territorio 5.138 impianti per una potenza complessiva di 49,3 megawatt, mentre
la Sicilia, che gode di un numero di ore di sole decisamente superiore, ne ha
solo 765 per 17,26 megawatt. Come si spiega questo paradosso? Con la burocrazia. Sebbene infatti un decreto legislativo del 2003
stabilisse un iter autorizzativo semplificato per la realizzazione di questo
tipo di impianti, a oltre sei anni di distanza le linee guida in materia non
sono state ancora emanate e così ogni regione si è arrangiata da sé. Questo ha
portato a una totale mancanza di coordinamento tra le diverse amministrazioni e
all'instaurarsi di vincoli che vanno in senso contrario rispetto all'iter
semplificato previsto dal decreto legislativo del
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Martina continua a volare (sezione: Burocrazia)
Martina
continua a volare E' tornata per la riabilitazione in Slovacchia ARGENTA.
Martina, la bambina di cinque anni, affetta fin dalla nascita da paralisi
cerebrale con sindrome distonica, è di nuovo a Bratislava. Accompagnata come al
solito da nonna Anna Maria, si sta sottoponendo ad un nuovo ciclo di cure
riabilitative al centro "Adeli" di Piestany, a
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"Un voto per cambiare l'Europa" (sezione: Burocrazia)
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Intervista al premier Berlusconi "Un voto per cambiare l'Europa"
Silvio Berlusconi a Il Tempo: "A Bruxelles la nostra sinistra è come un
pesce fuor d'acqua. All'Italia servono istituzioni più snelle. Obama? Positivo
quello che fa, siamo in sintonia con la sua politica". Presidente
Berlusconi, quelle di oggi e domani sono innanzi tutto elezioni per il
Parlamento Europeo. Con quale obiettivo Lei ha deciso di guidare le liste del
Suo partito? Qual è il prossimo passo importante che deve compiere l'Europa?
Vorrei, prima di tutto, farle notare che in questa campagna elettorale c'è una
grande differenza tra noi e la sinistra. Invece di parlare di Europa, la
sinistra ha preferito cavalcare il gossip, il giustizialismo e la
demonizzazione dell'avversario, con una maldicenza continua anche a costo di
calpestare il diritto alla privacy. Non mi stupisce. In Europa la nostra
sinistra è come un pesce fuor d'acqua: il Pd non sa neppure a quale gruppo del
Parlamento europeo iscriverà i propri eletti. Noi, invece, coerenti con la
nostra storia e con i nostri valori, continuiamo a perseguire una politica di
riforme indispensabili per realizzare il sogno europeista, che mira a costruire
un soggetto politico mondiale forte, autorevole e portatore di pace. Oggi
purtroppo l'Europa, così com'è, lascia molto a desiderare. C'è
troppa burocrazia, troppe
norme che imbrigliano e mortificano le imprese invece di aiutarle a vincere le
sfide sui mercati internazionali. Troppe norme lontane dai cittadini e dalla
vita di ogni giorno. Dobbiamo incidere sui meccanismi decisionali, renderli più
concreti e più vicini alla realtà. Abbiamo la moneta unica e il mercato
unico. Ma questo non basta più. Dobbiamo pretendere una voce unica dell'Europa
in politica estera, dobbiamo avere un esercito unico e una difesa comune
europea cui tutti contribuiscano, ottimizzando le risorse nazionali, dimezzando
così i costi di ciascun Paese. Dobbiamo colmare altre lacune, così da avere una
politica dell'energia, della sicurezza e dell'immigrazione che siano veramente
comuni. Tutto ciò richiede anche un "premier europeo" che resti in
carica non solo sei mesi come avviene adesso per il presidente di turno del
Consiglio dei capi di Stato e di governo, ma per un tempo più lungo, almeno tre
anni come prevede il Trattato di Lisbona. Un tempo adeguato a realizzare un
programma che sia "sentito" dai cittadini europei come proprio. Tra
poche settimane l'Italia ospiterà il G8, che lei ha voluto a L'Aquila. Quale
risultato si prefigge da presidente della riunione? Sarà un G8 innovativo e
ambizioso. Anzitutto, vogliamo rafforzare il confronto diretto con le economie
emergenti. Le sfide che ci troviamo a fronteggiare, dalla crisi economica e
finanziaria ai cambiamenti climatici e alla fame nel mondo, esigono risposte
globali, da assumere insieme. Il G8 è uno strumento efficace perché ristretto,
ma dovrà confrontarsi con il G5 (Cina, Brasile, India, Messico, Sudafrica) e
l'Egitto, che ho voluto invitare all'Aquila in quanto importante Paese arabo e
musulmano. Il confronto si allargherà quindi ai Paesi africani, a Spagna,
Danimarca, Olanda e Turchia e agli altri Paesi emettitori di gas serra, per
discutere temi come la sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici. Sul
fronte economico, stiamo lavorando alla definizione di un Global Legal
Standard, un codice di norme per regolare il mondo finanziario ed economico in
modo da scongiurare il ripetersi di una crisi così grave. Affronteremo poi la
dimensione sociale della crisi e tutti i dossier "caldi" della
politica internazionale. Presiedo il G8 per la terza volta dopo Napoli nel 1994
e Genova nel 2001. La missione di questo G8 è far sì che i leader prendano le
decisioni giuste e siano vicini ai cittadini, specie ai più deboli. Come
segnale di sobrietà, per risparmiare e mostrare la solidarietà del mondo alla
popolazione abruzzese colpita dal terremoto, abbiamo deciso di spostare il
vertice dalla Maddalena all'Aquila, una scelta che è stata apprezzata da tutti
i capi di Stato e di governo che vi parteciperanno. Tra dieci giorni lei vedrà
a Washington il presidente Obama. Il cambio di colore politico
dell'amministrazione americana avrà effetti sui rapporti con l'Italia? Come
giudica i primi passi della Casa Bianca sui dossier più delicati del mondo:
crisi finanziaria, Iran, Pakistan e Corea del Nord? Giudico in modo
assolutamente positivo tutto ciò che il Presidente Obama ha fatto sin qui. Con
lui la tradizionale amicizia e sintonia di vedute fra Stati Uniti e l'Italia è
destinata a rafforzarsi ancora. La forza di questo rapporto è radicata
anzitutto nella solida amicizia che lega i nostri due popoli e dalla
condivisione profonda di un modello politico economico e sociale, che pone al
centro di tutto la libertà. Gli Stati Uniti sono per tutto il mondo il paese
della libertà, e quindi, chiunque ne sia il presidente, noi siamo con loro. In
concreto Obama ha dato importanti segnali di speranza e di apertura ed ha
dimostrato anche grande fermezza verso chi, come la Corea del Nord, mette in
pericolo la sicurezza e la pace. Ancora una volta, l'Italia si sente in
sintonia con la politica estera americana. Il presidente Obama ha rivolto ieri
al mondo islamico un discorso di grande apertura. Siamo in grado di dire che la
grande tensione figlia dell'11 settembre inizia a trovare una soluzione? Con il
suo discorso al Cairo, Obama ha gettato le basi di "un nuovo inizio"
nei rapporti col mondo islamico. Una stagione che guarda al futuro, e non al
passato, e che potrà dare buoni frutti. Ha descritto una strategia complessiva
basata sulla fiducia e al riguardo della violenza e dell'odio. Obama pensa a un
Irak affidato agli iracheni, al dialogo con l'Iran, alla pacifica convivenza
fra due stati, Israele e Palestina. E' una prospettiva che condividiamo e siamo
pronti a aiutarlo, a mettere a disposizione la nostra capacità tutta italiana
di dialogo. Ora però sta ai principali protagonisti del mondo arabo dare
risposte adeguate. Sono certo che la gran parte degli stati e dei popoli
islamici voglia, come noi, una prospettiva di pace e di sicurezza nel Mediterraneo
e nel Medio Oriente. E' superfluo aggiungere che in questo quadro la sicurezza
e l'integrità di Israele rimangono irrinunciabili. In Italia lei sta
sperimentando la guida di un governo sostenuto da una coalizione che si regge
su due partiti essenziali, Pdl e Lega. Questa formazione semplificata sarà la
chiave di svolta per le grandi riforme che attende il Paese? Il Popolo della
Libertà ha come obbiettivo nel tempo quello di arrivare ad ottenere più del 50
per cento dei consensi elettorali. E' un'ambizione legittima, perché le moderne
democrazie si reggono su un sostanziale bipartitismo, sul confronto tra due
grandi partiti. Chi vince governa per cinque anni. Chi perde esercita il
controllo. Oggi in Italia siamo in presenza di un bipolarismo che rappresenta
comunque un passo avanti rispetto al passato. Grazie alla legge elettorale da
noi introdotta, e criticata a sproposito, un anno fa il popolo italiano ha
ridotto il numero dei partiti presenti in Parlamento. I gruppi parlamentari
sono scesi infatti da
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La nuova Bruxelles? Demolisca la burocrazia (sezione: Burocrazia)
Commenti
Politica internazionale La nuova Bruxelles? Demolisca la burocrazia carlo zappatori Il rinnovo
del Parlamento europeo dovrebbe costituire una formidabile occasione per gli
elettori dei Paesi europei per dare un decisivo impulso all'avvio di radicali
riforme politiche ed istituzionali, per trasformare una comunità essenzialmente
di natura economica in un grande Stato federale europeo capace di incidere,
in modo determinante, anche nel campo della politica internazionale. Quando
dalle macerie del secondo dopoguerra mondiale i Governanti dei Paesi europei
dell'epoca posero le prime pietre per edificare l'attuale Unione europea
avevano, nel loro animo, un sogno che dall'unione economica dei Paesi europei
si sarebbe poi potuto passare, come logica conseguenza, ad una difesa e
politica estera europea unitaria, premessa indispensabile per la costituzione
degli Stati uniti di Europa, che era l'obiettivo finale del loro progetto. Nel
2002 con l'avvio dell'Euro e l'istituzione della Banca Centrale Europea si è
cercato di dare una svolta radicale e significativa per la completa
integrazione economica dei Paesi Europei. La difesa ad oltranza
dell'Inghilterra della propria moneta ( Sterlina) e della propria area di
influenza monetaria ha determinato un ulteriore ritardo anche in campo
economico e finanziario. L'esplosione della crisi finanziaria mondiale ha
scosso, nelle sue fondamenta, il modello capitalistico americano ed
anglossassone ed ha provocato in tutti i Paesi europei la riscoperta del ruolo
decisivo degli Stati nazionali anche per sostenere i sistemi bancari e
produttivi nazionali, e negli Stati Uniti, patria del liberismo e del
capitalismo, si è arrivati alla nazionalizzazione di Banche ed Imprese, così
come in molti Paesi Europei. Dopo la globalizzazione selvaggia dell'ultimo
decennio vi è attualmente il serio rischio di ricomparsa di nazionalismi e
protezionismi che potrebbero vanificare l'opera dei padri fondatori dell'Unione
europea che sognavano una grande Europa unita capace di giocare un ruolo determinante
negli equilibri politici ed economici mondiali. Il compito che attende, perciò,
gli eletti al parlamento europeo sarà molto arduo, perché occorre demolire le
burocrazie e le pastoie burocratiche oggi imperanti in Europa e cominciare a
volare alto, predisponendo un progetto politico verso gli Stati Uniti di Europa
che dovranno essere protagonisti nell'area del Mediterraneo. L'Europa deve
mettere in campo un programma di azioni di crescita graduale economica per il
Continente Africano, dove un miliardo di persone spingono sulle frontiere del
nostro Continente, mentre, con uno sviluppo sui propri territori,
diventerebbero una formidabile occasione di reciproco sviluppo per i contigui
continenti europeo ed africano. del 06-06-2009 num.
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Feste e comizi, caccia all'ultimo voto (sezione: Burocrazia)
Numerosi
gli appuntamentiorganizzati ieri seraSi è puntato sulle roccafortiper la
kermesse conclusiva Feste e comizi, caccia all'ultimo voto Scelte diverse per i
cinque candidati. Appello di Vitali: chi vince dovrà
combattere sprechi e burocrazia Fermo La lunga battaglia per l'autonomia è terminata. O quasi.
Da oggi si sceglie il presidente che guiderà la Provincia di Fermo. Il suo nome
resterà scolpito sulle targhe, comparirà nei libri di storia. Un'occasione
ghiotta. Ieri sera i candidati presidenti hanno affrontato il rush finale per
l'appello agli elettori. Feste e non solo. Comizi. Indicazioni agli
elettori. La chiusura Saturnino Di Ruscio ha puntato sulla festa per la nuova
Provincia, organizzata all'Aquila di Fermo con cantanti, attori, musica dal vivo
e proiezione di un video dal titolo Un luogo dove tutti vorrebbero vivere. Fra
gli ospiti erano attesi il direttore di Tgcom Paolo Liguori, il giornalista
Oscar Giannino, l'economista e scrittore Giovanni Palladino, l'imprenditore
Luca Monaldi e il manager Giuseppe Mascitelli. Una festa che ha fatto seguito
al doppio appuntamento a Fermo e Porto Sant' Elpidio, i due centri più grandi
della Provincia, con il comico Cacioppo. Fabrizio Cesetti, alla guida del
compatto schieramento di centrosinistra che può contare su cinque liste a
sostegno, ha scelto invece una chiusura meno appariscente, con alcuni incontri
nei luoghi strategici del Fermano e appuntamenti nei vari collegi della futura
Provincia. Giovanni Basso, candidato di Mpa, La Destra e Forza Fermano, ha
giocato in casa con il tradizionale tour fra i quartieri di Montegranaro.
Piccolo comizio e via in un'altra zona della città. Una strategia che è
risultata vincente in occasione delle ultime amministrative. Clima di festa
anche per Gaetano Massucci, candidato del Centro per il Fermano. Pure lui, come
Basso, ha puntato sulle zone dove spera di raccogliere maggiori consensi. Una
doppia festa di chiusura, la prima ad Amandola e la seconda, in programma a
partire dalle ore 21.30-
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GERARDO AUSIELLO CON LA VITTORIA DI CESARO INIZIA LA
SVOLTA IN CAMPANIA. CERTO, NON POSSIAM... (sezione: Burocrazia)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il (City)) (Mattino, Il (Circondario Sud1)) GERARDO
AUSIELLO «Con la vittoria di Cesaro inizia la svolta in Campania. Certo, non
possiamo prendere a calci nel sedere Bassolino e la Iervolino ma speriamo che
abbiano la dignità di farsi da parte». Mara Carfagna sceglie di chiudere a
Napoli la campagna elettorale del Pdl. L'ultimo comizio si tiene al Virgilio
sporting club, a Posillipo, dove il ministro per le Pari opportunità abbraccia
il candidato alla presidenza della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e lancia la
sfida al centrosinistra: «Hanno amministrato male, il fallimento è sotto gli
occhi di tutti - tuona - È arrivato il momento di mettere in campo un modello
di buon governo». Alla Carfagna Napoli riserva un bagno di folla: saluti,
applausi, strette di mano, foto ricordo. Sono oltre duecento i partecipanti
alla manifestazione organizzata dal consigliere comunale Stanislao Lanzotti: ci
sono i parlamentari Alfonso Papa, Maurizio Iapicca e Luigi Compagna, la
candidata alle Europee Erminia Mazzoni, il vicecoordinatore regionale del Pdl
Fulvio Martusciello, i consiglieri comunali Luciano Schifone e Gennaro Carbone,
il vicepresidente della municipalità Chiaia Maurizio Tesorone, il consigliere
municipale Alessandro Remondelli. E ancora Francesca Pascale, in corsa alle
Provinciali, e lo staff al completo di Aldo Patriciello, che punta a
riconquistare un posto a Strasburgo. Il ministro Carfagna insiste: «Sull'esito
del voto sono ottimista. Ho percepito ovunque una grande voglia di cambiamento,
i cittadini desiderano amministratori più virtuosi». E proprio da Palazzo
Matteotti, assicura, deve partire il cambio di rotta: «Vincere ora significa
preparare il terreno in vista delle Regionali e delle Comunali». Sull'eventuale
voto anticipato non si sbilancia: «Bassolino e Iervolino avrebbero dovuto
dimettersi da tempo ma sono rimasti al loro posto. Spero che tra qualche giorno
si rendano conto che il tempo è scaduto, il loro sistema si sta sgretolando. Il
governo Berlusconi, invece, continuerà a occuparsi della Campania e del Sud».
Ad ascoltarla, oltre ai politici, anche tanti professionisti ed esponenti del
mondo accademico: Eugenio Pugliese Carratelli, ordinario di Idraulica
all'Università di Salerno, il direttore scientifico del Pascale Enrico Di
Salvo, il penalista Andrea Castaldo, l'ingegner Ludovico Greco, i
commercialisti Francesco Serao e Alberto Maianti, l'ortopedico Anastasio
Tricarico, gli imprenditori Monica Pellone, Mena Boffa, Luis Gallo e Flavia Ammirati,
l'ingegnere Giovanni Battista Capece Minutolo del Sasso, il notaio Raffaele
Greco, i professori Gaetano Motta, Nino Ruffolo e Gianluigi Mangia, gli
avvocati Luigi Raia e Luigi Lamberti. A loro si rivolge Cesaro quando chiede un
impegno comune per «avviare finalmente una grande rivoluzione moderata. Non è
vero che la gente si è allontanata dalla politica. È la politica dei palazzi
che si è allontanata dalla gente e noi vinceremo perché capiamo il popolo. Noi
siamo il popolo» dice il deputato. Poi assicura: «Costruiremo
una nuova classe dirigente che combatta la burocrazia e gli sprechi attraverso l'innovazione e l'efficienza
ispirandoci al governo del fare realizzato dal premier Silvio Berlusconi».
Infine il taglio delle tre torte, tutte con panna e fragoline. La prima
dedicata al ministro Carfagna, la seconda a Cesaro e l'ultima alle elezioni
europee con l'annuncio ufficiale di Lanzotti: «Voterò per Patriciello,
Mazzoni e Stasi ma il mio cuore è per il Cavaliere».
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Nel mirino la ricapitalizzazione (sezione: Burocrazia)
Nel
mirino la ricapitalizzazione L'indagine della Finanza su Polesine Acque punta
l'indice pure sui rapporti con Sodea Sabato 6 Giugno 2009, Una decina di
milioni di euro. È il danno erariale che i finanzieri del Nucleo di polizia
tributaria hanno accertato nell'indagine aperta dalla sezione regionale della
Corte dei conti sulla situazione finanziaria di Polesine Acque. Un'inchiesta
condotta dal viceprocuratore Mingarelli su vari filoni. All'inizio erano
"solo" 700mila euro i soldi contestati per l'appalto alla controllata
Sodea, per la quale erano state inviate le notifiche di costituzione in mora ai
componenti dei Consigli d'Amministrazione per il periodo settembre 2003-aprile
2005. Un appalto finito sotto inchiesta perchè era stato affidato da Polservizi
spa il servizio di bonifica dei pozzi neri per i depuratori del Polesine alla
controllata Sodea. L'indagine è passata attraverso l'acquisizione, tra fine
2008 e inizio 2009, di altri documenti sulla gestione dei depuratori con
numerose deposizioni raccolte dalla Finanza. Vari versanti e filoni per circa
10 milioni di euro, anche se l'inchiesta non è ancora concluisa. Nel mirino è
finita anche la ricapitalizzazione dell'azienda seguita a buchi nei bilanci
2006 e 2007. Operazione che venne contestata perchè non tutti i Comuni poi
l'hanno approvata. Così come venne contestata la decisione mentre alcune forze
politiche, in primis Prc, propendevano per la liquidazione di Polesine Servizi
e di affidare il servizio ad Asm. Sempre in merito alla ricapitalizzazione, in
particolare, tra le carte acquisite dalla Finanza direttamente, o depositate da
quanti hanno da sempre segnalato le irregolarità sulla vicenda ci sarebbe anche
la documentazione relativa a un Comune dell'Alto Polesine con il sindaco che
esplicitamente avanzava dubbi sulla ricapitalizzazione, parlando esplicitamente
di cattiva gestione della società. La documentazione in mano alla Finanza
solleverebbe interrogativi anche sulla procedura adottata per la liquidazione
dei consorzi acquedotto poi assorbiti da Polesine Servizi per realizzare economie di scala e snellire la burocrazia, mentre poi le difficoltà di
Polservizi sono aumentate. Altri accertamenti sono in corso su alcuni progetti
e contratti di Polesine Acque, come quello elaborato da un'azienda di Bologna
per risolvere il problema del cuneo salino impiegando le aree golenali come
"serbatoi" da aprire in caso di siccità e risalita delle acque
salate. Progetto mai andato in porto, nonostante il pagamento, da parte
di Polacque, di 150mila euro. L'attuale presidenza di Polesine Acque nei mesi
scorsisi è comunque costituita contro i predecessori, mossa che, spiegò il
presidente Ferraccioli a gennaio, permetterebbe di rivalersi contro i
responsabili.
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Fare impresa in Polesine è un'impresa L'artigianato
ha bisogno di sostegno (sezione: Burocrazia)
Fare
impresa in Polesine è un'impresa L'artigianato ha bisogno di sostegno di
Girolamo Astolfi * Sabato 6 Giugno 2009, Fare impresa in Polesine certe volte
dà l'impressione di scalare una montagna che frana. Per salire dieci metri devi
scalarne cento. Difficile trovare un'immagine più adatta per descrivere lo scenario
attuale. Una valutazione realistica, ma non per questo pessimista. Perchè pur
tra mille difficoltà, lavorare in questo territorio significa anche avere a che
fare con abilità inusitate e una fantasia e un coraggio quotidiani. Qui in
Polesine la crisi trova degli elementi di ulteriore criticità nel gap
infrastrurturale che riguarda i servizi immateriali della Pa. Tutto ciò crea
difficoltà e ulteriore sfiducia nel domani, in un continuo gioco dilatorio che
rende incerti i riferimenti istituzionali anche per noi quadri datoriali. Le
imprese polesane nella maggioranza ssono imprese individuali, che rappresentano
un elemento di tenuta, ma anche di criticità, anche a causa di un pessimo
impatto con Basilea. La morte di una piccola impresa non fa rumore, non ha
ammortizzatori sociali e crea costi burocratici enormi in termini di
fallimenti. In più coinvolge i beni familiari del titolare e la sua vita
affettiva, di cui spesso gli stessi dipendenti fanno parte integrante, tanto
che c'è chi, pur di continuare a pagare gli stipendi, ha contratto un mutuo
sulla propria casa. L'artigianato avrebbe bisogno di politiche semplici di
sostegno e di contesto, perché ha ancora un potenziale enorme. I mestieri che
trovano collocazione nel mondo del lavoro sono molti, ma le politiche a
sostegno del loro insegnamento sono poche. Il precario, infatti, non è chi non
ha stipendio, ma chi non possiede abilità spendibili in una seria e stabile
occupazione. Quello che manca, insomma, è un reale trasferimento dei saperi. Ma
c'è troppa burocrazia e i percorsi cosiddetti "professionalizzanti" alla
fine rimangono sulla carta, perché nella realtà manca la manualità e c'è poca
conoscenza. In Polesine vi sono molte eccellenze, grandi tradizioni familiari,
insieme a una buona tenuta della piccola impresa, ma manca una serie di
percorsi concreti a sostegno del consolidamento e della crescita.
Servono politiche che siano davvero a dimensione di un contesto
imprenditoriale, percorsi di reale accompagnamento e penetrazione sui mercati
esteri e non semplici "gite" fuori dai confini. Occorre inoltre un
marketing territoriale che abbia dietro di sé una strategia compiuta e servizi
a supporto. * presidente Confartigianato
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Non ci interessa sapere se il prossimo candidato alla
presidenza della Regione Veneto sarà... (sezione: Burocrazia)
Sabato 6
Giugno 2009, «Non ci interessa sapere se il prossimo candidato alla presidenza
della Regione Veneto sarà della Lega o del Pdl. Disturba tantissimo invece il
conflitto che, da due anni, paralizza la Regione. E i fatti purtroppo si
vedono: nel piano delle opere pubbliche ci sono pochi euro: e nel Veneto non
sono previsti nè un metro di strada nè di ferrovia». Paolo Giaretta, senatore e
segretario del Partito Democratico del Veneto risponde all'intervista di
Berlusconi al Gazzettino e alle posizione di Sacconi e Brunetta sulla Tav. Il
Cipe darebbe soldi solo alle opere cantierabili... «Dire che si possono
finanziare solo opere cantierabili significa dare motivazioni inesistenti. Il
piano delle opere è dello scorso ottobre e non una di queste opere è partita. I
soldi sono rimasti nelle casse dello Stato e non sono entrati nel ciclo
dell'economia. Si è finanziato invece il progetto del ponte di Messina (un
miliardo e mezzo) e la metropolitana di Palermo...». La Tav
al Nord ha anche qualche problema di progetto e burocrazia. «Ma questi ritardi vengono da chi, da 14 anni, ha la massima
responsabilità della Regione; ed è "costituzionalmente" responsabile
della gestione del territorio»,. Allora? «La verità è che i soldi non ci sono:
ma mi auguro che ci siano in futuro». Proposte per accelerare la Tav?
«Si costituisca una task force tra Regione, parlamentari, enti locali e sistema
delle imprese impresa. Noi avevamo anche proposto di mobilitare risorse per i
progetti degli Enti locali, questi sì immediatamente cantierabili per far
lavorare l'economia del territorio. Ma la proposta è stata respinta». C'erano
altre priorità. «Messina? È opera inutile e non prioritaria per il Paese. Qui
ci vorrebbe una Regione garante dei finanziamenti Tav in tempi strettissimi: si
muova 'sta benedetta Regione! È sua la responsabilità. Ma ci rendiamo conto che
il tratto veneto della Tav è come un'altra Val di Susa?». Intanto Berlusconi
dice che i leader Pd sono impresentabili. «La logica dell' insulto non la
usiamo; e lui dovrebbe essere più prudente. A noi non interessano le scelte
private: però ci sono aspetti di carattere penale se si utilizzano voli di
Stato per il parterre delle feste di Berlusconi. La crisi ci mette di fronte a
responsabilità delle cose serie, e in questi momenti tutti i leader devono
indicare mete alte: questo in Italia manca. Il Cavaliere poi non si appunti sul
petto la medaglia di difensore della famiglia e dei valori cattolici, proprio
no». Il Presidente del Consiglio qualche privilegio lo dovrà avere... «Ma ho
incontrato tante volte il presidente Prodi che, senza scorta, in treno tornava
a Bologna da Roma. E penso sia un più bel esempio la festa di Prodi per i 40
anni di matrimonio piuttosto che quello delle feste di un uomo di 72 anni con
giovinette. Però giudicheranno gli elettori...». Se la Lega avesse un forte
risultato? «Dopo due anni di immobilismo in Regione ci sarebbe anche un
presidente deligittimato e il rischio di perdere un altro anno di attività.
Questa sarebbe l'occasione per le forze moderate come l'Udc di fare una
riflessione: il Veneto ha bisogno di un cambiamento». E Galan di cui si parla
sempre di più? «Ha fatto promesse: le mantenga. Ma è grave che si sia parlato
così di Galan nelle stanze romane: sarebbe questo il Federalismo? Si deve scegliere
il Pd in Veneto premiando così le buone amministrazioni e rompendo
l'incantesimo della lotta interna nel centro destra che ferma lo sviluppo».
Adriano Favaro
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