HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN.  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER

 


 

Report "Burocrazia"  5-6 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

"Il turismo deve battere la burocrazia troppo lenta" ( da "Stampa, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il turismo deve battere la burocrazia troppo lenta" ALASSIO L'annuncio del governo di aver trovato un accordo con cinque banche per agevolare gli operatori turistici nell'accesso al credito non può che farci piacere. Soprattutto in Liguria dove non sempre è facile ottenere liquidità e dove, anche se speriamo in una proroga come già avvenuto in Toscana,

Il presidente ci sarà lunedì sera ( da "Corriere delle Alpi" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più aumenta la burocrazia e i nostri dipendenti diventano matti». (Intervistatore e intervistato vengono superati dagli eventi. Nel sito della Provincia sono state inserite delibere e determine. Non è ben evidente il percorso per arrivarci, tutti gli atti che contengono un nome sono secretati e nemmeno il presidente sa da quanto c'è questa novità.

Si accende la voglia di viaggiare Le mete più curiose e gettonate ( da "Stampa, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ed altre come la Polinesia dove la burocrazia è più complicata ma si sta intervenendo per far fronte ad una domanda in netta crescita. Fra gli esempi di nuovi viaggi di tendenza spicca il Sudafrica e fra le destinazioni che si stanno affermando sul mercato italiano e cuneese dei viaggi di nozze la Nuova Caledonia.

Il programma dei primi 100 giorni ( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ogni intervento ha lo scopo di creare una Sassuolo più semplice, con una burocrazia più snella e con meno sprechi, con un contatto diretto tra cittadini e sindaco, con una maggiore trasparenza. Una Sassuolo più coraggiosa, sia dal punto di vista delle scelte urbanistiche che culturali per cambiare il volto della città creando un'identità forte.

Tetto sfondato per la neve e trasloco in un albergo ma il risarcimento tarda ( da "Trentino" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ordinaria burocrazia a Pieve di Bono Tetto sfondato per la neve e trasloco in un albergo ma il risarcimento tarda PIEVE DI BONO. Storia di ordinaria burocrazia quella che vede il signor Daniele Poli di Pieve di Bono chiedere legittima ricompensa per il danno subito in inverno: una pianta carica di neve finì sul tetto di casa sua in località Cariola nei dintorni di Pieve di Bono.

Borghetto, il ponticello rifatto a tempo di record ( da "Cittadino, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Paese dove la burocrazia è un elemento caratteristico nella vita amministrativa: è la storia del ponticello di collegamento tra le frazioni Prevede e Ca' de Mazzi lungo la strada che dalla Barazina arriva alla biforcazione appunto tra le due località. Poco più di 15 giorni fa, il manufatto ha avuto un cedimento che ha costretto l'amministrazione di Borghetto a correre i ripari con l'

alessandria, pdl all'assalto della roccaforte di palenzona - dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tagliare la burocrazia», esordisce il leader del Pdl. E aggiunge che «è necessario valorizzare ciò che già c´è ma pochi sanno far fruttare. Avere a Valenza uno dei principali distretti orafi del mondo è una ricchezza. Avere il paesaggio del Monferrato ma anche un outlet a Serravalle visitato ogni anno da 1,5 milioni di persone è un vantaggio che non siamo ancora riusciti a sfruttare»

Curare il dolore fisico, scelta di civiltà ( da "Giornale di Brescia" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di coda in Europa Semplificare la dispensazione dei farmaci per il trattamento del dolore severo, sottraendoli ai percorsi tortuosi della burocrazia che prevedeva l'obbligo di una ricetta speciale potrebbe migliorare la graduatoria del nostro Paese che, sia per queste ragioni sia per resistenze di ordine culturale, è agli ultimi posti in Europa nella prescrizione degli oppiacei.

Nuove caserme per i Carabinieri: storie... infinite ( da "Giornale di Brescia" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Sono questi i molti motivi che in vari paesi della provincia ritardano la consegna delle nuove caserme dei carabinieri. Presìdi importanti del territorio nati in parte dalla volontà della Giunta regionale lombarda, su proposta dell'assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, che ha manifestato la «favorevole volontà d'

"inchieste dagli effetti negativi spingono gli onesti al disimpegno" - giovanni marino ( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: asfissiante burocrazia durante un´emergenza ambientale di cui non si hanno precedenti cosa sarebbe accaduto con i rifiuti? Probabilmente ne saremmo ancora invasi. Ribadisco: credo che si debba tener conto del contesto: chi ha operato in quei momenti drammatici magari ha fatto scelte non perfettamente regolari ma in qualche modo dovute dalla crisi che invadeva ogni angolo di strada.

decolla il pati sottoscritto da 5 comuni ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fra un mese il Pati diventerà operativo: tempi azzerati, meno burocrazia, si va direttamente con la pratica in consiglio comunale, niente passaggio in regione. E' il tentativo di dire "basta" ad attese di anni per costruirsi una casa. Massimo Bitonci (nella foto) sindaco di Cittadella, parla di «un traguardo raggiunto dopo più di 3 anni di lavoro.

1. favorevole alle province? no, sono carrozzoni che appesantiscono ulteriormente ... ( da "Centro, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: carrozzoni che appesantiscono ulteriormente la burocrazia e aggravano la spesa pubblica. Credo che le competenze delle Province potrebbero passare ai Comuni, che sono in grado di avere un controllo più diretto sulle problematiche locali». 2. «Per dare un taglio agli sprechi nella pubblica amministrazione, direi innanzitutto che vanno eliminati i fondi cosiddetti di rappresentanza,

1. bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, ... ( da "Centro, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, non della burocrazia autoconservativa. La Provincia gestita dal Pcl non sarà un cuscinetto tra Regione e Comuni ma un ente di coordinazione attiva delle crisi aziendali, dei dissesti del territorio, delle istanze dei meno abbienti». 2. «Intendiamoci su quali siano gli sprechi.

 ( da "Tempo, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si è inoltre impegnato per lo snellimento della burocrazia (anche attraverso l'informatizzazione), per il risanamento ambientale e per il rilancio del turismo. Schietroma ha invece posto l'accento sulla necessità, per gli imprenditori, di avere risposte in tempi certi, sulla puntualità dei pagamenti e sul rilancio dei settori artigianale e commerciale.

La fabbrica Testa rimaneverrà ricollocata a Coasco ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In questo modo invece si può ricominciare a lavorare, e mi auguro che lo si faccia subito, su un progetto concreto di trasferimento». Adesso la vicenda torna ai tavoli della burocrazia. Bisognerà perfezionare l'acquisto, ottenere il via libera ai progetti, e anche alla variante di Leca. Poi si potrà cominciare il trasloco. Luca Rebagliati 05/06/2009

massarosa verso le elezioni ( da "Tirreno, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleggerimento della burocrazia. «Chiediamo a tutti i cittadini indistintamente a credere ed essere con noi in questo piccolo grande sogno per Massarosa, un sogno per tutti e di tutti». Aperitivo centrodestra. Oggi alle 13 aperitivo al bar Tiffany di Massarosa per la chiusura della campagna elettorale di Lorenzo Ghiara, il candidato sindaco sostenuto da Pdl,

silicani: sfida "verde" per il futuro ( da "Tirreno, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lo snellimento dei tempi di attesa e della burocrazia. Efficienza degli uffici e qualità dei servizi saranno al primo posto». Quali gli interventi più urgenti? «Proseguire con i progetti per energie rinnovabili che vedano protagonisti il sole, il vento, la filiera legno-energia. Priorità sarà data alla sicurezza sulla viabilità, alle politiche della casa e ai servizi alla persona»

di MASSIMO STEFANINI GRANDE AFFLUENZA di pers... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sinistra perché hanno capito che questo schieramento politico rappresenta la cattiva parte del sindacato, i fannulloni, la casta, la burocrazia, tutti elementi che non vogliono perdere i loro privilegi tuona il Ministro ». Per Brunetta, «in Toscana c'è la massima espressione di questo sistema che compra il consenso con il lavoro e con altre forme clientelari, ma siamo alla fase finale».

La provincia deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce ( da "Libertà" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: coordinando le attività di sostegno di queste fasce La provincia deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce. Deve mettere in campo risorse recuperate da una maggiore efficienza. Meno burocrazia vuol dire più risorse per anziani e bambini. 05/06/2009

L'Europa trema Il folletto xenofobo si insidia nelle urne ( da "Riformista, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa imbrigliata nei bizantinismi della sua burocrazia, uniti alla fiducia ormai pari allo zero che i cittadini nutrono nei confronti di chi li governa a tutti i livelli, dalle assemblee locali a quelle nazionali ed europee, creano una miscela propulsiva per i partiti estremisti, che fanno del populismo il loro vessillo.

Un sistema collaudato dove frode e disservizio pubblico costituiscono la regola ordinaria. U... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La turbativa di appalto: le modalità adottate servirono a snellire i tempi della burocrazia ma non a rubare. In ultimo: i denunciati. Gli infermieri Dario Basilisco, Mauro Bucciferro, Fernando Ventura; l'autista Giuseppe Di Gianni; la segretaria Marisa Ventura; Antonio Del Pizzo; Marco Di Domizio; i medici Claudio Frattaroli e Rocco Cutrella;

Il terreno è minato e alla Cgil spiegano subito. Attenzione: il sistema pubblico ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono spaventati dalla burocrazia da affrontare. Invece i Comuni e le Asl hanno servizi che funzionano, l'unico problema è che, a volte, non sono adeguatamente pubblicizzati». E allora, rischiare di cadere nelle grinfie del furbo di turno può non essere difficile. Soprattutto perché chi si muove tra sigle improbabili e servizi con la trappola conosce bene i meccanismi.

Trent'anni di attesa passati tra stanze ministeriali, commissioni, uffici tecnici. La vicend... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inchiesta della trasmissione Report come esempio dei tempi della burocrazia che accompagnano le opere pubbliche in questo Paese. Una vicenda che incomprensibilmente, lungo tutto l'Adriatico, non trova esempi analoghi quanto a lunghezza, intoppi ed intrecci di competenze. Ma adesso, nonostante tutto, finalmente ci siamo.

Sicurezza, imprese mobilitate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non è fatta di burocrazia e sanzioni per chi non compila un foglio. Pensiamo che le sanzioni vadano commisurate con le colpe». La sostanza è anche diffondere la cultura della sicurezza, per cui occorre «condivisione e alleanza» tra tutte le parti in gioco, ha sottolineato il presidente di Assolombarda, Diana Bracco.

Ultimi fuochi della campagna elettorale fermana per le provinciali tra proposte, feste e polemiche. ... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo la Cna di Fermo è prioritario rilanciare le politiche di incentivazione, Snellire la burocrazia che pesa sulle aziende come una ulteriore tassazione, e soprattutto velocizzare i tempi di pagamento. Dare inoltre operatività alle opere pubbliche cantierabili attivando tutte le procedure che possono favorire il coinvolgimento delle imprese locali agli appalti;

PESARO - Calano del 6% i reati commessi nella provincia di Pesaro rispetto a due anni fa, passando d... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 05-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La ragione di questo trend positivo è dovuto "ad un incremento dei carabinieri sulle strade - spiega Fedele - Grazie all'informatizzazione abbiamo snellito la burocrazia e così, sempre a parità di organico e con grossi sacrifici, abbiamo aumentato il numero degli uomini all'esterno".

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa delle burocrazie io penso che ci sia bisogno di una maggiore presenza delle istituzioni politiche». È un'Europa tecnica che non prende, però, solo decisioni tecniche. «Il Parlamento di Strasburgo dovrebbe essere più connotato, i cittadini hanno il diritto di sapere che una certa direttiva è stata voluta dai partiti cristiano-democratici piuttosto che dai socialisti.

PECHINO - Il buon giorno, nella data dell'anniversario più sensibile dell'anno, si vede... ( da "Messaggero, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abituati alle acrobazie della burocrazia cinese, ma c'è anche chi ci prova lo stesso, come i giornalisti di Cnn e Bbc. Finiscono per portare a casa video esilaranti dalle vie laterali alla piazza, con agenti in borghese che sbandierano ombrelli davanti alle telecamere per coprire la vista dell'area.

Busta pesante: restituzione nel caos ( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e promette ai cittadini che si trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia, assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni ripropongono insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza esito, l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali, auspicabilmente incoraggianti, da Palazzo Chigi.

di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo an... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e promette ai cittadini che si trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia, assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni ripropongono insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza esito, l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali, auspicabilmente incoraggianti, da Palazzo Chigi.

: botta e risposta fra Idv e Rizzi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accusano Piffari e Cimadoro - sono stati ostacolati e rallentati dalla burocrazia». Italia dei Valori chiede dunque che sia fatta chiarezza sulla questione. «Nessun rallentamento - ribatte Rizzi -. L'imprenditore ci ha chiesto di unire due licenze acquistate separatamente, ognuna per una media struttura commerciale di circa 1.

Strasburgo, provincia d'Italia ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles e il disinteresse popolare? Trattandosi di elezioni europee cosa saggia sarebbe dare la propria preferenza a candidati «europeisti» a quei pochi competenti cioè per i quali la costruzione di un' Europa politica non è un pretesto o un orpello retorico, ma un obiettivo decisivo, per i quali il ridimensionamento delle sovranità nazionali è una ineludibile necessità

di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA ( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E' l'appello che lanciano ai candidati a sindaco i presidenti provinciali di Confindustria Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario Brustenga, affiancato per l'occasione dal titolare della ditta di impiantistica Braganti srl di Sant'Andrea delle Fratte.

burocrazia negli uffici comunali> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 7 burocrazia negli uffici comunali» provinciali: «Tempi certi per le aziende e revisione delle imposte» di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E' l'appello che lanciano ai candidati a sindaco i presidenti provinciali di Confindustria Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario Brustenga,

( da "Nazione, La (Prato)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sui provvedimenti anti burocrazia («Il miglioramento della pubblica amministrazione non è di destra nè di sinistra. E' per tutti e questa è anche la rivoluzione che vogliamo fare noi», ha commentato il leader del Pdl Riccardo Mazzoni). L'unica nota stonata è stato il ritardo di Cenni, che è riuscito a malapena a stringere la mano a Brunetta (foto a sinistra)

Niente vacanze senza il visto Famiglia costretta a disfare subito i bagagli ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lì per lì ha pensato a un disguido della burocrazia. A un intoppo facilmente risolvibile tramite un controllo incrociato dal computer del check in. Al decollo peraltro, previsto per le 9.45, mancava davvero poco... E invece no. Arrivederci e grazie. Bardhok Mhilli, sua moglie e il loro piccolo di appena 9 mesi, in partenza per l'Albania valigie in mano,

ECCO PERCHE' LA CITTA' DEVE TORNARE A PARLARSI ( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: individuare un interlocutore e una strada liberata dalla burocrazia, perché finora così non è stato. Allora serve una cabina di regia per coordinare le funzioni vitali: per i cantieri, la cui proliferazione selvaggia impedisce i movimenti quotidiani; per turismo e cultura, che dovrebbero essere gestiti in accordo, magari da un assessorato unico affidato al vicesindaco.

L'ultimo appello di Lavagetto ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una macchina pubblica più efficiente e libera dalla pesantezza della burocrazia, ci permetterà di realizzare quella serie di progetti capaci di farci uscire dall'attuale difficoltà economica e di valori per farci recuperare competitività territoriale e comune senso di appartenenza basato sulle nostre radici e tradizioni.

Se non ci fate credito moriremo soffocati ( da "Giorno, Il (Milano)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accesso al credito alla burocrazia, dai ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici all'Expo. «Il manifesto non è un elenco di rivendicazioni ma uno strumento di lavoro, una strategia con cinque proposte concrete su cui agire subito precisa il presidente di Cna Lombardia Fausto Cacciatori (nella foto) per venire in aiuto del sistema dell'

Quando la burocrazia è cieca ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è cieca Paralizzato chiede invano di costruirsi un bagno al piano terra CERIANO IL COMUNE NEGA IL PERMESSO di GABRIELE BASSANI CERIANO LAGHETTO SE PRIMA il bagno a piano terra era solo la ricerca di una comodità in più, con un infermo in casa diventa una necessità improrogabile, di fronte alla quale anche le severe norme urbanistiche possono lasciare qualche via d'

Libè Zanichelli: ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sullo snellimento della burocrazia che investe oggi anche la Provincia di Parma e sulle inutili sovrapposizioni di attribuzioni e competenze è stato d'accordo con Libè anche il sindaco di Medesano Roberto Bianchi: «Abbiamo bisogno di una Provincia che funzioni, con poche competenze e che abbia la capacità di mettersi al servizio dei comuni.

Waterfront ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nonostante i ritardi della politica e della burocrazia militare, ha avuto un peso simbolico e letterario molto forte nell'immaginario napoletano. Molti i possibili riferimenti, dalle pagine di Mistero Napoletano di Ermanno Rea fino, naturalmente, alle suggestioni de Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese.

I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-

Distrofia Il Tigem sperimenta una nuova cura ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia può vincere solo la ricerca. Non parlo per me che sono avanti con gli anni, ma questo è un gran giorno per le migliaia di bambini che in tutt'Italia sono sprofondati nel baratro dell'indifferenza quanto non della cattiveria». Una documentazione agghiacciante delle mostruosità commesse ai danni dei pazienti di distrofia muscolari è stata raccolta in un dvd che ha raccontato

LA TELEFONATA ( da "Corriere del Veneto" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sostenuta da Brunetta, il fustigatore della burocrazia, il dileggiatore dei panzoni. Dall'altra il «cacciatore» Berlato, in compagnia di Elisabetta Gardini, del ministro Sacconi, del sindaco di Roma. Due incontri, una sola telefonata. E fin qua, passi. Ma c'è di più. Non si limita a telefonare e a incoraggiare, il Capo.

Pasquino: ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una vita universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione della didattica e della ricerca. Impegnandosi, non solo ad un massimo di due mandati, ma rinunciando a ogni eventuale indennità di carica. «Intendo utilizzare quel compenso ha detto - per incrementare i fondi destinati alle borse di studio».

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia, quasi circuito chiuso in mano ai potentati». Perché «no» alla Turchia nell'Ue? «Dobbiamo stare attenti, per questioni identitarie ed economiche. Rischieremmo di vedere soppiantate le cattedrali dalle moschee e la Turchia potrebbe farci a pezzi, non solo nel Mezzogiorno, con il drenaggio dei fondi Ue».>

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: russo, inglese, tedesco) Se voteranno No «La burocrazia è il vero nemico da combattere» D aiva non andrà a votare. «L'integrazione economica ha migliorato le condizioni di vita in tutta Europa, ma un'ulteriore espansione del ruolo europeo rischia di far crescere la burocrazia in modo insostenibile».

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La figlia Katerina, 25 anni, analista mediatica, non abita con loro. «In generale siamo a favore dell'Unione europea, di una maggiore cooperazione a livello economico e, quello che più ci interessa, culturale. Ma siamo diffidenti sull'eccesso di burocrazia e la mancanza di trasparenza».

Sì del Consiglio all'hotel a quattro stelle ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: VIA LIBERA Si trattava dell'ultimo atto politico amministrativo, l'ultimo ostacolo fra la burocrazia e la costruzione, fra via Costituente e via Balilla, di quello che sarà il primo grande albergo della città. Certo, la memoria va all'hotel Centrale di via Fosse Ardeatine e alle sue quaranta camere costruite quando sorse la città.

I piani di Cattaneo: Fatemi spendere con Energia ( da "Panorama.it" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia blocca tutto". È un fiume in piena [1] Flavio Cattaneo, amministratore delegato della [2] Terna, la società che gestisce 62 mila chilometri di impianti di trasmissione dell'elettricità, settima al mondo per dimensione, ma che deve fare i conti con l'italianissimo problema delle autorizzazioni ogni volta che deve anche solo cambiare un cavo in un elettrodotto.

Tute blu senza sussidi, è allarme ( da "Denaro, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accordo si è fino a ora arenato nelle maglie della burocrazia. "Infatti spiega Giovanni Sgambati, segretario regionale Uilm le convenzioni tra Regioni e Inps necessarie all'erogazione delle risorse sono state finora attivate soltanto in Lombardia e Sardegna. E in Campania, dove le emergenze nascono prima della crisi, la situazione è pesante".

Aiuti a famiglie e aziende In 4 alla prova del voto ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chilometro e burocrazia zero", per consentire un introito del 25% in più agli imprenditori che si riflette su un meno 25% nel prezzo di acquisto per le famiglie. Contrari all'ufficio tecnico sovracomunale, se andrà ad allungare i tempi e la burocrazia. Favorevoli, invece, se tutto si rivelerà snello ed a vantaggio dei cittadini,

GLI EVENTI METEOROLOGICI NON POSSONO ATTENDERE, DI CERTO, I TEMPI DELLA POLITICA E DELLA BUROC... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia». É questo il commento del vice Presidente Provinciale della Coldiretti di Salerno, Vittorio Sangiorgio, all'indomani dell'ennesimo disastro causato dallo straripamento dei corsi d'acqua nell'Agro nocerino sarnese. «Una calamità annunciata ed oggetto di numerose denunce da parte degli agricoltori dell'Agro - continua il rappresentante degli agricoltori salernitani -

LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE E OPPORTUNITà AI GIOVANI CHE OGGI EMIGRANO ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo sfidante del centrodestra: «Meno burocrazia per le imprese e opportunità ai giovani che oggi emigrano»

GIANNI COLUCCI I LAVORATORI DELLE AZIENDE PARTECIPATE DELLA PROVINCIA NON TEMANO. NON TEMAN... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Risposte rapide dalla burocrazia e infrastrutture. Nell'Agro nocerino le imprese ora sono davvero a rischio. E se non si interviene sulla logistica (area retroportuale a Salerno, Interporto a Battipaglia) sarà sempre peggio». Ma chi è il suo vero avversario: De Luca o Villani in queste settimane?

I borghi rurali, patrimonio da tutelare ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: patrimonio da tutelare Fondi europei e meno burocrazia per rivitalizzare i centri delle frazioni Venerdì 5 Giugno 2009, Pur essendo ormai un Comune alle porte di Udine, Campoformido conserva ancora alcuni caratteristici borghi rurali, in particolare a Bressa. Avete in programma la valorizzazione dei borghi storici?

Non credo nella politica di professione, ma penso che l'impegno in prima persona sia necessari... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si dovrà pensare anche a semplificare la burocrazia per agevolare le imprese piccole o grandi presenti sul territorio. Ci si dovrà attivare anche per attirare aziende innovative». Perchè un elettore dovrebbe votarvi? «Rappresentiamo il nuovo orizzonte per una città che ha bisogno di spezzare le catene dell'immobilismo della sinistra.

Anna Manzella Il Sociale? Qui non esiste ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pensi solo ai soldi che la Regione ha messo per il sostegno e che da mesi l'Usl non gira alle famiglie. E le assistenti sociali? Mandano le specializzande in Psicologia senza un minimo di preparazione. Mi hanno chiesto di candidarmi con L'Intesa veneta per uccidere la burocrazia e perché spero che Carlo Covi sia sindaco e cambi le cose. ».

I Popolari analizzano lo stato di salute dell'economia siciliana ( da "Sicilia, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: siciliana di agevolazioni dirette senza intermediazioni della politica o della burocrazia - ha continuato Borrometi - come il credito di imposta. Dalle relazioni e dal dibattito, è emerso innanzitutto il problema della povertà in Sicilia, diventato nel tempo un dato "strutturale" o più grave anche rispetto a regioni del Mezzogiorno ritenute povere come la Calabria o la Campania.

Irregolari e salute, 500 in piazza ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'ultimo intervento e stato di Pierluigi Di Piazza, del Centro Balducci che ha sottolineato le contraddizioni delle nostra società: la burocrazia li fa restare troppo a lungo irregolari, oppure non si ha il coraggio nè di assumerli nè di espellerli. E al contempo manca il dialogo e la cooperazione» A.S.

Edilizia, norme a rischio di costituzionalità la Regione rivede in corsa la bozza di legge ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: libertà maggiore dai vincoli della burocrazia. La "mission". La legge si propone molti scopi: la salvaguardia della salute dei cittadini e delle risorse naturali; la diffusione dell'edilizia sostenibile e il miglioramento della qualità architettonica attraverso la tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e delle caratteristiche ambientali del territorio regionale;

A Istanbul va in pista una "nuova" Ferrari ( da "Gazzettino, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla fine il braccio di ferro è tra il potere delle grandi burocrazie sportive e parasportive e quello, in verità un po' in discesa, dei grandi gruppi industriali automobilistici, afflitti dalla crisi e dalla contrazione dei mercati. Comunque, anche nel fronte delle piccole squadre pro-Fia (e pro Mosley), non tutto è chiaro.

I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-

Le imprese chiedono un piano per la ripresa ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia meno complicata e meno costosa, maggiore concorrenza ed una effettiva liberalizzazione del mercato energetico, attuazione dello Small Business Act Europeo per la valorizzazione dell'impresa diffusa, armonizzazione e coordinamento delle politiche fiscali: queste le principali proposte contenute in una lettera aperta che Confcommercio,

Frattini benedice Biancofiore ( da "Trentino" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ex ministro Enrico La Loggia: «Occorre meno burocrazia e più interesse verso le imprese, specialmente quelle medio piccole e soprattutto grande interesse ai valori fondanti della nostra Europa: rispetto per i diritti delle persone, la sicurezza e la legalità. Sono questi i principi che la nostra Europa dovrebbe costituire».

Si conoscono in comunità, fuggono per amore ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È una storia di amore, sogni e burocrazia quella vissuta da questi due adolescenti. Una storia che, dopo la fuga e il successivo ritrovamento, ha spinto i servizi sociali ad assecondare in qualche modo il loro desiderio di stare insieme, collocandoli sì in due diverse comunità, ma vicine.

Concorso stataleriservato agli invalidiminacce di ricorso Alla Foce il maxi contenitore per i rifiuti ingombranti ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inserzioni e i bollettini dei concorsi tornando poi a fare i conti con la burocrazia del settore. Finalmente un giorno l'occasione tanto cercata si presenta. «Ecco la chanche che può mettere fine ai problemi economici e far ripartire la speranza di una vita serena», pensa Maria. E' Un bando di selezione del Centro per l'Impiego della Spezia per due concorsi al Ministero della Difesa.

marco, il capitano invisibile che per l'anagrafe non esiste ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La storia è allo stesso tempo semplice e incredibile, un concentrato di burocrazia e superficialità, di disattenzioni e contraddizioni fin troppo evidenti. «Dopo la separazione da mia moglie - racconta Marco Chessa - non avevo la possibilità di trovare un'altra casa, così sono andato a vivere sulla barca che, per lavoro, tengo a Stintino.

a confronto cinque ricette di futuro - giacomo pelfer ( da "Tirreno, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche attraverso una riduzione della burocrazia. Investire sulle energie rinnovabili permetterebbe di creare posti di lavoro. Casillo. Vogliamo creare un fondo per le aziende e per gli operai che hanno perso il lavoro, potenziare lo sportello per le attività produttive e attivare un nuovo servizio di consulenza alle imprese.

Nucleare e rinnovabili, mix virtuoso ( da "Finanza e Mercati" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, meno carte.. L'attuale governo - mi riferisco ad alcuni provvedimenti proposti dal ministro Brunetta - ci sta già lavorando. Anche se c'è ancora molto da fare. Anche nel settore delle autorizzazioni per lo sviluppo delle fonti rinnovabili si può migliorare.

( da "Libertà" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: purtroppo anche a Piacenza burocrazie e vincoli rappresentano ancori freni molto onerosi in termini di tempo e di denaro, un nodo così rilevante andrebbe sciolto al più presto". Mariangela Spezia (La Piacentina) evidenzia come la tenuta del sistema locale sia legata a una componente fondamentale: "Da noi si lavora ancora davvero,

FOLIGNO SCETTICI al cospetto delle voci dell'ultim'or... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E a dir poco esasperati di fronte alla burocrazia dilagante che coinvolge anche gli attuali pensionati, in servizio attivo a cavallo tra il 1997 e il 1998, quando il provvedimentoebbe vigore. «E' diventato un tormentone, anche se per me la vicenda era partita apparentemente bene afferma Nicasio Petrucci .

Confapi in assemblea tra crisi e futuro ( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la politica le trascura, la burocrazia le soffoca. Noi imprenditori conclude sappiamo che lo sviluppo poggia sulla nostra capacità di rafforzare costantemente la competitività delle nostre aziende, chiediamo pertanto al sistema collaborazione, certezze, affidabilità, dando in cambio noi stessi, ciò in cui più crediamo.

La mensa costa meno, gli studenti risparmieranno 30 centesimi ( da "Nazione, La (Firenze)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unificazione avrebbe spostato risorse dalla burocrazia ai servizi». Sulla stessa scia Marta Rapallini, responsabile Università del Pd Toscana: «La riorganizzazione aziendale sta raggiungendo gli obiettivi». Felici, ovviamente, gli studenti. «La via imboccata è giusta commenta SU!' -. L'unificazione delle Aziende può essere positiva solo se a beneficiarne sono gli studenti»

Tutti al mare, senza lavatrici ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rimossi 50 metri cubi di ingombranti Per mesi la burocrazia ha costretto il Comune a rinviare la bonifica del litorale dai detriti portati dal mare, dopo l'alluvione di ottobre a Capoterra. Gli operai hanno però trovato anche frigoriferi. Non c'è più traccia di canne e detriti, nel litorale quartese.

"il secondo inceneritore? sblocchiamo prima il gerbido" ( da "Repubblica, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine credo sia importante ridurre la burocrazia per le imprese». 5) Alleanze. «Se andremo al ballottaggio non chiudo la porta a nessuno. Ma non siamo pronti a fare compromessi che toglierebbero senso a una candidatura come la mia che è fuori dai giochi di partito».

Padroni di casa, ma non del terreno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La legge consente ai residenti di poter riscattare il diritto di proprietà, ma c'è ancora da sciogliere il nodo della burocrazia che, a distanza di quasi vent'anni, lega ancora la città a Cagliari. LA VICENDA Hanno acquistato le case in tempi in cui ancora non si sospettava che i prezzi sarebbero saliti alle stelle, però il loro ?tesoro? non è poi così prezioso.

soste selvagge e nessuno interviene ( da "Tirreno, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assurda burocrazia, chiedendomi di inoltrare una richiesta scritta al Comune. Al che, ho fatto notare alla vigilessa che non avrebbe dovuto essere necessario era necessario presentare la mia richiesta al Comune, perché i vigili urbani avrebbero già dovuto rilevare l'inconveniente e porre rimedio, e io non avrei nemmeno dovuto intervenire.

( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche se la burocrazia è il lato che più li fa arrabbiare: «Non è possibile studiare tanto qui e poi non poter partecipare a concorsi pubblici perché ancora non abbiamo la cittadinanza, peraltro richiesta da tempo», si accend Castillo Cahavez. Marta Gara Image: 20090606/foto/7464.

FIRENZE FORSE pensava di av... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccato dalle secche della burocrazia, con la Provincia che non riesce ad acquisire il complesso e a dare il via al progetto di riqualificazione. Più volte gli enti locali hanno bussato al ministero o all'Agenzia del Demanio, sempre sono tornati a mani vuote. Ci sono oltre 31 milioni di euro di lavori che attendono un passaggio di proprietà.

aspo, appalti per i servizi pubblici dal 2010 cambiano tutte le regole ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli amanti della burocrazia si chiama gestione in house, sarebbe in casa ma detto in inglese suona meno casereccio. Tutto è andato in modo perfetto, fino a quando le nuove norme dell'unione europea sono state adottate dallo Stato. Ora diventa impossibile fare affidamenti in house.

L'anomalia italiana: troppo potere nelle mani del premier ( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienza della burocrazia; l'impoverimento del sistema universitario; i fenomeni criminali mafiosi che sono la vera emergenza sicurezza. Accanto a ciò, tuttavia, la fonte principale della deriva italiana, che rende impossibile affrontare il resto, va cercata nella fine del modello di crescita del dopoguerra, e nella risposta miope della politica:

Ecco la firma che ha fatto scattare l'inchiesta ( da "Provincia Pavese, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha fatto da cerniera tra le amministrazioni comunali, la Regione Lombardia alla quale chiedere il rilascio delle autorizzazioni per trasformare le strutture in residenze sanitarie o hospice, e le imprese. Allestendo pacchetti completi per snellire i tempi della burocrazia.

Quest'Italia vola troppo basso ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, regole di concorrenza, funzionamento della giustizia. Ma che fare allora? In tempi di crisi la scelta peggiore è stare fermi. Meglio «levare la testa dalle angustie di oggi per vedere più lontano » (ancora Draghi). Traduciamo per le imprese: più capitale di rischio e meno indebitamento a breve verso le banche.

CITTA' DEL VATICANO - Finora i preti che per varie ragioni decidevano di gettare la tonaca alle... ( da "Messaggero, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, ma soprattutto meno intoppi giuridici. La Congregazione per il clero è stata dotata dal Papa di maggiori poteri sia per agevolare le fuoriuscite, sia per punire più severamente i consacrati che violano la castità. Alla base di questa novità c'è che sempre più preti, in varie parti del mondo,

Slittamento a ottobre dei lavori di difesa della costa di Ladispoli e Marina di San Nicola, ... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 06-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo la burocrazia ha impedito di posare le scogliere nei tempi previsti, sarà una stagione dura per tanti stabilimenti che hanno pochissima spiaggia per accogliere i vacanzieri». Sul tavolo delle trattative l'Assobalneari segnalerà le situazioni più delicate che rischiano di gettare sul lastrico le famiglie che vivono con i proventi del turismo.

In attesa dei figli in disco Aprite locali per genitori stressati Egregio direttore, qualcuno mi deve spiegare perché i locali notturni dove si balla devono aprire a mezzanotte! Lo ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: elefante del pubblico e della sua burocrazia... omissis». Infatti si è esclusivamente operato ai fini della sicurezza perseguita, attuando numerosissimi interventi, da anni da questa Provincia che si considera comunque «sconfitta» ogni volta che sul quotidiano si leggono titoli quali «Lunedì nero sulle strade: tre morti» (titolo riportato in prima pagina nell'

La dignità del lavoro, la sordità della politica. Il Novecento di Trentin ( da "Manifesto, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ripiegato sulla burocrazia dell'organizzazione». In questo clima si arriva agli accordi del '92 con il governo Amato che portano all'abolizione della scala mobile: «Decisi di firmare e dimettermi perché con la firma disattendevo il mandato ricevuto dai lavoratori, ma se non firmavo contribuivo all'acuirsi della crisi politica,

Crisi, Oberrauch sprona la giunta ( da "Corriere Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oberrauch sprona la giunta di FELICE ESPRO BOLZANO Gli imprenditori durante la loro assemblea annuale chiedono tempi rapidi alla Provincia per attuare il pacchetto anti-crisi, in particolare la riduzione ulteriore dell'Irap e la diminuzione della burocrazia. Ospite d'onore il vescovo Golser, che ha parlato di un'economia a misura d'uomo, fondata su valori e virtù. A PAGINA

Il domani ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia tecnocratica questioni tanto delicate, rinunciando a indicare persone che hanno a cuore i nostri valori della vita, della famiglia, della libertà di educare e della solidarietà, sarebbe una grave omissione. Se è vero, come si afferma da più parti, che l'Europa deve essere dei popoli, questa è l'occasione di una assunzione di responsabilità da parte degli elettori.

Una messa a fuoco sulle imprese coloniali ( da "Manifesto, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: condotto per di più con persone prese quasi per intero dalla burocrazia coloniale del periodo fascista, e quante ambiguità siano rimaste come retaggio della improvvisa ma per altri versi troppo lunga fine del colonialismo italiano. I modelli perseguiti da Italia e Germania sono per alcuni versi simili, per altri diversi.

( da "Corriere Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, taglio dell'Irap da subito» Oberrauch: la Provincia si attivi. Gli assessori: siamo già al lavoro, tempi rapidi Repetto: «Puntate di più su ricerca e sviluppo I finanziamenti ci sono» La Cgil: «Pronti al dialogo sulla pace sociale» BOLZANO Gli industriali chiedono tempi celeri alla Provincia per attuare il pacchetto anticrisi,>

Quando il panettone era un affare di Stato ( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al punto che nei piani di studio universitari, allora rigidamente controllati dalle burocrazie ministeriali che con il pretesto di preservare il purismo della lingua rendevano difficile qualsiasi cambiamento, questa disciplina appariva come «Tecniche e politiche di vendita ». Oggi si dice marketing anche in dialetto veronese.

Il ciclista che emigrò nel Quebec ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «La burocrazia spegne il merito, frena ogni spirito innovativo. Lo sport più diffuso è quello del tornaconto personale e poco importa se poi a soffrirne è la comunità. C'è una dilatazione dell'individualismo e in questa atmosfera viziata i giovani faticano a trovare spazi: sono come boccioli che non riescono a fiorire.

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un taglio alla tassa della burocrazia» di CARLO SANGALLI * Caro Direttore, il 2009 non è solo l'anno della grande crisi ma è anche l'anno in cui l'Europa, alla vigilia del rinnovo del Parlamento europeo ed in particolare attraverso la prima settimana europea delle Pmi dello scorso mese di maggio, sviluppa la discussione e l'implementazione dello Small Business Act,

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro corruzione e burocrazia. La giornata al Forum è stata dominata dai dibattiti sulle fonti energetiche, e lo stesso Medvedev ha preso parte a un sondaggio in diretta sul prezzo ideale del barile di petrolio. A votare, con il presidente, sono stati imprenditori, economisti, manager, esperti, che si sono espressi in maggioranza per un prezzo medio del barile tra i 70 e 80 dollari.

Sarno, Mancusi tenta il bis Corrado è il suo avversario ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ricostruzione si è arenata contro la burocrazia che è stata lontana dalla nostra città. Molto è stato fatto, ma c'è ancora tanto da fare per restituire un territorio sicuro agli abitanti. L'occasione di riscatto può venire solo dalla crescita degli esperimenti di ingegneria idraulica e naturalistica sul territorio, tracciando la strada di un nuovo contesto integrato tra uomo e ambiente»

in comune pagelle e premi ai dirigenti ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Comune pagelle e premi ai dirigenti Scatta il sistema di valutazione per un salto di qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la sufficienza piena Metodo contro i fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco come funzionerà CHIETI. Un sistema di valutazione dei dirigenti che tenga conto del livello di conseguimento degli obiettivi assegnati e delle capacità organizzative dimostrate.

ci è cambiata la vita ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E il lavoro "sfibrante" imposto dalla "burocrazia". Carte da riempire ogni giorno, elenchi dei volontari e dei terremotati da inviare al Com e al Dicomac (sigle fino ad allora sconosciute). La situazione delle tende da monitorare ogni giorno: ingressi, uscite e persino qualche "prenotazione".

( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vince sempre la palude delle burocrazie». D'Alema era d'accordo con voi o no? «Rispondo con un aneddoto su Cuperlo, che faceva il ghost writer. Passava notti in bianco per preparare note dettagliatissime, dati, schede... ». E D'Alema? «Sollevava lo sguardo dal foglio e diceva: "Bravissimo!

In Italia la burocrazia frena anche il sole ( da ">Milano Finanza" del 06-06-2009)
Argomenti:
Burocrazia

Abstract: nomia data: 06/06/2009 - pag: 24 autore: Luisa Leone In Italia la burocrazia frena anche il sole Qual è la regione italiana con il maggior numero di impianti fotovoltaici? La Sicilia? O forse la Calabria o la Sardegna? No, al primo posto per numero di impianti installati e al secondo per potenza generata si colloca la Lombardia.

Martina continua a volare ( da "Nuova Ferrara, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si riferisce ai dottori, alla burocrazia Emiliano Romagnola, a coloro che non ne vogliono sapere di sostenere le spese di queste cure. Mentre i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basterebbe che, il primo medico che ha visitato Martina anni fa, la riguardasse ora. Che la guardassero mentre sta seduta da sola.

"Un voto per cambiare l'Europa" ( da "Tempo, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è troppa burocrazia, troppe norme che imbrigliano e mortificano le imprese invece di aiutarle a vincere le sfide sui mercati internazionali. Troppe norme lontane dai cittadini e dalla vita di ogni giorno. Dobbiamo incidere sui meccanismi decisionali, renderli più concreti e più vicini alla realtà.

La nuova Bruxelles? Demolisca la burocrazia ( da "Denaro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Demolisca la burocrazia carlo zappatori Il rinnovo del Parlamento europeo dovrebbe costituire una formidabile occasione per gli elettori dei Paesi europei per dare un decisivo impulso all'avvio di radicali riforme politiche ed istituzionali, per trasformare una comunità essenzialmente di natura economica in un grande Stato federale europeo capace di incidere,

Feste e comizi, caccia all'ultimo voto ( da "Corriere Adriatico" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chi vince dovrà combattere sprechi e burocrazia Fermo La lunga battaglia per l'autonomia è terminata. O quasi. Da oggi si sceglie il presidente che guiderà la Provincia di Fermo. Il suo nome resterà scolpito sulle targhe, comparirà nei libri di storia. Un'occasione ghiotta. Ieri sera i candidati presidenti hanno affrontato il rush finale per l'appello agli elettori.

GERARDO AUSIELLO CON LA VITTORIA DI CESARO INIZIA LA SVOLTA IN CAMPANIA. CERTO, NON POSSIAM... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2009) + 3 altre fonti
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Costruiremo una nuova classe dirigente che combatta la burocrazia e gli sprechi attraverso l'innovazione e l'efficienza ispirandoci al governo del fare realizzato dal premier Silvio Berlusconi». Infine il taglio delle tre torte, tutte con panna e fragoline. La prima dedicata al ministro Carfagna, la seconda a Cesaro e l'ultima alle elezioni europee con l'annuncio ufficiale di Lanzotti:

Nel mirino la ricapitalizzazione ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: realizzare economie di scala e snellire la burocrazia, mentre poi le difficoltà di Polservizi sono aumentate. Altri accertamenti sono in corso su alcuni progetti e contratti di Polesine Acque, come quello elaborato da un'azienda di Bologna per risolvere il problema del cuneo salino impiegando le aree golenali come "serbatoi" da aprire in caso di siccità e risalita delle acque salate.

Fare impresa in Polesine è un'impresa L'artigianato ha bisogno di sostegno ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia e i percorsi cosiddetti "professionalizzanti" alla fine rimangono sulla carta, perché nella realtà manca la manualità e c'è poca conoscenza. In Polesine vi sono molte eccellenze, grandi tradizioni familiari, insieme a una buona tenuta della piccola impresa, ma manca una serie di percorsi concreti a sostegno del consolidamento e della crescita.

Non ci interessa sapere se il prossimo candidato alla presidenza della Regione Veneto sarà... ( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Tav al Nord ha anche qualche problema di progetto e burocrazia. «Ma questi ritardi vengono da chi, da 14 anni, ha la massima responsabilità della Regione; ed è "costituzionalmente" responsabile della gestione del territorio»,. Allora? «La verità è che i soldi non ci sono: ma mi auguro che ci siano in futuro».


Articoli

"Il turismo deve battere la burocrazia troppo lenta" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Angelo Galtieri STEFANO PEZZINI "Il turismo deve battere la burocrazia troppo lenta" ALASSIO L'annuncio del governo di aver trovato un accordo con cinque banche per agevolare gli operatori turistici nell'accesso al credito non può che farci piacere. Soprattutto in Liguria dove non sempre è facile ottenere liquidità e dove, anche se speriamo in una proroga come già avvenuto in Toscana, la nuova legge regionale ci obbliga ad adeguare le strutture alle normative previste entro 18 mesi». Angelo Galtieri, presidente provinciale dell'Unione albergatori, è decisamente soddisfatto dell'arrivo, a livello nazionale, di un miliardo e 600 milioni per il turismo. Allora tutti i problemi sono risolti per il turismo... «Non scherziamo. Questa è una boccata d'ossigeno importante, molto importante ma pur sempre una boccata d'ossigeno. I problemi sul tappeto sono tanti e complessi. Dobbiamo armarci di pazienza e rsiolverli uno a uno. A cominciare dalla burocrazia che rallenta e non poco un settore dove il dinamismo è invece fondamentale. Poi vogliamo parlare dell'Iva? Da noi incide per il 10 per cento, in Spagna per il 7 e in Francia addirittura al 5. Significa minore liquidità per le aziende, minori margini di guadagno e, di conseguenza, minore capacità di investimento. Solo la burocrazia e le spese penalizzano lo sviluppo del turismo? «Certamente no. Abbiamo problemi strutturali mica da ridere. L'accessibilità, ad esempio. Basta vedere cosa è successo durante il ponte del 2 giugno: autostrade e strade con code chilometriche, treni piani. Se non sciogliamo al più presto questi nodi saremo sempre di più obbligati a rincorrere la concorrenza. Si deve investire sul potenziamento della rete stradale, accelerare il raddoppio e trasferimento a monte della ferrovia, puntare sullo sviluppo dell'aeroporto. Ma è sono richieste che come categoria facciamo da decenni». A proposito di aeroporto, all'improvviso sembra che il «Panero» sia diventato appetibile se non addirittura strategico viste le offerte arrivate per ottenerne la gestione... «Vero e questo non può che farci piacere. Non dimentichiamo che anni fa come associazione eravamo entrati nell'azionariato dell'aeroporto proprio per dimostrare che crediamo nel futuro dello scalo. Con la privatizzazione si potrà avere l'allungamento della pista e, a quel punto, l'idea di organizzare charter turistici sarà una realtà». Per il turismo, in questi giorni, c'è da registrare anche un altro evento: il depuratore di Borghetto. «Un fatto importantissimo. Il mare pulito è sicuramente un elemento trainante del nostro turismo. A questo punto la maggior parte della provincia di Savona ha una depurazione delle acque adeguata. Manca solo l'estremo Ponente e questo è negativo soprattutto sotto il profilo dell'immagine». Mare pulito significa che l'industria dell'ospitalità è ancora legata al concetto di spiaggia e mare? «Direi di sì. L'entroterra è una risorsa molto importante ma è difficile che un turista prenda l'auto e vada a cercarsi il frantoio in collina quando poi, al ritorno, non trova parcheggio. Anche qui ci sono interventi strutturali da affrontare. Credo che uno sviluppo possa venire dal ventilato polo golfistico che comprenderà Garlenda, Ortovero e Villanova. E gli albergatori che ruolo avranno per uscire dalla crisi? Bisogna ritornare a una maggiore collaborazione e meno conflittualità con le istituzioni. E poi crescere come associazione. L'abbiamo fatto entrando in Confindustria anni fa e ora proseguiamo con un direttore come Scrivano che sta riformando l'Unione per offrire più idee e servizi».

Torna all'inizio


Il presidente ci sarà lunedì sera (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domande personalizzate per i due politici, chiamati a rispondere di temi che sono stati al centro di polemiche di parte non senza veleni «Il presidente ci sarà lunedì sera» Bottacin e Reolon pensano che il primo turno di voto potrà bastare IRENE ALIPRANDI BELLUNO. Dopo una serie di domande uguali per entrambi i candidati alla presidenza della Provincia, abbiamo posto alcune domande "personalizzate" sulla base delle esperienze di ciascuno dei due intervistati. Sergio Reolon Lei frequenta Palazzo Piloni da quasi trent'anni, un tempo abbastanza lungo per fare molte cose, ne avanzano ancora? «Nei primi dieci anni sono stato all'opposizione, esperienza che mi è servita per farmi le ossa. Poi sono diventato assessore e con il mio impegno ho qualificato i settori della caccia, della pesca e della tutela delle acque, che erano le mie deleghe, facendo emergere un alto profilo. Ora sono il presidente uscente e dico che questa provincia può essere ancora il punto principale di riferimento del territorio, con ulteriore attenzione verso gli altri enti». Se doveste arrivare al ballottaggio cosa succederà? E' favorevole agli apparentamenti? «Confido che si possa avere il presidente della Provincia già lunedì sera, non credo che ci sarà bisogno di valutare altre alternative». Operazione trasparenza. Quando il sito internet della Provincia sarà utile oltre che bello? Interattivo e con tutti i documenti on line. «Sono perfettamente d'accordo, ma ci sono problemi di software. Anch'io voglio un sito dove ogni atto sia accessibile a tutti, ma va detto che in Italia più si chiede semplificazione, più aumenta la burocrazia e i nostri dipendenti diventano matti». (Intervistatore e intervistato vengono superati dagli eventi. Nel sito della Provincia sono state inserite delibere e determine. Non è ben evidente il percorso per arrivarci, tutti gli atti che contengono un nome sono secretati e nemmeno il presidente sa da quanto c'è questa novità. Ma è una buona notizia. ndr). Un volantino della Lega Nord denuncia le elevate spese per la comunicazione (150 mila euro) e la psicologa (205 mila euro). E' una polemica da cui non si esce... «Bisogna distinguere. La psicologa è una professionalità di alta qualificazione che ci è utile per fare quello che stiamo facendo. Il volantino critica due cose che messe insieme valgono lo 0,1% del bilancio, sul resto, il 99,9% va bene, quindi. In questi anni il numero dei dipendenti è sceso di 40 unità, ma abbiamo rapporti di consulenza con alcune figure professionali, alcune bellunesi altre no, indispensabili per un programma ambizioso. In tutto per la comunicazione avremo speso 30 più altri 30 mila euro all'anno e poi c'è il bilancio sociale, anche quella è comunicazione, ma è coinvolge la gente». La debolezza del suo partito, il Pd, è un problema? «Io ho una squadra eccezionale molto coesa, che non ha mai guardato all'appartenenza politica. Forse la debolezza del partito è un vantaggio, perché io non devo rispondere a nessuno e non mi condiziona. Il problema è far crescere la società e un pensiero condiviso». Ambiente e salute. E' possibile contenere l'attività di imprese che hanno un forte impatto su tutto ciò che le circonda? «La politica deve saper fare delle scelte anche se la normativa è incongruente. La Via e altre disposizioni obbligatorie ti portano a valutare un intervento alla volta ed è logico che vanno bene, ma non il complesso degli insediamenti. Se lo sviluppo del territorio passa anche per l'ambiente bisogna essere attenti. Nel caso Metalba io mi sto assumendo una responsabilità personale. Ma sottolineo l'incongruenza degli strumenti normativi. Anche il trasporto pubblico è un sistema per aiutare l'ambiente e noi abbiamo creato Unico studenti, un sostegno concreto per chi abita in montagna». E' già in grado di dirci qualcosa sul futuro della sua attuale giunta? «No, posso solo dire che ho avuto una squadra straordinaria e che l'unità è sempre stata eccezionale, senza mai un momento di crisi». La sua più grande soddisfazione. «Dopo cinque anni da presidente, vedere i bellunesi che mi ringraziano per aver ridato orgoglio, dignità e credibilità a questo territorio. Io voglio che Belluno sia la capitale delle Dolomiti, non la periferia di Venezia». Gianpaolo Bottacin Lei di mestiere fa il legislatore. Ci spieghi come si può affermare che l'Unesco mette vincoli. «No, è vero, l'Unesco non può mettere vincoli. I vincoli li impongono solo Regione e Stato, non l'Unesco. Quando un'area è patrimonio dell'umanità tutto il mondo ti osserva, ma il massimo che può succedere è che tolgano il marchio. Io credo che l'Unesco sia un'opportunità». (Nasce una discussione sull'Unesco, sulle dichiarazioni di una certa parte ingannata dall'ignoranza e sull'opposizione di Galan. Reolon ha la rivista "I viaggi di Repubblica", con le Dolomiti, bellissime, in copertina. Sfogliandola scoppia la pace. ndr). Statuto regionale. C'è speranza? «Secondo me no, perché qualcuno teme che, fatto lo Statuto, si cambi la legge elettorale». Agricoltura. In questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori e gli agricoltori soffrono. La Lega ha tutte le deleghe, la situazione cambierà? Possiamo arrivare a un'Avepa diversa? «Il Piano di sviluppo rurale era di 200 milioni e grazie a Zaia sono diventati 914. Il 34% è andato alla montagna, il 22% a Belluno, dove si produce il 3,2% del Pil agricolo veneto. Ma è varo, va differenziata la montagna. Nei nuovi bandi ci saranno le altitudini per favorire la montagna vera. La burocrazia continua ad essere una complicazione, ma non ci sono molti margini. Ad esempio le foto aeree volute dall'Europa hanno creato un sacco di problemi, ma anche evidenziato troppe incongruenze. Avepa va snellita». Chiarisca una volta per tutte: la legge del 3% delle bollette dell'acqua è legittima o no? «Sì. Gli amministratori veneziani di centrosinistra avevano presentato un quesito, ma il Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche ha risposto che la legge è legittima». Come farebbe fronte al problema del lavoro? «Il fondo di solidarietà va bene, ma con priorità ai bellunesi e come ammortizzatore sociale in azione sinergica con altri interventi. In futuro la forte incidenza del settore manifatturiero dovrà necessariamente essere riequilibrata da altri settori, come il turismo e l'agricoltura». E' pronto per affrontare altri 15 giorni di campagna elettorale? «Anch'io penso che avremo il presidente della Provincia lunedì sera». E' più importante la necessità di un'impresa o le esigenze dei residenti? «La responsabilità sociale è anche in carico ai privati. In alcune grandi aziende c'è senso di responsabilità, ma manca nelle piccole e medie imprese che sono il tessuto produttivo del Nord Est. Un esempio è la cava di Tambre, che dà lavoro a tre persone ma distrugge le strade con i camion e il Comune non porta a casa quasi nulla». Le soddisfazioni in Regione. «Molti provvedimenti fatti per questa provincia, dal raddoppio dei canoni, allo sconto sulla benzina per 20 Comuni al Soccorso Alpino».

Torna all'inizio


Si accende la voglia di viaggiare Le mete più curiose e gettonate (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

VACANZE PER TUTTI I PORTAFOGLI E LE ESIGENZE, CON QUALCHE CONCESSIONE ALL'ORIGINALITA' Si accende la voglia di viaggiare Le mete più curiose e gettonate L'estate 2009 accende la voglia di viaggi e svago per i tanti cuneesi che ogni anno partono alla volta di una vacanza ideale: che sia all'ombra di una palma da sogno o in cima ad una vetta dove osano solo le aquile ha poca importanza. Il miraggio da inseguire resta solo uno: staccare la spina al suon di un «dolce far niente». E nonostante i venti di crisi, tra i vacanzieri della Granda ben pochi sono quelli che rinunciano alle ferie, optando casomai per soggiorni più brevi. Come tutti, anche i cuneesi prestano maggior attenzione alla ricerca del miglior rapporto qualità-prezzo, ma piuttosto che attendere il last minute preferiscono prenotare in largo anticipo. Vacanze più brevi dunque, una o due settimane al massimo, preferibilmente in Italia ma anche in Europa nelle mete raggiunte dai voli low cost: la conferma viene dai tanti operatori turistici in terra di Granda che per l'estate 2009 fanno già registrare un boom di prenotazioni. E dai mari ai monti, non c'è che l'imbarazzo della scelta nell'offerta del made in Italy: Trentino, Lombardia o lo stesso Piemonte per immergersi con la famiglia tra paesaggi alpini, le colline dei vini o il dolce scialacquio dei laghi. Sempre richiestissime la capitali dell'arte da Firenze a Torino, da Roma a Venezia, da Firenze a Napoli. Sul fronte mare riemerge la voglia di turismo domestico, popolare, fatto di alberghi, spiagge, divertimento e gastronomia generosa. E molti dei vacanzieri nostrani torneranno come ogni anno al solito ombrellone. Dipendenti pubblici, pensionati o giovani che siano, anche quest'anno la tendenza fa rotta verso i litorali adriatici del Veneto e dell'Emilia Romagna. Sempre gettonate Liguria e Sardegna. In flessione Toscana, Puglia, Basilicata e Sicilia mentre Napoli e la Campania, dopo la debacle 2008, tornano ad attrarre turisti. Tra i mari d'oltre oceano, vi sono esperienze che vanno oltre il semplice viaggiare e adatte a portafogli un po' più generosi: come approdare sulle spiagge bianco avorio della Polinesia francese, le lagune indonesiane, gli atolli solitari di Thailandia, Maldive, Mauritius e Seychelles. Destinazione vacanza esclusiva e indimenticabile. Al di là delle mete esotiche, tiene il mercato anche la preferenza dei centri benessere e degli agriturismi, probabilmente perché sia la cura del corpo sia il contatto con la natura sono considerati un buon espediente per staccare la spina. Tra le nazioni più visitate, la vicina Francia resta uno dei paesi più ricercati dal turista cuneese. Continua a piacere la Provenza dove tutto è musica, persino il vento che si chiami Mistral o tramontana, sia la Bretagna, regione di marinai e leggende, sia la vacanza sulle rive della Loira dove andar per gioielli dell'architettura francese come Amboise, Chambord, Chenonceau. Altro Paese amatissimo dai cuneesi e più in generale dagli italiani è la Spagna. E' il secondo del mondo per numero di luoghi dichiarati Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco, da Cáceres a Cordova, a Cuenca, Ibiza, San Cristóbal de La Laguna, Santiago de Compostela, Segovia, Tarragona e Toledo e altre ancora. Ma la preziosa eredità storica di queste mete è solo la prima delle tante attrazioni offerte dalla Spagna che mette in campo anche prezzi abbordabili e servizi di buona qualità. Fuori dall'Europa, gli operatori del settore e i tour operator confermano l'Egitto e i Paesi del Magreb come le mete più frequentate. Gli Stati Uniti e la Cina, invece, si sono confermati mete privilegiate per viaggi di lunga durata. Ma nella casistica delle rotte dei vacanzieri, discorso a sè meritano i viaggi di nozze. Sì, perché cambieranno pure le mode e i portafogli ma la luna di miele resta. Un segmento di mercato che le agenzie di viaggio confermano in costante crescita, con un budget di spesa media intorno ai 3,000-4,000 euro a persona movimentando un giro d'affari di 5 miliardi di euro su tutto il territorio nazionale. In crescita risultano anche le richieste di coloro che vogliono sposarsi all'estero, soprattutto a Mauritius, Fiji e Cook dove sposarsi con rito civile è abbastanza semplice, ed altre come la Polinesia dove la burocrazia è più complicata ma si sta intervenendo per far fronte ad una domanda in netta crescita. Fra gli esempi di nuovi viaggi di tendenza spicca il Sudafrica e fra le destinazioni che si stanno affermando sul mercato italiano e cuneese dei viaggi di nozze la Nuova Caledonia.

Torna all'inizio


Il programma dei primi 100 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Silvia Dallari Il programma dei primi 100 giorni Ecco cosa farebbero gli otto sfidanti in caso di vittoria Ultimo giorno elettorale prima del silenzio imposto in attesa del voto amministrativo. Per riassumere la posizione degli otto candidati alla carica di sindaco, ecco l'ultima domanda che abbiamo rivolto a tutti: «Cosa si sente di promettere che farà nei primi 100 giorni se sarà eletto?». La risposta viene riportata in ordine di apparizione sulla scheda (fra parentesi le liste collegate): Massimo Bertacchi (Amare Sassuolo), Ciro Alessio Pecoraro (Il Coraggio di cambiare), Lillo Bruno Cerami (Lista Verità, Verdi per la pace, Rifondazione Comunista), Angioletto Usai (Usai sindaco), Corrado Scalabrini (Unione di centro), Graziano Pattuzzi (Pd, Sassuolo con Pattuzzi, Di Pietro Italia dei valori, Sinistra per Sassuolo, Socialisti, Comunisti italiani), Luca Caselli (Popolo della Libertà, Lega Nord, Lista per Sassuolo, Pensionati), Ivano Piccinini (Conto anch'io a Sassuolo). BERTACCHI: «Sposterei il mio ufficio dalla sede attuale all'interno dell'Urp in Piazza Garibaldi, in modo che la gente possa raggiungermi con molta facilità per parlarmi. Potenzierei immediatamente l'assistenza domiciliare per gli anziani disabili, aprendo all'interno dei Servizi Sociali un apposito ufficio per accogliere le istanze dei familiari dei cittadini affetti da patologie della terza età. Aumenterei immediatamente la presenza sulle strade della Polizia Municipale sostituendo tutto l'organico impegnato negli uffici con personale amministrativo e andando così a istituire quei "Vigili di Quartiere" che sarebbero gli "occhi" e le "orecchie" dell'Amministrazione». PECORARO: «Il mio programma si compone proprio di 100 punti da realizzare nei primi 100 giorni. Ogni intervento ha lo scopo di creare una Sassuolo più semplice, con una burocrazia più snella e con meno sprechi, con un contatto diretto tra cittadini e sindaco, con una maggiore trasparenza. Una Sassuolo più coraggiosa, sia dal punto di vista delle scelte urbanistiche che culturali per cambiare il volto della città creando un'identità forte. Una Sassuolo più bella, sicura e viva con piazze accoglienti, così come i quartieri, piena di iniziative. E a chi mi ritiene troppo giovane per fare il sindaco rispondo che Google e Facebook hanno rivoluzionato il mondo e sono stati inventati da studenti!» CERAMI: «Prima cosa, sarà valutare le risorse a disposizione per sostenere i lavoratori in difficoltà, poi incontrare imprenditori, sindacati e cittadini per trovare nuove strade di sviluppo e un mercato sostenibile che generi sicurezza e stabilità nella popolazione. In parallelo, aumentare le risorse a disposizione eliminando gli sprechi e lavorando sul risparmio dei consumi energetici degli edifici pubblici puntando sulle energie alternative per non perdere di vista la salute del cittadino, altamente a rischio a causa del degrado ambientale e degli sbagliati stili di vita. Per questo si cercherà di lavorare per promuovere politiche di prevenzione e di salvaguardia ambientale». USAI: «Mi concentrerò sui gravi problemi giunti con la crisi. Prima cosa sarà riorganizzare i servizi sociali e il loro assessorato, al momento troppo debole rispetto alla mole di lavoro da affrontare: troppi sono i cittadini in difficoltà e tutti loro devono poter usufruire dei servizi in tempi veloci e nel modo più efficace possibile. Contemporaneamente occorrerà risolvere il problema dell'occupazione e più in generale quello dell'economia in depressione. Il lavoro deve essere garantito ai giovani e a chi lo ha perso o vive in cassa integrazione. A questo fine, per creare posti di lavoro, occorre incentivare le imprese perchè la semplice diminuzione delle ore di lavoro non risolve il problema dell'alto costo della vita». SCALABRINI: «In tempo di crisi serve un impegno concreto nel riconoscere i carichi familiari ed il valore sociale dei figli. E' necessario perciò defiscalizzare da subito per garantire un trattamento più equo nei confronti di chi fa famiglia e intende investire nel nostro territorio. Questo è possibile solo con un buon governo ed eliminando gli sprechi. Per garantire lavoro occorre minore burocrazia per chi sceglie di fare impresa. Siamo convinti che non sia urbanisticamente possibile accogliere una moschea nel nostro ristrettissimo territorio». PATTUZZI: «Entro la fine di giugno verrà sgomberato il condominio I Gerani: un'ordinanza impone agli abitanti di lasciare liberi gli alloggi entro il 18. Nelle prime riunioni di giunta poi, stanzieremo ulteriori fondi da destinare alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, da aggiungere ai 650mila euro già stanziati a Marzo e a quanto, dietro nostra sollecitazione, ci garantirà la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Garantisco, anche, che sono pronto a incatenarmi a Roma davanti al Ministero se Anas non deciderà di dare seguito ad uno dei due project financing che ha in mano. I soldi ci sono, i progetti pure per realizzare l'intero tratto della Campogalliano-Sassuolo». CASELLI: «Come prima cosa bonificherò via Adda e via Del Tricolore. Poi prenderò personalmente in visione tutte le pratiche urbanistiche giacenti e in attesa di risposta e tutti i fascicoli relativi al contenzioso giudiziario del Comune, per valutare immediatamente delle soluzioni per quelle più risalenti. Farò, poi, riunioni operative con la Polizia Municipale per programmare gli interventi sul territorio. Nominerò un City Manager di mia stretta fiducia che riferisca direttamente al sindaco della sintesi tra i dirigenti comunali. Non confermerò il permesso provvisorio alla moschea di Via Regina Pacis, che verrà chiusa. Mi occuperò del Politeama». PICCININI: «Promettiamo di tagliare i costi della politica, partendo dai tagli degli stipendi del sindaco e degli assessori; di rendere i libri gratis nelle scuole dell'obbligo con il comodato d'uso ed internet gratuito; di intraprendere una decisa lotta contro gli spacciatori di droga, coinvolgendo le famiglie, le istituzioni ed il mondo dei giovani; la realizzazione di una casa famiglia per anziani nel vecchio ospedale; la realizzazione di un maneggio per ippoterapia sulle rive del fiume Secchia; l'installazione di telecamere, sia nelle sedute del Consiglio Comunale che nelle stesse riunioni delle varie Commissioni».

Torna all'inizio


Tetto sfondato per la neve e trasloco in un albergo ma il risarcimento tarda (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La storia di ordinaria burocrazia a Pieve di Bono Tetto sfondato per la neve e trasloco in un albergo ma il risarcimento tarda PIEVE DI BONO. Storia di ordinaria burocrazia quella che vede il signor Daniele Poli di Pieve di Bono chiedere legittima ricompensa per il danno subito in inverno: una pianta carica di neve finì sul tetto di casa sua in località Cariola nei dintorni di Pieve di Bono. «Tramite Comune sono in attesa dei soldi della Provincia ma non ho ancora ricevuto tutto quel che mi spetta», spiega il signore di origini toscane, da un anno residente in Valle del Chiese. «In realtà è da qualche anno che vivo qui. Già nel 2003 due alberi finirono sul mio tetto, cadendo da una proprietà privata confinante. Ora di nuovo, danneggiando anche l'auto e la grondaia, oltre che le tegole», confessa Poli. «Ho ricevuto l'ordine di sgombero - aggiunge - e sono andato a vivere per quindici giorni in una camera matrimoniale in un albergo di Roncone, dove pagavo 60 euro a camera e 15 euro per ciascuno dei due pasti». I conti sono presto fatti, perché stando così le cose il costo giornaliero arriva a 90 euro. Moltiplica per 15 giorni ed ecco 1.350 euro di albergo. «Senza contare il danno di 2.300 euro alla macchina. Ma io mica li ho ricevuti tutti quei soldi», spiega ancora Poli, che evidenzia come la Provincia intervenga a copertura dei danni ad abitazioni qualora i costi superino complessivamente i 5.000 euro. «Io in totale ho dovuto spendere di più, posso assicurarlo», sottolinea ancora lo sfortunato cittadino che ha affidato la propria difesa all'avvocato Massimo Zortea, figlio di Luigi Zortea, il sindaco di Canal San Bovo morto nella tragedia dell'Air France proveniente dal Brasile. «Come Comune di Pieve di Bono abbiamo inviato in Provincia tutta la documentazione che il signor Poli ci ha fornito. Noi come Comune non possiamo agire. E' compito nostro destinare a Poli tutto ciò che la Provincia vorrà riconoscergli - spiega Attilio Maestri, sindaco di Pieve di Bono - non possiamo anticipare nulla come Comune, fino a quando non ci viene detto quanto riconosce a Poli». (s.p.)

Torna all'inizio


Borghetto, il ponticello rifatto a tempo di record (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Borghetto, il ponticello rifatto a tempo di record Borghetto Crollato e ripristinato in dieci giorni, praticamente un record in un Paese dove la burocrazia è un elemento caratteristico nella vita amministrativa: è la storia del ponticello di collegamento tra le frazioni Prevede e Ca' de Mazzi lungo la strada che dalla Barazina arriva alla biforcazione appunto tra le due località. Poco più di 15 giorni fa, il manufatto ha avuto un cedimento che ha costretto l'amministrazione di Borghetto a correre i ripari con l'interruzione della strada e lo sbarramento del ponte, che serve a scavalcare un piccolo fossato di servizio per i campi tutto intorno. Sono rimaste sconosciute le cause del cedimento, anche se l'ipotesi più probabile è che le lunghe piogge di inizio primavera abbiano contribuito a rendere franabile il terrapieno su cui poggia il manufatto. La strada è rimasta quindi interrotta per una settimana, il tempo di attivare l'intervento della società incaricata delle manutenzioni per il comune di Borghetto, la Trasmoter di San Colombano. I residenti a Ca' de Mazzi e quelli della zona Barazina e Casoni da una parte, e Prevede dall'altra, sono rimasti nell'impossibilità di avere un collegamento diretto. Quindi l'intervento di una società specializzata ha consentito di consolidare le sponde e il terrapieno: il ponte è stato poi riassestato con ghiaia e terra, in attesa di una successiva sistemazione finale con il rifacimento del tappetino d'asfalto.

Torna all'inizio


alessandria, pdl all'assalto della roccaforte di palenzona - dal nostro inviato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Torino Alessandria, Pdl all´assalto della roccaforte di Palenzona DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca ) paolo griseri Alessandria - I sondaggi dicono che i due se la giocheranno testa a testa. Stradella spera nel vento in poppa del centrodestra nazionale per conquistare palazzo Ghilini (1732, disegno del Castellamonte) al primo turno. Perché al ballottaggio è molto probabile che vinca Filippi. Esito incerto tanto che Palenzona si è tenuto prudentemente lontano dai giochi mentre Marcellino Gavio, il re della logistica piemontese, «avrà pagato la campagna elettorale della destra e della sinistra», come ammettono all´unisono nei due schieramenti contrapposti. Sarebbe un errore pensare che il campo di gioco sia solo ad Alessandria, in quella piazza della Libertà su cui affacciano sia il palazzo del Municipio che quello della Provincia. Fin a due anni fa sulla piazza regnava il centrosinistra. Poi l´harakiri della giunta comunale di Mara Scagni: «Sei mesi prima del voto - ricordano al Pd - i sondaggi la davano talmente in basso che le società di rilevamento dovettero inserire tra le possibili risposte (alla domanda ‘Lei chi voterebbe come sindaco?) la frase: ‘Qualsiasi candidato ma non la Scagni´. L´opzione ottenne il 20 per cento dei consensi». Fu una disfatta. Gli avversari riconoscono che battere Filippi sarà tutt´altra impresa. «Dalla nostra - dice il presidente uscente - abbiamo il lavoro fatto in questi 15 anni, quegli investimenti in infrastrutture che i nostri avversari chiamano debito ma che hanno cambiato in meglio la vita della Provincia». Tra i vanti dell´amministrazione ci sono «la strada a quattro corsie che collega Spinetta a Alessandria, il museo della battaglia Marengo, la variante di Strevi, primo passo per collegare Acqui all´autostrada». Soprattutto c´è l´impulso dato alla logistica con il centro di Rivalta Scrivia «attrezzato - spiega Filippi - per movimentare treni lunghi un chilometro», primo mattone per la realizzazione del sogno del retroporto: trasformare l´Alessandrino in un gigantesco retrobottega di Genova, nel punto di smistamento delle merci che arrivano dalla Liguria e viaggiano verso l´Europa del Nord. Per realizzare il progetto bisogna costruire il terzo valico ferroviario tra Piemonte e Liguria. Opera di cui si parla da decenni senza che nessuno abbia avuto la forza per realizzarla. Non l´ultimo governo Prodi, che non riuscì a trovare i finanziamenti necessari, non l´attuale governo: «Hanno messo un milione giusto per lavarsi la coscienza», commenta Renzo Penna, candidato alle europee per Sinistra e Libertà. Penna, una lunga esperienza nella componente socialista della Cgil, è stato assessore della giunta Filippi fino allo scorso anno. Oggi la formazione di Nichi Vendola sostiene il presidente uscente e accoglie la parte di Rifondazione che non ha condiviso la scelta di correre da soli presentando Giovanni Naggi. Corre da sola anche l´Udc. Non per vocazione, perché ad Alessandria sostiene la giunta di centrodestra di Piercarlo Fabbio, ma per ragioni nazionali e scelte compiute tra Roma e Torino. Così per il partito di Casini scende in campo il giovane Giovanni Barosini, maglione alla Marchionne e il decisivo sostegno della fisarmonica dell´orchestra «Castellina Pasi». L´Udc è il termometro dell´incertezza e della confusione. Non si può dire che sia un partito che viva di pregiudizi. Nelle Comunali di Tortona si allea con il Pd mentre in quelle di Novi e Casale si schiera con il Pdl. Anche nei due partiti maggiori non mancano le sorprese. A Novi la candidatura del giornalista Gigi Moncalvo spacca Forza Italia tanto che l´ex capogruppo in Comune si presenta per conto suo appoggiata dalla Lega. Alle comunali di Casale si divide il Pd tra la maggioranza del partito, che appoggia Gianni Crisafulli, e l´area dei Popolari della Margherita che sostiene Mariuccia Merlo: «Non era stato facile tenere tutti insieme alle scorse elezioni - commenta Federico Fornaro della segreteria regionale del Pd - e questa volta è stato impossibile». Quali di queste divisioni conterà di più nel voto provinciale? La carta su cui punta Franco Stradella è quella della continuità con il governo nazionale e con l´amministrazione comunale di Alessandria. «Dobbiamo tagliare la burocrazia», esordisce il leader del Pdl. E aggiunge che «è necessario valorizzare ciò che già c´è ma pochi sanno far fruttare. Avere a Valenza uno dei principali distretti orafi del mondo è una ricchezza. Avere il paesaggio del Monferrato ma anche un outlet a Serravalle visitato ogni anno da 1,5 milioni di persone è un vantaggio che non siamo ancora riusciti a sfruttare». Stradella è deputato e promette che non si dimetterà anche se venisse eletto. Un presidente a mezzo servizio? «Palenzona, quello che io reputo il miglior presidente che ha avuto questa Provincia, di incarichi ne aveva a bizzeffe».

Torna all'inizio


Curare il dolore fisico, scelta di civiltà (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 05/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Curare il dolore fisico, scelta di civiltà Farmaci e non solo per eliminare una condizione cronica che rende la vita difficile a migliaia di persone L'annuncio del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio sulla semplificazione delle prescrizioni dei medicinali L'oppio afgano, ricavato dai papaveri, è uno dei componenti dei farmaci per la terapia del dolore Eliminare il dolore fisico è possibile. Farlo significa adottare una scelta di civiltà. In questo senso si stanno muovendo più realtà: da un lato a livello ministeriale, con la semplificazione delle ricette con le quali i medici di medicina generale possono prescrivere i farmaci per il dolore severo; dall'altro, con l'impegno all'interno degli ospedali di medici anestesisti dedicati alla terapia del dolore in tutte le sue espressioni. Prescrizioni semplificate Facendo riferimento alla recente «giornata del sollievo» che si è celebrata a livello nazionale, e all'annuncio del viceministro alla Salute Feruccio Fazio sulla semplificazione delle prescrizioni, la responsabile dell'ambulatorio della Terapia del dolore dell'Ospedale Civile, Michela Huscher e il direttore del Dipartimento di Anestesia Gabriele Tomasoni hanno illustrato ieri in un incontro stampa il loro impegno per una corretta terapia del dolore nei confronti sia dei pazienti ricoverati sia di coloro che accedono all'ambulatorio su indicazione del medico di Medicina generale: è sufficiente avere l'impegnativa del medico e prenotare attraverso il Centro unico di prenotazione. L'ambulatorio è aperto ogni martedì e mercoledì. Innanzitutto, un dato: curare il dolore si può. «Oggi - come è stato ribadito ieri - sono disponibili diverse strategie terapeutiche per affrontare il dolore acuto, quello cronico e quello oncologico. L'Ospedale Civile è da tempo impegnato in questo ambito, innanzitutto per diffondere tra gli operatori attraverso corsi di formazione una più attenta considerazione della necessità del trattamento del dolore che, nella nostra cultura, è stato per lungo tempo considerato come ineluttabile, parte del destino di ciascuno». Hanno aggiunto Huscher e Tomasoni: «L'anestesista, per la sua specifica formazione, ha come finalità principale quella di trattare il dolore chirurgico o da trauma. Nella sua esperienza professionale sviluppa una grande dimestichezza con i farmaci specifici e le tecniche utili per combattere il dolore e, quindi, è in grado di affrontare i vari tipi di dolore che affliggono 15 milioni di persone nel nostro Paese». Terapia del dolore L'ambulatorio è attivo da oltre un anno al Primo Servizio di Anestesia e Rianimazione del Civile ed ha in carico alcune centinaia di pazienti esterni, oltre ovviamente ai moltissimi ricoverati seguiti dagli anestesisti. Nello specifico, si occupa di dolore oncologico in persone che hanno già subito un intervento chirurgico o altre terapie antineoplastiche e che vengono segnalati dai rispettivi reparti. All'ambulatorio afferiscono anche molti pazienti affetti da dolore cronico non oncologico che giungono dopo percorsi di trattamenti prolungato e complesso che, evidentemente, non hanno raggiunto l'obiettivo. «Essi vengono inseriti in programmi di terapia che vede l'uso sia di farmaci specifici sia di tecniche antalgiche invasive - ha aggiunto la dott. Huscher». Lo scorso anno il 19% dei pazienti trattati avere dolore oncologico, il 26% neuropatico e il 27% dolori legati al mal di schiena cronico». Fanalino di coda in Europa Semplificare la dispensazione dei farmaci per il trattamento del dolore severo, sottraendoli ai percorsi tortuosi della burocrazia che prevedeva l'obbligo di una ricetta speciale potrebbe migliorare la graduatoria del nostro Paese che, sia per queste ragioni sia per resistenze di ordine culturale, è agli ultimi posti in Europa nella prescrizione degli oppiacei. La semplificazione della prescrizione vale per tutte le forme farmaceutiche ad eccezione di quelle iniettabili e delle terapie per la disintossicazione come il metadone. Anna Della Moretta

Torna all'inizio


Nuove caserme per i Carabinieri: storie... infinite (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 05/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Strutture La sicurezza Nuove caserme per i Carabinieri: storie... infinite Molti progetti o cantieri per ospitare i militari sono bloccati e spesso per questioni marginali BRESCIA Ritardi in generale, difficoltà, fallimenti, burocrazia. Sono questi i molti motivi che in vari paesi della provincia ritardano la consegna delle nuove caserme dei carabinieri. Presìdi importanti del territorio nati in parte dalla volontà della Giunta regionale lombarda, su proposta dell'assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, che ha manifestato la «favorevole volontà d'intesa» alla costruzione di nuovi edifici espletate le procedure di competenza. Solo 4 anni fa a livello regionale è stata infatti decisa l'edificazione di 26 nuove caserme, la cui realizzazione è stata prevista nell'ambito dell'Accordo di programma quadro sulla sicurezza siglato il 28 maggio 2004 da Regione, Ministeri competenti e Comuni interessati. Per Brescia sono sono stati approvati i progetti delle caserme di Mazzano, Erbusco, Botticino e Sarezzo. «Si è trattato - ha osservato l'assessore Boni - di un provvedimento per garantire una più adeguata presenza delle Forze dell'Ordine in Lombardia, aumentare il livello di sicurezza dei cittadini e rafforzare il controllo del territorio». Ma a distanza di anni, a che punto sono le caserme e quante ne sono state consegnate all'Arma? Fermento a Pontoglio, problemi a Sarezzo «A Pontoglio abbiamo ceduto l'area al Ministero delle Infrastrutture dopo che la giunta Ghitti aveva individuato la localizzazione. Nel 2007 è stato realizzato un accordo di programma-quadro per il finanziamento dell'opera. Nel 2008 si è svolta la gara d'appalto a cura del Ministero delle Infrastrutture e trasporti. Entro settembre dovrebbero terminare i lavori e la caserma dovrebbe essere operativa dal 2010» spiega l'assessore Daniela Bertoli. I dieci militari che vi opereranno dovrebbero essere già ora di stanza a Chiari. Ora la caserma è in stato avanzato di costruzione nonostante vari ritardi. Caso diverso a Sarezzo: i lavori si sono interrotti in gennaio per il fallimento dell'impresa. «Abbiamo sollecitato con Prefettura e Comando Regionale dell'Arma - spiega il sindaco Massimo Ottelli - il curatore fallimentare per una ripresa rapida dei lavori, che non sarà comunque a breve per la complessità delle procedure da rispettare». Questa sarà l'undicesima stazione gestita dalla Compagnia dei carabinieri di Gardone Val Trompia, si sviluppa su un'area di 2.200 metri quadri, messa interamente a disposizione dall'Amministrazione comunale, con un organico di 13 militari attualmente dislocati a Villa Carcina e Gardone. La caserma sorgerà fra le vie Tito Speri e Pianotti. I lavori sono partiti a primavera 2008. I casi di Botticino, Mazzano e Travagliato Nell'ottobre del 2007 le ruspe hanno sbancato in via Molini a Botticino. «Ad oggi - afferma l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Scarpari - sono state realizzate il 75-80% delle edificazioni». «È un intervento importante per garantire una più adeguata presenza delle Forze dell'ordine a Botticino» afferma Mario Benetti, primo cittadino del paese. L'importo delle opere è di due milioni di euro. A Mazzano, invece, la caserma di via Mazzini è finita: un piano interrato e tre fuori terra da 290 mq l'uno. «Il lotto funzionale è pronto - spiega il geometra Raffaele Rossi, responsabile del procedimento per la Regione -, ciò significa che la struttura già così è operativa. Mancano le rifiniture di tre appartamenti e l'asfaltatura del piazzale. Entro fine anno tutto sarà concluso». La caserma «è in un particolare contesto urbanistico - precisa l'assessore Marco Medeghini -. Di fronte, a gennaio inizieranno i lavori di realizzazione della nuova scuola primaria di Molinetto». Caso poi ancora una volta diverso quello di Travagliato: è dal 1963 che i carabinieri occupano lo stabile fra via Casaglia e viale Conciliazione. L'amministrazione Paterlini già 4 anni fa aveva deciso di realizzarne una nuova tra via Gabaneto e via Lograto. L'opera (1,5 mln di euro) avrebbe dovuto essere realizzata da privati che in cambio avrebbero ottenuto la vecchia caserma, un'area di 2.740 mq destinata a residenziale, terziario e commerciale. Un'area sulla carta più che appetibile. Ma non così nei fatti. Il nuovo sindaco, Dante Buizza, ha così deciso di ristrutturare, ed ampliare, l'attuale caserma. «Il progetto è quasi pronto quindi procederemo col bando». Ultimo caso quello di Flero, dove in Via XX Settembre sta sorgendo la nuova caserma: «I lavori vanno avanti - spiega il sindaco Lorenzo Prandelli - e la caserma potrebbe essere operativa già per l'anno prossimo. L'organico sarebbe già disponibile alla caserma di Bagnolo Mella. Sino ad oggi è tutto nelle previsioni. Ma a decidere sui tempi alla fine resta il Ministero». Roberto Manieri hanno collaborato: Ivan Cinelli, Raffaella Mora, Francesco Alberti, Maurizio Casali e Stefania Vezzoli

Torna all'inizio


"inchieste dagli effetti negativi spingono gli onesti al disimpegno" - giovanni marino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Napoli La confusione Le conseguenze Gli arresti dei docenti: parla il professor Giovanni Verde, già vicepresidente del Csm "Inchieste dagli effetti negativi spingono gli onesti al disimpegno" C´è il rischio di sanzionare scelte tecniche non penalmente censurabili Dai il tuo contributo alla cosa pubblica e vieni ripagato con la cella Davanti a ciò io mi tiro indietro GIOVANNI MARINO Professor Verde, la retata dei docenti universitari fa discutere. Colpisce la scelta di rinchiuderli agli arresti in casa per l´accusa di falso. Legata a collaudi. C´è chi vede una deriva giustizialista; chi una sproporzione tra la misura coercitiva e l´ipotesi di reato; mentre l´Ordine degli Ingegneri è in rivolta, e avverte: a questo punto non accetteremo più incarichi pubblici. «Esiste il rischio concreto che le persone perbene si sfilino da qualunque impegno pubblico e non diano più il loro contributo. Sono preoccupato e non da ora per ciò che sta accadendo nella magistratura inquirente». Giovanni Verde pronuncia queste parole con il tono grave di chi, in anni difficili, ha sempre detto no alla separazione delle carriere tra pm e giudici e sa bene quanto sia delicato qualsiasi argomento riguardi la pubblica accusa. Correva la stagione 1998-2002 e il giurista era il vicepresidente del Csm. Oggi, però, Verde, docente di Diritto processuale civile alla Luiss di Roma, vede addensarsi molte nubi sul tema. E non lo nasconde: «Non credo che l´inchiesta sui professori sarà l´ultima di questo tipo, molte l´hanno preceduta e gli effetti non saranno buoni. Non esagero se dico che, di questo passo, ci stiamo avviando verso un conflitto istituzionale. Occorre prudenza, prudenza e ancora prudenza quando si mettono le mani nelle istituzioni, perché c´è il rischio di fare confusione e consegnare al disimpegno chi si sente ingiustamente perseguito. Ci vuole misura, insomma e, al momento, non ne vedo molta in giro». Di questo passo, lei dice, si rischia di fare una gran confusione tra pesi e misure. «Da osservatore esterno mi chiedo se i risultati di questa, come di altre indagini simili, serviranno a rafforzare le istituzioni democratiche oppure no». Secondo lei? «No, non serviranno. Ma spero tanto di sbagliarmi». E cosa servirebbe, invece. «Bisognerebbe tenere conto del contesto in cui si lavora, quando s´indaga sulla pubblica amministrazione. Per me la linea di discrimine dovrebbe essere il tornaconto personale. Mi spiego: se chi esercita una funziona pubblica la tradisce per perseguire un suo tornaconto ecco, allora, auspico tutta la severità possibile. Ma se invece questo elemento è assai sfuggente, direi quasi aleatorio, bisogna stare molto, molto attenti». Altrimenti? «Altrimenti si rischia di sanzionare scelte di carattere tecnico-discrezionale che possono anche essere sbagliate, ma non sono penalmente censurabili». è ciò che sta accadendo? «Leggendo le cronache degli ultimi tempi, parrebbe di sì». Si riferisce a taluni capitoli dell´indagine sui rifiuti? «Da tempo mi pongo una domanda riguardo a queste inchieste: ma se le persone indagate avessero usato i protocolli della nostra asfissiante burocrazia durante un´emergenza ambientale di cui non si hanno precedenti cosa sarebbe accaduto con i rifiuti? Probabilmente ne saremmo ancora invasi. Ribadisco: credo che si debba tener conto del contesto: chi ha operato in quei momenti drammatici magari ha fatto scelte non perfettamente regolari ma in qualche modo dovute dalla crisi che invadeva ogni angolo di strada. La gente non capisce la durezza di certi provvedimenti e finisce per trarre una dubbia morale: meglio non impegnarsi per la cosa pubblica». Ma lei, oggi, se glielo chiedessero si impegnerebbe? «Direi: no, grazie, scegliete altri, io non voglio rischiare assurde conseguenze». Le indagini, gli arresti, le accuse. «Appunto. Dai il tuo contributo alla cosa pubblica e vieni ripagato con la cella. Ma non rischia solo la società civile, rischiano anche i pm». Cosa rischiano i pm? «Che di questo passo prenda forza un sentimento diffuso che spinge per la separazione delle carriere. Un pericolo non lontano, che certe vicende stanno accelerando».

Torna all'inizio


decolla il pati sottoscritto da 5 comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CITTADELLESE Decolla il Pati sottoscritto da 5 Comuni CITTADELLA. Oltre 50 mila abitanti, un territorio di 100 km quadrati, attraversato da 2 ferrovie e un fiume, il Brenta. Questo il quadro del Pati (piano di assetto territoriale intercomunale) siglato da Cittadella, Tombolo, Fontaniva, Campo San Martino e Galliera. Un mosaico di piani regolatori, l'ha definito Damiano Scapin, dirigente lavori pubblici a Cittadella, «dove è stata data prevalenza alle attività residenziali, è stato detto "no" ad un'ulteriore espansione delle zone industriali». Fra un mese il Pati diventerà operativo: tempi azzerati, meno burocrazia, si va direttamente con la pratica in consiglio comunale, niente passaggio in regione. E' il tentativo di dire "basta" ad attese di anni per costruirsi una casa. Massimo Bitonci (nella foto) sindaco di Cittadella, parla di «un traguardo raggiunto dopo più di 3 anni di lavoro. Questo è il Pati più completo: gli altri sono scatole vuote. Il regolamento edilizio è comune per tutte e 5 le amministrazioni». Franco Zorzo, sindaco di Tombolo, ricorda che «il Pati ha l'obiettivo di regolamentare l'edificazione, evitando le speculazioni urbanistiche. è l'inizio di un percorso che ha creato una squadra». Secondo Marcello Mezzasalma, sindaco di Fontaniva, «per il nostro comune anche l'avvio dei lavori del nuovo palazzetto dello sport attraverso un accordo pubblico-privato». Per Luigi Bernardi, sindaco di Campo San Martino, «inizia una nuova era»: il Pati è lo strumento «per dare risposte ai cittadini». (s.b.)

Torna all'inizio


1. favorevole alle province? no, sono carrozzoni che appesantiscono ulteriormente ... (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Chieti 1. «Favorevole alle Province? No, sono carrozzoni che appesantiscono ulteriormente ... 1. «Favorevole alle Province? No, sono carrozzoni che appesantiscono ulteriormente la burocrazia e aggravano la spesa pubblica. Credo che le competenze delle Province potrebbero passare ai Comuni, che sono in grado di avere un controllo più diretto sulle problematiche locali». 2. «Per dare un taglio agli sprechi nella pubblica amministrazione, direi innanzitutto che vanno eliminati i fondi cosiddetti di rappresentanza, che costituiscono una voce considerevole nel capitolo delle spese. Poi andrebbero eliminati tutti gli enti inutili e, infine, sarebbe necessaria una gestione più oculata e meritocratica dei finanziamenti, che comunque non andrebbero mai elargiti a pioggia». 3. «Come primo impegno metterei a norma gli edifici scolastici, che allo stato attuale rappresentano una minaccia per i nostri figli». 4. «Ho presentato il modello 730 al ministero dell'economia e delle finanze, di cui sono dipendente. Sono in attesa di un dato ufficiale relativo al mio reddito personale». 5. «Ho speso circa tredicimila euro per le spese di questi giorni, ci tengo a sottolineare che la campagna elettorale è stata interamente finanziata da me stesso».

Torna all'inizio


1. bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, ... (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Chieti 1. «Bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, ... 1. «Bisogna far funzionare le amministrazioni a beneficio della collettività, non della burocrazia autoconservativa. La Provincia gestita dal Pcl non sarà un cuscinetto tra Regione e Comuni ma un ente di coordinazione attiva delle crisi aziendali, dei dissesti del territorio, delle istanze dei meno abbienti». 2. «Intendiamoci su quali siano gli sprechi. Per noi, sono i costi dei manager pubblici a progetto e degli enti a nomina politica, i costi del presidente e degli assessori se superano 1800 euro al mese. Sono i costi sostenuti per il ripristino delle strade dopo lavori fatti male, chiudendo entrambi gli occhi sui controlli e sulla fornitura dei materiali. Quelli che la Provincia paga per i mutui. Le banche hanno già lucrato troppo». 3. «Rendere pubblici gli atti di spesa, la nomina dei manager e i costi sostenuti dalle gestioni di centrodestra e centrosinistra, per noi equivalenti. Assunzione a tempo indeterminato dei precari». 4. «Nel 2008 ho denunciato 21.464,90 euro lordi, dai quali bisogna togliere 3.430,03 di tasse». 5. «Il Pcl non ha finanziamenti statali. Si mantiene con i contributi dei militanti e degli iscritti, molti dei quali disoccupati, precari o in cassa integrazione. In tutto circa 700 euro».

Torna all'inizio


 (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa I giovani industriali incontrano i candidati «Impegni concreti, risposte certe e in tempi brevi» Impegno concreto, risposte certe e in tempi brevi: è questo che i giovani imprenditori della provincia di Frosinone hanno chiesto al futuro Presidente di Palazzo Gramsci, attraverso un confronto tra gli aspiranti candidati che ha avuto luogo nella mattinata di ieri, e che è stato moderato da Fabrizio Cerbara, coordinatore di «Collaboriamo», il progetto interassociativo che raggruppa le associazioni imprenditoriali del territorio per creare sinergie e dare impulso a progetti di sviluppo. Erano presenti Luigi Sorge, Gianfranco Schietroma, Antonio Pelagalli, Domenico Marzi, Antonello Iannarilli, Paolo De Simone e Aldo Carbone. Assente, invece, Ornella Carnevale. Riguardo alle problematiche del mondo imprenditoriale, i candidati hanno esposto le loro idee programmatiche per il settore. In particolare, Iannarilli ha sottolineato di conoscere le difficoltà aziendali, essendo imprenditore; si è inoltre impegnato per lo snellimento della burocrazia (anche attraverso l'informatizzazione), per il risanamento ambientale e per il rilancio del turismo. Schietroma ha invece posto l'accento sulla necessità, per gli imprenditori, di avere risposte in tempi certi, sulla puntualità dei pagamenti e sul rilancio dei settori artigianale e commerciale. Marzi ha puntato invece sulla crescita del turismo, sulla necessità degli imprenditori di avere un accesso più agevole al credito e sulla possibilità di estendere l'autocertificazione a nuove procedure. D.D.V.

Torna all'inizio


La fabbrica Testa rimaneverrà ricollocata a Coasco (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La fabbrica Testa rimaneverrà ricollocata a Coasco firmato il preliminare per l'acquisto delle aree a 1,4 milioni La svolta annunciata da Burlando. I sindacati: finalmente un progetto Albenga. Lo stabilimento farmaceutico Testa avrà presto una nuova sede, e sarà nel territorio albenganese. Mercoledì sera la proprietà dell'azienda ha siglato il compromesso per l'acquisto delle aree dove un tempo sorgeva la Firex, un'azienda che produceva dei materiali per l'edilizia. Un'area di poco meno di novemila metri quadrati nei pressi del lago azzurro, a Coasco, già a destinazione artigianale, che la Testa acquisterebbe dall'Eges, che intendeva realizzarvi il suo nuovo impianto per la frantumazione della ghiaia. L'acquisto delle aree sarebbe stato concluso per una cifra di circa 1,4 milioni di euro, ma la proprietà lamenta un aumento dei costi dell'operazione di circa un milione e mezzo di euro rispetto alle previsioni iniziali. Secondo la proprietà quasi mezzo milione di euro sarebbe necessario per la sola metanizzazione della zona. L'annuncio della firma dell'accordo è stato dato ieri pomeriggio nel corso della visita allo stabilimento del presidente della regione Claudio Burlando, accompagnato dagli assessori Enrico Vesco, Carlo Ruggeri e Renzo Guccinelli, oltre che ovviamente dal sindaco Antonello Tabbò. «Interverremo con le banche per fare in modo che contengano il più possibile gli interessi passivi» ha garantito Burlando di fronte alle richieste di aiuto per limare un po' i costi dell'operazione a carico dell'azienda. «Per la metanizzazione sarebbe interessante pensare ad un progetto che riguardi tutta la valle Arroscia e l'entroterra albenganese - ha proposto Carlo Ruggeri, trovando subito concorde Vesco - Un progetto che potrebbe coinvolgere proprio i fornitori di gas dello stabilimento». L'amministrazione comunale, infine, ha promesso una mediazione nei confronti della società proprietaria delle aree per ottenere condizioni di vendita e di pagamento più favorevoli agli acquirenti. Insomma, qualcosa deve ancora essere messo a punto, soprattutto sul piano economico, mentre dal punto di vista tecnico l'azienda starebbe già predisponendo un nuovo progetto che tenga conto di una superficie disponibile leggermente ridotta rispetto agli undicimila metri quadrati previsti. Soddisfatti al termine dell'incontro i sindacati. «Finalmente si vede una luce in fondo al tunnel - commenta Fulvio Berruti della Cgil - Per la prima volta c'è una collocazione che trova concordi tutti. È una buona notizia, una delle prime in questa vicenda, perché i lavoratori finalmente hanno davanti a sé una prospettiva, una progettualità. La perdita della fabbrica, o un suo trasferimento fuori dal comprensorio, sarebbe stata una cosa gravissima per i lavoratori e per l'economia. In questo modo invece si può ricominciare a lavorare, e mi auguro che lo si faccia subito, su un progetto concreto di trasferimento». Adesso la vicenda torna ai tavoli della burocrazia. Bisognerà perfezionare l'acquisto, ottenere il via libera ai progetti, e anche alla variante di Leca. Poi si potrà cominciare il trasloco. Luca Rebagliati 05/06/2009

Torna all'inizio


massarosa verso le elezioni (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Viareggio MASSAROSA VERSO LE ELEZIONI Brunetta per Ghiara. Ieri c'è stata la visita nella sala consiliare del Ministro Renato Brunetta a sostegno della candidatura di Lorenzo Ghiara. Il ministro - si spiega in una nota - ha illustrato la nuova legge, approvata dal consiglio dei ministri, che andrà in discussione alle camere la prossima settimana, prevede che vengano resi noti i servizi che ogni ufficio deve espletare e i tempi di ottemperanza di tali servizi, per una trasparenza e soprattutto per una soddisfazione dei cittadini. Ha espresso la volontà di modificare la legge sul patto di stabilità. «Una legge che non ha tenuto conto dei tempi per spendere i finanziamenti assegnati e che ha danneggiato ingiustamente il comune di Massarosa impedendo di fare le dovute assunzioni». Larini e i comunali. «Come sindaco e amministratore pubblico sono rimasto esterrefatto dalle affermazioni fatte dal candidato a sindaco Franco Mungai. Le sue parole "i dirigenti che non si allineano saranno messi in condizione di non nuocere" sono gravissime ma rispecchiano, ahimè, quella volontà di "epurazione" che caratterizza la sinistra». E' Fabrizio Larini, primo cittadino uscente a Massarosa, ad attaccare il candidato sindaco del centrosinistra Franco Mungai. «In questi 10 anni di esperienza - dice Larini - ho potuto verificare che tutti i dipendenti e i dirigenti comunali, nessuno escluso, hanno a cuore le sorti dell'amministrazione. Nessuno rema contro corrente. Dietro le parole di Mungai c'è la diversa visione che centrodestra e centrosinistra hanno dei dipendenti pubblici. Secondo noi debbono sempre mantenere la loro indipendenza rispetto ai politici, mentre per loro debbono allinearsi come soldatini, al loro volere. E' la loro indipendenza che garantisce continuità alla macchina amministrativa e imparzialità verso i cittadini». Appello di Franco Mungai. Si chiude la campagna elettorale e Franco Mungai - candidato di Noi per Massarosa e sostenuto da Pd, Sinistra Comune, socialisti e Italia dei Valori - fa un appello al voto. «Abbiamo constatato in questi mesi - scrive - il desiderio di cambiamento, di aria nuova, di idee e proposte. Oggi abbiamo la possibilità di dare nuovo risalto al centro e alle frazioni. Vogliamo un Comune più verde, che veda valorizzate le sue peculiarità legate all'artigianato rurale ed agrario, alla gastronomia, al relax e al benessere corporeo. Vogliamo infatti incentivare il turismo attraverso attività ricettive legate al nostro ambiente. Vogliamo puntare molto sulle associazioni e sul volontariato ma pensiamo anche al dovere di dare ai nostri cittadini la sicurezza e l'ordine, migliorando e rafforzando i servizi della municipale e contribuendo in maniera concreta alla ormai improrogabile nuova caserma dei carabinieri». Tra gli altri progetti di Mungai l'estensione della raccolta differenziata porta a porta, un occhio di riguardo per le energie rinnovabili, l'alleggerimento della burocrazia. «Chiediamo a tutti i cittadini indistintamente a credere ed essere con noi in questo piccolo grande sogno per Massarosa, un sogno per tutti e di tutti». Aperitivo centrodestra. Oggi alle 13 aperitivo al bar Tiffany di Massarosa per la chiusura della campagna elettorale di Lorenzo Ghiara, il candidato sindaco sostenuto da Pdl, Lega e Dc. Tra i presenti anche l'onorevole Massimo Parisi, coordinatore regionale del Pdl, e l'onorevole Denis Verdini, coordinatore nazionale. Rc e la sfiducia di Ghiara. «Caro Lorenzo, non mi pare che tu ti sia tirato indietro quando, poco meno di un anno fa, firmasti insieme a me che ero stato eletto in consiglio sotto i simboli del lavoro, ossia falce e martello, la mozione di sfiducia al tuo sindaco Larini». Risponde così Stefano Natali della Sinistra Comune ad un volantino del Pdl che circola in questi giorni a Massarosa. Un volantino che in sostanza diffida dal votare chi tra le liste a sostegno ha quelle che riportano falce e martello. «Prima di tutto - dice - nessuna persona della lista SC dieci anni fa ha mai governato. E molto ci sarebbe da dire sul valore di quel simbolo che ha rappresentato e rappresenta tanto per milioni di italiani e grazie al quale anche tu puoi parlare, scrivere e presentarti ad elezioni democratiche». Natali attacca Ghiara anche sul programma. «Anziché difendere le scelte dell'amministrazione che hai sostenuto, come gli esempi della Baccanella, del Tropicana, dell'ex calzaturificio, o sulla politica di bilancio parla di anticomunismo come se fossimo nel'59». Questi sono, dice Natali, «argomenti deboli, segno evidente delle difficoltà elettorali del centrodestra che è incapace di dare soluzioni ai problemi e respiro al territorio».

Torna all'inizio


silicani: sfida "verde" per il futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Viareggio Silicani: sfida "verde" per il futuro Vogliamo proseguire il lavoro iniziato con un salto di qualità Al primo posto l'efficienza degli uffici e la qualità dei servizi STAZZEMA. Michele Silicani, 44 anni, ingegnere, è il sindaco uscente. Si candida con la lista di centrosinistra Impegno per Stazzema. Perché riconfermare Silicani sindaco di Stazzema? «Il lavoro iniziato deve essere proseguito e potenziato. Abbiamo tanti progetti avviati il cui completamento richiede esperienza e concretezza: daremo a Stazzema il definitivo salto di qualità». I primo provvedimento in caso di conferma? «Proseguire con la semplificazione amministrativa introdotta dalla Regione: consentirà lo snellimento dei tempi di attesa e della burocrazia. Efficienza degli uffici e qualità dei servizi saranno al primo posto». Quali gli interventi più urgenti? «Proseguire con i progetti per energie rinnovabili che vedano protagonisti il sole, il vento, la filiera legno-energia. Priorità sarà data alla sicurezza sulla viabilità, alle politiche della casa e ai servizi alla persona». Il teleriscaldamento: è la nuova frontiera della sostenibilità? «Direi di sì. Il cantiere dell'impianto di Pruno e Volegno è partito: ha aderito al progetto la quasi totalità dei residenti. Fornirà acqua calda per uso domestico con abbattimento dei costi rispetto a Gpl e gasolio di circa il 50%, ammortizzando la spesa dell'allaccio e dello scambiatore di calore già dopo due anni». Marmo e pietra del Cardoso: quali prospettive? «Svilupperemo una scuola del marmo per valorizzare alcuni profili professionali. Le imprese hanno investendo nella mitigazione ambientale e messo a disposizione siti di cava per il turismo. Recentemente è nato il marchio unico della Pietra del Cardoso; alla stessa maniera agiremo con il marmo, creando quello dell'Arabescato. Coinvolgeremo tutti i grandi produttori». Capitolo infrastrutture: quali sono le proposte di Impegno per Stazzema? «Abbiamo inserito la Farnocchia-S. Anna e la Stazzema-Palagnana nel Piano strutturale e nel Regolamento urbanistico, approvati solo con il contributo della maggioranza dopo decenni di vuoto urbanistico. Senza questo atto nessuno sarebbe qui a parlarne: adesso vanno trovati i fondi tra Governo, Regione e Provincia coinvolgendo anche tutti i Comuni della Versilia in quanto progetti da Area vasta». Canoni cimiteriali: quali le prossime mosse? «Il consiglio Comunale all'unanimità il 9 agosto del 2004 ha approvato il regolamento di Polizia mortuaria e le relative tariffe. Ad esso ci siamo adeguati. Per rispondere ai cittadini che lo chiedevano abbiamo effettuato sgravi e una riduzione del 20%. Valuteremo l'entità di un nuovo abbattimento, altre forme non sono possibili, configurando in caso contrario un'incauta vendita di bene pubblico con danno erariale». Le sue intenzioni su Sant'Anna e il Parco della Pace. «Il Parco Nazionale della Pace è patrimonio dell'Italia. Chi lo vuole modificare è già stato più volte ripreso sia dai superstiti, l'Associazione Martiri di S.Anna, e dal Comitato Onoranze. Sono impegnato da tempo, con Regione, istituzioni, ed associazioni partigiane per realizzare una Fondazione per migliorare la gestione». Acqua e sorgente delle Molinette: qual è la vostra opinione? «Dopo alcuni confronti con la popolazione abbiamo inserito, primo Comune in Italia, nello Statuto Comunale l'acqua come bene comune" da salvaguardare e proteggere. La valorizzazione delle Mulinette sarà per fini archeominerari e della sua fruizione turistica». Cosa non è riuscito a fare nel suo primo mandato? «Avrei preferito dare maggiore comunicazione dei progetti e dei risultati. Cercheremo di migliorare». Un motivo per confermarla sindaco di Stazzema? «La conoscenza del territorio e l'attaccamento verso di esso. Abbiamo confermato amministratori esperti e inserito candidati nuovi che conoscono profondamente la loro frazione, tra cui quattro donne». Simone Tonini

Torna all'inizio


di MASSIMO STEFANINI GRANDE AFFLUENZA di pers... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 5 di MASSIMO STEFANINI GRANDE AFFLUENZA di pers... di MASSIMO STEFANINI GRANDE AFFLUENZA di persone per l'arrivo dell'ultimo «big» della politica a sostegno del candidato sindaco del PdL Lorenzo Matteucci. Il Ministro Renato Brunetta è giunto infatti ieri mattina intorno alle 11 ai frati della Madonnina dove lo attendeva una sala gremita di gente. Non è mancato, tuttavia, qualche momento di discussione con alcuni contestatori penetrati nella sala dove era in corso l'incontro elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Capannori Matteucci. Dopo l'introduzione del coordinatore provinciale del PdL Franco Ravenni, che ha ricordato «l'altissimo indice di gradimento che Brunetta raccoglie nel paese per la sua opera di miglioramento e moralizzazione della pubblica amministrazione», proprio il Ministro Brunetta ha strappato più volte applausi. «Ormai gli operai non votano più a sinistra perché hanno capito che questo schieramento politico rappresenta la cattiva parte del sindacato, i fannulloni, la casta, la burocrazia, tutti elementi che non vogliono perdere i loro privilegi tuona il Ministro ». Per Brunetta, «in Toscana c'è la massima espressione di questo sistema che compra il consenso con il lavoro e con altre forme clientelari, ma siamo alla fase finale». MENTRE Brunetta stava parlando, tre donne hanno più volte interrotto il Ministro che ha replicato: «Questa è la sinistra: non ha argomenti e va a provocare agli incontri degli altri. Noi non ci permetteremmo mai di farlo, non appartiene alla nostra cultura che invece è fatta di democrazia e tolleranza, di passioni positive». Gli applausi delle tante persone convenute nella sala hanno accompagnato fuori le tre persone e l'incontro si concluso con un bagno di folla al quale Brunetta non si è sottratto, firmando anche i molti libri acquistati sul posto dai partecipanti e incoraggiando Matteucci per questa fase finale della campagna elettorale. IN UNA NOTA, la Funzione pubblica Cgil afferma: «Circa 400 lavoratori (100 secondo la Questura, ndr) hanno dato vita alla protesta in piazza Moro perché, stante il divieto della Questura, non è stato possibile spostare la protesta alla Madonnina. In piazza va avanti la nota della Cgil cartelloni e bandiere sui quali erano rappresentati i no' alle trovate vessatorie del ministro Brunetta». Il Ministro, si è quindi spostato ad Altopascio dove è arrivato con circa 40 minuti di anticipo. Qui ha esordito riprendendo le forze dell'ordine per la mini contestazione subita a Capannori. E' cominciata così la permanenza lampo del Ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione Renato Brunetta nella cittadina del Tau dove si è recato in visita istituzionale ufficiale per la firma della storica convenzione tra Municipio altopascese (il primo in provincia di Lucca) e dicastero stesso per la cosiddetta customer satisfaction, l'espressione del gradimento da parte dell'utente del lavoro del dipendente pubblico. ANDRÀ perfezionato il sistema che consentirà di dare un giudizio al cittadino, attraverso un monitor in ogni ufficio dove si potrà formulare il giudizio: faccina verde indica soddisfazione, quella gialla si potrebbe fare meglio, rossa è l'esempio di un parere negativo sull'operato dell'impiegato. La firma dell'intesa è avvenuta nel Loggiato Mediceo di piazza Garibaldi, alla presenza ovviamente del sindaco Maurizio Marchetti e di tutta la giunta. «Conoscevo Altopascio per la Francigena, una strada che ha unito le economie commenta Brunetta e davvero sono felice per l'adozione di questa procedura, che se vogliamo è banalissima, ma rende grandi benefici: stimola i lavoratori perché sono previsti incentivi retributivi a chi opera bene, scoraggia i fannulloni e garantisce risposte educate ed efficienti al pubblico. Partirà su tutto il territorio nazionale e i primi risultati sono ottimi: a Milano la percentuale di faccine verdi è del 75 per cento». Marchetti ha aggiunto: «Devo dire che ad Altopascio la situazione dei dipendenti è buona, ma si può migliorare».

Torna all'inizio


La provincia deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La provincia deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce La provincia deve svolgere, come da mandato costituzionale, una attività sussidiaria ai comuni, coordinando le attività di sostegno di queste fasce. Deve mettere in campo risorse recuperate da una maggiore efficienza. Meno burocrazia vuol dire più risorse per anziani e bambini. 05/06/2009

Torna all'inizio


L'Europa trema Il folletto xenofobo si insidia nelle urne (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'Europa trema Il folletto xenofobo si insidia nelle urne Voto di protesta. Gli estremisti e i populisti sono più forti che mai. Dalla Svezia alla Grecia, passando per i Paesi dell'Est. La crisi economica sottrae consensi ai partiti tradizionali. Questa volta l'astensionimo sarà alle stelle e i "paria" della destra potrebbero conquistare seggi a Strasburgo. di Anna Mazzone «Gli europei hanno combattuto in tutta la loro storia per poter dire la loro. Questa generazione ha la fortuna di poter fare qualcosa che le generazioni precedenti potevano solo sognare». È pregno di retorica il discorso che José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha pronunciato ieri in occasione dei venti anni dalle elezioni polacche che portarono alla vittoria di Solidarnosc e all'inizio dello sbriciolamento dell'impero Sovietico. Retorica, certo, ma anche molta tensione nelle parole di Barroso, alla vigilia di una tornata elettorale che non fa presagire nulla di buono, anzi. Così il presidente della Commissione di Bruxelles ha pensato di fare un ultimo, accorato appello ai 375 milioni di elettori chiamati alle urne in questi giorni. Ieri il valzer elettorale è stato aperto da Gran Bretagna e Olanda. Oggi prosegue nella Repubblica Ceca e nel fine settimana in tutti gli altri Stati membri. Non sono elezioni come quelle del 2004. Questo è sotto gli occhi di tutti. Da una parte, il tasso degli astensionisti potrebbe raggiungere vette stellari, dall'altra i partiti populisti e l'estrema destra potrebbero fare il colpo grosso e aggiudicarsi quei seggi a Strasburgo che gli permetterebbero di diventare il megafono di istanze razziste e xenofobe. Il rischio questa volta è più che mai consistente. Sul fronte sondaggi, è uscito ieri quello della London School of Economics (Lse) e del Trinity College. Secondo i loro dati, il prossimo Parlamento Ue dovrebbe rimanere saldamente in mano al partito Popolare (Ppe), che però accuserebbe un'erosione, passando dal 37 al 35%. Aumenterebbe il distacco con i socialisti del Pse, che ormai sono in caduta libera a cominciare dal Regno Unito, dove il Labour di Gordon Brown è dato ai minimi storici ed è staccato dai Tory di Cameron di circa 22 punti percentuali, passando per Francia, Germania e Spagna, dove un acciaccato Zapatero assiste giorno dopo giorno a un'emorragia di consensi nei confronti del partito Socialista. In totale, l'insieme delle forze del centro destra dovrebbe attestarsi al 43%, il centro sinistra al 39%. E riguardo alla presidenza della Commissione, i numeri sono impietosi con Barroso: non piace praticamente a nessuno e totalizza un mediocre 8% di pareri favoreli alla sua rielezione, che probabilmente, però, avverrà, tanto per confermare l'enorme gap che esiste tra quello che vuole la gente e quello che preferisce il "palazzo" europeo. La crisi globale, l'impoverimento progressivo del ceto medio, la scarsa (o nulla) capacità reattiva di un'Europa imbrigliata nei bizantinismi della sua burocrazia, uniti alla fiducia ormai pari allo zero che i cittadini nutrono nei confronti di chi li governa a tutti i livelli, dalle assemblee locali a quelle nazionali ed europee, creano una miscela propulsiva per i partiti estremisti, che fanno del populismo il loro vessillo. La Lega in Italia domenica potrebbe passare dal 5% del 2004 al 10-12%. Il British National Party (Bnp) potrebbe conquistare un seggio, cosa che solo fino a qualche mese fa era del tutto impensabile. In Olanda "spopolano" - è proprio il caso di dirlo - le idee xenofobe e islamofobe di Geert Wilders, che potrebbe attestarsi al 12% dei consensi e rappresentare la forza più consistente nel Paese dei mulini a vento dopo i Liberali. Per non parlare dei Paesi scandinavi e dei "nuovi arrivati", ossia i Paesi dell'est, come la Bulgaria e la Romania. Lì il populismo trova un terreno fertile, concimato ad arte dal fertilizzante della crisi economica e dell'elevato tasso di disoccupazione. L'assioma è dei più banali: i partiti tradizionali finora non hanno saputo dare risposte adeguate ai problemi. Quindi, la gente è stufa e anche molto arrabbiata. Naziskin e odiatori di professione di ebrei e rom si sfregano le mani. E se, citando il liberale Isaiah Berlin, il populismo «soffre del complesso di Cenerentola», ossia è difficilmente ingabbiabile in una definizione univoca, dal momento che la scarpetta esiste ma nessuno ancora è riuscito a calzarla alla perfezione, c'è però da dire che ogni Paese ha aggirato l'ostacolo e si è dotato di "scarpette" su misura. In Svezia i populisti Democratici (Sverigedemokraterna), il più ampio gruppo extraparlamentare di Stoccolma, e gli estremisti del National Democrats presentano i loro candidati per la prima volta in una tornata elettorale europea e potrebbero farcela. In Finlandia l'estrema destra è rappresentata dal bizzarro partito Reale Finnico che si professa xenofobo e anti-europeista e che potrebbe conquistare un seggio. La palma d'oro dell'estremismo e della violenza appartiene invece alla Grecia, dove è candidato il partito di ispirazione nazista Alba d'oro, che si contende i voti con un altro ultrà della destra, Georgios Georgiou, il quale ha però buone chance di essere rieletto. Al vento populista non sfugge nemmeno l'isola di Malta, dove è in corsa Norman Lowell, una tragica macchietta nazista di lungo corso, che sogna di entrare in Europa. La Repubblica Ceca, presidente di turno della Ue, è dichiaratamente euro-scettica (tanto per usare un eufemismo) e il suo presidente, Vaclav Klaus, ha recentemente dichiarato che «le elezioni in Ue sono inutili» perchè «contano solo i singoli stati nazionali». Insomma, mai la retorica di Barroso è stata così preoccupata. E questa volta a ragione. 05/06/2009

Torna all'inizio


Un sistema collaudato dove frode e disservizio pubblico costituiscono la regola ordinaria. U... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi di ROSALBA CIANCAGLINI Un sistema collaudato dove frode e disservizio pubblico costituiscono la regola ordinaria. Una situazione di diffusa illegalità nella quale ognuno ha tornaconto e perciò non denuncia i comportamenti degli altri per quanto in palese violazione delle norme che regolano la pubblica amministrazione. Questo, secondo il Pm Gennaro Varone e il gip De Ninis, è, o meglio era, il distretto sanitario Asl di Scafa. Al termine di un anno di indagini la Polizia ha messo agli arresti domiciliari, nella loro bella villa di Alanno, il direttore del distretto Riccardo Alderighi, 61 anni e la moglie Fabrizia Di Domenico, 51, infermiera nello stesso distretto. E poi: Nadia Nubile, 49, impiegata; Fulvio De Arcangelis, 55, medico e presidente della 13.ma commissione di invalidità. Ai primi tre è contestata l'associazione a delinquere ai fini della truffa, soprattutto in relazione agli episodi di contestato assenteismo e peculato. Nell'orario di lavoro Alderighi andava a caccia 5 giorni su 12, un'impiegata faceva shopping, qualcuno era in gita e qualcun altro era chiamato ad adoperarsi come idraulico o muratore nella casa del direttore. Uno scenario "allucinante" dove ognuno faceva quello che gli pareva. Alderighi e De Arcangelis rispondono insieme con altri medici di falso per il riconoscimento di dubbie identità di invalidi civili. E poi Alderighi, da solo e in compagnia, deve rispondere di tanti episodi stigmatizzati in 34 pagine di ordinanza. C'è anche una presunta concussione, minima, 50 euro di regalie all'impiegata Nobile. Cominciamo con l'assenteismo. Il direttore è il regista, come sottolinea il capo della Mobile Nicola Zupo, "di un sistema devastante". Assenze su assenze certificano che ognuno ricava una fetta di torta come mostrano, dice sempre Zupo, le intercettazioni telefoniche. Di un collega appena arrivato che non si adegua all'andazzo, Alderighi dice "é vergine". Cioè bisognava rieducarlo. Non basta. Il sistema, dice il gip, funzionava anche per campi diversi. Per esempio Alderighi è accusato di aver impegnato due infermieri e un autista della Asl come pittori edili e idraulici, sempre per la sua casa e sempre in orario di lavoro. Arriviamo al cuore delle indagini: le concessioni di invalidità. «Abusi di favore - li definisce il gip - evidentemente finalizzati alla corruzione» anche se prove della corruzione al momento non ci sono. Gli investigatori non contestano, al momento, se l'invalidità fosse stata concessa giustamente o no ma dicono che le commissioni mediche avrebbero dovuto essere collegiali e invece «i medici erano assenti» e «le diagnosi venivano concordate a tavolino con i diretti interessati, senza una visita». Questa vicenda ha anche un altro aspetto: i medici erano assenti ma, secondo l'accusa, risultavano presenti e quindi venivano remunerati. Altra truffa. Infine: la turbativa di appalti. I casi esaminati sono due: l'acquisto di un apparecchio elettromedicale e i lavori per la ristruttuazione del distretto. L'aggiudicazione sarebbe stata decisa in via preventiva e la procedura manipolata. Gli arrestati si dicono innocenti. Alderighi, sostiene la difesa, essendo dirigente non aveva obblighi di presenza in ufficio. La turbativa di appalto: le modalità adottate servirono a snellire i tempi della burocrazia ma non a rubare. In ultimo: i denunciati. Gli infermieri Dario Basilisco, Mauro Bucciferro, Fernando Ventura; l'autista Giuseppe Di Gianni; la segretaria Marisa Ventura; Antonio Del Pizzo; Marco Di Domizio; i medici Claudio Frattaroli e Rocco Cutrella; l'imprenditore Donato Di Mezzo.

Torna all'inizio


Il terreno è minato e alla Cgil spiegano subito. Attenzione: il sistema pubblico ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI Il terreno è minato e alla Cgil spiegano subito. «Attenzione: il sistema pubblico funziona. Le commissioni lavorano bene, i tempi tra la visita e la concessione dell'invalidità non sono biblici. Eppure c'è gente che avvicina gli invalidi, o i parenti, e si propone per sveltire il meccanismo». Naturalmente l'intervento millantato grazie all'altrettanto fasulla conoscenza con un medico che esamina i casi di invalidità in commissione non c'è, e chi aspetta la pensione, quando cade nel tranello, paga. Quanto? Ancora Daniela Battenti: «Sappiamo che un procacciare può chiedere anche trecento euro. E in genere si presenta così: "Dammi i soldi che conosco una persona in grado di avvicinare un medico per velocizzare la pratica". Poi nella seconda fase c'è chi si è sentito richiedere anche duemila euro se la pratica è stata chiusa ed è andata a buon fine. Naturalmente nessuno interviene e la truffa è servita». Con una raffinatezza tipica del genio italico: più è stata lunga l'attesa e più l'invalido ha diritto a una cifra consistente che è rappresentata dagli arretrati. Più alta sarà la richiesta di premio degli imbroglioni. «Noi - dicono ancora in Cgil - possiamo solo fare un appello a chi ha bisogno di istruire una pratica di invalidità: rivolgetevi ai sindacati e alle associazioni riconosciute che difendono gli interessi degli invalidi e dei disabili. Non date soldi a nessuno e ricordatevi che i tempi, qui in Umbria, per ottenere un'invalidità sono accettabili». Cioè, secondo gli studi della Cgil ci vogliono dai trenta ai sessanta giorni per passare la visita e vedersi riconosciuta l'invalidità. Poi un altro mese al massimo può trascorrere per ottenere la liquidazione degli arretrati e del primo mensile. Spiega ancora Daniela Battenti: «Chi si muove speculando sulle necessità della gente, lo fa approfittando del fatto che i cittadini, soprattutto di una certa età, sono spaventati dalla burocrazia da affrontare. Invece i Comuni e le Asl hanno servizi che funzionano, l'unico problema è che, a volte, non sono adeguatamente pubblicizzati». E allora, rischiare di cadere nelle grinfie del furbo di turno può non essere difficile. Soprattutto perché chi si muove tra sigle improbabili e servizi con la trappola conosce bene i meccanismi. C'è bisogno di andare alla visita superiore se c'è un ricorso contro la pratica di invalidità bocciata? Non c'è problema, chi succhia la ruota agli invalidi offre un prezzo (naturalmente più alto) anche per quella prestazione. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni- spiegano alla Cgil -. C'è chi, però, ha capito il gioco, ha minacciato di chiamare la finanza e i furbetti sono scappati». C'è anche un altro aspetto che fa venire i brividi. E, stavolta, le storie di ordinaria furbizia arrivano dalla Cisl. «Il fenomeno - spiegano alla Fnp-Cisl, la sigla che segue, a livello regionale, i pensionati - c'è. E a fronte di una decina di casi segnalati, sicuramente ce ne sono molti di più, soprattutto in questo momento di crisi economica. In questo caso i furbi agganciano l'invalido che ha una pensione magari di tre-quattrocento euro al mese perché ha avuto un incidente sul lavoro. Si tratta di persone non anziane che ancora si sentono valide, ma non possono lavorare normalmente. Vengono avvicinati da chi gli propone di arrotondare la pensione. C'è chi viene ingaggiato per piazzare qualche polizza assicurativa tra gli amici. Chi per vendere materiale elettronico, magari di scarsa affidabilità. Ma c'è anche chi finisce nel giro delle finanziare che prestano i soldi a tassi esagerati». Sì, insomma, l'usura. Il terreno è minato ma nella sede regionale della Fnp-Cisl in via Campo di Marte c'è chi, con grande discrezione, ha ricevuto confidenze. «Ed abbiamo scoperto che il meccanismo è lo stesso. Si propone all'invalido di sondare il terreno tra amici e parenti per piazzare prestiti che camminano sul filo della legge. Magari chi accetta, e si fida, lo fa proprio perché di fronte ha l'amico che propone il contratto per un mutuo o per un prestito». Entra in un meccanismo infernale non solo chi deve restituire i soldi del prestito a tassi esagerati, ma anche l'invalido usato come esca e che, inconsapevolmente, è diventato la testa di legno di un giro molto più grosso. Ma i burattinai con rischiano perché faccia e nome sono di un altro. Ancora i sindacalisti della Fnp-Cisl: «A volte, quando gli invalidi arrivano da noi per raccontarci cosa sta succedendo, non ce la facciamo a difenderli, il meccanismo infernale si è già messo in moto. I casi? Sono decine».

Torna all'inizio


Trent'anni di attesa passati tra stanze ministeriali, commissioni, uffici tecnici. La vicend... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi di CLAUDIO SALVI Trent'anni di attesa passati tra stanze ministeriali, commissioni, uffici tecnici. La vicenda che ha accompagnato la storia del progetto e del relativo finanziamento del primo stralcio del nuovo porto di Pesaro meriterebbe un'inchiesta della trasmissione Report come esempio dei tempi della burocrazia che accompagnano le opere pubbliche in questo Paese. Una vicenda che incomprensibilmente, lungo tutto l'Adriatico, non trova esempi analoghi quanto a lunghezza, intoppi ed intrecci di competenze. Ma adesso, nonostante tutto, finalmente ci siamo. Grazie ad uno sprint finale che ha visto tutti impegnati e seriamente motivati (Capitaneria di porto, Comune, Genio civile per le opere marittime, Camera di Commercio), ieri finalmente una giornata storica con la cerimonia ufficiale di consegna alla ditta Idresia di Pozzilli di Isernia delle aree per i lavori. E questa volta sembra si faccia davvero sul serio. Già perché il cantiere della ditta molisana non vuole perdere tempo ed inizierà già lunedì prossimo i lavori di recinzione del cantiere. Saranno montate da subito anche le infrastrutture necessarie alla realizzazione dei tetrapodi (scogli artificiali), in calcestruzzo. Idresia e l'associata Valentina srl inizieranno subito le opere a terra anche se il grosso dei lavori (allungamento del molo di levante e di ponente e parziale demolizione dell'attuale secondo molo), cominceranno a fine settembre. Intanto l'amministratore della ditta di Isernia, Giovanni Cimorelli, annuncia che dovrà essere trovata in tempi brevi una soluzione per quanto riguarda il trasporto del cemento e degli inerti. «Se il tutto si potrà fare via mare e grazie ad un accordo con la ditta Pensierini (che possiede le cave e la nave) tanto meglio, altrimenti - dice Cimorelli - dovremo trasportare tutto il materiale via terra». Cosa significa? «Almeno 200 camion al giorno, che tradotto in otto ore di lavoro al dì, vuol dire tra andata e ritorno un camion ogni minuto e mezzo». Una situazione che rischia di far collassare la già precaria viabilità in strada tra i due porti. Per questo la Idresia fa appello anche alle istituzioni perché possa essere praticata (fatti salvi i costi), una soluzione che favorisca la soluzione via mare. Ieri ad ufficializzare l'inizio dei lavori c'erano tutti: il comandante della Capitaneria di porto, Beniamino Di Stefano, il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli ma anche il suo rivale candidato a primo cittadino Cascino, l'ingegner Pietro Mastrangelo, responsabile del Genio civile delle opere marittime, il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, il prefetto Alessio Giuffrida. Ma anche tanti operatori del porto, l'ex sindaco Oriano Giovanelli, il portavoce del sindaco Franco Arceci (cui si deve una notevole accelerata degli ultimi adempimenti). Un plauso anche alla Camera di Commercio cui spetta una buona fetta di merito per la felice conclusione dell'iter burocratico. E dunque lunedì si comincia.

Torna all'inizio


Sicurezza, imprese mobilitate (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-05 - pag: 33 autore: Lavoro. Un giro d'Italia per la formazione patrocinato da Confindustria, Inail e Fondirigenti Sicurezza, imprese mobilitate Marcegaglia: le aziende sono contro ogni forma di illegalità Maria Carla De Cesari MILANO «Siamo contro ogni forma di illegalità. Confindustria ha dimostrato nei fatti un impegno vero e concreto, giorno dopo giorno, nella battaglia contro gli incidenti sul lavoro». Emma Marcegaglia, nell'auditorium di Assolombarda a Milano, parla a fine mattinata al convegno «Sviluppo imprese in sicurezza», dedicato agli imprenditori. Il presidente di Confindustria "riparte"dalla scelta politica compiuta all'inizio della sua presidenza, giusto un anno fa: la delega a uno dei vice, Samy Gattegno, a occuparsi di sicurezza sul lavoro. «L'impegno – ha spiegato Marcegaglia – è quello di continuare a sensibilizzare le imprese; anche in questo momento di crisi pesante non abbassiamo la guardia». Da qui,l'iniziativa di Confindustria che si è svolta ieri a Milano: un format di studio elaborato in collaborazione con Inail e Fondirigenti, che sarà portato- fino a ottobre 2010 - in giro per l'Italia per approfondire, insieme con gli im-prenditori, le problematiche della sicurezza. Gli investimenti in sicurezza – come è stato detto nella prima parte del convegno anche sulla base dicasi internazionali e ditestimonianze d'impresa ( in particolare, Valente Spa e Sapici Spa) – fanno bene all'organizzazione complessiva della produzione, migliorano la produttività, accrescono la capacità di competere sui mercati, anche grazie alla reputazione. Dunque, investire in sicurezza ha una motivazione economica (c'è anche il risparmio di costi indiretti, per esempio meno assenze, minore incidenza dei premi Inail). E una forte ispirazione etica, che è stata richiamata sia da Marcegaglia che da Gattegno. «Gli incidenti sul lavoro –ha spiegato Gattegno – sono in diminuzione. I morti lo scorso anno sono stati 1.150, con una riduzione del 6% rispetto all'anno precedente. Mi rendo conto che i numeri sono un modo crudo di rappresentare la realtà, quando parliamo di morti. Non dò una buona notizia finché non arriviamo ad azzerare gli incidenti mortali ». L'obiettivo – ha ribadito Marcegaglia – non si centra con i formalismi, ma con l'attenzione alla sostanza.«La sicurezza –ha sottolineato Gattegno, con riferimento alla revisione del Testo unico – non è fatta di burocrazia e sanzioni per chi non compila un foglio. Pensiamo che le sanzioni vadano commisurate con le colpe». La sostanza è anche diffondere la cultura della sicurezza, per cui occorre «condivisione e alleanza» tra tutte le parti in gioco, ha sottolineato il presidente di Assolombarda, Diana Bracco. Si tratta di fare prevenzione e mettere a disposizione delle aziende le conoscenze adatte. «è necessario – ha esortato Bracco – fare gioco di squadra, si dovrebbe arrivare a un Osservatorio sulla formazione per valorizzare le best practice e mettere a sistema un know how che ha molti detentori ma è ancora troppo frammentato». «L'Inail – ha detto il presidente, Marco Fabio Sartori – ha una preziosa banca dati grazie alla quale stiamo elaborando le mappe di rischio. Va detto che su 3,3 milioni di imprese gli incidenti si concentrano in circa 200mila realtà». La strada imboccata dalla Lombardia è stata quella di responsabilizzare le aziende, con la semplificazione delle procedure, per esempio per l'avviodiun'attività, e di intensificare i controlli.«Dallo scorso anno – ha detto il Governatore, Roberto Formigoni – le Asl hanno controllato il 5% delle aziende. L'obiettivo entro il 2010 è ridurre del 15% gli incidenti e del 10% gli episodi mortali». © RIPRODUZIONE RISERVATA INFOPHOTO L'impegno delle imprese. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria

Torna all'inizio


Ultimi fuochi della campagna elettorale fermana per le provinciali tra proposte, feste e polemiche. ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi Ultimi fuochi della campagna elettorale fermana per le provinciali tra proposte, feste e polemiche. «La Cna ha inviato ai candidati alla presidenza della provincia di Fermo, Gianni Basso, Fabrizio Cesetti, Saturnino Di Ruscio, Gaetano Massucci e Patrizia Nicolini alcune proposte che ritiene imprescindibili per il rilancio dell'economia locale. «Fra le prime cose da farsi vi sono l'innovazione e la possibilità di far circolare più velocemente idee e lavoro - afferma Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo e vice presidente della Camera di Commercio - sia fisicamente con un collegamento accettabile mare-monti, sia immaterialmente con l'accesso alla banda larga per tutti i comuni del nostro territorio». Secondo la Cna di Fermo è prioritario rilanciare le politiche di incentivazione, Snellire la burocrazia che pesa sulle aziende come una ulteriore tassazione, e soprattutto velocizzare i tempi di pagamento. Dare inoltre operatività alle opere pubbliche cantierabili attivando tutte le procedure che possono favorire il coinvolgimento delle imprese locali agli appalti; dare maggiore impulso all'utilizzo negli immobili pubblici e privati dell'energia proveniente da fonti rinnovabili e costruire secondo i canoni del risparmio energetico; potenziare la vocazione turistica. Inoltre la Cna darà indicazione ai propri iscritti di individuare nelle liste i candidati artigiani per essere certi che la cultura della piccola impresa e dell'artigianato non resti pura propaganda elettorale ma entri a pieno titolo negli uffici amministrativi. Intanto ieri sera all'Auditorium San Martino si è tenuta la festa di chiusura della campagna elettorale di Fabrizio Cesetti. Grande successo ha avuto il gruppo di "Improvvivo" con le sue imitazioni dei personaggi politici locali. «Siamo convinti - ha ribadito il candidato del centrosinistra- che l'unità e la coesione che stiamo dimostrando sarà la nostra carta vincente». I giovani, sono invece, al centro del programma di Gaetano Massucci, candidato de Il Centro del Fermano. «E' opportuno iniziare a preoccuparsi del loro futuro prima ancora della loro nascita. La prima cosa di cui la nuova provincia si dovrà occupare è la costruzione di asili nido magari ripristinando vecchi edifici, ormai in disuso, situati nel centro storico, così i pochi spazi verdi rimasti si potrebbero attrezzare come parchi gioco per i nostri ragazzi». Continua, invece, nel centrodestra la guerra tra Basso e Di Ruscio. «Mi sento in dovere - ha detto di Ruscio - di mettere in allerta i cittadini su mandati improbabili come quello tra l'Mpa e Gianni Basso. A parlare ancora una volta sono i fatti. Un partito, l'Mpa, che ha altre questioni al centro della propria attività politica che riguardano gli ultimi accadimenti in Sicilia dove il suo leader Raffaele Lombardo è pienamente coinvolto. Una realtà che non avrebbe la forza di strutturasi nella nostra Provincia dove non è radicata». Di.Mar.

Torna all'inizio


PESARO - Calano del 6% i reati commessi nella provincia di Pesaro rispetto a due anni fa, passando d... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 05-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Pesaro))

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi PESARO - Calano del 6% i reati commessi nella provincia di Pesaro rispetto a due anni fa, passando da 11.890 a 11.241, confermando così un trend che caratterizza gli ultimi anni, nonostante però che il dato di quest'anno superi quello del 2007-2008 che aveva chiuso con un segno nettamente positivo pari a 10.948. E' quanto emerge dal report reso noto ieri dal tenente colonnello Stefano Fedele, comandante provinciale dei carabinieri, in occasione del 195° anniversario della fondazione dell'Arma che si festeggerà questa mattina alle 9.30 nella caserma Antonelli. I risultati sono stati conseguiti grazie "agli sforzi compiuti dagli uomini dell'Arma - spiega Fedele - che nello stesso periodo considerato, e cioè 21 maggio 2008-20 maggio 2009, hanno fatto segnare un netto aumento dei delitti che sono stati perseguiti, tra rapine, furti, truffe, fino a raggiungere quota 81% di quelli complessivamente denunciati. Siamo ben sopra il dato nazionale che è pari a circa il 70%, oltre ad aver aumentato del 2% rispetto allo scorso anno il numero dei delitti perseguiti". Sempre rispetto al bilancio di due anni fa, sono cresciuti anche i reati scoperti dall'Arma, arrivando a quota 16%. Oltre 400, per la precisione 421 gli arresti effettuati, pari al 30% in più, mentre i denunciati sono aumentati dell'8% (2.365), di cui il 7% solo nell'ultimo anno. Meno 16% sono le rapine commesse (pari a 90) rispetto all'anno scorso. Di queste, 57 sono quelle per le quali è intervenuta l'Arma. E nel 39% dei casi i carabinieri sono risaliti agli esecutori. Importante il dato relativo ai furti, diminuiti in generale del 10% rispetto agli ultimi due anni. Sono però aumentate rispetto al bilancio dello scorso anno le rapine commesse a danno di banche e posta. Stazionari invece i borseggi "in pubblica via". La ragione di questo trend positivo è dovuto "ad un incremento dei carabinieri sulle strade - spiega Fedele - Grazie all'informatizzazione abbiamo snellito la burocrazia e così, sempre a parità di organico e con grossi sacrifici, abbiamo aumentato il numero degli uomini all'esterno".

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Attenti, Bruxelles ci sta già governando» --> L'esperta di diritto: le direttive economiche ma anche quelle sociali e familiari si decretano in Europa Ci vuole più partecipazione e più politica per evitare che decidano tutto le élites tecniche, mai neutrali Venerdì 05 Giugno 2009 SOCIETA, pagina 11 e-mail print «I dati dicono che su 100 leggi pubblicate sulla Gazzetta ufficiale italiana, 78 ormai sono esecuzioni di normative europee» ricorda Marta Cartabia, esperta di diritto. Noi, insomma, domani e domenica pensiamo di andare a votare a favore di Noemi o contro Berlusconi, o di dover determinare il tasso massimo di leghismo che il nostro sistema politico nazionale può sopportare; la partita che si gioca al Parlamento europeo invece è un'altra, anche se nessuno ne parla: si deciderà di economia e fallimenti societari, di livelli occupazionali e geometria della famiglia, diritti delle coppie omosessuali, materie nelle quali «ormai l'Unione conta come e più dei singoli Stati». Marta Cartabia insegna Diritto costituzionale italiano e anche europeo presso l'Università di Milano-Bicocca, e rappresenta l'Italia nel Fralex, un team che riunisce a Vienna qualificati esperti legali sotto l'egida dell'Agenzia dei diritti fondamentali della Ue. Dunque sa di cosa parla quando ricorda che «dall'Europa, in un modo o nell'altro, passano principi che poi pesano molto quando si deve decidere in sede nazionale se riconoscere le coppie di fatto, introdurre l'eutanasia o tenere i crocifissi nelle scuole». L'Europa ormai «detta legge» in molte questioni? «L'influenza, in effetti, è notevole, e non da oggi: basti pensare che tutto il sistema della politica economica italiana è stato influenzato dall'Europa in modo molto deciso e diretto almeno a partire dagli anni '90. Con il trattato di Maastricht sono stati fissati i parametri entro cui deve restare l'inflazione, o il debito pubblico, provvedimenti che hanno indotto nel nostro sistema dei cambiamenti all'insegna di un neoliberismo che non era mai stato uno stile di governo italiano. Sono stati smantellati gli interventi pubblici nell'economia e si è dato il via alle privatizzazioni e a una maggiore concorrenza sul mercato. Questo dà già la misura dell'importanza concreta dell'Europa: incidere sulla politica economica, infatti, significa toccare trasversalmente un po' tutti gli altri settori, perché se un governo ha meno soldi a disposizione dovrà modificare ad esempio il sistema sanitario o scolastico del paese. In questo momento di crisi il destino di molte nostre aziende dipenderà dalla Commissione europea, che può decidere di approvare o meno gli aiuti degli Stati all'economia». L'«Europa di Maastricht» ha cambiato non poco la nostra vita. Ora però stiamo andando ben oltre. «Sì, l'influenza dell'Unione sulle nostre legislazioni ha investito il diritto penale e anche settori più controversi come la configurazione dei legami parentali, le politiche familiari, i problemi di inizio e fine vita: tutti campi che oggi sono interessati dalle disposizioni del diritto comunitario, soprattutto attraverso la politica dell'anti-discriminazione. La legislazione che l'Unione europea mette in campo per combattere ogni forma di discriminazione sta diventando una chiave di accesso per modificare molti ambiti della vita sociale». La difesa delle tutele della persona è sicuramente una delle grandi tradizioni politiche europee. Sotto la voce «nuovi diritti», però, ora si sta cercando di far passare interessi di categorie molto particolari, ai quali spesso non corrisponde la presa in carico di altrettanti, adeguati doveri. Una società è sempre l'esito di un patto che ha due contraenti: a colpi di diritti unilaterali non si rischia alla lunga di sfasciare il contratto sociale? «L'espansione dei "nuovi diritti" connota in modo molto forte tutto questo inizio del XXI secolo, non solo in Europa ma un po' ovunque nel mondo. Questo linguaggio è esploso, e viene utilizzato a volte anche a sproposito per affrontare problemi nuovi che non hanno ancora avuto una risposta legislativa. Il fatto di porli in chiave di rivendicazione di diritti individuali, però, non è una scelta neutrale, priva di conseguenze. Altro è dire, per esempio, che la scienza medica, la tecnologia creano nuove possibilità e sollevano interrogativi sulla fine della vita, che nuove situazioni chiedono di essere regolamentate; altro è porre lo stesso problema in chiave di un presunto "diritto a morire" piuttosto che a "non nascere" o a "nascere sani" - formule che si sentono sempre più spesso. Oggi l'ottica individuale, qualificata in chiave di diritti, diventa una pretesa assoluta. E la sede in cui viene fatta valere è quella di un'autorità giurisdizionale, spostando il dibattito dal piano politico a quello del potere giudiziario, il cui ruolo è sicuramente molto enfatizzato». Una Ue politicamente più forte rappresenterebbe una maggiore garanzia? «Penso proprio di sì. Quando un problema di carattere sociale o morale arriva davanti a un giudice la sua risposta non può che essere secca: sì o no. Il diritto o c'è o non c'è, la sede scelta costringe a risposte estreme. Pensiamo al caso di Eluana Englaro: dove manca la politica, alla fine sono altri ambiti a prendere le decisioni. E sul piano puramente legale, un diritto all'autodeterminazione della persona spinto fino al punto di lasciarsi morire, o c'è o non c'è. Il giudice è sempre costretto a decidere fra il bianco e il nero. Se invece lo stesso problema si affronta in sede politica, c'è modo di esercitare quell'arte della mediazione che rappresenta una scelta alta: non si tratta di raggiungere un banale compromesso, quasi con il gusto di cedere, in parte, rispetto ai solenni principi. Proprio oggi che il dibattito sembra avvenire sempre all'insegna delle scelte tecniche, in quest'Europa delle burocrazie io penso che ci sia bisogno di una maggiore presenza delle istituzioni politiche». È un'Europa tecnica che non prende, però, solo decisioni tecniche. «Il Parlamento di Strasburgo dovrebbe essere più connotato, i cittadini hanno il diritto di sapere che una certa direttiva è stata voluta dai partiti cristiano-democratici piuttosto che dai socialisti. È importante che si sappia qual è la paternità di una legge, l'origine, l'idea culturale che la sostiene». Se non si capisce bene chi porta avanti certe politiche non si può neppure bocciarle con il voto. «È curioso, invece, che i governi nazionali quando agiscono in Europa lascino cadere le loro forti connotazioni politiche e abbiano l'aria di svolgere un ruolo più neutrale, più asettico...». Lei studia anche i possibili assetti futuri: non pensa che sia assurdo votare a Strasburgo dei partiti nazionali? Non dovremmo poter appoggiare gruppi europei chiaramente riconoscibili, magari dall'Italia sostenere Zapatero o Sarkozy o chiunque rappresenti una linea netta di politica continentale? «Sicuramente. Si deve sviluppare un terreno di vita politica europea autonoma, su cui giocare questa partita. Un passo in avanti su questo punto è assolutamente indispensabile». Se il Trattato di Lisbona l'anno prossimo verrà approvato dai 27, ci saranno cambiamenti sostanziali? «Non quanto sarebbe necessario. Però sono in vista sicuramente almeno due nuovi aspetti importanti. La presidenza dell'Unione europea verrà stabilizzata, anziché avere turni brevi, di sei mesi, che non permettono di dispiegare una linea politica coerente, si passerà a un'investitura di due anni. E nascerà una figura nuova che - anche se non avrà esattamente questa denominazione - dovrebbe svolgere il ruolo di ministro degli Esteri dell'Unione. Una svolta importante, perché l'Europa non può pensare solo ai suoi problemi interni ma ha bisogno di diventare un interlocutore significativo per il mondo. Non sono cambiamenti rivoluzionari ma potranno essere passaggi importanti. Molto dipenderà poi dalle personalità che assumeranno tali incarichi: se il futuro presidente dell'Unione fosse Tony Blair, come alcuni hanno proposto, ciò potrebbe marcare in modo significativo la politica europea dei prossimi anni». L'allargamento a 27 è stato molto rapido: troppo? «È stato il fatto più importante da un lato e più destabilizzante dall'altro per l'Europa. La Ue allargandosi a Est ha contribuito in modo significativo al consolidarsi dell'economia, della democrazia, dello Stato di diritto in paesi che uscivano dall'esperienza traumatica della dominazione sovietica. In questo senso essi hanno avuto un grandissimo beneficio. Per l'Unione, però, è stata probabilmente una decisione non adeguatamente preparata. Bisognava fare le riforme istituzionali prima dell'allargamento, in modo da arrivare a quell'appuntamento con istituzioni capaci di far funzionare l'Unione. Passare da 15 Stati membri a 27 è stata la decisione più costituente degli ultimi cinquant'anni, perché è cambiato il demos, la configurazione del popolo, ma non è stata sufficientemente dibattuta dai popoli dei paesi membri. Ci sono luci e ombre, insomma. Sicuramente è un fatto irreversibile. Adesso si tratta di costruire, su quel mattone che è stato posto, un'Europa in grado di funzionare con l'attuale composizione allargata. E forse anche di riflettere più attentamente su eventuali ulteriori allargamenti, che potrebbero creare qualche problema». Carlo Dignola 05/06/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


PECHINO - Il buon giorno, nella data dell'anniversario più sensibile dell'anno, si vede... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi di ANTONIA CIMINI PECHINO - Il buon giorno, nella data dell'anniversario più sensibile dell'anno, si vede dal mattino presto su piazza Tianamen. Il cuore della capitale cinese pare essere di nuovo sotto assedio: centinaia di poliziotti, giovanissimi tanto da sembrare adolescenti appena usciti dal liceo, sono stanziati ad ogni angolo della piazza e dei viali di accesso ad essa. Tutto intorno agenti in borghese, tutt'affatto discreti, sono attenti ad ogni mossa dei turisti in arrivo fin dalla prime ore del mattino. Ben pochi sanno cosa successe questo medesimo giorno di 20 anni fa, quando l'Esercito di Liberazione Popolare fece marcia sulla piazza per sgomberare, al suon di colpi di fucile, gli studenti che vi manifestavano da due mesi. «Deve esserci qualche capo di stato importante se c'è tutta questa polizia» commenta un giovane sui trent'anni in visita da Shanghai. Avanza e sta per entrare sulla piazza quando ad un posto di blocco un poliziotto gli sbarra la strada: bisogna controllare i documenti di ognuno, scrutare carte d'identità e passaporti, segnalare i sospetti all'ufficio centrale via telefono. L'ordine è quello di non far passare i giornalisti stranieri. «Dovete recarvi all'ufficio e avviare una procedura per il lasciapassare», taglia corto la guardia. In caserma gli agenti spiegano a ripetizione la trafila: «La redazione centrale del vostro giornale deve mandarci un fax dall'estero con la richiesta di introdurvi su Tianamen, aggiungere i tesserini dei giornalisti e aspettare che arrivi l'approvazione». In poche parole una procedura che prenderebbe giorni. I reporter mollano la presa, abituati alle acrobazie della burocrazia cinese, ma c'è anche chi ci prova lo stesso, come i giornalisti di Cnn e Bbc. Finiscono per portare a casa video esilaranti dalle vie laterali alla piazza, con agenti in borghese che sbandierano ombrelli davanti alle telecamere per coprire la vista dell'area. In conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri Qin Gang, interrogato sul perché di cotanto inusuale spiegamento di forze, risponde che «a Tianamen la situazione è nella norma». Si fa più bellicoso quando, però, replica all'esortazione del Segretario di Stato americano Hillary Clinton che ha invitato il governo di Pechino ad affrontare il passato, rivelare la verità sui morti e le persone scomparse e rilasciare i detenuti ancora in prigione. È «una grossolana indifferenza negli affari interni cinesi» dice agli Usa, che dovrebbero «mettere da parte i propri pregiudizi politici e correggere i propri errori, oltre ad astenersi dal pregiudicare o minare le relazioni bilaterali».Il governo cinese ha da lungo tempo espresso il suo verdetto sugli incidenti del 1989, definendoli «sommossa antirivoluzionaria», e negando la pubblicazione di qualsiasi conto ufficiale delle vittime. Nessuno stupore, allora, che Qin Gang sorvoli con diplomazia, ignorando le insistenti domande dei giornalisti su quando la Cina intenda riesaminare il suo giudizio e diffondere nomi e cifre. Il giorno precedente non ha neppure permesso alle Madri di Tianamen di recarsi sui luoghi dove i propri figli sono stati uccisi per rendere il consueto omaggio come ogni anno. A Muxidi, all'ovest di Tianamen, ad aspettare Ding Zilin, la leader del gruppo il cui figlio qui morì alle 23 di quel sanguinoso 3 giugno, c'erano solo tanta polizia ed una dozzina di giornalisti stranieri. L'atmosfera era talmente tesa che pareva di assistere ad una battaglia, con forze dell'ordine intente a filmare ogni passante, chiedere documenti e minacciare espulsioni. Tutto inutile, visto che altri solerti colleghi fin dal mattino hanno impedito a Ding e alle altre Madri di uscire di casa, spingendole ad un ennesimo pubblico oblio.

Torna all'inizio


Busta pesante: restituzione nel caos (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 16 Busta pesante: restituzione nel caos I moduli risultano complicatissimi. Intanto l'Agenzia delle Entrate Lucio Vagaggini di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo anni di polemiche e rinvii, si sta arrivando nel caos più totale alla restituzione della «busta pesante», ovvero dei tributi sospesi, nella busta paga dei terremotati, dopo il sisma che colpì Umbria e Marche nel settembre del '97. Sindacati e istituzioni continuano a chiedere un ulteriore rinvio per limitare i disagi, ma dalla Capitale nessuno risponde. E intanto ieri, all'Ufficio delle Entrate di Foligno, in vista dell'avvio della restituzione, fissata per il 16 giugno, alle 11 c'erano un centinaio di persone in fila, cosa che accade da parecchi giorni. E l'Ufficio delle Entrate, comprensibilmente, si è affrettato a potenziare i servizi per contribuenti e «intermediari», ovvero Caf e commercialisti. A PARTIRE da lunedì saranno operativi a Foligno, Assisi e Spello alcuni sportelli dedicati per ottenere le informazioni necessarie alla regolarizzazione. I contribuenti avranno inoltre a disposizione gli sportelli degli Uffici locali dell'Agenzia, incrementati per rispondere al crescente numero di richieste. Disagi a pioggia per tutti, dunque: l'Ufficio delle Entrate ha gli sportelli che scoppiano e i contribuenti si trovano in mano un modulo difficile da compilare (che va consegnato a mano o per raccomandata enro il 16 giugno) e sono sconcertati per il fatto di dover essere loro ad attivarsi per capire quanto restituire (la legge ha disposto che dev'essere reso, rateizzato, il 40 % dei tributi sospesi). Poi ci sono i tecnici, in prima fila commercialisti e Caf, che sono i primi a dire che il modulo è «impegnativo», per usare un eufemismo, e che per compilarlo «ci vuole quanto per una denuncia dei redditi». «Tra l'altro spiega la dottoressa Rosanna Agostini, commercialista folignate mentre Brunetta vuole eliminare il cartaceo', di fatto noi ci ritroviamo a non poter mandare questi moduli per via telematica, che sarebbe la cosa più rapida e funzionale per tutti, e dobbiamo invece scaricarli da Internet, compilarli e poi consegnarli a mano o per raccomandata». Una volta compilato e sottoscritto, il modulo, come si diceva, dovrà essere presentato entro il 16 giugno all'Ufficio dell'Agenzia competente per territorio alla data del terremoto, conservandone una copia. Il trattamento agevolato prevede il versamento del 40% delle somme ancora dovute, al netto quindi dei pagamenti già effettuati, senza sanzioni e interessi, con possibilità di rateizzare in 120 quote mensili di pari importo, da corrispondere entro il giorno 16 di ciascun mese a decorrere, appunto, da giugno 2009. Nel frattempo, mentre la Governatrice dell'Umbria, Rita Lorenzetti, attacca il Governo Berlusconi, «reo» di aver finora ignorato la richiesta di proroga, e promette ai cittadini che si trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia, assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni ripropongono insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza esito, l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali, auspicabilmente incoraggianti, da Palazzo Chigi. «HO FATTO presente il problema al premier Berlusconi e al ministro Tremonti spiega e ho ricevuto da loro assicurazioni che prenderanno in esame la richiesta di proroga. Tutto ciò nella consapevolezza che il caso può essere risolto solo dal Consiglio dei Ministri, trattandosi di un decreto legge da modificare. La Lorenzetti ha concluso farebbe meglio a mettere a disposizione l'avvocato gratis per chi ha pagato ingiustamente le multe elevate col T-Red». Venti di speranza arrivano anche dal candidato sindaco del Pdl al Comune di Foligno, Daniele Mantucci: «Mi arriva da attendibili fonti romane ha detto ieri la notizia che la busta pesante slitterebbe al 31 dicembre 2009, il decreto sarebbe alla firme e la conferma potrebbe arrivare fra pochi giorni. Attendiano con fiducia». Image: 20090605/foto/7923.jpg

Torna all'inizio


di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo an... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 17 di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo an... di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO UN AUTENTICO rompicapo. Dopo anni di polemiche e rinvii, si sta arrivando nel caos più totale alla restituzione della «busta pesante», ovvero dei tributi sospesi, nella busta paga dei terremotati, dopo il sisma che colpì Umbria e Marche nel settembre del '97. Sindacati e istituzioni continuano a chiedere un ulteriore rinvio per limitare i disagi, ma dalla Capitale nessuno risponde. E intanto ieri, all'Ufficio delle Entrate di Foligno, in vista dell'avvio della restituzione, fissata per il 16 giugno, alle 11 c'erano un centinaio di persone in fila, cosa che accade da parecchi giorni. E l'Ufficio delle Entrate, comprensibilmente, si è affrettato a potenziare i servizi per contribuenti e «intermediari», ovvero Caf e commercialisti. A PARTIRE da lunedì saranno operativi a Foligno, Assisi e Spello alcuni sportelli dedicati per ottenere le informazioni necessarie alla regolarizzazione. I contribuenti avranno inoltre a disposizione gli sportelli degli Uffici locali dell'Agenzia, incrementati per rispondere al crescente numero di richieste. Disagi a pioggia per tutti, dunque: l'Ufficio delle Entrate ha gli sportelli che scoppiano e i contribuenti si trovano in mano un modulo difficile da compilare (che va consegnato a mano o per raccomandata enro il 16 giugno) e sono sconcertati per il fatto di dover essere loro ad attivarsi per capire quanto restituire (la legge ha disposto che dev'essere reso, rateizzato, il 40 % dei tributi sospesi). Poi ci sono i tecnici, in prima fila commercialisti e Caf, che sono i primi a dire che il modulo è «impegnativo», per usare un eufemismo, e che per compilarlo «ci vuole quanto per una denuncia dei redditi». «Tra l'altro spiega la dottoressa Rosanna Agostini, commercialista folignate mentre Brunetta vuole eliminare il cartaceo', di fatto noi ci ritroviamo a non poter mandare questi moduli per via telematica, che sarebbe la cosa più rapida e funzionale per tutti, e dobbiamo invece scaricarli da Internet, compilarli e poi consegnarli a mano o per raccomandata». Una volta compilato e sottoscritto, il modulo, come si diceva, dovrà essere presentato entro il 16 giugno all'Ufficio dell'Agenzia competente per territorio alla data del terremoto, conservandone una copia. Il trattamento agevolato prevede il versamento del 40% delle somme ancora dovute, al netto quindi dei pagamenti già effettuati, senza sanzioni e interessi, con possibilità di rateizzare in 120 quote mensili di pari importo, da corrispondere entro il giorno 16 di ciascun mese a decorrere, appunto, da giugno 2009. Nel frattempo, mentre la Governatrice dell'Umbria, Rita Lorenzetti, attacca il Governo Berlusconi, «reo» di aver finora ignorato la richiesta di proroga, e promette ai cittadini che si trovino a non poter pagare per colpa della burocrazia, assistenza legale gratuita, mentre sindacati e istituzioni ripropongono insistentemente la richiesta di proroga, fino ad ora appunto senza esito, l'onorevole Luciano Rossi (Forza Italia) raccoglie segnali, auspicabilmente incoraggianti, da Palazzo Chigi. «HO FATTO presente il problema al premier Berlusconi e al ministro Tremonti spiega e ho ricevuto da loro assicurazioni che prenderanno in esame la richiesta di proroga. Tutto ciò nella consapevolezza che il caso può essere risolto solo dal Consiglio dei Ministri, trattandosi di un decreto legge da modificare. La Lorenzetti ha concluso farebbe meglio a mettere a disposizione l'avvocato gratis per chi ha pagato ingiustamente le multe elevate col T-Red». Venti di speranza arrivano anche dal candidato sindaco del Pdl al Comune di Foligno, Daniele Mantucci: «Mi arriva da attendibili fonti romane ha detto ieri la notizia che la busta pesante slitterebbe al 31 dicembre 2009, il decreto sarebbe alla firme e la conferma potrebbe arrivare fra pochi giorni. Attendiano con fiducia».

Torna all'inizio


: botta e risposta fra Idv e Rizzi (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Esposto sui conti»: botta e risposta fra Idv e Rizzi --> Venerdì 05 Giugno 2009 PROVINCIA, pagina 27 e-mail print AlbinoItalia dei Valori annuncia un esposto alla Procura della Repubblica per fare chiarezza su alcuni atti amministrativi del Comune di Albino. Sotto i riflettori una questione legata al Piano integrato d'intervento, previsto nel Pgt, per la costruzione di un'area commerciale alla stazione Teb ad Albino. Secondo Sergio Piffari, coordinatore regionale del partito, «il sindaco Giacomo Rizzi ha chiesto al privato che interverrà nell'area un acconto di un 1.200.000 euro sugli interventi di viabilità previsti a compensazione per il Comune. Ma lo ha fatto senza rispettare le procedure, in modo da ripianare il bilancio 2008 entro il 31 dicembre e non incorrere nei blocchi previsti dal patto di stabilità. Salvo poi restituire la somma con una delibera passata in Consiglio comunale il 13 febbraio. Vogliamo che la magistratura contabile faccia chiarezza perché questo costituisca un esempio anche per altri comuni». «È falso - ribatte il sindaco uscente Rizzi -. Le procedure sono state rispettate, l'anticipo è stato richiesto in base a un accordo firmato oltre che dal Comune dalla Provincia, dalla Teb e dal privato, con la clausola della restituzione nel caso il piano integrato non fosse stato presentato nei termini previsti, cosa che è poi accaduta e ci siamo comportati di conseguenza. La cifra comunque era stata messa nell'avanzo di bilancio e tutta l'operazione è stata verificata e approvata dai revisori dei conti». Ieri l'assessore albinese al Patrimonio, pubbliche relazioni e servizi sociali Delia Mazzola, avvocato, si è presentato all'incontro di Italia dei Valori: «È vero che non era stata invitata - ha sottolineato con amarezza il sindaco -, ma non l'hanno fatta nemmeno entrare per ascoltare e non è corretto». Italia dei Valori ha affermato che l'esposto rientra nelle sue linee d'azione a favore della trasparenza e contro la costruzione indiscriminata di centri commerciali in un incontro nella sede cittadina del partito con Gabriele Cimadoro, candidato alla presidenza della Provincia e coordinatore locale, e i candidati di Albino Domenica Giudici (Consiglio provinciale) e Luigi Galati (Consiglio comunale). Nell'esposto che Idv intende presentare alla Procura c'è anche la questione del Centro Honegger, costruito nell'ambito di un altro piano integrato per il recupero delle aree dismesse dal cotonificio, per iniziativa di Domenico Calzaferri, titolare di Albino Prima. «Il lavori di costruzione - accusano Piffari e Cimadoro - sono stati ostacolati e rallentati dalla burocrazia». Italia dei Valori chiede dunque che sia fatta chiarezza sulla questione. «Nessun rallentamento - ribatte Rizzi -. L'imprenditore ci ha chiesto di unire due licenze acquistate separatamente, ognuna per una media struttura commerciale di circa 1.200 metri quadrati. Ma la legislazione regionale impone per questo tipo di strutture un limite non superabile, e questo non dipende da noi». Sa. Pe. 05/06/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


Strasburgo, provincia d'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

EUROPEE Strasburgo, provincia d'Italia Marco Bascetta C'è chi vuole mandare «più Italia in Europa», chi intende spedirci il Lazio, l'Umbria o la Calabria, la sua provincia o comunità montana. Tutti collocare i propri augusti e incompetenti sederi sulle poltrone di Strasburgo. Non una sola idea o proposta sulle politiche europee, sui grandi temi comuni all'intero continente si è fatta strada in questo strepitio condominiale di euroanalfabeti. Dai principali leader di partito all'ultimo peon mediatico piazzato in «lista». CONTINUA|PAGINA10 Ma, si sa, le elezioni europee non sono che un pretesto per misurare i rapporti di forza tra le formazioni politiche italiane e le loro tendenze al rialzo o al ribasso, gli indici di gradimento di cavalieri e segretari, nonché un'occasione, per alcuni l'ultima occasione, per rimpinguare le casse esangui del partito. Insomma un gran bel sondaggio certificato questa volta dal ministero degli interni. Gli elettori vengono enfaticamente chiamati a «fermare questa destra», o, al contrario, a completarne il trionfo recidendo gli ultimi lacci e lacciuoli che ne rallenterebbero (assai poco) i movimenti. Di null'altro vi è traccia. Fatto sta che questa «misurazione» elettorale, proprio in virtù della distanza e indifferenza verso il suo oggetto, ossia il parlamento europeo e la politica continentale, rischia di dimostrarsi inattendibile. A votare per quel che non conta o non si capisce si può anche prendersi qualche libertà ai limiti della stravaganza. Non sarà, comunque vada, il voto europeo a «fermare questa destra» (non ne avrebbe la forza) né a completarne il trionfo (non ne ha molto bisogno). Ma, del resto, l'intero mondo politico italiano ha imparato da tempo a fare a meno di ogni attendibilità e a muoversi in un turbinìo di apparenze. Ciò che tutti, con ben poche eccezioni, sembra accomunare è l'idea dell'Europa come condominio di stati nazionali impegnati a difendere i propri interessi particolari, dalle clientele dei partiti alla mozzarella, dallo champagne alle vacche da latte. E allora «forza Italia!», «forza Lazio!» alla conquista di Strasburgo. Che fare di fronte a questa generalizzata indifferenza per i contenuti europei del voto? A questo euroqualunquismo di cui la miseria delle politiche nazionali è responsabile almeno quanto la poco decifrabile burocrazia di Bruxelles e il disinteresse popolare? Trattandosi di elezioni europee cosa saggia sarebbe dare la propria preferenza a candidati «europeisti» a quei pochi competenti cioè per i quali la costruzione di un' Europa politica non è un pretesto o un orpello retorico, ma un obiettivo decisivo, per i quali il ridimensionamento delle sovranità nazionali è una ineludibile necessità storica. Tra costoro, poi, scegliere i candidati che propendono per una visione sociale della politica continentale, per un concetto ampio di cittadinanza, per un sostegno ai redditi più deboli e precari, per una maggiore apertura al mondo e ai suoi flussi migratori, per un'idea non poliziesca della sicurezza, per un ampliamento dei diritti e degli spazi di libertà. Da questi «europeisti sociali», eletti in diversi paesi e in diversi partiti, poco importa quali, possiamo almeno attenderci che facciano sentire la loro voce, elaborino progetti, avanzino proposte, denuncino l'involuzione e gli egoismi dei governi nazionali, portino più Europa in Italia, nel Lazio, in Calabria, nei comuni xenofobi e strapaesani del nord. Votare «a sinistra», meglio «votare utile», o significa questo o non significa nulla. Guardando solo ai fatti di casa nostra sarebbe difficile superare una grande e diffusa voglia di astensione.

Torna all'inizio


di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PERUGIA pag. 6 di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocr... di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E' l'appello che lanciano ai candidati a sindaco i presidenti provinciali di Confindustria Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario Brustenga, affiancato per l'occasione dal titolare della ditta di impiantistica Braganti srl di Sant'Andrea delle Fratte. Entrambe le associazioni di categoria, che contano rispettivamente 1.100 e 964 soci, si sono rivolte a Palazzo dei Priori per chiedere che «lo Sportello unico per le attività produttive e gli uffici comunali di Edilizia e Urbanistica accelerino i tempi per il rilascio delle autorizzazione e l'evasione delle pratiche, altrimenti si rischia il blocco delle attività». Brustenga e Braganti hanno ribadito: «Lo Sportello ha tempi troppo dilatati, basti pensare che per ampliamenti o variazioni bisogna aspettare anche due o tre anni», e anche Campanile non ha usato giri di parole: «La prossima amministrazione dovrà impegnarsi per recuperare il rapporto con il cittadino e le aziende, eliminando gli eccessi di burocrazia. Noi siamo il Comune, che quindi non deve essere la controparte, perché le imprese sono fonte di ricchezza e di posti di lavoro. Bisognerebbe mettere a disposizione strumenti aggiuntivi a quelli esistenti, per favorire la nascita di imprese giovanili. E questo vale sia per i comparti ad alto valore aggiunto sia per le attività più tradizionali. Del resto, dove ci sono monoculture industriali e di servizi, la crisi si manifesta in modo più grave». IN QUESTA prospettiva Confapi Perugia ha lanciato quindi un appello per «rivedere le modalità di applicazione della Tariffa di igiene ambientale (Tia), rapportandola a ogni singola tipologia di utenti e, ripensando anche l'Ici sui fabbricati a destinazione industriale: si deve applicare in misura inferiore a quella ordinaria». Da parte sua, Campanile ha ricordato: «Il gettito fiscale proveniente dall'industria è importante, basti pensare a Ires, Irpef e Irap, con la quale si coprono tutti i costi della sanità umbra. La qualità dei servizi locali è riconducibile quindi allo sforzo delle aziende, che pagano l'Irap indipendentemente dall'utile prodotto. E' dunque giusto procedere alla revisione delle imposte comunali per le imprese così come è stato fatto per le famiglie. Ci troviamo infatti a pagare la Tia per depositi, che di fatto non sono fonte di rifiuti, mentre per l'Ici serve dare sollievo alle aziende, che sono tassate in base alle superfici e non ai volumi della produzione». PER QUANTO riguarda poi il dialogo con l'amministrazione comunale, Brustenga ha detto: «Non usufruire di un rapporto diretto con le associazioni di imprese è un pensiero distorto: la politica dovrebbe parlare con noi, innescando un rapporto cordiale e diretto per migliorare le opportunità di sviluppo locale». Concorde anche Confindustria Perugia: «E' auspicabile un Tavolo comunale dove assumere le decisioni strategiche per il territorio. Del resto, l'industria manifatturiera ha un enorme bagaglio culturale, basti pensare che a Perugia sono nati gruppi come la "Perugina" e la "Spagnoli"». Di qui la necessità di «riattivare subito lo Sportello unico per l'Edilizia, in modo da garantire alle aziende una certezza dei tempi». I PROBLEMI riguardano poi la carenza di infrastrutture non solo per i collegamenti con le altre regioni, ma anche le vie di comunicazione all'interno del capoluogo: «A Perugia bisogna completare la mobilità urbana, ultimando il percorso del minimetrò, che ora copre solo una parte della città; inoltre è necessario individuare nuove aree industriali di ampliamento, per evitare una compenetrazione tra industrie e abitazioni civili. In altre parole, la città non deve entrare nelle zone industriali e viceversa». Nessuno sconto sulla situazione infrastrutturale neppure da parte di Braganti: «Sant'Andrea delle Fratte è priva di illuminazione, marciapiedi, parcheggi e punti di ritrovo per chi arriva da fuori. Non è attiva neppure una rete veloce di cablaggio, che potrebbe essere un ulteriore strumento per lo sviluppo e, in particolare, per il settore del turismo». PER NULLA secondaria poi la questione della sicurezza in città: sia le aziende di Confindustria sia quelle aderenti a Confapi si servono della vigilanza privata nelle ore notturne. «Vorrei che gli imprenditori, dopo aver lavorato 10-12 ore al giorno ha detto Brustenga potessero venire a rilassarsi con la famiglia in centro storico, senza correre pericoli. Il candidato a sindaco del centrosinistra nel suo programma demanda molto la questione sicurezza al Governo nazionale, invece noi chiediamo ai sindaci di fare pressing sugli altri livelli istituzionali per risolvere il problema». Pragmatico Campanile: «Tutti i candidati a sindaco hanno fatto proposte importanti per risolvere questa emergenza, tuttavia la legge in vigore dà ai primi cittadini i poteri per poter incidere sulla tutela dell'ordine pubblico. E' comunque importante che Perugia recuperi innanzi tutto il suo ruolo di città-capoluogo, garantendo servizi di primo ordine e, al contempo, inserendosi nei circuiti internazionali attraverso l'aeroporto di Sant'Egidio. Insomma, Perugia deve tornare a essere "la capitale" dell'Umbria».

Torna all'inizio


burocrazia negli uffici comunali> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PERUGIA pag. 7 burocrazia negli uffici comunali» provinciali: «Tempi certi per le aziende e revisione delle imposte» di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA «MENO burocrazia negli uffici comunali». E' l'appello che lanciano ai candidati a sindaco i presidenti provinciali di Confindustria Perugia Antonio Campanile e Confapi Mario Brustenga, affiancato per l'occasione dal titolare della ditta di impiantistica Braganti srl di Sant'Andrea delle Fratte. Entrambe le associazioni di categoria, che contano rispettivamente 1.100 e 964 soci, si sono rivolte a Palazzo dei Priori per chiedere che «lo Sportello unico per le attività produttive e gli uffici comunali di Edilizia e Urbanistica accelerino i tempi per il rilascio delle autorizzazione e l'evasione delle pratiche, altrimenti si rischia il blocco delle attività». Brustenga e Braganti hanno ribadito: «Lo Sportello ha tempi troppo dilatati, basti pensare che per ampliamenti o variazioni bisogna aspettare anche due o tre anni», e anche Campanile non ha usato giri di parole: «La prossima amministrazione dovrà impegnarsi per recuperare il rapporto con il cittadino e le aziende, eliminando gli eccessi di burocrazia. Noi siamo il Comune, che quindi non deve essere la controparte, perché le imprese sono fonte di ricchezza e di posti di lavoro. Bisognerebbe mettere a disposizione strumenti aggiuntivi a quelli esistenti, per favorire la nascita di imprese giovanili. E questo vale sia per i comparti ad alto valore aggiunto sia per le attività più tradizionali. Del resto, dove ci sono monoculture industriali e di servizi, la crisi si manifesta in modo più grave». IN QUESTA prospettiva Confapi Perugia ha lanciato quindi un appello per «rivedere le modalità di applicazione della Tariffa di igiene ambientale (Tia), rapportandola a ogni singola tipologia di utenti e, ripensando anche l'Ici sui fabbricati a destinazione industriale: si deve applicare in misura inferiore a quella ordinaria». Da parte sua, Campanile ha ricordato: «Il gettito fiscale proveniente dall'industria è importante, basti pensare a Ires, Irpef e Irap, con la quale si coprono tutti i costi della sanità umbra. La qualità dei servizi locali è riconducibile quindi allo sforzo delle aziende, che pagano l'Irap indipendentemente dall'utile prodotto. E' dunque giusto procedere alla revisione delle imposte comunali per le imprese così come è stato fatto per le famiglie. Ci troviamo infatti a pagare la Tia per depositi, che di fatto non sono fonte di rifiuti, mentre per l'Ici serve dare sollievo alle aziende, che sono tassate in base alle superfici e non ai volumi della produzione». PER QUANTO riguarda poi il dialogo con l'amministrazione comunale, Brustenga ha detto: «Non usufruire di un rapporto diretto con le associazioni di imprese è un pensiero distorto: la politica dovrebbe parlare con noi, innescando un rapporto cordiale e diretto per migliorare le opportunità di sviluppo locale». Concorde anche Confindustria Perugia: «E' auspicabile un Tavolo comunale dove assumere le decisioni strategiche per il territorio. Del resto, l'industria manifatturiera ha un enorme bagaglio culturale, basti pensare che a Perugia sono nati gruppi come la "Perugina" e la "Spagnoli"». Di qui la necessità di «riattivare subito lo Sportello unico per l'Edilizia, in modo da garantire alle aziende una certezza dei tempi». I PROBLEMI riguardano poi la carenza di infrastrutture non solo per i collegamenti con le altre regioni, ma anche le vie di comunicazione all'interno del capoluogo: «A Perugia bisogna completare la mobilità urbana, ultimando il percorso del minimetrò, che ora copre solo una parte della città; inoltre è necessario individuare nuove aree industriali di ampliamento, per evitare una compenetrazione tra industrie e abitazioni civili. In altre parole, la città non deve entrare nelle zone industriali e viceversa». Nessuno sconto sulla situazione infrastrutturale neppure da parte di Braganti: «Sant'Andrea delle Fratte è priva di illuminazione, marciapiedi, parcheggi e punti di ritrovo per chi arriva da fuori. Non è attiva neppure una rete veloce di cablaggio, che potrebbe essere un ulteriore strumento per lo sviluppo e, in particolare, per il settore del turismo». PER NULLA secondaria poi la questione della sicurezza in città: sia le aziende di Confindustria sia quelle aderenti a Confapi si servono della vigilanza privata nelle ore notturne. «Vorrei che gli imprenditori, dopo aver lavorato 10-12 ore al giorno ha detto Brustenga potessero venire a rilassarsi con la famiglia in centro storico, senza correre pericoli. Il candidato a sindaco del centrosinistra nel suo programma demanda molto la questione sicurezza al Governo nazionale, invece noi chiediamo ai sindaci di fare pressing sugli altri livelli istituzionali per risolvere il problema». Pragmatico Campanile: «Tutti i candidati a sindaco hanno fatto proposte importanti per risolvere questa emergenza, tuttavia la legge in vigore dà ai primi cittadini i poteri per poter incidere sulla tutela dell'ordine pubblico. E' comunque importante che Perugia recuperi innanzi tutto il suo ruolo di città-capoluogo, garantendo servizi di primo ordine e, al contempo, inserendosi nei circuiti internazionali attraverso l'aeroporto di Sant'Egidio. Insomma, Perugia deve tornare a essere "la capitale" dell'Umbria».

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PRATO pag. 5 «MI HANNO detto che qui si può vincere al primo turno e c... «MI HANNO detto che qui si può vincere al primo turno e credo davvero che in Toscana ce la possiamo giocare. Facciamo così, visto che è una partita difficile prometto che comunque vada, ma tanto sarà un successo, dopo il voto tornerò e firmerò un protocollo d'intesa che farà di Prato un Comune modello in Italia per la pubblica amministrazione». E' finito con un'ovazione il comizio del ministro Renato Brunetta che ieri pomeriggio è tornato al Palace per dare l'ultima spinta alla campagna elettorale dei candidati del centrodestra Roberto Cenni (Comune) e Cristina Attucci (Provincia) e per presentare il suo libro «Rivoluzione in corso» sui provvedimenti anti burocrazia («Il miglioramento della pubblica amministrazione non è di destra nè di sinistra. E' per tutti e questa è anche la rivoluzione che vogliamo fare noi», ha commentato il leader del Pdl Riccardo Mazzoni). L'unica nota stonata è stato il ritardo di Cenni, che è riuscito a malapena a stringere la mano a Brunetta (foto a sinistra). Prima dell'appuntamento al Palace, infatti, il candidato aveva in agenda l'incontro con il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini a palazzo Novellucci. Tra i due comizi c'era appena mezz'ora di distanza, un incrocio pericoloso. DA CASINI (foto a destra), al quale la galleria Armanda Gori ha regalato un quadro da titolo evocativo, «Arte al centro», Cenni ha ricevuto solo carezze: «E' una persona seria e le persone serie non hanno colore politico, ecco perché abbiamo deciso di sostenerlo. E' un candidato della società civile che ha vissuto sulla sua pelle le difficoltà del distretto, che ha sensibilità verso i problemi della Chiesa e dei più deboli e che ha contatto continuo con i cittadini. Sono questi gli uomini che ci piacciono, come Querci. Non c'è nessun imbarazzo per l'alleanza col Pdl». Con il governo e Berlusconi invece Casini, che alla fine del comizio si è fermato ancora con Cenni e a salutare i cittadini in piazza del Comune, è stato duro: «Qui c'è crisi? Non mi pare, del resto lo dice il governo...», è stata la prima battuta. E poi ancora: «Si faccia qualcosa per il tessile invece di continuare a parlare di sciocchezze». No anche alle ronde della Lega: «Sarebbe meglio potenziare le forze dell'ordine». Chiusura sulla famiglia: «La social card era una buona idea, ma se l'hanno utilizzata molte meno persone di quelle previste vuol dire che il ceto medio non ha avuto nulla e questo è il problema, la mancanza di politiche per la famiglia che è il vero ammortizzatore sociale. E' ponendosi il problema della famiglia che si possono risolvere anche quelli dell'integrazione, perché qui, lo si voglia o no, la società multietnica c'è già e non si può cancellare». NELLO stesso momento al Palace il ministro Brunetta esprimeva una linea meno soft: «Noi vogliamo un'immigrazione diversa, vogliamo dare agli immigrati un percorso di vita e non mandarli alla disperazione come succede con il cattocomunismo della sinistra. Proviamo a estrarre a sorte i luoghi dove sistemare i campi rom e poi vediamo come reagisce certa buona borghesia di sinistra». Poi la legge Martini: «Una cattiva norma come quella che la Toscana si appresta a fare contro le mie misure sui fannulloni». Una Toscana che per Brunetta è «sotto un regime da 60 anni», un regime che ora il centrodestra vuole abbattere: «La vera democrazia sta nell'alternanza. Non si può rimanere così a lungo al governo e non cedere ai giochi di potere. Qui il voto vale doppio, la militanza il triplo e la sopravvivenza il quadruplo». Infine una smentita per fare la pace con Prato dopo la manifestazione del 28 febbraio sul tessile. Sulle agenzie apparve una battuta di Brunetta («E' meglio rimboccarsi le maniche e trovare nuovi mercati e nuovi prodotti che manifestare») che non piacque a molti. Ieri il ministro è stato chiaro: «Non ho mai detto una fesseria del genere». Leonardo Biagiotti

Torna all'inizio


Niente vacanze senza il visto Famiglia costretta a disfare subito i bagagli (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLANO / FOLLO / VAL DI VARA pag. 9 Niente vacanze senza il visto Famiglia costretta a disfare subito i bagagli BOLANO LA RABBIA DI UNA FAMIGLIA IN PARTENZA PER L'ESTERO «MANCA un visto: sull'aereo non può mica salire, mi spiace», gli ha detto ieri mattina l'impiegato dell'aeroporto Galileo Galilei' di Pisa. Lì per lì ha pensato a un disguido della burocrazia. A un intoppo facilmente risolvibile tramite un controllo incrociato dal computer del check in. Al decollo peraltro, previsto per le 9.45, mancava davvero poco... E invece no. Arrivederci e grazie. Bardhok Mhilli, sua moglie e il loro piccolo di appena 9 mesi, in partenza per l'Albania valigie in mano, hanno dovuto fare marcia indietro e tornarsene a casa, a Bolano. Prima, però, tappa in redazione per raccontare, amareggiati, l'accaduto. «Avevamo preparato per bene tutti i documenti di viaggio», spiega Mhilli che, con regolare permesso di soggiorno per sé e i suoi cari, risiede a Bolano dove fa il muratore. «In questi giorni prosegue potevamo concederci una piccola vacanza nella nostra terra per far vedere il bambino ai nonni e stare un pò con i parenti. Era tutto pronto. Per scrupolo aggiunge mi ero fatto rilasciare, dal comune di Bolano, il certificato di nascita di mio figlio la cui foto è comunque apposta sul mio passaporto. Mi avessero detto prima che, all'imbarco, avrei dovuto esibire anche il lasciapassare richiesto dall'Ambasciata di Roma, lo avrei portato. Invece lo avevo già spedito in Albania...». Fatto sta che, senza quel' visto, sull'aereo Mhilli e i suoi non sono potuti salire. Sono rimasti bloccati all'aeroporto e trattenuti per i controlli del caso. Beffa morale e danno economico: il costo del biglietto d'andata, infatti, non verrà loro rimborsato. «Quasi quattrocento euro buttati via», dice il capofamiglia che ha poi dovuto tranquillizzare i familiari in Albania impensieriti dal repentino cambio di programma. Cristina Bertucci

Torna all'inizio


ECCO PERCHE' LA CITTA' DEVE TORNARE A PARLARSI (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 3 ECCO PERCHE' LA CITTA' DEVE TORNARE A PARLARSI IL NOSTRO FORUM FINITA la campagna d'ascolto della città, abbiamo consegnato la parola ai candidati sindaco. Per la prima volta - uno accanto all'altro, ospiti de La Nazione - otto dei nove concorrenti (Cristina Lascialfari del Pcl ha risposto ugualmente anche se, per un disguido, non è stata presente) si sono confrontati sulle richieste dei settori più rappresentativi e vitali di Firenze. Voci del commercio, dell'imprenditoria, del volontariato, della sanità e dello sport: la sintesi è contenuta in sette domande. L'elemento più importante che tutti hanno invocato, è la possibilità di dialogare con chi governa la città. Cioè: individuare un interlocutore e una strada liberata dalla burocrazia, perché finora così non è stato. Allora serve una cabina di regia per coordinare le funzioni vitali: per i cantieri, la cui proliferazione selvaggia impedisce i movimenti quotidiani; per turismo e cultura, che dovrebbero essere gestiti in accordo, magari da un assessorato unico affidato al vicesindaco. Va da sè che le grandi opere (tramvia, tav, aeroporto e stadio) non sono state dimenticate, ma abbiamo voluto dirottare l'attenzione anche su argomenti che di solito restano nascosti eppure sono i più immediati, come far convivere di notte, nella stessa strada, una discoteca frequentata da giovani stranieri esuberanti e locali con connotati e clienti nettamente diversi. D'altra parte siamo a Firenze, città del mondo. Che ha il dovere di coniugare questo privilegio con i problemi di accoglienza che esso comporta. Il sindaco deve farsi carico e difendere le prerogative di tutti nel rispetto delle regole. Non c'è bisogno di essere La Pira per capirlo.

Torna all'inizio


L'ultimo appello di Lavagetto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 05-06-2009 PDL-LEGA «PROVINCIA PIU' LEGGERA, RIDURRE GLI STIPENDI D'ORO» L'ultimo appello di Lavagetto II Il candidato di Pdl e Lega, Giampaolo Lavagetto, ha lanciato ieri un ultimo appello agli elettori. «L'arrivo a Parma anche del Ministro dello Sviluppo Economico e del Viceministro dell'Economia e Finanze per sostenere la nostra idea di autoriforma locale della Provincia è testimone di quanto sia oggi importante scegliere per il governo del territorio il nostro progetto di un ente più leggero, meno dispendioso, più vicino ai cittadini e in sintonia con il Governo del Paese. L'impegno che abbiamo assunto e depositato con atto notarile di ridurre i costi della politica, gli sprechi e gli stipendi d'oro, mai più dirigenti che costano alla collettività mezzo miliardo di vecchie lire all'anno, ci permetteranno di non avere più il negativo primato di una provincia tra le prime per tassazione diretta ai cittadini. Inoltre, una macchina pubblica più efficiente e libera dalla pesantezza della burocrazia, ci permetterà di realizzare quella serie di progetti capaci di farci uscire dall'attuale difficoltà economica e di valori per farci recuperare competitività territoriale e comune senso di appartenenza basato sulle nostre radici e tradizioni. Una provincia accogliente, ma intransigente nel rispetto delle nostre regole e dei nostri valori, garanzia di una maggiore percezione di sicurezza urbana già nel presente, sarà ciò che di più importante potremo offrire anche alle future generazioni. Soprattutto, ridaremo alla nostra terra l'orgoglio di non essere più sotto scacco di un Presidente della Regione che, nel silenzio per ordine di scuderia politica dei nostri amministratori provinciali, si permette di trattarci da figli di un Dio minore rispetto ai territori romagnoli. Per fare tutto questo, il progetto che abbiamo proposto non potrà e non dovrà subire alcuna modifica ne nei contenuti, ne tecnicamente nelle forze che lo sostengono, indipendentemente dal fatto che la nostra eventuale vittoria possa avvenire al primo od ad un eventuale secondo turno. Infatti, noi siamo convinti che oggi servono uomini e donne che sappiamo mettersi in discussione per il proprio territorio avendo idee, l'ambizione che queste idee siano grandi e che dimostrino il coraggio di portarle avanti fino in fondo con coerenza ». Candidato Giampaolo Lavagetto

Torna all'inizio


Se non ci fate credito moriremo soffocati (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 25 Se non ci fate credito moriremo soffocati «Continui casi di nostri associati che si vedono respinti dalle banche» di IVAN ALBARELLI MILANO NON ERA MAI successo. Questa volta gli artigiani lombardi fanno sul serio. Stufi di essere considerati dalle istituzioni e dalla politica «non dico per più di cento giorni a partire dal momento successivo alle elezioni, ma nemmeno cento ore», come ha sintetizzato con una battuta Cristina Croda al vertice di Cna Milano (la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa), ieri mattina i vertici delle principali associazioni di categoria si sono ritrovati attorno a un tavolo per presentare un vero e proprio "manifesto" guardacaso alla vigilia dell'apertura dei seggi in cui elencano una serie di rivendicazioni giudicate non più eludibili da Confartigianato Lombardia presieduta da Giorgio Merletti, Claai (Confederazione libere associazioni artigiane italiane), Cna e Casartigiani Lombardia. Dall'accesso al credito alla burocrazia, dai ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici all'Expo. «Il manifesto non è un elenco di rivendicazioni ma uno strumento di lavoro, una strategia con cinque proposte concrete su cui agire subito precisa il presidente di Cna Lombardia Fausto Cacciatori (nella foto) per venire in aiuto del sistema dell'artigianato lombardo forte delle sue 270 mila imprese che danno lavoro a 850 mila addetti». Imprese oggi in grande sofferenza. «Di fronte alla crisi è mancata finora una visione chiara per uscirne continua Cacciatori . Ebbene, la strada per uscirne passa da noi». TEMPI STRETTI, comunque, perché la recessione è drammatica «e la domanda di tutti è quanto durerà e quante imprese riusciranno ad arrivare vive alla fine di quest'anno», ha sottolineato il presidente di Claai Salvatore Luca. Ecco, allora, che l'accesso al credito anche nel breve periodo diventa la questione prioritaria. E sul tavolo degli accusati sale il sistema creditizio. E cioè le banche. «Istituti di credito fino a ieri legati al proprio territorio e all'economia locale oggi hanno dimenticato questi valori ha messo in evidenza Mario Bettini di Casartigiani . Registriamo di continuo casi di nostri associati che vedono rifiutarsi l'accesso al credito. Rifiuti motivati, certo, ma se a questi aggiungiamo le richieste, in crescita, di rientri repentini ci rendiamo conto di quali difficoltà stia vivendo l'artigianato». Difficile dire quante aziende si vedano negati prestiti o mutui. Ma è un dato che emerge in modo indiretto nel momento in cui si prende in esame la crescita esponenziale dal 2008 a oggi del ricorso a Federfidi Lombarda, ovvero l'organo regionale che riunisce il sistema territoriale dei Confidi che erogano prestiti "alternativi" e garantiti alle microimprese. CI HA PENSATO Giuseppe Vivace, segretario generale di Cna Lombardia, a snocciolare numeri dai contorni drammatici del ricorso ai Confidi: «Hanno bussato alle porte di Confidi 8 mila nuove imprese artigiane già nei primi 4 mesi del 2009. Imprese col fiato cortissimo "respinte" dalle banche. Tradotto in euro, significa 35 milioni di patrimonio anticipato a copertura dei prestiti». Cacciatori non ha risparmiato una puntura di spillo al Pirellone che aveva varato sette mesi fa il piano "Confiducia" dotato di un fondo di 51 milioni per l'artigianato: «Di concreto non ha prodotto nulla, e per noi sette mesi sono un tempo lunghissimo». Visto il flop, è in fase di negoziazione il passaggio di una tranche di 20 di quei 51 milioni a Federfidi Lombarda. Perché non ci sono dubbi che l'unico, finora, ad avere fornito in tempi rapidi la bombola dell'ossigeno a chi è a un passo dal tracollo è stato proprio il sistema di mutuo soccorso dei Confidi.

Torna all'inizio


Quando la burocrazia è cieca (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LIMBIATE LAZZATE pag. 14 Quando la burocrazia è cieca Paralizzato chiede invano di costruirsi un bagno al piano terra CERIANO IL COMUNE NEGA IL PERMESSO di GABRIELE BASSANI CERIANO LAGHETTO SE PRIMA il bagno a piano terra era solo la ricerca di una comodità in più, con un infermo in casa diventa una necessità improrogabile, di fronte alla quale anche le severe norme urbanistiche possono lasciare qualche via d'uscita. La situazione per la famiglia Cardaciotto, che abita in uno dei cortili più antichi di Ceriano, «La Sanara», al civico 6 di via Volta, è precipitata improvvisamente due mesi fa quando il capofamiglia è rimasto vittima di un brutto incidente stradale in seguito al quale rischia una lunga immobilità. Vivono in cinque adulti (due genitori e tre figli grandi) in un appartamento di meno di 70 metri quadri su due piani, collegati da una scala a chiocciola assai stretta. GIÀ DA QUALCHE ANNO chiedono all'Amministrazione comunale di poter realizzare un nuovo locale bagno al piano terra, sulla loro proprietà, utilizzando un angolo del porticato d'ingresso, ma finora si sono visti rifiutare il permesso perchè le norme edilizie su quel cortile del centro storico consentono solo piani di recupero complessivi che devono coinvolgere altri coinquilini. «Ma queste norme non vengono rispettate da tutti, poiché noi stessi abbiamo segnalato più volte situazioni di abuso e di degrado della corte, in cui vengono anche abbandonati rifiuti e accatastate macerie e non abbiamo visto adeguati controlli da parte del Comune», si è lamentata Annarita Grimaldi, moglie di Girolamo Cardaciotto, alle prese con una lunga degenza ospedaliare dopo essere stato investito da un'auto a Barlassina mentre andava al lavoro a bordo del proprio scooter. Anche dopo le dimissioni l'uomo rischia danni permanenti agli arti inferiori, come diagnosticato dai medici che lo hanno in cura. «In questa casa in quelle condizioni non può stare, raggiungere il bagno sopra, se per noi è scomodo, per lui è impossibile», spiega Annarita, che ce l'ha con il Comune per quel permesso fin qui negato. «LA SITUAZIONE è nota - ha spiegato il sindaco Antonella Ferrario - purtroppo si tratta di un contrasto acceso tra famiglie, sfociato anche in episodi gravi che rende impossibile trovare una soluzione condivisa. In passato abbiamo anche indicato agli interessati la possibilità di un accordo parziale solo per un lato della corte ma senza esito. Con lo stato di necessità venutosi a creare, purtroppo a causa dell'incidente - continua il sindaco - l'obiettivo di eliminare le barriere architettoniche per un'invalidità grave, consentirebbe l'applicazione di leggi specifiche che vanno in deroga ai vincoli urbanistici. Di fronte al problema di salute, una volta segnalato, sapremo intervenire adeguatamente».

Torna all'inizio


Libè Zanichelli: (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 05-06-2009 MEDESANO INCONTRO CON IL CANDIDATO UDC ALLA PROVINCIA Libè «lancia» Zanichelli: «Porta concretezza» MEDESANO L'idea dell'onorevole: «La Provincia, luogo dove i Comuni collaborano insieme» II Buona partecipazione all'in - contro dell'onorevole Mauro Libè, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia, che si è tenuto al ristorante «Miramonti» di Medesano. L'onorevole Libè ha presentato il candidato locale, l'imprenditore Ermes Zanichelli, evidenziandone le capacità e i motivi per cui dargli la preferenza. Libè ha chiarito che lui è per ridurre il ruolo della Provincia dando maggior spazio ai Comuni: in proposito il partito ha già proposto una legge. «La Provincia deve diventare il luogo in cui i Comuni collaborano per crescere insieme - ha puntualizzato Libè - e provvisoriamente sostituita da un organo di secondo grado di cui facciano parte tutti i sindaci. Così gli interventi saranno visti nell'ottica di pianificazione e valorizzazione non di un comune, di un'area ma di una provincia». Diversi i temi affrontati dall'ambiente con la proposta di promuovere le fonti rinnovabili e il giusto rapporto tra ambiente e sviluppo. L'impegno ad essere vicino alle aziende con alto contenuto tecnologico, al sociale per difendere la famiglia e le fasce più deboli. Lo stesso Libè ha promesso impegno per la tutela, la difesa e il miglioramento della qualità delle produzioni tipiche parmigiane e per creare un sistema d'attrazione che valorizzi la grande cultura del territorio parmigiano facendone un'integrazione con il turismo e le produzioni locali. «Dobbiamo portare la politica alla concretezza - ha concluso Libè - e lo faremo insieme a Zanichelli, una persona che può aiutare questo territorio e a cui dovete dare fiducia. Ringrazio anche il sindaco Bianchi, con cui recentemente ho fattivamente lavorato, che è un amministratore serio e impegnato». Il candidato Zanichelli ha rinnovato il suo impegno sui tempi toccati dal suo capolista Libè. Sullo snellimento della burocrazia che investe oggi anche la Provincia di Parma e sulle inutili sovrapposizioni di attribuzioni e competenze è stato d'accordo con Libè anche il sindaco di Medesano Roberto Bianchi: «Abbiamo bisogno di una Provincia che funzioni, con poche competenze e che abbia la capacità di mettersi al servizio dei comuni. Così abbatteremo anche i costi della politica ». R.C. Presentazione Da sinistra Perazzo, Libè e Zanichelli.

Torna all'inizio


Waterfront (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: 1CULTURA data: 05/06/2009 - pag: 11 A Napoli, una giornata di studi sul Porto e le sue potenzialità da esaltare Waterfront Napoli marittima, ricordi e progetti su una linea che è sempre decisiva di CARLO FRANCO I l porto di Napoli ritorna al centro del dibattito urbanistico, commerciale e turistico. Industriale non più perché, come ha giustamente sottolineato Ernesto Mazzetti, la funzione primaria si è spenta come effetto della cessazione delle attività siderurgiche a Bagnoli e di quelle petrolchimiche a Baia. Le antiche funzioni solo in parte sono state sostituite dai traffici dell'area container e dallo sviluppo del movimento legato alle crociere. Poco, troppo poco, e per questo l'iniziativa di un dibattito su «Napoli Marittima », organizzato dall'Orientale e dalla Federico II, svoltosi ieri mattina nel Palazzo del Mediterraneo, è da salutare con grande interesse. L'incontro, tra l'altro, aveva due nobili motivazioni: ricordare il compianto geografo Pasquale Coppola a un anno dalla morte, e celebrare con solennità il sessantesimo anniversario del Piano di ricostruzione del porto e della città, al quale partecipò attivamente Luigi Cosenza. Il figlio di questi, Giancarlo, ha portato documenti inediti che hanno reso ancora più interessante la discussione e offerto un suggestivo supporto alla mostra iconografica e ai filmati sui bombardamenti che si abbatterono su Napoli nel '43 e nei due anni successivi. In quegli anni, e fino ai giorni nostri, il porto, nonostante i ritardi della politica e della burocrazia militare, ha avuto un peso simbolico e letterario molto forte nell'immaginario napoletano. Molti i possibili riferimenti, dalle pagine di Mistero Napoletano di Ermanno Rea fino, naturalmente, alle suggestioni de Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese. Giovanni La Guardia e Giuseppe Stabile hanno ricondotto la fantasia alle atmosfere dei Granili e della Caserma Bianchini, e Brigitte Marin ha rievocato gli anni e il fervore di Carlo di Borbone al quale si deve, tra le altre realizzazioni, la strada che va dal Molo Grande al Ponte della Maddalena e che era al servizio dei traffici del porto ma si trasformò in boulevard elegante, frequentato dal re quando voleva recarsi dalla sua abitazione alla Chiesa del Carmine. Gli obiettivi del meeting sono stati centrati in pieno perché, come le cronache di questi mesi stanno confermando, pur nel caos che avvolge e non di rado travolge gli eventi napoletani, si è fatta ineludibile l'esigenza di porre mano ad un ridisegno funzionale ed urbanistico del waterfront che non si limiti alla linea che costeggia il porto, ma «entri» e, più ancora, si raccordi con il centro storico, dando vita a due direttrici di sviluppo: una lineare e continua, l'altra trasversale ma non meno incisiva e determinante per il futuro di Napoli. «Ascoltando le relazioni», ha detto il professor Paolo Frascani, che ha coordinato i lavori introdotti dall'urbanista Alessandro Dal Piaz e dal geografo René Maury, «si è avuta la conferma che la città non è ferma ma, al solito, non riesce a far comunicare tra loro e a mettere a regime i molti progetti che porta avanti». Dalla terrazza dell'ultimo piano del Palazzo del Mediterraneo, questa interpretazione si specchia nella realtà: il restyling del Borgo Orefici è stato portato a termine in maniera egregia e anche alcuni edifici, all'interno del porto, sono stati recuperati con un rigore formale e una linea beneaugurante di modernità. Pensiamo alla palazzina rosa del Cnr, che ospita geologi e ricercatori marini, e che potrebbe funzionare da modello per la ristrutturazione degli edifici di via Marina. Una giornata ben spesa, insomma, e anche l'avvio di una metodologia che potrebbe dare in avvenire buoni frutti. Il punto alto del progetto è la linea di waterfront che non si esaurisce al limite della città portuale ma può continuare fino a Castellammare, ad oriente, e a Bacoli, ad occidente. Le premesse ormai ci sono tutte e la volontà progettuale che emerge è più che positiva. Pensiamo alla proposta avanzata dalla cordata che si richiama a Gianni Punzo e agli studi del grande architetto americano Peter Eisenman sulla linea di costa dell'ex Sofer a Pozzuoli. Tempo di waterfront, dunque, ma anche di riscrittura dell'area portuale. Come hanno illustrato Sandro Dal Piaz e Roberto Giannì, che ha riassunto i progetti del fronte marittimo. E come, parlando in altra sede, ha ribadito l'assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, il quale ha rigirato il coltello nella piaga: «I ritardi del waterfront di Napoli sono da attribuire alla mancata risposta delle autorità militari sulla darsena Acton. È dall'epoca di Bassolino sindaco che aspettiamo che la Marina militare prenda una decisione». Molti progetti Frascani: «La città non è ferma ma, al solito, non riesce a far comunicare tra loro e a mettere a regime i molti progetti che porta avanti» Cuore della città Una suggestiva e insolita veduta del Porto di Napoli

Torna all'inizio


I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 05-06-2009 MEDESANO IN CAMPO ANCHE CANCIAN I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto MEDESANO II Semplificazione amministrativa, abbattimento dei costi della partitocrazia, delle consulenze esterne, delle spese generali dell'ente e un piano strategico di sviluppo territoriale. «Vi ho illustrato cinque progetti che mi sento di portare a termine riducendo gli assessori da dieci a cinque », promette Lavagetto, ospite del teatro «Baratta» di Medesano insieme al candidato alle elezioni europee Antonio Cancian, e del candidato a consigliere provinciale nel collegio Medesano- Pellegrino, Gian Luca Armellini. Fra gli ospiti c'era anche il vice presidente dell'assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, Luigi Giuseppe Villani, il consigliere regionale Roberto Corradi, il sindaco di Medesano, Roberto Bianchi e quello di Noceto, Fabio Fecci. L'incontro è stato aperto da Gian Luca Armellini che ha illustrato nei dettagli «il suo impegno per la Provincia», da riassumersi in meno sprechi, meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-Fornovo, oltre a parlare del rifacimento totale della strada provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il sindaco di Medesano ha chiarito di non essere per l'abo - lizione della Provincia, ma per renderla moderna e tagliare le spese della politica. Sulla stessa linea anche Luigi Giuseppe Villani e il candidato alle europee Antonio Cancian. Un in bocca al lupo al candidato di Pdl e Lega Nord è arrivato dal sindaco di Noceto. «Mi auguro -ha detto Fabio Fecci rivolto a Lavagetto - che tu sia l'ultimo presidente di questo tipo di Provincia». Centrodestra I «big» mobilitati a pochi giorni dal voto.

Torna all'inizio


Distrofia Il Tigem sperimenta una nuova cura (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: NAPOLI data: 05/06/2009 - pag: 7 Ricerca I risultati pubblicati sulla rivista «Plos One» Distrofia «dei cingoli» Il Tigem sperimenta una nuova cura Positivi i primi test sulle cavie animali NAPOLI Dal buio della malattia che non dà scampo alla luce accesa della ricerca che sposta le frontiere della conoscenza. Grazie ad una scoperta fatta dal team del professore Vincenzo Nigro, docente di patologia generale alla Sun e capo di una struttura di ricerca della Tigem, la terapia genica si è rivelata idonea a curare una particolare e gravissima forma di distrofia muscolare, quella cosiddetta dei cingoli che attacca e corrode inesorabilmente i muscoli pelvici e scapolari. «Sono bastate due iniezioni a sei mesi di distanza l'una dall'altra, ha detto il professor Nigro, per avere buoni riscontri». La sperimentazione è stata portata avanti, per ora, su animali ma la speranza che si è aperta è enorme. Anche il mondo scientifico ci crede e i risultati della scoperta sono stati pubblicati, e quindi in qualche modo certificati, dall'autorevole rivista «Plos One». L'annuncio è stato fatto ieri mattina nell'aula dell'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare ospitata in una scuola di Arzano. Le buone notizie, però, viaggiano sempre in coppia e la Bnl, che insieme alla Uildm è sponsor solidale di Telethon, ha reso noto che aumenterà l'impegno, stipulato con la Telethon, in favore dei portatori di handicap. Cadono le barriere architettoniche e la terapia genica fa passi da gigante: quel msterioso e affascinante «libro» che è il genoma inizia a cedere qualcuno dei suoi misteri. Vincenzo Nigro, ha spiegato che la sperimentazione sui criceti ha dato ottimi risultati schiudendo la possibilità di una guarigione. «La nostra, naturalmentem è una ricerca di base, per le applicazioni cliniche c'è biosogno di ben altri supporti economici e di un impegno non formale dello Stato che attualmente manca». La ricerca sulla distrofia muscolare nella famiglia Nigro si trasmette di padre in figlio. Giovanni, il padre di Vincenzo, lavorava in uno scantinato freddo e buio e conservava la banca del genoma in una sfilza di vecchi frigoriferi donati da un benefattore. Vincenzo, il figlio, non ha di questi problemi, ma come tutti i ricercatori vive immerso nella precarietà. «Abbiamo iniziato, dice, a curare la malattia sugli animali e hanno fatto progressi da gigante ». I pazienti che hanno preso parte al dibattito , svoltosi nel Centro Uildm di Arzano, si sono commossi e Umberto Bencivenga, dipendente del Cnr che ha dovuto lottare per anni contro l'ottusità dei condomini del suo palazzo per ottenere il consenso a costruire un'ascensore capace di contenere la sua acarrozzina, ha esclamato: «Contro l'ottusità e l'arroganza della burocrazia può vincere solo la ricerca. Non parlo per me che sono avanti con gli anni, ma questo è un gran giorno per le migliaia di bambini che in tutt'Italia sono sprofondati nel baratro dell'indifferenza quanto non della cattiveria». Una documentazione agghiacciante delle mostruosità commesse ai danni dei pazienti di distrofia muscolari è stata raccolta in un dvd che ha raccontato le loro storie. «Il mondo di Emma» è la storia di una ragazza di sette anni, padovana, affetta da atriofia muscolare spinale, che ha rischiato di morire per la mancanza di operatori specializzati che l'aiutassero a respirare artificialmente. Un giorno importante, dunque, ma l'incontro non è servito solo a questo: la Banca Nazionale del Lavoro («La banca che ha un cuore e un'anima», hanno affermato i pazienti) ha confermato che grazie ai contributi raccolti riuscirà a dotare le filiali delle banche dei supporti per l'abbattimento delle barriere archiettoniche: dal bancomat sarà possibile arrivarvi fin sotto con le carrozzelle a tutta una serie di servizi che aiuteranno i portatori di handicap a risolvere i loro problemi. Il filo rosso della mattinata è la solidarietà. C'è voglia di solidarietà ha detto la dottoressa Cianci della Bnl annunciando che quando si vanno a tirare i conti della quantità delle offerte, Napoli è la più generosa: 1,2 milioni di euro sui 14 raccolti in tutt'Italia. Un altro esempio positivo viene dalla struttura di Arzano che ospita circa 30 ragazzi portatori di handicap. «Facciamo tutto con il volontariato dice il responsabile ma il Comune non ci segue e i ladri si hanno rubato uno dei due pulmini attrezzati per il trasporto dei pazienti». Costa 43 mila euro, non sanno dove trovarli, perché vivono di offerte. E riusciranno a fare fronte alla trasferta di Lignano Sabbiadoro dove la squadra di hockey difenderà il titolo assoluto che vince da due anni, solo perché il benzinario accetta pagamenti a babbo morto. Carlo Franco

Torna all'inizio


LA TELEFONATA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto sezione: VICENZA data: 05/06/2009 - pag: 6 Il retroscena LA TELEFONATA DEL CAPO di GIULIANO ZOSO Il Capo adesso telefona. Si fa vedere poco in giro. Arriva persino tardi alle sfilate. E i bagni di folla sono occasionali. Più intesi a spernacchiare Franceschini che a esaltare lui. Stare coperto: mi pare che sia questo l'ordine di servizio. D'altronde se c'è uno, in questo momento, che non ha proprio bisogno di pubblicità, anzi ne farebbe volentieri a meno, è proprio lui, il Cavaliere. Sulla bocca di tutti. In Italia e nel mondo. Protagonista del gossip mondiale. Stella del jet set internazionale. I divi di Hollywood, al confronto, paiono casalinghe. E' da decenni che non abbiamo un Capo del Governo più conosciuto e popolare nel globo terracqueo. Dubito molto che ce ne dobbiamo rallegrare. Allora telefona. Anzi, promette video conferenze ma poi si limita alla cornetta. Il re delle tv preferisce il vecchio Meucci alle telecamere. E a rigore non ha neanche torto. La voce che arriva alla cornetta e si riverbera e rintrona per la sala come venisse dall'Aldilà o scendesse dai Cieli è più fascinosa, più suggestiva, evocativa di un'immagine ingrandita su uno schermo. Dove puoi vedere la ruga in più, puoi notare stanchezza e preoccupazione, le ombre delle recenti spiacevoli vicende. Ma non telefona a tutti, il Capo. Non si sa come, ispirato da chi, sceglie. Telefona ad alcuni e non ad altri. Telefona a Berlato e non alla Lia, per esempio. Stessa adunata, stesso luogo, suppergiù le stesse quantità. E i due candidati vicentini. Da un lato la prediletta del governatore, sostenuta da Brunetta, il fustigatore della burocrazia, il dileggiatore dei panzoni. Dall'altra il «cacciatore» Berlato, in compagnia di Elisabetta Gardini, del ministro Sacconi, del sindaco di Roma. Due incontri, una sola telefonata. E fin qua, passi. Ma c'è di più. Non si limita a telefonare e a incoraggiare, il Capo. No, dà anche la terna. Votate B-e-r-l-a-t-o, votate G-a-r-d-i-n-i, scandisce e poi ricordatevi che ci sono anch'io. La terna. Com'è cambiata la politica. Una volta il segretario nazionale avrebbe telefonato a tutti o a nessuno. E se avesse dato una terna, sarebbe stata una bestemmia in chiesa. Adesso è tutto permesso. Ma se la terna è Berlusconi, Berlato, Gardini, dov'è finita la Lia? Qualcuno mi dice che, furbescamente, di un Capo velinizzato ha fatto volentieri a meno, preferendo avere al suo fianco il ministro più amato dagli italiani, amatissimo dai veneti, il terribile Brunetta. La cosa mi convince poco. Quello che mi convince di più è un altro fatto. L'assemblea della Lia, ricca, partecipata, istituzionalmente presenziata, era tutta, o quasi, forzitaliota. L'assemblea di Berlato era mista: cacciatori, An, Fi. Là il recinto, qui l'amalgama. Non mi stupisce che il Capo abbia scelto l'amalgama. E soprattutto non mi stupirebbe se, perso Carollo, fosse alla ricerca di un altro personaggio in grado di sanare l'assurda discrasia veneta e vicentina: un partito votato da democristiani e diretto da socialisti e liberali. Discrasia che porta camionate di voti alla Lega. Berlato, prima che cacciatore, è stato democristiano. In quanto tale, non si è mai fatto affascinare dai miti pericolosi del «partito leggero ». In An è sempre stato considerato un corpo estraneo e come tale mal sopportato. Dentro il recinto aennista doveva difendersi con le doppiette. Adesso che il recinto è stato tolto, può pascolare liberamente anche nei campi altrui. Ha l'occasione della sua vita. Se poi riesce a spiccicarsi di dosso qualche persona che gli sta appiccicata a mo' di mosca cocchiera, è tutto di guadagnato...

Torna all'inizio


Pasquino: (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 05/06/2009 - pag: 7 I candidati alla carica di Rettore dell'Università di Salerno Pasquino: «Un'enormità l'arresto del collega Cardone» Inchiesta sui cdr, solidarietà del rettore al prof universitario FISCIANO Sul confronto tra i tre candidati alla carica di Rettore dell'Università di Salerno l'uscente Raimondo Pasquino, Pasquale Persico e Federico Sanguineti svoltosi ieri mattina all'Ateneo, aleggiava la vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto del preside della facoltà di ingegneria Vitale Cardone nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti per le valutazioni ambientali dei cdr. Ieri mattina, il docente universitario salernitano, di ritorno dagli Stati Uniti, è stato prelevato all'aeroporto di Fiumicino, dagli uomini della Dia di Napoli e accompagnato agli arresti domiciliari. Un provvedimento per molti esagerato, poiché, hanno sostenuto numerosi colleghi d'Ateneo, in questo caso non ci sarebbe il rischio di inquinamento delle prove. «Un'enormità per il rettore Pasquino sabato c'è l'interrogatorio di garanzia e sono certo che il professore Cardone avrà modo di spiegarsi». Solidarietà anche dall'ex rettore Giorgio Donsì: «Mi è impossibile valutare con le poche notizie che ho appreso, ma, conoscendo Cardone, sono sicuro delle sue capacità tecniche e della sua dirittura morale». Amarezza per l'intera vicenda è stata espressa anche dal presidente Adisu, Caterina Miraglia, la quale ha apprezzato la posizione netta e chiara presa da Pasquino in questa vicenda. Il confronto sui programmi si è poi soffermato soprattutto sulla facoltà di Medicina e sui fondi a disposizione dell'Università. Argomenti sui quali Pasquino ha tracciato un bilancio economico. In particolare per Medicina, i cui costi non graveranno ha evidenziato il Rettore in carica sulle spese ordinarie dell'Ateneo. Per l'università, infatti, sono stati stanziati 4,5 milioni dal fondo funzionamento ordinario, cinque milioni dalla provincia di Salerno, tre milioni dalla Regione Campania, un milione e mezzo dal Comune di Salerno e 600mila euro della Camera di Commercio. Inoltre, ha ribadito Pasquino, «l'Università di Salerno non diventerà una fondazione privata, perchè deve essere libera di rispondere alle funzioni proprie di una università pubblica statale». Senza dimenticare il «pericolo dei tagli che renderebbero ancora più critica la situazione degli atenei». Persico, invece, ha lanciato l'idea di rivedere il modello organizzativo delineando cinque aree di riferimento: Area di scienze della vita, scienze naturali, scienze applicate e delle tecnologie, scienze della formazione, linguistiche e letterarie e l'area delle scienze giuridiche, economiche gestionali e della governance. «Creare nuovi profili di formazione dove la ricerca e la didattica siano riequilibrate per affrontare il cambiamento ha detto Persico e far nascere una nuova classe dirigente per l'università del futuro». Sanguineti ha evidenziato i suoi tre punti essenziali: trasparenza negli atti ammini-- strativi, >una vita universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione della didattica e della ricerca. Impegnandosi, non solo ad un massimo di due mandati, ma rinunciando a ogni eventuale indennità di carica. «Intendo utilizzare quel compenso ha detto - per incrementare i fondi destinati alle borse di studio». Paola Florio Confronto tra i candidati Pasquino, Persico e Sanguineti, i tre candidati alla carica di Rettore, si sono confrontati sui programmi Federico Sanguineti L'antagonista di Pasquino rinuncerà allo stipendio in caso di succcesso Raimondo Pasquino Il Rettore uscente protagonista dell'istituzione della facoltà di Medicina Pasquale Persico E' stato il primo a candidarsi a Rettore contro Pasquino

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 135 del 2009-06-05 pagina 13 «Se prendiamo il 5% la Turchia non ci farà a pezzi» di Vincenzo La Manna Roma«Vinceremo la partita con il 5% dei voti. E andremo in Europa per competere sulle questioni concrete per i cittadini. Cioè, rivedere i meccanismi del Trattato di Lisbona, mantenere le prerogative delle sovranità nazionali, stoppare l'ingresso della Turchia...». Segretario Storace, Raffaele Lombardo, leader Mpa e tra i vostri alleati nel Polo dell'Autonomia, sarebbe però «mezzo deluso»: lui pronostica il 6%. «Guardi, i sondaggi ci danno in continua crescita e saremo dunque soddisfatti. E da lunedì rinascerà la destra italiana nel nostro Paese». Insomma, pare più che fiducioso. «Sì, perché continuano ad arrivarci buoni segnali da tutt'Italia e parte dell'elettorato del Pdl tornerà da noi, senza più il ricatto del voto utile. E poi, quando si troveranno candidati Bonsignore al Nord o Mastella al Sud...». La Destra è però alleata con i centristi. «La nostra è stata una scelta felice per un'alleanza in realtà di centrodestra. E poi, non c'è nulla di strano: in passato partecipammo già ad elezioni insieme ai centristi, ad esempio con il Ccd». C'è chi sospetta che Lombardo abbia azzerato la Giunta regionale in Sicilia per motivi elettorali, per superare l'asticella del 4%. «Non è così. Hanno tentato di metterlo all'angolo, invece, anche per l'intesa con noi, e lui ha reagito come si deve. Lombardo è uomo delle Istituzioni ed ha intravisto un attacco alla sua terra». Va bene, va bene... Parliamo di Europa. «Finalmente». Perché finalmente? «Perché finora il dibattito è stato intossicato. Sono disgustato, visto che da settimane esiste solo il caso Noemi. E rimango ancora inorridito, nonostante io non sia - diciamo così - in buoni rapporti con Berlusconi, se penso a Franceschini che parla di etica e di educazione dei figli». Intanto ha dato della «Mata Hari» a Daniela Santanchè, sua ex candidata premier lo scorso anno, secondo la quale Veronica Lario avrebbe un compagno. «Già. Ma come si fa a dire una cosa del genere? È stata una pagina davvero brutta, che si è andata ad intersecare con il clima elettorale già di per sé pesante». E con la stampa estera che attacca di continuo il Cavaliere. «Lui se la cerca, anche se all'estero c'è un pregiudizio diffuso sugli italiani». E l'indagine sui voli di Stato? «È l'unico aspetto su cui lo critico. Ma la Procura avrebbe potuto magari aprire il fascicolo lunedì, dopo le elezioni». Torniamo all'Europa. Auspicate una sorta di alleanza delle Patrie. «Sì, perché i Paesi non devono rinunciare alle loro sovranità. E con il Trattato di Lisbona, che va assolutamente rivisto, ci sarebbe una cessione di potere troppo grande all'Ue, oggi governata da un'eccessiva burocrazia, quasi circuito chiuso in mano ai potentati». Perché «no» alla Turchia nell'Ue? «Dobbiamo stare attenti, per questioni identitarie ed economiche. Rischieremmo di vedere soppiantate le cattedrali dalle moschee e la Turchia potrebbe farci a pezzi, non solo nel Mezzogiorno, con il drenaggio dei fondi Ue». Immigrati. Come valuta i respingimenti? «Sono inefficaci, riguardano solo il 6% del totale. E dubito che Gheddafi garantisca il rispetto dei diritti umani». Qual è la vostra ricetta? «Non buttare a mare la Bossi-Fini. Favorevoli al reato di clandestinità, ma dobbiamo "aiutarli a casa loro" (l'ha scoperto pure Bossi). Accogliamo chi viene a lavorare, ma chi delinque sconti la pena nelle carceri del suo Paese». Temi sociali: battaglie di Destra? «Sì. Dall'acqua pubblica al mutuo sociale, passando per una riforma del welfare che garantisca la preferenza agli italiani nell'accesso a case, scuole, asili nido». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Il Dossier data: 05/06/2009 - pag: 18 Lituania Reddito annuo 35.000 ¬ Tasse annuali 8.400 ¬ Vacanze all'anno 1 Ristoranti al mese 12 Cinema/teatri al mese 1 Libri in un anno 90 Lingue 4 (lituano, russo, inglese, tedesco) Se voteranno No «La burocrazia è il vero nemico da combattere» D aiva non andrà a votare. «L'integrazione economica ha migliorato le condizioni di vita in tutta Europa, ma un'ulteriore espansione del ruolo europeo rischia di far crescere la burocrazia in modo insostenibile». Dopo l'indipendenza dall'Unione sovietica nel 1990, la Lituania ha spinto sulle riforme di mercato che nel 2007 l'hanno portata a chiedere di entrare nell'eurozona richiesta respinta per il tasso di inflazione troppo alto. Ci riproverà. Con regole e vincoli stabiliti dall'Ue i trentenni come Daiva hanno dimestichezza. E adesso, con un Pil in caduta dell'11,8%, stringono la cinghia. Daiva e Vaidas abitano in un appartamento di Vilnius. Lei, 32 anni, lavora nelle pubbliche relazioni; lui, 31, nella finanza. Da cinque mesi nella loro vita c'è Viktorjia e Daiva ora è a casa in congedo parentale, «ma tornerò presto al lavoro». Vacanze una volta l'anno, di solito in Austria o Italia; weekend in campagna, spendono soprattutto in libri, poco in vestiti, «mi piace la mia vita», l'Europa è lontana. Il mese scorso i lituani hanno eletto la prima donna presidente, Dalia Grybauskaite. «Ora tocca a lei, sono sicura che saprà rappresentarci».

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Il Dossier data: 05/06/2009 - pag: 19 Repubblica Ceca Reddito annuo 35.000 ¬ Tasse annuali 7.000 ¬ Vacanze all'anno 2 Ristoranti al mese 12 Cinema/teatri al mese 2 Libri in un anno 4 Lingue 4 (ceco, russo, tedesco, inglese) Se voteranno Sì «La nostra crisi ci fa sentire meno europei» L a politica ceca è in subbuglio e le elezioni europee non sono in cima ai pensieri della famiglia Stuparicov. Il 24 marzo il governo di coalizione è caduto per un voto di sfiducia, il premier Mirek Topolanek ha ceduto il passo allo statistico Jan Fischer e l'Unione europea si è ritrovata con una presidenza di turno paralizzata. «Questa crisi riflette in pieno lo stile della nostra politica commenta mamma Helena, 49 anni, critico gastronomico . Difficile sentire l'Europa più vicina quando i nostri stessi governanti non sono in grado di rappresentarci. E neanche negli ultimi due anni, con i preparativi per la presidenza, l'Ue ci è sembrata più a portata di mano». Helena vive in un appartamento di 70 metri quadrati a Praga con il marito Vladislav, 49 anni, critico come lei, e il figlio Jan, 18, studente di liceo. La figlia Katerina, 25 anni, analista mediatica, non abita con loro. «In generale siamo a favore dell'Unione europea, di una maggiore cooperazione a livello economico e, quello che più ci interessa, culturale. Ma siamo diffidenti sull'eccesso di burocrazia e la mancanza di trasparenza».

Torna all'inizio


Sì del Consiglio all'hotel a quattro stelle (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Carbonia Pagina 2022 La struttura di 120 posti letto sorgerà in via Costituente in un'area di seimila metri Sì del Consiglio all'hotel a quattro stelle La struttura di 120 posti letto sorgerà in via Costituente in un'area di seimila metri L'assemblea ha approvato la lottizzazione dell'albergo “Sirai” --> L'assemblea ha approvato la lottizzazione dell'albergo “Sirai” Il Consiglio comunale ha dato il via libera definitivo alla realizzazione dell'albergo “Sirai”, quattro stelle con la disponibilità di 120 posti letto. È una scommessa da quattro stelle e centoventi posti letto. Più il centro massaggi, la sala congressi, la piscina e tutti gli annessi e connessi previsti nel più grande investimento ricettivo che la città abbia mai visto. A dare il nullaosta definitivo alla nascita dell'albergo “Sirai”, iniziativa privata portata avanti dalla società Ichnos, è stato ieri il Consiglio comunale. Ha approvato il piano di lottizzazione e lo schema di convenzione per la ripartizione degli spazi da adibire a servizi e urbanizzazioni e quelli legati alle attività della struttura. VIA LIBERA Si trattava dell'ultimo atto politico amministrativo, l'ultimo ostacolo fra la burocrazia e la costruzione, fra via Costituente e via Balilla, di quello che sarà il primo grande albergo della città. Certo, la memoria va all'hotel Centrale di via Fosse Ardeatine e alle sue quaranta camere costruite quando sorse la città. Ma considerate le sue condizioni fatiscenti e dato che nessuno (nonostante le aste indette da Area) si decide a comprarlo, l'hotel è praticamente fuori gioco. POSTI LETTO Oltre alle pensioni, agli affittacamere, a diversi bed and breakfast e ad un altro piccolo hotel, quello che si accinge a decollare «è la più considerevole scommessa imprenditoriale nel settore ricettivo che abbia visto Carbonia come protagonista», come l'ha definita l'assessore all'Urbanistica Giuseppe Casti. Una sfida che ha rischiato di bloccarsi in partenza quando la variante al Piano regolatore comunale per la trasformazione dell'area in zona turistico-ricettiva era rimasta imprigionata per oltre un anno nelle maglie del Piano paesaggistico regionale. Un rischio enorme che aveva portato gli investitori ad un passo dal gettare la spugna. In bilico non c'era solo l'investimento ma fra i dieci e quindici posti di lavoro che l'hotel sarebbe in grado di offrire stabilmente. LA CONCESSIONE Il prossimo passo, adesso, spetta alla società di imprenditori: dovranno ritirare la concessione edilizia e partire con i lavori. L'albergo sorgerà in un'area di circa seimila metri quadrati in via Costituente, fra il Liceo Scientifico e la Casa dello Studente. In base al piano di lottizzazione convenzionata approvato ieri, il 40 per cento dell'area dovrà essere ceduta al Comune per servizi. Le urbanizzazioni sono a carico dei privati. ANDREA SCANO

Torna all'inizio


I piani di Cattaneo: Fatemi spendere con Energia (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

- Economia - http://blog.panorama.it/economia - I piani di Cattaneo: Fatemi spendere con Energia Posted By roberto.seghetti On 1/6/2009 @ 13:42 In Headlines | No Comments "Potremmo fare investimenti per miliardi di euro, aprendo i cantieri in pochi giorni. Potremmo migliorare ulteriormente la rete per la trasmissione dell'energia. Sarebbe un bene per le famiglie e per le imprese che consumano elettricità, per i produttori e per l'intero Paese. Ma la burocrazia blocca tutto". È un fiume in piena [1] Flavio Cattaneo, amministratore delegato della [2] Terna, la società che gestisce 62 mila chilometri di impianti di trasmissione dell'elettricità, settima al mondo per dimensione, ma che deve fare i conti con l'italianissimo problema delle autorizzazioni ogni volta che deve anche solo cambiare un cavo in un elettrodotto. Oggi Cattaneo è uno dei pochi manager ad avere i soldi per gli investimenti. Tutti gli chiedono di farli. Però c'è sempre un timbro, un nullaosta che ostacola il cammino. "Siamo al paradosso che per fare le opere il più delle volte un quarto del tempo se ne va solo per le autorizzazioni". Perché ci sono tante strozzature nella rete di trasmissione dell'elettricità? Gli impianti per la generazione di energia sono stati costruiti dove è stato possibile. Anche questa è una conseguenza delle procedure burocratiche. Perciò oggi ci sono regioni che hanno più impianti di quelli che servono e regioni che non hanno neanche quelli necessari per il proprio fabbisogno. Di conseguenza dobbiamo prendere l'energia dove viene prodotta e portarla dove non c'è. E qui ci troviamo di fronte alla burocrazia, alle procedure bizantine. Per superare i colli di bottiglia bisogna fare investimenti ma vi viene impedito? Spesso le stesse regioni che hanno rifiutato di ospitare impianti di generazione di energia fanno resistenza sugli elettrodotti. Come se potessimo portare l'elettricità con le mani. Davvero sareste in grado di aprire in pochi giorni i cantieri? Rispetto a cinque anni fa la Terna ha fatto passi da gigante. Oggi investiamo il quadruplo: 800 milioni di euro l'anno. Abbiamo 300 cantieri aperti, per 1,1 miliardi di investimenti, ma vi sono ancora sei opere strategiche in attesa di autorizzazione per 2 miliardi di euro. In tutto, per i prossimi 10 anni abbiamo programmato 6 miliardi di euro di spesa per connessioni con le isole, ponti elettrici fra diverse regioni, collegamenti con i Balcani, dai quali potremmo importare energia a basso costo da fonti rinnovabili direttamente nelle regioni del Centro, come Marche e Abruzzo, che hanno un robusto fabbisogno. Tutti investimenti a costo zero per lo Stato e a doppia vincita, come dicono gli americani. Noi investiamo, evitiamo l'imbottigliamento e riduciamo anche i costi di sistema. E i costi per i consumatori? Le strozzature si pagano. L'impianto che non riesce a trasportare l'energia prodotta assorbe soldi, che vanno a carico dell'utente. Se potessimo realizzare tutti i 6 miliardi di investimenti in tre-quattro anni, gli utenti pagherebbero circa 480 milioni in più per la voce trasmissione, ma nella stessa bolletta risparmierebbero 1,5 miliardi di euro per oneri di sistema. Risultato: gli utenti pagherebbero 1 miliardo in meno ogni anno. Insomma, con questi investimenti ci guadagnano tutti, il Paese, i consumatori, le imprese. Qualcuno si prenda la responsabilità di spiegare perché i progetti non sono approvati. Vi sono polemiche perché le strozzature della rete non permettono il pieno ricorso alle fonti rinnovabili, come l'eolico. Le rinnovabili hanno una produzione non continuativa e non programmabile. Un impianto eolico funziona in media 2 mila ore l'anno, contro le 7 mila di un impianto termico. Ma si deve mantenere la stessa frequenza di energia nella rete. Dunque, quando non c'è l'afflusso dell'energia rinnovabile, dobbiamo avere la sicurezza di mantenere la stessa frequenza con l'apporto di un altro generatore tradizionale. Ci sono problemi tecnici, di sicurezza del sistema. In ogni caso, è chiaro che lo sviluppo della rete risolverà anche il problema delle fonti rinnovabili. Per esempio, il complesso di interventi già previsti tra Puglia, Basilicata e Calabria, anch'essi in attesa di autorizzazione, sarà fondamentale per l'eolico. Oltre alle commissioni tecniche pesa il parere delle amministrazioni locali. Con il federalismo che cosa accadrà? Considero il federalismo una cosa positiva, ma per l'energia è un disastro. L'energia è una di quelle materie, specie per le reti strategiche di infrastrutture, che dovrebbero rimanere in mano a un unico soggetto. Si pensi alle elezioni. Non c'è opera per la quale non dobbiamo aspettare sei mesi qui e poi sei mesi là perché c'è una qualche votazione. E nessuno vuole decidere in quel frangente di passare sul campo di Tizio o di Caio. Il fermo non è solo colpa delle commissioni Via (valutazioni di impatto ambientale). Il problema non è capire dove stanno fermi oggi i progetti, ma gli innumerevoli passaggi previsti dalla procedura. Sarebbe necessario definire un piano nazionale e in base a quello procedere. Non è nemmeno questione di partiti: tutti i politici sono favorevoli, poi subentrano elementi burocratici che frenano tutto. Propone un commissario straordinario? Per le opere ferme e da sbloccare non sarebbe sbagliato, e non parlo solo delle nostre. Ma il problema è di fondo: dobbiamo diventare un paese normale, con procedure più snelle. Oggi la legge impone di darci risposte entro 180 giorni, ma negli ultimi cinque anni nemmeno una è arrivata nei tempi previsti. E nessuno paga pegno. Non possiamo metterci a fare causa al funzionario in ritardo. Il problema è riuscire a completare l'opera. Non bastano 180 giorni? Prevediamone 360, poi basta. Se non c'è risposta, si facciano i lavori con il silenzio assenso. Il progetto di legge sull'energia, passato al Senato e ora all'esame della Camera, prevede passi in avanti. Si prevedono alcune semplificazioni. Speriamo non ci siano le solite prese di posizione ingiustificate. Tra l'altro stiamo lavorando anche in favore dell'ambiente: nei prossimi lavori, a fronte di 400-500 chilometri di nuovi elettrodotti, ne demoliremo 1.200, perché le nuove linee sono più efficienti, hanno più capacità, si integrano meglio nell'ambiente. Avete venduto la partecipazione nella rete brasiliana. Motivo? In Brasile non c'erano più opportunità di crescita con gli stessi rendimenti. A fronte di un'offerta che ha attualizzato i prossimi 20 anni di dividendi e moltiplicato per cinque il capitale investito, abbiamo preferito uscire e dedicarci interamente allo sviluppo della rete italiana.

Torna all'inizio


Tute blu senza sussidi, è allarme (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli occupazione Tute blu senza sussidi, è allarme Ammortizzatori in deroga, erogazioni ferme. Napoli, in 200 senza reddito da mesi Melten, Cablauto e Imci a Napoli, per un totale di 200 lavoratori; Idealclima a Salerno, e fanno altre 200 persone; Ixfin a Caserta, e qui gli interessati arrivano ad oltre 700. Sono più di mille le tute blu in cassa integrazione o mobilità in deroga che da dicembre non percepiscono nessun sussidio economico. E' solo la punta dell'iceberg, perché molti altri comparti versano nelle stesse condizioni. Tutto perché, denunciano i sindacati, ministero del Welfare, Regione e Inps continuano a rimpallarsi responsabilità nel dare attuazione all'accordo sugli ammortizzatori sociali siglato da Governo e Regioni. L'accordo prevede che una parte del Fondo Sociale Europeo (Fse) impegnato in ciascuna regione per il 2009 e 2010 sia utilizzato per forme di sostegno al reddito dei lavoratori in cassa integrazione in deroga, collegate a interventi di politiche attive del lavoro (formazione e orientamento). Per il biennio 2009-2010 l'impegno è di 8 miliardi di euro, erogati attraverso le Regioni. L'impegno dello Stato è di 5,35 miliardi, 2,65 miliardi sono a carico delle Regioni attraverso la quota Fse (aspetto dell'accordo che peraltro ha destato perplessità per la compatibilità con gli obiettivo propri del Fse). L'accordo si è fino a ora arenato nelle maglie della burocrazia. "Infatti spiega Giovanni Sgambati, segretario regionale Uilm le convenzioni tra Regioni e Inps necessarie all'erogazione delle risorse sono state finora attivate soltanto in Lombardia e Sardegna. E in Campania, dove le emergenze nascono prima della crisi, la situazione è pesante". I vari enti in campo si rimpallano le responsabilità: "Il ministero del Lavoro dice che l'Inps può anticipare le somme dovute ai lavoratori; l'Inps afferma che se non c'è la disponibilità effettiva delle risorse non può procedere. Abbiamo scritto al sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli e all'Inps regionale chiedendo lumi, ma al momento è tutto bloccato. Lunedì prossimo alle 15 protesteremo davanti all'Assessorato regionale al Lavoro: chiediamo che l'assessore Corrado Gabriele si attivi per accelerare la stipula della convenzione". G.B. del 05-06-2009 num.

Torna all'inizio


Aiuti a famiglie e aziende In 4 alla prova del voto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL DIBATTITO. Proposte e ricette di fronte alle domande delle categorie che chiedono risposte per battere la crisi Tra le proposte, contributi per il minimo vitale, progetti di sviluppo per le imprese e nuove opportunità occupazionali con il turismo 05/06/2009 rss e-mail print Una foto di gruppo dei candidati sulle rive dell'Agno: da sinistra Lorenzo Bosetti, Marco Corà, Alberto Neri e Fabio Armellini. Per loro ancora poche ore di campagna elettorale Temi importanti, soprattutto in questo momento di crisi. Per aiutare famiglie e imprenditori, i 4 candidati sindaci hanno sfoderato le loro carte, considerate vincenti per il futuro della città. La sollecitazione delle associazioni di categoria ha inevitabilmente portato Fabio Armellini, Lorenzo Bosetti, Marco Corà ed Alberto Neri a sconfinare anche su settori come sociale, contributi per il minimo vitale, economia e lavoro con progetti di sviluppo aziendale, nuove opportunità occupazionali, turismo e valorizzazione di attività locali. FABIO ARMELLINI. «Non servono opere faraoniche, ma servizi ai cittadini con sostegno economico alle famiglie, con contributi per le bollette di acqua, luce e gas, e alle imprese locali con invito diretto negli appalti fino a mezzo milione di euro. In piazzale Schio attiveremo un mercato agricolo a "chilometro e burocrazia zero", per consentire un introito del 25% in più agli imprenditori che si riflette su un meno 25% nel prezzo di acquisto per le famiglie. Contrari all'ufficio tecnico sovracomunale, se andrà ad allungare i tempi e la burocrazia. Favorevoli, invece, se tutto si rivelerà snello ed a vantaggio dei cittadini, con diretti benefici e agevolazioni». LORENZO BOSETTI. «È indispensabile una tregua fiscale per imprese e famiglie, che subiscono la crisi. Puntiamo ad aggiudicare gli appalti comunali fino a 500 mila euro, alle imprese locali e alla parteciazione ai fondi di garanzia, per credito a piccole e medie imprese. Nuovi posti di lavoro con sostegno a giovani che, per mancanza di opportunità, abbandonano Valdagno. Serve un elevato coordinamento di procedure e regolamenti per integrare attività sovracomunali abbassando i costi e aumentando l'efficienza. Serve un modello di sportello unico per le imprese di valle, da ospitare in sedi di associazioni di categoria, non in Municipio». MARCO CORÀ. «Un tutor per le imprese: la crisi si supera con una guida capace di consigliare i timonieri d'azienda su come risolvere i problemi. Per agevolare le imprese locali, serve anche un elenco certificato delle ditte per gli appalti. Un tutor anche per l'agricoltura, così da implementare l'offerta lavorativa con un assessorato alle contrade e al territorio. Inoltre, bonus e maggiore facilità di accesso al microcredito per famiglie in difficoltà. È necessario puntare all'unificazione delle pratiche amministrative e degli orari di apertura degli uffici comunali, per arrivare a uno sportello unico per le imprese e ad un ufficio tecnico sovracomunale». ALBERTO NERI. «Lavoreremo per far uscire le famiglie dalla crisi, sostenendole nei momenti difficili per offrire lavoro e servizi. Abbiamo già aumentato il minimo vitale per nuclei in difficoltà. Lavoriamo al Tavolo per la responsabilità sociale di territorio e bisogna avere il coraggio di investire: l'occupazione arriverà anche con l'ampliamento della zona industriale, per far insediare nuove aziende. Favoriremo le ditte locali negli appalti. Prima di pensare ad uno sportello unico per le imprese e ad un ufficio tecnico sovracomunale, dobbiamo unificare le procedure dei singoli Comuni. Il Catasto unico di valle andava in questa direzione». Aiutare cittadini e imprenditori, senza pesare sul bilancio di famiglia e sconfiggendo l'elefantiaca burocrazia. Il primo passo da muovere sulla strada delle agevolazioni anche a timonieri d'azienda è quello dell'alleggerimento della pressione fiscale e della semplificazione. Ecco, allora, che le associazioni di categioria di valle chiedono ai candidati sindaci interventi che si traducono nell'accesso più facile e diretto al credito, in questo momento di sofferenza economica: sia per famiglie residenti in città, che per titolari di aziende valdagnesi impegnati nel rilancio delle loro attività e, quindi, dell'intero indotto. Ma ai candidati sindaci viene chiesto anche un tavolo di confronto, con ottica di valle: rendere uniformi le imposte comunali e adeguare le tariffe come quella sui rifiuti, ma soprattutto creare un vero sportello unico per le imprese che si riveli funzionale e che risponda in tempi celeri ai bisogni. E poi uffici comunali che lavorino all'unisono come un'unica orchestra ben diretta da un "maestro" a livello sovracomunale. Come dire: «Non si può prescindere dai reali interessi dei cittadini-imprenditori» ribadisce Stefano Talin presidente del raggruppamento valdagnese di Confindustria. È lui ad evidenziare i punti fermi per il rilancio dell'economia e della comunità di valle, assieme a Gianluca Cavion presidente mandamentale Assoartigiani, Antonio Trevisan presidente mandamentale Apindustria ed Enrico Soprana presidente mandamentale dell'Ascom-Confcommercio. «Rappresentiamo 17 mila addetti che operano in un territorio come quello di Valdagno con 27 mila abitanti e della Valle dell'Agno con oltre 36 mila abitanti -ha affermato Talin-. È indispensabile credere alla attività proposte dal Tavolo della responsabilità sociale di territorio, con azioni concordate congiuntamente tra Comuni, tramite anche gli assessorati al sociale, categorie economiche e sindacati. Per concludere progetti unitari, è indispensabile incrementare la collaborazione tra l'Intesa programmatica d'area (Ipa) dell'Alto Vicentino e quella dell'Ovest Vicentino». Per Soprana, «è inaccettabile che ogni Comune decida autonomamente la tariffa sui rifiuti, penalizzando in molti casi i nostri associati che non riescono ad unirsi in categoria, se sono in numero esiguo. Per questo, c'è chi paga una cifra e chi, invece, 10 volte tanto. Abbiamo bisogno di un piano commerciale di valle, che non preveda grandi strutture a svantaggio di quelle di piccole e medie dimensioni». «Servono interventi concreti per garantire l'accesso al microcredito, in questo momento di crisi -ha aggiunto Cavion-. È necessario l'alleggerimento della pressione fiscale sulle famiglie, soprattutto quelle numerose ritoccando verso il basso tributi locali come Ici e addizionale Irpef». «Il nostro è un no deciso ai campanilismi ed a progetti che non coinvolgano anche gli altri territori di valle -ha ribadito Cavion-: i Comuni devono fare squadra per aiutare famiglie e imprese in difficoltà per arrivare a una nuova politica di vallata, in grado di garantire occupazione».GI.BRU. Giancarlo Brunori Giancarlo Brunori

Torna all'inizio


GLI EVENTI METEOROLOGICI NON POSSONO ATTENDERE, DI CERTO, I TEMPI DELLA POLITICA E DELLA BUROC... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Gli eventi meteorologici non possono attendere, di certo, i tempi della politica e della burocrazia». É questo il commento del vice Presidente Provinciale della Coldiretti di Salerno, Vittorio Sangiorgio, all'indomani dell'ennesimo disastro causato dallo straripamento dei corsi d'acqua nell'Agro nocerino sarnese. «Una calamità annunciata ed oggetto di numerose denunce da parte degli agricoltori dell'Agro - continua il rappresentante degli agricoltori salernitani - prime vittime dell'incuria della fitta rete dei canali consortili che, in occasione di ogni forte temporale, non riescono a garantire un normale deflusso delle acque. L'attività agricola, in quelle aree già fortemente condizionata dalla presenza di una urbanizzazione senza regole, che è sotto gli occhi di tutti, rappresenta la prima vittima di quello che appare un consueto "balletto" delle responsabilità tra Enti ed Istituzioni che dovrebbero governare il territorio». E a rincarare la dose arriva anche il commento tecnico del direttore della stessa associazione di categoria degli agricoltori Aniello Ascolese. «Siamo stanchi - scrive Ascolese - di fare denunce, dopo che da anni si ripetono questi eventi calamitosi. Molte imprese agricole denunciano danni irreversibili per le coltivazioni in campo completamente allagate; il tutto si traduce in notevoli perdite di carattere economico per gli investimenti sostenuti e la conseguente mancata vendita delle produzioni. In un momento di congiuntura economica estremamente sfavorevole per le imprese, è necessario che le Istituzioni intervengano con fatti concreti, superando le logiche delle "competenze" e delle "responsabilità" che non portano da nessuna parte».

Torna all'inizio


LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE E OPPORTUNITà AI GIOVANI CHE OGGI EMIGRANO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lo sfidante del centrodestra: «Meno burocrazia per le imprese e opportunità ai giovani che oggi emigrano»

Torna all'inizio


GIANNI COLUCCI I LAVORATORI DELLE AZIENDE PARTECIPATE DELLA PROVINCIA NON TEMANO. NON TEMAN... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

GIANNI COLUCCI «I lavoratori delle aziende partecipate della Provincia non temano. Non temano nulla quelli che lavorano. Assurdo che qualcuno intimorisca così, a fini elettorali, quei padri di famiglia». Edmondo Cirielli verso la chiusura della campagna elettorale sceglie le frazioni Sant'Anna e Petrellosa dove abita a Cava de' Tirreni, per gli ultimi incontri e per tranquillizzare i dipendenti della Provincia. Tra consulenze e società partecipate qualcuno ora dice che farà pulizia... «Io non ho nulla contro i deboli, contro i lavoratori. Piuttosto sono i dirigenti o coloro che hanno fatto scorrettezze che devono temere. Quelli con i mega stipendi che sfruttano i meno tutelati». E le consulenze? «La vorrei chiudere questa vicenda che era stata aperta da Villani, con una domanda sola: che lavoro ha fatto Figliulo alla Provincia dove era consulente?». Infrastrutture: porto da delocalizzare, termovalorizzatore e aeroporto, quale sarà la sua priorità? «L'aeroporto, anche a costo di metterci altri soldi. È chiaro che però chiediamo la leadership (non il presidente, ma le leve decisionali). Dopo la brutta figura dobbiamo recuperare: hanno svergognato il nome di Amalfi. Penso che con l'aeroporto di Napoli siamo complementari, chiederemo collaborazioni: se i due scali si fanno concorrenza non si fanno passi avanti». Assessorati e squadra, ha fatto le sue scelte? «Qualche professore universitario nella giunta sui temi di innovazione e tecnologia. Saranno esterni l'assessore al patrimonio e contenzioso e quello ai lavori pubblici: punto su due noti avvocati. Ma correttamente rispetterò i dati elettorali delle liste e deciderò sui risultati. Ho rispetto del voto». Dove si aspetta di trovare guai? «Mi aspetto di trovare disastri patrimoniali nei lavori pubblici e nelle società partecipate. Tante le gare e gli espropri sbagliati che hanno bloccato la fondovalle Calore e la strada alternativa alla Statale 18». Sanità, anche lei dice che non è materia sua? «Mi preoccupa tantissimo. Non dirò mai che non è una competenza mia. Il presidente per legge deve tutelare i diritti e gli interessi della comunità provinciale e il diritto alla salute è il primo. Di qui anche l'impegno ad arginare lo sfascio economico. È più che un rischio ormai per i dipendenti pubblici e per quelli del privato la mancata percezione, anche per mesi, lo stipendio». Crede che bastino i servizi per risollevare l'economia? E l'industria? «Lo sa che i migliori imprenditori di questa provincia stanno andando all'estero, in Spagna, dove c'è un alto costo del lavoro, per fare investimenti? Sa cosa cercano? Risposte rapide dalla burocrazia e infrastrutture. Nell'Agro nocerino le imprese ora sono davvero a rischio. E se non si interviene sulla logistica (area retroportuale a Salerno, Interporto a Battipaglia) sarà sempre peggio». Ma chi è il suo vero avversario: De Luca o Villani in queste settimane? «Negli ultimi quindici giorni De Luca ha fatto una campagna elettorale fortissima su Salerno, ma qui si vince in provincia. Alla fine ha messo in ombra Villani dipingendolo confuso mentalmente, come una pecorella smarrita. Io dico che non stiamo votando per le elezioni comunali. Anzi anche io tutto sommato più che a Villani preferisco rapportarmi al lavoro di Andria. In quel periodo c'erano numeri più stimolanti. Quello di Villani è stato un bilancio deprimente». Non teme il cono d'ombra della Carfagna che potrebbe risultare la vincitrice morale di queste elezioni? «No, io ammetto che lei mi ha chiesto di candidarmi e la sua spinta è stata determinante. Ma io sono nato politicamente dal territorio. Alle regionali quando mi candidati fui votato da tutta la provincia». Frustrate le sue aspirazioni ad un ministero? «Certo, con Alemanno che è un mio riferimento, al prossimo giro... E in guerra nessuno va felice, ma se si deve andare si va». Ha una promessa presa in queste settimane e che deve mantenere? «Ho promesso ai ragazzi che la mia battaglia sarà cercare di farli invecchiare nella terra dove sono nati visto che è ripresa l'emigrazione».

Torna all'inizio


I borghi rurali, patrimonio da tutelare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

I borghi rurali, patrimonio da tutelare Fondi europei e meno burocrazia per rivitalizzare i centri delle frazioni Venerdì 5 Giugno 2009, Pur essendo ormai un Comune alle porte di Udine, Campoformido conserva ancora alcuni caratteristici borghi rurali, in particolare a Bressa. Avete in programma la valorizzazione dei borghi storici? Se sì, come pensate di portarla avanti? Andrea Zuliani: «Abbiamo un paio di borghi storici, tra cui uno è tuttora in ottimo stato. Sto parlando dell'abitato di Bressa che rappresenta ancora oggi un esempio di architettura rurale di rilevante importanza. È una realtà che si presta bene ad essere oggetto di una riqualificazione urbana su modello di quello che sta già accadendo in altri comuni della nostra provincia. Intendo portare avanti un progetto di riqualificazione urbana che possa godere dei finanziamenti erogati dalla Regione, utilizzando risorse provenienti da fondi europei. Si tratta in pratica di rimodellare le strade, pensare all'arredo urbano e salvaguardare le facciate degli edifici. Nel frattempo noi abbiamo già previsto dei piani particolareggiati per rendere più flessibile la possibilità di ristrutturare gli edifici pur nel rispetto dei vincoli e delle caratteristiche dei luoghi. C'è poi la necessità di rivitalizzare i paesi, favorendo l'inserimento di nuovi servizi, anche privati, nei centri storici. Anche altre realtà del comune, come ad esempio Basaldella, godono di centri storici che possono essere valorizzati: penso a piazza IV Novembre e a via Zugliano, in prossimità del mulino». Andrea Bacchetti: «Pensiamo di prestare grande attenzione ai centri storici, in particolare a Bressa che ha una sua natura specifica di borgo rurale. Intendo mantenere la vocazione delle frazioni così com'è, senza attuare opere invasive che vadano a compromettere l'esistente. La prima cosa da fare, quindi, è rivedere i piani particolareggiati voluti dall'attuale maggioranza che prevedono possibilità edificatorie con modalità invasive ed economicamente dispendiose. Prima di autorizzare nuove edificazioni, che possono dare vita anche a delle pericolose speculazioni, bisogna pensare ad una seria rivisitazione della realtà. Il recupero dei siti esistenti, molte volte abbandonati, deve essere la priorità assoluta. Intendiamo favorirlo con dei regolamenti che semplifichino la burocrazia, pur nel rispetto delle caratteristiche dei luoghi, ed anche con dei contributi o incentivi economici. C'è già da alcuni anni l'incentivo per la pittura delle facciate, ma credo che vadano rivisti. Riteniamo poi che sia importante mantenere la festa della contadinanza che è già esistente a Bressa, vorremmo rivitalizzare però le feste paesane anche a Campoformido, dove da alcuni anni non si fa alcunché, e a Basaldella, per riportarla nei borghi. Questo sarebbe un buon modo per valorizzare, anche agli occhi dell'esterno, il grande patrimonio che abbiamo». Elena Viotto

Torna all'inizio


Non credo nella politica di professione, ma penso che l'impegno in prima persona sia necessari... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 5 Giugno 2009, «Non credo nella politica di professione, ma penso che l'impegno in prima persona sia necessario per portare aria nuova ad Adria». Così si presenta Massimo Barbujani, 50 anni, attorno alla cui lista (Bobosindaco ndr) si sono coalizzati, Pdl, Progetto Nuovo, Obiettivo Condiviso, La Destra, Giovani & Sviluppo e Lega Nord. Quali i cinque punti più qualificanti del vostro programma: «Vogliamo ridare centralità alla città: Adria deve diventare porta e capitale del Delta. Pensiamo poi ad una più moderna viabilità e avremo attenzione per l'economia: daremo voce alle realtà imprenditoriali, della Pmi e del commercio. Faremo filiera con la Regione ed il governo centrale per cogliere tutte le opportunità finanziarie disponibili. Largo poi ai giovani, creando nuova occupazione e nuovi spazi di aggregazione. Sarà inoltre forte l'attenzione al tema del lavoro e pensiamo poi ad una nuovo Csa». Quali le urgenze nei cosiddetti primi 100 giorni: «Domeniche comprese, non mancherò dalla sede municipale e mi dedicherò soprattutto a dar voce alle esigenze dei cittadini. Sarà importante fronteggiare la crisi economica. Si dovrà pensare ad una riorganizzazione, ove necessaria, dei servizi comunali, ed a una serie di incontri per verificare le urgenze». Ambiente, turismo e situazione occupazionale. «Questi argomenti sono le pietre sulle quali costruire il nostro domani. Siamo la porta del Parco del Delta: dobbiamo promuoverla ma prima ancora salvaguardarla. Il turismo è la nuova frontiera della nostra economia legato alle vie d'acqua, ai percorsi ciclabili e gastronomici e alle ippovie. La storia di Adria, il museo in primis, è una risorsa da mettere in rete. Così come il teatro è da potenziare, per restituirlo nel suo splendore alla città e valorizzarlo attraverso circuiti nazionali e regionali. La viabilità sarà invece la chiave per aprire la porta dello sviluppo: il ponte Bettola sarà aperto entro l'estate ed è già stata finanziata anche la tangenziale. Adria sarà al centro della nuova viabilità regionale. Accanto a queste grandi opere, però, non possiamo dimenticare la manutenzione dell'esistente. La situazione occupazionale è il primo punto: il centrosinistra non rappresenta più gli interessi dei lavoratori. Ajinomoto insegna che solo con il rapporto diretto con la Regione si sono potuti attivare gli ammortizzatori sociali. Socotherm è in grave crisi: è doveroso che il Comune sia l'anello di congiunzione con la Regione per attutire il disagio dei dipendenti con tutti gli strumenti a disposizione: il Comune dovrà fare da supporto e da coordinamento. Si dovrà pensare anche a semplificare la burocrazia per agevolare le imprese piccole o grandi presenti sul territorio. Ci si dovrà attivare anche per attirare aziende innovative». Perchè un elettore dovrebbe votarvi? «Rappresentiamo il nuovo orizzonte per una città che ha bisogno di spezzare le catene dell'immobilismo della sinistra. La persona è al centro della nostra azione amministrativa. Solo con noi e con il centrodestra, che rappresenta la vera filiera politica con il governo e la regione, si possono avere le risposte giuste».

Torna all'inizio


Anna Manzella Il Sociale? Qui non esiste (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Anna Manzella «Il Sociale? Qui non esiste» Venerdì 5 Giugno 2009, «Il Sociale? Qui a Padova non esiste, anzi direi che si fa molto per non aiutare le famiglie e gli anziani, che sono indifesi». Parla Anna Manzella, madre-coraggio, che proprio ieri ha festeggiato i 33 anni di Alessandro, paralizzato a letto dopo un'operazione al cervello quand'era bambino. Lei ha denunciato più volte le contraddizioni della macchina comunale, al punto che in tribunale esiste un procedimento al vaglio del giudice. «Chi ha un disabile in famiglia vive dimenticato da tutti - continua - pensi solo ai soldi che la Regione ha messo per il sostegno e che da mesi l'Usl non gira alle famiglie. E le assistenti sociali? Mandano le specializzande in Psicologia senza un minimo di preparazione. Mi hanno chiesto di candidarmi con L'Intesa veneta per uccidere la burocrazia e perché spero che Carlo Covi sia sindaco e cambi le cose. ».

Torna all'inizio


I Popolari analizzano lo stato di salute dell'economia siciliana (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

acireale. I Popolari analizzano lo stato di salute dell'economia siciliana Si è tenuto ieri sera ad Acireale il secondo appuntamento siciliano dell'associazione Popolari per la Sicilia. Dopo il forum sul federalismo tenutosi a Gela lo scorso Aprile, continuano le tappe di studio ed approfondimento sui problemi della Sicilia. Alla presenza degli on. Fausto Spagna, Orazio D'Antoni e del prof. Filippo Collura, già presidente della Provincia di Caltanissetta e degli economisti Mario Centorrino e Guido Signorino dell'Università di Messina, il dibattito è stato aperto dall'intervento introduttivo dell'on. Giuseppe Basile. L'on. Antonio Borrometi ha quindi sottolineato come vi sia «il pericolo che in questa regione si paghi il prezzo di una crisi economica che si abbatte sulle fasce più deboli della popolazione e sulle aree più in difficoltà. Vanno affrontate le tensioni sociali legate alle sacche di precariato che oggi stanno esplodendo negli enti locali a causa delle politiche remote fondate sul clientelismo. Riproponiamo alcuni strumenti per fare ripartire l'economia siciliana di agevolazioni dirette senza intermediazioni della politica o della burocrazia - ha continuato Borrometi - come il credito di imposta. Dalle relazioni e dal dibattito, è emerso innanzitutto il problema della povertà in Sicilia, diventato nel tempo un dato "strutturale" o più grave anche rispetto a regioni del Mezzogiorno ritenute povere come la Calabria o la Campania. Il prof. Signorino ha fornito una serie di dati statistici impressionanti, poichè in Sicilia la percentuale di famiglie "povere" oscilla tra il 27% e il 30% rispetto al dato nazionale che è del 12% e a quello complessivo del Mezzogiorno che è del 22%. «Una povertà - ha rilevato Centorrino - silenziosa ma che avvelena la qualità della vita, incrina la coesione sociale, poiché determina comportamenti illegali diffusi. E qui la denuncia che, in sede di governo, non si è colta appieno la gravità del fenomeno e che non si possono ancora ritardare azioni di serio contrasto alla povertà. Il prof. Signorino ha segnalato il "reddito minimo di inserimento lavorativo" da corrispondere a soggetti inseriti in un percorso di introduzione al modo del lavoro. Nel suo intervento conclusivo l'on. Fausto Spagna ha rimarcato i pericolosi ritardi che l'isola sta accumulando nei settori strategici per lo sviluppo. acireale. «Via col tempo», volume firmato Grasso Claudio Grasso, nato nel 1930, che da oltre 50 anni frequenta il prestigioso circolo universitario di Acireale, ha pubblicato un libro che ha per titolo "Via col tempo", molto apprezzato dal direttivo e dai soci del circolo, nonchè dalla cittadinanza acese e dall'hinterland. Grasso nel suo volume, composto da 22 capitoli, è riuscito con una narrazione semplice, ma pregevole, a desrivere un'epopea di una giovane ungherese travolta dai gorghi della vita e della sfortuna; altrettanto egregia è la raffigurazione degli incantevoli paesaggi dell'Europa dell'Est. Un libro davvero interessante, di facile lettura, che potrà essere visionato nella biblioteca del circolo universitario, consigliabile, in particolare, agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Nei prossimi giorni il libro di Grasso verrà presentato alla cittadinanza nel corso di una manifestazione a cura del circolo universitario. MARIO CASTRO acireale. Laboratorio animazione di CittadinanzAttiva Quarto appuntamento domani, dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 18, con il laboratorio di animazione sociale promosso da CittadinanzAttiva. Il vice segretario nazionale del sodalizio relazionerà sul tema "Quale Welfare? Emergenze sociali e diritti di cittadinanza in Italia e in Europa". Gli obiettivi sono quelli di formare responsabili locali dei processi di animazione sociale e migliorare le capacità di lettura e di intervento nella comunità locale al fine di realizzare un nuovo sistema di sicurezza locale. a. g.

Torna all'inizio


Irregolari e salute, 500 in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Irregolari e salute, 500 in piazza Manifestazione contro la chiusura dell'ambulatorio che cura i clandestini Venerdì 5 Giugno 2009, "La pelle ha tanti colori, ma il sangue ne ha uno solo", "Il razzismo è un virus mortale", "Siamo tutti clandestini": sono soltanto alcuni degli slogan portati in piazza ieri e successivamente in corteo sino all'ospedale, durante la manifestazione contro la chiusura dell'ambulatorio per la cura dei clandestini e, in generale, contro il razzismo che pervade le iniziative di tenti politici nostrani. Oltre 500 persone, provenienti anche da Udine, Trieste e Gorizia, armate di striscioni e bandiere, si sono così ritrovate in piazza, sul Noncello per dire "no" a un'ingiustizia: «Quella che nega il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della costituzione. La salute è un diritto di tutti - ha detto uno degli intervenuti - di chi è ricco e di chi è povero, di chi è bianco e di chi non lo è, di chi ha il permesso di soggiorno e di chi non ce l'ha». Al presidio (promosso dalla Rete dei diritti di cittadinanza Fvg, dal centro Balducci, dall'Acli, Rdb cub, Associazioni immigrati di Pordenone, Donne in nero-Ud, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con i circoli Zapata, Merlin, Noi non segnaliamo, Pd, Rc e Sinistra e libertà) si sono susseguiti numerosi interventi, sotto l'occhio vigile di un vero e proprio schieramento di forze dell'ordine ed è stata annunciata la manifestazione regionale che si terrà il 27 giugno a Trieste. «Una protesta contro tutte le leggi e i provvedimenti regionali - ha spiegato Michele Negro di Rc - che discriminano gli immigrati negando loro persino l'accesso, se non risiedono qui da 15 anni, al bonus bebè». Poi Negro ha puntato il dito contro la politica della menzogna e della paura, che sta terrorizzando gli irregolari e creando pregiudizi. «Il decreto sicurezza non è ancora in vigore, vige l'articolo 35 del Testo unico che non prevede l'obbligo di segnalare i clandestini, l'ambulatorio di Pordenone è ancora aperto, ma non ci viene più nessuno - ha detto il medico Salvatore Di Giacomo -: è passato il messaggio della paura». La Lega, l'assessore Kosic, i Narduzzi e i vari Bortolotti, ha aggiunto Negro, «raccontano bugie, pur sapendo che l'articolo 35 resterà in vigore anche dopo il varo del decreto. Ma chi è 'sto Bortolotti? Il difensore della legalità che poi evade le tasse per 75 mila euro, tant'è che la sua indennità di sindaco (di Azzano Decimo, ndr) gli è stata pignorata». L'ultimo intervento e stato di Pierluigi Di Piazza, del Centro Balducci che ha sottolineato le contraddizioni delle nostra società: la burocrazia li fa restare troppo a lungo irregolari, oppure non si ha il coraggio nè di assumerli nè di espellerli. E al contempo manca il dialogo e la cooperazione» A.S.

Torna all'inizio


Edilizia, norme a rischio di costituzionalità la Regione rivede in corsa la bozza di legge (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-06-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Udine))

Argomenti: Burocrazia

Edilizia, norme a rischio di costituzionalità la Regione rivede in corsa la bozza di legge Impossibili liberalizzazioni in materia penale. Salva la sburocratizzazione. E si va subito in Giunta Venerdì 5 Giugno 2009, Udine NOSTRO INVIATO Il rischio era severo. Varare un Codice dell'edilizia in Friuli Venezia Giulia che poteva facilmente finire sotto i colpi di mannaia della Corte costituzionale per invasione di campo. Ma non si tratta del campo dell'edilizia, bensì nientemeno che del diritto penale. Chirurgia normativa. Così l'Ufficio legale della Regione sta mettendo mano in questi giorni al testo normativo, aggiustando le cose che non vanno, prima di tutto, ma definendo anche le norme finali, transitorie e abrogative di norme precedentemente incluse nell'ordinamento regionale. L'obiettivo è di perfezionare un disegno di legge da consegnare all'assessore Federica Seganti (nella foto) e subito dopo, giovedì prossimo o forse già lunedì (con la seduta straordinaria per la manovra estiva), alla Giunta Tondo per l'approvazione preliminare. Saranno queste le norme di sburocratizzazione edilizia a valere sul territorio del Friuli Venezia Giulia. E perciò devono essere inattaccabili. Federica Seganti punta a bruciare le tappe del provvedimento, che per prima cosa dovrà essere valutato dall'Assemblea delle autonomie locali, un passaggio più che mai importante vista la natura delle norme, che seguono procedure di competenza essenzialmente comunale. Norme tagliacarte. Non verrà snaturata la "filosofia" del provvedimento, che può tranquillamente passare sotto lo slogan "Meno carte". Molti, infatti, saranno gli interventi possibili in regime di edilizia libera, vale a dire senza permessi di alcun genere. E altrettanti quelli per i quali sarà necessaria soltanto la Dia, denuncia d'inizio attività. Un'altra serie di opere sarà possibile utilizzando, in alternativa, la Dia o il permesso di costruire (in pratica la vecchia concessione edilizia). Infine un elenco di interventi ridisciplina anche le opere per le quali permane la necessità del permesso a costruire, ma nel segno di una libertà maggiore dai vincoli della burocrazia. La "mission". La legge si propone molti scopi: la salvaguardia della salute dei cittadini e delle risorse naturali; la diffusione dell'edilizia sostenibile e il miglioramento della qualità architettonica attraverso la tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e delle caratteristiche ambientali del territorio regionale; il contenimento dei consumi energetici degli edifici anche attraverso la promozione dell'uso di fonti energetiche rinnovabili e della bioedilizia; il miglioramento delle condizioni di sicurezza e del benessere dei cittadini; lo sviluppo economico e il miglioramento della competitività dei settori interessati; la semplificazione delle procedure relative agli interventi edilizi, con preferenza per le soluzioni che producono la responsabilizzazione del costruttore, del progettista e del direttore dei lavori, con riduzione dei controlli amministrativi. Il nocciolo penale. Per cominciare il Codice non sarà chiamato Codice ma più genericamente "legge", in quanto non presenta i crismi della sistematicità esaustiva. Il principe dei problemi, tuttavia, è ben altro: gli avvocati della Regione hanno osservato che la Regione non può decidere in autonomia di permettere cose che la norma nazionale considera proibite e sanzionate anche penalmente. La materia penale, difatti, è sempre stata e rimane di competenza esclusiva dello Stato. Lasciando le cose come stanno, basterebbe un qualsiasi contenzioso davanti al giudice ordinario o amministrativo per sollevare la questione davanti alla Consulta, col rischio di vedersi mutilare la legge a colpi di annullamento. Gli articoli. Prevenire è sempre meglio che curare, insomma. A concentrare il lavoro dell'Avvocatura regionale sono gli articoli 14 del disegno di legge (quello che disciplina l'edilizia libera), l'articolo 15 (interventi soggetti a semplice denuncia d'inizio attività), l'articolo 16 (denuncia d'inizio attività in alternativa al permesso di costruire) e l'articolo 17 (opere con permesso di costruire). È probabile che alla fine ne uscirà un perimetro meno ampio di liberalizzazioni, ma è un prezzo da pagare sull'altare della correttezza giuridica della legge regionale. Maurizio Bait

Torna all'inizio


A Istanbul va in pista una "nuova" Ferrari (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

A Istanbul va in pista una "nuova" Ferrari L'incertezza regna sovrana tra i team per lo scontro sul futuro, ma domenica si corre e la Rossa cambia volto Venerdì 5 Giugno 2009, Istanbul NOSTRO SERVIZIO C'è una sottile ansia che percorre il paddock della Formula 1 qui a Istanbul. Domenica si corre il Gp della Turchia, ma non è facile focalizzare l'attenzione sulle gare quando all'orizzonte regna la confusione. Ci sarà ancora la Formula 1 l'anno prossimo? E se sì, quale Formula 1 vedremo? Quella voluta dai grandi costruttori, capitanati dalla Fia, o quella voluta da Max Mosley? La data ultima per avere la lista degli "entranti" è il prossimo 12 giugno e la Fota (l'associazione dei team) vorrebbe che per allora l'accordo con la Fia fosse cosa fatta. Mosley risponde a muso duro («vadano a organizzarsi un loro mondiale») e l'accesa diatriba continua. Se questo scontro di potere continuerà, cosa accadrà in autunno quando scadrà il suo mandato? Si saprà - prima o poi - quali saranno i veri partecipanti alla stagione ventura? Alla fine il braccio di ferro è tra il potere delle grandi burocrazie sportive e parasportive e quello, in verità un po' in discesa, dei grandi gruppi industriali automobilistici, afflitti dalla crisi e dalla contrazione dei mercati. Comunque, anche nel fronte delle piccole squadre pro-Fia (e pro Mosley), non tutto è chiaro. Ci sono strutture di valore (anche se di dimensioni ridotte) come la Espilon Euskadi, ma altre che sono solo sigle e nemmeno si sa chi ci sia dietro. Curioso il caso Brabham: i proprietari del marchio hanno deciso di correre, se verranno accettati, mentre gli eredi di Sir Jack Brabham si oppongono all'uso del nome: ci sarà una causa legale prima ancora di partire... Confermata anche una squadra italiana, quella N-Technology specializzata nelle gare dei vari campionati turismo. In attesa che si sciolgano questi dubbi - che sono tanti e tutti pesanti - si cerca di pensare anche alle corse. Cosa non facile, in verità, ma necessaria. La Brawn, che ha dominato le prime gare della stagione, si propone per vincere ancora e ha tutte le carte in regola per riuscirci. Fernando Alonso è stato molto chiaro al riguardo: «Se Button vincerà anche qui in Turchia, tutti noi possiamo andarcene tranquillamente a casa...». In realtà sostiene di avere ancora motivazioni intatte: «Ho lottato per due anni al massimo livello, ora lotto in mezzo al gruppo per conquistare un paio di punti. È una prospettiva differente, ma è solo impegnandosi al massimo che possiamo riaprire la stagione». Lui è destinato alla Ferrari, ammesso che la Ferrari sia ancora in Formula 1 ovviamente. Tanto più che - tra le tante voci che circolano in questo momento - c'è anche quella secondo la quale la Renault vorrebbe ritirarsi, lasciando a Flavio Briatore il team sulla falsariga di quanto fatto lo scorso autunno dalla Honda con Ross Brawn. Il quadro, dunque, è assai confuso. Ma la Ferrari, intesa come squadra corse e non come azienda in lotta con la Fia, pensa di avere ancora qualcosa da dire in questo Mondiale, specie dopo le due ottime prove fornite a Barcellona e Montecarlo, dopo che la non eccelsa F60 è stata profondamente rivista e corretta. Quella portata in pista nelle ultime due gare era la "versione B" e c'è chi non esita a chiamare "versione C" la Rossa che si vedrà in pista oggi. Tecnici e dirigenti della squadra non vogliono nemmeno sentire parlare di questo, ma il fatto è che ci sono così tante novità che - sulla pista preferita da Massa - la Ferrari potrebbe togliersi le prime vere soddisfazioni della stagione. «Qui a Istanbul ho vinto la mia prima gara di Formula 1 e in genere sono sempre andato molto forte. Forse mi piacciono quelle che hanno tante curve a sinistra... Scherzo, ovviamente. Ma è vero che con questo circuito ho un feeling del tutto speciale, mi auguro di poterlo confermare anche quest'anno». In tanti hanno delle novità: la Bmw non ha il Kers ma ha il doppio diffusore, la Red Bull altri miglioramenti (sempre a livello aerodinamico), ma il guaio è che anche la Brawn annuncia degli ammodernamenti della sua auto. Piero Menardi

Torna all'inizio


I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto Semplificazione amministrativa, abbattimento dei costi della partitocrazia, delle consulenze esterne, delle spese generali dell’ente e un piano strategico di sviluppo territoriale. «Vi ho illustrato cinque progetti che mi sento di portare a termine riducendo gli assessori da dieci a cinque», promette Lavagetto, ospite del teatro «Baratta» di Medesano insieme al candidato alle elezioni europee Antonio Cancian, e del candidato a consigliere provinciale nel collegio Medesano-Pellegrino, Gian Luca Armellini. Fra gli ospiti c'era anche il vice presidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, Luigi Giuseppe Villani, il consigliere regionale Roberto Corradi, il sindaco di Medesano, Roberto Bianchi e quello di Noceto, Fabio Fecci. L’incontro è stato aperto da Gian Luca Armellini che ha illustrato nei dettagli «il suo impegno per la Provincia», da riassumersi in meno sprechi, meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-Fornovo, oltre a parlare del rifacimento totale della strada provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il sindaco di Medesano ha chiarito di non essere per l’abolizione della Provincia, ma per renderla moderna e tagliare le spese della politica. Sulla stessa linea anche Luigi Giuseppe Villani e il candidato alle europee Antonio Cancian. Un in bocca al lupo al candidato di Pdl e Lega Nord è arrivato dal sindaco di Noceto. «Mi auguro -ha detto Fabio Fecci rivolto a Lavagetto - che tu sia l’ultimo presidente di questo tipo di Provincia».

Torna all'inizio


Le imprese chiedono un piano per la ripresa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le imprese chiedono un piano per la ripresa Politiche a sostegno della crescita, della competitività e dell'innovazione delle Pmi, una burocrazia meno complicata e meno costosa, maggiore concorrenza ed una effettiva liberalizzazione del mercato energetico, attuazione dello Small Business Act Europeo per la valorizzazione dell'impresa diffusa, armonizzazione e coordinamento delle politiche fiscali: queste le principali proposte contenute in una lettera aperta che Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani - in rappresentanza di oltre 3 milioni di micro, piccole e medie imprese - hanno rivolto ai candidati italiani in vista delle prossime elezioni per il Parlamento Europeo. Le Confederazioni nazionali del commercio e dell'artigianato chiedono un impegno straordinario per dare al Piano europeo di ripresa economica della Commissione europea un livello di spesa e di articolazione degli interventi che possa restituire fiducia alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie e dare ai cittadini europei il senso di appartenenza ad una Istituzione che «fa la differenza» perché è in grado di assicurare un sistema più trasparente, equilibrato ed equo in tutti i settori della vita economica e sociale. Le Pmi europee (circa 23 milioni) rappresentano il 99,8% di tutte le imprese europee ed il 67,1% dei posti di lavoro nel settore privato costituendo, quindi, la struttura portante dell'economia reale e dei processi di sviluppo territoriali. Per questo è indispensabile un patto europeo per le Pmi per uscire dalla crisi che abbia come presupposto un impegno serio e continuativo affinché nella nuova legislatura ci siano un'attenzione e un'azione molto più incisive e continuative da parte del Parlamento Europeo e di tutte le Istituzioni europee. Un patto che si articola su alcuni punti chiave, tra cui: valorizzazione del sistema delle Pmi italiane ed europee quale naturale attore commerciale, politico e sociale a livello mondiale; sviluppo delle politiche a sostegno della ricerca e innovazione, anche in materia di green economy; un più facile accesso al credito, con l'attivazione di una forma di contro-garanzia europea dei consorzi fidi e lo sblocco dei fondi BEI con destinazione prioritaria e diretta alle Pmi; accelerazione dei tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni e riduzione - nella misura del 25% ed entro il 2012 - degli oneri burocratici; revisione delle aliquote IVA a sostegno delle attività ad alta intensità di manodopera, dell'offerta turistica italiana e la possibilità di una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno; riduzione degli oneri amministrativi in materia ambientale attraverso la semplificazione dell'apparato regolatorio; realizzazione di una maggiore concorrenza del mercato interno con il perseguimento di una effettiva liberalizzazione dei servizi energetici; rafforzamento delle politiche in materia di infrastrutture, trasporti e logistica; modernizzazione del mercato del lavoro e della formazione con l'introduzione di nuove forme di flessibilità regolata a sostegno dell'occupazione; inserimento del terziario (commercio, turismo e servizi) nei programmi per la Ricerca e l'Innovazione; adozione di politiche improntate alla valorizzazione del capitale umano e dell'istruzione. Nicola Dal Dosso Direttore-Uncom

Torna all'inizio


Frattini benedice Biancofiore (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

POPOLO DELLA LIBERTA' Frattini benedice Biancofiore «Da voi, sinistra al potere come solo sull'Appennino» TRENTO Il Popolo della Libertà chiude col botto la campagna elettorale per le europee, portando in città il ministro degli esteri Franco Frattini. La formazione del centrodestra tappa con il viso ed il nome del premier Silvio Berlusconi, capolista anche qui come ovunque, evidentissime falle sul piano organizzativo, basti dire che il coordinatore regionale imposto da Roma, Maurizio Del Tenno, non solo non si è visto una sola volta in questa campagna elettorale ma ieri, per la chiusura con Fratttini, si è presentato al Grand Hotel con un'ora e cinque di ritardo. Frattini era a Trento soprattutto, o solo?, per via della sua vecchia amicizia con l'unica candidata territoriale del Pdl, Michaela Biancofiore, «Quando vengo qui mi rendo conto di essere finito in una realtà rarissima a trovarsi, uno dei pochi vanti della sinistra oserei dire al mondo. Una sinistra che è sparita da quasi tutti i governi del mondo e d'Europa, presente in pochi comuni dell'Appennino, tra Toscana ed Emilia, e qui. Ma quale metodo Dellai, per carità» ha chiosato il ministro. «Più in generale dobbiamo guardare ad una Europa che sia più vicina ai cittadini e capace di realizzare risultati concreti» ha detto Frattini, partecipando all'incontro con l'ex l'ex ministro Enrico La Loggia: «Occorre meno burocrazia e più interesse verso le imprese, specialmente quelle medio piccole e soprattutto grande interesse ai valori fondanti della nostra Europa: rispetto per i diritti delle persone, la sicurezza e la legalità. Sono questi i principi che la nostra Europa dovrebbe costituire». Circa il clima della campagna elettorale, Frattini ha detto che «riempie di tristezza, perché una sinistra che non ha un programma alternativo si scatena con i veleni e con il gossip. Noi spazzeremo via con il voto democratico questa campagna velenosa ottenendo un risultato importante. Occorre aprirsi all'Europa ed anche l'Alto Adige non si deve considerare una piccola enclave. In nessuna regione o provincia d'Europasi sarebbero definiti gli ex terroristi come "combattenti per la libertà". La Svp faccia un ripensamento delle sue posizioni, visto che in Europa siede con il Ppe e qui si allea invece con il centrosinistra».

Torna all'inizio


Si conoscono in comunità, fuggono per amore (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Si conoscono in comunità, fuggono per amore la storia di due quindicenni Lui è colombiano, lei rom. Quando il ragazzo viene trasferito decidono di fuggire insieme. Li hanno ritrovati dopo un mese 06/06/2009 SI SONO conosciuti in una comunità per minori ed è stato amore a prima vista. Quando poi la vita li ha separati, hanno deciso di scappare dalle strutture a cui erano stati affidati dopo che il Tribunale per i minori aveva valutato le loro difficili situazioni familiari. Si sono dati appuntamento in una località conosciuta solo a loro e poi sono "spariti" per un mese e mezzo, grazie all'aiuto di conoscenti che li hanno ospitati nelle loro case in Liguria e in Piemonte. Alla fine gli agenti dell'ufficio minori della questura, coordinati dal dirigente Claudio Boldrini, hanno trovato i due ragazzini, entrambi quindicenni, a Santa Margherita, nel Tigullio. È una storia di amore, sogni e burocrazia quella vissuta da questi due adolescenti. Una storia che, dopo la fuga e il successivo ritrovamento, ha spinto i servizi sociali ad assecondare in qualche modo il loro desiderio di stare insieme, collocandoli sì in due diverse comunità, ma vicine. Per capire l'avventura vissuta dai due bisogna fare qualche passo indietro. Lei, fiorentina di etnia rom, viveva insieme alle sue tre sorelle e al fratello in una comunità dell'entroterra genovese (la stessa che la ospita ora). Lui, milanese di origini colombiane, era passato invece da una struttura all'altra prima di finire nello stesso centro della ragazza. I due si sono conosciuti, purtroppo, nel momento sbagliato. Già, perchè l'amore è scattato proprio quando il giovane stava per tornare a casa da un genitore, che nel frattempo era riuscito ad riottenere l'affidamento. Una notizia che, in un primo tempo, era stata accolta con gioia dal ragazzo. Peccato che, a fine marzo, quando sono arrivati gli uomini dei servizi sociali per portarlo in Lombardia, lui aveva cambiato idea: si era innamorato. Il giovane ha cercato in tutti i modi di rimanere accanto alla sua amata, rifiutandosi di tornare in famiglia. Ma i servizi sociali che ne avevano la tutela erano quelli di Milano e una permanenza nella comunità genovese era fuori discussione. Così, alla fine, è finito in un'altra struttura, a centinaia di chilometri di distanza. Una situazione insopportabile. Come risolvere il problema? La fuga. I due si sono tenuti in contatto telefonico e, al momento giusto, sono scappati dalle rispettive comunità. Gli agenti li hanno trovati tenendo sotto controllo la rete di potenziali "complici": ovvero conoscenti e amici di famiglia. Ora vivono in comunità diverse, ma, vista la vicinanza dei due centri, possono continuare a vedersi come amore comanda.Pablo Calzeronicalzeroni@ilsecoloxix.it 06/06/2009

Torna all'inizio


Concorso stataleriservato agli invalidiminacce di ricorso Alla Foce il maxi contenitore per i rifiuti ingombranti (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Concorso stataleriservato agli invalidiminacce di ricorso Alla Foce il maxi contenitore per i rifiuti ingombranti la protesta domattina n «HO intenzione di fare ricorso giudiziario e con me tutti quelli che sono rimasti esclusi dalla prova selettiva. Chiederemo i danni e la verifica dei fascicoli dei concorrenti che hanno superato il concorso per vedere se le loro documentazioni comprendono tutto ciò che è richiesto dal bando. Io sono stata esclusa perché mancava un semplice certificato per cui sono in attesa di visita in una struttura pubblica». Ha un diavolo per capello Maria T. operaia spezzina di 46 anni, disoccupata da due e con un invalidità dal 60% che sognava di poter aspirare a un posto da impiegato statale bandito nei mesi scorsi dal Ministero della Difesa e riservato a personale con invalidità. «Ho sempre lavorato e mi sono data daffare. Ma due anni fa la ditta che mi aveva alle dipendenze ha ridotto il personale e così mi sono ritrovata a piedi. Da quel giorno sono iniziati i miei problemi economici e ho cercato di trovare un nuovo posto in tutti i modi ma in questa città non è certo facile», spiega Maria ripercorrendo le tappe del suo percorso lavorativo. Il suo sogno di un posto fisso con un stipendio certo alla fine del mese dopo anni di problemi la porta a sfogliare nuovamente i giornalini con le inserzioni e i bollettini dei concorsi tornando poi a fare i conti con la burocrazia del settore. Finalmente un giorno l'occasione tanto cercata si presenta. «Ecco la chanche che può mettere fine ai problemi economici e far ripartire la speranza di una vita serena», pensa Maria. E' Un bando di selezione del Centro per l'Impiego della Spezia per due concorsi al Ministero della Difesa. «Due selezioni diverse -spiega Maria-. La prima per 13 posti di coadiutore amministrativo l'altra per 10. Mi sono informata per entrambi e ho raccolto tutti i documenti che servivano con la massima celerità ed entro i termini previsti dal bando». Ma di mezzo ci si è messa la burocrazia, quella che dovrebbe essere dalla parte del cittadino e che invece secondo la signora Maria si è dimostrata poco efficiente. «Il bando richiedeva uno speciale certificato medico definito di abilità lavorativa -osserva Maria-. Il documento andava allegato alla documentazione di invalidità ma io come altri concorrenti non lo avevamo. Personalmente mi sono attivata presso l'Asl spezzina prenotando la visita ma siccome i tempi erano stretti ho allegato alla documentazione del concorso quella richiesta di visita pensando che bastasse. Adesso abbiamo ricevuto una raccomandata in cui ci dicono che quel foglio era determinante. Insomma così non va dovevano spiegarci per bene che la richiesta di visita non bastava e ci voleva il certificato vero e proprio». La signora e altri colleghi concorrenti sono andati su tutte le furie. «Sappiamo tutti quanto sia difficile alla Spezia trovare un lavoro. Se a questo sommiamo l'età e tutta una serie di difficoltà legate all'invalidità il quadro diventa molto pesante. Io, come tanti altri, non posso rassegnarmi all'attesa di un nuovo bando di concorso. Quella selezione poteva essere importante per riuscire a risollevarmi e avere una speranza per il futuro e invece ora faccio i conti con una raccomandata in cui mi si dice che mancava un foglio alla mia domanda di concorso. Una vera beffa». l'iniziativaConcorrente chiederà la verifica dei fascicoli rispetto al bando .x/06/0906 La piccola rivoluzione assicurano i dirigenti dell'agenzia non produrrà disagi per i contribuenti. Più contrasto all'evasione .x/06/0906 SARÀ posizionato alla Foce, in via Genova, angolo via Maggiano, vicino al ristorante "La Gira, domattina, dalle 8 alle 12, il maxi contenitore di Acam Ambiente per consentire agli abitanti del quartiere di liberarsi definitivamente di ingombranti, beni durevoli e suppellettili non più utilizzabili. Continua così l'iniziativa delle "Domeniche straordinarie di raccolta ingombranti", voluta dal Comune della Spezia in collaborazione con ACAM Ambiente e le Circoscrizioni, appuntamento di fine settimana oramai fisso per gli spezzini che hanno l'occasione di "pulire" la casa da ogni genere di rifiuto ingombrante come vecchi mobili, sedie, divani, reti, materassi, giornali e riviste. I cittadini potranno conferire anche apparecchiature elettriche ed elettroniche non più funzionanti, classificate come R.A.E.E. (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) che comprendono: frigoriferi, lavastoviglie e lavatrici, televisori, computer, videoregistratori, forni elettrici. Hi Fi, stampanti, sanitari elettrici,come lo spazzolino elettrico, e piccoli elettrodomestici, come i frullatori. ACAM Ambiente ricorda che il servizio di raccolta straordinaria si aggiunge al normale servizio, attivo da lunedì al sabato, ugualmente gratuito, di ritiro ingombranti previa prenotazione al Numero Verde 800 487711. .x/06/0906

Torna all'inizio


marco, il capitano invisibile che per l'anagrafe non esiste (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Gianni Bazzoni Marco, il capitano invisibile che per l'anagrafe non esiste Vive sulla sua barca a Stintino da dieci anni ma per gli uffici del Comune non ha una dimora STINTINO. Da dieci anni vive come un pirata, sulla sua barca. Il veliero dei «pirati coraggiosi» con il quale si guadagna da vivere come operatore turistico, trasporta gruppi italiani e stranieri che vogliono ammirare le bellezze del Golfo dell'Asinara, provare la pesca a traina, gustare il pesce appena catturato e cucinato a bordo, trascorrere una giornata in mare aperto, provare l'emozione dello snorkeling in fondali stupendi. Lavora Marco Chessa, portotorrese, ex operaio alla centrale di Fiume Santo e una straordinaria passione per l'ambiente marino, ma è un invisibile. Per lo Stato italiano, infatti, non esiste da circa dieci anni. Non ha una residenza, non possiede carta d'identità, non può avere un certificato elettorale, tanto che non potrà votare neanche alle Europee di oggi e domani. La storia è allo stesso tempo semplice e incredibile, un concentrato di burocrazia e superficialità, di disattenzioni e contraddizioni fin troppo evidenti. «Dopo la separazione da mia moglie - racconta Marco Chessa - non avevo la possibilità di trovare un'altra casa, così sono andato a vivere sulla barca che, per lavoro, tengo a Stintino. Da allora ho chiesto la residenza ma non me l'hanno mai data. Prima il Comune stintinese mi ha fatto sapere che dovevo fare domanda per acquisire il posto barca, quando l'ho presentata mi hanno spiegato che la concessione doveva essere stabile per avere la residenza, invece non ho mai ottenuto una sistemazione definitiva. Mi spostano da un punto all'altro del porto di Stintino, e quando c'è il pienone mi devo sistemare in rada, ormeggiato a una boa, quella rossa che si vede lì (e indica un galleggiante all'uscita del Porto Mannu,ndc)». Niente da fare, quindi. Eppure per Marco Chessa la barca è la sua casa, e lo sanno tutti. Anche quelli che il 28 agosto dello scorso anno, in piena stagione turistica, gli hanno fatto arrivare una serie di messaggi minatori: «Ti facciamo saltare la barca con una bomba». Lui ha presentato denuncia ai carabinieri, sono partite le indagini con una direzione ben precisa, anche perchè alcuni sms avevano un numero di telefono da verificare. «Non so come è andata a finire - racconta Chessa - perchè non mi hanno più comunicato niente, in caserma mi hanno confermato che è stata interessata la magistratura e che sono ancora in corso dei controlli. Spero che si faccia chiarezza anche su questo, perchè voglio capire qual'è l'origine di quelle minacce. Non ho nemici, mai avuto problemi con nessuno, per questo chiedo chiarezza». E' una battaglia quotidiana quella del «pirata» che cerca di affermare il diritto di avere la residenza sulla sua barca, uno splendido veliero in legno di 21 metri, curato e funzionale, con tre stanze da letto dotate di bagno e di ogni comfort, omologato per trenta persone. Per trovare sostegno alla propria tesi ha inviato quesiti al ministero e agli Enti locali. E la risposta è stata sempre la stessa, un documento in fotocopia che si porta dietro ma - almeno finora - con scarsa fortuna vista l'assenza di risultati. «Il parere degli esperti dice che la natura dell'alloggio non influisce sulla possibilità di essere iscritti o meno in anagrafe - sottolinea Marco Chessa - tanto che nei verbali di accertamento dell'Istat (del 1992) viene richiesto di specificare il tipo di alloggio: una grotta, una baracca o altro. E c'è una circolare del ministero dell'Interno (numero 8 del 29 maggio 1995) che riguarda proprio la natura dell'alloggio. Poi si può guardare anche al secondo comma dell'articolo 812 del Codice civile che considera beni immobili i galleggianti assicurati alla riva. Più chiaro di così...». Marco Chessa fino a dieci anni fa era iscritto all'anagrafe del Comune di Sassari, dopo l'ultimo aggiornamento Istat, da quando l'ex moglie ha dichiarato che dopo la separazione l'ex marito non vive più lì, il «pirata» è diventato «un nomade senza volerlo e senza saperlo». E dire che diverse istituzioni - di fatto - lo considerano residente sulla barca. «Le comunicazioni del tribunale, per gli adempimenti relativi alla seperazione, mi arrivano regolarmente qui». Marco Chessa mostra decine di buste della corrispondenza pervenuta all'indirizzo «c/o Mayas, 07040 Stintino». La stagione turistica è appena cominciata, il «veliero dei pirati coraggiosi» comincia a mollare gli ormeggi e il «capitano invisibile» si mette al timone. In tasca la patente e il passaporto, «gli unici due documenti validi che possiedo perchè vengono rinnovati in automatico, altrimenti non avrei neanche quelli». Una storia lunga dieci anni. Quando Marco Chessa è arrivato nel paese che oggi chiede di entrare a fare parte a pieno titolo del Parco nazionale dell'Asinara, aveva trovato posto nel porto Marina di Stintino: «Allora c'era ancora l'isolotto e una stradina quasi intransitabile per arrivare alla barca. Sono rimasto lì, garantendo la massima collaborazione e disponibilità con tutti, finchè me l'hanno consentito. Poi mi hanno chiesto 8mila euro solo per i mesi di luglio e agosto, ho cercato di spiegare che sono un operatore turistico, un sardo e non un turista. Ora sono nella banchina "transito" del Porto Mannu (mille euro solo per il mese di giugno), ma fra poco non ci sarà più posto e sarò costretto a sistemarmi in rada e venire a terra con il gommone per traghettare i passeggeri». Il «pirata buono» chiede di parlare con il prefetto di Sassari Marcello Fulvi, «so che è una persona sensibile, vorrei raccontare la mia storia, chiedere di essere ascoltato per essere messo nella condizione di non vagare da un posto all'altro senza mai trovare la soluzione. Mi piacerebbe stare a casa mia, sulla barca, con tutti i diritti che vengono riconosciuti a un normale cittadino. Non penso di chiedere tanto, non cerco favoritismi di alcun genere, solo l'affermazione di un concetto semplice: voglio vivere senza essere considerato un nomade. Chiedo il rispetto che si deve a tutti, a quelli che arrivano da fuori ma ancora di più a un sardo in terra sua». L'ultima difficoltà in ordine di tempo riguarda la richiesta per piazzare un punto informazioni, un tavolino a poca distanza dalla barca, una cosa piccola di un metro quadrato. «Dal Comune di Stintino mi hanno risposto che il suolo pubblico non esiste, poi ho visto che in quello stesso spiazzo si sistemano le bancarelle, perchè loro sì e io no? Anche questa non l'ho proprio capita. E dire che quando ho lasciato il mio posto di lavoro a Fiume Santo, dove facevo l'operatore di quota sulla ciminiera della centrale, mi avevano detto: beato te che torni in un ambiente libero, al mare che è la tua grande passione». Il «pirata» Marco Chessa comincia la sua nuova estate da nomade in una casa galleggiante in via del porto, senza numero civico: «Spero che sia l'ultima così perchè mi sento discriminato».

Torna all'inizio


a confronto cinque ricette di futuro - giacomo pelfer (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Empoli A confronto cinque ricette di futuro A poche ore dal voto sfida in piazza tra i candidati a sindaco Un folto pubblico ha seguito il dibattito sui programmi GIACOMO PELFER CASTELFRANCO. Confronto pubblico, a poche ore dal voto, tra i contendenti alla poltrona di sindaco di Castelfranco. I cinque candidati si sono sfidati giovedì sera di fronte alle logge del Comune in piazza Bertoncini. Cinque ricette di governo a confronto, come per le amministrative del 2004. Qualche centinaio le persone che hanno assistito al dibattito, ascoltando le parole dei candidati sui temi più importanti di questa campagna elettorale. Ogni candidato, a turno, ha fornito il proprio punto di vista. Non sono mancati i punti di contatto tra i cinque programmi, come d'altro canto, sono stati numerosi i punti di disaccordo, soprattutto nel giudicare l'operato dell'amministrazione uscente: il confronto, per molti tratti, ha visto il sindaco uscente Marvogli dover ribattere alle accuse mosse dagli altri sfidanti. Crisi economica e lavoro. Calò. Il Comune non deve più mettere le mani nelle tasche dei cittadini: questa amministrazione ha aumentato tutte le tariffe. Vogliamo proseguire lo sviluppo della zona industriale, con una maggiore diversificazione produttiva, e creare una scuola di arti e mestieri per le aziende del territorio. Costagli. Il Comune deve aiutare concretamente gli artigiani e le piccole imprese, anche attraverso una riduzione della burocrazia. Investire sulle energie rinnovabili permetterebbe di creare posti di lavoro. Casillo. Vogliamo creare un fondo per le aziende e per gli operai che hanno perso il lavoro, potenziare lo sportello per le attività produttive e attivare un nuovo servizio di consulenza alle imprese. Ciampini. Dobbiamo puntare sulle eccellenze della nostra produzione, ma al tempo stesso occorre diversificare di più. Il Polo Tecnologico sarebbe stata una grande opportunità, ma l'amministrazione ha rinunciato per costruire il teatro. Marvogli. E' già partito un bando per aiutare gli operai che hanno perso il lavoro. In questi anni abbiamo sempre difeso le nostre produzioni favorendo anche maggiore diversificazione. Il Polo Tecnologico si farà. SanitÁ e politiche sociali. Calò. Hanno tolto il pronto soccorso di Fucecchio e la guardia medica a Castelfranco senza far niente per evitarlo. Dobbiamo uscire dalla Società della Salute e tornare a gestire direttamente la politica sociale. Costagli. Proponiamo di passare all'Asl 5 di Pisa: a Orentano, per un'ambulanza, si devono aspettare anche 25 minuti. Inoltre, è in atto una riduzione dei servizi sanitari sul territorio. Casillo. La Società della Salute è servita solo a trovare lavoro a qualcuno. Vogliamo creare un punto di primo soccorso in viale 2 Giugno, accanto al distretto sanitario. Ciampini. La sanità deve essere gestita meglio a livello geografico, le frazioni sono fortemente svantaggiate. Serve sicuramente un punto di primo soccorso. Marvogli. Sarà creato un nuovo ambiente per gli ambulatori che servirà anche da primo soccorso. Preferiamo restare sotto l'Asl 11 di Empoli: l'ospedale di Pontedera non ha futuro. Urbanistica e ambiente. Calò. L'ufficio urbanistica ha fatto scelte sbagliate, ci sono anche indagini della magistratura. Vogliamo un paese più pulito, con giardini che possano chiamarsi tali e un miglior servizio di raccolta rifiuti. Costagli. Il territorio è stato sfruttato male, con costruzioni che non hanno niente a che vedere con il contesto circostante. Vogliamo favorire l'installazione del fotovoltaico sui tetti. Casillo. Castelfranco si è sempre distinta per l'urbanistica e l'ambiente, ma adesso serve una svolta in termini di energia e rifiuti, ad esempio con un'illuminazione a basso consumo. Ciampini. Basta andare nella zona del campo sportivo per rendersi conto di uno sviluppo edilizio sproporzionato. Vogliamo bloccare questa tendenza, puntando fortemente sulle energie rinnovabili. Marvogli. Siamo capofila di un progetto di bioedilizia insieme a Castelfiorentino. Nelle nostre lottizzazioni il 52% del territorio è destinato a piazze, giardini e piste ciclabili. Centro storico. Calò. Il centro è un ghetto di immigrati, con aree sporche e squallide. La biblioteca poteva aspettare, ci sono molte zone da recuperare. Proponiamo anche di creare una Pro loco e un calendario di iniziative insieme ai commercianti. Costagli. E' una fortuna avere un centro storico medievale, ma occorre recuperarlo: gli edifici devono rispettare certe norme igienico-sanitarie. Il paese può diventare un salotto per la sera con ristoranti, pub e pizzerie. Casillo. Il lunedì pomeriggio, dopo il mercato, il paese è pieno di rifiuti. Ci vuole più controllo, dobbiamo ripristinare il ruolo del vigile del centro storico. Ciampini. Vogliamo incentivare l'uso dei fondi nel centro storico per nuovi negozi, servizi e sedi delle associazioni, restaurare i chiassi e la torre medievale di San Michele come sede per una nuova Pro loco, ma anche limitare le auto, per assaporare il valore architettonico di questo paese. Marvogli. Abbiamo investito molto nei lavori di riqualificazione del centro e organizzato iniziative con i commercianti. Nel bilancio di previsione abbiamo stanziato 480mila euro per le strade e l'illuminazione. Inoltre il centro storico non è un ghetto, ma un luogo d'integrazione.

Torna all'inizio


Nucleare e rinnovabili, mix virtuoso (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nucleare e rinnovabili, mix virtuoso da Finanza&Mercati del 06-06-2009 Andrea Carlo Bollino, presidente del Gse, è convinto che il boom delle rinnovabili porterà tra i 60.000 e i 70.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi anni. Ma è convinto anche che il nucleare sia complementare alle rinnovabili. Sentiamolo. Professore, le sembra realistico l'obiettivo del governo di coprire con il nucleare il 25% del nostro fabbisogno energetico? Ricordo che l'obiettivo fissato dal governo prevede: 25% di energia prodotta da fonti rinnovabili, 50% da combustibile fossile (petrolio, gas e carbone) e appunto il 25% da nucleare. In questo senso, l'obiettivo del governo e del ministro Scajola è, nel lungo periodo, di raggiungere l'obiettivo di un'Italia al 50% «carbon free». Questo obiettivo non solo è realistico, ma è anche in linea con le nuove linee strategiche dell'Unione europea. Nell'individuazione dei siti per le centrali e per il deposito dei rifiuti, ci sarà spazio per i principi del federalismo? Il processo di federalismo servirà a rafforzare il Paese, dunque rendendo più forte il concetto di interesse nazionale affiancato al concetto di autonomia locale. Nel campo del federalismo fiscale con l'approvazione della legge n. 42 del 5 maggio scorso, il Paese sta incamminandosi verso alcuni interventi di riforma della «macchina» dello Stato con l'obiettivo di trasferire alcune competenze a livello territoriale. Riguardo al «federalismo» elettrico ritengo che si debba intervenire solo in alcuni casi particolari. In altri casi è giusto che le decisioni vengano prese a livello centrale. Penso alla gestione dei rifiuti nelle Regioni considerate ad «emergenza» appunto, dove lo Stato è stato presente sia nelle fasi preliminari che nelle fasi di gestione ed applicazione delle decisioni centrali. E non poteva essere diversamente. Perché la materia - come peraltro è per l'individuazione dei siti nucleari - non può essere lasciata alle decisioni delle singole autorità regionali in quanto d'interesse, di valenza e di competenza nazionale. A più di un anno dalla completa liberalizzazione del settore elettrico, si può affermare che il rodaggio è concluso? E quale è il primo bilancio? Direi incoraggiante. Su 34 milioni di utenti totali, 1,5 milioni ha cambiato fornitore, mentre le imprese sono state 800.000. Si tratta del 6% del totale dei consumatori. Molto è stato fatto ma c'è ancora molto da fare. Grazie agli investimenti nel settore della generazione elettrica si è creata competizione sul mercato, riducendo nel contempo le posizioni monopolistiche. Allo stesso tempo l'azione dell'Aeeg ha consentito una buona modulazione degli effetti della liberalizzazione. Restano però vari problemi sul tappeto. Il primo è il permanere di uno squilibrio nel mix produttivo per cui la bolletta elettrica italiana è più alta della media Ue; un secondo riguarda la localizzazione delle centrali, che hanno continuato a concentrarsi in poche aree geografiche. Resta da sciogliere inoltre il nodo delle reti locali che dovranno essere gestite con maggior efficienza, soprattutto con maggiore «intelligenza», nel senso delle «smart grid» e cioè gestione delle reti che consenta lo sfruttamento efficiente del potenziale locale delle fonti rinnovabili. Recentemente il Gse ha pubblicato il Rapporto sui risultati del Conto Energia. L'Italia risulta quinta nel mondo dopo Germania, Spagna, Giappone e Stati Uniti, per potenza fotovoltaica installata cumulata a fine 2008. Ci sono ulteriori margini di crescita? Senz'altro. Procedendo di questo passo è possibile che a fine 2009 potremmo raggiungere il tetto degli 800 MW e, andando avanti così, non escludo che i 1.200 MW vengano realizzati nel 2012, proprio come si prevedeva. In ogni caso, in base al Decreto attuale, potranno essere incentivati tutti gli impianti che entreranno in servizio nei 14 mesi successivi al raggiungimento del limite dei 1200 MW. Sullo sviluppo delle rinnovabili pesa, secondo il Gse, «un quadro regolamentare incerto e instabile». Chi deve porvi rimedio? E cosa occorre fare? La Strategia di Lisbona 2000 impegnava tutti gli stati Ue e quindi anche l'Italia a rendere meno «vischioso» ogni processo amministrativo, a ridurre gli oneri delle cosiddette lungaggini burocratiche, così da eliminare disposizioni obsolete, inefficienti e gravose per le imprese e per i cittadini. Meno burocrazia, meno carte.. L'attuale governo - mi riferisco ad alcuni provvedimenti proposti dal ministro Brunetta - ci sta già lavorando. Anche se c'è ancora molto da fare. Anche nel settore delle autorizzazioni per lo sviluppo delle fonti rinnovabili si può migliorare. Ricordo che recentemente la Germania ha deciso di «copiare» il sistema Gse per le incentivazioni delle fonti rinnovabili. Dunque in Europa per mantenere la posizione di eccellenza non basta stare fermi, occorre migliorare sempre per non essere superati! Parliamo di tecnologie e componenti industriali degli impianti a fonti rinnovabili: l'Italia ha i mezzi per soddisfare il proprio fabbisogno ed eventualmente per diventare un Paese esportatore? Recenti studi commissionati dal Gse evidenziano forti opportunità di investimento nella produzione di tecnologie e nella realizzazione e gestione di impianti per la produzione di energia elettrica nel prossimo futuro. Lo sviluppo degli investimenti nel settore è trainato dalle politiche di promozione e dagli strumenti di sostegno che lasciano intravedere buone opportunità. La tecnologia solare e quella eolica continueranno, pertanto, a far registrare tassi significativi di crescita soprattutto se questo sviluppo sarà accompagnato da interventi tesi a semplificare gli iter autorizzativi e a risolvere i problemi di connessione alla rete elettrica. Sono proprio questi fattori, infatti, gli elementi di possibile criticità per lo sviluppo del settore in un Paese che presenta buoni livelli di attrattività degli investimenti a fronte degli elevati livelli di remunerazione garantiti dall'attuale valore degli incentivi previsti dalla normativa vigente. Che ricadute occupazionali può avere nel medio periodo l'industria delle rinnovabili? Le fonti rinnovabili rappresentano il canale di maggior sostegno all'occupazione avendo creato, negli ultimi 5 anni, circa 2,3 milioni di posti di lavoro. Si stima che in Italia le energie rinnovabili avranno nei prossimi anni un impatto occupazionale netto compreso tra 60.000 e 70.000 nuovi addetti.

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Lavoro ricetta contro la crisi» Ottimismo tra gli imprenditori che rivendicano la loro forza: piccolo è bello Sindacati critici con Bombassei, Salerno applaude Giglio: «Idee moderne» Clima disteso, voglia di guardare al futuro con ottimismo, molte facce note, qualche debutto. E' riuscita al meglio l'annuale assemblea di Confindustria che si è conclusa con un coro di apprezzamenti per la riconferma del presidente uscente Sergio Giglio. "Piacenza è una realtà in cui il quadro generale sta tenendo - commenta il vicepresidente Claudio Bassanetti (Bassanetti escavazioni) - e con i sindacati il rapporto è ovunque positivo: ma sono dati che vanno difesi e consolidati, fare squadra può aiutare. Non solo tra di noi, anche con le istituzioni: purtroppo anche a Piacenza burocrazie e vincoli rappresentano ancori freni molto onerosi in termini di tempo e di denaro, un nodo così rilevante andrebbe sciolto al più presto". Mariangela Spezia (La Piacentina) evidenzia come la tenuta del sistema locale sia legata a una componente fondamentale: "Da noi si lavora ancora davvero, la ricchezza è legata a quanto si produce e non a manovre finanziarie: il manifatturiero, in cui noi crediamo da sempre, paga e mette al riparo dagli aspetti più duri della crisi. Che c'è e si sente, ma contro cui combattiamo con forza ogni giorno". Unità di intenti da sottolineare per Emilio Bolzoni (gruppo Bolzoni): "C'è armonia da parte di tutto il sistema, la coesione è fondamentale per uscire al meglio da questo momento delicato. Non è un caso che sia stato rilevato come le dimensioni delle aziende piacentine, realtà piccole e medie molto radicate sul territorio, rappresentino un fattore competitivo, perchè consentono di reagire al meglio alle difficoltà impreviste". Particolare evidenziato anche da Paolo Egalini (amministratore delegato Mandelli): "La dimensione del nostro sistema ci consente di mantenere una flessibilità e un'agilità superiori alla media, trovando alternative ai mercati di sbocco più tradizionali, che oggi sono in difficoltà. La possibilità di innovarci e di muoverci sia dal punto vista geografico sia dei settori di destinazione ci ha consentito di reggere il colpo meglio di altri". Alberto Rota (Rota Guido srl) resta convinto che nei prossimi mesi l'allerta dovrà comunque rimanere alta: "Secondo me fino a settembre non ricomincerà la risalita generale, Piacenza è un'isola un po' più felice ma fino al 2010 la congiuntura resterà negativa". Più ottimista Filippo Cella (Cella Gaetano): "Gli interventi che ho ascoltato mi fanno ben sperare, la tenuta del nostro territorio mi sembra positiva perchè si basa sul lavoro e sull'etica. E la nostra squadra è unita e forte". E proprio tra i più giovani si guarda al futuro con speranza: "Ci sono elementi che rendono il nostro sistema solido - dice Cristian Camisa (Tta) - a partire dalla concretezza e dalla lungimiranza degli imprenditori piacentini. E credo che le novità contrattuali illustrate da Alberto Bombassei possano portare benefici alle aziende e ai lavoratori". Giglio ha pubblicamente ringraziato il ruolo che le banche locali stanno avendo al fianco delle aziende: "Lo ringraziamo per l'apprezzamento - afferma Mauro Balordi, capoarea di Cariparma - e confermiamo questo impegno anche per il futuro: la fase è delicata ma non ci tiriamo indietro, perchè crediamo nelle imprese piacentine". Un dato ha colpito Pierangelo Bellini (Edilstrade building): "La cassa integrazione è sempre stata utilizzata in misura inferiore alla richieste significa che non si è mai verificata la situazione peggiore che veniva ipotizzata. Mi fa un po' pensare il fatto che le aziende hanno versato all'Inps una quota 33 volte superiore agli ammortizzatori sociali erogati". Restando in tema "sindacale", al segretario Cgil Gianni Copelli non sono piaciuti alcuni passaggi del discorso di Bombassei: "Non ha citato le mancanze del governo in tema di crisi e quando dice che nella riforma del modello contrattuale Confindustria ha raggiunto il suo obiettivo, che era anche del governo, conferma le contrarietà che solo noi abbiamo manifestato". Gianni Salerno (Cisl) ritiene che il vicepresidente nazionale "abbia rappresentato le posizioni dell'ala storicamente più conservatrice dell'imprenditoria italiana, mentre Giglio nel suo intervento ha manifestato idee moderne e largamente condivisibili". Michele Rancati 06/06/2009

Torna all'inizio


FOLIGNO SCETTICI al cospetto delle voci dell'ultim'or... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FOLIGNO pag. 14 FOLIGNO SCETTICI al cospetto delle voci dell'ultim'or... FOLIGNO SCETTICI al cospetto delle voci dell'ultim'ora che parlano di proroga in arrivo per la restituzione della busta pesante: «Sarebbe un provvedimento quantomai opportuno dicono , ma potrebbe essere già troppo tardi». E a dir poco esasperati di fronte alla burocrazia dilagante che coinvolge anche gli attuali pensionati, in servizio attivo a cavallo tra il 1997 e il 1998, quando il provvedimentoebbe vigore. «E' diventato un tormentone, anche se per me la vicenda era partita apparentemente bene afferma Nicasio Petrucci . Infatti in vista della scadenza della prima rata (il 16 di questo mese, ndr) sono andato all'Agenzia delle Entrate e nel giro di poco mi hanno contabilizzato la cifra da dover restituire. Poi però anch'io, come gli altri, mi sono ingarbugliato nell'incomprensibile documentazione che nessuno sembra in grado di spiegarci adeguatamente». «Il fatto è aggiunge Franco Angeli che non abbiamo informazioni sufficienti. Non è che non vogliamo pagare, anzi! Ma di fatto non sappiamo cosa fare. Ci sono molti pensionati che vivono nei paesi e non navigano su Internet, anche perchè non hanno un computer». «Sono andato proprio ieri all'Agenzia delle Entrate racconta Carlo Stramaccia e mi hanno invitato a controllare il Cud del '97 e '98. Così per mio conto ho calcolato che dovrei restituire 331 euro in 120 rate. Però ora non so dove mettere le mani e le risposte alle mie domande restano evasive. Insomma, c'è una confusione tale che sono disorientato». «La situazione è davvero pesante sottolinea Mario Propersi, segretario organizzativo della Fnp-Cisl e la gente non riesce ad avere informazioni chiare. Capita che l'Inps quantifichi al singolo una certa somma da restituire e l'Agenzia delle Entrate un'altra. Chiediamo che di fronte a questo caos il Governo si decida a rinviare». «I nostri uffici conclude Giovanni Pesciaioli, segretario generale della Fnp-Cisl sono letteralmente intasati, anche perchè in questo periodo stiamo curando le procedure per 730 e Ici sulla seconda casa. E questo della busta pesante è un aggravio cui non possiamo fornire risposte. Anche perchè non sappiamo cosa dire. Poi ci sono altre questioni insolute: per chi è deceduto, cosa devono fare gli eredi? E poi c'è il recupero dell'Ici, della Tarsu e quant'altro. Insomma, un vero rompicapo. Speriamo che il tutto venga rinviato, soprattutto per il bene della gente».

Torna all'inizio


Confapi in assemblea tra crisi e futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA TERNI pag. 18 Confapi in assemblea tra crisi e futuro CONFAPI TERNI, la principale associazione di categoria che raggruppa le piccole e medie industrie ternane, sta lavorando a un importante appuntamento: il 13 è prevista l'assemblea pubblica, un momento di confronto per riflettere sul sistema delle Pmi in questa delicata fase economica a livello nazionale e territoriale. L'appuntamento è alle 10 nella sala conferenze del Michelangelo Palace Hotel. Il convegno, sul tema «Il ruolo delle Pmi appartenenti al sistema Confapi nel rilancio dell'economia ternana, sarà aperto dal presidente Carlo Salvati. «Per gli imprenditori di Confapi il lavoratore è il primo capitale, senza il quale non si fa impresa afferma il presidente Salvati . Il futuro dipende dalle piccole e medie imprese poiché sono radicate nei territori e vivono i problemi della comunità locale, danno senso di appartenenza e orgoglio di identità in un mondo globalizzato, ove i valori umani trovano sempre meno spazio e, per ultimo ma non per importanza, anche nei momenti difficili non delocalizzano le proprie attività. EPPURE il nostro Paese non sembra avere troppo interesse al futuro di questo grande bacino di imprese; le Pmi in Italia hanno un diritto di cittadinanza inferiore, sono penalizzate nell'accesso al credito, la politica le trascura, la burocrazia le soffoca. Noi imprenditori conclude sappiamo che lo sviluppo poggia sulla nostra capacità di rafforzare costantemente la competitività delle nostre aziende, chiediamo pertanto al sistema collaborazione, certezze, affidabilità, dando in cambio noi stessi, ciò in cui più crediamo. Solo così, uniti e compatti, potremmo uscire dalla crisi gettando le basi per un nuovo sviluppo». All'incontro parteciperà anche il presidente nazionale Confapi, Paolo Galassi.

Torna all'inizio


La mensa costa meno, gli studenti risparmieranno 30 centesimi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA FIRENZE pag. 10 La mensa costa meno, gli studenti risparmieranno 30 centesimi UN PIATTO un po' più leggero, almeno come costo. Una bella notizia per gli studenti arriva dall'Ardsu. Da settembre, il prezzo della mensa scenderà a 2,50 euro a pasto. A Firenze si risparmieranno 30 centesimi, a Siena 10, mentre a Pisa il costo rimarrà invariato. La decisione di armonizzare verso il basso il costo delle mense nelle sedi universitarie toscane è dell'Azienda regionale per il diritto allo studio, operativa da gennaio dopo la fusione delle aziende di Firenze, Pisa e Siena. Due giorni fa si è riunito il Cda per discutere della suddivisione del budget per l'anno 2009. «L'accorpamento delle Aziende ha portato a risparmi significativi, pari a 200-250mila euro. Così, abbiamo pensato di ridurre la tariffa della mensa», fa sapere il presidente Marco Spinelli. «Una decisione nota l'assessore Gianfranco Simoncini, - che conferma quanto avevamo detto al momento di varare l'Azienda unica: l'unificazione avrebbe spostato risorse dalla burocrazia ai servizi». Sulla stessa scia Marta Rapallini, responsabile Università del Pd Toscana: «La riorganizzazione aziendale sta raggiungendo gli obiettivi». Felici, ovviamente, gli studenti. «La via imboccata è giusta commenta SU!' -. L'unificazione delle Aziende può essere positiva solo se a beneficiarne sono gli studenti». Cantano vittoria anche gli SdS: «Il CdA ha finalmente accolto la nostra richiesta. È dal 2004 che siamo mobilitati contro l'aumento del costo della mensa».

Torna all'inizio


Tutti al mare, senza lavatrici (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Quartu S.Elena Pagina 1024 Litorale. Pulizie straordinarie per i detriti portati dall'alluvione di Capoterra e da “discarica selvaggia” Tutti al mare, senza lavatrici Litorale.. Pulizie straordinarie per i detriti portati dall'alluvione di Capoterra e da “discarica selvaggia” Arenili, rimossi 50 metri cubi di ingombranti --> Arenili, rimossi 50 metri cubi di ingombranti Per mesi la burocrazia ha costretto il Comune a rinviare la bonifica del litorale dai detriti portati dal mare, dopo l'alluvione di ottobre a Capoterra. Gli operai hanno però trovato anche frigoriferi. Non c'è più traccia di canne e detriti, nel litorale quartese. Dopo un mese di lavoro ininterrotto, uomini e mezzi della De Vizia sono riusciti a ripulire l'arenile da tutto ciò che era stato trasportato sulla costa, dopo l'alluvione che nell'ottobre scorso aveva colpito la zona di Capoterra. Una pulizia completa, conclusa appena in tempo per l'assedio dei bagnanti e che porta numeri record. Dal primo maggio a oggi, dal litorale che va dal Poetto fino a Geremeas, sono stati portati via 150 metri cubi di canne e 50 metri cubi di rifiuti speciali, come frigoriferi e lavatrici. Terminata la fase più imponente, adesso si andrà avanti con le pulizie programmate tutti i giorni (festivi compresi) al Poetto, e due volte alla settimana nelle spiagge lungo la litoranea. LE NORME Non è stata un'operazione facile. Prima di portare via le canne, gli operatori ecologici le hanno dovute ripulire minuziosamente con le macchine lavacassonetti per evitare di portare via la sabbia: la legge lo impedisce. Non è ancora finita: sono da eliminare le canne depositate in mezzo alla vegetazione, a bordo spiaggia. Per questo, proprio in questi giorni, gli operai stanno intervenendo manualmente, utilizzando i rastrelli per non causare danni. I RIFIUTI «C'è stata una prima fase di bonifica intensa subito dopo la deroga della Regione, che ci ha concesso l'utilizzo dei trattori più grandi fin dagli ultimi giorni di aprile», spiega il responsabile della De Vizia, Paolo Cossu, «la quantità di canne e detriti rimossa è stata davvero consistente». Molti però anche i cosiddetti “ingombranti”: elettrodomestici, sedie e pneumatici arrivati non solo da Capoterra, ma anche abbandonati dagli incivili perfino in riva al mare. LA BUROCRAZIA Le canne assediavano il litorale quartese dallo scorso ottobre. Il piano di pulizia del Comune era stato bloccato dalla Regione, che aveva richiesto un piano dettagliato per la rimozione delle canne, considerato che dovevano essere portate via senza danneggiare l'arenile e la vegetazione. Alla fine la deroga è arrivata, ma solo ad aprile. PER L'ESTATE «Adesso passiamo alla fase successiva, quella di mantenimento delle spiagge già pulite», aggiunge Cossu: «Al Poetto trattori e pulispiaggia rimesteranno la sabbia tutti i giorni fino a settembre». Discorso diverso per gli arenili di Foxi, Sant'Andrea, Marina Residence, Cala Regina, Is Mortorius, Mari Pintau e Geremeas, che invece saranno puliti due volte alla settimana, considerato il minore afflusso di gente. «Tutti i giorni però», assicura Cossu, «saranno vuotati i cestini in tutto l'arenile». LE ERBACCE Stesso discorso anche per la passeggiata sul lungomare, dove sono in azione anche i giardinieri dell'Alhambra's Garden per potare siepi e sistemare palme. Resta da risolvere però il problema delle erbacce. Davanti alle spiagge pulite, le sterpaglie incombono minacciose sulle stradine di accesso. «Da lunedì entreremo in azione con due squadre per gli interventi di pulizia delle erbacce nelle aree ampie e in quelle più piccole», sostiene l'assessore all'Ambiente, Anna Paola Loi: «Nel primo caso utilizzeremo i trattori, nel secondo i decespugliatori». LE SQUADRE A occuparsi degli accessi alle spiagge saranno gli operai assunti grazie a “Sardegna fatti bella”. «Cerchiamo di far fronte all'emergenza mettendo in campo tutte le forze a nostra disposizione», aggiunge Loi, «purtroppo il lavoro fatto qualche tempo fa è stato vanificato dalle piogge, che hanno fatto ricrescere l'erba altissima». GIORGIA DAGA

Torna all'inizio


"il secondo inceneritore? sblocchiamo prima il gerbido" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Torino "Il secondo inceneritore? Sblocchiamo prima il Gerbido" 1) Grandi opere. «Sono indispensabili, anche perché possono essere utili ad alleviare la crisi. In primo luogo bisogna assolutamente dare il via ai lavori per la Tangenziale est di Torino: se ne parla ormai da 38 anni, sono stati fatti tre progetti diversi con inevitabile spreco di denaro: l´ultimo affidato al Politecnico è costato 240 mila euro. Comunque c´è un tracciato già definito con l´accordo dei Comuni interessati, bisogna accelerare. Non bisogna trascurare poi le opere solo apparentemente minori che collegano però aree importanti della provincia. Penso in particolare al Canavese, alle circonvallazioni di Front e Rivarossa e a quella di Venaria, che è vero è già avviata, ma i cui lavori sono fermi». 2) Rifiuti «A fine anno la discarica di Basse di Stura chiude e Torino e la provincia rischiano l´emergenza. Prima di tutto bisogna risolvere i problemi che bloccano la costruzione del primo termovalorizzatore al Gerbido i cui lavori, nonostante le tante promesse, non sono ancora partiti. Poi, prima di pensare alla costruzione del secondo inceneritore a Settimo, credo vadano valutate altre possibilità: negli Stati Uniti e in altri paesi si stanno sperimentando nuove tecnologie per lo smaltimento. Poi ci sono altri due punti importanti: otto consorzi per la raccolta rifiuti nella provincia sono troppi e in più hanno funzionato male. Io li ridurrò a tre. E va ripensato il sistema della raccolta porta a porta, oggi troppo spinto e che ha provocato tanti disagi». 3) Sicurezza delle scuole «La prima cosa da fare è sapere in che stato sono davvero gli edifici scolastici della nostra provincia. Solo così si potrà capire anche quali interventi sono necessari e dove è sufficiente solo un po´ di manutenzione o invece sono necessari interventi strutturali. Mi risulta ad esempio che il 50 per cento delle oltre 160 scuole che sono di competenza della provincia non rispettino la normativa antisismica. Per finanziare gli interventi poi credo che, come è già stato fatto in altre regioni italiane, si possa usare il project financing con i privati». 4) La crisi economica «Tre sono i fronti sui quali la Provincia può intervenire: il primo, come abbiamo già detto, è quello delle grandi opere e dell´edilizia in generale che può dare una spinta alle imprese e all´occupazione. Poi c´è il capitolo importante della formazione professionale: va riformata e adattata alle esigenze reali del mercato del lavoro. Infine credo sia importante ridurre la burocrazia per le imprese». 5) Alleanze. «Se andremo al ballottaggio non chiudo la porta a nessuno. Ma non siamo pronti a fare compromessi che toglierebbero senso a una candidatura come la mia che è fuori dai giochi di partito».

Torna all'inizio


Padroni di casa, ma non del terreno (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1025 Monserrato. Le aree appartengono ancora al Capoluogo, le abitazioni sono invendibili Padroni di casa, ma non del terreno Monserrato.. Le aree appartengono ancora al Capoluogo, le abitazioni sono invendibili Il Comune a Cagliari: «Penalizzato chi abita nelle coop» --> Il Comune a Cagliari: «Penalizzato chi abita nelle coop» È uno dei tanti problemi che risalgono all'epoca in cui Monserrato era una frazione di Cagliari. Una lettera-appello al Capoluogo. Più di mille famiglie rivendicano il diritto di essere padrone della propria casa, e al Comune non resta che scrivere una lettera al Municipio di Cagliari. Le villette e gli appartamenti delle cooperative edilizie monserratine sorgono su terreni ancora di proprietà del Capoluogo, che ha espropriato le aree negli anni Ottanta (quando Monserrato era una frazione) per consentire alle coop la costruzione di interi quartieri. La legge consente ai residenti di poter riscattare il diritto di proprietà, ma c'è ancora da sciogliere il nodo della burocrazia che, a distanza di quasi vent'anni, lega ancora la città a Cagliari. LA VICENDA Hanno acquistato le case in tempi in cui ancora non si sospettava che i prezzi sarebbero saliti alle stelle, però il loro “tesoro” non è poi così prezioso. Quando Cagliari affidò alle coop la costruzione dei quartieri Su Mulinu e Riu Saliu, la legge prevedeva che i soci potessero essere proprietari soltanto delle mura, non dei terreni, e che 99 anni dopo abitazioni e terreni sarebbero ripassati nelle mani del Comune. Così, più di mille famiglie sono proprietarie di una casa, ma non dell'area su cui sorge. Qualche anno fa, però, una legge ha previsto che, con poche migliaia di euro, si potesse ottenere la proprietà anche della superficie. Il problema è che Monserrato non può farlo proprio perché i terreni appartengono a Cagliari. GLI ABITANTI Andrea Meloni, che abita a Riu Saliu, è furibondo: «Mentre la casa perde valore, non posso usufruire della legge che consente il trasferimento di proprietà». Stesso discorso da un residente nella Coop Cento: «Siamo disposti a pagare, l'importante», scandisce Michelangelo Passavanti, «ma i sacrifici economici che abbiamo fatto non devono essere sprecati: i nostri figli hanno diritto a ereditare le case». LA LETTERA «Per capire quanto si deve far pagare ai proprietari degli appartamenti, per riscattare il diritto di superficie, dobbiamo avere tutta la documentazione da Cagliari», spiega Franco Tinti, assessore al Patrimonio. Per questo motivo dal Municipio è partita una lettera al Capoluogo. I GUADAGNI Se finalmente Monserrato potesse acquisire al proprio patrimonio anche le aree di Riu Saliu e Su Mulinu, non mancherebbero le entrate nelle casse comunali. «I proprietari degli appartamenti pagherebbero meno rispetto a quelli delle villette», dice Tinti: «Cifre che non sarebbero altissime, ma che il Comune spenderebbe a beneficio dell'intera comunità». SERENA SEQUI

Torna all'inizio


soste selvagge e nessuno interviene (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Montecatini Soste selvagge e nessuno interviene MONSUMMANO. Protesta contro le soste selvagge. è quella che arriva da un nostro lettore che quotidianamente deve attraversare Monsummano: «In via Francesca Nord stanno rifacendo le tubazioni dell'acqua e quindi la via non è transitabile. Le auto che devono necessariamente attraversare quella zona sono costrette a girare a sinistra in via Galilei, da qualunque direzione provengano, per aggirare il cantiere e uscire all'incrocio con via Marconi e via Paradiso, o proseguendo diritto verso il Comune. Tutto questo, per evitare le attese secolari al semaforo di via Cavour». Ma a peggiorare le cose ci sono anche le auto in sosta in un punto decisamente delicato, specialmente in questo periodo: «Sulla curva di via Galilei sono quasi sempre parcheggiate delle auto. In condizioni di traffico normale il disagio che arrecano è minimo. Ma nella situazione attuale di maggior traffico su quell'unica via, le macchine lasciate in curva creano enormi disagi alla circolazione veicolare, che comprende anche furgoni e a volte anche camion. Basterebbe creare su quella curva un divieto di sosta temporaneo fino alla fine dei lavori e la circolazione sarebbe notevolmente ben più scorrevole». «Il 22 maggio - prosegue la lettera - ho telefonato all'ufficio dei vigili urbani di Monsummano e ho esposto il problema. L'agente che mi ha risposto invece di collaborare si è trincerata dietro un'assurda burocrazia, chiedendomi di inoltrare una richiesta scritta al Comune. Al che, ho fatto notare alla vigilessa che non avrebbe dovuto essere necessario era necessario presentare la mia richiesta al Comune, perché i vigili urbani avrebbero già dovuto rilevare l'inconveniente e porre rimedio, e io non avrei nemmeno dovuto intervenire. Ma dopo quasi cinque minuti di conversazione non c'è stato nulla da fare: la vigilessa è stata irremovibile e il risultato è che il problema di traffico ancora oggi esiste ed è ancora in attesa di essere risolto. Ma da chi?».

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 7 «Più scambi tra culture» I ragazzi del Perù: Mancano eventi di incontro' GLI STUDENTI STRANIERI Sally Castillo PERUGIA SONO STRANIERI in una terra in cui hanno trascorso quasi tutta l'adolescenza. A ricordare che hanno anche un'altra casa c'è la cittadinanza e i contatti rimasti vivi con i parenti e la terra in cui sono nati. E' questo il filo che unisce le vite della maggior parte dei ragazzi peruviani che vivono a Perugia. Parlano italiano, «escono alle scalette la sera» come tanti perugini, ma portano con sé una cultura che permette loro di avere uno sguardo critico più affinato sulla città. Prima di tutto come mediatori culturali: «In pratica è quello che faccio ogni volta che aiuto un nuovo arrivato a integrarsi: lo invito a uscire un po' con me e i miei amici italiani», sorride Rocio Montalvio Paz, al secondo anno di Farmacia. «Rispetto a quando sono arrivata nel 2000 racconta Sally Castillo Cahavez, laureanda in Infermieristica gli italiani ora sono più aperti. Appena entrata alle superiori sono stata isolata per un po', invece adesso vengono tutti a fare domande sulla mia storia, sul Perù». «Anche iniziare con una foto o una curiosità sui nostri abiti, quando danziamo nelle feste, è un primo passo per conversare conferma Arturo Ruben Alcantara Padilla, studente di Scienze politiche, che con l'amica Karla Evelyn Teran Portuguez fa parte dell' «Aci Perù», un'associazione di folklore peruviano . Queste occasioni servono a noi e agli italiani. Perché loro si aprono a un'altra cultura e noi, andando per sagre, conosciamo un po' di peruginità». «Ma ci dovrebbero essere più momenti dedicati allo scambio interculturale, in una città come Perugia ribatte Rosa Vanessa Cardenas, di Comunicazioni internazionali al gallenga . Oltre ai festival folkloristici e alle città gemelle, il Comune per il confronto con le comunità che vivono qui non organizza nulla». Eppure avrebbero molto da dare, questi ragazzi. A partire dal tempo libero: «Da noi la musica si ascolta sempre e presto si inizia a ballare. Qui invece è difficile farlo in piazza», fa notare Patricia Silvia Romero Burga, che fa uno stage in Regione. «Io sfuggo alla noia del sabato sera riprende la Castillo Cahavez ballando nel weekend in una villa di una amica fuori città». «In centro, infatti sottolinea la Teran Portuguez non c'è neanche un locale di musica latinoamericana. Come gli autobus, del resto, che scompaiono la sera: un disagio per tutti gli studenti. In Perù ne trovi fino alle due». Tutto sommato, però, questi ragazzi sembrano più integrati (anche con i disagi) che polemici. Da poco è sorto a Perugia anche il Consolato: «Un bel sollievo si illumina Alcantara Padilla , così non perdiamo più giornate intere per andare a fare i documenti a Roma». Anche se la burocrazia è il lato che più li fa arrabbiare: «Non è possibile studiare tanto qui e poi non poter partecipare a concorsi pubblici perché ancora non abbiamo la cittadinanza, peraltro richiesta da tempo», si accend Castillo Cahavez. Marta Gara Image: 20090606/foto/7464.jpg

Torna all'inizio


FIRENZE FORSE pensava di av... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CULTURA & SPETTACOLI pag. 25 FIRENZE FORSE pensava di av... FIRENZE FORSE pensava di aver fatto una scoperta importante, nuova, destinata (come ha detto lui) a «fugare tutti i dubbi» sulla sorte della Gioconda. Per questo monsignor Angiolo Livi, priore della Basilica di San Lorenzo, ha letto più volte quel semplicissimo epitaffio riportato dallo spoglio del Libro dei morti del convento di Sant'Orsola. «Monna Lisa donna fu di Francesco del Giocondo morì allì 15 di luglio 1542 e sotterrossi in Sant'Orsola. Tolse tutto il Capitolo». Una scritta che, secondo il priore, la giovane archivista Sonia Puccetti aveva «dissotterrato» dal ricchissimo archivio di San Lorenzo. «La dottoressa Sonia Puccetti, archivista, mi ha mostrato questa testimonianza ha raccontato Monsignor Livi e noi diamo volentieri la notizia perché rimanga sempre vivo il problema di Sant'Orsola, perché il progetto di ricostruzione sia portato finalmente in esecuzione sotto qualsiasi amministrazione». L'APPELLO del priore è sicuramente da sottoscrivere. Ma la pezza d'appoggio del documento regge poco. Perché lo stesso «certificato di sepoltura» di Monna Lisa fu trovato, e rivelato con molta più enfasi, dallo studioso Giuseppe Pallanti, appassionato della Gioconda. Lo trovò, come raccontò lui nel gennaio del 2007, prima del Natale 2006 «in un antico libro dei morti conservato in un archivio ecclesiastico fiorentino aperto al pubblico. E per ora preferisco mantenere il segreto». Era la prova della sepoltura, e monsignor Livi ha tolto l'ultimo dettaglio a quella scoperta. Collocando in San Lorenzo il luogo celato da Giuseppe Pallanti. Il fascino di quell'epitaffio però resta intatto. L'ultimo sorriso della Gioconda, il volto più celebre dell'arte universale, la donna più radiografata, rivelata, studiata, perfino dileggiata, riposa in pace nel cuore di Firenze, nel convento di Sant'Orsola. «UN EDIFICIO di proprietà demaniale scrisse Pallanti oggi in stato di forte degrado: dopo aver ospitato la manifattura tabacchi e gli sfrattati, doveva diventare la sede della Guardia di Finanza, ma mancavano i soldi. Così da decenni è la vergogna del quartiere». Sempre basandosi sullo stesso documento, monsignor Livi rincara la dose: «Quest'anno ricorre il settimo centenario dalla fondazione del monastero di Sant'Orsola, la riscoperta di questo prezioso documento, vuole attirare ancora l'attenzione sulla travagliata vicenda del monastero, scrigno di inestimabili verità storiche, ora trascurato e ridotto a bubbone in mezzo al rione di San Lorenzo e alla città di Firenze». SI PUÒ CONTINUARE a considerare un bubbone la tomba della donna più enigmatica della storia dell'arte? Un potenziale museo della vera Gioconda, celebrata persino dal Vasari? Il progetto del nuovo Sant'Orsola è un affare complesso. Ed è paralizzato, bloccato dalle secche della burocrazia, con la Provincia che non riesce ad acquisire il complesso e a dare il via al progetto di riqualificazione. Più volte gli enti locali hanno bussato al ministero o all'Agenzia del Demanio, sempre sono tornati a mani vuote. Ci sono oltre 31 milioni di euro di lavori che attendono un passaggio di proprietà. E tantissime funzioni che dovrebbero trovare posto in quel grande contenitore. Dal liceo artistico Alberti al campo polivalente per lo sport, da un presidio di pubblica sicurezza per il Quartiere 1 agli spazi per l'infanzia. E' stato anche coniato un termine per il Sant'Orsola: «Wellness culturale». Al terzo piano dovrebbe nascere una «Agorà dello spirito», con atelier e spazi per gli artisti, esposizioni e convegni, mentre a pianterreno è previsto un auditorium dal 250 posti. INFINE, uno spazio anche dedicato a Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Dalla Gioconda a Pinocchio il passo è lungo quattro secoli. Eppure tutto sarà concentrato lì: a Sant'Orsola. Pino Di Blasio Elena Marmugi

Torna all'inizio


aspo, appalti per i servizi pubblici dal 2010 cambiano tutte le regole (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Luca Rojch Aspo, appalti per i servizi pubblici dal 2010 cambiano tutte le regole OLBIA. L'Aspo contro l'Unione Europea. Tutta colpa delle rigide regole sulla concorrenza. Il Comune da anni affida alla sua azienda gioiello una serie di servizi. Non solo il via vai dei bus arancioni per le strade della città, ma anche il trasporto di disabili, dei ragazzi in spiaggia, fino al lavoro delle autobotti. Negli anni l'Azienda trasporti è diventata un colosso. Bilanci in attivo, quasi un miracolo per una società che fa servizio pubblico, e un piccolo esercito alle sue dipendenze. Merito anche dell'amministrazione che è riuscita a dotare la società di contratti vantaggiosi per gestire servizi pubblici. Tutto senza un appalto pubblico. Per gli amanti della burocrazia si chiama gestione in house, sarebbe in casa ma detto in inglese suona meno casereccio. Tutto è andato in modo perfetto, fino a quando le nuove norme dell'unione europea sono state adottate dallo Stato. Ora diventa impossibile fare affidamenti in house. Tutto deve passare da un pubblico appalto. Allarmato il consigliere del Pd, Rino Picinnu, che subito ha fatto il conto di posti di lavoro a rischio, più o meno 50, e servizi persi. Allarmati i sindacati, che hanno bussato alle porte del sindaco Gianni Giovannelli. «Sono molto preoccupato - dice Picinnu -. Se venisse confermato il taglio di alcuni servizi essenziali come il trasporto disabili e dei minori sulla spiaggia, l'Aspo perderebbe 50 posti di lavoro. Mi chiedo perché il Comune abbia messo in atto questo sistema selvaggio di tagli. So che deve rispettare le normative europee, ma non a discapito dei più deboli». Un documento dei sindacati lancia un allarme a orologeria. L'amministrazione avrebbe garantito contratti e occupazione fino al 2010. Ma il sindaco non ci sta e pezzo dopo pezzo demolisce il castello delle accuse. «Ci sono leggi che oggi condizionano i rapporti tra le società controllate e i Comuni - dice Giovannelli -. I servizi devono essere dati dopo un appalto e non in house. La norma scatterà dal dicembre 2010. Ma ci siamo attivati per garantire alcune cose. Per prima cosa tutti i contratti in scadenza verranno riconfermati fino al dicembre del 2010, con proroghe tecniche. Poi in tutti gli appalti noi mettiamo sempre la clausola che i livelli occupazionali non devono essere toccati. In ogni caso se si perde l'appalto i dipendenti non vengono mandati a casa».

Torna all'inizio


L'anomalia italiana: troppo potere nelle mani del premier (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'anomalia italiana: troppo potere nelle mani del premier La destra impersona la miopia e la resistenza ai cambiamenti di una parte degli italiani Nel Regno Unito la stampa è brutale con i politici, in Italia condiscendente e acritica MARCO SIMONI Forse l'Italia non è un caso particolare. Forse gli articoli allarmati su Berlusconi, usciti in questi giorni sulla stampa internazionale, sbagliano: la democrazia italiana è sulla stessa china degli altri paesi europei. Inizio la mia conversazione con Donald Sassoon con questa provocazione. La proprietà dei media è ovunque troppo concentrata; i recenti scandali inglesi hanno mostrato politici privi di compostezza e pudore; la crescente disuguaglianza sociale è un dato diffuso in tutto il continente. Scrollando le spalle, Sassoon conviene con me. «Le società europee hanno in comune un numero crescente di caratteristiche. Tuttavia è utile approfondire, separando il racconto giornalistico dalla analisi di struttura». I libri di Donald Sassoon, tra cui monumentali opere sulla storia del socialismo e della cultura europea, sono tradotti in tutto il mondo. Conversando con lui si comprende quanto gli scandali e le incontinenze verbali siano secondari rispetto alla sostanza dei nostri problemi. «Non c'è dubbio - continua Sassoon - che Berlusconi rappresenti un'anomalia: non solo nel panorama europeo per la sua intollerabile concentrazione di potere mediatico, ma anche rispetto alla storia d'Italia, fatta da uomini politici dallo scarso appeal mediatico. Una delle ragioni del "successo" di Berlusconi nell'attirare l'attenzione della stampa estera risiede nella quantità spettacolare di stereotipi che somma su di sé. La stampa inglese è brutale nei confronti dei propri uomini politici e crede dunque di potersi permettere di essere supponente nei confronti dell'Italia. Il contrario della stampa italiana: condiscendente con i politici nazionali, e piena di esterofilia acritica e subalterna». Tuttavia, questi aspetti riguardano una stagione politica destinata a terminare, mentre il dato strutturale segna il futuro. «Credi davvero che l'Italia, in profondità, sia simile agli altri paesi europei?» Mi chiede, interessato a capire fino a che punto si possa argomentare la provocazione iniziale. Gli rispondo di non crederlo. I dati suggeriscono piuttosto una divergenza crescente: esistono problemi comuni, ma le questioni italiane configurano una situazione molto peggiore. Il commento di Sassoon suggerisce allora di provare a rimuovere l'aspetto "folcloristico" di questo governo. «L'Italia - sottolinea lo storico - ha due tipi problemi di ordine strutturale. Alcuni riguardano debolezze istituzionali che potrebbero essere affrontate: l'inefficienza della burocrazia; l'impoverimento del sistema universitario; i fenomeni criminali mafiosi che sono la vera emergenza sicurezza. Accanto a ciò, tuttavia, la fonte principale della deriva italiana, che rende impossibile affrontare il resto, va cercata nella fine del modello di crescita del dopoguerra, e nella risposta miope della politica: risposta che ha finito per incarnarsi compiutamente nel governo di centrodestra». «Quello attuale, insiste Sassoon, è un governo schiettamente conservatore. Un governo che offre una risposta pigra al problema della crescita economica: la semplice conservazione dell'esistente. La difesa degli interessi delle micro-imprese, forza di un modello che non esiste più, difesa delle corporazioni professionali dalle rendite monopolistiche, difesa di coloro che temono il cambiamento e che desiderano tornare alla situazione di vent'anni fa. Non è possibile, tuttavia, tornare indietro nel tempo e quindi l'unico effetto del conservatorismo è l'impoverimento sociale oltre che economico». Che scava, sotto le scintille decadenti del potere di Berlusconi. Colloquio con Donald Sassoon

Torna all'inizio


Ecco la firma che ha fatto scattare l'inchiesta (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ecco la firma che ha fatto scattare l'inchiesta L'avvocato della società: «Caso delicato, ma i cantieri non sono abbandonati» Il falso è apparso evidente. Aperta subito la «caccia» all'autore MARIA GRAZIA PICCALUGA PAVIA. Quella falsa è tondeggiante e pomposa, quella autentica secca ed essenziale. La firma che chiude la bozza di intesa tra San Matteo e Makeall spa - tre paginette che hanno incrociato l'inchiesta sulla criminalità organizzata condotta dalla Direzione distrettuale antimafia - non è di Alberto Guglielmo, il presidente della fondazione. E si vede. Ma chi l'ha fatta? Il mistero rimane. Ed è un mistero infittito dalle voci che si rincorrono in ospedale: si racconta di qualcuno che, nei primi giorni di dicembre - mentre Guglielmo era all'estero, a Chicago - sarebbe entrato in una sala riunioni della presidenza, per uscirne qualche minuto dopo con il documento firmato. Ma chi poteva avere interesse a farlo? E perché? E ancora: si rendeva realmente conto della realtà criminosa, ben più vasta, in cui si sarebbe inserito magari suo malgrado? L'indagine, che nelle prime battute era stata affidata ai carabinieri della compagnia di Pavia per svelare l'autore (o gli autori) del falso, è passata in fretta nelle mani della Direzione distrettuale antimafia di Milano. I carabinieri si sono subito resi conto che dietro ad alcune operazioni e ad alcuni nomi si sarebbe potuto celare qualcosa di più grande. Collegamenti con la criminalità organizzata. E hanno trasferito il fascino al procuratore Mario Venditti e ai colleghi della Dia. Il legale della Makeall di Milano - l'avvocato Fedele Ranieri - invita alla prudenza. «Si tratta di un'indagine particolarmente delicata - spiega dal suo studio milanese -. Solo una cosa, al momento, posso dire: la Makeall non è mai sparita di scena. Fino a ottobre-novembre ha lavorato regolarmente. Con le indagini in corso, e dopo qualche traversia, ogni possibilità di manovra e di effettuare ulteriori operazioni immobiliari è stata però congelata». I guai finanziari, nei quali la società di via Santa Sofia è incappata una prima volta lo scorso anno, l'avrebbero trascinata rapidamente nel baratro. Forse nelle maglie del credito illegale. Sta di fatto che da alcuni cantieri ha dovuto fare un passo indietro. A Monticelli (dove era proprietaria del terreno) la costruzione della casa di riposo si è fermata al tetto, le gru sono ancora ferme nel piccolo comune di 750 abitanti. A Costa de' Nobili e a Pinarolo Po la società ha invece agito da intermediaria. Ha fatto da cerniera tra le amministrazioni comunali, la Regione Lombardia alla quale chiedere il rilascio delle autorizzazioni per trasformare le strutture in residenze sanitarie o hospice, e le imprese. Allestendo pacchetti completi per snellire i tempi della burocrazia.

Torna all'inizio


Quest'Italia vola troppo basso (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-06 - pag: 19 autore: Quest'Italia vola troppo basso La produttività industriale non cresce, ci supera anche la Spagna di Fabrizio Onida u Continua da pagina 1 L' Istat nota nel suo Rapporto: nel 2008 il reddito reale (potere d'acquisto) delle famiglie ha registrato la prima variazione negativa da quasi un decennio, e i profitti delle imprese sono cresciuti più dei redditi da lavoro dipendente. La nostra produttività industriale resta nettamente inferiore a quella degli altri quattro maggiori paesi europei (perfino della Spagna). Ciò malgrado, le nostre imprese riescono ad essere competitive e a realizzare una discreta redditività a causa di un più basso costo del lavoro per dipendente. Il quale tuttavia discende non solo da una prolungata moderazione salariale da parte dei sindacati, ma anche da una forza lavoro mediamente dotata di minori qualifiche lavorative (quindi meno remunerate), a sua volta causa ed effetto d'una specializzazione settoriale sbilanciata verso settori tipicamente caratterizzati da minor dinamismo tecnologico e minori economie di scala. Specializzazione settoriale e relativo divario di produttività rispetto ai paesi concorrenti più avanzati riflettono la ben nota anomalia nella distribuzione delle imprese per fasce dimensionali. Come ricorda l'Istat, siamo la terza economia europea come numero totale di addetti in imprese industriali e di servizi, ma ben il 47% degli occupati lavora in microimprese con meno di 10 addetti, contro 38% in Spagna, 25% in Francia, 19% in Germania. Se prendiamo le imprese con meno di 50 addetti, queste in Italia assorbono il 68% del totale degli occupati dipendenti, contro il 50% nella media Ue-27. Quasi un terzo degli occupati totali (industria e servizi) sono lavoratori indipendenti, una quota tripla rispetto alla media europea. Nascono ogni anno in Italia, come nella media europea, quasi 8 nuove imprese ogni 1.000 abitanti, ma da noi le imprese neonate meno efficienti sono più lente a uscire dal mercato. Tutto ciò concorre a rallentare la crescita della produttività e lo sviluppo. è infatti noto che, non solo in Italia ma ovunque nel mondo, la produttività del lavoro cresce al crescere della dimensione media delle imprese. E lo stesso accade per altre variabili rapportate al numero di addetti: investimenti fissi e immateriali, retribuzioni lorde, spese in ricerca e sviluppo, brevetti, marchi, spese in formazione del personale, investimenti diretti all'estero. Attorno ai valori medi vi è tuttavia una notevolissima eterogeneità di comportamenti, e quindi una grande varietà nelle risposte individuali alla crisi. Tra le 65mila imprese industriali e di servizi con almeno 20 addetti ce ne sono 5mila (con un milione di addetti) finanziariamente più solide, capaci di cavalcare sviluppo tecnologico e diversificazione dei mercati, ma almeno altre 6mila (con quasi un milione di addetti) fortemente indebitate, che soffrono oggi di maggiori difficoltà d'accesso al credito e al mercato dei capitali. Vi sono poi quasi 500mila imprese manifatturiere sotto i 20 addetti (quasi due milioni di addetti), spesso subfornitrici d'imprese maggiori, che sono a rischio di sopravvivenza a causa della crisi che fa cadere la domanda, taglia gli ordinativi, allunga i tempi di pagamento dei clienti, prosciuga la liquidità. Proprio pensando a queste fasce d'imprese a rischio, che includono molte esportatrici e dotate di forza lavoro con preziose competenze specialistiche che rischiano di essere dissipate, il Governatore ha chiosato a voce: «occorre saper fare i banchieri anche quando le cose vanno male». Vi sono infatti segnali di razionamento del credito bancario e di tendenza delle maggiori banche a servire le imprese meno rischiose, lasciando quelle più rischiose alla cura delle banche minori. Nel primo trimestre 2009 il numero di nuove procedure fallimentari è cresciuto del 46% rispetto a un anno prima. Certo nessuno dimentica che la produttività delle risorse umane e tecnologiche del paese dipende in primo luogo dalla "qualità delle istituzioni" su cui giocano un ruolo determinante la cultura e le azioni di governo, come infrastrutture, istruzione, burocrazia, regole di concorrenza, funzionamento della giustizia. Ma che fare allora? In tempi di crisi la scelta peggiore è stare fermi. Meglio «levare la testa dalle angustie di oggi per vedere più lontano » (ancora Draghi). Traduciamo per le imprese: più capitale di rischio e meno indebitamento a breve verso le banche. Più investimenti in ricerca e innovazione per scommettere su nuovi prodotti e nuovi mercati, anche di nicchia. Più aggregazioni mirate a raggiungere dimensioni operative, reti distributive, coltivazione di marchi e assetto finanziario adatti a un mercato globale. Maggiore ricorso a dirigenti esterni alla struttura di controllo del capitale familiare, per introdurre in azienda nuove culture di management e nuove esperienze. La crisi è anche tempo di "distruzione creatrice". Anche se - come segnala l'Istat - la crescita di produttività del sistema nel 1999-2006 è derivata solo per il 17% dal ricambio tra imprese uscite ed entrate per la prima volta nel mercato, mentre è attribuibile per quasi metà al miglioramento organizzativo- tecnologico delle singole imprese eper più di un terzo alla conquista di maggiori quote di mercato da parte delle imprese più efficienti. © RIPRODUZIONE RISERVATA CHI VINCE E CHI SOFFRE Dalle Pmi eccellenti arrivano risposte diversificate alle sfide globali, tuttavia molte realtà manifatturiere soffrono per mancanza di liquidità SPECIFICITà Un terzo degli occupati nell'industria e nei servizi sono lavoratori indipendenti, una quota tripla rispetto alla media dell'Europa ILLUSTRAZIONE DI DOMENICO ROSA

Torna all'inizio


CITTA' DEL VATICANO - Finora i preti che per varie ragioni decidevano di gettare la tonaca alle... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 06 Giugno 2009 Chiudi CITTA' DEL VATICANO - Finora i preti che per varie ragioni decidevano di gettare la tonaca alle ortiche erano costretti a una trafila laboriosa e aspettare parecchio prima di 'spretarsi'. Le pratiche non solo venivano sbrigate lentamente ma finivano per avere un esito negativo. La riduzione allo stato laicale è sempre stata concessa col contagocce. Da adesso in poi, invece, sarà un po' più facile. Meno burocrazia, ma soprattutto meno intoppi giuridici. La Congregazione per il clero è stata dotata dal Papa di maggiori poteri sia per agevolare le fuoriuscite, sia per punire più severamente i consacrati che violano la castità. Alla base di questa novità c'è che sempre più preti, in varie parti del mondo, convivono (o si «macchiano di altre manifestazioni di grave indisciplina») senza inoltrare la richiesta per essere ridotti allo stato laicale, con «grave scandalo dei fedeli e danno al bene comune». Monsignor Piacenza, segretario del dicastero, ha spiegato che un tempo, i preti che decidevano di sposarsi civilmente informavano il loro vescovo e chiedevano una dispensa dall'obbligo del celibato. Ora, invece, un alto numero dismette la veste, si sposa civilmente, mette al mondo dei figli ma non avverte l'esigenza di chiedere niente. Monsignor Piacenza rende noto che non ci saranno automatismi e ogni caso dovrà essere istruito per mezzo di un legittimo procedimento amministrativo. Ieri mattina Benedetto XVI ha dovuto affrontare un altro dossier spinoso, quello dei preti irlandesi. L'incontro coi vescovi è avvenuto a ridosso della pubblicazione del Rapporto della Commissione d'inchiesta sugli abusi sui minori all'interno degli ordini religiosi, riguardante il periodo tra gli anni '30 e '90 del secolo scorso. Anni di indagini hanno permesso di individuare i responsabili. Per la Chiesa irlandese ora si tratta di versare ingenti somme di risarcimento alle vittime. Il cardinale Brady ha parlato di «vergogna», di «abusi orribili» e di «crimini abnormi». F.GIA.

Torna all'inizio


Slittamento a ottobre dei lavori di difesa della costa di Ladispoli e Marina di San Nicola, ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 06-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Latina))

Argomenti: Burocrazia

Sabato 06 Giugno 2009 Chiudi di GIANNI PALMIERI Slittamento a ottobre dei lavori di difesa della costa di Ladispoli e Marina di San Nicola, martoriata dall'erosione che in pochi anni ha divorato centinaia di metri di spiaggia. E' questa l'ipotesi più plausibile che i gestori degli stabilimenti balneari si preparano a sottoporre alla Regione Lazio e al Comune nel corso dell'incontro convocato per la prossima settimana. A indurre gli operatori turistici a chiedere il rinvio dell'installazione delle scogliere artificiali davanti al litorale sono stati i ritardi tecnici accumulati dagli interventi che dovevano partire lo scorso marzo. «L'estate è iniziata - dice Ugo Boratto, presidente dell'Assobalneari di Ladispoli - e le spiagge iniziano ad essere affollate di bagnanti. Abbiamo forti perplessità sul fatto che si possano vedere ruspe e cantieri aperti in mezzo ai villeggianti tra sdraie e ombrelloni. Sarebbe troppo pericoloso per l'incolumità dei turisti. Verificheremo ogni singola situazione, probabilmente soltanto nei casi più gravi dove c'è il rischio di cedimenti strutturali degli stabilimenti sarà necessario posare tempestivamente le barriere artificiali. La mole più grande dei lavori chiederemo che venga avviata il primo ottobre e di questo solleciteremo garanzie al comune di Ladispoli, che ringraziamo per la fattiva collaborazione, ed alla Regione Lazio che ha erogato 8 milioni di euro per salvare la costa dall'erosione. Purtroppo la burocrazia ha impedito di posare le scogliere nei tempi previsti, sarà una stagione dura per tanti stabilimenti che hanno pochissima spiaggia per accogliere i vacanzieri». Sul tavolo delle trattative l'Assobalneari segnalerà le situazioni più delicate che rischiano di gettare sul lastrico le famiglie che vivono con i proventi del turismo. «A Marina di San Nicola - prosegue il presidente Boratto - gli stabilimenti Velico, Castello e la zona di Punta rosso hanno la battigia semicoperta dal mare. A Ladispoli in molti tratti la spiaggia che univa lungomare Marco Polo a torre Flavia non esiste più, dei 70 metri di costa ricostruiti nel 2003 dalla Regione Lazio non c'è più traccia. Le scogliere, come confermato dai lavori effettuati davanti allo stabilimento El Pareo, sono l'unico deterrente per frenare l'avanzata del mare e permettere agli stabilimenti di poter continuare a vivere».

Torna all'inizio


In attesa dei figli in disco Aprite locali per genitori stressati Egregio direttore, qualcuno mi deve spiegare perché i locali notturni dove si balla devono aprire a mezzanotte! Lo (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

In attesa dei figli in disco Aprite locali per genitori stressati Egregio direttore, qualcuno mi deve spiegare perché i locali notturni dove si balla devono aprire a mezzanotte! Lo chiedo ai gestori stessi, a coloro che concedono le autorizzazioni al funzionamento e anche ai numerosi che amano il ballo --> Sabato 06 Giugno 2009 LETTERE, pagina 18 e-mail print In attesa dei figli in disco Aprite locali per genitori stressati Egregio direttore, qualcuno mi deve spiegare perché i locali notturni dove si balla devono aprire a mezzanotte! Lo chiedo ai gestori stessi, a coloro che concedono le autorizzazioni al funzionamento e anche ai numerosi che amano il ballo. Lo scorso weekend mia figlia è stata invitata ad una festa di compleanno organizzata in una discoteca. Ok, si può fare, è giusto che veda il mondo. Peccato che ci sia stato bisogno di un paio d'ore di parcheggio (dalle 22 alle 24) a casa di un'amica con dei gentilissimi genitori per attendere l'ora di apertura del locale. Non parliamo poi dell'ora di chiusura: o si trovava, di nuovo, qualche generoso genitore disposto a fare il giro della città per portare a casa «presto» (cioè verso le 2!) le fanciulle amiche o, come hanno fatto molti altri giovani presenti nel locale, si poteva attendere l'ora di chiusura (le 5? Non ho osato chiedere), andare a fare colazione all'aeroporto e poi prendere il bus… Sì, perché nessun Radiotaxi è disponibile dopo un certo orario. Faccio presente che si tratta di un locale col target dei ragazzi dai 15 ai 19 anni. Sono francamente in difficoltà a permettere in futuro a mia figlia di partecipare ancora a serate di questo tipo. Attenzione: non temo innanzitutto rischi di droga o altro, ma lo stordimento che incombe sul povero genitore che, dopo avere accudito tutta la settimana la prole, si trova nel weekend ad improvvisarsi taxi notturno. A proposito: anche a me piace molto ballare. Lancio così l'idea di aprire qualche locale dove i poveri e stressati genitori possano fare quattro salti (non necessariamente dopo aver fatto un corso di 30 lezioni) dalle 22 all'una. Sì perché il giorno dopo incombe il lavoro, la scuola, lo sport, la famiglia, la politica, i nonni… S. Z. La protesta Dopo la partita quanti rifiuti abbandonati Spettabile redazione, una doverosa segnalazione che conferma quanto poco amore abbiamo per quello che dovremmo considerare come casa nostra. Il 28 maggio scorso ho assistito ad una bellissima partita di basket di serie C tra Scame Bergamo e Copra Piacenza, presso il centro sportivo piscine di Bergamo, con pubblico numerosissimo e caloroso nel tifo. Pareva tutto perfetto… fino al termine della partita, quando sono rimasto a guardare le tribune vuote, rilevando la solita montagna di rifiuti costituiti da bottigliette, ma soprattutto dagli opuscoli distribuiti all'ingresso. Immagino che gran parte dei tifosi si considerino rispettosi dell'ambiente e magari svolgano pure attività concrete di riciclaggio o simili, ma perché il luogo pubblico ci trasforma in vandali che delegano ad altri il rispetto e la pulizia dell'ambiente? E torniamo probabilmente al senso civico, alla responsabilità individuale, alla buona educazione, bla bla bla... e tutte quelle amenità di cui parliamo da tempo. Tino Piccinali Parre Passo del Vivione Strada chiusa Una questione di sicurezza Egregio direttore, con riferimento alla lettera a firma del signor Gian Antonio Pizio (gestore del rifugio Vivione) pubblicato in data 2 giugno 2009, ritengo necessarie alcune precisazioni. Rammento al signor Pizio che la strada provinciale ex statale 294 «della Valle di Scalve» è collocata in un centro di manutenzione il cui responsabile in sito abita a Schilpario. Il suddetto responsabile ha costantemente monitorato, durante tutta la stagione invernale e primaverile, lo stato di innevamento del tratto di strada provinciale ex statale 294 compreso fra l'abitato di Schilpario e il passo del Vivione. Da tale monitoraggio è emerso che, come peraltro evidenziato anche nella nota del signor Pizio, l'innevamento è risultato cospicuo sino a tutto il mese di aprile (si è anche registrata la caduta di varie slavine). Non si è ritenuto opportuno, come peraltro già attuato sino al 2001 dall'allora proprietario Anas e dal 2001 da questa Provincia, procedere alla rimozione con mezzi meccanici della neve sia per motivi economici (viste le caratteristiche strutturali e di traffico) che per motivi di sicurezza degli operatori del servizio sgombero neve. L'aumento delle temperature, registrato nella parte centrale del mese di maggio, ha favorito lo scioglimento naturale della neve, che ha reso così possibile l'avvio dei lavori di manutenzione del tratto di strada comportanti la rimozione di materiale presente sulla sede stradale, la ricostruzione di porzioni di muri danneggiati dalle slavine ma soprattutto la ricollocazione lungo i cigli di valle delle barriere di sicurezza che, all'inizio di ogni stagione invernale, vengono rimosse. Il riferimento (sempre contenuto nella nota del signor Pizio) alla riapertura del tratto in provincia di Brescia lascia alquanto perplessi. Ricordo infatti che il tratto di competenza della Provincia di Bergamo si sviluppa da quota 1.135 metri a Schilpario (centro abitato), per poi salire a quota 1.880 metri al passo e per scendere nuovamente (5 chilometri circa) a quota 1.350 metri in corrispondenza del confine con la Provincia di Brescia. Da questi limitatissimi dati emerge chiaramente come siano differenti le caratteristiche strutturali e ambientali dei tratti di competenza delle due Province. Voglio infine precisare al signor Pizio che il Codice della strada (legge dello Stato!) impone all'Ente proprietario di strade la costante verifica dell'efficienza tecnica delle stesse. I sopralluoghi tanto contestati erano improntati esclusivamente a verificare che lungo il tratto stradale fossero presenti requisiti minimi di sicurezza atti a consentire la riapertura della strada che è stata, già da tempo, programmata per il giorno 5 giugno. Al caso «incriminato» nella nota non si addice quanto riportato nella nota stessa «... omissis... l'elefante del pubblico e della sua burocrazia... omissis». Infatti si è esclusivamente operato ai fini della sicurezza perseguita, attuando numerosissimi interventi, da anni da questa Provincia che si considera comunque «sconfitta» ogni volta che sul quotidiano si leggono titoli quali «Lunedì nero sulle strade: tre morti» (titolo riportato in prima pagina nell'edizione del 2 giugno 2009 che riporta anche la nota del signor Pizio). Renato Stilliti dirigente del settore Viabilità e Protezione civile Via Salvi, la richiesta Da sistemare la roggia Morlana Questa lettera è indirizzata al Consorzio di bonifica, al Comune di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregi signori, eccomi nuovamente a voi per la quarta volta in questi cinque anni in cui mi permetto di segnalare un tratto della Roggia Morlana a Bergamo posto in via Salvi, traversa di via Bono. In questi anni vi ho segnalato lo stato di degrado in cui versa questo tratto di roggia e in questi anni ho ricevuto le rare risposte dei vostri uffici che ad esclusione di qualche timido interessamento, posto comunque e solo al sollecito della segnalazione di un cittadino ad ulteriori uffici mai risultati competenti, ha mantenuto e fatto sì che questo tratto di roggia sia e resti in una condizione di pessima igiene e di precaria sicurezza. Nell'anno 2004 il Consorzio di bonifica di Bergamo, interpellato telefonicamente in quattro occasioni, aveva semplicemente evitato responsabilità e ovviato ad interventi con giustificazioni che riporto: mancanza d'acqua per lo stato generale di secca del fiume Serio; il tratto in oggetto non è Roggia Morlana ma scarico in uso a fronte di piene; prelievi d'acqua per necessità agricole; assenza d'acqua dovuta ai lavori di realizzazione di Teb. Dal 2005 al 2008, a seguito delle mie segnalazioni inoltrate tramite e-mail ai più disparati uffici del Comune di Bergamo, della Provincia di Bergamo e del Consorzio bonifica di Bergamo, ho potuto constatare solo e unicamente l'immancabile attivazione di un intervento straordinario al ripristino momentaneo del decoro e dell'igiene di quanto era ed è cronologicamente attestato da fotografie effettuate dal 2003 ad oggi e ben visibile a chiunque. Sia la Provincia di Bergamo che lo stesso Comune di Bergamo mi hanno sempre comunicato la propria non competenza a riguardo di quanto segnalavo a differenza del Consorzio bonifica di Bergamo che non si è mai preoccupato di comunicarmi qualche sua responsabilità o anche il solo interessamento. Nella mia ultima segnalazione, inviata il 23 dicembre del 2008, facevo notare anche la pericolosità del tratto di via Salvi dovuta ad inizi di cedimento dell'argine e dei pali di sostegno delle reti di protezione, cedimenti di argine che sono stati tamponati con aggiunta di terra e rinforzi ai pali di sostegno reti con l'inserimento di tondini di ferro. Il contenzioso tra Comune, Consorzio di bonifica e residenti del tratto di via Salvi ha oltrepassando il «gioco» e ulteriori segnali credo siano inutili. Dimostrate la vostra sentita e dovuta responsabilità e il vostro senso civico del dovere nell'attivare un concreto intervento a ripristinare quanto sta dimostrandosi una vergogna dovuta al disinteressamento di quanto accade nella nostra città. Certo di un vostro interessamento vero e sensibile alle problematiche dell'ambiente, della sicurezza, della città e delle segnalazioni del cittadino, vi porgo i miei distinti saluti. Manuel Arrigoni Bergamo Reclamo Disturbati dai chiusini in via Camozzi Questa lettera è indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio signor sindaco, la presente per informarla e chiedere il suo aiuto in merito ad una situazione incresciosa, fastidiosa ed in apparenza irrisolvibile, relativa ad alcuni (quattro) chiusini situati in via G. Camozzi, che da mesi provocano rumore estremamente molesto, disturbando il riposo notturno e innervosendo la quotidianità. Mi rivolgo a lei poiché il mio vano impegno nel chiedere un intervento risolutivo alle varie autorità competenti (vigili urbani ed ufficio manutenzione strade del Comune) non ha dato nessun risultato se non mostrare, ancora una volta, la burocrazia stressante ed inconcludente degli Enti pubblici («scarica barile»). Sono al corrente che tali chiusini dovrebbero essere in manutenzione al gruppo A2A (teleriscaldamento), poiché tale informazione mi è stata inviata via e-mail dal signor Tonsi (tecnico dell'Ufficio strade e parcheggi, estremamente competente ed educato - unico ad interessarsi al problema), il quale ha già provveduto a richiederne un intervento, ormai tempo fa. Mi rendo conto di essere privilegiata nell'abitare in centro città, usufruendo di quanto essa possa darmi, e mi rendo conto di non dimorare in campagna (perciò traffico e rumore sono d'obbligo), ma non trovo giusto che debba anche sopportare la mala manutenzione delle strade cittadine. Pertanto, giunta a questo punto chiedo un suo intervento affinché, definitivamente, si giunga ad una conclusione di quanto lamentato (non mi sembra affatto una cosa così difficile da risolvere). Resto, comunque e nonostante tutto, ancora fiduciosa che il mio Comune possa semplicemente e, perché no, celermente, fare da tramite con gli enti preposti, nel risolvere un tal semplice ma importante, per il quieto vivere, problema di chiusini. Certa in una positiva conclusione della questione, ringraziandola anticipatamente per quanto vorrà fare, le porgo i miei più cordiali saluti. Simona Spinelli 06/06/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


La dignità del lavoro, la sordità della politica. Il Novecento di Trentin (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MEMORIA Un film di Franco Gilardi ripercorre il secolo terribile nel racconto del dirigente sindacale. Il commento di Pietro Ingrao La dignità del lavoro, la sordità della politica. Il Novecento di Trentin Giulia Torbidoni Mirafiori, il Lingotto, la sede della Cgil a Roma e il sindacato «che deve occupare la frontiera dei diritti». Il film su Bruno Trentin «Con la furia di un ragazzo» di Franco Giraldi è il distillato di 10 ore di intervista che il regista raccolse nel 1998. La pellicola, proiettata due giorni fa alla Casa del Cinema di Roma, è un «documento che aiuta a riflettere - come dice Caterina D'Amico, amministratore delegato di Rai Cinema - ci fa confrontare con il mondo del lavoro in una chiave diversa». Alla telecamera Trentin confessa che quella furia di lottare per i diritti è un'eredità di Giuseppe Di Vittorio «sempre ossessionato dall'idea di capire e di costruire soluzioni». Così, quando nel 1962 inizia a dirigere la Fiom, si getta nella lotta contrattuale dei meccanici. «Era la riforma più importante, lo scontro era sul diritto di contrattare in azienda. I giovani rompevano il clima di disciplina e omertà, bruciavano le tessere del sindacato giallo e nel giugno del 1963 tutti gli stabilimenti della Fiat erano paralizzati». L'autunno caldo del '69 porta al rinnovo dei contratti e nella lotta subentrano soggetti nuovi come il movimento studentesco e nasce l'unione tra sindacato e operai: «lo sciopero era lo strumento per colpire la produzione e arrivano forme di sciopero articolato. Con le assemblee emerge la disciplina di massa dentro il sindacato e contro questo movimento le hanno tentate tutte». Ed ecco puntuali le stragi «di chiara matrice di destra e provenienti dai servizi deviati, ma il movimento ha retto e ha mantenuto l'asse sul fine contrattuale». La risposta secca del sindacato è anche al terrorismo e la tragedia di Guido Rossa, ucciso dalle Br, segna «la sconfitta delle Br». Il racconto torna all'infanzia con i genitori antifascisti esuli in Francia, agli anni della Resistenza, alla laurea in giurisprudenza, al lavoro nell'Ufficio studi della Cgil. Il documento si conclude con gli ultimi impegni di Trentin nella Cgil, che diresse dal 1988 al 1994. E' un tempo in cui si sente il «divorzio» tra le persone e un sindacato «ripiegato sulla burocrazia dell'organizzazione». In questo clima si arriva agli accordi del '92 con il governo Amato che portano all'abolizione della scala mobile: «Decisi di firmare e dimettermi perché con la firma disattendevo il mandato ricevuto dai lavoratori, ma se non firmavo contribuivo all'acuirsi della crisi politica, economica e finanziaria e alla colpevolizzazione della Cgil». Su richiesta della Cgil, però, ritira le dimissioni e nel 1993, con il governo Ciampi, arriva a nuovi accordi: «un'intesa che prevedeva un contratto di lavoro ogni 4 anni e una verifica per adeguare il salario al costo della vita ogni 2. Si garantiva la contrattazione in tutti i luoghi di lavoro». È a questo punto che Bruno Trentin cede il passo agli altri. A meno di due anni dalla morte, il film sembra risarcire, almeno in parte, i lavoratori della mancanza di «un intellettuale militante» come lo ha definito Pietro Ingrao. «Il documentario presenta molto bene l'urto e la tragicità della lotta, dà il senso della concretezza della protesta operaia». Ingrao sottolinea l'influenza che Trentin ha esercitato su molti protagonisti di quegli anni, «il suo insegnamento più grande è stato la lettura del '900. In che Italia eravamo? Cosa stava succedendo? Lui si è impegnato a capire il tempo in cui eravamo cresciuti e in cui vivevamo». Ingrao ricorda «la polarizzazione attorno alle due interpretazioni principali del capitalismo: quella di Amendola e Sereni e quella che arrivava dal sindacato. I primi avevano una visione del capitalismo come di un mondo di arretratezza. Dal mondo del sindacato arrivava invece l'idea che il capitalismo era cambiato, si era evoluto. L'avvento del fordismo trasformava il lavoro: questo era l'avversario».

Torna all'inizio


Crisi, Oberrauch sprona la giunta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige sezione: PRIMA data: 06/06/2009 - pag: 1 Assemblea Assoimprenditori. Il vescovo: economia sana se c'è virtù Crisi, Oberrauch sprona la giunta di FELICE ESPRO BOLZANO Gli imprenditori durante la loro assemblea annuale chiedono tempi rapidi alla Provincia per attuare il pacchetto anti-crisi, in particolare la riduzione ulteriore dell'Irap e la diminuzione della burocrazia. Ospite d'onore il vescovo Golser, che ha parlato di un'economia a misura d'uomo, fondata su valori e virtù. A PAGINA 9

Torna all'inizio


Il domani (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il domani --> Sabato 06 Giugno 2009 GENERALI, pagina 4 e-mail print Segue da pagina 1 Quello che forse è mancato nelle proposte e nei dibattiti è stato uno sguardo al futuro della città e della provincia, non solo dal punto di vista urbanistico. Ci si è attenuti e un po' appiattiti sul presente, su temi noti e ripetuti come il cemento e la sicurezza. Ci si è confrontati poco, per esempio, sul rapporto fra la città e l'hinterland, che sta conoscendo una crescita imponente; o sullo sviluppo della pianura che nei prossimi anni, con Brebemi e Pedemontana, avrà una sua centralità territoriale. Non ci si è interrogati molto, così almeno ci sembra, sulla prospettiva delle nostre valli e sulla difficoltà di vivere in montagna (al di là degli accenni al potenziamento del turismo). Si intende dire che, pur nel quadro di un confronto elettorale corretto, è mancata l'offerta di un'idea complessiva di società, che è fatta non solo di muri e di strade, ma soprattutto di persone: delle famiglie in difficoltà, degli operai che perdono il lavoro e degli stranieri che ormai da anni sono integrati nella nostra realtà. E qui si introduce il capitolo dell'immigrazione, che - come il nostro giornale ha sempre sostenuto e continuerà a farlo - non può essere rinchiuso nel solo discorso della sicurezza. Comprendiamo benissimo che qua e là vi siano problemi di convivenza e di microcriminalità, ma proprio in base al realismo occorre insistere su un dato: il 15 per cento della popolazione bergamasca è composto da immigrati, di prima e seconda generazione. È con questa umanità che dobbiamo fare i conti, senza inutili scorciatoie e senza impropri buonismi. Un accenno finale alle elezioni europee, che sembrano non interessare granché e paiono quasi consultazioni di second'ordine. Si tratta di una svista clamorosa, perchè l'Unione europea è fra noi e con noi e determina i nostri destini. A Bruxelles e a Strasburgo si decidono anche temi nevralgici quali la dignità della persona, l'idea di famiglia, l'economia sociale, il sostegno al Terzo mondo. Lasciare in mano a una burocrazia tecnocratica questioni tanto delicate, rinunciando a indicare persone che hanno a cuore i nostri valori della vita, della famiglia, della libertà di educare e della solidarietà, sarebbe una grave omissione. Se è vero, come si afferma da più parti, che l'Europa deve essere dei popoli, questa è l'occasione di una assunzione di responsabilità da parte degli elettori. Per le ragioni che abbiamo descritto, ci permettiamo di invitare i bergamaschi a recarsi alle urne, per testimoniare ancora una volta quel senso civico che ci ha reso una comunità. Ettore Ongis 06/06/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


Una messa a fuoco sulle imprese coloniali (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

SAGGI Le politiche di Italia e Germania oltremare Una messa a fuoco sulle imprese coloniali Giampaolo Calchi Novati IMPERI COLONIALI, ITALIA, GERMANIA E LA COSTRUZIONE DEL «MONDO COLONIALE», A CURA DI VITO FRANCESCO GIRONDA, MICHELE NANI E STEFANO PETRUNGARO, L'ANCORA, PP. 212, EURO 18 Giampaolo Calchi Novati Come si sa, il colonialismo ha demarcato le frontiere creando nuovi stati nel presunto vuoto di potere delle aree esterne, ha trapiantato il capitalismo oltremare subordinando i popoli del mondo extraeuropeo alle logiche del mercato, ha sottomesso, espropriato, alienato. Ed è tornato in voga come materia di ricerca e di dibattito soprattutto grazie a quel «discorso coloniale» che le nazioni europee hanno messo al centro di una certa idea di «civiltà»: un misto di universalismo e eurocentrismo, o occidente-centrismo, che spadroneggia in questi tempi, bui e insieme illuminati, in cui si sta affermando con poche resistenze la legge suprema della globalizzazione. Ciò che piuttosto desta meraviglia è che gli aspetti strutturali, rimasti anche dopo la conclusa decolonizzazione a segnare i rapporti fra il centro e la periferia, meritino meno attenzione di quell'insieme di immaginario e rappresentazione che ha permesso all'espansione dell'Europa di contare su un vasto consenso. Il filone di studi in cui, con vari distinguo, si inserisce anche il volume a cura di Francesco Gironda, Michele Nani eStefano Petrungaro ha il grande merito di aver dato impulso e innovazione agli studi coloniali. Il rischio sempre in agguato è, se non di sottovalutare la portata del dominio colonizzatori-colonizzati, di spiegare il colonialismo soprattutto come una variante della crisi della società europea e non come l'esercizio dell'egemonia del vecchio continente in Africa e Asia in un momento determinato della storia. Fra i molti colonialismi, quelli di Italia e Germania si prestano per vari motivi a una comparazione. Entrambi sono partiti tardi e si sono chiusi per effetto di una sconfitta in una guerra mondiale. Né l'Italia né la Germania hanno dovuto affrontare il trauma, doloroso ma in un certo senso galvanizzante, della decolonizzazione, quando colonizzatori e colonizzati hanno avuto modo, finalmente, di guardarsi negli occhi al tavolo dei negoziati o sui campi di battaglia. Se la Germania è uscita dalla scena coloniale nel primo dopoguerra, l'Italia si è potuta permettere anche il lusso di un secondo o terzo tempo con l'occasione offertale dall'Onu in Somalia dopo che il Trattato di pace del 1947 l'aveva obbligata a «rinunciare» ai suoi possedimenti in Africa. Parlando appunto di amministrazione fiduciaria, Antonio M. Morone lascia intendere quali siano le strettoie di un colonialismo «democratico», condotto per di più con persone prese quasi per intero dalla burocrazia coloniale del periodo fascista, e quante ambiguità siano rimaste come retaggio della improvvisa ma per altri versi troppo lunga fine del colonialismo italiano. I modelli perseguiti da Italia e Germania sono per alcuni versi simili, per altri diversi. Lo evidenzia, fra gli altri, il bel saggio di Vito Francesco Gironda che ha come tema elettivo la questione della cittadinanza nelle colonie. La prova della verità poteva essere un confronto a distanza fra i due quasi genocidi di cui si sono macchiati i due colonialismi, la Germania nell'Africa del Sud-Ovest (nella Nabia) e l'Italia in Libia, che tra le pagine di questo volume è assente non si sa se per una dimenticanza o per le peripezie che subiscono tutti i libri collettivi. Per esempio, la raccolta non sfugge a una qualche casualità dimostrata anche dalla ripubblicazione di un brano di Frederick Cooper, che è uscito per la prima volta nel 2002 e che è stato compreso in un volume pubblicato nel 2005 divenendo una specie di «classico» degli studi sul colonialismo. Altre analisi del colonialismo come fenomeno di portata generale restano utili per sciogliere il dilemma fra la vera e la falsa universalità che affligge l'orientamento occidentale quando sono in campo questioni soggettive e oggettive del mondopostcoloniale. Non si tratta di misurare i limiti di un'omologazione che tiene conto solo della cultura di una parte e che per reazione suscita scatti identitari apparsi sospetti già quando la decolonizzazione era ancora di là da venire. I colonizzati sono caduti in trappola proprio mentre dovevano rilanciarsi sulla base di valori buoni per tutti. Si ricorderà che Edward Said celebrava l'incontro fra Europa e l'«altro» nella lingua comune della liberazione. Come scrivono i curatori del volume Imperi coloniali nella loro introduzione, fra le metropoli e le colonie si è sviluppato uno scambio incessante che ha trasformato sia le une che la altre. È chiaro che il nazionalismo - necessario per oltrepassare i sensi di appartenenza di tipo comunitario e se possibile le classi - è l'espressione di una cultura che si vuole «superiore», e nelle colonie il ceto che era stato preparato a quella funzione era essenzialmente di formazione europea. Entrando più a fondo nelle dinamiche dell'assoggettamento «reale», che rilegittima le antiche gerarchie mentre forma nuove élites da cooptare al servizio dell'impero, si capirebbe meglio che cosa permette all'Occidente di conservare il suo primato declinando impunemente termini come progresso e modernità.

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige sezione: 1AECONOMIA data: 06/06/2009 - pag: 9 Assoimprenditori Il presidente all'assise annuale: «Crisi mai vista. Nessuno licenzi, meglio la cassa integrazione. No alle liti etniche» «Meno burocrazia, taglio dell'Irap da subito» Oberrauch: la Provincia si attivi. Gli assessori: siamo già al lavoro, tempi rapidi Repetto: «Puntate di più su ricerca e sviluppo I finanziamenti ci sono» La Cgil: «Pronti al dialogo sulla pace sociale» BOLZANO Gli industriali chiedono tempi celeri alla Provincia per attuare il pacchetto anticrisi,>in particolare la riduzione ulteriore dell'Irap e la diminuzione della burocrazia. Ad aprire la quanto mai affollata assemblea annuale di Assoimprenditori è stato, ieri, Enrico Valentinelli, past presidente del sodalizio ma anche vicepresidente della Sparkasse: «In Alto Adige c'è stagnazione, non crisi. Il credito? Lo scorso anno la Carispa ha erogato il 23% in più di credito a famiglie e imprese. Se questa provincia resiste è anche merito delle banche locali, ingiustamente criticate». Il quadro tracciato da Christof Oberrauch, presidente di Assoimprenditori, ha mostrato grande preoccupazione: «Stiamo vivendo la più grande crisi economica dopo quella del '29». Una battuta sulla presenza del vescovo Karl Golser come relatore: «In molti mi hanno detto che, per la crisi, non ci resta altro che affidarci alla divina provvidenza. Ma, scherzi a parte, la situazione altoatesina non è poi così disastrosa. Ma solo se guardiamo il quadro di insieme. Mentre agricoltura, commercio, turismo e terziario e 'industria alimentare crescono, il settore auto paga ll'export fermo, l'edilizia soffre. Il calo di ordinativi costringe molti settori a produrre molto al di sotto delle capacità, scoraggiando gli investimenti. Ma dobbiamo salvaguardare i dipendenti per cogliere al volo la ripresa: niente licenziamenti, si utilizzi la cassa integrazione». Oberrauch ha invitato i colleghi «a non ridurre gli investimenti in innovazione» e sollecitato la giunta provinciale ad attuare subito la manovra anticrisi. «In particolare la riduzione del 20% della burocrazia e l'ulteriore taglio incondizionato del-- l'Irap ». Infine un appello: «Stop alle battaglie etniche e agli Relatori A sinistra, Christof Oberrauch, presidente di Assoimprenditori, con il vescovo Karl Golser Qui sopra, l'assessore provinciale Barbara Repetto estremismi, la crisi richiede unità sociale». Alle richieste di Oberrauch hanno risposto gli assessori provinciali Barbara Repetto (bilancio e innovazione) e Thomas Widmann (economia), intervistati da Udo Perkmann, direttore degli industriali. «Abbiamo ridotto l'Irap dal 3,9 al 3,4% ha precisato Repetto adesso abbiamo deciso di tagliare fino al 2,98%. Il primo taglio ha comportato minori entrate per 37 milioni, il secondo inciderà per 30 milioni». Sui tempi ha risposto Widmann: «Se ci aiutate con l'opposizione, la misura potrà essere inserita nella legge omnibus in estate. Altrimenti andrà nella Finanziaria e partirà dall'1 gennaio». Perkmann ha sottolineato come l'Alto Adige paghi la pressione fiscale nazionale al 60-70%, mentre la vicina Austria applica il 25% di prelievo fiscale. Widmann ha promesso «la rapida applicazione dell'aumento delle soglie de minimis per i contribuiti», Repetto ha sottolineato «l'ulteriore stanziamento di 7 milioni per l'innovazione che premierà le aziende meritevoli facendoci avvicinare al 3% del Pil in ricerca e sviluppo, come stabilito dal patto di Lisbona». Commento positivo da Lorenzo Sola della Cgil: «Nelle parole finali del suo intervento Oberrauch si appella a tutte le componenti della società sudtirolese di lingua italiana e tedesca affinché prevalga la pace etnica e sociale, evidenziando una forte preoccupazione legata alle ricadute che la crisi potrebbe avere sulle famiglie e sulle imprese ma anche e per la deriva che potrebbero assumere gli estremismi etnici. La Cgil condivide queste preoccupazioni e, in quest'ottica chiede all'Assoimprenditori che la pace sociale sia frutto di un confronto aperto e costante sia tra le parti sociali che con la Provincia ». Felice Espro

Torna all'inizio


Quando il panettone era un affare di Stato (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto sezione: ECOVUOTA data: 06/06/2009 - pag: 13 Imprese che impresa di Giovanni Costa Quando il panettone era un affare di Stato Motta e Alemagna i due storici marchi del panettone starebbero per ritornare in mani italiane, ma non milanesi. Questa volta è la veronese Bauli che sta conducendo le trattative con Nestlé. Non è il primo caso di un ritorno in patria di prodotti dell'agroalimentare italiano caduti sotto l'orbita delle multinazionali sempre alla ricerca d'idee. Un segno dell'incapacità di questi colossi del marketing di capire il prodotto acquisito, rispettare i valori che lo caratterizzano, potenziarne le specificità. Purtroppo è anche il segno dell'incapacità dell'imprenditorialità nazionale di conservare e far crescere i propri gioielli, dell'impresa familiare di consolidarsi e trasformarsi. Fu così che i due mitici marchi milanesi finirono negli anni Settanta, attraverso la Sme, nelle mani dell'Iri, l'istituto che gestiva le «partecipazioni statali». Queste comprendevano di tutto un po', dalle banche alla siderurgia, dalle linee aeree e telefoniche alle merendine partendo da un prototipo inizialmente virtuoso di economia mista, intesa come collaborazione tra pubblico e privato (si trattava perlopiù di società quotate in Borsa). Non durò a lungo e l'Iri si trasformò, com'è noto, in un caso riprovevole di contaminazione tra politica (tanta) e affari (pochi). Motta e Alemagna all'epoca della privatizzazione della Sme, circa venti anni fa, furono cedute agli stranieri poiché in Italia nessuno le voleva. E adesso il rientro. È stato un percorso un po' lungo che rappresenta un monito per tutti e una rivincita per alcuni. Tra questi - oltre naturalmente alla Bauli, azienda familiare che pur restando ancorata alle sue radici ha saputo innovare e reinterpretare un prodotto tradizionale crescendo con costanza e senza velleitarismi - ci metto anche Umberto Collesei, uno dei padri fondatori assieme a Maurizio Rispoli a Ca' Foscari della scuola italiana di marketing. Collesei sul panettone ci fece quaranta anni fa uno studio pionieristico: L'industria dolciaria, edito da Etas. La sua ricerca chiarì i rapporti tra economia industriale e politica aziendale, tra produzione e distribuzione, tra la dimensione «pesante» basata sull'impianto e sulla tecnica d'industrializzazione e quella «leggera» basata sull'analisi dei bisogni del consumatore. Come segno dei tempi e delle difficoltà che incontravano gli innovatori, si pensi che questo studio destinato a porre in termini moderni i problemi del mercato appariva in una collana denominata «Economia della produzione». Era un'epoca in cui la sola parola «Marketing» sembrava troppo audace, al punto che nei piani di studio universitari, allora rigidamente controllati dalle burocrazie ministeriali che con il pretesto di preservare il purismo della lingua rendevano difficile qualsiasi cambiamento, questa disciplina appariva come «Tecniche e politiche di vendita ». Oggi si dice marketing anche in dialetto veronese. g.costa.cdv@virgilio.it

Torna all'inizio


Il ciclista che emigrò nel Quebec (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il ciclista che emigrò nel Quebec --> Sabato 06 Giugno 2009 VITABERGAM, pagina 35 e-mail print La storia di Giovanni Jack Morlini, da Endine alle miniere d'oro del Sud Africa. La storia di Giuseppe Marinoni da Rovetta al Canada, fabbricante di biciclette, di Carmen Pellegrini da Brembilla alla Francia, oggi protagonista della moda francese, e poi Matteo e Luisa Chiesa da Albano alle università degli Stati Uniti... Solo una piccolissima parte di tutte le vicende dei nostri emigranti. Vicende raccolte in un libro edito dalla Provincia di Bergamo, scritto da Laura Di Teodoro e Giuseppe Zois, «Storie in Valigia - Da Bergamo ai cinque continenti». Il racconto di Giuseppe Marinoni, per esempio, che a vent'anni era un promettente ciclista dilettante. Racconta Marinoni: «Nel 1965 andai in Canada con la squadra per una gara e là rimasi... Passò un mese, due, tre e oggi sono trascorsi più di quarant'anni. Mi sono innamorato del Quebec e poco dopo ho conosciuto anche la donna della mia vita, Simonne...». Nei primi anni Marinoni (che è parente di Paolo Savoldelli, due volte vincitore del Giro d'Italia) partecipò alle corse ciclistiche in Canada e negli Stati Uniti vincendone gran parte. Ma non poteva mantenersi. Nel 1975 aprì un negozio di biciclette a quindici chilometri da Montreal, lo chiamò «Cicli Marinoni». Cominciò a costruire biciclette, a fabbricare telai sull'esempio di un famoso costruttore italiano, Mario Rossin. I componenti (cambio, catena, freni...), Marinoni li fa arrivare dall'Italia: oggi la sua azienda è fra le più apprezzate in America sebbene la produzione, circa duemila bici all'anno, sia di livello artigianale. Matteo e Luisa Chiesa sono due fratelli di Albano S. Alessandro, hanno 34 e 32 anni: fanno parte di quel plotone di bergamaschi emigrati per ragioni di ricerca scientifica. L'Italia non offre occasioni. Oggi Matteo è ingegnere meccanico e lavora ad Abu Dhabi, Luisa, fisica nucleare, è rimasta in America. Perché hanno lasciato l'Italia? Risponde Matteo: «La burocrazia spegne il merito, frena ogni spirito innovativo. Lo sport più diffuso è quello del tornaconto personale e poco importa se poi a soffrirne è la comunità. C'è una dilatazione dell'individualismo e in questa atmosfera viziata i giovani faticano a trovare spazi: sono come boccioli che non riescono a fiorire. Io avevo voglia di fiorire». Una storia attuale, di questi ultimi anni. Come quella di Francesco Battistini, giornalista del Corriere della Sera, oggi corrispondente da Gerusalemme per il Medio Oriente. Forse vicino di casa di padre Pierbattista Pizzaballa, francescano nato a Cologno al Serio, Custode dei Luoghi Santi a Gerusalemme, «Emigrante di Dio», come si definisce lui. Giovanni Jack Morlini, invece, ha una storia da emigrante «normale», uno delle migliaia di bergamaschi partiti dalla propria terra per la necessità del pane. Oggi Morlini abita nella sua casa di Endine, ma per molti anni ha vissuto in India e in Sud Africa. Anche suo nonno, anche suo padre erano emigranti: partivano dalla Val Cavallina che non per caso era chiamata la valle delle vedove bianche. Racconta Morlini: «La gente che dalla Val Cavallina approdava a Kolar, in India, non conosceva le miniere... gli inglesi davano gli ordini a noi italiani e noi operavamo con i minatori del posto, i Tamil...». A ventuno anni, Morlini si trasferì in Africa, nella Costa d'Oro, sempre al servizio degli inglesi: «I miei ricordi più belli sono sicuramente in Africa. Tornai a Endine dopo la nascita del mio primo figlio. Pochi mesi dopo il mio rientro mi arrivarono diversi telegrammi dall'Africa in cui mi si chiedeva di tornare a lavorare lì... Addirittura, per ben tre volte, preparai la valigia per tornare in Africa, arrivai a Roma, ma non salii sull'aereo, tornai indietro». Carmen Pellegrini, invece, è rimasta nella terra di emigrazione, in Francia. Ma ogni tanto torna al paesino di origine, il Gavazzone di Brembilla dove Carmen è nata sessanta anni fa e dove ancora vive sua madre, Angela Filippi, 82 anni che conosce i sentieri della collina bene come le strade che conducono in Francia e le vie aeree che portano in California dove pure ha lavorato. La figlia Carmen nel 1987 creò un'associazione per offrire lavoro a donne in difficoltà con l'aiuto del Secours Catholique e dell'Abbé Pierre: arriverà a offrire novanta posti di lavoro e a occupare una nicchia di prestigio nel panorama delle creazioni di moda francese collaborando con Christian Dior, Lanvin, Chanel, Chloe, Yves Sain Laurent... Carmen ha ricevuto la Legion d'Onore, massimo riconoscimento attribuito dallo Stato francese. Paolo Aresi 06/06/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 06/06/2009 - pag: 32 L'intervento Sangalli: ciò che va bene per le piccole aziende va bene per il Paese «Agenda per le Pmi: un taglio alla tassa della burocrazia» di CARLO SANGALLI * Caro Direttore, il 2009 non è solo l'anno della grande crisi ma è anche l'anno in cui l'Europa, alla vigilia del rinnovo del Parlamento europeo ed in particolare attraverso la prima settimana europea delle Pmi dello scorso mese di maggio, sviluppa la discussione e l'implementazione dello Small Business Act, cioè dell'atto comunitario con cui è stata riconosciuta la necessità di politiche dedicate alle Pmi. Un riconoscimento tanto più vero per l'Italia, 'patria' per eccellenza delle micro, piccole e medie imprese. Per questo, Confcommercio ha messo a punto un manifesto delle Pmi italiane e lo ha presentato in un road-show che, da gennaio in avanti, ha attraversato tutto il Paese. Un viaggio nell'Italia produttiva: un'Italia che sente la crisi, ma che non tira i remi in barca. Un'Italia che chiede, però, di non essere lasciata sola. Che chiede e merita attenzione. La chiede e la merita, perché queste imprese sono il 95% della struttura produttiva italiana, e contribuiscono per oltre il 70% alla formazione del valore aggiunto e per oltre l'80% all'occupazione. Non a caso l'attenzione mostrata recentemente dal «Corriere della Sera» a questo tema. Analoga attenzione da parte del governo che dovrebbe concretizzarsi in una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di processi di semplificazione per le Pmi. È un punto importante per arrivare a ridurre la pesante 'tassa' della burocrazia. Ma quel che mi preme sottolineare è che il paradigma della crisi come occasione come occasione per cambiare e per cambiare in meglio richiede un lavoro continuo e dedicato alle Pmi. Dal credito all'accelerazione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, dalla riduzione delle aliquote Iva per il turismo alle liberalizzazioni ancora necessarie, dagli studi di settore alle infrastrutture. Sono esempi, sono titoli di un'agenda per le Pmi che è davvero tutto il contrario dell'evocazione di politiche da 'riserva indiana'. Perché con le 'riserve indiane' non si va lontano. Sono, invece, esempi e titoli di politiche, cioè di regole e di ragionevoli risorse, che si propongono di supportare ogni impresa, a qualsiasi livello della scala dimensionale, nella ricerca di maggiore efficienza e nell'impegno alla crescita. Un impegno che chiediamo all'Europa, ed è questo il senso della lettera aperta unitariamente indirizzata a tutti i candidati italiani al Parlamento europeo da Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Casartigiani, il cosiddetto 'Patto di Capranica'. Insomma, fare della crisi un'occasione, significa, per noi, non accontentarsi dell' elogio del 'piccolo è bello', o della rinnovata constatazione dei silenziosi 'mutamenti di pelle' delle Pmi. Significa, piuttosto, chiedere un impegno comune e condiviso per la concreta e coerente declinazione di quel che, oggi, ci sembra essere la giusta parafrasi di un frase famosa: «Ciò che va bene per le Pmi, va bene per il Paese». *Presidente Confcommercio L'impegno \\ Per noi fare della crisi un'occasione significa non accontentarsi dell'elogio del «piccolo è bello», ma chiedere un impegno comune

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 06-06-2009 CRISI/2 MEDVEDEV «E' presto per lo champagne Il petrolio? Fra 70 e 80$» SAN PIETROBURGO II Dmitri Medvedev vede segnali di ripresa nella crisi mondiale, anche se ritiene che sia ancora troppo presto per festeggiare e stappare lo champagne. Parlando al Forum economico di San Pietroburgo, il presidente russo ha sottolineato la necessità di elaborare nuove regole di funzionamento per i mercati finanziari mondiali, e ha affermato che nessun Paese può uscire dalla crisi da solo. Medvedev ha insistito in particolare sulla necessità di lottare efficacemente contro corruzione e burocrazia. La giornata al Forum è stata dominata dai dibattiti sulle fonti energetiche, e lo stesso Medvedev ha preso parte a un sondaggio in diretta sul prezzo ideale del barile di petrolio. A votare, con il presidente, sono stati imprenditori, economisti, manager, esperti, che si sono espressi in maggioranza per un prezzo medio del barile tra i 70 e 80 dollari. In linea con il nuovo livello raggiunto ieri dal greggio, tornato a superare la soglia dei 70 dollari.

Torna all'inizio


Sarno, Mancusi tenta il bis Corrado è il suo avversario (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 06/06/2009 - pag: 6 Comuni al voto / 5 Sfida a due nella località della frana Sarno, Mancusi tenta il bis Corrado è il suo avversario SARNO Evento più unico che raro per Sarno dove a sfidarsi per la poltrona di primo cittadino sono solo in due. All'uscente Amilcare Mancusi (Pdl, Udc, Dc, Mpa e altre civiche), il centrosinistra unito (Pd e una seconda lista composta da Idv, Socialisti, Rifondazione e Verdi) candida il chirurgo Giuseppe Corrado, volto nuovo della politica, in questi anni impegnato nel comitato per la ricostruzione dell'ospedale Villa Malta, distrutto dalla frana del 1998. Su cosa punta la sua coalizione per il futuro di Sarno? Corrado: «Innanzitutto, risanamento delle casse pubblica e abbassamento della pressione tributaria. Poi, le regole, come l'adozione del nuovo piano regolatore e del piano commerciale, fondamentale per accedere a fondi europei. Quindi, l'occupazione con il decollo del Pip, controllando sulla realizzazione dei piani occupazionali delle aziende. Infine, analisi del territorio per comprenderne lo stato di salute, visto che negli ultimi anni sono aumentate le malattie neoplastiche in un ambito così ristretto». Mancusi: «Continuità migliorando qualità e quantità del nostro operato. Finalmente un'amministrazione arriva a fine mandato e si sottopone all'elettorato. Bisogna far valere l'esperienza acquisita e la conoscenza del territorio, della classe dirigente, del palazzo e delle dinamiche cittadine. Abbiamo già i progetti esecutivi della piazza a Lavorate, della piazza a Masseria, della sistemazione di via Duomo e di via Parallela duomo e per la riapertura della scuola De Amicis». Dopo le polemiche dimissioni del progettista Stefano Boeri, come intendete procedere nell'approvazione del prg atteso da oltre 30 anni? Corrado: «Dobbiamo assolutamente recuperare il rapporto con Boeri, un grande professionista di fama mondiale e sostenitore del rispetto delle regole. Ha espresso la visione di una città quasi satura dal punto di vista dei vani e le cui nuove regole urbanistiche dovrebbero puntare anche sulla valorizzazione del-- l'esistente, senza lasciare spazio a edificazioni massicce». Mancusi: «Ci impegneremo a dare alla città un Puc. Abbiamo una duplice soluzione inserita nel programma che passa per un concorso o per Agroinvest che possa fungere da ufficio tecnico. Chiaro che avendo Boeri rinunciato e non essendovi rapporto di fiducia proporremo altra soluzione ». Sarno è ormai tristemente nota per gli eventi del maggio '98. Dopo più di dieci anni cosa è cambiato e come crede quella tragedia possa trasformarsi in un momento di riscatto per la comunità? Corrado: «Purtroppo, in questi anni, la ricostruzione si è arenata contro la burocrazia che è stata lontana dalla nostra città. Molto è stato fatto, ma c'è ancora tanto da fare per restituire un territorio sicuro agli abitanti. L'occasione di riscatto può venire solo dalla crescita degli esperimenti di ingegneria idraulica e naturalistica sul territorio, tracciando la strada di un nuovo contesto integrato tra uomo e ambiente». Mancusi: «Il Pip è una realtà. I lavori per l'urbanizzazione stanno procedendo, infatti è completa la rete fognaria e si sta procedendo a quella stradale; Circa 20 Aziende hanno già impiantato, anche se non tutte a pieno regime, e arriveremo presto a 65. Occorre definire un protocollo di intesa con le aziende per impegnarle a impiegare manodopera locale e i servizi cittadini in modo da generare indotto». Luigi Colombo ( fine) \\ Giuseppe Corrado Dobbiamo assolutamente recuperare il rapporto con Boeri \\ Amilcare Mancusi Ci impegneremo a dare alla città il Puc Un'altra soluzione al posto di Boeri

Torna all'inizio


in comune pagelle e premi ai dirigenti (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Chieti In Comune pagelle e premi ai dirigenti Scatta il sistema di valutazione per un salto di qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la sufficienza piena Metodo contro i fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco come funzionerà CHIETI. Un sistema di valutazione dei dirigenti che tenga conto del livello di conseguimento degli obiettivi assegnati e delle capacità organizzative dimostrate. L'amministrazione comunale dà i voti ai suoi dirigenti introducendo un modello di valutazione che determinerà una serie di punteggi. La sufficienza piena farà guadagnare un bonus in denaro, il 15% del corrispettivo lordo annuo di base. Un incentivo per ottimizzare la macchina organizzativa e combattere eventuali fannulloni. «E' un passo importante», spiega il sindaco Francesco Ricci, «per riqualificare l'apparato burocratico comunale che al nostro insediamento presentava diverse lacune. Il sistema di valutazione integra il rifacimento della pianta organica ormai in dirittura d'arrivo». Sette i dirigenti stipendiati dal Comune compreso il direttore generale Ebron D'Aristotile, il quale presiederà il nucleo di valutazione composto da due esterni: il docente universitario della d'Annunzio Andrea Ziruolo e Anna Maria Coppola, segretario generale della Provincia di Chieti. Il sistema di valutazione sarà subito operativo. Il progetto è già stato approvato dalla giunta e dai sindacati. COME FUNZIONA. La giunta, su proposta del direttore generale, delibera il Piano esecutivo di gestione (Peg). Dopodiché il nucleo di valutazione definisce gli obiettivi da perseguire nel corso di un colloquio con ciascun dirigente. Archiviata questa fase di preparazione iniziale il nucleo di valutazione mette in atto un monitoraggio capillare sullo stato di avanzamento degli obiettivi da centrare. Poi, durante i primi due mesi dell'anno successivo all'"esame", i dirigenti autovaluteranno il proprio operato seguendo una serie di paramentri prestabiliti. Successivamente il nucleo di valutazione terrà un colloquio finale con i dirigenti prima di formalizzare il giudizio trasmesso al sindaco. Chiamato, insieme alla giunta, a comunicare ai dirigenti il provvedimento assunto. COSA VIENE VALUTATO. La valutazione è basata sul grado di ottenimento degli obiettivi ritenuti prioritari dall'amministrazione comunale che darà al dirigente un punteggio massimo di 70 punti. Altri 30 punti verranno assegnati per le competenze organizzative dimostrate. Per il futuro si lavora al coinvolgimento dell'utenza. «Attraverso la distribuzione di moduli», riprende D'Aristotile, «che permettano ai cittadini di valutare i servizi offerti dal Comune». COSA CAMBIA. A Palazzo d'Achille, dopo anni di improvvisazione, si volta pagina. «E' stato introdotto un discorso manageriale innovativo», dice D'Aristotile, «animato dalla volontà di fare squadra». Previsto un rimescolamento di deleghe tra gli assessori funzionale alla nuova pianta organica. Jari Orsini

Torna all'inizio


ci è cambiata la vita (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il diario di una cronista. La vita nel campo dalle prime difficoltà alla cucina col bollino blu «Ci è cambiata la vita» Dal dolore per i morti alla voglia di reagire Un tendone adibito a scuola la sera si trasforma per gli spettacoli Il piccolo bar gestito dai ragazzini L'AQUILA. Quella notte di due mesi fa eravamo rimasti nella sede della Pro loco a Coppito fino a tardi. C'era stata la solita cena con i soci e qualcuno, dopo quelle scosse delle 23 e dintorni, aveva deciso di restare a dormire lì. La terra aveva tremato forte, ma nulla in confronto a quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Alle 3.32 quella terribile scossa che ha cambiato il corso della nostra vita. Una manciata di secondi, tanto è bastato a rubarci il futuro. L'uscita precipitosa da casa, a Colle di Sassa, rimasta fortunatamente in piedi. Poi la decisione di metterci in macchina e di tornare a Coppito alla sede della Pro loco. Un tragitto di pochi chilometri, incontrando ovunque calcinacci e gente in fuga. Ci siamo ritrovati (io, mio marito e i miei due fratelli) con gli amici lasciati un paio di ore prima. Dalle prime telefonate - con le linee che cadevano continuamente - il racconto di crolli, di palazzi sgretolati, di morti e feriti. Ho chiamato il 118 per avere qualche notizia in più. In quel momento avevano inviato ambulanze al Convitto dove c'erano dei ragazzi rimasti sotto le macerie. Erano più o meno le 4.30. Una notte interminabile, con la città al buio e ovunque il rumore assordante delle sirene. Abbiamo tirato fuori i fornelloni e cominciato a distribuire latte caldo e caffé. E' stato l'inizio del campo di Murata Gigotti LA TENDOPOLI. In quel primo giorno da terremotati, con le strade bloccate dalle colonne di aiuti in arrivo da ogni parte d'Italia, è stata un'impresa persino trovare delle bottiglie di acqua per la gente che si era radunta alla Murata, sede non solo della Pro loco ma anche del Centro anziani e della circoscrizione. Un piatto di pasta per tutti, la sera un po' di minestra calda, poi l'arrivo di due autobus della Sangritana come riparo per la notte. Le prime 48 ore sono state le più difficili. C'erano le tante vittime da piangere, nella mente i volti di chi non avremmo più rivisto e le immagini passate su tutte le reti televisive di una città "bombardata" e di paesi venuti giù come cartapesta. Ma bisognava ricacciare indietro il pianto e pensare a come gestire l'emergenza. Abbiamo avuto dal Comune la possibilità di utilizzare i locali della scuola materna. Lì abbiamo messo 36 letti, ma a ogni scossa c'era chi scappava per non tornare. Così le prime sei tende piantate dalla protezione civile del Friuli Venezia Giulia sono bastate a poco. Il Comune ha disposto l'occupazione d'urgenza del parco adiacente per allestire un campo vero e proprio con 34 tende per circa 200 sfollati. IL SINDACATO. E sempre dal Comune è venuta la proposta di accogliere il sindacato e con esso decine di volontari pronti a dare una mano a gestire il campo. Una presenza per qualche giorno unitaria, poi a Murata Gigotti è rimasta la Cgil a gestire con la Pro loco la tendopoli. Sono state giornate intense scandite dall'arrivo di strutture per completare il campo e di camion carichi di "aiuti". Pacchi da scaricare anche di notte e persino sotto l'acqua che a lungo ci ha tenuto con il fiato sospeso. Centinaia di persone da abbracciare con la promessa di ritrovarci presto fuori dalle tendopoli. CUCINA COL "BOLLINO BLU". C'é voluta una notte per montare la mensa e la cucina da campo dove ogni giorno i cuochi di Villa Santa Maria (amministratori comunali inclusi), preparano mediamente 650 pasti, un servizio rivolto anche a chi non vive nel campo. Una cucina con tanto di "bollino blu" che simpaticamente gli operatori del Nas e dalla Asl ci hanno dato presentandosi spesso a pranzo. I LAVORI NEL CAMPO. Una tendopoli "diversa", con un gruppo di sfollati al lavoro nella gestione del magazzino - per tanti una boutique - sempre superpieno di merce e di gente. All'inizio c'è chi ha fatto incetta di ogni cosa. E non è mancata qualche segnalazione per fermare accaparramenti del tutto ingiustificati. Situazioni "figlie" del vivere in cattività. E poi i "tecnici" - sfollati e volontari - che hanno predisposto scavi e allacci per dotare il campo di tutti i servizi. Quelli che hanno pensato anche alle griglie per la raccolta dell'acqua piovana, che hanno realizzato i cancelli, le recinzioni, il campetto di bocce, le capanne, il campo giochi per i bimbi. E il lavoro "sfibrante" imposto dalla "burocrazia". Carte da riempire ogni giorno, elenchi dei volontari e dei terremotati da inviare al Com e al Dicomac (sigle fino ad allora sconosciute). La situazione delle tende da monitorare ogni giorno: ingressi, uscite e persino qualche "prenotazione". E ancora le proteste di chi ha fatto fatica a capire la situazione (per lo più trentenni) e che si è lanciato anche nella richiesta di una "tenda matrimoniale". LUDOTECA E SCUOLA. Un'emergenza continua, con tante priorità da affrontare. Poi la soddisfazione della ripresa della scuola materna con le insegnanti di Coppito tutte presenti. Un'attività ripresa nella tensostruttura trasformata in una ludoteca coloratissima e piena di giochi. All'inizio c'erano pochi bambini, poi sono diventati una trentina. Accanto alle maestre anche una puericultrice e i tanti "medici clown" che si occupano dei bimbi fino a sera. Qualche giorno più tardi sono ripartite le lezioni anche per i ragazzi delle medie e delle superiori. Ma è stata una faticaccia! Solo pochi insegnanti si sono presentati all'appello e tra loro alcuni già in pensione. Inutili anche gli appelli a un rientro dal mare! Due ore di lezione al giorno e al sabato riposo. Ma tanto è bastato a restituire ai ragazzi un clima di "normalità".

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 136 del 2009-06-06 pagina 11 «Il piano per D'Alema al Quirinale» di Luca Telese Un documento pubblicato dopo 12 anni racconta il progetto per mandare sul Colle l'allora premier Oggi l'autocritica: «Macché complotto contro Prodi, volevamo la presidenza. Ma ahimè quante c...» RomaQuella nota l'ha scritta lui, a quattro mani, insieme a Claudio Velardi, e lo conferma. Erano i tempi ormai mitologici dello staff dalemiano: i giorni dei cosiddetti «Lothar», dell'assalto al cielo che avrebbe portato il leader maximo a Palazzo Chigi (e poi fuori). Rondolino e Velardi, i due uomini forti di quella squadra (i due spin doctor) firmarono allora un documento di analisi sulle prospettive politiche, di rara spietatezza. Giudizi feroci sul partito, sui suoi leader, sugli avversari politici. Qualche profezia. Qualche ipotesi azzardata. Giudizi inappellabili come sentenze: «Il partito, inteso come ceto politico è un cane morto. Il suo stato è, sotto ogni punto di vista, desolante: il gruppo dirigente nazionale è in buona parte formato da inetti, i gruppi dirigenti locali sono del tutto al di sotto della funzione». Quel documento, datato 1997, resta riservato per 12 anni. Poi, viene scovato e pubblicato da Alessandra Sardoni, cronista de La7 (e grande conoscitrice della sinistra politica) che lo pubblica nel suo libro sulla traiettoria del dalemismo (Il fantasma del leader, Marsilio) in libreria dalla prossima settimana. Il testo, anticipato dal Corriere della sera suscita qualche scandalo ed echi profondi, anche nel corpaccione del Pd. Così Rondolino accetta di parlarne a cavallo fra passato e presente. Rondolino, come l'ha avuto quel documento la Sardoni? «Non lo so, se le dicessi che me lo ero dimenticato lei non mi crederebbe, dunque... È saltato fuori». Rileggendolo, qual è la prima cosa che le viene in mente? «Che è pieno di cantonate sesquipedali. La quantità di previsioni sbagliate è incredibile». C'erano anche intuizioni decisive... «Ma non spetta certo a me dirlo». A parte i dettagli, che impressione le fa? «Stupisce, quasi, un certo radicalismo che lo pervade, forse addirittura si può parlare di ingenuità giacobina... ». ... Dalemiana piuttosto. «Le dirò un'altra cosa a cui è libero di non credere. Lo scrivemmo per discuterlo con D'Alema, tipo compiti delle vacanze. C'erano tutte quelle cose esplosive dentro, ma io non ho memoria di una discussione compiuta sul testo, con Massimo». Si diceva: la Bicamerale sarà un successo. «Ahimè, una cazzata... ». Avevate studiato una strategia per candidare D'Alema alla presidenza della Repubblica... «Ahimè, altra cazzata». Si scriveva che D'Alema alterna fasi di lavoro iper-intensive a fasi di inattività totale... «È un fatto. Era un dato del suo carattere, non so se lo sia adesso. Capace di reggere stress fortissimi, ma anche di ridurre il proprio impegno». Ancora oggi molti nel Pds-Pd, leggendo il vostro giudizio sul partito griderebbero di indignazione... «Be', lì errore non ci fu, se non per difetto. La situazione era drammatica e sarebbe peggiorata sempre più». Il Pd sta meglio o peggio del vostro Pds? «Ma oggi non esiste più un partito! Quello era in crisi, questa è una organizzazione a macchia di leopardo, in certi posti c'è, in altri no, in un luogo ha una storia, in un altro una diversa... ». Se fu una intuizione quella, cosa vi portava a un giudizio così drastico? «Una banale constatazione. Vedevo dov'erano finiti gli uomini della mia generazione, chi aveva iniziato a far politica con me». E dov'erano? «Nel nulla». Nel documento parlavate anche di Veltroni e D'Alema? «Sì, ma lì in apparenza non c'era pepe. Consigliavamo a Massimo, pensa tu!, di fare la pace». Voi due buonisti? Non ci credo. «E infatti non era buonismo, per nulla. Ero convinto che in tempo di pace fra i due non c'era storia perché Massimo surclassava Walter. E che il conflitto avvantaggiasse Veltroni, rendendolo uno dei contendenti, e di fatto elevandolo». Addirittura! Quanto temevate la «concorrenza» di Veltroni nella leadership? «Devo essere sincero? Zero». Zero? Non lo credevi un competitor? «No. Per nulla. Credo che ora ci siano anche altri riscontri». Eravate lo staff più rampante mai apparso sulla scena. «Alt! Rampante non lo so... Di certo, nessuno di noi, né Claudio, Cuillo o Caprara è finito in parlamento». Perché disdegnavate le poltrone? «No. Semplicemente perché non lo consideravo il mio lavoro». Se scrivessi oggi il documento che spiegazione daresti di quel fallimento? «Citerei Berlusconi, credo: "Siamo andati nella cabina del pilota e non abbiamo trovato il volante... "». Hai detto più volte che «il complotto» contro Prodi non esisteva... «Be', almeno questo il documento lo prova. Eravamo molto più ambiziosi, puntavamo al Quirinale!». E non vi ci siete nemmeno avvicinati. «Per il fallimento della Bicamerale. Serviva una repubblica semipresidenziale che non è mai nata». Per lei D'Alema poteva farcela, contro il Cavaliere? «Io sono ancora convinto di sì: scrivevamo che era giovane, in gamba, aveva una famiglia con cui né Berlusconi né Fini erano competitivi... A parte il cinismo della notazione era vero». Perché detestavate il vostro partito? «Glielo spiego così: era molto più proficuo parlare di Tv dieci minuti con Freccero che un'ora con un sindacalista pds dell'Usigrai... Eh, eh, eh... ». Insomma era tutto scritto? «No, questo. Io per esempio, se devo rimproverare qualcosa a D'Alema, è di aver accettato di prendere il posto di Prodi a Palazzo Chigi. Ma oggi! Allora ero convinto che fosse giusto... ». Nessun altro errore? «Passare anni a discutere con Mastella e Boselli! Ma era la sua coalizione... ». È stato un male per la sinistra, la fine di quel progetto, o solo per i dalemiani? «Be', visti i risultati di oggi, per tutti. Ma dico di più: è stata una sconfitta del riformismo, quindi anche per la destra». In che senso? «Da noi, tutti i grandi riformatori, ci metto anche il primo Berlusconi, non sono riusciti a realizzare i propri sogni. >Vince sempre la palude delle burocrazie». D'Alema era d'accordo con voi o no? «Rispondo con un aneddoto su Cuperlo, che faceva il ghost writer. Passava notti in bianco per preparare note dettagliatissime, dati, schede... ». E D'Alema? «Sollevava lo sguardo dal foglio e diceva: "Bravissimo!". Poi parlava a braccio, e non citava nemmeno una riga!». E lei cosa pensava? «Allora ci arrabbiavamo. Poi ho capito che il maestro era lui. E poteva improvvisare genialmente, perché c'era una partitura». Una magra consolazione? «Al contrario. Alla fine è l'unico, tra i leader del Pds-Pd-Ds, che non si sia circondato di yesmen. Ed è per questo che, al contrario di altri, è ancora in pista». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


In Italia la burocrazia frena anche il sole (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Milano Finanza sezione: Eco:nomia data: 06/06/2009 - pag: 24 autore: Luisa Leone In Italia la burocrazia frena anche il sole Qual è la regione italiana con il maggior numero di impianti fotovoltaici? La Sicilia? O forse la Calabria o la Sardegna? No, al primo posto per numero di impianti installati e al secondo per potenza generata si colloca la Lombardia. Non certo una delle aree più assolate del Paese, eppure la regione guidata da Roberto Formigoni ospita sul suo territorio 5.138 impianti per una potenza complessiva di 49,3 megawatt, mentre la Sicilia, che gode di un numero di ore di sole decisamente superiore, ne ha solo 765 per 17,26 megawatt. Come si spiega questo paradosso? Con la burocrazia. Sebbene infatti un decreto legislativo del 2003 stabilisse un iter autorizzativo semplificato per la realizzazione di questo tipo di impianti, a oltre sei anni di distanza le linee guida in materia non sono state ancora emanate e così ogni regione si è arrangiata da sé. Questo ha portato a una totale mancanza di coordinamento tra le diverse amministrazioni e all'instaurarsi di vincoli che vanno in senso contrario rispetto all'iter semplificato previsto dal decreto legislativo del 2003. In Lombardia gli impianti fotovoltaici sono così numerosi perché la regione ha semplificato al massimo gli iter autorizzativi, così come previsto dalla norma generale contenuta in quel decreto. Virtuoso è stato anche il comportamento della Puglia, che è al primo posto per la quantità di megawatt prodotti: 51,68. In molte altre regioni le cose stanno diversamente e tra quelle indicate dal Gifi (l'associazione che raggruppa le imprese fotovoltaiche italiane, a sua volta membro dell'Anie) come le meno virtuose ce ne sono due dalle grandi potenzialità nel settore fotovoltaico: Sicilia e Basilicata. Guardando i dati del Gse (Gestore del servizio elettrico) emerge una netta preponderanza delle regioni del Centro-nord per quanto riguarda la produzione di energia fotovoltaica. Una situazione che, come rileva Gifi-Anie, «si è riflessa nel numero di impianti fotovoltaici installati, che a fine 2008 vedeva il 25% di questi concentrarsi per l'appunto in Lombardia e Puglia». Per avere un'idea della selva di norme con la quale si trovano ad avere a che fare privati e imprese basti pensare che molte Regioni delegano i poteri in campo di autorizzazioni alle Province, altre li tengono almeno in parte per sé, altre ancora coinvolgono direttamente i Comuni. E non è finita qui. La Calabria, per esempio, che a fine 2008 contava solo 631 impianti per poco meno di 17 megawatt di potenza, richiede come documentazione aggiuntiva (per la costruzione di impianti di potenza superiore ai 20 kilowatt) un atto di impegno a costituire una società con residenza fiscale in Calabria e a sottoscrivere una serie di fideiussioni bancarie a favore della Regione e del Comune interessato. Simile l'atteggiamento della Sicilia, che per rilasciare l'autorizzazione unica richiede l'attestazione di un istituto di credito, la dichiarazione di una «primaria compagnia di assicurazione» e la comunicazione della sede legale in Sicilia e suo mantenimento nel territorio per la durata dell'autorizzazione. Mentre in Sardegna sono state fissate una serie di limitazioni territoriali e di produzione.

Torna all'inizio


Martina continua a volare (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martina continua a volare E' tornata per la riabilitazione in Slovacchia ARGENTA. Martina, la bambina di cinque anni, affetta fin dalla nascita da paralisi cerebrale con sindrome distonica, è di nuovo a Bratislava. Accompagnata come al solito da nonna Anna Maria, si sta sottoponendo ad un nuovo ciclo di cure riabilitative al centro "Adeli" di Piestany, a 80 km da Bratislava in Slovacchia. E' il quarto viaggio/cura supportato almeno in parte dalla solidarietà di tante persone che hanno scelto di aiutare la bimba tra cui tanti argentani. «Siamo partite accompagnate - scrive in un sms nonna Anna Maria - da tanta speranza che tutto o anche solo in parte possa servire per migliorare ogni situazione. Accompagnare Martina nel suo cammino diventa sempre più emozionante e sempre di più la voglia di gridare a chi non vuole guardare: guardate e rendetevene conto». Nonna Anna Maria, si riferisce ai dottori, alla burocrazia Emiliano Romagnola, a coloro che non ne vogliono sapere di sostenere le spese di queste cure. Mentre i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basterebbe che, il primo medico che ha visitato Martina anni fa, la riguardasse ora. Che la guardassero mentre sta seduta da sola. Che si alza e sta in piedi per lungo tempo mentre prima viveva in terra. Che beve con la cannuccia senza che mamma e papà l'aiutino. Che fa le capriole con il fratellino Mattia. Oggi non è più una questione di sensibilizzare perchè molti hanno aderito al progetto " "Il volo di Martina". (g.c.)

Torna all'inizio


"Un voto per cambiare l'Europa" (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Intervista al premier Berlusconi "Un voto per cambiare l'Europa" Silvio Berlusconi a Il Tempo: "A Bruxelles la nostra sinistra è come un pesce fuor d'acqua. All'Italia servono istituzioni più snelle. Obama? Positivo quello che fa, siamo in sintonia con la sua politica". Presidente Berlusconi, quelle di oggi e domani sono innanzi tutto elezioni per il Parlamento Europeo. Con quale obiettivo Lei ha deciso di guidare le liste del Suo partito? Qual è il prossimo passo importante che deve compiere l'Europa? Vorrei, prima di tutto, farle notare che in questa campagna elettorale c'è una grande differenza tra noi e la sinistra. Invece di parlare di Europa, la sinistra ha preferito cavalcare il gossip, il giustizialismo e la demonizzazione dell'avversario, con una maldicenza continua anche a costo di calpestare il diritto alla privacy. Non mi stupisce. In Europa la nostra sinistra è come un pesce fuor d'acqua: il Pd non sa neppure a quale gruppo del Parlamento europeo iscriverà i propri eletti. Noi, invece, coerenti con la nostra storia e con i nostri valori, continuiamo a perseguire una politica di riforme indispensabili per realizzare il sogno europeista, che mira a costruire un soggetto politico mondiale forte, autorevole e portatore di pace. Oggi purtroppo l'Europa, così com'è, lascia molto a desiderare. C'è troppa burocrazia, troppe norme che imbrigliano e mortificano le imprese invece di aiutarle a vincere le sfide sui mercati internazionali. Troppe norme lontane dai cittadini e dalla vita di ogni giorno. Dobbiamo incidere sui meccanismi decisionali, renderli più concreti e più vicini alla realtà. Abbiamo la moneta unica e il mercato unico. Ma questo non basta più. Dobbiamo pretendere una voce unica dell'Europa in politica estera, dobbiamo avere un esercito unico e una difesa comune europea cui tutti contribuiscano, ottimizzando le risorse nazionali, dimezzando così i costi di ciascun Paese. Dobbiamo colmare altre lacune, così da avere una politica dell'energia, della sicurezza e dell'immigrazione che siano veramente comuni. Tutto ciò richiede anche un "premier europeo" che resti in carica non solo sei mesi come avviene adesso per il presidente di turno del Consiglio dei capi di Stato e di governo, ma per un tempo più lungo, almeno tre anni come prevede il Trattato di Lisbona. Un tempo adeguato a realizzare un programma che sia "sentito" dai cittadini europei come proprio. Tra poche settimane l'Italia ospiterà il G8, che lei ha voluto a L'Aquila. Quale risultato si prefigge da presidente della riunione? Sarà un G8 innovativo e ambizioso. Anzitutto, vogliamo rafforzare il confronto diretto con le economie emergenti. Le sfide che ci troviamo a fronteggiare, dalla crisi economica e finanziaria ai cambiamenti climatici e alla fame nel mondo, esigono risposte globali, da assumere insieme. Il G8 è uno strumento efficace perché ristretto, ma dovrà confrontarsi con il G5 (Cina, Brasile, India, Messico, Sudafrica) e l'Egitto, che ho voluto invitare all'Aquila in quanto importante Paese arabo e musulmano. Il confronto si allargherà quindi ai Paesi africani, a Spagna, Danimarca, Olanda e Turchia e agli altri Paesi emettitori di gas serra, per discutere temi come la sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici. Sul fronte economico, stiamo lavorando alla definizione di un Global Legal Standard, un codice di norme per regolare il mondo finanziario ed economico in modo da scongiurare il ripetersi di una crisi così grave. Affronteremo poi la dimensione sociale della crisi e tutti i dossier "caldi" della politica internazionale. Presiedo il G8 per la terza volta dopo Napoli nel 1994 e Genova nel 2001. La missione di questo G8 è far sì che i leader prendano le decisioni giuste e siano vicini ai cittadini, specie ai più deboli. Come segnale di sobrietà, per risparmiare e mostrare la solidarietà del mondo alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto, abbiamo deciso di spostare il vertice dalla Maddalena all'Aquila, una scelta che è stata apprezzata da tutti i capi di Stato e di governo che vi parteciperanno. Tra dieci giorni lei vedrà a Washington il presidente Obama. Il cambio di colore politico dell'amministrazione americana avrà effetti sui rapporti con l'Italia? Come giudica i primi passi della Casa Bianca sui dossier più delicati del mondo: crisi finanziaria, Iran, Pakistan e Corea del Nord? Giudico in modo assolutamente positivo tutto ciò che il Presidente Obama ha fatto sin qui. Con lui la tradizionale amicizia e sintonia di vedute fra Stati Uniti e l'Italia è destinata a rafforzarsi ancora. La forza di questo rapporto è radicata anzitutto nella solida amicizia che lega i nostri due popoli e dalla condivisione profonda di un modello politico economico e sociale, che pone al centro di tutto la libertà. Gli Stati Uniti sono per tutto il mondo il paese della libertà, e quindi, chiunque ne sia il presidente, noi siamo con loro. In concreto Obama ha dato importanti segnali di speranza e di apertura ed ha dimostrato anche grande fermezza verso chi, come la Corea del Nord, mette in pericolo la sicurezza e la pace. Ancora una volta, l'Italia si sente in sintonia con la politica estera americana. Il presidente Obama ha rivolto ieri al mondo islamico un discorso di grande apertura. Siamo in grado di dire che la grande tensione figlia dell'11 settembre inizia a trovare una soluzione? Con il suo discorso al Cairo, Obama ha gettato le basi di "un nuovo inizio" nei rapporti col mondo islamico. Una stagione che guarda al futuro, e non al passato, e che potrà dare buoni frutti. Ha descritto una strategia complessiva basata sulla fiducia e al riguardo della violenza e dell'odio. Obama pensa a un Irak affidato agli iracheni, al dialogo con l'Iran, alla pacifica convivenza fra due stati, Israele e Palestina. E' una prospettiva che condividiamo e siamo pronti a aiutarlo, a mettere a disposizione la nostra capacità tutta italiana di dialogo. Ora però sta ai principali protagonisti del mondo arabo dare risposte adeguate. Sono certo che la gran parte degli stati e dei popoli islamici voglia, come noi, una prospettiva di pace e di sicurezza nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. E' superfluo aggiungere che in questo quadro la sicurezza e l'integrità di Israele rimangono irrinunciabili. In Italia lei sta sperimentando la guida di un governo sostenuto da una coalizione che si regge su due partiti essenziali, Pdl e Lega. Questa formazione semplificata sarà la chiave di svolta per le grandi riforme che attende il Paese? Il Popolo della Libertà ha come obbiettivo nel tempo quello di arrivare ad ottenere più del 50 per cento dei consensi elettorali. E' un'ambizione legittima, perché le moderne democrazie si reggono su un sostanziale bipartitismo, sul confronto tra due grandi partiti. Chi vince governa per cinque anni. Chi perde esercita il controllo. Oggi in Italia siamo in presenza di un bipolarismo che rappresenta comunque un passo avanti rispetto al passato. Grazie alla legge elettorale da noi introdotta, e criticata a sproposito, un anno fa il popolo italiano ha ridotto il numero dei partiti presenti in Parlamento. I gruppi parlamentari sono scesi infatti da 14 a 6. Questo tipo di bipolarismo consente alla nostra maggioranza di votare anche da sola le riforme necessarie per ammodernare l'Italia. Lei ha spesso criticato le lentezze delle istituzioni della Repubblica, Parlamento in testa. Quale progetto ha in mente su questo punto? Perseguirà l'obiettivo della riduzione dei membri delle due Camere con iniziativa di legge popolare? Non ho mai fatto critiche generiche, né ho mai detto che il Parlamento è inutile. Ho soltanto cercato di spiegare che è difficile governare se il presidente del Consiglio non ha alcun potere, tranne quello di redigere l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Un bicameralismo perfetto richiede tempi incompatibili con le continue emergenze con cui il Paese si trova a fare i conti. Una mancanza di efficienza che non ha certo trovato dei correttivi nel fatto che in Parlamento ci sono 630 deputati e 315 senatori, che votano le leggi guardando il pollice rivolto in alto o in basso dei capigruppo. Chiedere un parlamento più efficiente significa volerlo rafforzare, non certo indebolirlo. Oggi, così com'è, il Parlamento ha perso parte della sua funzione. Noi vogliamo ridargliela. Per questo, già nella legislatura 2001-2006 avevamo approvato una riforma costituzionale che riduceva il numero dei deputati e dei senatori, affidava il potere legislativo alla sola Camera dei deputati e istituiva il Senato delle Regioni. Quella riforma è stata contrastata dalla sinistra, che la fece abrogare con un referendum popolare. Ora la sinistra dice di avere cambiato idea, di essere d'accordo con il nostro progetto di dimezzare il numero dei parlamentari. Se manterrà la posizione e confermerà di essere pronta a votare, saremo lieti di condividere una legge di iniziativa parlamentare sulla riduzione di deputati e senatori. Noi comunque andremo avanti. Per questo nei prossimi giorni, allestiremo i gazebo per raccogliere le firme che servono ad un disegno di legge di iniziativa popolare per varare una riforma che porti alla riduzione del numero dei parlamentari. Il suo principale alleato, Umberto Bossi, dice che lei non farà campagna elettorale per il referendum di giugno. Sarà così? Quale risultato auspica veder uscire dall'urna? L'alleanza con la Lega è a prova di bomba? è fuori di dubbio che se il referendum superasse il quorum e avesse successo, sarebbe un grande passo avanti sulla strada del bipartitismo. E' questo l'obbiettivo del Popolo della Libertà. Per questo voterò sì, nell'interesse del Paese, prima ancora che del PDL. E nessuno meglio di Bossi, che è un amico prima ancora che un alleato, mi può capire. Però lo confermo, non farò nessuna campagna. E' giusto che su questo tema ogni italiano voti secondo coscienza. Il 2009 è l'anno della grande crisi economica. Lei ha fatto grandi sforzi di ottimismo, di cui le va dato atto in un panorama dominato dai "corvi". Vede una luce in fondo al tunnel? Cosa si deve fare per avere un'Italia economicamente più dinamica? Per contrastare la crisi, il governo ha fatto tutto ciò che si doveva fare, e l'ha fatto bene. Abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici con la finanziaria triennale, scongiurando l'ennesimo assalto alla diligenza. Abbiamo protetto le famiglie, il risparmio e le imprese, mettendo a disposizione delle banche le risorse necessarie per fare in modo che il flusso del credito non si interrompesse. E abbiamo garantito un sostegno a chi perde il lavoro portando a 32 miliardi di euro le risorse per gli ammortizzatori sociali. Ora sono sempre più numerosi quelli che dicono che il peggio è alle nostre spalle. Lo penso anch'io, anche se la crisi non è finita e la sua estensione nel tempo dipenderà moltissimo dalla reazione psicologica dei consumatori. Purtroppo, la canzone del catastrofismo cantata dalla sinistra e dai suoi media, ha avuto effetti dannosi sull'economia. Potremo superare davvero la crisi solo se convinceremo chi può a non modificare il proprio stile di vita nei consumi e a non avere paura. E' una scelta di buon senso, la stessa linea che sta seguendo anche il presidente Obama negli Stati Uniti. Un'azienda italiana, la Fiat, è oggi al centro di un processo di aggregazione mondiale di produttori d'automobili. L'accordo con Chrysler c'è, mentre quello per Opel sembra tramontato. Nel lungo periodo sapremo conservare tutti i posti lavoro sul territorio italiano del nuovo colosso che nasce? Autorevoli economisti hanno spiegato che sul mercato mondiale dell'auto vi sarà spazio, nei prossimi anni, per non più di cinque o sei grandi gruppi. La partita per Opel sembra tutt'altro che chiusa, la Fiat si candida autorevolmente a essere uno di questi attraverso un'intelligente politica di acquisizioni e di alleanze che avrà riflessi positivi anche sulla tenuta dell'occupazione. Il governo, che ha supportato la Fiat nelle fasi più difficili e da ultimo anche attraverso gli incentivi al settore auto, sta lavorando per aprire un tavolo con l'azienda e le parti sociali sulle prospettive occupazionali future dell'azienda. Il punto fermo è la salvaguardia degli impianti e dei posti di lavoro in Italia, un impegno che peraltro il dottor Marchionne ha più volte ribadito e che non dubitiamo vorrà onorare. Questa campagna elettorale si è molto caratterizzata per vicende che riguardano la sua persona. Come giudica il comportamento dell'opposizione? La sinistra ha davvero toccato il fondo. Si sono resi conto di essere senza leader, senza idee, senza programmi, senza futuro. Così hanno rispolverato il metodo stalinista della distruzione dell'avversario e si sono buttati in una spregiudicata campagna di disinformazione e calunnia ai danni del Presidente del Consiglio. Gli italiani si sono resi conto di quello che è successo e tutte queste menzogne si sono già rivelate un boomerang per il Pd. E' ormai chiaro a tutti gli italiani di buon senso che una sinistra del genere non può né governare né rappresentare l'Italia.

Torna all'inizio


La nuova Bruxelles? Demolisca la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Politica internazionale La nuova Bruxelles? Demolisca la burocrazia carlo zappatori Il rinnovo del Parlamento europeo dovrebbe costituire una formidabile occasione per gli elettori dei Paesi europei per dare un decisivo impulso all'avvio di radicali riforme politiche ed istituzionali, per trasformare una comunità essenzialmente di natura economica in un grande Stato federale europeo capace di incidere, in modo determinante, anche nel campo della politica internazionale. Quando dalle macerie del secondo dopoguerra mondiale i Governanti dei Paesi europei dell'epoca posero le prime pietre per edificare l'attuale Unione europea avevano, nel loro animo, un sogno che dall'unione economica dei Paesi europei si sarebbe poi potuto passare, come logica conseguenza, ad una difesa e politica estera europea unitaria, premessa indispensabile per la costituzione degli Stati uniti di Europa, che era l'obiettivo finale del loro progetto. Nel 2002 con l'avvio dell'Euro e l'istituzione della Banca Centrale Europea si è cercato di dare una svolta radicale e significativa per la completa integrazione economica dei Paesi Europei. La difesa ad oltranza dell'Inghilterra della propria moneta ( Sterlina) e della propria area di influenza monetaria ha determinato un ulteriore ritardo anche in campo economico e finanziario. L'esplosione della crisi finanziaria mondiale ha scosso, nelle sue fondamenta, il modello capitalistico americano ed anglossassone ed ha provocato in tutti i Paesi europei la riscoperta del ruolo decisivo degli Stati nazionali anche per sostenere i sistemi bancari e produttivi nazionali, e negli Stati Uniti, patria del liberismo e del capitalismo, si è arrivati alla nazionalizzazione di Banche ed Imprese, così come in molti Paesi Europei. Dopo la globalizzazione selvaggia dell'ultimo decennio vi è attualmente il serio rischio di ricomparsa di nazionalismi e protezionismi che potrebbero vanificare l'opera dei padri fondatori dell'Unione europea che sognavano una grande Europa unita capace di giocare un ruolo determinante negli equilibri politici ed economici mondiali. Il compito che attende, perciò, gli eletti al parlamento europeo sarà molto arduo, perché occorre demolire le burocrazie e le pastoie burocratiche oggi imperanti in Europa e cominciare a volare alto, predisponendo un progetto politico verso gli Stati Uniti di Europa che dovranno essere protagonisti nell'area del Mediterraneo. L'Europa deve mettere in campo un programma di azioni di crescita graduale economica per il Continente Africano, dove un miliardo di persone spingono sulle frontiere del nostro Continente, mentre, con uno sviluppo sui propri territori, diventerebbero una formidabile occasione di reciproco sviluppo per i contigui continenti europeo ed africano. del 06-06-2009 num.

Torna all'inizio


Feste e comizi, caccia all'ultimo voto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Numerosi gli appuntamentiorganizzati ieri seraSi è puntato sulle roccafortiper la kermesse conclusiva Feste e comizi, caccia all'ultimo voto Scelte diverse per i cinque candidati. Appello di Vitali: chi vince dovrà combattere sprechi e burocrazia Fermo La lunga battaglia per l'autonomia è terminata. O quasi. Da oggi si sceglie il presidente che guiderà la Provincia di Fermo. Il suo nome resterà scolpito sulle targhe, comparirà nei libri di storia. Un'occasione ghiotta. Ieri sera i candidati presidenti hanno affrontato il rush finale per l'appello agli elettori. Feste e non solo. Comizi. Indicazioni agli elettori. La chiusura Saturnino Di Ruscio ha puntato sulla festa per la nuova Provincia, organizzata all'Aquila di Fermo con cantanti, attori, musica dal vivo e proiezione di un video dal titolo Un luogo dove tutti vorrebbero vivere. Fra gli ospiti erano attesi il direttore di Tgcom Paolo Liguori, il giornalista Oscar Giannino, l'economista e scrittore Giovanni Palladino, l'imprenditore Luca Monaldi e il manager Giuseppe Mascitelli. Una festa che ha fatto seguito al doppio appuntamento a Fermo e Porto Sant' Elpidio, i due centri più grandi della Provincia, con il comico Cacioppo. Fabrizio Cesetti, alla guida del compatto schieramento di centrosinistra che può contare su cinque liste a sostegno, ha scelto invece una chiusura meno appariscente, con alcuni incontri nei luoghi strategici del Fermano e appuntamenti nei vari collegi della futura Provincia. Giovanni Basso, candidato di Mpa, La Destra e Forza Fermano, ha giocato in casa con il tradizionale tour fra i quartieri di Montegranaro. Piccolo comizio e via in un'altra zona della città. Una strategia che è risultata vincente in occasione delle ultime amministrative. Clima di festa anche per Gaetano Massucci, candidato del Centro per il Fermano. Pure lui, come Basso, ha puntato sulle zone dove spera di raccogliere maggiori consensi. Una doppia festa di chiusura, la prima ad Amandola e la seconda, in programma a partire dalle ore 21.30-22 a Valmir di Petritoli. In campo anche l'unica candidata donna del quintetto che punta alla poltronissima, Patrizia Nicolini, sostenuta dai liberali, in questi giorni protagonista di numerosi incontri sul territorio. Il comitato Intanto Luigi Vitali, presidente del comitato territoriale per la Provincia di Fermo, dà appuntamento al 10 giungo alla sala grande di Confindustria Fermo dove sarà fatta una lettura del voto di sabato e domenica e si daranno nuove indicazioni sulla costruzione della Provincia. In particolare in questi giorni di assoluto silenzio per il comitato che non è entrato minimamente nella bagarre elettorale ci sono stati lo stesso momenti di intenso lavoro che ha portato gli esponenti fermani ad avere ripetuti ed approfonditi contatti, ad esempio con i "colleghi" di Monza. Una serie di contatti che, se confermate le voci di queste ore, dovrebbero portare nel corso delle prossime settimane alla stesura di un pacchetto di proposta legislative da presentare a Roma per avere un nuovo ed efficiente modello di Provincia, lontano dagli sprechi e dalla burocratizzazione. I problemi Intanto gli esperti del voto si interrogano sulle prossime scelte dei fermani. La mancanza di un riferimento con il passato apre un ventaglio molto ampio di scenari. Ma di là dal nome del futuro presidente, i timori riguardano in particolare l'effettivo peso della futura Provincia. Tutti e cinque candidati, in modo e con toni differenti, hanno ribadito che i problemi ci sono e sono tanti: dalla viabilità che è ancora molto arretrata rispetto alle altre quattro province delle Marche, alla sanità, con la mancanza di una struttura baricentrica capace di rispondere in pieno alle esigenze dei residenti; dall'economia, con la grave crisi del distretto calzaturiero, settore trainante con i suoi 15 mila addetti, ai servizi per i centri più piccoli, che in alcuni casi rischiano di restare dimenticati. Sbagliare il primo passo significherebbe rischiare di vanificare gli sforzi effettuati in questi decenni per la conquista dell'autonomia. DOMENICO CIARROCCHI,

Torna all'inizio


GERARDO AUSIELLO CON LA VITTORIA DI CESARO INIZIA LA SVOLTA IN CAMPANIA. CERTO, NON POSSIAM... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il (City)) (Mattino, Il (Circondario Sud1))

Argomenti: Burocrazia

GERARDO AUSIELLO «Con la vittoria di Cesaro inizia la svolta in Campania. Certo, non possiamo prendere a calci nel sedere Bassolino e la Iervolino ma speriamo che abbiano la dignità di farsi da parte». Mara Carfagna sceglie di chiudere a Napoli la campagna elettorale del Pdl. L'ultimo comizio si tiene al Virgilio sporting club, a Posillipo, dove il ministro per le Pari opportunità abbraccia il candidato alla presidenza della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e lancia la sfida al centrosinistra: «Hanno amministrato male, il fallimento è sotto gli occhi di tutti - tuona - È arrivato il momento di mettere in campo un modello di buon governo». Alla Carfagna Napoli riserva un bagno di folla: saluti, applausi, strette di mano, foto ricordo. Sono oltre duecento i partecipanti alla manifestazione organizzata dal consigliere comunale Stanislao Lanzotti: ci sono i parlamentari Alfonso Papa, Maurizio Iapicca e Luigi Compagna, la candidata alle Europee Erminia Mazzoni, il vicecoordinatore regionale del Pdl Fulvio Martusciello, i consiglieri comunali Luciano Schifone e Gennaro Carbone, il vicepresidente della municipalità Chiaia Maurizio Tesorone, il consigliere municipale Alessandro Remondelli. E ancora Francesca Pascale, in corsa alle Provinciali, e lo staff al completo di Aldo Patriciello, che punta a riconquistare un posto a Strasburgo. Il ministro Carfagna insiste: «Sull'esito del voto sono ottimista. Ho percepito ovunque una grande voglia di cambiamento, i cittadini desiderano amministratori più virtuosi». E proprio da Palazzo Matteotti, assicura, deve partire il cambio di rotta: «Vincere ora significa preparare il terreno in vista delle Regionali e delle Comunali». Sull'eventuale voto anticipato non si sbilancia: «Bassolino e Iervolino avrebbero dovuto dimettersi da tempo ma sono rimasti al loro posto. Spero che tra qualche giorno si rendano conto che il tempo è scaduto, il loro sistema si sta sgretolando. Il governo Berlusconi, invece, continuerà a occuparsi della Campania e del Sud». Ad ascoltarla, oltre ai politici, anche tanti professionisti ed esponenti del mondo accademico: Eugenio Pugliese Carratelli, ordinario di Idraulica all'Università di Salerno, il direttore scientifico del Pascale Enrico Di Salvo, il penalista Andrea Castaldo, l'ingegner Ludovico Greco, i commercialisti Francesco Serao e Alberto Maianti, l'ortopedico Anastasio Tricarico, gli imprenditori Monica Pellone, Mena Boffa, Luis Gallo e Flavia Ammirati, l'ingegnere Giovanni Battista Capece Minutolo del Sasso, il notaio Raffaele Greco, i professori Gaetano Motta, Nino Ruffolo e Gianluigi Mangia, gli avvocati Luigi Raia e Luigi Lamberti. A loro si rivolge Cesaro quando chiede un impegno comune per «avviare finalmente una grande rivoluzione moderata. Non è vero che la gente si è allontanata dalla politica. È la politica dei palazzi che si è allontanata dalla gente e noi vinceremo perché capiamo il popolo. Noi siamo il popolo» dice il deputato. Poi assicura: «Costruiremo una nuova classe dirigente che combatta la burocrazia e gli sprechi attraverso l'innovazione e l'efficienza ispirandoci al governo del fare realizzato dal premier Silvio Berlusconi». Infine il taglio delle tre torte, tutte con panna e fragoline. La prima dedicata al ministro Carfagna, la seconda a Cesaro e l'ultima alle elezioni europee con l'annuncio ufficiale di Lanzotti: «Voterò per Patriciello, Mazzoni e Stasi ma il mio cuore è per il Cavaliere».

Torna all'inizio


Nel mirino la ricapitalizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nel mirino la ricapitalizzazione L'indagine della Finanza su Polesine Acque punta l'indice pure sui rapporti con Sodea Sabato 6 Giugno 2009, Una decina di milioni di euro. È il danno erariale che i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno accertato nell'indagine aperta dalla sezione regionale della Corte dei conti sulla situazione finanziaria di Polesine Acque. Un'inchiesta condotta dal viceprocuratore Mingarelli su vari filoni. All'inizio erano "solo" 700mila euro i soldi contestati per l'appalto alla controllata Sodea, per la quale erano state inviate le notifiche di costituzione in mora ai componenti dei Consigli d'Amministrazione per il periodo settembre 2003-aprile 2005. Un appalto finito sotto inchiesta perchè era stato affidato da Polservizi spa il servizio di bonifica dei pozzi neri per i depuratori del Polesine alla controllata Sodea. L'indagine è passata attraverso l'acquisizione, tra fine 2008 e inizio 2009, di altri documenti sulla gestione dei depuratori con numerose deposizioni raccolte dalla Finanza. Vari versanti e filoni per circa 10 milioni di euro, anche se l'inchiesta non è ancora concluisa. Nel mirino è finita anche la ricapitalizzazione dell'azienda seguita a buchi nei bilanci 2006 e 2007. Operazione che venne contestata perchè non tutti i Comuni poi l'hanno approvata. Così come venne contestata la decisione mentre alcune forze politiche, in primis Prc, propendevano per la liquidazione di Polesine Servizi e di affidare il servizio ad Asm. Sempre in merito alla ricapitalizzazione, in particolare, tra le carte acquisite dalla Finanza direttamente, o depositate da quanti hanno da sempre segnalato le irregolarità sulla vicenda ci sarebbe anche la documentazione relativa a un Comune dell'Alto Polesine con il sindaco che esplicitamente avanzava dubbi sulla ricapitalizzazione, parlando esplicitamente di cattiva gestione della società. La documentazione in mano alla Finanza solleverebbe interrogativi anche sulla procedura adottata per la liquidazione dei consorzi acquedotto poi assorbiti da Polesine Servizi per realizzare economie di scala e snellire la burocrazia, mentre poi le difficoltà di Polservizi sono aumentate. Altri accertamenti sono in corso su alcuni progetti e contratti di Polesine Acque, come quello elaborato da un'azienda di Bologna per risolvere il problema del cuneo salino impiegando le aree golenali come "serbatoi" da aprire in caso di siccità e risalita delle acque salate. Progetto mai andato in porto, nonostante il pagamento, da parte di Polacque, di 150mila euro. L'attuale presidenza di Polesine Acque nei mesi scorsisi è comunque costituita contro i predecessori, mossa che, spiegò il presidente Ferraccioli a gennaio, permetterebbe di rivalersi contro i responsabili.

Torna all'inizio


Fare impresa in Polesine è un'impresa L'artigianato ha bisogno di sostegno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fare impresa in Polesine è un'impresa L'artigianato ha bisogno di sostegno di Girolamo Astolfi * Sabato 6 Giugno 2009, Fare impresa in Polesine certe volte dà l'impressione di scalare una montagna che frana. Per salire dieci metri devi scalarne cento. Difficile trovare un'immagine più adatta per descrivere lo scenario attuale. Una valutazione realistica, ma non per questo pessimista. Perchè pur tra mille difficoltà, lavorare in questo territorio significa anche avere a che fare con abilità inusitate e una fantasia e un coraggio quotidiani. Qui in Polesine la crisi trova degli elementi di ulteriore criticità nel gap infrastrurturale che riguarda i servizi immateriali della Pa. Tutto ciò crea difficoltà e ulteriore sfiducia nel domani, in un continuo gioco dilatorio che rende incerti i riferimenti istituzionali anche per noi quadri datoriali. Le imprese polesane nella maggioranza ssono imprese individuali, che rappresentano un elemento di tenuta, ma anche di criticità, anche a causa di un pessimo impatto con Basilea. La morte di una piccola impresa non fa rumore, non ha ammortizzatori sociali e crea costi burocratici enormi in termini di fallimenti. In più coinvolge i beni familiari del titolare e la sua vita affettiva, di cui spesso gli stessi dipendenti fanno parte integrante, tanto che c'è chi, pur di continuare a pagare gli stipendi, ha contratto un mutuo sulla propria casa. L'artigianato avrebbe bisogno di politiche semplici di sostegno e di contesto, perché ha ancora un potenziale enorme. I mestieri che trovano collocazione nel mondo del lavoro sono molti, ma le politiche a sostegno del loro insegnamento sono poche. Il precario, infatti, non è chi non ha stipendio, ma chi non possiede abilità spendibili in una seria e stabile occupazione. Quello che manca, insomma, è un reale trasferimento dei saperi. Ma c'è troppa burocrazia e i percorsi cosiddetti "professionalizzanti" alla fine rimangono sulla carta, perché nella realtà manca la manualità e c'è poca conoscenza. In Polesine vi sono molte eccellenze, grandi tradizioni familiari, insieme a una buona tenuta della piccola impresa, ma manca una serie di percorsi concreti a sostegno del consolidamento e della crescita. Servono politiche che siano davvero a dimensione di un contesto imprenditoriale, percorsi di reale accompagnamento e penetrazione sui mercati esteri e non semplici "gite" fuori dai confini. Occorre inoltre un marketing territoriale che abbia dietro di sé una strategia compiuta e servizi a supporto. * presidente Confartigianato

Torna all'inizio


Non ci interessa sapere se il prossimo candidato alla presidenza della Regione Veneto sarà... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 6 Giugno 2009, «Non ci interessa sapere se il prossimo candidato alla presidenza della Regione Veneto sarà della Lega o del Pdl. Disturba tantissimo invece il conflitto che, da due anni, paralizza la Regione. E i fatti purtroppo si vedono: nel piano delle opere pubbliche ci sono pochi euro: e nel Veneto non sono previsti nè un metro di strada nè di ferrovia». Paolo Giaretta, senatore e segretario del Partito Democratico del Veneto risponde all'intervista di Berlusconi al Gazzettino e alle posizione di Sacconi e Brunetta sulla Tav. Il Cipe darebbe soldi solo alle opere cantierabili... «Dire che si possono finanziare solo opere cantierabili significa dare motivazioni inesistenti. Il piano delle opere è dello scorso ottobre e non una di queste opere è partita. I soldi sono rimasti nelle casse dello Stato e non sono entrati nel ciclo dell'economia. Si è finanziato invece il progetto del ponte di Messina (un miliardo e mezzo) e la metropolitana di Palermo...». La Tav al Nord ha anche qualche problema di progetto e burocrazia. «Ma questi ritardi vengono da chi, da 14 anni, ha la massima responsabilità della Regione; ed è "costituzionalmente" responsabile della gestione del territorio»,. Allora? «La verità è che i soldi non ci sono: ma mi auguro che ci siano in futuro». Proposte per accelerare la Tav? «Si costituisca una task force tra Regione, parlamentari, enti locali e sistema delle imprese impresa. Noi avevamo anche proposto di mobilitare risorse per i progetti degli Enti locali, questi sì immediatamente cantierabili per far lavorare l'economia del territorio. Ma la proposta è stata respinta». C'erano altre priorità. «Messina? È opera inutile e non prioritaria per il Paese. Qui ci vorrebbe una Regione garante dei finanziamenti Tav in tempi strettissimi: si muova 'sta benedetta Regione! È sua la responsabilità. Ma ci rendiamo conto che il tratto veneto della Tav è come un'altra Val di Susa?». Intanto Berlusconi dice che i leader Pd sono impresentabili. «La logica dell' insulto non la usiamo; e lui dovrebbe essere più prudente. A noi non interessano le scelte private: però ci sono aspetti di carattere penale se si utilizzano voli di Stato per il parterre delle feste di Berlusconi. La crisi ci mette di fronte a responsabilità delle cose serie, e in questi momenti tutti i leader devono indicare mete alte: questo in Italia manca. Il Cavaliere poi non si appunti sul petto la medaglia di difensore della famiglia e dei valori cattolici, proprio no». Il Presidente del Consiglio qualche privilegio lo dovrà avere... «Ma ho incontrato tante volte il presidente Prodi che, senza scorta, in treno tornava a Bologna da Roma. E penso sia un più bel esempio la festa di Prodi per i 40 anni di matrimonio piuttosto che quello delle feste di un uomo di 72 anni con giovinette. Però giudicheranno gli elettori...». Se la Lega avesse un forte risultato? «Dopo due anni di immobilismo in Regione ci sarebbe anche un presidente deligittimato e il rischio di perdere un altro anno di attività. Questa sarebbe l'occasione per le forze moderate come l'Udc di fare una riflessione: il Veneto ha bisogno di un cambiamento». E Galan di cui si parla sempre di più? «Ha fatto promesse: le mantenga. Ma è grave che si sia parlato così di Galan nelle stanze romane: sarebbe questo il Federalismo? Si deve scegliere il Pd in Veneto premiando così le buone amministrazioni e rompendo l'incantesimo della lotta interna nel centro destra che ferma lo sviluppo». Adriano Favaro

Torna all'inizio