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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Le
frane circondano il centro di Cortazzone
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E pensando ai
fondi necessari per il recupero, spaventano le «lungaggini» della burocrazia:
«Per il consolidamento dell'area delle Rocche, avevamo chiesto un contributo in
Regione, circa 400 mila euro» ricorda Bosia. Una domanda inviata nove anni e
mezzo fa: «Il via libera è arrivato solo a metà aprile».
"Gli
operai in Cda sono un vantaggio per le aziende"
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Però un conto
è la partecipazione dei lavoratori, un conto dare la gestione a burocrazie
sindacali autonominate. È per questo che la Confindustria di Emma Marcegaglia
sembra poco interessata alla partecipazione? «Se nei Consigli ci sono
personalità che non hanno competenza ed esperienza di gestione, è chiaro che
sono guai.
l'arte
assediata dalla spazzatura "salvate la loggia di piazza banchi" -
marco preve ( da "Repubblica, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno
"scivolone" della burocrazia. I locali di servizio della Loggia,
infatti, quelli direttamente aperti sullo spazio usato per convegni ed
esposizioni, erano stati venduti ai privati a causa di una clamorosa
"distrazione". Pur essendo asserviti alla Loggia, facevano parte del
palazzo adiacente di proprietà della Asl 3.
esplode
camera iperbarica, bimbo in fin di vita - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affinché la
burocrazia degli uffici sanitari locali fornisse «in tempi brevi» tutte le
autorizzazioni e consentisse questo viaggio della speranza verso una terapia
sperimentale che, proprio con un altro bambino campano, sofferente degli stessi
gravi ritardi, aveva portato a inimmaginabili progressi.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma restano
nodi che sono il frutto di decenni di non scelte: il taglio delle spese
improduttive, la burocrazia, le pensioni, la sanità. E dobbiamo stare più che
mai attenti a che non aumentino i tanti divari. Ricchi e poveri. Nord e Sud.
Sarebbe bello se dalle imprese l'intero Paese imparasse il gusto del
cambiamento e la voglia di anticiparlo».
di
ANTONIO LECCI CORREGGIO SONO ORMAI ...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Finora ho
notato troppa burocrazia e lungaggini nel nostro movimento. E' chiaro che per
avere successo al voto occorre presentarsi uniti. Ma ora sto valutando le
proposte formulate del Pdl e non posso affatto escludere, al momento, di
potermi staccare, formando una lista civica con una mia candidatura a sindaco».
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
per gli stranieri» CONSULENZE LA GIOVANE COOPERATIVA STUDENTALLOPERA' LA
SOLIDARIETÀ non ha vincoli. Non si fa solo a casa degli altri. Per questo un
gruppo di ragazzi africani che frequenta l'università di Modena e Reggio Emilia
ha deciso di mettere la propria esperienza personale a disposizione di tutti
gli altri studenti extracomunitari che vivono e lavorano sotto la
Berlusconi:
mi spiace per i miei figli ma stavolta è finita
( da "Stampa,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per dare una
spinta ai contratti per i nuovi termovalorizzatori che sono frenati dalla
burocrazia. A quel punto lui mi ha interrotto e mi ha detto: "Stai venendo
a Napoli? Io stasera festeggio il diciottesimo compleanno di Noemi, perché non
vieni per un brindisi, lo facciamo in un locale che è poco distante
dall'aeroporto. Ti prego vieni, sarebbe il più bel regalo della mia vita".
Donne
in cammino col cappio al collo ( da "Manifesto, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riuscire a
entrare a Evin ha richiesto ben 6 mesi di burocrazia, spiega, ma poi ha
ottenuto tutti i permessi. «Alla fine sono entrata, con la mia telecamera. Il
primo giorno è stato forse il più importante. È stato uno shock. In trent'anni
di cinema pensavo di saper come fare, di aver visto tutto, ma non era vero».
La
filiale tedesca di Detroit azzoppata dalla crisi Usa
( da "Stampa,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
risorse di
espansione industriale per eccesso di burocrazia e scarsa «elasticità mentale».
Da soli, hanno sempre pensato i dipendenti (e pure molti manager tedeschi)
adesso non saremmo in queste condizioni, all'asta e con il rischio permanente
di insolvenza. Proprio per questo i sindacati temono, ignorandone i possibili
benefici, risvolti negativi dalla nuova eventuale alleanza:
Da
Comdata ad Acami giorni delle scelte
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fermi per la
burocrazia. Siamo in una fase di carattere straordinario e servirebbero poteri
più forti per gli enti locali per metterli in condizione di decidere più
rapidamente». Per Walter Andreetti, segretario della Uil, saranno decisive
anche le aree dell'Arsenale: «Quando 20 anni fa la Uilm, di cui ero segretario,
Migliaia
di "cartelle pazze"a casa degli imperiesi
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a casa degli
imperiesi storie di ordinaria burocrazia In arrivo bolli auto, multe e tasse
già pagate o prescritte. Come tutelarsi imperia. Sarebbero già ben oltre il
migliaio, dall'inizio dell'anno, in tutta la provincia di Imperia, le
cosiddette "cartelle pazze" (bolli auto già pagati e non dovuti,
multe automobilistiche prescritte o annullate dai giudici di pace,
Caro
Signor Gervaso, pur essendo un clinico, per giunta chirurgo, ho sempre amato la
rice... ( da "Messaggero, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, che è il peggior bubbone che affligge il nostro Paese, e l'alta
dirigenza (per non peccare di provincialismo, diciamo management) degli
ospedali. Se alcuni sono amministrati da fior di esperti che conoscono i
problemi e sanno come risolverli, che premiano i bravi e penalizzano i somari,
i più sono appannaggio,
Con
il bollino blu più garanzie sulle donazioni
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza cadere
in un eccesso di burocrazia, come rischia di avvenire, per esempio, con l'invio
dei dati fiscali, di statuto e di bilancio all'Agenzia delle Entrate, in
attuazione dell'articolo 30 del decreto anticrisi». Per Olivero «i controlli
vanno fatti, ma non bisogna dimenticare che la prima forma di garanzia è
rappresentata proprio dalle reti dell'
Berlusconi:
"Con Veronica è impossibile andare avanti"
( da "Stampaweb,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per dare una
spinta ai contratti per i nuovi termovalorizzatori che sono frenati dalla
burocrazia. A quel punto lui mi ha interrotto e mi ha detto: "Stai venendo
a Napoli? Io stasera festeggio il diciottesimo compleanno di Noemi, perché non
vieni per un brindisi, lo facciamo in un locale che è poco distante
dall'aeroporto. Ti prego vieni, sarebbe il più bel regalo della mia vita".
Forlì,
provinciali. Bartolomei (Udc): "Operazione dimagrante in Provincia"
( da "RomagnaOggi.it"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
it sulle
elezioni provinciali. "Spinta massima alla raccolta differenziata"
aggiunge Bartolomei sul tema dei rifiuti e invoca uno "snellimento della
burocrazia per favorire le nuove fonti rinnovabili". > GALLERIA
FOTOGRAFICA (A breve il servizio completo)
Burocrazia:
ogni italiano "perde" 190 ore all'anno tra file e uffici, indagine
Patronato Inac - Cia ( da "Sestopotere.com"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia:
ogni italiano ?perde? 190 ore all?anno tra file e uffici, indagine Patronato
Inac - Cia (4/5/2009 15:49) | (Sesto Potere) - Roma - 4 maggio 2009 -Pagamenti
vari, pensioni, dichiarazioni dei redditi, Isee, previdenza, tutela del lavoro
e molto altro.
"Ma
la chimica è ancora il futuro"
( da "Stampa,
La" del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il governo
incentivi l'internazionalizzazione e semplifichi la burocrazia» e che
s'«intervenga con decisione per riammodernare le infrastrutture e ridurre il
costo, onerosissimo, dell'energia». Al governo si rivolge anche Pascucci. «La
complicata questione Safi-Ineos dev'essere gestita dallo Stato o direttamente o
tramite Eni».
Quando
la burocrazia non aiuta ( da "Stampa, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La parola ai
lettori Quando la burocrazia non aiuta Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA
STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 -
e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo
Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.
IL
6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comun...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ora siamo
chiamati a chiudere il conto corrente: nessun problema, quello che invece conta
è che i quartieri non diventino un organismo velleitario e privo di funzioni».
«Io credo che il nuovo corso sarà positivo afferma l'assessore Zittignani :
avremo meno burocrazia, più libertà e più partecipazione». Andrea Alessandrini
In
coda allo sportello ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
probabile che
la verità stia nel mezzo: non siamo terzo mondo, ma di certo oberati da una
burocrazia che ci schiaccia come un macigno e si porta via un pezzo della
nostra vita. AMMETTIAMO pure che «noi italiani» abbiamo le nostre colpe. Ad
esempio, con internet parte delle forche caudine potrebbe essere aggirata con
il «fai da te».
Errani
suona la carica a Bulbi e sbandiera l'orgoglio del Pd
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbattimento
degli oneri della burocrazia); una provincia territorialmente integrata e
aperta all'esterno (lo sviluppo della collaborazione romagnola nell'ottica
dell'Area vasta, dalla sanità ai trasporti); qualità ambientale (aumento della
raccolta differenziata, riduzione dei rifiuti bruciati, impianti di
compostaggio e biodigestione);
mense,
sconti al secondo figlio ma nei nidi i genitori protestano - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
del Pd: «Così
si penalizzano le famiglie che non conoscono il proprio Isee, cioè gli
stranieri e chi non ha dimestichezza con la burocrazia». Michele Carruba,
presidente di Milano Ristorazione, risponde: «Milano rimane comunque, tra le
città italiane, quella con le rette per la refezione scolastica più basse»
SEGUE A P
Dignità,
libertà e solidarietà. Voci dal triangolo costituito
( da "Manifesto,
Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mentre le
prossime elezioni per l'europarlamento affascinano le burocrazie nazionali di
partiti al governo o quelli condannati alla scomparsa, conviene allora
concentrarsi sulle prassi comunitarie, occasione concessa dalla pubblicazione
di due volumi. Mariagrazia Rossilli cura nel volume I diritti delle donne
nell'Unione europea.
immigrati,
fuga da genova ( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è e permessi
in ritardo, a migliaia tornano a casa LA CRISI, la difficoltà ad integrarsi, la
burocrazia. Ci sono diverse ragioni, e tutte buone, per il migliaio di
stranieri «genovesi» che dall´inizio dell´anno ha scelto di rientrare nei
rispettivi paesi d´origine. E, soprattutto storie dolorosissime. CALANDRI A P
burocrazia,
gare, fondi pubblici apre lo sportello dei "piccoli"
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pagina IX -
Genova L´iniziativa Burocrazia, gare, fondi pubblici apre lo sportello dei
"Piccoli" Uno sportello per assistere le piccole e medie imprese
nella burocrazia, un servizio di assistenza per partecipare alle gare di
appalto e un sostegno per le domande di accesso a fondi pubblici.
Golf
resort, l'apertura slitta a luglio
( da "Sicilia,
La" del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I tempi della
burocrazia, come si sa, non viaggiano alla stessa velocità di quella di un
imprenditore. Forse la filiera burocratica non ha compreso bene, ma questo è un
discorso che ha caratterizzato tutta la vicenda del golf resort del Verdura, le
grida di allarme che di volta in volta venivano lanciate dal management della
compagnia inglese.
Forlì,
elezioni. L'elenco priorità di Confcooperative
( da "RomagnaOggi.it"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alle storture
della burocrazia siano causa di grandi difficoltà per le imprese. Queste le
priorità che Confcooperative - in rappresentanza a livello provinciale di circa
230 imprese operanti nei vari settori con oltre 40000 soci e oltre 11000
lavoratori - segnala ai candidati: -In generale vogliamo sensibilizzare la
classe politica verso scelte che prima di essere applicate devono,
Amministrative,
le priorità di Confcooperative Forlì Cesena presentate ai candidati
( da "Sestopotere.com"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alle storture
della burocrazia siano causa di grandi difficoltà per le imprese. Queste le
priorità che Confcooperative - in rappresentanza a livello provinciale di circa
230 imprese operanti nei vari settori con oltre 40000 soci e oltre 11000
lavoratori - segnala ai candidati: -In generale vogliamo sensibilizzare la
classe politica verso scelte che prima di essere applicate devono,
Giornalista
in Urss "C'erano le microspie nella mia casa a Mosca"
( da "Stampa,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nella sua
quotidianità moscovita appesantita dalla burocrazia durante gli anni da
corrispondente. Un esempio molto efficace: «Fu la mia domestica - ha raccontato
- a mostrarmi dove, in casa, erano state nascoste le microspie». Come nei film.
E, come nei film, c'era un alloggio un po' particolare, all'ultimo piano del
palazzo dove Novazio viveva, con frequentazioni e movimenti strani:
A
Palazzo Venezia, con le donne, Mussolini usava la tecnica musica e magia. Tra
il '35 e il ... ( da "Unita, L'"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un materiale
troppo importante sul funzionamento della burocrazia fascista per rischiarne
l'estinzione». Ida venne imprigionata a Pergine, «curata» con iniezioni di
malaria nel sadico tentativo di «snebbiarle» la coscienza, screditata, messa
infine in una fossa comune, nel
di
PIERO DEGLI ANTONI MILANO IL TELEFILM Festival ha il merito, og...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalle idee
parecchio innovative che si scontra con la burocrazia (c'è anche in America,
pare) medica. In questa caccia alla novità, stavolta il TF si è spinto oltre i
consueti confini statunitensi. Le stesse major americane scelgono, per motivi
di costi, delle location all'estero. Abbiamo così la saga indiana in costume
Dharam Veer, e la balzana sit-com egiziana Coiffeur Ashwaq,
Manca
la traduzione in serboriparte processo per violenza
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
CONDANNATO in primo grado per violenza sessuale ha visto annullare la sentenza
in Appello e in Cassazione per la mancanza della traduzione del capo
d'imputazione nella lingua del suo paese: il serbo. Un particolare che è
risultato determinante per la bontà del processo e ora, a tre anni di distanza
dall'episodio in cui è rimasta vittima una giovane donna,
IL
40 PER CENTO delle aziende agricole socie Coldiretti, che erano a controllo
su... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in modo da
non sottoporre gli imprenditori e i loro investimenti ai tempi anacronistici
della burocrazia. Ricordo che gli aiuti Pac al reddito, sono un diritto delle
nostre aziende, non sono un sussidio facoltativo». «Vorrei assicurare i nostri
soci ha concluso Bosco che Coldiretti, a tutti i livelli, sta continuando a
fare pressioni e a monitorare la situazione.
Alla
Puglia la leadership solare ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
leggera e coraggio politico. In coda invece ci sono altre regioni. La Sicilia,
la Calabria e la Basilicata ma perfino la Liguria annunciano sui giornali
locali programmi mirati alle fonti rinnovabili, «per le quali – è il ritornello
–
ROMA
Renato Brunetta annuncia una spiacevole novità per gli statali, almeno per
quelli più... ( da "Messaggero, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anno sui
costi della burocrazia. Brunetta peraltro è il primo ad avvertire che le cifre
«vanno prese con le molle». Quei risparmi «non è che le imprese se li ritrovano
subito nelle loro tasche: li vedranno nel tempo». Le aziende potranno chiedere
ai loro consulenti del lavoro o ai loro avvocati di ridurre le parcelle,
essendo diminuiti i servizi da garantire.
In
frontiera cala la burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
protocolli di
intesa fra dogane e imprese In frontiera cala la burocrazia Proprio nel periodo
più difficile per l'economia,le imprese aumentano la richiesta di
semplificazione e di servizi capaci di sostenere le proprie attività. A questa
domanda le dogane – il braccio dell'amministrazione statale che controlla le
merci in entrata e in uscita dal territorio nazionale –
Atenei
di Francia in rivolta Studenti e prof contro Sarko
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
burocrazia alle fabbriche sta mettendo i bastoni fra le ruote ai propositi
riformatori di Sarkozy. Parliamo della Sorbona, dove le domande d'iscrizione
sono cadute del 25% rispetto all'anno scorso. Ma potremmo parlare di Tolone,
paralizzata e al centro di una poco edificante inchiesta per traffico di
diplomi a vantaggio di laureandi cinesi.
Cervia:
i pescatori protestano contro l'insabbiamento del porto-canale
( da "RomagnaOggi.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il problema è
collegato anche alla burocrazia, prima di rimuovere la sabbia che sta
paralizzando il canale è necessario un permesso della Regione. I pescatori
martedì hanno protestato in Comune e sono stati ricevuti dal sindaco Roberto
Zoffoli, che si è impegnato per la risoluzione del problema.
Europee,
Storace (La Destra): non sarà un problema superare la soglia del 4%
( da "Sestopotere.com"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ai popoli
contro le burocrazie tecnocratiche e porteremo più attenzione ai diritti
sociali”. E c'è fiducia nell'appuntamento del 7 giugno 2009: "Ormai i
giornalisti - aggiunge Storace - non ci chiedono più se superemo la soglia di
sbarramento del 4%, vogliono sapere con quale partito aderiremo (la Destra
formerà gruppo unico con gli irlandesi di Libertas,
Agevolazioni
pubbliche per le imprese ( da "Sicilia, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è il rischio
di rimanere impantanato nella burocrazia e nei processi di accesso ed
ottenimento del credito. Talvolta non basta la volontà e la caparbietà dei
piccoli imprenditori per uscire dalla recessione, bisogna sostenerle in modo
concreto. E' ormai improcrastinabile una forte azione di sostegno alle imprese
nell'accesso al credito agevolato.
Sicilia,
i cantieri aspettano il via ( da "Sicilia, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
indice contro
la burocrazia. Secondo Conti, ulteriori 700-800 posti di lavoro potranno essere
attivati il prossimo anno quando, a Catania, grazie all'accordo con la Sharp e
la Stm, inizierà la produzione dei modernissimi pannelli fotovoltaici. La
«fabbrica del sole» l'ha definita l'amministratore delegato dell'Enel che ha
annunciato anche l'
Solare,
Italia raggiungerà capacità 1.200-1.300 MW in 2010
( da "Reuters
Italia" del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Montanino ha
sottolineato che lo schema di incentivi ha attutito l'impatto della recessione
economica mondiale per il settore del fotovoltaico in Italia, dove la
burocrazia locale e i ritardi nella connessione alla rete sono ancora visti
come i principali ostacoli. Dal 2007 ad oggi il governo ha speso circa 150
milioni di euro in nuovi incentivi per il fotovoltaico.
Cesena,
Macori (Pdl) in redazione: "Via i ciottoli di fiume da piazza del
Popolo" ( da "RomagnaOggi.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Guerra alla
burocrazia, con l'aiuto dell'Università. Il carico di burocrazia che
appesantisce ogni azione che un cittadino o un'impresa vogliono intraprendere è
uno dei punti forti del programma di Macori: "Bisogna coinvolgere in un
progetto unico alcuni giovani laureati delle nostre facoltà universitarie e
chiedere loro di lavorare per eliminare le procedure inutili,
Ddl
sicurezza, fiducia slitta a prossima settimana
( da "Reuters
Italia" del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
del Parlamento e non si è riusciti a mettere il voto in calendario prima di
mercoledì prossimo", ha detto a fine giornata il capogruppo della Lega
Nord a Montecitorio, Roberto Cota. Inoltre, da venerdì i partiti saranno
impegnati a presentare le liste elettorali per le elezioni amministrative di
giugno e una chiamata alla Camera per la fiducia non avrebbe agevolato il
Tre
enti firmano un patto per aiutare chi ha bisogno
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accesso è
anche stato realizzato un nuovo manifesto informativo con indirizzi, orari e
e-mail di ogni «centro-aiuto» per la burocrazia legata alla permanenza in
Italia degli stranieri. «Tutti i servizi - sottolineano gli operatori - sono
gratuiti. Spesso gli immigrati sono convinti che se si paga si ottiene di più,
ma in questo campo non è così». \
La
nuova class action salva anche Alitalia
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aula di
Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a
danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare)
ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema
di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo.
Lannutti
Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i
truffatori ( da "Stampa, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aula di
Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a
danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare)
ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema
di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo.
Fiducia
su ronde e intercettazioni Il basso baratto di governo
( da "Unita,
L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Colpa della
burocrazia parlamentare», si sfoga il capogruppo leghista Cota. «Il governo si
lascia ricattare dalla Lega», attacca Buttiglione dell'Udc. E Di Pietro: «La
maggioranza si vergogna a votare questa roba e il governo si nasconde dietro la
fiducia.
Vitali
anticipa il verdetto:
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A un patto:
meno burocrazia e avere accesso al credito. Continuità o discontinuità rispetto
a Fabbri? A Vitali scappa un «continuità: abbiamo fatto anche le foto insieme.
Sogno però di traghettare la nostra provincia in una dimensione ancora più
internazionale».
L'omaggio
dell'ex nemico: un grande professionista
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
decise di
abbandonare Palermo in polemica accusando la burocrazia di uccidere la ricerca,
i giornali gridarono allo scandalo per la «fuga di cervelli». Marcelletti,
pronto, invitò a «non enfatizzare» perchè «i veri cervelli sono quelli che
fanno ricerca pura». L'anno scorso toccò all'attuale parlamentare del Pd
prendersi la rivincita quando iniziarono i guai giudiziari di Marcelletti.
Il
voto slitta di sette giorni Bossi: c'è lo zampino di Fini
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutta colpa
della burocrazia parlamentare», accusa il capogruppo leghista Cota. «La
decisione di quando mettere in votazione il ddl non tocca al governo, ma al
presidente della Camera», sottolinea Maroni. Ecco il punto nevralgico:
Gianfranco Fini. Il Carroccio è convinto che il ritardo sia farina del sacco
della terza carica dello Stato.
La
Lega impone le sue leggi ( da "Manifesto, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Purtroppo ci
sono le regole e la burocrazia parlamentare». Il testo slitta dunue a mercoledì
della priossma settima, con il voto finale previsto per giovedì. La scelta di
ricorrere alla fiducia fa insorgere l'opposione che in questo modo si vede
privata per l'ennesima volta della possibilità di poter discutere in aula un
provvedimento.
Il
mondo dopo la prima crisi globale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
indipendente secondo criteri tecnici, la politica fiscale scaturisce da
processi politici dagli esiti più difficilmente prevedibili. Non si può
escludere che l'espansione del ruolo dello Stato, nata per contrastare
temporaneamente la crisi, duri a lungo e porti a cambiamenti significativi
nella divisione dei compiti tra Stato e mercato anche nei paesi in cui
tradizionalmente
ROMA
Emendamento annunciato e presentato. Opposizione sul piede di guerra. Tema: la
class action ch... ( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
annunciato
nei giorni scorsi, che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust
sulla distribuzione del gas. A firmarlo è il presidente della Commissione Industria
del Senato Cesare Cursi (Pdl). L'Eni aveva giudicato il tetto un «unicum» in
Europa. Approvate infine le norme sblocca-burocrazia per le aziende. B.C.
La
condanna di Roma è finita. Roma, capitale a sovranità limitata. Persino i
padri... ( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prevedeva un
programma pluriennale e concedeva deroghe alla capitale per non affogare nella
burocrazia. Ebbene, quel Ddl non fu mai esamitato dalla Camera. L'episodio è
ricordato in un libro di Fabrizia Cusani e fotografa bene lo stato d'animo di
un Paese che ha caricato la sua capitale di un senso di colpa che talvolta
ancora affiora.
UNA
CAPITALE in cerca d'autore. Per anni - da sempre - il destino di Roma sembrava
segn... ( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prevedeva un
programma pluriennale e concedeva deroghe alla capitale per non affogare nella
burocrazia. Ebbene, quel Ddl non fu mai esamitato dalla Camera. L'episodio è
ricordato in un libro di Fabrizia Cusani e fotografa bene lo stato d'animo di
un Paese che ha caricato la sua capitale di un senso di colpa che talvolta
ancora affiora.
ROMA
- Meno male che ci siamo imposti sul voto di fiducia. Il congresso del...
( da "Messaggero,
Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il capogruppo
leghista Roberto Cota ha dato la colpa alla «burocrazia parlamentare», dunque a
Gianfranco Fini che ha preteso un esame accurato dei tre maxi-emendamenti,
frutto di un sofferto accordo di maggioranza. Maroni invece ha sparato direttamente
sul vertice del Pdl: «In Senato ci vogliono due settimane per approvare il ddl.
Gli
artisti divisi tra libertà e tutele Celentano: mi svincolo. Povia: io no
( da "Corriere
della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dice Frankie
Hi Nrg: «Compilare un modulo aggiunge burocrazia e più che un'offerta di
libertà mi sembra un deterrente. Mi sembra che facciano fatica a guardare un
futuro che è già qui». Per Marco Masini il discorso è prematuro. «Sarà interessante
valutare il futuro, quando le canzoni si venderanno sciolte, come una volta le
sigarette.
Tariffe
agevolate per i redditi bassi ( da "Salute (La Repubblica)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Senza troppa
burocrazia, con un rapporto diretto tra pazienti e dentisti, l'Accordo
sull'Odontoiatria sociale fra ministero della Salute, Andi (Associazione
Nazionale Dentisti Italiani) e Oci (Odontoiatri Cattolici Italiani) punta ai
bisogni della gente, acuiti dalla crisi economica.
Clandestini,
divampa lo scontro ( da "Stampaweb, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le regole e
la burocrazia parlamentare...». In realtà, si apprende dagli uffici della Camera,
i tempi agognati dal Carroccio non erano praticabili visto che i tre
maxiemendamenti, che intorno alle 16.30 di ieri Maroni annunciava come pronti,
non sono ancora arrivati alla presidenza della Camera che deve vagliarli e
preparare la relazione tecnica prima di sottoporli al voto dell?
Forlì:
autovelox, il "no" di Alessandro Spada (PdL)
( da "RomagnaOggi.it"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle società
partecipate ed elevati costi della burocrazia, si è giunti ad un disastrato
bilancio comunale, privo della razionalizzazione degli investimenti e
dell'individuazione delle priorità d'intervento. Per far fronte a questa
drammatica inefficienza, e non per intraprendere una seria opera di
prevenzione, il Comune di Forlì intende affidarsi all'aumento delle multe
future,
Amministrative,
Spada (PdL) No agli autovelox per far cassa
( da "Sestopotere.com"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conti in
rosso delle società partecipate ed elevati costi della burocrazia, si è giunti
ad un disastrato bilancio comunale, privo della razionalizzazione degli
investimenti e dell?individuazione delle priorità d?intervento. Per far fronte
a questa drammatica inefficienza, e non per intraprendere una seria opera di
prevenzione, il Comune di Forlì intende affidarsi all?
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è ferma e
insabbiata nelle oscure stanze della politica e della burocrazia regionale. Non
c'è minima traccia di un disegno organico del governo per reagire alla crisi
economica. L'assemblea regionale, a parte qualche tappa forzata per il
bilancio, è diventato un bivacco inoperoso a causa della continua litigiosità.
Rete
servizi Modicagestione in perdita
( da "Sicilia,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la struttura
è stata dichiarata inagibile e, al momento, è provvisoriamente allocata
all'interno del porto sotto alcuni gazebo. Infine, si attende il completamento
del porto. Dal ribasso d'asta dei lavori in atto sono avanzati circa 3,5 mln di
euro che però giacciono bloccati nei meandri della burocrazia. Gaetano Piccione
Un
teatrinoper il Sud ( da "Sicilia, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di
rinnovamento della rete Enel, di guerra alla burocrazia. E poi ancora: fondi
europei, aiuti agli imprenditori meridionali, zone franche urbane e chi più ne
ha più ne metta. Perché Scajola non ha dubbi: il governo Berlusconi ha
intenzione di trasformare il Sud 'in un volano per l'economia nazionale'.
Ma
Federfarma va all'attacco: La burocrazia ci danneggia
( da "Stampa,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attacco: «La
burocrazia ci danneggia» ROMA Quello scontrino diventerà muto, dal 1° gennaio
2010. Le proteste hanno convinto il Garante per la privacy: lo scontrino
fiscale «parlante» emesso dalle farmacie (elenco dei medicinali acquistati,
codice fiscale, registrato con tessera sanitaria) andrà in pensione perchè è
indiscreto.
Parte
un appello al ministro Scajola per il caso del maneggio di Taggia
( da "Stampa,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA LA
COOPERATIVA NEOPOLIS E I TROPPI OSTACOLI Parte un appello al ministro Scajola
per il caso del maneggio di Taggia TAGGIA Finisce sul tavolo del ministro
Claudio Scajola (Sviluppo economico) la vicenda fra la coop Neopolis, che ha in
gestione il maneggio di San Martino a Taggia, e gli enti pubblici che
ostacolerebbero la realizzazione di una tensostruttura destinata all'
"via
libera al cemento anche dal pd" - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per snellire
la burocrazia In un documento il consigliere Spreafico chiede di adottare tutte
le misure per sostenere l´edilizia ANDREA MONTANARI Dopo le fortissime critiche
del centrosinistra alle nuove norme del Pirellone che i Comuni dovranno seguire
per approvare i nuovi progetti edilizi, l´assessore regionale all´Urbanistica
leghista Davide Boni passa al contrattacco.
di
BRUNO DALLARI RUBIERA E' STATO pensato e studiato per...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Misteri della
burocrazia. «Forse per fare cassa sibila un suo collega ben sapendo che si
rischia pur di evitare le code eterne sulla via Emilia, causa anche il semaforo
che ancora esiste a Marzaglia. Qualche volta ti fermano e chiedono, con la
sanzione, il pedaggio.
)PROSTITUZIONE
Spettacolo indecoroso in via San Giacomo Caro Carlino,...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aiuto agli
onesti cittadini contro chi cerca di ostacolarli con burocrazia e cattiverie.
In sostanza, ci adopereremo perché sia istituita una figura che esaminerà e
perseguirà tutti quei comportamenti volti a danneggiare ingiustamente il
cittadino costringendolo ad inutili ricorsi, perché nel "Comune Amico"
deve nascere la figura del "Vigile Amico".
Duello
rosa attorno al sindaco ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche perché
mi permetterà di affrontare quei problemi che oggi vivo nelle vesti di semplice
cittadina, di madre e di lavoratrice. Non sono una professionista delle
istituzioni e neppure della burocrazia locale, pertanto ho il vantaggio di
confrontarmi con la vita quotidiana in modo trasparente e diretto».
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dai palazzi
della burocrazia o più semplicemente dalla vita cittadina che si è spostata
altrove. Qui si possono realizzare spazi verdi, di riposo, che sono sicuramente
belli, ragionevoli. Ma non si può neanche esagerare in questo senso: non si può
svuotare la città trasformando quelli che erano grandi spazi di produzione e di
vita in deserti.
il
baraccano oggi svela il suo "teatro da camera" - francesca parisini
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sarebbe
dovuto seguirne un altro ma poi, si sa, i tempi della burocrazia sono quelli
che sono. Tuttavia il progetto c´è, va radicato come possibilità reale». è il
progetto da quattro milioni e mezzo di euro, non spiccioli, di un museo
dedicato alla comunicazione - «l´unico in Italia», sostiene Guglielmi.
Farmaci,
via i nomi dallo scontrino ( da "Secolo XIX, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Troppa
burocrazia già rende difficile il lavoro», sostiene la presidente della
Federfarma, Annarosa Racca, chiedendo certezza sui tempi delle nuove
disposizioni. «Non vedo benefici da questa misura» spiega Racca a capo
dell'associazione che rappresenta oltre 16 mila farmacie private.
ROMA
- Se hai la prima casa distrutta o danneggiata, dall'ordinanza della prossima
settim... ( da "Messaggero, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quella che
crudelmente la burocrazia chiama «attività di triturazione» sarà effettuata in
otto cave già scelte dalla Regione nelle vicinanze dell'Aquila. Alla
«triturazione» seguirà lo smaltimento vero e proprio: operazioni talmente
delicate che vengono seguite passo passo dalla Procura della Repubblica e dalla
Direzione distrettuale antimafia.
Alluvione:
la Cia di Alessandria incontra i parlamentari
( da "Sestopotere.com"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
evitando
burocrazia e lungaggini. Ai tre deputati la Cia e le altre associazioni hanno
avanzato le seguenti richieste, affinché nell'ambito del loro ruolo,
intervengano presso gli organi preposti: 1) Dichiarazione immediata dello stato
di calamità. 2) Applicazione della legge 102/2004, escludendo il vincolo della
percentuale minima di danno della Plv,
L'EUROPA
SPARITA ( da "Stampa, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La menzogna
nazionalista delle élite è questa, secondo Beck: «Esse deplorano la burocrazia
europea senza volto, ovvero il congedo dalla democrazia, e quindi partono
dall'assunto totalmente irreale secondo cui ci sarebbe un ritorno all'idillio
nazional-statale». Un ritorno irrealistico, anche se travestito da Realpolitik.
"un
italiano su due colpito dalla crisi" - barbara ardu
( da "Repubblica,
La" del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Funzionerà
così: ciascun consumatore, se vorrà, potrà destinare una quota dell´Iva ai
Paesi poveri. Soldi che però non finiranno alle classiche organizzazioni
internazionali, malate di burocrazia, ma ai governi, alle Ong e alla società
civile.
Passione
laica con prostituta e barbone ( da "Corriere della Sera"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infermieri. Mauro Avogadro fa vivere con disperata lucida impotenza la figura
del padre all'obitorio davanti alla salma del figlio trans, in uno straziate
allucinato lamento funebre. Michele Di Mauro è il trombonesco barbone che ha
come compagno di strada il fragile Lustrini, Mariano Pirrello,
Fidimpresa,
cresce il gradimento Sabatini:
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
sulle singole operazioni di credito. Con l'aggravante che questo sistema,
davvero poco virtuoso, colpisce paradossalmente di più le imprese che hanno
investito in ricerca e nuovi impianti». LE IMPRESE, dunque, hanno bisogno
ancora di più, in questo momento, di sentirsi un corpo unico, di appartenere a
un sistema che le renda più attrezzate per fronteggiare tempi difficili.
Sparito
il Dl per snellire la burocrazia nell'edilizia
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le imprese
«Sparito il Dl per snellire la burocrazia nell'edilizia» C' è una parte del
piano casa che, di rinvio in rinvio, appare ormai dimenticata: il decreto legge
che dovrebbe accelerare i tempi degli interventi edilizie ridurre il peso della
burocrazia. Il governo si era impegnato ad approvarlo entro il 10 aprile.
Prudenza
con le frontiere chiuse ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a parte i tempi
della burocrazia, inserirsi nel contesto economico e sociale del paese ospite
non è certo semplice. Oltretutto, la natura globale della crisi rende anche
misere le prospettive di rientro. Rientrare per fare cosa? Dunque, fintanto che
la crisi è percepita come temporanea, gran parte degli stranieri resteranno e
altri continueranno ad arrivare.
In
calo i prezzi dei pannelli ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che non
vengono dal mercato: la burocrazia, che vincola gli investimenti, e gli
elettrodotti, che non sono adeguati per accogliere l'energia immessa in rete
dagli impianti solari», osserva Aldo Meneghelli, amministratore delegato della
Sharp Italia. La giapponese Sharp, per i consumatori italiani, è l'azienda dei
computer e delle calcolatrici,
Province
al verde: meno fondi statali e dalle automobili
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
insomma, si rivela la funzione più «pesante» nei bilanci e l'istruzione, uno
dei compiti chiave delle Province, arriva solo al secondo posto. Il dato,
secondo il linguaggio cauto della Corte, può essere «indice della necessità di
avviare processi di razionalizzazione », tanto più che il calcolo pro capite
dei costi burocratici provinciali conosce oscillazioni imponenti
In
Italia architetti di serie B ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In Francia la
burocrazia dà certezze e la committenza pubblica è complice, è collaborativa e
costruisce, facendo scuole, ospedali e così via.Qui l'architetto diventa
protagonista e viene considerato un promotore di cultura e una persona in grado
di generare una filiera di centinaia di milioni di euro.
Eppure
stiamo andando a votare senza che si sia ancora aperto un minimo di dibattito
sul ruo... ( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
gli aiuti
alle regioni più povere e il costo della burocrazia) è inferiore all'uno per
cento del Prodotto Lordo Europeo. Invece di ragionare sui fatti e di discutere
quanto e come si deve spendere e si deve decidere a livello europeo, si
preferisce usare Bruxelles come caprio espiatorio per tutte le cose che non
vanno nel nostro Paese.
FRA
meno di un mese saremo chiamati a votare per le elezioni europee. Voteremo per
il parlamento del... ( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
gli aiuti
alle regioni più povere e il costo della burocrazia) è inferiore all'uno per
cento del Prodotto Lordo Europeo. Invece di ragionare sui fatti e di discutere
quanto e come si deve spendere e si deve decidere a livello europeo, si
preferisce usare Bruxelles come caprio espiatorio per tutte le cose che non
vanno nel nostro Paese.
Il
poker di Marco ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
3 Il poker di
Marco Torna in pista anche Filippo Berselli STOP al clientelismo e alla
burocrazia che blocca tutto, via alla privatizzazione dell'aeroporto per far
funzionare il nuovo Palas, via alla progressiva dismissione del «bubbone Hera»,
più spazio all'economia e alla società civile, invertire il rapporto tra
pubblico e privato.
Bertolaso
trova ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con lo
spirito di chi vuole venire incontro a una necessità assoluta per superare i
tempi della burocrazia, ha pagato. Devo dire che io ero perplesso, ho sempre
riluttanza a mostrare il caso di mia figlia, a farne un caso mediatico. Ma
stavolta mia moglie ha avuto ragione. Per il bene di mia figlia un po' di
polverone serviva. Protezione Civile e comune hanno risposto alla grande».
dall'inviato
ALESSANDRO FARRUGGIA MARTINSICURO (Teramo) AL C...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con lo
spirito di chi vuole venire incontro a una necessità assoluta per superare i
tempi della burocrazia, ha pagato. Devo dire che io ero perplesso, ho sempre
riluttanza a mostrare il caso di mia figlia, a farne un caso mediatico. Ma
stavolta mia moglie ha avuto ragione. Per il bene di mia figlia un po' di
polverone serviva. Protezione Civile e comune hanno risposto alla grande».
"Più
credito selettivo per uscire dalla crisi"
( da "Stampa,
La" del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cioè meno
burocrazia. Poi rivisitando l'impalcatura di enti che circondano l'agricoltura
italiana e che rischia di trasformarsi da un sostegno in un gabbia. Bisogna
fare un'analisi critica da parte di tutti sul discorso prezzo-qualità-costi,
per valorizzare la produzione primaria e il reddito degli agricoltori.
Apicella
è controcorrente: troppa burocrazia
( da "Stampa,
La" del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Apicella è
controcorrente: troppa burocrazia In casa Pd lo scivolone dei rivali è stato
accolto con grande ironia. I dirigenti del partito di Franceschini non fanno
nemmeno finta di essere dispiaciuti per l'infortunio capitato ai rivali, e anzi
sottolineano le carenze organizzative del Pdl anche in prospettiva
amministrativa.
Maggio,
se son rose stavolta fioriranno ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A fronte di
una ripresa ancora a macchia dileopardo,c'è però una constatazione comune a
tutte le aziende: intervenire adesso sulle disfunzioni del sistema-paese per
irrobustire la marcia di uscita dal tunnel. Energia, burocrazia, fisco, lavoro
i capitoli su cui intervenire per poter competere, domani, ad armi pari con i
concorrenti internazionali.
Eolico
penalizzato dalle dispersioni ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci si mette
la burocrazia, che sta allentando la presa sugli impianti eolici più di quanto
faccia ( sembra strano ma è così) con le nuove linee di interconnessione alla
rete. La buona volontà di Terna sembra testimoniata da piani di investimento
massicci. Solo lo scorso anno sono stati mobilitati 800 milioni (il quadruplo
rispetto al 2004)
Accordo
sugli investimenti verdi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a dispetto
della burocrazia paralizzante di alcune Regioni, e il Gestore dei servizi
elettrici (Gse) ha firmato un accordo con Invitalia per spingere la costruzione
di nuove centrali alimentate da fonti "verdi" di energia. Il Gse è la
holding pubblica (controllata dal ministero dell'Economia) che controlla tra
l'altro la Borsa elettrica e l'
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IL CAVALIERE
CONTRO TUTTI «Troppe critiche e burocrazia, alla Ue serve un drizzone»
«Dobbiamo impegnarci per dare un drizzone a questa Europa. Manca una politica
di difesa comune, un esercito europeo, una politica dell'immigrazione» mentre
«si fanno troppe chiacchiere e ci sono troppi portavoce sempre sulla scena».
Il
sindaco di Rondanina si "scorda" degli avversari
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per questo
sostengo con forza che sia stata lesa la democrazia in nome della burocrazia.
Una cosa senza senso, davvero. E inoltre, per quanto riguarda la mia lista, è
stato comunicato anche il nome sbagliato: non è"Per Rondanina", ma
"Rondanina Viva", denominazione che spiega da sé la determinazione
del programma che abbiamo in mente per rilanciare il paese».
Emilia
Romagna spinta dall'innovazione ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il peso della
burocrazia Emilia Romagna spinta dall'innovazione C'è una parte d'Italia che ha
le carte, anche "burocratiche", in regola per correre. E un'altra che
invece, soprattutto per le inefficienze della Pa, ha performance da podista
della domenica. Anche gli indicatori di "MisuraPa" sulla
competitività delineano un Paese spaccato a metà.
Forlì:
retroscena da elezioni, per chi si vuol fare due risate
( da "RomagnaOggi.it"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quando i
computer e i cd erano strumenti che si vedevano solo nei film di fantascienza e
che obbliga al deposito del simbolo in forma cartacea (in triplice copia per
ogni lista, quindi 12 copie al Comune di Forlì: una per il Comune e tre per le
circoscrizioni). Eppure basterebbe un normale pdf. Ma la burocrazia italiana
sta ancora a misurare con la squadra... Fabio Campanella
Europa,
Formigoni con Fini: "Sia la patria della sussidiarità"
( da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Europa non
può essere una burocrazia piramidale, ma una rete di soggetti in cui le
persone, le identità territoriali, le associazioni, la società civile sono
protagonisti dei processi democratici e decisionali. La Regione Lombardia si è
affermata in questi 14 anni di governi Formigoni come la regione della
sussidiarietà per antonomasia,
Cesena,
Angeli (LF): "Lucchi va contro la storia del suo partito"
( da "RomagnaOggi.it"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ora
comportato in maniera diametralmente opposta sia in fatto di burocrazia che di
trasparenza. Apprezziamo il fatto che si prenda modello l' esperienza
dell'amministrazione di centrodestra di Parma che, in appena diciotto mesi ha
realizzato un servizio comunale decentrato a supporto del cittadino, una sorta
di sportello polivalente che fornisce risposte in tempo reale,
Burocrazia:
in Italia extracomunitari, stranieri e pensionati "lavorano" 20
giorni all'anno per risolvere pratiche
( da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia:
in Italia extracomunitari, stranieri e pensionati ?lavorano? 20 giorni all?anno
per risolvere pratiche (11/5/2009 18:16) | (Sesto Potere) - Roma - 11 maggio
2009 - Pagamenti vari, errori o disfunzioni su internet, indicazioni sbagliate,
domande di pensione, cartelle pazze, riconoscimento d?
Merci
pericolose, accordo per il trasporto in sicurezza in Lombardia
( da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
sia per il monitoraggio delle merci pericolose. "Con la firma di questa
intesa - ha detto l'assessore Maullu - si avranno maggiori certezze in ordine
alla sicurezza e alla salute dei cittadini lombardi. Il documento è, infatti,
rivolto anche ai sindaci che avranno il compito di informare i propri residenti
sui comportamenti da tenere in caso di incidenti provocati da aziende
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
NELL'ASTIGIANO. E'
EMERGENZA STRADE Dalla Provincia 250 mila euro per Bubbio. Antignano case
sgomberate Le frane circondano il centro di Cortazzone [FIRMA]ELISABETTA
FAGNOLA CORTAZZONE Sull'Astigiano è tornato il sole, ma l'inventario di frane e
strade chiuse è un vero «bollettino di guerra», come lo definisce l'assessore
provinciale ai Lavori Pubblici Rosanna Valle. Proseguono i sopralluoghi dei
tecnici provinciali, così come le segnalazioni dei sindaci. L'ultimo
aggiornamento giovedì sera in Consiglio provinciale: l'assemblea, approvando
una variazione di bilancio, ha stanziato 250 mila euro per la frana di Bubbio,
girando un mutuo già esistente da 3 milioni e 400 mila euro per affrontare
l'emergenza frane. Riaprono le prime strade: due nel Comune di Montiglio, la
provinciale 42 per Canelli e la 50 per Calamandrana alta, una quinta a
Cassinasco. Stando ai sopralluoghi di giovedì non si passa ancora per molte vie
nei comuni di Villa San Secondo e Montiglio, Castagnole Monferrato, Costigliole
e Calosso, sulla provinciale fra Mombercelli e Vinchio, fra Rocca d'Arazzo e
Montegrosso, Incisa Scapaccino e Castelnuovo. Strade interrotte anche a Isola,
Montaldo Scarampi e Agliano, San Giorgio Scarampi, Cassinasco, Rocchetta
Palafea, Roccaverano, Vesime, Sessame e Monastero Bormida, senza contare le
stradine comunali. C'è preoccupazione soprattutto nei piccoli comuni:
«Cortazzone da novembre a oggi, dopo le copiose nevicate invernali e le piogge,
è stato gravemente danneggiato nel concentrico e nelle frazioni» spiega il
sindaco Simonetta Ventura. Ora ci sono 8 frane, una particolarmente estesa in
centro paese: «Le segnalazioni sono state reinviate, ma non abbiamo avuto
riscontri positivi, spero che vengano prese in considerazione dato che le
nostre risorse sono molto limitate» aggiunge Ventura. Ad Antignano, sono tre le
abitazioni inagibili, una in località Perosini, due sulla provinciale 8 per San
Martino Alfieri: «Il dissesto coinvolge tutto il territorio - racconta il
sindaco, Francesco Bosia - ora i privati attendono le verifiche geologiche, per
due delle tre famiglie evacuate ci stiamo attivando per una soluzione di medio
periodo». E pensando ai fondi necessari per il recupero,
spaventano le «lungaggini» della burocrazia: «Per il consolidamento dell'area delle Rocche, avevamo chiesto
un contributo in Regione, circa 400 mila euro» ricorda Bosia. Una domanda
inviata nove anni e mezzo fa: «Il via libera è arrivato solo a metà aprile».
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Intervista Il
modello Detroit e il dibattito sulla partecipazione "Gli operai in Cda
sono un vantaggio per le aziende" Michele Tiraboschi ROBERTO GIOVANNINI
ROMA Professor Michele Tiraboschi, lei insegna diritto del lavoro a Modena, è
stato collaboratore di Marco Biagi e oggi è anche consulente del ministro del
Lavoro Sacconi. Come commenta il ruolo importante che i sindacati hanno nella
nuova Chrysler, dopo l'intesa con la Fiat, o che potrebbero avere in caso di
accordo per l'Opel? In Italia non siamo molto abituati... «In effetti nel
panorama italiano non è un caso molto frequente, ma non lo è nemmeno negli Usa,
dove semmai i sindacati entrano nelle aziende attraverso fondi d'investimento
previdenziale o di altra natura. È comunque un modello diffuso in molti paesi;
talvolta istituzionalizzato per legge, come in Germania. Ricordo però che in
Parlamento si sta discutendo da qualche mese una norma sulla partecipazione».
Che potrebbe subire un'accelerazione, dopo l'accordo su Chrysler. «È possibile:
il tema ormai è nell'aria. Il ministro Sacconi nel Libro Verde aveva lanciato
l'idea di una partecipazione, anche se non nel senso della cogestione alla
tedesca. Schemi leggeri ma che cominciano ad essere discussi, almeno dagli
addetti ai lavori». Certo è che i sindacati americani e canadesi avranno una
presenza imponente, nell'azionariato e nel Cda di Chrysler. Una azienda
italiana reggerebbe? «Non solo ce la farebbe, ma sarebbe avvantaggiata, perché
un sindacato presente in Cda è un sindacato responsabilizzato, che non alimenta
conflitto e antagonismo, ma che capisce che è nel suo interesse che l'impresa
faccia scelte di lungo periodo, che sia sana e solida. Del resto, la nostra
Costituzione all'art. 46 - inattuato - rinvia a leggi per prevedere le forme di
partecipazione dei lavoratori anche alla gestione dell'imprese». Ipotizziamo
un'intesa tra Fiat e Opel. Sarebbe la stessa logica del caso Chrysler? «Sì; la
differenza è che in Germania la presenza dei sindacati nei Cda è tradizionale,
in Italia o negli Usa no. In Germania c'è una cultura e un atteggiamento del
sindacato favorevole...» Eppure il sindacato tedesco è partecipativo e
responsabile, ma quando contratta fa richieste «toste» e non si fa grandi
problemi a scioperare... «Il caso tedesco dimostra che la cogestione o la
partecipazione non sono l'antitesi del conflitto: ci può essere collaborazione
anche in sistemi che riconoscono il conflitto. Nel sistema tedesco sono i
lavoratori che eleggono i rappresentanti del Consiglio di amministrazione o del
consiglio di sorveglianza». In Italia però le esperienze di presenza sindacale
«forte» nella gestione sono quasi sempre negative, basti pensare alla vicenda
Alitalia. «Era un caso molto particolare. Ma se in Italia il sindacato è
espressione tendenzialmente di una cultura antagonista conflittuale, i segnali
più recenti - la tensione tra Cisl-Uil e la Cgil - riguarda proprio la natura e
il ruolo del sindacato. Cisl e Uil spingono per la democrazia e la
partecipazione». Però un conto è la partecipazione dei
lavoratori, un conto dare la gestione a burocrazie sindacali autonominate. È
per questo che la Confindustria di Emma Marcegaglia sembra poco interessata
alla partecipazione? «Se nei Consigli ci sono personalità che non hanno
competenza ed esperienza di gestione, è chiaro che sono guai. È un
processo lungo, ma che può trovare spunti importanti dall'esperienza
Fiat-Chrysler. Significativa perché nasce in un contesto dove non c'è una
filosofia della partecipazione, e dimostra che un sindacato può giocare un
ruolo decisivo in una situazione disperata».
( da "Repubblica, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Genova
L´arte assediata dalla spazzatura "Salvate la Loggia di piazza
Banchi" I locali in abbandono ora riacquistati dal Comune, potrebbero
essere destinati a un Urban Center MARCO PREVE Trasformata in discarica abusiva
d´arte moderna, con i locali di servizio pieni di immondizia e i pavimenti
allagati da inquietanti infiltrazioni nei muri, la Loggia della Mercanzia di
piazza Banchi è al centro di un acceso dibattito che riguarda sia le sue
attuali condizioni, sia la sua futura destinazione. E che registra la
preoccupazione di un gruppo di cittadini circa una possibile privatizzazione
dello storico edificio realizzato alla fine del 1500. Il Comune, attraverso
l´assessore Mario Margini, annuncia di voler individuare al più presto una
soluzione che tenga anche conto «della fruizione pubblica» del luogo. A
sostegno di queste dichiarazioni c´è un retroscena curioso, uno "scivolone" della burocrazia. I locali di servizio della Loggia, infatti, quelli direttamente
aperti sullo spazio usato per convegni ed esposizioni, erano stati venduti ai
privati a causa di una clamorosa "distrazione". Pur essendo asserviti
alla Loggia, facevano parte del palazzo adiacente di proprietà della Asl 3.
Quando la Regione vendette in blocco i suoi immobili a Fintecna, nessuno si
accorse che ci erano finite anche le stanze della Loggia. «Il Comune le ha
appena riacquistate - conferma l´assessore Margini -, stiamo per firmare
l´atto, e risolto questo intoppo si potrà pensare a una soluzione che consenta
anche di intervenire sul degrado. Credo che l´idea di installarvi un Urban
Center resti quella prioritaria, visto che esistono anche finanziamenti
regionali. Certo troveremo una soluzione condivisa anche con quelle realtà di
associazioni, penso in particolare alla Biologgia, e cittadini interessati alla
valenza pubblica della struttura». Quanto alle voci di un possibile affidamento
alla Porto Antico, Bruno Giontoni, presidente della società controllata da
Comune, Camera di commercio e Autorità Portuale, è categorico: «Ho letto le
indiscrezioni ma nessuno ci ha mai comunicato nulla in merito». Intanto le
condizioni dei locali di servizio sono di totale incuria. Pavimenti allagati
con l´acqua che lambisce anche lo spazio espositivo ed è arginata con fogli di
giornale, masserizie, veri e propri cumuli di spazzatura e poi quella montagna
di 500 copertoni, ereditati da un artista statunitense, Allan Kaprow, che nel
gennaio 2008 organizzò una mostra. L´happening di modern art si chiamava
"environment" che, inglese, vuole anche dire "ambiente".
Decisamente beffardo, visto che, finita la performance, Kaprow è tornato negli
Usa, ma i suoi pneumatici sono rimasti, accumulati in una stanza, nel più
classico stoccaggio abusivo di rifiuti speciali, poiché la gomma non è
biodegradabile e in caso di incendio (eventualità assolutamente plausibile
visto il contesto di abbandono) una quantità del genere creerebbe una enorme
nuvola tossica. «La Loggia dovrebbe essere uno dei punti di qualità della
Genova turistica - attacca Aldo Siri, presidente di centro-destra del Municipio
Centro Est- e invece è in condizioni vergognose. Non dovrebbe essere
sacrificato l´utilizzo pubblico ma bisognerebbe pensare a qualche forma di
presenza, ad esempio un piccolo bar che garantisca anche il minimo della manutenzione».
Non la pensano così i residenti riuniti nell´associazione "Osservatorio
centro storico". «La Loggia di Banchi, a sensi del codice civile, è un
bene demaniale, quindi incommerciabile, che non può essere sottratto all´uso
pubblico. Che vuol dire uso comune di un bene di tutti senza fini di lucro per
alcuno. I cittadini devono poter usare la Loggia di Banchi, che è una piazza
coperta come ve ne sono tante in Italia e nel mondo».
( da "Repubblica, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Cronaca
Esplode camera iperbarica, bimbo in fin di vita Florida, morta la nonna: erano
partiti da Caserta per curare il piccolo negli Usa Francesco, 4 anni, era
all´estero da novembre: le sedute per poter camminare CONCHITA SANNINO dal
nostro inviato san felice a cancello (Caserta) - Il fuoco divampa intorno al
loro abbraccio. Un´esplosione, e due corpi disarmati diventano torce umane. Le
fiamme avvolgono un bambino di quattro anni e sua nonna di sessantadue, mentre
sono distesi in un lettino iperbarico, dall´altro lato del mondo. Lei muore
dopo pochi minuti, lui è in gravissime condizioni. L´incidente avviene infatti
in un centro clinico per terapie sperimentali a base di ossigeno puro, in
Florida, Fort Lauderdale, Stati Uniti: a undici ore di volo dal loro paesino
della provincia casertana, San Felice a Cancello. La tragedia travolge il padre
del bambino, Luigi, che aveva appena lasciato Fort Lauderdale dopo aver
temporaneamente affidato il suo primogenito alle cure della suocera, per
tornare in Italia e sorridere alla nascita del suo secondo figlio, nato appena
da pochi giorni. Invece, appena atterrato ad Atlanta, la notizia dell´incendio.
Per l´anziana Vincenza Pesce non c´è niente da fare: l´esplosione la uccide sul
colpo. Il piccolo Francesco, invece, sta lottando contro lesioni gravissime. Il
bimbo viene sottratto al rogo quando è già molto tardi, ci sono ustioni sul 90
per cento del suo corpo, e anche se un rene da ieri ha ripreso a funzionare, la
prognosi resta riservata e il suo quadro clinico compromesso. Eppure. Il sogno
sembrava così vicino, ormai. Non importa che avessero attraversato l´oceano. Il
sogno di due genitori, Luigi e Katia, lavoratori precari di San Felice a
Cancello, era vedere il loro piccolo Francesco, affetto da tetraparesi
spastica, fin dal momento del parto, fare due metri di passeggiata. Sì, vederlo
camminare per otto passi, com´era successo appena qualche giorno fa. Otto passi
di fila, da solo, senza ripiegarsi o cadere, grazie alla terapia in camera
iperbarica somministrata all´Ocean Hyperbaric Center di Lauderdale by the Sea.
Francesco era arrivato sulla costa est degli Stati Uniti, a pochi chilometri da
Miami, dal 22 novembre scorso. C´era voluta la straordinaria determinazione
della sua famiglia, la generosità del paese e di una folta comunità raccoltasi
intorno al sito web dedicato al bambino, con il sindaco di San Felice in testa,
per riuscirsi. E nella battaglia era intervenuta persino una lettera, sensibile
e sollecita, da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinché la burocrazia degli uffici sanitari locali fornisse «in tempi brevi» tutte le
autorizzazioni e consentisse questo viaggio della speranza verso una terapia
sperimentale che, proprio con un altro bambino campano, sofferente degli stessi
gravi ritardi, aveva portato a inimmaginabili progressi. Francesco aveva
trascorso a dicembre il suo primo Natale estivo, con l´alberello sul mare. E,
ormai da cinque mesi, ogni mattina lo aspettavano sei dure ore di lavoro, tra
terapia, giochi di manualità e camera iperbarica. Da quando aveva preso
l´abitudine ad infilarsi in quella lunga capsula con uno dei genitori o con la
nonna Vincenza - raccontano ora le zie, qui in paese - mentre la sua piccola
testa spuntava dall´oblò di cristallo lui si sentiva un astronauta provetto, si
immaginava come un piccolo viaggiatore nello spazio, mentre la realtà lo teneva
inchiodato a una macchina che sparava ossigeno al cento per cento, chiuso
ermeticamente da una potente maniglia. Fino a quando, le fiamme non lo hanno
avvolto. Lui e nonna Vincenza, così vicini al sogno. Coltivato da un´unica
grande famiglia.
( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 03/05/2009 - pag: 5 «E adesso Opel, partner ideale
di una grande Fiat» Il presidente: con Chrysler occasione irripetibile ma
sappiamo che ora inizia il lavoro duro MILANO E adesso Berlino? «Sarebbe la
chiusura del cerchio». Molto oltre non vuole andare, Luca Cordero di
Montezemolo. Il dossier è aperto, Sergio Marchionne è al lavoro, è
l'amministratore delegato che dopo aver convinto Barack Obama su Chrysler ora
tenta il raddoppio con Angela Merkel su Opel. E in Germania le barricate sono
già state alzate, la Fiat un po' di paura - anche - la fa, dunque «lasciamo che
Sergio si muova come sa». Ovviamente però conferma, il presidente del Lingotto,
che la casa tedesca «sarebbe per noi una straordinaria opportunità, sarebbero i
nostri partner ideali, nascerebbe un gruppo molto forte». Neanche il tempo di
festeggiare Detroit, avvocato? Non è un po' troppo? «È una necessità. Guardate:
in Fiat noi, tutti, proviamo orgoglio e soddisfazione per l'operazione Chrysler
e per le parole del presidente degli Stati Uniti. A me, come presidente del
Lingotto, lasci aggiungere l'enorme gratitudine per un management che ha sempre
mantenuto le promesse fatte, si trattasse di risultati o di strategie. Però il
nostro primo sentimento è l'umiltà. Umiltà e una grande determinazione. Da un
mese, da quando Obama ha parlato per la prima volta di noi, siamo sotto la
lente del mondo. Lo sappiamo e sappiamo soprattutto che è un'impresa molto
difficile, da far tremare i polsi. L'affrontiamo con entusiasmo, ma
raddoppiando impegno e lavoro per rafforzare Fiat e risanare Chrysler. È
un'occasione irripetibile, ma il lavoro duro inizia adesso». Avrete brindato,
però. Sei anni fa la Fiat andava con il cappello in mano ad Arcore, Paolo
Fresco e Gabriele Galateri costretti all'umiliazione. Oggi vi chiama la Casa
Bianca. A salvare l'auto americana. «Dico sempre che bisogna guardare avanti.
Però sì, qualche volta è giusto anche ricordare da dove si è partiti. E io
ricordo molto bene i primi giorni a Torino. Il giovedì mattina ero diventato
presidente di Confindu-- stria, la sera morì Umberto Agnelli. Sergio e io ci
siamo conosciuti grazie a lui: era stato lui a volerci in consiglio. E il
giorno dopo il suo funerale ci siamo ritrovati Sergio a gestire l'azienda, io
alla presidenza. Sui giornali del mondo la Fiat era data per fallita ». In
effetti lo era. «Le prime notti non ci abbiamo dormito». E oggi? L'ha detto
lei: già Chrysler fa tremare i polsi... «Ma oggi partiamo dal lavoro enorme
fatto dal management. È con questo che ci siamo creati un punto fondamentale
che, se vuole, è il nostro plus: la credibilità. Ed è la credibilità che ha
fatto sì che il presidente Obama dicesse di noi quel che ha detto». È anche
però, forse non a caso, un' operazione fatta fuori dal capitalismo di relazione
o dei salotti. «Ma è un'operazione-Paese. Ed è, credo, un orgoglio anche per
l'Italia e la sua industria. Gli uomini e le donne della Fiat in questi anni
hanno lavorato tornando a occuparsi di auto, fuori dalle stanze della politica.
È così che siamo tornati a essere un po' un 'ritratto di famiglia' dell'impresa
italiana: impresa familiare, privata, grande o piccola non importa, che va per
il mondo, raccoglie le sfide, si mette in gioco con i propri prodotti e nient'
altro. Al di là dei discorsi sul primo o sul quarto capitalismo, è questa
l'Italia delle mille eccellenze. Il manifatturiero è uno dei suoi pilastri, e
l'orgoglio è anche una Fiat che traina, con sé, un intero sistema industriale
grazie al lavoro duro, di squadra, di tutti: da Sergio Marchionne all'ultimo
operaio ». Gli operai, oggi, in America li avrete come soci. Insieme a due
governi. Un inedito rapporto pubblico-privato: si potrebbe replicare, in
Italia? «Sono due Paesi, due culture, due situazioni totalmente diverse. Io ho
sempre sostenuto la necessità di un forte coinvolgimento dei dipendenti nei
risultati delle aziende. Ma la proprietà è un'altra cosa». Vale anche per
eventuali soci pubblici? «Ho detto prima che il risanamento è stato possibile
grazie al gioco di squadra. Nel quale metto le banche, senza il cui appoggio
non ce l'avremmo fatta. Ci metto, oggi, gli incentivi al settore che il governo
italiano, come tutti gli altri, ha varato per contrastare una crisi mondiale
senza precedenti. Ma il punto fermo resta uno: l'aver sentito sempre gli
azionisti, prima Ifi-Ifil con Gianluigi Gabetti e ora Exor con John Elkann,
dietro di noi. Hanno rischiato, ci hanno creduto e continuano a crederci».
Dicono però che una parte della famiglia Agnelli sia, ora, preoccupata: giusto
orgoglio, ma timori per il peso che sta assumendo l'auto. Che patisce la crisi
meno di altri, sì, però i debiti sono 6 miliardi e gli unici utili si vedono da
Ferrari e Maserati. «Intanto, Fiat non è solo auto. È camion, trattori, altro
ancora. Dopodiché: se guardo agli ultimi due mesi, stiamo reagendo bene alla
crisi. In marzo siamo diventati il terzo gruppo più venduto in Germania, e non
era mai accaduto. Siamo cresciuti molto in altri Paesi, come la Francia, e
abbiamo superato il 9% di quota in Europa. Sulle alleanze, il nostro è un
disegno con obiettivi a medio termine. Azionisti preoccupati, dice? Io ho visto
grande soddisfazione e grande appoggio. È chiaro che ogni volta che fai
un'operazione importante assumi dei rischi. Ma è cambiato tutto, nel mondo. La
Fiat da sola forse poteva sopravvivere, certo non essere protagonista. Aver
anticipato il cambiamento, aver dato il via ai giochi che comunque
scompagineranno gli assetti dell'auto mondiale avrà effetti positivi. Con
Chrysler oggi. E con qualcos'altro, spero, nei prossimi mesi». Se non andasse
Opel? Potrebbero essere le attività sudamericane di Gm? O un ritorno su
Peugeot? E comunque: si aspettava lo sbarramento tedesco? «Piano, lasciamo
lavorare Sergio. Quel che posso dire è che noi perseguiamo coerentemente una
strategia. E poi vediamo. Sappiamo quali sono le nostre carte: ce le
giocheremo». Che cosa direbbe Giovanni Agnelli del tutto e di Chrysler? «Lui
raccontava sempre che quando il nonno, il fondatore, mandò i primi tecnici
negli Usa la raccomandazione fu: non cambiate niente, copiate e basta...». Ora
saranno loro a copiare noi, quindi... «Quindi gli Usa, che sono sempre stati il
link dell'Avvocato, sarebbero oggi per lui il sogno che si avvera. L'accordo
Chrysler ci apre per la prima volta il più grande mercato di consumo del mondo.
Perfetto, spero, per i prodotti che abbiamo: abbiamo lavorato su tecnologia e
motori 'puliti', ma non abbiamo trascurato il design. Un'auto come la 500 può
essere un' icona anche negli Usa». Con la squadra come farete? Snella e
vincente: ma ora basterà? «Panchina corta, vuol dire? Sappiamo valore e
potenzialità di tante persone che ancora non vedete in campo: ne abbiamo molte,
pronte ad assumersi responsabilità di primo piano». Nell'euforia del momento
storico abbiamo tutti un po' perso di vista le difficoltà qui. La crisi è
tutt'altro che passata, la cassa integrazione c'è ancora, il sindacato chiede
garanzie per gli stabilimenti italiani. «Senza scivolare nel romanticismo,
ricordo che Fiat sta per Fabbrica Italiana Automobili Torino. Nemmeno per un
secondo abbandoneremo l'impegno verso Torino, l'Italia, i nostri dipendenti.
Non siamo diventati americani: il contrario. Bisogna però riconoscere la realtà
del momento. Ci sono nodi strutturali che, anche a causa della caduta della
domanda, dobbiamo affrontare in modo responsabile insieme al governo e ai
sindacati. Poi, non dimentichiamo l'Europa: la Ue si giocherebbe la propria
credibilità se assecondasse nazionalismi superati quando, in palio, c'è il
futuro di un settore fondamentale come l'auto». Pensa anche lei che, comunque,
il peggio della crisi l'abbiamo già visto, che il fondo sia già stato toccato?
«Sarei molto prudente: rischiamo di alimentare facili ottimismi. Credo che sia
rallentata la velocità della discesa, che i primi segnali di risalita ci siano.
Ma dobbiamo fare ancora molta attenzione». L'Italia ha fatto quel che doveva?
«Ci sono questioni che, mi rendo conto, è più facile affrontare dalla tribuna
che non dal campo. Ma restano nodi che sono il frutto di
decenni di non scelte: il taglio delle spese improduttive, la burocrazia, le pensioni, la sanità. E
dobbiamo stare più che mai attenti a che non aumentino i tanti divari. Ricchi e
poveri. Nord e Sud. Sarebbe bello se dalle imprese l'intero Paese imparasse il
gusto del cambiamento e la voglia di anticiparlo». Curiosità: con
Marchionne, nei giorni caldi di Washington, anche lei parlava via sms? «Sì. Ma
io usavo dieci parole, lui mi rispondeva con una. Io mi firmo Luca, lui 'S.'.
Lo stile di uno che per portarci Chrysler non ha dormito per un mese». L'ha
convinto a farsi almeno questo weekend? «Ci ho rinunciato: sono partite perse
». Raffaella Polato
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
CORREGGIO GUASTALLA
E BASSA pag. 14 di ANTONIO LECCI CORREGGIO SONO ORMAI ... di ANTONIO LECCI
CORREGGIO SONO ORMAI diverse le realtà reggiane in cui le maggiori espressioni
politiche si ritrovano divise all'interno delle stesse sezioni comunali. E come
a Reggio si trovano di fronte, come candidati, il sindaco in carica ed il suo
predecessore, così a Brescello ci sono divisioni all'interno del Pdl ed a
Guastalla non mancano le divisioni nel Centrosinistra, con liste di simile
pensiero che si ritrovano su fronti diversi. E pure a Correggio si nota una
divisione, che rischia di far nascere all'interno del Centrodestra una lista
civica separata da quella proposta da Pdl e Lega nord. Nei giorni scorsi, un
gruppo di attivisti del Centrodestra aveva annunciato la candidatura di Andrea
Nanetti (proveniente dall'esperienza di Alleanza nazionale) come candidato
sindaco a Correggio. Immediata la smentita da parte di uno dei coordinatori del
Pdl della Bassa, Roberta Rigon (candidato sindaco a Fabbrico), che aveva
rinviato ad alcuni giorni l'ufficializzazione della scelta. E, in effetti, ora
è arrivato il responso: il candidato sindaco del Pdl è Gianluca Nicolini, che
arriva dalla lista civica «Nuova Correggio» e consigliere comunale in carica in
quest'ultima legislatura. E Nanetti? «Stiamo facendo di tutto per arrivare alle
elezioni di giugno con un Centrodestra compatto commenta Roberta Rigon e puntiamo
ad una massima valorizzazione di Andrea Nanetti, anche come capolista. Ma il
candidato sindaco resta Nicolini». Ed il «mancato candidato» cosa ne pensa? «La
proposta sulla mia persona spiega Nanetti era stata avanzata nei giorni scorsi
da un gruppo di sostenitori del Centrodestra correggese anche per sollecitare
una decisione finale. Correggio è un comune di grosse dimensioni e non si
possono prendere decisioni all'ultimo momento, proprio alla scadenza della
presentazione delle liste. Finora ho notato troppa burocrazia e lungaggini nel nostro
movimento. E' chiaro che per avere successo al voto occorre presentarsi uniti.
Ma ora sto valutando le proposte formulate del Pdl e non posso affatto
escludere, al momento, di potermi staccare, formando una lista civica con una
mia candidatura a sindaco».
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
MODENA PRIMO PIANO
pag. 4 «Incubo burocrazia per gli
stranieri» CONSULENZE LA GIOVANE COOPERATIVA STUDENTALLOPERA' LA SOLIDARIETÀ
non ha vincoli. Non si fa solo a casa degli altri. Per questo un gruppo di
ragazzi africani che frequenta l'università di Modena e Reggio Emilia ha deciso
di mettere la propria esperienza personale a disposizione di tutti gli altri
studenti extracomunitari che vivono e lavorano sotto la Ghirlandina.
«Abbiamo fondato una cooperativa racconta Immer Yanou (nella foto) studente a
Ingegneria che si chiama Studentallopera'. Con il nostro lavoro cerchiamo di
incoraggiare, all'interno dell'università, le idee imprenditoriali che hanno
come protagonisti i neolaureati di origine straniera, e di promuovere la
conoscenza della nostra cultura di origine. Allo stesso tempo ci impegnamo affinché
i nuovi studenti che arrivano qui, e che spesso si sentono spaesati, non
soffrano troppo sotto il peso della burocrazia, che
anche fra i banchi si fa sentire. Se il permesso di soggiorno di uno studente
scade, ad esempio, viene sospesa anche la sua frequenza all'università. Per
questo cerchiamo di aiutarlo con tutte le pratiche necessarie». Image:
20090503/foto/7645.jpg
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mario Calabresi
Intervista al premier dopo la richiesta di divorzio della moglie Ho tenuto
insieme una situazione difficile, ma ora non si può più andare avanti Non
voglio dire nulla di male su di lei Quello che accade tra di noi fa parte di
una storia privata Berlusconi: mi spiace per i miei figli ma stavolta è finita
Queste sono cose private, privatissime, che non dovrebbero finire sui
giornali». Silvio Berlusconi è furioso, è l'una di domenica mattina ed è appena
entrato in casa a Villa San Martino ad Arcore, la televisione è accesa ad alto
volume e i telegiornali parlano della richiesta di divorzio avanzata da sua
moglie Veronica Lario. Risponde al telefono ma il suo umore è cupo, fatica a
nascondere il fastidio verso i quotidiani: «Avete dato tanto spazio ad una
vicenda privata piena di falsità. Avete preso le parole della signora, le avete
amplificate senza contraddittorio e a me neppure la possibilità di spiegarmi».
Ma la storia è vera, la signora Berlusconi si prepara a chiedere questa
settimana la separazione dal marito e anche il presidente del Consiglio ammette
di aver già mobilitato i suoi legali, questa volta nessuno dei due sembra più
intenzionato a tentare di salvare il matrimonio. «Sono preoccupato e
dispiaciuto - sottolinea Berlusconi -, avevo tenuto insieme una situazione
difficile per amore dei figli, ma adesso è finita, non vedo più le condizioni
per andare avanti. E' una storia che doveva rimanere in casa, non riesco a
farmene una ragione che sia finita sui giornali». Soprattutto non riesce a
farsi una ragione del fatto che la moglie e l'opinione pubblica abbiano potuto
credere che volesse riempire le liste elettorali per le elezioni europee di
«veline» e che si sia insinuato di suoi rapporti con una minorenne. Parte a
raccontare, per venti minuti parla senza quasi prendere fiato, e la sua rabbia
gira tutta intorno alla vicenda di Noemi Letizia e della sua festa dei 18 anni
a Casoria. La parola «minorenne», pronunciata dalla moglie, è quella che per
Berlusconi rende impossibile qualunque riconciliazione: «Io frequenterei, come
ha detto la signora, delle diciassettenni. E' una cosa che non posso
sopportare. Io sono amico del padre: punto e basta. Lo giuro. La cosa mi
sembrava talmente chiara e limpida che pensavo fosse impossibile che ci si
potesse costruire sopra un tale castello di menzogne. Suo padre, che conoscevo
da tempo, mi ha telefonato per chiedermi se lasciavo fuori Martusciello dalle
liste per le Europee, io gli ho spiegato che avrei cercato di mettere sia l'ex
questore Malvano sia Martusciello e che stavo arrivando a Napoli per dare una spinta ai contratti per i nuovi termovalorizzatori
che sono frenati dalla burocrazia. A quel punto lui mi ha interrotto e mi ha detto: "Stai
venendo a Napoli? Io stasera festeggio il diciottesimo compleanno di Noemi,
perché non vieni per un brindisi, lo facciamo in un locale che è poco distante
dall'aeroporto. Ti prego vieni, sarebbe il più bel regalo della mia vita".
Così ci sono andato e ho fatto foto con tutti: parenti, amici, cuochi,
camerieri. Adesso ho chiesto che le si diffonda per dimostrare che non era una
cosa nascosta e per intimi, ma una festa piena di gente e sotto gli occhi di
tutti. C'era la polizia, il questore, se ci fosse stato sotto qualcosa di non
chiaro o di poco pulito figuriamoci se ci sarei andato. Poi sono andato in
albergo e ho fatto una passeggiata con il presidente del Napoli che quella sera
aveva battuto l'Inter». Al ricordo della sconfitta dell'Inter per un secondo
ritrova il buon umore, ma poi ritorna al suo sfogo: «Questa storia della festa
però è stata scritta in maniera distorta e allusiva e mia moglie è cascata nel
tranello come un'ingenua. Ma non voglio dire nulla di male di lei, tutto quello
che sta succedendo tra di noi fa parte di una vicenda privata e personale». Gli
chiedo cosa prova di fronte alla fine del suo secondo matrimonio: «E' una cosa
che mi addolora molto e che deve restare privata, non voglio aggiungere altre
parole, non voglio causare dolore ai nostri figli». Resta un momento in
silenzio, poi torna all'attacco: «La storia delle veline è un'altra
macchinazione, una polemica costruita sul nulla che ci ha costretto a tirare
fuori tre donne dalle liste». Però anche all'interno del Popolo della Libertà
si erano alzate voci contrarie a questa infornata di donne con una
caratteristica comune: essere giovani e particolarmente appariscenti. «Tutti
dicono che vogliono rinnovare la classe politica, fare spazio ai giovani e alle
donne, poi se lo faccio io allora la cosa deve essere torbida. E se guardiamo
alle donne che ho portato in politica troviamo persone come la Prestigiacomo,
la Bertolini, la Carfagna, la Gelmini, che sono indiscutibilmente bravissime».
E le tre messe nelle liste? «Una si chiama Licia Ronzulli, fa la manager in un
ospedale di Milano, si occupa della gestione delle sale operatorie e fa anche
attività di volontariato: due volte l'anno va in Bangladesh dove mettono in
piedi delle strutture per operare bambini che hanno malformazioni. Poi c'è Lara
Comi che è stata capo del nostro movimento giovanile in Lombardia, è una
ragazza bravissima e laureatissima. Lavora da quello dei giocattoli, da
Preziosi, che anzi è dispiaciuto che gliela porto via. Non mi sembra proprio che
siano "veline"». E Barbara Matera? «Me l'ha presentata Gianni Letta,
dandomi le migliori garanzie. E' di una famiglia buonissima e secondo le accuse
ha la colpa di aver fatto l'annunciatrice, come le "signorine buonasera di
tanti anni fa", non ha mai sgambettato mezza nuda da nessuna parte, non è
una "velina". Ma dove sono le veline? Dove le hanno viste?». Beh,
quelle che avete tirato fuori dalle liste: «Sì, una ha lavorato cinque anni
all'Onu e parla cinque lingue, la seconda era figlia di un tipografo di
Avellino che ha sempre aiutato i nostri ed eravamo felici di darle
un'occasione; la terza, Cristina Ravot, è una professoressa di musica e canta,
è una che ha del talento ed era l'unica che avevamo per la Sardegna, era un
candidato presentabile e mi dispiace proprio che alla fine sia rimasta fuori».
Provo a fargli un'altra domanda ma Berlusconi non riesce a smettere di parlare,
la questione per un momento non è più privata ma diventa politica: «Io sono
felice di candidare le donne, perché sono più serie: in Parlamento hanno il
98,8 per cento di presenze, al Parlamento europeo ci sono deputati che non
vanno mai, che hanno meno del trenta per cento delle presenze. Nelle nostre
liste ci sono fior di professori, manager e imprenditori, mentre nel Partito
democratico il novanta per cento dei candidati sono funzionari di partito,
molti ancora del vecchio Pci. La stessa cosa vale per le Europee: mettono in
lista degli ottantenni, ma se li immagina che vanno avanti e indietro con
Bruxelles e Strasburgo, dove non c'è neppure un volo di linea. E poi mi dicono
che candido le veline e questo mi indigna». Appena si è svegliato a Roma ha
letto i giornali: «Sono andato fuori dai gangheri, indignato per la falsità
delle veline e della minorenne, le insinuazioni su una mia frequentazione con
una diciassettenne non si possono leggere. E poi come si può pensare che uno
vada a casa di una famiglia se c'è qualcosa di sordido dietro, ma pensano che
io sia pazzo?». E adesso cosa succederà? «Andrò per avvocati anch'io, ho già
dato il mandato di prendere in mano la situazione. A dire la verità ci
sarebbero persino gli estremi di una querela per diffamazione ma è meglio
lasciar stare». E' preoccupato per i sondaggi e per le Europee? «No, i sondaggi
non sembrano interessarsi di queste questioni private, sono preoccupato per i
miei figli, per Barbara che aspetta un bambino, per quello che dovranno passare
e per quello che hanno dovuto leggere e sentire in questi giorni. Era meglio
tenerli fuori, fare una cosa pulita e silenziosa. Non riesco a farmene una
ragione». CONTINUA A P
( da "Manifesto, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
PENA DI MORTE Donne
in cammino col cappio al collo La giovane 22enne era stata condannata per un
omicidio che avrebbe commesso quando era minorenne. Un giudice aveva ordinato
la revisione del caso. Ma un altro ha dato il via al patibolo. Senza nemmeno
chiamare l'avvocato. I genitori informati da una telefonata della figlia pochi
minuti prima dell'esecuzione Le detenute del braccio della morte di Tehran si
raccontano in un documentario. Parla la regista Marina Forti Tutto ruota
attorno alla storia di una giovane donna condannata a morte. E di altre come
lei, detenute in attesa dell'esecuzione della sentenza. Niente fiction, è un
documentario quello che Mahvas Sheikholeslami, regista iraniana, ha girato nel
carcere di Evin a Tehran. È il carcere noto per aver «ospitato» generazioni di
detenuti politici fin dai tempi dello Shah, dissidenti, giornalisti, più di
recente blogger - in queste settimane anche la giornalista american-iraniana
Roxane Saberi. Ma poi ci sono i detenuti e detenute «comuni», e molto meno si
sa e si parla di loro: chi, perché, quanto sia tutelato il loro «comune»
diritto alla difesa (un'organizzazione per la tutela del detenuti comuni,
fondata un paio d'anni fa dal giornalista e dissidente Emadeddin Baghi, ha vita
perfino più difficile della nota organizzazione per i diritti umani di Shirin
Ebadi - lui stesso, Baghi, è stato a lungo incarcerato negli ultimi due anni).
«Insomma: un giorno - era circa nove anni fa - ho letto su un giornale il caso
di una donna, Fakhteh, che era stata condannata per aver ucciso un uomo, un
agente della polizia segreta», racconta Mahvaz Sheikholeslami, che abbiamo
incontrato di recente in Italia (era ospite della rassegna Calendidonna di
Udine, dedicata all'Iran). «Da quello che diceva il giornale sembrava chiaro
che aveva ucciso per difendersi, e mi sembrava assurdo che l'avessero
condannata a morte». Così è scattato qualcosa per Sheikholeslami: «Sono andata
a cercare la sua avvocata, ho cercato di capire megio le circostanze e la
storia di Fakhteh. Era un gruppo di avvocate, e più mi rendevo conto del loro
lavoro più ero entusiasta di loro. Dopo 5 anni che seguivo il caso ho avuto il
permesso di entrare i tribunale ad assistere a un processo. È allora che ho
pensato al documentario. Dovevo entrare in quel carcere, volevo conoscere la
storia di quella donna ». Al documentario come «genere» Sheikholeslami è
approdata relativamente tardi, la sua carriera era già consolidata nel cinema:
aveva fatto la scuola di belle arti appena prima della Rivoluzione islamica, ha
continuato a studiare alla London Film School, dal 1975 è stata una producer
con alcuni dei migliori registi. Poi a metà degli anni '
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
I PROBLEMI APERTI IL
BRAND DI ADAM OPEL La storia In fuga dagli States Il sito Chrysler Produzione
in eccesso del 30% Serve denaro fresco previsti tagli per 3.500 posti
Rappresenta l'80% del venduto di Gm nel Vecchio Continente Saab e Chevrolet in
affanno PIERO BIANCO La filiale tedesca di Detroit azzoppata dalla crisi Usa
«Un'azienda nuova» TORINO Yes we can, even without Gm». Era fine febbraio e
migliaia di dipendenti della fabbrica di Rüsselsheim inscenarono una clamorosa
rivolta contro la casa madre. Grido di battaglia, una parodia dello slogan
elettorale di Obama: sì, possiamo farcela. Ma con l'aggiunta di una sfida
emblematica: anche senza General Motors. Per la prima volta, i lavoratori della
Opel comunicarono al mondo la volontà di svincolarsi, dopo ottant'anni,
dall'abbraccio mortale di Detroit. «Free Opel», urlavano inferociti in risposta
al piano di ristrutturazione annunciato dall'America: almeno 3.500 tagli e la
possibile chiusura - o comunque il drastico ridimensionamento - di tre
stabilimenti (Bochum ed Eisenach in Germania, più un terzo non indicato fuori
dai confini tedeschi). «Opel ha un eccesso di capacità produttiva del 30% -
spiegò il responsabile di Gm Europe, Carl-Peter Forster -. Mancano 3,3 miliardi
e oltre agli esuberi saranno necessarie riduzioni salariali». L'allarme dei
dipendenti si propagò a macchia d'olio agli altri siti continentali e lo stato
di mobilitazione continua, in attesa che si decida il futuro. In realtà il
marchio tedesco fondato nel 1862 da Adam Opel per costruire biciclette, e
convertito all'auto nel 1898 dai suoi eredi, è stato fortemente penalizzato
nell'ultimo decennio dalla crisi di liquidità (e di identità) del padrone
americano, che lo aveva acquisito nel 1929 e lo ha sempre considerato come un
prezioso bancomat per far cassa nel Vecchio Continente, oltre che un vettore
per esportare le (poche) Chevrolet a stelle e strisce, emblema dell'ex impero.
Anche in occasione del precedente gemellaggio con il Lingotto, Opel imputò a Gm
di averne «frenato» le possibili risorse di espansione
industriale per eccesso di burocrazia e scarsa «elasticità mentale». Da soli, hanno sempre pensato i
dipendenti (e pure molti manager tedeschi) adesso non saremmo in queste
condizioni, all'asta e con il rischio permanente di insolvenza. Proprio per
questo i sindacati temono, ignorandone i possibili benefici, risvolti negativi
dalla nuova eventuale alleanza: che partirebbe evidentemente da
presupposti ben diversi rispetto al tormentato passato. Il brand Opel (con la sua
divisione britannica Vauxhall) rappresenta oggi più dell'80% delle vendite
europee per General Motors, mentre Saab è una palla al piede (64.916 unità
consegnate lo scorso anno, -22,7%) e anche Chevrolet registra una penetrazione
limitata (181.317 consegne, soprattutto per merito della citycar economica
Matiz). Pur avendo accusato a sua volta una flessione del 14% (contro il calo
medio del 7,8%), Opel ha comunque piazzato nel 2008 sul mercato continentale
1.155.422 vetture totalizzando il 7,85% di quota. Non proprio un trionfo,
tuttavia il successo della nuova medio-grande Insignia, eletta Auto dell'Anno
2009 e già richiestissima, promette un futuro migliore (in attesa della
prossima generazione Astra). È un modello di indubbio successo, per produrla da
maggio nello stabilimento di Rüsselsheim si lavorerà anche al sabato. Opel
(denominazione ufficiale Adam Opel GmbH) è dal 2005 una società a
responsabilità limitata con circa 26 mila dipendenti, lo scorso anno ha
fatturato 26,4 miliardi. Dei 9 siti produttivi, 4 sono in Germania: oltre alla
sede di Rüsselsheim, i tre grandi impianti di Bochum (per Zafira e Astra),
Eisenach (Corsa) e Kaiserslautern (motori e componentistica). A Saragozza
(Spagna, capacità di 490.000 veicoli l'anno) vengono assemblate in prevalenza
Corsa e Meriva; a Gliwice (Polonia, 190.000 vetture) soprattutto Agila, Astra e
Zafira; ad Anversa (Belgio) nascono 200.000 Astra; a Ellesmere Port (Gran
Bretagna) 130.000 Astra marchiate Vauxhall. Inoltre il 7 novembre scorso è
stato inaugurato il sito di San Pietroburgo con l'obiettivo di 170.000 veicoli
Opel e Chevrolet per il mercato russo. Parallelamente operano impianti di
componentistica e assemblaggio delle filiali e delle joint-venture extra
eropee, ad esempio quelle in Turchia (Opel Turkiye) e in Sud Corea dove viene
realizzato il Suv Antara. Come Fiat, Opel è un costruttore «generalista», cioè
impegnato in ogni segmento di mercato con prevalenza storica nelle piccole e
nelle medie, comprese berline a larga diffusione come la Vectra (ora sostituita
dall'Insignia). Le sinergie industriali con il Lingotto garantirebbero vantaggi
comuni: non solo la composizione di un maxi-gruppo in grado di competere con
gli altri colossi, ma anche la possibilità di ridurre notevolmente i costi
adottando piattaforme e componenti comuni. Senza snaturare, ovviamente,
l'identità dei singoli marchi, patrimonio a cui i tedeschi tengono
particolarmente. Quando Georg von Opel, ultimo rampollo della dinastia, a 17
anni consegnò la Opel agli americani, incassò l'equivalente di 20 milioni di
lire. Non immaginando che un giorno lontano quell'affare sarebbe diventato un
cappio al collo. «Stiamo costruendo una nuova casa automobilistica». Con questa
frase in questi giorni il sito ufficiale di Chrysler saluta i suoi visitatori.
Sotto, un link all'intesa siglata il 30 aprile con Fiat: porta al testo con cui
il Ceo Chrysler Bob Nardelli ha comunicato l'operazione negli Stati Uniti.
( da "Secolo XIX, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Da Comdata ad Acami
giorni delle scelte raffica di incontri sindacali SI APRE una settimana di
fuoco per i sindacati spezzini alle prese con le vertenze aperte sul territorio
dove sono in gioco centinaia di posti. Nell'agenda la data segnata in rosso è
quella del 12 maggio con l'incontro previsto alle 11,30 al ministero delle
Attività produttive per arrivare alla firma del protocollo di intesa sulla
Spel, la ex San Giorgio elettrodomestici, per la quale è sceso in campo pure il
vescovo Francesco Moraglia con una lettera inviata al ministro Claudio Scajola.
Dopo l'appuntamento saltato nei giorni scorsi per l'assenza della proprietà,
ufficialmente impegnata negli Stati Uniti, si spera che questa sia la volta
buona per garantire una destinazione produttiva all'area e ai 148 lavoratori
che dallo scorso autunno sono rimasti a casa. Alla proprietà si chiede di
mettere a disposizione l'area a prezzi di mercato per favorire il subentro di
imprenditori disposti a investire, fruendo delle agevolazioni garantite dal
ministero e dagli locali. «E' l'ultima chiamata per la proprietà? sottolinea il
segretario della Cisl Pierluigi Peracchini - Poi saremo costretti ad adire a
vie legali. Da parte nostra c'è piena disponibilità, siamo tutti impegnati con
gli enti locali a cercare imprenditori interessati. Non si capisce quindi la
latitanza dell'azienda a meno che non sia una manovra per avere le mani libere,
senza tener conto della sorte dei lavoratori di cui noi chiediamo la
ricollocazione. In questo senso l'appello del vescovo ci ha fatto piacere».
Ancora prima sedersi al tavolo per la ex San Giorgio, i sindacati spezzini
saranno impegnati oggi a Torino, dove ha sede legale la società, per la
vertenza del call center Comdata. La sede spezzina è fortemente a rischio e gli
ultimi segnali non sono certo incoraggianti. I contratti dei lavoratori a
progetto e a tempo determinato (circa 330 su 550 dipendenti) non sono stati
rinnovati e una commessa di lavoro acquisita di recente è stata dirottata a
Torino. Entro il mese di maggio dovrà essere affrontata anche la crisi
dell'Acam. Nei prossimi giorni i rappresentanti sindacali incontreranno il
sindaco Massimo Federici e l'amministratore delegato Ivan Strozzi . Mentre in
settimana la Filse, la finanziaria regionale, dovrebbe varare l'afflusso di
capitali in cambio di azioni nell'Acm. I sindacati sono alle prese anche con la
crisi della nautica e, in particolare, del gruppo Ferretti (il cantiere spezzino
Slys ha messo in cassa integrazione l'85% del personale). E' in atto un piano
di salvataggio allo studio della proprietà, che prevede tra l'altro la vendita
di alcuni dei marchi del gruppo per rientrare dalla situazione debitoria. I
sindacati sperano che, trattandosi di un prodotto di qualità, la crisi che alla
Spezia coinvolge circa 200 dipendenti diretti possa essere superata. Per
imboccare la strada della ripresa Cgil, Cisl e Uil fanno grande affidamento sul
patto siglato il 30 aprile scorso con Regione, Comune, Provincia, enti, parti
sociali e associazioni di categoria per il sostegno alle famiglie e alle
aziende in difficoltà. «E' una concreta opportunità per uscire dalla crisi -
commenta Lorenzo Cimino, segretario della Cgil - Per la prima volta siamo
riusciti a riunire in un protocollo interventi concreti, non discorsi, ma soldi
veri. Ora speriamo che, con la chiusura della partita dell'Autorità portuale,
sia rispetto al Piano regolatore del porto che al waterfront, si possano
accelerare i progetti, fermi per la burocrazia. Siamo in una fase di
carattere straordinario e servirebbero poteri più forti per gli enti locali per
metterli in condizione di decidere più rapidamente». Per Walter Andreetti,
segretario della Uil, saranno decisive anche le aree dell'Arsenale: «Quando 20
anni fa la Uilm, di cui ero segretario, disse di portare Fincantieri
dentro l'Arsenale molti ci risero in faccia - dice - Oggi la questione delle
aree non è più tabù». Patrizia Bertozzi .x/04/0905 Oggi primo confronto a Torino
per la vertenza del call center. La Filse decide l'apporto di capitali alla
multiutility .x/04/0905
( da "Secolo XIX, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Migliaia di
"cartelle pazze"a casa degli imperiesi storie di
ordinaria burocrazia In
arrivo bolli auto, multe e tasse già pagate o prescritte. Come tutelarsi
imperia. Sarebbero già ben oltre il migliaio, dall'inizio dell'anno, in tutta
la provincia di Imperia, le cosiddette "cartelle pazze" (bolli auto
già pagati e non dovuti, multe automobilistiche prescritte o annullate dai
giudici di pace, tasse di smaltimento rifiuti richieste ai proprietari
di alloggi anziché agli affittuari) recapitate al domicilio di altrettanti
contribuenti "innocenti". La denuncia arriva direttamente
dall'Associazione Contribuenti Italiani e si basa sulle telefonate di denuncia
e protesta ricevute - da gennaio a oggi - dai call center dello
"sportello" aperto dalla stessa associazione a livello nazionale. I
centralini sono stati presi d'assalto da oltre 200 mila richieste di assistenza
provenienti da diverse province italiane, tra cui Imperia, capofila in Liguria
insieme alla provincia di Genova. La maggior parte delle "cartelle
pazze" notificate ai contribuenti ponentini riguardano - per oltre la metà
- multe automobilistiche prescritte, già pagate o anche annullate dal giudice
di pace. Un buon 30%, invece, si riferisce a bolli auto, anche in questo caso
prescritti o addirittura già saldati. Il 10%, infine, è da far risalire alla
tassa sullo smaltimento dei rifiuti (Tarsu), richiesta che gli esattori
avanzerebbero erroneamente ai proprietari degli immobili in questione e non, come
invece dovrebbe essere, agli affittuari-inquilini che alloggiano al domicilio
soggetto ad imposizione. Le prime "cartelle pazze" imperiesi
risalgono al giugno del 2008. «Gli esattori pretendono le somme richieste
applicando il principio del "prima paghi e poi discutiamo" - fa
sapere l'ufficio stampa di Contribuenti.it - e questo anche in presenza di
sentenze dei giudici di pace o delle commissioni tributarie. E per chi non
paga, dopo 60 giorni scattano automaticamente le procedure esecutive: ipoteche
sugli immobili, ganasce fiscali su auto e moto, pignoramenti vari».
L'Assoutenti di Imperia, come già a suo tempo aveva fatto la Federconsumatori,
è disposta a ricevere e accogliere denunce e segnalazioni in materia. «Siamo a
disposizione di chiunque sia incappato in questo disguido - conferma Santino
Camonita, responsabile provinciale dell'Assoutenti imperiese - basta mettersi
in contatto con la nostra associazione (via Milano
( da "Messaggero, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 04 Maggio
2009 Chiudi Caro Signor Gervaso, pur essendo un clinico, per giunta chirurgo,
ho sempre amato la ricerca applicata, futuro prossimo della nostra medicina. La
possibilità, cioè, di poter disporre di terapie d'avanguardia per ridare vita e
qualità di vita al malato. Lo stesso entusiasmo che riposi negli anni Sessanta
nel preparare ed effettuare il primo trapianto d'organo in Italia, terzo in
Europa, con il professor Stefanini, lo metto oggi nella medicina rigenerativa,
che è l'applicazione clinica delle cellule staminali. Non si tratta di
un'utopia se il Parlamento europeo e il Consiglio d'Europa hanno emesso una
direttiva il 31 marzo
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-04 - pag: 11 autore: Con il
«bollino blu» più garanzie sulle donazioni A settembre il via libera
dell'Agenzia Onlus Da settembre chi intende promuovere raccolte pubbliche di
fondi per scopi filantropici avrà a disposizione un pacchetto di linee-guida,
redatte dall'Agenzia per le Onlus, seguendo le quali potrà presentarsi ai
potenziali donatori con un bollino blu di accreditamento, a garanzia della
trasparenza delle procedure adottate. Nulla di obbligatorio, ovviamente, ma,
precisa il presidente dell'Authority per il Terzo settore, Stefano Zamagni,
«chi non seguirà le nuove regole lo farà a proprio rischio e pericolo, perché
la fiducia dei benefattori merita il massimo grado di tutela». La
predisposizione delle lineeguida per le campagne di fund raising è in corso già
da diversi mesi, ad opera di una commissione di tecnici ed esperti, sotto la
presidenza onoraria di Enrico De Mita. Ora l'iter ha subìto un'accelerazione, a
seguito del terremoto in Abruzzo. Si moltiplicano, infatti, in tutta Italia le
iniziative di raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite: sono oltre un
migliaio le campagne autonomamente promosse da Onlus, ma un censimento globale
è praticamente impossibile, perché ai progetti delle organizzazioni del Terzo
settore si sommano una miriade di iniziative di altri soggetti, sia pubblici
che privati. Per non parlare delle raccolte occasionali attivate praticamente
in tutti i contesti, dalle scuole agli esercizi pubblici, dai campi sportivi
alle sale da ballo. Un fiume di generosità che scorre lungo canali diversi, dai
banchetti in piazza agli sms, da internet alle televisioni, e sul quale, mentre
da un lato stanno per scattare i controlli della Guardia di finanza ( si veda
Il Sole 24 Ore del 19 aprile), dall'altro si prepara il filtro delle procedure
indicate dall'Agenzia per le Onlus. Invito alle organizzazioni «Il nostro
approccio è tipicamente bottom-up, cioè costruito dal basso – precisa Zamagni
–.Non intendiamo imporre norme ma, semplicemente, invitare le organizzazioni a
seguire strade efficaci e trasparenti». Tra le regole previste la
rendicontazione separata e analitica; l'indicazione della quota trattenuta per
costi interni o di promozione rispetto a quella effettivamente arrivata ai
destinatari; i criteri dell'eventuale remunerazione dei fund raiser. Importanti
anche le modalità di gestione di situazioni specifiche, quali il non
raggiungimento degli obiettivi (come utilizzare le somme comunque raccolte?) o
il loro superamento ( come gestire il ricavato in eccesso?). L'emanazione delle
linee-guida avverrà in settembre, con un corredo di best practices per
facilitare la condivisione delle procedure. La prospettiva del bollino blu di
garanzia viene commentata con soddisfazione da Franco Vannini, consigliere
delegato dell'Istituto italiano della donazione, ente nato proprio per
assegnare un "marchio di qualità" ai bilanci delle organizzazioni non
profit: «Le linee-guida dovrebbero confermare regole già adottate nelle nostre
istruttorie. Il problema, semmai, è rendere queste indicazioni un po' più
stringenti». Sull'opportunità di strumenti di tutela per i donatori concorda
Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli e portavoce del Forum nazionale
del Terzo settore, che però invita a trovare soluzioni «senza
cadere in un eccesso di burocrazia, come rischia di avvenire, per esempio, con l'invio dei dati
fiscali, di statuto e di bilancio all'Agenzia delle Entrate, in attuazione
dell'articolo 30 del decreto anticrisi». Per Olivero «i controlli vanno fatti,
ma non bisogna dimenticare che la prima forma di garanzia è rappresentata
proprio dalle reti dell'associazionismo, dove gli iscritti partecipano
attivamente alla gestione». In prospettiva, l'Agenzia per le Onlus si candida
anche a svolgere un ruolo di coordinamento e controllo sulle campagne. «Dopo il
terremoto abbiamo dato la nostra piena disponibilità al Governo - afferma
Zamagni -. Ora attendiamo le scelte dell'Esecutivo ». E.Si.
elio.silva@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Stampaweb, La"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Queste sono cose
private, privatissime, che non dovrebbero finire sui giornali». Silvio
Berlusconi è furioso, è l'una di domenica mattina ed è appena entrato in casa a
Villa San Martino ad Arcore, la televisione è accesa ad alto volume e i
telegiornali parlano della richiesta di divorzio avanzata da sua moglie
Veronica Lario. Risponde al telefono ma il suo umore è cupo, fatica a
nascondere il fastidio verso i quotidiani: «Avete dato tanto spazio ad una
vicenda privata piena di falsità. Avete preso le parole della signora, le avete
amplificate senza contraddittorio e a me neppure la possibilità di spiegarmi».
Ma la storia è vera, la signora Berlusconi si prepara a chiedere questa
settimana la separazione dal marito e anche il presidente del Consiglio ammette
di aver già mobilitato i suoi legali, questa volta nessuno dei due sembra più
intenzionato a tentare di salvare il matrimonio. «Sono preoccupato e
dispiaciuto - sottolinea Berlusconi -, avevo tenuto insieme una situazione
difficile per amore dei figli, ma adesso è finita, non vedo più le condizioni
per andare avanti. E' una storia che doveva rimanere in casa, non riesco a
farmene una ragione che sia finita sui giornali». Soprattutto non riesce a
farsi una ragione del fatto che la moglie e l'opinione pubblica abbiano potuto
credere che volesse riempire le liste elettorali per le elezioni europee di
«veline» e che si sia insinuato di suoi rapporti con una minorenne. Parte a
raccontare, per venti minuti parla senza quasi prendere fiato, e la sua rabbia
gira tutta intorno alla vicenda di Noemi Letizia e della sua festa dei 18 anni
a Casoria. La parola «minorenne», pronunciata dalla moglie, è quella che per
Berlusconi rende impossibile qualunque riconciliazione: «Io frequenterei, come
ha detto la signora, delle diciassettenni. E' una cosa che non posso
sopportare. Io sono amico del padre: punto e basta. Lo giuro. La cosa mi
sembrava talmente chiara e limpida che pensavo fosse impossibile che ci si
potesse costruire sopra un tale castello di menzogne. Suo padre, che conoscevo
da tempo, mi ha telefonato per chiedermi se lasciavo fuori Martusciello dalle
liste per le Europee, io gli ho spiegato che avrei cercato di mettere sia l'ex
questore Malvano sia Martusciello e che stavo arrivando a Napoli per dare una spinta ai contratti per i nuovi termovalorizzatori
che sono frenati dalla burocrazia. A quel punto lui mi ha interrotto e mi ha detto: "Stai
venendo a Napoli? Io stasera festeggio il diciottesimo compleanno di Noemi,
perché non vieni per un brindisi, lo facciamo in un locale che è poco distante
dall'aeroporto. Ti prego vieni, sarebbe il più bel regalo della mia vita".
Così ci sono andato e ho fatto foto con tutti: parenti, amici, cuochi,
camerieri. Adesso ho chiesto che le si diffonda per dimostrare che non era una
cosa nascosta e per intimi, ma una festa piena di gente e sotto gli occhi di
tutti. C'era la polizia, il questore, se ci fosse stato sotto qualcosa di non
chiaro o di poco pulito figuriamoci se ci sarei andato. Poi sono andato in
albergo e ho fatto una passeggiata con il presidente del Napoli che quella sera
aveva battuto l'Inter». Al ricordo della sconfitta dell'Inter per un secondo
ritrova il buon umore, ma poi ritorna al suo sfogo: «Questa storia della festa
però è stata scritta in maniera distorta e allusiva e mia moglie è cascata nel
tranello come uningenua. Ma non voglio dire nulla di male
di lei, tutto quello che sta succedendo tra di noi fa parte di una vicenda
privata e personale». Gli chiedo cosa prova di fronte alla fine del suo secondo
matrimonio: «E' una
cosa che mi addolora molto e che deve restare privata, non voglio aggiungere
altre parole, non voglio causare dolore ai nostri figli». Resta un momento in
silenzio, poi torna all'attacco: «La storia delle veline è un'altra
macchinazione, una polemica costruita sul nulla che ci ha costretto a tirare
fuori tre donne dalle liste». Però anche all'interno del Popolo della Libertà
si erano alzate voci contrarie a questa infornata di donne con una
caratteristica comune: essere giovani e particolarmente appariscenti. «Tutti
dicono che vogliono rinnovare la classe politica, fare spazio ai giovani e alle
donne, poi se lo faccio io allora la cosa deve essere torbida. E se guardiamo
alle donne che ho portato in politica troviamo persone come la Prestigiacomo, la
Bertolini, la Carfagna, la Gelmini, che sono indiscutibilmente bravissime». E
le tre messe nelle liste? «Una si chiama Licia Ronzulli, fa la manager in un
ospedale di Milano, si occupa della gestione delle sale operatorie e fa anche
attività di volontariato: due volte l'anno va in Bangladesh dove mettono in
piedi delle strutture per operare bambini che hanno malformazioni. Poi c'è Lara
Comi che è stata capo del nostro movimento giovanile in Lombardia, è una
ragazza bravissima e laureatissima. Lavora da quello dei giocattoli, da
Preziosi, che anzi è dispiaciuto che gliela porto via. Non mi sembra proprio
che siano "veline"». E Barbara Matera? «Me l'ha presentata Gianni
Letta, dandomi le migliori garanzie. E' di una famiglia buonissima e secondo le
accuse ha la colpa di aver fatto l'annunciatrice, come le "signorine
buonasera di tanti anni fa", non ha mai sgambettato mezza nuda da nessuna
parte, non è una "velina". Ma dove sono le veline? Dove le hanno
viste?». Beh, quelle che avete tirato fuori dalle liste: «Sì, una ha lavorato
cinque anni all'Onu e parla cinque lingue, la seconda era figlia di un
tipografo di Avellino che ha sempre aiutato i nostri ed eravamo felici di darle
unoccasione; la terza, Cristina Ravot, è una professoressa di
musica e canta, è una
che ha del talento ed era l'unica che avevamo per la Sardegna, era un candidato
presentabile e mi dispiace proprio che alla fine sia rimasta fuori». Provo a
fargli un'altra domanda ma Berlusconi non riesce a smettere di parlare, la
questione per un momento non è più privata ma diventa politica: «Io sono felice
di candidare le donne, perché sono più serie: in Parlamento hanno il 98,8 per
cento di presenze, al Parlamento europeo ci sono deputati che non vanno mai,
che hanno meno del trenta per cento delle presenze. Nelle nostre liste ci sono
fior di professori, manager e imprenditori, mentre nel Partito democratico il
novanta per cento dei candidati sono funzionari di partito, molti ancora del
vecchio Pci. La stessa cosa vale per le Europee: mettono in lista degli
ottantenni, ma se li immagina che vanno avanti e indietro con Bruxelles e
Strasburgo, dove non c'è neppure un volo di linea. E poi mi dicono che candido
le veline e questo mi indigna». Appena si è svegliato a Roma ha letto i
giornali: «Sono andato fuori dai gangheri, indignato per la falsità delle
veline e della minorenne, le insinuazioni su una mia frequentazione con una
diciassettenne non si possono leggere. E poi come si può pensare che uno vada a
casa di una famiglia se c'è qualcosa di sordido dietro, ma pensano che io sia
pazzo?». E adesso cosa succederà? «Andrò per avvocati anch'io, ho già dato il
mandato di prendere in mano la situazione. A dire la verità ci sarebbero
persino gli estremi di una querela per diffamazione ma è meglio lasciar stare».
E' preoccupato per i sondaggi e per le Europee? «No, i sondaggi non sembrano
interessarsi di queste questioni private, sono preoccupato per i miei figli,
per Barbara che aspetta un bambino, per quello che dovranno passare e per
quello che hanno dovuto leggere e sentire in questi giorni. Era meglio tenerli
fuori, fare una cosa pulita e silenziosa. Non riesco a farmene una ragione».
( da "RomagnaOggi.it"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
4 maggio 2009 -
15.14 (Ultima Modifica: 04 maggio 2009) Maria Grazia Bartolomei in redazione
FORLI' - "Le Province sono enti da riformare e vanno sottoposte ad un
dimagrimento delle spese, limitandole alle competenze strettamente
necessarie". Maria Grazia Bartolomei, candidata a presidente della
Provincia di Forlì-Cesena per l'UdC, si esprime così al forum di RomagnaOggi.it
sulle elezioni provinciali. "Spinta massima alla raccolta
differenziata" aggiunge Bartolomei sul tema dei rifiuti e invoca uno
"snellimento della burocrazia per favorire le
nuove fonti rinnovabili". > GALLERIA FOTOGRAFICA (A breve il servizio
completo)
( da "Sestopotere.com"
del 04-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Burocrazia: ogni
italiano perde 190 ore allanno tra file e uffici, indagine
Patronato Inac - Cia (4/5/2009 15:49) | (Sesto Potere) - Roma - 4 maggio 2009
-Pagamenti vari, pensioni, dichiarazioni dei redditi, Isee, previdenza, tutela
del lavoro e molto altro. Per orientarsi e portare a compimento queste pratiche, ogni italiano
trascorre circa 190 ore allanno tra file, attese e lunghi
pellegrinaggi negli uffici. Il dato quasi raddoppia se il disbrigo degli iter
burocratici spetta ad un cittadino extracomunitario che vive nel nostro Paese. Ad evidenziare questo
dato singolare è il Patronato Inac-Istituto nazionale assistenza cittadini
della Cia, che sta ultimando uno studio sui comportamenti degli italiani, in
particolare sui pensionati, rispetto agli adempimenti burocratico-amministrativi.
Tra le curiosità segnalate dallInac cè la percentuale di chi
non conosce il ruolo e i servizi offerti dai patronati (circa il 73 per cento
degli italiani e il 95 per cento degli stranieri che vivono nel nostro Paese),
e la percentuale degli “ignoranti”
su leggi e norme pensionistiche, previdenziali e assistenziali (59 per cento).
Il “passaparola” rimane, per affidare il disbrigo delle pratiche, il metodo più
adottato dai cittadini (65 per cento). Tra un informato e un “novizio” della
pratica cè una
differenza abissale in termini di ore buttate. In questo contesto lInac
scende in Piazza sotto lo slogan “Cè differenza tra sapere e non sapere:
fare domande, avere risposte” il prossimo 9 maggio sarà presente nelle strade
di tutte le province italiane,
con gazebo informativi e personale qualificato che rimarrà lintera
giornata a dare spiegazioni ai passanti su pensioni, sicurezza sul lavoro e
molto altro. Nellera di internet dove molta burocrazia potrebbe essere
alleggerita dal “fai da te” -spiegano dallInac- bisogna invece
confrontarsi con una realtà italiana che è di circa 60 milioni di cittadini, un
terzo dei quali pensionati (con una percentuale altissima sopra i 65 anni di
età). In sostanza, ad oggi, almeno 6 italiani su 10 non usano internet. I servizi on-line sono così
vanificati. Il ruolo dei patronati per i servizi alle persone assume, quindi,
un ruolo fondamentale per molti anziani, per gli extracomunitari, gli
stranieri, e non solo. Negli ultimi anni, ad esempio -segnala lInac-
è esponenziale il dato
che riguarda il numero di badanti e collaboratrici domestiche, così come le
pratiche che riguardano la loro regolarizzazione.
( da "Stampa, La" del
05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
"Ma la chimica
è ancora il futuro" I sindacati: «Un settore strategico, in Italia il giro
d'affari supera gli ottanta miliardi» [FIRMA]FABIO POZZO TORINO «Il settore
industriale della chimica è l'hardware e il software della società moderna
mondiale: trascurarlo o peggio lasciarlo morire significa rinunciare al
futuro», commenta amaro il segretario nazionale della Uilcem Augusto Pascucci,
dopo l'annuncio con cui Fiorenzo Sartor ha detto pubblicamente addio al
rafforzamento strategico del ciclo cloro-pvc nelle aree di Porto Marghera,
della Sardegna e di Ravenna. La parola d'ordine, tra le file del sindacato, è
quella di «resistere, resistere, resistere». Per tenere vivo un settore che in Italia
vale ancora 57 miliardi di euro, 81 miliardi se si conta anche la farmaceutica,
e che dà lavoro a quasi 200 mila addetti. Certo, la crisi si sente: nel 2008 i
dati delle produzioni parlano «di un calo del 22% nella petrolchimica, 18%
nelle plastiche e 11% nelle specialità». Se poi ci si cala in realtà come la
ceramica, la situazione è davvero da campanello d'allarme: su 28 mila
dipendenti delle industrie della piastrella, infatti, almeno 9 mila (secondo
l'Uilcem) sono in cassa integrazione. Il fatturato? Nel
( da "Stampa, La" del
05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
La
parola ai lettori Quando la burocrazia non aiuta
Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10
- 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI
SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail:
sanremo@lastampa.it
Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo
e recapito telefonico non saranno pubblicati.Una scenetta a cui ho assistito
ieri mattina sul pullman che da Sanremo mi stava riportando indietro a Imperia.
A un certo punto una giovane, che avrà avuto 27/28 anni e che parlava con
spiccato accento siciliano, ha chiesto all'autista dove fosse Bussana. Questi,
gentile e disponibile, le ha chiesto a sua volta dove doveva andare: la ragazza
ha risposto che la meta era il civico 97 sulla via Aurelia. Poi, quando l'autista
l'ha informata che si stava entrando a Bussana, l'arcano è stato rivelato. La
giovane doveva partecipare a un concorso pubblico e come riferimento logistico,
nella busta che le era arrivata a casa, c'era solo l'indicazione «aula magna di
via Aurelia 97, Bussana». Ha scoperto in bus che l'indirizzo corrispondeva al
complesso sanitario, e le è venuto spontaneo un sorriso ironico. Deve aver
pensato la stessa cosa che è venuta in mente al sottoscritto: non era più
facile specificare che a quel civico corrispondeva l'ospedale o comunque gli
uffici Asl? Sembra che si voglia rendere tutto complicato o è un modo per
selezionare i candidati? E' un concorso, non una gara a ostacoli, e mica tutti
sono della zona. LETTERA FIRMATA IMPERIAImperia, in via Baitè incuria e degrado
Ho letto di recente articoli sul degrado cittadino e mi sembra inverosimile che
nessuno sia mai intervenuto sul degrado di via Baitè. Da anni i muri di
sostegno a monte sono crollati, dopo ogni pioggia ci ritroviamo a doverci
fermare e togliere sassi che invadono la carreggiata, le prime due luci di
illuminazione strada (vicino alla caserma dei pompieri) sono da anni spente e
ricoperte dalla vegetazione, non esiste alcuna segnaletica, le auto sono
parcheggiate in piena curva, l'autobus locale deve compiere vere gimkane. In
tutto il rione esistono due dondoli per bambini ora ricoperti dall'erba. Un
camper è abbandonato vicino alla chiesetta da anni. Le strade che portano a
vari caseggiati sono dissestate e affidate alla cura degli abitanti. E tutto questo
a pochi passi dal Palazzo Municipale. LETTERA FIRMATA IMPERIA Da Diano un
grazie per i corsi di cucina Sento il bisogno di ringraziare gli organizzatori
dei Corsi di Cucina tenuti a Diano Marina, nei giorni della manifestazione di
Aromatica Festival: ho vissuto le due giornate con gioia e sorpresa. Un grazie
particolare a Giuliano Sperandio, che con la sua semplicità, serenità e grande
professionalità ha saputo darci, a parte i suoi segreti e suggerimenti sulle
cotture e abbinamenti degli alimenti, una lezione di seria poesia sui fiori,
sulle erbette e sui prodotti splendidi della nostra Diano. Spero di ritrovarmi
presto a ripetere esperienze simili. GIANNA MATTEINI SAGUATO DIANO MARINA
L'Uppi di Imperia solidale con l'Abruzzo La tragedia dell'Abruzzo ci obbliga a
esprimere concretamente la solidarietà della nostra associazione. Insieme al
grande rimpianto per le vittime e i danni provocati dal terremoto con amarezza
notiamo che la Protezione Civile ha lamentato che tanti danni e tante vittime
si sarebbero potuti evitare e la ricerca dei documenti (e quindi delle
responsabilità) sarebbe stata molto facilitata se solo le Regioni italiane si
fossero dotate del «Fascicolo di fabbricato». Qualcuno ricorderà quanto lavoro
e quanta fatica l'Uppi profuse nella redazione e nel propugnare la necessità di
adozione di questo strumento che fu affossato per gelosie, paure e ottusità di
interessi e di forze retrograde. Ora ne rimpiangiamo la mancanza e ne paghiamo
le conseguenze. UPPI SEGRETERIA PROVINCIALE, IMPERIA
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 05-05-2009)
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CESENA PRIMO PIANO
pag. 2 IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel
comun... IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel
comune di Cesena per designare l'esercito dei 144 consiglieri di quartiere (12 per
ogni organismo) manovali' della politica minuta, che senza gettoni di presenza,
rimborsi di alcun tipo e velleità di carriera politica, mettono a disposizione
il loro tempo per migliorare la qualità della vita nel territorio circoscritto
in cui abitano. «A seguito di una legge approvata dall'ultimo Governo Prodi
spiega l'assessore al decentramento Maria Grazia Zittignani le città come
Cesena al di sotto dei centomila abitanti non possono più prevedere i
quartieri, sorti in città nei primi anni Settanta nella grande stagione del
decentramento amministrativo, come organismi dotati di autonomia di spesa ma
solo come organismi consultivi. Inoltre la legge impone di non celebrare
l'elezione dei nuovi consigli in concomitanza con quella per il sindaco e il consiglio
comunale. Pertanto con il nuovo regolamento le circoscrizioni sono state
trasformate da organi di decentramento a strumenti di partecipazione dei
cittadini. All'atto pratico non cambierà nulla sia nel numero dei quartieri,
che in quello dei consiglieri e nemmeno per gran parte delle attività svolte
sul territorio. «NELL'ULTIMO consiglio comunale del 22 aprile aggiunge
l'assessore Zittignani è stato approvato in via definitiva il nuovo regolamento
che individua in un anno dall'insediamento della nuova giunta l'arco di tempo
utile per poter svolgere le elezioni dei quartieri (potrebbero essere accorpate
alle Regionali del 2010). Nel frattempo resteranno in vigore gli attuali
consigli e i presidenti in carica eletti nel 2004. Inoltre potranno votare tutti
i residenti dai 16 anni in su, stranieri inclusi che hanno casa nel nostro
Comune. In un primo tempo era prevista la condizione che risiedessero nel
comune da almeno 18 mesi, ma sono stati gli stessi consigli di quartiere a
chiedere che i cittadini provenienti dall'estero potessero votare subito ed
essere trattati come gli altri». Ciò che invece cambia è che d'ora in avanti i
quartieri non potranno più gestire direttamente fondi e deleghe. Il Comune ha
destinato nel 2008, per l'ultima volta, un budget di 144mila euro per
l'attività dei quartieri. «UN FONDO suddiviso fra i 12 quartieri spiega il
presidente del Cesuola Pierpaolo Turchi . Per quel che ci riguarda il 60% del
budget ha soddisfatto le richieste di associazioni e privati per la
realizzazione di progetti e iniziative varie, mentre la parte restante è
servita alle spese vive per le iniziative del quartiere. Ora
siamo chiamati a chiudere il conto corrente: nessun problema, quello che invece
conta è che i quartieri non diventino un organismo velleitario e privo di
funzioni». «Io credo che il nuovo corso sarà positivo afferma l'assessore
Zittignani : avremo meno burocrazia, più libertà e più partecipazione». Andrea Alessandrini
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 05-05-2009)
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PRIMO PIANO pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 05-05-2009)
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FORLÌ
CRONACA pag. 14 Errani suona la carica a Bulbi e sbandiera l'orgoglio del Pd Il
presidente della Regione: «Governeremo il cambiamento» «NON siamo né tecnici né
uomini di potere, rappresentiamo un progetto di cambiamento della realtà che
affonda le radici in
valori antichi»: vola alto e ispirato il governatore regionale Vasco Errani
presentando la candidatura a presidente della Provincia di Massimo Bulbi. C'è
un po' d'enfasi, una buona dose di orgoglio (la rivendicazione del buon
governo' locale e della crescita romagnola) ma soprattutto un robusto richiamo
agli amministratori la platea di Casa Artusi ribolle di candidati sindaci del
centrosinistra affinché trasmettano agli elettori la consapevolezza dei
risultati raggiunti e delle mete da raggiungere. «Siamo diversi spiega Errani
da una destra populista che pensa di far fronte ai rischi di frammentazione
della società dicendo Ci penso io'. Noi invece diciamo: Noi' richiamandoci a
un'idea di politica che è coinvolgimento, consapevolezza, partecipazione».
ERRANI ha suonato la carica del centrosinistra per Bulbi in coro con altri
testimonial'. Signficativo l'intervento del presidente della provincia di
Rimini, Nando Fabbri, in un'ottica di maggiore collaborazione romagnola,
all'insegna di quel facciamo squadra' che è stato un po' il leit-motiv di tutti
gli interventi: dal sindaco cesenate uscente Giordano Conti al candidato Paolo
Lucchi, da Elena Battistini (Savignano sul Rubicone) al padrone di casa' Paolo
Zoffoli. Altrettanto emblematica la chiusura del cerchio da Nadia Masini
«Insieme abbiamo fatto cose buone e ci sono le condizioni per andare avanti: io
darò una mano, in altri modi, ma la darò» fino al suo aspirante successore
Roberto Balzani che ha riconosciuto «voi siete una squadra vincente, sono qui per
imparare». Il presidente uscente e ricandidato sostenuto da Pd, Idv, Pdci, Prc,
Sinistra per Forlì-Cesena e Nuova Romagna ha incassato raggiante tutti i
riconoscimenti e le promesse di collaborazione. E ha snocciolato i titoli' dei
suoi punti programmatici: il rafforzamento della società responsabile e
solidale («Non lasceremo indietro nessuno»); il lavoro come strumento di
valorizzazione e competitività del sistema e di coesione sociale; la
valorizzazione dei saperi locali e lo sviluppo della società della conoscenza;
innovazione e ammodernamento del territorio (calcando ancora una volta la mano
sul patto per lo sviluppo' e l'impegno per l'abbattimento
degli oneri della burocrazia); una provincia territorialmente integrata e aperta all'esterno
(lo sviluppo della collaborazione romagnola nell'ottica dell'Area vasta, dalla
sanità ai trasporti); qualità ambientale (aumento della raccolta differenziata,
riduzione dei rifiuti bruciati, impianti di compostaggio e biodigestione);
ammodernamento delle infrastrutture. «LA FILOSOFIA di fondo dell'azione
amministrativa ha concluso Bulbi dovrà essere quella di garantire lo sviluppo
del territorio non escludendo ambiti produttivi che potenzialmente possono
rappresentare le nuove specializzazioni territoriali, dall'aeronautica
all'agroalimentare, nè tantomeno sottraendosi al dovere d'inserire nello
scenario di sviluppo elementi sociali (immigrazione, casa, benessere, salute),
culturali (arte, creativià, istruzione) ed infrastrutturali (strade, mobilità,
viabilità, logistica, cablaggio del territorio, digitalizzazione delle reti).
Siamo convinti che rimanendo uniti e valorizzando le energie, le intelligenze
ed i saperi, il senso di responsabilità dei cittadini, riusciremo ad uscire da
questa fase più forti, coesi e solidali, costruendo un territorio socialmente
responsabile». Emanuele Chesi
( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII - Milano
Mense, sconti al secondo figlio ma nei nidi i genitori protestano Lo scopo è
mitigare i rincari: ma i più piccoli potrebbero non avere diritto al bonus
FRANCO VANNI Le famiglie con almeno due figli iscritti alla mensa scolastica
hanno diritto allo sconto del 50 per cento sul prezzo dei pasti. Da settembre
prossimo si pagherà la quota intera, calcolata in base alle proprie possibilità
economiche, per il bambino più piccolo, ma per i fratelli ci sarà lo sconto. La
novità, introdotta dal Comune, mitiga gli aumenti sul prezzo della refezione
introdotti lo scorso inverno. Per chiedere la riduzione c´è tempo fino al 31
maggio, termine ultimo per l´iscrizione al servizio mensa. Basta compilare la
dichiarazione sulla composizione del nucleo familiare: i figli possono essere
iscritti alle materne, alle elementari o alle medie, il "bonus"
scatta comunque. Non è chiaro, invece, se vengano conteggiati ai fini dello
sconto anche i bambini al nido. E scoppia la polemica. «Non è giusto che chi ha
figli sotto i tre anni sia penalizzato. Io ho un bimbo al nido e due alle
elementari, e in Comune non mi hanno saputo dire se ho diritto allo sconto»,
dice Barbara Piancatelli. La sua preoccupazione è quella di centinaia di mamme
nella stessa situazione, iscritte ai forum in internet "Chiedoasilo"
e "Commissione Refezione". Risponde Mariolina Moioli, assessore
all´Istruzione: «Nei prossimi giorni, in base all´interpretazione della delibera
sulle mense fatta prima di Natale, daremo alle famiglie tutti i chiarimenti
necessari». Oltre al dubbio sull´accesso allo "sconto famiglia" per
chi ha figli al nido, un´altra questione preoccupa i genitori: chi non è in
grado di presentare il modulo Isee sarà automaticamente inserito in ultima
fascia, e quindi costretto a pagare il massimo. Cioè, in base alle tabelle
comunali, 46 euro al mese per i bimbi delle materne, 59 per gli studenti delle
elementari iscritti al tempo pieno e 35.50 per chi ha scelto i "moduli".
Su questo tema, ha chiesto spiegazioni ufficiali il consigliere comunale David
Gentili, del Pd: «Così si penalizzano le famiglie che non
conoscono il proprio Isee, cioè gli stranieri e chi non ha dimestichezza con la
burocrazia». Michele
Carruba, presidente di Milano Ristorazione, risponde: «Milano rimane comunque,
tra le città italiane, quella con le rette per la refezione scolastica più
basse» SEGUE A P
( da "Manifesto, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
DOCUMENTI Due volumi
analizzano la «Carta dei diritti» e le politiche europee sul «gender
mainstream» Dignità, libertà e solidarietà. Voci dal triangolo costituito
Giuseppe Allegri La crisi istituzionale dell'Unione europea sancita nel 2005
con il no referendario franco-olandese al Trattato costituzionale e conclamata
dal no irlandese dello scorso giugno al Trattato di Lisbona è sprofondata nella
incapacità continentale di gestire la crisi economico-finanziaria. Il
«funzionalismo» comunitario è vittima dei fallimenti del neoliberismo
tecnocratico e globale; così come sembra ormai anacronistica la riproposizione
di una «costituzionalizzazione» dell'Unione europea secondo le tradizionali vie
parlamentari o governative. Mentre le prossime elezioni per
l'europarlamento affascinano le burocrazie nazionali di partiti al governo o
quelli condannati alla scomparsa, conviene allora concentrarsi sulle prassi
comunitarie, occasione concessa dalla pubblicazione di due volumi. Mariagrazia
Rossilli cura nel volume I diritti delle donne nell'Unione europea.
Cittadine, migranti, schiave (Ediesse, pp. 236, euro 12) una ricostruzione
delle politiche comunitarie riguardo i diritti delle donne, supportata da
interventi che spaziano dalla tutela del genere, alle politiche delle pari
opportunità nella Strategia Europea per l'Occupazione e al ruolo del sindacato
europeo. È un quadro sfaccettato e piuttosto critico, che si misura con le
politiche di gender mainstreaming, di empowerment delle donne, di divieto di
discriminazione, insistendo sulle inadeguatezze comunitarie su questi temi.
D'altro canto si sottolinea quanto «normativa, giurisprudenza e soprattutto
politica comunitaria» abbiano esercitato «un'influenza positiva su tutti gli
ordinamenti degli Stati membri in materia di parità tra uomini e donne»; in
particolare grazie a «alcuni Stati trainanti, come quelli Scandinavi, che hanno
condizionato, come modelli di riferimento, Stati nei quali tradizioni, cultura
e leggi tendono ancora ad ostacolare un'effettiva parità» (Elisabetta Palici di
Suni). Una discrasia che lascia aperta la domanda su chi sia «esattamente il
soggetto di diritto in Europa», come osserva Susanne Baer quando si confronta
con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; testo riguardo al
quale il volume contiene un'interessante intervista a Elena Paciotti, membro
della Convenzione che ormai quasi dieci anni fa elaborò la Carta e anche
autrice della Prefazione al volume La Carta dei diritti dell'Ue. Casi e
materiali curato da Giacinto Bisogni, Giuseppe Bronzini e Valeria Piccone
(Chimienti, pp. 676, euro 38). Nella Carta dei diritti dell'Ue si assume
infatti la centralità di quel testo come strumento per auspicare il «salto in
quell'Europa politica» ancora assente. Riferimenti alla Carta compaiono nelle sentenze
della «Corte di Giustizia, di quella di Strasburgo e di numerose Corti
nazionali di ogni rango», a conferma di un dialogo «multilivello» tra le Corti,
per la tutela dei diritti fondamentali: si profila un'altra idea di
integrazione comunitaria, basata sulla necessità di prendere sul serio il
«triangolo europeo formato da dignità, autodeterminazione ed eguaglianza».
CONTINUA|P
( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Genova
Ecuadoriani, albanesi, marocchini, si moltiplicano le storie di giovani
stranieri che se ne vanno: "Ancora troppi pregiudizi su di noi"
Immigrati, fuga da Genova Lavoro che non c´è e permessi in
ritardo, a migliaia tornano a casa LA CRISI, la difficoltà ad integrarsi, la burocrazia. Ci sono diverse ragioni, e
tutte buone, per il migliaio di stranieri «genovesi» che dall´inizio dell´anno
ha scelto di rientrare nei rispettivi paesi d´origine. E, soprattutto storie
dolorosissime. CALANDRI A P
( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
IX - Genova L´iniziativa Burocrazia, gare, fondi pubblici apre lo sportello dei
"Piccoli" Uno sportello per assistere le piccole e medie imprese
nella burocrazia, un servizio di assistenza per partecipare alle
gare di appalto e un sostegno per le domande di accesso a fondi pubblici. Sono gli strumenti della sezione
Pmi di Confindustria Genova, presentata dal presidente Fabrizio Ferrari e dal
direttore generale Paolo Corradi. «Sono queste le richieste che ci vengono oggi
fatte dalle pmi - dice Ferrari - parliamo di una realtà di 950 tra piccole e
medie imprese associate che impiegano 140 addetti. Queste imprese affrontano
problemi legati all´accesso al credito, al ritardo dei pagamenti, fronteggiano
ogni giorno mille ostacoli e noi con questi strumenti vogliamo dimostrare che
ci siamo e che vogliamo aiutarle». L´help desk sarà operativo dal 18 maggio con
un numero verde, 800710820, attivo all´inizio per tre giorni alla settimana:
«Poi vedremo - riprende Ferrari - se le aziende ne avranno bisogno potremo
prolungare il servizio anche per tutta la settimana».
( da "Sicilia, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
l'annuncio sul sito
internet della compagnia di rocco forte Golf resort, l'apertura slitta a luglio
L'apertura del golf resort del Verdura è slittata al mese di luglio. La
compagnia inglese di sir Rocco Forte ha modificato il sito ufficiale sul quale
da mesi era annunciata l'inaugurazione per il 29 maggio. I lavori, in
particolare quelli relativi alla messa in sicurezza della Torre del Verdura,
sono appena iniziati. Il cantiere è in piena attività, i lavori richiedono
tempi più impegnativi rispetto all'entità dei lavori. Non c'è dubbio che è il
risultato di una lungaggine nel rilascio delle autorizzazioni, ma anche
dell'inclemenza meteorologica. I tempi della burocrazia, come si sa, non viaggiano
alla stessa velocità di quella di un imprenditore. Forse la filiera burocratica
non ha compreso bene, ma questo è un discorso che ha caratterizzato tutta la
vicenda del golf resort del Verdura, le grida di allarme che di volta in volta
venivano lanciate dal management della compagnia inglese. Molto
probabilmente, sulla decisione di rinviare l'apertura della struttura
golfistica ha pesato anche la questione non risolta dello svincolo sulla Ss
115. Un vero problema che si trascina da oltre un anno senza che vi sia ancora
una soluzione. Il solito meccanismo perverso che trova il suo fondamento tra
carte che mancano, firme che tardano ad essere apposte sui documenti. E'
inutile trovare il capro espiatorio. La vera sconfitta è del territorio che
tarda a decollare, oltre ai danni di immagine ed economici che un imprenditore
leader internazionale del turismo di lusso, quale sir Rocco Forte, è costretto
a subire. Filippo Cardinale
( da "RomagnaOggi.it"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
5 maggio 2009 -
12.07 (Ultima Modifica: 05 maggio 2009) FORLI' - I bisogni del territorio e
delle cooperative aderenti sono al centro di un documento con cui
Confcooperative, si rivolge ai candidati alle elezioni Amministrative del
prossimo 6/7 giugno, sottolineando come sempre il desiderio di confrontarsi con
tutte le forze politiche, i movimenti e i candidati. Gli incontri organizzati
dall'associazione d'impresa iniziano questa settimana: il primo appuntamento è
fissato per oggi martedì 5 maggio alle ore 15 con il candidato alla presidenza
della Provincia Massimo Bulbi. Seguiranno domani 6 maggio l'incontro con
Alessandro Rondoni e l'8 con Paolo Lucchi. "Questa volta l'appuntamento
elettorale giunge in un momento di grave crisi economica - dichiara il
presidente Amedeo Scozzoli - una crisi drammatica di cui sta risentendo anche
il nostro sistema cooperativo. Inoltre stiamo toccando con mano come alcune
scelte fatte dalle Istituzioni Locali condizionino anch'esse i risultati
complessivi delle nostre cooperative. Su queste problematiche vogliamo
confrontarci in modo franco con i candidati, ai quali daremo anche ipotesi di
soluzioni che riteniamo necessarie per il bene delle nostre imprese e del
territorio". . Il riferimento è a legislazioni regionali e a provvedimenti
locali che mirando a costruire un modello "evoluto" e caratterizzato
da alti standard spesso non tengono conto del reale contesto sociale e dei
bisogni del territorio e delle imprese. L'effetto in molti casi non è stato
quello sperato, anzi, in alcuni settori l'aver posizionato
"l'asticella" troppo in alto, ha di fatto messo fuori mercato interi
comparti sottolinea Confcooperative, che rivolgendosi alla politica e a chi si
candida a governare il territorio denuncia come la politica stessa e i suoi
ritardi oltre alle storture della burocrazia siano causa di grandi difficoltà per le imprese. Queste le
priorità che Confcooperative - in rappresentanza a livello provinciale di circa
230 imprese operanti nei vari settori con oltre 40000 soci e oltre 11000
lavoratori - segnala ai candidati: -In generale vogliamo sensibilizzare la
classe politica verso scelte che prima di essere applicate devono,
attraverso un confronto vero, poter preveder le ricadute sui cittadini e sulle
imprese e non essere prese nell'esclusivo interesse dell'Istituzione che la
emana, annullando in tantissimi casi anche il concetto tanto sbandierato di
sussidiarietà. -Occorre individuare procedure d'urgenza per consentire alle
aziende che hanno investimenti da realizzare di poter avere le autorizzazioni
necessarie al massimo in sei mesi. -Le gare d'appalto devono essere aggiudicate
con il metodo del prezzo "economicamente e socialmente più
vantaggioso" seguendo l'esempio delle amministrazioni che lo stanno
sperimentando, in modo particolare per le gare che riguardano i servizi.
sociali. -Occorre rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un
livello di reddito tale da non potersi permettere un alloggio, attraverso anche
la messa a disposizione, da parte dei comuni di aree o di manufatti pubblici in
forma gratuita, da assegnare a cooperative di abitazione, al fine di poter
costruire abitazioni a prezzi calmierati. -Rivedere l'organizzazione delle
politiche dei servizi: in momenti di crisi come quello attuale, non è
tollerabile speculare sui servizi, soprattutto quando si tratta di servizi alla
persona, che devono essere erogati ai cittadini con la massima efficienza e il
minor costo per l'utente. Noi intendiamo proporre il modello dell'impresa
sociale, orientata alla gestione del servizio reinvestendo i margini di
gestione esclusivamente nel miglioramento dei servizi e non per produrre utili
finanziari. -E' necessario affrontare i temi ambientali con lungimiranza e
liberi da schemi ideologici e da interessi, praticando soluzioni realmente
adatte al nostro territorio alle nostre attività alle nostre produzioni; non
possiamo seguire mode per alcune questioni che riguardano le aziende con
politiche repressive, senza considerare tutto quello che non è adeguato da
parte delle Istituzioni, mettendo in condizione le aziende virtuose di dover
pagare quanto non realizzato da chi è deputato a farlo. -Nel comparto
agroalimentare occorre mettere in atto politiche che valorizzino le nostre produzioni
considerate in alcuni casi, eccellenze a livello internazionale, attraverso
azioni di sensibilizzazione nei confronti delle scuole, inserendo nei
capitolati delle mense l'obbligo di utilizzo dei prodotti locali, facendo opera
di formazione verso i consumatori, in una ottica anche di salute pubblica. -In
tema di energie rinnovabili occorre praticare politiche più virtuose, andando a
determinare quelle che sono le zone e le produzioni interessate e poi dare la
possibilità alle imprese di poter investire, senza dover essere condizionati da
interessi particolari, mettendo a disposizione anche tutti gli edifici pubblici
che potrebbero essere messi a norma dal punto di vista energetico con programmi
di projget fainancing gestiti da privati Gli incontri organizzati da
Confcooperative aggiornati ad oggi: - Massimo Bulbi candidato alla Presidenza
della Provincia di Forlì Cesena - 5 Maggio alle ore 15,00 presso la sede di
Forlì; - Alessandro Rondoni candidato a Sindaco del Comune di Forlì - 6 Maggio
ore 16,00 presso la sede di Forlì; - Paolo Lucchi candidato a Sindaco del
Comune di Cesena - 8 Maggio ore 9,00 presso la sede di Cesena; - Antonio Prati
candidato a Sindaco del Comune di Cesena - 13 Maggio ore 9,30 presso la sede di
Cesena; - Roberto Balzani candidato a Sindaco del Comune di Forlì - 15 maggio
ore 9,00 presso la sede di Forlì.
( da "Sestopotere.com"
del 05-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Amministrative, le
priorità di Confcooperative Forlì Cesena presentate ai candidati (5/5/2009
14:23) | (Sesto Potere) - Forlì - 5 maggio 2009 - Massimo Bulbi, candidato alla
presidenza della Provincia, inizia oggi 5 maggio gli incontri organizzati
dall'associazione d'impresa della cooperazione, domani 6 maggio è la volta del
candidato sindaco per il Comune di Forlì Alessandro Rondoni. I bisogni del
territorio e delle cooperative aderenti sono al centro di un documento con cui
Confcooperative, si rivolge ai candidati alle elezioni Amministrative del
prossimo 6/7 giugno, sottolineando come sempre il desiderio di confrontarsi con
tutte le forze politiche, i movimenti e i candidati. Gli incontri organizzati
dallassociazione dimpresa iniziano questa settimana: il primo appuntamento è fissato per
oggi martedì 5 maggio alle ore 15 con il candidato alla presidenza della
Provincia Massimo Bulbi. Seguiranno domani 6 maggio lincontro
con Alessandro Rondoni e l8 con Paolo Lucchi. “Questa volta
lappuntamento elettorale giunge in un momento di grave crisi economica - dichiara il
presidente Amedeo Scozzoli - una crisi drammatica di cui sta risentendo anche
il nostro sistema cooperativo. Inoltre stiamo toccando con mano come alcune
scelte fatte dalle Istituzioni Locali condizionino anchesse
i risultati complessivi delle nostre cooperative. Su queste problematiche
vogliamo confrontarci in modo franco con i candidati, ai quali daremo anche
ipotesi di soluzioni che riteniamo necessarie per il bene delle nostre imprese
e del territorio”. Il
riferimento è a legislazioni regionali e a provvedimenti locali che mirando a
costruire un modello “evoluto” e caratterizzato da alti standard spesso non
tengono conto del reale contesto sociale e dei bisogni del territorio e delle
imprese. L'effetto in molti casi non è stato quello sperato, anzi, in alcuni
settori l'aver posizionato “l'asticella” troppo in alto, ha di fatto messo
fuori mercato interi comparti sottolinea Confcooperative, che rivolgendosi alla
politica e a chi si candida a governare il territorio denuncia come la politica
stessa e i suoi ritardi oltre alle storture della burocrazia siano causa di grandi
difficoltà per le imprese. Queste le priorità che Confcooperative - in
rappresentanza a livello provinciale di circa 230 imprese operanti nei vari
settori con oltre 40000 soci e oltre 11000 lavoratori - segnala ai candidati:
-In generale vogliamo sensibilizzare la classe politica verso scelte che prima
di essere applicate devono, attraverso un confronto vero, poter preveder
le ricadute sui cittadini e sulle imprese e non essere prese nell'esclusivo
interesse dell'Istituzione che la emana, annullando in tantissimi casi anche il
concetto tanto sbandierato di sussidiarietà. -Occorre individuare procedure
d'urgenza per consentire alle aziende che hanno investimenti da realizzare di
poter avere le autorizzazioni necessarie al massimo in sei mesi. -Le gare
d'appalto devono essere aggiudicate con il metodo del prezzo “economicamente e
socialmente più vantaggioso” seguendo l'esempio delle amministrazioni che lo
stanno sperimentando, in modo particolare per le gare che riguardano i servizi
sociali. -Occorre rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un
livello di reddito tale da non potersi permettere un alloggio, attraverso anche
la messa a disposizione, da parte dei comuni di aree o di manufatti pubblici in
forma gratuita, da assegnare a cooperative di abitazione, al fine di poter
costruire abitazioni a prezzi calmierati. -Rivedere l'organizzazione delle
politiche dei servizi: in momenti di crisi come quello attuale, non è
tollerabile speculare sui servizi, soprattutto quando si tratta di servizi alla
persona, che devono essere erogati ai cittadini con la massima efficienza e il
minor costo per l'utente. Noi intendiamo proporre il modello dell'impresa
sociale, orientata alla gestione del servizio reinvestendo i margini di
gestione esclusivamente nel miglioramento dei servizi e non per produrre utili
finanziari. -E' necessario affrontare i temi ambientali con lungimiranza e liberi
da schemi ideologici e da interessi, praticando soluzioni realmente adatte al
nostro territorio alle nostre attività alle nostre produzioni; non possiamo
seguire mode per alcune questioni che riguardano le aziende con politiche
repressive, senza considerare tutto quello che non è adeguato da parte delle
Istituzioni, mettendo in condizione le aziende virtuose di dover pagare quanto
non realizzato da chi è deputato a farlo. -Nel comparto agroalimentare occorre
mettere in atto politiche che valorizzino le nostre produzioni considerate in
alcuni casi, eccellenze a livello internazionale, attraverso azioni di
sensibilizzazione nei confronti delle scuole, inserendo nei capitolati delle
mense l'obbligo di utilizzo dei prodotti locali, facendo opera di formazione verso
i consumatori, in una ottica anche di salute pubblica. -In tema di energie
rinnovabili occorre praticare politiche più virtuose, andando a determinare
quelle che sono le zone e le produzioni interessate e poi dare la possibilità
alle imprese di poter investire, senza dover essere condizionati da interessi
particolari, mettendo a disposizione anche tutti gli edifici pubblici che
potrebbero essere messi a norma dal punto di vista energetico con programmi di
projget fainancing gestiti da privati Gli incontri organizzati da
Confcooperative aggiornati ad oggi: - Massimo Bulbi candidato alla Presidenza
della Provincia di Forlì Cesena - 5 Maggio alle ore 15,00 presso la sede di
Forlì; - Alessandro Rondoni candidato a Sindaco del Comune di Forlì – 6 Maggio
ore 16,00 presso la sede di Forlì; - Paolo Lucchi candidato a Sindaco del
Comune di Cesena – 8 Maggio ore 9,00 presso la sede di Cesena; - Antonio Prati
candidato a Sindaco del Comune di Cesena – 13 Maggio ore 9,30 presso la sede di
Cesena; - Roberto Balzani candidato a Sindaco del Comune di Forlì – 15 maggio
ore 9,00 presso la sede di Forlì.
( da "Stampa, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
AL BALBO. EMANUELE
NOVAZIO Giornalista in Urss "C'erano le microspie nella mia casa a
Mosca" Come scova le notizie un giornalista che lavora in Russia? A quali
fonti può attingere? Emanuele Novazio, da tren'tanni autorevole firma de «La
Stampa», non è più corrispondente da Mosca dove lo è stato a lungo quando
ancora si chiamava Unione Sovietica, ma, nel nuovo libro uscito di recente per
Guerini & Associati, racconta in che modo Putin, nella sua presidenza post
Eltsin, «ha, di fatto, ricostituito le basi ideologiche e pratiche del potere
in vigore nell'ex Unione Sovietica, caduta formalmente nel '91». Il titolo del
libro, «Back in Urss. Reportage dal nuovo impero russo», di cui Novazio, ex
allievo del liceo Balbo di Casale, ha conversato ieri mattina con gli studenti
casalesi del Classico e dello Scientifico, è illuminante. In due vocaboli c'è
la sintesi di tutto il testo: «back», ritorno, e impero russo. «Putin,
attraverso il suo progetto neoimperiale, ha cercato di ridare al Paese
l'orgoglio nazionale che per molti russi vale molto più della libertà». Un
obbiettivo perseguito con una politica di azzeramento graduale ma sistematico
delle voci giornalistiche libere, condotta senza che se ne potesse attribuire a
Putin la diretta responsabilità, ma della quale di fatto nessuno, specialmente
tra gli osservatori occidentali, ne disconosce l'avallo. Novazio ha raccontato
la chiusura di numerose testate giornalistiche e televisive locali, che «in
Russia sono molto seguite», e di incarichi ai vertici di grandi tivù e giornali
nazionali assegnati a giornalisti di regime. Ecco spiegato il «Back in Urss»,
il ritorno a quel modello sovietico che Novazio aveva sperimentato
direttamente, nella sua quotidianità moscovita appesantita
dalla burocrazia durante
gli anni da corrispondente. Un esempio molto efficace: «Fu la mia domestica -
ha raccontato - a mostrarmi dove, in casa, erano state nascoste le microspie».
Come nei film. E, come nei film, c'era un alloggio un po' particolare,
all'ultimo piano del palazzo dove Novazio viveva, con frequentazioni e
movimenti strani: l'appartamento «abitato» dai rilevatori delle «cimici»
per registrare che cosa sapeva e con chi era in contatto il giornalista
italiano. E quindi? «Meglio parlare in strada o comunque in spazi aperti». Per
non rischiare l'incarcerazione, se non la vita come è accaduto ad Anna
Politkovskaja.
( da "Unita, L'" del
06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
A Palazzo Venezia,
con le donne, Mussolini usava la tecnica musica e magia. Tra il '35 e il '39
non aveva amanti, ma solo fugaci incontri. Tromba e sparisci». L'eleganza
sublime e l'elogio trasversale. Democratico. Stallieri e dittatori. L'altro
ieri, tramontata l'aura del 25 aprile pacificato, grazie a Marcello Dell'Utri
scoprivamo i partigiani «di destra» e il Mussolini «troppo buono». Qualche
giorno ancora e il festival di Cannes racconterà al mondo un altro duce. Bigamo
e spietato. «Prima di allora, non sapevo nulla di questa storia. Poi nel 2005
lessi un articolo e vidi un documentario su Mussolini e sui parenti ignoti e
sacrificati, la moglie Ida Dasler e il figlio legittimo del duce, Benito
Albino». Da 40 anni Marco Bellocchio esplora i lessici familiari. Codifica
linguaggi, pugni tenuti in tasca, condanne, salti nel vuoto, mostri da
occultare alla vista o sbattere in prima pagina. Un cinema che ripudia l'oblìo
e spinge l'ex salesiano ribelle a occuparsi di terrorismo e psicanalisi, regimi
e sacche di consenso. «Vincere», il suo film sul Duce più celato, sarà in
concorso a Cannes. In luogo del '68 di Placido, la fotografia della donna che
pagò caro l'irriducibile desiderio di non arrendersi. Fu bollata, resa incapace
di nuocere all'immagine del dittatore, rinchiusa in manicomio. Pazza. E quindi
afona nel gridare, indecifrabile nello scrivere, querula nel chiedere aiuto.
Pericolosa. Una serpe cresciuta in seno che rivendica l'amore del capo e
diventa un problema. Da internare e dimenticare, usando ogni mezzo. Stampa,
Polizia, medici, prefetti. Il pubblico che si piega al privato e nasconde un
segreto inconfessabile. Un gioco di scatole cinesi. Aperta la prima, non ci si
può fermare. Il documentarista che insieme al giornalista Norelli ha guidato
Bellocchio alla scoperta del lato oscuro di Mussolini si chiama Fabrizio
Laurenti. Ha vissuto per 13 anni a New York, ondeggiato tra generi diversissimi
e una sera per caso, è caduto sulla materia che avrebbe plasmato in 30 mesi di
maniacale lavoro. «Mi dissero che Mussolini aveva avuto un figlio morto in
manicomio. Mi sembrò incredibile. "Fidati, a Trento lo sanno tutti".
Decisi di indagare e mi immersi in un pozzo di fonti. Compagni di banco che avevano
conosciuto Albino e le sue leggendarie imitazioni del padre, donne che vivevano
di fronte al sanatorio dove era reclusa Ida, autentiche lettere autografe
firmate Benito. Un materiale troppo importante sul
funzionamento della burocrazia fascista per rischiarne l'estinzione». Ida venne imprigionata a
Pergine, «curata» con iniezioni di malaria nel sadico tentativo di «snebbiarle»
la coscienza, screditata, messa infine in una fossa comune, nel
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
CULTURA E SPETTACOLI
pag. 28 di PIERO DEGLI ANTONI MILANO IL TELEFILM Festival ha il merito, og...
di PIERO DEGLI ANTONI MILANO IL TELEFILM Festival ha il merito, ogni anno, di
segnalare in anticipo quali potrebbero essere le serie «cult» prossime venture:
i nuovi Lost o CSI, per intenderci. Stavolta sembra che il genere destinato a
tirare la volata sia quello paranormale, tra la scienza e la fantascienza,
quella zona «twilight» tra realtà e fantasia. Ben tre serie americane - che
vengono presentate appunto qui a Milano - propongono protagonisti dotati di
poteri mentali inusuali. C'è The Mentalist (andrà in onda su Joi), la storia di
un uomo che si è sempre spacciato per medium mentre fa semplicemente ricorso
alle proprie capacità di osservazione. C'È FRINGE in cui un'agente donna
dell'Fbi tenta di risolvere un caso misterioso con l'aiuto di un ex scienziato
rinchiuso da 17 anni in un istituto di igiene mentale, e c'è infine Mental in
cui si muove uno psichiatra dalle idee parecchio innovative
che si scontra con la burocrazia (c'è anche in America, pare) medica. In questa caccia alla
novità, stavolta il TF si è spinto oltre i consueti confini statunitensi. Le
stesse major americane scelgono, per motivi di costi, delle location
all'estero. Abbiamo così la saga indiana in costume Dharam Veer, e la balzana
sit-com egiziana Coiffeur Ashwaq, ambientata nella sala d'aspetto di un
parrucchiere. Co-prodotto dalla Commissione europea, il telefilm punta non solo
a far sorridere gli spettatori, ma soprattutto a sollecitare la coscienza delle
spettatrici sul loro ruolo nella società araba. Si parla di violenza dentro
casa, di matrimoni forzati, di sessismo, di molestie: tutti temi delicati per
le società musulmane. Per essere una sit-com, un bell'impegno. PER I FAN dei
classici, il Tf presenta vere e proprie chicche: la puntata inedita di E.R. in
cui fa ritorno George Clooney (hurrah!) e il ritorno di un caposaldo quale
Beverly Hills 90210 che segnò la tv degli anni Novanta. Il TF si apre domani e
si concluderà domenica al cinema Apollo di Milano. I fan possono scegliere tra
due tipi di abbonamenti: giornaliero a 12 euro e complessivo a 30 euro.
( da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Manca la traduzione
in serboriparte processo per violenza giustizia & burocrazia CONDANNATO in primo grado per violenza sessuale ha visto
annullare la sentenza in Appello e in Cassazione per la mancanza della
traduzione del capo d'imputazione nella lingua del suo paese: il serbo. Un
particolare che è risultato determinante per la bontà del processo e ora, a tre
anni di distanza dall'episodio in cui è rimasta vittima una giovane donna,
il fascicolo è tornato alla partenza, come si trattasse di un segnacasela di un
noto gioco da tavolo. Ma i disguidi non sono finiti. Ieri mattina davanti al
giudice delle udienze preliminari Emilio Fois, il processo ha dovuto subire
l'ennesimo rinvio al 20 ottobre prossimo per un difetto di notifica. Più
semplicemente è mancata la prova che la notifica fosse stata fatta
all'imputato. Ed allora nuova "partenza dl via" per un processo di
violenza sessuale nei confronti di una donna che meriterebbe maggior celerità.
Ma il difetto di notifica, con conseguente nullità e rinvio ad altra udienza
del processo, è un problema che negli ultimi tempi è diventato insostenibile al
punto da spingere il procuratore Francantonio Granero ad occuparsi della
situazione di fronte alle continue lamentele dei sostituti procuratori
costretti a subire rinvii di fronte alle eccezioni delle difese. Con ritardi
pratici, ma anche frustrazioni psicologiche. G. Cio. 06/05/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO pag. 6 IL 40
PER CENTO delle aziende agricole socie Coldiretti, che erano a controllo su...
IL 40 PER CENTO delle aziende agricole socie Coldiretti, che erano a controllo
sulla regolarità delle domande per i finanziamenti europei Pac, è arrivato a pagamento.
Coldiretti Rovigo prende atto che sono state liquidate 531 proprie aziende
polesane delle
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI I data: 2009-05-06 - pag: 26 autore:
Energia. La regione ha già installato 56,5 megawatt fotovoltaici contro i 50,7
della Lombardia Alla Puglia la leadership solare Indietro il resto del
Mezzogiorno - In Liguria solo 3,7 megawatt Jacopo Giliberto L'inverno
ricchissimo di acqua e neve ha riempito i bacini idroelettrici, che fino
all'anno scorso sembravano sfiatati, e i produttori elettrici pregustano affari
importanti. Ma anche il settore fotovoltaico è in fermento. Per esempio ieri la
Sorgenia Solar e la Sonepar hanno raggiunto un'intesa sui pannelli fotovoltaici
per una potenza complessiva di 5 megawatt.La Puglia è la gallina dalle uova
d'oro: l'oro del sole. Gli investimenti solari si dirottano in modo massiccio
verso il "tacco" della Penisola, tanto che il presidente della
Regione, Nichi Vendola, e il suo assessore all'Ambiente,Michele Losappio, si
chiedono se dare regole un po' meno coraggiose al primato energetico della
Puglia. Appena quinta per numero di centrali solari (alle spalle di Lombardia,
Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte), però ha il numero più alto di megawatt
istallati e – vista anche la collocazione favorevole per insolazione – per
produzione. Ben 56,5 megawatt fotovoltaici, contro i 50,7 della Lombardia. Le
centrali solari pugliesi hanno stazze notevoli. E anche nel segmento eolico la
Puglia ancora una volta è in prima linea. Ieri l'Alerion ha annunciato che è
entrata in produzione la centrale eolica di Ordona (Foggia) con una potenza di
34 megawatt. La regione si sta caratterizzando come il polo energetico
italiano, viste le centrali elettriche (basti ricordare il colossale impianto a
carbone dell'Enel a Brindisi, ma anche quelli vicini dell'Edipower e dell'Eni),
l'elettrodotto che porta elettricità dalla Grecia e i progetti di nuove linee
di alta tensione (come quella progettata dalla siciliana Moncada con
l'Albania),di metanodotti (come l'Igi pensato dall'Edison con la Grecia) e di
rigassificatori (è il caso di Taranto con Gas Natural e Brindisi con British
Gas). Perché la Puglia sta assumendo questo carattere di polo energetico?
Merito della Giunta che ha adottato una politica industriale molto liberista e
molto lungimirante. Soprattutto nel settore delle fonti rinnovabili. Ogni
Regione infatti fa storia a sé. La legge nazionale è liberista, e la Puglia
(come anche la Regione Lombardia, che ieri insieme con le Camere di commercio
ha destinato un incentivo per le imprese che vogliono investire nel solare a
Varese, con un finanziamento di 1,2 milioni) ha varato piani regionali e regole
che seguono la normativa nazionale senza aggiungere vincoli speciali.
Burocrazia leggera e coraggio politico. In coda invece ci sono altre regioni.
La Sicilia, la Calabria e la Basilicata ma perfino la Liguria annunciano sui
giornali locali programmi mirati alle fonti rinnovabili, «per le quali – è il
ritornello – è vocato il nostro territorio », poi all'atto pratico fanno di
tutto per impedire la costruzione di qualsiasi impianto. Basilicata: 293
centrali solari per 5,6 megawatt. Calabria: 666 impianti per appena 17,3
megawatt. Incredibile la soleggiata Liguria: 453 impianti ma per 3,7 megawatt.
Basta un confronto con altre regioni per avere un'idea delle dimensioni.
Secondo i dati appena divulgati dal Gse (Gestore dei servizi elettrici, la
società pubblica che governa gli incentivi al solare ma controlla anche la
Borsa elettrica), la Lombardia è in testa per numero di impianti fotovoltaici
(5.372), seguita dai 3.540 dell'Emilia-Romagna, dai 3.180 del Veneto, dai 2.836
del Piemonte e dai 2.694 della Puglia. I divari regionali saranno uno dei temi
in discussione da domani fino al 9 maggio al Solarexpo, la principale rassegna
europea delle fonti rinnovabili in programma alla Fiera di Verona. Ieri la
Solarexpo ha offerto a Milano un antipasto della rassegna con la presentazione
della SolarWorld
( da "Messaggero, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 06 Maggio
2009 Chiudi ROMA Renato Brunetta annuncia una spiacevole novità per gli
statali, almeno per quelli più informatizzati e socialmente attivi. «Sto
predispondendo ha detto il ministro un sistema di filtraggio che impedisca ai
dipendenti pubblici di andare su Facebook». Per chi ancora non lo sapesse,
Facebook è un sito internet che permette di scambiare vari tipi di informazione
fra amici e conoscenti (tecnicamente si definisce una "rete sociale"
o). È un fenomeno di massa, che coinvolge ormai almeno un italiano su sette.
Brunetta sostiene che «uno dei luoghi di maggior utilizzo del famoso social
network siano proprio le postazioni pubbliche» e perciò pensa a «un progetto
che non ha nulla di vessatorio ma che vuole impedire di spendere soldi della
collettività in modo non corretto». Va detto che fra gli 8-10 milioni di
italiani iscritti a Facebook (il numero è in continua crescita) c'è lo stesso
ministro, che sulla sua pagina promozionale comunica con i suoi 50 mila
"sostenitori". Le dichiarazioni di Brunetta sono state pronunciate
ieri sera nel corso di una trasmissione televisiva su un'emittente locale
romana. In mattinata il ministro aveva tenuto una conferenza stampa con il suo
collega di governo Maurizio Sacconi. Argomento: le semplificazioni burocratiche
per le imprese. Secondo Sacconi e Brunetta, le imprese italiane possono
risparmiare fino a 5,3 miliardi l'anno sui costi della burocrazia. Brunetta peraltro è il primo
ad avvertire che le cifre «vanno prese con le molle». Quei risparmi «non è che
le imprese se li ritrovano subito nelle loro tasche: li vedranno nel tempo». Le
aziende potranno chiedere ai loro consulenti del lavoro o ai loro avvocati di
ridurre le parcelle, essendo diminuiti i servizi da garantire. Inoltre
il calcolo dei risparmi tiene conto anche delle giornate di lavoro che i
dipendenti di un'azienda media devono dedicare all'assolvimento degli obblighi
burocratici aboliti. Ma di quali obblighi stiamo parlando? Per esempio, la
doppia comunicazione mensile dei dati retributivi e contributivi dei
dipendenti, che diventerà unica (risparmio stimato, 680 milioni di euro). O
l'obbligo di presentare il Documento di regolarità contributiva per chi
partecipa ad appalti pubblici, che viene abolito (16 milioni). Pie. P.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
EST data: 2009-05-06 - pag: 1 autore: Si moltiplicano i protocolli di intesa
fra dogane e imprese In frontiera cala la burocrazia Proprio
nel periodo più difficile per l'economia,le imprese aumentano la richiesta di
semplificazione e di servizi capaci di sostenere le proprie attività. A questa
domanda le dogane – il braccio dell'amministrazione statale che controlla le
merci in entrata e in uscita dal territorio nazionale – rispondono aumentando
le iniziative e i protocolli di collaborazione con le varie sedi delle
associazioni industriali. Fra gli esempi, le procedure telematizzate che hanno
preso l'avvio in FriuliVenezia Giulia, corsie preferenziali per l'uso dei
servizidi analisi a Venezia e Verona, possibilità di effettuare lo sdoganamento
direttamente nella propria sede per alcune aziende. Zaltron u pagina
( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Esteri data: 06/05/2009 - pag: 15 Il nuovo '68 Nel mirino la riforma
del sistema educativo voluta dall'Eliseo Atenei di Francia in rivolta Studenti
e prof contro Sarko Bloccate 51 università. Lezioni nei bar e all'aperto DAL
NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI Una volta era un mito. Della cultura e della rivoluzione
studentesca, continuamente rievocato all'indomani di ogni nuova scintilla. Oggi
è soprattutto un simbolo: della decadenza in cui stanno precipitando molte
università del Paese e di una rivoluzione conservatrice che dagli atenei agli
ospedali, dalla burocrazia alle fabbriche sta mettendo i bastoni fra le ruote ai propositi
riformatori di Sarkozy. Parliamo della Sorbona, dove le domande d'iscrizione
sono cadute del 25% rispetto all'anno scorso. Ma potremmo parlare di Tolone,
paralizzata e al centro di una poco edificante inchiesta per traffico di
diplomi a vantaggio di laureandi cinesi. O di molte altre università, da
Tolosa a Nancy, da Bordeaux a Lille: occupate o paralizzate da settimane,
costrette a rinviare le sessioni d'esame e, in alcuni casi, a mettere in
discussione la validità dell'anno accademico. Secondo il coordinamento
nazionale degli studenti, 51 atenei sono parzialmente o totalmente bloccati da
scioperi del personale o assemblee permanenti. La contestazione assume di volta
in volta forme pittoresche o dure. La «ronda» di notte, davanti al municipio di
Parigi, ha passato il traguardo delle mille ore e la sera del primo maggio si è
spinta a una breve irruzione nell'edificio. Davanti al ministero
dell'Educazione superiore c'è stato un lancio di scarpe, una riproposizione del
famoso gesto di un giornalista iracheno contro Bush. Si tengono lezioni
all'aperto, sui marciapiedi, in bar, stazioni e treni, per sensibilizzare
l'opinione pubblica sulla giustezza della lotta. Membri del governo e illustri
accademici hanno lanciato l'allarme sul rischio del semestre bianco. Hélene
Carrère d'Encausse, segretario dell'Acadèmie française, parla di «disastro per
la reputazione dell'università francese all'estero. Molti studenti stranieri
non vorranno iscriversi alle nostre università». Il segretario generale
dell'Eliseo, Claude Gueant, denuncia l'azione di minoranze radicali e il fatto
che la maggioranza degli studenti sia tenuta in ostaggio. In effetti, genitori
e studenti cominciano a preoccuparsi per l'eventuale perdita dell'anno. Ma, al
di là dell'effettivo consenso, la protesta conferma un malessere profondo, al
punto che per la prima volta si trovano dalla stessa parte della barricata
studenti, ricercatori e professori e sul banco dell'accusa il progetto
riformatore di tutto il sistema educativo lanciato dal presidente Sarkozy
subito dopo la sua elezione, nell'estate del
( da "RomagnaOggi.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
6 maggio 2009 -
10.59 (Ultima Modifica: 06 maggio 2009) CERVIA - Braccio di ferro a Cervia tra
i pescatori e l'amministrazione comunale. I pescatori sono di fatto fermi: le
imbarcazioni non riescono ad uscire ed entrare nel porto canale a causa
dell'insabbiamento, peggiorato con le ultime mareggiate. Neanche l'intervento
urgente, fatto con un'imbarcazione speciale proveniente da Chioggia, ha risolto
la situazione. Il varco con la profondità giusta, infatti, è stato aperto solo
al centro del canale. La sabbia è stata quindi solo spostata sui lati, creando
ulteriori difficoltà ai pescatori, che da due settimane non riescono a prendere
il mare. Il problema è collegato anche alla burocrazia, prima di rimuovere la sabbia
che sta paralizzando il canale è necessario un permesso della Regione. I
pescatori martedì hanno protestato in Comune e sono stati ricevuti dal sindaco
Roberto Zoffoli, che si è impegnato per la risoluzione del problema. I
pescatori temono, inoltre, che l'allungamento dei entrambi i moli del porto
canale rischi di peggiorare la situazione già grave dell'insabbiamento del
canale.
( da "Sestopotere.com"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Europee, Storace (La
Destra): non sarà un problema superare la soglia del 4% (6/5/2009 15:13) |
(Sesto Potere) - Forlì - 6 maggio 2009 - “Le europee non sono un test per la
politica nazionale, ma unoccasione per affermare lautonomia
nel parlamento europeo. Autonomia e coerenza nelle scelte e fedeltà agli ideali”. Lo ha detto
Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, durante la conferenza
stampa di oggi per la presentazione del candidato a sindaco de La Destra,
Francesco Minutillo. “Noi siamo autonomi - ha aggiunto - . Alle Europee l '
alleanza con lMpa di Lombardo è allinsegna
dellautonomia, che è ciò che serve alla politica rispetto alla casta dei
nominati e delle veline. .. In Europa la destra italiana sara' protagonista di una battaglia che punta
a restituire sovranita' ai popoli contro le burocrazie tecnocratiche e
porteremo più attenzione ai diritti sociali”. E c'è fiducia nell'appuntamento
del 7 giugno 2009: "Ormai i giornalisti - aggiunge Storace - non ci
chiedono più se superemo la soglia di sbarramento del 4%, vogliono sapere con
quale partito aderiremo (la Destra formerà gruppo unico con gli irlandesi di
Libertas, il movimento artefice della vittoria del 'no' al referendum
sull'adesione al trattato europeo, ndr). Segno che c'è consapevolezza del
nostro consenso popolare e politico". Storace ha presentato anche i
termini dell'alleanza alle europee con l' Mpa di Lombardo, l' Alleanza di
Centro di Pionati e il Partito Pensionati di Fatuzzo. Per quanto riguarda i
collegi Storace si candidera' nel Mezzogiorno, assieme a Lombardo, e nel
Nord-Ovest, al Nord-Est c'è l'acchiappa voti Fatuzzo: "Ma non ci sono
capilista, correremo tutti in ordine alfabetico affidandoci al giudizio del popolo
sovrano... altrove c'è chi si appella al 'sovrano' di Arcore per un posto in
lista": ironizza. E il leader de La Destra svela anche i retroscena di una
scelta: "Il colore di fondo del nostro simbolo è l'arancione, nel cromo
linguaggio e' simbolo di forza, onore e generosita'. Ed è anche il colore delle
bandiere della rivolta ucraina di Julia Tymoshenko. "Non faremo una
campagna elettorale contro qualcuno - sottolinea Storace - ma per noi e in
difesa dei nostri valori che a differenza di altri (il riferimento è ad An,
ndr) non abbiamo mai ripudiato. E questa volta a Berlusconi manchera' il
nemico, perche' la sinistra non c'e' piu', è sgangherata... lo dice anche il
"padre" di Franceschini...". E per galvanizzare i suoi riassume:
"'Vogliamo un Europa dei popoli e dei diritti sociali, non quella della
tecnocrazia - ha concluso Storace - chiederemo la revisione dello sciagurato
trattato di Lisbona, che cancella ogni sovranita' nazionale, ci battiamo per la
difesa dei valori della cristianità e contro l'aggressione cinese e indiana del
'vecchio' continente e diciamo 'no' all'ingresso della Turchia nella Ue,
apriremmo le porte a milioni di islamici ...'.
( da "Sicilia, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
bartolo mililli,
esperto di confidi Agevolazioni pubbliche per le imprese Le piccole imprese
meridionali sono le più colpite dalla crisi economica. Lo afferma il dottor
Bartolo Mililli, esperto di economia e confidi. «Più le realtà produttive sono
piccole- afferma Mililli, più le percentuali di accesso alle agevolazioni
pubbliche, anche dei prestiti agevolati, diminuiscono. Bisogna intervenire per
evitare il soffocamento di questa realtà. La situazione di crisi diventa ancor
più visibile con le microimprese (ovvero con quelle che contano meno di 5
addetti). Alla fine dello scorso anno è stata rilevata una contrazione dei
prestiti erogati alle aziende di minore entità». Una situazione piuttosto
sconfortante per i piccoli titolari di imprese che si prospettava già a metà
del 2008. Ancora peggio sono andate le cose per le microimprese siciliane. Per
le micro e piccole imprese è ancora più difficile il rapporto con le banche. Ai
Confidi l'onere di affrontare la crisi correndo al «capezzale» di queste
piccole ma importanti entità. Per l'imprenditore che ha la forza di coprire i
flussi di denaro erogatogli per la sua attività c'è il
rischio di rimanere impantanato nella burocrazia e nei processi di accesso ed ottenimento del credito. Talvolta
non basta la volontà e la caparbietà dei piccoli imprenditori per uscire dalla
recessione, bisogna sostenerle in modo concreto. E' ormai improcrastinabile una
forte azione di sostegno alle imprese nell'accesso al credito agevolato.
Gli Enti pubblici devono compiere un ulteriore sforzo per fare arrivare
ossigeno alle imprese, anche attraverso i confidi, che vanno assistite
nell'iter di concessione dei crediti e nelle loro scelte finanziarie. In questa
direzione il recente accordo siglato tra Confeserfidi e Artigiancassa in favore
delle imprese artigiane della Sicilia assume un'importanza assoluta. La
convenzione tra Confeserfidi e Artigiancassa, infatti, consente a queste
imprese di usufruire, tra l'altro, delle agevolazioni previste dalla legge
n.949/ 52 - Artigiancassa Regione Sicilia che abbattono, fin dall'erogazione, i
tassi di interessi a carico delle imprese.
( da "Sicilia, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sicilia, i cantieri
aspettano il via In lista d'attesa il rigassificatore di Porto Empedocle, la
centrale Enel in Val Dittaino, la rete di Terna Lillo Miceli Palermo. E' il
tempo di passare ai progetti concreti per la realizzazione delle infrastrutture
che fanno della Sicilia il fanalino di coda del sistema Italia. Non solo opere
per migliorare la mobilità all'interno dell'Isola e tra essa e il Continente,
che sono di vitale importanza. Ma è fondamentale migliorare la capacità di
distribuire energia elettrica e, soprattutto, fare un decisivo balzo in avanti
nel campo della conoscenza, ovvero delle tecnologie informatiche. La Sicilia
non ha ancora un'efficiente rete a banda larga che possa consentire ai
cittadini ed alle imprese quello scambio di informazioni di vitale importanza
nella società moderna. I fondi strutturali europei 2007-2013 sono certamente
«l'ultima occasione», ma possono rappresentare anche la «grande occasione» per
fare il balzo in avanti definitivo. Ma per co-finanziare le opere è anche necessario
che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe),
sblocchi i fondi Fas della Sicilia che ammontano a 4 miliardi e 93 milioni di
euro. Il ministro dello Sviluppo economico ha annunciato che ciò avverrà nei
prossimi giorni. Lo prendiamo in parola. Le idee, anche suggestive, non
mancano. Ma non è più possibile spostare ulteriormente nel futuro l'asticella
della concretezza. Intanto, si realizzino i progetti già finanziati e pronti
per la cantierizzazione. Lavori che, in una fase di dura crisi economica,
potrebbero occupare centinaia di persone. E' il caso del rigassificatore di
Porto Empedocle. L'Enel ha stanziato per quest'opera ben 600 milioni di euro.
Il Ministero dell'ambiente ha anche dato il via libera, ma manca ancora il nulla
osta dell'assessorato regionale all'Industria. L'amministratore delegato Fulvio
Conti, nel corso del convegno «Sud, ultima occasione», organizzato dal
sottosegretario alla Presidenza con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè, ha più
di una volta alzato l'indice contro la burocrazia. Secondo Conti, ulteriori
700-800 posti di lavoro potranno essere attivati il prossimo anno quando, a
Catania, grazie all'accordo con la Sharp e la Stm, inizierà la produzione dei
modernissimi pannelli fotovoltaici. La «fabbrica del sole» l'ha definita
l'amministratore delegato dell'Enel che ha annunciato anche l'avvio del
progetto sperimentale «Archimede», a Priolo Gargallo. Il gruppo Terna attende
ancora di potere investire circa 800 milioni di euro per migliorare la rete
dell'alta tensione, mentre è bloccata, a Melilli, la costruzione del
rigassificatore progettato dall'Erg. Solo nel settore dell'energia, sono
diversi milioni di euro che attendono di potere essere utilizzati. E si tratta
di finanziamenti che non gravano per nulla sulle casse pubbliche, essendo
investimenti di aziende private che hanno tutto l'interesse di migliorare le
proprie infrastrutture per fornire migliori servizi agli utenti e realizzare
maggiori utili. In molti casi, sono già state ottenute tutte le autorizzazioni
amministrative. In altri, invece, a frenare la realizzazione delle opere è la
frammentazione delle competenze. L'Enel da anni chiede di potere costruire una
centrale di trasformazione nella Valle del Dittaino, in provincia di Enna, ma è
ancora in attesa delle sospirate autorizzazioni. E solo colpa della burocrazia? Gli uffici hanno l'obbligo di verificare se i
progetti presentati rispettano le norme di salvaguardia dell'ambiente perché
non può essere consentito il solito arrembaggio, come è accaduto nel caso di
alcuni impianti per la produzione di energia eolica. Ma guarda caso, le
autorizzazioni le hanno ottenute alcuni di quei progetti poi caduti nella
maglie della magistratura.
( da "Reuters Italia"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
VERONA (Reuters) -
L'Italia dovrebbe espandere la capacità installata nel fotovoltaico a
1.200-1.300 megawatt (MW) per la fine del 2010 grazie agli incentivi statali.
Lo ha detto Gerardo Montanino, managing director del gestore servizi elettrici
pubblico (GSE). "Se l'attuale ritmo di crescita continua, vedremo una
capacità installata totale di 800-900 MW nel 2009 e di circa 1.200-1.300 MW
entro la fine del 2010", ha detto a Reuters. La capacità totale installata
attualmente per il fotovoltaico è di 450 MW, con circa 37.000 impianti
operativi, secondo le ultime stime di GSE. Il mercato italiano del fotovoltaico
ha ricevuto un forte impulso dopo che il governo ha approvato gli incentivi per
il settore nel 2007. Il governo deve ancora decidere se introdurre ulteriori
incentivi, ha detto Montanino, a margine di una conferenza sul fotovoltaico a Verona.
Montanino ha sottolineato che lo schema di incentivi ha
attutito l'impatto della recessione economica mondiale per il settore del
fotovoltaico in Italia, dove la burocrazia locale e i ritardi nella connessione alla rete sono ancora visti
come i principali ostacoli. Dal 2007 ad oggi il governo ha speso circa 150
milioni di euro in nuovi incentivi per il fotovoltaico.
( da "RomagnaOggi.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
5 maggio 2009 -
15.33 (Ultima Modifica: 05 maggio 2009) Italo Macori in redazione No alla
moschea a Cesena e abolizione dei blocchi del traffico del giovedì. Sono alcune
delle proposte emerse dal confronto tra Italo Macori, candidato sindaco di
Cesena per il Pdl, e la redazione di RomagnaOggi.it. "Siamo contrari alla
moschea - ha detto Macori -perché non è un luogo di culto ma di aggregazione,
che non favorisce l'integrazione". Piccola provocazione, poi, su piazza
del Popolo: "Eliminiamo i ciottoli dalla pavimentazione per agevolare il
passeggio delle signore". > GALLERIA FOTOGRAFICA Prima di entrare nel
merito dei singoli argomenti, Italo Macori ha affrontato anche la questione
politica delle alleanze con i partiti del centrodestra e in particolare con la
Lega Nord, con cui finora a Cesena non è stato trovato un accordo. "Credo
che la Lega pensi più a dimostrare qualcosa dentro al proprio partito che ad
altro - commenta Macori - anche perché si è molto spesso criticato il mio
passato politico". E' vero, ammette Macori, "in passato ero vicino
alla Democrazia cristiana e non lo rinnego: così come non rinnego di aver fatto
voto disgiunto alle elezioni comunali per due volte, votando il simbolo di
Forza Italia e il candidato sindaco di Centrosinistra". Lo ha fatto,
dichiara ancora Macori, "in occasione della seconda legislatura dell'ex
sindaco Edoardo Preger e per il primo mandato dell'attuale sindaco Giordano Conti".
Ambiente e blocchi del traffico. "Quando diventerò sindaco abolirò il
divieto del traffico del giovedì, perché è un falso problema: le automobili
contribuiscono per appena il 20%, mentre il resto è prodotto da altre fonti -
osserva il candidato sindaco -. Più utile è potenziare il lavaggio delle strade
per limitare il fenomeno delle polveri sottili". Sul tema dei rifiuti,
Macori ammette che "piuttosto che le discariche preferisco gli
inceneritori, specialmente quelli di quarta e quinta generazione, che producono
emissioni pari a quelle di 4-5 auto". Macori si schiera anche a favore
della raccolta porta a porta, "ma occorre essere sinceri con i cittadini e
spiegare loro che questa formula comporta un costo maggiore". Hera come un
cancro. "Una vera e propria metastasi": è il giudizio che Italo
Macori dà di Hera, il colosso pubblico-privato che gestisce i servizi pubblici
locali. "Da segretario di Confartigianato avevo dato un parare positivo
alla nascita di questa holding - ricorda Macori - perché erano state promesse
sinergie ed economie di scala a favore dei cittadini e delle imprese: oggi
vediamo tutti che non è così". Da sindaco Macori, se non fosse arrivato il
terremoto delle borse, avrebbe "già venduto le azioni del Comune di
Cesena, mantenendo invece la proprietà delle reti, che sono il vero fattore
strategico per il futuro". Sicurezza: non solo una percezione. Il senso di
insicurezza che pervade i cittadini cesenati (e non solo) non è solo una
sensazione: "i numeri dimostrano che a fronte di un calo dei reati a
livello nazionale, da noi il trend è opposto". Occorre quindi
"riequilibrare le forze di polizia presenti sul territorio provinciale,
potenziandone la presenza sul territorio cesenate". Accanto a ciò si deve
"investire anche la polizia provinciale di un maggior ruolo di
pattugliamento del territorio". Immigrazione: problema e risorsa. Il tema
della sicurezza viene spesso associato a quello dell'immigrazione. "Va
tenuto conto del fatto che nel nostro paese non si riescono ad applicare le
pene inflitte ai clandestini - fa notare Macori - ma di certo gli enti locali
possono fare alcune cose: vanno creati dei corsi di formazione'
per fare imparare la nostra lingua e le nostre leggi agli stranieri, per farli diventare
cittadini italiani". A proposito dell'opportunità di far votare gli
immigrati alle elezioni di quartiere a Cesena, Macori afferma che si tratta di
"un errore, perché possono votare anche cittadini appena arrivati che non
conoscono questo territorio". Guerra alla burocrazia, con l'aiuto dell'Università.
Il carico di burocrazia che
appesantisce ogni azione che un cittadino o un'impresa vogliono intraprendere è
uno dei punti forti del programma di Macori: "Bisogna coinvolgere in un
progetto unico alcuni giovani laureati delle nostre facoltà universitarie e
chiedere loro di lavorare per eliminare le procedure inutili, le
sovrapposizioni di richieste, armonizzare le normative comunali rendendole
chiare e comprensibili ai cittadini". Fiera: fusione con Rimini e Bologna.
Il futuro della Fiera di Cesena non è nella fusione con quella di Forlì,
"ma in un progetto di accorpamento con Bologna e Rimini, assieme alle
quali dobbiamo creare un grande polo unico regionale". Questo perché,
sostiene il candidato sindaco Macori, "due piccole realtà come Cesena e
Forlì, seppur con due eventi importanti come Macfrut e Fieravicola, da sole non
possono reggere la sfida della competitività internazionale". Centro
storico più vitale. Nonostante il centro storico di Cesena venga più volte
preso ad esempio da altre città romagnole, per il candidato sindaco del Pdl,
Italo Macori, si può fare molto di più. "Le amministrazioni comunali degli
ultimi dieci anni hanno circondato il centro storico di grandi centri
commerciali che hanno fiaccato l'attività del centro. Noi vogliamo chiudere il
centro storico alle auto e costruire attorno ad esso un contorno di parcheggi
interrati". E gli eventuali scavi archeologici che dovessero emergere?
"Questo è un problema - risponde Macori - che se è stato risolto in città
come Torino e Firenze, può essere risolto anche a Cesena". Infine una
provocazione che riguarda piazza del Popolo: "Rifacciamo il selciato,
togliamo quel ciottolato che rende la piazza quasi impraticabile alle signore,
e sfruttiamo il porticato del palazzo comunale per dar vita ad un ristorante,
bar e a vetrine dedicate all'artigianato artistico".
( da "Reuters Italia"
del 06-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMA (Reuters) - I
tre maxi emendamenti del governo al disegno di legge sulla sicurezza sono
pronti, ma la Camera voterà il triplice voto di fiducia non prima di mercoledì
prossimo. Lo ha deciso in serata la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
"Martedì il governo porrà in aula la fiducia, che sarà votata mercoledì,
mentre giovedì ci saranno le dichiarazioni di voto e l'approvazione
finale", ha detto Italo Bocchino del Pdl al termine della capigruppo. Il
ministro dell'Interno Roberto Maroni, il principale fautore del ddl, aveva
detto in precedenza di essere pronto a chiedere i tre voti di fiducia oggi
stesso, proprio nel giorno in cui il governo è stato battuto con voto segreto
su un altro provvedimento di contrasto alla criminalità. "La fiducia è lo
strumento migliore per evitare rischi e possibilità di modifiche attraverso
imboscate'', ha detto Maroni. "Prima si vota, meglio è. Ogni settimana di
ritardo comporta il rilascio dai Centri di identificazione ed espulsione (Cie)
di almeno 250 clandestini", ha aggiunto. In mattinata il consiglio dei
ministri aveva autorizzato la richiesta del voto di fiducia e sembrava
imminente la sua presentazione alla Camera. Ma c'è "la burocrazia del Parlamento e non si è riusciti a mettere il voto in
calendario prima di mercoledì prossimo", ha detto a fine giornata il
capogruppo della Lega Nord a Montecitorio, Roberto Cota. Inoltre, da venerdì i
partiti saranno impegnati a presentare le liste elettorali per le elezioni
amministrative di giugno e una chiamata alla Camera per la fiducia non avrebbe
agevolato il lavoro. Il disegno di legge di 64 articoli, che contiene le
norme contro l'immigrazione clandestina care soprattutto alla Lega Nord, sarà
diviso dal governo in tre parti omogenee, su ciascuna delle quali sarà posto un
voto di fiducia: immigrazione, criminalità organizzata e sicurezza pubblica, ha
spiegato il ministro. "Così il provvedimento si intende chiuso e non ci
sarà alcuna possibilità di cambiarlo, quale che sia il giorno della
fiducia", ha messo le mani in avanti Maroni. FRANCHI TIRATORI AFFOSSANO
EMENDAMENTO A BANCA DATI DNA Continua...
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
SOCIOASSISTENZA.
ACCORDO PRESENTATO A COSTIGLIOLE Immigrati Tre enti firmano un patto per
aiutare chi ha bisogno Monviso Solidale patronati e Caf uniformano i servizi
C'è la rete di sportelli [FIRMA]ANDREA GARASSINO COSTIGLIOLE L'obiettivo è
comune: assistere e tutelare le fasce deboli della popolazione. Fra gli altri,
anziani, portatori di handicap, persone seguite dai servizi sociali, immigrati.
Ora il Consorzio Monviso Solidale (che riunisce 58 comuni del Saluzzese, del
Saviglianese e del Fossanese), i patronati che hanno formato un coordinamento
provinciale e i Caf (Centro assistenza fiscale) hanno siglato un accordo per
uniformare e utilizzare al meglio gli strumenti già «sul tavolo». I termini del
«patto» per offrire servizi migliori e più efficienti alla popolazione sono
stati presentati ieri a Palazzo Sarriod de La Tour a Costigliole. Una serie di
incontri, nei mesi scorsi, ha permesso agli operatori del Consorzio e a quelli
degli altri due enti di chiarire le modalità e la tipologia delle prestazioni,
in modo da poter orientare nel giusto ufficio e sportello gli utenti.
«L'importante - spiega Ivano Bresciano dell'Area progetti e qualità del Monviso
Solidale - è proseguire il dialogo per arrivare a parlare un solo linguaggio
con chi chiede le prestazioni». In sostanza, gli operatori degli uffici hanno
il compito di indirizzare le persone verso le istituzioni più adatte alla
soluzione di un problema o alla presentazione di una pratica «evitando doppioni
e sprechi di risorse». Inoltre, il Consorzio ha lavorato nei mesi scorsi su un
nuovo «Isee» (lo strumento di determinazione del reddito per l'esenzione totale
o parziale dal pagamento di servizi) chiamato «rielaborato» che tiene conto, oltre
agli indicatori standard, anche del luogo dove abita l'utente (in pianura o in
montagna, in centro o nelle frazioni), della presenza o meno dei servizi nel
suo comune, della vicinanza all'ospedale, del possesso di una casa e della
composizione del nucleo familiare. L'accordo con i Caf prevede la convenzione
per l'utilizzo dell'«Isee rielaborato» per chi si presenta agli sportelli e
chiede le prestazioni fornite dal Consorzio. «Un ottimo modo - ha sottolineato
la responsabile del Caf Cgil - di riequilibrare dal punto di vista economico la
popolazione in un momento di crisi come questo». La convenzione tra Consorzio
Monviso Solidale e il coordinamento dei patronati provinciali presentata ieri a
Costigliole è coincisa con la nascita di una rete di sportelli per immigrati.
Le pratiche per il rinnovo del permesso o della carta di soggiorno, i
ricongiungimenti familiari e le domande di nulla osta al lavoro potranno essere
compilate oltre che nei quattro sportelli del Monviso solidale (a Saluzzo,
Barge, Savigliano e Fossano) anche in tutti i patronati del territorio. Sono
così ventitrè in più gli uffici a cui gli extracomunitari potranno rivolgersi.
Per facilitare l'accesso è anche stato realizzato un nuovo
manifesto informativo con indirizzi, orari e e-mail di ogni «centro-aiuto» per
la burocrazia legata alla
permanenza in Italia degli stranieri. «Tutti i servizi - sottolineano gli
operatori - sono gratuiti. Spesso gli immigrati sono convinti che se si paga si
ottiene di più, ma in questo campo non è così». \
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
RISPARMIO TRADITO La
nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA L'emendamento
introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi Cause collettive
ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO
GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento
per sei mesi dell'entrata in vigore della «class action», la norma che consente
azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un
emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe
regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non
solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma
addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli
obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso
soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà
possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del
collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro
passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato
formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto
Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta dovrà superare il
vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti
al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa proposta possa
convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la retroattività
delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a
margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un
principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le
aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno
investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie
più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla
Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività
ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv
Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che,
già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di
far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa.
Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni
altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con
bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei
senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle
vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il
centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni
difende però la propria proposta: «non toglie i diritti che possono essere
comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività
per una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di
buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo Madama ha approvato
alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e
partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle
leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti
made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo.
E tra gli emendamenti al ddl da segnalare quello che toglie la proroga, dal
2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas e quello (voluto
da Maurizio Gasparri) che ripristina l'agente monomandatario nelle
assicurazioni, una delle norme di liberalizzazione di Bersani.
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lannutti Il senatore
dipietrista capo dei consumatori: «Così andiamo a braccetto con i truffatori»
Zanda L'esponente Pd: «Il governo vuol fare calare il sipario su vicende che
hanno contribuito alla crisi» Obbligazionisti Chi ha acquistato i bond dell'ex
compagnia di bandiera avrà solo un rimborso del 30% [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI
ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi
dell'entrata in vigore della «class action», la norma che consente azioni
legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un
emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe
regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non
solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma
addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli
obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso
soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà
possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del
collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro
passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato
formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto
Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta dovrà superare il
vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti
al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa proposta possa
convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la retroattività
delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a
margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un
principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le
aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno
investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie
più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla
Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività
ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv
Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che,
già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di
far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa.
Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni
altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con
bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei
senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle
vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il
centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni
difende però la propria proposta: «non toglie i diritti che possono essere
comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività per
una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di buon
senso». Intanto, l'aula di Palazzo Madama ha approvato
alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e
partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle
leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti
made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo.
E tra gli emendamenti al ddl da segnalare quello che toglie la proroga, dal
2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas e quello (voluto
da Maurizio Gasparri) che ripristina l'agente monomandatario nelle
assicurazioni, una delle norme di liberalizzazione di Bersani.
( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Fiducia su ronde e
intercettazioni Il basso baratto di governo ANDREA CARUGATI Non è bastato
neppure mettere la fiducia per arrivare a una approvazione rapida del ddl
sicurezza, con le ronde e le norme anti-clandestini. Dopo una giornata di caos
nel centrodestra, il voto è stato rimandato a mercoledì prossimo per evitare
sorprese. E la Lega mastica amaro. LA MAGGIORANZA VA SOTTO SUL DNA Di buon
mattino il Consiglio dei ministri si riunisce e autorizza la fiducia: in realtà
sono due, una per il ddl sicurezza e una per quello sulle intercettazioni, che
è fermo alla Camera e si voterà nelle prossime settimane. Una fiducia
preventiva, dunque, che fa gridare il Pd allo scandalo per «lo scambio» (così
lo definisce Antonello Soro) tra le due anime della maggioranza: quella
"legge e ordine" della Lega e quella berlusconiana contro i
magistrati. Maroni commenta così: «Poniamo finalmente fine a questa
telenovela». Quale telenovela? La doppia bocciatura, nelle settimane scorse,
della norma sulla detenzione nei Cie per i clandestini, che ha fatto infuriare
il Carroccio. «Dopo due bocciature mettiamo la fiducia per evitare la terza»,
spiega il ministro dell'Interno, candidamente. Tutto risolto? Nemmeno per
sogno. Non è ancora mezzogiorno e la maggioranza va sotto in aula. Non sul ddl
sicurezza, che intanto era stato temporaneamente accantonato, ma sulla ratifica
del trattato di Prum in materia di terrorismo, criminalità e immigrazione
illegale. Una materia affine. E infatti grazie al voto segreto, a una novantina
di assenti nel Pdl e a 7 franchi tiratori è stato affossato un emendamento
della maggioranza che impone il prelievo forzoso del dna anche a persone non
indagate. È il caos. Commenta il leghista Marco Reguzzoni: «I capigruppo del
Pdl, Cicchitto e Bocchino, non governano, non riescono a coordinare il Pdl». E
Dario Franceschini: «La maggioranza non tiene, devono tenerla con la forza: se
non c'è la fiducia, vanno immediatamente sotto». BRACCIO DI FERRO TRA MARONI E
IL PDL A quel punto la Lega si convince ad accelerare il voto di fiducia sulla
sicurezza. «Quello che è successo su Prum dimostra che abbiamo fatto benissimo
a mettere la fiducia, nel Pdl ci sono malumori...», dice Maroni. Intanto l'aula
ha risolto l'incidente, approvando la norma originale sul dna, ma con un pugno
di voti di scarto: 235 contro 229. Brividi. «Oggi la mettiamo, domani si vota»,
annuncia Bossi. Ma qualcosa si inceppa: il Pdl non è sicuro di avere un numero
sufficiente di presenti per oggi, visti gli impegni per le amministrative. In
capigruppo, nel pomeriggio, Fini, il ministro Vito e Cicchitto provano a
rimandare, e alla fine trovano d'accordo il Pd. Ma Maroni insiste per votare
subito. Ricorda che, rinviando, «saremo costretti a rilasciare altri 250
clandestini». «Il tempo c'è, i tre maxi emendamenti sono pronti, ma è la
presidenza a decidere, non noi», dice rivolto a Fini. Infine avverte: «È un
testo chiuso, nessuna modifica possibile». «Colpa della burocrazia parlamentare», si sfoga il
capogruppo leghista Cota. «Il governo si lascia ricattare dalla Lega», attacca
Buttiglione dell'Udc. E Di Pietro: «La maggioranza si vergogna a votare questa
roba e il governo si nasconde dietro la fiducia. È un vergognoso
tentativo di regime». Non basta la fiducia per calmare le acque nella
maggioranza sul ddl sicurezza. Il governo la chiede, poi va sotto alla Camera
sul dna. Il voto rinviato a mercoledì prossimo. Il Cdm autorizza la fiducia
sulle intercettazioni.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
7 Vitali anticipa il verdetto: «Vinceremo al primo turno» OLTRE 500 PERSONE AL
CONFRONTO TRA NANDO FABBRI E IL CANDIDATO DEL PD «I NUMERI sono dalla nostra».
Brindano nel loftino' di Stefano Vitali al successo dell'incontro dell'altra
sera nella sala del Quartiere 5 di Rimini. Oltre 500 persone in «una serata
memorabile per il centrosinistra, considerate anche le altre dieci iniziative
dicono dal comitato elettorale che si svolgevano in contemporanea, da Bellaria
alla Valconca». Solo posti in piedi all'intervista doppia con Stefano Vitali e
Nando Fabbri. Una sorta di talk show televisivo, condotto dal giornalista Rai
Giorgio Tonelli. Fabbri ha consegnato al candidato del centrosinistra lo
strumento di governo del territorio, il Ptcp, e le leve come l'Agenzia di
marketing create per investire nel turismo. Come stanno andando gli incontri?,
domanda Tonelli. «Molta voglia di dialogare e confrontarsi. Ho visitato molte aziende
ed ho trovato una grande maturità e soprattutto una grande aspettativa nei
confronti della politica, a dispetto di quanti dicono che c'è distacco». E poi,
«un grandissimo orgoglio della nostra gente di fronte a questa crisi, per
uscirne come i riminesi hanno fatto tante volte: dopo la guerra, dopo le
mucillagini. A un patto: meno burocrazia e avere accesso al credito. Continuità o discontinuità rispetto
a Fabbri? A Vitali scappa un «continuità: abbiamo fatto anche le foto insieme.
Sogno però di traghettare la nostra provincia in una dimensione ancora più
internazionale». L'ultima battuta è dedicata ai pronostici. Vitali non
si sottrae: «Con i nostri candidati siamo gli unici credibili. Di là un
candidato che ha già perso la stessa competizione nel 1995 il cui unico leit
motiv oggi è quello di parlare male di noi. Vinciamo al primo». Image:
20090507/foto/11055.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag.
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA CAMPAGNA
ELETTORALE MARONI PRECISA Retroscena Sospetti tra alleati Il voto slitta di
sette giorni Bossi: c'è lo zampino di Fini I lumbard vogliono il sì finale
prima del 7 giugno I tempi sono stretti Cicchitto: "Impossibile
anticiparlo". Ma il Carroccio teme la trappola «La decisione sul
calendario non tocca al governo, ma al presidente della Camera» AMEDEO LA
MATTINA ROMA La Lega scalpita, ha fretta di approvare il ddl sicurezza entro la
fine del mese, cioè una settimana prima del voto per le Europee del 6-7 giugno.
Così avrà sette giorni pieni per far rullare i suoi tamburi anticlandestini in
Padania (e non solo, visto che il Carroccio punta a buoni risultati anche al
Centro e al Sud). Nelle urne Umberto Bossi vuole sfondare addirittura il muro
del 10% e togliere voti sia all'alleato Pdl che all'avversario Pd. E allora
presto, di gran carriera bisogna approvare la linea del rigore. Il quotidiano
leghista La Padania ieri la riassumeva nel reato di clandestinità, nelle ronde,
nei sei mesi di trattenimento dei clandestini nei Cie, nello «stop ai matrimoni
di comodo» e nelle norme «anti-catapecchia» («i sindaci potranno negare
l'iscrizione all'anagrafe agli extracomunitari che vivono in abitazioni di
fortuna»). Basta con «il gioco delle tre carte», è il messaggio del Carroccio:
«Chi si lascia accalappiare da questo gioco o è un grullo o un presuntuoso».
Per questo il ministro dell'Interno Maroni ha insistito affinchè il ddl
sicurezza venisse approvato oggi e non rinviato alla prossima settimana. Teme
il «gioco delle tre carte» dentro la maggioranza: rinviare la fiducia alla
prossima settimana, con il passaggio ulteriore poi al Senato, può far saltare
il timing della settimana utile per la campagna elettorale. Ma Bossi, che ieri
a mezzogiorno aveva annunciato con sicurezza il voto di fiducia per oggi, è
stato stoppato. E' stato il Pdl, a cominciare dal capogruppo Cicchitto e dal
ministro Elio Vito, a consigliare di rinviare tutto alla prossima settimana.
Affermando che oggi la maggioranza si sarebbe potuta trovare a corto di
deputati, che molti devono tornare nelle loro città per presentare le liste
europee (ma il termine scade sabato). Eppoi ci sono ancora troppi passaggi da
espletare: i maxiemendamenti su cui porre la fiducia devono ancora essere vagliati
dalla presidenza della Camera, bisogna preparare la relazione tecnica, etc. «Tutta colpa della burocrazia parlamentare», accusa il capogruppo leghista Cota. «La decisione
di quando mettere in votazione il ddl non tocca al governo, ma al presidente della
Camera», sottolinea Maroni. Ecco il punto nevralgico: Gianfranco Fini. Il
Carroccio è convinto che il ritardo sia farina del sacco della terza carica
dello Stato. «Qui c'è la manina di Fini», spiega Bossi ai dirigenti del
suo partito. «Stronzate», replicano nel Pdl e i deputati più vicini a Fini. Il
termine ruvido e poco politico, ma efficace, è ritornato ieri in una
dichiarazione del ministro dell'Interno. I giornalisti gli hanno chiesto se la
Lega ha accettato di porre la fiducia sul ddl intercettazioni, chiesta e
ottenuta in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Alfano, come moneta di
scambio per la fiducia sulla sicurezza. «Userò il linguaggio che usano di
solito gli ambasciatori: è un'ipotesi che appartiene alla categoria delle
stronzate...», ha risposto Maroni. Eppure nel Pdl c'è chi, come il
vicecapogruppo Osvaldo Napoli, è convinto che un scambio ci sia stato. E
avverte gli alleati di non farsi illusioni: «Non pensino di appropriarsi del
provvedimento sulla sicurezza per farsi la campagna elettorale. E' di tutta la
maggioranza e anche il Pdl lo userà alla grande per raccogliere voti al Nord
come al Sud». Più che il gioco delle tre carte, nel centrodestra c'è una
partita tutta elettorale a chi farà il pieno di voti. Ci sono veleni, sospetti,
franchi tiratori come quelli che hanno mandato sotto il governo sulla norma
(poi recuperata) relativa al prelievo forzoso del dna per la costituzione della
banca dati. Sette franchi tiratori che vengono imputati ad Alessandra Mussolini
e al ministro Rotondi arrabbiato perchè nessuno dei suoi è stato messo in lista
per le Europee (il ministro, tra l'altro, non partecipa più ai Consigli dei
ministri per protesta). «I malumori - spiega Maroni - sono tutti nel Pdl. Spero
che passate le turbolenze della fusione tra Fi e An, passata la composizione
delle liste, il clima si rassereni». Per Ignazio La Russa questa è «pura
propaganda». «La Lega deve capire che che anche noi vogliamo la banca dati del
dna. E allora cosa avremmo dovuto dire noi quando mancarono sei deputati della
Lega sulla norma che allungava i tempi di trattenimento nei Centri di
identificazione? C'è sempre un 5% fisiologico di parlamentari che è arrabbiato
con il capogruppo, un ministro o con la moglie».
( da "Manifesto, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA Il governo
blinda il ddl. Il voto finale previsto per giovedì prossimo La Lega impone le
sue leggi Maroni: «Abbiamo messo la parola fine a una telenovela» ROMA «Abbiamo
messo la parola fine a una telenovela». Manca poco a mezzogiorno quando Roberto
Maroni annuncia la decisione presa poco prima dal consiglio dei ministri di
mettere la fiducia sul disegno di legge sicurezza. Un modo per blindare il
provvedimento, in attesa da mesi, mettendolo così al riparo da possibili
agguati della stessa maggioranza, dentro la quale non mancano certo i mal di
pancia per il modo e l'insistenza con cui la Lega ha imposto a tutti le sue
misure anti-immigrati. E così mentre altri esponenti del Pdl parlano di
maggioranza «coesa», il ministro degli Interni - che ha già calcolato in una
cinquantina i possibili franchi tiratori - sceglie per una volta di mettere da
parte le ipocrisie parlamentari e ammette: «Il voto di fiducia è la maniera
migliore per evitare rischi e portare a compimento il ddl senza modifiche».
Voto blindato, dunque. Per la sua ampiezza, il governo ha deciso di dividere il
disegno di legge in tre maxi emendamenti che verranno messi al voto uno alla
volta giovedì prossimo: immigrazione, criminalità organizzata e sicurezza
pubblica. In questo modo si dà il via libera, tra le altre misure, alle ronde
tanto sponsorizzate dal Viminale, all'introduzione del reato di clandestinità e
al prolungamento fino a 180 giorni della detenzione dei clandestini nei Cie. Ma
anche alla tassa per il permesso di soggiorno e a norme che rendono più
difficili i matrimoni tra italiani e stranieri. Tra le misure inserite nel
disegno di legge, anche una nuova disciplina per chi svolge attività di
sicurezza all'esterno dei locali pubblici (come ad esempio i buttafuori delle
discoteche) ma soprattutto una norma che subordina l'iscrizione e la variazione
anagrafica sia di italiani che di stranieri alla verifica da parte dei comuni
delle condizioni igieniche dell'abitazione. Previste, infine, norme contro chi
utilizza minori nell'accattonaggio. «Sono molto soddisfatto di questo
provvedimento che completa il disegno del governo - ha spiegato Maroni - Non è
stato un percorso facile, ci sono stati momenti di contrasto e conflitto.
Adesso dotiamo le forze dell'ordine di strumenti adeguati e moderni per
contrastare la criminalità organizzata». In realtà, come da mesi denunciano i
sindacati di categoria, se non proprio niente c'è ben poco nel disegno di legge
che possa risultare d'aiuto a polizia e carabinieri.Una volta incassato il voto
di fiducia, la Lega avrebbe voluto procedere subito al voto in aula, cosa che
però non è stata possibile. Un ritardo che ha ulteriormente irritato il
Carroccio: «Volevamo votare entro questa settimana - ha detto un infastidito
Roberto Cota, capogruppo leghista alla Camera -. Purtroppo
ci sono le regole e la burocrazia parlamentare». Il testo slitta dunue a mercoledì della priossma
settima, con il voto finale previsto per giovedì. La scelta di ricorrere alla
fiducia fa insorgere l'opposione che in questo modo si vede privata per
l'ennesima volta della possibilità di poter discutere in aula un provvedimento.
«E' la prima volta che il governo propone la fiducia su una materia che
riguarda i diritti delle persone per cui l'ordinamento prevede il voto
segreto», dice il capogruppo del Pd Antonello Soro, per il quale nella
maggioranza ci sarebbe stato «uno scambio, ma non ho le prove: favorire questo
brutto disegno di legge per un voto di fiducia in materia di intercettazioni».
Contrario al voto di fiducia anche Antonio Di Pietro, che parla di «un
vergognoso tentativo di regime che l'esecutivo sta portando avanti». «Il
governo fa passare leggi ignobili sul piano dello stato di diritto e della
funzionalità», prosegue il leader dell'IdV facendo riferimento ai ddl su
sicurezza e intercettazioni. «La fiduicia sui due provvedimenti è solo
funzionale a coprire il fallimento di una politica del governo». Intanto, a
dimostrazione dell'aria che tira nella maggioranza, ieri il governo è di nuovo
andato sotto durante l'esame del ddl per la ratifica del trattato di Prum.
Sempre grazie al voto segreto la bocciatura questa volta è arrivata su un
emendamento delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali che riguardava
i casi di prelievo forzoso del Dna per la costituzione della banca dati.
Problema risolto con una votazione successiva e l'approvazione del trattato, ma
il segnale di malessere anche questa volta è arrivato in modo forte e chiaro.
Foto: /FOTO EIDON
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-05-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-07 - pag: 3 autore: Il mondo dopo la
prima crisi globale La tempesta sarà superata, ma servono regole nuove e occhio
a inflazione e conti pubblici di Guido Tabellini u Continua da pagina 1 T erzo,
gli schemi di remunerazione dei manager incoraggiano comportamenti miopi e
l'eccessiva assunzione di rischi: se il bonus dipende da indicatori di
performance di breve periodo, il singolo gestore è indotto a esporsi a rischi
grandi ma rari. Se tutto ciò è vero, vuol dire che non possiamo fidarci della
capacità di apprendimento dei mercati. Occorre anche correggere gli incentivi
di-storti, con una nuova e più severa regolamentazione, anche al prezzo di
rallentare significativamente l'innovazione finanziaria o rinunciare ad alcuni
dei suoi effetti benefici. Gli errori nella gestione del rischio non possono
essere imputati solo agli operatori privati. Anche la supervisione ha sbagliato
clamorosamente, consentendo alle banche di accumulare passività implicite fuori
bilancio e tollerando una crescita eccessiva della leva finanziaria (cioè del
rapporto tra l'attivo di bilancio e il capitale) e quindi del debito. Ciò può
essere dovuto alla cattura dei supervisori da parte delle banche sottoposte
alla regolamentazione, a fenomeni di arbitraggio e competizione internazionale
tra agenzie di supervisione, e a carenze nell'attuazione. Ma vi è stato
soprattutto un errore di tipo concettuale: la scelta di monitorare ogni
istituzione finanziaria su una base esclusivamente individuale, considerando
quale parametro di valutazione il [/FIRMAINI] value at risk del singolo
intermediario, senza tenere conto in alcun modo del rischio sistemico. è lo
stesso errore che hanno commesso i singoli operatori all'interno delle banche.
Il fallimento della regolamentazione Una crisi di queste proporzioni non può
essere scaturita esclusivamente da errori nella gestione del rischio. La
ragione è che gli investimenti ad alto rischio erano relativamente piccoli
rispetto alla dimensione complessiva dei mercati finanziari mondiali. In molti
si aspettavano che la bolla immobiliare americana prima o poi sarebbe
scoppiata. Ma ben pochi immaginavano che ciò avrebbe travolto i mercati
finanziari di tutto il mondo. Se ciò è successo, è perché hanno operato
importanti meccanismi di amplificazione degli shock. Questa amplificazione è in
gran parte riconducibile all'impostazione della regolamentazione finanziaria.
In altre parole, più ancora che da un fallimento del mercato, la crisi è stata
scatenata da un fallimento della regolamentazione. Non tanto nel senso che la
regolamentazione fosse troppo blanda, o che la de-regolamentazione si fosse
spinta troppo avanti. Bensì nel senso che l'impostazione stessa della
regolamentazione ha amplificato gli effetti di uno shock di dimensioni tutto
sommato contenute. I mutui subprime, i prodotti finanziari la cui insolvenza ha
dato origine alla crisi attuale, ammontano a un po' più di un trilione di
dollari. è una cifra grande in assoluto, ma modesta rispetto al totale di circa
80 trilioni di dollari di attività finanziarie del sistema bancario mondiale.
Come termine di paragone, le perdite originariamente stimate nel 1990 durante
la crisi delle casse di risparmio americano (la cosiddetta savings and loans
crisis) erano circa 600-800 milioni di dollari, meno rispetto al totale dei
mutui subprime, ma allora anche il totale delle attività finanziarie era molto
più piccolo. Eppure quella crisi fu superata in fretta e senza sconvolgimenti
rilevanti. Perché invece questa volta è stato così diverso? Vi sono due aspetti
della regolamentazione che hanno amplificato gli effetti dello shock iniziale:
innanzitutto la prociclicità della leva finanziaria, indotta dai vincoli
imposti sul capitale delle banche. In secondo luogo, i principi contabili che
impongono di valutare i titoli secondo i valori di mercato. A fronte di una
perdita sugli investimenti, che erode il capitale degli intermediari
finanziari, i vincoli di Basilea impongono di ridurre la leva finanziaria (cioè
il debito), e dunque costringono le banche a vendere i titoli in attivo per
fare cassa. Il problema viene in questo modo esacerbato: le vendite forzate
riducono il prezzo di mercato dei titoli, peggiorando i bilanci di altri
investitori ed inducendo ulteriori vendite forzate di titoli, in una spirale
involutiva. Esattamente l'opposto succede in una fase di boom: i guadagni di
capitale sui titoli in portafoglio consentono di accrescere la leva
finanziaria, cioè di indebitarsi per finanziare nuovi acquisti di titoli,
spingendone al rialzo il prezzo e inducendo altri intermediari a indebitarsi
per inseguire prezzi sempre più elevati. Insomma, la regolamentazione dellebanche
ha creato un meccanismo che amplifica gli effetti degli shock e accentua le
fluttuazioni cicliche dell'indebitamento degli intermediari finanziari. Una
delle principali lezioni da trarre dalla crisi è che occorre ripensare a fondo
la regolamentazione finanziaria, e chiedersi quale debba essere in ultima
analisi il suo obiettivo: correggere gli incentivi distorti degli operatori,
creare dei cuscinetti che riducano la prociclicità della leva finanziaria,
oppure contenere i rischi, e se sì quali rischi? Una regolamentazione
correttamente impostata dovrebbe rispondere a due esigenze: primo, correggere
gli incentivi distorti dei singoli intermediari o operatori finanziari;
secondo, ridurre le esternalità negative ed il rischio sistemico, nella
consapevolezza che valutare le procedure di gestione del rischio all'interno
del singolo intermediario non è sufficiente. E alla fine, inevitabilmente,
questa impostazione dovrà tradursi in regole che riducano la dimensione
assoluta della leva finanziaria e la sua pro ciclicità. Gli errori nella
gestione della crisi è opinione diffusa che l'attuale situazione sia
soprattutto il risultato di errori di politica economica (nella
regolamentazione, nella supervisione e secondo alcuni anche nella politica
monetaria) compiuti prima dello scoppio della crisi. Il corollario di questa
tesi è che basti correggere questi errori per scongiurare la prossima crisi. Ma
in realtà, alcuni tra gli errori più gravi sono stati compiuti durante la
gestione della crisi stessa, e hanno contributo significativamente a far
precipitare la situazione. Forse perché si è stentato a capirne le cause, fin
dal suo primo momento la crisiè stata gestita con improvvisazione e senza
un'idea chiara di quale sarebbe stato il prossimo passo. Si è scelto di salvare
Bear Stearns, di far fallire Lehman Brothers, di salvare Aig. Ogni volta si
improvvisava, senza essere guidati da una strategia coerente e da criteri
prestabiliti. Il risultato è stato che, anziché dare fiducia, gli interventi
delle autorità di politica economica hanno contribuito ad aggravare lo
sconcerto e a diffondere panico e paura. Al centro di qualunque crisi
finanziaria vi è la perdita della fiducia. Le aspettative circa il
comportamento delle autorità e degli altri operatori hanno un ruolo fondamentale
nel determinare se vi sarà contagio o se lo shock sarà riassorbito. Ma per
influire sulle aspettative e ridare fiducia, le autorità di politica economica
devono agire secondo procedure e criteri ben noti e condivisi, sapendo quali
sono gli obiettivi ultimi da perseguire e i punti di sbocco della crisi. Questa
chiarezza è assolutamente mancata, fin dall'inizio. è un'altra delle lezioni
importanti da trarre dalla crisi. Per evitare il ripetersi di simili errori,
sarà necessario elaborare nuove e dettagliate procedure per gestire fenomeni
complessi quali il fallimento delle grandi banche e, più in generale, politiche
tese ad evitare l'aggravarsi di crisi sistemiche. Poiché le grandi banche con
implicazioni sistemiche sono tipicamente multinazionali, tali procedure
dovranno essere coordinate a livello internazionale. Ciò non è facile, poiché
in ultima analisil'unico soggetto che può coprire il rischio sistemico è lo
Stato, dunque i contribuenti; sono questi ultimi, infatti, a doversi far carico
dei debiti delle istituzioni in crisi, sia pure temporaneamente. Ma quale
Stato, e quali contribuenti, quando l'istituzione finanziaria in crisi è una
grande banca multinazionale? Per quanto di difficile soluzione, tuttavia, il
problema non è nuovo. Le crisi finanziarie dei paesi emergenti, che avevano una
frequenza quasi annuale nel corso degli anni 90, sono diventate meno frequenti
e meno devastanti anche grazie alle procedure di gestione della crisi elaborate
in seno al Fondo monetario internazionale. Si tratta ora di mettere a frutto
quelle esperienze, adattandole ai problemi specifici delle grandi banche
multinazionali. Come gestire il dopo crisi Anche se gli eventi recenti non
posso essere interpretati come una crisi sistemica, ma scaturiscono da alcuni
importanti problemi tecnici nell'ambito dei mercati finanziari,essi potrebbero
diventare un punto di svolta storico se l'uscita dalla crisi fosse gestita con
la stessa improvvisazione dimostrata nei mesi precedenti. Per sostenere gli
intermediari in difficoltà, le banche centrali hanno inondato i mercati di
liquidità. Nel giro di pochi mesi dopo il fallimento di Lehman Brothers, il
bilancio della Federal Reserve è quasi triplicato, e secondo le proiezioni
delle stessa banca centrale americana potrebbe quasi raddoppiare ancora un
vol-ta nel prossimo futuro, raggiungendo quasi un terzo del reddito nazionale
americano. Questa enorme massa di liquidità è stata subito riassorbita senza
generare inflazione, perché oggi l'avversione al rischio è così alta che tutti
vogliono solo detenere attività liquide e poche rischiose. Anzi, nell'immediato
il rischio è l'opposto; che la domanda di liquidità sia ancora più elevata
della creazione di moneta, e che ciò possa produrre deflazione. Man mano che si
avvicinerà l'uscita dalla crisi, tuttavia, la domanda di liquidità tornerà a
scendere su livelli normali, e il timore della deflazione lascerà il posto al
rischio di inflazione. Per evitarlo, la liquidità dovrà essere tempestivamente
ritirata. Ciò è più facile a dirsi che a farsi. Una svolta di politica
monetaria troppo rapida potrebbe causare perdite sui titoli in circolazione e
far precipitare di nuova la crisi. Ma una svolta tardiva non riuscirebbe a
contrastare l'avvio di una spirale inflazionistica. Le difficoltà sono acuite
dalla fragilità del mercato dei cambi, dove la supremazia del dollaro come bene
rifugio per molti paesi asiatici potrebbe di colpo essere messa in discussione.
Per avere successo, sarà fondamentale riuscire a indirizzare le aspettative,
rassicurando gli agenti economici che la stabilità dei prezzi è un obiettivo
prioritario. Analoghe e forse maggiori difficoltà riguarderanno la politica
fiscale. Il Fondo monetario internazionale stima che in media il debito
pubblico nei paesi avanzati del G-20 raggiungerà il 110% del reddito nazionale
entro il 2014. E questo è lo scenario favorevole; nell'ipotesi peggiore, il
debito pubblico in media potrebbe raggiungere il 140% del reddito. Di nuovo,
gli Stati Uniti sono tra i paesi più esposti, e secondo le proiezioni dello stesso
Congresso il disavanzo americano continuerà restare intorno al 6% del reddito
nazionale ancora nel 2019, pur nell'ipotesi di un ritorno rapido a ritmi di
crescita molto sostenuti (sopra il 3,6% in media tra il 2011 e il 2015). Per
evitare instabilità finanziaria, sarà inevitabile far salire significativamente
la pressione fiscale e avviare un percorso credibile e rigoroso di rientro dal
debito pubblico. Ma qui vi è un'incognita in più. Mentre la politica monetaria
è gestita da una burocrazia
indipendente secondo criteri tecnici, la politica fiscale scaturisce da
processi politici dagli esiti più difficilmente prevedibili. Non si può
escludere che l'espansione del ruolo dello Stato, nata per contrastare
temporaneamente la crisi, duri a lungo e porti a cambiamenti significativi
nella divisione dei compiti tra Stato e mercato anche nei paesi in cui
tradizionalmente il settore pubblico aveva un ruolo più contenuto che
non in Europa continentale. La via d'uscita Come sarà ricordata questa crisi
nei libri di storia economica? Come una crisi sistemica e un punto di svolta,
oppure come un incidente temporaneo e presto riassorbito dovuto ad una crescita
troppo rapida dell'innovazione finanziaria? Se guardiamo alle cause delle
crisi, e alle lezioni da trarne, la risposta è senz'altro la seconda. In
estrema sintesi, la crisi è scoppiata per via di alcuni specifici problemi
tecnici riguardanti il funzionamento e la regolamentazione dei mercati
finanziari, ed è stata acuita da una serie di errori commessi durante la gestione
della crisi. Sebbene si tratti di problemi complessi, essi possono essere
affrontati e risolti con adeguate seppure profonde riforme della
regolamentazione finanziaria. Se sapremo imparare da questi errori e gestire
bene l'uscita dalla crisi, il mondo dell'economia tornerà a essere come prima,
anzi meglio di prima, con meno eccessi e più stabilità. Parlare di crisi del
capitalismo, di fine della globalizzazione, di crisi di un sistema e di un modo
di pensare, sarebbe una solenne stupidaggine. Ciò non vuol dire che questo
esito sia scon-tato, tuttavia. La crisi non è ancora finita, e soprattutto non
sappiamo ancora come saranno affrontate le difficoltà legate all'uscita dalla
crisi. Eventuali errori tecnici o politici in questa seconda fase potrebbero avere
conseguenze durature sugli scenari economici, sulla distribuzione del potere
economico tra diverse parti del mondo e sulla divisione dei compiti tra Stato e
mercato. © RIPRODUZIONE RISERVATA ILLUSTRAZIONE DI MIRCO TANGHERLINI
( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 07 Maggio
2009 Chiudi ROMA Emendamento annunciato e presentato. Opposizione sul piede di
guerra. Tema: la class action che non sarà retroattiva e, quindi, taglierebbe
fuori gli obbligazionisti di Alitalia, risarciti solo parzialmente dal decreto anticrisi.
La modifica sulla class action porta la firma del senatore Pdl Balboni e
prevede che possa riguardare soltanto i casi accaduto dopo l'entrata in vigore
della nuova legge, il ddl sviluppo e internazionalizzazione che il Senato sta
approvando in seconda lettura e che dovrà tornare alla Camera. Su questa norma,
che sarà votata più in avanti nel corso dei lavori dell'aula, dovrebbe
convergere gran parte della maggioranza perché «la retroattività è sempre
difficile da accettare», ha commentato in modo informale il senatore Paravia
del Pdl.«E' una norma di buonsenso», si difende Balboni. Furiosa l'opposizione:
Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni
altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con
bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei
senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle
vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il
centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». E' implicito il
riferimento ai grandi crack: Cirio, Parmalat, per citare i più importanti. Nel
disegno di legge che è arrivato in aula dopo un lungo periodo di gestazione, ci
sono tutti gli articoli sul ritorno dell'Italia nel nucleare e varie norme
anti-contraffazione e per il mondo delle imprese. Quello sulla class action non
è il solo articolo che rischia di scontentare i consumatori. C'è anche la
modifica presentata da Maurizio Gasparri) che toglie il divieto all'agente
monomandatario nelle assicurazioni, smantellando uno dei cardini delle
lenzuolate sulle liberalizzazioni dell'ex ministro Pierluigi Bersani.C'è
quello, annunciato nei giorni scorsi, che toglie la
proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas. A
firmarlo è il presidente della Commissione Industria del Senato Cesare Cursi
(Pdl). L'Eni aveva giudicato il tetto un «unicum» in Europa. Approvate infine
le norme sblocca-burocrazia
per le aziende. B.C.
( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 07 Maggio
2009 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA La condanna di Roma è finita. Roma, capitale a
sovranità limitata. Persino i padri della Costituzione nel '48 dimenticarono di
menzionarla. Ammirata dal mondo intero ma considerata alla stregua di una cartolina.
Era questo il destino indelebile a cui sembrava votata Estesa quanto la somma
della superficie di 9 tra i più importanti capoluoghi di regione italiani. Ma
stretta dentro i luoghi comuni, la prigrizia romana, i condizionamenti veri o
presunti del potere. Roma capitale internazionale non è un processo che si è
avviato e concluso in un giorno. Roma come Parigi, come Berlino, come Londra,
dotata cioè di risorse e funzioni amministrative adeguate al suo rango,
apparentemente è qualcosa che sta nella normalità, nella logica. La conseguenza
di uno Stato moderno che ha scelto di darsi una capitale. Ma in Italia questo
ha voluto dire un percorso ad ostacoli. In tanti ci hanno provato in passato.
Prima di Alemanno e Berlusconi, prima che il Senato, lo scorso 29 aprile,
votasse il disegno di legge sul federalismo fiscale, e dunque anche l'articolo
24 contenente il nuovo ordinamento di Roma capitale. E ogni volta si sono
scontrati contro un muro. Lo stesso che Bettino Craxi - citato ieri da
Berlusconi - si trovò contro nel 1987, quando presentò una «legge organica per
il completamento delle Infrastrutture di Roma capitale della Repubblica».
Introduceva una spesa di 450 milioni di lire. Un ministro insorse: "E io
cosa dico ai miei concittadini di Asti?"». Qualche mese dopo fu presentato
un disegno di legge, prevedeva un programma pluriennale e
concedeva deroghe alla capitale per non affogare nella burocrazia. Ebbene, quel Ddl non fu mai
esamitato dalla Camera. L'episodio è ricordato in un libro di Fabrizia Cusani e
fotografa bene lo stato d'animo di un Paese che ha caricato la sua capitale di
un senso di colpa che talvolta ancora affiora. Ci sono voluto altri 14
anni perché nel 2001 venisse introdotto, con la modifica del titolo V della
Costituzione, il contenuto più importante dell'articolo 114, ovvero che «Roma è
la capitale della Repubblica». Quel concetto ora è stato completato e
perfezionato. Se Roma non diventerà una capitale internazionale ora dovrà
prendersela solo con se stessa.
( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 07 Maggio
2009 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA UNA CAPITALE in cerca d'autore. Per anni - da
sempre - il destino di Roma sembrava segnato. Quasi dovesse scontare un peccato
originale. Essere il Comune più grande d'Europa, 129 mila ettari,
( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 07 Maggio
2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - «Meno male che ci siamo imposti sul voto di
fiducia. Il congresso del Pdl ha lasciato un tale strascico di malumori e
turbolenze interne da mettere a rischio qualunque voto segreto». Bobo Maroni ha
lasciato ieri Montecitorio con un punto all'attivo e uno al passivo. I voti di
fiducia sul ddl sicurezza, caro alla Lega, saranno tre con blindatura totale
del testo (manco fosse un decreto-legge o la Finanziaria) ed eliminazione di
tutte le votazioni a scrutinio segreto. Tuttavia la richiesta di accelerare i
tempi, di votare la fiducia già oggi, fatta da Umberto Bossi in persona, è
caduta nel vuoto. Il capogruppo leghista Roberto Cota ha
dato la colpa alla «burocrazia parlamentare», dunque a Gianfranco Fini che ha preteso un esame
accurato dei tre maxi-emendamenti, frutto di un sofferto accordo di
maggioranza. Maroni invece ha sparato direttamente sul vertice del Pdl: «In
Senato ci vogliono due settimane per approvare il ddl. Se ora ne
perdiamo una, vuol dire che torneranno a piede libero altri 250 clandestini».
Forse il punto al passivo ieri la Lega l'ha cercato per trasformarlo in un'arma
di campagna elettorale. La tensione con il Pdl cresce di giorno in giorno e si
nutre della duplice competizione, elezioni europee e referendum. L'altra sera,
quando il vertice di maggioranza diede il via libera alla fiducia sul ddl
sicurezza, sembrava pacifico il rinvio del voto alla prossima settimana. Lo
stesso ministro Maroni ne sembrava consapevole. Ieri mattina però, dopo che il
ministro Alfano si è fatto autorizzare dal governo la fiducia sul ddl
intercettazioni (come corrispettivo della fiducia voluta dalla Lega), e
soprattutto dopo che un gruppo di franchi tiratori ha affondato l'emendamento
governativo sul trattato di Prum, Bossi ha deciso di rilanciare: «Vedo troppi
giochi strani. Il nostro disegno di legge va approvato subito». L'ultimatum del
Senatùr ha messo il Pdl in agitazione. Poi è stato Fini a decretare il rinvio,
nei fatti inevitabile. Ma l'impressione è che la Lega cercasse una polemica
elettorale con il Pdl. Tanto più che il ddl sicurezza sarà approvato
definitivamente poco prima del 7 giugno. Il sì di Silvio Berlusconi al
referendum ha suscitato molto allarme nella Lega. E ha raffreddato anche i
rapporti personali. Insinuando in Bossi il sospetto più radicale, che
Berlusconi stia pensando addirittura ad elezioni anticipate e ad una rottura
con la Lega. Maroni è sempre stato un pontiere: «Spero che dopo le europee e
dopo il fallimento del quorum al referendum, torni il sereno». ma intanto
Roberto Calderoli tesse ancora la sua rete di contatti con il Pd per costruire
una protezione, nel caso Berlusconi decidesse di calvalcare davvero il sì al
referendum. Comunque era difficile ieri individuare i responsabili della caduta
nel voto segreto sul trattato di Prum. Molti gli assenti al momento dello
scrutinio. Anche nella Lega. E qualche deputato Pdl non ha votato pur essendo
presente in aula. Probabilmente è nell'area ex-An il nucleo maggiore del
malcontento, accentuato ieri dallo scambio sui voti di fiducia (sicurezza
contro intercettazioni) che ha lasciato proprio la destra a mani vuote.
Berlusconi comunque è pronto ad usare tutti gli strumenti regolamentari
disponibili per spegnere le tensioni nella maggioranza. Oggi Silvio Berlusconi
farà visita a Giorgio Napolitano per proporgli la promozione a ministro (senza
portafoglio) di Michela Vittoria Brambilla. Già il premier aveva fatto una
gaffe annunciando la sua intenzione prima di averlo comunicato al Capo dello
Stato (a cui spetta formalmente la nomina dei ministri). L'incontro al
Quirinale era stato poi fissato per martedì, ma l'altra sera Berlusconi ha
cambiato programma e ha deciso di andare da Bruno Vespa per rispondere
pubblicamente a Veronica.
( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 07/05/2009 - pag: 6 I protagonisti Gli artisti
divisi tra libertà e tutele Celentano: mi svincolo. Povia: io no MILANO Musica,
diritti e Internet. Un mondo in continua evoluzione. L'ultima novità arriva
dalla Siae che ha annunciato la pubblicazione di un elenco di canzoni per le
quali gli autori possono chiedere l'esclusione dalla tutela dei diritti
relativi alle utilizzazioni di queste opere su Internet e sui telefonini. Lo ha
annunciato nei giorni scorsi il presidente della Siae Giorgio Assumma durante
un dibattito su «Diritto d'autore, web e pirateria» a Palermo. Nelle intenzioni
della Siae questo dovrebbe favorire la circolazione di musica gratis e legale
sul web. «Internet è un eccezionale strumento di circolazione delle opere e noi
non vogliamo ostacolare la libera diffusione delle stesse», ha detto Assumma.
L'idea è questa. Siccome chi regala musica da un sito, persino l'autore stesso,
deve pagare la Siae (per poi ottenerne una parte indietro sotto forma di
riparto), offrire la possibilità di svincolarsi dall'ente favorirebbe la
circolazione di canzoni gratis. Questo in parte è vero. Per un esordiente
regalare le proprie canzoni è un modo per farsi conoscere. Ma, allo stesso
tempo, svincolarsi dalla Siae non significa per forza dover rinunciare a un
compenso, ma affidarsi ad altre società. La facoltà esiste da tempo e se ne
sono già avvalsi Adriano Celentano e gli eredi di Lucio Battisti. Spiega
Claudia Mori, mente e cuore del clan Celentano: «Ritenevamo poco condivisibile
la politica della Siae su Internet perché secondo noi chiedeva cifre troppo
basse a chi diffondeva musica via web e abbiamo pensato a gestire in altro modo
il nostro catalogo». E gli artisti che ne pensano? La «rivelazione » di Assumma
ha aperto il dibattito. «Link, password, web... sono tutte parole oscure per
me. Capisco solo che scaricano, scaricano e scaricano. E non rinuncerei mai ad
essere difeso da un mezzo che non conosco», dice Enzo Jannacci. Salto di
generazione salto di giudizio. Per Grido dei Gemelli DiVersi la novità «sembra
un passo avanti, un orecchio teso a quello che accade nella Rete». E aggiunge:
«Qualche tempo fa abbiamo regalato sul web la canzone e il video di Standing
Ovation senza nemmeno registrare il brano alla Siae. Qualcuno potrebbe farne
addirittura un successo e noi non ci guadagneremmo nulla». Favorevole alla
flessibilità Matteo Becucci, fresco vincitore di «X Factor»: «Fin quando ognuno
può decidere dei propri diritti liberamente non vedo problemi. È un adeguamento
alla flessibilità richiesta dal mondo online ». Polemico Enzo Mazza della Fimi,
la federazione dei discografici: «Questa iniziativa è già ampiamente prevista
nell'industria discografica dove i modelli di business con free download
promozionali sono sempre più diffusi. Siamo contenti che Siae se ne sia
accorta». Qualche dubbio arriva anche dalla generazione esplosa negli anni
Novanta. Dice Frankie Hi Nrg: «Compilare un modulo aggiunge
burocrazia e più che
un'offerta di libertà mi sembra un deterrente. Mi sembra che facciano fatica a
guardare un futuro che è già qui». Per Marco Masini il discorso è prematuro.
«Sarà interessante valutare il futuro, quando le canzoni si venderanno sciolte,
come una volta le sigarette. Per ora l'album è un unicum che non
conviene scorporare. Insomma tutto va valutato alla luce del nuovo modo di
consumare la musica». Più vicino a Jannacci è Povia che preferisce una tutela
testata nel tempo a una libertà: «È una facoltà di cui non intendo avvalermi.
La gente scarica illegalmente da una vita e le case discografiche licenziano i
dipendenti, ma la musica è un lavoro e va pagata». Lui su Internet consente di
vedere gratis i suoi concerti. «Solo a chi ha comperato il disco, si è
collegato al sito ed ha ricevuto una password. È un regalo a chi ha già
pagato», aggiunge. Soppesa le parole Cristiano Godano, leader dei Marlene
Kuntz: «Bisogna riflettere sia nel bene che nel male. A caldo direi che da un
lato mi sembra che chi è chiamato a tutelare e difendere la musica si chiami
fuori da qualcosa, come Internet, che gli sembra un mostro enorme. Dall'altro
invece si offre agli autori una possibilità di scegliere e ognuno può essere
artefice del proprio guadagno». Andrea Laffranchi Mario Luzzatto Fegiz
( da "Salute (La Repubblica)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO SALUTE
ultimo aggiornamento 07 Maggio 2009 pag. 10 Tariffe agevolate per i redditi bassi
L'iniziativa CINQUE prestazioni a tariffe agevolate per curare pazienti meno
abbienti. Senza troppa burocrazia, con un rapporto diretto tra pazienti e dentisti, l'Accordo
sull'Odontoiatria sociale fra ministero della Salute, Andi (Associazione
Nazionale Dentisti Italiani) e Oci (Odontoiatri Cattolici Italiani) punta ai
bisogni della gente, acuiti dalla crisi economica. Nell'ottica di quella
"cultura della prevenzione, che è la strada principale per avere una bocca
sana e anche per poter spendere di meno", commenta Roberto Callioni,
presidente nazionale ANDI. Prima intesa del genere in Italia fra istituzioni
pubbliche e libera professione, coinvolge su base volontaria oltre 5000
dentisti ANDI e dura due anni in via sperimentale. Tariffe agevolate per quattro
categorie: chi ha la social card, chi, indipendentemente dall'età, ha un
reddito annuo Isee (calcolato in base a reddito e patrimonio, come si fa per
mensa scolastica o riduzione tasse universitarie) fino a ottomila euro, chi è
esente dai ticket sanitari per motivi anagrafici, patologie croniche e
invalidanti, con Isee fino a diecimila euro e, senza vincoli di reddito, le
donne in gravidanza solo per visita odontoiatrica, ablazione tartaro e
insegnamento dell'igiene orale. La visita si prenota telefonando allo studio
scelto. L'elenco è sul sito www.ministerosalute.it o su quello ANDI
(www.obiettivosorriso.it) o www.ociweb.it. Numero verde 800.911.20. Nello
studio il paziente sottoscrive un modulo e paga le prestazioni effettuate.
( da "Stampaweb, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMA Il governo
blinda il disegno di legge sulla sicurezza con il voto di fiducia che però
arriverà soltanto tra una settimana con qualche disappunto del ministro dellInterno,
Roberto Maroni, e del suo partito, la Lega. La tensione sul provvedimento che regolarizza le ronde, introduce il
reato di immigrazione clandestina e prolunga fino a sei mesi il periodo di
permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione è altissima: il
segretario del Pd, Dario Franceschini, alza il tiro evocando lo spettro delle
leggi razziali e anche dal Vaticano arriva la «preoccupazione» per un testo
che, sì, «è migliorato» ma contiene «il peccato originale: cioè la
criminalizzazione del migrante». Il via libera a porre la fiducia su tre
maxiemendamenti al ddl sicurezza arriva nel Consiglio dei Ministri convocato ad
hoc ieri mattina e un paio di ore dopo si rivela agli occhi del ministro Maroni
come la decisione più azzeccata: in Aula alla Camera infatti la maggioranza e
il governo vengono battuti sulla ratifica del Trattato di Prum. Una votazione a
scrutinio segreto dalla quale emergono sette franchi tiratori. Il titolare del
Viminale non ha dubbi: «I malumori che ci sono in una parte della maggioranza,
ed escludo che questa parte sia la Lega, si rendono evidenti con il voto segreto.
La votazione di questa mattina dimostra che abbiamo fatto non bene ma benissimo
a decidere di porre la questione di fiducia sul ddl sicurezza». Dopo il Cdm,
tuttavia, Pdl e Carroccio passano di riunione in riunione per decidere quando
porre in Aula la questione di fiducia: Maroni e Lega vorrebbero oggi stesso, il
Pdl vuole dedicarsi invece alla campagna elettorale, come spiega Italo Bocchino
tra una riunione e laltra. Tre voti di fiducia infatti
terrebbero inchiodati i deputati in Aula almeno fino a venerdì. Alla fine la decisione è
presa nella seconda conferenza dei capigruppo della giornata: il governo porrà
la fiducia martedì, mercoledì ci saranno le tre votazioni per appello nominale,
giovedì il voto finale. «Avremmo voluto votare domani - dice il presidente dei
deputati della Lega, Roberto Cota - purtroppo ci sono le regole e la burocrazia parlamentare...». In realtà, si apprende dagli
uffici della Camera, i tempi agognati dal Carroccio non erano praticabili visto
che i tre maxiemendamenti, che intorno alle 16.30 di ieri Maroni annunciava
come pronti, non sono ancora arrivati alla presidenza della Camera che deve
vagliarli e preparare la relazione tecnica prima di sottoporli al voto dellAula.
La decisione di porre la questione di fiducia viene accolta male dallopposizione.
Il leader Idv, Antonio Di Pietro, parla di «regime» ma stavolta a usare le
parole più dure è Franceschini: «È immorale usare la paura per tornare, 70 anni
dopo, alle leggi razziali. Ci sono momenti in cui anche un riformista e un moderato deve alzare la voce: cè
stato un momento nella storia del nostro paese in cui bambini venivano cacciati
dalle scuole a causa della loro religione», ed è quello che si rischia con
lintroduzione del reato di clandestinità contenuto nel ddl. Le parole del numero uno dei
Democratici ricevono gli strali della maggioranza che lo accusano di essere
«fuori dalla realtà» e lo invitano a «vergognarsi» e a chiedere scusa per le
«parole infami». Ma Franceschini tiene il punto e rincara la dose: «Ho detto
una cosa che ha destato scalpore, ma che mi sembra normale. Non vorrei che
tornassimo alle leggi razziali». Critiche al ddl arrivano anche da Oltretevere.
A parlare è monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio
per i Migranti e gli Itineranti: «Su alcuni aspetti del ddl cè
stata una riflessione che ha fatto sì che alcuni punti da me considerati
deleteri sono rientrati. Su altri aspetti invece il ddl è ancora preoccupante».
Monsignor Marchetto punta il dito soprattutto contro il reato di immigrazione clandestina: «La
questione che ho posto fin dallinizio è la criminalizzazione del
migrante: questa è un peccato originale».
( da "RomagnaOggi.it"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
7 maggio 2009 -
13.09 (Ultima Modifica: 07 maggio 2009) FORLI' - "Con l'installazione dei
nuovi autovelox il Comune di Forlì diventerà un inaccettabile multificio a
danno dei malcapitati cittadini. Questa operazione è pensata dal Pd forlivese
unicamente per far cassa e rimediare così a spese inutili e sprechi fuori
controllo, perciò risulta totalmente sbagliata e inefficace, anche perché sono
ben altre le scelte da attuare per far rispettare il codice della strada".
E' quanto dichiara Alessandro Spada, candidato Pdl al consiglio comunale di
Forlì. "Tra consulenze a livelli record, logiche clientelari,
assistenzialismi incancreniti, conti in rosso delle società
partecipate ed elevati costi della burocrazia, si è giunti ad un disastrato bilancio comunale, privo della
razionalizzazione degli investimenti e dell'individuazione delle priorità
d'intervento. Per far fronte a questa drammatica inefficienza, e non per
intraprendere una seria opera di prevenzione, il Comune di Forlì intende
affidarsi all'aumento delle multe future, senza riflettere sul fatto che
i forlivesi già sono costretti a sopportare tasse, tariffe, costi dei parcheggi
e multe facili a livelli insostenibili. Non servono nuovi autovelox, occorre
una maggiore presenza sulle strade degli uomini della Polizia municipale ben
visibili".
( da "Sestopotere.com"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Amministrative,
Spada (PdL) No agli autovelox per far cassa (7/5/2009 14:04) | (Sesto Potere) -
Forlì - 7 maggio 2009 - Alessandro Spada , candidato Pdl al consiglio comunale
di Forlì, dichiara: "Con linstallazione dei nuovi autovelox
il Comune di Forlì diventerà un inaccettabile multificio a danno dei
malcapitati cittadini. Questa operazione è pensata dal Pd forlivese unicamente
per far cassa e rimediare
così a spese inutili e sprechi fuori controllo, perciò risulta totalmente
sbagliata e inefficace, anche perché sono ben altre le scelte da attuare per
far rispettare il codice della strada. Tra consulenze a livelli record, logiche
clientelari, assistenzialismi incancreniti, conti in rosso delle società
partecipate ed elevati costi della burocrazia, si è
giunti ad un disastrato bilancio comunale, privo della razionalizzazione degli
investimenti e dellindividuazione delle priorità
dintervento. Per far fronte a questa drammatica inefficienza, e non per intraprendere una seria
opera di prevenzione, il Comune di Forlì intende affidarsi allaumento
delle multe future, senza riflettere sul fatto che i forlivesi già sono
costretti a sopportare tasse, tariffe, costi dei parcheggi e multe facili a livelli insostenibili.
Non servono nuovi autovelox, occorre una maggiore presenza sulle strade degli
uomini della Polizia municipale ben visibili."
( da "Sicilia, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Mezza Giunta
candidata Regione ferma» «I siciliani alle prossime Europee pagheranno la
"tassa elettorale" del governo Lombardo». Lo afferma il segretario provinciale
del Pd, Luca Spataro, sostenendo che «il presidente e cinque assessori si
candidano bloccando di fatto per un mese e mezzo l'attività del governo.
«Succede questo in Sicilia - sostiene il segretario del Pd etneo - con i
cittadini che pagheranno parte della campagna elettorale del Mpa, del Pdl e
dell'Udc. Pagheranno le auto blu, le utenze telefoniche, gli staff degli
assessorati al servizio dei candidati». Rilevando che «una maggioranza che
litiga su tutto sta ingessando la nostra terra nel momento in cui l'attivismo
della "mano pubblica", come osserviamo ovunque, non è solo
necessario, ma indispensabile per reggere l'urto della crisi», Spataro
sottolinea come «ancora oggi la programmazione dei fondi strutturali europei
2007-2013, siamo nel 2009, è ferma e insabbiata nelle
oscure stanze della politica e della burocrazia regionale. Non c'è minima traccia di un disegno organico del
governo per reagire alla crisi economica. L'assemblea regionale, a parte
qualche tappa forzata per il bilancio, è diventato un bivacco inoperoso a causa
della continua litigiosità. Anche la giunta non brilla per attivismo. E
mentre il cittadino si aspetta che il suo governo regionale in uno
straordinario momento di crisi economica sia in campo con tutta la sua forza
per adottare misure efficaci a favore delle imprese, dei lavoratori, dei
disoccupati, accade che l'esecutivo va in vacanza elettorale».
( da "Sicilia, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
debiti comunali Rete
servizi Modica gestione in perdita Non si placano le difficoltà per il comparto
della pesca locale. Il problema maggiore quest'anno è stato il persistere di
continue mareggiate che hanno letteralmente messo in ginocchio la marineria
scoglittiese. Negli ultimi sette mesi i pescatori sono andati per mare solo 5 o
6 volte al mese, con gravi conseguenze per il reddito delle loro famiglie.
Queste risentono ancora degli effetti della crisi del 2008 che ha fatto strage
di licenze per l'insostenibilità dei costi di carburante. Per tale emergenza
tutte le marinerie italiane lo scorso dicembre, con apposito Decreto
ministeriale, si sono fermate per un mese, ma l'indennità non è stata ancora
liquidata a tutti. Altra nota negativa è la pesca del novellame, autorizzata
ancora una volta dalla Regione siciliana per l'anno 2009 da gennaio a marzo.
"Questa pesca aggressiva ha prodotto pesanti conseguenze sulle risorse
ittiche locali". A dirlo è Francesco Trama, appartenente ad una famiglia
di pescatori scoglittiesi, che aggiunge: "Decine di specie come triglie,
acciughe e sardine, alla base della catena alimentare, vengono ogni anno
strappati dal mare, spezzando la catena alimentare. Un solo chilogrammo di
bianchetto è costituito da migliaia di esemplari". "Certo - aggiunge
Antonio Nicosia, pescatore da sempre - le mareggiate da una parte hanno un po'
limitato il danno al novellame, dall'altra però ci hanno costretto a rimanere a
terra e dunque senza lavoro". I problemi però non finiscono qui. Si teme
infatti il ritorno della "caulerpa taxifolia", un'alga tropicale che
infesta il Mediterraneo e danneggia la flora, con inevitabili conseguenze sulla
fauna marina locale. "L'anno scorso - dice Vincenzo Nicosia, altro
pescatore - abbiamo avuto ingenti danni causati dall'alga killer che ha
infestato le nostre reti al punto che ne abbiamo dovuto buttare un bel po' e
ora, con l'aumento delle temperature marine, temiamo che il fenomeno possa
ripetersi. Se ciò accadrà finiremo definitivamente sul lastrico". Si
registra, poi, la precarietà del mercato ittico che smorza la
commercializzazione del pescato. Chiusa da mesi, perché insalubre, la struttura è stata dichiarata inagibile e, al momento, è
provvisoriamente allocata all'interno del porto sotto alcuni gazebo. Infine, si
attende il completamento del porto. Dal ribasso d'asta dei lavori in atto sono
avanzati circa 3,5 mln di euro che però giacciono bloccati nei meandri della burocrazia. Gaetano Piccione
( da "Sicilia, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un teatrino per il
Sud Ormai siamo al teatro dell'assurdo. Nella splendida cornice del Massimo di
Palermo, Claudio Scajola e Gianfranco Micciché hanno dato vita a una scena che
ha dell'improbabile. Dopo un anno di bordate micidiali all'economia e al
tessuto sociale della Sicilia, i due esponenti di governo si sono incontrati
sul palcoscenico del teatro palermitano per firmare l'ennesima dichiarazione di
intenti in cui si declinano al futuro tutti gli impegni da onorare. Lo hanno
chiamato contratto per il Sud. Uno splendido esempio di copione pirandelliano.
Il fatto che due esponenti di spicco dell'esecutivo continuino a siglare
programmi invece di agire immediatamente, già non lascia ben sperare. Ma è nel
confronto tra le parole e i fatti che la questione si fa surreale. Nel
protocollo siglato lunedì i due volano alti. Parlano di ammodernamento dei
treni, di rinnovamento della rete Enel, di guerra alla burocrazia. E poi ancora: fondi europei,
aiuti agli imprenditori meridionali, zone franche urbane e chi più ne ha più ne
metta. Perché Scajola non ha dubbi: il governo Berlusconi ha intenzione di
trasformare il Sud 'in un volano per l'economia nazionale'. Strano
allora che negli ultimi dodici mesi queste intenzioni si siano trasformate in
azioni devastanti per il meridione e per la Sicilia. Come giustificano, Scajola
e Micciché, i 20 miliardi sottratti finora dalle risorse destinate allo
sviluppo del Mezzogiorno? Per quale motivo Tremonti, con il suo primo atto
formale, ha prosciugato le risorse delle ferrovie siciliane? Come si spiega
l'abolizione del credito d'imposta per gli imprenditori meridionali? Perché il
Cipe non si è ancora deciso a sbloccare i fondi che farebbero decollare le zone
franche ideate dal centrosinistra? Se poi il governo ha tanto a cuore le sorti
dell'Isola, perché finora ha negato i quattro miliardi del Fas che le spettano
di diritto? Le risposte a queste domande non arriveranno mai. Per un semplice
motivo: il governo non si limita a far danni al Mezzogiorno, ma non riconosce
l'evidenza e nega ogni responsabilità. La scuola è quella del mago di Arcore,
che antepone la rappresentazione della realtà alla realtà stessa. E rimanda
sistematicamente ad altro tempo le azioni necessarie. Uno schema che trova una
metafora sublime nel contratto firmato al Massimo. Siamo felici di apprendere
che dopo mesi di attesa il ministero ha concluso l'istruttoria sui progetti
regionali. Ora però non servono altre valigie dei sogni, ma fatti concreti.
Vale a dire una seduta Cipe che renda effettivamente disponibili questi soldi.
Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda. È davvero possibile continuare ad
affidare le sorti del Sud a sterili annunci? Né sembra possibile affidarsi al
governo e alla maggioranza siciliana. Le profonde spaccature interne alla
destra isolana - che, sia detto per inciso, non hanno nulla a che fare con le
sorti dell'Isola - hanno impedito di portare avanti la benché minima opera di
programmazione per lo sviluppo del territorio. Nello stesso tempo i colonnelli
del Pdl e dell'Mpa, ivi incluso il governatore Lombardo, non hanno alzato un
dito mentre il l'esecutivo nazionale lanciava, provvedimento dopo provvedimento,
la peggiore offensiva contro la Sicilia che il paese ricordi. Al di là dei toni
sdegnati e delle molte interviste concesse a piena pagina, i cosiddetti ribelli
della maggioranza siciliana si sono sempre dimostrati prontissimi a
ricompattarsi di fronte a un semplice annuncio da parte del governo nazionale.
Ora siamo addirittura alla rappresentazione teatrale, con un ministro della
Repubblica che - invece di firmare decreti - sigla su un proscenio e di fronte
a un notaio un programma post-elettorale. Roba da Samuel Beckett. La Sicilia e
i siciliani meritano di più.
( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ma Federfarma va
all'attacco: «La burocrazia ci danneggia» ROMA Quello scontrino diventerà muto, dal 1°
gennaio 2010. Le proteste hanno convinto il Garante per la privacy: lo
scontrino fiscale «parlante» emesso dalle farmacie (elenco dei medicinali
acquistati, codice fiscale, registrato con tessera sanitaria) andrà in pensione
perchè è indiscreto. I farmacisti si dicono preoccupati: troppa burocrazia rende difficile il lavoro e questa novità non li
aiuta, sostiene Annarosa Racca, presidente di Federfarma, chiedendo certezza
sui tempi delle nuove disposizioni. «Non vedo alcun beneficio da questa misura,
si va solo incontro alle esigenze di una piccola parte di pazienti», afferma
Racca che guida l'associazione di 16 mila farmacie private. Il Garante risponde
di aver adottato la misura dopo una consultazione con Federfarma. Lo scontrino
non riporterà più il nome del farmaco acquistato, evitando così di rivelare
informazioni sullo stato di salute e sulle patologie del cittadino. Basterà
l'indicazione del codice alfanumerico posto sulla confezione, e si potrà
continuare a detrarlo dalla denuncia dei redditi.\
( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
LA COOPERATIVA NEOPOLIS E I TROPPI OSTACOLI Parte un appello al ministro
Scajola per il caso del maneggio di Taggia TAGGIA Finisce sul tavolo del
ministro Claudio Scajola (Sviluppo economico) la vicenda fra la coop Neopolis,
che ha in gestione il maneggio di San Martino a Taggia, e gli enti pubblici che
ostacolerebbero la realizzazione di una tensostruttura destinata all'ippoterapia per disabili e la
riqualificazione dell'impianto. Il presidente della Neopolis, Fabrizio
Grammegna, ha scritto al ministro una lunga lettera. «Nonostante l'azione
mediatica che ci vede protagonisti in questi ultimi 10 giorni - si legge nel
documento - ad oggi non abbiamo ricevuto un aiuto concreto». Ottenuti fondi da
Filse e Fondazione Carige, dopo il parere favorevole del Comune e la
concessione della Provincia ecco i guai: «Sono iniziate le Conferenze dei
servizi. Ogni volta ci veniva richiesto qualcosa di diverso: inserire nel
progetto una pista ciclabile, e lo abbiamo fatto, modificare il colore della
struttura, e lo abbiamo fatto, modificare il materiale, e lo abbiamo fatto».
Quando l'iter sembrava terminato altro intoppo: «La Provincia chiede al Comune
di sostenere che la nostra struttura non è urbanisticamente rilevante e il
Comune chiede alla Provincia di sostenere che l'area lungo il torrente
Argentina non sia esondabile». Ancora documenti e alla fine l'accertamento che
il rischio è minimo. Sembrava tutto risolto. Invece ecco altri ostacoli mentre
la Filse revoca il contributo. «Credo - conclude Grammegna - che solo Lei abbia
la possibilità di fare qualcosa per risolvere questa scandalosa situazione».\
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Milano
"Via libera al cemento anche dal Pd" Boni: c´è una lettera firmata.
La replica: per snellire la burocrazia In un documento il consigliere Spreafico chiede di adottare
tutte le misure per sostenere l´edilizia ANDREA MONTANARI Dopo le fortissime
critiche del centrosinistra alle nuove norme del Pirellone che i Comuni
dovranno seguire per approvare i nuovi progetti edilizi, l´assessore regionale
all´Urbanistica leghista Davide Boni passa al contrattacco. E rivela che
in una lettera il Partito democratico lo aveva esortato solo poche settimane fa
ad andare avanti. La lettera effettivamente esiste, ed è firmata da un consigliere
regionale del Pd: «Caro assessore - scrive Carlo Spreafico - tenuto conto della
particolare gravità della crisi economica che ha coinvolto il settore edile,
credo necessario, come è stato richiesto da tutte le parti nell´audizione in
quarta commissione del 23 aprile, adottare ogni misura possibile e di
competenza regionale per sostenere il settore. Tra queste misure rientra
sicuramente quella di non ritardare, con inutili lungaggini burocratiche, il
decollo operativo di tutti i Pii che abbiano già completato alla data del 13
marzo l´iter istruttorio, ma che deliberati dai consigli comunali in data
successiva rischiano di dover ripetere la procedura di approvazione». La
spiegazione dell´esponente del Pd non si fa attendere: «è vero - dice Spreafico
- ho scritto quella lettera. Ma ho solo chiesto di non fare provvedimenti
inutili come quello che poi è stato fatto. L´unico effetto che produce,
infatti, è obbligare chi aveva già esaurito la procedura correttamente a
ripresentare la documentazione con in più la certificazione del tecnico. Con il
risultato che, dato che in molti Comuni si voterà il 6 e 7 giugno,
l´approvazione dei progetti slitterà a dopo l´estate. Ritardando la possibile
ripresa di un settore che ne avrebbe bisogno». Controreplica dell´assessore
Boni: «Con questo provvedimento abbiamo individuato i casi in cui vi è la
possibilità di dare corso ai programmi integrati d´intervento contribuendo
anche rilanciare un settore, quello dell´edilizia, che subisce come altri gli
effetti della crisi». Ma il verde Carlo Monguzzi insiste: «Dalla Regione ancora
consumo del suolo. Non c´è freno alle scorciatoie urbanistiche per
cementificare».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
RUBIERA, SCANDIANO E
CERAMICHE pag. 17 di BRUNO DALLARI RUBIERA E' STATO pensato e studiato per...
di BRUNO DALLARI RUBIERA E' STATO pensato e studiato per sgravare la via Emilia
dal traffico pesante, il recente ponte "Luna" che scavalca il
Tresinaro ai Paduli, vicino alla zona produttiva di Rubiera. Il suo compito è
di dirottare il traffico pesante su via Togliatti, Nenni ed infine portarlo
prima sulla SP 51 per l'autostrada del Brennero e Modena. Lo hanno pensato ma
poi, fra via Togliatti e via Caponnetto (che precede sulle direttrice via Nenni
all'interno del quartiere produttivo) vi è un vero e proprio "tappo".
Incredibile (si vedano le foto) esiste un divieto di transito ai camion. Anche
ieri la PM rubierese ha elevato una sanzione per chi ha trasgredito, ma basta
rimanere pochi minuti per capire che i camionisti, forse esasperati dal
divieto, non ne tengono conto e passano. D'altro canto a cosa serve il nuovo
ponte se chi arriva dalla via Emilia deve poi fare retromarcia e tornare a
percorrere la ex-statale o chi arriva dal "ponte Luna" verso la zona
produttiva non riesce a raggiungerla se non tornando sulle vecchie strade? Misteri della burocrazia. «Forse per fare cassa sibila un suo collega ben sapendo che si
rischia pur di evitare le code eterne sulla via Emilia, causa anche il semaforo
che ancora esiste a Marzaglia. Qualche volta ti fermano e chiedono, con la
sanzione, il pedaggio. Il tutto nonostante che i nostri politici,
provinciali e non, avessero promesso di risolvere il problema». Rubiera attende
da anni la sua nuova tangenziale e la discussione rimane se farla a nord (con
spesa limitata perché si potrebbero utilizzare le "piste" già in uso
ai mezzi di cantiere che hanno costruito la nuova ferrovia ad alta velocità) o
a sud, dove andrebbe ad intaccare terreni agricoli e comporterebbe
verosimilmente una spesa di molto maggiore. Delle due soluzioni però, per ora,
non vi è traccia. Se non nella mente dei politici. Ora si sa che anche il
"pannicello caldo" offerto dal nuovo collegamento fra via Emilia
(zona Emiro) e provinciale per Campogalliano, attraverso il ponte
"Luna" è intercluso ai mezzi pesanti per circa. Il tutto suona davvero
come una beffa.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E OPINIONI
pag. 13 )PROSTITUZIONE Spettacolo indecoroso in via San Giacomo Caro
Carlino,... )PROSTITUZIONE Spettacolo indecoroso in via San Giacomo Caro
Carlino, Mi sono decisa a scrivervi dopo l'ultimo ennesimo episodio di cui
ancora per una volta è stata teatro via S. Giacomo di Ferrara dove risiedo. Io
abito in una palazzina nei pressi della piazzetta dove si incrociano via Mameli
con via Ticchioni. Da molto tempo ormai tale piazzetta è frequentata da
"passeggiatrici" di colore durante le ore notturne. Negli ultimi
tempi però la cosa è degenerata. Verso le 20,30-21,00 di ogni sera inizia
l'apppostamento di tali signorine in Via S.Giacomo. Da un numero di una o due
signorine si è arrivati in certe serate anche a 6 -7 elementi appostati. Si
tratta peraltro di un orario in cui ancora molti di noi devono rincasare. La
cosa più grave è che rincasiamo con bambini che ci fanno domande sul perché ci
sono queste persone. L'ultimo sabato due di loro trattavano con un cliente
davanti al portone di casa mia, mentre un'altra era appostata nel sottomura lì
adiacente a consumare la sua prestazione. E' veramente vergognoso che in una
zona così popolosa si verifichino ancora tali fenomeni. Se proprio deve
succedere che almeno si spostassero fuori dal centro cittadino così da poter
agire indisturbate. C hiedo come cittadino il diritto alla libertà di
movimento, così come il diritto ad una maggiore serenità da parte dei nostri
figli perché non si trovano in condizioni di dover affrontare tali brutture già
sin da piccoli. Giovanna Mazzoni )SICUREZZA Sbaglia chi minimizza il problema
Caro Carlino, non ho il piacere di conoscere personalmente la sig. Susanna
Droghetti, portavoce del Comitato delle Mille firme ma le stringo virtualmente
la mano e mi complimento con lei per tutto quanto ha fatto e per il coraggio
dimostrato. Ci vorrebbe una sig. Droghetti in ogni quartiere, con la sua
energia e intraprendenza. Chi la contesta ancora non si è trovato a combattere
con i problemi che inevitabilmente sorgono a causa di persone che con
prepotenza si installano nel quartiere e ne sconvolgono l'equilibrio. Non sto
ad elencare quali siano i disagi perchè basta aprire ogni giorno i giornali o
guardare i Tg. Chi ancora minimizza o peggio giustifica le malefette di certi
extracomunitari si meritano che questi vadano ad abitare nel loro condominio o
si mettano a spacciare giorno e notte sotto casa loro. Io purtroppo ho dovuto
affrontare questo tipo di emergenza e sono stato costretto a cambiare
quartiere. Claudio Rizzi )VIGILI URBANI La nostra solidarietà al carabiniere
perseguitato Caro Carlino, desidero esprimere, come presidente
dell'Associazione Vittime dei Vigili Urbani, la solidarietà al sig. Carolei,
braccato come l'ultimo dei delinquenti dalla Polizia Municipale ferrarese che
troppo spesso vediamo agguerrita nei confronti di onesti cittadini: pensionati
dell'Arma, professionisti, operai, studenti ecc., tutti ferraresi perseguitati
o inseguiti a sirene spiegate dai vigili, perché non parcheggiavano
regolarmente il proprio veicolo o perché sul proprio scooter, non percorrevano
regolarmente una delle tante ed inutili rotonde create dall'amministrazione
Sateriale. Nello stesso tempo assistiamo a personaggi, non onesti cittadini
ferraresi, che di fronte all'ingresso Asl di via Cassoli aggrediscono una
paziente che si stava recando presso la struttura sanitaria. Appare pertanto
grave che da circa un anno giacciano inascoltate le richieste di intervento su
queste persone moleste rivolte all'assessore alla Sicurezza ed al Comandante
dei Vigili, sia dallo scrivente, come consigliere comunale del Pdl, sia da una
decina di dipendenti Asl. È sconfortante per la nostra associazione riscontrare
come, dopo aver sollecitato il sindaco per avere una Polizia Municipale che
mettesse mano con efficacia ai tanti problemi di sicurezza che affliggono la
città, i vigili continuino a dar la caccia ai pensionati per multarli piuttosto
che preoccuparsi di intervenire laddove la sicurezza del cittadino è messa a
rischio. Per l'incapacità dimostrata dalle sinistre, "Vittime della
Polizia Municipale" sosterrà convintamene il candidato Giorgio Dragotto
che, con l'istituzione del "Comune Amico", sta operando per avere
un'amministrazione vicina al Ferrarese; questo implica che "far cassa"
per il comune non sarà più tra le priorità della Polizia Municipale, giacché ne
sarà privilegiato l'impiego nell'aiuto agli onesti
cittadini contro chi cerca di ostacolarli con burocrazia e cattiverie. In sostanza, ci adopereremo perché sia istituita
una figura che esaminerà e perseguirà tutti quei comportamenti volti a
danneggiare ingiustamente il cittadino costringendolo ad inutili ricorsi,
perché nel "Comune Amico" deve nascere la figura del "Vigile
Amico". Francesco Rendine Coordinatore della Associazione «Vittime
della Polizia Municipale»
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA SAN GIOVANNI
IN PERSICETO pag. 26 Duello rosa attorno al sindaco Elezioni a Calderara, in
campo la Lista della L'Altrelli. Il Pdl presenta la Mengoli di PIER LUIGI
TROMBETTA CALDERARA SI INGARBUGLIA la situazione politica a Calderara in vista
delle imminenti amministrative. Nell'area di centrodestra Pdl, Udc e Lega
correranno da soli, mentre nel centrosinistra scende in campo ufficialmente -
dopo il Pd assieme a Rifondazione, Idv, Pdci, Si - la lista civica C'è bisogno
di rinnovamento' con candidata sindaco Adriana L'Altrelli, insegnante
elementare e attuale assessore comunale alle Politiche della casa,
all'Accoglienza e alle Pari opportunità. «Assieme a Vanni Pancaldi (assessore
alle Attività produttive, all'Agricoltura e ai Servizi informatici) spiega
L'Atrelli che ha assunto una posizione critica rispetto al Pd, abbiamo deciso
di intraprendere una nuova sfida: rifiutare le logiche di apparato per
affrontare i problemi del territorio. Forti dall'esperienza concreta dei
progetti realizzati negli ultimi anni, ma lontani dalla logica spartitoria e
prevaricatrice dei partiti politici». L'ALTRELLI conta su lista formata da
giovani e di cui le donne sono oltre il 50%. E aggiunge: «Il nostro obiettivo è
quello di coinvolgere nella gestione del Comune persone nuove, giovani ed
entusiaste. Che possano portare una ventata d'aria fresca». E, intanto, questa
sera alle 18, al teatro Reno (via Roma 12), il Pdl presenta ufficialmente il
programma amministrativo e la candidata sindaco Chiara Mengoli. Sarà un vero e
proprio talk show cui prenderà parte anche l'onorevole Enzo Raisi, candidato
alla presidenza della Provincia. Il dibattito sarà presentato dal giornalista
Graziano Girotti. «Ho accettato con grande entusiasmo dice Mengoli la richiesta
che mi è giunta dai responsabili locali del Pdl. E' una sfida che mi onora, anche perché mi permetterà di affrontare quei problemi che oggi
vivo nelle vesti di semplice cittadina, di madre e di lavoratrice. Non sono una
professionista delle istituzioni e neppure della burocrazia locale, pertanto ho il vantaggio di confrontarmi con la vita
quotidiana in modo trasparente e diretto».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
CULTURA E SOCIETA'
pag. 31 «Alto è bello. Senza esagerare» GRATTACIELI L'ARCHITETTO MARIO BOTTA di
GIORGIO GUAITI MILANO «NON È CERTO una questione di moda. E non si può essere
pro o contro i grattacieli a priori. Se si sceglie di costruire con la
tipologia "in alto" lo si fa perché ci sono ragioni economiche e
urbanistiche. E poi, come sempre, quello che conta non è fare o non fare un
grattacielo, ma farlo bene». Parla Mario Botta, l'architetto ticinese che ha
firmato la ristrutturazione della Scala. Architetto, a Milano è scattata la
corsa all'edificio più alto. La nuova sede della Regione ha superato il
Pirellone. I grattacieli tornano di moda? «Questo è un discorso che ritorna
periodicamente. Ed è vero che ci sono stati momenti storici in cui la
realizzazione di un grattacielo era un segnale di progresso, di successo
condiviso da tutti. Basta pensare al "Pirelli". Però non ha molto
senso parlare genericamente di grattacieli, così come non ha senso parlare di
casette. C'è modo e modo di fare gli uni e le altre». Ma è un fatto che a
Milano, e non solo qui, si è tornati alla progettazione "verso
l'alto". «Se c'è una domanda di una maggiore densità urbana questa
tipologia risponde al bisogno. Le città, storicamente, sono strutturate con un
centro e un limite e sono andate espandendosi, allargando sempre più questo
limite. Ma sono cresciute anche secondo un meccanismo di stratificazione,
crescendo su se stesse. È quello che succede sulle aree abbandonate
dall'industria, dai palazzi della burocrazia o più semplicemente dalla vita cittadina che si è spostata
altrove. Qui si possono realizzare spazi verdi, di riposo, che sono sicuramente
belli, ragionevoli. Ma non si può neanche esagerare in questo senso: non si può
svuotare la città trasformando quelli che erano grandi spazi di produzione e di
vita in deserti. Ci vuole equilibrio». E i grattacieli rispondono a
questa esigenza? «È evidente che una costruzione che occupa una superficie di
base relativamente piccola e si sviluppa verso l'alto lascia la possibilità di
salvare molto più spazio da destinare a verde che non con una struttura bassa e
larga. Poi però il problema vero è come viene realizzata la struttura. Noi
diciamo che le grandi periferie sono brutte: lì non si è puntato verso l'alto, ma
il risultato è una "sbrodaglia" di edificazioni e di cemento, senza
un disegno. È sempre e soltanto una questione di qualità». Dopo l'11 settembre
si è pensato che era meglio abbandonare i grattacieli, troppo facili come
bersagli e frequentati da migliaia di persone... «Penso fosse una psicosi del
momento. Con questa logica non si dovrebbero più fare stadi, dove in un colpo
solo si possono colpire 50 mila persone. E poi l'architettura proiettata verso
l'alto non è certo una scoperta dei nostri giorni. Basta pensare alle grandi
cattedrali».
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIX - Bologna
Il Baraccano oggi svela il suo "teatro da camera" FRANCESCA PARISINI
Un «teatro da camera» al Baraccano: una settantina di posti a sedere, più
qualcuno in piedi. S´inaugura oggi alle 17 con una cerimonia che vede tra gli
ospiti lo storico dell´arte Andrea Emiliani e a seguire un concerto: Ginevra
Schiassi, soprano, accompagnata al piano da Stefano Malferrari, eseguono
musiche di Chopin, Hahn, Satie, Poulenc, Liszt, Puccini. «è uno dei sei spazi
comunali del complesso del Baraccano affidati al Quartiere Santo Stefano per
conferenze, esposizioni, attività culturali», ricorda il presidente Andrea
Forlani, candidato a un nuovo mandato. «Al piano di sopra - ammette però
l´assessore alla cultura Angelo Guglielmi - era previsto il Museo Pelagalli. A
un primo incontro tra me, il sindaco e il ministro Bondi, sarebbe
dovuto seguirne un altro ma poi, si sa, i tempi della burocrazia sono quelli che sono. Tuttavia il progetto c´è, va radicato come
possibilità reale». è il progetto da quattro milioni e mezzo di euro, non
spiccioli, di un museo dedicato alla comunicazione - «l´unico in Italia»,
sostiene Guglielmi. E proprio studiando le sale che avrebbero dovuto
ospitare la Collezione Pelagalli, pezzi unici e originali della storia della
radio e delle trasmissioni via etere, più di un anno fa gli amministratori
scoprirono la sala che si va ad inaugurare oggi. Il Baraccano è un complesso
quattrocentesco, risistemato nell´800 da Angelo Venturoli. In questa porzione
in particolare, era collocato il Conservatorio delle Putte, convitto delle
ragazze povere o orfane che qui apprendevano l´arte tessile e del ricamo.
«Durante i lavori - spiega l´architetto Manuela Faustini, che ha curato il
progetto del Comune - abbiamo trovato un affresco», oggi visibile sulla parete
all´ingresso, datato XV-XVI secolo, precedente, quindi, le altre decorazioni
della sala. Oltre alla sala teatrale c´è una cappella, la cui entrata dà
direttamente sul voltone del Baraccano. Infine il giardino esterno, dove si
stendeva l´orto del Conservatorio, e in anni più recenti un disordinato
parcheggio, ora ha ripreso la forma di una corte. «Ad un mese dalle elezioni -
conclude Forlani - non possiamo fare altro che presentare lo spazio e pensare
un paio di iniziative. Al resto penserà la prossima amministrazione». SEGUE A P
( da "Secolo XIX, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Farmaci, via i nomi
dallo scontrino il provvedimento Il Garante alla Privacy: davano indicazioni
riservate sullo stato di salute del paziente ROMA. Lo scontrino fiscale
"parlante" dei farmaci presto non parlerà più. Emesso dalle farmacie
con su scritto l'elenco dei medicinali acquistati, corredato del codice
fiscale, registrato grazie alla carta sanitaria, in vigore così dall'inizio
dell'anno, è ora destinato ad andare in pensione. A decretare la sua fine è il
Garante alla Privacy. La decisione sta provocando reazioni contrastanti. I
farmacisti si dicono preoccupati, i consumatori invece sono soddisfatti. «Troppa burocrazia già rende difficile il lavoro», sostiene la presidente della
Federfarma, Annarosa Racca, chiedendo certezza sui tempi delle nuove
disposizioni. «Non vedo benefici da questa misura» spiega Racca a capo
dell'associazione che rappresenta oltre 16 mila farmacie private. In
questo modo, aggiunge, si va «solo incontro alle esigenze di una piccola parte
di pazienti». Il Garante ribatte alle contestazioni riferendo di avere adottato
questa misura a seguito di una specifica consultazione anche di Federfarma. In
base alle nuove disposizioni a difesa della privacy lo scontrino fiscale
rilasciato dalle farmacie non dovrà riportare più nel dettaglio il nome
specifico del farmaco acquistato. Dal prossimo anno basterà l'indicazione del
codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale. Si potrà
continuare a dedurre o detrarre i medicinali acquistati in ogni caso. Quel tipo
di scontrino oggi riporta in chiaro, oltre al codice fiscale dell'interessato,
anche la denominazione del farmaco acquistato ed è così in grado di rivelare
informazioni sullo stato di salute e sulle patologie dei cittadini. Per questo
sono stati numerosi a rivolgersi al garante per segnalare la lesione della loro
riservatezza e dignità al momento di presentare la documentazione fiscale per
la denuncia dei redditi presso un Caf o il proprio commercialista. L'attività
istruttoria svolta dal garante con l'Agenzia delle Entrate e con i rappresentanti
di Federfarma, ha permesso di stabilire che il controllo sul farmaco venduto
può essere effettuato attraverso l'utilizzo del numero di autorizzazione
all'immissione in commercio (Aic) che è presente sulla confezione del farmaco.
Il codice alfanumerico, rilevabile anche con la lettura ottica, consente
infatti già di identificare ogni singola confezione farmaceutica venduta al
pari della specificazione in chiaro del nome del farmaco, ma al contempo tutela
la privacy del paziente. Una soluzione che il Garante giudica bilanciata
rispetto alla «dignità delle persone» e all'interesse pubblico di riduzione il
rischio di truffe, indebite detrazioni e deduzioni fiscali. Sulla base di tale
provvedimento del garante, entro tre mesi l'Agenzia delle Entrate dovrà fornire
indicazioni per la modifica dello scontrino fiscale rilasciato per l'acquisto
dei farmaci, indicazioni alle quali le farmacie dovranno adeguarsi al massimo
entro il 1° gennaio 2010. Il Codacons invece plaude al provvedimento.
«Ricordiamo - ha riferito un portavoce del Codacons - che per i farmaci per i
quali si paga il ticket, per usufruire della detrazione, oltre allo scontrino
parlante, serve anche la fotocopia della ricetta. Una violazione della privacy
ancora più evidente, visto che sulla ricetta potrebbero essere indicati
ulteriori dati, come il codice di esenzione. Una ingiustizia alla quale il
Codacons chiede al Governo di porre rimedio fin dalla dichiarazione dei redditi
di quest'anno». Giuseppe Giannotti 08/05/2009
( da "Messaggero, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 08 Maggio
2009 Chiudi ROMA - «Se hai la prima casa distrutta o danneggiata,
dall'ordinanza della prossima settimana in poi vai in banca e hai i soldi da
subito: questo è il rapporto banca-cittadino». Parole del ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, ieri pomeriggio, nell'audizione davanti alla
commissione Ambiente del Senato. Parole che dovrebbero definitivamente
rassicurare i 70 mila sfollati del terremoto. «Quello che avviene nel rapporto
tra banca, Cassa depositi e prestiti, bilancio dello Stato - ha precisato
Tremonti- è una partita che al cittadino non interessa. Posso assicurare ...che
i soldi sono a fondo perduto, disponibili istantaneamente per i cittadini».
Perche è di questo che si discute, questo si chiede dall'Abruzzo ancora
sconvolto dal terremoto: soldi «disponibili istantaneamente». Si prevedono 150
mila euro per ogni abitazione distrutta e 80 mila se è stata solo danneggiata,
ma il relatore del testo del decreto, Antonio D'Alì, si spinge ancora più
avanti: conferma che con uno dei tre emendamenti ai quali il Consiglio dei
ministri ha dato via libera «verranno allargati ulteriormente gli indennizzi
fino a raggiungere una copertura del 100 per cento dei danni». L'intervento del
ministro va letto anche alla luce dell'accorato appello che poco prima, sempre
davanti alla commissione Ambiente del Senato, aveva rivolto il sindaco
dell'Aquila Massimo Cialente: «I soldi ci servono pronto cassa -aveva detto- e
non sono ben chiare le cifre sui cui si potrà far conto...Bisogna ricostruire
tutto, altrimenti c'è il rischio di vedere il nostro territorio con dei
buchi...». A queste parole il ministro ha risposto non solo precisando il
meccanismo di rimborsi immediati, ma anche dando le prime valutazioni
complessive sulla portata economica della ricostruzione. «Otto miliardi sono
sufficienti -ha detto Tremonti - per gestire la prima fase sia sotto il profilo
della cassa sia delle competenze. Al momento non c'è nessuna stima economica
definitiva dei costi da affrontare: questa ci sarà probabilmente fra due-tre
mesi». Ultimo capitolo di questo dibattito - che dalle rovine aquilane si è
spostato in maniera quasi surreale ai palazzi romani - è stato quello della
zona franca. «Abbiamo pensato a lungo -ha spiegato Tremonti- se metterla nel
decreto legge. Abbiamo preferito aspettare di discuterne con l'Unione Europea
prima». All'Aquila, intanto, lo sforzo immane di tutti continua. Il manager
dell'Asl Roberto Marzetti ha annunciato che a fine maggio riapriranno tre lotti
dell'Ospedale San Salvatore, con 100 posti letto e due sale operatorie. Per
fine giugno, sarà trasferito all'Aquila l'ospedale del G8 che si stava
realizzando alla Maddalena e così i posti letto diventeranno 180 e le sale
operatorie quattro. Ma ci sono anche le montagne di macerie da sistemare. Quella che crudelmente la burocrazia chiama «attività di triturazione» sarà effettuata in otto cave
già scelte dalla Regione nelle vicinanze dell'Aquila. Alla «triturazione»
seguirà lo smaltimento vero e proprio: operazioni talmente delicate che vengono
seguite passo passo dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione
distrettuale antimafia. Proprio ieri, a chi gli chiedeva notizia
dell'inchiesta, il procuratore della Repubblica Rossini ha risposto: «Siamo
vicini, più vicini di prima». C'è stato anche un vertice in Procura per fare il
punto sui 140 edifici oggetto finora di sopralluoghi. Ha fatto un suo bilancio
anche il commissario Bertolaso rilasciando un'intervista al mensile
dell'Associazione dei comuni italiani. Nonostante gli elogi piovuti da mezzo mondo,
il capo della Protezione civile non si accontenta: «Avrei voluto una capacità
di soccorso e di assistenza ancora maggiori in modo da dare risposta immediata,
entro le ventiquattr'ore, pure nei centri più piccoli». Alle sei della sera
sono arrivate la parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al
Quirinale, davanti al mondo del cinema riunito per il premio David di
Donatello, il Capo dello Stato ha detto: «Questo momento purtroppo è segnato
dalla tragedia di trenta giorni fa, con il suo pesante corteo di devastazione e
di dolore e con suo strascico di rinunce e sofferenze ancora lontane dall'avere
fine». Solidarietà anche dagli Usa. «Siamo vicini all'Italia: abbiamo
apprezzato molto il modo in cui è stata affrontata l'emergenza terremoto. Faremo
di tutto per aiutare», ha detto il segretario di stato americano Hillary
Clinton accogliendo ieri il ministro degli esteri Frattini. N.C.
( da "Sestopotere.com"
del 08-05-2009)
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Alluvione: la Cia di
Alessandria incontra i parlamentari (8/5/2009 11:50) | (Sesto Potere) -
Alessandria- 8 maggio 2009 - Lunedì scorso la Cia di Alessandria, unitamente
alle altre organizzazioni agricole della provincia, ha incontrato una
rappresentanza dei Parlamentari composta dagli onorevoli. Massimo Fiorio, Mario
Lovelli e Franco Stradella per evidenziare la situazione che si è venuta a
creare a seguito dellevento alluvionale del 27 e 28 aprile
scorsi. La Cia ha denunciato i danni subiti dagli agricoltori si possono
sintetizzare in distruzione delle colture autunnali e primaverili, perdita
delle scorte, danni agli allevamenti, alle strutture, agli impianti, ai macchinari, alle
attrezzature e alle abitazioni. Si è altresì sottolineato che sono sempre più
necessarie opere di prevenzione per evitare che tali disastri si possano
ripetere: attuare una puntuale manutenzione dei fiumi e dove necessita, con la
ricalibratura e il dragamento degli stessi; inoltre bisogna intervenire allo
stesso modo sugli affluenti (torrenti, rii, ecc.) e proibire la
cementificazione selvaggia. Le stesse organizzazioni, attraverso la
testimonianza degli associati più anziani, sono perfettamente a conoscenza del
fatto che i fiumi, anche in passato hanno presentato fenomeni di esondazione,
ma mai con questo impeto e con danni così ingenti e frequenti. Tutti si
chiedono perché ora si comporta in questo modo. Si osserva anche che nel caso
di questa alluvione, gli argini costruiti dopo lalluvione del 1994 sono stati di fondamentale
importanza, perché hanno protetto persone, città, paesi; però l'acqua
imbrigliata negli argini ha creato un danno ancora maggiore ai terreni e alle
aziende presenti in queste aree. Tra laltro si tratta di
zone, un tempo fertilissime, che sono ora danneggiate a seguito della
costruzione successiva degli argini. Gli agricoltori hanno dato e danno. Ora
chiedono che lo "Stato" riconosca il loro sacrificio con aiuti concreti e significativi, ogni
qualvolta i fiumi esondano, e che vengano posti in essere con automatismi, evitando burocrazia e lungaggini. Ai tre deputati la Cia e le altre associazioni
hanno avanzato le seguenti richieste, affinché nell'ambito del loro ruolo,
intervengano presso gli organi preposti: 1) Dichiarazione immediata dello stato
di calamità. 2) Applicazione della legge 102/2004, escludendo il vincolo della
percentuale minima di danno della Plv, come successo nel 1994, onde
pagare totalmente il danno subito. 3) Sospensione per un tempo congruo di tutti
i pagamenti relativi a imposte, tasse, tributi; inoltre la sospensione di tutti
gli adempimenti verso lo Stato, sia quelli volontari periodici, sia quelli
coattivi o già azionati attraverso lAgenzia delle Entrate,
con linvio di avvisi bonari o cartella esattoriale. (La sospensione è
prevista dallo Statuto del Contribuente ai sensi dellart. 9 della Legge
212/2000). 4) Sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e del premio delle
assicurazioni contro gli infortuni e le malattie professionali. 5) Sospensione
del pagamento delle rate di mutuo e possibilità di rinegoziazione degli stessi,
in quanto lalluvione è causa di forza maggiore. 6) Rilocalizzazione dei centri aziendali, come
è avvenuto nel 1994 nei comparti dell'artigianato, del commercio e
dell'industria, con incentivi concreti a fondo perduto. 7) Possibilità di
costruire argini a difesa del centro aziendale. 8) Dichiarazione di queste
terre come zone svantaggiate. 9) Inserimento nell'attuale sistema assicurativo,
con le cosiddette polizze multi rischio, anche dell'evento catastrofico
dell'alluvione limitatamente a queste aree, ovviamente con significativo
contributo del costo della polizza, a carico dello Stato. 10) Completamento
immediato del pagamento delle indennità di esproprio relative alla costruzione
degli argini non ancora ultimate dopo il 1994. 11) Pagamento immediato della
Pac 2008 e di tutte le misure previste dal Psr, per le aziende alluvionate che
ad oggi non hanno ancora percepito questi aiuti. 12) Pagamento della Pac e
delle misure previste dal Psr, relative all'anno 2009 subito dopo la
presentazione delle domande (entro giugno 2009). Relativamente alle misure
agroambientali del Psr prevedere il pagamento dellaiuto
alla coltura sia nel caso abbia subito la distruzione totale o parziale, sia
nel caso non sia stata possibile la semina. Infine, poiché è chiaro che il
territorio e l'agricoltura hanno un legame stretto e importantissimo, la Cia auspica per il futuro
una maggiore collaborazione con gli agricoltori, attraverso i rappresentanti
delle loro associazioni, e l'ente pubblico, ogni qualvolta si progettano
interventi sul territorio. Gli agricoltori hanno lanciato veramente un grido di
aiuto e di dolore, poiché questo disastro li colpisce in un momento di grave
crisi economica per il settore. Per questo la Cia chiede agli onorevoli
parlamentari un impegno incondizionato alle istanze della categoria.
( da "Stampa, La" del
10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Barbara Spinelli
L'EUROPA SPARITA Delle molte questioni su cui voteremo a giugno ce n'è una, continuamente
citata, di cui non si parla praticamente mai: l'Europa e il suo Parlamento. Al
massimo si dice che le urne non vanno disertate, che certi candidati sono
incompetenti. Ma cosa significhi il voto che avverrà in 27 Paesi dell'Unione,
cosa sia l'Europa in questo momento di crisi e mutazione: nulla se ne sa e quel
che regna è silenzio o nascondimento, escamotage. L'italiano sa qualcosa sulle
amministrative, qualcosa sul referendum, ma dell'Europa visto che non se ne
parla non sa che idea farsene. Per il singolo resta una realtà un po' astratta,
che non gli appartiene veramente. Se l'affluenza sarà bassa sentiremo dire che
l'Unione «è lontana dai cittadini», di nuovo. Invece l'Europa ci è enormemente
vicina, è la metà almeno della nostra esistenza. Già da decenni ha trasformato
la nostra cittadinanza, che non è più una soltanto. Ogni italiano è al contempo
cittadino europeo, e se ancora non pensa europeo già vive come tale. Abbiamo
una sola moneta, son cadute le frontiere interne all'Unione, e anche il diritto
è comune in tante cose: più della metà delle decisioni che determinano la
nostra vita quotidiana non sono prese nello spazio nazionale, ma in quello
europeo. Lo studioso Ulrich Beck scrive: «Nelle società etichettate come
"nazionali" non c'è più un solo angolo libero dall'Europa» (Lo
sguardo cosmopolita, Carocci 2005). Di fatto siamo già cittadini con varie
identità, non per ideologia ma perché ci muoviamo in una doppia o tripla realtà
(nazionale e cosmopolitica-europea). Viviamo europeo schivando il pensare
europeo, tuttavia. Di questa grande menzogna (che Beck chiama nazionalismo
metodologico) sono responsabili le classi dirigenti di ogni Paese membro. La
realtà che viviamo la eludono non solo i governi ma sindacati, imprenditori,
intellettuali, giornalisti. Tutti costoro distinguono l'interesse nazionale
dall'europeo, come se l'Europa non fosse, oggi, il luogo dove viene
massimizzato sia l'interesse vero delle nazioni, sia quello del singolo
cittadino che ha bisogno d'esser tutelato in ambedue le sfere pubbliche. Che in
ambedue i casi ha bisogno di interlocutori forti, dunque di avere anche in
Europa un governo funzionante: imputabile, censurabile come in patria. Le sfere
pubbliche cui apparteniamo sono ormai multiple: comunali, nazionali, europee,
mondiali. Si può ignorarlo - proprio in questi giorni il governo l'ha ignorato,
respingendo 227 migranti in mare senza dar loro la possibilità (prescritta
dalla Convenzione di Ginevra) di chiedere asilo, ma l'ignoranza è scusa debole
e spesso pretestuosa. La menzogna nazionalista non cade dal cielo: nasce
accampando ragioni poco nobili che pretendono d'esser realistiche pur non
essendolo affatto. Qui è l'escamotage, la realtà fatta sparire cambiando le
carte in tavola: il trucco serve a fingere una sovranità nazionale assoluta, a
nascondere il fatto che essa è parzialmente delegata ormai a una nuova res
publica, parallela alla nazione. La menzogna sabota il pensare europeo ma non
sventa la costante, cocciuta ribellione della realtà. I cittadini lo sanno: le
situazioni cambiano a seconda dei Paesi, e gli Stati-nazione mantengono ampia
egemonia legislativa in settori chiave. Ma gran parte della legislazione
nazionale è oggi di origine europea (consumatori, ambiente, mercato interno
ecc). L'Europa non è un organo internazionale che alcuni utopisticamente
vorrebbero federale, dotato di costituzione. I più grandi studiosi sostengono
che è un'istituzione da tempo costituzionalizzata, visto che soggetti del suo
ordinamento non sono solo gli Stati (come nei trattati inter-nazionali) ma
anche i cittadini. E i cittadini lo sono molto concretamente: a partire dai
primi Anni 60, il diritto europeo ha il primato sulla legislazione nazionale e
si applica immediatamente. L'Unione è incompiuta, non ha gli attributi basilari
del costituzionalismo, ma questo non le vieta d'essere fin d'ora
costituzionalizzata, sostiene il giurista Joseph Weiler (La Costituzione
dell'Europa, Mulino 2003). Certo l'Unione è gracile, spesso afona: abbarbicati
al diritto di veto, gli Stati le impediscono di governare. Certo il suo
Parlamento dovrebbe avere più poteri, nonostante ne abbia già parecchi
(l'accettazione o rifiuto della Commissione, ad esempio). Alcuni dubitano che
sappia fronteggiare l'odierna crisi economica, il che è giusto, e aggiungono
che le regole di Maastricht son datate, intralciando un rilancio simile a
quello di Obama perché troppo severe sui deficit pubblici. Quest'ultima critica
non tiene conto d'un fatto: se l'America avesse rispettato regole come le
nostre, vigilando sull'indebitamento eccessivo pur di salvaguardare lo Stato
sociale, una catastrofe così vasta non l'avrebbe conosciuta. L'europeizzazione
del nostro quotidiano è un'evidenza, che intacca profondamente gli
Stati-nazione e le loro sovranità presunte. Ma anche la menzogna intacca, la
crisi ne ha dato la prova: limitandosi al coordinamento, i ministri dell'Unione
hanno evitato azioni comuni che avrebbero salvaguardato assai meglio gli
interessi nazionali e delle persone. Non hanno pensato europeo. Il
coordinamento è fra Stati, non è un agire comune, e quel che Jean Monnet disse
nel '40 vale tuttora: «Il coordinamento è un metodo che favorisce la
discussione, ma non sfocia in decisione. È espressione del potere nazionale,
non creerà mai l'unità». La menzogna nazionalista delle
élite è questa, secondo Beck: «Esse deplorano la burocrazia europea senza volto, ovvero il congedo dalla democrazia, e
quindi partono dall'assunto totalmente irreale secondo cui ci sarebbe un
ritorno all'idillio nazional-statale». Un ritorno irrealistico, anche se
travestito da Realpolitik. Prendiamo Andrea Ronchi, ministro delle
politiche europee: ogni volta che parla, è per dire che «ci sono eurocrati»
rovinosi per l'Europa. È falso: rovinosi sono gli Stati-nazione. Numerosissime
decisioni eurocratiche lamentate dai governi son prese da loro stessi, nei
Consigli dei ministri. Ronchi non dice il vero, con l'aggravante che forse
neppure lo sa. L'immaginario nazionale resta ficcato nelle menti perfino quando
la realtà lo smentisce: «Diventa uno spettro sentimentale, un'abitudine
retorica in cui gli impauriti e i confusi cercano un rifugio e un futuro» (Lo
sguardo cosmopolita, p. 225). La svolta non può che venire dal cittadino, se
comincia a ragionare cosmopoliticamente. Se vota partiti e uomini che vogliono
più Unione, non meno. Il disastro climatico è tema essenziale in Italia, perché
ha confermato quanto la destra sia allergica all'Europa. Lo dimostra la mozione
sul clima che il Senato ha approvato il 18 marzo, criticata da Marzio Galeotto
sul sito La Voce e da Mario Tozzi su La Stampa. Una mozione che il ministro
Prestigiacomo definisce legittima anche se non vincolante, ma che pur sempre
chiede al governo di non accettare gli ideologici piani dell'Unione (emissioni
gas serra ridotte del 20 per cento, utilizzazione di energie alternative pari
al 20 per cento del fabbisogno, riduzione del 20 per cento della richiesta di
energia entro il 2020). Oggi il pensare europeo è debole ovunque, soprattutto a
destra ma anche a sinistra. Non stupisce, perché il salto è impervio. Si tratta
nientemeno di consentire a una seconda conquista della laicità, nella storia
d'Europa. Prima venne la separazione della politica dalla religione. Adesso
s'impone l'atto laico numero 2: la separazione fra Stato e nazione. Senza demolire
lo Stato, ma facendo combaciare la nazione con le sue sfere pubbliche
molteplici. Sarà un atto non meno decisivo della caduta del Muro, e anche qui
varrà quel che Gorbaciov disse al cieco regime comunista tedesco, nell'ottobre
'89: «Chi arriva in ritardo, la vita lo punirà».
( da "Repubblica, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 23 - Economia
"Un italiano su due colpito dalla crisi" Censis: ma con l´euro ora è
pace. Sadun (Fmi): il peggio è passato Frattini: "Stiamo studiando la
proposta di detax per i paesi poveri da portare al prossimo G8" BARBARA ARDU
BARBARA ARDù ROMA - Un italiano su due ha dovuto fare i conti con la crisi. Sei
su dieci, secondo un´indagine Censis, hanno tagliato i consumi, ma hanno fatto
pace con l´euro. Ora attendono che l´Italia riparta, ma con poca fiducia: il 63
per cento è convinto che il peggio non sia ancora passato. Tutto il contrario
di quanto pensa il premier. «La crisi non è ancora finita - ha dichiarato
Berlusconi - ma il peggio è ormai alle nostre spalle». Il presidente del
Consiglio attacca la sinistra, malata di «pessimismo» e sostiene che il sistema
Paese ha retto bene. Di solido invece Arrigo Sadun, direttore esecutivo per
Italia dell´Fmi, vede solo le banche. Anche lui è convinto che la ripresa non
dovrebbe esse troppo lontana visto che «il peggio è alle spalle» e che il Paese
ha tenuto meglio di altri. «Il sistema bancario italiano - ha dichiarato Sadun
all´Agi- si è dimostrato più solido e resistente rispetto a quelli di tutti i
principali concorrenti internazionali», grazie al basso indebitamento delle
famiglie, al risparmio elevato e a una gestione bancaria prudente. Certo la
risalita, che avverrà prima del previsto, sarà dura. «Il recupero dei livelli
produttivi e la crescita andranno a ritmi molto più lenti», rispetto a altre
crisi. Perché se si guarda alle imprese l´immagine dell´Italia solida si
ribalta. Bassa produttività, specializzazioni in settori "poveri",
poca ricerca completano un quadro critico dove manca, aggiunge l´economista «un
fattore chiave, la concorrenza». Positivo il giudizio di Sadun sulle misure
messe in campo dell´esecutivo. E dal governo è arrivato l´annuncio che al
prossimo G-8 verrà proposta la detax a favore dei Paesi poveri. è una vecchia
idea di Tremonti. Funzionerà così: ciascun consumatore, se
vorrà, potrà destinare una quota dell´Iva ai Paesi poveri. Soldi che però non
finiranno alle classiche organizzazioni internazionali, malate di burocrazia, ma ai governi, alle Ong e
alla società civile.
( da "Corriere della Sera"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Spettacoli data: 10/05/2009 - pag: 45 Quattro atti profani Regia di
Malosti. Tra gli altri, una bravissima Paiato Passione laica con prostituta e
barbone di MAGDA POLI S u un Golgota di una periferia metropolitana si intrecciano
storie di reietti, quelli per cui la vita è autodistruzione, una fatale giostra
spietata e senza speranza. Su questo emblema di Passione, ideata da due artisti
Botto&Bruno, che si trasforma in squallido emblema di una società
degradata, decomposta, disfatta come gli animi degli uomini, Valter Malosti fa
vivere con bella tensione Quattro atti profani ossia «Stabat Mater- Passione
secondo Giovanni-Vespro della Beata Vergine-Lustrini» di Antonio Tarantino
operando drammaturgicamente sui testi, intersecandoli, trasformando dialoghi in
monologhi, tagliando (e forse poco) per dare vita a sgomentanti frammenti dove
ragione e sentimento, realtà e follia si fondono e l'uomo si mostra così com'è:
miserabile e grandissimo, disgustoso e tenero, degno di «pietas » perché
condannato a vivere quella Passione quotidiana che in Tarantino, al contrario
di Testori, è solo laica. La parola si svilisce arricchendosi, si fa dialetto,
gergo, oscenità, gioco di varianti fonetiche: materia di una condizione
ridicola e feroce. La bravissima Maria Paiato è Maria, prostituta con figlio a
carico rabbiosa, ingenua, volgare regina di una vita ferita e sconfitta.
Malosti è il tenero spiazzante pazzo che si crede il Signore in un quotidiano
di medici, burocrazia, infermieri.
Mauro Avogadro fa vivere con disperata lucida impotenza la figura del padre
all'obitorio davanti alla salma del figlio trans, in uno straziate allucinato
lamento funebre. Michele Di Mauro è il trombonesco barbone che ha come compagno
di strada il fragile Lustrini, Mariano Pirrello, in una storia d'amore e
violenza tra disperati. Una Passione che ha come soggetto l'uomo che afferma
con il dolore, l'arroganza, l'ignoranza, la pervicacia dei sensi, la sua
esistenza, travagliata e funebre che ha già nella nascita il suo destino. Maria
La Paiato è la prostituta e la madre Quattro atti profani di Antonio Tarantino
Fonderie Limone di Moncalieri
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
ASCOLI E PROVINCIA
pag. 12 Fidimpresa, cresce il gradimento Sabatini: «La medicina anti crisi»
L'ASSEMBLEA A VILLA PICENA COLLI NELLA PROVINCIA di Ascoli si incrementa del 10
per cento il numero dei soci di Fidimpresa e del 20 per cento l'importo delle
operazioni di credito garantite sostenute dalla cooperativa della Cna. La
liquidità delle aziende è il crocevia obbligato attraverso il quale passa la
ripresa di tutta l'economia. E' questo il messaggio forte, di preoccupazione ma
anche di speranza, emerso nel corso dell'Assemblea provinciale di Fidimpresa
Marche, la Cooperativa unica regionale del sistema Cna, che si è tenuta venerdì
sera a Villa Picena. «L'accesso al credito per le piccole imprese e
l'artigianato ha vissuto un grave inaridimento commenta Gino Sabatini,
Presidente provinciale Cna e, per contro, si allungano i tempi di risposta e
cresce la burocrazia sulle singole
operazioni di credito. Con l'aggravante che questo sistema, davvero poco
virtuoso, colpisce paradossalmente di più le imprese che hanno investito in
ricerca e nuovi impianti». LE IMPRESE, dunque, hanno bisogno ancora di più, in
questo momento, di sentirsi un corpo unico, di appartenere a un sistema che le
renda più attrezzate per fronteggiare tempi difficili. «Sta in questa
lettura precisa Massimo Capriotti, Direttore provinciale di Fidimpresa Marche
la crescita di adesione registrata dalla nostra Cooperativa che alla fine del
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-09 - pag: 5 autore: Le
imprese «Sparito il Dl per snellire la burocrazia nell'edilizia» C' è una parte del piano casa che, di rinvio in
rinvio, appare ormai dimenticata: il decreto legge che dovrebbe accelerare i
tempi degli interventi edilizie ridurre il peso della burocrazia. Il governo si era impegnato ad approvarlo entro il 10 aprile.
«Qualcuno ne parla ancora?», si chiede Rossella Rodelli Giavarini, presidente
di Finco Confindustria. Sono gli industriali produttori dei materiali, dal
vetro al cemento, dall'acciaio all'impiantistica. «Sembra che la necessità di
tempestive misure anticicliche che favoriscano il rilancio economico in questo
periodo di crisi – dice Rodeli Giavarini – siano passate in secondo piano». Il
provvedimento rischia, insomma, di «perdere per strada la necessaria
tempestività». Gli industriali di Finco sono interessati soprattutto all'avvio
su grande scala in Italia di una demolizione e ricostruzione di qualità. Con
premio volumetrico, dichiarazione di adeguatezza antisismica e rispetto dei
criteri di risparmio ed efficienza energetica.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-09 - pag: 13 autore: Prudenza con
le frontiere chiuse Bloccare le migrazioni mina la competitività dei sistemi
produttivi - Meglio politiche selettive di Giorgio Barba Navaretti L' afflusso
di lavoratori stranieri in Europa e negli Stati Uniti rallenta con la crisi
economica. I lavoratori immigrati rappresentano una quota molto importante
della forza lavoro dei paesi industrializzati: uno ogni quattro in Australia,
ogni sei negli Usa, ogni nove in Gran Bretagna e ogni quindici in Italia.
Cambierà il loro ruolo nel mondo post-crisi? Inaridirà questo fondamentale
canale di integrazione delle economie globali? La risposta è no, se le
politiche di accesso legale non verranno modificate in modo restrittivo.
Capirne il perché ha fondamentali implicazioni economiche, altrettanto
importanti delle questioni di sicurezza in cui si innesta il dibattito italiano
sulle misure per il rimpatrio dei clandestini. è necessario distinguere tra gli
effetti immediati della crisi e le sue conseguenze di lungo periodo sul
funzionamento dei sistemi economici. è evidente che l'aumento della
disoccupazione a partire dal 2008 rende molto più bassa la probabilità per i
nuovi immigrati di trovare lavoro. I due storici economici Jeffrey Williamson e
Timothy Hatton sostengono che storicamente i flussi netti di nuovi immigrati e
la disoccupazione sono legati da un "regola del 10%": per ogni 100
posti di lavoro persi ci sono 10 lavoratori stranieri in meno. Questa regola ha
descritto in modo accurato quanto è successo in paesi di grande immigrazione
come Canada e Australia negli anni successivi alla Grande Depressione. E ancora
oggi caratterizza la dinamica del mercato del lavoro degli Stati Uniti. Come
ricorda l'Economist, gli immigrati sono soprattutto concentrati in settori
particolarmente vulnerabili alla crisi, anche indipendentemente dal livello
della loro qualifica professionale: dai servizi finanziari in Gran Bretagna
alle costruzioni in Spagna. Secondo il Center for Immigration Studies, negli
Stati Uniti tra il terzo trimestre del 2007 e il primo del 2009 i posti di
lavoro per i nazionali sono calati del 3,7% contro il 9% per i non nativi.
Insomma, è chiaro che il peggioramento delle condizionieconomiche generali nei
paesi ospiti colpisce duramente i cittadini stranieri. Ma, guardare al breve
periodo, per quanto possa durare la crisi, non ci permette di capire come sarà
il mondo quando saremo usciti dal tunnel. Come ancora sostengono Williamson e
Hatton, sono le caratteristiche strutturali delle economie che determinano i
trend migratori di lungo periodo. Il rallentamento dei flussi non si traduce
necessariamente in una riduzione permanente della popolazione straniera. Il
costo di emigrare è elevato, anche all'interno dell'Unione Europea: a parte i tempi della burocrazia, inserirsi nel contesto economico e sociale del paese ospite non
è certo semplice. Oltretutto, la natura globale della crisi rende anche misere
le prospettive di rientro. Rientrare per fare cosa? Dunque, fintanto che la
crisi è percepita come temporanea, gran parte degli stranieri resteranno e
altri continueranno ad arrivare. Il governo spagnolo ha varato un piano
di "ritorno volontario" con un contributo di circa 40mila dollari a
chi rinunciasse al proprio permesso di soggiorno per un periodo di almeno tre
anni. Pochissimi hanno risposto alla chiamata. Secondo Demetrios Papademetriou
del Migration Policy Institute, se le condizioni dei paesi emergenti
continuassero a deteriorare, la migrazione riprenderebbe rapidamente: un calo
del 10% del salario reale in Messico determinerebbe una crescita intorno all'8%
nell'immigrazione illegale. La stabilità di lungo periodo dei flussi migratori
è anche dimostrata dalla dinamica delle rimesse al paese di origine, una delle
principali fonti di finanziamento dei paesi in via di sviluppo. Secondo la
Banca Mondiale, queste caleranno tra il 5 e l'8% nel 2009 per poi riprendere a
crescere nel 2010. Insomma, se non cambiano le caratteristiche economiche e
istituzionali di base sia dei paesi di destinazione che dei paesi di origine, i
flussi migratori sono destinati a stabilizzarsi dopo la crisi. Allora, possono
esserci dei cambiamenti strutturali significativi e tali da incidere sui flussi
di lungo periodo? Il problema qui è la sfera politica. Sicuramente è cresciuta molto
la pressione per chiudere ancora la porta agli stranieri. L'adozione di regimi
restrittivi potrebbe avere effetti di lunga durata sugli immigrati ed essere
una strada difficile da ripercorrere in senso inverso. L'America negli anni
Venti e Trenta chiuse le frontiere e i tassi migratori scesero a livelli
risibili fino almeno agli anni 60. Dopo la crisi del 1973 molti paesi europei
cancellarono i loro programmi per lavoratori ospiti. Oggi, secondo un'indagine
del German Marshall Fund,la maggioranza dell'opinione pubblica europea e
americana vede l'immigrazione come un problema. E facilmente l'opinione
pubblica si traduce in pressione politica. Si veda la risibile proposta del
deputato leghista Salvini di riservare ai milanesi i posti sul metro. Oppure l'intervento
del laburista inglese Frank Field alla House of Commons nella seduta del 27
ottobre 2008: «Il ministro è d'accordo che con la recessione la difesa dei
nostri confini diventa più importante? Mentre i nostri lavoratori qualificati
vengono licenziati, quali cambiamenti al sistema di immigrazione il Governo
intende introdurre, per essere certo che gli inglesi saranno i primi nella
lista per il prossimo posto libero?». Field avrebbe ragione se tenere gli
stranieri oltre- frontiera desse maggiori opportunità di lavoro ai locali. Ma
non è così, anzi. Gli immigrati spesso competono con i lavoratori locali più
fragili e più esposti alla crisi, ma anche contribuiscono al processo
produttivo, svolgendo compiti e portando professionalità non disponibili sul mercato
del lavoro nazionale. Il dibattito sul loro effetto sui salari locali negli
Stati Uniti è apertissimo. Una serie di lavori recenti di Gianmarco Ottaviano,
Giovanni Peri e Chad Sparber dimostrano che gli immigrati sono sostituti
imperfetti dei lavoratori nazionali, anche a pari livello di educazione ed
esperienza. Anzi, i compiti svolti dalle due categorie di lavoratori sono
spesso complementari e la loro compresenza può aumentare la produttività del
sistema produttivo nel suo complesso. Questi risultati hanno suscitato non
poche controversie: il decano degli studi sull'immigrazione negli Usa,
l'economista di Harvard George Borjas, continua a sostenere la tesi contraria,
ossia che ci sia una pressione al ribasso sui salari. L'esito della
controversia dipende molto dalle metodologie analitiche utilizzate, ma
certamenteè vero che in moltissimi casi tra lavoratori nazionali e immigrati
c'è una forte complementarietà e che l'afflusso di questi ultimi ha in genere
permesso di aumentare la produttività delle economie ospiti. Dunque, a parte i
motivi reali di sicurezza, frenare l'immigrazione è una strategia rischiosa che
potrebbe anzi avere l'effetto perverso di ridurre la competitività dei sistemi
produttivi. Sarebbe invece urgente varare politiche migratorie selettive che
permettano di acquisire lavoratori con competenze adeguate. Nella crisi è
fondamentale favorire un buon match tra domanda e offerta di lavoro. Gli
ingegneri filippini che lavorano nelle imprese di pulizia sono uno spreco
globale di capitale umano e competenze, e una dimostrazione di quanto
inefficiente possa essere il sistema di selezione della forza lavoro. Sulla
scia del sistema a punti dell'Australia e del Canada, molti paesi stanno
introducendo politiche selettive con canali preferenziali per personale
qualificato e comunque per quelle competenze di cui il sistema produttivo ha
bisogno. I mesi necessari a rinnovare i permessi di soggiorno degli studenti
stranieri dei nostri dottorati sono invece la dimostrazione di quanto possa
costare la burocrazia ottusa e soprattutto di quanto
l'Italia sia ancora lontana dall'adozione di una politica migratoria selettiva
efficace. La lezione ultima, insomma, è che il mondo post-crisi si riprenderà
più in fretta e meglio se continuerà ad essere popolato da cittadini del mondo.
barba@unimi.it © RIPRODUZIONE RISERVATA SQUILIBRI GLOBALI La frenata
dell'economia non si traduce automaticamente in un ritorno negli Stati
d'origine: pesano i costi elevati e le condizioni sociali in patria FALLITA LA
STRATEGIA SPAGNOLA Madrid ha varato un piano di «ritorno volontario» con un
contributo a chi rinunciava al permesso di soggiorno: pochissimi hanno risposto
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-09 - pag: 18 autore: Meneghelli
(Sharp): fatturato sostenuto dalle maggiori vendite In calo i prezzi dei
pannelli VERONA I prezzi sono scesi, ma non dovrebbero esserci problemi per i
produttori di pannelli solari: la domanda italiana di fotovoltaico (900
megawatt a fine anno, secondo le stime presentate ieri al Solarexpo di Verona)
«tiene alte le vendite. L'energia fotovoltaica ha due nemici, che non vengono dal mercato: la burocrazia, che vincola gli investimenti, e gli elettrodotti, che non sono
adeguati per accogliere l'energia immessa in rete dagli impianti solari»,
osserva Aldo Meneghelli, amministratore delegato della Sharp Italia. La
giapponese Sharp, per i consumatori italiani, è l'azienda dei computer e delle
calcolatrici, oppure delle televisioni e dell'elettronica di consumo.
«Eppure siamo stati i primi produttori celle al silicio, a partire dagli anni
40, e ben il 35% del nostro fatturato italiano di circa 300 milioni viene dai
pannelli fotovoltaici», avverte Meneghelli. Oggi la Sharp ha il 17% del mercato
italiano delle celle solari. In Giappone si sta completando l'impianto di Sakai
che, con una produzione annua di pannelli per una potenza pari a mille
megawatt, diventerà la più grande unità produttiva al mondo. «Dopo il Giappone
partirà il progetto per lo stabilimento catanese, oggetto di un accordo con
l'Enel: si tratta di una nuova tecnologia di pannelli solari a tripla
giunzione, cioè con tre strati di silicio con proprietà diverse in modo da
sfruttare fino in fondo l'energia irraggiata dal sole». La discesa dei prezzi
dei mesi scorsi è dovuta soprattutto alla fine degli incentivi in Spagna (il
secondo Paese solare del mondo dopo la Germania, e subito prima di Italia e
Usa, terzi a pari merito): si è generata una sovapproduzione che ha tagliato i
prezzi internazionali di circa il 25 per cento. J.G.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-05-09 - pag: 27 autore: Enti
locali. I conti peggiorano Province al verde: meno fondi statali e dalle
automobili Gianni Trovati MILANO I trasferimenti statali abbandonano il picco
del 2007, e la crisi dell'auto stringe i rubinetti dell'imposta di
trascrizione, il pilastro del Fisco provinciale. Risultato: i conti delle
Province peggiorano, e nel 2008 il saldo di cassa si ferma a +651 milioni, con
un crollo del 64% rispetto agli 1,8 miliardi dell'anno prima.Margini stretti,
che addirittura si azzerano se la piccola quota di pagamenti non ancora
regolarizzati dovesse concentrarsi tutta sulla spesa corrente. In questo quadro
in peggioramento, già 44 enti scivolano con la cassa in territorio negativo
(sono il 41% del totale), e in 11 casi su 20 il segno meno accompagna anche il
risultato aggregato a livello regionale. A passare al setaccio i bilanci
provinciali è la Corte dei conti, che con la relazione diffusa ieri (delibera
4/2009 della sezione delle Autonomie) comincia a mostrare le potenzialità di
controllo che si sviluppano grazie ai nuovi sistemi informatici di trasmissione
dei dati economici degli enti locali. Basandosi su Sirtel ( trasmissione
telematica dei bilanci) e Siatel (monitoraggio in tempo reale della cassa), la
Corte offre una fotografia in due tempi: la cassa 2008 e l'aggregato di cassa e
competenza del 2006/2007. A peggiorare i conti dell'ultimo anno sono
soprattutto la riduzione dei trasferimenti, che dopo il picco del 2007 tornano
in linea con il biennio precedente, e l'affievolirsi del gettito da Ipt,
trascinata al ribasso dalla frenata nella vendita di automobili: la cassa
mostra una riduzione del 4,31%, a quota 1,1 miliardi, e solo il continuo
aumento delle addizionali sull'energia evita guai peggiori. Ad attirare
l'attenzione dei magistrati contabili è però anche la composizione della spesa,
che spesso indica il carattere ancora incompiuto dell'ente Provincia. Il 29%
delle risorse correnti se ne vanno per l'«amministrazione generale », cioè il
funzionamento di se-greteria generale, organi istituzionali e uffici in genere.
La burocrazia, insomma, si rivela
la funzione più «pesante» nei bilanci e l'istruzione, uno dei compiti chiave
delle Province, arriva solo al secondo posto. Il dato, secondo il linguaggio
cauto della Corte, può essere «indice della necessità di avviare processi di
razionalizzazione », tanto più che il calcolo pro capite dei costi burocratici
provinciali conosce oscillazioni imponenti a seconda dei territori: in
Calabria, in media, gli uffici delle Provincie costano 83,5 euro ad abitante,
mentre in Campania lo stesso dato si ferma a 29 euro. Differenze così marcate
si spiegano anche con i diversi criteri di contabilizzazione delle spese, ma
nemmeno l'oscurità dei bilanci è una buona scusa. Servono, sottolinea la Corte,
pratiche contabili «più accurate», oltre a un'individuazione puntuale delle
funzioni fondamentali che con la riforma federalista potrebbe offrire «elementi
di maggiore chiarezza» nell'architettura delle Province.
gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA IL BILANCIO Nel 2008 il
saldo di cassa è crollato del 64% rispetto all'anno precedente Il 29% delle
risorse finanzia l'amministrazione
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO IMMOBILIARE data: 2009-05-09 - pag: 56 autore: Mario Cucinella.
«Un errore affidare alle Regioni la competenza sulle norme energetiche per gli
edifici» «In Italia architetti di serie B» In Paesi come Stati Uniti e Francia
la professione è ritenuta strategica di Enrico Bronzo M ario Cucinella a 48
anni sta vivendo un momento di forte notorietà. «I miei colleghi milanesi ora
mi chiedono consigli »dice l'architetto in fase di convenevoli.Al premio
ottenuto al Mipim 2009, la fiera immobiliare più importante del mondo, come
numero uno nella progettazione ecosostenibile, ha fatto seguito la copertina di
Wired Italia. "Rivoluzionario moderato" è un aggettivo che si lega
bene al professionista che il 15 aprile scorso, nell'ambito della campagna
elettorale in atto a Bologna ( dove ha lo studio), ha provocatoriamente
candidato una bambina di nove anni alla carica di sindaco. Poi la settimana
dopo ha parlato di golpe creativo, un anno sabbatico obbligatorio per i
politici sostituiti da una banda di scalmanati «e vedi come cambia una città».
E medita di spedire una lettera al Comune di Roma riservandosi la possibilità
di chiedere asilo in un altro paese perché «è incredibile che un professionista
non possa lavorare per le gare che ha vinto» (si veda a lato). Questo mese il
Parlamento Ue voterà l'obbligo dell'ecosostenibilità energetica per i nuovi
edifici entro il 2018. Questa agenda europea sugli obiettivi ambientali ed
energetici deve essere colta come una grande occasione di trasformazione
urbana. Perché non ci sarà nessun altro argomento più forte per fare veramente
una rivoluzione, anche estetica. L'architettura dell'edilizia per uffici per
anni è andata avanti con il criterio della massima speculazione ed efficienza
ma con edifici poco umani, poco emozionali. Una sorta di interpretazione
internazionale del lavoro per cui il mondo virtuale dell'economia ha definito
dei modelli che poi sono stati sparpagliati in giro per il mondo,
indipendentemente dagli uomini, dai contesti, dalle città, dalle culture. Come
uscirne? L'idea che negli edifici ci possanoessere spazi anche apparentemente
inutili purché belli, come grandi hall e cortili, rappresenta già un grande
cambiamento culturale. Ed economico. Reinterpretare gli edifici brutti,
isolarli meglio, dargli un altro colore, un'altra estetica, può essere
l'occasione per mettere le mani sul parco immobiliare delle periferie e
innescare una macchina economica di dimensioni enormi. Sono tutti edifici che
potrebbero produrre in proprio energia, ma perché questo accada ci vorrebbe una
visione nazionale forte, mancata agli ultimi governi italiani. Incredibile che
in una materia così importante sia stata data la competenza alle Regioni:
ognuna userà un proprio metodo. A noi manca una regia nazionale, qualcuno che
abbia una visione di lungo periodo. Come Obama che sta dicendo delle cose
importanti da molti anni, dando finalmente voce a una filosofia molto sentita.
Questa è la forza della politica. Lo potevano fare anche Berlusconi, o Prodi,
ma da noi la politica è troppo distante dai cittadini. Il nostro paese è
talmente lento e burocratico che se oggi ripartisse il treno dell'economia non
riuscirebbe a salirci sopra. Quindi rotta sulle periferie. In una generale
bruttezza le periferie hanno un potenziale enorme perché non sempre sono dense
di costruzioni: è questa la grande opportunità di lavoro per il settore; anzi
l'unica, perché l'Italia ha museificato tutti i centri storici. Nelle periferie
c'è spazio per costruire il nuovo per poi demolire solo gli edifici brutti, ma
solo i peggiori perché gli edifici racchiudono storie umane da salvaguardare (
come a Mi-lano, si veda a lato). Le nostre imprese di costruzione si sono
concentrate sul profitto più che sulla qualità, ma ora che i costi di gestione
hanno acquistato un'importanza fondamentale questo modello non sta più in
piedi. Esempi in positivo? Nei paesi in via di sviluppo si sta creando qualcosa
di interessante. Come in India dove il capitalismo dai grandi numeri consente
un ottimo rapporto immobiliare qualità/prezzo (qui il suo studio ha preso i
primi contatti con un importante gruppo locale, ndr). Lei ha lavorato in Francia.
Il mercato d'Oltralpe è più determinato del nostro. Qui ho lavorato negli anni
'
( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 10 Maggio
2009 Chiudi di ROMANO PRODI Eppure stiamo andando a votare senza che si sia
ancora aperto un minimo di dibattito sul ruolo che vogliamo dare all'Europa nel
mondo. La preparazione elettorale è esclusivamente dedicata alla politica
nazionale e all'influenza che i risultati delle urne avranno sui futuri
equilibri politici interni. Continuiamo correttamente a ripetere che senza una
politica continentale usciremo solo per ultimi dalla crisi economica ma, nello
stesso tempo, non vogliamo dare alle istituzioni comunitarie la forza per
prendere le necessarie decisioni. Ogni giorno assistiamo a gridi di allarme per
lo strapotere europeo e non vogliamo ammettere che il costo di tutte le politiche
dell'Unione (compresa la politica agricola, gli aiuti alle
regioni più povere e il costo della burocrazia) è inferiore all'uno per cento del Prodotto Lordo Europeo.
Invece di ragionare sui fatti e di discutere quanto e come si deve spendere e
si deve decidere a livello europeo, si preferisce usare Bruxelles come caprio
espiatorio per tutte le cose che non vanno nel nostro Paese. Queste
contraddizioni non sono certo solo italiane: esse sono comuni a quasi tutti i
Paesi europei. Questi Paesi, tuttavia hanno almeno l'astuzia di inviare al
parlamento di Strasburgo persone che, per esperienza, padronanza linguistica e
conoscenze specifiche, difendono con continuità ed efficacia i propri
interessi. Un primo sguardo alle liste dei candidati ci dice invece che i
nostri partiti si sono solo marginalmente posto questo problema. Per cui, se
l'elettore non sarà abilissimo nelle sue scelte, non saremo nemmeno in grado di
difendere i nostri elementari interessi nazionali. Abbiamo ancora quattro
settimane di tempo per prepararci a scrivere la nostra preferenza nel modo che
riterremo più adatto a raggiungere i nostri obiettivi. Mi permetto tuttavia di
consigliare agli elettori, prima di recarsi in cabina, di dare ancora
un'occhiata al mappamondo per vedere quanto siamo piccoli noi e quanto sono
grandi gli altri. Un altro esercizio utile, che noiosamente ripeto in ogni
occasione in cui parlo dell'Europa, è quello di ripensare per un attimo alla
storia dell'Italia. Ai tempi del Rinascimento (cioè al tempo della prima globalizzazione)
gli Stati italiani primeggiavano in ogni campo, dall'arte della guerra, alle
scienze, dalla tecnologia all'architettura, dalla filosofia alla finanza. Non
abbiamo avuto la capacità politica di metterci assieme e l'Italia è per sempre
scomparsa dai grandi protagonisti della storia mondiale. Oggi per i singoli
Paesi europei (Francia, Germania e Gran Bretagna compresi) la situazione è del
tutto identica. Rimanendo soli si esce dalla storia. Prima di andare a votare è
quindi bene pensare anche a quello che succederà ai nostri figli.
( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 10 Maggio
2009 Chiudi FRA meno di un mese saremo chiamati a votare per le elezioni
europee. Voteremo per il parlamento dell'Unione che rappresenta 500 milioni di
cittadini distribuiti in 27 Stati. L'Unione europea è una grande potenza
economica: numero uno nel mondo in termini di Prodotto Interno Lordo, numero
uno in termini di esportazioni, numero uno in termini di stabilità nei prezzi.
Potremmo ancora continuare nell'elencare i punti di forza di questo grande
protagonista del nuovo mondo globalizzato. Eppure dobbiamo fermarci perché, in
questo mondo, l'Europa non è attore ma, nonostante le cifre della sua economia,
un semplice spettatore. Le grandi decisioni internazionali ci vedono assenti o
irrilevanti, anche quando si tratta di problemi che sono a noi vicini per
geografia o per interessi, come è stato il caso del Kossovo. Per questo motivo,
dopo infiniti dibattiti, è iniziato negli scorsi anni un processo di riforma
delle istituzioni europee fondato sulla premessa fondamentale ed inconfutabile
che l'Europa non può ottenere risultati ambiziosi se non passando attraverso
riforme altrettanto ambiziose. Il processo è partito, ha dato vita ad una
Costituzione, bocciata però dal referendum francese, e quindi al trattato di
Lisbona, ora fermo a metà strada per il no dell'Irlanda. Eppure il trattato di
Lisbona contiene alcune ovvie indispensabili proposte innovative, come la fine
di una ridicola rotazione semestrale della presidenza dell'Unione, un inizio di
coordinamento della politica estera, un presidente della Commissione eletto dal
Parlamento e una pur minima riduzione delle decisioni da prendere
all'unanimità. Si tratta di passi in avanti concreti ma ancora insufficienti
per giocare un ruolo da protagonista perché in tutti i numerosi campi in cui è
prevista l'unanimità, la paralisi europea è destinata a durare. Eppure il voto
irlandese ci impedisce di compiere anche questi piccoli passi in avanti.
Sarebbe tuttavia ingiusto addossare le colpe solo all'Irlanda: lo spirito
europeo si è ovunque affievolito e perfino i tre grandi protagonisti della
prima Europa, cioè Germania, Francia e Italia pensano più ai loro problemi
interni che non ai grandi risultati che potrebbero ottenere lavorando insieme.
Naturalmente non si tratta solo di mettersi d'accordo sulle nuove regole di
decisione, ma di convenire su alcune priorità senza le quali l'Europa non può
funzionare, come la dotazione di risorse adeguate per affrontare le sfide
comuni quali la sufficienza energetica, i cambiamenti climatici e le disparità
fra Paesi e Continenti. Per vincere queste sfide la dimensione nazionale è del
tutto inadeguata. Per rendersi conto di tutto questo non occorre essere
raffinati politologi o economisti: basta dare un'occhiata ad un mappamondo.
Eppure stiamo andando a votare senza che si sia ancora aperto un minimo di
dibattito sul ruolo che vogliamo dare all'Europa nel mondo. La preparazione
elettorale è esclusivamente dedicata alla politica nazionale e all'influenza
che i risultati delle urne avranno sui futuri equilibri politici interni.
Continuiamo correttamente a ripetere che senza una politica continentale
usciremo solo per ultimi dalla crisi economica ma, nello stesso tempo, non
vogliamo dare alle istituzioni comunitarie la forza per prendere le necessarie
decisioni. Ogni giorno assistiamo a gridi di allarme per lo strapotere europeo
e non vogliamo ammettere che il costo di tutte le politiche dell'Unione
(compresa la politica agricola, gli aiuti alle regioni più
povere e il costo della burocrazia) è inferiore all'uno per cento del Prodotto Lordo Europeo.
Invece di ragionare sui fatti e di discutere quanto e come si deve spendere e
si deve decidere a livello europeo, si preferisce usare Bruxelles come caprio
espiatorio per tutte le cose che non vanno nel nostro Paese. Queste
contraddizioni non sono certo solo italiane: esse sono comuni a quasi tutti i
Paesi europei. Questi Paesi, tuttavia hanno almeno l'astuzia di inviare al
parlamento di Strasburgo persone che, per esperienza, padronanza linguistica e
conoscenze specifiche, difendono con continuità ed efficacia i propri
interessi. Un primo sguardo alle liste dei candidati ci dice invece che i
nostri partiti si sono solo marginalmente posto questo problema. Per cui, se
l'elettore non sarà abilissimo nelle sue scelte, non saremo nemmeno in grado di
difendere i nostri elementari interessi nazionali. Abbiamo ancora quattro
settimane di tempo per prepararci a scrivere la nostra preferenza nel modo che
riterremo più adatto a raggiungere i nostri obiettivi. Mi permetto tuttavia di
consigliare agli elettori, prima di recarsi in cabina, di dare ancora
un'occhiata al mappamondo per vedere quanto siamo piccoli noi e quanto sono
grandi gli altri. Un altro esercizio utile, che noiosamente ripeto in ogni
occasione in cui parlo dell'Europa, è quello di ripensare per un attimo alla
storia dell'Italia. Ai tempi del Rinascimento (cioè al tempo della prima
globalizzazione) gli Stati italiani primeggiavano in ogni campo, dall'arte
della guerra, alle scienze, dalla tecnologia all'architettura, dalla filosofia
alla finanza. Non abbiamo avuto la capacità politica di metterci assieme e
l'Italia è per sempre scomparsa dai grandi protagonisti della storia mondiale.
Oggi per i singoli Paesi europei (Francia, Germania e Gran Bretagna compresi)
la situazione è del tutto identica. Rimanendo soli si esce dalla storia. Prima
di andare a votare è quindi bene pensare anche a quello che succederà ai nostri
figli.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI PRIMO PIANO
pag. 3 Il poker di Marco Torna in pista anche Filippo
Berselli STOP al clientelismo e alla burocrazia che blocca tutto, via alla privatizzazione dell'aeroporto per
far funzionare il nuovo Palas, via alla progressiva dismissione del «bubbone
Hera», più spazio all'economia e alla società civile, invertire il rapporto tra
pubblico e privato. Insomma, «ribaltare il sistema di potere che regna
da mezzo secolo». Lo stato maggiore del Pdl (Sergio Pizzolante, Marco Lombardi,
Gioenzo Renzi, Oronzo Zilli, Gianni Piacenti) ha presentato la lista «Lombardi
presidente» e i suoi candidati. Illustrando obiettivi e tattiche in vista dell'appuntamento
elettorale del 6 e 7 giugno. Il Pdl parla di stato di profonda crisi degli
avversari del Pd: «Divisi sulla lotta agli abusivi, il segretario politico di
Rimini Bonadonna contro il partito, il vicepresidente della Provincia fa una
lista contro i compagni di partito, l'amministrazione di Rimini che non ha più
la maggioranza». Il Pdl rivendica di «governare già da alcuni anni a Rimini:
abbiamo fatto più noi dice Pizzolante dal governo centrale che
l'amministrazione locale. Ultimo risultato: il raddoppio del territorio, con
l'Alta Valmarecchia divenuta riminese, che porta la nostra alle dimensioni da
piccola a media provincia. In maggio sfilza di ministri e politici nazionali a
Rimini: Stefania Craxi, Lupi, Calderoli, Mantovani, Brunetta, Menia, Bondi,
Capezzone, Gasparri, la Brambilla neo ministro al Turismo. Dulcis in fundo, il
ritorno di Mara Carfagna, il 3 giugno. Potrebbe arrivare anche Berlusconi in
persona, in caso per la Provincia si vada al secondo turno, spiega Lombardi. E
un «aiutino» da Silvio sarebbe una manna per il centrodestra riminese. Per la
cronaca: non si esclude un'alleanza con l'Udc al ballottaggio. Mario Gradara
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 4
Bertolaso trova Da domani la ragazza in coma vigile avrà LA DISABILE ACCAMPATA
dall'inviato ALESSANDRO FARRUGGIA MARTINSICURO (Teramo) AL CAMPEGGIO Duca
Amedeo la notizia è arrivata a metà mattina. E si è sparsa di prefabbricato in
prefabbricato. La portavano i bambini, vociando, perché la notizia era davvero
di quelle che fanno primavera: Larissa avrebbe ottenuto una casa, subito. Ad
annunciarlo al padre di Larissa era stata la dottoressa Stefania Giudice dei
servizi sociali del comune di Martinsicuro. E ora la notizia passava di bocca
in bocca. Incontrollabile. A meno di 24 ore dalla denuncia di suo padre Pietro
e di sua madre Mariateresa delle condizioni nelle quali si trovava a vivere la
loro figlia, il dipartimento della Protezione civile, lavorando di concerto con
il comune di Martinsicuro, ha raddoppiato gli sforzi e ha infine estratto il
coniglio dal cappello. Il caso della donna di San Demetrio, oggi trentottenne,
che da 23 anni vive in coma vigile e che, dopo il terremoto, era stata ospitata
in un piccolo e inadeguato prefabbricato del campeggio del centro teramano, un
caso denunciato dal nostro giornale, era troppo grave per non avere la priorità
assoluta. E così è stato. IL SOTTOSEGRETARIO Guido Bertolaso ha incaricato
Lorenzo Alessandrini, dirigente del coordinamento dell'assistenza agli sfollati
sulla costa abruzzese, che d'intesa con la Giudice e il sindaco Abramo Di
Salvatore ha vagliato alcune possibili soluzioni e ha trovato quella che pare
la più adatta: «Serviva una casa ampia spiega Alessandrini ovviamente sicura,
con molta luce, con un ingresso ampio e pochi scalini da fare. E quella abbiamo
trovato». «Ci hanno detto conferma Pietro Norscia, il padre che qui a
Martinsicuro ci sarà assegnata una casa di tre stanze più servizi, praticamente
al piano terra, come avevamo richiesto, e che ci sarà data ulteriore assistenza
e non solo quella medica della quale già oggi usufruiamo. Andremo a vedere la
casa e probabilmente ci trasferiremo domani o martedì. Non mi pare vero. E' il
caso di dire che la nostra denuncia, che abbiamo fatto con grande pudore ma con lo spirito di chi vuole venire incontro a una necessità
assoluta per superare i tempi della burocrazia, ha pagato. Devo dire che io ero perplesso, ho sempre riluttanza
a mostrare il caso di mia figlia, a farne un caso mediatico. Ma stavolta mia
moglie ha avuto ragione. Per il bene di mia figlia un po' di polverone serviva.
Protezione Civile e comune hanno risposto alla grande». E il bello è che
non arriverà solo l'appartamento. Oltre alla casa, conferma la dottoressa
Giudice, sarà fornito «un letto idraulico nuovo di zecca, adeguato alla sua
patologia» ed «entro la fine della prossima settimana sarà attivato un servizio
domiciliare di aiuto materiale. In altre parole, le assegneremo una badante».
Quello che la famiglia sinora aveva pagato di tasca propria ora sarà insomma a
carico dell'assistenza pubblica. Il tutto arriva ovattato nella cameretta di
cinque metri quadri che ospita Larissa. «Quando le ho detto che avevamo trovato
una casa racconta Mariateresa lei era molto attenta. Le ho detto: hai capito,
amore mio? Avremo una casa. E lei ha risposto nel solo modo che ha per
comunicare con noi. Ha chiuso una volta le palpebre, per dire di si». NON C'È
SPAZIO per gli aggettivi, se per comunicare puoi solo usare gli occhi. Ma,
giura la mamma, «...quando Larissa ha capito quel che era successo non ha solo
detto di sì con gli occhi, ma si è rilassata, l'ho capito dalla tensione
muscolare. Era come se le avessimo tolto un peso». A volte, in questo mondo
complicato, ci sono anche le buone notizie.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 5
dall'inviato ALESSANDRO FARRUGGIA MARTINSICURO (Teramo) AL C... PROTEZIONE
CIVILE Guido Bertolaso (LaPresse) dall'inviato ALESSANDRO FARRUGGIA
MARTINSICURO (Teramo) AL CAMPEGGIO Duca Amedeo la notizia è arrivata a metà
mattina. E si è sparsa di prefabbricato in prefabbricato. La portavano i
bambini, vociando, perché la notizia era davvero di quelle che fanno primavera:
Larissa avrebbe ottenuto una casa, subito. Ad annunciarlo al padre di Larissa
era stata la dottoressa Stefania Giudice dei servizi sociali del comune di
Martinsicuro. E ora la notizia passava di bocca in bocca. Incontrollabile. A
meno di 24 ore dalla denuncia di suo padre Pietro e di sua madre Mariateresa
delle condizioni nelle quali si trovava a vivere la loro figlia, il
dipartimento della Protezione civile, lavorando di concerto con il comune di
Martinsicuro, ha raddoppiato gli sforzi e ha infine estratto il coniglio dal
cappello. Il caso della donna di San Demetrio, oggi trentottenne, che da 23
anni vive in coma vigile e che, dopo il terremoto, era stata ospitata in un
piccolo e inadeguato prefabbricato del campeggio del centro teramano, un caso
denunciato dal nostro giornale, era troppo grave per non avere la priorità
assoluta. E così è stato. IL SOTTOSEGRETARIO Guido Bertolaso ha incaricato
Lorenzo Alessandrini, dirigente del coordinamento dell'assistenza agli sfollati
sulla costa abruzzese, che d'intesa con la Giudice e il sindaco Abramo Di
Salvatore ha vagliato alcune possibili soluzioni e ha trovato quella che pare
la più adatta: «Serviva una casa ampia spiega Alessandrini ovviamente sicura,
con molta luce, con un ingresso ampio e pochi scalini da fare. E quella abbiamo
trovato». «Ci hanno detto conferma Pietro Norscia, il padre che qui a
Martinsicuro ci sarà assegnata una casa di tre stanze più servizi, praticamente
al piano terra, come avevamo richiesto, e che ci sarà data ulteriore assistenza
e non solo quella medica della quale già oggi usufruiamo. Andremo a vedere la
casa e probabilmente ci trasferiremo domani o martedì. Non mi pare vero. E' il
caso di dire che la nostra denuncia, che abbiamo fatto con grande pudore ma con lo spirito di chi vuole venire incontro a una necessità
assoluta per superare i tempi della burocrazia, ha pagato. Devo dire che io ero perplesso, ho sempre riluttanza
a mostrare il caso di mia figlia, a farne un caso mediatico. Ma stavolta mia
moglie ha avuto ragione. Per il bene di mia figlia un po' di polverone serviva.
Protezione Civile e comune hanno risposto alla grande». E il bello è che
non arriverà solo l'appartamento. Oltre alla casa, conferma la dottoressa
Giudice, sarà fornito «un letto idraulico nuovo di zecca, adeguato alla sua
patologia» ed «entro la fine della prossima settimana sarà attivato un servizio
domiciliare di aiuto materiale. In altre parole, le assegneremo una badante».
Quello che la famiglia sinora aveva pagato di tasca propria ora sarà insomma a
carico dell'assistenza pubblica. Il tutto arriva ovattato nella cameretta di
cinque metri quadri che ospita Larissa. «Quando le ho detto che avevamo trovato
una casa racconta Mariateresa lei era molto attenta. Le ho detto: hai capito,
amore mio? Avremo una casa. E lei ha risposto nel solo modo che ha per
comunicare con noi. Ha chiuso una volta le palpebre, per dire di si». NON C'È
SPAZIO per gli aggettivi, se per comunicare puoi solo usare gli occhi. Ma,
giura la mamma, «...quando Larissa ha capito quel che era successo non ha solo
detto di sì con gli occhi, ma si è rilassata, l'ho capito dalla tensione
muscolare. Era come se le avessimo tolto un peso». A volte, in questo mondo
complicato, ci sono anche le buone notizie.
( da "Stampa, La" del
10-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Intervista Il
presidente di Confagricoltura VANNI CORNERO "Più credito selettivo per
uscire dalla crisi" INVIATO A ROMA L'agricoltura è centrale nell'attività
di un paese avanzato. Deve essere considerata, ma anche sentita e vissuta,
tanto dai cittadini che dalla classe politica come parte integrante
dell'economia». Con queste parole Federico Vecchioni presidente di
Confagricoltura chiude il direttivo economico dell'organizzazione in cui si è
tracciata la rotta verso il dopo-crisi Concetti sacrosanti, ma già sentiti,
presidente. «Già ed è proprio perché il mondo agricolo è stufo di annunci e
proclami noi puntiamo ai fatti, attraverso la qualità delle proposte e delle
analisi riguardanti il settore. In questo Confagricoltura eccelle e non solo
nel panorama nazionale». Quali vie volete seguire per arrivare ai risultati
concreti? «Molte, ma uno dei pilastri del nostro agire in questa direzione è la
collaborazione con la comunità scientifica. Abbiamo coniato un motto: siamo
l'agricoltura che dice sì alla scienza, in altri termini vogliamo innovare la
tradizione». Sì, ma l'economia vera e propria? «Per traghettare a pieno titolo
l'agricoltura nell'economia del Paese si può in un qualche modo sfruttare la
crisi per venire fuori dalla crisi, ovvero arrivare a processi meno costosi e
più semplici». I costi, oggi, sono per forza di cose ridotti all'osso, dove
trovare altri rami da tagliare? «Innanzitutto alleggerendo tutto quello che
sovrintende al sistema, cioè meno burocrazia. Poi rivisitando l'impalcatura di enti che circondano
l'agricoltura italiana e che rischia di trasformarsi da un sostegno in un
gabbia. Bisogna fare un'analisi critica da parte di tutti sul discorso
prezzo-qualità-costi, per valorizzare la produzione primaria e il reddito degli
agricoltori. Basti pensare che, in Lombardia, gli ultimi valori per il
latte crudo spot, oscillano tra i 24,50 ed i 28,00 euro per
( da "Stampa, La" del
11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Apicella
è controcorrente: troppa burocrazia In casa Pd lo
scivolone dei rivali è stato accolto con grande ironia. I dirigenti del partito
di Franceschini non fanno nemmeno finta di essere dispiaciuti per l'infortunio
capitato ai rivali, e anzi sottolineano le carenze organizzative del Pdl anche
in prospettiva amministrativa. «Certo che per essere il partito che si picca di andare
ad amministrare la Provincia nel nome dell'efficienza, non è stata una figura
esaltante - sostiene Luca Martino, assessore del Comune di Savona e
responsabile Enti locali del Pd -. Non stiamo parlando di una lista civica
improvvisata ma di un partito importante, uno dei due più rilevanti della
provincia di Savona. Mi pare che la vicenda suoni quanto meno come una cattiva
presentazione». Martino poi sembra colto da un po' di compassione per rivali in
difficoltà: «Nel merito della vicenda non so e non voglio entrare. Immagino che
l'esclusione del Pdl sia avvenuta per motivi formali e non sostanziali.
Tuttavia si tratta in ogni caso di un brutto palso falso perchè evidenzia
problemi di organizzazione». Il segretario provinciale del Pd Giovanni Lunardon
punta dritto al bersaglio del candidato presidente Angelo Vaccarezza: «Mi pare
che tutta la vicenda ricada sulle spalle di Vaccarezza, sia come candidato
presidente sia come coordinatore provinciale del Pdl. Non credo che ne esca
bene sotto nessuno profilo. Già come sindaco di Loano era stato l'unico a non
rispettare il patto di stabilità e ora non ha seguito bene la raccolta delle
firme». Sull'esito finale della decisione dell'Ufficio elettorale, Lunardon
invece è possibilista: «Non so come andrà il riesame e nemmeno mi interessa. Le
liste escluse faranno certamente ricorso come è loro pieno diritto e sono
fiducioso che i giudici valuteranno la vicenda con la massima correttezza. Noi
comunque siamo sereni perchè non ci piace ''vincere facile''. Preferiamo
giocare le partite con tutti gli attori in campo perchè siamo certi di vincere
le elezioni alle urne e non perchè gli avversari non corrono. Ripeto, comunque
finisca la vicenda, credo che conti più che altro la brutta figura». Il
segretario comunale del Pd Paolo Apicella, invece, spezza una lancia a favore
dei rivali: «Non conosco esattamente i motivi dell'esclusione ma siccome
conosco le difficoltà di raccogliere le firme, non mi sento di dire che Pdl e
Lega abbiano fatto una brutta figura. Il Pd ovviamente ha una macchina
organizzativa frutto del retaggio del passato e inoltre può contare sul lavoro
dei consiglieri uscenti, ma specialmente le liste civiche e i piccoli partiti
fanno tanta fatica. Nel caso del Pdl credo che i problemi siano nati o per
inesprienza o per la frenesia di voler essere presenti alla competizione. Penso
che sia giusto che esistano vincoli e controlli nella presentazione delle
liste, ma ritengo però che partiti fortemente rappresentativi debbano comunque
essere presenti alla competizione elettorale. Per un fatto di democrazia e di
"sportività" non penso che gli aspetti burocratici debbano prevalere
rispetto alla sostanza. Qualcosa in questo sistema dovrà presto o tardi
cambiare. Servono regole più snelle».
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-10 - pag: 10 autore: ...
CONGIUNTURA E SISTEMA PAESE Maggio, se son rose stavolta fioriranno P ur tra le
mille cautele del caso lo avevano predetto nelle settimane scorse il
governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e il ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti: il fondo della recessione è stato toccato, non ci resta che
risalire. L'ardua operazione sembra ora avviata, come spiega buona parte delle
associazioni che rappresentano l'industria manifatturiera. In sintesi: primo
trimestre da far tremare i polsi; nel secondo trimestre un titubante andamento
degli ordinativi; per il terzo, la previsione è di una più robusta inversione
di marcia. Una conferma indiretta arriva anche dai dati Inps sulle ore di cassa
integrazione: molte quelle prenotate, molte di meno quelle effettivamente
utilizzate. A fronte di una ripresa ancora a macchia
dileopardo,c'è però una constatazione comune a tutte le aziende: intervenire
adesso sulle disfunzioni del sistema-paese per irrobustire la marcia di uscita
dal tunnel. Energia, burocrazia, fisco, lavoro i capitoli su cui intervenire per poter
competere, domani, ad armi pari con i concorrenti internazionali.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI data: 2009-05-10 - pag: 21 autore: Energia.
Terna replica alla denuncia dell'Anev: stiamo investendo per incrementare
l'interconnessione Eolico penalizzato dalle dispersioni Perso il 12%
dell'elettricità prodotta a causa delle inefficienze di rete Federico Rendina
ROMA Energie rinnovabili spinte dal vento ma frenate dalla rete di trasmissione
elettrica, che fatica a tenere il passo delle nuove turbine. E così l'Italia
della corsa ai patti di Kyoto e alle nuove tecnologie "verdi" sta
disperdendo il 12% della capacità dei suoi impianti eolici: 700mila megawattora
in un anno, che il sistema di incentivi pubblici è peraltro costretto a
remunerare ai produttori, aggravando ancora di più le stracare bollette elettriche
degli italiani. Un assurdo, questo, denunciato dall'Anev (l'associazione degli
imprenditori dell'eolico) in un dossier che sta per essere recapitato al
Ministero dello Sviluppo e all'Authority per l'energia. «Tutto vero, ma stiamo
lavorando » replica lo stato maggiore di Terna, la società pubblica che
possiede, gestisce ed è chiamata a sviluppare la grande rete di trasmissione
nazionale. Una missione che sul versante delle energie rinnovabili è
particolarmente impegnativa, visto che si tratta di mettere in rete, garantendo
il "bilanciamento" con il sistema elettrico nazionale, una miriade di
impianti relativamente piccoli, sparpagliati sul territorio e caratterizzati
(questa la complicazione più rilevante) da una produzione elettrica discontinua
e poco pianificabile. In Italia, in più, ci si mette la burocrazia, che sta allentando la presa
sugli impianti eolici più di quanto faccia ( sembra strano ma è così) con le
nuove linee di interconnessione alla rete. La buona volontà di Terna sembra
testimoniata da piani di investimento massicci. Solo lo scorso anno sono stati
mobilitati 800 milioni (il quadruplo rispetto al 2004). E per i prossimi
10 anni si pensa di spendere non meno di 6miliardi, per un terzo dedicati
direttamente alle energie rinnovabili, con la previsione che solo gli impianti
eolici passeranno dagli attuali 3.700 megawatt a circa 6mila nel 2011 e a oltre
9.500 nel 2014, con un risparmio potenziale «di circa 5mila chilotonnellate
l'anno di in termini di emissione di CO2» stimano in Terna. Peccato che «per un
impianto eolico serva in media un anno per le autorizzazioni e un anno per la
costruzione» mentre per l'autorizzazione di un nuovo impianto di rete servono
«in media 6 anni, il triplo di quelli necessari alla costruzione dell'impianto
stesso». Sta di fatto che in previsione del tanto auspicato decollo dell'eolico
italiano oltre 1.300 megawatt dell'attuale capacità delle turbine a vento sono
travasati nel sistema elettrico nazionale a singhiozzo, con una riduzione media
dei flussi potenziali – denuncia l'Anev nel suo dossier – che in alcune aree
della dorsale appenninica raggiunge una media del 30%, con periodi in cui il
fermo per indisponibilità di rete è addirittura totale. Perdite di denaro? Per
gli operatori sono limitate dalle compensazioni stabilite e amministrate
dall'Authority, che nel nel
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI data: 2009-05-10 - pag: 21 autore: Gse e
Invitalia si alleano per attrarre capitali esteri per le fonti rinnovabili
Accordo sugli investimenti «verdi» Jacopo Giliberto VERONA Le società estere
sono invitate a venire in Italia per investire nelle fonti rinnovabili. Il
mercato è già molto attivo, a dispetto della burocrazia paralizzante di alcune
Regioni, e il Gestore dei servizi elettrici (Gse) ha firmato un accordo con
Invitalia per spingere la costruzione di nuove centrali alimentate da fonti
"verdi" di energia. Il Gse è la holding pubblica (controllata dal
ministero dell'Economia) che controlla tra l'altro la Borsa elettrica e l'Acquirente
unico, ma in particolare gestisce gli incentivi per chi produce corrente
elettrica partendo da fonti rinnovabili. Invitalia è l'agenzia nazionale per
l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. Il protocollo d'intesa
è stato firmato da Carlo Andrea Bollino (presidente del Gse) e Domenico Arcuri
(amministratore delegato di Invitalia) e ha come obiettivo rendere le
rinnovabili un forte strumento di sviluppo economico e attrarre capitali
stranieri per far crescere la componente verde del mix energetico nazionale. In
base all'accordo, le due società si impegneranno anche in campagne congiunte di
informazione per promuovere la conoscenza degli incentivi e per accrescere
l'interesse degli investitori esteri che vogliono realizzare impianti. «In
Italia – commenta Arcuri – il mercato delle energie rinnovabili è ancora in
fase iniziale, offre ampi margini di crescita nel breve e medio termine e
presenta un indice di redditività particolarmente elevato. Il settore è sempre
più internazionalizzato e, quindi, di notevole appeal». Bollino aggiunge che
«il Gse si impegna a sostenere le iniziative di imprese che vogliono investire
nel nostro Paese, affiancandole nella conoscenza e nell'utilizzo delle fonti
rinnovabili». Per avere un indicatore sull'andamento degli investimenti in
Italia, al1ÚmaggioilGsehaerogato 120 milioni di incentivi per il fotovoltaico,
come è emerso durante il Solarexpo che si è chiuso ieri a Verona con 63.800
visitatori conquistando il ruolo di maggiore fiera europea dell'energia solare,
delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. A titolo di esempio, in
questi giorni l'Enel Green Power ha firmato un accordo con la giapponese Eurus
Energy Europe (joint venture tra la società elettrica Tokyo Electric Power e la
Toyota Tsusho Corporation) per acquisire i diritti sul 50% di progetti eolici
localizzati in Calabria, con una capacità installata fino a 400 megawatt. Un
altro accordo è stato firmato dalla veronese Multiutility con la Helio Capital,
controllata dal fondo d'investimenti Cape di Cimino e Associati. La Helio
Multiutility è una neonata società di scopo checostruirà e gestirà tre centrali
fotovoltaiche in Puglia, con un investimento di 15 milioni di euro. I tre
impianti solari saranno in produzione a fine anno. jacopo.giliberto@ilsole24ore.com
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( da "Manifesto, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
IL
CAVALIERE CONTRO TUTTI «Troppe critiche e burocrazia, alla Ue serve
un drizzone» «Dobbiamo impegnarci per dare un drizzone a questa Europa. Manca
una politica di difesa comune, un esercito europeo, una politica
dell'immigrazione» mentre «si fanno troppe chiacchiere e ci sono troppi
portavoce sempre sulla scena». Per non parlare di quegli «azzeccagarbugli burocratici
che spendono tempo e risorse per decidere quale debba essere la curvatura delle
zucchine o la lunghezza del gambo dei carciofi». Per Berlusconi serve polso.
Dunque, «invece di tanti commissari e portavoce dei commissari che si
esercitano nel fare critiche ai governi dei paesi membri, al vertice
dell'Unione servirebbe un premier prestigioso, come Aznar o Blair, che restasse
in carica per tre anni almeno». E Berlusconi minaccia un drizzone anche per chi
è contrario alla Tav: «Siamo determinati a far valere anche in Piemonte le
ragioni dello stato, che deve fare lo stato, quando è necessario, anche
attraverso l'uso della sua forza, del suo esercito, delle sue forze
dell'ordine».
( da "Secolo XIX, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco di
Rondanina si "scorda" degli avversari la polemica La protesta di
Angelo Toscano, capo di una delle due liste che fronteggiano quella del primo
cittadino uscente, Arnaldo Mangini 11/05/2009 «IL FATTO che la mia lista,
"Rondanina Viva" non sia stata comunicata al Secolo XIX è un fatto
gravissimo. Ne chiederò conto al sindaco Arnaldo Mangini, che ha comunicato
soltanto la sua, di lista, e ha "dimenticato" le altre. E' una cosa
antidemocratica al massimo». È molto inquieto, Angelo Toscano, 49 anni,
sovrintendente della polizia municipale di Genova e candidato sindaco alle
prossime comunali nel comune di Rondanina. Il suo nome e la sua lista non
appaiono nelle pagine speciali da noi dedicate alle elezioni amministrative,
così come quelli di altre due liste presentate nello stesso Comune: sabato
dagli uffici comunali non sono state rese note le liste, mentre dal sindaco si
è ottenuto soltanto l'elenco della sua "Uniti per Rondanina", insieme
all'affermazione di non conoscere nomi e simboli delle altre. Angelo Toscano
non ci sta: «Mi sento di definirla una mossa antidemocratica al massimo, quella
del sindaco - sbotta il candidato che si sente "oscurato" - e mi
stupisce molto, visto che ho conosciuto di persona Mangini, proprio quando ho
presentato la mia lista in municipio, e mi era apparso affabile e cortese. Ma
non può affatto sostenere che non conosceva le altre liste! Non ci credo, non è
vero, come sindaco le doveva per forza avere viste tutte! E, guarda caso, si
"ricordava" solo la su. Per questo sostengo con
forza che sia stata lesa la democrazia in nome della burocrazia. Una cosa senza senso, davvero. E inoltre, per quanto riguarda
la mia lista, è stato comunicato anche il nome sbagliato: non è"Per
Rondanina", ma "Rondanina Viva", denominazione che spiega da sé
la determinazione del programma che abbiamo in mente per rilanciare il paese».
Che intende fare, il candidato Toscano? «Per ora, ho mandato semplicemente un
fax di protesta al Comune di Rondanina - risponde - attendo una giustificazione
circostanziata. E mi riservo di mettere in atto ogni forma di tutela in merito
a questo episodio, che viola in maniera lampante la tanto declamata par
condicio». Il sindaco Mangini ieri era irraggiungibile al cellulare, per cui
non possiamo averne la replica che, siamo certi, non si farà attendere. M. Q.
11/05/2009 LA LISTA DIMENTICATA 11/05/2009 RONDANINA Lista civica:
"Rondanina viva" Candidato sindaco: Angelo Toscano Ivana Giacoletto,
Aldo Casazza, Roberto Regoli, Luigina Aloi, Marco Lucetti,Sabrina Tonazzi, Guido
Greborio, Amleto Emilio Campostano, Paolo Fazio, Maria Caterina Saias, Marina
Boero, Giorgio Viale 11/05/2009 Ieri un refuso (di cui ci scusiamo) ha
storpiato il nome della lista di Tiglieto "Tradizione e innovazione"
guidata da Piergiorgio Canepa. 11/05/2009
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: SYSTEM data: 2009-05-11 - pag: 2 autore: Competitività. Il peso della burocrazia Emilia Romagna spinta dall'innovazione C'è una parte d'Italia
che ha le carte, anche "burocratiche", in regola per correre. E
un'altra che invece, soprattutto per le inefficienze della Pa, ha performance
da podista della domenica. Anche gli indicatori di "MisuraPa" sulla
competitività delineano un Paese spaccato a metà. Una separazione che
coincide con i confini geografici e i limiti storici di alcune aree. Non è un
caso se sopra o in linea con il valore della media nazionale ci siano tutte
regioni del Centro-Nord: Lombardia, Emilia Romagna e Liguria occupano il podio.
Subito dietro il Friuli Venezia Giulia. Quella più meridionale nelle prime
dieci posizioni è il Lazio, che si aggiudica una dignitosissima sesta piazza.
Ma gli ultimi sette posti sono tutti appannaggio del Sud della penisola. Con la
Calabria fanalino di coda. A frenare o ad accelerare la corsa, la capacità o
meno di innovare, i problemi legati ai costi della burocrazia
e, a volte, a un esercizio corretto delle funzioni pubbliche. Ad esempio, la
corruzione della Pa ripropone in fondo alla graduatoria tre regioni del Sud:
Basilicata, Sicilia e Calabria. Sopra questo trio si colloca il Trentino- Alto
Adige, quasi a spezzare l'intero blocco del Mezzogiorno. Ma a pesare in questa
circostanza è forse uno dei tre indicatori che "costruiscono" la
voce, vale a dire quello relativo alle denunce dei reati collegati alla
corruzione nella Pa per mille dipendenti pubblici, che per il Trentino è pari a
28,7, contro una media italiana di 7,3. Una parziale consolazione per il Sud
arriva dalla voce relativa al costo della burocrazia,
che mediamente per impresa in Sicilia è di 1.974 euro. Fanno meglio solo Molise
(1.889) e Basilicata (1.917), a fronte di una media nazionale di 2.645 euro. Ma
su semplificazione, brevetti e utilizzo dell'Ict, la forbice Nord-Sud torna a
divaricarsi. Per il resto è il Centro-Nord a tracciare la strada
dell'e-government (con la Valle d'Aosta capofila). Scenario non dissimile
quando si parla di banda larga o di società dell'informazione (diffusione
dell'informatizzazione nei comuni e delle connessioni ad alta velocità nelle
imprese e nelle amministrazioni locali). E anche quando si parla di invenzioni
e marchi registrati in rapporto alla popolazione.
( da "RomagnaOggi.it"
del 11-05-2009)
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9 maggio 2009 -
14.40 (Ultima Modifica: 09 maggio 2009) FORLI' - Inaspettatamente, la Lega si
scopre che ce l'ha piccolo, ma ci ha pensato l'assessore comunista ad
ingrossarglielo... col foto-ritocco. In verità era anche sottile, ma lì
l'assessore poco ha potuto e la Lega è dovuta ricorrere ad uno
"specialista". Sveliamo subito il grossolano, voluto e simpatico
sottinteso: stiamo parlando solo del simbolo della Lega Nord, il cui deposito è
avvenuto sabato mattina in Comune. Doverosa premessa: un piccolo retroscena
alla Don Camillo e Peppone', senza malizia e per chi in questa
campagna elettorale ha voglia di farsi comunque quattro risate... alla
romagnola. Il simpatico teatrino, ma anche comunque un piccolo esempio di
fair-play, è accaduto
sabato mattina in Comune, ultimo giorno utile per il deposito delle liste. E la
storia, realmente accaduta, la raccontiamo, a questo punto, col fil
rouge' della metafora più consumata del mondo, quella sessuale. Tutto inizia
quando il segretario comunale Ventrella, con un po' di imbarazzo, ha impugnato la squadra e ci è
messo a fare la solita misurazione, un patibolo' per tutti i
candidati, ed ha esclamato: "Ma è piccolo!". In quel momento, sotto
esame, c'era la Lega Nord. La legge parla chiaro: il simbolo da depositare deve essere di dieci centimetri, ma
alla Lega mancava qualche millimetro nel diametro di quel tondo dove, poi, gli
elettori faranno la fatidica x. Poche ore prima, stessa sorte era accaduta ai
Verdi, ma con un colpo ancora più a sorpresa: l'infallibile segretario comunale
glielo ha misurato e ha scoperto che ce l'hanno più grosso del consentito, di
appena un millimetro. Corri corri degli ambientalisti in tipografia per
ridurlo, chiaramente sempre il simbolo, non sia mai altro. Ai leghisti, invece,
è andato in soccorso l'assessore comunista di Rifondazione che passava di lì,
quel Palmiro Capacci che chi lo conosce sa che per anni ha giocato sull'ironia
dell'omonimia con il famoso Palmiro Cangini. E agli acerrimi nemici il
comunista ha messo a disposizione il suo computer e, col solo supporto del
rudimentale strumento di Word' ha lavorato sul file contenuto nel cd
che i rappresentanti leghisti avevano con sé, con l'originale del simbolo.
"Prima mancava ancora un millimetro, poi lo abbiamo messo a posto",
svela lui stesso il
retroscena. Ma per l'inflessibile Ventrella conta anche la carta: che deve
essere un cartoncino di carta fotografica, che l'assessore, questa volta non
aveva a disposizione. "Una volta sistemato il file - spiega Capacci - sono
andati in una copisteria a stamparlo sulla carta giusta". Insomma, tutto a
posto. Tutta colpa di una legge degli anni Cinquanta, quando
i computer e i cd erano strumenti che si vedevano solo nei film di fantascienza
e che obbliga al deposito del simbolo in forma cartacea (in triplice copia per
ogni lista, quindi 12 copie al Comune di Forlì: una per il Comune e tre per le
circoscrizioni). Eppure basterebbe un normale pdf. Ma la burocrazia italiana sta ancora a
misurare con la squadra... Fabio Campanella
( da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Europa, Formigoni
con Fini: "Sia la patria della sussidiarità" (8/5/2009 19:56) |
(Sesto Potere) - Milano - 8 maggio 2009 - L'Europa come grande laboratorio
della sussidiarietà portata a tutte le sue conseguenze operative.
"Sussidiarietà vuol dire democrazia, diritti, libertà, ma anche
efficienza", ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, alla quarta edizione delle assise delle Regioni d'Europa
sulla sussidiarietà, svoltasi a Milano. La Lombardia ha volutamente ospitato
questa edizione del summit europeo per rilanciare con forza un messaggio, non a
caso alla vigilia delle elezioni del Parlamento di Strasburgo: la governance
dell'Europa non può essere una burocrazia piramidale, ma una rete di soggetti in cui le persone, le identità
territoriali, le associazioni, la società civile sono protagonisti dei processi
democratici e decisionali. La Regione Lombardia si è affermata in questi 14
anni di governi Formigoni come la regione della sussidiarietà per antonomasia,
avendola applicata in numerosi settori, a cominciare da quello chiave della
sanità con la sua "storica" riforma del '97. Ma non era solo la
Lombardia, oggi, a sostenere questo ruolo di spinta: accanto si è trovata le
massime istituzioni nazionali: la Camera dei Deputati, con il presidente
Gianfranco Fini; il Senato con la presidente della Commissione Affari
costituzionali, Rossana Boldi; il Governo, con il ministro per le politiche
comunitarie, Andrea Ronchi; il Comitato delle Regioni d'Europa, con il suo
presidente Luc Van den Brande. Una linea alla fine fortemente condivisa
dall'assemblea che ha approvato una dichiarazione congiunta nella quale appunto
si parla di centralità della persona, della sua espressione sociale, del suo
diritto di iniziativa. FIDUCIA E PARTECIPAZONE "La sussidiarietà - ha
affermato il presidente Formigoni introducendo i lavori - è il principio sul
quale la Regione imposta, da 14 anni, la propria politica. Sussidiarietà come
una nuova idea di Stato, che supera la concezione dell'esercizio del potere
come controllo, per un nuovo modello ispirato alla fiducia e alla
responsabilità di tutta la società civile: donne e uomini, singoli e associati
che porta con sé istanze e ipotesi di soluzione e che non ha bisogno di
concessioni ma di riconoscimento. Sussidiarietà, in questo senso, vuol dire
anche più efficienza, non solo più libertà, democrazia e responsabilità".
"Proprio perché riconosce e valorizza le competenze e le responsabilità di
tutta la società civile - ha proseguito Formigoni - la sussidiarietà può essere
un'ottima risposta alla crisi in cui ci troviamo; può essere il migliore
antidoto alla crisi di fiducia verso le istituzioni. Sfiducia e distanza
confermata anche dalle recenti indagini che indicano un calo nella
partecipazione al voto". "Le Regioni- ha concluso Formigoni - possono
e devono essere veri soggetti politici, in grado di incidere nei processi in
corso a livello continentale e di porsi come punto di sintesi in materia di
sussidiarietà. Occorre pensare in termini nuovi l'intreccio tra poteri e
funzioni. L'Unione Europea in alcuni casi ha dimostrato di comprendere e
valorizzare questa necessità di nuove relazioni interistituzionale ma in altri
casi invece la pretesa uniformità delle direttive (ad esempio quelle relative
ai parametri per la qualità dell'aria) rischia di non comprendere che la
peculiarità di molte Regioni richiede soluzioni differenziate nelle varie
aree". I PROTAGONISTI Insieme al presidente Formigoni hanno aperto i
lavori dell'assise anche: il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco
Fini, il ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi, il presidente del
Comitato delle Regioni Luc Van den Brande, Mario Monti (membro del gruppo di
riflessione sul futuro dell'Europa) e la senatrice Rosanna Boldi in rappresentanza
del presidente del Senato Roberto Schifani. "La sussidiarietà - ha
spiegato il presidente Luc Van den Brande - non è soltanto un principio
giuridico, ma condiziona il successo stesso delle politiche in atto. Questa
assise conferma il partenariato tra autorità regionali, locali e Parlamenti
nazionali coinvolti nel monitoraggio della sussidiarietà con la prossima
entrata in vigore del Trattato di Lisbona. La stessa presenza del presidente
della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha confermato la volontà del
Parlamento italiano di costruire, in partenariato con il Comitato, una squadra
attiva per il monitoraggio della sussidiarietà". L'ESEMPIO DELLA RIFORMA
SANITARIA Nel corso dell'incontro sono stati poi presentati i positivi
risultati ottenuti nell'applicazione del principio di sussidiarietà in vari
campi: la sanità (con il sistema della Lombardia in primo piano), l'istruzione
(con il Kunskapsskolan, organizzazione svedese di scuole private),
l'occupazione femminile (con un programma realizzato a Cipro grazie a fondi
comunitari), l'immigrazione (con l'esperienza greca delle "città
interculturali"), i servizi sociali (con il sistema inglese del
"personal budget"), la cooperazione e i diritti umani (con
l'esperienza della Regione Veneto). "I pilastri del sistema sanitario
lombardo - ha spiegato l'assessore alla Sanità Luciano Bresciani - riconosciuto
uno dei migliori esistenti, poggiano proprio sulla susidiarietà e cioè sulla
libertà delle persone di scegliere dove curarsi, sulla parità di condizioni
degli attori che partecipano a questo sistema attraverso l'accreditamento, sul
parternariato con le imprese e le università". L'assessore Bresciani ha
inoltre voluto mettere in risalto il ruolo decisivo delle nuove tecnologie e la
creazione di un sistema interregionale. All'Assise erano presenti anche
l'assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale Giulio Boscagli e il
delegato del presidente Formigoni per le relazioni internazionale Roby Ronza.
( da "RomagnaOggi.it"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
11 maggio 2009 -
12.49 (Ultima Modifica: 11 maggio 2009) CESENA - "Leggiamo con interesse
le proposte del candidato del PD Paolo Lucchi sulla semplificazione della
macchina burocratica comunale e sul suo efficentamento, trovandovi molte delle
proposte che sono contenute nel nostro programma. Purtroppo però dobbiamo
sottolineare il fatto che il partito di Lucchi si sia fin'ora
comportato in maniera diametralmente opposta sia in fatto di burocrazia che di trasparenza.
Apprezziamo il fatto che si prenda modello l' esperienza dell'amministrazione
di centrodestra di Parma che, in appena diciotto mesi ha realizzato un servizio
comunale decentrato a supporto del cittadino, una sorta di sportello
polivalente che fornisce risposte in tempo reale, anche perché questo tipo
di sportello è proposto anche nel programma di Libertà e Futuro, ma
l'esperienza di Cesena è molto diversa". E' quanto ha dichiarato Stefano
Angeli, candidato sindaco a Cesena per Libertà e Futuro. "Qui il tanto
propagandato sportello unico, che avrebbe dovuto ridurre tempi e pratiche
burocratiche, non è stato mai messo in condizione di funzionare davvero
dall'amministrazione retta dal partito di Lucchi. Così come apprezziamo le
parole del nostro avversario quando dichiara come a Cesena occorrano "precise
soluzioni per semplificare le procedure che riguardano le imprese, così da dare
risposte ai tempi lunghi lamentati". Purtroppo però l'amministrazione di
centrosinistra negli ultimi 10 anni ha prodotto SAPRO, una società pubblica che
doveva ridurre i tempi della messa a disposizione di aree produttive ed è
finita in una totale paralisi, con danni enormi al tessuto produttivo cesenate
e con una grave perdita economica per l'ente locale. Apparentemente tratto dal
nostro programma è anche il "tavolo di confronto costante insieme alle
associazioni di categoria", ma l'eredità dell'amministrazione uscente, di
cui Lucchi è perfetta continuità, è quella di una mancanza totale di ascolto
delle proposte provenienti dalle associazioni e spesso di scelte fatte nel senso
diametralmente opposto a quello che le associazioni chiedevano. Non basta
quindi mettere buone intenzioni nei programmi per renderle credibili, la
propria storia politica spesso è molto più eloquente".
( da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Burocrazia: in
Italia extracomunitari, stranieri e pensionati lavorano 20
giorni allanno per risolvere pratiche (11/5/2009 18:16) | (Sesto Potere)
- Roma - 11 maggio 2009 - Pagamenti vari, errori o disfunzioni su internet,
indicazioni sbagliate, domande di pensione, cartelle pazze, riconoscimento dinvalidità,
dichiarazione dei redditi e molto altro, rappresentano spesso un labirinto
tortuoso che costa, ad alcune categorie di persone, circa 20 giorni
dimpegno nel corso di un anno. Si quantificano, infatti, in 190 le ore
che in media vengono
dedicate a questo “lavoro” da un italiano e di oltre 390 se, per il disbrigo di
pratiche legate a pagamenti, norme e regole italiane se ne occupa uno straniero
o un pensionato. Il conto, proiettato alla distanza di una vita, sfiora i due
anni e mezzo passati tra file, sportelli, reperimento documentazioni e uffici.
Questo dato sorprendente emerge tra i primi macro-dati di uno studio, sui
comportamenti “italiani-burocrazia”, che sta
conducendo lInac-Istituto nazionale assistenza cittadini della Cia, incrociando dati propri (questionari
compilati dai cittadini a campione) con le analisi fatte, da Istat, Inps,
Inail, Inpdap, Ministeri competenti e varie Associazioni dei consumatori. Loccasione
per sottolineare le anomalie burocratiche è la giornata nazionale “Inac in piazza per te”. Il
patronato, infatti, ha allestito oggi gazebo informativi con personale
qualificato, per offrire “aiuto” ai cittadini in tutte le province italiane, e
orientarli per il disbrigo di pratiche connesse a norme, leggi e adempimenti
previsti dal nostro Paese. Lo slogan della manifestazione, non a caso è: “Fare
domande, avere risposte”. Un concetto ispirato dalla lettura di un dato emerso
dai questionari sottoposti ai cittadini dallInac, che evidenzia
come oltre il 73 per cento degli italiani e il 95 per cento degli stranieri, che vivono nel nostro
Paese non conosce i patronati, il loro ruolo e i servizi offerti. LItalia
-spiega lInac- conta una popolazione di 60 milioni di persone, oltre 23
milioni dei quali pensionati e più di 3 milione mezzo sono stranieri o extracomunitari regolari.
Così, sottraendo dal totale la quota rappresentata dai bambini, la somma (circa
27 milioni) di pensionati e stranieri risulta tre volte superiore a quella
della popolazione italiana attiva. Le due macro-categorie (pensionati,
stranieri/extracomunitari) sono quelle più in difficoltà nel rapporto con la burocrazia. Un dato è emblematico e fotografa bene lattuale
situazione: “solo il 3 per cento degli over
( da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Merci pericolose,
accordo per il trasporto in sicurezza in Lombardia (11/5/2009 19:36) | (Sesto
Potere) - Milano - 11 maggio 2009 - E' stato firmato in Regione Lombardia un
Protocollo d'intesa per la "Prevenzione dei rischi tecnologici e del
rischio derivante dal trasporto di merci pericolose". Il documento è stato
siglato dall'assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale,
Stefano Maullu, dal presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi, e dal vice
presidente di Confindustria Lombardia, Walter Galbignani. Il protocollo
prevede, tra l'altro, una serie di esercitazioni con l'intervento di vigili del
fuoco, 118 e Arpa per la prevenzione dei rischi che derivano dal trasporto di
merci pericolose e un libretto in 27 lingue con termini tecnici e pratici per
permettere a tutti, dalla Protezione civile alle Asl, dai lavoratori ai
trasportatori, di comunicare con chi abitualmente si occupa del trasporto di
queste merci. Il protocollo prevede anche la creazione di uno sportello
telematico sia per semplificare la burocrazia sia per il monitoraggio delle merci pericolose. "Con la
firma di questa intesa - ha detto l'assessore Maullu - si avranno maggiori
certezze in ordine alla sicurezza e alla salute dei cittadini lombardi. Il
documento è, infatti, rivolto anche ai sindaci che avranno il compito di
informare i propri residenti sui comportamenti da tenere in caso di incidenti
provocati da aziende cosiddette a rischio e sui piani di emergenza
esistenti e quindi sulle esercitazioni da mettere in pratica per migliorare la
risposta dei soccorsi". Più di un quarto delle aziende italiane a rischio
di incidente rilevante si trovano, infatti, in Lombardia, soprattutto nelle
zone maggiormente abitate come quelle di Milano, Bergamo, Brescia e Varese, e
un quinto delle merci pericolose transita per la Regione. In Lombardia le
aziende a rischio sono 270, di cui