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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL  13 novembre 2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (43)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Un "contratto di fiume" su misura per il Belbo ( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non sono pochi perché la burocrazia in questo campo la fa da padrona), possono ognuno per la loro parte, progettare ed eseguire lavori idraulici, organizzare manutenzione e coordinare le attività correlate. Un esempio: se si risana un fiume e poi dalle colline continuano a scendere disordinatamente le acque, oppure si fanno interventi di eccessiva cementificazione,

NEI PARCHI E' DISATTESA LA PRECEDENZA AI CONTRIBUTI ( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificando la burocrazia e dando garanzie di risorse. Tra i doveri l'impegno alla formazione culturale, al mantenimento della biodiversità. Impegno a sollecitare politiche di conservazione. C'è una rinnovata volontà dei Parchi di collaborare con le comunità, di non essere più considerati i «blocca piani regolatori».

"porgiamo l'altra guancia in attesa delle leggi all'ars" - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le nuove norme sulla sanità e sulla burocrazia. Il momento è delicato, malgrado i tentativi di ridurre il caso Palermo a un fatto locale. Lombardo e parte del Pdl (per non parlare dell´Udc che ieri è tornata a sparare ad alzo zero su Russo) sono separati in casa. A confortare il governatore, fra i berlusconiani, sono rimasti Gianfranco Micciché e i suoi uomini in giunta,

slitta di qualche settimana il restauro del caffè delle mura ( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma per questioni di burocrazia spicciola è stato rimandato. «Questo leggero rinvio - spiega Sauro Barsotti, titolare dell'impresa - ci ha consentito anche un ulteriore confronto con la Sovrintendenza che ci ha suggerito alcune modifiche sugli arredi. Le Belle arti ci hanno chiesto, soprattutto in relazione al bancone del bar,

crisi dell'agricoltura, mobilitazione della cia ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia imperante, nonché la scarsa attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi straordinari.», dice Serafino Mura, «Interventi che affrontino il contingente ma, soprattutto, che avviino una programmazione ed una azione lunga negli anni la sola capace di creare una strada credibile e di speranza per il settore dove il punto cardine sia la qualità della

Oncologia pediatrica, Tedesco assicura: <Tra un mese il reparto riaprirà di sera> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Rifiuto di pensare che la burocrazia possa prevalere sulla sofferenza», commenta. Antonio Della Rocca La sfida del direttore generale Oggi Guido Scoditti generale annuncerà la delibera che trrasforma Oncoematologia in unità complessa L'assessore regionale alla Salute, Alberto Tedesco, con il governatore Nichi Vendola

Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza ( da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: FORNITURE E IMPIANTI ELETTRICI Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza Sicurezza tra le pareti domestiche: una priorità del Governo. Gli ultimi dati Istat e Censis infatti non lasciano spazio a dubbi: gli incidenti domestici la prima causa di infortuni in Italia (4 volte più di quelli sul lavoro e 13 volte più di quelli stradali).

Novecento, secolo breve anche per il Petruzzelli ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: industria declina a tutto vantaggio dei servizi e della burocrazia pubblica; dal 1921 al 1936 Bari aumenta quasi del 50% i suoi abitanti (da 136mila a 198mila) gonfiandosi sotto l'effetto di un processo d'inurbamento poderoso. Nel capoluogo nascono il porto e il lungomare, i nuovi quartieri di Madonnella e Carrassi, il canalone, lo stadio della Vittoria, il policlinico,

Gli Usa di Obama al Suor Orsola ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel corso dei suoi incontri al Suor Orsola il giornalista si soffermerà non solo sull'uso dei media, ma anche sulla crisi finanziaria, sui problemi dell'immigrazione, sulla burocrazia, sugli abusi di potere e su molti altri temi d'attualità. In cattedra Renzo Cianfanelli ha più volte tenuto lezioni comparative su Usa e Europa

Indulto, conti errati: torna in galera 6 giorni ( da "Corriere del Veneto" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Peccato però che la burocrazia sia incappata in un clamoroso errore di calcolo, trascrivendo la condanna da «sanare» non nella sua interezza, bensì lasciando fuori gli ultimi sei giorni. Sabato scorso, la brutta sorpresa: l'extracomunitario è incappato a Padova in un normale controllo delle forze dell'ordine che, dopo il controllo delle sue generalità via radio,

E a Lampedusa sbarcano sempre più donne ( da "Corriere della Sera" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché le procedure per i ricongiungimenti familiari sono lunghe e difficili per chi deve fare i conti con la burocrazia da lontano, spesso in villaggi senza collegamenti. Il loro arrivo in Italia per raggiungere un marito o un figlio va poi letto anche in chiave positiva. Come in tutti i flussi migratori la presenza femminile contribuisce infatti a dare stabilità alle comunità.

Costruire l'Alto Adige di domani ( da "Corriere Alto Adige" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia. Su queste pagine le analizzeremo uno ad uno al fine di poter offrire anche ai lettori una visione completa delle proposte avanzate da Assoimprenditori Alto Adige, iniziando dalle prime due. La localizzazione economica dell'Alto Adige: negli ultimi decenni l'Alto Adige si è ritagliato un ruolo importante come testa di ponte tra l'

finanziaria, comuni e province bocciano la manovra della cdl ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Ci sono tali e tanti livelli per i comuni - ha spiegato - che oggi si traducono solo in costi, burocrazia e rallentamenti». La Regione, ha concluso l'assessore, «persegue l'obiettivo di creare progetti di investimento strategici per il territorio».

L'importanza della cultura pratica ( da "Italia Oggi" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Compresa la pesantissima burocrazia che grava sulle piccole e piccolissime imprese. Anche per imparare a fronteggiare questo problema, la pratica è fondamentale. D. Davvero la burocrazia è il problema numero uno per una piccola impresa? R. Non c'è, a mio modo di vedere, un problema principale, uguale per tutti.

in abruzzo 17mila pozzi abusivi ( da "Centro, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mentre la burocrazia dorme i pozzi vengono realizzati e l'acqua usata senza che il canone annuale venga versato, con un danno per le casse pubbliche di 70 milioni di euro. Il caso è finito all'attenzione della Procura regionale della Corte dei Conti che ha dato mandato al Corpo forestale dello Stato di far luce sulla gestione di questo settore e le indagini sono ormai agli sgoccioli.

decreto fannulloni, il dilemma del pd - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto se il provvedimento in questione è l´odiatissimo (dall´esercito dei colletti bianchi della burocrazia pubblica) decreto Brunetta, passato ormai alla cronaca come l´»anti fannulloni». E di fatti, al bivio, il gruppo dei democratici si spacca. Con i riformisti alla Ichino, Treu, Bianco (e alla Camera la Lanzillotta) pronti a votarlo.

quella volta che fischiammo mimì col solleone ( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia è complicata, i biglietti non si trovano. Ci fossero, potrei organizzare anche 2 o 3 uscite il mese. La lirica è così, ti prende. E quelle storie sono storie di oggi: quanti giovani potrebbero riconoscersi in quegli adorabili squattrinati di Bohème?

"La burocrazia non abolirà la doc del Bramaterra" ( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia non abolirà la doc del Bramaterra" Invecchiato per almeno due anni [FIRMA]GIUSEPPE ORRÚ ROASIO A Roasio, la capitale del Bramaterra, si sono già messi al lavoro perché la Doc, Denominazione di origine controllata, non venga «inghiottita» da un regolamento europeo scritto da burocrati che non conoscono i profumi e i saperi di queste colline.

decise agevolazioni a favore dei benzinai ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Previsti meno costi e burocrazia Meno pastoie burocratiche e meno spese per gestire il sistema. Non soltanto: anche una "liquidazione" per chi intende chiudere l'attività. Sono questi, in estrema sintesi, i provvedimenti licenziati ieri nella prima commissione regionale, presieduta da Gaetano Valenti, nell'ambito della legge contenente una serie di nuovi interventi sulla benzina.

di ANDREA DEGIDI SE C'È STATO UN TEMPO in cui i grandi sogni erano p... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia, i timbri, i bolli non riuscirono a soffocare quel vulcano di creatività. E quando nel 1959, incuriosito da un?amica, si recò per la prima volta a Valdazze scarpinando su un impervio sentiero, rimase stregato da quelle colline, da quel lembo di Toscana sconosciuta: solo qualche casa colonica impediva ai lupi un regno totale.

di STEFANO LOLLI <SATERIALE ha garantito una buona amministrazione, ma qu... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppi regolamenti, troppa burocrazia: per quanto riguarda servizi cruciali come quello sociale o l?infanzia lo sguardo è rivolto più spesso alla struttura, all?apparato che non ai nostri ?clienti?». Perciò serve una forte riorganizzazione: «Anche tagliando il numero degli assessorati ?

Buoni fruttiferi, il caso al lieto fine ( da "Provincia Pavese, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Buone notizie da Poste italiane per l'erede che si è sentito perso nei meandri della burocrazia dovendo entrare in possesso dei buoni fruttiferi intestati a sua madre e sua sorella, entrambe decedute nel primo semestre di quest'anno. L'erede legittimo era infatti in attesa dal 4 ottobre di una risposta, che finalmente arriva dopo l'appello a mezzo stampa.

Si ammoderna la Maremonti naccio ( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia sulla statale 124». E il sindaco Arturo Spadaro fa appello alla deputazione regionale e nazionale, per tirare le somme sulla »strada della morte». Al contempo si chiede se esistano ancora i fondi stanziati per incominciare le attività su un percorso non concepito per contenere gli attuali volumi di traffico.

Nè DI DESTRA, Nè DI SINISTRA E CON CHI VADO A CENA NON CONTA: BASTA CHE IL COMMENSAL... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assurda burocrazia». Servono anche alleanze locali... «Con De Luca siamo stati colleghi in Parlamento e continuiamo a lavorare insieme in sintonia, il piano regolatore portuale, con la variante adottata il 13 ottobre, ci ha visti al lavoro da subito, nonostante solo il 6 novembre sia stato formalizzato il passaggio di consegne con Bonavitacola.

Stop al cemento, salviamo il verde ( da "Trentino" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Agenda 21 - ma comporterebbe molta più burocrazia. Come il sindaco di Aldeno Baldo, scomparso prematuramente, suggeriva, sarebbe meglio trovare qualcosa di più agile». Orsi suggerisce un'ulteriore tutela sulle aree agricole di pregio, o l'adozione, come avviene in altre zone d'Italia, del piano regolatore delle città del vino.

Il dietro-front dopo l'incontro con il ministro dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil vanno avanti ( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono intenzionata ad andare a Roma, domani, per manifestare contro la legge 133 e contro la riforma dell'università, contro le classi ponte e contro le politiche della falsa sicurezza, contro le chiusure razziste e contro le finte riforme che salvano il potere delle elite baronali delle università e delle burocrazie della scuola».

Carmine Golia (Nuove tecnologie): Ottima organizzazione, tanti gli incontri ( da "Denaro, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rimane ancora il problema della lingua e una certa burocrazia. La vostra proposta tecnologica? Condividere con loro la missione che abbiamo in Italia. Questo significa trasferire al mondo industriale, al mondo delle piccole e medie imprese, una tecnologia che permetta loro di assimilarle per poter potenziale il loro mercato tecnologico e la competitività.

Percorsi d'integrazione? <Nella vita quotidiana> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le disposizioni di legge e con la burocrazia in generale. Ma vanno ricordati due periodi: quello degli anni ?80, in cui all?interno del mercato del lavoro domanda e offerta non combaciavano più. I lavoratori locali cominciavano a specializzarsi e pretendevano di più, ma la catena non si poteva interrompere per cui servivano braccia, soprattutto nel secondo settore,

<Un danno enorme il sequestro della ditta> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non così per la burocrazia. I carabinieri, intanto, in Provincia aveva verificato la posizione della Lago serramenti srl, ex Lago srl. La vicenda si complicò. Consapevole di questo, il 19 settembre il titolare della ditta inviò un fax al Noe di Treviso ricostruendo i fatti e il 23 dello stesso mese inoltrò alla Provincia identica missiva a mezzo raccomandata.

Gianandrea Zagato ( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia "in archivio": tasse pagate dal tabaccaio e nei centri commerciali 10-11-2008 - Fermi treni e metrò: lunedì nero per chi lavora 10-11-2008 - Oggi città bloccata per lo sciopero dei mezzi 09-11-2008 - «Darò contributi alle famiglie con più di tre figli» 06-11-2008 - Il sindaco difende Catania: "Vittima di attacchi ingiusti"

L'INTERVENTO San Bellino, il bando di concorso e le prove nell'ottica della trasparenza e chiarezza di Alessandro Ballarin * ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La semplificazione amministrativa, la diminuzione del tasso di burocrazia quotidiana, metodologie corrette ed il più possibile efficaci nelle selezioni sono elementi che concorrono ad una buona amministrazione e che fanno parte delle tematiche importanti a vantaggio di tutti.*Segretario comunale

Paese sfora il patto di stabilità ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: concreti a causa di alcuni buchi neri nella macchina della burocrazia. Mancano i decreti applicativi e mancano anche i regolamenti, ormai siamo giunti a metà novembre e probabilmente nessuno pagherà più che nel passato si augura il primo cittadino in più su questo ci sono attualmente dei sospetti di illegittimità perché le regole sono state cambiate in corsa e non all'inizio dell'

<Per la ferrovia Chiasso-Monza non c'è un euro> ( da "Corriere Di Como, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Andrea Bambace Nella foto: Fresa in azione per l'Alp Transit, opera per il cui proseguimento in Italia sarebbe importante il quadruplicamento della Chiasso-Monza Home Centrosinistra all'attacco sul caso di via Magni Presentato ieri un esposto in Procura sul cantiere Al Politecnico di Como lezioni soltanto in lingua inglese Iva evasa per 52 milioni di euro Raffica di patteggiamenti

<Ora va scongiurato il pericolo che le imprese delocalizzino> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Confindustria Udine scende in campo contro i freni della burocrazia «Ora va scongiurato il pericolo che le imprese delocalizzino» UdineGarantire sostegno alle Piccole e medie imprese, particolarmente colpite dall'attuale crisi, e metterle in grado di non dover delocalizzare. È quanto rimarca Confindustria Udine, evidenziando che "a maggior ragione nei periodi di difficoltà,

Gli agricoltori mobilitati contro la crisi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una burocrazia imperante, nonché la scarsa attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi straordinari, in primis in direzione della crisi di mercato, a tutt'oggi delusa. Tutti questi argomenti verranno affrontati domani alle 10, presso la sala riunioni della sede provinciale in via Lazio,

MARIA ELEFANTE CASTELLAMMARE. PARETI DIPINTE CON TINTE ALLEGRE, MATERIALI ANALLERGICI, E SALA D&#... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ennesima vittima della burocrazia. Opere realizzate in tempi record (la sistemazione provvisoria nell'ala vecchia aveva sollevato le lamentele dei genitori dei piccoli pazienti), grande attenzione nei particolari ma ancora assente la certificazione di collaudo. Resterà dunque chiuso ancora per diverse settimane il reparto di pediatria,

Anche Facebook si mobilita contro il Ddl imbavaglia-blog ( da "Vnunet.it" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto obbligava la blogosfera a pagare bolli e a sottostare a burocrazia, pur di esprimersi in libertà. Il nuovo progetto di legge torna alla carica: vuole richiedere l'iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC, attivo dal 1997) a "Tutti i soggetti che esercitano l'attività editoriale" tramite ogni mezzo.

Una professione del passato, del presente e del futuro ( da "Eco del Chisone" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quando si andava in cascina i contadini ammazzavano il pollo» - Oggi la burocrazia rende difficile il lavoro Giovanni Bruno di Bagnolo, ottantant'anni portati egregiamente, si è diplomato geometra nel 1949. I suoi esordi nel mondo del lavoro in realtà furono come impresario edile: «La mia fu una delle prime iscrizioni nella zona come imprenditore», ricorda.

Per la verdura stop alle misure perfette ( da "Metronews" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Era il più classico e citato esempio della misteriosa e sovrabbondante burocrazia europea. Ora la Ue sta decidendo di abolire le misure standard per 26 prodotti agricoli. Per la commercializzazione venivano fissati dei criteri su misure, lunghezza, peso e persino curvatura di prodotti come carote, zucchine e cetrioli, nonché funghi, aglio, meloni, cipolle, piselli, prugne,

Il dottor Francesco Florio nominato responsabile provinciale del settore medici di famiglia ( da "Grecale, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spiega il dottor Francesco Florio - ha dato mandato ai dirigenti di impegnarsi prioritariamente nella lotta alla burocrazia che tanto affligge i medici ma soprattutto i cittadini più deboli che in molti casi si vedono negati i propri diritti a causa di procedure burocratiche anacronistiche e pretestuose”.(Il Grecale - Red/Sv01)

Arriva la carota no-limits ( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo è frenare i prezzi e tagliare la burocrazia. Un segnale dell?Europa che cambia. Era ora. Quando la stampa popolare inglese sferrò un attacco frontale a Bruxelles accusandola di voler raddrizzare le banane commise un errore clamoroso. A Palazzo Berlaymont nessuno aveva mai pensato ad intervenire sulla forma di quello che la musica leggera ha elevato al rango di «

Condannati a non andare in carcere ( da "AprileOnline.info" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma si teme che anche questo passaggio avverrà con la lentezza snervante della burocrazia italiana. Ad oggi sono 397 gli educatori penitenziari vincitori in pectore del concorso e in attesa di assunzione. L'unica promessa è quella di assumere 135 unità nel 2009, sfruttando gli unici fondi che sembrano disponibili, quelli stanziati nel 2006 dal governo Prodi.

Lettera aperta del Comitato Forlì per Balzani in risposta all' On.le Satanassi ( da "Sestopotere.com" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Condividiamo anche la necessità di alleggerire il peso della burocrazia, rendendo meno farraginoso il funzionamento della macchina comunale. Dallo snellimento delle procedure, infatti, possono trarre giovamento non solo i cittadini, ma l?ente stesso anche sul piano economico, oltre che su quello dell?efficienza e dell?


Articoli

Un "contratto di fiume" su misura per il Belbo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

NIZZA MONFERRATO.IERI GIORNATA DI STUDIO CON AMMINISTRATORI PUBBLICI E TECNICI Un "contratto di fiume" su misura per il Belbo Ma il problema è l'inquinamento degli scarichi vinicoli [FIRMA]ENRICA CERRATO NIZZA MONFERRATO Il «contratto di fiume» è un patto che non riguarda solo amministratori pubblici e addetti ai lavori: lo hanno dimostrato ieri un centinaio di cittadini e giovani (comprese le classi 3 e 4 del corso per geometri al Pellati, con il loro docente Gianpietro Gavio), che hanno seguito attentamente la giornata di lavoro sul torrente Belbo. Visto, a seconda degli interventi, come «ammalato» da curare, soprattutto dopo l'ultimo pesante inquinamento di settembre con gli scarichi di acque reflue delle cantine, o risorsa del territorio. L'iniziativa (di Provincia, Regione e Comune di Nizza), è stata ospitata nell'Ala del foro boario: a far gli onori di casa il vicesindaco Sergio Perazzo e l'assessore all'Ambiente della Provincia Pier Franco Ferraris, con Luigi Fortunato (direttore Aipo) e Giuseppe Artuffo (sindaco di Stefano, a capo del gruppo dei Comuni rivieraschi). La «tappa» di ieri a Nizza è stata uno dei momenti cruciali per arrivare al «contratto» che prevede un accordo in cui tutti gli enti (non sono pochi perché la burocrazia in questo campo la fa da padrona), possono ognuno per la loro parte, progettare ed eseguire lavori idraulici, organizzare manutenzione e coordinare le attività correlate. Un esempio: se si risana un fiume e poi dalle colline continuano a scendere disordinatamente le acque, oppure si fanno interventi di eccessiva cementificazione, poco dopo il lavoro sarà vanificato. Con l'unità di intenti e il coordinamento si potrà invece migliorare la situazione. In Piemonte ci sono, oltre a quello sul Belbo, altri esempi di contratti in corso (sul Sangone nel Torinese, sull'Agogna (No) e sull'Orba (Al). Esempi positivi, come ha anche sottolineato l'assessore regionale Nicola De Ruggiero. Relazioni tecniche, ma di grande interesse, quelle di Erich Trevisiol (Università di Venezia), Maria Carmen Gatti (Provincia), Giovanni Negro e Maria Quarta (Regione), Andrea Colombo (Autorità di bacino) e di Giancarlo Gusmaroli (ingegnere del Centro italiano riqualificazione fluviale), che con chiarezza ha mostrato l'evoluzione del rapporto tra la pressione dell'urbanizzazione e i fiumi. Di estrema attualità, il tema dell'inquinamento del Belbo e del Tinella: dati puntuali dell'Arpa (illustrati da Mariuccia Cirio), evidenziano il dramma delle acque reflue versate dalle cantine a monte di Canelli, nel periodo fine agosto-settembre. Una scoraggiante fognatura a cielo aperto. Eppure qualche possibilità, se si lavora tutti insieme, ci sarebbe: lo stanno dimostrando gli studi dell'università di Torino (presentati da Paolo Balsari) e le esperienze di fitodepurazione (ne ha parlato Mario Marengo). Accorgimenti che costano poco ma darebbero speranza al fiume. Peccato che ad ascoltarli ci fossero solo pochi vignaioli (e di cantine piccole).

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NEI PARCHI E' DISATTESA LA PRECEDENZA AI CONTRIBUTI (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giro d'alpe Enrico Martinet NEI PARCHI E' DISATTESA LA PRECEDENZA AI CONTRIBUTI Tagli. E' tempo di tagli. Anche per il ministero dell'Ambiente. Via il 18 per cento degli stanziamenti. Neanche a pensare che i Parchi non ne soffrano. Si lamentano da sempre. Ora meno perché la «via del taglio» è tracciata. E allora intanto si uniscono sotto una «Carta», quella di «Feltre». Anche il Parco del Gran Paradiso, il più vecchio e grande, l'ha firmata. Diritti e doveri. Tra i diritti l'appello a chi può, ai governanti: «Si ponga fine all'emergenza», semplificando la burocrazia e dando garanzie di risorse. Tra i doveri l'impegno alla formazione culturale, al mantenimento della biodiversità. Impegno a sollecitare politiche di conservazione. C'è una rinnovata volontà dei Parchi di collaborare con le comunità, di non essere più considerati i «blocca piani regolatori». E c'è, da parte del Gran Paradiso, un richiamo forte all'articolo 7 della legge quadro sulle aree protette. Pare una novità, eppure la legge c'è dal 1991, articolo 7 compreso che ricorda la «priorità nei finanziamenti a progetti, pubblici e privati, nei Comuni dei Parchi». Perfino le Amministrazioni pubbliche non ne hanno memoria. Appare come un ex articolo. I Comuni inseriti in parte o per intero nei Parchi hanno la precedenza per accedere a finanziamenti dell'Unione europea, di Stato o Regioni. Soprattutto in tempi di «tagli» una precedenza vale oro.

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"porgiamo l'altra guancia in attesa delle leggi all'ars" - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Il vertice "Porgiamo l´altra guancia in attesa delle leggi all´Ars" Il presidente della regione convoca una riunione dei partiti che lo sostengono EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) Quagliarello è intervenuto in aula per sottolineare la necessità di «un chiarimento all´interno della maggioranza» dopo il licenziamento in tronco dei due assessori dell´Mpa da parte del sindaco Cammarata. In quel preciso momento è sembrata tremare come non mai la litigiosa alleanza che sostiene il governo nazionale, quello siciliano e qualche centinaia di giunte locali in giro per il Mezzogiorno. I lavori di Palazzo Madama sono stati interrotti dal presidente Renato Schifani, che ha convocato una conferenza dei capigruppo. Anche perché, la questione posta da Quagliariello, senatore campano, andava risolta immediatamente. Nel giro di qualche ora, infatti, la maggioranza al Senato avrebbe dovuto votare per due segretari d´aula e fra i nomi indicati c´era quello di Carmelo Oliva. Un esponente, appunto, dell´Mpa. Giovanni Pistorio, braccio destro di Lombardo e presidente del gruppo misto, si è dovuto affrettare a chiarire che «il problema di Palermo è solo locale e che l´Mpa è parte della maggioranza». Salvando, così, l´incarico in arrivo per il collega, eletto in serata. Ma non diradando le nubi all´orizzonte di questo centrodestra allargato agli autonomisti siciliani. Che da ieri si sono fatte più scure. Cammarata asserisce di aver preso la sua decisione senza essersi consultato con i big che hanno dimora fissa a Roma (Schifani, Alfano) e Lombardo, dal canto suo, non ha reagito violentemente. Non una ripicca nei confronti degli alleati, non una minaccia di usare la stessa arma nella giunta da lui presieduta. Anzi, un distinguo stilistico l´ha fatto Nicola Vernuccio, commissario palermitano dell´Mpa: «Non mi sembra che il governatore abbia licenziato i due assessori regionali dell´Udc, quando non votarono la riforma della sanità». E allora, per dirla con il segretario regionale Lino Leanza, la strategia per ora è quella «di porgere l´altra guancia». Fino a quando? Almeno fino a quando il governo regionale non incasserà le due leggi che ritiene fondamentali per il prosieguo della sua azione: la riforma della sanità, appunto, e il riordino di assessorati e dipartimenti. «Sono due passaggi epocali, dobbiamo assumerci la responsabilità di tenere il quadro politico complessivo compatto», afferma ancora Leanza assicurando che il caso Palermo «non avrà ripercussioni sul governo regionale e sulle giunte locali». Ma l´Mpa ora si sente vittima. E il pericolo avvertito sta tutto in una parola pronunciata sia da Leanza che da Vernuccio: pretesto. I dirigenti della Colomba temono che le motivazioni addotte da Cammarata nel determinare la frattura a Palermo possano essere solo il pretesto del Pdl per scatenare un´offensiva a tutto campo. Dietro la mossa del sindaco potrebbero esserci ragioni locali: «Abbiamo chiesto chiarimenti sulle municipalizzate che non abbiamo mai ricevuto: e ora siamo fuori dall´amministrazione», dice Vernuccio. Ma c´è chi intravede una strategia più ampia dei berlusconiani: fare pressing su Lombardo e sull´assessore Russo per modificare la legge che ridisegna la mappa di Ausl e ospedali. A questo proposito, Lombardo ha già convocato un vertice di maggioranza che dovrebbe svolgersi in questi giorni. Forse proprio oggi. «All´ordine del giorno ci sono i problemi della sanità ma a questo punto si discuterà anche della tenuta dell´alleanza», diceva ieri un autorevole esponente forzista. E l´obiettivo non sarà, per l´Mpa, riconquistare le poltrone perdute a Palermo. Ma ottenere rassicurazioni più convincenti, al termine di sei mesi da capogiro che a Roma hanno visto gli autonomisti urlare, nell´ordine, contro lo scippo dei fondi per le infrastrutture in Sicilia, contro il no all´attribuzione delle accise sugli oli minerali alla Regione, contro la riforma Gelmini, contro lo svuotamento dei fondi Fas. Un semestre di governo che a Palermo, dopo la sbornia elettorale, ha visto Mpa e Pdl litigare in continuazione proprio sui due capisaldi dell´azione amministrativa indicati da Leanza: le nuove norme sulla sanità e sulla burocrazia. Il momento è delicato, malgrado i tentativi di ridurre il caso Palermo a un fatto locale. Lombardo e parte del Pdl (per non parlare dell´Udc che ieri è tornata a sparare ad alzo zero su Russo) sono separati in casa. A confortare il governatore, fra i berlusconiani, sono rimasti Gianfranco Micciché e i suoi uomini in giunta, da Bufardeci e Cimino. Specie dopo il passaggio di Musotto all´Mpa che ha raffreddato i rapporti con Schifani e Alfano. Lombardo va avanti sorretto da questa coalizione sfilacciata, con una data già cerchiata sul calendario: dal 12 al 14 dicembre ci sarà il congresso nazionale dell´Mpa. «Il clima nazionale nei confronti del Sud è cambiato, è più ostile - dice Leanza - Ma noi al congresso riaffermeremo con forza la nostra identità di partito del Mezzogiorno. E, sia chiaro, non siamo più disponibili ai compromessi. Sbaglia di grosso chi pensa che l´Mpa possa fare da stampella a maggioranze in cui non si riconosce».

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slitta di qualche settimana il restauro del caffè delle mura (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Lucca Slitta di qualche settimana il restauro del Caffè delle Mura LUCCA. Slitta di qualche settimana l'avvio dei lavori di restauro del Caffè delle Mura, affidato alla ditta Barsotti costruzioni che si è aggiudicata anche il diritto a gestire il locale per i prossimi 30 anni. L'intervento doveva iniziare i primi di novembre, ma per questioni di burocrazia spicciola è stato rimandato. «Questo leggero rinvio - spiega Sauro Barsotti, titolare dell'impresa - ci ha consentito anche un ulteriore confronto con la Sovrintendenza che ci ha suggerito alcune modifiche sugli arredi. Le Belle arti ci hanno chiesto, soprattutto in relazione al bancone del bar, di spostarci verso un arredamento che richiami lo stile dell'800». Nel frattempo, la Barsotti costruzioni porta avanti anche un progetto di recupero di quattro baluardi delle Mura, da finanziare (almeno in parte) con i fondi europei del Piuss, il piano di sviluppo sostenibile per il centro storico. «A ottobre - conferma Barsotti - abbiamo presentato una manifestazione di interesse al Comune per recuperare questi spazi (baluardi S. Croce, San Donato, S. Paolino e S. Maria) per trasformarli in centri di accoglienza turistica, dove i visitatori possano trovare dalla mappa, al posto letto, alla bici da noleggiare e, perché no, anche i prodotti tipici. Di pari passo, deve andare il recupero degli spazi sotterranei delle Mura: ad esempio esiste un tunnel di 54 metri bellissimo, da rivitalizzare». Nel progetto proposto al Comune - conclude Barsotti - «c'è l'ipotesi di utilizzare questi spazi per eventi e soprattutto per esposizioni. Abbiamo già preso contatti con una galleria internazionale che, oltre a grandi artisti, ci può portare artisti emergenti di valore. Noi siamo fiduciosi: pensiamo che questo progetto si possa realizzare, anche perché mi risulta sia fra quelli selezionati dal Comune tra le manifestazioni di interesse inviate per interventi nel centro da finanziare con i fondi Piuss».

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crisi dell'agricoltura, mobilitazione della cia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Oristano Crisi dell'agricoltura, mobilitazione della Cia LA PROTESTA «Equità di fronte alle emergenze» ORISTANO. La Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) chiama a raccolta i suoi iscritti e apre di fatto in tutta Italia una mobilitazione per chiedere misure efficaci e immediate a fronteggiare una crisi che mai come ora ha colpito le aziende e l'agricoltura nazionale e regionale. «Crollo dei consumi dei generi alimentari (meno 4%), aumento dei costi al consumatore e crollo del reddito del produttore (in un anno si è perso circa il 18 %), aumento dei costi di produzione mediamente del 33%, stanno di fatto mettendo in ginocchio tante aziende e chiudendo ogni prospettiva futura.», sostiene il presidente provinciale, Serafino Mura, «Occorre equità nel contrastare le emergenze: l' agricoltura ha la stessa dignità ed importanza di banche o compagnie aeree. Il mondo agricolo chiede fatti e azioni incisive ed assiste preoccupato agli orientamenti che vengono della finanziaria nazionale, che taglia azioni e risorse necessarie (che porteranno ulteriori pesanti aggravi di costi), e nulla fa su innovazione e investimenti». E ancora: «Così come preoccupano i ritardi della Regione nella erogazione dei fondi (misura F su benessere animale) e nella gestione del Por e futuro Psr, con una burocrazia imperante, nonché la scarsa attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi straordinari.», dice Serafino Mura, «Interventi che affrontino il contingente ma, soprattutto, che avviino una programmazione ed una azione lunga negli anni la sola capace di creare una strada credibile e di speranza per il settore dove il punto cardine sia la qualità della spesa e i risultati da conseguire». E domani mattina la Cia, nella sede provinciale di via Lazio, illustrerà alla stampa le ragioni della iniziativa. Successivamente si svolgerà un'assemblea con i dirigenti Cia e allevatori provinciali.

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Oncologia pediatrica, Tedesco assicura: <Tra un mese il reparto riaprirà di sera> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-11-13 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso L'assessore ieri ha sentito il manager salentino. Ma è polemica politica Oncologia pediatrica, Tedesco assicura: «Tra un mese il reparto riaprirà di sera» LECCE — A fine mese il reparto di Oncoematologia pediatrica dell'ospedale «Vito Fazzi» di Lecce dovrebbe tornare operativo al cento per cento. Lo promette l'assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, che annuncia: «Sistemeremo la situazione nei prossimi giorni, probabilmente entro novembre non ci saranno più disagi e tutto tornerà come prima. Ho avuto un colloquio con il direttore generale della Asl, Guido Scoditti, e questa volta faremo in modo che non ci siano intoppi ». La polemica Il blocco dei ricoveri nella specialità che ha sede al quinto piano del padiglione oncologico va avanti dal 1 settembre scorso e obbliga i piccoli pazienti a tornarsene a casa ogni sera visto che le prestazioni sanitarie sono garantite solo in regime di day hospital. E' la seconda volta che si verifica questo grave disservizio nel giro di circa un anno. Prima le carenze di personale, ora il mancato rinnovo del contratto alla dirigente del reparto, Assunta Tornesello. Sta di fatto che a pagarne le conseguenze sono i bambini e le loro famiglie, costrette nuovamente ad affrontare i viaggi della speranza verso altre strutture dove siano possibili i ricoveri. Stamattina il direttore generale del-l'Asl, Guido Scoditti e Assunta Tornesello terranno una conferenza stampa per chiarire la situazione. Il manager, in particolare, annuncerà di aver predisposto la delibera che trasforma Oncoematologia in unità complessa. Sembra incredibile, ma la causa dei nuovi disagi sarebbe «un errore procedurale», come fa notare l'assessore Tedesco. Un difetto formale, una svista non meglio definita, «che ha dato vita facile all'Anaao (Associazione nazionale aiuti assistenti ospedalieri) per impedire la classificazione del reparto leccese come struttura complessa». Ma se così stanno le cose, altrettanto incredibile - e soprattutto allarmante - è constatare come sia possibile far inceppare deliberatamente un meccanismo virtuoso che fino al 30 agosto scorso consentiva a numerosi bimbi malati di ricevere adeguate cure e, all'occorrenza, di usufruire anche del ricovero. Fino a quando, cioè, sui dieci posti letto disponibili ha cominciato a depositarsi la polvere per l'inibizione forzata delle degenze. In una teorica scala di importanza c'è forse qualche ragione che supera il diritto alla cura migliore nel posto più vicino alla propria casa? E soprattutto ci sono interessi tali per cui qualcuno possa «avere gioco facile», riuscendo, di fatto, ad anchilosare l'articolazione più «sensibile» della sanità salentina, dove si lotta per guarire i bambini dai tumori? Se lo chiede l'uomo della strada. Se lo chiedono le famiglie costrette, in questi mesi, ad «emigrare» a Milano, Roma o altrove. Se lo domandano i volontari dell'associazione «Per un sorriso in più» che hanno speso oltre 600mila euro per attrezzare il reparto. Lo scontro politico Il capogruppo di Fi a Viale Capruzzi, Rocco Palese, accusa: «Si poteva fare come a Casarano e Gallipoli dove le strutture oncologiche sono state trasformate da unità semplici a complesse pur in assenza del Piano della salute. E' una vergogna senza precedenti e si abbia almeno l'umiltà di chieder scusa piuttosto che arrampicarsi sugli specchi sostenendo di avere anche ragione». Rincara Giammarco Surico, consigliere regionale del Gruppo misto e primario in aspettativa del reparto di Oncologia e Oncoematologia pediatrica dell'ospedale leccese. «Rifiuto di pensare che la burocrazia possa prevalere sulla sofferenza», commenta. Antonio Della Rocca La sfida del direttore generale Oggi Guido Scoditti generale annuncerà la delibera che trrasforma Oncoematologia in unità complessa L'assessore regionale alla Salute, Alberto Tedesco, con il governatore Nichi Vendola

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Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 13/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:FORNITURE E IMPIANTI ELETTRICI Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza Sicurezza tra le pareti domestiche: una priorità del Governo. Gli ultimi dati Istat e Censis infatti non lasciano spazio a dubbi: gli incidenti domestici la prima causa di infortuni in Italia (4 volte più di quelli sul lavoro e 13 volte più di quelli stradali). Ecco perché il decreto ministeriale n. 37 del 2008, voluto per aumentare la sicurezza e snellire la burocrazia. Il decreto n. 37/2008 ha sostanzialmente confermato l'impianto della legge n. 46/1990 rafforzando le misure di sicurezza pur nella semplificazione delle procedure burocratiche. Il decreto, infatti, non prevede obblighi di adeguamento poiché, come detto sopra, gli impianti preesistenti dovevano già essere a norma. Stabilisce che in caso di mancanza o smarrimento della dichiarazione di conformità sia possibile ricorrere alla dichiarazione di rispondenza all'atto del trasferimento dell'immobile o della sua locazione. Infine, il decreto rappresenta una concreta ed importante novità in termini di certezza giuridica: l'introduzione della clausola di garanzia chiarisce, infatti, le responsabilità finora affidate a lenti contenziosi giuridici. Stabilire prima e per iscritto chi si assume la responsabilità della sicurezza.

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Novecento, secolo breve anche per il Petruzzelli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2008-11-13 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE La storia del politeama / 4 Nel 1967, con la legge Corona, arriva la promozione a «teatro di tradizione», ma non il salto di qualità Novecento, secolo breve anche per il Petruzzelli Dal fascismo all'era Vitale, tra cinema e varietà di FABRIZIO VERSIENTI La fine dell'«era Quaranta» nella gestione del Petruzzelli (1903-1928) si sovrappone con l'inizio e il consolidamento dell' «era fascista». Sono anni di grandi cambiamenti per la città di Bari, che viene gradualmente ad assumere quel ruolo di città- regione che il regime le assegna. L'industria declina a tutto vantaggio dei servizi e della burocrazia pubblica; dal 1921 al 1936 Bari aumenta quasi del 50% i suoi abitanti (da 136mila a 198mila) gonfiandosi sotto l'effetto di un processo d'inurbamento poderoso. Nel capoluogo nascono il porto e il lungomare, i nuovi quartieri di Madonnella e Carrassi, il canalone, lo stadio della Vittoria, il policlinico, la Fiera del Levante, l'università «Benito Mussolini». Come scrive Franco Cassano in un suo saggio del 1976, «la città diviene luogo di consumo e di commercializzazione della rendita» mentre si espande la piccola borghesia degli uffici, «tenacemente antioperaia, attaccata ai propri segni di privilegio e di distinzione ». La morte di Antonio Quaranta priva il Petruzzelli di una guida stabile. Gli impresari si alternano, con margini di rischio sempre più modesti grazie alle sovvenzioni pubbliche che il regime elargisce con generosità e in modo via via più sistematico (fino alla legge sulla musica del 1936, che continuerà a regolare il settore anche nel dopoguerra, fino all'avvento della legge Corona nel 1967). In cambio, si fa più stretto il controllo sui «contenuti» della vita teatrale, sulle scelte di programmazione: mentre scompare il grand-opéra e la musica francese, si riduce lo spazio per Wagner e si dimentica completamente il Settecento (quello del barese Piccinni, ma anche quello di Mozart), dilaga oltre misura il Verdi nazional-popolare di Aida e Traviata, e si dà perfino spazio a una serie di compositori «contemporanei» graditi al regime; quei cartelloni la dicono lunga sullo stato di letargo culturale di un'Italietta asfittica e provinciale. Qualcuno ricorda oggi i nomi di Mary Rosselli ( Andrea del Sarto, 1931), Ezio Camussi ( Il volto della Vergine, 1937), Umberto Balestrini ( Flora, 1935)? In quelle stagioni trovano spazio anche compositori pugliesi come Pasquale La Rotella o il futurista Franco Casavola, ma in generale l'attenzione si sposta decisamente dal repertorio al divismo, dalle scelte di programma all'allestimento dei cast dove non deve mancare il cantante di grido. Passano infatti dal Petruzzelli Beniamino Gigli, Tito Schipa e altri tenori e soprani di peso. E non mancano le recite di regime, come il Nerone di Boito allestito nel 1930, con lo stesso impresario, il principe Guglielmo Romanazzi, impegnato in un'apparizione sul palco nei panni di un auriga romano, con tanto di biga e alloro; è il trionfo di quella «romanità » di cartapesta tanto cara al fascismo. Nel frattempo, nascono in città nuove istituzioni musicali come il Liceo musicale, la Regia Schola Cantorum della basilica di San Nicola e l'Accademia Polifonica, ma non sembra esserci alcuno scambio tra queste esperienze di formazione e di vita musicale di qualità, sia essa amatoriale o d'eccellenza (tra i docenti del Liceo, per fare un nome, c'è anche una concertista di fama come la violinista pugliese Gioconda De Vito), e le stagioni liriche del Petruzzelli; sempre raccogliticce e più o meno occasionali saranno le orchestre impiegate nel politeama dai gestori di turno, impegnati a ridurre i costi e non certo a «stabilizzare» organici orchestrali degni di questo nome. Il risultato è che nell'offerta spettacolare complessiva del teatro il numero delle recite e gli spettatori della lirica diminuiscono, mentre il cinema e il teatro leggero dilagano. Operetta ma soprattutto rivista, varietà e avanspettacolo la fanno da padrone. Tra gli eventi del tempo, si conserva memoria dell'arrivo a Bari nel 1933 della «divina» Anna Fougez: una ragazza di natali tarantini (vero nome, Anna Pappacena) cresciuta sui palcoscenici di tutta Italia, lontana dalla sua terra, diventata un'autentica «sciantosa » con tutto il repertorio di gioielli e piume di struzzo, scalinate e fontane. Lei mostrava le gambe con velata generosità, cantava Vipera e Abat-jour; era il non plus ultra dell'eleganza peccaminosa. Nel 1930 scrisse un'autobiografia intitolata Il mondo parla e io passo, dieci anni dopo si rinchiuse in una villa della provincia romana piena di cimeli dove visse circondata dalle amiche fino alla morte, nel 1966. Questa progressiva «decadenza» dei costumi (e dei consumi culturali) verrà stigmatizzata già nel 1927 dalla stampa locale, che parla di un teatro ridotto a sala cinematografica, accusando Antonio Petruzzelli di «inadempienze» rispetto al patto sottoscritto a suo tempo con la città. A rafforzare il giudizio critico di una parte della cittadinanza arriverà anche, dagli anni Trenta in poi, la progressiva trasformazione del teatro, dapprima per i Petruzzelli e poi per i loro eredi, in uno stabile produttore di rendite immobiliari: molti suoi locali, oltre a quelli in origine ceduti al circolo Unione, saranno infatti affittati a esercizi commerciali di varia natura (si ricordano perfino un benzinaio e un autolavaggio, negli ultimi anni di vita del teatro). A sconvolgere il tranquillo tran-tran di provincia, insaporito dalle polemiche o da qualche occasionale brivido di mondanità e di grande lirica, arriva la guerra e la conseguente caduta del fascismo. Dopo l'armistizio, dal dicembre 1943 fino al '46, per 32 mesi, quando Bari diventa per breve tempo una capitale dell'Italia libera (con il congresso dei Cln al Piccinni e le trasmissioni di Radio Bari), oltre che un quartier generale delle forze alleate, sarà proprio l'esercito angloamericano d'occupazione a gestire direttamente il teatro, come luogo di svago per le truppe nelle retrovie della guerra. E' il periodo descritto in modo sentimentale e nostalgico da Alberto Sordi nel suo film degli anni Settanta Polvere di stelle, che sarà girato proprio nel teatro Petruzzelli. La musica e il cinema americani, a lungo ostracizzati dal regime fascista, ma anche il varietà, la boxe e altre forme d'intrattenimento sportivo riempiono la programmazione del politeama che sembra voler recuperare il tempo perduto nell'arco di poche stagioni. Il ritorno alla normalità avverrà il 12 ottobre 1946, spentisi gli ultimi fuochi del conflitto, con la riapertura del teatro a uso e consumo della città. La lirica ritroverà lentamente il suo spazio, soprattutto grazie all'attività di un nuovo impresario che, come Quaranta a inizio secolo, caratterizzerà la vita del Petruzzelli: parliamo di Carlo Vitale, direttore d'orchestra e organizzatore musicale che dirigerà la programmazione lirica del politeama barese per un quarto di secolo, grossomodo dal 1952 al 1977 (dapprima non in regime di monopolio, ma in modo sempre più esclusivo negli anni Sessanta e Settanta). E' lui l'uomo che riaccenderà la fiammella della tradizione lirica barese e avrà anche l'arduo compito di farla brillare, quando il Petruzzelli sarà riconosciuto «teatro di tradizione» dalla legge Corona del 1967; e avrà anche un ruolo non secondario nella nascita dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. Intanto, la città ritrova lentamente una vita culturale degna di questo nome: la data simbolo del nuovo inizio può essere il 24 febbraio 1948, quando in un'edizione di Traviata debuttano insieme i giovani Carlo Bergonzi (nei panni di Germont) e lo stesso Vitale sul podio, come rammenta lo storico Dino Foresio nella sua monografia Carlo Vitale 1912/1989. Negli anni Cinquanta l'attività della Camerata Musicale Barese e della Fondazione Piccinni porta a Bari nomi di primo piano della concertistica internazionale, grandi pianisti soprattutto: da Rubinstein (che torna nel 1955, trent'anni dopo il concerto del marzo '25) a Benedetti Michelangeli (1956), da Cortot a Elman. Tra il 1950 e il '56 sarà a Bari anche la rivista «esotica» di Joséphine Baker, mentre la grande musica tornerà a reclamare i suoi diritti nel '58 con il concerto di Karajan. Non c'è male per una città che sta vivendo una felice stagione culturale, grazie anche all'attività di istituzioni come l'università e la casa editrice Laterza, in concomitanza con il boom economico (edilizio, ma anche industriale) degli anni Cinquanta-Sessanta. La legge Corona e il nuovo status di teatro di tradizione, nel 1967 (qualcuno brontola, vorrebbe di più: si aspirava a rientrare nella serie A degli enti lirici), spingono anche il Petruzzelli di Vitale a puntare in alto. Ecco le voci di Mario Del Monaco e Alfredo Kraus, Piero Cappuccilli e Renato Bruson, Renata Scotto e Mirella Freni animare stagioni liriche che non brillano per coraggio d'innovazione ma assicurano comunque grande qualità musicale. Vitale ha passione e competenza, ma i tempi non sono maturi per un autentico decollo del Petruzzelli. Anche perché il cinema continua a occupare il 90% della programmazione del politeama, lasciando al teatro solo le briciole. Bisognerà attendere gli anni Ottanta per vedere finalmente all'opera un Petruzzelli insieme degno del suo rango di teatro di tradizione e dello status di simbolo dell'antico progetto di «Bari capitale». (4 - continua; le puntate precedenti sono uscite il 23 ottobre, il 30 ottobre e il 6 novembre. La quinta uscirà giovedì prossimo) Volti Da sinistra, la sciantosa Anna Fougez, il tenore Mario Del Monaco nei panni di Otello, il pianista Arthur Rubinstein: tutti «ospiti» del teatro Petruzzelli Polvere A sinistra, folla in attesa davanti al politeama per il film «I dieci comandamenti» di Cecil B. DeMille (1956). Nel Novecento il Petruzzelli è stato più un cinema che un teatro. In alto, Monica Vitti e Alberto Sordi sul palcoscenico del teatro Petruzzelli: è una scena del film «Polvere di stelle» (1973)

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Gli Usa di Obama al Suor Orsola (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-11-13 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Lezioni di Renzo Cianfanelli Gli Usa di Obama al Suor Orsola Al Suor Orsola, «L'America al tempo di Obama », due lezioni dell'inviato del «Corriere della Sera» Renzo Cianfanelli. Si terranno a partire da oggi alla Scuola di giornalismo dell'ateneo napoletano, dalle 10 nella sala Giancarlo Siani. Cianfanelli condurrà la prima parte di «L'America al tempo di Obama», un seminario aperto al pubblico (gratuito) che proseguirà il giovedì successivo nella stessa sede e alla stessa ora. «Con la vittoria di Obama – dice Cianfanelli – l'America ha mostrato ancora una volta la sua capacità di recupero. E' riuscita nuovamente a respirare, malgrado la crisi che imperversa. Milioni di persone hanno trovato nuovi motivi per guardare alla politica: una svolta impossibile in tanti altri luoghi del mondo. Al Suor Orsola parleremo del nuovo Presidente eletto – continua l'inviato del «Corriere» – anche come dell'uomo che per primo ha saputo sfruttare davvero appieno, dal punto di vista politico, le possibilità offerte dalle nuove forme di comunicazione: basti pensare che la campagna elettorale di Barack è stata finanziata dal basso, da gente comune che ha versato il proprio contributo con la carta di credito grazie internet». Cianfanelli ha più volte tenuto lezioni comparative sugli Usa e l'Europa in università americane. Nel corso dei suoi incontri al Suor Orsola il giornalista si soffermerà non solo sull'uso dei media, ma anche sulla crisi finanziaria, sui problemi dell'immigrazione, sulla burocrazia, sugli abusi di potere e su molti altri temi d'attualità. In cattedra Renzo Cianfanelli ha più volte tenuto lezioni comparative su Usa e Europa

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Indulto, conti errati: torna in galera 6 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 13-11-2008)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-11-13 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La denuncia Il magistrato ha negato all'extracomunitario l'affidamento ai servizi sociali Indulto, conti errati: torna in galera 6 giorni Dimenticato l'ultimo pezzo di pena, pusher arrestato di nuovo PADOVA — La storia ha dell'incredibile e «sbatte» terribilmente con leggi, benefici e disposizioni varie studiati per contrastare l'affollamento delle carceri e rendere possibile la rieducazione dei detenuti. Oggi infatti dovrebbe uscire dal Due Palazzi di Padova un extracomunitario al quale è stato sbagliato il conteggio della pena sottoposta ad indulto. L'uomo era stato arrestato nella città del Santo prima della «liberatoria» del 31 luglio 2006, applicata a tutti i reati commessi fino al 2 maggio di quell'anno e puniti con un massimo di tre anni. Misura nella quale lo straniero rientrava, perchè condannato proprio a tre anni, per spaccio di droga. Dopo la carcerazione preventiva, la sentenza e la pena definitiva, per lui è scattato l'indulto. Ed è stato rimesso in libertà. Peccato però che la burocrazia sia incappata in un clamoroso errore di calcolo, trascrivendo la condanna da «sanare» non nella sua interezza, bensì lasciando fuori gli ultimi sei giorni. Sabato scorso, la brutta sorpresa: l'extracomunitario è incappato a Padova in un normale controllo delle forze dell'ordine che, dopo il controllo delle sue generalità via radio, l'hanno ammanettato e portato in carcere. Allibito per il nuovo arresto, l'uomo ha chiamato il suo avvocato e la verità è venuta a galla. Procura e amministrazione carceraria responsabili del suo caso hanno predisposto la richiesta di indulto secondo legge per i tre anni di pena, dimenticandone però sei giorni. Di conseguenza, quando è arrivato il provvedimento definitivo nei confronti dello straniero, è scattato un mandato di custodia. Il legale dello spacciatore ha presentato domanda di pena alternativa alla detenzione, cioè l'affidamento ai servizi sociali. Ma il magistrato di turno ha risposto picche, perchè il soggetto in questione non ha fissa dimora, quindi si rischia la fuga. Per sei giorni. E così l'uomo è tornato in carcere, da sabato a oggi. «Questa storia è l'ennesima dimostrazione della mala gestione dell'indulto — denuncia Gianpietro Pegoraro, segretario regionale della Fp-Cgil per la polizia penitenziaria — una misura molto utile se ben applicata e se sostenuta da strutture in grado di accogliere i detenuti che non sanno dove andare. Invece è stata orchestrata così male che dopo sei mesi le carceri erano di nuovo piene e per di più cominciano ad emergere situazioni paradossali ». M.N.M. Dietro le sbarre L'uomo è rientrato sabato

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E a Lampedusa sbarcano sempre più donne (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-11-13 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il fenomeno E a Lampedusa sbarcano sempre più donne LAMPEDUSA (Agrigento) — Sempre più donne e bambini. Sempre più persone che richiedono asilo politico. L'immigrazione cambia pelle e lo si vede da quello straordinario punto di osservazione che è il molo di Lampedusa, dove approdano i migranti provenienti dalle regioni più tormentate del continente africano. Nei primi undici mesi di quest'anno sull'isola sono sbarcate 3.128 donne, il triplo di quella arrivate in tutto il 2007. Il dato è ancora più eloquente se letto in percentuale sul totale dei migranti giunti a Lampedusa: ad ottobre 2006 le donne erano il 5,2 %, nel 2007 l'8,8%, quest'anno siamo oltre il 12%. Altrettanto significativo l'aumento dei minori, spesso non accompagnati. Si è passati dal 2% del 2006, all'8% di quest'anno. Quanto alle aree di provenienza, la stragrande maggioranza dei migranti arriva da Eritrea e Somalia. «La nostra esperienza — spiega Loris De Filippi, capo progetto delle missioni italiane di Medici senza frontiere, che ha elaborato questi dati — ci dice che in genere gli uomini partono per motivi economici. Quando le condizioni diventano di estremo pericolo, allora scappano tutti, anche le donne, anche quelle che aspettano un bambino». Per lo stesso motivo aumentano anche le richieste di asilo politico. Stando all'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) lo scorso anno una su 3 delle persone arrivate via mare in Sicilia ha fatto domanda di asilo e una su 5 ha ottenuto una qualche forma di protezione. Quest'anno il trend è in crescita: le domande di asilo sono già oltre 40 mila in Italia e una grossa fetta riguarda proprio chi è arrivato via mare. L'impennata nelle richieste di asilo è stata così improvvisa da mettere in crisi il modello italiano basato sui Cara (Centri di assistenza per i richiedenti asilo) e sui Sprar (il Servizio di protezione per chi ottiene una risposta positiva). «Quello italiano — dice Laura Boldrini, portavoce Unhcr — sulla carta è un buon modello ma da qualche anno rischia di incepparsi per l'insufficienza di risorse rispetto al numero di richieste di asilo. Sarebbe necessario investire di più per favorire i processi di integrazione». Sull'immigrazione femminile anche la Boldrini ritiene che «quando si tratta di cercare lavoro partono gli uomini, ma quando c'è da salvare la vita vanno via anche donne e nuclei familiari ». Anche se il viaggio può trasformarsi in un calvario: «Lungo la strada le donne in fuga da guerre e persecuzioni spesso rischiano di restare vittima di soprusi e, a volte, di stupri. Si tratta di un dramma sul quale andrebbe sollevata una questione internazionale. Non si possono lasciare impuniti questi abusi ai danni delle donne». E una volta arrivate in Italia i problemi non sono certo finiti. «Oltre alle cure mediche, donne e bambini hanno bisogno di assistenza psicologica — spiega Loris De Filippi— e di questo si occupano le organizzazioni di volontariato presenti a Lampedusa mentre il servizio sanitario è assente. Non si capisce perché le Asl non debbano farsi carico dell'assistenza ai migranti». Per Laura Boldrini «Lampedusa comunque è una realtà ben strutturata. C'è l'Alto commissariato, la Croce Rossa, altre organizzazioni e complessivamente c'è attenzione umanitaria e trasparenza». Il problema vero si pone dopo: «Lampedusa è solo un punto di passaggio. Dopo invece c'è il pericolo che queste donne non riescano ad integrarsi o, peggio ancora, finiscano sulla strada. E' importante analizzare i cambiamenti nei flussi migratori per calibrare meglio le politiche di intervento. Se dunque cresce il numero di donne e il numero di richiedenti asilo occorre attrezzarsi di conseguenza». Molte delle donne che arrivano a Lampedusa a bordo delle carrette del mare avrebbero diritto ad entrare legalmente. Ma accettano di rischiare la vita perché le procedure per i ricongiungimenti familiari sono lunghe e difficili per chi deve fare i conti con la burocrazia da lontano, spesso in villaggi senza collegamenti. Il loro arrivo in Italia per raggiungere un marito o un figlio va poi letto anche in chiave positiva. Come in tutti i flussi migratori la presenza femminile contribuisce infatti a dare stabilità alle comunità. Il rapporto Caritas-Migrantes sottolinea che la presenza delle donne e delle famiglie «è un importante indicatore dello stabilizzarsi degli immigrati». «Nel tempo — osserva Franco Pittau, coordinatore del dossier — l'Italia è diventata un paese di prima scelta. Prima arrivavano da noi per poi andare in Germania o in Francia e lì si stabilivano. Ora invece vengono in Italia per restare. E sempre più spesso partono interi nuclei familiari. E l'arrivo di una famiglia è un fattore positivo per la stabilizzazione e l'integrazione con le comunità locali». Alfio Sciacca asciacca@corriere.it

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Costruire l'Alto Adige di domani (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PUBBLICITA - data: 2008-11-13 num: - pag: 9 categoria: PUBBLICITA L'ASSOCIAZIONE PRESENTA UN DECALOGO DI MISURE A SOSTEGNO DELLO SVILUPPO Costruire l'Alto Adige di domani T ra le chiavi del successo anche l'adozione del sistema PPP tra pubblico e privato Assoimprenditori Alto Adige rappresenta gli interessi di circa 500 aziende organizzate a livello industriale, che danno lavoro complessivamente a circa 33.000 addetti. Con una quota del 17 percento le aziende industriali, le imprese edili e di servizi contribuiscono al prodotto interno lordo provinciale con la quota proporzionalmente di gran lunga maggiore rispetto a tutti gli altri settori economici altoatesini. Una rappresentanza di tale portata raffigura al contempo un privilegio ed un impegno, aspetto quest'ultimo dal quale Assoimprenditori Alto Adige non si è mai sottratta. Nell'ottica lungimirante ed anticipativa che ne ha sempre contraddistinto l'operato non appena sono stati resi noti i risultati emersi dalla tornata elettorale del 26 ottobre ha immediatamente inviato a tutti i neo eletti Consiglieri un articolato decalogo di proposte volte a favorire lo sviluppo dell'economia locale. Gli argomenti sono i seguenti: (1) La localizzazione economica dell'Alto Adige. (2) Leading competence units. (3) Imposte e tasse. (4) Potere d'acquisto. (5) Incentivi pubblici. (6) Istruzione. (7) Conciliabilità tra famiglia e lavoro. (8) Sicurezza sul lavoro. (9) Urbanistica. (10) Trasporti. (11) Autostrade informatiche. (12) Energia. (13) Tutela dell'ambiente. (14) Burocrazia. Su queste pagine le analizzeremo uno ad uno al fine di poter offrire anche ai lettori una visione completa delle proposte avanzate da Assoimprenditori Alto Adige, iniziando dalle prime due. La localizzazione economica dell'Alto Adige: negli ultimi decenni l'Alto Adige si è ritagliato un ruolo importante come testa di ponte tra l'area di lingua tedesca e l'Italia. Le imprese estere hanno dato la preferenza alla Provincia di Bolzano nell'apertura delle loro sedi in Italia. Nel frattempo molte di queste aziende si sono trasferite in centri economici più grandi (es. Verona). La Provincia di Bolzano deve rimanere anche per il futuro un'area d'insediamento privilegiata per le imprese estere, per non perdere la propria preziosa funzione di cerniera tra nord e sud. Altrettanto importante è offrire prospettive di sviluppo alle imprese già presenti sul territorio provinciale e portare avanti con determinazione la cosiddetta “politica del headquarter”. Affinché l'Alto Adige rimanga attraente come sito economico, vanno migliorati soprattutto i collegamenti, cioè devono essere potenziate le vie di traffico, i tempi per ottenere le autorizzazioni nel caso di nuovi insediamenti e di ampliamenti aziendali devono essere abbreviati, il sistema fiscale e contributivo deve essere modificato e reso più attento alle esigenze delle aziende e la burocrazia deve essere semplificata. Per realizzare velocemente ed a bassi costi in futuro progetti moderni in diversi settori, Assoimprenditori rinnova la proposta di adottare a livello comunale, comprensoriale e provinciale il modello PPP, che in Europa viene praticato sempre più spesso. PPP sta per Private Public Partnership e significa la collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e le aziende private per la progettazione, il finanziamento, la realizzazione e la gestione di progetti ed istituzioni. Leading competence units: l'ampia varietà dei settori economici - industria, servizi, artigianato, commercio, turismo e agricoltura - e una struttura prevalentemente costituita da piccole e medie aziende sono una caratteristica dell'economia altoatesina. In questa realtà economica le cosiddette aziende guida (LCU - leading competence units) svolgono un ruolo di spicco nei vari settori. Tali aziende guida meritano una particolare attenzione. Ad una produzione per un valore di un euro nelle aziende guida consegue, infatti, la produzione di 1,8 euro a livello dell'economia. Ogni posto di lavoro in aziende guida genera altri 2,8 posti di lavoro nel sistema economico. Ogni euro di valore aggiunto produce 2,2 euro di valore aggiunto per l'intera economia. Già queste nude cifre dimostrano quanto sarà importante in futuro la funzione delle aziende guida per il “sistema Alto Adige“. Soprattutto l'incentivazione dell'innovazione dovrà essere maggiormente orientata a queste aziende. CHRISTOF OBERRAUCH Presidente Assoimprenditori

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finanziaria, comuni e province bocciano la manovra della cdl (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo la polemica per l'abolizione degli Aster è mancato il quorum sul parere. Oggi Tondo vola a Roma Finanziaria, Comuni e Province bocciano la manovra della Cdl di PAOLO MOSANGHINI UDINE. I Comuni bocciano la finanziaria regionale. Il Consiglio delle autonomie locali non ha approvato la manovra per un voto (11 favorevoli, 8 contrari, 2 astenuti) non raggiungendo il quorum, approvato invece il patto di stabilità; mentre l'Anci ha criticato il bilancio 2009 perché «cancella ogni forma di federalismo». È durata piú di tre ore la maratona al Consiglio delle autonomie, ieri pomeriggio, per l'illustrazione della finanziaria da parte degli assessori Federica Seganti e Sandra Savino. Confermati i fondi per Comuni e Province, che avranno un incremento di 1,5-2 per cento. Ma nel mirino dei sindaci ci sono l'eliminazione degli Aster (Ambiti per lo sviluppo territoriale), l'aumento delle spese del personale, la mancanza di un meccanismo che premi gli enti virtuosi. «Mi colpisce l'abrogazione degli Aster perché nulla viene proposto in alternativa e si rischia il vuoto. E sono pure preoccupato per i costi del comparto unico», è il commento del sindaco di Udine Furio Honsell. «La manovra finanziaria - ha aggiunto - va verso un neocentralismo regionale». Anche il sindaco di Cividale Attilio Vuga ha invitato la giunta regionale a «non creare piú confusione di quella che c'era». Una scelta «motivata da pregiudizi, cosí come per l'urbanistica», ha motivato il sindaco di Roveredo in Piano Renzo Liva. Il Comune di Pordenone invece ha chiesto chiarezza sui parametri per premiare i Comuni virtuosi. Critici pure il presidente dell'Anci e sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto («dov'è finito il federalismo?») e il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta («da questa finanziaria non esce una linea per il futuro»). Il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ha commentato: «Non piango sugli Aster, ci sono già le Province che hanno dimensione sovraccomunale». La soppressione degli Aster è stata «un fulmine a ciel sereno», ha affermato il presidente del Consiglio delle autonomie Mario Pezzetta. «Ci auguriamo che la giunta regionale - ha aggiunto - avvii un dialogo sulla legislazione». Il confronto «è stato molto costruttivo», ha commentato al termine l'assessore Seganti. «Le sole reticenze riguardano la soppressione degli Aster, ma in sei mesi - ha ricordato - non ho sentito altro che lamentele su questa norma che secondo la maggior parte degli addetti al lavoro non è altro che una modalità surrettizia di ripartizione di fondi». L'assessore ha risposto anche a Pizzolitto: «Una critica che non capisco perché ora i fondi saranno, di fatto, meno vincolati, con l'aggiunta di una concertazione rafforzata tramite il Consiglio delle autonomie». E sul comparto unico: «La Regione ha tutti i fondi previsti, e continua con un fondo di 36 milioni di euro a garantire il gap tra il contratto degli enti locali e quello dei regionali. Il sindaco Honsell ha esposto suoi problemi di bilancio perché il costo del personale del suo Comune aumenta piú dello stanziato». Infine, in merito all'assegnazione agli enti locali dell'eventuale tesoretto derivante dalle compartecipazioni al gettito fiscale, Seganti ha puntualizzato che «le assegnazioni vengono stabilite in merito alla stima sull'inizio anno e poi definite in sede di assestamento. L'assestato sarà dato dall'incremento extragettito rispetto all'anno precedente. Mi auguro possa essere cospicuo come quello dell'anno, di 50 milioni di euro, ma ovviamente - ha precisato - il mio è solo un auspicio non una stima». E ieri il Comitato esecutivo dell'Anci (Associazione dei comuni) del Fvg ha bocciato la finanziaria perché «cancella ogni forma di autonomia dei comuni, riduce i trasferimenti e li vincola, ridimensiona le competenze e l'azione dell'associazionismo». Il presidente Pizzolitto ha spiegato: «Se stiamo parlando di federalismo fiscale e di autonomia e responsabilità dei Comuni come possiamo trovarci una legge finanziaria che va esattamente nella direzione opposta». «Mentre in Veneto - ha spiegato Pizzolitto - i sindaci rivendicano il 20% dell'Irpef come quote da gestire autonomamente dai comuni per poter rispondere alle esigenze e ai bisogni delle imprese e delle famiglie, il Friuli Venezia Giulia, regione a Statuto speciale, torna indietro». Oggi Tondo sarà a Roma proprio per affrontare questi temi con il Governo. L'abrogazione degli Aster è «semplificazione istituzionale», ha replicato l'assessore Seganti. «Ci sono tali e tanti livelli per i comuni - ha spiegato - che oggi si traducono solo in costi, burocrazia e rallentamenti». La Regione, ha concluso l'assessore, «persegue l'obiettivo di creare progetti di investimento strategici per il territorio».

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L'importanza della cultura pratica (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 270, pag. 17 del 13/11/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF       Giovani e imprese/Intervista a Michele Alippi, presidente Gruppo Giovani di Cna Lombardia L'importanza della cultura pratica Utile per gli imprenditori vivere l'associazione dall'interno Zucchero e farina. Un gioco, inizialmente, quando, ancora bambino, si muoveva nella pasticceria di mamma e papà. Un gioco poi trasformato in una professione, e nello stesso tempo in una vocazione. Perché senza passione, non si arriva lontano. Ed è per merito di questa passione, forse, di questo considerare la propria azienda come parte di sé, che gli artigiani e i piccoli imprenditori continuano, nonostante tutto, a creare ricchezza. Michele Alippi, titolare di una pasticceria artigianale a Lecco, dal 2000 presidente del gruppo Giovani imprenditori di Cna Lombardia. Domanda. Come ha cominciato? Risposta. Sono figlio d'arte. L'azienda è stata sempre una parte della famiglia. Da bambini non si hanno le idee chiare, mi divertivo a giocare con farina e zucchero. Tutto qui. Crescendo, mi sono fatto un'idea, ho cominciato a pensare a questo come a un lavoro. Quando si studia non si conosce affatto il lavoro: credo che la scuola sia molto distante dal mondo dell'impresa. In azienda sono entrato nel 1990, da due anni abbiamo anche vissuto la fase del passaggio generazionale vero e proprio. Ora ne sono titolare insieme a mia sorella. D. Come vanno gli affari? R. Ci sono tante difficoltà, ma altrettanti benefici. Siamo un'impresa a conduzione familiare, e abbiamo sempre puntato su qualità e freschezza, che nel nostro settore sono la vera forza di un prodotto artigianale. D. Se non fosse stato per lei, i suoi genitori avrebbero chiuso bottega? R. è difficile fare valutazioni con il senno di poi. Certo, molto probabilmente, se io non mi fossi avvicinato all'attività dopo gli studi non avrebbero fatto alcuni importanti investimenti, avrebbero cercato qualcuno a cui cedere l'attività. D. Quanto conta, per un artigiano, la formazione sul campo? R. Credo che la teoria sia fondamentale, ma poi è l'esperienza sul campo che conta, l'avere a che fare con le difficoltà di tutti i giorni. Compresa la pesantissima burocrazia che grava sulle piccole e piccolissime imprese. Anche per imparare a fronteggiare questo problema, la pratica è fondamentale. D. Davvero la burocrazia è il problema numero uno per una piccola impresa? R. Non c'è, a mio modo di vedere, un problema principale, uguale per tutti. Ognuno vive di più un certo problema, e si organizza di conseguenza. Per alcuni può essere la burocrazia, per altri l'accesso al credito. Il mercato, in generale, è un «problema». Ha subito moltissime modifiche in poco tempo: restando al mio settore, quello che vale oggi in termini di qualità, di comunicazione, era impensabile fino a pochi anni fa. D. Anche noi abbiamo imparato a promuoverci. Ricorda la storia dello champagne e dello spumante italiano? R. Anche in Italia, da questo punto di vista, la mentalità è cambiata. L'esempio del vino è perfettamente centrato. Abbiamo ottimi Franciacorta, in grado di competere con i migliori champagne. Eppure, ancora oggi, quando parli di champagne alle persone fa un effetto diverso. Dobbiamo fare molti passi avanti, in Italia, dal punto di vista del marketing. Dal punto di vista della qualità, invece, non credo. In base alla mia esperienza, tutto il settore alimentare ha fatto della qualità la propria parola d'ordine. D. Quando ha «incontrato» Cna? R. Conosco l'associazione da 25 anni, grazie a mio padre, che aveva creato un'associazione di pasticcieri vicina a Cna. Da un certo punto di vista il mio è stato un riavvicinamento, che risale al 1987, quando frequentavo il corso di formazione in seguito all'introduzione della legge Haccp, che ha rivoluzionato profondamente tutto il settore alimentare. Poi sono entrato negli organismi associativi, e l'ho conosciuta ancora meglio. Quindi, dal 2000, sono presidente del gruppo Giovani di Cna Lombardia. D. Quale contributo può dare Cna alla vita di una piccola impresa? R. Intanto c'è una quantità di informazioni che gli artigiani difficilmente riuscirebbero a reperire altrimenti, sia rispetto agli adempimenti sia riguardo alle opportunità, come bandi e simili. Poi ci sono i servizi, come la contabilità. Sono diversi i punti di forza che offre l'associazione, naturalmente variabili in funzione dell'efficienza dei vari uffici territoriali. Per quanto mi riguarda, partecipare alla vita di Cna mi ha fatto crescere molto. Se penso al gruppo Giovani, si confrontano esperienze, ci si rende conto che, al di là dei problemi peculiari di ogni settore ci sono questioni che riguardano tutti, a cui si possono trovare soluzioni condivise. Consiglierei a ogni imprenditore di fare qualche anno di esperienza ricoprendo un ruolo in Cna, di vivere l'associazione dall'interno. D. Imprenditori e giovani imprenditori. Quale il valore aggiunto dei secondi? R. I giovani sono più aperti nel modificare la struttura di un'azienda. Sono dinamici per natura, senza nulla togliere a chi è venuto prima di noi, a chi, con la sua esperienza, può permetterci di evitare almeno in parte alcuni errori. D. Le farebbe piacere che i suoi figli lavorassero con lei in azienda? R. Al momento non ho figli. Ritengo comunque che debbano essere liberi, come è stata concessa a me questa libertà. Certo, se avessero passione per il mio lavoro, ne sarei ben contento. D. Come mai, nonostante tutto, sono sempre le pmi a creare ricchezza in Italia? R. Credo che l'Italia sia un paese strano. Pieno di pecche e difficoltà, ma comunque un paese in cui l'impresa a conduzione familiare è sempre stata il modello prevalente. E chi le ha fondate, queste imprese, ci ha messo l'anima e il cuore, per farle crescere come un figlio. Alcuni hanno messo soldi, pur di non chiudere. Dopodiché, quello che distingue una piccola impresa da altre unità produttive è il fatto che quasi sempre i titolari hanno reinvestito gli utili in azienda. Magari, per colpa di questo, non hanno fatto le ferie, hanno rinunciato alle belle macchine. Ma il denaro lo hanno sempre reinvestito in azienda. D. Vede un problema di professionalità e di reperimento di risorse umane qualificate? R. Per me è importantissima la questione delle scuole professionali. Si sente parecchio la mancanza di scuole professionali all'altezza, perché nel momento in cui devo assumere una nuova risorsa, tutta la formazione la devo fare all'interno dell'azienda. è così nel mio settore, ed è così anche in altri. Nelle scuole si fa poca pratica. La teoria è importante, la cultura è importante. Ma anche la pratica lo è. In un certo senso, anche la pratica è cultura, e in Italia questa cultura manca. Visitando poi le scuole professionali esistenti, quello che si nota è anche un grave problema di orientamento. Non tutti i ragazzi sono lì perché hanno una determinata passione, un determinato interesse per il mestiere. Un orientamento serio che, a mio giudizio, andrebbe fatto prima. Penso che, in generale, in Italia manchi una cultura del lavoro. è inutile far laureare persone per andare a creare eserciti di disoccupati. Sappiamo per certo che manca manodopera specializzata. Allora puntiamo su quella. Sento molto parlare in questi giorni di riforma della scuola, e non voglio entrare in dettagli che non conosco. Posto che la cultura generale è un valore di tutti, credo in ogni caso che ogni seria riforma della scuola dovrebbe partire da questo, dal lavoro e dalle professioni.

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in abruzzo 17mila pozzi abusivi (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 21 - Regione In Abruzzo 17mila pozzi abusivi Solo 800 in regola, danni all'erario per 70 milioni PESCARA. Scavare un pozzo e prelevare l'acqua senza pagare neppure un centesimo è una consuetudine molto diffusa in Abruzzo. Sono 17.200, infatti, le pratiche che giacciono da anni negli uffici della Regione in attesa di essere esaminate, mentre sono appena 800 quelle che hanno completato l'istruttoria. Questo vuol dire che mentre la burocrazia dorme i pozzi vengono realizzati e l'acqua usata senza che il canone annuale venga versato, con un danno per le casse pubbliche di 70 milioni di euro. Il caso è finito all'attenzione della Procura regionale della Corte dei Conti che ha dato mandato al Corpo forestale dello Stato di far luce sulla gestione di questo settore e le indagini sono ormai agli sgoccioli. Il comando provinciale di Pescara della Forestale, coordinato dal primo dirigente Guido Conti, avrebbe già acquisito tutta la documentazione necessaria a comprendere come stanno le cose e avrebbe anche ascoltato gli addetti dell'ufficio del Genio civile, sia presso le Province che in Regione Abruzzo. I dati emersi, seppur non ufficiali, spiegherebbero in modo chiarissimo come vanno le cose: delle 18mila pratiche avviate dagli uffici della Regione per i prelievi idrici a servizio di industrie, artigiani, aziende agricole e semplici cittadini, ben 17.200 risulterebbero ancora in istruttoria, e quindi inevase. Questi 17.200 abruzzesi, quindi, non hanno mai subìto un controllo sui pozzi dalle Province, né hanno mai ricevuto una richiesta di pagamento dalla Regione per l'acqua attinta, pur avendo presentato regolare istanza prima per la ricerca dell'acqua e poi per ottenere il via libera al prelievo. Ciò vuol dire che solo negli ultimi cinque anni la Regione avrebbe perso all'incirca 70 milioni di euro, e anche qui il dato non è ufficiale. Per non parlare, poi, del periodo precedente per il quale nulla si può più esigere, essendo intervenuta la prescrizione. I dati emersi dall'esame delle carte sono relativi, tra l'altro, solo ai pozzi per i quali è stata presentata una regolare domanda per la ricerca di acqua e per la concessione alla derivazione. Nulla si sa, invece, degli abusivi, cioè di coloro che non hanno mai avanzato richiesta per realizzare un pozzo e che pertanto non possono essere quantificati. I dati, se confermati, creano non poca preoccupazione non solo perché la macchina amministrativa che si occupa di questo settore appare completamente allo sbando, tra Regione e Province, ma anche perché il danno erariale (per ora presunto) è da capogiro. Tra le giustificazioni addotte da chi è stato ascoltato per ricostruire il quadro ci sarebbe al primo posto la mancanza di personale: i controlli, affidati alle Province, sarebbero saltati perché gli addetti non sono sufficienti e di conseguenza sarebbe saltato anche il passaggio successivo, legato alla richiesta del canone da parte della Regione. Certo, viene da pensare, quei 70 milioni mai incassati avrebbero fatto comodo ai conti pubblici dell'Abruzzo, affossati dal debito della sanità, e i controlli sui pozzi non avrebbero guastato le falde freatiche, i cui livelli si sono via via abbassati provocando una crisi idrica che è sotto gli occhi di tutti. Flavia Buccilli

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decreto fannulloni, il dilemma del pd - carmelo lopapa (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 17 - Interni Decreto fannulloni, il dilemma del Pd Tanti emendamenti accolti, voterà col Pdl? Spaccatura al Senato A favore tra gli altri Ichino e Treu contraria la frangia di provenienza Cgil CARMELO LOPAPA ROMA - Il Pd per la prima volta di fronte al dilemma: approvare o no in Parlamento un decreto legge tra i più discussi del governo Berlusconi, modificato tuttavia secondo le proposte dell´opposizione? Gran bella grana, soprattutto se il provvedimento in questione è l´odiatissimo (dall´esercito dei colletti bianchi della burocrazia pubblica) decreto Brunetta, passato ormai alla cronaca come l´»anti fannulloni». E di fatti, al bivio, il gruppo dei democratici si spacca. Con i riformisti alla Ichino, Treu, Bianco (e alla Camera la Lanzillotta) pronti a votarlo. E con una frangia di estrazione Cgil, da Nerozzi a Passoni, sulle barricate: «Votare a favore mai». è questione di ore. Oggi il disegno di legge 847, «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico», affronta il rush finale in commissione Affari costituzionali al Senato. Il ministro Brunetta, dopo che ieri sono stati approvati cinque dei sei articoli, già esulta: «Sarà il primo grande provvedimento bipartisan. è andata benissimo. Abbiamo approvato quasi tutto e domani (oggi, ndr) finiamo. Il clima è positivissimo». E al ministero, dando tutto per scontato, hanno già organizzato una conferenza stampa per il pomeriggio. Per ribadire che «la riforma dell´amministrazione non poteva essere né di destra, né di sinistra, era importante farla insieme, ma resta anti fannulloni». Tuttavia, il voto bipartisan non è affatto così scontato. Anzi. Questa mattina Anna Finocchiaro, che finora ha preferito non sbilanciarsi, riunirà il gruppo. Vuole capire e solo dopo aver sentito, decidere che fare. Enzo Bianco, che ha lavorato con Ichino e Treu alle modifiche poi accolte in commissione, non ha dubbi: «Hanno accolto l´80 per cento dei nostri emendamenti. La creazione di un´autorità indipendente che valuti i risultati della burocrazia al posto del ministero; la trasparenza dei criteri di valutazione; uno stop alla disciplina per legge dei rapporti contrattuali. A questo punto, sarebbe stupido non valorizzare con un voto il risultato ottenuto. Ormai quel decreto non è più l´antifannulloni». E di «importanti passi avanti che potrebbero indurci a dare un segnale» parla anche Tiziano Treu. Il giuslavorista non esclude la soluzione «astensione» ma dubita che oggi si chiuda. Di disco verde tuttavia non vuole sentir parlare l´ala sinistra del gruppo. Così Achille Passoni, l´ex uomo organizzazione della Cgil dei tre milioni al Circo Massimo, ma soprattutto l´ex segretario federale del sindacato, Paolo Nerozzi. Dice: «La marcia indietro non è stata affatto sufficiente. Quel testo stravolge la riforma D´Antona, permette alla politica di mettere il cappello sulla contrattazione e resta inaccettabile. E poi quel ministro che si permette di annunciare già la legge bipartisan. Votiamo contro, questo è certo». La patata bollente è giù passata ai piani alti del Pd.

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quella volta che fischiammo mimì col solleone (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

di Andrea Lanini Quella volta che fischiammo Mimì col solleone Boom dei circoli di melomani Girano i teatri per un do di petto «Siamo partiti col pullman anche senza biglietto, a costo di stare in piedi nel loggione» Partono tutti insieme, in pullman. Vanno al Comunale di Firenze, al Regio di Parma, al Carlo Felice di Genova, al Giglio di Lucca, alla Scala di Milano, alla Fenice di Venezia, al San Carlo di Napoli, al Regio di Torino, al Petruzzelli di Bari e si spingono anche fuori d'Italia. Ore e ore di viaggio, ma fa niente. Proprio come Madama Butterfly: anche a loro non pesa la lunga attesa. Anzi. Più lontano vanno, più si divertono. Lirica mon amour. Il fenomeno del contagio da melodramma è in costante ascesa, lo dicono le cifre (ad esempio quelle pubblicate dal mensile "L'Opera") e i biglietti (sempre più difficili da trovare). Si moltiplicano a vista d'occhio, i pendolari del belcanto. E sanno fare gruppo, si raccolgono in associazioni (in Toscana ce ne sono a decine), organizzano uscite operistiche per ogni dove; e quando non partono, si riuniscono nella loro sede e invitano musicisti e cantanti, preparano serate a tema, ospitano musicologi per conferenze e incontri, si gustano le registrazioni delle più celebri voci. Poi, al momento buono, si trasformano in "melomani vagantes": se c'è un'opera da non perdere loro vanno. E non pensate a un passatempo per nostalgici attempati. Guai a figurarsi gli appassionati dell'acuto come gente cresciuta al gracchio dei grammofoni; sarebbe un errore clamoroso. Tra gli entusiasti di gorgheggi e do di petto, di arie e cabalette, di recitativi e duetti, i giovani sono un bel po'. Provate a chiedere a Gianfranco Lazzereschi, acconciatore maschile e assessore del Comune di Palaia, uno che l'opera la segue (e la colleziona) da una vita; che nel '95, a Montefoscoli, ha istituito il concorso "Mario Filippeschi", dedicato alle nuove promesse della lirica; e che due anni fa ha fondato l'associazione culturale "La brezza", più di 400 soci che, anche più volte al mese, si organizzano per andare ad ascoltare i capolavori dei loro compositori preferiti. Vi dirà che «proprio oggi è venuto a fare l'iscrizione per il prossimo spettacolo un ventitreenne che fa l'università e proprio in questi giorni sta preparando la tesi. Cosa andiamo a sentire? La Manon Lescaut, a Lucca». Ha iniziato da spettatore. «Andavo a vedere le prime opere che ero un bimbetto. Mi aggregavo alle associazioni, oppure partivo da me, col treno. E mi rendevo conto di quanta gente c'era, a questi spettacoli. Pubblico di tutte le età. I ragazzi? Tantissimi. Un miracolo, se si considera che nelle scuole italiane la musica praticamente non si insegna. Insomma, dopo una ventina d'anni che andavo per conto mio, mi sono detto: ma perché non coinvolgere anche gli altri, perché non fare qualcosa per divulgare questo splendore?». Così ha iniziato a organizzare le prime comitive. «Si partiva come si poteva, con le macchine, in pullman, col treno. A volte anche senza biglietto, con la speranza di trovarne qualcuno a destinazione, anche a costo di stare in piedi nel loggione. Ogni volta era un'avventura, un panino e via». A volte la lunga attesa pesava eccome: «Una volta partimmo con lo sciopero dei treni. Ne trovammo uno che ci fece fare tutta la Liguria a morsi e bocconi. Ad arrivare ce la facemmo, a tornare no, restammo tutta la notte fuori». Altri tempi. Da quando c'è "La brezza", ogni uscita è pianificata nei minimi particolari. E l'opera vera e propria, con il suo teatro, la sua orchestra, i suoi cantanti, è solo l'ultima tappa di un percorso che inizia diverse sere prima. «Organizzo delle serate di preparazione al melodramma che andiamo a vedere. Ci troviamo, e ci vediamo qualche bella edizione in dvd. Ma prima spiego la trama, racconto i personaggi, introduco il periodo storico. Perché l'opera è uno spettacolo ricco, estremamente articolato, si recita e si canta, ci sono le scenografie, le luci, i costumi, e tutti quei maestri coi loro strumenti, e quei libretti che sono capolavori letterari... La gente si appassiona. Poi, all'andata, una volta che siamo sul pullman, consegno a tutti la trama, e insieme riparliamo della vicenda, dei fatti e degli antefatti...». Ormai, dice, «la sento come una missione. Solo che le istituzioni ci dovrebbero aiutare di più. Perché, ad esempio, non pensare a dei biglietti scontati per gli studenti? Firenze, col progetto "Recondita armonia", l'ha fatto, ed è stato un successo. Spettacoli belli a prezzi buoni: i ragazzi ci vanno eccome. E a teatro s'impara tanto. Ma la burocrazia è complicata, i biglietti non si trovano. Ci fossero, potrei organizzare anche 2 o 3 uscite il mese. La lirica è così, ti prende. E quelle storie sono storie di oggi: quanti giovani potrebbero riconoscersi in quegli adorabili squattrinati di Bohème?». A volte lo spettacolo non è solo sul palcoscenico, ma anche nei commenti dei melomani, che all'uscita dal teatro dicono la loro, discutono, a volte si accapigliano, magari tirando in ballo la politica. «L'ultima volta che siamo andati a vedere Tosca, al ritorno uno ha fatto un'uscita sulla Chiesa. "Eh, hai visto che roba, nella Roma papalina? Hai visto Scarpia, il prefetto della polizia pontificia? Ti dico una cosa: per me loro laggiù sono sempre uguali, non sono cambiati punto!". E un altro, cattolico fervente: "Mah, io non ci credo, mi pare impossibile che siano successe cose così, avrà esagerato l'autore". E io lì, col microfono, a fare da moderatore». Ma su Tosca i fatterelli ameni si sprecano. «Il commento più frequente su un Cavaradossi non al meglio della forma? "Oh, hanno fatto bene ad ammazzarlo!". A non conoscerlo, il pubblico dell'opera, uno non se lo immagina. I melomani sono molto esigenti. Generosissimi, se gli artisti meritano; spietati, se qualcosa va storto». A volte sono spietati anche se va tutto bene: «Tempo fa veniva con noi un passionista che criticava sempre tutti. Una volta eravamo a Genova a vedere Tosca. La protagonista era la Fiorenza Cedolins, bella e brava, uno dei meglio soprano che abbiamo oggi. Venne giù il teatro. Lei concesse pure un bis, cosa che si fa di rado. Tutti elettrizzati. Si uscì da teatro contenti matti. Ma questo niente, come montò sull'autobus, iniziò a dire che la Cedolins aveva cantato male. La gente lo prese in uggia. Lui se ne deve essere accorto, infatti non è più venuto». Le grandi discussioni, al ritorno, vertono di solito sulle capacità interpretative dei protagonisti, «e allora si sentono "duetti" del tipo "Quello lì lo manderei via, per me non canterebbe più", "Ma no, è stato bravo, e poi è anche un bel ragazzo", "Allora te guardi solo la bellezza...", e così via. Per non parlare delle regie moderne. Quando mi vedono una Carmen in costume da bagno o una Tosca coi tacchi a spillo, il telefonino e la lavatrice, mi si infastidiscono». Una volta capitò una Bohème a Lucca che fu una tragedia. «La gente era arrabbiata, voleva chiedere i danni. Il regista aveva fatto un'ambientazione anni Trenta, e questo passi. La cosa che proprio il pubblico non digerì fu la scelta di far svolgere l'azione d'estate. Un solleone roba da matti, tutti sbracciati che si sventolavano, doveva essere proprio un caldo da morire. E Mimì che ha sempre freddo, uno si domandava? E la sua "gelida manina"? E le atmosfere natalizie coi fiocchi di neve? E quei disgraziati in soffitta che per riscaldarsi bruciavano la mobilia? Nulla. Un disastro». Come fu un disastro «una Salomè a Torre del Lago. C'era questa cantante, povera donna, sarà stata 150 chili; quando iniziò la danza dei sette veli fu chiaro a tutti che era brilla, e sicché un pandemonio, la gente iniziò a brontolare, fischi su fischi. Pubblico ammutinato, rappresentazione soppressa: un delirio degno della più indiavolata Medea».

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"La burocrazia non abolirà la doc del Bramaterra" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

NORME UE. LA BATTAGLIA DI ROASIO Le caratteristiche "La burocrazia non abolirà la doc del Bramaterra" Invecchiato per almeno due anni [FIRMA]GIUSEPPE ORRÚ ROASIO A Roasio, la capitale del Bramaterra, si sono già messi al lavoro perché la Doc, Denominazione di origine controllata, non venga «inghiottita» da un regolamento europeo scritto da burocrati che non conoscono i profumi e i saperi di queste colline. A mettere tutti sul «chi va là» era stata una pubblicazione dell'associazione nazionale «Città del Vino» che parlava della scure europea che avrebbe portato le denominazioni di vini italiane dalle attuali 470 tra Docg, Doc, Igt, a 182 tra Dop e Igp. Ma a Roasio, dove sanno di avere un vino antico e con tutte le carte in regola, non sembrano così preoccupati. «Appena avute le prime avvisaglie di questo nuovo regolamento - spiega il sindaco di Roasio, Ubaldo Gianotti - abbiamo convocato una riunione di tutti i produttori di Bramaterra, insieme al presidente del Consorzio di tutela delle Doc, Eugenio Arlunno, che ci ha spiegato che effettivamente l'allarme c'era, ma che la nostra Doc è stata una delle prime ad avere una carta d'identità completa sulla denominazione». Inoltre, prima che l'Unione europea sancisca definitivamente l'abolizione di una denominazione, secondo Gianotti dovrà esprimersi una commissione nazionale entro il primo agosto 2009, data in cui entrerà in vigore il nuovo regolamento. «A breve sarà rinnovata la commissione dei vini nazionale che dovrà valutare tutti i distretti dei vini, le organizzazioni di produttori e le enoteche regionali per valutare quali Doc e quali Docg dovranno essere salvate per diventare Dop - spiega il primo cittadino di Roasio -; questo organismo formulerà una proposta al ministero delle Politiche agricole, perché adesso c'è troppa confusione con tutti questi nomi. Il ministero, poi, presenterà all'Ue l'elenco delle denominazioni da salvare. Comunque hanno garantito che la Doc del Bramaterra non sparirà». E il ministro Luca Zaia ha garantito che si potranno utilizzare le tradizionali sigle per identificare un vino. Il Bramaterra, che si produce a cavallo tra Vercellese e Biellese, nei comuni di Masserano, Brusnengo, Curino, Roasio, Villa del Bosco, Sostegno e Lozzolo, sta acquisendo un ruolo sempre più importante per questo territorio e la perdita del nome sarebbe sicuramente un danno. «Questo vino è un punto di forza a livello economico - dice Ubaldo Gianotti - anche considerando le prospettive future. E' un bollino che permette al nostro prodotto di entrare nei mercati prima nazionali e poi di tutto il mondo. Perderlo, significherebbe cancellare questa identificazione territoriale e perdere un patrimonio inestimabile. Insomma, non ci allarmiamo, ma restiamo vigili». Il Bramaterra gode della Doc dal 9 aprile 1979. E' prodotto con uve Nebbiolo, Croatina, Bonarda e Vespolina. L'invecchiamento minimo è di due anni di cui almeno 18 mesi in botti di rovere. Qualora sia sottoposto a un periodo di invecchiamento non inferiore a tre anni, di cui due in botti, può portare in etichetta la menzione «riserva». Alla base delle caratteristiche di questo vino particolarmente pregiato c'è la particolare natura di questi terreni dai suoli siliceo-argillosi con qualche presenza di calcare originati da rocce effusive porfiriche, quarzifere e non quarzifere.

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decise agevolazioni a favore dei benzinai (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 1 - Gorizia Decise agevolazioni a favore dei benzinai Previsti meno costi e burocrazia Meno pastoie burocratiche e meno spese per gestire il sistema. Non soltanto: anche una "liquidazione" per chi intende chiudere l'attività. Sono questi, in estrema sintesi, i provvedimenti licenziati ieri nella prima commissione regionale, presieduta da Gaetano Valenti, nell'ambito della legge contenente una serie di nuovi interventi sulla benzina. In sostanza, i benzinai che si trovano lungo la fascia confinaria e che stanno vivendo un momento di profonda crisi dovrebbero essere agevolati per quanto riguarda i costi che si trovano a sostenere nella gestione delle procedure per attivare gli sconti, a partire dai pos. Ma è stato anche varato un provvedimento che incentiva chi è intenzionato a lasciare l'attività nell'ambito di un programma di razionalizzazione della rete distributiva. Una razionalizzazione che si baserà su criteri di carattere prevalentemente urbanistico, ponendo paletti alla presenza dei distributori, in particolare, nei centri storici. Anche Gorizia dovrebbe essere interessata in modo rilevante da quest'ultimo provvedimento, com'era del resto già stato evidenziato a suo tempo dal presidente della Figisc, Pio Traini. Anche i consumatori sono stati presi in considerazione con l'abbattimento consistente delle sanzioni riguardanti, per esempio, l'uso improprio del cambio di fascia. (p.a.)

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di ANDREA DEGIDI SE C'È STATO UN TEMPO in cui i grandi sogni erano p... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' PRIMO PIANO pag. 2 di ANDREA DEGIDI SE C?È STATO UN TEMPO in cui i grandi sogni erano p... di ANDREA DEGIDI SE C?È STATO UN TEMPO in cui i grandi sogni erano permessi, era quello degli anni Sessanta. E lui, Silvio Giorgetti, in un bar di Milano Marittima, un giorno d?estate del 1964 si inventò un sogno così grande da sconfinare nell?utopia: il Villaggio del cantante, a Valdazze. Il sogno, più o meno, c?è ancora: resiste appollaiato su un cucuzzolo dell?appennino aretino. Ma da ieri mattina non c?è più il padre di quella spettacolare fantasia. Giorgetti si è spento nel reparto di Neurologia dell?ospedale Morgagni-Pierantoni, dove era stato portato lunedì sera dopo essere stato colpito da un aneurisma cerebrale (domani i funerali, alle 10.30 a San Mercuriale). Aveva 87 anni. E una vita da raccontare, trascorsa per trent?anni all?ufficio comunale dell?Anagrafe, a rinnovare carte d?identità. Ma la burocrazia, i timbri, i bolli non riuscirono a soffocare quel vulcano di creatività. E quando nel 1959, incuriosito da un?amica, si recò per la prima volta a Valdazze scarpinando su un impervio sentiero, rimase stregato da quelle colline, da quel lembo di Toscana sconosciuta: solo qualche casa colonica impediva ai lupi un regno totale. Eppure in quei boschi Silvio trovò qualcosa di speciale. Convinse la moglie Maria Luisa e comprò un enorme appezzamento di terra: lo pagò sei milioni di lire. Poi quell?estate del 1964 ne parlò ad un suo amico, il cantautore Gianni Meccia, autore della canzone di successo ?Il barattolo?. «Portami su a vedere questo terreno, dai», gli disse Meccia. Addio Milano Marittima, la comitiva partì per Valdazze. E quando l?auto non potè più proseguire, si andò a piedi, sotto il sole d?agosto. E in poche ore nei loro occhi il mare fu sostituito dalle colline brulle e incontaminate della zona di Pieve di Santo Stefano, nell?Aretino. Meccia rimase folgorato. Tanto da avere un?idea. Anzi, l?idea: «Se mi regali un lotto io qua ci costruisco uno chalet». A Silvio si aprì un mondo. Tramite i suoi contatti con il mondo dello spettacolo iniziò ad offrire in regalo il terreno a dei cantanti e anche a dei forlivesi. Unico obbligo: costruire una villetta entro due anni, pena la decadenza dell?accordo. Coinvolse ?Checco? Marsella dei Giganti, Bobby Solo, Jimmy Fontana, Al Bano e Romina Power, Paolo Mengoli, Pippo Baudo e molti altri ancora. NASCEVA il Villaggio del cantante, progetto di potenziale grande richiamo turistico. Ma le case, da sole, non bastavano. A Valdazze c?era bisogno di tutto, a cominciare dalla strada. Poi arrivarono acqua, luce, telefono, una chiesetta, il ristorante ?La baita? e una tabaccheria-bazar. Mancavano i turisti, allora si pensò ad uno stratagemma semplice, ma di innegabile effetto. Scrivere la parola ?Valdazze? con della vernice bianca nei muri dei cavalcavia delle strade romagnole di grande comunicazione. Ovunque. E quella pennellata ambigua creò una sorta di intrigante mistero. Chiunque, almeno una volta nella vita, ha visto quella scritta, seguita da una freccia vagamente indicatrice. Indicava un sogno, un?utopia. E poco importa che il progetto non sia mai decollato. Che i vip si siano fatti presto di nebbia e che oggi Valdazze non sia il Villaggio del cantante bensì un semplice paesino sperduto nei monti e con case destinate soprattutto alla villeggiatura estiva. Quel nome è custode del segreto più semplice al mondo: i sogni, nella vita, vanno inseguiti.

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di STEFANO LOLLI <SATERIALE ha garantito una buona amministrazione, ma qu... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 8 di STEFANO LOLLI «SATERIALE ha garantito una buona amministrazione, ma qu... di STEFANO LOLLI «SATERIALE ha garantito una buona amministrazione, ma questo a Ferrara non poteva e non potrà bastare. Non c?è stata, infatti, capacità progettuale e proposta autentica di governo». Candidato alle primarie del Pd per la carica di sindaco, Vainer Merighi lancia una stoccata al primo cittadino uscente: «E? mancato, da parte sua, un vero slancio. Non tanto per limiti personali, visto che le sue qualità sono note ? sottolinea l?ex assessore ai Lavori Pubblici ?, piuttosto per responsabilità collettive: nei partiti, ad esempio, c?è stato qualcuno impegnato in ben altro, piuttosto che a collaborare per elevare il profilo di governo del Comune». La sferzata a Sateriale non rappresenta, però, un ritorno al passato o il rigurgito di sotterranee ?cordate? di potere: «Non sono... soffrittiano, se qualcuno vuole insinuarlo ? afferma Merighi nel corso dell?assemblea all?hotel Lucrezia Borgia ?; a meno che non ci riferiamo al Soffritti della città d?arte e di cultura o delle grandi infrastrutture per Ferrara, dalle Mura alla geotermia, perchè su quei punti sfido chiunque a non essere dalla sua parte. Non sono però... bertelliano o sandriano, zagattiano o chissà cos?altro. Sono io, punto e basta». Merighi il ?merighiano?, dunque, o forse parallelo. Una punta di polemica infine anche per «Franceschini e Montanari, che pur non disponendo ancora del progetto di città di Tiziano Tagliani, vanno in tour a garantire che sarà l?emblema della... continuità del rinnovamento rispetto a Sateriale ? afferma Merighi ?. Diciamolo subito, a Ferrara serve piuttosto un chiaro segno di discontinuità». Occorre uno slancio nuovo, una capacità «di rendere il Comune il perno del governo, favorendo le iniziative di cittadini, imprese, categorie ? l?ex assessore apre la proposta programmatica ?; oggi siamo di fronte a un?amministrazione troppo spesso... inibitoria e poco propulsiva. Troppi regolamenti, troppa burocrazia: per quanto riguarda servizi cruciali come quello sociale o l?infanzia lo sguardo è rivolto più spesso alla struttura, all?apparato che non ai nostri ?clienti?». Perciò serve una forte riorganizzazione: «Anche tagliando il numero degli assessorati ? dice l?aspirante sindaco Merighi ?: oggi lavorano in maniera separata, occorre entrare nella logica dei dipartimenti». Le altre priorità riguardano «gli interventi per il rilancio dell?economia, possibili però solo con il massimo del coinvolgimento degli ?attori? locali, dall?Università al mondo imprenditoriale ? prosegue l?ex assessore ?; poi la sapiente applicazione del nuovo Piano Strutturale, quindi lo sviluppo delle infrastrutture. Anche se la congiuntura sotto questo profilo non è favorevole, Ferrara ha di fronte un?opportunità straordinaria: siamo uno dei punti di collegamento e di snodo con l?Est europeo, perdere questa chance sarebbe grave». Ma torniamo alla politica ed in particolare al Partito Democratico: Merighi cerca sostenitori e firmatari per la candidatura, che va formalizzata entro lunedì. «Il meccanismo è complesso e un po? mi penalizza ? afferma ?; posso consultare gli elenchi in federazione ma non avere numeri telefonici e riferimenti personali coperti dalla privacy, per cui contattare le persone è arduo. Molti non sanno neppure se possono firmare o no. Comunque spero di farcela». Il traguardo è fissato in poco meno di 100 firme, senza le quali l?ex assessore non potrebbe partecipare alle primarie. Poi ci sono gli appoggi; nella sala del Lucrezia Borgia, tra i presenti e gli intervenuti, spiccava qualche nome noto (Diego Cavallina, Maurizio Gregori, l?ex socialista socialista Filippo Massari, esponenti dei Circoli di via Bologna, l?ex segretario del Ppi Luca Felletti). Osservatori o supporter? Merighi non ha nascosto infine l?idea di voler pescare nell?elettorato ex Ds, anche solleticando l?orgoglio della Quercia: «In Emilia Romagna ben cinque sindaci, tra cui quello di Ferrara, potrebbero andare in mano all?ex Margherita ?, stuzzica con un sorriso ?; è una logica di potere che non demonizzo, ma che deve essere chiamata con il suo nome senza infingimenti».

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Buoni fruttiferi, il caso al lieto fine (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE POSTE HANNO RISPOSTO «Buoni fruttiferi, il caso al lieto fine» VOGHERA. Buone notizie da Poste italiane per l'erede che si è sentito perso nei meandri della burocrazia dovendo entrare in possesso dei buoni fruttiferi intestati a sua madre e sua sorella, entrambe decedute nel primo semestre di quest'anno. L'erede legittimo era infatti in attesa dal 4 ottobre di una risposta, che finalmente arriva dopo l'appello a mezzo stampa. «La pratica di successione alla quale si fa riferimento riguarda una consistente quantità di buoni fruttiferi postali intestati a persone diverse - chiarisce la direzione delle Poste in una nota inviata ieri -. Il nostro cliente risulta cointestatario di alcuni buoni, mentre altri titoli sono intestati a beneficiari dei quali la stessa persona è erede. In entrambi i casi per poter procedere alla riscossione è necessario, come previsto dalla normativa vigente, aprire una pratica di successione fornendo una serie di documenti che tutelino tutti i possibili eredi dei defunti. La documentazione è stata presentata in data 4 ottobre 2008 all'ufficio postale di Voghera che l'ha inoltrata alla filiale di Pavia. Successivamente - spiega l'azienda - è stato però necessario richiedere un'integrazione dei documenti, in quanto incompleti. La liquidazione degli importi, dopo aver ricevuto i documenti necessari al completamento della pratica, è prevista nel corso della prossima settimana». Il lieto fine della querelle sembra dunque essere a un passo.

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Si ammoderna la Maremonti naccio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si ammoderna la Maremonti naccio @@In appalto i lavori per il tratto Fusco-Canicattini. Entro il 31 dicembre la consegna all'impresa appaltatrice Floridia. «C'è troppa burocrazia sulla statale 124». E il sindaco Arturo Spadaro fa appello alla deputazione regionale e nazionale, per tirare le somme sulla »strada della morte». Al contempo si chiede se esistano ancora i fondi stanziati per incominciare le attività su un percorso non concepito per contenere gli attuali volumi di traffico. Sono infatti centinaia gli accessi laterali e quasi nulli i controlli sulla sicurezza, la segnaletica è sovente contraddittoria e i divieti di sorpasso sono puntualmente disattesi. Non solo. Nulla si è mosso dagli ultimi incidenti che hanno segnato la comunità, aggravando il già pesante bilancio di vittime degli ultimi anni. «E' trascorso più di un mese dall'ultimo incidente mortale - ricorda - e tuttavia nessuno ha avviato alcuna procedura per incominciare i lavori». Di più: «Si sarebbe dovuta formare una commissione tecnica comunale - prosegue - in grado di valutare, nella sede regionale dell'Anas, quali siano le prospettive per il futuro». Della commissione si era peraltro discusso in diverse occasioni in Consiglio comunale: i nomi che avrebbero dovuto comporla si erano già scelti fra le varie espressioni politiche. Poi più nulla. «D'altronde non avrebbe senso andare a Palermo adesso - dice il sindaco - perchè non so se ancora ci siano i finanziamenti per l'ampliamento o per effettuare gli espropri. La commissione dovrà comunque muoversi con cognizione di causa. Ma prima occorre avere le idee più chiare: tutto ciò in un momento in cui pare che l'oscurità sia calata sull'ammodernamento di questa statale e tutto resti privo di concretezza. Troppa burocrazia aleggia sul tracciato e la mia sensazione è che ci saranno ancora molte difficoltà da superare per vedere nascere la nuova 124. «Spero rimanga soltanto una sensazione - osserva ancora il sindaco. - Di certo, prima di siglare qualsiasi accordo a un tavolo tecnico, vorrei avere la certezza che ancora esiste nel bilancio dell'Anas qualcosa del finanziamento per il suo ampliamento. Parli adesso la deputazione aretusea: ed occorre pure che il mondo della comunicazione sostenga le nostre istanze. Si corre sul filo del pericolo ogni giorno: una settimana addietro s'è verificato l'ultimo incidente stradale, per fortuna senza conseguenze luttuose, quasi all'ingresso del paese. Ma occorre far presto e soprattutto non dimenticare che questa realtà cresce continuamente con l'immigrazione, e può disporre di una strada decisamente sempre più obsoleta. Roberto Rubino

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Nè DI DESTRA, Nè DI SINISTRA E CON CHI VADO A CENA NON CONTA: BASTA CHE IL COMMENSAL... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

«Nè di destra, nè di sinistra e con chi vado a cena non conta: basta che il commensale abbia la fedina penale pulita». Il presidente dell'autorità portuale Andrea Annunziata non rinnega il passato ma si definisce «solo un tecnico». Lei è un ex sindaco, un ex parlamentare, un ex sottosegretario... «Ma anche un ex consulente di autorità portuali. E ho avuto proposte da grandi compagnie internazionali nel settore trasporti. Ho rinunciato anche ad impegni importanti per lavorare nella mia città». Un passato fatto di tanti rapporti servirà... «Innanzitutto ho un impegno con il ministro Matteoli che alla bouvette del Senato mi ha promesso i fondi per il porto». Trasversale? «Sono uno che per fortuna, oltre che per meriti personali (ma direi sostanzialmente per fortuna), ha avuto modo di raggiungere livelli importanti nel governo, nel centro sinistra, con Prodi: ecco, non rinnego quel passato. Ma oggi sono qui per mettermi a disposizione. E nessuno potrà dire che qualche porta di ministero non si aprirà, abbiamo rapporti con tutti. E già stasera sarò di nuovo a Roma al lavoro per il porto». Intanto dovrà fare i conti con il traffico che va male per lo scalo, un calo del 5 per cento... «L'andamento del traffico è da attribuire alla difficile congiuntura economica internazionale, rispetto al trend nazionale il porto di Salerno è comunque riuscito a contenere la contrazione». Le contromisure? «Dragare il fondali, trovare le vie giuste per superare gli intralci di un'assurda burocrazia». Servono anche alleanze locali... «Con De Luca siamo stati colleghi in Parlamento e continuiamo a lavorare insieme in sintonia, il piano regolatore portuale, con la variante adottata il 13 ottobre, ci ha visti al lavoro da subito, nonostante solo il 6 novembre sia stato formalizzato il passaggio di consegne con Bonavitacola. E il lavoro fatto dal mio predecessore mi consente di essere tranquillo sull'impegno futuro». L'isola-porto? «Ci vogliono anni, serve una decisione complessiva su scala regionale e nazionale, cerchiamo alleanze con l'autorità portuale di Napoli, non siamo in concorrenza». Ci sono grandi opere, costosissime, da realizzare... «I tecnici mi dicono che la gara internazionale per la porta ovest ha scelto progetti modulari, si faranno, ad esempio, gallerie lunghe meno di un chilometro, che hanno iter autorizzativi e costi ridotti. Procederemo un po' alla volta». g. c.

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Stop al cemento, salviamo il verde (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Besenello. Tra le priorità dell'Agenda 21 la tutela delle aree non edificate e del territorio agricolo «Stop al cemento, salviamo il verde» Pronto un piano d'azione dei Comuni dell'alta Vallagarina MICHELE STINGHEN BESENELLO. Basta cemento, tuteliamo gli "spazi vuoti". Potrebbe essere questo lo slogan dell'Agenda 21 dei Comuni dell'alta Vallagarina, terminata il mese scorso. Ha coinvolto i comuni della parte alta della valle, più le circoscrizioni sud di Trento (l'area "tra le due città"). Le amministrazioni si impegneranno a tutelare le aree agricole rimaste, magari anche contro progetti che farebbero comodo alle città. Lo slogan è, dopo le nuove caserme di Mattarello, mai più altro spreco di territorio. Ogni anno in Italia ci "mangiamo" ettari ed ettari di territorio, e il Trentino non è esente da questo fenomeno, con delle particolarità. L'80% del territorio non è urbanizzato (difficile costruire una casa sul Cimon della Pala), di conseguenza tutto si concentra sul fondovalle. Col rischio di veder scomparire gran parte del paesaggio rurale. Il piano d'azione stilato al termine dell'Agenda 21 dell'alta Vallagarina mette tra le priorità proprio la tutela delle aree non edificate e della campagna. Potrebbe perciò nascere un parco agricolo, o in alternativa venire fissate delle normative comuni da inserire nei piani regolatori. «Il parco sarebbe una soluzione facile - afferma Annalisa Orsi, vicesindaco di Besenello e responsabile dell'Agenda 21 - ma comporterebbe molta più burocrazia. Come il sindaco di Aldeno Baldo, scomparso prematuramente, suggeriva, sarebbe meglio trovare qualcosa di più agile». Orsi suggerisce un'ulteriore tutela sulle aree agricole di pregio, o l'adozione, come avviene in altre zone d'Italia, del piano regolatore delle città del vino. Sembra facile, in realtà la tutela del paesaggio agricolo tra Trento e Rovereto troverà molti ostacoli. Alcuni vengono dall'esterno. Lasciando da parte la temuta Pirubi, è all'ordine del giorno il progetto di spostamento della statale. La progettata circonvallazione di Rovereto per ora si ferma allo stadio Quercia, ma la città vorrebbe completarla oltre Sant'Ilario, fino a Volano, tagliando le campagne. Sembra invece accantonato, con la vittoria di Dellai, l'ospedale centrale del Trentino a Calliano (peraltro ben visto dal sindaco Pompermaier). Ostacoli possono venire dall'interno: spesso le varianti ai piani regolatori inseriscono lottizzazioni a go-go (vedasi gli esempi recenti di alcuni comuni in destra Adige), anche perché la popolazione in fondovalle è in aumento. Infine, il "piano d'azione" dell'Agenda 21 non ha, di per sè, potere vincolante. «Queste amministrazioni ci credono - sostiene Annalisa Orsi - ad esempio alcuni comuni già pensano di applicare la valutazione ambientale strategica al Prg. Proporrò ai singoli consigli comunali di votare il piano d'azione, il suo destino non è finire chiuso in un cassetto».

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Il dietro-front dopo l'incontro con il ministro dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil vanno avanti (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il dietro-front dopo l'incontro con il ministro dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil vanno avanti EROINA VIRTUALE «Anna Adamolo» blogger anti-Gelmini Per i precari c'è San Precario, per studenti, docenti e genitori in lotta contro la legge 133 è arrivata Anna Adamolo, eroina virtuale nata sulla rete e passata ai cortei e alle lezioni autogestite, nome collettivo che altro non è se non l'anagramma dell'onda anomala che in queste settimane attraversa le città. Attraverso il blog intitolato alla neoeletta paladina della rivolta contro la riforma Gelmini, liceali, universitari, insegnanti, genitori e lavoratori sono invitati a raccontare, attraverso la voce di Anna, la loro storia, a fare proposte di lotta e miglioramento della scuola e dell'università, a creare contatti e nuove esperienze, o a esprimere il loro dissenso. L'invito a diventare tutti Anna Adamolo passa anche attraverso il social network Facebook: chi diventa amico di Anna abbandona la propria identità a favore di quella dell'eroina del web. Per facilitare l'impresa, sul blog http://annaadamolo.noblogs.org/ è possibile scaricare un kit completo di foto, sticker, firma, timbro e occhiali, molto simili a quelli del ministro dell'Istruzione. Sul suo blog, Anna Adamolo si presenta così: «Ho partecipato sin dall'inizio a tutte le mobilitazioni contro la legge 133, perchè una parte di me è in ogni studente, in ogni precario, in ogni ricercatore e assegnista, in ogni stagista, in ogni bambino, in ogni genitore, in ogni migrante; e ognuno di loro è una parte di me». Per questo, aggiunge la blogger anti Gelmini, «sono intenzionata ad andare a Roma, domani, per manifestare contro la legge 133 e contro la riforma dell'università, contro le classi ponte e contro le politiche della falsa sicurezza, contro le chiusure razziste e contro le finte riforme che salvano il potere delle elite baronali delle università e delle burocrazie della scuola».

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Carmine Golia (Nuove tecnologie): Ottima organizzazione, tanti gli incontri (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Futura Carmine Golia (Nuove tecnologie): Ottima organizzazione, tanti gli incontri Il mercato cinese come acquirente di beni e servizi oltre che fornitore: quale peso hanno, sui mercati asiatici, la tecnologia e l'innovazione? A rispondere è Carmine Golia, ordinario di Aerodinamica della Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli, per il Centro Regionale di Competenza Nuove Tecnologie, di ritorno dalla missione di internazionalizzazione in India e Cina. Quali sono stati i vostri interlocutori in Cina? I nostri interlocutori sono stati scelti dalla Camera di Commercio Italia-Cina. Devo dire che nonostante il mio iniziale pessimismo mi sono dovuto ricredere grazie al buon lavoro svolto, all'ottima organizzazione e all'efficacia di questo rapporto. La mia visita è stata molto breve, divisa tra Schengen nel sud della Cina a ridosso di Hong Kong e Pechino. Abbiamo incontrato essenzialmente numerose piccole e medio-grandi imprese, oltre a gruppi universitari di ricerca e associazioni. Il nostro Centro aveva il compito di stabilire il contatto e disseminare i risultati tecnologici . Quanti e quali tecnologie proposte progettuali hanno suscitato maggiore interesse? Il massimo interesse ha riguardato materiale innovativo per il tessile (termoregolazioni o resistenti alla fiamma), materiali per le scarpe con suole che permettono di far respirare ma di non far entrare l'acqua, e materiale biologico per quanto riguarda la ricostruzione delle ossa dei denti. Devo dire in verità che c'è stato un forte interesse anche in altri settori, quali quelli che riguardano l'indagine non distruttiva di materiali ferrosi polimerici e soprattutto dei materiali sintetizzati dove vantiamo una buona competenza. Quali azioni seguiranno la vostra missione? C'è un piano di collaborazione. Il problema è che la Cina è strutturata piramidalmente, per cui occorrerà molto tempo per poter lavorare. A Città della Scienza ci sono già stati degli incontri, altri ne seguiranno in futuro. Il mercato cinese si propone essenzialmente ancora come fornitore piuttosto che come acquirente di beni e servizi: che peso hanno la tecnologia e l'innovazione? La Cina è un sub-continente, e il suo mercato cambia a seconda della zona considerata. Da un punto di vista generale il mercato riguarda la produzione di beni a bassa tecnologia usata sia per l'esportazione sia per il fabbisogno interno. E' invece importatore di beni ad alta tecnologia e qualità essenzialmente per i nuovi ricchi, ma ci sono ovviamente delle eccezioni per quanto riguarda i computer. Quanto gli usi e i costumi dello stile civile cinese influenzano i rapporti d'affari? Sono stato per la prima volta in Cina nel 1980, quando si sono aperte le porte ai contatti con l'Occidente. Devo dire che stanno cambiando in modo travolgente gli usi e costumi. Rimane ancora il problema della lingua e una certa burocrazia. La vostra proposta tecnologica? Condividere con loro la missione che abbiamo in Italia. Questo significa trasferire al mondo industriale, al mondo delle piccole e medie imprese, una tecnologia che permetta loro di assimilarle per poter potenziale il loro mercato tecnologico e la competitività. Quali sono le difficoltà? E' difficile colloquiare con la piccola e media impresa cinese ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare il corrispettivo cinese del nostro centro di competenza. Anche loro si sono organizzati con centri e strutture che sono intermediari tra ricerca e applicazione. del 13-11-2008 num.

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Percorsi d'integrazione? <Nella vita quotidiana> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 13 Novembre 2008 IMMIGRAZIONE. Si è conclusa a palazzo Bonin Longare la tre giorni organizzata dall?Istituto Rezzara con Assindustria Percorsi d?integrazione? «Nella vita quotidiana» Lavoro, salute, religione e scuola.«Solo in questi ambiti possono nascere percorsi di vera inclusione»     Chiara Roverotto I percorsi di integrazione tra culture diverse viaggiano lungo quattro strade ben precise, già segnate, studiate ed analizzate. L?integrazione è stata al centro di numerosi convegni come l?ultimo, organizzato dall?Istituto Rezzara con la collaborazione dell?Associazione Industriali conclusosi ieri a palazzo Bonin Longare con le relazioni di Carlo Frighetto di Assindustria, Sonia Carollo dell?Ulss 6, Silvano Ceresato dirigente scolastico e Agostino Pilato, assessore a Montecchio Maggiore. Quattro relatori per argomenti fondamentali per ingranare la quarta lungo quelle strade di cui si accennava all?inizio: lavoro, salute, scuola e religione. Se nei primi due giorni del convegno si è discusso dell?immigrazione come incontro di popoli sulla base di dati e cifre, nell?ultima giornata il direttore del Rezzara, mons. Giuseppe Dal Ferro, ha orientato la discussione sul nostro territorio, facendo parlare chi si occupa di stranieri in prima persona. «Abbiamo percepito il fenomeno immigrazione quando le aziende hanno cominciato a parlarcene - ha ricordato Carlo Frighetto, dirigente di Assindustria- Gli associati avevano problemi con gli alloggi, le disposizioni di legge e con la burocrazia in generale. Ma vanno ricordati due periodi: quello degli anni ?80, in cui all?interno del mercato del lavoro domanda e offerta non combaciavano più. I lavoratori locali cominciavano a specializzarsi e pretendevano di più, ma la catena non si poteva interrompere per cui servivano braccia, soprattutto nel secondo settore, tipico della nostra economia. Ma gli immigrati non hanno portato via lavoro a nessuno». Poi ci fu la crisi a metà anni ?90, con la lira debole e le prime delocalizzazioni: e arriva il momento in cui anche l?immigrazione diventa una risorsa. «L?associazione - ha proseguoto Frighetto - ha creato alloggi con l?Ater, ha fornito la possibilità di affittare locali in comodato d?uso, ha stipulato accordi con le banche in modo che gli immigrati potessero spedire soldi all?estero e gestire quelli che restavano. Certo, non in grandi proporzioni , ma queste erano le richieste». Dal lavoro alla salute: il 50% degli immigrati che bussa alle porte delle strutture dell?Ulss 6 è donna. «E questo è il segnale di come i ricongiungimenti familiari abbiamo cambiato il volto dell?immigrazione. Non più solo uomini, ma famiglie» ha sottolineato Sonia Carollo. «Ostetricia e pediatria - ha proseguito - sono i reparti più gettonati e così le chirurgie pediatriche. Tra le etnie, le donne provenienti dalla ex Jugoslavia restano le più numerose seguite da Marocco, Romania, Albania, Bangladesh e Cina». Che cosa ha fatto l?Ulss 6? «Una gara d?appalto per affidare ad esterni un servizio di mediazione culturale che rispondesse non solo alle esigenze di natura linguistica, ma anche sociale, sanitaria. Incontriamo culture diverse che si curano in maniera differente e questo non va sottovalutato. Senza dimenticare le nuove patologie legate all?alcolismo e alla malattia mentale». Scuole: il primo testo unico di legge per gli Ais (Alunni immigrati stranieri) arriva nel 1998. A ricordarlo il dirigente scolastico Silvano Ceresato, che opera tra Arzignano e Montecchio dove gli alunni stranieri hanno superato la soglia del 30% : «Bisogna pensare a loro nella diversità e nel rispetto delle loro culture, ma servono risorse che non arrivano e i programmi ce li dobbiamo inventare». Infine, non resta che la religione «Fondamentale per l?aggregazione - ha spiegato Agostino Pilati - In questi anni abbiamo organizzato convegni e incontri che unissero gli appartenenti alle tre religioni più rappresentate nella vallata: islamici, induisti e sikh. Sono stati passi importanti seguiti da momenti conviviali. Abbiamo cercato di trasmettere un tema che fosse legato a loro: giovani, donne, libri sacri. Il dialogo resta la sola radice di pace».

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<Un danno enorme il sequestro della ditta> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 13 Novembre 2008 LA RICOSTRUZIONE. La Lago serramenti di Tezze era rimasta chiusa per dieci giorni «Un danno enorme il sequestro della ditta» La vicenda legata alle norme sulle emissioni in atmosfera     Carlo Barbieri «Mi chiedo il perchè di un provvedimento così pesante nei nostri confronti». A parlare è Sergio Lago, titolare della Lago Serramenti srl di Tezze, l?azienda cui i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Treviso dal 29 ottobre sino a mercoledì scorso hanno posto i sigilli su decreto del Gip del tribunale di Bassano in seguito ad un controllo sull?impianto di aspirazione per la violazione delle norme sulle emissioni in atmosfera. Questo è quello che abbiamo riportato su queste pagine. Ora, ad impianto dissequestrato, arrivano le precisazioni dell?azienda. Questa è la ricostruzione della vicenda fatta dal titolare documenti alla mano. Nel 1989 l?allora Lago srl, fondata nel 1950, con sede in via Jonoch a Tezze, comunicò alla Regione natura e caratteristiche dell?impianto e del suo ciclo produttivo, come previsto dalla normativa in vigore. Il 4 aprile 2002 la stessa azienda comunicò alla Provincia l?intenzione di trasferire l?azienda nell?attuale sede di via Einaudi fornendo la documentazione prevista dalla legge. Il 27 maggio, il dipartimento ambiente della Provincia rispose che, sulla base di quanto presentato dalla ditta, non era necessaria alcuna autorizzazione perchè lo spostamento era di entità tale da non poter essere classificato come trasferimento. Unica incombenza a carico dell?azienda, mise nero su bianco la Provincia, era la comunicazione dell?avvio del nuovo sito produttivo, come previsto dal decreto presidenziale 203 del 1988. Tutto bene? Per nulla, perchè qui cominciarono i problemi. Quando, tre anni dopo, avvenne materialmente il trasferimento, nella ditta che nel frattempo era divenuta Lago serramenti srl dimenticarono quella prescrizione. Il 9 settembre di quest?anno, in via Einaudi si presentarono i carabinieri per un controllo sullo smaltimento dei rifiuti. Nell?occasione fu verificata anche la documentazione relativa alle emissioni in atmosfera ma i dirigenti della ditta non riuscirono a trovare i documenti archiviati da alcuni anni. Recatosi in Provincia, Lago riuscì a recuperare quanto richiesto dai militari accorgendosi che la mancata comunicazione dell?avvio gli sarebbe costata una denuncia penale, a quel punto inevitabile, come poi è stato. L?imprenditore, tuttavia, era certo che per il resto la documentazione fosse in regola e con essa pure l?azienda. Non così per la burocrazia. I carabinieri, intanto, in Provincia aveva verificato la posizione della Lago serramenti srl, ex Lago srl. La vicenda si complicò. Consapevole di questo, il 19 settembre il titolare della ditta inviò un fax al Noe di Treviso ricostruendo i fatti e il 23 dello stesso mese inoltrò alla Provincia identica missiva a mezzo raccomandata. A questo punto credeva di aver chiarito la sua posizione ma il 29 ottobre, e siamo ad un paio di settimane fa, si sono presentati i carabinieri muniti di decreto per sigillare l?impianto, chiuso sino al dissequestro previa autorizzazione della Conferenza dei servizi. «Dodici dipendenti più gli artigiani posatori esterni e l?indotto - spiega Lago -. Lo stop di dieci giorni per noi è stato un danno enorme, anche d?immagine. Non riesco a capire il perchè di tanto rigore, l?impianto era a norma e la documentazione lo dimostrava».

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Gianandrea Zagato (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

13-11-2008 - Scontro nel Pdl, Podestà sfida An "Basta diktat resto il candidato" 13-11-2008 - "I veti di An su di me? Solo vecchia politica, punto alla Provincia" 11-11-2008 - Expo, il governo: mancano 3 miliardi 11-11-2008 - Burocrazia "in archivio": tasse pagate dal tabaccaio e nei centri commerciali 10-11-2008 - Fermi treni e metrò: lunedì nero per chi lavora 10-11-2008 - Oggi città bloccata per lo sciopero dei mezzi 09-11-2008 - «Darò contributi alle famiglie con più di tre figli» 06-11-2008 - Il sindaco difende Catania: "Vittima di attacchi ingiusti" 06-11-2008 - «Ambrogino al bimbo down che manteneva la famiglia» 04-11-2008 - Servello: «Nostalgico e irriducibile per amor di libertà» 03-11-2008 - "Troppi guasti sui bus". Ora i controlli li vuole fare il Comune 02-11-2008 - «Piano rifiuti: Penati ha fallito ma fa finta che sia colpa nostra» 01-11-2008 - Piano rifiuti La sinistra fa saltare il numero legale in Provincia 01-11-2008 - PARIGI 01-11-2008 - " 29-10-2008 - Atm, ora Catania si preoccupa "Le nostre reti poco affidabili" 29-10-2008 - I Comunisti italiani scaricano Penati: «Siamo di fronte a un vero fallimento» 28-10-2008 - "Guasti e scontri, dove finiscono i soldi Atm?" 27-10-2008 - La commissione striglia Atm: "Scontri e sprechi". Catania "sotto torchio" 27-10-2008 - Bufera Atm, domani Catania «sotto torchio» 27-10-2008 - LA PRECISAZIONE 26-10-2008 - Casa in centro e moto gratis, pacchia Atm 26-10-2008 - L'attico del manager? Offre Atm 25-10-2008 - Gli autisti col telefonino si slogano le spalle 23-10-2008 - Atm a pezzi, si rompono 50 mezzi al giorno Username Password Hai dimenticato la password? Che cos'è? Leggi il disclaimer Registrati Leggi la nostra privacy policy più letti più votati più commentati Unità sindacale addio: ... di Redazione L'ultima sparata di Prodi:... di Luca Telese Alle elementari tema in classe contro... di Redazione Bonus ai pensionati, sconti luce-gas... di Gian Maria De Francesco Parma: "Confessa scimmia",... di Redazione Unità sindacale addio: ... di Redazione L'ultima sparata di Prodi:... di Luca Telese Alle elementari tema in classe contro... di Redazione Grillini di Filippo Facci Magistrato fuori ufficio: insegna a... di Enrico Lagattolla Unità sindacale addio: ... di Redazione Alle elementari tema in classe contro... di Redazione Parma: "Confessa scimmia",... di Redazione L'ultima sparata di Prodi:... di Luca Telese Immigrati, la Lega: "Frontiere... di Redazione Pubblicità Pubblicità I nostri servizi Ricevi ilGiornale a casa tua Le iniziative in edicola Ricevi ilGiornale.it sul tuo computer Ricevi ilGiornale.it sul tuo lettore portatile Entra nella community de ilGiornale.it Archivio ilGiornale e ilGiornale.it © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961 Chi siamo - Pubblicità - Disclaimer - Privacy Policy - Contattaci - Aiuto

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L'INTERVENTO San Bellino, il bando di concorso e le prove nell'ottica della trasparenza e chiarezza di Alessandro Ballarin * (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO San Bellino, il bando di concorso e le prove nell'ottica della trasparenza e chiarezza di Alessandro Ballarin * Il bando di concorso del Comune di San Bellino, nell'ottica della trasparenza e semplificazione, ha stabilito casi limitati e puntualmente circoscritti di esclusione dal concorso e, d'altro lato, ha espressamente previsto la possibilità di eventuale ammissione con riserva e di regolarizzazione per le altre situazioni.La possibilità di regolarizzazione è un principio, già presente nelle direttive Comunitarie, che viene applicato dal sottoscritto anche negli appalti al fine di non trasformare un concorso pubblico ovvero un appalto, in una sorta di giochi senza frontiere della formalità e degli aspetti burocratici. L'amministrazione deve tendere a ottenere il prodotto migliore e ciò deve farlo certamente nel rispetto della parità di condizione tra i partecipanti (stabilendo e comunicando anticipatamente le regole del gioco), accertando il possesso dei requisiti sostanziali richiesti dal bando sin dal momento della competizione, ma dando conseguentemente la possibilità a tutti di regolarizzare imperfezioni formali o omissioni non sostanziali. Ciò consente la maggior partecipazione nonché di evitare inutili e non proporzionate esclusioni che si limitano a far prevalere la forma sulla sostanza ponendo nella gran parte dei casi oneri a carico della collettività per evitabili ricorsi giurisdizionali. La ammissione con riserva e la integrazione della documentazione era dunque prevista nel bando ed in tal senso legittimamente si è proceduto.Per altro verso, la trasmissione di copia autentica del diploma è espressamente prevista nel bando come una delle alternative possibili di comprovare il titolo di studio per accedere al concorso. Se la candidata è stata l'unica a scegliere detta opzione non significa che sia stata l'unica a presentare una documentazione regolare. Ciascuno ha la facoltà di autocertificare stati e fatti e l'amministrazione ha il dovere di accettarlo (salvo le verifiche d'ufficio). Preme infine notare che la commissione ha sempre assunto tutte le decisioni relative alle singole prove il medesimo giorno in cui le stesse via via si sono svolte. Sia la tipologia di prova da effettuare sia le relative puntuali tracce. Mai nulla è stato anticipatamente predisposto.La prima prova è consistita in test bilanciati a risposta multipla composta di venti test, ciascuno con tre possibili risposte, nelle quali i candidati devono altresì specificare quale grado di sicurezza si attribuiva a ogni singola rispondeva. Trattandosi di prove da estrarre sono state predisposte 3 tracce ossia sessanta domande con tre risposte ciascuna. Totale centottanta frasi.La preparazione di questa tipologia di selezione rigorosamente scelta lo stesso giorno della convocazione - richiede tempo.I professionisti esterni che si sono offerti quali componente della commissione avevano anticipatamente escluso la possibilità di prendersi giorni di ferie in quanto già molto impegnati nella loro attività quotidiana; del resto le funzioni di componente al commissione di concorso costituisicono attività per la quale ex lege viene attribuito un corrispettivo che a mala pena corrisponde a un rimborso spese. E' stato dunque utilizzato nella prima prova un sistema di verifica oggettivo, non possibile in alcun modo di apporti discrezionali da parte dei componenti la commissione e diretto a valutare con alto grado di attendibilità le conoscenze dei singoli partecipanti. Un sistema utilizzato all'interno delle università sia per le verifiche di apprendimento durante i corsi, sia per selezionare i partecipanti ai master.Uno strumento serio che si è voluto utilizzare proprio per il rispetto dei partecipanti, della loro personalità e professionalità. Effettivamente la prova ha avuto inizio dopo due ore, tuttavia si consideri che è stata svolta dai candidati in non più di 30 minuti. Due ore e trenta nel complesso non è un termine scandaloso per una verifica concorsuale che ritengo, senza presunzione, tenda alle migliori pratiche (best practice) di selezione.La seconda prova era già stata effettuata, corretta e pubblicata quando è apparso l'articolo sul Gazzettino. L'esito della stessa, pubblicato all'albo, consta di più elementi in quanto si è proceduto con una valutazione non limitatasi ad un mera attribuzione numerica bensì accompagnando la stessa con un giudizio scritto distinto per ciascun candidato per trasparenza e chiarezza.La semplificazione amministrativa, la diminuzione del tasso di burocrazia quotidiana, metodologie corrette ed il più possibile efficaci nelle selezioni sono elementi che concorrono ad una buona amministrazione e che fanno parte delle tematiche importanti a vantaggio di tutti.*Segretario comunale

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Paese sfora il patto di stabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

La decisione di non rispettare le imposizioni di legge è stata annunciata dal sindaco nel corso del Consiglio Paese sfora il patto di stabilità Mardegan: «Non abbiamo alcuna intenzione di bloccare i cantieri delle opere in corso» PaeseOpere pubbliche Avanti tutta. Anche a costo di chiudere con un bilancio malconcio e di dover attendere per il prossimo anno un nuovo colpo di scure fatto di tagli e sanzioni. E' questa la decisione che la giunta Mardegan ha presentato nel consiglio comunale di ieri sera. Il Comune non intende arginare le spese bloccando i cantieri e anche per quest'anno sceglie di uscire dal Patto di stabilità. Come l'anno scorso, quando il tetto massimo venne sfondato per oltre tre milioni di euro. Adesso è presto per parlare di cifre, anche se si sussurra che lo strappo non sarà piccolo e probabilmente superiore al milione di euro.Sanzoni Saranno più pesanti rispetto a quelle imposte dallo sforamento dell'anno scorso. Per tutto il 2009, anno delle elezioni amministrative, il Comune subirà il blocco totale delle assunzioni, verranno sforbiciati i trasferimenti statali, che per Paese si traduce in un ammanco di quasi 100 mila euro, e anche gli stipendi degli amministratori, che verranno decurtati del 30\%. Non è una scelta, è inevitabile solo pagando le opere in corso, non ci sono le condizioni minime per rispettare un Patto che deve essere modificato chiarisce il sindaco Mardegan l'obiettivo era straordinariamente grande, quello di mettere via oltre 2,5 milioni di euro prima di poter spendere un solo soldo, ma ricordo che stiamo uscendo per pagare i lavori e continuare con la realizzazione di nuove strutture.Il giallo dell'addizionale Irpef Lo Stato impone automaticamente un aumento, ma poi sembra avere qualche difficoltà nel tenerlo sotto controllo. L'effetto che il nuovo strappo avrà sulle tasche dei cittadini è tutt'altro che certo. Già l'anno scorso l'addizionale Irpef del Comune era passata dallo 0,2\%, una delle più basse della provincia, allo 0,5\% proprio per la decisione di spendere anche i soldi congelati dalla legge Finanziaria. In linea teorica l'aumento delle tasse è consistente, ed è confermato anche per l'anno prossimo, ma per ora non sembra aver avuto effetti concreti a causa di alcuni buchi neri nella macchina della burocrazia. Mancano i decreti applicativi e mancano anche i regolamenti, ormai siamo giunti a metà novembre e probabilmente nessuno pagherà più che nel passato si augura il primo cittadino in più su questo ci sono attualmente dei sospetti di illegittimità perché le regole sono state cambiate in corsa e non all'inizio dell'anno.Mauro Favaro

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<Per la ferrovia Chiasso-Monza non c'è un euro> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

«Per la ferrovia Chiasso-Monza non c'è un euro» Confindustria Lombardia ha rivelato che non esistono fondi per quadruplicare i binari Nel 2018 Alp Transit sarà pronto. L'imponente sistema di gallerie ferroviarie svizzero "scaricherà" sul confine - e, quindi, in provincia di Como - una quantità impressionante di camion e merci. Come evitare la paralisi' Semplice: quadruplicando i binari tra Chiasso e Monza. Però, dei 1.412 milioni di euro necessari per quest'opera, ad oggi non ne è stato trovato nemmeno uno. A rivelarlo è Confindustria Lombardia, tramite l'Osservatorio territoriale delle infrastrutture. Stato di avanzamento: progetto preliminare. Data inizio lavori: luglio 2014. Ultimazione: settembre 2021. Costo totale del progetto: 1.412 milioni. Finanziamenti disponibili: zero. Una notizia che non sorprende affatto Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle Infrastrutture. Lui, che da anni ritiene il quadruplicamento «fondamentale», riconosce di non aver trovato su quest'opera la sensibilità che si aspettava «né dal precedente governo, né dall'attuale». Non si tratta, comunque, di una resa. «Siamo ancora in tempo - precisa Cattaneo - il progetto preliminare esiste, e l'opera è stata inserita nel contratto di programma intitolato "Governo e Reti Ferroviarie Italiane"». Peccato, però, che il potenziamento della Monza-Chiasso risulti nella tabella D. Le opere in tabella A sono certamente finanziate. Quelle in fascia B hanno buone probabilità di esserlo. Quelle in fascia C già meno, figurarsi quelle inserite nella tabella D. «Stiamo insistendo per aumentare la priorità dell'opera - continua Cattaneo - tant'è che abbiamo inserito nella tabella A il suo progetto definitivo». Per chiedere i finanziamenti, infatti, «è necessario procedere rapidamente alla progettazione definitiva». Secondo l'assessore regionale, che lamenta una scarsa sensibilità della politica centrale sul quadruplicamento della Monza-Chiasso, l'errore sta nel «considerare l'alta capacità ferroviaria come una questione italiana. È una visione miope, soprattutto in Lombardia i traffici merci sono anche internazionali». Agganciarsi all'Alp Tranist è vitale, perché «saremo eternamente grati agli svizzeri che hanno finanziato un'opera che servirà anche a noi, ma sarebbe poco intelligente avere alle porte del confine un tunnel ferroviario di 57 chilometri e non sfruttarlo». Ultimo capitolo: i tempi. Secondo Confindustria, il quadruplicamento non sarebbe pronto prima del 2021. «Le valutazioni regionali vedono il completamento dell'opera possibile entro il 2018, - ribatte Cattaneo - anno in cui verrà ultimato il traforo sotto il Gottardo. Si tratta di quadruplicare i binari tra Seregno e Albate, sono lavori senza grandi complessità di esecuzione». Il vero nemico, forse, è la burocrazia. Andrea Bambace Nella foto: Fresa in azione per l'Alp Transit, opera per il cui proseguimento in Italia sarebbe importante il quadruplicamento della Chiasso-Monza Home Centrosinistra all'attacco sul caso di via Magni Presentato ieri un esposto in Procura sul cantiere Al Politecnico di Como lezioni soltanto in lingua inglese Iva evasa per 52 milioni di euro Raffica di patteggiamenti Auto si incendia in galleria Intervengono i vigili del fuoco «Parametri più elastici per la carta sconto» Crisi economica, in flessione commercio e artigianato Lunedì udienza di fuoco: Olindo chiederà la parola ComoDepur, vicino il momento dello "sfratto" Premio Caldarini in S.Abbondio

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<Ora va scongiurato il pericolo che le imprese delocalizzino> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confindustria Udine scende in campo contro i freni della burocrazia «Ora va scongiurato il pericolo che le imprese delocalizzino» UdineGarantire sostegno alle Piccole e medie imprese, particolarmente colpite dall'attuale crisi, e metterle in grado di non dover delocalizzare. È quanto rimarca Confindustria Udine, evidenziando che "a maggior ragione nei periodi di difficoltà, quale quello attuale caratterizzato dalla tendenza recessiva, per le aziende diventa importante poter operare anche attraverso investimenti mirati per stabilizzare la propria posizione sul mercato e per rafforzarsi. Da più parti si conviene che proprio in questi momenti occorre fare sistema, dalle istituzioni alle aziende e ai lavoratori, dando la possibilità alle imprese industriali di attuare i propri programmi sia per cogliere le opportunità di mercato, ove queste siano presenti, sia per attuare gli interventi di riorganizzazione che siano richiesti dalle esigenze di riposizionamento. Il caso della Refrion di Talmassons è in questo senso emblematico. Si tratta di una piccola azienda che ha l'opportunità di svilupparsi tra l'altro senza alcun impatto ambientale, ma incontra difficoltà che sono risultate ad oggi insormontabili, tanto da dover prendere in considerazione la strada della delocalizzazione".Èquanto sottolinea in una nota Confindustria Udine, che si chiede se valga la pena correre il rischio, "a maggior ragione nell'attuale fase congiunturale, di perdere una fonte di occupazione e di ricchezza".Al riguardo Confindustria Udine evidenzia come - a suo avviso - "si debba compiere ogni sforzo affinché le norme urbanistiche siano opportunamente gestite per favorire le soluzioni utili a contemperare le esigenze residenziali con quelle produttive".E in questa ottica viene auspicata un'efficace concertazione per consentire all'impresa in questione di potersi sviluppare sulla base dei propri progetti di crescita.

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Gli agricoltori mobilitati contro la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oristano e Provincia Pagina 4017 cia Gli agricoltori mobilitati contro la crisi Cia --> Si apre la mobilitazione della Confederazione agricoltori italiani. Obiettivo chiedere misure più efficaci per affrontare uno dei momenti più difficili della storia agricola e zootecnica regionale e nazionale La Confederazione Italiana Agricoltori chiama a raccolta i propri iscritti e apre di fatto in tutta Italia una mobilitazione per fronteggiare una crisi che mai come ora ha colpito le aziende agricole. Crollo dei consumi dei generi alimentari (meno quattro per cento), aumento dei costi al consumatore e crollo del reddito del produttore (in un anno perso circa il diciotto per cento, aumento dei costi di produzione mediamente del trentatré per cento, stanno di fatto mettendo in ginocchio tante aziende e chiudendo ogni prospettiva futura. Il mondo agricolo chiede fatti e azioni incisive e assiste preoccupato agli orientamenti che vengono della finanziaria nazionale. Così come preoccupano i ritardi della Regione, nella erogazione dei fondi, con una burocrazia imperante, nonché la scarsa attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi straordinari, in primis in direzione della crisi di mercato, a tutt'oggi delusa. Tutti questi argomenti verranno affrontati domani alle 10, presso la sala riunioni della sede provinciale in via Lazio, dove i dirigenti della Cia illustreranno ai giornalisti le ragioni della mobilitazione; successivamente, alle ore 10.30, è in programma una assemblea con tutti i dirigenti e allevatori provinciali.

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MARIA ELEFANTE CASTELLAMMARE. PARETI DIPINTE CON TINTE ALLEGRE, MATERIALI ANALLERGICI, E SALA D&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

MARIA ELEFANTE Castellammare. Pareti dipinte con tinte allegre, materiali anallergici, e sala d'accoglienza per i piccoli pazienti. Sono terminati i lavori di adeguamento e ristrutturazione del reparto di Pediatria dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Tutto è pronto ma il nastro adesivo che rappresenta il sigillo temporaneo sulle porte d'ingresso in attesa dell'apertura resterà lì ancora per molto. Qualcuno lo ha definito l'ennesima vittima della burocrazia. Opere realizzate in tempi record (la sistemazione provvisoria nell'ala vecchia aveva sollevato le lamentele dei genitori dei piccoli pazienti), grande attenzione nei particolari ma ancora assente la certificazione di collaudo. Resterà dunque chiuso ancora per diverse settimane il reparto di pediatria, che avrebbe dovuto festeggiare il taglio del nastro lo scorso giugno. Un padiglione innovativo, vanto per i camici bianchi stabiesi, realizzato al piano terra del nosocomio di viale Europa. «Con la nuova logistica verranno abbattuti i tempi morti del pronto soccorso pediatrico. Mai più file agli ascensori», fu detto in occasione della presentazione del progetto. Purtroppo le attese ci saranno ancora. Le visite (specialistiche e ambulatoriali) continueranno a svolgersi al quinto piano, nell'ala vecchia dell'edificio. Un reparto che assomiglia a quello di un ospedale da campo. Così i genitori dei piccoli degenti della pediatria del San Leonardo di Castellammare lo hanno descritto. Non solo verbalmente, ma anche tramite missive indirizzate alla sede generale dell'Asl Na5. Lo spostamento del reparto dall'ala nuova a quella vecchia fu deciso dai direttori dell'ospedale per tamponare la situazione in attesa della costruzione del reparto al pian terreno. Così al quinto piano dell'ala storica del San Leonardo ad affiancare l'oculistica, (dunque al posto della pediatria) ora si trova l'otorinolaringoiatria. Solo un anno fa i bambini e gli adolescenti fino ai quindici anni potevano essere ricoverati in stanze singole al quinto piano. Pareti colorate, con ludoteca piena di giocattoli e pupazzi e uno spazio per poter permettere a chi doveva affrontare un lungo ricovero di non restare indietro con gli studi. Latteria organizzata e un'astanteria, fiabe e personaggi dei cartoni animati che davano nomi alle stanze. Finestre e ringhiere rinforzate e rialzate sia nei corridoi che nelle piccole stanze. Adesso, invece i genitori dei più piccoli si trovano a fare i conti con stanze umide e poco riscaldate. «Entro fine mese ci sarà un reparto efficiente con 10 posti letto», precisa Gennaro D'Auria direttore generale dell'Asl 5.

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Anche Facebook si mobilita contro il Ddl imbavaglia-blog (sezione: Burocrazia)

( da "Vnunet.it" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anche Facebook si mobilita contro il Ddl imbavaglia-blog 12-11-2008 VNUnet.it Dopo la scoperta di un Disegno di Legge che vuole tappare la bocca ai blogger, la Rete protesta. Online anche una petizione Quando apparve, circa un anno fa, il Ddl Levi, Beppe Grillo, il blogger più popolare in Italia, lo definì "Un testo per tappare la bocca a Internet", in quanto obbligava la blogosfera a pagare bolli e a sottostare a burocrazia, pur di esprimersi in libertà. Il nuovo progetto di legge torna alla carica: vuole richiedere l'iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC, attivo dal 1997) a "Tutti i soggetti che esercitano l'attività editoriale" tramite ogni mezzo. La vaghezza del testo sull'editoria sembra pensato appositamente per far rientrare nella definizione, sia blog che siti Internet, realizzati con un gruppo di lavoro e con continuità dei profitti, seppur marginali, come possono essere banner o Google AdSense. La denuncia del pericolo incombente sulla blogosfera italiana arriva dal giurista Daniele Minotti sul suo blog. Su Facebook gli utenti del social network chiedono di salvare i Blog "contro il disegno di legge anti blog alla Camera" e in tre giorni mettono insieme più di 1000 iscritti e lanciano una petizione online. Invece il blog di Antonio Di Pietro fomenta la "disobbedienza civile" se questa legge dovesse essere approvata, promettendo assistenza legale ai disobbedienti. © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe

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Una professione del passato, del presente e del futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

2 - Com'è cambiato il lavoro: il geometra, da agrimensore a tecnico a servizio del territorio e dell'ambiente Una professione del passato, del presente e? del futuro Giovanni Bruno: «Quando si andava in cascina i contadini ammazzavano il pollo» - Oggi la burocrazia rende difficile il lavoro Giovanni Bruno di Bagnolo, ottantant'anni portati egregiamente, si è diplomato geometra nel 1949. I suoi esordi nel mondo del lavoro in realtà furono come impresario edile: «La mia fu una delle prime iscrizioni nella zona come imprenditore», ricorda. Gli strumenti indispensabili, oltre alla testa e alle braccia, erano pochi: «Una piccola betoniera era già un macchinario all'avanguardia», ma ciò non impediva di dar mano alla ricostruzione con quasi 60 lavoratori alle proprie dipendenze. «Si lavorava tanto, si facevano orari assurdi, praticamente lavoravo dal mattino alla sera», tant'è che diventato sindaco - dal '62 al '64 - e messa su una bella famiglia, «ho scelto di fare il geometra, professione che comunque avevo avviato parallelamente a quella di impresario». A quei tempi in queste zone essere geometra significava soprattutto fare l'agrimensore, cioè misurare le superfici agrarie e interessarsi a suddivisioni dei terreni e spartizioni tra eredi. «A quei tempi quando si arrivava in una cascina, i contadini facevano festa: ammazzavano il pollo e ti invitavano a pranzo». Ma c'era anche l'altra faccia della medaglia: il fatto che in caso di divisioni di terreni, talvolta si veniva coinvolti in vivaci liti. Il nostro Giovanni Bruno ne sa qualcosa: «Una volta mi hanno anche morsicato un dito che quasi me lo staccavano. Avevo diviso una proprietà agricola e tutto era filato liscio, ma al momento di dividere l'uva i due fratelli interessati alla spartizione, non riuscendo a mettersi d'accordo, hanno cominciato a darsele di santa ragione. Io, che avevo provato a mettere pace tra i due, ancora un po' ci rimetto il mignolo. Sono dovuti intervenire i Carabinieri per far sedare la rissa». Soprattutto nelle realtà di paese, il geometra era un riferimento per problemi di qualsiasi ordine, «ci si rivolgeva a noi con fiducia, eravamo quasi dei confessori, ora il rapporto è decisamente cambiato, c'è più distacco». Un primo cambiamento di rotta nella professione, secondo il nostro geometra, si è avuto con il boom economico: «La fabbrica chiamava e la terra non interessava più, la si lasciava a quei pochi che volevano restare a coltivarla. E noi da agrimensori diventammo progettisti». Si lavorava di tecnigrafo e matita, «io non ho mai smesso, il computer l'ho lasciato ai figli», e ci si alzava presto per andare al Catasto, «alle 4 del mattino eravamo già tutti in coda fuori dall'ufficio di Cuneo per riuscire a far passare in giornata le nostre pratiche, mica come oggi che c'è il Catasto on line», ma ciononostante, il lavoro, a sentire Giovanni Bruno, andava avanti più fluidamente: «Potrei quasi dire che negli Anni '60 prima si costruiva la casa, poi si chiedeva l'autorizzazione. Gli uffici comunali prestavano poca attenzione. Oggi, al contrario, la burocrazia ci rende la professione impossibile». Le norme cambiano e si implementano, imponendo ai professionisti aggiornamenti continui, ma è cambiato anche l'atteggiamento delle persone: «Tanto più litigiosi. Oggi per una sciocchezza fanno intervenire l'avvocato, è difficile discutere tranquillamente tra persone». Sofia D'Agostino

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Per la verdura stop alle misure perfette (sezione: Burocrazia)

( da "Metronews" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per la verdura stop alle misure perfette uscito su Metro il 13/11/2008 Lascia il tuo commento! Era il più classico e citato esempio della misteriosa e sovrabbondante burocrazia europea. Ora la Ue sta decidendo di abolire le misure standard per 26 prodotti agricoli. Per la commercializzazione venivano fissati dei criteri su misure, lunghezza, peso e persino curvatura di prodotti come carote, zucchine e cetrioli, nonché funghi, aglio, meloni, cipolle, piselli, prugne, cocomeri e ciliegie. Ma la decisione incontra anche qualche avversione tra i Paesi della Ue, in quanto abolisce non solo criteri dimensionali, ma anche di qualità d?origine. L?idea è quella di permettere ai consumatori di scegliere in un raggio più ampio di prodotti commestibili anche se di forma imperfetta, vista anche la crisi economica. Ma i produttori mediterranei, Italia compresa, temono che venga messa a rischio la qualità. (foto Afp)

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Il dottor Francesco Florio nominato responsabile provinciale del settore medici di famiglia (sezione: Burocrazia)

( da "Grecale, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

giovedì 13 novembre 2008 09:00 La nomina è avvenuta durante il primo congresso provinciale dello SMI, sindacato medici italiani San Severo - Il sanseverese Francesco Florio è stato nominato responsabile provinciale del settore medici di famiglia nel corso del primo congresso provinciale dello SMI, sindacato medici italiani. Il settore dei medici di famiglia conta oramai quasi cento iscritti. Durante il congresso si è tenuto un ampio dibattito sulle questioni che più affliggono la categoria come il rinnovo della ACN (accordo collettivo nazionale), l?applicazione dell?AIR(accordo integrativo regionale)ed è stata discussa la questione dell?IRAP. Nominati anche i rappresentanti sindacali in ciascuno dei distretti della ASL provinciale. “L?assemblea – spiega il dottor Francesco Florio - ha dato mandato ai dirigenti di impegnarsi prioritariamente nella lotta alla burocrazia che tanto affligge i medici ma soprattutto i cittadini più deboli che in molti casi si vedono negati i propri diritti a causa di procedure burocratiche anacronistiche e pretestuose”.(Il Grecale - Red/Sv01)

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Arriva la carota no-limits (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sullo schermo a dodici stelle va in onda la vendetta della minizucchina. La Commissione Ue liberalizza la vendita di 26 prodotti ortofrutticoli, abolendo l?obbligo di rispettare gli standard comunitari di misura e dimensione. L?obiettivo è frenare i prezzi e tagliare la burocrazia. Un segnale dell?Europa che cambia. Era ora. Quando la stampa popolare inglese sferrò un attacco frontale a Bruxelles accusandola di voler raddrizzare le banane commise un errore clamoroso. A Palazzo Berlaymont nessuno aveva mai pensato ad intervenire sulla forma di quello che la musica leggera ha elevato al rango di «unico frutto dell?amore». Piuttosto, per tutelare i consumatori, si erano stabilite misure e requisiti per altre trentasei tipi di frutta e verdura. Si è era così deciso, ad esempio, che una zucchina buona dovesse misurare almeno 7 centimetri e al massimo 35, per un peso compreso fra 50 e 450 grammi. Per anni tutti i campioni incompatibili anche per pochi millimetri sono stati banditi dai supermercati. Ma adesso si cambia. Un po? perché si sono ravveduti, un po? perché la minore disponibilità di cibo sta colpendo i bilanci delle famiglie, Bruxelles s?è decisa a liberalizzare una parte della gamma di frutta e verdura europea. La mossa sarà sottoposta oggi ai Ventisette dai quali si attende un via libera contrastato. Nove stati membri (fra cui la Germania) sono favorevoli alla deregolamentazione, mentre quindici si oppongono senza avere una maggioranza di blocco. Nel fronte del «no» spiccano Italia, Francia e Spagna. I quali, spiegano fonti diplomatiche, «non sono contro la semplificazione, ma temono che la mossa penalizzi i loro produttori a vantaggi dei paesi del Nord, prevalentemente venditori, che potrebbero offrire merce di minor qualità e in modo poco trasparente». La proposta sul tavolo, che la commissaria per l?agricoltura Mariann Fischer Boel vuole fare entrare in vigore dal prossimo luglio, intende eliminare i vincoli per 26 tipologie, lasciando i distributori alimentari nazionali liberi di decidere sui parametri della loro offerta. Non ci sarebbero pertanto più standard delizie quali albicocche, carciofi e melanzane, si potrebbero mettere sugli scaffali meloncini da sei centimetri, asparagi più corti di sedici, mini zucchine da 66 millimetri o maxi da 400. Ciò che oggi è fuorilegge sarebbe riabilitato e andrebbe sul mercato a prezzi inferiori. «Non credo che forma e grandezza di un cetriolo siano così importanti per il consumatore - spiega una fonte di Bruxelles - se può pagarli meno un contesto di rincari». L?intervento non sarà finale. Bruxelles conserva i suoi standard in dieci settori, pesanti in quanto rappresentano comunque il 75% del mercato ortofrutticolo continentale. Allo steso tempo, una norma si occupa della frutta danneggiata che potrebbe essere venduta a un prezzo inferiore rispetto alla prima scelta con un?etichetta chiara che certifichi l´idoneità «alla cottura». I tecnici della Fischer Boel sono soddisfatti per una cassetta di motivi. Il nuovo regolamento può contribuire a calmierare i listini e impedire sprechi divenuti inaccettabili (le carote troppo sottili non saranno buttate). Soprattutto, porta avanti la politica di sburocratizzazione dell?Ue. «Semplicemente non riteniamo che l?ortofrutta debba essere regolata da noi», dicono a Bruxelles. Un numero? Il regolamento abolisce 300 pagine di legislazione europeo. Un piccolo passo, ma sempre meglio che niente. Toccherà al consumatore fare la scelta migliore e più adatta alle loro tasche.

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Condannati a non andare in carcere (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Condannati a non andare in carcere Alessandro Chiappetta, 13 novembre 2008, 14:32 La protesta Continua l'autunno caldo delle proteste. Oggi è toccato agli educatori penitenziari, mobilitati con un sit-in alla Camera per chiedere lo sblocco delle assunzioni. I fondi ci sono ma non vengono utilizzati, e per fare un concorso ci sono voluti 5 anni. Solidarietà da Di Pietro Non avranno l'impeto dell'onda studentesca, né la visibilità dei piloti Alitalia, ma nell'autunno caldo delle proteste è giunto il loro momento. Sono gli educatori penitenziari, centinaia di persone in bilico impossibilitate a svolgere il proprio lavoro, o costrette a farlo in condizioni precarie. E non un lavoro qualunque, ma il fulcro della funzione rieducativa della pena. Si sono ritrovati oggi a Roma, a decine, sotto la pioggia battente, sotto un gazebo che ha fatto da quartier generale del loro sit-in a Piazza Montecitorio, per protestare soprattutto contro la lentezza delle assunzioni, che si somma ai tempi già biblici dei concorsi. Hanno denunciato soprattutto "lo status di precarietà lavorativa di 397 vincitori e 500 idonei che hanno partecipato al concorso indetto dal ministero della Giustizia per educatori penitenziari, durato ben 5 anni". Nonostante la carenza di educatori penitenziari sia stata appena stimata "in 826 unità", cioè più del doppio di quelli che dovrebbero essere assunti. Il bando è stato indetto il 21 novembre 2003, ma solo nel 2008 sono finite le prove d'esame delle migliaia di candidati, già provati dalle attese sulle date, slittate di mese in mese per anni. Una prima graduatoria sarebbe dovuta uscire entro fine ottobre, ma ancora non è stata pubblicata, potrebbe arrivare a dicembre. Una volta individuati i candidati sarà poi tempi di assegnare loro le rispettive sedi di lavoro, ma si teme che anche questo passaggio avverrà con la lentezza snervante della burocrazia italiana. Ad oggi sono 397 gli educatori penitenziari vincitori in pectore del concorso e in attesa di assunzione. L'unica promessa è quella di assumere 135 unità nel 2009, sfruttando gli unici fondi che sembrano disponibili, quelli stanziati nel 2006 dal governo Prodi. Ma anche su questo punto non è chiaro se l'assunzione riguarderà soltanto gli educatori, o anche personale contabile e amministrativo, la cui attesa è anch'essa superiore ai due anni. I meno fortunati potranno sperare che la loro situazione si sblocchi nel 2010, ma per ora non ci sarebbero né fondi, né tantomeno garanzie. Alla paralisi si accompagna, denunciano gli operatori, la beffa, ovvero "la presenza nelle casse statali dei fondi per assumerli tutti in blocco già nel 2009. Infatti, secondo il calcolo della Corte dei Conti, il saldo contabile della Cassa Ammende al 30 aprile 2008 è di più dei 139 milioni di euro necessari per regolarizzare la posizione del personale vincitore ed idoneo". La mobilitazione è cominciata qualche settimana fa, con la creazione di un comitato a tutela degli interessi dei candidati, che chiaramente hanno dovuto trovare tutti altri lavori o fonti di guadagno dell'attesa di una risposta. La presidentessa Lina Marra ha incontrato il Sottosegretario alla Giustizia con delega al personale Senatore Caliendo, alcuni deputati del PD hanno fatto un'interrogazione parlamentare, altri (anche della maggioranza) hanno fatto un esposto al ministro Alfano per la questione della cassa delle ammende che potrebbe essere usata per assumere gli educatori. Per ora niente si è mosso, nonostante le rassicurazioni, ultima quella di Gianni Letta, a nome del premier Berlusconi. La richiesta del comitato 'I nuovi Educatori Penitenziari', spiega una nota, è "unicamente di trovarsi dietro le sbarre per poter essere "liberi di esercitare il prezioso lavoro all'interno delle carceri italiane". "Allo stato attuale - spiegano - sia i vincitori che gli idonei al concorso sanno che potranno essere inseriti a ruolo a scaglioni non prima del 2010, in quanto i fondi per le assunzioni sono rimasti quelli stanziati dal precedente Governo e sono da suddividere con altri profili del Dipartimento amministrazione penitenziaria, in un periodo, tra l'altro, di forte carenza di educatori penitenziari". "La protesta - spiega Lina Marra, presidente del comitato - vuole sensibilizzare il Governo e l'opinione pubblica su un problema che riguarda tutti, in quanto l'immissione in servizio dei nuovi educatori permetterà di mettere in atto una politica penitenziaria in maggiore coerenza con il disposto costituzionale, così da consentire che l'esecuzione della pena detentiva acquisisca una concreta valenza educativa partendo dal presupposto che un detenuto rieducato è un delinquente in meno per la società". Per ora, i ragazzi del Comitato hanno incassato la solidarietà di Antonio Di Pietro. "E' un vero scandalo quello che sta succedendo agli educatori penitenziari - ha detto il leader Idv incontrando i manifestanti infreddoliti - perchè, con il fatto che questo governo ha ridotto del 20% i fondi alla giustizia, non si riesce a farli assumere, nonostante abbiano superato un regolare concorso. E nonostante ci sia un gran bisogno di loro. Abbiamo presentato degli emendamenti in loro difesa alla finanziaria, ma ce li hanno bocciati".

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Lettera aperta del Comitato Forlì per Balzani in risposta all' On.le Satanassi (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 13-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettera aperta del Comitato Forlì per Balzani in risposta all' On.le Satanassi (12/11/2008 18:15) | (Sesto Potere) - Forlì - 12 novembre 2008 - Riceviamo e pubblichiamo l' intervento dei presidenti del Comitato Forlì per Balzani, per le Primarie del Pd di Forlì, prendendo spunto da un commento dell' on.le Satanassi pubblicato dalla stampa: "Abbiamo letto con grande interesse le recenti dichiarazioni dell?on.le Satanassi, senza dubbio uno dei personaggi politici che hanno fatto la storia della città di Forlì. Condividiamo molte delle considerazioni fatta dall?onorevole, la prima è la valutazione da lui espressa che le primarie sono un fatto importante ed equivalgono ad un congresso, per il dibattito che hanno attivato. Questo è lo spirito giusto con cui considerare questo importante strumento di democrazia politica. Nessuna paura della partecipazione, ma al contrario considerare le centinaia e centinaia di cittadini elettori, anche non iscritti al Partito Democratico, che si stanno confrontando in questi giorni nelle iniziative di ascolto che stiamo promuovendo come Comitato Forlì per Balzani, un arricchimento non solo per il PD, ma anche per tutta la città. Ci sono poi affermazioni che non possiamo che sottoscrivere, in quanto sono tra le cose che Roberto Balzani ha affermato fin dal suo primo appello alla città e fin dalla sua prima presentazione pubblica alla sala Santa Caterina (si vedano a questo proposito i testi su www.forliperbalzani.it). Crediamo anche noi che non sia tardi per il rinnovamento, anzi Forlì ne ha un grande bisogno. E? per questo che, tra i capisaldi degli impegni di Roberto Balzani se verrà eletto sindaco, ci sarà il limite dei due mandati per tutti gli amministratori, oltre all?applicazione della parità nella rappresentanza di genere, che per il sistema politico italiano sarebbe una innovazione fortissima, data la scarsa presenza di donne che ricoprono incarichi di governo a tutti i livelli amministrativi. Condividiamo anche la necessità di alleggerire il peso della burocrazia, rendendo meno farraginoso il funzionamento della macchina comunale. Dallo snellimento delle procedure, infatti, possono trarre giovamento non solo i cittadini, ma l?ente stesso anche sul piano economico, oltre che su quello dell?efficienza e dell?affidabilità complessiva. Come pure occorre ridurre l?invadenza della politica, quando si esprime come eccessiva presenza di strutture di secondo livello, dove si viene nominati troppo spesso per designazioni politiche e rendite di posizione e non per competenze. Queste strutture vanno eliminate, qualora non più necessarie o accorpate per funzioni, vanno, inoltre, ridotti i numeri dei componenti dei consigli di amministrazione, riducendo certamente a rimborsi spese minimi, i gettoni di presenza: sono cose che molti di noi sostengono da anni, per questo ci fa piacere che le affermi anche l?on.le Satanassi. In tempi di crisi economica è una necessità oltre che etica, anche di corretta amministrazione. In questo modo siamo convinti che la politica riacquisterebbe quel valore morale di servizio alla collettività, che ha perso negli anni, anche nei nostri territori. Questi aspetti, a nostro avviso, dovrebbero essere fatti propri da tutti coloro che si presentano alla primarie a sindaco per il PD, ed applicati dopo l?elezione, cosa che naturalmente auspichiamo, perché siamo convinti che questa città abbia la necessità di essere ancora amministrata da una forte coalizione di forze democratiche e progressiste, le sole che possono far fronte al bisogno di innovazione che i continui mutamenti della società richiedono. Dalle parole occorre passare ai fatti: le esigenze più sane dei cittadini vigili e consapevoli vanno ascoltate. Maggior efficienza amministrativa e taglio agli enti inutili sono una priorità. Così come una nuova dimensione della professione politica e pubblico-amministrativa. A tempo determinato e sempre al servizio della collettività. Per queste ragioni occorre ripristinare una forte relazione con gli altri comuni del territorio (a partire da quelli del comprensorio) onde effettuare investimenti razionali per il vantaggio comune. La proposta "visionaria" di arrivare alla fusione di province è un modo per indicare in quale direzione Roberto Balzani intende muoversi: smontare un po' di ceto politico non sempre efficace e rafforzare il ruolo di programmazione e d'intervento di enti dai ruoli oggi molto appannati e discussi. Trasferire risorse dalla classe politica alla "politica" vera e propria, cioè a ciò che serve ai cittadini. Questa la grande sfida dell?innovazione di qualità". "

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