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Articoli
Burocrazia (43)
Un "contratto di fiume" su misura per il Belbo (
da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non sono pochi perché la burocrazia in questo campo la fa da padrona), possono ognuno per la loro parte, progettare ed eseguire lavori idraulici, organizzare manutenzione e coordinare le attività correlate. Un esempio: se si risana un fiume e poi dalle colline continuano a scendere disordinatamente le acque, oppure si fanno interventi di eccessiva cementificazione,
NEI PARCHI E' DISATTESA LA PRECEDENZA AI CONTRIBUTI (
da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificando la burocrazia e dando garanzie di risorse. Tra i doveri l'impegno alla formazione culturale, al mantenimento della biodiversità. Impegno a sollecitare politiche di conservazione. C'è una rinnovata volontà dei Parchi di collaborare con le comunità, di non essere più considerati i «blocca piani regolatori».
"porgiamo l'altra guancia in attesa delle leggi
all'ars" - emanuele lauria ( da "Repubblica, La"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le nuove norme sulla sanità e sulla burocrazia. Il momento è delicato, malgrado i tentativi di ridurre il caso Palermo a un fatto locale. Lombardo e parte del Pdl (per non parlare dell´Udc che ieri è tornata a sparare ad alzo zero su Russo) sono separati in casa. A confortare il governatore, fra i berlusconiani, sono rimasti Gianfranco Micciché e i suoi uomini in giunta,
slitta di qualche settimana il restauro del caffè delle
mura ( da "Tirreno, Il"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma per questioni di burocrazia spicciola è stato rimandato. «Questo leggero rinvio - spiega Sauro Barsotti, titolare dell'impresa - ci ha consentito anche un ulteriore confronto con la Sovrintendenza che ci ha suggerito alcune modifiche sugli arredi. Le Belle arti ci hanno chiesto, soprattutto in relazione al bancone del bar,
crisi dell'agricoltura, mobilitazione della cia (
da "Nuova Sardegna, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia imperante, nonché la scarsa attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi straordinari.», dice Serafino Mura, «Interventi che affrontino il contingente ma, soprattutto, che avviino una programmazione ed una azione lunga negli anni la sola capace di creare una strada credibile e di speranza per il settore dove il punto cardine sia la qualità della
Oncologia pediatrica, Tedesco assicura: <Tra un mese il
reparto riaprirà di sera> ( da "Corriere del
Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Rifiuto di pensare che la burocrazia possa prevalere sulla sofferenza», commenta. Antonio Della Rocca La sfida del direttore generale Oggi Guido Scoditti generale annuncerà la delibera che trrasforma Oncoematologia in unità complessa L'assessore regionale alla Salute, Alberto Tedesco, con il governatore Nichi Vendola
Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza (
da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: FORNITURE E IMPIANTI ELETTRICI Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza Sicurezza tra le pareti domestiche: una priorità del Governo. Gli ultimi dati Istat e Censis infatti non lasciano spazio a dubbi: gli incidenti domestici la prima causa di infortuni in Italia (4 volte più di quelli sul lavoro e 13 volte più di quelli stradali).
Novecento, secolo breve anche per il Petruzzelli (
da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: industria declina a tutto vantaggio dei servizi e della burocrazia pubblica; dal 1921 al 1936 Bari aumenta quasi del 50% i suoi abitanti (da 136mila a 198mila) gonfiandosi sotto l'effetto di un processo d'inurbamento poderoso. Nel capoluogo nascono il porto e il lungomare, i nuovi quartieri di Madonnella e Carrassi, il canalone, lo stadio della Vittoria, il policlinico,
Gli Usa di Obama al Suor Orsola (
da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel corso dei suoi incontri al Suor Orsola il giornalista si soffermerà non solo sull'uso dei media, ma anche sulla crisi finanziaria, sui problemi dell'immigrazione, sulla burocrazia, sugli abusi di potere e su molti altri temi d'attualità. In cattedra Renzo Cianfanelli ha più volte tenuto lezioni comparative su Usa e Europa
Indulto, conti errati: torna in galera 6 giorni (
da "Corriere del Veneto" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Peccato però che la burocrazia sia incappata in un clamoroso errore di calcolo, trascrivendo la condanna da «sanare» non nella sua interezza, bensì lasciando fuori gli ultimi sei giorni. Sabato scorso, la brutta sorpresa: l'extracomunitario è incappato a Padova in un normale controllo delle forze dell'ordine che, dopo il controllo delle sue generalità via radio,
E a Lampedusa sbarcano sempre più donne (
da "Corriere della Sera" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché le procedure per i ricongiungimenti familiari sono lunghe e difficili per chi deve fare i conti con la burocrazia da lontano, spesso in villaggi senza collegamenti. Il loro arrivo in Italia per raggiungere un marito o un figlio va poi letto anche in chiave positiva. Come in tutti i flussi migratori la presenza femminile contribuisce infatti a dare stabilità alle comunità.
Costruire l'Alto Adige di domani (
da "Corriere Alto Adige" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia. Su queste pagine le analizzeremo uno ad uno al fine di poter offrire anche ai lettori una visione completa delle proposte avanzate da Assoimprenditori Alto Adige, iniziando dalle prime due. La localizzazione economica dell'Alto Adige: negli ultimi decenni l'Alto Adige si è ritagliato un ruolo importante come testa di ponte tra l'
finanziaria, comuni e province bocciano la manovra della
cdl ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Ci sono tali e tanti livelli per i comuni - ha spiegato - che oggi si traducono solo in costi, burocrazia e rallentamenti». La Regione, ha concluso l'assessore, «persegue l'obiettivo di creare progetti di investimento strategici per il territorio».
L'importanza della cultura pratica (
da "Italia Oggi" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Compresa la pesantissima burocrazia che grava sulle piccole e piccolissime imprese. Anche per imparare a fronteggiare questo problema, la pratica è fondamentale. D. Davvero la burocrazia è il problema numero uno per una piccola impresa? R. Non c'è, a mio modo di vedere, un problema principale, uguale per tutti.
in abruzzo 17mila pozzi abusivi (
da "Centro, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mentre la burocrazia dorme i pozzi vengono realizzati e l'acqua usata senza che il canone annuale venga versato, con un danno per le casse pubbliche di 70 milioni di euro. Il caso è finito all'attenzione della Procura regionale della Corte dei Conti che ha dato mandato al Corpo forestale dello Stato di far luce sulla gestione di questo settore e le indagini sono ormai agli sgoccioli.
decreto fannulloni, il dilemma del pd - carmelo lopapa (
da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soprattutto se il provvedimento in questione è l´odiatissimo (dall´esercito dei colletti bianchi della burocrazia pubblica) decreto Brunetta, passato ormai alla cronaca come l´»anti fannulloni». E di fatti, al bivio, il gruppo dei democratici si spacca. Con i riformisti alla Ichino, Treu, Bianco (e alla Camera la Lanzillotta) pronti a votarlo.
quella volta che fischiammo mimì col solleone (
da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia è complicata, i biglietti non si trovano. Ci fossero, potrei organizzare anche 2 o 3 uscite il mese. La lirica è così, ti prende. E quelle storie sono storie di oggi: quanti giovani potrebbero riconoscersi in quegli adorabili squattrinati di Bohème?
"La burocrazia non abolirà la doc del Bramaterra" (
da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia non abolirà la doc del Bramaterra" Invecchiato per almeno due anni [FIRMA]GIUSEPPE ORRÚ ROASIO A Roasio, la capitale del Bramaterra, si sono già messi al lavoro perché la Doc, Denominazione di origine controllata, non venga «inghiottita» da un regolamento europeo scritto da burocrati che non conoscono i profumi e i saperi di queste colline.
decise agevolazioni a favore dei benzinai (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Previsti meno costi e burocrazia Meno pastoie burocratiche e meno spese per gestire il sistema. Non soltanto: anche una "liquidazione" per chi intende chiudere l'attività. Sono questi, in estrema sintesi, i provvedimenti licenziati ieri nella prima commissione regionale, presieduta da Gaetano Valenti, nell'ambito della legge contenente una serie di nuovi interventi sulla benzina.
di ANDREA DEGIDI SE C'È STATO UN TEMPO in cui i grandi
sogni erano p... ( da "Resto del Carlino, Il
(Forlì)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia, i timbri, i bolli non riuscirono a soffocare quel vulcano di creatività. E quando nel 1959, incuriosito da un?amica, si recò per la prima volta a Valdazze scarpinando su un impervio sentiero, rimase stregato da quelle colline, da quel lembo di Toscana sconosciuta: solo qualche casa colonica impediva ai lupi un regno totale.
di STEFANO LOLLI <SATERIALE ha garantito una buona
amministrazione, ma qu... ( da "Resto del Carlino, Il
(Ferrara)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppi regolamenti, troppa burocrazia: per quanto riguarda servizi cruciali come quello sociale o l?infanzia lo sguardo è rivolto più spesso alla struttura, all?apparato che non ai nostri ?clienti?». Perciò serve una forte riorganizzazione: «Anche tagliando il numero degli assessorati ?
Buoni fruttiferi, il caso al lieto fine (
da "Provincia Pavese, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Buone notizie da Poste italiane per l'erede che si è sentito perso nei meandri della burocrazia dovendo entrare in possesso dei buoni fruttiferi intestati a sua madre e sua sorella, entrambe decedute nel primo semestre di quest'anno. L'erede legittimo era infatti in attesa dal 4 ottobre di una risposta, che finalmente arriva dopo l'appello a mezzo stampa.
Si ammoderna la Maremonti naccio (
da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia sulla statale 124». E il sindaco Arturo Spadaro fa appello alla deputazione regionale e nazionale, per tirare le somme sulla »strada della morte». Al contempo si chiede se esistano ancora i fondi stanziati per incominciare le attività su un percorso non concepito per contenere gli attuali volumi di traffico.
Nè DI DESTRA, Nè DI SINISTRA E CON CHI VADO A CENA NON
CONTA: BASTA CHE IL COMMENSAL... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assurda burocrazia». Servono anche alleanze locali... «Con De Luca siamo stati colleghi in Parlamento e continuiamo a lavorare insieme in sintonia, il piano regolatore portuale, con la variante adottata il 13 ottobre, ci ha visti al lavoro da subito, nonostante solo il 6 novembre sia stato formalizzato il passaggio di consegne con Bonavitacola.
Stop al cemento, salviamo il verde (
da "Trentino" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Agenda 21 - ma comporterebbe molta più burocrazia. Come il sindaco di Aldeno Baldo, scomparso prematuramente, suggeriva, sarebbe meglio trovare qualcosa di più agile». Orsi suggerisce un'ulteriore tutela sulle aree agricole di pregio, o l'adozione, come avviene in altre zone d'Italia, del piano regolatore delle città del vino.
Il dietro-front dopo l'incontro con il ministro
dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil vanno avanti (
da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono intenzionata ad andare a Roma, domani, per manifestare contro la legge 133 e contro la riforma dell'università, contro le classi ponte e contro le politiche della falsa sicurezza, contro le chiusure razziste e contro le finte riforme che salvano il potere delle elite baronali delle università e delle burocrazie della scuola».
Carmine Golia (Nuove tecnologie): Ottima organizzazione,
tanti gli incontri ( da "Denaro, Il"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Rimane ancora il problema della lingua e una certa burocrazia. La vostra proposta tecnologica? Condividere con loro la missione che abbiamo in Italia. Questo significa trasferire al mondo industriale, al mondo delle piccole e medie imprese, una tecnologia che permetta loro di assimilarle per poter potenziale il loro mercato tecnologico e la competitività.
Percorsi d'integrazione? <Nella vita quotidiana> (
da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le disposizioni di legge e con la burocrazia in generale.
Ma vanno ricordati due periodi: quello degli anni ?
<Un danno enorme il sequestro della ditta> (
da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non così per la burocrazia. I carabinieri, intanto, in Provincia aveva verificato la posizione della Lago serramenti srl, ex Lago srl. La vicenda si complicò. Consapevole di questo, il 19 settembre il titolare della ditta inviò un fax al Noe di Treviso ricostruendo i fatti e il 23 dello stesso mese inoltrò alla Provincia identica missiva a mezzo raccomandata.
Gianandrea Zagato (
da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia "in archivio": tasse pagate dal tabaccaio e nei centri commerciali 10-11-2008 - Fermi treni e metrò: lunedì nero per chi lavora 10-11-2008 - Oggi città bloccata per lo sciopero dei mezzi 09-11-2008 - «Darò contributi alle famiglie con più di tre figli» 06-11-2008 - Il sindaco difende Catania: "Vittima di attacchi ingiusti"
L'INTERVENTO San Bellino, il bando di concorso e le prove
nell'ottica della trasparenza e chiarezza di Alessandro Ballarin * (
da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La semplificazione amministrativa, la diminuzione del tasso di burocrazia quotidiana, metodologie corrette ed il più possibile efficaci nelle selezioni sono elementi che concorrono ad una buona amministrazione e che fanno parte delle tematiche importanti a vantaggio di tutti.*Segretario comunale
Paese sfora il patto di stabilità (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: concreti a causa di alcuni buchi neri nella macchina della burocrazia. Mancano i decreti applicativi e mancano anche i regolamenti, ormai siamo giunti a metà novembre e probabilmente nessuno pagherà più che nel passato si augura il primo cittadino in più su questo ci sono attualmente dei sospetti di illegittimità perché le regole sono state cambiate in corsa e non all'inizio dell'
<Per la ferrovia Chiasso-Monza non c'è un euro> (
da "Corriere Di Como, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Andrea Bambace Nella foto: Fresa in azione per l'Alp Transit, opera per il cui proseguimento in Italia sarebbe importante il quadruplicamento della Chiasso-Monza Home Centrosinistra all'attacco sul caso di via Magni Presentato ieri un esposto in Procura sul cantiere Al Politecnico di Como lezioni soltanto in lingua inglese Iva evasa per 52 milioni di euro Raffica di patteggiamenti
<Ora va scongiurato il pericolo che le imprese
delocalizzino> ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Confindustria Udine scende in campo contro i freni della burocrazia «Ora va scongiurato il pericolo che le imprese delocalizzino» UdineGarantire sostegno alle Piccole e medie imprese, particolarmente colpite dall'attuale crisi, e metterle in grado di non dover delocalizzare. È quanto rimarca Confindustria Udine, evidenziando che "a maggior ragione nei periodi di difficoltà,
Gli agricoltori mobilitati contro la crisi (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con una burocrazia imperante, nonché la scarsa attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi straordinari, in primis in direzione della crisi di mercato, a tutt'oggi delusa. Tutti questi argomenti verranno affrontati domani alle 10, presso la sala riunioni della sede provinciale in via Lazio,
MARIA ELEFANTE CASTELLAMMARE. PARETI DIPINTE CON TINTE ALLEGRE,
MATERIALI ANALLERGICI, E SALA D&#... (
da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ennesima vittima della burocrazia. Opere realizzate in tempi record (la sistemazione provvisoria nell'ala vecchia aveva sollevato le lamentele dei genitori dei piccoli pazienti), grande attenzione nei particolari ma ancora assente la certificazione di collaudo. Resterà dunque chiuso ancora per diverse settimane il reparto di pediatria,
Anche Facebook si mobilita contro il Ddl imbavaglia-blog (
da "Vnunet.it" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto obbligava la blogosfera a pagare bolli e a sottostare a burocrazia, pur di esprimersi in libertà. Il nuovo progetto di legge torna alla carica: vuole richiedere l'iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC, attivo dal 1997) a "Tutti i soggetti che esercitano l'attività editoriale" tramite ogni mezzo.
Una professione del passato, del presente e del futuro (
da "Eco del Chisone" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quando si andava in cascina i contadini ammazzavano il pollo» - Oggi la burocrazia rende difficile il lavoro Giovanni Bruno di Bagnolo, ottantant'anni portati egregiamente, si è diplomato geometra nel 1949. I suoi esordi nel mondo del lavoro in realtà furono come impresario edile: «La mia fu una delle prime iscrizioni nella zona come imprenditore», ricorda.
Per la verdura stop alle misure perfette (
da "Metronews" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Era il più classico e citato esempio della misteriosa e sovrabbondante burocrazia europea. Ora la Ue sta decidendo di abolire le misure standard per 26 prodotti agricoli. Per la commercializzazione venivano fissati dei criteri su misure, lunghezza, peso e persino curvatura di prodotti come carote, zucchine e cetrioli, nonché funghi, aglio, meloni, cipolle, piselli, prugne,
Il dottor Francesco Florio nominato responsabile
provinciale del settore medici di famiglia (
da "Grecale, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spiega il dottor Francesco Florio - ha dato mandato ai dirigenti di impegnarsi prioritariamente nella lotta alla burocrazia che tanto affligge i medici ma soprattutto i cittadini più deboli che in molti casi si vedono negati i propri diritti a causa di procedure burocratiche anacronistiche e pretestuose”.(Il Grecale - Red/Sv01)
Arriva la carota no-limits (
da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: obiettivo è frenare i prezzi e tagliare la burocrazia. Un segnale dell?Europa che cambia. Era ora. Quando la stampa popolare inglese sferrò un attacco frontale a Bruxelles accusandola di voler raddrizzare le banane commise un errore clamoroso. A Palazzo Berlaymont nessuno aveva mai pensato ad intervenire sulla forma di quello che la musica leggera ha elevato al rango di «
Condannati a non andare in carcere (
da "AprileOnline.info" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma si teme che anche questo passaggio avverrà con la lentezza snervante della burocrazia italiana. Ad oggi sono 397 gli educatori penitenziari vincitori in pectore del concorso e in attesa di assunzione. L'unica promessa è quella di assumere 135 unità nel 2009, sfruttando gli unici fondi che sembrano disponibili, quelli stanziati nel 2006 dal governo Prodi.
Lettera aperta del Comitato Forlì per Balzani in risposta
all' On.le Satanassi ( da "Sestopotere.com"
del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Condividiamo anche la necessità di alleggerire il peso della burocrazia, rendendo meno farraginoso il funzionamento della macchina comunale. Dallo snellimento delle procedure, infatti, possono trarre giovamento non solo i cittadini, ma l?ente stesso anche sul piano economico, oltre che su quello dell?efficienza e dell?
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
NIZZA
MONFERRATO.IERI GIORNATA DI STUDIO CON AMMINISTRATORI PUBBLICI E TECNICI Un
"contratto di fiume" su misura per il Belbo Ma il problema è
l'inquinamento degli scarichi vinicoli [FIRMA]ENRICA CERRATO NIZZA MONFERRATO
Il «contratto di fiume» è un patto che non riguarda solo amministratori
pubblici e addetti ai lavori: lo hanno dimostrato ieri un centinaio di
cittadini e giovani (comprese le classi 3 e 4 del corso per geometri al
Pellati, con il loro docente Gianpietro Gavio), che hanno seguito attentamente
la giornata di lavoro sul torrente Belbo. Visto, a seconda degli interventi,
come «ammalato» da curare, soprattutto dopo l'ultimo pesante inquinamento di
settembre con gli scarichi di acque reflue delle cantine, o risorsa del
territorio. L'iniziativa (di Provincia, Regione e Comune di Nizza), è stata
ospitata nell'Ala del foro boario: a far gli onori di casa il vicesindaco
Sergio Perazzo e l'assessore all'Ambiente della Provincia Pier Franco Ferraris,
con Luigi Fortunato (direttore Aipo) e Giuseppe Artuffo (sindaco di Stefano, a
capo del gruppo dei Comuni rivieraschi). La «tappa» di ieri a Nizza è stata uno
dei momenti cruciali per arrivare al «contratto» che prevede un accordo in cui
tutti gli enti (non sono pochi perché la burocrazia in questo campo la fa da
padrona), possono ognuno per la loro parte, progettare ed eseguire lavori
idraulici, organizzare manutenzione e coordinare le attività correlate. Un
esempio: se si risana un fiume e poi dalle colline continuano a scendere
disordinatamente le acque, oppure si fanno interventi di eccessiva
cementificazione, poco dopo il lavoro sarà vanificato. Con l'unità di
intenti e il coordinamento si potrà invece migliorare la situazione. In
Piemonte ci sono, oltre a quello sul Belbo, altri esempi di contratti in corso
(sul Sangone nel Torinese, sull'Agogna (No) e sull'Orba (Al). Esempi positivi,
come ha anche sottolineato l'assessore regionale Nicola De Ruggiero. Relazioni
tecniche, ma di grande interesse, quelle di Erich Trevisiol (Università di
Venezia), Maria Carmen Gatti (Provincia), Giovanni Negro e Maria Quarta
(Regione), Andrea Colombo (Autorità di bacino) e di Giancarlo Gusmaroli
(ingegnere del Centro italiano riqualificazione fluviale), che con chiarezza ha
mostrato l'evoluzione del rapporto tra la pressione dell'urbanizzazione e i fiumi.
Di estrema attualità, il tema dell'inquinamento del Belbo e del Tinella: dati
puntuali dell'Arpa (illustrati da Mariuccia Cirio), evidenziano il dramma delle
acque reflue versate dalle cantine a monte di Canelli, nel periodo fine
agosto-settembre. Una scoraggiante fognatura a cielo aperto. Eppure qualche
possibilità, se si lavora tutti insieme, ci sarebbe: lo stanno dimostrando gli
studi dell'università di Torino (presentati da Paolo Balsari) e le esperienze
di fitodepurazione (ne ha parlato Mario Marengo). Accorgimenti che costano poco
ma darebbero speranza al fiume. Peccato che ad ascoltarli ci fossero solo pochi
vignaioli (e di cantine piccole).
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giro
d'alpe Enrico Martinet NEI PARCHI E' DISATTESA LA PRECEDENZA AI CONTRIBUTI
Tagli. E' tempo di tagli. Anche per il ministero dell'Ambiente. Via il 18 per cento
degli stanziamenti. Neanche a pensare che i Parchi non ne soffrano. Si
lamentano da sempre. Ora meno perché la «via del taglio» è tracciata. E allora
intanto si uniscono sotto una «Carta», quella di «Feltre». Anche il Parco del
Gran Paradiso, il più vecchio e grande, l'ha firmata. Diritti e doveri. Tra i
diritti l'appello a chi può, ai governanti: «Si ponga fine all'emergenza», semplificando la burocrazia e dando garanzie di risorse. Tra i doveri l'impegno alla formazione
culturale, al mantenimento della biodiversità. Impegno a sollecitare politiche
di conservazione. C'è una rinnovata volontà dei Parchi di collaborare con le
comunità, di non essere più considerati i «blocca piani regolatori». E
c'è, da parte del Gran Paradiso, un richiamo forte all'articolo 7 della legge
quadro sulle aree protette. Pare una novità, eppure la legge c'è dal 1991,
articolo 7 compreso che ricorda la «priorità nei finanziamenti a progetti,
pubblici e privati, nei Comuni dei Parchi». Perfino le Amministrazioni
pubbliche non ne hanno memoria. Appare come un ex articolo. I Comuni inseriti
in parte o per intero nei Parchi hanno la precedenza per accedere a
finanziamenti dell'Unione europea, di Stato o Regioni. Soprattutto in tempi di
«tagli» una precedenza vale oro.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
III - Palermo Il vertice "Porgiamo l´altra guancia in attesa delle leggi
all´Ars" Il presidente della regione convoca una riunione dei partiti che
lo sostengono EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) Quagliarello è
intervenuto in aula per sottolineare la necessità di «un chiarimento
all´interno della maggioranza» dopo il licenziamento in tronco dei due
assessori dell´Mpa da parte del sindaco Cammarata. In quel preciso momento è
sembrata tremare come non mai la litigiosa alleanza che sostiene il governo
nazionale, quello siciliano e qualche centinaia di giunte locali in giro per il
Mezzogiorno. I lavori di Palazzo Madama sono stati interrotti dal presidente
Renato Schifani, che ha convocato una conferenza dei capigruppo. Anche perché,
la questione posta da Quagliariello, senatore campano, andava risolta
immediatamente. Nel giro di qualche ora, infatti, la maggioranza al Senato
avrebbe dovuto votare per due segretari d´aula e fra i nomi indicati c´era
quello di Carmelo Oliva. Un esponente, appunto, dell´Mpa. Giovanni Pistorio,
braccio destro di Lombardo e presidente del gruppo misto, si è dovuto
affrettare a chiarire che «il problema di Palermo è solo locale e che l´Mpa è
parte della maggioranza». Salvando, così, l´incarico in arrivo per il collega,
eletto in serata. Ma non diradando le nubi all´orizzonte di questo centrodestra
allargato agli autonomisti siciliani. Che da ieri si sono fatte più scure.
Cammarata asserisce di aver preso la sua decisione senza essersi consultato con
i big che hanno dimora fissa a Roma (Schifani, Alfano) e Lombardo, dal canto
suo, non ha reagito violentemente. Non una ripicca nei confronti degli alleati,
non una minaccia di usare la stessa arma nella giunta da lui presieduta. Anzi,
un distinguo stilistico l´ha fatto Nicola Vernuccio, commissario palermitano
dell´Mpa: «Non mi sembra che il governatore abbia licenziato i due assessori
regionali dell´Udc, quando non votarono la riforma della sanità». E allora, per
dirla con il segretario regionale Lino Leanza, la strategia per ora è quella
«di porgere l´altra guancia». Fino a quando? Almeno fino a quando il governo
regionale non incasserà le due leggi che ritiene fondamentali per il prosieguo
della sua azione: la riforma della sanità, appunto, e il riordino di
assessorati e dipartimenti. «Sono due passaggi epocali, dobbiamo assumerci la
responsabilità di tenere il quadro politico complessivo compatto», afferma
ancora Leanza assicurando che il caso Palermo «non avrà ripercussioni sul
governo regionale e sulle giunte locali». Ma l´Mpa ora si sente vittima. E il
pericolo avvertito sta tutto in una parola pronunciata sia da Leanza che da
Vernuccio: pretesto. I dirigenti della Colomba temono che le motivazioni
addotte da Cammarata nel determinare la frattura a Palermo possano essere solo
il pretesto del Pdl per scatenare un´offensiva a tutto campo. Dietro la mossa
del sindaco potrebbero esserci ragioni locali: «Abbiamo chiesto chiarimenti
sulle municipalizzate che non abbiamo mai ricevuto: e ora siamo fuori
dall´amministrazione», dice Vernuccio. Ma c´è chi intravede una strategia più
ampia dei berlusconiani: fare pressing su Lombardo e sull´assessore Russo per
modificare la legge che ridisegna la mappa di Ausl e ospedali. A questo
proposito, Lombardo ha già convocato un vertice di maggioranza che dovrebbe
svolgersi in questi giorni. Forse proprio oggi. «All´ordine del giorno ci sono
i problemi della sanità ma a questo punto si discuterà anche della tenuta
dell´alleanza», diceva ieri un autorevole esponente forzista. E l´obiettivo non
sarà, per l´Mpa, riconquistare le poltrone perdute a Palermo. Ma ottenere
rassicurazioni più convincenti, al termine di sei mesi da capogiro che a Roma
hanno visto gli autonomisti urlare, nell´ordine, contro lo scippo dei fondi per
le infrastrutture in Sicilia, contro il no all´attribuzione delle accise sugli
oli minerali alla Regione, contro la riforma Gelmini, contro lo svuotamento dei
fondi Fas. Un semestre di governo che a Palermo, dopo la sbornia elettorale, ha
visto Mpa e Pdl litigare in continuazione proprio sui due capisaldi dell´azione
amministrativa indicati da Leanza: le nuove norme sulla
sanità e sulla burocrazia.
Il momento è delicato, malgrado i tentativi di ridurre il caso Palermo a un
fatto locale. Lombardo e parte del Pdl (per non parlare dell´Udc che ieri è
tornata a sparare ad alzo zero su Russo) sono separati in casa. A confortare il
governatore, fra i berlusconiani, sono rimasti Gianfranco Micciché e i suoi
uomini in giunta, da Bufardeci e Cimino. Specie dopo il passaggio di
Musotto all´Mpa che ha raffreddato i rapporti con Schifani e Alfano. Lombardo
va avanti sorretto da questa coalizione sfilacciata, con una data già cerchiata
sul calendario: dal 12 al 14 dicembre ci sarà il congresso nazionale dell´Mpa.
«Il clima nazionale nei confronti del Sud è cambiato, è più ostile - dice
Leanza - Ma noi al congresso riaffermeremo con forza la nostra identità di
partito del Mezzogiorno. E, sia chiaro, non siamo più disponibili ai
compromessi. Sbaglia di grosso chi pensa che l´Mpa possa fare da stampella a
maggioranze in cui non si riconosce».
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3
- Lucca Slitta di qualche settimana il restauro del Caffè delle Mura LUCCA.
Slitta di qualche settimana l'avvio dei lavori di restauro del Caffè delle
Mura, affidato alla ditta Barsotti costruzioni che si è aggiudicata anche il
diritto a gestire il locale per i prossimi 30 anni. L'intervento doveva
iniziare i primi di novembre, ma per questioni di burocrazia spicciola è stato rimandato.
«Questo leggero rinvio - spiega Sauro Barsotti, titolare dell'impresa - ci ha
consentito anche un ulteriore confronto con la Sovrintendenza che ci ha
suggerito alcune modifiche sugli arredi. Le Belle arti ci hanno chiesto,
soprattutto in relazione al bancone del bar, di spostarci verso un
arredamento che richiami lo stile dell'800». Nel frattempo, la Barsotti costruzioni
porta avanti anche un progetto di recupero di quattro baluardi delle Mura, da
finanziare (almeno in parte) con i fondi europei del Piuss, il piano di
sviluppo sostenibile per il centro storico. «A ottobre - conferma Barsotti -
abbiamo presentato una manifestazione di interesse al Comune per recuperare
questi spazi (baluardi S. Croce, San Donato, S. Paolino e S. Maria) per
trasformarli in centri di accoglienza turistica, dove i visitatori possano
trovare dalla mappa, al posto letto, alla bici da noleggiare e, perché no,
anche i prodotti tipici. Di pari passo, deve andare il recupero degli spazi
sotterranei delle Mura: ad esempio esiste un tunnel di
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2
- Oristano Crisi dell'agricoltura, mobilitazione della Cia LA PROTESTA «Equità
di fronte alle emergenze» ORISTANO. La Confederazione Italiana Agricoltori
(Cia) chiama a raccolta i suoi iscritti e apre di fatto in tutta Italia una
mobilitazione per chiedere misure efficaci e immediate a fronteggiare una crisi
che mai come ora ha colpito le aziende e l'agricoltura nazionale e regionale.
«Crollo dei consumi dei generi alimentari (meno 4%), aumento dei costi al
consumatore e crollo del reddito del produttore (in un anno si è perso circa il
18 %), aumento dei costi di produzione mediamente del 33%, stanno di fatto
mettendo in ginocchio tante aziende e chiudendo ogni prospettiva futura.»,
sostiene il presidente provinciale, Serafino Mura, «Occorre equità nel
contrastare le emergenze: l' agricoltura ha la stessa dignità ed importanza di
banche o compagnie aeree. Il mondo agricolo chiede fatti e azioni incisive ed
assiste preoccupato agli orientamenti che vengono della finanziaria nazionale,
che taglia azioni e risorse necessarie (che porteranno ulteriori pesanti
aggravi di costi), e nulla fa su innovazione e investimenti». E ancora: «Così
come preoccupano i ritardi della Regione nella erogazione dei fondi (misura F
su benessere animale) e nella gestione del Por e futuro Psr, con una burocrazia imperante, nonché la scarsa
attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi
straordinari.», dice Serafino Mura, «Interventi che affrontino il contingente
ma, soprattutto, che avviino una programmazione ed una azione lunga negli anni
la sola capace di creare una strada credibile e di speranza per il settore dove
il punto cardine sia la qualità della spesa e i risultati da
conseguire». E domani mattina la Cia, nella sede provinciale di via Lazio,
illustrerà alla stampa le ragioni della iniziativa. Successivamente si svolgerà
un'assemblea con i dirigenti Cia e allevatori provinciali.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-11-13 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Il caso L'assessore ieri ha sentito il manager
salentino. Ma è polemica politica Oncologia pediatrica, Tedesco assicura: «Tra
un mese il reparto riaprirà di sera» LECCE — A fine mese il reparto di
Oncoematologia pediatrica dell'ospedale «Vito Fazzi» di Lecce dovrebbe tornare
operativo al cento per cento. Lo promette l'assessore regionale alla Sanità,
Alberto Tedesco, che annuncia: «Sistemeremo la situazione nei prossimi giorni,
probabilmente entro novembre non ci saranno più disagi e tutto tornerà come
prima. Ho avuto un colloquio con il direttore generale della Asl, Guido
Scoditti, e questa volta faremo in modo che non ci siano intoppi ». La polemica
Il blocco dei ricoveri nella specialità che ha sede al quinto piano del
padiglione oncologico va avanti dal 1 settembre scorso e obbliga i piccoli
pazienti a tornarsene a casa ogni sera visto che le prestazioni sanitarie sono
garantite solo in regime di day hospital. E' la seconda volta che si verifica
questo grave disservizio nel giro di circa un anno. Prima le carenze di
personale, ora il mancato rinnovo del contratto alla dirigente del reparto,
Assunta Tornesello. Sta di fatto che a pagarne le conseguenze sono i bambini e
le loro famiglie, costrette nuovamente ad affrontare i viaggi della speranza
verso altre strutture dove siano possibili i ricoveri. Stamattina il direttore
generale del-l'Asl, Guido Scoditti e Assunta Tornesello terranno una conferenza
stampa per chiarire la situazione. Il manager, in particolare, annuncerà di
aver predisposto la delibera che trasforma Oncoematologia in unità complessa.
Sembra incredibile, ma la causa dei nuovi disagi sarebbe «un errore procedurale»,
come fa notare l'assessore Tedesco. Un difetto formale, una svista non meglio
definita, «che ha dato vita facile all'Anaao (Associazione nazionale aiuti
assistenti ospedalieri) per impedire la classificazione del reparto leccese
come struttura complessa». Ma se così stanno le cose, altrettanto incredibile -
e soprattutto allarmante - è constatare come sia possibile far inceppare
deliberatamente un meccanismo virtuoso che fino al 30 agosto scorso consentiva
a numerosi bimbi malati di ricevere adeguate cure e, all'occorrenza, di
usufruire anche del ricovero. Fino a quando, cioè, sui dieci posti letto
disponibili ha cominciato a depositarsi la polvere per l'inibizione forzata
delle degenze. In una teorica scala di importanza c'è forse qualche ragione che
supera il diritto alla cura migliore nel posto più vicino alla propria casa? E
soprattutto ci sono interessi tali per cui qualcuno possa «avere gioco facile»,
riuscendo, di fatto, ad anchilosare l'articolazione più «sensibile» della
sanità salentina, dove si lotta per guarire i bambini dai tumori? Se lo chiede
l'uomo della strada. Se lo chiedono le famiglie costrette, in questi mesi, ad
«emigrare» a Milano, Roma o altrove. Se lo domandano i volontari
dell'associazione «Per un sorriso in più» che hanno speso oltre 600mila euro
per attrezzare il reparto. Lo scontro politico Il capogruppo di Fi a Viale
Capruzzi, Rocco Palese, accusa: «Si poteva fare come a Casarano e Gallipoli
dove le strutture oncologiche sono state trasformate da unità semplici a complesse
pur in assenza del Piano della salute. E' una vergogna senza precedenti e si
abbia almeno l'umiltà di chieder scusa piuttosto che arrampicarsi sugli specchi
sostenendo di avere anche ragione». Rincara Giammarco Surico, consigliere
regionale del Gruppo misto e primario in aspettativa del reparto di Oncologia e
Oncoematologia pediatrica dell'ospedale leccese. «Rifiuto
di pensare che la burocrazia possa prevalere sulla sofferenza», commenta. Antonio Della Rocca
La sfida del direttore generale Oggi Guido Scoditti generale annuncerà la
delibera che trrasforma Oncoematologia in unità complessa L'assessore regionale
alla Salute, Alberto Tedesco, con il governatore Nichi Vendola
( da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
13/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:FORNITURE E
IMPIANTI ELETTRICI Impianti elettrici: meno burocrazia, più sicurezza Sicurezza tra le pareti domestiche: una priorità
del Governo. Gli ultimi dati Istat e Censis infatti non lasciano spazio a
dubbi: gli incidenti domestici la prima causa di infortuni in Italia (4 volte
più di quelli sul lavoro e 13 volte più di quelli stradali). Ecco perché
il decreto ministeriale n. 37 del 2008, voluto per aumentare la sicurezza e
snellire la burocrazia. Il decreto n. 37/2008 ha
sostanzialmente confermato l'impianto della legge n. 46/1990 rafforzando le
misure di sicurezza pur nella semplificazione delle procedure burocratiche. Il
decreto, infatti, non prevede obblighi di adeguamento poiché, come detto sopra,
gli impianti preesistenti dovevano già essere a norma. Stabilisce che in caso
di mancanza o smarrimento della dichiarazione di conformità sia possibile
ricorrere alla dichiarazione di rispondenza all'atto del trasferimento
dell'immobile o della sua locazione. Infine, il decreto rappresenta una
concreta ed importante novità in termini di certezza giuridica: l'introduzione
della clausola di garanzia chiarisce, infatti, le responsabilità finora
affidate a lenti contenziosi giuridici. Stabilire prima e per iscritto chi si
assume la responsabilità della sicurezza.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
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Corriere
del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2008-11-13 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE La storia del politeama / 4 Nel 1967, con la legge
Corona, arriva la promozione a «teatro di tradizione», ma non il salto di
qualità Novecento, secolo breve anche per il Petruzzelli Dal fascismo all'era
Vitale, tra cinema e varietà di FABRIZIO VERSIENTI La fine dell'«era Quaranta»
nella gestione del Petruzzelli (1903-1928) si sovrappone con l'inizio e il
consolidamento dell' «era fascista». Sono anni di grandi cambiamenti per la
città di Bari, che viene gradualmente ad assumere quel ruolo di città- regione
che il regime le assegna. L'industria declina a tutto
vantaggio dei servizi e della burocrazia pubblica; dal 1921 al 1936 Bari aumenta quasi del 50% i suoi
abitanti (da 136mila a 198mila) gonfiandosi sotto l'effetto di un processo
d'inurbamento poderoso. Nel capoluogo nascono il porto e il lungomare, i nuovi
quartieri di Madonnella e Carrassi, il canalone, lo stadio della Vittoria, il
policlinico, la Fiera del Levante, l'università «Benito Mussolini». Come
scrive Franco Cassano in un suo saggio del 1976, «la città diviene luogo di
consumo e di commercializzazione della rendita» mentre si espande la piccola
borghesia degli uffici, «tenacemente antioperaia, attaccata ai propri segni di
privilegio e di distinzione ». La morte di Antonio Quaranta priva il
Petruzzelli di una guida stabile. Gli impresari si alternano, con margini di
rischio sempre più modesti grazie alle sovvenzioni pubbliche che il regime
elargisce con generosità e in modo via via più sistematico (fino alla legge
sulla musica del 1936, che continuerà a regolare il settore anche nel
dopoguerra, fino all'avvento della legge Corona nel 1967). In cambio, si fa più
stretto il controllo sui «contenuti» della vita teatrale, sulle scelte di
programmazione: mentre scompare il grand-opéra e la musica francese, si riduce
lo spazio per Wagner e si dimentica completamente il Settecento (quello del
barese Piccinni, ma anche quello di Mozart), dilaga oltre misura il Verdi
nazional-popolare di Aida e Traviata, e si dà perfino spazio a una serie di
compositori «contemporanei» graditi al regime; quei cartelloni la dicono lunga
sullo stato di letargo culturale di un'Italietta asfittica e provinciale.
Qualcuno ricorda oggi i nomi di Mary Rosselli ( Andrea del Sarto, 1931), Ezio
Camussi ( Il volto della Vergine, 1937), Umberto Balestrini ( Flora, 1935)? In
quelle stagioni trovano spazio anche compositori pugliesi come Pasquale La
Rotella o il futurista Franco Casavola, ma in generale l'attenzione si sposta
decisamente dal repertorio al divismo, dalle scelte di programma
all'allestimento dei cast dove non deve mancare il cantante di grido. Passano
infatti dal Petruzzelli Beniamino Gigli, Tito Schipa e altri tenori e soprani
di peso. E non mancano le recite di regime, come il Nerone di Boito allestito
nel 1930, con lo stesso impresario, il principe Guglielmo Romanazzi, impegnato
in un'apparizione sul palco nei panni di un auriga romano, con tanto di biga e
alloro; è il trionfo di quella «romanità » di cartapesta tanto cara al
fascismo. Nel frattempo, nascono in città nuove istituzioni musicali come il
Liceo musicale, la Regia Schola Cantorum della basilica di San Nicola e
l'Accademia Polifonica, ma non sembra esserci alcuno scambio tra queste
esperienze di formazione e di vita musicale di qualità, sia essa amatoriale o
d'eccellenza (tra i docenti del Liceo, per fare un nome, c'è anche una
concertista di fama come la violinista pugliese Gioconda De Vito), e le
stagioni liriche del Petruzzelli; sempre raccogliticce e più o meno occasionali
saranno le orchestre impiegate nel politeama dai gestori di turno, impegnati a
ridurre i costi e non certo a «stabilizzare» organici orchestrali degni di
questo nome. Il risultato è che nell'offerta spettacolare complessiva del
teatro il numero delle recite e gli spettatori della lirica diminuiscono,
mentre il cinema e il teatro leggero dilagano. Operetta ma soprattutto rivista,
varietà e avanspettacolo la fanno da padrone. Tra gli eventi del tempo, si
conserva memoria dell'arrivo a Bari nel 1933 della «divina» Anna Fougez: una
ragazza di natali tarantini (vero nome, Anna Pappacena) cresciuta sui
palcoscenici di tutta Italia, lontana dalla sua terra, diventata un'autentica
«sciantosa » con tutto il repertorio di gioielli e piume di struzzo, scalinate
e fontane. Lei mostrava le gambe con velata generosità, cantava Vipera e
Abat-jour; era il non plus ultra dell'eleganza peccaminosa. Nel 1930 scrisse
un'autobiografia intitolata Il mondo parla e io passo, dieci anni dopo si
rinchiuse in una villa della provincia romana piena di cimeli dove visse
circondata dalle amiche fino alla morte, nel 1966. Questa progressiva
«decadenza» dei costumi (e dei consumi culturali) verrà stigmatizzata già nel
1927 dalla stampa locale, che parla di un teatro ridotto a sala
cinematografica, accusando Antonio Petruzzelli di «inadempienze» rispetto al
patto sottoscritto a suo tempo con la città. A rafforzare il giudizio critico
di una parte della cittadinanza arriverà anche, dagli anni Trenta in poi, la
progressiva trasformazione del teatro, dapprima per i Petruzzelli e poi per i
loro eredi, in uno stabile produttore di rendite immobiliari: molti suoi
locali, oltre a quelli in origine ceduti al circolo Unione, saranno infatti
affittati a esercizi commerciali di varia natura (si ricordano perfino un
benzinaio e un autolavaggio, negli ultimi anni di vita del teatro). A
sconvolgere il tranquillo tran-tran di provincia, insaporito dalle polemiche o
da qualche occasionale brivido di mondanità e di grande lirica, arriva la guerra
e la conseguente caduta del fascismo. Dopo l'armistizio, dal dicembre 1943 fino
al '46, per 32 mesi, quando Bari diventa per breve tempo una capitale
dell'Italia libera (con il congresso dei Cln al Piccinni e le trasmissioni di
Radio Bari), oltre che un quartier generale delle forze alleate, sarà proprio
l'esercito angloamericano d'occupazione a gestire direttamente il teatro, come
luogo di svago per le truppe nelle retrovie della guerra. E' il periodo
descritto in modo sentimentale e nostalgico da Alberto Sordi nel suo film degli
anni Settanta Polvere di stelle, che sarà girato proprio nel teatro
Petruzzelli. La musica e il cinema americani, a lungo ostracizzati dal regime
fascista, ma anche il varietà, la boxe e altre forme d'intrattenimento sportivo
riempiono la programmazione del politeama che sembra voler recuperare il tempo
perduto nell'arco di poche stagioni. Il ritorno alla normalità avverrà il 12
ottobre 1946, spentisi gli ultimi fuochi del conflitto, con la riapertura del
teatro a uso e consumo della città. La lirica ritroverà lentamente il suo
spazio, soprattutto grazie all'attività di un nuovo impresario che, come
Quaranta a inizio secolo, caratterizzerà la vita del Petruzzelli: parliamo di
Carlo Vitale, direttore d'orchestra e organizzatore musicale che dirigerà la
programmazione lirica del politeama barese per un quarto di secolo, grossomodo
dal 1952 al 1977 (dapprima non in regime di monopolio, ma in modo sempre più
esclusivo negli anni Sessanta e Settanta). E' lui l'uomo che riaccenderà la fiammella
della tradizione lirica barese e avrà anche l'arduo compito di farla brillare,
quando il Petruzzelli sarà riconosciuto «teatro di tradizione» dalla legge
Corona del 1967; e avrà anche un ruolo non secondario nella nascita
dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. Intanto, la città ritrova
lentamente una vita culturale degna di questo nome: la data simbolo del nuovo
inizio può essere il 24 febbraio 1948, quando in un'edizione di Traviata
debuttano insieme i giovani Carlo Bergonzi (nei panni di Germont) e lo stesso
Vitale sul podio, come rammenta lo storico Dino Foresio nella sua monografia
Carlo Vitale 1912/1989. Negli anni Cinquanta l'attività della Camerata Musicale
Barese e della Fondazione Piccinni porta a Bari nomi di primo piano della concertistica
internazionale, grandi pianisti soprattutto: da Rubinstein (che torna nel 1955,
trent'anni dopo il concerto del marzo '25) a Benedetti Michelangeli (1956), da
Cortot a Elman. Tra il 1950 e il '56 sarà a Bari anche la rivista «esotica» di
Joséphine Baker, mentre la grande musica tornerà a reclamare i suoi diritti nel
'58 con il concerto di Karajan. Non c'è male per una città che sta vivendo una
felice stagione culturale, grazie anche all'attività di istituzioni come
l'università e la casa editrice Laterza, in concomitanza con il boom economico
(edilizio, ma anche industriale) degli anni Cinquanta-Sessanta. La legge Corona
e il nuovo status di teatro di tradizione, nel 1967 (qualcuno brontola,
vorrebbe di più: si aspirava a rientrare nella serie A degli enti lirici),
spingono anche il Petruzzelli di Vitale a puntare in alto. Ecco le voci di
Mario Del Monaco e Alfredo Kraus, Piero Cappuccilli e Renato Bruson, Renata
Scotto e Mirella Freni animare stagioni liriche che non brillano per coraggio
d'innovazione ma assicurano comunque grande qualità musicale. Vitale ha
passione e competenza, ma i tempi non sono maturi per un autentico decollo del
Petruzzelli. Anche perché il cinema continua a occupare il 90% della
programmazione del politeama, lasciando al teatro solo le briciole. Bisognerà
attendere gli anni Ottanta per vedere finalmente all'opera un Petruzzelli
insieme degno del suo rango di teatro di tradizione e dello status di simbolo
dell'antico progetto di «Bari capitale». (4 - continua; le puntate precedenti
sono uscite il 23 ottobre, il 30 ottobre e il 6 novembre. La quinta uscirà
giovedì prossimo) Volti Da sinistra, la sciantosa Anna Fougez, il tenore Mario
Del Monaco nei panni di Otello, il pianista Arthur Rubinstein: tutti «ospiti»
del teatro Petruzzelli Polvere A sinistra, folla in attesa davanti al politeama
per il film «I dieci comandamenti» di Cecil B. DeMille (1956). Nel Novecento il
Petruzzelli è stato più un cinema che un teatro. In alto, Monica Vitti e
Alberto Sordi sul palcoscenico del teatro Petruzzelli: è una scena del film
«Polvere di stelle» (1973)
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-11-13 num: - pag:
21 categoria: REDAZIONALE Lezioni di Renzo Cianfanelli Gli Usa di Obama al Suor
Orsola Al Suor Orsola, «L'America al tempo di Obama », due lezioni dell'inviato
del «Corriere della Sera» Renzo Cianfanelli. Si terranno a partire da oggi alla
Scuola di giornalismo dell'ateneo napoletano, dalle 10 nella sala Giancarlo
Siani. Cianfanelli condurrà la prima parte di «L'America al tempo di Obama», un
seminario aperto al pubblico (gratuito) che proseguirà il giovedì successivo
nella stessa sede e alla stessa ora. «Con la vittoria di Obama – dice
Cianfanelli – l'America ha mostrato ancora una volta la sua capacità di
recupero. E' riuscita nuovamente a respirare, malgrado la crisi che imperversa.
Milioni di persone hanno trovato nuovi motivi per guardare alla politica: una
svolta impossibile in tanti altri luoghi del mondo. Al Suor Orsola parleremo
del nuovo Presidente eletto – continua l'inviato del «Corriere» – anche come
dell'uomo che per primo ha saputo sfruttare davvero appieno, dal punto di vista
politico, le possibilità offerte dalle nuove forme di comunicazione: basti
pensare che la campagna elettorale di Barack è stata finanziata dal basso, da
gente comune che ha versato il proprio contributo con la carta di credito
grazie internet». Cianfanelli ha più volte tenuto lezioni comparative sugli Usa
e l'Europa in università americane. Nel corso dei suoi
incontri al Suor Orsola il giornalista si soffermerà non solo sull'uso dei
media, ma anche sulla crisi finanziaria, sui problemi dell'immigrazione, sulla burocrazia, sugli abusi di potere e su
molti altri temi d'attualità. In cattedra Renzo Cianfanelli ha più volte tenuto
lezioni comparative su Usa e Europa
( da "Corriere del Veneto" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-11-13 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE La denuncia Il magistrato ha negato all'extracomunitario
l'affidamento ai servizi sociali Indulto, conti errati: torna in galera 6
giorni Dimenticato l'ultimo pezzo di pena, pusher arrestato di nuovo PADOVA —
La storia ha dell'incredibile e «sbatte» terribilmente con leggi, benefici e
disposizioni varie studiati per contrastare l'affollamento delle carceri e
rendere possibile la rieducazione dei detenuti. Oggi infatti dovrebbe uscire
dal Due Palazzi di Padova un extracomunitario al quale è stato sbagliato il
conteggio della pena sottoposta ad indulto. L'uomo era stato arrestato nella
città del Santo prima della «liberatoria» del 31 luglio 2006, applicata a tutti
i reati commessi fino al 2 maggio di quell'anno e puniti con un massimo di tre
anni. Misura nella quale lo straniero rientrava, perchè condannato proprio a
tre anni, per spaccio di droga. Dopo la carcerazione preventiva, la sentenza e
la pena definitiva, per lui è scattato l'indulto. Ed è stato rimesso in libertà.
Peccato però che la burocrazia sia incappata in un clamoroso errore di calcolo, trascrivendo la
condanna da «sanare» non nella sua interezza, bensì lasciando fuori gli ultimi
sei giorni. Sabato scorso, la brutta sorpresa: l'extracomunitario è incappato a
Padova in un normale controllo delle forze dell'ordine che, dopo il controllo
delle sue generalità via radio, l'hanno ammanettato e portato in
carcere. Allibito per il nuovo arresto, l'uomo ha chiamato il suo avvocato e la
verità è venuta a galla. Procura e amministrazione carceraria responsabili del
suo caso hanno predisposto la richiesta di indulto secondo legge per i tre anni
di pena, dimenticandone però sei giorni. Di conseguenza, quando è arrivato il
provvedimento definitivo nei confronti dello straniero, è scattato un mandato
di custodia. Il legale dello spacciatore ha presentato domanda di pena
alternativa alla detenzione, cioè l'affidamento ai servizi sociali. Ma il
magistrato di turno ha risposto picche, perchè il soggetto in questione non ha fissa
dimora, quindi si rischia la fuga. Per sei giorni. E così l'uomo è tornato in
carcere, da sabato a oggi. «Questa storia è l'ennesima dimostrazione della mala
gestione dell'indulto — denuncia Gianpietro Pegoraro, segretario regionale
della Fp-Cgil per la polizia penitenziaria — una misura molto utile se ben
applicata e se sostenuta da strutture in grado di accogliere i detenuti che non
sanno dove andare. Invece è stata orchestrata così male che dopo sei mesi le
carceri erano di nuovo piene e per di più cominciano ad emergere situazioni
paradossali ». M.N.M. Dietro le sbarre L'uomo è rientrato sabato
( da "Corriere della Sera" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-11-13 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Il fenomeno E a Lampedusa sbarcano sempre più donne LAMPEDUSA
(Agrigento) — Sempre più donne e bambini. Sempre più persone che richiedono
asilo politico. L'immigrazione cambia pelle e lo si vede da quello
straordinario punto di osservazione che è il molo di Lampedusa, dove approdano
i migranti provenienti dalle regioni più tormentate del continente africano.
Nei primi undici mesi di quest'anno sull'isola sono sbarcate 3.128 donne, il
triplo di quella arrivate in tutto il 2007. Il dato è ancora più eloquente se
letto in percentuale sul totale dei migranti giunti a Lampedusa: ad ottobre
2006 le donne erano il 5,2 %, nel
( da "Corriere Alto Adige" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PUBBLICITA - data: 2008-11-13 num: - pag:
9 categoria: PUBBLICITA L'ASSOCIAZIONE PRESENTA UN DECALOGO DI MISURE A
SOSTEGNO DELLO SVILUPPO Costruire l'Alto Adige di domani T ra le chiavi del
successo anche l'adozione del sistema PPP tra pubblico e privato
Assoimprenditori Alto Adige rappresenta gli interessi di circa 500 aziende
organizzate a livello industriale, che danno lavoro complessivamente a circa
33.000 addetti. Con una quota del 17 percento le aziende industriali, le
imprese edili e di servizi contribuiscono al prodotto interno lordo provinciale
con la quota proporzionalmente di gran lunga maggiore rispetto a tutti gli
altri settori economici altoatesini. Una rappresentanza di tale portata
raffigura al contempo un privilegio ed un impegno, aspetto quest'ultimo dal
quale Assoimprenditori Alto Adige non si è mai sottratta. Nell'ottica
lungimirante ed anticipativa che ne ha sempre contraddistinto l'operato non
appena sono stati resi noti i risultati emersi dalla tornata elettorale del 26
ottobre ha immediatamente inviato a tutti i neo eletti Consiglieri un
articolato decalogo di proposte volte a favorire lo sviluppo dell'economia locale.
Gli argomenti sono i seguenti: (1) La localizzazione economica dell'Alto Adige.
(2) Leading competence units. (3) Imposte e tasse. (4) Potere d'acquisto. (5)
Incentivi pubblici. (6) Istruzione. (7) Conciliabilità tra famiglia e lavoro.
(8) Sicurezza sul lavoro. (9) Urbanistica. (10) Trasporti. (11) Autostrade
informatiche. (12) Energia. (13) Tutela dell'ambiente. (14) Burocrazia. Su queste pagine le analizzeremo uno ad uno al fine
di poter offrire anche ai lettori una visione completa delle proposte avanzate
da Assoimprenditori Alto Adige, iniziando dalle prime due. La localizzazione
economica dell'Alto Adige: negli ultimi decenni l'Alto Adige si è ritagliato un
ruolo importante come testa di ponte tra l'area di lingua tedesca e
l'Italia. Le imprese estere hanno dato la preferenza alla Provincia di Bolzano
nell'apertura delle loro sedi in Italia. Nel frattempo molte di queste aziende
si sono trasferite in centri economici più grandi (es. Verona). La Provincia di
Bolzano deve rimanere anche per il futuro un'area d'insediamento privilegiata
per le imprese estere, per non perdere la propria preziosa funzione di cerniera
tra nord e sud. Altrettanto importante è offrire prospettive di sviluppo alle
imprese già presenti sul territorio provinciale e portare avanti con
determinazione la cosiddetta “politica del headquarter”. Affinché l'Alto Adige
rimanga attraente come sito economico, vanno migliorati soprattutto i
collegamenti, cioè devono essere potenziate le vie di traffico, i tempi per
ottenere le autorizzazioni nel caso di nuovi insediamenti e di ampliamenti
aziendali devono essere abbreviati, il sistema fiscale e contributivo deve
essere modificato e reso più attento alle esigenze delle aziende e la burocrazia deve essere semplificata. Per realizzare velocemente
ed a bassi costi in futuro progetti moderni in diversi settori,
Assoimprenditori rinnova la proposta di adottare a livello comunale,
comprensoriale e provinciale il modello PPP, che in Europa viene praticato
sempre più spesso. PPP sta per Private Public Partnership e significa la
collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e le aziende private per la
progettazione, il finanziamento, la realizzazione e la gestione di progetti ed
istituzioni. Leading competence units: l'ampia varietà dei settori economici -
industria, servizi, artigianato, commercio, turismo e agricoltura - e una
struttura prevalentemente costituita da piccole e medie aziende sono una
caratteristica dell'economia altoatesina. In questa realtà economica le
cosiddette aziende guida (LCU - leading competence units) svolgono un ruolo di
spicco nei vari settori. Tali aziende guida meritano una particolare
attenzione. Ad una produzione per un valore di un euro nelle aziende guida
consegue, infatti, la produzione di 1,8 euro a livello dell'economia. Ogni
posto di lavoro in aziende guida genera altri 2,8 posti di lavoro nel sistema
economico. Ogni euro di valore aggiunto produce 2,2 euro di valore aggiunto per
l'intera economia. Già queste nude cifre dimostrano quanto sarà importante in
futuro la funzione delle aziende guida per il “sistema Alto Adige“. Soprattutto
l'incentivazione dell'innovazione dovrà essere maggiormente orientata a queste
aziende. CHRISTOF OBERRAUCH Presidente Assoimprenditori
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo la
polemica per l'abolizione degli Aster è mancato il quorum sul parere. Oggi
Tondo vola a Roma Finanziaria, Comuni e Province bocciano la manovra della Cdl
di PAOLO MOSANGHINI UDINE. I Comuni bocciano la finanziaria regionale. Il
Consiglio delle autonomie locali non ha approvato la manovra per un voto (11
favorevoli, 8 contrari, 2 astenuti) non raggiungendo il quorum, approvato
invece il patto di stabilità; mentre l'Anci ha criticato il bilancio 2009
perché «cancella ogni forma di federalismo». È durata piú di tre ore la
maratona al Consiglio delle autonomie, ieri pomeriggio, per l'illustrazione
della finanziaria da parte degli assessori Federica Seganti e Sandra Savino.
Confermati i fondi per Comuni e Province, che avranno un incremento di 1,5-2
per cento. Ma nel mirino dei sindaci ci sono l'eliminazione degli Aster (Ambiti
per lo sviluppo territoriale), l'aumento delle spese del personale, la mancanza
di un meccanismo che premi gli enti virtuosi. «Mi colpisce l'abrogazione degli
Aster perché nulla viene proposto in alternativa e si rischia il vuoto. E sono
pure preoccupato per i costi del comparto unico», è il commento del sindaco di
Udine Furio Honsell. «La manovra finanziaria - ha aggiunto - va verso un
neocentralismo regionale». Anche il sindaco di Cividale Attilio Vuga ha
invitato la giunta regionale a «non creare piú confusione di quella che c'era».
Una scelta «motivata da pregiudizi, cosí come per l'urbanistica», ha motivato
il sindaco di Roveredo in Piano Renzo Liva. Il Comune di Pordenone invece ha
chiesto chiarezza sui parametri per premiare i Comuni virtuosi. Critici pure il
presidente dell'Anci e sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto («dov'è
finito il federalismo?») e il presidente della Provincia di Gorizia Enrico
Gherghetta («da questa finanziaria non esce una linea per il futuro»). Il
sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ha commentato: «Non piango sugli Aster, ci
sono già le Province che hanno dimensione sovraccomunale». La soppressione
degli Aster è stata «un fulmine a ciel sereno», ha affermato il presidente del
Consiglio delle autonomie Mario Pezzetta. «Ci auguriamo che la giunta regionale
- ha aggiunto - avvii un dialogo sulla legislazione». Il confronto «è stato
molto costruttivo», ha commentato al termine l'assessore Seganti. «Le sole
reticenze riguardano la soppressione degli Aster, ma in sei mesi - ha ricordato
- non ho sentito altro che lamentele su questa norma che secondo la maggior
parte degli addetti al lavoro non è altro che una modalità surrettizia di
ripartizione di fondi». L'assessore ha risposto anche a Pizzolitto: «Una
critica che non capisco perché ora i fondi saranno, di fatto, meno vincolati,
con l'aggiunta di una concertazione rafforzata tramite il Consiglio delle
autonomie». E sul comparto unico: «La Regione ha tutti i fondi previsti, e
continua con un fondo di 36 milioni di euro a garantire il gap tra il contratto
degli enti locali e quello dei regionali. Il sindaco Honsell ha esposto suoi
problemi di bilancio perché il costo del personale del suo Comune aumenta piú
dello stanziato». Infine, in merito all'assegnazione agli enti locali
dell'eventuale tesoretto derivante dalle compartecipazioni al gettito fiscale,
Seganti ha puntualizzato che «le assegnazioni vengono stabilite in merito alla
stima sull'inizio anno e poi definite in sede di assestamento. L'assestato sarà
dato dall'incremento extragettito rispetto all'anno precedente. Mi auguro possa
essere cospicuo come quello dell'anno, di 50 milioni di euro, ma ovviamente -
ha precisato - il mio è solo un auspicio non una stima». E ieri il Comitato
esecutivo dell'Anci (Associazione dei comuni) del Fvg ha bocciato la
finanziaria perché «cancella ogni forma di autonomia dei comuni, riduce i
trasferimenti e li vincola, ridimensiona le competenze e l'azione
dell'associazionismo». Il presidente Pizzolitto ha spiegato: «Se stiamo
parlando di federalismo fiscale e di autonomia e responsabilità dei Comuni come
possiamo trovarci una legge finanziaria che va esattamente nella direzione
opposta». «Mentre in Veneto - ha spiegato Pizzolitto - i sindaci rivendicano il
20% dell'Irpef come quote da gestire autonomamente dai comuni per poter
rispondere alle esigenze e ai bisogni delle imprese e delle famiglie, il Friuli
Venezia Giulia, regione a Statuto speciale, torna indietro». Oggi Tondo sarà a
Roma proprio per affrontare questi temi con il Governo. L'abrogazione degli
Aster è «semplificazione istituzionale», ha replicato l'assessore Seganti. «Ci sono tali e tanti livelli per i comuni - ha spiegato - che
oggi si traducono solo in costi, burocrazia e rallentamenti». La Regione, ha concluso l'assessore, «persegue
l'obiettivo di creare progetti di investimento strategici per il territorio».
( da "Italia Oggi" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 270, pag. 17
del 13/11/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF
Giovani e imprese/Intervista a Michele Alippi, presidente Gruppo
Giovani di Cna Lombardia L'importanza della cultura pratica Utile per gli
imprenditori vivere l'associazione dall'interno Zucchero e farina. Un gioco,
inizialmente, quando, ancora bambino, si muoveva nella pasticceria di mamma e
papà. Un gioco poi trasformato in una professione, e nello stesso tempo in una
vocazione. Perché senza passione, non si arriva lontano. Ed è per merito di
questa passione, forse, di questo considerare la propria azienda come parte di
sé, che gli artigiani e i piccoli imprenditori continuano, nonostante tutto, a
creare ricchezza. Michele Alippi, titolare di una pasticceria artigianale a
Lecco, dal 2000 presidente del gruppo Giovani imprenditori di Cna Lombardia.
Domanda. Come ha cominciato? Risposta. Sono figlio d'arte. L'azienda è stata
sempre una parte della famiglia. Da bambini non si hanno le idee chiare, mi
divertivo a giocare con farina e zucchero. Tutto qui. Crescendo, mi sono fatto
un'idea, ho cominciato a pensare a questo come a un lavoro. Quando si studia
non si conosce affatto il lavoro: credo che la scuola sia molto distante dal
mondo dell'impresa. In azienda sono entrato nel 1990, da due anni abbiamo anche
vissuto la fase del passaggio generazionale vero e proprio. Ora ne sono
titolare insieme a mia sorella. D. Come vanno gli affari? R. Ci sono tante
difficoltà, ma altrettanti benefici. Siamo un'impresa a conduzione familiare, e
abbiamo sempre puntato su qualità e freschezza, che nel nostro settore sono la
vera forza di un prodotto artigianale. D. Se non fosse stato per lei, i suoi
genitori avrebbero chiuso bottega? R. è difficile fare valutazioni con il senno
di poi. Certo, molto probabilmente, se io non mi fossi avvicinato all'attività
dopo gli studi non avrebbero fatto alcuni importanti investimenti, avrebbero
cercato qualcuno a cui cedere l'attività. D. Quanto conta, per un artigiano, la
formazione sul campo? R. Credo che la teoria sia fondamentale, ma poi è
l'esperienza sul campo che conta, l'avere a che fare con le difficoltà di tutti
i giorni. Compresa la pesantissima burocrazia che grava sulle piccole e piccolissime
imprese. Anche per imparare a fronteggiare questo problema, la pratica è
fondamentale. D. Davvero la burocrazia è il problema numero uno per una piccola impresa? R. Non c'è, a
mio modo di vedere, un problema principale, uguale per tutti. Ognuno vive
di più un certo problema, e si organizza di conseguenza. Per alcuni può essere
la burocrazia, per altri l'accesso al credito. Il
mercato, in generale, è un «problema». Ha subito moltissime modifiche in poco
tempo: restando al mio settore, quello che vale oggi in termini di qualità, di
comunicazione, era impensabile fino a pochi anni fa. D. Anche noi abbiamo
imparato a promuoverci. Ricorda la storia dello champagne e dello spumante
italiano? R. Anche in Italia, da questo punto di vista, la mentalità è cambiata.
L'esempio del vino è perfettamente centrato. Abbiamo ottimi Franciacorta, in
grado di competere con i migliori champagne. Eppure, ancora oggi, quando parli
di champagne alle persone fa un effetto diverso. Dobbiamo fare molti passi
avanti, in Italia, dal punto di vista del marketing. Dal punto di vista della
qualità, invece, non credo. In base alla mia esperienza, tutto il settore
alimentare ha fatto della qualità la propria parola d'ordine. D. Quando ha
«incontrato» Cna? R. Conosco l'associazione da 25 anni, grazie a mio padre, che
aveva creato un'associazione di pasticcieri vicina a Cna. Da un certo punto di
vista il mio è stato un riavvicinamento, che risale al 1987, quando frequentavo
il corso di formazione in seguito all'introduzione della legge Haccp, che ha
rivoluzionato profondamente tutto il settore alimentare. Poi sono entrato negli
organismi associativi, e l'ho conosciuta ancora meglio. Quindi, dal 2000, sono
presidente del gruppo Giovani di Cna Lombardia. D. Quale contributo può dare
Cna alla vita di una piccola impresa? R. Intanto c'è una quantità di
informazioni che gli artigiani difficilmente riuscirebbero a reperire
altrimenti, sia rispetto agli adempimenti sia riguardo alle opportunità, come
bandi e simili. Poi ci sono i servizi, come la contabilità. Sono diversi i
punti di forza che offre l'associazione, naturalmente variabili in funzione
dell'efficienza dei vari uffici territoriali. Per quanto mi riguarda,
partecipare alla vita di Cna mi ha fatto crescere molto. Se penso al gruppo Giovani,
si confrontano esperienze, ci si rende conto che, al di là dei problemi
peculiari di ogni settore ci sono questioni che riguardano tutti, a cui si
possono trovare soluzioni condivise. Consiglierei a ogni imprenditore di fare
qualche anno di esperienza ricoprendo un ruolo in Cna, di vivere l'associazione
dall'interno. D. Imprenditori e giovani imprenditori. Quale il valore aggiunto
dei secondi? R. I giovani sono più aperti nel modificare la struttura di
un'azienda. Sono dinamici per natura, senza nulla togliere a chi è venuto prima
di noi, a chi, con la sua esperienza, può permetterci di evitare almeno in
parte alcuni errori. D. Le farebbe piacere che i suoi figli lavorassero con lei
in azienda? R. Al momento non ho figli. Ritengo comunque che debbano essere
liberi, come è stata concessa a me questa libertà. Certo, se avessero passione
per il mio lavoro, ne sarei ben contento. D. Come mai, nonostante tutto, sono
sempre le pmi a creare ricchezza in Italia? R. Credo che l'Italia sia un paese
strano. Pieno di pecche e difficoltà, ma comunque un paese in cui l'impresa a
conduzione familiare è sempre stata il modello prevalente. E chi le ha fondate,
queste imprese, ci ha messo l'anima e il cuore, per farle crescere come un
figlio. Alcuni hanno messo soldi, pur di non chiudere. Dopodiché, quello che
distingue una piccola impresa da altre unità produttive è il fatto che quasi
sempre i titolari hanno reinvestito gli utili in azienda. Magari, per colpa di
questo, non hanno fatto le ferie, hanno rinunciato alle belle macchine. Ma il
denaro lo hanno sempre reinvestito in azienda. D. Vede un problema di
professionalità e di reperimento di risorse umane qualificate? R. Per me è
importantissima la questione delle scuole professionali. Si sente parecchio la
mancanza di scuole professionali all'altezza, perché nel momento in cui devo
assumere una nuova risorsa, tutta la formazione la devo fare all'interno
dell'azienda. è così nel mio settore, ed è così anche in altri. Nelle scuole si
fa poca pratica. La teoria è importante, la cultura è importante. Ma anche la
pratica lo è. In un certo senso, anche la pratica è cultura, e in Italia questa
cultura manca. Visitando poi le scuole professionali esistenti, quello che si
nota è anche un grave problema di orientamento. Non tutti i ragazzi sono lì
perché hanno una determinata passione, un determinato interesse per il
mestiere. Un orientamento serio che, a mio giudizio, andrebbe fatto prima.
Penso che, in generale, in Italia manchi una cultura del lavoro. è inutile far
laureare persone per andare a creare eserciti di disoccupati. Sappiamo per
certo che manca manodopera specializzata. Allora puntiamo su quella. Sento
molto parlare in questi giorni di riforma della scuola, e non voglio entrare in
dettagli che non conosco. Posto che la cultura generale è un valore di tutti,
credo in ogni caso che ogni seria riforma della scuola dovrebbe partire da
questo, dal lavoro e dalle professioni.
( da "Centro, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
21 - Regione In Abruzzo 17mila pozzi abusivi Solo
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
17 - Interni Decreto fannulloni, il dilemma del Pd Tanti emendamenti accolti,
voterà col Pdl? Spaccatura al Senato A favore tra gli altri Ichino e Treu
contraria la frangia di provenienza Cgil CARMELO LOPAPA ROMA - Il Pd per la
prima volta di fronte al dilemma: approvare o no in Parlamento un decreto legge
tra i più discussi del governo Berlusconi, modificato tuttavia secondo le
proposte dell´opposizione? Gran bella grana, soprattutto se
il provvedimento in questione è l´odiatissimo (dall´esercito dei colletti
bianchi della burocrazia
pubblica) decreto Brunetta, passato ormai alla cronaca come l´»anti
fannulloni». E di fatti, al bivio, il gruppo dei democratici si spacca. Con i
riformisti alla Ichino, Treu, Bianco (e alla Camera la Lanzillotta) pronti a
votarlo. E con una frangia di estrazione Cgil, da Nerozzi a Passoni,
sulle barricate: «Votare a favore mai». è questione di ore. Oggi il disegno di
legge 847, «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico», affronta il
rush finale in commissione Affari costituzionali al Senato. Il ministro
Brunetta, dopo che ieri sono stati approvati cinque dei sei articoli, già
esulta: «Sarà il primo grande provvedimento bipartisan. è andata benissimo.
Abbiamo approvato quasi tutto e domani (oggi, ndr) finiamo. Il clima è
positivissimo». E al ministero, dando tutto per scontato, hanno già organizzato
una conferenza stampa per il pomeriggio. Per ribadire che «la riforma
dell´amministrazione non poteva essere né di destra, né di sinistra, era
importante farla insieme, ma resta anti fannulloni». Tuttavia, il voto
bipartisan non è affatto così scontato. Anzi. Questa mattina Anna Finocchiaro,
che finora ha preferito non sbilanciarsi, riunirà il gruppo. Vuole capire e solo
dopo aver sentito, decidere che fare. Enzo Bianco, che ha lavorato con Ichino e
Treu alle modifiche poi accolte in commissione, non ha dubbi: «Hanno accolto
l´80 per cento dei nostri emendamenti. La creazione di un´autorità indipendente
che valuti i risultati della burocrazia al posto del
ministero; la trasparenza dei criteri di valutazione; uno stop alla disciplina
per legge dei rapporti contrattuali. A questo punto, sarebbe stupido non
valorizzare con un voto il risultato ottenuto. Ormai quel decreto non è più
l´antifannulloni». E di «importanti passi avanti che potrebbero indurci a dare
un segnale» parla anche Tiziano Treu. Il giuslavorista non esclude la soluzione
«astensione» ma dubita che oggi si chiuda. Di disco verde tuttavia non vuole
sentir parlare l´ala sinistra del gruppo. Così Achille Passoni, l´ex uomo
organizzazione della Cgil dei tre milioni al Circo Massimo, ma soprattutto l´ex
segretario federale del sindacato, Paolo Nerozzi. Dice: «La marcia indietro non
è stata affatto sufficiente. Quel testo stravolge la riforma D´Antona, permette
alla politica di mettere il cappello sulla contrattazione e resta
inaccettabile. E poi quel ministro che si permette di annunciare già la legge
bipartisan. Votiamo contro, questo è certo». La patata bollente è giù passata
ai piani alti del Pd.
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
di
Andrea Lanini Quella volta che fischiammo Mimì col solleone Boom dei circoli di
melomani Girano i teatri per un do di petto «Siamo partiti col pullman anche
senza biglietto, a costo di stare in piedi nel loggione» Partono tutti insieme,
in pullman. Vanno al Comunale di Firenze, al Regio di Parma, al Carlo Felice di
Genova, al Giglio di Lucca, alla Scala di Milano, alla Fenice di Venezia, al
San Carlo di Napoli, al Regio di Torino, al Petruzzelli di Bari e si spingono
anche fuori d'Italia. Ore e ore di viaggio, ma fa niente. Proprio come Madama
Butterfly: anche a loro non pesa la lunga attesa. Anzi. Più lontano vanno, più
si divertono. Lirica mon amour. Il fenomeno del contagio da melodramma è in
costante ascesa, lo dicono le cifre (ad esempio quelle pubblicate dal mensile "L'Opera")
e i biglietti (sempre più difficili da trovare). Si moltiplicano a vista
d'occhio, i pendolari del belcanto. E sanno fare gruppo, si raccolgono in
associazioni (in Toscana ce ne sono a decine), organizzano uscite operistiche
per ogni dove; e quando non partono, si riuniscono nella loro sede e invitano
musicisti e cantanti, preparano serate a tema, ospitano musicologi per
conferenze e incontri, si gustano le registrazioni delle più celebri voci. Poi,
al momento buono, si trasformano in "melomani vagantes": se c'è
un'opera da non perdere loro vanno. E non pensate a un passatempo per
nostalgici attempati. Guai a figurarsi gli appassionati dell'acuto come gente
cresciuta al gracchio dei grammofoni; sarebbe un errore clamoroso. Tra gli
entusiasti di gorgheggi e do di petto, di arie e cabalette, di recitativi e
duetti, i giovani sono un bel po'. Provate a chiedere a Gianfranco Lazzereschi,
acconciatore maschile e assessore del Comune di Palaia, uno che l'opera la
segue (e la colleziona) da una vita; che nel '
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
NORME
UE. LA BATTAGLIA DI ROASIO Le caratteristiche "La burocrazia non abolirà la doc del
Bramaterra" Invecchiato per almeno due anni [FIRMA]GIUSEPPE ORRÚ ROASIO A
Roasio, la capitale del Bramaterra, si sono già messi al lavoro perché la Doc,
Denominazione di origine controllata, non venga «inghiottita» da un regolamento
europeo scritto da burocrati che non conoscono i profumi e i saperi di queste
colline. A mettere tutti sul «chi va là» era stata una pubblicazione
dell'associazione nazionale «Città del Vino» che parlava della scure europea
che avrebbe portato le denominazioni di vini italiane dalle attuali 470 tra
Docg, Doc, Igt, a 182 tra Dop e Igp. Ma a Roasio, dove sanno di avere un vino
antico e con tutte le carte in regola, non sembrano così preoccupati. «Appena
avute le prime avvisaglie di questo nuovo regolamento - spiega il sindaco di
Roasio, Ubaldo Gianotti - abbiamo convocato una riunione di tutti i produttori
di Bramaterra, insieme al presidente del Consorzio di tutela delle Doc, Eugenio
Arlunno, che ci ha spiegato che effettivamente l'allarme c'era, ma che la
nostra Doc è stata una delle prime ad avere una carta d'identità completa sulla
denominazione». Inoltre, prima che l'Unione europea sancisca definitivamente
l'abolizione di una denominazione, secondo Gianotti dovrà esprimersi una
commissione nazionale entro il primo agosto 2009, data in cui entrerà in vigore
il nuovo regolamento. «A breve sarà rinnovata la commissione dei vini nazionale
che dovrà valutare tutti i distretti dei vini, le organizzazioni di produttori
e le enoteche regionali per valutare quali Doc e quali Docg dovranno essere
salvate per diventare Dop - spiega il primo cittadino di Roasio -; questo
organismo formulerà una proposta al ministero delle Politiche agricole, perché
adesso c'è troppa confusione con tutti questi nomi. Il ministero, poi,
presenterà all'Ue l'elenco delle denominazioni da salvare. Comunque hanno
garantito che la Doc del Bramaterra non sparirà». E il ministro Luca Zaia ha
garantito che si potranno utilizzare le tradizionali sigle per identificare un
vino. Il Bramaterra, che si produce a cavallo tra Vercellese e Biellese, nei
comuni di Masserano, Brusnengo, Curino, Roasio, Villa del Bosco, Sostegno e
Lozzolo, sta acquisendo un ruolo sempre più importante per questo territorio e
la perdita del nome sarebbe sicuramente un danno. «Questo vino è un punto di
forza a livello economico - dice Ubaldo Gianotti - anche considerando le
prospettive future. E' un bollino che permette al nostro prodotto di entrare
nei mercati prima nazionali e poi di tutto il mondo. Perderlo, significherebbe
cancellare questa identificazione territoriale e perdere un patrimonio
inestimabile. Insomma, non ci allarmiamo, ma restiamo vigili». Il Bramaterra
gode della Doc dal 9 aprile 1979. E' prodotto con uve Nebbiolo, Croatina,
Bonarda e Vespolina. L'invecchiamento minimo è di due anni di cui almeno 18
mesi in botti di rovere. Qualora sia sottoposto a un periodo di invecchiamento
non inferiore a tre anni, di cui due in botti, può portare in etichetta la
menzione «riserva». Alla base delle caratteristiche di questo vino
particolarmente pregiato c'è la particolare natura di questi terreni dai suoli
siliceo-argillosi con qualche presenza di calcare originati da rocce effusive
porfiriche, quarzifere e non quarzifere.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 1
- Gorizia Decise agevolazioni a favore dei benzinai Previsti
meno costi e burocrazia
Meno pastoie burocratiche e meno spese per gestire il sistema. Non soltanto:
anche una "liquidazione" per chi intende chiudere l'attività. Sono
questi, in estrema sintesi, i provvedimenti licenziati ieri nella prima
commissione regionale, presieduta da Gaetano Valenti, nell'ambito della legge
contenente una serie di nuovi interventi sulla benzina. In sostanza, i
benzinai che si trovano lungo la fascia confinaria e che stanno vivendo un
momento di profonda crisi dovrebbero essere agevolati per quanto riguarda i
costi che si trovano a sostenere nella gestione delle procedure per attivare
gli sconti, a partire dai pos. Ma è stato anche varato un provvedimento che
incentiva chi è intenzionato a lasciare l'attività nell'ambito di un programma
di razionalizzazione della rete distributiva. Una razionalizzazione che si
baserà su criteri di carattere prevalentemente urbanistico, ponendo paletti
alla presenza dei distributori, in particolare, nei centri storici. Anche
Gorizia dovrebbe essere interessata in modo rilevante da quest'ultimo
provvedimento, com'era del resto già stato evidenziato a suo tempo dal
presidente della Figisc, Pio Traini. Anche i consumatori sono stati presi in
considerazione con l'abbattimento consistente delle sanzioni riguardanti, per
esempio, l'uso improprio del cambio di fascia. (p.a.)
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI'
PRIMO PIANO pag. 2 di ANDREA DEGIDI SE C?È STATO UN TEMPO in cui i grandi sogni
erano p... di ANDREA DEGIDI SE C?È STATO UN TEMPO in cui i grandi sogni erano
permessi, era quello degli anni Sessanta. E lui, Silvio Giorgetti, in un bar di
Milano Marittima, un giorno d?estate del 1964 si inventò un sogno così grande
da sconfinare nell?utopia: il Villaggio del cantante, a Valdazze. Il sogno, più
o meno, c?è ancora: resiste appollaiato su un cucuzzolo dell?appennino aretino.
Ma da ieri mattina non c?è più il padre di quella spettacolare fantasia.
Giorgetti si è spento nel reparto di Neurologia dell?ospedale
Morgagni-Pierantoni, dove era stato portato lunedì sera dopo essere stato
colpito da un aneurisma cerebrale (domani i funerali, alle
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA
ECONOMIA E POLITICA pag. 8 di STEFANO LOLLI «SATERIALE ha garantito una buona
amministrazione, ma qu... di STEFANO LOLLI «SATERIALE ha garantito una buona
amministrazione, ma questo a Ferrara non poteva e non potrà bastare. Non c?è
stata, infatti, capacità progettuale e proposta autentica di governo».
Candidato alle primarie del Pd per la carica di sindaco, Vainer Merighi lancia
una stoccata al primo cittadino uscente: «E? mancato, da parte sua, un vero
slancio. Non tanto per limiti personali, visto che le sue qualità sono note ?
sottolinea l?ex assessore ai Lavori Pubblici ?, piuttosto per responsabilità
collettive: nei partiti, ad esempio, c?è stato qualcuno impegnato in ben altro,
piuttosto che a collaborare per elevare il profilo di governo del Comune». La
sferzata a Sateriale non rappresenta, però, un ritorno al passato o il
rigurgito di sotterranee ?cordate? di potere: «Non sono... soffrittiano, se
qualcuno vuole insinuarlo ? afferma Merighi nel corso dell?assemblea all?hotel
Lucrezia Borgia ?; a meno che non ci riferiamo al Soffritti della città d?arte
e di cultura o delle grandi infrastrutture per Ferrara, dalle Mura alla
geotermia, perchè su quei punti sfido chiunque a non essere dalla sua parte.
Non sono però... bertelliano o sandriano, zagattiano o chissà cos?altro. Sono
io, punto e basta». Merighi il ?merighiano?, dunque, o forse parallelo. Una
punta di polemica infine anche per «Franceschini e Montanari, che pur non
disponendo ancora del progetto di città di Tiziano Tagliani, vanno in tour a
garantire che sarà l?emblema della... continuità del rinnovamento rispetto a
Sateriale ? afferma Merighi ?. Diciamolo subito, a Ferrara serve piuttosto un
chiaro segno di discontinuità». Occorre uno slancio nuovo, una capacità «di
rendere il Comune il perno del governo, favorendo le iniziative di cittadini,
imprese, categorie ? l?ex assessore apre la proposta programmatica ?; oggi
siamo di fronte a un?amministrazione troppo spesso... inibitoria e poco
propulsiva. Troppi regolamenti, troppa burocrazia: per
quanto riguarda servizi cruciali come quello sociale o l?infanzia lo sguardo è
rivolto più spesso alla struttura, all?apparato che non ai nostri ?clienti?».
Perciò serve una forte riorganizzazione: «Anche tagliando il numero degli
assessorati ? dice l?aspirante sindaco Merighi ?: oggi lavorano in maniera
separata, occorre entrare nella logica dei dipartimenti». Le altre priorità
riguardano «gli interventi per il rilancio dell?economia, possibili però solo
con il massimo del coinvolgimento degli ?attori? locali, dall?Università al
mondo imprenditoriale ? prosegue l?ex assessore ?; poi la sapiente applicazione
del nuovo Piano Strutturale, quindi lo sviluppo delle infrastrutture. Anche se
la congiuntura sotto questo profilo non è favorevole, Ferrara ha di fronte
un?opportunità straordinaria: siamo uno dei punti di collegamento e di snodo
con l?Est europeo, perdere questa chance sarebbe grave». Ma torniamo alla
politica ed in particolare al Partito Democratico: Merighi cerca sostenitori e
firmatari per la candidatura, che va formalizzata entro lunedì. «Il meccanismo
è complesso e un po? mi penalizza ? afferma ?; posso consultare gli elenchi in
federazione ma non avere numeri telefonici e riferimenti personali coperti
dalla privacy, per cui contattare le persone è arduo. Molti non sanno neppure
se possono firmare o no. Comunque spero di farcela». Il traguardo è fissato in
poco meno di 100 firme, senza le quali l?ex assessore non potrebbe partecipare
alle primarie. Poi ci sono gli appoggi; nella sala del Lucrezia Borgia, tra i
presenti e gli intervenuti, spiccava qualche nome noto (Diego Cavallina,
Maurizio Gregori, l?ex socialista socialista Filippo Massari, esponenti dei
Circoli di via Bologna, l?ex segretario del Ppi Luca Felletti). Osservatori o
supporter? Merighi non ha nascosto infine l?idea di voler pescare
nell?elettorato ex Ds, anche solleticando l?orgoglio della Quercia: «In Emilia
Romagna ben cinque sindaci, tra cui quello di Ferrara, potrebbero andare in
mano all?ex Margherita ?, stuzzica con un sorriso ?; è una logica di potere che
non demonizzo, ma che deve essere chiamata con il suo nome senza infingimenti».
( da "Provincia Pavese, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE POSTE
HANNO RISPOSTO «Buoni fruttiferi, il caso al lieto fine» VOGHERA. Buone notizie da Poste italiane per l'erede che si è sentito perso
nei meandri della burocrazia dovendo entrare in possesso dei buoni fruttiferi intestati a sua
madre e sua sorella, entrambe decedute nel primo semestre di quest'anno.
L'erede legittimo era infatti in attesa dal 4 ottobre di una risposta, che finalmente
arriva dopo l'appello a mezzo stampa. «La pratica di successione alla
quale si fa riferimento riguarda una consistente quantità di buoni fruttiferi
postali intestati a persone diverse - chiarisce la direzione delle Poste in una
nota inviata ieri -. Il nostro cliente risulta cointestatario di alcuni buoni,
mentre altri titoli sono intestati a beneficiari dei quali la stessa persona è
erede. In entrambi i casi per poter procedere alla riscossione è necessario,
come previsto dalla normativa vigente, aprire una pratica di successione
fornendo una serie di documenti che tutelino tutti i possibili eredi dei
defunti. La documentazione è stata presentata in data 4 ottobre 2008
all'ufficio postale di Voghera che l'ha inoltrata alla filiale di Pavia. Successivamente
- spiega l'azienda - è stato però necessario richiedere un'integrazione dei
documenti, in quanto incompleti. La liquidazione degli importi, dopo aver
ricevuto i documenti necessari al completamento della pratica, è prevista nel
corso della prossima settimana». Il lieto fine della querelle sembra dunque
essere a un passo.
( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si
ammoderna la Maremonti naccio @@In appalto i lavori per il tratto
Fusco-Canicattini. Entro il 31 dicembre la consegna all'impresa appaltatrice
Floridia. «C'è troppa burocrazia sulla statale 124». E il sindaco Arturo Spadaro fa appello alla
deputazione regionale e nazionale, per tirare le somme sulla »strada della
morte». Al contempo si chiede se esistano ancora i fondi stanziati per
incominciare le attività su un percorso non concepito per contenere gli attuali
volumi di traffico. Sono infatti centinaia gli accessi laterali e quasi
nulli i controlli sulla sicurezza, la segnaletica è sovente contraddittoria e i
divieti di sorpasso sono puntualmente disattesi. Non solo. Nulla si è mosso
dagli ultimi incidenti che hanno segnato la comunità, aggravando il già pesante
bilancio di vittime degli ultimi anni. «E' trascorso più di un mese dall'ultimo
incidente mortale - ricorda - e tuttavia nessuno ha avviato alcuna procedura
per incominciare i lavori». Di più: «Si sarebbe dovuta formare una commissione
tecnica comunale - prosegue - in grado di valutare, nella sede regionale
dell'Anas, quali siano le prospettive per il futuro». Della commissione si era
peraltro discusso in diverse occasioni in Consiglio comunale: i nomi che
avrebbero dovuto comporla si erano già scelti fra le varie espressioni
politiche. Poi più nulla. «D'altronde non avrebbe senso andare a Palermo adesso
- dice il sindaco - perchè non so se ancora ci siano i finanziamenti per
l'ampliamento o per effettuare gli espropri. La commissione dovrà comunque
muoversi con cognizione di causa. Ma prima occorre avere le idee più chiare:
tutto ciò in un momento in cui pare che l'oscurità sia calata
sull'ammodernamento di questa statale e tutto resti privo di concretezza.
Troppa burocrazia aleggia sul tracciato e la mia
sensazione è che ci saranno ancora molte difficoltà da superare per vedere
nascere la nuova 124. «Spero rimanga soltanto una sensazione - osserva ancora
il sindaco. - Di certo, prima di siglare qualsiasi accordo a un tavolo tecnico,
vorrei avere la certezza che ancora esiste nel bilancio dell'Anas qualcosa del
finanziamento per il suo ampliamento. Parli adesso la deputazione aretusea: ed
occorre pure che il mondo della comunicazione sostenga le nostre istanze. Si
corre sul filo del pericolo ogni giorno: una settimana addietro s'è verificato
l'ultimo incidente stradale, per fortuna senza conseguenze luttuose, quasi
all'ingresso del paese. Ma occorre far presto e soprattutto non dimenticare che
questa realtà cresce continuamente con l'immigrazione, e può disporre di una
strada decisamente sempre più obsoleta. Roberto Rubino
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
«Nè di
destra, nè di sinistra e con chi vado a cena non conta: basta che il commensale
abbia la fedina penale pulita». Il presidente dell'autorità portuale Andrea
Annunziata non rinnega il passato ma si definisce «solo un tecnico». Lei è un
ex sindaco, un ex parlamentare, un ex sottosegretario... «Ma anche un ex
consulente di autorità portuali. E ho avuto proposte da grandi compagnie
internazionali nel settore trasporti. Ho rinunciato anche ad impegni importanti
per lavorare nella mia città». Un passato fatto di tanti rapporti servirà...
«Innanzitutto ho un impegno con il ministro Matteoli che alla bouvette del
Senato mi ha promesso i fondi per il porto». Trasversale? «Sono uno che per
fortuna, oltre che per meriti personali (ma direi sostanzialmente per fortuna),
ha avuto modo di raggiungere livelli importanti nel governo, nel centro
sinistra, con Prodi: ecco, non rinnego quel passato. Ma oggi sono qui per
mettermi a disposizione. E nessuno potrà dire che qualche porta di ministero
non si aprirà, abbiamo rapporti con tutti. E già stasera sarò di nuovo a Roma
al lavoro per il porto». Intanto dovrà fare i conti con il traffico che va male
per lo scalo, un calo del 5 per cento... «L'andamento del traffico è da
attribuire alla difficile congiuntura economica internazionale, rispetto al
trend nazionale il porto di Salerno è comunque riuscito a contenere la
contrazione». Le contromisure? «Dragare il fondali, trovare le vie giuste per superare
gli intralci di un'assurda burocrazia». Servono anche alleanze locali... «Con De Luca siamo stati
colleghi in Parlamento e continuiamo a lavorare insieme in sintonia, il piano
regolatore portuale, con la variante adottata il 13 ottobre, ci ha visti al
lavoro da subito, nonostante solo il 6 novembre sia stato formalizzato il
passaggio di consegne con Bonavitacola. E il lavoro fatto dal mio
predecessore mi consente di essere tranquillo sull'impegno futuro».
L'isola-porto? «Ci vogliono anni, serve una decisione complessiva su scala
regionale e nazionale, cerchiamo alleanze con l'autorità portuale di Napoli,
non siamo in concorrenza». Ci sono grandi opere, costosissime, da realizzare...
«I tecnici mi dicono che la gara internazionale per la porta ovest ha scelto
progetti modulari, si faranno, ad esempio, gallerie lunghe meno di un
chilometro, che hanno iter autorizzativi e costi ridotti. Procederemo un po'
alla volta». g. c.
( da "Trentino" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Besenello.
Tra le priorità dell'Agenda 21 la tutela delle aree non edificate e del territorio
agricolo «Stop al cemento, salviamo il verde» Pronto un piano d'azione dei
Comuni dell'alta Vallagarina MICHELE STINGHEN BESENELLO. Basta cemento,
tuteliamo gli "spazi vuoti". Potrebbe essere questo lo slogan
dell'Agenda 21 dei Comuni dell'alta Vallagarina, terminata il mese scorso. Ha
coinvolto i comuni della parte alta della valle, più le circoscrizioni sud di
Trento (l'area "tra le due città"). Le amministrazioni si
impegneranno a tutelare le aree agricole rimaste, magari anche contro progetti
che farebbero comodo alle città. Lo slogan è, dopo le nuove caserme di
Mattarello, mai più altro spreco di territorio. Ogni anno in Italia ci
"mangiamo" ettari ed ettari di territorio, e il Trentino non è esente
da questo fenomeno, con delle particolarità. L'80% del territorio non è
urbanizzato (difficile costruire una casa sul Cimon della Pala), di conseguenza
tutto si concentra sul fondovalle. Col rischio di veder scomparire gran parte
del paesaggio rurale. Il piano d'azione stilato al termine dell'Agenda 21
dell'alta Vallagarina mette tra le priorità proprio la tutela delle aree non
edificate e della campagna. Potrebbe perciò nascere un parco agricolo, o in
alternativa venire fissate delle normative comuni da inserire nei piani
regolatori. «Il parco sarebbe una soluzione facile - afferma Annalisa Orsi,
vicesindaco di Besenello e responsabile dell'Agenda 21 - ma
comporterebbe molta più burocrazia. Come il sindaco di Aldeno Baldo, scomparso prematuramente,
suggeriva, sarebbe meglio trovare qualcosa di più agile». Orsi suggerisce
un'ulteriore tutela sulle aree agricole di pregio, o l'adozione, come avviene
in altre zone d'Italia, del piano regolatore delle città del vino.
Sembra facile, in realtà la tutela del paesaggio agricolo tra Trento e Rovereto
troverà molti ostacoli. Alcuni vengono dall'esterno. Lasciando da parte la
temuta Pirubi, è all'ordine del giorno il progetto di spostamento della
statale. La progettata circonvallazione di Rovereto per ora si ferma allo
stadio Quercia, ma la città vorrebbe completarla oltre Sant'Ilario, fino a
Volano, tagliando le campagne. Sembra invece accantonato, con la vittoria di
Dellai, l'ospedale centrale del Trentino a Calliano (peraltro ben visto dal
sindaco Pompermaier). Ostacoli possono venire dall'interno: spesso le varianti
ai piani regolatori inseriscono lottizzazioni a go-go (vedasi gli esempi
recenti di alcuni comuni in destra Adige), anche perché la popolazione in
fondovalle è in aumento. Infine, il "piano d'azione" dell'Agenda 21
non ha, di per sè, potere vincolante. «Queste amministrazioni ci credono -
sostiene Annalisa Orsi - ad esempio alcuni comuni già pensano di applicare la
valutazione ambientale strategica al Prg. Proporrò ai singoli consigli comunali
di votare il piano d'azione, il suo destino non è finire chiuso in un
cassetto».
( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
dietro-front dopo l'incontro con il ministro dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil
vanno avanti EROINA VIRTUALE «Anna Adamolo» blogger anti-Gelmini Per i precari
c'è San Precario, per studenti, docenti e genitori in lotta contro la legge 133
è arrivata Anna Adamolo, eroina virtuale nata sulla rete e passata ai cortei e
alle lezioni autogestite, nome collettivo che altro non è se non l'anagramma
dell'onda anomala che in queste settimane attraversa le città. Attraverso il
blog intitolato alla neoeletta paladina della rivolta contro la riforma
Gelmini, liceali, universitari, insegnanti, genitori e lavoratori sono invitati
a raccontare, attraverso la voce di Anna, la loro storia, a fare proposte di
lotta e miglioramento della scuola e dell'università, a creare contatti e nuove
esperienze, o a esprimere il loro dissenso. L'invito a diventare tutti Anna
Adamolo passa anche attraverso il social network Facebook: chi diventa amico di
Anna abbandona la propria identità a favore di quella dell'eroina del web. Per facilitare
l'impresa, sul blog http://annaadamolo.noblogs.org/ è possibile scaricare un
kit completo di foto, sticker, firma, timbro e occhiali, molto simili a quelli
del ministro dell'Istruzione. Sul suo blog, Anna Adamolo si presenta così: «Ho
partecipato sin dall'inizio a tutte le mobilitazioni contro la legge 133,
perchè una parte di me è in ogni studente, in ogni precario, in ogni
ricercatore e assegnista, in ogni stagista, in ogni bambino, in ogni genitore,
in ogni migrante; e ognuno di loro è una parte di me». Per questo, aggiunge la
blogger anti Gelmini, «sono intenzionata ad andare a Roma,
domani, per manifestare contro la legge 133 e contro la riforma
dell'università, contro le classi ponte e contro le politiche della falsa
sicurezza, contro le chiusure razziste e contro le finte riforme che salvano il
potere delle elite baronali delle università e delle burocrazie della scuola».
( da "Denaro, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Futura
Carmine Golia (Nuove tecnologie): Ottima organizzazione, tanti gli incontri Il
mercato cinese come acquirente di beni e servizi oltre che fornitore: quale
peso hanno, sui mercati asiatici, la tecnologia e l'innovazione? A rispondere è
Carmine Golia, ordinario di Aerodinamica della Facoltà di Ingegneria della
Seconda Università di Napoli, per il Centro Regionale di Competenza Nuove
Tecnologie, di ritorno dalla missione di internazionalizzazione in India e
Cina. Quali sono stati i vostri interlocutori in Cina? I nostri interlocutori
sono stati scelti dalla Camera di Commercio Italia-Cina. Devo dire che
nonostante il mio iniziale pessimismo mi sono dovuto ricredere grazie al buon
lavoro svolto, all'ottima organizzazione e all'efficacia di questo rapporto. La
mia visita è stata molto breve, divisa tra Schengen nel sud della Cina a
ridosso di Hong Kong e Pechino. Abbiamo incontrato essenzialmente numerose
piccole e medio-grandi imprese, oltre a gruppi universitari di ricerca e
associazioni. Il nostro Centro aveva il compito di stabilire il contatto e
disseminare i risultati tecnologici . Quanti e quali tecnologie proposte
progettuali hanno suscitato maggiore interesse? Il massimo interesse ha
riguardato materiale innovativo per il tessile (termoregolazioni o resistenti
alla fiamma), materiali per le scarpe con suole che permettono di far respirare
ma di non far entrare l'acqua, e materiale biologico per quanto riguarda la
ricostruzione delle ossa dei denti. Devo dire in verità che c'è stato un forte
interesse anche in altri settori, quali quelli che riguardano l'indagine non
distruttiva di materiali ferrosi polimerici e soprattutto dei materiali sintetizzati
dove vantiamo una buona competenza. Quali azioni seguiranno la vostra missione?
C'è un piano di collaborazione. Il problema è che la Cina è strutturata
piramidalmente, per cui occorrerà molto tempo per poter lavorare. A Città della
Scienza ci sono già stati degli incontri, altri ne seguiranno in futuro. Il
mercato cinese si propone essenzialmente ancora come fornitore piuttosto che
come acquirente di beni e servizi: che peso hanno la tecnologia e
l'innovazione? La Cina è un sub-continente, e il suo mercato cambia a seconda
della zona considerata. Da un punto di vista generale il mercato riguarda la
produzione di beni a bassa tecnologia usata sia per l'esportazione sia per il
fabbisogno interno. E' invece importatore di beni ad alta tecnologia e qualità
essenzialmente per i nuovi ricchi, ma ci sono ovviamente delle eccezioni per
quanto riguarda i computer. Quanto gli usi e i costumi dello stile civile
cinese influenzano i rapporti d'affari? Sono stato per la prima volta in Cina
nel 1980, quando si sono aperte le porte ai contatti con l'Occidente. Devo dire
che stanno cambiando in modo travolgente gli usi e costumi. Rimane ancora il problema della lingua e una certa burocrazia. La vostra proposta
tecnologica? Condividere con loro la missione che abbiamo in Italia. Questo
significa trasferire al mondo industriale, al mondo delle piccole e medie
imprese, una tecnologia che permetta loro di assimilarle per poter potenziale
il loro mercato tecnologico e la competitività. Quali sono le
difficoltà? E' difficile colloquiare con la piccola e media impresa cinese ma
abbiamo avuto la fortuna di incontrare il corrispettivo cinese del nostro
centro di competenza. Anche loro si sono organizzati con centri e strutture che
sono intermediari tra ricerca e applicazione. del 13-11-2008 num.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 13
Novembre 2008 IMMIGRAZIONE. Si è conclusa a palazzo Bonin Longare la tre giorni
organizzata dall?Istituto Rezzara con Assindustria Percorsi d?integrazione?
«Nella vita quotidiana» Lavoro, salute, religione e scuola.«Solo in questi
ambiti possono nascere percorsi di vera inclusione» Chiara
Roverotto I percorsi di integrazione tra culture diverse viaggiano lungo
quattro strade ben precise, già segnate, studiate ed analizzate. L?integrazione
è stata al centro di numerosi convegni come l?ultimo, organizzato dall?Istituto
Rezzara con la collaborazione dell?Associazione Industriali conclusosi ieri a
palazzo Bonin Longare con le relazioni di Carlo Frighetto di Assindustria,
Sonia Carollo dell?Ulss 6, Silvano Ceresato dirigente scolastico e Agostino
Pilato, assessore a Montecchio Maggiore. Quattro relatori per argomenti
fondamentali per ingranare la quarta lungo quelle strade di cui si accennava
all?inizio: lavoro, salute, scuola e religione. Se nei primi due giorni del
convegno si è discusso dell?immigrazione come incontro di popoli sulla base di
dati e cifre, nell?ultima giornata il direttore del Rezzara, mons. Giuseppe Dal
Ferro, ha orientato la discussione sul nostro territorio, facendo parlare chi
si occupa di stranieri in prima persona. «Abbiamo percepito il fenomeno
immigrazione quando le aziende hanno cominciato a parlarcene - ha ricordato
Carlo Frighetto, dirigente di Assindustria- Gli associati avevano problemi con
gli alloggi, le disposizioni di legge e con la burocrazia
in generale. Ma vanno ricordati due periodi: quello degli anni ?
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì
13 Novembre 2008 LA RICOSTRUZIONE. La Lago serramenti di Tezze era rimasta
chiusa per dieci giorni «Un danno enorme il sequestro della ditta» La vicenda
legata alle norme sulle emissioni in atmosfera Carlo Barbieri «Mi
chiedo il perchè di un provvedimento così pesante nei nostri confronti». A
parlare è Sergio Lago, titolare della Lago Serramenti srl di Tezze, l?azienda
cui i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Treviso dal 29 ottobre sino
a mercoledì scorso hanno posto i sigilli su decreto del Gip del tribunale di
Bassano in seguito ad un controllo sull?impianto di aspirazione per la
violazione delle norme sulle emissioni in atmosfera. Questo è quello che
abbiamo riportato su queste pagine. Ora, ad impianto dissequestrato, arrivano
le precisazioni dell?azienda. Questa è la ricostruzione della vicenda fatta dal
titolare documenti alla mano. Nel
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
13-11-2008
- Scontro nel Pdl, Podestà sfida An "Basta diktat resto il candidato"
13-11-2008 - "I veti di An su di me? Solo vecchia politica, punto alla
Provincia" 11-11-2008 - Expo, il governo: mancano 3 miliardi 11-11-2008 - Burocrazia "in archivio": tasse pagate dal tabaccaio e
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difende Catania: "Vittima di attacchi ingiusti" 06-11-2008 -
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( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO
San Bellino, il bando di concorso e le prove nell'ottica della trasparenza e
chiarezza di Alessandro Ballarin * Il bando di concorso del Comune di San
Bellino, nell'ottica della trasparenza e semplificazione, ha stabilito casi
limitati e puntualmente circoscritti di esclusione dal concorso e, d'altro
lato, ha espressamente previsto la possibilità di eventuale ammissione con
riserva e di regolarizzazione per le altre situazioni.La possibilità di
regolarizzazione è un principio, già presente nelle direttive Comunitarie, che
viene applicato dal sottoscritto anche negli appalti al fine di non trasformare
un concorso pubblico ovvero un appalto, in una sorta di giochi senza frontiere
della formalità e degli aspetti burocratici. L'amministrazione deve tendere a
ottenere il prodotto migliore e ciò deve farlo certamente nel rispetto della
parità di condizione tra i partecipanti (stabilendo e comunicando
anticipatamente le regole del gioco), accertando il possesso dei requisiti
sostanziali richiesti dal bando sin dal momento della competizione, ma dando
conseguentemente la possibilità a tutti di regolarizzare imperfezioni formali o
omissioni non sostanziali. Ciò consente la maggior partecipazione nonché di
evitare inutili e non proporzionate esclusioni che si limitano a far prevalere
la forma sulla sostanza ponendo nella gran parte dei casi oneri a carico della
collettività per evitabili ricorsi giurisdizionali. La ammissione con riserva e
la integrazione della documentazione era dunque prevista nel bando ed in tal
senso legittimamente si è proceduto.Per altro verso, la trasmissione di copia
autentica del diploma è espressamente prevista nel bando come una delle
alternative possibili di comprovare il titolo di studio per accedere al
concorso. Se la candidata è stata l'unica a scegliere detta opzione non
significa che sia stata l'unica a presentare una documentazione regolare.
Ciascuno ha la facoltà di autocertificare stati e fatti e l'amministrazione ha
il dovere di accettarlo (salvo le verifiche d'ufficio). Preme infine notare che
la commissione ha sempre assunto tutte le decisioni relative alle singole prove
il medesimo giorno in cui le stesse via via si sono svolte. Sia la tipologia di
prova da effettuare sia le relative puntuali tracce. Mai nulla è stato
anticipatamente predisposto.La prima prova è consistita in test bilanciati a
risposta multipla composta di venti test, ciascuno con tre possibili risposte,
nelle quali i candidati devono altresì specificare quale grado di sicurezza si
attribuiva a ogni singola rispondeva. Trattandosi di prove da estrarre sono
state predisposte 3 tracce ossia sessanta domande con tre risposte ciascuna.
Totale centottanta frasi.La preparazione di questa tipologia di selezione
rigorosamente scelta lo stesso giorno della convocazione - richiede tempo.I
professionisti esterni che si sono offerti quali componente della commissione
avevano anticipatamente escluso la possibilità di prendersi giorni di ferie in
quanto già molto impegnati nella loro attività quotidiana; del resto le
funzioni di componente al commissione di concorso costituisicono attività per
la quale ex lege viene attribuito un corrispettivo che a mala pena corrisponde
a un rimborso spese. E' stato dunque utilizzato nella prima prova un sistema di
verifica oggettivo, non possibile in alcun modo di apporti discrezionali da
parte dei componenti la commissione e diretto a valutare con alto grado di attendibilità
le conoscenze dei singoli partecipanti. Un sistema utilizzato all'interno delle
università sia per le verifiche di apprendimento durante i corsi, sia per
selezionare i partecipanti ai master.Uno strumento serio che si è voluto
utilizzare proprio per il rispetto dei partecipanti, della loro personalità e
professionalità. Effettivamente la prova ha avuto inizio dopo due ore, tuttavia
si consideri che è stata svolta dai candidati in non più di 30 minuti. Due ore
e trenta nel complesso non è un termine scandaloso per una verifica concorsuale
che ritengo, senza presunzione, tenda alle migliori pratiche (best practice) di
selezione.La seconda prova era già stata effettuata, corretta e pubblicata
quando è apparso l'articolo sul Gazzettino. L'esito della stessa, pubblicato
all'albo, consta di più elementi in quanto si è proceduto con una valutazione
non limitatasi ad un mera attribuzione numerica bensì accompagnando la stessa
con un giudizio scritto distinto per ciascun candidato per trasparenza e chiarezza.La semplificazione amministrativa, la diminuzione del tasso di burocrazia quotidiana, metodologie
corrette ed il più possibile efficaci nelle selezioni sono elementi che
concorrono ad una buona amministrazione e che fanno parte delle tematiche
importanti a vantaggio di tutti.*Segretario comunale
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
decisione di non rispettare le imposizioni di legge è stata annunciata dal
sindaco nel corso del Consiglio Paese sfora il patto di stabilità Mardegan:
«Non abbiamo alcuna intenzione di bloccare i cantieri delle opere in corso» PaeseOpere
pubbliche Avanti tutta. Anche a costo di chiudere con un bilancio malconcio e
di dover attendere per il prossimo anno un nuovo colpo di scure fatto di tagli
e sanzioni. E' questa la decisione che la giunta Mardegan ha presentato nel
consiglio comunale di ieri sera. Il Comune non intende arginare le spese
bloccando i cantieri e anche per quest'anno sceglie di uscire dal Patto di
stabilità. Come l'anno scorso, quando il tetto massimo venne sfondato per oltre
tre milioni di euro. Adesso è presto per parlare di cifre, anche se si sussurra
che lo strappo non sarà piccolo e probabilmente superiore al milione di
euro.Sanzoni Saranno più pesanti rispetto a quelle imposte dallo sforamento
dell'anno scorso. Per tutto il 2009, anno delle elezioni amministrative, il
Comune subirà il blocco totale delle assunzioni, verranno sforbiciati i
trasferimenti statali, che per Paese si traduce in un ammanco di quasi 100 mila
euro, e anche gli stipendi degli amministratori, che verranno decurtati del
30\%. Non è una scelta, è inevitabile solo pagando le opere in corso, non ci
sono le condizioni minime per rispettare un Patto che deve essere modificato
chiarisce il sindaco Mardegan l'obiettivo era straordinariamente grande, quello
di mettere via oltre 2,5 milioni di euro prima di poter spendere un solo soldo,
ma ricordo che stiamo uscendo per pagare i lavori e continuare con la
realizzazione di nuove strutture.Il giallo dell'addizionale Irpef Lo Stato
impone automaticamente un aumento, ma poi sembra avere qualche difficoltà nel
tenerlo sotto controllo. L'effetto che il nuovo strappo avrà sulle tasche dei
cittadini è tutt'altro che certo. Già l'anno scorso l'addizionale Irpef del
Comune era passata dallo 0,2\%, una delle più basse della provincia, allo 0,5\%
proprio per la decisione di spendere anche i soldi congelati dalla legge
Finanziaria. In linea teorica l'aumento delle tasse è consistente, ed è
confermato anche per l'anno prossimo, ma per ora non sembra aver avuto effetti concreti a causa di alcuni buchi neri nella macchina della burocrazia. Mancano i decreti
applicativi e mancano anche i regolamenti, ormai siamo giunti a metà novembre e
probabilmente nessuno pagherà più che nel passato si augura il primo cittadino
in più su questo ci sono attualmente dei sospetti di illegittimità perché le
regole sono state cambiate in corsa e non all'inizio dell'anno.Mauro
Favaro
( da "Corriere Di Como, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
«Per la
ferrovia Chiasso-Monza non c'è un euro» Confindustria Lombardia ha rivelato che
non esistono fondi per quadruplicare i binari Nel 2018 Alp Transit sarà pronto.
L'imponente sistema di gallerie ferroviarie svizzero "scaricherà" sul
confine - e, quindi, in provincia di Como - una quantità impressionante di
camion e merci. Come evitare la paralisi' Semplice: quadruplicando i binari tra
Chiasso e Monza. Però, dei 1.412 milioni di euro necessari per quest'opera, ad
oggi non ne è stato trovato nemmeno uno. A rivelarlo è Confindustria Lombardia,
tramite l'Osservatorio territoriale delle infrastrutture. Stato di avanzamento:
progetto preliminare. Data inizio lavori: luglio 2014. Ultimazione: settembre
2021. Costo totale del progetto: 1.412 milioni. Finanziamenti disponibili:
zero. Una notizia che non sorprende affatto Raffaele Cattaneo, assessore
regionale alle Infrastrutture. Lui, che da anni ritiene il quadruplicamento
«fondamentale», riconosce di non aver trovato su quest'opera la sensibilità che
si aspettava «né dal precedente governo, né dall'attuale». Non si tratta,
comunque, di una resa. «Siamo ancora in tempo - precisa Cattaneo - il progetto
preliminare esiste, e l'opera è stata inserita nel contratto di programma
intitolato "Governo e Reti Ferroviarie Italiane"». Peccato, però, che
il potenziamento della Monza-Chiasso risulti nella tabella D. Le opere in
tabella A sono certamente finanziate. Quelle in fascia B hanno buone
probabilità di esserlo. Quelle in fascia C già meno, figurarsi quelle inserite
nella tabella D. «Stiamo insistendo per aumentare la priorità dell'opera -
continua Cattaneo - tant'è che abbiamo inserito nella tabella A il suo progetto
definitivo». Per chiedere i finanziamenti, infatti, «è necessario procedere
rapidamente alla progettazione definitiva». Secondo l'assessore regionale, che
lamenta una scarsa sensibilità della politica centrale sul quadruplicamento
della Monza-Chiasso, l'errore sta nel «considerare l'alta capacità ferroviaria
come una questione italiana. È una visione miope, soprattutto in Lombardia i
traffici merci sono anche internazionali». Agganciarsi all'Alp Tranist è
vitale, perché «saremo eternamente grati agli svizzeri che hanno finanziato
un'opera che servirà anche a noi, ma sarebbe poco intelligente avere alle porte
del confine un tunnel ferroviario di
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confindustria Udine scende in campo contro i freni della burocrazia
«Ora va scongiurato il pericolo che le imprese delocalizzino» UdineGarantire
sostegno alle Piccole e medie imprese, particolarmente colpite dall'attuale
crisi, e metterle in grado di non dover delocalizzare. È quanto rimarca
Confindustria Udine, evidenziando che "a maggior ragione nei periodi di
difficoltà, quale quello attuale caratterizzato dalla tendenza recessiva, per
le aziende diventa importante poter operare anche attraverso investimenti
mirati per stabilizzare la propria posizione sul mercato e per rafforzarsi. Da
più parti si conviene che proprio in questi momenti occorre fare sistema, dalle
istituzioni alle aziende e ai lavoratori, dando la possibilità alle imprese
industriali di attuare i propri programmi sia per cogliere le opportunità di
mercato, ove queste siano presenti, sia per attuare gli interventi di
riorganizzazione che siano richiesti dalle esigenze di riposizionamento. Il
caso della Refrion di Talmassons è in questo senso emblematico. Si tratta di
una piccola azienda che ha l'opportunità di svilupparsi tra l'altro senza alcun
impatto ambientale, ma incontra difficoltà che sono risultate ad oggi
insormontabili, tanto da dover prendere in considerazione la strada della
delocalizzazione".Èquanto sottolinea in una nota Confindustria Udine, che
si chiede se valga la pena correre il rischio, "a maggior ragione
nell'attuale fase congiunturale, di perdere una fonte di occupazione e di
ricchezza".Al riguardo Confindustria Udine evidenzia come - a suo avviso -
"si debba compiere ogni sforzo affinché le norme urbanistiche siano
opportunamente gestite per favorire le soluzioni utili a contemperare le
esigenze residenziali con quelle produttive".E in questa ottica viene
auspicata un'efficace concertazione per consentire all'impresa in questione di
potersi sviluppare sulla base dei propri progetti di crescita.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oristano
e Provincia Pagina 4017 cia Gli agricoltori mobilitati contro la crisi Cia
--> Si apre la mobilitazione della Confederazione agricoltori italiani.
Obiettivo chiedere misure più efficaci per affrontare uno dei momenti più
difficili della storia agricola e zootecnica regionale e nazionale La
Confederazione Italiana Agricoltori chiama a raccolta i propri iscritti e apre
di fatto in tutta Italia una mobilitazione per fronteggiare una crisi che mai
come ora ha colpito le aziende agricole. Crollo dei consumi dei generi
alimentari (meno quattro per cento), aumento dei costi al consumatore e crollo
del reddito del produttore (in un anno perso circa il diciotto per cento,
aumento dei costi di produzione mediamente del trentatré per cento, stanno di fatto
mettendo in ginocchio tante aziende e chiudendo ogni prospettiva futura. Il
mondo agricolo chiede fatti e azioni incisive e assiste preoccupato agli
orientamenti che vengono della finanziaria nazionale. Così come preoccupano i
ritardi della Regione, nella erogazione dei fondi, con una burocrazia imperante, nonché la scarsa
attenzione politica verso il settore con una richiesta di interventi
straordinari, in primis in direzione della crisi di mercato, a tutt'oggi
delusa. Tutti questi argomenti verranno affrontati domani alle 10, presso la
sala riunioni della sede provinciale in via Lazio, dove i dirigenti
della Cia illustreranno ai giornalisti le ragioni della mobilitazione;
successivamente, alle ore 10.30, è in programma una assemblea con tutti i
dirigenti e allevatori provinciali.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
MARIA
ELEFANTE Castellammare. Pareti dipinte con tinte allegre, materiali
anallergici, e sala d'accoglienza per i piccoli pazienti. Sono terminati i
lavori di adeguamento e ristrutturazione del reparto di Pediatria dell'ospedale
San Leonardo di Castellammare di Stabia. Tutto è pronto ma il nastro adesivo
che rappresenta il sigillo temporaneo sulle porte d'ingresso in attesa
dell'apertura resterà lì ancora per molto. Qualcuno lo ha definito l'ennesima vittima della burocrazia. Opere realizzate in tempi record (la sistemazione provvisoria
nell'ala vecchia aveva sollevato le lamentele dei genitori dei piccoli
pazienti), grande attenzione nei particolari ma ancora assente la
certificazione di collaudo. Resterà dunque chiuso ancora per diverse settimane
il reparto di pediatria, che avrebbe dovuto festeggiare il taglio del
nastro lo scorso giugno. Un padiglione innovativo, vanto per i camici bianchi
stabiesi, realizzato al piano terra del nosocomio di viale Europa. «Con la
nuova logistica verranno abbattuti i tempi morti del pronto soccorso
pediatrico. Mai più file agli ascensori», fu detto in occasione della
presentazione del progetto. Purtroppo le attese ci saranno ancora. Le visite
(specialistiche e ambulatoriali) continueranno a svolgersi al quinto piano,
nell'ala vecchia dell'edificio. Un reparto che assomiglia a quello di un
ospedale da campo. Così i genitori dei piccoli degenti della pediatria del San
Leonardo di Castellammare lo hanno descritto. Non solo verbalmente, ma anche
tramite missive indirizzate alla sede generale dell'Asl Na5. Lo spostamento del
reparto dall'ala nuova a quella vecchia fu deciso dai direttori dell'ospedale
per tamponare la situazione in attesa della costruzione del reparto al pian
terreno. Così al quinto piano dell'ala storica del San Leonardo ad affiancare
l'oculistica, (dunque al posto della pediatria) ora si trova
l'otorinolaringoiatria. Solo un anno fa i bambini e gli adolescenti fino ai
quindici anni potevano essere ricoverati in stanze singole al quinto piano.
Pareti colorate, con ludoteca piena di giocattoli e pupazzi e uno spazio per
poter permettere a chi doveva affrontare un lungo ricovero di non restare
indietro con gli studi. Latteria organizzata e un'astanteria, fiabe e
personaggi dei cartoni animati che davano nomi alle stanze. Finestre e
ringhiere rinforzate e rialzate sia nei corridoi che nelle piccole stanze.
Adesso, invece i genitori dei più piccoli si trovano a fare i conti con stanze
umide e poco riscaldate. «Entro fine mese ci sarà un reparto efficiente con 10
posti letto», precisa Gennaro D'Auria direttore generale dell'Asl 5.
( da "Vnunet.it" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Anche
Facebook si mobilita contro il Ddl imbavaglia-blog 12-11-2008 VNUnet.it Dopo la
scoperta di un Disegno di Legge che vuole tappare la bocca ai blogger, la Rete
protesta. Online anche una petizione Quando apparve, circa un anno fa, il Ddl
Levi, Beppe Grillo, il blogger più popolare in Italia, lo definì "Un testo
per tappare la bocca a Internet", in quanto obbligava
la blogosfera a pagare bolli e a sottostare a burocrazia, pur di esprimersi in libertà. Il nuovo progetto di legge torna
alla carica: vuole richiedere l'iscrizione al Registro degli Operatori della
Comunicazione (ROC, attivo dal 1997) a "Tutti i soggetti che esercitano
l'attività editoriale" tramite ogni mezzo. La vaghezza del testo
sull'editoria sembra pensato appositamente per far rientrare nella definizione,
sia blog che siti Internet, realizzati con un gruppo di lavoro e con continuità
dei profitti, seppur marginali, come possono essere banner o Google AdSense. La
denuncia del pericolo incombente sulla blogosfera italiana arriva dal giurista
Daniele Minotti sul suo blog. Su Facebook gli utenti del social network
chiedono di salvare i Blog "contro il disegno di legge anti blog alla
Camera" e in tre giorni mettono insieme più di 1000 iscritti e lanciano
una petizione online. Invece il blog di Antonio Di Pietro fomenta la
"disobbedienza civile" se questa legge dovesse essere approvata,
promettendo assistenza legale ai disobbedienti. © Copyright 2007 tutti i diritti
riservati | part of vnu.net europe
( da "Eco del Chisone" del 13-11-2008)
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2 - Com'è
cambiato il lavoro: il geometra, da agrimensore a tecnico a servizio del
territorio e dell'ambiente Una professione del passato, del presente e? del
futuro Giovanni Bruno: «Quando si andava in cascina i
contadini ammazzavano il pollo» - Oggi la burocrazia rende difficile il lavoro Giovanni Bruno di Bagnolo,
ottantant'anni portati egregiamente, si è diplomato geometra nel 1949. I suoi
esordi nel mondo del lavoro in realtà furono come impresario edile: «La mia fu
una delle prime iscrizioni nella zona come imprenditore», ricorda. Gli
strumenti indispensabili, oltre alla testa e alle braccia, erano pochi: «Una
piccola betoniera era già un macchinario all'avanguardia», ma ciò non impediva
di dar mano alla ricostruzione con quasi 60 lavoratori alle proprie dipendenze.
«Si lavorava tanto, si facevano orari assurdi, praticamente lavoravo dal
mattino alla sera», tant'è che diventato sindaco - dal '62 al '64 - e messa su
una bella famiglia, «ho scelto di fare il geometra, professione che comunque
avevo avviato parallelamente a quella di impresario». A quei tempi in queste
zone essere geometra significava soprattutto fare l'agrimensore, cioè misurare
le superfici agrarie e interessarsi a suddivisioni dei terreni e spartizioni
tra eredi. «A quei tempi quando si arrivava in una cascina, i contadini
facevano festa: ammazzavano il pollo e ti invitavano a pranzo». Ma c'era anche
l'altra faccia della medaglia: il fatto che in caso di divisioni di terreni,
talvolta si veniva coinvolti in vivaci liti. Il nostro Giovanni Bruno ne sa
qualcosa: «Una volta mi hanno anche morsicato un dito che quasi me lo
staccavano. Avevo diviso una proprietà agricola e tutto era filato liscio, ma
al momento di dividere l'uva i due fratelli interessati alla spartizione, non
riuscendo a mettersi d'accordo, hanno cominciato a darsele di santa ragione.
Io, che avevo provato a mettere pace tra i due, ancora un po' ci rimetto il
mignolo. Sono dovuti intervenire i Carabinieri per far sedare la rissa».
Soprattutto nelle realtà di paese, il geometra era un riferimento per problemi
di qualsiasi ordine, «ci si rivolgeva a noi con fiducia, eravamo quasi dei
confessori, ora il rapporto è decisamente cambiato, c'è più distacco». Un primo
cambiamento di rotta nella professione, secondo il nostro geometra, si è avuto
con il boom economico: «La fabbrica chiamava e la terra non interessava più, la
si lasciava a quei pochi che volevano restare a coltivarla. E noi da
agrimensori diventammo progettisti». Si lavorava di tecnigrafo e matita, «io
non ho mai smesso, il computer l'ho lasciato ai figli», e ci si alzava presto
per andare al Catasto, «alle 4 del mattino eravamo già tutti in coda fuori
dall'ufficio di Cuneo per riuscire a far passare in giornata le nostre
pratiche, mica come oggi che c'è il Catasto on line», ma ciononostante, il
lavoro, a sentire Giovanni Bruno, andava avanti più fluidamente: «Potrei quasi
dire che negli Anni '60 prima si costruiva la casa, poi si chiedeva
l'autorizzazione. Gli uffici comunali prestavano poca attenzione. Oggi, al
contrario, la burocrazia ci rende la professione
impossibile». Le norme cambiano e si implementano, imponendo ai professionisti
aggiornamenti continui, ma è cambiato anche l'atteggiamento delle persone:
«Tanto più litigiosi. Oggi per una sciocchezza fanno intervenire l'avvocato, è
difficile discutere tranquillamente tra persone». Sofia D'Agostino
( da "Metronews" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per la
verdura stop alle misure perfette uscito su Metro il 13/11/2008 Lascia il tuo
commento! Era il più classico e citato esempio della
misteriosa e sovrabbondante burocrazia europea. Ora la Ue sta decidendo di abolire le misure standard
per 26 prodotti agricoli. Per la commercializzazione venivano fissati dei
criteri su misure, lunghezza, peso e persino curvatura di prodotti come carote,
zucchine e cetrioli, nonché funghi, aglio, meloni, cipolle, piselli, prugne,
cocomeri e ciliegie. Ma la decisione incontra anche qualche avversione tra i
Paesi della Ue, in quanto abolisce non solo criteri dimensionali, ma anche di
qualità d?origine. L?idea è quella di permettere ai consumatori di scegliere in
un raggio più ampio di prodotti commestibili anche se di forma imperfetta,
vista anche la crisi economica. Ma i produttori mediterranei, Italia compresa,
temono che venga messa a rischio la qualità. (foto Afp)
( da "Grecale, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
giovedì
13 novembre 2008 09:00 La nomina è avvenuta durante il primo congresso provinciale
dello SMI, sindacato medici italiani San Severo - Il sanseverese Francesco
Florio è stato nominato responsabile provinciale del settore medici di famiglia
nel corso del primo congresso provinciale dello SMI, sindacato medici italiani.
Il settore dei medici di famiglia conta oramai quasi cento iscritti. Durante il
congresso si è tenuto un ampio dibattito sulle questioni che più affliggono la
categoria come il rinnovo della ACN (accordo collettivo nazionale),
l?applicazione dell?AIR(accordo integrativo regionale)ed è stata discussa la
questione dell?IRAP. Nominati anche i rappresentanti sindacali in ciascuno dei
distretti della ASL provinciale. “L?assemblea – spiega il
dottor Francesco Florio - ha dato mandato ai dirigenti di impegnarsi
prioritariamente nella lotta alla burocrazia che tanto affligge i medici ma soprattutto i cittadini più
deboli che in molti casi si vedono negati i propri diritti a causa di procedure
burocratiche anacronistiche e pretestuose”.(Il Grecale - Red/Sv01)
( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sullo
schermo a dodici stelle va in onda la vendetta della minizucchina. La
Commissione Ue liberalizza la vendita di 26 prodotti ortofrutticoli, abolendo
l?obbligo di rispettare gli standard comunitari di misura e dimensione.
L?obiettivo è frenare i prezzi e tagliare la burocrazia.
Un segnale dell?Europa che cambia. Era ora. Quando la stampa popolare inglese
sferrò un attacco frontale a Bruxelles accusandola di voler raddrizzare le
banane commise un errore clamoroso. A Palazzo Berlaymont nessuno aveva mai
pensato ad intervenire sulla forma di quello che la musica leggera ha elevato
al rango di «unico frutto dell?amore». Piuttosto, per tutelare i consumatori,
si erano stabilite misure e requisiti per altre trentasei tipi di frutta e
verdura. Si è era così deciso, ad esempio, che una zucchina buona dovesse
misurare almeno
( da "AprileOnline.info" del 13-11-2008)
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Condannati
a non andare in carcere Alessandro Chiappetta, 13 novembre 2008, 14:32 La
protesta Continua l'autunno caldo delle proteste. Oggi è toccato agli educatori
penitenziari, mobilitati con un sit-in alla Camera per chiedere lo sblocco
delle assunzioni. I fondi ci sono ma non vengono utilizzati, e per fare un
concorso ci sono voluti 5 anni. Solidarietà da Di Pietro Non avranno l'impeto
dell'onda studentesca, né la visibilità dei piloti Alitalia, ma nell'autunno
caldo delle proteste è giunto il loro momento. Sono gli educatori penitenziari,
centinaia di persone in bilico impossibilitate a svolgere il proprio lavoro, o
costrette a farlo in condizioni precarie. E non un lavoro qualunque, ma il
fulcro della funzione rieducativa della pena. Si sono ritrovati oggi a Roma, a
decine, sotto la pioggia battente, sotto un gazebo che ha fatto da quartier
generale del loro sit-in a Piazza Montecitorio, per protestare soprattutto
contro la lentezza delle assunzioni, che si somma ai tempi già biblici dei
concorsi. Hanno denunciato soprattutto "lo status di precarietà lavorativa
di 397 vincitori e 500 idonei che hanno partecipato al concorso indetto dal
ministero della Giustizia per educatori penitenziari, durato ben 5 anni".
Nonostante la carenza di educatori penitenziari sia stata appena stimata
"in 826 unità", cioè più del doppio di quelli che dovrebbero essere
assunti. Il bando è stato indetto il 21 novembre 2003, ma solo nel 2008 sono
finite le prove d'esame delle migliaia di candidati, già provati dalle attese
sulle date, slittate di mese in mese per anni. Una prima graduatoria sarebbe
dovuta uscire entro fine ottobre, ma ancora non è stata pubblicata, potrebbe
arrivare a dicembre. Una volta individuati i candidati sarà poi tempi di
assegnare loro le rispettive sedi di lavoro, ma si teme che
anche questo passaggio avverrà con la lentezza snervante della burocrazia italiana. Ad oggi sono 397
gli educatori penitenziari vincitori in pectore del concorso e in attesa di assunzione.
L'unica promessa è quella di assumere 135 unità nel 2009, sfruttando gli unici
fondi che sembrano disponibili, quelli stanziati nel 2006 dal governo Prodi.
Ma anche su questo punto non è chiaro se l'assunzione riguarderà soltanto gli
educatori, o anche personale contabile e amministrativo, la cui attesa è
anch'essa superiore ai due anni. I meno fortunati potranno sperare che la loro
situazione si sblocchi nel 2010, ma per ora non ci sarebbero né fondi, né
tantomeno garanzie. Alla paralisi si accompagna, denunciano gli operatori, la
beffa, ovvero "la presenza nelle casse statali dei fondi per assumerli
tutti in blocco già nel 2009. Infatti, secondo il calcolo della Corte dei
Conti, il saldo contabile della Cassa Ammende al 30 aprile 2008 è di più dei
139 milioni di euro necessari per regolarizzare la posizione del personale
vincitore ed idoneo". La mobilitazione è cominciata qualche settimana fa,
con la creazione di un comitato a tutela degli interessi dei candidati, che
chiaramente hanno dovuto trovare tutti altri lavori o fonti di guadagno
dell'attesa di una risposta. La presidentessa Lina Marra ha incontrato il
Sottosegretario alla Giustizia con delega al personale Senatore Caliendo,
alcuni deputati del PD hanno fatto un'interrogazione parlamentare, altri (anche
della maggioranza) hanno fatto un esposto al ministro Alfano per la questione
della cassa delle ammende che potrebbe essere usata per assumere gli educatori.
Per ora niente si è mosso, nonostante le rassicurazioni, ultima quella di Gianni
Letta, a nome del premier Berlusconi. La richiesta del comitato 'I nuovi
Educatori Penitenziari', spiega una nota, è "unicamente di trovarsi dietro
le sbarre per poter essere "liberi di esercitare il prezioso lavoro
all'interno delle carceri italiane". "Allo stato attuale - spiegano -
sia i vincitori che gli idonei al concorso sanno che potranno essere inseriti a
ruolo a scaglioni non prima del
( da "Sestopotere.com" del 13-11-2008)
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Lettera
aperta del Comitato Forlì per Balzani in risposta all' On.le Satanassi
(12/11/2008 18:15) | (Sesto Potere) - Forlì - 12 novembre 2008 - Riceviamo e
pubblichiamo l' intervento dei presidenti del Comitato Forlì per Balzani, per
le Primarie del Pd di Forlì, prendendo spunto da un commento dell' on.le
Satanassi pubblicato dalla stampa: "Abbiamo letto con grande interesse le
recenti dichiarazioni dell?on.le Satanassi, senza dubbio uno dei personaggi
politici che hanno fatto la storia della città di Forlì. Condividiamo molte
delle considerazioni fatta dall?onorevole, la prima è la valutazione da lui
espressa che le primarie sono un fatto importante ed equivalgono ad un
congresso, per il dibattito che hanno attivato. Questo è lo spirito giusto con
cui considerare questo importante strumento di democrazia politica. Nessuna
paura della partecipazione, ma al contrario considerare le centinaia e
centinaia di cittadini elettori, anche non iscritti al Partito Democratico, che
si stanno confrontando in questi giorni nelle iniziative di ascolto che stiamo
promuovendo come Comitato Forlì per Balzani, un arricchimento non solo per il PD,
ma anche per tutta la città. Ci sono poi affermazioni che non possiamo che
sottoscrivere, in quanto sono tra le cose che Roberto Balzani ha affermato fin
dal suo primo appello alla città e fin dalla sua prima presentazione pubblica
alla sala Santa Caterina (si vedano a questo proposito i testi su
www.forliperbalzani.it). Crediamo anche noi che non sia tardi per il
rinnovamento, anzi Forlì ne ha un grande bisogno. E? per questo che, tra i
capisaldi degli impegni di Roberto Balzani se verrà eletto sindaco, ci sarà il
limite dei due mandati per tutti gli amministratori, oltre all?applicazione
della parità nella rappresentanza di genere, che per il sistema politico
italiano sarebbe una innovazione fortissima, data la scarsa presenza di donne
che ricoprono incarichi di governo a tutti i livelli amministrativi.
Condividiamo anche la necessità di alleggerire il peso della burocrazia,
rendendo meno farraginoso il funzionamento della macchina comunale. Dallo
snellimento delle procedure, infatti, possono trarre giovamento non solo i
cittadini, ma l?ente stesso anche sul piano economico, oltre che su quello
dell?efficienza e dell?affidabilità complessiva. Come pure occorre ridurre
l?invadenza della politica, quando si esprime come eccessiva presenza di
strutture di secondo livello, dove si viene nominati troppo spesso per
designazioni politiche e rendite di posizione e non per competenze. Queste
strutture vanno eliminate, qualora non più necessarie o accorpate per funzioni,
vanno, inoltre, ridotti i numeri dei componenti dei consigli di
amministrazione, riducendo certamente a rimborsi spese minimi, i gettoni di
presenza: sono cose che molti di noi sostengono da anni, per questo ci fa
piacere che le affermi anche l?on.le Satanassi. In tempi di crisi economica è
una necessità oltre che etica, anche di corretta amministrazione. In questo
modo siamo convinti che la politica riacquisterebbe quel valore morale di
servizio alla collettività, che ha perso negli anni, anche nei nostri
territori. Questi aspetti, a nostro avviso, dovrebbero essere fatti propri da
tutti coloro che si presentano alla primarie a sindaco per il PD, ed applicati
dopo l?elezione, cosa che naturalmente auspichiamo, perché siamo convinti che
questa città abbia la necessità di essere ancora amministrata da una forte
coalizione di forze democratiche e progressiste, le sole che possono far fronte
al bisogno di innovazione che i continui mutamenti della società richiedono.
Dalle parole occorre passare ai fatti: le esigenze più sane dei cittadini
vigili e consapevoli vanno ascoltate. Maggior efficienza amministrativa e
taglio agli enti inutili sono una priorità. Così come una nuova dimensione
della professione politica e pubblico-amministrativa. A tempo determinato e
sempre al servizio della collettività. Per queste ragioni occorre ripristinare
una forte relazione con gli altri comuni del territorio (a partire da quelli
del comprensorio) onde effettuare investimenti razionali per il vantaggio
comune. La proposta "visionaria" di arrivare alla fusione di province
è un modo per indicare in quale direzione Roberto Balzani intende muoversi:
smontare un po' di ceto politico non sempre efficace e rafforzare il ruolo di
programmazione e d'intervento di enti dai ruoli oggi molto appannati e
discussi. Trasferire risorse dalla classe politica alla "politica"
vera e propria, cioè a ciò che serve ai cittadini. Questa la grande sfida
dell?innovazione di qualità". "