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tARTICOLI DEL 11-12 novembre 2008
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Articoli
Burocrazia (82)
Dopo le polemiche Tedeschini lascia la presidenza Virtus (
da "Gazzetta di Modena,La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nei meandri della burocrazia, ci ha messo due mesi e mezzo per passare dal ministero alla scrivania del sindaco, dove è arrivato solo a settembre. A quel punto s'imponeva la decisione del consiglio sul caso. Abbiamo preteso la convocazione del consiglio per discutere e, a quel punto, ecco il miracolo: Tedeschini preferisce dimettersi ed evitare uno spinoso confronto in consiglio.
Sabbio Camion si ribalta, code sulla Provinciale (
da "Giornale di Brescia" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutti sperano, anche se i timori di quanti pensano ci vorrà più tempo sono fondati: i cantieri, infatti, avrebbero dovuto riaprire ai primi di settembre, poi a causa della burocrazia erano slittati a ottobre. Siamo già a metà novembre e di ruspe all'opera ancora non ce ne sono. Ubaldo Vallini
Pmi, mancano all'appello 6 mld di (
da "Italia Oggi" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a cui servirebbe uno stato efficiente, meno burocrazia, una riduzione mirata, e non generalizzata, della spesa pubblica. Quello che mi sento di dirgli è di superare questa crisi resistendo con le unghie e con i denti. Certo ci vorrebbero politiche adeguate, e su questo il Partito democratico sta lavorando intensamente.
barack già a suo agio nello studio ovale per george nessun
imbarazzo verso il nemico - (segue dalla prima pagina) vittorio zucconi (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: personale che soltanto alla Casa Bianca coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il «Paese legale» continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito democratico.
Una legge per il Sinigaglia (
da "Giorno, Il (Como)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non hanno soldi per la costruzione di nuovi stadi mentre il privato non si fida dei tempi che la burocrazia garantisce per la realizzazione di un nuovo stadio. Se in Europa occorrono al massimo due anni e mezzo, in Italia, per costruire un nuovo stadio, più sicuro, più efficiente, utilizzabile ogni giorno anche dal pubblico, ne occorrono almeno otto.
E per i libretti ereditati aspetto da un mese (
da "Provincia Pavese, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia e disagi anche oltre gli sportelli «E per i libretti ereditati aspetto da un mese» VOGHERA. Stare in coda aspettando il turno per ritrarer 500 euro di pensione è brutto. E non è nemmeno bello aspettare la posta o il giornale i abbonamento per due o tre giorni di fila perchè il postino è malato.
Un Monte di soldi, ma altrove (
da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a causa della burocrazia. Meglio tardi che mai. E quale migliore occasione della festa delle Forze armate, con tanto di autorità civili e militari in parata, per inaugurare la «nuova versione» aggiornata del monumento? Sessant?anni dopo, anche Elio Agostini e Ivo Tafi si sono conquistati lo «status» di caduti della seconda guerra mondiale.
Dice Cairoli, che qualcuno chiama mister giallo: ...la
maggior parte delle ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se la giustizia in Umbria ci mette l'occhio, la burocrazia ci mette lo zampino. Non bastassero la crisi di nervi per la super multa, i secondi del giallo da contestare e la lunga marcia dei ricorsi. Già i ricorsi. Gli uffici del giudice di pace, soprattutto a Perugia, sono travolti tanto che, adesso, spunta il caso del ricorso sul ricorso.
E nella zona nord aprire un'edicola ormai è una corsa a
ostacoli ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: adeguato al corner riservato alla vendita di giornali si trova alle prese con i tempi siderali della burocrazia. «Al via manca solo un passaggio, ovvero la disponibilità del distributore che in questi mesi ho in verità contattato ripetutamente - racconta l'aspirante edicolante -. Ho ottenuto le autorizzazioni dal Comune, necessarie per poter contattare la Federazione editori giornali».
Allarme Cna: Crisi, imprese in ginocchio (
da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi Piccole aziende in seria difficoltà anche nei settori fino ad oggi giudicati trainanti Allarme Cna: «Crisi, imprese in ginocchio» Fabbri: «La politica può e deve aiutare: sostenga il credito e abbatta la burocrazia»
L'onda della crisi internazionale è arrivata a lambire
Pesaro e la sua provincia. ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e avviando una più decisa azione contro la burocrazia che, in media, pesa per 12mila euro annui su ciascun bilancio aziendale». Dopo l'incontro a Urbino tra imprese italiane e Usa, la Cna intende proseguire la sua opera di analisi e di guida nella difficile congiuntura organizzando per sabato 15 novembre un seminario sul tema "Sviluppo e imprese,
Tra ricorsi e casse vuote, quegli <eroi> delle grandi
opere ( da "Corriere della Sera"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Effetto burocrazia A Torino chiusi dopo le Olimpiadi 55 dei 105 cantieri aperti per i giochi. A Roma esplodono i costi della metropolitana Tra ricorsi e casse vuote, quegli «eroi» delle grandi opere I progetti fino al 2013 richiedono 46 miliardi, in bilancio ce ne sono solo 15 ROMA - Nel 1992 Bettino Craxi annunciò che presto sarebbero stati avviati «
Lisbona agevola gli investitori esteri (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha fatto della lotta alla burocrazia una bandiera, e i risultati sono i servizi apprezzati dalle imprese, sia nazionali che estere». Il riferimento è a "Impresa in un'ora" nato nel 2005 con cui in Portogallo è possibile costituire una società commerciale in soli sessanta minuti (solo quest'anno sono oltre 30mila le imprese nate così) e a "Marca in un'
SAncona INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio
Barracano tale è ... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio Barracano tale è riconosciuto dalla sua gente, quella che vive nel quartiere, per quel modo saggio di stare vicino ai deboli e di amministrare - così potremmo dire - il diritto naturale e non codificato. Personaggio tra i più profondi (di una profondità stratificata, fino a essere scambiata per contraddittorietà a uno sguardo superficiale)
emergenza acqua, ancora tagli - lello parise (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia - è la giustificazione - ha i suoi tempi.
Decisamente lunghi, evidentemente. Piuttosto l´Autorità di bacino continua a
ridurre la distribuzione di oro blu - i tagli raggiungono quota
Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie (
da "Arena, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia fu peggio dell'Austria Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie «Eppure dovranno riconoscermi!» Nelle ultime parole dell'incompreso un' amarezza tutta italiana Avventurosa quanto sfortunata la vita di Valentino Pomari, di Cogollo, nato nel 1820, personaggio epico delle battaglie risorgimentali,
il difensore civico comunale tuteli i cittadini con la
regione ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La figura del Difensore civico svolge un ruolo di tutela del cittadino rispetto ai possibili errori o lungaggini o soprusi della burocrazia e non solo. È un istituto che, per il solo fatto di esistere, fa sì che il cittadino si senta meno suddito e più rispettato.
mores, l'energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia -
vannalisa manca ( da "Nuova Sardegna, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia Il caso dello studio di progettazione e dei due esclusi VANNALISA MANCA MORES. Un anno fa, il sindaco Pasquino Porcu aveva annunciato di voler sposare la causa delle forme di energia alternativa, ed in particolare quella derivante dall'uso del sole, l'energia fotovoltaica.
il lorenzini organizza la mobilitazione (
da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: poi ora ci si mette anche la burocrazia a ostacolarci, per fortuna con me c'è ancora qualcuno che crede nei cortei di piazza e nelle lezioni a cielo aperto». è sì perché i rappresentanti del liceo di Pescia sono convinti che la situazione si sbloccherà la prossima settimana: «Abbiamo bisogno di più tempo, ma già da lunedì cercheremo di fare lezione nel parco,
la burocrazia tiene chiusa la fortezza - cristiano marcacci (
da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina 10 - Montecatini La burocrazia tiene chiusa la Fortezza Pesanti ritardi per il piano di recupero da due milioni di euro Ad un anno e mezzo dal giorno della presentazione gli enti interessati al progetto non sono ancora riusciti a definire il testo del protocollo d'intesa CRISTIANO MARCACCI PISTOIA.
chiusa per troppa burocrazia (
da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bloccati due milioni Chiusa per troppa burocrazia Non decolla il piano di recupero della Fortezza S. Barbara PISTOIA. La burocrazia sta impedendo di decollare al progetto di adeguamento della Fortezza Santa Barbara, gioiello storico ed architettonico su cui per anni la città si è interrogata con l'obiettivo di valorizzarlo in modo definitivo e di aprirlo stabilmente al pubblico.
piazza cavallotti: via ai lavori per sostituire la
pavimentazione ( da "Tirreno, Il"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: presentata per primo dal centrodestra si era invece persa nella burocrazia comunale. «Mi chiedo se la rincorsa fatta dalla sinistra in consiglio - afferma - non sia dovuta al fatto che si è poi scoperto che la vedova dell'ispettore caduto era stata poi candidata nelle liste prodiane". Ciacchini ha poi chiesto «che vie cittadine siano intestate oltre a Calipari, ai martiri di Nassiriya,
Confindustria incontra la politica (
da "Denaro, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma non è tutto perché abbiamo bisogno anche di una burocrazia più snella e di amministrazioni pubbliche che funzionino rispettando le tempistiche dell'economia e della finanza. E' anche fondamentale eliminare l'addizionale Irap, un peso insostenibile per le imprese, e determinare condizioni di migliore utilizzo del credito d'imposta".
Invasi dal guano dei piccioni (
da "Nuova Ferrara, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: scontrandosi con una burocrazia a volte farraginosa e non tempestiva nel risolvere l'urgenza. Ma proprio in questi giorni, quando ha dovuto dare il benvenuto ad una nuova assegnataria, ha trovato ancora una volta le tracce inconfondibili del passaggio e della presenza dei piccioni, aprendo le imposte.
La crisi finanziaria internazionale rischia di
ripercuotersi pesantemente sull'economia reale:o... (
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la sua storia e la sua credibilità, rappresentano per lo sviluppo di un territorio ? ha detto il presidente degli industriali bolognesi ?. Un più equo accesso al credito è diventato un?esigenza vitale, al pari di politiche fiscali mirate, incentivi all?innovazione e semplificazione della burocrazia».
istituire un bus navetta (
da "Mattino di Padova, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato una carta in meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un medico
Barack già a suo agio nello Studio Ovale per George nessun
imbarazzo verso il nemico ( da "Repubblica.it"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: personale che soltanto alla Casa Bianca coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il "Paese legale" continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito democratico.
Segnaliamo pericoli ma nessuno interviene (
da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oggi nessuno è intervenuto e se entro la settimana
prossima nessuno sarà intervenuto ci rivolgeremo anche alla magistratura».
Intanto ricordiamo gli indirizzi per le vostre storie di ordinaria burocrazia:
potete scrive una mail a vocedeilettori@lastampa.it o inviare un fax in
redazione a Verbania allo 0323
Sconti sulla luce? I comuni ne sono all'oscuro (
da "Secolo XIX, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è in ritardo, quindi il provvedimento (che fa riferimento a un decreto legge degli ultimissimi giorni del 2007) sarà pienamente operativo solo a gennaio. E le domande non saranno accolte prima di dicembre, quando (si spera) i Comuni riceveranno la modulistica necessaria.
GEMONA La lista di Disetti si presenta: vuole un
"patto" per rilanciare il paese (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tasse e costi a carico dei cittadini e perché incapace di liberarsi da una burocrazia sempre più costosa e soffocante per tutti. Incapace di dare una prospettiva importante, duratura e significativa ad una città che invece ha tutte le carte in regola per contare di più, incapace di valorizzare e stimolare i giovani così come di garantire ai più anziani sicurezza e tranquillità".
Regole, ogni regione abbia autonomia (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Inter che schierano 11 stranieri, quando l'eccessiva burocrazia non tutela chi dell'educazione dei giovani ne fa una missione, quando genitori e procuratori non permettono la gestione dei miniatleti, quando gli stessi giovani che hai cresciuto, approdando in prima squadra, ti chiedono rimborsi mensili da 200-300 euro fino a 1500.
Il Pd: <Il difensore civico tuteli verso la Regione> (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: effettiva parità nei confronti della burocrazia degli uffici». Come? La proposta fatta da Claudio Romano del Pd con una mozione (sottoscritta anche dal capogruppo Maio) è semplice: secondo lui, infatti, Honsell e il suo esecutivo dovrebbero «verificare la possibilità che il difensore civico comunale, che già tutela i cittadini nei confronti del Comune,
MALATTIE RARE: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO
A FARMACI. ( da "Asca"
del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO A FARMACI (ASCA) - Roma, 11 nov - La burocrazia e' una zavorra nella vita di famiglie e pazienti affetti da patologia rara e spesso costringe a metter mano al portafoglio: dalla lungaggine degli iter burocratici, alle procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti (ad esempio l'
Mioranza promuove il Sedico: <Bressan la sorpresa> (
da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ancor meno lo è la burocrazia federale che impedisce ancora a Imerio Salvador di poter contare sull'apporto di un giocatore di estro come il brasiliano Frenky.«Il suo tesseramento completerebbe il nostro organico - spiega Mioranza -. Purtroppo non si finisce più di adempiere alle richieste federali.
<Comune unico nell'Oltrepiave> (
da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se la burocrazia è arrivata a questo, bisogna trovare delle soluzioni. Il problema è che nessuno pensa a toglierci dalle difficoltà, non c'è l'interesse. Ora vogliono eliminare anche le Comunità Montane ma tutto ciò è assurdo». Se i comuni sono d'accordo per l'accorpamento, forse la gente del posto non la penserebbe allo stesso modo.
<Non sappiamo quando li riavremo> (
da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Raffaele Zornitta spiega i problemi della burocrazia e i tempi lunghi per il rientro dei corpi «Non sappiamo quando li riavremo» (lm) «Non abbiamo ancora alcuna novità. Sappiamo solo che li hanno recuperati e che ora è necessario attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Purtroppo, la distanza e la differenza che esiste tra il nostro paese e la Tanzania rende tutto più difficile.
Il Cdq 3 respinge un'agevolazione sui parcheggi ... (
da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato un carta in meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un medico
Il casco per i baresi e i mutui per gli americani (
da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (21) Varie (39) Ultime discussioni Umberto: No cara Sabrina,Michele non è stato morso dalla tarantola,soltanto è una delle tante pentole a pressione... Giulio di Siena: Federico Fanucchi.
Malattie rare: l'indagine, fino a 7 anni per diagnosi e 7
mila euro per cure ( da "Adnkronos"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia - sottolinea il rapporto - è inoltre una zavorra nella vita di famiglie e pazienti con patologie rare e spesso costringe a mettere mano al portafoglio: troppo lunghe le procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti o all'assistenza domiciliare;
già in atto la stretta creditizia (
da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per quanto concerne l'industria, si tratterebbe, in sostanza, di favorire la crescita della competitività delle imprese attraverso servizi di qualità, infrastrutture, innovazione, maggiore efficienza della burocrazia e del sistema degli incentivi.
alghero, piano di rilancio in tre mosse (
da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il quale pare stia cercando di accelerare i tempi della burocrazia per poter realizzare entro gennaio la recinzione sul lato tribuna ospiti, la sala stampa e, soprattutto, la sala antidoping. Proprio domenica scorsa era presente il commissario della federazione che ha segnalato la grave inadeguatezza della struttura.
meno superburocrati, arriva il primo sì - antonella romano (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La commissione Affari istituzionali dà il via libera alla riforma della burocrazia, con l´astensione del Pd che chiedeva di ridurre a dieci il numero degli assessorati. La nuova distribuzione delle deleghe degli assessori, che resteranno dodici, partirà il 1? gennaio 2010, come richiesto da un emendamento targato Pd e controfirmato dall´Udc, e non più il 1?
multe, è caos sui ricorsi (
da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sotto accusa la burocrazia, Equitalia: «Se non ci arriva la sentenza non possiamo fare nulla» Multe, è caos sui ricorsi Anche chi li ha vinti rischia di vedersi bloccata l'auto LUCCA. Fioccano le proteste dei cittadini che hanno vinto i ricorsi contro le multe, o che hanno ricevuto la sospensione della cartella in attesa della sentenza del giudice di pace.
multe, vinto il ricorso? tolta l'auto lo stesso (
da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia. Specialmente quando il cittadino ha fatto valere le sue ragioni, e gli deve essere riconosciuto un diritto. Capita, infatti, che un contribuente vinca il ricorso contro una cartella esattoriale di 98 euro, che Equitalia gli aveva spedito nonostante avesse pagato entro i 60 giorni canonici una multa da 35 euro.
QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai
stato un rapport... ( da "Nazione, La (Prato)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non senza problemi con la burocrazia ed i controlli. Non va molto meglio neppure qualche chilometro più a nord, tra Usella e Carmignanello, dove da tempo è in funzione un ripetitore pagato dai residenti, unico mezzo per vedere Rai 2 e Rai 3, mentre il primo canale della televisione di Stato si vede in modo accettabile.
Scuola, via al nuovo piano tra accorpamenti e scorpori (
da "Secolo XIX, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha accusato la giunta di aver usato solo la logica della burocrazia e dei numeri. Caso emblematico, secondo lui, la perdita di autonomia dell'istituto Nautico "Nazario Sauro" della Spezia: «Il collega toscano di Massimiliano Costa ha concesso l'autonomia all'Istituto Nautico di Livorno, già collegato con quello di Viareggio».
tempi lunghi per l'abbasanta-olbia (
da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia rallenta lo sviluppo». Con queste parole il consigliere provinciale dell'Udc Luigi Carta prende posizione intorno alla questione della strada Abbasanta-Olbia. L'intervento è motivato dall'amara constatazione che il sospirato documento di valutazione di impatto ambientale dell'arteria non è ancora stato approntato dalle autorità preposte.
di MASSIMO SAMPAOLESI La malasorte della palazzina ex
foresteria. A sostenerlo, in estrema si... (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ancora ospita parte della burocrazia comunale, la statua è emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto ed i cancelli sono chiusi la sera perché l'illuminazione non ha avuto manutenzione». Insomma, a sentire Italia nostra, la questione sembra aver creato una vera e propria disillusione nella cittadinanza: «Vorremmo sapere -
L'esposto ai vigili urbani è già partito. Per denunciare la
pericolosità degli a... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Che fine ha fatto il progetto della passerella pedonale che doveva attraversare anche questo ponte?». Il progetto doveva seguire di pari passo la realizzazione della pista ciclabile ed essere appaltato dalla Bonifica. Ma, dopo tre anni di attesa, non si vede la fine del tunnel della burocrazia.
Mazzucconi: certa politica gioca sulla pelle delle imprese (
da "Eco di Bergamo, L'" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Purtroppo la burocrazia italiana non sostiene lo sviluppo aziendale» I casi della vita, a volte, vanno al di là di quanto ciascuno di noi potrebbe immaginare. Per esempio: per vent'anni un'impresa getta le basi per la definizione di un piano di sviluppo sul territorio che da sempre l'ha vista protagonista, fin dalla sua costituzione,
Il Gop cerca un leader la Palin pensa al 2012 <Se Dio lo
vorrà> ( da "Riformista, Il"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché ha tradito i suoi ideali autentici e quindi deve tornare al vecchio credo "meno burocrazia pubblica, meno tasse, meno immigrati"; i secondi pensano che gli ideali vanno aggiornati alle nuove sensibilità degli americani, tendendo conto dell'ansia della classe media per l'economia, rivolgendosi di più a ispanici, indipendenti e giovani e smettendo di insultare gli intellettuali.
La burocrazia rincara le tasse (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alto prelievo La burocrazia rincara le tasse La ricerca sui sistemi di 181 Paesi ribadisce l'anomalia dell'Irap Marco Bellinazzo MILANO Italia terra di tasse, balzellie burocrazia nemica delle imprese. La fotografia, non certo a tinte rosee per quanto riguarda la capacità della Penisola di attrarre investimenti dall'estero,
Forse venerdì rientrano le salme (
da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia internazionale per affrettare il rientro dalla Tanzania delle salme del dentista bellunese Claudio Zornitta e della sua compagna Paola Santini. I funzionari della Farnesina che stanno seguendo la vicenda hanno telefonato ieri al fratello del professionista bellunese, Raffaele Zornitta, facendogli sapere che è probabile che venerdì le salme rientrino in Italia con un volo
PESCARA - Giovani, belli e democristiani. Sono le
caratteristiche che accomunano tre dei cinque cand... (
da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Chiodi ribatte dicendo che «è scandaloso che il provvedimento sia stato portato in Consiglio». E i poveri artigiani che hanno organizzato l'incontro? Tempi duri certo, ma chiunque vincerà «organizzerà un'unica agenzia dove far confluire i fondi in modo che si dia un taglio alla burocrazia e ci sia una gestione chiara e trasparente».
Camorra, la proposta di An: <Appalti solo in Prefettura> (
da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia CASERTA — è una proposta di legge composta da un solo articolo, che mira a modificare un aspetto sostanziale del vigente Codice degli appalti. Obiettivo, far sì che «i Comuni e le Province sciolte a seguito di infiltrazioni e condizionamenti malavitosi acquisiscano lavori, servizi e forniture previo ricorso a centrale di committenza individuata nella Prefettura competente
In frenata il business dei fiori (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: controlli e burocrazia per le aziende. Il tutto mentre crescono le importazioni di produzioni florvivaistiche da Paesi extra-Ue dove la manodopera è concorrenziale, ma è consentito l'utilizzo di fitofarmaci non permessi in Europa. «Condizioni - sottolinea Francesco Bet, presidente di Florveneto e di Florasì, il consorzio nazionale di produzione che riunisce 19 associazioni del settore-
CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a
scuola, in ufficio, in nego... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Qualcuno ha capito al volo la situazione, qualcunaltro ha preteso una certificazione del ritardo dalle Ferrovie. Che in situazioni del genere dovrebbero attrezzarsi per rilasciare un attestato del ritardo senza complicare ulteriormente la vita ai pendolari, attraverso una tortuosa burocrazia per avere l?annotazione.
a rischio le aziende che lavorano per gaia (
da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tradotto dal linguaggio della burocrazia e del diritto amministrativo, altro non significa che Viareggio, come gli altri Comuni soci di Gaia, si accolla un ulteriore debito per mandare avanti un'azienda idrica appena diventata interamente pubblica, i cui revisori dei conti segnalano come in gravi difficoltà economiche e gestionali.
) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il
risp... ( da "Resto del Carlino, Il
(Forlì)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 9 ) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il risp... VENTO Molte le foglie cadute ) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il rispetto per Angelo Satanassi e riconoscendo sempre il suo spirito costruttivo,tengo a smentire che «la macchina comunale sia invadente, autoritaria e farraginosa».
Bossi-Fini da cambiare (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un po' di burocrazia per venire a lavorare in Italia la possono anche subire». Claudia Merlino responsabile della Cia nazionale Lavoro, ha proposto di demandare ai Comuni il rinnovo dei permessi di soggiorno, allentare il vincolo lavoro-permesso soggiorno, diversificare i canali di ingresso.
LA NOSTRA SALUTE. (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: » Allora cerchiamo di snellire tutta questa burocrazia. I diabetici sono persone con un problema comunque sempre controllato: non mi sembra giusto debbano incontrare ostacoli in più nel loro percorso di vita. Se tutti i diabetici d'Italia (si parla di circa 8.000 dichiarati) dovessero formare un partito.
Parcheggi, i 1500 posti per il 2011 (
da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In uno slalom tra le porte strette della burocrazia per ora porta al traguardo i primi due. I più facili, certo, visto che gli altri saranno sotterranei e sotto la spada di Damocle della Soprintendenza e perfino dell?autorità di bacino. Ma pur sempre i primi due. Della cui costruzione si occuperà l?
IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella
foto),... ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inizio è stato bloccato dalla burocrazia. Il via libera arrivò un anno fa dalla Figc, che dette parere favorevole al suo tesseramento al di fuori delle quote massime previste per gli extracomunitari in quanto, appunto, titolare dello status di rifugiato. Ad occuparsi di lui era stato il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ?
ORVIETO NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che
Valentino Ri... ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: messaggio di disperazione che andava captato non già con la fredda logica della burocrazia, ma solo e soltanto con amore e senso civico. Ecco perchè la morte di Valentino è, in realtà, la devastante sconfitta dell?Orvieto dei nostri anni, chiusa nel becero egoismo di un precario benessere e più attenta alle fluttuanti dinamiche della «politichetta» nostrana che ai piccoli gesti dell?
LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata
alla Comunit&#... ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Resta comunque il fatto che, come sottolinea Dino Chelucci nella sua lettera - denuncia al ministro Brunetta, «E auspicabile che sia nella politica che nella burocrazia si faccia sempre più strada il senso del dovere, accanto a un già radicato senso del diritto». alessandro tonarelli
il più conosciuto è puscas, era anche in serie a (
da "Mattino di Padova, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per sfondare ma ha dovuto fare i conti con un avversario
più tenace di qualunque stopper: la burocrazia. Tra scartoffie legali e sogni
infranti, davvero curiosa la sua storia. Da dove iniziamo, Calin? Sono nato nel
slittano consegna e apertura del nuovo centro commerciale (
da "Messaggero Veneto, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma oltre alla complessità della burocrazia normativa, ci sono altri fattori che stanno rallentando l'apertura di questo centro commerciale. Fra questi, le procedure per la concessione dei "leasing" con la banca, che necessitano di approfondimenti e hanno tempistiche abbastanza lunghe.
Il fantasma della Sardegna al premio Solinas (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia aveva spinto gli organizzatori a cercare partner affidabili. In sostanza quelli del Premio dovevano sempre predisporre domandina di richiesta di contributi, aspettare trepidanti, come un questuante qualsiasi, di ricevere una risposta che arrivava sempre sul filo di lana, causando ritardi nell'organizzazione e anche possenti limate al cartellone quando i soldi erano meno
L'Alessandrino è "granaio d'Italia" (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre i costi energetici e previdenziali e snellire la burocrazia che soffoca il settore». Coscia ha anche auspicato il buon funzionamento del tavolo aperto alla Camera di Commercio, al quale, insieme agli agricoltori, siedono artigiani, commercianti e industriali, con lo scopo, insieme, «di promuovere e far crescere le eccellenze della provincia».
Lotta alle mafie, Mantovano: da beni sequestrati risorse
per le politiche della sicurezza ( da "Sestopotere.com"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche la sfera della burocrazia territoriale che spesso rappresenta un elemento di collusione, di continuità, con gli ambienti mafiosi». Sotto il profilo della prevenzione antimafiosa, Mantovano ha sottolineato che «anche i sindaci avranno poteri di accesso ai cantieri con l'obiettivo appunto di verificare lo stato delle cose e collaborare per impedire l'
<Come lei altri tremila invisibili attaccati alla
macchina> ( da "Gazzettino, Il"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i casi di coma vigile non possono sottostare ai tempi della burocrazia. Come non si può pretendere che pazienti così complessi siano affidati esclusivamente alle cure amorevoli delle famiglie. «Sono pazienti che vivono per periodi lunghissimi, soprattutto quando sono giovani e hanno organismi forti - continua Stillo - Il concetto di dignità non è mantenerli in vita comunque,
Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... BurocraziaL'esperienzadei voucherStorie di ordinaria burocrazia all'ufficio postale di Nave di Fontanafredda, il giorno 23 ottobre 2008 verso le 12, per il pagamento di 40 voucher.1. Perché il voucher sia personalizzato bisogna produrre in fotocopia sia un documento di riconoscimento,
Bonifica del sito ex Carnielli, più lunga e difficile del
previsto ( da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia sta frenando un'opera molto attesa» il cruccio di Cervellin.Sempre lunedì la maggioranza ha affrontato anche il tema della partecipazione del Comune al nuovo bando dei Contratti di Quartiere per ottenere un finanziamento statale da investire nel recupero di un'area, che questa volta potrebbe essere proprio quella dell'
<Ora il consigliere Gaglianofarebbe bene a
dimettersi> ( da "Sicilia, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Certo un'eccessiva burocrazia d'oltreoceano ha impedito la consegna del telegramma al presidente più famoso del mondo che, comunque, si insedierà alla Casa Bianca, il prossimo 20 gennaio. All'artista di Mussomeli è stato quindi suggerito di indirizzare il telegramma a Chicago dove Obama vive insieme alla sua famiglia.
Trieste NOSTRO INVIATO Sta scritto nel programma del ... (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si taglierebbe severamente la burocrazia - spiega il vicepresidente dell'Assemblea - sia negli uffici regionali che in quelli degli enti locali, perché ciascun Comune gestirebbe in proprio, oltre alle risorse attribuitegli, anche la progettazione e l'esecuzione delle opere alle quali si decida sul territorio di conferire priorità».
Agricoltura, autonomia sui fondi Ue (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, e noi chiediamo di favorire la trasparenza tra enti e cittadini, intessendo rapporti tra chi eroga e chi riceve un servizio».Un problema, quello dei tempi di erogazione, legato anche al faticoso decollo del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), «che in questo momento ha dichiarato Violino non è un'opportunità a disposizione degli agricoltori ma sta rappresentando
Poteri decisionali e disvaloriTeatro delle Balate. (
da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Molti occhi sono puntati su di loro per una sfida contro le pastoie di una burocrazia, di un mondo politico e istituzionale che non favorisce né alimenta congruamente una cultura teatrale più che mai necessaria. Pieno quindi lo spazio del teatrino di Ballarò, battezzato significativamente «Teatro delle Balate», per assistere all'inizio di questa scommessa.
Sicilia, trasporto pubblico al collasso (
da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sono bipartisan. Recentemente, seppur limitato al caso di Messina, Giuseppe Buzzanca (Pdl), sindaco di quella Città, ed anche deputato regionale, dalla tribuna di Sala d'Ercole ha tuonato sul corto circuito dei meccanismi della politica e dell'amministrazione regionale, richiamando alle proprie responsabilità la burocrazia siciliana ed in particolare il direttore generale
"Polo logistico cinese nelle Marche? No, grazie" (
da "Corriere Adriatico" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche sul problema dell`esasperante burocrazia, il titolare della Gibas dice la sua: "Non dobbiamo scappare Cina per sfuggire alle complicazioni burocratiche italiane. Dobbiamo pretendere dai nostri amministratrori locali, regionali e nazionali che affrontino, subito e di petto, le complicazioni burocratiche degli uffici che presiedono".
ALDO BALESTRA LA CRISI C'è. GIà PRODUCE, E PRODURRà, I SUOI
EFFETTI ANC... ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Puntare su industria, infrastrutture, snellimento della burocrazia, sostegno alle filiere, efficienza nell'utilizzo dei fondi europei. Si può rilanciare, così, il sistema Irpinia? Io dico di sì, dobbiamo provarci. Rimanere fermi sarebbe un suicidio».
MA QUALE SOCIETà STIAMO COSTRUENDO? DR. VITTORIO
TARTAGLIONE - NAPOLI GENTILE DR. ... (
da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia e gli arretrati Umberto Capoccia - NAPOLI Caro dott. Lubrano, vorrei che Lei mi fornisse lumi circa la piovra della burocrazia che attanaglia i cittadini italiani.A mio fratello dopo estenuanti e continue visite ,presso strutture pubbliche, finalmente gli hanno riconosciuta l'invalidità civile con accompagnamento ,
"Lo sviluppo arriverà con la fiscalità di
vantaggio" ( da "Adnkronos"
del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per semplificare la burocrazia che rappresenta uno dei fattori che maggiormente penalizzano lo sviluppo; per arrivare all'utilizzo razionale della massa di dipendenti pubblici che hanno trasformato le nostre istituzioni in stipendifici. Il Federalismo non è una lotta di poveri contro i ricchi o di Nord contro Sud, ma un?
( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pavullo.
Centrodestra soddisfatto Dopo le polemiche Tedeschini lascia la presidenza Virtus
PAVULLO. L'ex sindaco di Pavullo, Vito Tedeschini, si è dimesso nei giorni
scorsi dalla presidenza dell'associazione sportiva Virtus Pavullese. Il fatto
viene commentato con palese soddisfazione dall'opposizione di centro destra,
che aveva da tempo sollevato una questione di incompatibilità fra la carica
sociale e quella di consigliere comunale. «Le dimissioni di Tedeschini -
commenta il capogruppo Gian Luca Muzzarelli - sono il frutto finale di un lungo
braccio di ferro tra di noi e l'amministrazione comunale». Muzzarelli poi
ripercorre il lungo iter della vicenda. «Nell'estate dello scorso anno ci fu
comunicato un nominativo, che successivamente si rivelò erroneo, relativamente
alla presidenza della Virtus. Dopo alcuni mesi, e per puro caso, venimmo a
scoprire, infatti, che il presidente era Tedeschini. Inoltrammo così una
richiesta per l'apertura della procedura di incompatibilità dello stesso con la
carica di consigliere comunale. La stessa cosa, peraltro, era capitata nel 2001
al nostro eletto, allora presidente della Pro Loco, al quale fu intimato di
scegliere in quanto l'associazione, così come la Virtus, godeva di un
finanziamento pubblico; Bernardoni alla fine scelse la Pro Loco. Con
Tedeschini, invece, l'amministrazione, ha agito diversamente. Subito non ha
fatto nulla, poi, su nostra istanza, invece di portare il caso in consiglio,
come dovuto, ha interessato la Prefettura. Tutto ciò al solo scopo di prendere
tempo. Noi ci siamo mossi, fornendo alla Prefettura un'integrazione alle
osservazioni dell'amministrazione, con ulteriore documentazione. La Prefettura
a sua volta ha interessato il Ministero dell'Interno che ha emesso il suo
parere in favore, come da noi sostenuto, dell'incompatibilità. Il parere, poi,
persosi nei meandri della burocrazia, ci ha messo due mesi e mezzo per passare dal ministero alla
scrivania del sindaco, dove è arrivato solo a settembre. A quel punto
s'imponeva la decisione del consiglio sul caso. Abbiamo preteso la convocazione
del consiglio per discutere e, a quel punto, ecco il miracolo: Tedeschini
preferisce dimettersi ed evitare uno spinoso confronto in consiglio.
Meglio così per tutti, pur se con enorme ritardo. Dopo avere ricevuto la
risposta del ministero a settembre, il sindaco si è preso una pausa di 65
giorni. Riflessione, efficienza limitata o volontà ostruzionistica?
Conclusione: per il caso Tedeschini sono occorsi quindici mesi; per il caso
Bernardoni cinque minuti. Comunque buon lavoro alla Virtus Pavullese e al suo
nuovo presidente».
( da "Giornale di Brescia" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
11/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia Sabbio Camion
si ribalta, code sulla Provinciale Attorno alle 16 un Volvo di una ditta di
Calvisano è uscito di strada. E per due ore la Valsabbia è rimasta bloccata Il
camion si è ribaltato in un orario critico per la Valle SABBIO CHIESEStrada
stretta e banchina cedevole. Il problema è sempre quello. Così un altro camion
ieri pomeriggio si è coricato nel campo di granturco che sta fra la Provinciale
IV e il fiume Chiese, fra Sabbio e Vobarno. Un volo di pochi metri lungo una
ripida scarpata, dopo il quale l'autista è uscito illeso, per fortuna. Erano
all'incirca le 16 ed il grosso Volvo di una ditta di Calvisano, dopo avere
scaricato materiali edili a Odolo, stava scendendo la Valle Sabbia: «Ho
sterzato un poco per evitare di centrare lo specchietto di un collega - ha
raccontato l'autista -, una ruota è uscita appena dall'asfalto e non sono più
riuscito a rientrare». Sul posto, per gestire il traffico intenso che si è
formato quasi subito, una pattuglia della polizia Provinciale del distaccamento
salodiano. Pochi problemi nel gestire un senso unico alternato, ma solo fino
alle 17. Per le due ore successive infatti, mentre due autogru giunte da Salò
hanno lavorato per il complesso recupero del camion, a strada completamente
bloccata da una parte e dall'altra si sono formate lunghe code. Unica
alternativa praticabile il passaggio nella frazione sabbiense di Pavone: una
via troppo stretta però, che si è dunque subito intasata. Peggio ancora è
andata per quanti hanno provato ad avventurarsi sulla strada sterrata che
unisce Clibbio e Sabbio Chiese, dall'altra parte del fiume: in questo caso,
oltre a rimanere bloccati perché in due non ci si passa, c'è stato chi ci ha
messo più tempo che ad attendere paziente il proprio turno sulla strada
asfaltata. La Valle Sabbia è così rimasta irrimediabilmente tagliata in due e
proprio al momento del rientro degli operai dalle fabbriche. Del resto sono
sempre più frequenti, per un motivo o per quell'altro, i blocchi della
circolazione fra Vobarno e Sabbio Chiese: due, anche tre volte la settimana.
Gli amministratori valsabbini e provinciali hanno promesso che entro la fine
dell'anno prossimo si potrà viaggiare sulla nuova tangenziale. Tutti sperano, anche se i timori di quanti pensano ci vorrà più
tempo sono fondati: i cantieri, infatti, avrebbero dovuto riaprire ai primi di
settembre, poi a causa della burocrazia erano slittati a ottobre. Siamo già a metà novembre e di ruspe
all'opera ancora non ce ne sono. Ubaldo Vallini
( da "Italia Oggi" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 268, pag. 17 del
11/11/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF
L'analisi del senatore Gian Carlo Sangalli, responsabile del Partito
democratico per il settore Pmi, mancano all'appello 6 mld di Ici e Alitalia:
scelte che hanno sottratto risorse alle imprese Ex segretario generale di Cna.
Ex presidente della Camera di commercio di Bologna, ora responsabile del
Partito democratico per le piccole e medie imprese, nonché membro della
direzione nazionale. L'analisi del senatore Gian Carlo Sangalli, sceso in
politica al fianco di Walter Veltroni per dare più voce alle pmi, sulle quali
aleggia lo spettro della recessione. Domanda. Come reagire? Risposta. Non c'è
solo la crisi finanziaria mondiale. A essere intaccata, in particolare in
Italia e in Europa, è l'economia reale, soprattutto le piccole e medie imprese.
Ci sono previsioni di recessione economica, e le conseguenze sono già visibili
sia nel mondo delle imprese sia sul versante dei consumi, che stanno diminuendo
sia per mancanza oggettiva di risorse per le famiglie sia per un fattore
psicologico, di forte pessimismo sul futuro. D. Consumi che in Italia sono in
crisi non da oggi. Ma prima c'era l'export. R. L'Italia deve fare i conti con
una recessione globale. I consumi sono in crisi da tempo e l'export, che pure
ci aiutava, è determinato dalla crisi di produttività del sistema italiano. Per
questo siamo noi a pagare il prezzo più alto di questo rallentamento. A ciò si
aggiunge la tensione che si è determinata, a causa della crisi finanziaria, nel
rapporto tra imprese e banche, che chiedono più garanzie soprattutto per quegli
investimenti in innovazione che sarebbero l'unico modo per mettersi la crisi
alle spalle. Attualmente questa tensione non è generalizzata, ma potrebbe
sommarsi alla recessione prevista. D. Cosa possono fare le istituzioni? R.
Mettere immediatamente in campo politiche «anticicliche». Il che significa
lasciare più soldi in tasca alle persone, in particolare per chi ha redditi da
lavoro o pensione, in modo da fare riprendere i consumi. Quindi abbassare la
pressione fiscale, già a livelli record considerando ciò che lo stato offre in
cambio, e di cui è previsto un ulteriore incremento, al contrario di quanto
promesso dal governo in campagna elettorale. Inoltre l'esecutivo ha anche fortemente
ridimensionato gli interventi per sostenere la competitività delle imprese. D.
Era giusto «salvare» le banche? R. Sostenere il sistema bancario in questa fase
era importante. Però la manovra prevista dal governo non contempla azioni per
sostenere gli investimenti, il che rischia di rendere inutile il provvedimento.
Per questo, come Partito democratico, abbiamo proposto la costituzione di un
Fondo nazionale di controgaranzia, per mettere le imprese in condizioni di
ripartire puntando su innovazione, nuove reti commerciali,
internazionalizzazione. D. Come fare i conti con i vincoli di bilancio? R. Le
risorse ci sarebbero. Mancano all'appello 6 miliardi di euro, che se ne sono
andati in due scelte sbagliate. Togliere l'Ici a tutti, anche a chi ha la casa
in piazza di Spagna, con Prodi che l'aveva già cancellata per il 40% delle
famiglie. Quindi la manovra su Alitalia, decisa per difendere un'italianità che
durerà quindici giorni, dopodiché, magari, sarà acquisita proprio da Air
France, solo che stavolta si sono privatizzati gli utili e socializzate le
perdite. In questa fase, queste risorse sarebbero state preziosissime. Già la
manovra sull'Ici ha tolto 2 miliardi di euro per le infrastrutture del
Mezzogiorno, e i 300 milioni del prestito ponte su Alitalia sono stati
sottratti al Fondo innovazione per la piccola impresa. D. Che cosa si
sentirebbe di dire al piccolo imprenditore che «alza la serranda ogni mattina»?
R. Bisognerebbe potergli dire che lo stato, la politica, sta pensando a lui.
Altrimenti non si capisce a chi si dovrebbe rivolgere. Il 99% delle pmi sono
microimprese, a cui servirebbe uno stato efficiente, meno burocrazia, una riduzione mirata, e non
generalizzata, della spesa pubblica. Quello che mi sento di dirgli è di
superare questa crisi resistendo con le unghie e con i denti. Certo ci
vorrebbero politiche adeguate, e su questo il Partito democratico sta lavorando
intensamente. Intanto con una battaglia contro la politica economica del
governo, che ha aumentato le tasse, diminuito la spesa pubblica in generale
senza distinguere quella produttiva da quella improduttiva, tagliato i fondi a
quegli enti locali che più potrebbero fare per sostenere la piccola impresa,
tagliato le risorse per la scuola, che oggi a maggior ragione andrebbe sostenuta.
A un artigiano bisognerebbe dire che c'è anche chi in politica si sta
preoccupando di lui, e forse non si tratta di quelli in cui lui ha creduto. D.
Quali dunque le priorità per uscire dalla crisi? R. Meno tasse, investimenti in
infrastrutture, semplificazione, meno difficoltà ad aprire un'impresa. In
particolare, detassazione degli utili quando questi sono investiti in
innovazione. Ed è lo stato che deve farsi garante, con le banche, di questi
investimenti. Perché le pmi hanno sempre avuto con le banche un rapporto più
limpido, hanno creato valore, distribuito ricchezza. Non possono essere ancora
una volta loro a pagare il conto. D. Un ingegnere indiano esce dall'università
più giovane e meglio formato del suo collega italiano. Non a caso, molti
imprenditori lamentano difficoltà a reperire risorse umane qualificate. R.
Anzitutto si potrebbe permettere all'ingegnere indiano di entrare in Italia in
una maniera diversa di quanto può fare adesso. Dopodiché, l'Italia deve credere
nella scuola, nell'università. La risposta a questa situazione è diametralmente
opposta a quella che è la politica del governo in tema di scuola e
immigrazione. E in generale opposta a quanto lo stesso ministro dell'economia
diceva fino a due anni fa, consigliando di fare un secondo mutuo sulla casa per
sostenere i consumi. In inglese si chiamano «subprime», e abbiamo visto come è
andata a finire. Salvo scoprire ora che bisogna sostenere le imprese, che la
globalizzazione fa paura. Ma a creare questa situazione sono stati coloro che
hanno pensato che il mercato senza regole fosse la soluzione, Bush e prima di
lui Berlusconi. Le regole era meglio farle prima, e stare dalla parte di chi le
faceva. D. Da Cna al senato della repubblica. Quanta sensibilità trova, tra i
suoi colleghi, per i problemi delle pmi? R. Non siamo a un livello adeguato.
Quello che però mi conforta, è che il Partito democratico abbia cambiato
atteggiamento in modo radicale, su questo punto, rispetto all'idea tradizionale
della sinistra italiana: Veltroni, anche all'ultima manifestazione, ha parlato
continuamente di sostenere il lavoro, tutto il lavoro, autonomo e dipendente.
Certo se ci fosse dialogo, inteso come confronto ascoltato, si potrebbe fare
qualcosa di buono, per far ripartire questo paese. Un confronto che esisteva
molti anni fa, quando pure c'erano grandi blocchi ideologici. Invece vedo
ancora, da parte del governo, la celebrazione della vittoria elettorale. Forse
non si sono accorti che il quadro mondiale è cambiato. «Più main street e meno
Wall Street»: è su questo slogan che Obama ha impostato la sua campagna, e le
politiche americane contano. Lasciare più soldi per i consumi, permettere alle
imprese di competere affiancate da uno stato efficiente: questa è una politica
economica sana, quella in cui economia, famiglia e pmi sono la stessa cosa, in
cui il valore economico è anche un valore sociale. Il che non significa
istigare a fare i furbi, reintroducendo le transazioni in contanti non
controllate. I furbi, come dimostra questa crisi, non hanno sempre ragione.
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5
- Esteri Barack già a suo agio nello Studio Ovale per George nessun imbarazzo
verso il nemico In una stretta di mano archiviata la rabbia della campagna
elettorale Non è sempre stato così: i clintoniani strapparono le "W"
dai computer Il presidente incontrò il senatore nel 2004, appena prima si
disinfettò le mani (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Giorno, Il (Como)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
COMO
CITTA' pag. 2 Una legge per il Sinigaglia Sarà ammodernato con nuovi strumenti
finanziari IL FUTURO DELLO STADIO di MAURIZIO MAGNONI ? COMO ? «LO STADIO
Sinigaglia di Como, tanto per fare un esempio, è tra i più belli e tra i meglio
collocati d?Italia, paragonabile a quello di Palermo. Ma il calcio ha avuto
un?evoluzione, sia per quanto riguarda il tifo, che le società sportive. Oggi
gli stadi rappresentano anche l?evoluzione di un fenomeno sociale. Pertanto è
giusto che queste strutture vengano ammodernate e quindi rese usufruibili per
sette giorni su sette alla settimana». È quanto ha sostenuto il senatore
Alessio Butti in occasione della presentazione alle società sportive lariane
del nuovo disegno di legge che è stato illustrato a Roma giovedì scorso e che
sarà discusso entro fine anno da Camera e Senato per dare la possibilità a
centinaia di società sportive, tra cui il Calcio Como, di ammodernare i propri
impianti. Si comincia dal calcio, come ha sottolineato Butti, perché proprio il
calcio è il sistema trainante di tutto il movimento sportivo, soprattutto a
livello economico, in quanto, grazie ai diritti Tv e agli incassi, può
garantire, grazie alla mutualità che già esiste, la sopravvivenza anche di
altri sport. «PARTIAMO da un presupposto - ha spiegato Butti - e cioè che il
pubblico, le Amministrazioni comunali e provinciali, Como compresa, non hanno soldi per la costruzione di nuovi stadi mentre il
privato non si fida dei tempi che la burocrazia garantisce per la realizzazione di un nuovo stadio. Se in Europa
occorrono al massimo due anni e mezzo, in Italia, per costruire un nuovo
stadio, più sicuro, più efficiente, utilizzabile ogni giorno anche dal
pubblico, ne occorrono almeno otto. Ecco, quindi questo disegno di legge
che, oltre ad accelerare i tempi, consente anche di attingere alla Fondazione
che il Credito Sportivo ed il Coni hanno creato per accelerare i tempi». Ma per
Como cosa comporta? «Ogni anno si ripropone la questione dell?ubicazione dello
stadio Sinigaglia - ha concluso Butti - che è in pieno centro storico, che si
trova in una zona povera di parcheggi e dove è difficile la prevenzione degli
eventuali scontri tra i tifosi. CON QUESTO disegno di legge stiamo cercando di
mettere d?accordo il pubblico e il privato per arrivare, grazie ai fondi che il
calcio garantisce al Credito Sportivo, ad un sistema finalizzato a diminuire
considerevolmente i tempi per la progettazione e l?approvazione di nuovi
impianti sportivi, affinchè questi siano polifunzionali, siano utilizzabili
tutta la settimana, non solo per le manifestazioni calcistiche, ma anche come
sede di intrattenimenti e di aggregazione sociale».
( da "Provincia Pavese, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
storia. Burocrazia e disagi anche oltre gli sportelli «E
per i libretti ereditati aspetto da un mese» VOGHERA. Stare in coda aspettando
il turno per ritrarer 500 euro di pensione è brutto. E non è nemmeno bello
aspettare la posta o il giornale i abbonamento per due o tre giorni di fila
perchè il postino è malato. Ma forse è peggio non sapere quando si potà
disporre dell'eredità "conservata" su un libretto postale. E' quello
che è accaduto a Luicio Portolan, lettore che ha segnalato la vicenda al
giornale (voghera@laprovinciapavese.it) «Lo scorso mese di luglio ho aperto la
successione di mia madre e di sua sorella, entrambe decedute nel primo semestre
di quest'anno - racconta -. Entrambe avevano accantonato somme in buoni
fruttiferi postali a diverse intestazioni sempre combinate fra loro due, ed in
taluni casi anche a me. Visto che fra i titoli ce n'erano di scaduti e che in
alcuni io non comparivo fra gli intestatari, per poterli incassare o rinnovare
mi è stato chiesto dalle Poste di regolarizzare la posizione facendoli entrare
nella denuncia di successione. Così ho fatto. Lo scorso 4 ottobre ho presentato
i documenti all'ufficio di Voghera per il trasferimento a Pavia. Mi è stato
subito detto che a Pavia c'è una sola impiegata che segue le successioni, con
una previsione di almeno venti giorni prima di poter disporre delle somme di
mia pertinenza. Il blocco dei titoli riguarda anche quelli dove il mio nome,
cognome e data di nascita, figurano fra gli intestatari e non garantisce nulla
in caso di smarrimento o furto. Pare finalizzato solo ad impedire a chi è a
tutti gli effetti erede delle partite, di disporre delle stesse senza il
nullaosta delle poste».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
FOLLONICA
pag. 9 Un Monte di soldi, ma altrove DELUSIONE FOLLONICA E SCARLINO CRITICANO
LE SCELTE DELLA FONDAZIONE L?ATTESA è stata lunga, più di sessant?anni, ma alla
fine hanno «conquistato» il diritto di avere scolpito il proprio nome sul
monumento ai caduti della seconda guerra mondiale. La festa delle Forze armate
celebrata domenica a Follonica ha segnato la riparazione a una «ingiustizia»
che si trascinava da troppo tempo: finalmente la stele di marmo che si trova
nel parco della Rimembranza riporta anche i nomi di Elio Agostini e Ivo Tafi.
Due follonichesi accomunati da un unico destino: nessuno dei due è mai tornato
a casa dal fronte. Agostini, nato nel
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedì
11 Novembre 2008 Chiudi di LUCA BENEDETTI Dice Cairoli, che qualcuno chiama mister
giallo: «...la maggior parte delle amministrazioni comunali aveva interesse a
fare cassa ed a questo punto sceglieva di collocare gli impianti presso strade
con elevato flusso di traffico. Questa situazione era ovvia ed evidente per
tutti gli operatori del settore, ivi ricompresi alcuni esponenti delle
amministrazioni pubbliche che non facevano mistero di avere questo interesse».
Quindi il pm Robledo: «...i Comuni incassavano con le apparecchiature fornite
attraverso gare truccate più soldi rispetto ai periodi precedenti. Ai semafori
il giallo durava meno del solito facendo scattare le multe...» Nell'inchiesta
(oltre alle ordinanze di custodia per Cairoli e altri tre manager eseguite a
fine settembre) sono coinvolti come indagati a piede libero diversi comandanti
dei vigili urbani. Intanto, sempre nel pianeta T-Red, se la
giustizia in Umbria ci mette l'occhio, la burocrazia ci mette lo zampino. Non bastassero la crisi di nervi per la
super multa, i secondi del giallo da contestare e la lunga marcia dei ricorsi.
Già i ricorsi. Gli uffici del giudice di pace, soprattutto a Perugia, sono
travolti tanto che, adesso, spunta il caso del ricorso sul ricorso. Il
passaggio è paradossale. Perché gli uffici travolti da ricorsi non sempre
riescono a mettere in fila le notifiche dell'opposizione alla multa. La
notifica (gli ufficiali giudiziari non riescono a smaltire più di cento atti
alla settimana, e, naturalmente, non ci sono da notificare solo i ricorsi delle
multe) poi deve essere consegnata al Comune che si difende in giudizio contro
gli automobilisti arrabbiati. A quel punto, presentato il ricorso e notificato
alla controparte, la multa viene congelata: il cittadino non paga, il Comune
non incassa e i punti della patente non vengono decurtati. Ma se la notifica
non arriva la procedura va avanti. E quindi si arriva al paradosso che
l'automobilista diventa evasore. In Comune, infatti, risulta che il ricorrente
non ha pagato la sanzione, la multa viene immessa a ruolo, cioè diventa una
cartella esattoriale. A quel punto c'è solo un modo per uscire dall'angolo:
presentare un altro ricorso al giudice di pace. Stavolta contro la cartella
esattoriale. Attenzione, non si tratta di casi isolati. Solo i Comuni più
avveduti mandano un preavviso prima che la multa diventi cartella esattoriale.
Ma non tutti lo fanno e il rischio del doppio ricorso diventa concreto. Negli
uffici perugini i casi si stanno moltiplicando. Ed è un gioco infernale della burocrazia che non ce la fa a smaltire le migliaia di
ricorsi (più di settemila su trentatremila multe) che dall'autunno di due anni
fa sono arrivati in via Baglioni contro le super multe degli odiatissimi
semafori vampiro. Travolti dalla carta, all'ufficio del giudice di pace di
Perugia hanno chiesto rinforzi per il personale(naturalmente al Comune) e si
sono dovuti organizzare per trovare stanze in grado di ospitare i fascicoli che
a fine estate erano finiti nei corridoi. Adesso c'è una stanza piena di
scatoloni che è quella che era deputata ad ospitare i corsi di aggiornamento degli
addetti degli uffici. Una situazione al limite dell'assurdo che va avanti al
ritmo di trenta ricorsi al giorno e che vede le udienze fissate fino al giugno
del prossimo anno. Una situazione che si ripercuote, per forza di cose, anche
sul funzionamento degli uffici. Fa di conto un avvocato: «Due anni fa, prima
che scoppiasse il caso T-Red, un decreto ingiuntivo veniva discusso in dieci
giorni, ora ci vogliono due mesi. E non è finita». Già, non è finita. Nei
giorni scorsi c'è stata la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil che hanno indetto
l'assemblea del personale dell'ufficio aprendo la vertenza della carenza di
personale e delle valanga dei ricorsi. Sono tre i punti caldi su cui i
sindacati aprono lo scontro. Innanzitutto l'imponente aumento del carico di lavoro
rilevatosi a partire dal mese di settembre 2006 relativo ai ricorsi dei
cittadini conseguenti alle multe "T-Red" Un dato che rendere ancora
più pesante la carenza di personale. Ma, Cgil, Cisl e Uil picchiano duro anche
sul sistema di organizzazione degli uffici e sottolineano la mancanza di una
complessiva ed efficiente azioni di coordinamento e organizzazione da parte
della Dirigenza dell'Amministrazione centrale. Al momento, la mobilitazione non
ha avuto effetto. Anzi, adesso arriva un'altra mazzata alla macchina di quella
che qualcuno chiama la piccola giustizia: entro la fine dell'anno vanno
smaltiti i due terzi delle ferie residue. Che significa personale a casa e
pratiche che si ammucchiano sempre di più. Insomma, il caos dietro l'angolo.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
provincia
pag. 31 E nella zona nord aprire un'edicola ormai è una corsa a ostacoli Dopo
la farmacia Santa Chiara, che ha aperto i battenti otto anni fa, quello
dell'edicola è senz'altro tra i servizi di cui la zona nord di Chiari sente
maggiormente la mancanza. IL PROBLEMA, IN REALTÀ, sarebbe di pronta soluzione,
poiché il quartiere della «ex Cavalchina» compreso fra via Buffoli e via Sala
ha già da tempo un aspirante edicolante. Si tratta di Francesca Aiardi che nel
maggio scorso, al numero civico 36 di via Sala, ha avviato un esercizio per la
vendita di tabacchi, ma anche di periodici e quotidiani. Questo almeno era il
suo obbiettivo iniziale, ma ora, dopo sei mesi di attesa e una serie di
investimenti per dare uno spazio adeguato al corner
riservato alla vendita di giornali si trova alle prese con i tempi siderali
della burocrazia. «Al via
manca solo un passaggio, ovvero la disponibilità del distributore che in questi
mesi ho in verità contattato ripetutamente - racconta l'aspirante edicolante -.
Ho ottenuto le autorizzazioni dal Comune, necessarie per poter contattare la
Federazione editori giornali». Tutto sembrava andare per il meglio. «La
Fieg - racconta Francesca Aiardi - si è dimostrata particolarmente tempestiva,
approvando la mia richiesta nel volgere di quindici giorni: ora mi trovo nella
condizione assurda di avere tutti i titoli e gli arredi per poter avviare la
rivendita ma di non vedermi recapitati i giornali». A CHIARI, NELLA STESSA
situazione, si trovano secondo fonti amministrative altri due rivenditori. «Il
distributore - continua Francesca Aiardi - mi ha confermato che nella mia
situazione si trovano altri quaranta operatori in provincia». La commerciante
precisa di non avercela assolutamente con il distributore. «Sono perfettamente
consapevole che la filiera della distribuzione richiede dei tempi tecnici che
non possono essere accelerati - conclude Francesca Aiardi -, ma dico anche che
in un periodo di crisi del settore della carta stampata sarebbe il caso di
trovare lo strumento per venire incontro a chi come me vuole aprire una nuova
edicola». M.MA.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)
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Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi Piccole aziende in seria
difficoltà anche nei settori fino ad oggi giudicati trainanti Allarme Cna:
«Crisi, imprese in ginocchio» Fabbri: «La politica può e deve aiutare: sostenga
il credito e abbatta la burocrazia»
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)
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Martedì
11 Novembre 2008 Chiudi di SIMONA SPAGNOLI L'onda della crisi internazionale è
arrivata a lambire Pesaro e la sua provincia. I segnali sono ancora
contraddittori, con mobile, trasporti, tessile, costruzioni in piena sofferenza
mentre altri settori, come meccanica e nautica, mostrano per ora
"solo" vistosi segnali di rallentamento. Tutto questo mentre nel
terzo trimestre del 2008 il numero delle imprese attive risulta in crescita del
2% (795 unità in più rispetto al 2007, 252 delle quali nel settore manifatturiero
e 162 nel terziario avanzato), dato che pone la provincia di Pesaro in testa
alla classifica regionale per le nuove attività. Una vitalità che tuttavia
incide poco sull'andamento economico. Ad esempio la crescita di imprese di
costruzioni (
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-11 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Effetto burocrazia A Torino chiusi dopo le Olimpiadi 55 dei 105 cantieri aperti per
i giochi. A Roma esplodono i costi della metropolitana Tra ricorsi e casse
vuote, quegli «eroi» delle grandi opere I progetti fino al 2013 richiedono 46
miliardi, in bilancio ce ne sono solo 15 ROMA - Nel 1992 Bettino Craxi annunciò
che presto sarebbero stati avviati «i lavori per il ponte sullo stretto
di Messina». Silvio Berlusconi, nove anni più tardi, disegnò in diretta tivù
l'Italia delle grandi infrastrutture promettendo: «Se non riuscirò ad aprire i
cantieri per almeno il 40% mi dimetterò». Promessa caduta nel vuoto. Come un
altro annuncio (2006) di Romano Prodi: «Completeremo gli assi che
interconnettono l'Italia alla rete infrastrutturale europea ». Ottimismo
eccessivo, quello del professore bolognese, che non aveva fatto i conti con
alcuni alleati. Ma anche durando cinque anni difficilmente avrebbe raggiunto
l'obiettivo. Perché se i proclami del centrodestra non hanno avuto seguito
nemmeno con il centrosinistra i lavori pubblici hanno messo il turbo. Questione
di denaro? Certamente. I numeri parlano chiaro: la quantificazione delle
risorse necessarie per le opere previste dal Dpef 2009-2013 è di 46 miliardi,
mentre nel bilancio dello Stato sono disponibili fondi per 15 miliardi. Nei
primi cinque anni di operatività della legge obiettivo in Italia sono state
completate o sono giunte alla fase di cantiere opere per 20 miliardi di euro:
un sesto della Spagna. Ma la cronica carenza di fondi non spiega tutto. Ed è
inutile illudersi: il consueto sblocco dei fondi Cipe (negli ultimi anni ne
sono stati annunciati a bizzeffe)rischia di servire a ben poco. Il presidente
di Roma metropolitane, Chicco Testa, dice che «fare opere pubbliche in Italia è
un atto d'eroismo. Tutto il sistema di governance è una follia». Vale per le
opere della cosiddetta Legge obiettivo, approvata nel 2001 con le fanfare, e
che come ha denunciato anche l'associazione dei costruttori si è rivelata una
corsia preferenziale spesso intasata dai ricorsi degli enti locali, oltreché
dalla cronica mancanza di soldi. Vale per i lavori affidati ai grandi general
contractor, come l'alta velocità ferroviaria: avviata nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 31 autore: Lisbona
agevola gli investitori esteri Alberto Nico LISBONA Nonostante la crisi
mondiale, il Portogallo conferma il suo appeal per gli investimenti esteri. Il
totale per i primi otto mesi dell'anno, da gennaio ad agosto scorso, è arrivato
a 17,2 miliardi di euro. Gli investimenti dall'estero verso il Paese iberico si
sono orientati nel 62% dei casi verso l'industria di trasformazione e verso
progetti con produzioni ad alta qualificazione della manodopera. Lisbona sta
così abbandonando rapidamente un modello di sviluppo, basato soprattutto sui
bassi costi del lavoro, che negli anni passati ha visto perdente il mercato
lusitano nei confronti di altre aree, come l'Europa dell'Est. «Manteniamo
l'obiettivo di chiudere entro l'anno contratti per 2,5 miliardi di euro –
spiega Basilio Horta, presidente dell'Agenzia portoghese per il commercio
internazionale e gli investimenti esteri (Aicep) –, dopo aver ottenuto nel 2007
la miglior prestazione di sempre con 3,5 miliardi di accordi siglati per gli
investimenti». Per migliorare i servizi delle imprese che vogliono investire in
Portogallo, l'Aicep dispone di una squadra di account manager che gestiscono
l'investitore «come se fosse un cliente, accompagnando e risolvendo problemi
che vanno dalle complicazioni doganali, ai visti per i manager, alle
autorizzazioni comunali». Sono quattro i criteri selettivi di Aicep per la
fornitura di un servizio "su misura" a progetti che devono avere un
valore uguale o superiore ai 75 milioni di euro: la credibilità imprenditoriale
dei promotori del progetto, la validità del business plan, l'investimento
tecnologico innovativo e la creazione di occupazione e sviluppo per il
territorio. Se l'investimento è poi destinato ad aree lontane dalla costa
lusitana, sono previste riduzioni del carico fiscale che abbassano l'aliquota
principale per le imprese anche fino al 15% del fatturato per un periodo di 5
anni. Ma non è tutto. «Il Governo – prosegue il presidente Aicep – ha fatto della lotta alla burocrazia una bandiera, e i risultati sono i servizi apprezzati dalle
imprese, sia nazionali che estere». Il riferimento è a "Impresa in
un'ora" nato nel 2005 con cui in Portogallo è possibile costituire una
società commerciale in soli sessanta minuti (solo quest'anno sono oltre 30mila
le imprese nate così) e a "Marca in un'ora", per registrare
una marchio nella stessa durata di tempo, anche via Internet. Tuttavia, la
preoccupazione per la tenuta dell'attrattività nazionale di fronte alla crisi,
obbligherà secondo Horta l'Agenzia«a studiare e proporre al Governo l'adozione
di misure specifiche per attrarre nuovamente gli investimenti da alcuni Paesi
in frenata anche sul nostro mercato, come gli Stati Uniti».
nico@contestoweb.com INCENTIVI SU MISURA Solo un'ora per registrare una società
commerciale o un nuovo marchio Potenziati gli sconti fiscali nelle zone interne
del Paese
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 11-11-2008)
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Martedì
11 Novembre 2008 Chiudi di PIERFRANCESCO GIANNANGELI SAncona INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio Barracano tale è riconosciuto dalla sua gente,
quella che vive nel quartiere, per quel modo saggio di stare vicino ai deboli e
di amministrare - così potremmo dire - il diritto naturale e non codificato.
Personaggio tra i più profondi (di una profondità stratificata, fino a essere
scambiata per contraddittorietà a uno sguardo superficiale) del teatro
di Eduardo De Filippo, è il centro attorno a cui ruota "Il sindaco del
rione Sanità", uno dei testi più amari e veri del Maestro napoletano.
Nella versione firmata e interpretata da Carlo Giuffré, lo spettacolo sarà
ospitato da giovedì a domenica al teatro delle Muse-Corelli di Ancona,
all'interno della stagione curata dallo Stabile delle Marche. Aveva ragione
Eduardo nel sostenere che quello di Antonio Barracano è uno dei ruoli più
interessanti per un attore. Barracano, sentito sindaco dal suo popolo, è il
paladino degli oppressi, il difensore degli ultimi, in una società dove il più
forte mangia il più debole. Un ruolo che interpreta come una missione, fino al
sacrificio supremo della vita. Il luogo dove agisce è una Napoli popolare (il
testo è del '60), per cui vengono troppo facili certi paragoni con la Napoli di
oggi e la piaga della criminalità. Così come fu superficiale assai leggere
nella trama di Eduardo un'anima camorrista, da padrino, per Barracano. Fu
necessario un intervento dell'autore per spiegare che così proprio non era. «Non
è un padrino - disse Eduardo - ma un uomo che ha vissuto sulla propria pelle
l'ingiustizia e che, per amore della giustizia e sfiducia negli uomini, se la
fa da sé». E allora, chi è Barracano? E' un uomo di cuore, che dalla grandezza
del cuore è condizionato nelle sue azioni («aveva un cuore enorme, con una
porta che si apriva puntualmente quando c'era qualcuno che ci andava a bussare»
afferma il personaggio suo sodale, il dottor Fabio Della Ragione) e dal muscolo
cardiaco viene tradito alla fine della vita. Ha, scrive Eduardo quando lo fa
entrare in scena a metà del primo atto, «uno sguardo agghiacciante che ricorda
molto da vicino quello apparentemente mansueto della belva intristita perché
costretta a vivere in cattività». E' uno che capisce come l'ignoranza alimenti
il delitto, tanto che a un certo punto dice: «Sui delitti e sui reati che
commettono gli ignoranti si muove e vive l'intera macchina mangereccia della
società costituita. L'ignoranza è un titolo di rendita. Mettetevi un ignorante
vicino e campate bene per tutta la vita». Dunque cerca il bene laddove c'è il
male, in un ambiente, come alla fine spiega colui che proseguirà la sua opera,
proprio Fabio Della Ragione, dove «abbiamo preso l'abitudine di mandare
continuamente la coscienza in lavanderia». E se il testo ci lascia l'amaro in
bocca, ma pure un filo di speranza, è perché don Antonio è un gigante senza
paura. Come ce ne sono oggi, a Napoli e altrove. "Il sindaco del rione
Sanità" di Eduardo De Filippo. Con Carlo Giuffré, che firma anche la
regia, e altri 16 attori. Scene e costumi di Aldo Terlizzi, musiche di
Francesco Giuffré. Al teatro delle Muse di Ancona, da giovedì a sabato alle ore
20.45, domenica replica alle ore 16.30. Info e biglietteria:
www.stabilemarche.it, 071.52525.
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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Pagina
IX - Bari Emergenza acqua, ancora tagli Riduzioni ai piani alti. Fermi i lavori
per la condotta A Bernalda scalo dovrebbero essere eseguite le opere per
utilizzare il fiume Bradano LELLO PARISE Manca l´acqua, ma i cosiddetti
"provvedimenti di carattere emergenziale", come li aveva definiti
ormai circa un mese fa l´assessore regionale alle Opere pubbliche Onofrio
Introna, sono chiusi in un cassetto. La burocrazia - è la giustificazione - ha i
suoi tempi. Decisamente lunghi, evidentemente. Piuttosto l´Autorità di bacino
continua a ridurre la distribuzione di oro blu - i tagli raggiungono quota
( da "Arena, L'" del 11-11-2008)
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Martedì 11
Novembre 2008 PROVINCIA Pagina 34 MEMORANDUM. Valentino Pomari, eroe del
Risorgimento, passò la vita cercando di ottenere la patente di reduce. Invano. La burocrazia
fu peggio dell'Austria Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie «Eppure
dovranno riconoscermi!» Nelle ultime parole dell'incompreso un' amarezza tutta
italiana Avventurosa quanto sfortunata la vita di Valentino Pomari, di Cogollo,
nato nel 1820, personaggio epico delle battaglie risorgimentali, ma che
non è entrato in nessun libro di storia, nonostante i suoi eroismi. Da soldato
di leva nell'Imperial regio esercito d'Austria, si trovò col grado di sergente
a Bergamo nel marzo 1848, nei giorni delle insurrezioni nazionaliste in tutta
Europa. Con altri italiani arruolati come lui, compì un colpo di mano entrando
in tribunale e liberando i conti veronesi Camuzzoni e Frisoni che erano in
giudizio per la condanna a morte come insorti. Datosi alla fuga dopo l'impresa,
si arruolò con il corpo franco lombardo-veneto, partecipando alle scorribande
di guerriglia durante la prima guerra d'indipendenza che li videro impegnati
nel Bresciano e in Trentino. Riuscì persino e impadronirsi di una bandiera
austriaca, che fece arrivare a Torino come trofeo di guerra. Partecipò alla
battaglia di Santa Lucia, alle porte di Verona con la speranza di entrarvi da
vincitore, ma i piemontesi dovettero ritrarsi e Pomari, man mano che avanzano
gli austriaci, si fermava nelle città lombarde, a Brescia, a Milano per aiutare
gli insorti e la resistenza, fino alla capitolazione del re Carlo Alberto.
Proprio a Milano divenne amico di Goffredo Mameli che lo chiamava «il
tregnaghese». Partecipò alle insurrezioni di Genova e di Bologna e alla
sfortunata battaglia di Mortara, dove i piemontesi furono costretti all'armistizio
e da lì si diresse a Roma per difendere la repubblica nata per iniziativa di
Mazzini, Garibaldi e Manara. Caduta Roma, puntò su Venezia che ancora resisteva
assediata. Qui ancora si distinse con un'azione di commando al forte di
Pellestrina, sorprendendo la guarnigione a pranzo e razziando viveri da
distribuire fra gli insorti. Tornò a Verona ferito, raccontando di essere stato
prigioniero dei piemontesi, il che gli valse la possibilità di farsi curare in
ospedale e poi mandare a casa in congedo. Ma anche a Cogollo non riuscì a
starsene mai tranquillo, aiutando patrioti, disertori e giovani che volevano
arruolarsi volontari per le guerre d'indipendenza del 1859 e '66. Nel '59 si
offrì di aiutare un compaesano a passare coi piemontesi che erano accampati
oltre Peschiera e approfittando del passaggio sul carro di un mercante di buoi,
che era solito fare la spola e non era controllato con il foglio di via, la
cosa gli riuscì. Ripeté ancora lo scherzo del prigioniero dei piemontesi per
entrare in Peschiera assediata e ancora una volta fu creduto, tanto da ottenere
il foglio di via per tornarsene a Cogollo liberamente. Di tutte queste
avventure conservò sul corpo le cicatrici e una medaglia di zinco, con la
scritta «Banda Manara» su un lato, un teschio, un crocefisso e un'invocazione
sull'altro. Nella sua povera casa aveva i ritratti di Vittorio Emanuele e
Garibaldi e invano aveva cercato quello di Manara da unire a loro. «Spesso
tornava a deplorare», racconta Luigi Venturini, il biografo appena ventenne che
lo frequentò e raccolse le sue memorie, «il confronto fra il valore degli
insorti lombardi e la mitezza dei veneti, che se avessero avuto più energia
avrebbero salvato la patria». Ma nonostante la gloria sui campi di battaglia si
ridusse in miseria, con moglie e due figli piccoli da mantenere. Quando sentì
raccontare da un reduce di Soave che lui aveva ricevuto un assegno dallo Stato
per le sue partecipazioni alle battaglie per l'indipendenza, si presentò in
municipio a Tregnago il 2 ottobre 1878 per ottenere altrettanto, ma sindaco e
segretario gli dissero di essere all'oscuro della cosa. Tornò l'anno dopo con
due testimoni per raccontare le sue imprese che fossero messe a protocollo e
inviate alla commissione di Roma incaricata di risarcire i reduci, ma invano.
Da Roma gli fu risposto che «era scaduto il tempo utile al ricorso» e perfino
la Cara reale, a cui si era rivolto, si limitò a rispondere che la domanda era
stata inoltrata a chi di competenza. Ma lui testardo, una sola imprecazione si
lasciò sfuggire, annota il biografo: «Li abbiam messi a sedere noi e ora ci
dimenticano». Avrebbe voluto morire in battaglia Valentino Pomari, invece lo
vinse la pellagra, una sera, tornando dalla raccolta delle ciliegie. Gli furono
negate le medicine perché non iscritto fra i poveri e le ultime parole prima di
morire, sotto gli occhi del prete, furono: «Gran fati che no i me riconossa!».
Venturini raccolse delle offerte per mettere sulla tomba un'epigrafe che così
recitava: «A Valentino Pomari di Cogollo, morto a 64 anni il 22 giugno 1884,
fuggì dall'esercito austriaco il
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-11-2008)
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Pagina 3
- Udine «Il difensore civico comunale tuteli i cittadini con la Regione»
Estendere la tutela dell'attuale Difensore civico comunale anche alle
contestazioni che il cittadino udinese potrebbe avere con l'amministrazione
regionale. È questo il senso della mozione presentata dai consiglieri comunali
Claudio Romano e Agostino Maio che invitano il sindaco Furio Honsell e la
giunta a verificare la possibilità di far svolgere al Difensore civico comunale
il compito già di competenza del Difensore civico regionale che recentemente è
stato abrogato assieme alla figura del Tutore per i minori. A questo proposito
i due esponenti del Pd chiedono ai colleghi e al primo cittadino di contattare
il legislatore regionale, affinché valuti la opportunità di accordare ai
Difensori civici comunali, limitatamente ai cittadini del Comune di loro
competenza, le stesse prerogative e poteri del cessato Difensore civico
regionale. Per dare pienezza a questa nuova competenza, sostengono Romano e
Maio, serve che la Regione accetti e riconosca, aprendo l'accesso ai propri
uffici ed ai propri archivi, questa figura "esterna" e non la
ostacoli nelle sue funzioni. Per fare ciò, occorrerà l'intervento del
legislatore regionale attraverso una adeguata iniziativa legislativa. La figura del Difensore civico svolge un ruolo di tutela del
cittadino rispetto ai possibili errori o lungaggini o soprusi della burocrazia e non solo. È un istituto
che, per il solo fatto di esistere, fa sì che il cittadino si senta meno
suddito e più rispettato.
( da "Nuova Sardegna, La" del 11-11-2008)
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Pagina
27 - Sassari Mores, l'energia pulita avanza tra polemiche e
burocrazia Il caso dello
studio di progettazione e dei due esclusi VANNALISA MANCA MORES. Un anno fa, il
sindaco Pasquino Porcu aveva annunciato di voler sposare la causa delle forme
di energia alternativa, ed in particolare quella derivante dall'uso del sole,
l'energia fotovoltaica. Il progetto per Mores "città del sole"
procede. Dopo aver indetto un concorso di progettazione, svoltosi all'inizio
del 2008 e prolungato da lungaggini di tipo burocratico, l'amministrazione
comunale di Mores sta predisponendo in questi giorni le carte per uno studio di
fattibilità che verrà presentato ai partner istituzionali, in modo da poter
accedere alle linee di finanziamento dedicate. «è un lavoro enorme, che
richiede buona volontà e una fiducia incrollabile nelle proprie idee», ha detto
il sindaco Porcu, sottolineando che «la burocrazia è
una macchina che molto spesso fa morire i progetti per le lungaggini cui
sottopone ogni più piccolo aspetto, rivelando nuove barriere ad ogni passo che
viene compiuto. Solo la perseveranza e l'impegno, unite alla certezza di fare
qualcosa di innovativo e fondamentale per la comunità ci hanno consentito di
andare avanti senza il minimo tentennamento». In realtà, Pasquino Porcu,
perseveranza mostra di averne parecchia, anche perchè di tanto in tanto ai suoi
uffici arriva qualche interrogazione di Domenico Serra, primo firmatario di
interpellanze della minoranza sul tema del fotovoltaico. Serra, che di Mores è
stato sindaco per 17 anni, si rivolge a Porcu quale «sindaco pro tempore»,
stavolta in particolare per «conoscere le motivazioni che hanno spinto
l'amministrazione a convocare l'impresa progettista (lo studio dell'architetto
Federico Bargone - Capogruppo, ndc.) vincitrice del concorso in concomitanza
con altre imprese non vincitrici»; e, ancora, i consiglieri comunali Serra,
Matteo Demartis, Luigi Pinna e Giovanni Serra, chiedono di sapere «se e quando
è avvenuta la cerimonia di premiazione dell'impresa vincitrice» e «di convocare
i progettisti vincitori presso il consiglio comunale per poter lo stesso
consiglio espletare il proprio compito di conoscenza e valutazione». Andiamo
con ordine. Dopo aver incassato l'appoggio della Regione, il sindaco ha
intrapreso le azioni necessarie per poter preparare il terreno alla centrale
fotovoltaica, «cui verrà annesso - precisa - un centro studi sperimentale sulle
energie alternative, che ha destato la meraviglia e l'interesse di attori
pubblici e privati. Molte imprese private si sono già proposte per la
costruzione e la gestione degli impianti, dimostrando la propria volontà di
impiantare nel territorio di Mores anche degli insediamenti di produzione,
assemblaggio e formazione». Il sindaco ha rimandato all'appalto pubblico per la
costruzione degli impianti: «Ho ricordato a tutti che si tratta di un'opera
pubblica al servizio dei cittadini, che deve essere realizzata al meglio per le
possibilità che fornirà alla comunità morese». La Bargone - lo studio di
progettazione di cui si è detto - è infatti vincitrice non dell'appalto che
ancora deve essere bandito, ma del concorso di idee che era stato indetto
dall'amministrazione per trovare il miglior progetto da realizzare. Al secondo
e terzo studio classificati, era stata aggiudicata una menzione, come previsto
dal bando. Da qui, la procedura di convocare la vincitrice e le due escluse ma
comunque meritevoli di riconoscimento (è la risposta a Serra). Nessuna
cerimonia, dicono in Comune, semplicemente una normale procedura. Menzione a
parte, il secondo studio classificato, ha presentato ricorso al Tar. Il Comune
ha pertanto cercato di capire e dirimere la controversia. Riuscendo
nell'intento, evidentemente, visto che dopo alcuni mesi il ricorso è stato
ritirato. Ma su questo Serra continua a nutrire dubbi e ad accendere il fuoco
sulla questione. Nel frattempo, dalla città di Friburgo, leader nell'uso delle
energie alternative, arriva la disponibilità per seguire da vicino l'evolversi
del progetto Solatia. Friburgo ha infatti offerto al sindaco la propria
collaborazione nella preparazione dei tecnici una volta che sarà completato il
centro studi, offrendosi di tenere corsi di aggiornamento e di specializzazione
attraverso gli esperti che lavorano per il centro di ricerca sulle energie
alternative creato dalle Nazioni Unite ed installato proprio nella città
tedesca. A sei mesi dalla mostra dei progetti, in cui venivano per la prima
volta esposte le tavole delle idee progettuali del gruppo vincitore, con
capogruppo Federico Bargone, «il progetto di Mores - dice Pasquino Porcu - è
più vivo ed attivo che mai. La creazione di un "modello vincente"
mantiene tutta la sua importanza e l'originalità del progetto continua a
mietere consensi dovunque, soprattutto all'estero ed in quelle aree dove
l'innovazione e la tutela del paesaggio e del territorio rivestono una
importanza fondamentale». Porcu sperava di mettere la prima pietra del progetto
entro quest'anno, ma deve arrendersi ai tempi più lunghi. Si deve predisporre
il bando («che dovrà essere chiarissimo») nel rispetto del piano paesaggistico
regionale, dell'impatto ambientale; rientrare, insomma, in tutte le normative
di legge. Un progetto che ha bisogno di finanziamenti, ma Porcu non ha dubbi
avendo già incassato il placet della Regione e l'interessamento della Ue. Così,
le cave dismesse potranno rinascere con la luce del sole.
( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
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In
Valdinievole sembra placarsi la protesta contro la riforma, ma l'istituto
pesciatino non ci sta Il Lorenzini organizza la mobilitazione PESCIA. «Ci
stiamo un po' addormentando, i fatti di questi giorni hanno trasformato la
nostra forte mobilitazione in forme più blande di protesta», il rappresentante
del liceo Lorenzini, Giacomo Tomasi, parla con tono pacato, quasi arrendevole.
Erano partiti uniti, ora si sentono delusi, abbandonati. I vertici
istituzionali italiani non fanno passi indietro. E gli studenti? Nelle maggiori
città universitarie della penisola la contestazione non si ferma, ma nei
piccoli centri sta tornando in breve tempo regina. Così è in Valdinievole: gli
istituti superiori avevano accennato qualche pacifica rivolta, tra
autogestioni, cogestioni e sit-in, ora tutto tace. A Monsummano, a Montecatini
e a Pescia la didattica e i compiti per il giorno seguente, tornano a essere il
principale argomento di conversazione. Ma c'è un piccolo spiraglio,
un'eccezione, un istituto che non sembra arrendersi. Proprio dal Lorenzini
arriva qualche segnale concreto: il 14 novembre è sicura la presenza di un
gruppo di ragazzi alla manifestazione di Roma. Già in 50 hanno dato la loro
disponibilità a raggiungere la capitale sui pullman messi a disposizione dai
sindacati. Per questa settimana era prevista l'organizzazione di un corteo per
le vie cittadine, con insegnanti e genitori, ma i preparativi vanno a rilento.
Intanto la scuola ospiterà quotidiane riunioni del comitato studentesco e dei
rappresentanti di classe (2 ore ogni mattina). In quella sede ci saranno
votazioni scritte per capire quanti studenti siano favorevoli e parteciperanno
alle prossime mosse di protesta. «Molti miei compagni che all'inizio mostravano
il pugno duro, ora si stanno pian piano ammorbidendo vista la situazione
generale - continua Tomasi - poi ora ci si mette anche la burocrazia a ostacolarci, per fortuna
con me c'è ancora qualcuno che crede nei cortei di piazza e nelle lezioni a
cielo aperto». è sì perché i rappresentanti del liceo di Pescia sono convinti
che la situazione si sbloccherà la prossima settimana: «Abbiamo bisogno di più
tempo, ma già da lunedì cercheremo di fare lezione nel parco, di
allestire i banchetti informativi nelle piazze e di scendere in strada con
megafoni e striscioni» conclude, con meno amarezza, Tomasi. Luca Signorini
( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 10 - Montecatini La burocrazia tiene
chiusa la Fortezza Pesanti ritardi per il piano di recupero da due milioni di
euro Ad un anno e mezzo dal giorno della presentazione gli enti interessati al
progetto non sono ancora riusciti a definire il testo del protocollo d'intesa
CRISTIANO MARCACCI PISTOIA. Stenta a decollare, frenato dall'eccessiva burocrazia, il progetto di adeguamento della Fortezza Santa
Barbara, gioiello storico ed architettonico su cui per anni la città si è
interrogata con l'obiettivo di definire un futuro in grado di valorizzare
appieno questo autentico scrigno, finora mai messo a disposizione della
comunità in modo ragionato e continuativo. è trascorso più di un anno e mezzo,
ma siamo ancora fermi ai blocchi di partenza. Non ci sono da registrare passi
in avanti rispetto a quanto sbandierato da Comune, Provincia, Camera di
Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Direzione
regionale ai beni culturali e ambientali in occasione della presentazione del
piano di recupero, avvenuta in "pompa magna" nell'aprile 2007 al
palazzo de' Vescovi. I soldi ci sono (si tratta di due milioni di euro) e si sa
da tempo come e per cosa verranno spesi. Nonostante quanto fu promesso, e cioè
che i lavori avrebbero dovuto essere realizzati tra il 2008 e il
( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia.
In un anno e mezzo gli enti non hanno ancora definito il protocollo d'intesa. Bloccati due milioni Chiusa per troppa burocrazia Non decolla il piano di recupero della Fortezza S. Barbara
PISTOIA. La burocrazia sta
impedendo di decollare al progetto di adeguamento della Fortezza Santa Barbara,
gioiello storico ed architettonico su cui per anni la città si è interrogata
con l'obiettivo di valorizzarlo in modo definitivo e di aprirlo stabilmente al
pubblico. è trascorso più di un anno e mezzo, ma siamo ancora fermi ai
blocchi di partenza. I lavori non iniziano, nonostante ci siano i soldi.
Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di
Pistoia e Pescia e Direzione regionale ai beni culturali e ambientali stanno ancora
ragionando sulla definizione di un protocollo d'intesa che si concretizzi poi
nella costituzione di una fondazione, l'organismo che dovrà gestire la
struttura in futuro. Intanto, rimangono inutilizzati i due milioni di euro già
stanziati per il piano di recupero. MARCACCI in Pistoia III SEGUE A P
( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
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Piazza
Magenta, deciso un intervento sul verde pubblico Piazza Cavallotti: via ai
lavori per sostituire la pavimentazione LIVORNO. In piazza Cavallotti sono
iniziati i lavori di ripristino della pavimentazione. Si concluderanno in
febbraio, dopo una pausa per le festività natalizie (d'intesa con gli
ambulanti, che subiscono disagi dai lavori), con una spesa di 60mila euro. In
piazza Magenta avrà presto inizio un intervento di straordinaria manutenzione
per il ripristino del verde (costo 10mila euro), mentre non è prevista
l'installazione di giochi per bambini: una scelta condizionata dalla la
situazione di vandalismi continui. In piazza Mazzini i lavori di
ristrutturazione previsti nell'ambito delle opere di urbanizzazione di Porta a
mare sono in corso: il costo è di un milione di euro. Ed in piazzetta Maggi
l'intervento di riqualificazione ha già avuto inizio. Sono queste le risposte
che l'assessore Maria Pia Lessi dà all'interrogazione posta da Gabriele Volpi
nel corso del consiglio comunale di ieri mattina. «Le risposte non mi
soddisfano completamente - dice l'assessore dei Verdi - Va bene per piazza
Cavallotti ma non mi sembra giusto che in piazza Magenta non si mettano dei
giochi per la presenza di vandali o spacciatori. Se venisse sistemata l'area ci
sarebbe una presenza costante di famiglie. E le famiglie costituiscono un
presidio che allontana vandali e spacciatori. E' accaduto così al parco centro
città che, attualmente, è vivibilissimo». In chiusura di riunione il dibattito
si è particolarmente animato quando è intervenuto il consigliere Massimo
Ciacchini (Forza Italia) sulla proposta del centrosinistra di intitolare una
strada a Nicola Caliari. Ciacchini, pur approvando l'iniziativa, si è chiesto
come mai la stessa iniziativa che lo vedeva primo firmatario e che era stata presentata per primo dal centrodestra si era invece persa nella burocrazia comunale. «Mi chiedo se la
rincorsa fatta dalla sinistra in consiglio - afferma - non sia dovuta al fatto
che si è poi scoperto che la vedova dell'ispettore caduto era stata poi
candidata nelle liste prodiane". Ciacchini ha poi chiesto «che vie
cittadine siano intestate oltre a Calipari, ai martiri di Nassiriya, ai
martiri delle Foibe, e che sia data una adeguata collocazione al ricordo di
Alcide De Gasperi e di don Lorenzo Milani. Ma anche del giovane cecoslovacco
Ian Palaci testimone della libertà contro l'oppressione sovietica durante
"la Primavera di Praga", personalità ormai unanimemente riconosciute
di straordinaria importanza nella nostra società democratica». Rosalba Volpi ha
contestato questa impostazione, ricordando che l'uccisione di Calipari è
avvenuta ad opera del fuoco americano. Vittori ha sostenuto la necessità di
rivedere alcune intestazioni di strade, tra cui ma anche di Bettino Ricasoli.
L'assessore Guantini ha ripreso la proposta di Vittori di intestare ai padri
costituenti - come Palmiro Togliatti - vie importanti della nostra città.
( da "Denaro, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Salerno
sviluppo Confindustria incontra la politica Confronto tra il presidente
Gallozzi e i rappresentanti delle istituzioni Il presidente di Confindustria Salerno,
Agostino Gallozzi, ha convocato i parlamentari ed i consiglieri regionali
salernitani presso la Badia di Cava de' Tirreni per focalizzare l'attenzione
sullo stato di crisi dell'economia locale. Il summit di ieri è solo il primo
passo per l'allestimento di tavoli tecnici destinati, di volta in volta, alle
tematiche di maggiore interesse per la popolazione e le imprese. Il presidente
di Confindustria Salerno ha concordato con deputati e consiglieri l'istituzione
di almeno due riunioni annuali. Enzo Senatore "Il nostro sistema", ha
spiegato Agostino Gallozzi al termine della riunione, "è chiamato a fare
squadra nel momento di massima difficoltà dell'economia mondiale e nazionale.
Tutte le componenti territoriali con senso di responsabilità, nel rispetto di
ruoli e competenze, devono profondere il massimo sforzo per arginare un
pericoloso declino della produzione industriale e della capacità di generare
ricchezza ed occupazione". All'incontro di ieri hanno partecipato i
parlamentari Enzo Fasano, Esposito, Alfonso Andria, Edmondo Cirielli e Tino
Iannuzzi ed i consiglieri regionali Antonio Valiante, Ugo Carpinelli, Gerardo
Rosania, Pasquale Marrazzo, Mucciolo, Donato Pica e Michele Ragosta. Il
presidente Gallozzi ha chiesto un impegno comune per il completamento delle
infrastrutture esistenti sul territorio al fine di aiutare la crescita
economica dell'intero contesto industriale. L'allungamento della pista
dell'aeroporto di Pontecagnano, la ristrutturazione del porto commerciale di
Salerno con un innalzamento della profondità dei fondali ed il finanziamento
completo dell'interporto di Battipaglia sono le opere che secondo Gallozzi
richiedono la maggiore urgenza. "In caso contrario Salerno e la sua
provincia rischiano di restare fuori dal meccanismo di sviluppo dell'area
meridionale con danni gravissimi all'economia locale". Gallozzi ha anche
chiesto concretezza circa i progetti di messa in sicurezza dell'autostrada
Salerno-Reggio Calabria e di prolungamento dell'alta velocità ferroviaria fino
alla direttrice Valle dell'Irno-Picentini-Battipaglia. "Ma non è tutto perché abbiamo bisogno anche di una burocrazia più snella e di
amministrazioni pubbliche che funzionino rispettando le tempistiche
dell'economia e della finanza. E' anche fondamentale eliminare l'addizionale
Irap, un peso insostenibile per le imprese, e determinare condizioni di
migliore utilizzo del credito d'imposta". Con le rappresentanze
politiche intervenute alla Badia si è anche concordato un diverso e più
organizzato utilizzo delle risorse destinate alle aziende nell'ambito del piano
di sviluppo economico regionale (Paser). "Le prospettive di recessione per
il 2009", sottolinea Gallozzi, "possono stimolare un'azione
straordinaria di sostegno al tessuto delle imprese locali, dando un impulso
decisivo alla risoluzione delle criticità che impediscono da tempo alla nostra
economia di competere sui mercati. La capacità di ascolto e di dialogo
reciproco con la componente istituzionale è di estrema rilevanza per
"remare" tutti nella stessa direzione, soprattutto in un momento così
delicato e complesso. Non è il momento delle rivendicazioni o, peggio ancora,
dei distinguo o delle recriminazioni". Il prossimo incontro verrà
organizzato nei primi mesi del nuovo anno ed in quella circostanza si discuterà
in maniera più dettagliata delle misure da organizzare per un concreto sostegno
alle imprese ed all'industria. del 11-11-2008 num.
( da "Nuova Ferrara, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli
uccelli partono dall'abbandonata Cà Mazzucca per andare a nidificare sui
balconi «Invasi dal guano dei piccioni» Proteste in via Fardella: sono un
pericolo per la salute Sembra di rivivere le immagini del film "Gli
uccelli" di Alfred Hitchcock, con una vera invasione di volatili. Negli
appartamenti di via Fardella che vanno dal numero 4 al 14 il problema della
nidificazione degli uccelli, in questo caso piccioni, è particolarmente sentito
e provoca danni alle strutture e rischi per l'igiene. Ne sa qualcosa il
presidente del condominio "Fardella", Fabio Sabbatini, che da anni
cerca di combattere questo problema a forza di lettere e missive alle autorità
comunali e sanitarie e ancora nulla è stato fatto, scontrandosi
con una burocrazia a volte
farraginosa e non tempestiva nel risolvere l'urgenza. Ma proprio in questi
giorni, quando ha dovuto dare il benvenuto ad una nuova assegnataria, ha
trovato ancora una volta le tracce inconfondibili del passaggio e della
presenza dei piccioni, aprendo le imposte. Sui balconi infatti che danno
verso ovest c'era un tappeto impressionante di guano, uova schiuse, nidiate di
nuovi nati, in una sporcizia generale, pericolosa soprattutto per la salute.
Anche tramite il Sunia si chiede quindi un intervento urgente per sanare questa
situazione che sta assumendo contorni e proporzioni proprio da film. «Sotto
accusa in particolare - dichiara Sabbatini - c'è Cà Mazzucca, una struttura
ancora fatiscente che è diventata una sorte di grande nido aperta a tanti
piccioni. La vicinanza con Cà Mazzucca facilita l'arrivo degli uccelli che
migrano anche nei palazzoni di via Fardella e in particolare nei balconi posti
sul lato ovest. Se uno non pulisce in continuazione, si corre il rischio di
trovare dopo alcuni giorni, un cumulo impressionante di guano e sporcizia,
naturale veicolo di tante malattie». I condomini chiedono anche di usare le
reti per limitare questa migrazione di massa e che il servizio veterinario
intervenga. Il problema non è solo l'erba alta che cresce nelle vicinanze di Cà
Mazzucca e che provoca una proliferazione di topi e bisce. Il fattore piccioni
è stato sempre sottovalutato, ma ormai si è arrivati ad un punto di non ritorno
e non è giusto che a pagare siano i condomini. «Dopo anni di sollecitazioni -
conclude Sabbatini - sono ancora qui a chiedere provvedimenti urgenti alle
autorità competenti per evitare i danni alla salute provocati dalla sporcizia
dei piccioni».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
INNOVAZTECNOCRE
pag. 7 La crisi finanziaria internazionale rischia di ripercuotersi
pesantemente sull?economia reale:o... La crisi finanziaria internazionale
rischia di ripercuotersi pesantemente sull?economia reale:occorre favorire
l?accesso al credito da parte delle aziende, specie di quelle piccole. Sono
queste le motivazioni che hanno spinto Unindustria a chiedere la collaborazione
dei principali istituti bancari bolognesi. Nella seconda metà di ottobre, a
seguito della riunione svoltasi a Milano qualche giorno prima tra Confindustria
ed ABI (l?Associazione Bancaria Italiana) sulla crisi dei mercati mondiali
finanziari, l?associazione degli imprenditori bolognesi ha organizzato un
tavolo di lavoro con le banche: un incontro al quale hanno preso parte Gaetano
Maccaferri, Cesare Bernini e Stefano Aldrovandi, rispettivamente presidente,
direttore e consigliere delegato per il credito di Unindustria Bologna, e i
rappresentati dei principali istituti di credito della città e della provincia.
Ventitré le banche che si sono sedute al tavolo promosso dagli industriali:
Banca Crv, Banca di Bologna, Banca di Imola, Banca di Romagna, Banca Marche,
Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell? Emilia-Romagna, Banca Popolare
Etruria, Banco San Geminiano e San Prospero, Banca di Credito Cooperativo di
Castenaso, Bnl Paribas, Carisbo, Cassa di Risparmio di Cento, Cassa di
Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Imola, Credit Agricole-Cariparma,
Emilbanca, Federazione delle Banche di credito cooperativo, Fortis Bank, Monte
dei Paschi di Siena, Unicredit Banca, Unicredit Corporate Banking, Unipol
Banca. Tre sono le proposte fatte da Maccaferri agli istituti bancari
bolognesi. Con la prima il numero uno di Unindustria ha chiesto che ogni
singola banca individui un proprio referente unico in grado di dialogare con
l?Associazione e di garantire una migliore assistenza alle imprese, la cui
valutazione o rating è spesso assegnata in modo a loro poco chiaro. LA SECONDA
proposta, invece, riguarda la richiesta di valorizzare gli imprenditori «virtuosi»
che apportano mezzi propri al patrimonio dell?impresa. Gli industriali chiedono
alle banche di finanziare queste aziende con importi pari all?ammontare
dell?aumento di capitale sociale, a tassi agevolati nel medio periodo (5 anni).
Infine, Unindustria auspica la sottoscrizione di specifiche convezioni bancarie
(di cui possano usufruire tutte le imprese associate) da parte di tutte le
banche, migliorando nel frattempo, laddove è possibile, le condizioni già
esistenti. Le tre proposte sono state presentate a seguito di una ricerca
condotta da Unindustria su un campione di 150 piccole imprese associate con
meno di 15 dipendenti. Gaetano Maccaferri ha chiesto un forte impegno. «Dal
mondo del credito ci aspettiamo una grande attenzione e una sensibilità per
tutti quei valori che un?impresa, la sua storia e la sua credibilità,
rappresentano per lo sviluppo di un territorio ? ha detto il presidente degli
industriali bolognesi ?. Un più equo accesso al credito è diventato un?esigenza
vitale, al pari di politiche fiscali mirate, incentivi all?innovazione e
semplificazione della burocrazia».
( da "Mattino di Padova, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
12 - Altre Istituire un bus navetta Istituire un bus navetta dalla città allo
stadio Come voi sapete non ci sono bus navetta che portano allo stadio quando
ci sono le partite di calcio; mi sembra che siamo la 12ª città più popolata d'Italia
e non abbiamo questo servizio. Non ci sono neanche autobus che portano nelle
vicinanze dello stadio Non vi sembra sarebbe il caso di risolvere questo
problema? Visto anche che la sede dello stadio e così lontana dal centro? Non
si può trovare un modo di collaborare col Comune e trovare una soluzione? Vi
ringrazio sin da ora per l'eventuale risposta. Carlo Nicolè Islam moderato
qualche dubbio c'è Ho letto l'articolo di Giulio Rizzoli e ne cito un brano:
«L'Islam è cattivo? I principi enunciati dai versetti del Corano apertamente
contraddicono questa possibilità». Mi permetto di dissentire e riporto alcuni
versetti che riguardano gli infedeli (che siamo noi): «Uccideteli ovunque li
incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è
peggiore dell'omicidio...» (C. 2: 191) «Getterò il terrore nei cuori dei
miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!» (C. 8:
12) «Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi. Quando
tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava, per provare i credenti
con bella prova: In verità Allah tutto ascolta e conosce». (C. 8: 17). E ce ne
sarebbero ancora decine di versetti di questo tipo. Bella tolleranza. Altro che
l'evangelico «porgi l'altra guancia». L'articolista paragona poi la «fatwa»
alla «scomunica» e cita il caso di Enrico IV che dovette recarsi a Canossa
(1077) ed inchinarsi a Gregorio VII poiché all'epoca la scomunica comportava
che si potesse eliminare, senza subire conseguenze, chi era scomunicato. Non
era proprio così, ma diamolo per buono. Tuttavia la «fatwa» oggi c'è ancora,
mentre ai nostri giorni anche chi è scomunicato non viene condannato a morte o
accoltellato per strada. E se si paragona la fatwa alla scomunica significa che
gli islamici sono 900 anni indietro, in pieno medioevo. Sono convinto che ci
sono molti islamici moderati, ma questo non vuol dire che l'Islam sia moderato;
probabilmente anche parecchi nazisti erano moderati e forse qualcuno avrà
salvato un po' di ebrei (come nel film «Il pianista», di R. Polanski), ma ciò
non toglie che il nazismo fosse un'ideologia perversa. Ho anche letto la
recente lettera sul mattino, sempre di Rizzoli, che tuttavia non aggiunge nulla
di significativo a quanto già scritto. Per finire, consiglio al nostro
ricercatore «papista più del papa», come lui stesso si definisce, di leggere
attentamente l'articolo di Ferdinando Camon «Non esiste un Islam moderato» (Il
Mattino, 12 /10). Non credo cambierà idea, ma almeno qualche dubbio sull'Islam
moderato forse l'avrà. Gianfranco Turato Mamme-pazienti solidali col dott.
Gianfranco Fais Essere pazienti del dott. Gianfranco Fais vuol dire essere
sicure della sua assistenza 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Lui c'è, c'è
sempre e per tutte! Anche quando è in ferie. Questo è il Dott. Fais: un uomo
burbero e di poche parole, un uomo dedito al fare più che al parlare, un uomo
che i problemi li affronta e li risolve, un uomo che, seppur raggiunta l'età
della pensione, ha ancora voglia di lavorare e tante cose da insegnare. Ecco
chi hanno «cacciato». Siamo solo delle mamme e della vicenda abbiamo capito
poco. Un'unica cosa ci è chiara: lui come sempre, era al suo posto di lavoro, a
svolgere il suo compito in sala parto, senza pensare alla burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato una carta in
meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia
salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la
salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa
rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un
medico così. Giulia Bisazza Persico, Stefania Michelazzo Zagnoni,
Alessia Giacomin, Sara Marin, Nicoletta Schiavon, Chiara Sgaravatti, Marianna
Valletti Italia-Australia di rugby/1 Comune di Padova bocciato Scrivo per
complimentarmi per l'ottimo modo in cui il Comune di Padova ha organizzato la
partita Italia-Australia di rugby di sabato 8 Novembre: 2 ore e mezza per
arrivare allo stadio da Vicenza. Penso che neanche mia nonna avrebbe potuto
organizzare in modo peggiore l'evento. Ottimo modo per rovinarsi la giornata,
bloccati in mezzo al traffico e giungere allo stadio a secondo tempo ormai
inoltrato. Mi chiedo come sia possibile vendere 30.000 biglietti e poi lasciare
i poveri sfigati che arrivano allo stadio a parcheggiare le proprie auto in
autostrada, tangenziale o qualche campo nei pressi dello stadio pur di riuscire
a vedere qualche minuto della partita. Alessandro Italia-Australia di rugby/2
bloccati in tangenziale Caro mattino, sabato, dopo le ore 18, sono rimasto
imbottigliato in tangenziale ovest, e non perché uscivo dallo stadio, ma solo
perché transitavo dopo due ore che la partita era finita. Ora, se non ho capito
male, l'amministrazione comunale vuole realizzare il nuovo Ospedale in un'area
vicina allo Stadio Euganeo e la cosa francamente mi lascia perplesso. Pensiamo
dunque alle necessità di urgenza e non, che contraddistinguono l'attività di un
grande ospedale, appaiate ad un evento sportivo qualunque, magari anche di
serie «A» e possiamo immaginare il caos stradale che ne può derivare, e questo,
per ore ed ore. In tale occasioni l'unico mezzo che potrà muoversi, in libertà,
sarà l'elicottero. A mio avviso sarebbe auspicabile tenere ben separate le due attività
che già singolarmente movimentano grandi quantità di auto. Giamberto Astolfi
Padova In Piazza Insurrezione una sosta da 27 euro Per un impegno, nei giorni
scorsi sono venuto a Padova e alle 9.28 ho parcheggiato al parcheggio di Piazza
Insurrezione. Nessun cartello avvisa del costo della sosta. Sono tornato alle
17.20 circa e il cassiere mi ha chiesto 27 euro che ritengo un costo
assolutamente scandaloso. Per fare un esempio: la sosta di un'intera giornata
al parcheggio di Venezia, Piazzale Roma costa 22 euro. La cosa strana però è
stata che nell'uscire si è accostato al finestrino il cassiere con l'aria di
dare una mano, a lui ho dato lo scontrino. Ha fatto due tentativi di obliterare
non riuscendoci, ho cercato di farmelo dare perché avevo visto che sbagliava il
verso, mi ha detto che faceva dal bigoncio nel quale è entrato, uscendo poco
dopo dicendo fatto. E lo scontrino? Imbarazzato mi ha detto che non poteva
restituirmelo. Ho protestato, poi avendo ormai una fila di macchine dietro me
ne sono andato, arrabbiato, senza la possibilità di fermarmi perché lì
possibilità non ce n'è. Ora scrivo per ribadire la protesta per il costo fuori
norma del parcheggio e per avere restituito lo scontrino. Roberto Buttura
Montorio (Verona) La mia gratitudine alla sanità padovana Vorrei segnalare la
mia esperienza vissuta nei reparti dell'Azienda Ospedaliera di Padova in
seguito a due circostanze che, a distanza di poco tempo, hanno interessato il
mio stato di salute. La prima riguarda alcune prestazioni per un incidente
subito alla vista; la seconda quelle ricevute a causa di alcune disfunzioni per
le quali il mio medico di base mi ha consigliato di recarmi al Pronto Soccorso.
Quasi sempre leggiamo sui quotidiani locali e nazionali articoli che non
esitano a mettere in cattiva luce la nostra sanità, ponendo in secondo, se non
in ultimo piano, tutto ciò che funziona e magari anche molto bene. Tali
notizie, talvolta letteralmente urlate, gettano discredito verso una
istituzione che, pur con le sue difficoltà, meriterebbe di essere considerata
per quello che è: una buona ed efficiente sanità. Il risultato che ne deriva è
una informazione se non altro parziale ed ingannevole che può rendere più
dolorosa l'esperienza dei pazienti che debbono sottoporsi alle prestazioni medico-ospedaliere.
Per quanto mi riguarda vorrei esprimere tutta la mia gratitudine al seguente
personale dei relativi reparti: al personale medico e paramedico dell'area
verde e rossa del Pronto Soccorso; alla dottoressa Motterle ed al personale
infermieristico del pronto soccorso oculistico; al direttore della Clinica
medica II prof. Antonio Pagnan, alla dottoressa M. Teresa Sartori ed al dottor
E. De Bon nonché a tutto il personale paramedico del reparto, che, oltre alle
cure prestate, ha mostrato notevoli qualità umane. Infine vorrei segnalare la
prontezza e la competenza con cui è intervenuto il personale delle
autoambulanze. Giorgio Colombo Padova
( da "Repubblica.it" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
WASHINGTON
- Il futuro arriva alla Casa Bianca con dieci minuti d'anticipo sull'ora annunciata,
come i bambini che nascono prima del tempo e come se la nuova storia avesse
fretta di cominciare. Arriva senza rabbia, senza rancori, senza disprezzo.
Perché George Bush e Barack Obama sanno di essere, e di dover dimostrare, che
sono due facce diverse, ma inseparabili, della stessa nazione. Una parola sola
di Bush, "congratulations", il gesto affettuoso del vincitore che
posa la mano sul braccio del generale sconfitto, nessun carro trionfale,
nessuna umiliazione, un'occasione di normalità civile nella sua ancora
incomprensibile straordinarietà. Quando la campagna elettorale americana
finisce, finisce davvero. Sembrava che l'uomo sottile, con le spallucce magre e
le orecchie a sventola, fosse nato in quella casa che africani come suo padre
costruirono, bestie da fatica senz'altra paga che una scodella di avena e una
fetta di pane di granoturco, 208 anni or sono. Che ci avesse sempre abitato,
camminando addirittura impaziente un mezzo passetto davanti all'inquilino che
lo aveva invitato, nel passaggio sotto il portico posteriore della Casa Bianca,
come se stesse percorrendo un tragitto che doveva aver tracciato milioni di
volte nella propria testa. E se la futura First Lady, la donna che dal prossimo
20 gennaio sarà la "signora delle signore", doveva preoccuparsi
almeno di tenere a posto i capelli dritti spettinati dal vento che agitava la
capitale, il "body language" dell'eletto era lo stesso che avevamo
visto per quasi due anni. Trasmetteva quel senso di sicurezza, di padronanza,
di calma in questi mesi di tempesta, che lo ha reso così popolare e insieme
così inquietante per i nemici. Era un rito americano che si ripete da sempre, a
volte con grazia, altre volte con acredine, come fecero i clintoniani che al
momento del passaggio a quel Bush che consideravano un usurpatore e nel gennaio
del 2001 devastarono la Casa Bianca, appesero ai muri le vignette più feroci
che fossero riusciti a trovare, sfasciarono qualche sedia e strapparono tutte
le "W" dalle tastiere dei computer. Ma in questo novembre 2008, né la
personalità dei due uomini, George W. Bush, il ben educato figlio della
dinastia che ha regnato per 12 anni, fra lui e suo padre, né il candidato di
seta fredda, Obama, e soprattutto il naufragio dell'economia nazionale in
un'America in guerra, potevano permettere il lusso di sgarbi, di irrisione, di
goliardia. Questa volta, George Bush non si è neppure disinfettato le mani con
il liquido antibatterico come fece in occasione del primo incontro con il
senatore dell'Illinois durante la visita di una delegazione parlamentare
quattro anni or sono, offrendo la stessa lozione anche a Obama che accettò
"per non sembrare poco igienico". Un episodio che Obama stesso ama
raccontare. Poiché nelle democrazie civili, come nelle famiglie per bene, la forma
è sostanza, e la liturgia è la manifestazione tangibile delle fede, non importa
che l'uomo sulla scala mobile in ascesa abbia condotto una campagna elettorale
spietatamente puntata contro l'uomo sulla scala mobile in discesa. E, visto
come il partito ha trattato Bush guardandolo come un appestato e la storica
antipatia che Bush ha sempre provato per McCain, non è detto che sia poi tanto
sconvolto dalla legnata presa da coloro lo avevano rinnegato. La distinzione
ferrea fra il momento della irresponsabilità elettorale e quello della
responsabilità nazionale è il valore reale di questo incontro. Da come si sono
mossi Bush e Obama, che anche ieri ha creato la sensazione di essere uno che
studia da presidente da quando era bambino, come in effetti scrisse in un suo
diario infantile, il passaggio fra due epoche sarà fluido, a differenza della
disorganizzazione dei Clinton o dell'atteggiamento da bunker di George il
Giovane e del suo Richelieu, il vice padrone Dick Cheney. Già 100 dei suoi
futuri assistenti principali e ministri hanno ottenuto la
"pre-clearance", la pre-approvazione dei servizi di sicurezza e
dell'Fbi, per accelerare la futura approvazione del Senato. Dozzine di
"findings", decreti diretti presidenziali per decisioni che non
devono essere approvate dal Parlamento, sono già pronti per disfare molte delle
cose che Bush fece, come il blocco degli aiuti americani alle campagne per il
controllo delle nascite nelle nazioni povere, la riautorizzazione dei
finanziamenti federali alle ricerche sulle staminali embrionali, la proibizione
di torturare i prigionieri, la chiusura di quella vergogna costituzionale che è
Guantanamo. Ma chi ha visto le sequenza della prima visita degli Obama alla
Casa Bianca ieri, la signora al primo piano per vedere gli appartamenti privati
della famiglia come una madre che deve scegliere la "cameretta
bimbi", l'ingresso del futuro presidente in quello Studio Ovale dove dovrà
soffrire le ore delle decisioni terribili che lo aspettano dietro le finestre a
prova di lanciarazzi, faticava a immaginare che quei due uomini fossero stati
ai capi opposti della politica e delle ideologie. Questa era la stessa liturgia
di Al Gore, il candidato che nel 2000 aveva preso 600 mila voti nazionali più
di Bush, ma era andato a dire ai suoi furibondi elettori e al mondo che
l'altro, Bush, era il presidente. E' la stessa immagine che vedemmo con i Ford
quando accolsero i Carter nel 1976, i Bush (genitori) quando dovettero ricevere
i Clinton, arrivati naturalmente in ritardo e senza progetti chiari per quel
cambiamento di personale che soltanto alla Casa Bianca
coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli
Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i
consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il "Paese
legale" continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito
democratico. C'era anche un bellissimo sole, ieri a Washington, per fare
coreografia, un po' di vento nei capelli di Michelle Obama, appena un'ombra di
imbarazzo nel volto di Laura Bush che scoccava occhiatine alla maestosa figura
della nuova "signora delle signore". La storia non è cambiata, ha
fatto soltanto un passo avanti. (11 novembre 2008
( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Case
popolari «Segnaliamo pericoli ma nessuno interviene» E' arrivata anche alla «Voce
dei lettori» la segnalazione del Movimento tutela dei diritti dei cittadini che
lamenta il mancato sopralluogo del Comune e dell'Agenzia territoriale dela casa
dopo la lettera del 30 ottobre, con le firme di tutti gli abitanti del
caseggiato al civico 38 di via Battaglione Intra. Si esternavano le
preoccupazioni dei residenti per «la pericolosità dell'intera struttura
muraria» e «lastre di amianto in un orto». «Come cittadini e associazione -
comemnta Luigi Bevilacqua, del Movimento che ha sede a Gravellona Toce - siamo
veramente angosciati. A tutt'oggi nessuno è intervenuto e
se entro la settimana prossima nessuno sarà intervenuto ci rivolgeremo anche
alla magistratura». Intanto ricordiamo gli indirizzi per le vostre storie di
ordinaria burocrazia: potete
scrive una mail a vocedeilettori@lastampa.it o inviare un fax in redazione a
Verbania allo 0323
( da "Secolo XIX, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sconti
sulla luce? I comuni ne sono all'oscuro il caso Esiste una tariffa sociale per
le bollette delle famiglie meno abbienti. Ma gli uffici ai quali presentare la
domanda non lo sanno 11/11/2008 NEL BUIO dei conti che non tornano, dei bilanci
familiari da fare (comunque) quadrare, una piccola luce per molte famiglie
viene dalla tavola rotonda che si è tenuta ieri presso la Camera di commercio
organizzata da sette associazioni di consumatori, unite per far sentire più
forte la loro voce: «Tariffe & servizi pubblici, i diritti e le ragioni
degli utenti». «Il governo ha già varato una tariffa sociale per le bollette
della luce delle famiglie meno abbienti - dice il segretario generale di
Adiconsum nazionale,
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
GEMONA
La lista di Disetti si presenta: vuole un "patto" per rilanciare il
paese GemonaMancano ancora diversi mesi prima di entrare nel vivo della
campagna elettorale per le comunali 2009, ma c'è già chi ha pronti candidato e
programma. Sabato prossimo, alle 18 presso la sala della comunità montana, il
gruppo consiliare Per Gemona presenterà il suo candidato Virgilio Disetti e il
relativo programma che lo stesso gruppo politico sintetizza nel "Patto con
Gemona": «Gemona è viva e proprio - spiega il consigliere Paolo Urbani -
per questo chiede di più. Ma l'orologio del Comune, purtroppo, è da alcuni anni
fermo. Fermo per l'incapacità di utilizzare i soldi che ha già in cassa (oltre
11 milioni di euro pervenuti dalla Regione), per l'inconsapevolezza delle
difficoltà economiche di famiglie e di aziende, fermo per una logica ormai
inaccettabile di aumento continuo di tasse e costi a carico
dei cittadini e perché incapace di liberarsi da una burocrazia sempre più costosa e soffocante per tutti. Incapace di dare una
prospettiva importante, duratura e significativa ad una città che invece ha
tutte le carte in regola per contare di più, incapace di valorizzare e
stimolare i giovani così come di garantire ai più anziani sicurezza e
tranquillità". Un incontro, quello di sabato prossimo, a cui ne
seguiranno altri promossi sempre da Per Gemona: il 29 novembre è pure in
programma un convegno sul progetto "Città dello sport". Un progetto
che Disetti da tempo fa avanti e per l'occasione sembra saranno presenti il
preside della facoltà di scienze motorie Enrico Maria Di Prampero e il manager
dello sport Enzo Cainero. Il 12 dicembre, Per Gemona organizzerà un altro
incontro per affrontare la questione del cinema sociale, mentre altri incontri
sono in programma anche a gennaio. «Disetti, come ha già dimostrato di saper
fare - continua Urbani sa come rimettere in movimento questo orologio che si è
fermato e chiamare, al di là dei partiti politici, a raccolta e all'unità
Gemona. Nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi spiegheremo a
tutti, punto per punto il nostro patto, cominciando il 29 novembre con
l'illustrazione puntuale del progetto Gemona Capitale Regionale dello Sport e
il 12 dicembre come riapriremo il cinema-teatro».P.C.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regole,
ogni regione abbia autonomia (A.M.) Le imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio
federale regionale sono una irrinunciabile occasione per cambiare le regole, Lo
urla, attraverso una lettera pubblicata sui siti internet regionali l'ex
presidente del Pieris Fabio Dapas, uno che ha abbandonato il calcio dopo 54
anni di attività giocata e dirigenziale. Un vero esempio divolontariato che si
ribella perché in questo mondo non si riconosce più. E non è l'unico caso,
Anzi! Dapas parte dalle multe comminate dalla Ficg a chi non ha allestito
formazioni giovanili ricordando che è inutile curare il vivaio quando ci sono
squadre come l'Inter che schierano 11 stranieri, quando
l'eccessiva burocrazia non
tutela chi dell'educazione dei giovani ne fa una missione, quando genitori e
procuratori non permettono la gestione dei miniatleti, quando gli stessi
giovani che hai cresciuto, approdando in prima squadra, ti chiedono rimborsi
mensili da 200-300 euro fino a 1500. La ricetta? Dapas non ce l'ha, ma
un input lo lancia: Come si può pensare che il potere centrale di Roma possa
risolvere le problematiche tra una realtà come la nostra e la Sicilia? Bisogna
far sì che ogni regione abbia la sua autonomia e discrezionalità decisionale,
almeno in materia sportiva".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Romano:
«Tondo l?ha abrogato, Honsell ponga rimedio» Il Pd: «Il difensore civico tuteli
verso la Regione» Dopo che l'amministrazione Tondo ha abrogato con la legge di
assestamento di bilancio l'istituto del difensore civico regionale, il Pd
chiede al sindaco Honsell e alla sua giunta di rimediare, per quanto può, a
quello che ritiene «un passo indietro sul piano di un'effettiva
parità nei confronti della burocrazia degli uffici». Come? La proposta fatta da Claudio Romano del Pd
con una mozione (sottoscritta anche dal capogruppo Maio) è semplice: secondo
lui, infatti, Honsell e il suo esecutivo dovrebbero «verificare la possibilità
che il difensore civico comunale, che già tutela i cittadini nei confronti del
Comune, si faccia carico della tutela degli udinesi anche nei confronti
della Regione». Per far questo, occorrerebbe anche un intervento legislativo
della Regione. E, difatti, Romano e Maio chiedono che Palazzo D'Aronco si
attivi anche su questo fronte. «Serve - dice Romano - che la Regione accetti e
riconosca questa figura "esterna", aprendo l'accesso ai propri uffici
e ai propri archivi». «La recente abrogazione delle figure del tutore dei
minori e del difensore civico regionale - nota Romano - ha lasciato stupiti
molti cittadini. Si tratta di due figure "di garanzia". Il difensore
civico svolge un ruolo di tutela del cittadino rispetto a possibili errori o
lungaggini o soprusi della burocrazia e non solo. È un
istituto che, per il solo fatto di esistere, fa sì che il cittadino si senta
meno suddito e più rispettato. Dopo queste decisioni, i cittadini della regione
hanno meno tutele. Siamo, assieme al Molise, l'unica regione in Italia in cui
il difensore civico non trova riconoscimento». Secondo Romano, «considerando
che i costi (di piccola entità) di questa attività resterebbero in carico al
Comune di udine, eventuali ostacoli potranno essere solo di natura politica».
Romano spera che anche altri Comuni possano replicare l'iniziativa.
( da "Asca" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
MALATTIE
RARE: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO A FARMACI
(ASCA) - Roma, 11 nov - La burocrazia e' una zavorra nella vita di famiglie e pazienti affetti da
patologia rara e spesso costringe a metter mano al portafoglio: dalla
lungaggine degli iter burocratici, alle procedure da attivare per accedere ad
alcuni trattamenti (ad esempio l'assistenza domiciliare); dalle
restrizioni di autorizzazioni per la mobilita' sanitaria, all'accesso ai rimborsi
ad esse collegati, ai ritardi provocati dalle commissioni delle Asl. Lo
denuncia il Rapporto presentato oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i
diritti del malato. Dai dati delle associazioni, risulta che piu' della meta'
dei cittadini segnala problemi relativi all'accesso ai farmaci. Non tutti i
farmaci infatti sono erogati gratuitamente e non in tutte le realta' regionali
o Asl. Il 58% deve ricorrere al budget familiare per acquistarli. Ed infatti,
chi sospende la terapia lo fa in un caso su quattro proprio per i costi
elevati, non solo per i cittadini ma anche per le aziende sanitarie: il 16% di
pazienti si e' visto sospendere i farmaci dalla propria Asl ed in un caso su
dieci non ha piu' ripreso la terapia, aspetto particolarmente grave visto che spesso
si tratta di farmaci salvavita. Le associazioni segnalano come le spese per
curarsi siano troppo elevate: piu' di un paziente su cinque segnala il numero
insufficiente di esami in esenzione, e nella stessa percentuale il mancato
accesso a presidi, protesi e ausili Considerando in totale quanto si spende per
farmaci, viaggi, riabilitazione, visite specialistiche, i costi per un paziente
affetto da malattia rara possono variare da un minimo di 800 euro ad una
massimo di 7000 euro l'anno; in media 2500 euro annui. mpd/cam/alf
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CALCIO Mioranza
promuove il Sedico: «Bressan la sorpresa» Zitto zitto, magari senza gli exploit
dell'altra neopromossa Plavis, il Sedico comincia a prendere confidenza con la
Prima categoria. E dopo i primi bocconi amari, sono arrivati anche i punti.
Adesso i sedicensi possono permettersi addirittura il lusso di non
accontentarsi di un pareggio in trasferta.«Non possiamo essere contenti del
pareggio che abbiamo ottenuto domenica con il Godega - commenta il presidente
biancoceleste, Alessandro Mioranza - perché le cose si erano messe per noi in
maniera assai più favorevole. Invece, alla fine portiamo a casa un solo punto a
causa di un rigore subìto al 95', dopo che avevamo resistito per quasi
un'intera frazione in inferiorità numerica. Sono stati espulsi, infatti, Pongan
e Da Gioz. Poi, alla fine, come se non bastasse, per le proteste sul rigore,
mentre rientrava negli spogliatoi, deve essere stato espulso anche Bettega,
autore peraltro di una gran partita. Al di là di questo, dobbiamo mettere sul
piatto della bilancia anche un palo e un'occasionissima sbagliata da Casanova.
Insomma, il pareggio ci sta decisamente stretto».Se il direttore di gara non è
stato particolarmente apprezzato dai biancocelesti, ancor
meno lo è la burocrazia
federale che impedisce ancora a Imerio Salvador di poter contare sull'apporto
di un giocatore di estro come il brasiliano Frenky.«Il suo tesseramento
completerebbe il nostro organico - spiega Mioranza -. Purtroppo non si finisce
più di adempiere alle richieste federali. Proprio in questi giorni ci è
giunta la richiesta di un supplemento di documentazione».Le cose migliori di
questo avvio di stagione?«Finora la sorpresa più bella è quella di Bressan -
spiega Mioranza - che lo scorso anno giocava con la nostra Under ma che si è
conquistato un posto in quadra a suon di buone prestazioni. E naturalmente,
importante è stato anche l'inserimento di Mezzacasa che però non può certo
essere considerato una sorpresa. E peccato per quel mal di schiena con il quale
deve combattere».Egidio Pasuch
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
sindaci di Vigo e Lorenzago si dichiarano favorevoli all?ipotesi di
accorpamento delle due realtà «Comune unico nell'Oltrepiave» Mazzucco: «Nel
2001 fummo vicini all?intesa». Tremonti: «Operazione nell?interesse di tutti»
LorenzagoVigoI comuni italiani fanno sempre più fatica, le idee di accorpamento
cominciano a diventare concrete. In provincia Longarone e Castellavazzo ne
hanno già discusso. Il recente taglio dell'Ici ha svuotato le casse delle
amministrazioni ed anche le nuove normative non sembrano aiutare sindaci e
funzionari. Lungo l'Oltrepiave in Cadore sorgono sia Vigo che Lorenzago e già
in passato l'unificazione pareva vicina. Antonio Mazzucco, primo cittadino di
Vigo, commenta: «Mi sono espresso a favore di questa iniziativa appena entrai
in carica, ancora nel 2001. Sarebbe un interesse per tutti e non solo a livello
di euro, ma perchè questi comuni sono troppo piccoli per funzionare con le
ridotte strutture che hanno a disposizione. Bisognerebbe creare servizi
accessibili per tutte le persone, mettere insieme le nostre risorse e non
chiudere uffici e sportelli, ma condividerli. Se per pagare una bolletta
bisogna fare mille carte, se la burocrazia è arrivata a questo, bisogna trovare delle soluzioni. Il
problema è che nessuno pensa a toglierci dalle difficoltà, non c'è l'interesse.
Ora vogliono eliminare anche le Comunità Montane ma tutto ciò è assurdo». Se i
comuni sono d'accordo per l'accorpamento, forse la gente del posto non la
penserebbe allo stesso modo. «I cittadini non conoscono i rumori di
fondo, vedono che in municipio ci sono tante persone e sono convinti che tutto
vada bene, ma non sanno che per liquidare un semplice compenso siamo costretti
a fare una marea di documenti, con una moltiplicazione di lavoro insostenibile.
Anche per la centralina idroelettrica che abbiamo realizzato sono stati
depositati oltre 400 documenti con una decina di pratiche. All'unione dei due
comuni, Lorenzago e Vigo, sarei favorevolissimo e andammo vicini all'intesa già
nel 2001 ma al momento di decidere la giunta di Lorenzago non fu d'accordo.
Ora, visti anche i progetti simili affrontati in provincia, mi auguro che se ne
possa discutere seriamente». Mario Tremonti, sindaco di Lorenzago, afferma: «Ho
già detto pubblicamente che sarei disponibile ad un accorpamento unico di tutti
i comuni del Cadore. Se per cominciare questo tipo di porgetto dovessimo unirci
a Vigo non avrei nulla in contrario. Il fatto è che non dobbiamo aspettare che
siano gli altri a cambiare le cose, ma dobbiamo noi avere il coraggio di farlo.
Fui proprio io 25 anni fa l'unificatore delle comunità montane, quindi la
proposta di accorpamento mi trova completamente d'accordo. Se la gente è
d'accordo? Basta spiegare alle persone il perchè si giunge all'unificazione,
bisogna far capire che rientra anche nei loro interessi, è una condivisione di
risorse, un risparmio di energie e anche di soldi. Così facendo sarà più
semplice per tutti capire e giungere davvero a qualcosa di concreto».Daniele
Collavino
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Raffaele Zornitta spiega i problemi della burocrazia e
i tempi lunghi per il rientro dei corpi «Non sappiamo quando li riavremo» (lm)
«Non abbiamo ancora alcuna novità. Sappiamo solo che li hanno recuperati e che
ora è necessario attendere che la burocrazia
faccia il suo corso. Purtroppo, la distanza e la differenza che esiste tra il
nostro paese e la Tanzania rende tutto più difficile. Non sappiamo ancora
quando potrà avvenire il rientro delle salme».Il fratello di Claudio Zornitta,
Raffaele, non manca mai in queste ore di rispondere ai giornalisti, tenendoli
informati su quanto sta accadendo in queste ore in Africa.La voce è rassegnata,
spenta, ma le risposte arrivano sempre lucide e puntuali, ferme nel ricordo
straordinario del fratello, persona che definisce semplicemente «squisita», al
di là di un carattere che a volte appariva schivo.È troppo presto quindi per
sapere quando le salme rientreranno dalla Tanzania dove si trovano ancora a
disposizione delle autorità giudiziarie locali. Sono state composte
nell'obitorio dell'ospedale della piccola cittadina di Moshi. L'ipotesi
iniziale di un rientro entro tre giorni sembra sfumare. Manca solo il
riconoscimento formale per mettere la parola fine ad una tragedia che, in
queste ore, ha segnato profondamente due famiglie, quella di Zornitta, che
lascia tre figlie (Carolina, 13 anni, Federica, 21 e Laura, 22) e quella della
compagna Paola Santini, anche lei madre di due figli, Filippo 14 anni e Maria
Chiara di 17.L'intera città ne parla. La morte della giovane coppia ha destato
profondo cordoglio. Stavano assieme da circa tre anni, anche se continuavano a
risiedere in abitazioni separate, lui nella villa in via Pedecastello 33, lei a
Cavarzano.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Cdq 3
respinge un'agevolazione sui parcheggi ... Il Cdq 3 respingeun'agevolazionesui
parcheggiCon somma meraviglia, il 31 ottobre il Consiglio di Quartiere n. 3
Est, quindi ha respinto la mozione da me presentata che chiedeva la stipula di
una convenzione tra il Comune di Padova e gli imprenditori di Via Savelli Via
Longhin nella zona di Padova1 per il prezzo agevolato del parcheggio ai propri
dipendenti.La nota vicenda dei parcheggi a pagamento in Via Longhin Via Savelli
dove non transitano i mezzi pubblici, è stata ignorata dal Presidente del
Consiglio di Quartiere, il dessino Andrea Micalizzi e della maggioranza di
sinistra che lo sostiene.La mozione auspicava l'intervento dell'Amministrazione
comunale per stipulare una convenzione fra operatori economici della zona ed il
Comune per il parcheggio delle auto di propri dipendenti ad un prezzo agevolato
anziché 30 euro mensili. E' la dimostrazione più evidente del disinteresse ai
problemi reali della gente da parte dell'attuale maggioranza che governa il
Quartiere. L'assessore alla mobilità Ivo Rossi vedeva con favore la possibilità
di tale convenzione con gli operatori economici di quella importante zona di
Padova, priva del servizio di trasporto pubblico.Michele Russivice pres. Cdq
3gruppo consiliare di F.I.Piste ciclabili:Padova è al 15°posto non al primoIvo
Rossi , assessore comunale padovano alla mobilità, dichiara alla stampa: Padova
è diventata la capitale italiana della rete ciclabile. Invece, nella
graduatoria dell'indice di ciclabilità 2007, Padova si trova al 15° posto, con
( da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ma che palle
sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico?
E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e
questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle
piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali.
Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella
fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare
Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo
sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno
opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete
qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro
Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate
a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran),
ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa
giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E
cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul
giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in
Varie Commenti ( 59 ) » (7 votes, average: 4.29 out of 5) Loading ... Il Blog
di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i
fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i
più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per
le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per
ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non
vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo
stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime,
anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da
matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo
chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso
comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il
nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato
Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio
Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo),
Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El
Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha
chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al
massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più
neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (5 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due
considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno
Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per
essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del
programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come
faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una
schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non
sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state
mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra,
sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle
ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di
fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non
capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate
di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha
parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma
per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il
contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla
"mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio
di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara
e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che
studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) » (8 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della
Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di
Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea
geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri
(con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie
elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale
gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli
interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con
l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel
frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione
socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto,
non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi
IV Commenti ( 47 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per
contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro
e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me
compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono
adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi
sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato
debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla
"deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che
più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo
attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è
sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non
si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse
provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non
stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di
operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci
troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di
non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato
in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci
restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 57 ) » (9 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su
Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo
(Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i
contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo
suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air)
amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I
sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo
(passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma
mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare
una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il
grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto
quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze
e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben
più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre
condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente
non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare
indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in
mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono
essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non
è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine,
all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno.
cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 141 ) » (12
votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno
L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano
Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e
discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione
ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve
dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla.
Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi
di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che
l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non
vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed
eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E
di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di
una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi
vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del
fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome
di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (7 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha
visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la
luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo
del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa.
Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma
ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa
come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della
sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio
e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi
nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del
Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi
finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per
caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius,
poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione
della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta
novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione
è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre
una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius
hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il
nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 84 ) » (7 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e
l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in
Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla,
neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e
intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia
verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) » (4 votes, average: 4 out
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Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui
per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno
affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche
società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato
immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i
soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane
avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti
immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano
in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale
(agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e
dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative
(come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla
speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non
finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime
(quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali
non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie
e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso:
quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1.
Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul
mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto:
privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è
stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo
era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il
loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha
pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via
la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole,
secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai
motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (4
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sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di
economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (21) Varie (39)
Ultime discussioni Umberto: No cara Sabrina,Michele non è stato morso dalla
tarantola,soltanto è una delle tante pentole a pressione... Giulio di Siena:
Federico Fanucchi. Forse non è importante cosa intenda io per classe
media, perché mi sono... Nicola: Mha, le dirò. Il mio punto di vista è diverso.
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che palle Veltroni che a tutti i costi,dice di aver vinto lui. Davide: Per
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Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi Libertysoldier rass.stamp
11min In prova Ecodiario November
( da "Adnkronos" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Malattie
rare: l'indagine, fino a 7 anni per diagnosi e 7 mila euro per cure ascolta la
notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SALUTE Roma, 11 nov. (Adnkronos
Salute) - Un tortuoso percorso a ostacoli, fino alla diagnosi e per tutto
l'iter della malattia: si attendono anche sette anni per arrivare a capire di
cosa si soffre e si spendono fino a settemila euro l'anno per curarsi. E
accedere alle cure innovative è quasi un miraggio. Sono alcuni dati emersi dal
I Rapporto sulle malattie rare di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del
malato, stilato in collaborazione con le associazioni di pazienti, il Cergas
Bocconi, la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) e in
partnership con Celgene. L'indagine è stata presentata oggi a Roma. In Italia
sono circa due milioni i malati rari e il 70% è rappresentato da bambini. Tra
gli ostacoli più sentiti, il mancato riconoscimento dell'invalidità civile e la
disparità di trattamento a seconda del luogo di residenza. Internet e le
associazioni, poi, sostituiscono spesso la rete fra medici di famiglia e centri
di riferimento, istituita con decreto ministeriale, nella raccolta delle
informazioni fondamentali per diagnosticare, curare e gestire le patologie. La burocrazia
- sottolinea il rapporto - è inoltre una zavorra nella vita di famiglie e
pazienti con patologie rare e spesso costringe a mettere mano al portafoglio:
troppo lunghe le procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti o
all'assistenza domiciliare; troppo ristrette le autorizzazioni per la
mobilità sanitaria e l'accesso ai rimborsi a esse collegati, troppi i ritardi
provocati dalle commissioni delle Asl. E per quanto riguarda i costi della
malattie, le 25 associazioni interpellate per l'indagine segnalano come le
spese per curarsi siano elevate: considerando in totale quanto si spende per
farmaci, viaggi, riabilitazione, visite specialistiche, i costi per un paziente
con malattia rara possono variare da un minimo di 800 euro a un massimo di
7.000 euro l'anno; in media, 2.500 euro annui. Più di un paziente su cinque
considera infine insufficiente il numero di esami in esenzione e grave il
mancato accesso a presidi, protesi e ausili. Per venire incontro alle esigenze
dei pazienti, Cittadinanzattiva propone alcune soluzioni: 1. Ridurre le
distorsioni del federalismo prevedendo all'interno dei Livelli essenziali
d'assistenza (Lea) l'erogazione gratuita di farmaci innovativi, orfani, di
fascia C, parafarmaci e prodotti alimentari per i pazienti con malattie rare.
Le risorse devono essere finanziate da un Fondo ad hoc. 2. Assicurare la presa
in carico del paziente: a tal fine occorre puntare sull'integrazione ospedale-territorio,
garantire il coordinamento tra i vari Centri di riferimento e coinvolgere le
associazioni di pazienti nella definizione dei percorsi
diagnostici-terapeutici. 3. Aggiornare e integrare con cadenza annuale l'elenco
delle patologie rare previsto dal Decreto ministeriale n.279 del 18 maggio
2001, riconoscendo anche a chi non rientra in tale elenco l'assistenza
sanitaria e farmaceutica. 4. Garantire l'accesso ai benefici socio-economici:
occorre unificare i procedimenti per il riconoscimento di invalidità civile e
handicap e aggiornare il decreto 2 agosto 2007 per l'individuazione delle
patologie escluse dalle visite di controllo. 5. Promuovere la ricerca,
incrementando il fondo pubblico nel campo dei farmaci orfani e coordinando
l'attività pubblica con quella privata.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Secondo la
Cna «Già in atto la stretta creditizia» CAGLIARI. Un Fondo di garanzia per
garantire il credito alle piccole e medie imprese. è una delle richieste
avanzata dalla Confindustria al governo ma è anche la domanda che si ripete
sempre più spesso da parte delle organizzazioni del mondo produttivo sardo alla
Regione sia pure in termini un po' differenti: nell'isola, infatti, le
organizzazioni del mondo produttivo puntano a un rafforzamento del ruolo dei
rispettivi Consorzi fidi e per questo chiedono un aiuto da parte della Regione.
Il menu di interventi sollecitato dagli imprenditori a livello nazionale
dovrebbe servire a ribaltare la crisi con incentivi fiscali per favorire
l'innovazione e l'ammodernamento degli impianti, maggiori investimenti su
infrastrutture e opere pubbliche. Nell'isola le organizzazioni delle imprese
come la Cna temono che possano esserci ripercussioni della crisi finanziaria in
atto ai danni della già provata economia reale sarda. «A preoccupare è
soprattutto la posizione finanziaria delle imprese minori», è la posizione
espressa dalla Cna sarda, «che sono le più esposte e indebitate con il sistema
bancario ma anche gli effetti di un già avvertito razionamento del credito». E
proprio questi temi saranno affrontati domani a Cagliari in un convegno che
metterà a confronto imprese e le maggiori banche che operano nell'isola. Il
documento unitario di programmazione elaborato dalla giunta Soru dedica un
capitolo ai sistemi produttivi: «Un modello di sviluppo coerente con le
vocazioni territoriali», si legge nel documento, fondato sulla convenienza
all'insediamento produttivo e sulla pratica competitiva d'impresa. Questo
processo è accompagnato dagli interventi di politica attiva del lavoro per
favorire una piena e migliore occupazione». Gli obiettivi della strategia
stabiliti dalla Regione si riferiscono ai principali settori produttivi
dell'economia sarda nonché all'internazionalizzazione del sistema produttivo e
alle politiche attive del lavoro. Per quanto concerne
l'industria, si tratterebbe, in sostanza, di favorire la crescita della
competitività delle imprese attraverso servizi di qualità, infrastrutture,
innovazione, maggiore efficienza della burocrazia e del sistema degli incentivi.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
50 - Sport Alghero, piano di rilancio in tre mosse Seconda divisione, le prime
indicazioni di Cuccureddu alla società Novità per dirigenza, squadra e
strutture Sostituito il preparatore ALGHERO. L'Alghero vuole risollevarsi e il
presidente Corrado Sanna ci crede. L'arrivo di Antonello Cuccureddu ha senza
dubbio dato una carica positiva a tutto l'ambiente e le sue parole al termine
della gara contro l'Alessandria hanno dato coraggio per proseguire. Ovviamente,
dall'alto della sua esperienza, Cuccureddu ha indicato al suo amico Corrado
Sanna la strada ideale da percorrere. Un percorso suddiviso in diversi punti:
società, squadra e struttura sportiva per disegnare il futuro giallorosso.
Società: il nuovo massimo dirigente è stato chiaro sin dal primo giorno del suo
insediamento parlando con gli altri soci: «bisogna organizzare tutto per bene
perché tra i professionisti non si scherza - ha sempre detto Sanna - prima di
tutto occorre chiarezza e una programmazione seria». Il tema società è quello
più sentito e i dirigenti, proprio in questi giorni, si riuniranno per mettere
nero su bianco. Insomma pare proprio che in casa Alghero si stia per dare la
sterzata giusta. Squadra: considerata la prima esperienza tra i professionisti
e il ripescaggio avvenuto a metà agosto, alcune scelte di mercato vanno capite
per certi versi. La cosa fondamentale è che questo è stato recepito e si sta
cercando di porre rimedio. Tra l'altro non servirà proprio una rivoluzione.
Secondo il neo consulente tecnico del presidente, anche se di fatto mister
Mauro Giorico lo ha sempre detto, la squadra necessita di almeno due-tre nuovi innesti.
Uno per reparto. Intanto è atteso per queste ore il transfer del centrocampista
argentino Leandro Sartor. Entro gennaio, con la riapertura delle liste,
dovrebbero arrivare anche un difensore esterno e una punta. I nomi sul taccuino
di Giorico e del ds Ledda sono diversi. Ovviamente, e qui dovranno intervenire
i dirigenti, tutto è legato al budget. Intanto ieri è stato sostituito il
preparatore atletico. Al posto di Alessandro Masotti c'è Gianni Madeddu.
Struttura sportiva: per fare il salto di qualità, oltre all'assetto societario
e alla squadra, bisogna curare meglio la struttura sportiva. Dalla segreteria
dell'Alghero hanno fatto sapere che già a fine agosto e ai primi di settembre
ci sono stati diversi contatti con gli uffici comunali preposti e tutte le
richieste sono sui tavoli degli amministratori. La società si è mossa ma,
chiaramente, può arrivare sino ad un certo limite dopodichè è competenza del
Comune, il quale pare stia cercando di accelerare i tempi
della burocrazia per poter
realizzare entro gennaio la recinzione sul lato tribuna ospiti, la sala stampa
e, soprattutto, la sala antidoping. Proprio domenica scorsa era presente il
commissario della federazione che ha segnalato la grave inadeguatezza della
struttura. Nicola Nieddu
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
IV - Palermo Meno superburocrati, arriva il primo sì Ok in commissione al
taglio dei dipartimenti. Nel 2010 nuova mappa degli assessorati Riforma delle
deleghe anticipata di un anno su proposta del Pd e dell´Udc. Il Lavoro va con
la Famiglia ANTONELLA ROMANO TAGLI ai dipartimenti, che da 39 saranno subito
ridotti a 31, e tra un anno una mappa rinnovata degli assessorati. La commissione Affari istituzionali dà il via libera alla riforma
della burocrazia, con
l´astensione del Pd che chiedeva di ridurre a dieci il numero degli
assessorati. La nuova distribuzione delle deleghe degli assessori, che
resteranno dodici, partirà il 1? gennaio 2010, come richiesto da un emendamento
targato Pd e controfirmato dall´Udc, e non più il 1? gennaio 2011. Una
riforma che rivoluziona in chiave moderna competenze e responsabilità degli
esponenti della giunta: la definizione delle attuali deleghe era ferma al 1962.
Adesso il disegno di legge è pronto per affrontare il dibattito in aula. Ci
sarà un nuovo assessorato all´Economia, uno alle Attività produttive che
ingloba quello all´Industria. L´Agricoltura terrà dentro la Pesca, da sempre
nell´orbita della Cooperazione. Ci sarà l´assessorato alla Famiglia, che
accorpa il Lavoro. La formazione professionale finirà dentro la Pubblica
istruzione. Ci sarà un nuovo assessorato delegato ai rapporti con l´Ars e un
altro alle relazioni con l´Unione europea e con lo Stato. Tra gli assessorati
destinati alla cura dimagrante c´è quello alla Presidenza, che accorperà i
dipartimenti di Bruxelles, di Roma e altri extraregionali ma rinuncerà a un
dirigente generale alla segreteria di giunta. Mentre gli attuali cinque
dipartimenti alla Sanità saranno ridotti a due: «pianificazione strategica» e
«attività sanitarie». L´assessorato alla Presidenza non opererà più con la
delega del presidente della Regione ma avrà delega piena, come gli altri. è
stato votato all´unanimità l´emendamento che anticipa la riforma. Voluto dal
Pd, è stato controfirmato dagli esponenti dell´Udc in commissione, Rudy Maira e
Salvatore Cordaro. «Se si tratta di una riforma vera, non può stare in stand-by
per un lungo periodo ma si deve applicare - dice Antonello Cracolici,
presidente del gruppo Pd - Ci batteremo in aula per eliminare quelli inutili
come il dipartimento per l´ufficio di Bruxelles o la sovrintendenza di Palazzo
d´Orleans. Complessivamente anche i dipartimenti tra un anno diventeranno 24,
quasi la metà di adesso». Novità anche sulla riduzione delle "poltrone
d´oro", i posti di sottogoverno nelle società a partecipazione regionale
assegnati in genere per premiare i fedelissimi dei politici e risarcire i
trombati alle elezioni. Con un emendamento del Pd approvato in commissione, la
Regione adesso non potrà indicare più di tre componenti nei consigli
d´amministrazione di enti e società partecipate. «In questo modo si riduce il
numero di poltrone di sottogoverno che troppe volte servono solo ad
accontentare esclusi o amici eccellenti», aggiunge Cracolici. Limitazione che
viaggia di pari passo con la proposta di riduzione a 12 delle 26 spa regionali,
guidate da un esercito di 90 amministratori, che a luglio il ragioniere Enzo
Emanuele ha predisposto e portato in giunta. E lì giace.
( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lucca. Sotto accusa la burocrazia, Equitalia: «Se non ci arriva la sentenza non possiamo fare
nulla» Multe, è caos sui ricorsi Anche chi li ha vinti rischia di vedersi
bloccata l'auto LUCCA. Fioccano le proteste dei cittadini che hanno vinto i
ricorsi contro le multe, o che hanno ricevuto la sospensione della cartella in
attesa della sentenza del giudice di pace. A molti di loro infatti sono
arrivati ugualmente gli avvisi di fermo amministrativo dell'automobile. Senza
contare che l'Agenzia delle Entrate blocca il versamento dei crediti d'imposta,
perché li considera contribuenti morosi e quindi non meritevoli di ricevere i
rimborsi delle dichiarazioni dei redditi. Il meccanismo di annullamento della
cartella esattoriale è in effetti piuttosto macchinoso. La pratica deve partire
dal giudice di pace che ha accolto il ricorso, passare dalla polizia municipale
e quindi arrivare ad Equitalia, che è l'agenzia di riscossione per il comune di
Lucca. E a volte i documenti si perdono nei meandri della burocrazia.
TUCCINI in Lucca I SEGUE A P
( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
di
Matteo Tuccini Multe, vinto il ricorso? tolta l'auto lo stesso Aumentano i casi
in cui la sentenza non arriva a Equitalia per l'annullamento La soluzione è
portare tutti i documenti all'agenzia di Guamo LUCCA. Brutta bestia, la burocrazia.
Specialmente quando il cittadino ha fatto valere le sue ragioni, e gli deve
essere riconosciuto un diritto. Capita, infatti, che un contribuente vinca il
ricorso contro una cartella esattoriale di 98 euro, che Equitalia gli aveva spedito
nonostante avesse pagato entro i 60 giorni canonici una multa da 35 euro.
Ebbene, quello stesso cittadino si vede recapitare a casa, a dispetto della
sentenza del giudice di pace, una notifica di avvio di fermo amministrativo da
parte dello stesso agente di riscossione. Non solo. L'Agenzia delle Entrate gli
comunica che non può essere rimborsato dei crediti di imposta: ben 780 euro
relativi alla dichiarazione dei redditi del 2004, che non gli spettano in
quanto "moroso". A quel punto il cittadino si ribella. E si domanda
furioso: che cosa è successo tra la sentenza a me favorevole e l'inevitabile
sgravio della mia posizione, che dovrebbe essere comunicato immediatamente a
Equitalia? Nella mente del cittadino semplice, infatti, un ricorso vinto significa
non dover pagare più nulla. E invece no. La burocrazia
chiede il fatidico "documento". Che nel caso del nostro contribuente
equivale a due carte: la sentenza favorevole del giudice e la copia della
cartella esattoriale "incriminata". E che non sempre arriva a
destinazione. Spesso, infatti, i documenti si perdono nel percorso. E questo
accade sia per i ricorsi vinti, sia per semplici sospensioni in attesa della
sentenza, come si legge nella protesta pubblicata sul Tirreno di ieri. Tra
l'altro le carte non sempre fanno lo stesso tragitto. Come spiega la stessa
Equitalia, «se il ricorso è istruito contro l'ente impositore, cioè il Comune,
è competenza dello stesso ente comunicarci tempestivamente il provvedimento di
sospensione o di discarico a favore del contribuente». Quindi se la multa è
ingiusta sono i vigili urbani che devono avvertire Equitalia della
cancellazione del debito. «Ogni tanto può succedere che ci sia qualche ritardo,
e ce ne scusiamo - dicono dalla polizia municipale - ma da qualche tempo c'è un
problema con l'ufficio del giudice di pace. In pratica non ci spedisce più la
cartella annullata, che serve all'esattore come ennesima forma di controllo».
Se invece il ricorso è contro la stessa Equitalia, il giudice deve spedire
direttamente all'esattore tutta la documentazione necessaria. E in quel caso,
assicurano dalla sede di Guamo, «provvediamo subito ad annullare la cartella».
Insomma, a conti fatti è il solito labirinto dentro al quale il contribuente
spende giorni di lavoro e fatica per avere ragione, e proprio quando il tunnel
sembra aprirsi alla luce, ecco l'amara sorpresa. Perciò, meglio tutelarsi:
quando arriva una sospensione della cartella o una vittoria su un ricorso, il
cittadino porti tutto ad Equitalia. Così nessuno avrà più scuse. (Ha
collaborato Giampiero Della Nina)
( da "Nazione, La (Prato)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA
PRATO pag. 12 QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai stato
un rapport... QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai stato
un rapporto facile. I disservizi degli anni ?80 sono ormai acqua passata sotto
i ponti, compresi i vari ponti radio che si sono succeduti sulle colline da
Vaiano fino a Montepiano, ma anche nel nuovo secolo non mancano i problemi,
attenuati solo in parte dall?arrivo delle parabole. La zona ad avere meno
problemi è quella del fondo valle, per ovvie ragioni morfologiche del
territorio, ma non sono ancora del tutto risolti i problemi in aree tipo La
Tignamica, dove chi ha voluto vedere i programmi della Rai si è dovuto
installare un ripetitore auto-gestito, non senza problemi
con la burocrazia ed i
controlli. Non va molto meglio neppure qualche chilometro più a nord, tra
Usella e Carmignanello, dove da tempo è in funzione un ripetitore pagato dai
residenti, unico mezzo per vedere Rai 2 e Rai 3, mentre il primo canale della
televisione di Stato si vede in modo accettabile. Un problema che
riguarda centinaia di famiglie e che la Rai, nonostante l?interessamento del
sindaco Ilaria Bugetti, continua a ignorare. Il comitato che gestisce il ripetitore
ha difficoltà sempre maggiori, sia perché i costi sono notevoli sia perché
aumenta il numero di coloro che si dotano di una parabola satellitare visto
che, pagare per pagare, preferiscono investire sulle loro case. Così il
ripetitore di Poggio Cotone rischia di non poter proseguire l?attività per i
costi di manutenzione e dell?energia elettrica nonostante l?appoggio
dell?amministrazione comunale: «E? importante sostenere questi cittadini che si
sono messi al servizio della comunità ? ha sottolineato il sindaco Bugetti ?
perchè grazie al loro impegno si tutela la garanzia del servizio pubblico.
Bisogna tenere acceso il ripetitore». Anche l?ipotesi di non pagare il canone
in massa rimane nel cassetto, a meno di iniziative private, visto che il canone
è in realtà una tassa sul possesso del televisore e non sulla ricezione dei
canali Rai. Poi c?è la parte dell?alta valle, dove a volte anche le parabole
fanno fatica a trovare il segnale tra boschi e montagne: il sindaco di Vernio
Cecconi, nel 2005, fu costretto a contattare la Rai per segnalare il
disservizio a Terrigoli, Sant?Ippolito e San Quirico, dove per qualche giorno
sparirono le tre reti pubbliche. Allora tutto si risolse con il passaggio dei
ripetitori da analogici a digitali, ma non sono rari i casi in cui la tv fa
saltare l?appuntamento con film e partite. Matteo Grazzini
( da "Secolo XIX, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scuola,
via al nuovo piano tra accorpamenti e scorpori la riforma Plessi uniti sotto i
500 studenti, divisi sopra i 900. Minoranza contraria Genova. Prima la riforma
della scuola secondo il ministro Gelmini, ora il piano di dimensionamento della
rete scolastica ligure. Mentre nelle piazze non si è ancora spento l'eco degli
slogan contro il ministro della pubblica istruzione, la Regione Liguria ieri ha
approvato il piano proposto dall'assessore Massimiliano Costa. Contrario il
centrodestra. Addirittura sulle barricate dell'ostruzionismo (un'ora di
relazione di minoranza) il capogruppo di Alleanza nazionale Gianni Plinio che
per smontare il piano regionale ha utilizzato niente meno che le osservazioni
di Nicolò Scialfa, preside, presidente provinciale dell'Associazione nazionale
dirigenti e alte professionalità della scuola, ex esponente di spicco di Unione
a sinistra e fresco responsabile nazionale per la scuola per Idv. In pillole il
provvedimento procede alla riorganizzazione della scuola prevedendo che gli
istituti abbiano fra i 500 e i 900 alunni. Per gli istituti di dimensioni
inferiori, è previsto l'accorpamento, per quelli di dimensioni maggiori lo
scorporo. Sono state previste deroghe per le scuole dei comuni montani e per
quelle a carattere speciale come gli istituti professionali d'arte. Sono una
novantina in tutta la Liguria gli istituti interessati da modifiche. Per il
vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla pubblica istruzione
Massimiliano Costa il dimensionamento della rete scolastica serve «a
stabilizzare e rafforzare le scuole della Liguria per i prossimi anni,
mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal Ministro
Gelmini. L'impegno è di «non chiudere alcun plesso nemmeno quelli piccoli
dell'entroterra e ovunque di mantenere il servizio agli studenti e alle
famiglie, ma anche di rafforzare le scuole deboli e di salvaguardare gli
istituti secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità
regionale». Con il piano aumenta il numero degli istituti comprensivi (scuole
materne, elementari e medie insieme) che secondo l'assessore «garantiscono
continuità didattica ed educativa». «Questo è un provvedimento politico,
mirato, che decide gli accorpamenti e gli smembramenti delle scuole sulla base
di criteri politici, sacrificando quelle ricadenti in zone di centro destra a
favore di quelle a maggioranza di centrosinistraȏ l'attacco di Plinio che
avrebbe voluto veder rinviata la discussione. Ad esempio viene portata la Bertani-Ruffini,
scuola di Castelletto «penalizzata per la sopravvivenza di istituti della
Valbisagno». Luigi Morgillo (FI) ha accusato la giunta di
aver usato solo la logica della burocrazia e dei numeri. Caso emblematico, secondo lui, la perdita di
autonomia dell'istituto Nautico "Nazario Sauro" della Spezia: «Il
collega toscano di Massimiliano Costa ha concesso l'autonomia all'Istituto
Nautico di Livorno, già collegato con quello di Viareggio». Se tutti gli
emendamenti dell'opposizione sono stati respinti, il consiglio ha comunque
approvato un ordine del giorno di Matteo Marcenaro (Moderati per il Pdl) per
agevolare e garantire l' autonomia del nuovo Istituto Comprensivo di Albisola
Marina, compresi finanziamenti destinati alle strutture. E un secondo ordine del
giorno proposto da Luigi Cola (Pd) e sottoscritto da consiglieri di tutti i
gruppi per «estendere al territorio ligure l'abbonamento a basso costo per gli
studenti che intendono usufruire dell' integrazione fra mezzo pubblico su gomma
e treno». Contro il piano anche gli insegnanti, presenti in delegazione in
consiglio regionale: «Hanno un bel dire che questo piano preserva i posti di
lavoro, ma solo quelli del personale di ruolo. Dei precari non si interessa
nessunoȏ la conclusione di Patrizia Poselli, responsabile scuola di
Rifondazione comunista Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it 12/11/2008 '
12/11/2008 definita la nuova reteIstituti al riparo dalle ipotesi di
riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini massimiliano
costavicepresidente della Regione 12/11/2008
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Atteso il
Via: presa di posizione del consigliere provinciale dell'Udc Luigi Carta Tempi
lunghi per l'Abbasanta-Olbia BONO. «La burocrazia rallenta lo sviluppo». Con
queste parole il consigliere provinciale dell'Udc Luigi Carta prende posizione
intorno alla questione della strada Abbasanta-Olbia. L'intervento è motivato
dall'amara constatazione che il sospirato documento di valutazione di impatto
ambientale dell'arteria non è ancora stato approntato dalle autorità preposte.
Un ritardo che, a detta di Carta, è dovuto alle lungaggini prodotte dal
passaggio di consegne dalla Provincia Olbia-Tempio a quella di Sassari, e che
prosegue ora proprio con la lentezza della redazione della detta valutazione.
«è strano - continua Carta - che in una strada progettata da almeno trent'anni
ci si renda conto solo ora che per andare avanti ci sia bisogno di ulteriori
documenti». Una situazione a suo dire paradossale, «se si pensa - spiega - che
lo sviluppo del nostro territorio non può prescindere dalla possibilità di
avere collegamenti sicuri e celeri con le zone costiere, in modo tale che la
crisi lavorativa che attanaglia il Goceano venga perlomeno mitigata». Un
ritardo intollerabile, per Carta, soprattutto se lo si paragona alla celerità
con cui procede il completamento della Sassari-Olbia. «Se un'arteria - continua
Carta -, seppure essenziale, come quella viene terminata in un anno circa,
abbreviando o annullando tutte le normali procedure, perché ciò non può
accadere per le nostre strade? Ci sono due pesi e due misure o è semplice
opportunità? O solo addirittura inefficienza amministrativa? Ai tecnici la
risposta». (bm)
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì
12 Novembre 2008 Chiudi di MASSIMO SAMPAOLESI La malasorte della palazzina ex
foresteria. A sostenerlo, in estrema sintesi, è l'associazione Italia nostra
che, di fatto, lamenta il mancato interesse nei confronti di quel luogo: «Non
sono passati molti anni - fanno sapere dall'associazione - da quando
l'amministrazione comunale acquistò la palazzina in corso Tacito, sede per un
secolo della Foresteria dalla Società Terni. Ospitò dirigenti, ministri,
personaggi illustri. Era una zona riservatissima, chiusa alla città e ai
cittadini "normali", sede del vero potere economico a Terni per un
secolo». E fin qui la storia. Ma a sentire Italia nostra, lentamente sarebbe
iniziato il declino: «Sono tracorsi circa dieci anni - affermano ancora - Da
quando venne ripulita, realizzata una fontana con al centro la famosa statua in
bronzo di Aurelio De Felice "L'adolescente", piantate essenze
pregiate, illumnata con paline in stile ripesttoso dell'architettura
dell'edificio. Tra l'altro avrebbe dovuto ospitare il cuore pulsanmte
dell'università ternana. Eppure, ancora ospita parte della burocrazia comunale, la statua è
emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto ed i
cancelli sono chiusi la sera perché l'illuminazione non ha avuto manutenzione».
Insomma, a sentire Italia nostra, la questione sembra aver creato una vera e
propria disillusione nella cittadinanza: «Vorremmo sapere - chiude daniele
Pica, presidente dell'associazione - perché l'amministrazione comunale ha
deciso, di fatto, di trascurare un luogo di così grande importanza»
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì
12 Novembre 2008 Chiudi L'esposto ai vigili urbani è già partito. Per denunciare
la pericolosità degli attraversamenti a raso che insistono nel tratto di strada
che collega Pontebari alla frazione di San Venanzo ed in particolare quello
ricavato recentemente per immettersi sulla pista ciclabile del Maroggia. «In
questo tratto - denuncia Silvestro Campana - ve ne sono quattro e non sono
assolutamente conformi a quanto prescrive il codice della strada». Ma il
rischio maggiore, secondo l'esposto, lo corrono i pedoni che attraversano il
ponte sul Tessino senza nessuna protezione . «Che fine ha
fatto il progetto della passerella pedonale che doveva attraversare anche
questo ponte?». Il progetto doveva seguire di pari passo la realizzazione della
pista ciclabile ed essere appaltato dalla Bonifica. Ma, dopo tre anni di
attesa, non si vede la fine del tunnel della burocrazia.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mazzucconi:
certa politica gioca sulla pelle delle imprese L'amministratore delle Fonderie
dopo l'annuncio della chiusura «Purtroppo la burocrazia italiana non sostiene lo
sviluppo aziendale» I casi della vita, a volte, vanno al di là di quanto ciascuno
di noi potrebbe immaginare. Per esempio: per vent'anni un'impresa getta le basi
per la definizione di un piano di sviluppo sul territorio che da sempre l'ha
vista protagonista, fin dalla sua costituzione, incontrando da più parti
ostacoli e opposizioni. Poi, al termine di questo lungo iter
«politico-burocratico», giunge il via libera al piano di sviluppo. Peccato però
che l'ok giunga proprio nel bel mezzo di una bufera economico-congiunturale di
proporzione mondiale e pur in presenza di questo «ok», la scelta obbligata per
l'imprenditore sia quella di dover trasferire una delle attività produttive più
significative lontano, in un'altra regione: con buona pace di 140 posti di
lavoro (sui 189 attualmente occupati) che, di fatto, rischiano di svanire come neve
al sole. «A volte, purtroppo, la politica gioca sulla pelle delle imprese: ciò
che si vorrebbe fare per contribuire a costruire un benessere socio-economico
del territorio viene osteggiato dalla forte burocrazia
presente in Italia e che impedisce risposte veloci a necessità impellenti. Ma
incontra anche una disaffezione complessiva del territorio (inteso come
politici e società civile) a strutture produttive che spesso a torto, vengono
disegnate come "cattive protagoniste" della realtà locale». È l'amaro
sfogo di Michele Mazzucconi, amministratore delegato delle Fonderie Mario
Mazzucconi, il giorno dopo l'annuncio fatto al sindacato di dover chiudere
l'attività di fonderia a Ponte San Pietro trasferendo le stesse attività alla
società controllata Tekal in provincia di Chieti. Una scelta dettata dal
cambiamento complessivo del mercato automobilistico che, sotto la scure della
crisi economica, ha contratto notevolmente le vendite di automobili, inducendo
il principale cliente, Fiat, a ridurre i volumi di ordini sulle testate di
motore diesel prodotte da Mazzucconi, privilegiando l'altro fornitore, Teksid
che, nel frattempo, è stato riacquistato dal gruppo che fa capo a Luca Cordero
di Montezemolo. «Certo, se per la nuova fabbrica che volevamo realizzare a Locate
non si fosse dovuto aspettare più di vent'anni...» si è lasciato scappare
Mazzucconi lunedì sera, proprio dopo l'annuncio degli esuberi al sindacato. Una
frase che lascia presumere molto di quali scenari diversi sarebbero potuti
evidenziarsi nel caso in cui la fabbrica in frazione Locate (che ha avuto il
vai libera alla realizzazione dall'amministrazione comunale di Ponte San Pietro
solo poche settimane fa) invece che ancora sulla carta, fosse stata già
realizzata e operativa. Magari lo spostamento di attività da Ponte a Chieti,
sarebbe corso sulla direttrice inversa. «In Abruzzo oggi abbiamo spazi e
livelli di layout operativo che a Ponte, nella storica sede, non abbiamo e non
possiamo permetterci» ha ribadito ancora ieri Mazzucconi. D'altra parte, analizza
Mazzucconi, «in Abruzzo noi contiamo 160 lavoratori: siamo un'impresa
significativa per il territorio». In Bergamasca le Fonderie Mazzucconi contano
«189 lavoratori a Ponte e altrettanti ad Ambivere: siamo una delle tante
imprese». Non vanno oltre le parole dell'imprenditore bergamasco: ma si capisce
bene il messaggio che sta tra le righe. A Chieti l'impresa viene valorizzata:
da noi l'industria manifatturiera viene vista quasi come un fastidioso vicino.
«L'iter per la nuova impresa è durata più di vent'anni? Nel frattempo
maggioranze e minoranze si sono alternate al governo del territorio: ognuno di
loro diceva la sua. Il problema è che nel segno dell'alternanza, cambiando
posizione in giunta, a volte anche le posizioni sulla nuova fabbrica si ribaltavano
diametralmente: una volta bene, subito dopo male». Nonostante l'impegno che,
dice Mazzucconi, «come impresa ci siamo sempre presi verso il territorio:
abbiamo investito massicciamente sull'ambiente e siamo stati la prima fonderia
in Italia ad essere certificata su questo fronte. Mai avuto, poi, alcun rilievo
dalle autorità competenti sul tema inquinamento, nonostante molti andassero in
giro a vociferare falsamente». Ora la difficile scelta di spostare la fonderia
a Chieti: e il nuovo polo industriale a Locate? «Resta una delle nostre
priorità: stiamo investendo e continueremo ad investire. L'auspicio è che il
mercato possa riprendersi al più presto. Noi siamo legati al nostro territorio:
non abbiamo mai voluto intraprendere la via della delocalizzazione e
continueremo su questo registro. Oggi siamo costretti a prendere la decisione
del trasferimento dell'attività di fonderia perché all'emergenza congiunturale
dobbiamo dare risposte veloci e certe». I tempi di reazione, un'impresa, per
continuare ad esistere deve sapere mantenerli bassi: una scelta che anche il
territorio, oggi più che mai, deve cominciare ad allenarsi a fare. Paolo
Perucchini
( da "Riformista, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Gop
cerca un leader la Palin pensa al 2012 «Se Dio lo vorrà» Repubblicani. Il Ticket
in Tv: McCain allo show di Jay Leno, Sarah alla Fox News. Nel partito si apre
la guerra tra Riformisti e Tradizionalisti. Oggi a Miami la prima tappa della
rinascita. di Maria Teresa Cometto New York. Nel giorno di tributo nazionale ai
veterani di guerra, il vecchio combattente John McCain ha dato il suo addio
mesto alle ambizioni di conquistare la Casa Bianca apparendo in tv, per la
prima volta dopo la sua sconfitta: per farlo ha scelto lo show
"leggero" di Jay Leno, dove ieri sera l'amarezza per la batosta
elettorale è stata addolcita da una buona dose di humour e autoironia. Di
tutt'altro tono era stata l'uscita, 24 ore prima, della sua vice Sarah Palin
intervistata da FoxNews, l'unico canale all news di orientamento conservatore.
Arrabbiata e combattiva nel respingere le voci diffuse nei giorni scorsi da
anonimi assistenti di McCain sui suoi eccessi nel fare shopping a spese della
campagna repubblicana e sulla sua ignoranza in materia di esteri - voci su cui
McCain non era intervenuto per difenderla -, la governatrice dell'Alaska ha
chiarito di non essere affatto impaurita dagli attacchi nei suoi confronti e di
essere anzi pronta a correre di nuovo per la massima carica, se Dio lo vuole.
«Metto la mia vita nelle mani del mio creatore - ha detto Palin -. Dico ok,
Dio, se c'è una porta aperta per me da qualche parte, non farmela perdere. Se
c'è una porta aperta nel 2012 o quattro anni dopo, mi farò largo attraverso
quella porta». Come un vero pitbull che, ferito in combattimento, si eccita
ancor di più, la Palin è ben determinata quindi a restare sulla scena politica
nazionale. Sarà infatti presente alla convention dell'Associazione dei
governatori Repubblicani (Rga) che inizia oggi a Miami e si conclude venerdì:
il primo importante appuntamento pubblico per discutere il futuro del partito
pesantemente sconfitto anche alla Camera e al Senato e individuare le strategie
per le prossime elezioni di rinnovo parziale del parlamento nel 2010 e
soprattutto per le presidenziali del 2012. Proprio dalle file dei governatori
giovani e popolari nei loro Stati può emergere un nuovo leader del Grand Old
Party, sperano i conservatori. Secondo il capo della campagna di McCain Steve
Schmidt e il crociato anti-tasse Grover Norquist, il candidato ideale per la
rinascita del Gop e la sfida del 2012 è il 37enne governatore della Louisiana
Bobby Jindal, figlio di immigrati indiani, cattolico, educato a Oxford, ex
consulente McKinsey ed ex deputato a Washington. Altri emergenti che possono
aspirare alla nomination per il 2012, oltre alla Palin, sono il 47enne Tim
Pawlenty e il governatore della Florida Charlie Christ, 52 anni, che - spiega
il giornale online Politico.com - ha conquistato consensi fra gli
afro-americani durante la sua campagna nel 2006 e crede fortemente nella necessità
di rendere il Gop più inclusivo. Il che potrebbe farne la bandiera dei
Riformisti che, secondo il commentatore del New York Times David Brooks, sono
in guerra con i Tradizionalisti per determinare in quale direzione deve andare
il movimento conservatore. I Tradizionalisti credono che il Gop ha perso perché ha tradito i suoi ideali autentici e quindi deve tornare
al vecchio credo "meno burocrazia pubblica, meno tasse, meno immigrati"; i secondi pensano
che gli ideali vanno aggiornati alle nuove sensibilità degli americani,
tendendo conto dell'ansia della classe media per l'economia, rivolgendosi di
più a ispanici, indipendenti e giovani e smettendo di insultare gli
intellettuali. Un vecchio campione dei Tradizionalisti che, secondo il
commentatore conservatore Robert Novack, ha ancora l'energia e la voglia di
guidare il partito alla rivincita è Newt Gingrich, 65 anni, capo della
maggioranza alla Camera nel '95-'
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-11-12 - pag: 35 autore:
Competitività. In Italia per PricewaterhouseCoopers la complessità del sistema
aggrava l'alto prelievo La burocrazia rincara le tasse La ricerca sui sistemi di 181 Paesi ribadisce
l'anomalia dell'Irap Marco Bellinazzo MILANO Italia terra di tasse, balzellie burocrazia nemica delle imprese. La
fotografia, non certo a tinte rosee per quanto riguarda la capacità della
Penisola di attrarre investimenti dall'estero, è stata scattata
nell'indagine «Paying Taxes 2009» realizzata da PricewaterhouseCoopers, Banca
mondiale e Ifc, sulla base del report «Doing Business 2009» che ha analizzato
le caratteristiche dei sistemi tributari di 181 Paesi. La performance italiana
Non solo il total tax rates, ovvero l'incidenza del carico fiscale e
previdenziale sui profitti, colloca l'Italia all'ultimo posto nella graduatoria
della Ue e al 166esimo nel mondo, con una pressione complessiva tra tasse sul
reddito societario, imposte sul lavoro e altre forme di prelievo che erode il
73% degli utili. Ma la complessità del sistema tributario nazionale impone alle
aziende altri costi impliciti, se possibile ancora più salati in termini di
competitività: l'Italia infatti è 128esima nella speciale classifica della
«semplicità degli adempimenti fiscali e contributivi» e 133esima in quella del
«tempo necessario a gestirli». La ricerca ha individuato in Italia 15 distinti
adempimenti per soddisfare i quali sono mediamente impiegate 334 ore all'anno.
Dal focus emerge, in ogni caso, come il livello delle imposte italiane sul
reddito prodotto dalle società sia sostanzialmente in linea con quello dei
principali Paesi europei. E altrettanto può dirsi rispetto al numero di
versamenti effettuati nel corso dell'anno. Quello che fa peggiorare il modello
fiscale tricolore è l'Irap che rappresenta un'imposta anomala a livello
internazionale e pesa sul total tax rate italiano fino all'8 per cento. «Per
l'Irap – spiega Fabrizio Acerbis partner di PricewaterhouseCoopers –l'effetto
della (quasi) totale indeducibilità del costo del lavoro evidenzia come uno dei
punti critici del sistema fiscale italiano sia rappresentato dal rapporto
datore- dipendente. Occorre osservare poi come gli interventi legislativi volti
alla riduzione del cuneo fiscale sono stati solo parzialmente recepiti per
l'anno oggetto di analisi e che l'incidenza di tale imposta sul totale dovrebbe
ridursi in futuro». A far precipitare il ranking dell'Italia, nonostante gli
sforzi d'innovazione compiuti negli ultimi anni, sono le peculiarità del carico
fiscale relativo ai rapporti di lavoro dipendente e agli adempimenti chiesti ai
datori. Così, se è vero che l'aliquota nominale delle imposte sui redditi
societari (Ires e Irap) è inferiore al 40%, a causa dell'indeducibilità del
costo del lavoro e di oneri di altra natura come gli interessi passivi, l'aliquota
effettiva oltrepassa il 50%, superando quelle applicate nei Paesi del G8 e
nelle economie emergenti (Cina, Brasile e India). I Paesi più «ospitali»
Nell'Unione europea i leader per la semplicità dei versamenti fiscali sono
Irlanda, Danimarca e Lussemburgo. A parte l'Italia, solo Polonia e Romania
hanno sistemi più complessi. Tra i Paesi del G8, spiccano Regno Unito, Canada,
Usa e Francia, con la Russia fanalino di coda. Gli Stati con il total tax rates
più basso sono: Vanuatu (8,4%), Maldive (9%), Qatar (11,3%), Kuwait
(14,4%),Emirati arabi (14,4%),Arabia Saudita ( 14,5%), Bahrain (15%), Zambia
(16,1%), Botswana (17,1%) e Lesotho (18%). Il numero medio delle imposte dovute
da una società-tipo invece varia da un'area geografi-ca all'altra: si va da una
media di poco più di 8 nel Sud-est asiatico fino a 12 nei Paesi in più forte
crescita (Brasile, Russia, Indiae Cina). Anche nelle singole aree si rilevano
forti differenze: per esempio, nella Ue il numero delle imposte varia dalle 5
della Svezia alle 16 dell'Austria. I cambiamenti in atto Il report sottolinea,
inoltre, alcuni tratti comuni dell'evoluzione in atto nei sistemi fiscali dei
Paesi più sviluppati (Italia compresa). In primo luogo, il fatto che in diversi
Paesi la strada della semplificazione sia stata percorsa attraverso la
telematizzazione dei pagamenti e degli adempimenti in genere e la convergenza
delle scadenze. In secondo luogo, la diffusa tendenza alla riduzione delle
aliquote. Anche in questo senso, la riduzione dell'Ires al 27,5% e dell'Irap al
( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
tragedia in Tanzania. Nel frattempo uno dei superstiti fornisce altri dettagli del
dramma Forse venerdì rientrano le salme La Farnesina l'ha comunicato ai
famigliari di Claudio e Paola IL CASO BELLUNO. Si apre uno spiraglio nelle
maglie della burocrazia
internazionale per affrettare il rientro dalla Tanzania delle salme del
dentista bellunese Claudio Zornitta e della sua compagna Paola Santini. I
funzionari della Farnesina che stanno seguendo la vicenda hanno telefonato ieri
al fratello del professionista bellunese, Raffaele Zornitta, facendogli sapere
che è probabile che venerdì le salme rientrino in Italia con un volo che
atterrerà in giornata a Malpensa. Ciò significa che i funerali potrebbero
tenersi già per l'inizio della prossima settimana. «Chiaramente - spiega il
fratello del dentista morto sabato in un incidente aereo sul Kilimangiaro - è
solo una previsione. Sono indiscrezioni da prendere con le pinze: me l'hanno
rimarcato gli stessi funzionari del ministero degli Esteri. La situazione in
casa è naturalmente difficile. Ma le figlie di Claudio stanno reagendo: sono
forti e riusciranno a superare questo tragico momento». Intanto a Bolzano i
superstiti della tragica spedizione in Tanzania tengono a precisare che non c'è
stata alcun'imprudenza da parte di nessuno. «L'aereo - spiega Fabrizio Centomo
- era di una società italiana seria e pure il pilota aveva esperienza. Cosa sia
successo lo stabiliranno le autorità tanzaniane dopo aver analizzato gli
strumenti di bordo dei relitti del Cessna schiantatosi sul Kilimangiaro». Due
persone perfettamente affiatate e molto ben integrate col resto del gruppo. è
questo il ritratto che Centomo fa di Claudio e Paola. «Claudio lo conoscevo da
vent'anni - racconta - da quando iniziò a collaborare con lo studio dentistico
di Tamiazzo. Paola, invece, l'ho conosciuta in Tanzania. Due ottime persone e soprattutto
di compagnia. Sabato ci eravamo alzati all'alba, verso le 6, per un Safari.
Volevamo vedere alcuni animali come il leone. Alle 8 siamo rientrati ed abbiamo
fatto colazione. Il volo per Nairobi era previsto alle 10.30 e così si è deciso
di fare un giro sul Kilimangiaro. Di tempo ce n'era e si voleva filmare
dall'alto la montagna anche perché era una giornata splendida e serena. Invece
è successa la tragedia. Col passare del tempo abbiamo capito che non c'era più
nulla da fare. Ora cercheremo di portare avanti i progetti che Tamiazzo aveva
in mente di fare in Africa».
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì
12 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO TROIANO PESCARA - Giovani, belli e
democristiani. Sono le caratteristiche che accomunano tre dei cinque candidati
alla carica di governatore che, ieri mattina nella Sala dei marmi della
Provincia di Pescara, hanno incontrato le associazioni degli artigiani. Rodolfo
De Laurentiis, Gianni Chiodi e Carlo Costantini hanno, con qualche distinguo,
ricette simile per affrontare i problemi abruzzesi. De Laurentiis è l'originale
democristiano, quello doc: snocciola dati e cifre e mostra la preparazione di
chi ha studiato il "dossier Abruzzo" nei minimi particolari. Nessuna
sorpresa, dunque, quando, parla delle sue idee per far risalire la china alla
disastrata regione. Esordio dedicato, non poteva essere diversamente, alla
legge quadro sull'artigianato che aspetta di essere approvata da dodici anni.
«Gli artigiani producono il 13% della ricchezza regionale -cita l'esponente Udc
candidato alla presidenza della Regione- con il 17% degli occupati eppure
subisce, come gli altri abruzzesi la pressione dell'Irap al 5,25% mentre nelle
Marche è del 3,75%. C'è un gap da recuperare. Dunque, immediata approvazione
della legge quadro e razionalizzazione dei consorzi fidi per favorire l'accesso
al credito e all'innovazione». Carlo Costantini, candidato per il
centrosinistra, invece, propone di «premiare il capitale umano e far conoscere
i prodotti più significativi anche in chiave di promozione turistica». Per
Gianni Chiodi, candidato del Pdl, «oltre alla nuova legge, bisogna fronteggiare
la crisi internazionale con il potenziamento dei consorzi fidi e istituire una
scuola per i vecchi mestieri che rischiano di andare persi». A ravvivare la
mattinata ha pensato Teodoro Buontempo, candidato governatore per La Destra che
non era stato invitato dalle organizzazione degli artigiani, così come Ilaria
Del Biondo, in corsa con il Partito comunista dei lavoratori. Buontempo, che
aveva appena finito di presentare le sue liste pescaresi all'hotel Duca
d'Aosta, a due passi dalla Provincia, si è presentato nella Sala dei Marmi, ha
salutato il terzetto di candidati, i relatori e poi, rivolgendosi al pubblico
si è presentato. «Sono Teodoro Buontempo, candidato governatore per La Destra e
non sono stato invitato. Manca anche un altro candidato e mi auguro che la
prossima volta questi episodi non si verifichino più». Imbarazzo palpabile tra
i direttori di Cna, Confartigianato, Claai e Casartigiani che avevano
organizzato il dibattito mentre Chiodi invitava Buontempo a rimanere ma il
deputato del partito di Storace rispondeva con un garbato e determinato «no,
grazie, parteciperò quando e se sarò invitato». Il dibattito è poi scivolato
sui tagli ai costi della politica, con Costantini pronto a tagliare pensioni ai
consiglieri regionali, chiudere carrozzoni e fare un'unica azienda sanitaria
regionale. Chiodi propone di investire di più sull'assistebnza domiciliare
mentre De Laurentiis sostiene l'aziendalizzazione degli ospedali, ognuno dei
quali deve avere «una propria mission con relativo budget visto che i debiti
della sanità sono pari al 25% delle entrate libere della regione e le spese
extraospedaliere rappresentano il 54%». Capitolo portaborse. E' Costantini a
sollevare il problema dicendo «che dal 14 luglio il Consiglio regionale è fuori
controllo, ecco perché è stata approvata una norma simile». Chiodi ribatte dicendo che «è scandaloso che il provvedimento sia
stato portato in Consiglio». E i poveri artigiani che hanno organizzato
l'incontro? Tempi duri certo, ma chiunque vincerà «organizzerà un'unica agenzia
dove far confluire i fondi in modo che si dia un taglio alla burocrazia e ci sia una gestione chiara
e trasparente».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-11-12 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Criminalità Il disegno di legge presentato dal deputato
Mario Landolfi Camorra, la proposta di An: «Appalti solo in Prefettura» Misura
obbligatoria per i Comuni sciolti per le infiltrazioni Il disegno di legge si
compone di un solo articolo e vuole smantellare l'intreccio fra malavita
organizzata e burocrazia CASERTA —
è una proposta di legge composta da un solo articolo, che mira a modificare un
aspetto sostanziale del vigente Codice degli appalti. Obiettivo, far sì che «i Comuni
e le Province sciolte a seguito di infiltrazioni e condizionamenti malavitosi
acquisiscano lavori, servizi e forniture previo ricorso a centrale di
committenza individuata nella Prefettura competente per territorio».
Artefice dell'iniziativa, è il parlamentare di An Mario Landolfi. «Negli ultimi
anni — spiega Landolfi — l'evoluzione della normativa anticorruzione sugli
appalti pubblici si è caratterizzata per l'introduzione di una serie di
disposizioni tendenti a prevenire, controllare e sanzionare le illecite
interferenze. E in tal senso, molto efficace è lo strumento introdotto dalla
legge della cosiddetta "centrale di committenza". La mia proposta
sancirebbe per gli enti sciolti a seguito di infiltrazioni malavitose,
l'obbligo di affidare alle Prefetture, quale centrale di committenza, le
funzioni per l'espletamento di gare d'appalto per tutti i lavori, i servizi e
le forniture. Anche perché, com'è ben noto, con l'introduzione della Bassanini
la burocrazia ha assunto un ruolo sempre più centrale
all'interno degli enti locali. Ai dirigenti compete la responsabilità esclusiva
su tutti gli atti che impegnano le amministrazioni verso l'esterno, tra cui le
gare d'appalto e il rilascio delle concessioni edilizie o delle autorizzazioni
amministrative. Per di più, mentre i politici cambiano, la burocrazia
costituisce la vera espressione della continuità, finendo per diventare
l'interlocutore privilegiato della criminalità organizzata. E quando si
ravvisano gli estremi dell'infiltrazione malavitosa, si sciolgono le
amministrazioni, ma i dirigenti rimangono al loro posto e continuano a gestire
appalti e concessioni ». è proprio questo l'intento fondamentale del disegno di
legge: spezzare gli intrecci e le collusioni tra la burocrazia
e le organizzazioni criminali. «Già nel 1993 — sottolinea il coordinatore
regionale di An — la Commissione antimafia aveva individuato negli appalti
pubblici, nel personale e nell'abusivismo edilizio i tre principali veicoli di
inquinamento malavitoso dell'attività amministrativa di Comuni e Province. Da
allora, però, gli interventi legislativi sono stati sporadici e poco mirati.
Sono passati quasi 20 anni dall'introduzione della norma che prevede il
commissariamento degli enti locali a seguito di infiltrazioni o condizionamento
malavitosi. E in questo lasso di tempo, ci sono Comuni del Sud che sono stati
sciolti anche due o tre volte: ma i dirigenti sono quasi sempre rimasti al loro
posto. Eppure gli appalti pubblici sono per le cosche un settore altamente
appetibile, al pari del traffico degli stupefacenti, del racket della
prostituzione », Landolfi ricorda di aver presentato proposte analoghe su tali
aspetti anche nella XII, XIII e XIV legislatura: tutte senza esito. «Ma sono
sicuro — dice — che stavolta potrà crearsi l'afflato giusto per trasformare
l'iniziativa in legge». Pietro Falco Gli esponenti di An Gennaro Coronella (a
sinistra) con Mario Landolfi Manifestazione Gli operai dell'Ixfin mentre ieri
mattina bloccano il casello autostradale di Caserta Sud
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est
sezione: NORD EST data: 2008-11-12 - pag: 5 autore: Florovivaismo. Spesa in
calo e forte concorrenza dei Paesi extra Ue sono i problemi del comparto In
frenata il business dei fiori Oltre 1.700 imprese valgono il 10% della
produzione agricola Nicoletta Canazza Non è tutto rose e fiori nel
florovivaismo veneto. Crisi dei consumi e globalizzazione invece si fanno
sentire. A Nord-Est (ma i dati comprendono anche l'Emilia-Romagna) la spesa in
fiori, piante e verde è scesa del 6% nel primo semestre 2008 (fonte Ismea Ac
Nielsen), in controtendenza rispetto all'aumento del 7% registrato a livello
nazionale. Oltre al trend negativo, preoccupa gli operatori veneti soprattutto
la differenza di condizioni rispetto ai colleghi stranieri, che possono contare
su incentivi alla produzione, sgravi sui costi del riscaldamento delle serre e
facilitazioni fiscali; pesa anche un sistema normativo rigido che,pur
all'avanguardia in Italia - il Veneto è l'unica regione ad aver istituito un
albo professionale per le imprese florvivaistiche (Legge regionale 19/99) - si
traduce in un eccesso di controlli e burocrazia per le aziende. Il tutto
mentre crescono le importazioni di produzioni florvivaistiche da Paesi extra-Ue
dove la manodopera è concorrenziale, ma è consentito l'utilizzo di fitofarmaci
non permessi in Europa. «Condizioni - sottolinea Francesco Bet, presidente di
Florveneto e di Florasì, il consorzio nazionale di produzione che riunisce 19
associazioni del settore- che si traducono in concorrenza e in maggiori
oneri per aziende, le nostre, all'avanguardia in innovazione, ricerca e
formazione. Occorre tutelare la sopravvivenza delle imprese venete per il
valore che rappresentano in termini di occupazione, sviluppo economico, ma
soprattutto per la qualità delle produzioni, uniche al mondo». Oggi il comparto
florovivaistico regionale vale il 10% del Plv (Produzione lorda vendibile)
dell'agricoltura veneta.Comprende oltre 1.700 imprese (che variano da una
struttura familiare fino a oltre cento addetti) per una superficie di
( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
24 ORE FIRENZE
pag. 13 CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a scuola, in
ufficio, in nego... CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a
scuola, in ufficio, in negozio, nei laboratori e nelle fabbriche con due ore di
ritardo sull?orario di tutti i giorni. Sono quelli che arrivano a Firenze
prendendo il treno sulla linea che viene da Pisa. Il motivo? Un guasto su uno
scambio, nella zona di San Miniato, intorno alle 6,30 del mattino. Per
ripararlo ci sono volute appunto due ore: fino alle 8,30. Di conseguenza, tutti
i treni in circolazione sulla tratta ? che attraversa Empoli, Signa e Lastra a
Signa ? hanno avuto ritardi paurosi o sono stati addirittura sopressi.
Conseguenze? Alcuni pendolari sono rimasti lì, al freddo, ad aspettare, per quasi
due ore. Ma quello non è stato l?unico disagio. Il fastidio meno tollerabile è
arrivato più tardi, al momento di entrare in classe o di timbrare il
cartellino. Come accade in casi del genere, studenti e lavoratori hanno dovuto
giustificare l?entrata in ritardo a professori, capufficio, gestori delle
botteghe o capiofficina. Qualcuno ha capito al volo la situazione, qualcunaltro
ha preteso una certificazione del ritardo dalle Ferrovie. Che in situazioni del
genere dovrebbero attrezzarsi per rilasciare un attestato del ritardo senza
complicare ulteriormente la vita ai pendolari, attraverso una tortuosa burocrazia per avere l?annotazione.
( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
di
Donatella Francesconi «A rischio le aziende che lavorano per Gaia» Da Mariani e
Pellegrinotti (Pd) un appello alle banche: quelle ditte non riscuotono
pagamenti da mesi Ieri la ricapitalizzazione dell'azienda in consiglio
comunale: oltre 3 milioni reperiti con un ulteriore mutuo a 20 anni VIAREGGIO.
«Da molti mesi le aziende che hanno lavorato o lavorano per conto di Gaia non
riscuotono i compensi dovuti per i lavori realizzati. E per molte di queste
aziende la situazione è divenuta drammatica». Alla vigilia della
ricapitalizzazione dell'azienda idrica da parte dei Comuni che ne sono soci,
questo l'allarme lanciato da Raffaella Mariani, onorevole del Partito
democratico e Ardelio Pellegrinotti, consigliere regionale dello stesso
partito. I quali chiedono l'intervento di Ato 1 e del suo presidente «affinché
si adoperi per un'iniziativa nei confronti delle banche». Le stesse banche alle
quali si presenterà Gaia una volta ricapitalizzata: «Ma i tempi per
concretizzare l'operazione sono lunghi - prosegue la nota dei due esponenti del
Pd - e temiamo che alcune imprese in difficoltà non ce la facciano a
sopravvivere». Alle banche Mariani e Pellegrinotti chiedono «di rendersi
disponibili per dare ossigeno alle aziende interessate. L'importante è
intervenire subito, consentendo respiro alle ditte interessate per il tempo
sufficiente a far sì che Gaia, con l'aumento di capitale, faccia fronte ai
debiti contratti». Un messaggio chiaro sugli indirizzi da prendere a
ricapitalizzazione avvenuta (venerdì l'assemblea dei Comuni soci deciderà
l'aumento di capitale) dai due politici che aggiungono: «Gaia è in grave
difficoltà, i motivi sono tanti e una riflessione va fatta sulla gestione
attuale dei servizi pubblici». Ieri sera la questione della ricapitalizzazione
(18 milioni di euro dei quali poco più di 3 li metterà Viareggio) è approdata
in consiglio comunale. A sollecitare l'intervento, oltre al bilancio 2007 della
stessa società idrica e l'allegata relazione dei revisori dei conti, anche il
Piano economico e finanziario approvato il 23 giugno di quest'anno
dall'assemblea consortile dell'Ambito territoriale ottimale numero 1
"Toscana Nord". L'aumento di capitale - si legge nella delibera portata
in votazione ieri sera - «sarà finanziato con il ricorso all'indebitamento in
quanto non risultano disponibili altre risorse». Dunque, «gli oneri derivanti
dall'operazione in oggetto devono essere previsti nel bilancio pluriennale ed
in quelli successivi per tutta la durata dell'ammortamento del prestito
prevedibile in vent'anni». Tradotto dal linguaggio della burocrazia e del diritto amministrativo,
altro non significa che Viareggio, come gli altri Comuni soci di Gaia, si
accolla un ulteriore debito per mandare avanti un'azienda idrica appena
diventata interamente pubblica, i cui revisori dei conti segnalano come in
gravi difficoltà economiche e gestionali. Con 123 milioni di euro di
debiti complessivi, 12 dei quali da riscuotere per bollette non pagate dagli utenti.
Con questo scenario, sarebbe interessante capire quale futuro hanno in mente i
vertici della società dell'acqua per il dopo ricapitalizzazione.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI'
AGENDA pag. 9 ) BUROCRAZIA La macchina comunale è
funzionale CON TUTTO il risp... VENTO Molte le foglie cadute ) BUROCRAZIA La
macchina comunale è funzionale CON TUTTO il rispetto per Angelo Satanassi e
riconoscendo sempre il suo spirito costruttivo,tengo a smentire che «la
macchina comunale sia invadente, autoritaria e farraginosa». E? chiaro
che tutto è migliorabile e perfettibile, ma certamente la nostra struttura non
nasce dall?anno zero. Abbiamo in questi anni, come Giunta su mia proposta,
varato una riforma alla struttura organizzativa del Comune, accorpato servizi
omogenei, riducendo così dirigenti e abbattendo quindi i costi. Le aree che
racchiudono funzioni e competenze all?interno dell?organizzazione
amministrativa sono fondamentali in tutti i Comuni, al fine di assicurare
l?unitarietà dell?azione comunale, necessaria per garantire un elevato standard
di servizio ai cittadini. Il direttore generale in questo senso non è la
panacea di tutti i mali, anzi noi questo costo derivato non lo abbiamo, visto
anche il periodo ?di vacche magre?. Per quanto riguarda la meritocrazia e la
formazione abbiamo già adottato un sistema di valutazione oggettivo e la
collaborazione con l?Università. Vorrei infine ricordare che le norme non
vengono varate dall?amministrazione comunale e che sono proprio queste ultime,
a volte inadeguate, a creare intoppi e lungaggini. In riferimento poi alla
nomina diretta degli assessori, occorre precisare che tale possibilità è
prevista dalla normativa vigente. Il sindaco quindi ha una doppia opportunità:
può scegliere uomini della sua squadra tra consiglieri eletti e non. Tiziano
Marchi, assessore al personale del Comune ) SCUOLA Forlì, un esempio da imitare
LA BELLA novità delle primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd ha,
in diverse occasioni, distolto l?attenzione dai risultati conseguiti da tutta
la città grazie all?amministrazione guidata da Nadia Masini. I settori in cui
sono stati riportati risultati positivi sono diversi. Forlì si è caratterizzata
per aver messo al centro, in primo luogo, le politiche sulla scuola: lo
testimoniano gli ingenti investimenti per la messa a norma e l?ampliamento
delle scuole materne ed elementari di via Ugo la Malfa, dei quartieri Romiti,
Carpinello, Roncadello e San Martino in Strada, nonché delle scuole Melozzo e
Manzoni. Di pari passo la nuova realizzazione del nido ?Piccolo Giallo? del
Ronco, la pianificazione del convenzionamento con diversi nidi privati e
l?apertura del nuovo nido del Foro Boario consentiranno alla nostra città di
superare il già lusinghiero dato attuale del 76,1% di risposta di posti nido
rispetto alle richieste inoltrate. Giulio Marabini, consigliere comunale Pd )
PRIMARIE 1 Rinnovamento o riciclaggio? EVVVIVA. Con uno splendido colpo di
teatro i sostenitori di Balzani diventano ?Obama boys?. Roba da non credere.
Che fantastica mistificazione. E? noto che Buffadini, Galassi, Bielli sono dei
novellini della politica forlivese e che negli anni queste personalità hanno
rappresentanto gli analiti di rinnovamento della società. Ritorniamo alla
realtà. Siamo di fronte a pezzi di sistema politico che cercano un posto al
sole. meglio allora che questi signori in futuro abbiano più tempo libero.
Obama li avrebbe ?conditi? da un pezzo. Margherita Fabbri ) PRIMARIE 2
Università, servono proposte concrete SONO uno studente universitario
fuorisede. Ho partecipato all?incontro promosso da Balzani al Diagonal e con
franchezza devo manifestare la mia delusione per l?esito della discussione.
Balzani ha individuato le manchevolezze del governo con argomenti molto
generali. E? mancata un?analisi adeguata della realtà locale e non ho sentito
una proposta credibile sul rapporto università-impresa-territorio a Forlì. La
buona e nuova politica non può non basarsi sul confronto di merito, sulle cose
da fare. Pietro Bevilacqua ) AMBIENTE Hera, foglie spazzate e cassonetti puliti
RISPETTO alle affermazioni contenute nella lettera ?Hera spazza le foglie solo
dopo una settimana?, Hera Forlì-Cesena desidera precisare che per quanto
riguarda la pulizia delle strade, la pulizia nella via Valzania avviene
regolarmente due volte a settimana, come stabilito dall?affidamento Ato e in
accordo con l?amministrazione comunale. Data la tipologia di alberi presenti, è
ovvio che in situazioni di maltempo e in giornate particolarmente ventose,
soprattutto nel periodo autunnale, si può riscontrare una presenza di foglie
già poche ore dopo l?intervento di pulizia programmato. Per quanto riguarda
invece il lavaggio dei cassonetti, informiamo che l?ultimo intervento è stato
effettuato il 18 settembre; mentre il 2 ottobre è stato effettuato il
trattamento con gli enzimi. Secondo quanto previsto dal piano d?Ambito, che
prevede un intervento di lavaggio ogni 2 mesi nel periodo invernale e uno al
mese in estate, il prossimo lavaggio è programmato per il 19 novembre. Hera
desidera infine ricordare che per segnalazioni ed informazioni, ci si può
rivolgere direttamente al numero verde gratuito 800.999500 per le chiamate da
rete fissa. Ufficio stampa Hera Image: 20081112/foto/3661.jpg
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
«Bossi-Fini
da cambiare» Ieri convegno su agricoltura e immigrati SAN GIORGIO Incontro
promosso dalla Cia SAN GIORGIO. Il ricorso ai lavoratori immigrati è diventata
un'opportunità essenziale per le imprese agricole mantovane, al fine di
continuare a competere sul mercato e rispondere alla carenza cronica di
manodopera italiana. Il dato è emerso ieri mattina nel convegno dal titolo:
«Con le imprese agricole mantovane e le persone immigrate; tra paure, bisogni
di lavoro ed attese di futuro», promosso dalla Confederazione Italiana
Agricoltori di Mantova (Cia), tenutosi a Corte Costa Vecchia a Ghisiolo.
L'iniziativa mirava a gettare le basi per governare adeguatamente il fenomeno,
favorendo l'integrazione ed evitando l'irregolarità, scongiurando il ripetersi
di tragedie come quella accaduta l'estate scorsa a Viadana,
all'extracomunitario irregolare lasciato morire nei campi per un colpo di sole.
La presidente Elisabetta Poloni ha ammesso che non è stato facile toccare
simili problematiche. «Un'azienda agricola deve essere condotta bene anche nei
rapporti di lavoro - ha dichiarato -. Bisogna cominciare a discutere di questi
argomenti per risolvere i problemi in modo serio, sereno, evitando di parlarne
soltanto quando si manifesta l'emergenza». Il direttore del patronato Inac Cia
di Mantova, Claudio Superchi, ha sottolineato che 10 anni fa gli stranieri
regolari impiegati in agricoltura nella provincia mantovana erano 476, passando
agli attuali 2.800, di cui 300 di provenienza bulgara o rumena. «Gli immigrati
stranieri fissi in agricoltura sono quasi esclusivamente indiani e lavorano
nelle stalle», ha ribadito. Si è poi soffermato «sull'inadeguatezza» della
Bossi-Fini, asserendo che andrebbe riformata. Da più parti è emersa l'urgenza
di avere Decreti di flussi più veloci, «spesso utilizzati come sanatorie»,
diminuire i tempi d'attesa per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno,
regolarizzare e non punire gli immigrati e le aziende che occupano «già oggi
irregolari». Pietro Locatelli, rappresentante di Cgil, Cisl e Uil, ha avanzato
l'istanza di istituire un tavolo di osservazione permanente sul lavoro nero.
«La politica è latitante perché esistono tabù ideologici», ha osservato il
consigliere regionale Antonio Viotto. Edi Scaini, vice segretario provinciale
della Lega, suscitando perplessità in sala, ha asserito che il Carroccio non si
è mai ritirato su determinate questioni. «La Bossi-Fini non fa acqua da tutte
le parti, può essere migliorata - ha detto -. Dialoghiamo senza guardare il
colore della camicia. Un po' di burocrazia per venire a lavorare in Italia la possono anche subire».
Claudia Merlino responsabile della Cia nazionale Lavoro, ha proposto di
demandare ai Comuni il rinnovo dei permessi di soggiorno, allentare il vincolo
lavoro-permesso soggiorno, diversificare i canali di ingresso. Graziella
Scavazza
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA
NOSTRA SALUTE LA NOSTRA SALUTE Ma quante difficoltà per i diabetici Ho letto
recentemente sul vostro quotidiano della sede diabetici, a Mantova. Una sede, a
dir poco, non idonea e non aggiungo altro. Istintivamente mi sono chiesta se le
persone conoscono tutti gli altri disagi che i pazienti - proprio pazienti -
affetti da tale patologia incontrano più o meno quotidianamente. Dove? Per
esempio nelle scuole, se si incappa in docenti umanamente poco dotati o nel
mondo del lavoro dove si nicchia per l'assunzione appunto di queste persone.
Allora mi è sorto il dubbio se il diabetivco debba dichiarare la propria
malattia o piuttosto non debba nasconderla per evitare pesanti mortificazioni.
Non parliamo poi della patente! Dell'ansia di costoro per il rilascio patente o
il rinnovo patente. E allora mi sono domandata: 1) in tutte le regioni e
province italiane dal nord al sud, ci si attiene alle medesime regole e
normative? 2) Le commissioni atte al rilascio o rinnovo patente non dovrebbero
spostarsi nelle varie sedi Asl della provincia, invece di restare comodamente
nella sede provinciale? 3) Tutti conoscono la documentazione costosa che
occorre per il rinnovo della patente? Rinnovo che viene concesso 1-2-3 o 5
anni, dipende dal medico o dalla commissione che incontra il diabetico. 4) Se
si è valutato tutto il tempo che occorre per raccogliere detta documentazione,
chiedendo per esempio vari permessi di lavoro ecc. 5) Se non si debba
assolutamente tenere in debito conto della dichiarazione del
diabetologo-endocrinologo presso il quale il diabetico è in cura! Tutto questo
viene richiesto a chi fa parte dell'anonima alcolisti o di chi fa uso di droghe
più o meno leggere? A proposito leggiamo la lettera sulla Gazzetta dell'8/11
pagina 35: «Guida ubriaco. Chi lo ferma?» Allora cerchiamo
di snellire tutta questa burocrazia. I diabetici sono persone con un problema comunque sempre
controllato: non mi sembra giusto debbano incontrare ostacoli in più nel loro
percorso di vita. Se tutti i diabetici d'Italia (si parla di circa 8.000
dichiarati) dovessero formare un partito..., dove riuscirebbero ad
arrivare? Carla Denevi VERDI E FEDERALISTI No allo sbarramento per le Europee I
vertici mantovani del Partito Federalista Europeo e dei Verdi si sono
incontrati per confrontare le proprie posizioni sulla situazione politica e
hanno riscontrato ancora una volta un'ampia convergenza, in particolare
riguardo alla costruzione di un'Europa intesa come federazione di popoli e regioni.
In particolare hanno affrontato il tema delle prossime elezioni Europee, per le
quali, per la prima volta da quando sono state istituite, si prospetta
l'istituzione in Italia di una soglia di sbarramento che precluderebbe ai
partiti minori la possiblità d'avere una propria rappresentanza, e persino
l'eliminazione del voto di preferenza, che lascerebbe solo alle segreterie di
partito la decisione su chi eleggere e chi no. Quei meccanismi sono la
negazione del principio di democrazia ed esprimono solamente la volontà delle
segreterie di qualche partito di eliminare ogni forma di «concorrenza», una
volontà che in questo caso non può nemmeno essere mascherata dalla scusa di
ricercare meccanismi che favoriscano la stabilità. Si sacrifica così, per
interessi di bottega, la facoltà dei cittadini di manifestare in modo libero e
variegato il loro orientamento, precludendo in particolare la possibilità di
costituirsi di formazioni nuove e di coalizioni a respiro veramente europeo.
Auspichiamo che tutte le persone dotate di onestà intellettuale, siano
nell'opposizione o nella maggioranza, rifiutino il loro asenso a questo
progetto che finirebbe per togliere ancor più ai cittadini il desiderio di
prendere parte alle consultazioni. Mario Pavesi Verdi Gastone Negrini Pietro
Aleotti Partito Federalista Europeo OBAMA Nella capanna dello zio Tom La storia
ha deciso che nella capanna dello zio Tom attuale ci vada un inquilino erede
della vera capanna dello zio Tom. La capanna attuale è di colore bianco però è
stata costruita con il lavoro di sangue nero che a quel tempo non era
considerato uguale (forse neanche adesso) al sangue bianco. Il sangue nero era
il sangue degli schiavi che venivano comperati e venduti come qualsiasi bestia
da lavoro, venivano maltrattati e frustati e i bianchi avevano su di loro
poteri di vita e di morte. Sono certo che il giovane zio Tom si ricorda delle
sue umili origini e usi un metro che sia uguale per tutti i cittadini
indipendentemente dal colore del sangue, consolidando così nel suo grande Paese
una democrazia che alla base abbia il senso delle vera Pace. Senatore
Compagnoni VILLIMPENTA Nassiriya Onore ai caduti Nella triste occasione del
quinto anniversario della strage di Nassiriya, il direttivo del circolo F.
Concaro di An di Villimpenta, assieme a tutti gli iscritti e ai simpatizzanti,
vuole ancora stringersi vicino ai famigliari dei caduti di quella terribile ed
assurda strage. A tutti loro va il nostro commosso e sincero abbraccio.
Gianpaolo Giacomini Presidente circolo F. Concaro An - Villimpenta BAGNOLO Cosa
fa il Comune per la Polisportiva In riferimento alla lettera dell'8/11 a firma
del PD di Bagnolo la giunta comunale vuole chiarire alcuni aspetti della
situazione della Polisportiva Bagnolese. L'impressione è che si cerchi di strumentalizzare
la situazione della Polisportiva imputandone la colpa all'attuale
Amministrazione: invitiamo pertanto - non sappiamo quali esponenti del Pd di
Bagnolo (sarebbe più trasparente firmare le proprie dichiarazioni) - a
informarsi correttamente sia in merito ai bilanci che alle quote. L'aumento
delle quote per il 2008 è di circa il 20-25% (comunque che le stesse sono le
più basse dei Comuni vicini): dovrebbe permettere il pareggio del bilancio
dell'anno in corso e non sicuramente il risanamento del passivo che si protrae
da alcuni anni. In ogni caso i costi reali sostenuti dalle famiglie risultano
pari a quelli dello scorso anno, poiché la quota sarà fiscalmente detraibile.
Circa la sensibilità dell'Amministrazione nei riguardi della Polisportiva per il
bilancio 2007, ricordiamo lo stanziamento straordinario di 14.000 euro dello
scorso anno, (che avrebbe dovuto permettere il pareggio di bilancio) oltre al
contributo ordinario di 25.000 euro e al pagamento di tutte le spese di
gestione di 4 impianti di calcio e una palestra. Ricordiamo anche l'ottenimento
di sponsorizzazioni da parte del sindaco Penna per ulteriori 7.500 euro. Si
segnala una negligenza da parte della vecchia dirigenza della Polisportiva che
non ha incassato circa 30 quote e non ha fatto rispettare un contratto di
sponsorizzazione. L'attuale Amministrazione ha sempre avuto ben presente e a
cuore la situazione della Polisportiva e dello sport in generale, tanto che dal
2005 organizza corsi di nuoto per tutta la popolazione scolastica. Dispiace
vedere come una sana attività sportiva debba essere politicamente
strumentalizzata e confidiamo che il sistema utilizzato finora dello «spendi
che comunque qualcuno pagherà» sia tramontato. La Giunta Comunale di Bagnolo
San Vito SULLE STRADE Limiti di velocità Cosa dice il Codice Voglio rispondere
alla lettera apparsa qualche tempo fa con titolo «Il limite di 50km è troppo
basso» con riferimento al tratto dopo Borgo Angeli, zona Quattroventi. In
effetti non esiste il limite di 50km/h: è una strada ex statale ora provinciale
extraurbana secondaria la cui velocità massima consentita in base al Codice
della strada è di 90Km/h che con particolari approvazioni da parte della
Provincia può diventare
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA
AREZZO pag. 5 Parcheggi, i 1500 posti per il 2011 E? ufficiale: le prime due
aree debuttano venerdì in consiglio comunale MECENATE E OSPEDALE AI BLOCCHI DI
PARTENZA PARCHEGGI Nuove aree di sosta in arrivo: sotto a sinistra l?assessore
Banchetti di ALBERTO PIERINI Q UALCUNO già lo chiama Luna Park. Giostre? No, un
parcheggio lunare. Lassù la Nasa non ha mai avuto problemi di sosta, le
astronavi l?hanno sempre trovata vuota.. E così, dicono i nemici, succederà
anche in via Mecenate. Lì, nell?area ex Zuccherificio, utile a indorare la
pillola da mandare giù. Ma intanto quel parcheggio prende corpo. Come avevamo
anticipato qualche giorno fa, venerdì muoverà i primi passettini in consiglio
comunale. Li muoverà a braccetto dell?Atam, che ha definito il suo piano di
investimenti. E sulle prime pagine ci ha scritto via Mecenate e Ospedale. Due
strutture prefabbricate. BENINTESO, da non confondere con i «fast-park», i
parcheggi multipiano i cui pezzi vanno solo assemblati, come le costruzioni
della Play Mobile. No, prefabbricata è la struttura portante, lo scheletro dei
posteggi. Che in entrambi i casi si svilupperà all?esterno. Un piccolo
«grattacielo» di posti, un po? anche per vincere la proverbiale ritrosia degli
aretini a scivolare, naturalmente in auto, sotto terra. Un piano di
investimenti che dopo la giunta dovrà essere il consiglio comunale a fare suo.
Piantando due bei fiocchi grigi (che altro colore volete dare ad un parcheggio
neonato?) alla porta dell?assessore al traffico Roberto Banchetti. Il sindaco
ancora brindava al successo elettorale e lui già lavorava al piano della sosta.
In uno slalom tra le porte strette della burocrazia
per ora porta al traguardo i primi due. I più facili, certo, visto che gli
altri saranno sotterranei e sotto la spada di Damocle della Soprintendenza e
perfino dell?autorità di bacino. Ma pur sempre i primi due. Della cui
costruzione si occuperà l?Atam: l?azienda, una volta liberatasi del trasporto
locale, è ormai votata solo alla gestione, al controllo ma anche alla
realizzazione di parcheggi. Onerosa. Sette milioni di euro verrà a costare il
multipiano di fronte all?Ospedale e quattro e mezzo quello in via Mecenate.
Tutto secondo un piano finanziario che gli uomini del presidente Francesco
Falsini e del direttore Luca Ricci hanno già vagliato. Il primo passo, non di
più. I progetti devono ancora venire. IN VIA MECENATE si parla di una struttura
in cemento armato con due piani fuori terra da 318 posti. Ma attenzione: questo
sempre che il sindaco realizzi il suo sogno, un mercato coperto stile San
Lorenzo. C?è già in programma una scaletta di incontri con le categorie. Se
dovessero fallire, il parcheggio si farebbe lo stesso, sempre più lunare, visto
che i posti aumentarebbero, sopra quota quattrocento. Più facile la carriera
del parcheggio ospedaliero. Sulla stessa area dove sorge l?attuale area di
sosta a raso. Dovrebbero essere tre piani, per una capienza complessiva di 900
posti. E al cui interno, anche se questo non figura nel piano Atam che solo e
soltanto di parcheggi deve occuparsi, dovrebbero trovare posto anche locali
commerciali e perfino un piccolo ostello riservato ai parenti dei ricoverati al
San Donato. Tempi? L?impegno è di rendere operativo il tutto entro il 2011:
magari a primavera, la stagione delle rose e delle elezioni comunali. E quindi
delle spine, in agguato perfino in un Luna Park. Image: 20081112/foto/1275.jpg
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA
PISTOIA pag. 5 IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella
foto),... IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella foto), 24
anni, è il protagonista di un lungo servizio di Rai Due che andrà in onda a
dicembre. Beki Ndeck viene dal Camerun ed è famoso per essere il primo, e
finora unico, giocatore in Italia con lo status di rifugiato politico. E? un
extracomunitario ma gioca come se fosse italiano o europeo. Nel Camerun faceva
parte di un partito di opposizione e lottava per le sue idee, per la sua gente.
Facendo così è stato fatalmente preso di mira dal regime del suo Paese ed è
stato costretto alla fuga prima di essere arrestato. In Italia ha provato a
fare il calciatore, ma all?inizio è stato bloccato dalla burocrazia.
Il via libera arrivò un anno fa dalla Figc, che dette parere favorevole al suo
tesseramento al di fuori delle quote massime previste per gli extracomunitari
in quanto, appunto, titolare dello status di rifugiato. Ad occuparsi di lui era
stato il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e
rifugiati ? istituito dal Ministero dell?interno ? che gli aveva dato
accoglienza e protezione grazie anche all?associazione «Ciac» onlus di Fidenza.
Come calciatore, Patrice aveva partecipato ad un «master» del Livorno calcio ma
l?ingaggio fu bloccato per rispetto della norma sul numero dei giocatori
extracomunitari. Il Livorno chiese lumi alla Figc, vista la situazione del
giovane camerunense, e alla fine arrivò il nulla osta. Grazie a Beki Ndeck, la
Figc ha emanato una norma che recita testuale: «Qualora un cittadino
extracomunitario con status di rifugiato politico sottoscrivesse un contratto
come calciatore professionista non rientrerebbe nelle limitazioni di
tesseramento previste per i cittadini di paesi non aderenti alla Ue». Una
troupe della Rai lo ha seguito a Pistoia ? dove è arrivato questa estate dal
Livorno ? durante una sua giornata tipo, dall?allenamento al «Turchi» alla vita
nell?appartamento che divide nel residence Torre Catilina con il compagno di
squadra Piscopo. Oltre a Beki Ndeck, che ha raccontato la sua storia, sono
stati ascoltati il dirigente Banchi, l?allenatore Polverino, il massaggiatore
Benesperi, i giocatori arancioni Mareggini, Muwana, Femiano e Piscopo. Hanno
espresso il loro parere anche alcuni tifosi, tra questi Gloria Monti e Piero
Aiardi. Il servizio, di circa 10 minuti a cura di Massimo Ferrazzi, andrà in
onda a dicembre nella trasmissione «Un mondo a colori», in programma su RaiDue
il martedì alle ore 9,45 con repliche su RaiTre e RaiEducational 2. Luca
Cecconi
( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ORVIETO
/ CONCA TERNANA pag. 19 ? ORVIETO ? NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che
Valentino Ri... ? ORVIETO ? NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che
Valentino Ricci Torricelli (nella foto) e suo fratello siano stati assistiti
dalle strutture pubbliche, così come ha ricordato, dopo la tragedia, il sindaco
Mocio. E? pur vero, però, che proprio Valentino andava da tempo chiedendo aiuto
e considerazione per sè e per il proprio sfortunato congiunto, presentandosi
anche ai giornali, i quali, peraltro, dando voce in più occasioni alle sue
istanze, hanno svolto a pieno, e meritoriamente, il loro compito di
sensibilizzazione sociale. Già, ma forse è stata proprio la società orvietana
nel suo complesso, un tempo capace di accogliere con naturale premura i vari
«Scarafone», Nazareno, Pio o «Lo Sceriffo», stemperando il disagio sociale
nella familiarità collettiva, a mancare colpevolmente in questa tragica
circostanza. Valentino e il fratello, infatti, ci sono passati accanto
lievemente, pur se pesantissimi erano i loro guai quotidiani, eppure i loro
sguardi «parlavano». Distratti da altro, non siamo stati capaci ? salvo rare
eccezioni ? di cogliere un messaggio di disperazione che andava captato non già
con la fredda logica della burocrazia, ma solo e
soltanto con amore e senso civico. Ecco perchè la morte di Valentino è, in
realtà, la devastante sconfitta dell?Orvieto dei nostri anni, chiusa nel becero
egoismo di un precario benessere e più attenta alle fluttuanti dinamiche della
«politichetta» nostrana che ai piccoli gesti dell?altro, anche quando
quest?ultimo va chiedendo soltanto uno sprazzo di dialogo. Rimane, dopo la
tragedia, una persona che ha bisogno di aiuto e che ci osserva. Attraverso il
suo sguardo che scruta le nostre coscienze dovrà passare, se ne saremo capaci,
il riscatto morale di una città intera e, nel contempo, quello di ogni suo
singolo abitante. Roberto Conticelli
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONTAGNA
PISTOIESE pag. 12 LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata alla
Comunit&#... LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata alla
Comunità Montana per aver scaricato musica dal web, è al centro di polemiche e
discussioni. Il caso è stato denunciato e successivamente segnalato anche al
ministro per la Funzione pubblica Brunetta dal coordinatore comprensoriale
della Lega Nord Dino Chelucci. Intanto Carla Strufaldi, sindaco di San Marcello
e presidente della Comunità Montana, dopo gli opportuni accertamenti, ha
confermato che la notizia della super bolletta è vera. «IL CASO ? ha detto il
presidente della Comunità Montana ? è stato confermato e e risale a qualche
tempo fa. Comunque, di concerto con l?assessore comunitario al personale (il
sindaco dell?Abetone ndr) e i dirigenti dell?Ente, la stiamo affrontando
secondo i dettami di legge. Spetterà al dirigente di settore, che ha già
attivato il relativo provvedimento disciplinare, stabilire il tipo di sanzione
da comminare al dipendente in questione e le modalità con cui recuperare la
somma da esso indebitamente fatta spendere all?Ente». CARLA STRUFALDI ha
sottolineato che la vicenda non ha ovviamente valenze politiche, essendo
peraltro assimilabile ad altre che si verificano in aziende private. Resta comunque il fatto che, come sottolinea Dino Chelucci nella
sua lettera - denuncia al ministro Brunetta, «E auspicabile che sia nella
politica che nella burocrazia si faccia sempre più strada il senso del dovere, accanto a un già
radicato senso del diritto». alessandro tonarelli
( da "Mattino di Padova, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVISTA
Il più conosciuto è Puscas, era anche in serie A Ha 34 anni e gioca nel
Campetra: «Amo il calcio più di tutto» Da professionista dovevo finire al Como
ma sono stato costretto a smettere Ho fatto l'imbianchino ora punto sui ragazzi
CAMPO SAN MARTINO. Puscas: un nome, una garanzia. A differenza dell'omonimo
Ferenc, il colonnello leggenda anni '50 di Honved, Real Madrid e della grande
Ungheria, è di nazionalità rumena Calin Puscas, 34enne fantasista del Campetra.
Mentre molti suoi connazionali prendono a pedate il pallone per arrotondare, il
calcio per Calin è un vero e proprio lavoro. In Romania ha giocato in serie A,
in Italia ci è venuto per sfondare ma ha dovuto fare i
conti con un avversario più tenace di qualunque stopper: la burocrazia. Tra scartoffie legali e
sogni infranti, davvero curiosa la sua storia. Da dove iniziamo, Calin? Sono
nato nel
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 12
- Gorizia Slittano consegna e apertura del nuovo centro commerciale CAPRIVA
Lungaggini burocratiche a opera finita CAPRIVA. Perdura la fase di stallo per
la consegna e l'apertura del centro commerciale di Capriva. Uno dei
responsabili dell'azienda che ha curato parte della progettazione e svolto il
complesso iter burocratico delle concessioni e autorizzazioni per la
realizzazione, la Progetto servizi 2 srl, ha infatti confermato che i lavori
infrastrutturali sono già stati completati mesi fa, ma consegna e apertura
delle attività commerciali sono bloccate da lungaggini burocratiche. «Il centro
è ultimato - ha spiegato la Progetto servizi 2 - e gli spazi interni sono già
stati assegnati. Purtroppo, come spesso accade, l'apertura delle attività è
subordinata ad alcune autorizzazioni di legge, al momento in attesa di
verifica, dopo la presentazione di una variante del Comune di Capriva che, a
quanto pare, è in attesa di conferma negli uffici regionali. Ma oltre alla complessità della burocrazia normativa, ci sono altri fattori che stanno rallentando
l'apertura di questo centro commerciale. Fra questi, le procedure per la
concessione dei "leasing" con la banca, che necessitano di
approfondimenti e hanno tempistiche abbastanza lunghe. Siamo in
frenetica attesa perché ci sono parecchie persone che attendono ardentemente di
poter cominciare a lavorare». Sciolto anche il dubbio sulla tipologia di
attività commerciali che si insidieranno: sarà un supermercato - e non un
discount, come ipotizzato in un primo tempo: la catena dovrebbe essere Crai -,
un bar e un negozio di hobbistica tipo Brico su cui, però, non è stata sciolta
la riserva e al momento non ci sono notizie relativamente a quale catena di
"franchising" sarà collegato. Circa il bar, invece, sarebbe stata richiesta
l'autorizzazione all'apertura da parte di un cittadino di Capriva. Il progetto
originale del Centro commerciale depositato in Comune riguardava inizialmente
la costruzione di cinque esercizi commerciali per complessivi
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura
Pagina 345 Il fantasma della Sardegna al premio Solinas Quattro Mori assenti
alla manifestazione anche se tra Regione e organizzatori torna il sereno -->
Quattro Mori assenti alla manifestazione anche se tra Regione e organizzatori
torna il sereno DAL NOSTRO INVIATO SERGIO NAITZA Roma. Non c'erano sardi,
quest'anno, nella cinquina finalista del Premio Solinas. Ma non c'era neppure
la Sardegna, neppure il logo della Regione con i quattro mori infilato nella
cartella stampa a tenere vivo un legame che ormai non esiste più. Dal 2002,
anno in cui il Premio dedicato al grande sceneggiatore e scrittore sardo Franco
Solinas - autore di memorabili copioni per Pontecorvo, Losey, Maselli - lasciò
l'arcipelago di La Maddalena per approdare nella penisola, prima tappa Bologna,
e ora a Roma. Peccato, anzi che rabbia: il Solinas figura tra le occasioni
perse - dalla miopia culturale e politica isolana - per dare stabilità e progetti
ad un concorso che aveva tante frecce vincenti nel suo arco. Il rilancio di un
mestiere, quello dello sceneggiatore, allora in ombra; una giuria composta da
mezza storia del cinema italiano; il nome di Solinas da spendere e non tradire,
ovvero la garanzia di un intellettuale sardo di peso internazionale schivo,
rigoroso, armato di passione politica e onestà morale. E la possibilità, se ne
parlava oltre 23 anni fa quando venne istituito il Premio, di fondare in
Sardegna una scuola di cinema. Invece, tutto a carte quarantotto. Ieri, nella
cornice asettica del cinema L'Aquila di Roma, durante la premiazione aleggiava
lo spirito severo di Solinas e la convivialità della manifestazione - gruppone
di giurati, finalisti e gente dello spettacolo - aveva le stimmate della festa
romana, nulla dell'atmosfera sospesa e magica di La Maddalena che dal 1985 al
2001 aveva ospitato il concorso. Dunque sono sette anni che il Solinas non
abita più nell'Isola. Il concorso è lo stesso, anzi ha aggiunto altre sezioni
(storie e documentari), la giuria non ha più un parterre di maestri però è
formata da solidi professionisti. La presidentessa del Premio, Francesca
Solinas, vorrebbe tornare in Sardegna, «non per rifare la festa ma per lavorare
ad un progetto culturale ed editoriale che stimoli energie e talenti locali».
C'era l'idea di inserirlo nel circuito ?Isola del cinema? e non se n'è fatto
nulla. Ma ieri una luce s'è accesa: la Regione Sarda, che solo nel 2007
finanziò il Premio, adesso tende la mano. Dice l'assessore alla Cultura, Maria
Antonietta Mongiu: «Saremo felici di riaverlo a casa. Il prossimo bando della
legge sul cinema contemplerà anche i premi. E non ci sarà più la discriminante
della sede legale, basterà che la Sardegna abbia il rilievo richiesto». Se son
rose fioriranno, finora la storia ha detto il contrario. Bisogna schiacciare il
tasto rewind, rivedere rapidamente il film dell'idillio spezzato tra la
Sardegna e il Premio Solinas per capirne ragioni e colpe. Lo sceneggiatore
scomparve nel
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Camera
commercio PRIMATO. CONFAGRICOLTURA: «PER BATTERE LA CRISI SERVE INNOVAZIONE» Eletti
giunta e vicepresidente E' Arlenghi L'Alessandrino è "granaio
d'Italia" Tutto come previsto: eletta la giunta e scelto il vice
presidente. La Camera di commercio guidata da Piero Martinotti è pronta a
operare per il prossimo quinquennio. Ieri mattina si è riunito il consiglio e i
23 componenti hanno votato - ciascuno aveva a disposizione tre voti - i
componenti della giunta. Come previsto ne sono stati eletti due per ogni
categoria: Gian Paolo Coscia e Giulio Luparia per l'agricoltura, Luigi Boano e Sergio
Guglielmero per il commercio, Flavio Arlenghi e Valerio Scarrone per
l'artigianato, Franco Nosenga e Roberto Roveta per l'industria. Per il settore
credito Gianfranco Pittatore (Fondazione CrAl). A questo punto, prima di una
breve pausa, Pittatore, ha chiesto che il suo nome non venisse considerato tra
i candidati alla vicepresidenza, visto che quell'incarico aveva già ricoperto
nella passata giunta guidata da Viale. Alla ripresa dei lavori Martinotti ha
proposto Flavio Arlenghi, direttore della Confartigianato, che è stato eletto.\
[FIRMA]GIORGIO LONGO ALESSANDRIA Parte dal grano la «riscossa» dell'agricoltura
alessandrina. Si decide di riseminarlo in gran quantità per il 2009, nonostante
la batosta ricevuta quest'anno dalle quotazioni al quintale, scese ai minimi
storici e che ha innescato l'ennesima emergenza nei campi: i 16 euro scarsi
pagati per il grano tenero, e sotto i 22 per quello duro, non sono bastati a
coprire i costi di produzione. Dunque la «sfida» è partita, anche se i silos
per lo stoccaggio di grano e mais, rimasto invenduto, sono ancora stracolmi.
«Si risemina il grano perché deve vincere la caparbietà e l'ottimismo per il
futuro», dicono in molti. E anche perché c'è da mantenere un primato: quella
alessandrina è diventata la prima provincia in Italia, sorpassando recentemente
Bologna - dopo la destinazione per lo più a cereali degli oltre 10 mila ettari
fino a ieri coltivati a barbabietole da zucchero -, per superficie coltivata a
grano tenero. In totale, su 170 mila ettari di superficie agricola utilizzabile
(Sau), la destinazione a grano e mais è di oltre il 50% (riso, orzo e cereali
minori sono attestati intorno al 15%). Per il resto dei prodotti, secondo i
dati elaborati da Confagricoltura, risulta che in provincia le «colture industriali»
hanno registrato un leggero incremento del pomodoro e della patata;
l'ortofrutta è stabile ma è diminuita di circa il 30% la produzione di tabacco;
in aumento invece le colture oleaginose e le proteiche, soprattutto la colza
impiegata per le bioenergie. Ieri, in occasione dell'inaugurazione dei nuovi
locali di Confagricoltura in via Trotti, la benedizione del vescovo Versaldi,
oltre agli uffici, ha riguardato anche la nuova annata agricola. Nell'incontro,
Gian Paolo Coscia, presidente provinciale del sindacato Confagricoltura, ha
detto: «E' necessario rafforzare competitività e innovazione, ridurre i costi energetici e previdenziali e snellire la burocrazia che soffoca il settore».
Coscia ha anche auspicato il buon funzionamento del tavolo aperto alla Camera
di Commercio, al quale, insieme agli agricoltori, siedono artigiani,
commercianti e industriali, con lo scopo, insieme, «di promuovere e far
crescere le eccellenze della provincia». Davide Sandalo, assessore
provinciale all'Agricoltura, ha aggiunto: «I fondi e i contributi
''strutturali'' stanno finendo: è urgente riorganizzare, guardando in positivo,
l'intera filiera agricola provinciale». Intanto, nei giorni scorsi a Roma è
stato firmato il contratto di filiera «Frumento di qualità» con investimenti
per oltre 18,5 milioni di euro.
( da "Sestopotere.com" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lotta
alle mafie, Mantovano: da beni sequestrati risorse per le politiche della
sicurezza (11/11/2008 14:38) | (Sesto Potere) - Roma - 11 novembre 2008 - «I
beni confiscati alle organizzazioni criminali produrranno risorse che
serviranno a finanziare le politiche per la sicurezza». Lo ha dichiarato oggi
pomeriggio il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano intervenendo, a
Reggio Calabria, al convegno organizzato dal sindacato di Polizia Siulp sul
tema “Sicurezza metropolitana e politiche sulla sicurezza”. «Il tema della
sicurezza, in particolare in una città come Reggio Calabria - ha detto
Mantovano - si connette strettamente con la lotta alla criminalità di tipo
mafioso. A questo va aggiunto quanto sta maturando in Senato con l'esame del
disegno di legge in corso sotto il profilo dello scioglimento degli enti
territoriali per infiltrazione mafiosa. L'articolato prevede - ha spiegato
Mantovano - in presenza di accertamenti documentati, che siano colpiti non
soltanto gli amministratori, ma anche la sfera della burocrazia territoriale che spesso
rappresenta un elemento di collusione, di continuità, con gli ambienti
mafiosi». Sotto il profilo della prevenzione antimafiosa, Mantovano ha
sottolineato che «anche i sindaci avranno poteri di accesso ai cantieri con
l'obiettivo appunto di verificare lo stato delle cose e collaborare per
impedire l'infiltrazione mafiosa. Ma il dato veramente nuovo è la norma
che prevede la sanzionabilità dell'obbligo di denuncia per gli imprenditori che
ricevono appalti pubblici, che maneggiano denaro pubblico, e per un dovere di
lealtà devono osservare la legge collaborando anch'essi per prevenire
l'infiltrazione criminale». Nell'incontro il sottosegretario ha affrontato
anche il tema della riforma dell'ordinamento penale per chi è accusato di reati
di mafia. Su questo fronte Mantovano ha detto che «ci sono problemi che stiamo
affrontando. Sono certo che arriveremo molto presto a punti qualificanti,
poichè già al Senato sono in corso di discussione modifiche più rigorose al
regime del 41 bis, e per la detenzione agli arresti domiciliari, in attesa di
un intervento quadro che certamente consentirà alle condanne, soprattutto a
carico di soggetti mafiosi, di rimanere in carcere per la durata della condanna
inflitta, o quasi. D'altro canto - ha concluso il sottosegretario - l'avere
eliminato il patteggiamento in appello mi sembra che rappresenti già un primo
importante passaggio in questa direzione».
( da "Gazzettino, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
«Come
lei altri tremila invisibili attaccati alla macchina» VeneziaStorie rimaste nel
sommerso. Nessuno le conosce, forse neppure i servizi sanitari a cui si sono
più volte rivolti i parenti per chiedere aiuto. Tremila invisibili, che vivono
attaccati ad una macchina, non hanno rapporti con il mondo esterno, una
esistenza che si consuma lentamente e nel disinteresse totale, giorno dopo
giorno. L'unico aiuto arriva dalle famiglie: padri, madri, fratelli o sorelle
ridotti alla disperazione.«Mentre tutti i riflettori si puntano sull caso di
Eluana Englaro, queste persone vengono completamente ignorate dalle istituzioni
sanitarie e dagli organi di informazione - denuncia l'associazione Dossetti che
si occupa della tutela dei diritti della persona, della quale è presidente
Ombretta Fumagalli Carulli - Si calcola che siano almeno 3mila pazienti, sparsi
su tutto il territorio nazionale. Molte anche a Nordest. Persone con lesioni
cerebrali ed una vita di totale disabilità, tanti casi simili a quello di
Eluana, alcuni anche più gravi, che vivono però in casa, assistiti
esclusivamente dai parenti».Una assistenza che non cessa mai: 24 ore ore su 24,
per 365 giorni l'anno: i pazienti hanno bisogno di cure costanti che mai
possono essere interrotte. Tre casi emblematici su tutti che l'associazione
ricorda per costringere il sistema sanitario ad alzare il velo su tutti gli
altri.E.G., residente da 15 anni nella sua casa di Tricase in provincia di
Lecce, dopo un incidente è rimasta in stato vegetativo. «Nonostante le ripetute
richieste dei familiari all'Asl e alla Regione Puglia - spiega il dottor
Corrado Stillo, responsabile per l'associazione Dossetti dell'Osservatorio per
la tutela e lo sviluppo dei diritti - la giovane donna non riceve dal sistema
sanitario nazionale nessuna delle terapie di cui avrebbe bisogno: fisioterapia
muscolare, fisioterapia respiratoria». Poi c'è il caso di C.G., residente a
Ginosa, in provincia di Taranto, in coma vigile dal 15 maggio del
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... BurocraziaL'esperienzadei
voucherStorie di ordinaria burocrazia
all'ufficio postale di Nave di Fontanafredda, il giorno 23 ottobre 2008 verso
le 12, per il pagamento di 40 voucher.1. Perché il voucher sia personalizzato
bisogna produrre in fotocopia sia un documento di riconoscimento, sia fotocopia del
codice fiscale.2. Per la riscossione di 40 voucher servono 40 firme per il
titolare dell'azienda, 40 firme da apporre sul voucher, altre 40 firme presso
l'ufficio postale. Totale 120 firme.3. Come spiegavo sopra mi reco all'ufficio
di Nave, attesa dei clienti che mi precedono, arriva il primo rifiuto al
pagamento, perché non avevo il codice fiscale.4. Mi faccio circa
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
COMUNE
Bonifica del sito ex Carnielli, più lunga e difficile del previsto Vittorio
Veneto(lu.an.) La bonifica del sito ex Carnielli potrebbe essere più lunga e
difficile del previsto. L'argomento è stato affrontato nella riunione che
lunedì sera ha visto riunita la maggioranza che governa la città, e che non ha
comunque preso una posizione definitiva sulla vicenda, ormai annosa. La
bonifica dell'area lungo il Meschio, dove furono rinvenuti residui di cromo
esavalente eredità della lavorazione di biciclette, è strettamente intrecciata
al piano di recupero urbanistico e ambientale, molto contestato dal
centrosinistra, degli edifici veteroindustriali dell'area. Secondo i dati
tecnici esaminati da amministratori e consiglieri di maggioranza lunedì, c'è il
rischio che l'operazione di bonifica possa risultare più complicata di quanto
preventivato a causa di una presunta maggiore profondità delle sostanze
inquinanti nel terreno rispetto a quella quantificata in precedenza. Proprio
nei giorni scorsi Ivan Cervellin, amministratore delegato di Cerfim, la società
che ha presentato il progetto di recupero del comparto ex Carnielli Fassina,
aveva espresso la sua contrarietà per i ritardi nella partenza della bonifica:
«Il 28 agosto la Conferenza dei servizi ha approvato il piano di bonifica all'ex
Carnielli, ma ad oggi il Comune non ci ha ancora consegnato il verbale della
seduta che ha dato l'ok al piano stesso. Senza quel documento non possiamo fare
nulla. La burocrazia sta frenando un'opera molto attesa» il cruccio di
Cervellin.Sempre lunedì la maggioranza ha affrontato anche il tema della
partecipazione del Comune al nuovo bando dei Contratti di Quartiere per
ottenere un finanziamento statale da investire nel recupero di un'area, che
questa volta potrebbe essere proprio quella dell'ex Carnielli insieme ad
altre limitrofe, come l'ex macello comunale. La speranza è di bissare i
successi ottenuti nella partecipazione ai bandi per Serravalle e Ceneda, anche
se quest'ultimo finanziamento è stato congelato.
( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Niscemi
«Ora il consigliere Gagliano farebbe bene a dimettersi» Mussomeli. Quando
l'altro giorno, sull'onda dell'entusiasmo ha inviato un telegramma al
presidente eletto degli Stati Uniti d'America, il primo presidente di colore
nella storia americana, tutto immaginava l'artista Peppe Piccica, tranne che il
telegramma sarebbe tornato indietro perché impossibile da recapitare all'uomo
più noto del pianeta. L'estroso artista di Mussomeli, ha voluto a suo modo
testimoniare dalla lontanissima Sicilia la gioia per questa storica elezione e
così ha scritto: «La firma più bella d'Italia ama Obama, www.peppepiccica.it».
Quindi si è recato presso l'ufficio postale dove ha inviato il telegramma al
seguente indirizzo: Presidente degli USA Barak Obama, Casa Bianca, Washington,
certo che sarebbe arrivato a destinazione. Ed invece pochi giorni dopo il
telegramma è tornato indietro, accompagnato da alcune sigle postali. Volendo
vederci chiaro Piccica s'è recato presso l'ufficio postale dove il direttore
gli ha spiegato che tali sigle stavano a significare che l'indirizzo era
incompleto. Certo un'eccessiva burocrazia d'oltreoceano ha impedito la consegna del telegramma al
presidente più famoso del mondo che, comunque, si insedierà alla Casa Bianca,
il prossimo 20 gennaio. All'artista di Mussomeli è stato quindi suggerito di
indirizzare il telegramma a Chicago dove Obama vive insieme alla sua famiglia.
Rimane comunque la curiosità per un telegramma partito dal cuore della Sicilia
ma mai consegnato all'uomo che sta cambiando la storia e che tutti conoscono,
perfino i bambini. R. M.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Trieste
NOSTRO INVIATO Sta scritto nel programma del ... TriesteNOSTRO INVIATOSta
scritto nel programma del presidente Renzo Tondo che bisogna darci un taglio
con i finanziamenti "a domanda" da destinare a Comuni e
Province.Tuttavia ancora nessuno ha deciso di passare a vie di fatto. Così esce
allo scoperto Maurizio Salvador (Udc), vicepresidente del Consiglio regionale,
il quale premette che «quando le risorse finanziarie scarseggiano, diventa
responsabilità di tutti gestirle al meglio». E perciò «dobbiamo dar vita a un
fondo regionale a sostegno degli investimenti per gli enti locali, soldi questi
che andranno ripartiti a tutti i Comuni e alle quattro province sulla base di
parametri certi, oggettivi, in modo che ciascun ente sappia la somma
complessiva sulla quale potrà fare affidamento».Il sistema, concepito per superare
definitivamente la logica dei trasferimenti in conto capitale eseguiti per
finanziare progetti specifici, consentirebbe secondo Salvador una serie non
breve di vantaggi: «Per cominciare si otterrebbe una devoluzione effettiva,
federalista nel senso autentico del termine, delle responsabilità ai sindaci».
Infatti «non sarà più possibile trincerarsi dietro l'alibi che una determinata
opera non è realizzabile poiché la Regione ne ha finanziata un'altra». Inoltre
«si eviterebbero doppioni come gli Aster e verrebbe valorizzata la funzione di
Governo delle Province».Soprattutto, però, con questo sistema «si taglierebbe severamente la burocrazia - spiega il vicepresidente dell'Assemblea - sia negli uffici
regionali che in quelli degli enti locali, perché ciascun Comune gestirebbe in
proprio, oltre alle risorse attribuitegli, anche la progettazione e
l'esecuzione delle opere alle quali si decida sul territorio di conferire
priorità». Ciò consentirebbe evidenti risparmi nei costi di
"gestione". Ma in realtà è ciò che più conta per i cittadini, per la
loro percezione quotidiana dell'azione politica, si richiama ai tempi: «Meno burocrazia e più potere ai sindaci significa decidere e
spendere prima le risorse - afferma Salvador - e cioè realizzare più
rapidamente gli interventi attesi dalle popolazioni».Sembra l'uovo di Colombo,
tuttavia la fase più delicata appare la definizione dei parametri: in base a
che cosa un Comune o una Provincia potrà quantificare le risorse di anno in
anno messe a disposizione dalla Regione? «Su questo bisogna discutere a fondo -
riconosce Salvador - sebbene i parametri anagrafici e degli insediamenti
produttivi siano giocoforza da inserire, come l'entità globale della
popolazione, la percentuale di bambini, giovani e anziani». Non è un caso,
infatti, che l'esponente pordenonese dell'Udc insista su un'accelerazione delle
politiche a favore della famiglia, un fronte fra i più cari del suo partito,
che sta esercitando un pressing sulla Giunta regionale nello spirito del
"si può fare di più".Tecnicamente, l'introduzione del nuovo sistema
di trasferimenti non sarà attuabile prima dell'esercizio 2010, tuttavia «è
possibile inserire già nella prossima legge finanziaria, che discuteremo entro
dicembre, perché sia prevista l'istituzione del fondo con le relative regole
generali di funzionamento».Maurizio Bait
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L?assessore
Violino ha annunciato l?istituzione dell?organismo regionale che si sostituirà
all?Agea Agricoltura, autonomia sui fondi Ue UdineIl Friuli Venezia Giulia avrà
un suo organismo autonomo per la gestione e il pagamento dei finanziamenti
comunitari del settore agricolo. La novità, che punta ad abbreviare i tempi di
erogazione dei contributi Ue, è stata annunciata a Udine dall'assessore Claudio
Violino, al termine di un vertice con Paolo Gulinelli, direttore dell'Agea,
l'Agenzia governativa per le erogazioni all'agricoltura. «L'istituzione
dell'Agea regionale sarà la tappa finale di un percorso che partirà a breve con
l'istituzione di un ufficio regionale per la gestione delle domande di
finanziamento, affidato a dipendenti della Regione formati dall'Agea», ha
spiegato l'assessore, chiarendo anche che questo non comporterà in questa prima
fase il ricorso a personale aggiuntivo.Prima un semplice sportello di
assistenza e consulenza, poi l'apertura di un organismo pagatore autonomo, sul
modello di quelli già operanti in altre sei regioni italiane: Toscana, Emilia
Romagna, Veneto, Basilicata, Piemonte e Lombardia. «Prenderemo spunto dalle
esperienze delle altre regioni spiega Violino per ridurre gli errori e mettere
in moto una struttura efficiente al servizio delle imprese. È inconcepibile
infatti che un imprenditore agricolo riceva i fondi che gli spettano anche a
10-12 mesi di distanza, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello
che stiamo attraversando».L'iniziativa è stata illustrata anche ai
rappresentanti delle associazioni di categoria, nell'ambito del Tavolo Verde
che si è riunito nella sede udinese della Regione alla presenza dei vertici
dell'Agea. All'incontro, oltre al direttore dell'agenzia governativa Gulinelli,
ha partecipato anche Danilo Narduzzi, nella duplice veste di consigliere
regionale e di componente del Cda di Agea. «Decentrare il potere a favore delle
zone periferiche ha commentato il capogruppo leghista risponde a esigenze
precise dei cittadini e delle imprese. La dipendenza da un sistema
centralizzato, infatti, è uno dei limiti più grandi della nostra burocrazia, e noi chiediamo di favorire
la trasparenza tra enti e cittadini, intessendo rapporti tra chi eroga e chi
riceve un servizio».Un problema, quello dei tempi di erogazione, legato anche
al faticoso decollo del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), «che in
questo momento ha dichiarato Violino non è un'opportunità a disposizione degli
agricoltori ma sta rappresentando paradossalmente un intralcio». Un
problema particolarmente sentito dalle imprese del settore, quello della rete
informatica, vista la vicina scadenza dei termini per la presentazione delle
domande dei contributi previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr), fissata per
il prossimo 28 novembre.r.d.t.
( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Poteri
decisionali e disvaloriTeatro delle Balate. Emilio Massa protagonista di «Also
sprach Pettenessa» Emozionati Nina Lombardino e Dario Ferrari per l'apertura di
una stagione che li vede coinvolti, compromessi, sotto l'occhio vigile di
coloro che ne hanno apprezzato il coraggio, l'ostinazione, lo sprezzo del
pericolo. E, se abbiamo sempre sostenuto che il teatro è un amante esigente che
vuole che tutto gli si sacrifichi, dobbiamo dire che gli ex «Darianton», più
maturi e consapevoli, rischiano grosso e lo sanno. Molti
occhi sono puntati su di loro per una sfida contro le pastoie di una burocrazia, di un mondo politico e
istituzionale che non favorisce né alimenta congruamente una cultura teatrale
più che mai necessaria. Pieno quindi lo spazio del teatrino di Ballarò,
battezzato significativamente «Teatro delle Balate», per assistere all'inizio
di questa scommessa. «Chi pel teatro muor vissuto è assai» dicono,
magari parafrasando un vecchio detto patriottico. Tutti coloro che sono
accorsi, Rai compresa, hanno percepito quell'amore per cui questo teatro è
«patria» della cultura e dell'arte, una patria che si fa grande per eroismi e
sacrifici di figli che ne vogliono vita e gloria, a dispetto magari di coloro
che ne fanno un fatto commerciale o di fruste rievocazioni. Né possiamo dire
che questo teatro povero sia un'arte di risulta. Sul palco, infatti, un atto
unico del napoletano Gennaro Ranieri che ha proposto al pubblico una pièce dai
contenuti perlomeno inquietanti; un esempio di qualità di quel teatro di
ricerca che è bandito dai cartelloni dei "grandi teatri" e che
diviene fondamento di una cultura, di un'arte che cresce, come l'erba muraria,
nelle condizioni e nei luoghi più impervi. «Also sprach pettenessa» (così parlò
Pettenessa), distorsione di un titolo nietzschiano, è una sorta di dialogo fa
la Morte e il pubblico, uno sproloquio denso di allusioni, di amare
constatazioni, una contro-apologia di un potere naturale, di un ordine cosmico
che gli umani hanno sconvolto, togliendo ad essa Morte i poteri decisionali,
con una ridda di disvalori che coinvolge perfino il Padreterno. Emilio Massa è
stato splendido interprete del bel testo. Accanto a lui un'efficace Michela
Guidone. antonio giordano
( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
a
rischio 7.500 dipendenti Sicilia, trasporto pubblico al collasso GIovanni
Ciancimino Palermo. Il trasporto pubblico locale in Sicilia è quasi al collasso.
Rischiano 7.500 dipendenti. Le vetture impegnate sono 1.500 per un percorso di
150 mila chilometri. La situazione è critica: Il contributo previsto dalla
legge regionale 68/83 verrà corrisposto con quasi 60 giorni di ritardo, mentre
la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'applicazione dei contratti
di lavoro degli anni 2005-06-07 non è stata ancora erogata. Eppure lo Stato ha
già trasferito alla Regione la quota di propria competenza pari a 13 milioni.
Ed ancora: la Regione non ha erogato e corrisposto i rimborsi previsti dalla
legge regionale per la libera circolazione delle forze dell'ordine. Si tratta
dei fondi relativi allo scorso anno. Le proteste nei confronti della lentezza
della burocrazia sono bipartisan.
Recentemente, seppur limitato al caso di Messina, Giuseppe Buzzanca (Pdl),
sindaco di quella Città, ed anche deputato regionale, dalla tribuna di Sala
d'Ercole ha tuonato sul corto circuito dei meccanismi della politica e
dell'amministrazione regionale, richiamando alle proprie responsabilità la burocrazia siciliana ed in particolare
il direttore generale dell'assessorato ai Trasporti Falgares che, a suo
dire, «da un anno ritarda il pagamento dei corrispettivi alle aziende di
trasporto pubblico, tra cui l'Atm di Messina, che pare si stata soddisfatta. Ma
sono in serio pericolo l'Ast e l'Amt di Catania. Gli operatori del settore del
trasporto temono che che questa grave situazione alla fine potrebbe favorire le
aziende del Nord o straniere che manifestano interesse a rilevare le aziende
siciliane in difficoltà. Giovanni Barbagallo (Pd), conferma: «In questa fase di
transizione la Regione deve garantire lo sviluppo delle aziende pubbliche e
private siciliane in una logica di mercato regolato. Le preoccupazioni in
ordine alla creazione di monopoli gestiti da holding stranieri devono essere
fugate da una politica regionale accurata. La Regione deve essere più
tempestiva nell'erogazione della spesa, i meccanismi burocratici e politici
dell'amministrazione determinano tempi troppo lunghi. Sarebbe grave se ciò
avvenisse per favorire il decadimento della qualità dei servizi.
( da "Corriere Adriatico" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giacomozzi
(Confindustria): "Allora uno pure in Cina, con merce made in Italy senza
dogane" "Polo logistico cinese nelle Marche? No, grazie" FERMO -
"No, grazie. Un polo logistico per le merci cinesi nelle Marche sarebbe un
problema per le piccole e medie imprese, e un grosso danno per la manodopera di
casa nostra. Un polo logistico marchigiano di semilavorati cinesi punisce chi
ha scelto di restare sul territorio e chi ha puntato sulla qualità e
sull`identità". L'idea del polo dunque non piace. A dirlo non è uno
qualunque. E' Paolo Giacomozzi, giovane contitolare della Gibas Srl, un'azienda
che nel 2009 festeggerà 50 anni di attività. Un`impresa di artigianato
artistico con 30 dipendenti, età media 35 anni. Una fabbrica di lampadari nata
in Amandola, tra il verde e la suggestione dei Monti Sibillini. Nelle prossime
settimane gli uomini della Gibas saranno a Roma per il restauro dei corpi
illuminanti dei Palazzi Cenci e Bene-Spagnoli, dove lavorano i senatori della
Repubblica Italiana. Giacomozzi è soddisfatto che la sua azienda sia stata
scelta per un impegno così importante e prestigioso. Ma la notizia del Polo
cinese nelle Marche lo preoccupa. Lo preoccupa da imprenditore ma anche da
vicepresidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Fermo. Pensa a sé
ma anche ai suoi colleghi. "Vogliono fare un polo logistico nelle
Marche?", si chiede, "Allora ne realizzino uno anche in Cina, con la
merce targata Made in Italy, senza sbarramenti, senza dogane. E si dia la possibilità
effettiva ai piccoli artigiani-artisti locali di andare, a parità di
condizioni, in Estremo Oriente". Giacomozzi apre un dibattito anche con il
Presidente di Confidustria Marche Federico Vitali. Il Presidente della Faam Spa
aveva prospettato come le imprese marchigiane potessero "essere impegnate,
per ora, nella lavorazione finale delle merci cinesi destinate al Vecchio
Continente". Paolo Giacomozzi ribatte che non gli sembra opportuno questo
indirizzo. Anche sul problema dell`esasperante burocrazia, il titolare della Gibas dice
la sua: "Non dobbiamo scappare Cina per sfuggire alle complicazioni
burocratiche italiane. Dobbiamo pretendere dai nostri amministratrori locali,
regionali e nazionali che affrontino, subito e di petto, le complicazioni burocratiche
degli uffici che presiedono". Al presidente della regione Marche
chiede di velocizzare le licenze e di aggiornare le strutture. Sul concetto di
fare squadra, Giacomozzi è d'accordo, "ma per produrre in Italia, ed
affrontare insieme il mercato internazionale". Per quanto riguarda i
modelli da seguire, possono essere più d'uno. "La Faam ha una sua
filosofia e una sua strategia, la Gibas ne ha un'altra, ogni impresa ha un suo
modo di comportarsi". Alla regione Marche chiede di aiutare quelli che
puntano su qualità e prodotti artistici, creando veri distretti industriali e
commerciali all`estero. "Dobbiamo mantenere noi le chiavi di casa, la
produzione dobbiamo tenerla in Italia, è il genio italico a far la differenza,
non perdiamolo. La Cina, le sue chiave di casa, non ce le consegnerà mai. Anzi
pretenderà le nostre". Rafforzare la produzione locale per Giacomozzi è
l'unica stra da seguire. "Dove mandiamo la manodopera se facciamo produrre
in Cina o in Estremo Oriente? Cosa diremo ai nostri dipendenti che con noi
scommettono ogni giorno in fabbrica?". Soluzioni? Rilanciare con decisione
il Made in Italy, quello vero non quello taroccato. Polo logistico cinese?
"No, grazie".
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALDO
BALESTRA «La crisi c'è. Già produce, e produrrà, i suoi effetti anche in Irpinia,
con un prevedibile e sensibile calo di produzione e occupazione. Ci prepariamo
a stringere la cinghia, ad economizzare sul superfluo, ma sarà inevitabile un
massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, mentre auspico che il Governo
intervenga nel Paese con misure di sostegno alle imprese più che al sistema
bancario. Mi auguro che questa condizione duri un anno, anche se noi
imprenditori temiamo quasi il doppio. Mica, però, si può rimanere fermi,
aspettando che la tempesta passi. Dobbiamo darci da fare, da subito, perchè gli
effetti non siano devastanti, per creare le condizioni di una ripartenza. Non
resteremo immobili, e lo diciamo con decisione a sindacati e politici per
un'iniziativa comune. Un patto? No, il patto». Silvio Sarno analizza con preoccupazione,
ma senza rassegnazione, la situazione provinciale. Aziende in difficoltà,
mobilità, cassa integrazione. Se persino la Fma ormai tiene spesso gli operai a
casa, a rotazione, se si pensa ai guai del metalmeccanico in genere,
figuriamoci l'indotto, e tutto il resto. «Io credo in Fiat, ha fatto pulizia
delle idee che non funzionavano ed avviato il rilancio dando fiducia a tutta la
filiera che s'è rimessa in moto. C'è crisi - afferma Sarno - ma dietro il
ridimensionamento resta un progetto consolidato che continuerà ad andare
avanti, magari giovandosi di possibili interventi a livello europeo per ridurre
il costo della produzione. Ma se si prende il tessile a Calitri, e la concia a
Solofra, settori industriali che fanno Pil, si hanno segnali precisi e
preoccupanti della crisi: il tessile non è mai decollato, e a questo punto non
so se sarà più in grado di farlo; la concia ha problemi talmente gravi che pure
aziende storiche e aperte al mercato globale hanno dovuto passare la mano. Il
resto? Nell'enogastronomia, sono pochi quelli che con la trasformazione hanno
«industrializzato» produzioni d'eccellenza, penso a vino, pasta e olio. Il
resto è a livello piccolo, talvolta individuale. Rispettabilissimo, ma che non
fa rete, non fa sistema economico irpino». Epperò Sarno è ottimista se
evidenzia la capacità meridionale di reagire - capacità maggiore perchè
abituata alla sofferenza (basti pensare al difficile rapporto con le banche per
il credito ) - ma richiama alla necessità di chiudere il discorso infrastrutture
«quelle necessarie, però» del sistema viario: dall'ammodernamento del raccordo
Av-Sa per legare l'Irpinia al porto di Salerno alla Lioni-Contursi, l'Alta
Capacità a Grotta, e l'Alta Velocità fino a Lancusi, la piattaforma logistica).
E prende le mosse dalla nascita in Irpinia del consorzio «automotive» per
provare ad indicare una via d'uscita alla crisi: «Venti aziende si sono messe
insieme, ora sono più forti nel loro campo, e non di poco. Se c'è bisogno di un
«guru» per vendite e acquisti, di un consulente ad alto livello per favorire
sinergie e sistemi, il consorzio può, il singolo no. Ecco, s'agisca insieme per
un'unica strategia. Vorrei suggerire questa strada con cinque-sei punti da
sviluppare per il futuro dell'Irpinia. Li proporremo ai sindacati e subito dopo
alle forze politiche, sollecitando coinvolgimento e anche linfa nuova delle
classi dirigenti, mettendo i parlamentari intorno al tavolo. Puntare su industria, infrastrutture, snellimento della burocrazia, sostegno alle filiere,
efficienza nell'utilizzo dei fondi europei. Si può rilanciare, così, il sistema
Irpinia? Io dico di sì, dobbiamo provarci. Rimanere fermi sarebbe un suicidio».
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ma quale
società stiamo costruendo? Dr. Vittorio Tartaglione - NAPOLI Gentile dr.
Lubrano, il Cardinale Crescenzio Sepe ha parlato di «rivoluzione culturale e
civile in una realtà che deve migliorare». L' avv. Mario Di Costanzo, che
nell'agosto scorso in una lettera al Mattino rispecchiò la vera situazione in
cui versa la nostra bella ma disgraziata città, come delegato della Consulta
dei laici insiste sull' «impegno nella concretezza». Bisogna risvegliare,
attivare le coscienze dei cittadini che si stanno cristallizzando nel caos, nel
disordine morale con un'indifferenza che mette paura. Paura perché sta
generando assuefazione alla violenza, paura per il futuro. E principalmente
preoccupa per gli adolescenti, per i giovani perché dovranno formare la società
del domani. E che società stiamo costruendo? Una società dominata dallo spaccio
di droga, dalla camorra, dalla violenza istituzionalizzata. Basta vedere quel
che è sotto gli occhi di tutti. Ecco alcuni esempi. Sono stati costruiti
abusivamente interi gruppi di fabbricati, venduti con contratti «normali», con
mutui bancari e nessuno sorveglia. Poi un giorno arrivano i Carabinieri e si
viene a sapere che le costruzioni sono abusive e vanno demolite. E cosa succede
ora? Abbiamo un esercito di netturbini e, nonostante si parli tanto di
emergenza, si vedono poco in giro. L'industria turistica interessa poco o
niente. Abbondano i vigili urbani, ma nelle strade non si vedono. Le moto sono
sempre in sosta sui marciapiedi, li percorrono contro mano, non si fermano mai
alle strisce pedonali, attraversano le Ztl. Le auto sostano alle fermate dei
bus che non possono accostarsi al bordo del marciapiede. Per i mezzi pubblici
non riusciamo ancora ad avere un orario da consultare. Si parla di multe salate
per le inadempienze per la raccolta differenziata ma si è fatto poco o quasi
nulla per istruire i cittadini e sistemare più raccoglitori. L'elenco sarebbe
lungo, ecco perché tutte le forze sane, oneste, determinate, rispettose dei
diritti della persona e dell'ambiente devono essere unite e costanti per una
partecipazione attiva e continua per sostenere interventi, denunce e quant'altro
possa servire al rispetto della città e dei cittadini che vi risiedono.
Altrimenti questo silenzio diventa un suicidio. Impegno nella concretezza,
risvegliare e attivare le coscienze dei cittadini. Nobili intenti caro lettore.
Purchè alle parole seguano poi i fatti. Poste: è scomparsa la data di arrivo
Salvatore Jervolino - S. G. VESUVIANO Gent.mo dr. Lubrano, perché le poste non
timbrano più la corrispondenza con la data di arrivo? Mi dicono all'ufficio
postale che loro non sono più tenuti ad apporre sulla corrispondenza ordinaria
il timbro di arrivo. Ma quando poi le lettere che contengono atti soggetti a
impugnativa arrivano in ritardo, uno come si difende? Devo ricordarle che da
molto tempo Poste italiane non timbra più la corrispondenza ordinaria in arrivo.
L'unico marchio è quello impresso con la data e la località di spedizione. Per
questa ragione, «gli atti soggetti a impugnativa» vengono inviati tramite
raccomandata, l'unica spedizione che ha, tanto nella data di partenza che in
quella di ricezione, un valore legale. La monnezza sul presepe Pierina Novi -
MILANO Caro Lubrano, pur vivendo a Milano la seguo ogni mercoledì con piacere e
voglio esprimere attraverso di lei la mia sodisfazione di napoletana emigrata
per il manifesto che comparve prima dell'estate scorsa sui muri lombardi, con
la struggente immagine del Cristo velato della Cappella Sansevero(una statua
che scoprii da ragazza con la scuola) e lo slogan: «Monnezza a chi? Guarda cosa
butti se non vieni a Napoli...» Un bel modo di reagire e di contrastare l'idea
terribile di una Napoli perduta sotto montagne di spazzatura. Ho letto,
tuttavia, che gli alberghi del lungomare sono ancora vuoti e che la raccolta
differenziata stenta a partire. Possibile? Manca poco meno di un mese e mezzo
al Natale però almeno a Napoli i creatori di pastori sono già al lavoro da
tempo. Due giovani artigiani, per esempio, Maria Costabile e Antonio Cantone,
stanno allestendo nella Basilica di S.Domenico Maggiore (consenziente il
Priore) un presepe fatto per metà con materiali tradizionali, sughero, muschio,
cartapesta,creta e per metà con spazzatura riciclabile. «Vuol essere una
provocazione» mi dice Cantone «per invogliare noi napoletani, alla raccolta
differenziata». Dopo la triste stagione della monnezza vera (ma è proprio
finita?) questo presepe si propone - nelle intenzioni - come un piccolo segnale
di rinascita. Sarà visibile dal 28 novembre nella celebre chiesa che s'apre su
Spaccanapoli. Un dubbio legittimo: a quale metà del presepe apparterrà il
Bambino Gesù? È possibile che sia fatto di creta. Ma suppongo che, per lo
scempio che ci siamo messi alle spalle e che ha provocato e provoca seri danni
alla nostra industria turistica, il Neonato si immedesimerà al punto tale nella
parte di napoletano che avrà le gote rosse di vergogna... E la tariffa
differenziata sulla Napoli-Salerno? Bruno Pagano - SCAFATI Caro Lubrano, il
precedente governo si era impegnato, di concerto con la Società Autostrade, ad
attuare la tariffa differenziata sulla Napoli-Salerno, in maniera che il
percorso di brevi tratti non costasse quanto quello dell'intero percorso. Mi sa
dire quale destino ha avuto questo provvedimento? Contrariamente a quanto
diceva la legge Finanziaria 2007 (che prevedeva l'incremento variabile da 2,5 a
7,5 millesimi di euro a chilometro per finanziare le grandi infrastrutture come
la Tav e l'ampliamento della rete autostradale), alcune tariffe in accordo con
le concessionarie sono rimaste bloccate al 2005, ad esempio la Palermo-Messina
e la Messina-Catania. Tuttavia non è stata mantenuta la promessa più importante
e cioè quella di verificare la congruità della remunerazione per i gestori
rispetto agli investimenti intrapresi e programmati. Il condominio e la
guardiania Giovanna Manfredi Campanelli - NAPOLI Gent.mo dr. Lubrano, se in
un'assemblea di condominio ci fosse all'odg la proposta di un servizio di
sorveglianza (guardiania), ovviamente fornito da una società legalmente
riconosciuta, e la maggioranza decidesse positivamente, la spesa andrebbe
divisa tra tutti i condomini, anche fra quelli contrari al servizio? E in che
maniera: per millesimi, per appartamento o per proprietario? Sull'argomento ho
consultato un esperto di regolamenti condominiali, non fidandomi delle mie sole
conoscenze in materia. Intanto una precisazione: l'istituzione di un servizio
di guardiania rientra tra le attribuzioni assembleari ex art. 1135 c.c,,
essendo finalizzato alla conservazione e gestione delle cose comuni. Se invece
il servizio fosse finalizzato esclusivamente a tutela dell'incolumità fisica
dei partecipanti al condominio, l'argomento esulerebbe dalla competenza
dell'assemblea e, pertanto, la delibera sarebbe completamente nulla. Detto
questo, l'istituzione di un servizio di vigilanza interna al condominio è
sicuramente considerato una «innovazione» e, secondo l'art. 1121, «qualora
l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario
rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, i
condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi
contributo nella spesa». La famiglia di oggi e le ore di lezione Ugo Finelli -
NAPOLI Gent.mo dott. Lubrano, le sue considerazioni sulla lettera di mercoledì
5 novembre riferita alla famiglia di oggi mi hanno lasciato perplesso. Oggi la
famiglia «è tutt'altra cosa» se la inquadriamo esclusivamente come un'entità
economica. Sarà pur vero, ma si finisce per giustificare tutto. Ho insegnato in
un istituto di un'area a rischio e l'allievo mi faceva notare che l'avviso di
assemblea studenti era redatto ad uso e consumo di certi docenti. «I prof fanno
le assemblee quando devono fare i fatti loro». E aveva ragione! Ma se in tempi
di forte disagio economico si possono fare i fatti propri per guadagnare di
più, è da giusticare il furto di ore di lezioni agli allievi. Ed il preside
confermava: «Gli studenti hanno svolto 8 ore di attività (stage ndr) invece
delle 6 ore e 20 minuti di lezioni» (per giunta in difformità delle
prescrizioni). Siamo in tempi di forte disagio economico, arrangiamoci! Allora
capisco un certo tipo di sostegno alla famiglia, ma solo se la famiglia è
«tutt'altra cosa». Ma forse è qualcosa di più se gli onorevoli manifestano per
«il sostegno alla famiglia». Allora non capisco il furto di ore di lezioni agli
allievi. Lo chiedevo agli onorevoli, ma non ho avuto risposta. Forse sarò più
fortunato con un valente giornalista. La famiglia intesa come entità economica
giustifica qualsiasi furto compiuto in suo nome? «Pure isso adda campà, tene
famiglia»... Non ho capito , signor Finelli, che cosa mi contesta. Eppure ho
letto e riletto la sua email che trascrivo qui integralmente. Forse la deluderò
come «valente giornalista» (grazie per la stima) ma le assicuro che faccio
fatica a collegare la polemica che lei cita sui prof e le assemblee alla mutata
fisionomia della famiglia di cui al mio commento. E comunque io non ho parlato
di famiglia di oggi solamente come entità economica. Anzi, la sua diversità sta
nel fatto che come nucleo fondante della società si è sfaldata, frantumata. La burocrazia
e gli arretrati Umberto Capoccia - NAPOLI Caro dott. Lubrano, vorrei che Lei mi
fornisse lumi circa la piovra della burocrazia che attanaglia i cittadini italiani.A mio fratello dopo
estenuanti e continue visite ,presso strutture pubbliche, finalmente gli hanno
riconosciuta l'invalidità civile con accompagnamento , invalidità al
100%. Ora l'Inps manda a mio fratello una raccomandata in cui si dice che gli è
stata riconosciuta l'invalidità, per cui a partire dal mese di aprile ha
diritto agli arretrati maturati. Nel frattempo, poichè mio fratello è stato
anche operato al cervello per un ematoma subdurale e se non avesse avuto un
fratello che si è sobbarcato tutte le spese di medicine, riabilitazione ecc.,
sicuramente sarebbe nell'aldilà, sono io che faccio le sue veci. Visto che mio
fratello ha la canalizzazione della pensione Inps presso un agenzia Unicredit,
per quale ragione gli arretrati di invalidità devono essere da lui riscossi di
persona non valendo, per la banca, la delega che lui mi ha fatto ? Se è stato
certificato ed acclarato che mio fratello è invalido al 100% come potrà mai
riscuotere di persona quanto dovutogli? La banca mi dice: «È vero che tu hai la
delega ad operare sul conto di tuo fratello, però l'Inps vuole che la somma
dovuta debba essere riscossa presso la cassa dell' istituto da tuo fratello».
Misteri della fede, tutti hanno ragione e chi ha bisogno si trova in mezzo ai
guai. Poichè questa procedura è standardizzata per tutti coloro che devono
riscuotere gli arretrati INPS, come si fa ad uscirne? Credo che la cosa
migliore sia chiederlo all'istituto di previdenza. Immagino che l'Inps non
agisca per capriccio ma in base ad una legge che impone certi comportamenti.
( da "Adnkronos" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Lo
sviluppo arriverà con la fiscalità di vantaggio" Il presidente della Regione
Siciliana, Raffaele Lombardo: ''Devolvere quante più funzioni è possibile agli
enti locali. I poteri, governati dai livelli istituzionali più vicini alle
comunità locali, funzionano meglio e costano meno'' ascolta la notizia commenta
0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 5 nov. (Ign) - Presidente, il 7
novembre a Palermo Lei parteciperà alla Conferenza sul Federalismo, in un
confronto importante con le altre Regioni. Cosa si aspetta da questo incontro?
Mi aspetto che nasca un fronte comune che si assuma l'impegno di un confronto
periodico per definire strategie condivise: per darsi una mano reciprocamente e
non soltanto per fronteggiare le molte spinte egoistiche del nord. Solo dallo
sviluppo del sud può derivare una prospettiva di crescita per l'intero paese.
Verso un decentramento vero: che disponibilità c?è da parte della sua Regione?
Rigore, risorse, regole e responsabilità: nel nuovo percorso di cambiamento
della gestione della spesa pubblica, siete preparati a svolgere nuove funzioni
e a trovare risorse per i compiti che il progetto federalista richiede
all?autogestione regionale? Una coerente attuazione dei principi del
federalismo esclude che al centralismo dello Stato si sostituisca un nuovo
centralismo delle regioni. E' necessario devolvere quante più funzioni è
possibile agli enti locali. I poteri, governati dai livelli istituzionali più
vicini alle comunità locali, funzionano meglio e costano meno. Sono convinto
che una nuova logica della responsabilità porterà alla fine del saccheggio
sistematico delle nostre risorse e al loro impiego produttivo di benessere e
lavoro. La “rivoluzione” federalista dovrà portare a un processo di
rivisitazione delle regole: per riformare una sanità che costa troppo e
potrebbe funzionare meglio; per semplificare la burocrazia
che rappresenta uno dei fattori che maggiormente penalizzano lo sviluppo; per
arrivare all'utilizzo razionale della massa di dipendenti pubblici che hanno
trasformato le nostre istituzioni in stipendifici. Il Federalismo non è una
lotta di poveri contro i ricchi o di Nord contro Sud, ma un?opportunità per il
Mezzogiorno. Da più parti si rimarca la necessità di riforme strutturali
soprattutto in alcuni settori quali sanità, trasporto pubblico e
infrastrutture, ma occorrono anche politiche di investimenti per dare una
risposta forte al sistema economico del Sud. Sul federalismo fiscale, il
governo ha assicurato che ci saranno garanzie per il Meridione: perequazione su
sanità, assistenza e istruzione, vale a dire il 90% della spesa regionale. Qual
è la sua posizione e soprattutto: come evitare tagli alle politiche sociali?
Una fase di federalismo solidale che duri quanto basta per allineare i
cosiddetti costi storici ai costi standard è indispensabile. Senza
l'introduzione di un meccanismo di vera perequazione, il sud sarebbe condannato
alla miseria e allo spopolamento. Cosa pensa della proposta avallatta anche dal
ministro Calderoni di sostituire, magari gradualmente, la filosofia dei fondi
infrastrutturali con quella di una fiscalità di vantaggio, per aiutare e
garantire lo sviluppo economico al Sud? Se la fiscalità di vantaggio è entrata
nel disegno di legge, ma anche nel dibattito politico ed economico, si deve al
nostro impegno. Si tratta adesso di crederci fino in fondo e di sostenerne la
causa in sede comunitaria. Il mezzo fallimento della filosofia dei fondi
strutturali potrebbe essere validamente sostituita da una fiscalità
compensativa dei mille deficit delle nostre regioni. In Irlanda questo tipo di
incentivi ha dato risultati eccezionali, diventando un vero, concreto e
poderoso fattore di sviluppo. Sul federalismo, ha avuto modo di riscontrare che
l?umore dei suoi cittadini è positivo o registra invece preoccupazioni e
resistenze che, forse, sono frutto di una visione assistenzialista del Sud e
possono dunque frenare questa sfida? Il Sud deve riscattarsi dei suoi vizi. A
partire proprio dall'assistenzialismo, dalla mediazione parassitaria di una
classe dirigente che ha lucrato per decenni vantaggi personali, assicurando ai
governi centrali il consenso dei meridionali, in cambio del silenzio sul
sistematico saccheggio delle nostre ricchezze. Un saccheggio che è cominciato
proprio con l'unificazione. Non possiamo certo dimenticare che proprio il
trasferimento “forzoso” delle Lire-oro custodite dal Banco di Napoli e dal
Banco di Sicilia, nelle esauste casse di casa Savoia servì a finanziare lo
sviluppo industriale del nord e condannò alla marginalità le nostre regioni.