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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL 11-12 novembre 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (82)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Dopo le polemiche Tedeschini lascia la presidenza Virtus ( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nei meandri della burocrazia, ci ha messo due mesi e mezzo per passare dal ministero alla scrivania del sindaco, dove è arrivato solo a settembre. A quel punto s'imponeva la decisione del consiglio sul caso. Abbiamo preteso la convocazione del consiglio per discutere e, a quel punto, ecco il miracolo: Tedeschini preferisce dimettersi ed evitare uno spinoso confronto in consiglio.

Sabbio Camion si ribalta, code sulla Provinciale ( da "Giornale di Brescia" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutti sperano, anche se i timori di quanti pensano ci vorrà più tempo sono fondati: i cantieri, infatti, avrebbero dovuto riaprire ai primi di settembre, poi a causa della burocrazia erano slittati a ottobre. Siamo già a metà novembre e di ruspe all'opera ancora non ce ne sono. Ubaldo Vallini

Pmi, mancano all'appello 6 mld di ( da "Italia Oggi" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a cui servirebbe uno stato efficiente, meno burocrazia, una riduzione mirata, e non generalizzata, della spesa pubblica. Quello che mi sento di dirgli è di superare questa crisi resistendo con le unghie e con i denti. Certo ci vorrebbero politiche adeguate, e su questo il Partito democratico sta lavorando intensamente.

barack già a suo agio nello studio ovale per george nessun imbarazzo verso il nemico - (segue dalla prima pagina) vittorio zucconi ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: personale che soltanto alla Casa Bianca coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il «Paese legale» continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito democratico.

Una legge per il Sinigaglia ( da "Giorno, Il (Como)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non hanno soldi per la costruzione di nuovi stadi mentre il privato non si fida dei tempi che la burocrazia garantisce per la realizzazione di un nuovo stadio. Se in Europa occorrono al massimo due anni e mezzo, in Italia, per costruire un nuovo stadio, più sicuro, più efficiente, utilizzabile ogni giorno anche dal pubblico, ne occorrono almeno otto.

E per i libretti ereditati aspetto da un mese ( da "Provincia Pavese, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e disagi anche oltre gli sportelli «E per i libretti ereditati aspetto da un mese» VOGHERA. Stare in coda aspettando il turno per ritrarer 500 euro di pensione è brutto. E non è nemmeno bello aspettare la posta o il giornale i abbonamento per due o tre giorni di fila perchè il postino è malato.

Un Monte di soldi, ma altrove ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a causa della burocrazia. Meglio tardi che mai. E quale migliore occasione della festa delle Forze armate, con tanto di autorità civili e militari in parata, per inaugurare la «nuova versione» aggiornata del monumento? Sessant?anni dopo, anche Elio Agostini e Ivo Tafi si sono conquistati lo «status» di caduti della seconda guerra mondiale.

Dice Cairoli, che qualcuno chiama mister giallo: ...la maggior parte delle ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la giustizia in Umbria ci mette l'occhio, la burocrazia ci mette lo zampino. Non bastassero la crisi di nervi per la super multa, i secondi del giallo da contestare e la lunga marcia dei ricorsi. Già i ricorsi. Gli uffici del giudice di pace, soprattutto a Perugia, sono travolti tanto che, adesso, spunta il caso del ricorso sul ricorso.

E nella zona nord aprire un'edicola ormai è una corsa a ostacoli ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: adeguato al corner riservato alla vendita di giornali si trova alle prese con i tempi siderali della burocrazia. «Al via manca solo un passaggio, ovvero la disponibilità del distributore che in questi mesi ho in verità contattato ripetutamente - racconta l'aspirante edicolante -. Ho ottenuto le autorizzazioni dal Comune, necessarie per poter contattare la Federazione editori giornali».

Allarme Cna: Crisi, imprese in ginocchio ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi Piccole aziende in seria difficoltà anche nei settori fino ad oggi giudicati trainanti Allarme Cna: «Crisi, imprese in ginocchio» Fabbri: «La politica può e deve aiutare: sostenga il credito e abbatta la burocrazia»

L'onda della crisi internazionale è arrivata a lambire Pesaro e la sua provincia. ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e avviando una più decisa azione contro la burocrazia che, in media, pesa per 12mila euro annui su ciascun bilancio aziendale». Dopo l'incontro a Urbino tra imprese italiane e Usa, la Cna intende proseguire la sua opera di analisi e di guida nella difficile congiuntura organizzando per sabato 15 novembre un seminario sul tema "Sviluppo e imprese,

Tra ricorsi e casse vuote, quegli <eroi> delle grandi opere ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Effetto burocrazia A Torino chiusi dopo le Olimpiadi 55 dei 105 cantieri aperti per i giochi. A Roma esplodono i costi della metropolitana Tra ricorsi e casse vuote, quegli «eroi» delle grandi opere I progetti fino al 2013 richiedono 46 miliardi, in bilancio ce ne sono solo 15 ROMA - Nel 1992 Bettino Craxi annunciò che presto sarebbero stati avviati «

Lisbona agevola gli investitori esteri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha fatto della lotta alla burocrazia una bandiera, e i risultati sono i servizi apprezzati dalle imprese, sia nazionali che estere». Il riferimento è a "Impresa in un'ora" nato nel 2005 con cui in Portogallo è possibile costituire una società commerciale in soli sessanta minuti (solo quest'anno sono oltre 30mila le imprese nate così) e a "Marca in un'

SAncona INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio Barracano tale è ... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio Barracano tale è riconosciuto dalla sua gente, quella che vive nel quartiere, per quel modo saggio di stare vicino ai deboli e di amministrare - così potremmo dire - il diritto naturale e non codificato. Personaggio tra i più profondi (di una profondità stratificata, fino a essere scambiata per contraddittorietà a uno sguardo superficiale)

emergenza acqua, ancora tagli - lello parise ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia - è la giustificazione - ha i suoi tempi. Decisamente lunghi, evidentemente. Piuttosto l´Autorità di bacino continua a ridurre la distribuzione di oro blu - i tagli raggiungono quota 1.400 litri al secondo - e nel giro di un paio di giorni i disagi potrebbero travolgere un po´ tutti al di là di quelli che,

Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie ( da "Arena, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia fu peggio dell'Austria Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie «Eppure dovranno riconoscermi!» Nelle ultime parole dell'incompreso un' amarezza tutta italiana Avventurosa quanto sfortunata la vita di Valentino Pomari, di Cogollo, nato nel 1820, personaggio epico delle battaglie risorgimentali,

il difensore civico comunale tuteli i cittadini con la regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La figura del Difensore civico svolge un ruolo di tutela del cittadino rispetto ai possibili errori o lungaggini o soprusi della burocrazia e non solo. È un istituto che, per il solo fatto di esistere, fa sì che il cittadino si senta meno suddito e più rispettato.

mores, l'energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia - vannalisa manca ( da "Nuova Sardegna, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia Il caso dello studio di progettazione e dei due esclusi VANNALISA MANCA MORES. Un anno fa, il sindaco Pasquino Porcu aveva annunciato di voler sposare la causa delle forme di energia alternativa, ed in particolare quella derivante dall'uso del sole, l'energia fotovoltaica.

il lorenzini organizza la mobilitazione ( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poi ora ci si mette anche la burocrazia a ostacolarci, per fortuna con me c'è ancora qualcuno che crede nei cortei di piazza e nelle lezioni a cielo aperto». è sì perché i rappresentanti del liceo di Pescia sono convinti che la situazione si sbloccherà la prossima settimana: «Abbiamo bisogno di più tempo, ma già da lunedì cercheremo di fare lezione nel parco,

la burocrazia tiene chiusa la fortezza - cristiano marcacci ( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina 10 - Montecatini La burocrazia tiene chiusa la Fortezza Pesanti ritardi per il piano di recupero da due milioni di euro Ad un anno e mezzo dal giorno della presentazione gli enti interessati al progetto non sono ancora riusciti a definire il testo del protocollo d'intesa CRISTIANO MARCACCI PISTOIA.

chiusa per troppa burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bloccati due milioni Chiusa per troppa burocrazia Non decolla il piano di recupero della Fortezza S. Barbara PISTOIA. La burocrazia sta impedendo di decollare al progetto di adeguamento della Fortezza Santa Barbara, gioiello storico ed architettonico su cui per anni la città si è interrogata con l'obiettivo di valorizzarlo in modo definitivo e di aprirlo stabilmente al pubblico.

piazza cavallotti: via ai lavori per sostituire la pavimentazione ( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: presentata per primo dal centrodestra si era invece persa nella burocrazia comunale. «Mi chiedo se la rincorsa fatta dalla sinistra in consiglio - afferma - non sia dovuta al fatto che si è poi scoperto che la vedova dell'ispettore caduto era stata poi candidata nelle liste prodiane". Ciacchini ha poi chiesto «che vie cittadine siano intestate oltre a Calipari, ai martiri di Nassiriya,

Confindustria incontra la politica ( da "Denaro, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non è tutto perché abbiamo bisogno anche di una burocrazia più snella e di amministrazioni pubbliche che funzionino rispettando le tempistiche dell'economia e della finanza. E' anche fondamentale eliminare l'addizionale Irap, un peso insostenibile per le imprese, e determinare condizioni di migliore utilizzo del credito d'imposta".

Invasi dal guano dei piccioni ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scontrandosi con una burocrazia a volte farraginosa e non tempestiva nel risolvere l'urgenza. Ma proprio in questi giorni, quando ha dovuto dare il benvenuto ad una nuova assegnataria, ha trovato ancora una volta le tracce inconfondibili del passaggio e della presenza dei piccioni, aprendo le imposte.

La crisi finanziaria internazionale rischia di ripercuotersi pesantemente sull'economia reale:o... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la sua storia e la sua credibilità, rappresentano per lo sviluppo di un territorio ? ha detto il presidente degli industriali bolognesi ?. Un più equo accesso al credito è diventato un?esigenza vitale, al pari di politiche fiscali mirate, incentivi all?innovazione e semplificazione della burocrazia».

istituire un bus navetta ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato una carta in meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un medico

Barack già a suo agio nello Studio Ovale per George nessun imbarazzo verso il nemico ( da "Repubblica.it" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: personale che soltanto alla Casa Bianca coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il "Paese legale" continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito democratico.

Segnaliamo pericoli ma nessuno interviene ( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oggi nessuno è intervenuto e se entro la settimana prossima nessuno sarà intervenuto ci rivolgeremo anche alla magistratura». Intanto ricordiamo gli indirizzi per le vostre storie di ordinaria burocrazia: potete scrive una mail a vocedeilettori@lastampa.it o inviare un fax in redazione a Verbania allo 0323 403650. L'appuntamento è ogni martedì.

Sconti sulla luce? I comuni ne sono all'oscuro ( da "Secolo XIX, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è in ritardo, quindi il provvedimento (che fa riferimento a un decreto legge degli ultimissimi giorni del 2007) sarà pienamente operativo solo a gennaio. E le domande non saranno accolte prima di dicembre, quando (si spera) i Comuni riceveranno la modulistica necessaria.

GEMONA La lista di Disetti si presenta: vuole un "patto" per rilanciare il paese ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tasse e costi a carico dei cittadini e perché incapace di liberarsi da una burocrazia sempre più costosa e soffocante per tutti. Incapace di dare una prospettiva importante, duratura e significativa ad una città che invece ha tutte le carte in regola per contare di più, incapace di valorizzare e stimolare i giovani così come di garantire ai più anziani sicurezza e tranquillità".

Regole, ogni regione abbia autonomia ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inter che schierano 11 stranieri, quando l'eccessiva burocrazia non tutela chi dell'educazione dei giovani ne fa una missione, quando genitori e procuratori non permettono la gestione dei miniatleti, quando gli stessi giovani che hai cresciuto, approdando in prima squadra, ti chiedono rimborsi mensili da 200-300 euro fino a 1500.

Il Pd: <Il difensore civico tuteli verso la Regione> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: effettiva parità nei confronti della burocrazia degli uffici». Come? La proposta fatta da Claudio Romano del Pd con una mozione (sottoscritta anche dal capogruppo Maio) è semplice: secondo lui, infatti, Honsell e il suo esecutivo dovrebbero «verificare la possibilità che il difensore civico comunale, che già tutela i cittadini nei confronti del Comune,

MALATTIE RARE: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO A FARMACI. ( da "Asca" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO A FARMACI (ASCA) - Roma, 11 nov - La burocrazia e' una zavorra nella vita di famiglie e pazienti affetti da patologia rara e spesso costringe a metter mano al portafoglio: dalla lungaggine degli iter burocratici, alle procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti (ad esempio l'

Mioranza promuove il Sedico: <Bressan la sorpresa> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ancor meno lo è la burocrazia federale che impedisce ancora a Imerio Salvador di poter contare sull'apporto di un giocatore di estro come il brasiliano Frenky.«Il suo tesseramento completerebbe il nostro organico - spiega Mioranza -. Purtroppo non si finisce più di adempiere alle richieste federali.

<Comune unico nell'Oltrepiave> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la burocrazia è arrivata a questo, bisogna trovare delle soluzioni. Il problema è che nessuno pensa a toglierci dalle difficoltà, non c'è l'interesse. Ora vogliono eliminare anche le Comunità Montane ma tutto ciò è assurdo». Se i comuni sono d'accordo per l'accorpamento, forse la gente del posto non la penserebbe allo stesso modo.

<Non sappiamo quando li riavremo> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Raffaele Zornitta spiega i problemi della burocrazia e i tempi lunghi per il rientro dei corpi «Non sappiamo quando li riavremo» (lm) «Non abbiamo ancora alcuna novità. Sappiamo solo che li hanno recuperati e che ora è necessario attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Purtroppo, la distanza e la differenza che esiste tra il nostro paese e la Tanzania rende tutto più difficile.

Il Cdq 3 respinge un'agevolazione sui parcheggi ... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato un carta in meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un medico

Il casco per i baresi e i mutui per gli americani ( da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (21) Varie (39) Ultime discussioni Umberto: No cara Sabrina,Michele non è stato morso dalla tarantola,soltanto è una delle tante pentole a pressione... Giulio di Siena: Federico Fanucchi.

Malattie rare: l'indagine, fino a 7 anni per diagnosi e 7 mila euro per cure ( da "Adnkronos" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia - sottolinea il rapporto - è inoltre una zavorra nella vita di famiglie e pazienti con patologie rare e spesso costringe a mettere mano al portafoglio: troppo lunghe le procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti o all'assistenza domiciliare;

già in atto la stretta creditizia ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per quanto concerne l'industria, si tratterebbe, in sostanza, di favorire la crescita della competitività delle imprese attraverso servizi di qualità, infrastrutture, innovazione, maggiore efficienza della burocrazia e del sistema degli incentivi.

alghero, piano di rilancio in tre mosse ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il quale pare stia cercando di accelerare i tempi della burocrazia per poter realizzare entro gennaio la recinzione sul lato tribuna ospiti, la sala stampa e, soprattutto, la sala antidoping. Proprio domenica scorsa era presente il commissario della federazione che ha segnalato la grave inadeguatezza della struttura.

meno superburocrati, arriva il primo sì - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La commissione Affari istituzionali dà il via libera alla riforma della burocrazia, con l´astensione del Pd che chiedeva di ridurre a dieci il numero degli assessorati. La nuova distribuzione delle deleghe degli assessori, che resteranno dodici, partirà il 1? gennaio 2010, come richiesto da un emendamento targato Pd e controfirmato dall´Udc, e non più il 1?

multe, è caos sui ricorsi ( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sotto accusa la burocrazia, Equitalia: «Se non ci arriva la sentenza non possiamo fare nulla» Multe, è caos sui ricorsi Anche chi li ha vinti rischia di vedersi bloccata l'auto LUCCA. Fioccano le proteste dei cittadini che hanno vinto i ricorsi contro le multe, o che hanno ricevuto la sospensione della cartella in attesa della sentenza del giudice di pace.

multe, vinto il ricorso? tolta l'auto lo stesso ( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia. Specialmente quando il cittadino ha fatto valere le sue ragioni, e gli deve essere riconosciuto un diritto. Capita, infatti, che un contribuente vinca il ricorso contro una cartella esattoriale di 98 euro, che Equitalia gli aveva spedito nonostante avesse pagato entro i 60 giorni canonici una multa da 35 euro.

QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai stato un rapport... ( da "Nazione, La (Prato)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non senza problemi con la burocrazia ed i controlli. Non va molto meglio neppure qualche chilometro più a nord, tra Usella e Carmignanello, dove da tempo è in funzione un ripetitore pagato dai residenti, unico mezzo per vedere Rai 2 e Rai 3, mentre il primo canale della televisione di Stato si vede in modo accettabile.

Scuola, via al nuovo piano tra accorpamenti e scorpori ( da "Secolo XIX, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha accusato la giunta di aver usato solo la logica della burocrazia e dei numeri. Caso emblematico, secondo lui, la perdita di autonomia dell'istituto Nautico "Nazario Sauro" della Spezia: «Il collega toscano di Massimiliano Costa ha concesso l'autonomia all'Istituto Nautico di Livorno, già collegato con quello di Viareggio».

tempi lunghi per l'abbasanta-olbia ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rallenta lo sviluppo». Con queste parole il consigliere provinciale dell'Udc Luigi Carta prende posizione intorno alla questione della strada Abbasanta-Olbia. L'intervento è motivato dall'amara constatazione che il sospirato documento di valutazione di impatto ambientale dell'arteria non è ancora stato approntato dalle autorità preposte.

di MASSIMO SAMPAOLESI La malasorte della palazzina ex foresteria. A sostenerlo, in estrema si... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ancora ospita parte della burocrazia comunale, la statua è emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto ed i cancelli sono chiusi la sera perché l'illuminazione non ha avuto manutenzione». Insomma, a sentire Italia nostra, la questione sembra aver creato una vera e propria disillusione nella cittadinanza: «Vorremmo sapere -

L'esposto ai vigili urbani è già partito. Per denunciare la pericolosità degli a... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Che fine ha fatto il progetto della passerella pedonale che doveva attraversare anche questo ponte?». Il progetto doveva seguire di pari passo la realizzazione della pista ciclabile ed essere appaltato dalla Bonifica. Ma, dopo tre anni di attesa, non si vede la fine del tunnel della burocrazia.

Mazzucconi: certa politica gioca sulla pelle delle imprese ( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo la burocrazia italiana non sostiene lo sviluppo aziendale» I casi della vita, a volte, vanno al di là di quanto ciascuno di noi potrebbe immaginare. Per esempio: per vent'anni un'impresa getta le basi per la definizione di un piano di sviluppo sul territorio che da sempre l'ha vista protagonista, fin dalla sua costituzione,

Il Gop cerca un leader la Palin pensa al 2012 <Se Dio lo vorrà> ( da "Riformista, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché ha tradito i suoi ideali autentici e quindi deve tornare al vecchio credo "meno burocrazia pubblica, meno tasse, meno immigrati"; i secondi pensano che gli ideali vanno aggiornati alle nuove sensibilità degli americani, tendendo conto dell'ansia della classe media per l'economia, rivolgendosi di più a ispanici, indipendenti e giovani e smettendo di insultare gli intellettuali.

La burocrazia rincara le tasse ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alto prelievo La burocrazia rincara le tasse La ricerca sui sistemi di 181 Paesi ribadisce l'anomalia dell'Irap Marco Bellinazzo MILANO Italia terra di tasse, balzellie burocrazia nemica delle imprese. La fotografia, non certo a tinte rosee per quanto riguarda la capacità della Penisola di attrarre investimenti dall'estero,

Forse venerdì rientrano le salme ( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia internazionale per affrettare il rientro dalla Tanzania delle salme del dentista bellunese Claudio Zornitta e della sua compagna Paola Santini. I funzionari della Farnesina che stanno seguendo la vicenda hanno telefonato ieri al fratello del professionista bellunese, Raffaele Zornitta, facendogli sapere che è probabile che venerdì le salme rientrino in Italia con un volo

PESCARA - Giovani, belli e democristiani. Sono le caratteristiche che accomunano tre dei cinque cand... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Chiodi ribatte dicendo che «è scandaloso che il provvedimento sia stato portato in Consiglio». E i poveri artigiani che hanno organizzato l'incontro? Tempi duri certo, ma chiunque vincerà «organizzerà un'unica agenzia dove far confluire i fondi in modo che si dia un taglio alla burocrazia e ci sia una gestione chiara e trasparente».

Camorra, la proposta di An: <Appalti solo in Prefettura> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia CASERTA — è una proposta di legge composta da un solo articolo, che mira a modificare un aspetto sostanziale del vigente Codice degli appalti. Obiettivo, far sì che «i Comuni e le Province sciolte a seguito di infiltrazioni e condizionamenti malavitosi acquisiscano lavori, servizi e forniture previo ricorso a centrale di committenza individuata nella Prefettura competente

In frenata il business dei fiori ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: controlli e burocrazia per le aziende. Il tutto mentre crescono le importazioni di produzioni florvivaistiche da Paesi extra-Ue dove la manodopera è concorrenziale, ma è consentito l'utilizzo di fitofarmaci non permessi in Europa. «Condizioni - sottolinea Francesco Bet, presidente di Florveneto e di Florasì, il consorzio nazionale di produzione che riunisce 19 associazioni del settore-

CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a scuola, in ufficio, in nego... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualcuno ha capito al volo la situazione, qualcunaltro ha preteso una certificazione del ritardo dalle Ferrovie. Che in situazioni del genere dovrebbero attrezzarsi per rilasciare un attestato del ritardo senza complicare ulteriormente la vita ai pendolari, attraverso una tortuosa burocrazia per avere l?annotazione.

a rischio le aziende che lavorano per gaia ( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tradotto dal linguaggio della burocrazia e del diritto amministrativo, altro non significa che Viareggio, come gli altri Comuni soci di Gaia, si accolla un ulteriore debito per mandare avanti un'azienda idrica appena diventata interamente pubblica, i cui revisori dei conti segnalano come in gravi difficoltà economiche e gestionali.

) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il risp... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 9 ) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il risp... VENTO Molte le foglie cadute ) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il rispetto per Angelo Satanassi e riconoscendo sempre il suo spirito costruttivo,tengo a smentire che «la macchina comunale sia invadente, autoritaria e farraginosa».

Bossi-Fini da cambiare ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un po' di burocrazia per venire a lavorare in Italia la possono anche subire». Claudia Merlino responsabile della Cia nazionale Lavoro, ha proposto di demandare ai Comuni il rinnovo dei permessi di soggiorno, allentare il vincolo lavoro-permesso soggiorno, diversificare i canali di ingresso.

LA NOSTRA SALUTE. ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: » Allora cerchiamo di snellire tutta questa burocrazia. I diabetici sono persone con un problema comunque sempre controllato: non mi sembra giusto debbano incontrare ostacoli in più nel loro percorso di vita. Se tutti i diabetici d'Italia (si parla di circa 8.000 dichiarati) dovessero formare un partito.

Parcheggi, i 1500 posti per il 2011 ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In uno slalom tra le porte strette della burocrazia per ora porta al traguardo i primi due. I più facili, certo, visto che gli altri saranno sotterranei e sotto la spada di Damocle della Soprintendenza e perfino dell?autorità di bacino. Ma pur sempre i primi due. Della cui costruzione si occuperà l?

IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella foto),... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inizio è stato bloccato dalla burocrazia. Il via libera arrivò un anno fa dalla Figc, che dette parere favorevole al suo tesseramento al di fuori delle quote massime previste per gli extracomunitari in quanto, appunto, titolare dello status di rifugiato. Ad occuparsi di lui era stato il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ?

ORVIETO NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che Valentino Ri... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: messaggio di disperazione che andava captato non già con la fredda logica della burocrazia, ma solo e soltanto con amore e senso civico. Ecco perchè la morte di Valentino è, in realtà, la devastante sconfitta dell?Orvieto dei nostri anni, chiusa nel becero egoismo di un precario benessere e più attenta alle fluttuanti dinamiche della «politichetta» nostrana che ai piccoli gesti dell?

LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata alla Comunit&#... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Resta comunque il fatto che, come sottolinea Dino Chelucci nella sua lettera - denuncia al ministro Brunetta, «E auspicabile che sia nella politica che nella burocrazia si faccia sempre più strada il senso del dovere, accanto a un già radicato senso del diritto». alessandro tonarelli

il più conosciuto è puscas, era anche in serie a ( da "Mattino di Padova, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per sfondare ma ha dovuto fare i conti con un avversario più tenace di qualunque stopper: la burocrazia. Tra scartoffie legali e sogni infranti, davvero curiosa la sua storia. Da dove iniziamo, Calin? Sono nato nel 1974 a Zalau, in Transilvania. La terra di Dracula... Sì, esatto. Zalau è al nord-ovest, vicino all'Ungheria e a Cluji, dove fra poco andrà la Roma in Champions League.

slittano consegna e apertura del nuovo centro commerciale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma oltre alla complessità della burocrazia normativa, ci sono altri fattori che stanno rallentando l'apertura di questo centro commerciale. Fra questi, le procedure per la concessione dei "leasing" con la banca, che necessitano di approfondimenti e hanno tempistiche abbastanza lunghe.

Il fantasma della Sardegna al premio Solinas ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia aveva spinto gli organizzatori a cercare partner affidabili. In sostanza quelli del Premio dovevano sempre predisporre domandina di richiesta di contributi, aspettare trepidanti, come un questuante qualsiasi, di ricevere una risposta che arrivava sempre sul filo di lana, causando ritardi nell'organizzazione e anche possenti limate al cartellone quando i soldi erano meno

L'Alessandrino è "granaio d'Italia" ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre i costi energetici e previdenziali e snellire la burocrazia che soffoca il settore». Coscia ha anche auspicato il buon funzionamento del tavolo aperto alla Camera di Commercio, al quale, insieme agli agricoltori, siedono artigiani, commercianti e industriali, con lo scopo, insieme, «di promuovere e far crescere le eccellenze della provincia».

Lotta alle mafie, Mantovano: da beni sequestrati risorse per le politiche della sicurezza ( da "Sestopotere.com" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche la sfera della burocrazia territoriale che spesso rappresenta un elemento di collusione, di continuità, con gli ambienti mafiosi». Sotto il profilo della prevenzione antimafiosa, Mantovano ha sottolineato che «anche i sindaci avranno poteri di accesso ai cantieri con l'obiettivo appunto di verificare lo stato delle cose e collaborare per impedire l'

<Come lei altri tremila invisibili attaccati alla macchina> ( da "Gazzettino, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i casi di coma vigile non possono sottostare ai tempi della burocrazia. Come non si può pretendere che pazienti così complessi siano affidati esclusivamente alle cure amorevoli delle famiglie. «Sono pazienti che vivono per periodi lunghissimi, soprattutto quando sono giovani e hanno organismi forti - continua Stillo - Il concetto di dignità non è mantenerli in vita comunque,

Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... BurocraziaL'esperienzadei voucherStorie di ordinaria burocrazia all'ufficio postale di Nave di Fontanafredda, il giorno 23 ottobre 2008 verso le 12, per il pagamento di 40 voucher.1. Perché il voucher sia personalizzato bisogna produrre in fotocopia sia un documento di riconoscimento,

Bonifica del sito ex Carnielli, più lunga e difficile del previsto ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia sta frenando un'opera molto attesa» il cruccio di Cervellin.Sempre lunedì la maggioranza ha affrontato anche il tema della partecipazione del Comune al nuovo bando dei Contratti di Quartiere per ottenere un finanziamento statale da investire nel recupero di un'area, che questa volta potrebbe essere proprio quella dell'

<Ora il consigliere Gaglianofarebbe bene a dimettersi> ( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Certo un'eccessiva burocrazia d'oltreoceano ha impedito la consegna del telegramma al presidente più famoso del mondo che, comunque, si insedierà alla Casa Bianca, il prossimo 20 gennaio. All'artista di Mussomeli è stato quindi suggerito di indirizzare il telegramma a Chicago dove Obama vive insieme alla sua famiglia.

Trieste NOSTRO INVIATO Sta scritto nel programma del ... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si taglierebbe severamente la burocrazia - spiega il vicepresidente dell'Assemblea - sia negli uffici regionali che in quelli degli enti locali, perché ciascun Comune gestirebbe in proprio, oltre alle risorse attribuitegli, anche la progettazione e l'esecuzione delle opere alle quali si decida sul territorio di conferire priorità».

Agricoltura, autonomia sui fondi Ue ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, e noi chiediamo di favorire la trasparenza tra enti e cittadini, intessendo rapporti tra chi eroga e chi riceve un servizio».Un problema, quello dei tempi di erogazione, legato anche al faticoso decollo del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), «che in questo momento ha dichiarato Violino non è un'opportunità a disposizione degli agricoltori ma sta rappresentando

Poteri decisionali e disvaloriTeatro delle Balate. ( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molti occhi sono puntati su di loro per una sfida contro le pastoie di una burocrazia, di un mondo politico e istituzionale che non favorisce né alimenta congruamente una cultura teatrale più che mai necessaria. Pieno quindi lo spazio del teatrino di Ballarò, battezzato significativamente «Teatro delle Balate», per assistere all'inizio di questa scommessa.

Sicilia, trasporto pubblico al collasso ( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sono bipartisan. Recentemente, seppur limitato al caso di Messina, Giuseppe Buzzanca (Pdl), sindaco di quella Città, ed anche deputato regionale, dalla tribuna di Sala d'Ercole ha tuonato sul corto circuito dei meccanismi della politica e dell'amministrazione regionale, richiamando alle proprie responsabilità la burocrazia siciliana ed in particolare il direttore generale

"Polo logistico cinese nelle Marche? No, grazie" ( da "Corriere Adriatico" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche sul problema dell`esasperante burocrazia, il titolare della Gibas dice la sua: "Non dobbiamo scappare Cina per sfuggire alle complicazioni burocratiche italiane. Dobbiamo pretendere dai nostri amministratrori locali, regionali e nazionali che affrontino, subito e di petto, le complicazioni burocratiche degli uffici che presiedono".

ALDO BALESTRA LA CRISI C'è. GIà PRODUCE, E PRODURRà, I SUOI EFFETTI ANC... ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Puntare su industria, infrastrutture, snellimento della burocrazia, sostegno alle filiere, efficienza nell'utilizzo dei fondi europei. Si può rilanciare, così, il sistema Irpinia? Io dico di sì, dobbiamo provarci. Rimanere fermi sarebbe un suicidio».

MA QUALE SOCIETà STIAMO COSTRUENDO? DR. VITTORIO TARTAGLIONE - NAPOLI GENTILE DR. ... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e gli arretrati Umberto Capoccia - NAPOLI Caro dott. Lubrano, vorrei che Lei mi fornisse lumi circa la piovra della burocrazia che attanaglia i cittadini italiani.A mio fratello dopo estenuanti e continue visite ,presso strutture pubbliche, finalmente gli hanno riconosciuta l'invalidità civile con accompagnamento ,

"Lo sviluppo arriverà con la fiscalità di vantaggio" ( da "Adnkronos" del 12-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per semplificare la burocrazia che rappresenta uno dei fattori che maggiormente penalizzano lo sviluppo; per arrivare all'utilizzo razionale della massa di dipendenti pubblici che hanno trasformato le nostre istituzioni in stipendifici. Il Federalismo non è una lotta di poveri contro i ricchi o di Nord contro Sud, ma un?


Articoli

Dopo le polemiche Tedeschini lascia la presidenza Virtus (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pavullo. Centrodestra soddisfatto Dopo le polemiche Tedeschini lascia la presidenza Virtus PAVULLO. L'ex sindaco di Pavullo, Vito Tedeschini, si è dimesso nei giorni scorsi dalla presidenza dell'associazione sportiva Virtus Pavullese. Il fatto viene commentato con palese soddisfazione dall'opposizione di centro destra, che aveva da tempo sollevato una questione di incompatibilità fra la carica sociale e quella di consigliere comunale. «Le dimissioni di Tedeschini - commenta il capogruppo Gian Luca Muzzarelli - sono il frutto finale di un lungo braccio di ferro tra di noi e l'amministrazione comunale». Muzzarelli poi ripercorre il lungo iter della vicenda. «Nell'estate dello scorso anno ci fu comunicato un nominativo, che successivamente si rivelò erroneo, relativamente alla presidenza della Virtus. Dopo alcuni mesi, e per puro caso, venimmo a scoprire, infatti, che il presidente era Tedeschini. Inoltrammo così una richiesta per l'apertura della procedura di incompatibilità dello stesso con la carica di consigliere comunale. La stessa cosa, peraltro, era capitata nel 2001 al nostro eletto, allora presidente della Pro Loco, al quale fu intimato di scegliere in quanto l'associazione, così come la Virtus, godeva di un finanziamento pubblico; Bernardoni alla fine scelse la Pro Loco. Con Tedeschini, invece, l'amministrazione, ha agito diversamente. Subito non ha fatto nulla, poi, su nostra istanza, invece di portare il caso in consiglio, come dovuto, ha interessato la Prefettura. Tutto ciò al solo scopo di prendere tempo. Noi ci siamo mossi, fornendo alla Prefettura un'integrazione alle osservazioni dell'amministrazione, con ulteriore documentazione. La Prefettura a sua volta ha interessato il Ministero dell'Interno che ha emesso il suo parere in favore, come da noi sostenuto, dell'incompatibilità. Il parere, poi, persosi nei meandri della burocrazia, ci ha messo due mesi e mezzo per passare dal ministero alla scrivania del sindaco, dove è arrivato solo a settembre. A quel punto s'imponeva la decisione del consiglio sul caso. Abbiamo preteso la convocazione del consiglio per discutere e, a quel punto, ecco il miracolo: Tedeschini preferisce dimettersi ed evitare uno spinoso confronto in consiglio. Meglio così per tutti, pur se con enorme ritardo. Dopo avere ricevuto la risposta del ministero a settembre, il sindaco si è preso una pausa di 65 giorni. Riflessione, efficienza limitata o volontà ostruzionistica? Conclusione: per il caso Tedeschini sono occorsi quindici mesi; per il caso Bernardoni cinque minuti. Comunque buon lavoro alla Virtus Pavullese e al suo nuovo presidente».

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Sabbio Camion si ribalta, code sulla Provinciale (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 11/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia Sabbio Camion si ribalta, code sulla Provinciale Attorno alle 16 un Volvo di una ditta di Calvisano è uscito di strada. E per due ore la Valsabbia è rimasta bloccata Il camion si è ribaltato in un orario critico per la Valle SABBIO CHIESEStrada stretta e banchina cedevole. Il problema è sempre quello. Così un altro camion ieri pomeriggio si è coricato nel campo di granturco che sta fra la Provinciale IV e il fiume Chiese, fra Sabbio e Vobarno. Un volo di pochi metri lungo una ripida scarpata, dopo il quale l'autista è uscito illeso, per fortuna. Erano all'incirca le 16 ed il grosso Volvo di una ditta di Calvisano, dopo avere scaricato materiali edili a Odolo, stava scendendo la Valle Sabbia: «Ho sterzato un poco per evitare di centrare lo specchietto di un collega - ha raccontato l'autista -, una ruota è uscita appena dall'asfalto e non sono più riuscito a rientrare». Sul posto, per gestire il traffico intenso che si è formato quasi subito, una pattuglia della polizia Provinciale del distaccamento salodiano. Pochi problemi nel gestire un senso unico alternato, ma solo fino alle 17. Per le due ore successive infatti, mentre due autogru giunte da Salò hanno lavorato per il complesso recupero del camion, a strada completamente bloccata da una parte e dall'altra si sono formate lunghe code. Unica alternativa praticabile il passaggio nella frazione sabbiense di Pavone: una via troppo stretta però, che si è dunque subito intasata. Peggio ancora è andata per quanti hanno provato ad avventurarsi sulla strada sterrata che unisce Clibbio e Sabbio Chiese, dall'altra parte del fiume: in questo caso, oltre a rimanere bloccati perché in due non ci si passa, c'è stato chi ci ha messo più tempo che ad attendere paziente il proprio turno sulla strada asfaltata. La Valle Sabbia è così rimasta irrimediabilmente tagliata in due e proprio al momento del rientro degli operai dalle fabbriche. Del resto sono sempre più frequenti, per un motivo o per quell'altro, i blocchi della circolazione fra Vobarno e Sabbio Chiese: due, anche tre volte la settimana. Gli amministratori valsabbini e provinciali hanno promesso che entro la fine dell'anno prossimo si potrà viaggiare sulla nuova tangenziale. Tutti sperano, anche se i timori di quanti pensano ci vorrà più tempo sono fondati: i cantieri, infatti, avrebbero dovuto riaprire ai primi di settembre, poi a causa della burocrazia erano slittati a ottobre. Siamo già a metà novembre e di ruspe all'opera ancora non ce ne sono. Ubaldo Vallini

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Pmi, mancano all'appello 6 mld di (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 268, pag. 17 del 11/11/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF       L'analisi del senatore Gian Carlo Sangalli, responsabile del Partito democratico per il settore Pmi, mancano all'appello 6 mld di Ici e Alitalia: scelte che hanno sottratto risorse alle imprese Ex segretario generale di Cna. Ex presidente della Camera di commercio di Bologna, ora responsabile del Partito democratico per le piccole e medie imprese, nonché membro della direzione nazionale. L'analisi del senatore Gian Carlo Sangalli, sceso in politica al fianco di Walter Veltroni per dare più voce alle pmi, sulle quali aleggia lo spettro della recessione. Domanda. Come reagire? Risposta. Non c'è solo la crisi finanziaria mondiale. A essere intaccata, in particolare in Italia e in Europa, è l'economia reale, soprattutto le piccole e medie imprese. Ci sono previsioni di recessione economica, e le conseguenze sono già visibili sia nel mondo delle imprese sia sul versante dei consumi, che stanno diminuendo sia per mancanza oggettiva di risorse per le famiglie sia per un fattore psicologico, di forte pessimismo sul futuro. D. Consumi che in Italia sono in crisi non da oggi. Ma prima c'era l'export. R. L'Italia deve fare i conti con una recessione globale. I consumi sono in crisi da tempo e l'export, che pure ci aiutava, è determinato dalla crisi di produttività del sistema italiano. Per questo siamo noi a pagare il prezzo più alto di questo rallentamento. A ciò si aggiunge la tensione che si è determinata, a causa della crisi finanziaria, nel rapporto tra imprese e banche, che chiedono più garanzie soprattutto per quegli investimenti in innovazione che sarebbero l'unico modo per mettersi la crisi alle spalle. Attualmente questa tensione non è generalizzata, ma potrebbe sommarsi alla recessione prevista. D. Cosa possono fare le istituzioni? R. Mettere immediatamente in campo politiche «anticicliche». Il che significa lasciare più soldi in tasca alle persone, in particolare per chi ha redditi da lavoro o pensione, in modo da fare riprendere i consumi. Quindi abbassare la pressione fiscale, già a livelli record considerando ciò che lo stato offre in cambio, e di cui è previsto un ulteriore incremento, al contrario di quanto promesso dal governo in campagna elettorale. Inoltre l'esecutivo ha anche fortemente ridimensionato gli interventi per sostenere la competitività delle imprese. D. Era giusto «salvare» le banche? R. Sostenere il sistema bancario in questa fase era importante. Però la manovra prevista dal governo non contempla azioni per sostenere gli investimenti, il che rischia di rendere inutile il provvedimento. Per questo, come Partito democratico, abbiamo proposto la costituzione di un Fondo nazionale di controgaranzia, per mettere le imprese in condizioni di ripartire puntando su innovazione, nuove reti commerciali, internazionalizzazione. D. Come fare i conti con i vincoli di bilancio? R. Le risorse ci sarebbero. Mancano all'appello 6 miliardi di euro, che se ne sono andati in due scelte sbagliate. Togliere l'Ici a tutti, anche a chi ha la casa in piazza di Spagna, con Prodi che l'aveva già cancellata per il 40% delle famiglie. Quindi la manovra su Alitalia, decisa per difendere un'italianità che durerà quindici giorni, dopodiché, magari, sarà acquisita proprio da Air France, solo che stavolta si sono privatizzati gli utili e socializzate le perdite. In questa fase, queste risorse sarebbero state preziosissime. Già la manovra sull'Ici ha tolto 2 miliardi di euro per le infrastrutture del Mezzogiorno, e i 300 milioni del prestito ponte su Alitalia sono stati sottratti al Fondo innovazione per la piccola impresa. D. Che cosa si sentirebbe di dire al piccolo imprenditore che «alza la serranda ogni mattina»? R. Bisognerebbe potergli dire che lo stato, la politica, sta pensando a lui. Altrimenti non si capisce a chi si dovrebbe rivolgere. Il 99% delle pmi sono microimprese, a cui servirebbe uno stato efficiente, meno burocrazia, una riduzione mirata, e non generalizzata, della spesa pubblica. Quello che mi sento di dirgli è di superare questa crisi resistendo con le unghie e con i denti. Certo ci vorrebbero politiche adeguate, e su questo il Partito democratico sta lavorando intensamente. Intanto con una battaglia contro la politica economica del governo, che ha aumentato le tasse, diminuito la spesa pubblica in generale senza distinguere quella produttiva da quella improduttiva, tagliato i fondi a quegli enti locali che più potrebbero fare per sostenere la piccola impresa, tagliato le risorse per la scuola, che oggi a maggior ragione andrebbe sostenuta. A un artigiano bisognerebbe dire che c'è anche chi in politica si sta preoccupando di lui, e forse non si tratta di quelli in cui lui ha creduto. D. Quali dunque le priorità per uscire dalla crisi? R. Meno tasse, investimenti in infrastrutture, semplificazione, meno difficoltà ad aprire un'impresa. In particolare, detassazione degli utili quando questi sono investiti in innovazione. Ed è lo stato che deve farsi garante, con le banche, di questi investimenti. Perché le pmi hanno sempre avuto con le banche un rapporto più limpido, hanno creato valore, distribuito ricchezza. Non possono essere ancora una volta loro a pagare il conto. D. Un ingegnere indiano esce dall'università più giovane e meglio formato del suo collega italiano. Non a caso, molti imprenditori lamentano difficoltà a reperire risorse umane qualificate. R. Anzitutto si potrebbe permettere all'ingegnere indiano di entrare in Italia in una maniera diversa di quanto può fare adesso. Dopodiché, l'Italia deve credere nella scuola, nell'università. La risposta a questa situazione è diametralmente opposta a quella che è la politica del governo in tema di scuola e immigrazione. E in generale opposta a quanto lo stesso ministro dell'economia diceva fino a due anni fa, consigliando di fare un secondo mutuo sulla casa per sostenere i consumi. In inglese si chiamano «subprime», e abbiamo visto come è andata a finire. Salvo scoprire ora che bisogna sostenere le imprese, che la globalizzazione fa paura. Ma a creare questa situazione sono stati coloro che hanno pensato che il mercato senza regole fosse la soluzione, Bush e prima di lui Berlusconi. Le regole era meglio farle prima, e stare dalla parte di chi le faceva. D. Da Cna al senato della repubblica. Quanta sensibilità trova, tra i suoi colleghi, per i problemi delle pmi? R. Non siamo a un livello adeguato. Quello che però mi conforta, è che il Partito democratico abbia cambiato atteggiamento in modo radicale, su questo punto, rispetto all'idea tradizionale della sinistra italiana: Veltroni, anche all'ultima manifestazione, ha parlato continuamente di sostenere il lavoro, tutto il lavoro, autonomo e dipendente. Certo se ci fosse dialogo, inteso come confronto ascoltato, si potrebbe fare qualcosa di buono, per far ripartire questo paese. Un confronto che esisteva molti anni fa, quando pure c'erano grandi blocchi ideologici. Invece vedo ancora, da parte del governo, la celebrazione della vittoria elettorale. Forse non si sono accorti che il quadro mondiale è cambiato. «Più main street e meno Wall Street»: è su questo slogan che Obama ha impostato la sua campagna, e le politiche americane contano. Lasciare più soldi per i consumi, permettere alle imprese di competere affiancate da uno stato efficiente: questa è una politica economica sana, quella in cui economia, famiglia e pmi sono la stessa cosa, in cui il valore economico è anche un valore sociale. Il che non significa istigare a fare i furbi, reintroducendo le transazioni in contanti non controllate. I furbi, come dimostra questa crisi, non hanno sempre ragione.

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barack già a suo agio nello studio ovale per george nessun imbarazzo verso il nemico - (segue dalla prima pagina) vittorio zucconi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Esteri Barack già a suo agio nello Studio Ovale per George nessun imbarazzo verso il nemico In una stretta di mano archiviata la rabbia della campagna elettorale Non è sempre stato così: i clintoniani strapparono le "W" dai computer Il presidente incontrò il senatore nel 2004, appena prima si disinfettò le mani (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) VITTORIO ZUCCONI Perché George Bush e Barack Obama sanno di essere, e di dover dimostrare, che sono due facce diverse, ma inseparabili, della stessa nazione. Una parola sola di Bush, «congratulations», il gesto affettuoso del vincitore che posa la mano sul braccio del generale sconfitto, nessun carro trionfale, nessuna umiliazione, un´occasione di normalità civile nella sua ancora incomprensibile straordinarietà. Quando la campagna elettorale americana finisce, finisce davvero. Sembrava che l´uomo sottile, con le spallucce magre e le orecchie a sventola, fosse nato in quella casa che africani come suo padre costruirono, bestie da fatica senz´altra paga che una scodella di avena e una fetta di pane di granoturco, 208 anni or sono. Che ci avesse sempre abitato, camminando addirittura impaziente un mezzo passetto davanti all´inquilino che lo aveva invitato, nel passaggio sotto il portico posteriore della Casa Bianca, come se stesse percorrendo un tragitto che doveva aver tracciato milioni di volte nella propria testa. E se la futura First Lady, la donna che dal prossimo 20 gennaio sarà la «signora delle signore», doveva preoccuparsi almeno di tenere a posto i capelli dritti spettinati dal vento che agitava la capitale, il «body language» dell´eletto era lo stesso che avevamo visto per quasi due anni. Trasmetteva quel senso di sicurezza, di padronanza, di calma in questi mesi di tempesta, che lo ha reso così popolare e insieme così inquietante per i nemici. Era un rito americano che si ripete da sempre, a volte con grazia, altre volte con acredine, come fecero i clintoniani che al momento del passaggio a quel Bush che consideravano un usurpatore e nel gennaio del 2001 devastarono la Casa Bianca, appesero ai muri le vignette più feroci che fossero riusciti a trovare, sfasciarono qualche sedia e strapparono tutte le «W» dalle tastiere dei computer. Ma in questo novembre 2008, né la personalità dei due uomini, George W. Bush, il ben educato figlio della dinastia che ha regnato per 12 anni, fra lui e suo padre, né il candidato di seta fredda, Obama, e soprattutto il naufragio dell´economia nazionale in un´America in guerra, potevano permettere il lusso di sgarbi, di irrisione, di goliardia. Questa volta, George Bush non si è neppure disinfettato le mani con il liquido antibatterico come fece in occasione del primo incontro con il senatore dell´Illinois durante la visita di una delegazione parlamentare quattro anni or sono, offrendo la stessa lozione anche a Obama che accettò «per non sembrare poco igienico». Un episodio che Obama stesso ama raccontare. Poiché nelle democrazie civili, come nelle famiglie per bene, la forma è sostanza, e la liturgia è la manifestazione tangibile delle fede, non importa che l´uomo sulla scala mobile in ascesa abbia condotto una campagna elettorale spietatamente puntata contro l´uomo sulla scala mobile in discesa. E, visto come il partito ha trattato Bush guardandolo come un appestato e la storica antipatia che Bush ha sempre provato per McCain, non è detto che sia poi tanto sconvolto dalla legnata presa da coloro lo avevano rinnegato. La distinzione ferrea fra il momento della irresponsabilità elettorale e quello della responsabilità nazionale è il valore reale di questo incontro. Da come si sono mossi Bush e Obama, che anche ieri ha creato la sensazione di essere uno che studia da presidente da quando era bambino, come in effetti scrisse in un suo diario infantile, il passaggio fra due epoche sarà fluido, a differenza della disorganizzazione dei Clinton o dell´atteggiamento da bunker di George il Giovane e del suo Richelieu, il vice padrone Dick Cheney. Già 100 dei suoi futuri assistenti principali e ministri hanno ottenuto la «pre-clearance», la pre-approvazione dei servizi di sicurezza e dell´Fbi, per accelerare la futura approvazione del Senato. Dozzine di «findings», decreti diretti presidenziali per decisioni che non devono essere approvate dal Parlamento, sono già pronti per disfare molte delle cose che Bush fece, come il blocco degli aiuti americani alle campagne per il controllo delle nascite nelle nazioni povere, la riautorizzazione dei finanziamenti federali alle ricerche sulle staminali embrionali, la proibizione di torturare i prigionieri, la chiusura di quella vergogna costituzionale che è Guantanamo. Ma chi ha visto le sequenza della prima visita degli Obama alla Casa Bianca ieri, la signora al primo piano per vedere gli appartamenti privati della famiglia come una madre che deve scegliere la «cameretta bimbi», l´ingresso del futuro presidente in quello Studio Ovale dove dovrà soffrire le ore delle decisioni terribili che lo aspettano dietro le finestre a prova di lanciarazzi, faticava a immaginare che quei due uomini fossero stati ai capi opposti della politica e delle ideologie. Questa era la stessa liturgia di Al Gore, il candidato che nel 2000 aveva preso 600 mila voti nazionali più di Bush, ma era andato a dire ai suoi furibondi elettori e al mondo che l´altro, Bush, era il presidente. E´ la stessa immagine che vedemmo con i Ford quando accolsero i Carter nel 1976, i Bush (genitori) quando dovettero ricevere i Clinton, arrivati naturalmente in ritardo e senza progetti chiari per quel cambiamento di personale che soltanto alla Casa Bianca coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il «Paese legale» continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito democratico. C´era anche un bellissimo sole, ieri a Washington, per fare coreografia, un po´ di vento nei capelli di Michelle Obama, appena un´ombra di imbarazzo nel volto di Laura Bush che scoccava occhiatine alla maestosa figura della nuova «signora delle signore». La storia non è cambiata, ha fatto soltanto un passo avanti.

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Una legge per il Sinigaglia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMO CITTA' pag. 2 Una legge per il Sinigaglia Sarà ammodernato con nuovi strumenti finanziari IL FUTURO DELLO STADIO di MAURIZIO MAGNONI ? COMO ? «LO STADIO Sinigaglia di Como, tanto per fare un esempio, è tra i più belli e tra i meglio collocati d?Italia, paragonabile a quello di Palermo. Ma il calcio ha avuto un?evoluzione, sia per quanto riguarda il tifo, che le società sportive. Oggi gli stadi rappresentano anche l?evoluzione di un fenomeno sociale. Pertanto è giusto che queste strutture vengano ammodernate e quindi rese usufruibili per sette giorni su sette alla settimana». È quanto ha sostenuto il senatore Alessio Butti in occasione della presentazione alle società sportive lariane del nuovo disegno di legge che è stato illustrato a Roma giovedì scorso e che sarà discusso entro fine anno da Camera e Senato per dare la possibilità a centinaia di società sportive, tra cui il Calcio Como, di ammodernare i propri impianti. Si comincia dal calcio, come ha sottolineato Butti, perché proprio il calcio è il sistema trainante di tutto il movimento sportivo, soprattutto a livello economico, in quanto, grazie ai diritti Tv e agli incassi, può garantire, grazie alla mutualità che già esiste, la sopravvivenza anche di altri sport. «PARTIAMO da un presupposto - ha spiegato Butti - e cioè che il pubblico, le Amministrazioni comunali e provinciali, Como compresa, non hanno soldi per la costruzione di nuovi stadi mentre il privato non si fida dei tempi che la burocrazia garantisce per la realizzazione di un nuovo stadio. Se in Europa occorrono al massimo due anni e mezzo, in Italia, per costruire un nuovo stadio, più sicuro, più efficiente, utilizzabile ogni giorno anche dal pubblico, ne occorrono almeno otto. Ecco, quindi questo disegno di legge che, oltre ad accelerare i tempi, consente anche di attingere alla Fondazione che il Credito Sportivo ed il Coni hanno creato per accelerare i tempi». Ma per Como cosa comporta? «Ogni anno si ripropone la questione dell?ubicazione dello stadio Sinigaglia - ha concluso Butti - che è in pieno centro storico, che si trova in una zona povera di parcheggi e dove è difficile la prevenzione degli eventuali scontri tra i tifosi. CON QUESTO disegno di legge stiamo cercando di mettere d?accordo il pubblico e il privato per arrivare, grazie ai fondi che il calcio garantisce al Credito Sportivo, ad un sistema finalizzato a diminuire considerevolmente i tempi per la progettazione e l?approvazione di nuovi impianti sportivi, affinchè questi siano polifunzionali, siano utilizzabili tutta la settimana, non solo per le manifestazioni calcistiche, ma anche come sede di intrattenimenti e di aggregazione sociale».

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E per i libretti ereditati aspetto da un mese (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia. Burocrazia e disagi anche oltre gli sportelli «E per i libretti ereditati aspetto da un mese» VOGHERA. Stare in coda aspettando il turno per ritrarer 500 euro di pensione è brutto. E non è nemmeno bello aspettare la posta o il giornale i abbonamento per due o tre giorni di fila perchè il postino è malato. Ma forse è peggio non sapere quando si potà disporre dell'eredità "conservata" su un libretto postale. E' quello che è accaduto a Luicio Portolan, lettore che ha segnalato la vicenda al giornale (voghera@laprovinciapavese.it) «Lo scorso mese di luglio ho aperto la successione di mia madre e di sua sorella, entrambe decedute nel primo semestre di quest'anno - racconta -. Entrambe avevano accantonato somme in buoni fruttiferi postali a diverse intestazioni sempre combinate fra loro due, ed in taluni casi anche a me. Visto che fra i titoli ce n'erano di scaduti e che in alcuni io non comparivo fra gli intestatari, per poterli incassare o rinnovare mi è stato chiesto dalle Poste di regolarizzare la posizione facendoli entrare nella denuncia di successione. Così ho fatto. Lo scorso 4 ottobre ho presentato i documenti all'ufficio di Voghera per il trasferimento a Pavia. Mi è stato subito detto che a Pavia c'è una sola impiegata che segue le successioni, con una previsione di almeno venti giorni prima di poter disporre delle somme di mia pertinenza. Il blocco dei titoli riguarda anche quelli dove il mio nome, cognome e data di nascita, figurano fra gli intestatari e non garantisce nulla in caso di smarrimento o furto. Pare finalizzato solo ad impedire a chi è a tutti gli effetti erede delle partite, di disporre delle stesse senza il nullaosta delle poste».

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Un Monte di soldi, ma altrove (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

FOLLONICA pag. 9 Un Monte di soldi, ma altrove DELUSIONE FOLLONICA E SCARLINO CRITICANO LE SCELTE DELLA FONDAZIONE L?ATTESA è stata lunga, più di sessant?anni, ma alla fine hanno «conquistato» il diritto di avere scolpito il proprio nome sul monumento ai caduti della seconda guerra mondiale. La festa delle Forze armate celebrata domenica a Follonica ha segnato la riparazione a una «ingiustizia» che si trascinava da troppo tempo: finalmente la stele di marmo che si trova nel parco della Rimembranza riporta anche i nomi di Elio Agostini e Ivo Tafi. Due follonichesi accomunati da un unico destino: nessuno dei due è mai tornato a casa dal fronte. Agostini, nato nel 1922, ha combattuto in Russia a migliaia di chilometri da casa e le ultime lettere scritte alla famiglia prima del silenzio portano la data del 1942: proprio i familiari, però, per lungo tempo non si sono rassegnati alla sua morte e non hanno voluto che sul monumento ai caduti comparisse anche il suo nome, finché quattro anni fa hanno acconsentito. Quanto a Tafi, classe 1924, dal 15 febbraio al 26 aprile 1944 ha preso parte alla Resistenza nella formazione partigiana «Valli» con il nome di combattimento «Presente alle bandiere», finché nel 1946 se ne sono perse le tracce: solo qualche mese fa il suo nome è «riemerso» dagli archivi dell?Istituto storico grossetano, grazie alla segnalazione rivolta da qualche parente e commilitone agli uffici comunali perché si provvedesse a rintracciare quel nome nell?elenco dei partigiani e dei patrioti caduti della provincia di Grosseto. In entrambi i casi, per Agostini e per Tafi, è servita una delibera dell?Amministrazione comunale per disporre l?iscrizione dei nomi accanto agli altri già scolpiti sul monumento: e così, come se non fossero bastati i decenni trascorsi dalla scomparsa al fronte, le due famiglie hanno dovuto rassegnarsi ad altri quattro anni d?attesa (per Agostini) e qualche altro mese di pazienza (per Tafi) prima di veder aggiunti quei nomi sul cippo di marmo nel parco della Rimembranza, a causa della burocrazia. Meglio tardi che mai. E quale migliore occasione della festa delle Forze armate, con tanto di autorità civili e militari in parata, per inaugurare la «nuova versione» aggiornata del monumento? Sessant?anni dopo, anche Elio Agostini e Ivo Tafi si sono conquistati lo «status» di caduti della seconda guerra mondiale. Gianluca Domenichelli

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Dice Cairoli, che qualcuno chiama mister giallo: ...la maggior parte delle ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi di LUCA BENEDETTI Dice Cairoli, che qualcuno chiama mister giallo: «...la maggior parte delle amministrazioni comunali aveva interesse a fare cassa ed a questo punto sceglieva di collocare gli impianti presso strade con elevato flusso di traffico. Questa situazione era ovvia ed evidente per tutti gli operatori del settore, ivi ricompresi alcuni esponenti delle amministrazioni pubbliche che non facevano mistero di avere questo interesse». Quindi il pm Robledo: «...i Comuni incassavano con le apparecchiature fornite attraverso gare truccate più soldi rispetto ai periodi precedenti. Ai semafori il giallo durava meno del solito facendo scattare le multe...» Nell'inchiesta (oltre alle ordinanze di custodia per Cairoli e altri tre manager eseguite a fine settembre) sono coinvolti come indagati a piede libero diversi comandanti dei vigili urbani. Intanto, sempre nel pianeta T-Red, se la giustizia in Umbria ci mette l'occhio, la burocrazia ci mette lo zampino. Non bastassero la crisi di nervi per la super multa, i secondi del giallo da contestare e la lunga marcia dei ricorsi. Già i ricorsi. Gli uffici del giudice di pace, soprattutto a Perugia, sono travolti tanto che, adesso, spunta il caso del ricorso sul ricorso. Il passaggio è paradossale. Perché gli uffici travolti da ricorsi non sempre riescono a mettere in fila le notifiche dell'opposizione alla multa. La notifica (gli ufficiali giudiziari non riescono a smaltire più di cento atti alla settimana, e, naturalmente, non ci sono da notificare solo i ricorsi delle multe) poi deve essere consegnata al Comune che si difende in giudizio contro gli automobilisti arrabbiati. A quel punto, presentato il ricorso e notificato alla controparte, la multa viene congelata: il cittadino non paga, il Comune non incassa e i punti della patente non vengono decurtati. Ma se la notifica non arriva la procedura va avanti. E quindi si arriva al paradosso che l'automobilista diventa evasore. In Comune, infatti, risulta che il ricorrente non ha pagato la sanzione, la multa viene immessa a ruolo, cioè diventa una cartella esattoriale. A quel punto c'è solo un modo per uscire dall'angolo: presentare un altro ricorso al giudice di pace. Stavolta contro la cartella esattoriale. Attenzione, non si tratta di casi isolati. Solo i Comuni più avveduti mandano un preavviso prima che la multa diventi cartella esattoriale. Ma non tutti lo fanno e il rischio del doppio ricorso diventa concreto. Negli uffici perugini i casi si stanno moltiplicando. Ed è un gioco infernale della burocrazia che non ce la fa a smaltire le migliaia di ricorsi (più di settemila su trentatremila multe) che dall'autunno di due anni fa sono arrivati in via Baglioni contro le super multe degli odiatissimi semafori vampiro. Travolti dalla carta, all'ufficio del giudice di pace di Perugia hanno chiesto rinforzi per il personale(naturalmente al Comune) e si sono dovuti organizzare per trovare stanze in grado di ospitare i fascicoli che a fine estate erano finiti nei corridoi. Adesso c'è una stanza piena di scatoloni che è quella che era deputata ad ospitare i corsi di aggiornamento degli addetti degli uffici. Una situazione al limite dell'assurdo che va avanti al ritmo di trenta ricorsi al giorno e che vede le udienze fissate fino al giugno del prossimo anno. Una situazione che si ripercuote, per forza di cose, anche sul funzionamento degli uffici. Fa di conto un avvocato: «Due anni fa, prima che scoppiasse il caso T-Red, un decreto ingiuntivo veniva discusso in dieci giorni, ora ci vogliono due mesi. E non è finita». Già, non è finita. Nei giorni scorsi c'è stata la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil che hanno indetto l'assemblea del personale dell'ufficio aprendo la vertenza della carenza di personale e delle valanga dei ricorsi. Sono tre i punti caldi su cui i sindacati aprono lo scontro. Innanzitutto l'imponente aumento del carico di lavoro rilevatosi a partire dal mese di settembre 2006 relativo ai ricorsi dei cittadini conseguenti alle multe "T-Red" Un dato che rendere ancora più pesante la carenza di personale. Ma, Cgil, Cisl e Uil picchiano duro anche sul sistema di organizzazione degli uffici e sottolineano la mancanza di una complessiva ed efficiente azioni di coordinamento e organizzazione da parte della Dirigenza dell'Amministrazione centrale. Al momento, la mobilitazione non ha avuto effetto. Anzi, adesso arriva un'altra mazzata alla macchina di quella che qualcuno chiama la piccola giustizia: entro la fine dell'anno vanno smaltiti i due terzi delle ferie residue. Che significa personale a casa e pratiche che si ammucchiano sempre di più. Insomma, il caos dietro l'angolo.

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E nella zona nord aprire un'edicola ormai è una corsa a ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

provincia pag. 31 E nella zona nord aprire un'edicola ormai è una corsa a ostacoli Dopo la farmacia Santa Chiara, che ha aperto i battenti otto anni fa, quello dell'edicola è senz'altro tra i servizi di cui la zona nord di Chiari sente maggiormente la mancanza. IL PROBLEMA, IN REALTÀ, sarebbe di pronta soluzione, poiché il quartiere della «ex Cavalchina» compreso fra via Buffoli e via Sala ha già da tempo un aspirante edicolante. Si tratta di Francesca Aiardi che nel maggio scorso, al numero civico 36 di via Sala, ha avviato un esercizio per la vendita di tabacchi, ma anche di periodici e quotidiani. Questo almeno era il suo obbiettivo iniziale, ma ora, dopo sei mesi di attesa e una serie di investimenti per dare uno spazio adeguato al corner riservato alla vendita di giornali si trova alle prese con i tempi siderali della burocrazia. «Al via manca solo un passaggio, ovvero la disponibilità del distributore che in questi mesi ho in verità contattato ripetutamente - racconta l'aspirante edicolante -. Ho ottenuto le autorizzazioni dal Comune, necessarie per poter contattare la Federazione editori giornali». Tutto sembrava andare per il meglio. «La Fieg - racconta Francesca Aiardi - si è dimostrata particolarmente tempestiva, approvando la mia richiesta nel volgere di quindici giorni: ora mi trovo nella condizione assurda di avere tutti i titoli e gli arredi per poter avviare la rivendita ma di non vedermi recapitati i giornali». A CHIARI, NELLA STESSA situazione, si trovano secondo fonti amministrative altri due rivenditori. «Il distributore - continua Francesca Aiardi - mi ha confermato che nella mia situazione si trovano altri quaranta operatori in provincia». La commerciante precisa di non avercela assolutamente con il distributore. «Sono perfettamente consapevole che la filiera della distribuzione richiede dei tempi tecnici che non possono essere accelerati - conclude Francesca Aiardi -, ma dico anche che in un periodo di crisi del settore della carta stampata sarebbe il caso di trovare lo strumento per venire incontro a chi come me vuole aprire una nuova edicola». M.MA.

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Allarme Cna: Crisi, imprese in ginocchio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi Piccole aziende in seria difficoltà anche nei settori fino ad oggi giudicati trainanti Allarme Cna: «Crisi, imprese in ginocchio» Fabbri: «La politica può e deve aiutare: sostenga il credito e abbatta la burocrazia»

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L'onda della crisi internazionale è arrivata a lambire Pesaro e la sua provincia. ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi di SIMONA SPAGNOLI L'onda della crisi internazionale è arrivata a lambire Pesaro e la sua provincia. I segnali sono ancora contraddittori, con mobile, trasporti, tessile, costruzioni in piena sofferenza mentre altri settori, come meccanica e nautica, mostrano per ora "solo" vistosi segnali di rallentamento. Tutto questo mentre nel terzo trimestre del 2008 il numero delle imprese attive risulta in crescita del 2% (795 unità in più rispetto al 2007, 252 delle quali nel settore manifatturiero e 162 nel terziario avanzato), dato che pone la provincia di Pesaro in testa alla classifica regionale per le nuove attività. Una vitalità che tuttavia incide poco sull'andamento economico. Ad esempio la crescita di imprese di costruzioni (100 in più rispetto al terzo trimestre 2007) nell'odierna paralisi del mercato immobiliare, riguarda per lo più ex addetti che aprono una partita Iva. Confermate invece dai numeri le difficoltà dell'autotrasporto con ditte che continuano a chiudere (-45 nel periodo luglio-settembre) a causa degli aumentati costi di gestione e della forte diminuzione di commesse, soprattutto da parte del mobile. Lo afferma uno studio sulle dinamiche recenti del tessuto economico pesarese redatto dalla Cna regionale, ambiente nel quale tuttavia si nutre più di una preoccupazione circa il futuro delle nostre piccole e medie imprese. «Molte aziende sono in difficoltà e anche su quelle che stanno resistendo meglio alla crisi, aspettiamo forti contraccolpi negativi - afferma il presidente provinciale Cna, Giorgio Aguzzi - Non intendiamo fare allarmismi, ma la situazione è seria e va monitorata con estrema attenzione». La segretaria Cna, Camilla Fabbri, ha invitato le istituzioni ad attuare ogni possibile politica di sostegno alle imprese, in primis «sostenendo gli imprenditori nel credito, nell'internazionalizzazione, e avviando una più decisa azione contro la burocrazia che, in media, pesa per 12mila euro annui su ciascun bilancio aziendale». Dopo l'incontro a Urbino tra imprese italiane e Usa, la Cna intende proseguire la sua opera di analisi e di guida nella difficile congiuntura organizzando per sabato 15 novembre un seminario sul tema "Sviluppo e imprese, un patto per l'Italia" coordinato dal giornalista Giovanni Floris, che vedrà la partecipazione di importanti interlocutori del mondo politico, nazionale e regionale. Tutto questo perché le previsioni più negative e di maggiore incertezza delineate da una seconda indagine del Centro Studi Cna riguardano proprio il secondo semestre dell'anno, ovvero quello in corso, e tutto il 2009: nel mobile si annunciano difficoltà per 1 ditta su 4; per metà di esse è prevista una lunga fase di stagnazione dei livelli produttivi, mentre un quinto già opera nell'incertezza e senza alcuna programmazione. Scricchiolii provengono anche dal settore fino ad ora indicato sempre in ascesa, la nautica, dal sistema dei servizi e dal tessile (in cattive acque 1 ditta su 2), mentre nella meccanica la dinamica si mostra orientata al positivo, seppur di poco, per la maggior parte delle aziende.

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Tra ricorsi e casse vuote, quegli <eroi> delle grandi opere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-11 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Effetto burocrazia A Torino chiusi dopo le Olimpiadi 55 dei 105 cantieri aperti per i giochi. A Roma esplodono i costi della metropolitana Tra ricorsi e casse vuote, quegli «eroi» delle grandi opere I progetti fino al 2013 richiedono 46 miliardi, in bilancio ce ne sono solo 15 ROMA - Nel 1992 Bettino Craxi annunciò che presto sarebbero stati avviati «i lavori per il ponte sullo stretto di Messina». Silvio Berlusconi, nove anni più tardi, disegnò in diretta tivù l'Italia delle grandi infrastrutture promettendo: «Se non riuscirò ad aprire i cantieri per almeno il 40% mi dimetterò». Promessa caduta nel vuoto. Come un altro annuncio (2006) di Romano Prodi: «Completeremo gli assi che interconnettono l'Italia alla rete infrastrutturale europea ». Ottimismo eccessivo, quello del professore bolognese, che non aveva fatto i conti con alcuni alleati. Ma anche durando cinque anni difficilmente avrebbe raggiunto l'obiettivo. Perché se i proclami del centrodestra non hanno avuto seguito nemmeno con il centrosinistra i lavori pubblici hanno messo il turbo. Questione di denaro? Certamente. I numeri parlano chiaro: la quantificazione delle risorse necessarie per le opere previste dal Dpef 2009-2013 è di 46 miliardi, mentre nel bilancio dello Stato sono disponibili fondi per 15 miliardi. Nei primi cinque anni di operatività della legge obiettivo in Italia sono state completate o sono giunte alla fase di cantiere opere per 20 miliardi di euro: un sesto della Spagna. Ma la cronica carenza di fondi non spiega tutto. Ed è inutile illudersi: il consueto sblocco dei fondi Cipe (negli ultimi anni ne sono stati annunciati a bizzeffe)rischia di servire a ben poco. Il presidente di Roma metropolitane, Chicco Testa, dice che «fare opere pubbliche in Italia è un atto d'eroismo. Tutto il sistema di governance è una follia». Vale per le opere della cosiddetta Legge obiettivo, approvata nel 2001 con le fanfare, e che come ha denunciato anche l'associazione dei costruttori si è rivelata una corsia preferenziale spesso intasata dai ricorsi degli enti locali, oltreché dalla cronica mancanza di soldi. Vale per i lavori affidati ai grandi general contractor, come l'alta velocità ferroviaria: avviata nel 1991, in costruzione dal 1994, e i cui costi sono quadruplicati rispetto alle previsioni raggiungendo in alcuni casi segnalati dalla Corte dei conti (la pianeggiante Novara-Milano) i 73 milioni al chilometro. E vale per gli appalti tradizionali: per definire una gara, secondo i dati dall'authority, i tempi variano dai 600 giorni in media della Lombardia ai 1.582 della Sicilia. Colpa della burocrazia. Ma anche delle varianti, dei ricorsi e talvolta anche delle soprintendenze. Emblematico il caso della nuova linea della metropolitana di Roma. A causa delle modifiche progettuali i tre miliardi di stanziamento lieviteranno di molte centinaia di milioni. Per i tempi, poi, nessuno può dire. Ma se per i lavori legati alle Olimpiadi di Torino, che non avevano vincoli archeologici, è successo quello che è successo, figuriamoci che cosa si potrà verificare a Roma. Secondo l'autorità presieduta da Luigi Giampaolino, alla fine di settembre del 2007, cioè 20 mesi dopo che le Olimpiadi erano finite, erano state completate 55 delle 105 opere programmate. Ma è tutto nella norma. L'Italia è il Paese nel quale per realizzare un ponte di 81 metri a Venezia ci sono voluti ben tredici anni, mentre a Shanghai i cinesi ne hanno impiegati quattro per fare un'autostrada di 36 chilometri sospesa sul mare. Ed è un Paese dove le reti elettriche di Nord e Sud sono rimaste per anni separate perché un comune della Basilicata (Rapolla) si è opposto al passaggio di sette chilometri di elettrodotto nel proprio territorio. Avviata nel 1993, quella linea elettrica è stata attivata all'inizio del 2007, dopo la realizzazione di una variante pagata 15 milioni di euro: cifra irrisoria, se paragonata ai 120 milioni costati nel frattempo agli utenti per la mancata entrata in funzione dell'elettrodotto. A sinistra il cantiere della terza rete della metropolitana di Roma in piazza Venezia. A destra, i lavori per l'alta velocità ferroviaria tra Milano e Torino Sergio Rizzo

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Lisbona agevola gli investitori esteri (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 31 autore: Lisbona agevola gli investitori esteri Alberto Nico LISBONA Nonostante la crisi mondiale, il Portogallo conferma il suo appeal per gli investimenti esteri. Il totale per i primi otto mesi dell'anno, da gennaio ad agosto scorso, è arrivato a 17,2 miliardi di euro. Gli investimenti dall'estero verso il Paese iberico si sono orientati nel 62% dei casi verso l'industria di trasformazione e verso progetti con produzioni ad alta qualificazione della manodopera. Lisbona sta così abbandonando rapidamente un modello di sviluppo, basato soprattutto sui bassi costi del lavoro, che negli anni passati ha visto perdente il mercato lusitano nei confronti di altre aree, come l'Europa dell'Est. «Manteniamo l'obiettivo di chiudere entro l'anno contratti per 2,5 miliardi di euro – spiega Basilio Horta, presidente dell'Agenzia portoghese per il commercio internazionale e gli investimenti esteri (Aicep) –, dopo aver ottenuto nel 2007 la miglior prestazione di sempre con 3,5 miliardi di accordi siglati per gli investimenti». Per migliorare i servizi delle imprese che vogliono investire in Portogallo, l'Aicep dispone di una squadra di account manager che gestiscono l'investitore «come se fosse un cliente, accompagnando e risolvendo problemi che vanno dalle complicazioni doganali, ai visti per i manager, alle autorizzazioni comunali». Sono quattro i criteri selettivi di Aicep per la fornitura di un servizio "su misura" a progetti che devono avere un valore uguale o superiore ai 75 milioni di euro: la credibilità imprenditoriale dei promotori del progetto, la validità del business plan, l'investimento tecnologico innovativo e la creazione di occupazione e sviluppo per il territorio. Se l'investimento è poi destinato ad aree lontane dalla costa lusitana, sono previste riduzioni del carico fiscale che abbassano l'aliquota principale per le imprese anche fino al 15% del fatturato per un periodo di 5 anni. Ma non è tutto. «Il Governo – prosegue il presidente Aicep – ha fatto della lotta alla burocrazia una bandiera, e i risultati sono i servizi apprezzati dalle imprese, sia nazionali che estere». Il riferimento è a "Impresa in un'ora" nato nel 2005 con cui in Portogallo è possibile costituire una società commerciale in soli sessanta minuti (solo quest'anno sono oltre 30mila le imprese nate così) e a "Marca in un'ora", per registrare una marchio nella stessa durata di tempo, anche via Internet. Tuttavia, la preoccupazione per la tenuta dell'attrattività nazionale di fronte alla crisi, obbligherà secondo Horta l'Agenzia«a studiare e proporre al Governo l'adozione di misure specifiche per attrarre nuovamente gli investimenti da alcuni Paesi in frenata anche sul nostro mercato, come gli Stati Uniti». nico@contestoweb.com INCENTIVI SU MISURA Solo un'ora per registrare una società commerciale o un nuovo marchio Potenziati gli sconti fiscali nelle zone interne del Paese

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SAncona INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio Barracano tale è ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi di PIERFRANCESCO GIANNANGELI SAncona INDACO non lo è per la burocrazia. Ma Antonio Barracano tale è riconosciuto dalla sua gente, quella che vive nel quartiere, per quel modo saggio di stare vicino ai deboli e di amministrare - così potremmo dire - il diritto naturale e non codificato. Personaggio tra i più profondi (di una profondità stratificata, fino a essere scambiata per contraddittorietà a uno sguardo superficiale) del teatro di Eduardo De Filippo, è il centro attorno a cui ruota "Il sindaco del rione Sanità", uno dei testi più amari e veri del Maestro napoletano. Nella versione firmata e interpretata da Carlo Giuffré, lo spettacolo sarà ospitato da giovedì a domenica al teatro delle Muse-Corelli di Ancona, all'interno della stagione curata dallo Stabile delle Marche. Aveva ragione Eduardo nel sostenere che quello di Antonio Barracano è uno dei ruoli più interessanti per un attore. Barracano, sentito sindaco dal suo popolo, è il paladino degli oppressi, il difensore degli ultimi, in una società dove il più forte mangia il più debole. Un ruolo che interpreta come una missione, fino al sacrificio supremo della vita. Il luogo dove agisce è una Napoli popolare (il testo è del '60), per cui vengono troppo facili certi paragoni con la Napoli di oggi e la piaga della criminalità. Così come fu superficiale assai leggere nella trama di Eduardo un'anima camorrista, da padrino, per Barracano. Fu necessario un intervento dell'autore per spiegare che così proprio non era. «Non è un padrino - disse Eduardo - ma un uomo che ha vissuto sulla propria pelle l'ingiustizia e che, per amore della giustizia e sfiducia negli uomini, se la fa da sé». E allora, chi è Barracano? E' un uomo di cuore, che dalla grandezza del cuore è condizionato nelle sue azioni («aveva un cuore enorme, con una porta che si apriva puntualmente quando c'era qualcuno che ci andava a bussare» afferma il personaggio suo sodale, il dottor Fabio Della Ragione) e dal muscolo cardiaco viene tradito alla fine della vita. Ha, scrive Eduardo quando lo fa entrare in scena a metà del primo atto, «uno sguardo agghiacciante che ricorda molto da vicino quello apparentemente mansueto della belva intristita perché costretta a vivere in cattività». E' uno che capisce come l'ignoranza alimenti il delitto, tanto che a un certo punto dice: «Sui delitti e sui reati che commettono gli ignoranti si muove e vive l'intera macchina mangereccia della società costituita. L'ignoranza è un titolo di rendita. Mettetevi un ignorante vicino e campate bene per tutta la vita». Dunque cerca il bene laddove c'è il male, in un ambiente, come alla fine spiega colui che proseguirà la sua opera, proprio Fabio Della Ragione, dove «abbiamo preso l'abitudine di mandare continuamente la coscienza in lavanderia». E se il testo ci lascia l'amaro in bocca, ma pure un filo di speranza, è perché don Antonio è un gigante senza paura. Come ce ne sono oggi, a Napoli e altrove. "Il sindaco del rione Sanità" di Eduardo De Filippo. Con Carlo Giuffré, che firma anche la regia, e altri 16 attori. Scene e costumi di Aldo Terlizzi, musiche di Francesco Giuffré. Al teatro delle Muse di Ancona, da giovedì a sabato alle ore 20.45, domenica replica alle ore 16.30. Info e biglietteria: www.stabilemarche.it, 071.52525.

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emergenza acqua, ancora tagli - lello parise (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bari Emergenza acqua, ancora tagli Riduzioni ai piani alti. Fermi i lavori per la condotta A Bernalda scalo dovrebbero essere eseguite le opere per utilizzare il fiume Bradano LELLO PARISE Manca l´acqua, ma i cosiddetti "provvedimenti di carattere emergenziale", come li aveva definiti ormai circa un mese fa l´assessore regionale alle Opere pubbliche Onofrio Introna, sono chiusi in un cassetto. La burocrazia - è la giustificazione - ha i suoi tempi. Decisamente lunghi, evidentemente. Piuttosto l´Autorità di bacino continua a ridurre la distribuzione di oro blu - i tagli raggiungono quota 1.400 litri al secondo - e nel giro di un paio di giorni i disagi potrebbero travolgere un po´ tutti al di là di quelli che, come stanno le cose, o non hanno l´autoclave oppure con i serbatoi installati ai piani alti delle abitazioni già rimangono a secco un giorno sì e l´altro pure. E´ il segretario generale dell´Authority pugliese, Antonio Di Santo, che d´intesa con la Basilicata stabilisce un´ora dopo l´altra quale deve essere la quantità di risorsa idrica da immettere nei sedicimila chilometri della rete: da ieri, mancano all´appello altri 400 litri. Il professore del Politecnico, ammette: «La situazione è complessa e tutt´altro che rassicurante, siamo in un periodo di vacche magre». Di Santo si preoccupa, tuttavia, di evitare che il panico abbia la meglio: «Fino ad oggi, nonostante tutto, la società Aqp è riuscita a scongiurare il peggio. Soprattutto, nessuno è spaventato e, questo, è un dato che non deve essere trascurato». Il bicchiere mezzo pieno, dunque. A patto, però, che la corsa ai rimedi non si trasformi in un vero e proprio Camel trophy tra le carte bollate. Mancano tuttora alcune autorizzazioni perché Aqp possa materializzare il canale per collegare, in Lucania, l´invaso di San Giuliano all´acquedotto del Sinni, quello che rifornisce la maggior parte delle province (escluso il Foggiano) e che è vuoto. E´ per questo che Introna il 20 ottobre in una relazione alla giunta Vendola a proposito delle "disponibilità idriche per il soddisfacimento del settore potabile", sventolava la soluzione destinata ad esorcizzare il pericolo legato all´esaurimento delle scorte. Il progetto da adottare si chiama Bernalda scalo, dal nome della località in cui dovrebbero essere eseguite le opere perché l´acqua del fiume Bradano, usata dagli agricoltori, possa essere dirottata, attraverso un impianto di sollevamento, in direzione del Sinni e adoperata per dissetare la gente. Lavori, aveva spiegato l´assessore alle Opere pubbliche, che garantirebbero qualcosa come «1.200 litri al secondo per due o tre mesi». Lavori che andrebbero avanti per cinque settimane, ma che ancora non partono. Ad Aqp assicurano di potere dare il via al cantiere nell´arco delle prossime quarantott´ore. Purché i permessi siano ottenuti prima di subito. Prima, almeno, di essere costretti a parlare di una catastrofe e a piangere sul latte - anzi, sull´acqua - che non si riesce a versare nella diga del Sinni ridotta quasi ad un deserto. Tutti, intanto, restano in trepida attesa che la presidenza del Consiglio dei ministri riconosca al tacco d´Italia lo "stato di emergenza idrica". Se fosse stata concessa, quella di Bernalda scalo non sarebbe stata una grana giacché le procedure avrebbero viaggiato lungo una corsia preferenziale. E i pugliesi non avrebbero dovuto maledire l´indolenza della burocrazia.

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Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 11 Novembre 2008 PROVINCIA Pagina 34 MEMORANDUM. Valentino Pomari, eroe del Risorgimento, passò la vita cercando di ottenere la patente di reduce. Invano. La burocrazia fu peggio dell'Austria Salvò dal boia i patrioti e morì senza un grazie «Eppure dovranno riconoscermi!» Nelle ultime parole dell'incompreso un' amarezza tutta italiana Avventurosa quanto sfortunata la vita di Valentino Pomari, di Cogollo, nato nel 1820, personaggio epico delle battaglie risorgimentali, ma che non è entrato in nessun libro di storia, nonostante i suoi eroismi. Da soldato di leva nell'Imperial regio esercito d'Austria, si trovò col grado di sergente a Bergamo nel marzo 1848, nei giorni delle insurrezioni nazionaliste in tutta Europa. Con altri italiani arruolati come lui, compì un colpo di mano entrando in tribunale e liberando i conti veronesi Camuzzoni e Frisoni che erano in giudizio per la condanna a morte come insorti. Datosi alla fuga dopo l'impresa, si arruolò con il corpo franco lombardo-veneto, partecipando alle scorribande di guerriglia durante la prima guerra d'indipendenza che li videro impegnati nel Bresciano e in Trentino. Riuscì persino e impadronirsi di una bandiera austriaca, che fece arrivare a Torino come trofeo di guerra. Partecipò alla battaglia di Santa Lucia, alle porte di Verona con la speranza di entrarvi da vincitore, ma i piemontesi dovettero ritrarsi e Pomari, man mano che avanzano gli austriaci, si fermava nelle città lombarde, a Brescia, a Milano per aiutare gli insorti e la resistenza, fino alla capitolazione del re Carlo Alberto. Proprio a Milano divenne amico di Goffredo Mameli che lo chiamava «il tregnaghese». Partecipò alle insurrezioni di Genova e di Bologna e alla sfortunata battaglia di Mortara, dove i piemontesi furono costretti all'armistizio e da lì si diresse a Roma per difendere la repubblica nata per iniziativa di Mazzini, Garibaldi e Manara. Caduta Roma, puntò su Venezia che ancora resisteva assediata. Qui ancora si distinse con un'azione di commando al forte di Pellestrina, sorprendendo la guarnigione a pranzo e razziando viveri da distribuire fra gli insorti. Tornò a Verona ferito, raccontando di essere stato prigioniero dei piemontesi, il che gli valse la possibilità di farsi curare in ospedale e poi mandare a casa in congedo. Ma anche a Cogollo non riuscì a starsene mai tranquillo, aiutando patrioti, disertori e giovani che volevano arruolarsi volontari per le guerre d'indipendenza del 1859 e '66. Nel '59 si offrì di aiutare un compaesano a passare coi piemontesi che erano accampati oltre Peschiera e approfittando del passaggio sul carro di un mercante di buoi, che era solito fare la spola e non era controllato con il foglio di via, la cosa gli riuscì. Ripeté ancora lo scherzo del prigioniero dei piemontesi per entrare in Peschiera assediata e ancora una volta fu creduto, tanto da ottenere il foglio di via per tornarsene a Cogollo liberamente. Di tutte queste avventure conservò sul corpo le cicatrici e una medaglia di zinco, con la scritta «Banda Manara» su un lato, un teschio, un crocefisso e un'invocazione sull'altro. Nella sua povera casa aveva i ritratti di Vittorio Emanuele e Garibaldi e invano aveva cercato quello di Manara da unire a loro. «Spesso tornava a deplorare», racconta Luigi Venturini, il biografo appena ventenne che lo frequentò e raccolse le sue memorie, «il confronto fra il valore degli insorti lombardi e la mitezza dei veneti, che se avessero avuto più energia avrebbero salvato la patria». Ma nonostante la gloria sui campi di battaglia si ridusse in miseria, con moglie e due figli piccoli da mantenere. Quando sentì raccontare da un reduce di Soave che lui aveva ricevuto un assegno dallo Stato per le sue partecipazioni alle battaglie per l'indipendenza, si presentò in municipio a Tregnago il 2 ottobre 1878 per ottenere altrettanto, ma sindaco e segretario gli dissero di essere all'oscuro della cosa. Tornò l'anno dopo con due testimoni per raccontare le sue imprese che fossero messe a protocollo e inviate alla commissione di Roma incaricata di risarcire i reduci, ma invano. Da Roma gli fu risposto che «era scaduto il tempo utile al ricorso» e perfino la Cara reale, a cui si era rivolto, si limitò a rispondere che la domanda era stata inoltrata a chi di competenza. Ma lui testardo, una sola imprecazione si lasciò sfuggire, annota il biografo: «Li abbiam messi a sedere noi e ora ci dimenticano». Avrebbe voluto morire in battaglia Valentino Pomari, invece lo vinse la pellagra, una sera, tornando dalla raccolta delle ciliegie. Gli furono negate le medicine perché non iscritto fra i poveri e le ultime parole prima di morire, sotto gli occhi del prete, furono: «Gran fati che no i me riconossa!». Venturini raccolse delle offerte per mettere sulla tomba un'epigrafe che così recitava: «A Valentino Pomari di Cogollo, morto a 64 anni il 22 giugno 1884, fuggì dall'esercito austriaco il 1848 a Bergamo, combatté bersagliere lombardo gli anni 1848-49 in Lombardia, in Tirolo, a Venezia, a Roma. Visse povero, ma giovine sempre».  

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il difensore civico comunale tuteli i cittadini con la regione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Udine «Il difensore civico comunale tuteli i cittadini con la Regione» Estendere la tutela dell'attuale Difensore civico comunale anche alle contestazioni che il cittadino udinese potrebbe avere con l'amministrazione regionale. È questo il senso della mozione presentata dai consiglieri comunali Claudio Romano e Agostino Maio che invitano il sindaco Furio Honsell e la giunta a verificare la possibilità di far svolgere al Difensore civico comunale il compito già di competenza del Difensore civico regionale che recentemente è stato abrogato assieme alla figura del Tutore per i minori. A questo proposito i due esponenti del Pd chiedono ai colleghi e al primo cittadino di contattare il legislatore regionale, affinché valuti la opportunità di accordare ai Difensori civici comunali, limitatamente ai cittadini del Comune di loro competenza, le stesse prerogative e poteri del cessato Difensore civico regionale. Per dare pienezza a questa nuova competenza, sostengono Romano e Maio, serve che la Regione accetti e riconosca, aprendo l'accesso ai propri uffici ed ai propri archivi, questa figura "esterna" e non la ostacoli nelle sue funzioni. Per fare ciò, occorrerà l'intervento del legislatore regionale attraverso una adeguata iniziativa legislativa. La figura del Difensore civico svolge un ruolo di tutela del cittadino rispetto ai possibili errori o lungaggini o soprusi della burocrazia e non solo. È un istituto che, per il solo fatto di esistere, fa sì che il cittadino si senta meno suddito e più rispettato.

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mores, l'energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia - vannalisa manca (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 27 - Sassari Mores, l'energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia Il caso dello studio di progettazione e dei due esclusi VANNALISA MANCA MORES. Un anno fa, il sindaco Pasquino Porcu aveva annunciato di voler sposare la causa delle forme di energia alternativa, ed in particolare quella derivante dall'uso del sole, l'energia fotovoltaica. Il progetto per Mores "città del sole" procede. Dopo aver indetto un concorso di progettazione, svoltosi all'inizio del 2008 e prolungato da lungaggini di tipo burocratico, l'amministrazione comunale di Mores sta predisponendo in questi giorni le carte per uno studio di fattibilità che verrà presentato ai partner istituzionali, in modo da poter accedere alle linee di finanziamento dedicate. «è un lavoro enorme, che richiede buona volontà e una fiducia incrollabile nelle proprie idee», ha detto il sindaco Porcu, sottolineando che «la burocrazia è una macchina che molto spesso fa morire i progetti per le lungaggini cui sottopone ogni più piccolo aspetto, rivelando nuove barriere ad ogni passo che viene compiuto. Solo la perseveranza e l'impegno, unite alla certezza di fare qualcosa di innovativo e fondamentale per la comunità ci hanno consentito di andare avanti senza il minimo tentennamento». In realtà, Pasquino Porcu, perseveranza mostra di averne parecchia, anche perchè di tanto in tanto ai suoi uffici arriva qualche interrogazione di Domenico Serra, primo firmatario di interpellanze della minoranza sul tema del fotovoltaico. Serra, che di Mores è stato sindaco per 17 anni, si rivolge a Porcu quale «sindaco pro tempore», stavolta in particolare per «conoscere le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione a convocare l'impresa progettista (lo studio dell'architetto Federico Bargone - Capogruppo, ndc.) vincitrice del concorso in concomitanza con altre imprese non vincitrici»; e, ancora, i consiglieri comunali Serra, Matteo Demartis, Luigi Pinna e Giovanni Serra, chiedono di sapere «se e quando è avvenuta la cerimonia di premiazione dell'impresa vincitrice» e «di convocare i progettisti vincitori presso il consiglio comunale per poter lo stesso consiglio espletare il proprio compito di conoscenza e valutazione». Andiamo con ordine. Dopo aver incassato l'appoggio della Regione, il sindaco ha intrapreso le azioni necessarie per poter preparare il terreno alla centrale fotovoltaica, «cui verrà annesso - precisa - un centro studi sperimentale sulle energie alternative, che ha destato la meraviglia e l'interesse di attori pubblici e privati. Molte imprese private si sono già proposte per la costruzione e la gestione degli impianti, dimostrando la propria volontà di impiantare nel territorio di Mores anche degli insediamenti di produzione, assemblaggio e formazione». Il sindaco ha rimandato all'appalto pubblico per la costruzione degli impianti: «Ho ricordato a tutti che si tratta di un'opera pubblica al servizio dei cittadini, che deve essere realizzata al meglio per le possibilità che fornirà alla comunità morese». La Bargone - lo studio di progettazione di cui si è detto - è infatti vincitrice non dell'appalto che ancora deve essere bandito, ma del concorso di idee che era stato indetto dall'amministrazione per trovare il miglior progetto da realizzare. Al secondo e terzo studio classificati, era stata aggiudicata una menzione, come previsto dal bando. Da qui, la procedura di convocare la vincitrice e le due escluse ma comunque meritevoli di riconoscimento (è la risposta a Serra). Nessuna cerimonia, dicono in Comune, semplicemente una normale procedura. Menzione a parte, il secondo studio classificato, ha presentato ricorso al Tar. Il Comune ha pertanto cercato di capire e dirimere la controversia. Riuscendo nell'intento, evidentemente, visto che dopo alcuni mesi il ricorso è stato ritirato. Ma su questo Serra continua a nutrire dubbi e ad accendere il fuoco sulla questione. Nel frattempo, dalla città di Friburgo, leader nell'uso delle energie alternative, arriva la disponibilità per seguire da vicino l'evolversi del progetto Solatia. Friburgo ha infatti offerto al sindaco la propria collaborazione nella preparazione dei tecnici una volta che sarà completato il centro studi, offrendosi di tenere corsi di aggiornamento e di specializzazione attraverso gli esperti che lavorano per il centro di ricerca sulle energie alternative creato dalle Nazioni Unite ed installato proprio nella città tedesca. A sei mesi dalla mostra dei progetti, in cui venivano per la prima volta esposte le tavole delle idee progettuali del gruppo vincitore, con capogruppo Federico Bargone, «il progetto di Mores - dice Pasquino Porcu - è più vivo ed attivo che mai. La creazione di un "modello vincente" mantiene tutta la sua importanza e l'originalità del progetto continua a mietere consensi dovunque, soprattutto all'estero ed in quelle aree dove l'innovazione e la tutela del paesaggio e del territorio rivestono una importanza fondamentale». Porcu sperava di mettere la prima pietra del progetto entro quest'anno, ma deve arrendersi ai tempi più lunghi. Si deve predisporre il bando («che dovrà essere chiarissimo») nel rispetto del piano paesaggistico regionale, dell'impatto ambientale; rientrare, insomma, in tutte le normative di legge. Un progetto che ha bisogno di finanziamenti, ma Porcu non ha dubbi avendo già incassato il placet della Regione e l'interessamento della Ue. Così, le cave dismesse potranno rinascere con la luce del sole.

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il lorenzini organizza la mobilitazione (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

In Valdinievole sembra placarsi la protesta contro la riforma, ma l'istituto pesciatino non ci sta Il Lorenzini organizza la mobilitazione PESCIA. «Ci stiamo un po' addormentando, i fatti di questi giorni hanno trasformato la nostra forte mobilitazione in forme più blande di protesta», il rappresentante del liceo Lorenzini, Giacomo Tomasi, parla con tono pacato, quasi arrendevole. Erano partiti uniti, ora si sentono delusi, abbandonati. I vertici istituzionali italiani non fanno passi indietro. E gli studenti? Nelle maggiori città universitarie della penisola la contestazione non si ferma, ma nei piccoli centri sta tornando in breve tempo regina. Così è in Valdinievole: gli istituti superiori avevano accennato qualche pacifica rivolta, tra autogestioni, cogestioni e sit-in, ora tutto tace. A Monsummano, a Montecatini e a Pescia la didattica e i compiti per il giorno seguente, tornano a essere il principale argomento di conversazione. Ma c'è un piccolo spiraglio, un'eccezione, un istituto che non sembra arrendersi. Proprio dal Lorenzini arriva qualche segnale concreto: il 14 novembre è sicura la presenza di un gruppo di ragazzi alla manifestazione di Roma. Già in 50 hanno dato la loro disponibilità a raggiungere la capitale sui pullman messi a disposizione dai sindacati. Per questa settimana era prevista l'organizzazione di un corteo per le vie cittadine, con insegnanti e genitori, ma i preparativi vanno a rilento. Intanto la scuola ospiterà quotidiane riunioni del comitato studentesco e dei rappresentanti di classe (2 ore ogni mattina). In quella sede ci saranno votazioni scritte per capire quanti studenti siano favorevoli e parteciperanno alle prossime mosse di protesta. «Molti miei compagni che all'inizio mostravano il pugno duro, ora si stanno pian piano ammorbidendo vista la situazione generale - continua Tomasi - poi ora ci si mette anche la burocrazia a ostacolarci, per fortuna con me c'è ancora qualcuno che crede nei cortei di piazza e nelle lezioni a cielo aperto». è sì perché i rappresentanti del liceo di Pescia sono convinti che la situazione si sbloccherà la prossima settimana: «Abbiamo bisogno di più tempo, ma già da lunedì cercheremo di fare lezione nel parco, di allestire i banchetti informativi nelle piazze e di scendere in strada con megafoni e striscioni» conclude, con meno amarezza, Tomasi. Luca Signorini

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la burocrazia tiene chiusa la fortezza - cristiano marcacci (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Montecatini La burocrazia tiene chiusa la Fortezza Pesanti ritardi per il piano di recupero da due milioni di euro Ad un anno e mezzo dal giorno della presentazione gli enti interessati al progetto non sono ancora riusciti a definire il testo del protocollo d'intesa CRISTIANO MARCACCI PISTOIA. Stenta a decollare, frenato dall'eccessiva burocrazia, il progetto di adeguamento della Fortezza Santa Barbara, gioiello storico ed architettonico su cui per anni la città si è interrogata con l'obiettivo di definire un futuro in grado di valorizzare appieno questo autentico scrigno, finora mai messo a disposizione della comunità in modo ragionato e continuativo. è trascorso più di un anno e mezzo, ma siamo ancora fermi ai blocchi di partenza. Non ci sono da registrare passi in avanti rispetto a quanto sbandierato da Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Direzione regionale ai beni culturali e ambientali in occasione della presentazione del piano di recupero, avvenuta in "pompa magna" nell'aprile 2007 al palazzo de' Vescovi. I soldi ci sono (si tratta di due milioni di euro) e si sa da tempo come e per cosa verranno spesi. Nonostante quanto fu promesso, e cioè che i lavori avrebbero dovuto essere realizzati tra il 2008 e il 2009, l'intervento non ha ancora preso il via. Gli enti coinvolti, infatti, continuano a confrontarsi sul protocollo destinato a gettare le basi alla fondazione che radunerà tutti i protagonisti e che penserà poi alla gestione della struttura, una volta che questa sarà stata ristrutturata secondo i programmi. Insomma, siamo ancora alle scartoffie. «Con la Direzione regionale ai beni culturali e ambientali - spiega l'assessore alla cultura del Comune di Pistoia Rosanna Moroni - abbiamo avuto diversi incontri per poter dare il via all'iter. C'è stato però uno stop, da cui mi auguro si possa ripartire presto con un incontro chiarificatore dove si decida una volta per tutte se stilare un protocollo d'intesa o una convenzione tra tutti i soggetti coinvolti. D'altronde, i rapporti con la stessa Direzione e con il Ministero da cui dipende sono sempre molto complicati e le procedure da loro seguite sono molto diverse dalle nostre. Non mi chiedete quando partiranno i lavori perché non saprei rispondere. In questo momento, non ho certezze. Preferisco non prendere impegni precisi. L'unica cosa che posso dire è che mi auguro che i lavori comincino nel 2009». La dottoressa Annalia Galardini, dirigente dell'area "Servizi alla persona" del Comune di Pistoia, conferma che il raggiungimento dell'accordo su un protocollo d'intesa o su una convenzione è un passo fondamentale, anche per l'utilizzazione stessa dei finanziamenti disponibili. Il testo dovrebbe essere affinato entro la fine dell'anno. «Come noto - afferma Galardini - l'obiettivo è quello della costituzione di una fondazione. Di questa vuole far parte anche la Direzione regionale dei beni culturali, che sta ancora aspettando il via libera dal Ministero dopo l'inoltro della domanda». Se non sarà la burocrazia ad avere il sopravvento, i due milioni di euro saranno investiti in un piano di conservazione della Fortezza Santa Barbara che consentirà la realizzazione di alcuni percorsi espositivi interni, la messa a norma dell'intero edificio e l'abbattimento delle barriere architettoniche, recuperando tutta la superficie potenzialmente utilizzabile, circa 1.200 metri quadrati.

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chiusa per troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia. In un anno e mezzo gli enti non hanno ancora definito il protocollo d'intesa. Bloccati due milioni Chiusa per troppa burocrazia Non decolla il piano di recupero della Fortezza S. Barbara PISTOIA. La burocrazia sta impedendo di decollare al progetto di adeguamento della Fortezza Santa Barbara, gioiello storico ed architettonico su cui per anni la città si è interrogata con l'obiettivo di valorizzarlo in modo definitivo e di aprirlo stabilmente al pubblico. è trascorso più di un anno e mezzo, ma siamo ancora fermi ai blocchi di partenza. I lavori non iniziano, nonostante ci siano i soldi. Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Direzione regionale ai beni culturali e ambientali stanno ancora ragionando sulla definizione di un protocollo d'intesa che si concretizzi poi nella costituzione di una fondazione, l'organismo che dovrà gestire la struttura in futuro. Intanto, rimangono inutilizzati i due milioni di euro già stanziati per il piano di recupero. MARCACCI in Pistoia III SEGUE A PAGINA 3

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piazza cavallotti: via ai lavori per sostituire la pavimentazione (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Piazza Magenta, deciso un intervento sul verde pubblico Piazza Cavallotti: via ai lavori per sostituire la pavimentazione LIVORNO. In piazza Cavallotti sono iniziati i lavori di ripristino della pavimentazione. Si concluderanno in febbraio, dopo una pausa per le festività natalizie (d'intesa con gli ambulanti, che subiscono disagi dai lavori), con una spesa di 60mila euro. In piazza Magenta avrà presto inizio un intervento di straordinaria manutenzione per il ripristino del verde (costo 10mila euro), mentre non è prevista l'installazione di giochi per bambini: una scelta condizionata dalla la situazione di vandalismi continui. In piazza Mazzini i lavori di ristrutturazione previsti nell'ambito delle opere di urbanizzazione di Porta a mare sono in corso: il costo è di un milione di euro. Ed in piazzetta Maggi l'intervento di riqualificazione ha già avuto inizio. Sono queste le risposte che l'assessore Maria Pia Lessi dà all'interrogazione posta da Gabriele Volpi nel corso del consiglio comunale di ieri mattina. «Le risposte non mi soddisfano completamente - dice l'assessore dei Verdi - Va bene per piazza Cavallotti ma non mi sembra giusto che in piazza Magenta non si mettano dei giochi per la presenza di vandali o spacciatori. Se venisse sistemata l'area ci sarebbe una presenza costante di famiglie. E le famiglie costituiscono un presidio che allontana vandali e spacciatori. E' accaduto così al parco centro città che, attualmente, è vivibilissimo». In chiusura di riunione il dibattito si è particolarmente animato quando è intervenuto il consigliere Massimo Ciacchini (Forza Italia) sulla proposta del centrosinistra di intitolare una strada a Nicola Caliari. Ciacchini, pur approvando l'iniziativa, si è chiesto come mai la stessa iniziativa che lo vedeva primo firmatario e che era stata presentata per primo dal centrodestra si era invece persa nella burocrazia comunale. «Mi chiedo se la rincorsa fatta dalla sinistra in consiglio - afferma - non sia dovuta al fatto che si è poi scoperto che la vedova dell'ispettore caduto era stata poi candidata nelle liste prodiane". Ciacchini ha poi chiesto «che vie cittadine siano intestate oltre a Calipari, ai martiri di Nassiriya, ai martiri delle Foibe, e che sia data una adeguata collocazione al ricordo di Alcide De Gasperi e di don Lorenzo Milani. Ma anche del giovane cecoslovacco Ian Palaci testimone della libertà contro l'oppressione sovietica durante "la Primavera di Praga", personalità ormai unanimemente riconosciute di straordinaria importanza nella nostra società democratica». Rosalba Volpi ha contestato questa impostazione, ricordando che l'uccisione di Calipari è avvenuta ad opera del fuoco americano. Vittori ha sostenuto la necessità di rivedere alcune intestazioni di strade, tra cui ma anche di Bettino Ricasoli. L'assessore Guantini ha ripreso la proposta di Vittori di intestare ai padri costituenti - come Palmiro Togliatti - vie importanti della nostra città.

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Confindustria incontra la politica (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salerno sviluppo Confindustria incontra la politica Confronto tra il presidente Gallozzi e i rappresentanti delle istituzioni Il presidente di Confindustria Salerno, Agostino Gallozzi, ha convocato i parlamentari ed i consiglieri regionali salernitani presso la Badia di Cava de' Tirreni per focalizzare l'attenzione sullo stato di crisi dell'economia locale. Il summit di ieri è solo il primo passo per l'allestimento di tavoli tecnici destinati, di volta in volta, alle tematiche di maggiore interesse per la popolazione e le imprese. Il presidente di Confindustria Salerno ha concordato con deputati e consiglieri l'istituzione di almeno due riunioni annuali. Enzo Senatore "Il nostro sistema", ha spiegato Agostino Gallozzi al termine della riunione, "è chiamato a fare squadra nel momento di massima difficoltà dell'economia mondiale e nazionale. Tutte le componenti territoriali con senso di responsabilità, nel rispetto di ruoli e competenze, devono profondere il massimo sforzo per arginare un pericoloso declino della produzione industriale e della capacità di generare ricchezza ed occupazione". All'incontro di ieri hanno partecipato i parlamentari Enzo Fasano, Esposito, Alfonso Andria, Edmondo Cirielli e Tino Iannuzzi ed i consiglieri regionali Antonio Valiante, Ugo Carpinelli, Gerardo Rosania, Pasquale Marrazzo, Mucciolo, Donato Pica e Michele Ragosta. Il presidente Gallozzi ha chiesto un impegno comune per il completamento delle infrastrutture esistenti sul territorio al fine di aiutare la crescita economica dell'intero contesto industriale. L'allungamento della pista dell'aeroporto di Pontecagnano, la ristrutturazione del porto commerciale di Salerno con un innalzamento della profondità dei fondali ed il finanziamento completo dell'interporto di Battipaglia sono le opere che secondo Gallozzi richiedono la maggiore urgenza. "In caso contrario Salerno e la sua provincia rischiano di restare fuori dal meccanismo di sviluppo dell'area meridionale con danni gravissimi all'economia locale". Gallozzi ha anche chiesto concretezza circa i progetti di messa in sicurezza dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e di prolungamento dell'alta velocità ferroviaria fino alla direttrice Valle dell'Irno-Picentini-Battipaglia. "Ma non è tutto perché abbiamo bisogno anche di una burocrazia più snella e di amministrazioni pubbliche che funzionino rispettando le tempistiche dell'economia e della finanza. E' anche fondamentale eliminare l'addizionale Irap, un peso insostenibile per le imprese, e determinare condizioni di migliore utilizzo del credito d'imposta". Con le rappresentanze politiche intervenute alla Badia si è anche concordato un diverso e più organizzato utilizzo delle risorse destinate alle aziende nell'ambito del piano di sviluppo economico regionale (Paser). "Le prospettive di recessione per il 2009", sottolinea Gallozzi, "possono stimolare un'azione straordinaria di sostegno al tessuto delle imprese locali, dando un impulso decisivo alla risoluzione delle criticità che impediscono da tempo alla nostra economia di competere sui mercati. La capacità di ascolto e di dialogo reciproco con la componente istituzionale è di estrema rilevanza per "remare" tutti nella stessa direzione, soprattutto in un momento così delicato e complesso. Non è il momento delle rivendicazioni o, peggio ancora, dei distinguo o delle recriminazioni". Il prossimo incontro verrà organizzato nei primi mesi del nuovo anno ed in quella circostanza si discuterà in maniera più dettagliata delle misure da organizzare per un concreto sostegno alle imprese ed all'industria. del 11-11-2008 num.

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Invasi dal guano dei piccioni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli uccelli partono dall'abbandonata Cà Mazzucca per andare a nidificare sui balconi «Invasi dal guano dei piccioni» Proteste in via Fardella: sono un pericolo per la salute Sembra di rivivere le immagini del film "Gli uccelli" di Alfred Hitchcock, con una vera invasione di volatili. Negli appartamenti di via Fardella che vanno dal numero 4 al 14 il problema della nidificazione degli uccelli, in questo caso piccioni, è particolarmente sentito e provoca danni alle strutture e rischi per l'igiene. Ne sa qualcosa il presidente del condominio "Fardella", Fabio Sabbatini, che da anni cerca di combattere questo problema a forza di lettere e missive alle autorità comunali e sanitarie e ancora nulla è stato fatto, scontrandosi con una burocrazia a volte farraginosa e non tempestiva nel risolvere l'urgenza. Ma proprio in questi giorni, quando ha dovuto dare il benvenuto ad una nuova assegnataria, ha trovato ancora una volta le tracce inconfondibili del passaggio e della presenza dei piccioni, aprendo le imposte. Sui balconi infatti che danno verso ovest c'era un tappeto impressionante di guano, uova schiuse, nidiate di nuovi nati, in una sporcizia generale, pericolosa soprattutto per la salute. Anche tramite il Sunia si chiede quindi un intervento urgente per sanare questa situazione che sta assumendo contorni e proporzioni proprio da film. «Sotto accusa in particolare - dichiara Sabbatini - c'è Cà Mazzucca, una struttura ancora fatiscente che è diventata una sorte di grande nido aperta a tanti piccioni. La vicinanza con Cà Mazzucca facilita l'arrivo degli uccelli che migrano anche nei palazzoni di via Fardella e in particolare nei balconi posti sul lato ovest. Se uno non pulisce in continuazione, si corre il rischio di trovare dopo alcuni giorni, un cumulo impressionante di guano e sporcizia, naturale veicolo di tante malattie». I condomini chiedono anche di usare le reti per limitare questa migrazione di massa e che il servizio veterinario intervenga. Il problema non è solo l'erba alta che cresce nelle vicinanze di Cà Mazzucca e che provoca una proliferazione di topi e bisce. Il fattore piccioni è stato sempre sottovalutato, ma ormai si è arrivati ad un punto di non ritorno e non è giusto che a pagare siano i condomini. «Dopo anni di sollecitazioni - conclude Sabbatini - sono ancora qui a chiedere provvedimenti urgenti alle autorità competenti per evitare i danni alla salute provocati dalla sporcizia dei piccioni».

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La crisi finanziaria internazionale rischia di ripercuotersi pesantemente sull'economia reale:o... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

INNOVAZTECNOCRE pag. 7 La crisi finanziaria internazionale rischia di ripercuotersi pesantemente sull?economia reale:o... La crisi finanziaria internazionale rischia di ripercuotersi pesantemente sull?economia reale:occorre favorire l?accesso al credito da parte delle aziende, specie di quelle piccole. Sono queste le motivazioni che hanno spinto Unindustria a chiedere la collaborazione dei principali istituti bancari bolognesi. Nella seconda metà di ottobre, a seguito della riunione svoltasi a Milano qualche giorno prima tra Confindustria ed ABI (l?Associazione Bancaria Italiana) sulla crisi dei mercati mondiali finanziari, l?associazione degli imprenditori bolognesi ha organizzato un tavolo di lavoro con le banche: un incontro al quale hanno preso parte Gaetano Maccaferri, Cesare Bernini e Stefano Aldrovandi, rispettivamente presidente, direttore e consigliere delegato per il credito di Unindustria Bologna, e i rappresentati dei principali istituti di credito della città e della provincia. Ventitré le banche che si sono sedute al tavolo promosso dagli industriali: Banca Crv, Banca di Bologna, Banca di Imola, Banca di Romagna, Banca Marche, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell? Emilia-Romagna, Banca Popolare Etruria, Banco San Geminiano e San Prospero, Banca di Credito Cooperativo di Castenaso, Bnl Paribas, Carisbo, Cassa di Risparmio di Cento, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Imola, Credit Agricole-Cariparma, Emilbanca, Federazione delle Banche di credito cooperativo, Fortis Bank, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit Banca, Unicredit Corporate Banking, Unipol Banca. Tre sono le proposte fatte da Maccaferri agli istituti bancari bolognesi. Con la prima il numero uno di Unindustria ha chiesto che ogni singola banca individui un proprio referente unico in grado di dialogare con l?Associazione e di garantire una migliore assistenza alle imprese, la cui valutazione o rating è spesso assegnata in modo a loro poco chiaro. LA SECONDA proposta, invece, riguarda la richiesta di valorizzare gli imprenditori «virtuosi» che apportano mezzi propri al patrimonio dell?impresa. Gli industriali chiedono alle banche di finanziare queste aziende con importi pari all?ammontare dell?aumento di capitale sociale, a tassi agevolati nel medio periodo (5 anni). Infine, Unindustria auspica la sottoscrizione di specifiche convezioni bancarie (di cui possano usufruire tutte le imprese associate) da parte di tutte le banche, migliorando nel frattempo, laddove è possibile, le condizioni già esistenti. Le tre proposte sono state presentate a seguito di una ricerca condotta da Unindustria su un campione di 150 piccole imprese associate con meno di 15 dipendenti. Gaetano Maccaferri ha chiesto un forte impegno. «Dal mondo del credito ci aspettiamo una grande attenzione e una sensibilità per tutti quei valori che un?impresa, la sua storia e la sua credibilità, rappresentano per lo sviluppo di un territorio ? ha detto il presidente degli industriali bolognesi ?. Un più equo accesso al credito è diventato un?esigenza vitale, al pari di politiche fiscali mirate, incentivi all?innovazione e semplificazione della burocrazia».

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istituire un bus navetta (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 12 - Altre Istituire un bus navetta Istituire un bus navetta dalla città allo stadio Come voi sapete non ci sono bus navetta che portano allo stadio quando ci sono le partite di calcio; mi sembra che siamo la 12ª città più popolata d'Italia e non abbiamo questo servizio. Non ci sono neanche autobus che portano nelle vicinanze dello stadio Non vi sembra sarebbe il caso di risolvere questo problema? Visto anche che la sede dello stadio e così lontana dal centro? Non si può trovare un modo di collaborare col Comune e trovare una soluzione? Vi ringrazio sin da ora per l'eventuale risposta. Carlo Nicolè Islam moderato qualche dubbio c'è Ho letto l'articolo di Giulio Rizzoli e ne cito un brano: «L'Islam è cattivo? I principi enunciati dai versetti del Corano apertamente contraddicono questa possibilità». Mi permetto di dissentire e riporto alcuni versetti che riguardano gli infedeli (che siamo noi): «Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio...» (C. 2: 191) «Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!» (C. 8: 12) «Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi. Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava, per provare i credenti con bella prova: In verità Allah tutto ascolta e conosce». (C. 8: 17). E ce ne sarebbero ancora decine di versetti di questo tipo. Bella tolleranza. Altro che l'evangelico «porgi l'altra guancia». L'articolista paragona poi la «fatwa» alla «scomunica» e cita il caso di Enrico IV che dovette recarsi a Canossa (1077) ed inchinarsi a Gregorio VII poiché all'epoca la scomunica comportava che si potesse eliminare, senza subire conseguenze, chi era scomunicato. Non era proprio così, ma diamolo per buono. Tuttavia la «fatwa» oggi c'è ancora, mentre ai nostri giorni anche chi è scomunicato non viene condannato a morte o accoltellato per strada. E se si paragona la fatwa alla scomunica significa che gli islamici sono 900 anni indietro, in pieno medioevo. Sono convinto che ci sono molti islamici moderati, ma questo non vuol dire che l'Islam sia moderato; probabilmente anche parecchi nazisti erano moderati e forse qualcuno avrà salvato un po' di ebrei (come nel film «Il pianista», di R. Polanski), ma ciò non toglie che il nazismo fosse un'ideologia perversa. Ho anche letto la recente lettera sul mattino, sempre di Rizzoli, che tuttavia non aggiunge nulla di significativo a quanto già scritto. Per finire, consiglio al nostro ricercatore «papista più del papa», come lui stesso si definisce, di leggere attentamente l'articolo di Ferdinando Camon «Non esiste un Islam moderato» (Il Mattino, 12 /10). Non credo cambierà idea, ma almeno qualche dubbio sull'Islam moderato forse l'avrà. Gianfranco Turato Mamme-pazienti solidali col dott. Gianfranco Fais Essere pazienti del dott. Gianfranco Fais vuol dire essere sicure della sua assistenza 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Lui c'è, c'è sempre e per tutte! Anche quando è in ferie. Questo è il Dott. Fais: un uomo burbero e di poche parole, un uomo dedito al fare più che al parlare, un uomo che i problemi li affronta e li risolve, un uomo che, seppur raggiunta l'età della pensione, ha ancora voglia di lavorare e tante cose da insegnare. Ecco chi hanno «cacciato». Siamo solo delle mamme e della vicenda abbiamo capito poco. Un'unica cosa ci è chiara: lui come sempre, era al suo posto di lavoro, a svolgere il suo compito in sala parto, senza pensare alla burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato una carta in meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un medico così. Giulia Bisazza Persico, Stefania Michelazzo Zagnoni, Alessia Giacomin, Sara Marin, Nicoletta Schiavon, Chiara Sgaravatti, Marianna Valletti Italia-Australia di rugby/1 Comune di Padova bocciato Scrivo per complimentarmi per l'ottimo modo in cui il Comune di Padova ha organizzato la partita Italia-Australia di rugby di sabato 8 Novembre: 2 ore e mezza per arrivare allo stadio da Vicenza. Penso che neanche mia nonna avrebbe potuto organizzare in modo peggiore l'evento. Ottimo modo per rovinarsi la giornata, bloccati in mezzo al traffico e giungere allo stadio a secondo tempo ormai inoltrato. Mi chiedo come sia possibile vendere 30.000 biglietti e poi lasciare i poveri sfigati che arrivano allo stadio a parcheggiare le proprie auto in autostrada, tangenziale o qualche campo nei pressi dello stadio pur di riuscire a vedere qualche minuto della partita. Alessandro Italia-Australia di rugby/2 bloccati in tangenziale Caro mattino, sabato, dopo le ore 18, sono rimasto imbottigliato in tangenziale ovest, e non perché uscivo dallo stadio, ma solo perché transitavo dopo due ore che la partita era finita. Ora, se non ho capito male, l'amministrazione comunale vuole realizzare il nuovo Ospedale in un'area vicina allo Stadio Euganeo e la cosa francamente mi lascia perplesso. Pensiamo dunque alle necessità di urgenza e non, che contraddistinguono l'attività di un grande ospedale, appaiate ad un evento sportivo qualunque, magari anche di serie «A» e possiamo immaginare il caos stradale che ne può derivare, e questo, per ore ed ore. In tale occasioni l'unico mezzo che potrà muoversi, in libertà, sarà l'elicottero. A mio avviso sarebbe auspicabile tenere ben separate le due attività che già singolarmente movimentano grandi quantità di auto. Giamberto Astolfi Padova In Piazza Insurrezione una sosta da 27 euro Per un impegno, nei giorni scorsi sono venuto a Padova e alle 9.28 ho parcheggiato al parcheggio di Piazza Insurrezione. Nessun cartello avvisa del costo della sosta. Sono tornato alle 17.20 circa e il cassiere mi ha chiesto 27 euro che ritengo un costo assolutamente scandaloso. Per fare un esempio: la sosta di un'intera giornata al parcheggio di Venezia, Piazzale Roma costa 22 euro. La cosa strana però è stata che nell'uscire si è accostato al finestrino il cassiere con l'aria di dare una mano, a lui ho dato lo scontrino. Ha fatto due tentativi di obliterare non riuscendoci, ho cercato di farmelo dare perché avevo visto che sbagliava il verso, mi ha detto che faceva dal bigoncio nel quale è entrato, uscendo poco dopo dicendo fatto. E lo scontrino? Imbarazzato mi ha detto che non poteva restituirmelo. Ho protestato, poi avendo ormai una fila di macchine dietro me ne sono andato, arrabbiato, senza la possibilità di fermarmi perché lì possibilità non ce n'è. Ora scrivo per ribadire la protesta per il costo fuori norma del parcheggio e per avere restituito lo scontrino. Roberto Buttura Montorio (Verona) La mia gratitudine alla sanità padovana Vorrei segnalare la mia esperienza vissuta nei reparti dell'Azienda Ospedaliera di Padova in seguito a due circostanze che, a distanza di poco tempo, hanno interessato il mio stato di salute. La prima riguarda alcune prestazioni per un incidente subito alla vista; la seconda quelle ricevute a causa di alcune disfunzioni per le quali il mio medico di base mi ha consigliato di recarmi al Pronto Soccorso. Quasi sempre leggiamo sui quotidiani locali e nazionali articoli che non esitano a mettere in cattiva luce la nostra sanità, ponendo in secondo, se non in ultimo piano, tutto ciò che funziona e magari anche molto bene. Tali notizie, talvolta letteralmente urlate, gettano discredito verso una istituzione che, pur con le sue difficoltà, meriterebbe di essere considerata per quello che è: una buona ed efficiente sanità. Il risultato che ne deriva è una informazione se non altro parziale ed ingannevole che può rendere più dolorosa l'esperienza dei pazienti che debbono sottoporsi alle prestazioni medico-ospedaliere. Per quanto mi riguarda vorrei esprimere tutta la mia gratitudine al seguente personale dei relativi reparti: al personale medico e paramedico dell'area verde e rossa del Pronto Soccorso; alla dottoressa Motterle ed al personale infermieristico del pronto soccorso oculistico; al direttore della Clinica medica II prof. Antonio Pagnan, alla dottoressa M. Teresa Sartori ed al dottor E. De Bon nonché a tutto il personale paramedico del reparto, che, oltre alle cure prestate, ha mostrato notevoli qualità umane. Infine vorrei segnalare la prontezza e la competenza con cui è intervenuto il personale delle autoambulanze. Giorgio Colombo Padova

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Barack già a suo agio nello Studio Ovale per George nessun imbarazzo verso il nemico (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

WASHINGTON - Il futuro arriva alla Casa Bianca con dieci minuti d'anticipo sull'ora annunciata, come i bambini che nascono prima del tempo e come se la nuova storia avesse fretta di cominciare. Arriva senza rabbia, senza rancori, senza disprezzo. Perché George Bush e Barack Obama sanno di essere, e di dover dimostrare, che sono due facce diverse, ma inseparabili, della stessa nazione. Una parola sola di Bush, "congratulations", il gesto affettuoso del vincitore che posa la mano sul braccio del generale sconfitto, nessun carro trionfale, nessuna umiliazione, un'occasione di normalità civile nella sua ancora incomprensibile straordinarietà. Quando la campagna elettorale americana finisce, finisce davvero. Sembrava che l'uomo sottile, con le spallucce magre e le orecchie a sventola, fosse nato in quella casa che africani come suo padre costruirono, bestie da fatica senz'altra paga che una scodella di avena e una fetta di pane di granoturco, 208 anni or sono. Che ci avesse sempre abitato, camminando addirittura impaziente un mezzo passetto davanti all'inquilino che lo aveva invitato, nel passaggio sotto il portico posteriore della Casa Bianca, come se stesse percorrendo un tragitto che doveva aver tracciato milioni di volte nella propria testa. E se la futura First Lady, la donna che dal prossimo 20 gennaio sarà la "signora delle signore", doveva preoccuparsi almeno di tenere a posto i capelli dritti spettinati dal vento che agitava la capitale, il "body language" dell'eletto era lo stesso che avevamo visto per quasi due anni. Trasmetteva quel senso di sicurezza, di padronanza, di calma in questi mesi di tempesta, che lo ha reso così popolare e insieme così inquietante per i nemici. Era un rito americano che si ripete da sempre, a volte con grazia, altre volte con acredine, come fecero i clintoniani che al momento del passaggio a quel Bush che consideravano un usurpatore e nel gennaio del 2001 devastarono la Casa Bianca, appesero ai muri le vignette più feroci che fossero riusciti a trovare, sfasciarono qualche sedia e strapparono tutte le "W" dalle tastiere dei computer. Ma in questo novembre 2008, né la personalità dei due uomini, George W. Bush, il ben educato figlio della dinastia che ha regnato per 12 anni, fra lui e suo padre, né il candidato di seta fredda, Obama, e soprattutto il naufragio dell'economia nazionale in un'America in guerra, potevano permettere il lusso di sgarbi, di irrisione, di goliardia. Questa volta, George Bush non si è neppure disinfettato le mani con il liquido antibatterico come fece in occasione del primo incontro con il senatore dell'Illinois durante la visita di una delegazione parlamentare quattro anni or sono, offrendo la stessa lozione anche a Obama che accettò "per non sembrare poco igienico". Un episodio che Obama stesso ama raccontare. Poiché nelle democrazie civili, come nelle famiglie per bene, la forma è sostanza, e la liturgia è la manifestazione tangibile delle fede, non importa che l'uomo sulla scala mobile in ascesa abbia condotto una campagna elettorale spietatamente puntata contro l'uomo sulla scala mobile in discesa. E, visto come il partito ha trattato Bush guardandolo come un appestato e la storica antipatia che Bush ha sempre provato per McCain, non è detto che sia poi tanto sconvolto dalla legnata presa da coloro lo avevano rinnegato. La distinzione ferrea fra il momento della irresponsabilità elettorale e quello della responsabilità nazionale è il valore reale di questo incontro. Da come si sono mossi Bush e Obama, che anche ieri ha creato la sensazione di essere uno che studia da presidente da quando era bambino, come in effetti scrisse in un suo diario infantile, il passaggio fra due epoche sarà fluido, a differenza della disorganizzazione dei Clinton o dell'atteggiamento da bunker di George il Giovane e del suo Richelieu, il vice padrone Dick Cheney. Già 100 dei suoi futuri assistenti principali e ministri hanno ottenuto la "pre-clearance", la pre-approvazione dei servizi di sicurezza e dell'Fbi, per accelerare la futura approvazione del Senato. Dozzine di "findings", decreti diretti presidenziali per decisioni che non devono essere approvate dal Parlamento, sono già pronti per disfare molte delle cose che Bush fece, come il blocco degli aiuti americani alle campagne per il controllo delle nascite nelle nazioni povere, la riautorizzazione dei finanziamenti federali alle ricerche sulle staminali embrionali, la proibizione di torturare i prigionieri, la chiusura di quella vergogna costituzionale che è Guantanamo. Ma chi ha visto le sequenza della prima visita degli Obama alla Casa Bianca ieri, la signora al primo piano per vedere gli appartamenti privati della famiglia come una madre che deve scegliere la "cameretta bimbi", l'ingresso del futuro presidente in quello Studio Ovale dove dovrà soffrire le ore delle decisioni terribili che lo aspettano dietro le finestre a prova di lanciarazzi, faticava a immaginare che quei due uomini fossero stati ai capi opposti della politica e delle ideologie. Questa era la stessa liturgia di Al Gore, il candidato che nel 2000 aveva preso 600 mila voti nazionali più di Bush, ma era andato a dire ai suoi furibondi elettori e al mondo che l'altro, Bush, era il presidente. E' la stessa immagine che vedemmo con i Ford quando accolsero i Carter nel 1976, i Bush (genitori) quando dovettero ricevere i Clinton, arrivati naturalmente in ritardo e senza progetti chiari per quel cambiamento di personale che soltanto alla Casa Bianca coinvolge più di 2mila incarichi e in tutta la burocrazia federale altri 50 mila di rango e responsabilità inferiori. Gli Stati Uniti sono una nazione in guerra, con un Natale di magro per i consumatori, quindi per commercianti e per aziende. Ma almeno il "Paese legale" continua in salute, legittimato e ritonificato da un plebiscito democratico. C'era anche un bellissimo sole, ieri a Washington, per fare coreografia, un po' di vento nei capelli di Michelle Obama, appena un'ombra di imbarazzo nel volto di Laura Bush che scoccava occhiatine alla maestosa figura della nuova "signora delle signore". La storia non è cambiata, ha fatto soltanto un passo avanti. (11 novembre 2008

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Segnaliamo pericoli ma nessuno interviene (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Case popolari «Segnaliamo pericoli ma nessuno interviene» E' arrivata anche alla «Voce dei lettori» la segnalazione del Movimento tutela dei diritti dei cittadini che lamenta il mancato sopralluogo del Comune e dell'Agenzia territoriale dela casa dopo la lettera del 30 ottobre, con le firme di tutti gli abitanti del caseggiato al civico 38 di via Battaglione Intra. Si esternavano le preoccupazioni dei residenti per «la pericolosità dell'intera struttura muraria» e «lastre di amianto in un orto». «Come cittadini e associazione - comemnta Luigi Bevilacqua, del Movimento che ha sede a Gravellona Toce - siamo veramente angosciati. A tutt'oggi nessuno è intervenuto e se entro la settimana prossima nessuno sarà intervenuto ci rivolgeremo anche alla magistratura». Intanto ricordiamo gli indirizzi per le vostre storie di ordinaria burocrazia: potete scrive una mail a vocedeilettori@lastampa.it o inviare un fax in redazione a Verbania allo 0323 403650. L'appuntamento è ogni martedì.

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Sconti sulla luce? I comuni ne sono all'oscuro (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sconti sulla luce? I comuni ne sono all'oscuro il caso Esiste una tariffa sociale per le bollette delle famiglie meno abbienti. Ma gli uffici ai quali presentare la domanda non lo sanno 11/11/2008 NEL BUIO dei conti che non tornano, dei bilanci familiari da fare (comunque) quadrare, una piccola luce per molte famiglie viene dalla tavola rotonda che si è tenuta ieri presso la Camera di commercio organizzata da sette associazioni di consumatori, unite per far sentire più forte la loro voce: «Tariffe & servizi pubblici, i diritti e le ragioni degli utenti». «Il governo ha già varato una tariffa sociale per le bollette della luce delle famiglie meno abbienti - dice il segretario generale di Adiconsum nazionale, Paolo Landi - valida dall'inizio dell'anno. Peccato che la domanda vada presentata ai Comuni e che questi non abbiano ricevuto alcuna informazione». Possibile che lo sconto, se è già realtà, resti un oggetto sconosciuto al quale è impossibile accedere? «Sì, ne abbiamo parlato con altri colleghi di giunta - racconta l'assessore ai Servizi sociali Roberta Papi - ma effettivamente non abbiamo né direttive né la modulistica necessaria per accogliere le domande. Per questo ho appena scritto all'Anci, l'associazione dei Comuni, chiedendo di sapere ufficialmente come dobbiamo comportarci». Una prima risposta arriva dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che dedica, sul suo sito internet, un'ampia pagina al "bonus sociale". Destinato, si spiega, a «sostenere le famiglie in condizione di disagio». Consiste in uno sconto applicato sulla bolletta della luce (ma è allo studio un provvedimento analogo per le forniture di gas) offerto a tutte le famiglie che rientrino nella categoria "Isee inferiore o uguale a 7500 euro". In pratica significa che ne ha diritto, ad esempio, un nucleo-tipo composto da padre, madre e due figli con un reddito annuo lordo fino a 23 mila 400 euro e debba anche pagare un affitto (i parametri variano in relazione al numero dei figli, ma la casa di proprietàè di fatto motivo di esclusione). Oppure una famiglia che ospiti un malato collegato a «apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita». Il bonus è poco più che simbolico: si va da 60 euro all'anno per un nucleo familiare di una o due persone, ai 135 euro per le famiglie di più di 4 componenti, fino ai 150 euro destinati a chi, per vivere, è attaccato a una macchina. La burocrazia è in ritardo, quindi il provvedimento (che fa riferimento a un decreto legge degli ultimissimi giorni del 2007) sarà pienamente operativo solo a gennaio. E le domande non saranno accolte prima di dicembre, quando (si spera) i Comuni riceveranno la modulistica necessaria. Avrà effetto retroattivo: ma non c'è tempo da perdere, perché solo chi presenterà la richiesta entro e non oltre il 29 febbraio riceverà il contributo anche per l'anno in corso. Il "bonus"è una goccia, ma le associazioni dei consumatori rivendicano un ruolo attivo per portare avanti azioni molto concrete: dalle tariffe della luce che salgono quando il prezzo del greggio si impenna (ma non diminuiscono quando il petrolio cala) alla battaglia politica per fare sì che, nel corso delle privatizzazioni inarrestabili dei servizi, restino in mano pubblica le infrastrutture che ne consentono l'erogazione. Ovvero, lasciare ai privati la gestione del trasporto sui treni ma non le strade ferrate, la commercializzazione dell'acqua ma non le tubature. «Solo così - dicono il presidente ligure di Assoutenti Furio Truzzi e il segretario ligure di Adiconsum Stefano Salvetti - sarà possibile garantire condizioni di concorrenza reale e, in definitiva, un vantaggio per tutti gli utenti». Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 11/11/2008

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GEMONA La lista di Disetti si presenta: vuole un "patto" per rilanciare il paese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

GEMONA La lista di Disetti si presenta: vuole un "patto" per rilanciare il paese GemonaMancano ancora diversi mesi prima di entrare nel vivo della campagna elettorale per le comunali 2009, ma c'è già chi ha pronti candidato e programma. Sabato prossimo, alle 18 presso la sala della comunità montana, il gruppo consiliare Per Gemona presenterà il suo candidato Virgilio Disetti e il relativo programma che lo stesso gruppo politico sintetizza nel "Patto con Gemona": «Gemona è viva e proprio - spiega il consigliere Paolo Urbani - per questo chiede di più. Ma l'orologio del Comune, purtroppo, è da alcuni anni fermo. Fermo per l'incapacità di utilizzare i soldi che ha già in cassa (oltre 11 milioni di euro pervenuti dalla Regione), per l'inconsapevolezza delle difficoltà economiche di famiglie e di aziende, fermo per una logica ormai inaccettabile di aumento continuo di tasse e costi a carico dei cittadini e perché incapace di liberarsi da una burocrazia sempre più costosa e soffocante per tutti. Incapace di dare una prospettiva importante, duratura e significativa ad una città che invece ha tutte le carte in regola per contare di più, incapace di valorizzare e stimolare i giovani così come di garantire ai più anziani sicurezza e tranquillità". Un incontro, quello di sabato prossimo, a cui ne seguiranno altri promossi sempre da Per Gemona: il 29 novembre è pure in programma un convegno sul progetto "Città dello sport". Un progetto che Disetti da tempo fa avanti e per l'occasione sembra saranno presenti il preside della facoltà di scienze motorie Enrico Maria Di Prampero e il manager dello sport Enzo Cainero. Il 12 dicembre, Per Gemona organizzerà un altro incontro per affrontare la questione del cinema sociale, mentre altri incontri sono in programma anche a gennaio. «Disetti, come ha già dimostrato di saper fare - continua Urbani sa come rimettere in movimento questo orologio che si è fermato e chiamare, al di là dei partiti politici, a raccolta e all'unità Gemona. Nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi spiegheremo a tutti, punto per punto il nostro patto, cominciando il 29 novembre con l'illustrazione puntuale del progetto Gemona Capitale Regionale dello Sport e il 12 dicembre come riapriremo il cinema-teatro».P.C.

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Regole, ogni regione abbia autonomia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regole, ogni regione abbia autonomia (A.M.) Le imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio federale regionale sono una irrinunciabile occasione per cambiare le regole, Lo urla, attraverso una lettera pubblicata sui siti internet regionali l'ex presidente del Pieris Fabio Dapas, uno che ha abbandonato il calcio dopo 54 anni di attività giocata e dirigenziale. Un vero esempio divolontariato che si ribella perché in questo mondo non si riconosce più. E non è l'unico caso, Anzi! Dapas parte dalle multe comminate dalla Ficg a chi non ha allestito formazioni giovanili ricordando che è inutile curare il vivaio quando ci sono squadre come l'Inter che schierano 11 stranieri, quando l'eccessiva burocrazia non tutela chi dell'educazione dei giovani ne fa una missione, quando genitori e procuratori non permettono la gestione dei miniatleti, quando gli stessi giovani che hai cresciuto, approdando in prima squadra, ti chiedono rimborsi mensili da 200-300 euro fino a 1500. La ricetta? Dapas non ce l'ha, ma un input lo lancia: Come si può pensare che il potere centrale di Roma possa risolvere le problematiche tra una realtà come la nostra e la Sicilia? Bisogna far sì che ogni regione abbia la sua autonomia e discrezionalità decisionale, almeno in materia sportiva".

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Il Pd: <Il difensore civico tuteli verso la Regione> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Romano: «Tondo l?ha abrogato, Honsell ponga rimedio» Il Pd: «Il difensore civico tuteli verso la Regione» Dopo che l'amministrazione Tondo ha abrogato con la legge di assestamento di bilancio l'istituto del difensore civico regionale, il Pd chiede al sindaco Honsell e alla sua giunta di rimediare, per quanto può, a quello che ritiene «un passo indietro sul piano di un'effettiva parità nei confronti della burocrazia degli uffici». Come? La proposta fatta da Claudio Romano del Pd con una mozione (sottoscritta anche dal capogruppo Maio) è semplice: secondo lui, infatti, Honsell e il suo esecutivo dovrebbero «verificare la possibilità che il difensore civico comunale, che già tutela i cittadini nei confronti del Comune, si faccia carico della tutela degli udinesi anche nei confronti della Regione». Per far questo, occorrerebbe anche un intervento legislativo della Regione. E, difatti, Romano e Maio chiedono che Palazzo D'Aronco si attivi anche su questo fronte. «Serve - dice Romano - che la Regione accetti e riconosca questa figura "esterna", aprendo l'accesso ai propri uffici e ai propri archivi». «La recente abrogazione delle figure del tutore dei minori e del difensore civico regionale - nota Romano - ha lasciato stupiti molti cittadini. Si tratta di due figure "di garanzia". Il difensore civico svolge un ruolo di tutela del cittadino rispetto a possibili errori o lungaggini o soprusi della burocrazia e non solo. È un istituto che, per il solo fatto di esistere, fa sì che il cittadino si senta meno suddito e più rispettato. Dopo queste decisioni, i cittadini della regione hanno meno tutele. Siamo, assieme al Molise, l'unica regione in Italia in cui il difensore civico non trova riconoscimento». Secondo Romano, «considerando che i costi (di piccola entità) di questa attività resterebbero in carico al Comune di udine, eventuali ostacoli potranno essere solo di natura politica». Romano spera che anche altri Comuni possano replicare l'iniziativa.

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MALATTIE RARE: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO A FARMACI. (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

MALATTIE RARE: BUROCRAZIA COME ZAVORRA E DIFFICILE ACCESSO A FARMACI (ASCA) - Roma, 11 nov - La burocrazia e' una zavorra nella vita di famiglie e pazienti affetti da patologia rara e spesso costringe a metter mano al portafoglio: dalla lungaggine degli iter burocratici, alle procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti (ad esempio l'assistenza domiciliare); dalle restrizioni di autorizzazioni per la mobilita' sanitaria, all'accesso ai rimborsi ad esse collegati, ai ritardi provocati dalle commissioni delle Asl. Lo denuncia il Rapporto presentato oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Dai dati delle associazioni, risulta che piu' della meta' dei cittadini segnala problemi relativi all'accesso ai farmaci. Non tutti i farmaci infatti sono erogati gratuitamente e non in tutte le realta' regionali o Asl. Il 58% deve ricorrere al budget familiare per acquistarli. Ed infatti, chi sospende la terapia lo fa in un caso su quattro proprio per i costi elevati, non solo per i cittadini ma anche per le aziende sanitarie: il 16% di pazienti si e' visto sospendere i farmaci dalla propria Asl ed in un caso su dieci non ha piu' ripreso la terapia, aspetto particolarmente grave visto che spesso si tratta di farmaci salvavita. Le associazioni segnalano come le spese per curarsi siano troppo elevate: piu' di un paziente su cinque segnala il numero insufficiente di esami in esenzione, e nella stessa percentuale il mancato accesso a presidi, protesi e ausili Considerando in totale quanto si spende per farmaci, viaggi, riabilitazione, visite specialistiche, i costi per un paziente affetto da malattia rara possono variare da un minimo di 800 euro ad una massimo di 7000 euro l'anno; in media 2500 euro annui. mpd/cam/alf

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Mioranza promuove il Sedico: <Bressan la sorpresa> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CALCIO Mioranza promuove il Sedico: «Bressan la sorpresa» Zitto zitto, magari senza gli exploit dell'altra neopromossa Plavis, il Sedico comincia a prendere confidenza con la Prima categoria. E dopo i primi bocconi amari, sono arrivati anche i punti. Adesso i sedicensi possono permettersi addirittura il lusso di non accontentarsi di un pareggio in trasferta.«Non possiamo essere contenti del pareggio che abbiamo ottenuto domenica con il Godega - commenta il presidente biancoceleste, Alessandro Mioranza - perché le cose si erano messe per noi in maniera assai più favorevole. Invece, alla fine portiamo a casa un solo punto a causa di un rigore subìto al 95', dopo che avevamo resistito per quasi un'intera frazione in inferiorità numerica. Sono stati espulsi, infatti, Pongan e Da Gioz. Poi, alla fine, come se non bastasse, per le proteste sul rigore, mentre rientrava negli spogliatoi, deve essere stato espulso anche Bettega, autore peraltro di una gran partita. Al di là di questo, dobbiamo mettere sul piatto della bilancia anche un palo e un'occasionissima sbagliata da Casanova. Insomma, il pareggio ci sta decisamente stretto».Se il direttore di gara non è stato particolarmente apprezzato dai biancocelesti, ancor meno lo è la burocrazia federale che impedisce ancora a Imerio Salvador di poter contare sull'apporto di un giocatore di estro come il brasiliano Frenky.«Il suo tesseramento completerebbe il nostro organico - spiega Mioranza -. Purtroppo non si finisce più di adempiere alle richieste federali. Proprio in questi giorni ci è giunta la richiesta di un supplemento di documentazione».Le cose migliori di questo avvio di stagione?«Finora la sorpresa più bella è quella di Bressan - spiega Mioranza - che lo scorso anno giocava con la nostra Under ma che si è conquistato un posto in quadra a suon di buone prestazioni. E naturalmente, importante è stato anche l'inserimento di Mezzacasa che però non può certo essere considerato una sorpresa. E peccato per quel mal di schiena con il quale deve combattere».Egidio Pasuch

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<Comune unico nell'Oltrepiave> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

I sindaci di Vigo e Lorenzago si dichiarano favorevoli all?ipotesi di accorpamento delle due realtà «Comune unico nell'Oltrepiave» Mazzucco: «Nel 2001 fummo vicini all?intesa». Tremonti: «Operazione nell?interesse di tutti» LorenzagoVigoI comuni italiani fanno sempre più fatica, le idee di accorpamento cominciano a diventare concrete. In provincia Longarone e Castellavazzo ne hanno già discusso. Il recente taglio dell'Ici ha svuotato le casse delle amministrazioni ed anche le nuove normative non sembrano aiutare sindaci e funzionari. Lungo l'Oltrepiave in Cadore sorgono sia Vigo che Lorenzago e già in passato l'unificazione pareva vicina. Antonio Mazzucco, primo cittadino di Vigo, commenta: «Mi sono espresso a favore di questa iniziativa appena entrai in carica, ancora nel 2001. Sarebbe un interesse per tutti e non solo a livello di euro, ma perchè questi comuni sono troppo piccoli per funzionare con le ridotte strutture che hanno a disposizione. Bisognerebbe creare servizi accessibili per tutte le persone, mettere insieme le nostre risorse e non chiudere uffici e sportelli, ma condividerli. Se per pagare una bolletta bisogna fare mille carte, se la burocrazia è arrivata a questo, bisogna trovare delle soluzioni. Il problema è che nessuno pensa a toglierci dalle difficoltà, non c'è l'interesse. Ora vogliono eliminare anche le Comunità Montane ma tutto ciò è assurdo». Se i comuni sono d'accordo per l'accorpamento, forse la gente del posto non la penserebbe allo stesso modo. «I cittadini non conoscono i rumori di fondo, vedono che in municipio ci sono tante persone e sono convinti che tutto vada bene, ma non sanno che per liquidare un semplice compenso siamo costretti a fare una marea di documenti, con una moltiplicazione di lavoro insostenibile. Anche per la centralina idroelettrica che abbiamo realizzato sono stati depositati oltre 400 documenti con una decina di pratiche. All'unione dei due comuni, Lorenzago e Vigo, sarei favorevolissimo e andammo vicini all'intesa già nel 2001 ma al momento di decidere la giunta di Lorenzago non fu d'accordo. Ora, visti anche i progetti simili affrontati in provincia, mi auguro che se ne possa discutere seriamente». Mario Tremonti, sindaco di Lorenzago, afferma: «Ho già detto pubblicamente che sarei disponibile ad un accorpamento unico di tutti i comuni del Cadore. Se per cominciare questo tipo di porgetto dovessimo unirci a Vigo non avrei nulla in contrario. Il fatto è che non dobbiamo aspettare che siano gli altri a cambiare le cose, ma dobbiamo noi avere il coraggio di farlo. Fui proprio io 25 anni fa l'unificatore delle comunità montane, quindi la proposta di accorpamento mi trova completamente d'accordo. Se la gente è d'accordo? Basta spiegare alle persone il perchè si giunge all'unificazione, bisogna far capire che rientra anche nei loro interessi, è una condivisione di risorse, un risparmio di energie e anche di soldi. Così facendo sarà più semplice per tutti capire e giungere davvero a qualcosa di concreto».Daniele Collavino

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<Non sappiamo quando li riavremo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Raffaele Zornitta spiega i problemi della burocrazia e i tempi lunghi per il rientro dei corpi «Non sappiamo quando li riavremo» (lm) «Non abbiamo ancora alcuna novità. Sappiamo solo che li hanno recuperati e che ora è necessario attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Purtroppo, la distanza e la differenza che esiste tra il nostro paese e la Tanzania rende tutto più difficile. Non sappiamo ancora quando potrà avvenire il rientro delle salme».Il fratello di Claudio Zornitta, Raffaele, non manca mai in queste ore di rispondere ai giornalisti, tenendoli informati su quanto sta accadendo in queste ore in Africa.La voce è rassegnata, spenta, ma le risposte arrivano sempre lucide e puntuali, ferme nel ricordo straordinario del fratello, persona che definisce semplicemente «squisita», al di là di un carattere che a volte appariva schivo.È troppo presto quindi per sapere quando le salme rientreranno dalla Tanzania dove si trovano ancora a disposizione delle autorità giudiziarie locali. Sono state composte nell'obitorio dell'ospedale della piccola cittadina di Moshi. L'ipotesi iniziale di un rientro entro tre giorni sembra sfumare. Manca solo il riconoscimento formale per mettere la parola fine ad una tragedia che, in queste ore, ha segnato profondamente due famiglie, quella di Zornitta, che lascia tre figlie (Carolina, 13 anni, Federica, 21 e Laura, 22) e quella della compagna Paola Santini, anche lei madre di due figli, Filippo 14 anni e Maria Chiara di 17.L'intera città ne parla. La morte della giovane coppia ha destato profondo cordoglio. Stavano assieme da circa tre anni, anche se continuavano a risiedere in abitazioni separate, lui nella villa in via Pedecastello 33, lei a Cavarzano.

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Il Cdq 3 respinge un'agevolazione sui parcheggi ... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Cdq 3 respinge un'agevolazione sui parcheggi ... Il Cdq 3 respingeun'agevolazionesui parcheggiCon somma meraviglia, il 31 ottobre il Consiglio di Quartiere n. 3 Est, quindi ha respinto la mozione da me presentata che chiedeva la stipula di una convenzione tra il Comune di Padova e gli imprenditori di Via Savelli Via Longhin nella zona di Padova1 per il prezzo agevolato del parcheggio ai propri dipendenti.La nota vicenda dei parcheggi a pagamento in Via Longhin Via Savelli dove non transitano i mezzi pubblici, è stata ignorata dal Presidente del Consiglio di Quartiere, il dessino Andrea Micalizzi e della maggioranza di sinistra che lo sostiene.La mozione auspicava l'intervento dell'Amministrazione comunale per stipulare una convenzione fra operatori economici della zona ed il Comune per il parcheggio delle auto di propri dipendenti ad un prezzo agevolato anziché 30 euro mensili. E' la dimostrazione più evidente del disinteresse ai problemi reali della gente da parte dell'attuale maggioranza che governa il Quartiere. L'assessore alla mobilità Ivo Rossi vedeva con favore la possibilità di tale convenzione con gli operatori economici di quella importante zona di Padova, priva del servizio di trasporto pubblico.Michele Russivice pres. Cdq 3gruppo consiliare di F.I.Piste ciclabili:Padova è al 15°posto non al primoIvo Rossi , assessore comunale padovano alla mobilità, dichiara alla stampa: Padova è diventata la capitale italiana della rete ciclabile. Invece, nella graduatoria dell'indice di ciclabilità 2007, Padova si trova al 15° posto, con 16,19 metri equivalenti di ciclabili ogni 100 abitanti. La prima città italiana ne ha quasi il doppio: 30,74 (Il Sole 24 Ore,13 ottobre 2008). Inoltre, molte ciclabili padovane sono insicure, strette: sono state ricavate sottraendo spazio al traffico motorizzato. Sovente, due semplici fasce pitturate sull'asfalto (gialla e bianca, eventualmente consumate e poco visibili) le separano dalla contigua circolazione veicolare, per cui i ciclisti rischiano d'essere travolti dai mezzi a motore. Nelle periferie, la percentuale di ciclabili sull'insieme delle strade è insignificante, poco più di nulla: sono pezzi isolati brevi o brevissimi che non formano alcun sistema continuo. Coloro che abitano in frazioni padovane sono privi di ciclabili radiali e ininterrotte, che conducano in centro (nonché di ciclabili concentriche continue). Alcuni tratti di percorsi ciclabili presentano un fondo con pericolosi dislivelli; se adiacenti a filari d'alberi possono risultare inutilizzabili, per effetto di radici che innalzano la pavimentazione, generano picchi alternati ad avvallamenti e, così, continui sussulti della bicicletta. Il ciclista che percorre le strade prive di piste ciclabili può rischiare la pelle: di fronte a casa mia, un dodicenne, travolto da un'auto, morì nello schianto; mia madre, investita da un'automobile, riportò politraumatismo e fratture, con invalidità permanente. Si aggiunga che le strade comunali riservate ai veicoli sono insufficienti, pericolose, spesso intasate e mal tenute: manto usurato, buche, dislivelli e segnaletica orizzontale consumata. I parcheggi centrali sono carenti.Gianfranco NìbaleIl dottor Faissempre deditoal lavoroEssere pazienti del dott. Gianfranco Fais vuol dire essere sicure della sua assistenza 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Lui c'è, c'è sempre e per tutte! Anche quando è in ferie. Questo è il Dott. Fais: un uomo burbero e di poche parole, un uomo dedito al fare più che al parlare, un uomo che i problemi li affronta e li risolve, un uomo che, seppur raggiunta l'età della pensione, ha ancora voglia di lavorare e tante cose da insegnare. Ecco chi hanno cacciato! Siamo solo delle mamme e della vicenda abbiamo capito poco. Un'unica cosa ci è chiara: lui come sempre, era al suo posto di lavoro, a svolgere il suo compito in sala parto, senza pensare alla burocrazia ma alla salute delle pazienti. Forse ha firmato un carta in meno o magari una in più, ma noi ci chiediamo se il compito dei medici sia salvare vite o essere dei bravi burocrati. Se, come pensiamo, la priorità è la salute della paziente, allora ci auguriamo che l'Azienda Ospedaliera possa rivedere la sua posizione e si possa adoperare per non perdere un uomo ed un medico così.Giulia Bisazza Persico, Stefania Michelazzo Zagnoni, Alessia Giacomin, Sara Marin, Nicoletta Schiavon, Chiara Sgaravatti, Marianna VallettiGli scandali-sanitàalla luce dopoparecchio tempoLeggo dello scandalo nell'Azienda Ospedaliera di Padova a Ginecologia. Il fatto è accaduto più di un anno fa. Anche in altre occasioni come le valvole killer o le ruberie dei ticket in ragioneria il malanno è venuto alla luce dopo parecchie tempo. Ma non c'è un direttore sanitario che dovrebbe sorvegliare su ciò senza attendere che altri glielo dimostrino? Quis custodit custodem?Paolo CoppolaAlbignasego

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Il casco per i baresi e i mutui per gli americani (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 59 ) » (7 votes, average: 4.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (5 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste, affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) » (8 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri (con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto, non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 47 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla "deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 57 ) » (9 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 141 ) » (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 84 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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Malattie rare: l'indagine, fino a 7 anni per diagnosi e 7 mila euro per cure (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Malattie rare: l'indagine, fino a 7 anni per diagnosi e 7 mila euro per cure ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SALUTE Roma, 11 nov. (Adnkronos Salute) - Un tortuoso percorso a ostacoli, fino alla diagnosi e per tutto l'iter della malattia: si attendono anche sette anni per arrivare a capire di cosa si soffre e si spendono fino a settemila euro l'anno per curarsi. E accedere alle cure innovative è quasi un miraggio. Sono alcuni dati emersi dal I Rapporto sulle malattie rare di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, stilato in collaborazione con le associazioni di pazienti, il Cergas Bocconi, la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) e in partnership con Celgene. L'indagine è stata presentata oggi a Roma. In Italia sono circa due milioni i malati rari e il 70% è rappresentato da bambini. Tra gli ostacoli più sentiti, il mancato riconoscimento dell'invalidità civile e la disparità di trattamento a seconda del luogo di residenza. Internet e le associazioni, poi, sostituiscono spesso la rete fra medici di famiglia e centri di riferimento, istituita con decreto ministeriale, nella raccolta delle informazioni fondamentali per diagnosticare, curare e gestire le patologie. La burocrazia - sottolinea il rapporto - è inoltre una zavorra nella vita di famiglie e pazienti con patologie rare e spesso costringe a mettere mano al portafoglio: troppo lunghe le procedure da attivare per accedere ad alcuni trattamenti o all'assistenza domiciliare; troppo ristrette le autorizzazioni per la mobilità sanitaria e l'accesso ai rimborsi a esse collegati, troppi i ritardi provocati dalle commissioni delle Asl. E per quanto riguarda i costi della malattie, le 25 associazioni interpellate per l'indagine segnalano come le spese per curarsi siano elevate: considerando in totale quanto si spende per farmaci, viaggi, riabilitazione, visite specialistiche, i costi per un paziente con malattia rara possono variare da un minimo di 800 euro a un massimo di 7.000 euro l'anno; in media, 2.500 euro annui. Più di un paziente su cinque considera infine insufficiente il numero di esami in esenzione e grave il mancato accesso a presidi, protesi e ausili. Per venire incontro alle esigenze dei pazienti, Cittadinanzattiva propone alcune soluzioni: 1. Ridurre le distorsioni del federalismo prevedendo all'interno dei Livelli essenziali d'assistenza (Lea) l'erogazione gratuita di farmaci innovativi, orfani, di fascia C, parafarmaci e prodotti alimentari per i pazienti con malattie rare. Le risorse devono essere finanziate da un Fondo ad hoc. 2. Assicurare la presa in carico del paziente: a tal fine occorre puntare sull'integrazione ospedale-territorio, garantire il coordinamento tra i vari Centri di riferimento e coinvolgere le associazioni di pazienti nella definizione dei percorsi diagnostici-terapeutici. 3. Aggiornare e integrare con cadenza annuale l'elenco delle patologie rare previsto dal Decreto ministeriale n.279 del 18 maggio 2001, riconoscendo anche a chi non rientra in tale elenco l'assistenza sanitaria e farmaceutica. 4. Garantire l'accesso ai benefici socio-economici: occorre unificare i procedimenti per il riconoscimento di invalidità civile e handicap e aggiornare il decreto 2 agosto 2007 per l'individuazione delle patologie escluse dalle visite di controllo. 5. Promuovere la ricerca, incrementando il fondo pubblico nel campo dei farmaci orfani e coordinando l'attività pubblica con quella privata.

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già in atto la stretta creditizia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Secondo la Cna «Già in atto la stretta creditizia» CAGLIARI. Un Fondo di garanzia per garantire il credito alle piccole e medie imprese. è una delle richieste avanzata dalla Confindustria al governo ma è anche la domanda che si ripete sempre più spesso da parte delle organizzazioni del mondo produttivo sardo alla Regione sia pure in termini un po' differenti: nell'isola, infatti, le organizzazioni del mondo produttivo puntano a un rafforzamento del ruolo dei rispettivi Consorzi fidi e per questo chiedono un aiuto da parte della Regione. Il menu di interventi sollecitato dagli imprenditori a livello nazionale dovrebbe servire a ribaltare la crisi con incentivi fiscali per favorire l'innovazione e l'ammodernamento degli impianti, maggiori investimenti su infrastrutture e opere pubbliche. Nell'isola le organizzazioni delle imprese come la Cna temono che possano esserci ripercussioni della crisi finanziaria in atto ai danni della già provata economia reale sarda. «A preoccupare è soprattutto la posizione finanziaria delle imprese minori», è la posizione espressa dalla Cna sarda, «che sono le più esposte e indebitate con il sistema bancario ma anche gli effetti di un già avvertito razionamento del credito». E proprio questi temi saranno affrontati domani a Cagliari in un convegno che metterà a confronto imprese e le maggiori banche che operano nell'isola. Il documento unitario di programmazione elaborato dalla giunta Soru dedica un capitolo ai sistemi produttivi: «Un modello di sviluppo coerente con le vocazioni territoriali», si legge nel documento, fondato sulla convenienza all'insediamento produttivo e sulla pratica competitiva d'impresa. Questo processo è accompagnato dagli interventi di politica attiva del lavoro per favorire una piena e migliore occupazione». Gli obiettivi della strategia stabiliti dalla Regione si riferiscono ai principali settori produttivi dell'economia sarda nonché all'internazionalizzazione del sistema produttivo e alle politiche attive del lavoro. Per quanto concerne l'industria, si tratterebbe, in sostanza, di favorire la crescita della competitività delle imprese attraverso servizi di qualità, infrastrutture, innovazione, maggiore efficienza della burocrazia e del sistema degli incentivi.

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alghero, piano di rilancio in tre mosse (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 50 - Sport Alghero, piano di rilancio in tre mosse Seconda divisione, le prime indicazioni di Cuccureddu alla società Novità per dirigenza, squadra e strutture Sostituito il preparatore ALGHERO. L'Alghero vuole risollevarsi e il presidente Corrado Sanna ci crede. L'arrivo di Antonello Cuccureddu ha senza dubbio dato una carica positiva a tutto l'ambiente e le sue parole al termine della gara contro l'Alessandria hanno dato coraggio per proseguire. Ovviamente, dall'alto della sua esperienza, Cuccureddu ha indicato al suo amico Corrado Sanna la strada ideale da percorrere. Un percorso suddiviso in diversi punti: società, squadra e struttura sportiva per disegnare il futuro giallorosso. Società: il nuovo massimo dirigente è stato chiaro sin dal primo giorno del suo insediamento parlando con gli altri soci: «bisogna organizzare tutto per bene perché tra i professionisti non si scherza - ha sempre detto Sanna - prima di tutto occorre chiarezza e una programmazione seria». Il tema società è quello più sentito e i dirigenti, proprio in questi giorni, si riuniranno per mettere nero su bianco. Insomma pare proprio che in casa Alghero si stia per dare la sterzata giusta. Squadra: considerata la prima esperienza tra i professionisti e il ripescaggio avvenuto a metà agosto, alcune scelte di mercato vanno capite per certi versi. La cosa fondamentale è che questo è stato recepito e si sta cercando di porre rimedio. Tra l'altro non servirà proprio una rivoluzione. Secondo il neo consulente tecnico del presidente, anche se di fatto mister Mauro Giorico lo ha sempre detto, la squadra necessita di almeno due-tre nuovi innesti. Uno per reparto. Intanto è atteso per queste ore il transfer del centrocampista argentino Leandro Sartor. Entro gennaio, con la riapertura delle liste, dovrebbero arrivare anche un difensore esterno e una punta. I nomi sul taccuino di Giorico e del ds Ledda sono diversi. Ovviamente, e qui dovranno intervenire i dirigenti, tutto è legato al budget. Intanto ieri è stato sostituito il preparatore atletico. Al posto di Alessandro Masotti c'è Gianni Madeddu. Struttura sportiva: per fare il salto di qualità, oltre all'assetto societario e alla squadra, bisogna curare meglio la struttura sportiva. Dalla segreteria dell'Alghero hanno fatto sapere che già a fine agosto e ai primi di settembre ci sono stati diversi contatti con gli uffici comunali preposti e tutte le richieste sono sui tavoli degli amministratori. La società si è mossa ma, chiaramente, può arrivare sino ad un certo limite dopodichè è competenza del Comune, il quale pare stia cercando di accelerare i tempi della burocrazia per poter realizzare entro gennaio la recinzione sul lato tribuna ospiti, la sala stampa e, soprattutto, la sala antidoping. Proprio domenica scorsa era presente il commissario della federazione che ha segnalato la grave inadeguatezza della struttura. Nicola Nieddu

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meno superburocrati, arriva il primo sì - antonella romano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Meno superburocrati, arriva il primo sì Ok in commissione al taglio dei dipartimenti. Nel 2010 nuova mappa degli assessorati Riforma delle deleghe anticipata di un anno su proposta del Pd e dell´Udc. Il Lavoro va con la Famiglia ANTONELLA ROMANO TAGLI ai dipartimenti, che da 39 saranno subito ridotti a 31, e tra un anno una mappa rinnovata degli assessorati. La commissione Affari istituzionali dà il via libera alla riforma della burocrazia, con l´astensione del Pd che chiedeva di ridurre a dieci il numero degli assessorati. La nuova distribuzione delle deleghe degli assessori, che resteranno dodici, partirà il 1? gennaio 2010, come richiesto da un emendamento targato Pd e controfirmato dall´Udc, e non più il 1? gennaio 2011. Una riforma che rivoluziona in chiave moderna competenze e responsabilità degli esponenti della giunta: la definizione delle attuali deleghe era ferma al 1962. Adesso il disegno di legge è pronto per affrontare il dibattito in aula. Ci sarà un nuovo assessorato all´Economia, uno alle Attività produttive che ingloba quello all´Industria. L´Agricoltura terrà dentro la Pesca, da sempre nell´orbita della Cooperazione. Ci sarà l´assessorato alla Famiglia, che accorpa il Lavoro. La formazione professionale finirà dentro la Pubblica istruzione. Ci sarà un nuovo assessorato delegato ai rapporti con l´Ars e un altro alle relazioni con l´Unione europea e con lo Stato. Tra gli assessorati destinati alla cura dimagrante c´è quello alla Presidenza, che accorperà i dipartimenti di Bruxelles, di Roma e altri extraregionali ma rinuncerà a un dirigente generale alla segreteria di giunta. Mentre gli attuali cinque dipartimenti alla Sanità saranno ridotti a due: «pianificazione strategica» e «attività sanitarie». L´assessorato alla Presidenza non opererà più con la delega del presidente della Regione ma avrà delega piena, come gli altri. è stato votato all´unanimità l´emendamento che anticipa la riforma. Voluto dal Pd, è stato controfirmato dagli esponenti dell´Udc in commissione, Rudy Maira e Salvatore Cordaro. «Se si tratta di una riforma vera, non può stare in stand-by per un lungo periodo ma si deve applicare - dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd - Ci batteremo in aula per eliminare quelli inutili come il dipartimento per l´ufficio di Bruxelles o la sovrintendenza di Palazzo d´Orleans. Complessivamente anche i dipartimenti tra un anno diventeranno 24, quasi la metà di adesso». Novità anche sulla riduzione delle "poltrone d´oro", i posti di sottogoverno nelle società a partecipazione regionale assegnati in genere per premiare i fedelissimi dei politici e risarcire i trombati alle elezioni. Con un emendamento del Pd approvato in commissione, la Regione adesso non potrà indicare più di tre componenti nei consigli d´amministrazione di enti e società partecipate. «In questo modo si riduce il numero di poltrone di sottogoverno che troppe volte servono solo ad accontentare esclusi o amici eccellenti», aggiunge Cracolici. Limitazione che viaggia di pari passo con la proposta di riduzione a 12 delle 26 spa regionali, guidate da un esercito di 90 amministratori, che a luglio il ragioniere Enzo Emanuele ha predisposto e portato in giunta. E lì giace.

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multe, è caos sui ricorsi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca. Sotto accusa la burocrazia, Equitalia: «Se non ci arriva la sentenza non possiamo fare nulla» Multe, è caos sui ricorsi Anche chi li ha vinti rischia di vedersi bloccata l'auto LUCCA. Fioccano le proteste dei cittadini che hanno vinto i ricorsi contro le multe, o che hanno ricevuto la sospensione della cartella in attesa della sentenza del giudice di pace. A molti di loro infatti sono arrivati ugualmente gli avvisi di fermo amministrativo dell'automobile. Senza contare che l'Agenzia delle Entrate blocca il versamento dei crediti d'imposta, perché li considera contribuenti morosi e quindi non meritevoli di ricevere i rimborsi delle dichiarazioni dei redditi. Il meccanismo di annullamento della cartella esattoriale è in effetti piuttosto macchinoso. La pratica deve partire dal giudice di pace che ha accolto il ricorso, passare dalla polizia municipale e quindi arrivare ad Equitalia, che è l'agenzia di riscossione per il comune di Lucca. E a volte i documenti si perdono nei meandri della burocrazia. TUCCINI in Lucca I SEGUE A PAGINA 1

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multe, vinto il ricorso? tolta l'auto lo stesso (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

di Matteo Tuccini Multe, vinto il ricorso? tolta l'auto lo stesso Aumentano i casi in cui la sentenza non arriva a Equitalia per l'annullamento La soluzione è portare tutti i documenti all'agenzia di Guamo LUCCA. Brutta bestia, la burocrazia. Specialmente quando il cittadino ha fatto valere le sue ragioni, e gli deve essere riconosciuto un diritto. Capita, infatti, che un contribuente vinca il ricorso contro una cartella esattoriale di 98 euro, che Equitalia gli aveva spedito nonostante avesse pagato entro i 60 giorni canonici una multa da 35 euro. Ebbene, quello stesso cittadino si vede recapitare a casa, a dispetto della sentenza del giudice di pace, una notifica di avvio di fermo amministrativo da parte dello stesso agente di riscossione. Non solo. L'Agenzia delle Entrate gli comunica che non può essere rimborsato dei crediti di imposta: ben 780 euro relativi alla dichiarazione dei redditi del 2004, che non gli spettano in quanto "moroso". A quel punto il cittadino si ribella. E si domanda furioso: che cosa è successo tra la sentenza a me favorevole e l'inevitabile sgravio della mia posizione, che dovrebbe essere comunicato immediatamente a Equitalia? Nella mente del cittadino semplice, infatti, un ricorso vinto significa non dover pagare più nulla. E invece no. La burocrazia chiede il fatidico "documento". Che nel caso del nostro contribuente equivale a due carte: la sentenza favorevole del giudice e la copia della cartella esattoriale "incriminata". E che non sempre arriva a destinazione. Spesso, infatti, i documenti si perdono nel percorso. E questo accade sia per i ricorsi vinti, sia per semplici sospensioni in attesa della sentenza, come si legge nella protesta pubblicata sul Tirreno di ieri. Tra l'altro le carte non sempre fanno lo stesso tragitto. Come spiega la stessa Equitalia, «se il ricorso è istruito contro l'ente impositore, cioè il Comune, è competenza dello stesso ente comunicarci tempestivamente il provvedimento di sospensione o di discarico a favore del contribuente». Quindi se la multa è ingiusta sono i vigili urbani che devono avvertire Equitalia della cancellazione del debito. «Ogni tanto può succedere che ci sia qualche ritardo, e ce ne scusiamo - dicono dalla polizia municipale - ma da qualche tempo c'è un problema con l'ufficio del giudice di pace. In pratica non ci spedisce più la cartella annullata, che serve all'esattore come ennesima forma di controllo». Se invece il ricorso è contro la stessa Equitalia, il giudice deve spedire direttamente all'esattore tutta la documentazione necessaria. E in quel caso, assicurano dalla sede di Guamo, «provvediamo subito ad annullare la cartella». Insomma, a conti fatti è il solito labirinto dentro al quale il contribuente spende giorni di lavoro e fatica per avere ragione, e proprio quando il tunnel sembra aprirsi alla luce, ecco l'amara sorpresa. Perciò, meglio tutelarsi: quando arriva una sospensione della cartella o una vittoria su un ricorso, il cittadino porti tutto ad Equitalia. Così nessuno avrà più scuse. (Ha collaborato Giampiero Della Nina)

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QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai stato un rapport... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA PRATO pag. 12 QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai stato un rapport... QUELLO TRA LA televisione e la Valle del Bisenzio non è mai stato un rapporto facile. I disservizi degli anni ?80 sono ormai acqua passata sotto i ponti, compresi i vari ponti radio che si sono succeduti sulle colline da Vaiano fino a Montepiano, ma anche nel nuovo secolo non mancano i problemi, attenuati solo in parte dall?arrivo delle parabole. La zona ad avere meno problemi è quella del fondo valle, per ovvie ragioni morfologiche del territorio, ma non sono ancora del tutto risolti i problemi in aree tipo La Tignamica, dove chi ha voluto vedere i programmi della Rai si è dovuto installare un ripetitore auto-gestito, non senza problemi con la burocrazia ed i controlli. Non va molto meglio neppure qualche chilometro più a nord, tra Usella e Carmignanello, dove da tempo è in funzione un ripetitore pagato dai residenti, unico mezzo per vedere Rai 2 e Rai 3, mentre il primo canale della televisione di Stato si vede in modo accettabile. Un problema che riguarda centinaia di famiglie e che la Rai, nonostante l?interessamento del sindaco Ilaria Bugetti, continua a ignorare. Il comitato che gestisce il ripetitore ha difficoltà sempre maggiori, sia perché i costi sono notevoli sia perché aumenta il numero di coloro che si dotano di una parabola satellitare visto che, pagare per pagare, preferiscono investire sulle loro case. Così il ripetitore di Poggio Cotone rischia di non poter proseguire l?attività per i costi di manutenzione e dell?energia elettrica nonostante l?appoggio dell?amministrazione comunale: «E? importante sostenere questi cittadini che si sono messi al servizio della comunità ? ha sottolineato il sindaco Bugetti ? perchè grazie al loro impegno si tutela la garanzia del servizio pubblico. Bisogna tenere acceso il ripetitore». Anche l?ipotesi di non pagare il canone in massa rimane nel cassetto, a meno di iniziative private, visto che il canone è in realtà una tassa sul possesso del televisore e non sulla ricezione dei canali Rai. Poi c?è la parte dell?alta valle, dove a volte anche le parabole fanno fatica a trovare il segnale tra boschi e montagne: il sindaco di Vernio Cecconi, nel 2005, fu costretto a contattare la Rai per segnalare il disservizio a Terrigoli, Sant?Ippolito e San Quirico, dove per qualche giorno sparirono le tre reti pubbliche. Allora tutto si risolse con il passaggio dei ripetitori da analogici a digitali, ma non sono rari i casi in cui la tv fa saltare l?appuntamento con film e partite. Matteo Grazzini

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Scuola, via al nuovo piano tra accorpamenti e scorpori (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scuola, via al nuovo piano tra accorpamenti e scorpori la riforma Plessi uniti sotto i 500 studenti, divisi sopra i 900. Minoranza contraria Genova. Prima la riforma della scuola secondo il ministro Gelmini, ora il piano di dimensionamento della rete scolastica ligure. Mentre nelle piazze non si è ancora spento l'eco degli slogan contro il ministro della pubblica istruzione, la Regione Liguria ieri ha approvato il piano proposto dall'assessore Massimiliano Costa. Contrario il centrodestra. Addirittura sulle barricate dell'ostruzionismo (un'ora di relazione di minoranza) il capogruppo di Alleanza nazionale Gianni Plinio che per smontare il piano regionale ha utilizzato niente meno che le osservazioni di Nicolò Scialfa, preside, presidente provinciale dell'Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, ex esponente di spicco di Unione a sinistra e fresco responsabile nazionale per la scuola per Idv. In pillole il provvedimento procede alla riorganizzazione della scuola prevedendo che gli istituti abbiano fra i 500 e i 900 alunni. Per gli istituti di dimensioni inferiori, è previsto l'accorpamento, per quelli di dimensioni maggiori lo scorporo. Sono state previste deroghe per le scuole dei comuni montani e per quelle a carattere speciale come gli istituti professionali d'arte. Sono una novantina in tutta la Liguria gli istituti interessati da modifiche. Per il vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla pubblica istruzione Massimiliano Costa il dimensionamento della rete scolastica serve «a stabilizzare e rafforzare le scuole della Liguria per i prossimi anni, mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal Ministro Gelmini. L'impegno è di «non chiudere alcun plesso nemmeno quelli piccoli dell'entroterra e ovunque di mantenere il servizio agli studenti e alle famiglie, ma anche di rafforzare le scuole deboli e di salvaguardare gli istituti secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità regionale». Con il piano aumenta il numero degli istituti comprensivi (scuole materne, elementari e medie insieme) che secondo l'assessore «garantiscono continuità didattica ed educativa». «Questo è un provvedimento politico, mirato, che decide gli accorpamenti e gli smembramenti delle scuole sulla base di criteri politici, sacrificando quelle ricadenti in zone di centro destra a favore di quelle a maggioranza di centrosinistra»è l'attacco di Plinio che avrebbe voluto veder rinviata la discussione. Ad esempio viene portata la Bertani-Ruffini, scuola di Castelletto «penalizzata per la sopravvivenza di istituti della Valbisagno». Luigi Morgillo (FI) ha accusato la giunta di aver usato solo la logica della burocrazia e dei numeri. Caso emblematico, secondo lui, la perdita di autonomia dell'istituto Nautico "Nazario Sauro" della Spezia: «Il collega toscano di Massimiliano Costa ha concesso l'autonomia all'Istituto Nautico di Livorno, già collegato con quello di Viareggio». Se tutti gli emendamenti dell'opposizione sono stati respinti, il consiglio ha comunque approvato un ordine del giorno di Matteo Marcenaro (Moderati per il Pdl) per agevolare e garantire l' autonomia del nuovo Istituto Comprensivo di Albisola Marina, compresi finanziamenti destinati alle strutture. E un secondo ordine del giorno proposto da Luigi Cola (Pd) e sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi per «estendere al territorio ligure l'abbonamento a basso costo per gli studenti che intendono usufruire dell' integrazione fra mezzo pubblico su gomma e treno». Contro il piano anche gli insegnanti, presenti in delegazione in consiglio regionale: «Hanno un bel dire che questo piano preserva i posti di lavoro, ma solo quelli del personale di ruolo. Dei precari non si interessa nessuno»è la conclusione di Patrizia Poselli, responsabile scuola di Rifondazione comunista Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it 12/11/2008 ' 12/11/2008 definita la nuova reteIstituti al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini massimiliano costavicepresidente della Regione 12/11/2008

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tempi lunghi per l'abbasanta-olbia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Atteso il Via: presa di posizione del consigliere provinciale dell'Udc Luigi Carta Tempi lunghi per l'Abbasanta-Olbia BONO. «La burocrazia rallenta lo sviluppo». Con queste parole il consigliere provinciale dell'Udc Luigi Carta prende posizione intorno alla questione della strada Abbasanta-Olbia. L'intervento è motivato dall'amara constatazione che il sospirato documento di valutazione di impatto ambientale dell'arteria non è ancora stato approntato dalle autorità preposte. Un ritardo che, a detta di Carta, è dovuto alle lungaggini prodotte dal passaggio di consegne dalla Provincia Olbia-Tempio a quella di Sassari, e che prosegue ora proprio con la lentezza della redazione della detta valutazione. «è strano - continua Carta - che in una strada progettata da almeno trent'anni ci si renda conto solo ora che per andare avanti ci sia bisogno di ulteriori documenti». Una situazione a suo dire paradossale, «se si pensa - spiega - che lo sviluppo del nostro territorio non può prescindere dalla possibilità di avere collegamenti sicuri e celeri con le zone costiere, in modo tale che la crisi lavorativa che attanaglia il Goceano venga perlomeno mitigata». Un ritardo intollerabile, per Carta, soprattutto se lo si paragona alla celerità con cui procede il completamento della Sassari-Olbia. «Se un'arteria - continua Carta -, seppure essenziale, come quella viene terminata in un anno circa, abbreviando o annullando tutte le normali procedure, perché ciò non può accadere per le nostre strade? Ci sono due pesi e due misure o è semplice opportunità? O solo addirittura inefficienza amministrativa? Ai tecnici la risposta». (bm)

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di MASSIMO SAMPAOLESI La malasorte della palazzina ex foresteria. A sostenerlo, in estrema si... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 12 Novembre 2008 Chiudi di MASSIMO SAMPAOLESI La malasorte della palazzina ex foresteria. A sostenerlo, in estrema sintesi, è l'associazione Italia nostra che, di fatto, lamenta il mancato interesse nei confronti di quel luogo: «Non sono passati molti anni - fanno sapere dall'associazione - da quando l'amministrazione comunale acquistò la palazzina in corso Tacito, sede per un secolo della Foresteria dalla Società Terni. Ospitò dirigenti, ministri, personaggi illustri. Era una zona riservatissima, chiusa alla città e ai cittadini "normali", sede del vero potere economico a Terni per un secolo». E fin qui la storia. Ma a sentire Italia nostra, lentamente sarebbe iniziato il declino: «Sono tracorsi circa dieci anni - affermano ancora - Da quando venne ripulita, realizzata una fontana con al centro la famosa statua in bronzo di Aurelio De Felice "L'adolescente", piantate essenze pregiate, illumnata con paline in stile ripesttoso dell'architettura dell'edificio. Tra l'altro avrebbe dovuto ospitare il cuore pulsanmte dell'università ternana. Eppure, ancora ospita parte della burocrazia comunale, la statua è emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto ed i cancelli sono chiusi la sera perché l'illuminazione non ha avuto manutenzione». Insomma, a sentire Italia nostra, la questione sembra aver creato una vera e propria disillusione nella cittadinanza: «Vorremmo sapere - chiude daniele Pica, presidente dell'associazione - perché l'amministrazione comunale ha deciso, di fatto, di trascurare un luogo di così grande importanza»

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L'esposto ai vigili urbani è già partito. Per denunciare la pericolosità degli a... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 12 Novembre 2008 Chiudi L'esposto ai vigili urbani è già partito. Per denunciare la pericolosità degli attraversamenti a raso che insistono nel tratto di strada che collega Pontebari alla frazione di San Venanzo ed in particolare quello ricavato recentemente per immettersi sulla pista ciclabile del Maroggia. «In questo tratto - denuncia Silvestro Campana - ve ne sono quattro e non sono assolutamente conformi a quanto prescrive il codice della strada». Ma il rischio maggiore, secondo l'esposto, lo corrono i pedoni che attraversano il ponte sul Tessino senza nessuna protezione . «Che fine ha fatto il progetto della passerella pedonale che doveva attraversare anche questo ponte?». Il progetto doveva seguire di pari passo la realizzazione della pista ciclabile ed essere appaltato dalla Bonifica. Ma, dopo tre anni di attesa, non si vede la fine del tunnel della burocrazia.

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Mazzucconi: certa politica gioca sulla pelle delle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mazzucconi: certa politica gioca sulla pelle delle imprese L'amministratore delle Fonderie dopo l'annuncio della chiusura «Purtroppo la burocrazia italiana non sostiene lo sviluppo aziendale» I casi della vita, a volte, vanno al di là di quanto ciascuno di noi potrebbe immaginare. Per esempio: per vent'anni un'impresa getta le basi per la definizione di un piano di sviluppo sul territorio che da sempre l'ha vista protagonista, fin dalla sua costituzione, incontrando da più parti ostacoli e opposizioni. Poi, al termine di questo lungo iter «politico-burocratico», giunge il via libera al piano di sviluppo. Peccato però che l'ok giunga proprio nel bel mezzo di una bufera economico-congiunturale di proporzione mondiale e pur in presenza di questo «ok», la scelta obbligata per l'imprenditore sia quella di dover trasferire una delle attività produttive più significative lontano, in un'altra regione: con buona pace di 140 posti di lavoro (sui 189 attualmente occupati) che, di fatto, rischiano di svanire come neve al sole. «A volte, purtroppo, la politica gioca sulla pelle delle imprese: ciò che si vorrebbe fare per contribuire a costruire un benessere socio-economico del territorio viene osteggiato dalla forte burocrazia presente in Italia e che impedisce risposte veloci a necessità impellenti. Ma incontra anche una disaffezione complessiva del territorio (inteso come politici e società civile) a strutture produttive che spesso a torto, vengono disegnate come "cattive protagoniste" della realtà locale». È l'amaro sfogo di Michele Mazzucconi, amministratore delegato delle Fonderie Mario Mazzucconi, il giorno dopo l'annuncio fatto al sindacato di dover chiudere l'attività di fonderia a Ponte San Pietro trasferendo le stesse attività alla società controllata Tekal in provincia di Chieti. Una scelta dettata dal cambiamento complessivo del mercato automobilistico che, sotto la scure della crisi economica, ha contratto notevolmente le vendite di automobili, inducendo il principale cliente, Fiat, a ridurre i volumi di ordini sulle testate di motore diesel prodotte da Mazzucconi, privilegiando l'altro fornitore, Teksid che, nel frattempo, è stato riacquistato dal gruppo che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo. «Certo, se per la nuova fabbrica che volevamo realizzare a Locate non si fosse dovuto aspettare più di vent'anni...» si è lasciato scappare Mazzucconi lunedì sera, proprio dopo l'annuncio degli esuberi al sindacato. Una frase che lascia presumere molto di quali scenari diversi sarebbero potuti evidenziarsi nel caso in cui la fabbrica in frazione Locate (che ha avuto il vai libera alla realizzazione dall'amministrazione comunale di Ponte San Pietro solo poche settimane fa) invece che ancora sulla carta, fosse stata già realizzata e operativa. Magari lo spostamento di attività da Ponte a Chieti, sarebbe corso sulla direttrice inversa. «In Abruzzo oggi abbiamo spazi e livelli di layout operativo che a Ponte, nella storica sede, non abbiamo e non possiamo permetterci» ha ribadito ancora ieri Mazzucconi. D'altra parte, analizza Mazzucconi, «in Abruzzo noi contiamo 160 lavoratori: siamo un'impresa significativa per il territorio». In Bergamasca le Fonderie Mazzucconi contano «189 lavoratori a Ponte e altrettanti ad Ambivere: siamo una delle tante imprese». Non vanno oltre le parole dell'imprenditore bergamasco: ma si capisce bene il messaggio che sta tra le righe. A Chieti l'impresa viene valorizzata: da noi l'industria manifatturiera viene vista quasi come un fastidioso vicino. «L'iter per la nuova impresa è durata più di vent'anni? Nel frattempo maggioranze e minoranze si sono alternate al governo del territorio: ognuno di loro diceva la sua. Il problema è che nel segno dell'alternanza, cambiando posizione in giunta, a volte anche le posizioni sulla nuova fabbrica si ribaltavano diametralmente: una volta bene, subito dopo male». Nonostante l'impegno che, dice Mazzucconi, «come impresa ci siamo sempre presi verso il territorio: abbiamo investito massicciamente sull'ambiente e siamo stati la prima fonderia in Italia ad essere certificata su questo fronte. Mai avuto, poi, alcun rilievo dalle autorità competenti sul tema inquinamento, nonostante molti andassero in giro a vociferare falsamente». Ora la difficile scelta di spostare la fonderia a Chieti: e il nuovo polo industriale a Locate? «Resta una delle nostre priorità: stiamo investendo e continueremo ad investire. L'auspicio è che il mercato possa riprendersi al più presto. Noi siamo legati al nostro territorio: non abbiamo mai voluto intraprendere la via della delocalizzazione e continueremo su questo registro. Oggi siamo costretti a prendere la decisione del trasferimento dell'attività di fonderia perché all'emergenza congiunturale dobbiamo dare risposte veloci e certe». I tempi di reazione, un'impresa, per continuare ad esistere deve sapere mantenerli bassi: una scelta che anche il territorio, oggi più che mai, deve cominciare ad allenarsi a fare. Paolo Perucchini

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Il Gop cerca un leader la Palin pensa al 2012 <Se Dio lo vorrà> (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Gop cerca un leader la Palin pensa al 2012 «Se Dio lo vorrà» Repubblicani. Il Ticket in Tv: McCain allo show di Jay Leno, Sarah alla Fox News. Nel partito si apre la guerra tra Riformisti e Tradizionalisti. Oggi a Miami la prima tappa della rinascita. di Maria Teresa Cometto New York. Nel giorno di tributo nazionale ai veterani di guerra, il vecchio combattente John McCain ha dato il suo addio mesto alle ambizioni di conquistare la Casa Bianca apparendo in tv, per la prima volta dopo la sua sconfitta: per farlo ha scelto lo show "leggero" di Jay Leno, dove ieri sera l'amarezza per la batosta elettorale è stata addolcita da una buona dose di humour e autoironia. Di tutt'altro tono era stata l'uscita, 24 ore prima, della sua vice Sarah Palin intervistata da FoxNews, l'unico canale all news di orientamento conservatore. Arrabbiata e combattiva nel respingere le voci diffuse nei giorni scorsi da anonimi assistenti di McCain sui suoi eccessi nel fare shopping a spese della campagna repubblicana e sulla sua ignoranza in materia di esteri - voci su cui McCain non era intervenuto per difenderla -, la governatrice dell'Alaska ha chiarito di non essere affatto impaurita dagli attacchi nei suoi confronti e di essere anzi pronta a correre di nuovo per la massima carica, se Dio lo vuole. «Metto la mia vita nelle mani del mio creatore - ha detto Palin -. Dico ok, Dio, se c'è una porta aperta per me da qualche parte, non farmela perdere. Se c'è una porta aperta nel 2012 o quattro anni dopo, mi farò largo attraverso quella porta». Come un vero pitbull che, ferito in combattimento, si eccita ancor di più, la Palin è ben determinata quindi a restare sulla scena politica nazionale. Sarà infatti presente alla convention dell'Associazione dei governatori Repubblicani (Rga) che inizia oggi a Miami e si conclude venerdì: il primo importante appuntamento pubblico per discutere il futuro del partito pesantemente sconfitto anche alla Camera e al Senato e individuare le strategie per le prossime elezioni di rinnovo parziale del parlamento nel 2010 e soprattutto per le presidenziali del 2012. Proprio dalle file dei governatori giovani e popolari nei loro Stati può emergere un nuovo leader del Grand Old Party, sperano i conservatori. Secondo il capo della campagna di McCain Steve Schmidt e il crociato anti-tasse Grover Norquist, il candidato ideale per la rinascita del Gop e la sfida del 2012 è il 37enne governatore della Louisiana Bobby Jindal, figlio di immigrati indiani, cattolico, educato a Oxford, ex consulente McKinsey ed ex deputato a Washington. Altri emergenti che possono aspirare alla nomination per il 2012, oltre alla Palin, sono il 47enne Tim Pawlenty e il governatore della Florida Charlie Christ, 52 anni, che - spiega il giornale online Politico.com - ha conquistato consensi fra gli afro-americani durante la sua campagna nel 2006 e crede fortemente nella necessità di rendere il Gop più inclusivo. Il che potrebbe farne la bandiera dei Riformisti che, secondo il commentatore del New York Times David Brooks, sono in guerra con i Tradizionalisti per determinare in quale direzione deve andare il movimento conservatore. I Tradizionalisti credono che il Gop ha perso perché ha tradito i suoi ideali autentici e quindi deve tornare al vecchio credo "meno burocrazia pubblica, meno tasse, meno immigrati"; i secondi pensano che gli ideali vanno aggiornati alle nuove sensibilità degli americani, tendendo conto dell'ansia della classe media per l'economia, rivolgendosi di più a ispanici, indipendenti e giovani e smettendo di insultare gli intellettuali. Un vecchio campione dei Tradizionalisti che, secondo il commentatore conservatore Robert Novack, ha ancora l'energia e la voglia di guidare il partito alla rivincita è Newt Gingrich, 65 anni, capo della maggioranza alla Camera nel '95-'98. C'e chi spera faccia il bis della campagna nel '94 quando, due anni dopo la vittoria di Bill Clinton alla Casa Bianca e dei Democratici sia alla Camera sia al Senato, con il suo "Contratto con l'America" riuscì a riconquistare entrambi i rami del parlamento. Novack ha rivelato che Gingrich sogna la presidenza dal '95. 12/11/2008

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La burocrazia rincara le tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-11-12 - pag: 35 autore: Competitività. In Italia per PricewaterhouseCoopers la complessità del sistema aggrava l'alto prelievo La burocrazia rincara le tasse La ricerca sui sistemi di 181 Paesi ribadisce l'anomalia dell'Irap Marco Bellinazzo MILANO Italia terra di tasse, balzellie burocrazia nemica delle imprese. La fotografia, non certo a tinte rosee per quanto riguarda la capacità della Penisola di attrarre investimenti dall'estero, è stata scattata nell'indagine «Paying Taxes 2009» realizzata da PricewaterhouseCoopers, Banca mondiale e Ifc, sulla base del report «Doing Business 2009» che ha analizzato le caratteristiche dei sistemi tributari di 181 Paesi. La performance italiana Non solo il total tax rates, ovvero l'incidenza del carico fiscale e previdenziale sui profitti, colloca l'Italia all'ultimo posto nella graduatoria della Ue e al 166esimo nel mondo, con una pressione complessiva tra tasse sul reddito societario, imposte sul lavoro e altre forme di prelievo che erode il 73% degli utili. Ma la complessità del sistema tributario nazionale impone alle aziende altri costi impliciti, se possibile ancora più salati in termini di competitività: l'Italia infatti è 128esima nella speciale classifica della «semplicità degli adempimenti fiscali e contributivi» e 133esima in quella del «tempo necessario a gestirli». La ricerca ha individuato in Italia 15 distinti adempimenti per soddisfare i quali sono mediamente impiegate 334 ore all'anno. Dal focus emerge, in ogni caso, come il livello delle imposte italiane sul reddito prodotto dalle società sia sostanzialmente in linea con quello dei principali Paesi europei. E altrettanto può dirsi rispetto al numero di versamenti effettuati nel corso dell'anno. Quello che fa peggiorare il modello fiscale tricolore è l'Irap che rappresenta un'imposta anomala a livello internazionale e pesa sul total tax rate italiano fino all'8 per cento. «Per l'Irap – spiega Fabrizio Acerbis partner di PricewaterhouseCoopers –l'effetto della (quasi) totale indeducibilità del costo del lavoro evidenzia come uno dei punti critici del sistema fiscale italiano sia rappresentato dal rapporto datore- dipendente. Occorre osservare poi come gli interventi legislativi volti alla riduzione del cuneo fiscale sono stati solo parzialmente recepiti per l'anno oggetto di analisi e che l'incidenza di tale imposta sul totale dovrebbe ridursi in futuro». A far precipitare il ranking dell'Italia, nonostante gli sforzi d'innovazione compiuti negli ultimi anni, sono le peculiarità del carico fiscale relativo ai rapporti di lavoro dipendente e agli adempimenti chiesti ai datori. Così, se è vero che l'aliquota nominale delle imposte sui redditi societari (Ires e Irap) è inferiore al 40%, a causa dell'indeducibilità del costo del lavoro e di oneri di altra natura come gli interessi passivi, l'aliquota effettiva oltrepassa il 50%, superando quelle applicate nei Paesi del G8 e nelle economie emergenti (Cina, Brasile e India). I Paesi più «ospitali» Nell'Unione europea i leader per la semplicità dei versamenti fiscali sono Irlanda, Danimarca e Lussemburgo. A parte l'Italia, solo Polonia e Romania hanno sistemi più complessi. Tra i Paesi del G8, spiccano Regno Unito, Canada, Usa e Francia, con la Russia fanalino di coda. Gli Stati con il total tax rates più basso sono: Vanuatu (8,4%), Maldive (9%), Qatar (11,3%), Kuwait (14,4%),Emirati arabi (14,4%),Arabia Saudita ( 14,5%), Bahrain (15%), Zambia (16,1%), Botswana (17,1%) e Lesotho (18%). Il numero medio delle imposte dovute da una società-tipo invece varia da un'area geografi-ca all'altra: si va da una media di poco più di 8 nel Sud-est asiatico fino a 12 nei Paesi in più forte crescita (Brasile, Russia, Indiae Cina). Anche nelle singole aree si rilevano forti differenze: per esempio, nella Ue il numero delle imposte varia dalle 5 della Svezia alle 16 dell'Austria. I cambiamenti in atto Il report sottolinea, inoltre, alcuni tratti comuni dell'evoluzione in atto nei sistemi fiscali dei Paesi più sviluppati (Italia compresa). In primo luogo, il fatto che in diversi Paesi la strada della semplificazione sia stata percorsa attraverso la telematizzazione dei pagamenti e degli adempimenti in genere e la convergenza delle scadenze. In secondo luogo, la diffusa tendenza alla riduzione delle aliquote. Anche in questo senso, la riduzione dell'Ires al 27,5% e dell'Irap al 3,9 in Italia si dimostra in linea con quanto intrapreso da diversi altri Stati, «sebbene il contestuale allargamento della base imponibile potrebbe compensare in tutto o in parte tale riduzione». Anche l'Italia, infine, prevede disposizioni per favorire Pmi e investimenti in ricerca e sviluppo. «Tuttavia – avverte il rapporto – nella maggior parte dei casi tali agevolazioni si risolvono in semplificazioni minime o, come nel caso della ricerca e sviluppo, di agevolazioni di importo non significativo ». www.ilsole24ore.com Il report «Paying Taxes 2009» e le classifiche complete LE TENDENZE NEL MONDO Il rapporto sottolinea che la semplificazione passa per i pagamenti in via telematica e la riduzione delle aliquote

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Forse venerdì rientrano le salme (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

La tragedia in Tanzania. Nel frattempo uno dei superstiti fornisce altri dettagli del dramma Forse venerdì rientrano le salme La Farnesina l'ha comunicato ai famigliari di Claudio e Paola IL CASO BELLUNO. Si apre uno spiraglio nelle maglie della burocrazia internazionale per affrettare il rientro dalla Tanzania delle salme del dentista bellunese Claudio Zornitta e della sua compagna Paola Santini. I funzionari della Farnesina che stanno seguendo la vicenda hanno telefonato ieri al fratello del professionista bellunese, Raffaele Zornitta, facendogli sapere che è probabile che venerdì le salme rientrino in Italia con un volo che atterrerà in giornata a Malpensa. Ciò significa che i funerali potrebbero tenersi già per l'inizio della prossima settimana. «Chiaramente - spiega il fratello del dentista morto sabato in un incidente aereo sul Kilimangiaro - è solo una previsione. Sono indiscrezioni da prendere con le pinze: me l'hanno rimarcato gli stessi funzionari del ministero degli Esteri. La situazione in casa è naturalmente difficile. Ma le figlie di Claudio stanno reagendo: sono forti e riusciranno a superare questo tragico momento». Intanto a Bolzano i superstiti della tragica spedizione in Tanzania tengono a precisare che non c'è stata alcun'imprudenza da parte di nessuno. «L'aereo - spiega Fabrizio Centomo - era di una società italiana seria e pure il pilota aveva esperienza. Cosa sia successo lo stabiliranno le autorità tanzaniane dopo aver analizzato gli strumenti di bordo dei relitti del Cessna schiantatosi sul Kilimangiaro». Due persone perfettamente affiatate e molto ben integrate col resto del gruppo. è questo il ritratto che Centomo fa di Claudio e Paola. «Claudio lo conoscevo da vent'anni - racconta - da quando iniziò a collaborare con lo studio dentistico di Tamiazzo. Paola, invece, l'ho conosciuta in Tanzania. Due ottime persone e soprattutto di compagnia. Sabato ci eravamo alzati all'alba, verso le 6, per un Safari. Volevamo vedere alcuni animali come il leone. Alle 8 siamo rientrati ed abbiamo fatto colazione. Il volo per Nairobi era previsto alle 10.30 e così si è deciso di fare un giro sul Kilimangiaro. Di tempo ce n'era e si voleva filmare dall'alto la montagna anche perché era una giornata splendida e serena. Invece è successa la tragedia. Col passare del tempo abbiamo capito che non c'era più nulla da fare. Ora cercheremo di portare avanti i progetti che Tamiazzo aveva in mente di fare in Africa».

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PESCARA - Giovani, belli e democristiani. Sono le caratteristiche che accomunano tre dei cinque cand... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 12 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO TROIANO PESCARA - Giovani, belli e democristiani. Sono le caratteristiche che accomunano tre dei cinque candidati alla carica di governatore che, ieri mattina nella Sala dei marmi della Provincia di Pescara, hanno incontrato le associazioni degli artigiani. Rodolfo De Laurentiis, Gianni Chiodi e Carlo Costantini hanno, con qualche distinguo, ricette simile per affrontare i problemi abruzzesi. De Laurentiis è l'originale democristiano, quello doc: snocciola dati e cifre e mostra la preparazione di chi ha studiato il "dossier Abruzzo" nei minimi particolari. Nessuna sorpresa, dunque, quando, parla delle sue idee per far risalire la china alla disastrata regione. Esordio dedicato, non poteva essere diversamente, alla legge quadro sull'artigianato che aspetta di essere approvata da dodici anni. «Gli artigiani producono il 13% della ricchezza regionale -cita l'esponente Udc candidato alla presidenza della Regione- con il 17% degli occupati eppure subisce, come gli altri abruzzesi la pressione dell'Irap al 5,25% mentre nelle Marche è del 3,75%. C'è un gap da recuperare. Dunque, immediata approvazione della legge quadro e razionalizzazione dei consorzi fidi per favorire l'accesso al credito e all'innovazione». Carlo Costantini, candidato per il centrosinistra, invece, propone di «premiare il capitale umano e far conoscere i prodotti più significativi anche in chiave di promozione turistica». Per Gianni Chiodi, candidato del Pdl, «oltre alla nuova legge, bisogna fronteggiare la crisi internazionale con il potenziamento dei consorzi fidi e istituire una scuola per i vecchi mestieri che rischiano di andare persi». A ravvivare la mattinata ha pensato Teodoro Buontempo, candidato governatore per La Destra che non era stato invitato dalle organizzazione degli artigiani, così come Ilaria Del Biondo, in corsa con il Partito comunista dei lavoratori. Buontempo, che aveva appena finito di presentare le sue liste pescaresi all'hotel Duca d'Aosta, a due passi dalla Provincia, si è presentato nella Sala dei Marmi, ha salutato il terzetto di candidati, i relatori e poi, rivolgendosi al pubblico si è presentato. «Sono Teodoro Buontempo, candidato governatore per La Destra e non sono stato invitato. Manca anche un altro candidato e mi auguro che la prossima volta questi episodi non si verifichino più». Imbarazzo palpabile tra i direttori di Cna, Confartigianato, Claai e Casartigiani che avevano organizzato il dibattito mentre Chiodi invitava Buontempo a rimanere ma il deputato del partito di Storace rispondeva con un garbato e determinato «no, grazie, parteciperò quando e se sarò invitato». Il dibattito è poi scivolato sui tagli ai costi della politica, con Costantini pronto a tagliare pensioni ai consiglieri regionali, chiudere carrozzoni e fare un'unica azienda sanitaria regionale. Chiodi propone di investire di più sull'assistebnza domiciliare mentre De Laurentiis sostiene l'aziendalizzazione degli ospedali, ognuno dei quali deve avere «una propria mission con relativo budget visto che i debiti della sanità sono pari al 25% delle entrate libere della regione e le spese extraospedaliere rappresentano il 54%». Capitolo portaborse. E' Costantini a sollevare il problema dicendo «che dal 14 luglio il Consiglio regionale è fuori controllo, ecco perché è stata approvata una norma simile». Chiodi ribatte dicendo che «è scandaloso che il provvedimento sia stato portato in Consiglio». E i poveri artigiani che hanno organizzato l'incontro? Tempi duri certo, ma chiunque vincerà «organizzerà un'unica agenzia dove far confluire i fondi in modo che si dia un taglio alla burocrazia e ci sia una gestione chiara e trasparente».

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Camorra, la proposta di An: <Appalti solo in Prefettura> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-11-12 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Criminalità Il disegno di legge presentato dal deputato Mario Landolfi Camorra, la proposta di An: «Appalti solo in Prefettura» Misura obbligatoria per i Comuni sciolti per le infiltrazioni Il disegno di legge si compone di un solo articolo e vuole smantellare l'intreccio fra malavita organizzata e burocrazia CASERTA — è una proposta di legge composta da un solo articolo, che mira a modificare un aspetto sostanziale del vigente Codice degli appalti. Obiettivo, far sì che «i Comuni e le Province sciolte a seguito di infiltrazioni e condizionamenti malavitosi acquisiscano lavori, servizi e forniture previo ricorso a centrale di committenza individuata nella Prefettura competente per territorio». Artefice dell'iniziativa, è il parlamentare di An Mario Landolfi. «Negli ultimi anni — spiega Landolfi — l'evoluzione della normativa anticorruzione sugli appalti pubblici si è caratterizzata per l'introduzione di una serie di disposizioni tendenti a prevenire, controllare e sanzionare le illecite interferenze. E in tal senso, molto efficace è lo strumento introdotto dalla legge della cosiddetta "centrale di committenza". La mia proposta sancirebbe per gli enti sciolti a seguito di infiltrazioni malavitose, l'obbligo di affidare alle Prefetture, quale centrale di committenza, le funzioni per l'espletamento di gare d'appalto per tutti i lavori, i servizi e le forniture. Anche perché, com'è ben noto, con l'introduzione della Bassanini la burocrazia ha assunto un ruolo sempre più centrale all'interno degli enti locali. Ai dirigenti compete la responsabilità esclusiva su tutti gli atti che impegnano le amministrazioni verso l'esterno, tra cui le gare d'appalto e il rilascio delle concessioni edilizie o delle autorizzazioni amministrative. Per di più, mentre i politici cambiano, la burocrazia costituisce la vera espressione della continuità, finendo per diventare l'interlocutore privilegiato della criminalità organizzata. E quando si ravvisano gli estremi dell'infiltrazione malavitosa, si sciolgono le amministrazioni, ma i dirigenti rimangono al loro posto e continuano a gestire appalti e concessioni ». è proprio questo l'intento fondamentale del disegno di legge: spezzare gli intrecci e le collusioni tra la burocrazia e le organizzazioni criminali. «Già nel 1993 — sottolinea il coordinatore regionale di An — la Commissione antimafia aveva individuato negli appalti pubblici, nel personale e nell'abusivismo edilizio i tre principali veicoli di inquinamento malavitoso dell'attività amministrativa di Comuni e Province. Da allora, però, gli interventi legislativi sono stati sporadici e poco mirati. Sono passati quasi 20 anni dall'introduzione della norma che prevede il commissariamento degli enti locali a seguito di infiltrazioni o condizionamento malavitosi. E in questo lasso di tempo, ci sono Comuni del Sud che sono stati sciolti anche due o tre volte: ma i dirigenti sono quasi sempre rimasti al loro posto. Eppure gli appalti pubblici sono per le cosche un settore altamente appetibile, al pari del traffico degli stupefacenti, del racket della prostituzione », Landolfi ricorda di aver presentato proposte analoghe su tali aspetti anche nella XII, XIII e XIV legislatura: tutte senza esito. «Ma sono sicuro — dice — che stavolta potrà crearsi l'afflato giusto per trasformare l'iniziativa in legge». Pietro Falco Gli esponenti di An Gennaro Coronella (a sinistra) con Mario Landolfi Manifestazione Gli operai dell'Ixfin mentre ieri mattina bloccano il casello autostradale di Caserta Sud

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In frenata il business dei fiori (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-11-12 - pag: 5 autore: Florovivaismo. Spesa in calo e forte concorrenza dei Paesi extra Ue sono i problemi del comparto In frenata il business dei fiori Oltre 1.700 imprese valgono il 10% della produzione agricola Nicoletta Canazza Non è tutto rose e fiori nel florovivaismo veneto. Crisi dei consumi e globalizzazione invece si fanno sentire. A Nord-Est (ma i dati comprendono anche l'Emilia-Romagna) la spesa in fiori, piante e verde è scesa del 6% nel primo semestre 2008 (fonte Ismea Ac Nielsen), in controtendenza rispetto all'aumento del 7% registrato a livello nazionale. Oltre al trend negativo, preoccupa gli operatori veneti soprattutto la differenza di condizioni rispetto ai colleghi stranieri, che possono contare su incentivi alla produzione, sgravi sui costi del riscaldamento delle serre e facilitazioni fiscali; pesa anche un sistema normativo rigido che,pur all'avanguardia in Italia - il Veneto è l'unica regione ad aver istituito un albo professionale per le imprese florvivaistiche (Legge regionale 19/99) - si traduce in un eccesso di controlli e burocrazia per le aziende. Il tutto mentre crescono le importazioni di produzioni florvivaistiche da Paesi extra-Ue dove la manodopera è concorrenziale, ma è consentito l'utilizzo di fitofarmaci non permessi in Europa. «Condizioni - sottolinea Francesco Bet, presidente di Florveneto e di Florasì, il consorzio nazionale di produzione che riunisce 19 associazioni del settore- che si traducono in concorrenza e in maggiori oneri per aziende, le nostre, all'avanguardia in innovazione, ricerca e formazione. Occorre tutelare la sopravvivenza delle imprese venete per il valore che rappresentano in termini di occupazione, sviluppo economico, ma soprattutto per la qualità delle produzioni, uniche al mondo». Oggi il comparto florovivaistico regionale vale il 10% del Plv (Produzione lorda vendibile) dell'agricoltura veneta.Comprende oltre 1.700 imprese (che variano da una struttura familiare fino a oltre cento addetti) per una superficie di 1.900 ettari (di cui 1.730 per vivaismo ornamen-tale), 15mila occupati diretti oltre ad altri 6-7mila nell'indotto. Diverse le specializzazioni: piantine per orto, piante ornamentali da interno ed esterno, realizzazione di aree verdi e giardini, vivai. Secondo i dati di Veneto Agricoltura, che monitora il comparto per la Regione, oltre l'80% delle aziende si occupa di vivaismo ornamentale; di queste, il 52% lo fa in modo specializzato. Stesso discorso per le aziende che svolgono attività di vivaismo viticolo (3%) o altre attività vivaistiche. Meno specializzate si rivelano le aziende che si occupano di vivaismo orticolo (31%), frutticolo (15%) e forestale (5%). La produzione veneta si svolge per il 75% all'aperto, per il 12% in serre condizionate e il 3% in serre fredde; il 10% è vasetteria-ombreria. Circa il 68% della produzione regionale si concentra nel triangolo Venezia, Treviso, Padova. Una realtà che pone il Veneto tra le prime cinque regioni produttrici in Italia. «La concorrenza è agguerrita è usa strumenti molto forti dice Massimo Fontana, presidente dell'associazione Florovivaisti veronesi - ma abbiamo aziende innovative che competono ai massimi livelli, nonostante gli alti oneri di coltivazione, specie per l'energia, che gravano sui costi generali». L'associazione Florvivaisti veronesi sta concludendo l'iter per l'accreditamento presso la Regione di un Centro servizi a tutela degli operatori. Florveneto invece ha in programma due seminari (il 13 e 21 novembre al Centro direzionale di Veneto Banca a Montebelluna) su agroenergie e innovazioni tecnologiche. SPECIALIZZAZIONE Circa l'80% delle aziende si occupa di vivaismo ornamentale all'aperto mentre il 12% produce in serre condizionate LE PROVINCE Il 68% dell'attività si concentra tra Venezia, Treviso e Padova. A Verona partirà un centro servizi per la tutela dei consumatori

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CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a scuola, in ufficio, in nego... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

24 ORE FIRENZE pag. 13 CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a scuola, in ufficio, in nego... CENTINAIA di pendolari, ieri mattina, sono arrivati a scuola, in ufficio, in negozio, nei laboratori e nelle fabbriche con due ore di ritardo sull?orario di tutti i giorni. Sono quelli che arrivano a Firenze prendendo il treno sulla linea che viene da Pisa. Il motivo? Un guasto su uno scambio, nella zona di San Miniato, intorno alle 6,30 del mattino. Per ripararlo ci sono volute appunto due ore: fino alle 8,30. Di conseguenza, tutti i treni in circolazione sulla tratta ? che attraversa Empoli, Signa e Lastra a Signa ? hanno avuto ritardi paurosi o sono stati addirittura sopressi. Conseguenze? Alcuni pendolari sono rimasti lì, al freddo, ad aspettare, per quasi due ore. Ma quello non è stato l?unico disagio. Il fastidio meno tollerabile è arrivato più tardi, al momento di entrare in classe o di timbrare il cartellino. Come accade in casi del genere, studenti e lavoratori hanno dovuto giustificare l?entrata in ritardo a professori, capufficio, gestori delle botteghe o capiofficina. Qualcuno ha capito al volo la situazione, qualcunaltro ha preteso una certificazione del ritardo dalle Ferrovie. Che in situazioni del genere dovrebbero attrezzarsi per rilasciare un attestato del ritardo senza complicare ulteriormente la vita ai pendolari, attraverso una tortuosa burocrazia per avere l?annotazione.

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a rischio le aziende che lavorano per gaia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

di Donatella Francesconi «A rischio le aziende che lavorano per Gaia» Da Mariani e Pellegrinotti (Pd) un appello alle banche: quelle ditte non riscuotono pagamenti da mesi Ieri la ricapitalizzazione dell'azienda in consiglio comunale: oltre 3 milioni reperiti con un ulteriore mutuo a 20 anni VIAREGGIO. «Da molti mesi le aziende che hanno lavorato o lavorano per conto di Gaia non riscuotono i compensi dovuti per i lavori realizzati. E per molte di queste aziende la situazione è divenuta drammatica». Alla vigilia della ricapitalizzazione dell'azienda idrica da parte dei Comuni che ne sono soci, questo l'allarme lanciato da Raffaella Mariani, onorevole del Partito democratico e Ardelio Pellegrinotti, consigliere regionale dello stesso partito. I quali chiedono l'intervento di Ato 1 e del suo presidente «affinché si adoperi per un'iniziativa nei confronti delle banche». Le stesse banche alle quali si presenterà Gaia una volta ricapitalizzata: «Ma i tempi per concretizzare l'operazione sono lunghi - prosegue la nota dei due esponenti del Pd - e temiamo che alcune imprese in difficoltà non ce la facciano a sopravvivere». Alle banche Mariani e Pellegrinotti chiedono «di rendersi disponibili per dare ossigeno alle aziende interessate. L'importante è intervenire subito, consentendo respiro alle ditte interessate per il tempo sufficiente a far sì che Gaia, con l'aumento di capitale, faccia fronte ai debiti contratti». Un messaggio chiaro sugli indirizzi da prendere a ricapitalizzazione avvenuta (venerdì l'assemblea dei Comuni soci deciderà l'aumento di capitale) dai due politici che aggiungono: «Gaia è in grave difficoltà, i motivi sono tanti e una riflessione va fatta sulla gestione attuale dei servizi pubblici». Ieri sera la questione della ricapitalizzazione (18 milioni di euro dei quali poco più di 3 li metterà Viareggio) è approdata in consiglio comunale. A sollecitare l'intervento, oltre al bilancio 2007 della stessa società idrica e l'allegata relazione dei revisori dei conti, anche il Piano economico e finanziario approvato il 23 giugno di quest'anno dall'assemblea consortile dell'Ambito territoriale ottimale numero 1 "Toscana Nord". L'aumento di capitale - si legge nella delibera portata in votazione ieri sera - «sarà finanziato con il ricorso all'indebitamento in quanto non risultano disponibili altre risorse». Dunque, «gli oneri derivanti dall'operazione in oggetto devono essere previsti nel bilancio pluriennale ed in quelli successivi per tutta la durata dell'ammortamento del prestito prevedibile in vent'anni». Tradotto dal linguaggio della burocrazia e del diritto amministrativo, altro non significa che Viareggio, come gli altri Comuni soci di Gaia, si accolla un ulteriore debito per mandare avanti un'azienda idrica appena diventata interamente pubblica, i cui revisori dei conti segnalano come in gravi difficoltà economiche e gestionali. Con 123 milioni di euro di debiti complessivi, 12 dei quali da riscuotere per bollette non pagate dagli utenti. Con questo scenario, sarebbe interessante capire quale futuro hanno in mente i vertici della società dell'acqua per il dopo ricapitalizzazione.

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) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il risp... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 9 ) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il risp... VENTO Molte le foglie cadute ) BUROCRAZIA La macchina comunale è funzionale CON TUTTO il rispetto per Angelo Satanassi e riconoscendo sempre il suo spirito costruttivo,tengo a smentire che «la macchina comunale sia invadente, autoritaria e farraginosa». E? chiaro che tutto è migliorabile e perfettibile, ma certamente la nostra struttura non nasce dall?anno zero. Abbiamo in questi anni, come Giunta su mia proposta, varato una riforma alla struttura organizzativa del Comune, accorpato servizi omogenei, riducendo così dirigenti e abbattendo quindi i costi. Le aree che racchiudono funzioni e competenze all?interno dell?organizzazione amministrativa sono fondamentali in tutti i Comuni, al fine di assicurare l?unitarietà dell?azione comunale, necessaria per garantire un elevato standard di servizio ai cittadini. Il direttore generale in questo senso non è la panacea di tutti i mali, anzi noi questo costo derivato non lo abbiamo, visto anche il periodo ?di vacche magre?. Per quanto riguarda la meritocrazia e la formazione abbiamo già adottato un sistema di valutazione oggettivo e la collaborazione con l?Università. Vorrei infine ricordare che le norme non vengono varate dall?amministrazione comunale e che sono proprio queste ultime, a volte inadeguate, a creare intoppi e lungaggini. In riferimento poi alla nomina diretta degli assessori, occorre precisare che tale possibilità è prevista dalla normativa vigente. Il sindaco quindi ha una doppia opportunità: può scegliere uomini della sua squadra tra consiglieri eletti e non. Tiziano Marchi, assessore al personale del Comune ) SCUOLA Forlì, un esempio da imitare LA BELLA novità delle primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd ha, in diverse occasioni, distolto l?attenzione dai risultati conseguiti da tutta la città grazie all?amministrazione guidata da Nadia Masini. I settori in cui sono stati riportati risultati positivi sono diversi. Forlì si è caratterizzata per aver messo al centro, in primo luogo, le politiche sulla scuola: lo testimoniano gli ingenti investimenti per la messa a norma e l?ampliamento delle scuole materne ed elementari di via Ugo la Malfa, dei quartieri Romiti, Carpinello, Roncadello e San Martino in Strada, nonché delle scuole Melozzo e Manzoni. Di pari passo la nuova realizzazione del nido ?Piccolo Giallo? del Ronco, la pianificazione del convenzionamento con diversi nidi privati e l?apertura del nuovo nido del Foro Boario consentiranno alla nostra città di superare il già lusinghiero dato attuale del 76,1% di risposta di posti nido rispetto alle richieste inoltrate. Giulio Marabini, consigliere comunale Pd ) PRIMARIE 1 Rinnovamento o riciclaggio? EVVVIVA. Con uno splendido colpo di teatro i sostenitori di Balzani diventano ?Obama boys?. Roba da non credere. Che fantastica mistificazione. E? noto che Buffadini, Galassi, Bielli sono dei novellini della politica forlivese e che negli anni queste personalità hanno rappresentanto gli analiti di rinnovamento della società. Ritorniamo alla realtà. Siamo di fronte a pezzi di sistema politico che cercano un posto al sole. meglio allora che questi signori in futuro abbiano più tempo libero. Obama li avrebbe ?conditi? da un pezzo. Margherita Fabbri ) PRIMARIE 2 Università, servono proposte concrete SONO uno studente universitario fuorisede. Ho partecipato all?incontro promosso da Balzani al Diagonal e con franchezza devo manifestare la mia delusione per l?esito della discussione. Balzani ha individuato le manchevolezze del governo con argomenti molto generali. E? mancata un?analisi adeguata della realtà locale e non ho sentito una proposta credibile sul rapporto università-impresa-territorio a Forlì. La buona e nuova politica non può non basarsi sul confronto di merito, sulle cose da fare. Pietro Bevilacqua ) AMBIENTE Hera, foglie spazzate e cassonetti puliti RISPETTO alle affermazioni contenute nella lettera ?Hera spazza le foglie solo dopo una settimana?, Hera Forlì-Cesena desidera precisare che per quanto riguarda la pulizia delle strade, la pulizia nella via Valzania avviene regolarmente due volte a settimana, come stabilito dall?affidamento Ato e in accordo con l?amministrazione comunale. Data la tipologia di alberi presenti, è ovvio che in situazioni di maltempo e in giornate particolarmente ventose, soprattutto nel periodo autunnale, si può riscontrare una presenza di foglie già poche ore dopo l?intervento di pulizia programmato. Per quanto riguarda invece il lavaggio dei cassonetti, informiamo che l?ultimo intervento è stato effettuato il 18 settembre; mentre il 2 ottobre è stato effettuato il trattamento con gli enzimi. Secondo quanto previsto dal piano d?Ambito, che prevede un intervento di lavaggio ogni 2 mesi nel periodo invernale e uno al mese in estate, il prossimo lavaggio è programmato per il 19 novembre. Hera desidera infine ricordare che per segnalazioni ed informazioni, ci si può rivolgere direttamente al numero verde gratuito 800.999500 per le chiamate da rete fissa. Ufficio stampa Hera Image: 20081112/foto/3661.jpg

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Bossi-Fini da cambiare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

«Bossi-Fini da cambiare» Ieri convegno su agricoltura e immigrati SAN GIORGIO Incontro promosso dalla Cia SAN GIORGIO. Il ricorso ai lavoratori immigrati è diventata un'opportunità essenziale per le imprese agricole mantovane, al fine di continuare a competere sul mercato e rispondere alla carenza cronica di manodopera italiana. Il dato è emerso ieri mattina nel convegno dal titolo: «Con le imprese agricole mantovane e le persone immigrate; tra paure, bisogni di lavoro ed attese di futuro», promosso dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Mantova (Cia), tenutosi a Corte Costa Vecchia a Ghisiolo. L'iniziativa mirava a gettare le basi per governare adeguatamente il fenomeno, favorendo l'integrazione ed evitando l'irregolarità, scongiurando il ripetersi di tragedie come quella accaduta l'estate scorsa a Viadana, all'extracomunitario irregolare lasciato morire nei campi per un colpo di sole. La presidente Elisabetta Poloni ha ammesso che non è stato facile toccare simili problematiche. «Un'azienda agricola deve essere condotta bene anche nei rapporti di lavoro - ha dichiarato -. Bisogna cominciare a discutere di questi argomenti per risolvere i problemi in modo serio, sereno, evitando di parlarne soltanto quando si manifesta l'emergenza». Il direttore del patronato Inac Cia di Mantova, Claudio Superchi, ha sottolineato che 10 anni fa gli stranieri regolari impiegati in agricoltura nella provincia mantovana erano 476, passando agli attuali 2.800, di cui 300 di provenienza bulgara o rumena. «Gli immigrati stranieri fissi in agricoltura sono quasi esclusivamente indiani e lavorano nelle stalle», ha ribadito. Si è poi soffermato «sull'inadeguatezza» della Bossi-Fini, asserendo che andrebbe riformata. Da più parti è emersa l'urgenza di avere Decreti di flussi più veloci, «spesso utilizzati come sanatorie», diminuire i tempi d'attesa per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, regolarizzare e non punire gli immigrati e le aziende che occupano «già oggi irregolari». Pietro Locatelli, rappresentante di Cgil, Cisl e Uil, ha avanzato l'istanza di istituire un tavolo di osservazione permanente sul lavoro nero. «La politica è latitante perché esistono tabù ideologici», ha osservato il consigliere regionale Antonio Viotto. Edi Scaini, vice segretario provinciale della Lega, suscitando perplessità in sala, ha asserito che il Carroccio non si è mai ritirato su determinate questioni. «La Bossi-Fini non fa acqua da tutte le parti, può essere migliorata - ha detto -. Dialoghiamo senza guardare il colore della camicia. Un po' di burocrazia per venire a lavorare in Italia la possono anche subire». Claudia Merlino responsabile della Cia nazionale Lavoro, ha proposto di demandare ai Comuni il rinnovo dei permessi di soggiorno, allentare il vincolo lavoro-permesso soggiorno, diversificare i canali di ingresso. Graziella Scavazza

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LA NOSTRA SALUTE. (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA NOSTRA SALUTE LA NOSTRA SALUTE Ma quante difficoltà per i diabetici Ho letto recentemente sul vostro quotidiano della sede diabetici, a Mantova. Una sede, a dir poco, non idonea e non aggiungo altro. Istintivamente mi sono chiesta se le persone conoscono tutti gli altri disagi che i pazienti - proprio pazienti - affetti da tale patologia incontrano più o meno quotidianamente. Dove? Per esempio nelle scuole, se si incappa in docenti umanamente poco dotati o nel mondo del lavoro dove si nicchia per l'assunzione appunto di queste persone. Allora mi è sorto il dubbio se il diabetivco debba dichiarare la propria malattia o piuttosto non debba nasconderla per evitare pesanti mortificazioni. Non parliamo poi della patente! Dell'ansia di costoro per il rilascio patente o il rinnovo patente. E allora mi sono domandata: 1) in tutte le regioni e province italiane dal nord al sud, ci si attiene alle medesime regole e normative? 2) Le commissioni atte al rilascio o rinnovo patente non dovrebbero spostarsi nelle varie sedi Asl della provincia, invece di restare comodamente nella sede provinciale? 3) Tutti conoscono la documentazione costosa che occorre per il rinnovo della patente? Rinnovo che viene concesso 1-2-3 o 5 anni, dipende dal medico o dalla commissione che incontra il diabetico. 4) Se si è valutato tutto il tempo che occorre per raccogliere detta documentazione, chiedendo per esempio vari permessi di lavoro ecc. 5) Se non si debba assolutamente tenere in debito conto della dichiarazione del diabetologo-endocrinologo presso il quale il diabetico è in cura! Tutto questo viene richiesto a chi fa parte dell'anonima alcolisti o di chi fa uso di droghe più o meno leggere? A proposito leggiamo la lettera sulla Gazzetta dell'8/11 pagina 35: «Guida ubriaco. Chi lo ferma?» Allora cerchiamo di snellire tutta questa burocrazia. I diabetici sono persone con un problema comunque sempre controllato: non mi sembra giusto debbano incontrare ostacoli in più nel loro percorso di vita. Se tutti i diabetici d'Italia (si parla di circa 8.000 dichiarati) dovessero formare un partito..., dove riuscirebbero ad arrivare? Carla Denevi VERDI E FEDERALISTI No allo sbarramento per le Europee I vertici mantovani del Partito Federalista Europeo e dei Verdi si sono incontrati per confrontare le proprie posizioni sulla situazione politica e hanno riscontrato ancora una volta un'ampia convergenza, in particolare riguardo alla costruzione di un'Europa intesa come federazione di popoli e regioni. In particolare hanno affrontato il tema delle prossime elezioni Europee, per le quali, per la prima volta da quando sono state istituite, si prospetta l'istituzione in Italia di una soglia di sbarramento che precluderebbe ai partiti minori la possiblità d'avere una propria rappresentanza, e persino l'eliminazione del voto di preferenza, che lascerebbe solo alle segreterie di partito la decisione su chi eleggere e chi no. Quei meccanismi sono la negazione del principio di democrazia ed esprimono solamente la volontà delle segreterie di qualche partito di eliminare ogni forma di «concorrenza», una volontà che in questo caso non può nemmeno essere mascherata dalla scusa di ricercare meccanismi che favoriscano la stabilità. Si sacrifica così, per interessi di bottega, la facoltà dei cittadini di manifestare in modo libero e variegato il loro orientamento, precludendo in particolare la possibilità di costituirsi di formazioni nuove e di coalizioni a respiro veramente europeo. Auspichiamo che tutte le persone dotate di onestà intellettuale, siano nell'opposizione o nella maggioranza, rifiutino il loro asenso a questo progetto che finirebbe per togliere ancor più ai cittadini il desiderio di prendere parte alle consultazioni. Mario Pavesi Verdi Gastone Negrini Pietro Aleotti Partito Federalista Europeo OBAMA Nella capanna dello zio Tom La storia ha deciso che nella capanna dello zio Tom attuale ci vada un inquilino erede della vera capanna dello zio Tom. La capanna attuale è di colore bianco però è stata costruita con il lavoro di sangue nero che a quel tempo non era considerato uguale (forse neanche adesso) al sangue bianco. Il sangue nero era il sangue degli schiavi che venivano comperati e venduti come qualsiasi bestia da lavoro, venivano maltrattati e frustati e i bianchi avevano su di loro poteri di vita e di morte. Sono certo che il giovane zio Tom si ricorda delle sue umili origini e usi un metro che sia uguale per tutti i cittadini indipendentemente dal colore del sangue, consolidando così nel suo grande Paese una democrazia che alla base abbia il senso delle vera Pace. Senatore Compagnoni VILLIMPENTA Nassiriya Onore ai caduti Nella triste occasione del quinto anniversario della strage di Nassiriya, il direttivo del circolo F. Concaro di An di Villimpenta, assieme a tutti gli iscritti e ai simpatizzanti, vuole ancora stringersi vicino ai famigliari dei caduti di quella terribile ed assurda strage. A tutti loro va il nostro commosso e sincero abbraccio. Gianpaolo Giacomini Presidente circolo F. Concaro An - Villimpenta BAGNOLO Cosa fa il Comune per la Polisportiva In riferimento alla lettera dell'8/11 a firma del PD di Bagnolo la giunta comunale vuole chiarire alcuni aspetti della situazione della Polisportiva Bagnolese. L'impressione è che si cerchi di strumentalizzare la situazione della Polisportiva imputandone la colpa all'attuale Amministrazione: invitiamo pertanto - non sappiamo quali esponenti del Pd di Bagnolo (sarebbe più trasparente firmare le proprie dichiarazioni) - a informarsi correttamente sia in merito ai bilanci che alle quote. L'aumento delle quote per il 2008 è di circa il 20-25% (comunque che le stesse sono le più basse dei Comuni vicini): dovrebbe permettere il pareggio del bilancio dell'anno in corso e non sicuramente il risanamento del passivo che si protrae da alcuni anni. In ogni caso i costi reali sostenuti dalle famiglie risultano pari a quelli dello scorso anno, poiché la quota sarà fiscalmente detraibile. Circa la sensibilità dell'Amministrazione nei riguardi della Polisportiva per il bilancio 2007, ricordiamo lo stanziamento straordinario di 14.000 euro dello scorso anno, (che avrebbe dovuto permettere il pareggio di bilancio) oltre al contributo ordinario di 25.000 euro e al pagamento di tutte le spese di gestione di 4 impianti di calcio e una palestra. Ricordiamo anche l'ottenimento di sponsorizzazioni da parte del sindaco Penna per ulteriori 7.500 euro. Si segnala una negligenza da parte della vecchia dirigenza della Polisportiva che non ha incassato circa 30 quote e non ha fatto rispettare un contratto di sponsorizzazione. L'attuale Amministrazione ha sempre avuto ben presente e a cuore la situazione della Polisportiva e dello sport in generale, tanto che dal 2005 organizza corsi di nuoto per tutta la popolazione scolastica. Dispiace vedere come una sana attività sportiva debba essere politicamente strumentalizzata e confidiamo che il sistema utilizzato finora dello «spendi che comunque qualcuno pagherà» sia tramontato. La Giunta Comunale di Bagnolo San Vito SULLE STRADE Limiti di velocità Cosa dice il Codice Voglio rispondere alla lettera apparsa qualche tempo fa con titolo «Il limite di 50km è troppo basso» con riferimento al tratto dopo Borgo Angeli, zona Quattroventi. In effetti non esiste il limite di 50km/h: è una strada ex statale ora provinciale extraurbana secondaria la cui velocità massima consentita in base al Codice della strada è di 90Km/h che con particolari approvazioni da parte della Provincia può diventare 70 Km/h ma deve esserci relativa segnaletica. Su tutta questa ex SS10 da Borgo Angeli in poi sino a Castellucchio non esiste nessun «centro abitato» poiché non sussistendo i requisiti richiesti dall'art. 3 com 8 del C.d.S, quindi non esiste il diritto per il Comune di Curtatone di impiantare, come sta facendo, i cartelli a fondo bianco, con scritte nere indicanti il nome del Comune, i 50km/h; inoltre l'art 12 del C.d.S. dice che la Polizia Municipale non può svolgere mansioni di Polizia Stradale sulle Strade Statali, Regionali, Provinciali. Anche dalla maggior parete dei giudici di Pace vengono riconosciute favorevolmente, annullando i verbali, senza comunque condannare il Comune a un risarcimento dovuto almeno per la perdita di tempo al povero cittadino che deve ricorrere. Poiché questo «eccesso di zelo» non viene sanzionato, anzi pare venga protetto, o comunque è tollerato dalla Provincia e dalla Prefettura, continueremo a vedere cartelli di limite o di centri abitati tra i campi. E' è molto interessante accedere con internet, tramite qualsiasi motore di ricerca, a «Ministero dei Lavori Pubblici - circolare del 29 dicembre 1997 nº 6709» e trarre le considerazioni. Lucio Bottesini

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Parcheggi, i 1500 posti per il 2011 (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA AREZZO pag. 5 Parcheggi, i 1500 posti per il 2011 E? ufficiale: le prime due aree debuttano venerdì in consiglio comunale MECENATE E OSPEDALE AI BLOCCHI DI PARTENZA PARCHEGGI Nuove aree di sosta in arrivo: sotto a sinistra l?assessore Banchetti di ALBERTO PIERINI Q UALCUNO già lo chiama Luna Park. Giostre? No, un parcheggio lunare. Lassù la Nasa non ha mai avuto problemi di sosta, le astronavi l?hanno sempre trovata vuota.. E così, dicono i nemici, succederà anche in via Mecenate. Lì, nell?area ex Zuccherificio, utile a indorare la pillola da mandare giù. Ma intanto quel parcheggio prende corpo. Come avevamo anticipato qualche giorno fa, venerdì muoverà i primi passettini in consiglio comunale. Li muoverà a braccetto dell?Atam, che ha definito il suo piano di investimenti. E sulle prime pagine ci ha scritto via Mecenate e Ospedale. Due strutture prefabbricate. BENINTESO, da non confondere con i «fast-park», i parcheggi multipiano i cui pezzi vanno solo assemblati, come le costruzioni della Play Mobile. No, prefabbricata è la struttura portante, lo scheletro dei posteggi. Che in entrambi i casi si svilupperà all?esterno. Un piccolo «grattacielo» di posti, un po? anche per vincere la proverbiale ritrosia degli aretini a scivolare, naturalmente in auto, sotto terra. Un piano di investimenti che dopo la giunta dovrà essere il consiglio comunale a fare suo. Piantando due bei fiocchi grigi (che altro colore volete dare ad un parcheggio neonato?) alla porta dell?assessore al traffico Roberto Banchetti. Il sindaco ancora brindava al successo elettorale e lui già lavorava al piano della sosta. In uno slalom tra le porte strette della burocrazia per ora porta al traguardo i primi due. I più facili, certo, visto che gli altri saranno sotterranei e sotto la spada di Damocle della Soprintendenza e perfino dell?autorità di bacino. Ma pur sempre i primi due. Della cui costruzione si occuperà l?Atam: l?azienda, una volta liberatasi del trasporto locale, è ormai votata solo alla gestione, al controllo ma anche alla realizzazione di parcheggi. Onerosa. Sette milioni di euro verrà a costare il multipiano di fronte all?Ospedale e quattro e mezzo quello in via Mecenate. Tutto secondo un piano finanziario che gli uomini del presidente Francesco Falsini e del direttore Luca Ricci hanno già vagliato. Il primo passo, non di più. I progetti devono ancora venire. IN VIA MECENATE si parla di una struttura in cemento armato con due piani fuori terra da 318 posti. Ma attenzione: questo sempre che il sindaco realizzi il suo sogno, un mercato coperto stile San Lorenzo. C?è già in programma una scaletta di incontri con le categorie. Se dovessero fallire, il parcheggio si farebbe lo stesso, sempre più lunare, visto che i posti aumentarebbero, sopra quota quattrocento. Più facile la carriera del parcheggio ospedaliero. Sulla stessa area dove sorge l?attuale area di sosta a raso. Dovrebbero essere tre piani, per una capienza complessiva di 900 posti. E al cui interno, anche se questo non figura nel piano Atam che solo e soltanto di parcheggi deve occuparsi, dovrebbero trovare posto anche locali commerciali e perfino un piccolo ostello riservato ai parenti dei ricoverati al San Donato. Tempi? L?impegno è di rendere operativo il tutto entro il 2011: magari a primavera, la stagione delle rose e delle elezioni comunali. E quindi delle spine, in agguato perfino in un Luna Park. Image: 20081112/foto/1275.jpg

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IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella foto),... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 5 IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella foto),... IL CALCIATORE della Pistoiese Patrice Beki Ndeck (nella foto), 24 anni, è il protagonista di un lungo servizio di Rai Due che andrà in onda a dicembre. Beki Ndeck viene dal Camerun ed è famoso per essere il primo, e finora unico, giocatore in Italia con lo status di rifugiato politico. E? un extracomunitario ma gioca come se fosse italiano o europeo. Nel Camerun faceva parte di un partito di opposizione e lottava per le sue idee, per la sua gente. Facendo così è stato fatalmente preso di mira dal regime del suo Paese ed è stato costretto alla fuga prima di essere arrestato. In Italia ha provato a fare il calciatore, ma all?inizio è stato bloccato dalla burocrazia. Il via libera arrivò un anno fa dalla Figc, che dette parere favorevole al suo tesseramento al di fuori delle quote massime previste per gli extracomunitari in quanto, appunto, titolare dello status di rifugiato. Ad occuparsi di lui era stato il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ? istituito dal Ministero dell?interno ? che gli aveva dato accoglienza e protezione grazie anche all?associazione «Ciac» onlus di Fidenza. Come calciatore, Patrice aveva partecipato ad un «master» del Livorno calcio ma l?ingaggio fu bloccato per rispetto della norma sul numero dei giocatori extracomunitari. Il Livorno chiese lumi alla Figc, vista la situazione del giovane camerunense, e alla fine arrivò il nulla osta. Grazie a Beki Ndeck, la Figc ha emanato una norma che recita testuale: «Qualora un cittadino extracomunitario con status di rifugiato politico sottoscrivesse un contratto come calciatore professionista non rientrerebbe nelle limitazioni di tesseramento previste per i cittadini di paesi non aderenti alla Ue». Una troupe della Rai lo ha seguito a Pistoia ? dove è arrivato questa estate dal Livorno ? durante una sua giornata tipo, dall?allenamento al «Turchi» alla vita nell?appartamento che divide nel residence Torre Catilina con il compagno di squadra Piscopo. Oltre a Beki Ndeck, che ha raccontato la sua storia, sono stati ascoltati il dirigente Banchi, l?allenatore Polverino, il massaggiatore Benesperi, i giocatori arancioni Mareggini, Muwana, Femiano e Piscopo. Hanno espresso il loro parere anche alcuni tifosi, tra questi Gloria Monti e Piero Aiardi. Il servizio, di circa 10 minuti a cura di Massimo Ferrazzi, andrà in onda a dicembre nella trasmissione «Un mondo a colori», in programma su RaiDue il martedì alle ore 9,45 con repliche su RaiTre e RaiEducational 2. Luca Cecconi

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ORVIETO NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che Valentino Ri... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ORVIETO / CONCA TERNANA pag. 19 ? ORVIETO ? NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che Valentino Ri... ? ORVIETO ? NESSUNO ha motivo di dubitare del fatto che Valentino Ricci Torricelli (nella foto) e suo fratello siano stati assistiti dalle strutture pubbliche, così come ha ricordato, dopo la tragedia, il sindaco Mocio. E? pur vero, però, che proprio Valentino andava da tempo chiedendo aiuto e considerazione per sè e per il proprio sfortunato congiunto, presentandosi anche ai giornali, i quali, peraltro, dando voce in più occasioni alle sue istanze, hanno svolto a pieno, e meritoriamente, il loro compito di sensibilizzazione sociale. Già, ma forse è stata proprio la società orvietana nel suo complesso, un tempo capace di accogliere con naturale premura i vari «Scarafone», Nazareno, Pio o «Lo Sceriffo», stemperando il disagio sociale nella familiarità collettiva, a mancare colpevolmente in questa tragica circostanza. Valentino e il fratello, infatti, ci sono passati accanto lievemente, pur se pesantissimi erano i loro guai quotidiani, eppure i loro sguardi «parlavano». Distratti da altro, non siamo stati capaci ? salvo rare eccezioni ? di cogliere un messaggio di disperazione che andava captato non già con la fredda logica della burocrazia, ma solo e soltanto con amore e senso civico. Ecco perchè la morte di Valentino è, in realtà, la devastante sconfitta dell?Orvieto dei nostri anni, chiusa nel becero egoismo di un precario benessere e più attenta alle fluttuanti dinamiche della «politichetta» nostrana che ai piccoli gesti dell?altro, anche quando quest?ultimo va chiedendo soltanto uno sprazzo di dialogo. Rimane, dopo la tragedia, una persona che ha bisogno di aiuto e che ci osserva. Attraverso il suo sguardo che scruta le nostre coscienze dovrà passare, se ne saremo capaci, il riscatto morale di una città intera e, nel contempo, quello di ogni suo singolo abitante. Roberto Conticelli

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LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata alla Comunit&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 12-11-2008)

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MONTAGNA PISTOIESE pag. 12 LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata alla Comunit&#... LA BOLLETTA telefonica choc da ventimila euro, arrivata alla Comunità Montana per aver scaricato musica dal web, è al centro di polemiche e discussioni. Il caso è stato denunciato e successivamente segnalato anche al ministro per la Funzione pubblica Brunetta dal coordinatore comprensoriale della Lega Nord Dino Chelucci. Intanto Carla Strufaldi, sindaco di San Marcello e presidente della Comunità Montana, dopo gli opportuni accertamenti, ha confermato che la notizia della super bolletta è vera. «IL CASO ? ha detto il presidente della Comunità Montana ? è stato confermato e e risale a qualche tempo fa. Comunque, di concerto con l?assessore comunitario al personale (il sindaco dell?Abetone ndr) e i dirigenti dell?Ente, la stiamo affrontando secondo i dettami di legge. Spetterà al dirigente di settore, che ha già attivato il relativo provvedimento disciplinare, stabilire il tipo di sanzione da comminare al dipendente in questione e le modalità con cui recuperare la somma da esso indebitamente fatta spendere all?Ente». CARLA STRUFALDI ha sottolineato che la vicenda non ha ovviamente valenze politiche, essendo peraltro assimilabile ad altre che si verificano in aziende private. Resta comunque il fatto che, come sottolinea Dino Chelucci nella sua lettera - denuncia al ministro Brunetta, «E auspicabile che sia nella politica che nella burocrazia si faccia sempre più strada il senso del dovere, accanto a un già radicato senso del diritto». alessandro tonarelli

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il più conosciuto è puscas, era anche in serie a (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 12-11-2008)

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L'INTERVISTA Il più conosciuto è Puscas, era anche in serie A Ha 34 anni e gioca nel Campetra: «Amo il calcio più di tutto» Da professionista dovevo finire al Como ma sono stato costretto a smettere Ho fatto l'imbianchino ora punto sui ragazzi CAMPO SAN MARTINO. Puscas: un nome, una garanzia. A differenza dell'omonimo Ferenc, il colonnello leggenda anni '50 di Honved, Real Madrid e della grande Ungheria, è di nazionalità rumena Calin Puscas, 34enne fantasista del Campetra. Mentre molti suoi connazionali prendono a pedate il pallone per arrotondare, il calcio per Calin è un vero e proprio lavoro. In Romania ha giocato in serie A, in Italia ci è venuto per sfondare ma ha dovuto fare i conti con un avversario più tenace di qualunque stopper: la burocrazia. Tra scartoffie legali e sogni infranti, davvero curiosa la sua storia. Da dove iniziamo, Calin? Sono nato nel 1974 a Zalau, in Transilvania. La terra di Dracula... Sì, esatto. Zalau è al nord-ovest, vicino all'Ungheria e a Cluji, dove fra poco andrà la Roma in Champions League. In Romania a che livelli ha giocato? In serie B e C con l'Armatura Zalau. Poi sono passato all'Olimpia Satu Mare, con cui ho giocato in serie A. Un bel trampolino di lancio per l'Italia. Sì, il mio procuratore mi ha portato a Como, quando il Como era in serie C/1. Mi sono allenato con loro e i dirigenti erano interessati, ma ci fu un intoppo. Quale? Il mio status di extracomunitario impediva il trasferimento. E nel 2002 con la Legge Bossi-Fini le cose si sono complicate. Ha smesso con il calcio? Sì, sono stato costretto. Mi sono trasferito a Thiene, dove ho lavorato come imbianchino. Ho ottenuto il permesso di soggiorno e ho giocato a Schio, in Eccellenza. Poi? Il permesso è scaduto e sono stato fermo fino al 2007, quando la Romania è entrata nell'Unione Europea. La fine di un incubo. Eh sì, finalmente sono tornato a giocare a calcio, la cosa che più amo fare. Mi sono trasferito a Camposampiero, dove tutti mi trattano bene. E in campo? In campo qualche avversario mi dice rumeno di m... Ma faccio finta di niente. Oltre a giocare, lavora? Fino a qualche mese fa, facevo il magazziniere. Oggi invece collaboro con una scuola calcio rumena. Il 17 novembre, tre miei ragazzini verranno a fare un provino con il Chievo. Ha amici rumeni che giocano a calcio in zona? Sì, Daniel Cenan, trequartista del Borgoricco. Quando io giocavo in B in Romania, lui faceva il raccattapalle. Gusti calcistici? Mutu e Totti sono i miei preferiti. Come squadre, tifo Dinamo Bucarest e Milan. Cucina italiana o rumena? Italiana. Adoro la pizza. E le donne? Che domanda difficile! La mia fidanzata è rumena. Cosa più le manca della Romania? I miei genitori, le nostre abitudini. Ma soprattutto le vacanze in montagna a Brasov... (m.brus.)

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slittano consegna e apertura del nuovo centro commerciale (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 12 - Gorizia Slittano consegna e apertura del nuovo centro commerciale CAPRIVA Lungaggini burocratiche a opera finita CAPRIVA. Perdura la fase di stallo per la consegna e l'apertura del centro commerciale di Capriva. Uno dei responsabili dell'azienda che ha curato parte della progettazione e svolto il complesso iter burocratico delle concessioni e autorizzazioni per la realizzazione, la Progetto servizi 2 srl, ha infatti confermato che i lavori infrastrutturali sono già stati completati mesi fa, ma consegna e apertura delle attività commerciali sono bloccate da lungaggini burocratiche. «Il centro è ultimato - ha spiegato la Progetto servizi 2 - e gli spazi interni sono già stati assegnati. Purtroppo, come spesso accade, l'apertura delle attività è subordinata ad alcune autorizzazioni di legge, al momento in attesa di verifica, dopo la presentazione di una variante del Comune di Capriva che, a quanto pare, è in attesa di conferma negli uffici regionali. Ma oltre alla complessità della burocrazia normativa, ci sono altri fattori che stanno rallentando l'apertura di questo centro commerciale. Fra questi, le procedure per la concessione dei "leasing" con la banca, che necessitano di approfondimenti e hanno tempistiche abbastanza lunghe. Siamo in frenetica attesa perché ci sono parecchie persone che attendono ardentemente di poter cominciare a lavorare». Sciolto anche il dubbio sulla tipologia di attività commerciali che si insidieranno: sarà un supermercato - e non un discount, come ipotizzato in un primo tempo: la catena dovrebbe essere Crai -, un bar e un negozio di hobbistica tipo Brico su cui, però, non è stata sciolta la riserva e al momento non ci sono notizie relativamente a quale catena di "franchising" sarà collegato. Circa il bar, invece, sarebbe stata richiesta l'autorizzazione all'apertura da parte di un cittadino di Capriva. Il progetto originale del Centro commerciale depositato in Comune riguardava inizialmente la costruzione di cinque esercizi commerciali per complessivi 1.770 metri quadrati di superficie di vendita. Ma al momento dell'approvazione del progetto, il consiglio comunale di Capriva aveva espresso parere contrario alla concessione del nulla osta regionale per l'esecuzione dell'opera, in quanto quattro unità immobiliari erano previste con una superficie di vendita pari a 400 metri quadrati e, pertanto, superavano il limite massimo per i locali commerciali al dettaglio, singoli o raggruppati, in conformità a quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione del Prpc di iniziativa privata. Di qui la realizzazione di sole tre attività commerciali. È stata realizzata una struttura di 1.770 mq, oltre a una superficie totale di parcheggi di oltre 6 mila mq (che superano la percentuale del 200% della superficie di vendita richiesta e, quindi, nel rispetto delle normative vigenti). Il finanziamento dell'opera e i leasing collegati sono della Hypo Alpe Adria Bank. Luigi Pisani

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Il fantasma della Sardegna al premio Solinas (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Pagina 345 Il fantasma della Sardegna al premio Solinas Quattro Mori assenti alla manifestazione anche se tra Regione e organizzatori torna il sereno --> Quattro Mori assenti alla manifestazione anche se tra Regione e organizzatori torna il sereno DAL NOSTRO INVIATO SERGIO NAITZA Roma. Non c'erano sardi, quest'anno, nella cinquina finalista del Premio Solinas. Ma non c'era neppure la Sardegna, neppure il logo della Regione con i quattro mori infilato nella cartella stampa a tenere vivo un legame che ormai non esiste più. Dal 2002, anno in cui il Premio dedicato al grande sceneggiatore e scrittore sardo Franco Solinas - autore di memorabili copioni per Pontecorvo, Losey, Maselli - lasciò l'arcipelago di La Maddalena per approdare nella penisola, prima tappa Bologna, e ora a Roma. Peccato, anzi che rabbia: il Solinas figura tra le occasioni perse - dalla miopia culturale e politica isolana - per dare stabilità e progetti ad un concorso che aveva tante frecce vincenti nel suo arco. Il rilancio di un mestiere, quello dello sceneggiatore, allora in ombra; una giuria composta da mezza storia del cinema italiano; il nome di Solinas da spendere e non tradire, ovvero la garanzia di un intellettuale sardo di peso internazionale schivo, rigoroso, armato di passione politica e onestà morale. E la possibilità, se ne parlava oltre 23 anni fa quando venne istituito il Premio, di fondare in Sardegna una scuola di cinema. Invece, tutto a carte quarantotto. Ieri, nella cornice asettica del cinema L'Aquila di Roma, durante la premiazione aleggiava lo spirito severo di Solinas e la convivialità della manifestazione - gruppone di giurati, finalisti e gente dello spettacolo - aveva le stimmate della festa romana, nulla dell'atmosfera sospesa e magica di La Maddalena che dal 1985 al 2001 aveva ospitato il concorso. Dunque sono sette anni che il Solinas non abita più nell'Isola. Il concorso è lo stesso, anzi ha aggiunto altre sezioni (storie e documentari), la giuria non ha più un parterre di maestri però è formata da solidi professionisti. La presidentessa del Premio, Francesca Solinas, vorrebbe tornare in Sardegna, «non per rifare la festa ma per lavorare ad un progetto culturale ed editoriale che stimoli energie e talenti locali». C'era l'idea di inserirlo nel circuito ?Isola del cinema? e non se n'è fatto nulla. Ma ieri una luce s'è accesa: la Regione Sarda, che solo nel 2007 finanziò il Premio, adesso tende la mano. Dice l'assessore alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu: «Saremo felici di riaverlo a casa. Il prossimo bando della legge sul cinema contemplerà anche i premi. E non ci sarà più la discriminante della sede legale, basterà che la Sardegna abbia il rilievo richiesto». Se son rose fioriranno, finora la storia ha detto il contrario. Bisogna schiacciare il tasto rewind, rivedere rapidamente il film dell'idillio spezzato tra la Sardegna e il Premio Solinas per capirne ragioni e colpe. Lo sceneggiatore scomparve nel 1982 a 55 anni ma per fortuna non venne messo nel dimenticatoio. Ci pensò il critico Felice Laudadio, prima con una monografia al festival Europacinema, poi con l'idea del concorso. Idea che covava anche in Sardegna grazie al giornalista Giuseppe Podda che spinse perché la Regione si desse da fare per onorare un suo figlio così illustre. Le due proposte coincisero e, anche per merito di Gian Maria Volontè (che con Solinas divideva il buen retiro dell'arcipelago) fu organizzato un convegno dedicato allo sceneggiatore sardo e lanciata l'idea di un Premio per la migliore sceneggiatura inedita italiana. Era il 1985 e l'anno dopo arrivò la prima edizione, battezzata da una giuria al di sopra di ogni sospetto: Franco Cristaldi, Giorgio Arlorio, Leo Benvenuti, Ugo Pirro, Gillo Pontecorvo, Gian Maria Volontè, Salvatore Mannuzzu, Ignazio Delogu, Gian Mario Feletti, Felice Laudario e la figlia di Solinas, Francesca, destinata negli anni e ancora oggi a prendere il Premio in mano, farlo crescere e difenderlo dai rapaci. Subito il concorso si distinse per due direttrici fondamentali: scoprire nuovi autori (qualche nome: Archibugi, Monteleone, Calopresti, Zaccaro, Sorrentino, Mazzacurati, Capuano) e ridare ossigeno, cioè idee, al cinema italiano.Una missione che allora - gli anni Ottanta della crisi più acuta - pareva impossibile ma il Solinas ci riuscì diventando ogni anno, ai primi di giugno, un irrinunciabile appuntamento per autori vecchi e nuovi del cinema italiano. La Sardegna aveva finalmente una importante ribalta ma nelle intenzioni degli organizzatori il Premio non doveva essere solo ospitato a La Maddalena, doveva mettere in moto un laboratorio di cinema in Sardegna e per la Sardegna, dove insegnare e coltivare le professioni del cinema, visto il ben di Dio che c'era in giuria, tutti sceneggiatori, registi, produttori, attori pronti - nel nome dell'amico Franco - ad aiutare una terra depressa culturalmente a crescere. La Regione Sarda aveva iniziato finanziando il Premio con 30 milioni di lire, da distribuire tra vincenti e menzionati, ma ovviamente c'era da concorrere alle altre spese (organizzazione, segreteria, trasferte a La Maddalena, gettoni di presenza) cifra che annualmente finì per toccare i 200 milioni di lire, alla quale contribuivano anche il Comune di La Maddalena e il Ministero dello Spettacolo. C'era l'intenzione di aprire i cordoni della borsa, sapendo che questi soldi erano ben investiti, un giorno sarebbero rientrati con le lezioni dei grandi del cinema. Invece, un giorno (era il 2002), qualcosa si ruppe. Definitivamente. Il Solinas emigrò a Bologna, perché la Regione Emilia Romagna e la Cineteca offrirono un solido appoggio triennale, quello che la Sardegna non era stata capace di dare in 16 anni. Perché ogni anno il cardiopalma causato da lentezze decisionali politiche ingrippate nei labirinti della burocrazia aveva spinto gli organizzatori a cercare partner affidabili. In sostanza quelli del Premio dovevano sempre predisporre domandina di richiesta di contributi, aspettare trepidanti, come un questuante qualsiasi, di ricevere una risposta che arrivava sempre sul filo di lana, causando ritardi nell'organizzazione e anche possenti limate al cartellone quando i soldi erano meno della cifra agognata. Nel 1995 si era a un passo dalla Fondazione, necessaria per avviare il sogno della scuola di cinema, e per rafforzare il legame con l'Isola venne nominato come responsabile per la Sardegna il regista Gianfranco Cabiddu. L'obiettivo era consentire al Premio serenità e progettualità: ma tutto finì nelle sabbie mobili dell'incapacità, dell'instabilità politica, delle accuse di romanocentrismo (tanto che nacque l'Associazione Amici di Franco Solinas che la Regione finanziò con 100 milioni di lire, soldi mai usati per attività di cinema in Sardegna). Tredici anni dopo, oggi, il Premio potrebbe tornare a La Maddalena. Basta sedersi ad un tavolo e discuterne, soprattutto per non fargli fare la fine tipica dell'emigrato sardo: che è andato sul continente per crescere e, salvo visite di cortesia, non vuole tornare più.

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L'Alessandrino è "granaio d'Italia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Camera commercio PRIMATO. CONFAGRICOLTURA: «PER BATTERE LA CRISI SERVE INNOVAZIONE» Eletti giunta e vicepresidente E' Arlenghi L'Alessandrino è "granaio d'Italia" Tutto come previsto: eletta la giunta e scelto il vice presidente. La Camera di commercio guidata da Piero Martinotti è pronta a operare per il prossimo quinquennio. Ieri mattina si è riunito il consiglio e i 23 componenti hanno votato - ciascuno aveva a disposizione tre voti - i componenti della giunta. Come previsto ne sono stati eletti due per ogni categoria: Gian Paolo Coscia e Giulio Luparia per l'agricoltura, Luigi Boano e Sergio Guglielmero per il commercio, Flavio Arlenghi e Valerio Scarrone per l'artigianato, Franco Nosenga e Roberto Roveta per l'industria. Per il settore credito Gianfranco Pittatore (Fondazione CrAl). A questo punto, prima di una breve pausa, Pittatore, ha chiesto che il suo nome non venisse considerato tra i candidati alla vicepresidenza, visto che quell'incarico aveva già ricoperto nella passata giunta guidata da Viale. Alla ripresa dei lavori Martinotti ha proposto Flavio Arlenghi, direttore della Confartigianato, che è stato eletto.\ [FIRMA]GIORGIO LONGO ALESSANDRIA Parte dal grano la «riscossa» dell'agricoltura alessandrina. Si decide di riseminarlo in gran quantità per il 2009, nonostante la batosta ricevuta quest'anno dalle quotazioni al quintale, scese ai minimi storici e che ha innescato l'ennesima emergenza nei campi: i 16 euro scarsi pagati per il grano tenero, e sotto i 22 per quello duro, non sono bastati a coprire i costi di produzione. Dunque la «sfida» è partita, anche se i silos per lo stoccaggio di grano e mais, rimasto invenduto, sono ancora stracolmi. «Si risemina il grano perché deve vincere la caparbietà e l'ottimismo per il futuro», dicono in molti. E anche perché c'è da mantenere un primato: quella alessandrina è diventata la prima provincia in Italia, sorpassando recentemente Bologna - dopo la destinazione per lo più a cereali degli oltre 10 mila ettari fino a ieri coltivati a barbabietole da zucchero -, per superficie coltivata a grano tenero. In totale, su 170 mila ettari di superficie agricola utilizzabile (Sau), la destinazione a grano e mais è di oltre il 50% (riso, orzo e cereali minori sono attestati intorno al 15%). Per il resto dei prodotti, secondo i dati elaborati da Confagricoltura, risulta che in provincia le «colture industriali» hanno registrato un leggero incremento del pomodoro e della patata; l'ortofrutta è stabile ma è diminuita di circa il 30% la produzione di tabacco; in aumento invece le colture oleaginose e le proteiche, soprattutto la colza impiegata per le bioenergie. Ieri, in occasione dell'inaugurazione dei nuovi locali di Confagricoltura in via Trotti, la benedizione del vescovo Versaldi, oltre agli uffici, ha riguardato anche la nuova annata agricola. Nell'incontro, Gian Paolo Coscia, presidente provinciale del sindacato Confagricoltura, ha detto: «E' necessario rafforzare competitività e innovazione, ridurre i costi energetici e previdenziali e snellire la burocrazia che soffoca il settore». Coscia ha anche auspicato il buon funzionamento del tavolo aperto alla Camera di Commercio, al quale, insieme agli agricoltori, siedono artigiani, commercianti e industriali, con lo scopo, insieme, «di promuovere e far crescere le eccellenze della provincia». Davide Sandalo, assessore provinciale all'Agricoltura, ha aggiunto: «I fondi e i contributi ''strutturali'' stanno finendo: è urgente riorganizzare, guardando in positivo, l'intera filiera agricola provinciale». Intanto, nei giorni scorsi a Roma è stato firmato il contratto di filiera «Frumento di qualità» con investimenti per oltre 18,5 milioni di euro.

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Lotta alle mafie, Mantovano: da beni sequestrati risorse per le politiche della sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lotta alle mafie, Mantovano: da beni sequestrati risorse per le politiche della sicurezza (11/11/2008 14:38) | (Sesto Potere) - Roma - 11 novembre 2008 - «I beni confiscati alle organizzazioni criminali produrranno risorse che serviranno a finanziare le politiche per la sicurezza». Lo ha dichiarato oggi pomeriggio il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano intervenendo, a Reggio Calabria, al convegno organizzato dal sindacato di Polizia Siulp sul tema “Sicurezza metropolitana e politiche sulla sicurezza”. «Il tema della sicurezza, in particolare in una città come Reggio Calabria - ha detto Mantovano - si connette strettamente con la lotta alla criminalità di tipo mafioso. A questo va aggiunto quanto sta maturando in Senato con l'esame del disegno di legge in corso sotto il profilo dello scioglimento degli enti territoriali per infiltrazione mafiosa. L'articolato prevede - ha spiegato Mantovano - in presenza di accertamenti documentati, che siano colpiti non soltanto gli amministratori, ma anche la sfera della burocrazia territoriale che spesso rappresenta un elemento di collusione, di continuità, con gli ambienti mafiosi». Sotto il profilo della prevenzione antimafiosa, Mantovano ha sottolineato che «anche i sindaci avranno poteri di accesso ai cantieri con l'obiettivo appunto di verificare lo stato delle cose e collaborare per impedire l'infiltrazione mafiosa. Ma il dato veramente nuovo è la norma che prevede la sanzionabilità dell'obbligo di denuncia per gli imprenditori che ricevono appalti pubblici, che maneggiano denaro pubblico, e per un dovere di lealtà devono osservare la legge collaborando anch'essi per prevenire l'infiltrazione criminale». Nell'incontro il sottosegretario ha affrontato anche il tema della riforma dell'ordinamento penale per chi è accusato di reati di mafia. Su questo fronte Mantovano ha detto che «ci sono problemi che stiamo affrontando. Sono certo che arriveremo molto presto a punti qualificanti, poichè già al Senato sono in corso di discussione modifiche più rigorose al regime del 41 bis, e per la detenzione agli arresti domiciliari, in attesa di un intervento quadro che certamente consentirà alle condanne, soprattutto a carico di soggetti mafiosi, di rimanere in carcere per la durata della condanna inflitta, o quasi. D'altro canto - ha concluso il sottosegretario - l'avere eliminato il patteggiamento in appello mi sembra che rappresenti già un primo importante passaggio in questa direzione».

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<Come lei altri tremila invisibili attaccati alla macchina> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

«Come lei altri tremila invisibili attaccati alla macchina» VeneziaStorie rimaste nel sommerso. Nessuno le conosce, forse neppure i servizi sanitari a cui si sono più volte rivolti i parenti per chiedere aiuto. Tremila invisibili, che vivono attaccati ad una macchina, non hanno rapporti con il mondo esterno, una esistenza che si consuma lentamente e nel disinteresse totale, giorno dopo giorno. L'unico aiuto arriva dalle famiglie: padri, madri, fratelli o sorelle ridotti alla disperazione.«Mentre tutti i riflettori si puntano sull caso di Eluana Englaro, queste persone vengono completamente ignorate dalle istituzioni sanitarie e dagli organi di informazione - denuncia l'associazione Dossetti che si occupa della tutela dei diritti della persona, della quale è presidente Ombretta Fumagalli Carulli - Si calcola che siano almeno 3mila pazienti, sparsi su tutto il territorio nazionale. Molte anche a Nordest. Persone con lesioni cerebrali ed una vita di totale disabilità, tanti casi simili a quello di Eluana, alcuni anche più gravi, che vivono però in casa, assistiti esclusivamente dai parenti».Una assistenza che non cessa mai: 24 ore ore su 24, per 365 giorni l'anno: i pazienti hanno bisogno di cure costanti che mai possono essere interrotte. Tre casi emblematici su tutti che l'associazione ricorda per costringere il sistema sanitario ad alzare il velo su tutti gli altri.E.G., residente da 15 anni nella sua casa di Tricase in provincia di Lecce, dopo un incidente è rimasta in stato vegetativo. «Nonostante le ripetute richieste dei familiari all'Asl e alla Regione Puglia - spiega il dottor Corrado Stillo, responsabile per l'associazione Dossetti dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti - la giovane donna non riceve dal sistema sanitario nazionale nessuna delle terapie di cui avrebbe bisogno: fisioterapia muscolare, fisioterapia respiratoria». Poi c'è il caso di C.G., residente a Ginosa, in provincia di Taranto, in coma vigile dal 15 maggio del 1993 in seguito ad un incidente stradale. «La donna è sempre rimasta a casa, accudita solo dalla madre, ma avrebbe bisogno di cure appropriate: una fornitura di farmaci compresi in fascia C, visite specialistiche periodiche ed in tempo reale - aggiunge Stillo - Fisioterapia e logoterapia».O ancora il caso di Pietro Crisafulli di Palermo che ancora oggi dopo varie promesse della regione Sicilia, non riceve alcun aiuto per essere assistito a casa in maniera decorosa ed appropriata.Il dottor Corrado Stillo chiede quindi a nome della associazione Dossetti che tutti i pazienti che si trovano in una situazione critica come quella di Eluana, e che hanno parenti che desiderano fortemente vengano mantenuti in vita nel modo più umano possibile, abbiano quanto loro necessita.«Mentre la giovane Englaro è vissuta in una casa di cura, protetta e accudita, ci sono tanti casi simili di giovani persone che invece hanno solo i familiari che si prendono cura di loro, senza alcun aiuto da parte delle istituzioni. Ci siamo rivolti anche al ministro del Welfare Sacconi per chiedergli che si adoperi con urgenza affinché le regioni e le Asl individuino e si prendano carico di tutti i malati che si trovano in coma vigile. Chiediamo che la tutela a favore del diritto alla vita non sia solo una esercitazione verbale, ma si concretizzi in aiuti essenziali per le famiglie. Abbiamo già ricevuto una risposta dal Ministero e ci auguriamo che a breve venga istituito un tavolo per affrontare i problemi di questi pazienti estremamente particolari».L'associazione Dossetti non ha dubbio: i casi di coma vigile non possono sottostare ai tempi della burocrazia. Come non si può pretendere che pazienti così complessi siano affidati esclusivamente alle cure amorevoli delle famiglie. «Sono pazienti che vivono per periodi lunghissimi, soprattutto quando sono giovani e hanno organismi forti - continua Stillo - Il concetto di dignità non è mantenerli in vita comunque, ma regalare loro condizioni di assistenza accettabili che non possono gravare solo sulle spalle di famiglie che arrivano ad un punto di vera e propria disperazione».Daniela Boresi

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Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia L'esperienza dei voucher Storie di ... BurocraziaL'esperienzadei voucherStorie di ordinaria burocrazia all'ufficio postale di Nave di Fontanafredda, il giorno 23 ottobre 2008 verso le 12, per il pagamento di 40 voucher.1. Perché il voucher sia personalizzato bisogna produrre in fotocopia sia un documento di riconoscimento, sia fotocopia del codice fiscale.2. Per la riscossione di 40 voucher servono 40 firme per il titolare dell'azienda, 40 firme da apporre sul voucher, altre 40 firme presso l'ufficio postale. Totale 120 firme.3. Come spiegavo sopra mi reco all'ufficio di Nave, attesa dei clienti che mi precedono, arriva il primo rifiuto al pagamento, perché non avevo il codice fiscale.4. Mi faccio circa 8 km andata e ritorno, consegno la fotocopia del codice fiscale, altro rifiuto al pagamento perché non consegno il codice originale.5. Quando si danno informazioni bisogna darle complete, non dire solo mi serve il codice fiscale perché la risposta si può interpretare in due modi (fotocopia oppure originale).6. Cambio ufficio tutto risolto con la massima gentilezza da parte dell'ufficio postale.7. Il 21 ottobre tra visite e telefonate apprendo che certi uffici postali non chiedono neanche il codice fiscale, perché già trascritto sul voucher, oppure per conoscenza personale.Viva la burocrazia, viva Brunetta.Adriano PaoluzziSacileRiempireil tempodella vitaSi legge un po' dovunque che grazie al progresso dell'ingegneria genetica nell'imminente futuro l'uomo vivrà sino a 125 anni. Credo che questa boutade sia almeno pari a quelle facezie che periodicamente ci annunciano la scoperta di un nuovo farmaco miracoloso in grado di sconfiggere definitivamente il cancro. Anche ammesso che i cervelli della scienza con le loro alchimie riescano nell'intento di ingannare l'orologio biologico, credo che vivere così a lungo non avrebbe alcun senso. In questo mondo globalizzato dove il sentimento di sacralità della vita ha abdicato per lasciare posto al drone-umano con limitate capacità decisionali, ciò significherebbe lavorare fino a 110 anni. Piuttosto che consumarsi in una vita più lunga e infelice allora sarebbe meglio vivere fino a 75 anni e andare in pensione a 50. Benedetto XVI, in un incontro tenutosi recentemente con i partecipanti di un convegno sull'enciclica "Fides et ratio" è tornato a parlare agli scienziati così ammonendo: «Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante. È questa una forma di hybris della ragione, che può assumere caratteristiche pericolose per la stessa umanità». Nel Paradiso Terrestre l'uomo aveva tutto ciò di cui aveva bisogno ed era felice, ma quando cadde nella tentazione di mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male cominciarono i suoi guai. Questa conoscenza ha consentito all'uomo di cadere nella trappola mortale congegnata dal demonio, gli ha permesso di predare e di accumulare sempre più beni distruggendo e a avvelenando la terra, l'acqua e l'aria. Basta guardarsi intorno per vedere un'umanità che diventa sempre più avida e schiava di chi ha concepito un ordine mondiale morfologicamente strutturato come una piramide a più livelli. Coloro che stanno al vertice controllano ogni aspetto della nostra vita, il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo, l'aria che respiriamo e ora, nel controllare anche quello che ci spacciano per scienza, vogliono decidere anche il tempo della nostra vita.Il nostro tempo inizia a scorrere quando si nasce e perciò esso costituisce la vita stessa. Chi si impadronisce del nostro tempo si impadronisce della nostra vita. Se non vogliamo cadere nel trabocchetto fatale congegnato dai parascienziati, ministri e giuslavoristi che operano per arrivare all'uomo geneticamente modificato, dobbiamo imparare ad accontentarci e a produrre di meno per dedicare più tempo a noi stessi ed alla nostra famiglia. Eminenti studiosi hanno scritto che una decrescita felice per uscire dalla crisi non solo è possibile, ma è necessaria. Queste multiformi tecnologie che ci attanagliano la vita alienandoci dalla nostra vera natura, impediscono l'evoluzione della nostra coscienza e finiscono per trasformarci tutti in cyborg telecomandati. Se analizziamo ciò che sta succedendo ed impariamo ad osservare la realtà con i nostri occhi e non attraverso il tubo catodico, non è difficile percepire che è in corso un attacco profondo alla natura umana. Ci nutriamo principalmente con alimenti Ogm che ci gonfiano come mongolfiere, ci imbottiamo di inutili farmaci dopo aver fatto fila nelle farmacie-supermarket, ci vacciniamo ogni anno contro l'influenza X su consiglio del nostro medico e diventiamo sempre più dipendenti dai microchip mentre sopravviviamo annegati dalle onde elettromagnetiche nella società della videosorveglianza. Non sono mai stato un gran credente, però il Padre Nostro che ci fecero imparare a memoria da bambini nel punto in cui dice non ci indurre in tentazione , ma liberaci dal male ora mi illumina la mente. Se dunque Dio è amore infinito, la forza che crea, ne consegue che il male è la forza che vuole distruggere l'opera del Creatore. Sono ormai centinaia i siti che denunciano gli attacchi che con la complicità dei governi vengono condotti contro la natura dell'uomo, degli animali e delle piante. Si va dalle tonnellate di bario scaricato nel cielo dalle aviocisterne per non far piovere, al luciferino progetto di imporre in futuro i microchip nel corpo umano.Così sta scritto: «Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei». (Apocalisse 13:16-18) Giovanni.Marcello AnzilPordenone

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Bonifica del sito ex Carnielli, più lunga e difficile del previsto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMUNE Bonifica del sito ex Carnielli, più lunga e difficile del previsto Vittorio Veneto(lu.an.) La bonifica del sito ex Carnielli potrebbe essere più lunga e difficile del previsto. L'argomento è stato affrontato nella riunione che lunedì sera ha visto riunita la maggioranza che governa la città, e che non ha comunque preso una posizione definitiva sulla vicenda, ormai annosa. La bonifica dell'area lungo il Meschio, dove furono rinvenuti residui di cromo esavalente eredità della lavorazione di biciclette, è strettamente intrecciata al piano di recupero urbanistico e ambientale, molto contestato dal centrosinistra, degli edifici veteroindustriali dell'area. Secondo i dati tecnici esaminati da amministratori e consiglieri di maggioranza lunedì, c'è il rischio che l'operazione di bonifica possa risultare più complicata di quanto preventivato a causa di una presunta maggiore profondità delle sostanze inquinanti nel terreno rispetto a quella quantificata in precedenza. Proprio nei giorni scorsi Ivan Cervellin, amministratore delegato di Cerfim, la società che ha presentato il progetto di recupero del comparto ex Carnielli Fassina, aveva espresso la sua contrarietà per i ritardi nella partenza della bonifica: «Il 28 agosto la Conferenza dei servizi ha approvato il piano di bonifica all'ex Carnielli, ma ad oggi il Comune non ci ha ancora consegnato il verbale della seduta che ha dato l'ok al piano stesso. Senza quel documento non possiamo fare nulla. La burocrazia sta frenando un'opera molto attesa» il cruccio di Cervellin.Sempre lunedì la maggioranza ha affrontato anche il tema della partecipazione del Comune al nuovo bando dei Contratti di Quartiere per ottenere un finanziamento statale da investire nel recupero di un'area, che questa volta potrebbe essere proprio quella dell'ex Carnielli insieme ad altre limitrofe, come l'ex macello comunale. La speranza è di bissare i successi ottenuti nella partecipazione ai bandi per Serravalle e Ceneda, anche se quest'ultimo finanziamento è stato congelato.

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<Ora il consigliere Gaglianofarebbe bene a dimettersi> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Niscemi «Ora il consigliere Gagliano farebbe bene a dimettersi» Mussomeli. Quando l'altro giorno, sull'onda dell'entusiasmo ha inviato un telegramma al presidente eletto degli Stati Uniti d'America, il primo presidente di colore nella storia americana, tutto immaginava l'artista Peppe Piccica, tranne che il telegramma sarebbe tornato indietro perché impossibile da recapitare all'uomo più noto del pianeta. L'estroso artista di Mussomeli, ha voluto a suo modo testimoniare dalla lontanissima Sicilia la gioia per questa storica elezione e così ha scritto: «La firma più bella d'Italia ama Obama, www.peppepiccica.it». Quindi si è recato presso l'ufficio postale dove ha inviato il telegramma al seguente indirizzo: Presidente degli USA Barak Obama, Casa Bianca, Washington, certo che sarebbe arrivato a destinazione. Ed invece pochi giorni dopo il telegramma è tornato indietro, accompagnato da alcune sigle postali. Volendo vederci chiaro Piccica s'è recato presso l'ufficio postale dove il direttore gli ha spiegato che tali sigle stavano a significare che l'indirizzo era incompleto. Certo un'eccessiva burocrazia d'oltreoceano ha impedito la consegna del telegramma al presidente più famoso del mondo che, comunque, si insedierà alla Casa Bianca, il prossimo 20 gennaio. All'artista di Mussomeli è stato quindi suggerito di indirizzare il telegramma a Chicago dove Obama vive insieme alla sua famiglia. Rimane comunque la curiosità per un telegramma partito dal cuore della Sicilia ma mai consegnato all'uomo che sta cambiando la storia e che tutti conoscono, perfino i bambini. R. M.

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Trieste NOSTRO INVIATO Sta scritto nel programma del ... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Trieste NOSTRO INVIATO Sta scritto nel programma del ... TriesteNOSTRO INVIATOSta scritto nel programma del presidente Renzo Tondo che bisogna darci un taglio con i finanziamenti "a domanda" da destinare a Comuni e Province.Tuttavia ancora nessuno ha deciso di passare a vie di fatto. Così esce allo scoperto Maurizio Salvador (Udc), vicepresidente del Consiglio regionale, il quale premette che «quando le risorse finanziarie scarseggiano, diventa responsabilità di tutti gestirle al meglio». E perciò «dobbiamo dar vita a un fondo regionale a sostegno degli investimenti per gli enti locali, soldi questi che andranno ripartiti a tutti i Comuni e alle quattro province sulla base di parametri certi, oggettivi, in modo che ciascun ente sappia la somma complessiva sulla quale potrà fare affidamento».Il sistema, concepito per superare definitivamente la logica dei trasferimenti in conto capitale eseguiti per finanziare progetti specifici, consentirebbe secondo Salvador una serie non breve di vantaggi: «Per cominciare si otterrebbe una devoluzione effettiva, federalista nel senso autentico del termine, delle responsabilità ai sindaci». Infatti «non sarà più possibile trincerarsi dietro l'alibi che una determinata opera non è realizzabile poiché la Regione ne ha finanziata un'altra». Inoltre «si eviterebbero doppioni come gli Aster e verrebbe valorizzata la funzione di Governo delle Province».Soprattutto, però, con questo sistema «si taglierebbe severamente la burocrazia - spiega il vicepresidente dell'Assemblea - sia negli uffici regionali che in quelli degli enti locali, perché ciascun Comune gestirebbe in proprio, oltre alle risorse attribuitegli, anche la progettazione e l'esecuzione delle opere alle quali si decida sul territorio di conferire priorità». Ciò consentirebbe evidenti risparmi nei costi di "gestione". Ma in realtà è ciò che più conta per i cittadini, per la loro percezione quotidiana dell'azione politica, si richiama ai tempi: «Meno burocrazia e più potere ai sindaci significa decidere e spendere prima le risorse - afferma Salvador - e cioè realizzare più rapidamente gli interventi attesi dalle popolazioni».Sembra l'uovo di Colombo, tuttavia la fase più delicata appare la definizione dei parametri: in base a che cosa un Comune o una Provincia potrà quantificare le risorse di anno in anno messe a disposizione dalla Regione? «Su questo bisogna discutere a fondo - riconosce Salvador - sebbene i parametri anagrafici e degli insediamenti produttivi siano giocoforza da inserire, come l'entità globale della popolazione, la percentuale di bambini, giovani e anziani». Non è un caso, infatti, che l'esponente pordenonese dell'Udc insista su un'accelerazione delle politiche a favore della famiglia, un fronte fra i più cari del suo partito, che sta esercitando un pressing sulla Giunta regionale nello spirito del "si può fare di più".Tecnicamente, l'introduzione del nuovo sistema di trasferimenti non sarà attuabile prima dell'esercizio 2010, tuttavia «è possibile inserire già nella prossima legge finanziaria, che discuteremo entro dicembre, perché sia prevista l'istituzione del fondo con le relative regole generali di funzionamento».Maurizio Bait

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Agricoltura, autonomia sui fondi Ue (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L?assessore Violino ha annunciato l?istituzione dell?organismo regionale che si sostituirà all?Agea Agricoltura, autonomia sui fondi Ue UdineIl Friuli Venezia Giulia avrà un suo organismo autonomo per la gestione e il pagamento dei finanziamenti comunitari del settore agricolo. La novità, che punta ad abbreviare i tempi di erogazione dei contributi Ue, è stata annunciata a Udine dall'assessore Claudio Violino, al termine di un vertice con Paolo Gulinelli, direttore dell'Agea, l'Agenzia governativa per le erogazioni all'agricoltura. «L'istituzione dell'Agea regionale sarà la tappa finale di un percorso che partirà a breve con l'istituzione di un ufficio regionale per la gestione delle domande di finanziamento, affidato a dipendenti della Regione formati dall'Agea», ha spiegato l'assessore, chiarendo anche che questo non comporterà in questa prima fase il ricorso a personale aggiuntivo.Prima un semplice sportello di assistenza e consulenza, poi l'apertura di un organismo pagatore autonomo, sul modello di quelli già operanti in altre sei regioni italiane: Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Basilicata, Piemonte e Lombardia. «Prenderemo spunto dalle esperienze delle altre regioni spiega Violino per ridurre gli errori e mettere in moto una struttura efficiente al servizio delle imprese. È inconcepibile infatti che un imprenditore agricolo riceva i fondi che gli spettano anche a 10-12 mesi di distanza, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando».L'iniziativa è stata illustrata anche ai rappresentanti delle associazioni di categoria, nell'ambito del Tavolo Verde che si è riunito nella sede udinese della Regione alla presenza dei vertici dell'Agea. All'incontro, oltre al direttore dell'agenzia governativa Gulinelli, ha partecipato anche Danilo Narduzzi, nella duplice veste di consigliere regionale e di componente del Cda di Agea. «Decentrare il potere a favore delle zone periferiche ha commentato il capogruppo leghista risponde a esigenze precise dei cittadini e delle imprese. La dipendenza da un sistema centralizzato, infatti, è uno dei limiti più grandi della nostra burocrazia, e noi chiediamo di favorire la trasparenza tra enti e cittadini, intessendo rapporti tra chi eroga e chi riceve un servizio».Un problema, quello dei tempi di erogazione, legato anche al faticoso decollo del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), «che in questo momento ha dichiarato Violino non è un'opportunità a disposizione degli agricoltori ma sta rappresentando paradossalmente un intralcio». Un problema particolarmente sentito dalle imprese del settore, quello della rete informatica, vista la vicina scadenza dei termini per la presentazione delle domande dei contributi previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr), fissata per il prossimo 28 novembre.r.d.t.

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Poteri decisionali e disvaloriTeatro delle Balate. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Poteri decisionali e disvaloriTeatro delle Balate. Emilio Massa protagonista di «Also sprach Pettenessa» Emozionati Nina Lombardino e Dario Ferrari per l'apertura di una stagione che li vede coinvolti, compromessi, sotto l'occhio vigile di coloro che ne hanno apprezzato il coraggio, l'ostinazione, lo sprezzo del pericolo. E, se abbiamo sempre sostenuto che il teatro è un amante esigente che vuole che tutto gli si sacrifichi, dobbiamo dire che gli ex «Darianton», più maturi e consapevoli, rischiano grosso e lo sanno. Molti occhi sono puntati su di loro per una sfida contro le pastoie di una burocrazia, di un mondo politico e istituzionale che non favorisce né alimenta congruamente una cultura teatrale più che mai necessaria. Pieno quindi lo spazio del teatrino di Ballarò, battezzato significativamente «Teatro delle Balate», per assistere all'inizio di questa scommessa. «Chi pel teatro muor vissuto è assai» dicono, magari parafrasando un vecchio detto patriottico. Tutti coloro che sono accorsi, Rai compresa, hanno percepito quell'amore per cui questo teatro è «patria» della cultura e dell'arte, una patria che si fa grande per eroismi e sacrifici di figli che ne vogliono vita e gloria, a dispetto magari di coloro che ne fanno un fatto commerciale o di fruste rievocazioni. Né possiamo dire che questo teatro povero sia un'arte di risulta. Sul palco, infatti, un atto unico del napoletano Gennaro Ranieri che ha proposto al pubblico una pièce dai contenuti perlomeno inquietanti; un esempio di qualità di quel teatro di ricerca che è bandito dai cartelloni dei "grandi teatri" e che diviene fondamento di una cultura, di un'arte che cresce, come l'erba muraria, nelle condizioni e nei luoghi più impervi. «Also sprach pettenessa» (così parlò Pettenessa), distorsione di un titolo nietzschiano, è una sorta di dialogo fa la Morte e il pubblico, uno sproloquio denso di allusioni, di amare constatazioni, una contro-apologia di un potere naturale, di un ordine cosmico che gli umani hanno sconvolto, togliendo ad essa Morte i poteri decisionali, con una ridda di disvalori che coinvolge perfino il Padreterno. Emilio Massa è stato splendido interprete del bel testo. Accanto a lui un'efficace Michela Guidone. antonio giordano

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Sicilia, trasporto pubblico al collasso (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

a rischio 7.500 dipendenti Sicilia, trasporto pubblico al collasso GIovanni Ciancimino Palermo. Il trasporto pubblico locale in Sicilia è quasi al collasso. Rischiano 7.500 dipendenti. Le vetture impegnate sono 1.500 per un percorso di 150 mila chilometri. La situazione è critica: Il contributo previsto dalla legge regionale 68/83 verrà corrisposto con quasi 60 giorni di ritardo, mentre la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'applicazione dei contratti di lavoro degli anni 2005-06-07 non è stata ancora erogata. Eppure lo Stato ha già trasferito alla Regione la quota di propria competenza pari a 13 milioni. Ed ancora: la Regione non ha erogato e corrisposto i rimborsi previsti dalla legge regionale per la libera circolazione delle forze dell'ordine. Si tratta dei fondi relativi allo scorso anno. Le proteste nei confronti della lentezza della burocrazia sono bipartisan. Recentemente, seppur limitato al caso di Messina, Giuseppe Buzzanca (Pdl), sindaco di quella Città, ed anche deputato regionale, dalla tribuna di Sala d'Ercole ha tuonato sul corto circuito dei meccanismi della politica e dell'amministrazione regionale, richiamando alle proprie responsabilità la burocrazia siciliana ed in particolare il direttore generale dell'assessorato ai Trasporti Falgares che, a suo dire, «da un anno ritarda il pagamento dei corrispettivi alle aziende di trasporto pubblico, tra cui l'Atm di Messina, che pare si stata soddisfatta. Ma sono in serio pericolo l'Ast e l'Amt di Catania. Gli operatori del settore del trasporto temono che che questa grave situazione alla fine potrebbe favorire le aziende del Nord o straniere che manifestano interesse a rilevare le aziende siciliane in difficoltà. Giovanni Barbagallo (Pd), conferma: «In questa fase di transizione la Regione deve garantire lo sviluppo delle aziende pubbliche e private siciliane in una logica di mercato regolato. Le preoccupazioni in ordine alla creazione di monopoli gestiti da holding stranieri devono essere fugate da una politica regionale accurata. La Regione deve essere più tempestiva nell'erogazione della spesa, i meccanismi burocratici e politici dell'amministrazione determinano tempi troppo lunghi. Sarebbe grave se ciò avvenisse per favorire il decadimento della qualità dei servizi.

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"Polo logistico cinese nelle Marche? No, grazie" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giacomozzi (Confindustria): "Allora uno pure in Cina, con merce made in Italy senza dogane" "Polo logistico cinese nelle Marche? No, grazie" FERMO - "No, grazie. Un polo logistico per le merci cinesi nelle Marche sarebbe un problema per le piccole e medie imprese, e un grosso danno per la manodopera di casa nostra. Un polo logistico marchigiano di semilavorati cinesi punisce chi ha scelto di restare sul territorio e chi ha puntato sulla qualità e sull`identità". L'idea del polo dunque non piace. A dirlo non è uno qualunque. E' Paolo Giacomozzi, giovane contitolare della Gibas Srl, un'azienda che nel 2009 festeggerà 50 anni di attività. Un`impresa di artigianato artistico con 30 dipendenti, età media 35 anni. Una fabbrica di lampadari nata in Amandola, tra il verde e la suggestione dei Monti Sibillini. Nelle prossime settimane gli uomini della Gibas saranno a Roma per il restauro dei corpi illuminanti dei Palazzi Cenci e Bene-Spagnoli, dove lavorano i senatori della Repubblica Italiana. Giacomozzi è soddisfatto che la sua azienda sia stata scelta per un impegno così importante e prestigioso. Ma la notizia del Polo cinese nelle Marche lo preoccupa. Lo preoccupa da imprenditore ma anche da vicepresidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Fermo. Pensa a sé ma anche ai suoi colleghi. "Vogliono fare un polo logistico nelle Marche?", si chiede, "Allora ne realizzino uno anche in Cina, con la merce targata Made in Italy, senza sbarramenti, senza dogane. E si dia la possibilità effettiva ai piccoli artigiani-artisti locali di andare, a parità di condizioni, in Estremo Oriente". Giacomozzi apre un dibattito anche con il Presidente di Confidustria Marche Federico Vitali. Il Presidente della Faam Spa aveva prospettato come le imprese marchigiane potessero "essere impegnate, per ora, nella lavorazione finale delle merci cinesi destinate al Vecchio Continente". Paolo Giacomozzi ribatte che non gli sembra opportuno questo indirizzo. Anche sul problema dell`esasperante burocrazia, il titolare della Gibas dice la sua: "Non dobbiamo scappare Cina per sfuggire alle complicazioni burocratiche italiane. Dobbiamo pretendere dai nostri amministratrori locali, regionali e nazionali che affrontino, subito e di petto, le complicazioni burocratiche degli uffici che presiedono". Al presidente della regione Marche chiede di velocizzare le licenze e di aggiornare le strutture. Sul concetto di fare squadra, Giacomozzi è d'accordo, "ma per produrre in Italia, ed affrontare insieme il mercato internazionale". Per quanto riguarda i modelli da seguire, possono essere più d'uno. "La Faam ha una sua filosofia e una sua strategia, la Gibas ne ha un'altra, ogni impresa ha un suo modo di comportarsi". Alla regione Marche chiede di aiutare quelli che puntano su qualità e prodotti artistici, creando veri distretti industriali e commerciali all`estero. "Dobbiamo mantenere noi le chiavi di casa, la produzione dobbiamo tenerla in Italia, è il genio italico a far la differenza, non perdiamolo. La Cina, le sue chiave di casa, non ce le consegnerà mai. Anzi pretenderà le nostre". Rafforzare la produzione locale per Giacomozzi è l'unica stra da seguire. "Dove mandiamo la manodopera se facciamo produrre in Cina o in Estremo Oriente? Cosa diremo ai nostri dipendenti che con noi scommettono ogni giorno in fabbrica?". Soluzioni? Rilanciare con decisione il Made in Italy, quello vero non quello taroccato. Polo logistico cinese? "No, grazie".

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ALDO BALESTRA LA CRISI C'è. GIà PRODUCE, E PRODURRà, I SUOI EFFETTI ANC... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALDO BALESTRA «La crisi c'è. Già produce, e produrrà, i suoi effetti anche in Irpinia, con un prevedibile e sensibile calo di produzione e occupazione. Ci prepariamo a stringere la cinghia, ad economizzare sul superfluo, ma sarà inevitabile un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, mentre auspico che il Governo intervenga nel Paese con misure di sostegno alle imprese più che al sistema bancario. Mi auguro che questa condizione duri un anno, anche se noi imprenditori temiamo quasi il doppio. Mica, però, si può rimanere fermi, aspettando che la tempesta passi. Dobbiamo darci da fare, da subito, perchè gli effetti non siano devastanti, per creare le condizioni di una ripartenza. Non resteremo immobili, e lo diciamo con decisione a sindacati e politici per un'iniziativa comune. Un patto? No, il patto». Silvio Sarno analizza con preoccupazione, ma senza rassegnazione, la situazione provinciale. Aziende in difficoltà, mobilità, cassa integrazione. Se persino la Fma ormai tiene spesso gli operai a casa, a rotazione, se si pensa ai guai del metalmeccanico in genere, figuriamoci l'indotto, e tutto il resto. «Io credo in Fiat, ha fatto pulizia delle idee che non funzionavano ed avviato il rilancio dando fiducia a tutta la filiera che s'è rimessa in moto. C'è crisi - afferma Sarno - ma dietro il ridimensionamento resta un progetto consolidato che continuerà ad andare avanti, magari giovandosi di possibili interventi a livello europeo per ridurre il costo della produzione. Ma se si prende il tessile a Calitri, e la concia a Solofra, settori industriali che fanno Pil, si hanno segnali precisi e preoccupanti della crisi: il tessile non è mai decollato, e a questo punto non so se sarà più in grado di farlo; la concia ha problemi talmente gravi che pure aziende storiche e aperte al mercato globale hanno dovuto passare la mano. Il resto? Nell'enogastronomia, sono pochi quelli che con la trasformazione hanno «industrializzato» produzioni d'eccellenza, penso a vino, pasta e olio. Il resto è a livello piccolo, talvolta individuale. Rispettabilissimo, ma che non fa rete, non fa sistema economico irpino». Epperò Sarno è ottimista se evidenzia la capacità meridionale di reagire - capacità maggiore perchè abituata alla sofferenza (basti pensare al difficile rapporto con le banche per il credito ) - ma richiama alla necessità di chiudere il discorso infrastrutture «quelle necessarie, però» del sistema viario: dall'ammodernamento del raccordo Av-Sa per legare l'Irpinia al porto di Salerno alla Lioni-Contursi, l'Alta Capacità a Grotta, e l'Alta Velocità fino a Lancusi, la piattaforma logistica). E prende le mosse dalla nascita in Irpinia del consorzio «automotive» per provare ad indicare una via d'uscita alla crisi: «Venti aziende si sono messe insieme, ora sono più forti nel loro campo, e non di poco. Se c'è bisogno di un «guru» per vendite e acquisti, di un consulente ad alto livello per favorire sinergie e sistemi, il consorzio può, il singolo no. Ecco, s'agisca insieme per un'unica strategia. Vorrei suggerire questa strada con cinque-sei punti da sviluppare per il futuro dell'Irpinia. Li proporremo ai sindacati e subito dopo alle forze politiche, sollecitando coinvolgimento e anche linfa nuova delle classi dirigenti, mettendo i parlamentari intorno al tavolo. Puntare su industria, infrastrutture, snellimento della burocrazia, sostegno alle filiere, efficienza nell'utilizzo dei fondi europei. Si può rilanciare, così, il sistema Irpinia? Io dico di sì, dobbiamo provarci. Rimanere fermi sarebbe un suicidio».

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MA QUALE SOCIETà STIAMO COSTRUENDO? DR. VITTORIO TARTAGLIONE - NAPOLI GENTILE DR. ... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ma quale società stiamo costruendo? Dr. Vittorio Tartaglione - NAPOLI Gentile dr. Lubrano, il Cardinale Crescenzio Sepe ha parlato di «rivoluzione culturale e civile in una realtà che deve migliorare». L' avv. Mario Di Costanzo, che nell'agosto scorso in una lettera al Mattino rispecchiò la vera situazione in cui versa la nostra bella ma disgraziata città, come delegato della Consulta dei laici insiste sull' «impegno nella concretezza». Bisogna risvegliare, attivare le coscienze dei cittadini che si stanno cristallizzando nel caos, nel disordine morale con un'indifferenza che mette paura. Paura perché sta generando assuefazione alla violenza, paura per il futuro. E principalmente preoccupa per gli adolescenti, per i giovani perché dovranno formare la società del domani. E che società stiamo costruendo? Una società dominata dallo spaccio di droga, dalla camorra, dalla violenza istituzionalizzata. Basta vedere quel che è sotto gli occhi di tutti. Ecco alcuni esempi. Sono stati costruiti abusivamente interi gruppi di fabbricati, venduti con contratti «normali», con mutui bancari e nessuno sorveglia. Poi un giorno arrivano i Carabinieri e si viene a sapere che le costruzioni sono abusive e vanno demolite. E cosa succede ora? Abbiamo un esercito di netturbini e, nonostante si parli tanto di emergenza, si vedono poco in giro. L'industria turistica interessa poco o niente. Abbondano i vigili urbani, ma nelle strade non si vedono. Le moto sono sempre in sosta sui marciapiedi, li percorrono contro mano, non si fermano mai alle strisce pedonali, attraversano le Ztl. Le auto sostano alle fermate dei bus che non possono accostarsi al bordo del marciapiede. Per i mezzi pubblici non riusciamo ancora ad avere un orario da consultare. Si parla di multe salate per le inadempienze per la raccolta differenziata ma si è fatto poco o quasi nulla per istruire i cittadini e sistemare più raccoglitori. L'elenco sarebbe lungo, ecco perché tutte le forze sane, oneste, determinate, rispettose dei diritti della persona e dell'ambiente devono essere unite e costanti per una partecipazione attiva e continua per sostenere interventi, denunce e quant'altro possa servire al rispetto della città e dei cittadini che vi risiedono. Altrimenti questo silenzio diventa un suicidio. Impegno nella concretezza, risvegliare e attivare le coscienze dei cittadini. Nobili intenti caro lettore. Purchè alle parole seguano poi i fatti. Poste: è scomparsa la data di arrivo Salvatore Jervolino - S. G. VESUVIANO Gent.mo dr. Lubrano, perché le poste non timbrano più la corrispondenza con la data di arrivo? Mi dicono all'ufficio postale che loro non sono più tenuti ad apporre sulla corrispondenza ordinaria il timbro di arrivo. Ma quando poi le lettere che contengono atti soggetti a impugnativa arrivano in ritardo, uno come si difende? Devo ricordarle che da molto tempo Poste italiane non timbra più la corrispondenza ordinaria in arrivo. L'unico marchio è quello impresso con la data e la località di spedizione. Per questa ragione, «gli atti soggetti a impugnativa» vengono inviati tramite raccomandata, l'unica spedizione che ha, tanto nella data di partenza che in quella di ricezione, un valore legale. La monnezza sul presepe Pierina Novi - MILANO Caro Lubrano, pur vivendo a Milano la seguo ogni mercoledì con piacere e voglio esprimere attraverso di lei la mia sodisfazione di napoletana emigrata per il manifesto che comparve prima dell'estate scorsa sui muri lombardi, con la struggente immagine del Cristo velato della Cappella Sansevero(una statua che scoprii da ragazza con la scuola) e lo slogan: «Monnezza a chi? Guarda cosa butti se non vieni a Napoli...» Un bel modo di reagire e di contrastare l'idea terribile di una Napoli perduta sotto montagne di spazzatura. Ho letto, tuttavia, che gli alberghi del lungomare sono ancora vuoti e che la raccolta differenziata stenta a partire. Possibile? Manca poco meno di un mese e mezzo al Natale però almeno a Napoli i creatori di pastori sono già al lavoro da tempo. Due giovani artigiani, per esempio, Maria Costabile e Antonio Cantone, stanno allestendo nella Basilica di S.Domenico Maggiore (consenziente il Priore) un presepe fatto per metà con materiali tradizionali, sughero, muschio, cartapesta,creta e per metà con spazzatura riciclabile. «Vuol essere una provocazione» mi dice Cantone «per invogliare noi napoletani, alla raccolta differenziata». Dopo la triste stagione della monnezza vera (ma è proprio finita?) questo presepe si propone - nelle intenzioni - come un piccolo segnale di rinascita. Sarà visibile dal 28 novembre nella celebre chiesa che s'apre su Spaccanapoli. Un dubbio legittimo: a quale metà del presepe apparterrà il Bambino Gesù? È possibile che sia fatto di creta. Ma suppongo che, per lo scempio che ci siamo messi alle spalle e che ha provocato e provoca seri danni alla nostra industria turistica, il Neonato si immedesimerà al punto tale nella parte di napoletano che avrà le gote rosse di vergogna... E la tariffa differenziata sulla Napoli-Salerno? Bruno Pagano - SCAFATI Caro Lubrano, il precedente governo si era impegnato, di concerto con la Società Autostrade, ad attuare la tariffa differenziata sulla Napoli-Salerno, in maniera che il percorso di brevi tratti non costasse quanto quello dell'intero percorso. Mi sa dire quale destino ha avuto questo provvedimento? Contrariamente a quanto diceva la legge Finanziaria 2007 (che prevedeva l'incremento variabile da 2,5 a 7,5 millesimi di euro a chilometro per finanziare le grandi infrastrutture come la Tav e l'ampliamento della rete autostradale), alcune tariffe in accordo con le concessionarie sono rimaste bloccate al 2005, ad esempio la Palermo-Messina e la Messina-Catania. Tuttavia non è stata mantenuta la promessa più importante e cioè quella di verificare la congruità della remunerazione per i gestori rispetto agli investimenti intrapresi e programmati. Il condominio e la guardiania Giovanna Manfredi Campanelli - NAPOLI Gent.mo dr. Lubrano, se in un'assemblea di condominio ci fosse all'odg la proposta di un servizio di sorveglianza (guardiania), ovviamente fornito da una società legalmente riconosciuta, e la maggioranza decidesse positivamente, la spesa andrebbe divisa tra tutti i condomini, anche fra quelli contrari al servizio? E in che maniera: per millesimi, per appartamento o per proprietario? Sull'argomento ho consultato un esperto di regolamenti condominiali, non fidandomi delle mie sole conoscenze in materia. Intanto una precisazione: l'istituzione di un servizio di guardiania rientra tra le attribuzioni assembleari ex art. 1135 c.c,, essendo finalizzato alla conservazione e gestione delle cose comuni. Se invece il servizio fosse finalizzato esclusivamente a tutela dell'incolumità fisica dei partecipanti al condominio, l'argomento esulerebbe dalla competenza dell'assemblea e, pertanto, la delibera sarebbe completamente nulla. Detto questo, l'istituzione di un servizio di vigilanza interna al condominio è sicuramente considerato una «innovazione» e, secondo l'art. 1121, «qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa». La famiglia di oggi e le ore di lezione Ugo Finelli - NAPOLI Gent.mo dott. Lubrano, le sue considerazioni sulla lettera di mercoledì 5 novembre riferita alla famiglia di oggi mi hanno lasciato perplesso. Oggi la famiglia «è tutt'altra cosa» se la inquadriamo esclusivamente come un'entità economica. Sarà pur vero, ma si finisce per giustificare tutto. Ho insegnato in un istituto di un'area a rischio e l'allievo mi faceva notare che l'avviso di assemblea studenti era redatto ad uso e consumo di certi docenti. «I prof fanno le assemblee quando devono fare i fatti loro». E aveva ragione! Ma se in tempi di forte disagio economico si possono fare i fatti propri per guadagnare di più, è da giusticare il furto di ore di lezioni agli allievi. Ed il preside confermava: «Gli studenti hanno svolto 8 ore di attività (stage ndr) invece delle 6 ore e 20 minuti di lezioni» (per giunta in difformità delle prescrizioni). Siamo in tempi di forte disagio economico, arrangiamoci! Allora capisco un certo tipo di sostegno alla famiglia, ma solo se la famiglia è «tutt'altra cosa». Ma forse è qualcosa di più se gli onorevoli manifestano per «il sostegno alla famiglia». Allora non capisco il furto di ore di lezioni agli allievi. Lo chiedevo agli onorevoli, ma non ho avuto risposta. Forse sarò più fortunato con un valente giornalista. La famiglia intesa come entità economica giustifica qualsiasi furto compiuto in suo nome? «Pure isso adda campà, tene famiglia»... Non ho capito , signor Finelli, che cosa mi contesta. Eppure ho letto e riletto la sua email che trascrivo qui integralmente. Forse la deluderò come «valente giornalista» (grazie per la stima) ma le assicuro che faccio fatica a collegare la polemica che lei cita sui prof e le assemblee alla mutata fisionomia della famiglia di cui al mio commento. E comunque io non ho parlato di famiglia di oggi solamente come entità economica. Anzi, la sua diversità sta nel fatto che come nucleo fondante della società si è sfaldata, frantumata. La burocrazia e gli arretrati Umberto Capoccia - NAPOLI Caro dott. Lubrano, vorrei che Lei mi fornisse lumi circa la piovra della burocrazia che attanaglia i cittadini italiani.A mio fratello dopo estenuanti e continue visite ,presso strutture pubbliche, finalmente gli hanno riconosciuta l'invalidità civile con accompagnamento , invalidità al 100%. Ora l'Inps manda a mio fratello una raccomandata in cui si dice che gli è stata riconosciuta l'invalidità, per cui a partire dal mese di aprile ha diritto agli arretrati maturati. Nel frattempo, poichè mio fratello è stato anche operato al cervello per un ematoma subdurale e se non avesse avuto un fratello che si è sobbarcato tutte le spese di medicine, riabilitazione ecc., sicuramente sarebbe nell'aldilà, sono io che faccio le sue veci. Visto che mio fratello ha la canalizzazione della pensione Inps presso un agenzia Unicredit, per quale ragione gli arretrati di invalidità devono essere da lui riscossi di persona non valendo, per la banca, la delega che lui mi ha fatto ? Se è stato certificato ed acclarato che mio fratello è invalido al 100% come potrà mai riscuotere di persona quanto dovutogli? La banca mi dice: «È vero che tu hai la delega ad operare sul conto di tuo fratello, però l'Inps vuole che la somma dovuta debba essere riscossa presso la cassa dell' istituto da tuo fratello». Misteri della fede, tutti hanno ragione e chi ha bisogno si trova in mezzo ai guai. Poichè questa procedura è standardizzata per tutti coloro che devono riscuotere gli arretrati INPS, come si fa ad uscirne? Credo che la cosa migliore sia chiederlo all'istituto di previdenza. Immagino che l'Inps non agisca per capriccio ma in base ad una legge che impone certi comportamenti.

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"Lo sviluppo arriverà con la fiscalità di vantaggio" (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 12-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Lo sviluppo arriverà con la fiscalità di vantaggio" Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo: ''Devolvere quante più funzioni è possibile agli enti locali. I poteri, governati dai livelli istituzionali più vicini alle comunità locali, funzionano meglio e costano meno'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 5 nov. (Ign) - Presidente, il 7 novembre a Palermo Lei parteciperà alla Conferenza sul Federalismo, in un confronto importante con le altre Regioni. Cosa si aspetta da questo incontro? Mi aspetto che nasca un fronte comune che si assuma l'impegno di un confronto periodico per definire strategie condivise: per darsi una mano reciprocamente e non soltanto per fronteggiare le molte spinte egoistiche del nord. Solo dallo sviluppo del sud può derivare una prospettiva di crescita per l'intero paese. Verso un decentramento vero: che disponibilità c?è da parte della sua Regione? Rigore, risorse, regole e responsabilità: nel nuovo percorso di cambiamento della gestione della spesa pubblica, siete preparati a svolgere nuove funzioni e a trovare risorse per i compiti che il progetto federalista richiede all?autogestione regionale? Una coerente attuazione dei principi del federalismo esclude che al centralismo dello Stato si sostituisca un nuovo centralismo delle regioni. E' necessario devolvere quante più funzioni è possibile agli enti locali. I poteri, governati dai livelli istituzionali più vicini alle comunità locali, funzionano meglio e costano meno. Sono convinto che una nuova logica della responsabilità porterà alla fine del saccheggio sistematico delle nostre risorse e al loro impiego produttivo di benessere e lavoro. La “rivoluzione” federalista dovrà portare a un processo di rivisitazione delle regole: per riformare una sanità che costa troppo e potrebbe funzionare meglio; per semplificare la burocrazia che rappresenta uno dei fattori che maggiormente penalizzano lo sviluppo; per arrivare all'utilizzo razionale della massa di dipendenti pubblici che hanno trasformato le nostre istituzioni in stipendifici. Il Federalismo non è una lotta di poveri contro i ricchi o di Nord contro Sud, ma un?opportunità per il Mezzogiorno. Da più parti si rimarca la necessità di riforme strutturali soprattutto in alcuni settori quali sanità, trasporto pubblico e infrastrutture, ma occorrono anche politiche di investimenti per dare una risposta forte al sistema economico del Sud. Sul federalismo fiscale, il governo ha assicurato che ci saranno garanzie per il Meridione: perequazione su sanità, assistenza e istruzione, vale a dire il 90% della spesa regionale. Qual è la sua posizione e soprattutto: come evitare tagli alle politiche sociali? Una fase di federalismo solidale che duri quanto basta per allineare i cosiddetti costi storici ai costi standard è indispensabile. Senza l'introduzione di un meccanismo di vera perequazione, il sud sarebbe condannato alla miseria e allo spopolamento. Cosa pensa della proposta avallatta anche dal ministro Calderoni di sostituire, magari gradualmente, la filosofia dei fondi infrastrutturali con quella di una fiscalità di vantaggio, per aiutare e garantire lo sviluppo economico al Sud? Se la fiscalità di vantaggio è entrata nel disegno di legge, ma anche nel dibattito politico ed economico, si deve al nostro impegno. Si tratta adesso di crederci fino in fondo e di sostenerne la causa in sede comunitaria. Il mezzo fallimento della filosofia dei fondi strutturali potrebbe essere validamente sostituita da una fiscalità compensativa dei mille deficit delle nostre regioni. In Irlanda questo tipo di incentivi ha dato risultati eccezionali, diventando un vero, concreto e poderoso fattore di sviluppo. Sul federalismo, ha avuto modo di riscontrare che l?umore dei suoi cittadini è positivo o registra invece preoccupazioni e resistenze che, forse, sono frutto di una visione assistenzialista del Sud e possono dunque frenare questa sfida? Il Sud deve riscattarsi dei suoi vizi. A partire proprio dall'assistenzialismo, dalla mediazione parassitaria di una classe dirigente che ha lucrato per decenni vantaggi personali, assicurando ai governi centrali il consenso dei meridionali, in cambio del silenzio sul sistematico saccheggio delle nostre ricchezze. Un saccheggio che è cominciato proprio con l'unificazione. Non possiamo certo dimenticare che proprio il trasferimento “forzoso” delle Lire-oro custodite dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia, nelle esauste casse di casa Savoia servì a finanziare lo sviluppo industriale del nord e condannò alla marginalità le nostre regioni.

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