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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  1-2 ottobre 2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (78)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Opere pubbliche, tra burocrazia e corruzione ( da "Trentino" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altrimenti con le leggi attuali e seguendo la burocrazia, bisogna rassegnarsi a spendere anche tre volte tanto in dodici - quindici anni (mi pare che sia successo anche al S. Chiara). Questa è la nuda realtà e, aggiungo, uno degli aspetti negativi di un metodo dove chi cerca di "fare, risparmiare tempo e risolvere senza complicare" finisce correre tanti altri pericoli,

I nonni-giardinieririlanciano il parcodi Villa De Mari ( da "Secolo XIX, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incuria e alla burocrazia, stretta tra l'Aurelia, il Vte e l'autostrada. I volontari della villa (un consorzio di associazioni: Amici della Villa, Borgo Palmaro e Palmarese) lo chiamano "giardino di pace", un posto dove mamme, papà e nonni possono portare i bambini in un ambiente pulito, sicuro, controllato e tranquillo.

Rifiuti, troppa burocrazia per le imprese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia per le imprese" CAMPOFORMIDO. A&T 2000 spa, il Consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali anche per conto del Comune, torna nel mirino dell'opposizione della cittadina del Trattato. Il consigliere comunale della Lega Nord Fiorenzo Zuliani, dichiara di farsi portavoce del malcontento di imprese commerciali,

I giovani e le loro paure descritti da andrea bajani ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un ritratto della burocrazia italiana nei cunicoli tortuosi di uffici, assessorati, timbri, carte bollate; o "Qui non ci sono perdenti", o "Cordiali saluti". E poi, "Mi spezzo ma non m'impiego" sul mondo dei precari, "Se consideri le colpe", il romanzo forse più apprezzato dalla critica, vincitore, fra gli altri, dei premi "Mondello" e "Brancati"

Dobbiamo aiutare l'agricoltura ( da "Tirreno, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre di più, le imprese; basta pensare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni l'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziché per lavorare nei campi. Sicuramente nel 2008 i costi di produzione saranno ulteriormente aumentati a causa del caro gasolio".

Stretta del governo sul bilancio "tagliare le spese del 10 per cento" - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riforma della burocrazia che riduce da 37 a 29 il numero dei dipartimenti regionali: il disegno di legge è stato approvato ieri in commissione, all'Ars. "Potremmo portarlo in aula entro la fine della settimana", azzarda Cascio. è una corsa contro il tempo, perché il governo Lombardo ha congelato lo spoils system dei dirigenti generali proprio in vista di questo provvedimento:

La fp cgil: "sprechi senza controllo al territorio" - alberto tundo ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anomalie della burocrazia regionale, denunciate in un dossier della Funzione pubblica Cgil dedicato all'assessorato Territorio e ambiente (il prossimo sarà sui Beni culturali), presentato ieri dal segretario regionale Fp Cgil, Michele Palazzotto. Proliferazione di uffici, incarichi esterni, mancata applicazione di leggi e sperpero del denaro i mali elencati nelle 25 pagine del rapporto.

Comune e impresa hanno seguito la legge ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Superate le paludi della burocrazia, e ottenuto un formale nulla osta, potrà accendere le ruspe. Ma per capire cosa sia accaduto nel mondo di carta delle carte bollate bisogna armarsi di pazienza e logica. Il 19 giugno la società Baia Azzurra aveva presentato allo Sportello unico delle attività produttive del Comune una richiesta per costruire sei villette su un'

Tre milioni per rinnovare le sedi dei vigili ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella nuova organizzazione del comandante Sementa, a snellire la burocrazia e potenziare la produttività, portando energie nuove e allo stesso tempo l'esperienza degli ufficiali più anziani in settori delicati. Promossi sul campo anche Nicolangelo Pezone, che passa a dirigere il nucleo antiabusivismo e l'ufficio case;

Quelle cause cominciate quando c'erano i beatles - davide carlucci ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina XI - Milano Tra lungaggini e burocrazia, decenni in attesa di un risarcimento Quelle cause cominciate quando c'erano i Beatles DAVIDE CARLUCCI Due episodi di ieri: il tribunale ha condannato a trent'anni un boss calabrese, Giuseppe Ferraro, per traffico di cocaina ed eroina.

Gli sconti per aiutare la scienza vanificati da tagli e burocrazia ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 1 Gli sconti per aiutare la scienza vanificati da tagli e burocrazia Chi è iscritto a Chimica, Fisica e Matematica alla Statale può beneficiare di uno sconto sulla retta annuale da 500 a 800 euro, grazie agli incentivi previsti da un decreto ministeriale del 2005. Un contributo per incoraggiare gli studi scientifici che, per le matricole nell'anno accademico in corso,

Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese ( da "Arena, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.

Nonostante la splendida protezione del Sole dovete anche voi seguire con attenzione gli aspetti lega ( da "Messaggero, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Li delle questioni, quando la burocrazia si mette di mezzo non scherza. In atto una tempesta affettiva-passionale.

ROMA - Nessuna Gran cagnara nelle stazioni quest'oggi: i cani di media e gr ( da "Messaggero, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e tempi più rapidi per lo svolgimento delle gare, ha chiesto Moretti a proposito dell'iter delle gare d'appalto per le pulizie dei treni, al momento arenato davanti ai giudici amministrativi visto che le imprese che hanno perso la gara sono ricorse al Tar e successivamente al Consiglio di Stato.

<Per superare la crisi serve un'altra area produttiva> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello della burocrazia, ad esempio, che crea problemi alle imprese. Poi è in procinto di essere varato il piano strutturale intercomunale che potrebbe rappresentare una buona opportunità sia per l'edilizia residenziale che per quella produttiva. Ormai è al via anche il progetto della Cispadana (Ferrari con la sua azienda fa parte di una delle tre cordate in gara per l'

AL.EA, consulenza a 360 Ora nel cuore di Shanghai ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ad esempio, la burocrazia è sempre complicata in Cina, dalle procedure di spedizione ai dazi. Per questo è necessario dotarsi di strumenti per inserirsi in un mercato tanto difficile quanto ricco di opportunità". A completare i canali di comunicazione di AL.

PERUGIA LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in ( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non sappiamo ancora quando avremo disposizioni, ma sicuro è questione di pochi giorni ? continuano da Terni ?. Saremo noi a avvertire ogni studente". Ma intanto c'è chi ha dovuto lasciare l'appartamento. Pur facendo affidamento sulle promesse, è di nuovo la burocrazia a battere il tempo. E le famiglie ne fanno le spese.

TORNO dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di residenza. Stavo in coda al refett ( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A 55 anni mi ero illuso che fosse possibile risolvere in parte il problema grazie a internet. Non è così. Certe informazioni inutili le ottieni solo di persona, mangiandoti il fegato, immolandoti alla burocrazia. Ma perché? Gian Renato Boccalatte, e mail.

Al Boulevard il rock arriva dagli Usa ( da "Alto Adige" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accresciuta burocrazia e anche un po' dell'insofferenza di chi abita nei dintorni, il Boulevard di Via Goethe annuncia addirittura un cartellone di concerti con ospiti anche stranieri. La rassegna è intitolata Sensational Gigs in onore della prossima mostra del Museion Sensational Fix dedicata ai Sonic Youth ma è completamente indipendente da Museion e da finanziamenti d'

An, ceffone a forza italia - simonetta zanetti ( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: finire in stipendi e ulteriore burocrazia ai comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività, ma siccome il mio compito è di mediare con mia maggioranza spero che verrà fuori una proposta più intelligente possibile". Convinto di aver annientato il "pericolo" leghista, il governatore si era spinto oltre con l'ottimismo: "Se non altro si registra un evidente successo politico,

Energia, la deregulation non basta ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è anche il deficit di produzione rispetto al fabbisogno, molto acuto in Campania (importa il 60% dell'energia che le serve)e Basilicata (51,4%). Colpa anche del-la burocrazia, che sta rallentando le autorizzazioni per 15 centrali. Ma Puglia (in surplus dell'88%), Calabria e Sicilia sono in attivo. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

Due Italie anche per i black-out ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche la burocrazia fa la sua parte. Le istruttorie per l'apertura di una centrale o anche solo per l'ampliamento di una rete già esistente sono lunghe e ricche d'insidie. A complicare tutto, poi, contribuiscono i ricorsi alla giustizia amministrativa che testimoniano l'estrema litigiosità che il tema energetico è in grado di scatenare.

Ostaggio della burocrazia 15 centrali ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche molti interventi sulla rete Ostaggio della burocrazia 15 centrali Centrali elettriche, reti di trasmissione, rigassificatori e termovalorizzatori. Opere con caratteristiche e tecnologie molto diverse, accomunate dall'importanza strategica per lo sviluppo del Meridione e al tempo stesso dal destino ricco d'incognite, causa lungaggini burocratiche o integralismo ambientalista.

MICHELE Rago ( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un partito che non era né una struttura né una burocrazia, ma il convergere di molte vite, un tessuto fitto e di fili spesso preziosi, del quale gli attuali Ds non hanno né memoria né idea. Michele è stato uno di essi. FOTO: "LA DISCUSSIONE" DI RENATO GUTTUSO.

Burocrazia, balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Speciale Pagina 11041 Il borsino Burocrazia, balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno Il borsino --> Non solo in Sardegna: i cacciatori sono diminuiti in tutta Italia. Vent'anni fa le doppiette erano un milione e mezzo, oggi sono 800 mila. Tra le cause della fuga dai boschi, gli eccessivi costi di gestione.

ASSESSORE SANTOCHIRICO INCONTRA IMPRENDITORI DELLâ API ( da "Basilicanet.it" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Buone notizie anche sul fronte della burocrazia per le imprese estrattive. Santochirico, infatti, ha annunciato unâ??intensa attività di snellimento della burocrazia nel suo Dipartimento. In primo luogo lo sportello unico per accelerare i procedimenti autorizzativi per le imprese, al fine di stabilire tempi di attesa certi e soprattutto rapidi per lâ?

Cicala: Energia, buio al Sud ( da "Denaro, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese, dunque, è tema quanto mai indovinato per una kermesse come quella di Capri. Certo, ci sono poi temi specifici del territorio, che pure sono di importanza capitale per la società e per il tessuto imprenditoriale.

LEGNAGO. Una coppia di Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento chiesto il 26 agosto ( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.

Il problema starebbe nei terminali dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare ricorso al giudice ( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.

Per abbattere le attese ci sono i call center ( da "Corriere Adriatico" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esito della seconda puntata sulla burocrazia ancoranata realizzato ieri chiamando diverse aziende anconetane come Multiservizi spa, Enel spa, Conerobus spa, AnconAmbiente spa, Asur 7. A rispondere dall'altra parte del filo è l'ormai consueta segreteria vocale, che dopo aver espletato i numeri da digitare relativi al servizio richiesto,

A proposito delle esternazioni di Cacciari A ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possano succedere queste prevaricazioni da parte di una burocrazia bolsa e priva di qualsiasi considerazione verso l'ammalato.Gianantonio GodeasMilanoRendiamovisibileil MarzenegoSi sta discutendo se sia possibile e opportuno far ritornare visibile il fiume Marzenego attualmente coperto in Riviera XX Settembre e in via Poerio.

La strage di San Gennaro ( da "Articolo21.com" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo per farla andare dal gommista ci voleva la mano di Dio tra richieste e altra burocrazia, e quindi per evitare il fastidio e continuare a lavorare, era meglio sborsare di tasca propria 5 euro, previo accordo con il gommista per un prezzo di favore, perché stando sempre sulla strada le gomme ne facevano di bucature. “

Premio Sensoriabilis al Polo Tattile Multimediale di Catania ( da "Sicilia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: immane burocrazia che regola la competizione universitaria, la lista "Lotta Universitaria " correrà per i consigli superiori e precisamente per: Senato accademico, Consiglio di amministrazione dell'Università 1° e 2° livello, Consiglio di Amministrazione dell' Ente regionale per il Diritto allo studio universitario (Ersu) 1° e 2°

I COVI DEI DISPERATI NELLA CITTà DEI PROGETTI FERMI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aree destiante ad accogliere importanti strutture caratterizzanti il nuovo segno della rivoluzione urbanistica salernitana. Ma si accumulano i ritardi. "Non per colpa della burocrazia" ma per la lentezza dei privati. È l'accusa dell'assessore all'urbanistica Mimmo De Maio. E quegli spazi, assaliti del degrado, sono i covi dei senza dimora. CARLOMAGNO A PAG. 33.

LE TANE DEI DISPERATI NELLA CITTà IMMOBILE ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fanno polemica sui tempi della burocrazia, è che guardino alla loro capacità di proporsi, alle situazioni di stallo in cui molte volte si trovano le loro stesso opere. Che guardino ad un nuovo modo di lavorare, ad una nuova cultura del fare, che si impegnino, in fin dei conti, per essere attori del progetto di sviluppo complessivo che si sta quotidianamente portando avanti in città"

Comunità montane: Regione divisa, deciderà Roma ( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: togliere burocrazia, snellire le strutture, quindi abolire tutte le Comunità montane e destinare tutti i finanziamenti che attualmente vanno a finire in stipendi e ulteriore burocrazia ai Comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività". Posizione che Galan, prima di perdere la pazienza e andarsene, ha ribadito intorno alle 13 in un'

Cacciatori, 15 mila in meno Lorenzo Piras ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Cacciatori, 15 mila in meno Lorenzo Piras --> Cacciatori in fuga dai boschi. Dal 1994 le dop- piette sono 15 mila in meno. Colpa dei costi, delle tasse e della burocrazia. All'orizzonte nuovi vincoli per la caccia alla pernice.

Lo Bello: Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema confindustriale ( da "Articolo21.com" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'

Enti locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province ( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica".

I giovani all'estero per lavorare La sfida dei precari globali ( da "Corriere.it" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E soprattutto allergici ai mali endemici del sistema Italia, dall'eccesso di burocrazia alla pratica delle raccomandazioni: i "precari globali" o nuovi migranti sono l'antitesi del giovane viziato e mammone (e dal 2004 il numero dei figli tra i 20 e i 30 anni che vivono in famiglia è in costante, leggera diminuzione).

Serve un'agenzia per la montagna ( da "Corriere delle Alpi" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quanti altri operano sulle terre alte ma si trovano le mani legate dalla burocrazia. E' quanto ha chiesto Assindustria Belluno, attraverso il suo presidente Valentino Vascellari, alla Regione, rappresentata al teatro Comunale dal suo governatore, Giancarlo Galan. Un teatro zeppo, "nonostante l'invito a qualche sindaco, da parte del presidente Reolon e di trento, e non partecipare",

Addio ai contratti unici statali ( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stato crescente di perdita di competitività della burocrazia italiana. Quest'anno il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ne ha fatto un'occasione per fissare i paletti di una riforma contrattuale radicale: i dipendenti pubblici si devono preparare a dire addio agli aumenti di stipendio fissati a livello nazionale, già dal 2010 si passerà a contratti di stampo federale.

Darò a Treviso una giustizia più veloce ( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Va bandita l'inutile burocrazia, la rigidità applicativa e quella tabellare (divisione del lavoro tra magistrati fissata dall'alto, ndr)". Chiamata a raccolta. "Dobbiamo reclamare e pretendere che ci venga dato quello che altri tribunali hanno già", ha affermato Schiavon.

Baciò l'alunna: nessun provvedimento al docente E fa discutere la motivazione buonista del pm ( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un percorso fra le maglie della burocrazia lungo e, vista la vicenda, delicatissima. Intanto fa discutere la richiesta di archiviazione del procedimento da parte della Procura: il bacio del docente, infatti, sarebbe stato "manifestazione d'affetto", eccessiva, inopportuna, ma comunque non lasciva.

Visite con degustazioni nella più grande edizione ( da "Adige, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: enorme burocrazia che grava sulle distillerie italiane, magari prendendo ad esempio legislazioni come quella di Austria, Germania e Francia. Grapperie Aperte 2008 sarà quindi l'occasione per vedere i professionisti della distillazione all'opera. Visite in tutte le distillerie con degustazioni guidate per capire la complessità aromatica della grappa,

Polizia senza soldi, alfa 159 rotta e ferma da 15 mesi ( da "Nuova Venezia, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia italiana, non può da noi essere né condiviso né accettato". A questo punto scatta la provocazione del sindacato di polizia. "Pertanto qualora la riparazione non fosse possibile a causa di problemi di "cassa" noi del Siulp organizzeremo una pubblica raccolta fondi, al fine di poter "salvare la 159" e garantire così ai cittadini ed ai nostri colleghi una vettura in più sul

Tinti ospite del rotary ( da "Centro, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a partire dai magistrati che si contentano della piccola dose di burocrazia quotidiana in attesa dello scatto di anzianità, per arrivare fino alle "correnti" nella magistratura stessa. Nella sua carriera Tinti ha lavorato prima con Mario Carassi e poi Bruno Caccia, giudice di grande integrità morto ammazzato.

Urbanistica, la cdl cancella i vincoli per verande, barbecue e terrazzi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per i cittadini, è in sintesi la nuova riforma targata Cdl. Per i piccoli interventi edilizi, dunque, non servirà presentare la Dia (denuncia inizio attività) e pagare i diritti di segreteria e l'onorario del progettista. Si potranno costruire strutture chiuse (piccoli garage o magazzini) fino a un massimo di 20 metri cubi,

Monoblocco, summit favilla-tavanti ( da "Tirreno, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La prima questione da chiarire resta quella degli spazi e della funzionalità. Se gli studi e i dati ci daranno ragione per Campo di Marte, allora procederemo con la verifica del contratto. In operazioni di questa importanza, infatti, non vogliamo che sia la burocrazia a comandare". I.B.

Londra, la sfida dei conservatori ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rinnovare la sanità pubblica vittima della burocrazia, riparare la società spezzata, questo è il nostro piano per il cambiamento". Questo di Birmingham era considerato un discorso cruciale nella carriera politica di Cameron, da tre anni alla guida del partito. Avanti da mesi sul Labour nei sondaggi, Cameron pensava a una passeggiata trionfale per Birmingham.

Nel labirinto dei ritardi dell'Enel ( da "Giornale di Brescia" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberarsi anche dai farraginosi ingranaggi della burocrazia. Ultima nota dolente: le segnalazioni al centralino sono arrivate dopo estenuanti tentativi dei lettori di contattare direttamente il gestore. Oltre allo snellimento delle procedure amministrative è auspicabile anche una revisione dell'efficienza dei call center.

Affitto agevolato, ecco gli alloggi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto alla burocrazia, la Sovrintendenza ai beni architettonici ha imposto il blocco sul cantiere dal momento che non era stata informata dell'abbattimento. Gli opportuni controlli hanno comunque alla fine accertato che l'edificio non aveva alcuna rilevanza storica e così, dopo quattro mesi, i lavori sono ripresi.

Il canile deve essere affidato alle associazioni di volontariato ( da "Nuova Sardegna, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, deve essere affidato a dei soggetti che si prendano cura degli ospiti a quattro zampe. "Abbiamo visitato la struttura e abbiamo constato che l'opera pubblica non è compromessa da atti vandalici - dice Sebastiano Candidda, coordinatore regionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - anche se nutriamo dubbi sulla conformità della struttura a tutti i requisiti del

Ma nessuno sa che c'è la nuova legge ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è un incubo "Una nuova legge? No, non ne so niente. Quando? Come?". Non vogliamo spargere il panico nella sala d'aspetto della prefettura, al terzo piano di via Zelasco, allo sportello dei primi ingressi. Eppure basta scambiare poche parole con le persone in attesa per capire che non solo la notizia delle nuove regole in materia di ricongiungimenti non è arrivata ai diretti

La "conversione" di berto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per Tassan Zanin, la comunità avianese ha bisogno di un cambio di passo "con gente motivata e preparata e non immobile e ingessata dalla burocrazia. Valuterò, in maniera serena, con chi mi è vicino e con i responsabili di Fi le prossime decisioni da prendere". (d.s.).

L'e-commerce b2b con la Repubblica Popolare Cinese ( da "AltaLex" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ministero del Commercio Cinese in luogo della particolare burocrazia e dei rigidi requisiti previsti dal precedente testo. Normativa, quella attuale, che prevede tuttavia per alcune ipotesi delle eccezioni e limitazioni. Uno degli aspetti più rilevanti della emendata Foreign Trade Law si rifletterebbe, come vedremo a seguire, sulla disciplina della contrattazione internazionale,

Non solo Napoli: tesori svelati in Campania ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e tale non solo perché lo dice la burocrazia, condotta insieme a Danila Jacazzi con la preziosa collaborazione di Cettina Lenza e tutta la scuola gambardelliana di Aversa, vede coinvolto un folto gruppo di giovani sudiosi che "schedano" chiese, conventi, palazzi, casali, castelli e torri (come nel caso di Ischia) conosciuti, sconosciuti e misconosciuti.

Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grand ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica", ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno. "Non è una questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - continua Alemanno - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe.

Un colpo al portafoglio e uno utile per riallacciare le trattative sindacali che in estate h ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la burocrazia non ci metterà lo zampino, potranno portare a casa 1.200 euro (lordi) in più. Ieri mattina sindacati (Cgil, Cisl, Uil e autonomi) e giunta (in delegazione l'assessore Monia Ferranti e il dirigente per le politiche del personale, Roberto Ciccarelli) hanno raggiunto l'accordo per il pagamento delle indennità di responsabilità.

IL PASSANTE "SPINTO" SOTTO LA FERROVIA GALAN: GIORNATA DI SODDISFAZIONE ( da "marketpress.info" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità Montane e avrei destinato i solidi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità Montana, Ato, Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e io,

FEDERCOOPESCA: BENE AVVIO IN SENATO DELL'ESAME DDL SEMPLIFICAZIONE SETTORE ITTICO ( da "marketpress.info" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno snellimento della burocrazia, dalla razionalizzazione degli adempimenti". Questo il commento del presidente della Federcoopesca-confcooperative, Massimo Coccia, al termine della seduta della Commissione Agricoltura del Senato sull'esame del disegno di legge "Nuove diposizioni in materia di pesca marittima", che ha come primo firmatario il Senatore Paola Scarpa Bonazza Buora,

Zaccardi, mostra a Milano ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il crociato con la forchetta al posto della spada (sull'arrembaggio della burocrazia romana alla navicella della fiera di Milano), oppure l'accaparratrice di poltrone. La mosta sarà inaugurata sabato alle 10 dal ministro alle pari opportunità Carfagna. S.V. Artista Maurizio Zaccardi al lavoro.

Corsa contro il tempo per salvare le Comunità ( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono favorevolissimo allo snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità montane e avrei destinato i solidi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il risultato che ci troviamo di fronte è il migliore che si potesse raggiungere: 9 comunità, montane per davvero;

Ma qualcuno è contro? ( da "Opinione, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e vincoli, casta politica ed egoismi localistici. Abbiamo perfino potenziato l'accentramento, creando spocchiosi dirigismi regionali in luogo di quelli statali. In compenso siamo riusciti a polverizzare quel poco che di unitario, in senso nazionale, alcune generazioni avevano creato, per ridurci in una situazione incivile in cui si vorrebbe cassare l'

Tutti federalisti, nessuno federalista ( da "Opinione, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa è naufragata nella burocrazia brussellese, nella lunghezza dei cetrioli e nel diametro dei pompelmi. L'unico sicuro collante unitario rimasto è così l'acquisto del consenso, il "patriottismo del 27 del mese", la ridistribuzione dei quattrini sottratti ai contribuenti a legioni di cittadini che "vivono di Italia", di pensioni,

La crisi conclamata ( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi snellire burocrazia e paletti fiscali che ostacolano l'afflusso di capitali stranieri nell'industria turistica italiana, innalzare la professionalità degli addetti. Per affrontare al meglio le questioni congiunturali che il presidente Unioncamere Andrea Mondello ha indicato in quattro sole parole: 'dollaro, petrolio,

PREZZI. Una spesa di qualità a meno di 10 euro? Parte dal 15 ottobre "Lazio spende bene" ( da "HelpConsumatori" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unione tra le istituzioni che possono così dimostrare che non sono solo burocrazia, ma si incontrano nella vita quotidiana. Anche al supermercato. La povertà non interessa più soltanto una fascia marginale di popolazione, ma sempre più persone vivono nell'incertezza del futuro. Incertezza cui si risponde con politiche di sviluppo e con azioni concrete, come questa odierna''.

"Sugli infermieri nessun ripensamento" ( da "Corriere Adriatico" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inciampati nei tempi lenti della burocrazia. Sarebbe questa la spiegazione a quelle mancate assunzioni, in teoria già autorizzate da mesi ma in pratica ancora ferme. A rassicurare sindacati e cittadini è l'ingegnere Maurizio Bevilacqua, anche se sulla data del loro ingresso in ospedale preferisce non azzardare ipotesi.

Treni: in arrivo l'aumento dei biglietti per l'Alta Velocità ( da "Panorama.it" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese". Rivolgendosi alle associazioni di consumatori, i clienti del treno potranno ottenere assistenza nel percorso di conciliazione che si attiverà qualora il normale reclamo non abbia sortito effetti soddisfacenti o siano trascorsi 60 giorni senza risposta da parte delle Ferrovie.

<È un porto di mare. Gente che va, gente che viene. Se le ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siccome quasi sempre il giudice ordina la scarcerazione, dobbiamo rimetterci al lavoro e sbrigare tutta la burocrazia del caso. Senza contare le risse che magari nel frattempo abbiamo dovuto sedare visto che nella stessa cella possono finirci anche un serbo e un bosniaco. La situazione è ormai insostenibile".Egle Luca Cocco.

<Una prova di scarsa serietà. E un'occasione persa> ( da "Gazzettino, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece diventa sempre più un mostro che crea burocrazia e che assorbe ogni compito togliendo ossigeno agli enti territoriali. Con nessun vantaggio per la gente".E adesso cosa succede? "Non abbiamo nessuna informazione ufficiale. Ci limiteremo all'ordinaria amministrazione; a realizzare quanto già deliberato.

Venezia <L'esperienza fatta martedì in consiglio ( da "Gazzettino, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità montane e avrei destinato i soldi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità montana, Ato, Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e io,

DISASTRO ANNUNCIATO SUBITO I RESPONSABILI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con la burocrazia attuale, se nascono gli alberi nel letto di un fiume, non si sa chi deve abbatterli e nel frattempo le città si allagano". Lei ha inaugurato un nuovo corso: la politica che va in Procura. "Ho sempre avversato la politica che va in procura, ma qui non se ne può più.

De Girolami: <Facciamo squadra> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risentono di più della crisi di eccessiva burocrazia e di carenze di organico". Parlare a Schiavon di burocrazia è come agitare un panno rosso davanti al toro, ma a far tornare il sorriso sul volto del neoeletto, che non perdeva una parola, è arrivata la specificazione che quest'estate "ci sono stati malintesi che hanno visto indicare il Consiglio dell'Ordine come ente che non gradiva l'

<La prima sedia su cui mi sono seduto, stamattina, aveva un ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprenditoria non può essere frenata dall'ottusa rigidità tabellare, dalla burocrazia dei numeri che non può essere un alibi per non usare il buonsenso": la premessa è fondamentale per il territorio della Marca, con la fortissima presenza di industrie grandi, medie e piccole e di artigianato, che si trova di fronte a ritardi di anni e anni.

<Un'agenzia per le nostre idee e il futuro> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbiamo bisogno di più decisionismo e meno burocrazia. Il Veneto ha detto ancora Galan - è la prima regione turistica d'Italia, ma dobbiamo attrezzarci per il futuro: la concorrenza è forte e la crisi economica internazionale assai preoccupante. Occorre inventarsi qualcosa. Molto, del resto, abbiamo fatto.

Premiati diciotto agenti del Corpo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia non dipende dagli agenti. Il lavoro d'ufficio va a garanzia del cittadino". Sono stati poi consegnati riconoscimenti speciali per meriti di servizio e sportivi a 18 agenti del Corpo: al tenente Debora Martone, ai marescialli Maria Francesca Verettoni e Elvio Fain, agli agenti Nicola Pasquili,

Cultura/ Bondi: Centro libro e lettura parte primi mesi del ( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente dell'Associazione italiana editori, Aie, Federico Motta, ha sottolineato il "bisogno di chiarezza" e - d'accordo col ministro - la necessità "di uscire dalla logica della burocrazia", concludendo con un augurio: che "davvero si possa pensare e un 2009 con un Centro per il libro e la lettura operativo".


Articoli

Opere pubbliche, tra burocrazia e corruzione (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Una breve riflessione "tecnica" a commento della nuova tangentopoli trentina, perché in questa vicenda, a parte i problemi etico politici ci sono anche degli aspetti che non si possono non considerare, quelli pratici appunto. Quando si deve realizzare un'opera, pubblica o privata che sia, normalmente viene redatto un progetto con un capitolato d'appalto da sottoporre a delle imprese. Queste propongono delle offerte fra le quali il committente sceglie quella che ritiene più conveniente (che per i lavori pubblici con le regole attuali è sempre una lotteria certamente non molto trasparente), dopo di che si procede con i lavori. Il problema a questo punto è che praticamente non esiste alcuna opera, pubblica o privata, che durante la sua realizzazione non presenti dei problemi che il progetto, il capitolato o il contratto non hanno considerato. Un fenomeno questo che chiunque può verificare per qualunque cosa voglia realizzare nella vita, perché c'è sempre qualche rotella dell'ingranaggio che non gira come si pensava. A questo punto un privato, con i suoi soldi, trova una soluzione, in genere rapidamente, perché si rende conto che il tempo costa, le complicazioni anche, e che è nel suo interesse andare avanti in fretta. Per le opere pubbliche le cose sono molto più complicate perché ogni variante, che costi oppure no, deve seguire un iter"burocratico" che finisce, in genere per costare una esagerazione in tempo e denaro. Allora, parlo in generale e semplificando, le soluzioni sono due: o si burocratizza il problema senza badare alle perdite (tempo e denaro), o lo si risolve rapidamente in "camera caritatis" con tutti i risvolti che questa soluzione può comportare in termini di denunce, possibili mazzette e tutto il resto. Perciò se si vuole ad esempio costruire un grande ospedale (o una strada.), diciamo in tre anni e al minimo di spesa, allora ci deve essere una specie di dittatore (quasi senza controlli) che decide giorno per giorno, altrimenti con le leggi attuali e seguendo la burocrazia, bisogna rassegnarsi a spendere anche tre volte tanto in dodici - quindici anni (mi pare che sia successo anche al S. Chiara). Questa è la nuda realtà e, aggiungo, uno degli aspetti negativi di un metodo dove chi cerca di "fare, risparmiare tempo e risolvere senza complicare" finisce correre tanti altri pericoli, a volte meritati, altre volte no. E' uno dei problemi irrisolti della democrazia, miei cari signori, anche se può non piacere. Franco Giovannini trento Caro ingegner Giovannini, lei è un esperto del settore costruttivo, capace di individuare bene i labirinti degli appalti, ma anche di denunciare quando le intrusioni della politica diventano insopportabili. L'ha fatto in un suo libretto che i trentini potrebbero rileggere con profitto, uscito in tempi non sospetti, qualche anno prima della "prima" tangentopoli, dal titolo significativo: "Sud, Est, Nord.ma la corruzione esiste". E' un libro ad episodi. Fra l'altro si narrano le vicende di un mattonificio in Val di Non e le avventure di un imprenditore in Sicilia. Due realtà diversissime, anche per stile di intervento (non si può fare di ogni erba un fascio, buttando lì la parola mafia ad ogni piè sospinto) ma comunque illuminanti. Ma se le cose stanno così - ed è chiaro che il sistema degli appalti non funziona, perché si riferisce ad un'economia vecchia, ancora ottocentesca, ed a impianti di impresa tecnologicamente"fissi", e a una visone pauperistica dei rapporti dell'ente pubblico, che non tiene conto della globalizzazione e delle sue truffe, e che dimentica la vecchia saggezza popolare quando diceva"chi più spende, meno spende" - se le cose stanno così, perché gli imprenditori per primi non si siedono attorno a un tavolo e propongono come si dovrebbe fare per affidare un lavoro, con tutte le elasticità e le snellezze necessarie, ma anche con il rigore irrinunciabile? Perché mancando un filtro a monte (una selezione non solo tecnica, ma culturale ed anche etica dei progettisti e dei tecnici quale il curriculum degli studi non assicura più) il sistema è chiaramente portato a privilegiare i peggiori. O gli amici. La moneta cattiva scaccia sempre quella buona (è la lezione del crollo finanziario di questi giorni) se non intervengono controlli, iniziative, energie. Allora perché gli imprenditori, invece di fare cordate con i progettisti, o di usare "blandizie", non prendono loro l'iniziativa di uscire allo scoperto con proposte di trasparenza e rigore professionale? Il problema è urgente, perché da un lato "occorre" favorire il lavoro locale (Grisenti ha una buona freccia al suo arco, non possiamo permettere che un globalismo trufflaldino di importazione americana distrugga la costruzione europea come sta distruggendola, vedi ultime elezioni in Austria) dall'altro occorre impedire che il giro delle amicizie, più che gli appalti, porti a disegnare secondo rapporti di potere i piani regolatori, che sono il vero cancro del Trentino. Peraltro l'impressione è che l'inchiesta in corso avviata sugli appalti abbia come sbocco i prg, la cui iniquità speculativa è sotto gli occhi di tutti. Riportare "lavori" sul territorio è un'esigenza vera, ma compiacere servilmente un presidente per ottenerli no, ed è questo forse l'aspetto più grave rivelato dall'inchiesta, perché mostra una corruzione più profonda di quella delle tangenti, una corruzione degli animi, delle identità, delle libertà. Destra e Centro, in ciò, pari sono. Su questo, soprattutto, bisognerà operare, prima e dopo il voto del 26 ottobre.

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I nonni-giardinieririlanciano il parcodi Villa De Mari (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Palmaro Numerosi volontari hanno recuperato dal degrado il giardino e curano la manutenzione dell'area IL PARCO DI VILLA DE MARI, a Palmaro, dal luglio 2006 è un'oasi verde strappata all'incuria e alla burocrazia, stretta tra l'Aurelia, il Vte e l'autostrada. I volontari della villa (un consorzio di associazioni: Amici della Villa, Borgo Palmaro e Palmarese) lo chiamano "giardino di pace", un posto dove mamme, papà e nonni possono portare i bambini in un ambiente pulito, sicuro, controllato e tranquillo. Le "colonne" di questo piccolo esercito, capace di gestire lo spazio verde come una piccola Svizzera, sono Teresa Ricchini, Elena Di Pietro e Anita Scotto, nonne a loro volta di una schiera di bambini che vanno dai 4 ai 10 anni. Sedute nel giardino, davanti allo spazio giochi, raccontano il loro impegno quotidiano per tenere puliti i bagni, raccogliere e svuotare la spazzatura e tenere unito un tessuto sociale che prima sembrava lacerato. "Qui ci conosciamo tutti - spiegano - gli anziani vengono ogni giorno perché trovano qualcuno con cui parlare, giocare a carte o leggere il giornale. Prima molti di loro sarebbero stati chiusi in casa, irrimediabilmente soli. Senza contare i bambini e i loro genitori che qui trovano una libertà prima impensabile ". I cancelli sono aperti sia dall'Aurelia che da via alla Chiesa (questa è una "conquista" recente), dalle 9,30 alle 12 e dalle 14,30 alle 19,00, e una allegra campanella con tanto di batacchio segnala i momenti di apertura e chiusura. "Quando siamo entrati nella villa - spiega Pietro Petrucci, presidente del consorzio di volontari - abbiamo trovato una situazione disastrosa: la vegetazione era una "giungla" impenetrabile. Ma anche se abbiamo i capelli bianchi siamo stati in grado fare un vero miracolo. A furia di feste e raccolta fondi, in questi due anni, siamo riusciti ad apportare delle migliorie: abbiamo messo a norma l'impianto elettrico e quello d'irrigazione, sistemato i vialetti e presto semineremo l'erba del prato. Certo, è stato fondamentale l'apporto professionale dei volontari e l'impegno del municipio oltre che delle società controllate del Comune che ci hanno dato una grossa mano con materiali e mezzi". Tutti ricordano con gratitudine l'aiuto di Roberto Bruzzone, presidente dell'allora circoscrizione prematuramente scomparso un anno fa. "Con Arcadio Nacini, consigliere comunale, sono stati un tandem formidabile - aggiungono Aldo Ferraris e Rocco Lo Faro, altri volontari - ci hanno aiutato a riprenderci questo spazio che rischiava di rimanere in balia della burocrazia per chissà quanto altro tempo. Ora possiamo guardare con orgoglio gli interventi fatti e i risultati ottenuti. Abbiamo una pista in cemento che ci è costata tanta fatica ma che è il nostro orgoglio". Tra le tante iniziative portate avanti si inseriscono di recente le serate musicali (iniziate lo scorso 12 settembre e che continueranno fino ad ottobre) nello spazio della chiesa. Il sogno nel cassetto? "Uno spazio al coperto per poterci incontrare anche quando fa freddo o piove". Claudia Lupi 01/10/2008.

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Rifiuti, troppa burocrazia per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campoformido. Il consigliere della Lega Zuliani punta l'indice contro il Consorzio gestore "Rifiuti, troppa burocrazia per le imprese" CAMPOFORMIDO. A&T 2000 spa, il Consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali anche per conto del Comune, torna nel mirino dell'opposizione della cittadina del Trattato. Il consigliere comunale della Lega Nord Fiorenzo Zuliani, dichiara di farsi portavoce del malcontento di imprese commerciali, artigianali e produttive in ordine all'obbligo di comunicazione allo sportello del Consorzio, aperto in municipio, dei dati catastali dei fabbricati. "Che senso ha - argomenta Fiorenzo Zuliani - costringere gli imprenditori a perdere tempo in estenuanti code davanti allo sportello quando invece A&T 2000, per l'applicazione delle tariffe, potrebbe recuperare questi dati direttamente dal catasto e, semmai, fare poi gli opportuni accertamenti? Perchè dare un'ulteriore incombenza burocratica alle imprese? Non aggiungiamo altri problemi ai cittadini, già penalizzati da tariffe sui rifiuti in costante aumento e da servizi di smaltimento costosissimi". Lo sguardo di Zuliani, in qualità di segretario provinciale della Lega, si sposta poi alle prime schermaglie politiche in atto a Campoformido in prospettive delle elezioni amministrative del prossimo anno. "Il nostro partito - spiega - sta per avviare un giro di consultazioni in tutte e quattro le frazioni. Proprio per questo motivo ogni discorso è prematuro anche se mi sembra, sin d'ora, che l'unico spazio per ipotesi di collaborazione sia con la Casa della Libertà". Da ultimo, lo stesso Zuliani intende dedicare due ore del sabato mattina in municipio per dialogare con i cittadini. "La disponibilità c'è - assicura -. Ora però non dipende da me, ma dal sindaco se mi concederà gli spazi". Alfredo Longo.

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I giovani e le loro paure descritti da andrea bajani (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Cossoine l'autore di "Domani niente scuola" I giovani e le loro paure descritti da Andrea Bajani COSSOINE. Un "grande atto di masochismo", lo ha definito lo stesso autore, ma anche uno sguardo affettuoso, tenero, mai giudicante sul mondo dei giovani. Questo è "Domani niente scuola", il reportage da tre viaggi di istruzione delle scuole superiori, scritto da Andrea Bajani (foto). Lo scrittore ha presentato il libro prima al Liceo Azuni, poi nella biblioteca comunale di Cossoine, e infine nel cortile di Palazzo Ducale a Sassari. Tre occasioni diverse, in cui l'autore, in possesso di buone doti di affabulatore, e di una discreta dose di simpatico compiacimento nel raccontare e nel raccontarsi, ha ripercorso una esperienza unica nel suo genere, che lo ha portato, lui trentaduenne abbondantemente fuori dalla scuola, a mischiarsi con tre diversi gruppi di adolescenti, uno di Torino, uno di Firenze e uno di Palermo, in viaggio di istruzione a Praga e a Parigi. "La molla - ha raccontato Bajani - è stata il fastidio per il modo con cui gli organi di informazione si rapportano al mondo dei giovani, ritenuti nella migliore delle ipotesi un popolo di debosciati". E il risultato è un racconto dove i ragazzi non sono studiati od osservati con lo sguardo indagatore dell'entomologo, ma sono semplicemente "visti" nel loro modo di essere, ora tenero e romantico, ora ingenuo e spaurito, ora duro e rabbioso. "Come sempre gli adolescenti - ha precisato Bajani -, con le insicurezze, le paure, le speranze e le aspettative di quell'età". E così, alla fine, è emerso dal dibattito di Cossoine, che i problemi sono forse più degli adulti, genitori ed insegnanti, impauriti e disorientati da dinamiche che non riescono più a comprendere, che dei ragazzi, impegnati unicamente nella loro fatica di crescere. E poi ha parlato del suo viaggio nell'Italia di oggi, Andrea Bajani, attraverso romanzi e reportage che ne mettono a nudo vizi e virtù. Come "Morto un papa", un ritratto della burocrazia italiana nei cunicoli tortuosi di uffici, assessorati, timbri, carte bollate; o "Qui non ci sono perdenti", o "Cordiali saluti". E poi, "Mi spezzo ma non m'impiego" sul mondo dei precari, "Se consideri le colpe", il romanzo forse più apprezzato dalla critica, vincitore, fra gli altri, dei premi "Mondello" e "Brancati", fino a "Domani niente scuola". La serata era organizzata dal Comune, dall'associazione culturale "Coilibrì" e dalla libreria "Koinè". Mario Bonu.

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Dobbiamo aiutare l'agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Approvata in consiglio comunale mozione contro la crisi del settore: "Snellire le pratiche" "Dobbiamo aiutare l'agricoltura" ROSIGNANO. Ascoltare gli agricoltori rosignanesi per capire che ripercussioni sta avendo la crisi che investe il settore sul territorio. è quanto chiede Fabrizio Bagnoli (consigliere comunale del Pd) all'assessore competente attraverso una mozione approvata all'unanimità ieri mattina dal consiglio comunale. "è fondamentale raccogliere l'allarme lanciato dalla Confederazione italiana agricoltori della Toscana - dice Bagnoli - fortemente preoccupata per i redditi degli agricoltori, che sono diminuiti dal 2000 al 2007 del 18% (contro un più 16% della media europea), mentre nello stesso periodo i prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28%". L'analisi del consigliere comunale del Pd sulla crisi dell'agricoltura (purtroppo anche di casa nostra) prosegue. "Nel 2007 i costi di produzione sono aumentati del 6%; è aumentata l'incertezza delle produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attività agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre di più, le imprese; basta pensare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni l'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziché per lavorare nei campi. Sicuramente nel 2008 i costi di produzione saranno ulteriormente aumentati a causa del caro gasolio". E così Bagnoli, a nome del consiglio comunale, "da mandato all'assessore competente di contattare le associazioni di categoria per avere un quadro della situazione attuale fra gli agricoltori del nostro territorio comunale e di riportarne l'esito in consiglio comunale. Inoltre, si incarica il presidente della seconda commissione "Sviluppo del territorio" di organizzare una commissione consiliare invitando anche l'assessore provinciale all'agricoltura per avere un quadro della situazione nella provincia, le associazioni di categoria, e la Regione Toscana per informarci sulle linee del Piano agricolo regionale ed eventuali ricadute sul nostro territorio". Ma non finisce qui. Si chiede anche di "sensibilizzare l'amministrazione comunale, per quanto di propria competenza, allo snellimento di pratiche amministrative e burocratiche relative al settore agricolo".

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Stretta del governo sul bilancio "tagliare le spese del 10 per cento" - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo Stretta del governo sul bilancio "Tagliare le spese del 10 per cento" Buco di 4 miliardi, diktat della giunta agli assessorati Cimino rispedisce al mittente le richieste dei settori: "Il deficit sarebbe il doppio" EMANUELE LAURIA "Vado su con l'elmetto", scherza l'assessore al Bilancio Michele Cimino salendo per le scale di Palazzo d'Orleans. Presentando così, con un'espressione colorita, la battaglia di giunta sui conti della Regione. Che non tornano. E non tornano perché il deficit, già salito nelle previsioni tendenziali a 2,2 miliardi di euro, è cresciuto sino a 4 miliardi in seguito alle richieste di nuove risorse giunte negli ultimi giorni dagli assessori. Raffaele Lombardo, il governatore, capìta l'antifona, ha rilanciato nella riunione di ieri sera: ha rispedito ai mittenti le richieste e ha chiesto anzi a ciascun assessore di tagliare il 10 per cento dei fondi contenuti nella propria rubrica. La manovra estrema per chiudere in pareggio il bilancio. Considerato che gli altri quattrini necessari dovrebbero essere reperiti con un piano anti-deficit messo a punto nel corso di un lungo confronto con Cimino e i tecnici dell'assessorato. Trenta milioni di risparmi dovrebbero arrivare dalla costituzione di un ufficio unico per la promozione: "Palazzo d'Orleans assumerà tutte le competenze sinora frammentate fra Beni culturali, Turismo, Cooperazione", spiega Cimino. Una cifra ben maggiore (430 milioni) viene recuperata con l'utilizzo delle cosiddette "risorse liberate", somme impegnate dalla Regione per interventi su cui possono essere dirottate risorse statali o europee. E una copertura di 950 milioni sarebbe assicurata dal piano di valorizzazione degli immobili. Stessa cifra fu messa l'anno scorso nel bilancio 2008: non è entrato in cassa un euro. Ma ora, spiega Cimino, "si punta a operazioni di project-financing che diano ai privati la possibilità di sfruttare a fini turistici tanti beni della Regione sinora inutilizzati: cascine, ruderi di campagna, fari. Ciò dovrebbe garantire introiti più certi rispetto alla semplice dismissione degli immobili, che sinora non ha sortito gli effetti sperati. Anche se - continua l'assessore al Bilancio - non accantoniamo la strada della cessione dei beni, indicata fra le altre da Psp, il partner che ha fatto il censimento del patrimonio regionale". Il resto sono, più che altro, segnali che il governo Lombardo vuole inviare. Come il taglio del dieci per cento delle indennità degli assessori regionali. Cimino, per conto suo, fa sapere di avere rinunciato ai fondi del capitolo della rappresentanza dell'assessorato: 200 mila euro. "A Natale farò qualche regalo in meno. Ma magari do l'esempio". E altri risparmi dovrebbero essere realizzati con la riforma della burocrazia che riduce da 37 a 29 il numero dei dipartimenti regionali: il disegno di legge è stato approvato ieri in commissione, all'Ars. "Potremmo portarlo in aula entro la fine della settimana", azzarda Cascio. è una corsa contro il tempo, perché il governo Lombardo ha congelato lo spoils system dei dirigenti generali proprio in vista di questo provvedimento: e la proroga data ai manager scade il 10 ottobre. In assenza di un nuovo mutuo ("Al momento non ne prevediamo", ancora Cimino), il buon esito della prima manovra firmata Lombardo è legato a quella riduzione generalizzata del 10 per cento delle spese ancora da mettere su carta, semplicemente richiesta agli assessori. Saranno loro, nel giro di poche ore, a rivedere i capitoli di loro competenza. Ma qualcuno in giunta ha già messo le mani avanti, sottolineando che la "stretta" mal si concilia con le maggiori risorse necessarie per il contratto dei forestali o per stabilizzare i precari, dai 384 operatori della Protezione civile ai 500 catalogatori. Cimino dice: "Per i dipendenti della Protezione civile, ma anche per il personale Pon Atas che grava nell'orbita del Territorio e per i precari dell'emergenza rifiuti stiamo cercando una soluzione che ci consenta di caricare le spese sui fondi Ue". Fatto sta che ieri, termine ultimo per il varo del bilancio, la giunta ha potuto approvare solo le "linee guida" che ispireranno il documento contabile. La partita, per Lombardo che invoca sacrifici, è appena cominciata.

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La fp cgil: "sprechi senza controllo al territorio" - alberto tundo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Il dossier La Fp Cgil: "Sprechi senza controllo al Territorio" ALBERTO TUNDO Il presidente della Commissione provinciale per la tutela dell'ambiente di Messina si rivolge al dirigente del servizio 3 dell'assessorato regionale Territorio per ottenere l'erogazione di fondi. Nulla di strano, se non fosse che presidente e dirigente sono la stessa persona. Una delle tante anomalie della burocrazia regionale, denunciate in un dossier della Funzione pubblica Cgil dedicato all'assessorato Territorio e ambiente (il prossimo sarà sui Beni culturali), presentato ieri dal segretario regionale Fp Cgil, Michele Palazzotto. Proliferazione di uffici, incarichi esterni, mancata applicazione di leggi e sperpero del denaro i mali elencati nelle 25 pagine del rapporto. Difficile spiegare altrimenti le Cpta, organismi che ormai forniscono ai Comuni pareri non vincolanti e spesso inutili, visto che le loro competenze sono state assorbite da altri enti. Eppure continuano a esistere e a costare: 330 mila euro all'anno, cui aggiungere il milione per i 70 dipendenti delle segreterie. Personale - sostiene la Cgil - che potrebbe essere dirottato a quegli uffici periferici del demanio marittimo, i quali avrebbero dovuto sostituire la Guardia costiera nell'attività amministrativa. Uffici che, se attivati, tra il 2006 e il 2008 avrebbero fatto risparmiare tre milioni di euro. Da 20 gruppi di lavoro al Territorio si è arrivati a 68 uffici, un incremento del 380 per cento. Da quattro unità operative sono state create - "con motivazioni fasulle e false", sostiene la Cgil - un'area, tre servizi e sei unità operative. Il carico di lavoro è rimasto lo stesso, la spesa per le indennità dirigenziali è salita da 50 a 200 mila euro all'anno. Nel rapporto spicca la figura del dirigente generale del dipartimento Territorio, Pietro Tolomeo, tra l'altro sfiduciato dall'Ars nel 2007 per una maxi rotazione interna agli uffici poco gradita alla politica. Anche il sindacato gli rimprovera una gestione autoritaria e poco trasparente: lo accusa di aver rimosso due tecnici e di aver cancellato i chimici dal servizio 3, perché nessuno ostacolasse la costruzione di quattro inceneritori. La Cgil gli contesta l'arbitrarietà di alcune decisioni e di altrettante nomine, come quella dell'avvocato Riccardo Ursi a consulente della direzione generale e del servizio 2: dieci mesi di lavoro che fruttano quasi 37 mila euro. "Sono stato nominato attraverso una selezione alla quale abbiamo partecipato in dieci - dice Ursi - e io sono un professore universitario, non il primo sconosciuto che passa".

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Comune e impresa hanno seguito la legge (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Luca Rojch "Comune e impresa hanno seguito la legge" La forestale aveva sequestrato il cantiere, ma il giudice dà ragione alla società OLBIA. Il cantiere resta sotto sequestro e l'impresa esulta. Nel mondo alla rovescia di Pittulongu non c'è nessuna contraddizione. In realtà la Baia Azzurra, che voleva costruire sei villette a Mare e Rocce e si era vista piombare la forestale a mettere sigilli e nastro da scena del crimine nel suo terreno, può fare festa. A breve potrà cominciare i lavori. Il tribunale del riesame di Tempio gli ha dato ragione su quasi tutti i fronti del suo ricorso. Superate le paludi della burocrazia, e ottenuto un formale nulla osta, potrà accendere le ruspe. Ma per capire cosa sia accaduto nel mondo di carta delle carte bollate bisogna armarsi di pazienza e logica. Il 19 giugno la società Baia Azzurra aveva presentato allo Sportello unico delle attività produttive del Comune una richiesta per costruire sei villette su un'area a Mare e Rocce. Tutto previsto dalla legge. Per avere il via libera era necessario avere l'ok dall'ufficio tutela del paesaggio e dal dirigente del Suap, Michele Baffigo. Tutto entro 22 giorni. Passato il termine non sono arrivate obiezioni. La società ha ritenuto possibile cominciare i lavori. Dopo un altro paio di lettere e riunioni con l'amministrazione. La Baia ha messo un cartello, pulito il piazzale e subito è arrivato il corpo forestale che senza indugi ha messo sotto sequestro la struttura e denunciato il dirigente del Comune, il progettista e un geometra. Per il corpo forestale l'area è a rischio idrogeologico e non si può costruire. La Baia Azzurra, certissima di avere ragione fa ricorso urgente al tribunale del riesame, che in pratica ha dà ragione su quasi tutta la linea alla società. Per prima cosa i giudici hanno detto che non esiste nessun piano di rischio idrogeologico del Comune. La proposta di variante presentata dall'amministrazione al piano regionale è stata respinta con una richiesta di integrazione. Ma nella sentenza vengono chiariti altri aspetti. Del tutto riabilitato il dirigente del Comune Michele Baffigo, che per il tribunale ha agito in modo perfetto. Tutto secondo quanto impone la legge. In altre parole per costruire a Pittulongu l'unico strumento di riferimento resta il piano di risanamento, quello sotto la lente dalla magistratura. Ma anche la Baia Azzurra ha agito in modo corretto. C'è una sola contestazione che viene fatta alla società, per cui resta a tempo la conferma del sequestro del cantiere. Doveva attendere un documento da parte del Suap, un nulla osta. Baia Azzurra aveva presentato tutta la documentazione in Comune. L'amministrazione prima di pronunciarsi deve attendere il parere dell'ufficio tutela del paesaggio, che non è arrivato entro i 22 giorni previsti dalla legge. Il dirigente deve comunicare in ogni caso alla società che non è arrivato nessun parere da parte degli uffici e solo in quel momento i lavori possono cominciare. La società ha solo bruciato di qualche giorno la lettera. Una formalità. Ma di fatto la sentenza è una vittoria per la Baia Azzurra, perché il tribunale fa cadere tutti i paletti evidenziati dal sequestro fatto dalla forestale. Nessun commento da parte dell'assessore alle Attività produttive, Vanni Sanna, che si limita a elogiare il dirigente dell'amministrazione. "La sentenza dimostra che Baffigo ha ben agito - dice -. Il dirigente è stato ingiustamente indagato, senza avere commesso nessun reato, ma si è attenuto con scrupolo alla legge. I procedimenti interdittivi non spettavano a lui, ma ad altri".

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Tre milioni per rinnovare le sedi dei vigili (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Napoli L'iniziativa L'assessore Cardillo attiva i finanziamenti. Lavori di ristrutturazione nel comando di via De Giaxa e in altri uffici decentrati Tre milioni per rinnovare le sedi dei vigili Arrivano tre milioni. Sono i primi finanziamenti per ristrutturare tutte le sedi della polizia municipale, a cominciare dalla sede centrale di via De Giaxa fino ai comandi di periferia. A sbloccare i fondi è stato l'assessore Enrico Cardillo, nella manovra di assestamento di Bilancio, mantenendo la promessa fatta il giorno dell'insediamento del nuovo comandante dei vigili, il generale Luigi Sementa. I tre milioni verranno utilizzati per rendere più "accoglienti" i comandi (sia per il personale che per il pubblico) e per ammodernare tutta la rete telematica. Uno dei primi obiettivi sarà anche risolvere il problema della V unità operativa, quella di piazza Cavour, da mesi senza una sede agibile. E dai tre milioni si ritaglierà anche una somma per rinnovare le divise, almeno per tutti i vigili che prestano servizio in strada. Nuovo look e nuovi corsi di aggiornamento: i primi a sedersi tra i banchi saranno i motociclisti. Il nucleo di agenti e graduati su due ruote seguiranno un corso alla scuola di polizia di Caserta. Un restyling totale. Da ieri infatti sono operativi anche i nuovi incarichi. Promozione e doppia sfida professionale per i tre maggiori più anziani ed esperti del corpo. A loro il comandante Luigi Sementa ha affidato le unità operative di trincea e soprattutto tre settori chiave come la polizia ambientale, i mercati e i cimiteri. Il maggiore Antonio Baldi passa dall'Uosae (Antiabusivismo) al comando della II unità (Soccavo-Pianura) e in più ha ottenuto la responsabilità della polizia Ambientale su tutto il territorio comunale, con il coordinamento del nuovo progetto per ripulire la città dalle oltre 400 carcasse di auto e moto abbandonate per le strade. Il maggiore Salvatore Greco (ex Affari generali) diventa il supervisore di tutti i mercati cittadini e in più dirigerà la V unità (Stella-San Carlo), in cerca di sede e con una fetta "delicata" di territorio come la Sanità. Infine approda all'XI unità operativa (Poggioreale) il maggiore Claudio Cappuccio, che coordinerà anche tutta la polizia cimiteriale. I tre maggiori mantengono il primo livello e ottengono un doppio incarico. La rivoluzione interna e i cambi di settore sono finalizzati, nella nuova organizzazione del comandante Sementa, a snellire la burocrazia e potenziare la produttività, portando energie nuove e allo stesso tempo l'esperienza degli ufficiali più anziani in settori delicati. Promossi sul campo anche Nicolangelo Pezone, che passa a dirigere il nucleo antiabusivismo e l'ufficio case; al suo posto al comando dell'VIII unità, arriva il maggiore Vincenzo Tarallo (ex capo del settore legale) e il tenente Gaetano Frattini, caposezione della VI unità (Chiaia-Posillipo). L'obiettivo di Sementa è quello di scremare e ridurre gli uffici. Il primo passo è stato eliminare i settori (occidentale, orientale collinare, settentrionale, centrale) a cui facevano capo le unità operative, che ora invece dipendono direttamente dal comando. L'ultimo step, invece, sarà quello di creare due squadre gemelle: un nucleo di pronto intervento e un nucleo investigativo. (cri.z.).

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Quelle cause cominciate quando c'erano i beatles - davide carlucci (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Milano Tra lungaggini e burocrazia, decenni in attesa di un risarcimento Quelle cause cominciate quando c'erano i Beatles DAVIDE CARLUCCI Due episodi di ieri: il tribunale ha condannato a trent'anni un boss calabrese, Giuseppe Ferraro, per traffico di cocaina ed eroina. I fatti risalgono al 2001. In corte d'Appello, invece, un'udienza civile è stata rinviata al 13 novembre del 2012. Le due date sono eloquenti, dicono quanto sia sfasato l'orologio della giustizia rispetto ai tempi della vita di tutti. Alle lungaggini si cerca di sopravvivere, come sa bene Flavio Lucchetti, 69 anni, vittima di un infortunio mentre montava un ascensore a Melegnano il 14 aprile 1999. "Da allora - racconta - uso soltanto occhi e bocca. L'Inail mi ha riconosciuto un'invalidità del 100 per cento, il tribunale del 90". Il giorno della giustizia - e di un risarcimento - per lui è ancora molto lontano. "Stiamo ancora aspettando la sentenza in appello per ottenere il legittimo risarcimento dopo tante sofferenze", dice il suo avvocato, Domenico Musicco, che ancora non demorde. Un suo collega, Salvatore Loschiavo, aveva quindici anni quando è stata introdotta la causa intentata da un suo cliente, Nicola, di Garbagnate, per la quale non è stata ancora fissata l'udienza per la discussione in cassazione. "Era il 1985, a quei tempi frequentavo il ginnasio. Ho avuto tutto il tempo di diplomarmi, laurearmi e seguire tutta la trafila per diventare avvocato", racconta Loschiavo. Nell'ultimo atto della complicata odissea civile - che si riferisce a una causa tra familiari per il contratto d'affitto di una casa - si legge che "la controversia prendeva le mosse da un contratto di locazione a uso commerciale datato 28 giugno 1968". I Beatles erano ancora nel pieno del loro successo, piazza Fontana era ancora una delle tante piazze di Milano e l'avvocato Loschiavo non era ancora nato. Ma le lungaggini non sono l'unico effetto della mancanza di uomini e risorse negli uffici giudiziari sulla quotidianità degli "utenti della giustizia". In procura, a Milano, si segnalano situazioni kafkiane: sono arrivati due nuovi sostituti procuratori ma sono senza assistenti e non possono fare praticamente nulla. La mancanza di personale amministrativo e le difficoltà di comunicazioni tra i vari uffici della procura potrebbe essere alla base di una disavventura capitata a un ingegnere di ottantasei anni, processato due volte per lo stesso reato. Collezionista d'armi, aveva trovato per strada una pistola che poi è risultata rubata. Dall'accusa di ricettazione era stato già prosciolto nel 2006 ma nel frattempo un altro pm, ignaro di quel che faceva il collega, ha aperto un nuovo fascicolo per lo stesso episodio. "Ad aprile è stato nuovamente assolto - racconta il suo avvocato, Valeria Pescarzoli - ma è dovuto tornare due volte in tribunale per comparire davanti ai giudici". L'eternità dei tempi giudiziari colpisce chi produce: Giuseppe, piccolo imprenditore edile, è stato costretto ad aspettare 6205 giorni per ottenere il diritto ad essere pagato per un lavoro eseguito il 1990. Ma sono costretti ad aspettare tempi biblici anche le vittime dei reati sessuali. L'avvocato Chiara Belluzzi ne difende molti: bambini sfruttati dal racket della prostituzione minorile, ragazzine violentate dai genitori. "La lunghezza dei dibattimenti, dovuti anche alla carenza di risorse - racconta - allontana i risarcimenti in favore delle vittime e aumenta il loro disagio psicologico". La malagiustizia colpisce chiunque, ma s'incarognisce con i più deboli. "Proprio per gli incidenti sul lavoro - dice Musicco - si aspetta un'infinità. Servirebbe una corsia preferenziale".

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Gli sconti per aiutare la scienza vanificati da tagli e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVIII - Milano I problemi/1 Gli sconti per aiutare la scienza vanificati da tagli e burocrazia Chi è iscritto a Chimica, Fisica e Matematica alla Statale può beneficiare di uno sconto sulla retta annuale da 500 a 800 euro, grazie agli incentivi previsti da un decreto ministeriale del 2005. Un contributo per incoraggiare gli studi scientifici che, per le matricole nell'anno accademico in corso, è erogato in base al numero dei crediti acquisiti entro il 30 settembre 2009 e la media dei voti, ma che quest'anno è stato investito da un taglio di 40mila euro nei finanziamenti statali: da 190mila, dell'anno scorso, si è passati a 150mila. Disagio aggravato, secondo alcuni studenti di matematica, da un disservizio: "L'ufficio di via Celoria ci mette anche un anno per registrare i voti e anche chi avrebbe i requisiti necessari rischia di non vederseli riconoscere". (i. c.).

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Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEGNAGO. Una coppia di Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento chiesto il 26 agosto Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese Oltre un mese di domande, solleciti verbali, discussioni. Il tutto per cercare di ottenere un semplice allacciamento del gas in un appartamento in pieno centro a Porto di Legnago. Una situazione quasi paradossale quella che sta vivendo Denis Faggion, al momento residente a Verona, ma in procinto di trasferirsi con la famiglia nel popoloso quartiere di sinistra Adige. Trasferimento per ora bloccato proprio dall'impossibilità di usare il gas. Il 26 agosto scorso, dopo aver preso in affitto un appartamentino in un condominio di via Pio X dove abitano anche i suoceri, Faggion si è infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura. E, pur pagando l'affitto dal primo di settembre, non può di fatto trasferirsi nell'appartamento. "Non sono solo", spiega. "Ho una famiglia con due bambini piccoli ed è logico che senza gas non possiamo vivere. Tutto questo è davvero assurdo, anche perché non ho mai avuto una motivazione logica di quanto accaduto". Come si diceva, tutto è iniziato alla fine di agosto quando Faggion e il suocero Luigi Solato si sono rivolti ad una ditta specializzata che da tempo si occupa di fare da tramite per le domande di allacciamento, riapertura dei contatori, revisioni dei consumi e quant'altro. "Abbiamo presentato la nostra regolare richiesta con l'assicurazione che saremmo stati contattati ed informati sulla tempistica di installazione del contatore. Da allora, invece, nessuna telefonata. E quando abbiamo chiesto spiegazioni in merito ci siamo sentiti semplicemente rispondere che il problema era dovuto ad un intasamento dei terminali dell'Italgas, che si trattava solo di avere pazienza e che anche altre persone si trovavano nelle nostre stesse condizioni". Faggion e Solato non si sono comunque dati per vinti, continuando a chiedere solleciti e informazioni sui tempi nei quali si presumeva potesse avvenire l'allacciamento. "Ma non c'è stato nulla da fare: hanno solo ribadito il problema ai terminali, consegnandoci dei moduli di reclamo da inviare all'Italgas. Nel frattempo abbiamo anche cercato di contattare il numero verde dell'ente senza mai ottenere risposta. È possibile che nel Duemila in una cittadina come Legnago ci si ritrovi in questa assurda situazione per avere un allacciamento al gas? A questo punto non ci rimane altro che rivolgerci al giudice di pace". Da parte sua la ditta concessionaria del servizio ribadisce a chiare lettere che le responsabilità sono esclusivamente dell'Italgas e che si tratta di un intasamento dei terminali dell'azienda che eroga il servizio. Soluzioni possibili? Poche: "Fino a che i terminali non vengono ripristinati", ribadiscono, "noi possiamo solo consigliare i nostri clienti di rifare la domanda oppure di presentare reclamo". Faggion ha già deciso: "Meglio un ricorso al giudice di pace". E.P.

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Nonostante la splendida protezione del Sole dovete anche voi seguire con attenzione gli aspetti lega (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Li delle questioni, quando la burocrazia si mette di mezzo non scherza. In atto una tempesta affettiva-passionale.

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ROMA - Nessuna Gran cagnara nelle stazioni quest'oggi: i cani di media e gr (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ELENA CASTAGNI ROMA - Nessuna "Gran cagnara" nelle stazioni quest'oggi: i cani di media e grossa taglia - quelli che pesano oltre i sei chili - potranno continuare a salire sui treni, al guinzaglio, con la museruola e al fianco dei loro padroni. E' stato sospeso il controverso ordine di servizio di Trenitalia che lasciava via libera solo alle razze da grembo, sistemate in un trasportino e con tanto di certificazione veterinaria non anteriore a tre mesi per garantire l'assenza di parassiti o di patologie trasmissibili. Resta un giallo: per quanto tempo? Secondo le Ferrovie, per due settimane, il tempo di trovare una soluzione alternativa, secondo il ministero del Welfare invece "sine die". L'incontro voluto con grande determinazione dal sottosegretario Francesca Martini con l'amministratore di Trenitalia Vincenzo Soprano, ha portato ieri mattina i frutti sperati. Almeno per un po'. Martini, ringraziando Trenitalia, ha espresso "enorme soddisfazione nell'obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza, l'igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni". Diversamente Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, ha sottolineato: "Non abbiamo ritirato l'ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione". E i problemi per le Ferrovie sono due: da un lato, risponde alle proteste dei passeggeri che lamentano la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler e pitbull, affermando che per loro il treno è interdetto, anche con la museruola; dall'altro c'è la questione dell'igiene dei cani e la tutela dei passeggeri che - dice Moretti - "hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale". Ma un'altra questione che preoccupa le Ferrovie e a cui dovrà essere data al più presto una risposta è quella della gara per l'affidamento dei servizi di pulizia sui treni italiani. Meno burocrazia e tempi più rapidi per lo svolgimento delle gare, ha chiesto Moretti a proposito dell'iter delle gare d'appalto per le pulizie dei treni, al momento arenato davanti ai giudici amministrativi visto che le imprese che hanno perso la gara sono ricorse al Tar e successivamente al Consiglio di Stato. Riguarda invece i viaggiatori l'annuncio che da dicembre sono in arrivo rincari per le tariffe dell'Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo. I rincari riguarderanno anche nuovi servizi e offerte. "Faremo aumenti certo, ma non ci porteremo ai livelli delle ferrovie francesi, men che meno di quelle tedesche" ha detto Moretti.

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<Per superare la crisi serve un'altra area produttiva> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

CENTO pag. 10 "Per superare la crisi serve un'altra area produttiva" CENTO CONFRONTO TRA LE CATEGORIE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA LOCALE: IL PARERE DI CNA E CAMERA DI COMMERCIO ANCHE NEL CENTESE la preoccupazione per l'evolversi della difficile situazione economica e per gli effetti dello tsunami finanziario internazionale si sta diffondendo. Ma sembra ancora prevalere un ottimismo di fondo, almeno per alcuni settori. Va da sé, però, che le notizie in arrivo ogni giorno tendono ad aggravare un quadro tutt'altro che roseo. L'interconnessione dei mercati internazionali porta la crisi in ogni dove ma per converso quanto prima potrebbe innescare anche nuove opportunità. Stefano Ferrari, vice presidente della Camera di Commercio, si iscrive nel registro di coloro che guardano con fiducia al futuro: "Nel Centese, dice, chi ha innovato prodotto e processo ora sta raccogliendo successi; ne stanno beneficiando soprattutto le imprese meccaniche di alta tecnologia e precisione. Anche l'export, fra le piccole imprese, tiene, segno che si sta interpretando bene l'internazionalizzazione". Ma i temi caldi sono anche su altri versanti: "Quello della burocrazia, ad esempio, che crea problemi alle imprese. Poi è in procinto di essere varato il piano strutturale intercomunale che potrebbe rappresentare una buona opportunità sia per l'edilizia residenziale che per quella produttiva. Ormai è al via anche il progetto della Cispadana (Ferrari con la sua azienda fa parte di una delle tre cordate in gara per l'appalto ndr) ed io spero molto anche nel Passante Bolognese: per Cento anch'esso sarebbe strategico". Ferrari conclude la disamina sostenendo che le troppe polemiche politiche fanno perdere di vista i veri problemi economici: "Occorre un progetto per la città, condiviso, ed una nuova governance". Di preoccupazioni si parlava: Fernando Di Tata, presidente della Cna centese, non nasconde che "la situazione internazionale ha ingenerato molta paura fra gli operatori e fra la gente. Ecco perché rallentano gli investimenti e i consumi, mentre tutti i costi crescono; anche il fattore psicologico ha insomma un grande peso dalle nostre parti". Per rilanciare la zona non mancano le ricette: "Occorre ? dice Di Tata ? un'altra area produttiva da offrire a nuovi operatori economici; e naturalmente con un costo della terra basso. Il territorio deve insomma diventare "appetibile". Le piccole imprese, poi, faticano molto ad accedere ai fondi strutturali. "Aggiungete che la burocrazia è asfissiante e le tasse altrettanto". Quanto al settore costruzioni, dove Di Tata opera, il rallentamento è evidente: "Si costruisce e si vende meno ma i prezzi non hanno subito una grande flessione". Alberto Lazzarini.

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AL.EA, consulenza a 360 Ora nel cuore di Shanghai (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 01-10-2008 ESTERO FATTURATO 2008 PIU' CHE RADDOPPIATO IN UN ANNO AL.EA, consulenza a 360° Ora nel cuore di Shanghai Accolli: "Sedi più ampie e nuove assunzioni per fornire maggiori servizi" II In gennaio lo aveva annunciato: intendiamo ampliare la nostra struttura, assumere giovani tecnici, con buona conoscenza delle lingue, disposti ad intraprendere una nuova attività "ponte" tra l'Italia e la Cina. AL.EA, società di Traversetolo che fornisce consulenza per l'industrializzazione nel paese asiatico, ha mantenuto la promessa, anzi è andata oltre le aspettative di crescita. A cominciare dai numeri: il 2007 è stato archiviato con un fatturato di 1 milione e 600 mila euro e il 2008 si chiuderà a quota 3.500 milioni, un risultato dunque più che raddoppiato rispetto allo scorso anno. Ma veniamo alle novità che quest'anno stanno accompagnando l'attività di AL.EA (associata al Gruppo Imprese Artigiane), oggi punto di riferimento delle aziende italiane che sbarcano in Cina. "Molto importante per noi è l'apertura di una sede nuova a Shanghai - spiega Luca Accolli, socio titolare della società insieme ad Erminio Arquati - un ufficio di rappresentanza più grande e funzionale rispetto al precedente, collocato nel cuore della città. Inoltre è operativa anche una nuova sede a Traversetolo". Fondamentale per una società che sta crescendo rapidamente anche dotarsi di collaboratori altamente qualificati: "Abbiamo assunto 5 persone, 2 in Italia e 3 in Cina. Solo a Traversetolo siamo in grado di comunicare in 6 lingue diverse". I risultati confermano la bontà di questa sfida imprenditoriale iniziata nel 2005, ma non è consentito fermarsi. "Tra il 2009 e il 2010 - anticipa Accolli - è in programma l'apertura di un ufficio di rappresentanza anche in Vietnam, un'area che assumerà sempre più importanza in futuro, come ponte verso la Cina e più in generale il Far East. E considerato il fatto che per conoscere e avviare attività in un mercato nuovo occorrono tempi lunghi, noi vogliamo essere tra i primi a lavorare in un Paese come il Vietnam che ha grandi potenzialità ". Accolli tiene a precisare che AL.EA non è una società di import export, "ma un supporto tecnico qualificato a disposizione delle aziende che sbarcano in Cina". Una consulenza a tutto tondo che sta ampliandosi anche ai settori vendite, promozione, studi di fattibilità. "E' fondamentale - sottolinea Accolli - essere operativi in loco. Ad esempio, la burocrazia è sempre complicata in Cina, dalle procedure di spedizione ai dazi. Per questo è necessario dotarsi di strumenti per inserirsi in un mercato tanto difficile quanto ricco di opportunità". A completare i canali di comunicazione di AL.EA è il nuovo sito, dove è possibile dialogare in tre lingue italiano, inglese e, ovviamente, in cinese. Shanghai AL.EA è nel "palazzo".

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PERUGIA LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PERUGIA pag. 8 ? PERUGIA ? LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in... ? PERUGIA ? LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in medicina e chirurgia. Peccato che alcuni studenti non sappiano quali banchi li possano accogliere: a Terni o a Perugia? Chi è al secondo anno di corso in poi, infatti e ha difficoltà a seguire le lezioni in uno dei due capoluoghi può fare richiesta di passaggio all'altra città, senza perdere crediti o insegnamenti visto che i corsi sono identici. Le domande di cambio si potevano depositare fino a 15 settembre, ma trascorse due settimane agli studenti non è ancora arrivata nessuna comunicazione. I telefono delle segreterie dei due poli squillano (quello di Perugia è fuori uso), ma nessuno sa ancora dare certezza. Affinché la richiesta sia accettata si debbono essere naturalmente liberati dei posti nella sede di arrivo e gli studenti non debbono contare più di un anno fuori corso. Decidere tuttavia se le condizioni ci sono spetta al Consoglio di corso di laurea in Consiglio di facoltà. E, all'inizio dell'anno accademico, l'assemblea non si è ancora riunita. O almeno non ne è giunta notizia. "I RAGAZZI continuino pure a seguire le lezioni nella sede in cui hanno frequentato finora ? rassicurano dalla segreteria di Terni ?: non perderanno nulla nell'eventualità sia concesso il passaggio. Le presenze sono valide indipendentemente dalla sede". Sedate perciò le preoccupazioni didattiche, rimangono quelle del portafoglio. Frequentare assiduamente nell'una o nell'altra sede comporta spesso la necessità di avere una casa in città. E la lotta per accaparrasi la locazione migliore è ormai agli sgoccioli. Come coniugare quindi l'incertezza della destinazione con il pagamento di una caparra o del primo affitto? "Non sappiamo ancora quando avremo disposizioni, ma sicuro è questione di pochi giorni ? continuano da Terni ?. Saremo noi a avvertire ogni studente". Ma intanto c'è chi ha dovuto lasciare l'appartamento. Pur facendo affidamento sulle promesse, è di nuovo la burocrazia a battere il tempo. E le famiglie ne fanno le spese.

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TORNO dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di residenza. Stavo in coda al refett (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 14 TORNO dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di residenza. Stavo in coda al refett... TORNO dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di residenza. Stavo in coda al refettorio delle elementari dietro a chi non sapeva decidere fra il riso e la pasta. Ho sprecato intere mattinate in coda alla segreteria dell'università. Sono stato in coda in banca, in posta, dal medico. Una vita a fare la coda. A 55 anni mi ero illuso che fosse possibile risolvere in parte il problema grazie a internet. Non è così. Certe informazioni inutili le ottieni solo di persona, mangiandoti il fegato, immolandoti alla burocrazia. Ma perché? Gian Renato Boccalatte, e mail.

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Al Boulevard il rock arriva dagli Usa (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

I Mahjongg inaugurano domani sera un cartellone di nomi "doc" LA RASSEGNA SENSATIONAL GIGS BOLZANO. In un momento in cui è sempre più difficile, per i locali, ospitare la musica live per via dell'accresciuta burocrazia e anche un po' dell'insofferenza di chi abita nei dintorni, il Boulevard di Via Goethe annuncia addirittura un cartellone di concerti con ospiti anche stranieri. La rassegna è intitolata Sensational Gigs in onore della prossima mostra del Museion Sensational Fix dedicata ai Sonic Youth ma è completamente indipendente da Museion e da finanziamenti d'ogni altra sorta, ci tengono a precisare i gestori. Eventuali piccole sponsorizzazioni, peraltro, saranno più che gradite, aggiungono. Ma vediamo il programma nel dettaglio: giovedì 2 ottobre, Mahjongg (da Chicago, scuderia K Records); 23 ottobre, Volcano! (da Chicago, scuderia Leaf); 4 novembre, martedì, Parenthetical Girls (da Portland/Seattle, etichetta Tomlab); 27 Novembre, giovedì, Blake + Egle Sommacal (Chicago/Bologna, Freefolk/Unhip). A seguire, altri nomi ancora da confermare. Ma veniamo al primo evento, ovvero alla band americana Mahjongg, in arrivo domani sera alle 21 al Boulevard. è una delle band più in voga della scena di Chicago, suonano musica dance con attitudine rock. O forse il contrario. Fatto sta che le etichette per loro si sono sprecate, dancepunk, electrofunk, punkfunk, funkwave, whitefunk, no-wave, afropop, postpunk, ethno-electro, art-rock, afroindierock e chi più ne ha più ne metta. Il loro set è semplicissimo: una tastiera, una chitarra, un basso, due batterie e un sampler abbastanza arcaico. Ogni strumento sul palco viene usato più volte da tutti e 5 i membri della band, che a turno cambiano ruolo, senza mai cadere nell'autoindulgenza. Ne risulta un suono, coinvolgente, allegro e molto al passo coi tempi. Per dare l'idea di cosa aspetta i rockettari curiosi, ecco una recensione dell'ultimo album "Kontpab" dei Mahjongg: "Cogliendo l'evoluzione in direzione etnica della wave americana, tutta poliritmi e trip sintetici, questi nerd freak montano un circo lisergico da manicomio... Il modo migliore per scacciare gli spiriti malvagi del 2007" (8) (Diego Palazzo, rivista Blow Up).

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An, ceffone a forza italia - simonetta zanetti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il riordino delle comunità montane non viene nemmeno affrontato in consiglio regionale An, ceffone a Forza Italia Il partito di Fini fa saltare l'accordo anche con la Lega Raffaele Zanon impone la discussione sul servizio di ispezione in sanità ma il voto slitta SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Dalla mezzanotte di ieri il Veneto è ufficialmente l'unica Regione, assieme alla Puglia, a non aver legiferato sulle comunità montane. Ma soprattutto ha definitivamente una maggioranza di governo a coriandoli. Ieri è toccato ad An fare la parte del leone, mettendosi di traverso ad accordo pressoché raggiunto tra Fi e Lega. Per ribadire l'esistenza del partito, soffocato dai conflitti tra gli alleati, ha scelto la strategia del ceffone: a Fi, portando in discussione la gestione del ruolo ispettivo e alla Lega, opponendosi a qualunque ipotesi prevedesse più di 12 comunità. Una scelta che vale una pessima figura al Veneto che aveva impugnato la Finanziaria in Corte Costituzionale poiché si intrometteva su una competenza regionale. Ieri mattina l'attività a palazzo Ferro-Fini era iniziata di buon'ora con un valzer di incontri (Galan ed i capigruppo, la Lega da sola e via andando) che facevano presagire un lieto fine. In attesa speranzosi c'erano anche i rappresentanti delle comunità montane, che sarebbero stati pressoché ignorati per buona parte della giornata - salvo qualche abboccamento di cortesia con qualche capogruppo -, prima di tornarsene sui loro passi all'imbrunire, quando, prima di altri, avevano capito che aria tirava. "Se la regione vuole risparmiare - commentava sconsolato il presidente dell'unione comunità montane Gialdino Zanchetta - dovrebbe operare un riordino complessivo di tutti gli enti territoriali e partecipati e non accanirsi su enti minori che hanno dato prova sinora di gestione virtuosa ed efficace". Del resto un segnale di distensione e la volontà di accordarsi, era arrivato dallo stesso Galan che, attorno a mezzogiorno commentava: "Fosse per me abolirei tutte le comunità montane e destinerei tutti i finanziamenti che attualmente vanno a finire in stipendi e ulteriore burocrazia ai comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività, ma siccome il mio compito è di mediare con mia maggioranza spero che verrà fuori una proposta più intelligente possibile". Convinto di aver annientato il "pericolo" leghista, il governatore si era spinto oltre con l'ottimismo: "Se non altro si registra un evidente successo politico, che è quello che la posizione di una sinistra squallida, smentita e abbandonata al nulla". Del resto, chiarito che il Carroccio era disposto a tagliare da 18 a 13 le comunità, il presidente si sentiva tranquillo, anche se, di fronte all'ennesimo rinvio dei lavori, aveva tuonato: "Sono arrivato alle 10 meno un quarto per fare in modo che il consiglio regionale non abdicasse allo Stato un suo compito. Tuttavia alle 14 andrò a casa dovendo considerare che il consiglio non è in grado di svolgere un compito essenziale quindi lo delega allo Stato". Evidentemente aveva visto più avanti di tutti: dopo due ore di interrogazioni, sul tavolo era arrivato il progetto di legge che prevede la riorganizzazione del servizio ispettivo e di vigilanza su sanità e sociale (pdl nato da un'inchiesta sugli appalti in sanità del nostro giornale), che sposta la titolarità dell'accertamento dalla giunta, che viene così depotenziata, al consiglio. Uno schiaffo personale del consigliere di An Raffaele Zanon al presidente del Veneto, con l'introduzione a sorpresa - attraverso l'articolo 41 dello Statuto che consente di porre in discussione i progetti di legge non ancora affrontati in commissione - di un pdl peraltro sostenuto in maniera trasversale, contro Fi. E qui, tra una sospensione e un emendamento, era finalmente stato chiaro che le comunità montane sarebbero sprofondate. La pantomima aveva trovato degna conclusione alle 21 quando, all'ennesima ripresa dei lavori, all'assemblea era venuto a mancare il numero legale: presenti in aula 23 consiglieri (centrosinistra e Lega), assenti Fi, Lega e Udc. "An ha aperto un varco profondo nella maggioranza e contro Galan" il commento a caldo del capogruppo della Lega Gianpaolo Bottacin che si mormora nel pomeriggio avesse sollecitato una nuova intercessione del presidente per arginare An "Questo provoca una pesante sconfitta della maggioranza. Hanno deciso di non decidere, aprendo un nuovo problema all'interno del centrodestra. Non ci resta che prenderne atto". Per quanto riguarda le comunità montane, l'intervento dello Stato riduce a 11 (8 nel Bellunese e 3 nel Vicentino) le 19 comunità; il parametro altimetrico dei 600 metri e quello demografico della popolazione riduce a 68 - dalle 171 di partenza - le comunità, escludendo inoltre i comuni di Belluno, Vittorio Veneto, Bassano del Grappa, Schio e Valdagno in quanto la loro popolazione supera i 20 mila abitanti. I poteri sostitutivi dello Stato cancellano pertanto le comunità Baldo e Lessinia nel Veronese, Grappa e Prealpi nel Trevigiano, e dimezzano le comunità nel Vicentino salvando integralmente solo l'Altopiano di Asiago. Il Bellunese dovrà rinunciare alla Val Belluna e alla comunità Bellunese: scendendo da nove a otto comunità. "Una giornata iniziata all'insegna della rottura tra Pdl e Lega e chiusa con un'ulteriore spaccatura tra Fi e An" il commento del capogruppo del Pd Giovanni Gallo "Per il centrodestra si è trattato di una Caporetto totale che ha visto Fi costretta a battere in ritirata abbandonando l'aula, perché di fatto rimasta isolata dagli alleati. Galan dovrebbe avere il coraggio di dimettersi". Prossimo consiglio lunedì, tutto dedicato alla sanità; al centro dell'assemblea il pdl sul servizio ispettivo: "Un progetto che favorisce la lottizzazione, aumentando la possibilità di favori e scambi in consiglio" il giudizio di Galan, alle prese con una coperta sempre più corta e sbrindellata.

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Energia, la deregulation non basta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SUD data: 2008-10-01 - pag: 1 autore: Nel 2007, nonostante la liberalizzazione della distribuzione elettrica, al Sud i black-out sono cresciuti del 12%, al Nord sono calati Energia, la deregulation non basta Record negativo della Sicilia: in dodici mesi ogni utente è rimasto al buio due ore Nell'anno della liberalizzazione del mercato elettrico, al Sud il servizio è peggiorato e ciò ha aumentato il divario rispetto al Nord: nel 2007,secondo la relazione annuale dell'Autorità per l'energia, ogni utente meridionale ha subìto, guardando alla bassa tensione, mediamente 98 minuti di blackout ( più degli 87 del 2006), contro gli appena 31 del Nord (in netto calo rispetto ai 42 del 2006) e i 53 del Centro (dato sostanzialmente stabile). La situazione peggiore si è registrata in Sicilia, con oltre due ore (127 minuti) di interruzione del servizio. Salite di molto anche le interruzioni lunghe ( quelle superiori ai tre minuti). Dietro questi dati c'è anche il deficit di produzione rispetto al fabbisogno, molto acuto in Campania (importa il 60% dell'energia che le serve)e Basilicata (51,4%). Colpa anche del-la burocrazia, che sta rallentando le autorizzazioni per 15 centrali. Ma Puglia (in surplus dell'88%), Calabria e Sicilia sono in attivo. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Due Italie anche per i black-out (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 3 autore: Due Italie anche per i black-out Mauro Maccauro: "Imprese in ginocchio per le microinterruzioni" PAGINA A CURA DI Francesco Prisco Da un lato la parte più riccae produttiva del Paese, dove da più di un secolo si concentra la grande industria e infrastrutture all'avanguardia facilitano la vita a chi investe,dall'altra un Mezzogiorno isolato e depresso, nel quale a raccogliere la sfida della competitività sono le Pmi sempre agguerrite, qualche volta eccellenti. Due mondi più lontani di quanto le coordinate geografiche lascerebbero intendere, perché divisi da divari storici che, nonostante tutto, restano. E tra i divari più preoccupanti c'è ovviamente quello energetico, "un asset sfavorevole che penalizza oltre misura chi ha il coraggio di investire al Sud", come spiega il presidente dei Giovani industriali della Campania Mauro Maccauro. A lui sarà affidata la tradizionale relazione di apertura della seconda giornata del Convegno di Capri degli under 40 di Confindustria, in programma il prossimo fine settimana. "Abbiamo voluto aprire uno spazio di riflessione - spiega l'imprenditore - su uno tra i più evidenti freni allo sviluppo. Siamo coscienti che l'energia, almeno per i prossimi trent'anni, sarà il tema portante del dibattito politico ed industriale, in Italia come all'estero". Presidente Maccauro, tra il 2006 e il 2007 si è allargata la forbice degli standard qualitativi del servizio energetico tra Nord e Sud. A questo punto il rischio isolamento per il Meridione è sempre più concreto? Le carenze infrastrutturali che mettono il Mezzogiorno fuorigioco da qualsiasi processo di sviluppo sono fin troppo evidenti ed il crollo della qualità del servizio energetico al Sud non ne è che un sintomo. Chi fa impresa ogni giorno deve fare i conti con problemi che, ai colleghi che operano in qualsiasi altra parte d'Italia, magari appaiono banali: le microinterruzioni dell'erogazione energetica mandano in tilt i nostri ritmi produttivi. Problema che, quando ti confronti con i mercati internazionali, pregiudica la tua competitività. Anche proprio a causa del gap energetico esistente, produrre al Sud è più complicato e, di conseguenza, più costoso. In che modo, a questo punto, affrontare la questione? Innanzitutto serve un po' di sana autocritica da parte della classe dirigente che opera al Sud. L'Ue a partire dagli anni '90 ci ha messo a disposizione doti cospicue di fondi per farci recuperare i nostri gap di competitività. Se da allora il divario è cresciuto, significa molto semplicemente che non siamo stati in grado di capitalizzare le risorse affidateci. Sarebbe utile ripartire dai fondi comunitari della tornata 2007- 2013 per migliorare le infrastrutture energetiche esistenti e, nella maggior parte dei casi, crearne di nuove. Ben vengano forme di premialità a chi investe sull'energia. Condivide, quindi, la scelta del Governo di destinare gran parte degli aiuti del programma " Industria 2015" proprio ad energia e ambiente? è un segnale importante, quello dato dall'Esecutivo nazionale. Allo stesso modo, mi sembrano apprezzabili alcuni passi in avanti compiuti da Regioni come la Campania che con la programmazione 2007- 2013 provano a recuperare il terreno perso in fatto di infrastrutture energetiche. La strada da compiere, ad ogni modo, è tanta. Temi come energia ed ambiente scatenano puntualmente polemiche tra i fautori delle fonti alternative e quelli che guardano con interesse a sistemi di produzione poco popolari come il nucleare. Quando si parla di energia bisognerebbe lasciare fuori dalla porta punti di vista pregiudiziali. Le fonti alternative sono importantissime: energia solare ed eolica dovrebbero essere incoraggiate con forza dalle istituzioni, come pure occorre sensibilizzare all'utilizzo responsabile dell'energia. Si spreca tanto, troppo per un'epoca in cui c'è puntualmente chi ci ricorda che le risorse che utilizziamo sono limitate. è errato, tuttavia, mettersi di traverso in preda ai soliti isterismi da sindrome "Nimby" se si parla di costruire una nuova centrale. Non è solo l'opinione pubblica a bloccare la realizzazione di infrastrutture energetiche. Anche la burocrazia fa la sua parte. Le istruttorie per l'apertura di una centrale o anche solo per l'ampliamento di una rete già esistente sono lunghe e ricche d'insidie. A complicare tutto, poi, contribuiscono i ricorsi alla giustizia amministrativa che testimoniano l'estrema litigiosità che il tema energetico è in grado di scatenare. Pure su questo versante occorre autocritica da parte delle istituzioni. I controlli servono ma per le infrastrutture necessarie allo sviluppo del nostro territorio chiediamo quella certezza dei tempi che solo uno snellimento delle procedure burocratiche è in grado di garantire. Il cammino da compiere per creare nuove infrastrutture energetiche al Sud può trasformarsi in una chance di sviluppo per il territorio? Lo speriamo e, se non altro, abbiamo centri di ricerca ed università che sicuramente saprebbero raccogliere la sfida. Intorno ad essi dobbiamo raccogliere le migliori realtà imprenditoriali interessate a sposare il progetto. NEWFOTOSUD.

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Ostaggio della burocrazia 15 centrali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 2 autore: Freni allo sviluppo. In ballo anche molti interventi sulla rete Ostaggio della burocrazia 15 centrali Centrali elettriche, reti di trasmissione, rigassificatori e termovalorizzatori. Opere con caratteristiche e tecnologie molto diverse, accomunate dall'importanza strategica per lo sviluppo del Meridione e al tempo stesso dal destino ricco d'incognite, causa lungaggini burocratiche o integralismo ambientalista. Il superamento del gap energetico che tiene il Sud lontano dal resto d'Italia dipenderà in gran parte dalla realizzazione di queste opere. Se si guarda alle sole operazioni di realizzazione o potenziamento di centrali termoelettriche, 15 dei 52 procedimenti di autorizzazione in corso al ministero dello Sviluppo economico riguardano le regioni del Sud: quattro per la Campania, la Calabria e la Puglia, tre per la Basilicata. Di questi ultimi ha ricevuto la verifica di impatto ambientale favorevole il solo impianto Edison di Flumeri (Avellino), mentre quelli calabresi di Crotone (Crotone Power Development) e Mileto (Mileto Energia) hanno finora avuto parere interlocutorio negativo dalla commissione Via. Per gli altri il percorso autorizzativo è ancora in corso, con tutte gli inconvenienti burocratici che ne conseguono. Interessante osservare anche il quadro storico delle iniziative dal 2002 ad oggi. Per il Mezzogiorno sono stati autorizzati in tutto 14 progetti, di cui cinque per Campania e Calabria, quattro per la Puglia. Nonostante le autorizzazioni incassate, ben 6 di queste 14 iniziative sono state fatte oggetto di ricorsi alla giustizia amministrativa. Tra tutti i progetti autorizzati a partire dal 2002, il ministero dello Sviluppo mette in evidenza in particolare i ritardi riguardanti la centrale Edison da 800 megawatt di Pianopoli (Catanzaro), ferma dal 2003 per problemi conseguenti il rilascio della concessione edilizia, e quella di campana di Orta di Atella da 780 megawatt, anch'essa diventata oggetto di contenziosi amministrativi. In Campania procede tra alterne vicende anche la campagna di Terna per lo sviluppo della rete, con un investimento complessivo di 453 milioni per 6 opere. C'è, per esempio, il potenziamento dell'elettrodotto Benevento-Foggia, operazione da 75 milioni che dal dicembre 2006 ad oggi non ha ancora ultimato l'iter autorizzativo. Sorte analoga per la nuova stazione elettrica di Avellino (43 milioni), in corso di autorizzazione dal maggio 2008. La Campania, reduce da 14 anni di emergenza rifiuti, è anche terreno di confronto per quanto riguarda la realizzazione di quattro termovalorizzatori. Il primo di essi dovrebbe diventare operativo ad inizio 2009. Anche i termovalorizzatori siciliani sono frenati da un dibattito ormai decennale, mentre non è ancora giunta ad un punto di svolta la querelle sui rigassificatori. F. Pr.

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MICHELE Rago (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ricor d o MICHELE Rago Era esperto di letteratura francese, incontrò il comunismo e il giornalismo, fu collaboratore del Politecnico , del Contemporaneo e redattore de l'Unità . Il Pci era fatto anche di gente come lui, di un tessuto prezioso di idee e speranze Rossana Rossanda Si è spento due mesi fa un compagno e amico di lunghi anni, Michele Rago. Ha voluto che ne fosse data notizia solo più tardi per fastidio, penso, della valanga di telegrammi, condoglianze e ricordi che precipita a ogni dipartita per il senso di colpa di quelli che restano. Siamo tutti, noi vecchi, così appesantiti dalle vicende del '900 e così poco portatori di comunicazioni liete che ci isoliamo invece che tenerci vicini e quando uno di noi se ne va, sappiamo soltanto di essere più soli a condividere una memoria, che difendiamo a voce sempre più bassa. Michele è stato un uomo di grande cultura e un giornalista di quelli che mettono avanti un libro o un autore, antico o nuovo, prima di se stessi. Ma era uno che se ne stava sempre un poco da parte, anche nel pieno dell'attività, per un suo riserbo, per non imporre e imporsi, forse per scetticismo verso l'enfasi e il chiasso che erano la modalità romana della sinistra. Lo ricordo nelle riunioni sempre seduto un po' indietro, le braccia conserte e la parola breve, dubitosa o incomoda, lontano dalla ricerca di effetti. Così è anche ritratto, se ricordo bene, in un dipinto di Renato Guttuso "La discussione", penso attorno al 1956. Era nato da una famiglia pugliese, presto emigrata a Chicago, presto rientrata a Bari perché il padre lasciava moglie e figli per un'altra donna e non si faceva più vedere. Mi dicono che questo lo avrebbe segnato: nessuno ti delegittima ad esistere come un genitore che ti rifiuta. In piena miseria, i soli studi regolari che poté fare, appena finita la prima guerra mondiale, furono le elementari. Poi dovette lavorare per aiutare madre e fratelli, rubando per sé ore e notti di studio, aiutato da un bravo prete e dalla scoperta della biblioteca pubblica di Bari. Sembrerà strano agli odierni svogliati, ma a quei tempi non c'era dubbio per nessuno che la strada per passare nella vita passava dal sapere e che per sapere bisognava rinunciare innanzitutto a molto del poco tempo per sé che rimaneva dal lavoro salariato. Così Michele, dopo sforzi sui quali non era avvezzo a indugiare, nel 1933 avrebbe potuto superare da solo l'esame di maturità e iscriversi all'università di Roma. Dove avrebbe incontrato Ingrao e Alicata e Lucio Lombardo Radice, insomma i comunisti. Avrebbe fatto parte di quel gruppo fino al 1942, quando, vinto un concorso di bibliotecario, dovette prendere il posto alla biblioteca di Brera a Milano. Ma per breve tempo, perché i bombardamenti alleati e la palese diffidenza dei tedeschi verso la tenuta degli italiani obbligarono a sfollare i libri in tutta fretta. Nel 1943 era di nuovo a Roma durante la liberazione della città e iniziava il lavoro di giornalista all'Ansa, probabilmente per incarico del partito. Lo avrebbe continuato dopo il 25 aprile a Milano, in un foglio "indipendente" finanziato dal Pci, Milano-Sera , che ebbe notevole successo, e poi come redattore de l'Unità . In quel tempo collaborò con il Politecnico di Vittorini, che spalancava orizzonti sconosciuti e le culture che per vent'anni ci erano state precluse dal roboante fascismo. Quella francese gli era la più congeniale. Dobbiamo esserci conosciuti in quell'allegro tumulto, ma l'amicizia cominciò qualche anno dopo; chiamato a Roma per dirigere nel 1948 un altro effimero quotidiano "indipendente" sotto quelle fatali elezioni, e subito defunto dopo di esse, dovette occuparsi della diffusione del libro che il Pci riteneva compito suo e delle federazioni, in un paese così arretrato (di qui probabilmente anche la memoria furibonda della sua egemonia). Non erano solo i testi classici degli Editori Riuniti, peraltro in Italia prima inesistenti, ma una bella collana economica a un certo punto diretta da un altro colto personaggio, Diemoz - laica e illuminista, che era cominciata con il Trattato della tolleranza di Voltaire e dove apparve il primo e scandaloso libro di Sibilla Aleramo. Nello stesso tempo Rago pubblicava con Bompiani Romanzi Francesi dei secoli XVII e XVIII e diventava corrispondente de l'Unità a Parigi. Nel 1954 vi sbarcavo anch'io cercando Sartre, Georges Friedman, Le Corbusier tutta gente con la quale il Pcf era ai ferri corti. Non ne avevo chiesto il permesso a nessuno in Italia, dove peraltro nessuno me lo avrebbe negato. Caddi dunque dalle nuvole quando, telefonando a Rago, mi chiese con voce calma se avessi preso contatti con il Pcf e dove ero: "No, perché?" e "In albergo". Ahi! ferma là, se non volevo creare un incidente fra i due partiti dovevo parlare prima con qualcuno di autorevole al Boulevard Poissonniers. Conosceva bene Jeanne Modigliani e mi avrebbe fatto avere un appuntamento con Victor Leduc, responsabile della Cultura. Trovai in un bar Jeanne, che non somigliava affatto al quadro del padre, e in seguito avremmo lavorato assieme a sostegno del Fln algerino per un foglio clandestino che sovvenzionava Feltrinelli. Dopo avermi bene esaminato, Jeanne mi assicurò che potevo parlare con Leduc alle due del pomeriggio; ma arrivandovi dieci minuti prima fui praticamente rovesciata per le scale da qualcuno che si precipitava giù furiosamente infilandosi la giacca. Leduc non voleva o non poteva vedermi. Michele non batté ciglio e cercò Hesvé, allora pezzo grosso dell'Ufficio politico, che mi parve una persona normale (e forse per questa ragione sarebbe stato cacciato poco dopo). Insomma, avuto, per dir così, il timbro sul passaporto, potei catturare i miei intellettuali ed altri e con Michele passammo lunghe sere a discutere sulle rive della Senna. Non c'era ancora il trauma del '56. Nel quale anche lui dovette inarcarsi come un gatto sotto il temporale, ma come me non lasciò; non eravamo né ingenui né cinici. E sono vicende che legano. Lavorò poi alla Commissione culturale con Alicata e collaborando strettamente al Contemporaneo , il mensile di letteratura diretto da Carlo Salinari, e quando fui a Roma a dirigere quella sezione tentammo, benché la stampa non fosse di mia competenza, un totale restyling della rivista, manifestamente ispirato al primo Politecnico - fogli grandi, tipo quotidiano e aria nuova. Lo dirigeva Michele e a me parve bellissimo. Ma come tutto quello che feci in quella carica, non dovette piacere a molti altri; qualcuno si sentì più escluso che liberato, perché nel controllo del partito, di cui io non volevo sapere, c'è il calore e la repulsione di una famiglia oppressiva ma che hai dietro di te. Insomma, l'incarico gli fu tolto con qualche pretesto amministrativo e cominciava una lotta politica nella quale io sarei stata esclusa da ogni incarico e più tardi anche Michele. Non so in quale circostanza; certo non fece scene e si ritirò all'Università, a Lecce, a Salerno, a Siena. Diversamente da Ninetta Zandegiacomi, non fu con noi a fondare il manifesto . Si trovava ormai fuori, università e collaborazioni letterarie a l'Unità , e forse era stato preso da una certa stanchezza e scetticismo. Nel 1972 una sua recensione de Il contesto di Sciascia suscitò i furori di Colajanni, Macaluso e Guttuso, gli venne impedito di replicare e lasciò sia l'Unit à sia il partito. Sarebbe rimasto a insegnare lingua e letteratura francese e avrebbe pubblicato traduzioni e introduzioni in Italia e in Francia di Céline, Diderot, L'abate Galiani, Rousseau, Flaubert. Finché la vista glielo avesse permesso. Lo vidi l'ultima volta al funerale della figlia di Luigi Pintor, Roberta, sul piazzale di San Lorenzo al Verano e gli andai incontro: "Chi sei?", mi chiese gentilmente. Non vedeva più. Si dicono tante cose nel bene e nel male dei partiti, ma ce n'è stato uno, che non era come gli altri, il Partito comunista, fatto di gente come Michele, fedele per una vita, che nulla chiesero e nulla ebbero se non un'idea o una speranza che impedì a lungo all'Italia di diventare la mucillagine di adesso. Un partito che non era né una struttura né una burocrazia, ma il convergere di molte vite, un tessuto fitto e di fili spesso preziosi, del quale gli attuali Ds non hanno né memoria né idea. Michele è stato uno di essi. FOTO: "LA DISCUSSIONE" DI RENATO GUTTUSO.

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Burocrazia, balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Speciale Pagina 11041 Il borsino Burocrazia, balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno Il borsino --> Non solo in Sardegna: i cacciatori sono diminuiti in tutta Italia. Vent'anni fa le doppiette erano un milione e mezzo, oggi sono 800 mila. Tra le cause della fuga dai boschi, gli eccessivi costi di gestione. Nell'Isola andare a caccia costa: ogni anno 270 euro solo per il rinnovo del porto d'armi, 173 euro di concessione governativa, 50 euro per la tassa regionale, altrettanti per la copertura assicurativa. Poi ci sono le spese per il fucile (chi non ce l'ha e vuole andare a caccia deve spendere almeno altri 1.500 euro), cioè l'acquisto delle cartucce (da 5 euro in su un pacco da 25). In bilancio va inserito anche l'abbigliamento, che va rinnovato periodicamente: scarponi (da 130 euro in su), pantaloni, una cacciatora estiva e un'altra invernale (da 200 euro in su tutto compreso). Senza mettere nel conto cani e benzina, quindi, un cacciatore arriva a spendere anche più di mille euro all'anno per il suo hobby preferito. (lo. pi.).

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ASSESSORE SANTOCHIRICO INCONTRA IMPRENDITORI DELLâ API (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASSESSORE SANTOCHIRICO INCONTRA IMPRENDITORI DELLâ??API 01/10/2008 09.12.38 [Basilicata] Gli interventi di caratterizzazione e di bonifica dei suoli della Valbasento, lâ??avvio delle misure di aiuto alle imprese del POR 2007-2013, la cantierizzazione delle opere e lo snellimento della burocrazia regionale. Sono stati questi i temi discussi in un incontro a Matera tra una delegazione di imprenditori e lâ??assessore regionale allâ??Ambiente e Territorio, Vincenzo Santochirico. Ne dà  notizia lâ??Api (Associazione delle Piccole e medie imprese. â??Lâ??assessore ha dichiarato â?" si legge in una nota - che è¨ quasi in dirittura dâ??arrivo la sottoscrizione dellâ??Accordo di programma per la bonifica della Valbasento, dopo che una modifica alla normativa nazionale ha comportato la perdita di 8 mesi di tempo. Santochirico, inoltre, ha assicurato ogni impegno per la cantierizzazione del maggior numero possibile di opere edili, onde evitare il rischio di perdere parte dei finanziamenti della precedente programmazione 2000-2006 su cui la Regione sconta qualche ritardo. Buone notizie anche sul fronte della burocrazia per le imprese estrattive. Santochirico, infatti, ha annunciato unâ??intensa attività  di snellimento della burocrazia nel suo Dipartimento. In primo luogo lo sportello unico per accelerare i procedimenti autorizzativi per le imprese, al fine di stabilire tempi di attesa certi e soprattutto rapidi per lâ??evasione delle pratiche. Il ricorso, inoltre, a iter più¹ rapidi per il pagamento degli stati di avanzamento lavori, facendo impiego di â??determineâ? dirigenziali e, infine, il potenziamento dellâ??Ufficio Geologico e Attività  Estrattive di Matera. In particolare, lâ??assessore allâ??Ambiente doterà  gli uffici di Matera di maggiori competenze e autonomia, quindi di maggiore funzionalità , decongestionando la sede di Potenza e facilitando gli utenti materani. In proposito, lâ??API ha più¹ volte segnalato lâ??impoverimento della struttura e lâ??assenza di un presidio amministrativo e dirigenziale idoneo a soddisfare la domanda imprenditoriale locale. Lâ??intervento dellâ??assessore, dunque, agevolerà  lâ??interlocuzione necessaria ad espletare le questioni burocratiche e le pratiche amministrative, evitando di recarsi a Potenzaâ?. BAS 02.

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Cicala: Energia, buio al Sud (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania verso capri Cicala: Energia, buio al Sud Black out, nel Mezzogiorno la frequenza è tripla rispetto al Centro-Nord "C'è una questione energetica che riguarda tutto il Paese. E ce n'è un'altra, al solito più grave, che riguarda la Campania e il Mezzogiorno, dove si scontano troppe interruzioni della fornitura". Lo afferma il presidente di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, commentando il tema della convention di Capri dei Giovani industriali. Giovanni Brancaccio A Capri tiene banco l'Energia: com'è la situazione al Sud e in Campania? Di sicuro non buona. E non si tratta delle solite lamentele sul divario esistente tra Nord e Sud, sulle quali spesso indugiamo noi del Mezzogiorno. Alla luce della drammatica crisi di qualche estate fa, il blackout che mise in ginocchio il Paese, e del prezzo del barile che continua ad attestarsi ben oltre i cento dollari, dire che c'è una questione energetica che riguarda il sistema Italia e non solo il Mezzogiorno, è fuori discussione. Ma nell'ambito del sistema Italia il Sud sta peggio? Purtroppo sì. Un esempio per tutti: l'Authority per l'energia recentemente ha pubblicato uno studio in cui si evidenzia che, in un anno, il Sud è rimasto al buio per un'ora e mezza: tre volte,cioè, il dato del Nord. Sul fronte delle imprese, in provincia di Caserta, i disservizi riguardano in particolare l'area industriale di Marcianise. Quali sono le carenze più frequenti? Le carenze riguardano non soltanto il fabbisogno energetico, ma innanzitutto la qualità della rete di distribuzione. Le aziende della provincia di Caserta lamentano al gestore della rete continui e gravi black out. Spesso si tratta di microinterruzioni, che sono diventate un vero incubo per gli imprenditori, costretti a volte nella stessa giornata a riavviare gli impianti più volte, con enormi sovraccosti di produzione. Sviluppo sostenibile: Confindustria Caserta promuove in qualche modo sistemi o progetti di tutela ambientale o di certificazione delle aziende? Certo e lo fa seguendo due strade. La prima, è quella dell'esempio. Da circa un anno, infatti, sul tetto della nostra sede associativa dunque, nel centro della città funziona un impianto di produzione di energia elettrica dal sole, mediante pannelli fotovoltaici. L'impianto ha una potenza di 19,44 kWp ed è stato realizzato da una piccola azienda nostra associata. Gli esperti hanno calcolato che l'installazione dell'impianto eviterà l'immissione in atmosfera di circa 14 tonnellate di Co2 all'anno, con un beneficio ambientale complessivo equivalente alla piantumazione di un bosco di 660 alberi. E la seconda? La seconda, con riguardo all'ambiente, muove dalla convinzione che non è più tempo di deroghe e di rinvii. E' necessaria una risposta forte che recuperi un'immagine positiva del territorio. In questo senso, per esempio, abbiamo immaginato un contratto di filiera del comparto bufalino, che è già all'attenzione della Regione Campania, per la realizzazione di impianti di biogas per la produzione di energia, sia elettrica che termica. Quali altri temi sarebbe giusto affrontare a Capri? "Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese, dunque, è tema quanto mai indovinato per una kermesse come quella di Capri. Certo, ci sono poi temi specifici del territorio, che pure sono di importanza capitale per la società e per il tessuto imprenditoriale. Quello della sicurezza è uno, giusto per ricordare il tema all'indomani della bellissima giornata della legalità celebrata unitamente alle forze sindacali e con la presenza della presidente Marcegaglia e dei segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Questo, per noi imprenditori del Sud, è il vero problema dei problemi". A Capri ci sarà anche il ministro delle Attività produttive Scajola: a che punto è il tavolo con il Governo sulla crisi industriale di Terra di Lavoro? "Si procede, con i tempi che tutti conosciamo, ma si procede. Speriamo di poter dare un'accelerata all'iter già nei prossimi mesi, se non giorni". Per lei è l'ultima uscita alla convention da presiedente di Confindustria Caserta: che sensazione proverà? Non lo so. Non ci ho pensato. Certo, nulla è eterno, le cose prima o poi finiscono. L'importante, penso, è non sentirsi mai indispensabili, utili sì. E si può essere utili in tanti modi. del 01-10-2008 num.

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LEGNAGO. Una coppia di Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento chiesto il 26 agosto (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese Il problema starebbe nei terminali dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare ricorso al giudice   Oltre un mese di domande, solleciti verbali, discussioni. Il tutto per cercare di ottenere un semplice allacciamento del gas in un appartamento in pieno centro a Porto di Legnago. Una situazione quasi paradossale quella che sta vivendo Denis Faggion, al momento residente a Verona, ma in procinto di trasferirsi con la famiglia nel popoloso quartiere di sinistra Adige. Trasferimento per ora bloccato proprio dall'impossibilità di usare il gas. Il 26 agosto scorso, dopo aver preso in affitto un appartamentino in un condominio di via Pio X dove abitano anche i suoceri, Faggion si è infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura. E, pur pagando l'affitto dal primo di settembre, non può di fatto trasferirsi nell'appartamento. "Non sono solo", spiega. "Ho una famiglia con due bambini piccoli ed è logico che senza gas non possiamo vivere. Tutto questo è davvero assurdo, anche perché non ho mai avuto una motivazione logica di quanto accaduto". Come si diceva, tutto è iniziato alla fine di agosto quando Faggion e il suocero Luigi Solato si sono rivolti ad una ditta specializzata che da tempo si occupa di fare da tramite per le domande di allacciamento, riapertura dei contatori, revisioni dei consumi e quant'altro. "Abbiamo presentato la nostra regolare richiesta con l'assicurazione che saremmo stati contattati ed informati sulla tempistica di installazione del contatore. Da allora, invece, nessuna telefonata. E quando abbiamo chiesto spiegazioni in merito ci siamo sentiti semplicemente rispondere che il problema era dovuto ad un intasamento dei terminali dell'Italgas, che si trattava solo di avere pazienza e che anche altre persone si trovavano nelle nostre stesse condizioni". Faggion e Solato non si sono comunque dati per vinti, continuando a chiedere solleciti e informazioni sui tempi nei quali si presumeva potesse avvenire l'allacciamento. "Ma non c'è stato nulla da fare: hanno solo ribadito il problema ai terminali, consegnandoci dei moduli di reclamo da inviare all'Italgas. Nel frattempo abbiamo anche cercato di contattare il numero verde dell'ente senza mai ottenere risposta. È possibile che nel Duemila in una cittadina come Legnago ci si ritrovi in questa assurda situazione per avere un allacciamento al gas? A questo punto non ci rimane altro che rivolgerci al giudice di pace". Da parte sua la ditta concessionaria del servizio ribadisce a chiare lettere che le responsabilità sono esclusivamente dell'Italgas e che si tratta di un intasamento dei terminali dell'azienda che eroga il servizio. Soluzioni possibili? Poche: "Fino a che i terminali non vengono ripristinati", ribadiscono, "noi possiamo solo consigliare i nostri clienti di rifare la domanda oppure di presentare reclamo". Faggion ha già deciso: "Meglio un ricorso al giudice di pace". E.P.  .

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Il problema starebbe nei terminali dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare ricorso al giudice (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEGNAGO. Una coppia di Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento chiesto il 26 agosto Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese Il problema starebbe nei terminali dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare ricorso al giudice   Oltre un mese di domande, solleciti verbali, discussioni. Il tutto per cercare di ottenere un semplice allacciamento del gas in un appartamento in pieno centro a Porto di Legnago. Una situazione quasi paradossale quella che sta vivendo Denis Faggion, al momento residente a Verona, ma in procinto di trasferirsi con la famiglia nel popoloso quartiere di sinistra Adige. Trasferimento per ora bloccato proprio dall'impossibilità di usare il gas. Il 26 agosto scorso, dopo aver preso in affitto un appartamentino in un condominio di via Pio X dove abitano anche i suoceri, Faggion si è infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura. E, pur pagando l'affitto dal primo di settembre, non può di fatto trasferirsi nell'appartamento. "Non sono solo", spiega. "Ho una famiglia con due bambini piccoli ed è logico che senza gas non possiamo vivere. Tutto questo è davvero assurdo, anche perché non ho mai avuto una motivazione logica di quanto accaduto". Come si diceva, tutto è iniziato alla fine di agosto quando Faggion e il suocero Luigi Solato si sono rivolti ad una ditta specializzata che da tempo si occupa di fare da tramite per le domande di allacciamento, riapertura dei contatori, revisioni dei consumi e quant'altro. "Abbiamo presentato la nostra regolare richiesta con l'assicurazione che saremmo stati contattati ed informati sulla tempistica di installazione del contatore. Da allora, invece, nessuna telefonata. E quando abbiamo chiesto spiegazioni in merito ci siamo sentiti semplicemente rispondere che il problema era dovuto ad un intasamento dei terminali dell'Italgas, che si trattava solo di avere pazienza e che anche altre persone si trovavano nelle nostre stesse condizioni". Faggion e Solato non si sono comunque dati per vinti, continuando a chiedere solleciti e informazioni sui tempi nei quali si presumeva potesse avvenire l'allacciamento. "Ma non c'è stato nulla da fare: hanno solo ribadito il problema ai terminali, consegnandoci dei moduli di reclamo da inviare all'Italgas. Nel frattempo abbiamo anche cercato di contattare il numero verde dell'ente senza mai ottenere risposta. È possibile che nel Duemila in una cittadina come Legnago ci si ritrovi in questa assurda situazione per avere un allacciamento al gas? A questo punto non ci rimane altro che rivolgerci al giudice di pace". Da parte sua la ditta concessionaria del servizio ribadisce a chiare lettere che le responsabilità sono esclusivamente dell'Italgas e che si tratta di un intasamento dei terminali dell'azienda che eroga il servizio. Soluzioni possibili? Poche: "Fino a che i terminali non vengono ripristinati", ribadiscono, "noi possiamo solo consigliare i nostri clienti di rifare la domanda oppure di presentare reclamo". Faggion ha già deciso: "Meglio un ricorso al giudice di pace". E.P.  .

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Per abbattere le attese ci sono i call center (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quasi tutti elettronicinecessitano di unabuona prontezzaper selezionarel'ufficio desiderato Per abbattere le attese ci sono i call center Quelli delle aziende anconetane funzionano: risposte e delucidazioni dopo brevi pause ANCONA Con i call center i tempi di attesa "virtuali" delle lunghe code nelle strutture pubbliche possono essere abbattuti. Cornetta del telefono alla mano, è possibile parlare con gli operatori dei call center nel giro di un paio di minuti. Una buona notizia insomma per tutti coloro che sono scoraggiati dalle code e dalle lentezze burocratiche dei nostri sportelli. Unica eccezione è il C.u.p., centro unico prenotazioni, degli Ospedali Riuniti di Ancona, dove si deve aspettare di essere richiamati dall'azienda prima di poter contattare un interno. Questo l'esito della seconda puntata sulla burocrazia ancoranata realizzato ieri chiamando diverse aziende anconetane come Multiservizi spa, Enel spa, Conerobus spa, AnconAmbiente spa, Asur 7. A rispondere dall'altra parte del filo è l'ormai consueta segreteria vocale, che dopo aver espletato i numeri da digitare relativi al servizio richiesto, mette in contatto con un operatore nell'arco di un paio di minuti. Il sistema di snellimento delle chiamate sembra funzionare evitando tempi di attesa scoraggianti. Addirittura qualche segreteria informa sul tempo di attesa e sulle persone che si trovano davanti prima di poter parlare con l'operatore. Logicamente esiste una sola regola imposta dalle voci elettroniche: reattività. Infatti, nonostante sia possibile parlare in tempi celeri con la persona addetta, per la prima fase si deve invece avere il dito pronto per digitare il numero giusto seguendo le indicazioni della segreteria. Se si perde questo passaggio, si deve ricominciare da capo. Alcuni centri sanitari effettuano una selezione delle telefonate per patologia oppure tipologia di esami. E una volta individuata la categoria di appartenenza, si deve essere veloci per centrare il futuro numero telefonico da dover digitare per contattare l'ufficio interessato. Se qualche numero sfugge all'udito, allora l'unica soluzione è riagganciare la cornetta e farsi trovare più reattivi la volta successiva. Questa è la tecnica della velocizzazione adottata dall'Asur 7. In altre aziende invece all'utente viene richiesto il codice fiscale. Alla Conerobus spa si viene immediatamente messi in contatto con l'impiegato del call center, dopo solamente alcuni squilli telefonici. Per tutte le altre strutture contattate, la musica di cortesia invece è diventato prassi. Rendendo piacevole l'attesa e intrattenendo alla cornetta l'utente. Digitando invece il numero verde di AnconAmbiente spa, si è avuto lo stesso riscontro qualche secondo sospesi in linea e subito si ha la possibilità di parlare e chiedere all'operatore del call center le informazioni necessarie. Altra azienda presa a campione per verificare i tempi di attesa prima di essere messi in linea con una operatore, è la Multiservizi spa. Anche in questo caso tutto procede liscio ed è possibile esporre gli eventuali problemi all'operatore in tempi brevi. Se invece volete contattare l'Enel spa per chiarificazioni sulle bollette oppure avete guasti da segnalare, ricordatevi di avere a portata di mano il codice fiscale, questa infatti è tra le prime informazioni che viene richiesta dalla segreteria vocale. Per gli Ospedali Riuniti di Ancona, invece, servono 24 ore ma va detto che si tratta di una struttura regionale. CECILIA ROSSINI,.

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A proposito delle esternazioni di Cacciari A (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

A propositodelle esternazionidi CacciariA proposito del sindaco Massimo Cacciari: abbiamo sopportato l'epiteto di "piagnoni" affibbiatoci perché ci siamo permessi di obiettare che a Venezia la qualità della vita è diventata davvero infima a causa della monocultura dominante, tutta orientata a privilegiare il turismo "mordi e fuggi" che distrugge la città. Anche se all'arte abbiamo dedicato la vita, abbiamo finto di non sentirci definire alla stregua di cittadini "che non capiscono niente d'arte e d'architettura". Perché non abbiamo apprezzato lo scippo di venti milioni di euro perpretato ai danni delle casse comunali (ergo: delle nostre tasche) finalizzato alla costruzione di un ponticello inutile, che a pochi giorni dall'apertura mostra vistose crepe e detiene già un record in fatto di incidenti a causa di vistosi difetti di progettazione nelle alzate dei gradini e nell'impianto di illuminazione. Abbiamo sorvolato sul problema: "il futuro è a Mestre", poiché sappiamo che se da tutto il mondo si mettono in fila per venire da queste parti, difficilmente sarà per la smania di visitare Piazza Ferretto. Ci siamo rassegnati al nuovo gioco di società denominato "3 fantasma", la linea d'acqua prima sbandierata come panacea per il trasporto dei residenti, poi trasformata in un ennesimo omaggio alle torme di turisti di bauli corredati da bimbi urlanti in varie lingue, e infine candidata all'estinzione. E via glissando.Insomma, credevamo di aver fatto il callo alle "cacciarate", anche perché un grillo parlante ci ammoniva: "chi è causa del sul mal...". Avevamo votato il filosofo? Era giusto che ne sopportassimo le pittoresche esternazioni. Ma il troppo stropia. Cacciari, intervenendo all'assemblea comunale del Pd, ha denunciato con tono accorato che "c'è una obiettiva ventata di destra", riconoscendo - bontà sua - come il nuovo partito della sinistra riformista "aveva grandissime ambizioni e finora non ne siamo stati all'altezza". Si spera che abbia usato il plurale maiestatico. E che non pratichi lo sport più diffuso in luguna: il salto della memoria. Si è forse dimenticato che è stato eletto con tutti i voti, anche quelli dell'estrema destra, per battere la candidatura di Felice Casson? Per favore, Massimo, basta con le prese in giro!Franco BatacchiVeneziaCosì l'Ulss 12ha negato la terapiaa un malato doloranteSono basito per la qualità della sanità veneziana. Sono venuto da Milano per una vacanza, munito della richiesta sanitaria stilata dal fisiatra del prestigioso "Gaetano Pini". Mi sono presentato al monoblocco del Lido specializzato in kinesiterapia con una capsulite alla spalla destra molto dolorosa per fare 10 sedute di kinesiterapia ma secondo il personale non esistendo un fisiatra non era possibile accettare la prescrizione di Milano, come se fosse all'estero, quando la carta sanitaria dovrebbe essere valida in tutta Europa. Mi sono allora recato al pronto soccorso che mi ha mandato al pronto soccorso del Civile dove, dopo radiografia, mi ha visto un medico ortopedico prescrivendomi un farmaco e la kinesiterapia. Forte di questa prescrizione dell'Ulss 12 veneziana sono tornato al monoblocco dove un burocrate mi ha detto che la prescrizione dell'ortopedico del Civile non era valida in quanto ci voleva la prescrizione del fisiatra, di cui al Civile nessuna mi aveva detto nulla, perciò diniego di prestazione sanitaria ad un malato dolorante che non riesce più a dormire la notte per il male.Torno al pronto soccorso del Lido e il medico di guardia, un rianimatore, si è arrampicato sugli specchi per giustificare il comportamento folle di questo sistema sanitario veneziano. Un infermiere mi ha consigliato, presente il medico, di andare all'ospedale San Camillo ove sarebbe stato possibile fare la terapia. Infatti mi dicono che sarebbe stato possibile, ma a pagamento di 350 euro, o con un'attesa sconosciuta per la visita del loro fisiatra, come se fosse necessaria dopo quella del Pini di Milano e di quella dell'ortopedico del Civile.Morale: è una vergogna incredibile che, tradendo il giuramento di Ippocrate, possano succedere queste prevaricazioni da parte di una burocrazia bolsa e priva di qualsiasi considerazione verso l'ammalato.Gianantonio GodeasMilanoRendiamovisibileil MarzenegoSi sta discutendo se sia possibile e opportuno far ritornare visibile il fiume Marzenego attualmente coperto in Riviera XX Settembre e in via Poerio. E già il fatto che se ne discuta lo ritengo molto positivo. Anche il sindaco Cacciari ha parlato una volta di Mestre come "città d'acqua" e spero che questa affermazione possa realizzarsi. La copertura del Marzenego rientra in quella politica di voluta distruzione della città nel periodo che Luigi Brunello ha descritto nel suo libro "Mestre: gli anni del saccheggio". Si è voluto giustificare la copertura con l'esigenza di dare più spazio fruibile al centro cittadino e si è visto come quello spazio sia totalmente inutile e vuoto non solo in Riviera XX Settembre ma anche in via Poerio, ora che la via è a traffico limitato. Si è voluto giustificare la copertura con l'esigenza di coprire una fogna scoperta mentre l'Amministrazione non è stata capace di ripulire quella fogna, di imprimere una corrente d'acqua più forte magari creando qualche paratia e cascata a monte del centro cittadino. Non si è voluto imitare la bellezza dei corsi d'acqua nel centro di Treviso ma soltanto imbruttire quella che doveva essere la periferia di Venezia, brutta come tutte le periferie. Adesso sono gli anni del saccheggio di Venezia: sempre meno residenti e sempre più turisti, sempre meno abitazioni e sempre più alberghi. Allora l'Amministrazione veneziana ha capito che Venezia poteva continuare ad avere un ruolo di capoluogo nella Regione Veneto soltanto "trasferendosi" a Mestre, ossia valorizzando Mestre come città e non continuando a considerarla periferia. Sono cose ovvie e risapute. Allora ecco le opere rivolte a rivalutare il centro di Mestre (rifacimento di piazza Ferretto e via Palazzo, pedonalizzazione, restauro della Torre, ecc.), meglio tardi che mai. In questa opera di rivalutazione vedo inserito lo scoprimento del fiume Marzenego.Alberto PeraleMestreNon è persala battaglia per il boscoScrivo a nome dell'Associazione per il Bosco di Mestre, che rappresenta altre venti associazioni, tra cui tutti i club service della città. Con grande dispiacere devo constatare che, a fronte del sostegno disinteressato allo sviluppo delle aree verdi da parte della maggioranza della cittadinanza, si ripetono ancora azioni contrarie, da parte di privati. Un bene come lo storico boschetto planiziale di Carpenedo merita amore e rispetto! Il bosco ha bisogno di un'area verde circostante che faccia da cornice e consenta un avvicinamento soft, dall'area antropizzata all'ambiente naturale. Il bosco di Carpenedo, che è un sito protetto ai sensi della direttiva "Habitat" della comunità europea, merita lo stesso rispetto di una chiesa, di un santuario o di un monumento. E siamo molto preoccupati che qualcuno voglia costruire vicino al boschetto! Ma ciò che più ci preoccupa in questo tentativo di urbanizzazione degli otto ettari contigui al boschetto è soprattutto il problema culturale! Vorremmo che, nella nostra città, le persone, di fronte all'interesse privato, non dimenticassero la necessità di tenere nella dovuta considerazione anche l'interesse collettivo altrimenti, di fronte ad interventi di questo tipo, è necessario che la cittadinanza si opponga. E per scoraggiare o, comunque, indirizzare correttamente questi ed altri interventi, è necessaria una presa di posizione, non solo da parte dei competenti uffici pubblici, ma anche e soprattutto da parte dei cittadini. Un'iniziativa importante, come quella di costruire nell'area contigua al boschetto, non si dovrebbe realizzare. Per questo motivo la nostra Associazione si attiverà per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica, promuovendo un dibattito aperto con la cittadinanza e le autorità. La battaglia per il bosco di Carpenedo, speriamo, non è ancora persa!Pietro MianiPresidente Associazione per il Bosco di Mestre.

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La strage di San Gennaro (sezione: Burocrazia)

( da "Articolo21.com" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sergio Nazzaro Ancora una strage. Otto morti: sei extracomunitari e un italiano. Non è la prima non sarà l'ultima. Nel 1990, a Pescopagano, furono ammazzate cinque persone e ferite sei. Il clan dei La Torre ridisegnava la mappa dello spaccio con le sue zone interdette. Oggi lo fanno i Casalesi. Il titoli dei giornali sono interessanti: far west nel casertano, mattanza, strage. Io la definisco casa mia. Già, Mondragone, Castelvolturno, Baia Verde, Villaggio Coppola, tutte zone con un unico comun denominatore: la strada statale Domitiana. La strada che parte dal fiume Garigliano, confine Lazio Campania, e giunge fino a Pozzuoli è ormai territorio al di fuori di qualsiasi controllo. Regna solo la paura, la disperazione, la violenza. Eppure la Domitiana sta lì, sotto gli occhi di tutti. Eppure non si muove nulla. E' il Terzo Mondo che si è implementato nel Sud Italia. I Casalesi, sempre loro. O così pare. Perché in Italia, fino a ieri, non si sapeva nulla di Casale di Principe, oggi tutto quello che accade nel casertano è colpa dei Casalesi. Forse anche il fallimento dell'Alitalia. Si continua ad andare avanti per semplificazioni e mistificazioni tipiche della stampa. Non credo che ci siano dubbi che siano stati i casalesi, il problema è: una strage per controllare che tipo di territorio? Le macerie. Questa è la realtà. Il degrado che vige nei territori della Domitiana è al di là di qualsiasi immaginazione. Qualcuno fa qualcosa? No. Ormai basta parlare di camorra quando accade qualcosa, per onore e gloria di qualcuno e basta. Una sorta di gara a chi trova il nuovo scoop, senza mai riflettere e approfondire su un quotidiano che è peggiore di qualsiasi inferno. Esagerazioni? Non credo, gli otto morti ammazzati sono stati possibili proprio perché si sa che il territorio è al di fuori del controllo dello Stato Italiano. Semplice. Sapete quanti sono i poliziotti nel commissariato di Castelvolturno? Neanche 50, per un territorio che ha più obblighi di firma che residenti. Già. E di chi sono politicamente questi territori? Il tandem Landolfi Cosentino ha regnato e regna da molti anni. Oltre tutte le indagini giudiziarie che li vede coinvolti, gira lo stomaco sentirli parlare di ripresa, di futuro del Sud, quando nei loro territori non si arriva a vedere il pomeriggio dalla mattina. Ultimamente si fa un gran parlare di immigrati illegali da cacciare dall'Italia. Se si decidesse di farlo lungo la Domitiana questa operazione, ci vorrebbero per davvero migliaia di militari, forse anche di più. E' semplice spaventare l'opinione pubblica con i rom e i clandestini nelle città italiane, basta non far sapere all'opinione pubblica che in molti comuni del Sud, sulla strada statale Domitiana i bianchi ormai sono in minoranza netta. E così, mentre si fanno le grandi spiegazioni sistemiche della camorra, il quotidiano muore anche su quei pochi che cercano di resistere. Qualche giornale nazionale ha parlato dei colpi di arma da fuoco sui beni sequestrati a Pignataro Maggiore e minimizzati da parte delle forze dell'ordine? No, nessuno ne parla. Se si avvelena una città è Napoli, come titolava L'espresso, per capire dopo che le discariche di Napoli sono in provincia e arrivano fino a Mondragone, cioè a 50 chilometri di distanza. Ma le semplificazioni aiutano, è tutto Napoli o Casalesi, oppure Gomorra. Invece il tumore è assai più grande. Purtroppo non è così, gli osservatori più attenti sanno cosa sta succedendo: non sta cambiando nulla. Il pm Roberti aveva avvertito tempo fa che ci sarebbe stata una recrudescenza stragista e il saperlo non lo ha impedito? Qualcuno deve rispondere a questa domanda! I servizi segreti mandati a Casale di principe, le squadre speciali cosa stanno facendo se si spara come se non più di prima? Risolveremo il problema camorra, già tanto tutto rimarrà come prima e le chiacchiere si sprecheranno anche oggi e domani. Perché arrestare Schiavone o Bidognetti non risolve la crisi sociale lungo la strada statale Domitiana, non risolve la carenza di economia, non risolve il degrado assoluto del Sud. Ma questo non lo dice nessuno. Gli eventi che seguono accadono tra le 19.00 e le 20.00 Di Sergio Nazzaro tratto dal libro "Io per fortuna c'ho la Camorra" Fazi editore “Buona fortuna Crockett, buona fortuna”. Ciro è un poliziotto del commissariato di Castelvolturno. Quasi venti anni di servizio in terra di camorra. Mi accoglie con le parole che chiudevano un suo intervento sul giornale del sindacato di polizia. “è come vivere in gigantesco Fort Alamo, e per quanto grande sia, sempre Fort Alamo è. E per noi che ci viviamo, che dobbiamo rimanerci, veramente è il caso di dire: buona fortuna Crockett”. Conosco Ciro da molto tempo, lo interrogo sempre, per una questione o l'altra. Per comprendere alcuni meccanismi della terra di camorra, non c'è niente di meglio che parlare con chi fa il lavoro più complicato a Sud: il guardio. Ciro non ha il volto rassegnato, o lo sguardo disperato, non veste panni militari, e non si sente un rambo o vive sotto assedio. Si alza ogni mattina e percorre i 15 km che separano Mondragone da Castelvolturno, per iniziare una nuova giornata di ordinaria follia e disperazione. A casa, in un angolo, Ciro conserva alcune targhe vicino alla foto di Falcone e Borsellino “due con le palle per davvero”, così definisce i giudici ammazzati con autobomba, come se fossero a Bagdad. Di fianco alla foto targhe di ringraziamento della D.I.A., del NCIS (Naval Criminal Investigative Service), che oggi è conosciuto da tutti per via della serie televisiva, ma che qualche anno fa era una sigla sconosciuta. “Qualche favore ai colleghi, la zona di Castelvolturno è affollata di americani e con loro qualche volta si collabora. Soprattutto dopo l'11 settembre hanno bisogno di un orecchio sul territorio, cose così”. Il commissariato di Castelvolturno è un edificio anonimo, con inferriate alle finestre, traffico di persone e qualche macchina. A Sud, soprattutto le caserme o i commissariati sono abitazioni normali prese in affitto. Discutere con Ciro mi ha sempre posto degli interrogativi: chi mente? In televisione dopo ogni grave fatto di sangue si parla di rinforzi e altre amenità. E se non ci sono gravi fatti di sangue, nei programmi per un futuro migliore della terra di camorra si parla di grandi manovre, di uomini, mezzi e impegno politico. Le chiacchiere stanno, al solito, a zero. Ciro mi dà i numeri precisi della situazione. Non credo assolutamente che Ciro menta. “Siamo 45 persone in tutto”, Ciro fa manovra sotto il commissariato e inizia il nostro piccolo tour nella no man's land di Castelvolturno-Pescopagano-Villaggio Coppola. “Il pronto intervento è garantito da un solo equipaggio. In teoria una macchina con due agenti dovrebbe fare prevenzione a Mondragone, Cancello Arnone, Grazzanise, Santa Maria la Fossa”. Lo guardo pensieroso, Ciro come se sentisse l'assurdità di tale affermazione mi fissa e continua “Certo, è solo una macchina e quindi si concentra sul territorio di Castelvolturno: un territorio che va da Pescopagano fino a Ischitella, alle porte di Napoli. Due agenti, una Fiat Marea con 150.000 km. Una macchina che non dovrebbe neanche camminare, ma la penuria di mezzi è un classico e quindi ci si arrangia. Certo abbiamo cinque o sei macchine. Ma qualcuna è in riparazione, una aspetta il preventivo per andare in riparazione, un'altra devi fargli tutte le carte per mandarla in riparazione. Pensa quanto tempo ci vuole per rimetterla in strada”. Mentre la macchina continua ad attraversare Castelvolturno, per giungere al Villaggio Coppola, mi torna in mente la storia di un amico finanziere che quando stava a Reggio Calabria, con i colleghi pagavano di tasca loro le bucature delle gomme. Solo per farla andare dal gommista ci voleva la mano di Dio tra richieste e altra burocrazia, e quindi per evitare il fastidio e continuare a lavorare, era meglio sborsare di tasca propria 5 euro, previo accordo con il gommista per un prezzo di favore, perché stando sempre sulla strada le gomme ne facevano di bucature. “Poi si svolgono tutti gli altri servizi normali di un commissariato: ufficio denuncie, servizio in borghese, il servizio di misure di prevenzione, cioè il controllo di tutti quelli che hanno misure alternative alla detenzione, che richiederebbe solo questo servizio 50 persone. Perché oltre alla criminalità quotidiana di Castelvolturno, devi pensare che qui vengono mandati tutti coloro che scontano un arresto domiciliare e provengono da zone quali Giugliano, Casale di Principe, S. Antimo, da Secondigliano. Scelgono Castelvolturno per starsene un poco più tranquilli, e poi è pur sempre una località di mare, anche se ormai è un ricordo smarrito nel passato. Fosse anche per soli quindici giorni, questi vengono e commettono reati. è un porto di mare questa città, che conta qualcosa come 15.000 abitanti e ha 3000 fascicoli. Senza contare tutti gli extracomunitari di cui non abbiamo traccia o notizia. Quindi si aggiungono solo problemi a problemi. Certo se accade che a Mondragone c'è un casino, una situazione, e allo stesso momento c'è ne uno anche a Castelvolturno, si decide sul momento qual è il più grave e si corre da quella parte. Anche se bisogna dire che c'è un tacito accordo con la stazione dei Carabinieri di Mondragone: loro si occupano di quella zona e noi della nostra. Una sorta di divisione del territorio fatta dalla prefettura, quando fu istituito il commissariato, altrimenti non puoi stare dietro a tutto e tutti”. Guardo Ciro quasi a bocca aperta, e come se mi leggesse nel pensiero continua: “Ora ti stai domandando: ma se c'è una sparatoria a Castelvolturno, una a Mondragone, che si fa? è una bella tarantella a quel punto. Fino alle otto di sera, ancora ancora c'è subito qualcuno che viene di rinforzo, ma dopo le otto di sera, dopo la chiusura degli uffici, finché arriva una macchina di rinforzo da Caserta, Casapenna, o un altro commissariato, sono cazzi. Te lo dico chiaramente, sono cazzi. Per una buona mezz'ora, se c'è una sparatoria, te la devi vedere da solo, con il tuo collega. E resistere. Torniamo a Fort Alamo, veramente devi avere molta fortuna, o fai la fine di Crockett. Mi ricordo che nel 1989 morirono due colleghi, Iovino e Canianiello, un terzo collega Ciro Letizia fu gravemente ferito. Erano stati investiti da un americano ubriaco all'altezza del Villaggio Coppola. Era verso le 9 di sera, il collega di turno che ricevette la prima telefonata sai che cosa ha fatto? Ha chiuso il commissariato, perché non c'era nessuno, ha preso la propria macchina ed è andato a prestare soccorso. Quindi se sei di servizio la notte e succede qualcosa t'hai parà a palla, devi sapertene uscire, perché sei solo. Almeno un'altra macchina sarebbe necessaria, per proteggersi tra colleghi”. Mentre si parla, guardo fuori dalla macchina, uno spettacolo di decadenza è tutto intorno. Tutto è scrostato, vecchio, marcio, puttane, contrabbandieri, tossici, cartelli scritti a mano e male indicano negozi che sono tuguri dove si vendono pannolini, mandarini, sigarette. Non c'è nulla, ecco la no man's land. Un territorio che è di tutti, democratico nel vero senso della parola: ognuno fa quello che cazzo vuole, sicuri dell'impunità, perché qui intorno non c'è segno alcuno di una presenza dello Stato. “Quindi se ti trovi in una sparatoria devi sperare che la macchina dei carabinieri è a Mondragone e venga in aiuto, ma se per caso sta pattugliando a Falciano, se stanno facendo dei controlli nell'entroterra, devono arrivare a 200 all'ora per aiutarti, percorrendo strade di campagna e la domiziana, dove ogni incrocio è un insidia. Nella pratica questo dovrebbero fare, ma come? O si ammazzano per venire a salvarti, o muori tu nel frattempo che qualcuno ti viene a salvare. Quando ho scritto che siamo come a Fort Alamo, mi hanno risposto che siamo sempre attenzionati da parte del ministero. Questa parola attenzionati, ma che vuole dire, quanto non la sopporto. Siamo attenzionati. Forse ci sta pure nel vocabolario, ma parola più inutile non ci sta. Attenzionati. Ma tu ci pensi? Qui abbiamo la camorra, la criminalità nigeriana, quella albanese, la criminalità dei paesi ex comunisti, e questi sono i mezzi. Però siamo sempre attenzionati”. Il sorriso di Ciro è così amaro, che ne posso sentire il sapore. Alla fine, per evitare di impazzire davanti all'evidenza della follia della burocrazia, mentre si cade sempre di più nell'abisso della no man's land, l'ironia è l'unica arma per salvarsi. Entriamo nel Villaggio Coppola, una volta sogno americano, una sorta di Miami del Sud. Oggi rimane l'esempio di cosa sono gli aborti quando vengono messi al mondo nell'indifferenza di tutti. Un lugubre sogno di grandezza andato in acido, infestato di merda e scarafaggi, ecco cosa è Villaggio Coppola. Che con Pescopagano dovevano essere il riscatto del Sud, rilanciare il mitologico turismo e benessere del meridione, per far capire a tutti che qualcosa di buono ci sta, già, proprio così. Oggi questi indefinibili agglomerati di cemento sono solo macerie dove si nasconde meglio il nemico. “Questo è il Parco delle Rose, una volta era anche un buon parco, ormai è in mano ai casalesi, si estende per diversi isolati. Qui ci trovi prostituite colombiane, polacche, ci trovi qualsiasi tipo di droga, ci trovi di tutto di più. Questo è lo specchio di cosa sono tutte queste zone. Un esempio perfetto. Abbiamo arrestato più di un latitante in questo parco, ormai completamente fuori dalla nostra giurisdizione. Ma a differenza del resto della zona, è un parco tranquillo, è un piccolo stato dei casalesi nel cuore di Villaggio Coppola. Al solito sanno gestire con discrezione i loro affari. Castelvolturno appartiene a Bidognetti, il braccio armato di Schiavone Sandokan”. Ci fermiamo a prendere un caffè, sono le sette di sera. I bar sono ridotti all'essenziale, un bancone, quattro tavoli e qualche sedia. Gli sguardi si posano su di noi, interrogativi, per essere subito distolti. Il barista vuole offrire il caffé, Ciro non si fa sorprendere: “Grazie, ma il caffé lo pago sempre”. Usciamo e riprendiamo la strada. “La legalità è anche questa, lo sanno che sono un poliziotto e non me lo devono offrire il caffè, sono piccole cose, ma da questo poi cominciano le richieste: ispetto' ho una multa, ispetto' ho un figlio che tiene un problema, ispetto' quella carta là e via dicendo. Vedi un altro problema che abbiamo noi sono proprio i servizi in borghese: ormai ci conoscono tutti. Sai quante volte abbiamo chiesto di far girare un poco di colleghi, far girare le facce. Non puoi fare un passo che ti riconoscono e poi la vuoi sapere una cosa, vuoi farti una risata? Abbiamo come macchina in borghese un'alfa 146 verde bottiglia! Ma come si fa, appena ti presenti sul lungomare di Castelvolturno, ti hanno scoperto. Quelli hanno o'serpe nel manicone, cioè stanno commettendo qualcosa di illegale, traffico di droga, o altro e non vuoi che ti riconoscono un chilometro lontano? Qui ci conosciamo tutti. E distingui il vero camorrista da come si comporta. Sai quanti ne ho arrestati e me li sono ritrovati di faccia qualche giorno dopo? Sempre buongiorno, buonasera, massima educazione. Ti sembrerà strano, ma avere a che fare con i casalesi è quasi un piacere: non sgarrano. Sanno stare al loro posto, senza fare tarantelle. Se li fermi sulla strada non si lamentano, non si sbattono, così come quando vai a fare perquisizioni nelle loro case, aprono la porta e ti dicono: “accomodatevi”. Non creano problemi di nessun genere. Il mondragonese, il napoletano parlano troppo, fanno chiacchiere, vogliono convincerti, cercano di farti amico. Il casalese, se è uno buono, sta in silenzio. Non fa chiacchiere. Non dice una parola. Hanno un qualcosa in più in confronto agli altri. O parlà u tenen' pe fatica, cioè parlare per loro è un lavoro. Non si atteggiano. Più uno è inserito nel clan e meno si mette in mostra. Questa è la loro caratteristica fondamentale, sono stati i primi a cambiare atteggiamento sul territorio. Non si fanno riconoscere come camorristi. Se lo sono gli altri sanno chi sono. E basta. Non certo lo diventi con le parole. Sono vincenti sul territorio perché è gente tosta, criminali per davvero. Dopo anni e anni di servizio lo senti d'istinto quando uno è criminale per davvero. Loro lo sono, non scherzano. E quando li incontri per strada non hanno nessuno sguardo di sfida, non ti fanno storie. Vedi, noi lavoriamo nel rispetto delle regole, che sono reciproche. Noi svolgiamo il nostro lavoro con serietà: non mettiamo bustine di droga in casa, non puntiamo una pistola in faccia se non ce n'è bisogno. Non costruiamo prove false. Siamo le due forze in campo, siamo quelli che si incontrano ogni giorno. Noi lavoriamo per lo Stato, li dobbiamo arrestare seguendo le regole, loro lo sanno e sanno che non facciamo infamità, per questo ci rispettano a loro volta. I pesci piccoli si atteggiano. è il gioco del gatto e del topo. Le organizzazioni locali non hanno assolutamente interesse a creare rumore, a sfidare la polizia, perché quando lo fanno, allora, solo in questo caso c'è una durissima reazione da parte dello Stato. Quando li arresti ti dicono: “marescià voi fate a fatica vostra e nui facimm' a fatica nostra”. Stiamo attraversando di nuovo Castelvolturno, prendiamo una stradina sulla sinistra che ci conduce nella zona conosciuta dai più come “destra Volturno”, la parte destra della città. Sorta senza nessun piano regolatore, senza fogne. Ciro mi indica uno slargo nella strada. “Penso che la conosci questa zona, un poco di pioggia ed è un fiume, un mare e pensa che il mare vero sta là avanti a noi. Non c'è una fogna, e tornando a come si lavora qui, qualche volta la gente ci chiama, e noi non possiamo raggiungerla la gente, perché altrimenti rimaniamo bloccati nell'acqua”. Mi tornano alla mente ricordi del liceo, non solo le macchine della polizia si affogano in questa strade. Qui, a destra Volturno, è la centrale dello spaccio, soprattutto di eroina e cocaina. Ma anche di fumo. Non di primissima qualità, ma comunque fumo. Tempo fa, con un amico, evitammo per un soffio l'irruzione dei carabinieri nella casa della Signora. Così era chiamata la villa dove trovavi sempre del fumo da comprare. Eravamo passati, e dopo esserci fatti riconoscere come clienti di Mondragone, e quindi non guardi a nostra volta, ci avevano detto di ripassare. Solo che quando ripassammo, trovammo le macchine dei carabinieri fuori la villa. Tirammo dritto con il fiato sospeso. Fermammo la Panda vicino a una minuscola casupola di lamiere, illuminata con una sola lampadina. Un vecchietto stava seduto fuori. Appena ci vide ci chiese di cosa avevamo bisogno: cartine, limone, cucchiai, accendini, ovatta. Mi affacciai per vedere meglio, il vecchietto vendeva tutto l'occorrente per drogarsi, meno che la droga. Prendemmo un paio di cartine, mentre fissavo i limoni ben disposti su un'altra sedia. “Per tornare a Mondragone?” Il vecchietto guardò alle nostre spalle e sicuramente intravide le luci blu. “Andate sempre avanti, girate nella prima strada a destra, è tutta scassata, ma non vi preoccupate, 500 metri e uscite sulla statale per tornare a Mondragone, così evitate i guardi”. Osservo Ciro: “la conosco la zona, quella là avanti è la casa della signora, ci sono venuto qualche volta” quasi a giustificare davanti alla legge le canne che mi sono fumato. “Se tutti i problemi della zona fossero due canne, saremmo in paradiso”. Ciro cammina lentamente, i finestrini abbassati fanno entrare aria carica di salsedine. Continua a cercare nei ricordi. “Quando Michele Zagaria fu arrestato l'ultima volta, oggi è la primula rossa della camorra, la prima cosa che fece fu quella di disfarsi di tutte le pistole che aveva addosso. Gli rimase un caricatore addosso, e voleva accusare i colleghi di avercelo messo loro. Quello fu un atto scorretto. Però, vedi, non pensò mica di usarle quelle pistole. Non è il loro stile, non conviene e lo sanno. Poi infatti è uscito con l'aiuto dell'avvocato e da allora sta in giro. I camorristi non cercano la sfida frontale. Sanno che possono risolvere tutto attraverso la nostra giustizia, che in una maniera o l'altra li fa uscire sempre”. Dopo qualche chilometro di strada siamo arrivati a Pescopagano, già dal primo pomeriggio si vedono prostitute di colore affollare i bordi della strada. Ciro riprende a descrivermi quello che vedo: “La criminalità straniera conviene ai camorristi, anche perché distraggono energie. Quando la polizia curr appress' ai niri fa comodo. Già siamo pochi, poi ci si mettono di mezzo anche criminali extra comunitari, non si finisce per davvero. Vedi queste ragazze di colore? Sono tutte nigeriane. Qui i nigeriani hanno la gestione della prostituzione che si dividono con gli albanesi. Alle prostituite nigeriane, prima di essere portate qua, gli fanno un rito voodoo: se lei denuncia la sua madame alla polizia, lei muore. Se lei scappa e cerca aiuto da noi, muore. Ci credono, vuoi per cultura vuoi per tradizione, e non ci possiamo meravigliare più di tanto. Se pensi che qui da noi, in Italia, un paese civilizzato, accendi la televisione e trovi un santone che ti promette soldi, una maga che ti risolve i problemi d'amore, e guadagnano barche di soldi, ci stupiamo che queste ragazze sono spaventate dal rito voodoo? Wanna Marchi docet. L'aspetto triste è che la maggior parte di queste ragazze sogna di diventare madame: la vittima di oggi è il carnefice di domani. Molto cinico, ma questo è il meccanismo ridotto all'essenziale. Poi ci sono le prostituite albanesi, e detto fuori dai denti alcune sono veramente puttane dentro. Ci sono quelle storiche che ogni tanto vedi e poi scompaiono. Quando poi le interroghiamo lo dicono chiaramente che hanno finito i soldi. Un lavoro normale non lo vogliono perché guadagnano in un giorno lo stipendio di un mese.”. Scendiamo dalla macchina, siamo a Pescopagano, come dire siamo nel mezzo del nulla. Mi sorprendono sempre luoghi così. Qui non c'è nulla: solo villette, qualche raro condominio di pochi piani e poi più nulla. I negozi chiudono uno dietro l'altro. Rimane al solito qualche bar, e nulla più. I venditori ambulanti si affacciano agli incroci delle strade, finché c'è luce vendono, appena si fa buio, mettono sulle lambrette le loro cose e scompaiono. Pescopagano, mi chiedo come sia nato un progetto così, chi poi lo abbia abbandonato al suo destino. “Lo vedi come è frastagliato questo territorio? è troppo frastagliato. Si dovrebbe rispondere con una reale politica del territorio. Ma non funzionerebbe, la verità è che dovresti abbattere tutta destra Volturno, tutta Pescopagano e il Villaggio Coppola. Semplicemente. Perché è un unico grande covo di piccoli e grandi criminali, ville, villette, casolari senza numeri, una gigantesca favela sotto gli occhi di tutti. Come fai a controllare cinque, seimila stradine? Non hanno neanche un nome che le distingue. E poi che fai, chiedi a una pattuglia di entrare in una stradina, così ci rimangono incastrati se succede qualcosa?”. E a Pescopagano ne succedono di cose, come la morte di Michele Landa, vigilante, ucciso a colpi di pistola e poi bruciato nella sua macchina. Mancavano solo un paio di mesi e Michele sarebbe andato in pensione, dopo una vita di lavoro. Invece trova la morte all'età di 62 anni, davanti a un ripetitore della Vodafone. Nella terra di nessuno, tutto quello che si può rubare viene rubato. Anche un ripetitore per telefonini. Pescopagano non avrà nulla, ma un ripetitore per telefonini sì, perché è strategico, perché sono un fiume continuo le telefonate che partono o che vengono ricevute in questa zona, anche se sembra non esserci nessuno. Non ci saranno strade, fognature, non ci sono segni dello Stato, ma un ripetitore moderno ed efficiente ci sta. Il costo di un vigilante è sopportabile per un colosso telefonico, perché comunque quella antenna va protetta, con una postazione fissa, altrimenti il giorno dopo non trovi neanche più il cancello e l'inferriata che lo recinta. E i clan hanno scoperto che le apparecchiature del ripetitore possono essere una merce per cui si è disposti a pagare decine di migliaia di euro, in contanti, dagli stessi proprietari. Il cavallo di ritorno: “Vuoi l'attrezzatura indietro? Paga“. Probabilmente Michele Landa non ha ceduto ai giovani del clan, in cerca di denaro facile. Non avranno accettato che un paesano di Mondragone li ostacolasse, e così, dopo una vita di lavoro, non la prendi la pensione perché finisci bruciato in una campagna. Morto ammazzato come Nicola Sammarco, a Casapenna, collega di Landa, caduto per proteggere anche lì un ripetitore telefonico. Piccole morti nella terra di nessuno, mentre i ripetitori continuano a funzionare sempre, e se ti avvicini senti quel ronzio continuo, indifferente. “Castelvolturno è la Gerusalemme delle forze dell'ordine: vengono tutti a chiederci qualcosa: tutte le questure d'Italia, anche quella di Bolzano. Tutti hanno qualcosa da chiedere a Castelvolturno. Moltissime inchieste passano per di qui, questa è una delle prime centrali di smistamento dell'eroina in Italia. Qui la trovi sempre. Alcuni amici dei servizi segreti mi dicevano che se in qualsiasi parte d'Italia c'è bisogno di eroina, parte una telefonata per Castelvolturno. Cosa si può fare per questa situazione? Poco o nulla, pensa che gli uomini per i commissariati sono stati decisi in un decreto ministeriale del 1989, quindi tot numero di persone ogni zona. Un decreto che citiamo in ogni riunione sindacale, perché vedi non ci si lamenta dello stipendio tanto, quello è o, di cosa altro. Le nostre richieste vertono sempre ad avere più mezzi, più uomini, cioè vogliamo essere messi in grado di poter fronteggiare adeguatamente il crimine che solitamente sta sempre una spanna avanti a noi. I loro mezzi economici sono superiori ai nostri, non hanno burocrazia, mentre noi siamo in esubero di uomini! Perché questa è la verità per Castelvolturno, quando chiediamo più uomini, per il decreto del 1989 noi siamo anche in esubero! Ma noi siamo attenzionati, su questo puoi scommetterci”. La macchina riprende il suo cammino lungo la domiziana, si torna a Mondragone. “Qui alla fine la vita è tranquilla, pensa che le rapine più sanguinose avvengono al nord, qui le regole del gioco sono chiare, e poi i colleghi sono anche più cattivi, sono più preparati, un criminale ci pensa due volte su prima di sparare. Almeno per quanto riguarda la delinquenza ordinaria. Certo, ce ne sono così tanti in giro che abbiamo veramente una marea di pazzi a piede libero e non sai mai cosa può succedere. Se fermiamo qualcuno lo facciamo con tutte le cautele del caso, non come si ferma qualcuno a Cuneo. Comunque domani si ricomincia, un'altra giornata di lavoro. Te lo avevo detto che questa volta non avevo grosse novità da raccontarti”.

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Premio Sensoriabilis al Polo Tattile Multimediale di Catania (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Movimenti giovanili DEL centrodestra e del PdL Rinnovo degli organi superiori dell'Università In vista delle elezioni per il rinnovo degli organi superiori dell'Università di Catania, che si svolgeranno il 16 e il 17 ottobre, i maggiori movimenti giovanili del centrodestra ed in particolare del Pdlhanno deciso di scendere in campo in maniera unitaria con un'unica lista per ognuno dei cinque organi superiori. La lista si chiamerà "Alleanza Universitaria-AzioneGiovani-Arcadia-Controcampus-Trinacria", prendendo spunto dai nomi delle associazioni che partecipano della stessa e verrà presentata nel corso di una conferenza stampa stamani alle ore 10:30 nella "Sala Coppola" al 2°piano del Palazzo degli Elefanti. Alla conferenza stampa parteciperanno, oltre ai dirigenti delle relative associazioni, anche i consiglieri comunali e i deputati del Pdl e del centrodestra catanese. Lotta Universitaria Presentate per la prima volta liste del movimento Lotta universitaria ha presentato le proprie liste per le elezioni universitarie del 16 e 17 ottobre 2008 all' Università di Catania. Stamattina si svolgerà una riunione organizzativa. Lotta Universitaria, organizzazione degli Universitari Forzanovisti, ha presentato proprie liste alle prossime elezioni per eleggere le rappresentanze studentesche all'interno dell'Università di Catania il 16 e 17 ottobre 2008. "Con un grande sforzo organizzativo - si legge in una nota - e superando l'immane burocrazia che regola la competizione universitaria, la lista "Lotta Universitaria " correrà per i consigli superiori e precisamente per: Senato accademico, Consiglio di amministrazione dell'Università 1° e 2° livello, Consiglio di Amministrazione dell' Ente regionale per il Diritto allo studio universitario (Ersu) 1° e 2° livello, Comitato per le attività sportive e ricreative". E' la prima volta che Lotta universitaria partecipa alle elezioni universitarie e sarà un occasione per dare voce a quei tanti studenti che oggi non si riconoscono in questo tipo di università , che vedono calpestati i propri diritti giornalmente e che sono costretti a effettuare gli studi in condizioni di disagio accademico e logistico. "Pochi punti saranno il perno del nostro programma - sostengono gli aderenti - che sarà focalizzato esclusivamente ad una riqualificazione dell'Università e alla risoluzione dei problemi annosi che si perpetuano da decenni impedendo agli studenti una serena didattica in tempi e luoghi congeniali allo svolgimento del percorso formativo universitario. "Lotta Universitaria si pone infine come unica alternativa alle miriadi di liste e listine, evidentemente il malcostume politico ha invaso anche l'università, che da anni si combattono all'interno dell'università e ai loro rappresentanti che mai hanno risolto effettivamente i problemi degli studenti..ma che hanno invece accelerato le proprie carriere universitarie allineandosi con le baronìe di potere". lotta studentesca Oggi riunione aperta per "un'altra Università" Gli studenti di Lotta Studentesca si riuniranno stasera alle ore 20,30 presso la sede di Ateneo di Catania, in via Luigi Sturzo 235, per definire il programma e le prossime iniziative di propaganda. La riunione è aperta a tutti gli studenti che vogliono contribuire con proprie idee e proposte a costruire un'"altra Università".

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I COVI DEI DISPERATI NELLA CITTà DEI PROGETTI FERMI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INCHIESTA I covi dei disperati nella città dei progetti fermi Contenitori industriali dismessi, aree destiante ad accogliere importanti strutture caratterizzanti il nuovo segno della rivoluzione urbanistica salernitana. Ma si accumulano i ritardi. "Non per colpa della burocrazia" ma per la lentezza dei privati. È l'accusa dell'assessore all'urbanistica Mimmo De Maio. E quegli spazi, assaliti del degrado, sono i covi dei senza dimora. CARLOMAGNO A PAG. 33.

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LE TANE DEI DISPERATI NELLA CITTà IMMOBILE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le tane dei disperati nella città immobile PIERA CARLOMAGNO I vigili urbani fanno il loro dovere. Da qualche mese a questa parte si conta una sfilza di blitz con tanto di fermi, sequestri o evacuazioni. La città ringrazia, abituata com'è alle tirate del sindaco sulla "varia umanità" che abita certi luoghi. E il verbo è quello giusto, perché ormai barboni ed extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno, hanno eletto alcuni angoli della città a loro dimora più o meno permanente. L'ultima fatica del comandante Bruscaglin e dei suoi uomini si è consumata nelle stesse location di sempre. Le ex fabbriche, gli ex uffici, la piazza della stazione ferroviaria, i portici di Sant'Agostino non hanno tradito le aspettative degli agenti e il repulisti ha avuto successo. Sono i luoghi maleodoranti e sporchi, locali o marciapiedi ricoperti di scatole di cartone, coperte e pezze abbandonate durante il giorno e utilizzati di notte come giaciglio, bottiglie e resti di cibo. Sono i luoghi delle continue richieste, dal parcheggio abusivo praticato da ormai professionisti, volti noti in città più di quelli degli impiegati della Salerno Mobilità, all'accattonaggio. E se per piazza Vittorio Veneto e piazza Sant'Agostino più di un controllo maggiore non si può ipotizzare, sono i contenitori, gli "ex" qualcosa che rappresentano l'ostacolo principale. In attesa delle realizzazioni del Puc, nulla dovrebbe essere lasciato al caso, l'amministrazione comunale sa perfettamente quale sarà l'avvenire di questi luoghi. I ritardi restano, a volte burocratici, a volte di rapporto con gli imprenditori. Da parte sua, l'assessore all'Urbanistica Mimmo De Maio attribuisce solo ai privati la responsabilità delle lungaggini. In qualche caso il Comune minaccia anche lavori in danno. L'ex ostello della gioventù di Torrione, di proprietà dell'avvocato Calabrese, ha visto, per esempio, un carteggio importante con l'amministrazione comunale. Ci fu una diffida, da parte del Comune, a mettere in sicurezza l'immobile, e il privato provvide con quelle che si chiamano tompagnature e sono in pratica le chiusure in muratura di porte e finestre. Non è stato difficile però distruggere quelle pareti e l'ex ostello è stato teatro, negli ultimi mesi, di vari episodi di cronaca. L'ex Marzotto è un altro esempio, per De Maio, dei ritardi dei privati: "Abbiamo chiesto della documentazione che non arriva", afferma. A febbraio scorso fu proprio lui a dire che se "Iniziativa 90" dei consorziati Schiavo e Pastore non avessero dato segnali a breve termine, sarebbero scattati provvedimenti di chiusura dei 45mila metri quadrati di immobile in disuso. Ma per ora il fabbricato resta accessibile. Il progetto per il recupero è bell'e fatto: prevalenza di abitazioni, tranne una piccola fetta di terziario e ovviamente gli standard urbanistici. Ufficialmente esiste già la proposta preliminare con una ipotesi di intervento rispetto all'assetto viario conforme a quello già esistente, tranne che per una modifica che vedrà la realizzazione di una rotonda tra parco Arbostella e via Allende per l'immissione del traffico sul boulevard che correrà lungo il mare. La porta della Porta Est. Su questo preliminare il Comune ha chiesto della documentazione che, dice De Maio, non arriva. Stesso discorso per l'ex Enel, dove c'è la proposta di un intervento di ristrutturazione edilizia. In questo caso si tratta di una procedura diversa, tutta privata, che passa per lo Sportello unico, ma anche questa è in fase di definizione. De Maio è categorico. Niente ritardi burocratici, niente progetti che dormono negli uffici comunali e passa la palla agli imprenditori, costruttori e proprietari privati degli immobili interessati: "Quello che vorrei dire agli imprenditori salernitani, che spesso e volentieri fanno polemica sui tempi della burocrazia, è che guardino alla loro capacità di proporsi, alle situazioni di stallo in cui molte volte si trovano le loro stesso opere. Che guardino ad un nuovo modo di lavorare, ad una nuova cultura del fare, che si impegnino, in fin dei conti, per essere attori del progetto di sviluppo complessivo che si sta quotidianamente portando avanti in città".

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Comunità montane: Regione divisa, deciderà Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centrodestra a pezzi, il Veneto non riesce a votare e lascia la palla al governo. Di 19 enti, se ne salveranno 11: 8 bellunesi e 3 vicentini VeneziaLa Regione Veneto ha abdicato alle proprie prerogative in materia di Comunità montane dando via libera ai poteri sostitutivi dello Stato previsti dall'ultima Finanziaria del governo Prodi e fatti propri anche dal governo Berlusconi. Con la maggioranza di centrodestra che esce a pezzi da una convulsa giornata di trattative per riparare all'incidente di percorso in commissione dove era passata (con l'apporto determinante dei voti della sinistra) la proposta della Lega Nord per una riduzione simbolica da 19 a 18 in vista di una futura riforma organica delle autonomie locali invece che quella concordata in giunta su 12 Comunità.A ingarbugliare ancor di più la situazione, è venuto il blitz di Raffaele Zanon (An) il quale, come primo firmatario, ha preteso la discussione immediata del progetto di legge sul riordino del servizio ispettivo e di vigilanza sul sistema socio-sanitario affidandolo al controllo del consiglio regionale anzichè, come ora, alla giunta che in pratica fa da controllore e controllato. Apriti cielo: l'alleanza che per ore aveva visto Forza Italia e An mettere alle strette la Lega ottenendone la disponibilità a ridurre le Comunità prima a 14 e poi a 13, si è improvvisamente trasformata in un asse An-Lega favorevoli al servizio ispettivo sulla sanità in capo al consiglio, mentre Forza Italia non sapeva che pesci pigliare perchè il governatore in persona aveva messo il veto sulla proposta. E così, quando si stava per passare ai voti dell'articolato (che sarebbe stato approvato grazie all'apporto delle opposizioni), i consiglieri azzurri hanno fatto dapprima mancare il numero legale e poi è cominciata la rincorsa ai motoscafi per lasciare il palazzo.Di Comunità montane, quindi, non si è nemmeno cominciato a discutere in aula. Ora, con l'applicazione dei tre parametri fissati dalla Finanziaria nazionale (l'80 per cento del territorio deve trovarsi al di sopra dei 600 metri sul livello del mare, il 50 per cento deve trovarsi sopra i 600 metri ma con un dislivello di almeno 600 metri, i Comuni che le costituiscono devono essere almeno cinque) il Veneto conserverà 11 delle sue 19 Comunità montane: in pratica tutte quelle del bellunese a eccezione di quella di Belluno-Ponte nelle Alpi (proprio perchè costituita da due soli Comuni) e tre in provincia di Vicenza (quella dell'altopiano di Asiago, Alto Astico-Posina e Brenta). Esclusi dalle Comunità saranno anche i capoluoghi con più di 40mila abitanti e le città con più di 20mila, disposizione che in Veneto va a colpire Bassano, Vittorio Veneto, Schio e Valdagno.La maratona era cominciata alle 10 del mattino con una seduta di giunta e il successivo incontro di maggioranza nel corso del quale il governatore Giancarlo Galan ha cercato di riappacificare i suoi alleati dopo l'incidente di percorso in commissione. "La mia posizione personale è chiara - ha spiegato il governatore in attesa dell'inizio della seduta del consiglio - semplificare, togliere burocrazia, snellire le strutture, quindi abolire tutte le Comunità montane e destinare tutti i finanziamenti che attualmente vanno a finire in stipendi e ulteriore burocrazia ai Comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività". Posizione che Galan, prima di perdere la pazienza e andarsene, ha ribadito intorno alle 13 in un'aula semideserta. "Sono qui per non abdicare lasciando allo Stato di gestire le cose venete - ha affermato - Sono venuto a dire alla maggioranza di mediare e di trovare una soluzione". E nell'assolvere la Lega ("probabilmente in giunta il testo è stato costruito male") se l'è presa ancora una volta con il Pd ("una sinistra squallida, in stato comatoso") provocando la reazione del capogruppo Giovanni Gallo ("ormai Galan pontifica in preda alla schizofrenia più totale").L'ipotesi sulla quale si stava discutendo prevedeva invece la riduzione delle Comunità montane venete dalle attuali 19 a 12 grazie a una serie di accorpamenti: quelle in provincia di Verona passavano da 2 a 1 con l'unione di Baldo e Lessinia; nel vicentino da 6 a 4 con l'Alto Astico assieme a "dall'Astico al Brenta" e Leogra-Trimorchio con Agno Chiampo; le trevigiane scendevano da 2 a 1 per l'accorpamento del Grappa con la vicentina Brenta; e nel bellunese e ne perdevano tre con gli accorpamenti di Feltrino e Valbelluna, Belluno-Ponte nelle Alpi e Alpago, Centro Cadore e Comelico-Sappada. E a nulla è valsa la disponibilità in extremis di riportarle a 13 per accontentare la Lega: ormai i buoi erano fuggiti dalla stalla.Giuseppe Tedesco.

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Cacciatori, 15 mila in meno Lorenzo Piras (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-10-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina Pagina 2 Cacciatori, 15 mila in meno Lorenzo Piras --> Cacciatori in fuga dai boschi. Dal 1994 le dop- piette sono 15 mila in meno. Colpa dei costi, delle tasse e della burocrazia. All'orizzonte nuovi vincoli per la caccia alla pernice.

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Lo Bello: Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema confindustriale (sezione: Burocrazia)

( da "Articolo21.com" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Nino Amadore E' diventato infine un problema di numeri (e di nomi). Come se la brutalità delle cifre potesse rappresentare una diminutio per il lavoro fatto dagli imprenditori siciliani nell'ultimo anno. E invece un calcolo al contrario, tenendo conto delle sole notizie di stampa, porterebbe a cambiare prospettiva: sono infatti oltre 200 imprenditori e commercianti siciliani che nell'ultimo anno hanno raccontato alla magistratura e alle forze dell'ordine di aver pagato il pizzo e hanno spesso riconosciuto i loro aguzzini. La cifra, lo ripeto, è frutto di una stima e di un calcolo molto rapido e pertanto potrebbe anche essere più alta, e rappresenta la vera cesura con il passato. Sono oltre 50 gli imprenditori espulsi o in predicato di espulsione da Confoindutria Sicilia in applicazione del codice etico varato un anno fa ma potrebbero essere molti di più alla luce degli allontanamenti e di dimissioni dall'associazione presentate apparentemente per altri motivi. Insomma i numeri servono ma sul piano culturale ciò che è accaduto con la scelta della borghesia produttiva isolana è molto di più. “Nulla sarà più come prima” ha ripetuto più volte il presidente di Confindustria Sicilia Ivan lo Bello aggiungendo una constatazione che sono fino all'anno scorso sembrava assurda: “Oggi è più solo chi non denuncia, chi è colluso con la mafia. Ed è una situazione ben diversa rispetto a 17 anni fa quando era solo Libero Grassi che aveva denunciato il ricatto mafioso. Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema confindustriale, come Conticello, Vecchio, Catanzaro, gli imprenditori che hanno denunciato il pizzo”. Certo va registrata una certa difficoltà a Palermo, dove le denunce non sono esplose come è avvenuto altrove. Ma c'è da dire anche che il capoluogo siciliano deve scontare una intelaiatura sociale e politica particolare: per anni convivere e tacere è stata la regola principe e per anni “chiedere una cortesia a un amico” che poi era l'amico mafioso è stata la regola. Il risultato è che oggi potrebbero esserci interessi opachi, che solo chi ha registrato le transazioni e dato consigli alle parti conosce bene, e potrebbe dunque esserci la spinta a (per dirla in latino maccheronico) quetum non movere. Ciò non vuol dire che gli imprenditori palermitani siano tutti collusi e nemmeno che siano tutti pavidi ma certo appare chiaro il segno di una rivoluzione culturale che stenta ad arrivare. Ad Agrigento, dove invece la cesura è stata più netta, l'associazione degli industriali ha registrato la richiesta di nuove adesioni da parte di imprenditori che si riconoscono nella linea della legalità seguita dal presidente Giuseppe Catanzaro. Resta intatto invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'altro si sindaci siciliani affinché facciano “come Rosario Crocetta a Gela, dove le denunce sono ormai 90 e i provvedimenti per sbarrare la strada alle infiltrazioni mafiose non si contano”. In pratica le aziende si attendono un cambio di passo anche da quella politica che l'ex questore di Palermo Giuseppe Caruso ha definito “dalle mani legate”. La svolta appare necessaria alla luce delle dinamiche della società civile e dell'economia: “C'è un risveglio. Basti pensare ai ragazzi di “addio pizzo” o di “Libero futuro” a Palermo . O alle associazioni antiracket tradizionali. Pagare il pizzo era prima tollerato, un male necessario che lasciava indifferente la maggior parte della società siciliana. Oggi pezzi crescenti di essa attribuiscono un fortissimo disvalore sociale ad un certo tipo di comportamento” dice Lo Bello e aggiunge, lui che è anche presidente del Banco di Sicilia: Anche le banche hanno cambiato atteggiamento. Perché l'imprenditore che non denuncia, e finisce denunciato per favoreggiamento, viene guardato con diffidenza da chi deve finanziare la sua attività economica, o da chi deve comprare i suoi prodotti. Certo ci sono quelli che nei quartieri mafiosi denunciano e vengono isolati. Ma c'è una compensazione complessiva del fenomeno. E c'è un danno reputazionale che si vuole evitare. Ecco perché è possibile sperare in un flusso di denunce ancora più consistente”. Nino Amadore www.cinquelire.info.

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Enti locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica". Lo afferma in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Non è questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - spiega - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno, in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe. Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea di abolire le province nelle aree metropolitane. Idea che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti. Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una strada percorribile".

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I giovani all'estero per lavorare La sfida dei precari globali (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Hanno tra i 18 e i 35 anni, spesso lasciano l'Italia per motivi di studio, poi restano fuori dai confini per guadagnare Le motivazioni Stipendi più alti, curiosità, ma soprattutto modalità di ricerca dell'occupazione molto più semplici I giovani all'estero per lavorare La sfida dei precari globali Gli italiani sono un milione e mezzo Vagabondi, disposti a rischiare, web dipendenti per vocazione e poliglotti per necessità. E soprattutto allergici ai mali endemici del sistema Italia, dall'eccesso di burocrazia alla pratica delle raccomandazioni: i "precari globali" o nuovi migranti sono l'antitesi del giovane viziato e mammone (e dal 2004 il numero dei figli tra i 20 e i 30 anni che vivono in famiglia è in costante, leggera diminuzione). Una generazione più mobile, almeno nelle intenzioni, come svela la ricerca condotta da Kelly Workforce Index, citata nel Rapporto Italiani nel mondo 2008: su 17 mila intervistati, il 61 per cento ha dichiarato di essere disposto a trasferirsi all'estero per lavorare; in realtà poi solo 1 su 4 si è spostato effettivamente. Ovvero tra il dire e il fare... In ogni caso degli oltre 3.734.00 italiani residenti all'estero, più di un terzo, circa il 37 per cento, appartiene alla fascia d'età fra i 18 e i 34 anni. Regno Unito, Spagna e Germania sono le mete predilette ed è curioso notare che l'incidenza dei giovani (compresi i minori) sul totale dei residenti in questi Paesi supera la metà, esattamente come in America Latina. Ma quali sono le motivazione che spingono a fare le valigie (e rispetto al passato ci sono più partenze nell'arco della vita lavorativa, più destinazioni e molti più contatti con il punto di partenza)? Oltre al miglioramento economico (84%), c'è l'apprendimento di una nuova lingua (47%) e poi la curiosità verso culture e contesti professionali diversi, il desiderio di avventura e la sfida personale L'anticamera Erasmus Studiare all'estero è, spesso, l'inizio del percorso: nel 2006 gli studenti iscritti a un ateneo straniero erano 38.690, con una preferenza per le università tedesche (20%) mentre è la Spagna è stata la meta prediletta dagli studenti che hanno partecipato al programma Erasmus: in tutto 17.195 nell'anno accademico 2006-2007, dato in decisa crescita dopo una leggera flessione negli anni 2003-2005. L'Erasmus è l'anticamera del lavoro all'estero, perlopiù precario. Lo trova, a un anno dalla laurea, il 16 per cento degli studenti che hanno frequentato il programma, percentuale quadruplicata rispetto ai "non erasmiani ". Spiega Maurizio Marsico, docente di sociologia all'Università di Salerno: "La maggior parte dei ragazzi che ho seguito per l'Erasmus, 8 su 10, già lavoravano durante il corso, da Parigi a Helsinki facevano i baristi i panettieri... I 1.200 euro che prendono per 4 mesi bastano sì e non per l'affitto, poi devono arrangiarsi. E questo è uno stimolo per tornare una volta finito il programma". È la storia di Assia Francardo,milanese, 23 anni, freschissima di laurea in Psicologia della comunicazione. "A Lille ho fatto i soliti lavoretti, dalla baby sitter alla hostess. Ora conto di restare perché spero di entrare in ospedale come psicologa. Lo Stato francese dà un aiuto sostanzioso agli stranieri laureati, dai libri gratis all'alloggio: e se sarò selezionata potrò fare un master in Psicopatologia clinica. La cosa più bella è che puoi già avere pazienti tuoi, pur se supervisionata. Da noi, in realtà, non potrei nemmeno lavorare in ospedale perché ci sono i soliti paletti, la mia laurea non vale abbastanza e poi devi uscire con almeno 90 e io ho preso solo 89... Soprattutto in Italia non potrei permettermi di vivere fuori casa ". Evviva la meritocrazia "La neomigrazione è un trend in netto aumento nota la sociologa Delfina Licata della Fondazione Migrantes e lo scopriamo soprattutto da fonti secondarie, come l'accresciuto interesse per l'Erasmus o i dati di Alma Laurea sull'emigrazione d'élite triplicata negli ultimi 10 anni. E poi entrano in gioco nuove modalità come le vacanze lavoro all'estero: tutto questo accresce la naturalezza della mobilità, rafforzando un'identità cosmopolita e multiculturale". Cosa attira dunque i nuovi nomadi, provvisti di fantasia, entusiasmo e spirito di adattabilità? Certo le maggiori chance (il 34 per cento degli "espatriati" proviene da facoltà letterarie e linguistiche) e sicuramente gli stipendi più alti, ma anche le modalità per la ricerca del primo impiego. I giovani oltre confine trovano lavoro mettendo o rispondendo a inserzioni sui giornali (22 per cento contro il 9 per cento di chi resta in patria) e poi in Italia è sempre in auge la solita segnalazione di parenti/ amici (quasi 13 per cento). E c'è anche chi si butta nella mischia partendo da un semplice cartello: "Cercasi...". È accaduto a Simone Strinna, 24 anni, diplomato geometra, ma con il pallino della cucina, che dopo varie esperienze, da agente immobiliare a un tentativo (frustrato) di frequentare l'università di Scienze motorie, ha deciso di volare a Londra. Detto fatto, è entrato nel ristorante Carluccio's, Ealing Broadway, dove cercavano un aiuto cuoco. ""Non so parlare inglese". "Non importa, riempi il modulo": questo è stato l'esordio racconta sono arrivato a Londra il 2 ottobre e il 5 già lavoravo. In poco tempo sono diventato pasta chef, prendo circa 1.200 sterline al mese, lavoro quasi 50 ore la settimana ma mi trovo bene, imparo la lingua". Un monolocale nel West London, 750 euro tutto compreso, da condividere con la fidanzata Genna, 23 anni, che, con in tasca la laurea dell'Istituto europeo del design, è riuscita dopo una ventina di colloqui e uno stage non pagato a trovare proprio il lavoro che cercava in una piccola agenzia grafica di moda, a un passo da Oxford Street. Certo la famiglia manca un po', ma il gioco vale la candela... Parola d'ordine: flessibilità Un fenomeno in gran parte sommerso queste nuove "biografie fai da te", una sorta di iceberg la cui punta sta nel trasferimento di residenza all'estero: e ben il 42 per cento dei cancellati all'anagrafe italiana nel 2006 erano giovani con meno di 34 anni. Risiede a Barcellona il milanese Andrea Fabbri, 32 anni, laureato in architettura, alle spalle due Erasmus a Oslo e a Stoccarda: "Ho scelto la precarietà come libertà dai vincoli contrattuali, del resto qui chi ti prende? Al massimo uno studio che ti fa fare uno stage gratis o per 500 euro al mese, là dove un idraulico ne guadagna 5.000! La Spagna qualche anno fa era un mercato con più spazio per la piccola iniziativa e meno controlli rispetto a Milano, poteva bastare un capitale iniziale modesto per ristrutturare case del centro storico, bar... Adesso a Barcellona il mercato è saturo, così cerco altri progetti immobi-liari, dall'Andalusia al Texas, mi muovo in una rete di relazioni internazionali, agevolato anche dal fatto di sapere bene le lingue. Però il flusso di cassa non è ancora altissimo!" ammette Andrea che si definisce "architetto flessibile", ovvero creativo. Giovanna Pezzuoli stampa |.

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Serve un'agenzia per la montagna (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

La richiesta di Valentino Vascellari lascia però perplesso il governatore del Veneto "Serve un'agenzia per la montagna" Teatro comunale affollato per l'incontro voluto dall'Associazione degli industriali BELLUNO. Un'Agenzia per la montagna. Per tutta la montagna veneta. Ma con sede a Belluno. Non un altro carrozzone. Ma una struttura molto snella, capace di dare risposte in tempi reali, non virtuali, alle imprese e a quanti altri operano sulle terre alte ma si trovano le mani legate dalla burocrazia. E' quanto ha chiesto Assindustria Belluno, attraverso il suo presidente Valentino Vascellari, alla Regione, rappresentata al teatro Comunale dal suo governatore, Giancarlo Galan. Un teatro zeppo, "nonostante l'invito a qualche sindaco, da parte del presidente Reolon e di trento, e non partecipare", ha sottolineato, compiaciuto, Galan. Il quale s'è molto speso contro la cultura dell'assistenzialismo che, a suo avviso, sta catturando anche una parte del bellunese, "quella che guarda al passato". E invece no. Gli imprenditori che faticano a resistere ai piedi delle Dolomiti, per i tanti, i troppi svantaggi, non fanno questue. "Non chiediamo contributi o assistenza ma di essere messi nelle condizioni di effettuare investimenti senza gli svantaggi che caratterizzano le aree di montagna" ha detto Vascellari. "Noi suggeriamo che sia creata un'agenzia dedicata alle aree di montagna di tutto il Veneto". Non troppo rassicurante la risposta di Galan. "Non so se serva un'agenzia - ha risposto Galan - ma serve sicuramente qualcosa che ci permetta di relizzare opere in assenza di capitali pubblici. In Italia non si farà più nulla senza il contributo dei privati. Serve per davvero un'iniziativa privata forte ed una politica che faciliti gli investimenti". Come dire, cari industriali scucite ancora risorse per sostenere, attraverso il project financing, le opere che mancano. "Siamo stati primi ad utilizzare questa metodologia, con il "Passante Alpe Adria"" ha specificato Vascellari. "Bene, continuate" ha esortato Galan. Un'Agenzia servirebbe, ad esempio, al turismo, perché tanti operatori del settore sono esausti nell'attraversare i meandri della burocrazia. Il turismo, appunto: ovvero l'alternativa al manifatturiero. Le statistiche, è stato riferito al Comunale, non sono rassicuranti; parlano di una inversione di rotta addirittura dell'8% per il Bellunese. Galan ha invitato a non tener conto delle statistiche e soprattutto dei dati che provengono ai titolari d'albergo, molti dei quali "piangono il morto". Per la verità - ha puntualizzato il governatore - non tanto sulle Dolomiti, quanto a Venezia e dintorni. Ma la ricettività bellunese è sufficiente? Bisogna investire di più negli alberghi o in quali altri settori? Vascellari si è speso per i centri residenziali in cui i turisti possano "ruotare" di anno in anno. E le seconde case? Il presidente degli industriali ha recitato, per quanto riguarda, un "de profundis" per questo comparto. "So che non sono del mio parere altri colleghi in associazione, ma le seconde case hanno dimostrato di essere sempre vuote dopo i primi entusiasmi; andate in giro e le trovate chiuse". Basta, dunque, con questa pratica. Anche - ha specificato Galan - per non abusare del territorio, in buona parte ormai consumato. E al riguardo il presidente ha riferito della sua "preoccupazione", anzi, "forte preoccupazione" per l'attesa sentenza sul Piano regolatore di Cortina. Teme, il governatore, che arrivino sorprese davvero poco simpatiche. E quanto a Cortina, Galan s'è dichiarato non proprio entusiasta dei prezzi. Sono decisamente troppo alti. "Ho dovuto passare in banca per comperare una confezione di casunziei", ha riferito. Per due ore è continuato il dibattito moderato da Claudio Pasqualetto. A conclusione il presidente si è confessato in pubblico. "Per la prima volta, dopo 14 anni di presidenza della Regione, debbo ammettere di essere davvero preoccupato per il futuro: con la crisi che c'è in giro non so proprio che cosa potrà accadere. C'è meno disponibilità economica e si vedono meno turisti. Questo in tutto il Veneto. Ma la provincia di Belluno, che è la nostra area più fragile, sarà la prima a pagare. Proviamo soltanto ad immaginare che cosa accadrebbe se la Germania va in recessione. Bisogna avere idee nuove, non fermarsi mai, non limitarsi ad organizzare i progetti di piccolo cabotaggio, come fa qualche sindaco o presidente di Provincia".

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Addio ai contratti unici statali (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 234, pag. 8 del 2/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Il ministro Brunetta stila la riforma: con i nuovi tassi inflattivi in 7 anni risparmiati 900 milioni Addio ai contratti unici statali In arrivo dal 2010 aumenti stabiliti regione per regione Di solito è una relazione tecnica, piuttosto grigia, che negli anni ha denunciato lo stato crescente di perdita di competitività della burocrazia italiana. Quest'anno il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ne ha fatto un'occasione per fissare i paletti di una riforma contrattuale radicale: i dipendenti pubblici si devono preparare a dire addio agli aumenti di stipendio fissati a livello nazionale, già dal 2010 si passerà a contratti di stampo federale. Si tratta della relazione sullo stato dell'amministrazione pubblica italiana 2007-2008, che ieri il ministro ha inviato al parlamento. Tra le tabelle e i numeri su precariato e aumenti salariali, infatti, trova spazio anche la revisione del sistema contrattuale. E mentre quello privato ha visto le trattative impantanarsi, con la Cgil di Gugliemo Epifani che ha fatto saltare il tavolo, dicendo definitivamente no alle proposte di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sul versante pubblico Brunetta è deciso a non fermarsi. "Sono disposto ad andare avanti anche da solo", attaccava ieri, mentre auspicava un modello contrattuale unico, tra pubblico e privato. Intanto, Brunetta, nella relazione sullo stato dell'amministrazione italiana, declina le priorità dell'azione di governo per il futuro. Per esempio sul fronte dell'unicità delle intese nazionali. Il ragionamento è che il federalismo incombente - con il ddl messo a punto dal ministro per la semplificazione amministrativa, Roberto Calderoli- porterà inevitabilmente a un federalismo contrattuale, che Brunetta aveva del resto già annunciato nel disegno di legge delega sull'innovazione della pa.La priorità è assicurare "la tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore pubblico, anche in relazione ai profili contrattuali di rispettiva competenza". Ma non solo. Il tasso di inflazione in base al quale i contratti saranno rinnovati sarà fissato di volta in volta in via negoziale. Insomma, l'inflazione programmata, che ha segnato finora l'aumento di partenza delle buste paga, non ci sarà più. Ci saranno tassi inflattivi stabiliti in via negoziale. Il valore "di questa piccola modifica procedurale può essere giudicato sulla base del calcolo che, tra il 2001 e il 2007", si legge nella relazione di Brunetta, "la sua applicazione avrebbe comportato un risparmio di spesa pari a più di 900 milioni di euro l'anno". Nel mirino di Brunetta anche le retribuzioni di fatto, che grazie agli aumenti concordati presso le singole amministrazioni e pagati con i fondi interni, sono cresciute negli ultimi anni nel pubblico più che nel privato. Saranno introdotti "indicatori oggettivi che possano stabilire un riferimento ragionevole alla spesa per la contrattazione decentrata". E per farlo, "il governo intende legare l'entità delle erogazioni definite dalla contrattazione decentrata in ogni singola amministrazione agli effettivi risultati e ai risparmi di gestione conseguiti". Ma per il momento c'è da chiudere con il passato e dunque rinnovare i contratti dei 3,5 milioni di dipendenti pubblici per il biennio già iniziato, il 2008-2009. Martedì prossimo i sindacati avranno il primo round all'Aran sui ministeriali. Brunetta ha confermato che a disposizione ci saranno complessivamente i 3 miliardi di euro già criticati dai sindacati perché insufficienti: "Tutelano il potere d'acquisto dei salari", ha detto Brunetta. Dal 2010, poi si cambia. Tanto che, nella direttiva 2008-2009, Palazzo Vidoni ha già previsto che per gli anni a seguire sarà pagata solo un'idennità di vacanza contrattuale. In attesa della riforma.

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Darò a Treviso una giustizia più veloce (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri l'insediamento del nuovo presidente del tribunale: ha denunciato i problemi legati alla carenza di personale e ha chiamato tutti a raccolta "Darò a Treviso una giustizia più veloce" Schiavon: processi troppo lenti e burocratici, con grave danno alle imprese "Ho trovato un chiodo sulla mia sedia, sarà un portafortuna" Treviso, terra d'eccellenza, ha una giustizia che non funziona. Anzi che è tra le peggiori d'Italia per numero di magistrati. Gravi carenze di personale e complicazioni del rito rallentano i processi allontanando imprese e cittadini. Occorre invertire la rotta, subito. Lo ha detto ieri il neopresidente del tribunale Giovanni Schiavon nel suo discorso di insediamento. E ha annunciato la nuova stagione della giustizia trevigiana. Salutato dal presidente reggente Francesco Pedoja, dal procuratore Antonio Fojadelli, dall'Ordine degli Avvocati e da quello dei Commercialisti, dal presidente della Provincia Leonardo Muraro ("Chiediamo tranquillità per Treviso) e dal prosindaco Giancarlo Gentilini ("Lei è un grande capo"), si è insediato ieri in via Verdi il nuovo presidente Giovanni Schiavon. Più che un arrivo, il suo, è un ritorno: a Treviso è stato infatti presidente della sezione fallimentare, poi presidente del tribunale di Belluno, quindi capo degli ispettori ministeriali (entrò in frizione con l'allora ministro Roberto Castelli). Uomo abituato a parlare franco - lo ha premesso nel suo discorso - il neopresidente è andato subito al sodo. La giustizia, ha detto ieri Schiavon, ancora prima che una funzione è un servizio per i cittadini e per le imprese. Un servizio che a Treviso, terra d'eccellenza, non funziona come dovrebbe. C'è poco personale (il palazzo di Giustiza è, sotto questo profilo, tra i peggiori in Italia) e serve una diversa organizzazione del settore civile: più snella, meno burocratica, meno centralistica. Il presidente ha annunciato battaglia chiamando tutti a raccolta. Politici compresi, pur senza farso troppe illusioni sul loro intervento. Ma eccola la "formula Schiavon" per la giustizia trevigiana. Giustizia e imprese. "L'amministrazione della giustizia qui a Treviso non è in linea con il livello di eccellenza della Marca - ha spiegato - La giustizia è un servizio per i cittadini e, come tale, deve essere efficiente. Mi riferisco soprattutto a quella civile che ha un'importanza particolare per la dinamicità economica di questa terra. L'impresa è il principale utente di tale servizio. E' assurdo che Treviso, che ha un imprenditoria particolarmente attiva, sconti il peggior rapporto tra numero di magistrati e aziende". La conseguenza? La lentezza. Schiavon ha parlato di vera e propria "patologia" a proposito di un fenomeno che sta interessando le aziende: "C'è la fuga delle impresa dalla giustizia civile. Abbandonano le cause relative alla riscossione dei crediti". La lentezza dei processi. "La moltiplicazione dei riti - ha detto Schiavon - ha complicato la vita della giustizia civile. I fascicoli sono diventati ipertrofici, contenitori di atti che rendono introvabili i nuclei di idee. Il giudice si è ridotto a svolgere funzioni notarili di certificazione delle presenze. E nessuna delle parti sa più di cosa si sta trattando". Il processo di Kafka, insomma. Centralismo. "Si sta facendo strada un'organizzazione statale fondata sul sistema federalista, ma nella giustizia resta quello centralista che non tiene conto delle esigenze locali. Non ha senso imporre dall'alto parametri organizzatvi precostituiti, servono soluzioni specifiche". Soluzioni. Come fare, si è chiesto Schiavon, per affrontare questi problemi? "La crisi si supera con il riconoscimento delle prassi virtuse". Le riforme, ha detto, devono partire dal basso. Occorre una nuova organizzazione che punti sul dialogo tra le parti (magistrati e avvocati) e sull'elasticità delle procedure. "A Treviso trarremo esempio da alcuni tribunali virtuosi. Mi farò portatore della costituzione di un'associazione fra tribunali piccoli e medi". Ancora: "Alla mancanza di benzina ci si dovrà abituare, il vero problema è la grave carenza di magistrati. E a questo proposito vedo un fosco futuro. Serve la massima valorizzazione delle risorse umane: le persone giuste al posto giusto. Va bandita l'inutile burocrazia, la rigidità applicativa e quella tabellare (divisione del lavoro tra magistrati fissata dall'alto, ndr)". Chiamata a raccolta. "Dobbiamo reclamare e pretendere che ci venga dato quello che altri tribunali hanno già", ha affermato Schiavon. E poi: "Occorre lavorare in gruppo per uscire dalle secche in cui si sta impantanando la giustizia nella Marca. Il problema è di tutti. Aspettatevi da me entusiasmo e impegno, io lo pretenderò da tutti: solo così daremo alla città la giustizia che si merita. Non potremo fare miracoli, ma miglioramenti sicuramente sì". Politici. Schiavon ne ha sollecitato l'impegno per migliorare la giustizia trevigiana: "Tutti devono farsene carico, anche i ministri trevigiani". Salvo poi sottolineare che "dal potere politico non mi aspetto nulla". Il chiodo. Sburocratizzare è uno degli imperativi di Schiavon. Che ha aperto la cerimonia di insediamento sburocratizzando anche quella. E suscitando la risata in aula: "Sulla mia sedia - ha raccontato - ho trovato un chiodo (e lo ha mostrato, ndr). Forse lo ha messo qualcuno, forse gli avvocati. Io lo tengo come portafortuna".

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Baciò l'alunna: nessun provvedimento al docente E fa discutere la motivazione buonista del pm (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PROF E' AL SUO POSTO Baciò l'alunna: nessun provvedimento al docente E fa discutere la motivazione "buonista" del pm Nessun provvedimento all'interno della scuola nei confronti del docente che due anni fa avrebbe baciato sulle labbra una studentessa. L'insegnante, peraltro, continua ad occupare la cattedra dell'istituto. Secondo il regolamento infatti, né la dirigente né il provveditorato possono avviare alcun iter amministrativo contro il docente, finché non verrà emessa una sentenza definitiva da parte del giudice. Ad emettere l'eventuale sanzione sarà comunque compito della dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, previo parere del Consiglio nazionale di pubblica istruzione. Un percorso fra le maglie della burocrazia lungo e, vista la vicenda, delicatissima. Intanto fa discutere la richiesta di archiviazione del procedimento da parte della Procura: il bacio del docente, infatti, sarebbe stato "manifestazione d'affetto", eccessiva, inopportuna, ma comunque non lasciva. "Mi sembra una motivazione quantomeno curiosa - commenta il sociologo Vittorio Filippi - Nel rapporto alunno-docente non ci dovrebbero essere queste forme di manifestazione di affetto. Anche se si dovesse arrivare alla conclusione che nel docente non c'era alcuna intenzione maliziosa, il bacio non ha un significato banale, soprattutto in un contesto come quello della scuola. Anche se si fosse trattato della figlia di un amico, il docente non avrebbe dovuto baciare la sua studentessa. Inoltre si dovrebbe tenere in considerazione anche la grande differenza di età". Dello stesso parere anche la psicologa Antonella Baiocchi. "Il significato di un gesto cambia a seconda del contesto - dice - Ed è importante tenere in considerazione come la studentessa ha vissuto quel gesto da parte del suo docente".

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Visite con degustazioni nella più grande edizione (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per la prima volta anche Friuli-Venezia Giulia e Alto Adige Visite con degustazioni nella più grande edizione L'edizione 2008 di Grapperie Aperte sarà quella che presenterà il maggior numero di distillerie visitabili nella storia della manifestazione. E' ormai la quinta edizione e l'appuntamento autunnale dell'Istituto Nazionale Grappa è l'occasione per l'apertura al pubblico di ben 38 distillerie. Con l'importante entrata nel gruppo di Friuli-Venezia Giulia e Alto Adige. "Segno che la manifestazione è sana e cresce - ha commentato Cesare Mazzetti, presidente dell'Istituto Nazionale Grappa - Queste due nuove regioni arricchiscono ulteriormente l'offerta dell'Istituto Nazionale Grappa ai visitatori". Grapperie Aperte è l'occasione per vedere con i propri occhi la complessa attività di distillazione che dalla buccia dell'uva estrae uno dei distillati più ricchi al mondo. "Una procedura delicata, da tenere strettamente sotto controllo per ottenere prodotti eccellenti dal punto di vista organolettico, ma anche salubri. Per questo l'Istituto è contrario ad iniziative che tendono a ripristinare antiche consuetudini "casalinghe", come il recente progetto di legge in cui si legittima la distillazione fai-da-te - ha aggiunto Mazzetti - Non si tratta solo di concorrenza sleale nei confronti delle distillerie, molte delle quali sono da sempre di dimensione artigianale. Si rischia di immettere al consumo prodotti di scarsa qualità, a danno dell'immagine del prodotto e a rischio per la salute dei cittadini". Più che nuove leggi l'Istituto Nazionale Grappa chiede piuttosto una semplificazione dell'enorme burocrazia che grava sulle distillerie italiane, magari prendendo ad esempio legislazioni come quella di Austria, Germania e Francia. Grapperie Aperte 2008 sarà quindi l'occasione per vedere i professionisti della distillazione all'opera. Visite in tutte le distillerie con degustazioni guidate per capire la complessità aromatica della grappa, ma non solo. Sono infatti molte le distillerie che organizzano eventi speciali proprio in occasione di Grapperie Aperte. In Piemonte, tra i tanti appuntamenti, spazio all'arte in distilleria, ma anche a una mostra dedicata ai documenti antichi che trattano della distillazione. In Valle d'Aosta è il turno invece dell'insolita accoppiata grappa e prosciutto crudo locale, mentre in Lombardia terranno banco le torte a base di grappa. In Trentino, tra le tante iniziative, spazio a un corso di degustazione in chiave femminile, in Alto Adige è invece aperta ai visitatori la Galleria dei Sensi. In Veneto spazio agli amanti del camper che possono godere della festa del baccalà e delle grapperie aperte nello stesso giorno, ma non mancano i corsi di assaggio. In Friuli, infine, largo alle auto d'epoca. Il tutto, ovviamente, nel nome della grappa e della sua degustazione attenta e misurata. Anche quest'anno infatti torna il "guidatore designato": le grapperie incoraggiano un visitatore per gruppo a non assaggiare il distillato per riportare a casa gli amici in sicurezza. 02/10/2008.

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Polizia senza soldi, alfa 159 rotta e ferma da 15 mesi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Polizia senza soldi, Alfa 159 rotta e ferma da 15 mesi La volante ha solo duemila chilometri. Il Siulp: "Faremo una colletta per aggiustarla" Storie di ordinaria follia: un' Alfa 159 (in foto) del valore di 70mila euro, con duemila chilometri, ferma da due anni per un danno di 10 mila euro. Questo perché non ci sono soldi per aggiustarla. A denunciarlo la segreteria provinciale del Siulp che provocatoriamente vuole organizzare una colletta per "salvare la 159". Ma come questa vettura ce ne sono migliaia sparse in tutto il Veneto. "Il Siulp vuole porre l'attenzione sull'emblematico caso riguardante una nuova e fiammante Alfa Romeo 159 2.4 Jtd delle volanti in carico alla Questura di Venezia che a seguito di un incidente avvenuto nel giugno del 2007 è ancora ferma presso l'autocentro di Padova, in attesa delle necessarie riparazioni - spiega in una nota la segreteria provinciale del Siulp - Il danno ammonta a circa 10 mila euro, cifra non impossibile da sostenere a nostro modesto giudizio, considerato il costo iniziale di acquisto della vettura che si aggira sui 70mila euro. Riflettendo successivamente sui chilometri percorsi dall'autovettura, duemila circa, qualsiasi eventuale ragione economica di bilancio o di altro meccanismo di illogica burocrazia italiana, non può da noi essere né condiviso né accettato". A questo punto scatta la provocazione del sindacato di polizia. "Pertanto qualora la riparazione non fosse possibile a causa di problemi di "cassa" noi del Siulp organizzeremo una pubblica raccolta fondi, al fine di poter "salvare la 159" e garantire così ai cittadini ed ai nostri colleghi una vettura in più sul territorio", conclude il sindacato. "Viene ora spontaneo chiedersi: ma quanti veicoli si trovano in queste condizioni per poche migliaia di euro?". (c.m.).

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Tinti ospite del rotary (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pescara Tinti ospite del Rotary Il magistrato affronterà i temi della giustizia PESCARA. Relatore di alto livello per il nuovo incontro proposto dal Rotary Club Pescara presieduto dal dottor Luigi Lazzaro. Sabato prossimo, 4 ottobre, nel roof garden dell'hotel Esplanade di piazza Primo Maggio, il procuratore della Repubblica di Alba, Bruno Tinti, autore del best seller e Premio Biagi "Toghe Rotte" tratterà dei problemi della giustizia, raccontando come li percepisce chi la giustizia quotidianamente la fa e la amministra. Il magistrato nel suo libro racconta in modo leggero e fruibile delle incongruenze e delle assurdità che impediscono alla macchina giudiziaria di funzionare: valanghe di carte che vagano da un ufficio all'altro, cavilli e codicilli spesso tra loro contrastanti che fanno sì che oltre il 90 per cento dei fascicoli cadano in prescrizione. Il procuratore Tinti non risparmia giudizi taglienti al mondo della magistratura, a partire dai magistrati che si contentano della piccola dose di burocrazia quotidiana in attesa dello scatto di anzianità, per arrivare fino alle "correnti" nella magistratura stessa. Nella sua carriera Tinti ha lavorato prima con Mario Carassi e poi Bruno Caccia, giudice di grande integrità morto ammazzato. Da più di venticinque anni si occupa di diritto penale dell'economia, falsi in bilancio, frodi fiscali, reati fallimentari e finanziari. Cura la rubrica "Toghe rotte" nel blog di Chiarelettere.

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Urbanistica, la cdl cancella i vincoli per verande, barbecue e terrazzi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il consiglio vota la riforma per i Comuni e anche la deregulation per gli interventi minori in edilizia. Più flessibilità ai piani regolatori Non si dovranno più pagare le spese per la Dia Urbanistica, la Cdl cancella i vincoli per verande, barbecue e terrazzi di PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Arredi per giardino, terrazze, barbecue, tettoie, porticati, verande, casette per gli attrezzi, allacci alle utenze e la realizzazione di lapidi o targhe: stop alle autorizzazioni edilizie per i piccoli interventi edilizi e via dunque all'ampliamento dell'attività edilizia libera. Sono alcune novità della riforma urbanistica del Friuli Venezia Giulia, da ieri in discussione in consiglio regionale e che oggi sarà approvata. La maggioranza di centrodestra ha cosí voluto puntare sulla "semplificazione dell'attività edilizia", come ha spiegato il capogruppo del Pdl Daniele Galasso che ha firmato la proposta di legge assieme ai capigruppo del centro-destra in consiglio regionale Danilo Narduzzi (Lega), Edoardo Sasco (Udc) e Roberto Asquini (Misto). Ieri è stato dato l'ok al primo dei quattro articoli; oggi la votazione finale. Piú flessibilità e poteri per i Comuni, meno burocrazia per i cittadini, è in sintesi la nuova riforma targata Cdl. Per i piccoli interventi edilizi, dunque, non servirà presentare la Dia (denuncia inizio attività) e pagare i diritti di segreteria e l'onorario del progettista. Si potranno costruire strutture chiuse (piccoli garage o magazzini) fino a un massimo di 20 metri cubi, o tettoie e porticati fino a 20 metri quadrati. Per Galasso, relatore di maggioranza, "la norma presentata trova applicazione nelle more dell'entrata in vigore del Piano territoriale regionale (Ptr) e comunque entro il termine massimo di due anni. Con questo provvedimento - ha aggiunto - i Comuni potranno approvare le proprie varianti in forza della legge regionale sull'urbanistica 52 del '91, godendo, inoltre, di maggiore flessibilità per decidere autonomamente le aree dove espandersi". Il capogruppo del Pdl ha spiegato i motivi della riforma della legge urbanistica 5 del 2007 - voluta dal centro-sinistra - ritenuta "centralista, rigida e varata in modo frettoloso". "Indispensabile la riforma, quindi, per far uscire dalla paralisi la pianificazione locale dei Comuni", ha evidenziato Galasso secondo il quale la norma in discussione apre una finestra sul passato per evitare danni al sistema economico e produttivo. Il capogruppo dell'Udc Edoardo Sasco ha annunciato un emendamento per "ridare ruolo ai consigli comunali". Critiche invece arrivano dall'opposizione. Secondo il relatore di minoranza Mauro Travanut (Pd), il regime transitorio "non risponde alle esigenze di una riforma compiuta. Il risultato è che non ci sarà coerenza rispetto alle logiche di progettazione dei piani urbanistici, e non si riuscirà a limitare - ha concluso - il numero delle varianti che i Comuni potranno adottare". "L'essenza di una legge non può essere la cuccia del cane o il pollaio. Con la Giunta Illy si consentiva ai Comuni di lavorare rapidamente nell'ambito delle disponibilità edificatorie del territorio. Voler resuscitare una normativa vecchia è un pasticcio", è stato il commento del capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton. Nel dibattito in consiglio è intervenuta l'assessore regionale all'Urbanistica Federica Seganti: "La legge 5 - ha esordito - contiene istituti interessanti e riteniamo importante la pianificazione di area vasta che essa contiene. Ma alcune cose non funzionano. Essa prevedeva l'entrata in vigore di regolamenti che dovevano essere elaborati di pari passo con la legge, per poter meglio capire ciò che necessitava di previsione normativa o solo di regolamento - ha proseguito l'assessore -. Ora vogliamo dire la nostra sui punti che non ci convincono, innanzi tutto il Piano territoriale regionale che deve essere strategico e modificabile in divenire. Dobbiamo creare una legislazione e una metodologia che consenta di trovare e dare risposte". L'assessore quindi si è soffermata sul tema dell'area vasta: "La progettazione così come è impostata crea problemi", ha detto, parlando anche delle tempistiche e dell'impegno, ribadito, a procedere attraverso l'elaborazione del codice regionale dell'edilizia. "Su questo apriremo le consultazioni", ha concluso.

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Monoblocco, summit favilla-tavanti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Monoblocco, summit Favilla-Tavanti Il sindaco porta gli studi: "Si può fare al Campo di Marte" LUCCA. L'incontro potrebbe essere oggi o domani. Il sindaco vuole vedere il direttore generale dell'Asl, Oreste Tavanti, per riprendere il discorso sulla possibilità di costruire il nuovo ospedale a Campo di Marte, invece che a San Filippo. A questo incontro Mauro Favilla non arriva a mani vuote: porta gli studi effettuati in questi mesi sulla possibilità di realizzare il monoblocco accanto al vecchio ospedale. Ma soprattutto porta la decisione del consiglio comunale di non prevedere l'ospedale nuovo a San Filippo. Proprio la settimana scorsa, infatti, il consiglio ha deliberato di non adeguare il piano strutturale (che non prevede il monoblocco a S. Filippo) al regolamento urbanistico (che invece lo prevede). E, di fatto, ha vincolato a verde 3 ettari (su 7) dell'area di San Filippo dove è previsto il monoblocco. Così le prospettive per il Comune sono due: che la Regione costruisca d'imperio l'ospedale a San Filippo oppure che si trovi una collocazione alternativa. A Campo di Marte, appunto. "La questione era già stata affrontata mesi fa con Tavanti e con l'ingegnere capo dell'Asl - conferma il sindaco - ma poi mi risulta che l'azienda sanitaria non abbia portato avanti le verifiche su questa opzione. Tavanti e l'Asl si sono fermati dopo la firma del contratto d'appalto tra la Regione e il gruppo Astaldi alla guida della cordata che deve costruire i quattro nuovi ospedali della Toscana, compreso quello di Lucca. L'Asl sostiene che una volta firmato il contratto non si possa più intervenire in alcun modo. Noi, invece, la pensiamo diversamente". Secondo il sindaco anche il contratto per realizzare il nuovo ospedale può essere rivisto e modificato "come tutti i contratti. Quello che, però, ci preme di stabilire in questo momento - sottolinea Favilla - è se a Campo di Marte ci sia spazio sufficiente per il nuovo ospedale. Se da un punto di vista tecnico la questione viene chiarita, allora possiamo decidere come muoverci. è per questo che voglio portare a Tavanti gli studi che dimostrano come sia possibile realizzare il monoblocco accanto al vecchio ospedale". Al contrario, conclude Favilla, "se emergesse che a Campo di Marte non c'è spazio per costruire il nuovo ospedale, anche il Comune valuterebbe come comportarsi. La prima questione da chiarire resta quella degli spazi e della funzionalità. Se gli studi e i dati ci daranno ragione per Campo di Marte, allora procederemo con la verifica del contratto. In operazioni di questa importanza, infatti, non vogliamo che sia la burocrazia a comandare". I.B.

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Londra, la sfida dei conservatori (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

LONDRA I Conservatori hanno piani chiari per salvare l'economia britannica dalla crisi e aggiustare la "società spezzata" che è oggi il Regno Unito: così il leader dei Tory, David Cameron ha lanciato la sua sfida ai laburisti di Gordon Brown, cercando di scrollarsi di dosso l'etichetta di "principiante" che proprio il primo ministro gli aveva affibbiato, giudicandolo troppo inesperto per gestire l'attuale crisi economica. In un discorso pacato e personale, alla conclusione del congresso conservatore a Birmingham, Cameron si è presentato come "l'uomo con un piano", ma ha ammesso di non avere "cure miracolose" per l'economia, promettendo come primo atto una stretta sulla spesa pubblica e non il taglio delle tasse. Le elezioni politiche ci saranno solo nella primavera del 2010. "Noi erediteremo un enorme deficit e l'economia disastrata ? ha attaccato ? e ci vorranno scelte impopolari per il bene a lungo termine del Paese. Lo so, e sono pronto a farle". In questa fase critica, ha proseguito rispondendo direttamente al premier, "alla Gran Bretagna serve capacità di giudizio e carattere, non esperienza... Serve un cambio di direzione". Cameron ha ripetuto che il partito che fu di Margaret Thatcher e Winston Churchill è "unito e pronto" a governare e di essere all'altezza del compito: "La nostra risposta alla crisi è stata misurata, proporzionata e responsabile. Dobbiamo ricostruire la nostra economia a pezzi, rinnovare la sanità pubblica vittima della burocrazia, riparare la società spezzata, questo è il nostro piano per il cambiamento". Questo di Birmingham era considerato un discorso cruciale nella carriera politica di Cameron, da tre anni alla guida del partito. Avanti da mesi sul Labour nei sondaggi, Cameron pensava a una passeggiata trionfale per Birmingham. Ma la crisi finanziaria ha in parte rovinato i suoi piani: pur mantenendo un certo vantaggio sul partito di Brown nelle intenzioni di voto, nei sondaggi è emerso che i britannici continuano a fidarsi più del premier che di lui, nella gestione della difficile fase economica.

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Nel labirinto dei ritardi dell'Enel (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 02/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Spazio ai problemi dei lettori con le bollette, spesso causati dallo sdoppiamento della società Nel labirinto dei ritardi dell'Enel Un anno per "normalizzarsi" Dopo le numerose segnalazioni giunte al numero verde di Pronto Giornale di Brescia in merito ai disguidi amministrativi subiti da utenti Enel, ci siamo avventurati nell'intricato sistema della gestione clienti della società che fornisce energia elettrica a circa 30 milioni di cittadini italiani. La casistica riguarda principalmente fatture non recapitate e contratti mai perfezionati, soprattutto relativi alla richiesta di passaggio a Enel energia. Dal 1° luglio 2007, infatti, il mercato dell'energia è completamente liberalizzato, consentendo a tutti di scegliere il proprio fornitore sul mercato libero, come previsto dal decreto-legge n.73/07. In Enel si è assistito a uno scorporo delle attività di Enel Distribuzione: da una parte "Ese", Enel servizio elettrico, società del gruppo destinata a servire i clienti che non hanno scelto il libero mercato, e dall'altra "Enel energia", operante sul libero mercato. Proprio la richiesta di passaggio da una gestione all'altra sembra sia la causa dei pesanti ritardi nel recapito delle bollette, in molti casi "sparite" da mesi. I LETTORI. "Dal 4 aprile 2008 sto aspettando l'attivazione del mio contratto "Enel energia pura casa", stipulato a febbraio - scrive un ragazzo di Bovezzo -. Dopo le continue sollecitazioni tramite telefono, fax, e-mail inviate a Enel sono ancora in alto mare, e non so più cosa fare. Ma è possibile essere trattati così?". Da Castel Mella invece: "Abbiamo una casa a Padenghe e mia moglie ha fatto il passaggio a Enel energia nel periodo in cui abbiamo la casa chiusa, in inverno. La prima bolletta è stata di 250 euro, ma il mio contatore era fermo, al di sotto della quota segnata dalla bolletta". Sempre su Padenghe, una signora non riceve bollette addirittura dal febbraio 2006. A Lograto la fattura si fa attendere da 7 mesi, mentre a Ciliverghe una voltura è stata richiesta a marzo. LA SOCIETÀ. Tutte le segnalazioni passate all'Enel attraverso la disponibilità del loro Ufficio comunicazione, sono state prese in carico dal servizio amministrativo che, anche in questo caso non senza qualche ritardo, ha provveduto a contattare direttamente gli utenti per informarli sullo stato delle loro pratiche, assicurandone una pronta definizione. "Non possiamo nasconderci dietro le nostre difficoltà - spiegano in Enel -. Il passaggio al mercato libero sta comportando obblighi burocratici enormi, soprattutto per chi chiede di passare a Enel energia e poi ci ripensa". Ci viene spiegato che ricontrattualizzare un cliente che passa da un contratto all'altro implica delle procedure che possono durare mesi. "Se non riceve la prima bolletta, il mese successivo il cliente si spaventa - continua il gestore -, decidendo spesso di tornare indietro. Questo causa uno stallo nei sistemi già oberati di pratiche, che innescano ulteriori ritardi". IL CONSIGLIO. Enel consiglia dunque di attendere almeno un anno che la nuova posizione contrattuale vada a regime, prima di cambiare, per permettere al libero mercato di... liberarsi anche dai farraginosi ingranaggi della burocrazia. Ultima nota dolente: le segnalazioni al centralino sono arrivate dopo estenuanti tentativi dei lettori di contattare direttamente il gestore. Oltre allo snellimento delle procedure amministrative è auspicabile anche una revisione dell'efficienza dei call center. Luisa Roda.

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Affitto agevolato, ecco gli alloggi (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Costati 500.000 euro, si inaugurano sabato. Poi degustazioni in centro Si apre nel segno della solidarietà la festa della Madonna del Rosario a Canonica d'Adda. Sabato alle 15 verranno inaugurati i nuovi alloggi comunali in via Vallazza: quattro appartamenti ad affitto agevolato che verranno assegnati a residenti in difficoltà economica. I lavori, iniziati nell'ottobre 2006, sono durati un anno in più del previsto. Sia per difficoltà tecniche, sia per intoppi burocratici: i quattro appartamenti sono stati ricavati all'interno della porzione centrale di una cascina del XVII secolo, abbattuta e poi ricostruita. Quanto alla burocrazia, la Sovrintendenza ai beni architettonici ha imposto il blocco sul cantiere dal momento che non era stata informata dell'abbattimento. Gli opportuni controlli hanno comunque alla fine accertato che l'edificio non aveva alcuna rilevanza storica e così, dopo quattro mesi, i lavori sono ripresi. I quattro appartamenti, costati alle casse comunali circa 500.000 euro, hanno una metratura di 40, 45, 73 e 82 metri quadrati. I primi due, al piano terra, verranno assegnati a un occupante ciascuno. Gli altri due, al primo piano, a due famiglie: una è composta da una mamma di nazionalità senegalese con i suoi tre figli, attualmente ospiti in uno degli appartamenti della Casa della carità della Caritas. "La parrocchia lo scorso anno ha completato una struttura adatta a interventi di emergenza ? spiega il sindaco Graziano Pirotta ?, ora spettava a noi realizzare abitazioni che potessero offrire alle famiglie in difficoltà soluzioni per il lungo periodo". Gli appartamenti di via Vallazza vogliono essere per il Comune un esempio da adottare nel centro storico: "Alla costruzione di nuovi edifici ? spiega ancora il primo cittadino ? è opportuno preferire la riqualificazione di stabili preesistenti". Critiche all'intervento sono invece sempre venute dalla minoranza consigliare. "Con la cifra spesa ? afferma il capogruppo della lista "Proposta in più", Gianmaria Cerea ? il Comune avrebbe potuto acquistare quattro appartamenti nuovi". Dopo l'inaugurazione degli alloggi di via Vallazza la festa della Madonna continuerà alle 19,45 con la suggestiva "Cena tra le vie del borgo" organizzata dal gruppo "Arti e tradizioni": in piazza del Comune si potranno acquistare i buoni per le degustazioni culinarie in centro. In questa occasione si potranno anche votare i negozi che parteciperanno al tradizionale concorso "Vetrine in festa". La premiazione si terrà domenica alle 11,30 davanti alla chiesa parrocchiale dove per l'occasione sarà offerta una degustazione di dolci. In via Massari sarà invece possibile trovare "Arte e cioccolato": esposizioni di quadri con degustazione di cioccolato offerte dal bar "L'Angelo". Nel pomeriggio bancarelle nel centro storico, lo spettacolo itinerante "Calimerò e Popof" e, alle 18, la processione con la statua della Madonna. Patrik Pozzi.

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Il canile deve essere affidato alle associazioni di volontariato (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gallura "Il canile deve essere affidato alle associazioni di volontariato" Lettera indirizzata al sottosegretario alla Sanità ARZACHENA. La "Lega nazionale per la difesa del cane" promuove il rifugio alle porte della città, ma chiede al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che la residenza per gli animali sia data in gestione alle associazioni di volontariato. Il canile di Arzachena, rimasto per anni prigioniero della burocrazia, deve essere affidato a dei soggetti che si prendano cura degli ospiti a quattro zampe. "Abbiamo visitato la struttura e abbiamo constato che l'opera pubblica non è compromessa da atti vandalici - dice Sebastiano Candidda, coordinatore regionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - anche se nutriamo dubbi sulla conformità della struttura a tutti i requisiti del regolamento di attuazione della legge sul randagismo, così come per la mancanza dell'autorizzazione sanitaria della Asl". Il coordinatore candida poi il suo gruppo di volontari alla gestione del rifugio. "La legislazione vigente indica di privilegiare le associazioni protezioniste riconosciute, sia per l'aspetto economico che per la effettiva salvaguardia del benessere degli animali - precisa -. Bisogna inotre dire che la nostra associazione può promuovere quella funzione sociale che il canile deve svolgere nel territorio, non solo di contrasto al randagismo, ma anche di educazione e promozione del rapporto uomo-animale". "Associazioni e comuni hanno scopi simili. Purtroppo però gli amministratori preferiscono spesso affidare le gestioni a privati, che garantiscono di "non sentir più parlare dei problemi dei randagi", nonostante queste gestioni siano economicamente più pesanti e senza un effettivo riscontro sulle condizioni di vita degli animali - conclude il coordinatore della Lega -. Abbiamo già sottoposto la vicenda del canile di Arzachena al sottosegretario Martini, per evitare che anche questa struttura venga scippata alle associazioni in favore di privati con pochi scrupoli". (se.lu.).

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Ma nessuno sa che c'è la nuova legge (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra gli stranieri in attesa in prefettura: la burocrazia è un incubo "Una nuova legge? No, non ne so niente. Quando? Come?". Non vogliamo spargere il panico nella sala d'aspetto della prefettura, al terzo piano di via Zelasco, allo sportello dei primi ingressi. Eppure basta scambiare poche parole con le persone in attesa per capire che non solo la notizia delle nuove regole in materia di ricongiungimenti non è arrivata ai diretti interessati, ma che anche la normativa attuale è qualcosa di lontano e sconosciuto. C'è chi, come Ndiaye Papa Lamine, senegalese, si è affidato al sindacato per portare la moglie in Italia. E chi, come Omar Ibrahim, egiziano, ha inviato tutta la pratica per il figlioletto via posta per poi scoprire, cinque mesi dopo, che doveva farlo via internet. Oppure chi, come la giovane Hassania Samlali, marocchina, da più di un anno fa avanti e indietro dallo sportello per tentare di portare in Italia un cugino di secondo grado, quando la legge consente di fare arrivare solo i genitori, i figli e il coniuge (e a particolari condizioni). L'impressione è che l'insieme di pratiche, orari a intermittenza, interminabili richieste di documenti e integrazioni, già complesso per un cittadino italiano, sia un mare dalle profondità insondabili per un cittadino straniero. Basta piazzarsi all'ingresso degli uffici di via Zelasco, o fare su e giù con l'ascensore tra i tre piani per imbattersi in sguardi smarriti, occhi puntati su avvisi interminabili e troppo complessi anche per chi ha qualche dimestichezza con la lingua italiana. In questo turbine burocratico capita così che Ndiaye aspetti fiducioso il suo turno, ma non per un appuntamento o una scadenza particolare, ma semplicemente per "sapere a che punto è la mia pratica". "A un mio amico ? spiega ? è capitato di presentarsi allo sportello e scoprire che la sua richiesta era già stata accettata da mesi". E Ndiaye non vuole perdere tempo: in Senegal ha moglie e due figli piccoli. Il primo passo è fare venire qui lei, "l'anno prossimo, spero", poi penserà ai due piccoli. "Ora non posso perché condivido l'appartamento con un mio conoscente, non è possibile portare tutta la famiglia qui". Ma Ndiaye ha fatto i conti con la nuova legge che innalza il tetto di reddito necessario per chiedere il ricongiungimento? No, non sa nulla della nuova legge, ma non perde la fiducia: "Mi basta il mio lavoro. Sono qui da 11 anni, piano piano riuscirò a starci anche con tutta la mia famiglia". Omar ha lasciato Il Cairo nel 1995 e ora vorrebbe avere accanto a sé il figlioletto. In una mano ha una ricevuta dello scorso aprile, nell'altra una stampata di una pratica telematica. Attende il suo turno e ci spiega molto emozionato che i documenti li ha già inviati tutti via posta, "ma poi ho saputo che dovevo utilizzare internet e ora sono qui per cercare di capirci qualcosa". Hassania invece ormai è un'habituée degli uffici di via Zelasco. "È da più di un anno che mio fratello ha chiesto il ricongiungimento con un suo parente, figlio di nostro zio, e io sono venuta qui almeno sei o sette volte per cercare di portare avanti la pratica. No, non mi pesa dover perdere una mezza giornata per farlo, mi pesa che ogni volta ricevo le stesse risposte. Oggi mi hanno detto che serve un avvocato. Boh, staremo a vedere". E via: i documenti tornano nella cartelletta e si ritorna alla vita di tutti i giorni. Fino al prossimo appuntamento. P. D.

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La "conversione" di berto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone La "conversione" di Berto Tassan Zanin analizza il nuovo corso politico dell'ex sindaco AVIANO. "Apprendo con piacere il rinsavimento del consigliere Berto, il quale, dopo aver sparato a zero contro i partiti per un'intera campagna elettorale, e anche prima, ora desidera fare parte di Forza Italia: finalmente ha capito l'importanza dei partiti, della loro capacità aggregativa e della loro vicinanza ai problemi della società civile": lo afferma Paolo Tassan Zanin, consigliere comunale di Aviano. Una dichiarazione messa a verbale nell'ultimo consiglio comunale, durante il quale Riccardo Berto ha cambiato denominazione al suo gruppo consiliare, in "Forza Italia verso il Pdl". "C'è da sperare - spiega - che la sua domanda di denominare i suoi gruppi in "Forza Italia verso il Popolo della libertà", tiepidamente valutata dagli organi regionali e provinciali di Fi, sia sincera e leale e non nasconda gli usuali comportamenti per candidature o altri scopi meno nobili". Tassan Zanin si chiede se i sostenitori di Berto prevedevano una simile conclusione e se gli iscritti di Forza Italia lo ritengano un fatto positivo. "Da parte mia - aggiunge - c'è la massima disponibilità a impegnarmi affinché il centro-destra unito possa riconquistare il comune, come mi chiede il responsabile di Fi di Aviano, Giovanni Baviera, che con un sua nota mi invita ad aderire al gruppo consiliare di Forza Italia e verso il Popolo della Libertà perché, e cito testualmente la nota, "...così ci prepareremo assieme alla nascita del Popolo della libertà verso traguardi vincenti che la comunità di Aviano saprà al momento opportuno esprimere"". Per Tassan Zanin, la comunità avianese ha bisogno di un cambio di passo "con gente motivata e preparata e non immobile e ingessata dalla burocrazia. Valuterò, in maniera serena, con chi mi è vicino e con i responsabili di Fi le prossime decisioni da prendere". (d.s.).

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L'e-commerce b2b con la Repubblica Popolare Cinese (sezione: Burocrazia)

( da "AltaLex" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Articolo di Rocco Gianluca Massa 19.09.2008 Stampa L'e-commerce b2b con la Repubblica Popolare Cinese di Rocco Gianluca Massa Focus sulla normativa contrattuale nella compravendita di beni mobili corporali Il mercato cinese è da sempre un punto nodale dell'economia mondiale; un contesto che presenta per tantissime imprese, italiane ed estere, una tappa quasi obbligata per far fronte alle esigenze derivanti dalla forte competitività che caratterizza determinati settori ed alla conseguente necessità di cercare nuove forme di investimento dai margini di guadagno elevati. Al fine di poter delineare la disciplina contrattuale che caratterizza l'e-commerce business to business (tra imprese) tra Italia e Repubblica Popolare Cinese è indispensabile partire dalla regolamentazione "tradizionale" che accompagna i negozi giuridici conclusi tra una parte cinese ed una italiana, analizzando in ultimo i riferimenti normativi che ne caratterizzano la contrattazione telematica. L'avvento di Internet e l'adesione nel 2001 della Cina al WTO (World Trade Organization) hanno semplificato non poco quelle operazioni che un tempo erano appannaggio di pochi operatori e sotto il rigido controllo del Governo cinese. In particolare la nuova Foreign Trade Law of The People's Republic of China del 2004 ha agevolato significativamente il commercio internazionale, modificando l'assetto normativo del testo precedente del 1994 che permetteva l'import-export con l'estero solo a determinate società o agenzie autorizzate dal Governo e titolari dei relativi diritti (c.d. Foreign Trade Rights). L'emendamento apportato alla legge in oggetto ha permesso una maggiore liberalizzazione del commercio con l'estero richiedendo, oggi, alle società interessate (Foreign Trade Dealers) al business con altri Paesi, la "semplice" registrazione presso appositi organismi (Record Registration Organs) predisposti e regolamentati dal Ministero del Commercio Cinese in luogo della particolare burocrazia e dei rigidi requisiti previsti dal precedente testo. Normativa, quella attuale, che prevede tuttavia per alcune ipotesi delle eccezioni e limitazioni. Uno degli aspetti più rilevanti della emendata Foreign Trade Law si rifletterebbe, come vedremo a seguire, sulla disciplina della contrattazione internazionale, in particolare sulla Convenzione di Vienna del 1980 sui contratti di vendita internazionale di merci. Nell'ambito, infatti, del commercio business to business la suddetta convenzione trova applicazione proprio per le compravendite di beni mobili corporali tra imprese italiane e cinesi, essendo stata ratificata sia dalla Repubblica Popolare Cinese che dall'Italia. La fonte normativa in oggetto va qualificata come di diritto materiale uniforme in quanto regolamenta sostanzialmente la fattispecie contrattuale di cui sopra non limitandosi ad un mero rinvio ad ulteriori fonti. Gli aspetti regolamentati sono molteplici: dalla definizione dei singoli criteri negoziali (sede d'affari, autonomia contrattuale, forma, etc.) alla discplina delle varie fasi contrattuali (formazione ed esecuzione) e delle responsabilità, garanzie ed obblighi delle parti conseguenti alla stipulazione del contratto. E' doveroso tuttavia precisare che la Cina ha adottato la Convenzione di Vienna con alcune limitazioni: la prima esclusione concerne l'applicazione dell'art.1 paragrafo 1 lettera b, che prevede l'osservanza del trattato in oggetto anche nell'ipotesi in cui in un contratto solo lo Stato di una delle due parti abbia preso parte alla convenzione e le norme di diritto internazionale identifichino come legge applicabile quella di detto Stato (ad es. se tra un parte cinese ed una di Stato non ratificante la Conv.di Vienna il diritto applicabile risultasse essere quello cinese la disciplina sostanziale del negozio dovrebbe essere affidata alla convenzione, circostanza esclusa dalla Cina in virtù della suddetta riserva). La seconda limitazione riguarda l'art.11 che non prevede necessariamente la forma scritta per il contratto. La nuova Foreign Trade Law, secondo alcuni autori, derogherebbe alla prima delle due riserve, permettendo l'applicazione della Convenzione di Vienna anche nell'ipotesi in cui il diritto applicabile fosse quello cinese, riconoscendo di conseguenza piena ed effettiva libertà di scelta alle parti per quanto concerne la legge a cui affidare la regolamentazione del contratto. A prescindere da quanto visto va precisato come l'osservanza della Convenzione di Vienna non sia obbligatoria per le parti, prevedendone l'art.6 la non applicazione ove gli interessati convengano diversamente. Sorge a questo punto il dubbio sulle possibili "alternative" cui possono optare i contraenti per la disciplina del negozio giuridico. E' frequente l'ipotesi in cui le parti siano restie dall'affidare la regolamentazione di tutto o parte del contratto alla legge di questo o quello Stato per i motivi più svariati (ad es. non voler agevolare l'altra parte o affidarsi a normative poco conosciute e di conseguenza potenzialmente rischiose in previsione di controversie future). Accade quindi che i contraenti si orientino verso scelte più imparziali ed eque, come i Principi UNIDROIT dei Contratti Commerciali Internazionali, un corpus di regole particolarmente noto ed utilizzato nella contrattazione business to business, elaborato dall'Istituto Internazionale per l'unificazione del Diritto Privato (UNIDROIT), organizzazione intergovernativa con sede a Roma. I Principi UNIDROIT rappresentano la "codificazione" della c.d. Lex Mercatoria, complesso di principi generali, clausole standard e modelli contrattuali applicabili alle relazioni internazionali commerciali e sviluppatisi su base consuetudinaria nell'ambito della comunità degli operatori economici internazionali a partire dal Medio Evo. Tali peculiarità fanno sì che i Principi conservino un'impronta "denazionalizzata", trovando larga preferenza nei contratti tra società operanti in contesti e tradizioni giuridiche profondamente diversi. Altra ipotesi è quella in cui il contratto non contempli -in tutto o in parte- alcun richiamo ad un ordinamento specifico; in questo caso sarà il giudice o arbitro a cui è demandata la risoluzione di eventuali controversie nascenti dall'accordo che dovrà decidere quale diritto applicare. Diritto che potrà coincidere con quello con cui il contratto presenti il criterio di collegamento più stretto, con quello proprio di chi decide (si parla in tal caso di lex fori), con quello emergente dalla prassi intercorsa tra le parti nei precedenti accordi etc. Diversamente, le parti possono demandare la disciplina dell'intero negozio o di taluni aspetti dello stesso al diritto dello Stato di appartenenza di una di esse; ne consegue che ove si convenga per l'applicazione del diritto italiano, il contratto sarà disciplinato principalmente dal codice civile; ove, invece, si opti per il diritto cinese la normativa applicabile sarà la Contract Law of the People's Repubblic of China (c.d. Uniform Contract Law), legge in vigore dal 1999 e che sotto l'influenza dei Principi UNIDROIT ha riformato la disciplina contrattuale in Cina. La Uniform Contract Law nel contemplare l'ipotesi in cui entrambe le parti o una sola di esse siano cinesi regolamenta la conclusione, esecuzione ed estinzione del negozio giuridico disciplinando espressamente 15 categorie contrattuali (tra cui quella relativa alla vendita di beni mobili). E' doveroso a questo punto soffermarsi nello specifico sulla contrattazione telematica: l'elencazione normativa esaminata costituisce infatti la strada da calcare per capire come regolamentare il negozio giuridico stipulato via Internet. Con lo sviluppo dell'ICT e del diritto dell'ICT molti Paesi hanno introdotto testi specifici e dedicati a taluni aspetti della materia, ma nei restanti casi ed in mancanza di strumenti legislativi adeguati la lettura e l'analisi del dato normativo tradizionale rappresentano la chiave per capire come regolamentare un rapporto sorto in un contesto "virtuale" come la Rete. E' il caso della Convenzione di Vienna e del relativo art.11 che nel riconoscere libertà di forma contrattuale apre alla stipulazione via email, fax o sito web con conseguente interpretazione estensiva delle norme a seguire. Applicazione, che, tuttavia, va esaminata e focalizzata cum grano salis, essendo molteplici i problemi di qualificazione ed interpretazione che la stessa ha sollevato in dottrina per quanto concerne i contratti telematici e per i quali parlare di un mero "adattamento" della normativa tradizionale, resta comunque troppo semplicistico e riduttivo. Non è un caso, infatti, che sul piano internazionale si stia lentamente procedendo alla formazione di una nuova convenzione dedicata proprio alla contrattazione elettronica business to business: la Convenzione delle Nazioni Unite sull'uso delle comunicazioni elettroniche nei contratti internazionali (c.d. Convenzione Uncitral sull'e-contracting), aperta alla firma degli Stati il 16 gennaio 2006 e che ha visto tra i primi sostenitori proprio la Repubblica Popolare Cinese. Un trattato diretto alla disciplina sostanziale della contrattazione telematica internazionale e che si ricollega espressamente proprio a quegli accordi regolamentati dalla Convenzione di Vienna del 1980. In ultimo, tornando all'ipotesi in cui le parti optino per l'applicazione del diritto italiano o di quello cinese, se il contratto prevede l'applicazione della nostra legislazione al fine di qualificare i singoli elementi ed aspetti legati alla contrattazione telematica (documento informatico, firma elettronica, proposta ed accettazione via Internet etc.) sarà necessario, tra gli altri, il richiamo al d.lgs.n. 82 del 2005 (c.d. Codice dell'Amministrazione Digitale), al d.lgs. n. 70 del 2003 attuativo della Direttiva Europea 2000/31/CE, al d.lgs.n. 196 del 2003 (c.d. Codice della Privacy), etc. Nel caso in cui il rinvio sia alla normativa cinese, la regolamentazione sarà affidata oltre che alla già vista Uniform Contract Law (che riconosce valore giuridico alla contrattazione telematica e ne richiama espressamente la fattispecie) alla Electronic Signature Law of the People's Republic of China che regolamenta dal 2005 la firma elettronica ed il documento informatico in Cina. Concludendo, quelle esaminate rappresentano le soluzioni normative principali offerte dal diritto internazionale; un'elencazione, tuttavia, che non pretende di essere esaustiva ove si consideri la poliedricità della fattispecie contrattuale che si va ad abbracciare, le problematiche che ciascuna delle fonti citate ha sollevato e solleva quotidianamente tra gli operatori economici ed i giuristi del settore e la possibilità che le parti optino per soluzioni normative ulteriori ed "atipiche". Notevoli aspettative sono riposte nella suddetta Convenzione sull'e-contracting, un testo che se entrerà in vigore, fornirà un supporto non indifferente a chi opera nel commercio elettronico internazionale e fino ad ora ha brancolato nell'incertezza di una regolamentazione poco chiara o anacronistica.

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Non solo Napoli: tesori svelati in Campania (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-10-02 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE La ricerca Due volumi a cura di Alfonso Gambardella Non solo Napoli: tesori svelati in Campania di JOLANDA CAPRIGLIONE Napoli fa male con la sua ormai insopportabile invasività. Sembra un vecchio mantello di antiche pailettes che tenta (invano!) di coprire tutto. Sia lode, allora, ad Alfonso Gambardella, il visionario che con erasmiana fermezza ha voluto tante cose straordinarie per le quali ha lavorato e lavora con impegno ininterrotto da decenni al di là dei proclami, con l'unica arma vincente che l'uomo possiede: la cultura, la conoscenza. Sia lode ad Alfonso Gambardella che ha voluto una Facoltà di Architettura nella provincia casertana che sembrava voler riconoscere fino a non molti anni fa solo la Reggia Vanvitelliana e storceva il naso di fronte a tanti, splendidi manufatti di cui pure è ricca questa terra (la tragedia paesaggistica di Carditello docet). Fatti salvi pochi episodi di coraggiosi studiosi che si sono avventurati a Capua, come Pane e poi Cantone, o a Carinola (la Pompei del Quattrocento) come Massimo Rosi, sono ben pochi i ricercatori che hanno dedicato i loro studi alle architetture delle Province del Regno. è uno degli effetti deleterii dell'unità d'Italia fatta con i metodi della colonizzazione: la demonizzazione dell'avversario (i Borbone) e la svalutazione, sovente la cancellazione, della cultura dei vinti. Quante biblioteche sono sopravvissute alla calata dei Savoia e company? Il risultato è che i nostri libri sono pieni di Taddeo Gaddi, il delizioso Sassetta, Gentile da Fabriano, ma dimentichi di Belisario Corenzio e Massimo Stanzione, ricchi di aneddoti su Borromini e immemori di Sanfelice e Gioffredo, Fuga e Patturelli. Alfonso Gambardella ha portato avanti con fermissima determinazione studi esemplari sulle architetture e gli architetti meridionali non per miope e sterile localismo piccino, ma perché uno studioso cosmopolita del suo livello non può, fisiologicamente non può, chiudere gli occhi di fronte alla Chiesa dell'Annunziata di S. Maria a Vico e i suoi Teodoro d'Errico (che patrimonio!) o il Castello di Agropoli: deve studiarli e farli conoscere. Nascono così i due volumi a cura di Gambardella e Jacazzi, Architettura del classicismo tra quattrocento e Cinquecento, Campania ricerche, Roma 2008. Questa ricerca di interesse nazionale, e tale non solo perché lo dice la burocrazia, condotta insieme a Danila Jacazzi con la preziosa collaborazione di Cettina Lenza e tutta la scuola gambardelliana di Aversa, vede coinvolto un folto gruppo di giovani sudiosi che "schedano" chiese, conventi, palazzi, casali, castelli e torri (come nel caso di Ischia) conosciuti, sconosciuti e misconosciuti. In questi due volumi troviamo delle autentiche perle come l'immenso e abbandonato Castello di Castel Volturno (sec. XI) nato su parte dei resti della Via Domiziana e del ponte voluto dall'imperatore Domiziano (I sec. d. C.) o come il devastato, ma superbo, Castello di Loriano a Marcianise (sec. XV), l'edificio della Dogana aragonese a Grottaminarda decorato splendidamente (sec. XV). Come ben si comprende, sto citando quasi a caso perché questi studi, condotti con severità e rigore, sono ricchissimi di notizie, foto, memorie: la migliore premessa per continuare. I luoghi A fianco, Castelvolturno: è uno dei luoghi indagati nel libro a cura di Alfonso Gambardella.

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Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grand (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grandi riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica", ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno. "Non è una questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - continua Alemanno - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe. Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea di abolire le Province nelle aree metropolitane. Idea che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti. Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una strada percorribile". Pronta la risposta del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti "ho letto le dichiarazioni di Alemanno. Stiamo cooperando in un Tavolo interistituzionale per affrontare questo tema. Forse è stata più una battuta". L'assessore provinciale al Bilancio, Antonio Rosati tiene a sottolineare: "Non è certo Alemanno a dover ricordare al presidente Zingaretti, che è stato tra i primi a sposare questa idea di cambiamento, l'importanza di un'innovazione che nessuno si è mai sognato di portare avanti e di decidere da solo. Per ottenere questo risultato sono fondamentali, però, un confronto serio e la piena condivisione dei tempi e delle modalità di trasformazione. La bozza Calderoli è una buona base di discussione che partendo da chi conosce il territorio prevede il mantenimento delle province e la trasformazione e l'istituzione delle aree metropolitane".

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Un colpo al portafoglio e uno utile per riallacciare le trattative sindacali che in estate h (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA BENEDETTI Un colpo al portafoglio e uno utile per riallacciare le trattative sindacali che in estate hanno toccato livello da allarme rosso. Il colpo al portafoglio lo incassano un centinaio di dipendenti del Comune che nella busta paga di ottobre, se la burocrazia non ci metterà lo zampino, potranno portare a casa 1.200 euro (lordi) in più. Ieri mattina sindacati (Cgil, Cisl, Uil e autonomi) e giunta (in delegazione l'assessore Monia Ferranti e il dirigente per le politiche del personale, Roberto Ciccarelli) hanno raggiunto l'accordo per il pagamento delle indennità di responsabilità. Un accordo atteso da anni visto che il pagamento prevede non solo l'indennità dello scorso anno, ma torna indietro fino al 2004. Per ognuno dei quattro anni interessati all'accordo i dipendenti che rientrano nelle categorie interessate all'accordo (tra gli altri ufficiali d'anagrafe, archivisti, addetti della protezione civile, messi comunali e informatici) riceveranno trecento euro lordi. I sindacati hanno chiesto che l'indennità venga pagata con lo stipendio di ottobre, ma dipenderà dalla ratifica della giunta la possibilità che il bonus diventi quasi una quattordicesima. L'indennità riguarda 97 addetti per il 2007, 99 per il 2006, 85 per il 2005 e 79 per il 2004. L'accordo sull'articolo 17 "lettera i" che disciplina le indennità di responsabilità diventa lo snodo che riaprire, dopo il confronto sulla polizia municipale e la riorganizzazione della vigilanza, il confronto sul contratto integrativo aziendale per il 2008, confronto che si era arenato in estate quando la giunta ha dato il via libera alla seconda fase della riorganizzazione, fase due che al sindacato non era piaciuta e che aveva costretto il sindaco Locchi a convocare le delegazioni sindacali per riannodare i fili della trattativa. Ieri mattina sul tavolo della contrattazione c'era da discutere anche della stabilizzazione di altre quattro educatrici dopo il piano che ha già portato in porto il posto fisso per altre 16 addette. Il via libera è arrivato su spinta, racconta radio Palazzo, di Cisl e Cgil, con Uil e Sulpm che si affideranno a delle osservazioni sull'accordo prima di siglare il via libera. Sul tema delle stabilizzazioni resta da trovare una soluzione a quella dei lavoratori interinali attualmente impiegati in diversi uffici di Palazzo dei Priori. A proposito di Comune. Girano, nei computer dei dipendenti, e-mail al veleno sull'assemblea organizzata dalla Rsu in quota Cgil, Cisl e Uil per lunedì in occasione della mobilitazione dei quadri della "triplice" sul pubblico impiego, vertice che si teneva nella sala del consiglio provinciale. C'è chi ha sottolineato come, alla fine, l'assemblea non sia decollata. E sembra che, nelle e-mail, qualche sindacalista della Rsu abbia candidamente ammesso di non sapere neanche che fosse stata indetta l'assemblea. Almeno on -line si è aperto un confronto quanto mai tosto sul ruolo del sindacato. Bufera in vista? Se il Comune di Perugia riesce a stabilizzare qualche precario, si aprono vertenze a Valfabbrica, Corciano, Torgiano e all'Università. A Valfabbrica la Cgil Funzione Pubblica denuncia il licenziamento di tre addette della coop "Tre Ponti" che gestisce il servizio di ristorazione delle scuole di Valfabbrica. Per la Cgil la cooperativa aveva ottenuto i benefici fiscali per stabilizzare le operatrici ex lavoratrici socialmente utili. La Cgil chiede al Comune di interrompere, di fatto, l'appalto. Martedì, invece, protesteranno in piazza Italia davanti a Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale gli Lsu di Corciano, Torgiano e Università. L'iniziativa è di Rdb-Cub e Confederazione Cobas per i contratti scaduti e quelli i corso di scadenza. Il presidio si terrà dalle 15 alle 19.

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IL PASSANTE "SPINTO" SOTTO LA FERROVIA GALAN: GIORNATA DI SODDISFAZIONE (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PASSANTE "SPINTO" SOTTO LA FERROVIA ? GALAN: GIORNATA DI SODDISFAZIONE Vetrego di Mirano (Venezia), 2 ottobre 2008 - "Soddisfatto è dir poco: oggi iniziamo a spingere il gigantesco monolite del passante sotto una linea ferroviaria a quattro binari; qualche giorno fa è arrivato un altro monolite, quello del rigasificatore; venerdì partiranno dall'Arsenale di Venezia i piloni di 45 metri, che il Comune non voleva fossero realizzati lì, che permetteranno alle navi di ancorarsi per scaricare il gas: questo è il Veneto". Il presidente della Regione Giancarlo Galan parla a ruota libera, mentre visita una delle più grandi opere ingegneristiche del Passante di Mestre, l'ultimo "ostacolo" al completamento dello scavalco di Mestre: il cosiddetto "monolite", gigantesco parallelepipedo del peso di 12 mila tonnellate al cui interno transiterà un'intera corsia autostradale, che proprio ieri ha iniziato il suo "viaggio" di 70 metri sotto la ferrovia. Ci metterà una ventina di giorni a passare sotto i binari, senza interfere con il traffico dei treni, spinto da una sequenza di 40 martinetti idraulici capaci di spostarlo di 3 metri al giorno e anche più. A mano a mano che la gigantesca opera avanzerà, le ruspe gli apriranno la strada scavando la parete di terra che al momento le fa da ostacolo in modo tale da dare continuità tra la massicciata ferroviaria e il tetto del sottopasso autostradale. L'altra "canna" del sottopasso, quella a Est dove transiteranno le altre tre corsie, è già al suo posto e ha fatto da cavia a quella che oggi ha iniziato a muoversi. ""Rispetteremo i tempi ? ribadisce l'assessore regionale alle politiche della mobilità Renato Chisso ? e il Passante sarà pronto per la fine dell'anno corrente". Galan intanto conversa coi giornalisti, il Passante è uno dei suoi punti d'orgoglio, rappresenta un Veneto che decide, lavora e fa, e lo fa bene, presto e spendendo il meno possibile. L'elenco delle grandi opere è lungo e si amplia quotidianamente, e il merito è suo, non delle chiacchiere eterne. Il presidente risponde alle domande e parla dei sindaci che vanno a Roma a chiedere una parte dell'Irpef nell'ambito della realizzazione del federalismo fiscale, trovando in questo il ministro Roberto Calderoli oggi disponibile: "ho sempre appoggiato questa battaglia e vedo che ha prevalso l'intelligenza". E la terza corsia dell'A4? "Spero che i commissari abbrevino i tempi rispetto a scelte iniziali che li avrebbero resi inspiegabilmente lunghi, anche se mi è parsa complicata la soluzione adottata". Un passaggio anche sulle Comunità Montane: "sono favorevolissimo allo snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità Montane e avrei destinato i solidi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità Montana, Ato, Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e io, tanto per cominciare gli esercizi, toglierei Comunità Montane e Province. Certo avrebbe dovuto decidere il Veneto Il risultato che oggi ci troviamo di fronte è il migliore che si potesse raggiungere: 9 comunità, montane per davvero; però a decidere non doveva essere lo Stato: doveva essere il Consiglio Regionale. Questa per noi è davvero una bruttissima pagina". . . <<BACK.

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FEDERCOOPESCA: BENE AVVIO IN SENATO DELL'ESAME DDL SEMPLIFICAZIONE SETTORE ITTICO (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Positivo l'avvio dell'esame del disegno di legge sulle nuove disposizioni in materia di pesca marittima. In un momento di difficile congiuntura economica, infatti, il rilancio del settore passa anche da una maggiore chiarezza e semplificazione normativa, da uno snellimento della burocrazia, dalla razionalizzazione degli adempimenti". Questo il commento del presidente della Federcoopesca-confcooperative, Massimo Coccia, al termine della seduta della Commissione Agricoltura del Senato sull'esame del disegno di legge "Nuove diposizioni in materia di pesca marittima", che ha come primo firmatario il Senatore Paola Scarpa Bonazza Buora, e che mira ?sottolinea Coccia-"ad una semplificazione e modernizzazione delle norme, liberando gli operatori della pesca ?soprattutto la piccola pesca ? e dell'acquacoltura estensiva da inutili, e costosi adempimenti". Quattro i titoli in cui si articola il ddl. Disposizioni generali e sanzioni: relative agli articoli che aggiornano definizioni e semplificano l'attività dell'impresa di pesca (semplificazioni compravendita navi minori, titoli professionali per imbarco su navi minori); Misure ambientali: relative in particolare alle aree marine protette e ad un maggior coinvolgimento del pescatore nella gestione di queste aree; Norme fiscali e previdenziali: applicazione del canone meramente ricognitorio per tutti i soggetti che operano nella pesca e nell'acquacoltura, estensione degli sgravi previdenziali e fiscali previsti dalla legge 30/98 anche all'acquacoltura e al personale marittimo extracomunitario imbarcato, Irap agevolata per tutte le imprese di pesca, esenzione nella formazione del reddito dei premi Fep; Misure di alleggerimento delle sanzioni per le eventuali infrazioni commesse da pescherecci più piccoli. "Seguiremo ?conclude Coccia- con attenzione l'iter di questo provvedimento, in attesa che si giunga ad una legge che disciplini la pesca marittima in maniera compiuta e che vada a sostituire interamente la legge 14 luglio 1965, n. 963, ed il suo regolamento di attuazione". . <<BACK.

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Zaccardi, mostra a Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 02-10-2008 ROCCABIANCA CON LE SCULTURE SATIRICHE DEL MONDO PICCOLO Zaccardi, mostra a Milano ROCCABIANCA II Dal museo di Fontanelle, in provincia di Parma inaugurato nel maggio scorso in occasione delle celebrazioni per il padre di don Camillo e Peppone, la mostra di sculture satiriche realizzate dall'artista Maurizio Zaccardi arriva a Milano alla galleria Artesanterasmo e a Montefiore Conca nelle antiche sale della Rocca Malatestiana. E' un omaggio al "mondo piccolo " di Giovannino Guareschi fatto da una ventina di sculture in bronzo che si ispirano ai disegni umoristici che il giornalista e scrittore pubblicava sul "Candido". Zaccardi, nel riprendere le caricatore dello scrittore emiliano, dà abilmente vita a personaggi nuovi, fantasiosi e grotteschi. Tra gli altri si possono trovare Don Camillo e Peppone su una Fiat 500 e su un'Alfa Romeo storica: libere interpretazioni delle sequenze dei celebri film; il crociato con la forchetta al posto della spada (sull'arrembaggio della burocrazia romana alla navicella della fiera di Milano), oppure l'accaparratrice di poltrone. La mosta sarà inaugurata sabato alle 10 dal ministro alle pari opportunità Carfagna. S.V. Artista Maurizio Zaccardi al lavoro.

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Corsa contro il tempo per salvare le Comunità (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

LESSINIA E BALDO. Dopo la mancata approvazione del disegno di riordino degli enti montani in Regione, ora si cerca una soluzione per evitarne la cancellazione Corsa contro il tempo per salvare le Comunità Giorgetti rilancia: "C'è ancora la possibilità di legiferare, siamo pronti a discuterne" Galan: "Per noi è una pagina bruttissima" Alleanza nazionale non è disposta a sedersi a un tavolo a mercanteggiare MASSIMO GIORGETTI ASSESSORE REGIONALE     Vittorio Zambaldo Lessinia dentro o fuori? E il Baldo con tutti i Comuni o solo con qualcuno? Dopo il pasticcio di martedì in Consiglio regionale, quando è mancato il numero legale per approvare una proposta di legge di riordino delle Comunità montane, si allarga il dubbio su chi stia dentro o fuori le comunità tagliate dalla Finanziaria. È stata la Regione a diffondere già la settimana scorsa i dati inappellabili: se non si legifera entro il 30 settembre spariscono le comunità montane veronesi (Baldo e Lessinia), quelle della Marca (Grappa e Prealpi Trevigiane), una bellunese (Belluno-Ponte nelle Alpi) e tre vicentine (Astico-Brenta; Agno-Chiampo; Leogra-Timonchio). Sopra i 750 metri di altitudine media si collocano sul Baldo solo due Comuni: Ferrara di Monte Baldo e San Zeno di Montagna e in Lessinia sei: Sant'Anna d'Alfaedo, Erbezzo, Boscochiesanuova, Roverè, Velo e Selva di Progno. Qui potrebbe esserci forse un'ancora di salvezza per questi Comuni perché non è chiaro se possano fare una Comunità montana nuova fra di loro: la legge prevede che siano almeno cinque e i due rimasti del Baldo dovrebbero aggregarsi eventualmente con i sei della Lessinia. Gli uffici regionali sono al lavoro per interpretare correttamente la legge e una risposta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Un altro spiraglio lo apre l'assessore Massimo Giorgetti perché "da alcune verifiche fatte direttamente a Roma ci sarebbe ancora la possibilità da parte della Regione di legiferare in materia, in tempi ristretti. "A questo punto", sottolinea Giorgetti, "Alleanza nazionale è pronta nuovamente a dare il proprio contributo, purché si discuta in modo serio, parlando di tutela della montagna, di criteri oggettivi per definire i trasferimenti e una razionalizzazione dei costi. "Se questo pertugio, che la normativa sembra offrirci, dovesse invece essere utilizzato solo per ripresentare una proposta che sia finalizzata a tutelare l'esistente, quindi centri di potere, costi della politica inutili, inefficienze, dichiaro sin d'ora che Alleanza nazionale non è disposta a sedersi ad un tavolo per mercanteggiare. "Altrimenti, perché non trasferire direttamente le risorse ai Comuni montani, o alle Province, individuando puntualmente le risorse, i criteri, e le funzioni che devono essere svolte, dimostrando la riduzione dei costi inutili e responsabilizzando le Amministrazioni locali?", si chiede Giorgetti. Non si placano intanto le polemiche sull'accaduto. Vittorino Cenci (Lega) attacca l'assessore Stefano Valdegamberi (Udc) "perché incoerente solo per difendere il proprio posto in giunta: tre anni fa ha difeso strenuamente le comunità e ora del definisce "scatole vuote" e le lascia morire, con un atteggiamento gravemente irresponsabile dell'Udc, partito disposto a qualsiasi compromesso e contraddizione per restare legato alle poltrone". Valdegamberi risponde che non prende lezioni di coerenza da un partito che a Roma ha votato per la riduzione delle comunità e in Veneto si straccia le vesti per i tagli, "sconfessando un progetto della giunta che la Lega e anch'io avevo sottoscritto nel quale si salvavano le comunità montane veronesi. Perché la Lega non l'ha votato in commissione?", si chiede l'assessore al sociale. "Il pacchetto Tremonti, votato dalla Lega e non dall'Udc lascia solo 30 milioni alle comunità montane, mentre contemporaneamente ha dato 500 milioni di euro per Roma capitale, quella che la Lega chiama ladrona", incalza Valdegamberi. Anche per Giorgetti la responsabilità è della Lega "che ha deciso di non affrontare seriamente il problema cercando, con maldestre mosse di valzer, di scaricare su altri la propria irresponsabilità e incapacità di razionalizzare al fine di tutelare il proprio orticello". Giancarlo Conta (Forza Italia) ribadisce che in giunta c'erano posizioni diverse e il disegno di legge licenziato era una sintesi accettabile: "L'azione della Lega di presentare un proprio disegno ha scombussolato i piani e varie riunioni dei capigruppo di maggioranza non hanno portato a risultati, se non alla contrapposizione in aula come succede da tempo. Ho avuto competenza sulle comunità quand'ero assessore all'agricoltura e mi sono fatto l'idea che i fondi a loro destinati possono benissimo essere gestiti dai Comuni", conferma. Infine il presidente Giancarlo Galan: "Sono favorevolissimo allo snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità montane e avrei destinato i solidi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il risultato che ci troviamo di fronte è il migliore che si potesse raggiungere: 9 comunità, montane per davvero; però a decidere non doveva essere lo Stato ma il Consiglio regionale. Questa per noi è davvero una bruttissima pagina".

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Ma qualcuno è contro? (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 02-10-2008)

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Oggi è Gio, 02 Ott 2008 Edizione 208 del 02-10-2008 Questa ideologia negli anni Cinquanta e Sessanta si chiamava regionalismo Perché mai oggi in Forza Italia si è persa la tradizione e non si sentono voci dissenzienti Ma qualcuno è contro? di Marco Bertoncini Finalmente. Dopo lustri di federalismo, di questione settentrionale, di secessionismi, d'indipendentismi, di libertà padana, ecco un aureo libretto, controcorrente, impolitico, che sfida l'impopolarità, rigoroso nel suo richiamo alle tradizioni storiche che sono oggi obnubilate, reiette, irrise. Poche pagine, ma succose e dense, soprattutto nel ripetuto distinguere il federalismo per aggregazione (quello che portò alla costituzione della Svizzera o degli Stati Uniti o della Germania) dal federalismo per dis-aggregazione (del Belgio odierno o dell'Italia dagli anni Novanta ad oggi). Si tratta de La questione nazionale, ultima opera di Domenico Fisichella, che nel sottotitolo reca l'esplicita affermazione "Per una critica del federalismo" (Editoriale Pantheon, pp. 104, ? 7). L'autore presenta alcuni capitoli di riflessione sulla questione meridionale, sulla questione settentrionale e sulla pretermessa questione nazionale, illustrando la natura dei vari federalismi, inseriti nella politica della Lega e caoticamente usati nei giochi degli altri partiti. Successivamente ripropone alcuni suoi interventi al Senato, contro progetti costituzionali ? così del centro-destra come del centro-sinistra ? di devoluzione, federalismo e insomma disgregazione. Va infatti dato atto a Fisichella di essere stato uno dei pochissimi, coerenti oppositori delle riforme federaliste, in maniera pasticciata sostenute da svariati Governi nell'ultimo decennio. Si respira, in queste pagine, un'aria pura. La stessa aria che, alla Costituente, circolava quando Ciccio (Francesco Saverio) Nitti si pronunciava contro le Regioni, volute soprattutto dalla Dc ? per influenza di don Luigi Sturzo: peccato che Sturzo non fosse stato, invece, ascoltato quando rampognava la classe politica perché statalista, dirigista, illiberale ? e da alcuni settori di sinistra, compresi i repubblicani, dimentichi di Giuseppe Mazzini e infervorati per un Carlo Cattaneo il cui influsso, sul Risorgimento e sull'intero pensiero politico ottocentesco e primo novecentesco, era stato pari a zero (a voler essere generosi). Lo stesso Pci non pareva entusiasta del regionalismo, come attestano chiare riserve di Palmiro Togliatti in sede di dibattito parlamentare. Il federalismo, negli anni Cinquanta e Sessanta, si chiamava regionalismo. Contro le Regioni si espressero, con coerenza e limpidità, liberali (Fisichella demolisce l'ascrizione di Luigi Einaudi all'italico federalismo), monarchici e missini, con epici ostruzionismi. Del resto, che cosa avessero allora prodotto le Regioni a statuto speciale era palpabile. Oggi, dopo quasi quattro decenni di Regioni a statuto ordinario, possiamo con serenità affermare che qualsiasi previsione catastrofica sullo sviluppo del regionalismo (compiuta alla Costituente, prima, nelle legislature fino al 1970, poi) è stata crudamente smentita dai fatti. Nel senso, però, che i fatti sono stati molto, molto più gravi delle più cupe previsioni. Abbiamo distrutto lo Stato nazionale, senza alcunché costruire. Abbiamo moltiplicato spese e uffici, burocrazia e vincoli, casta politica ed egoismi localistici. Abbiamo perfino potenziato l'accentramento, creando spocchiosi dirigismi regionali in luogo di quelli statali. In compenso siamo riusciti a polverizzare quel poco che di unitario, in senso nazionale, alcune generazioni avevano creato, per ridurci in una situazione incivile in cui si vorrebbe cassare l'italiano in nome dei morenti dialetti e, al più, di una lingua franca sovrannazionale. Fisichella ricorda, con correttezza di storico, che l'unità fu voluta e realizzata da una minoranza, con l'uso della forza e della diplomazia, perché in altra maniera non avrebbe potuto realizzarsi. Fu, anzi, un miracolo congiungere aspirazioni nazionali ed esigenze dinastiche, vincendo clero e classi rurali, ostilità di mezza Europa e indifferenza delle masse e, diciamolo pure, sovente anche contro repubblicani irriducibili o utopisti e contro velleitari sognatori di eserciti di popolo. Soltanto il genio politico e diplomatico di Camillo Benso di Cavour poté avviare a risolvere la questione nazionale, compiuta poi dai successori della Destra storica, una classe politica insuperata in questo secolo e mezzo. Una domanda viene oggi spontanea. Perché mai contro il federalismo sono rimasti pochi uomini? Il caso di Fisichella ? il quale ha serbato l'atteggiamento contrario indipendentemente dalla propria mutata collocazione politica e dalle maggioranze via via dissolutrici dell'unità ? non ha molti simili: al più, ricordiamo Egidio Sterpa. Tutti paiono divenuti federalisti. Ci chiediamo dove siano finiti coloro che, negli anni Sessanta, si opponevano con durezza al regionalismo. O i loro eredi. Ci chiediamo come mai in Fi, crogiolo di gruppi e correnti, non si odano voci antifederaliste. Ci chiediamo come mai un partito, che nella denominazione contiene l'aggettivo "nazionale", sia passato da una posizione di rassegnato cedimento (sì al federalismo, ma temperato dal presidenzialismo) ad una condizione di totale cancellazione dell'antica ostilità al regionalismo e di rinnegamento della propria migliore tradizione politica. Altro che fascismi, mali assoluti, leggi razziali: nella questione nazionale è annegata An, travolgendo il meglio di sé. Il federalismo, istituzionale o semplicemente fiscale, in Italia sappiamo già come si realizzerà. L'abbiamo sperimentato, sulla nostra pelle e nei nostri portafogli, con le Regioni.

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Tutti federalisti, nessuno federalista (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 02 Ott 2008 Edizione 208 del 02-10-2008 LA PRECARIA UNITA' ITALIANA è STATA PRESERVATA DAL POTERE CON LE ARMI E CON IL MODELLO EDUCATIVO Tutti federalisti, nessuno federalista di Gilberto Oneto Come sempre le analisi di Romano Bracalini sono impietose ma precise. Ha ragione quando sostiene che in Italia la ricetta federalista è di applicazione tanto difficile da diventare impossibile. E non solo perché ai detentori del potere di questo Paese le cose stanno bene così e non hanno nessuna voglia di cambiarle. In realtà lo Stato italiano è centralista perché non avrebbe potuto e non potrebbe essere altrimenti per tenere assieme realtà così diverse e per nulla complementari. In pochi nelle vicende risorgimentali avevano le idee chiare: Giuseppe Mazzini sapeva che non si poteva costruire altro che una struttura giacobina accentratissima, e Carlo Cattaneo, che era profondamente convinto della bontà dei sistemi federalisti costruiti solo ? e si riferiva essenzialmente alla Lombardia e dintorni ? su entità compatibili. Era stato a Napoli una sola volta, durante la dittatura garibaldina, e se ne era tornato sconsolato. Anni fa Sergio Romano ha pubblicato un breve studio nel quale analizzava come la precaria unità italiana era stata preservata da due diverse espressioni del potere: quelli che la mantenevano con il ferro e con il fuoco, e quelli che puntavano di più sull'educazione e sulla imposizione più o meno forzata di una identità artificiale. Ai primi dobbiamo le guerre patriottiche, il generale Fiorenzo Bava Beccaris, le avventure coloniali e poi il fascismo e le inique sanzioni. Agli altri l'italianizzazione nelle scuole e nelle caserme, il libro Cuore e ? nel secondo dopoguerra - la televisione. Oggi neppure più le spedizioni in Iraq sollevano lo spirito patriottico e a poco serve anche la chiamata a raccolta contro l'invasione extracomunitaria: il confronto con diversi-più-diversi non ha fatto dimenticare ai cittadini italiani le loro differenze. Neppure la nazionale di calcio e gli inni cantati sui podi olimpici servono più a molto. Si è tentata la carta dell'Europa: un nuovo grande contenitore che avrebbe reso ininfluenti e diluito tutte le differenze interne in nome di un patriottismo ancora più grande. L'impresa è naufragata nella burocrazia brussellese, nella lunghezza dei cetrioli e nel diametro dei pompelmi. L'unico sicuro collante unitario rimasto è così l'acquisto del consenso, il "patriottismo del 27 del mese", la ridistribuzione dei quattrini sottratti ai contribuenti a legioni di cittadini che "vivono di Italia", di pensioni, di invalidità, di stipendi pubblici, incarichi e consulenze e di prebende collegate alla politica. Insomma la casta e i suoi clientes: una massa enorme di persone che senza il centralismo sarebbe costretta a trovarsi un lavoro. Una riforma fiscale seria, un vero rafforzamento delle autonomie fanno su costoro lo stesso effetto della luce sui vampiri e siccome sono tanti e ? soprattutto ? controllano gran parte dei mezzi di comunicazione, dei centri di potere e di manipolazione dell'opinione pubblica c'è da scommettere che il federalismo non arriverà mai. Ma si devono difendere dalle richieste del popolo che lavora, devono dare una parvenza di rispetto della volontà popolare. E allora ? secondo un consumato italico copione - sono diventati tutti federalisti e hanno cominciato a chiamare federalismo tutto quello che gli capita sotto mano. Si richiede a gran voce una riforma? Per cominciare sono ricorsi alle aggettivazioni di cui il federalismo vero non ha bisogno. L'hanno chiamato fiscale e poi ? non poteva essere altrimenti ? solidale. Un pastrocchio lessicale molto italico, come le convergenze parallele. Come dire che ciascuno è libero di lavorare ma non è padrone dei frutti che produce. E' come in una famiglia dove qualcuno lavora e qualcuno no: col federalismo chi non lavora non riceverebbe più pasti gratis e sarebbe costretto a darsi da fare, col "federalismo fiscale" che ci si vuole propinare si chiede ai fannulloni di mangiare solo porzioni calcolate sull'appetito medio dei commensali. E poi si vedrà. E' un federalismo alla Agazio Loiero, del tipo "quel che è mio è mio, e quel che è tuo è nostro".

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La crisi conclamata (sezione: Burocrazia)

( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

ITALIA La crisi conclamata Sono tutti in rosso i conti elaborati dall'Osservatorio Nazionale del Turismo, per la prima volta armonizzando i dati raccolti da Istat, Bankitalia e Unioncamere. In calo la spesa turistica totale (-2,7%), gli arrivi stranieri (-1,6%) e soprattutto c'è il crollo dei pernottamenti alberghieri, meno 5,7%. "Non è il tracollo ma siamo molto preoccupati – ha detto Michela Brambilla, sottosegretario al turismo - per un trend negativo che prosegue da tempo. Il buon risultato delle infrastrutture extra-alberghiere non è bastato a compensare il tracollo del settore alberghiero, che perde in media il 5% di arrivi e presenze". Molto grave la perdita di arrivi dagli Usa, prossima al 25%, ma è andata male anche su mercato tradizionalmente affezionati all'Italia, come Germania, Francia, Gran Bretagna e perfino Austria. Cattive notizie anche sul versante domestico: i 26,1 milioni di vacanzieri italiane del 2007 quest'anno si sono ridotti a 22,9 milioni. “Con un quadro simile – ammonisce Brambilla – dobbiamo imporci una politica nazionale per il turismo con una programmazione di sistema che preveda strategie di medio-lungo termine come hanno già fatto da tempo i nostri paesi competitor. Siamo in forte ritardo e non possiamo più perdere né tempo, né terreno". Brambilla ha parlato di un 'coordinamento operativo' per cogliere tutte le opportunità di business legate a tursimo crocieristico e congressuale, in forte ascesa, e potenziarne l'indotto. E poi snellire burocrazia e paletti fiscali che ostacolano l'afflusso di capitali stranieri nell'industria turistica italiana, innalzare la professionalità degli addetti. Per affrontare al meglio le questioni congiunturali che il presidente Unioncamere Andrea Mondello ha indicato in quattro sole parole: 'dollaro, petrolio, Napoli e Alitalia'. Unica nota positiva, secondo Mondello, la capacità di reagire e rigenerarsi delle 420mila imprese che operano nel settore, prevalentemente di piccole e medie dimensioni. http://www.governo.it/Presidenza/DSCT http://www.unioncamere.it http://www.istat.it http://www.bankitalia.it NUMERO: giornale online DATA: 02-10-2008 CATEGORIA: ITALIA.

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PREZZI. Una spesa di qualità a meno di 10 euro? Parte dal 15 ottobre "Lazio spende bene" (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

News PREZZI. Una spesa di qualità a meno di 10 euro? Parte dal 15 ottobre "Lazio spende bene" 02/10/2008 - 11:02 1 Kg di pane, mezzo di pasta, 1 litro di latte, 1 confezione di passata di pomodoro, 1 kg di pollame o di suino e due kg di ortofrutta di stagione. Dal 15 ottobre in 500 supermercati del Lazio sarà possibile portare a casa questi prodotti al costo di 9,90 euro con "Lazio Spende Bene", l'iniziativa contro il carovita promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con le province di Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti. Lo riferisce la Regione Lazio in una nota. Il paniere, contenente "i sei prodotti tipici e di qualità", sarà riconoscibile attraverso un apposito logo. I prodotti, che saranno in vendita nei supermercati Conad, Coop, Crai, Consorzio Gross, Sidis Gruppo Mercurio, Tuo, Cor e Mof su tutto il territorio regionale, proverranno dall'economia agricola del territorio. "E' un'iniziativa - ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo - per spendere bene e dare speranza per il futuro dei cittadini, con un forte valore politico in un momento in cui il 44%dei residenti del Lazio arretrano a livello sociale ed economico. Noi non stiamo accanto ai cittadini con le tessere di povertà ma con interventi strutturali da realizzare insieme alle province e i prossimi mesi ci vedranno impegnati nel 'tenere insieme' la comunità sociale". ''Il Paese - ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti - sta vivendo con ansia la crisi dei mercati. La reazione peggiore è la paura; la migliore è l'unione tra le istituzioni che possono così dimostrare che non sono solo burocrazia, ma si incontrano nella vita quotidiana. Anche al supermercato. La povertà non interessa più soltanto una fascia marginale di popolazione, ma sempre più persone vivono nell'incertezza del futuro. Incertezza cui si risponde con politiche di sviluppo e con azioni concrete, come questa odierna''. 2008 - redattore: LM.

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"Sugli infermieri nessun ripensamento" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sanità, il direttore di zona rassicura a proposito dell'assunzione di dodici unità "Sugli infermieri nessun ripensamento" SENIGALLIA - Fiducioso il direttore di zona dell'Asur sull'arrivo dei dodici infermieri, inciampati nei tempi lenti della burocrazia. Sarebbe questa la spiegazione a quelle mancate assunzioni, in teoria già autorizzate da mesi ma in pratica ancora ferme. A rassicurare sindacati e cittadini è l'ingegnere Maurizio Bevilacqua, anche se sulla data del loro ingresso in ospedale preferisce non azzardare ipotesi. Verosimilmente se ne riparlerà nel 2009 dal momento che, per stessa ammissione del direttore, le pratiche per la mobilità del personale richiederanno circa tre mesi. Non verrà indetto un concorso perchè gli infermieri verranno attinti dalle graduatorie ancora valide. I sindacati lamentano ritardi nell'assunzione dei dodici infermieri: si tratta effettivamente di un ritardo o di un ripensamento? Non c'è stata alcuna retromarcia da parte della Regione e dell'Asur: ogni procedura necessità di tempi tecnici. Mi preme anche sottolineare, e per questo ringraziarle, l'attenzione delle organizzazioni sindacali verso la nostra sanità. E' questo un segnale forte di come tutte le componenti interessate alla Zona stanno contribuendo ad individuare percorsi assistenziali condivisi nel solo interesse della cittadinanza e degli operatori". Quindi gli infermieri arriveranno? L'assunzione dei dodici infermieri nella Zona territoriale di Senigallia è nel piano budget già autorizzato dalla Regione. Intanto sono stati avviate procedure per la mobilità di personale infermieristico che però richiedono almeno tre mesi per il loro espletamento. In attesa dei rinforzi, come intendete organizzare il lavoro nei reparti? L'attività nei reparti si sta svolgendo regolarmente grazie all'impegno dei nostri operatori e all'istituto delle prestazioni aggiuntive che abbiamo attivato. Non ci sono attualmente emergenze particolari. Per quanto riguarda il discorso del personale più in generale, stiamo provvedendo alla stabilizzazione del personale precario. I sindacati hanno lamentato anche problemi per i macchinari della diagnostica? Uno dei telecomandati è stato messo recentemente fuori uso perché obsoleto e sarà presumibilmente sostituito entro i primi mesi del nuovo anno. E' anche vero, però, che altri due nuovi telecomandati, uno di nuovissima generazione, digitale, in Radiologia e l'altro digitalizzato in Pronto Soccorso lavorano a tempo pieno per compensare tale carenza. Ciò nonostante siete dovuti ricorrere all'ausilio di una struttura privata? A Villa Silvia non vengono dirottate urgenze, trattate nel nostro ospedale, ma prenotati solo esami routinari del rachide e di piccoli segmenti ossei, che non hanno una reale urgenza diagnostica ma contribuiscono a ridurre le liste di attesa. Da non dimenticare, a proposito della nostra Radiologia, che possiamo contare su apparecchiature nuove ad alta tecnologia, quali la risonanza magnetica aperta e una diagnostica toracica digitale. Per la nuova Tac invece bisognerà ancora attendere? Fra poco tempo ci verrà consegnata la nuovissima Tac multislide, per la quale l'Asur ha concluso le relative procedure d'acquisto mentre i lavori di adeguamento dei nuovi locali che la ospiteranno stanno per iniziare. SABRINA MARINELLI,.

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Treni: in arrivo l'aumento dei biglietti per l'Alta Velocità (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia - http://blog.panorama.it/economia - Treni: in arrivo l'aumento dei biglietti per l'Alta Velocità Posted By redazione On 1/10/2008 @ 8:21 In Headlines, NotiziaHome | No Comments Treni più cari a dicembre. Sono in arrivo rincari per le tariffe dell'[1] Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo. I rincari riguarderanno i collegamento dell'alta velocità che presenterà anche nuovi servizi e offerte. "Faremo aumenti certo, ma non ci porteremo ai livelli delle ferrovie francesi, men che meno di quelle tedesche" ha detto [2] l'amministratore delegato Fs Mauro Moretti intervenuto al tavolo di conciliazione, a piazza della Croce Rossa, con le associazioni dei consumatori. L'alta velocità "non deve essere un servizio di elite, ma di massa, mass transit" ha aggiunto Moretti spiegando che si tratterà quindi di aumenti "contenuti". A proposito di [3] liberalizzazione del mercato ferroviario, Moretti non si è lasciato sfuggire l'occasione di un riferimento al caso Alitalia: "In Italia" ha detto "le maglie sono più larghe rispetto ad altri paesi, le nuove imprese nascono come funghi ma poi vengono vendute ai tedeschi. Per Alitalia si parla di Lufthansa e di Air France. Se continuiamo così, tedeschi e francesi si prendono tutto, sia sul trasporto aereo che su quello ferroviario". E non è stato il solo riferimento di Moretti all'ex compagnia di bandiera. Il secondo ha riguardato i conti: [4] Ferrovie, ha detto, deve portare i conti in attivo, altrimenti non può fare investimenti. Progressi sono stati fatti rispetto al 'baratro' degli oltre due miliardi di 'rosso' degli anni scorsi, ma non basta: "l'azienda deve tornare in attivo - ha sottolineato Moretti - l'alternativa non la voglio nemmeno pensare, anche perché il nostro è un settore più complicato dell' altro". Le nuove tariffe si legano ai nuovi servizi che Moretti si appresta a lanciare, insieme a una sfida alla Nuova Alitalia: dal 14 dicembre partiranno nuovi collegamenti sulla tratta Roma-Milano, treni cadenzati ogni quarto d'ora nelle ore di punta: dalle 6 alle 9 del mattino, e dalle 19 alle 22. Intanto l'azienda ferroviaria ha siglato oggi un protocollo d'intesa con le principali associazioni dei consumatori per la risoluzione amichevole di vertenze e reclami, eccetto quelli per la pulizia (uno dei problemi che ogni giorno milioni di viaggiatori riscontrano sui treni italiani). L'accordo, che segna in qualche modo una svolta storica nei rapporti fra il trasporto su rotaia e i suoi utilizzatori, prevede la sperimentazione delle procedure per 12 mesi a partire dal 1 gennaio 2009. Come terreno campione è stata scelta la direttrice Milano-Napoli, la più utilizzata e redditizia dorsale ferroviaria d'Italia, sulla quale corrono non solo i convogli superveloci ma anche il 35% dei reclami relativi al traffico passeggeri nazionale, 12.000 l'anno. Al momento può protestare soltanto chi prende gli Eurostar Alta Velocità, gli Eurostar City, i Tbiz e gli Intercity (ma già su questo Cittadinanzattiva preme per includere qualche tratta regionale). I problemi di pulizia, pur essendo al centro del protocollo, sono per ora esclusi dalla sperimentazione, in attesa che si completi la gara europea per l'assegnazione dei nuovi appalti. "È grave" ha detto a proposito Moretti "che le imprese che hanno perso la gara sono ricorse al Tar, e successivamente al Consiglio di Stato e che dopo aver fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese". Rivolgendosi alle associazioni di consumatori, i clienti del treno potranno ottenere assistenza nel percorso di conciliazione che si attiverà qualora il normale reclamo non abbia sortito effetti soddisfacenti o siano trascorsi 60 giorni senza risposta da parte delle Ferrovie. Il reclamo va inoltrato a un ufficio apposito, che lo inoltra poi a una commissione appositamente costituita per analizzare la questione e porvi rimedio.

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<È un porto di mare. Gente che va, gente che viene. Se le (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"È un porto di mare. Gente che va, gente che viene. Se le ... "È un porto di mare. Gente che va, gente che viene. Se le mura del carcere fossero trasparenti si potrebbe vedere con quali drammatiche conseguenze". Giampietro Pegoraro è un agente della polizia penitenziaria oltre che il rappresentante regionale di categoria per la Cgil e mentre guarda i dati del ministero di Giustizia è a dir poco sconfortato: nella casa circondariale di via Due Palazzi ottanta detenuti su cento (80,43\% per la precisione, dato del giugno scorso) sono stranieri. In Italia su 206 carceri, solo quello sardo di Macomer (80,49\%) è alla pari con Padova. Tutti gli altri sono in condizioni differenti, basti pensare che la media nazionale è del 37,4\% e quella veneta sul 60\%. Un dato che fotografa la mappa etnica della criminalità. Ma non solo. Perché la maggior parte degli stranieri in attesa di giudizio al Due Palazzi è stata arrestata per l'ordine del questore, ovvero per non aver lasciato l'Italia entro cinque giorni dalla prima identificazione senza il permesso di soggiorno, oppure per il piccolo spaccio. Così, di fatto, la loro reclusione dura poche ore. Un "soggiorno" breve, in attesa della direttissima e dell'immediata scarcerazione, che però richiede un lavoro enorme da parte degli agenti della polizia penitenziaria. Lavoro che diventa, appunto, ancor più faticoso trattandosi di clandestini che non conoscono, o fingono di non saperlo, l'italiano."Si parla sempre di sicurezza - riprende Pegoraro - ma poi si fa poco o nulla. Perché troppi non sanno come funzionano le cose veramente. Allora è bene fare un esempio. Carabinieri o polizia compiono una retata in stazione e trovano un clandestino che non ha ottemperato all'ordine del questore oppure che sta spacciando mezzo grammo di eroina. Lo straniero viene portato in caserma o in questura e fotosegnalato. Facciamo conto che la persona sia stata fermata alla dieci di sera. Prima che venga completata la procedura d'arresto ci vogliono almeno tre ore. Il che vuol dire che solo dopo l'una di notte arriva al Due Palazzi". E a questo punto comincia la seconda parte: "Il detenuto deve essere immatricolato e in pratica, secondo la normativa, dobbiamo fotosegnalarlo nuovamente. Ci vuole un'ora. Poi deve essere perquisito, altri quarantacinque minuti, quindi deve essere "alloggiato" dandogli materasso, lenzuola, cuscino, forchetta, coltello, bicchiere, un rotolo di carta igienica, spazzolino e insomma tutto quel che serve ad una persona che arriva senza niente. Passa un'altra ora. Infine c'è la visita medica, e se ne vanno altri sessanta minuti. Dovrebbe essere fatto anche il colloquio di primo ingresso con lo psicologo, cosa che però spesso non si riesce a fare. Insomma, siamo arrivati ormai alle cinque del mattino". A questo punto ecco la direttissima: "E allora tre agenti - spiega Pegoraro - lo devono portare in tribunale, aspettare che l'udienza finisca e poi lo devono riportare al Due Palazzi. Siccome quasi sempre il giudice ordina la scarcerazione, dobbiamo rimetterci al lavoro e sbrigare tutta la burocrazia del caso. Senza contare le risse che magari nel frattempo abbiamo dovuto sedare visto che nella stessa cella possono finirci anche un serbo e un bosniaco. La situazione è ormai insostenibile".Egle Luca Cocco.

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<Una prova di scarsa serietà. E un'occasione persa> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA RABBIA DEI "TAGLIATI" "Una prova di scarsa serietà. E un'occasione persa" TrevisoIl non voto del consiglio regionale provoca nella Marca Trevigiana due vittime, le due Comunità Montane: quella del Grappa e l'altra delle Prealpi Trevigiane. Si prendevano cura della fascia alta della provincia di Treviso. Pochi Comuni ma un vastissimo territorio. Il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro spara ad alzo zero su Venezia: "Si è persa l'occasione di dimostrare la capacità di pianificare e programmare in autonomia, secondo le future linee guida del federalismo fiscale. In questo caso non solo non si è capito il valore e l'importanza per il territorio di questi Enti, ma ancora una volta è evidente come sia indispensabile un livello di governo intermedio tra Regione e Comuni, capace di captare le istanze di un territorio di aria vasta sovra comunale". Di più: "Con questa non decisione sono state di fatto cancellate due Comunità Montane che avevano i parametri in regola e si sono sempre contraddistinte nel panorama regionale per la loro operosità e virtuosità, non dando mai adito a critiche di sperpero di soldi pubblici, perché sono evidenti i costi ridotti di tali enti. Sicuramente sarà un grande perdita per la provincia di Treviso".Il presidente della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane Gianpietro Possamai (nella foto) e quello del Grappa Giovanni Bertoni sono soprattutto delusi. Possamai commenta: "Il consiglio regionale doveva espletare il proprio mandato e non assentarsi dall'aula. Non è stato serio nei confronti dei Veneti". E incalza: "Se pensano, cancellandoci, di salvare l'Italia siamo freschi. La Regione avrebbe dovuto coinvolgerci e trasformarci nel suo braccio operativo sul territorio. Invece diventa sempre più un mostro che crea burocrazia e che assorbe ogni compito togliendo ossigeno agli enti territoriali. Con nessun vantaggio per la gente".E adesso cosa succede? "Non abbiamo nessuna informazione ufficiale. Ci limiteremo all'ordinaria amministrazione; a realizzare quanto già deliberato. In attesa che ci mandino il commissario. E pensare che siamo un modello di gestione. Io prendo 950 euro al mese dedicandomi a tempo pieno alla Comunità delle Prealpi Trevigiane; i miei due assessori ne guadagnano 200, mentre i consiglieri prendono un gettone di 12 euro per ognuna delle 4 sedute del Consiglio. Siamo l'ente meno costoso ed il più snello in assoluto. E gestiamo un bilancio di 2 milioni e 300 mila euro. È forse risparmiando sul mio stipendio che salveranno l'Italia?"Il presidente della Comunità del Grappa Giovanni Bertoni aggiunge: "La Comunità Montana poteva essere un polo di attrazione di risorse per il territorio. In questo momento, ad esempio, potevamo contare sulla collaborazione della Fondazione Cassamarca che ha fatto interventi importanti sul Grappa. Grazie a noi è stata elettrificata la montagna. Ora abbiamo la rete delle fibbre ottiche...". Bertoni si lascia andare e dice: "Ho un grosso magone. È stato il modo peggiore per cancellarci. Ci fanno sparire non decidendo. Mi auguro almeno che risparmiando sui nostri stipendi riescano a salvare i conti dell'Italia".Sergio Zanellato.

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Venezia <L'esperienza fatta martedì in consiglio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venezia "L'esperienza fatta martedì in consiglio ... Venezia"L'esperienza fatta martedì in consiglio regionale mi ha spinto a pensare che a palazzo Ferro Fini accada di sentirsi come in qualche "bidonville" di qualche città del centro Africa" confidava ieri mattina ai giornalisti il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, all'indomani del naufragio in aula della maggioranza di centrodestra sulla legge di riordino delle Comunità montane. "Sono anch'io rammaricato per il fatto che il consiglio non è riuscito ad approvare la legge di riordino delle Comunità montane, ma non avrei mai il coraggio o la faccia tosta di sparare nel mucchio, addossando ad altri le mie responsabilità e tanto meno di far ricorso a certa terminologia per distogliere l'attenzione" è stata la replica a muso duro del presidente dell'assemblea veneta, il leghista Marino Finozzi.E così, un'altra volta, le due massime istituzioni regionali, partecipi della stessa maggioranza di centrodestra, finiscono per prendersi a parole. "È stata un'esperienza allucinante e anche umiliante perchè il consiglio regionale dovrebbe essere il punto alto di questo Veneto e invece ho assistito a uno spettacolo di veti incrociati, trucchetti, sotterfugi" aveva affermato ancora Galan ricordando l'inutile maratona del consiglio. "Come fa Galan ribatte Finozzi - a ignorare che sulle Comunità montane proprio il suo gruppo aveva deciso di non decidere, puntando fin dalla mattinata a far mancare il numero legale, preferendo l'assetto imposto dal decreto del Governo? E come è possibile che dimentichi che a far mancare il numero legale in aula sia stata la fuga precipitosa (qualcuno maligna su disposizione dello stesso presidente) soprattutto dei suoi consiglieri?""Abbiamo finito per dare allo Stato, e mi verrebbe la voglia di dire "per fortuna questa volta" ma non è così perchè è un'umiliazione per il consiglio regionale - insiste Galan - la potestà di decidere l'assetto delle nostre Comunità montane: non è il numero quello che preoccupa, quanto il fatto di mettere a rischio il loro futuro. Ci siamo fatti battere dalla Calabria di Loiero". "Il consiglio replica Finozzi - sarebbe certamente meno bidonville se onorato di una presenza più continua e assidua del presidente Galan il quale, tra l'altro, ha sempre a disposizione gli strumenti necessari per far cessare una situazione che lui ritiene dal suo punto di vista indecorosa".Quanto alle Comunità montane Galan spiega per l'ennesima volta il proprio pensiero. "Sono favorevolissimo - afferma - allo snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità montane e avrei destinato i soldi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità montana, Ato, Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e io, tanto per cominciare gli esercizi, toglierei Comunità montane e Province". "Certo - aggiunge il governatore - avrebbe dovuto decidere il Veneto. Il risultato che oggi ci troviamo di fronte è il migliore che si potesse raggiungere: nove comunità, montane per davvero; però a decidere non doveva essere lo Stato: doveva essere il consiglio regionale. Questa per noi è davvero una bruttissima pagina".Tesi condivisa dall'assessore di An, Massimo Giorgetti. "Se vogliamo fare una discussione veramente utile e seria sulla riduzione dei costi e sulla razionalizzazione della spesa di enti ci stiamo - afferma - Ma in Veneto abbiamo registrato il comportamento schizofrenico della Lega Nord che a Roma vota per la drastica riduzione dei fondi alle Comunità montane, in Friuli dice che vuole abolirle e in Veneto, invece di fare una proposta partendo da criteri validi, si presenta con un progetto per mantenere lo status quo e salvare le careghe". Resta il problema di mettere insieme i cocci di questa maggioranza. "La maggioranza sembra a pezzi, ma non lo è - afferma il governatore - Sì il comportamento della Lega preoccupa a volte, ma non più di tanto: è un partito, senza offesa, irresponsabile perchè si muove in modo autonomo, non irresponsabile perchè non ha la testa, il cuore, la coscienza; è un partito che vuole tenersi tutte le mani libere. Poi c'è stato anche il comportamento di An e questo è un passo indietro verso la costituzione di quel Pdl che altrove è già una realtà, ma non nel consiglio regionale del Veneto. Questo è un problema politicamente grave, comunque non spetta a un presidente di Regione chiamare all'ordine i partiti".Giuseppe Tedesco.

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DISASTRO ANNUNCIATO SUBITO I RESPONSABILI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Disastro annunciato subito i responsabili" Antonio Romano, il sindaco di Nocera Inferiore, vede l'inchiesta giudiziaria come un momento importante per invertire una tendenza tutta italiana di non conoscere mai le competenze di ciascun Ente. "Come sindaco - dice Romano - non interessa di chi è o di chi dovrebbe essere la competenza. Mi interessa che il problema sia risolto. Qui si tratta di un disastro annunciato. Erano venti anni che sempre le stesse zone si allagavano e se continuavano ad allagarsi vuol dire che qualcuno non ha fatto il suo lavoro e deve assumersi le responsabilità. Con la burocrazia attuale, se nascono gli alberi nel letto di un fiume, non si sa chi deve abbatterli e nel frattempo le città si allagano". Lei ha inaugurato un nuovo corso: la politica che va in Procura. "Ho sempre avversato la politica che va in procura, ma qui non se ne può più. Non so, se può dirsi, ma certi atteggiamenti rasentano la strafottenza, l'incoscienza, la supponenza". Si riferisce agli indagati? "Ho la coscienza a posto rispetto a tutti quei cittadini che ogni giorno vengono a lamentarsi da me". Lei poteva anticipare i lavori in danno della Regione. "Ma stiamo scherzando? Il Comune di Nocera Inferiore deve ancora ricevere i rimborsi delle centinaia di migliaia di euro anticipate per la frana di Montalbino di tre anni fa. E non parliamo dell'alluvione dello scorso anno". Ma come, sono stati annunciati in pompa magna, nei mesi scorsi, milioni di finanziamenti. "Le rispondo dicendole che appena la scorsa settimana, dopo 20 minuti di pioggia, ero sul punto, e c'è mancato davvero poco, di evacuare l'intera zona di Villanova perchè si stava ripetendo l'alluvione di un anno fa". Il coinvolgimento dell'ex assessore Nocera potrebbe avere il sapore di una vendetta politica. "Nulla di più sbagliato. Anzi, spero che lui non c'entri nulla e che esca pulito dall'inchiesta. Qui si tratta di disastri annunciati da venti anni. Per quello che è successo e succede, ci dovrà pur essere qualcuno che è responsabile. Io voglio solo sapere chi e perchè". do.ba.

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De Girolami: <Facciamo squadra> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il saluto del vicesindaco Gentilini e l'auspicio del presidente dell'Ordine degli Avvocati De Girolami: "Facciamo squadra" (A. Fed.) Si stava facendo un programmino di interventi, e Francesco Pedoja, facente funzioni fino a ieri di presidente del Tribunale, aveva in mano il fogliettino con i nomi quando, a passo di carica, fascia tricolore e sorrisone così caro ai "suoi" trevigiani, Giancarlo Gentilini ha marciato sul palco, ha preso in mano il microfono e si è messo a parlare. Grande Genty: risata generale del pubblico dell'enorme aula di Corte d'Assise, dove avveniva l'insediamento di Giovanni Schiavon a presidente del Tribunale di Treviso. Era una risata che ci voleva. "L'ho conosciuto tanti e tanti anni fa - ha detto il prosindaco - e ho sempre apprezzato la sua collaborazione con tutti i livelli. Faccia il tutore dei tutta la nostra comunità, presidente Schiavon. Quando la Giustizia funziona, tutto va bene".La risata ci voleva perchè, come ha spiegato Paolo De Girolami, presidente dell'Ordine degli Avvocati, "Schiavon è arrivato preceduto dalla fama di straordinario organizzatore ma di carattere - come dire - assai risoluto".Effettivamente, quando qualcosa non funziona il neopresidente si abbatte come il tornado Kathrina sugli errori e li spazza via; è incapace di dire bugie, perchè sul suo viso si legge il pensiero che scorre impetuoso; con la diplomazia ha un rapporto uguale a quello con le bugie, costituzionalmente assente. Però è uomo di grande sportività, di grande umanità e se mai qualcuno incarna il senso della Giustizia, quello è lui. "Non parlerò inutilmente con lui di crisi italiana culturale ed economica - ha detto De Girolami, altro pochissimo diplomatico. Parliamo di Treviso e della sua Giustizia: noi avvocati siamo quelli che risentono di più della crisi di eccessiva burocrazia e di carenze di organico". Parlare a Schiavon di burocrazia è come agitare un panno rosso davanti al toro, ma a far tornare il sorriso sul volto del neoeletto, che non perdeva una parola, è arrivata la specificazione che quest'estate "ci sono stati malintesi che hanno visto indicare il Consiglio dell'Ordine come ente che non gradiva l'arrivo di Schiavon. Sono stati malintesi, guidati con una carta malizia. Benvenuto, e basta". "Affetto e commozione", per provenire dallo stesso corso di studi, ha espresso il Procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli, e "Non dobbiamo spiegarle nulla, lei del nostro territorio sa tutto", gli ha dedicato il presidente della Provincia Leonardo Muraro.

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<La prima sedia su cui mi sono seduto, stamattina, aveva un (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"La prima sedia su cui mi sono seduto, stamattina, aveva un ... "La prima sedia su cui mi sono seduto, stamattina, aveva un chiodo". Lo fa vedere, sorride. "Credo sia stato un avvocato, ma forse non è così; voglio pensare invece che porti bene". Cominciare scherzando, poi lavorare, lavorare, lavorare, riportare nel processo civile il giudice al ruolo di giudice e non di "dispensatore di termini e preclusioni". L'attenzione era altissima per il "minidiscorso di insediamento" di Giovanni Schiavon nel ruolo di presidente del Tribunale di Treviso."La domanda di Giustizia che arriva dall'imprenditoria non può essere frenata dall'ottusa rigidità tabellare, dalla burocrazia dei numeri che non può essere un alibi per non usare il buonsenso": la premessa è fondamentale per il territorio della Marca, con la fortissima presenza di industrie grandi, medie e piccole e di artigianato, che si trova di fronte a ritardi di anni e anni. "Treviso è la sede peggiore in assoluto nel Veneto per rapporto tra numero di magistrati e numero di imprese", ha detto Schiavon, che sia a Venezia che già a Treviso ha presieduto proprio le sezioni fallimentari. "Ben presto qui mancheranno 5 giudici, per trasferimenti e maternità, anche i ministri trevigiani dovrebbero farsi carico del problema che sarà una vera tragedia. È intollerabile la fuga dell'impresa dalla giustizia civile, imprese che abbandonano i crediti perchè convinte di non poter avere Giustizia per la lentezza e le spese che questa comporta"."La Giustizia - dice il presidente - secondo la Costituzione è un servizio e come tale deve funzionare: snellire i problemi del settore civile è qualcosa che posso fare"."Purtroppo - ha detto Giovanni Schiavon - quello che penso non riesco a fare a meno di dirlo. La lentezza dei procedimenti viene affrontata dal legislatore con proposte continue di riti alternativi, come se la colpa non stesse nell'immobilismo dell'apparato, nella creazione di complicazioni, nell'assurdità del legislatore. Non va cercato "un rito ideale", ma vanno coltivate invece ad esempio le "prassi virtuose", i casi positivi, frutti dell'impegno quotidiano, che inneschi dal basso la soluzione e diventi poi orientamento comune. Il frutto di valori condivisi può accorciare le lungaggini, alleggerire i fascicoli ipertrofici con accumulo di carta che pesano sulle cancellerie. Con la collaborazione tra le parti si deve procedere verso una nuova cultura comune, in cui il giudice pesi sul procedimento dall'inizio alla fine, contro il legiferare alluvionale che ignora la concretezza".Il Consiglio Superiore della Magistratura non è certo esente da colpe: "Il Csm ha acuito il deleterio aspetto di ingessatura del sistema con incolori nebulose lontane dalla realtà e dall'oscura comprensione. In tempi di federalismo il sistema centralista della Giustizia è un non senso".Le conclusioni del presidente Schiavon hanno annunciato la creazione di un gruppo di lavoro che faccia uscire dalle secche in cui si dibatte la Giustizia civile della Marca e ha annunciato anche di avere già in corso contatti per fondare un'associazione tra tribunali medio-piccoli che si sostengano e copino i rispettivi risultati migliori (ha citato per buon funzionamento Firenze, Bolzano e Bologna), non usando le stesse strettoie burocratiche dei Tribunali in cui la crisi è nel settore penale (che invece a Treviso va molto bene) o nella grandezza, come per Milano o Roma.Cosa si aspetta dal potere politico? "Nessun aiuto. Da Roma sono tornato qui, a casa mia, ma la capitale mi ha dato molte amarezze. Avere a che fare con il potere politico non è piacevole".Antonella Federici.

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<Un'agenzia per le nostre idee e il futuro> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Un'agenzia per le nostre idee e il futuro" A Galan non dispiace il progetto del presidente Vascellari: "E bisognerà abituarsi a fare senza l'intervento del pubblico" Un'agenzia per la montagna. Uno strumento agile ed efficace per dare slancio al turismo e all'economia del Bellunese. Questo quanto proposto ieri pomeriggio da Valentino Vascellari al teatro comunale, in occasione di Un thè con il presidente Galan, iniziativa che l'associazione industriali ha voluto per "consolidare l'integrazione, il dialogo e la condivisione di obiettivi fra provincia di Belluno e Regione del Veneto". Turismo e infrastrutture sono stati i due grandi temi sui quali il numero uno degli industriali bellunesi e il governatore del Veneto hanno discusso. Ritrovando quella piena sintonia di visione che sembrava perduta nel marzo scorso, quando, in occasione dell'assemblea di Assindustria, incentrata proprio sul tema del turismo (il titolo era Belluno che verra' - Manifattura e turismo decisivi per lo sviluppo condiviso), era scoppiata la polemica, con Galan che, infuriato perché né lui né l'assessore la turismo (allora Luca Zaia) erano stati invitati a parlare, aveva usato espressioni come "incredibile sgarbo istituzionale", "provinciale stile provocatorio", ritirando qualsiasi presenza regionale dall'appuntamento.Frattura ricomposta, dunque. E una discussione comune, in un continuo intreccio di ambiti imprenditoriali e politici, riflessioni e frecciate (di Galan, queste ultime) per costruire una nuova progettualità Partendo dal patrimonio che tutto il mondo invidia a Belluno e al Veneto: le montagne.LE DOLOMITI La chiacchierata tra Vascellari e Galan è partita proprio dalle Dolomiti. "Non è vero che non conosco la montagna bellunese ha esordito Galan Le Dolomiti le conosco bene anche se le ho scoperte tardi, quando avevo 38, 39 anni. Me le ha fatte conoscere Floriano Pra"."La maggior parte delle Dolomiti sono bellunesi e dobbiamo fare di tutto per sfruttare al meglio questo patrimonio" ha sottolineato da parte sua Vascellari che ha ribadito come da tempo gli industriali abbiano proposto di abbinare il brand Dolomiti al nome Belluno.L'AGENZIA PER LA MONTAGNA Vascellari ha propostola creazione di un'agenzia per la montagna, una montagna, ha affermato l'industriale cadorino, che "deve essere tutta specifica perché vivere in montagna è disagevole a Enego come lo è nei paese bellunesi". "L'agenzia non deve essere qualcosa che dispensa soldi ha spiegato il presidente di Assindustria Belluno ma una struttura snella, coordinata da un uomo di fiducia della Regione. Deve essere uno strumento che serva a snellire la progettualità. Noi vogliamo fare ha detto ancora Vascellari Vogliamo che i nostri progetti vengano accolti. Qualcosa di positivo si sta muovendo: penso, ad esempio, a realtà che funzionano come il Consorzio Dolomiti"."L'agenzia? Potrebbe essere una buona idea ha risposto Galan In ogni caso ci serve qualcosa che ci faccia realizzare opere senza bisogno dell'intervento pubblico. Abbiamo bisogno, in tutti gli ambiti, di un'iniziativa privata forte e di un'azione politica che permetta questo. Abbiamo bisogno di più decisionismo e meno burocrazia. Il Veneto ha detto ancora Galan - è la prima regione turistica d'Italia, ma dobbiamo attrezzarci per il futuro: la concorrenza è forte e la crisi economica internazionale assai preoccupante. Occorre inventarsi qualcosa. Molto, del resto, abbiamo fatto. A volte mi domando, invece, se abbiamo fatto bene a delegare alle province alcuni ambiti turistici".VIABILITA' Vascellari ha affrontato la questione dei collegamenti ferroviari, sottolineando come l'anello Belluno-Ponte nelle Alpi-Vittorio Veneto-Conegliano-Feltre-Belluno abbia tutte le caratteristiche per trasformarsi in un sistema di trasporto metropolitano di trasporto veloce. Galan, da parte sua, ha sottolineato come l'autostrada sia stata un fattore di sviluppo e come, per quanto riguarda la viabilità, molto abbia fatto in provincia di Belluno Veneto Strade. "Dei 400 milioni di euro stanziati ha detto Galan ne abbiamo destinati 250 alla provincia di Belluno. Si doveva colmare una lacuna e l'abbiamo fatto perché era giusto".BANDA LARGA le infrastrutture, gli industriali e non solo loro lo ripetono continuamente, non sono solamente quelle materiali. Nel mondo globalizzato le nuove tecnologie giocano un ruolo fondamentale. Non ha mancato di sottolinearlo Vascellari, lanciando un appello alla Regione perché al più presto la banda larga possa divenire realtà in tutto il Bellunese.I POLITICI BELLUNESI Galan ha sottolineato in più di un passaggio l'importante collaborazione che ha avuto dai politici bellunesi. Il più citato è stato Floriano Pra. "Se fossi un cittadino bellunese ha detto il governatore non mi dimenticherei di un politico come Floriano Prà". Ma citazioni ci sono state anche per il consigliere Dario Bond e per l'assessore Oscar De Bona. Nessuna cenno, invece, all'altro consigliere regionale (di maggioranza, ma della Lega) Gianpaolo Bottacin, che pure era seduto, in prima fila, al loro fianco.Ilario Tancon.

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Premiati diciotto agenti del Corpo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLIZIA MUNICIPALE / 3 Premiati diciotto agenti del Corpo Non più in Castello, ma all'auditorium Menossi. Una scelta non casuale, quella del "teatro" chiamato ad ospitare la festa della Polizia municipale. L'obiettivo dichiarato da Honsell era dimostrare la "centralità del cittadino" e la vicinanza a tutta Udine, quartieri compresi. Di fronte a oltre 350 spettatori, il sindaco ha spiegato che l'innovazione del Corpo non riguarda solo la tecnologia, ma dev'essere soprattutto "organizzativa". Honsell ha richiamato anche l'importanza della "diffusione della cultura della legalità", rivolgendosi in particolare agli alunni di Pellico, Ceconi e Sello presenti in sala. E l'assessore alla Mobilità Enrico Pizza ha difeso gli agenti: "È una bufala che la Polizia municipale non esca sul territorio perché troppo impegnata in ufficio a gestire una montagna di scartoffie. Vedremo come si possono snellire le procedure, ma la burocrazia non dipende dagli agenti. Il lavoro d'ufficio va a garanzia del cittadino". Sono stati poi consegnati riconoscimenti speciali per meriti di servizio e sportivi a 18 agenti del Corpo: al tenente Debora Martone, ai marescialli Maria Francesca Verettoni e Elvio Fain, agli agenti Nicola Pasquili, Pietro Minin, Vladimiro Saccomano, Gloria Del Bianco, Sabrina Pauletto, Pierino Galasso, Francesco Lo Russo, Mauro Mussutto, Dalida Ponte, Matteo Cressa, Gianpiero Crivellino, Marco Gon, Riccardo Colautti, Roberto Comino e Marina Fontana.

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Cultura/ Bondi: Centro libro e lettura parte primi mesi del (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)

Argomenti: Burocrazia

2009 L'annuncio del ministro: avrà dotazione finanziaria di 3 mln euro postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 2 ott. (Apcom) - Partirà e sarà operativo agli inizi del 2009 il 'Centro per il libro e la lettura', con una propria autonomia e una propria dotazione finanziaria non inferiore ai tre milioni di euro, lo ha annunciato oggi il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi in chiusura degli Stati generali dell'editoria. "Mi impegno a terminare le procedure per la definitiva costituzione del Centro del Libro entro la fine dell'anno, affinché questa realtà possa partire nei primi mesi del 2009. Mi impegno anche a individuarne gli organi che saranno di livello adeguato al prestigio di questa istituzione. Mi adopererò infine a reperire le necessarie risorse, non meno di 3 milioni di euro annui, sia con fondi ministeriali che con risorse esterne al ministero per i Beni e le Attività culturali", è la promessa di Bondi. "Dal precedente governo - ha spiegato Bondi - abbiamo ereditato un Centro per il Libro e la Lettura paralizzato. Il Centro è una buona iniziativa e in questo solco ho deciso di proseguire". Di fatto il Centro - ha spiegato Bondi - era Bloccato perché mancavano gli atti formali per la sua effettiva costituzione: "La Corte dei Conti ha restituito il decreto istitutivo non firmato per gravi carenze nel provvedimento, pertanto ho dovuto riavviare l'intero iter amministrativo"; e questo - ha sottolineato il ministro è il motivo per cui nella manovra economica della scorsa estate sono stati cancellati i fondi previsti, "perché non assegnabili a un ente non ancora perfettamente costituito". Il presidente dell'Associazione italiana editori, Aie, Federico Motta, ha sottolineato il "bisogno di chiarezza" e - d'accordo col ministro - la necessità "di uscire dalla logica della burocrazia", concludendo con un augurio: che "davvero si possa pensare e un 2009 con un Centro per il libro e la lettura operativo".

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