HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 1-2 ottobre 2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (78)
Opere pubbliche, tra burocrazia e corruzione
( da "Trentino"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altrimenti con le leggi attuali e seguendo la burocrazia, bisogna rassegnarsi a spendere anche tre volte tanto in dodici - quindici anni (mi pare che sia successo anche al S. Chiara). Questa è la nuda realtà e, aggiungo, uno degli aspetti negativi di un metodo dove chi cerca di "fare, risparmiare tempo e risolvere senza complicare" finisce correre tanti altri pericoli,
I
nonni-giardinieririlanciano il parcodi Villa De Mari
( da "Secolo
XIX, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incuria e alla burocrazia, stretta tra l'Aurelia, il Vte e l'autostrada. I volontari della villa (un consorzio di associazioni: Amici della Villa, Borgo Palmaro e Palmarese) lo chiamano "giardino di pace", un posto dove mamme, papà e nonni possono portare i bambini in un ambiente pulito, sicuro, controllato e tranquillo.
Rifiuti,
troppa burocrazia per le imprese ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppa burocrazia per le imprese" CAMPOFORMIDO. A&T 2000 spa, il Consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali anche per conto del Comune, torna nel mirino dell'opposizione della cittadina del Trattato. Il consigliere comunale della Lega Nord Fiorenzo Zuliani, dichiara di farsi portavoce del malcontento di imprese commerciali,
I
giovani e le loro paure descritti da andrea bajani
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un ritratto della burocrazia italiana nei cunicoli tortuosi di uffici, assessorati, timbri, carte bollate; o "Qui non ci sono perdenti", o "Cordiali saluti". E poi, "Mi spezzo ma non m'impiego" sul mondo dei precari, "Se consideri le colpe", il romanzo forse più apprezzato dalla critica, vincitore, fra gli altri, dei premi "Mondello" e "Brancati"
Dobbiamo
aiutare l'agricoltura ( da "Tirreno, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attività agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre di più, le imprese; basta pensare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni l'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziché per lavorare nei campi. Sicuramente nel 2008 i costi di produzione saranno ulteriormente aumentati a causa del caro gasolio".
Stretta
del governo sul bilancio "tagliare le spese del 10 per cento" -
emanuele lauria ( da "Repubblica, La"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la riforma
della burocrazia che riduce da
La
fp cgil: "sprechi senza controllo al territorio" - alberto tundo
( da "Repubblica,
La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anomalie della burocrazia regionale, denunciate in un dossier della Funzione pubblica Cgil dedicato all'assessorato Territorio e ambiente (il prossimo sarà sui Beni culturali), presentato ieri dal segretario regionale Fp Cgil, Michele Palazzotto. Proliferazione di uffici, incarichi esterni, mancata applicazione di leggi e sperpero del denaro i mali elencati nelle 25 pagine del rapporto.
Comune
e impresa hanno seguito la legge ( da "Nuova Sardegna, La"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Superate le paludi della burocrazia, e ottenuto un formale nulla osta, potrà accendere le ruspe. Ma per capire cosa sia accaduto nel mondo di carta delle carte bollate bisogna armarsi di pazienza e logica. Il 19 giugno la società Baia Azzurra aveva presentato allo Sportello unico delle attività produttive del Comune una richiesta per costruire sei villette su un'
Tre
milioni per rinnovare le sedi dei vigili
( da "Repubblica,
La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella nuova organizzazione del comandante Sementa, a snellire la burocrazia e potenziare la produttività, portando energie nuove e allo stesso tempo l'esperienza degli ufficiali più anziani in settori delicati. Promossi sul campo anche Nicolangelo Pezone, che passa a dirigere il nucleo antiabusivismo e l'ufficio case;
Quelle
cause cominciate quando c'erano i beatles - davide carlucci
( da "Repubblica,
La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina XI - Milano Tra lungaggini e burocrazia, decenni in attesa di un risarcimento Quelle cause cominciate quando c'erano i Beatles DAVIDE CARLUCCI Due episodi di ieri: il tribunale ha condannato a trent'anni un boss calabrese, Giuseppe Ferraro, per traffico di cocaina ed eroina.
Gli
sconti per aiutare la scienza vanificati da tagli e burocrazia
( da "Repubblica,
La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
1 Gli sconti
per aiutare la scienza vanificati da tagli e burocrazia Chi è iscritto a
Chimica, Fisica e Matematica alla Statale può beneficiare di uno sconto sulla
retta annuale da
Casa
inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese
( da "Arena,
L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.
Nonostante
la splendida protezione del Sole dovete anche voi seguire con attenzione gli
aspetti lega ( da "Messaggero, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Li delle questioni, quando la burocrazia si mette di mezzo non scherza. In atto una tempesta affettiva-passionale.
ROMA
- Nessuna Gran cagnara nelle stazioni quest'oggi: i cani di media e gr
( da "Messaggero,
Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia e tempi più rapidi per lo svolgimento delle gare, ha chiesto Moretti a proposito dell'iter delle gare d'appalto per le pulizie dei treni, al momento arenato davanti ai giudici amministrativi visto che le imprese che hanno perso la gara sono ricorse al Tar e successivamente al Consiglio di Stato.
<Per
superare la crisi serve un'altra area produttiva>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello della burocrazia, ad esempio, che crea problemi alle imprese. Poi è in procinto di essere varato il piano strutturale intercomunale che potrebbe rappresentare una buona opportunità sia per l'edilizia residenziale che per quella produttiva. Ormai è al via anche il progetto della Cispadana (Ferrari con la sua azienda fa parte di una delle tre cordate in gara per l'
AL.EA,
consulenza a 360 Ora nel cuore di Shanghai
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ad esempio, la burocrazia è sempre complicata in Cina, dalle procedure di spedizione ai dazi. Per questo è necessario dotarsi di strumenti per inserirsi in un mercato tanto difficile quanto ricco di opportunità". A completare i canali di comunicazione di AL.
PERUGIA
LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non sappiamo ancora quando avremo disposizioni, ma sicuro è questione di pochi giorni ? continuano da Terni ?. Saremo noi a avvertire ogni studente". Ma intanto c'è chi ha dovuto lasciare l'appartamento. Pur facendo affidamento sulle promesse, è di nuovo la burocrazia a battere il tempo. E le famiglie ne fanno le spese.
TORNO
dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di residenza. Stavo in coda
al refett ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A 55 anni mi ero illuso che fosse possibile risolvere in parte il problema grazie a internet. Non è così. Certe informazioni inutili le ottieni solo di persona, mangiandoti il fegato, immolandoti alla burocrazia. Ma perché? Gian Renato Boccalatte, e mail.
Al
Boulevard il rock arriva dagli Usa
( da "Alto
Adige" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: accresciuta burocrazia e anche un po' dell'insofferenza di chi abita nei dintorni, il Boulevard di Via Goethe annuncia addirittura un cartellone di concerti con ospiti anche stranieri. La rassegna è intitolata Sensational Gigs in onore della prossima mostra del Museion Sensational Fix dedicata ai Sonic Youth ma è completamente indipendente da Museion e da finanziamenti d'
An,
ceffone a forza italia - simonetta zanetti
( da "Nuova
Venezia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: finire in stipendi e ulteriore burocrazia ai comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività, ma siccome il mio compito è di mediare con mia maggioranza spero che verrà fuori una proposta più intelligente possibile". Convinto di aver annientato il "pericolo" leghista, il governatore si era spinto oltre con l'ottimismo: "Se non altro si registra un evidente successo politico,
Energia,
la deregulation non basta ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è anche il
deficit di produzione rispetto al fabbisogno, molto acuto in Campania (importa
il 60% dell'energia che le serve)e Basilicata (51,4%). Colpa anche del-la
burocrazia, che sta rallentando le autorizzazioni per 15 centrali. Ma Puglia
(in surplus dell'88%), Calabria e Sicilia sono in attivo. Servizi u pagina
Due
Italie anche per i black-out ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche la burocrazia fa la sua parte. Le istruttorie per l'apertura di una centrale o anche solo per l'ampliamento di una rete già esistente sono lunghe e ricche d'insidie. A complicare tutto, poi, contribuiscono i ricorsi alla giustizia amministrativa che testimoniano l'estrema litigiosità che il tema energetico è in grado di scatenare.
Ostaggio
della burocrazia 15 centrali ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche molti interventi sulla rete Ostaggio della burocrazia 15 centrali Centrali elettriche, reti di trasmissione, rigassificatori e termovalorizzatori. Opere con caratteristiche e tecnologie molto diverse, accomunate dall'importanza strategica per lo sviluppo del Meridione e al tempo stesso dal destino ricco d'incognite, causa lungaggini burocratiche o integralismo ambientalista.
MICHELE
Rago ( da "Manifesto, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un partito che non era né una struttura né una burocrazia, ma il convergere di molte vite, un tessuto fitto e di fili spesso preziosi, del quale gli attuali Ds non hanno né memoria né idea. Michele è stato uno di essi. FOTO: "LA DISCUSSIONE" DI RENATO GUTTUSO.
Burocrazia,
balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Speciale Pagina 11041 Il borsino Burocrazia, balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno Il borsino --> Non solo in Sardegna: i cacciatori sono diminuiti in tutta Italia. Vent'anni fa le doppiette erano un milione e mezzo, oggi sono 800 mila. Tra le cause della fuga dai boschi, gli eccessivi costi di gestione.
ASSESSORE
SANTOCHIRICO INCONTRA IMPRENDITORI DELLâ API
( da "Basilicanet.it"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Buone notizie anche sul fronte della burocrazia per le imprese estrattive. Santochirico, infatti, ha annunciato unâ??intensa attività di snellimento della burocrazia nel suo Dipartimento. In primo luogo lo sportello unico per accelerare i procedimenti autorizzativi per le imprese, al fine di stabilire tempi di attesa certi e soprattutto rapidi per lâ?
Cicala:
Energia, buio al Sud ( da "Denaro, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese, dunque, è tema quanto mai indovinato per una kermesse come quella di Capri. Certo, ci sono poi temi specifici del territorio, che pure sono di importanza capitale per la società e per il tessuto imprenditoriale.
LEGNAGO.
Una coppia di Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento
chiesto il 26 agosto ( da "Arena.it, L'"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.
Il
problema starebbe nei terminali dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare
ricorso al giudice ( da "Arena.it, L'"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.
Per
abbattere le attese ci sono i call center
( da "Corriere
Adriatico" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esito della
seconda puntata sulla burocrazia ancoranata realizzato ieri chiamando diverse
aziende anconetane come Multiservizi spa, Enel spa, Conerobus spa,
AnconAmbiente spa, Asur
A
proposito delle esternazioni di Cacciari A
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: possano succedere queste prevaricazioni da parte di una burocrazia bolsa e priva di qualsiasi considerazione verso l'ammalato.Gianantonio GodeasMilanoRendiamovisibileil MarzenegoSi sta discutendo se sia possibile e opportuno far ritornare visibile il fiume Marzenego attualmente coperto in Riviera XX Settembre e in via Poerio.
La
strage di San Gennaro ( da "Articolo21.com"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Solo per farla andare dal gommista ci voleva la mano di Dio tra richieste e altra burocrazia, e quindi per evitare il fastidio e continuare a lavorare, era meglio sborsare di tasca propria 5 euro, previo accordo con il gommista per un prezzo di favore, perché stando sempre sulla strada le gomme ne facevano di bucature. “
Premio
Sensoriabilis al Polo Tattile Multimediale di Catania
( da "Sicilia,
La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: immane burocrazia che regola la competizione universitaria, la lista "Lotta Universitaria " correrà per i consigli superiori e precisamente per: Senato accademico, Consiglio di amministrazione dell'Università 1° e 2° livello, Consiglio di Amministrazione dell' Ente regionale per il Diritto allo studio universitario (Ersu) 1° e 2°
I
COVI DEI DISPERATI NELLA CITTà DEI PROGETTI FERMI
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aree destiante ad accogliere importanti strutture caratterizzanti il nuovo segno della rivoluzione urbanistica salernitana. Ma si accumulano i ritardi. "Non per colpa della burocrazia" ma per la lentezza dei privati. È l'accusa dell'assessore all'urbanistica Mimmo De Maio. E quegli spazi, assaliti del degrado, sono i covi dei senza dimora. CARLOMAGNO A PAG. 33.
LE
TANE DEI DISPERATI NELLA CITTà IMMOBILE
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fanno polemica sui tempi della burocrazia, è che guardino alla loro capacità di proporsi, alle situazioni di stallo in cui molte volte si trovano le loro stesso opere. Che guardino ad un nuovo modo di lavorare, ad una nuova cultura del fare, che si impegnino, in fin dei conti, per essere attori del progetto di sviluppo complessivo che si sta quotidianamente portando avanti in città"
Comunità
montane: Regione divisa, deciderà Roma
( da "Gazzettino,
Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
togliere burocrazia,
snellire le strutture, quindi abolire tutte le Comunità montane e destinare
tutti i finanziamenti che attualmente vanno a finire in stipendi e ulteriore
burocrazia ai Comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività".
Posizione che Galan, prima di perdere la pazienza e andarsene, ha ribadito
intorno alle
Cacciatori,
15 mila in meno Lorenzo Piras ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Cacciatori, 15 mila in meno Lorenzo Piras --> Cacciatori in fuga dai boschi. Dal 1994 le dop- piette sono 15 mila in meno. Colpa dei costi, delle tasse e della burocrazia. All'orizzonte nuovi vincoli per la caccia alla pernice.
Lo
Bello: Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del
sistema confindustriale ( da "Articolo21.com"
del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'
Enti
locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province
( da "Virgilio
Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica".
I
giovani all'estero per lavorare La sfida dei precari globali
( da "Corriere.it"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E soprattutto allergici ai mali endemici del sistema Italia, dall'eccesso di burocrazia alla pratica delle raccomandazioni: i "precari globali" o nuovi migranti sono l'antitesi del giovane viziato e mammone (e dal 2004 il numero dei figli tra i 20 e i 30 anni che vivono in famiglia è in costante, leggera diminuzione).
Serve
un'agenzia per la montagna ( da "Corriere delle Alpi"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quanti altri operano sulle terre alte ma si trovano le mani legate dalla burocrazia. E' quanto ha chiesto Assindustria Belluno, attraverso il suo presidente Valentino Vascellari, alla Regione, rappresentata al teatro Comunale dal suo governatore, Giancarlo Galan. Un teatro zeppo, "nonostante l'invito a qualche sindaco, da parte del presidente Reolon e di trento, e non partecipare",
Addio
ai contratti unici statali ( da "Italia Oggi"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stato crescente di perdita di competitività della burocrazia italiana. Quest'anno il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ne ha fatto un'occasione per fissare i paletti di una riforma contrattuale radicale: i dipendenti pubblici si devono preparare a dire addio agli aumenti di stipendio fissati a livello nazionale, già dal 2010 si passerà a contratti di stampo federale.
Darò
a Treviso una giustizia più veloce
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Va bandita l'inutile burocrazia, la rigidità applicativa e quella tabellare (divisione del lavoro tra magistrati fissata dall'alto, ndr)". Chiamata a raccolta. "Dobbiamo reclamare e pretendere che ci venga dato quello che altri tribunali hanno già", ha affermato Schiavon.
Baciò
l'alunna: nessun provvedimento al docente E fa discutere la motivazione
buonista del pm ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un percorso fra le maglie della burocrazia lungo e, vista la vicenda, delicatissima. Intanto fa discutere la richiesta di archiviazione del procedimento da parte della Procura: il bacio del docente, infatti, sarebbe stato "manifestazione d'affetto", eccessiva, inopportuna, ma comunque non lasciva.
Visite
con degustazioni nella più grande edizione
( da "Adige,
L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: enorme burocrazia che grava sulle distillerie italiane, magari prendendo ad esempio legislazioni come quella di Austria, Germania e Francia. Grapperie Aperte 2008 sarà quindi l'occasione per vedere i professionisti della distillazione all'opera. Visite in tutte le distillerie con degustazioni guidate per capire la complessità aromatica della grappa,
Polizia
senza soldi, alfa 159 rotta e ferma da 15 mesi
( da "Nuova
Venezia, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia italiana, non può da noi essere né condiviso né accettato". A questo punto scatta la provocazione del sindacato di polizia. "Pertanto qualora la riparazione non fosse possibile a causa di problemi di "cassa" noi del Siulp organizzeremo una pubblica raccolta fondi, al fine di poter "salvare la 159" e garantire così ai cittadini ed ai nostri colleghi una vettura in più sul
Tinti
ospite del rotary ( da "Centro, Il"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a partire dai magistrati che si contentano della piccola dose di burocrazia quotidiana in attesa dello scatto di anzianità, per arrivare fino alle "correnti" nella magistratura stessa. Nella sua carriera Tinti ha lavorato prima con Mario Carassi e poi Bruno Caccia, giudice di grande integrità morto ammazzato.
Urbanistica,
la cdl cancella i vincoli per verande, barbecue e terrazzi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia per i cittadini, è in sintesi la nuova riforma targata Cdl. Per i piccoli
interventi edilizi, dunque, non servirà presentare la Dia (denuncia inizio
attività) e pagare i diritti di segreteria e l'onorario del progettista. Si
potranno costruire strutture chiuse (piccoli garage o magazzini) fino a un
massimo di
Monoblocco,
summit favilla-tavanti ( da "Tirreno, Il"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La prima questione da chiarire resta quella degli spazi e della funzionalità. Se gli studi e i dati ci daranno ragione per Campo di Marte, allora procederemo con la verifica del contratto. In operazioni di questa importanza, infatti, non vogliamo che sia la burocrazia a comandare". I.B.
Londra,
la sfida dei conservatori ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rinnovare la sanità pubblica vittima della burocrazia, riparare la società spezzata, questo è il nostro piano per il cambiamento". Questo di Birmingham era considerato un discorso cruciale nella carriera politica di Cameron, da tre anni alla guida del partito. Avanti da mesi sul Labour nei sondaggi, Cameron pensava a una passeggiata trionfale per Birmingham.
Nel
labirinto dei ritardi dell'Enel ( da "Giornale di Brescia"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: liberarsi anche dai farraginosi ingranaggi della burocrazia. Ultima nota dolente: le segnalazioni al centralino sono arrivate dopo estenuanti tentativi dei lettori di contattare direttamente il gestore. Oltre allo snellimento delle procedure amministrative è auspicabile anche una revisione dell'efficienza dei call center.
Affitto
agevolato, ecco gli alloggi ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quanto alla burocrazia, la Sovrintendenza ai beni architettonici ha imposto il blocco sul cantiere dal momento che non era stata informata dell'abbattimento. Gli opportuni controlli hanno comunque alla fine accertato che l'edificio non aveva alcuna rilevanza storica e così, dopo quattro mesi, i lavori sono ripresi.
Il
canile deve essere affidato alle associazioni di volontariato
( da "Nuova
Sardegna, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, deve essere affidato a dei soggetti che si prendano cura degli ospiti a quattro zampe. "Abbiamo visitato la struttura e abbiamo constato che l'opera pubblica non è compromessa da atti vandalici - dice Sebastiano Candidda, coordinatore regionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - anche se nutriamo dubbi sulla conformità della struttura a tutti i requisiti del
Ma
nessuno sa che c'è la nuova legge
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia è un incubo "Una nuova legge? No, non ne so niente. Quando? Come?". Non vogliamo spargere il panico nella sala d'aspetto della prefettura, al terzo piano di via Zelasco, allo sportello dei primi ingressi. Eppure basta scambiare poche parole con le persone in attesa per capire che non solo la notizia delle nuove regole in materia di ricongiungimenti non è arrivata ai diretti
La
"conversione" di berto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per Tassan Zanin, la comunità avianese ha bisogno di un cambio di passo "con gente motivata e preparata e non immobile e ingessata dalla burocrazia. Valuterò, in maniera serena, con chi mi è vicino e con i responsabili di Fi le prossime decisioni da prendere". (d.s.).
L'e-commerce
b2b con la Repubblica Popolare Cinese
( da "AltaLex"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ministero del Commercio Cinese in luogo della particolare burocrazia e dei rigidi requisiti previsti dal precedente testo. Normativa, quella attuale, che prevede tuttavia per alcune ipotesi delle eccezioni e limitazioni. Uno degli aspetti più rilevanti della emendata Foreign Trade Law si rifletterebbe, come vedremo a seguire, sulla disciplina della contrattazione internazionale,
Non
solo Napoli: tesori svelati in Campania
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e tale non solo perché lo dice la burocrazia, condotta insieme a Danila Jacazzi con la preziosa collaborazione di Cettina Lenza e tutta la scuola gambardelliana di Aversa, vede coinvolto un folto gruppo di giovani sudiosi che "schedano" chiese, conventi, palazzi, casali, castelli e torri (come nel caso di Ischia) conosciuti, sconosciuti e misconosciuti.
Sono
sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle
grand ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica", ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno. "Non è una questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - continua Alemanno - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe.
Un
colpo al portafoglio e uno utile per riallacciare le trattative sindacali che
in estate h ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se la burocrazia non ci metterà lo zampino, potranno portare a casa 1.200 euro (lordi) in più. Ieri mattina sindacati (Cgil, Cisl, Uil e autonomi) e giunta (in delegazione l'assessore Monia Ferranti e il dirigente per le politiche del personale, Roberto Ciccarelli) hanno raggiunto l'accordo per il pagamento delle indennità di responsabilità.
IL
PASSANTE "SPINTO" SOTTO LA FERROVIA GALAN: GIORNATA DI SODDISFAZIONE
( da "marketpress.info"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità Montane e avrei destinato i solidi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità Montana, Ato, Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e io,
FEDERCOOPESCA:
BENE AVVIO IN SENATO DELL'ESAME DDL SEMPLIFICAZIONE SETTORE ITTICO
( da "marketpress.info"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: uno snellimento della burocrazia, dalla razionalizzazione degli adempimenti". Questo il commento del presidente della Federcoopesca-confcooperative, Massimo Coccia, al termine della seduta della Commissione Agricoltura del Senato sull'esame del disegno di legge "Nuove diposizioni in materia di pesca marittima", che ha come primo firmatario il Senatore Paola Scarpa Bonazza Buora,
Zaccardi,
mostra a Milano ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il crociato con la forchetta al posto della spada (sull'arrembaggio della burocrazia romana alla navicella della fiera di Milano), oppure l'accaparratrice di poltrone. La mosta sarà inaugurata sabato alle 10 dal ministro alle pari opportunità Carfagna. S.V. Artista Maurizio Zaccardi al lavoro.
Corsa
contro il tempo per salvare le Comunità
( da "Arena.it,
L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono favorevolissimo allo snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità montane e avrei destinato i solidi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il risultato che ci troviamo di fronte è il migliore che si potesse raggiungere: 9 comunità, montane per davvero;
Ma
qualcuno è contro? ( da "Opinione, L'"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e vincoli, casta politica ed egoismi localistici. Abbiamo perfino potenziato l'accentramento, creando spocchiosi dirigismi regionali in luogo di quelli statali. In compenso siamo riusciti a polverizzare quel poco che di unitario, in senso nazionale, alcune generazioni avevano creato, per ridurci in una situazione incivile in cui si vorrebbe cassare l'
Tutti
federalisti, nessuno federalista ( da "Opinione, L'"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impresa è naufragata nella burocrazia brussellese, nella lunghezza dei cetrioli e nel diametro dei pompelmi. L'unico sicuro collante unitario rimasto è così l'acquisto del consenso, il "patriottismo del 27 del mese", la ridistribuzione dei quattrini sottratti ai contribuenti a legioni di cittadini che "vivono di Italia", di pensioni,
La
crisi conclamata ( da "Agenzia di Viaggi, L'"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi snellire burocrazia e paletti fiscali che ostacolano l'afflusso di capitali stranieri nell'industria turistica italiana, innalzare la professionalità degli addetti. Per affrontare al meglio le questioni congiunturali che il presidente Unioncamere Andrea Mondello ha indicato in quattro sole parole: 'dollaro, petrolio,
PREZZI.
Una spesa di qualità a meno di 10 euro? Parte dal 15 ottobre "Lazio spende
bene" ( da "HelpConsumatori"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: unione tra le istituzioni che possono così dimostrare che non sono solo burocrazia, ma si incontrano nella vita quotidiana. Anche al supermercato. La povertà non interessa più soltanto una fascia marginale di popolazione, ma sempre più persone vivono nell'incertezza del futuro. Incertezza cui si risponde con politiche di sviluppo e con azioni concrete, come questa odierna''.
"Sugli
infermieri nessun ripensamento"
( da "Corriere
Adriatico" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inciampati nei tempi lenti della burocrazia. Sarebbe questa la spiegazione a quelle mancate assunzioni, in teoria già autorizzate da mesi ma in pratica ancora ferme. A rassicurare sindacati e cittadini è l'ingegnere Maurizio Bevilacqua, anche se sulla data del loro ingresso in ospedale preferisce non azzardare ipotesi.
Treni:
in arrivo l'aumento dei biglietti per l'Alta Velocità
( da "Panorama.it"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese". Rivolgendosi alle associazioni di consumatori, i clienti del treno potranno ottenere assistenza nel percorso di conciliazione che si attiverà qualora il normale reclamo non abbia sortito effetti soddisfacenti o siano trascorsi 60 giorni senza risposta da parte delle Ferrovie.
<È
un porto di mare. Gente che va, gente che viene. Se le
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Siccome quasi sempre il giudice ordina la scarcerazione, dobbiamo rimetterci al lavoro e sbrigare tutta la burocrazia del caso. Senza contare le risse che magari nel frattempo abbiamo dovuto sedare visto che nella stessa cella possono finirci anche un serbo e un bosniaco. La situazione è ormai insostenibile".Egle Luca Cocco.
<Una
prova di scarsa serietà. E un'occasione persa>
( da "Gazzettino,
Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece diventa sempre più un mostro che crea burocrazia e che assorbe ogni compito togliendo ossigeno agli enti territoriali. Con nessun vantaggio per la gente".E adesso cosa succede? "Non abbiamo nessuna informazione ufficiale. Ci limiteremo all'ordinaria amministrazione; a realizzare quanto già deliberato.
Venezia
<L'esperienza fatta martedì in consiglio
( da "Gazzettino,
Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità montane e avrei destinato i soldi recuperati ai Comuni della montagna, quella vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità montana, Ato, Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e io,
DISASTRO
ANNUNCIATO SUBITO I RESPONSABILI ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Con la burocrazia attuale, se nascono gli alberi nel letto di un fiume, non si sa chi deve abbatterli e nel frattempo le città si allagano". Lei ha inaugurato un nuovo corso: la politica che va in Procura. "Ho sempre avversato la politica che va in procura, ma qui non se ne può più.
De
Girolami: <Facciamo squadra>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risentono di più della crisi di eccessiva burocrazia e di carenze di organico". Parlare a Schiavon di burocrazia è come agitare un panno rosso davanti al toro, ma a far tornare il sorriso sul volto del neoeletto, che non perdeva una parola, è arrivata la specificazione che quest'estate "ci sono stati malintesi che hanno visto indicare il Consiglio dell'Ordine come ente che non gradiva l'
<La
prima sedia su cui mi sono seduto, stamattina, aveva un
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprenditoria non può essere frenata dall'ottusa rigidità tabellare, dalla burocrazia dei numeri che non può essere un alibi per non usare il buonsenso": la premessa è fondamentale per il territorio della Marca, con la fortissima presenza di industrie grandi, medie e piccole e di artigianato, che si trova di fronte a ritardi di anni e anni.
<Un'agenzia
per le nostre idee e il futuro>
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbiamo bisogno di più decisionismo e meno burocrazia. Il Veneto ha detto ancora Galan - è la prima regione turistica d'Italia, ma dobbiamo attrezzarci per il futuro: la concorrenza è forte e la crisi economica internazionale assai preoccupante. Occorre inventarsi qualcosa. Molto, del resto, abbiamo fatto.
Premiati
diciotto agenti del Corpo ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la burocrazia non dipende dagli agenti. Il lavoro d'ufficio va a garanzia del cittadino". Sono stati poi consegnati riconoscimenti speciali per meriti di servizio e sportivi a 18 agenti del Corpo: al tenente Debora Martone, ai marescialli Maria Francesca Verettoni e Elvio Fain, agli agenti Nicola Pasquili,
Cultura/
Bondi: Centro libro e lettura parte primi mesi del
( da "Virgilio
Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il presidente dell'Associazione italiana editori, Aie, Federico Motta, ha sottolineato il "bisogno di chiarezza" e - d'accordo col ministro - la necessità "di uscire dalla logica della burocrazia", concludendo con un augurio: che "davvero si possa pensare e un 2009 con un Centro per il libro e la lettura operativo".
( da "Trentino" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Una breve
riflessione "tecnica" a commento della nuova tangentopoli trentina,
perché in questa vicenda, a parte i problemi etico politici ci sono anche degli
aspetti che non si possono non considerare, quelli pratici appunto. Quando si
deve realizzare un'opera, pubblica o privata che sia, normalmente viene redatto
un progetto con un capitolato d'appalto da sottoporre a delle imprese. Queste
propongono delle offerte fra le quali il committente sceglie quella che ritiene
più conveniente (che per i lavori pubblici con le regole attuali è sempre una
lotteria certamente non molto trasparente), dopo di che si procede con i
lavori. Il problema a questo punto è che praticamente non esiste alcuna opera,
pubblica o privata, che durante la sua realizzazione non presenti dei problemi
che il progetto, il capitolato o il contratto non hanno considerato. Un
fenomeno questo che chiunque può verificare per qualunque cosa voglia
realizzare nella vita, perché c'è sempre qualche rotella dell'ingranaggio che
non gira come si pensava. A questo punto un privato, con i suoi soldi, trova
una soluzione, in genere rapidamente, perché si rende conto che il tempo costa,
le complicazioni anche, e che è nel suo interesse andare avanti in fretta. Per
le opere pubbliche le cose sono molto più complicate perché ogni variante, che
costi oppure no, deve seguire un iter"burocratico" che finisce, in
genere per costare una esagerazione in tempo e denaro. Allora, parlo in
generale e semplificando, le soluzioni sono due: o si burocratizza il problema
senza badare alle perdite (tempo e denaro), o lo si risolve rapidamente in
"camera caritatis" con tutti i risvolti che questa soluzione può
comportare in termini di denunce, possibili mazzette e tutto il resto. Perciò
se si vuole ad esempio costruire un grande ospedale (o una strada.), diciamo in
tre anni e al minimo di spesa, allora ci deve essere una specie di dittatore
(quasi senza controlli) che decide giorno per giorno, altrimenti
con le leggi attuali e seguendo la burocrazia, bisogna rassegnarsi a spendere anche tre volte tanto in dodici
- quindici anni (mi pare che sia successo anche al S. Chiara). Questa è la nuda
realtà e, aggiungo, uno degli aspetti negativi di un metodo dove chi cerca di
"fare, risparmiare tempo e risolvere senza complicare" finisce
correre tanti altri pericoli, a volte meritati, altre volte no. E' uno
dei problemi irrisolti della democrazia, miei cari signori, anche se può non
piacere. Franco Giovannini trento Caro ingegner Giovannini, lei è un esperto
del settore costruttivo, capace di individuare bene i labirinti degli appalti,
ma anche di denunciare quando le intrusioni della politica diventano
insopportabili. L'ha fatto in un suo libretto che i trentini potrebbero
rileggere con profitto, uscito in tempi non sospetti, qualche anno prima della
"prima" tangentopoli, dal titolo significativo: "Sud, Est,
Nord.ma la corruzione esiste". E' un libro ad episodi. Fra l'altro si
narrano le vicende di un mattonificio in Val di Non e le avventure di un
imprenditore in Sicilia. Due realtà diversissime, anche per stile di intervento
(non si può fare di ogni erba un fascio, buttando lì la parola mafia ad ogni piè
sospinto) ma comunque illuminanti. Ma se le cose stanno così - ed è chiaro che
il sistema degli appalti non funziona, perché si riferisce ad un'economia
vecchia, ancora ottocentesca, ed a impianti di impresa
tecnologicamente"fissi", e a una visone pauperistica dei rapporti
dell'ente pubblico, che non tiene conto della globalizzazione e delle sue
truffe, e che dimentica la vecchia saggezza popolare quando diceva"chi più
spende, meno spende" - se le cose stanno così, perché gli imprenditori per
primi non si siedono attorno a un tavolo e propongono come si dovrebbe fare per
affidare un lavoro, con tutte le elasticità e le snellezze necessarie, ma anche
con il rigore irrinunciabile? Perché mancando un filtro a monte (una selezione
non solo tecnica, ma culturale ed anche etica dei progettisti e dei tecnici
quale il curriculum degli studi non assicura più) il sistema è chiaramente
portato a privilegiare i peggiori. O gli amici. La moneta cattiva scaccia
sempre quella buona (è la lezione del crollo finanziario di questi giorni) se
non intervengono controlli, iniziative, energie. Allora perché gli
imprenditori, invece di fare cordate con i progettisti, o di usare
"blandizie", non prendono loro l'iniziativa di uscire allo scoperto
con proposte di trasparenza e rigore professionale? Il problema è urgente,
perché da un lato "occorre" favorire il lavoro locale (Grisenti ha
una buona freccia al suo arco, non possiamo permettere che un globalismo
trufflaldino di importazione americana distrugga la costruzione europea come
sta distruggendola, vedi ultime elezioni in Austria) dall'altro occorre
impedire che il giro delle amicizie, più che gli appalti, porti a disegnare
secondo rapporti di potere i piani regolatori, che sono il vero cancro del
Trentino. Peraltro l'impressione è che l'inchiesta in corso avviata sugli
appalti abbia come sbocco i prg, la cui iniquità speculativa è sotto gli occhi
di tutti. Riportare "lavori" sul territorio è un'esigenza vera, ma
compiacere servilmente un presidente per ottenerli no, ed è questo forse
l'aspetto più grave rivelato dall'inchiesta, perché mostra una corruzione più
profonda di quella delle tangenti, una corruzione degli animi, delle identità,
delle libertà. Destra e Centro, in ciò, pari sono. Su questo, soprattutto,
bisognerà operare, prima e dopo il voto del 26 ottobre.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Palmaro Numerosi
volontari hanno recuperato dal degrado il giardino e curano la manutenzione
dell'area IL PARCO DI VILLA DE MARI, a Palmaro, dal luglio 2006 è un'oasi verde
strappata all'incuria e alla burocrazia, stretta tra l'Aurelia, il Vte e l'autostrada. I volontari della
villa (un consorzio di associazioni: Amici della Villa, Borgo Palmaro e
Palmarese) lo chiamano "giardino di pace", un posto dove mamme, papà
e nonni possono portare i bambini in un ambiente pulito, sicuro, controllato e
tranquillo. Le "colonne" di questo piccolo esercito, capace di
gestire lo spazio verde come una piccola Svizzera, sono Teresa Ricchini, Elena
Di Pietro e Anita Scotto, nonne a loro volta di una schiera di bambini che
vanno dai 4 ai 10 anni. Sedute nel giardino, davanti allo spazio giochi,
raccontano il loro impegno quotidiano per tenere puliti i bagni, raccogliere e
svuotare la spazzatura e tenere unito un tessuto sociale che prima sembrava
lacerato. "Qui ci conosciamo tutti - spiegano - gli anziani vengono ogni
giorno perché trovano qualcuno con cui parlare, giocare a carte o leggere il
giornale. Prima molti di loro sarebbero stati chiusi in casa, irrimediabilmente
soli. Senza contare i bambini e i loro genitori che qui trovano una libertà
prima impensabile ". I cancelli sono aperti sia dall'Aurelia che da via
alla Chiesa (questa è una "conquista" recente), dalle 9,30 alle 12 e
dalle 14,30 alle 19,00, e una allegra campanella con tanto di batacchio segnala
i momenti di apertura e chiusura. "Quando siamo entrati nella villa - spiega
Pietro Petrucci, presidente del consorzio di volontari - abbiamo trovato una
situazione disastrosa: la vegetazione era una "giungla"
impenetrabile. Ma anche se abbiamo i capelli bianchi siamo stati in grado fare
un vero miracolo. A furia di feste e raccolta fondi, in questi due anni, siamo
riusciti ad apportare delle migliorie: abbiamo messo a norma l'impianto
elettrico e quello d'irrigazione, sistemato i vialetti e presto semineremo
l'erba del prato. Certo, è stato fondamentale l'apporto professionale dei
volontari e l'impegno del municipio oltre che delle società controllate del
Comune che ci hanno dato una grossa mano con materiali e mezzi". Tutti
ricordano con gratitudine l'aiuto di Roberto Bruzzone, presidente dell'allora
circoscrizione prematuramente scomparso un anno fa. "Con Arcadio Nacini,
consigliere comunale, sono stati un tandem formidabile - aggiungono Aldo
Ferraris e Rocco Lo Faro, altri volontari - ci hanno aiutato a riprenderci
questo spazio che rischiava di rimanere in balia della burocrazia
per chissà quanto altro tempo. Ora possiamo guardare con orgoglio gli
interventi fatti e i risultati ottenuti. Abbiamo una pista in cemento che ci è
costata tanta fatica ma che è il nostro orgoglio". Tra le tante iniziative
portate avanti si inseriscono di recente le serate musicali (iniziate lo scorso
12 settembre e che continueranno fino ad ottobre) nello spazio della chiesa. Il
sogno nel cassetto? "Uno spazio al coperto per poterci incontrare anche
quando fa freddo o piove". Claudia Lupi 01/10/2008.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campoformido. Il
consigliere della Lega Zuliani punta l'indice contro il Consorzio gestore
"Rifiuti, troppa burocrazia per le imprese" CAMPOFORMIDO. A&T 2000 spa, il
Consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali anche per conto
del Comune, torna nel mirino dell'opposizione della cittadina del Trattato. Il
consigliere comunale della Lega Nord Fiorenzo Zuliani, dichiara di farsi
portavoce del malcontento di imprese commerciali, artigianali e
produttive in ordine all'obbligo di comunicazione allo sportello del Consorzio,
aperto in municipio, dei dati catastali dei fabbricati. "Che senso ha -
argomenta Fiorenzo Zuliani - costringere gli imprenditori a perdere tempo in
estenuanti code davanti allo sportello quando invece A&T 2000, per
l'applicazione delle tariffe, potrebbe recuperare questi dati direttamente dal
catasto e, semmai, fare poi gli opportuni accertamenti? Perchè dare
un'ulteriore incombenza burocratica alle imprese? Non aggiungiamo altri
problemi ai cittadini, già penalizzati da tariffe sui rifiuti in costante
aumento e da servizi di smaltimento costosissimi". Lo sguardo di Zuliani,
in qualità di segretario provinciale della Lega, si sposta poi alle prime
schermaglie politiche in atto a Campoformido in prospettive delle elezioni
amministrative del prossimo anno. "Il nostro partito - spiega - sta per
avviare un giro di consultazioni in tutte e quattro le frazioni. Proprio per
questo motivo ogni discorso è prematuro anche se mi sembra, sin d'ora, che
l'unico spazio per ipotesi di collaborazione sia con la Casa della
Libertà". Da ultimo, lo stesso Zuliani intende dedicare due ore del sabato
mattina in municipio per dialogare con i cittadini. "La disponibilità c'è
- assicura -. Ora però non dipende da me, ma dal sindaco se mi concederà gli
spazi". Alfredo Longo.
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Cossoine l'autore
di "Domani niente scuola" I giovani e le loro paure descritti da
Andrea Bajani COSSOINE. Un "grande atto di masochismo", lo ha
definito lo stesso autore, ma anche uno sguardo affettuoso, tenero, mai
giudicante sul mondo dei giovani. Questo è "Domani niente scuola", il
reportage da tre viaggi di istruzione delle scuole superiori, scritto da Andrea
Bajani (foto). Lo scrittore ha presentato il libro prima al Liceo Azuni, poi
nella biblioteca comunale di Cossoine, e infine nel cortile di Palazzo Ducale a
Sassari. Tre occasioni diverse, in cui l'autore, in possesso di buone doti di
affabulatore, e di una discreta dose di simpatico compiacimento nel raccontare
e nel raccontarsi, ha ripercorso una esperienza unica nel suo genere, che lo ha
portato, lui trentaduenne abbondantemente fuori dalla scuola, a mischiarsi con
tre diversi gruppi di adolescenti, uno di Torino, uno di Firenze e uno di
Palermo, in viaggio di istruzione a Praga e a Parigi. "La molla - ha
raccontato Bajani - è stata il fastidio per il modo con cui gli organi di
informazione si rapportano al mondo dei giovani, ritenuti nella migliore delle
ipotesi un popolo di debosciati". E il risultato è un racconto dove i
ragazzi non sono studiati od osservati con lo sguardo indagatore dell'entomologo,
ma sono semplicemente "visti" nel loro modo di essere, ora tenero e
romantico, ora ingenuo e spaurito, ora duro e rabbioso. "Come sempre gli
adolescenti - ha precisato Bajani -, con le insicurezze, le paure, le speranze
e le aspettative di quell'età". E così, alla fine, è emerso dal dibattito
di Cossoine, che i problemi sono forse più degli adulti, genitori ed
insegnanti, impauriti e disorientati da dinamiche che non riescono più a
comprendere, che dei ragazzi, impegnati unicamente nella loro fatica di crescere.
E poi ha parlato del suo viaggio nell'Italia di oggi, Andrea Bajani, attraverso
romanzi e reportage che ne mettono a nudo vizi e virtù. Come "Morto un
papa", un ritratto della burocrazia italiana nei cunicoli tortuosi di uffici, assessorati, timbri,
carte bollate; o "Qui non ci sono perdenti", o "Cordiali
saluti". E poi, "Mi spezzo ma non m'impiego" sul mondo dei
precari, "Se consideri le colpe", il romanzo forse più apprezzato
dalla critica, vincitore, fra gli altri, dei premi "Mondello" e
"Brancati", fino a "Domani niente scuola". La serata
era organizzata dal Comune, dall'associazione culturale "Coilibrì" e
dalla libreria "Koinè". Mario Bonu.
( da "Tirreno, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Approvata in
consiglio comunale mozione contro la crisi del settore: "Snellire le
pratiche" "Dobbiamo aiutare l'agricoltura" ROSIGNANO. Ascoltare
gli agricoltori rosignanesi per capire che ripercussioni sta avendo la crisi
che investe il settore sul territorio. è quanto chiede Fabrizio Bagnoli
(consigliere comunale del Pd) all'assessore competente attraverso una mozione
approvata all'unanimità ieri mattina dal consiglio comunale. "è
fondamentale raccogliere l'allarme lanciato dalla Confederazione italiana
agricoltori della Toscana - dice Bagnoli - fortemente preoccupata per i redditi
degli agricoltori, che sono diminuiti dal 2000 al 2007 del 18% (contro un più 16%
della media europea), mentre nello stesso periodo i prezzi degli alimenti al
consumo sono aumentati del 28%". L'analisi del consigliere comunale del Pd
sulla crisi dell'agricoltura (purtroppo anche di casa nostra) prosegue.
"Nel 2007 i costi di produzione sono aumentati del 6%; è aumentata
l'incertezza delle produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si
moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attività
agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre di più, le imprese; basta pensare che ogni
azienda agricola dedica 100 giorni l'anno per risolvere le pratiche
amministrative e burocratiche anziché per lavorare nei campi. Sicuramente nel
2008 i costi di produzione saranno ulteriormente aumentati a causa del caro
gasolio". E così Bagnoli, a nome del consiglio comunale, "da
mandato all'assessore competente di contattare le associazioni di categoria per
avere un quadro della situazione attuale fra gli agricoltori del nostro
territorio comunale e di riportarne l'esito in consiglio comunale. Inoltre, si
incarica il presidente della seconda commissione "Sviluppo del
territorio" di organizzare una commissione consiliare invitando anche
l'assessore provinciale all'agricoltura per avere un quadro della situazione
nella provincia, le associazioni di categoria, e la Regione Toscana per
informarci sulle linee del Piano agricolo regionale ed eventuali ricadute sul
nostro territorio". Ma non finisce qui. Si chiede anche di
"sensibilizzare l'amministrazione comunale, per quanto di propria competenza,
allo snellimento di pratiche amministrative e burocratiche relative al settore
agricolo".
( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Palermo
Stretta del governo sul bilancio "Tagliare le spese del 10 per cento"
Buco di 4 miliardi, diktat della giunta agli assessorati Cimino rispedisce al mittente
le richieste dei settori: "Il deficit sarebbe il doppio" EMANUELE
LAURIA "Vado su con l'elmetto", scherza l'assessore al Bilancio
Michele Cimino salendo per le scale di Palazzo d'Orleans. Presentando così, con
un'espressione colorita, la battaglia di giunta sui conti della Regione. Che
non tornano. E non tornano perché il deficit, già salito nelle previsioni
tendenziali a 2,2 miliardi di euro, è cresciuto sino a 4 miliardi in seguito
alle richieste di nuove risorse giunte negli ultimi giorni dagli assessori.
Raffaele Lombardo, il governatore, capìta l'antifona, ha rilanciato nella
riunione di ieri sera: ha rispedito ai mittenti le richieste e ha chiesto anzi
a ciascun assessore di tagliare il 10 per cento dei fondi contenuti nella
propria rubrica. La manovra estrema per chiudere in pareggio il bilancio.
Considerato che gli altri quattrini necessari dovrebbero essere reperiti con un
piano anti-deficit messo a punto nel corso di un lungo confronto con Cimino e i
tecnici dell'assessorato. Trenta milioni di risparmi dovrebbero arrivare dalla
costituzione di un ufficio unico per la promozione: "Palazzo d'Orleans
assumerà tutte le competenze sinora frammentate fra Beni culturali, Turismo,
Cooperazione", spiega Cimino. Una cifra ben maggiore (430 milioni) viene
recuperata con l'utilizzo delle cosiddette "risorse liberate", somme
impegnate dalla Regione per interventi su cui possono essere dirottate risorse
statali o europee. E una copertura di 950 milioni sarebbe assicurata dal piano
di valorizzazione degli immobili. Stessa cifra fu messa l'anno scorso nel
bilancio 2008: non è entrato in cassa un euro. Ma ora, spiega Cimino, "si
punta a operazioni di project-financing che diano ai privati la possibilità di
sfruttare a fini turistici tanti beni della Regione sinora inutilizzati:
cascine, ruderi di campagna, fari. Ciò dovrebbe garantire introiti più certi
rispetto alla semplice dismissione degli immobili, che sinora non ha sortito
gli effetti sperati. Anche se - continua l'assessore al Bilancio - non
accantoniamo la strada della cessione dei beni, indicata fra le altre da Psp,
il partner che ha fatto il censimento del patrimonio regionale". Il resto
sono, più che altro, segnali che il governo Lombardo vuole inviare. Come il
taglio del dieci per cento delle indennità degli assessori regionali. Cimino,
per conto suo, fa sapere di avere rinunciato ai fondi del capitolo della
rappresentanza dell'assessorato: 200 mila euro. "A Natale farò qualche
regalo in meno. Ma magari do l'esempio". E altri risparmi dovrebbero essere
realizzati con la riforma della burocrazia che riduce da
( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo
Il dossier La Fp Cgil: "Sprechi senza controllo al Territorio"
ALBERTO TUNDO Il presidente della Commissione provinciale per la tutela
dell'ambiente di Messina si rivolge al dirigente del servizio 3
dell'assessorato regionale Territorio per ottenere l'erogazione di fondi. Nulla
di strano, se non fosse che presidente e dirigente sono la stessa persona. Una
delle tante anomalie della burocrazia regionale, denunciate in un dossier della Funzione pubblica Cgil
dedicato all'assessorato Territorio e ambiente (il prossimo sarà sui Beni culturali),
presentato ieri dal segretario regionale Fp Cgil, Michele Palazzotto.
Proliferazione di uffici, incarichi esterni, mancata applicazione di leggi e
sperpero del denaro i mali elencati nelle 25 pagine del rapporto.
Difficile spiegare altrimenti le Cpta, organismi che ormai forniscono ai Comuni
pareri non vincolanti e spesso inutili, visto che le loro competenze sono state
assorbite da altri enti. Eppure continuano a esistere e a costare: 330 mila
euro all'anno, cui aggiungere il milione per i 70 dipendenti delle segreterie.
Personale - sostiene la Cgil - che potrebbe essere dirottato a quegli uffici
periferici del demanio marittimo, i quali avrebbero dovuto sostituire la
Guardia costiera nell'attività amministrativa. Uffici che, se attivati, tra il
2006 e il 2008 avrebbero fatto risparmiare tre milioni di euro. Da 20 gruppi di
lavoro al Territorio si è arrivati a 68 uffici, un incremento del 380 per
cento. Da quattro unità operative sono state create - "con motivazioni
fasulle e false", sostiene la Cgil - un'area, tre servizi e sei unità
operative. Il carico di lavoro è rimasto lo stesso, la spesa per le indennità
dirigenziali è salita da
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Luca Rojch
"Comune e impresa hanno seguito la legge" La forestale aveva
sequestrato il cantiere, ma il giudice dà ragione alla società OLBIA. Il
cantiere resta sotto sequestro e l'impresa esulta. Nel mondo alla rovescia di
Pittulongu non c'è nessuna contraddizione. In realtà la Baia Azzurra, che
voleva costruire sei villette a Mare e Rocce e si era vista piombare la
forestale a mettere sigilli e nastro da scena del crimine nel suo terreno, può
fare festa. A breve potrà cominciare i lavori. Il tribunale del riesame di
Tempio gli ha dato ragione su quasi tutti i fronti del suo ricorso. Superate le paludi della burocrazia, e ottenuto un formale nulla osta, potrà accendere le ruspe. Ma
per capire cosa sia accaduto nel mondo di carta delle carte bollate bisogna
armarsi di pazienza e logica. Il 19 giugno la società Baia Azzurra aveva
presentato allo Sportello unico delle attività produttive del Comune una
richiesta per costruire sei villette su un'area a Mare e Rocce. Tutto
previsto dalla legge. Per avere il via libera era necessario avere l'ok
dall'ufficio tutela del paesaggio e dal dirigente del Suap, Michele Baffigo.
Tutto entro 22 giorni. Passato il termine non sono arrivate obiezioni. La
società ha ritenuto possibile cominciare i lavori. Dopo un altro paio di
lettere e riunioni con l'amministrazione. La Baia ha messo un cartello, pulito
il piazzale e subito è arrivato il corpo forestale che senza indugi ha messo
sotto sequestro la struttura e denunciato il dirigente del Comune, il
progettista e un geometra. Per il corpo forestale l'area è a rischio
idrogeologico e non si può costruire. La Baia Azzurra, certissima di avere
ragione fa ricorso urgente al tribunale del riesame, che in pratica ha dà
ragione su quasi tutta la linea alla società. Per prima cosa i giudici hanno
detto che non esiste nessun piano di rischio idrogeologico del Comune. La
proposta di variante presentata dall'amministrazione al piano regionale è stata
respinta con una richiesta di integrazione. Ma nella sentenza vengono chiariti
altri aspetti. Del tutto riabilitato il dirigente del Comune Michele Baffigo,
che per il tribunale ha agito in modo perfetto. Tutto secondo quanto impone la
legge. In altre parole per costruire a Pittulongu l'unico strumento di
riferimento resta il piano di risanamento, quello sotto la lente dalla
magistratura. Ma anche la Baia Azzurra ha agito in modo corretto. C'è una sola
contestazione che viene fatta alla società, per cui resta a tempo la conferma
del sequestro del cantiere. Doveva attendere un documento da parte del Suap, un
nulla osta. Baia Azzurra aveva presentato tutta la documentazione in Comune.
L'amministrazione prima di pronunciarsi deve attendere il parere dell'ufficio
tutela del paesaggio, che non è arrivato entro i 22 giorni previsti dalla
legge. Il dirigente deve comunicare in ogni caso alla società che non è
arrivato nessun parere da parte degli uffici e solo in quel momento i lavori
possono cominciare. La società ha solo bruciato di qualche giorno la lettera.
Una formalità. Ma di fatto la sentenza è una vittoria per la Baia Azzurra,
perché il tribunale fa cadere tutti i paletti evidenziati dal sequestro fatto
dalla forestale. Nessun commento da parte dell'assessore alle Attività
produttive, Vanni Sanna, che si limita a elogiare il dirigente
dell'amministrazione. "La sentenza dimostra che Baffigo ha ben agito -
dice -. Il dirigente è stato ingiustamente indagato, senza avere commesso
nessun reato, ma si è attenuto con scrupolo alla legge. I procedimenti
interdittivi non spettavano a lui, ma ad altri".
( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Napoli
L'iniziativa L'assessore Cardillo attiva i finanziamenti. Lavori di ristrutturazione
nel comando di via De Giaxa e in altri uffici decentrati Tre milioni per
rinnovare le sedi dei vigili Arrivano tre milioni. Sono i primi finanziamenti
per ristrutturare tutte le sedi della polizia municipale, a cominciare dalla
sede centrale di via De Giaxa fino ai comandi di periferia. A sbloccare i fondi
è stato l'assessore Enrico Cardillo, nella manovra di assestamento di Bilancio,
mantenendo la promessa fatta il giorno dell'insediamento del nuovo comandante
dei vigili, il generale Luigi Sementa. I tre milioni verranno utilizzati per
rendere più "accoglienti" i comandi (sia per il personale che per il
pubblico) e per ammodernare tutta la rete telematica. Uno dei primi obiettivi
sarà anche risolvere il problema della V unità operativa, quella di piazza
Cavour, da mesi senza una sede agibile. E dai tre milioni si ritaglierà anche
una somma per rinnovare le divise, almeno per tutti i vigili che prestano
servizio in strada. Nuovo look e nuovi corsi di aggiornamento: i primi a
sedersi tra i banchi saranno i motociclisti. Il nucleo di agenti e graduati su
due ruote seguiranno un corso alla scuola di polizia di Caserta. Un restyling
totale. Da ieri infatti sono operativi anche i nuovi incarichi. Promozione e
doppia sfida professionale per i tre maggiori più anziani ed esperti del corpo.
A loro il comandante Luigi Sementa ha affidato le unità operative di trincea e
soprattutto tre settori chiave come la polizia ambientale, i mercati e i
cimiteri. Il maggiore Antonio Baldi passa dall'Uosae (Antiabusivismo) al
comando della II unità (Soccavo-Pianura) e in più ha ottenuto la responsabilità
della polizia Ambientale su tutto il territorio comunale, con il coordinamento
del nuovo progetto per ripulire la città dalle oltre 400 carcasse di auto e
moto abbandonate per le strade. Il maggiore Salvatore Greco (ex Affari
generali) diventa il supervisore di tutti i mercati cittadini e in più dirigerà
la V unità (Stella-San Carlo), in cerca di sede e con una fetta
"delicata" di territorio come la Sanità. Infine approda all'XI unità
operativa (Poggioreale) il maggiore Claudio Cappuccio, che coordinerà anche
tutta la polizia cimiteriale. I tre maggiori mantengono il primo livello e
ottengono un doppio incarico. La rivoluzione interna e i cambi di settore sono
finalizzati, nella nuova organizzazione del comandante
Sementa, a snellire la burocrazia e potenziare la produttività, portando energie nuove e allo
stesso tempo l'esperienza degli ufficiali più anziani in settori delicati.
Promossi sul campo anche Nicolangelo Pezone, che passa a dirigere il nucleo
antiabusivismo e l'ufficio case; al suo posto al comando dell'VIII
unità, arriva il maggiore Vincenzo Tarallo (ex capo del settore legale) e il
tenente Gaetano Frattini, caposezione della VI unità (Chiaia-Posillipo). L'obiettivo
di Sementa è quello di scremare e ridurre gli uffici. Il primo passo è stato
eliminare i settori (occidentale, orientale collinare, settentrionale,
centrale) a cui facevano capo le unità operative, che ora invece dipendono
direttamente dal comando. L'ultimo step, invece, sarà quello di creare due
squadre gemelle: un nucleo di pronto intervento e un nucleo investigativo.
(cri.z.).
( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
XI - Milano Tra lungaggini e burocrazia, decenni in
attesa di un risarcimento Quelle cause cominciate quando c'erano i Beatles
DAVIDE CARLUCCI Due episodi di ieri: il tribunale ha condannato a trent'anni un
boss calabrese, Giuseppe Ferraro, per traffico di cocaina ed eroina. I fatti risalgono al
( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XVIII -
Milano I problemi/1 Gli sconti per aiutare la scienza
vanificati da tagli e burocrazia Chi è iscritto a Chimica, Fisica e Matematica alla Statale può
beneficiare di uno sconto sulla retta annuale da
( da "Arena, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LEGNAGO. Una coppia di
Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento chiesto il 26
agosto Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese Oltre un mese
di domande, solleciti verbali, discussioni. Il tutto per cercare di ottenere un
semplice allacciamento del gas in un appartamento in pieno centro a Porto di
Legnago. Una situazione quasi paradossale quella che sta vivendo Denis Faggion,
al momento residente a Verona, ma in procinto di trasferirsi con la famiglia
nel popoloso quartiere di sinistra Adige. Trasferimento per ora bloccato
proprio dall'impossibilità di usare il gas. Il 26 agosto scorso, dopo aver
preso in affitto un appartamentino in un condominio di via Pio X dove abitano
anche i suoceri, Faggion si è infatti ritrovato a fare i
conti con una burocrazia
che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad
un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i vari solleciti e
lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per ottenere il
collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza
l'indispensabile fornitura. E, pur pagando l'affitto dal primo di
settembre, non può di fatto trasferirsi nell'appartamento. "Non sono
solo", spiega. "Ho una famiglia con due bambini piccoli ed è logico
che senza gas non possiamo vivere. Tutto questo è davvero assurdo, anche perché
non ho mai avuto una motivazione logica di quanto accaduto". Come si
diceva, tutto è iniziato alla fine di agosto quando Faggion e il suocero Luigi
Solato si sono rivolti ad una ditta specializzata che da tempo si occupa di
fare da tramite per le domande di allacciamento, riapertura dei contatori,
revisioni dei consumi e quant'altro. "Abbiamo presentato la nostra
regolare richiesta con l'assicurazione che saremmo stati contattati ed
informati sulla tempistica di installazione del contatore. Da allora, invece,
nessuna telefonata. E quando abbiamo chiesto spiegazioni in merito ci siamo
sentiti semplicemente rispondere che il problema era dovuto ad un intasamento
dei terminali dell'Italgas, che si trattava solo di avere pazienza e che anche
altre persone si trovavano nelle nostre stesse condizioni". Faggion e
Solato non si sono comunque dati per vinti, continuando a chiedere solleciti e
informazioni sui tempi nei quali si presumeva potesse avvenire l'allacciamento.
"Ma non c'è stato nulla da fare: hanno solo ribadito il problema ai
terminali, consegnandoci dei moduli di reclamo da inviare all'Italgas. Nel
frattempo abbiamo anche cercato di contattare il numero verde dell'ente senza
mai ottenere risposta. È possibile che nel Duemila in una cittadina come
Legnago ci si ritrovi in questa assurda situazione per avere un allacciamento
al gas? A questo punto non ci rimane altro che rivolgerci al giudice di
pace". Da parte sua la ditta concessionaria del servizio ribadisce a
chiare lettere che le responsabilità sono esclusivamente dell'Italgas e che si
tratta di un intasamento dei terminali dell'azienda che eroga il servizio.
Soluzioni possibili? Poche: "Fino a che i terminali non vengono
ripristinati", ribadiscono, "noi possiamo solo consigliare i nostri
clienti di rifare la domanda oppure di presentare reclamo". Faggion ha già
deciso: "Meglio un ricorso al giudice di pace". E.P.
( da "Messaggero, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Li
delle questioni, quando la burocrazia si mette di mezzo
non scherza. In atto una tempesta affettiva-passionale.
( da "Messaggero, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ELENA CASTAGNI
ROMA - Nessuna "Gran cagnara" nelle stazioni quest'oggi: i cani di
media e grossa taglia - quelli che pesano oltre i sei chili - potranno
continuare a salire sui treni, al guinzaglio, con la museruola e al fianco dei
loro padroni. E' stato sospeso il controverso ordine di servizio di Trenitalia
che lasciava via libera solo alle razze da grembo, sistemate in un trasportino
e con tanto di certificazione veterinaria non anteriore a tre mesi per garantire
l'assenza di parassiti o di patologie trasmissibili. Resta un giallo: per
quanto tempo? Secondo le Ferrovie, per due settimane, il tempo di trovare una
soluzione alternativa, secondo il ministero del Welfare invece "sine
die". L'incontro voluto con grande determinazione dal sottosegretario
Francesca Martini con l'amministratore di Trenitalia Vincenzo Soprano, ha
portato ieri mattina i frutti sperati. Almeno per un po'. Martini, ringraziando
Trenitalia, ha espresso "enorme soddisfazione nell'obiettivo comune di
tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con
il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori,
la loro sicurezza, l'igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni".
Diversamente Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, ha
sottolineato: "Non abbiamo ritirato l'ordine di servizio, ma abbiamo
aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il
provvedimento per cercare una soluzione". E i problemi per le Ferrovie
sono due: da un lato, risponde alle proteste dei passeggeri che lamentano la
presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler e pitbull,
affermando che per loro il treno è interdetto, anche con la museruola;
dall'altro c'è la questione dell'igiene dei cani e la tutela dei passeggeri che
- dice Moretti - "hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che
questo sia stato occupato poco prima da un animale". Ma un'altra questione
che preoccupa le Ferrovie e a cui dovrà essere data al più presto una risposta
è quella della gara per l'affidamento dei servizi di pulizia sui treni
italiani. Meno burocrazia e tempi più rapidi per lo svolgimento delle gare, ha chiesto
Moretti a proposito dell'iter delle gare d'appalto per le pulizie dei treni, al
momento arenato davanti ai giudici amministrativi visto che le imprese che
hanno perso la gara sono ricorse al Tar e successivamente al Consiglio di
Stato. Riguarda invece i viaggiatori l'annuncio che da dicembre sono in
arrivo rincari per le tariffe dell'Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con
l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo. I
rincari riguarderanno anche nuovi servizi e offerte. "Faremo aumenti
certo, ma non ci porteremo ai livelli delle ferrovie francesi, men che meno di
quelle tedesche" ha detto Moretti.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CENTO pag. 10
"Per superare la crisi serve un'altra area produttiva" CENTO
CONFRONTO TRA LE CATEGORIE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA LOCALE: IL PARERE DI CNA
E CAMERA DI COMMERCIO ANCHE NEL CENTESE la preoccupazione per l'evolversi della
difficile situazione economica e per gli effetti dello tsunami finanziario
internazionale si sta diffondendo. Ma sembra ancora prevalere un ottimismo di
fondo, almeno per alcuni settori. Va da sé, però, che le notizie in arrivo ogni
giorno tendono ad aggravare un quadro tutt'altro che roseo. L'interconnessione
dei mercati internazionali porta la crisi in ogni dove ma per converso quanto
prima potrebbe innescare anche nuove opportunità. Stefano Ferrari, vice
presidente della Camera di Commercio, si iscrive nel registro di coloro che
guardano con fiducia al futuro: "Nel Centese, dice, chi ha innovato
prodotto e processo ora sta raccogliendo successi; ne stanno beneficiando
soprattutto le imprese meccaniche di alta tecnologia e precisione. Anche
l'export, fra le piccole imprese, tiene, segno che si sta interpretando bene
l'internazionalizzazione". Ma i temi caldi sono anche su altri versanti:
"Quello della burocrazia, ad esempio, che crea problemi alle imprese. Poi è in procinto
di essere varato il piano strutturale intercomunale che potrebbe rappresentare
una buona opportunità sia per l'edilizia residenziale che per quella
produttiva. Ormai è al via anche il progetto della Cispadana (Ferrari con la
sua azienda fa parte di una delle tre cordate in gara per l'appalto ndr)
ed io spero molto anche nel Passante Bolognese: per Cento anch'esso sarebbe
strategico". Ferrari conclude la disamina sostenendo che le troppe
polemiche politiche fanno perdere di vista i veri problemi economici:
"Occorre un progetto per la città, condiviso, ed una nuova
governance". Di preoccupazioni si parlava: Fernando Di Tata, presidente
della Cna centese, non nasconde che "la situazione internazionale ha
ingenerato molta paura fra gli operatori e fra la gente. Ecco perché rallentano
gli investimenti e i consumi, mentre tutti i costi crescono; anche il fattore
psicologico ha insomma un grande peso dalle nostre parti". Per rilanciare
la zona non mancano le ricette: "Occorre ? dice Di Tata ? un'altra area
produttiva da offrire a nuovi operatori economici; e naturalmente con un costo
della terra basso. Il territorio deve insomma diventare "appetibile".
Le piccole imprese, poi, faticano molto ad accedere ai fondi strutturali.
"Aggiungete che la burocrazia è asfissiante e le
tasse altrettanto". Quanto al settore costruzioni, dove Di Tata opera, il
rallentamento è evidente: "Si costruisce e si vende meno ma i prezzi non
hanno subito una grande flessione". Alberto Lazzarini.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA 01-10-2008
ESTERO FATTURATO 2008 PIU' CHE RADDOPPIATO IN UN ANNO AL.EA, consulenza a 360° Ora
nel cuore di Shanghai Accolli: "Sedi più ampie e nuove assunzioni per
fornire maggiori servizi" II In gennaio lo aveva annunciato: intendiamo
ampliare la nostra struttura, assumere giovani tecnici, con buona conoscenza
delle lingue, disposti ad intraprendere una nuova attività "ponte"
tra l'Italia e la Cina. AL.EA, società di Traversetolo che fornisce consulenza
per l'industrializzazione nel paese asiatico, ha mantenuto la promessa, anzi è
andata oltre le aspettative di crescita. A cominciare dai numeri: il 2007 è
stato archiviato con un fatturato di 1 milione e 600 mila euro e il 2008 si
chiuderà a quota 3.500 milioni, un risultato dunque più che raddoppiato
rispetto allo scorso anno. Ma veniamo alle novità che quest'anno stanno
accompagnando l'attività di AL.EA (associata al Gruppo Imprese Artigiane), oggi
punto di riferimento delle aziende italiane che sbarcano in Cina. "Molto
importante per noi è l'apertura di una sede nuova a Shanghai - spiega Luca
Accolli, socio titolare della società insieme ad Erminio Arquati - un ufficio
di rappresentanza più grande e funzionale rispetto al precedente, collocato nel
cuore della città. Inoltre è operativa anche una nuova sede a
Traversetolo". Fondamentale per una società che sta crescendo rapidamente
anche dotarsi di collaboratori altamente qualificati: "Abbiamo assunto 5
persone,
( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PERUGIA pag.
8 ? PERUGIA ? LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in... ? PERUGIA
? LEZIONI AL VIA, stamattina, per il corso di laure in medicina e chirurgia.
Peccato che alcuni studenti non sappiano quali banchi li possano accogliere: a
Terni o a Perugia? Chi è al secondo anno di corso in poi, infatti e ha
difficoltà a seguire le lezioni in uno dei due capoluoghi può fare richiesta di
passaggio all'altra città, senza perdere crediti o insegnamenti visto che i
corsi sono identici. Le domande di cambio si potevano depositare fino a 15
settembre, ma trascorse due settimane agli studenti non è ancora arrivata
nessuna comunicazione. I telefono delle segreterie dei due poli squillano
(quello di Perugia è fuori uso), ma nessuno sa ancora dare certezza. Affinché
la richiesta sia accettata si debbono essere naturalmente liberati dei posti
nella sede di arrivo e gli studenti non debbono contare più di un anno fuori
corso. Decidere tuttavia se le condizioni ci sono spetta al Consoglio di corso
di laurea in Consiglio di facoltà. E, all'inizio dell'anno accademico,
l'assemblea non si è ancora riunita. O almeno non ne è giunta notizia. "I
RAGAZZI continuino pure a seguire le lezioni nella sede in cui hanno
frequentato finora ? rassicurano dalla segreteria di Terni ?: non perderanno
nulla nell'eventualità sia concesso il passaggio. Le presenze sono valide
indipendentemente dalla sede". Sedate perciò le preoccupazioni didattiche,
rimangono quelle del portafoglio. Frequentare assiduamente nell'una o
nell'altra sede comporta spesso la necessità di avere una casa in città. E la
lotta per accaparrasi la locazione migliore è ormai agli sgoccioli. Come
coniugare quindi l'incertezza della destinazione con il pagamento di una
caparra o del primo affitto? "Non sappiamo ancora
quando avremo disposizioni, ma sicuro è questione di pochi giorni ? continuano
da Terni ?. Saremo noi a avvertire ogni studente". Ma intanto c'è chi ha
dovuto lasciare l'appartamento. Pur facendo affidamento sulle promesse, è di
nuovo la burocrazia a
battere il tempo. E le famiglie ne fanno le spese.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
I COMMENTI pag. 14 TORNO
dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di residenza. Stavo in coda
al refett... TORNO dall'anagrafe dove ho impiegato 4 ore per un cambio di
residenza. Stavo in coda al refettorio delle elementari dietro a chi non sapeva
decidere fra il riso e la pasta. Ho sprecato intere mattinate in coda alla
segreteria dell'università. Sono stato in coda in banca, in posta, dal medico.
Una vita a fare la coda. A 55 anni mi ero illuso che fosse
possibile risolvere in parte il problema grazie a internet. Non è così. Certe
informazioni inutili le ottieni solo di persona, mangiandoti il fegato,
immolandoti alla burocrazia.
Ma perché? Gian Renato Boccalatte, e mail.
( da "Alto Adige" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
I Mahjongg
inaugurano domani sera un cartellone di nomi "doc" LA RASSEGNA
SENSATIONAL GIGS BOLZANO. In un momento in cui è sempre più difficile, per i
locali, ospitare la musica live per via dell'accresciuta burocrazia e anche un po'
dell'insofferenza di chi abita nei dintorni, il Boulevard di Via Goethe
annuncia addirittura un cartellone di concerti con ospiti anche stranieri. La
rassegna è intitolata Sensational Gigs in onore della prossima mostra del
Museion Sensational Fix dedicata ai Sonic Youth ma è completamente indipendente
da Museion e da finanziamenti d'ogni altra sorta, ci tengono a precisare
i gestori. Eventuali piccole sponsorizzazioni, peraltro, saranno più che
gradite, aggiungono. Ma vediamo il programma nel dettaglio: giovedì 2 ottobre,
Mahjongg (da Chicago, scuderia K Records); 23 ottobre, Volcano! (da Chicago,
scuderia Leaf); 4 novembre, martedì, Parenthetical Girls (da Portland/Seattle,
etichetta Tomlab); 27 Novembre, giovedì, Blake + Egle Sommacal
(Chicago/Bologna, Freefolk/Unhip). A seguire, altri nomi ancora da confermare.
Ma veniamo al primo evento, ovvero alla band americana Mahjongg, in arrivo
domani sera alle 21 al Boulevard. è una delle band più in voga della scena di
Chicago, suonano musica dance con attitudine rock. O forse il contrario. Fatto
sta che le etichette per loro si sono sprecate, dancepunk, electrofunk,
punkfunk, funkwave, whitefunk, no-wave, afropop, postpunk, ethno-electro, art-rock,
afroindierock e chi più ne ha più ne metta. Il loro set è semplicissimo: una
tastiera, una chitarra, un basso, due batterie e un sampler abbastanza arcaico.
Ogni strumento sul palco viene usato più volte da tutti e 5 i membri della
band, che a turno cambiano ruolo, senza mai cadere nell'autoindulgenza. Ne
risulta un suono, coinvolgente, allegro e molto al passo coi tempi. Per dare
l'idea di cosa aspetta i rockettari curiosi, ecco una recensione dell'ultimo
album "Kontpab" dei Mahjongg: "Cogliendo l'evoluzione in
direzione etnica della wave americana, tutta poliritmi e trip sintetici, questi
nerd freak montano un circo lisergico da manicomio... Il modo migliore per
scacciare gli spiriti malvagi del 2007" (8) (Diego Palazzo, rivista Blow
Up).
( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il riordino delle comunità
montane non viene nemmeno affrontato in consiglio regionale An, ceffone a Forza
Italia Il partito di Fini fa saltare l'accordo anche con la Lega Raffaele Zanon
impone la discussione sul servizio di ispezione in sanità ma il voto slitta
SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Dalla mezzanotte di ieri il Veneto è ufficialmente
l'unica Regione, assieme alla Puglia, a non aver legiferato sulle comunità
montane. Ma soprattutto ha definitivamente una maggioranza di governo a
coriandoli. Ieri è toccato ad An fare la parte del leone, mettendosi di
traverso ad accordo pressoché raggiunto tra Fi e Lega. Per ribadire l'esistenza
del partito, soffocato dai conflitti tra gli alleati, ha scelto la strategia
del ceffone: a Fi, portando in discussione la gestione del ruolo ispettivo e
alla Lega, opponendosi a qualunque ipotesi prevedesse più di 12 comunità. Una
scelta che vale una pessima figura al Veneto che aveva impugnato la Finanziaria
in Corte Costituzionale poiché si intrometteva su una competenza regionale.
Ieri mattina l'attività a palazzo Ferro-Fini era iniziata di buon'ora con un
valzer di incontri (Galan ed i capigruppo, la Lega da sola e via andando) che
facevano presagire un lieto fine. In attesa speranzosi c'erano anche i
rappresentanti delle comunità montane, che sarebbero stati pressoché ignorati
per buona parte della giornata - salvo qualche abboccamento di cortesia con
qualche capogruppo -, prima di tornarsene sui loro passi all'imbrunire, quando,
prima di altri, avevano capito che aria tirava. "Se la regione vuole
risparmiare - commentava sconsolato il presidente dell'unione comunità montane
Gialdino Zanchetta - dovrebbe operare un riordino complessivo di tutti gli enti
territoriali e partecipati e non accanirsi su enti minori che hanno dato prova
sinora di gestione virtuosa ed efficace". Del resto un segnale di
distensione e la volontà di accordarsi, era arrivato dallo stesso Galan che,
attorno a mezzogiorno commentava: "Fosse per me abolirei tutte le comunità
montane e destinerei tutti i finanziamenti che attualmente vanno a finire in stipendi e ulteriore burocrazia ai comuni che si consorziano tra di loro per alcune attività, ma
siccome il mio compito è di mediare con mia maggioranza spero che verrà fuori
una proposta più intelligente possibile". Convinto di aver annientato il
"pericolo" leghista, il governatore si era spinto oltre con
l'ottimismo: "Se non altro si registra un evidente successo politico,
che è quello che la posizione di una sinistra squallida, smentita e abbandonata
al nulla". Del resto, chiarito che il Carroccio era disposto a tagliare da
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SUD
data: 2008-10-01 - pag: 1 autore: Nel 2007, nonostante la liberalizzazione
della distribuzione elettrica, al Sud i black-out sono cresciuti del 12%, al
Nord sono calati Energia, la deregulation non basta Record negativo della
Sicilia: in dodici mesi ogni utente è rimasto al buio due ore Nell'anno della
liberalizzazione del mercato elettrico, al Sud il servizio è peggiorato e ciò
ha aumentato il divario rispetto al Nord: nel 2007,secondo la relazione annuale
dell'Autorità per l'energia, ogni utente meridionale ha subìto, guardando alla
bassa tensione, mediamente 98 minuti di blackout ( più degli 87 del 2006),
contro gli appena 31 del Nord (in netto calo rispetto ai 42 del 2006) e i 53
del Centro (dato sostanzialmente stabile). La situazione peggiore si è
registrata in Sicilia, con oltre due ore (127 minuti) di interruzione del
servizio. Salite di molto anche le interruzioni lunghe ( quelle superiori ai
tre minuti). Dietro questi dati c'è anche il deficit di
produzione rispetto al fabbisogno, molto acuto in Campania (importa il 60%
dell'energia che le serve)e Basilicata (51,4%). Colpa anche del-la burocrazia, che sta rallentando le
autorizzazioni per 15 centrali. Ma Puglia (in surplus dell'88%), Calabria e
Sicilia sono in attivo. Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN
PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 3 autore: Due Italie anche per i black-out
Mauro Maccauro: "Imprese in ginocchio per le microinterruzioni"
PAGINA A CURA DI Francesco Prisco Da un lato la parte più riccae produttiva del
Paese, dove da più di un secolo si concentra la grande industria e
infrastrutture all'avanguardia facilitano la vita a chi investe,dall'altra un
Mezzogiorno isolato e depresso, nel quale a raccogliere la sfida della
competitività sono le Pmi sempre agguerrite, qualche volta eccellenti. Due mondi
più lontani di quanto le coordinate geografiche lascerebbero intendere, perché
divisi da divari storici che, nonostante tutto, restano. E tra i divari più
preoccupanti c'è ovviamente quello energetico, "un asset sfavorevole che
penalizza oltre misura chi ha il coraggio di investire al Sud", come
spiega il presidente dei Giovani industriali della Campania Mauro Maccauro. A
lui sarà affidata la tradizionale relazione di apertura della seconda giornata
del Convegno di Capri degli under 40 di Confindustria, in programma il prossimo
fine settimana. "Abbiamo voluto aprire uno spazio di riflessione - spiega
l'imprenditore - su uno tra i più evidenti freni allo sviluppo. Siamo coscienti
che l'energia, almeno per i prossimi trent'anni, sarà il tema portante del dibattito
politico ed industriale, in Italia come all'estero". Presidente Maccauro,
tra il 2006 e il 2007 si è allargata la forbice degli standard qualitativi del
servizio energetico tra Nord e Sud. A questo punto il rischio isolamento per il
Meridione è sempre più concreto? Le carenze infrastrutturali che mettono il
Mezzogiorno fuorigioco da qualsiasi processo di sviluppo sono fin troppo
evidenti ed il crollo della qualità del servizio energetico al Sud non ne è che
un sintomo. Chi fa impresa ogni giorno deve fare i conti con problemi che, ai
colleghi che operano in qualsiasi altra parte d'Italia, magari appaiono banali:
le microinterruzioni dell'erogazione energetica mandano in tilt i nostri ritmi
produttivi. Problema che, quando ti confronti con i mercati internazionali,
pregiudica la tua competitività. Anche proprio a causa del gap energetico
esistente, produrre al Sud è più complicato e, di conseguenza, più costoso. In
che modo, a questo punto, affrontare la questione? Innanzitutto serve un po' di
sana autocritica da parte della classe dirigente che opera al Sud. L'Ue a
partire dagli anni '90 ci ha messo a disposizione doti cospicue di fondi per
farci recuperare i nostri gap di competitività. Se da allora il divario è
cresciuto, significa molto semplicemente che non siamo stati in grado di
capitalizzare le risorse affidateci. Sarebbe utile ripartire dai fondi
comunitari della tornata 2007- 2013 per migliorare le infrastrutture
energetiche esistenti e, nella maggior parte dei casi, crearne di nuove. Ben
vengano forme di premialità a chi investe sull'energia. Condivide, quindi, la
scelta del Governo di destinare gran parte degli aiuti del programma "
Industria 2015" proprio ad energia e ambiente? è un segnale importante,
quello dato dall'Esecutivo nazionale. Allo stesso modo, mi sembrano
apprezzabili alcuni passi in avanti compiuti da Regioni come la Campania che
con la programmazione 2007- 2013 provano a recuperare il terreno perso in fatto
di infrastrutture energetiche. La strada da compiere, ad ogni modo, è tanta.
Temi come energia ed ambiente scatenano puntualmente polemiche tra i fautori
delle fonti alternative e quelli che guardano con interesse a sistemi di
produzione poco popolari come il nucleare. Quando si parla di energia
bisognerebbe lasciare fuori dalla porta punti di vista pregiudiziali. Le fonti
alternative sono importantissime: energia solare ed eolica dovrebbero essere
incoraggiate con forza dalle istituzioni, come pure occorre sensibilizzare
all'utilizzo responsabile dell'energia. Si spreca tanto, troppo per un'epoca in
cui c'è puntualmente chi ci ricorda che le risorse che utilizziamo sono
limitate. è errato, tuttavia, mettersi di traverso in preda ai soliti isterismi
da sindrome "Nimby" se si parla di costruire una nuova centrale. Non
è solo l'opinione pubblica a bloccare la realizzazione di infrastrutture
energetiche. Anche la burocrazia fa la sua parte. Le istruttorie per l'apertura di una centrale o
anche solo per l'ampliamento di una rete già esistente sono lunghe e ricche
d'insidie. A complicare tutto, poi, contribuiscono i ricorsi alla giustizia
amministrativa che testimoniano l'estrema litigiosità che il tema energetico è
in grado di scatenare. Pure su questo versante occorre autocritica da
parte delle istituzioni. I controlli servono ma per le infrastrutture
necessarie allo sviluppo del nostro territorio chiediamo quella certezza dei
tempi che solo uno snellimento delle procedure burocratiche è in grado di
garantire. Il cammino da compiere per creare nuove infrastrutture energetiche
al Sud può trasformarsi in una chance di sviluppo per il territorio? Lo
speriamo e, se non altro, abbiamo centri di ricerca ed università che
sicuramente saprebbero raccogliere la sfida. Intorno ad essi dobbiamo
raccogliere le migliori realtà imprenditoriali interessate a sposare il
progetto. NEWFOTOSUD.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN
PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 2 autore: Freni allo sviluppo. In ballo anche molti interventi sulla rete Ostaggio della burocrazia 15 centrali Centrali
elettriche, reti di trasmissione, rigassificatori e termovalorizzatori. Opere
con caratteristiche e tecnologie molto diverse, accomunate dall'importanza
strategica per lo sviluppo del Meridione e al tempo stesso dal destino ricco
d'incognite, causa lungaggini burocratiche o integralismo ambientalista.
Il superamento del gap energetico che tiene il Sud lontano dal resto d'Italia
dipenderà in gran parte dalla realizzazione di queste opere. Se si guarda alle
sole operazioni di realizzazione o potenziamento di centrali termoelettriche,
15 dei 52 procedimenti di autorizzazione in corso al ministero dello Sviluppo
economico riguardano le regioni del Sud: quattro per la Campania, la Calabria e
la Puglia, tre per la Basilicata. Di questi ultimi ha ricevuto la verifica di
impatto ambientale favorevole il solo impianto Edison di Flumeri (Avellino),
mentre quelli calabresi di Crotone (Crotone Power Development) e Mileto (Mileto
Energia) hanno finora avuto parere interlocutorio negativo dalla commissione
Via. Per gli altri il percorso autorizzativo è ancora in corso, con tutte gli
inconvenienti burocratici che ne conseguono. Interessante osservare anche il
quadro storico delle iniziative dal 2002 ad oggi. Per il Mezzogiorno sono stati
autorizzati in tutto 14 progetti, di cui cinque per Campania e Calabria,
quattro per la Puglia. Nonostante le autorizzazioni incassate, ben 6 di queste
14 iniziative sono state fatte oggetto di ricorsi alla giustizia
amministrativa. Tra tutti i progetti autorizzati a partire dal 2002, il
ministero dello Sviluppo mette in evidenza in particolare i ritardi riguardanti
la centrale Edison da 800 megawatt di Pianopoli (Catanzaro), ferma dal 2003 per
problemi conseguenti il rilascio della concessione edilizia, e quella di
campana di Orta di Atella da 780 megawatt, anch'essa diventata oggetto di
contenziosi amministrativi. In Campania procede tra alterne vicende anche la
campagna di Terna per lo sviluppo della rete, con un investimento complessivo
di 453 milioni per 6 opere. C'è, per esempio, il potenziamento
dell'elettrodotto Benevento-Foggia, operazione da 75 milioni che dal dicembre
2006 ad oggi non ha ancora ultimato l'iter autorizzativo. Sorte analoga per la
nuova stazione elettrica di Avellino (43 milioni), in corso di autorizzazione
dal maggio 2008. La Campania, reduce da 14 anni di emergenza rifiuti, è anche
terreno di confronto per quanto riguarda la realizzazione di quattro
termovalorizzatori. Il primo di essi dovrebbe diventare operativo ad inizio
2009. Anche i termovalorizzatori siciliani sono frenati da un dibattito ormai
decennale, mentre non è ancora giunta ad un punto di svolta la querelle sui
rigassificatori. F. Pr.
( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ricor d o MICHELE Rago
Era esperto di letteratura francese, incontrò il comunismo e il giornalismo, fu
collaboratore del Politecnico , del Contemporaneo e redattore de l'Unità . Il
Pci era fatto anche di gente come lui, di un tessuto prezioso di idee e
speranze Rossana Rossanda Si è spento due mesi fa un compagno e amico di lunghi
anni, Michele Rago. Ha voluto che ne fosse data notizia solo più tardi per
fastidio, penso, della valanga di telegrammi, condoglianze e ricordi che
precipita a ogni dipartita per il senso di colpa di quelli che restano. Siamo
tutti, noi vecchi, così appesantiti dalle vicende del '900 e così poco
portatori di comunicazioni liete che ci isoliamo invece che tenerci vicini e
quando uno di noi se ne va, sappiamo soltanto di essere più soli a condividere una
memoria, che difendiamo a voce sempre più bassa. Michele è stato un uomo di
grande cultura e un giornalista di quelli che mettono avanti un libro o un
autore, antico o nuovo, prima di se stessi. Ma era uno che se ne stava sempre
un poco da parte, anche nel pieno dell'attività, per un suo riserbo, per non
imporre e imporsi, forse per scetticismo verso l'enfasi e il chiasso che erano
la modalità romana della sinistra. Lo ricordo nelle riunioni sempre seduto un
po' indietro, le braccia conserte e la parola breve, dubitosa o incomoda,
lontano dalla ricerca di effetti. Così è anche ritratto, se ricordo bene, in un
dipinto di Renato Guttuso "La discussione", penso attorno al 1956.
Era nato da una famiglia pugliese, presto emigrata a Chicago, presto rientrata
a Bari perché il padre lasciava moglie e figli per un'altra donna e non si
faceva più vedere. Mi dicono che questo lo avrebbe segnato: nessuno ti
delegittima ad esistere come un genitore che ti rifiuta. In piena miseria, i
soli studi regolari che poté fare, appena finita la prima guerra mondiale,
furono le elementari. Poi dovette lavorare per aiutare madre e fratelli,
rubando per sé ore e notti di studio, aiutato da un bravo prete e dalla
scoperta della biblioteca pubblica di Bari. Sembrerà strano agli odierni
svogliati, ma a quei tempi non c'era dubbio per nessuno che la strada per
passare nella vita passava dal sapere e che per sapere bisognava rinunciare
innanzitutto a molto del poco tempo per sé che rimaneva dal lavoro salariato.
Così Michele, dopo sforzi sui quali non era avvezzo a indugiare, nel 1933
avrebbe potuto superare da solo l'esame di maturità e iscriversi all'università
di Roma. Dove avrebbe incontrato Ingrao e Alicata e Lucio Lombardo Radice,
insomma i comunisti. Avrebbe fatto parte di quel gruppo fino al 1942, quando,
vinto un concorso di bibliotecario, dovette prendere il posto alla biblioteca
di Brera a Milano. Ma per breve tempo, perché i bombardamenti alleati e la
palese diffidenza dei tedeschi verso la tenuta degli italiani obbligarono a sfollare
i libri in tutta fretta. Nel 1943 era di nuovo a Roma durante la liberazione
della città e iniziava il lavoro di giornalista all'Ansa, probabilmente per
incarico del partito. Lo avrebbe continuato dopo il 25 aprile a Milano, in un
foglio "indipendente" finanziato dal Pci, Milano-Sera , che ebbe
notevole successo, e poi come redattore de l'Unità . In quel tempo collaborò
con il Politecnico di Vittorini, che spalancava orizzonti sconosciuti e le
culture che per vent'anni ci erano state precluse dal roboante fascismo. Quella
francese gli era la più congeniale. Dobbiamo esserci conosciuti in
quell'allegro tumulto, ma l'amicizia cominciò qualche anno dopo; chiamato a
Roma per dirigere nel 1948 un altro effimero quotidiano
"indipendente" sotto quelle fatali elezioni, e subito defunto dopo di
esse, dovette occuparsi della diffusione del libro che il Pci riteneva compito
suo e delle federazioni, in un paese così arretrato (di qui probabilmente anche
la memoria furibonda della sua egemonia). Non erano solo i testi classici degli
Editori Riuniti, peraltro in Italia prima inesistenti, ma una bella collana
economica a un certo punto diretta da un altro colto personaggio, Diemoz -
laica e illuminista, che era cominciata con il Trattato della tolleranza di
Voltaire e dove apparve il primo e scandaloso libro di Sibilla Aleramo. Nello
stesso tempo Rago pubblicava con Bompiani Romanzi Francesi dei secoli XVII e
XVIII e diventava corrispondente de l'Unità a Parigi. Nel 1954 vi sbarcavo
anch'io cercando Sartre, Georges Friedman, Le Corbusier tutta gente con la
quale il Pcf era ai ferri corti. Non ne avevo chiesto il permesso a nessuno in
Italia, dove peraltro nessuno me lo avrebbe negato. Caddi dunque dalle nuvole
quando, telefonando a Rago, mi chiese con voce calma se avessi preso contatti
con il Pcf e dove ero: "No, perché?" e "In albergo". Ahi!
ferma là, se non volevo creare un incidente fra i due partiti dovevo parlare
prima con qualcuno di autorevole al Boulevard Poissonniers. Conosceva bene
Jeanne Modigliani e mi avrebbe fatto avere un appuntamento con Victor Leduc,
responsabile della Cultura. Trovai in un bar Jeanne, che non somigliava affatto
al quadro del padre, e in seguito avremmo lavorato assieme a sostegno del Fln
algerino per un foglio clandestino che sovvenzionava Feltrinelli. Dopo avermi
bene esaminato, Jeanne mi assicurò che potevo parlare con Leduc alle due del
pomeriggio; ma arrivandovi dieci minuti prima fui praticamente rovesciata per
le scale da qualcuno che si precipitava giù furiosamente infilandosi la giacca.
Leduc non voleva o non poteva vedermi. Michele non batté ciglio e cercò Hesvé,
allora pezzo grosso dell'Ufficio politico, che mi parve una persona normale (e
forse per questa ragione sarebbe stato cacciato poco dopo). Insomma, avuto, per
dir così, il timbro sul passaporto, potei catturare i miei intellettuali ed
altri e con Michele passammo lunghe sere a discutere sulle rive della Senna.
Non c'era ancora il trauma del '56. Nel quale anche lui dovette inarcarsi come
un gatto sotto il temporale, ma come me non lasciò; non eravamo né ingenui né
cinici. E sono vicende che legano. Lavorò poi alla Commissione culturale con
Alicata e collaborando strettamente al Contemporaneo , il mensile di
letteratura diretto da Carlo Salinari, e quando fui a Roma a dirigere quella
sezione tentammo, benché la stampa non fosse di mia competenza, un totale
restyling della rivista, manifestamente ispirato al primo Politecnico - fogli
grandi, tipo quotidiano e aria nuova. Lo dirigeva Michele e a me parve
bellissimo. Ma come tutto quello che feci in quella carica, non dovette piacere
a molti altri; qualcuno si sentì più escluso che liberato, perché nel controllo
del partito, di cui io non volevo sapere, c'è il calore e la repulsione di una
famiglia oppressiva ma che hai dietro di te. Insomma, l'incarico gli fu tolto
con qualche pretesto amministrativo e cominciava una lotta politica nella quale
io sarei stata esclusa da ogni incarico e più tardi anche Michele. Non so in
quale circostanza; certo non fece scene e si ritirò all'Università, a Lecce, a
Salerno, a Siena. Diversamente da Ninetta Zandegiacomi, non fu con noi a
fondare il manifesto . Si trovava ormai fuori, università e collaborazioni
letterarie a l'Unità , e forse era stato preso da una certa stanchezza e
scetticismo. Nel 1972 una sua recensione de Il contesto di Sciascia suscitò i
furori di Colajanni, Macaluso e Guttuso, gli venne impedito di replicare e
lasciò sia l'Unit à sia il partito. Sarebbe rimasto a insegnare lingua e
letteratura francese e avrebbe pubblicato traduzioni e introduzioni in Italia e
in Francia di Céline, Diderot, L'abate Galiani, Rousseau, Flaubert. Finché la
vista glielo avesse permesso. Lo vidi l'ultima volta al funerale della figlia
di Luigi Pintor, Roberta, sul piazzale di San Lorenzo al Verano e gli andai
incontro: "Chi sei?", mi chiese gentilmente. Non vedeva più. Si
dicono tante cose nel bene e nel male dei partiti, ma ce n'è stato uno, che non
era come gli altri, il Partito comunista, fatto di gente come Michele, fedele
per una vita, che nulla chiesero e nulla ebbero se non un'idea o una speranza
che impedì a lungo all'Italia di diventare la mucillagine di adesso. Un partito che non era né una struttura né una burocrazia, ma il convergere di molte
vite, un tessuto fitto e di fili spesso preziosi, del quale gli attuali Ds non
hanno né memoria né idea. Michele è stato uno di essi. FOTO: "LA
DISCUSSIONE" DI RENATO GUTTUSO.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Speciale Pagina
11041 Il borsino Burocrazia, balzelli e attrezzature? Mille euro all'anno Il
borsino --> Non solo in Sardegna: i cacciatori sono diminuiti in tutta
Italia. Vent'anni fa le doppiette erano un milione e mezzo, oggi sono 800 mila.
Tra le cause della fuga dai boschi, gli eccessivi costi di gestione. Nell'Isola
andare a caccia costa: ogni anno 270 euro solo per il rinnovo del porto d'armi,
173 euro di concessione governativa, 50 euro per la tassa regionale,
altrettanti per la copertura assicurativa. Poi ci sono le spese per il fucile
(chi non ce l'ha e vuole andare a caccia deve spendere almeno altri 1.500
euro), cioè l'acquisto delle cartucce (da 5 euro in su un pacco da 25). In
bilancio va inserito anche l'abbigliamento, che va rinnovato periodicamente:
scarponi (da 130 euro in su), pantaloni, una cacciatora estiva e un'altra
invernale (da 200 euro in su tutto compreso). Senza mettere nel conto cani e
benzina, quindi, un cacciatore arriva a spendere anche più di mille euro
all'anno per il suo hobby preferito. (lo. pi.).
( da "Basilicanet.it" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASSESSORE
SANTOCHIRICO INCONTRA IMPRENDITORI DELLâ??API 01/10/2008 09.12.38 [Basilicata]
Gli interventi di caratterizzazione e di bonifica dei suoli della Valbasento,
lâ??avvio delle misure di aiuto alle imprese del POR 2007-2013, la
cantierizzazione delle opere e lo snellimento della burocrazia
regionale. Sono stati questi i temi discussi in un incontro a Matera tra una
delegazione di imprenditori e lâ??assessore regionale allâ??Ambiente e
Territorio, Vincenzo Santochirico. Ne dà notizia lâ??Api (Associazione
delle Piccole e medie imprese. â??Lâ??assessore ha dichiarato â?" si legge
in una nota - che è¨ quasi in dirittura dâ??arrivo la sottoscrizione
dellâ??Accordo di programma per la bonifica della Valbasento, dopo che una
modifica alla normativa nazionale ha comportato la perdita di 8 mesi di tempo.
Santochirico, inoltre, ha assicurato ogni impegno per la cantierizzazione del
maggior numero possibile di opere edili, onde evitare il rischio di perdere
parte dei finanziamenti della precedente programmazione 2000-2006 su cui la
Regione sconta qualche ritardo. Buone notizie anche sul fronte della burocrazia per le imprese estrattive. Santochirico, infatti,
ha annunciato unâ??intensa attività di snellimento della burocrazia nel suo Dipartimento. In primo luogo lo sportello
unico per accelerare i procedimenti autorizzativi per le imprese, al fine di
stabilire tempi di attesa certi e soprattutto rapidi per lâ??evasione delle pratiche.
Il ricorso, inoltre, a iter più¹ rapidi per il pagamento degli stati di
avanzamento lavori, facendo impiego di â??determineâ?
dirigenziali e, infine, il potenziamento dellâ??Ufficio Geologico e Attività Estrattive di Matera. In
particolare, lâ??assessore allâ??Ambiente doterà gli uffici di Matera di
maggiori competenze e autonomia, quindi di maggiore funzionalità ,
decongestionando la sede di Potenza e facilitando gli utenti materani. In
proposito, lâ??API ha più¹ volte segnalato lâ??impoverimento della struttura e
lâ??assenza di un presidio amministrativo e dirigenziale idoneo a soddisfare la
domanda imprenditoriale locale. Lâ??intervento dellâ??assessore, dunque,
agevolerà lâ??interlocuzione necessaria ad espletare le questioni burocratiche
e le pratiche amministrative, evitando di recarsi a Potenzaâ?. BAS
02.
( da "Denaro, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania verso capri
Cicala: Energia, buio al Sud Black out, nel Mezzogiorno la frequenza è tripla
rispetto al Centro-Nord "C'è una questione energetica che riguarda tutto
il Paese. E ce n'è un'altra, al solito più grave, che riguarda la Campania e il
Mezzogiorno, dove si scontano troppe interruzioni della fornitura". Lo
afferma il presidente di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, commentando il
tema della convention di Capri dei Giovani industriali. Giovanni Brancaccio A
Capri tiene banco l'Energia: com'è la situazione al Sud e in Campania? Di
sicuro non buona. E non si tratta delle solite lamentele sul divario esistente
tra Nord e Sud, sulle quali spesso indugiamo noi del Mezzogiorno. Alla luce
della drammatica crisi di qualche estate fa, il blackout che mise in ginocchio
il Paese, e del prezzo del barile che continua ad attestarsi ben oltre i cento
dollari, dire che c'è una questione energetica che riguarda il sistema Italia e
non solo il Mezzogiorno, è fuori discussione. Ma nell'ambito del sistema Italia
il Sud sta peggio? Purtroppo sì. Un esempio per tutti: l'Authority per
l'energia recentemente ha pubblicato uno studio in cui si evidenzia che, in un
anno, il Sud è rimasto al buio per un'ora e mezza: tre volte,cioè, il dato del
Nord. Sul fronte delle imprese, in provincia di Caserta, i disservizi
riguardano in particolare l'area industriale di Marcianise. Quali sono le
carenze più frequenti? Le carenze riguardano non soltanto il fabbisogno
energetico, ma innanzitutto la qualità della rete di distribuzione. Le aziende
della provincia di Caserta lamentano al gestore della rete continui e gravi
black out. Spesso si tratta di microinterruzioni, che sono diventate un vero
incubo per gli imprenditori, costretti a volte nella stessa giornata a
riavviare gli impianti più volte, con enormi sovraccosti di produzione.
Sviluppo sostenibile: Confindustria Caserta promuove in qualche modo sistemi o
progetti di tutela ambientale o di certificazione delle aziende? Certo e lo fa
seguendo due strade. La prima, è quella dell'esempio. Da circa un anno,
infatti, sul tetto della nostra sede associativa dunque, nel centro della città
funziona un impianto di produzione di energia elettrica dal sole, mediante
pannelli fotovoltaici. L'impianto ha una potenza di 19,44 kWp ed è stato realizzato
da una piccola azienda nostra associata. Gli esperti hanno calcolato che
l'installazione dell'impianto eviterà l'immissione in atmosfera di circa 14
tonnellate di Co2 all'anno, con un beneficio ambientale complessivo equivalente
alla piantumazione di un bosco di 660 alberi. E la seconda? La seconda, con
riguardo all'ambiente, muove dalla convinzione che non è più tempo di deroghe e
di rinvii. E' necessaria una risposta forte che recuperi un'immagine positiva
del territorio. In questo senso, per esempio, abbiamo immaginato un contratto
di filiera del comparto bufalino, che è già all'attenzione della Regione
Campania, per la realizzazione di impianti di biogas per la produzione di
energia, sia elettrica che termica. Quali altri temi sarebbe giusto affrontare
a Capri? "Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo
sopportato dalle imprese, dunque, è tema quanto mai indovinato per una kermesse
come quella di Capri. Certo, ci sono poi temi specifici del territorio, che
pure sono di importanza capitale per la società e per il tessuto
imprenditoriale. Quello della sicurezza è uno, giusto per ricordare il
tema all'indomani della bellissima giornata della legalità celebrata unitamente
alle forze sindacali e con la presenza della presidente Marcegaglia e dei
segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Questo, per noi imprenditori del Sud,
è il vero problema dei problemi". A Capri ci sarà anche il ministro delle
Attività produttive Scajola: a che punto è il tavolo con il Governo sulla crisi
industriale di Terra di Lavoro? "Si procede, con i tempi che tutti
conosciamo, ma si procede. Speriamo di poter dare un'accelerata all'iter già
nei prossimi mesi, se non giorni". Per lei è l'ultima uscita alla
convention da presiedente di Confindustria Caserta: che sensazione proverà? Non
lo so. Non ci ho pensato. Certo, nulla è eterno, le cose prima o poi finiscono.
L'importante, penso, è non sentirsi mai indispensabili, utili sì. E si può
essere utili in tanti modi. del 01-10-2008 num.
( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Casa inutilizzabile
per il gas che non arriva da un mese Il problema starebbe nei terminali
dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare ricorso al giudice Oltre un
mese di domande, solleciti verbali, discussioni. Il tutto per cercare di
ottenere un semplice allacciamento del gas in un appartamento in pieno centro a
Porto di Legnago. Una situazione quasi paradossale quella che sta vivendo Denis
Faggion, al momento residente a Verona, ma in procinto di trasferirsi con la
famiglia nel popoloso quartiere di sinistra Adige. Trasferimento per ora
bloccato proprio dall'impossibilità di usare il gas. Il 26 agosto scorso, dopo
aver preso in affitto un appartamentino in un condominio di via Pio X dove
abitano anche i suoceri, Faggion si è infatti ritrovato a
fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato per una banale richiesta come la
sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda di allacciamento - nonostante i
vari solleciti e lamentele presentati alla ditta alla quale si era rivolto per
ottenere il collegamento alla rete dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora
senza l'indispensabile fornitura. E, pur pagando l'affitto dal primo di
settembre, non può di fatto trasferirsi nell'appartamento. "Non sono
solo", spiega. "Ho una famiglia con due bambini piccoli ed è logico
che senza gas non possiamo vivere. Tutto questo è davvero assurdo, anche perché
non ho mai avuto una motivazione logica di quanto accaduto". Come si
diceva, tutto è iniziato alla fine di agosto quando Faggion e il suocero Luigi
Solato si sono rivolti ad una ditta specializzata che da tempo si occupa di
fare da tramite per le domande di allacciamento, riapertura dei contatori,
revisioni dei consumi e quant'altro. "Abbiamo presentato la nostra
regolare richiesta con l'assicurazione che saremmo stati contattati ed
informati sulla tempistica di installazione del contatore. Da allora, invece,
nessuna telefonata. E quando abbiamo chiesto spiegazioni in merito ci siamo
sentiti semplicemente rispondere che il problema era dovuto ad un intasamento dei
terminali dell'Italgas, che si trattava solo di avere pazienza e che anche
altre persone si trovavano nelle nostre stesse condizioni". Faggion e
Solato non si sono comunque dati per vinti, continuando a chiedere solleciti e
informazioni sui tempi nei quali si presumeva potesse avvenire l'allacciamento.
"Ma non c'è stato nulla da fare: hanno solo ribadito il problema ai
terminali, consegnandoci dei moduli di reclamo da inviare all'Italgas. Nel
frattempo abbiamo anche cercato di contattare il numero verde dell'ente senza
mai ottenere risposta. È possibile che nel Duemila in una cittadina come
Legnago ci si ritrovi in questa assurda situazione per avere un allacciamento
al gas? A questo punto non ci rimane altro che rivolgerci al giudice di
pace". Da parte sua la ditta concessionaria del servizio ribadisce a
chiare lettere che le responsabilità sono esclusivamente dell'Italgas e che si
tratta di un intasamento dei terminali dell'azienda che eroga il servizio.
Soluzioni possibili? Poche: "Fino a che i terminali non vengono
ripristinati", ribadiscono, "noi possiamo solo consigliare i nostri
clienti di rifare la domanda oppure di presentare reclamo". Faggion ha già
deciso: "Meglio un ricorso al giudice di pace". E.P. .
( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LEGNAGO. Una coppia
di Verona non può trasferirsi a Porto perché manca l'allacciamento chiesto il
26 agosto Casa inutilizzabile per il gas che non arriva da un mese Il problema
starebbe nei terminali dell'Italgas ma gli inquilini vogliono fare ricorso al
giudice Oltre un mese di domande, solleciti verbali, discussioni. Il
tutto per cercare di ottenere un semplice allacciamento del gas in un
appartamento in pieno centro a Porto di Legnago. Una situazione quasi
paradossale quella che sta vivendo Denis Faggion, al momento residente a
Verona, ma in procinto di trasferirsi con la famiglia nel popoloso quartiere di
sinistra Adige. Trasferimento per ora bloccato proprio dall'impossibilità di
usare il gas. Il 26 agosto scorso, dopo aver preso in affitto un appartamentino
in un condominio di via Pio X dove abitano anche i suoceri, Faggion si è infatti ritrovato a fare i conti con una burocrazia che mai si sarebbe aspettato
per una banale richiesta come la sua. Tanto che ad un mese esatto dalla domanda
di allacciamento - nonostante i vari solleciti e lamentele presentati alla
ditta alla quale si era rivolto per ottenere il collegamento alla rete
dell'Italgas - Faggion si ritrova ancora senza l'indispensabile fornitura.
E, pur pagando l'affitto dal primo di settembre, non può di fatto trasferirsi
nell'appartamento. "Non sono solo", spiega. "Ho una famiglia con
due bambini piccoli ed è logico che senza gas non possiamo vivere. Tutto questo
è davvero assurdo, anche perché non ho mai avuto una motivazione logica di
quanto accaduto". Come si diceva, tutto è iniziato alla fine di agosto
quando Faggion e il suocero Luigi Solato si sono rivolti ad una ditta
specializzata che da tempo si occupa di fare da tramite per le domande di
allacciamento, riapertura dei contatori, revisioni dei consumi e quant'altro.
"Abbiamo presentato la nostra regolare richiesta con l'assicurazione che
saremmo stati contattati ed informati sulla tempistica di installazione del
contatore. Da allora, invece, nessuna telefonata. E quando abbiamo chiesto
spiegazioni in merito ci siamo sentiti semplicemente rispondere che il problema
era dovuto ad un intasamento dei terminali dell'Italgas, che si trattava solo
di avere pazienza e che anche altre persone si trovavano nelle nostre stesse
condizioni". Faggion e Solato non si sono comunque dati per vinti, continuando
a chiedere solleciti e informazioni sui tempi nei quali si presumeva potesse
avvenire l'allacciamento. "Ma non c'è stato nulla da fare: hanno solo
ribadito il problema ai terminali, consegnandoci dei moduli di reclamo da
inviare all'Italgas. Nel frattempo abbiamo anche cercato di contattare il
numero verde dell'ente senza mai ottenere risposta. È possibile che nel Duemila
in una cittadina come Legnago ci si ritrovi in questa assurda situazione per
avere un allacciamento al gas? A questo punto non ci rimane altro che
rivolgerci al giudice di pace". Da parte sua la ditta concessionaria del
servizio ribadisce a chiare lettere che le responsabilità sono esclusivamente
dell'Italgas e che si tratta di un intasamento dei terminali dell'azienda che
eroga il servizio. Soluzioni possibili? Poche: "Fino a che i terminali non
vengono ripristinati", ribadiscono, "noi possiamo solo consigliare i
nostri clienti di rifare la domanda oppure di presentare reclamo". Faggion
ha già deciso: "Meglio un ricorso al giudice di pace". E.P. .
( da "Corriere Adriatico" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quasi tutti elettronicinecessitano
di unabuona prontezzaper selezionarel'ufficio desiderato Per abbattere le
attese ci sono i call center Quelli delle aziende anconetane funzionano:
risposte e delucidazioni dopo brevi pause ANCONA Con i call center i tempi di
attesa "virtuali" delle lunghe code nelle strutture pubbliche possono
essere abbattuti. Cornetta del telefono alla mano, è possibile parlare con gli
operatori dei call center nel giro di un paio di minuti. Una buona notizia
insomma per tutti coloro che sono scoraggiati dalle code e dalle lentezze
burocratiche dei nostri sportelli. Unica eccezione è il C.u.p., centro unico
prenotazioni, degli Ospedali Riuniti di Ancona, dove si deve aspettare di
essere richiamati dall'azienda prima di poter contattare un interno. Questo l'esito della seconda puntata sulla burocrazia ancoranata realizzato ieri chiamando diverse aziende anconetane
come Multiservizi spa, Enel spa, Conerobus spa, AnconAmbiente spa, Asur
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
A propositodelle
esternazionidi CacciariA proposito del sindaco Massimo Cacciari: abbiamo
sopportato l'epiteto di "piagnoni" affibbiatoci perché ci siamo
permessi di obiettare che a Venezia la qualità della vita è diventata davvero
infima a causa della monocultura dominante, tutta orientata a privilegiare il
turismo "mordi e fuggi" che distrugge la città. Anche se all'arte
abbiamo dedicato la vita, abbiamo finto di non sentirci definire alla stregua
di cittadini "che non capiscono niente d'arte e d'architettura".
Perché non abbiamo apprezzato lo scippo di venti milioni di euro perpretato ai
danni delle casse comunali (ergo: delle nostre tasche) finalizzato alla
costruzione di un ponticello inutile, che a pochi giorni dall'apertura mostra
vistose crepe e detiene già un record in fatto di incidenti a causa di vistosi
difetti di progettazione nelle alzate dei gradini e nell'impianto di
illuminazione. Abbiamo sorvolato sul problema: "il futuro è a
Mestre", poiché sappiamo che se da tutto il mondo si mettono in fila per
venire da queste parti, difficilmente sarà per la smania di visitare Piazza
Ferretto. Ci siamo rassegnati al nuovo gioco di società denominato "3 fantasma",
la linea d'acqua prima sbandierata come panacea per il trasporto dei residenti,
poi trasformata in un ennesimo omaggio alle torme di turisti di bauli corredati
da bimbi urlanti in varie lingue, e infine candidata all'estinzione. E via glissando.Insomma,
credevamo di aver fatto il callo alle "cacciarate", anche perché un
grillo parlante ci ammoniva: "chi è causa del sul mal...". Avevamo
votato il filosofo? Era giusto che ne sopportassimo le pittoresche
esternazioni. Ma il troppo stropia. Cacciari, intervenendo all'assemblea
comunale del Pd, ha denunciato con tono accorato che "c'è una obiettiva
ventata di destra", riconoscendo - bontà sua - come il nuovo partito della
sinistra riformista "aveva grandissime ambizioni e finora non ne siamo
stati all'altezza". Si spera che abbia usato il plurale maiestatico. E che
non pratichi lo sport più diffuso in luguna: il salto della memoria. Si è forse
dimenticato che è stato eletto con tutti i voti, anche quelli dell'estrema
destra, per battere la candidatura di Felice Casson? Per favore, Massimo, basta
con le prese in giro!Franco BatacchiVeneziaCosì l'Ulss 12ha negato la terapiaa
un malato doloranteSono basito per la qualità della sanità veneziana. Sono
venuto da Milano per una vacanza, munito della richiesta sanitaria stilata dal
fisiatra del prestigioso "Gaetano Pini". Mi sono presentato al
monoblocco del Lido specializzato in kinesiterapia con una capsulite alla
spalla destra molto dolorosa per fare 10 sedute di kinesiterapia ma secondo il
personale non esistendo un fisiatra non era possibile accettare la prescrizione
di Milano, come se fosse all'estero, quando la carta sanitaria dovrebbe essere
valida in tutta Europa. Mi sono allora recato al pronto soccorso che mi ha
mandato al pronto soccorso del Civile dove, dopo radiografia, mi ha visto un
medico ortopedico prescrivendomi un farmaco e la kinesiterapia. Forte di questa
prescrizione dell'Ulss 12 veneziana sono tornato al monoblocco dove un
burocrate mi ha detto che la prescrizione dell'ortopedico del Civile non era
valida in quanto ci voleva la prescrizione del fisiatra, di cui al Civile
nessuna mi aveva detto nulla, perciò diniego di prestazione sanitaria ad un
malato dolorante che non riesce più a dormire la notte per il male.Torno al
pronto soccorso del Lido e il medico di guardia, un rianimatore, si è
arrampicato sugli specchi per giustificare il comportamento folle di questo
sistema sanitario veneziano. Un infermiere mi ha consigliato, presente il
medico, di andare all'ospedale San Camillo ove sarebbe stato possibile fare la
terapia. Infatti mi dicono che sarebbe stato possibile, ma a pagamento di 350
euro, o con un'attesa sconosciuta per la visita del loro fisiatra, come se
fosse necessaria dopo quella del Pini di Milano e di quella dell'ortopedico del
Civile.Morale: è una vergogna incredibile che, tradendo il giuramento di
Ippocrate, possano succedere queste prevaricazioni da parte
di una burocrazia bolsa e
priva di qualsiasi considerazione verso l'ammalato.Gianantonio
GodeasMilanoRendiamovisibileil MarzenegoSi sta discutendo se sia possibile e
opportuno far ritornare visibile il fiume Marzenego attualmente coperto in
Riviera XX Settembre e in via Poerio. E già il fatto che se ne discuta
lo ritengo molto positivo. Anche il sindaco Cacciari ha parlato una volta di
Mestre come "città d'acqua" e spero che questa affermazione possa
realizzarsi. La copertura del Marzenego rientra in quella politica di voluta
distruzione della città nel periodo che Luigi Brunello ha descritto nel suo
libro "Mestre: gli anni del saccheggio". Si è voluto giustificare la
copertura con l'esigenza di dare più spazio fruibile al centro cittadino e si è
visto come quello spazio sia totalmente inutile e vuoto non solo in Riviera XX
Settembre ma anche in via Poerio, ora che la via è a traffico limitato. Si è
voluto giustificare la copertura con l'esigenza di coprire una fogna scoperta
mentre l'Amministrazione non è stata capace di ripulire quella fogna, di
imprimere una corrente d'acqua più forte magari creando qualche paratia e
cascata a monte del centro cittadino. Non si è voluto imitare la bellezza dei
corsi d'acqua nel centro di Treviso ma soltanto imbruttire quella che doveva
essere la periferia di Venezia, brutta come tutte le periferie. Adesso sono gli
anni del saccheggio di Venezia: sempre meno residenti e sempre più turisti,
sempre meno abitazioni e sempre più alberghi. Allora l'Amministrazione
veneziana ha capito che Venezia poteva continuare ad avere un ruolo di
capoluogo nella Regione Veneto soltanto "trasferendosi" a Mestre,
ossia valorizzando Mestre come città e non continuando a considerarla
periferia. Sono cose ovvie e risapute. Allora ecco le opere rivolte a
rivalutare il centro di Mestre (rifacimento di piazza Ferretto e via Palazzo,
pedonalizzazione, restauro della Torre, ecc.), meglio tardi che mai. In questa
opera di rivalutazione vedo inserito lo scoprimento del fiume Marzenego.Alberto
PeraleMestreNon è persala battaglia per il boscoScrivo a nome dell'Associazione
per il Bosco di Mestre, che rappresenta altre venti associazioni, tra cui tutti
i club service della città. Con grande dispiacere devo constatare che, a fronte
del sostegno disinteressato allo sviluppo delle aree verdi da parte della
maggioranza della cittadinanza, si ripetono ancora azioni contrarie, da parte di
privati. Un bene come lo storico boschetto planiziale di Carpenedo merita amore
e rispetto! Il bosco ha bisogno di un'area verde circostante che faccia da
cornice e consenta un avvicinamento soft, dall'area antropizzata all'ambiente
naturale. Il bosco di Carpenedo, che è un sito protetto ai sensi della
direttiva "Habitat" della comunità europea, merita lo stesso rispetto
di una chiesa, di un santuario o di un monumento. E siamo molto preoccupati che
qualcuno voglia costruire vicino al boschetto! Ma ciò che più ci preoccupa in
questo tentativo di urbanizzazione degli otto ettari contigui al boschetto è
soprattutto il problema culturale! Vorremmo che, nella nostra città, le
persone, di fronte all'interesse privato, non dimenticassero la necessità di
tenere nella dovuta considerazione anche l'interesse collettivo altrimenti, di
fronte ad interventi di questo tipo, è necessario che la cittadinanza si
opponga. E per scoraggiare o, comunque, indirizzare correttamente questi ed
altri interventi, è necessaria una presa di posizione, non solo da parte dei
competenti uffici pubblici, ma anche e soprattutto da parte dei cittadini.
Un'iniziativa importante, come quella di costruire nell'area contigua al
boschetto, non si dovrebbe realizzare. Per questo motivo la nostra Associazione
si attiverà per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica, promuovendo un
dibattito aperto con la cittadinanza e le autorità. La battaglia per il bosco
di Carpenedo, speriamo, non è ancora persa!Pietro MianiPresidente Associazione
per il Bosco di Mestre.
( da "Articolo21.com" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Sergio Nazzaro
Ancora una strage. Otto morti: sei extracomunitari e un italiano. Non è la
prima non sarà l'ultima. Nel
( da "Sicilia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Movimenti giovanili
DEL centrodestra e del PdL Rinnovo degli organi superiori dell'Università In
vista delle elezioni per il rinnovo degli organi superiori dell'Università di
Catania, che si svolgeranno il 16 e il 17 ottobre, i maggiori movimenti
giovanili del centrodestra ed in particolare del Pdlhanno deciso di scendere in
campo in maniera unitaria con un'unica lista per ognuno dei cinque organi
superiori. La lista si chiamerà "Alleanza
Universitaria-AzioneGiovani-Arcadia-Controcampus-Trinacria", prendendo
spunto dai nomi delle associazioni che partecipano della stessa e verrà presentata
nel corso di una conferenza stampa stamani alle ore 10:30 nella "Sala
Coppola" al 2°piano del Palazzo degli Elefanti. Alla conferenza stampa
parteciperanno, oltre ai dirigenti delle relative associazioni, anche i
consiglieri comunali e i deputati del Pdl e del centrodestra catanese. Lotta
Universitaria Presentate per la prima volta liste del movimento Lotta
universitaria ha presentato le proprie liste per le elezioni universitarie del
16 e 17 ottobre 2008 all' Università di Catania. Stamattina si svolgerà una riunione
organizzativa. Lotta Universitaria, organizzazione degli Universitari
Forzanovisti, ha presentato proprie liste alle prossime elezioni per eleggere
le rappresentanze studentesche all'interno dell'Università di Catania il 16 e
17 ottobre 2008. "Con un grande sforzo organizzativo - si legge in una
nota - e superando l'immane burocrazia che regola la competizione universitaria, la lista "Lotta
Universitaria " correrà per i consigli superiori e precisamente per:
Senato accademico, Consiglio di amministrazione dell'Università 1° e 2°
livello, Consiglio di Amministrazione dell' Ente regionale per il Diritto allo
studio universitario (Ersu) 1° e 2° livello, Comitato per le attività
sportive e ricreative". E' la prima volta che Lotta universitaria
partecipa alle elezioni universitarie e sarà un occasione per dare voce a quei
tanti studenti che oggi non si riconoscono in questo tipo di università , che
vedono calpestati i propri diritti giornalmente e che sono costretti a
effettuare gli studi in condizioni di disagio accademico e logistico.
"Pochi punti saranno il perno del nostro programma - sostengono gli
aderenti - che sarà focalizzato esclusivamente ad una riqualificazione
dell'Università e alla risoluzione dei problemi annosi che si perpetuano da decenni
impedendo agli studenti una serena didattica in tempi e luoghi congeniali allo
svolgimento del percorso formativo universitario. "Lotta Universitaria si
pone infine come unica alternativa alle miriadi di liste e listine,
evidentemente il malcostume politico ha invaso anche l'università, che da anni
si combattono all'interno dell'università e ai loro rappresentanti che mai
hanno risolto effettivamente i problemi degli studenti..ma che hanno invece
accelerato le proprie carriere universitarie allineandosi con le baronìe di
potere". lotta studentesca Oggi riunione aperta per "un'altra
Università" Gli studenti di Lotta Studentesca si riuniranno stasera alle
ore 20,30 presso la sede di Ateneo di Catania, in via Luigi Sturzo 235, per
definire il programma e le prossime iniziative di propaganda. La riunione è
aperta a tutti gli studenti che vogliono contribuire con proprie idee e
proposte a costruire un'"altra Università".
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INCHIESTA I covi
dei disperati nella città dei progetti fermi Contenitori industriali dismessi, aree destiante ad accogliere importanti strutture caratterizzanti
il nuovo segno della rivoluzione urbanistica salernitana. Ma si accumulano i
ritardi. "Non per colpa della burocrazia" ma per la lentezza dei privati. È l'accusa dell'assessore
all'urbanistica Mimmo De Maio. E quegli spazi, assaliti del degrado, sono i
covi dei senza dimora. CARLOMAGNO A PAG. 33.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le tane dei
disperati nella città immobile PIERA CARLOMAGNO I vigili urbani fanno il loro
dovere. Da qualche mese a questa parte si conta una sfilza di blitz con tanto
di fermi, sequestri o evacuazioni. La città ringrazia, abituata com'è alle
tirate del sindaco sulla "varia umanità" che abita certi luoghi. E il
verbo è quello giusto, perché ormai barboni ed extracomunitari non in regola
con il permesso di soggiorno, hanno eletto alcuni angoli della città a loro
dimora più o meno permanente. L'ultima fatica del comandante Bruscaglin e dei
suoi uomini si è consumata nelle stesse location di sempre. Le ex fabbriche,
gli ex uffici, la piazza della stazione ferroviaria, i portici di Sant'Agostino
non hanno tradito le aspettative degli agenti e il repulisti ha avuto successo.
Sono i luoghi maleodoranti e sporchi, locali o marciapiedi ricoperti di scatole
di cartone, coperte e pezze abbandonate durante il giorno e utilizzati di notte
come giaciglio, bottiglie e resti di cibo. Sono i luoghi delle continue
richieste, dal parcheggio abusivo praticato da ormai professionisti, volti noti
in città più di quelli degli impiegati della Salerno Mobilità,
all'accattonaggio. E se per piazza Vittorio Veneto e piazza Sant'Agostino più
di un controllo maggiore non si può ipotizzare, sono i contenitori, gli
"ex" qualcosa che rappresentano l'ostacolo principale. In attesa
delle realizzazioni del Puc, nulla dovrebbe essere lasciato al caso,
l'amministrazione comunale sa perfettamente quale sarà l'avvenire di questi
luoghi. I ritardi restano, a volte burocratici, a volte di rapporto con gli
imprenditori. Da parte sua, l'assessore all'Urbanistica Mimmo De Maio
attribuisce solo ai privati la responsabilità delle lungaggini. In qualche caso
il Comune minaccia anche lavori in danno. L'ex ostello della gioventù di
Torrione, di proprietà dell'avvocato Calabrese, ha visto, per esempio, un
carteggio importante con l'amministrazione comunale. Ci fu una diffida, da
parte del Comune, a mettere in sicurezza l'immobile, e il privato provvide con
quelle che si chiamano tompagnature e sono in pratica le chiusure in muratura
di porte e finestre. Non è stato difficile però distruggere quelle pareti e
l'ex ostello è stato teatro, negli ultimi mesi, di vari episodi di cronaca.
L'ex Marzotto è un altro esempio, per De Maio, dei ritardi dei privati:
"Abbiamo chiesto della documentazione che non arriva", afferma. A
febbraio scorso fu proprio lui a dire che se "Iniziativa 90" dei
consorziati Schiavo e Pastore non avessero dato segnali a breve termine,
sarebbero scattati provvedimenti di chiusura dei 45mila metri quadrati di
immobile in disuso. Ma per ora il fabbricato resta accessibile. Il progetto per
il recupero è bell'e fatto: prevalenza di abitazioni, tranne una piccola fetta
di terziario e ovviamente gli standard urbanistici. Ufficialmente esiste già la
proposta preliminare con una ipotesi di intervento rispetto all'assetto viario
conforme a quello già esistente, tranne che per una modifica che vedrà la realizzazione
di una rotonda tra parco Arbostella e via Allende per l'immissione del traffico
sul boulevard che correrà lungo il mare. La porta della Porta Est. Su questo
preliminare il Comune ha chiesto della documentazione che, dice De Maio, non
arriva. Stesso discorso per l'ex Enel, dove c'è la proposta di un intervento di
ristrutturazione edilizia. In questo caso si tratta di una procedura diversa,
tutta privata, che passa per lo Sportello unico, ma anche questa è in fase di
definizione. De Maio è categorico. Niente ritardi burocratici, niente progetti
che dormono negli uffici comunali e passa la palla agli imprenditori,
costruttori e proprietari privati degli immobili interessati: "Quello che
vorrei dire agli imprenditori salernitani, che spesso e volentieri fanno polemica sui tempi della burocrazia, è che guardino alla loro capacità di proporsi, alle situazioni
di stallo in cui molte volte si trovano le loro stesso opere. Che guardino ad
un nuovo modo di lavorare, ad una nuova cultura del fare, che si impegnino, in
fin dei conti, per essere attori del progetto di sviluppo complessivo che si
sta quotidianamente portando avanti in città".
( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centrodestra a
pezzi, il Veneto non riesce a votare e lascia la palla al governo. Di 19 enti,
se ne salveranno 11: 8 bellunesi e 3 vicentini VeneziaLa Regione Veneto ha abdicato
alle proprie prerogative in materia di Comunità montane dando via libera ai
poteri sostitutivi dello Stato previsti dall'ultima Finanziaria del governo
Prodi e fatti propri anche dal governo Berlusconi. Con la maggioranza di
centrodestra che esce a pezzi da una convulsa giornata di trattative per
riparare all'incidente di percorso in commissione dove era passata (con
l'apporto determinante dei voti della sinistra) la proposta della Lega Nord per
una riduzione simbolica da
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-10-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
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2 Cacciatori, 15 mila in meno Lorenzo Piras --> Cacciatori in fuga dai
boschi. Dal 1994 le dop- piette sono 15 mila in meno. Colpa dei costi, delle
tasse e della burocrazia. All'orizzonte nuovi vincoli
per la caccia alla pernice.
( da "Articolo21.com" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Nino Amadore E' diventato
infine un problema di numeri (e di nomi). Come se la brutalità delle cifre
potesse rappresentare una diminutio per il lavoro fatto dagli imprenditori
siciliani nell'ultimo anno. E invece un calcolo al contrario, tenendo conto
delle sole notizie di stampa, porterebbe a cambiare prospettiva: sono infatti
oltre 200 imprenditori e commercianti siciliani che nell'ultimo anno hanno
raccontato alla magistratura e alle forze dell'ordine di aver pagato il pizzo e
hanno spesso riconosciuto i loro aguzzini. La cifra, lo ripeto, è frutto di una
stima e di un calcolo molto rapido e pertanto potrebbe anche essere più alta, e
rappresenta la vera cesura con il passato. Sono oltre 50 gli imprenditori
espulsi o in predicato di espulsione da Confoindutria Sicilia in applicazione
del codice etico varato un anno fa ma potrebbero essere molti di più alla luce
degli allontanamenti e di dimissioni dall'associazione presentate
apparentemente per altri motivi. Insomma i numeri servono ma sul piano
culturale ciò che è accaduto con la scelta della borghesia produttiva isolana è
molto di più. “Nulla sarà più come prima” ha ripetuto più volte il presidente
di Confindustria Sicilia Ivan lo Bello aggiungendo una constatazione che sono
fino all'anno scorso sembrava assurda: “Oggi è più solo chi non denuncia, chi è
colluso con la mafia. Ed è una situazione ben diversa rispetto a 17 anni fa
quando era solo Libero Grassi che aveva denunciato il ricatto mafioso. Oggi
Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema
confindustriale, come Conticello, Vecchio, Catanzaro, gli imprenditori che
hanno denunciato il pizzo”. Certo va registrata una certa difficoltà a Palermo,
dove le denunce non sono esplose come è avvenuto altrove. Ma c'è da dire anche
che il capoluogo siciliano deve scontare una intelaiatura sociale e politica
particolare: per anni convivere e tacere è stata la regola principe e per anni
“chiedere una cortesia a un amico” che poi era l'amico mafioso è stata la
regola. Il risultato è che oggi potrebbero esserci interessi opachi, che solo
chi ha registrato le transazioni e dato consigli alle parti conosce bene, e
potrebbe dunque esserci la spinta a (per dirla in latino maccheronico) quetum
non movere. Ciò non vuol dire che gli imprenditori palermitani siano tutti
collusi e nemmeno che siano tutti pavidi ma certo appare chiaro il segno di una
rivoluzione culturale che stenta ad arrivare. Ad Agrigento, dove invece la
cesura è stata più netta, l'associazione degli industriali ha registrato la
richiesta di nuove adesioni da parte di imprenditori che si riconoscono nella
linea della legalità seguita dal presidente Giuseppe Catanzaro. Resta intatto invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino,
quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte
chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al
presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un
nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'altro si sindaci
siciliani affinché facciano “come Rosario Crocetta a Gela, dove le denunce sono
ormai 90 e i provvedimenti per sbarrare la strada alle infiltrazioni mafiose
non si contano”. In pratica le aziende si attendono un cambio di passo anche da
quella politica che l'ex questore di Palermo Giuseppe Caruso ha definito “dalle
mani legate”. La svolta appare necessaria alla luce delle dinamiche della
società civile e dell'economia: “C'è un risveglio. Basti pensare ai ragazzi di
“addio pizzo” o di “Libero futuro” a Palermo . O alle associazioni antiracket
tradizionali. Pagare il pizzo era prima tollerato, un male necessario che
lasciava indifferente la maggior parte della società siciliana. Oggi pezzi
crescenti di essa attribuiscono un fortissimo disvalore sociale ad un certo
tipo di comportamento” dice Lo Bello e aggiunge, lui che è anche presidente del
Banco di Sicilia: Anche le banche hanno cambiato atteggiamento. Perché
l'imprenditore che non denuncia, e finisce denunciato per favoreggiamento,
viene guardato con diffidenza da chi deve finanziare la sua attività economica,
o da chi deve comprare i suoi prodotti. Certo ci sono quelli che nei quartieri
mafiosi denunciano e vengono isolati. Ma c'è una compensazione complessiva del
fenomeno. E c'è un danno reputazionale che si vuole evitare. Ecco perché è
possibile sperare in un flusso di denunce ancora più consistente”. Nino Amadore
www.cinquelire.info.
( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione delle Province è
"una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione
fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della
politica". Lo afferma in una nota il sindaco di Roma, Gianni
Alemanno. "Non è questione che riguarda specificatamente la Provincia di
Roma - spiega - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato,
a gennaio di quest'anno, in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe.
Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso,
ha lanciato l'idea di abolire le province nelle aree metropolitane. Idea che,
lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti. Credo,
quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una strada
percorribile".
( da "Corriere.it" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Hanno tra i 18 e i
35 anni, spesso lasciano l'Italia per motivi di studio, poi restano fuori dai
confini per guadagnare Le motivazioni Stipendi più alti, curiosità, ma
soprattutto modalità di ricerca dell'occupazione molto più semplici I giovani
all'estero per lavorare La sfida dei precari globali Gli italiani sono un
milione e mezzo Vagabondi, disposti a rischiare, web dipendenti per vocazione e
poliglotti per necessità. E soprattutto allergici ai mali
endemici del sistema Italia, dall'eccesso di burocrazia alla pratica delle raccomandazioni: i "precari
globali" o nuovi migranti sono l'antitesi del giovane viziato e mammone (e
dal 2004 il numero dei figli tra i 20 e i 30 anni che vivono in famiglia è in costante,
leggera diminuzione). Una generazione più mobile, almeno nelle
intenzioni, come svela la ricerca condotta da Kelly Workforce Index, citata nel
Rapporto Italiani nel mondo 2008: su 17 mila intervistati, il 61 per cento ha
dichiarato di essere disposto a trasferirsi all'estero per lavorare; in realtà
poi solo 1 su 4 si è spostato effettivamente. Ovvero tra il dire e il fare...
In ogni caso degli oltre 3.734.00 italiani residenti all'estero, più di un
terzo, circa il 37 per cento, appartiene alla fascia d'età fra i 18 e i 34
anni. Regno Unito, Spagna e Germania sono le mete predilette ed è curioso
notare che l'incidenza dei giovani (compresi i minori) sul totale dei residenti
in questi Paesi supera la metà, esattamente come in America Latina. Ma quali
sono le motivazione che spingono a fare le valigie (e rispetto al passato ci
sono più partenze nell'arco della vita lavorativa, più destinazioni e molti più
contatti con il punto di partenza)? Oltre al miglioramento economico (84%), c'è
l'apprendimento di una nuova lingua (47%) e poi la curiosità verso culture e
contesti professionali diversi, il desiderio di avventura e la sfida personale
L'anticamera Erasmus Studiare all'estero è, spesso, l'inizio del percorso: nel
2006 gli studenti iscritti a un ateneo straniero erano 38.690, con una
preferenza per le università tedesche (20%) mentre è la Spagna è stata la meta
prediletta dagli studenti che hanno partecipato al programma Erasmus: in tutto
17.195 nell'anno accademico 2006-2007, dato in decisa crescita dopo una leggera
flessione negli anni 2003-
( da "Corriere delle Alpi" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
La richiesta di
Valentino Vascellari lascia però perplesso il governatore del Veneto
"Serve un'agenzia per la montagna" Teatro comunale affollato per
l'incontro voluto dall'Associazione degli industriali BELLUNO. Un'Agenzia per
la montagna. Per tutta la montagna veneta. Ma con sede a Belluno. Non un altro
carrozzone. Ma una struttura molto snella, capace di dare risposte in tempi
reali, non virtuali, alle imprese e a quanti altri operano
sulle terre alte ma si trovano le mani legate dalla burocrazia. E' quanto ha chiesto Assindustria Belluno, attraverso il suo
presidente Valentino Vascellari, alla Regione, rappresentata al teatro Comunale
dal suo governatore, Giancarlo Galan. Un teatro zeppo, "nonostante
l'invito a qualche sindaco, da parte del presidente Reolon e di trento, e non
partecipare", ha sottolineato, compiaciuto, Galan. Il quale s'è
molto speso contro la cultura dell'assistenzialismo che, a suo avviso, sta
catturando anche una parte del bellunese, "quella che guarda al
passato". E invece no. Gli imprenditori che faticano a resistere ai piedi
delle Dolomiti, per i tanti, i troppi svantaggi, non fanno questue. "Non
chiediamo contributi o assistenza ma di essere messi nelle condizioni di
effettuare investimenti senza gli svantaggi che caratterizzano le aree di
montagna" ha detto Vascellari. "Noi suggeriamo che sia creata
un'agenzia dedicata alle aree di montagna di tutto il Veneto". Non troppo
rassicurante la risposta di Galan. "Non so se serva un'agenzia - ha
risposto Galan - ma serve sicuramente qualcosa che ci permetta di relizzare
opere in assenza di capitali pubblici. In Italia non si farà più nulla senza il
contributo dei privati. Serve per davvero un'iniziativa privata forte ed una
politica che faciliti gli investimenti". Come dire, cari industriali
scucite ancora risorse per sostenere, attraverso il project financing, le opere
che mancano. "Siamo stati primi ad utilizzare questa metodologia, con il "Passante
Alpe Adria"" ha specificato Vascellari. "Bene, continuate"
ha esortato Galan. Un'Agenzia servirebbe, ad esempio, al turismo, perché tanti
operatori del settore sono esausti nell'attraversare i meandri della burocrazia. Il turismo, appunto: ovvero l'alternativa al
manifatturiero. Le statistiche, è stato riferito al Comunale, non sono
rassicuranti; parlano di una inversione di rotta addirittura dell'8% per il
Bellunese. Galan ha invitato a non tener conto delle statistiche e soprattutto
dei dati che provengono ai titolari d'albergo, molti dei quali "piangono
il morto". Per la verità - ha puntualizzato il governatore - non tanto
sulle Dolomiti, quanto a Venezia e dintorni. Ma la ricettività bellunese è
sufficiente? Bisogna investire di più negli alberghi o in quali altri settori?
Vascellari si è speso per i centri residenziali in cui i turisti possano
"ruotare" di anno in anno. E le seconde case? Il presidente degli
industriali ha recitato, per quanto riguarda, un "de profundis" per
questo comparto. "So che non sono del mio parere altri colleghi in
associazione, ma le seconde case hanno dimostrato di essere sempre vuote dopo i
primi entusiasmi; andate in giro e le trovate chiuse". Basta, dunque, con
questa pratica. Anche - ha specificato Galan - per non abusare del territorio,
in buona parte ormai consumato. E al riguardo il presidente ha riferito della
sua "preoccupazione", anzi, "forte preoccupazione" per
l'attesa sentenza sul Piano regolatore di Cortina. Teme, il governatore, che
arrivino sorprese davvero poco simpatiche. E quanto a Cortina, Galan s'è
dichiarato non proprio entusiasta dei prezzi. Sono decisamente troppo alti.
"Ho dovuto passare in banca per comperare una confezione di
casunziei", ha riferito. Per due ore è continuato il dibattito moderato da
Claudio Pasqualetto. A conclusione il presidente si è confessato in pubblico.
"Per la prima volta, dopo 14 anni di presidenza della Regione, debbo
ammettere di essere davvero preoccupato per il futuro: con la crisi che c'è in
giro non so proprio che cosa potrà accadere. C'è meno disponibilità economica e
si vedono meno turisti. Questo in tutto il Veneto. Ma la provincia di Belluno,
che è la nostra area più fragile, sarà la prima a pagare. Proviamo soltanto ad
immaginare che cosa accadrebbe se la Germania va in recessione. Bisogna avere
idee nuove, non fermarsi mai, non limitarsi ad organizzare i progetti di
piccolo cabotaggio, come fa qualche sindaco o presidente di Provincia".
( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 234, pag. 8 del 2/10/2008
Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Il ministro Brunetta stila la riforma: con i nuovi tassi inflattivi in 7
anni risparmiati 900 milioni Addio ai contratti unici statali In arrivo dal
2010 aumenti stabiliti regione per regione Di solito è una relazione tecnica,
piuttosto grigia, che negli anni ha denunciato lo stato
crescente di perdita di competitività della burocrazia italiana. Quest'anno il ministro della funzione pubblica, Renato
Brunetta, ne ha fatto un'occasione per fissare i paletti di una riforma contrattuale
radicale: i dipendenti pubblici si devono preparare a dire addio agli aumenti
di stipendio fissati a livello nazionale, già dal 2010 si passerà a contratti
di stampo federale. Si tratta della relazione sullo stato
dell'amministrazione pubblica italiana 2007-2008, che ieri il ministro ha
inviato al parlamento. Tra le tabelle e i numeri su precariato e aumenti
salariali, infatti, trova spazio anche la revisione del sistema contrattuale. E
mentre quello privato ha visto le trattative impantanarsi, con la Cgil di
Gugliemo Epifani che ha fatto saltare il tavolo, dicendo definitivamente no
alle proposte di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sul versante
pubblico Brunetta è deciso a non fermarsi. "Sono disposto ad andare avanti
anche da solo", attaccava ieri, mentre auspicava un modello contrattuale
unico, tra pubblico e privato. Intanto, Brunetta, nella relazione sullo stato
dell'amministrazione italiana, declina le priorità dell'azione di governo per
il futuro. Per esempio sul fronte dell'unicità delle intese nazionali. Il
ragionamento è che il federalismo incombente - con il ddl messo a punto dal
ministro per la semplificazione amministrativa, Roberto Calderoli- porterà
inevitabilmente a un federalismo contrattuale, che Brunetta aveva del resto già
annunciato nel disegno di legge delega sull'innovazione della pa.La priorità è
assicurare "la tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e
autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del
settore pubblico, anche in relazione ai profili contrattuali di rispettiva
competenza". Ma non solo. Il tasso di inflazione in base al quale i
contratti saranno rinnovati sarà fissato di volta in volta in via negoziale.
Insomma, l'inflazione programmata, che ha segnato finora l'aumento di partenza
delle buste paga, non ci sarà più. Ci saranno tassi inflattivi stabiliti in via
negoziale. Il valore "di questa piccola modifica procedurale può essere
giudicato sulla base del calcolo che, tra il 2001 e il 2007", si legge
nella relazione di Brunetta, "la sua applicazione avrebbe comportato un
risparmio di spesa pari a più di 900 milioni di euro l'anno". Nel mirino
di Brunetta anche le retribuzioni di fatto, che grazie agli aumenti concordati
presso le singole amministrazioni e pagati con i fondi interni, sono cresciute
negli ultimi anni nel pubblico più che nel privato. Saranno introdotti
"indicatori oggettivi che possano stabilire un riferimento ragionevole
alla spesa per la contrattazione decentrata". E per farlo, "il
governo intende legare l'entità delle erogazioni definite dalla contrattazione
decentrata in ogni singola amministrazione agli effettivi risultati e ai
risparmi di gestione conseguiti". Ma per il momento c'è da chiudere con il
passato e dunque rinnovare i contratti dei 3,5 milioni di dipendenti pubblici
per il biennio già iniziato, il 2008-2009. Martedì prossimo i sindacati avranno
il primo round all'Aran sui ministeriali. Brunetta ha confermato che a
disposizione ci saranno complessivamente i 3 miliardi di euro già criticati dai
sindacati perché insufficienti: "Tutelano il potere d'acquisto dei
salari", ha detto Brunetta. Dal 2010, poi si cambia. Tanto che, nella
direttiva 2008-2009, Palazzo Vidoni ha già previsto che per gli anni a seguire
sarà pagata solo un'idennità di vacanza contrattuale. In attesa della riforma.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri l'insediamento
del nuovo presidente del tribunale: ha denunciato i problemi legati alla
carenza di personale e ha chiamato tutti a raccolta "Darò a Treviso una
giustizia più veloce" Schiavon: processi troppo lenti e burocratici, con
grave danno alle imprese "Ho trovato un chiodo sulla mia sedia, sarà un
portafortuna" Treviso, terra d'eccellenza, ha una giustizia che non
funziona. Anzi che è tra le peggiori d'Italia per numero di magistrati. Gravi
carenze di personale e complicazioni del rito rallentano i processi
allontanando imprese e cittadini. Occorre invertire la rotta, subito. Lo ha
detto ieri il neopresidente del tribunale Giovanni Schiavon nel suo discorso di
insediamento. E ha annunciato la nuova stagione della giustizia trevigiana.
Salutato dal presidente reggente Francesco Pedoja, dal procuratore Antonio
Fojadelli, dall'Ordine degli Avvocati e da quello dei Commercialisti, dal
presidente della Provincia Leonardo Muraro ("Chiediamo tranquillità per
Treviso) e dal prosindaco Giancarlo Gentilini ("Lei è un grande
capo"), si è insediato ieri in via Verdi il nuovo presidente Giovanni
Schiavon. Più che un arrivo, il suo, è un ritorno: a Treviso è stato infatti
presidente della sezione fallimentare, poi presidente del tribunale di Belluno,
quindi capo degli ispettori ministeriali (entrò in frizione con l'allora
ministro Roberto Castelli). Uomo abituato a parlare franco - lo ha premesso nel
suo discorso - il neopresidente è andato subito al sodo. La giustizia, ha detto
ieri Schiavon, ancora prima che una funzione è un servizio per i cittadini e
per le imprese. Un servizio che a Treviso, terra d'eccellenza, non funziona
come dovrebbe. C'è poco personale (il palazzo di Giustiza è, sotto questo
profilo, tra i peggiori in Italia) e serve una diversa organizzazione del
settore civile: più snella, meno burocratica, meno centralistica. Il presidente
ha annunciato battaglia chiamando tutti a raccolta. Politici compresi, pur
senza farso troppe illusioni sul loro intervento. Ma eccola la "formula
Schiavon" per la giustizia trevigiana. Giustizia e imprese.
"L'amministrazione della giustizia qui a Treviso non è in linea con il
livello di eccellenza della Marca - ha spiegato - La giustizia è un servizio
per i cittadini e, come tale, deve essere efficiente. Mi riferisco soprattutto
a quella civile che ha un'importanza particolare per la dinamicità economica di
questa terra. L'impresa è il principale utente di tale servizio. E' assurdo che
Treviso, che ha un imprenditoria particolarmente attiva, sconti il peggior
rapporto tra numero di magistrati e aziende". La conseguenza? La lentezza.
Schiavon ha parlato di vera e propria "patologia" a proposito di un
fenomeno che sta interessando le aziende: "C'è la fuga delle impresa dalla
giustizia civile. Abbandonano le cause relative alla riscossione dei
crediti". La lentezza dei processi. "La moltiplicazione dei riti - ha
detto Schiavon - ha complicato la vita della giustizia civile. I fascicoli sono
diventati ipertrofici, contenitori di atti che rendono introvabili i nuclei di
idee. Il giudice si è ridotto a svolgere funzioni notarili di certificazione
delle presenze. E nessuna delle parti sa più di cosa si sta trattando". Il
processo di Kafka, insomma. Centralismo. "Si sta facendo strada
un'organizzazione statale fondata sul sistema federalista, ma nella giustizia
resta quello centralista che non tiene conto delle esigenze locali. Non ha
senso imporre dall'alto parametri organizzatvi precostituiti, servono soluzioni
specifiche". Soluzioni. Come fare, si è chiesto Schiavon, per affrontare questi
problemi? "La crisi si supera con il riconoscimento delle prassi
virtuse". Le riforme, ha detto, devono partire dal basso. Occorre una
nuova organizzazione che punti sul dialogo tra le parti (magistrati e avvocati)
e sull'elasticità delle procedure. "A Treviso trarremo esempio da alcuni
tribunali virtuosi. Mi farò portatore della costituzione di un'associazione fra
tribunali piccoli e medi". Ancora: "Alla mancanza di benzina ci si
dovrà abituare, il vero problema è la grave carenza di magistrati. E a questo
proposito vedo un fosco futuro. Serve la massima valorizzazione delle risorse
umane: le persone giuste al posto giusto. Va bandita
l'inutile burocrazia, la
rigidità applicativa e quella tabellare (divisione del lavoro tra magistrati
fissata dall'alto, ndr)". Chiamata a raccolta. "Dobbiamo reclamare e
pretendere che ci venga dato quello che altri tribunali hanno già", ha
affermato Schiavon. E poi: "Occorre lavorare in gruppo per uscire
dalle secche in cui si sta impantanando la giustizia nella Marca. Il problema è
di tutti. Aspettatevi da me entusiasmo e impegno, io lo pretenderò da tutti:
solo così daremo alla città la giustizia che si merita. Non potremo fare
miracoli, ma miglioramenti sicuramente sì". Politici. Schiavon ne ha
sollecitato l'impegno per migliorare la giustizia trevigiana: "Tutti
devono farsene carico, anche i ministri trevigiani". Salvo poi
sottolineare che "dal potere politico non mi aspetto nulla". Il
chiodo. Sburocratizzare è uno degli imperativi di Schiavon. Che ha aperto la
cerimonia di insediamento sburocratizzando anche quella. E suscitando la risata
in aula: "Sulla mia sedia - ha raccontato - ho trovato un chiodo (e lo ha
mostrato, ndr). Forse lo ha messo qualcuno, forse gli avvocati. Io lo tengo
come portafortuna".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL PROF E' AL SUO
POSTO Baciò l'alunna: nessun provvedimento al docente E fa discutere la
motivazione "buonista" del pm Nessun provvedimento all'interno della
scuola nei confronti del docente che due anni fa avrebbe baciato sulle labbra
una studentessa. L'insegnante, peraltro, continua ad occupare la cattedra
dell'istituto. Secondo il regolamento infatti, né la dirigente né il
provveditorato possono avviare alcun iter amministrativo contro il docente,
finché non verrà emessa una sentenza definitiva da parte del giudice. Ad
emettere l'eventuale sanzione sarà comunque compito della dirigente
dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, previo parere del Consiglio
nazionale di pubblica istruzione. Un percorso fra le maglie
della burocrazia lungo e,
vista la vicenda, delicatissima. Intanto fa discutere la richiesta di
archiviazione del procedimento da parte della Procura: il bacio del docente,
infatti, sarebbe stato "manifestazione d'affetto", eccessiva,
inopportuna, ma comunque non lasciva. "Mi sembra una motivazione
quantomeno curiosa - commenta il sociologo Vittorio Filippi - Nel rapporto
alunno-docente non ci dovrebbero essere queste forme di manifestazione di
affetto. Anche se si dovesse arrivare alla conclusione che nel docente non c'era
alcuna intenzione maliziosa, il bacio non ha un significato banale, soprattutto
in un contesto come quello della scuola. Anche se si fosse trattato della
figlia di un amico, il docente non avrebbe dovuto baciare la sua studentessa.
Inoltre si dovrebbe tenere in considerazione anche la grande differenza di
età". Dello stesso parere anche la psicologa Antonella Baiocchi. "Il
significato di un gesto cambia a seconda del contesto - dice - Ed è importante
tenere in considerazione come la studentessa ha vissuto quel gesto da parte del
suo docente".
( da "Adige, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per la prima volta anche
Friuli-Venezia Giulia e Alto Adige Visite con degustazioni nella più grande
edizione L'edizione 2008 di Grapperie Aperte sarà quella che presenterà il
maggior numero di distillerie visitabili nella storia della manifestazione. E'
ormai la quinta edizione e l'appuntamento autunnale dell'Istituto Nazionale
Grappa è l'occasione per l'apertura al pubblico di ben 38 distillerie. Con
l'importante entrata nel gruppo di Friuli-Venezia Giulia e Alto Adige.
"Segno che la manifestazione è sana e cresce - ha commentato Cesare
Mazzetti, presidente dell'Istituto Nazionale Grappa - Queste due nuove regioni
arricchiscono ulteriormente l'offerta dell'Istituto Nazionale Grappa ai
visitatori". Grapperie Aperte è l'occasione per vedere con i propri occhi
la complessa attività di distillazione che dalla buccia dell'uva estrae uno dei
distillati più ricchi al mondo. "Una procedura delicata, da tenere
strettamente sotto controllo per ottenere prodotti eccellenti dal punto di
vista organolettico, ma anche salubri. Per questo l'Istituto è contrario ad
iniziative che tendono a ripristinare antiche consuetudini
"casalinghe", come il recente progetto di legge in cui si legittima
la distillazione fai-da-te - ha aggiunto Mazzetti - Non si tratta solo di
concorrenza sleale nei confronti delle distillerie, molte delle quali sono da
sempre di dimensione artigianale. Si rischia di immettere al consumo prodotti
di scarsa qualità, a danno dell'immagine del prodotto e a rischio per la salute
dei cittadini". Più che nuove leggi l'Istituto Nazionale Grappa chiede
piuttosto una semplificazione dell'enorme burocrazia che grava sulle distillerie
italiane, magari prendendo ad esempio legislazioni come quella di Austria,
Germania e Francia. Grapperie Aperte 2008 sarà quindi l'occasione per vedere i professionisti
della distillazione all'opera. Visite in tutte le distillerie con degustazioni
guidate per capire la complessità aromatica della grappa, ma non solo.
Sono infatti molte le distillerie che organizzano eventi speciali proprio in
occasione di Grapperie Aperte. In Piemonte, tra i tanti appuntamenti, spazio
all'arte in distilleria, ma anche a una mostra dedicata ai documenti antichi
che trattano della distillazione. In Valle d'Aosta è il turno invece
dell'insolita accoppiata grappa e prosciutto crudo locale, mentre in Lombardia
terranno banco le torte a base di grappa. In Trentino, tra le tante iniziative,
spazio a un corso di degustazione in chiave femminile, in Alto Adige è invece
aperta ai visitatori la Galleria dei Sensi. In Veneto spazio agli amanti del
camper che possono godere della festa del baccalà e delle grapperie aperte
nello stesso giorno, ma non mancano i corsi di assaggio. In Friuli, infine,
largo alle auto d'epoca. Il tutto, ovviamente, nel nome della grappa e della
sua degustazione attenta e misurata. Anche quest'anno infatti torna il
"guidatore designato": le grapperie incoraggiano un visitatore per
gruppo a non assaggiare il distillato per riportare a casa gli amici in
sicurezza. 02/10/2008.
( da "Nuova Venezia, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Polizia
senza soldi, Alfa 159 rotta e ferma da 15 mesi La volante ha solo duemila
chilometri. Il Siulp: "Faremo una colletta per aggiustarla" Storie di
ordinaria follia: un' Alfa 159 (in foto) del valore di 70mila euro, con duemila
chilometri, ferma da due anni per un danno di 10 mila euro. Questo perché non
ci sono soldi per aggiustarla. A denunciarlo la segreteria provinciale del
Siulp che provocatoriamente vuole organizzare una colletta per "salvare la
159". Ma come questa vettura ce ne sono migliaia sparse in tutto il
Veneto. "Il Siulp vuole porre l'attenzione sull'emblematico caso
riguardante una nuova e fiammante Alfa Romeo 159 2.4 Jtd delle volanti in
carico alla Questura di Venezia che a seguito di un incidente avvenuto nel
giugno del 2007 è ancora ferma presso l'autocentro di Padova, in attesa delle
necessarie riparazioni - spiega in una nota la segreteria provinciale del Siulp
- Il danno ammonta a circa 10 mila euro, cifra non impossibile da sostenere a
nostro modesto giudizio, considerato il costo iniziale di acquisto della
vettura che si aggira sui 70mila euro. Riflettendo successivamente sui
chilometri percorsi dall'autovettura, duemila circa, qualsiasi eventuale
ragione economica di bilancio o di altro meccanismo di illogica burocrazia italiana, non può da noi
essere né condiviso né accettato". A questo punto scatta la provocazione
del sindacato di polizia. "Pertanto qualora la riparazione non fosse
possibile a causa di problemi di "cassa" noi del Siulp organizzeremo
una pubblica raccolta fondi, al fine di poter "salvare la 159" e
garantire così ai cittadini ed ai nostri colleghi una vettura in più sul
territorio", conclude il sindacato. "Viene ora spontaneo chiedersi:
ma quanti veicoli si trovano in queste condizioni per poche migliaia di
euro?". (c.m.).
( da "Centro, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara Tinti ospite
del Rotary Il magistrato affronterà i temi della giustizia PESCARA. Relatore di
alto livello per il nuovo incontro proposto dal Rotary Club Pescara presieduto
dal dottor Luigi Lazzaro. Sabato prossimo, 4 ottobre, nel roof garden
dell'hotel Esplanade di piazza Primo Maggio, il procuratore della Repubblica di
Alba, Bruno Tinti, autore del best seller e Premio Biagi "Toghe Rotte"
tratterà dei problemi della giustizia, raccontando come li percepisce chi la
giustizia quotidianamente la fa e la amministra. Il magistrato nel suo libro
racconta in modo leggero e fruibile delle incongruenze e delle assurdità che
impediscono alla macchina giudiziaria di funzionare: valanghe di carte che
vagano da un ufficio all'altro, cavilli e codicilli spesso tra loro
contrastanti che fanno sì che oltre il 90 per cento dei fascicoli cadano in
prescrizione. Il procuratore Tinti non risparmia giudizi taglienti al mondo
della magistratura, a partire dai magistrati che si
contentano della piccola dose di burocrazia quotidiana in attesa dello scatto di anzianità, per arrivare
fino alle "correnti" nella magistratura stessa. Nella sua carriera
Tinti ha lavorato prima con Mario Carassi e poi Bruno Caccia, giudice di grande
integrità morto ammazzato. Da più di venticinque anni si occupa di
diritto penale dell'economia, falsi in bilancio, frodi fiscali, reati
fallimentari e finanziari. Cura la rubrica "Toghe rotte" nel blog di
Chiarelettere.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il consiglio vota la
riforma per i Comuni e anche la deregulation per gli interventi minori in
edilizia. Più flessibilità ai piani regolatori Non si dovranno più pagare le
spese per la Dia Urbanistica, la Cdl cancella i vincoli per verande, barbecue e
terrazzi di PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Arredi per giardino, terrazze, barbecue,
tettoie, porticati, verande, casette per gli attrezzi, allacci alle utenze e la
realizzazione di lapidi o targhe: stop alle autorizzazioni edilizie per i
piccoli interventi edilizi e via dunque all'ampliamento dell'attività edilizia
libera. Sono alcune novità della riforma urbanistica del Friuli Venezia Giulia,
da ieri in discussione in consiglio regionale e che oggi sarà approvata. La
maggioranza di centrodestra ha cosí voluto puntare sulla "semplificazione
dell'attività edilizia", come ha spiegato il capogruppo del Pdl Daniele
Galasso che ha firmato la proposta di legge assieme ai capigruppo del
centro-destra in consiglio regionale Danilo Narduzzi (Lega), Edoardo Sasco
(Udc) e Roberto Asquini (Misto). Ieri è stato dato l'ok al primo dei quattro
articoli; oggi la votazione finale. Piú flessibilità e poteri per i Comuni, meno burocrazia per i cittadini, è in sintesi la nuova riforma targata Cdl. Per
i piccoli interventi edilizi, dunque, non servirà presentare la Dia (denuncia
inizio attività) e pagare i diritti di segreteria e l'onorario del progettista.
Si potranno costruire strutture chiuse (piccoli garage o magazzini) fino a un
massimo di
( da "Tirreno, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lucca Monoblocco,
summit Favilla-Tavanti Il sindaco porta gli studi: "Si può fare al Campo
di Marte" LUCCA. L'incontro potrebbe essere oggi o domani. Il sindaco
vuole vedere il direttore generale dell'Asl, Oreste Tavanti, per riprendere il
discorso sulla possibilità di costruire il nuovo ospedale a Campo di Marte,
invece che a San Filippo. A questo incontro Mauro Favilla non arriva a mani
vuote: porta gli studi effettuati in questi mesi sulla possibilità di
realizzare il monoblocco accanto al vecchio ospedale. Ma soprattutto porta la
decisione del consiglio comunale di non prevedere l'ospedale nuovo a San
Filippo. Proprio la settimana scorsa, infatti, il consiglio ha deliberato di
non adeguare il piano strutturale (che non prevede il monoblocco a S. Filippo)
al regolamento urbanistico (che invece lo prevede). E, di fatto, ha vincolato a
verde
( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LONDRA I
Conservatori hanno piani chiari per salvare l'economia britannica dalla crisi e
aggiustare la "società spezzata" che è oggi il Regno Unito: così il
leader dei Tory, David Cameron ha lanciato la sua sfida ai laburisti di Gordon
Brown, cercando di scrollarsi di dosso l'etichetta di "principiante"
che proprio il primo ministro gli aveva affibbiato, giudicandolo troppo
inesperto per gestire l'attuale crisi economica. In un discorso pacato e
personale, alla conclusione del congresso conservatore a Birmingham, Cameron si
è presentato come "l'uomo con un piano", ma ha ammesso di non avere
"cure miracolose" per l'economia, promettendo come primo atto una
stretta sulla spesa pubblica e non il taglio delle tasse. Le elezioni politiche
ci saranno solo nella primavera del 2010. "Noi erediteremo un enorme
deficit e l'economia disastrata ? ha attaccato ? e ci vorranno scelte
impopolari per il bene a lungo termine del Paese. Lo so, e sono pronto a
farle". In questa fase critica, ha proseguito rispondendo direttamente al
premier, "alla Gran Bretagna serve capacità di giudizio e carattere, non
esperienza... Serve un cambio di direzione". Cameron ha ripetuto che il
partito che fu di Margaret Thatcher e Winston Churchill è "unito e
pronto" a governare e di essere all'altezza del compito: "La nostra
risposta alla crisi è stata misurata, proporzionata e responsabile. Dobbiamo
ricostruire la nostra economia a pezzi, rinnovare la sanità
pubblica vittima della burocrazia, riparare la società spezzata, questo è il nostro piano per il
cambiamento". Questo di Birmingham era considerato un discorso cruciale
nella carriera politica di Cameron, da tre anni alla guida del partito. Avanti
da mesi sul Labour nei sondaggi, Cameron pensava a una passeggiata trionfale
per Birmingham. Ma la crisi finanziaria ha in parte rovinato i suoi
piani: pur mantenendo un certo vantaggio sul partito di Brown nelle intenzioni
di voto, nei sondaggi è emerso che i britannici continuano a fidarsi più del
premier che di lui, nella gestione della difficile fase economica.
( da "Giornale di Brescia" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 02/10/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Spazio ai problemi dei lettori con
le bollette, spesso causati dallo sdoppiamento della società Nel labirinto dei
ritardi dell'Enel Un anno per "normalizzarsi" Dopo le numerose
segnalazioni giunte al numero verde di Pronto Giornale di Brescia in merito ai
disguidi amministrativi subiti da utenti Enel, ci siamo avventurati
nell'intricato sistema della gestione clienti della società che fornisce
energia elettrica a circa 30 milioni di cittadini italiani. La casistica
riguarda principalmente fatture non recapitate e contratti mai perfezionati,
soprattutto relativi alla richiesta di passaggio a Enel energia. Dal 1° luglio
2007, infatti, il mercato dell'energia è completamente liberalizzato,
consentendo a tutti di scegliere il proprio fornitore sul mercato libero, come
previsto dal decreto-legge n.73/07. In Enel si è assistito a uno scorporo delle
attività di Enel Distribuzione: da una parte "Ese", Enel servizio
elettrico, società del gruppo destinata a servire i clienti che non hanno
scelto il libero mercato, e dall'altra "Enel energia", operante sul
libero mercato. Proprio la richiesta di passaggio da una gestione all'altra
sembra sia la causa dei pesanti ritardi nel recapito delle bollette, in molti
casi "sparite" da mesi. I LETTORI. "Dal 4 aprile 2008 sto
aspettando l'attivazione del mio contratto "Enel energia pura casa",
stipulato a febbraio - scrive un ragazzo di Bovezzo -. Dopo le continue
sollecitazioni tramite telefono, fax, e-mail inviate a Enel sono ancora in alto
mare, e non so più cosa fare. Ma è possibile essere trattati così?". Da
Castel Mella invece: "Abbiamo una casa a Padenghe e mia moglie ha fatto il
passaggio a Enel energia nel periodo in cui abbiamo la casa chiusa, in inverno.
La prima bolletta è stata di 250 euro, ma il mio contatore era fermo, al di
sotto della quota segnata dalla bolletta". Sempre su Padenghe, una signora
non riceve bollette addirittura dal febbraio
( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Costati 500.000
euro, si inaugurano sabato. Poi degustazioni in centro Si apre nel segno della
solidarietà la festa della Madonna del Rosario a Canonica d'Adda. Sabato alle
15 verranno inaugurati i nuovi alloggi comunali in via Vallazza: quattro
appartamenti ad affitto agevolato che verranno assegnati a residenti in
difficoltà economica. I lavori, iniziati nell'ottobre 2006, sono durati un anno
in più del previsto. Sia per difficoltà tecniche, sia per intoppi burocratici:
i quattro appartamenti sono stati ricavati all'interno della porzione centrale
di una cascina del XVII secolo, abbattuta e poi ricostruita. Quanto alla burocrazia, la Sovrintendenza ai beni architettonici ha imposto il blocco
sul cantiere dal momento che non era stata informata dell'abbattimento. Gli
opportuni controlli hanno comunque alla fine accertato che l'edificio non aveva
alcuna rilevanza storica e così, dopo quattro mesi, i lavori sono ripresi.
I quattro appartamenti, costati alle casse comunali circa 500.000 euro, hanno
una metratura di 40, 45, 73 e
( da "Nuova Sardegna, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gallura "Il
canile deve essere affidato alle associazioni di volontariato" Lettera indirizzata
al sottosegretario alla Sanità ARZACHENA. La "Lega nazionale per la difesa
del cane" promuove il rifugio alle porte della città, ma chiede al
sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che la residenza per gli
animali sia data in gestione alle associazioni di volontariato. Il canile di
Arzachena, rimasto per anni prigioniero della burocrazia, deve essere affidato a dei soggetti che si prendano cura degli
ospiti a quattro zampe. "Abbiamo visitato la struttura e abbiamo constato
che l'opera pubblica non è compromessa da atti vandalici - dice Sebastiano
Candidda, coordinatore regionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane -
anche se nutriamo dubbi sulla conformità della struttura a tutti i requisiti
del regolamento di attuazione della legge sul randagismo, così come per
la mancanza dell'autorizzazione sanitaria della Asl". Il coordinatore
candida poi il suo gruppo di volontari alla gestione del rifugio. "La
legislazione vigente indica di privilegiare le associazioni protezioniste
riconosciute, sia per l'aspetto economico che per la effettiva salvaguardia del
benessere degli animali - precisa -. Bisogna inotre dire che la nostra
associazione può promuovere quella funzione sociale che il canile deve svolgere
nel territorio, non solo di contrasto al randagismo, ma anche di educazione e
promozione del rapporto uomo-animale". "Associazioni e comuni hanno
scopi simili. Purtroppo però gli amministratori preferiscono spesso affidare le
gestioni a privati, che garantiscono di "non sentir più parlare dei
problemi dei randagi", nonostante queste gestioni siano economicamente più
pesanti e senza un effettivo riscontro sulle condizioni di vita degli animali -
conclude il coordinatore della Lega -. Abbiamo già sottoposto la vicenda del
canile di Arzachena al sottosegretario Martini, per evitare che anche questa
struttura venga scippata alle associazioni in favore di privati con pochi
scrupoli". (se.lu.).
( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tra gli stranieri in
attesa in prefettura: la burocrazia è un incubo "Una nuova legge? No, non ne so niente. Quando?
Come?". Non vogliamo spargere il panico nella sala d'aspetto della
prefettura, al terzo piano di via Zelasco, allo sportello dei primi ingressi.
Eppure basta scambiare poche parole con le persone in attesa per capire che non
solo la notizia delle nuove regole in materia di ricongiungimenti non è arrivata
ai diretti interessati, ma che anche la normativa attuale è qualcosa di
lontano e sconosciuto. C'è chi, come Ndiaye Papa Lamine, senegalese, si è
affidato al sindacato per portare la moglie in Italia. E chi, come Omar
Ibrahim, egiziano, ha inviato tutta la pratica per il figlioletto via posta per
poi scoprire, cinque mesi dopo, che doveva farlo via internet. Oppure chi, come
la giovane Hassania Samlali, marocchina, da più di un anno fa avanti e indietro
dallo sportello per tentare di portare in Italia un cugino di secondo grado,
quando la legge consente di fare arrivare solo i genitori, i figli e il coniuge
(e a particolari condizioni). L'impressione è che l'insieme di pratiche, orari
a intermittenza, interminabili richieste di documenti e integrazioni, già
complesso per un cittadino italiano, sia un mare dalle profondità insondabili
per un cittadino straniero. Basta piazzarsi all'ingresso degli uffici di via
Zelasco, o fare su e giù con l'ascensore tra i tre piani per imbattersi in
sguardi smarriti, occhi puntati su avvisi interminabili e troppo complessi
anche per chi ha qualche dimestichezza con la lingua italiana. In questo
turbine burocratico capita così che Ndiaye aspetti fiducioso il suo turno, ma
non per un appuntamento o una scadenza particolare, ma semplicemente per
"sapere a che punto è la mia pratica". "A un mio amico ? spiega
? è capitato di presentarsi allo sportello e scoprire che la sua richiesta era
già stata accettata da mesi". E Ndiaye non vuole perdere tempo: in Senegal
ha moglie e due figli piccoli. Il primo passo è fare venire qui lei,
"l'anno prossimo, spero", poi penserà ai due piccoli. "Ora non
posso perché condivido l'appartamento con un mio conoscente, non è possibile
portare tutta la famiglia qui". Ma Ndiaye ha fatto i conti con la nuova
legge che innalza il tetto di reddito necessario per chiedere il
ricongiungimento? No, non sa nulla della nuova legge, ma non perde la fiducia:
"Mi basta il mio lavoro. Sono qui da 11 anni, piano piano riuscirò a
starci anche con tutta la mia famiglia". Omar ha lasciato Il Cairo nel
1995 e ora vorrebbe avere accanto a sé il figlioletto. In una mano ha una
ricevuta dello scorso aprile, nell'altra una stampata di una pratica
telematica. Attende il suo turno e ci spiega molto emozionato che i documenti
li ha già inviati tutti via posta, "ma poi ho saputo che dovevo utilizzare
internet e ora sono qui per cercare di capirci qualcosa". Hassania invece
ormai è un'habituée degli uffici di via Zelasco. "È da più di un anno che
mio fratello ha chiesto il ricongiungimento con un suo parente, figlio di
nostro zio, e io sono venuta qui almeno sei o sette volte per cercare di
portare avanti la pratica. No, non mi pesa dover perdere una mezza giornata per
farlo, mi pesa che ogni volta ricevo le stesse risposte. Oggi mi hanno detto
che serve un avvocato. Boh, staremo a vedere". E via: i documenti tornano
nella cartelletta e si ritorna alla vita di tutti i giorni. Fino al prossimo
appuntamento. P. D.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone La
"conversione" di Berto Tassan Zanin analizza il nuovo corso politico
dell'ex sindaco AVIANO. "Apprendo con piacere il rinsavimento del
consigliere Berto, il quale, dopo aver sparato a zero contro i partiti per
un'intera campagna elettorale, e anche prima, ora desidera fare parte di Forza
Italia: finalmente ha capito l'importanza dei partiti, della loro capacità
aggregativa e della loro vicinanza ai problemi della società civile": lo
afferma Paolo Tassan Zanin, consigliere comunale di Aviano. Una dichiarazione
messa a verbale nell'ultimo consiglio comunale, durante il quale Riccardo Berto
ha cambiato denominazione al suo gruppo consiliare, in "Forza Italia verso
il Pdl". "C'è da sperare - spiega - che la sua domanda di denominare
i suoi gruppi in "Forza Italia verso il Popolo della libertà",
tiepidamente valutata dagli organi regionali e provinciali di Fi, sia sincera e
leale e non nasconda gli usuali comportamenti per candidature o altri scopi
meno nobili". Tassan Zanin si chiede se i sostenitori di Berto prevedevano
una simile conclusione e se gli iscritti di Forza Italia lo ritengano un fatto
positivo. "Da parte mia - aggiunge - c'è la massima disponibilità a
impegnarmi affinché il centro-destra unito possa riconquistare il comune, come
mi chiede il responsabile di Fi di Aviano, Giovanni Baviera, che con un sua
nota mi invita ad aderire al gruppo consiliare di Forza Italia e verso il
Popolo della Libertà perché, e cito testualmente la nota, "...così ci
prepareremo assieme alla nascita del Popolo della libertà verso traguardi
vincenti che la comunità di Aviano saprà al momento opportuno esprimere"".
Per Tassan Zanin, la comunità avianese ha bisogno di un
cambio di passo "con gente motivata e preparata e non immobile e ingessata
dalla burocrazia. Valuterò,
in maniera serena, con chi mi è vicino e con i responsabili di Fi le prossime
decisioni da prendere". (d.s.).
( da "AltaLex" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Articolo di Rocco
Gianluca Massa 19.09.2008 Stampa L'e-commerce b2b con la Repubblica Popolare
Cinese di Rocco Gianluca Massa Focus sulla normativa contrattuale nella
compravendita di beni mobili corporali Il mercato cinese è da sempre un punto
nodale dell'economia mondiale; un contesto che presenta per tantissime imprese,
italiane ed estere, una tappa quasi obbligata per far fronte alle esigenze
derivanti dalla forte competitività che caratterizza determinati settori ed
alla conseguente necessità di cercare nuove forme di investimento dai margini
di guadagno elevati. Al fine di poter delineare la disciplina contrattuale che
caratterizza l'e-commerce business to business (tra imprese) tra Italia e
Repubblica Popolare Cinese è indispensabile partire dalla regolamentazione
"tradizionale" che accompagna i negozi giuridici conclusi tra una
parte cinese ed una italiana, analizzando in ultimo i riferimenti normativi che
ne caratterizzano la contrattazione telematica. L'avvento di Internet e
l'adesione nel 2001 della Cina al WTO (World Trade Organization) hanno
semplificato non poco quelle operazioni che un tempo erano appannaggio di pochi
operatori e sotto il rigido controllo del Governo cinese. In particolare la
nuova Foreign Trade Law of The People's Republic of China del
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno
- CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-10-02 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE La ricerca Due volumi a cura di Alfonso Gambardella Non solo
Napoli: tesori svelati in Campania di JOLANDA CAPRIGLIONE Napoli fa male con la
sua ormai insopportabile invasività. Sembra un vecchio mantello di antiche
pailettes che tenta (invano!) di coprire tutto. Sia lode, allora, ad Alfonso
Gambardella, il visionario che con erasmiana fermezza ha voluto tante cose
straordinarie per le quali ha lavorato e lavora con impegno ininterrotto da
decenni al di là dei proclami, con l'unica arma vincente che l'uomo possiede:
la cultura, la conoscenza. Sia lode ad Alfonso Gambardella che ha voluto una
Facoltà di Architettura nella provincia casertana che sembrava voler riconoscere
fino a non molti anni fa solo la Reggia Vanvitelliana e storceva il naso di
fronte a tanti, splendidi manufatti di cui pure è ricca questa terra (la
tragedia paesaggistica di Carditello docet). Fatti salvi pochi episodi di
coraggiosi studiosi che si sono avventurati a Capua, come Pane e poi Cantone, o
a Carinola (la Pompei del Quattrocento) come Massimo Rosi, sono ben pochi i
ricercatori che hanno dedicato i loro studi alle architetture delle Province
del Regno. è uno degli effetti deleterii dell'unità d'Italia fatta con i metodi
della colonizzazione: la demonizzazione dell'avversario (i Borbone) e la
svalutazione, sovente la cancellazione, della cultura dei vinti. Quante
biblioteche sono sopravvissute alla calata dei Savoia e company? Il risultato è
che i nostri libri sono pieni di Taddeo Gaddi, il delizioso Sassetta, Gentile
da Fabriano, ma dimentichi di Belisario Corenzio e Massimo Stanzione, ricchi di
aneddoti su Borromini e immemori di Sanfelice e Gioffredo, Fuga e Patturelli.
Alfonso Gambardella ha portato avanti con fermissima determinazione studi
esemplari sulle architetture e gli architetti meridionali non per miope e
sterile localismo piccino, ma perché uno studioso cosmopolita del suo livello
non può, fisiologicamente non può, chiudere gli occhi di fronte alla Chiesa
dell'Annunziata di S. Maria a Vico e i suoi Teodoro d'Errico (che patrimonio!)
o il Castello di Agropoli: deve studiarli e farli conoscere. Nascono così i due
volumi a cura di Gambardella e Jacazzi, Architettura del classicismo tra
quattrocento e Cinquecento, Campania ricerche, Roma 2008. Questa ricerca di
interesse nazionale, e tale non solo perché lo dice la burocrazia, condotta insieme a Danila
Jacazzi con la preziosa collaborazione di Cettina Lenza e tutta la scuola
gambardelliana di Aversa, vede coinvolto un folto gruppo di giovani sudiosi che
"schedano" chiese, conventi, palazzi, casali, castelli e torri (come
nel caso di Ischia) conosciuti, sconosciuti e misconosciuti. In questi
due volumi troviamo delle autentiche perle come l'immenso e abbandonato
Castello di Castel Volturno (sec. XI) nato su parte dei resti della Via
Domiziana e del ponte voluto dall'imperatore Domiziano (I sec. d. C.) o come il
devastato, ma superbo, Castello di Loriano a Marcianise (sec. XV), l'edificio
della Dogana aragonese a Grottaminarda decorato splendidamente (sec. XV). Come
ben si comprende, sto citando quasi a caso perché questi studi, condotti con
severità e rigore, sono ricchissimi di notizie, foto, memorie: la migliore
premessa per continuare. I luoghi A fianco, Castelvolturno: è uno dei luoghi
indagati nel libro a cura di Alfonso Gambardella.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Sono sempre
stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grandi
riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a
carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della
politica", ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno. "Non è una
questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - continua
Alemanno - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a
gennaio di quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne
deriverebbe. Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il
16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea di abolire le Province nelle aree
metropolitane. Idea che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso
presidente Zingaretti. Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia, quando
affermo che sia una strada percorribile". Pronta la risposta del presidente
della Provincia, Nicola Zingaretti "ho letto le dichiarazioni di Alemanno.
Stiamo cooperando in un Tavolo interistituzionale per affrontare questo tema.
Forse è stata più una battuta". L'assessore provinciale al Bilancio,
Antonio Rosati tiene a sottolineare: "Non è certo Alemanno a dover
ricordare al presidente Zingaretti, che è stato tra i primi a sposare questa
idea di cambiamento, l'importanza di un'innovazione che nessuno si è mai
sognato di portare avanti e di decidere da solo. Per ottenere questo risultato
sono fondamentali, però, un confronto serio e la piena condivisione dei tempi e
delle modalità di trasformazione. La bozza Calderoli è una buona base di
discussione che partendo da chi conosce il territorio prevede il mantenimento
delle province e la trasformazione e l'istituzione delle aree
metropolitane".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA BENEDETTI Un
colpo al portafoglio e uno utile per riallacciare le trattative sindacali che
in estate hanno toccato livello da allarme rosso. Il colpo al portafoglio lo incassano
un centinaio di dipendenti del Comune che nella busta paga di ottobre, se la burocrazia non ci metterà lo zampino, potranno portare a casa 1.200 euro
(lordi) in più. Ieri mattina sindacati (Cgil, Cisl, Uil e autonomi) e giunta
(in delegazione l'assessore Monia Ferranti e il dirigente per le politiche del
personale, Roberto Ciccarelli) hanno raggiunto l'accordo per il pagamento delle
indennità di responsabilità. Un accordo atteso da anni visto che il
pagamento prevede non solo l'indennità dello scorso anno, ma torna indietro
fino al 2004. Per ognuno dei quattro anni interessati all'accordo i dipendenti
che rientrano nelle categorie interessate all'accordo (tra gli altri ufficiali
d'anagrafe, archivisti, addetti della protezione civile, messi comunali e
informatici) riceveranno trecento euro lordi. I sindacati hanno chiesto che
l'indennità venga pagata con lo stipendio di ottobre, ma dipenderà dalla
ratifica della giunta la possibilità che il bonus diventi quasi una
quattordicesima. L'indennità riguarda 97 addetti per il 2007, 99 per il 2006,
85 per il 2005 e 79 per il
( da "marketpress.info" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL PASSANTE
"SPINTO" SOTTO LA FERROVIA ? GALAN: GIORNATA DI SODDISFAZIONE Vetrego
di Mirano (Venezia), 2 ottobre 2008 - "Soddisfatto è dir poco: oggi
iniziamo a spingere il gigantesco monolite del passante sotto una linea
ferroviaria a quattro binari; qualche giorno fa è arrivato un altro monolite,
quello del rigasificatore; venerdì partiranno dall'Arsenale di Venezia i piloni
di
( da "marketpress.info" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Positivo l'avvio
dell'esame del disegno di legge sulle nuove disposizioni in materia di pesca
marittima. In un momento di difficile congiuntura economica, infatti, il
rilancio del settore passa anche da una maggiore chiarezza e semplificazione
normativa, da uno snellimento della burocrazia, dalla razionalizzazione
degli adempimenti". Questo il commento del presidente della
Federcoopesca-confcooperative, Massimo Coccia, al termine della seduta della
Commissione Agricoltura del Senato sull'esame del disegno di legge "Nuove
diposizioni in materia di pesca marittima", che ha come primo firmatario
il Senatore Paola Scarpa Bonazza Buora, e che mira ?sottolinea
Coccia-"ad una semplificazione e modernizzazione delle norme, liberando
gli operatori della pesca ?soprattutto la piccola pesca ? e dell'acquacoltura
estensiva da inutili, e costosi adempimenti". Quattro i titoli in cui si
articola il ddl. Disposizioni generali e sanzioni: relative agli articoli che
aggiornano definizioni e semplificano l'attività dell'impresa di pesca
(semplificazioni compravendita navi minori, titoli professionali per imbarco su
navi minori); Misure ambientali: relative in particolare alle aree marine
protette e ad un maggior coinvolgimento del pescatore nella gestione di queste
aree; Norme fiscali e previdenziali: applicazione del canone meramente
ricognitorio per tutti i soggetti che operano nella pesca e nell'acquacoltura,
estensione degli sgravi previdenziali e fiscali previsti dalla legge 30/98
anche all'acquacoltura e al personale marittimo extracomunitario imbarcato,
Irap agevolata per tutte le imprese di pesca, esenzione nella formazione del
reddito dei premi Fep; Misure di alleggerimento delle sanzioni per le eventuali
infrazioni commesse da pescherecci più piccoli. "Seguiremo ?conclude
Coccia- con attenzione l'iter di questo provvedimento, in attesa che si giunga
ad una legge che disciplini la pesca marittima in maniera compiuta e che vada a
sostituire interamente la legge 14 luglio 1965, n. 963, ed il suo regolamento
di attuazione". . <<BACK.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA 02-10-2008
ROCCABIANCA CON LE SCULTURE SATIRICHE DEL MONDO PICCOLO Zaccardi, mostra a
Milano ROCCABIANCA II Dal museo di Fontanelle, in provincia di Parma inaugurato
nel maggio scorso in occasione delle celebrazioni per il padre di don Camillo e
Peppone, la mostra di sculture satiriche realizzate dall'artista Maurizio
Zaccardi arriva a Milano alla galleria Artesanterasmo e a Montefiore Conca
nelle antiche sale della Rocca Malatestiana. E' un omaggio al "mondo
piccolo " di Giovannino Guareschi fatto da una ventina di sculture in
bronzo che si ispirano ai disegni umoristici che il giornalista e scrittore
pubblicava sul "Candido". Zaccardi, nel riprendere le caricatore
dello scrittore emiliano, dà abilmente vita a personaggi nuovi, fantasiosi e
grotteschi. Tra gli altri si possono trovare Don Camillo e Peppone su una Fiat
500 e su un'Alfa Romeo storica: libere interpretazioni delle sequenze dei
celebri film; il crociato con la forchetta al posto della
spada (sull'arrembaggio della burocrazia romana alla navicella della fiera di Milano), oppure l'accaparratrice
di poltrone. La mosta sarà inaugurata sabato alle 10 dal ministro alle pari
opportunità Carfagna. S.V. Artista Maurizio Zaccardi al lavoro.
( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)
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LESSINIA E BALDO.
Dopo la mancata approvazione del disegno di riordino degli enti montani in Regione,
ora si cerca una soluzione per evitarne la cancellazione Corsa contro il tempo
per salvare le Comunità Giorgetti rilancia: "C'è ancora la possibilità di
legiferare, siamo pronti a discuterne" Galan: "Per noi è una pagina
bruttissima" Alleanza nazionale non è disposta a sedersi a un tavolo a
mercanteggiare MASSIMO GIORGETTI ASSESSORE REGIONALE Vittorio
Zambaldo Lessinia dentro o fuori? E il Baldo con tutti i Comuni o solo con
qualcuno? Dopo il pasticcio di martedì in Consiglio regionale, quando è mancato
il numero legale per approvare una proposta di legge di riordino delle Comunità
montane, si allarga il dubbio su chi stia dentro o fuori le comunità tagliate
dalla Finanziaria. È stata la Regione a diffondere già la settimana scorsa i
dati inappellabili: se non si legifera entro il 30 settembre spariscono le
comunità montane veronesi (Baldo e Lessinia), quelle della Marca (Grappa e
Prealpi Trevigiane), una bellunese (Belluno-Ponte nelle Alpi) e tre vicentine
(Astico-Brenta; Agno-Chiampo; Leogra-Timonchio). Sopra i
( da "Opinione, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 02 Ott
2008 Edizione 208 del 02-10-2008 Questa ideologia negli anni Cinquanta e
Sessanta si chiamava regionalismo Perché mai oggi in Forza Italia si è persa la
tradizione e non si sentono voci dissenzienti Ma qualcuno è contro? di Marco
Bertoncini Finalmente. Dopo lustri di federalismo, di questione settentrionale,
di secessionismi, d'indipendentismi, di libertà padana, ecco un aureo libretto,
controcorrente, impolitico, che sfida l'impopolarità, rigoroso nel suo richiamo
alle tradizioni storiche che sono oggi obnubilate, reiette, irrise. Poche
pagine, ma succose e dense, soprattutto nel ripetuto distinguere il federalismo
per aggregazione (quello che portò alla costituzione della Svizzera o degli
Stati Uniti o della Germania) dal federalismo per dis-aggregazione (del Belgio
odierno o dell'Italia dagli anni Novanta ad oggi). Si tratta de La questione
nazionale, ultima opera di Domenico Fisichella, che nel sottotitolo reca
l'esplicita affermazione "Per una critica del federalismo" (Editoriale
Pantheon, pp. 104, ? 7). L'autore presenta alcuni capitoli di riflessione sulla
questione meridionale, sulla questione settentrionale e sulla pretermessa
questione nazionale, illustrando la natura dei vari federalismi, inseriti nella
politica della Lega e caoticamente usati nei giochi degli altri partiti.
Successivamente ripropone alcuni suoi interventi al Senato, contro progetti
costituzionali ? così del centro-destra come del centro-sinistra ? di
devoluzione, federalismo e insomma disgregazione. Va infatti dato atto a
Fisichella di essere stato uno dei pochissimi, coerenti oppositori delle
riforme federaliste, in maniera pasticciata sostenute da svariati Governi
nell'ultimo decennio. Si respira, in queste pagine, un'aria pura. La stessa
aria che, alla Costituente, circolava quando Ciccio (Francesco Saverio) Nitti
si pronunciava contro le Regioni, volute soprattutto dalla Dc ? per influenza
di don Luigi Sturzo: peccato che Sturzo non fosse stato, invece, ascoltato
quando rampognava la classe politica perché statalista, dirigista, illiberale ?
e da alcuni settori di sinistra, compresi i repubblicani, dimentichi di
Giuseppe Mazzini e infervorati per un Carlo Cattaneo il cui influsso, sul
Risorgimento e sull'intero pensiero politico ottocentesco e primo novecentesco,
era stato pari a zero (a voler essere generosi). Lo stesso Pci non pareva
entusiasta del regionalismo, come attestano chiare riserve di Palmiro Togliatti
in sede di dibattito parlamentare. Il federalismo, negli anni Cinquanta e
Sessanta, si chiamava regionalismo. Contro le Regioni si espressero, con
coerenza e limpidità, liberali (Fisichella demolisce l'ascrizione di Luigi
Einaudi all'italico federalismo), monarchici e missini, con epici
ostruzionismi. Del resto, che cosa avessero allora prodotto le Regioni a
statuto speciale era palpabile. Oggi, dopo quasi quattro decenni di Regioni a
statuto ordinario, possiamo con serenità affermare che qualsiasi previsione
catastrofica sullo sviluppo del regionalismo (compiuta alla Costituente, prima,
nelle legislature fino al 1970, poi) è stata crudamente smentita dai fatti. Nel
senso, però, che i fatti sono stati molto, molto più gravi delle più cupe
previsioni. Abbiamo distrutto lo Stato nazionale, senza alcunché costruire.
Abbiamo moltiplicato spese e uffici, burocrazia e vincoli, casta politica ed egoismi localistici. Abbiamo
perfino potenziato l'accentramento, creando spocchiosi dirigismi regionali in
luogo di quelli statali. In compenso siamo riusciti a polverizzare quel poco
che di unitario, in senso nazionale, alcune generazioni avevano creato, per
ridurci in una situazione incivile in cui si vorrebbe cassare l'italiano
in nome dei morenti dialetti e, al più, di una lingua franca sovrannazionale.
Fisichella ricorda, con correttezza di storico, che l'unità fu voluta e
realizzata da una minoranza, con l'uso della forza e della diplomazia, perché
in altra maniera non avrebbe potuto realizzarsi. Fu, anzi, un miracolo
congiungere aspirazioni nazionali ed esigenze dinastiche, vincendo clero e
classi rurali, ostilità di mezza Europa e indifferenza delle masse e, diciamolo
pure, sovente anche contro repubblicani irriducibili o utopisti e contro
velleitari sognatori di eserciti di popolo. Soltanto il genio politico e
diplomatico di Camillo Benso di Cavour poté avviare a risolvere la questione
nazionale, compiuta poi dai successori della Destra storica, una classe
politica insuperata in questo secolo e mezzo. Una domanda viene oggi spontanea.
Perché mai contro il federalismo sono rimasti pochi uomini? Il caso di Fisichella
? il quale ha serbato l'atteggiamento contrario indipendentemente dalla propria
mutata collocazione politica e dalle maggioranze via via dissolutrici
dell'unità ? non ha molti simili: al più, ricordiamo Egidio Sterpa. Tutti
paiono divenuti federalisti. Ci chiediamo dove siano finiti coloro che, negli
anni Sessanta, si opponevano con durezza al regionalismo. O i loro eredi. Ci
chiediamo come mai in Fi, crogiolo di gruppi e correnti, non si odano voci
antifederaliste. Ci chiediamo come mai un partito, che nella denominazione
contiene l'aggettivo "nazionale", sia passato da una posizione di
rassegnato cedimento (sì al federalismo, ma temperato dal presidenzialismo) ad
una condizione di totale cancellazione dell'antica ostilità al regionalismo e
di rinnegamento della propria migliore tradizione politica. Altro che fascismi,
mali assoluti, leggi razziali: nella questione nazionale è annegata An,
travolgendo il meglio di sé. Il federalismo, istituzionale o semplicemente
fiscale, in Italia sappiamo già come si realizzerà. L'abbiamo sperimentato,
sulla nostra pelle e nei nostri portafogli, con le Regioni.
( da "Opinione, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 02 Ott
2008 Edizione 208 del 02-10-2008 LA PRECARIA UNITA' ITALIANA è STATA PRESERVATA
DAL POTERE CON LE ARMI E CON IL MODELLO EDUCATIVO Tutti federalisti, nessuno
federalista di Gilberto Oneto Come sempre le analisi di Romano Bracalini sono
impietose ma precise. Ha ragione quando sostiene che in Italia la ricetta
federalista è di applicazione tanto difficile da diventare impossibile. E non
solo perché ai detentori del potere di questo Paese le cose stanno bene così e
non hanno nessuna voglia di cambiarle. In realtà lo Stato italiano è
centralista perché non avrebbe potuto e non potrebbe essere altrimenti per
tenere assieme realtà così diverse e per nulla complementari. In pochi nelle
vicende risorgimentali avevano le idee chiare: Giuseppe Mazzini sapeva che non
si poteva costruire altro che una struttura giacobina accentratissima, e Carlo
Cattaneo, che era profondamente convinto della bontà dei sistemi federalisti
costruiti solo ? e si riferiva essenzialmente alla Lombardia e dintorni ? su
entità compatibili. Era stato a Napoli una sola volta, durante la dittatura
garibaldina, e se ne era tornato sconsolato. Anni fa Sergio Romano ha
pubblicato un breve studio nel quale analizzava come la precaria unità italiana
era stata preservata da due diverse espressioni del potere: quelli che la
mantenevano con il ferro e con il fuoco, e quelli che puntavano di più
sull'educazione e sulla imposizione più o meno forzata di una identità
artificiale. Ai primi dobbiamo le guerre patriottiche, il generale Fiorenzo
Bava Beccaris, le avventure coloniali e poi il fascismo e le inique sanzioni.
Agli altri l'italianizzazione nelle scuole e nelle caserme, il libro Cuore e ?
nel secondo dopoguerra - la televisione. Oggi neppure più le spedizioni in Iraq
sollevano lo spirito patriottico e a poco serve anche la chiamata a raccolta
contro l'invasione extracomunitaria: il confronto con diversi-più-diversi non
ha fatto dimenticare ai cittadini italiani le loro differenze. Neppure la
nazionale di calcio e gli inni cantati sui podi olimpici servono più a molto.
Si è tentata la carta dell'Europa: un nuovo grande contenitore che avrebbe reso
ininfluenti e diluito tutte le differenze interne in nome di un patriottismo
ancora più grande. L'impresa è naufragata nella burocrazia brussellese, nella lunghezza
dei cetrioli e nel diametro dei pompelmi. L'unico sicuro collante unitario
rimasto è così l'acquisto del consenso, il "patriottismo del 27 del
mese", la ridistribuzione dei quattrini sottratti ai contribuenti a
legioni di cittadini che "vivono di Italia", di pensioni, di
invalidità, di stipendi pubblici, incarichi e consulenze e di prebende
collegate alla politica. Insomma la casta e i suoi clientes: una massa enorme
di persone che senza il centralismo sarebbe costretta a trovarsi un lavoro. Una
riforma fiscale seria, un vero rafforzamento delle autonomie fanno su costoro
lo stesso effetto della luce sui vampiri e siccome sono tanti e ? soprattutto ?
controllano gran parte dei mezzi di comunicazione, dei centri di potere e di
manipolazione dell'opinione pubblica c'è da scommettere che il federalismo non
arriverà mai. Ma si devono difendere dalle richieste del popolo che lavora,
devono dare una parvenza di rispetto della volontà popolare. E allora ? secondo
un consumato italico copione - sono diventati tutti federalisti e hanno
cominciato a chiamare federalismo tutto quello che gli capita sotto mano. Si
richiede a gran voce una riforma? Per cominciare sono ricorsi alle
aggettivazioni di cui il federalismo vero non ha bisogno. L'hanno chiamato
fiscale e poi ? non poteva essere altrimenti ? solidale. Un pastrocchio
lessicale molto italico, come le convergenze parallele. Come dire che ciascuno
è libero di lavorare ma non è padrone dei frutti che produce. E' come in una
famiglia dove qualcuno lavora e qualcuno no: col federalismo chi non lavora non
riceverebbe più pasti gratis e sarebbe costretto a darsi da fare, col
"federalismo fiscale" che ci si vuole propinare si chiede ai
fannulloni di mangiare solo porzioni calcolate sull'appetito medio dei
commensali. E poi si vedrà. E' un federalismo alla Agazio Loiero, del tipo
"quel che è mio è mio, e quel che è tuo è nostro".
( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ITALIA La crisi
conclamata Sono tutti in rosso i conti elaborati dall'Osservatorio Nazionale
del Turismo, per la prima volta armonizzando i dati raccolti da Istat,
Bankitalia e Unioncamere. In calo la spesa turistica totale (-2,7%), gli arrivi
stranieri (-1,6%) e soprattutto c'è il crollo dei pernottamenti alberghieri,
meno 5,7%. "Non è il tracollo ma siamo molto preoccupati – ha detto
Michela Brambilla, sottosegretario al turismo - per un trend negativo che
prosegue da tempo. Il buon risultato delle infrastrutture extra-alberghiere non
è bastato a compensare il tracollo del settore alberghiero, che perde in media
il 5% di arrivi e presenze". Molto grave la perdita di arrivi dagli Usa,
prossima al 25%, ma è andata male anche su mercato tradizionalmente affezionati
all'Italia, come Germania, Francia, Gran Bretagna e perfino Austria. Cattive
notizie anche sul versante domestico: i 26,1 milioni di vacanzieri italiane del
2007 quest'anno si sono ridotti a 22,9 milioni. “Con un quadro simile –
ammonisce Brambilla – dobbiamo imporci una politica nazionale per il turismo
con una programmazione di sistema che preveda strategie di medio-lungo termine
come hanno già fatto da tempo i nostri paesi competitor. Siamo in forte ritardo
e non possiamo più perdere né tempo, né terreno". Brambilla ha parlato di
un 'coordinamento operativo' per cogliere tutte le opportunità di business
legate a tursimo crocieristico e congressuale, in forte ascesa, e potenziarne
l'indotto. E poi snellire burocrazia e paletti fiscali che ostacolano l'afflusso di capitali
stranieri nell'industria turistica italiana, innalzare la professionalità degli
addetti. Per affrontare al meglio le questioni congiunturali che il presidente
Unioncamere Andrea Mondello ha indicato in quattro sole parole: 'dollaro,
petrolio, Napoli e Alitalia'. Unica nota positiva, secondo Mondello, la
capacità di reagire e rigenerarsi delle 420mila imprese che operano nel settore,
prevalentemente di piccole e medie dimensioni.
http://www.governo.it/Presidenza/DSCT http://www.unioncamere.it
http://www.istat.it http://www.bankitalia.it NUMERO: giornale online DATA:
02-10-2008 CATEGORIA: ITALIA.
( da "HelpConsumatori" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
News PREZZI. Una spesa
di qualità a meno di 10 euro? Parte dal 15 ottobre "Lazio spende
bene" 02/10/2008 - 11:02 1 Kg di pane, mezzo di pasta, 1 litro di latte, 1
confezione di passata di pomodoro, 1 kg di pollame o di suino e due kg di
ortofrutta di stagione. Dal 15 ottobre in 500 supermercati del Lazio sarà
possibile portare a casa questi prodotti al costo di 9,90 euro con "Lazio
Spende Bene", l'iniziativa contro il carovita promossa dalla Regione Lazio
in collaborazione con le province di Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti. Lo
riferisce la Regione Lazio in una nota. Il paniere, contenente "i sei
prodotti tipici e di qualità", sarà riconoscibile attraverso un apposito
logo. I prodotti, che saranno in vendita nei supermercati Conad, Coop, Crai,
Consorzio Gross, Sidis Gruppo Mercurio, Tuo, Cor e Mof su tutto il territorio
regionale, proverranno dall'economia agricola del territorio. "E'
un'iniziativa - ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo -
per spendere bene e dare speranza per il futuro dei cittadini, con un forte
valore politico in un momento in cui il 44%dei residenti del Lazio arretrano a
livello sociale ed economico. Noi non stiamo accanto ai cittadini con le
tessere di povertà ma con interventi strutturali da realizzare insieme alle
province e i prossimi mesi ci vedranno impegnati nel 'tenere insieme' la
comunità sociale". ''Il Paese - ha detto il presidente della Provincia di
Roma, Nicola Zingaretti - sta vivendo con ansia la crisi dei mercati. La
reazione peggiore è la paura; la migliore è l'unione tra le
istituzioni che possono così dimostrare che non sono solo burocrazia, ma si incontrano nella vita
quotidiana. Anche al supermercato. La povertà non interessa più soltanto una
fascia marginale di popolazione, ma sempre più persone vivono nell'incertezza
del futuro. Incertezza cui si risponde con politiche di sviluppo e con azioni
concrete, come questa odierna''. 2008 - redattore: LM.
( da "Corriere Adriatico" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sanità, il direttore
di zona rassicura a proposito dell'assunzione di dodici unità "Sugli
infermieri nessun ripensamento" SENIGALLIA - Fiducioso il direttore di
zona dell'Asur sull'arrivo dei dodici infermieri, inciampati
nei tempi lenti della burocrazia. Sarebbe questa la spiegazione a quelle mancate assunzioni, in
teoria già autorizzate da mesi ma in pratica ancora ferme. A rassicurare
sindacati e cittadini è l'ingegnere Maurizio Bevilacqua, anche se sulla data
del loro ingresso in ospedale preferisce non azzardare ipotesi.
Verosimilmente se ne riparlerà nel 2009 dal momento che, per stessa ammissione
del direttore, le pratiche per la mobilità del personale richiederanno circa
tre mesi. Non verrà indetto un concorso perchè gli infermieri verranno attinti
dalle graduatorie ancora valide. I sindacati lamentano ritardi nell'assunzione
dei dodici infermieri: si tratta effettivamente di un ritardo o di un
ripensamento? Non c'è stata alcuna retromarcia da parte della Regione e
dell'Asur: ogni procedura necessità di tempi tecnici. Mi preme anche
sottolineare, e per questo ringraziarle, l'attenzione delle organizzazioni
sindacali verso la nostra sanità. E' questo un segnale forte di come tutte le
componenti interessate alla Zona stanno contribuendo ad individuare percorsi
assistenziali condivisi nel solo interesse della cittadinanza e degli
operatori". Quindi gli infermieri arriveranno? L'assunzione dei dodici
infermieri nella Zona territoriale di Senigallia è nel piano budget già
autorizzato dalla Regione. Intanto sono stati avviate procedure per la mobilità
di personale infermieristico che però richiedono almeno tre mesi per il loro
espletamento. In attesa dei rinforzi, come intendete organizzare il lavoro nei
reparti? L'attività nei reparti si sta svolgendo regolarmente grazie
all'impegno dei nostri operatori e all'istituto delle prestazioni aggiuntive
che abbiamo attivato. Non ci sono attualmente emergenze particolari. Per quanto
riguarda il discorso del personale più in generale, stiamo provvedendo alla
stabilizzazione del personale precario. I sindacati hanno lamentato anche
problemi per i macchinari della diagnostica? Uno dei telecomandati è stato
messo recentemente fuori uso perché obsoleto e sarà presumibilmente sostituito
entro i primi mesi del nuovo anno. E' anche vero, però, che altri due nuovi
telecomandati, uno di nuovissima generazione, digitale, in Radiologia e l'altro
digitalizzato in Pronto Soccorso lavorano a tempo pieno per compensare tale
carenza. Ciò nonostante siete dovuti ricorrere all'ausilio di una struttura
privata? A Villa Silvia non vengono dirottate urgenze, trattate nel nostro
ospedale, ma prenotati solo esami routinari del rachide e di piccoli segmenti
ossei, che non hanno una reale urgenza diagnostica ma contribuiscono a ridurre
le liste di attesa. Da non dimenticare, a proposito della nostra Radiologia,
che possiamo contare su apparecchiature nuove ad alta tecnologia, quali la
risonanza magnetica aperta e una diagnostica toracica digitale. Per la nuova
Tac invece bisognerà ancora attendere? Fra poco tempo ci verrà consegnata la
nuovissima Tac multislide, per la quale l'Asur ha concluso le relative
procedure d'acquisto mentre i lavori di adeguamento dei nuovi locali che la
ospiteranno stanno per iniziare. SABRINA MARINELLI,.
( da "Panorama.it" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Treni: in arrivo l'aumento dei biglietti per
l'Alta Velocità Posted By redazione On 1/10/2008 @ 8:21 In Headlines,
NotiziaHome | No Comments Treni più cari a dicembre. Sono in arrivo rincari per
le tariffe dell'[1] Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con l'entrata in
vigore del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo. I rincari
riguarderanno i collegamento dell'alta velocità che presenterà anche nuovi
servizi e offerte. "Faremo aumenti certo, ma non ci porteremo ai livelli
delle ferrovie francesi, men che meno di quelle tedesche" ha detto [2]
l'amministratore delegato Fs Mauro Moretti intervenuto al tavolo di
conciliazione, a piazza della Croce Rossa, con le associazioni dei consumatori.
L'alta velocità "non deve essere un servizio di elite, ma di massa, mass
transit" ha aggiunto Moretti spiegando che si tratterà quindi di aumenti
"contenuti". A proposito di [3] liberalizzazione del mercato
ferroviario, Moretti non si è lasciato sfuggire l'occasione di un riferimento
al caso Alitalia: "In Italia" ha detto "le maglie sono più
larghe rispetto ad altri paesi, le nuove imprese nascono come funghi ma poi
vengono vendute ai tedeschi. Per Alitalia si parla di Lufthansa e di Air
France. Se continuiamo così, tedeschi e francesi si prendono tutto, sia sul
trasporto aereo che su quello ferroviario". E non è stato il solo
riferimento di Moretti all'ex compagnia di bandiera. Il secondo ha riguardato i
conti: [4] Ferrovie, ha detto, deve portare i conti in attivo, altrimenti non
può fare investimenti. Progressi sono stati fatti rispetto al 'baratro' degli
oltre due miliardi di 'rosso' degli anni scorsi, ma non basta: "l'azienda
deve tornare in attivo - ha sottolineato Moretti - l'alternativa non la voglio
nemmeno pensare, anche perché il nostro è un settore più complicato dell'
altro". Le nuove tariffe si legano ai nuovi servizi che Moretti si
appresta a lanciare, insieme a una sfida alla Nuova Alitalia: dal 14 dicembre
partiranno nuovi collegamenti sulla tratta Roma-Milano, treni cadenzati ogni
quarto d'ora nelle ore di punta: dalle 6 alle 9 del mattino, e dalle 19 alle
22. Intanto l'azienda ferroviaria ha siglato oggi un protocollo d'intesa con le
principali associazioni dei consumatori per la risoluzione amichevole di
vertenze e reclami, eccetto quelli per la pulizia (uno dei problemi che ogni
giorno milioni di viaggiatori riscontrano sui treni italiani). L'accordo, che
segna in qualche modo una svolta storica nei rapporti fra il trasporto su rotaia
e i suoi utilizzatori, prevede la sperimentazione delle procedure per 12 mesi a
partire dal 1 gennaio 2009. Come terreno campione è stata scelta la direttrice
Milano-Napoli, la più utilizzata e redditizia dorsale ferroviaria d'Italia,
sulla quale corrono non solo i convogli superveloci ma anche il 35% dei reclami
relativi al traffico passeggeri nazionale, 12.000 l'anno. Al momento può
protestare soltanto chi prende gli Eurostar Alta Velocità, gli Eurostar City, i
Tbiz e gli Intercity (ma già su questo Cittadinanzattiva preme per includere
qualche tratta regionale). I problemi di pulizia, pur essendo al centro del
protocollo, sono per ora esclusi dalla sperimentazione, in attesa che si
completi la gara europea per l'assegnazione dei nuovi appalti. "È
grave" ha detto a proposito Moretti "che le imprese che hanno perso
la gara sono ricorse al Tar, e successivamente al Consiglio di Stato e che dopo
aver fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a
scapito dei clienti e delle imprese". Rivolgendosi alle associazioni di
consumatori, i clienti del treno potranno ottenere assistenza nel percorso di
conciliazione che si attiverà qualora il normale reclamo non abbia sortito
effetti soddisfacenti o siano trascorsi 60 giorni senza risposta da parte delle
Ferrovie. Il reclamo va inoltrato a un ufficio apposito, che lo inoltra
poi a una commissione appositamente costituita per analizzare la questione e
porvi rimedio.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"È un porto di
mare. Gente che va, gente che viene. Se le ... "È un porto di mare. Gente
che va, gente che viene. Se le mura del carcere fossero trasparenti si potrebbe
vedere con quali drammatiche conseguenze". Giampietro Pegoraro è un agente
della polizia penitenziaria oltre che il rappresentante regionale di categoria
per la Cgil e mentre guarda i dati del ministero di Giustizia è a dir poco
sconfortato: nella casa circondariale di via Due Palazzi ottanta detenuti su
cento (80,43\% per la precisione, dato del giugno scorso) sono stranieri. In
Italia su 206 carceri, solo quello sardo di Macomer (80,49\%) è alla pari con
Padova. Tutti gli altri sono in condizioni differenti, basti pensare che la
media nazionale è del 37,4\% e quella veneta sul 60\%. Un dato che fotografa la
mappa etnica della criminalità. Ma non solo. Perché la maggior parte degli
stranieri in attesa di giudizio al Due Palazzi è stata arrestata per l'ordine
del questore, ovvero per non aver lasciato l'Italia entro cinque giorni dalla
prima identificazione senza il permesso di soggiorno, oppure per il piccolo
spaccio. Così, di fatto, la loro reclusione dura poche ore. Un
"soggiorno" breve, in attesa della direttissima e dell'immediata
scarcerazione, che però richiede un lavoro enorme da parte degli agenti della
polizia penitenziaria. Lavoro che diventa, appunto, ancor più faticoso
trattandosi di clandestini che non conoscono, o fingono di non saperlo,
l'italiano."Si parla sempre di sicurezza - riprende Pegoraro - ma poi si
fa poco o nulla. Perché troppi non sanno come funzionano le cose veramente.
Allora è bene fare un esempio. Carabinieri o polizia compiono una retata in
stazione e trovano un clandestino che non ha ottemperato all'ordine del
questore oppure che sta spacciando mezzo grammo di eroina. Lo straniero viene
portato in caserma o in questura e fotosegnalato. Facciamo conto che la persona
sia stata fermata alla dieci di sera. Prima che venga completata la procedura
d'arresto ci vogliono almeno tre ore. Il che vuol dire che solo dopo l'una di
notte arriva al Due Palazzi". E a questo punto comincia la seconda parte: "Il
detenuto deve essere immatricolato e in pratica, secondo la normativa, dobbiamo
fotosegnalarlo nuovamente. Ci vuole un'ora. Poi deve essere perquisito, altri
quarantacinque minuti, quindi deve essere "alloggiato" dandogli
materasso, lenzuola, cuscino, forchetta, coltello, bicchiere, un rotolo di
carta igienica, spazzolino e insomma tutto quel che serve ad una persona che
arriva senza niente. Passa un'altra ora. Infine c'è la visita medica, e se ne
vanno altri sessanta minuti. Dovrebbe essere fatto anche il colloquio di primo
ingresso con lo psicologo, cosa che però spesso non si riesce a fare. Insomma,
siamo arrivati ormai alle cinque del mattino". A questo punto ecco la
direttissima: "E allora tre agenti - spiega Pegoraro - lo devono portare
in tribunale, aspettare che l'udienza finisca e poi lo devono riportare al Due
Palazzi. Siccome quasi sempre il giudice ordina la
scarcerazione, dobbiamo rimetterci al lavoro e sbrigare tutta la burocrazia del caso. Senza contare le
risse che magari nel frattempo abbiamo dovuto sedare visto che nella stessa
cella possono finirci anche un serbo e un bosniaco. La situazione è ormai
insostenibile".Egle Luca Cocco.
( da "Gazzettino, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA RABBIA DEI
"TAGLIATI" "Una prova di scarsa serietà. E un'occasione
persa" TrevisoIl non voto del consiglio regionale provoca nella Marca
Trevigiana due vittime, le due Comunità Montane: quella del Grappa e l'altra
delle Prealpi Trevigiane. Si prendevano cura della fascia alta della provincia
di Treviso. Pochi Comuni ma un vastissimo territorio. Il presidente della
Provincia di Treviso Leonardo Muraro spara ad alzo zero su Venezia: "Si è
persa l'occasione di dimostrare la capacità di pianificare e programmare in
autonomia, secondo le future linee guida del federalismo fiscale. In questo
caso non solo non si è capito il valore e l'importanza per il territorio di
questi Enti, ma ancora una volta è evidente come sia indispensabile un livello
di governo intermedio tra Regione e Comuni, capace di captare le istanze di un
territorio di aria vasta sovra comunale". Di più: "Con questa non
decisione sono state di fatto cancellate due Comunità Montane che avevano i
parametri in regola e si sono sempre contraddistinte nel panorama regionale per
la loro operosità e virtuosità, non dando mai adito a critiche di sperpero di
soldi pubblici, perché sono evidenti i costi ridotti di tali enti. Sicuramente
sarà un grande perdita per la provincia di Treviso".Il presidente della
Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane Gianpietro Possamai (nella foto) e
quello del Grappa Giovanni Bertoni sono soprattutto delusi. Possamai commenta: "Il
consiglio regionale doveva espletare il proprio mandato e non assentarsi
dall'aula. Non è stato serio nei confronti dei Veneti". E incalza:
"Se pensano, cancellandoci, di salvare l'Italia siamo freschi. La Regione
avrebbe dovuto coinvolgerci e trasformarci nel suo braccio operativo sul
territorio. Invece diventa sempre più un mostro che crea burocrazia e che assorbe ogni compito
togliendo ossigeno agli enti territoriali. Con nessun vantaggio per la
gente".E adesso cosa succede? "Non abbiamo nessuna informazione
ufficiale. Ci limiteremo all'ordinaria amministrazione; a realizzare quanto già
deliberato. In attesa che ci mandino il commissario. E pensare che siamo
un modello di gestione. Io prendo 950 euro al mese dedicandomi a tempo pieno
alla Comunità delle Prealpi Trevigiane; i miei due assessori ne guadagnano 200,
mentre i consiglieri prendono un gettone di 12 euro per ognuna delle 4 sedute
del Consiglio. Siamo l'ente meno costoso ed il più snello in assoluto. E
gestiamo un bilancio di 2 milioni e 300 mila euro. È forse risparmiando sul mio
stipendio che salveranno l'Italia?"Il presidente della Comunità del Grappa
Giovanni Bertoni aggiunge: "La Comunità Montana poteva essere un polo di
attrazione di risorse per il territorio. In questo momento, ad esempio,
potevamo contare sulla collaborazione della Fondazione Cassamarca che ha fatto
interventi importanti sul Grappa. Grazie a noi è stata elettrificata la
montagna. Ora abbiamo la rete delle fibbre ottiche...". Bertoni si lascia
andare e dice: "Ho un grosso magone. È stato il modo peggiore per
cancellarci. Ci fanno sparire non decidendo. Mi auguro almeno che risparmiando
sui nostri stipendi riescano a salvare i conti dell'Italia".Sergio
Zanellato.
( da "Gazzettino, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venezia
"L'esperienza fatta martedì in consiglio ... Venezia"L'esperienza fatta
martedì in consiglio regionale mi ha spinto a pensare che a palazzo Ferro Fini
accada di sentirsi come in qualche "bidonville" di qualche città del
centro Africa" confidava ieri mattina ai giornalisti il governatore del
Veneto, Giancarlo Galan, all'indomani del naufragio in aula della maggioranza
di centrodestra sulla legge di riordino delle Comunità montane. "Sono
anch'io rammaricato per il fatto che il consiglio non è riuscito ad approvare
la legge di riordino delle Comunità montane, ma non avrei mai il coraggio o la
faccia tosta di sparare nel mucchio, addossando ad altri le mie responsabilità
e tanto meno di far ricorso a certa terminologia per distogliere
l'attenzione" è stata la replica a muso duro del presidente dell'assemblea
veneta, il leghista Marino Finozzi.E così, un'altra volta, le due massime
istituzioni regionali, partecipi della stessa maggioranza di centrodestra,
finiscono per prendersi a parole. "È stata un'esperienza allucinante e
anche umiliante perchè il consiglio regionale dovrebbe essere il punto alto di
questo Veneto e invece ho assistito a uno spettacolo di veti incrociati,
trucchetti, sotterfugi" aveva affermato ancora Galan ricordando l'inutile
maratona del consiglio. "Come fa Galan ribatte Finozzi - a ignorare che sulle
Comunità montane proprio il suo gruppo aveva deciso di non decidere, puntando
fin dalla mattinata a far mancare il numero legale, preferendo l'assetto
imposto dal decreto del Governo? E come è possibile che dimentichi che a far
mancare il numero legale in aula sia stata la fuga precipitosa (qualcuno
maligna su disposizione dello stesso presidente) soprattutto dei suoi
consiglieri?""Abbiamo finito per dare allo Stato, e mi verrebbe la
voglia di dire "per fortuna questa volta" ma non è così perchè è
un'umiliazione per il consiglio regionale - insiste Galan - la potestà di
decidere l'assetto delle nostre Comunità montane: non è il numero quello che
preoccupa, quanto il fatto di mettere a rischio il loro futuro. Ci siamo fatti
battere dalla Calabria di Loiero". "Il consiglio replica Finozzi -
sarebbe certamente meno bidonville se onorato di una presenza più continua e
assidua del presidente Galan il quale, tra l'altro, ha sempre a disposizione
gli strumenti necessari per far cessare una situazione che lui ritiene dal suo
punto di vista indecorosa".Quanto alle Comunità montane Galan spiega per
l'ennesima volta il proprio pensiero. "Sono favorevolissimo - afferma -
allo snellimento e alla cancellazione della burocrazia: io avrei abolito le Comunità
montane e avrei destinato i soldi recuperati ai Comuni della montagna, quella
vera, per le azioni che potevano realizzare consorziandosi tra di loro. Il
cittadino ha a che fare con Quartiere, Comune, Comunità montana, Ato,
Provincia, Regione, Stato, Europa: mi pare che ci sia qualcosina di troppo e
io, tanto per cominciare gli esercizi, toglierei Comunità montane e
Province". "Certo - aggiunge il governatore - avrebbe dovuto decidere
il Veneto. Il risultato che oggi ci troviamo di fronte è il migliore che si
potesse raggiungere: nove comunità, montane per davvero; però a decidere non
doveva essere lo Stato: doveva essere il consiglio regionale. Questa per noi è
davvero una bruttissima pagina".Tesi condivisa dall'assessore di An,
Massimo Giorgetti. "Se vogliamo fare una discussione veramente utile e
seria sulla riduzione dei costi e sulla razionalizzazione della spesa di enti
ci stiamo - afferma - Ma in Veneto abbiamo registrato il comportamento
schizofrenico della Lega Nord che a Roma vota per la drastica riduzione dei
fondi alle Comunità montane, in Friuli dice che vuole abolirle e in Veneto,
invece di fare una proposta partendo da criteri validi, si presenta con un
progetto per mantenere lo status quo e salvare le careghe". Resta il
problema di mettere insieme i cocci di questa maggioranza. "La maggioranza
sembra a pezzi, ma non lo è - afferma il governatore - Sì il comportamento
della Lega preoccupa a volte, ma non più di tanto: è un partito, senza offesa,
irresponsabile perchè si muove in modo autonomo, non irresponsabile perchè non
ha la testa, il cuore, la coscienza; è un partito che vuole tenersi tutte le
mani libere. Poi c'è stato anche il comportamento di An e questo è un passo
indietro verso la costituzione di quel Pdl che altrove è già una realtà, ma non
nel consiglio regionale del Veneto. Questo è un problema politicamente grave,
comunque non spetta a un presidente di Regione chiamare all'ordine i
partiti".Giuseppe Tedesco.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Disastro
annunciato subito i responsabili" Antonio Romano, il sindaco di Nocera
Inferiore, vede l'inchiesta giudiziaria come un momento importante per invertire
una tendenza tutta italiana di non conoscere mai le competenze di ciascun Ente.
"Come sindaco - dice Romano - non interessa di chi è o di chi dovrebbe
essere la competenza. Mi interessa che il problema sia risolto. Qui si tratta
di un disastro annunciato. Erano venti anni che sempre le stesse zone si
allagavano e se continuavano ad allagarsi vuol dire che qualcuno non ha fatto
il suo lavoro e deve assumersi le responsabilità. Con la burocrazia attuale, se nascono gli
alberi nel letto di un fiume, non si sa chi deve abbatterli e nel frattempo le
città si allagano". Lei ha inaugurato un nuovo corso: la politica che va
in Procura. "Ho sempre avversato la politica che va in procura, ma qui non
se ne può più. Non so, se può dirsi, ma certi atteggiamenti rasentano la
strafottenza, l'incoscienza, la supponenza". Si riferisce agli indagati?
"Ho la coscienza a posto rispetto a tutti quei cittadini che ogni giorno
vengono a lamentarsi da me". Lei poteva anticipare i lavori in danno della
Regione. "Ma stiamo scherzando? Il Comune di Nocera Inferiore deve ancora
ricevere i rimborsi delle centinaia di migliaia di euro anticipate per la frana
di Montalbino di tre anni fa. E non parliamo dell'alluvione dello scorso
anno". Ma come, sono stati annunciati in pompa magna, nei mesi scorsi,
milioni di finanziamenti. "Le rispondo dicendole che appena la scorsa
settimana, dopo 20 minuti di pioggia, ero sul punto, e c'è mancato davvero
poco, di evacuare l'intera zona di Villanova perchè si stava ripetendo
l'alluvione di un anno fa". Il coinvolgimento dell'ex assessore Nocera
potrebbe avere il sapore di una vendetta politica. "Nulla di più
sbagliato. Anzi, spero che lui non c'entri nulla e che esca pulito
dall'inchiesta. Qui si tratta di disastri annunciati da venti anni. Per quello
che è successo e succede, ci dovrà pur essere qualcuno che è responsabile. Io
voglio solo sapere chi e perchè". do.ba.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il saluto del
vicesindaco Gentilini e l'auspicio del presidente dell'Ordine degli Avvocati De
Girolami: "Facciamo squadra" (A. Fed.) Si stava facendo un
programmino di interventi, e Francesco Pedoja, facente funzioni fino a ieri di
presidente del Tribunale, aveva in mano il fogliettino con i nomi quando, a
passo di carica, fascia tricolore e sorrisone così caro ai "suoi"
trevigiani, Giancarlo Gentilini ha marciato sul palco, ha preso in mano il
microfono e si è messo a parlare. Grande Genty: risata generale del pubblico
dell'enorme aula di Corte d'Assise, dove avveniva l'insediamento di Giovanni
Schiavon a presidente del Tribunale di Treviso. Era una risata che ci voleva.
"L'ho conosciuto tanti e tanti anni fa - ha detto il prosindaco - e ho
sempre apprezzato la sua collaborazione con tutti i livelli. Faccia il tutore
dei tutta la nostra comunità, presidente Schiavon. Quando la Giustizia
funziona, tutto va bene".La risata ci voleva perchè, come ha spiegato
Paolo De Girolami, presidente dell'Ordine degli Avvocati, "Schiavon è
arrivato preceduto dalla fama di straordinario organizzatore ma di carattere -
come dire - assai risoluto".Effettivamente, quando qualcosa non funziona
il neopresidente si abbatte come il tornado Kathrina sugli errori e li spazza
via; è incapace di dire bugie, perchè sul suo viso si legge il pensiero che
scorre impetuoso; con la diplomazia ha un rapporto uguale a quello con le
bugie, costituzionalmente assente. Però è uomo di grande sportività, di grande
umanità e se mai qualcuno incarna il senso della Giustizia, quello è lui.
"Non parlerò inutilmente con lui di crisi italiana culturale ed economica
- ha detto De Girolami, altro pochissimo diplomatico. Parliamo di Treviso e della
sua Giustizia: noi avvocati siamo quelli che risentono di
più della crisi di eccessiva burocrazia e di carenze di organico". Parlare a Schiavon di burocrazia è come agitare un panno rosso
davanti al toro, ma a far tornare il sorriso sul volto del neoeletto, che non
perdeva una parola, è arrivata la specificazione che quest'estate "ci sono
stati malintesi che hanno visto indicare il Consiglio dell'Ordine come ente che
non gradiva l'arrivo di Schiavon. Sono stati malintesi, guidati con una
carta malizia. Benvenuto, e basta". "Affetto e commozione", per
provenire dallo stesso corso di studi, ha espresso il Procuratore della
Repubblica Antonio Fojadelli, e "Non dobbiamo spiegarle nulla, lei del
nostro territorio sa tutto", gli ha dedicato il presidente della Provincia
Leonardo Muraro.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"La prima sedia
su cui mi sono seduto, stamattina, aveva un ... "La prima sedia su cui mi
sono seduto, stamattina, aveva un chiodo". Lo fa vedere, sorride.
"Credo sia stato un avvocato, ma forse non è così; voglio pensare invece
che porti bene". Cominciare scherzando, poi lavorare, lavorare, lavorare,
riportare nel processo civile il giudice al ruolo di giudice e non di
"dispensatore di termini e preclusioni". L'attenzione era altissima
per il "minidiscorso di insediamento" di Giovanni Schiavon nel ruolo
di presidente del Tribunale di Treviso."La domanda di Giustizia che arriva
dall'imprenditoria non può essere frenata dall'ottusa
rigidità tabellare, dalla burocrazia dei numeri che non può essere un alibi per non usare il
buonsenso": la premessa è fondamentale per il territorio della Marca, con
la fortissima presenza di industrie grandi, medie e piccole e di artigianato,
che si trova di fronte a ritardi di anni e anni. "Treviso è la sede
peggiore in assoluto nel Veneto per rapporto tra numero di magistrati e numero
di imprese", ha detto Schiavon, che sia a Venezia che già a Treviso ha
presieduto proprio le sezioni fallimentari. "Ben presto qui mancheranno 5
giudici, per trasferimenti e maternità, anche i ministri trevigiani dovrebbero
farsi carico del problema che sarà una vera tragedia. È intollerabile la fuga
dell'impresa dalla giustizia civile, imprese che abbandonano i crediti perchè
convinte di non poter avere Giustizia per la lentezza e le spese che questa
comporta"."La Giustizia - dice il presidente - secondo la
Costituzione è un servizio e come tale deve funzionare: snellire i problemi del
settore civile è qualcosa che posso fare"."Purtroppo - ha detto
Giovanni Schiavon - quello che penso non riesco a fare a meno di dirlo. La
lentezza dei procedimenti viene affrontata dal legislatore con proposte
continue di riti alternativi, come se la colpa non stesse nell'immobilismo
dell'apparato, nella creazione di complicazioni, nell'assurdità del
legislatore. Non va cercato "un rito ideale", ma vanno coltivate
invece ad esempio le "prassi virtuose", i casi positivi, frutti
dell'impegno quotidiano, che inneschi dal basso la soluzione e diventi poi
orientamento comune. Il frutto di valori condivisi può accorciare le
lungaggini, alleggerire i fascicoli ipertrofici con accumulo di carta che
pesano sulle cancellerie. Con la collaborazione tra le parti si deve procedere
verso una nuova cultura comune, in cui il giudice pesi sul procedimento
dall'inizio alla fine, contro il legiferare alluvionale che ignora la
concretezza".Il Consiglio Superiore della Magistratura non è certo esente
da colpe: "Il Csm ha acuito il deleterio aspetto di ingessatura del
sistema con incolori nebulose lontane dalla realtà e dall'oscura comprensione.
In tempi di federalismo il sistema centralista della Giustizia è un non
senso".Le conclusioni del presidente Schiavon hanno annunciato la
creazione di un gruppo di lavoro che faccia uscire dalle secche in cui si
dibatte la Giustizia civile della Marca e ha annunciato anche di avere già in
corso contatti per fondare un'associazione tra tribunali medio-piccoli che si
sostengano e copino i rispettivi risultati migliori (ha citato per buon
funzionamento Firenze, Bolzano e Bologna), non usando le stesse strettoie
burocratiche dei Tribunali in cui la crisi è nel settore penale (che invece a
Treviso va molto bene) o nella grandezza, come per Milano o Roma.Cosa si
aspetta dal potere politico? "Nessun aiuto. Da Roma sono tornato qui, a
casa mia, ma la capitale mi ha dato molte amarezze. Avere a che fare con il
potere politico non è piacevole".Antonella Federici.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Un'agenzia per
le nostre idee e il futuro" A Galan non dispiace il progetto del
presidente Vascellari: "E bisognerà abituarsi a fare senza l'intervento
del pubblico" Un'agenzia per la montagna. Uno strumento agile ed efficace
per dare slancio al turismo e all'economia del Bellunese. Questo quanto
proposto ieri pomeriggio da Valentino Vascellari al teatro comunale, in
occasione di Un thè con il presidente Galan, iniziativa che l'associazione
industriali ha voluto per "consolidare l'integrazione, il dialogo e la
condivisione di obiettivi fra provincia di Belluno e Regione del Veneto".
Turismo e infrastrutture sono stati i due grandi temi sui quali il numero uno
degli industriali bellunesi e il governatore del Veneto hanno discusso.
Ritrovando quella piena sintonia di visione che sembrava perduta nel marzo
scorso, quando, in occasione dell'assemblea di Assindustria, incentrata proprio
sul tema del turismo (il titolo era Belluno che verra' - Manifattura e turismo
decisivi per lo sviluppo condiviso), era scoppiata la polemica, con Galan che,
infuriato perché né lui né l'assessore la turismo (allora Luca Zaia) erano
stati invitati a parlare, aveva usato espressioni come "incredibile sgarbo
istituzionale", "provinciale stile provocatorio", ritirando
qualsiasi presenza regionale dall'appuntamento.Frattura ricomposta, dunque. E
una discussione comune, in un continuo intreccio di ambiti imprenditoriali e
politici, riflessioni e frecciate (di Galan, queste ultime) per costruire una
nuova progettualità Partendo dal patrimonio che tutto il mondo invidia a
Belluno e al Veneto: le montagne.LE DOLOMITI La chiacchierata tra Vascellari e
Galan è partita proprio dalle Dolomiti. "Non è vero che non conosco la
montagna bellunese ha esordito Galan Le Dolomiti le conosco bene anche se le ho
scoperte tardi, quando avevo 38, 39 anni. Me le ha fatte conoscere Floriano
Pra"."La maggior parte delle Dolomiti sono bellunesi e dobbiamo fare
di tutto per sfruttare al meglio questo patrimonio" ha sottolineato da
parte sua Vascellari che ha ribadito come da tempo gli industriali abbiano
proposto di abbinare il brand Dolomiti al nome Belluno.L'AGENZIA PER LA
MONTAGNA Vascellari ha propostola creazione di un'agenzia per la montagna, una
montagna, ha affermato l'industriale cadorino, che "deve essere tutta
specifica perché vivere in montagna è disagevole a Enego come lo è nei paese
bellunesi". "L'agenzia non deve essere qualcosa che dispensa soldi ha
spiegato il presidente di Assindustria Belluno ma una struttura snella,
coordinata da un uomo di fiducia della Regione. Deve essere uno strumento che
serva a snellire la progettualità. Noi vogliamo fare ha detto ancora Vascellari
Vogliamo che i nostri progetti vengano accolti. Qualcosa di positivo si sta
muovendo: penso, ad esempio, a realtà che funzionano come il Consorzio
Dolomiti"."L'agenzia? Potrebbe essere una buona idea ha risposto
Galan In ogni caso ci serve qualcosa che ci faccia realizzare opere senza
bisogno dell'intervento pubblico. Abbiamo bisogno, in tutti gli ambiti, di
un'iniziativa privata forte e di un'azione politica che permetta questo. Abbiamo bisogno di più decisionismo e meno burocrazia. Il Veneto ha detto ancora
Galan - è la prima regione turistica d'Italia, ma dobbiamo attrezzarci per il
futuro: la concorrenza è forte e la crisi economica internazionale assai
preoccupante. Occorre inventarsi qualcosa. Molto, del resto, abbiamo fatto.
A volte mi domando, invece, se abbiamo fatto bene a delegare alle province
alcuni ambiti turistici".VIABILITA' Vascellari ha affrontato la questione
dei collegamenti ferroviari, sottolineando come l'anello Belluno-Ponte nelle
Alpi-Vittorio Veneto-Conegliano-Feltre-Belluno abbia tutte le caratteristiche
per trasformarsi in un sistema di trasporto metropolitano di trasporto veloce.
Galan, da parte sua, ha sottolineato come l'autostrada sia stata un fattore di
sviluppo e come, per quanto riguarda la viabilità, molto abbia fatto in
provincia di Belluno Veneto Strade. "Dei 400 milioni di euro stanziati ha
detto Galan ne abbiamo destinati 250 alla provincia di Belluno. Si doveva
colmare una lacuna e l'abbiamo fatto perché era giusto".BANDA LARGA le
infrastrutture, gli industriali e non solo loro lo ripetono continuamente, non
sono solamente quelle materiali. Nel mondo globalizzato le nuove tecnologie
giocano un ruolo fondamentale. Non ha mancato di sottolinearlo Vascellari,
lanciando un appello alla Regione perché al più presto la banda larga possa
divenire realtà in tutto il Bellunese.I POLITICI BELLUNESI Galan ha
sottolineato in più di un passaggio l'importante collaborazione che ha avuto
dai politici bellunesi. Il più citato è stato Floriano Pra. "Se fossi un
cittadino bellunese ha detto il governatore non mi dimenticherei di un politico
come Floriano Prà". Ma citazioni ci sono state anche per il consigliere
Dario Bond e per l'assessore Oscar De Bona. Nessuna cenno, invece, all'altro
consigliere regionale (di maggioranza, ma della Lega) Gianpaolo Bottacin, che
pure era seduto, in prima fila, al loro fianco.Ilario Tancon.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLIZIA MUNICIPALE /
3 Premiati diciotto agenti del Corpo Non più in Castello, ma all'auditorium
Menossi. Una scelta non casuale, quella del "teatro" chiamato ad
ospitare la festa della Polizia municipale. L'obiettivo dichiarato da Honsell
era dimostrare la "centralità del cittadino" e la vicinanza a tutta
Udine, quartieri compresi. Di fronte a oltre 350 spettatori, il sindaco ha
spiegato che l'innovazione del Corpo non riguarda solo la tecnologia, ma
dev'essere soprattutto "organizzativa". Honsell ha richiamato anche
l'importanza della "diffusione della cultura della legalità", rivolgendosi
in particolare agli alunni di Pellico, Ceconi e Sello presenti in sala. E
l'assessore alla Mobilità Enrico Pizza ha difeso gli agenti: "È una bufala
che la Polizia municipale non esca sul territorio perché troppo impegnata in
ufficio a gestire una montagna di scartoffie. Vedremo come si possono snellire
le procedure, ma la burocrazia non dipende dagli agenti. Il lavoro d'ufficio va a garanzia del
cittadino". Sono stati poi consegnati riconoscimenti speciali per meriti
di servizio e sportivi a 18 agenti del Corpo: al tenente Debora Martone, ai
marescialli Maria Francesca Verettoni e Elvio Fain, agli agenti Nicola
Pasquili, Pietro Minin, Vladimiro Saccomano, Gloria Del Bianco, Sabrina
Pauletto, Pierino Galasso, Francesco Lo Russo, Mauro Mussutto, Dalida Ponte,
Matteo Cressa, Gianpiero Crivellino, Marco Gon, Riccardo Colautti, Roberto
Comino e Marina Fontana.
( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
2009 L'annuncio del
ministro: avrà dotazione finanziaria di 3 mln euro postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Roma, 2 ott. (Apcom) - Partirà e sarà operativo agli inizi del
2009 il 'Centro per il libro e la lettura', con una propria autonomia e una
propria dotazione finanziaria non inferiore ai tre milioni di euro, lo ha
annunciato oggi il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi in
chiusura degli Stati generali dell'editoria. "Mi impegno a terminare le
procedure per la definitiva costituzione del Centro del Libro entro la fine
dell'anno, affinché questa realtà possa partire nei primi mesi del 2009. Mi
impegno anche a individuarne gli organi che saranno di livello adeguato al
prestigio di questa istituzione. Mi adopererò infine a reperire le necessarie
risorse, non meno di 3 milioni di euro annui, sia con fondi ministeriali che
con risorse esterne al ministero per i Beni e le Attività culturali", è la
promessa di Bondi. "Dal precedente governo - ha spiegato Bondi - abbiamo
ereditato un Centro per il Libro e la Lettura paralizzato. Il Centro è una
buona iniziativa e in questo solco ho deciso di proseguire". Di fatto il
Centro - ha spiegato Bondi - era Bloccato perché mancavano gli atti formali per
la sua effettiva costituzione: "La Corte dei Conti ha restituito il
decreto istitutivo non firmato per gravi carenze nel provvedimento, pertanto ho
dovuto riavviare l'intero iter amministrativo"; e questo - ha sottolineato
il ministro è il motivo per cui nella manovra economica della scorsa estate
sono stati cancellati i fondi previsti, "perché non assegnabili a un ente
non ancora perfettamente costituito". Il presidente
dell'Associazione italiana editori, Aie, Federico Motta, ha sottolineato il
"bisogno di chiarezza" e - d'accordo col ministro - la necessità
"di uscire dalla logica della burocrazia", concludendo con un augurio: che "davvero si possa
pensare e un 2009 con un Centro per il libro e la lettura operativo".