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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 16-19 gennaio 2009       #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Alitalia 2 (38)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Voli regolari lunedì per Air One (gruppo Alitalia), mentre i sindacati confermano lo sciopero s... ( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: gruppo Alitalia), mentre i sindacati confermano lo sciopero sempre lunedì dei dipendenti Meridiana. Lo sciopero è stato differito ad altra data . Lo hanno reso noto le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, spiegando che la decisione è stata presa dopo che Air One ha convocato una riunione alla quale gli stessi sindacati hanno deciso di partecipare.

ROMA - La sede a Milano. Durata fino al 31 dicembre 2050 (salvo proroga). Diritto di recesso di ... ( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: degli accordi di collaborazione con Alitalia venga meno per colpa della compagnia di bandiera. Cessazione del cda alla data del 12 gennaio 2012, cioè prima della scadenza dei tre anni. Voto favorevole almeno di 10 consiglieri per vendere Alitalia o AirOne. Sono queste le novità, secondo quanto risulta a Il Messaggero, contenute nei 27 articoli (uno in più del precedente)

Alitalia-Air France, pronto il nuovo statuto ( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Venerdì 16 Gennaio 2009 Chiudi Lunedì l'assemblea straordinaria approva il testo formato da 27 articoli. La Borsa avvia il delisting Alitalia-Air France, pronto il nuovo statuto Ecco tutte le maggioranze e i poteri per mantenere la gestione italiana

ROMA - La Lega che mette in minoranza il governo sull'ordine del giorno Pd. ... ( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo Alitalia-Air France alla fine è passato, sulle tasse per gli immigrati la Lega ha fatto una sostanziale marcia indietro, anche lo sconto sull'energia elettrica soltanto per il Nord è stato cancellato. Ai suoi deputati meridionali, comunque, Berlusconi ha suggerito di «fare più dichiarazioni» e di opporre alla propaganda leghista una contro-

La vecchia Alitalia dice addio alla Borsa ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 27 categoria: REDAZIONALE Piazza Affari La vecchia Alitalia dice addio alla Borsa Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato che Borsa Italiana ha deciso di avviare la procedura di revoca dalla quotazione in Borsa delle azioni ordinarie di Alitalia e delle relative obbligazioni convertibili

Confermato lo stop di 4 ore per lunedì ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la mobilitazione dei dipendenti Air One (gruppo Alitalia) per cui la Commissione ha deciso il differimento ad altra data. «Air One ha convocato una riunione per oggi, riunione alla quale parteciperemo», e in seguito alla quale la protesta è stata spostata, dicono i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt.

Alta velocità: boom di vendite in un mese ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attacco di Trenitalia agli aerei ha prodotto 160 mila biglietti venduti in più nell'ultimo mese per i collegamenti diretti fra le stazioni Milano Centrale e Roma Termini, facendo vacillare la rotta area più remunerativa in Italia. Per reggere la concorrenza Alitalia vuole raddoppiare le frequenze rispetto al treno, ridurre i tempi di imbarco a far usare cellulare e wi-fi.

Bankitalia, il Pil a picco nel 2009: -2% Tremonti: "Non torniamo al Medioevo" ( da "Quotidiano.net" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Contromanifestazione per Renato Curcio" (31 commenti) La nuova Alitalia decolla nel caos Lufthansa darà battaglia sugli slot (24 commenti) Cristina conquista l'Italia e YouTube Impazzano i gruppi su Facebook (22 commenti) 10:05:40 - dimenticate tutti una cosa, in italia esistono tre gradi di processo, delfino è stato condannato in [.

Stipendio d'oro, Bonomi direttore da 550mila euro: Sea nella bufera ( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleanza tra Alitalia e Air France, è la Sea, la società di gestione degli aeroporti, a far discutere. Ad accendere la miccia della polemica, questa volta, la questione dei vertici della partecipata, o meglio, il «caso Bonomi», presidente e, dal 1° gennaio, direttore generale della Sea.

CLAUDIO SARDO ROMA. LA LEGA CHE METTE IN MINORANZA IL GOVERNO SULL'ORDINE DEL GIORNO PD. I P... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo Alitalia-Air France alla fine è passato, sulle tasse per gli immigrati la Lega ha fatto una sostanziale marcia indietro, anche lo sconto sull'energia elettrica soltanto per il Nord è stato cancellato. Il ministro Raffaele Fitto, che è stato il mediatore tra i deputati del Sud e Berlusconi, sta ora preparando una riunione con le Regioni per mercoledì prossimo con l'

NIENTE SCIOPERO, LUNEDì I VOLI DELLA NUOVA ALITALIA SARANNO REGOLARI. CONFERMATA L'ASTENSI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Niente sciopero, lunedì i voli della nuova Alitalia saranno regolari. Confermata l'astensione dei dipendenti di Meridiana, con una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno differito ad altra data lo sciopero del personale di Air One.

Bonus alle famiglie, sostegno alle imprese ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: INFRASTRUTTURE Arriva norma che velocizza la realizzazione delle grandi opere. PORNOTAX E MAGHI Tasse maggiorate per la produzione e vendita di materiale porno. Ritocco fiscale anche per i maghi. MALPENSA Norme a tutela dell'hub milanese, considerato il via della nuova Alitalia.

C'è la crisi, nord contro sud il patto di stabilità si è rotto ( da "EUROPA ON-LINE" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si sente che si vuole chiudere un occhio su Roma e si regalano soldi per Alitalia. Il federalismo fiscale non arriverà prima di cinque anni e nell?attesa non si può restare con le mani in mano». Qualche giorno fa anche il vicegovernatore del Veneto, il leghista Franco Manzato, ha invitato regione ed enti locali alla rottura del patto di stabilità.

E Berlusconi se ne frega ( da "EUROPA ON-LINE" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia (...). Ma le persone che ci ascoltano credo guardino a questo come a qualcosa che probabilmente riguarda più noi che loro, perché gli italiani sono attraversati in questo momento da una drammatica emergenza sociale la cui sottovalutazione, durata per troppi mesi, è inaccettabile e insopportabile.

Turismo? La Genova industriale era più aperta ( da "Secolo XIX, Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al posto dei nove-dieci offerti complessivamente dai "vecchi" vettori Alitalia ed Air One, e di ridurre fortemente il presidio di personale in città non solo declassa ulteriormente il Cristoforo Colombo, ma pone ancora una volta in evidenza la debolezza del capoluogo ligure e la fragilità del trasporto aereo nazionale.

alitalia, la regione anticipa la cig - servizio a pagina xi ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina III - Roma La Iata: previste perdite superiori al 2008 Alitalia, la Regione anticipa la Cig servizio a pagina XI SEGUE A PAGINA XI

alitalia, la regione anticipa la cig - maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si incontravano intorno a un tavolo istituzionale per concordare gli interventi per il caso Alitalia. Il presidente Marrazzo ha detto che la Regione garantirà l´erogazione di 3 milioni di euro di anticipazione per la cassa integrazione per gli ex lavoratori Alitalia, per la durata di 5, 6 mesi. I primi assegni saranno erogati il 21 gennaio.

Quando il governo tentò di sottrarre i fondi dell'Europa Il tentativo di togliere alla Sardegna i contributi destinati alle zone svantaggiate fu bloccato dalla reazione delle regio ( da "Unita, L'" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il governo alla fine ha annunciato la fine delle sovvenzioni alla Tirrenia e l'avvio della privatizzazione, ma ancora non ha dato seguito al proposito, forse spaventato da una nuova vicenda-Alitalia, con le "grane" sindacali (il carrozzone occupa quasi 4 mila lavoratori) e i buchi di gestione da ripianare. A un mese dal voto sarebbe stato troppo impopolare.

sala, per il comune un manager cresciuto alla scuola della pirelli - giovanni pons ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che i nuovi gestori di Alitalia vorrebbero ridimensionare a navetta Milano-Roma. Poi c´è l´Atm, dove Elio Catania non è riuscito a imprimere una svolta significativa, l´Amsa, le Metropolitane e una quota nella Serravalle che ai tempi di Albertini fu oggetto di grande dispute con Ombretta Colli, allora presidente della Provincia.

una città da due milioni di anime in pena ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia con Lufthansa, come no, abbiamo visto, Malpensa e il Nord ringraziano. L´Expo "è tutto pronto", non si mettono d´accordo manco sui soldi da dare agli amici del consiglio d´amministrazione della società che deve gestirlo. La neve "siamo stati bravi".

il carlo felice come l'alitalia ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Genova Il Carlo Felice come l´Alitalia Il Carlo Felice come l´Alitalia? Ce lo siamo chiesti negli scorsi mesi, sebbene i tratti in comune fra un teatro lirico e una compagnia aerea siano scarsi, quando l´uno e l´altra stavano scivolando di pari passo verso il baratro. Purtroppo l´analogia non era infondata.

All'Alitalia sindacati preparano nuove proteste ( da "Riformista, Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le notizie All'Alitalia sindacati preparano nuove proteste A pochi giorni dalla nascita, le questioni da risolvere riguardo alla nuova Alitalia rimangono. C'è per esempio la cessione del cargo ad Alis, che - secondo il commissario straordinario della bad company, Augusto Fantozzi - è questione di pochissimo tempo.

meridiana dimezza i dipendenti a rischio 38 posti di lavoro - ilaria ciuti ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, anche perché non ha alle spalle anni di disastri organizzativi», protesta il sindacato che si dichiara pronto a trattare sul contratto aziendale collettivo, «viste le difficoltà dei tempi e l´aggressività dei concorrenti stranieri», ma dichiara di rifiutare «i ricatti di Meridiana che attraverso lo spettro dei licenziamenti chiede un taglio drastico delle tutele ai lavoratori

anche il marconi sente la crisi nel 2008 passeggeri in calo del 3,1% ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Riguardo alla nuova Alitalia, infine, Sab ribadisce di avere avuto da Cai la conferma della prosecuzione, per tutto l´operativo invernale, dei voli programmati ad inizio stagione per Alitalia e AirOne, vale a dire: 28 voli settimanali per Roma, 14 per Napoli, sette per Alghero, sette per Bari e sette per Lamezia Terme.

L'Europa guida piano ( da "Manifesto, Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, l'italianità della Fiat non è un dogma. Se il gruppo torinese cedesse l'auto a un gruppo straniero più solido, Palazzo Chigi potrebbe tranquillamente plaudire alle regole del libero mercato. Marchionne insiste da tempo per avere aiuti urgenti, nel frattempo usa in abbondanza la cassa integrazione ma è evidente che un peggioramento dei conti aprirebbe il capitolo dei licenziamenti.

BofA chiede soldi, la Cina è d'acciaio, aerei in rosso scuro ( da "Manifesto, Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le esportazioni sono crollate, saziando però la fame di infrastrutture sul mercato interno. E gli aerei? La «nuova Alitalia» parte nel momento in cui la Iata prevede, per le compagnie europee, un 2009 «10 volte peggio del 2008», con un miliardo di perdite complessive. Auguri!

Tirrenia, l'Alitalia del mare ( da "Stampa, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In fumo aiuti di Stato per un miliardo Tirrenia, l'Alitalia del mare Tirrenia come Alitalia. Per mare come nei cieli. Vicini alla bancarotta o quasi. La compagnia che gestisce i traghetti è sull'orlo del baratro anche perché non utilizza al meglio la propria flotta. A cominciare da quella moderna e veloce.

se si scioglie il polo del nord - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, anzitutto. Riguarda Roma, visto che da sempre gravita su Fiumicino. Non può interessare la Lega, da cui si distanzia, anzitutto, per motivi di lessico e identità. Alitalia è Al-Italia. "O si fa Al-Italia o si muore", proclamava Berlusconi prima e dopo le elezioni, sostenendo la necessità di salvare la compagnia di bandiera in nome dell´

chi racconta la verità su alitalia - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Adesso Air France s'è mangiata Alitalia con soli 322 milioni. In parole povere la compagnia francese ha speso un quinto di ciò che Alitalia gli sarebbe costata con Prodi. Il resto ce lo metteremo noi con le tasse mentre continuare a chiamare Air France 'socio di minoranza' è pura menzogna.

Al sud è rivolta bipartisan contro i tagli del governo a guida Bossi-Tremonti ( da "Riformista, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: contro la diminuzione delle tratte Alitalia, ma soprattutto contro la sottrazione al Sud delle risorse dei Fas, i Fondi per le aree sottoutilizzate. Proteste tanto forti, da costringere Silvio Berlusconi a correre ai ripari, con incontri, rassicurazioni e l'annuncio di quello che Ignazio La Russa ha già ribattezzato «un piccolo piano Marshall per le isole»

tutta la verità sul futuro della malpensa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La confusione, dopo il decollo della nuova Alitalia, regna ancora sovrana attorno agli scali milanesi. La stessa politica lombarda, dopo aver cavalcato un´offerta inesistente (quella tedesca) per la compagnia di bandiera, continua a muoversi alla cieca, rischiando di nuovo di inseguire obiettivi poco praticabili.

dagli accordi bilaterali agli slot l'alfabeto per salvare malpensa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nuova Alitalia lo pone come condizione. Lufthansa pure. La speranza più concreta è legata ai tedeschi. Lufthansa sta lanciando voli da Malpensa ad alcune capitali europee. Il primo tassello di un potenziale network di alimentazione sullo scalo. E dispone di una compagnia italiana (Air Dolomiti) che in teoria,

<Madrid-Barcellona? 200 euro in meno del Milano-Roma> ( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e Air One) che per di più adesso si trovano fusi in un'unica società, sollevando più di una perplessità sul rispetto delle norme antitrust. La comparazione è stata effettuata da Dario Balotta, ex sindacalista e ora esperto di trasporti, prendendo in considerazione le tariffe massime e minime praticate dalle quattro compagnie iberiche (

<Più voli o Milano sarà tagliata fuori dal business> ( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che a decollare verso le nuove frontiere degli affari sia la nuova Alitalia o altre compagnie ai lombardi interessa poco. Quel che conta è il risultato. «Quando viaggiamo per lavoro noi lombardi arriviamo distrutti agli appuntamenti dopo aver bivaccato negli aeroporti in giro per il mondo. Ma questo è il meno —

Expo, arrivano gli ispettori ma i cantieri non ci sono ( da "Giornale.it, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nuova Alitalia ed Air France è cambiato. Sul futuro dello scalo si terrà domani nella sede della Camera di commercio un incontro tra i rappresentanti del sistema economico milanese e i vertici della Cai. «Dopo che l'Italia è riuscita ad ottenere l'Expo - ha incalzato la Bracco - non è accettabile che si pensi di svuotare il sistema aeroportuale della città che nel 2015 ospiterà l'

Soldi dagli imprenditori Forza Italia batte tutti ( da "Giornale.it, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: reuccio delle autostrade e azionista della Nuova Alitalia, che ha spalmato il suo contributo in 12 assegni da 50mila euro, uno per ognuna delle società che fa parte del suo impero (Appia, Autosped, Codelfa, Eurimpianti, Gavio spa, Interstrade, Itinera, Microlux, Sea Segnaletica, Sina, Sinelec, Transider).

LA POSSIBILITà CHE SI POSSA VOLARE DA LINATE A NAPOLI A 57 EURO è LEGATA ALLA DECISIONE DE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: guidata dal comandante Giuseppe Gentile ha avviato per prima contro Alitalia, o meglio contro l'Enac. In pratica con il ridimensionamento della nuova Alitalia, che ha ridotto i suoi voli di circa il 30 %, si aprono per altre compagnie spazi sulle rotte lasciate da Alitalia. La Cai però non vuole che sulle rotte da Linate si inseriscano altri con prezzi più modici.

Alitalia, l'Sdl conferma: domani... ( da "Giornale.it, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ancora sindacato sul piede di guerra contro la nuova Alitalia: il Sindacato dei lavoratori (Sdl) intercategoriale conferma per domani lo sciopero di quattro ore (dalle 10 alle 14), "il primo dell'era Cai", dei lavoratori Alitalia. Lo si apprende dal sito ufficiale dell'Sdl che, nel confermare l'agitazione, dà appuntamento "a tutti i lavoratori assunti, cassaintegrati e precari"


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Voli regolari lunedì per Air One (gruppo Alitalia), mentre i sindacati confermano lo sciopero s... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Venerdì 16 Gennaio 2009 Chiudi Voli regolari lunedì per Air One (gruppo Alitalia), mentre i sindacati confermano lo sciopero sempre lunedì dei dipendenti Meridiana. Lo sciopero è stato differito ad altra data . Lo hanno reso noto le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, spiegando che la decisione è stata presa dopo che Air One ha convocato una riunione alla quale gli stessi sindacati hanno deciso di partecipare.

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ROMA - La sede a Milano. Durata fino al 31 dicembre 2050 (salvo proroga). Diritto di recesso di ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)

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Venerdì 16 Gennaio 2009 Chiudi di ROSARIO DIMITO ROMA - La sede a Milano. Durata fino al 31 dicembre 2050 (salvo proroga). Diritto di recesso di Air France «nel caso in cui anche uno soltanto» degli accordi di collaborazione con Alitalia venga meno per colpa della compagnia di bandiera. Cessazione del cda alla data del 12 gennaio 2012, cioè prima della scadenza dei tre anni. Voto favorevole almeno di 10 consiglieri per vendere Alitalia o AirOne. Sono queste le novità, secondo quanto risulta a Il Messaggero, contenute nei 27 articoli (uno in più del precedente) del nuovo statuto di Alitalia lungo 43 pagine che sarà approvato lunedì prossimo dall'assemblea straordinaria totalitaria riunita a Milano. Lo statuto, messo a punto dagli avvocati Sergio Erede, senior partner dello studio Bonelli Erede Pappalardo (Alitalia) e Patrick La Porte dello studio americano Debevoise & Plimpton (Air France), recepisce gli accordi strategici stipulati fra Italia e Francia: Parigi entrerà col 25% in Cai versando 322,4 milioni. Ieri e oggi i soci italiani stanno visionando il testo presso lo studio legale italiano. I francesi avranno azioni di categoria B - al contrario dei soci italiani cui spettano azioni ordinarie - che «attribuiscono gli stessi diritti patrimoniali e amministrativi» dei titoli ordinari. Le azioni B possono essere detenute «solamente da vettori internazionali con i quali Alitalia abbia stipulato accordi di collaborazione industriale strategica e che abbiano aderito ad un accordo istitutivo di un'alleanza internazionale». La regolazione dei rapporti tra i soci è condizonata a percorsi tortuosi tendenti a preservare la gestione italiana. All'art 7 è regolato il lock-up di quattro anni dei soci italiani valido fino al 28 ottobre 2013. Con l'eccezione «comunque non precedente al 28 ottobre 2011 previo conferimento di mandato a due primarie istituzioni finanziarie indipendenti» di avviare le procedure per la quotazione in borsa: in questo caso l'operazione avviene «tramite offerta pubblica di vendita» nella quale ciascun socio partecipa «in proporzione della propria partecipazione». Il cda «può negare l'efficacia» del trasferimento di azioni B «a persone che non siano parte di un accordo di collaborazione». Fino al 12 gennaio 2013 (art 8) «ai soci ordinari spetta il diritto di prelazione» sulla vendita di azioni in mano agli italiani. «Decorso tale termine tutti i trasferimenti di strumenti finanziari di un socio a favore di altri soci o terzi saranno soggetti alla prelazione, ivi inclusi, a scanso di equivoci, i titolari di azioni B». Air France gode di un diritto di recesso (art 9) al fair value se per colpa di Alitalia decade anche uno solo degli accordi di collaborazione. Dal canto suo Alitalia si è preservata con un diritto di riscatto dei titoli B (art 10) in caso di mancato raggiungimento nei tre anni del 50% delle sinergie fissate a 720 milioni o sia Parigi "inadempiente" degli accordi oppure il partner pur potendo recedere non lo faccia. E' prevista un'opa (art 11) nel caso in cui un socio anche in concerto con altri, raggiunga il 50% del capitale. L'art 13 prevede che in assemblea la delibera di aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione sia votata dall'80%. Il cda è di 19 membri di cui tre espressi da Parigi. Una lista può essere presentata da uno o più soci che abbiano il 5%. Le decisioni del board sono assunte con la maggioranza assoluta: occorre il voto di 10 consiglieri per la revoca del comitato esecutivo o dell'a.d., per la cessione dei complessi di beni di Alitalia o di AirOne. Pieni poteri all'esecutivo di 9 membri (2 a Parigi) dove occorre la maggioranza assoluta o in caso di parità, prevale il voto dell'a.d. Infine la Borsa ha avviato l'iter per revocare la quotazione della vecchia Alitalia.

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Alitalia-Air France, pronto il nuovo statuto (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Venerdì 16 Gennaio 2009 Chiudi Lunedì l'assemblea straordinaria approva il testo formato da 27 articoli. La Borsa avvia il delisting Alitalia-Air France, pronto il nuovo statuto Ecco tutte le maggioranze e i poteri per mantenere la gestione italiana

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ROMA - La Lega che mette in minoranza il governo sull'ordine del giorno Pd. ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Venerdì 16 Gennaio 2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - La Lega che mette in minoranza il governo sull'ordine del giorno Pd. I parlamentari Pdl del Sud sempre più insofferenti per la propaganda leghista. Le tensioni con Fini, e dunque con An, ancora non del tutto risolte. È stata ieri una giornata difficile per il premier. Ma ad allarmarlo di più non sono state le turbolenze di Montecitorio, quanto il messaggio lanciato dal governatore di Bankitalia. Per Berlusconi la fiducia e l'ottimismo sono anche il principale antidoto alle fibrillazioni della maggioranza. Invece quel -2% riferito al Pil 2009 agita ora tutti gli spettri della crisi sociale. Per questo il premier ha approvato il commento di Tremonti a Draghi. In privato ha aggiunto: «Troppo pessimismo. Dobbiamo contrastarlo». Ma ha anche rinnovato l'impegno preso l'altra sera con i deputati meridionali del Pdl: «Sono d'accordo con voi: le misure contro la disoccupazione vanno rafforzate». La Lega di Bossi, in fondo, non fa che tirare la coperta corta del bilancio pubblico dalla parte opposta. Cioè verso il Nord. Ormai Berlusconi è costretto ogni giorno a ricevere le lamentele dei suoi dirigenti al Nord: «La Lega va a caccia dei nostri voti». Ma il premier continua a risponde: «Bossi sta con me. Sventolano le loro bandiere, ma a ben guardare non ci mettono i bastoni tra le ruote». Ecco le prove di Berlusconi: l'accordo Alitalia-Air France alla fine è passato, sulle tasse per gli immigrati la Lega ha fatto una sostanziale marcia indietro, anche lo sconto sull'energia elettrica soltanto per il Nord è stato cancellato. Ai suoi deputati meridionali, comunque, Berlusconi ha suggerito di «fare più dichiarazioni» e di opporre alla propaganda leghista una contro-propaganda meridionalista. Anche perché altrimenti il Mpa di Lombardo finirà per diventare una forza d'opposizione. Con conseguenze in Sicilia a cui Berlusconi non vuole neppure pensare. I problemi con la Lega e la questione Sud sono anche parte delle tensioni con An. Che si materializzano comunque sulla struttura del nuovo partito. Oggi Berlusconi andrà a pranzo da Fini alla Camera. Nel Pdl avrà un ruolo di vertice, appena sotto Berlusconi: lo statuto lo riconoscerà, ma lui non lo occuperà fino a scadenza del mandato.

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La vecchia Alitalia dice addio alla Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-16 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Piazza Affari La vecchia Alitalia dice addio alla Borsa Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato che Borsa Italiana ha deciso di avviare la procedura di revoca dalla quotazione in Borsa delle azioni ordinarie di Alitalia e delle relative obbligazioni convertibili

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Confermato lo stop di 4 ore per lunedì (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Aerei Confermato lo stop di 4 ore per lunedì Aerei --> Sciopero confermato lunedì prossimo per i dipendenti Meridiana, mentre saranno regolari i voli Air One. Lo stop di quattro ore, dalle 10 alle 14, è stato proclamato dai sindacati confederali insieme con Anpav, Apm ed Up. «Ci siamo già attenuti ad indicazioni intervenute da parte della Commissione di Garanzia», scrivono i confederali in una nota, precisando che si tratta della «prima giornata di mobilitazione dei lavoratori dall'apertura della procedura di mobilità per licenziamento collettivo di 145 addetti». La Commissione di Garanzia, infatti, doveva decidere se posticipare la manifestazione perché coincidente con altri scioperi. AIR ONE In particolare era prevista, sempre per lunedì, la mobilitazione dei dipendenti Air One (gruppo Alitalia) per cui la Commissione ha deciso il differimento ad altra data. «Air One ha convocato una riunione per oggi, riunione alla quale parteciperemo», e in seguito alla quale la protesta è stata spostata, dicono i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt.

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Alta velocità: boom di vendite in un mese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Ferrovie Alta velocità: boom di vendite in un mese Ferrovie --> Un milione di biglietti venduti in un mese. È il record segnato ieri dalle Ferrovie dello Stato sull'Alta velocità, ad un mese dall'avvio del servizio che collega direttamente, in tre ore e mezzo, anche Roma e Milano. E in tempi di crisi, la sfida dei treni agli aerei si sta mostrando vincente, in termini di prezzi e di tempi. CRESCITA Rispetto all'anno scorso, le Ferrovie hanno aumentato in media le vendite sull'alta velocità del 30% (660 mila biglietti l'anno scorso): i 2/3 dei biglietti venduti sono stati di prima classe. Non solo privati ma anche grandi aziende stanno scegliendo le rotaie a prezzi più bassi di un quarto di quelli degli aerei. L'attacco di Trenitalia agli aerei ha prodotto 160 mila biglietti venduti in più nell'ultimo mese per i collegamenti diretti fra le stazioni Milano Centrale e Roma Termini, facendo vacillare la rotta area più remunerativa in Italia. Per reggere la concorrenza Alitalia vuole raddoppiare le frequenze rispetto al treno, ridurre i tempi di imbarco a far usare cellulare e wi-fi.

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Bankitalia, il Pil a picco nel 2009: -2% Tremonti: "Non torniamo al Medioevo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 16-01-2009)

Argomenti: Alitalia

L'Italia in una fase di recessione prolungata. Il prodotto interno lordo dovrebbe tornare a salire nel 2010 con un +0,5%. Intanto la Banca centrale europea taglia i tassi di mezzo punto

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Stop al bullismo Cronaca Politica Esteri New York Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa Dieta IL BOLLETTINO ECONOMICO Bankitalia, il Pil a picco nel 2009: -2% Tremonti: "Non torniamo al Medioevo" L'Italia in una fase di recessione prolungata. Il prodotto interno lordo dovrebbe tornare a salire nel 2010 con un +0,5%. Intanto la Banca centrale europea taglia i tassi di mezzo punto Roma, 15 gennaio 2009 - L?Italia è in una recessione prolungata. E il pil nel 2009 subirà un crollo del 2%, per poi risalire nel 2010 a crescere dello 0,5%. è la previsione contenuta nel Bollettino economico di Bankitalia che, per stessa ammissione degli economisti di Via Nazionale, delinea un quadro molto più negativo rispetto a quello degli altri previsori: la stima di crescita è inferiore di 8-9 decimi di punto percentuale per l?anno in corso, mentre per il 2010 le differenze sono meno marcate, nell?ordine di 2-3 decimi. Tenendo conto della caduta, superiore alle attese, della produzione industriale nello scorcio del 2008, in particolare del dato di novembre, diffuso il 14 gennaio, si prevede ora che in Italia la fase recessiva prosegua nel 2009 e che il prodotto torni a espandersi nel 2010, beneficiando di una ripresa dell?economia mondiale e degli scambi internazionali. Dopo un calo dello 0,6 per cento nella media del 2008, il Pil si contrarrebbe del 2,0 per cento nel 2009, per effetto anche dell?eredità negativa dell?ultimo semestre dell?anno scorso, e aumenterebbe dello 0,5 per cento nel 2010, riflettendo il netto peggioramento della domanda estera e il forte ridimensionamento dei piani di spesa di imprese e famiglie. Si stima che le vendite italiane all?estero tornino a crescere in misura significativa solo dal 2010. Sulle prospettive di crescita dell?economia italiana, osserva il Bollettino, "continuano a gravare dubbi circa la effettiva profondità della crisi in alcune economie emergenti, che ancora forniscono sostegno alla dinamica degli scambi internazionali". Questi rischi "sono parzialmente controbilanciati dalla possibilità che l?attività economica benefici, in misura maggiore di quanto stimato, sia dell?impatto espansivo sui consumi del calo dei prezzi delle materie prime sia del pieno dispiegarsi degli effetti dei piani di sostegno alla domanda definiti e in corso di definizione a livello internazionale". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti evita però catastrofismi. “C?è un 2% di caduta del pil nel 2009. E allora?”. Per Tremonti quelli che guardano troppo i dati “non hanno capito di cosa stiamo parlando. Mi pare che in troppi guardino il dito e non il cielo. Meno 2% - prosegue il ministro - vuol dire che torniamo al 2006 non mi sembra al Medioevo”. ISTAT Inflazione da record nel 2008 Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Contro-manifestazione della Lega "Riconquistiamo piazza Maggiore" (50 commenti) Uccise l'ex fidanzata: solo 16 anni I genitori di lei: "L'Italia fa schifo" (41 commenti) Disabile aggredita dai rapinatori Muore di paura per crisi respiratoria (32 commenti) Tutti pazzi per Cristina la bomba sexy La Mussolini: "Più silicone che cervello" (31 commenti) Brasile: "Battisti non tornerà in Italia" La Farnesina: "Ora intervenga Lula" (31 commenti) "Contromanifestazione per Renato Curcio" (31 commenti) La nuova Alitalia decolla nel caos Lufthansa darà battaglia sugli slot (24 commenti) Cristina conquista l'Italia e YouTube Impazzano i gruppi su Facebook (22 commenti) 10:05:40 - dimenticate tutti una cosa, in italia esistono tre gradi di processo, delfino è stato condannato in [...] Uccise l'ex fidanzata: solo 16 anni I genitori di lei: "L'Italia fa schifo"09:57:49 - Vorrei che le nostre forze speciali così in gamba andassero laggiù, lo rapissero per riportarlo in I[...] Brasile: "Battisti non tornerà in Italia" La Farnesina: "Ora intervenga Lula"09:40:53 - .. Se è veramente "fuori di testa" come vuol far credere (e come han giudicato i giudici), perchè no[...] Uccise l'ex fidanzata: solo 16 anni I genitori di lei: "L'Italia fa schifo"09:31:18 - @federico. ecco il link al player http://player.eurosport-it.com[...] Ecco uno streaming di qualità. Nel 2009 le TV italiane daranno oltre 60 tornei. I palinsesti della settimana.09:26:44 - Il tabellone maschile sembra abbastanza equilibrato anche se Murray ha dalla sua parte Tsonga e Nish[...] Murray per Nadal, Djokovic per Federer09:21:23 - l'eleganza ed il buon gusto purtroppo non si misurano in cm. che tristezza....[...] Multe a chi mostra troppo08:47:58 - Non bisogna riportare i fatti per avvalorare le proprie tesi: Federer dopo Abu Dhabi, non è andato a[...] "Murray favorito? Sorprendente." L'Alitalia tornerà agli antichi splendori?Grande Fratello 9, quale concorrente ti piace di più?Carcere a chi guida ubriaco, sei d'accordo?Come giudichi il sindaco della tua città?Sei costretto a fare la 'staffetta' col partner per la gestione dei figli?Fabrizio De Andrè, vota la tua canzone preferitaGiusto dare uno stipendio alle casalinghe?Caro-libri, giusto che le scuole adottino l'e-book?Tassa sul permesso di soggiorno agli immigrati, sei d'accordo?Processo Gea: cosa pensi delle condanne ai Moggi, padre e figlio?Vota il calciatore più sexyModa, a cosa non rinunceresti mai?La crisi del gas tra Russia e Ucraina avrà ripercussioni sull'economia italiana?Feste finite: come è stato questo Natale?Basket: è crisi in casa Agricola Gloria, cosa ne pensi? La foto del giorno Cernia record a Zhuhai, Cina Catturato un esemplare del peso 309 kg e della lunghezza di 2.05 metri GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec

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Stipendio d'oro, Bonomi direttore da 550mila euro: Sea nella bufera (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)

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n. 14 del 2009-01-16 pagina 1 Stipendio d?oro, Bonomi direttore da 550mila euro: Sea nella bufera di Marta Bravi Polemiche in Comune sul nuovo incarico dell?ex amministratore delegato che diventa direttore generale. Fi e An all?attacco: "Mangiati 15 anni di auto blu" All?indomani del vertice romano tra il sindaco Letizia Moratti e il presidente del consiglio Berlusconi per discutere, tra le altre cose, del destino degli scali di Malpensa e di Linate, a seguito dell?alleanza tra Alitalia e Air France, è la Sea, la società di gestione degli aeroporti, a far discutere. Ad accendere la miccia della polemica, questa volta, la questione dei vertici della partecipata, o meglio, il «caso Bonomi», presidente e, dal 1° gennaio, direttore generale della Sea. Nomina che non è piaciuta a nessuno, a partire dagli alleati fino all?opposizione. Compatti i membri del parlamentino milanese gridano allo scandalo perché, con questa manovra, si aggira di fatto la legge sui manager pubblici. Da dicembre scorso, infatti, gli stipendi dei manager pubblici non possono superare il tetto massimo di 250mila euro. Così il doppio stipendio di Giuseppe Bonomi, non era più sostenibile: nella riunione del cda di Sea di metà dicembre il presidente ha rinunciato all?incarico di amministratore delegato, a fronte del suo nuovo stipendio «ridotto». Fin qui niente di male, si dirà. Passano quindici giorni e voilà, Bonomi si ritrova assunto a tempo indeterminato come direttore generale della società Sea rimanendo contemporaneamente ben saldo alla poltrona presidenziale. Il suo nuovo stipendio, quindi, sale di 70mila euro circa, arrivando a toccare la somma di 550mila euro, cui vanno aggiunti i compensi per gli obbiettivi. Cosa significa? Un futuro assicurato per il presidente, che non vede più oscillare il suo stipendio in base al raggiungimento degli obiettivi e, soprattutto, «il posto sicuro». Fino allo scorso anno, invece, l?incarico aveva validità di tre anni, rinnovabili. Certo Bonomi è uomo della Lega, ma la nomina di direttore generale è stata presa - come spiega Sea - «d?accordo con l?azionista di maggioranza per rendere, in una situazione così complicata per la Sea, più stabile l?assetto di governo della società». I primi a fare polemica contro la scelta del cda Sea, di cui Palazzo Marino è il principale azionista, sono i rappresentanti della maggioranza. «Trovo corretto ed etico che chi guida una società così importante guadagni quei soldi. Trovo bizzarro, e comunque da non condividere, che vada ad assumere se stesso come ha fatto - il commento del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Giulio Gallera -. Trovo inoltre incoerente che questo riguardi un esponente di quella parte politica che lo scorso anno ha costretto la nostra amministrazione a rinunciare alle auto blu: con il suo stipendio Bonomi si mangia 15 anni di auto blu. Quanto a coerenza non c?e che dire...». «Il sindaco avrebbe potuto riflettere di più prima di chiedere ai milanesi il sacrificio che comporta lo stipendio di Bonomi, una figura che poteva assumere quel ruolo a costi diversi - il commento di Marco Osnato, consigliere comunale di An e presidente della commissione Trasporti -. La Lega prima di fare esternazioni moralizzatrici dovrebbe guardare alla trave nel proprio occhio». Segue a ruota l?opposizione, con Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che richiama alla sobrietà: «Credo che vadano evitati, soprattutto in questo periodo, gli eccessi. Sono convinto, infatti, che tutte le azioni dell?amministrazione, in particolare in tempi crisi, debbano essere ispirate alla sobrietà, anche nelle retribuzioni». «Trovo fuori dal mondo che Bonomi assuma se stesso - attacca Basilio Rizzo, capogruppo della lista Fo -. In questo modo, peraltro, con un?assunzione a tempo indeterminato Bonomi diventa illicenziabile. Il sindaco non interviene su questo?». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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CLAUDIO SARDO ROMA. LA LEGA CHE METTE IN MINORANZA IL GOVERNO SULL'ORDINE DEL GIORNO PD. I P... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-01-2009)

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CLAUDIO SARDO Roma. La Lega che mette in minoranza il governo sull'ordine del giorno Pd. I parlamentari Pdl del Sud sempre più insofferenti per la propaganda leghista. Le tensioni con Fini, e dunque con An, ancora non del tutto risolte. È stata ieri una giornata difficile per il premier. Ma ad allarmarlo di più non sono state le turbolenze di Montecitorio, quanto il messaggio lanciato dal governatore di Bankitalia. Non che Berlusconi non conoscesse quella previsione sul Pil 2009 (-2%): il punto è che continua a fondare sull'ottimismo la sua strategia. E che la «fiducia» (innanzitutto quella verso il governo, ha spiegato ai suoi) è anche il suo principale antidoto alle fibrillazioni della maggioranza. Quella percentuale negativa, invece, agita ora tutti gli spettri della crisi sociale. E induce quindi a drammatizzare anche lo scontro politico, a cominciare da quello Nord-Sud che agita sempre più la coalizione. Per questo Berlusconi ha approvato il commento di Tremonti a Draghi. In privato ha aggiunto: «Troppo pessimismo. Dobbiamo contrastarlo». Ma ha anche rinnovato l'impegno preso l'altra sera con i deputati meridionali del Pdl: «Dobbiamo rafforzare le misure contro la disoccupazione». Come dire che bisogna fare ancora di più di quanto previsto dal decreto anti-crisi appena approvato a Montecitorio. Che poi è la richiesta del Sud. La Lega di Bossi, in fondo, si agita per lo stesso motivo. Ma tira la coperta corta del bilancio pubblico dalla parte opposta. Cioè verso il Nord. Ieri la Lega ha mandato sotto il governo su un odg del Pd che consente deroghe al patto di stabilità (quindi maggiori spese) ai Comuni nei limiti dei residui di cassa ancora disponibili. E lo ha fatto contestando le risorse concesse al Comune di Roma. Ormai Berlusconi è costretto ogni giorno a ricevere le lamentele dei suoi dirigenti del Nord: «La Lega va a caccia dei nostri voti». Ma il premier continua a risponde: «Bossi sta con me. Loro sventolano le bandiere, ma a ben guardare non ci mettono neppure i bastoni tra le ruote». Ecco le prove di Berlusconi: l'accordo Alitalia-Air France alla fine è passato, sulle tasse per gli immigrati la Lega ha fatto una sostanziale marcia indietro, anche lo sconto sull'energia elettrica soltanto per il Nord è stato cancellato. Il ministro Raffaele Fitto, che è stato il mediatore tra i deputati del Sud e Berlusconi, sta ora preparando una riunione con le Regioni per mercoledì prossimo con l'obiettivo di destinare una quota dei fondi Fas agli ammortizzatori sociali. È un'altra delle richieste del Sud. Ai suoi deputati meridionali, comunque, Berlusconi ha suggerito di «fare più dichiarazioni» e di opporre alla propaganda leghista una contro-propaganda meridionalista. Anche perché altrimenti il Mpa di Lombardo finirà per diventare una forza d'opposizione. Con conseguenze in Sicilia a cui Berlusconi non vuole neppure pensare. I problemi con la Lega e la questione Sud sono anche parte delle tensioni con An. Che si materializzano comunque sulla struttura del nuovo partito. Berlusconi lo vuole leggero, come era Forza Italia. Gli uomini di An vogliono invece un partito strutturato, con organi e regole interne. Oggi Berlusconi andrà a pranzo da Fini alla Camera. Ieri Cicchitto ha riconosciuto a Fini di svolgere il suo ruolo con spirito di imparzialità, sullo stile delle Jotti. Nel Pdl avrà un ruolo di vertice, appena sotto Berlusconi: lo statuto lo riconoscerà, ma lui non lo occuperà fino a scadenza del mandato.

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NIENTE SCIOPERO, LUNEDì I VOLI DELLA NUOVA ALITALIA SARANNO REGOLARI. CONFERMATA L'ASTENSI... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-01-2009)

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Niente sciopero, lunedì i voli della nuova Alitalia saranno regolari. Confermata l'astensione dei dipendenti di Meridiana, con una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno differito ad altra data lo sciopero del personale di Air One. Il motivo - spiegano i sindacati confederali - sta in una convocazione arrivata in extremis, nel pomeriggio. È anche vero, però, che tra le associazioni di categoria serpeggiava il timore di un flop. Lo stesso che inquieta gli iscritti del sindacato autonomo dei lavoratori che però, per il momento, non ne vuol sapere di ritirare lo sciopero. Così, tra i dipendenti della nuova Alitalia, c'è chi quasi quasi spera in una precettazione ministeriale per evitare un banco di prova che si annuncia difficilissimo. Di certo, i sindacati hanno capito che il passaggio della compagnia da carrozzone pubblico ad azienda in mano a imprenditori privati ha chiuso un'epoca, quella del consociativismo sindacale e delle interferenze politiche. «Per noi è una Caporetto», dicono senza mezzi termini in casa Sdl. Poi aggiungono: «Abbiamo tutti subito una sconfitta storica. Siamo bastonati, piegati in due ma non tutti tra noi se ne sono resi conto; alcuni si illudono come quelli della Prima Repubblica che brindavano mentre tutto intorno crollava». «I veri sconfitti sono Anpac e confederali - dice un dirigente sindacale - vale a dire chi gestiva un potere dentro la vecchia Alitalia. Per noi autonomi cambia poco, visto che non comandavamo. Ora Anpac e confederali se lo scordano di poter dire a Sabelli "fammi questo" o "sistemami quest'altro". E se l'Anpac piazzava i suoi nei posti da manager, nella manutenzione non si muoveva foglia senza la Cgil, lo stesso nell'handling con la Cisl: oggi tutto questo è finito». Rischia di finire anche la quotazione del titolo Alitalia a piazza Affari. Borsa Italiana, infatti, ha avviato la procedura di revoca dalla quotazione delle azioni ordinarie e delle relative obbligazioni convertibili emesse dalla compagnia della Magliana. Sempre caldo anche il fronte milanese. Ancora ieri il sindaco Letizia Moratti s'è detta certa della «sostenibilità» del doppio hub. «La prossima settimana - ha aggiunto il governatore della Lombardia Roberto Formigoni - vedrò Colaninno e Sabelli». Solo allora se ne saprà di più. al.fa.

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Bonus alle famiglie, sostegno alle imprese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-01-2009)

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Primo Piano Pagina 102 le misure Bonus alle famiglie, sostegno alle imprese Le misure --> Bonus famiglia, ammortizzatori sociali, ma anche norme salva Malpensa: le misure anticrisi varate dal governo a fine novembre si avvicinano a diventare legge dello stato. La Camera ha ieri dato il via libera e ora il testo passa all'esame del Senato, che dovrà dare l'ok definitivo entro la fine del mese. BONUS FAMIGLIA Una tantum da 200 a 1.000 euro per lavoratori e pensionati con redditi bassi. Va ai nuclei familiari e solo nel caso dei pensionati anche a soggetti singoli. Il termine per la domanda è il 28 febbraio. ASSEGNI FAMILIARI Arrivano 350 milioni per i lavoratori autonomi e per rafforzare gli aiuti alle famiglie con disabili. La spesa potrà essere decisa solo dopo una verifica su quanto non speso nel 2009 per garantire le rate dei mutui variabili. MUTUI PRIMA CASA Per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4%: lo Stato si accolla l'eventuale eccedenza; per i nuovi mutui si calcolano gli spread della Bce. PANNOLINI GRATIS Per le famiglie che beneficiano della social card ci sarà un aiuto per l'acquisto di pannolini e latte per i figli fino a 3 mesi di età. AFFITTI, MINI-FONDO Arrivano 20 milioni in più. AMMORTIZZATORI Il sostegno al reddito di chi perde il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l'occupazione e la formazione. MASSIMO SCOPERTO Se il saldo del cliente risulta a debito per un periodo inferiore a 30 giorni non si paga la commissione. NUOVI NATI Istituito un fondo per prestiti agevolati alle famiglie con nuovi nati. Risorse anche per chi ha un familiare affetto da una malattia rara. PEDAGGI AUTOSTRADALI Aumenti congelati fino al 30 aprile 2009. PRODUTTIVITÀ Prorogato al 2009 l'alleggerimento fiscale per i premi produttività per i dipendenti del settore privato. ROTTAMAZIONE NEGOZI Sostegno al reddito ai negozianti che sono costretti a chiudere. Equivarrà alla pensione minima e sarà concesso a chi ha più di 62 anni (57 se donne). INFRASTRUTTURE Arriva norma che velocizza la realizzazione delle grandi opere. PORNOTAX E MAGHI Tasse maggiorate per la produzione e vendita di materiale porno. Ritocco fiscale anche per i maghi. MALPENSA Norme a tutela dell'hub milanese, considerato il via della nuova Alitalia.

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C'è la crisi, nord contro sud il patto di stabilità si è rotto (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 17-01-2009)

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La Lega si astiene, l?Mpa non vota. «Risorse scarse, Roma è più lontana» C?è la crisi, nord contro sud il patto di stabilità si è rotto GIOVANNI COCCONI Prima la rivolta dei sindaci del nord. Poi la Lega che si astiene e mette il governo in minoranza. Infine l?Mpa che prima protesta per l?uso dei fondi europei e poi non partecipa al voto. Più passano le ore e più è chiaro perché il governo sia dovuto ricorrere al voto di fiducia sul decreto anticrisi. La coperta è diventata troppo corta perché i fronti del nord e del sud restino in silenzio. Nessuna crisi di governo alle porte, ma la faglia c?è, ora è visibile, e i venti della crisi rischiano di allargare il solco che già divide Roma dalla periferia e una parte del paese dall?altra. Lega e Mpa lo hanno capito e soffiano sul fuoco della protesta, in vista della partita finale del federalismo fiscale. «La crisi certamente radicalizza la contrapposizione tra nord e sud ? è l?opinione del politologo Paolo Feltrin ? che è ormai trasversale agli schieramenti, ma la spiegazione di queste tensioni è anche politica: la nascita del partito unico di destra finisce per favorire proprio i partiti centrifughi e territoriali». Lo storico asse Forza Italia- Lega sembra essersi rotto, e non solo nel Veneto di Giancarlo Galan che pochi giorni fa ha radunato i fedelissimi in una cena ?alternativa? a quella tradizionale di Arcore. Giulio Tremonti non è più il garante del patto del nord, anzi oggi nel ruolo di guardiano della spesa rischia di diventare il parafulmine delle proteste contro i regali al comune di Catania o le concessioni a Roma capitale. La nomina di Roberto Castelli a viceministro per le infrastrutture continua a slittare, così come non è ancora chiara la scala di priorità delle grandi opere. Anche il popolo delle partite Iva, storico bacino elettorale del centrodestra, è irrequieto: la revisione degli studi di settore, per esempio, è ancora lettera morta e il costo della vita si fa sentire più al nord che al sud. «Io parlo la stessa lingua di Formigoni e Chiamparino perché abbiamo gli stessi problemi: se si blocca il motore si blocca il paese» tuona Galan. Simmetricamente il Movimento per l?autonomia urla al «sacrificio» del sud, chiede certezze sull?uso dei fondi strutturali europei e alla fine non vota con la maggioranza, nonostante l?impegno preso in prima persona dal presidente del consiglio perché l?80 per cento del Fas finisca al Mezzogiorno. «La crisi è indecifrabile e imprevedibile. Per questo Tremonti si irrigidisce sui cordoni della spesa: non vuole ripetere i suoi stessi errori di sottovalutazione del 2001-2002. Nord e sud reclamano risorse ma lo sfiatatoio della spesa pubblica non c?è più» spiega ancora Feltrin. «Non dimentichiamo che c?è il precedente del taglio dell?Ici ai comuni ? ricorda Daniele Marini, direttore della Fondazione Nordest ? con la crisi la domanda di welfare è cresciuta anche in regioni solidali come queste: la popolazione invecchia e le pubbliche amministrazione temono di non riuscire più a rispondere alle richieste future dei cittadini. Qui il tema dell?autonomia è storicamente molto sentito e, in tempi di risorse scarse, si sente che si vuole chiudere un occhio su Roma e si regalano soldi per Alitalia. Il federalismo fiscale non arriverà prima di cinque anni e nell?attesa non si può restare con le mani in mano». Qualche giorno fa anche il vicegovernatore del Veneto, il leghista Franco Manzato, ha invitato regione ed enti locali alla rottura del patto di stabilità. Secondo Feltrin, però, il Carroccio non arriverà allo strappo. «Almeno fino alle regionali del 2010 starà un passo indietro anche perché il suo obiettivo resta la presidenza di una regione, Veneto o Lombardia». Più Veneto o Lombardia? «Il Veneto si agita ma il vero obiettivo potrebbe essere la Lombardia visto che i vertici della Lega sono tutti lùmbard e il cambiamento degli equilibri anche all?interno del partito sarebbe rischioso». Sui rapporti tra nord e sud non si gioca solo il destino di questa legislatura. Ne va dell?unità nazionale, come ha capito il capo dello stato. Quello che manca al governo è un Vanoni o un Saraceno, un uomo del nord che lavori per il sud. «Tremonti ha capito di essersi sbilanciato troppo in passato. ? dice Feltrin ? In realtà fino ad oggi il vero garante dei rapporti tra nord e sud è stato Berlusconi stesso, che ha saputo prendere voti ovunque. Il problema è che non tocca al sud risolvere i problemi del sud perché non è in grado di farlo. Chi se ne farà carico risolverà il problema della crisi e del paese».

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E Berlusconi se ne frega (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 17-01-2009)

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E Berlusconi se ne frega WALTER VELTRONI La camera ha votato per la decima volta la fiducia a un governo che ha varato trenta decreti, contro i diciotto che, nello stesso periodo, aveva varato il governo Prodi. La questione di fiducia è stata posta in presenza di 115 emendamenti, 63 della maggioranza e 28 dell?opposizione. Dunque, evidentemente per affrontare il problema che gli interventi che abbiamo ascoltato in aula hanno squadernato, ossia le divisioni nella maggioranza. Il presidente Fini ha correttamente richiamato la centralità del parlamento, non presentandosi ? per le ragioni alle quali ho appena fatto riferimento ? le condizioni istituzionali minime per le quali si possa impedire al parlamento di votare un provvedimento di questa importanza, in un momento così drammatico per il paese. SEGUE A PAGINA 9 E Berlusconi se ne frega WALTER VELTRONI segue dalla prima La cosa ancora più paradossale è che questa maggioranza gode di un ampio consenso parlamentare. Potrebbe approvare i provvedimenti ? tanto più in presenza di un?opposizione (tutte le opposizioni) assolutamente responsabile, specie su materie come questa ? con le proprie forze. Invece, molto prima di quanto si potesse immaginare, stanno manifestandosi profonde divisioni. So benissimo che si potrebbe obiettare che analoghe divisioni esistono nelle opposizioni, ma questo è più naturale: quando una forza perde le elezioni è ovvio, naturale e fisiologico che discuta, si confronti e ricerchi le vie per vincere le successive. Ma chi ha vinto le elezioni dopo pochi mesi appare diviso sulle questioni fondamentali del paese: la giustizia, l?immigrazione, la vicenda Alitalia (...). Ma le persone che ci ascoltano credo guardino a questo come a qualcosa che probabilmente riguarda più noi che loro, perché gli italiani sono attraversati in questo momento da una drammatica emergenza sociale la cui sottovalutazione, durata per troppi mesi, è inaccettabile e insopportabile. Lo sanno gli imprenditori, piccoli e medi, del nostro paese, che in questo momento stanno decidendo se andare avanti, spesso costretti a dover rinunciare all?apporto di collaboratori che sono cresciuti e hanno fatto l?azienda insieme a loro. Lo sanno le famiglie, che devono decidere se poter reggere il livello di vita avuto fin qui o selezionare, come stanno facendo, gli acquisti e le spese. Lo sanno gli operai e i lavoratori che stanno perdendo il lavoro, spesso persone di cinquant?anni la cui vita si è consolidata, hanno contratto mutui, hanno impegni con il resto della famiglia e si trovano nella condizione drammatica di non poter garantire alla loro famiglia un futuro e una sicurezza. I dati sono di fronte a noi. Mi sarei aspettato la presenza del presidente del consiglio o del ministro dell?economia: sarebbe stato un minimo atto di responsabilità e rispetto nei confronti di un parlamento al quale viene chiesto di votare questo provvedimento in questo modo. Il presidente del consiglio disse che questa crisi finanziaria non avrebbe avuto effetto sull?economia reale. La produzione industriale a novembre è calata del 12,7 per cento e del 46 per cento nel settore dell?auto, tre imprese su quattro faticano ad avere linee di credito, 60 mila esercizi commerciali hanno chiuso, a dicembre il numero delle ore di cassa integrazione è cresciuto del 526 per cento. Ci sono migliaia di persone a casa per una settimana o due mesi, che prenderanno il 20 per cento in meno di un salario già del tutto inadeguato. C?è una riduzione dei consumi ancora oggi dimostrata dall?Istat, ci sono 7 milioni di dipendenti privati e 2 milioni di precari, che se perdono il lavoro sono a zero euro. Vorrei richiamare l?attenzione di tutti noi sui precari. Il presidente del consiglio in campagna elettorale disse che i precari non erano il problema principale. Per due milioni di persone, che hanno trentacinque o quarant?anni, che hanno fatto decine di contratti, c?era la prospettiva della stabilizzazione del lavoro, che teneva in vita un?aspettativa di vita molto complicata, perché vivere con 700- 800 euro al mese con contratti di sei mesi, interrotti magari da pause di tre, non è facile. Ma adesso la prospettiva non è più la stabilizzazione, ma la perdita del lavoro, visto che le imprese tagliano per primi proprio i precari. La social card appare per quello che è: una gigantesca presa in giro dei pensionati e degli anziani. Per 200 mila anziani non c?è una possibilità, senza considerare l?umiliazione racchiusa nelle pratiche burocratiche e nella stessa concezione di uno strumento che sarebbe stato molto più facilmente sostituibile con un piccolo intervento a sostegno delle pensioni più deboli. Questo governo ha sprecato soldi: li ha buttati con il provvedimento sull?Ici, che ha consentito di non pagare a persone che avrebbero potuto permetterselo; con l?Alitalia, che il Financial Times ha definito «l?inglorioso imbroglio» e che ci è valso sui giornali francesi titoli ironici rivolti al presidente del consiglio, che lo ringraziavano per aver praticamente regalato ad Air France ciò che prima Air France avrebbe dovuto acquistare accollandosi debiti che invece gli italiani devono pagare. Il quadro generale è questo. Basta leggere l?articolo di Luca Ricolfi, un osservatore tradizionalmente attento all?obiettiva valutazione dei fatti: è aumentato ancora di altri due giorni il tax freedom day, le tasse nel 2009 aumentano invece che diminuire, la criminalità ha raggiunto i massimi storici e gli sbarchi degli immigrati sono raddoppiati. Questa è la differenza tra promesse e realtà. Avremmo bisogno di un grande piano: in Germania hanno investito ora 50 miliardi per i prossimi due anni, 31 li hanno investiti nello scorso autunno, hanno creato un fondo di 100 miliardi per le imprese; in Francia 24 miliardi di euro; in Gran Bretagna 20 miliardi di euro (...). È una crisi non certo attribuibile alla responsabilità di questo governo per la sua natura e dimensione globale, ma alla responsabilità di questo governo è attribuibile il fatto di non avere un?idea per portare il paese fuori dalla crisi e farlo ripartire e rinascere. Come ha detto il presidente Napolitano, la crisi può essere una grande occasione di sviluppo e giustizia sociale. Di qui le proposte del Pd: estendere gli ammortizzatori sociali, prima con un fondo e poi con un sussidio unico di disoccupazione che consenta di fronteggiare la disoccupazione quando questa riguarda lavoratori o lavoratori precari che hanno perduto il lavoro; sostenere i redditi, attraverso la dote fiscale e l?aumento degli assegni familiari; aiutare le imprese. È stato approvato un nostro ordine del giorno: la pubblica amministrazione paghi i debiti che ha nei confronti delle piccole e medie imprese, le aiuti in un momento di particolare difficoltà, e si favoriscano le imprese per l?accesso al credito. Quando questa crisi cominciò, a me come leader del maggiore partito di opposizione capitò di dire ciò che hanno detto i miei colleghi leader dell?opposizione, indipendentemente dagli schieramenti, in tutti i paesi europei, e cioè la disponibilità a concorrere per affrontare una crisi che riguarda milioni di italiani, e lo abbiamo fatto con le nostre proposte. La risposta del presidente del consiglio fu in tre parole, che nella storia di questo paese hanno un significato che fa gelare il sangue nelle vene. La risposta fu: me ne frego. In fondo è proprio questa la differenza più chiara e netta, la profonda differenza che esiste tra noi.

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Turismo? La Genova industriale era più aperta (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Turismo? La Genova industriale era più aperta alberto gagliardi La decisione di Cai di volare dall'aeroporto di Genova per Roma con sette costosissimi collegamenti quotidiani, al posto dei nove-dieci offerti complessivamente dai "vecchi" vettori Alitalia ed Air One, e di ridurre fortemente il presidio di personale in città non solo declassa ulteriormente il Cristoforo Colombo, ma pone ancora una volta in evidenza la debolezza del capoluogo ligure e la fragilità del trasporto aereo nazionale. È evidente che l'intera operazione Cai ha in primo luogo corrisposto ad esigenze finanziarie-bancarie per cercare di salvare il salvabile dell'ex Alitalia e di sottrarre a morte certa la disastrosa esperienza di AirOne e dell'imprenditore Toto. Ma ovviamente non potevano mancare le contraddizioni politiche grandi e piccole legate al perenne privilegio riservato, anche in questo caso, alle richieste di Roma e del Sud rispetto al resto del Paese: massacrati gli aeroporti lombardi a favore di Fiumicino, scali come Palermo e Reggio Calabria non hanno sofferto i tagli di personale patiti da Genova. Tuttavia le scelte riduttive del "nuovo" vettore, la cui matrice francese non potrà non favorire in prospettiva l'aeroporto di Nizza, sono state facilitate dalla limitata capacità di alimentazione dei voli che il bacino di utenti ligure è oggi in grado di offrire. Genova, infatti, non è solo diminuita drasticamente nel numero dei suoi abitanti, ma ha perso la sua connotazione industriale tradizionale e non è stata in grado, anche per scellerate decisioni romane, di salire sul treno dell'high tech e dei centri direzionali aziendali. Con un porto sempre bloccato da lacci e laccioli di ogni genere, la nuova vocazione produttiva della città, identificata dopo anni di boicottaggi nel turismo, non si è ancora espressa. Eppure ci sono state le Colombiane, il G8 del 2001 e la Capitale Europea della cultura: eventi che hanno garantito copiosi finanziamenti statali e che hanno permesso un certo remake urbanistico ed edilizio. Ma non si è stati capaci di utilizzare gli aiuti dello Stato per creare le "precondizioni" per agevolare il decollo di una nuova stagione turistica, anche se negli ultimi tempi qualcosa si sta muovendo. I turisti esigono infatti un sistema efficiente di accessibilità stradale e ferroviaria, oltreché aerea; un'organizzazione alberghiera strutturata su diverse fasce di prezzo; un sistema commerciale dinamico e pronto ad accogliere i turisti anche alla domenica e anche ad agosto, un calendario di manifestazioni articolato. La realtàè sotto gli occhi di tutti. Di "bretelle" autostradali e di terzo valico ferroviario se ne parla da decenni senza aver concluso nulla; il sistema alberghiero si è rinnovato prevalentemente su fasce di prezzo alte; i negozi sono strozzati da anonimi centri commerciali; i ristoranti non derogano mai dai giorni di chiusura; il calendario delle manifestazioni è quasi tutto ancorato ad eventi, come Salone nautico ed Euroflora, concepiti negli anni Sessanta. Non è sufficiente evocare la Genova di De André, anche se si tratta di un'iniziativa molto positiva. Sotto questi aspetti, a ben pensarci, la Genova industriale degli anni Sessanta possedeva una serie di precondizioni per lo sviluppo del turismo maggiori e migliori di quelle attuali. Il sistema autostradale era all'avanguardia per quei tempi; le ferrovie offrivano molti più collegamenti di adesso; le Riviere arricchivano la capacità ricettiva con pensioni economiche, affitti stagionali, seconde case; molti piccoli negozi, che non soffrivano ancora la spietata concorrenza dei centri commerciali, modulavano gli orari di apertura sulle esigenze dei clienti; il calendario delle manifestazioni era più ricco (basti pensare ai Balletti di Nervi) e di qualità indiscussa. Per non parlare del Teatro Stabile di Chiesa e Squarzina. E il Festival di Sanremo era davvero una vetrina internazionale. Ma allora la parola d'ordine era "no alla città dei camerieri" e oggi vanno in scena soprattutto scioperi e folklore carnevalesco. È pertanto perfettamente inutile addebitare al solo aeroporto una presunta incapacità di marketing, fino a quando latitano in tutta la città basilari precondizioni per lo sviluppo dell'accoglienza turistica. Pensiamo a un visitatore che, per caso, scende sotto la Lanterna proveniente da Londra: appena arrivato al Colombo, se non vuole attendere per oltre un'ora il Volabus, deve spendere per un taxi che lo porta in centro l'equivalente del biglietto aereo andata e ritorno dalla capitale inglese. E quando sarà in città dovrà alloggiare in alberghi costosi, pranzare in ristoranti altrettanto costosi e fare shopping in anonimi centri commerciali. Se poi, com'è facile, sceglie Genova per un week-end, allora potrà segnare sulla sua agenda più le porte di locali, ristoranti, musei chiusi che quelli aperti. Ma Genova sconta anche la debolezza del sistema italiano di trasporto aereo che, dalla liberalizzazione europea, avvenuta nel 1997, non ha saputo far di meglio che frenare lo sviluppo del libera concorrenza. Il vero e proprio "accanimento terapeutico" attuato dal 1998 da tutti i Governi italiani di sinistra e di destra per salvare la decotta Alitalia è costato ai contribuenti diecimila miliardi delle vecchie lirette e ha avuto per solo effetto di generare una Cai assai fragile (quasi un aborto), di fagocitare la derelitta Air One, consegnare Air Dolomiti a Lufthansa, marginalizzare Meridiana. Se oggi, non solo a Genova, ma in tutti gli aeroporti regionali italiani, è difficile radicare una vera concorrenza sulle tratte nazionali, lo si deve a un decennio di scelte protezionistiche errate. Alberto Gagliardi, vice-presidente del consiglio comunale di Genova (Pdl), è stato sottosegretario agli Affari regionali. 17/01/2009

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alitalia, la regione anticipa la cig - servizio a pagina xi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma La Iata: previste perdite superiori al 2008 Alitalia, la Regione anticipa la Cig servizio a pagina XI SEGUE A PAGINA XI

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alitalia, la regione anticipa la cig - maria elena vincenzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Roma Alitalia, la Regione anticipa la Cig E la Iata lancia l´allarme: nel 2009 per le compagnie perdite 10 volte superiori A Fiumicino un generatore a gas assicurerà l´85% dell´energia utile per tutto lo scalo MARIA ELENA VINCENZI La crescita dell´aeroporto di Fiumicino passa per l´energia rinnovabile. Due gli step previsti che andranno di pari passo all´ammodernamento delle piste e delle tecnologie per ridurre il più possibile le emissioni di anidride carbonica. Il primo, all´inizio di marzo, sarà l´attivazione di un impianto di cogenerazione a gas in grado di fornire l´85 per cento dell´elettricità necessaria a tutto lo scalo. Tre enormi motori Rolls Royce a metano, le cui due torri-cisterna per l´accumulo di acqua calda per gli impianti di condizionamento sono già visibili a lato del nuovo Terminal 5, costati 25 milioni di euro e capaci di garantire 2,7 megawatt l´anno, quasi per intero il fabbisogno del Leonardo da Vinci. Adr continuerà ad acquistare energia da altre fonti, ma, assicurano, in misura sempre minore e solo in caso di aumento straordinario dei consumi. Due gli obiettivi di questo investimento: ottenere meno emissioni inquinanti e garantire allo scalo autonomia energetica per evitare interruzioni di energia e black out. Una scelta dovuta anche alla situazione elettrica locale: un tempo la linea che alimentava l´aeroporto era tutta dedicata allo scalo, oggi si sono aggiunti i consumi del Parco Leonardo, della Nuova Fiera di Roma e dell´Interporto. E Adr si autoprotegge. Inizieranno tra due o tre mesi i lavori per uno dei più grandi impianti fotovoltaici d´Italia che verrà costruito sui terreni di proprietà di Adr. Dieci ettari dedicati all´energia solare che dovrebbero essere situati nei pressi dei parcheggi a lunga sosta: dettagli ancora da definire con Acea con cui il gestore dello scalo ha questa join venture. L´energia prodotta, con un potenziale stimato di 2,7 megawatt all´anno, non servirà allo scalo, ma verrà immessa nella rete. Il direttore generale di Adr, Franco Giudice, ha definito quella del fotovoltaico una «scelta etica che punta al sostegno dell´ambiente e non al guadagno economico». I progetti "verdi" di Fiumicino sono stati presentati ieri da Giovanni Bisignani, direttore generale della Iata, che ha previsto un 2009 «eccezionalmente difficile» per le compagnie europee che, ha detto, subiranno perdite 10 volte superiori a quelle del 2008. Nelle stesse ore Regione, Comune e Provincia, ai massimi livelli, si incontravano intorno a un tavolo istituzionale per concordare gli interventi per il caso Alitalia. Il presidente Marrazzo ha detto che la Regione garantirà l´erogazione di 3 milioni di euro di anticipazione per la cassa integrazione per gli ex lavoratori Alitalia, per la durata di 5, 6 mesi. I primi assegni saranno erogati il 21 gennaio. La Regione, attraverso Unionfidi, impegna 50 mila euro come garanzia degli interessi che matureranno. Altri 50 milioni la Regione li chiederà al governo in deroga per il sostegno dei circa 9 mila lavoratori dell´indotto che non sono coperti dalla cassa integrazione. SEGUE A PAGINA VI

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Quando il governo tentò di sottrarre i fondi dell'Europa Il tentativo di togliere alla Sardegna i contributi destinati alle zone svantaggiate fu bloccato dalla reazione delle regio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Quando il governo tentò di sottrarre i fondi dell'Europa Il tentativo di togliere alla Sardegna i contributi destinati alle zone svantaggiate fu bloccato dalla reazione delle regioni Ancora nessuna traccia dei 7 milioni promessi dopo l'alluvione Quelli del Piano Marshall per la Sardegna appena tre mesi fa provarono la grande rapina all'isola. Il governo Berlusconi voleva mettere le mani sui soldi che l'Unione europea destina alle zone svantaggiate, i cosiddetti fondi Fas. Una somma considerevole, 13 miliardi di euro (in arrivo da Bruxelles entro il 2013) che il governo aveva dirottato nel "fondo infrastrutture strategiche" predisposto per l'approvazione definitiva del Cipe, nell'ottobre scorso. Soldi utili per mandare avanti alcune grandi opere, soprattutto al nord. Per questo il governo aveva annullato i precedenti finanziamenti, mettendo a rischio perfino le infrastrutture per il G8 della prossima estate alla Maddalena. Un appuntamento voluto da Prodi e che Berlusconi cercò di trasferire a Napoli. Furono i presidenti delle Regioni - tutti, nord, centro, sud, di sinistra, di destra - che imposero al governo la retromarcia sui fondi Fas. Oltre agli stanziamenti per il G8 (più di 300 milioni), c'era in ballo la partita sulle strade del nord, soprattutto la Sassari-Olbia, per la quale l'Europa aveva stanziato 522 milioni. Già nel 2005 i soldi "divisero" governo e regione, che si fronteggiarono sull'applicazione di una norma costituzionale, l'art. 119, rinnovato in senso federalista. Nel dicembre di quell'anno diecimila sardi manifestarono a Roma chiedendo che la Regione potesse compartecipare al gettito dei tributi maturati nel territorio. Il governo Berlusconi prese tempo. La maggioranza che sosteneva Soru riuscì a modificare lo statuto speciale e dal 2007 - con il governo Prodi - la Sardegna ha potuto giovarsi di quest'entrata. Per tornare ad oggi, il "generoso" esecutivo nicchia persino nell'erogazione dei contributi destinati alla riparazione dei danni provocati dal maltempo che ha colpito l'isola, con epicentro a Capoterra, dieci chilometri ad ovest di Cagliari. Una zona dove l'editore Sergio Zuncheddu e la famiglia del sindaco del capoluogo Emilio Floris - grandi elettori di Berlusconi - avevano realizzato grandi affari immobiliari. E attorno alla quale si è poi costruito in modo incontrollato. L'alluvione, lo scorso 22 ottobre, ha colpito soprattutto abitazioni edificate da privati sul greto di un fiume. Per quei danni la Regione Sardegna ha stanziato 50 milioni, già in parte adoperati per ricostruire e assicurare le vittime. Lo Stato ha "promesso" 7 milioni, ma ancora non ce n'è traccia. Gli effetti del clima elettorale si sono avvertiti anche nella vicenda della Tirrenia, la compagnia di navigazione parastatale che riceve corpose sovvenzioni pubbliche (50 milioni l'anno), e che di fatto ha eliminato la possibilità di concorrenza per il servizio di trasporto via mare fra l'isola e la terraferma. Una situazione contro la quale la giunta Soru si è battuta con lo scopo di aprire il mercato e favorire condizioni più vantaggiose per lo sviluppo dell'economia regionale. Il governo alla fine ha annunciato la fine delle sovvenzioni alla Tirrenia e l'avvio della privatizzazione, ma ancora non ha dato seguito al proposito, forse spaventato da una nuova vicenda-Alitalia, con le "grane" sindacali (il carrozzone occupa quasi 4 mila lavoratori) e i buchi di gestione da ripianare. A un mese dal voto sarebbe stato troppo impopolare.

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sala, per il comune un manager cresciuto alla scuola della pirelli - giovanni pons (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano Il nuovo direttore ha accettato a una condizione: massima autonomia nella gestione Sala, per il Comune un manager cresciuto alla scuola della Pirelli GIOVANNI PONS (segue dalla prima di Milano) Più di 3 milioni di euro nel 2004, 2,5 milioni nel 2005 e 5,6 milioni nel 2006, anno dell´uscita con tanto di succosa buonuscita. I 250mila euro che prenderà da martedì non gli cambieranno dunque la vita e ci piace pensare che abbia accettato l´incarico per spirito di servizio. Cinquantenne laureato alla Bocconi, Sala ha come riferimento culturale e manageriale la Pirelli plasmata da Leopoldo, di cui ricorda con nostalgia la lettera d´addio in cui ringraziava i dirigenti per il lavoro svolto. Eleganza d´altri tempi. Sala entrò in via Negri nel lontano 1983, neolaureato, assunto da Ludovico Grandi e Filiberto Pittini, e ci restò per i successivi 19 anni, fino a quando Marco Tronchetti Provera gli chiese di scendere in Telecom a fare il direttore generale della rete fissa, ma soprattutto a tenere d´occhio quel cavallino rampante di Riccardo Ruggiero. Nel corso degli anni Sala si è guadagnato anche la stima di Bruno Ermolli, il consulente factotum di Silvio Berlusconi, e pare sia stato lui a segnalarlo all´attuale sindaco per la non facile poltrona di direttore generale. Una poltrona su cui sedeva fino all´estate scorsa Giampiero Borghini anche se in realtà l´uomo di fiducia del sindaco è stato negli ultimi tempi Paolo Glisenti. Ora Sala ha avuto assicurazioni dalla Moratti che Glisenti si occuperà esclusivamente di Expo e che avrà massima autonomia nel rendere più efficiente la macchina comunale, che conta qualcosa come 15mila dipendenti. Certo si troverà sul tavolo alcune patate bollenti che hanno creato più di un problema alla gestione Moratti, a partire dai derivati stipulati con alcune banche d´affari, e che hanno rappresentato il cavallo di battaglia dell´opposizione. Si dovrà poi dare una scossa alle partecipazioni in alcune aziende chiave per l´economia milanese e lombarda. Da A2A, il polo energetico del nord, luogo in cui vengono consumati i dissapori di un matrimonio alla pari con i bresciani, per passare alla Sea e alla grana Linate, che i nuovi gestori di Alitalia vorrebbero ridimensionare a navetta Milano-Roma. Poi c´è l´Atm, dove Elio Catania non è riuscito a imprimere una svolta significativa, l´Amsa, le Metropolitane e una quota nella Serravalle che ai tempi di Albertini fu oggetto di grande dispute con Ombretta Colli, allora presidente della Provincia. Il city manager, si sa, è uno snodo chiave in termini di potere e denaro: sempre ai tempi di Albertini molti si ricordano la disinvoltura con cui Stefano Parisi sottopose al sindaco la firma sul progetto Metroweb-e-Biscom che assegnò al tandem Scaglia-Micheli la possibilità di utilizzare i cavidotti milanesi allora di proprietà dell´Aem. Oggi Scaglia vive a Londra con in tasca 800 milioni di euro e Parisi è da due anni il superpagato amministratore delegato di Fastweb. Sala - che per via del suo curriculum passa per essere un manager con i piedi piantati per terra - non dovrà farsi tirare per la giacchetta. Quando era in Telecom faceva il pompiere, cercando di spegnere i fuochi d´artificio che Ruggiero accendeva nel conto economico e poi sottoponeva a Tronchetti, e proprio per questo suo realismo è stato sacrificato su quell´altare. Oggi rientra in pista dopo un paio d´anni lontano dai riflettori e speriamo che abbia mantenuto quell´understatement caro alla Pirelli di Leopoldo che gli permetterà di lasciare la politica e le correnti berlusconiane fuori dalla porta.

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una città da due milioni di anime in pena (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Milano Una città da due milioni di anime in pena "Perché lei è così angosciato dall´idea di vivere in un luogo da duemilionidiabitanti, dove sarà difficile non camminarci sui piedi?" Caro dottor Colaprico, lo confessi, lei è invidioso. Come direbbe Lui, la sua è un´invidia di classe. Addirittura un´invidia preventiva. Non per qualcosa che altri hanno, ma per qualcosa che potrebbero avere. Lei, da veteroidealista, è angosciato dall´idea di dover vivere in una Milano da "duemilionidiabitanti", quando sarà veramente difficile non camminarci sui piedi, e se la prende, già oggi, con quelli che aspirano a stare meglio: gli abitanti di Paolo Sarpi. Pensi, invece, alla città da "duemilionidiabitanti", quando finalmente la smetteremo con quei mortificanti paragoni con Barcellona o Amburgo, se non addirittura con Lione, Francoforte o Zurigo (aeroporti a parte), e potremo misuraci con realtà significative come Medellin, Sana´a, Zhengzhou, Kartoum. Con qualche trucchetto, se non nevicherà, potremmo anche uscirne vincenti. Provi, almeno, a immaginare una moralizzatissima Milano da "duemilionidiabitanti" dove forze dell´ordine ci proteggeranno da prostitute deambulanti, nessuno tirerà di coca in pubblico, non ci saranno più barboni e nomadi se non regolarmente schedati, gli immigrati potranno sfoggiare le loro abbronzature per la modica spesa di un permesso di soggiorno e i graffitari marciranno in galera. Provi a sognare tutto questo e si renderà conto che l´agognata "swissetown" di Paolo Sarpi altro non è che la prima pietra di questo sogno. Dottor Colaprico, dottor Colaprico, adesso si svegli e torniamo con i piedi per terra, non mi avrà preso sul serio! Giuseppe Siciliano In questa Milano di storditi, caro signor Siciliano che mi ha regalato questa bella e divertente lettera, ormai prevalgono le tribù: i politici, gli sfigati, i graffitari, i festaioli, ognuno che si fa gli affari suoi, o che crede nei suoi sogni. Sì, via Paolo Sarpi che si percepisce come una possibile Svizzera e viene crocifissa da quella "zona a traffico limitato" (che per ora pare un carcere) per me è simbolica della necessità di dire a Letizia Moratti: "Cara signora, si svegli, per favore, che ci sta spaventando". Diceva il giudice Giovanni Falcone: "Per capire le persone, non badare mai alle parole che dicono, bada ai fatti concreti, alle azioni che commettono". è guardando ai fatti che si riesce a distinguere il mafioso dall´onesto, ma persino il collaboratore prezioso dal semplice servo sciocco, l´alleato serio dal manigoldo. I fatti dunque. Alitalia con Lufthansa, come no, abbiamo visto, Malpensa e il Nord ringraziano. L´Expo "è tutto pronto", non si mettono d´accordo manco sui soldi da dare agli amici del consiglio d´amministrazione della società che deve gestirlo. La neve "siamo stati bravi". Tra finte emergenze e mezzi pubblici alla deriva, quali sono dunque i "fatti" di Letizia Moratti dopo più di due anni a Palazzo Marino? Qualcuno ci aiuta a scoprirlo, per favore? Se continua così, spunterà dal cemento una città da due milioni non di abitanti, ma di anime in pena. Ops, quasi tutte in pena. Tranne quelle "legate" ai costruttori: quelle sì che staranno meglio.

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il carlo felice come l'alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Genova Il Carlo Felice come l´Alitalia Il Carlo Felice come l´Alitalia? Ce lo siamo chiesti negli scorsi mesi, sebbene i tratti in comune fra un teatro lirico e una compagnia aerea siano scarsi, quando l´uno e l´altra stavano scivolando di pari passo verso il baratro. Purtroppo l´analogia non era infondata.Alitalia, che nel passato era la simpatica compagnia di bandiera, non c´è più: c´è un surrogato che prima o dopo diventerà un prolungamento di Air France. E il Carlo Felice sta perdendo (salvo ripensamenti dell´ultima ora) i più importanti fra i suoi sponsor. Le due vicende di cui stiamo parlando sono perniciose per Genova. Ma all´origine di queste sventure c´è un malanno nazionale, che si può riassumere in un unico concetto: il malgoverno. Cioè l´incapacità di governare, di dirigere, di amministrare. Non sappiamo governare una nazione; e non sappiamo neanche amministrare una compagnia aerea o un teatro. Per rimanere nell´ambito del Carlo Felice: sarebbe stato auspicabile che le parti in causa sempre si riunissero al principio dell´anno (o della stagione), che prendessero atto delle risorse disponibili, che ne decidessero l´uso, per poi svolgere ciascuno il suo lavoro. Abbiamo avuto invece dispute, controversie, recriminazioni, accavallamento di funzioni, sconfinamenti, tutte follie che sfociavano inesorabilmente nello sciopero. Come i voli cancellati all´ultimo momento. E adesso? Genova senza un grande teatro. Biglietti aerei Genova-Roma a cinquecento euro. Dice il poeta: tutti i peccati si scontano su questa terra. Li scontiamo noi, sfortunati cittadini di questo paese. E di questa città, che non trova più se stessa.

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All'Alitalia sindacati preparano nuove proteste (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Le notizie All'Alitalia sindacati preparano nuove proteste A pochi giorni dalla nascita, le questioni da risolvere riguardo alla nuova Alitalia rimangono. C'è per esempio la cessione del cargo ad Alis, che - secondo il commissario straordinario della bad company, Augusto Fantozzi - è questione di pochissimo tempo. Rimangono poi le richeste tanto di Malpensa quanto di Fiumicino. Per quanto riguarda l'aeroporto milanese (penalizzato dalla nuova Alitalia), lunedì è previsto un incontro tra i vertici Cai e il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Non va meglio a Fiumicino dove i sindacati confederali denunciano il mancato rispetto degli accordi sui criteri di assunzione da parte della cordata e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, propone di creare una cabina di regia per dare un'alternativa a tutto l'indotto e ai lavoratori che non sono stati riassunti dalla Cai ed evitare così una crisi occupazionale ed economica. Trichet, no al tasso zero. La Bce ha spazio per nuovi tagli, ma non non sta pensando di adottare una politica dei tassi zero. Lo ha detto il presidente dell'istituto di Francoforte, Jean Claude Trichet, all'indomani della decisione di ridurre il costo del denaro al minimo storico del 2 per cento. «Se mi chiedete - dice Trichet in un'intervista alla rete giapponese NHK - il 2 per cento è il minimo su cui vi attesterete? Rispondo no. Se la domanda è: andrete a quota zero? Rispondo no». Citigroup in rosso. Il colosso bancario americano Citigroup ha annunciato una perdita di 8,9 miliardi di dollari nel quarto trimestre, superiore alle attese degli analisti e ha varato un radicale piano di ristrutturazione, che prevede lo scorporo dei settori più esposti alla crisi finanziaria. Male anche Sony Ericsson. La joint-venture nippo-svedese della telefonia cellulare ha riportato una perdita netta di 187 milioni di euro nel quarto trimestre 2008, contro utili di 373 milioni di euro incamerati nello stesso periodo del 2007. «Prevediamo un peggioramento continuo anche nel 2009, soprattutto nel primo semestre» ha commentato Dick Komiyama, presidente di Sony Ericsson - Tassara, debito congelato. È divenuto efficace da giovedì l'accordo di congelamento del debito sottoscritto dalla Carlo Tassara del finanziere Romain Zaleski con le banche finanziatrici il 19 dicembre scorso. L'accordo prevede la conferma di tutte le linee di credito già messe a disposizione con il conseguente impegno, per un anno, a non esigere il pagamento dei crediti a esse relativi. 17/01/2009

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meridiana dimezza i dipendenti a rischio 38 posti di lavoro - ilaria ciuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Firenze Meridiana dimezza i dipendenti a rischio 38 posti di lavoro Vertenze alla Rati e a Per sempre arredamenti ILARIA CIUTI MERIDIANA, a Firenze 38 posti di lavoro a rischio sui 145 per i quali la compagnia aerea ha già aperto la procedura di mobilità. Una decisione contro cui ieri la Filt-Cgil ha opposto una ferma levata di scudi: «Possiamo confrontarci sul contratto aziendale che deve essere rinnovato ma non accetteremo un solo licenziamento ingiustificato. Meridiana non è in crisi». Il sindacato chiede che Regione, Provincia e Comune intervengano urgentemente. Alla Rati, i 14 lavoratori dell´azienda fiorentina di aerofotogrammetria, un tempo fortunata ma adesso in difficoltà, hanno scioperato ieri l´intera giornata per protestare contro il licenziamento di due di loro dopo le proteste perché da quattro mesi non arriva lo stipendio. I dipendenti di Per sempre arredamenti di Calenzano hanno scioperato giovedì scorso e promettono ulteriori agitazioni dopo che l´azienda di mobili ha deciso di chiudere e proporre ai suoi dipendenti, non più il licenziamento, ma il trasferimento o a Genova o a Fiano romano: «Un auto licenziamento forzato», commentano i sindacati. Sono le tre ultime vertenze a Firenze e dintorni. Il 2008 si era chiuso con le preoccupazioni della crisi, il 2009 non si è risvegliato meglio. Ma la crisi, secondo la Filt-Cgil, è solo un pretesto per Meridiana «L´azienda che ha una partecipazione del 15% in Adf, la società dell´aeroporto di Peretola, sta facendo utili da anni e anni, ha ultimamente investito per ricapitalizzare Euroflay e aveva assunto a settembre 12 persone, non è in crisi», dichiarano sia Alessio Ammannati della segreteria Filt che i delegati degli assistenti al volo Meridiana, Roberto Pesaresi e Alberto Valentini, come l´assistente al volo Massimiliano Marchese. Meridiana ha aperto la procedura di mobilità il 13 novembre ma nel frattempo la trattativa sindacale non ha fatto un passo avanti, anzi si è specificato il numero dei licenziandi a Peretola e in vista dell´incontro previsto al ministero il 31 gennaio i sindacati hanno deciso di uscire allo scoperto. Fanno sapere, oltretutto, che i 38 che rischiano il licenziamento a Peretola, la metà di tutti i dipendenti a Firenze, fanno tutti parte del personale di volo e che la loro assenza costringerebbe a tagliare anche i voli. «Meridiana - protesta la Filt- non può ricalcare i metodi usati da Alitalia, anche perché non ha alle spalle anni di disastri organizzativi», protesta il sindacato che si dichiara pronto a trattare sul contratto aziendale collettivo, «viste le difficoltà dei tempi e l´aggressività dei concorrenti stranieri», ma dichiara di rifiutare «i ricatti di Meridiana che attraverso lo spettro dei licenziamenti chiede un taglio drastico delle tutele ai lavoratori e degli stipendi». Quanto alla Rati ieri in sciopero, i lavoratori , che solo a dicembre hanno visto lo spiraglio di luce di una mensilità (agosto) e della tredicesima pagate, sono tornati in azienda e non hanno trovato nessuna novità sui loro stipendi. «Devono avere ancora quattro mensilità, settembre, ottobre, novembre e dicembre - protesta Marco Del Cimmuto della Cgil - Dopo l´Epifania sono andati a chiedere all´azienda ma non hanno avuto nessuna risposta se non due licenziamenti». Licenziamenti che l´azienda giudica inevitabili ma che ai lavoratori sembrano solo come un mezzo per intimidirli dopo che avevano dichiarato sciopero per lunedì 19 e lo stato di agitazione permanente sempre a partire da quel giorno. Il risultato è stato che lo sciopero di lunedì e lo stato di agitazione sono mantenuti ma che si è scioperato anche ieri per l´intera giornata. Spostandosi di poco fuori città, a Calenzano il territorio produttivo locale rischia di perdere un´altra pedina con la chiusura di Per sempre arredamenti. Né convince i lavoratori la decisione dell´azienda, dopo un accordo con altri mobilieri che consentirebbe almeno di mantenere l´attività del gruppo in Italia, di non licenziare ma di chiedere ai dipendenti di trasferirsi altrove: «Chiedere di andare a lavorare lontano - spiega Elisa Luppino. Cgil - equivale a non prendersi la responsabilità ma spingere i lavoratori a licenziarsi da soli perdendo anche gli ammortizzatori sociali».

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anche il marconi sente la crisi nel 2008 passeggeri in calo del 3,1% (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Bologna Sab ha avuto dalla nuova Alitalia la conferma di tutti i voli dell´orario invernale Anche il Marconi sente la crisi nel 2008 passeggeri in calo del 3,1% L´Aeroporto di Bologna ha chiuso il 2008 con 4.225.446 passeggeri, con un calo del 3,1% sul 2007. Mentre i passeggeri su rotte internazionali hanno superato per la prima volta il muro dei tre milioni (3.004.343, +4,2%), per i passeggeri nazionali (1.212.423) c´è stata una riduzione del 17,6%. Per quanto riguarda la suddivisione dei dati annuali per tipologia di vettore, sono in flessione i charter (653.172, - 4,7%) e le low cost (448.188, - 16,6%), mentre i voli di linea, con 3.021.568 passeggeri, hanno mostrato una sostanziale tenuta (-0,3%). I movimenti complessivi sono stati 62.042, con un decremento del 7%. Il dato è comprensivo dell´aviazione generale (i voli privati), che ha registrato 5.048 movimenti (-0,6%) per 8.680 passeggeri (+14,5%). La congiuntura economica negativa, il brusco aumento del prezzo del petrolio per gran parte dell´anno, la vicenda Alitalia (-20% i passeggeri trasportati da Bologna nell´anno, - 65% nel mese di dicembre) e la fragilità di altri vettori che operano sullo scalo (soprattutto low cost, in modo particolare su rotte nazionali) sono indicate come le ragioni di questo andamento non positivo, che trova conferma anche nei dati di traffico di numerosi altri scali italiani. Al �Marconi´ il calo di passeggeri è stato parzialmente bilanciato dall´avvio, a fine ottobre, dei nuovi voli Ryanair. In dicembre, mese chiuso complessivamente con 278.262 passeggeri (-2,7% su dicembre 2007), i passeggeri low cost sono stati 48.043 (+45%). Tra le note positive anche l´ottimo andamento del settore cargo, che con 24.679.327 kg di merci trasportate per via aerea nel corso del 2008 ha fatto segnare una crescita del 46,2%. Nel corso del 2008 le destinazioni più richieste da Bologna sono state: Parigi (338.656 passeggeri), Francoforte (237.340), Roma (232.756), Catania (232.223) e Londra (193.483) tra i voli di linea. Riguardo alla nuova Alitalia, infine, Sab ribadisce di avere avuto da Cai la conferma della prosecuzione, per tutto l´operativo invernale, dei voli programmati ad inizio stagione per Alitalia e AirOne, vale a dire: 28 voli settimanali per Roma, 14 per Napoli, sette per Alghero, sette per Bari e sette per Lamezia Terme.

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L'Europa guida piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

AUTO Piccolo sì della Ue ad aiuti per rottamazione e sviluppo motori meno inquinanti L'Europa guida piano Francesco Paternò Metti l'Europa nel motore. La riunione dei ministri dell'industria dell'Unione europea dedicata al che fare sugli aiuti di stato per l'automobile ha dato via libera a incentivi per la rottamazione e ad altre misure di tipo fiscale, restando tuttavia nel vago su tempi e scelte. Ci sarà sostegno pubblico all'impresa delle quattro ruote attraverso un'azione «coordinata e trasparente», si legge nel comunicato finale, parole che tuttavia suonano in grande ritardo rispetto a quei paesi come la Germania e la Francia, già impegnate a sostenere finanziariamente la propria industria nazionale. L'Unione è intenzionata a vincolare alcune delle sue misure allo sviluppo di motorizzazioni meno inquinanti, ma è una linea ancora nebbiosa. Soltanto il senso politico di quest'intesa è chiaro, ascoltando le parole del commissario tedesco all'industria, Guenter Verheugen: sono «misure mirate agli obiettivi di salvaguardia ambientale e a evitare distorsioni nella concorrenza e nel mercato interno». Il messaggio vale anche per gli Stati Uniti, che hanno aiutato fortemente l'industria nazionale a scapito della concorrenza europea. Al momento di scrivere c'è il silenzio dell'industria dell'auto europea sulla decisione Ue. L'amministratore delegato del gruppo Fiat Sergio Marchionne aveva chiesto per primo in settembre, a nome di tutti, un aiuto tramite finanziamenti agevolati di 40 miliardi di euro, sul modello di quanto fatto negli stati Uniti per le tre Big di Detroit sull'orlo del collasso (allora 25 miliardi di dollari, cui nel frattempo se ne sono aggiunti altri 17). L'Unione ha risposto ieri affidando alla Bei (la Banca europea degli investimenti) la missione di aumentare i finanziamenti per il settore, fissati nel dicembre scorso a 4 miliardi che ora potrebbero anche raddoppiare. Verbeugen, parlando con la Bbc prima del vertice, era stato più esplicito: le previsioni per il 2009 sono «brutali», «ci aspettiamo un altro crollo del 20 per cento nelle vendite, che colpirà migliaia se non milioni di lavoratori». E, ha aggiunto, non tutti gli attuali costruttori sopravviveranno alla crisi. Le misure annunciate dalla Ue non sembrano all'altezza di questo quadro fosco. Gli incentivi governativi alla rottamazione - lo stato mette mano al portafoglio aiutando le vendita di auto nuove in cambio della rottamazione di un'altra vecchia e inquinante - hanno poco appeal, come si è visto in Italia, perché la crisi del credito e la mancanza di fiducia non inducono comunque i consumatori a comprare. I finanziamenti a progetti di propulsione meno inquinante, come l'elettrica o l'ibrida, non paiono così vincolanti e bisognerà vedere se davvero verranno erogati e utilizzati per ristrutturare l'attuale produzione tradizionale. C'è poi un caso tutto italiano. Il ministro Claudio Scajola porta a casa la decisione della Ue, che però ora va tradotta in atti dal suo governo. Il quale, a larga maggioranza dalla Lega a Silvio Berlusconi, non ha mai amato la Fiat e non vede perché debba aiutarla ora, come è accaduto per tanti anni a fondo perduto. In più, contrariamente a un altro dossier come quello Alitalia, l'italianità della Fiat non è un dogma. Se il gruppo torinese cedesse l'auto a un gruppo straniero più solido, Palazzo Chigi potrebbe tranquillamente plaudire alle regole del libero mercato. Marchionne insiste da tempo per avere aiuti urgenti, nel frattempo usa in abbondanza la cassa integrazione ma è evidente che un peggioramento dei conti aprirebbe il capitolo dei licenziamenti. La mancanza di feeling tra la Fiat e Palazzo Chigi è un fatto. Basta guardare a cosa è accaduto a Berlino e a Parigi, dove martedì il presidente francese Nicolas Sarkozy avrà un nuovo incontro con i dirigenti della Renault e di Psa Peugeot-Citroen dopo aver già promesso «molti soldi», a seguito degli incentivi alla rottamazione già fatti nel dicembre scorso. Foto: MIOVENI (ROMANIA), DIPENDENTI DEL GRUPPO FRANCO-ROMENO DACIA-RENAULT /FOTO AP

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BofA chiede soldi, la Cina è d'acciaio, aerei in rosso scuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 17-01-2009)

Argomenti: Alitalia

DIARIO DELLA CRISI BofA chiede soldi, la Cina è d'acciaio, aerei in rosso scuro Francesco Piccioni Le banche restano l'epicentro della crisi, se non altro per la dimensione - colossale - delle perdite che vanno comunicando e le altrettanto grandi iniezioni di denaro pubblico. Il caso più grave è a prima vista quello di Citigroup, fino all'estate la prima banca privata del mondo. Ora, dopo aver postato perdite per 8,29 miliardi di dollari nel quarto trimestre (erano state 9,8 in tutto il 2007), medita di dividersi in due società distinte: una per fare la «banca universale» e un'altra per il brokeraggio. Verranno invece vendute la divisione di prestito al consumo e le attività in Giappone. Ma la mina vagante della finanza globale si chiama Bank of America (BofA). Nelle ultime settimane ha accolto l'invito del governo Usa ad acquistare Merrill Lynch, la supponentissima banca d'affari che ha elargito lezioncine a mezzo mondo per trent'anni, sul punto di fallire come la consorella Lehmann Brothers. BofA, nel quarto trimestre, ha segnato il primo «rosso» dal 1991 (1,8 miliardi), ma soprattutto ha chiesto al Tesoro di ricevere altri 20 miliardi di dollari provenienti dal fondo tarp (il mega-piano da 700 miliardi elaborato dal ministro uscente, Hank Paulson). La cifra serve a compensare le maggiori perdite di Merrill Lynch. E' stata ottenuta anche la garanzia pubblica su 118 miliardi di asset posseduti (addirittura 301 nel caso di Citigroup). Segno di salute comunque malferma. Quel che preoccupa di più, comunque, è che BofA è considerata il vero monopolista del mercato degli hedge fund (6.000 miliardi), in quanto terminale dell'80% dei fondi attivi. Un mercato ormai giudicato anche dai suoi protagonisti come «non più credibile». Il prenderne atto non sarà però così indolore come il dirlo. In Irlanda il governo ha deciso di nazionalizzare l'Anglo Irish Bank, terzo istituto del paese, per assicurare gli 80 miliardi di depositi. Mentre in Gran Bretagna sta per insediarsi il nuovo presidente della Rbs, banca salvata per un pelo dallo stato, che ne ha preso il controllo con il 58%. Non va meglio per l'economia reale. Circuit City, la più grande catena di negozi di eltronica (567 punti vendita) è entrata in liquidazione per mancanza di acquirenti e persino di piani di salvataggio. La Hertz ha licenziato 4.000 dipendenti, la Pfizer 3.200, e 1.100 Amd (microchip). Ha dichiarato bancarotta il giornale Minneapolis Star Tribune e sta per farlo il leader mondiale degli imballaggi, Smurfit Stone. Si vende sempre meno, non c'è niente da imballare. Il tasso di utilizzo degli impianti produttivi è intanto calato al 73,7%. Non va bene neanche per la Cina, che però - grazie a programmi ciclopici di intervento statale - è diventato il primo produttore mondiale di acciaio (il 40%); le esportazioni sono crollate, saziando però la fame di infrastrutture sul mercato interno. E gli aerei? La «nuova Alitalia» parte nel momento in cui la Iata prevede, per le compagnie europee, un 2009 «10 volte peggio del 2008», con un miliardo di perdite complessive. Auguri!

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Tirrenia, l'Alitalia del mare (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

A Genova marcisce in porto la flotta veloce. In fumo aiuti di Stato per un miliardo Tirrenia, l'Alitalia del mare Tirrenia come Alitalia. Per mare come nei cieli. Vicini alla bancarotta o quasi. La compagnia che gestisce i traghetti è sull'orlo del baratro anche perché non utilizza al meglio la propria flotta. A cominciare da quella moderna e veloce. L'esempio si chiama Taurus, la nave del rilancio, varata nel 1998, dimenticata nei cantieri portuali di Genova. Eppure sul sito Internet della Tirrenia il Taurus figura tra le unità in servizio: «40 nodi di velocità, 146 metri di lunghezza», ricorda con orgoglio la compagnia. E un documento della Corte dei Conti quantifica gli sprechi: un miliardo di aiuti di Stato spesi per nulla. Pozzo e Sansa ALLE PAG. 8 E 9

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se si scioglie il polo del nord - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 28 - Commenti Se si scioglie il polo del nord (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ma, in effetti, la posta in gioco appare più ampia. Il territorio come fondamento della rappresentanza e dell´identità che accomuna e divide il centrodestra. Il quale, d´altronde, nasce così, nel 1994. Un´invenzione di Silvio Berlusconi, attuata coalizzando forze politiche largamente antitetiche. Oltre ai neodemocristiani del Ccd (i meno "pesanti" sul piano elettorale), Lega Nord e Alleanza Nazionale, cioè la Lega Sud. Il Federalismo ultrà (in seguito secessionista) e la Nazione. Il tutto tenuto insieme dall´Italia, apertamente evocata nel simbolo e nel nome dal partito personale creato da Berlusconi. Forza Italia. Più che un marchio, un grido. L´inno dell´Italia azzurra, che echeggiava la passione sportiva e la patria televisiva. Più dell´Italia come nazione: la Nazionale di calcio e Italia 1. Il Milan più di Milano. Anche per questo e in questo modo Berlusconi riesce a coalizzare gli opposti, a renderli compatibili. Attraverso un network ideologicamente leggero e personalizzato. Capace, però, di associare tutti i possibili significati del territorio. Il Nord, la Nazione, l´Italia, il federalismo regionalista. Vincendo, così, la sfida con il centrosinistra, attardato a esibire bandiere ideologiche ormai vecchie e scolorite. Quindici anni dopo, molto è cambiato, ma queste radici restano. Salde quanto prima, come dimostra la vicenda di Malpensa. Su cui intendiamo tornare solo per precisare la mappa che ne spiega i conflitti. Alitalia, anzitutto. Riguarda Roma, visto che da sempre gravita su Fiumicino. Non può interessare la Lega, da cui si distanzia, anzitutto, per motivi di lessico e identità. Alitalia è Al-Italia. "O si fa Al-Italia o si muore", proclamava Berlusconi prima e dopo le elezioni, sostenendo la necessità di salvare la compagnia di bandiera in nome dell´interesse nazionale. Dell´italianità. Non poteva e non può, la Lega, rispondere al richiamo di una bandiera al-italiana. Peraltro, piantata a Roma. Divenuta, oggi, capitale non solo della Nazione ma di Alleanza Nazionale. Alla Lega interessa assai di più Malpensa. Situata lungo l´asse fra Milano e Varese. Dove si incontrano e si scontrano diversi interessi e diversi attori politici. Diverse facce della stessa alleanza, in aperto contrasto e in aperta concorrenza. a) La Lega, anzitutto. In quest´area ha radici profonde e, oggi, una base elettorale molto ampia. Una sorta di capitale padana. b) Formigoni, governatore della Lombardia da quasi quindici anni. Interprete dell´esperienza di Cl, del Movimento popolare. Oggi della Compagnia delle Opere. Determinato a mantenere un ruolo importante nel rapporto con Roma. In nome della Regione e della Lombardia. Sfidando, così, apertamente la Lega di Bossi che è, in origine, Lombarda. c) Letizia Moratti, sindaco di Milano. L´altro polo della contesa di Malpensa. Teme di vedere la "sua" città risucchiata dalla vertenza fra il Nord della Lega, la Lombardia di Formigoni e il paese di Al-Italia, su cui regna Berlusconi. Il cui presidio è a Milano. Per questo non può accettare il ridimensionamento di Linate, l´aeroporto metropolitano. Per questo non può accettare un confronto che vede lei e la sua città comprimarie più che protagoniste. d) Sopra tutti � e per questo al centro della guerra � c´è Silvio Berlusconi. Il passaggio della vertenza da Alitalia a Malpensa lo disturba parecchio. Perché accentua le distinzioni e le distanze originarie della sua invenzione: il cartello politico del territorio. Il Polo del Nord e del Sud. Riapre lo scontro fra Milano e Roma, alla base dell´identità leghista, ma anche del suo successo. E alimenta nuovi conflitti "locali": fra Milano, la Lombardia e il Nord. Ma Berlusconi teme, soprattutto, il riaprirsi della "questione settentrionale" oggi che al governo c´è lui e la sua leadership si sta allargando da Forza Italia al PdL. Il Nord, d´altra parte, è divenuto un riferimento largamente condiviso dai cittadini, come emerge da una recente indagine LaPolis-Demos per Intesa Sanpaolo (uscirà su Limes, in un numero dedicato all´Italia). è l´ambito territoriale in cui si riconosce maggiormente circa il 20% dei cittadini residenti nelle regioni dell´Italia settentrionale (ad esclusione dell´Emilia Romagna). Una quota di poco inferiore a quella dell´Italia, ma più ampia rispetto alla regione e perfino alla città. In altri termini, oggi i cittadini del Nord si dicono nordisti più ancora che milanesi o lombardi. Questa "identità", peraltro, diventa dominante nella Lega. Fra i suoi elettori, infatti, i "nordisti" salgono al 38%, mentre gli "italiani" sono il 22% e le altre appartenenze (città, regione) scivolano sotto il 10%. Al contrario, gli elettori del PdL si sentono soprattutto "italiani" (intorno al 25%, come coloro che dichiarano attaccamento alla loro città) mentre i "nordisti" sono il 7%. Il 16% di essi, al contrario, considera il Nord il riferimento territoriale più lontano. Da ciò il problema per Berlusconi e, in fondo, per il centrodestra: la titolarità della rappresentanza territoriale ne fonda ma al tempo stesso ne mina il consenso. Tanto più quanto più assume rilevanza, sul piano degli interessi e dell´identità. Non solo perché divide il Nord da Roma e dal Mezzogiorno. Anche perché divide "i" Nord, soprattutto nell´area lombarda. Il problema, peraltro, è destinato a riproporsi e, per alcuni versi, a moltiplicarsi nel prossimo futuro. Soprattutto in occasione della riforma federalista. Un´ultima considerazione. La vertenza di Malpensa delinea una geografia del Nord semplificata e ridotta. Una sola capitale: Milano, allargata alla Brianza. Una sola regione: la Lombardia. Tutto il resto: periferia. Il Nordovest e il Nordest. Torino � dove governa il centrosinistra � e il Veneto � dove il PdL e soprattutto la Lega sono più forti che in Lombardia. Difficile parlare di "questione settentrionale" quando sparisce mezzo Nord.

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chi racconta la verità su alitalia - corrado augias (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

G entile dottor Augias, l'altro giorno una persona anziana, ritenuta per bene, ad una critica espressa da mia moglie nei confronti di un ministro, ha risposto secco: "Sporca comunista". E poi c'è chi dice che "la sinistra semina odio" ! La spiegazione che mi sono dato è che l'informazione è diventata così a favore dell'attuale maggioranza da aver alterato la percezione della realtà. Su giornali, radio, televisioni, abbondano notizie false o reticenti , nella migliore delle ipotesi notizie che il cittadino non può verificare. La lotta politica, tra partiti ma anche all'interno degli stessi, ha raggiunto livelli di degenerazione tali che tutto ormai sembra essere permesso. La menzogna è diventata prassi corrente: l'obiettivo è quello di gettare fango (o peggio) sui propri avversari, di renderli invisi agli elettori. Ovviamente chi dispone di propri mezzi d'informazione (in questi casi sarebbe più giusto dire di "disinformazione") ha notevoli vantaggi nei confronti di chi non ne ha, potendo scatenare "campagne mediatiche" contro chi gli pare. Chi legge quei giornali, ascolta quelle radio, vede quelle tv, non ha il tempo, la voglia di verificare la veridicità di ciò che legge o ascolta: crede che le cose stiano così, punto. Il "grande fratello", con relativo "lavaggio del cervello", è in azione da parecchio, gli esiti li abbiamo sotto gli occhi. Silvano Fassetta sil.fassetta@tiscali.it L a questione sollevata dal signor Fassetta non è nuova, per esempio se ne parla diffusamente prima (e dopo) ogni campagna elettorale per discutere quanto il possesso di molte reti televisive possa aver influito sui risultati. Anche senza affrontare un tema così impegnativo, si potrebbe valutare l'effetto dello squilibrio informativo esistente misurandolo sulla vicenda Alitalia. I lettori di questo giornale sono stati correttamente informati sull'andamento di una storia penosa, anzi per qualche aspetto umiliante, adesso chiusa (forse) con una perdita secca per i contribuenti. Ma quanti italiani avranno avuto modo di sapere come sono effettivamente andate le cose? Il signor Ezio Pelino mi ricorda per esempio che il quotidiano economico francese 'Les echos' titolava ironicamente un suo articolo: "Merci, Silvio" avendo l'attuale presidente del Consiglio contribuito (con i sindacati) ad affossare la precedente proposta di acquisto per 1,5 miliardi di euro. Adesso Air France s'è mangiata Alitalia con soli 322 milioni. In parole povere la compagnia francese ha speso un quinto di ciò che Alitalia gli sarebbe costata con Prodi. Il resto ce lo metteremo noi con le tasse mentre continuare a chiamare Air France 'socio di minoranza' è pura menzogna. Un'inchiesta non difficile da realizzare potrebbe misurare con precisione quanti italiani l'abbiano saputo. Comunque si può anche fare una prova più alla buona: immaginare quale potenza di fuoco radio-televisivo si sarebbe scatenata se fosse stato Prodi a far perdere a noi e al paese così tanti soldi. Basta pensarci un attimo, il risultato viene da sé.

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Al sud è rivolta bipartisan contro i tagli del governo a guida Bossi-Tremonti (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

freccia rotta la visita del capo dello stato in calabria ha riarmato la questione meridionale Al sud è rivolta bipartisan contro i tagli del governo a guida Bossi-Tremonti DOGLIANZE. Riduzioni ai collegamenti marittimi, aumento delle tariffe energetiche, sottrazione dei fondi Fas. Sono gli amministratori di centrodestra a guidare le proteste. E la regione Sicilia manda gli ispettori negli impianti di pompaggio. Con la minaccia di chiudere i rubinetti. di Serenella Mattera Operazione "Freccia rotta". La questione meridionale riparte da qui. Dal treno che domani porterà il presidente della provincia di Catania Giuseppe Castiglione dalla sua città a Palermo in cinque ore. Intraprenderanno quel viaggio scomodo, Castiglione e un drappello di politici, per denunciare il divario enorme tra la disastrata rete ferroviaria siciliana e quella del nord Italia, su cui corre la nuovissima "Freccia rossa". I 212 km che separano Bologna da Milano si percorrono oggi in 65 minuti. I 243 km tra i capoluoghi siculi richiedono 5 ore, con tanto di cambio intermedio. L'incarnazione di un Sud che va lento. E chiede l'attenzione del governo. Un'attenzione in «drammatica caduta» da parte di tutte le forze rappresentative, secondo Giorgio Napolitano. Ed è per questo che, in visita in Calabria, il presidente della Repubblica ha richiamato più volte al «dovere di solidarietà inderogabile» tra Nord e Sud e paventato un «vuoto di strategia per il Mezzogiorno». Da Roma in giù il colpevole è già stato individuato. Anzi, due. Da un lato la Lega "di lotta e di governo", con i suoi combattivi ministri e il suo efficace alzar la voce. Dall'altro Giulio Tremonti, un ministro dell'Economia che agli occhi del Meridione pare troppo sensibile alle istanze nordiche. Così, le Regioni del Sud hanno iniziato a protestare. Destra e sinistra, senza eccezioni. La Sicilia in prima linea, con l'Mpa di Lombardo, ma anche con parlamentari e amministratori del Pdl (è forzista anche Castiglione). Contro i tagli ai collegamenti marittimi, contro i provvedimenti per l'Energia, contro la diminuzione delle tratte Alitalia, ma soprattutto contro la sottrazione al Sud delle risorse dei Fas, i Fondi per le aree sottoutilizzate. Proteste tanto forti, da costringere Silvio Berlusconi a correre ai ripari, con incontri, rassicurazioni e l'annuncio di quello che Ignazio La Russa ha già ribattezzato «un piccolo piano Marshall per le isole». Il divario con il Nord è stato misurato ieri, dalla Cgia di Mestre, nella minore autonomia finanziaria dei comuni del Sud. Nessuna novità. Ma un fattore che aiuta a comprendere perché i parlamentari del Mezzogiorno siano insorti e quelli del Pdl abbiano scritto direttamente a Berlusconi contro il "saccheggio" dei Fas da parte di Tremonti. Da Bari Massimo D'Alema ha tuonato: «Il governo ha sequestrato gran parte dei fondi per il Mezzogiorno e li ha destinati ad altro». E il premier è stato costretto a scendere in campo con una promessa solenne: «Non utilizzeremo più i fondi Fas se non per gli interventi strutturali, e l'80% di questi saranno al Sud». Ma il versante più caldo della protesta è quello del piano per l'energia, che è nel decreto anticrisi approvato questa settimana alla Camera. Un emendamento presentato dalla Lega ha introdotto la suddivisione del Paese in tre macroaree, con la conseguente scomparsa della tariffa unica nazionale. E poiché gli amministratori del Sud hanno calcolato che i prezzi dell'elettricità lieviterebbero «proprio da noi, dove se ne produce di più», la protesta ha imperversato per tutta la settimana. Alla fine il Carroccio ha avuto la meglio. E l'Mpa di Lombardo non ha partecipato al voto finale. Anche se ha confermato la fiducia a Berlusconi, dopo aver ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno che impegna l'esecutivo a non toccare la tariffa unica. Ma la cosa non ha rassicurato l'assessore regionale all'Industria dell'Ars Pippo Gianni (Udc), che per tutta risposta ha mandato gli ispettori nelle stazioni minerarie di pompaggio: anche la minima inadempienza porterà alla chiusura dell'impianto, con riduzione della quota di energia che la Sicilia fornisce al Paese. Ma i fronti aperti sono tanti. Raffaele Fitto si è dovuto dar da fare, questa settimana, per placare il malcontento montante nella sua Puglia. E Berlusconi, ancora lui, si è dovuto intestare l'introduzione nel federalismo fiscale del principio dell'insularità. Il governo compenserà il gap delle isole rispetto al resto del Paese. Una misura buona per la turbolenta Sicilia, ma anche in vista delle elezioni sarde. Più di uno dubita che basti. 18/01/2009

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tutta la verità sul futuro della malpensa - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)

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Pagina I - Milano Tutta la verità sul futuro della Malpensa ETTORE LIVINI Hub, bilaterali, slot, Linate, Lufthansa, Cai. La confusione, dopo il decollo della nuova Alitalia, regna ancora sovrana attorno agli scali milanesi. La stessa politica lombarda, dopo aver cavalcato un´offerta inesistente (quella tedesca) per la compagnia di bandiera, continua a muoversi alla cieca, rischiando di nuovo di inseguire obiettivi poco praticabili. SEGUE A PAGINA VI

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dagli accordi bilaterali agli slot l'alfabeto per salvare malpensa - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)

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Pagina VI - Milano Domani vertice Cai-istituzioni Dagli accordi bilaterali agli slot l´alfabeto per salvare Malpensa La sei strade che portano a un futuro positivo Lo scalo paga i problemi di collegamento Linate? Ridurre il traffico non si può, la chiusura è l´alternativa Difficile che torni un hub ma può funzionare molto bene "punto a punto": l´obiettivo è quota 38 milioni di passeggeri ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) Ecco un vademecum per provare a capire il futuro degli aeroporti meneghini e le strade aperte per il loro rilancio. 1) Malpensa può ritornare un hub? Difficile. Forse solo a patto di rivedere il ruolo di Linate e completare i collegamenti con la città. La nuova Alitalia lo pone come condizione. Lufthansa pure. La speranza più concreta è legata ai tedeschi. Lufthansa sta lanciando voli da Malpensa ad alcune capitali europee. Il primo tassello di un potenziale network di alimentazione sullo scalo. E dispone di una compagnia italiana (Air Dolomiti) che in teoria, oltre al feederaggio domestico, potrebbe operare subito voli intercontinentali senza rivedere i bilaterali. I tedeschi esamineranno un passo alla volta i risultati per valutare se posizionare voli a lungo raggio su Malpensa. Più complesso un ritorno di Alitalia. I voli di alimentazione dall´Italia a Milano sono stati cancellati. E tanto per Cai che per Air France risulta più economico trasportare i passeggeri d´affari via navetta a Roma o (più facilmente) a Parigi. 2) Malpensa può sopravvivere senza tornare hub? Sì. Barcellona e Berlino funzionano bene senza vettori di riferimento. Lo stesso piano industriale Sea ha due ipotesi distinte: uno con il ritorno del modello hub punta a 41 milioni di passeggeri tra sei anni (nel 2008 sono stati 19 milioni). L´altro basato su rotte punto a punto come oggi, ha un obiettivo di 38,3 milioni. 3) Si può ridurre il traffico a Linate? Quasi impossibile. Il traffico aereo europeo è regolato a livello comunitario e l´Italia non può auto-ridurre voli o destinazioni. Un ridimensionamento potrebbe avvenire solo per motivi "tecnici" (troppo rumore, oppure interventi che limitino l´uso dello scalo ad aerei piccoli). L´unica alternativa � impopolare � sarebbe la chiusura. A Linate lavorano 2.500 persone e da qui partono 9 milioni di passeggeri l´anno. La Sea perderebbe diversi milioni con Linate ridotta. 4) Ci sono o no slot ai due aeroporti milanesi? A Linate no, il traffico è saturo. La stessa Cai ha riutilizzato su nuove rotte quelle che ha mollato sulla Milano-Roma. Malpensa invece ha disponibilità a tutte le ore di diritti di atterraggio e di decollo (ne sono occupati 600 su 1.700). Ma non c´è la possibilità di utilizzarli su alcune destinazioni a lungo raggio perché i trattati bilaterali che regolano i diritti di volo internazionali limitano a una sola compagnia (in questo caso Alitalia) o a un numero di frequenze ridotto, già tutte occupate, i collegamenti. 5) Che cosa sono i bilaterali e che cosa possono cambiare? Sono accordi politici siglati per regolare il traffico aereo tra stati. Un emendamento al decreto anti-crisi obbliga il governo a rinegoziarli. Ma per riscrivere le intese bisogna essere in due e né Russia né Giappone, per dire, hanno intenzione di cambiare le norme per evitare di aprire i loro aeroporti ai vettori di tutta la Ue. L´esecutivo ha imposto a Enac di autorizzare temporaneamente qualunque vettore ne faccia richiesta su Malpensa, bypassando i bilaterali. In questo caso però potrebbe essere dato l´ok solo alle compagnie straniere dei paesi d´origine almeno fino a quando la firma sul bilaterale non aprirà i cieli oggi "chiusi" a realtà italiane. Lufthansa, per capirsi, non potrebbe volare né a Tokyo né a Mosca. 6) Quali sono le colpe di Malpensa e della Lombardia? Lo scalo milanese paga i suoi cronici problemi di collegamento. Il treno per la città è lento e non arriva alla Centrale. L´assenza dell´alta velocità lo isola da grandi bacini d´utenza come Piemonte, Canton Ticino e resto della Lombardia. Per non parlare del traffico della Milano-Laghi e della concorrenza delle decine di aeroporti del nord, per i quali da anni, senza successo, si studia una riorganizzazione logistica.

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<Madrid-Barcellona? 200 euro in meno del Milano-Roma> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-18 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Lezione spagnola I risparmi grazie alla concorrenza tra quattro compagnie «Madrid-Barcellona? 200 euro in meno del Milano-Roma» Il volo da Madrid a Barcellona dura — minuto più, minuto meno — quanto quello da Linate a Fiumicino; eppure i passeggeri italiani (i più sfortunati) possono arrivare a spendere fino a 200 euro in più rispetto agli spagnoli per un biglietto «andata e ritorno» tra le due città. Effetti nefasti della mancanza di concorrenza, verrebbe da dire; perché sulla rotta Madrid-Barcellona volano ben quattro compagnie (compresa una low cost) mentre il ponte Linate- Fiumicino è stato coperto fino a pochi giorni fa solo da due soli vettori (Alitalia e Air One) che per di più adesso si trovano fusi in un'unica società, sollevando più di una perplessità sul rispetto delle norme antitrust. La comparazione è stata effettuata da Dario Balotta, ex sindacalista e ora esperto di trasporti, prendendo in considerazione le tariffe massime e minime praticate dalle quattro compagnie iberiche (sulla Madrid- Barcellona) e dalle due italiane (sulla Linate-Fiumicino). Secondo la tabella elaborata da Balotta, Iberia, Spanair e Air Europa hanno avuto una tariffa base tra i 190 e i 197 euro mentre per la «navetta» Milano- Roma Alitalia e Air One è stato necessario sborsare come minimo 225 euro. Storia a sé fa l'aggressiva low cost Vueling: in questo caso, per fare avanti e indietro tra le due maggiori città spagnole possono bastare appena 80 euro. La forbice tra Italia e Spagna si allarga ulteriormente se si prendono in esame le tariffe massime praticate: per un volo Alitalia si è potuto arrivare a spendere 671 euro e solo 6 in meno per un «passaggio» su Air One. Il volo Madrid-Barcellona è arrivato invece a 446 euro con Iberia, 460 con Spanair e Air Europa; la cifra scende a 180 euro con Vueling. «Nonostante si tratti di rotte omogenee — commenta Balotta — il passeggero iberico ha la possibilità di scegliere tra diversi vettori. Cai punta decisamente sul mercato domestico e il decreto "salva Alitalia" contiene la norma che per tre anni tutela il monopolio sulle rotte nazionali e che assicurerà alla nuova compagnia, grazie allo sfruttamento della Linate-Fiumicino, 300 milioni di euro di incassi l'anno. Ma la concorrenza continuerà a non esistere anche nei collegamenti tra Roma con Venezia, Torino, Bari, Lamezia Terme e Trieste». Secondo l'ex sindacalista questo monopolio potrebbe ostacolare la trattativa diplomatica per la liberalizzazione degli ormai famosi slot di Malpensa. Confronti Sulla tratta italiana solo due vettori (Alitalia e Air One): il regime di monopolio danneggia le tasche dei passeggeri Claudio Del Frate

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<Più voli o Milano sarà tagliata fuori dal business> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-18 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Protesta Ridotti i collegamenti diretti con Cina, Usa, India e Brasile. «E ora i russi preferiscono Parigi perché è meglio servita» «Più voli o Milano sarà tagliata fuori dal business» Appello degli imprenditori: Malpensa e Linate sono i nostri motori, così export a rischio Il made in Italy penalizzato dalla crisi degli scali. «Subito una politica delle rotte aperta ai mercati internazionali» Brasile, India, Cina. E poi Costa Ovest degli Stati Uniti, Russia, Est Europa e Nord Africa. Sono questi i territori con cui la Lombardia chiede migliori collegamenti. Che a decollare verso le nuove frontiere degli affari sia la nuova Alitalia o altre compagnie ai lombardi interessa poco. Quel che conta è il risultato. «Quando viaggiamo per lavoro noi lombardi arriviamo distrutti agli appuntamenti dopo aver bivaccato negli aeroporti in giro per il mondo. Ma questo è il meno — si infervora Adriana Sartor, vicepresidente di Confindustria Lombardia con delega all'internazionalizzazione —. Il problema è che i potenziali interlocutori stranieri scelgono i loro partner anche tenendo conto della facilità dei collegamenti ». Lo sanno bene i commercianti. «Da quando Alitalia ha tagliato i voli intercontinentali su Malpensa il giro d'affari dei negozi sotto la Madonnina è stato pesantemente colpito. I russi non arrivano più, vanno a Roma e Parigi», ricorda Giorgio Montingelli, presidente delle associazioni di via dell'Unione del Commercio di Milano. Il problema tocca anche la piccola azienda. «La necessità di un maggiore collegamento col mondo è sentitissima dai piccoli e medi imprenditori— fa notare Paolo Galassi, presidente di Confapi —. Tutti hanno capito che da questa crisi si esce solo spingendo l'acceleratore dell'internazionalizzazione ». I dati dell'export aiutano a capire quali sono i Paesi su cui l'impresa lombarda sta investendo. «E' molto forte la connessione con Cina, Russia, Brasile, e India. Stanno crescendo, inoltre, le relazioni con i Paesi del Mediterraneo e del Golfo», entra nel merito Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio di Milano e direttore di Promos, azienda speciale per l'internazionalizzazione. Gli affari sono spesso oltreoceano. Ma i voli diretti non ci sono. E così soffrono i distretti bresciani del valvolame e della rubinetteria come il tessile comasco, la Brianza del mobile come il distretto delle calze intorno a Castelgoffredo. Per non parlare del milanese. Certo è che la crisi del trasporto aerei lombardo viene nel periodo più sbagliato. «Mentre i titoli delle compagnie perdono in Borsa dal 15 al 65 per cento. E i passeggeri calano in tutto il mondo: meno 25% a Francoforte a dicembre 2008 rispetto allo stesso mese del 2007», snocciola il vicedirettore del Certet Bocconi, Oliviero Baccelli. Ma tant'è. «Al momento siamo senza collegamenti con la costa Ovest degli Usa. Il che vuol dire perdere i contatti con la Silicon valley», lamenta Adriana Sartor di Confindustria Lombardia. «E poi le frequenze con Mosca sono state ridotte. Per la Cina l'unica destinazione è Shangai. Sarebbe necessaria almeno la connessione con Pechino. Per non parlare della cancellazione dei voli diretti Alitalia per Mumbai, Delhi, Buenos Aires, Osaka». Per Cai, come per qualunque altra compagnia, la strada è in salita. «I voli diretti verso Los Angeles e San Francisco si ripagano attraverso equilibri difficilissimi. Fondamentale riempire la business class e le stive dell'aereo con le merci», entra nel merito Oliviero Baccelli della Bocconi. Discorso simile per i voli diretti in Cina: «Con una complicazione in più: qui spesso si lavora con tre classi». E poi meno voli ci sono su un aeroporto e più e difficile fare ripartire lo scalo. «Prendiamo i voli verso l'India. Per riempirli servirebbero anche più collegamenti con città come Boston, Toronto e Chicaco. Gli aerei verso Mumbai o Delhi hanno bisogno anche degli indiani immigrati in America disposti a fare scalo a Milano per tornare a casa». Nonostante le difficoltà, l'impresa lombarda non s'arrende. «La priorità è un aeroporto che ci colleghi con il mondo. E questo non può essere che Malpensa, se non altro per gli investimenti fatti», ragiona Franco Tamburini, presidente degli industriali di Brescia. Ma se così non fosse, il mondo produttivo farà di tutto per difendere i propri aeroporti «di cortile». Linate, prima di tutto. Ma non solo. Tamburini, per esempio, è a capo di una cordata per lo sviluppo di Montichiari. Da questi piccoli aeroporti gli imprenditori decolleranno verso un hub per poi ripartire verso il mondo. E non è detto che si tratti di Fiumicino. Rita Querzé

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Expo, arrivano gli ispettori ma i cantieri non ci sono (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 16 del 2009-01-18 pagina 3 Expo, arrivano gli ispettori ma i cantieri non ci sono di Chiara Campo Il 5 e 6 febbraio la Consulta architettonica viene a esaminare i progetti A 10 mesi dalla vittoria lavori fermi e il governo deve sbloccare i fondi AGENDA La delegazione visiterà l'area a Rho e vedrà il sindaco e la Bracco. Cena alla Triennale Bovisa (...) che il ministero del Tesoro sciolga i dubbi nella definizione del suo stipendio. Ma in questo modo, almeno, la società può partire. «Se ci fossero ulteriori ritardi nell'avvio - ha ammesso Glisenti - il successo finale del progetto Expo può essere gravemente compromesso. Siamo già in ritardo e se non partiamo immediatamente rischiamo seriamente». Più chiaro di così. La prospettiva di una visita degli ispettori del Bureau international des exposition - che periodicamente controllano lo stato di avanzamento dei lavori nei Paesi che ospiteranno le prossime Esposizioni (questa volta in particolare si tratta della Consulta architettonica) - dovrebbe contribuire a dare lo sprint. La delegazione in arrivo da Parigi atterrerà a Linate già la sera del 4. L'agenda del 5 si apre con un incontro a Palazzo Marino con il sindaco (e presidente dell'Expo 2015) Letizia Moratti e con l'ad Glisenti. La delegazione si sposterà poi nell'area di Rho-Pero, per la visita del sito Expo (forse in elicottero), il tunnel dell'Alta velocità che avrà una stazione anche a Rho ed è quasi completato, i cantieri dei collegamenti autostradali in corso. Pranzo in Fiera con l'ad Claudio Artusi e il direttore generale Enrico Pazzali, e nel pomeriggio gli interventi degli assessori comunali Carlo Masseroli e Edoardo Croci illustreranno lo sviluppo urbanistico e il sistema dei trasporti in vista di Expo. In serata, una visita alle mostre della Triennale Bovisa dove si terrà anche una cena con ospiti diverse personalità milanesi. Il 6 febbraio, la tabella di marcia prevede un confronto nella sede del Comitato Expo di via Ugo Foscolo con il direttore Angelo Paris e un altro incontro a Palazzo Marino, probabilmente con sindaco e il presidente di Assolombarda Diana Bracco. Sarà l'occasione per discutere anche del nodo Malpensa, visto che il dossier della candidatura contro Smirne prevedeva un rafforzamento dei collegamenti tra l'hub e il resto del mondo, e l'orizzonte dopo il matrimonio tra la nuova Alitalia ed Air France è cambiato. Sul futuro dello scalo si terrà domani nella sede della Camera di commercio un incontro tra i rappresentanti del sistema economico milanese e i vertici della Cai. «Dopo che l'Italia è riuscita ad ottenere l'Expo - ha incalzato la Bracco - non è accettabile che si pensi di svuotare il sistema aeroportuale della città che nel 2015 ospiterà l'evento». E dopo che Comune e Regione hanno già deliberato la propria quota (rispettivamente 1 e 1,1 milioni di euro) per permettere alla Expo Spa di partire, e Provincia e Camera di commercio hanno garantito il via libera al proprio contributo in settimana, ora gli enti fanno pressing sul governo, che deve sbloccare la propria quota, 30 milioni. Da Roma mancano ancora all'appello 2 su 15 miliardi per le infrastrutture collegate. «Stiamo lavorando per ottenere tutti i fondi - ha assicurato giorni fa il governatore Roberto Formigoni - ho avuto alcuni colloqui che mi rendono possibilista». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Soldi dagli imprenditori Forza Italia batte tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 16 del 2009-01-18 pagina 7 Soldi dagli imprenditori Forza Italia batte tutti di Felice Manti La politica costa. E spesso nemmeno i generosi rimborsi che i partiti incassano dopo le elezioni bastano a far fronte alle spese. Ecco perché i partiti, anche in tempi di crisi, sperano comunque nella generosità degli elettori privati, imprenditori o semplici cittadini. In questa particolare classifica Forza Italia si conferma leader incontrastata. Nei primi 9 mesi dell'anno scorso il movimento fondato da Silvio Berlusconi ha incassato 2,4 milioni di euro da 37 privati. La cifra più importante (600mila euro) porta la firma dell'imprenditore Marcellino Gavio, reuccio delle autostrade e azionista della Nuova Alitalia, che ha spalmato il suo contributo in 12 assegni da 50mila euro, uno per ognuna delle società che fa parte del suo impero (Appia, Autosped, Codelfa, Eurimpianti, Gavio spa, Interstrade, Itinera, Microlux, Sea Segnaletica, Sina, Sinelec, Transider). Dietro Gavio c'è Giovanni Arvedi con tre assegni da 100mila euro (Finarvedi, Acciaieria Arvedi, Arvedi Tubi), seguito dal gruppo Astaldi (altri 100mila euro) e Cimolai (stesso importo). Nonostante lo scarso raccolto alle urne (il 5,6% alla Camera, il 5,7% al Senato) il partito di Pier Ferdinando Casini ha raggranellato 2,25 milioni di euro. Quasi il 75% del contributo privato (1,6milioni) arriva dalla famiglia Caltagirone, che con Alessandro, Francesco, Gaetano e Francesco Gaetano (padre di Azzurra, moglie di Casini) si è esposta personalmente, con quattro assegni di 100 mila euro ciascuno. Altri 200mila euro arrivano dagli imprenditori Nattino e Scarpellini, 40mila euro sono un dono della famiglia Angelucci. Se Atene ride, Sparta piange amaramente. Il Pd è un po' in crisi d'immagine, visto che al Loft sono arrivati appena 605 mila euro. Scarpellini ha concesso il bis (altri 100mila euro), seguito dal patron del Palermo Zamparini (100mila euro) e dagli editori Federico e Lorenzo Enriques (50mila euro a testa), poi praticamente il nulla. Al tesoriere Pd Mauro Agostini, in campagna elettorale, è arrivato un solo contributo da 60mila euro dal Consorzio nazionale Servizi Spa. Più «ricca» la sede bolognese del Pd (ai soldi degli Enriques vanno aggiunti 15mila euro da una coop) e quella lombarda (300mila euro). Più povero il Pd romano (100mila euro). Piccola curiosità. Diciannove coop rosse di portuali e piccoli artigiani hanno messo insieme la discreta cifretta di 50.500 euro. Più o meno quanto ha raccolto personalmente dalla Ferfina (la holding della società Condotte) il tesoriere dei Ds Ugo Sposetti per la «sua» campagna elettorale, quando Sposetti era in corsa per la poltrona di sindaco a Viterbo. Sposetti venne sconfitto. Perché in politica servono soprattutto i voti. felice.manti@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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LA POSSIBILITà CHE SI POSSA VOLARE DA LINATE A NAPOLI A 57 EURO è LEGATA ALLA DECISIONE DE... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-01-2009)

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La possibilità che si possa volare da Linate a Napoli a 57 euro è legata alla decisione del Tar, che giovedì prossimo dovrà decidere se rinnovare il permesso di volo a Air Italy dallo scalo milanese a Capodichino. La vicenda si lega alla «guerra degli slot» che la compagnia, guidata dal comandante Giuseppe Gentile ha avviato per prima contro Alitalia, o meglio contro l'Enac. In pratica con il ridimensionamento della nuova Alitalia, che ha ridotto i suoi voli di circa il 30 %, si aprono per altre compagnie spazi sulle rotte lasciate da Alitalia. La Cai però non vuole che sulle rotte da Linate si inseriscano altri con prezzi più modici. Così Air Italy, che aveva avuto un'autorizzazione ad usare gli slot di Alitalia nel periodo natalizio, visto il disastro causato dalle «assemblee spontanee» dei dipendenti della compagnia di bandiera, dal 12 gennaio ha dovuto interrompere i suoi voli da Linate a Napoli e Bari, mentre Alitalia non li rimpiazzava. Immediato il ricorso al Tar. La decisione è attesa nei prossimi giorni. Ma Air Italy per informare i clienti, ha comprato ampi spazi pubblicitari su molti giornali promettendo 400mila posti a 57 euro sulle tratte italiane e un prezzo massimo di 120 euro. E alla battaglia per la liberalizzazione dei cieli pare potrebbe unirsi anche la Gesac.

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Alitalia, l'Sdl conferma: domani... (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-01-2009)

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n. 16 del 2009-01-18 pagina 0 Alitalia, l'Sdl conferma: domani primo sciopero dell'era Cai di Redazione Continuano le agitazioni, il Sindacato dei lavoratori intercategoriale conferma per domani lo sciopero di quattro ore dalle 10 alle 14. E già annuncia, senza però indicare la data, che "ne seguirà presto un altro di 24 ore" Roma - Ancora sindacato sul piede di guerra contro la nuova Alitalia: il Sindacato dei lavoratori (Sdl) intercategoriale conferma per domani lo sciopero di quattro ore (dalle 10 alle 14), "il primo dell'era Cai", dei lavoratori Alitalia. Lo si apprende dal sito ufficiale dell'Sdl che, nel confermare l'agitazione, dà appuntamento "a tutti i lavoratori assunti, cassaintegrati e precari" al presidio che si terrà a partire dalle ore 9.30 presso il varco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino. "Tutti siamo coscienti di quanto è accaduto in questi mesi sulla nostra pelle - scrive l'Sdl - migliaia di esuberi tra cassaintegrati e precari e condizioni di lavoro pesantissime. A questa lista si sono poi aggiunte altre questioni pesanti: criteri di assunzione applicati senza alcuna trasparenza; rifiuto, da parte della nuova società, di applicare la normativa sociale a tutela della maternità e paternità e dell'assistenza ai parenti disabili; incertezza oltre che per il destino delle società AMS e Atitech, anche per altri settori di Alitalia come, ad esempio, il Call Center". L'Sdl critica anche "la disdetta con poche ore di preavviso, contrariamente agli impegni assunti con i firmatari, del servizio di prelievo e accompagno, mettendo in ginocchio centinaia di famiglie ed in fortissima difficoltà i naviganti". Dopo lo sciopero di domani, l'Sdl già annuncia, senza però indicare la data, che "ne seguirà presto un altro di 24 ore". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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