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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ALITALIA”

 

 

 

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Report "Alitalia "  1-31 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Da oggi arrivano i saldi d'estate Speranze e dubbi ( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ASTI VILLANOVA ASTI TEATRO IL CASO All'interno Da oggi arrivano i saldi d'estate Speranze e dubbi Un sibilo ossessiona i villanovesi Folla e applausi per Mandarini Gli altri spettacoli Odissea di un astigiano «Io, sequestrato da Alitalia» Valentina Fassio Elisabetta Fagnola Carlo Francesco Conti Roberto Gonella

"Io passeggero sequestrato da Alitalia" ( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Io passeggero sequestrato da Alitalia" Capita di leggere di aerei dirottati da terroristi. Eppure, esistono anche deviazioni di rotta ufficiali, dunque apparentemente legittime, che possono tuttavia essere egualmente vissute dal passeggero come una violenza. E' quel che sostiene Roberto Cairo, commerciante astigiano di 44 anni, titolare di un negozio di modellismo.

Alitalia Offerta per Atitech, interesse per Alicos ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 01 pagina 27 Alitalia Offerta «irrevocabile» per Atitech, interesse per Alicos di Redazione C'è una proposta d'acquisto per Atitech, la ex società di manutenzione scorporata da Alitalia. Lo ha comunicato il commissario straordinario di Alitalia Servizi, Augusto Fantozzi, spiegando che sul suo tavolo è giunta ieri «un'offerta irrevocabile»

NIENTE ALIBI ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Basta dire che Moretti ha definito un «fortissimo recupero» l'essere riusciti chiudere il 2008 con un buco di soli 100 milioni di euro. C'è da credergli: si partiva da una voragine da 600. Colpa della carenza di risorse? O piuttosto della miopia strategica della politica italiana, che non produce un piano generale dei trasporti da dieci anni e ha ridotto il settore del

Giornata nera I primi fischi dagli operai della Tirrenia ( da "Manifesto, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia) e della Tirrenia che non sanno se domani avranno un posto di lavoro, se potranno mantenere le loro famiglie, pagare i mutui, mandare i figli a scuola. «Siamo a rischio svendita in blocco - spiega Emanuele Fernicola della Cgl maritmi - i 46 milioni di euro che dovevano arrivare per risanare la Tirrenia e venderci con dignità non sono mai arrivati,

La partita del credito, il ritorno ai rischi e le critiche di Tabacci ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E per i banchieri che nella vicenda «paradigmatica» di Alitalia che «non hanno fatto il loro mestiere, dare il giudizio nel merito del credito». E tuttavia, ha aggiunto sul tema banchepolitica, attorno al quale «si gioca una delicata partita di potere», «se in passato sono stato molto critico con i banchieri, oggi vorrei spezzare una lancia.

In Gran Bretagna il Pil crolla del 4,9% È il record dal '58 ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Servizi, offerta per Atitech e manifestazione di interesse per la partecipazione in Alicos da parte di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo. Vittorio Moscatelli è il nuovo Ad di Ipi, al posto di Francesco Tatò, che è stato riconfermato presidente.

atitech, il commissario boccia il piano lettieri ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piano Lettieri Il commissario liquidatore di Alitalia Augusto Fantozzi ha respinto l´offerta della cordata guidata da Gianni Lettieri per rilevare Atitech. Bocciatura che arriva appena ventiquattr´ore dopo la passerella al San Carlo con il premier Berlusconi. Il sindaco Iervolino, intanto, ribatte alle accuse di Lettieri: «La realtà dovrebbe prevalere sui discorsi elettorali»

atitech, disco rosso di fantozzi - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La bocciatura viene dal commissario liquidatore di Alitalia, Augusto Fantozzi, e mette in fuorigioco anche il sottosegretario Gianni Letta, che era andato ad assicurare il suo personale interessamento ai lavoratori. Fantozzi definisce «irricevibile» l´offerta avanzata da "Manutenzioni aeronautiche", la newco allestita da IeS-Med, Investimenti e sviluppo mediterraneo,

alitalia, in ritardo due voli su dieci ma a fiumicino va in tilt: metà in orario - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 29 - Economia Alitalia, in ritardo due voli su dieci ma a Fiumicino va in tilt: metà in orario Il dossier Colaninno: 140-150 aerei non puntuali al giorno, abbiamo difficoltà. A Torino sono il 25 per cento LUCIO CILLIS ROMA - «Ogni giorno su 700 voli previsti, ci sono tra i 140 e 150 aerei che partono in ritardo».

bancarotta, via agli interrogatori zanichelli due ore in procura ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ex ad in procura. Con Marco Zanichelli, amministratore delegato della compagnia di bandiera tra 2003 e 2004, è cominciata la sfilata dei big dai pm. Indagato per bancarotta con altri sette tra ex presidenti ed ex ad Alitalia, Zanichelli ha risposto per due ore sulla cosiddetta "operazione cargo" e sulla vendita di 23 aerei Eurofly,

Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 33 Vademecum Che cosa cambia per i risparmiatori - 6 Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi La richiesta va presentata entro il 31 agosto MILANO Hanno tempo fino al 31 agosto, gli azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, per accettare la nuova offerta di rimborso parziale dei titoli lanciata dal decreto anticrisi del governo.

Raccomandate più care La tariffa sale a 3,3 euro Valducci: inspiegabile ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia chiama le Fs, perché il sistema ferroviario e quello aereo dovrebbero costituire un insieme di infrastrutture in cui deve esserci collaborazione. Il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno ( nella foto), ha rivolto un appello al numero uno delle ferrovie Mauro Moretti, dicendogli: «Lavoriamo assieme.

Colaninno: ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i sistemi informatici di Alitalia e Air One si sono integrati. Vanno anche avanti le trattative per ottenere, a Fiumicino, il terminal unico della compagnia. Intanto, il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, ha dichiarato «irricevibile» la sola offerta presentata per Atitech, quella di Manifatture Aeronautiche.

Violentata mentre prega al cimitero ( da "Stampa, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: DOPO LE DENUNCE LITE IN FAMIGLIA All'interno Violentata mentre prega al cimitero Alitalia si scusa con Bresso: a Caselle troppi ritardi e disagi L'eredità della zia fa finire nei guai il giudice antimulte Donna polacca aggredita alle 12 nel viale centrale del Monumentale Claudio Laugeri Emanuela Minucci Alberto Gaino

2 luglio. I lettori sul forum del giornale parlano del trattamento che Alitalia riserva ai v... ( da "Stampa, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 luglio. I lettori sul forum del giornale parlano del trattamento che Alitalia riserva ai viaggiatori, delle motivazioni del personale di bordo, dei soprusi subìti.

Mea culpa Alitalia "Troppi ritardi rimedieremo così" ( da "Stampa, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad di Cai ha telefonato alla Bresso Mea culpa Alitalia "Troppi ritardi rimedieremo così" EMANUELA MINUCCI Le vostre proteste sono giuste e la situazione su Torino presenta criticità davvero importanti. A breve sostituiremo con mezzi migliori quelli attualmente in servizio su questa linea in modo tale da ridurre drasticamente i disagi».

la rivolta dei viaggiatori contro i ritardi di alitalia ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: assemblea il 13 La rivolta dei viaggiatori contro i ritardi di Alitalia Il presidente Magazzù: è necessario che tutti conoscano i propri diritti Prima assemblea pubblica per i viaggiatori piemontesi rimasti gabbati dalle cancellazioni e dai ritardi della nuova Alitalia. L´associazione FlyTorino organizza una riunione il 13 luglio alle 21 in via Arsenale 27 alla Galleria Tirrena.

fumo in cabina nel volo da milano tra i passeggeri anche balotelli ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non è la prima volta che mi capita - ha detto Balotelli - anche a Lisbona ho vissuto una situazione simile». Durante il volo, i passeggeri hanno avvertito che l´aereo rallentava in modo evidente e perdeva quota; poi il pilota ha comunicato che stava tornando indietro. I passeggeri sono stati spostati su un volo Alitalia partito poco dopo.

"alitalia è già in picchiata" la lega rompe l'armistizio ( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E inanella un impietoso elenco di tutte le "spine" che hanno penalizzato il decollo della nuova Alitalia: «Tratte cancellate, incidenti, velivoli mezzi vuoti e pochi guadagni». La rottura della tregua era nell´aria da tempo. La Lega ha combattuto la partita del salvataggio di Alitalia ? che ieri ha unificato il sistema informatico con Air One ?

il pd può vincere solo se milano torna a contare - ivan berni (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l´hub declassato in nome dell´italianità di Alitalia, lo si vede nei maneggi del ministro del Tesoro che gioca a nascondino sui fondi per le infrastrutture (quanti nuovi metrò rimarranno sulla carta?), lo si constata, amaramente, nel commissariamento de facto dell´organizzazione dell´Expo da parte del governo.

Cessione Cit all'ultimo atto tra immobili e misteri ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: imprenditore franco tunisino amicissimo di Silvio Berlusconi, compra Italiatour dall'Alitalia e si circonda di soci eccellenti: Giuseppe Vimercati, il presidente del Mediocredito Lombardo che lo ha finanziato, il nipote di Giulio Andreotti Luca Danese, ex sottosegretario ai Trasporti, Candia Camaggi, ex moglie del cugino di Berlusconi, Giancarlo Foscale.

l'aereo non c'è, cancellato il volo per bari effetto domino anche per chi va a roma - federica cravero ( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Eppure da mesi chi vola da Caselle con Alitalia ed Air One è costretto a traversie inenarrabili, che, tutte assieme, fanno qualcosa di più di una somma di ritardi. Del caso si è interessato anche il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, pronto ad aprire un fascicolo se si profileranno aspetti penali nella vicenda.

Fantozzi pronto a vendere Atitech ( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 26 Alitalia Fantozzi pronto a vendere Atitech ROMA Il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi a effettuare «un tentativo di vendita del 100% della partecipazione azionaria in Atitech» in carico ad Alitalia Servizi (in amministrazione straordinaria),

Fossati si salva con l'iPhone ( da "Stampa, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dove i Fossati si sono poi tirati indietro. Tra i pochi incrementi, quello in Gas Plus. La quota nella società quotata che fa capo alla famiglia Usberti è salita al 12,74% dal 10% risultante in Consob. Spostato infine di un anno, all'8 febbraio 2010, l'impegno verso gli spagnoli di Pasa, acquirenti del gruppo Star (

Nei cieli fusioni e acquisizioni contro i bilanci che precipitano ( da "Stampa, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In Italia il focus è sulla vicenda Alitalia: a gennaio c'è stato il passaggio a Cai per 1,052 miliardi di Alitalia, Az Servizi, Az Airport, Az Express e Volare. A marzo c'è stato l'ingresso di Air France-Klm con cui il gruppo franco-olandese è diventato primo azionista della ex compagnia di bandiera italiana.

"caselle è una fabbrica poco sfruttata" - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: apertura di una base low cost di RyanAir, oltre al programma di sviluppo che la nuova Alitalia ha proposto agli enti locali con quattro nuove destinazioni internazionali. «Ci possono essere poi sviluppi con altri vettori - dice Chiamparino - il pubblico è pronto a fare la sua parte, mettendo a disposizione anche le risorse finanziarie.

"io a palazzo grazioli con venti ragazze e rimborso di mille euro" - (segue dalla prima pagina) giuseppe d'avanzo ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e sulle prime pagine dei giornali domina la crisi dell´Alitalia. Se ne parlò e io, che ammetto di essere forse un po´ invadente, intervengo e mi mostro preoccupata per il destino della nostra compagnia di bandiera. Berlusconi mi chiede: "Sei un´azionista di Alitalia?". "No", rispondo con una battuta: "Ho soltanto un mare di Millemiglia che non vorrei perdere"».

Il sindaco: "Cai è scandalosa" ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accuse contro la nuova Alitalia, anzi contro la Cai di Colaninno che guarda caso è un industriale. Il sindaco non si è abituato a quella che ormai definisce «l'ora accademica di ritardo» e affonda: «Il malfunzionamento di Cai è davvero scandaloso». Ma nel suo saluto agli imprenditori che chiedono anche impegni sulle infrastrutture ricorda anche «

lavoratori alitalia bloccano 2 check-in "la compagnia ha disatteso gli accordi" - giuseppe porzio ( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: passeggeri Lavoratori Alitalia bloccano 2 check-in "La compagnia ha disatteso gli accordi" Alla manifestazione ha preso parte anche una delegazione di dipendenti Atitech GIUSEPPE PORZIO Tempo sette giorni e «di Alitalia a Napoli non ci sarà più traccia». Anzi no, «resteranno insegne e locandine col blasone dell´azienda a sovrastare check-point e biglietterie allo scalo di Capodichino»

Il richiamo dell'Enac ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 32 Il presidente Riggio Il richiamo dell'Enac «Troppi ritardi Alitalia saremo inflessibili» ROMA Troppi ritardi per chi vola. Alitalia e Aeroporti di Roma sono stati convocati dal presidente dell'Enac (ente aviazione civile), Vito Riggio, il 16 luglio, per risolvere il «dramma» dei disservizi in vista del picco estivo del 28 luglio.

"l'alitalia sarà cancellata da napoli" - giuseppe porzio ( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in di Capodichino "L´Alitalia sarà cancellata da Napoli" I sindacati: via dalla città uffici amministrativi e personale di terra Concessa ai lavoratori Atitech la proroga della cassintegrazione di ulteriori 48 mila ore GIUSEPPE PORZIO Temuta quanto annunciata, la cattiva notizia rimbalza alle 17 in punto al secondo piano dell´isola B5,

gli azzurri ripartono con loro c'è lavezzi - dario sarnataro ( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Argentina con un volo Alitalia e questa mattina sarà a Roma per unirsi ai compagni in partenza per l´Austria. è la notizia positiva che i tifosi del Napoli aspettavano ormai da settimane, da quando quaranta giorni fa il giocatore argentino, con una mossa a sorpresa, lasciò la città senza salutare nessuno e scappò nella sua città natale.

UN BRICOLO OLTRE IL CORTILE ( da "Unita, L'" del 09-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E del resto, limitandoci alle nostre povertà interne, la Lega e il governo Berlusconi si sono segnalati per aver sottratto fondi alle aree sottosviluppate (i famosi Fas), sperperandoli coi loro amichetti di Alitalia. O magari con le loro amichette di mezza Italia.

Disoccupati in fuga Il Mezzogiorno paga la crisi due volte Dalla difesa del lavoro al contrasto alle gabbie salariali. La Cgil presenta 13 proposte per rilanciare il Sud Italia: Il ( da "Unita, L'" del 09-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, le quote latte, le amministrazioni amiche». Del resto gli enti locali del Mezzogiorno fanno decisamente fatica a fare massa critica o lobby. Anche con il centrosinistra «è spesso mancata una riflessione, anche autocritica», mentre dove è al potere il centrodestra «è stato rilanciato uno sterile rivendicazionismo contro lo Stato e,

cassa integrazione, la prima volta di air france - giampiero martinotti ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E Alitalia non rinnova 150 contratti a tempo Cassa integrazione, la prima volta di Air France GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro corrispondente PARIGI - Air France-Klm farà ricorso a forme di disoccupazione parziale a partire dal prossimo autunno.

tagli alitalia, interviene la regione "scelta assurda: presto un confronto" - giuseppe porzio ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda di non puntare sullo scalo partenopeo Tagli Alitalia, interviene la Regione "Scelta assurda: presto un confronto" A rischio la chiusura degli uffici napoletani e il mancato rinnovo dei contratti Oggi Sabelli illustrerà ai sindacati le decisioni aziendali GIUSEPPE PORZIO Il giorno più lungo della "base" Alitalia di stanza a Napoli è cominciato ieri alle 13,

due milioni di passeggeri così l'aeroporto dribbla lo stadio - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma di Alitalia. Oggi la capitale è raggiunta dieci volte al giorno dalla Lanterna, con due compagnie: Alitalia e Blue Panorana. E se i due collegamenti giornalieri della compagnia low cost ancora non hanno raggiunto alti "coefficienti di riempimento", hanno già provocato la salutare caduta dei prezzi, grazie al gioco della concorrenza.

"ma chi rischia davvero sono piloti ed equipaggio" ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giampaolo Meotti, comandante Alitalia ed esperto Anpac per i problemi di salute, non ha dubbi: «Per rendere sicura l´atmosfera che si respira in cabina oggi non si fa abbastanza». Quali sono questi rischi e quanto sono gravi? «I nemici più pericolosi per i passeggeri sono i virus, l´ozono e i fumi.

ALITALIA Contratti Contratto in scadenza, a giorni,per 468 lavoratori di Alitalia. E per 152 n... ( da "Unita, L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Contratti Contratto in scadenza, a giorni,per 468 lavoratori di Alitalia. E per 152 non ci sarà rinnovo: fra questi ci sono 72 del settore manutenzione e 67 dell'area staff.

"Compagnia San Paolo ecco il piano pluriennale" ( da "Stampa, La" del 12-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In Alitalia la banca ha investito molto. Un intervento che ha fa discutere, ancora di più adesso con i ripetuti disservizi che non hanno risparmiato Caselle. «Non è compito della Compagnia interferire sulle scelte strategiche del management della banca.

Maggio nero nei cieli Passeggeri a -8,3% ( da "Stampa, La" del 12-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Magliana assumerà 144 precari e ne rinnoverà 160 Sugli aerei Alitalia venduti meno della metà dei posti LUCA FORNOVO TORINO La crisi dei cieli tocca il fondo a maggio, con un calo dei passeggeri dell'8,3%, il più forte da inizio anno (escluso marzo condizionato dal periodo pasquale) con le compagnie aeree che da gennaio a maggio hanno visto occupati meno della metà dei posti offerti.

il presidente rimane a terra "farò causa alla nuova alitalia" ( da "Repubblica, La" del 12-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Farò causa alla nuova Alitalia" Lombardo resta per la seconda volta fermo in aeroporto, a Fiumicino, a causa di un ritardo del volo. E stavolta decide di fare causa alla Cai, la compagnia che ha rilevato Alitalia. Il governatore siciliano ha subito il contrattempo ieri pomeriggio, al rientro in Sicilia dopo i lavori del comitato federale dell´

il volo per la sicilia è in ritardo lombardo chiede i danni a cai ( da "Repubblica, La" del 12-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Il caso Il volo per la Sicilia è in ritardo Lombardo chiede i danni a Cai PALERMO - L´aereo da Roma ritarda, ma stavolta il governatore della Sicilia chiede i danni. Raffaele Lombardo ha avviato un´azione risarcitoria nei confronti di Alitalia per i ripetuti ritardi nei voli dalla Capitale verso la Sicilia. Replica della compagnia: da giugno a oggi voli regolari al 99%.

( da "Corriere della Sera" del 12-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Abbiamo istituito un comitato ministeriale con Alitalia e per prima cosa lavoreremo per aumentare i voli diretti con la Cina, con cui abbiamo appena siglato un accordo. E con Trenitalia per promuovere il Mezzogiorno che turisticamente è ancora poco sfruttato, riceve in un anno gli stessi visitatori di Venezia.

Alitalia riempie sei posti su dieci, maggio in ripresa ( da "Corriere della Sera" del 12-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al via 144 assunzioni tra i precari, proroga per altri 160 Alitalia riempie sei posti su dieci, maggio in ripresa MILANO Meno di 6 posti occupati ogni 10 offerti. Il dato, in percentuale pari al 57,4%, si riferisce al coefficiente di riempimento degli aerei Alitalia, load factor in gergo tecnico, dei primi cinque mesi dell'anno.

Alitalia, l'eccellenza della nuova compagnia di bandiera ( da "Manifesto, Il" del 13-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sei tu. Coinvolgere i passeggeri nella gestione della Compagnia è una delle parole d'ordine della Nuova Alitalia. Prima mossa, l'introduzione del freno a contropedale in classe economica sulla tratta Milano-Roma. Nel congratularsi per aver scelto Alitalia, gli industriali della cordata italiana vi ringraziano per aver collaborato alla rapina del secolo.

Il comico si candida alla segreteria "contro il partito fatto di vuoto e inciucioni" ( da "Stampa, La" del 13-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come ci sono le bad company, vedi Alitalia. Noi vogliamo cambiare, creare un good Pd a partire dai vertici. Vogliamo un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino».

La sobrietà supera il protagonismo Per i tre giorni del G8 il nostro Primo Ministro &... ( da "Stampa, La" del 13-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per i disservizi sulla tratta Roma-Torino da parte dell'Alitalia-Air One. Tralasciando i motivi tecnici ed economici del problema che lascio agli esperti, mi chiedo dove sia il Pd di Franceschini. Perché non si esprime? Troppo presi dalla campagna congressuale per dimostrare interesse ai problemi della gente?

aeroporti italiani, la grande fuga la crisi riporta a terra i viaggiatori - giovanni parente ( da "Repubblica, La" del 13-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una strategia seguita anche da Alitalia: «Stiamo cercando di segmentare l´offerta - spiegano dalla compagnia - per coniugare diverse esigenze. Prima Alitalia e Airone avevano più voli ma erano il perfetto sostituto degli altri. Ora, dal punto di vista dei clienti, c´è un´armonizzazione degli orari».

pd, nel congresso irrompe grillo - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 13-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cambieremo il Pd come l´Alitalia, un bad Pd e un good Pd. Le proposte forti? A casa chi ha più di due legislature e ha disintegrato l´Italia lo psiconano, come D´Alema e Rutelli». Certo, riconosce, «come segretario non ho esperienza, non ho neppure una segretaria». Chi non ha voglia di scherzare, però, sono i dirigenti del Pd,

Alitalia, duello tra Fantozzi e Cai ( da "Corriere della Sera" del 13-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 6 Sul pagamento Alitalia, duello tra Fantozzi e Cai MILANO La lettera della Cai sul tavolo di Augusto Fantozzi, commissario di Alitalia, sarebbe arrivata venerdì sera. All'interno: la rata che la nuova compagnia guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, si era impegnata a versare, in base agli impegni concordati lo scorso novembre,

l' "housing sociale" nel piano casa intesa regione-banche per l'emergenza ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accaduto per Alitalia, a salvare quel che resta della Fiera di Roma? Qualche più timida manifestazione d´interesse sarebbe giunta anche dalla Spagna, dalla Germania, dagli Usa e perfino dai lombardi della Fiera milanese, ma in "pole position" per la chiusura dell´affare ora sembrano essere i transalpini di GL Events: già con robuste presenze italiane nel settore da Padova a Bologna.

nuova alitalia il 70 per cento dei voli in ritardo ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Bari ELISABETTA DI ZANNI A PAGINA XI La denuncia Nuova Alitalia il 70 per cento dei voli in ritardo SEGUE A PAGINA XI

nuova alitalia, caos e ritardi vecchi - elisabetta di zanni ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina XI - Bari Nuova Alitalia, caos e ritardi vecchi Oltre il 70 per cento dei voli fuori orario. Lunghe attese anche per i bagagli Lunedì nero per la nuova compagnia: problemi per otto jet in arrivo e in partenza. Protestano i viaggiatori ELISABETTA DI ZANNI Siamo ormai in piena estate e a ricordarcelo non sono solo il caldo,

i soldi alla ricerca non sono un lusso - salvatore settis ( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Alitalia e ad altri ancora. Questo dato nettamente negativo non dev´essere tuttavia un alibi per nascondere gli errori (non solo gestionali, ma culturali ed etici) che l´università italiana ha compiuto in questi anni. Troppi atenei hanno violato le leggi spendendo per assegni fissi al personale oltre il 90 per cento del fondo ordinario;

rifiuti, roma maglia nera e l'ama assume 34 ex alitalia - tiziana guerrisi chiara righetti ( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ama assume 34 ex Alitalia Per meccanici in cassa integrazione un contratto a tempo indeterminato TIZIANA GUERRISI CHIARA RIGHETTI Roma "maglia nera" della raccolta differenziata. A dirlo è il dossier di Legambiente "Comuni Ricicloni 2009". Se infatti nessuna delle grandi città supera la soglia del 45%, Roma è ferma al 19,

Equinox Rosso Conti in rosso nel 2008 per Equinox two, la società di investimento di dir... ( da "Unita, L'" del 15-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Equinox Rosso Conti in rosso nel 2008 per Equinox two, la società di investimento di diritto lussemburghese guidata da Salvatore Mancuso che opera nel private equity ed è socia di Cai-Alitalia. La perdita ammonta a 6,5 milioni.

alitalia Precari L'azienda municipalizzata Ama assumerà a tempo indeterminato 34 meccanic... ( da "Unita, L'" del 15-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alitalia Precari L'azienda municipalizzata Ama assumerà a tempo indeterminato 34 meccanici in cassa integrazione dell'ex Alitalia. Prevede questo il protocollo d'intesa siglato ieri pomeriggio in Campidoglio dal sindaco di Roma.

alitalia punta su caselle più velivoli e personale ( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Torino Trasporti Alitalia punta su Caselle più velivoli e personale A Caselle sarà aumentato del 20% l´organico dei tecnici che si occupano della manutenzione degli aerei. Alitalia ha anche annunciato anche la decisione di procedere alla progressiva sostituzione della flotta attualmente in servizio sulla tratta Torino-Roma,

"ad agosto non ci sono passeggeri" blu panorama taglia il genova-roma - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal 29 luglio al 31 agosto Alitalia-Air One cancellerà il Napoli-Genova delle 6.50, conseguentemente il ritorno delle 8.45, ma anche il Roma-Genova delle 21, quindi anche il Genova-Roma delle 8.45 del giorno dopo. Tutti voli collocati in fasce orarie sulle quali Blu-Panorama dice di essersi inserita perché concorrenziali.

aeroporti di puglia no all'archiviazione "l'alitalia ha usato quei soldi per altro" - elisabetta di zanni ( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)
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Abstract: Alitalia ha usato quei soldi per altro" ELISABETTA DI ZANNI Si riaccende il contenzioso tra la vecchia compagnia di bandiera Alitalia e la società Aeroporti di Puglia. Una controversia da 2 milioni e ottocentomila euro, che ha spinto l´Adp a depositare negli uffici del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione,

Dal prossimo primo gennaio le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 61 anni anziché... ( da "Unita, L'" del 16-07-2009)
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Abstract: rimborsi Alitalia, visite fiscali, disciplina del gratta e vinci e delle lotterie, limitazioni alle assunzioni nelle società pubbliche. Inoltre sarà ulteriormente prorogato al 15 ottobre il termine per la stipula dell'intesa tra Stato e Regioni cui è subordinato il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale.

Pensioni, stretta del governo Innalzata l'età per le statali ( da "Unita, L'" del 16-07-2009)
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Abstract: rimborsi Alitalia, visite fiscali, disciplina del gratta e vinci e delle lotterie, limitazioni alle assunzioni nelle società pubbliche. Inoltre sarà ulteriormente prorogato al 15 ottobre il termine per la stipula dell'intesa tra Stato e Regioni cui è subordinato il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale.

La leggenda del santo nucleare. Se dovessi scriverei un libro su quello che si dice lo intitolerei c... ( da "Unita, L'" del 16-07-2009)
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Abstract: Vista la fatica per trovare i soci della nuova Alitalia, siamo sicuri che in Italia ci sia qualcuno disposto a mettere soldi in una operazione di cui si conosce l'inizio ma non la fine?». C'è sempre lo Stato... «È quello che temo. Perché alla fine i cittadini pagheranno due volte: prima le tasse, poi la bolletta.

La Tav del Nord-Est tra le priorità per le grandi opere ( da "Corriere della Sera" del 16-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in arrivo terminal dedicato ad Alitalia all'Aeroporto di Fiumicino per migliorare l'operatività. Le due società hanno firmato un accordo per una nuova configurazione dello scalo romano che prevede dal 30 ottobre la creazione di un terminal riservato ad Alitalia ( nella foto l'amministratore delegato, Rocco Sabelli) e ai partner di Sky Team.

Tassista denunciato Estorce denaro e mostra i genitali ( da "Corriere della Sera" del 16-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: giunte pochi giorni fa con volo Alitalia a Fiumicino e dirette a Civitavecchia per imbarcarsi su una nave da crociera, avrebbero concordato con il tassista la tariffa in circa 90-100 euro per farsi trasportare a Civitavecchia. Giunte al porto lo stesso tassista, ha manomesso il tassametro, che segnava 96 euro, portandolo a 146.

Adr-Alitalia: un terminal per Sky team ( da "Corriere della Sera" del 16-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Presidente di Aeroporti di Roma, e Rocco Sabelli, Amministratore Delegato di Alitalia. La partnership fra la principale compagnia aerea del Paese e il più importante aeroporto italiano nasce dalla necessitá di Alitalia «di implementare un trend di crescita» coerente col proprio ruolo di vettore di riferimento dello scalo romano.

i marcegaglia in uscita da cai ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione I Marcegaglia in uscita da Cai ROMA - è imminente l´uscita della famiglia Marcegaglia dall´azionariato Cai. Intesa Sanpaolo s´è impegnata a trovare un acquirente per settimana prossima. Il gruppo mantovano, che aveva partecipato simbolicamente alla cordata per rilevare Alitalia, aveva manifestato la volontà di uscirne dopo il salvataggio.

Alitalia, a Fiumicino un volo su due in ritardo Il richiamo dell'Enac ( da "Corriere della Sera" del 17-07-2009)
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Abstract: lavorare» Alitalia, a Fiumicino un volo su due in ritardo Il richiamo dell'Enac MILANO - Un piano congiunto per far fronte ai picchi stagionali del traffico, dopo un avvio di estate assai critico. È l'impegno assunto ieri con l'Enac dai vertici di Alitalia e di Adr, la società che gestisce Fiumicino.

Alitalia Azione legale Contro i ritardi dei voli Cai-Alitalia su Caselle, la Lega annuncia ... ( da "Unita, L'" del 18-07-2009)
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Abstract: Alitalia Azione legale Contro i ritardi dei voli Cai-Alitalia su Caselle, la Lega annuncia che raccoglierà copia dei moduli recapitati all'azienda per organizzare un'azione legale collettiva. Che però non esiste.

Dallo scudetto all'Enav Il volo di Gigi Martini ( da "Corriere della Sera" del 18-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consulente di Sabelli per la nuova Alitalia - e adesso l'Enav, la presidenza. Ma la verità è un'altra, Martini è stato un sacco di cose. L'etichetta peggiore è stata quella del «fascista»: lui ha detto cose abbastanza nitide, «leggi razziali aberranti», e anche «la seconda guerra mondiale fu di aggressione, e fu un errore clamoroso».

Al vertice Enav il pilota-calciatore ( da "Giornale.it, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si è in seguito inventato una carriera da pilota in Alitalia. Riuscendo in questo modo a realizzare due dei sogni più coltivati da ogni bambino: fare il calciatore e fare il pilota. Nel 1996 entra in Parlamento, deputato nelle file di Alleanza Nazionale, e ci rimane fino allo scadere della legislatura, nel 2001.

"Mai cancellato voli per risparmiare" ( da "Stampa, La" del 19-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma destinerà il terminal A dello scalo di Roma Fiumicino solo ed esclusivamente ad Alitalia e ai parters dello Sky Team (Klm e AirFrance). È allo studio una nuova logistica per accorpare i velivoli Alitalia in un'unica area dell'aeroporto in modo da limitare i trasferimenti interni (per andare da una parte all'altra dello scalo si devono percorrere attualmente tre chilometri).

"Alitalia-Linate vicenda grottesca" ( da "Stampa, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: LO SCALO LOMBARDO "Alitalia-Linate vicenda grottesca" Il manager Lufthansa: sorpresi dalle decisioni dell'Antitrust della Ue «Non capiamo perché sulla Milano-Roma ci siano ancora slot inutilizzati» Il monopolio di Alitalia su Linate è un grosso problema. La situazione deve cambiare in fretta.

Passera, tre grane da risolvere e un'exit strategy da escogitare ( da "Foglio, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Cai-Alitalia. Ma se qualcuno pensa che abbia imboccato una china declinante si sbaglia. Con Profumo è uno dei pochi banchieri che non superano la settantina: avranno ancora un ruolo di primo piano nella finanza italiana”. I rapporti del numero uno di Ca?

Febbre suina contagiati 5 ragazzini ( da "Stampa, La" del 21-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: DISAGI A CASELLE DENUNCIATO All'interno Febbre suina contagiati 5 ragazzini L'aereo anti-ritardi dell'Alitalia arriva due ore dopo Il bel gigolò che ripulisce i conti correnti Tutti dodicenni erano stati in college a Londra. Ora sono in isolamento a casa Marco Accossato Conti e Mondo Massimo Numa

Poste, mancano trenta portalettere Scatta lo sciopero ( da "Stampa, La" del 21-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il rischio è di diventare come Alitalia, uno spezzatino di subappalti e contratti che non potrà che causare la perdità di qualità». A parlare è Sergio Lucchini, coordinatore Slc Cgil settore poste. Davanti a lui, il volantino congiunto di Slc Cgil, Ulipost e Sailp-Confsal annuncia lo sciopero regionale degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive,

I turisti salvano il made in Italy Ci vuole severità con chi li offende ( da "Stampa, La" del 21-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il degrado di Napoli, dell'Alitalia, dei servizi e anche della politica rischiano di rovinarci l'immagine. Servono più trasparenza e applicazione delle regole: se il ristoratore che presenta un conto esagerato venisse chiuso per un mese, poi non lo rifarebbe più». Anche il made in Italy è a rischio?

giorni di lavoro persi e medicine il virus ci costerà 5 miliardi di euro - caterina pasolini ( da "Repubblica, La" del 21-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di una grande azienda di interesse nazionale come Enel, Alitalia o Telecom che si fa? Il Canada venne messo in ginocchio dalla Sars. Ora nei paesi del nord Europa le grandi aziende hanno piani antipandemia, in Italia solo pochi casi. C´è ancora una mancanza di attenzione complessiva e soprattutto di coordinamento tra pubblico e privato».

Gian Domenico Malpeli La truffa Alitalia è servita Nel 2002, nell'ottica della diver... ( da "Unita, L'" del 22-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gian Domenico Malpeli La truffa Alitalia è servita Nel 2002, nell'ottica della diversificazione dei risparmi e volendo investire in una grande azienda nazionale, ho avuto la balorda idea di comprare delle azioni della nostra ex compagnia di bandiera, 2000 azioni per 1132 euro.

un patto sociale per uscire dalla crisi epifani: "lazio favorito, ce la farà" - cecilia gentile ( da "Repubblica, La" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il futuro di Alitalia e dell´hub di Fiumicino, la riapertura del San Giacomo, il salvataggio dell´Irbm di Pomezia, le politiche di credito di Banca Impresa Lazio e la realizzazione della Pontina bis. «Un modello di federalismo concertativo, che può avere una valenza nazionale», dice del patto Giuseppe Acocella, vicepresidente del Cnel.

la puglia perde i 22 voli myair polemica per i fondi erogati - daniela uva ( da "Repubblica, La" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quando omette di dire che i finanziamenti previsti dal bando pubblico, che prevede ampie garanzie fidejussorie, sono stati erogati a quella compagnia soltanto in minima parte». Intanto Alitalia fa sapere che i passeggeri danneggiati potranno acquistare biglietti a prezzi scontati (da 39 a 59 euro), presentandosi alle biglietterie della compagnia di bandiera.

myair, licenza sospesa. "fallimento vicino" ( da "Repubblica, La" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E Alitalia ha offerto ai danneggiati voli a tariffe agevolate tra 39 e 59 euro. I vertici del gruppo hanno provato fino all´ultimo, senza successo, di trovare i mezzi necessari per evitare il cartellino rosso dell´Enac, provando a mettere assieme un aumento di capitale da 50 milioni grazie all´apporto di nuovi investitori.

Figlio del giudice costituzionale a capo dell'Aviazione civile ( da "Unita, L'" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex comandante di Alitalia, è candidato a diventare consulente dello stesso ministro Matteoli. Insomma, tutti contenti e nessuno a piedi.Il caso Matteoli slitta a settembre. Sarà la Camera a decidere se il reato è ministeriale o meno. Resta aperto il caso Consulta: dopo la cena a casa del giudice Mazzella con il premier,

Alitalia Offerte Alitalia propone 13 nuove destinazioni con Air France/Klm tra cui: Hong Kong,... ( da "Unita, L'" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Offerte Alitalia propone 13 nuove destinazioni con Air France/Klm tra cui: Hong Kong, Singapore, Montreal, Dakar, Abidjan, Lisbona, Norimberga, Dubai, Berlino, Stoccarda, Bahrein

La banda dei piccoli colpi online ( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche biglietti Alitalia. Ma in generale microspese da pochi euro su cui magari l'occhio sfugge leggendo il rendiconto mensile. Tutto «venduto» a metà prezzo. E tutto acquistato con carte di credito clonate di italiani ma anche di turisti giapponesi, americani, australiani intercettati da portieri consenzienti di garage nel centro di Parigi e grandi hotel di città come Bologna,

MyAir, Volare e Alpi Eagles Tris di flop per una cordata ( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia «soccorre» i passeggeri ROMA E tre. Con MyAir, la compagnia low cost cui l'Enac (ente aviazione civile) ieri ha revocato la licenza provvisoria a partire dalla mezzanotte di oggi, a causa dei disagi procurati ai passeggeri, sono tre le compagnie fondate da Vincenzo Soddu, sessantaduenne imprenditore nuorese,

Marrazzo: otto mesi, 39 obiettivi ( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: scelgo Bersani e assumeremo i cassintegrati Alitalia» Marrazzo: otto mesi, 39 obiettivi Accordo con i sindacati, contro la crisi da Fiumicino alla Pontina Un patto con «39 obiettivi da raggiungere, cinque simbolici banchi di prova con cui misurarsi, otto mesi per farlo». È così che il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo - presentando l'intesa sottoscritta da Cgil,

Marrazzo: Patto con i sindacati contro la crisi ( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Assumeremo anche noi i cassintegrati Alitalia» Marrazzo: «Il candidato sono io» Patto con i sindacati contro la crisi «Trentanove obiettivi da raggiungere, cinque simbolici banchi di prova con cui misurarsi, otto mesi per farlo». Piero Marrazzo presenta così l'intesa siglata con Cgil, Cisl e Uil per il «futuro oltre la crisi».

Cuneo-Roma Nessuna società è interessata ( da "Stampa, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la compagnia altoatesina che ha curato per qualche mese il Cuneo-Roma e ora naviga in acque burrascose), Alitalia (che non avrebbe fatto alcun cenno), Lufthansa (sostenendo l'Air Dolomiti da Milano, non avrebbe interesse a occuparsi di collegamenti su Roma) e «Darwin» (compagnia svizzera che non può ancora operare come comunitaria per questioni burocratiche).

myair si ferma, decolla la rabbia - daniela uva ( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si mette in fila alla biglietteria dell´Alitalia per aggiudicarsi un tagliando a prezzo ridotto con il quale la compagnia di bandiera intende far fronte all´emergenza. Ma lui è uno dei moltissimi passeggeri sfortunati che hanno prenotato dopo il 26 luglio. Sono centinaia. "Per voi la convenzione non vale ?

alitalia, altri tre giorni di offerta per i possessori di biglietti myair ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora voli a 39 e 59 euro Alitalia, altri tre giorni di offerta per i possessori di biglietti Myair Per venire incontro alle esigenze dei clienti che avessero comprato un biglietto MyAir e, in particolare, per facilitare il rientro in Italia dei passeggeri con biglietto MyAir che si trovano all´estero in questi giorni, Alitalia ha deciso di prorogare per i giorni 26,

chi ha visto i 35 miliardi sperperati dal tesoro? - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Passera è il banchiere che ha voluto e finanziato la nuova Alitalia, così come aveva voluto e finanziato la nuova Telecom senza più il controllo di Tronchetti Provera. Ed è quello stesso banchiere che ha già stipulato con Confindustria il finanziamento delle Pmi con una linea di credito complessiva di 500 miliardi di euro.

i manager alitalia in aiuto dei passeggeri nei giorni dell'esodo ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina XI - Roma I manager Alitalia in aiuto dei passeggeri nei giorni dell´esodo Hanno preso servizio all´alba di ieri nell´aeroporto di Fiumicino i manager di Alitalia e i loro collaboratori che, in occasione del maggior esodo estivo, lavoreranno su base volontaria oggi e il prossimo fine settimana.

myair lascia, di paola raddoppia - fulvio di giuseppe ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Paola raddoppia Contatti di Aeroporti Puglia con Alitalia e Ryanair per nuove rotte Il manager: "Bergamo, Istanbul Venezia e Olbia sono le mete più richieste" FULVIO DI GIUSEPPE Per una compagnia che abbandona, altre già pronte a investire. La sospensione della licenza alla Myair, che ha comportato la cancellazione di ventidue voli in Puglia, ha aperto nuovi spazi nel mercato aereo.

guasto in cabina il volo roma-bari ritarda di quattro ore ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto di Roma per un guasto al velivolo dell´Alitalia che avrebbe dovuto portarli a Bari. L´attesa di oltre quattro ore, denunciano, «non è stata assistita da cibo e acqua a sufficienza, siamo stati abbandonati a noi stessi». Per questo, dieci di loro hanno presentato al posto di polizia un esposto contro la società.

bagaglio in cabina l'ultima sfida tra le compagnie - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Altre compagnie di bandiera come Alitalia e Air France permettono 55 per 35 per 25. I numeri di Lufthansa invece sono 55-40-20. Ma la confusione e le soluzioni più costose arrivano dal peso: British Airways e Bmi non pongono limiti, Air France permette 12 chili mentre la sorella Alitalia 5.

tariffe più care negli aeroporti roma-milano ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: poco meno di 20 milioni) mentre anche Linate si avvicina rapidamente al tetto dei 10 milioni (9,3 milioni lo scorso anno). La principale vittima potrebbe essere Alitalia, che ha la sua base principale a Roma. L´Ibar contesta con forza il progetto, mentre per Assaeroporti «è il primo passo per l´ammodernamento» del settore. (lu.ci.)

Funziona l'aereo contro i ritardi ( da "Stampa, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CASELLEPRIMO VERO PROVVEDIMENTO ALITALIA Funziona l'aereo contro i ritardi [FIRMA]ANGELO CONTI Quasi un miracolo. Da qualche giorno i maxiritardi a cui ci aveva abituati Cai (cioè i voli operati da AirOne per conto di Alitalia) sono spariti dagli orari di Caselle. Non che i voli siano perfettamente regolari, ogni tanto qualche «sgarro» c'è ancora,

alitalia, a fiumicino un volo su tre è ancora in ritardo ( da "Repubblica, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina LUCIO CILLIS A PAGINA 14 Voci su un cambio al vertice ma piovono altre smentite Alitalia, a Fiumicino un volo su tre è ancora in ritardo SEGUE A PAGINA 14

alitalia, un volo su tre in ritardo - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altro canto la puntualità media di Alitalia-Air One non è delle migliori e si ferma al 70% nella media: uno su tre in ritardo. Ma al netto dello scalo romano il dato sale al 77%. Un segnale dei problemi irrisolti a Fiumicino dove la puntualità di Alitalia precipita al 56% nonostante una buona performance della tratta che collega Roma a Milano Linate (81%)

Il tesoretto del Superenalotto ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vecchia Alitalia, accettando la presenza di soci stranieri per 250 milioni. Oppure avrebbero potuto comprare da Carlo Toto, patron di AirOne, la sua compagnia: 300 milioni, più tutti i 490 di ipoteca sui 26 aerei. Se avessero voluto, con quei soldi avrebbero invece coperto i 257 milioni dei 327 che Cai si è impegnata a pagare per i beni e gli aerei della defunta Alitalia e che ancora,

Alitalia, top manager in bilico ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: circa 138 milioni) per gli asset della vecchia Alitalia. La seconda e ultima rata dovrà essere versata a fine 2010, altri 138 milioni al netto di debiti della vecchia Alitalia che si accollerà la nuova compagnia. Agosto sarà dunque come un banco di prova decisivo per il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno e l'Ad Rocco Sabelli.

[FIRMA]FRANCESCO MANACORDA MILANO E' il caso finanziar-giudiziario dell'estate, ma n... ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: siede nel consiglio di Equinox ed Equinox ha partecipato alla cordata Cai per Alitalia, sotto la regia di Intesa-Sanpaolo. Passera Corrado. Consigliere delegato di Intesa-Sanpaolo, proprio oggi riaffronterà la questione Risanamento al consiglio di gestione dell'istituto. E' convinto che gli asset della società immobiliare si possano valorizzare bene, per rientrare dall'esposizione.

atitech senza stipendi verso la chiusura e i lavoratori bloccano l'aeroporto ( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ai primi di luglio, era stata di autorizzare il commissario Alitalia Augusto Fantozzi a trattare la vendita diretta della Atitech a quella stessa «Manutenzioni aeronautiche» di cui Fantozzi aveva giudicato irrecevibile l´offerta prodotta in seguito al bando. Un mandato che scade il 30 luglio, cioè a ore.

crisi atitech niente stipendi a luglio ( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si occupa della manutenzione e la revisione degli aerei della vecchia Alitalia. Secondo i sindacati se entro la settimana non ci saranno novità sul nuovo assetto è in arrivo il fallimento. Il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, secondo alcune indiscrezioni, starebbe trattando con i potenziali acquirenti e oggi potrebbe fare il punto a Palazzo Chigi.

Lasciati senza stipendio La protesta di Atitech ( da "Unita, L'" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda napoletana che si occupava della manutenzione degli aerei Alitalia chiuderà. Con buona pace dei suoi 650 dipendenti diretti e dei quasi 120 dell'indotto, che ieri hanno protestato bloccando per tutto il giorno il viale che collega Napoli all'aeroporto di Capodichino. SENZA STIPENDI La manifestazione è stata organizzata in risponda all'annuncio di chiusura della società,

Francesca Roversi L'aumento dell'età pensionabile Tra le altre "porcate", il Go... ( da "Unita, L'" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvia Cassaintegrati Alitalia Sono una cassintegrata di Alitalia. Altri 152 colleghi in cigs a zero ore dal 12 luglio vanno a ingrossare gli altri 6000 colleghi che già ci sono dal dicembre 2008. Dal 1 agosto ci sarà l'esternalizzazione di parte della amministrazione che invia le liste all'inps.

Atitech al capolinea Un arbitrato per la rata Cai ( da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Secondo lo schema del commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, a acquistare dovrebbe essere l'imprenditore Giovanni Lettieri, con la nuova Alitalia e Finmeccanica soci al 10-15%. Ma mancherebbe l'intesa sul contratto tra Alitalia e Atitech: la prima vorrebbe diminuire il lavoro affidato alla seconda.

La portoghese Tap la meno affidabile ( da "Stampa, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sempre sul podio, ma terza, Alitalia. Ecco l'ultima graduatoria (relativa a dati del 2007) di Air Transport Users Council (Auc), associazione britannica dei consumatori. A guidare la classifica delle compagnie meno affidabili è la lusitana Tap, con una media di 27,8 valigie perse ogni 1000 viaggiatori.

diecimila bagagli persi è il bollettino giornaliero ue - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il bollettino giornaliero Ue Alitalia, tregua armata sul caso Atitech Vertice a Palazzo Chigi tra Letta, Fantozzi e Lettieri per la società campana Tajani: problema grave, si perdono le tracce di una valigia ogni 64 e 1 su 3.000 sparisce LUCIO CILLIS ROMA - In questo momento 10mila passeggeri stanno, probabilmente, imprecando o litigando con qualche addetto di uno scalo europeo.

Alitalia, scalo a Parigi per andare a Berlino ( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, scalo a Parigi per andare a Berlino di ANTONELLA BACCARO Hong Kong, Singapore, Montreal, e non solo. Alitalia annuncia l'ampliamento dell'offerta internazionale e intercontinentale con 13 nuove mete. Ma il passeggero che cerchi un volo diretto dall'Italia per queste destinazioni rimane a bocca asciutta: dovrà passare da un aeroporto francese o olandese.

Bonomi, i manager della Sea e quella missione a Dubai ( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: poi consigliere Anas e per un breve periodo anche presidente dell'Alitalia, è di fede leghista e amicissimo di Umberto Bossi. Ed ha accanto a sé due fedelissimi: Cosimo Giulio De Metrio e Fabio Mangini. Tanto fedeli da essere incaricati a metà novembre 2008 di compiere una missione delicatissima negli Emirati arabi uniti.

Alitalia, per andare a Berlino bisognerà fare scalo a Parigi ( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Singapore e Montreal Alitalia, per andare a Berlino bisognerà fare scalo a Parigi Le nuove linee internazionali sono tutte dirottate su Francia e Olanda ROMA Hong Kong, Singapore, Montreal, e non solo. Alitalia in questi giorni ha annunciato l'ampliamento dell'offerta internazionale e intercontinentale con 13 nuove mete, operate insieme con il partner Air France-

Alitalia brucia 273 milioni in sei mesi ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IL DIFFICILE DECOLLO DELLA NUOVA COMPAGNIA AEREA NEL PRIMO BILANCIO SEMESTRALE Alitalia brucia 273 milioni in sei mesi [FIRMA]LUCA FORNOVO È un decollo difficile per la nuova Alitalia, che nei primi sei mesi di vita ha bruciato 273 milioni, oltre un quarto del capitale, quel miliardo, che la cordata degli imprenditori coraggiosi azionisti della Cai si sono impegnati a garantire.

Dopo tre giorni di blocchi Atitech trova un compratore ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il polo per la manutenzione e revisione degli aerei della vecchia Alitalia che ha sede a Napoli Capodichino, la buona notizia è arrivata. Anzi, ne sono arrivate due. La prima riguarda gli stipendi di luglio ancora non pagati e che, stando a quanto assicurato dal commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi al governatore Antonio Bassolino, saranno sbloccati a breve.

Denunciata l'Alitalia: centinaia in attesa per il funerale ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NEL MONFERRATO LA COMPAGNIA Denunciata l'Alitalia: centinaia in attesa per il funerale «Non è colpa nostra pronti a rimborsare le spese aggiuntive»

Nel cimitero di Fubine, paese del Monferrato, ad attendere la salma di Elsa Panelli, 84 anni, c’... ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, che è volato immediatamente in Tunisia. «Abbiamo parlato per quattro ore e il dottor Fabio Bigotti si è scusato per quello che è accaduto. Ho deciso però di chiedere un rimborso all'Alitalia dei danni patiti, economici e morali». Così sono state inviate un paio di fatture e la richiesta del risarcimento del danno morale:

Fa causa all'Alitalia per la bara dimenticata ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia per la bara dimenticata A Fubine ad attendere la salma d Elsa Panelli, 84 anni, c'erano quasi mille persone. Elsa aveva fondato il ristorante «I due olmi», e per più di 20 anni era stata in cucina tra agnolotti e fritto misto. E' morta qualche giorno fa in un Paese africano, lontana dalle sue colline monferrine.

alitalia perde 273 milioni in 6 mesi colaninno: "ma il rosso si riduce" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 21 - Economia Alitalia perde 273 milioni in 6 mesi Colaninno: "Ma il rosso si riduce" Atitech, prima i blocchi poi l´accordo per cedere la società Berlusconi: "Ora le cose vanno bene, hanno mantenuto i patti". Aerei riempiti al 72% LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia fa i conti del semestre, mentre sullo sfondo si sblocca,

la vertenza atitech getta l'aeroporto nel caos - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: loro vertenza i lavoratori della azienda di manutenzione aerea hanno portato la loro protesta dentro l´aeroporto, bloccando i check-in di Alitalia e AirOne. Una lunga fila di banchi, dal numero 32 al numero 44, bloccata per mezza giornata. Con i manifestanti che peraltro non escludevano di allargarsi anche ai banchi di altre compagnie. Il momento più difficile poco prima delle 13.

i passeggeri tra rabbia e solidarietà "protesta giusta, ma non si fa così" - luigi carbone ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L´odissea dei passeggeri dei voli Alitalia e Air One comincia alle 11. Arrivano duecento lavoratori dell´Atitech, avevano annunciato nei giorni scorsi un salto di qualità della protesta in caso di fumata nera sul futuro dell´azienda. Le file dei viaggiatori in attesa di imbarcare le valige vengono sciolte.

dai voli cancellati alla beffa delle offerte continua l'odissea dei passeggeri di myair - (segue dalla prima pagina) fulvio di giuseppe ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così come l´Alitalia, infatti, la Ryanair aveva immediatamente proposto un´alternativa ai passeggeri: tariffe a partire da 10 euro per rotte identiche o simili a quelle della compagnia low cost italiana. La Puglia era direttamente interessata da due voli, il Milano (Bergamo) - Bari e il Brindisi - Bruxelles Charleroi (venti euro).

e il cavaliere fa il dj per radio gioventù sulle note profetiche di "vita spericolata" - filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e «abbiamo convinto noi» gli Usa a salvare le banche, e poi l´Alitalia, e l´immondizia di Napoli, e il piano casa con una new town presso ogni capoluogo, e la nascita del Pdl, «Presidente - s´è slanciato Diaco - lei ha fatto una cosa in più, lei ha convinto i diffidenti», tra i quali c´era anche lui, ma ora non più.

Senza stipendio, gli operai Atitech bloccano Capodichino ( da "Unita, L'" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in di Alitalia e di Airone. Spintoni e scontri con la polizia in assetto antisommossa, fra i viaggiatori in fila per gli imbarchi. Quattro voli partiti in ritardo e uno cancellato, fra le proteste degli utenti. Tensione per ore I manifestanti hanno poi rimosso il blocco, presidiando lo scalo partenopeo in attesa di notizie dal vertice di Roma sulla vertenza in corso.

Occupato l'aeroporto di Napoli ( da "Manifesto, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA l PAGINE 2 E 3 Occupato l'aeroporto di Napoli La protesta dei lavoratori della manutenzione Atitech, in cassa integrazione e senza salario Cai perde voli, presenta conti in rosso e minaccia di chiudere l'azienda di Capodichino

I conti in rosso dei Cai-mani ( da "Manifesto, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Traffico ridotto a favore di Air France I conti in rosso dei Cai-mani Francesco Piccioni Napoli chiama, Cai e governo non rispondono. L'incontro a palazzo Chigi, ieri mattina, ha confermato la scelta della vendita alla newco Manutenzioni Aeronautiche, controllata dalla IesMed e partecipata da Cai (15%) e Finmeccanica (

Atitech blocca l'aeroporto ( da "Manifesto, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In cassa e senza salari, i lavoratori dell'azienda di manutenzione di Alitalia chiedono risposte. Ieri hanno occupato lo scalo di Capodichino Atitech blocca l'aeroporto Francesca Pilla NAPOLI NAPOLI Il palazzo dell'Atitech svetta imponente sull'aeroporto di Capodichino, lo si vede anche arrivando dalla tangenziale.

( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia migliora» Rosso operativo nel semestre a 273 milioni. Pesa Fiumicino, «insufficiente la puntualità» ROMA Risultato operativo netto negativo per 273 milioni (di cui 210 nei primi tre mesi), con uno scostamento del 6% sul budget e posizione finanziaria netta pari a 770 milioni, «significativamente migliore rispetto alle previsioni»

Finmeccanica: aperti all'ingresso libico nelle controllate ( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: controllata da IesMed di Giovanni Lettieri, vedrà la partecipazione della nuova Alitalia con una quota del 15% e di Finmeccanica con il 10%. Interrogato sulle voci che lo davano in arrivo alla guida di Alitalia, Guarguaglini ha sorriso: «Nessuno mi ha offerto niente, avrei rifiutato. Non mi divertirei per niente». A. Bac.

Alitalia, sei mesi difficili ma i risultati migliorano ( da "Giornale.it, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha chiuso i primi sei mesi di attività (anzi, un po' meno, visto che l'avvio è stato il 13 gennaio) con una perdita operativa di 273 milioni. Cifra importante - nell'ultimo esercizio completo, il 2007, la «vecchia» Alitalia (senza Air One) aveva perso 495 milioni -, ma che contiene un elemento prospettico positivo:

il governo spericolato - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Poco consola il fatto che Alitalia, che continua a perdere 2 milioni al giorno nonostante alcuni incredibili titoli di giornale, sia stata privatizzata. Lo Stato ha incassato poco più di 1 miliardo per cedere, inter alia, 64 aeromobili, tutti i diritti di atterraggio e decollo e il marchio.

colaninno scrive a bresso: "a caselle voli più puntuali" ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è quanto sarebbe emerso nel primo incontro del tavolo di lavoro voluto dalla Regione sui servizi aerei dell´ex Alitalia su Caselle. «Di slittamento delle nuove rotte non si è parlato - dice però l´assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli - Oggi comunque sarò a Roma con l´assessore al Turismo Giuliana Manica per incontrare l´ad di Alitalia, Rocco Sabelli.

air france-klm in rosso per 426 milioni - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di presenza in Alitalia - ha reso noti i dati del primo trimestre dell´anno. E sono peggiori delle previsioni, con un rosso di 426 milioni di euro. Facendo un confronto con Alitalia, la compagnia italiana nei primi sei mesi dell´anno ha perso "solo" 273 milioni di euro e non esclude, secondo quanto affermato ieri dall´ad Rocco Sabelli,

Persi 426 milioni e traffico giù ( da "Manifesto, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm - proprietario del 25% di Cai-Alitalia, di fatto «azionista di controllo» - ha subito una perdita netta di 426 milioni di euro nel primo trimestre, contro un utile di 149 milioni di euro di un anno fa. «Il settore del trasporto aereo è particolarmente colpito» dalla crisi economica, spiega il gruppo in un comunicato.

Colaninno: ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Il presidente di Alitalia Colaninno: «Malpensa così non va» Il presidente di Alitalia Roberto Colaninno e il futuro prossimo della compagnia. «Il rilancio è possibile, i numeri ci sono. E c'è chi aspetta di entrare in società». Su Malpensa. «Così non va. Chi parte da Torino, Verona o Genova non sceglie quell'aeroporto».

Colaninno: Malpensa così non va Alitalia, c'è chi aspetta di entrare ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Malpensa così non va Alitalia, c'è chi aspetta di entrare Il rilancio della compagnia è possibile, «i numeri ci sono». Sabelli «ha fatto un buon lavoro» MILANO Ha appena chiuso il consiglio della semestrale Piaggio e, almeno qui, grandi spine non ce ne sono. Fatturato e utili scendono, ma di questi tempi non è poi una gran notizia.

fiumicino, anche i manager alitalia scaricano bagagli ( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche i manager Alitalia scaricano bagagli ROMA - Almeno due ore di attesa prima di riuscire a mettere le mani sul proprio bagaglio. La brutta sorpresa ha coinvolto a Fiumicino diverse centinaia di passeggeri Alitalia, e, a catena, manager e dipendenti della compagnia che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di calmare gli utenti infuriati del Leonardo da Vinci.

Alitalia deve rimettere in pista Air France ( da "Unita, L'" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della liquidazione di Fantozzi ALFREDO ROMA La semestrale di Alitalia presentata mercoledì si chiude con un risultato negativo di 273 milioni di euro, di poco superiore, dice l'azienda, alle previsioni di budget. Tuttavia, al di là dei dati quantitativi, preoccupano alcuni indici qualitativi di Alitalia, come i ritardi, il basso coefficiente di riempimento degli aerei (load factor)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attacco di Alitalia. Interviene, invece, la regione Lombardia. «È paradossale. Malpensa continua a essere il problema di Alitalia anche dopo che Alitalia ha abbandonato lo scalo», osserva l'assessore a Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo. Nel primo semestre di quest'anno Lufthansa ha messo a segno una crescita su Malpensa dell'

Lufthansa pronta a nuovi investimenti ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: no alla strategia di Alitalia. La compagnia tedesca: noi crediamo in questo scalo «Milano non può perdere Malpensa» Lufthansa pronta a nuovi investimenti «Continuiamo a credere in Malpensa, lo scalo varesino ha grandi potenzialità». Dopo le critiche di Alitalia all'aeroporto nella brughiera, Lufthansa conferma la sua determinazione a investire.


Articoli

Da oggi arrivano i saldi d'estate Speranze e dubbi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-07-2009)

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ASTI VILLANOVA ASTI TEATRO IL CASO All'interno Da oggi arrivano i saldi d'estate Speranze e dubbi Un sibilo ossessiona i villanovesi Folla e applausi per Mandarini Gli altri spettacoli Odissea di un astigiano «Io, sequestrato da Alitalia» Valentina Fassio Elisabetta Fagnola Carlo Francesco Conti Roberto Gonella

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"Io passeggero sequestrato da Alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Alitalia

"Io passeggero sequestrato da Alitalia" Capita di leggere di aerei dirottati da terroristi. Eppure, esistono anche deviazioni di rotta ufficiali, dunque apparentemente legittime, che possono tuttavia essere egualmente vissute dal passeggero come una violenza. E' quel che sostiene Roberto Cairo, commerciante astigiano di 44 anni, titolare di un negozio di modellismo. Dirigente Amsci, l'associazione dell'auto model sport (radiocomando), di ritorno da gare nel Lazio e in Campania, nell'arco di due weekend ha potuto saggiare come un normale volo nazionale (Roma-Torino e Napoli-Torino) possa trasformarsi in una odissea. Disavventure che chiamano in causa l'Alitalia targata Cai, in questi giorni finite su tutti i giornali. Cairo detiene però un non invidiabile primato: essere tra i passeggeri in entrambe le occasioni. Esasperato ha deciso di presentare un esposto in cui ipotizza il reato di «sequestro di persona». Ecco cosa racconta la sua personale «scatola nera». «Domenica 21 ero a Fiumicino - spiega il commerciante - per imbarcarmi sul volo Roma-Torino: un viaggio di 50 minuti durato invece 17 ore». Imbarco, previsto per le 21.25 con partenza alle 21.50, rinviato di volta in volta fino a mezzanotte («ma in certi momenti non c'erano comunicazioni») quando il volo viene definitivamente cancellato. «Mi hanno portato in albergo all'1,15 e sono tra quelli privilegiati: ad altri passeggeri, quelli ricondotti in aeroporto in piena notte, è andata peggio». Il mattino dopo partenza alle 7: «Ma è l'aereo è decollato un'ora dopo perché c'era un solo addetto ai controlli per la sicurezza» sottolinea. Il tempo di provare a smaltire la rabbia senza sospettare che domenica 26 la compagnia aerea avrebbe praticamente concesso il bis. Scenario questa volta è Napoli-Capodichino, con Cairo ancora nelle vesti di bistrattato passeggero. «Orario previsto alle 20, ritardo annunciato alle 21,20 con imbarco un'ora dopo - spiega il commerciante - Quando siamo a bordo, attorno alle 23, il comandante si scusa e annuncia che atterreremo a Malpensa e non a Caselle». Cambio di rotta dovuto alla chiusura delle piste, dopo le 23,30, dell'aeroporto torinese interessato da interventi di manutenzione dopo il cedimento dell'asfalto avvenuto nei giorni scorsi. Insomma, se non è un dirottamento poco ci manca. «Il decollo è avvenuto poi a mezzanotte con arrivo a Malpensa alle 3: lì, in pullman, ci hanno portato a Torino dove siamo arrivati alle 4 di notte». «Non è possibile un servizio del genere - commenta Cairo con amarezza - avrebbero dovuto comunicare il cambio di aeroporto prima dell'imbarco: questo è un vero e proprio sequestro di persona». Il commerciante annuncia un esposto con tanto di richiesta di risarcimento (10 mila euro) per danni biologici ed altro. «E' una questione di principio, non è possibile comportarsi così».

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Alitalia Offerta per Atitech, interesse per Alicos (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 157 del 2009-07-01 pagina 27 Alitalia Offerta «irrevocabile» per Atitech, interesse per Alicos di Redazione C'è una proposta d'acquisto per Atitech, la ex società di manutenzione scorporata da Alitalia. Lo ha comunicato il commissario straordinario di Alitalia Servizi, Augusto Fantozzi, spiegando che sul suo tavolo è giunta ieri «un'offerta irrevocabile» per il 100% del capitale dell'azienda. Fantozzi ha inoltre comunicato di aver ricevuto lo scorso 20 giugno una manifestazione di interesse per la partecipazione del 40% detenuta in Alicos, la società che gestisce il call center di Palermo di Alitalia. Non si tratta ancora di un'offerta vincolante, ha specificato il commissario. Fantozzi sta cercando di vendere le attività di Alitalia che sono confluite nella cosiddetta «bad company», a seguito della ristrutturazione della ex compagnia di bandiera varata da Cai. Tra le attività già cedute dal commissario straordinario quelle di Alitalia Cargo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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NIENTE ALIBI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 01/07/2009 - pag: 1 NIENTE ALIBI di SERGIO RIZZO L o scaricabarile. Ecco ciò che dev'essere evitato a ogni costo, per rispetto alle vittime del tragico incidente di Viareggio. Le responsabilità vanno accertate rapidamente e se qualcuno ha sbagliato deve pagare senza sconti. E se esiste un problema di sicurezza, si affronti senza indugio. È sempre stato detto che le ferrovie italiane sono fra le più sicure d'Europa e a sostegno di questa tesi si portano le statistiche ufficiali. Le stesse statistiche dicono che il trasporto delle merci su rotaia è decisamente più sicuro di quello su gomma: nel solo 2008 novemila persone in Europa hanno perso la vita in incidenti stradali con mezzi pesanti. Niente di paragonabile al pur gravissimo bilancio dell'incidente di Viareggio, il primo mortale per un treno merci dal lontano 2000. Sarebbe tuttavia un grave errore cercare consolazione nelle statistiche. Una settimana fa c'era stato un incidente analogo sulla linea Bologna-Firenze che aveva coinvolto un'altra cisterna, piena questa volta di acido fluoridrico. Anche in quel caso era stata noleggiata (ma da una società diversa) e l'amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti aveva fatto l'ipotesi del «cedimento strutturale del carro». Alla luce di questi fatti qualche riflessione è inevitabile. Storicamente il settore merci delle Fs è in una situazione a dir poco difficile. I carri sono antiquati e spesso fermi per manutenzione. Il calo della quota di mercato è inesorabile. Ragion per cui non è nemmeno conveniente investire soldi in carri cisterna e si preferisce affittarli. Il conto economico assomiglia a quello della vecchia fallita Alitalia. Basta dire che Moretti ha definito un «fortissimo recupero» l'essere riusciti chiudere il 2008 con un buco di soli 100 milioni di euro. C'è da credergli: si partiva da una voragine da 600. Colpa della carenza di risorse? O piuttosto della miopia strategica della politica italiana, che non produce un piano generale dei trasporti da dieci anni e ha ridotto il settore del trasporto pendolare nello stato disastroso documentato dalle inchieste del Corriere? Fatto sta che mentre le Ferrovie annaspano, gli operatori privati, ai quali la liberalizzazione ha spalancato il mercato, guadagnano bene. E le Fs, nel tentativo paradossale di non soccombere alla concorrenza, spendono soldi per campagne acquisti all'estero. Prima hanno comprato una società tedesca, la Tx Logistik. Ora puntano a rilevare Veolia Cargo in Francia. Ha detto Moretti: «Vogliamo giocare da attori protagonisti in Europa, sia nel mercato passeggeri che in quello merci». Va bene. Ma l'Italia?

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Giornata nera I primi fischi dagli operai della Tirrenia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Giornata nera I primi fischi dagli operai della Tirrenia Fischi. «Sono i fischi dei ragazzotti della Cgil». Il presidente Berlusconi attacca: «Sono contestazioni organizzate dalla sinistra». Ma a Napoli le manifestazioni dei disoccupati organizzati sono bipartisan, e le stesse urla di una «popolazione» lasciata senza lavoro sono state rivolte a rotazione al sindaco Iervolino, al governatore Bassolino e allo stesso assessore regionale Corrado Gabriele, che ha rifiutato di partecipare alla kermesse degli industriali al fianco della Marcegaglia. Ma il punto è che i «ragazzotti» che hanno contestato il premier sono quelli dell'Atitech (Alitalia) e della Tirrenia che non sanno se domani avranno un posto di lavoro, se potranno mantenere le loro famiglie, pagare i mutui, mandare i figli a scuola. «Siamo a rischio svendita in blocco - spiega Emanuele Fernicola della Cgl maritmi - i 46 milioni di euro che dovevano arrivare per risanare la Tirrenia e venderci con dignità non sono mai arrivati, i tagli invece si». I contestatori uniti mandano in tilt le forze dell'ordine in assetto antisommossa e con un bliz arrivano a pochi metri dal premier. «Buffone impotente», trascendono, ma la rabbia è tanta. Alle 11 la tensione si risolve con un tentativo di carica, urla roche e spintoni, la polizia pretende la rimozione degli striscioni. «Noi chiediamo al governo di mantenere le promesse per estendere la cig in deroga da 52 a 104 settimane», Federico Libertino, della Cgil trasporti cerca di mantenere la calma anche nella ressa. Nel frattempo un gruppo di disoccupati si arrampica sulle transenne dei lavori in corso in galleria Umberto. La polizia guarda, Berlusconi fa finta di niente, e parla, come da protocollo del dramma di Viareggio. Poi entra nel teatro, raccoglie premi e strette di mano anche dal presidente degli industriali di Napoli, Gianni Lettieri. La Marcegaglia parla delle politiche per un Sud da non dimenticare. Fuori il presidio si scioglie, e qualcuno dice che si è trattata di una delle più grosse manifestazioni contro il premier da quando è al governo. Ma la parola passa a Viareggio.

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La partita del credito, il ritorno ai rischi e le critiche di Tabacci (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 01/07/2009 - pag: 35 Relatori e parterre La partita del credito, il ritorno ai rischi e le critiche di Tabacci MILANO Parata di potenti in stile minimal-chic. Luci basse e calde, mattoni rossi a vista e «palco continuo» in doghe di legno grezzo fino nel foyer, il Franco Parenti, storico teatro-laboratorio milanese ristrutturato lo scorso anno e forse più noto col vecchio nome di Salone Pier Lombardo, ha incorniciato ieri la gran rentrée di Massimo D'Alema con l'establishment finanziario. C'è chi dice che l'ex presidente del consiglio e ministro degli esteri stia facendo rete, qui al Nord, anche a sostegno della candidatura di Pier Luigi Bersani alla guida del Pd. Lui assicura che «non c'è altro motivo» per questo appuntamento se non «un approfondimento, un dibattito meno superficiale e propagandistico di quello cui purtroppo assistiamo che è di una povertà impressionante. Il confronto sottolinea è il metodo costante del nostro lavoro». La Fondazione ItalianiEuropei non fa il tutto esaurito, ci sono poltroncine vuote, ma basta un'occhiata per capire che le presenze in sala si pesano, non si contano. Cesare Geronzi, l'atteso presidente di Mediobanca, arriva per ultimo, intorno alle 10.30, subendo l'assalto dei cronisti. Sul rinnovo del patto di sindacato della banca d'affari, assicura, non ci sono novità, non se n'è ancora parlato. Nelle prime file siedono Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi, e Luigi Abete, numero uno di Bnl. Ma si nota l'assenza dei capi operativi delle due prime banche italiane, Corrado Passera di Intesa Sanpaolo e Alessandro Profumo di Unicredit. Ci sono invece il presidente della Carlo Tassara e banchiere di lungo corso, Pietro Modiano, l'ex numero uno di Bpm e Unicredit, Francesco Cesarini, il numero uno di Assogestioni, Marcello Messori e quello dell'Aifi, Giampio Bracchi, il presidente di Rcs Mediagroup, Piergaetano Marchetti, il consulente Bruno Ermolli, i consiglieri di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Rosalba Casiraghi e Ferdinando Targetti il presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, l'imprenditore della sanità, Giuseppe Rotelli, il presidente della Pedemontana Lombarda, Fabio Terragni, l'economista Marco Onado, l'ex di Goldman Sachs, Claudio Costamagna, i professori Giangiacomo Nardozzi e Renzo Costi, l'organizzatore dell'evento, Carlo Cerami. Alla fine tocca a Bruno Tabacci «dire qualcosa di sinistra» come gli ricorda il moderatore, il bocconiano Luigi Bianchi, ironizzando sul fatto che «altrimenti qualcuno dirà che qui si sostiene il governo». L'esponente della Rosa Bianca non si fa pregare, ne ha (quasi) per tutti. Per il «riappropriarsi della dimensione politica del potere nei confronti del sistema bancario ». E per i banchieri che nella vicenda «paradigmatica» di Alitalia che «non hanno fatto il loro mestiere, dare il giudizio nel merito del credito». E tuttavia, ha aggiunto sul tema banchepolitica, attorno al quale «si gioca una delicata partita di potere», «se in passato sono stato molto critico con i banchieri, oggi vorrei spezzare una lancia. E non perché ho preso un colpo di sole...». E se per l'ex ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, le banche italiane superano meglio la crisi «anche grazie alla antica e alla sopportazione dei correntisti per i servizi di modesta qualità e i costi elevati», D'Alema vuole aprire un dialogo «senza moralismi. Non sono qui per istituire una nuova cattedra della moralità dice ce n'è già una che funziona benissimo ». E se è vero «che le famiglie italiane hanno assorbito il rischio come potenti ammortizzatori», bisogna stare attenti all'eccesso di sanzioni penali minacciati dalle norme. Bisognerebbe «liberare le banche dai rischi aggiuntivi», sostiene D'Alema, per i quali «non si può affidarsi solo alla saggezza delle corti» e «incoraggiare le stesse banche ad assumere rischi imprenditoriali». La platea All'incontro da Abete a Mussari, all'ex commissario Consob Onado Padoa-Schioppa «Gli istituti resistono bene anche grazie alla sopportazione dei correntisti italiani» Paola Pica

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In Gran Bretagna il Pil crolla del 4,9% È il record dal '58 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 01/07/2009 - pag: 36 Panorama In Gran Bretagna il Pil crolla del 4,9% È il record dal '58 Regno Unito, crollo del Pil: nel primo trimestre 2009 è sceso del 4,9% su base annua. Si tratta del calo più alto dal 1958. Alitalia Servizi, offerta per Atitech e manifestazione di interesse per la partecipazione in Alicos da parte di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo. Vittorio Moscatelli è il nuovo Ad di Ipi, al posto di Francesco Tatò, che è stato riconfermato presidente. Corrado Capelli nominato presidente di Ancma, (nella foto) l'Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori aderente a Confindustria. Capelli succede a Guidalberto Guidi che dopo aver svolto due mandati non era più rieleggibile. Le eco-vetture trainano l'auto in Italia. A giugno, grazie alle macchine alimentate a Gpl e metano, il mercato dell'auto farà un balzo del 9-10%, secondo stime di Ford Italia. Endesa, Fulvio Conti nominato vice-presidente del consiglio di amministrazione. Andrea Brentan è il nuovo amministratore delegato. Nuovo piano industriale di Bialetti, che nel triennio 2009-2011 intende recuperare marginalità e ridurre la posizione finanziaria netta. Mittel, riassetto per Progressio. Il Private Equity della finanziaria ha ceduto il 40% della Sgr e il 15% è passato a Mittel. Il restante 25% è stato acquistato da Pteam, società dei manager del fondo.

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atitech, il commissario boccia il piano lettieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Napoli Fantozzi dice no all´offerta. Il sindaco attacca il leader degli industriali Atitech, il commissario boccia il piano Lettieri Il commissario liquidatore di Alitalia Augusto Fantozzi ha respinto l´offerta della cordata guidata da Gianni Lettieri per rilevare Atitech. Bocciatura che arriva appena ventiquattr´ore dopo la passerella al San Carlo con il premier Berlusconi. Il sindaco Iervolino, intanto, ribatte alle accuse di Lettieri: «La realtà dovrebbe prevalere sui discorsi elettorali». ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO LUCARELLI ALLE PAGINE IV E V

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atitech, disco rosso di fantozzi - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Napoli Atitech, disco rosso di Fantozzi Bocciata l´offerta della società messa in campo da Lettieri ROBERTO FUCCILLO AD appena 24 ore dalla kermesse col il presidente del Consiglio, il leader degli industriali di Napoli Gianni Lettieri, candidato o meno, si vede respinta l´offerta che la cordata da lui guidata aveva presentato per rilevare l´Atitech. Proprio quell´Atitech una cui rappresentanza guidava il fronte della protesta martedì davanti al San Carlo. Salvo farsi definire dal premier «i soliti ragazzotti». La bocciatura viene dal commissario liquidatore di Alitalia, Augusto Fantozzi, e mette in fuorigioco anche il sottosegretario Gianni Letta, che era andato ad assicurare il suo personale interessamento ai lavoratori. Fantozzi definisce «irricevibile» l´offerta avanzata da "Manutenzioni aeronautiche", la newco allestita da IeS-Med, Investimenti e sviluppo mediterraneo, la società di cui Lettieri è amministratore delegato. La motivazione: «L´offerta vincolante è sottoposta a condizioni e garanzie, a carico della procedura, non consentite dal bando». Per giunta si trattava dell´unica busta pervenuta. E dunque non si è neanche proceduto al vaglio dell´offerta economica. La proposta è giunta a conclusione della "due diligence", ovvero l´accertamento della situazione finanziaria di Atitech, che deve essere risultata non troppo rosea per l´acquirente. La Ies-Med infatti conferma l´interesse all´acquisto, ma spiega che «l´offerta è necessariamente condizionata in considerazione dell´attuale situazione economica e patrimoniale emersa dalla due diligence. Condizioni e garanzie richieste sono quelle usuali per le tipiche operazioni di acquisizione societaria». è evidente la diversità di vedute fra le due parti. Ma «la decisione di Fantozzi non ci sorprende - afferma la Cgil Campania - e conferma i dubbi che avevamo sulla consistenza dell´offerta». Più volte i sindacati avevano chiesto di coinvolgere nell´acquisto anche Finmeccanica. Ora il pallino torna al governo. Cgil chiede un tavolo. Idem il presidente della Regione Antonio Bassolino, con una lettera a Letta: «Mi sembra indispensabile la convocazione di un incontro a Palazzo Chigi».

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alitalia, in ritardo due voli su dieci ma a fiumicino va in tilt: metà in orario - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 29 - Economia Alitalia, in ritardo due voli su dieci ma a Fiumicino va in tilt: metà in orario Il dossier Colaninno: 140-150 aerei non puntuali al giorno, abbiamo difficoltà. A Torino sono il 25 per cento LUCIO CILLIS ROMA - «Ogni giorno su 700 voli previsti, ci sono tra i 140 e 150 aerei che partono in ritardo». Roberto Colaninno, presidente di Alitalia, non si nasconde dietro proclami trionfalistici: i primi sei mesi della nuova compagnia mostrano delle gravi problemi nella puntualità. Un dato sul quale pesano diversi fattori, dalla composizione degli equipaggi, alla integrazione di due diverse compagnie. Quasi il 22% degli aerei Alitalia-Air One continua ad accumulare ritardi che nella maggioranza dei casi nascono nell´hub di Fiumicino. Secondo dati in possesso di Repubblica, la puntualità media dello scalo romano è prossima al 65% (e storicamente peggiora nel periodo estivo) mentre quella dell´Alitalia arriva al 56,2%. Dieci punti sotto, ovvero quasi uno su due, il tasso dei voli che si muovono dalla pista almeno 15 minuti dopo l´orario previsto. Molti dei ritardi generati sul network nascono insomma al Leonardo da Vinci per poi riverberarsi su tutta la rete. Uno studio di Eurocontrol, relativo all´aprile scorso, mette lo scalo romano ai primi posti tra quelli europei per movimenti effettuati e per ritardi su alcuni collegamenti. Il Leonardo da Vinci è presente con ben 10 tratte sulle principali 20, anche se è bene chiarire che le colpe vanno suddivise tra tutti gli operatori del settore: i disservizi sono causati per il 30% dai vettori, per un 10% dalle strutture aeroportuali e per il resto da altre cause. A Torino il tasso di puntualità in partenza è del 75%, sotto la media che è del 78%, mentre va meglio a Linate dove le partenze in orario sono 84 su 100 voli previsti. L´obiettivo dichiarato dell´ad Sabelli è a quota 80%. In un documento interno, Alitalia prova ad elencare i rimedi: si punta alla «messa a regime» delle manutenzioni, che sono state spostate sulle nuove basi; si cerca inoltre di migliorare la formazione degli equipaggi. Altre criticità riguardano la riorganizzazione dell´hub di Fiumicino, l´integrazione Alitalia-Air One, la razionalizzazione delle pulizie, il rifornimento di kerosene agli aeromobili e il catering. Sulla regolarità, invece, i numeri sono positivi. Lo stesso Colaninno ricorda che «la compagnia ha drasticamente ridotto il tasso di cancellazione dei voli: su 700 al giorno, è sceso a meno di 7» che tradotto in percentuali equivale ad una regolarità superiore al 99%. E sono soltanto 4 i voli che vengono tolti dai tabelloni ogni settimana sulla Roma-Milano. La conferma che i mali nascono anche nell´organizzazione del network, viene da Roberto Spinazzola, segretario generale dell´Unione Piloti: «Troppo complessa la composizione degli equipaggi, che di norma fanno dai tre alle cinque tappe al giorno. I ritardi in questo modo si amplificano fino a diventare pesanti».

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bancarotta, via agli interrogatori zanichelli due ore in procura (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 29 - Economia L´inchiesta Bancarotta, via agli interrogatori Zanichelli due ore in procura ROMA Alitalia, ex ad in procura. Con Marco Zanichelli, amministratore delegato della compagnia di bandiera tra 2003 e 2004, è cominciata la sfilata dei big dai pm. Indagato per bancarotta con altri sette tra ex presidenti ed ex ad Alitalia, Zanichelli ha risposto per due ore sulla cosiddetta "operazione cargo" e sulla vendita di 23 aerei Eurofly, società charter legata ad Alitalia. «C´erano perizie sulla congruità della vendita. Il cda votò all´unanimità», ha risposto Zanichelli, assistito dall´avvocato Fabio Lattanzi. Il 9 luglio tocca all´ex ad, Francesco Mengozzi.

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Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 02/07/2009 - pag: 33 Vademecum Che cosa cambia per i risparmiatori - 6 Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi La richiesta va presentata entro il 31 agosto MILANO Hanno tempo fino al 31 agosto, gli azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, per accettare la nuova offerta di rimborso parziale dei titoli lanciata dal decreto anticrisi del governo. La proposta è indirizzata agli obbligazionisti del prestito «Alitalia 7,5% 2002-2010 convertibile » e agli azionisti di Alitalia-Linee aeree italiane ora in amministrazione controllata. Nel testo del decreto al momento disponibile si parla di un rimborso di 0,262589 euro per ogni obbligazione (il 70,97% del valore nominale) e di 0,2722 euro per azione. Ma non sarà denaro contante ad arrivare nelle mani dei risparmiatori, che si ritroveranno invece in portafoglio titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e taglio minimo unitario di 1.000 euro. Ci saranno inoltre dei tetti: le assegnazioni di titoli pubblici non potranno superare i 100 mila euro per ogni obbligazionista e i 50 mila euro per azionista. Che cosa succederà per i bond-holder che hanno già accettato la precedente offerta del governo, che prevedeva un rimborso limitato al 32% circa del valore nominale? Secondo il Ministero dell'Economia la nuova proposta sarà estesa anche a loro, «per assicurare la parità di trattamento tra gli obbligazionisti». Ma ci sono anche altri tetti: i rimborsi ai bond-holder non potranno complessivamente superare nel 2009 un limite di spesa, probabilmente 100 milioni, per le casse dello Stato; gli esborsi in eccesso, compreso quelli a favore degli azionisti, saranno portati a termine nel 2010. I risparmiatori che sceglieranno il rimborso dovranno poi rinunciare a qualsiasi altra azione o pretesa legata alla proprietà dei titoli. Inoltre sembra abrogata, anche se le interpretazioni sono discordi, la possibilità per gli investitori di accedere in alternativa ai conti dormienti. Ma come funziona la procedura per chi accetta la proposta del governo che scade il 31 agosto? La richiesta va presentata al ministero dell'Economia, tramite gli intermediari finanziari (per esempio le banche) ai quali è stato affidato il deposito dei titoli della compagnia. Nella domanda si deve dichiarare l'impegno irrevocabile a trasferire al Tesoro la totalità dei titoli detenuti, e a rinunciare ad altre azioni o pretese. Entro il 30 settembre gli intermediari finanziari dovranno trasmettere le domande al Tesoro, con un'attestazione dell'effettiva giacenza nei propri conti dei titoli dichiarati. Successivamente, su richiesta del Ministero dell'Economia, gli intermediari trasferiranno i titoli sul conto di Bankitalia intestato al Tesoro. Il tutto dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2010, e comunque non prima di 30 giorni dall'arrivo al ministero della comunicazione di Bankitalia che attesta il trasferimento dei titoli. Entro queste scadenze il ministero dell'Economia girerà i titoli di Stato sui conti dei risparmiatori che hanno aderito all'offerta. E il cerchio si chiuderà. La nuova proposta, secondo il Tesoro, vuole assicurare una maggior tutela ai piccoli risparmiatori rispetto alla legge oggi in vigore. Ma non mancano le voci critiche. Come quella di Domenico Bacci, segretario nazionale del Siti, il Sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio. Con i tetti ai rimborsi, spiega Bacci, «a perderci dovrebbero essere soprattutto le gestioni collettive con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario, calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione, ma decisamente lontani dai valori di chi aveva comprato, in un'ottica probabilmente più industriale, qualche anno prima. Dall'altra parte c'è però chi ricorda che il rischio fa parte dell partita giocata dagli azionisti. E chiama in causa i vincoli del bilancio pubblico, con la necessità di limitare i costi per i contribuenti. Secondo le stime del governo, l'offerta dovrebbe costare allo Stato 200 milioni di euro sul versante obbligazionario e 130 milioni su quello azionario. Giovanni Stringa

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Raccomandate più care La tariffa sale a 3,3 euro Valducci: inspiegabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 02/07/2009 - pag: 37 Panorama Raccomandate più care La tariffa sale a 3,3 euro Valducci: inspiegabile Aumenta il costo delle raccomandate. Poste Italiane ha portato il prezzo minimo a 3,3 euro, contro i precedenti 2,8. «Sono sconcertato: mentre il costo di luce e gas scende, aumenta quello delle raccomandate», ha detto Mario Valducci (Pdl), presidente della Commissione trasporti, poste e Tlc alla Camera. Gannett taglia 1.400 posti di lavoro Si tratta del 3% dell'organico del primo editore americano di giornali che pubblica, tra gli altri, «Usa Today». Anas chiude in utile per la prima volta il bilancio dalla trasformazione in spa del 2002. Il risultato è di 3,5 milioni. Le consulenze sono state tagliate da 20 milioni a 1. Alitalia chiama le Fs, perché il sistema ferroviario e quello aereo dovrebbero costituire un insieme di infrastrutture in cui deve esserci collaborazione. Il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno ( nella foto), ha rivolto un appello al numero uno delle ferrovie Mauro Moretti, dicendogli: «Lavoriamo assieme. Poi ognuno vende le sue merci». Crédit Suisse apre sul segreto bancario. L'istituto ha inviato ha chiesto ai clienti che detengono strumenti francesi l'autorizzazione a trasmettere i dati alle autorità fiscali di Parigi. Successo del bond Wind, che ieri ha prezzato il prestito con scadenza 2017 in due tranche da 2,7 miliardi complessivi e con una cedola dell'11,75%. Unioncamere, fallite 30 imprese al giorno nel secondo trimestre 2009. Sono i risultati della ricerca Movimprese su dati Infocamere. Nello stesso periodo del 2008 erano 22.

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Colaninno: (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 158 del 2009-07-02 pagina 23 Colaninno: «Alitalia e Ferrovie devono lavorare insieme» di Gian Battista Bozzo «Saremo compagnia globale, non strategica la Roma-Milano» Fantozzi: inammissibile l'unica offerta presentata per Atitech Roberto Colaninno offre un ramoscello d'ulivo alle Ferrovie: non siamo in concorrenza con il treno, neppure sulla tratta Roma-Milano, ed anzi Alitalia e Fs «devono lavorare insieme». Ferrovia e trasporto aereo, spiega il presidente della compagnia, «vanno pensate come un'unica infrastruttura». La tratta Roma-Milano, che pure era stata una delle richieste iniziali della Cai per l'offerta su Alitalia, secondo Colaninno «non è strategica» per la compagnia di bandiera. «Il nostro obiettivo - spiega - è di essere una grande compagnia globale, e non di fare la Roma-Milano: è per questo che siamo alleati con Air France-Klm. A Moretti (l'amministratore delegato delle Ferrovie, ndr) perciò dico: lavoriamo insieme, poi ognuno vende la sua merce. Le Fs non devono fare solo la Roma-Milano, lasciando che da Mantova alla stazione Centrale di Milano ci si impieghino due ore e mezza, oppure un'ora dalla stazione all'aeroporto di Linate». Colaninno ha definito «una sciocchezza tutta italiana» la voce di difficoltà con l'amministratore delegato Rocco Sabelli. «In una società - osserva - ci sono ruoli che competono all'azionista, e altri al management: stiamo applicando al 100% questa regola, perciò ci vedono come mosche bianche». Dal punto di vista strategico, Colaninno e Sabelli, hanno in mente per Alitalia un potenziamento dei collegamenti verso il Medio Oriente e il Far East, giudicati i mercati in maggiore espansione per il trasporto aereo. Un obiettivo non da compagnia regionale, ma da vettore globale, ovviamente in alleanza con le altre aerolinee di Skyteam. Certo, nell'immediato, ci sono ancora problemi da risolvere. Colaninno ammette che «per quanto riguarda la puntualità, abbiamo difficiltà», con 140-150 voli che partono in ritardo ogni giorno. Molti di questi ritardi dipendono dalle strutture aeroportuali, ma comunque il presidente di Alitalia assicura che «su questo fronte ci stiamo impegnando molto». Intanto è stata drasticamente ridotta la percentuale dei voli cancellati, scesa sotto il 10% (meno di 7 voli su 700 giornalieri). Inoltre, da lunedì scorso, i sistemi informatici di Alitalia e Air One si sono integrati. Vanno anche avanti le trattative per ottenere, a Fiumicino, il terminal unico della compagnia. Intanto, il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, ha dichiarato «irricevibile» la sola offerta presentata per Atitech, quella di Manifatture Aeronautiche. «A seguito dell'apertura dell'unica busta ricevuta - fa sapere Fantozzi - l'offerta irrevocabile per l'acquisto del 100% del capitale sociale di Atitech, presentata da Manifatture Aeronautiche, è stata giudicata inammissibile in quanto sottoposta a condizioni e garanzie non consentite dal bando». Perciò, Fantozzi non ha neppure proceduto ad aprire la busta contenente l'offerta economica. La società, in una nota, conferma l'interesse per Atitech. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Violentata mentre prega al cimitero (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Alitalia

DOPO LE DENUNCE LITE IN FAMIGLIA All'interno Violentata mentre prega al cimitero Alitalia si scusa con Bresso: a Caselle troppi ritardi e disagi L'eredità della zia fa finire nei guai il giudice antimulte Donna polacca aggredita alle 12 nel viale centrale del Monumentale Claudio Laugeri Emanuela Minucci Alberto Gaino

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2 luglio. I lettori sul forum del giornale parlano del trattamento che Alitalia riserva ai v... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Alitalia

2 luglio. I lettori sul forum del giornale parlano del trattamento che Alitalia riserva ai viaggiatori, delle motivazioni del personale di bordo, dei soprusi subìti.

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Mea culpa Alitalia "Troppi ritardi rimedieremo così" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Alitalia

il caso L'ad di Cai ha telefonato alla Bresso Mea culpa Alitalia "Troppi ritardi rimedieremo così" EMANUELA MINUCCI Le vostre proteste sono giuste e la situazione su Torino presenta criticità davvero importanti. A breve sostituiremo con mezzi migliori quelli attualmente in servizio su questa linea in modo tale da ridurre drasticamente i disagi». Eccolo, il mea culpa dell'Alitalia. Un po' tardivo ma, come si dice in questi casi, senza se e senza ma. A pronunciarlo, al telefono con la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso (che giorni fa aveva inviato proprio ai vertici Cai una lettera-ultimatum sulle incresciose condizioni dello scalo torinese) è lo stesso amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli. La presidente Bresso lo ha ascoltato attentamente, ma ha ribattuto a tutte le promesse con una prudente dose di scetticismo: «L'amministratore delegato ci ha dato completamente ragione ammettendo che ci sono stati disservizi e che la flotta di aerei utilizzata è acciaccata. Io ho subito chiesto se questo non poteva rappresentare un pericolo, e lui mi ha tranquillizzato. Ma a noi certamente questo non basta e sino a quando non vedremo migliorare concretamente la situazione dello scalo, non andremo avanti negli accordi per dare il via libera alle nuove tratte su Amsterdam, Mosca, Istanbul e Berlino». Prende fiato, la presidente: «Che utilità può avere arrivare ad Amsterdam con due o tre ore di ritardo - si chiede Bresso - se poi perdiamo la coincidenza per New York? E poi che cosa stiamo ad ampliare se non siamo in grado di sostenere la normale quotidianità dei voli nazionali?». L'amministratore delegato di Cai, almeno stavolta, dopo aver letto il coro di proteste pubblicato su La Stampa, non è stato per nulla vago negli impegni assunti. «Ci ha promesso che prestissimo arriverà un aeromobile fisso a Caselle e che lo scalo potrà disporre di una squadra manutentiva pronta ad intervenire con tempestività ogni qualvolta se ne presenti l'occasione». La presidente spiega che è abbastanza soddisfatta delle promesse, ma che sino a quando non le vedrà realizzate sospenderà il business delle nuove tratte: «La firma è un conto, ma per quanto riguarda i soldi pagheremo solo quando Caselle funzionerà sul serio: a noi interessano le nuove tratte a patto che gli aerei volino sul serio». Bresso non ha avuto peli sulla lingua (già l'infuocata lettera di qualche giorno fa era stata abbastanza eloquente). E ieri è andata oltre: «Ho pure spiegato all'amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli che sul mercato esistono anche altre compagnie che funzionano bene e costano meno, come per esempio la Blue-Express. E lui ha abbozzato». Incalza: «Si è impegnato a sostituire gli attuali aerei con modelli di migliore qualità e affidabilità e ha assicurato una nuova, grande attenzione per lo scalo di Torino che è ritenuto strategico. Staremo a vedere». In ogni caso il numero uno di Cai ha spiegato - a parziale giustificazione - che la situazione che si è ritrovato a gestire non è stata facile «perché la fusione di due società presenta moltissime difficoltà, ma sui disservizi a Caselle non ha cercato scuse». Bresso ha ribadito che «la Regione considera prioritario il funzionamento dei collegamenti con Roma a tutto il resto». Ieri notte, però, ancora disagi: il volo AP6860 delle 21,40, targato «AirOne», è partito con tre ore di ritardo da Fiumicino ed è stato dirottato a Genova perché a Caselle dopo le 23,30 la pista era chiusa (manutenzione). A bordo le solite scene di rabbia e l'intervento della polizia.

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la rivolta dei viaggiatori contro i ritardi di alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Torino FlyTorino promuove un´assemblea il 13 La rivolta dei viaggiatori contro i ritardi di Alitalia Il presidente Magazzù: è necessario che tutti conoscano i propri diritti Prima assemblea pubblica per i viaggiatori piemontesi rimasti gabbati dalle cancellazioni e dai ritardi della nuova Alitalia. L´associazione FlyTorino organizza una riunione il 13 luglio alle 21 in via Arsenale 27 alla Galleria Tirrena. «Solo nel mese di giugno,senza considerare i quotidiani ritardi anche di diverse ore,Cai ha annullato 31 voli, ne ha cancellati16 e ne ha dirottati 8 su altri scali. Possiamo comprendere le difficoltà iniziali, ma ormai sono passati sei mesi», dice Valentino Magazzù, presidente di FlyTorino. «I vertici di Cai avevano dato rassicurazioni riguardo al miglioramento del servizio offerto su Torino,ma ad oggi queste promesse sono andate disattese», aggiunge Magazzù. «è necessario che i viaggiatori conoscano i propri diritti rispetto a ritardi, overbooking, smarrimento bagagli e scioperi. Siamo pronti a farci da tramite, sia interessando studi legali sia inviando le segnalazioni all´Enac - sostiene il presidente di FlyTorino - Vogliamo però prima capire quanto è sentito il problema e quanti pendolari della linea Torino-Roma, principalmente business, sono pronti a metterci la faccia». (d. lon.)

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fumo in cabina nel volo da milano tra i passeggeri anche balotelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Palermo Il velivolo di Air One è tornato indietro. Il bomber: "Mi era già successo" Fumo in cabina nel volo da Milano tra i passeggeri anche Balotelli Un volo Air One, decollato da Linate intorno alle 18,30 con destinazione Palermo, è tornato indietro dopo una ventina di minuti per fumo nella cabina di pilotaggio. L´aereo era partito con 25 minuti di ritardo rispetto al programma. Tra i passeggeri c´era anche l´attaccante dell´Inter Mario Balotelli, anche lui diretto a Palermo, città dove è nato. «Non è la prima volta che mi capita - ha detto Balotelli - anche a Lisbona ho vissuto una situazione simile». Durante il volo, i passeggeri hanno avvertito che l´aereo rallentava in modo evidente e perdeva quota; poi il pilota ha comunicato che stava tornando indietro. I passeggeri sono stati spostati su un volo Alitalia partito poco dopo.

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"alitalia è già in picchiata" la lega rompe l'armistizio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 22 - Economia Duro attacco della "Padania" dopo l´abbandono di Malpensa "Alitalia è già in picchiata" la Lega rompe l´armistizio MILANO - Dopo un anno di sofferto silenzio stampa, in nome della pax nel centro-destra, la Lega va per la prima volta all´attacco della cordata dei patrioti di Cai. A farsi carico dell´affondo è stata La Padania di ieri, presentando un bilancio non proprio lusinghiero del primo scorcio della gestione Colaninno-Sabelli: «Dopo sei mesi di volo, Cai è già in picchiata», titola senza mezzi termini il quotidiano del Carroccio. E inanella un impietoso elenco di tutte le "spine" che hanno penalizzato il decollo della nuova Alitalia: «Tratte cancellate, incidenti, velivoli mezzi vuoti e pochi guadagni». La rottura della tregua era nell´aria da tempo. La Lega ha combattuto la partita del salvataggio di Alitalia – che ieri ha unificato il sistema informatico con Air One – nel tentativo di salvare l´aeroporto di Malpensa. Ma una volta chiuse le urne, la battaglia per Cai si è tradotta in un boomerang, con la compagnia che ha confermato di voler tenere il baricentro del gruppo a Fiumicino. La Sea, nel frattempo, si è rimboccata le maniche stringendo un patto di ferro con Lufthansa. Ma questi colpi di fioretto della Padania potrebbero essere l´aperitivo di una battaglia per costringere l´esecutivo ad accelerare su un altro fronte che adesso sta a cuore a Bossi & C.: la liberalizzazione degli slot e la rinegoziazione dei trattati bilaterali per aprire nuovi spazi a Malpensa.

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il pd può vincere solo se milano torna a contare - ivan berni (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Milano Il Pd può vincere solo se Milano torna a contare IVAN BERNI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Per la seconda sfida a Letizia Moratti è necessario che si faccia largo una consapevolezza: le prossime elezioni non si vinceranno grazie alla bontà di un programma amministrativo (che pure è necessario) ma se si riuscirà a convincere i cittadini che Milano può tornare a contare qualcosa nel paese. Dal ´97 ad oggi il centrodestra ha fatto di questa città una sorta di retrovia del potere, una specie di magazzino di consensi da saccheggiare alla bisogna senza progettualità, senza coraggio nell´assecondare progettualità e vocazioni. Senza obiettivi che non fossero da un lato il giorno per il giorno dall´altro "il grande evento" mitizzato, come quell´Expo che al momento è un guscio vuoto di contenuti e pieno di promesse per gli immobiliaristi. Insomma, il dato incontrovertibile è che Milano conta sempre meno sulla scena politica nazionale. Lo si è visto benissimo nell´avvilente vicenda di Malpensa, l´hub declassato in nome dell´italianità di Alitalia, lo si vede nei maneggi del ministro del Tesoro che gioca a nascondino sui fondi per le infrastrutture (quanti nuovi metrò rimarranno sulla carta?), lo si constata, amaramente, nel commissariamento de facto dell´organizzazione dell´Expo da parte del governo. Una volta, non molto tempo fa, si diceva che il sindaco di Milano contasse ben più di un ministro. Oggi qualsiasi rimpastino della pur modesta giunta di Palazzo Marino deve avere il bollo non solo di Berlusconi ma anche di La Russa e Lupi. Nonché l´avallo dell´onnipresente Ermolli, voce del padrone quando Silvio non ha tempo. Il declino politico di Milano è tutta farina del centrodestra. è il prodotto di un orizzonte ristretto, dell´assenza di una "visione" per la città, di un volersi rinchiudere in un provincialismo di reti e rapporti che non si misura con il futuro, con la sfida europea e internazionale fra sistemi urbani, che chiude Milano in una dimensione ostile all´innovazione, alla ricerca e ai giovani, che in una città con otto università vengono trattati come disturbatori della quiete pubblica e non come una risorsa. Contare di più, tornare ad avere voce in capitolo sulle politiche industriali, sulla qualità dello sviluppo, sull´ambiente, sulle politiche energetiche, sulla cultura: con la destra al potere Milano ha sperimentato non solo lo smarrimento di un´identità ma della sua stessa voce. Se il centrosinistra saprà interpretare questo sentimento di frustrazione, se saprà trasformarlo nel ritorno di una volontà di protagonismo, in una nuova progettualità contemporanea allora, forse, la partita per Palazzo Marino si potrà riaprire. Allora, forse, Milano si ribellerà all´idea di stare alla catena di un solo padrone. E di abbaiare invano. Ricominciando, invece, a pensare in grande. Come ha fatto nei suoi anni migliori.

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Cessione Cit all'ultimo atto tra immobili e misteri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 04/07/2009 - pag: 35 La storia I dipendenti in cassa integrazione fino a dicembre, mentre il patrimonio del gruppo passa di mano Cessione Cit all'ultimo atto tra immobili e misteri Il commissario contro la vendita al fondo Valore Reale ROMA L'ultimo atto della telenovela Cit è una causa per inadempienza contrattuale. Intentata nelle scorse settimane dal commissario straordinario Antonio Nuzzo perché il gruppo Soglia, acquirente della Compagnia italiana turismo un tempo appartenuta alle Ferrovie, non avrebbe rispettato il lock up. Tradotto in italiano, l'impegno contrattuale a non vendere prima di una determinata scadenza. In questo caso, due anni. Trascorsi invece appena sei mesi, alla fine di settembre 2008 e nel silenzio generale, il cospicuo patrimonio composto da sette villaggi turistici sarebbe passato di mano. Finito a un fondo immobiliare, Valore Reale, controllato da alcune note famiglie milanesi. Mentre i 243 dipendenti della Cit sono in cassa integrazione. Sarebbe una storia come tante. Se non tirasse in ballo imprenditori, manager di Stato e politici. E non fosse piena di misteri irrisolti. Creata da Benito Mussolini nel 1927, fino al 1996 la Cit non aveva mai chiuso un bilancio in utile. Per lunghissimi anni l'agenzia della Camera aveva procurato i biglietti di treni, aerei e navi ai parlamentari, che molto spesso li ritiravano dimenticandosi di pagare. La Cit era diventata così una specie di pozzo senza fondo. Che le Fs, a un certo punto, decidono di cedere a Calisto Tanzi: con un'operazione piuttosto dubbia e non priva di gravi rischi per le casse dello Stato. Ma Roberto Cetera, un solerte e bravo dirigente delle Ferrovie (che forse per ringraziamento verrà poi emarginato) sente puzza di bruciato e l'affare a cui mira il patron della Parmalat sfuma. A Tanzi subentra Gianvittorio Gandolfi, che compra la Cit, a conti fatti, per un tozzo di pane. Vuole fare le cose in grande, si allea con la Accor e Tarak Ben Ammar, imprenditore franco tunisino amicissimo di Silvio Berlusconi, compra Italiatour dall'Alitalia e si circonda di soci eccellenti: Giuseppe Vimercati, il presidente del Mediocredito Lombardo che lo ha finanziato, il nipote di Giulio Andreotti Luca Danese, ex sottosegretario ai Trasporti, Candia Camaggi, ex moglie del cugino di Berlusconi, Giancarlo Foscale. Ma l'azienda non decolla, i conti sono una voragine, i debiti galoppano. Perciò a Palazzo Chigi si progetta di scaricarla Sviluppo Italia. Mettono in campo anche Ubaldo Livolsi, il banchiere d'affari più vicino al premier. Però non c'è niente da fare. Spunta allora un cavaliere bianco, l'ex presidente dell'Assolombarda Benito Benedini. Ma nemmeno lui ce la fa. Falliscono anche i tentativi di rianimare la Cit con robusti contratti di programma finanziati dallo Stato: uno di questi per realizzare un surreale polo turistico a Pietrelcina, paese natale di Padre Pio. Così il commissariamento è inevitabile. Vista la delicatezza della materia, il ministro Claudio Scajola affida la pratica al fedelissimo Ignazio Abrignani, capo della sua segreteria tecnica. Ma il successore di Scajola, Pier Luigi Bersani, lo sostituisce con Antonio Nuzzo. E scoppia una guerra a colpi di ricorsi che finisce soltanto perché Abrignani si candida al parlamento. Siamo a marzo del 2008 e il commissario Nuzzo firma l'atto di cessione al gruppo che fa capo a Gerardo Soglia, giovane imprenditore turistico salernitano, proprietario del Pescara Calcio, che in quel momento, come Abrignani, ha avuto un posto nelle liste elettorali del Pdl. Diventa deputato un mese dopo aver comparto la Cit. Ma le cose non si mettono bene lo stesso. I dipendenti della Cit finiscono al gruppo Soglia, che sta per entrare in crisi. Il patrimonio immobiliare prende invece un'altra strada. Viene collocato in una società veicolo, Sistema Vacanze, costituita da Soglia appena una settimana prima dell'acquisto della Cit. Passa la primavera e passa anche l'estate. Finché alla fine di settembre il 90% di Sistema Vacanze cambia padrone: dal gruppo Soglia a una società che si chiama Morera srl. Il prezzo è sconosciuto. Non è ignoto, invece, un altro particolare. Morera srl e Sistema Vacanze sono state costituite lo stesso giorno, l'11 marzo 2008, e davanti allo stesso notaio di Trento, Alfredo Dondi. Ma a chi appartiene la Morera srl? A Valore reale, un fondo immobiliare di cui sono azionisti l'ex manager della Montedison Stefano Meloni, con le famiglie Brivio Sforza, Radice Fossati, Manuli, Canova, Chidini e Cosenza. Quest'ultima partecipa al fondo attraverso la società Light, di cui è azionista al 19% Giulia Cosenza, dall'aprile 2008 parlamentare dello stesso partito di Soglia, Abrignani e Scajola, che intanto è tornato al ministero. Con questo gioco di prestigio i villaggi sarebbero passati di mano senza essere stati materialmente venduti. Soprattutto, il destino delle mura, cioè del patrimonio della società, è stato separato da quello dei dipendenti, che nel frattempo sono stati tutti messi in cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre del 2009 per crisi aziendale. Crisi tanto profonda che il deputato Gerardo Foglia ha ceduto tutte le sue azioni alla moglie Paola Girardi, al suocero Giovanni Girardi e all'altro suo socio Roberto Onesti. A un prezzo stracciato: un euro. Uscendo così di scena. E la causa? Chi spera, come i sindacati, che il giudice revochi la cessione della Cit, è fuori strada. Al massimo ci sarà una penale. Se tutto non finirà a tarallucci e vino. Sergio Rizzo Un manifesto di un ufficio della Cit nel 1927

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l'aereo non c'è, cancellato il volo per bari effetto domino anche per chi va a roma - federica cravero (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Torino Tra i passeggeri per la capitale anche lo psichiatra Meluzzi: "Succede sempre, sono estenuato dai ritardi" L´aereo non c´è, cancellato il volo per Bari effetto domino anche per chi va a Roma FEDERICA CRAVERO Ancora decine di passeggeri rimasti a terra a causa di due cancellazioni dei voli della nuova Cai. Ieri ad essere danneggiati sono stati i viaggiatori che alle 16,10 avrebbero dovuto arrivare a Caselle da Lamezia Terme con il volo targato Air One AP6821. Volo annullato per motivi tecnici. «Si è trattato di un guasto - spiegano da Air One - e non c´erano le condizioni di sicurezza per partire». Così i passeggeri sono rimasti nello scalo calabrese in attesa di un altro velivolo che li ha portati a Torino dopo alcune ore di ritardo. La cancellazione, però, ha avuto anche un´altra conseguenza: a Caselle, infatti, era previsto un volo Air One per Bari alle 17,15 e i passeggeri sarebbero dovuti salire sull´aereo in arrivo da Lamezia. Risultato: è rimasto a terra anche chi era diretto in Puglia, un´odissea di ore. La compagnia aerea è riuscita a farli salire sul volo per Fiumicino delle 17 che, per attenderli, ha fatto ritardare di oltre un´ora la partenza. Così, oltre ai passeggeri per Bari, si sono imbufaliti anche quelli per Roma. Tra di loro anche lo psichiatra Alessandro Meluzzi, arrivato appena in tempo per una processione religiosa in una delle comunità di cui si occupa. «Di nuovo un´ora e mezza di ritardo - protesta lo psichiatra - Vado a Roma una, anche due volte alla settimana e sono estenuato». Una volta atterrati a Fiumicino, tuttavia, i passeggeri per la Puglia non hanno trovato subito la coincidenza per Bari, che avrebbe dovuto essere alle 19. Anzi, le decine di passeggeri si sono trovate di fronte a un ennesimo problema, poiché ad alcuni era stata già fatta la carta d´imbarco per Bari, ad altri no, per velocizzare l´imbarco a Caselle. Così il gruppo si è spaccato, altre lamentele. E ad infuriarsi sono stati anche coloro che dovevano raggiungere Bari da Roma. L´effetto-domino ha provocato un´ora e mezza di ritardo anche per loro. Rabbia e disagi saranno ripagati solo dai rimborsi previsti dalla carta del viaggiatore. Eppure da mesi chi vola da Caselle con Alitalia ed Air One è costretto a traversie inenarrabili, che, tutte assieme, fanno qualcosa di più di una somma di ritardi. Del caso si è interessato anche il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, pronto ad aprire un fascicolo se si profileranno aspetti penali nella vicenda.

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Fantozzi pronto a vendere Atitech (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 05/07/2009 - pag: 26 Alitalia Fantozzi pronto a vendere Atitech ROMA Il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi a effettuare «un tentativo di vendita del 100% della partecipazione azionaria in Atitech» in carico ad Alitalia Servizi (in amministrazione straordinaria), a favore di «Manutenzioni Aeronautiche srl o di chiunque altro interessato entro e non oltre il 30 luglio 2009». La decisione sul gruppo di manutenzione di Napoli è maturata dopo un incontro tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, lo stesso Fantozzi, l'amministratore delegato di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo, Giovanni Lettieri, e il condirettore generale di Finmeccanica, Alessandro Pansa.

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Fossati si salva con l'iPhone (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 06-07-2009)

Argomenti: Alitalia

MAXIPLUSVALENZA DALLA CESSIONE DELLO 0,5% DI APPLE Fossati si salva con l'iPhone [FIRMA]GIANLUCA PAOLUCCI I telefoni croce e delizia della famiglia Fossati. Se il maxinvestimento fatto per salire al 5% di Telecom pesa sui conti della holding di famiglia Findim Group, i telefonini della Apple portano nelle casse della holding una maxiplusvalenza. Vendendo tra aprile e maggio di quest'anno la quasi totalità delle azioni Apple, lo 0,51%, nelle casse di Findim group sono entrati oltre mezzo miliardo di euro con circa 150 milioni di plusvalenza. Il 2008 invece non sarà un anno da ricordare. Una lunga serie di cessioni - alcune infragruppo - per limitare i danni della crisi finanziaria e il peso del fardello Telecom. L'esercizio del gruppo si è chiuso così con un rosso di 33 milioni di euro, dopo aver svalutato Telecom per 85 milioni portando il valore da 1,832 euro a 1,705 euro. Un valore considerato adeguato «in considerazione dei piani di sviluppo futuri». Il pacchetto si porta comunque dietro una minusvalenza implicita considerevole, dato che al 31 dicembre valeva 1,15 euro e venerdì scorso ha chiuso a 1 euro per azione. Altro investimento non proprio felice quello effettuato nella statunitense FirstFed Financial. Società californiana del settore mutui casa. Tanto basti a giustificare la svalutazione del 9,9% accumulato da Findim del corso del 2008 a 1 euro, con una perdita secca di oltre 29 milioni di euro. Così, via alla riorganizzazione e alle cessioni. Una serie di partecipazioni sono state passate al piano di sopra, al livello delle cinque holding Dafofin che si suddividono il capitale di Findim Group e che fanno capo agli eredi di Danilo Fossati. Così, l'italiana Findim Immobiliare (utile netto di 44 milioni nel 2008) è stata ceduta alla Dafofin Two, con una plusvalenza di 65 milioni. Cedute anche la partecipazione del 18% in Cogifrance, la Dafim, la spagnola Iberfindim e la Argenmilla, per un totale di 184,8 milioni di plusvalenza. Vendute anche le piccole quote (poche centinaia di migliaia di euro) in Repsol e Telefonica, mentre la quota residua - dopo la cessione nel 2007 - in Cattolica, è stata trasferita nell'attivo circolante. Dove figurano anche i 10 mila euro investiti in Cai-Alitalia, dove i Fossati si sono poi tirati indietro. Tra i pochi incrementi, quello in Gas Plus. La quota nella società quotata che fa capo alla famiglia Usberti è salita al 12,74% dal 10% risultante in Consob. Spostato infine di un anno, all'8 febbraio 2010, l'impegno verso gli spagnoli di Pasa, acquirenti del gruppo Star (e dei quali Findim ha comprato il 50%) per eventuali danni fino a 200 milioni di euro.

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Nei cieli fusioni e acquisizioni contro i bilanci che precipitano (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 06-07-2009)

Argomenti: Alitalia

COMPAGNIE AEREE Nei cieli fusioni e acquisizioni contro i bilanci che precipitano ROMA La crisi internazionale spinge le compagnie aeree a rafforzarsi con un'ondata di fusioni e acquisizioni. In Europa, Air France-Klm ha acquisito il 25% di Alitalia per 323 milioni, si è annessa Vlm Airlines e ora manifesta interesse per Czech Airlines, in via di privatizzazione. British Airways continua a puntare sulla spagnola Iberia: nel biennio 2007-2009 ha aumentato la sua partecipazione dal 10,1% al 13,2% attraverso uno scambio per cui Iberia è arrivata a detenere il 7,3% di BA. Lufthansa ha acquisto il 45% di Brussel Airlines con un'opzione per acquisire il restante 55% dal 2011, poi ha preso i due vettori low cost Jet Blue Airways e Bmi e ha tentato di impossessarsi di Austrian Airlines, la cui vendita è stata però sospesa dal governo austriaco. Ora il colosso tedesco punta alla scandinava Sas. Lufthansa ha anche comprato il 19% della statunitense Jet Blue, seconda low cost del Paese, ha acquisito il controllo dell'inglese Bmi e ha stipulato un'intesa con il gruppo Tui e Albrecht Knauf, finalizzato alla fusione tra la rafforzata Eurowings e la controllata Germanwings per creare una holding indipendente. In Italia il focus è sulla vicenda Alitalia: a gennaio c'è stato il passaggio a Cai per 1,052 miliardi di Alitalia, Az Servizi, Az Airport, Az Express e Volare. A marzo c'è stato l'ingresso di Air France-Klm con cui il gruppo franco-olandese è diventato primo azionista della ex compagnia di bandiera italiana. L'accordo con Cai prevede investimenti congiunti per 720 milioni in 3 anni. Alitalia diverrà la compagnia di riferimento di Af-Klm per i voli verso il Sud America. Intanto Lufthansa ha avviato una strategia di presidio del mercato italiano attraverso la creazione del nuovo brand Lufthansa Italia che da Malpensa offre 8 collegamenti diretti per l'Europa: è la prima volta che il colosso tedesco crea una nuova compagnia al di fuori della Germania. Inoltre Lufthansa ha siglato con Sea uno slot agreement sugli spazi lasciati liberi da Alitalia a Malpensa, a vantaggio della controllata Air Dolomiti. Da segnalare infine l'accordo di code sharing tra Iberia e Meridiana per i voli interni. \

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"caselle è una fabbrica poco sfruttata" - diego longhin (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Torino "Caselle è una fabbrica poco sfruttata" Il sindaco sollecita i soci privati Sagat: fate di più o sarà scontro "Non ci sono soltanto i guai di Cai". Ghigo (Pdl): "Siamo d´accordo pronti a collaborare" DIEGO LONGHIN La famiglia Benetton faccia la propria parte su Caselle altrimenti sarà confronto duro. L´apertura internazionale dello scalo per il sindaco Chiamparino è una priorità. E non si tratta solo di un problema legato ai disagi provocati da Cai, definiti dal primo cittadino «malfunzionamenti scandalosi», ma dall´offerta generale di collegamenti con l´aeroporto Sandro Pertini. Tanto che durante l´assemblea degli industriali di via Fanti, che non perdono mai l´occasione per puntare il dito contro lo scalo, Chiamparino ha detto che è «pronto ad affrontare il problema dell´apertura internazionale di Torino con una discussione seria, franca, dura se necessario, con i partner privati dell´aeroporto». Soci, in particolare la famiglia Benetton attraverso Sintonia con il 24,39 per cento, che di fatto gestiscono lo scalo, anche se la maggioranza di Sagat è in mano alla proprietà pubblico, e che esprimono l´amministratore delegato Biagio Marinò. Le occasioni di sviluppo non sembrano mancare. In testa l´apertura di una base low cost di RyanAir, oltre al programma di sviluppo che la nuova Alitalia ha proposto agli enti locali con quattro nuove destinazioni internazionali. «Ci possono essere poi sviluppi con altri vettori - dice Chiamparino - il pubblico è pronto a fare la sua parte, mettendo a disposizione anche le risorse finanziarie. Stessa cosa tocca fare ai partner privati». Il sindaco paragona lo scalo di Caselle ad una fabbrica: «Abbiamo un aeroporto ristrutturato per l´ultima volta per le Olimpiadi e con una capacità di passeggeri elevata. Una capacità produttiva, se vogliamo paragonarlo ad un´azienda manifatturiera, che non viene sfruttata al massimo. Bisogna per forza farla crescere. Se mancherà da parte dei privati questa sensibilità non potremo fare altro che aprire una discussione seria e, se necessario, dura». In piena sintonia con il sindaco il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, che si dice pronto a collaborare per risolvere il problema: «La disponibilità della forza politica che rappresento è totale nell´individuare interventi comuni tra istituzioni locali, governo, Sagat e Alitalia, mirati a risolvere l´insostenibile situazione contingente, lesiva dei diritti dei passeggeri, e soprattutto a dare una prospettiva di competitività internazionale a Caselle». Ieri mattina al centro congressi dell´Unione industriale era presente anche il sottosegretario alle Infrastrutture Mino Giachino: «Mi sono già espresso per trovare un raccordo con il governo per dare risposte al problema». Caselle, nel piano industriale di Cai, è una delle sei basi nazionali della compagnia di bandiera. Non solo. I vertici del vettore, negli ultimi incontri con il sindaco e la presidente della Regione, hanno prospettato di rafforzare il centro di manutenzione. Il che vuol dire posti di lavoro. «Partiamo dunque da una prospettiva di potenziamento che, però, mal si concilia con gli attuali, esasperanti disservizi - aggiunge Ghigo - il futuro della nostra città è strettamente legato all´aeroporto e non sono più ammissibili ritardi e disfunzioni che stanno seriamente compromettendo l´efficienza e la credibilità dello scalo torinese. Sarebbe meglio aprire un confronto tra tutti i soggetti del territorio per far fronte a quella che si presenta ormai come una vera emergenza».

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"io a palazzo grazioli con venti ragazze e rimborso di mille euro" - (segue dalla prima pagina) giuseppe d'avanzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 15 - Interni Le quattro del mattino Non mi hanno più invitata "Io a Palazzo Grazioli con venti ragazze e rimborso di mille euro" Il racconto di Terry: mi invitò Tarantini L´intervista Ho ballato con il premier e abbiamo fatto le quattro del mattino. Se ho dormito lì? Per favore non fatemi questa domanda Regali? Ciondoli di tartarughine e farfalle. Non sono stata più invitata. Incontri anche con Frisullo. Rapporti intimi con lui? Non voglio dire nulla (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIUSEPPE D´AVANZO giuliano foschini Che subito tiene a dire: «Finora Maria Teresa non ha detto una parola, le sue condotte sono state e continueranno a essere rispettose del segreto istruttorio, ma ora ci sembra giunto il tempo di precisare alcuni fatti. Leggiamo troppe interpretazioni falsate del suo presunto ruolo in questa vicenda, distorsioni che arrecano danno all´immagine e alla reputazione della mia assistita». Maria Teresa De Nicolò tace con il volto un po´ rigido mentre il suo avvocato spiega le ragioni del perché "Terry" si sia decisa a rispondere a qualche domanda. «Voglio dire - conclude il legale, Sabino Strambelli - che la signora De Nicolò non è indagata in nessuno dei tronconi di indagine dell´inchiesta del pubblico ministero Giuseppe Scelsi. è vero, è stata ascoltata dagli inquirenti, ma soltanto come persona informata sui fatti: il suo nome, contrariamente a com´è stato riportato da alcuni quotidiani, non è mai stato associato a fatti che attengono né all´uso e allo spaccio di stupefacenti né al reclutamento di ragazze per feste e festini tantomeno sull´asse Bari-Milano». Gianpaolo Tarantini è il giovane imprenditore di Bari che, secondo le provvisorie evidenze raccolte dalla magistratura, ingrassa affari e influenza ingaggiando ragazze per allietare le feste di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa e, interessato agli appalti della sanità pubblica pugliese, ripete lo schema a livello regionale. Signora De Nicolò, lei conosce Gianpaolo Tarantini? «Sì». Quando lo ha conosciuto? «Alcuni anni fa, quando fui invitata a una festa nella sua villa di Giovinazzo, alle porte di Bari». Di che tipo di feste si trattava? «Erano feste molto tranquille. Gianpaolo partecipava con sua moglie, c´erano i suoi amici e molta musica e molta allegria». Gianpaolo Tarantini l´ha mai invitata a feste a Villa Certosa dal presidente Berlusconi? «No, a villa Certosa non sono mai stata invitata». Ma lei ha conosciuto il presidente Berlusconi? «Sì». Quando? «Una sera del settembre del 2008 a Palazzo Grazioli». Come andarono le cose? «Se intendete come andarono prima, andarono così: Gianpaolo non mi dice subito che dobbiamo andare dal presidente del Consiglio. Mi chiede di raggiungerlo a Roma - naturalmente, a sue spese - per partecipare a una festa. Prenota, per me, una stanza in un albergo di via Margutta. Gianpaolo è al de Russie, a piazza del Popolo. Sistemo il mio bagaglio e lo raggiungo. Soltanto allora, lì al de Russie, mi dice che dobbiamo andare a casa del "presidente". Io chiedo: "Quale presidente?". Non avevo mica capito che si trattasse di Berlusconi. E, quando Gianpaolo me lo dice, confesso di sentirmi molto gratificata e anche un po´ incuriosita». Bene, come andarono le cose dopo? «Siamo una ventina, diciamo in un rapporto di un uomo ogni quattro ragazze. Dopo una breve attesa in cortile, ci fanno entrare in un salone dove ci vengono offerti champagne e tartine. Attendiamo per una decina di minuti l´arrivo di Berlusconi». Lei com´era vestita? «Con quello che, ho scoperto dalla lettura delle cronache di questi giorni, è una sorta di abitino di ordinanza. Gianpaolo mi aveva detto di indossare un vestito nero con un trucco leggero e io avevo scelto un vestito nero di Prada, scollato. Direi che vestivo con una eleganza frivola e seducente». Bene, siete nel salone. Che cosa accade a questo punto? «Arriva Berlusconi. è sereno, allegro, come al solito sorridente. Gli siamo presentate. Per chi non conosce, il presidente ha subito una parola gentile. Ci sono anche personaggi molto noti all´opinione pubblica e ai telespettatori italiani...». Ci può fare qualche nome? «Non lo ritengo opportuno». Dopo l´aperitivo, tutti a tavola. «Sì. In una grande tavola che ricordo ovale. Cena raffinata e una conversazione non banale, anche intorno ad alcuni temi politici». Quali? «è il settembre del 2008, e sulle prime pagine dei giornali domina la crisi dell´Alitalia. Se ne parlò e io, che ammetto di essere forse un po´ invadente, intervengo e mi mostro preoccupata per il destino della nostra compagnia di bandiera. Berlusconi mi chiede: "Sei un´azionista di Alitalia?". "No", rispondo con una battuta: "Ho soltanto un mare di Millemiglia che non vorrei perdere"». Da quel che ormai si sa delle feste di Palazzo Grazioli, le serate hanno diversi tempi. C´è il primo tempo di una cena dove domina la conversazione soprattutto sui successi del presidente: è quella che ci ha raccontato. Poi c´è un secondo tempo, più allegro e festaiolo. Il copione è stato rispettato anche quella sera? «Sì. Dopo la cena arriva il turno di Apicella, con le solite canzoni napoletane. Su tutte ricordo Champagne di Peppino Di Capri. E addirittura, dopo averla richiesta, la canto anch´io, con sprezzo del pericolo. Il presidente mi rimprovera e mi prega di smettere. Non so dargli torto. Sono troppo stonata! Ma in quello che voi chiamate il secondo tempo, più che Apicella, l´attrazione, quella sera, è una cantante dalla voce splendida. Non italiana, e purtroppo non ne ricordo il nome. Era così brava che ero sicura di rivederla, prima o poi, in televisione. Chi lo sa come mai è stata trascurata, nonostante la sua bravura. Il canto è soltanto una parte del "dopo cena". Poi c´è la parentesi delle barzellette e del ballo». Divertenti le barzellette del presidente? Si sa che sono un po´ spinte o come direbbe Berlusconi "piccanti". «Beh, io direi caserecce. Mi ha fatto sorridere». Com´erano le ragazze? «Belle. Ripeto, alcune anche famose. C´era un clima allegro». E Berlusconi? «Un ottimo padrone di casa. Quando arrivò scambiammo subito due chiacchiere, raccontò che a breve sarebbe partito per trascorrere una settimana in un centro benessere. Silvio si è dimostrato subito una persona alla mano». Silvio? «All´inizio, naturalmente, gli do del lei e lo chiamo presidente. Ma l´atmosfera è così informale che dopo un po´ comincio a dargli timidamente del "tu". Poco dopo, prendo a chiamarlo Silvio». C´era chi lo chiamava Papi? «No, nessuno quella sera lo ha chiamato Papi e francamente mai lo avrei chiamato così». Dunque, il secondo tempo. Dopo le barzellette, diceva, si comincia a ballare. «Ballo con il presidente e anche con gli altri uomini presenti. Quando balla, è molto formale: non allunga le mani, non fa il polipo come ho letto in questi giorni sui giornali hanno raccontato le altre ragazze». Le testimonianze raccolte finora raccontano di un terzo tempo nelle feste di Berlusconi, un tempo più esplicitamente sessuale come quello che il 4 novembre ha visto protagonista Patrizia D´Addario. Le informazioni raccolte da Repubblica indicano che lei ha partecipato a questo terzo tempo e ha dormito, con altre ragazze, a Palazzo Grazioli. è andata così? «No, per favore non fatemi questo tipo di domande». è stata retribuita per la sua partecipazione a Palazzo Grazioli? «No, ho ricevuto a titolo di rimborso spese la cifra di mille euro». Da chi? «Da Gianpaolo Tarantini». Berlusconi le ha regalato qualcosa? «Due statuine e alcuni oggetti di bigiotteria». Bigiotteria? O gioielli? «Se mi dicono gioielli penso a Tiffany… In questo caso parliamo di bigiotteria: ciondoli di tartarughine e farfalle. E anche due soldatini». Che ricordo ha di Berlusconi? «Con me è stato gentile. Un ottimo padrone di casa e un eccellente intrattenitore. Abbiamo fatto le quattro di notte». Ricorda che giorno della settimana era? «No, non ricordo». Quella è stata l´unica volta che è stata a Palazzo Grazioli? «Purtroppo, sì». Perché purtroppo? «Mi sono divertita, sarei tornata volentieri. A chi non piacerebbe partecipare alle feste del capo del governo? Ma ci deve essere qualcosa di me che non è piaciuto a Silvio». Che cosa? «Non lo so, forse il fatto che fossi stonata (sorride). E poi a me piace discutere, dire sempre come la penso». Lei ha mai chiesto a Tarantini perché non è stata più invitata a Palazzo Grazioli? «Sì, una volta gliel´ho chiesto. E Gianpaolo mi ha risposto che forse il presidente vuole facce nuove alla sua tavola». Alcuni giornali hanno scritto che lei a Milano procacciava ragazze per le feste del presidente. è vero? «è assolutamente falso. Io, a Milano, sono andata soltanto in vacanza, non ho mai presentato nessun´amica a Gianpaolo anche perché faccio una vita abbastanza defilata». Ha visto cocaina quella sera a Palazzo Grazioli? «Assolutamente no». Lei fa uso di cocaina? «No». Risulta dalle carte giudiziarie che alcuni testimoni hanno associato il suo nome all´ex vice presidente della giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo, politico del Pd. Lei conosce Frisullo? «Sì». Come lo ha conosciuto? «Me lo ha presentato Gianpaolo». Ricorda in che occasione? «No». Vi siete visti soltanto una volta? «No». Fonti vicine all´inchiesta hanno confermato a Repubblica che lei ha avuto rapporti sessuali con il vice presidente della giunta. Ce lo può confermare? «No, non voglio rispondere a questo tipo di domanda». Ha ricevuto benefici economici per questi incontri? «No, non insistete su questo genere di domande». Signora De Nicolò, di cosa si occupa? «Di arredamento e ristrutturazione di immobili. E poi adoro leggere: libri e giornali». Ha letto nei mesi scorsi la lettera e l´intervista di Veronica Lario? «Sì, ma non vorrei entrare nel merito di vicende così strettamente di carattere personale. Non sono un´ipocrita, ma il velinismo non mi piace. Per questo apprezzo quelle donne che hanno il coraggio di rivendicare il proprio ruolo nella società».

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Il sindaco: "Cai è scandalosa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Alitalia

C'È L'OK DEL CONSIGLIO Il sindaco: pronti al braccio di ferro se non investono nel potenziamento Il Comune mette in vendita 247 alloggi e altrettanti box auto Il sindaco: "Cai è scandalosa" Il Consiglio comunale, su proposta dell'assessore Tricarico, ha approvato il piano di vendita per un consistente numero di appartamenti, box e posti auto, più alcuni magazzini. Gli immobili, di proprietà della Città di Torino, si trovano a San Mauro Torinese (150 alloggi e altrettanti posti auto in via Mezzaluna), Rivoli (85 alloggi, 85 posti auto e tre magazzini nelle vie Di Nanni e Peretti) e Ferriere di Buttigliera Alta (12 appartamenti con altrettanti box auto in corso Vandel). Questo pacchetto integra il piano di vendita già disposto dal Consiglio nel 2004. I proventi dell'alienazione dei suddetti immobili saranno vincolati alla realizzazione di programmi di sviluppo dell'Edilizia residenziale pubblica. \[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Forse non è un caso che Sergio Chiamparino abbia scelto la platea dell'Unione Industriale di Torino per lanciare un nuovo j'accuse contro la nuova Alitalia, anzi contro la Cai di Colaninno che guarda caso è un industriale. Il sindaco non si è abituato a quella che ormai definisce «l'ora accademica di ritardo» e affonda: «Il malfunzionamento di Cai è davvero scandaloso». Ma nel suo saluto agli imprenditori che chiedono anche impegni sulle infrastrutture ricorda anche «che se sarà necessario è pronto ad aprire una discussione franca, aperta e dura con i soci privati dell'aeroporto di Caselle». Le parole del sindaco suonano come una sorta di «avviso ai naviganti» soprattutto per il gruppo Benetton e Intesa Sanpaolo, principali soci privati della società che nominano l'amministratore delegato. Il ragionamento del sindaco è legato alle prospettive di sviluppo del Sandro Pertini. In ballo ci sono le trattative con Ryanair per i voli low cost e con la stessa Cai per l'apertura di nuove rotte. Spiega: «Le potenzialità del nostro scalo sono maggiori di quello per cui viene utilizzato. Come enti pubblici ci sono stati richiesti degli impegni che siamo pronti ad assolvere compatibilmente con le nostre disponibilità economiche. Ci aspettiamo che anche i soci privati di Sagat facciano altrettanto». Del resto era stato proprio il presidente Sagat, Maurizio Montagnese, a spiegare che lo scalo può sopportare il doppio del traffico attuale. Chiamparino non vuole andare alla guerra con i privati ma, «visto che la società fa utili, ci aspettiamo che vengano reinvestiti per potenziare lo scalo». Insomma per ora siamo solo al pressing da parte degli enti locali ma il sindaco si dice pronto «se necessario ad arrivare anche al braccio di ferro». Per Torino quegli investimenti sono essenziali perché secondo uno studio reso pubblico dall'Iccsai, istituto che studia la competitività nel settore, si colloca in un contesto competitivo durissimo - l'89% dei posti passeggeri e il 37,5% delle rotte sono di fatto contese con Malpensa - e con un livello di connessione con gli altri scali europei che sta perdendo colpi. Secondo l'analisi dell'istituto Caselle, nel corso del 2008, è sceso al sedicesimo posto in Italia (nel 2007 era al tredicesimo) per connettività con gli altri scali europei. Lo scalo di Bologna è all'ottavo posto, una posizione in più rispetto al 2007. Se si allarga lo sguardo all'Europa, lo scalo Torino si colloca al posto numero 130, venticinque posizioni in meno del 2007. Bologna è al numero 82 e migliora di 6 posizioni. Stefano Paleari, direttore scientifico dell'Iccsai, istituto che studia la competitività nel settore, spiega: «Gli aeroporti che riusciranno ad investire di più in termini di accessibilità e servizi saranno quelli meglio attrezzati non solo per resistere alla crisi ma per collocarsi in prima linea al momento della ripresa». Il quadro è ben chiaro agli enti locali ma per arrivarci è necessario risolvere «lo scandaloso malfunzionamento di Cai». Da questo punto di vista il sindaco trova un alleato nel coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo: «Siamo pronti ad individuare interventi comuni tra istituzioni locali, governo, Sagat e Alitalia, mirati a risolvere l'insostenibile situazione contingente, lesiva dei diritti dei passeggeri, e soprattutto a dare una prospettiva di competitività internazionale a Caselle».

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lavoratori alitalia bloccano 2 check-in "la compagnia ha disatteso gli accordi" - giuseppe porzio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli Corteo funebre nello scalo di Capodichino fino alla biglietteria. Stop a due voli: disagi per 153 passeggeri Lavoratori Alitalia bloccano 2 check-in "La compagnia ha disatteso gli accordi" Alla manifestazione ha preso parte anche una delegazione di dipendenti Atitech GIUSEPPE PORZIO Tempo sette giorni e «di Alitalia a Napoli non ci sarà più traccia». Anzi no, «resteranno insegne e locandine col blasone dell´azienda a sovrastare check-point e biglietterie allo scalo di Capodichino». Parla da sindacalista, Margherita, ma anche da lavoratrice che «in questa azienda ha lasciato un pezzo del suo cuore». Ore 10.30 di ieri. Margherita Acri, segretario regionale Filt-Cgil e cassintegrata Alitalia a zero ore, guida una delegazione di circa quaranta dipendenti della compagnia di bandiera assunti allo scalo di Napoli. Una protesta non annunciata, a cui ha preso parte anche una delegazione di operai Atitech. Un blitz durato poco più di un´ora, durante il quale sono stati bloccati i check-in di Alitalia e Air One. Due voli (Capodichino-Fiumicino e Capodichino-Malpensa) e 153 passeggeri a farne le spese. La protesta si è conclusa con un «corteo funebre» e un modellino di aereo a fare da feretro, portato a spalla fino agli sportelli della biglietteria Alitalia. E con le scuse dei manifestanti ai passeggeri. «Ma il disagio di un´ora - sostiene la Acri - non pesa nulla rispetto al destino di 109 famiglie». Centonove famiglie per altrettanti lavoratori la cui prospettiva di impiego ha un tempo limite di una settimana. Dall´ultimo incontro tra parti sociali e l´ad della compagnia, Rocco Sabelli, è emersa la decisione dell´azienda di dismettere gli uffici amministrativi, informatici e commerciali del Centro direzionale e trasferirli a Roma. Contestualmente, la gestione di biglietteria e check-point passerebbe nelle mani della Ground Handling (ex Gesac). «Hanno disatteso tutti gli accordi», sottolinea Antonio D´Auria (Filt-Cgil). Accordi che prevedevano di riassorbire 109 ex dipendenti Alitalia (parte dei quali assunti da Cai a tempo determinato). Ma di questi, solo 76 sono stati reintegrati, sei dei quali con contratti che scadono il 12 luglio. Ai 70 «tempi indeterminati» sarà chiesta la disponibilità a trasferirsi in altre sedi, probabilmente allo scalo di Roma.

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Il richiamo dell'Enac (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 08/07/2009 - pag: 32 Il presidente Riggio Il richiamo dell'Enac «Troppi ritardi Alitalia saremo inflessibili» ROMA Troppi ritardi per chi vola. Alitalia e Aeroporti di Roma sono stati convocati dal presidente dell'Enac (ente aviazione civile), Vito Riggio, il 16 luglio, per risolvere il «dramma» dei disservizi in vista del picco estivo del 28 luglio. Riggio ha spiegato che «su Fiumicino c'è un problema anche di personale di terra» che impedisce il raggiungimento dell'obiettivo di puntualità del 90% fissato dal suo ente. «Siamo ancora una decina di punti sotto» ha affermato, rinviando a problemi di «organizzazione, personale e mezzi». «Io voglio risultati ha spiegato anche perché altre compagnie sugli stessi scali riescono a ottenerli in maniera soddisfacente». «Non si recuperano in sei mesi i problemi di 30 anni» ha replicato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (azionista di Alitalia), Corrado Passera, sottolineando comunque che «i risultati sono in linea con gli obiettivi ». Intanto il Servizio Studi e il Servizio Bilancio della Camera hanno prodotto osservazioni sul provvedimento del governo che fa salire al 70,97% i rimborsi per gli obbligazionisti Alitalia e rimborsa gli azionisti con titoli sulla base del prezzo medio di Borsa nell'ultimo mese di negoziazione, ridotto del 50%. Per l'anno 2010, sostengono i tecnici, «benché l'intervento configuri un incremento della precedente autorizzazione di spesa, non viene espressamente indicato che le assegnazioni saranno effettuate nel limite delle risorse stanziate per il medesimo anno». Inoltre, «andrebbero forniti gli elementi necessari alla verifica dell'onere» (230 milioni per il 2010). Infine i tecnici si chiedono se gli effetti dell'operazione «siano compatibili con i limiti massimi di ricorso al mercato stabiliti dai vigenti provvedimenti di finanza pubblica». Corrado Passera «Per ora risultati in linea con gli obiettivi, stiamo risolvendo i problemi» Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, che ieri ha convocato Alitalia e Aeroporti di Roma per discutere su come evitare i disservizi nel periodo estivo Antonella Baccaro

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"l'alitalia sarà cancellata da napoli" - giuseppe porzio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Napoli Occupati gli uffici del Centro direzionale. Oggi possibili azioni di protesta ai check-in di Capodichino "L´Alitalia sarà cancellata da Napoli" I sindacati: via dalla città uffici amministrativi e personale di terra Concessa ai lavoratori Atitech la proroga della cassintegrazione di ulteriori 48 mila ore GIUSEPPE PORZIO Temuta quanto annunciata, la cattiva notizia rimbalza alle 17 in punto al secondo piano dell´isola B5, al Centro direzionale. Pochi minuti prima, Giuseppe De Paoli, responsabile della gestione del personale Alitalia, comunicava alle parti sociali, a margine di un incontro nella sede Cai di Roma, la volontà di non stabilizzare né prorogare i contratti a tempo determinato con scadenza il 12 luglio. Che negli uffici amministrativi del Centro direzionale sono sei. Sei su ventiquattro. Ma il caso Napoli ha radici meno stabili di altre sedi della risorta compagnia di bandiera. Perché dall´incontro di ieri è trapelata anche l´altra cattiva notizia, annunciata e temuta quanto la prima: la chiusura, imminente, degli uffici amministrativi napoletani - che non rientrerebbero nel progetto "multipoint" deliberato un anno fa in sede di accordo coi sindacati - e il conseguente trasferimento dei restanti dipendenti a Roma. Discorso che, di qui a breve, sarà applicato anche al personale di terra in servizio a Capodichino. Conti alla mano, settanta dipendenti dovranno lasciare il capoluogo per raggiungere le sedi capitoline dell´azienda. L´annuncio sarà ufficiale soltanto venerdì, quando a incontrare i sindacati sarà l´amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli. Frattanto, la fase due della mobilitazione è cominciata. Da ieri sera circa quaranta dipendenti ex Cai sono in assemblea permanente negli uffici del Centro direzionale, per decidere eventuali azioni di protesta. «Intendiamo dare un segnale forte all´azienda - fa sapere Antonio D´Auria (Filt-Cgil Trasporto aereo) - non possiamo assistere impotenti alla morte della base di Napoli». Già da stamattina una nutrita delegazione di lavoratori, come accaduto due giorni fa, potrebbe decidere di occupare check-point e biglietterie allo scalo di Capodichino, nella fascia oraria in cui il traffico aereo è più intenso. Notizie positive sono giunte, intanto, in merito alla vertenza Atitech. Dalla riunione tenutasi ieri pomeriggio alla Regione, nell´ufficio Politiche sociali del lavoro, è stata concessa la richiesta proroga di ulteriori 48 mila ore di cassintegrazione. Una parentesi per complessivi sei mesi che garantirà salario all´80 per cento a 656 lavoratori almeno fino al 3 febbraio 2010.

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gli azzurri ripartono con loro c'è lavezzi - dario sarnataro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XXII - Napoli Gli azzurri ripartono con loro c´è Lavezzi Il Pocho si è imbarcato, oggi sarà a Roma Domani via al ritiro: 25 convocati, non c´è Zalayeta Per Quagliarella, Cigarini e De Sanctis sette giorni di vacanza in più DARIO SARNATARO Lavezzi torna, il giallo si è risolto: il Pocho è partito regolarmente ieri pomeriggio dall´Argentina con un volo Alitalia e questa mattina sarà a Roma per unirsi ai compagni in partenza per l´Austria. è la notizia positiva che i tifosi del Napoli aspettavano ormai da settimane, da quando quaranta giorni fa il giocatore argentino, con una mossa a sorpresa, lasciò la città senza salutare nessuno e scappò nella sua città natale. Dopo segnali di inquietudine e dichiarazioni dei suoi agenti, alle quali ha replicato piuttosto duramente il presidente De Laurentiis in almeno tre occasioni, la pace sembra ora se non già fatta almeno augurabile: il Pocho ieri si è imbarcato a Buenos Aires, concedendo anche qualche sorriso, insieme con i compagni Navarro e Denis, quest´ultimo accompagnato dalla moglie e dai due figli. Lavezzi torna, quindi, e si mette a disposizione del Napoli, in attesa dell´incontro chiarificatore con De Laurentiis. Il Pocho è tra i 25 convocati, la lista è stata diramata ieri sera dal club azzurro. Quagliarella, Cigarini e De Sanctis non fanno parte dell´elenco semplicemente perché si aggregheranno il 17 luglio, dopo aver goduto di 7 giorni di riposo in più avendo partecipato a competizioni internazionali. Quattro, dunque, gli esclusi eccellenti, tutti sul mercato: Zalayeta, che d´accordo con il club aspetterà la sua nuova destinazione lontano dall´Austria; Dalla Bona, Bucchi e De Zerbi, tutti vicini alla cessione (rispettivamente alla Triestina, al Cesena e al Padova). Figurano tra i convocati invece anche Grava, confermato, Montervino e Amodio. In bilico ci sono Rullo, con il gruppo forse solo perché mancano laterali mancini, Denis e Maggio, reduce da un grave infortunio. Poi, Zuniga e Campagnaro, il cui acquisto verrà ufficializzato oggi dopo le visite mediche. I 25 azzurri passeranno una notte all´Hilton di Roma e da domani partiranno per il quinto ritiro dell´era De Laurentiis, il quarto in Austria. Dopo Hermagor, Feldkirchen e Jennesdorf quest´anno il Napoli ha scelto Enzesfeld-Lindabrunn, nella zona bassa dell´Austria a 314 metri sul livello del mare, un paesino di appena quattromila abitanti ma dotato di un centro sportivo all´avanguardia immerso nel verde. Il distretto è quello di Baden, distante 18 chilometri, dove Donadoni preparò gli ultimi Europei con la Nazionale. Sono invece 43 i km di distanza da Vienna, dove il Napoli arriverà domani mattina (partenza alle 10.30 da Fiumicino) per poi trasferirsi in pullman a Lindabrunn, dove i giocatori effettueranno nel primo pomeriggio il primo allenamento. Il centro tecnico è dotato di sei campi, di una spaziosa palestra e di una sala medica molto attrezzata. Gli azzurri vi resteranno sino al 31 luglio, dopo aver disputato 3 amichevoli (a St. Polten il 20 luglio, a Wiener Neustad il 21, a Sollenau il 30), nelle quali sarà interessante verificare l´ipotesi di un tridente con Lavezzi, Pozzi e Quagliarella.

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UN BRICOLO OLTRE IL CORTILE (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-07-2009)

Argomenti: Alitalia

UN BRICOLO OLTRE IL CORTILE FRONTE DEL VIDEO Il G8 in corso costringe tutti ad alzare lo sguardo dal proprio cortile. E perfino la Lega ne approfitta per tentare di camuffare, dopo l'ennesima orribile gaffe di Salvini, il suo linguaggio razzista. Ecco infatti Bricolo, che sopra il cervello porta un altro cervello di riserva espiantato a chissà chi, andare in tv a dire che la Lega appoggia la richiesta del papa di aiutare i paesi poveri. Il senso è: aiutarli a casa loro, in modo che non vengano a casa nostra. Ma anche questa barbarie mascherata è basata su un falso. Tutti sanno, infatti, che i Paesi ricchi (e in specie il nostro) non hanno versato ai paesi poveri neppure gli aiuti stabiliti da loro stessi nei precedenti G8. Figurarsi quelli che servirebbero davvero. E del resto, limitandoci alle nostre povertà interne, la Lega e il governo Berlusconi si sono segnalati per aver sottratto fondi alle aree sottosviluppate (i famosi Fas), sperperandoli coi loro amichetti di Alitalia. O magari con le loro amichette di mezza Italia.

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Disoccupati in fuga Il Mezzogiorno paga la crisi due volte Dalla difesa del lavoro al contrasto alle gabbie salariali. La Cgil presenta 13 proposte per rilanciare il Sud Italia: Il (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Disoccupati in fuga Il Mezzogiorno paga la crisi due volte Dalla difesa del lavoro al contrasto alle gabbie salariali. La Cgil presenta 13 proposte per rilanciare il Sud Italia: «Il governo lo ha usato sempre come un bancomat» FELICIA MASOCCO Al Centro-Nord la crisi fa crescere la disoccupazione e schizzare in alto le ore di cassaintegrazione. Al Sud la crisi non fa solo perdere occupati, ma anche disoccupati: lavoratori e lavoratrici che scompaiono dalle liste di collocamento, rinunciano a cercare, si inabissano. Un fenomeno che per la prima volta (secondo l'Istat) è in crescita anche tra gli uomini. Che riprendono a migrare. È un aspetto, tra i tanti (il calo del Pil, l'affanno dei settori produttivi), che dice che la crisi non è uguale per tutti. Il Sud paga di più, sommando disuguaglianze storiche a quelle dell'ultima crisi. Eppure non se ne parla. Eppure il governo è stato capace di usare il Mezzogiorno come un bancomat, sottraendo 20 miliardi dal Fondo per le aree sottoutilizzate e accumulando un ritardo nella spesa dei fondi dell'Unione Europea. L'analisi impietosa è dalla Cgil che, ieri, ha proposto anche alcune cose da fare. Sono raccolte in 13 punti e vanno dalla difesa del valore lavoro al contrasto alle gabbie salariali, una diretta conseguenza della deregulation contrattuale anch'essa da rimuovere. Al contrario va promosso il lavoro legale anche veicolato dalla formazione, dall'economia della conoscenza, dall'istruzione. Proposte che guardano a uno sviluppo sano in grado anche di arginare la disoccupazione senza alimentare mafie e illegalità.«Il Sud non è una palla al piede - spiega Vera Lamonica, che per la segreteria Cgil segue il Mezzogiorno -. È necessario reinserirlo nell'agenda politica». Il governo deve fare la sua parte, per esempio smettendola di smantellare il piano strategico unitario: «La Ue lo ha finanziato con 100 miliardi tra il 2007 e il 2013, circa la metà di queste risorse sono a disposizione del governo, il resto delle amministrazioni locali. E non vengono spesi», continua la sindacalista. «Si aggiunga che lo scippo dei 20 miliardi del Fas solo per 4 miliardi è servito a finanziare gli ammortizzatori sociali, gli altri sono stati dirottati ovunque, verso l'Alitalia, le quote latte, le amministrazioni amiche». Del resto gli enti locali del Mezzogiorno fanno decisamente fatica a fare massa critica o lobby. Anche con il centrosinistra «è spesso mancata una riflessione, anche autocritica», mentre dove è al potere il centrodestra «è stato rilanciato uno sterile rivendicazionismo contro lo Stato e, in qualche caso, teorizzato un pericoloso "leghismo del Sud»". Sarebbe bene, conclude Lamonica, «mettere insieme le istituzioni, le forze politiche, produttive e sociali del Mezzogiorno per raggiungere una piattaforma comune». Le 13 "idee" della Cgil sono un primo contributo. Lo studio

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cassa integrazione, la prima volta di air france - giampiero martinotti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 33 - Economia Sospeso l´1,5% dei dipendenti. E Alitalia non rinnova 150 contratti a tempo Cassa integrazione, la prima volta di Air France GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro corrispondente PARIGI - Air France-Klm farà ricorso a forme di disoccupazione parziale a partire dal prossimo autunno. Lo ha annunciato l´amministratore delegato del gruppo, Pierre-Henri Gourgeon, per il quale la situazione economica resta contrassegnata da una scarsa visibilità e da una ripresa che si fa ancora attendere. Per il momento, ha detto in un´intervista al Figaro, «non vediamo neanche un minimo miglioramento. La riduzione della domanda nel settore dei cargo è brutale. Ed è molto forte anche per i passeggeri che spendono di più, quelli che volano per ragioni di lavoro. Siamo in apnea». Mettere in pratica questa decisione non sarà semplice, ha precisato Gougeon, perché a differenza di altre industrie, come quella automobilistica, una compagnia aerea non può chiudere i battenti per una settimana. Di fronte all´assemblea degli azionisti, l´amministratore delegato ha precisato di avere in mente la sospensione a tempo determinato dell´1,5 per cento dei dipendenti del gruppo. Una scelta, ha detto, «che servirà ad evitare ulteriori licenziamenti». Sembrano destinati a perdere il posto anche 152 dipendenti Alitalia del settore manutenzione e dell´area staff, cui non verrà rinnovato il contratto. Si tratta una parte dei 469 dipendenti che nella vecchia compagnia avevano un contratto a tempo indeterminato e che la Cai aveva assunto per un periodo di sei mesi. I dipendenti del call center a cui scade il contratto saranno invece assunti a tempo indeterminato ma part time. Ma c´è anche chi - per fronteggiare la crisi - vuole esaminare fino in fondo la possibilità di creare posti in piedi per attirare la clientela. è il caso di Ryanair. La compagnia low cost ha messo online un sondaggio per chiedere ai suoi clienti cosa pensino della sua iniziativa e dell´ipotesi di pagar meno stando in piedi per un´ora di volo. Il Codacons si è già espresso contro questa ipotesi, contraria alle regole di sicurezza mentre il commissario europeo ai Trasporti ha detto che la garanzia dei passeggeri è prioritaria.

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tagli alitalia, interviene la regione "scelta assurda: presto un confronto" - giuseppe porzio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Napoli Gli assessori Gabriele e Marone contestano la scelta dell´azienda di non puntare sullo scalo partenopeo Tagli Alitalia, interviene la Regione "Scelta assurda: presto un confronto" A rischio la chiusura degli uffici napoletani e il mancato rinnovo dei contratti Oggi Sabelli illustrerà ai sindacati le decisioni aziendali GIUSEPPE PORZIO Il giorno più lungo della "base" Alitalia di stanza a Napoli è cominciato ieri alle 13, l´ora "X" di una nuova trattativa. Si è sciolto in quegli istanti l´incontro tra rappresentanti delle sigle Filt-Cgil ed Sdl e Guglielmo Allodi, capo della segreteria politica del governatore Bassolino. La chiamata da Palazzo Santa Lucia era giunta alle 10, quando in cinquanta (a cui erano pronti ad aggiungersi i cassintegrati Atitech), striscioni da esibire e slogan da scandire, erano a un passo dal bloccare gli imbarchi nell´area check-point dello scalo di Capodichino. Una protesta scaturita dalle decisioni, ancora ufficiose, di Alitalia di dismettere gli uffici napoletani, sia amministrativi che del personale di terra e procedere al "non rinnovo" dei contratti in scadenza tra appena due giorni. La speranza è ora tra le righe di un documento con in calce la firma degli assessori regionali Corrado Gabriele (Politiche lavorative) e Riccardo Marone (Attività produttive), che contestano la scelta di Alitalia di non puntare sullo scalo partenopeo. Una scelta che lo stesso Allodi ha definito «assurda e incomprensibile» che fa da contraltare «a un grande investimento che si sta facendo sul territorio campano». Il documento, indirizzato direttamente all´amministratore delegato Cai, Rocco Sabelli, è stato inviato proprio nelle ore in cui la dirigenza della compagnia di bandiera era riunita per decidere il destino dei lavoratori di Napoli - 109 inizialmente da stabilizzare, dei quali sono stati assunti solo 76, tra determinati e indeterminati - e dei dipendenti di altre sedi italiane che non rientrerebbero più nel progetto "multipoint" di delocalizzazione degli uffici dalla sede centrale. Da registrare, la proposta formulata appena ieri da Cai ai 18 ex dipendenti di scalo, oggi cassintegrati a sei ore, di un contratto part time di quattro mesi a Roma. Proposta rigettata dai diretti interessati. Ma le priorità sono ora i contratti in scadenza il 12 luglio. Nel documento formulato a Palazzo Santa Lucia, Gabriele e Marone chiedono a Sabelli «di prevedere un tavolo di confronto», e che la compagnia sospenda «ogni decisione riguardante i sei dipendenti a tempo determinato della sede del Centro direzionale». Ogni decisione è rinviata a stamattina, quando Sabelli incontrerà i sindacati per illustrare le decisioni dell´azienda.

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due milioni di passeggeri così l'aeroporto dribbla lo stadio - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Genova Due milioni di passeggeri così l´aeroporto dribbla lo stadio Sedici nuovi voli Ryan Air: "Ma per il calcio non c´è posto" MASSIMO MINELLA Due milioni di passeggeri. Il "Colombo" prova a pensare in grande, puntando addirittura al raddoppio del suo traffico, attraverso un´alleanza senza precedenti con un vettore low cost. L´obiettivo è quello di convincere Ryan Air, la compagnia irlandese leader in Europa nel trasporto a basso costo, a legarsi all´aeroporto di Genova in modo molto più intenso di quello che avviene oggi. In pratica, l´operazione-Ryan Air dovrebbe concretizzarsi attraverso il posizionamento di due "macchine" con base fissa a Genova in grado di trasformare la vecchia Lanterna nel fulcro di una rete di collegamenti nazionali e internazionali. Si stima, infatti, che in questo modo Genova possa garantire attraverso Ryan Air sedici nuovi collegamenti, dieci internazionali (per Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania e Scandinavia) e sei domestici (Sud Italia e isole) con la logica di servire grandi centri e città portuali per un bacino che risponda alle richieste di turismo che arriva dalla Liguria e che soddisfi il bisogno di business dello shipping. Collegamenti che potrebbero garantire sei-settecentomila passeggeri l´anno, così da portare in breve tempo il "Colombo" a sfiorare i due milioni di passeggeri. Affare fatto? Nemmeno per sogno. Perché l´aeroporto presieduto da Marco Arato e guidato dal direttore generale Paolo Sirigu è in competizione con altri scali, Torino e Bergamo, per cominciare. I vertici del "Colombo" sono già stati più volte a Dublino per sostenere la causa dell´aeroporto genovese e attendono con fiducia il verdetto che verrà annunciato in autunno, per dare piena operatività all´operazione dalla primavera 2010. Ma tutto questo non basta, perché a fare la differenza fra gli scali in gara sarà soprattutto una questione di soldi, cioè di disponibilità dei territorio a sostenere la promozione dei nuovi collegamenti "low cost" che chiedono contributi al sostegno dell´iniziativa. E´ chiaro che, da solo, il "Colombo" non può assolutamente pensare di vincere questa partita. Serve il sostegno forte degli enti locali, Regione in testa, che già in passato attraverso il presidente Claudio Burlando aveva manifestato disponibilità a promuovere l´operazione-rilancio. Ma in campo dovrà scendere anche la Camera di Commercio, che dell´aeroporto di Genova è il secondo azionista con il 25 per cento del capitale (il primo è l´authority, con il 60) e che rappresenta il tessuto imprenditoriale di Genova, quello cioè più direttamente interessato al potenziamento dello scalo. Solo uno sforzo collettivo, insomma, potrà indurre Ryan Air a fare di Genova una delle sue basi operative europee, con un occhio di riguardo al Sud e all´area Mediterranea. Progetto ambizioso, che il presidente Marco Arato punta a concludere prima di rimettere il suo mandato nelle mani dell´authority, quando verrà finalmente sancito il via alla privatizzazione della società. Dell´argomento si potrebbe già discutere oggi, a margine di un consiglio di amministrazione convocato per esaminare l´andamento dei traffici nel primo semestre e il bando di gara per la progettazione dell´ampliamento dell´aerostazione. Temi comunque connessi al futuro di un "Colombo" che vuole incidere di più di quell´uno per cento attuale del panorama aeroportuale nazionale. I primi segnali di ripresa, pur in un contesto particolarmente depresso per la crisi internazionale, sono arrivati dalla fine del monopolio del collegamento Genova-Roma di Alitalia. Oggi la capitale è raggiunta dieci volte al giorno dalla Lanterna, con due compagnie: Alitalia e Blue Panorana. E se i due collegamenti giornalieri della compagnia low cost ancora non hanno raggiunto alti "coefficienti di riempimento", hanno già provocato la salutare caduta dei prezzi, grazie al gioco della concorrenza. E oggi, volare da Genova a Roma costa mediamente un terzo del volo Linate-Roma.

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"ma chi rischia davvero sono piloti ed equipaggio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 31 - Cronaca Giampaolo Meotti, comandante e esperto Anpac per la salute "Ma chi rischia davvero sono piloti ed equipaggio" MILANO - «Pericoli seri a respirare l´aria di bordo non ce ne sono. Soprattutto per chi vola meno di 500 ore l´anno. Ma rischi sì. Si conoscono e non vengono esplicitati per non spaventare i passeggeri». Giampaolo Meotti, comandante Alitalia ed esperto Anpac per i problemi di salute, non ha dubbi: «Per rendere sicura l´atmosfera che si respira in cabina oggi non si fa abbastanza». Quali sono questi rischi e quanto sono gravi? «I nemici più pericolosi per i passeggeri sono i virus, l´ozono e i fumi. E tende a soffrirli di più chi già soffre di malattie respiratorie. Non a caso queste patologie tendono ad aggravarsi una volta saliti in aereo. Per piloti ed equipaggi invece l´incubo sono le radiazioni. Non a caso due volte all´anno si sottopongono a emocromo, esame della pelle (per i melanomi) e dell´opacità del cristallino. Sintomi tipici per chi resta troppo esposto all´irraggiamento». Si potrebbe rendere l´aria pura al 100%? «Per le radiazioni è complesso. Per il resto basterebbe dotare gli aerei dei filtri sempre più sofisticati a disposizione sul mercato. Ma costano molto. E per un settore in cronica crisi ormai da più di un decennio, le ragioni della finanza - purtroppo - a volte prevalgono su quelle della salute». (e. l.)

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ALITALIA Contratti Contratto in scadenza, a giorni,per 468 lavoratori di Alitalia. E per 152 n... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-07-2009)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Contratti Contratto in scadenza, a giorni,per 468 lavoratori di Alitalia. E per 152 non ci sarà rinnovo: fra questi ci sono 72 del settore manutenzione e 67 dell'area staff.

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"Compagnia San Paolo ecco il piano pluriennale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-07-2009)

Argomenti: Alitalia

"Compagnia San Paolo ecco il piano pluriennale" Adottiamo un territorio», è uno degli slogan che caratterizzano il nuovo documento programmatico pluriennale della Compagnia di San Paolo, approvato lunedì scorso dal Consiglio generale. La filosofia di fondo, spiega il segretario generale Piero Gastaldo, «è fare sempre più della Compagnia non un semplice erogatore, ma un partner che collabora direttamente nella gestione, nella organizzazione e nello sviluppo dei progetti finanziati». Quali sono le linee guida del documento appena varato? «L'integrazione tra radicamento locale e apertura internazionale, soprattutto nell'ambito della ricerca, e attraverso i nostri enti strumentali. Il maggiore coinvolgimento a fianco di chi riceve le erogazioni, e allo stesso tempo un più forte controllo sull'impatto dei progetti; infine, un messaggio ai nostri partner: favorire cooperazione e aggregazioni e impegnarsi nella ricerca di cofinanziamenti». La crisi abbasserà il livello di erogazioni? «Questo e il prossimo anno saranno pesanti per i nostri bilanci. In passato, però, abbiamo prudentemente accantonato nel fondo di stabilizzazione risorse importanti, che ci consentono di mantenere un buon livello di erogazioni». In tempi di vacche magre qualcosa però cambia? «Il primo pensiero è stato non aggiungere crisi a crisi, quindi continuare a svolgere il compito di supporto al territorio. Più che un taglio di risorse si è operata una loro ridistribuzione, concentrando quest'anno più fondi sul sociale. Certo, da qualche parte bisogna però risparmiare, scegliendo con ancora maggior rigore. Ma una più forte selettività può portare benefici per il sistema. Favorire economie di scala, puntando su coproduzioni, sull'integrazione delle strutture, e scegliere le vere eccellenze». Qualcuno ci rimetterà? «Chi in questi anni non ha dimostrato vitalità. Qualcuno, certo, resterà fuori ma sono relativamente pochi». Si è tanto discusso, anche in Comune dei tagli alla cultura. «Nella cultura si sono fatte tante cose buone, per qualità e per ricaduta sul territorio. Tuttavia la mole di risorse mobilitate non ha avuto un adeguato impatto sulla crescita della industria culturale. Che è quella che genera sviluppo, non solo spesa». Un esempio positivo? «Certamente il cinema, in tutte le sue forme. Partendo dal museo, passando per i festival che danno una ribalta importante, e finendo con la Film Commission, si è creata una filiera che funziona e dà un vero ritorno». Torino ha perso un'altra casa editrice, Bollati Boringhieri. «Non mi interessa dove stanno gli azionisti. Molto più importante è dove sta il cuore dell'attività. E, come per l'Einaudi, anche nel caso della Bollati Boringhieri non credo ci sarà uno spostamento. Anzi, mi sembra positivo che la nostra editoria sia in grado di attirare capitali dall'esterno» La Compagnia ha messo a punto una profonda riorganizzazione interna. Cosa è cambiato? «Il contesto in cui operiamo, lo abbiamo già detto, è profondamente mutato. È forse più stimolante, certo più difficile. Questo genera l'esigenza di risposte nuove. La Compagnia aveva una struttura verticale, con i pregi della specializzazione, ma dava spesso l'impressione di operare a compartimenti stagni, con poca integrazione fra le varie aree. Abbiamo per questo adottato una struttura più' orizzontale, per garantire una azione maggiormente integrata, introducendo anche una figura di responsabile delle aree operative, Massimo Coda, che avrà un ruolo da «ufficiale di collegamento», da facilitatore della cooperazione. L'aspetto più importante però è la valorizzazione delle risorse interne, con molte persone che dalla "seconda linea" passano alla prima, segno che la Compagnia è in grado di fare crescere professionalità di alto livello». Nella riorganizzazione ci sono stati avvicendamenti importanti. Flavio Brugnoli e Dario Disegni hanno cambiato ruolo, dopo anni al centro della vita della Compagnia. «Rimarranno al mio fianco, e quindi ben al centro. La loro capacità e competenza sono risorse a cui la Compagnia non può certo rinunciare. Anzi, come responsabili di missione si concentreranno su progetti e programmi strategici. Disegni seguirà i grandi musei, a partire dall'Egizio, dove entrerà al mio posto nel cda, e le maggiori istituzioni culturali partecipate. Brugnoli coordinerà tra l'altro i nostri enti strumentali di ricerca, anche sedendo nei consigli di Siti o di Hugef, l'istituto di ricerca sulla genetica, e imposterà e seguirà le convenzioni con le università, una delle novità della nuova programmazione». Di cosa si tratta? «Non finanzieremo più singoli progetti ma sosterremo il potenziale di crescita e di innovazione degli atenei, operando attraverso una convenzione pluriennale. Con Piemonte Orientale l'abbiamo appena conclusa, con il Politecnico è in via di definizione e con l'Università di Torino contiamo di chiudere entro l'anno. Sono accordi di cooperazione di largo respiro». Torniamo alla riorganizzazione. Se Disegni e Brugnoli seguono i grandi progetti strategici non si rischia la sovrapposizione? «Ci sarà un lavoro congiunto, una stretta complementarietà tra i responsabili di missione e i responsabili delle aree operative (cultura, arte, sanità e ricerca), che sono cresciuti lavorando con Disegni e Brugnoli». Qual è il ruolo anticrisi della Compagnia? «Stiamo operando lungo due assi. Il primo è l'assistenza diretta, attraverso il vecchio ma sempre nuovo Ufficio Pio, non più un luogo dove andare semplicemente a domandare sussidi. Abbiamo potenziato i fondi la struttura e i preziosi delegati volontari presidiano il territorio. Ma in tutto il settore delle politiche sociali, affidato alla guida di Luigi Morello, l'attenzione alla crisi occupazionale è massima. Il secondo asse è l'attenzione per la ripresa dello sviluppo. Uno dei nostri compiti maggiori è creare le condizioni, attraverso l'investimento sulle conoscenze e sul capitale umano, per la crescita economica di un Piemonte che fatica a tenere il passo dei competitori». In Alitalia la banca ha investito molto. Un intervento che ha fa discutere, ancora di più adesso con i ripetuti disservizi che non hanno risparmiato Caselle. «Non è compito della Compagnia interferire sulle scelte strategiche del management della banca. Certo, come semplice utente posso dire di non essere soddisfatto». La Galleria Sabauda dove finirà? «Ecco uno dei progetti affidati a Disegni. Una cosa mi sembra certa: impossibile ricollocarla nella manica nuova di Palazzo Reale entro il 2011. Se si vuole sfruttare l'evento dei 150 anni dell'Unità d'Italia, l'unica soluzione praticabile mi sembra Venaria».

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Maggio nero nei cieli Passeggeri a -8,3% (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-07-2009)

Argomenti: Alitalia

NUOVI CONTRATTI il caso I numeri del rapporto dell'Aea Maggio nero nei cieli Passeggeri a -8,3% La Magliana assumerà 144 precari e ne rinnoverà 160 Sugli aerei Alitalia venduti meno della metà dei posti LUCA FORNOVO TORINO La crisi dei cieli tocca il fondo a maggio, con un calo dei passeggeri dell'8,3%, il più forte da inizio anno (escluso marzo condizionato dal periodo pasquale) con le compagnie aeree che da gennaio a maggio hanno visto occupati meno della metà dei posti offerti. Ma una schiarita è in arrivo a giugno, dove secondo i dati preliminari dell'Aea (l'associazione delle compagnie aeree europee) nella prima metà del mese la frenata è del 7,5% e del 5,5% negli ultimi quindici giorni. Guardando in casa nostra il rapporto mensile dell'Aea evidenzia che Alitalia a maggio ha imbarcato meno di 2 milioni di passeggeri (1.987.100) rispetto agli oltre 4 milioni (4.083.500) di posti offerti, con un load factor (il coefficiente che indica il rapporto tra passeggeri trasportati e posti offerti) del 62,8%. Nel complesso, da gennaio a maggio la compagnia ha imbarcato 7.737.400 passeggeri, offrendo 16.849.100 posti per un load factor del 57,4%. In totale le 29 compagnie analizzate dal rapporto dell'Aea hanno trasportato 28.253.900 passeggeri contro una capacità offerta di 84.282.800 posti e un load factor del 73,2%. Rispetto allo stesso mese dell'anno prima c'è stato un calo di passeggeri dell'8,7% e dell'8,3% del traffico in generale a fronte di una riduzione dei posti offerti del 5,3%. I 29 vettori hanno imbarcato 126.682.600 passeggeri, offrendo invece 399.957.400 posti per un load factor del 72,2%. Nei primi cinque mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2008 per le compagnie europee c'è stata una diminuzione del 9,5% di passeggeri, con una riduzione del traffico del 7,4% e della capacità offerta del 4,5%. Più in dettaglio guardando alle singole compagnie, anche la spagnola Iberia, come Alitalia, a maggio ha imbarcato meno di 2 milioni di passeggeri (1.813.800) rispetto agli oltre 5 milioni di posti offerti. Mentre nella classifica dei passeggeri a primeggiare, come al solito, sono Lufthansa (4,6 milioni contro i 14,1 milioni di posti offerti) e Air France (4,1 milioni contro i 13,4 milioni di posti offerti). Tornando ad Alitalia resta caldo il fronte sindacale: la compagnia, si è appreso ieri, assumerà a tempo indeterminato 144 dei 468 precari a cui - oggi per alcuni e nei prossimi giorni per altri - scadrà il contratto a tempo determinato fatto a gennaio scorso dalla nuova gestione. Secondo i sindacati, l'azienda ha confermato che a 152 non verrà rinnovato il contratto, mentre ad altri 160 lavoratori verrà prorogato di tre o sei mesi. Per una dozzina di dipendenti, invece, l'azienda non ha ancora deciso. I 468 lavoratori, che nella vecchia Alitalia avevano contratti a tempo indeterminato, erano stati assunti dalla nuova gestione, a partire dal 12 gennaio scorso, con un contratto di sei mesi. Fra i 152 a cui non sarà rinnovato il contratto ci sono 72 del settore manutenzione (47 di Alitalia e 25 di Airone) e 67 dell'area staff (amministrativi, addetti ad acquisti, finanza e controllo, risorse umane, operazioni), 10 del commerciale e 3 dei servizi di terra.

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il presidente rimane a terra "farò causa alla nuova alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Palermo La polemica Il presidente rimane a terra "Farò causa alla nuova Alitalia" Lombardo resta per la seconda volta fermo in aeroporto, a Fiumicino, a causa di un ritardo del volo. E stavolta decide di fare causa alla Cai, la compagnia che ha rilevato Alitalia. Il governatore siciliano ha subito il contrattempo ieri pomeriggio, al rientro in Sicilia dopo i lavori del comitato federale dell´Mpa. «Punto e a capo. Dopo i disagi registrati e denunciati nei mesi scorsi, la lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, nulla è cambiato»: è quanto si legge in una nota del presidente Lombardo, «esasperato per l´ennesimo ritardo che gli impedisce di rientrare in Sicilia, dove aveva già in programma una serie di attività istituzionali». Lombardo ha dato mandato all´avvocatura della Regione di avviare un´azione risarcitoria nei confronti della Compagnia aerea italiana. «Nonostante le rassicurazioni, i ritardi e le cancellazioni inspiegabili dei voli della Cai dall´aeroporto di Roma per la Sicilia si susseguono con cadenza quasi quotidiana, creando difficoltà ai cittadini siciliani che si vedono costretti a lunghe attese e a disagi intollerabili in un Paese civile. Per tale motivo - ha detto Lombardo - non accetteremo più scuse e rassicurazioni».

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il volo per la sicilia è in ritardo lombardo chiede i danni a cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 23 - Economia Il caso Il volo per la Sicilia è in ritardo Lombardo chiede i danni a Cai PALERMO - L´aereo da Roma ritarda, ma stavolta il governatore della Sicilia chiede i danni. Raffaele Lombardo ha avviato un´azione risarcitoria nei confronti di Alitalia per i ripetuti ritardi nei voli dalla Capitale verso la Sicilia. Replica della compagnia: da giugno a oggi voli regolari al 99%.

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 12/07/2009 - pag: 21 L'intervista Il ministro del Turismo traccia un primo bilancio: albergatori pessimisti? I conti si fanno alla fine «Le vacanze degli italiani: partono tre milioni in più» La Brambilla: 3 su 4 in ferie, in crescita dell'11 per cento ROMA Toglietegli tutto ma non le vacanze. Gli italiani sono fatti così, crisi o non crisi, le ferie d'estate magari si accorciano ma restano sacre. Ed ecco perché, fatti i primi conti e previsioni, il ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla è decisamente soddisfatta. Siamo un popolo di villeggianti. «Sì, nonostante l'attuale congiuntura economica, non abbiamo perso la voglia di viaggiare. Il 76% degli italiani andrà comunque in vacanza, una percentuale che sale di 11 punti rispetto al 2008. Parliamo di 37 milioni di persone, contro i 33,7 della passata estate». Un italiano su 4 resta a casa. «L'anno scorso era uno su 3». Com'è che il Turismo tricolore non soffre della recessione? «Da noi c'è preoccupazione, ma la percezione della crisi è contenuta. Poi ci sono costi fissi che gravano meno sul bilancio familiare, come per benzina ed energia. In questo momento già 22,6 milioni di italiani hanno pianificato una vacanza, quasi 7 milioni in più del 2008». Rispetto agli altri Paesi come andiamo? «Le nostre performance sono buone. Il bilancio dei primi 5 mesi dell'anno è in parità. Per alcuni comparti, come il turismo invernale della montagna, i dati sono addirittura migliori. E il trend prosegue. Questo perché, sebbene siano calati gli arrivi dall'estero, in compenso sono aumentati gli italiani che per la vacanza scelgono di restare nel nostro territorio. Anche perché trovano offerte competitive per prezzo, qualità, flessibilità e durata». Però spendiamo meno: 946 euro in media, 110 in meno del 2008, dice una ricerca Confesercenti. «C'è una diminuzione di spesa media tra il 3 e l'8%, ma parte più gente. L'anno scorso invece l'industria del turismo chiuse con un -6%. In alcune zone del Mezzogiorno, per via dell'emergenza rifiuti, si arrivò al -13». Che turista è oggi l'italiano? «Un viaggiatore più consapevole, oltre un terzo si informa su Internet. Ed esigente: non basta più soltanto il pacchetto base, chi paga chiede servizi aggiuntivi. Attività per bambini, sport, eventi e spettacoli, fitness, vince il prodotto integrato. Oculato: è sempre più attento alla spesa, non c'è più il soggiorno lungo, magari due viaggi brevi». Avete intensificato la promozione con spot trasmessi nei principali Paesi che ci portano turisti. «La campagna 'Italy much more' è stata un successo. Da Stati Uniti, Canada, Svizzera, Austria, Germania e Inghilterra aumenteranno gli arrivi. Comunque l'Italia resta la destinazione più richiesta dai tour operator internazionali: Europa 80,9%, Usa 89». Federalberghi e agenzie di viaggio prevedono un'estate grama. «I dati degli albergatori sono negativi ma solo perché più del 50% dei clienti, nonostante il ribasso delle tariffe, per un 5 stelle fino al 37%, si sono spostati sull'extra-alberghiero: case in affitto, villaggi, camping, agriturismo, bed&breakfast. I conti poi facciamoli a fine stagione: il 30% dei turisti sceglierà offerte last minute perché più convenienti». Lei sottolinea spesso l'importanza delle sinergie tra governo, regioni, enti locali e imprese del settore. «Finalmente c'è una vera politica nazionale. Abbiamo istituito un comitato ministeriale con Alitalia e per prima cosa lavoreremo per aumentare i voli diretti con la Cina, con cui abbiamo appena siglato un accordo. E con Trenitalia per promuovere il Mezzogiorno che turisticamente è ancora poco sfruttato, riceve in un anno gli stessi visitatori di Venezia. Verranno facilitati i collegamenti con le località meno famose eppure bellissime. Pensi che nessuno l'aveva mai fatto. Giovanna Cavalli

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Alitalia riempie sei posti su dieci, maggio in ripresa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 12/07/2009 - pag: 27 Voli La compagnia: siamo in anticipo sui tempi del piano. Al via 144 assunzioni tra i precari, proroga per altri 160 Alitalia riempie sei posti su dieci, maggio in ripresa MILANO Meno di 6 posti occupati ogni 10 offerti. Il dato, in percentuale pari al 57,4%, si riferisce al coefficiente di riempimento degli aerei Alitalia, load factor in gergo tecnico, dei primi cinque mesi dell'anno. Cifra che però sale al 62,8% se si considera il solo mese di maggio, in cui sono stati registrati poco meno di 2 milioni di passeggeri trasportati. L'analisi, elaborata dall'Aea (l'associazione che raggruppa le maggiori compagnie aeree europee), evidenzia il particolare momento di difficoltà che sta attraversando il trasporto aereo nel suo insieme. Che nel periodo gennaiomaggio ha accusato, tra le 29 compagnie prese in esame dal rapporto mensile, un calo generale del 9,5% per quanto riguarda i passeggeri nel raffronto con i primi cinque mesi 2008, con una riduzione del traffico del 7,4% e un taglio della capacità offerta del 4,5%. Complessivamente l'indice di load factor si è comunque attestato al 72,2% (salito al 73,2% nel solo mese di maggio). La lettura di queste cifre in casa Alitalia non sembra però preoccupare più di tanto: «Con la creazione di Cai l'obiettivo numero uno è stato l'alleggerimento dei costi. I numeri del rapporto Aea relativi al mese di maggio ci dicono che ci stiamo avvicinando, e anche con una certa rapidità, a quel 66-67% di load factor prefissato come punto di equilibrio. Tra l'altro con la nascita della nuova compagnia era stato definito il traguardo di tre anni per raggiungere il pareggio operativo ». In vista del picco operativo atteso tra fine luglio e agosto, Alitalia ha inoltre deciso di attrezzarsi per rispondere in maniera adeguata alla prevista crescita di voli e passeggeri. Così è stata annunciata l'assunzione per la ricollocazione. Gabriele Dossena Punto di pareggio Alitalia: «Il nostro obiettivo è raggiungere in tre anni il pareggio operativo» Passeggeri Per le compagnie europee nei primi cinque mesi passeggeri calati del 9,5%

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Alitalia, l'eccellenza della nuova compagnia di bandiera (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-07-2009)

Argomenti: Alitalia

VOI SIETE QUI Alitalia, l'eccellenza della nuova compagnia di bandiera Alessandro Robecchi Spettabili italiani, gentili finanziatori. L'anno scorso avete versato 100 euro a testa (compresi i neonati, i disoccupati e i moribondi) per regalare la nostra compagnia aerea a un gruppo di industriali indigenti e bisognosi d'affetto. È giusto che siate informati sulle eccellenze della nuova compagnia di bandiera. Torino. Infondate le polemiche su ritardi e lentezze. In una gara sulla tratta Roma-Torino tra un vettore della compagnia (Airbus A320) e due maratoneti della Polisportiva Fiumicino, ha vinto l'aereo di ben 25 minuti. Il tempo di percorrenza è stato di 23 ore e 40 primi, il che dimostra che volare Alitalia è meglio che andare a piedi. Olbia. Grandi festeggiamenti a Olbia per l'arrivo nello scalo sardo di 68 passeggeri del volo da Catania. Atterrati giovedì 15 maggio, sono riusciti a lasciare l'aeromobile e a raggiungere il terminal ieri in mattinata. Gioia dei parenti, in attesa da due mesi. Internazionali. Grandi novità nel menù sulle tratte intercontinentali. Il Roma-Tokyo sarà l'unico volo al mondo in cui i formaggi si stagionano anche di 24 mesi tra l'arrivo e la partenza. In business class i topi morti per condire l'insalata verranno serviti a parte. Servizi a terra. Inaugurati a Roma Fiumicino e Milano Linate i nuovi SD (Servizi di Dissuasione): impiegati della compagnia mostreranno, prezzi e orari alla mano, come siano più convenienti il treno, la macchina, e a volte persino il monopattino. Alitalia sei tu. Coinvolgere i passeggeri nella gestione della Compagnia è una delle parole d'ordine della Nuova Alitalia. Prima mossa, l'introduzione del freno a contropedale in classe economica sulla tratta Milano-Roma. Nel congratularsi per aver scelto Alitalia, gli industriali della cordata italiana vi ringraziano per aver collaborato alla rapina del secolo.

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Il comico si candida alla segreteria "contro il partito fatto di vuoto e inciucioni" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 13-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Il comico si candida alla segreteria "contro il partito fatto di vuoto e inciucioni" Ho deciso sabato, per dare un senso a dieci anni di lavoro, per tornare a parlare di politica e non di partiti, per dare una mano ai giovani. Mi è venuto il magone a vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora Serracchiani: aveva appena detto che condivide le cose che dico». Beppe Grillo ha scagliato la bomba ieri sul suo sito: si candida a segretario del Pd. Come mai questa scelta? «Ormai le cose serie devono farle i comici. Del resto io ho dato una svolta alla mia vita ormai da tempo, non mi spaventa certo questa impresa. Almeno i media si accorgeranno di me. Fino ad oggi abbiamo fatto tutto da soli, con le nostre liste civiche che sono riuscite a inserire 40 persone in 30 capoluoghi provinciali, il più grosso successo politico degli ultimi 50 anni. Sono virus positivi immessi nel sistema, un apporto di globuli bianchi. Andate a vedere che cosa ha fatto per 230 euro al mese Davide Borelli a Treviso: raccolta differenziata gratis per 98 scuole, accesso diretto dei cittadini ai servizi comunali via Internet, mappe interattive del traffico con la partecipazione diretta dei residenti nei vari quartieri interessati». Lei ha in passato ha dato il suo appoggio ad Antonio Di Pietro: lo ha consultato? «No, non gli ho detto niente. Non lo sapevano nemmeno i miei familiari». Grillo, lei però non è nemmeno iscritto al Pd e ha tempo fino al 21 luglio per farlo. Riuscirà a presentare anche le firme richieste? «Devo solo decidere in quale sezione iscrivermi, perché in quanto alle firme, posso portarne diecimila, tra nuovi iscritti e iscritti che già si riconoscono nei miei programmi». Ecco, i programmi: quali sono? «Una legge di iniziativa popolare contro il nucleare appena riproposto, energie rinnovabili, acqua pubblica, welfare, mobilità ecocompatibile, wi-fi gratuito, no agli inceneritori, il massimo di due legislature per i parlamentari e il "Parlamento pulito" grazie alle leggi di iniziativa popolare già presentate di cui non si è saputo più nulla. Faremo tutto nel rispetto della Costituzione». C'è già un primo appuntamento politico? «Una riunione il 25 luglio a Milano dei neoeletti delle liste civiche per una sorta di scuola di politica con esperti di vari settori, soprattutto bilanci comunali e social network. Una scuola di politica vera, perché noi questi ragazzi non li abbandoniamo soli in mezzo a quei Consigli comunali inciuciati su inceneritori e centrali nucleari. Il secondo appuntamento è per il 4 ottobre, festa di San Francesco che porta bene perché lui è stato il primo ambientalista: faremo un V-Day sul nucleare». Perché gli iscritti al Pd dovrebbero votare per lei? «Perché dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. E' una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano». Lei è il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Marino ha appena sollevato la questione morale all'interno del Pd, dopo l'arresto del presunto stupratore risultato coordinatore di circolo. Che cosa ne pensa? «Dico che in generale questo è un bad Pd, come ci sono le bad company, vedi Alitalia. Noi vogliamo cambiare, creare un good Pd a partire dai vertici. Vogliamo un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino». Il suo obiettivo? «Un partito a cinque stelle con i giovani perché ci sono milioni di ragazzi pieni di energie cui bisogna restituire l'entusiasmo». Ma fra tutti i candidati e i «notabili» Pd, qual è il personaggio che più detesta? «Veltroni è stato per il Pd come il meteorite per i dinosauri».

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La sobrietà supera il protagonismo Per i tre giorni del G8 il nostro Primo Ministro &... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 13-07-2009)

Argomenti: Alitalia

La sobrietà supera il protagonismo Per i tre giorni del G8 il nostro Primo Ministro è riuscito a mantenere un comportamento sobrio, rinunciando per una volta e chissà con quale personale fatica alle consuete manie di protagonismo. Ricevendo per questo apprezzamenti pressoché unanimi, anche da coloro che abitualmente non gli risparmiano critiche. Speriamo che questo «low profile» continui anche nel prossimo futuro, consentendo all'Italia di ritornare ad essere un Paese normale, senza ricadere in un egocentrismo di cui non si sente sinceramente la necessità. ANTONELLO CONTE Obama, il Papa e i loro impegni Registro con soddisfazione che Obama si è impegnato con il Papa per un maggior impegno nel contenere il fenomeno degli aborti negli Stati Uniti. Mi aspetto che anche il Papa abbia preso un analogo importante impegno: adoperarsi per porre fine al vergognoso succedersi di episodi di pedofilia almeno nel clero cattolico americano. Quanto al nostro, dovremo tenercelo così com'è. BRUNO STRICKER Pagine acquistate e incomprensioni Di Pietro ha comprato una pagina sull'Herald Tribune per lanciare un appello contro il pericolo dittatoriale e della censura messa in atto dal governo italiano. Visto che ha scelto un giornale inglese, si documenti sulle loro leggi sulle intercettazioni che sono più restrittive delle nostre. Di Pietro e Pd hanno contestato più volte Berlusconi per il potere mediatico di TV e giornali in suo possesso, creati e fatti diventare quello che sono non attingendo alle casse dello Stato. Di Pietro e Pd usano i giornali per criticare. Vorrei ricordare che oggi chiunque può alzarsi e dire quello che pensa e non riceverà ritorsioni o danni, e vogliono fare passare questo come un attacco alla democrazia. CARLO FERRAZZA La corsa alla beneficenza Dal G8 arriva la promessa di dare 20 miliardi di dollari all'Africa per combattere fame e denutrizione. Si tratta di una promessa e come tale bisogna poi verificare che venga effettivamente mantenuta, sono molti i Paesi che hanno promesso aiuti che sono sempre rimasti sulla carta. Sono giusto briciole rispetto ai 1000 miliardi che solo negli Stati Uniti sono stati trovati (e dati realmente) a tempo di record per salvare settori ormai decotti da anni. DOMINIQUE LAFETE I soldi all'Africa, un buco nero Su La Stampa di oggi viene dato risalto al rimprovero di Bob Geldof sul mancato pagamento degli aiuti all'Africa. C'è però un problema enorme, ed è quello dei governi. Se ne parla poco e con un certo timore. Ci sono Paesi africani dove i soldi mandati dall'Occidente sono somme notevoli, che non vengono usate per scavare pozzi o dissodare terreni bensì vanno ad arricchire i ras locali ed i mercanti di armi. Basta guardare un qualunque filmato proveniente dall'Africa per vedere ragazzi con un mitragliatore in mano e drappeggiati con nastri di munizioni. Questo quando il reporter è stato fortunato ed è tornato vivo: ricordiamoci dei nostri giornalisti che in Somalia, forse, hanno filmato qualcosa che non andava bene. GIANNI ROGLIATTI Ernest Hemingway una spia intellettuale Leggo su La Stampa che, secondo alcuni ricercatori, Ernest Hemingway sarebbe stato contattato nei primi Anni Quaranta dal Kgb e avrebbe in qualche modo accettato di diventare una spia al soldo sovietico. Può anche essere che, per puro divertimento e per vedere dove si andava a parare, abbia dato corda a un emissario dei servizi suddetti. Quel che è certo è che del comunismo pensava malissimo come si evince dalle frasi che negli Anni 30 ebbe a indirizzare al critico e traduttore russo Ivan Kashkeen. «Uno scrittore è come uno zingaro. Non può fare concessioni a nessun governo!». MAURO DELLA PORTA RAFFO Quando dei ritardi nessuno si cura Si leggono da tempo sui giornali le lamentele dei viaggiatori per i ritardi, per i disservizi sulla tratta Roma-Torino da parte dell'Alitalia-Air One. Tralasciando i motivi tecnici ed economici del problema che lascio agli esperti, mi chiedo dove sia il Pd di Franceschini. Perché non si esprime? Troppo presi dalla campagna congressuale per dimostrare interesse ai problemi della gente? Tornate ad interessarvi dei problemi della gente, non delle vostre strategie interne. Se volete che la gente guardi a voi, guardate ai problemi della gente. MAURIZIO FERRERO PISCINA (TO) Il silenzio di Poste Italiane Mi aspettavo e speravo che, dopo le numerose proteste per l'aumento delle raccomandate deciso e messo in atto dalle Poste, senza che nessuno fosse informato, qualcuno si facesse vivo e ci desse una spiegazione. Il silenzio di Poste italiane è significativo ed è del tutto in linea con il loro modo di operare. Il significato di questa non presa di posizione è molto semplice: «Noi decidiamo, voi obbedite e pagate perché noi siamo il monopolio e facciamo quello che vogliamo». È accaduta la stessa identica cosa quando la posta ordinaria ha subito un aumento del 35% diventando di colpo tutta prioritaria. Le proteste sono fioccate copiose e loro, tranquilli come pochi, hanno fatto orecchi da mercante nella più totale indifferenza. Signor Poste Italiane, per favore parli, ci dica qualcosa, se esiste veramente. VITO PARCHER CHIUSA (BZ) Il piede sulla Luna Devo confessare che sono deluso. Nel 1969 avevo 16 anni e quando ho visto la prima orma dell'uomo sulla Luna ho pensato: che bello forse farò in tempo a vedere i viaggi sulla Luna «normali» quasi come gite fuori porta. E sotto sotto speravo di riuscire anch'io a farmi un'escursione fra i crateri e magari a passeggiare sull'altra faccia del nostro satellite. Invece sono passati quarant'anni e la Luna è sempre lassù e sembra che non ci vada più nessuno e io che di anni ne ho ormai ben più di 50 ho perso la speranza di andarci. LUIGI ALBERTI, MILANO

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aeroporti italiani, la grande fuga la crisi riporta a terra i viaggiatori - giovanni parente (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 25 - Cronaca Aeroporti italiani, la grande fuga la crisi riporta a terra i viaggiatori Tra gennaio e maggio 4 milioni in meno negli scali nazionali Il problema è internazionale: a maggio si registra il peggior risultato dalla recessione "Il mercato sta diventando low cost, tutte le compagnie adeguano i prezzi con tariffe diversificate" GIOVANNI PARENTE ROMA - Il futuro sarà sempre più low cost o all´insegna di offerte diversificate. Intanto il presente è un calo evidenziato dai numeri. La crisi economica si fa sentire anche sui viaggi in aereo. Da gennaio a maggio i passeggeri negli scali italiani sono diminuiti dell´8,1 per cento (sono stati 48 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2008 (quando erano oltre 52,2 milioni). A conti fatti si tratta di una perdita di oltre 4 milioni di passeggeri. Se poi si confrontano maggio 2009 con lo stesso mese di un anno prima, la flessione è stata del 4,1 per cento. Lo rivelano i dati raccolti da Assaeroporti, l´associazione dei gestori aeroportuali. Non è solo, per?, una tendenza italiana. A confermarlo è, infatti, l´Aea (l´associazione che riunisce 33 compagnie europee) che ha stimato a maggio una riduzione complessiva dell´8,3 per cento del traffico: il peggior risultato dalla recessione. Nel totale continentale la variazione è stata pari a un - 7,8 per cento mentre le rotte sull´Estremo Oriente hanno segnato una contrazione del 9,8 per cento. In generale, l´erosione dei volumi di traffico nei primi cinque mesi dell´anno in corso è stata del 7,4 per cento nel confronto con l´intervallo temporale corrispondente del 2008, con un decremento in termini di passeggeri del 9,5 per cento. Il consuntivo di giugno potrebbe riservare qualche miglioramento. Verso la fine del mese, sottolineano dall´Aea, ci sono stati segnali secondo cui i fattori di carico, che misura quanti posti sono occupati, sulle rotte europee e del Nord Atlantico si sarebbero stabilizzati. Tornando all´Italia, la situazione non è tutta uguale. Malpensa fa segnare un risultato progressivo pari a - 18,8 per cento nei cinque mesi iniziali 2009 sugli stessi di un anno prima (6,67 milioni di passeggeri contro 8,2). Il valore di maggio, tuttavia, è positivo: c´è stato un più 2,3 per cento rispetto allo stesso mese 2008. «La crisi non è superata - spiegano dalla Sea (la società che gestisce anche Linate) - per? il dato è incoraggiante. Al netto del dehubbing (vale a dire dalla scelta di puntare su Fiumicino come hub principale per i voli intercontinentali, ndr), Malpensa è l´unico dei grandi aeroporti che cresce. Le azioni industriali intraprese stanno dando risultati». Nello scalo romano di Fiumicino il calo gennaio-maggio 2009 sul corrispondente 2008 è stato contenuto nel 5,6 per cento (in valore assoluto sono transitati oltre 12,7 milioni di passeggeri contro i 13,5 dell´identico periodo di un anno prima). La crisi economica e la conseguente riduzione dei viaggi business hanno avuto il loro peso. Ma, a compensare la flessione, si è assistito all´arrivo di compagnie che hanno praticato politiche di low fare, vale a dire di bassa tariffazione. Poi l´appeal turistico e le sedi strategiche della Capitale hanno dato il loro contributo. A Napoli, invece, «la previsione è di chiudere l´anno - anticipa Marco Consalvo, direttore generale di Gesac che gestisce Capodichino - con una riduzione dell´8-9 per cento nei volumi di traffico». Un ruolo, oltre alla congiuntura economica, ce l´hanno anche i vettori: «Napoli ha un bacino d´utenza molto elevato - aggiunge - ma è un´utenza che a certi prezzi non viaggia. Quindi se stimolata a tariffe adeguata, risponde». In generale per? da questa fase economica stanno scaturendo trasformazioni. Non solo nelle aggregazioni societarie. Ma anche nel modo di approcciare la clientela: «Il mercato sta diventando - precisa ancora Consalvo - sempre più low cost. Tutte le compagnie stanno adeguando i loro prezzi. E praticano tariffe diversificate». Una strategia seguita anche da Alitalia: «Stiamo cercando di segmentare l´offerta - spiegano dalla compagnia - per coniugare diverse esigenze. Prima Alitalia e Airone avevano più voli ma erano il perfetto sostituto degli altri. Ora, dal punto di vista dei clienti, c´è un´armonizzazione degli orari». Le ultime cifre disponibili parlano di indici di carico in crescita: a gennaio il coefficiente di riempimento degli aerei era del 39 per cento, a giugno ha raggiunto il 66,5 per cento. Ci sono, per?, anche aeroporti in cui si registrano percentuali con segno positivo. Ad esempio, negli scali di Bari e Brindisi nel primo semestre 2009 i passeggeri sono stati oltre 1,7 milioni ( più 5,2 per cento sullo stesso periodo 2008). Oppure Bologna: i viaggiatori sono aumentati del 6,8 per cento nell´ultimo mese rispetto al giugno dello scorso anno, superando quota 450mila. Con una crescita a ritmi sostenuti proprio dei voli low cost.

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pd, nel congresso irrompe grillo - luciano nigro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 10 - Interni Pd, nel congresso irrompe Grillo "è il partito del nulla, mi candido". Fassino: ci sfregia, non si può iscrivere La segreteria: nello statuto ostacoli a iniziative così. Lo showman: via i D´Alema e i Rutelli LUCIANO NIGRO ROMA - Beppe Grillo vuole diventare segretario del Pd. E, giura, non è una comica. Dal suo seguitissimo blog annuncia che parteciperà alle primarie del 25 ottobre per scegliere il capo della più grande forza di opposizione. «Io mi candido, per offrire un´alternativa al nulla», proclama il comico più graffiante e cattivo d´Italia. L´inventore del Vaffa Day, il fustigatore dei politici a 360 gradi, irrompe come un sisma nel congresso. E al partito democratico che vorrebbe conquistare riserva bordate cariche di veleno. Il Pd, per il sessantenne show man genovese, è «l´assicurazione sulla vita di Berlusconi», «la stampella di tutti i conflitti d´interesse», «un mostro politico nato dalla sinistra e finito in Vaticano», «una galleria di anime morte», «una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D´Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano». Un biglietto da visita che ha il sapore di un vaffa. Perciò, dopo i tumulti del ciclone Marino, la prima reazione dei capi democratici è cauta. Sperano che si tratti di «una provocazione» come dice Mario Tullo, coordinatore del Pd in Liguria, la solita sparata di un comico che non sa che per fare il segretario bisogna prima iscriversi (entro il 21 luglio), raccogliere duemila firme (entro il 23), partecipare al congresso e conquistare almeno il 5% dei tesserati e solo allora partecipare alle primarie del 25 ottobre. La tessera, per Tullo, «non è un problema, basta che si presenti a una sezione e dimostri coerenza rispetto al partito, magari riflettendo su ciò che ha detto del presidente Napolitano». «Ma vedrete - alzano le spalle i portavoce dei big - non è una cosa seria». «Non è una farsa, né una boutade» ribatte, invece, il comico al telefono mentre Antonio di Pietro stende il tappeto rosso («Una gran bella notizia, la sua candidatura») e Marco Travaglio saluta quella che considera «la notizia più divertente del decennio». L´uno è l´altro scommettono tuttavia che Grillo non farà le primarie come capitò allo stesso Di Pietro, a Pannella e Furio Colombo. «E perché mai?», replica Grillo. «Io farò tutto secondo il regolamento. Mi iscriverò, porterò duemila firme, andrò al congresso». Ma dice sul serio? «Serissimo, come può esserlo un comico quando non scherza». Finalmente, dice, «si parlerà di politica, si farà un´opposizione seria, perché dalla morte di Berlinguer a sinistra c´è il vuoto. Ora c´è un movimento di giovani, ci sono le liste civiche che hanno eletto 44 consiglieri in 32 città. Cambieremo il Pd come l´Alitalia, un bad Pd e un good Pd. Le proposte forti? A casa chi ha più di due legislature e ha disintegrato l´Italia lo psiconano, come D´Alema e Rutelli». Certo, riconosce, «come segretario non ho esperienza, non ho neppure una segretaria». Chi non ha voglia di scherzare, però, sono i dirigenti del Pd, che vedono lo spettro di un congresso d´avanspettacolo. Così dopo cena ecco il primo stop dal portavoce del partito Andrea Orlando: «Mi pare che le regole e gli statuti impediscano questo tipo di candidatura e comunque per stare in un partito bisogna volergli almeno un po´ di bene». Il più esplicito, però, è Piero Fassino: «Grillo non si riconosce nel Pd, anzi lo attacca e lo sfregia. Non penso si possa accettare la sua iscrizione».

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Alitalia, duello tra Fantozzi e Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/07/2009 - pag: 6 Sul pagamento Alitalia, duello tra Fantozzi e Cai MILANO La lettera della Cai sul tavolo di Augusto Fantozzi, commissario di Alitalia, sarebbe arrivata venerdì sera. All'interno: la rata che la nuova compagnia guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, si era impegnata a versare, in base agli impegni concordati lo scorso novembre, per l'acquisto dei beni e degli aerei dalla vecchia Alitalia. In pratica il primo dei due pagamenti, per un totale di 327 milioni, che erano stati pattuiti al momento dell'accordo. Ma la cifra contenuta nella lettera sarebbe stata inferiore, meno della metà, rispetto alle intese prese. Si tratterebbe di 70 milioni, rispetto a un previsione di 170 milioni di euro. Una differenza che potrebbe essere motivata, tra l'altro, da una serie di spese anticipate dalla Cai, come il recupero degli interventi di manutenzione effettuate su alcuni aerei dalla stessa Cai. Una mossa a sorpresa, che testimonierebbe una sorta di sconto che Cai potrebbe considerare tenendo conto delle spese sostenute o il preludio a un nuovo braccio di ferro tra la cordata Colaninno-Sabelli e il commissario straordinario della vecchia compagnia aerea. Il commissario Fantozzi ha affidato ieri a un comunicato stampa il suo commento alla vicenda: «Queste ipotesi, se confermate, non possono essere attribuite a chi tali dati ha confezionato». E nello stigmatizzare con forza l'eventuale scorrettezza, lo stesso Fantozzi si augura che «essa non celi l'intenzione di non onorare gli impegni contrattuali assunti». lasciando intendere che comunque, «se non si dovesse arrivare a un accordo, si arriverebbe a un arbitrato». R. F. Augusto Fantozzi

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l' "housing sociale" nel piano casa intesa regione-banche per l'emergenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Roma NUOVA FIERA DI ROMA LA SOLUZIONE CHE ARRIVA DA PARIGI L´ "housing sociale" nel piano casa Intesa Regione-banche per l´emergenza Saranno di nuovo i francesi, come accaduto per Alitalia, a salvare quel che resta della Fiera di Roma? Qualche più timida manifestazione d´interesse sarebbe giunta anche dalla Spagna, dalla Germania, dagli Usa e perfino dai lombardi della Fiera milanese, ma in "pole position" per la chiusura dell´affare ora sembrano essere i transalpini di GL Events: già con robuste presenze italiane nel settore da Padova a Bologna. A sei mesi dalla crisi, apertasi in gennaio con le dimissioni dell´amministratore delegato Luigi Mastrobuono, si dovrebbe chiudere così la lunga vacanza di gestione di un´iniziativa che non è mai riuscita a decollare. Ma ce la faranno i francesi a raddrizzare i conti di un´impresa che sembra sia stata concepita fin dal principio con scarsa attenzione agli equilibri economici? Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di 24 padiglioni: di questi finora sono stati realizzati soltanto 14, che pure stentano a riempirsi con la necessaria continuità di manifestazioni. Tant´è che le dimissioni di Mastrobuono sono state a suo tempo motivate con la bocciatura di un nuovo piano industriale redatto con lo speranzoso obiettivo di porre argine a una perdita costante di denaro nell´ordine di oltre un milione al mese. Quanti altri soldi siano andati in fumo da gennaio ad oggi non si sa. Ma certo non c´è da illudersi che un eventuale ingresso dei francesi possa portare a un rilancio del progetto iniziale. Anche in questo caso, come per Alitalia, la cura non potrà essere che severamente dimagrante. C´è stato un momento nel quale in Campidoglio ci si è lasciati trascinare da qualche eccesso di "grandeur" come l´ambizione di fare concorrenza a Venezia per il cinema e a Milano per le manifestazioni fieristiche. Complice la crisi generale, la resa dei conti con la realtà è arrivata piuttosto in fretta.

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nuova alitalia il 70 per cento dei voli in ritardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

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Pagina I - Bari ELISABETTA DI ZANNI A PAGINA XI La denuncia Nuova Alitalia il 70 per cento dei voli in ritardo SEGUE A PAGINA XI

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nuova alitalia, caos e ritardi vecchi - elisabetta di zanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

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Pagina XI - Bari Nuova Alitalia, caos e ritardi vecchi Oltre il 70 per cento dei voli fuori orario. Lunghe attese anche per i bagagli Lunedì nero per la nuova compagnia: problemi per otto jet in arrivo e in partenza. Protestano i viaggiatori ELISABETTA DI ZANNI Siamo ormai in piena estate e a ricordarcelo non sono solo il caldo, il sole, le spiagge affollate da corpi statuari abbronzatissimi ma anche i consueti e ricorrenti inconvenienti della bella stagione. è già caos negli aeroporti pugliesi con ritardi e cancellazioni di voli sia in partenze che in arrivo. Nella sola mattinata di ieri si registravano 8 voli con un ritardo di un´ora per ciascuno, nel migliore dei casi. Roma, Milano e Venezia in testa. Passeggeri orami esausti per le quasi due ore di attesa quando ormai erano pronti da tempo per imbarcarsi. Problemi che arrivano dopo un semestre che ha visto comunque aumentare il traffico negli scali pugliesi del 5, 24 per cento. Ritardi, ma anche disservizi e guasti contribuiscono in questi giorni a creare un clima di sfiducia in particolare nella nuova Alitalia-Airone. Proprio nei confronti di quest´ultima, infatti, l´Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) ha mandato un richiamo ufficiale teso a migliorare l´efficienza dei servizi offerti. Secondo un rilevamento di Eurocontrol la compagnia si distinguerebbe per il 28% di puntualità che riesce a raggiungere sul totale dei suoi voli. Ciò significa che per il 72% dei casi gli aerei Alitalia sono in ritardo. E a conferma di ciò i fatti e le testimonianze dei passeggeri. Il volo è quello da Roma Fiumicino a Brindisi. La chiusura del gate per l´imbarco è prevista per le ore 15.30, ma dopo un´ora i passeggeri sono ancora nella sala d´attesa, all´uscita A33. Quando però alle 17 l´imbarco è finalmente compiuto l´aereo non parte. Ancora mezz´ora nella carlinga senza aria condizionata (non può essere tenuta accesa a lungo) e poi, alle insistenti e giustificate domande dei passeggeri, la voce del comandante che risponde imbarazzato: «Non si trova ancora chi deve allontanare la scala da dove siamo saliti; con quella attaccata l´aeromobile non può spingere, sono mortificato». «Volare con Alitalia-AirOne è ormai un terno al lotto: ritardi e cancellazioni sono costanti, con perdite di appuntamenti e coincidenze» è ciò che dicono molti passeggeri in aeroporto. «Sono riuscito ad arrivare in tempo al concerto, non ci avrei mai creduto» racconta stupito un ragazzo, che riponeva tutte le sue speranze nel famoso volo che lo avrebbe condotto dal suo beniamino. Quella che si può definire l´eccezione che conferma la regola. «I ritardi e le cancellazioni sui primi voli del mattino sono una vergogna. Senza parlare delle tariffe monopolistiche. Perché AdP e ENAC non intervengono?» grida una donna. Numerose le cause dei disservizi: i ritardi di ieri e la cancellazione di un volo per Milano sono da imputarsi - secondo fonti della società Aeroporti di Puglia - non agli aeroporti pugliesi ma a problemi avvenuti negli scali di provenienza degli aerei. Non vanno tanto meglio le cose per i voli delle compagnie low cost che, anche se in modo meno plateale, riescono a farsi notare grazie ai consueti ritardi "fisiologici" di un quarto d´ora. Tra business e low cost non c´è differenza. Imbarchi lenti, gates che aprono più tardi del previsto, bus navette che - data l´assenza dei finger - arrivano lentamente all´aereo o all´aeroporto cariche di gente. Oltre che nastri su cui le valigie raggiungono con calma i loro proprietari in attesa che qualche "volontario" le carichi in tempo utile: per favorire quanti prima di andare in vacanza passano per un punto di transito che talvolta sembra essere un lungo e definitivo approdo. L´aeroporto. è proprio in estate che l´affluenza degli spostamenti, anziché determinare una più efficiente organizzazione, manda in tilt e coglie alla sprovvista Alitalia-Airone e le altre.

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i soldi alla ricerca non sono un lusso - salvatore settis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)

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Pagina 24 - Commenti I soldi alla ricerca non sono un lusso SALVATORE SETTIS La tavola rotonda di ieri al Senato sulla riforma dell´Università (coi ministri Gelmini e Tremonti) presuppone un tema molto più vasto e di massima attualità in tutto il mondo: Università e ricerca ai tempi della crisi economica globale. Nessuno ne ha parlato meglio del presidente Obama, in un discorso del 27 aprile alla National Academy of Sciences citatissimo in tutta Europa, ma quasi ignorato in Italia. Dice Obama: «In un momento difficile come il presente, c´è chi dice che non possiamo permetterci di investire in ricerca, che sostenere la scienza è un lusso quando bisogna dare priorità a ciò che è assolutamente necessario. Sono di opinione opposta. Oggi la ricerca è più essenziale che mai alla nostra prosperità, sicurezza, salute, ambiente, qualità della vita. (...) Per reagire alla crisi, oggi è il momento giusto per investire molto più di quanto si sia mai fatto nella ricerca applicata e nella ricerca di base, anche se in qualche caso i risultati si potranno vedere solo fra dieci anni o più: (...) i finanziamenti pubblici sono essenziali proprio dove i privati non osano rischiare. All´alto rischio corrispondono infatti alti benefici per la nostra economia e la nostra società». In questo contesto, Obama ha annunciato che l´America investirà più del 3 per cento del Pil in università e ricerca; raddoppierà il bilancio di agenzie di ricerca come la National Science Foundation; triplicherà il numero delle borse post-dottorali di ricerca; accrescerà i benefici fiscali alle imprese impegnate nella ricerca; introdurrà stimoli per l´innovazione in materia energetica e strategie per finanziare progetti pubblici di ricerche che implichino convergenze disciplinari (per esempio, fisica e scienze biomediche). I tagli imposti a università e ricerca in Italia nel 2008 vanno in direzione esattamente opposta a questa. La legge 133 ha previsto la riduzione del fondo di finanziamento ordinario delle università di 1.441 milioni di euro nel quinquennio 2009-2013, taglio che incide su una situazione già svantaggiata: secondo dati Eurostat, prima dei tagli l´Italia spendeva per l´università lo 0,7 per cento del Pil a fronte dell´1,37 per cento degli Usa; secondo l´OCSE, in Italia l´università assorbe l´1,6 per cento della spesa pubblica a fronte del 3,5 per cento degli Usa, del 2,7 per cento del Regno Unito, del 3 per cento della media OCSE. I tagli della legge 133 sono stati in parte corretti dal decreto legge 180, ma l´università è ancora lontana dal livello di sopravvivenza: ad oggi mancano 300 milioni per coprire i soli stipendi del personale nel 2010, quasi 500 milioni nel 2011. è bene sottolineare che questi tagli corrispondono a precise scelte politiche: il governo ha ritenuto di dare priorità, rispetto a università e ricerca, ai finanziamenti per l´EXPO di Milano (1.486 milioni nel settennio 2009-2015), a quelli per l´operazione Alitalia e ad altri ancora. Questo dato nettamente negativo non dev´essere tuttavia un alibi per nascondere gli errori (non solo gestionali, ma culturali ed etici) che l´università italiana ha compiuto in questi anni. Troppi atenei hanno violato le leggi spendendo per assegni fissi al personale oltre il 90 per cento del fondo ordinario; troppe volte la riforma degli ordinamenti didattici ("tre più due") ha innescato la moltiplicazione di corsi di laurea, insegnamenti pretestuosi, sovrabbondanti sedi distaccate, inconsistenti "università telematiche"; troppo spesso forme assembleari di governance hanno ucciso il merito e la qualità delle scelte a favore di indiscriminate promozioni sul campo. La micidiale strettoia in cui i tagli del governo hanno cacciato l´università italiana può e deve essere oggi (non sembri un paradosso) l´occasione per un ripensamento profondo, in cui è vitale che chi lavora nell´università sappia analizzare le ragioni culturali e storiche di comportamenti e pratiche gestionali inaccettabili. è opportuna oggi una riforma generale dell´università? Certamente sì, anche se c´è da scommettere che qualsiasi proposta genererà anticorpi immediati in questa o in quella corporazione. Il ministro Gelmini ha diffuso lo scorso novembre delle "Linee guida" da tradursi in un concreto disegno di legge, da troppo tempo promesso e rinviato. Ne girano varie versioni, ma non è il caso di fare puntuali commenti fino a quando non sarà disponibile la versione finale. Qualcosa però si può già dire. Ha ragione Barack Obama: l´università e la ricerca, anche e soprattutto in una fase di crisi economica globale, non sono un lusso. Al contrario, devono essere motore primario di riscatto e sviluppo, e perciò meritano alti investimenti pubblici, specialmente in Italia dove siamo così lontani dalla media OCSE e dagli obiettivi della strategia di Lisbona (3 per cento del Pil). L´accrescimento, indispensabile, delle risorse investite deve accompagnarsi a una severa correzione di rotta negli ordinamenti delle università e nella loro gestione. Una riforma degna della tradizione culturale italiana e del nostro posto in Europa deve prima di tutto conformarsi agli standard internazionali nella promozione e valutazione del merito. Deve introdurre nuovi meccanismi di reclutamento, anche mediante contratti temporanei con la prospettiva di assunzione in pianta stabile (secondo il modello Usa di tenure track), abbassando drasticamente l´età media dei docenti. Deve resistere alle sconsiderate pressioni in favore di ogni promozione ope legis, che in passato è stata la causa primaria del blocco delle assunzioni e dell´invecchiamento dei docenti, e a ogni mascheramento di possibili terze, quarte e quinte fasce (o colonne), che avrebbero l´effetto di ingessare ancora una volta l´università. Deve riavviare immediatamente i meccanismi concorsuali, arrestando l´emorragia dei giovani migliori, oggi costretti a cercar lavoro all´estero. Deve sconfiggere l´insensata frammentazione delle discipline, che i cosiddetti "settori scientifico-disciplinari" (invenzione italiana ignota altrove) trasformano in altrettante riserve di caccia. Deve mettere a sistema l´esperienza delle Scuole Superiori a ordinamento speciale, evitandone la proliferazione e introducendo regole certe per valutare e premiare la promozione del merito e l´intreccio didattica-ricerca, anche nelle scuole di dottorato. Deve favorire, mediante la trasparenza delle regole, il diffondersi di un´alta etica professionale, in troppi casi recentemente tradita. Deve evitare per il futuro (introducendo sani meccanismi di governance e di valutazione) la logica perversa dei tagli indiscriminati di bilancio, che (come è avvenuto nel 2008) colpiscano gli Atenei "virtuosi" quanto e più di quelli che hanno violato la legge. Perché una cosa è certa: le riforme a costo zero producono meno di zero. L´Italia merita un´università che stimoli lo sviluppo, sia competitiva a livello non solo europeo ma mondiale, sia il focolaio dell´innovazione, della circolazione delle persone e della libertà delle idee, nell´insegnamento come nella ricerca di base. Le politiche di settore annunciate da Obama, proprio perché sono una reazione alla crisi economica, segnano un rovesciamento di tendenza, The Case for Big Government per dirlo col titolo di un libro recente di Jeff Madrick. Il governo vorrà andare in questa direzione, come l´intervento dei ministri Tremonti e Gelmini lascia sperare, e cioè investire nell´università e nella ricerca e non solo confezionare un pacchetto di riforme per un sistema condannato comunque a languire?

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rifiuti, roma maglia nera e l'ama assume 34 ex alitalia - tiziana guerrisi chiara righetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)

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Pagina XI - Roma Legambiente: "Differenziata solo al 19,5%" Rifiuti, Roma maglia nera E l´Ama assume 34 ex Alitalia Per meccanici in cassa integrazione un contratto a tempo indeterminato TIZIANA GUERRISI CHIARA RIGHETTI Roma "maglia nera" della raccolta differenziata. A dirlo è il dossier di Legambiente "Comuni Ricicloni 2009". Se infatti nessuna delle grandi città supera la soglia del 45%, Roma è ferma al 19,5% e si candida a diventare la prossima emergenza. La situazione è critica in tutto il Lazio, con una produzione di rifiuti che nel 2007 è arrivata a 604 chili per abitante e una percentuale di differenziata al 12,1% (20% nel 2008, secondo la Regione). Male anche gli altri capoluoghi: Latina (29,4%), Viterbo (16,99%), Frosinone (12,55%) e Rieti al 9,89%. Tra i sei Comuni laziali premiati da Legambiente, solo Itri ha più di 10mila abitanti; gli altri, a parte Roccagorga, sono tutti nel viterbese: Oriolo Romano, Monterosi, Nepi e Acquapendente. In provincia di Roma menzione speciale a Ciampino, che nel 2009 estenderà la differenziata all´intero territorio comunale. Intanto l´Ama ha annunciato la decisione di assumere, per la manutenzione delle macchine, 34 ex lavoratori Alitalia. Grazie a un accordo col Comune, 34 operai meccanici specializzati, scelti fra i cassaintegrati a zero ore della bad company, avranno un contratto a tempo indeterminato.

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Equinox Rosso Conti in rosso nel 2008 per Equinox two, la società di investimento di dir... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-07-2009)

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Equinox Rosso Conti in rosso nel 2008 per Equinox two, la società di investimento di diritto lussemburghese guidata da Salvatore Mancuso che opera nel private equity ed è socia di Cai-Alitalia. La perdita ammonta a 6,5 milioni.

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alitalia Precari L'azienda municipalizzata Ama assumerà a tempo indeterminato 34 meccanic... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-07-2009)

Argomenti: Alitalia

alitalia Precari L'azienda municipalizzata Ama assumerà a tempo indeterminato 34 meccanici in cassa integrazione dell'ex Alitalia. Prevede questo il protocollo d'intesa siglato ieri pomeriggio in Campidoglio dal sindaco di Roma.

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alitalia punta su caselle più velivoli e personale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)

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Pagina IX - Torino Trasporti Alitalia punta su Caselle più velivoli e personale A Caselle sarà aumentato del 20% l´organico dei tecnici che si occupano della manutenzione degli aerei. Alitalia ha anche annunciato anche la decisione di procedere alla progressiva sostituzione della flotta attualmente in servizio sulla tratta Torino-Roma, costituita da B737, con una serie di Airbus A320 di nuova generazione, che offriranno standard di qualità più elevati e permetteranno di rispondere prontamente a eventuali guasti.

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"ad agosto non ci sono passeggeri" blu panorama taglia il genova-roma - giuseppe filetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)

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Pagina VIII - Genova "Ad agosto non ci sono passeggeri" Blu Panorama taglia il Genova-Roma La compagnia: "Ma a settembre i voli torneranno" Il direttore dell´aeroporto: "Questa città non è meta di turismo aereo" GIUSEPPE FILETTO Il blu- Express va in ferie. I quattro voli giornalieri (per Roma di andata e ritorno), inaugurati soltanto l´8 giugno scorso, saranno sospesi dal 27 luglio fino al 4 settembre prossimi. Nulla di misterioso, secondo la compagnia low cost: "Fa parte della programmazione decisa al momento di lanciare l´iniziativa - spiega l´ufficio stampa della Blu-Panorama Airlines - quando siamo partiti sulla tratta Genova-Roma, sapevamo che avevamo impegnati gli aerei su rotte turistiche e charter". Non dovrebbe essere così dal prossimo anno. Sta di fatto, però, che gli utenti a caccia di un posto da 24.99 euro (tariffa promozionale) sugli aerei in servizio per la Capitale, per quel periodo trovano il sito Internet vuoto sui due Roma-Genova delle 7.20 del mattino e delle 18.50, stessa cosa per i collegamenti delle 8.45 e delle 20.15. Gli addetti stampa di Blu-Panorama spiegano che i Boeing 737, normalmente impegnati sul "Cristoforo Colombo", dalla fine della prossima settimana saranno utilizzati su rotte turistiche, come Palma di Majorca, Ibiza, Myconos e Olbia. Su aeroporti che nel periodo estivo vedono intensificare la presenza di passeggeri. Era già successo quando sono stati inaugurati i voli su Malpensa e su Torino. D´altra parte lo stesso direttore del "Cristoforo Colombo", sostiene che «Genova e la Liguria non sono mete turistiche da aereo». «La tipicità del nostro territorio si presta ad un turismo che riempie gli alberghi con soggiornanti piemontesi e lombardi, che arrivano in auto - sottolinea Paolo Sirigu - se ci fosse un turismo da volo, le scelte sarebbero diverse». Sempre il direttore dell´aeroporto genovese ribadisce che Blu-Panorama opera su un´utenza businnes. Ciò nonostante, la sospensione estiva dei voli low-cost, se inquadrata nel contesto in cui si muove la compagnia da quando ha esordito a Genova, potrebbe far temere il peggio. A parte l´imprevisto ritardo nella giornata inaugurale, dovuta ad una ispezione dell´Ente Nazionale per l´Aviazione Civile, la stessa Società Aeroporto confessa che due dei quattro voli (il Roma-Genova delle 7.20 e il Genova-Roma delle 20.15) nel primo mese di attività sono rimasti al di sotto dell´occupazione media dei posti. Ragionando su questi numeri, la compagnia nei prossimi mesi potrebbe perdere interesse sui collegamenti con la Capitale. «Non c´è alcun rischio - assicurano sia la Blu-Panorama, sia la Società Aeroporto - in autunno tutto tornerà come prima». «Tanto che la riduzione dei voli durante in estate interessa anche altre compagnie», aggiunge Sirigu. Dal 29 luglio al 31 agosto Alitalia-Air One cancellerà il Napoli-Genova delle 6.50, conseguentemente il ritorno delle 8.45, ma anche il Roma-Genova delle 21, quindi anche il Genova-Roma delle 8.45 del giorno dopo. Tutti voli collocati in fasce orarie sulle quali Blu-Panorama dice di essersi inserita perché concorrenziali.

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aeroporti di puglia no all'archiviazione "l'alitalia ha usato quei soldi per altro" - elisabetta di zanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)

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Pagina III - Bari La polemica Aeroporti di Puglia no all´archiviazione "L´Alitalia ha usato quei soldi per altro" ELISABETTA DI ZANNI Si riaccende il contenzioso tra la vecchia compagnia di bandiera Alitalia e la società Aeroporti di Puglia. Una controversia da 2 milioni e ottocentomila euro, che ha spinto l´Adp a depositare negli uffici del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione, avanzata dal pubblico ministero, riguardante la denuncia per appropriazione indebita aggravata e turbativa di pubblico servizio. La denuncia era stata presentata dalla stessa AdP nei confronti dei precedenti presidenti e amministratori di Alitalia e riguarda il mancato versamento da parte della compagnia aerea di quei due milioni e ottocentomila euro circa, comprendenti i diritti di approdo, di partenza, di sosta e di ricovero aeromobili, nonché i diritti d´imbarco per i passeggeri e i contributi per la sicurezza e il controllo bagagli. Una quota - spiega Aeroporti di Puglia - destinata per legge alla società al fine di garantire gli elevati standard di qualità e sicurezza ma indebitamente trattenuta da Alitalia, per destinarla ad altre finalità in danno di Aeroporti di Puglia. L´azione di Adp è condivisa dall´UGL Trasporti, che attraverso il segretario pugliese, Vincenzo Abbrescia, denuncia come «la questione dei crediti mai esigiti si riflette negativamente sull´utenza e in particolare sui lavoratori di Aeroporti di Puglia, ai quali purtroppo non sarà assegnato il premio di produzione aziendale».

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Dal prossimo primo gennaio le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 61 anni anziché... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Dal prossimo primo gennaio le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 61 anni anziché a 60; proseguirà l'aumento di un anno ogni biennio (secondo scatto nel 2012) fino ad arrivare all'equiparazione con gli uomini (65 anni) nel 2018. Lo prevede un emendamento presentato ieri dal governo al testo del decreto anticrisi, attualmente all'esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, insieme ad un'altra modifica, che prevede uno spostamento delle finestre per andare in pensione, a partire dal 2015. «A decorrere dal 1° gennaio 2015 - si legge - i requisiti di età anagrafica per l'accesso al sistema pensionistico sono adeguati all'incremento della speranze di vita accertato dall'Istat e validato da Eurostat con riferimento al quinquennio precedente». Finestre Una finestra mobile, insomma, che comporterà sicuramente ritardi nell'apertura delle «finestre», di tre mesi nel 2015. Poi, non si sa. Ci saranno sicuramente spostamenti ogni 5 anni. Una proposta che piace alla Uil, che la considera un contributo alla stabilizzazione del sistema, ma che vorrebbe legata alla soluzione della normativa per i lavori usuranti. L'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, ha precisato il ministro Maurizio Sacconi, riguarderà soltanto il pubblico impiego. «Non è tempo - ha aggiunto - per estenderla al settore privato, date le diverse situazioni del mercato del lavoro tra uomini e donne». I risparmi, non ancora quantificabili (Sacconi li considera «modesti») confluiranno in un apposito fondo welfare delle donne del pubblico impiego. Il Pd è nettamente contrario ad inserire l'introduzione dell'innalzamento dell'età pensionabile nel decreto anticrisi. «È inammissibile - ha subito reagito Cesare Damiano, capogruppo del partito in commissione Lavoro - che il governo presenti questo misura con un emendamento nel decreto», tanto più che, incombendo la fiducia, il testo del governo diventerebbe immodificabile, in sede di dibattito. «Occorre, invece - ha aggiunto- una discussione in Parlamento e continuare il confronto con le parti sociali: nessun colpo di mano e accettabile su un tema delicato come quello delle pensioni che va affrontato in una logica di riforma complessiva e condivisa». Sulla linea, Tiziano Treu («questione troppo delicata e importante perché si possa risolvere con emendamenti improvvisati») e Savino Pezzotta, Udc («Occorre discuterne prima con le parti sociali»). Di «colpo di mano», di scelta «punitiva ed arrogante» parla Teresa Bellanova, Pd, della commissione lavoro, che auspica un fronte comune contrario di tutte le donne in Parlamento e un'attivazione da parte del suo gruppo di «tutte gli strumenti, fino all'ostruzionismo». Occasione persa Lamenta l'occasione persa dall'esecutivo per aprire un dialogo con l'opposizione un'altra esponente pd della commissione, Alessia Mosca. Il provvedimento, che dovrebbe andare in aula entro luglio, per essere poi trasferito al Senato, è uno dei tanti decreti omnibus, ai quali il governo ci ha abituato, con una serie di misure disomogenee, che, insieme a disposizioni finalizzate a fronteggiare la crisi precari, cassa integrazione, lavoro flessibile, Tremonti-ter, sfratti, ha introdotto svariate proroghe di termini, la partecipazione italiana a missioni internazionali, la ripresa della riscossione dei tributi per gli abruzzesi, colpiti dal sisma, norme in materia energetica, rimborsi Alitalia, visite fiscali, disciplina del gratta e vinci e delle lotterie, limitazioni alle assunzioni nelle società pubbliche. Inoltre sarà ulteriormente prorogato al 15 ottobre il termine per la stipula dell'intesa tra Stato e Regioni cui è subordinato il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale. L'esame in aula partirà comunque la prossima settimana, con tutta probabilità martedì. Si discuterà di tutto ma i punti caldi saranno le pensioni, lo scudo fiscale e le badanti, introdotte ora con emendamenti. Si raffazzona un po' di tutto e poi si mette la fiducia, per non discutere, tipico metodo Berlusconi-Tremonti.

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Pensioni, stretta del governo Innalzata l'età per le statali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-07-2009)

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Pensioni, stretta del governo Innalzata l'età per le statali NEDO CANETTI Dal prossimo primo gennaio le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 61 anni anziché a 60; proseguirà l'aumento di un anno ogni biennio (secondo scatto nel 2012) fino ad arrivare all'equiparazione con gli uomini (65 anni) nel 2018. Lo prevede un emendamento presentato ieri dal governo al testo del decreto anticrisi, attualmente all'esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, insieme ad un'altra modifica, che prevede uno spostamento delle finestre per andare in pensione, a partire dal 2015. «A decorrere dal 1° gennaio 2015 - si legge - i requisiti di età anagrafica per l'accesso al sistema pensionistico sono adeguati all'incremento della speranze di vita accertato dall'Istat e validato da Eurostat con riferimento al quinquennio precedente». Finestre Una finestra mobile, insomma, che comporterà sicuramente ritardi nell'apertura delle «finestre», di tre mesi nel 2015. Poi, non si sa. Ci saranno sicuramente spostamenti ogni 5 anni. Una proposta che piace alla Uil, che la considera un contributo alla stabilizzazione del sistema, ma che vorrebbe legata alla soluzione della normativa per i lavori usuranti. L'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, ha precisato il ministro Maurizio Sacconi, riguarderà soltanto il pubblico impiego. «Non è tempo - ha aggiunto - per estenderla al settore privato, date le diverse situazioni del mercato del lavoro tra uomini e donne». I risparmi, non ancora quantificabili (Sacconi li considera «modesti») confluiranno in un apposito fondo welfare delle donne del pubblico impiego. Il Pd è nettamente contrario ad inserire l'introduzione dell'innalzamento dell'età pensionabile nel decreto anticrisi. «È inammissibile - ha subito reagito Cesare Damiano, capogruppo del partito in commissione Lavoro - che il governo presenti questo misura con un emendamento nel decreto», tanto più che, incombendo la fiducia, il testo del governo diventerebbe immodificabile, in sede di dibattito. «Occorre, invece - ha aggiunto- una discussione in Parlamento e continuare il confronto con le parti sociali: nessun colpo di mano e accettabile su un tema delicato come quello delle pensioni che va affrontato in una logica di riforma complessiva e condivisa». Sulla linea, Tiziano Treu («questione troppo delicata e importante perché si possa risolvere con emendamenti improvvisati») e Savino Pezzotta, Udc («Occorre discuterne prima con le parti sociali»). Di «colpo di mano», di scelta «punitiva ed arrogante» parla Teresa Bellanova, Pd, della commissione lavoro, che auspica un fronte comune contrario di tutte le donne in Parlamento e un'attivazione da parte del suo gruppo di «tutte gli strumenti, fino all'ostruzionismo». Occasione persa Lamenta l'occasione persa dall'esecutivo per aprire un dialogo con l'opposizione un'altra esponente pd della commissione, Alessia Mosca. Il provvedimento, che dovrebbe andare in aula entro luglio, per essere poi trasferito al Senato, è uno dei tanti decreti omnibus, ai quali il governo ci ha abituato, con una serie di misure disomogenee, che, insieme a disposizioni finalizzate a fronteggiare la crisi precari, cassa integrazione, lavoro flessibile, Tremonti-ter, sfratti, ha introdotto svariate proroghe di termini, la partecipazione italiana a missioni internazionali, la ripresa della riscossione dei tributi per gli abruzzesi, colpiti dal sisma, norme in materia energetica, rimborsi Alitalia, visite fiscali, disciplina del gratta e vinci e delle lotterie, limitazioni alle assunzioni nelle società pubbliche. Inoltre sarà ulteriormente prorogato al 15 ottobre il termine per la stipula dell'intesa tra Stato e Regioni cui è subordinato il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale. L'esame in aula partirà comunque la prossima settimana, con tutta probabilità martedì. Si discuterà di tutto ma i punti caldi saranno le pensioni, lo scudo fiscale e le badanti, introdotte ora con emendamenti. Si raffazzona un po' di tutto e poi si mette la fiducia, per non discutere, tipico metodo Berlusconi-Tremonti. Per il ministro Sacconi dal 2015 l'età pensionabile potrebbe essere legata all'aspettativa di vita. Nel 2010 le donne del pubblico impiego andranno in pensione di anzianità a 61 anni, dagli attuali 60.

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La leggenda del santo nucleare. Se dovessi scriverei un libro su quello che si dice lo intitolerei c... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-07-2009)

Argomenti: Alitalia

La leggenda del santo nucleare. Se dovessi scriverei un libro su quello che si dice lo intitolerei così. Ne sento di tutti i colori: che permette di combattere l'effetto serra, che è diventato sicuro, che è illimitato, che è conveniente. Un elenco di fesserie che andrebbero smontate una per una». Non ha dubbi Vincenzo Balzani, docente all'Università di Bologna e candidato al Nobel per la Chimica: le informazioni che girano sul nucleare sono inutili perché incomplete. «Partiamo dai soldi: nessuno sa dire quanto costi davvero una centrale. E le cifre che girano sono tutte sbagliate. In questo campo c'è una lunghissima tradizione di preventivi sbagliati: solo per la costruzione si registrano sforamenti puntuali del 200 o anche del 250%, mica bruscolini». Tra il dire e il fare c'è di mezzo il pagare, lo sappiamo. Ma non mi dirà che i problemi del nucleare sono i preventivi sbagliati? «Siamo solo all'antipasto. Passiamo alle scorie: quanto costa lo spostamento, lo stoccaggio, il portarle all'estero per trattarle e riportarle in Italia per conservarle? Il tutto con personale specializzato e strutture adeguate». D'accordo, costruzione e scorie... «Il piatto forte è il sacro mistero dello smantellamento: una centrale, in genere, dura 40-50 anni, poi va chiusa. E qui iniziano i dolori. Perché la centrale, che nel frattempo ha trattato e prodotto materiale radioattivo per mezzo secolo, non può essere smantellata dall'oggi al domani, va lasciata in uno stato di quiescenza: non funziona più, ma non può essere toccata per altri 50-100 anni. Solo allora si procede allo smantellamento, sperando nel frattempo di avere trovato un luogo dove mettere le scorie prodotte. Come dire: i genitori si fanno una bella centrale, si godono l'energia e il conto ambientale e di gestione lo lasciano ai figli. Un bell'approccio non le pare?». Restiamo ai costi. «È semplice: tra costruzione, smantellamento e gestione scorie nessuno sa davvero quale sarà il costo finale dell'operazione. In ogni caso, per le quattro centrali di cui si parla in Italia è lecito aspettarsi una spesa complessiva di almeno 40-50 miliardi di euro. Problemi esclusi». Sta dicendo che il nucleare non conviene? «Dal punto di vista finanziario si tratta di un'operazione pericolosa, perché costosa, a lungo termine e con troppe incognite. Vista la fatica per trovare i soci della nuova Alitalia, siamo sicuri che in Italia ci sia qualcuno disposto a mettere soldi in una operazione di cui si conosce l'inizio ma non la fine?». C'è sempre lo Stato... «È quello che temo. Perché alla fine i cittadini pagheranno due volte: prima le tasse, poi la bolletta. Non mi sembra giusto». Continuiamo con le leggende. «Il sito unico in profondità: viene presentato come la soluzione di tutti i mali. Si tratta di un luogo sotterraneo in cui radunare i rifiuti radioattivi. Si era persino individuato il posto, Scanzano Jonico, poi tutto fu annullato dopo le proteste della popolazione. Quello che nessuno dice è che gli Stati Uniti, dopo aver speso inutilmente 100 miliardi di dollari, hanno cancellato un progetto simile che prevedeva la costruzione di un sito in profondità sotto la Yucca Mountain, nel Nevada: troppo complicato e troppo costoso. Va bene che siamo il Paese di Leonardo e Galileo, ma siamo sicuri, oggi, di poter far meglio degli Stati Uniti? Mettiamoci una mano sulla coscienza: il nucleare non è alla nostra portata». Leggende o no, l'Italia compra energia dalla Francia, che ha le centrali proprio al di là delle Alpi. Non le sembra un'ipocrisia dire no al nucleare in questo modo? «Anche qui l'informazione è zoppa. La Francia si è dotata di centrali nucleari perché voleva l'atomica. E vi si è buttata a capofitto. Nemmeno loro però sanno quanto costi questo lusso, tanto c'è lo Stato che paga. E sul fatto che noi compriamo energia da loro è più corretto dire che è la Francia ad essere costretta a venderla. Le centrali devono funzionare senza sosta, solo che di notte, quando si abbassano i consumi, si ha un eccesso di energia che deve essere smaltita. Ecco allora che di notte i francesi ci girano energia, ovviamente a prezzi vantaggiosi». Altre leggende? «Che bisogna passare al nucleare perché il petrolio sta per finire. Un'autentica fesseria: anche l'uranio è una risorsa limitata. Se tutto il mondo, oggi, andasse a nucleare, ci sarebbe uranio per soli sette-otto anni. Parlare del nucleare come energia del futuro è un po' azzardato, non le pare?». E qual è l'energia del futuro? «Quella che non si usa. Nel senso che dobbiamo imparare a risparmiare e, nel contempo, ad aumentare l'efficienza. Lo sa che nei Paesi sviluppati il 50% dell'energia viene banalmente sprecata? Il guaio è che il nucleare ti illude di avere tutta l'energia che vuoi: altro che risparmio, è la cultura dello spreco». Proprio come il petrolio. «Il petrolio è destinato a finire, dobbiamo imparare ad uscirne. E questo significa, come ho detto, risparmiare e aumentare l'efficienza ma anche puntare, con decisione, sulle energie rinnovabili, come eolico e solare. E quando parlo di Sole non intendo solo il fotovoltaico: c'è anche quello termodinamico di Rubbia che abbiamo gentilmente regalato a Paesi come la Spagna e la Germania. Questo non vuol dire cancellare del tutto il petrolio o il gas, ma che bisogna utilizzarli solo dove servono davvero, ad esempio nei trasporti, quello aereo in particolare». Effetto serra. «È indubbio che il nucleare, non producendo anidride carbonica non contribuisce alle dinamiche che portano al riscaldamento globale. Peccato che per combattere l'effetto serra dovremmo convertire in nucleare tutta la produzione energetica inquinante. Tanto per essere chiari significherebbe costruire 2500 centrali da 1000 megawatt: una a settimana da qui al 2050. Impensabile, ovviamente». Sicurezza. «Le centrali di quarta generazione esistono solo sulla carta. Dicono che saranno pronte fra 30-40 anni, ma si tratta solo di ipotesi. Lo stesso per la fusione: in teoria è il nucleare pulito, nella pratica è un terno al lotto: nessuno è mai riuscito a ottenere più energia di quella immessa nel sistema. Anche qui, siamo solo nel campo delle ipotesi. E intanto il mondo consuma». È preoccupato dalla decisone del governo? «Personalmente credo che non riusciranno a riportare l'Italia nel nucleare: non ci sono le risorse finanziarie. Il pericolo che vedo, piuttosto, è iniziare progetti costosi e inutili, che non verranno mai realizzati. Come il Ponte sullo Stretto. E questo solo perché si parla senza conoscere la realtà. Un po' triste per un Paese moderno».

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La Tav del Nord-Est tra le priorità per le grandi opere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 16/07/2009 - pag: 33 Panorama La Tav del Nord-Est tra le priorità per le grandi opere L'Alta Velocità lungo la linea Milano-Verona-Venezia è stata inserita tra le opere prioritarie nel Programma per le infrastrutture strategiche allegato al Dpef approvato dal Consiglio dei ministri. Olivetti entra nel mercato del software e dei servizi It con «Hub documentale», la prima soluzione per la gestione digitale dei documenti aziendali presentata ad Ivrea dal presidente dell'azienda controllata da Telecom Italia, Francesco Forlenza, e dall'amministratore delegato, Patrizia Grieco. Adr, in arrivo terminal dedicato ad Alitalia all'Aeroporto di Fiumicino per migliorare l'operatività. Le due società hanno firmato un accordo per una nuova configurazione dello scalo romano che prevede dal 30 ottobre la creazione di un terminal riservato ad Alitalia ( nella foto l'amministratore delegato, Rocco Sabelli) e ai partner di Sky Team. Sorgenia (Gruppo Cir), sottoscritto finanziamento da 600 milioni dieci anni con un pool di sei banche. Trimestre positivo per Ubi Banca. E' la previsione del presidente del consiglio di gestione Emilio Zanetti. Calpers fa causa a S & P, Moody's e Fitch per eventuali danni causati da rating troppo generosi. Commessa da 4,7 miliardi a Maire Tecnimont e alla giapponese Jgc per un impianto per la trasformazione del gas negli Emirati Arabi.

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Tassista denunciato Estorce denaro e mostra i genitali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 16/07/2009 - pag: 5 Ciampino Azione Polaria Tassista denunciato Estorce denaro e mostra i genitali Ha estorto denaro a due turiste e, non contento, ha mostrato loro i genitali. La polizia di frontiera dell'aeroporto di Ciampino ha così denunciato in stato di libertà A.T., un tassista trentaduenne romano, titolare di licenza comunale. Secondo quanto denunciato da due donne residenti in Belgio, giunte pochi giorni fa con volo Alitalia a Fiumicino e dirette a Civitavecchia per imbarcarsi su una nave da crociera, avrebbero concordato con il tassista la tariffa in circa 90-100 euro per farsi trasportare a Civitavecchia. Giunte al porto lo stesso tassista, ha manomesso il tassametro, che segnava 96 euro, portandolo a 146. Nè è nato un litigio verbale con le turiste: le ha insultate mantenendo un comportamento violento e aggressivo e poi le ha accompagnate al bancomat per prelevare il denaro. Le straniere, impaurite, hanno filmato con i loro telefonini il taxi e l'autista. Il conducente, accortosi di quanto stavano facendo le turiste, al termine delle riprese, si è abbassato i pantaloni e mostrato loro i genitali. Le ragazze, intimorite, hanno pagato oltre 150 euro e si sono imbarcate. Al rientro a Roma, presso l'aeroporto di Ciampino, le straniere prima di partire per Bruxelles, hanno trovato il coraggio per denunciare quanto accaduto al personale della Polaria che, esaminando il video, ha individuato e denunciato il tassista. La Polizia dell'aeroporto di Ciampino ha inoltre proposto al competente ufficio del Campidoglio la sospensione della licenza del tassista. Costante è l'attività di controllo che l'Ufficio di Polizia di Frontiera di Ciampino svolge nei confronti negli autonoleggiatori con conducente e dei conducenti di taxi. Dal gennaio 2009 ad oggi sono stati controllate circa 250 vetture adibite al servizio pubblico e sono state riscontrate ed elevate 19 sanzioni amministrative .

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Adr-Alitalia: un terminal per Sky team (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 16/07/2009 - pag: 4 Aeroporto L'accordo Adr-Alitalia: un terminal per Sky team Nuova configurazione dei terminal dell'Aeroporto di Roma Fiumicino e una serie di interventi strutturali tesi al miglioramento dell'operativitá sullo scalo. È quanto prevede l'accordo firmato ieri fra Fabrizio Palenzona, Presidente di Aeroporti di Roma, e Rocco Sabelli, Amministratore Delegato di Alitalia. La partnership fra la principale compagnia aerea del Paese e il più importante aeroporto italiano nasce dalla necessitá di Alitalia «di implementare un trend di crescita» coerente col proprio ruolo di vettore di riferimento dello scalo romano. L'accordo prevede una serie di importanti step organizzativi per il miglioramento della qualitá dei servizi. Uno dei più importanti è quello di dedicare - entro il 30 ottobre di quest'anno - un terminal (il Terminal A giá esistente) «a servizio unico delle esigenze di Alitalia e dei partner dell'alleanza Sky Team ». Il terminal dedicato consentirá ad ADR di riconfigurare e specializzare sia i terminal esistenti, sia quelli in costruzione (il nuovo Molo C) che quelli in progettazione (il nuovo Terminal A nella zona est dell'aeroporto). L'impegno - nel lungo termine - è di mettere al servizio delle esigenze della compagnia i primi tre moli della zona est e le relative infrastrutture di imbarco. Per quanto riguarda i servizi al passeggero, l'accordo prevede alcune importanti innovazioni. ADR realizzerá un nuovo BHS (il sistema di trasporto dei bagagli in partenza) che andrá ad affiancarsi a quelli giá esistenti. Ciò consentirá una più agevole gestione dei bagagli sia originanti che in transito. Sempre per quanto riguarda i bagagli saranno implementati nuovi sistemi tecnologici di tracciatura, come il sistema RFID con microchip che segue il bagaglio fin dentro la stiva dell' aeromobile attraverso un sistema di antenne wi-fi. Per quanto riguarda il coordinamento delle attività aeroportuali, ci sarà un coordinamento integrato fra tutti gli operatori e le compagnie operanti a Fiumicino.

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i marcegaglia in uscita da cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

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Pagina 31 - Economia L´operazione I Marcegaglia in uscita da Cai ROMA - è imminente l´uscita della famiglia Marcegaglia dall´azionariato Cai. Intesa Sanpaolo s´è impegnata a trovare un acquirente per settimana prossima. Il gruppo mantovano, che aveva partecipato simbolicamente alla cordata per rilevare Alitalia, aveva manifestato la volontà di uscirne dopo il salvataggio.

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Alitalia, a Fiumicino un volo su due in ritardo Il richiamo dell'Enac (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 17/07/2009 - pag: 34 Sabelli: «Lavorare, lavorare, lavorare» Alitalia, a Fiumicino un volo su due in ritardo Il richiamo dell'Enac MILANO - Un piano congiunto per far fronte ai picchi stagionali del traffico, dopo un avvio di estate assai critico. È l'impegno assunto ieri con l'Enac dai vertici di Alitalia e di Adr, la società che gestisce Fiumicino. Al tavolo convocato dal presidente dell'Autorità dell'aviazione civile, Vito Riggio, l'amministratore delegato della compagnia, Rocco Sabelli, e il numero uno di Adr, Fabrizio Palenzona, hanno presentato «gli interventi organizzativi - è stato comunicato dall'Enac - che permetteranno di migliorare la qualità del servizio » e superare «le criticità che nel mese di giugno hanno portato a risultati insufficienti nella puntualità di Alitalia e dello scalo nel suo complesso ». Uno su due dei 230 voli in partenza è mediamente in ritardo, mentre l'unica eccellenza resta la tratta Roma-Milano, qui la puntualità raggiunge l'80%. «Per recuperare anni di trascuratezza bisogna lavorare, lavorare, lavorare», ha detto Sabelli, indicando «fra le azioni a breve il potenziamento della struttura operativa e di coordinamento». Dalla prossima settimana «ci saranno 200 persone in più fra tecnici, addetti al checkin, ai bagagli, alla pista, alla rampa». Ricordando l'integrazione informatica con AirOne, Sabelli ha poi sottolineato l'avvio di «interventi strutturali più importanti», tra cui la realizzazione, con Adr, del terminal A dedicato ad Alitalia e ai partner di Sky Team. Sabelli ha smentito le voci di un presunto contenzioso con il Commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, sulle rate dei pagamenti di alcuni asset: «Il prezzo stabilito non è in discussione e mai lo sarà». Al via, intanto, c'è anche il progetto da oltre 3 miliardi messo a punto da Adr con gli alleati di Singapore, Changi. Il piano per l'ampliamento delle infrastrutture, dei collegamenti, dei servizi sarà presentato in autunno alle Autorità per l'approvazione. Palenzona ha assicurato come Adr e Alitalia «faranno di tutto per risolvere nell'immediato le criticità», anche se il traffico estivo potrebbe comunque essere in calo dell' 8-9% rispetto al 2008. Gli interventi in corso, ha aggiunto, preludono a «un piano di lungo respiro per diventare protagonisti più forti nel mercato ». Sul fronte degli azionisti Alitalia, potrebbe avvicinarsi l'uscita da Cai della famiglia Marcegaglia che aveva partecipato a titolo simbolico alla cordata, dichiarando il proposito di cedere quote a operazione conclusa. Paola Pica Gli impegni Più personale, più varchi di sicurezza, più informazioni ai passeggeri. Sono alcuni degli impegni presi da Alitalia e Adr con l'Enac Il piano di Adr Il progetto da 3 miliardi di Adr e Singapore sarà presentato in autunno alle Autorità per l'approvazione

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Alitalia Azione legale Contro i ritardi dei voli Cai-Alitalia su Caselle, la Lega annuncia ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-07-2009)

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Alitalia Azione legale Contro i ritardi dei voli Cai-Alitalia su Caselle, la Lega annuncia che raccoglierà copia dei moduli recapitati all'azienda per organizzare un'azione legale collettiva. Che però non esiste.

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Dallo scudetto all'Enav Il volo di Gigi Martini (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 18/07/2009 - pag: 9 Personaggi La passione per le armi, la militanza in An Dallo scudetto all'Enav Il volo di Gigi Martini L'ex terzino della Lazio nuovo presidente Gigi Martini è stato un sacco di cose, e adesso è diventato presidente dell'Enav, la società nazionale per l'assistenza al volo: si dirà che è per via delle amicizie influenti, degli amici degli amici, di quelli che, quando lui era parlamentare di An, gli permettevano anche di continuare a fare il pilota, tre voli ogni novanta giorni, e così di mantenere stipendio e brevetto. Esempio tipico di casta, certo. Ma Gigi Martini, «il comandante », è stato un sacco di cose: ed è difficile chiuderlo in una definizione. Un fascista, si diceva ai tempi della Lazio dello scudetto, 1974, lui e tutta la squadra: solo che questa è la verità vista da molto lontano, come quella di chi racconta una città dopo averla vista passandoci sopra con l'aereo. Volare, ecco: molti sostengono che più di tutto Martini è stato - è - uno innamorato del cielo. Solo che dopo aver lasciato parlamento e cabina di pilotaggio, Martini ha fatto un'altra scelta: via per mare, in barca, tutto l'anno. Poi è arrivata Cai - consulente di Sabelli per la nuova Alitalia - e adesso l'Enav, la presidenza. Ma la verità è un'altra, Martini è stato un sacco di cose. L'etichetta peggiore è stata quella del «fascista»: lui ha detto cose abbastanza nitide, «leggi razziali aberranti», e anche «la seconda guerra mondiale fu di aggressione, e fu un errore clamoroso». Oltre, ovviamente, alla principale: «Di destra, non fascista». Tutto inutile, la voce di popolo lo vuole al fianco di Mussolini. Anche perché nella Lazio campione la prima volta, fascisti e pistoleri ce ne sono. In verità, nella stagione '73-'74, gli spogliatoi sono due: in uno ci sono Chinaglia, Pulici, Nanni, Oddi e Facco, nell'altro Garlaschelli, Frustalupi, Re Cecconi e, appunto, Martini. Uno che arriva dal Livorno: gioca a calcio e studia da pilota, si lancia col paracadute. Lui è compagna di camera di Cecco: uno che quando gli davano del fascista, dirà poi lo stesso Martini a Guy Chiappaventi che ne ha fatto un libro, «Pistole e Paolloni», uno che, Re Cecconi, «se gli dicevano che era fascista ci rimaneva male». È difficile dire cos'era quella squadra: alla partitella del venerdì se le davano, Facco usava i parastinchi. E proprio tra Chinaglia e Martini, vuole la leggenda, ne capitarono di episodi: aggressioni a colpi di bottiglia e litigi così furiosi che doveva intervenire Maestrelli, metà padre metà allenatore. Poi Cecco morì, ammazzato in quel modo. Erano altri anni, altri caratteri, un altro calcio: nell'anno dello scudetto, una domenica la Lazio chiude il primo tempo in svantaggio col Verona, 1-2. La squadra torna dagli spogliatoi quasi subito: ognuno al proprio posto, ad aspettare gli avversari. L'Olimopico diventa un unico coro. Dopo mezz'ora del secondo tempo, la Lazio vince 4-2. Martini ne parla e ancora si commuove. Poi c'è lo scudetto, il 12 maggio '74: a Roma un po' si festeggia il titolo, un po' si brinda alla vittoria al referendum sul divorzio. Martini non è nella festa: s'è rotto una clavicola. E forse quel giorno capisce che l'amore per il calcio, è finito. E presto comincia col resto: i voli, il parlamento, il mare, poi la Cai e adesso l'Enav. Tanto, per un solo uomo: che era tante cose, e non ha mai voluto etichette. Il suo volo, ancora non è finito. Alessandro Capponi Passione Gigi Martini ai tempi della Lazio, terzino di fascia, e in abiti civili, ora è diventato presidente dell'Enav

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Al vertice Enav il pilota-calciatore (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-07-2009)

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articolo di sabato 18 luglio 2009 Al vertice Enav il pilota-calciatore di Redazione È l'uomo dalle quattro vite, Luigi Martini (nella foto). Già terzino nella Lazio degli anni '70 (scudettato nel 1974, con la squadra guidata da Tommaso Maestrelli), si è in seguito inventato una carriera da pilota in Alitalia. Riuscendo in questo modo a realizzare due dei sogni più coltivati da ogni bambino: fare il calciatore e fare il pilota. Nel 1996 entra in Parlamento, deputato nelle file di Alleanza Nazionale, e ci rimane fino allo scadere della legislatura, nel 2001. Adesso Martini è stato nominato presidente dell'Enav, la società nazionale per l'assistenza al volo, dove va ad occupare la poltrona lasciata libera da Bruno Nieddu. Il nuovo consiglio di amministrazione è composto da Guido Pugliesi, Giorgio Piattini e Rosa Maria Greco. L'anno scorso l'Enav ha chiuso il bilancio in attivo, con un utile di circa 23 milioni di euro. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961

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"Mai cancellato voli per risparmiare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-07-2009)

Argomenti: Alitalia

L'INCHIESTA il caso La replica di Cai «Class action? Qui non esiste» "Ritardi in arrivo, il problema è a Roma" «A Caselle ci sono stati disagi, ma la situazione sta migliorando» RAPHAËL ZANOTTI "Mai cancellato voli per risparmiare" Dopo l'annuncio della class action da parte della Lega e mentre la procura di Torino indaga sui ritardi dei voli di Caselle, Alitalia replica: a Torino ci sono stati problemi, ma si sta già migliorando. A conferma, i dati dell'ultima settimana: zero cancellazioni. E se nei mesi scorsi ce n'erano state, «non erano dovute a ragioni commerciali». Tradotto: non è mai avvenuto che si annullasse un volo vuoto e si facessero salire i passeggeri su quello successivo per risparmiare. Il problema, dicono da Alitalia, sono gli arrivi e non le partenze. Dei 252 voli che si sono susseguiti da venerdì 11 a venerdì 17 luglio, le partenze da Torino hanno registrato una puntualità pari al 78%. «Un dato molto vicino all'obiettivo dichiarato dall'azienda dell'80%», dicono da Alitalia. Oltre un arrivo su tre, invece, ha registrato ritardi superiori ai 15'. A pesare sulla statistica sono soprattutto i voli provenienti da Roma, che hanno un tasso di puntualità solo del 55% su tutta la rete. «Per questo - annunciano da Alitalia - mercoledì è stato siglato un importante accordo tra la nostra compagnia e Aeroporti Roma». L'intesa ha ricevuto anche il plauso dell'Enac, l'ente nazionale dell'aviazione civile. Da ottobre Aeroporti di Roma destinerà il terminal A dello scalo di Roma Fiumicino solo ed esclusivamente ad Alitalia e ai parters dello Sky Team (Klm e AirFrance). È allo studio una nuova logistica per accorpare i velivoli Alitalia in un'unica area dell'aeroporto in modo da limitare i trasferimenti interni (per andare da una parte all'altra dello scalo si devono percorrere attualmente tre chilometri). Verrà inaugurato un nuovo monitoraggio elettronico dei bagagli, soluzione che dovrebbe limitare i ritardi. Fino a oggi se un passeggero non si presentava al suo gate e il bagaglio era già a bordo, era necessario scaricare il velivolo, rintracciare il bagaglio del passeggero in questione, lasciarlo a terra e ricaricare quello degli altri passeggeri. Operazione che poteva durare un'ora. Con il nuovo sistema si dovrebbe scendere a 7 minuti. Altre migliorie sono attese su tempi medio lunghi. A Torino è già stato potenziato l'organico del personale delle manutenzioni e la sostituzione dei velivoli - assicura Alitalia - ridurrà ulteriormente le attese. «La nostra compagnia ha attualmente uno dei piani più aggressivi d'Europa di ammodernamento della flotta - dicono da Alitalia - Nei prossimi quattro anni arriveranno due nuovi velivoli al mese». I quattro Boeing 737 della AirOne che girano su Caselle, garantisce Alitalia, saranno presto sostituiti da macchine più nuove. E le critiche e le iniziative della Lega? «Premesso che la class action in Italia ancora non esiste - sottolinea Alitalia - ricordiamo che la nostra compagnia ha un tavolo aperto con le associazioni dei consumatori. Il nostro obiettivo è quello di stilare una carta dei servizi specifica di Alitalia che integri quella già vigente dell'Enac».

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"Alitalia-Linate vicenda grottesca" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-07-2009)

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LO SCALO LOMBARDO "Alitalia-Linate vicenda grottesca" Il manager Lufthansa: sorpresi dalle decisioni dell'Antitrust della Ue «Non capiamo perché sulla Milano-Roma ci siano ancora slot inutilizzati» Il monopolio di Alitalia su Linate è un grosso problema. La situazione deve cambiare in fretta. Siamo sicuri che la politica, Antitrust ed Enac abbiano capito che così non si può andare avanti». Karl Ulrich Garnadt è responsabile della pianificazione della rete di Lufthansa e a capo del team che ormai un anno fa elaborò il progetto di Lufthansa Italia. Seduto nella hall di un grande albergo romano, veste una camicia a maniche corte bianca che ricorda quelle dei suoi assistenti di volo. Il messaggio, benché indiretto e pro domo Lufthansa, è chiaro: se si garantisse più concorrenza sul mercato interno la qualità del servizio - anzitutto quello della compagnia italiana - non potrebbe che migliorare. Mister Garnadt, Lufthansa Italia ha stretto un accordo con Sea su Malpensa da dove partono voli per l'Italia e l'Europa. Non è sufficiente? Perché reclamate spazio su Linate? «Senza collegamenti nazionali da quell'aeroporto non siamo in grado di essere competitivi in Italia. E per quel che mi risulta, i primi a lamentarsi di come vanno le cose sono i clienti. La vicenda ha del grottesco: non capiamo perché Alitalia su quella tratta, una delle più trafficate d'Europa, debba avere a disposizione slot che in alcuni casi nemmeno utilizza». La Commissione europea però non ha avuto nulla da eccepire sulla fusione Alitalia-Air One. Il dossier è rimasto di esclusiva competenza dell'Antitrust italiana la quale è stata inibita nei suoi poteri per legge. Siete disposti a porre comunque il problema in sede Ue? «Siamo rimasti sorpresi dal fatto che per il nostro progetto di fusione con Austrian, alla quale siamo legati da una partnership decennale, il commissario Kroes ci abbia negato la procedura veloce. In più ci è stato chiesto di rinunciare a diverse slot fra Francoforte e Vienna. Sul mercato italiano c'è invece un monopolio sostenuto dal governo e la pubblica opinione chiede più concorrenza. Noi abbiamo fatto domanda per gli slot della Roma-Milano: siamo fiduciosi che la questione possa essere risolta in Italia. Non vogliamo scalzare Alitalia, ma ricordo che in Germania la nostra quota di mercato nazionale non supera il 50%». E come procede il dossier Austrian? Nei giorni scorsi si è sparsa la voce di un possibile no da parte della Commissione. Siete convinti di ottenere ragione? «Abbiamo mandato a Bruxelles la nostra proposta di rimedi, il massimo che possiamo fare. Più che convinto, sono speranzoso di un sì. Se le cose dovessero andare male, a perderci sarebbero in molti: Austrian, il governo di Vienna, il mercato europeo». Avete aperto il dossier austriaco prima della crisi. Qual è ora la situazione del mercato? Il numero uno di Air France-Klm Spinetta ha detto che per il trasporto aereo questa crisi è peggiore di quella del 2001. E' così? «Benché la Iata abbia stimato per quest'anno perdite pari a 9 miliardi di dollari, in termini di volumi questa crisi non è peggiore: nel 2001 mettemmo a terra 70 aerei, ora sono 25. Rispetto ad allora c'è un calo più marcato dei passeggeri business. Nel 2001 la curva seguì un andamento a V, questa volta siamo di fronte ad una L. Siamo sicuri che ad un certo punto del 2010 la situazione migliorerà, ma non siamo ancora in grado di dire quando e in che entità». Nonostante la crisi vi siete imbarcati nell'avventura di Lufthansa Italia. Soddisfatti dei risultati dei primi sei mesi? «Siamo abbastanza soddisfatti, Lufthansa Italia è una sfida di lungo termine. Il coefficiente di riempimento degli aerei sfiora il 70%. Malpensa è un luogo ideale per un hub europeo sulla direttrice Sud-Ovest, ma aspettiamo ancora il collegamento veloce con il Malpensa Express dalla città. Ci hanno promesso che verrà aperto in autunno. Speriamo che la politica rispetti l'impegno». A quando il primo volo intercontinentale da Malpensa? «Per farlo è necessario raddoppiare la quantità di passeggeri in transito». Col senno di poi siete pentiti di aver perso la battaglia per il controllo di Alitalia? «Con tutto quel che sta accadendo... la situazione è già abbastanza difficile così».

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Passera, tre grane da risolvere e un'exit strategy da escogitare (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 20-07-2009)

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20 luglio 2009 Intesa tra i poteri Passera, tre grane da risolvere e un'exit strategy da escogitare Il dossier Zunino, il caso Crédit Agricole, il forcing torinese di Benessia. "Difficoltà superabili" Non sarà un’estate facile per Corrado Passera. Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo si trova a dover disinnescare mine piazzate su più fronti. C’è la grana dell’esposizione verso la galassia dell’immobiliarista Luigi Zunino e c’è la vicenda del patto siglato tra il Crédit Agricole e Generali sulle azioni di Ca’ de Sass. D’altronde, si sa, i guai arrivano tutti insieme. I problemi di Passera con il gruppo immobiliare Risanamento che fa capo a Zunino si trascinano da tempo: per salvare i finanziamenti, le banche creditrici (Intesa con 476 milioni ma anche Unicredit e Banco Popolare con importi inferiori), hanno concesso in un anno ben due prestiti da 150 e 75 milioni e persino una dilazione su 1,1 miliardi di debiti con l’obiettivo di permettere la ristrutturazione del gruppo. Dopo una crescita finanziata a debito, infatti, la società si è ritrovata schiacciata da quasi tre miliardi di debiti in un mercato immobiliare bloccato per la crisi. Ma ora la bomba rischia di scoppiare in mano. La procura della Repubblica di Milano, infatti, ha chiesto il fallimento di Risanamento (l’udienza è fissata per il 29 luglio). Intesa, che ha tra l’altro in pegno oltre il 10 per cento delle azioni, è al lavoro in queste ore, insieme agli altri istituti, per elaborare un nuovo piano che permetta la sopravvivenza del gruppo e, di conseguenza, di non iscrivere tra i prestiti in sofferenza i crediti verso il gruppo Risanamento. Per questo le banche sperano di scongiurare l’ipotesi fallimento. Effetti collaterali della crisi, si dirà. Oppure effetti indiretti di quel concetto di banca di sistema al centro della strategia di Intesa degli ultimi anni che ha portato il gruppo ad avere una esposizione creditoria verso grandi società partecipate. Passera si trova a dover maneggiare con cautela anche il groviglio che ruota attorno ai francesi del Crédit Agricole. Ca’ de Sass rischia infatti una multa tra i 500 milioni di euro e i 5 miliardi di euro perché il suo azionista Crédit Agricole non scende, come pattuito con l’Antitrust, al di sotto del 5 per cento, e anzi si allea con Generali rafforzando il nucleo azionario con un accordo di consultazione. Per l’Antitrust l’accordo viola gli impegni presi da Intesa al momento della fusione tra la stessa Intesa e Sanpaolo Imi: la discesa dal 5,8 per cento al 2 per cento dell’azionista Crédit Agricole in seguito all’acquisizione di Friuladria e Cariparma da Intesa. Ma i francesi non hanno alcuna intenzione di vendere le azioni Intesa agli attuali prezzi e hanno la necessità di far risultare a bilancio tale partecipazione come strategica per non svalutare la quota con un impatto negativo sul loro conto economico. Proprio per evitare la svalutazione hanno escogitato l’idea del patto. Idea che, secondo la ricostruzione del Foglio, era ben vista dallo stesso Passera che ne ha seguito gli sviluppi. Un fronte unito sull’asse Parigi-Trieste fa comodo al banchiere per contrastare l’ascesa della Compagnia di San Paolo presieduta da Angelo Benessia (che ha il 9,89 per cento di Intesa) vieppiù difensore della torinesità della banca dopo l’uscita del torinese Pietro Modiano entrato in rotta di collisione con Passera. Il forcing di Benessia ha come obiettivo principale, notano ambienti finanziari, la presidenza del consiglio di gestione di Intesa ora ricoperta dal torinese Enrico Salza. La presenza di Salza ha un ruolo di garanzia equilibratrice per il vertice. Se Salza sarà sostituito, non si escludono ulteriori cambiamenti. Alcune avvisaglie vanno in questa direzione. I rappresentanti di San Paolo nel comitato di controllo interno stanno per chiedere conto al management dell’impasse sul caso Crédit Agricole e di alcune mancate comunicazioni. Chi ritiene comunque che quelle di Passera siano difficoltà passeggere e quindi superabili è Giancarlo Galli, storico della finanza, autore del recente “Nella giungla degli gnomi” (Garzanti): “Certo, i suoi tradizionali punti di riferimento stanno cambiando, perché Carlo De Benedetti non è più centrale e Giovanni Bazoli non è più solidissimo come un tempo. Per questo è significativo che Passera si sia avvicinato al governo, anche grazie all’operazione Cai-Alitalia. Ma se qualcuno pensa che abbia imboccato una china declinante si sbaglia. Con Profumo è uno dei pochi banchieri che non superano la settantina: avranno ancora un ruolo di primo piano nella finanza italiana”. I rapporti del numero uno di Ca’ de Sass con l’esecutivo non sono omogenei. A una presidenza del Consiglio, tramite il sottosegretario Gianni Letta, che lo considera una risorsa tecnica del paese, fa da contraltare un rapporto non particolarmente simpatetico con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Febbre suina contagiati 5 ragazzini (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-07-2009)

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DISAGI A CASELLE DENUNCIATO All'interno Febbre suina contagiati 5 ragazzini L'aereo anti-ritardi dell'Alitalia arriva due ore dopo Il bel gigolò che ripulisce i conti correnti Tutti dodicenni erano stati in college a Londra. Ora sono in isolamento a casa Marco Accossato Conti e Mondo Massimo Numa

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Poste, mancano trenta portalettere Scatta lo sciopero (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-07-2009)

Argomenti: Alitalia

LAVORO.NIENTE STRAORDINARI NE' PRESTAZIONI AGGIUNTIVE Poste, mancano trenta portalettere Scatta lo sciopero «La privatizzazione del 2011 è alle porte e Poste, invece di predisporre una pianificazione seria dei servizi non fa che tagliare le spese. Il rischio è di diventare come Alitalia, uno spezzatino di subappalti e contratti che non potrà che causare la perdità di qualità». A parlare è Sergio Lucchini, coordinatore Slc Cgil settore poste. Davanti a lui, il volantino congiunto di Slc Cgil, Ulipost e Sailp-Confsal annuncia lo sciopero regionale degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, in atto da venerdì e destinato a durare fino al 16 agosto. «In contemporanea con quello indetto da Slp Cisl e Faip - spiega Lucchini -. Non è stato possibile agire congiuntamente, ma oggi si terrà un incontro delle Rsu e cercheremo di decidere insieme le prossime iniziative». L'aria che tira, manco a dirlo, è pesante: «Tra carenza di organico e mancanza di investimenti - spiega Franco Chiodi, segretario Slc Cgil - Poste sta smantellando servizi che funzionano, come lo sportello clientela d'affari a Domodossola, invece di promuovere la qualità». Secondo Lucchini infatti l'azienda, che nel Vco dà lavoro a 420 persone, «avrebbe bisogno almeno di altri 30 portalettere». E poi c'è la questione dei contratti: «Le ultime due assunzioni, a livello locale, sono state ancora più restrittive: part time di 30 ore alla settimana e non continuative - commenta Lucchini -. In pratica questi portalettere lavorano 5 giorni, eccetto lunedì e sabato: come si coprono quei buchi? Con le prestazioni aggiuntive dei colleghi». Cui si aggiunge il carico da novanta: un comma del decreto anticrisi che, se applicato a Poste, potrebbe bloccare eventuali nuove assunzioni.

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I turisti salvano il made in Italy Ci vuole severità con chi li offende (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-07-2009)

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domande a Santo Versace imprenditore «I turisti salvano il made in Italy Ci vuole severità con chi li offende» 3Santo Versace (presidente dell'omonima casa di moda), che cosa ne pensa dei giapponesi delusi? «E' un problema serio, il turismo è figlio della cultura dell'accoglienza. Se ti trattano da re, se ti fanno sentire a casa tua, non vedi l'ora di tornare. Ma questa cultura da noi non c'è». Come si può reagire? «Occorre lavorare sul miglioramento dei servizi e sull'educazione: siamo un popolo di maleducati, a cominciare dalla sporcizia delle strade. Grazie alla moda e al design siamo diventati il Paese più amato al mondo, quello della dolce vita. Il degrado di Napoli, dell'Alitalia, dei servizi e anche della politica rischiano di rovinarci l'immagine. Servono più trasparenza e applicazione delle regole: se il ristoratore che presenta un conto esagerato venisse chiuso per un mese, poi non lo rifarebbe più». Anche il made in Italy è a rischio? «Il traffico delle grandi vie della moda è fatto molto con i turisti: se i giapponesi non vengono, è un guaio. Ma serve anche una comunicazione diversa: bisogna dirlo forte e chiaro anche ai giapponesi che casi isolati non sono la regola, la gran parte del Paese è sana. Moda e design italiani sono un simbolo di educazione e di forza: aiuteranno l'Italia a rilanciarsi, sotto ogni punto di vista».\

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giorni di lavoro persi e medicine il virus ci costerà 5 miliardi di euro - caterina pasolini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-07-2009)

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Pagina 9 - Cronaca Le conseguenze economiche della malattia: uffici e fabbriche a rilento, giro d´affari in calo per negozi e ristoranti Giorni di lavoro persi e medicine il virus ci costerà 5 miliardi di euro In Italia previsti 4 milioni di pazienti. Si aggiungeranno ai 3 delle normali malattie di stagione. E in Inghilterra calo record del Pil: meno 5% CATERINA PASOLINI ROMA - Cinque miliardi di euro. Potrebbe aggirarsi attorno a questa cifra il costo economico della nuova influenza se si verificassero gli oltre 4 milioni di casi in Italia previsti dal viceministro Fazio. Malati che si andrebbero ad aggiungere agli oltre 3 milioni che ogni anno si prendono l´influenza stagionale con contraccolpi seri all´economia. Ogni anno in Europa, infatti, il 10% delle assenze dal lavoro è provocato dall´influenza con costi economici valutati, solo per quanto riguarda la mancata produttività, dagli 8,5 ai 13 miliardi di euro. Solo in Italia nel 2006 4,8 milioni di lavoratori non sono andati in fabbrica, in azienda o non hanno aperto il negozio per uno o più giorni per un totale di oltre 32mila giornate di lavoro perse. Con un costo complessivo al servizio sanitario, all´Inps, alle famiglie oltre 2.860.000.000 euro. E tutto per colpa dell´influenza, Per questo l´arrivo della nuova pandemia preoccupa gli economisti. Alcuni professori di Oxford hanno calcolato che in Gran Bretagna la nuova influenza potrebbe provocare una perdita del 5% del pil. La Banca Mondiale stima che il costo economico potrebbe variare tra lo 0,7 e il 4.,8 del prodotto interno lordo a seconda dei paesi e della gravità della sua virulenza. Soprattutto in base a quando sarà pronto il vaccino. Prendendo come stima minima l´ipotesi che sia simile all´influenza di Hong Hong del ‘69 o nella peggiore delle ipotesi che sia paragonabile alla Spagnola che nel 1918 provocò oltre 50 milioni di morti. «Fortunatamente per ora siamo lontani da scenari apocalittici: questo virus ha una percentuale di mortalità molto bassa rispetto al numero di contagiati», dice Paolo tedeschi ricercatore della Scuola Superiore Sant´Anna di Pisa e della Bocconi, autore del volume «Pandemia influenzale: il piano pandemico aziendale per garantire la business continuity» con Alberto Mattelli dell´Università di Brescia «Difficile calcolare i costi. Non basta sommare le perdite dovute all´assenteismo, alla diminuzione della produttività ma anche quelle che arrivano a cascata con la diminuzione della vita sociale: un calo del turismo, dei trasporti degli affari nei pubblici esercizi. Un rallentamento totale di tutta l´economia». E quindi i quasi tre miliardi di euro persi tra Inps e servizio sanitario nel 2006 quando si ammalarono circa 3 milioni di persone per l´influenza stagionale vanno quasi raddoppiati, se non di più. Il problema è la prevenzione che abbatte i costi, ripete il ricercatore, visto che in genere i vaccini costano sui 10-15 euro a persona e un giorno in ospedale 500. «Le grandi aziende devono avere dei piani anti pandemia, perché se si ammala il personale di un ospedale, di una grande azienda di interesse nazionale come Enel, Alitalia o Telecom che si fa? Il Canada venne messo in ginocchio dalla Sars. Ora nei paesi del nord Europa le grandi aziende hanno piani antipandemia, in Italia solo pochi casi. C´è ancora una mancanza di attenzione complessiva e soprattutto di coordinamento tra pubblico e privato».

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Gian Domenico Malpeli La truffa Alitalia è servita Nel 2002, nell'ottica della diver... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Gian Domenico Malpeli La truffa Alitalia è servita Nel 2002, nell'ottica della diversificazione dei risparmi e volendo investire in una grande azienda nazionale, ho avuto la balorda idea di comprare delle azioni della nostra ex compagnia di bandiera, 2000 azioni per 1132 euro. Ho anche sottoscritto un aumento di capitale, acquistando obbligazioni per altri 370 euro al 2,9% lordo, quindi nulla di speculativo, un piccolo investimento con prospettive a lungo termine, da «buon padre di famiglia». Il resto è noto a tutti; nella primavera dello scorso anno Prodi era praticamente riuscito a vendere l'Alitalia, e le mie speranze di rivedere il gruzzoletto aumentavano, quando è intervenuto il cavaliere di Arcore. Al grido di «Fermi tutti, ghe pensi mi», ha mandato a monte la trattativa, ha costruito la famosa cordata italiana e gli ha ceduto la compagnia, facendo, a suo dire, un affarone. Ora io non sono un economista al livello di Tremonti, di cessioni d'aziende non me ne intendo, e se gli italiani in generale ci abbiano guadagnato o meno non lo saprei dire, anche se ho seri dubbi, ma a casa mia il risultato dell'affarone berlusconiano è il seguente: capitale iniziale euro 1.502, capitale finale teorico euro 115,11. E aggiungo teorico perché il rimborso che il Governo munificamente elargisce strombazzandolo su tutti i giornali, avviene con titoli di Stato, il cui valore minimo è noto essere di euro 1000, quindi, chi come me non arriva a quella cifra, non becca niente. Bisogna poi considerare che grazie al centrodestra la class action, quando finalmente la renderanno possibile, non potrà più intervenire su questo caso, e la truffa è servita. LUCIO COGO La rassegna di Mineo la mattina su Rai3 Ogni mattina, su Rai3, va in onda la lettura dei quotidiani condotta dal direttore di RaiNews24, Corradino Mineo. Questi a suo tempo fu proposto dal centrosinistra, in quanto dell'area si credeva, nella solita logica delle spartizioni in Rai. Peccato che tutte le mattine ci fa passare moltissimo tempo nella lettura di Libero e del il Giornale facendoci soffermare oltre che su tutti i titoli di prima pagina, anche sugli articoli interni. Il tutto con lunghe e continue inquadrature sulle due testate. Quando poi arriva a l'Unità, che Mineo definì come speculare a il Giornale, tira dritto su tutto e l'unica cosa della quale ci informa è la vignetta di Staino. Poi via ad altro quotidiano per poi ritornare magari ancora su il Giornale. Se fosse per Mineo, chi non conosce l'Unità potrebbe benissimo credere che si tratti di un quotidiano di satira e barzellette. Il centrosinistra la prossima volta scelga un giornalista anche uno politicamente non di area, ma che sia uno con la schiena dritta, e non lo si scelga solo per il fatto che da giovane magari scriveva su il manifesto. Cara Unità, per prima cosa voglio rassicurarvi: la «schiena» mi sorregge ancora bene, dunque deve essere rimasta «dritta». Le vignette di Staino non mi sembrano «barzellette» ma articoli di fondo intelligenti e pieni di ironia. A Libero e a il Giornale dedico qualche attenzione in più perché tutte le mattine raccontano tutto un altro mondo. E perché un pezzo d'Italia è pronto a giurare che sia proprio quella la verità. Quanto al resto, il lavoro d'informazione e d'inchiesta che i giornalisti di Rainews24 stanno conducendo è sotto l'occhio di tutti. Non mi occupo di nomine né di consigli ai lottizzatori. Un abbraccio CORRADINO MINEO Micaela Panella* La precisazione Nell'articolo "Notti presidenziali, l'intelligence russa registra", pubblicato ieri sul vostro giornale, ha sorpreso un accostamento a dir poco sconcertante: da un lato l'analisi sul "danno di immagine" di Berlusconi e sulla eventuale protezione dei Servizi in Italia - dopo la pubblicazione dei suoi colloqui con la D'Addario e le foto del reporter Zappadu - e dall'altro, a servir d'esempio sul versante estero, la visita nel 2001 dell'allora ministro dell'Interno Enzo Bianco in Turchia. Dove - come ormai è noto a tutti - Bianco porse una banconota alla danzatrice, accogliendo la richiesta dei coloro che lo ospitavano di rispettare la tradizione locale. Seduta accanto all'allora ministro, sua moglie; sull'altro lato, l'ambasciatore italiano. Se queste sono trasgressioni, allora ben vengano. con buona pace dei Servizi, che lasciamo al loro importante, essenziale compito nel nostro Paese. * PORTAVOCE SENATORE ENZO BIANCO

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un patto sociale per uscire dalla crisi epifani: "lazio favorito, ce la farà" - cecilia gentile (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-07-2009)

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Pagina XIII - Roma Un patto sociale per uscire dalla crisi Epifani: "Lazio favorito, ce la farà" Regione, sindacati, imprese: insieme per rilanciare l´economia Il presidente della Regione "Realizzeremo gli obiettivi entro otto mesi" CECILIA GENTILE Un obiettivo comune: uscire dalla crisi, salvare i posti di lavoro, ma anche rimettere in moto l´economia attraverso un piano di intervento molto concreto, legato ad un cronoprogramma. Questo lo spirito che a metà maggio ha spinto il presidente della Regione Piero Marrazzo e i sindacati confederali a siglare un patto anticrisi: 39 punti di cui 10 già realizzati. Questo lo spirito con cui Regione, Cgil Cisl e Uil regionali e Cnel ieri hanno invitato all´Auditorium tutte le parti sociali e le istituzioni del Lazio, per creare intorno a quel piano il maggior numero di consensi. «Nella nostra regione la cassa integrazione cresce al ritmo del 200% al mese, e finora ha prodotto 55 mila cassintegrati, che corrispondono a 20 milioni di euro in meno da spendere - ricorda il segretario della Cgil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino, sul palco insieme a Scardaone, Uil, e Simeoni, Cisl - Per questo non bastano solo gli ammortizzatori sociali, servono interventi immediati che facciano ripartire l´economia». Tra i 10 punti già attuati del piano, c´è l´aumento del reddito minimo garantito, portato quest´anno da 20 a 35 milioni, che diventeranno 50 nel 2010 e ancora 50 nel 2011, con l´ultimo assestamento di bilancio. C´è, ancora, il progetto di riconversione del San Giacomo, approvato dal governo. Ci sono lo stanziamento di 50 milioni di euro per il diritto allo studio universitario e di 46 milioni per quello scolastico, il finanziamento di 5000 nuovi posti negli asili nido entro il 2010, l´approvazione del piano casa. «Gli altri punti li realizzeremo in otto mesi, entro questa legislatura», si impegna Marrazzo, che nel patto individua cinque interventi simbolo: il futuro di Alitalia e dell´hub di Fiumicino, la riapertura del San Giacomo, il salvataggio dell´Irbm di Pomezia, le politiche di credito di Banca Impresa Lazio e la realizzazione della Pontina bis. «Un modello di federalismo concertativo, che può avere una valenza nazionale», dice del patto Giuseppe Acocella, vicepresidente del Cnel. E a confermarlo ci sono i tre leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. «Per tornare ai livelli del 2007 - dice Epifani - l´Italia dovrà aspettare il 2014. Il Lazio, invece, per la sua economia che alla fine del 2008 era ancora in espansione, può farcela nel 2011 e dare una spinta propulsiva all´Italia». «Ma per far crescere il Lazio e l´Italia - è ancora Epifani - c´è bisogno dei lavoratori migranti». Dunque l´invito, condiviso da Bonanni, a regolarizzare tutti coloro che hanno fatto domanda. Infine le bacchettate alla Cai, «che non funziona» e ad Aeroporti di Roma, «che deve procedere agli investimenti pianificati». L´assessore comunale al Bilancio Maurizio Leo propone un bonus formativo per assicurare nuove professionalità quando ci sarà la ripresa. Aurelio Regina, Uir, annuncia la prossima riunione della Confindustria in un hangar di Fiumicino «per sostenere lo sviluppo dell´aeroporto». Pambianchi, Confcommercio, e Tagliavanti, Camera di Commercio, tornano a chiedere nuove infrastrutture.

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la puglia perde i 22 voli myair polemica per i fondi erogati - daniela uva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Bari La Puglia perde i 22 voli Myair polemica per i fondi erogati Di Paola: "Nessun euro versato se non a fronte di servizi offerti". Ieri altre 5 cancellazioni DANIELA UVA Dalla mezzanotte di oggi sono tutti cancellati i 22 voli di Myair in Puglia. La decisione di sospendere la licenza della compagnia aerea low-cost, assunta ieri dall´Enac, rischia di lasciare a terra migliaia di passeggeri. Solo domani - primo giorno di revoca - da Bari non partiranno sette voli (Amsterdam, Barcellona, Istanbul, Bergamo, Parigi e Venezia), mentre altrettanti non atterreranno allo scalo di Palese (Amsterdam, Barcellona, Bucarest, Istanbul, Bergamo, Parigi e Venezia). La decisione è stata presa in seguito ai disagi dei giorni scorsi, provocati dalle difficoltà economiche della compagnia. Proprio ieri, nel capoluogo pugliese tre voli - uno in arrivo e due in partenza - erano stati cancellati. I viaggiatori in partenza per Bucarest alle 19.30 sono stati avvertiti di non presentarsi in aeroporto. Mentre quelli in arrivo da Bergamo e Bucarest - rispettivamente alle 17 e 23.30 - non hanno potuto decollare alla volta di Palese. Infine il Bari-Orio al Serio delle 22.20 è stato dirottato sull´aeroporto di Venezia. Stessa situazione a Foggia dove sono saltati i voli per Bergamo (16.45) e Palermo (12.10). Proprio in Puglia Myair ha finora beneficiato di un finanziamento della Regione per l´avvio di nuovi collegamenti. In base ai servizi offerti, la compagnia otteneva i fondi previsti dal bando, in cambio di apposite garanzie. Proprio queste ultime «consentono di affermare che non un euro è stato erogato, se non a fronte dell´effettiva erogazione di servizi di trasporto aereo a tariffe agevolate» spiega Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia. «Solo le forme di inadempienza contrattuale - prosegue - possono consentire l´adozione di iniziative di revoca del contratto, cosa che immediatamente la società si riserva di fare». Ma dall´opposizione arriva comunque un invito a fare chiarezza. «Myair continua a beneficiare di contributi pubblici e non rispetta gli impegni previsti dai bandi» denuncia il capogruppo regionale di Fi, Rocco Palese. Non tarda la risposta dell´assessore ai trasporti, Mario Loizzo, contro le «roboanti dichiarazioni del consigliere Palese, il quale mente sapendo di mentire, quando omette di dire che i finanziamenti previsti dal bando pubblico, che prevede ampie garanzie fidejussorie, sono stati erogati a quella compagnia soltanto in minima parte». Intanto Alitalia fa sapere che i passeggeri danneggiati potranno acquistare biglietti a prezzi scontati (da 39 a 59 euro), presentandosi alle biglietterie della compagnia di bandiera.

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myair, licenza sospesa. "fallimento vicino" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-07-2009)

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Pagina 13 - Cronaca La compagnia low cost tra disservizi e conti in rosso. E il governo di Rabat invia un aereo per riportare in patria i marocchini bloccati a Venezia Myair, licenza sospesa. "Fallimento vicino" MILANO - Dopo i disservizi delle scorse settimane, culminati nell´Odissea di 172 cittadini marocchini bloccati per 24 ore all´aeroporto di Venezia, l´Enac ha ritirato ieri la licenza alla compagnia aerea Myair. com, messa in ginocchio da una pesante crisi finanziaria. La società guidata dall´ex ministro ai trasporti Carlo Bernini e controllata dall´ex pilota delle Frecce tricolori Vincenzo Soddu «è obbligata a fornire adeguata riprotezione e informativa ai passeggeri, precisa l´authority». E Alitalia ha offerto ai danneggiati voli a tariffe agevolate tra 39 e 59 euro. I vertici del gruppo hanno provato fino all´ultimo, senza successo, di trovare i mezzi necessari per evitare il cartellino rosso dell´Enac, provando a mettere assieme un aumento di capitale da 50 milioni grazie all´apporto di nuovi investitori. E l´ente di Vito Riggio ha deciso così di sospenderne l´operatività «per non aggravare la situazione complessiva di danno nei confronti dei passeggeri acquirenti dei voli, con conseguenze anche sull´ordinato funzionamento del sistema nel periodo di maggior domanda e utilizzazione dei servizi ed infrastrutture di trasporto aereo». Il ritiro della licenza, ha detto ieri il procuratore capo di Vicenza Ivano Nelson Salvarani, «è l´inevitabile preludio al fallimento». I pm veneti nei mesi scorsi avevano già inviato otto avvisi di garanzia ai dirigenti della società (tra cui Bernini, Soddu e l´ex arbitro di serie A Luigi Agnolin) per i reati di abuso di credito e bancarotta per 18 milioni di mancati versamenti Iva. Un buco che Myair ha cercato di coprire con assegni che poi si sono rivelati scoperti. Si è conclusa intanto ieri con il lieto fine la disavventura dei passeggeri marocchini lasciati a terra martedì al Marco Polo per la cancellazione del volo Venezia-Casablanca. Il governo di Rabat ha inviato infatti un aereo della Royal Air che ha riportato in patria (gratis) 109 persone. Le altre o avevano già rinunciato al viaggio o non sono state rintracciate. «Ce la siamo dovuta cavare da soli», è stato il laconico commento di Abdallam Khezrasi, presidente dell´associazione dei marocchini di Treviso, e regista del rientro.

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Figlio del giudice costituzionale a capo dell'Aviazione civile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Figlio del giudice costituzionale a capo dell'Aviazione civile CLAUDIA FUSANI La storia è questa: un avvocato di 44 anni è promosso alla guida di un importante ente pubblico mentre il padre, giudice, è impegnato in una decisione assai delicata che riguarda il ministro che ha proposto e ottenuto la nomina del figlio. Probabilmente si tratta solo di una coincidenza, uno di quegli incroci temporali che neppure il diavolo riuscirebbe a mettere in piedi. Probabilmente. E al bando i maligni, chi ci vuole vedere altro, piani e strategie. Magari scambi di favori, ohibò. E però la storia va raccontata tutta. Per filo e per segno. Il 4 di giugno l'avvocato Alessio Quaranta, 44 anni, sposato, due figli, professionista stimato, un curriculum segnato dai ruoli dirigenziali all'interno dell'Enac, diventa n°1 dell'Ente nazionale di aviazione civile, l'organismo che decide tutto in materia di voli, aeroporti e licenze e sicurezza. Insomma, un Signor incarico. La nomina di Quaranta viene fatta dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro competente, Altero Matteoli ( Trasporti). Un paio di settimane dopo, anche se i giornali ne parlano solo il 9 luglio, succede che un altro Quaranta, Alfonso padre di Alessio e giudice della Corte Costituzionale, partecipa al voto che in qualche modo "assolve" proprio il ministro Matteoli dall'accusa di favoreggiamento. Qui serve una parentesi. Perchè c'è una storia nella storia. Nel 2004 il ministro Matteoli è accusato di favoreggiamento dalla procura di Livorno per aver avvisato il prefetto di un'indagine a suo carico per presunti abusi edilizi relativi alla costruzione di un residence all'isola d'Elba. All'epoca Matteoli è ministro dell'Ambiente e in quanto tale chiede alla Giunta per la autorizzazioni a procedere di deliberare che «i fatti a lui ascritti siano dichiarati attinenti alle sue funzioni ministeriali». Nel frattempo il tribunale di Livorno, dopo che il Tribunale dei ministri di Firenze si era spogliato del procedimento perchè non si trattava di reato ministeriale, rinvia a giudizio il ministro per favoreggiamento. Matteoli si oppone, investe della questione la Giunta della camera che solleva il conflitto di attribuzione di poteri presso la Corte Costituzionale. La quale, e torniamo a oggi, decide di rinviare tutto alla Giunta della Camera. Ma quella della Consulta non è stata una decisione serena. Anzi. E' stata presa a maggioranza - è ipotizzabile una conta di 8 sì e sette no - e ha registrato la contrarietà del vicepresidente della Corte Ugo De Siervo che, pur essendo il relatore, non scriverà le motivazioni di una scelta che non condivide. Non si capisce infatti come possa essere una prerogativa ministeriale avvisare una persona di essere sotto inchiesta. E' un fatto che la decisione della Corte sta facendo molto discutere nel merito. E inquieta sapere che uno di quei giudici che hanno deciso, in un modo o nell'altro, su una sorta di Lodo Matteoli, è il padre di un professionista che lo stesso Matteoli ha appena promosso. L'ex dg consulente al ministero Coincidenze. E malignità. Nulla di più. Che però non finiscono qua. Infatti l'ex dg di Enac, Silvano Manera, ex comandante di Alitalia, è candidato a diventare consulente dello stesso ministro Matteoli. Insomma, tutti contenti e nessuno a piedi.Il caso Matteoli slitta a settembre. Sarà la Camera a decidere se il reato è ministeriale o meno. Resta aperto il caso Consulta: dopo la cena a casa del giudice Mazzella con il premier, il sottosegretario e il ministro della Giustizia, arriva ora il caso Matteoli-Quaranta. E a ottobre, sempre la Consulta, dovrà decidere sulla costituzionalità del Lodo Alfano. In pratica se processare il premier oppure no. Dopo la cena a casa del giudice Mazzella un nuovo caso-Consulta. Pochi giorni prima che il giudice Alfonso Quaranta decidesse sul lodo Matteoli il figlio di Quaranta è diventato direttore dell'Enac. Su proposta di Matteoli.

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Alitalia Offerte Alitalia propone 13 nuove destinazioni con Air France/Klm tra cui: Hong Kong,... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Offerte Alitalia propone 13 nuove destinazioni con Air France/Klm tra cui: Hong Kong, Singapore, Montreal, Dakar, Abidjan, Lisbona, Norimberga, Dubai, Berlino, Stoccarda, Bahrein

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La banda dei piccoli colpi online (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 23/07/2009 - pag: 25 Bologna Blitz della polizia postale, in cella 14 tra camerunensi e libanesi. Utilizzato il canale dei «phone center» La banda dei piccoli colpi online Prelevava pochi euro con carte clonate e offriva a «metà prezzo» biglietti e ricariche MILANO Bollette del-- l'Enel, dell'Hera, di A2A, ticketless Eurostar, ricariche Vodafone, Tim, Esselunga. Anche biglietti Alitalia. Ma in generale microspese da pochi euro su cui magari l'occhio sfugge leggendo il rendiconto mensile. Tutto «venduto» a metà prezzo. E tutto acquistato con carte di credito clonate di italiani ma anche di turisti giapponesi, americani, australiani intercettati da portieri consenzienti di garage nel centro di Parigi e grandi hotel di città come Bologna, Firenze, Ferrara. Un vero e proprio supermercato dei servizi online con tanto di «due per uno» che utilizzava come canale di distribuzione i phone center frequentati dagli extracomunitari per un giro di affari di diverse decine di milioni. Un gioco, quello che permetteva di vivere «a metà costo», che iniziava a piacere anche a qualche italiano. Quella che è stata bloccata alle prime luci dell'alba di ieri dalla polizia postale era una banda che operava ormai su larga scala. Di sicuro in tutto il Nord Italia. Incalcolabile il numero delle identità digitali rubate e usate per pagare i conti altrui. Le manette sono scattate per Zizou, il Commissaire, Pirlo, Joker e per il Senateur. Questi i soprannomi. Tra loro c'era anche un Papi. «È stata una delle più importanti operazioni contro la criminalità organizzata su Internet » spiega Antonio Apruzzese, responsabile del centro bolognese che si occupa di truffe e frodi online. Quattordici gli arresti. Anche se all'appello mancherebbero tre nomi. Il nucleo della banda era camerunense. Ma tutti cittadini integrati. Il «capo» era «Zizou» Jean Claude Zale, studente all'università di Ferrara. Si stava prendendo una laurea che certo gli sarebbe stata utile: ingegneria informatica. Il numero due (il Commissaire) era Herve Florentin Souanfouo Lactio, il proprietario di un phone center di Ferrara dove venivano avvicinati i potenziali clienti. Tra gli uomini chiave anche due libanesi che lavoravano in due grandi autorimesse del centro di Parigi, Daumesmille e Marceau- Etoile, proprio a due passi dalle grandi catene alberghiere di Champs Elysée. È stato lo stesso Zizou intercettato a spiegare la frode. «Se hai le fatture, oppure dei biglietti da acquistare mi chiami. È un anno che faccio questo business. Tutto quello che vuoi acquistare te lo faccio avere a metà prezzo. Fratelli miei finché vivete in Europa non avete da spendere. L'anno prossimo lascio e me ne torno a casa». «Questa operazione ci è costata una fatica micidiale. Ma il pericolo sintetizza Apruzzese è che arrivino altri. È difficile fare queste battaglie sulla criminalità informatica a posteriori perché il problema è la sicurezza dei dati. Tutti quanti dovremmo riflettere sulle policy a partire da alberghi, garage e anche da chi usa la carta». E pensare che tutto era iniziato con un forte acquisto di carte prepagate Esselunga. Troppe. Ed è così che gli agenti della polizia postale, indossati i camici dell'Esselunga, si sono presentati al domicilio per consegnare la merce facendo partire un lavoro di indagine durato due anni. Massimo Sideri msideri@corriere.it Il capo Al vertice uno studente vicino alla laurea in ingegneria informatica all'università di Ferrara L'inchiesta L'indagine partita dopo un forte acquisto di carte prepagate in un grande supermercato

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MyAir, Volare e Alpi Eagles Tris di flop per una cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 23/07/2009 - pag: 31 La storia L'ex pilota delle frecce tricolori Soddu è alla terza esperienza senza successo MyAir, Volare e Alpi Eagles Tris di flop per una cordata L'Enac: stop al vettore di Vicenza. Alitalia «soccorre» i passeggeri ROMA E tre. Con MyAir, la compagnia low cost cui l'Enac (ente aviazione civile) ieri ha revocato la licenza provvisoria a partire dalla mezzanotte di oggi, a causa dei disagi procurati ai passeggeri, sono tre le compagnie fondate da Vincenzo Soddu, sessantaduenne imprenditore nuorese, a smettere di volare. Alpi Eagles, Volare e ora MyAir. Non male per un ex pilota delle Frecce Tricolori che pare avere infuso nelle sue imprese una certa spericolatezza. Ieri dopo aver cancellato i voli a Bergamo e Venezia, senza riproteggere i quasi 3 mila viaggiatori, come richiede la Carta dei diritti dei passeggeri, MyA- ir si è vista ritirare dall'Enac il permesso provvisorio di volare. Motivazione: mancanza di cassa per gestire l'operativo e assenza di «concreti sviluppi in merito alla preannunciata ricapitalizzazione » che avrebbe dovuto fare arrivare 50 milioni di euro. Ora mentre Alitalia e Meridiana riproteggono i passeggeri, tira brutta aria per MyAir. La sospensione della licenza può diventare il preludio al fallimento, sostiene il procuratore capo di Vicenza, Ivano Nelson Salvarani che, dallo scorso marzo, sta conducendo un'indagine penale sulla compagnia aerea con sede a Torri di Quartesolo per il mancato versamento di tasse e contributi fra 17 e 18 milioni di euro. La compagnia, va detto, non era nata sotto i migliori auspici: bisogna risalire infatti alla nascita (e soprattutto alla morte) di Volare per rintracciarne le controverse origini. Volare Airlines era nata nel '97 dall'ispirazione dell'orafo vicentino Gino Zoccai e di Vincenzo Soddu, appena uscito dall'esperienza di Alpi Eagles, ceduta a Paolo Sinigaglia e commissariata nel 2008. Nel 2000 i due acquistano da Lupo Rattazzi Air Europe, leader nel mercato dei voli charter : nasce così la holding Volare Group che controlla le due compagnie aeree. Nello stesso anno nel Gruppo Volare, con una quota del 49%, entra a far parte la compagnia elvetica Swissair. Per mantenere in Italia il controllo del Gruppo viene concluso un ingente aumento di capitale grazie a importanti banche. A fine 2000 il fatturato è di 519 milioni e i dipendenti 1.118. Il crollo delle Torri Gemelle porta il fallimento della Swissair: Zoccai ne ricompra la quota con 50 milioni di euro. Ma di lì a poco la situazione debitoria spinge l'orafo volante a rinunciare alla maggioranza a favore dell'imprenditore armeno Edoardo Eurnekian, conoscente di Giorgio Fossa ai tempi in cui questi era presidente della Sea (società aeroportuale milanese). Proprio quest'ultimo, nominato presidente di Volare, affida a una società di revisione la verifica dei conti. Ma servono ancora soldi, in mancanza, è un fuggi fuggi generale. A Fossa succede Mauro Gambaro. Nel 2004 il Gruppo Volare viene posto in amministrazione controllata mentre la procura di Busto Arsizio apre un'inchiesta. È in questo momento che decolla MyAir. Ma già prima della sua effettiva partenza, la compagnia aveva acquisito risorse (anche umane) dal gruppo Volare. Secondo quanto ricostruisce il magistrato, tra il 2002 e il 2004 vari contratti tra Volare e la spagnola Lte (indirettamente controllante MyAir) avrebbero portato alla sottrazione di «quanto meno la somma di 12 milioni di euro». Alla fine Soddu viene rinviato a giudizio per bancarotta ma la nuova compagnia continua a volare con presidente l'ex ministro Dc Giorgio Bernini e vice lo stesso Soddu. Lunga la catena di comando: la Flyholding di Luca e Arianna Soddu, figli dell'imprenditore sardo,(quote in pegno a Unicredit) controlla Myholding che controlla My Way che controlla MyAir. La compagnia aveva individuato il Sud Europa come proprio bacino naturale. Nell'ottobre 2008 stringe un accordo con Sky Europe, altra low cost con base in Slovacchia e titolo quotato alla Borsa di Vienna. La crisi si abbatte però su tutte le compagnie e non risparmia MyAir. Dopo numerosi avvertimenti, l'Enac il 25 giugno scorso aveva concesso una licenza provvisoria in attesa della ristrutturazione. Una settimana fa ha autorizzato gli aeroporti a rifiutare gli imbarchi in assenza di pagamenti. Di qui le prime clamorose cancellazioni. Ieri, l'epilogo. Antonella Baccaro Un aereo di MyAir fermo a Bergamo. E passeggeri accampati a Venezia L'aiuto di Royal Air Interviene la Royal Air del Marocco per riportare in Veneto 172 immigrati lasciati a terra dalla compagnia vicina al fallimento

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Marrazzo: otto mesi, 39 obiettivi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 23/07/2009 - pag: 2 Regione Il presidente: «Mi ricandido, scelgo Bersani e assumeremo i cassintegrati Alitalia» Marrazzo: otto mesi, 39 obiettivi Accordo con i sindacati, contro la crisi da Fiumicino alla Pontina Un patto con «39 obiettivi da raggiungere, cinque simbolici banchi di prova con cui misurarsi, otto mesi per farlo». È così che il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo - presentando l'intesa sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil per «Il futuro oltre la crisi» per costruire «il Lazio del domani» - fa, tra le altre, una cosa: ufficializza che sarà lui e nessun altro il candidato alle Regionali della prossima primavera. In tutto questo, ecco i complimenti all'Ama (Campidoglio) e una promessa: «Bene l'iniziativa di assumere i cassintegrati Alitalia, siamo pronti a farlo con le aziende regionali». Auditorium, platea gremita: politici, imprenditori e i sindacati dei segretari Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Tutti assieme perché «si può costruire il futuro oltre la crisi, costruirlo insieme: con le altre istituzioni, con la politica, con i sindacati e con le imprese». Lo dice alla Obama, Marrazzo: «Si può fare ». E nel Lazio ciò che si è ottenuto è stato possibile grazie a «un sindacato responsabile, consapevole e coraggioso» fatto di «compagni di viaggio - Claudio Di Berardino, Franco Simeoni e Luigi Scardaone - con i quali abbiamo costruito un accordo che ha la coesione come elemento distintivo e orizzonte indispensabile». Nel Patto «ci sono cinque simboli che sono altrettanti banchi di prova per misurare la capacità di coesione del sistema-Lazio - ha spiegato Marrazzo - . Cinque obiettivi raggiungibili solo con il concorso solidale di tutti i protagonisti della vita istituzionale e economica della regione». Il primo banco di prova si chiama Alitalia. «Con il sindaco Alemanno e il presidente Zingaretti abbiamo lavorato di squadra evitando che Roma, unica tra le capitali europee, fosse espropriata del suo Hub. Bisogna continuare a difendere Fiumicino e i lavoratori del volo». Il secondo «nodo » si chiama San Giacomo. «Abbiamo chiuso un ospedale inadeguato nel rapporto costiservizi. Ora c'è un progetto condiviso con il Governo per fare del San Giacomo un presidio sanitario nel cuore della città. Un progetto a disposizione del confronto con le istituzioni locali, del territorio, delle forze sociali, dei cittadini». Sul deficit: «È stato dimezzato ». Poi la ricerca che oggi ha come simbolo della crisi il centro Irbm di Pomezia: «Mettiamo risorse pubbliche a sostegno di un piano di salvataggio e di rilancio elaborato dall'Unione industriali di Roma fortemente voluto dagli imprenditori farmaceutici del nostro territorio e dal sindacato ». Ma non solo. «Domani (oggi, ndr) siglerò con l'università di Harvard e di Tor Vergata un protocollo sulla ricerca contro il cancro in cui Irbm avrà un ruolo di grande importanza ». Ed eccoci al credito, con Banca Impresa Lazio: «Uno strumento ereditato dalla giunta precedente e che oggi può costituire un esempio originale e efficace di governo condiviso delle politiche del credito a sostegno delle imprese ». Il quinto banco di prova per Marrazzo è «il progetto della super Pontina, la Cisterna- Valmontone, ormai pronto per essere messo a gara, grazie a un lavoro iniziato con il ministro Antonio Di Pietro e continuato con il ministro Matteoli ». Infine, la politica e il congresso Pd: «Sosterrò Bersani». Alessandro Capponi Patto Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, nella sala dell'Auditorium durante il convegno

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Marrazzo: Patto con i sindacati contro la crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 23/07/2009 - pag: 1 Regione «Assumeremo anche noi i cassintegrati Alitalia» Marrazzo: «Il candidato sono io» Patto con i sindacati contro la crisi «Trentanove obiettivi da raggiungere, cinque simbolici banchi di prova con cui misurarsi, otto mesi per farlo». Piero Marrazzo presenta così l'intesa siglata con Cgil, Cisl e Uil per il «futuro oltre la crisi». Obiettivo del «patto»: «Costruire il Lazio di domani». Davanti ad un Auditorium gremito, Marrazzo fa poi un altro annuncio: sarà lui e nessun altro il candidato alle Regionali della prossima primavera. Per Marrazzo, gli obiettivi del patto sono realizzabili solo con «il concorso solidale di tutti i protagonisti della vita istituzionale e economica ». Primo banco di prova: Alitalia. «Bisogna continuare a lavorare per difendere Fiumicino e i lavoratori del volo. E assumeremo, come ha fatto l'Ama, i lavoratori cassintegrati». A PAGINA 2 Alessandro Capponi

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Cuneo-Roma Nessuna società è interessata (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Alitalia

AEROPORTO. DA OTTOBRE VIA AL COLLEGAMENTO CON PRISTINA In cifre Cuneo-Roma Nessuna società è interessata Non ci sono risposte alla trattativa privata per il volo a Fiumicino con tariffe agevolate [FIRMA]PAOLA SCOLA LEVALDIGI Cuneo e Roma sono destinate a non «incontrarsi». Almeno non per via aerea. Anche il tentativo di trovare una compagnia per il volo Levaldigi-Fiumicino (continuità territoriale, cioè tariffe agevolate con sostegno dello Stato) attraverso una trattativa privata ha avuto esito negativo. Nessuna società ha mostrato un particolare interesse a concorrere. Alla trattativa privata si è arrivati dopo tre aste pubbliche con bando dell'Unione europea andate deserte. Così l'Ue ha autorizzato la Geac (società di gestione dello scalo) a ricorrere al contatto diretto. Sembra - in via ufficiosa non confermata - che le domande siano state inoltrate a My Air (a cui Enac ha sospeso la licenza dalle 24 di ieri), Air Alps (la compagnia altoatesina che ha curato per qualche mese il Cuneo-Roma e ora naviga in acque burrascose), Alitalia (che non avrebbe fatto alcun cenno), Lufthansa (sostenendo l'Air Dolomiti da Milano, non avrebbe interesse a occuparsi di collegamenti su Roma) e «Darwin» (compagnia svizzera che non può ancora operare come comunitaria per questioni burocratiche). Risposta riguardo a un possibile interesse: nessuna. «Ho già avuto un contatto con il nuovo direttore generale dell'Enac, Quaranta - spiega l'amministratore delegato dello scalo cuneese, Gian Pietro Pepino -. Gli ho illustrato la nostra situazione e mi è parso comprendere. Forse convocherà le compagnie. Contiamo anche sull'interessamento del sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino». La trattativa privata potrà essere riproposta, ma è impensabile che avvenga prima dell'autunno. «E' stata avviata con troppo poco tempo disponibile», dicono dall'aeroporto. Sul fronte dei voli internazionali, una novità: da ottobre partirà un nuovo collegamento, destinazione Pristina, in Kosovo.13.753 passeggeri Hanno utilizzato lo scalo cuneese nel mese di giugno. Rappresenta il record storico mensile 58.406 utenti Hanno volato da Levaldigi dall'inizio dell'anno: in proiezione si ipotizza di superare quota 100 mila entro la fine del 2009. Non è mai accaduto nella storia dello scalo 14 voli Da Cuneo ci sono sette collegamenti settimanali per Bacau e Bucarest (Romania), due per Tirana (Albania) e altrettanti per Palma di Maiorca, e tre alla volta di Cagliari

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myair si ferma, decolla la rabbia - daniela uva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Bari Myair si ferma, decolla la rabbia Passeggeri abbandonati. Un biposto in avaria blocca la pista di Bari DANIELA UVA Paolo è in coda col suo biglietto Myair per Atene in mano. Partenza: 5 agosto. Si mette in fila alla biglietteria dell´Alitalia per aggiudicarsi un tagliando a prezzo ridotto con il quale la compagnia di bandiera intende far fronte all´emergenza. Ma lui è uno dei moltissimi passeggeri sfortunati che hanno prenotato dopo il 26 luglio. Sono centinaia. "Per voi la convenzione non vale – spiega una delle addette -, Alitalia garantisce solo chi avrebbe volato nei prossimi tre giorni". Viaggio annullato, a meno di sborsare 600 euro, a fronte dei cento spesi con Myair. In fila all´aeroporto di Palese ci sono decine di persone. Tutte fanno la stessa domanda: "Ci fate partire?". La risposta è sempre la stessa: dipende. Per il momento con 39 euro vola solo chi parte fino a dopodomani. E sempre che sull´aereo ci sia ancora posto. "Presentatevi il giorno della partenza. Se possiamo vi imbarchiamo". Scene di ordinario caos, ieri, nel giorno in cui la compagnia low cost ha deciso di cancellare tutti i voli, anticipando di 24 ore l´effetto della sospensione della licenza decretata dall´Enac. Caos peggiorato intorno alle 17, a causa di un guasto a un aereo da turismo, che si è arenato sulla pista. Lo scalo è rimasto chiuso per un´ora, i ritardi hanno raggiunto 60 minuti. "Quello che sta succedendo con Myair è uno scandalo – commenta Barbara -, i primi di agosto devo essere a Parigi, ho già pagato l´albergo. Adesso se non pago 500 euro per un nuovo biglietto rischio di perdere tutti i soldi che ho speso". Un aiuto potrebbe, però, arrivare da Foggia. La compagnia Darwin Airline ha attivato – a partire da sabato – nuovi voli per Malpensa, Palermo e Torino. I biglietti possono essere acquistati on line (www.darwinairline.com e www.darwinairline.it) oppure chiamando il numero 0041 848 177 177. Sono tre i collegamenti giornalieri per Malpensa (6.45, 7, 20.25), tre per Palermo (12.10, 13, 16.55) e due per Torino (12, 13). Con prezzi che oscillano fra 53 e 83 euro. Buone nuove anche per Brindisi dove dal 31 luglio è previsto un collegamento giornaliero (escluso il sabato) a 25 euro per Roma con Bluexpress. Ma un´altra soluzione potrebbe arrivare anche da Alitalia, che lo scorso febbraio aveva presentato ad Aeroporti di Puglia e Regione un progetto che prevede promozioni commerciali e nuove rotte verso Scandinavia e Paesi dell´Est. "Per quanto ci riguarda il progetto non è mai decaduto, anzi è più valido che mai spiega Paolo di Prima dall´ufficio stampa -. Siamo disponibili in qualunque momento a riprendere il discorso con i soggetti interessati".

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alitalia, altri tre giorni di offerta per i possessori di biglietti myair (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Bari Centinaia i pugliesi rimasti a terra: ora voli a 39 e 59 euro Alitalia, altri tre giorni di offerta per i possessori di biglietti Myair Per venire incontro alle esigenze dei clienti che avessero comprato un biglietto MyAir e, in particolare, per facilitare il rientro in Italia dei passeggeri con biglietto MyAir che si trovano all´estero in questi giorni, Alitalia ha deciso di prorogare per i giorni 26, 27 e 28 luglio la validità dell´offerta di tariffe agevolate per i possessori di biglietti MyAir. Pertanto, presentando un biglietto aereo della compagnia Myair (o ricevuta di biglietto elettronico), emesso prima del 23 luglio, i viaggiatori potranno acquistare un biglietto Alitalia a: 39 euro (più tasse e supplementi) per tutti i voli diretti da Venezia su Cagliari, Bari e Palermo, o viceversa; 59 euro (più tasse e supplementi) per voli di sola andata verso una delle destinazioni nazionali o internazionali. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il call center Alitalia al numero unico 06.2222.

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chi ha visto i 35 miliardi sperperati dal tesoro? - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

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Pagina 27 - Commenti CHI HA VISTO I 35 MILIARDI SPERPERATI DAL TESORO? (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Voglio citare il commento che di questo sfondamento sorprendente ha fatto Romano Prodi in un articolo pubblicato sul "Messaggero" di mercoledì scorso: «Questo dato mette in evidenza una non prevista espansione della spesa ordinaria della pubblica amministrazione di fronte ad una preoccupante caduta degli investimenti. Tutto questo in presenza di una diminuzione del peso degli interessi sul debito pubblico per effetto della caduta dei tassi sui mercati internazionali. Davvero viene da pensare che qualche "fannullone" si sia dimenticato di esercitare il proprio compito di contenere la spesa corrente e indirizzarla invece verso gli investimenti necessari per sostenere lo sviluppo futuro del paese». Io capisco che il nostro premier non voglia rispondere sulle veline, sulle "escort" e sul processo Mills. Ma qui stiamo ponendo a lui e al suo ministro dell´Economia una domanda di tutt´altra natura: che ne avete fatto di quei 35 miliardi di maggiori spese in un anno di vacche magrissime? In teoria ci potreste rispondere che quei miliardi li avete usati per "stimolare" l´economia. Invece no, neppure quello avete fatto. I denari freschi per stimolare o sostenere l´economia ammontano in tutto e per tutto in 3 miliardi, pari allo 0,2 per cento del prodotto nazionale lordo in confronto con il 3 per cento che è la media dei paesi Ocse. Dieci volte meno di tutti gli altri. Allora ripeto: che cosa ne avete fatto di quei 35 miliardi? Altre domande non meno stringenti potrebbero esser fatte. Per esempio sul piano-casa che prevede centomila alloggi per famiglie con basso reddito. I progetti saranno certificati da un professionista di fiducia del committente. Sono veramente necessarie queste case, con le quali il territorio sarà definitivamente devastato mentre esiste una quantità di case sfitte per le quali non c´è domanda di mercato? Un altro esempio riguarda la messa sotto schiaffo (nel decreto approvato venerdì dalla Camera) della Corte dei conti che il governo sta riducendo a un simulacro manomettendo i suoi poteri di controllo sulla pubblica amministrazione. Chi è il "fannullone operoso" che stravolge dall´interno il sistema delle garanzie dilapidando risorse al punto che bisognerebbe segnalarlo al ministro Brunetta per le opportune sanzioni? * * * Può darsi che i molti che se ne infischiano delle veline, delle "escort" e del processo Mills se ne freghino anche della dilapidazione delle pubbliche risorse se non sono loro ad esserne toccati e anzi se per caso ne sono addirittura beneficiati. La comunità nazionale affonda ma i molti che appartengono alla vasta cerchia clientelare ne godono. Il rampante Tarantini è solo uno dei tanti e fa il nababbo tra la sua fattoria pugliese e la villa di Porto Cervo in prossimità di Villa Certosa. Non saranno certo lui e i tanti come lui a preoccuparsi del "fannullone" che sperpera a Roma. Però non c´è solo questo, il catalogo è lungo. Adesso faremo parlare Mario Draghi, governatore "pro tempore" della Banca d´Italia fino a quando i "fannulloni" non lo sbatteranno fuori perché sta diventando troppo ingombrante. * * * Parlando mercoledì scorso davanti alle competenti commissioni parlamentari il governatore ha sollevato un tema del quale finora sono in pochi ad essersi accorti nell´ambito delle istituzioni e quei pochi si sono ben guardati di renderlo oggetto di pubblico dibattito: l´usura nelle sue più varie forme, la penetrazione della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta nel tessuto imprenditoriale, specialmente nel settore delle aziende medio-piccole e piccole che hanno poca capacità di resistere alla crisi. Draghi ha lanciato un allarme rosso su questo fenomeno che sta penetrando massicciamente nel tessuto produttivo non solo sotto forma di racket o di prestiti usurari, ma anche di acquisto di aziende che non sono più in grado di sostenersi e che vengono utilizzate dalla criminalità come preziose stazioni di riciclaggio per capitali accumulati con il commercio della droga, gli appalti di favore e l´usura vera e propria. Interrogato sull´efficacia dei controlli per impedire l´estendersi del fenomeno, il governatore ha detto a chiare lettere che i controlli esistenti sono assai poco efficaci e andrebbero rapidamente revisionati. Interrogato anche sullo scudo fiscale (che verrà istituito con il decreto in corso di approvazione parlamentare) e sui suoi probabili effetti negativi sul riciclaggio di capitali, il governatore, molto prudente nel pronunciarsi su una legge in corso di approvazione, ha tuttavia manifestato un aperto scetticismo sui controlli che lo scudo prevede per impedire il riciclaggio di capitali mafiosi. Ha osservato che in altri paesi che hanno fatto ricorso in questi mesi a provvedimenti analoghi non è stato concesso l´anonimato a chi decide di far rientrare capitali, non sono state abbonate le tasse evase ed è stata prevista una rigorosa certificazione sull´origine dei predetti capitali. Nulla di simile è contenuto nella normativa predisposta nel decreto, sicché il rischio che capitali di origine criminale rientrino in Italia beneficiando per di più della robusta sanatoria che il decreto prevede, è ampiamente incombente. All´allarme di Draghi si sono associate le parti sociali e in particolare la Confindustria, i commercianti, gli artigiani e l´associazione bancaria Abi. Ma le questioni sollevate dal governatore non si limitavano all´usura e al riciclaggio. Riguardavano anche le norme previste nel decreto sulle banche. Si è infatti scoperto che alcuni articoli della legge imponevano alle banche misure molto pesanti che rischiavano di incepparne seriamente il funzionamento. Il governo (i soliti "fannulloni") non se ne erano evidentemente resi conto, ma sotto le energiche proteste dell´Abi e della stessa Confindustria, ha deciso di annullare quelle disposizioni rinviando di 48 ore il voto di fiducia. Intanto si è saputo che le "sofferenze" bancarie, cioè i crediti che i debitori non sono più in grado di restituire, sono aumentate in questi mesi del 125 per cento rispetto al periodo precedente e tutto fa prevedere che continueranno ad aumentare con ritmi ancor più intensi. La conseguenza inevitabile è una valutazione ancor più rigorosa del merito del credito, specie nel settore delle imprese medio-piccole, le più bisognose di sostegno. * * * Parole che direi definitive sono state dette in proposito dall´amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, nell´intervista pubblicata venerdì sul nostro giornale. La fonte è insospettabile per oggettività politica e prudenza di giudizi: Passera è il banchiere che ha voluto e finanziato la nuova Alitalia, così come aveva voluto e finanziato la nuova Telecom senza più il controllo di Tronchetti Provera. Ed è quello stesso banchiere che ha già stipulato con Confindustria il finanziamento delle Pmi con una linea di credito complessiva di 500 miliardi di euro. Ed ecco il suo giudizio sulla situazione e su ciò che ci aspetta a partire dal prossimo settembre. «Oggi produzione, fatturato interno, export e investimenti sono tutti in drammatico calo. Ciò che è stato fatto finora è nella direzione corretta, ma affinché queste misure abbiano effetto ci vuole molto di più di fronte ad una recessione di tale gravità. L´Italia ha ritardi infrastrutturali gravissimi. L´efficienza del sistema-paese è il nostro vincolo più grave e poi lo scarso dinamismo della società che viene da fattori che ci vedono in fondo a tutte le classifiche mondiali: mobilità, meritocrazia, capacità decisionale. Qui c´è il nostro problema maggiore che logora non solo l´economia ma anche la democrazia». Più prudente ma più chiaro e più sincero di così...! * * * La Lega punta sul federalismo ed ha la capacità politica di imporlo a Berlusconi. La Lega è in grado di ricattare politicamente Berlusconi così come una qualunque "escort" è e sarà in grado di fare su tutt´altro piano. Tra i due tipi di ricatto, così diversi tra loro, c´è tuttavia un nesso evidente che dimostra appunto la ricattabilità del premier. Le conseguenze sul piano della governabilità sono sotto gli occhi di tutti. I dati e i giudizi sopra riportati sono anch´essi sotto gli occhi di tutti e c´è anche sotto gli occhi di tutti la necessità di quello che Corrado Passera ha chiamato uno «shock positivo», cioè un´immediata politica di rilancio che contenga la gravissima recessione che non sta affatto alle nostre spalle ma davanti a noi. Se lo shock positivo non ci sarà - e non c´è alcun segno che possa arrivare in tempo utile - avremo uno shock negativo che un paese economicamente prostrato e politicamente imbambolito non è in grado di fronteggiare. Il premier e i suoi sodali del partito guidato dall´avvocato Ghedini non sembrano rendersene conto e daranno priorità ad una dissennata riforma della giustizia che provocherà una traumatica torsione istituzionale. La Lega dal canto suo vorrà portare a casa quanto più potrà di federalismo e di barriere anti-immigrazione e soprattutto anti-integrazione. Sono due mine vaganti ad altissimo contenuto esplosivo e questo spiega le preoccupazioni del presidente della Repubblica e nell´ambito del centrodestra del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Occorrerebbe arrestare qui ed ora questa deriva. Non è un complotto politico né un catastrofismo perverso e infondato, ma una lucida visione dei fatti. L´esito è nelle mani degli italiani se sapranno essere all´altezza del compito.

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i manager alitalia in aiuto dei passeggeri nei giorni dell'esodo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Roma I manager Alitalia in aiuto dei passeggeri nei giorni dell´esodo Hanno preso servizio all´alba di ieri nell´aeroporto di Fiumicino i manager di Alitalia e i loro collaboratori che, in occasione del maggior esodo estivo, lavoreranno su base volontaria oggi e il prossimo fine settimana. Saranno a stretto contatto dei passeggeri e aiuteranno gli addetti dei settori operativi, in particolare biglietterie e banchi check-in, per smaltire eventuali file ed evitare per quanto possibile ritardi ed altri eventuali disagi. Nello scalo romano l´adesione da parte di manager e impiegati Alitalia è stata massiccia: circa un centinaio di unità lavoreranno divisi in due turni, per garantire così una presenza costante dalle 6 alle 23. L´iniziativa è dell´amministratore delegato Rocco Sabelli: creare una task force multifunzionale per rafforzare i servizi del personale aeroportuale Alitalia e Air One e far così fronte alla prevista ondata di passeggeri nelle giornate più calde della stagione estiva. A Fiumicino l´iniziativa viene apprezzata dagli stessi colletti bianchi che hanno aderito.

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myair lascia, di paola raddoppia - fulvio di giuseppe (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Bari Myair lascia, Di Paola raddoppia Contatti di Aeroporti Puglia con Alitalia e Ryanair per nuove rotte Il manager: "Bergamo, Istanbul Venezia e Olbia sono le mete più richieste" FULVIO DI GIUSEPPE Per una compagnia che abbandona, altre già pronte a investire. La sospensione della licenza alla Myair, che ha comportato la cancellazione di ventidue voli in Puglia, ha aperto nuovi spazi nel mercato aereo. E non mancano le compagnie interessate a colmare questo vuoto, a cominciare dalla Ryanair e dalla Cai, l´ex Alitalia, che stanno studiando investimenti negli scali pugliesi. I contatti però non riguardano solo compagnie low cost e italiane. «Non importa di che colore sia il gatto, ma l´importante è che prenda il topo» taglia corto Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia, che intanto può già sorridere per la prima risposta immediata. Ieri infatti sono partiti i primi voli della Darwin Airline, la compagnia svizzera che gestisce direttamente i voli low cost da e per Foggia, con collegamenti con Milano (scalo di Malpensa), Torino (Caselle) e Palermo (Falcone-Borsellino). «La sospensione della Myair non ha distrutto il nostro mercato ma rappresenta comunque una grave perdita - ammette Domenico Di Paola, amministratore unico di AdP - e non rimaniamo insensibili all´assenza di tratte molto gettonate dai passeggeri». Da questo, il tentativo di sondare subito il mercato e ripristinare nuove rotte. Una soluzione che non dovrebbe essere difficile per un sistema aeroportuale che, in controtendenza rispetto alla media nazionale, ha registrato nel primo semestre del 2009 un incremento di passeggeri superiore al 5%. «Diverse compagnie hanno già manifestato la loro volontà di ripristinare i voli persi - spiega Di Paola - con l´obiettivo di intensificare ulteriormente alcune rotte che appaiono gradite». Rotte come Bergamo, Istanbul e Venezia, hanno infatti rappresentato una delle strategie ritenute vincenti dai vertici di Adp per l´incremento del traffico negli scali pugliesi. Rotte che al momento, con l´abbandono di Myair, sono andate temporaneamente perdute o ridimensionate. Per ora, nessun timore di invertire il trend dell´aumento dei passeggeri, nonostante il rischio che entro l´estate risulti impossibile ripristinare alcuni voli. «In un mesetto non credo che ce la faremo - sottolinea Di Paola - ma non prevedo tempi biblici e comunque conto, entro la fine dell´anno, di aver ulteriormente arricchito i collegamenti pugliesi». Intanto in settimana, è previsto un incontro con l´assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo.

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guasto in cabina il volo roma-bari ritarda di quattro ore (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Bari Il caso Esposto di alcuni passeggeri per i disagi Guasto in cabina il volo Roma-Bari ritarda di quattro ore Oltre 130 passeggeri tra cui bambini e anziani sono rimasti bloccati, venerdì sera, all´aeroporto di Roma per un guasto al velivolo dell´Alitalia che avrebbe dovuto portarli a Bari. L´attesa di oltre quattro ore, denunciano, «non è stata assistita da cibo e acqua a sufficienza, siamo stati abbandonati a noi stessi». Per questo, dieci di loro hanno presentato al posto di polizia un esposto contro la società. L´odissea comincia prima delle 20, orario previsto per la partenza del volo AZ 1611, quando annunciano un ritardo di 50 minuti. Alle 20.30 la "caposcalo" spiega che c´è un problema tecnico e l´orario previsto è le 21.30. Il "problema" è chiarito solo alle 21.30 per giustificare l´ennesimo rinvio di un´ora: i tecnici, spiegano, stanno sostituendo il sedile del pilota. Verso le 22.15 qualcuno obietta che la Carta dei diritti del passeggero garantisce, in caso di "ritardo di due o più ore, assistenza, pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell´attesa, e due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax, posta elettronica". Ma i bar stanno chiudendo e tutto ciò che viene distribuito è una bottiglietta d´acqua, calda. Alle 23.45 l´annuncio: «A momenti imbarchiamo». Il volo Roma-Bari decollerà alle 00.35. (m. chia.)

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bagaglio in cabina l'ultima sfida tra le compagnie - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 23 - Cronaca Bagaglio in cabina l´ultima sfida tra le compagnie Meno peso, più restrizioni. Passeggeri nel caos Niente standard per le dimensioni delle valigie da portare in aereo. E Ryanair, oltre alla borsa, non ammette le buste del duty-free (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO vincenzo nigro In un corridoio ci sono tre bilance elettroniche: ti fanno pagare 50 pence per pesare il tuo bagaglio, ma è meglio farlo lì, prima di arrivare al check-in, pronti a ritornare alla casella zero se la valigia è troppo grande o troppo pesante. Grazie alla liberalizzazione i prezzi scendono, ma le compagnie aeree si inventano ciascuna una regola diversa per dimensioni, peso e numero dei bagagli. Fino a oggi i passeggeri hanno potuto poco o nulla, ma adesso l´Air Operators Association britannica ha iniziato a porsi il problema, soprattutto per la confusione che si provoca tra i passeggeri, e le loro reazioni spesso nevrotiche quando all´ultimo momento sono costretti a comprare un trolley più piccolo o pagare un sovrapprezzo. Ed Anderson, capo della Aoa, lo chiede chiaramente: «Sarebbe meglio standardizzare le regole per misure del bagaglio e peso. Ogni problema ai passeggeri crea problemi negli aeroporti; il check-in online ormai è sempre più diffuso, ma se poi ci sono intoppi col bagaglio si blocca tutto». In Gran Bretagna l´ultimo pericolo alla libertà di bagaglio è arrivato dalla Ryanair: nella sua politica di taglio selvaggio dei costi ha vietato anche di portare a bordo le borse di plastica con i prodotti dei duty-free se i passeggeri hanno già un bagaglio personale. La low-cost irlandese, con la Easyjet, addirittura ha ridotto le misure dei bagagli a mano: il massimo adesso è di 55 centimetri per 40 per 20. Il ministero dei Trasporti britannico permette 56 per 46 per 25, e infatti questa è la misura della British Airways. Altre compagnie di bandiera come Alitalia e Air France permettono 55 per 35 per 25. I numeri di Lufthansa invece sono 55-40-20. Ma la confusione e le soluzioni più costose arrivano dal peso: British Airways e Bmi non pongono limiti, Air France permette 12 chili mentre la sorella Alitalia 5. Aer Lingus e Virgin 6, Qantas 7, Lufthansa 8, Iberia, Jet2 e Monarch 10 chili. «Le regole che cambiano sono un incubo per i clienti e per il nostro staff: noi non diamo più consigli», dice al Times Miranda Mahler, responsabile acquisti di una catena commerciale che vende bagagli negli aeroporti. Il grande magazzino Selfridges ha chiesto assistenza alle compagnie aeree: «Abbiamo scritto più volte: niente da fare». Le compagnie rispondono che misura e peso dei bagagli sono una scelta commerciale. Non hanno alcun interesse ad adottare standard. Anzi con misure diverse provano a farsi concorrenza. «Negli Aeroporti di Roma il problema delle misure e del peso dei bagagli è stato affrontato l´anno scorso, ma soprattutto dal punto di vista della sicurezza - dice un funzionario della società che gestisce Fiumicino e Ciampino - Volevamo capire se era possibile individuare standard dei bagagli per i controlli ai raggi x. La mia impressione è che alla fine, con misure così diverse, gli standard li faranno solo le fabbriche di valigie». «La standardizzazione sarà difficile - ammette Paolo Di Prima, di Alitalia - i passeggeri devono armarsi di pazienza e informarsi. Sul nostro sito le misure e il peso sono indicati». Insomma: prima di viaggiare in aereo bisogna navigare sul web e leggere proprio tutto, fino in fondo.

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tariffe più care negli aeroporti roma-milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 25 - Economia Il decreto Tariffe più care negli aeroporti Roma-Milano ROMA - Fiumicino e Malpensa potranno aumentare le tariffe alle compagnie aeree che operano nei loro scali senza passare per le strette norme che oggi regolano il settore. Nel dl anticrisi ci sono 12 righe che hanno scatenato la rivolta delle 78 compagnie aeree operanti in Italia nonché la parallela soddisfazione dei gestori degli scali. Il caso nasce dal comma 34 bis, inserito all´interno dell´articolo 17 «per incentivare l´adeguamento delle infrastrutture di sistemi aeroportuali con traffico superiore ai 10 milioni di passeggeri annui». Il governo ha infatti deciso di aprire «a sistemi di tariffazione orientati ai costi» dei gestori. Aumenti in vista quindi per i vettori che operano su Fiumicino (35 milioni di passeggeri nel 2008, dati Enac) e Malpensa (poco meno di 20 milioni) mentre anche Linate si avvicina rapidamente al tetto dei 10 milioni (9,3 milioni lo scorso anno). La principale vittima potrebbe essere Alitalia, che ha la sua base principale a Roma. L´Ibar contesta con forza il progetto, mentre per Assaeroporti «è il primo passo per l´ammodernamento» del settore. (lu.ci.)

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Funziona l'aereo contro i ritardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Alitalia

CASELLEPRIMO VERO PROVVEDIMENTO ALITALIA Funziona l'aereo contro i ritardi [FIRMA]ANGELO CONTI Quasi un miracolo. Da qualche giorno i maxiritardi a cui ci aveva abituati Cai (cioè i voli operati da AirOne per conto di Alitalia) sono spariti dagli orari di Caselle. Non che i voli siano perfettamente regolari, ogni tanto qualche «sgarro» c'è ancora, ma si tratta il più delle volte di slittamenti minimi. Sono sparite le maxi-attese, quelle superiori all'ora che spesso arrivavano anche a 3 o 4 ore. Un miracolo, s'è detto, ma con una spiegazione molto razionale. Da giovedì scorso a Caselle c'è un «tappabuchi», un Boeing 737 inviato a Torino dopo la sollevazione popolare e mediatica successiva ai continui problemi sulle rotte gestite da AirOne/Alitalia, in particolare quella su Roma ma anche quelle su Lamezia, Bari e Palermo. [FIRMA]ANGELO CONTI SEGUE DA PAGINA 47 Il 737 in questione è arrivato quattro giorni fa, facendosi subito ... sentire. E' già stato usato cinque volte per sostituirsi ad altri 737 «attardatisi» in giro per l'Italia e che avrebbero potenzialmente operato con ritardi superiori ai 60 minuti. L'aereo «tappabuchi» è un Boeing 737/400, marche EI-CWX, numero di matricola 24912. Ha compiuto 18 anni, avendo effettuato il primo volo il 30 maggio 1991. Ha alle spalle una vita avventurosa avendo inizialmente volato nei cieli di Oriente con i colori della Malaysian Airlines per poi trasferirsi nel vecchio continente prima nell'organico di Air Europe, poi di Iberia, infine di AirOne. Nonostante le tante primavere non è comunque un aereo vecchio: le manutenzioni e le sostituzioni delle parti avvengono con tale meticolosità che un aeromobile civile ha sempre una vita reale assai più breve di quella riferita al suo primo volo. L'arrivo di «CWX» non è comunque la sola misura decisa da Cai per regolarizzare l'attività dello scalo di Torino. Entro la prima decade di agosto dovrebbe essere basato a Caselle anche uno dei nuovissimi Airbus 32: opererà prevalentemente sulla tratta per Fiumicino. I Boeing 737 continueranno comunque a restare in servizio per almeno 4 anni: la loro radiazione dalla flotta è infatti prevista nel 2013. «Non esiste un problema tecnico riferito ai 737 - ha recentemente puntualizzato l'Associazione FlyTorino - che vengono costantemente impiegati, anche nelle serie in uso a AirOne, da Blu Express e da Lufthansa. E questo senza che si debbano registrare particolari problemi di affidabilità. Piuttosto sarebbero preferibili gli Airbus per i maggior comfort di bordo, ma Cai pare intenzionata ad utilizzarli prevalentemente sulla Linate-Fiumicino». Con il «tappabuchi», i più recenti ritardi risultano solo conseguenze di problemi legati all'imbarco (c'è sempre il passeggero che si perde nell'aeroporto o che resta imbambolato al duty-free) o alle esigenze degli equipaggi. I grossi problemi tecnico-operativi ora si possono correggere facilmente. Basta mettere in moto il 737 di scorta.

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alitalia, a fiumicino un volo su tre è ancora in ritardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 1 - Prima Pagina LUCIO CILLIS A PAGINA 14 Voci su un cambio al vertice ma piovono altre smentite Alitalia, a Fiumicino un volo su tre è ancora in ritardo SEGUE A PAGINA 14

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alitalia, un volo su tre in ritardo - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 14 - Economia Alitalia, un volo su tre in ritardo Voci smentite di cambio al vertice. Passera: 30 anni non si risanano in 6 mesi Fiumicino, record negativo. Ruolo più forte di Air France e nuovo direttore generale? LUCIO CILLIS ROMA - Le colpe, ripete da mesi l´ad di Alitalia Rocco Sabelli, vanno «equamente distribuite», tra la compagnia e Fiumicino. Fatto sta che i disagi che tendono ad aumentare pericolosamente con l´estate, sono sotto gli occhi di tutti e toccano da vicino i passeggeri dello scalo romano. Il Leonardo da Vinci non brilla per puntualità dei voli in partenza: a maggio è salito al primo posto tra gli aeroporti più congestionati d´Europa. D´altro canto la puntualità media di Alitalia-Air One non è delle migliori e si ferma al 70% nella media: uno su tre in ritardo. Ma al netto dello scalo romano il dato sale al 77%. Un segnale dei problemi irrisolti a Fiumicino dove la puntualità di Alitalia precipita al 56% nonostante una buona performance della tratta che collega Roma a Milano Linate (81%). I ritardi, i disagi e le croniche carenze che spesso mettono in crisi il transito di milioni di passeggeri in Italia, sono il frutto di un mix di inefficienze. Da una parte c´è Fiumicino, l´aeroporto di gran lunga più grande del Sud Europa che lamenta tariffe ferme da 10 anni, ma che ha sulle spalle un deficit strutturale da colmare e la necessità di arrivare nel 2010 ad una profonda ristrutturazione per dare degna sistemazione alle compagnie di Sky Team. Dall´altra c´è la nuova Alitalia-Air One, che di Sky Team fa parte: il vettore stenta a decollare come vorrebbe, e come se ciò non bastasse le indiscrezioni - sempre respinte con forza - rendono il clima interno pesante. Si parla da giorni di un nuovo vertice, con Sabelli messo in minoranza, e di un solo padrone (Air France) pronto ad assumersi l´onere di un aumento di capitale per rimettere in sesto la baracca. Sono diversi giorni che se ne parla nei corridoi di Fiumicino. A questi cambiamenti radicali che busserebbero alla porta del vertice, Alitalia reagisce senza scomporsi, ma smontando punto su punto ogni indiscrezione: come l´arrivo di un direttore generale proveniente dal settore aeronautico che possa dare sostegno all´ad Sabelli. O come il possibile ingresso in pompa magna dei francesi alla cloche. Tutto questo sfuma se si leggono le dichiarazioni dell´ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, che nei giorni scorsi aveva espresso un giudizio tutt´altro che allarmato o allarmistico su Alitalia: «Il management che gestisce la compagnia si sta impegnando tantissimo, e per ora gli obiettivi mi sembrano più o meno rispettati. Ma 30 anni di pessima gestione non si risanano in 6 mesi. Chiunque capisce un po´ di aziende lo sa». E lo sa bene anche Sabelli che venerdì scorso, ad una convention interna con i responsabili vendite, ha spiegato che «i conti sono assolutamente in linea con le previsioni». Dichiarazioni che tendono a sgombrare il campo dalle peggiori ipotesi sull´andamento finanziario. Ipotesi che mettono però in allarme i piloti, la categoria di lavoratori storicamente di traino in Alitalia. «Nemmeno le commento certe indiscrezioni - dice il comandante Roberto Spinazzola, leader dell´Unione Piloti - ma non posso negare di essere preoccupato. Noi abbiamo compiuto sforzi e i sacrifici enormi. Ora l´azienda deve guardare da una altra parte per rimettere a posto le cose».

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Il tesoretto del Superenalotto (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

14 milioni 129 milioni 1,4 miliardi il caso Nella fortuna investiti 1,5 miliardi Oggi l'estrazione: che cosa può fare lo Stato con i soldi spesi dagli italiani CON LA CIFRA GIOCATA OGNI GIORNO SI POTREBBE FARE UNA LINEA DEL METRÒ IN UNA PICCOLA CITTÀ CON LA CIFRA SPESA IN UNA SETTIMANA SI POTREBBE AMMODERNARE LA SALERNO-REGGIO CALABRIA CON LA CIFRA SPESA NEGLI ULTIMI SEI MESI SI COSTRUISCE UN QUARTO DEL PONTE SULLO STRETTO GIULIA PALMIERI Il tesoretto del Superenalotto ROMA Una calcolatrice non basta: sono da manovra Finanziaria le cifre che il popolo italiano giocatore ha speso per tentare il colpaccio al Superenalotto. I 107 milioni di euro in palio oggi impallidiscono davanti a quello che è uscito dai nostri portafogli: 129 milioni di euro, calcola l'agenzia Agipronews, «puntati» solo nell'ultima settimana, per più di 18 milioni al giorno. Un miliardo e 380 dall'ultima vincita, il 31 gennaio scorso, di cui la metà andata all'Erario. Ma con una media di quasi 20 milioni giocati per ogni estrazione andata a vuoto, cioè circa 8 milioni al dì da sei mesi a oggi, cosa avrebbero potuto fare gli italiani per il Paese, dietro colletta nazionale, con quel 50 per cento non intascato dallo Stato? Avrebbero quasi potuto fare concorrenza agli imprenditori nella corsa per la vecchia Alitalia, accettando la presenza di soci stranieri per 250 milioni. Oppure avrebbero potuto comprare da Carlo Toto, patron di AirOne, la sua compagnia: 300 milioni, più tutti i 490 di ipoteca sui 26 aerei. Se avessero voluto, con quei soldi avrebbero invece coperto i 257 milioni dei 327 che Cai si è impegnata a pagare per i beni e gli aerei della defunta Alitalia e che ancora, pare, non ha sborsato. Oppure sanato il debito da 100 milioni della MyAir, fresca fresca di fallimento, e poi diventarne tutti soci. Avrebbero potuto fare un regalo alla Regione Piemonte, dandole quei 200 milioni di euro per la Torino-Lione che il presidente Bresso dice non essere ancora arrivati dal Governo, nonostante le promesse. Far passare una vacanza più serena al numero uno di Anas Pietro Ciucci e a milioni di connazionali completando la Salerno-Reggio Calabria, per 130 milioni. O la stessa cifra mandarla in Africa, che ne ha più bisogno, e mantenere gli impegni di aiuti presi al Global Found. Se avessero voluto azzardare investimenti rischiosi a lungo termine, ci sarebbe stato il controverso Ponte sullo Stretto (6,3 miliardi il totale), mentre risparmiando un bel po', a 968 milioni, si sarebbero potuti costruire i 32,5 km del Passante di Mestre. Ma quello ormai c'è. A voler sostenere i trasporti urbani, avrebbero solo avuto l'imbarazzo della scelta tra Genova, con il completamento della tratta De Ferrari-Brignole per 110 milioni, o Cagliari e un pezzo della sua linea 3. Paragonata alla forza finanziaria popolare parrebbe taccagna anche l'Unione Europea, con i suoi «appena» 80 milioni di Fondi ripresa economica destinati a nodo ferroviario di Torino, Raccordo anulare di Roma e ferrovia Tiburtina, collegamento via acqua Mantova-Adriatico, progetto Sesar (sistema europeo gestione traffico aereo) e porto Venezia Marghera insieme. Le maratone Telethon sarebbero già andate in pensione, se raccolgono «solo» 35 milioni l'anno, e 140 bandi da 5 milioni avrebbero potuto fare la gioia della ricerca sulla Sla. La casa di Nerone, la Domus Aurea, sarebbe già stata messa in sicurezza, nella sua interezza: assegno da 15 milioni. Via ai cantieri di ricostruzione della Biblioteca provinciale e del complesso monastico di Collemaggio, a L'Aquila. E al G8 avrebbero avuto la possibilità di rifiutare l'offerta di aiuto francese e gestire da soli l'intero restauro del simbolo aquilano Santa Maria del Suffragio.

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Alitalia, top manager in bilico (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

LA COMPAGNIA AD AGOSTO DOVRÀ FARE IL PIENO DI PASSEGGERI E PREPARARSI A PAGARE LA PRIMA RATA DEI VECCHI ASSET Alitalia, top manager in bilico [FIRMA]LUCA FORNOVO La lunga estate calda della nuova Alitalia è iniziata: ad agosto la compagnia dovrà fare il pieno di passeggeri e prepararsi a pagare la prima rata (circa 138 milioni) per gli asset della vecchia Alitalia. La seconda e ultima rata dovrà essere versata a fine 2010, altri 138 milioni al netto di debiti della vecchia Alitalia che si accollerà la nuova compagnia. Agosto sarà dunque come un banco di prova decisivo per il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno e l'Ad Rocco Sabelli. Non è un mistero che ultimamente tra Sabelli e Corrado Passera, l'ad di Intesa Sanpaolo, azionista e advisor della nuova Alitalia, ci sia stato qualche attrito seppur liquidato in ambienti finanziari come «semplici screzi tra manager entrambe sanguigni». Ma sulla graticola sembra sia finito anche Giancarlo Schisano, il direttore operativo di Alitalia, su cui grava da un lato la responsabilità di mantenere anche ad agosto (come a luglio) al 70% il load factor, la percentuale dei posti effettivamente occupati rispetto a quelli disponibili sul velivoli. Dall'altro, aumentare il tasso medio di puntualità, ora al 70% (un volo su tre è in ritardo) portandolo all'80% e migliorare la situazione all'aeroporto di Fiumicino, dove la puntualità precipita al 56%. Sul fronte finanziario, il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha inviato all'advisor Rothschild i calcoli fatti dai manager della nuova Alitalia sulle compensazioni da detrarre e, a quanto si apprende, la risposta è attesa entro lunedì 3 agosto. Sul tavolo dell'advisor anche i calcoli della nuova Alitalia sulla gestione degli ultimi 43 giorni di vita della vecchia compagnia: perdite di cui la nuova società si è fatta carico anticipando due milioni al giorno. Qualora la valutazione di Rothschild dovesse portare a conteggi diversi si aprirà prima un confronto diretto tra le parti poi un arbitrato. Del prezzo totale di 1.052 milioni sono stati versati 100 milioni al closing dell'operazione lo scorso gennaio, altri 625 milioni sono stati scalati per l'accollo di debiti e altri 52 milioni per spese di magazzino e punti millemiglia. Restano da pagare in due rate 275 milioni, al netto però di altri debiti da valutare della vecchia Alitalia. E a far affiorare malumori tra i soci della cordata italiana, la Cai, azionista della nuova Alitalia, sono poi i rumors su un buco di bilancio di quasi 500 milioni a fine anno. «Se risultassero vere queste indiscrezioni, non ci stupiremmo che risultassero plausibili anche le voci su forti contrasti all'interno» della cordata «dei proprietarì di Alitalia e tra il top management», commenta il coordinatore nazionale del Sindacato dei Lavoratori (Sdl), Fabrizio Tomaselli. Cose che all'interno di Alitalia verrebbero considerate come infondate. Tant'è che nei giorni scorsi Sabelli ha rassicurato sulla tenuta del «progetto Fenice» indicando che i conti sono in linea con il piano industriale e con la previsione di un pareggio a tre anni, mentre si può contare su una buona situazione di cassa. Sul fronte dell'amministrazione straordinaria, giovedì si chiude il termine per la presentazione di offerte per alcuni lotti di aerei già messi in vendita con un precedente bando non andato a buon fine. L'eventuale aggiudicazione ci sarà venerdì. Mentre ancora si tratta per la cessione delle società per la manutenzione Ams a Fiumicino e Atitech presso l'aeroporto di Capodichino a Napoli. Terreno delicato per le preoccupazioni sul futuro dei posti di lavoro. Ieri per tutto il giorno i dipendenti di Atitech hanno protestando facendo blocchi stradali a Napoli .

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[FIRMA]FRANCESCO MANACORDA MILANO E' il caso finanziar-giudiziario dell'estate, ma n... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]FRANCESCO MANACORDA MILANO E' il caso finanziar-giudiziario dell'estate, ma non solo. La parabola di Luigi Zunino e della sua Risanamento è anche uno spaccato di come rapporti di potere, tendenze macroeconomiche e legami personali s'intrecciano nel piccolo acquario della finanza italiana. Eccone dunque personaggi e interpreti in ordine alfabetico, con un'unica ed inevitabile eccezione. Zunino Luigi. Immobiliarista e ancora ieri sera aggrappato al posto da consigliere della sua Risanamento di cui appena due settimane fa era presidente. Ha potuto contare in questi anni sul sostegno fiduciosissimo delle banche, mentre la bolla immobiliare andava ingrossandosi, fino ad arrivare a 2,9 miliardi di indebitamento per i suoi progetti di Santa Giulia e di Sesto San Giovanni. Adesso la partita - difficile - della ristrutturazione non è più in mano sua, che con l'ennesimo intervento del sistema creditizio esce dal ruolo di azionista di maggioranza. La Procura di Milano lo sta indagando per bancarotta. Braggiotti Gerardo. Banchiere d'affari alla guida di Leonardo. A lui l'arduo compito di mettere d'accordo Zunino e i suoi creditori nelle ultime due convulse settimane, dovendo anche affrontare l'imprevisto di un piano Leonardo considerato troppo «soft» dalle principali banche, che l'hanno sostituito con una cura più intesa. Greco Francesco. Uomo simbolo della Procura di Milano. Il tam tam mediatico dice che il procuratore aggiunto si sta occupando in prima persona della vicenda Risanamento. A innescare l'ennesimo intervento delle banche è stata in effetti la Procura, chiedendo al Tribunale fallimentare - che dovrebbe decidere domani - di dichiarare il fallimento per la società. Ma al di là dell'intervento o meno di Greco, quel che conta è che ancora una volta la magistratura sembra arrivare là dove il mercato - e le autorità di vigilanza - non giungono. Mancuso Salvatore. Finanziere, fondatore del fondo Equinox e molto altro ancora. Intenso dibattito in queste settimane, se a sceglierlo come superconsulente di Risanamento sia stata lo stesso Zunino - che conosce da una quindicina d'anni - o la di lui moglie. Alcune consuetudini di lunga data lasciano propendere invece per l'ipotesi che alle banche il suo ruolo non dispiacesse affatto. Per la Procura ha agito in questi mesi da amministratore «di fatto» della società, pur non sedendo in consiglio. Ha rapporti di lunga e intensa collaborazione con molti dei protagonisti della vicenda - oltre allo stesso Zunino, anche Miccichè e Saviotti - e raccoglie in Equinox le principali banche italiane. Assieme a lui in queste settimane lavorano per Zunino consulenti che gli sono assai legati come Marcello Massinelli e Fulvio Reina, fondatori della società Rossini. Uno dei suoi figli gestisce Equinox, un altro che lavorava in banca Imi dopo la fusione sta facendo carriera in Intesa-Sanpaolo. Miccichè Gaetano. Responsabile del settore «corporate» di Intesa-Sanpaolo, primo creditore di Risanamento con 600 milioni di esposizione e da oltre quindici anni molto vicino a Mancuso. Assieme i due hanno lavorato alla ristrutturazione dei cantieri Rodriquez a Messina, poi alla Gerolimich a Genova: Mancuso ad e poi liquidatore, Miccichè direttore generale. Miccichè siede nel consiglio di Equinox ed Equinox ha partecipato alla cordata Cai per Alitalia, sotto la regia di Intesa-Sanpaolo. Passera Corrado. Consigliere delegato di Intesa-Sanpaolo, proprio oggi riaffronterà la questione Risanamento al consiglio di gestione dell'istituto. E' convinto che gli asset della società immobiliare si possano valorizzare bene, per rientrare dall'esposizione. Profumo Alessandro. Difficile che Mancuso trovi estimatori sul fronte Unicredit. Da presidente del Banco di Sicilia, dopo la fusione tra Capitalia e Unicredit, ha battagliato, prima a colpi di fioretto e poi di clava, con lo stesso Profumo. Ma al di là delle questioni personali, Sergio Ermotti, capo del «corporate» di Unicredit, è stato fautore della linea dura nelle negoziazioni, insistendo ad esempio perché la «due diligence» sui conti di Risanamento sia fatta al più presto. Saviotti Pier Francesco. Banchiere arrivato con la fama del risanatore al Banco Popolare dopo il disastro Italaease si è trovato ad essere il secondo creditore di Risanamento, con 100 milioni in proprio e 215 di Italease. Anche lui ha grande consuetudine con Mancuso, con il quale ha cogestito il primo fondo Equinox.

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atitech senza stipendi verso la chiusura e i lavoratori bloccano l'aeroporto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)

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Pagina III - Napoli Voli regolari, ma molti viaggiatori hanno dovuto raggiungere a piedi l´aeroscalo. Oggi vertice dal prefetto Atitech senza stipendi verso la chiusura e i lavoratori bloccano l´aeroporto Entro il 30 luglio la vendita al gruppo Lettieri. Ma i sindacati insistono: "Soluzione debole" CARRELLI portabagagli, cavalletti di legno, transenne. Una barricata, un po´ di fortuna, ma sufficiente per bloccare la zona di Capodichino e creare notevoli difficoltà ai passeggeri in arrivo all´aeroporto. è cominciata a mezzogiorno la nuova giornata di passione di Atitech, con i lavoratori in strada ad occupare la via di accesso allo scalo. Tutto a seguito di una comunicazione dell´azienda: manca lo stipendio di luglio e anzi si rischia la chiusura dal prossimo 31 luglio. Messaggio drammatico per gli oltre 700 che invocano la difesa del loro posto di lavoro. I lavoratori di tutte le sigle (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl) sono scesi subiti in strada bloccando via Ruffo di Calabria all´altezza del loro stabilimento e impedendo alle auto di raggiungere l´aeroporto. Nessun conseguenza all´interno per il traffico aereo, ma notevoli i disagi per chi doveva partire e dunque si è ritrovato a dover raggiungere l´aerostazione a piedi. Un solo volo AirOne per Torino è partito con 35 minuti di ritardo per attendere alcuni passeggeri. Fuori intanto la tensione è rimasta altissima. Alcuni vertici aziendali si sono dovuti rifugiare in un hangar, per poi uscire con la scorta della polizia. Alle 18 circa i manifestanti hanno rimosso il blocco, avendo ottenuto un incontro per stamattina col prefetto Alessandro Pansa. Si cercano ovviamente garanzie sugli stipendi. E si aspetta poi che il governo faccia la mossa definitiva. L´ultima decisione, ai primi di luglio, era stata di autorizzare il commissario Alitalia Augusto Fantozzi a trattare la vendita diretta della Atitech a quella stessa «Manutenzioni aeronautiche» di cui Fantozzi aveva giudicato irrecevibile l´offerta prodotta in seguito al bando. Un mandato che scade il 30 luglio, cioè a ore. Per una soluzione che che comunque continua a non convincere i sindacati, che ritengono debole l´affidamento al solo gruppo guidato da Gianni Lettieri e vogliono ancora che al salvataggio Atitech partecipino sia Cai che Finmeccanica. Pressante su questo l´invito a riaprire il tavolo, rivolto soprattutto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. (roberto fuccillo)

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crisi atitech niente stipendi a luglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 21 - Economia Alitalia Crisi Atitech niente stipendi a luglio ROMA - Drammatica situazione per i lavoratori Atitech di Napoli che non hanno ricevuto lo stipendio di luglio. Esplode così la protesta nella società che si occupa della manutenzione e la revisione degli aerei della vecchia Alitalia. Secondo i sindacati se entro la settimana non ci saranno novità sul nuovo assetto è in arrivo il fallimento. Il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, secondo alcune indiscrezioni, starebbe trattando con i potenziali acquirenti e oggi potrebbe fare il punto a Palazzo Chigi. Finora l´unica offerta arrivata sul tavolo del commissario è quella della "Investimenti e sviluppo mediterraneo" guidata dal napoletano Giovanni Lettieri. I lavoratori ieri hanno improvvisato un sit in all´aeroporto di Napoli impedendo l´accesso delle auto nella rotonda dell´aeroporto napoletano. Bloccati anche i vertici aziendali costretti anche a rifugiarsi in un hangar tanto che «per uscire sono stati scortati dalla polizia» ha riferito il segretario provinciale dell´Sdl Michele D´Apuzzo.

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Lasciati senza stipendio La protesta di Atitech (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

«Lasciati senza stipendio» La protesta di Atitech GIUSEPPE VESPO Ancora quattro giorni per salvare Atitech. Poi l'azienda napoletana che si occupava della manutenzione degli aerei Alitalia chiuderà. Con buona pace dei suoi 650 dipendenti diretti e dei quasi 120 dell'indotto, che ieri hanno protestato bloccando per tutto il giorno il viale che collega Napoli all'aeroporto di Capodichino. SENZA STIPENDI La manifestazione è stata organizzata in risponda all'annuncio di chiusura della società, che non ha in cassa la liquidità necessaria a pagare gli stipendi di luglio. O quello che resta delle buste paga falcidiate dalla cassa integrazione a ruota che da un anno coinvolge gli operai. Visto che il processo di compravendita di Atitech - di cui si occupa il commissario liquidatore dell'ex Alitalia, Augusto Fantozzi - fino a ieri non lasciava presagire soluzioni a breve termine, le banche non sarebbero intenzionate ad anticipare gli stipendi. Così è esplosa la rabbia dei lavoratori, che ha causato rallentamenti alla viabilità in direzione dello scalo. Alcuni, con il sindacato Sdl, hanno costretto i vertici dell'azienda a farsi scortare dalla polizia per uscire. Il malessere potrebbe sfociare in manifestazioni non controllate, avvertono ora i rappresentanti dei lavoratori che hanno chiesto con una lettera al sottosegratario Gianni Letta, al commissario Fantozzi e al ministro Claudio Scajola, «il rispetto degli impegni assunti a palazzo Chigi. Bisogna assicurare la continuità aziendale e i relativi emolumenti ai lavoratori Atitech in attesa della definizione di un nuovo assetto societario», scrivono Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti. Perché «è del tutto evidente - aggiungono - che se nelle prossime ore i lavoratori non percepiranno quanto dovuto si potranno verificare iniziative non controllate, derivanti dalla forte esasperazione». la gara Quella di ieri non è l'unica lettera inviata al governo per sollecitare un interessamento alla vicenda. L'ultima è datata otto luglio e seguiva di una settimana quella inviata al sottosegratario Letta dal governatore Bassolino. L'oggetto è sempre lo stesso: dopo che è stata dichiarata da Fantozzi «irricevibile» l'unica manifestazione d'interesse giunta per rilevare Atitech, urge un tavolo a palazzo Chigi. L'offerta a cui si fa riferimento è quella di Manutenzioni Aeronautiche, società che fa capo alla IesMed, promossa dal presidente degli industriali napoletani Gianni Lettieri. È stata bocciata perché, ha dichiarato Fantozzi, «sottoposta a condizioni e garanzie non consentite dal bando». Ieri sera però il commissario ha incontrato Lettieri. La protesta dei 650 lavoratori Atitech di Napoli. La società di manutenzione ex Alitalia ha annunciato la chiusura: non ci sono neanche i soldi per gli stipendi di luglio. Sindacati e istituzioni scrivono al governo.

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Francesca Roversi L'aumento dell'età pensionabile Tra le altre "porcate", il Go... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Francesca Roversi L'aumento dell'età pensionabile Tra le altre "porcate", il Governo fa approvare una legge che innalza obbligatoriamnete l'età pensionabile delle donne del servizio pubblico e nessuno proferisce una parola, né l'IDV, né il PD, né i sindacati che fino a poco tempo fa avevano fatto, a parole, fuoco e fiamme su questo argomento. "Ce lo chiede l'Europa", dice il governo ma l'Europa ci chiede molte altre cose e ce ne infischiamo allegramente. Ma, ripeto, i sindacati e l'opposizione dove sono? E vorrei chiedere all'On. Emma Bonino, che considera egoiste e fuori di testa quelle donne che aspirano ad andare in pensione prima dei 65 anni e che lei, da Onorevole, può anche pensarla così, visto che fa un lavoro gratificante e può permettersi finanziariamente qualcuno che si occupi dei suoi anziani se ce la fa a mettersi per un attimo nei panni di chi ammuffisce in un ufficio, svolgendo un lavoro monotono e ripetitivo, fra beghe di scrivania e il pensiero dei genitori anziani che ormai non possono quasi più restare soli! Vorrei sentirla ancora dire: "Pensionata a chi?". Silvia Cassaintegrati Alitalia Sono una cassintegrata di Alitalia. Altri 152 colleghi in cigs a zero ore dal 12 luglio vanno a ingrossare gli altri 6000 colleghi che già ci sono dal dicembre 2008. Dal 1 agosto ci sarà l'esternalizzazione di parte della amministrazione che invia le liste all'inps. A breve ci sono le ferie estive dei colleghi che lavorano le nostre competenze. C'è il rischio di altri ritardi negli accrediti e siamo molto preoccupati per noi e le nostre famiglie. Come faremo a sopravvivere? A fare la spesa, a pagare le bollette? Speriamo di vedere pubblicata questa lettera per richiamare l'attenzione del governo, dei sindacati, dei responsabili di questa incresciosa situazione al fine di trovare al più presto una soluzione. AI LETTORI Falsi abbonamenti a l'Unità In questi giorni alcune persone stanno girando le città porta a porta offrendo abbonamenti all'unità. gli ultimi casi sono stati segnalati a civitanova marche. si tratta di una truffa: Queste persone non sono autorizzate dal nostro giornale a raccogliere denaro. Chi vuole abbonarsi all'unità si rivolga alla redazione (tel. 06585571) errata Ravasin invece di Nuvoli Per un errore particolarmente spiacevole su l'Unità di ieri, la didascalia della foto a pagina 31 parlava di Giovanni Nuvoli. Si trattava invece di Paolo Ravasin. Chiediamo scusa. alessio gorla Non è mio parente Caro direttore, nell'articolo "Rai: Petruni ripiega in Tgr, Masotti conta sul cugino", mi viene attribuita una inesistente parentela. Giovanni Masotti non è mio cugino, né mio lontano parente. Grazie.

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Atitech al capolinea Un arbitrato per la rata Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 28/07/2009 - pag: 28 La Nuova Alitalia Atitech al capolinea Un arbitrato per la rata Cai ROMA Strade e aeroporto paralizzati. A Napoli ieri è scoppiato il caso Atitech: l'azienda di manutenzione, messa in ginocchio dalla crisi di Alitalia, rischia di chiudere venerdì, senza pagare gli stipendi di luglio ai 700 dipendenti. Lo ha comunicato ieri l'azienda, i cui vertici sono stati scortati dalla polizia fuori dalla sede, dopo essersi rifugiati in un hangar inseguiti dai lavoratori. Secondo lo schema del commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, a acquistare dovrebbe essere l'imprenditore Giovanni Lettieri, con la nuova Alitalia e Finmeccanica soci al 10-15%. Ma mancherebbe l'intesa sul contratto tra Alitalia e Atitech: la prima vorrebbe diminuire il lavoro affidato alla seconda. Ma questo significherebbe un sacrificio dei dipendenti Atitech. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti hanno chiesto l'intervento del governo. Intanto, per sciogliere il nodo dell'ammontare della prima rata di acquisto che Alitalia deve pagare all'amministrazione straordinaria, ci potrebbe essere il ricorso all'arbitrato. Infine, sarà annunciata la nascita di un' inedita associazione piloti, l'Ipa. Vi confluirebbero Anpac e piloti Cgil. A. Bac.

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La portoghese Tap la meno affidabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Alitalia

La classifica La portoghese Tap la meno affidabile Maglia nera alla portoghese Tap, che guida la classifica delle compagnie aeree che hanno smarrito più bagagli. Un primato strappato per un soffio, o quasi, alla British Airways. Sempre sul podio, ma terza, Alitalia. Ecco l'ultima graduatoria (relativa a dati del 2007) di Air Transport Users Council (Auc), associazione britannica dei consumatori. A guidare la classifica delle compagnie meno affidabili è la lusitana Tap, con una media di 27,8 valigie perse ogni 1000 viaggiatori. Con il 26,5/1000 la seconda è la British. Terza Alitalia, con una media di 19,7, al pari di Klm. Seguono poi Air France, Lufthansa, Sas e Iberia.

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diecimila bagagli persi è il bollettino giornaliero ue - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 21 - Economia Diecimila bagagli persi è il bollettino giornaliero Ue Alitalia, tregua armata sul caso Atitech Vertice a Palazzo Chigi tra Letta, Fantozzi e Lettieri per la società campana Tajani: problema grave, si perdono le tracce di una valigia ogni 64 e 1 su 3.000 sparisce LUCIO CILLIS ROMA - In questo momento 10mila passeggeri stanno, probabilmente, imprecando o litigando con qualche addetto di uno scalo europeo. Non sono soli visto che nel mondo complessivamente sono 90mila i bagagli che non vengono riconsegnati al legittimo proprietario. Il dito nella piaga lo mette Bruxelles e in particolare il commissario italiano ai Trasporti Antonio Tajani, che ha reso noti i risultati di uno studio che evidenzia l´ampiezza e la gravità del fenomeno. Basti pensare che si perdono le tracce di almeno un bagaglio ogni 64 passeggeri mentre una valigia ogni tremila non viene più ritrovata. Un danno non da poco visto che il rimborso massimo per il malcapitato proprietario è di 1.100 euro. Nel 2008, secondo i dati della Sita, in tutto il mondo sono stati perduti 32,8 milioni di bagagli, il 20% in meno rispetto al 2007 (42,4 milioni). Poco incoraggiante anche il dato che riguarda i 4,6 milioni di bagagli che sono stati consegnati in ritardo. Il 15% delle valigie, infatti, non viene restituito al proprietario entro 48 ore. «Sono cifre impressionanti che dimostrano quanto il problema sia grave», ha sottolineato Tajani, che ha voluto l´indagine conoscitiva e si propone di affrontare la questione, «passando ad una marcia superiore». L´incubo-bagaglio è causato da diversi fattori: i furti, in effetti, sono sempre in agguato, ma l´errore umano o lo sbaglio da addebitare agli automatismi delle macchine restano la causa principale. L´indagine comunque non punta l´indice su singoli scali e non fornisce dati specifici: «Non si tratta di dividere in buoni e cattivi aeroporti o compagnie: i casi di smarrimento sono talmente diffusi che la percezione dei passeggeri è uguale in qualsiasi scalo», ha spiegato Tajani. Ma l´Air transport users council (Auc) ha stilato una classifica riferita al 2007 delle compagnie col maggior tasso di smarrimento bagagli: al primo posto troviamo la portoghese Tap con 27,8 valigie ogni mille passeggeri, seguita da British Airways, Alitalia e Klm. La Iata, ad ogni buon conto, si è posta l´obiettivo di ridurre i bagagli persi del 50% entro il 2012, grazie anche ad alcune novità presto operative, come ad esempio, i microchip nelle etichette. A breve, poi, cadranno le attuali limitazioni di peso o volume imposte dalle compagnie sul bagaglio a mano così come finiranno le restrizioni sulla possibilità di portare liquidi a bordo. Tornando in Italia resta molto tesa la situazione a Napoli e nello stabilimento della Atitech, che provvede alle manutenzioni aeronautiche. Ieri in serata vertice a Palazzo Chigi tra Gianni Letta, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi e Giovanni Lettieri, a capo della cordata interessata all´acquisto. Sul fronte piloti, infine, si registra una novità: i comandanti della Cgil e quelli dell´Anpac - questi ultimi politicamente vicini al centrodestra - si sono federati nella Ipa (Italian pilot association). Ad ottobre sceglieranno i propri vertici e da quel momento parteciperanno a pieno titolo alle trattative sindacali di categoria.

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Alitalia, scalo a Parigi per andare a Berlino (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 29/07/2009 - pag: 1 Nuove linee (ma tortuose) Alitalia, scalo a Parigi per andare a Berlino di ANTONELLA BACCARO Hong Kong, Singapore, Montreal, e non solo. Alitalia annuncia l'ampliamento dell'offerta internazionale e intercontinentale con 13 nuove mete. Ma il passeggero che cerchi un volo diretto dall'Italia per queste destinazioni rimane a bocca asciutta: dovrà passare da un aeroporto francese o olandese. A PAGINA 18

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Bonomi, i manager della Sea e quella missione a Dubai (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/07/2009 - pag: 19 La storia A trattare con la compagnia di bandiera del Paese arabo i due più stretti collaboratori del vertice. Il ragazzo era in carcere per uno spinello Bonomi, i manager della Sea e quella missione a Dubai Gli uomini della società inviati durante l'arresto del figlio del presidente Da più di due anni ormai il padre padrone della Sea è Giuseppe Bonomi, uomo considerato fra i massimi esperti aeroportuali italiani. Qualità certamente necessaria per salire al vertice di un'azienda tanto importante, ma in questo caso non sufficiente. Già presidente una decina d'anni fa della società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, poi consigliere Anas e per un breve periodo anche presidente dell'Alitalia, è di fede leghista e amicissimo di Umberto Bossi. Ed ha accanto a sé due fedelissimi: Cosimo Giulio De Metrio e Fabio Mangini. Tanto fedeli da essere incaricati a metà novembre 2008 di compiere una missione delicatissima negli Emirati arabi uniti. Motivazione ufficiale, quella di perfezionare un importante accordo commerciale con la compagnia aerea di bandiera Emirates, intenzionata a moltiplicare i voli con destinazione Malpensa. Un accordo presentato da Bonomi ufficialmente alla stampa il 6 dello stesso mese, una decina di giorni prima di quella missione singolare. Sarà per pura coincidenza ma in quel periodo soggiornava a Dubai anche il figlio di Bonomi, Filippo, protagonista di una brutta avventura: la polizia locale lo aveva fermato mentre il volo che doveva portarlo in Australia faceva scalo tecnico. La ragione dell'arresto è la stessa che ha fatto passare a molti giovani cittadini occidentali esperienze simili: detenzione di una modica quantità di stupefacenti. Il giovane Bonomi aveva uno spinello. Un peccato veniale, altrove. Ma un fatto del genere lì può causare problemi seri al malcapitato. Tuttavia il giovane Bonomi se la sarebbe vista ancora più brutta se gli Emirati non avessero ammorbidito per puro caso giusto qualche settimana prima le leggi in materia. E per sua fortuna la disavventura si è risolta con la scarcerazione dopo un mese e mezzo. Avvenuta poco dopo la coincidenza della missione commerciale dei collaboratori di suo padre. Coincidenza che non può non saltare agli occhi. Anche perché con De Metrio, certamente la persona più competente per trattare intese di quel genere, si è recato a Dubai anche Mangini, che di mestiere fa il supervisore degli acquisiti e degli approvvigionamenti, settore che con un accordo commerciale internazionale c'entra come i cavoli a merenda. L'intesa con Emirates, che si concretizzava proprio mentre era in svolgimento quell'antipatico fuori programma, è stata una delle varie iniziative per rilanciare Malpensa dopo il disimpegno dell'Alitalia, che aveva creato non pochi problemi alla Sea. Azienda che già proveniva da un passato piuttosto travagliato, durante il quale il comune di Milano aveva prosciugato praticamente tutta la liquidità (almeno 200 milioni) che si era accumulata negli anni con gli utili. E che Bonomi ha deciso di sottoporre a una cura radicale. Cominciando dal rafforzamento delle posizioni di vertice. Per esempio quella dello stesso De Metrio, protagonista della trasferta in terra araba, cui è stata affidata la supervisione di numerose direzioni oltre al ruolo di vice di Bonomi. Un compito ancora più delicato di quello che ricopriva in precedenza nonostante la sua contemporanea posizione di amministratore e socio di una società di consulenza nel settore trasporti, la T. Consulting, che aveva fondato nel 2005 e della quale è socio anche l'ex direttore generale dell'Alitalia Giovanni Sebastiani. Un conflitto d'interessi sanato successivamente a una rivelazione di Panorama, nel marzo del 2009, con la cessione delle quote avvenuta il 17 aprile. Dettaglio curioso: quella società di consulenza conta fra i suoi clienti la Ata del gruppo Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, azienda che gestisce l'aeroporto privato di Linate, a cui la Sea (prima che De Metrio si sganciasse) ha rinnovato la concessione, in scadenza nel 2022 (fra 13 anni!) fino al 2041. Mangini ha invece la supervisione degli acquisti. Tutto ciò che riguarda forniture e appalti passa per le sue mani. E non sono bruscolini. Ex braccio destro di Bonomi quando questi era consigliere Anas, non rimpiange di certo quel periodo, che gli costò un patteggiamento per turbativa d'asta. Prima di arrivare alla società aeroportuale Mangini, anch'egli varesino come Bonomi, era consigliere di Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture e attualmente consigliere della Sea: la sua figura è quindi ritenuta di importante snodo politico per gli equilibri interni. E qui si apre un capitolo centrale. Indipendentemente da chi siano i suoi proprietari, la società orbita chiaramente nella sfera d'influenza della Lega Nord sulla scia dell'equazione: Malpensa uguale Varese. Vale a dire, il quartier generale del partito di Bossi. Controllo che il Carroccio esercita attraverso Bonomi ma di comune accordo con la parte politica che fa riferimento al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ex leader di Comunione e Liberazione, rappresentata appunto dall'assessore (varesino) Cattaneo. E gli azionisti? Non si può certamente dire che il Comune di Milano, con l'85% del capitale, abbia il boccino in mano. Figuriamoci poi la Provincia, che è il secondo azionista con «appena » il 14,5% delle azioni: non ha mai avuto un consigliere, né voce in capitolo. Magari anche per questo Guido Podestà si appresta a infrangere un tabù. Appena insediato, il nuovo presidente della Provincia di Milano dice infatti che la richiesta di una presenza nel consiglio di amministrazione della Sea «è all'ordine del giorno». Ma difficilmente il potere del capo supremo verrà messo in discussione. Dopo il ritorno alla Sea Bonomi ha ricoperto il doppio incarico di presidente e amministratore fino a quando la Corte dei conti non ha sollevato eccezioni sul suo compenso. Allora si è dimesso dalla carica di amministratore, prontamente abolita, e il consiglio (in sua assenza) lo ha nominato direttore generale, con il risultato di incrementare anche il suo possibile stipendio da 560 mila a 650 mila euro. Non senza polemiche. Durante l'assemblea che ha certificato un utile 2008 (anche a causa della vicenda Alitalia) praticamente azzerato, passato da 34 a 1,8 milioni, un piccolo azionista (Salvatore Donato) ha chiesto conto di quel fatto, sentendosi rispondere che «si tratta di una soluzione organizzative che risulta adottata da altri grandi aeroporti, come Aéroports de Paris, e, nell'ordinamento italiano, da altre grandi grandi società per azioni con capitale pubblico». E Bonomi ha citato il caso dell'Anas, dove «il presidente (Pietro Ciucci, ndr ) è diventato direttore generale». E la faccenda si è chiusa lì. Vicino alla Lega Il responsabile della società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate è amico di Umberto Bossi Sergio Rizzo

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Alitalia, per andare a Berlino bisognerà fare scalo a Parigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/07/2009 - pag: 18 Voli Si aggiungono 13 destinazioni, tra cui Hong Kong, Singapore e Montreal Alitalia, per andare a Berlino bisognerà fare scalo a Parigi Le nuove linee internazionali sono tutte dirottate su Francia e Olanda ROMA Hong Kong, Singapore, Montreal, e non solo. Alitalia in questi giorni ha annunciato l'ampliamento dell'offerta internazionale e intercontinentale con 13 nuove mete, operate insieme con il partner Air France-Klm (azionista al 25%). Ma il passeggero che vada a cercare un volo diretto da uno degli scali italiani per queste destinazioni rimane a bocca asciutta: in tutti i casi dovrà passare da un aeroporto straniero che sia Parigi, Amsterdam e Lione. Eppure il premier Silvio Berlusconi, nel benedire l'accordo con i francesi, era stato chiaro: il traffico non andava in nessun modo dirottato su Parigi. In base al «piano Fenice», che disegnava il futuro della nuova compagnia, le destinazioni intercontinentali avrebbero dovuto essere 18. All'appello finora mancavano Los Angeles, Rio, Incheon (Corea del Sud), Pechino, Shangai e Dakar, molte delle quali, si diceva sarebbero state operate direttamente da Malpensa, così come Mombay. Le destinazioni annunciate in questi giorni aggiungono la prevista Dakar, ma con passaggio da Parigi, e poi altre 5 diverse mete intercontinentali: Hong Kong, Singapore, Montreal e Abidjan da Parigi, e Città del Capo da Amsterdam. A queste si aggiunge una manciata di mete mediorientali: Bahrein, Abu Dhabi (da Amsterdam) e Dubai, da Parigi o Amsterdam, quest'ultima una volta operata direttamente dall'Italia. Stessa cosa si dica per i voli per Berlino e Lisbona, per i quali bisognerà passare dall'estero. Insomma il vantaggio per il passeggero oggi è quello di poter comprare con un unico biglietto due voli che prima doveva abbinare, mentre per Alitalia c'è la possibilità d'incassare anche una parte dei ricavi della destinazione finale. Di certo però, non si può parlare di un'internazionalizzazione di Alitalia. E delle prospettive della compagnia si parlerà oggi nel comitato esecutivo e, a seguire, nel consiglio di amministrazione sui conti del primo semestre, definiti dall'amministratore, Rocco Sabelli, «in linea con le previsioni». «Sono molto contento dei vertici commenta Achille D'Avanzo, azionista che ha investito 30 milioni . Si sapeva che era una sfida difficile e la mia impressione è positiva ». Un altro azionista, che preferisce l'anonimato, definisce «buona» la situazione della cassa, esclude aumenti di capitale e rimanda la vera verifica a settembre. In questi giorni si sono succedute voci di avvicendamento di Sabelli per un'insoddisfazione dei soci che però, se c'è, finora è rimasta sotterranea. Per Alitalia resta il problema della puntualità: secondo dati accreditati nell'ambito del trasporto aereo, relativi a Fiumicino, nei primi sette giorni di luglio la compagnia avrebbe ritardato oltre i 15 minuti il 56% dei voli (il 70% nel week end ) contro il 42% di Alitalia+AirOne nel 2008, contro il 37% di tutte le altre compagnie, e il 15% di quelle più grandi, come Lufthansa. Tutto questo pur operando 460 voli rispetto ai 600 del complesso delle due compagnie un anno fa. E in autunno Sabelli dovrà vedersela anche con i sindacati che si stanno attrezzando a un nuovo confronto. Ieri è nata l'Ipa, associazione dei piloti (in cui dovrebbe confluire l'Anpac), confederata con la Filt-Cgil. Il vantaggio di quest'ultima, che contava finora un centinaio di piloti, è quello di allargare la base nella categoria. Quello dei piloti Anpac è più spettacolare: approdare a un eventuale tavolo con l'azienda finora loro precluso per non aver firmato gli accordi. Antonella Baccaro

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Alitalia brucia 273 milioni in sei mesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Alitalia

TRA RITARDI E VOLI CANCELLATI IL DIFFICILE DECOLLO DELLA NUOVA COMPAGNIA AEREA NEL PRIMO BILANCIO SEMESTRALE Alitalia brucia 273 milioni in sei mesi [FIRMA]LUCA FORNOVO È un decollo difficile per la nuova Alitalia, che nei primi sei mesi di vita ha bruciato 273 milioni, oltre un quarto del capitale, quel miliardo, che la cordata degli imprenditori coraggiosi azionisti della Cai si sono impegnati a garantire. Ieri il cda della compagnia aerea ha pubblicato i risultati del primo semestre che evidenziano oltre a una perdita operativa di 273 milioni (con uno scostamento del 6% rispetto alle previsioni di budget) ricavi per 1,276 miliardi, 10 milioni di passeggeri e un coefficiente medio di riempimento (load factor) del 59%, al di sotto del 72%, la media delle compagnie europee. Intanto inizia a erodersi la liquidità: la posizione finanziaria netta è di 770 milioni, la cassa scende a 370 milioni, mentre la disponibilità liquida è di 490 milioni. I conti poco entusiasmanti fanno comprendere i recenti malumori manifestati dai soci, in particolare dal re dell'acciaio italiano, Emilio Riva, il primo dei 21 azionisti italiani di Cai, che ha messo sul piatto un investimento di 120 milioni. D'altronde è comprensibile che quei 273 milioni persi nella prima metà dell'anno insieme al debito sulla flotta per 949 milioni possano far paura e riportare alla mente l'ultimo bilancio approvato dalla vecchia Alitalia, quello del 2007 quando la lancetta delle perdite segnava 495 milioni a fronte di ricavi da traffico per 4,3 miliardi mentre un anno fa l'indebitamento arrivò a sfiorare gli 1,2 miliardi. Ma c'è anche chi cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. «Desidero esprimere la mia soddisfazione per il lavoro svolto dal top management della compagnia, confermato dai risultati, che si sono dimostrati pienamente in linea con le attese e con il budget», ha detto Maurizio Traglio, azionista e consigliere della nuova Alitalia e presidente della holding di famiglia Mpa. E ottimista si mostra anche il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, mantiene la calma: «I risultati raggiunti nel semestre nonostante di poco inferiori rispetto alle previsioni, sono sicuramente migliori di quelli attesi». Ora è vero che il contesto di mercato globale è stato negativo, secondo i dati Iata, nei primi 5 mesi del 2009 ha subito una contrazione del 30% rispetto allo stesso periodo del 2008. È vero anche che la nuova Alitalia è rimasta impantanata soprattutto nel primo trimestre, quando tra voli cancellati e disservizi ha perso 201 milioni contro i 63 milioni di aprile-giugno. Ma per Colaninno e l'ad Rocco Sabelli il terzo trimestre sarà decisivo per cercare di rimettere in carreggiata la compagnia e zittire i malumori degli azionisti. Secondo le stime luglio è andato bene: 2,2 milioni la previsione dei passeggeri trasportati con un load factor al 72%. Dati che dovranno essere mantenuti anche per agosto e settembre per limitare le perdite del gruppo ma soprattutto il tandem Colaninno-Sabelli dovrà rimboccarsi le maniche per migliorare la puntualità, che come si legge nella nota diffusa ieri dalla nuova Alitalia, «nel primo semestre ha fatto registrare un valore medio di poco superiore al 70%, ancora lontano dall'obiettivo aziendale (80%) e con disagi che hanno interessato in modo particolare alcuni scali sul territorio». Al riguardo uno dei nodi cruciali è la brutta perfomance delle partenze dello scalo di Roma Fiumicino. Una situazione che dovrebbe migliorare, grazie anche all'accordo che Alitalia ha stretto con Adr. Mentre all'aeroporto di Capodichino a Napoli si va verso una situazione di normalità dopo il caos di ieri con gli operai di Atitech che hanno occupato per 2 ore i check-in di Alitalia e di Airone. Raggiunta a Palazzo Chigi l'intesa sulla vendita di Atitech a garantire i fondi necessari del pagamento degli stipendi di luglio ai dipendenti della società di manutenzione della vecchia Alitalia è Intesa Sanpaolo, advisor e azionista della nuova compagnia aerea.

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Dopo tre giorni di blocchi Atitech trova un compratore (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Dopo tre giorni di blocchi Atitech trova un compratore [FIRMA]ANTONIO SALVATI NAPOLI Dopo tre giorni di blocchi stradali, sit-in di protesta e occupazioni, ai 670 dipendenti dell'Atitech, il polo per la manutenzione e revisione degli aerei della vecchia Alitalia che ha sede a Napoli Capodichino, la buona notizia è arrivata. Anzi, ne sono arrivate due. La prima riguarda gli stipendi di luglio ancora non pagati e che, stando a quanto assicurato dal commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi al governatore Antonio Bassolino, saranno sbloccati a breve. La seconda riguarda il destino dell'azienda, visto che a Palazzo Chigi è stata perfezionata l'intesa per la vendita di Atitech. A rilevare la società sarà la newco Manutenzioni Aeronautiche, controllata da IesMed (Investimenti e sviluppo mediterraneo) che fa capo all'imprenditore napoletano Giovanni Lettieri. Soci nell'operazione saranno Finmeccanica con il 10% mentre la nuova Alitalia avrà il 15%. Buone notizie che hanno contribuito a riportare un po' di serenità all'interno dell'aeroporto partenopeo tenuto sotto assedio dai manifestanti. A pagare le conseguenze pendolari e turisti. Fermo sulla pista di Capodichino il volo Alitalia-Air One delle 14,10 per Milano Linate. Ritardi per i voli diretti a Roma Fiumicino, Milano Malpensa e, in partnership con Air France, per Parigi. Una giornata difficile già dalle prime ore del mattino: una sessantina di manifestanti hanno inscenato un sit-in nei pressi dello scalo, poi a mezzogiorno il blitz all'interno della struttura, dove i dimostranti hanno occupato 12 check-in (dal 36 al 44) di Alitalia e Air One. Per circa due ore gli operai hanno bloccato qualsiasi operazione di imbarco, tra la comprensibile irritazione dei viaggiatori e l'inaspettata solidarietà di una di essi. Una ragazza, capelli biondi e occhiali, in attesa di imbarcarsi, si è unita ai manifestanti. Gesto questo che ha scatenato un fragoroso applauso e qualche pacca sulle spalle da parte dei manifestanti. Ma intorno alle 13,30 la polizia in assetto antisommossa ha iniziato a liberare i banchi di accettazione dei viaggiatori di Alitalia e Air One. In quel momento è scattata la rabbia, con il ruvido contatto tra le parti. Nulla di grave comunque, grazie al buon senso dei manifestanti e alla professionalità degli agenti in campo. Si registra solo un malore tra le file degli operai in cassa integrazione, dovuto forse più al caldo e alla tensione che alle operazioni delle forze dell'ordine. «La polizia ci ha caricati, poi è prevalso il buon senso e - spiega Michele D'Apuzzo, segretario provinciale Sdl - siamo riusciti a evitare il peggio. Ci siamo allontanati dai check-in Alitalia e Air One e siamo riusciti a contenere la protesta». «C'è stata una carica della polizia ma alla fine - afferma Pasquale Lione, segretario provinciale Ugl Trasporti - è stato evitato il peggio, perché c'è stato buon senso da entrambe le parti». Cosa che forse è mancata martedì, quando i lavoratori hanno bloccato i vertici aziendali, costretti anche a rifugiarsi in un hangar, tanto che «per uscire sono stati scortati dalla polizia» ha riferito il segretario provinciale del Sindacato dei lavoratori D'Apuzzo.

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Denunciata l'Alitalia: centinaia in attesa per il funerale (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

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NEL MONFERRATO LA COMPAGNIA Denunciata l'Alitalia: centinaia in attesa per il funerale «Non è colpa nostra pronti a rimborsare le spese aggiuntive»

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Nel cimitero di Fubine, paese del Monferrato, ad attendere la salma di Elsa Panelli, 84 anni, c’... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

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Nel cimitero di Fubine, paese del Monferrato, ad attendere la salma di Elsa Panelli, 84 anni, c'erano quasi mille persone. Ma la bara quel pomeriggio non è arrivata: è rimasta sulla pista dell'aeroporto di Tunisi. Perché negli scali, evidentemente, non si dimenticano solo le valigie ma anche le salme. Lo racconta, straziato dal dolore per il lutto e dall'affronto subito, Enrico Pino, 58 anni, ex imprenditore di Fubine, nell'Alessandrino, che da una ventina d'anni fa il pittore ad Hammamet. Nella bara dimenticata c'era sua madre, un tempo proprietaria del ristorante monferrino «I due olmi». Da qualche anno l'anziana aveva raggiunto il figlio in Tunisia. Abitavano insieme, ma lei, qualche giorno fa, è morta. L'uomo non se l'è sentita di accompagnarla nell'ultimo viaggio. L'ha vegliata per due giorni, come è tradizione in Tunisia, «dove - dice Pino - il culto e il rispetto per i morti è ancora un valore», e si è rivolto alla stessa agenzia di pompe funebri che si è occupata del funerale di Craxi, per far rientrare la salma in Italia. Alle 8 del mattino la bara era all'aeroporto di Tunisi. Doveva essere imbarcata sul volo Alitalia AZ 865 diretto a Milano Malpensa. Di qui nel pomeriggio sarebbe stata portata nel cimitero di Fubine, dove ad attenderla c'erano parenti arrivati anche dall'Australia e dal Canada. Invece la bara è stata dimenticata sulla pista dell' aeroporto. Si incrina la voce di Enrico Pino: «Me l'hanno trattata peggio di un bagaglio. Hanno ignorato le regole internazionali per cui quando un feretro è prenotato su un volo di trasferimento serve la massima attenzione del caposcalo affinché tutte le procedure siano rispettate. Ringrazio le autorità tunisine e l'ambasciata italiana, avrei voluto anche dire grazie all'Alitalia, invece mi strazia il cuore pensare che mia madre sia stata abbandonata sull'asfalto e poi abbia trascorso 24 ore nel deposito bagagli assieme alle valigie». A Fubine i parenti hanno dovuto trovare una sistemazione in albergo o tornare a casa. Solo dopo parecchie ore, il figlio della cuoca Elsa è riuscito a mettersi in contatto con un dirigente dell'Alitalia, che è volato immediatamente in Tunisia. «Abbiamo parlato per quattro ore e il dottor Fabio Bigotti si è scusato per quello che è accaduto. Ho deciso però di chiedere un rimborso all'Alitalia dei danni patiti, economici e morali». Così sono state inviate un paio di fatture e la richiesta del risarcimento del danno morale: complessivamente 25 mila euro. Enrico Pino continua: «Mi sono sentito offeso, mi hanno proposto duemila euro. A questo punto intenterò una causa». Dall'Alitalia spiegano: «Ci scusiamo per quanto è accaduto ma la salma è arrivata comunque a destinazione, seppur 24 ore dopo. Il signor Enrico Pino ci ha mandato due fatture, noi siamo disposti a pagare le spese aggiuntive a quelle che avrebbe comunque dovuto sostenere che ammontano a due mila euro. Inoltre il servizio di carico dei bagagli in aeroporto è affidato a una società tunisina».

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Fa causa all'Alitalia per la bara dimenticata (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

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FUBINE Fa causa all'Alitalia per la bara dimenticata A Fubine ad attendere la salma d Elsa Panelli, 84 anni, c'erano quasi mille persone. Elsa aveva fondato il ristorante «I due olmi», e per più di 20 anni era stata in cucina tra agnolotti e fritto misto. E' morta qualche giorno fa in un Paese africano, lontana dalle sue colline monferrine. Da qualche tempo, infatti, si era trasferita ad Hammamet, con il figlio Enrico Pino. Ma la bara quel pomeriggio non è arrivata. Era stata dimenticata sulla pista dell'aeroporto di Tunisi. Doveva essere imbarcata su un volo dell'Alitalia per Milano Malpensa e poi portata a Fubine. E' rimasta invece sull'asfalto e poi è finita in un deposito bagagli. Così il funerale è stato rinviato perché la salma è arrivata 24 ore dopo. Il figlio, Enrico Pino, 58 anni, ex imprenditore, farà causa all compagnia aerea. Fino agli Anni '90 ha lavorato alla Cavis di Felizzano. Poi si è trasferito all'estero. Servizio IN NAZIONALE

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alitalia perde 273 milioni in 6 mesi colaninno: "ma il rosso si riduce" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

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Pagina 21 - Economia Alitalia perde 273 milioni in 6 mesi Colaninno: "Ma il rosso si riduce" Atitech, prima i blocchi poi l´accordo per cedere la società Berlusconi: "Ora le cose vanno bene, hanno mantenuto i patti". Aerei riempiti al 72% LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia fa i conti del semestre, mentre sullo sfondo si sblocca, dopo una giornata tesissima, il caso Atitech. La compagnia riparte da dove la vecchia Alitalia aveva concluso la sua tortuosa vita. Nei sei mesi, perde quasi un milione e mezzo al giorno di media e mostra un tasso di puntualità che non piace al vertice Alitalia: solo il 70% dei voli è in orario contro l´atteso 80%. Ma se si separano i dati del primo e del secondo trimestre, le cose non vanno poi così male. Il risultato operativo netto del semestre è negativo per 273 milioni con uno scostamento del 6% sulle previsioni. Il primo trimestre, il "decollo" di Cai, è andato male con perdite per 210 milioni, quasi 2,3 milioni al giorno bruciati per rilanciare il marchio e mettere a regime i motori di due compagnie. Al contrario, il trend del trimestre aprile-giugno, dovrebbe confortare la cordata di soci: i secondi 90 giorni di vita vedono un rosso per 63 milioni, un risultato sul quale, di questi tempi, diversi vettori metterebbero la firma. L´ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno, quindi, sia pur in un contesto internazionale che resta pesante, non sembrano preoccupati e parlano a fine cda di «un ulteriore significativo miglioramento previsto per il terzo trimestre sulla base del positivo andamento di luglio - con circa 2,2 milioni di passeggeri trasportati - e del portafoglio prenotazioni per agosto-settembre». «I risultati - dichiara Colaninno - nonostante di poco inferiori rispetto alle previsioni, sono migliori di quelli attesi nel contesto dell´attuale congiuntura». Il pareggio di bilancio resta fissato tra tre anni. Gli altri numeri della semestrale: i ricavi sono a quota 1,276 miliardi; 10 milioni i passeggeri trasportati e un coefficiente medio di riempimento del 59%, passato dal 51% del primo trimestre al 65% del secondo. Al 72%, invece, il preconsuntivo di luglio mentre la regolarità è ottima (99%). La posizione finanziaria netta è di 770 molto meglio del previsto. In cassa ci sono ancora 370 milioni e la disponibilità liquida è di 490 milioni. Alitalia sottolinea poi i «positivi progressi nella partnership con Air France, per le sinergie e l´integrazione attraverso l´implementazione di nuovi accordi di code share» già operativi dal 22 luglio. Il piano di rinnovamento della flotta prevede entro il 2013 l´introduzione di 75 nuovi Airbus. E della nuova Alitalia ha parlato, durante una cena con i senatori Pdl, anche Silvio Berlusconi: «Le cose vanno bene - ha detto il premier - hanno ormai 800 voli al giorno, due su tre sono in orario: hanno mantenuto i patti, al contrario di quello che dice la sinistra». Risolto, infine, il caso Atitech dopo una giornata di caos allo scalo di Capodichino a Napoli. Operai dell´azienda di manutenzione e polizia sono arrivati allo scontro, fino alla "pax" segnata dalle rassicurazioni del commissario Alitalia Fantozzi sullo sblocco degli stipendi e alla sospirata notizia della cessione. Atitech passerà alla "Newco manutenzioni aeronautiche", controllata da Iesmed e guidata dall´imprenditore napoletano Giovanni Lettieri. Quote di minoranza saranno acquisite da Cai e Finmeccanica (10%).

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la vertenza atitech getta l'aeroporto nel caos - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

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Pagina II - Napoli La vertenza Atitech getta l´aeroporto nel caos Bloccati i check-in, tafferugli con la polizia: ritardi e un volo cancellato Sblocco degli stipendi e cessione dell´azienda a una società di Lettieri fermano la protesta ROBERTO FUCCILLO POLIZIOTTI ovunque, fin sui nastri al posto dei bagagli in partenza. Bivacchi davanti ai banchi di imbarco. Viaggiatori disperati. Qualche malore. Un volo per Milano cancellato e altri in ritardo, compreso un Air France per Parigi. Come previsto, la vicenda Atitech si è incarognita ieri mattina. Per la prima volta da quando è in piedi la loro vertenza i lavoratori della azienda di manutenzione aerea hanno portato la loro protesta dentro l´aeroporto, bloccando i check-in di Alitalia e AirOne. Una lunga fila di banchi, dal numero 32 al numero 44, bloccata per mezza giornata. Con i manifestanti che peraltro non escludevano di allargarsi anche ai banchi di altre compagnie. Il momento più difficile poco prima delle 13.00, quando il vicequestore Stanislao Caruso dà l´ultimatum ai manifestanti: dieci minuti per spostarsi all´esterno. Una trentina di agenti in tenuta anti-sommossa accerchiano i manifestanti che improvvisano un sit-in e si sdraiano a terra. Un lavoratore accusa un malore per il caldo e sviene. Segue un parapiglia, urla, spintoni. Tafferugli. «Ci caricano, ma non ce ne andiamo», proclama Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl-Trasporti. Ciro Labanchi dello Sdl, spiega: «Sono stati disattesi gli accordi presi con Cai. Per questo la protesta di oggi doveva essere forte». In realtà l´escalation di ieri è stata determinata soprattutto dal fatto che per l´ennesima volta l´azienda non è riuscita a garantire gli stipendi di luglio. Comunque le notizie sono arrivate presto a Roma. Dove Augusto Fantozzi, commissario liquidatore di Alitalia, si è fatto trovare preparato quando all´altro capo del telefono è arrivata la chiamata del presidente della Regione Antonio Bassolino. Risultato: Fantozzi assicura lo sblocco degli stipendi e un tavolo a breve con i sindacati. Elementi che hanno portato nel primo pomeriggio alla rimozione del blocco e al ritorno alla normalità. Con i lavoratori sollevati che hanno persino applaudito la polizia per essere riusciti a non far degenerare la situazione. Ma è e resta una sorta di tregua armata. Non solo per le buste paga, ma anche perché i circa 700 lavoratori a rischio attendono ancora di capire quale sarà il destino aziendale. Nella notte fra martedì e mercoledì una riunione a Palazzo Chigi, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta, aveva infatti definito i termini dell´accordo per la cessione dell´azienda. Quest´ultima sarà rilevata in gran parte da "Manutenzioni aeronautiche", la newco allestita per la bisogna da Ies-Med, il gruppo di imprese guidato dal leader degli imprenditori napoletani Gianni Lettieri. Ma ci sarà anche un 15 per cento di quote azionarie di Cai e un 10 per Finmeccanica. L´entrata di Cai e Finmeccanica, sia pur con quote basse, va nel senso delle richieste sempre avanzate dai sindacati. Benché una precisazione di Finmeccanica non tranquillizzi più di tanto sul piano dell´impegno della società pubblica. «Parteciperemo con una piccola quota che sarà inferiore al 15 per cento - dice il presidente Pierfrancesco Guarguaglini - un investimento marginale». E il condirettore generale Alessandro Pansa aggiunge: «Sarà fatto come aumento di capitale e non come acquisto di una partecipazione». Su queste basi comunque nei prossimi giorni cominceranno le trattative sindacali. «Di certo la cosa non si chiude con un blitz - dice Antonio D´Auria, responsabile del trasporto aereo della Filt-Cgil - vogliamo una trattativa vera, che garantisca livelli occupazionali e salariali». Tira un mezzo sospiro di sollievo Giovanni Aruta, rappresentante Cisl nella Rsa: «Arriveranno gli stipendi, con valuta al 27. è un buon segnale, abbiamo dovuto fare tanta fatica. Un collega si è anche sentito male stamattina, per fortuna nulla di grave. Ora si apre la trattativa. Siamo anche disposti a qualche sacrificio, ma vogliamo vedere bene il piano industriale, avere le necessarie garanzie occupazionali». è finita invece quasi in rissa la seduta del Consiglio regionale, chiamata a votare un documento in cui la Regione doveva chiedere di partecipare anch´essa alla nuova società. è scoppiata invece una bagarre fra il vicepresidente Salvatore Ronghi e l´assessore Riccardo Marone. Quest´ultimo, chiamato a relazionare in aula, è stato accusato dal primo di non essere neanche a conoscenza degli sviluppi romani della vicenda.

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i passeggeri tra rabbia e solidarietà "protesta giusta, ma non si fa così" - luigi carbone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

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Pagina III - Napoli Il calvario dei viaggiatori in attesa di imbarcarsi e l´assalto alle biglietterie per assicurarsi il volo successivo I passeggeri tra rabbia e solidarietà "Protesta giusta, ma non si fa così" "Dovevo iniziare il turno di lavoro alle 19 a Milano, dovrò sprecare una giornata di ferie" LUIGI CARBONE (segue dalla prima di cronaca) Capodichino, vacanzieri nell´aeroporto blindato. Paura, rabbia, attese infinite. L´odissea dei passeggeri dei voli Alitalia e Air One comincia alle 11. Arrivano duecento lavoratori dell´Atitech, avevano annunciato nei giorni scorsi un salto di qualità della protesta in caso di fumata nera sul futuro dell´azienda. Le file dei viaggiatori in attesa di imbarcare le valige vengono sciolte. «Ma l´aereo parte tra un´ora», obiettano increduli. «Sono in gioco più di 650 posti di lavoro», la risposta dei manifestanti. Striscioni e bandiere: tredici banchi per il check-in vengono occupati. Pochi minuti ed è il caos. Quattro aerei partono in ritardo lasciando a terra decine di persone. «Avevo un appuntamento di lavoro a Milano, così salta tutto», Lena è inferocita. Doveva partire per Malpensa alle 12.35, ha perso l´aereo. Non condanna i dipendenti Atitech: «è la dimostrazione che non ci sono più luoghi dove farsi ascoltare». Alcuni passeggeri, forse anche per ingannare l´attesa, si informano sui motivi dell´occupazione: «Ci hanno abbandonato, non c´è nessun piano produttivo e con la soluzione prospettata subiremo subito trecento esuberi», scandiscono al megafono i rappresentanti sindacali. Concetta Bava doveva raggiungere Torino con l´anziana madre. Quando vede la polizia entrare in forze nello scalo si spaventa e cerca riparo, capisce che la situazione può degenerare: «Se non ricevono lo stipendio hanno ragione a farsi sentire, ma non è questo il modo». Intorno all´una i momenti più concitati. Non tutti però si allontanano alla vista degli agenti in tenuta antisommossa. Quando Franco Reccia, un dipendente dell´Atitech, accusa un malore per il caldo e viene soccorso dal 118, una donna lascia le valige e si unisce alla protesta. C´è spazio anche per la solidarietà nella mattinata nera di Capodichino. Solidarietà immediatamente ricambiata: presa dagli eventi la donna lascia l´auto in divieto di sosta, ma quando i vigili vogliono rimuoverla, i lavoratori intervengono con una colletta e pagano la multa. Il blocco si scioglie alle 13.30, ma per i passeggeri il calvario è ancora lungo. Viene cancellato il volo per Malpensa delle 14.10. Inizia così l´assalto alle biglietterie per assicurarsi un posto sui voli successivi. Altri quaranta minuti di attesa. Giovanni Roma è di umore nero: «Dovevo iniziare il turno di lavoro alle 19, a Milano. Ora dovrò sprecare una giornata di ferie». Alla Gesac, la società che gestisce l´aeroporto, spalancano le braccia: «Certo il ripetersi delle proteste in giorni di massima affluenza sta creando disagi e difficoltà notevoli». Un danno anche d´immagine: le lamentele più forti ieri sono arrivate dai turisti stranieri, disorientati davanti al caos e alle urla. Solo un volo internazionale comunque è partito in ritardo a causa della manifestazione, quello Air France per Parigi. Insieme alle voci di rabbia dei passeggeri restano quelle dei lavoratori. Alla notizia dello sblocco degli stipendi e dell´esito positivo della trattativa romana viene proclamata una tregua: «Via il blocco, ma se non avremo ulteriori garanzie di nuovo tutti qui». Alcuni non vanno via, restano nelle sale dell´aeroporto o all´esterno. Le parole di Vincenzo Martinelli, all´Atitech da più di trent´anni, sono un misto di sconforto e voglia di non arrendersi: «La soluzione campana non riuscirà a garantirci continuità, ormai è chiara l´intenzione di delocalizzare la manutenzione. Ma sapremo reagire, anche con nuove occupazioni, come quella di oggi».

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dai voli cancellati alla beffa delle offerte continua l'odissea dei passeggeri di myair - (segue dalla prima pagina) fulvio di giuseppe (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

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Pagina XI - Bari Dopo la sospensione della licenza della compagnia low cost, la corsa di Cai e Ryanair per accaparrarsi clienti Dai voli cancellati alla beffa delle offerte continua l´odissea dei passeggeri di Myair (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) FULVIO DI GIUSEPPE (segue dalla prima di cronaca) Se il danno era rappresentato dalla cancellazione dei voli della Myair e dalla "corsa al rimborso", la beffa ha tardato poco ad arrivare, celata dietro la formula magica delle tariffe agevolate. Così come l´Alitalia, infatti, la Ryanair aveva immediatamente proposto un´alternativa ai passeggeri: tariffe a partire da 10 euro per rotte identiche o simili a quelle della compagnia low cost italiana. La Puglia era direttamente interessata da due voli, il Milano (Bergamo) - Bari e il Brindisi - Bruxelles Charleroi (venti euro). Tariffe comunicate in una nota, datata 24 luglio, per tratte da prenotate attraverso il sito Ryanair entro la giornata di ieri, per viaggiare fino al 24 ottobre. La beffa era però in agguato. In pratica i biglietti messi a disposizione non presupponevano alcuna agevolazione. Sono andati esauriti in poche ore, stando alle comunicazioni della Ryanair. Le segnalazioni di numerosi passeggeri, però, raccontano un´altra verità: impossibilità di recuperarli attraverso il sito, telefonate alla compagnia con risposte interlocutorie e personale non a conoscenza dell´offerta agli sportelli nei vari scali aeroportuali. In sintesi, dunque, una semplice trovata pubblicitaria della compagnia irlandese che ha speculato sui disagi di migliaia di passeggeri, compresi quelli diretti o provenienti dalla Puglia. L´obiettivo, incrementare la vendita dei tagliandi, aperta in realtà a tutti senza alcuna agevolazione per i possessori di biglietti Myair. Una speculazione evidente anche rileggendo il comunicato delle tariffe salvataggio, in cui oltre a parlare erroneamente di "fallimento della Myair" (al momento ha subito la sospensione della licenza dall´Enac, ma non è fallita), si sottolineava «il rischio di volare con una compagnia aerea non stabile dal punto di vista finanziario e che non è in grado di garantire la propria sopravvivenza in un difficile momento economico». Non è possibile quantificare il numero dei pugliesi "beffati", poiché le prenotazioni avvengono online, ma è evidente la rabbia, anche spulciando tra i forum degli utenti. Una "macchia" che non ha però sporcato Aeroporti di Puglia. Sul sito ufficiale, infatti, non è mai apparso il comunicato della Ryanair, nonostante fossero centinaia le chiamate per sapere come farsi rimborsare. Comparivano, invece, la nota Enac di sospensione della licenza e le modalità per assicurarsi le tariffe agevolate con l´Alitalia, durate tre giorni, poi prorogate per altri tre.

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e il cavaliere fa il dj per radio gioventù sulle note profetiche di "vita spericolata" - filippo ceccarelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

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Pagina 6 - Interni E il Cavaliere fa il dj per Radio Gioventù sulle note profetiche di "Vita spericolata" Se l´Eiar diramava imprese del regime in tono stentoreo, oggi vince il registro sdolcinato Nel cyberspazio accampando successi di ogni tipo: personali, elettorali, politici FILIPPO CECCARELLI Al giorno d´oggi la propaganda si fa chiamare «Comunicazione istituzionale»; e se ai tempi dell´Eiar, la radio del periodo fascista diramava imprese del regime in tono stentoreo, l´odierna retorica del potere impone un registro sdolcinato, ammiccante e ye-ye. Esemplare, da questo punto di vista, la trasmissione radiofonica del ministero della Gioventù a cui ieri pomeriggio, complici gli ardori del conduttore Diaco e le risatine del ministro Meloni, è intervenuto in differita il presidente del Consiglio Berlusconi. Al quale è stato infine richiesto di presentare la celeberrima canzone di Vasco Rossi «Una vita spericolata». Sulla varietà di spericolatezze che affliggono il Cavaliere in questi ultimi tempi non si è spesa ovviamente una sola parola. Forse anche per questo la chiacchierata istituzionale è filata via secondo i programmati moduli, così briosamente arrendevoli da risultare tuttavia quasi fantozziani: per cui i momenti più strampalati e illuminanti sono giunti da sé, come quando nel suo fervore il conduttore ha voluto segnalare la «nuova scala di valori» che il berlusconismo ha introdotto mettendo al centro della società «l´individualismo» - al che la Meloni, che sarebbe anche un po´ «sociale», si è sentita in dovere di puntualizzare: «La persona, più che l´individualismo». Oppure quando, in un empito celebratorio, ma pur sempre camminando sulle uova per via delle note vicende, sempre Diaco ha affrontato il tema dell´estate: «Presidente, lei non andrà in vacanza, lei passerà il mese di agosto al lavoro come del resto ha fatto anche nei precedenti anni, dove, però, riusciva a ritagliarsi qualche spazio per il riposo». E qui Berlusconi ha risposto che lui veramente un riposino se lo farebbe pure quest´agosto, oltretutto deve curarsi il famoso torcicollo, «cure cortisoniche», e quindi ha cambiato argomento: ogni settimana andrà all´Aquila, le case saranno pronte, «con le lenzuola nel letto e il frigo pieno», saranno belle e immerse nel verde, e ci saranno pure opere d´arte «a conforto nei vari giardini». Difficile stabilire quanti giovani abbiano ascoltato ed eventualmente gradito questo piccolo saggio di smodata autopromozione protocollare. Né quanto tempo e quante risorse vengano impiegate per la realizzazione di questi format. Certo l´intrattenimento berlusconiano non ha bisogno di stimoli, più o meno civettuoli, bastando certamente a se stesso e anzi sopravanzando qualsiasi residua necessità. Così ieri ha esordito con la seguente affermazione: «Guardi, io credo che bisogna essere attenti alla realtà vera, che è cioè l´apprezzamento degli italiani nei confronti del nostro Governo e nei confronti del Presidente del Consiglio». Tale «realtà vera» si è dunque propagata nel cyber spazio accampando successi di ogni tipo: personali, elettorali, politici, economici, fiscali, internazionali, anche successi futuri, ma già ben acquisiti e inscritti nella salmodia radiofonica. E «sono stato io il primo», e «abbiamo convinto noi» gli Usa a salvare le banche, e poi l´Alitalia, e l´immondizia di Napoli, e il piano casa con una new town presso ogni capoluogo, e la nascita del Pdl, «Presidente - s´è slanciato Diaco - lei ha fatto una cosa in più, lei ha convinto i diffidenti», tra i quali c´era anche lui, ma ora non più. La Meloni, che un po´ fa impressione sentir dare del tu al premier, gli ha chiesto emozioni e rimpianti di ordine legislativo; e lui, in un pugno di secondi, le ha risposto dichiarandosi per cinque volte «orgoglioso» e per due «soddisfatto». Ma nel frattempo la trasmissione, invero fin lì tutt´altro che musicale, volgeva al termine e perciò, dopo essersi affidato alla «evidente generosità» del Cavaliere, Diaco l´ha pregato di annunciare il celebre brano di Vasco Rossi: «E´ perfetto per lei, Presidente». Riconoscendo che il titolo coincideva con il suo passato e il suo presente, «mentre per il futuro mi piacerebbe una vita un po´ tranquilla» Berlusconi ha sportivamente acconsentito: «Vita spericolata». «Grande! - è scattato il conduttore - grazie Presidente Berlusconi!». E sono partite le note, e le parole, e nessuno mai avrebbe immaginato che i destini del paese finissero nelle mani di chi non tanto vuole, ma forse già possiede un´esistenza insonne, eccessiva, villana, densa di calamità e indifferente a tutto. Vedrai che vita vedrai - e non è che sia sempre un bel vedere.

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Senza stipendio, gli operai Atitech bloccano Capodichino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Senza stipendio, gli operai Atitech bloccano Capodichino M. T. Giornata di caos, tensione e disagi nell'aeroporto di Capodichino a Napoli, dove una delegazione di operai dell'Atitech, in protesta per il mancato pagamento degli stipendi e preoccupati per il futuro dell'azienda, ha occupato per circa 2 ore i check-in di Alitalia e di Airone. Spintoni e scontri con la polizia in assetto antisommossa, fra i viaggiatori in fila per gli imbarchi. Quattro voli partiti in ritardo e uno cancellato, fra le proteste degli utenti. Tensione per ore I manifestanti hanno poi rimosso il blocco, presidiando lo scalo partenopeo in attesa di notizie dal vertice di Roma sulla vertenza in corso. La situazione si è normalizzata quando sono giunte le rassicurazioni del commissario Augusto Fantozzi sullo sblocco degli stipendi e la notizia della cessione di Atitech a una società guidata dall'imprenditore napoletano Giovanni Lettieri. La protesta è scattata intorno alle 11, quando circa 50 lavoratori dell'Atitech hanno occupato i banconi dei check-in di Alitalia e Airone. A guidare la protesta i rappresentanti di diverse sigle sindacali, dalla Filt Cgil alla Ugl, che con un blitz si sono introdotti nelle postazioni dal numero 33 al 44. Bandiere e lavoratori a presidiare l'accesso ai check-in e attività delle compagnie aeree in tilt, con forti disagi per gli utenti. La reazione dei passeggeri è stata improntata al malumore per i ritardi ma in molti casi anche al sostegno e comprensione per la lotta dei lavoratori Atitech. La protesta è proseguita fino alle 13 quando circa 50 agenti della polizia in assetto antisommossa hanno accerchiato i manifestanti per spingerli all'esterno dello scalo e liberare gli accessi. Sono seguiti momenti di forte tensione con scontri e spintoni fra agenti e lavoratori. Un manifestante ha perso i sensi ed è stato subito soccorso. Intanto gli agenti hanno proseguito nella loro manovra di allontanamento, sollevando di peso alcuni lavoratori che si erano riuniti in sit-in. Ore di tensione ai check in di Alitalia e Airone con polizia in tenuta antisommossa. La protesta di operai della Atitech. Aerei fermi. Poi la comunicazione di Augusto Fantozzi che sblocca la situazione.

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Occupato l'aeroporto di Napoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-07-2009)

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ALITALIA l PAGINE 2 E 3 Occupato l'aeroporto di Napoli La protesta dei lavoratori della manutenzione Atitech, in cassa integrazione e senza salario Cai perde voli, presenta conti in rosso e minaccia di chiudere l'azienda di Capodichino

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I conti in rosso dei Cai-mani (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Traffico ridotto a favore di Air France I conti in rosso dei Cai-mani Francesco Piccioni Napoli chiama, Cai e governo non rispondono. L'incontro a palazzo Chigi, ieri mattina, ha confermato la scelta della vendita alla newco Manutenzioni Aeronautiche, controllata dalla IesMed e partecipata da Cai (15%) e Finmeccanica (10). Ma quale «portafoglio ordini» verrà assicurato alla nuova società? In altri termini, dove andrà a fare la manutenzione dei suoi aerei la «nuova Alitalia»? Intanto, forse anche per smentire le voci che danno per drammatica la situazione dei conti Cai, ieri si è riunito il cda della società. Il comunicato finale cerca di descrivere come «migliore delle attese» una situazione non rosea. Le perdite del primo semestre ammontano a 273 milioni, in linea con le «voci» che stimano in 500 milioni la perdita annuale attesa. Non male per una società privata che - caso più unico che raro nella storia - ha potuto acquisire soltanto le attività redditizie della vecchia compagnia, partire con zero debiti (tutti accollati allo stato), scegliersi il personale in barba ad ogni regola vigente, imporre un contratto capestro con l'aiuto del governo, sottopagare i dipendenti e aumentare i loro carichi di lavoro, operare con pianta organica insufficiente. Con in più il vantaggio di partire nel momento in cui il prezzo dei carburanti si dimezzava. Tra i risultati considerati «semibuoni», il vertice Cai inserisce il «raggiungimento» della quota del 50% del mercato domestico (le vendite effettuate in Italia per destinazioni nazionali e internazionali) e del 20% di quelle internazionali (voli in entrata nel nostro paese).La colpa principale viene attribuita naturalmente al «contesto di mercato globale negativo» (in effetti molto forte nel trasporto aereo), che ha cancellato quasi il 30% del traffico passeggeri nei primi cinque mesi dell'anno, con picchi del 40% nel segmento «business» (viaggiatori per motivi di affari). Non smentita invece l'altra voce che parla di una prossima richiesta di intervento da parte della Cassa Depositi e Prestiti. Del resto, che una società privata - controllata al 25% da Air France, a sua volta sotto controllo «pubblico» nel suo paese - possa avanzare un richiesta del genere è uno sproposito. Ma alcuni commentatori fanno notare che, in realtà, nei prossimi mesi la crisi del settore costringerà la Ue ad autorizzare una «rete di protezione generale» per le compagnie aeree. Nessuno potrebbe opporvisi, dopo quel che è stato fatto per salvare le banche. A quel punto, un «aiutino» pubblico potrebbe essere non solo invocato, ma preteso. La storia di questa privatizzazione, d'altro canto, è un intreccio inestricabile di assurdità economiche e giuridiche, condite da colossali conflitti di interesse. Un esempio: nelle scorse settimane sono state «liberalizzate» le tariffe aeroportuali, e ogni scalo potrà ricalibrarle a seconda delle caratteristiche delle varie compagnie. Domanda: cosa farà Aeroporti di Roma con Cai? In fondo, Benetton è controllore assoluto della prima e socio importante della seconda. Se le riduce, sarà sospettabile di favorire una propria azienda a scapito dei concorrenti. Se le aumenta, si penserà che vede Cai in caduta libera e quindi preferisce spremere il limone finché può dare sugo. Intanto l'«operativo» ha preso pieghe previste, molto distanti dagli impegni assunti solo sei mesi fa. La «nuova Alitalia» ha concentrato il suo business sul medio raggio - quello sottoposto alla concorrenza anche delle compagnie low cost - e ha ridotto le tratte internazionali (le più redditizie, per il motivo opposto e per le forti economie di scala possibili). Il sindacato di base SdL, sottolineando l'assoluta continuità di questa strategia con quelle che hanno portato la vecchia Alitalia al fallimento, la definisce un «suicidio industriale». La partnership con Air France-Klm, su questo, è assolutamente svantaggiosa (probabilmente per assenza di adeguata contrattazione in sede di «privatizzazione»). Delle 18 mete intercontinentali promesse ce ne sono solo 13. Ma per quasi tutte bisognerà passare da Parigi o Amsterdam. Anzi, accadrà persino per andare a Berlino o Lisbona. E' quello che nel comunicato finale di Cai viene definito «implementazione di nuovi accordi di code share su tratte internazionali e intercontinentali». Insomma: Alitalia porta i clienti ad Af, perdendo qualsiasi autonomia come vettore globale. Proprio quel che Berlusconi giurava non sarebbe mai accaduto.

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Atitech blocca l'aeroporto (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Alitalia

In cassa e senza salari, i lavoratori dell'azienda di manutenzione di Alitalia chiedono risposte. Ieri hanno occupato lo scalo di Capodichino Atitech blocca l'aeroporto Francesca Pilla NAPOLI NAPOLI Il palazzo dell'Atitech svetta imponente sull'aeroporto di Capodichino, lo si vede anche arrivando dalla tangenziale. Dentro però, da oltre due anni, da quando è iniziato il calvario dell'Alitalia, regna il caos, c'è la cassa integrazione a rotazione, i pre-pensionamenti, gli stipendi non pagati agli operai e il dubbio sulla fine di quell'insegna che appare ormai così altisonante. I dipendenti, ieri stanchi di aspettare a casa, o al lavoro, hanno bloccato gli scali dell'aeroporto partenopeo. Non era un mercoledì qualunque, di un luglio torrido qualsiasi, perché in quelle stesse ore a Roma si decideva sul loro futuro. Così bandiere e striscioni decine di operai sono piombati sui turisti in attesa di partire per le vacanze e al grido di «qui non si muove nessuno» hanno fermato i check-in. Nel frattempo nella capitale si parlava, c'era il sottosegretario Gianni Letta, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il presidente di IeS Med e degli industriali partenopei, Giovanni Lettieri. Una mattina concitata, da un lato file di turisti infuriati e sbandati, voli cancellati e ritardi, dall'altro slogan e richieste, disperazione e paura di perdere il posto. La situazione è degenerata quando la polizia ha cercato di sciogliere il sit-in. «Stanno provando a caricarci, la polizia ci spinge, alcuni lavoratori sono svenuti, ci hanno trascinato per terra di peso, ma non ce ne andiamo», ha detto subito Antonio Tardi, precario Atitech e iscritto alla Sdl. Presenti infatti tutte le sigle sindacali che compatte hanno deciso di restare. I manifestanti quindi si sono sdraiati in terra pronti a non mollare la presa. Ma mentre la tensione aumentava nell'aeroporto è arrivata la notizia che l'accordo sulla vendita dell'azienda era andato in porto. Un progetto dove si prevede che le azioni passino in mano alla società Newco controllata dalla IeS Med, mentre Finmeccanica e Cai entrerebbero invece come soci di minoranza. Sbloccati anche gli stipendi di luglio. A farsi garante dell'arrivo delle buste paga lo stesso Antonio Bassolino che avrebbe ricevuto rassicurazioni telefoniche dal commissario Fantozzi. «E' un accordo completamente sballato - ci spiega Tardi - vogliono prendere l'azienda per liquidarla e noi faremo una brutta fine. Lettieri sa bene che c'è un progetto per delocalizzare Capodichino, e noi abbiamo capito che ha voluto l'Atitech solo per metterla in vendita». Nonostante il malumore generale gli operai però, verso le due, hanno rimosso i blocchi e si sono spostati fuori dall'aeroporto per continuare il presidio. I lavoratori, infatti, non si fidano dell'altalena di Atitech, che fino a questo momento si era occupata della manutenzione degli aerei dell'Alitalia. A Napoli sul filo del rasoio da due anni ci sono attualmente circa 650 dipendenti, considerando anche gli amministrativi del centro direzionale, ma appena 24 mesi fa erano in 800. L'esternalizzazione dell'indotto è stata il caposaldo della trattativa, poi andata in fumo, targata Air France, e la situazione non è mutata con il passaggio alla Cai che ha iniziato a iosa pratiche per mobilità, prepensionamenti e cassa integrazione straordinaria. Nonostante infatti l'Atitech, insieme a un' altra realtà dello scalo di Fiumicino, sia l' unica azienda sul territorio nazionale che provvede agli interventi alla flotta, si è subito paventato lo spettro di affidare di volta in volta a ditte esterne, più economiche, i veicoli in riparazione. Già all'epoca della prima ipotesi di tagli con i francesi, duecento operai uscirono dagli hangar per occupare le piste, poi le proteste si sono susseguite, spostandosi a Roma, fino ad arrivare nei mesi scorsi a continui scioperi napoletani. Appena lunedì, l'ultima manifestazione, quando un gruppo di dipendenti ha attuato un sit-in bloccando il traffico veicolare nella rotonda di accesso allo scalo. Ieri pomeriggio i sindacati sono stati ricevuti da Maroni, l'assessore alle attività produttive della Campania. «Noi vogliamo assicurazioni sul futuro», ci ha spiegato Michele D'Apuzzo, segretario provinciale Sdl che lavora all'Atitech da 25 anni. Secondo il sindacato la regione dovrebbe garantire almeno per 20 anni nessuna variazione sul sito e mettere un vincolo sulle strutture su cui pure ha investito. «Letta ci aveva già avvisato che nei prossimi mesi gli esuberi sarebbero stati a centinaia - continua D'Apuzzo - La Regione, a differenza di altre amministrazioni, non ha svolto nessun ruolo per mediare o ottenere garanzie, ora chiediamo che arrivino». Di Lettieri gli operai non vogliono sentire parlare, lo considerano un soggetto finanziario e non industriale, e il fatto che attualmente le azioni di Finmeccanica sono passate, con il nuovo accordo, dal 15% al 10%, li mette ancora più in allarme. «Almeno Finmeccanica - conclude D'Apuzzo - ci dava la speranza di un re-inserimento in Alenia, dove avremo potuto svolgere le stesse mansioni: è ora che le istituzioni si facciano garanti dei nostri posti di lavoro».

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 30/07/2009 - pag: 29 I conti Colaninno: risultati superiori alle attese nonostante la crisi del trasporto aereo. Liquidità per 490 milioni «Un freno alle perdite, Alitalia migliora» Rosso operativo nel semestre a 273 milioni. Pesa Fiumicino, «insufficiente la puntualità» ROMA Risultato operativo netto negativo per 273 milioni (di cui 210 nei primi tre mesi), con uno scostamento del 6% sul budget e posizione finanziaria netta pari a 770 milioni, «significativamente migliore rispetto alle previsioni». Con questi numeri ieri il consiglio di amministrazione di Alitalia, la compagnia guidata da Rocco Sabelli, ha approvato all'unanimità la prima semestrale della nuova era, smentendo di fatto le ipotesi circolate di un possibile aumento di capitale. La società, a 200 giorni dal debutto, può contare su liquidità pari a 490 milioni, incluse le linee di credito non utilizzate, e una cassa di 370 milioni. Il debito sulla flotta è pari a 949 milioni. Nel primo semestre Alitalia ha trasportato 10 milioni di passeggeri incassando 1,276 miliardi con un coefficiente medio di riempimento del 59%, media tra il 52,4% del primo trimestre e il 65% del secondo, con una proiezione del 72% del preconsuntivo di luglio. In questo mese si prevedono 2,2 milioni di passeggeri e, tenuto conto delle prenotazioni di agosto e settembre, la compagnia si spinge a ipotizzare «un ulteriore significativo miglioramento per il terzo trimestre ». Nella seconda parte del semestre sarebbe tornato alla normalità l'indice della regolarità: i voli cancellati sarebbero stati inferiori all'1%. Punto dolente resta la puntualità che Alitalia dichiara di poco superiore alla media del 70%, rispetto a un obiettivo dell'80%. In discussione c'è soprattutto la performance dei voli in partenza da Fiumicino su cui l'azienda sta lavorando in collaborazione con lo scalo. Entro domani sono attese le controdeduzioni del commissario dell'amministrazione straordinaria, Augusto Fantozzi, sulla seconda e terza rata del prezzo d'acquisizione degli asset. Un accordo dovrà essere trovato entro il 14 agosto, in mancanza, si pronuncerebbe un revisore indipendente entro l'11 settembre, senza appello. «I risultati raggiunti - ha commentato il presidente Roberto Colaninno - nonostante di poco inferiori rispetto alle previsioni, sono sicuramente migliori di quelli attesi nel contesto dell'attuale congiuntura negativa che ha investito il settore a livello mondiale». Tra gli azionisti, Maurizio Traglio sottolinea «l'assoluta sintonia di tutto il consiglio». Il pareggio di bilancio è confermato a tre anni dall'inizio dell'attività. Antonella Baccaro L'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, e il presidente Roberto Colaninno

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Finmeccanica: aperti all'ingresso libico nelle controllate (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 30/07/2009 - pag: 29 Dopo l'accordo con Tripoli Utile netto di 242 milioni. Guarguaglini: il miglior semestre da molto tempo a questa parte Finmeccanica: aperti all'ingresso libico nelle controllate ROMA «Il miglior semestre da molto tempo a questa parte». Così Pier Francesco Guarguaglini, amministratore delegato di Finmeccanica, ha definito i conti del gruppo, approvati ieri dal consiglio, confermando anche le linee guida del prossimo anno. L'utile netto di 242 milioni di euro è in linea con quello del 2008 al netto delle operazioni straordinarie ( 243). Tornando sulla firma dell'accordo con i fondi sovrani libici - Libyan Investment Authority (Lia) e la Libya Africa Investment Portfolio - Guarguaglini ha detto di essere disposto a valutare un eventuale ingresso in società del gruppo come Ansaldo Energia o Ansaldo Breda. Quanto a un possibile investimento dei libici nel capitale del gruppo, il «numero uno» di piazza Monte Grappa ha risposto che Finmeccanica è quotata in Borsa e che quindi ogni ingresso superiore al 3% dovrebbe essere prima autorizzato dal governo italiano. Intanto quello che interessa al gruppo è entrare nel mercato del Nord Africa che nel 2008 ha dato il 10% degli ordini. Alla tenuta sostanziale del-- l'elicotteristica, alla crescita dell'elettronica per la difesa (grazie all'acquisizione dell'america Drs) e del settore energia e trasporti (Ansaldo Sts), corrisponde una certa debolezza dell'aeronautica attribuita ai minori ordini civili e agli slittamenti temporali di quelli militari. Intanto, venerdì prossimo, Italia, Gran Bretagna, Germania e Spagna firmeranno il contratto da circa 8 miliardi di euro per il primo lotto di caccia Eurofighter della terza tranche . Da quest'ultima Finmeccanica si aspetta un giro d'affari di 2,880 miliardi di euro. Quanto ai ritardi del programma del B787 Dreamliner, Guarguaglini ha detto di attendersi «entro l'autunno una risposta definitiva» da Boeing, sulla base della quale fare le proprie «valutazioni». Il direttore generale, Giorgio Zappa, ha aggiunto che i ritardi hanno procurato una «criticità sui ricavi e sull'attività dello stabilimento di Grottaglie» ma che «il programma sta tenendo» perché le cancellazioni degli ordini sono state «insignificanti ». Intanto Finmeccanica ha incassato un prestito di 500 milioni dalla Banca Europea per gli Investimenti destinato a Alenia Aeronautica per la produzione e lo sviluppo dei componenti aeronautici e in particolare per l'ampliamento dei siti campani e pugliesi. Quanto all'elicottero VH 71, prodotto per il presidente degli Stati Uniti, bisognerà aspettare la fine di settembre quando ci saràladefinitivaapprovazione del budget e la decisione sul progetto. Ieri Finmeccanica ha partecipato alla chiusura del caso Atitech, azienda di manutenzione campana di Alitalia, sottoscrivendo un'intesa a Palazzo Chigi che prevede la vendita dall'amministrazione straordinaria alla newco Manutenzioni Aeronautiche. Questa nuova società, controllata da IesMed di Giovanni Lettieri, vedrà la partecipazione della nuova Alitalia con una quota del 15% e di Finmeccanica con il 10%. Interrogato sulle voci che lo davano in arrivo alla guida di Alitalia, Guarguaglini ha sorriso: «Nessuno mi ha offerto niente, avrei rifiutato. Non mi divertirei per niente». A. Bac. Pierfrancesco Guarguaglini Ceduta Atitech Intesa a Palazzo Chigi per la cessione al gruppo Lettieri, Finmeccanica manterrà il 10%

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Alitalia, sei mesi difficili ma i risultati migliorano (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-07-2009)

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articolo di giovedì 30 luglio 2009 Alitalia, sei mesi difficili ma i risultati migliorano di Paolo Stefanato Tra gennaio e giugno persi 273 milioni, in gran parte imputabili al primo trimestre. Confermato l'obiettivo del pareggio dopo tre anni. In crescita il riempimento degli aerei e le quote di mercato, ancora in difetto la puntualità SCOSTAMENTO Il risultato dei sei mesi peggiore del 6% rispetto alle previsioni La «nuova» Alitalia ha chiuso i primi sei mesi di attività (anzi, un po' meno, visto che l'avvio è stato il 13 gennaio) con una perdita operativa di 273 milioni. Cifra importante - nell'ultimo esercizio completo, il 2007, la «vecchia» Alitalia (senza Air One) aveva perso 495 milioni -, ma che contiene un elemento prospettico positivo: 210 milioni sono stati persi nel primo trimestre, ma nel secondo il rosso è stato «solo» di 63. La compagnia prevede un ulteriore miglioramento nel terzo trimestre, «sulla base del positivo andamento di luglio e del portafoglio prenotazioni per agosto e settembre». Va apprezzato che la società, non quotata e quindi non soggetta a obblighi di comunicazione finanziaria, dopo il cda svoltosi ieri, abbia ritenuto di diffondere i numeri sul proprio andamento. La perdita del semestre è peggiore del 6% rispetto alle previsioni approvate il 27 febbraio. Ma i dati comunicati - pur ammettendo le difficoltà di un contesto di mercato negativo - sono complessivamente positivi. I ricavi del semestre, non confrontabili con il passato, sono stati di 1,276 miliardi di euro, i passeggeri trasportati 10 milioni, il coefficiente medio di riempimento del 59%. Quest'ultimo è cresciuto dal 51% del primo trimestre al 65% del secondo, con una proiezione del 72% del preconsuntivo di luglio. In crescita, sempre secondo quanto comunicato, anche le quote di mercato: 50% di quello domestico (ovvero le vendite in Italia per destinazioni nazionali e internazionali) e il 20% di quello internazionale (vendite all'estero per destinazioni italiane), a ridosso dei valori dell'aggregato Alitalia-Air One del 2008. Soddisfatto del nuovo corso della compagnia anche Silvio Berlusconi: «Le cose vanno bene e hanno ormai 800 voli al giorno, due su tre sono in orario. Quindi hanno mantenuto i patti, al contrario di quello che dice la sinistra», ha sottolineato il premier ieri sera a Roma durante una cena con i senatori del Pdl. Quanto agli aspetti finanziari, la compagnia fa sapere che la posizione finanziaria netta, pari a -770 milioni, «è significativamente migliore rispetto alle previsioni». Il debito sulla flotta è pari a 949 milioni, la cassa è di 370 milioni e la disponibilità liquida, incluse le linee di credito non utilizzate, è pari a 490 milioni. Sugli aspetti operativi, «nel secondo trimestre la media giornaliera dei voli cancellati è stata inferiore all'1%, meno di 5 voli al giorno sui circa 700 pianificati»; la puntualità sulla tratta Milano-Roma, sempre nel secondo trimestre, «si è attestata stabilmente sopra l'80%». «Permane - ammette l'Alitalia - un quadro generale di insufficiente puntualità sulla rete, che nel primo semestre ha fatto registrare un valore medio di poco superiore al 70%, ancora lontano dall'obiettivo aziendale dell'80%». Quanto al pagamento delle rate all'amministrazione straordinaria per l'acquisizione delle attività, e oggetto di ricalcolo con la controparte, Alitalia fa sapere che «entro il 31 luglio sono attese le controdeduzioni del commissario, per giungere a una determinazione condivisa entro il 14 agosto o, in mancanza di accordo, a un giudizio di un revisore indipendente non appellabile entro l'11 settembre». L'ultima istanza, in altre parole, è un arbitrato. Confermato l'obiettivo del pareggio a tre anni dall'avvio dell'attività. Frattanto, proprio a ridosso del termine ultimo fissato per oggi e dopo una giornata che ha fatto registrare forti tensioni e scontri all'aeroporto di Napoli, è stata raggiunta l'intesa per la cessione di Atitech, la società di manutenzione degli aerei della vecchia Alitalia, da parte dell'amministrazione straordinaria. A controllare la newco Manutenzioni aeronautiche che acquisterà l'Atitech, è Investimenti e sviluppo mediterraneo (IesMed), società guidata dall'imprenditore napoletano Giovanni Lettieri. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961

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il governo spericolato - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

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Pagina 32 - Commenti Il governo spericolato (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) E cercherà di convincere tutti che il suo esecutivo è stato perfetto ed è andato al massimo. Ci lascerebbe senza parole. Quindi preferiamo scriverle prima. Il Berlusconi IV ha effettivamente avuto una vita spericolata, nel mezzo della recessione più grave del Dopoguerra. Non sono condizioni in cui è facile governare, benché avesse tutti i numeri per farlo. La grande crisi era e rimane globale, importata dall´estero, quindi certamente non imputabile al Governo. Anche se il nostro paese era già ben avviato verso una recessione e la prima manovra economica, quella varata in 5 minuti, non ne teneva affatto conto, la crisi sarebbe stata molto meno intensa di quella stiamo vivendo. A queste turbolenze se ne sono poi aggiunte altre tutt´altro che inevitabili. Ma questo è un altro discorso. è stato anche un Governo molto attivo. Sui media. Uno stillicidio di annunci. Serviti a guadagnare tanti titoli sulle prime pagine dei giornali, a occupare, se ce n´era ancora bisogno, ampie fasce dei Tg in prima serata. Non pochi, comunque, i provvedimenti varati. Un contrasto abissale rispetto all´immobilismo del Governo Prodi. Ma non c´è stata alcuna riforma, se non quella ancora tutta in fieri della pubblica amministrazione. Molti provvedimenti ad hoc, transitori, in deroga o in proroga. Ci lasceranno un´eredità pesante nel paese delle eccezioni e delle complessità normative. Renderanno più difficile il controllo della spesa pubblica. Se ne è già accorto l´esecutivo perché nella legge di assestamento di bilancio ha dovuto rifinanziare per 10 miliardi misure la cui entità era stata in origine sottostimata. Rimane una distanza siderale fra dichiarazioni di principio e atti concreti. Purtroppo in Italia c´è una memoria corta. Anzi cortissima. Cerchiamo allora di ricordare, spulciando il sito www.lavoce.info, cosa è successo di alcuni provvedimenti che hanno a lungo occupato le prime pagine dei giornali. Il Governo è indubbiamente avviato a soluzione il grave problema dei rifiuti in Campania. Da una settimana sono anche state pubblicate le graduatorie delle università che dovrebbero servire a distribuire il 7% dei fondi di finanziamento ordinario agli atenei. Il meccanismo di riparto, a quanto si sa, rende l´intervento poco più che simbolico. Ma anche i simboli contano. Si sono persi nel nulla la convenzione fra il ministero dell´Economia e l´Abi sui mutui prima casa e la Robin tax, che avrebbe dovuto tassare petrolieri, banche e assicurazioni. La crisi, con il calo dei tassi e dei prezzi del greggio, ha reso questi provvedimenti, già di per sé inefficaci, del tutto anacronistici. Basti pensare alle tasse trasformatesi in aiuti alle banche. Chi aveva sbandierato queste misure non si potrà certo vantare di avere previsto la crisi. Sorte analoga è toccata alla detassazione del lavoro straordinario che rischiava di aggravare ulteriormente le perdite occupazionali. Svolta a U. Roba da ritiro della patente. Ma bene essersi accorti dell´errore non troppo tardi. Poco successo hanno avuto i Tremonti bond, varati con grave ritardo dopo che le banche avevano rischiato di essere travolte dalla tempesta. Nessuno sembra volerli, tranne forse i Prefetti che avrebbero dovuto monitorarne l´utilizzo. Caduto nel vuoto anche l´impegno a mantenere inalterati i livelli di credito concessi alle piccole imprese applicando "condizioni di credito non penalizzanti". Se è vero, come lamentato più volte dal ministro dell´Economia, che le nostre piccole imprese sono strozzate dalle banche, anche il rifinanziamento del fondo di garanzia sembra essere stato del tutto inefficace. Dei ben quattro piani casa annunciati, ne è rimasto uno, per ora solo sulla carta, che non prevede nulla a sostegno dell´edilizia popolare. Innumerevoli anche gli annunci di opere infrastrutturali. Anche quei pochi progetti approvati riceveranno dal Cipe "finanziamento parziale", uno stratagemma per aprire i cantieri, ma creare in partenza le condizioni perché, come sempre, le opere non vengano completate. Non si è persa nel nulla l´abolizione dell´Ici sulla prima casa. Come pure il blocco delle addizionali Irpef (comunali e regionali) e Irap. Ma a questo punto la legge delega sul federalismo fiscale, che predica l´autonomia tributaria, "un senso non ce l´ha". Singolare che queste misure vengano oggi sbandierate nei documenti del governo, come volte a "sostenere i redditi e di ridurre la pressione fiscale". Peccato che sia il blocco delle addizionali che la riduzione dell´Ici siano stati introdotti a pressione fiscale invariata. Significa che verranno coperte da altre tasse, quelle che tipicamente colpiscono il lavoro. Oppure sui poveri. Per non "mettere le mani nelle tasche dei cittadini", si è infatti fatto ampio ricorso a imposte sui giochi, tasse che colpiscono i ceti meno abbienti. Non si è persa traccia neanche delle misure che servono a proteggere da scalate i gruppi di controllo delle nostre società (ad esempio riducendo i vincoli all´acquisto di azioni proprie). Chi invece non è stato protetto sono i più poveri. Molti i "titoli" sul contrasto della povertà: dal bonus famiglia, alla social card, al fondo di credito per i nuovi nati. Misure una tantum, poco più che simboliche e troppo selettive per raggiungere chi davvero ne ha bisogno. I dati Istat di ieri confermano che l´Italia, più di altri, vede crescere drammaticamente la povertà durante le crisi. Il fatto è che non ha strumenti universali di contrasto alla povertà. E i nostri ammortizzatori sociali sono pieni di buchi. Lo sapeva questo governo (a dispetto delle dichiarazioni sui nostri ammortizzatori "migliori del mondo"). Lo sapevano anche i Governi di centro-sinistra che non avevano fatto questa riforma. Ma con una crisi così dura all´orizzonte la riforma era davvero improrogabile. Non ci sono attenuanti per questo operato. Poco consola il fatto che Alitalia, che continua a perdere 2 milioni al giorno nonostante alcuni incredibili titoli di giornale, sia stata privatizzata. Lo Stato ha incassato poco più di 1 miliardo per cedere, inter alia, 64 aeromobili, tutti i diritti di atterraggio e decollo e il marchio. Lasciando in eredità al contribuente una massa debitoria, di gran lunga superiore a quanto incassato. Infine, nell´anno del G8 e delle grandi dichiarazioni sui sostegni all´Africa, sono state quasi dimezzate le risorse per la cooperazione allo sviluppo. E i famosi Global Legal Standards, che promettono battaglia senza quartiere ai paradisi fiscali e all´evasione fiscale, sono stati approvati appena in tempo per fornire una cornice all´introduzione dello scudo fiscale, un premio a chi ha esportato illegalmente capitali e alle organizzazioni criminali. Sulle intenzioni di questo governo nella lotta all´evasione fanno testo lo smantellamento di un insieme di importanti provvedimenti di prevenzione dell´evasione e la riduzione delle sanzioni in caso di mancato o ritardato pagamento delle imposte. La riduzione dei controlli sui posti di lavoro, volti a prevenire il lavoro nero, ci espone ancor di più al rischio di immigrazione clandestina, che sfrutta proprio l´ampia area di irregolarità presente nel nostro paese. Bene ricordarsi che i disperati che arrivano sulle coste siciliane rappresentano meno del 10% dei clandestini che oggi arrivano in Italia. In Africa si è troppo poveri per emigrare. è l´unica area del mondo rimasta in gran parte tagliata fuori dai grandi flussi migratori degli ultimi due decenni. Ma abbiamo fatto patti col diavolo pur di non far arrivare gli africani da noi.

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colaninno scrive a bresso: "a caselle voli più puntuali" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

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Pagina X - Torino Colaninno scrive a Bresso: "A Caselle voli più puntuali" La situazione dei voli Cai a Caselle sta migliorando. C´è il rischio però che le nuove rotte europee (Amsterdam, Berlino, Mosca, Istanbul) annunciate dalla stessa Cai e dalla Regione per novembre slittino all´inizio del 2010. è quanto sarebbe emerso nel primo incontro del tavolo di lavoro voluto dalla Regione sui servizi aerei dell´ex Alitalia su Caselle. «Di slittamento delle nuove rotte non si è parlato - dice però l´assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli - Oggi comunque sarò a Roma con l´assessore al Turismo Giuliana Manica per incontrare l´ad di Alitalia, Rocco Sabelli. Credo che quella sarà l´occasione per definire tutti gli aspetti dell´accordo e dare il via libera definitivo all´operazione». Dopo le polemiche sui disservizi e i ritardi delle scorse settimane il monitoraggio presentato da Alitalia mostra «un deciso aumento della puntualità dei voli che, tra la prima e la seconda metà del mese di luglio, è stato di circa il 10 per cento. Un andamento che ci auguriamo prosegua nei prossimi mesi» ha commentato Borioli. Entro settembre infatti tutta la flotta di Boeing 737 verrà sostituita con Airbus 320: il primo arriverà a Caselle già nei prossimi giorni. Nell´ultimo mese Alitalia ha anche aumentato l´organico della linea tecnica di manutenzione delle aeromobili, ha inserito un aereo di riserva e ha completato l´integrazione dei sistemi di gestione delle operazioni di Alitalia e AirOne. Per sottolineare queste migliorie il presidente di Cai Roberto Colaninno ha scritto anche una lettera a Bresso in cui ribadisce il massimo impegno per Torino. «Le sue parole e i recenti provvedimenti - ha osservato Bresso - rappresentano un segnale confortante, anche se, per ammissione della stessa compagnia, siamo ancora lontani da standard europei e che debbono essere costanti nel tempo». (m. trab.)

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air france-klm in rosso per 426 milioni - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 25 - Economia Nel primo trimestre a Parigi ricavi in caduta del 20,5%. Resiste Lufthansa: utile operativo di 8 milioni Air France-Klm in rosso per 426 milioni Allarme Iata: traffico passeggeri in calo del 7,2% a giugno LUCIO CILLIS ROMA - Giugno è il primo dei mesi estivi sui quali puntano le compagnia aeree per gonfiare il fatturato. Ma, avverte la Iata nel suo ultimo bollettino mensile, le cose continuano ad andare male, i passeggeri scarseggiano e i vettori arrancano. Due esempi negativi arrivano dalle grandi d´Europa: Air France - al netto del 25% di presenza in Alitalia - ha reso noti i dati del primo trimestre dell´anno. E sono peggiori delle previsioni, con un rosso di 426 milioni di euro. Facendo un confronto con Alitalia, la compagnia italiana nei primi sei mesi dell´anno ha perso "solo" 273 milioni di euro e non esclude, secondo quanto affermato ieri dall´ad Rocco Sabelli, «il pareggio nel terzo trimestre 2009». Male, al pari dei francesi anche la tedesca Lufthansa che considera «non soddisfacenti» i risultati del primo semestre con l´utile operativo a 8 milioni. Entro il 2012 la divisione voli civili subirà una cura dimagrante da un miliardo di euro. La perdita netta, infatti, si attesta a 216 milioni di euro. I numeri forniti dalla Iata, poi, gettano nuove ombre sui prossimi mesi del trasporto aereo mondiale. Anche a giugno i dati sono negativi e in calo del 7,2% per il traffico passeggeri internazionale. Sono solo leggermente migliori del crollo che si è avuto a maggio quanto la lancetta del confronto con il 2008 è scivolata in basso del 9,3%. Male il load factor che si è attestato al 75,3%, contro un tasso di riempimento che a nel giugno del 2008 aveva ritoccato il 77,6%. Il fronte merci, a giugno, ha evidenziato invece, un «moderato miglioramento». «Ci sembra di assistere ad una stabilizzazione dei mercati - spiega il direttore generale della Iata, Giovanni Bisignani - questi sono tempi molto difficili per le compagnie aeree se da una parte vi sono segni di una rapida ripresa economica, dall´altra ci sono rischi importanti: il possibile aumento dei prezzi del petrolio e l´impatto di influenza A sulla domanda».

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Persi 426 milioni e traffico giù (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Persi 426 milioni e traffico giù a cura di red. economia Il gruppo Air France-Klm - proprietario del 25% di Cai-Alitalia, di fatto «azionista di controllo» - ha subito una perdita netta di 426 milioni di euro nel primo trimestre, contro un utile di 149 milioni di euro di un anno fa. «Il settore del trasporto aereo è particolarmente colpito» dalla crisi economica, spiega il gruppo in un comunicato. Per l'attività passeggeri, il gruppo prevede «una prosecuzione del peggioramento dei conti nel secondo trimestre, ma a un ritmo inferiore a quello del primo trimestre». Il traffico passeggeri è calato del 5,8% nei 3 mesi, mentre il cargo del 22,7%. VIGILI DEL FUOCO TURNI SENZA LIMITI contro le regole «In tutti i Comandi dei Vigili del fuoco si costringono i lavoratori a turni insostenibili e in violazione delle norme contrattuali». La denuncia arriva da Antonio Jiritano, della RdB-Cub. Secondo il sindacato, «vengono richieste 24 ore consecutive senza riposo, rispetto a un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, a ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio». TELEFONINI WIND E VODAFONE INSIEME PER LA RETE Vodafone Italia e Wind hanno sottoscritto un accordo per la condivisione delle infrastrutture relative ai siti della rete di accesso radiomobile. L'intesa tra i due operatori consente un ulteriore miglioramento della copertura e della qualità del servizio offerto ai rispettivi clienti e un notevole beneficio in termini di riduzione dei costi infrastrutturali di gestione della rete, come ad esempio gli affitti e il risparmio energetico. L'accordo si fonda su un impegno paritetico e dura sei anni, rinnovabili.

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Colaninno: (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 31/07/2009 - pag: 1 Il presidente di Alitalia Colaninno: «Malpensa così non va» Il presidente di Alitalia Roberto Colaninno e il futuro prossimo della compagnia. «Il rilancio è possibile, i numeri ci sono. E c'è chi aspetta di entrare in società». Su Malpensa. «Così non va. Chi parte da Torino, Verona o Genova non sceglie quell'aeroporto». A PAGINA 29 Polato

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Colaninno: Malpensa così non va Alitalia, c'è chi aspetta di entrare (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 31/07/2009 - pag: 29 L'intervista «Il Nord? Chi parte da Torino, Verona o Genova a Milano non andrebbe comunque. Non possiamo far volare gli aerei vuoti» Colaninno: Malpensa così non va Alitalia, c'è chi aspetta di entrare Il rilancio della compagnia è possibile, «i numeri ci sono». Sabelli «ha fatto un buon lavoro» MILANO Ha appena chiuso il consiglio della semestrale Piaggio e, almeno qui, grandi spine non ce ne sono. Fatturato e utili scendono, ma di questi tempi non è poi una gran notizia. E a compensare arrivano comunque quote di mercato in crescita e un forte sviluppo in Asia. Per cui sì, alla fine Roberto Colaninno di Pontedera è soddisfatto: «Il calo di ricavi e profitti non è stato così drammatico. E, soprattutto, già dal secondo trimestre mostriamo una netta inversione di tendenza ». Parole simili, anche se in un contesto completamente diverso, a quelle che aveva usato ventiquattr'ore prima per Alitalia. Lì però la relativa soddisfazione non era sembrata altrettanto autentica. Le spine non solo quelle di un bilancio che nessuno pretendeva uscisse già dalla zonarosso - restano. O no, dottor Colaninno? Avete presentato risultati migliori delle attese, è vero. Ma rimane l'impressione di una compagnia che non decolla. «Lo capisco, ma è un'impressione sbagliata. Inquadriamola bene, Alitalia. Era una società fallita. Finanziariamente e industrialmente. Qualcuno se lo ricorda? Io sì, e perciò l'assimilo a una start-up . Che, per definizione, ha enormi potenzialità ma può esprimerle solo dopo una fase iniziale di costi molto sostenuti». È finita, questa fase? «I numeri fin qui sono coerenti, tant'è che nel prossimo trimestre dovremmo riportare al pareggio almeno il risultato operativo. Dopodiché, dipenderà anche dalla crisi generale. Oggi nessuno ha visibilità sul quarto trimestre. Quello che sappiamo è che i voli commerciali solitamente anticipano il ciclo economico di circa sei mesi. Se la regola si confermerà, la 'normalizzazione' dovrebbe cominciare intorno a dicembre». Come ci arriverete? I conti migliorano, ma le lamentele di chi viaggia sono le stesse di ieri. Puntualità, servizi a terra, collegamenti diretti con l'estero: l'elenco lo conosce. Non è anche per questo che molti aerei viaggiano semivuoti? «Il lavoro fatto in questi sei mesi dall'amministratore delegato, Rocco Sabelli, e da tutto il personale Alitalia, a partire da piloti e assistenti di volo, è stato un buon lavoro. Ottimo per quello che riguarda la regolarità dei voli: non a caso non c'è stata una sola ora di sciopero. Detto questo nessuno, nemmeno io, è ancora soddisfatto del tasso di puntualità. Rimangono sacche di ritardi a volte notevoli. Causa principale: Fiumicino e i servizi di terra». Cioè non è colpa vostra? «Al contrario: è 'anche' colpa nostra. Nel senso che per dieci anni Alitalia non ha investito nei servizi di terra. Quando siamo arrivati, ci siamo trovati a dover riorganizzare non solo la compagnia 'in volo', ma anche la base di Fiumicino. E, lo ammetto, la situazione era più pesante di quanto ci aspettassimo». Ammissione che potrebbe ridar fiato al partito del Nord: se aveste puntato su Malpensa... «No. Noi cerchiamo di fare il massimo, però Malpensa resta uno scalo con grandi difetti. Tra turismo, finanza, industria piccola e grande potrebbe servire uno dei bacini di utenza più grandi del mondo. Ma come fa, se è un'impresa già arrivarci perché mancano le infrastrutture di collegamento? Se da Torino a Trieste, passando per Linate, c'è un aeroporto ogni 50 chilometri? Lei dice che i nostri aerei viaggiano semivuoti, anche se in realtà il tasso di riempimento sta raggiungendo gli obiettivi. Ci puntate l'indice contro, se per collegarci a Berlino o alle grandi rotte intercontinentali 'usiamo' l'alleanza con Air France e gli scali di Parigi o Amsterdam. Quello che non considerate è che chi parte da Bergamo, o Torino, o Verona, o Genova, a Malpensa non andrebbe comunque: va direttamente su un aeroporto estero o su Roma. Dovremmo far volare aerei vuoti? E raddoppiare i costi dei biglietti, oppure fallire?». Soluzione intermedia? «Dobbiamo fare tutti insieme, noi e le istituzioni, un grande sforzo di creatività per trovarla, questa soluzione. Anche estrema». Del genere? E le sembra realistico? «Dobbiamo provarci». Se qualcuno dicesse che tutto questo serve a distogliere l'attenzione dai guai Alitalia? Per esempio dalle voci di conflitto tra azionisti e amministratore delegato, con Sabelli dato periodicamente in uscita? «E perché mai? Sabelli, ripeto, ha fatto un buon lavoro». Ma ha un carattere, dicono, un po' troppo ruvido. «Se è per questo, sono cocciuto anch'io. Ma ho un ottimo rapporto con lui. E so cosa voglio: che l'azionista faccia l'azionista, il presidente il presidente, l'amministratore delegato il gestore. Sennò c'è confusione di ruoli. E non può funzionare. Non in un'azienda in cui non è una sola persona a controllare il 100%». Riferimento casuale? Dicono che, anche all'ultimo consiglio, le critiche più pesanti siano arrivate da Emilio Riva. «Guardi che parlo da azionista anch'io. E mi sono chiari i poteri dei soci: nominare il consiglio e l'amministratore delegato, e valutare i risultati della gestione». Resta il fatto che nella cordata l'insoddisfazione per l'investimento non è un mistero. «Di nuovo: da azionista io sapevo bene i rischi e le difficoltà cui andavo incontro, e so bene che Alitalia potrà restituire molto più di quanto abbiamo investito. Anche perché con noi c'è una grande banca, Intesa: Corrado Passera e Gaetano Miccichè in questo progetto credono fortemente, e dal primo momento». Atto di fede, il suo? O conferma, in fondo, che c'è chi pensa già a uscire? «Veramente, io so di azionisti che vogliono entrare. E non alludo a Air France » . Sta bluffando? «Per niente». Glissando sui soci che scalpitano per andarsene? «Nemmeno. C'è un lock-up di quattro anni, intanto. Poi, quando saranno passati, concederete che i soci siano liberi di restare o monetizzare, se lo vorranno? Lo troverebbe strano?». No, però questa non era la «cordata dei patrioti»? La bandiera non era l'italianità? «Certo. E lo resterà. Ma le cose evolvono: in futuro ci sarà anche la bandiera degli Stati Uniti d'Europa. E Alitalia vuole esserne protagonista». Raffaella Polato

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fiumicino, anche i manager alitalia scaricano bagagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 21 - Economia Il caso Fiumicino, anche i manager Alitalia scaricano bagagli ROMA - Almeno due ore di attesa prima di riuscire a mettere le mani sul proprio bagaglio. La brutta sorpresa ha coinvolto a Fiumicino diverse centinaia di passeggeri Alitalia, e, a catena, manager e dipendenti della compagnia che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di calmare gli utenti infuriati del Leonardo da Vinci. I passeggeri hanno richiesto l´intervento di polizia e carabinieri. Accanto alla task force improvvisata, scesa in campo per velocizzare lo scarico bagagli affidato ad Az Servizi (Alitalia), si sono aggiunti gli addetti di Aeroporti di Roma. Tutti i disservizi si sono verificati per le croniche carenze di organico che più volte l´Enac ha messo in rilievo soprattutto in prossimità dei picchi di traffico estivo. Infine, per quel che riguarda l´allarme sulle manutenzioni Alitalia lanciato dal deputato dell´Udc Mario Tassone, l´Enac tranquillizza: «Le preoccupazioni sugli standard di sicurezza della compagnia e degli aeroporti nazionali sono infondate» dicono il presidente Vito Riggio, e il direttore generale Alessio Quaranta. (lu.ci.)

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Alitalia deve rimettere in pista Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2009)

Argomenti: Alitalia

Alitalia deve rimettere in pista Air France Necessario l'aumento di capitale con rinuncia al diritto di opzione degli attuali azionisti a favore dei francesi. Il silenzio di Banca Intesa e la lentezza della liquidazione di Fantozzi ALFREDO ROMA La semestrale di Alitalia presentata mercoledì si chiude con un risultato negativo di 273 milioni di euro, di poco superiore, dice l'azienda, alle previsioni di budget. Tuttavia, al di là dei dati quantitativi, preoccupano alcuni indici qualitativi di Alitalia, come i ritardi, il basso coefficiente di riempimento degli aerei (load factor), il ritardo nella integrazione dei sistemi di prenotazione Alitalia e Airone, una flotta che risulta ancora più eterogenea per i diversi modelli utilizzati da Airone (Boeing 737). Quest'ultimo dato significa maggiori costi di manutenzione e rigidità nell'impiego del personale navigante legato all'abilitazione per un tipo di aereo o per classi di aerei come tutti gli Airbus di medio o lungo raggio. Purtroppo, l'operazione Alitalia-CAI è nata su alcuni presupposti errati dell'economia di impresa. Dal 1993, con l'approvazione del terzo pacchetto di misure comunitarie (rivisto con il Regolamento (CE) 1008/2008), il trasporto aereo è stato completamente liberalizzato. Questo significa che da allora un vettore che ha sede nella Comunità Europea, può operare da un qualsiasi aeroporto comunitario. Restavano in esclusiva alle vecchie compagnie di bandiera i collegamenti con Paesi extra-UE legati agli accordi bilaterali di traffico. Ma anche questi, dopo la sentenza della Corte di Giustizia del 5 novembre 2002, vengono ora negoziati dalla Commissione Europea per conto di tutti i vettori comunitari. Si va verso una completa politica di "open Skies", quindi di massima concorrenza tra vettori. Il concetto di «compagnia di bandiera» è dunque stato superato e non esiste più da un punto di vista giuridico. Vale solo come immagine, ma la sola immagine non serve a fare business. La liberalizzazione del mercato è per molti settori un fattore positivo per il consumatore. Lo è stata anche per il trasporto aereo con la nascita delle compagnie low-cost che hanno costretto le grandi compagnie a rivedere le loro tariffe. Tuttavia, non si deve dimenticare che il trasporto aereo è un servizio universale ed essenziale che garantisce il principio costituzionale della mobilità del cittadino, tanto che in ambito comunitario esistono norme per gli «oneri di servizio pubblico» per garantire la mobilità ai cittadini residenti nelle isole o possedimenti lontani. Alitalia-CAI, unita a Airone, è il maggiore vettore italiano che assicura questo diritto alla mobilità. Privatizzando Alitalia si è costituita una società per azioni che non può rispondere solo ai principi della buona gestione e del profitto perché svolge un servizio pubblico. Credo che a settembre il Governo in carica, l'opposizione e le parti sociali dovranno verificare se l'andamento di Alitalia-CAI assicura lo svolgimento del servizio pubblico del trasporto aereo e studiare i modi per aiutare la compagnia a procedere verso un cammino virtuoso, pur nella difficoltà di una grande crisi economica in atto. Su tutta la situazione pesa anche il costo della cassa integrazione per quattro anni a carico dello Stato, quindi del cittadino contribuente. Nel CDA di mercoledì i vertici di Alitalia hanno escluso aumenti di capitale. Forse una strada per migliorare l'attuale situazione potrebbe essere proprio un aumento di capitale con rinuncia al diritto di opzione degli attuali azionisti a favore di Air France, anche se Air France ha appena dichiarato una riduzione dei ricavi del 20% rispetto ai primi mesi del 2008 e ha previsto riduzione di personale per la fine dell'anno. Si potrebbe costituire una co-governance italo-francese per introdurre nuove competenze ed esperienze. L'anno scorso abbiamo assistito a una difficile start-up di CAI con la rincorsa al COA (Certificato di Operatore Aereo) e alla licenza richiesti dai regolamenti comunitari o all'incertezza nella permanenza nella membership di IATA, certamente dovuta alla poca esperienza del personale impiegato. Il settore aereo è un settore molto complesso, regolato dalle norme ICAO (l'organizzazione mondiale dell'aviazione civile), dalle norme europee e da quelle interne. Tutto questo si deve conoscere bene, oltre alle normali competenze di management. Stupisce che un imprenditore abile e di successo come Roberto Colaninno non abbia pensato fin dall'inizio a mettere al vertice di CAI un manager di provata capacità proveniente da uno dei maggiori vettori europei e dunque con una consolidata esperienza nel settore. Non bisogna aver paura di modificare una strategia che le condizioni di mercato hanno reso non più realizzabile o attuale. In questo scenario si nota un grande silenzio di Banca Intesa dopo la intensa attività per realizzare il progetto Alitalia/Airone. Forse perché è rientrata dalle esposizioni con Airone? E quanti anni occorreranno al Commissario Fantozzi per la liquidazione degli assets della bad company? Gli aerei non passati ad Alitalia CAI perdono ogni giorno di valore. Il dossier

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 01/08/2009 - pag: 49 «Basta attacchi, Milano difenderà Malpensa» Il ministro Castelli: il governo non cederà. Lufthansa: continueremo a investire in questo aeroporto Tempesta nei cieli sopra Milano. A scatenare il fortunale, le parole di Roberto Colaninno, sul Corriere di ieri: «Noi cerchiamo di fare il massimo, però Malpensa resta uno scalo con grandi difetti », ha detto il presidente di Alitalia. E ancora: «Chi parte da Bergamo, Torino, Verona o Genova, a Malpensa non andrebbe comunque: va direttamente su un aeroporto estero o su Roma. Dovremmo far volare aerei vuoti? E raddoppiare i costi dei biglietti, oppure fallire?». «La pervicacia nell'attaccare Malpensa mi fa pensare che il signor Colaninno abbia una questione personale contro questo aeroporto è intervenuto ieri Roberto Castelli, vice ministro per le Infrastrutture della Lega . Alitalia ritiene razionale far viaggiare un passeggero italiano dall'Italia a Berlino facendogli fare scalo a Parigi. Prendiamo atto. Ma poiché i vertici di Alitalia non sono ministri, questo governo si adopererà per far rivivere Malpensa». Comune e Sea non rispondono all'attacco di Alitalia. Interviene, invece, la regione Lombardia. «È paradossale. Malpensa continua a essere il problema di Alitalia anche dopo che Alitalia ha abbandonato lo scalo», osserva l'assessore a Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo. Nel primo semestre di quest'anno Lufthansa ha messo a segno una crescita su Malpensa dell'81,4%, la compagnia low cost Easyjet un più 51,5%. Il mercato che Alitalia ha lasciato viene recuperato da altri competitor più efficienti ». Dal canto suo Lufthansa conferma una visione delle potenzialità di Malpensa molto diversa da quella di Alitalia. «Malpensa per noi resta un investimento importante dicono dal quartier generale Lufthansa di Francoforte . E' chiaro, ci sono interventi necessari per aumentare la connettività dell'aeroporto. Ma sappiamo che Sea e le autorità locali stanno lavorando proprio per questo ». Certo è che il dehubbing ha ridotto in modo drastico la presenza di Alitalia su Malpensa. La compagnia italiana oggi gestisce il 9 per cento del traffico passeggeri sullo scalo varesino. Il che significa 48 movimenti al giorno su 580 complessivi. A luglio 157 mila passeggeri sono saliti su aerei Alitalia decollati da Malpensa: il 54 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In compenso crescono i passeggeri trasportati dalle altre compagnie: 1,5 milioni, più 10 per cento rispetto a un anno fa. Ed è proprio grazie ai maggiori decolli delle compagnie straniere che l'aeroporto varesino punta a un bilancio passeggeri per il luglio 2009 in pareggio rispetto a un anno fa. Per finire, il coefficiente di riempimento degli aerei. Per Malpensa si parla nell'ultimo mese di un l aod factor medio del 72 per cento. Che puoi vuol dire 72 posti occupati ogni cento, contro i 66 di Linate. Come dire: Malpensa batte il Forlanini, lo scalo a tiro di taxi dal Duomo su cui Alitalia opera il 70 per cento dei voli. Rita Querzé

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Lufthansa pronta a nuovi investimenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 01/08/2009 - pag: 1 Il ministro Castelli: no alla strategia di Alitalia. La compagnia tedesca: noi crediamo in questo scalo «Milano non può perdere Malpensa» Lufthansa pronta a nuovi investimenti «Continuiamo a credere in Malpensa, lo scalo varesino ha grandi potenzialità». Dopo le critiche di Alitalia all'aeroporto nella brughiera, Lufthansa conferma la sua determinazione a investire. Mentre il viceministro per le infrastrutture, Roberto Castelli, assicura: «Il governo lavora al rilancio di Malpensa». A PAGINA 3 Querzé

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