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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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La riforma della scuola: tempi troppo stretti per il via libera in consiglio ( da "Alto Adige" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: provinciale la legge sulla riforma della scuola. E questo sarebbe grave, perché se dovesse andare al governo Berlusconi, le cose non potrebbero che peggiore. Un motivo in più dunque per avere una nostra legge sulla scuola". è preoccupata l'assessore Luisa Gnecchi al termine della riunione della 1º commissione legislativa che ieri ha proseguito l'esame del contenuto della riforma.

La scuola italiana e i docenti sformati ( da "Unita, L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ascoltiamo il ministro Fioroni sostenere la necessità di ripristinare i concorsi pubblici a scadenza biennale per i posti disponibili, secondo il principio costituzionale che al pubblico impiego si accede per concorso. Sì, perché non bisogna dimenticare come la precedente stagione politica avesse a più riprese tentato di sostenere il discriminatorio principio della "

Con la nuova ondata lasciano i prof del '68 ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la triade Berlinguer-Moratti-Fioroni - e dall'incertezza del quadro legislativo con il minaccioso scalone Maroni, sembrava cominciata. Dodici mesi dopo, visto che lo scalone non è così impervio come si era temuto, ma l'inflazione reale sì, con il 3% dichiarato e 8% sperimentato nel carrello della spesa, i docenti han deciso di restare,

Autonomia didattica per le scuole di infanzia ( da "Corriere Alto Adige" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Infine la commissione ha proseguito l'esame del disegno di legge sulle riforma della scuola approvando tre articoli sulla scuola d'infanzia. Ai circoli di scuola dell'infanzia è riconosciuta la personalità giuridica e l'autonomia organizzativa, didattica, di ricerca e sperimentazione, finanziaria ed amministrativa.

Poli formativi, la Regione rinuncia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tra gli enti locali hanno allungato troppo i tempi e il decreto Fioroni blocca l'iter Poli formativi, la Regione rinuncia Nell'ultima bozza di delibera si parla solo di istituti tecnici superiori Elena Salini BOLOGNA Marcia indietro della Regione sui poli formativi. Dalla nuova bozza relativa alla riorganizzazione dell'offerta di formazione alta specialistica e superiore –

Figli immigrati irregolari, da Milano un parziale dietrofront ( da "Redattore sociale" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annuncio del ministro Fioroni dell'avvio della revoca di parita' e fondi per le 170 scuole dell'infanzia milanesi) il Comune ribadisce "il principio di accoglienza nella legalita'", specificando che, nelle tre diffide arrivate da viale Trastevere, "non e' stata valutata con attenzione la distinzione che viene fatta nella circolare comunale tra iscrizione e accoglienza nelle scuole dell'

BLACK LIST PROFESSORI EBREI, FIORONI: E' UN KU KLUX KLAN DIGITALE ( da "Virgilio Notizie" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni, si dice "sconcertato e preoccupato per il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica". "I cappucci telematici sono una vergogna per tutti - scrive in una nota - ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura.

Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una vergogna'' ( da "Redattore sociale" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4008/02/2008 Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una vergogna'' Roma - "È una vergogna. E provoca anche sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica". E' il commento di Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione,

Cittadinanza europea, all'istituto Kennedy ci si confronta su una didattica più adatta ai tempi ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: innovatori del ministro della pubblica istruzione Fioroni, destinati a durare nel tempo anche e soprattutto perché coerenti con l'impostazione europea del percorso scolastico corrispondente al biennio superiore obbligatorio".Non è una novità questa per il "Kennedy" che già lo scorso anno aveva intavolato una discussione con esperti in didattica come il dirigente Bruno Serravalli e l'

BLACK LIST, FIORONI: CAPPUCCI TELEMATICI UNA VERGO ( da "Windpress" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Sul blog la 'black list' dei docenti ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti" ( da "Repubblica.it" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni commentando la vicenda della lista che "rivela grave deficit culturale ed educativo". Secondo Fioroni, "i 'cappucci telematici' sono una vergogna per tutti, ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Il nostro Paese" ha concluso il ministro, "ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il piano culturale ed educativo ed è proprio questo

SCUOLA/ GILDA: ORDINANZA DEBITI INAPPLICABILE, FIORONI INTERVENGA ( da "Virgilio Notizie" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni per chiedere un urgente intervento chiarificatore su corsi e verifiche finali che dovranno essere attuati la prossima estate. Secondo il leader della Gilda "la materia che non può essere delegata all' autonomia scolastica: infatti, mentre sono sotto gli occhi di tutti confusione e conflittualità che si determineranno dai tempi diversi decisi dalle scuole per i corsi di recupero,


Articoli

La riforma della scuola: tempi troppo stretti per il via libera in consiglio (sezione: Schola)

( da "Alto Adige" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

Klotz insiste sui riferimenti a storia e cultura locale La riforma della scuola: tempi troppo stretti per il via libera in consiglio BOLZANO. "Con le elezioni politiche ormai alle porte e le amministrative ad ottobre, i tempi si fanno molto stretti: c'è il grosso rischio a questo punto che non si riesca ad approvare in consiglio provinciale la legge sulla riforma della scuola. E questo sarebbe grave, perché se dovesse andare al governo Berlusconi, le cose non potrebbero che peggiore. Un motivo in più dunque per avere una nostra legge sulla scuola". è preoccupata l'assessore Luisa Gnecchi al termine della riunione della 1º commissione legislativa che ieri ha proseguito l'esame del contenuto della riforma. Le prossime riunioni sono fissate per il 21 e il 29 febbraio. La discussione è ferma sull'articolo 4. "La consigliera Klotz - spiega l'assessore Gnecchi - ha presentato una raffica di emendamenti in cui si chiede che il riferimento all'interculturalità venga tolto e sostituito con richiami alla storia, alla cultura, alla religione, agli usi e costumi locali. Ma non passano. Anche se in alcuni casi è capitato che si sia dovuto toglierle il riferimento all'interculturalità, però non è stato inserito neppure il continuo richiamo all'aspetto locale". Gnecchi critica inoltre l'assenza del consigliere di Alleanza nazionale Alessandro Urzì, unico membro italiano in commissione. Ma l'interessato si giustifica: "Ho potuto partecipare solo ai lavori del mattino; nel pomeriggio avevo una serie di impegni in vista delle elezioni politiche. Comunque, sono preparato per affrontare la discussione sulla riforma della scuola in aula". Ieri la commissione legislativa ha esaminato anche gli articoli del decreto legge "omnibus" 150/07, riguardante "Modifiche di disposizioni in materia di procedimento amministrativo, urbanistica, lavori pubblici, sostegno dell'economia, turismo, espropriazione, assistenza e beneficenza", e lo ha approvato. Gli articoli in questione riguardano le sanzioni in caso di indebita percezione di agevolazioni, gli appalti di servizi pubblici e i lavori pubblici.

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La scuola italiana e i docenti sformati (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del La scuola italiana e i docenti "sformati" Marina Boscaino Che la scuola abbia responsabilità innegabili rispetto ai fallimenti adolescenziali è argomento ormai unanimemente condiviso dagli ospiti di ogni talk show che si rispetti: state pur sicuri che - quando la colpa non è di un extracomunitario - c'è sempre lo zampino di un insegnante inadempiente. È vero che la classe docente italiana non fa nulla per nascondere i propri scheletri nell'armadio; ma è anche vero che un investimento convinto e una maggiore volontà di riconoscere la professionalità ridimensionerebbero i fenomeni di malcostume che pure esistono, esaltando la molte eccellenze. In questo contesto il problema di come si debbano formare gli insegnanti appare strategico. Perché solo attraverso una revisione accorta, equa e autorevole dei sistemi di accesso e di reclutamento alla scuola si potrà ripensare a questo come a un lavoro non di ripiego o come al delirio autoreferenziale di sognatori nostalgici (e poveri in canna). La domanda è banalmente: perché un laureato in fisica dovrebbe decidere di andare ad insegnare quella disciplina in un istituto superiore a 1300 euro al mese? Fino agli anni '80 ci si laureava e poi si conseguiva una o più abilitazioni tramite concorso pubblico. Dal 1990, quando la laurea è diventata obbligatoria anche per gli insegnanti di scuole dell'infanzia e primaria (Scienze della Formazione Primaria), è iniziato un inesauribile processo che ha visto l'università sempre più coinvolta nel dibattito sulla formazione. L'università ha assunto la facoltà di abilitare per l'insegnamento ed inoltre di erogare un consistente tirocinio (le famose Siss, Scuole di specializzazione), attivando un notevole giro d'affari per gli atenei e disparità vergognose tra una Siss e l'altra (con conseguente differenza di preparazione dei relativi aspiranti). In seguito a questa situazione si è configurata una condizione piuttosto penosa: innanzitutto i concorsi sono continuati - contemporaneamente all'erogazione delle abilitazioni da parte delle Siss fino al '90 - configurando di fatto due diversi sistemi a cui accedere alle graduatorie: vincitori di concorso da una parte (che andavano ad aumentare le nutrite schiere dei precari "storici") e "sissini" dall'altra; un pasticcio che ha intasato le graduatorie, fatto sorgere non pochi contenziosi, rinfocolato la "guerra tra poveri" in una professione alla quale si accede in media definitivamente verso i 40 anni. Difensori dei "regolari" e dei precari storici hanno fronteggiato i sissini in una contesa che ha coinvolto - soprattutto nei primi anni - giuristi e accademici. A rendere la situazione ancor più confusa è poi giunta la riforma del 3+2 dell'allora ministro dell'università Ortensio Zecchino (laurea breve e laurea specialistica, Dm 509/99). Fu quella riforma, in particolare, a spostare i termini del problema: sovrapponendosi alla soppressione dei concorsi pubblici e inserendosi nell'ambito degli scenari configurati dalle Siss, si arrivò ad affidare definitivamente l'abilitazione all'insegnamento agli atenei, facendola coincidere con la laurea, che poi doveva essere seguita dalla scuola di specializzazione. Poi, ancora, la Moratti rispariglia le carte: il 3+2 viene ora considerato laurea "magistrale", con tre anni di "preparazione generale" e due di "specializzazione". Oggi, da una parte assistiamo con soddisfazione alla sospensione dell'art. 5 della "controriforma" Moratti, che aveva concepito la formazione di una laurea solo per insegnanti. Dall'altra - con altrettanta soddisfazione - ascoltiamo il ministro Fioroni sostenere la necessità di ripristinare i concorsi pubblici a scadenza biennale per i posti disponibili, secondo il principio costituzionale che al pubblico impiego si accede per concorso. Sì, perché non bisogna dimenticare come la precedente stagione politica avesse a più riprese tentato di sostenere il discriminatorio principio della "chiamata diretta": della serie ti chiamo solo se hai gli occhi azzurri, voti a destra, sei bianco, possibilmente hai un accento del Nord, vai a messa tutte le domeniche. A parte gli scherzi - come è accaduto per secoli nelle scuole private - il sistema delle clientele l'avrebbe fatta da padrone; in barba al principio della libertà dell'insegnamento e della laicità della scuola pubblica. Rimangono però alcuni nodi irrisolti. Innanzitutto la tentazione da parte di moltissimi di considerare oggi il 3+2 (ma alcuni insegnamenti universitari prevedono già un percorso di 5 anni) esauriente; riducendo l'attuale percorso 5+2 (laurea specialistica più scuola di specializzazione): quasi a dire che i nostri insegnanti sono tanto preparati che ridurre il curricolo a 3 anni di studio delle discipline può essere sufficiente; e che diventeranno insegnanti competenti frequentando i 2 anni di specializzazione. Gli attuali corsi della Siss - fatte le debite distinzioni, profondamente e negativamente funzionali alla vita accademica, sottobosco in perenne crisi di sopravvivenza, specie in alcuni atenei - sono irriformabili. Ma quand'anche non fosse così - considerando la profonda crisi anche di legittimazione socioculturale e di autorevolezza in cui si dibatte il lavoro del docente - crediamo davvero che per insegnare sia sufficiente (in un mondo improntato alla cifra della complessità e della diversità) questo tipo di formazione? La scuola oggi stenta ad integrare e funziona in maniera scomposta non perchè gli insegnanti siano troppo colti, ma per il motivo opposto. Alcuni sono ignoranti; altri non conoscono cosa sia la mediazione culturale e processuale, altri ancora non hanno una relazione emotiva con i discenti. Elementi, gli ultimi due, che qualunque fase della formazione accennata in questo rapido excursus ha o completamente ignorato o colpevolmente rimosso, quasi si trattasse di una alternativa ai saperi disciplinari. Mentre si tratta di due elementi entrambi indispensabili, se affrontati con serietà, convinzione e autorevolezza. Solo un maestro autorevole, preparato e in grado di stabilire una relazione di potere costruttiva e autonomizzante con i propri discenti può rappresentare una garanzia di riproduzione culturale, di libertà critica. Una proposta alternativa e convincente a questa è rappresentata da 5 anni di università, concorso a cattedra (che abilita); accesso seguente alla specializzazione (600 ore affidate alla scuola). La proposta è suggestiva, ma si scontra con una serie di vincoli pratici ed impliciti: smantellare il potere degli atenei nel campo della formazione pare impresa ardua, come negargli la facoltà di erogare abilitazioni; restituire alla scuola una funzione attiva primaria nella formazione iniziale è pertanto altrettanto difficile; il profilo culturale dell'insegnante continua ad essere definito per contratto (il sindacato è infatti contrario ad una legge che definisca lo status giuridico dei docenti); una rifondazione del sapere, un paradossale "imparare a disapprendere", che rappresenti il mandato culturale dell'insegnante del XXI secolo, con annesse revisioni di paradigmi epistemologici e culturali, nonché una riflessione intensa sul profilo della mediazione e della cura, appaiono lontani dall'essere solo concepiti. Infine si evita una valorizzazione della formazione in itinere. E invece sono questi gli elementi che renderebbero possibile invertire la tendenza alla progressiva perdita di senso del nostro lavoro. E costruire, per il futuro, una scuola realmente a misura di mondo.

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Con la nuova ondata lasciano i prof del '68 (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

Nel mondo della scuola la paura del 2008 è passata: sono solo 201 i docenti e tecnici della scuola bergamasca che hanno chiesto entro il termine di legge del 31 gennaio 2008 di andare in pensione con la prossima "finestra" (che per loro scatta solo una volta l'anno, il 1° settembre). Lo scorso anno le domande erano state 652, il doppio del 2006, quando avevano richiesto il pensionamento 361 operatori della scuola tra insegnanti, dirigenti e personale tecnico amministrativo. La grande fuga generazionale dei docenti, propiziata dalla destabilizzante successione dei ministri riformisti e/o restauratori - la triade Berlinguer-Moratti-Fioroni - e dall'incertezza del quadro legislativo con il minaccioso scalone Maroni, sembrava cominciata. Dodici mesi dopo, visto che lo scalone non è così impervio come si era temuto, ma l'inflazione reale sì, con il 3% dichiarato e 8% sperimentato nel carrello della spesa, i docenti han deciso di restare, entrare nel nuovo contratto e intanto vedere come va a finire. "Aspetta e guarda" è un antico accorgimento clinico nei casi di incerta diagnosi e non c'è dubbio che il Paese sta attraversando proprio questa fase. Dei pensionandi 2008, 11 hanno richiesto il part time. Per i docenti che hanno raggiunto i 35 anni di anzianità è infatti possibile prolungare il lavoro riducendo le ore di cattedra, compensando così la perdita di potere d'acquisto collegata alla pensione. C'è anche chi presenta domanda e poi ci ripensa: al sindacato Snals solo una domanda su cinque è stata confermata. Per i dirigenti invece c'è ancora tempo fino al 31 maggio per prendere una decisione definitiva. Insomma un anno morbido, di transizione. "L'esodo vero deve ancora arrivare - conferma la vicedirigente provinciale Giovanna Chietti che è anche responsabile dell'area gestione del personale - e l'anno spartiacque sarà il 2009-2010, con l'esodo dei 58enni del 2009. Poi continueremo secondo la scala progressiva degli anni di anzianità e di vecchiaia, liquidando la generazione di personale scolastico che è entrata in ruolo in gran parte non con i concorsi ordinari, ma con ogni sorta di canali alternativi". Le tre grandi infornate di docenti non sottoposti a concorso ordinario si sono avute con la legge 463 del 1978, con la 270 del 1982 e con la 417 del 1989. Quelli del '78 arrivavano in gran parte dagli "esami di gruppo", la parte meno nobile del '68. Il pensionamento di questa generazione di docenti aprirà molte possibilità di lavoro. Già oggi l'Ufficio Scolastico di Bergamo fa fatica a trovare docenti di lettere e di matematica, perché la metà degli entrati in ruolo chiedono il trasferimento ad altre province e i docenti "autoctoni" sono da sempre troppo pochi. Già da quest'anno però, se il piano di reclutamento programmato dalla Finanziaria 2007 reggerà agli scossoni istituzionali e elettorali, i docenti precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento potrebbero entrare in massa in ruolo. Infatti la legge ripartisce i posti a "contratto a tempo indeterminato" a metà fra precari e vincitori di concorsi ordinari per titoli ed esami. Se, però, i vincitori dei concorsi non sono disponibili, il loro posto vien preso dai precari di graduatoria, salvo successiva restituzione dei posti anticipatamente goduti se spunta "l'avente diritto". Così, se i concorsi tardano ad arrivare, i precari possono anticipare l'immissione in ruolo. Ed è probabile che i nuovi concorsi siano rinviati. Infatti, la Finanziaria 2008 ha abrogato la norma della riforma Moratti che prevedeva le nuove forme di reclutamento (decreto legislativo 227/2005), passando al ministro della Pubblica istruzione il compito di varare i regolamenti per il reclutamento del personale docente. Ma la crisi di governo congela il tutto e lo rinvia al nebuloso post-elezioni. Senza regolamenti, niente concorsi ordinari per esami e titoli (gli ultimi risalgono al 2000). Così i precari prenderanno "un anticipo" sul ruolo. Se le cose andranno abbastanza per le lunghe, i precari per età subito a ridosso dei pensionati di oggi, potrebbero risolvere così gli anni di fine carriera. S. P.

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Autonomia didattica per le scuole di infanzia (sezione: Schola)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-02-08 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Disegno di legge Autonomia didattica per le scuole di infanzia BOLZANO - La prima commissione legislativa del consiglio provinciale ha avviato l'esame degli articoli di sua competenza del disegno di legge "omnibus", riguardante "Modifiche di disposizioni in materia di procedimento amministrativo, urbanistica, lavori pubblici, sostegno dell'economia, turismo, espropriazione, assistenza e beneficenza", e lo ha approvato. Sono stati aggiunti ulteriori articoli riguardanti una maggiore autonomia di bilancio per la Difesa civica, il riconoscimento dei titoli di studio postsecondari, la mobilità dei dirigenti tra sanità, provincia ed i suoi enti ausiliari, e la possibilità per la giunta provinciale di stipulare accordi pluriennali con università, istituti superiori e di ricerca con sede in provincia. Infine la commissione ha proseguito l'esame del disegno di legge sulle riforma della scuola approvando tre articoli sulla scuola d'infanzia. Ai circoli di scuola dell'infanzia è riconosciuta la personalità giuridica e l'autonomia organizzativa, didattica, di ricerca e sperimentazione, finanziaria ed amministrativa.

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Poli formativi, la Regione rinuncia (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 15 autore: EMILIA-ROMAGNA. Le liti tra gli enti locali hanno allungato troppo i tempi e il decreto Fioroni blocca l'iter Poli formativi, la Regione rinuncia Nell'ultima bozza di delibera si parla solo di istituti tecnici superiori Elena Salini BOLOGNA Marcia indietro della Regione sui poli formativi. Dalla nuova bozza relativa alla riorganizzazione dell'offerta di formazione alta specialistica e superiore –che circola da un paio di settimane in Emilia-Romagna, tra enti locali, parti sociali e categorie economiche – è infatti sparita la parola "poli formativi" ed è rimasto invece il termine Its, Istituti tecnici superiori. La Regione in questa fase definita "di consultazione" preferisce non esprimersi, ma è chiaro che i ritardi nell'iter di approvazione del progetto – dopo i troppi tira e molla tra le Province per accaparrarsi gli ambiti specialistici di formazione –e ilvia liberadella Conferenza Stato-Regioni, nel frattempo, al decreto Fioroni (in attesa, ora, di essere formalizzato dal Consiglio dei ministri e che va applicato già dal prossimo anno scolastico) ha costretto Viale Aldo Moro a una brusca sterzata. I due percorsi formativi – quello ministeriale e quello regionale – hanno infatti obiettivi e caratteristiche simili. La bozza Bastico ambirebbe ora, in sostanza, a tener buono il lavoro fatto relativamente ai poli formativi (come la scelta di ambiti tematici di valenza regionale) per la costituzione di Its gestiti da Fondazioni partecipative aperte alle imprese, agli enti di formazione, ma con un ruolo di guida affidato alle scuole, in particolare agli stessi istituti tecnici. Governance quindi diversa da quella ipotizzata per i poli (si parlava di consorzi)e con l'accesso consentito anche a enti locali e università. Eppure resta irrisolto il nodo di come si potranno incrociare gli ambiti di specializzazione definiti dalla Regione (scesi da nove a sette, con Modena, Reggio e Bologna che si occuperanno insieme di meccanica, Piacenza di logistica, Parma di agroalimentare, Ferrara di edilizia, Ravenna di energia, Forlì di Ict e terziario e Rimini di turismo) con i sei diversi percorsi tecnici individuati invece dal ministro Giuseppe Fioroni. Diversa, anche, la copertura finanziaria. Le risorse definite dal 2007 in Emilia-Romagna nell'ambito dell'asse Capitale umano del Fondo sociale europeo per il settennio 2007/2013 (183 milioni di euro, pari al 22,8% del Fse complessivo assegnato alla Regione) e destinate a finanziare i poli tecnici nella loro previsione originaria, non avranno probabilmente alcun legame diretto con la ripartizione proposta a livello ministeriale dal decreto per il finanziamento degli Its (70% Stato, 30% territori). Il che significa che la Regione potrebbe destinare i fondi accantonati per i poli per percorsi formativi aggiuntivi a quelli biennali (2mila ore) degli Its, percorsi come gli Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore, corsi da di 900/1000 ore) e percorsi brevi alternativi di 300-400 ore. Un nuovo orientamento che sta suscitando un ampio dibattito sia negli ambienti istituzionali e scolastici sia in quelli economici. A confermare che la scelta dell'assessorato è quella di "rinunciare" ai poli così come erano stati precedentemente pensati è l'assessore alla Formazione della Provincia di Bologna, Paolo Rebaudengo: "Credo che quella scelta dalla Regione sia la strada giusta. Inserisce i percorsi post-diploma in un ordinamento, è la prima volta che questo avviene in un contesto non accademico. è importante, anche guardando ad altre esperienze europee, che si riconosca all'istruzione tecnico-professionale una qualità alta alternativa a quella universitaria. Gli Its rappresentano una grande occasione anche per il mondo industriale ed economico in generale". "L'obiettivo – gli fa eco l'assessore provinciale alla formazione di Piacenza, Fernando Tribi – di qualificare la formazione nel segmento post-diploma è l'accorciamento della distanza attualmente in essere tra le competenze rilasciate in uscita dal mondo della scuola e quelle richieste all'ingresso del mondo del lavoro, coinvolto da dinamiche di trasformazione e innovazione molto rapide. La nuova proposta può ancora rispondere a questa esigenza a patto che non si perda ulteriore tempo e che non vada disperso il lavoro fatto nei mesi scorsi da Regione e Province".

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Figli immigrati irregolari, da Milano un parziale dietrofront (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 09.5908/02/2008 Figli immigrati irregolari, da Milano un parziale dietrofront Roma - In merito alla vicenda delle iscrizioni interdette ai figli degli immigrati irregolari nelle scuole dell'infanzia milanesi "non c'e' nessuna novita' e nessun dietro front". Cosi', dagli uffici dell'assessore alla Scuola di Milano, Mariolina Moioli, rispondono alle notizie di stampa che parlano di una sostanziale marcia indietro della Moratti sulla questione. "E' tutto in stand by- dicono- soprattutto da quando si e' aperta la crisi di governo". Intanto, pero', in una lettera inviata all'Ufficio scolastico della Lombardia il 18 gennaio (dopo l'annuncio del ministro Fioroni dell'avvio della revoca di parita' e fondi per le 170 scuole dell'infanzia milanesi) il Comune ribadisce "il principio di accoglienza nella legalita'", specificando che, nelle tre diffide arrivate da viale Trastevere, "non e' stata valutata con attenzione la distinzione che viene fatta nella circolare comunale tra iscrizione e accoglienza nelle scuole dell'infanzia". L'iscrizione, infatti, specifica la lettera, "secondo quanto si legge nella circolare, e' finalizzata alla formazione della graduatoria, seguendo regole predefinite". La seconda, l'accoglienza, "tiene conto dello stato di svantaggio del bambino- dovuto anche alla condizione di clandestinita' del genitore- e lo inserisce nella scuola attraverso un percorso personalizzato". In questo caso, continua la missiva, "l'accoglienza avviene attraverso l'intervento dei servizi sociali. Come provano- si legge ancora- i 350 bambini, figli di immigrati irregolari, che frequentano normalmente le scuole dell'infanzia". Insomma, se non e' un dietro front, poco ci manca. Ma, nella risposta inviata al ministero, c'e' di piu'. Viene chiarito che "il Comune di Milano ha recepito il nuovo termine fissato nella circolare ministeriale che limita l'iscrizione alle scuole dell'infanzia ai bambini nati entro il 31 gennaio 2006". In prima battuta, infatti, era prevista l'iscrizione anche dei bambini nati entro il 30 aprile 2006. Il Comune "ha preso atto della circolare ministeriale e provvedera' ad iscrivere nella scuola dell'infanzia solo i bambini che compiranno i tre anni entro il 31 gennaio". I bambini nati successivamente a questa data "saranno inseriti nelle sezioni Primavera". E' il secondo passo indietro. Per i casi di morosita' nel pagamento della mensa, infine, il Comune ha chiarito al ministero "che tale riserva era contenuta anche nelle precedenti circolari. Quest'anno e' stata, anzi, resa piu' flessibile e in tutti i casi non ostacolera' l'accoglienza del bambino". (DIRE).

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BLACK LIST PROFESSORI EBREI, FIORONI: E' UN KU KLUX KLAN DIGITALE (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

08-02-2008 14:40 "Paese ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati" Roma, 8 feb. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, si dice "sconcertato e preoccupato per il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica". "I cappucci telematici sono una vergogna per tutti - scrive in una nota - ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Solo pochi giorni fa abbiamo celebrato la giornata della memoria delle vittime dell'olocausto ma, evidentemente, non basta". "Fa inorridire, infine, che questi episodi di oscurantismo siano legati al mondo universitario, luogo di scambio e di incontro culturale per eccellenza. Il nostro Paese - conclude - ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il piano culturale ed educativo ed è proprio questo il compito più difficile".

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Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una vergogna'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

RAZZISMO 14.4008/02/2008 Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una vergogna'' Roma - "È una vergogna. E provoca anche sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica". E' il commento di Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione, secondo cui i "cappucci telematici" sono "una vergogna per tutti ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Solo pochi giorni fa abbiamo celebrato la giornata della memoria delle vittime dell'olocausto ma, evidentemente, non basta". "Fa inorridire, infine- incalza il ministro di viale Trastevere- che questi episodi di oscurantismo siano legati al mondo universitario, luogo di scambio e di incontro culturale per eccellenza. Il nostro Paese ha leggi chiare, ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il piano culturale ed educativo ed e' proprio questo il compito piu' difficile". (DIRE).

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Cittadinanza europea, all'istituto Kennedy ci si confronta su una didattica più adatta ai tempi (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

L'INIZIATIVA Cittadinanza europea, all'istituto Kennedy ci si confronta su una didattica più adatta ai tempi (sa.ca.) Chiuso il capitolo scrutini relativo al primo quadrimestre e avviata la complessa macchina delle attività di recupero, i docenti dell'Itis "Kennedy" riprendono a discutere di didattica, assi culturali (dei linguaggi, matematico, scientifico- tecnologico, storico- sociale), programmazione modulare, fino alla valutazione delle competenze. "Tutte espressioni che nel linguaggio scolastico - dichiara la dirigente Adriana Sonego - indicano gli aspetti più sostanziali degli interventi innovatori del ministro della pubblica istruzione Fioroni, destinati a durare nel tempo anche e soprattutto perché coerenti con l'impostazione europea del percorso scolastico corrispondente al biennio superiore obbligatorio".Non è una novità questa per il "Kennedy" che già lo scorso anno aveva intavolato una discussione con esperti in didattica come il dirigente Bruno Serravalli e l'ispettore Tiriticco, mentre già a settembre i docenti si sono messi in discussione riesaminando i programmi sulla scorta degli assi culturali. E ora quel riesame prosegue con un gruppo di lavoro coordinato dall'insegnante Valentina Flaiban nel progetto di ricerca portato avanti da un intero consiglio di classe con il tutoring delle docenti Daniela Antonello e Maria Renata Zanchin della Siss presso l'Università di Venezia."I risultati delle indagini internazionali sulle competenze dei nostri studenti e l'urgenza di dare una risposta alle richieste di educazione, cultura, formazione civica dei giovani e dello loro famiglie - sostiene la preside dell'Itis "Kennedy" - stanno infatti estendendo alla generalità dei docenti la consapevolezza che è necessaria una profonda rivisitazione della programmazione didattica che superi la frammentazione disciplinare per assumere un punto di vista anche orientato alle competenze trasversali, nell'ottica appunto degli assi culturali individuati in numero di quattro dal documento Fioroni".Il "Kennedy", dunque sente urgente il tema dell'educazione alla Cittadinanza europea dal quale non si può prescindere per impostare l'accoglienza degli studenti di terza media orientati a iscriversi all'istituto tecnico industriale di via Interna. "Oltre alla comunicazione nella madre lingua e nella lingua straniera (ai primi due posti dell'elenco), il documento Fioroni riporta le competenze matematica, scientifico-tecnologica, digitale che costituiscono per il nostro istituto - fa sapere Adriana Sonego - terreno comune di materie presenti nel biennio (matematica, fisica, chimica, scienze, disegno e tecnologia); seguono "imparare a imparare", competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa e imprenditorialità, consapevolezza ed espressione culturale. Per noi che quotidianamente accogliamo gli studenti nelle scuola si tratta di dare risposta adeguata alle richieste educative che i giovani oggi ci pongono".

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BLACK LIST, FIORONI: CAPPUCCI TELEMATICI UNA VERGO (sezione: Schola)

( da "Windpress" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

08-02-2008 È una vergogna. E provoca anche sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica. I "cappucci telematici" sono una vergogna per tutti ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Solo pochi giorni fa abbiamo celebrato la giornata della memoria delle vittime dell'olocausto ma, evidentemente, non basta. Fa inorridire, infine, che questi episodi di oscurantismo siano legati al mondo universitario, luogo di scambio e di incontro culturale per eccellenza. Il nostro Paese ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il piano culturale ed educativo ed è proprio questo il compito più difficile.

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Sul blog la 'black list' dei docenti ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti" (sezione: Schola)

( da "Repubblica.it" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

In Rete l'elenco di 162 professori accusati di "fare lobby" a favore dei "sionisti" La condanna dei ministri Mussi, Fioroni, Gentiloni: "Un episodio inaccettabile" Sul blog la 'black list' dei docenti ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti" La comunità ebraica di Roma: "Ci vuole una reazione forte da parte dell'intera società" Il blog oscurato dai gestori del sito. Polizia postale: risaliremo agli autori Sul blog la 'black list' dei docenti ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti"" /> ROMA - Una denuncia formale alla polizia postale e un appello alle istituzioni, al ministro dell'università, ai rettori, agli atenei a costituirsi parte civile "per bloccare un cancro che può espandersi e colpire chiunque". Sono le misure che la comunità ebraica romana intende mettere in campo contro gli estensori di un blog che hanno messo in rete una "black list" di 162 professori ebrei, accusati di "fare lobby" a favore dei "sionisti". Tra loro, docenti che insegnano alla Sapienza e in altre università italiane. Una lista che ha suscitato l'immediata reazione del Viminale, che ha predisposto accertamenti tramite la polizia postale. Poche ore dopo la diffusione della notizia il blog - ospitato dalla piattaforma internet www.ilcannocchiale.it - non era più raggiungibile. "E' una scelta degli stessi gestori del sito - hanno spiegato gli investigatori della polizia postale. "Non siamo stati noi a oscurarlo, per qualsiasi intervento aspettiamo di sapere quali tipo di reati ipotizzerà eventualmente la magistratura". Una cosa è certa: tutte le tracce lasciate in informatica sono indelebili, per cui dovrebbe essere possibile risalire all'autore del blog. "Siamo ottimisti", ammettono gli investigatori. La pubblicazione della black list ha provocato la protesta di esponenti del mondo politico che in blocco hanno condannato l'episodio. A cominciare dal ministro dell'Università, Fabio Mussi, secondo il quale "l'antisemitismo è il veleno della civiltà. Chi stila oggi la lista dei docenti ebrei è erede legittimo di Eichmann. E ha l'obiettivo di degradare l'Università italiana a osceno strumento della discriminazione razziale, come già lo fu negli ultimi anni del fascismo. Sono dei dementi pericolosi" ha sottolineato Mussi. "Bisogna perciò perseguire i responsabili. Contro di loro il ministero dell'Università si costituirà parte civile". "E' una vergogna. E provoca anche sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica" ha affermato il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni commentando la vicenda della lista che "rivela grave deficit culturale ed educativo". Secondo Fioroni, "i 'cappucci telematici' sono una vergogna per tutti, ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Il nostro Paese" ha concluso il ministro, "ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il piano culturale ed educativo ed è proprio questo il compito più difficile". "Un episodio inaccettabile", ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che ha aggiunto di condividere pienamente la pronta denuncia della comunità ebraica. "So che la polizia postale sta già svolgendo le opportune attività investigative" ha detto il ministro, "per porre fine a un'azione contraria ai principi fondamentali della nostra repubblica democratica ed estranei alla coscienza civile del nostro Paese". "Quel blog va oscurato, ogni tentativo di dare fiato all'antisemitismo deve allarmarci e vederci reagire" ha dichiarato il segretario del Pd, Walter Veltroni. "Ha ragione la comunità ebraica, la reazione a fatti come questo vanno denunciati e immediatamente combattuti. Le liste di professori ebrei ricordano quelle delle leggi razziste del 1938, ma chiunque voglia ripercorrere la strada dell'antisemitismo si scontrerà con l'opposizione e la ripulsa degli italiani. Il fatto è particolarmente grave perché avviene nel mondo dell'università e degli studi, dove invece più forte dovrebbe essere il rifiuto di ogni forma di discriminazione e di odio". "La reazione non può rimanere limitata ai diretti interessati come singoli e come comunità - ha detto questa mattina Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica di Roma - ma deve riguardare tutta la società. Una volta che si saprà chi sono gli estensori del blog, ci deve essere una risposta generale delle istituzioni, va messo un punto fermo". "La black list - ha proseguito - è espressione di un meccanismo reiterato" che si unisce a tentativi di boicottare la collaborazione tra università italiane ed israeliane. Tutti aspetti che invitano a essere vigili e non abbassare mai la guardia". "Siamo in presenza di un evento inquietante: chi si è reso autore di questa iniziativa delirante ha commesso un reato e va punito" ha affermato la docente di Storia moderna della Sapienza di Roma, Anna Foa, uno dei nomi presenti nella lista di 162 professori universitari, in gran parte ebrei, apparsa sul blog. "Siamo al limite della follia, Una lista di nomi, slogan antisemiti: si tratta di un salto di qualità che sinceramente spaventa". Secondo la docente, "su internet se ne trovano a decine di siti del genere però non si era mai arrivati a vere e proprie liste. Apprezzo che la comunità ebraica di Roma abbia subito presentato una denuncia, questi sono fenomeni che non vanno sottovalutati". (8 febbraio 2008.

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SCUOLA/ GILDA: ORDINANZA DEBITI INAPPLICABILE, FIORONI INTERVENGA (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 08-02-2008)

Argomenti: Scuola

08-02-2008 19:18 Recuperi entro 31 agosto in conflittualità con norme base scuola Roma, 8 feb. (Apcom) - Anche la Gilda degli insegnanti ritiene inapplicabile e impugnabile il nuovo piano di recupero dei debiti formativi degli studenti, introdotto dal ministero della Pubblica Istruzione attraverso l'ordinanza firmata il 5 novembre scorso: oggi il coordinatore del sindacato dei docenti, Rino Di Meglio, ha scritto al ministro della Pi Giuseppe Fioroni per chiedere un urgente intervento chiarificatore su corsi e verifiche finali che dovranno essere attuati la prossima estate. Secondo il leader della Gilda "la materia che non può essere delegata all' autonomia scolastica: infatti, mentre sono sotto gli occhi di tutti confusione e conflittualità che si determineranno dai tempi diversi decisi dalle scuole per i corsi di recupero, non è stata tenuta in debita considerazione, nella o.m. n. 92, la lettera del D.Lgs n.297/1994 (Testo unico della scuola), art. 74, 2 comma". Nell'articolo legislativo citato dalla Gilda, ma anche nei giorni scorsi da alcuni legali esperti di scuola, si dispone che "le attività didattiche comprensive anche degli scrutini ed esami - continua Di Meglio -, si svolgono nel periodo compreso tra il 1 settembre e il 30 giugno, con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturità". Secondo a questo articolo, inserito all'interno del Testo unico che per la scuola rappresenta un vero e proprio "faro", viale Trastevere non avrebbe sufficientemente preso in considerazione il fatto che lo svolgimento dei corsi di recupero dei debiti vadano ben oltre il 30 giugno: l'ordinanza firmata da Fioroni indica infatti che debbano svolgersi prima del 31 agosto. La Gilda contesta quindi apertamente l'ordinanza 92 sui nuovi debiti: "se non si può delegare ai collegi dei docenti la scelta del periodo in cui effettuare corsi e scrutini finali, come si afferma nell' art. 8 dell'ordinanza ministeriale poiché i Collegi hanno le mani legate dal Dlgs 297 - scrive Di Meglio - a maggior ragione non si può affermare (art. 8, comma 1) che 'le suddette operazioni devono concludersi, improrogabilmente, entro la data di inizio dell'anno scolastico successivo', poiché ciò è in palese contrasto con il medesimo Dlgs". Secondo il sindacato un intervento a questo punto dell'anno "su queste discrepanze, causate forse dall' urgenza di intervento in una materia che richiedeva azioni immediate", potrebbe evitare che una "probabile impugnazione renda vano il lavoro e l'impegno di tante scuole e aumenti disagio e demotivazione in chi si è impegnato con attenzione e responsabilità".

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