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La
riforma della scuola: tempi troppo stretti per il via libera in consiglio
( da "Alto
Adige" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: provinciale la
legge sulla riforma della scuola. E questo sarebbe grave, perché se dovesse
andare al governo Berlusconi, le cose non potrebbero che peggiore. Un motivo in più dunque per avere una nostra legge sulla
scuola". è preoccupata l'assessore Luisa Gnecchi al termine della riunione della 1º commissione
legislativa che ieri ha proseguito l'esame del contenuto della riforma.
La
scuola italiana e i docenti sformati
( da "Unita,
L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ascoltiamo il
ministro Fioroni sostenere la necessità di ripristinare i concorsi pubblici a
scadenza biennale per i posti disponibili, secondo il principio costituzionale
che al pubblico impiego si accede per concorso. Sì, perché non bisogna
dimenticare come la precedente stagione politica avesse a più riprese tentato
di sostenere il discriminatorio principio della "
Con
la nuova ondata lasciano i prof del '68
( da "Eco
di Bergamo, L'" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la triade Berlinguer-Moratti-Fioroni - e
dall'incertezza del quadro legislativo con il minaccioso scalone Maroni,
sembrava cominciata. Dodici mesi dopo, visto che lo scalone non è così impervio
come si era temuto, ma l'inflazione reale sì, con il 3% dichiarato e 8%
sperimentato nel carrello della spesa, i docenti han deciso di restare,
Autonomia
didattica per le scuole di infanzia
( da "Corriere
Alto Adige" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Infine la
commissione ha proseguito l'esame del disegno di legge sulle
riforma della scuola approvando tre articoli sulla scuola d'infanzia. Ai
circoli di scuola dell'infanzia è riconosciuta la personalità giuridica e
l'autonomia organizzativa, didattica, di ricerca e sperimentazione, finanziaria
ed amministrativa.
Poli
formativi, la Regione rinuncia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tra gli enti
locali hanno allungato troppo i tempi e il decreto Fioroni blocca l'iter Poli
formativi, la Regione rinuncia Nell'ultima bozza di delibera si parla solo di
istituti tecnici superiori Elena Salini BOLOGNA Marcia indietro della Regione
sui poli formativi. Dalla nuova bozza relativa alla riorganizzazione
dell'offerta di formazione alta specialistica e superiore –
Figli
immigrati irregolari, da Milano un parziale dietrofront
( da "Redattore
sociale" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: annuncio del
ministro Fioroni dell'avvio della revoca di parita' e
fondi per le 170 scuole dell'infanzia milanesi) il Comune ribadisce "il
principio di accoglienza nella legalita'",
specificando che, nelle tre diffide arrivate da viale Trastevere, "non e' stata
valutata con attenzione la distinzione che viene fatta nella circolare comunale
tra iscrizione e accoglienza nelle scuole dell'
BLACK
LIST PROFESSORI EBREI, FIORONI: E' UN KU KLUX KLAN DIGITALE
( da "Virgilio
Notizie" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni,
si dice "sconcertato e preoccupato per il fatto che una sorta di Ku Klux Klan
digitale dei tempi moderni possa stilare liste di proscrizione
antiebraica". "I cappucci telematici sono una
vergogna per tutti - scrive in una nota - ma soprattutto per il mondo dello
studio e della cultura.
Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una vergogna''
( da "Redattore
sociale" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4008/02/2008
Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una
vergogna'' Roma - "È una vergogna. E provoca
anche sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta di Ku
Klux Klan digitale dei
tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica". E'
il commento di Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione,
Cittadinanza
europea, all'istituto Kennedy ci si confronta su una didattica più adatta ai
tempi ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: innovatori del ministro della pubblica istruzione Fioroni,
destinati a durare nel tempo anche e soprattutto perché coerenti con
l'impostazione europea del percorso scolastico corrispondente al biennio
superiore obbligatorio".Non è una novità questa per il
"Kennedy" che già lo scorso anno aveva intavolato una discussione con
esperti in didattica come il dirigente Bruno Serravalli
e l'
BLACK
LIST, FIORONI: CAPPUCCI TELEMATICI UNA VERGO
( da "Windpress" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sul
blog la 'black list' dei
docenti ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti"
( da "Repubblica.it"
del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni
commentando la vicenda della lista che "rivela grave deficit culturale ed
educativo". Secondo Fioroni, "i 'cappucci
telematici' sono una vergogna per tutti, ma soprattutto per il mondo dello
studio e della cultura. Il nostro Paese" ha concluso il ministro,
"ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il
piano culturale ed educativo ed è proprio questo
SCUOLA/
GILDA: ORDINANZA DEBITI INAPPLICABILE, FIORONI INTERVENGA
( da "Virgilio
Notizie" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni per
chiedere un urgente intervento chiarificatore su corsi e verifiche finali che
dovranno essere attuati la prossima estate. Secondo il leader della Gilda
"la materia che non può essere delegata all' autonomia
scolastica: infatti, mentre sono sotto gli occhi di tutti confusione e
conflittualità che si determineranno dai tempi diversi decisi dalle scuole per
i corsi di recupero,
( da "Alto Adige" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Klotz insiste sui
riferimenti a storia e cultura locale La riforma della scuola:
tempi troppo stretti per il via libera in consiglio BOLZANO. "Con
le elezioni politiche ormai alle porte e le amministrative ad ottobre, i tempi
si fanno molto stretti: c'è il grosso rischio a questo punto che non si riesca
ad approvare in consiglio provinciale la legge sulla riforma della scuola. E questo sarebbe grave, perché se dovesse andare al governo
Berlusconi, le cose non potrebbero che peggiore. Un motivo in
più dunque per avere una nostra legge sulla scuola".
è preoccupata l'assessore Luisa Gnecchi
al termine della riunione della 1º commissione legislativa che ieri ha
proseguito l'esame del contenuto della riforma. Le
prossime riunioni sono fissate per il 21 e il 29 febbraio. La discussione è
ferma sull'articolo 4. "La consigliera Klotz - spiega l'assessore Gnecchi
- ha presentato una raffica di emendamenti in cui si chiede che il riferimento
all'interculturalità venga tolto e sostituito con richiami alla storia, alla
cultura, alla religione, agli usi e costumi locali. Ma non passano.
Anche se in alcuni casi è capitato che si sia dovuto
toglierle il riferimento all'interculturalità, però non è stato inserito
neppure il continuo richiamo all'aspetto locale". Gnecchi
critica inoltre l'assenza del consigliere di Alleanza nazionale Alessandro Urzì, unico membro italiano in commissione. Ma l'interessato si giustifica: "Ho potuto partecipare solo ai
lavori del mattino; nel pomeriggio avevo una serie di impegni in vista delle
elezioni politiche. Comunque, sono preparato per
affrontare la discussione sulla riforma della scuola
in aula". Ieri la I°
commissione legislativa ha esaminato anche gli articoli del decreto legge
"omnibus" 150/07, riguardante "Modifiche di disposizioni in
materia di procedimento amministrativo, urbanistica, lavori pubblici, sostegno
dell'economia, turismo, espropriazione, assistenza e beneficenza", e lo ha
approvato. Gli articoli in questione riguardano le sanzioni in caso di indebita
percezione di agevolazioni, gli appalti di servizi pubblici e i lavori
pubblici.
( da "Unita, L'" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Stai consultando l'edizione del La scuola italiana e i
docenti "sformati" Marina Boscaino Che la scuola abbia responsabilità
innegabili rispetto ai fallimenti adolescenziali è argomento ormai unanimemente
condiviso dagli ospiti di ogni talk show che si rispetti: state pur sicuri che
- quando la colpa non è di un extracomunitario - c'è sempre lo zampino di un
insegnante inadempiente. È vero che la classe docente italiana non fa nulla per
nascondere i propri scheletri nell'armadio; ma è anche vero che un investimento
convinto e una maggiore volontà di riconoscere la professionalità
ridimensionerebbero i fenomeni di malcostume che pure esistono, esaltando la molte eccellenze. In questo contesto il problema di come
si debbano formare gli insegnanti appare strategico.
Perché solo attraverso una revisione accorta, equa e autorevole dei sistemi di
accesso e di reclutamento alla scuola si potrà ripensare a questo come a un
lavoro non di ripiego o come al delirio autoreferenziale di sognatori nostalgici
(e poveri in canna). La domanda è banalmente: perché un laureato in fisica
dovrebbe decidere di andare ad insegnare quella disciplina in un istituto
superiore a 1300 euro al mese? Fino agli anni '80 ci si laureava e poi si
conseguiva una o più abilitazioni tramite concorso pubblico. Dal 1990, quando
la laurea è diventata obbligatoria anche per gli insegnanti di scuole
dell'infanzia e primaria (Scienze della Formazione Primaria), è iniziato un
inesauribile processo che ha visto l'università sempre più coinvolta nel
dibattito sulla formazione. L'università ha assunto la facoltà di abilitare per l'insegnamento ed inoltre di erogare un consistente
tirocinio (le famose Siss, Scuole di
specializzazione), attivando un notevole giro d'affari per gli atenei e disparità
vergognose tra una Siss e l'altra (con conseguente
differenza di preparazione dei relativi aspiranti). In seguito a questa
situazione si è configurata una condizione piuttosto penosa: innanzitutto i
concorsi sono continuati - contemporaneamente all'erogazione delle abilitazioni
da parte delle Siss fino al '90 - configurando di
fatto due diversi sistemi a cui accedere alle graduatorie: vincitori di
concorso da una parte (che andavano ad aumentare le nutrite schiere dei precari
"storici") e "sissini"
dall'altra; un pasticcio che ha intasato le graduatorie, fatto sorgere non
pochi contenziosi, rinfocolato la "guerra tra poveri" in una
professione alla quale si accede in media definitivamente verso i 40 anni.
Difensori dei "regolari" e dei precari storici hanno fronteggiato i sissini in una contesa che ha coinvolto - soprattutto nei
primi anni - giuristi e accademici. A rendere la situazione ancor più confusa è
poi giunta la riforma del 3+2 dell'allora ministro dell'università Ortensio
Zecchino (laurea breve e laurea specialistica, Dm 509/99). Fu quella riforma,
in particolare, a spostare i termini del problema: sovrapponendosi alla
soppressione dei concorsi pubblici e inserendosi nell'ambito degli scenari
configurati dalle Siss, si arrivò ad affidare definitivamente
l'abilitazione all'insegnamento agli atenei, facendola coincidere con la
laurea, che poi doveva essere seguita dalla scuola di specializzazione. Poi,
ancora, la Moratti rispariglia le carte: il 3+2 viene
ora considerato laurea "magistrale", con tre anni di
"preparazione generale" e due di "specializzazione". Oggi,
da una parte assistiamo con soddisfazione alla sospensione dell'art. 5 della
"controriforma" Moratti, che aveva concepito la formazione di una
laurea solo per insegnanti. Dall'altra - con altrettanta soddisfazione - ascoltiamo il ministro Fioroni sostenere
la necessità di ripristinare i concorsi pubblici a scadenza biennale per i
posti disponibili, secondo il principio costituzionale che al pubblico impiego
si accede per concorso. Sì, perché non bisogna dimenticare come la precedente
stagione politica avesse a più riprese tentato di sostenere il discriminatorio
principio della "chiamata diretta": della serie ti chiamo solo
se hai gli occhi azzurri, voti a destra, sei bianco, possibilmente hai un
accento del Nord, vai a messa tutte le domeniche. A parte gli scherzi - come è
accaduto per secoli nelle scuole private - il sistema delle clientele l'avrebbe
fatta da padrone; in barba al principio della libertà dell'insegnamento e della
laicità della scuola pubblica. Rimangono però alcuni nodi irrisolti.
Innanzitutto la tentazione da parte di moltissimi di considerare oggi il 3+2
(ma alcuni insegnamenti universitari prevedono già un percorso di 5 anni)
esauriente; riducendo l'attuale percorso 5+2 (laurea specialistica più scuola
di specializzazione): quasi a dire che i nostri insegnanti sono tanto preparati
che ridurre il curricolo a 3 anni di studio delle discipline può essere
sufficiente; e che diventeranno insegnanti competenti frequentando i 2 anni di
specializzazione. Gli attuali corsi della Siss -
fatte le debite distinzioni, profondamente e negativamente funzionali alla vita
accademica, sottobosco in perenne crisi di sopravvivenza, specie in alcuni
atenei - sono irriformabili. Ma quand'anche non fosse
così - considerando la profonda crisi anche di legittimazione socioculturale e
di autorevolezza in cui si dibatte il lavoro del docente - crediamo davvero che
per insegnare sia sufficiente (in un mondo improntato alla cifra della
complessità e della diversità) questo tipo di formazione? La scuola oggi stenta
ad integrare e funziona in maniera scomposta non perchè
gli insegnanti siano troppo colti, ma per il motivo opposto. Alcuni sono
ignoranti; altri non conoscono cosa sia la mediazione culturale e processuale, altri ancora non hanno una relazione emotiva con i discenti.
Elementi, gli ultimi due, che qualunque fase della formazione accennata in
questo rapido excursus ha o completamente ignorato o colpevolmente rimosso,
quasi si trattasse di una alternativa ai saperi
disciplinari. Mentre si tratta di due elementi entrambi indispensabili, se
affrontati con serietà, convinzione e autorevolezza. Solo un maestro
autorevole, preparato e in grado di stabilire una relazione di potere
costruttiva e autonomizzante con i propri discenti
può rappresentare una garanzia di riproduzione culturale, di libertà critica.
Una proposta alternativa e convincente a questa è rappresentata da 5 anni di
università, concorso a cattedra (che abilita); accesso seguente alla specializzazione
(600 ore affidate alla scuola). La proposta è suggestiva, ma si scontra con una
serie di vincoli pratici ed impliciti: smantellare il potere degli atenei nel
campo della formazione pare impresa ardua, come negargli la facoltà di erogare abilitazioni;
restituire alla scuola una funzione attiva primaria nella formazione iniziale è
pertanto altrettanto difficile; il profilo culturale dell'insegnante continua
ad essere definito per contratto (il sindacato è infatti
contrario ad una legge che definisca lo status giuridico dei docenti); una
rifondazione del sapere, un paradossale "imparare a disapprendere",
che rappresenti il mandato culturale dell'insegnante del XXI secolo, con
annesse revisioni di paradigmi epistemologici e culturali, nonché una
riflessione intensa sul profilo della mediazione e della cura, appaiono lontani
dall'essere solo concepiti. Infine si evita una valorizzazione della formazione
in itinere. E invece sono questi gli elementi che renderebbero possibile
invertire la tendenza alla progressiva perdita di senso del nostro lavoro. E
costruire, per il futuro, una scuola realmente a misura di mondo.
( da "Eco di Bergamo, L'" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Nel mondo della scuola la paura del 2008 è passata: sono
solo 201 i docenti e tecnici della scuola bergamasca che hanno chiesto entro il
termine di legge del 31 gennaio 2008 di andare in pensione con la prossima
"finestra" (che per loro scatta solo una volta l'anno, il 1°
settembre). Lo scorso anno le domande erano state 652, il doppio del 2006,
quando avevano richiesto il pensionamento 361 operatori della scuola tra
insegnanti, dirigenti e personale tecnico amministrativo. La grande fuga
generazionale dei docenti, propiziata dalla destabilizzante successione dei
ministri riformisti e/o restauratori - la triade Berlinguer-Moratti-Fioroni
- e dall'incertezza del quadro legislativo con il minaccioso scalone Maroni,
sembrava cominciata. Dodici mesi dopo, visto che lo scalone non è così impervio
come si era temuto, ma l'inflazione reale sì, con il 3% dichiarato e 8%
sperimentato nel carrello della spesa, i docenti han deciso di restare,
entrare nel nuovo contratto e intanto vedere come va a finire. "Aspetta e
guarda" è un antico accorgimento clinico nei casi di incerta diagnosi e
non c'è dubbio che il Paese sta attraversando proprio questa fase. Dei pensionandi 2008, 11 hanno richiesto il part time. Per i docenti che hanno raggiunto i 35 anni di
anzianità è infatti possibile prolungare il lavoro
riducendo le ore di cattedra, compensando così la perdita di potere d'acquisto
collegata alla pensione. C'è anche chi presenta domanda e poi ci ripensa: al
sindacato Snals solo una domanda su cinque è stata
confermata. Per i dirigenti invece c'è ancora tempo fino al 31 maggio per
prendere una decisione definitiva. Insomma un anno morbido, di transizione. "L'esodo vero deve ancora arrivare - conferma la vicedirigente provinciale Giovanna Chietti
che è anche responsabile dell'area gestione del personale - e l'anno spartiacque
sarà il 2009-2010, con l'esodo dei 58enni del 2009. Poi
continueremo secondo la scala progressiva degli anni di anzianità e di
vecchiaia, liquidando la generazione di personale scolastico che è entrata in
ruolo in gran parte non con i concorsi ordinari, ma con ogni sorta di canali
alternativi". Le tre grandi infornate di docenti non sottoposti a
concorso ordinario si sono avute con la legge 463 del 1978, con la 270 del 1982
e con la 417 del 1989. Quelli del '78 arrivavano in gran parte dagli
"esami di gruppo", la parte meno nobile del '68. Il pensionamento di
questa generazione di docenti aprirà molte possibilità di lavoro. Già oggi
l'Ufficio Scolastico di Bergamo fa fatica a trovare docenti di lettere e di
matematica, perché la metà degli entrati in ruolo chiedono il trasferimento ad
altre province e i docenti "autoctoni" sono da sempre troppo pochi.
Già da quest'anno però, se il piano di reclutamento programmato dalla
Finanziaria 2007 reggerà agli scossoni istituzionali e elettorali, i docenti
precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento potrebbero entrare in massa
in ruolo. Infatti la legge ripartisce i posti a
"contratto a tempo indeterminato" a metà fra precari e vincitori di
concorsi ordinari per titoli ed esami. Se, però, i vincitori dei concorsi non
sono disponibili, il loro posto vien preso dai precari di graduatoria, salvo
successiva restituzione dei posti anticipatamente goduti se spunta
"l'avente diritto". Così, se i concorsi tardano ad arrivare, i
precari possono anticipare l'immissione in ruolo. Ed è probabile che i nuovi
concorsi siano rinviati. Infatti, la Finanziaria
( da "Corriere Alto Adige" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV
- data: 2008-02-08 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Disegno di legge Autonomia didattica per le
scuole di infanzia BOLZANO - La prima commissione legislativa del consiglio
provinciale ha avviato l'esame degli articoli di sua competenza del disegno di
legge "omnibus", riguardante "Modifiche di disposizioni in
materia di procedimento amministrativo, urbanistica, lavori pubblici, sostegno
dell'economia, turismo, espropriazione, assistenza e beneficenza", e lo ha
approvato. Sono stati aggiunti ulteriori articoli riguardanti una maggiore autonomia
di bilancio per la Difesa civica, il riconoscimento dei titoli di studio postsecondari, la mobilità dei dirigenti tra sanità,
provincia ed i suoi enti ausiliari, e la possibilità per la giunta provinciale
di stipulare accordi pluriennali con università, istituti superiori e di
ricerca con sede in provincia. Infine la commissione ha
proseguito l'esame del disegno di legge sulle riforma della scuola approvando tre articoli sulla scuola d'infanzia.
Ai circoli di scuola dell'infanzia è riconosciuta la personalità giuridica e
l'autonomia organizzativa, didattica, di ricerca e sperimentazione, finanziaria
ed amministrativa.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 15 autore: EMILIA-ROMAGNA. Le liti tra
gli enti locali hanno allungato troppo i tempi e il decreto Fioroni blocca l'iter Poli formativi, la Regione rinuncia Nell'ultima
bozza di delibera si parla solo di istituti tecnici superiori Elena Salini
BOLOGNA Marcia indietro della Regione sui poli formativi. Dalla nuova bozza
relativa alla riorganizzazione dell'offerta di formazione alta specialistica e
superiore –che circola da un paio di settimane in Emilia-Romagna, tra
enti locali, parti sociali e categorie economiche – è infatti
sparita la parola "poli formativi" ed è rimasto invece il termine Its, Istituti tecnici superiori. La Regione in questa fase
definita "di consultazione" preferisce non esprimersi, ma è chiaro
che i ritardi nell'iter di approvazione del progetto – dopo i troppi tira e
molla tra le Province per accaparrarsi gli ambiti specialistici di formazione
–e ilvia liberadella
Conferenza Stato-Regioni, nel frattempo, al decreto Fioroni
(in attesa, ora, di essere formalizzato dal Consiglio dei
ministri e che va applicato già dal prossimo anno scolastico) ha
costretto Viale Aldo Moro a una brusca sterzata. I due percorsi formativi –
quello ministeriale e quello regionale – hanno infatti
obiettivi e caratteristiche simili. La bozza Bastico
ambirebbe ora, in sostanza, a tener buono il lavoro fatto relativamente ai poli
formativi (come la scelta di ambiti tematici di valenza regionale) per la
costituzione di Its gestiti da Fondazioni
partecipative aperte alle imprese, agli enti di formazione, ma con un ruolo di
guida affidato alle scuole, in particolare agli stessi istituti tecnici. Governance quindi diversa da quella ipotizzata per i poli
(si parlava di consorzi)e con l'accesso consentito anche a enti locali e
università. Eppure resta irrisolto il nodo di come si
potranno incrociare gli ambiti di specializzazione definiti dalla Regione
(scesi da nove a sette, con Modena, Reggio e Bologna che si occuperanno insieme
di meccanica, Piacenza di logistica, Parma di agroalimentare, Ferrara di
edilizia, Ravenna di energia, Forlì di Ict e
terziario e Rimini di turismo) con i sei diversi percorsi tecnici individuati
invece dal ministro Giuseppe Fioroni. Diversa, anche,
la copertura finanziaria. Le risorse definite dal
( da "Redattore sociale" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA 09.5908/02/2008 Figli immigrati irregolari, da
Milano un parziale dietrofront Roma - In merito alla vicenda delle iscrizioni
interdette ai figli degli immigrati irregolari nelle scuole dell'infanzia
milanesi "non c'e' nessuna novita' e nessun
dietro front". Cosi',
dagli uffici dell'assessore alla Scuola di Milano, Mariolina
Moioli, rispondono alle notizie di stampa che parlano
di una sostanziale marcia indietro della Moratti sulla questione. "E'
tutto in stand by- dicono- soprattutto da quando si
e' aperta la crisi di governo". Intanto, pero',
in una lettera inviata all'Ufficio scolastico della Lombardia il 18 gennaio
(dopo l'annuncio del ministro Fioroni dell'avvio
della revoca di parita' e fondi per le 170 scuole
dell'infanzia milanesi) il Comune ribadisce "il principio di accoglienza
nella legalita'", specificando che, nelle tre
diffide arrivate da viale Trastevere, "non e' stata valutata con
attenzione la distinzione che viene fatta nella circolare comunale tra
iscrizione e accoglienza nelle scuole dell'infanzia". L'iscrizione,
infatti, specifica la lettera, "secondo quanto si legge nella circolare,
e' finalizzata alla formazione della graduatoria, seguendo regole
predefinite". La seconda, l'accoglienza, "tiene conto dello stato di
svantaggio del bambino- dovuto anche alla condizione di clandestinita'
del genitore- e lo inserisce nella scuola attraverso un percorso
personalizzato". In questo caso, continua la missiva,
"l'accoglienza avviene attraverso l'intervento dei servizi sociali.
Come provano- si legge ancora- i 350 bambini, figli di
immigrati irregolari, che frequentano normalmente le scuole dell'infanzia".
Insomma, se non e' un dietro front, poco ci manca.
Ma, nella risposta inviata al ministero, c'e' di piu'.
Viene chiarito che "il Comune di Milano ha recepito il nuovo termine
fissato nella circolare ministeriale che limita l'iscrizione alle scuole
dell'infanzia ai bambini nati entro il 31 gennaio 2006". In prima battuta,
infatti, era prevista l'iscrizione anche dei bambini nati entro il 30 aprile
2006. Il Comune "ha preso atto della circolare ministeriale e provvedera' ad iscrivere nella scuola dell'infanzia solo i
bambini che compiranno i tre anni entro il 31 gennaio". I bambini nati successivamente
a questa data "saranno inseriti nelle sezioni Primavera". E' il
secondo passo indietro. Per i casi di morosita'
nel pagamento della mensa, infine, il Comune ha chiarito al ministero "che
tale riserva era contenuta anche nelle precedenti circolari. Quest'anno e' stata, anzi, resa piu'
flessibile e in tutti i casi non ostacolera'
l'accoglienza del bambino". (DIRE).
( da "Virgilio Notizie" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
08-02-2008 14:40 "Paese ha leggi chiare ma non basta
perseguire i reati" Roma, 8 feb. (Apcom) - Il
ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, si dice "sconcertato e preoccupato per il fatto che una
sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di
proscrizione antiebraica". "I cappucci telematici
sono una vergogna per tutti - scrive in una nota - ma soprattutto per il mondo
dello studio e della cultura. Solo pochi giorni
fa abbiamo celebrato la giornata della memoria delle vittime dell'olocausto ma,
evidentemente, non basta". "Fa inorridire, infine, che questi
episodi di oscurantismo siano legati al mondo universitario, luogo di scambio e
di incontro culturale per eccellenza. Il nostro Paese -
conclude - ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare
il piano culturale ed educativo ed è proprio questo il compito più
difficile".
( da "Redattore sociale" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
RAZZISMO 14.4008/02/2008 Fioroni: ''Cappucci telematici'? Una vergogna'' Roma - "È una vergogna. E provoca anche sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta
di Ku Klux Klan digitale dei tempi moderni possa stilare liste di
proscrizione antiebraica". E' il commento di
Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione,
secondo cui i "cappucci telematici" sono "una vergogna per tutti
ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Solo pochi giorni fa abbiamo celebrato la giornata della memoria
delle vittime dell'olocausto ma, evidentemente, non basta". "Fa inorridire, infine- incalza il ministro di viale Trastevere- che questi episodi di oscurantismo siano legati
al mondo universitario, luogo di scambio e di incontro culturale per eccellenza.
Il nostro Paese ha leggi chiare, ma non basta perseguire i
reati: serve intensificare il piano culturale ed educativo ed e' proprio questo
il compito piu' difficile". (DIRE).
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
L'INIZIATIVA Cittadinanza europea, all'istituto Kennedy ci
si confronta su una didattica più adatta ai tempi (sa.ca.)
Chiuso il capitolo scrutini relativo al primo quadrimestre e avviata la
complessa macchina delle attività di recupero, i docenti dell'Itis "Kennedy" riprendono a discutere di
didattica, assi culturali (dei linguaggi, matematico, scientifico- tecnologico,
storico- sociale), programmazione modulare, fino alla valutazione delle
competenze. "Tutte espressioni che nel linguaggio scolastico - dichiara la
dirigente Adriana Sonego - indicano gli aspetti più
sostanziali degli interventi innovatori del ministro della
pubblica istruzione Fioroni, destinati a durare nel tempo anche e soprattutto perché
coerenti con l'impostazione europea del percorso scolastico corrispondente al
biennio superiore obbligatorio".Non è una novità
questa per il "Kennedy" che già lo scorso anno aveva intavolato una
discussione con esperti in didattica come il dirigente Bruno Serravalli e l'ispettore Tiriticco,
mentre già a settembre i docenti si sono messi in discussione riesaminando i
programmi sulla scorta degli assi culturali. E ora quel riesame prosegue con un
gruppo di lavoro coordinato dall'insegnante Valentina Flaiban
nel progetto di ricerca portato avanti da un intero consiglio di classe con il
tutoring delle docenti Daniela Antonello e Maria
Renata Zanchin della Siss
presso l'Università di Venezia."I risultati delle indagini internazionali
sulle competenze dei nostri studenti e l'urgenza di dare una risposta alle
richieste di educazione, cultura, formazione civica dei giovani e dello loro
famiglie - sostiene la preside dell'Itis
"Kennedy" - stanno infatti estendendo alla generalità dei docenti la
consapevolezza che è necessaria una profonda rivisitazione della programmazione
didattica che superi la frammentazione disciplinare per assumere un punto di
vista anche orientato alle competenze trasversali, nell'ottica appunto degli
assi culturali individuati in numero di quattro dal documento Fioroni".Il "Kennedy", dunque sente urgente
il tema dell'educazione alla Cittadinanza europea dal quale non si può
prescindere per impostare l'accoglienza degli studenti di terza media orientati
a iscriversi all'istituto tecnico industriale di via Interna. "Oltre alla
comunicazione nella madre lingua e nella lingua straniera (ai primi due posti
dell'elenco), il documento Fioroni riporta le competenze matematica, scientifico-tecnologica, digitale
che costituiscono per il nostro istituto - fa sapere Adriana Sonego - terreno comune di materie presenti nel biennio
(matematica, fisica, chimica, scienze, disegno e tecnologia); seguono
"imparare a imparare", competenze sociali e civiche, spirito di
iniziativa e imprenditorialità, consapevolezza ed espressione culturale. Per
noi che quotidianamente accogliamo gli studenti nelle
scuola si tratta di dare risposta adeguata alle richieste educative che i
giovani oggi ci pongono".
( da "Windpress" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
08-02-2008 È una vergogna. E provoca anche sconcerto e
preoccupazione il fatto che una sorta di Ku Klux Klan digitale dei tempi
moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica. I "cappucci
telematici" sono una vergogna per tutti ma soprattutto per il mondo dello
studio e della cultura. Solo pochi giorni fa abbiamo celebrato la giornata
della memoria delle vittime dell'olocausto ma, evidentemente, non basta. Fa
inorridire, infine, che questi episodi di oscurantismo siano legati al mondo
universitario, luogo di scambio e di incontro culturale per eccellenza. Il
nostro Paese ha leggi chiare ma non basta perseguire i reati: serve
intensificare il piano culturale ed educativo ed è proprio questo il compito
più difficile.
( da "Repubblica.it" del 08-02-2008)
Argomenti: Scuola
In Rete l'elenco di 162 professori
accusati di "fare lobby" a favore dei "sionisti" La
condanna dei ministri Mussi, Fioroni, Gentiloni: "Un episodio inaccettabile" Sul blog
la 'black list' dei docenti
ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti" La comunità ebraica di Roma:
"Ci vuole una reazione forte da parte dell'intera società" Il blog
oscurato dai gestori del sito. Polizia postale: risaliremo agli autori
Sul blog la 'black list'
dei docenti ebrei Il Viminale: "Faremo accertamenti""
/> ROMA - Una denuncia formale alla polizia postale e un appello alle
istituzioni, al ministro dell'università, ai rettori, agli atenei a costituirsi
parte civile "per bloccare un cancro che può espandersi e colpire
chiunque". Sono le misure che la comunità ebraica romana intende mettere
in campo contro gli estensori di un blog che hanno messo in rete una "black list" di 162
professori ebrei, accusati di "fare lobby" a favore dei
"sionisti". Tra loro, docenti che insegnano alla Sapienza e in altre
università italiane. Una lista che ha suscitato l'immediata reazione del
Viminale, che ha predisposto accertamenti tramite la polizia postale. Poche ore
dopo la diffusione della notizia il blog - ospitato dalla piattaforma internet
www.ilcannocchiale.it - non era più raggiungibile. "E'
una scelta degli stessi gestori del sito - hanno spiegato gli investigatori
della polizia postale. "Non siamo stati noi a oscurarlo, per
qualsiasi intervento aspettiamo di sapere quali tipo
di reati ipotizzerà eventualmente la magistratura". Una cosa è certa:
tutte le tracce lasciate in informatica sono indelebili, per cui dovrebbe
essere possibile risalire all'autore del blog. "Siamo ottimisti",
ammettono gli investigatori. La pubblicazione della black
list ha provocato la protesta di esponenti del mondo
politico che in blocco hanno condannato l'episodio. A cominciare
dal ministro dell'Università, Fabio Mussi, secondo il quale
"l'antisemitismo è il veleno della civiltà. Chi stila oggi la lista
dei docenti ebrei è erede legittimo di Eichmann. E ha l'obiettivo di degradare
l'Università italiana a osceno strumento della discriminazione razziale, come
già lo fu negli ultimi anni del fascismo. Sono dei dementi
pericolosi" ha sottolineato Mussi. "Bisogna
perciò perseguire i responsabili. Contro di loro il
ministero dell'Università si costituirà parte civile". "E' una vergogna. E provoca anche
sconcerto e preoccupazione il fatto che una sorta di Ku
Klux Klan digitale dei
tempi moderni possa stilare liste di proscrizione antiebraica" ha
affermato il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni
commentando la vicenda della lista che "rivela grave deficit culturale ed
educativo". Secondo Fioroni, "i 'cappucci telematici' sono una vergogna per
tutti, ma soprattutto per il mondo dello studio e della cultura. Il nostro Paese" ha concluso il ministro, "ha leggi
chiare ma non basta perseguire i reati: serve intensificare il piano culturale
ed educativo ed è proprio questo il compito più difficile".
"Un episodio inaccettabile", ha dichiarato il ministro delle
Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che ha aggiunto di
condividere pienamente la pronta denuncia della comunità ebraica. "So che
la polizia postale sta già svolgendo le opportune attività investigative"
ha detto il ministro, "per porre fine a un'azione contraria ai principi
fondamentali della nostra repubblica democratica ed estranei alla coscienza
civile del nostro Paese". "Quel blog va oscurato, ogni tentativo di
dare fiato all'antisemitismo deve allarmarci e vederci reagire" ha
dichiarato il segretario del Pd, Walter Veltroni. "Ha
ragione la comunità ebraica, la reazione a fatti come questo vanno denunciati e
immediatamente combattuti. Le liste di professori ebrei ricordano quelle
delle leggi razziste del 1938, ma chiunque voglia ripercorrere la strada
dell'antisemitismo si scontrerà con l'opposizione e la ripulsa degli italiani. Il fatto è particolarmente grave perché avviene nel mondo
dell'università e degli studi, dove invece più forte dovrebbe essere il rifiuto
di ogni forma di discriminazione e di odio". "La
reazione non può rimanere limitata ai diretti interessati come singoli e come
comunità - ha detto questa mattina Riccardo Pacifici, portavoce della comunità
ebraica di Roma - ma deve riguardare tutta la società. Una volta che si saprà chi sono gli estensori del blog, ci deve
essere una risposta generale delle istituzioni, va messo un punto fermo".
"La black list - ha
proseguito - è espressione di un meccanismo reiterato" che si unisce a
tentativi di boicottare la collaborazione tra università italiane ed
israeliane. Tutti aspetti che invitano a essere vigili e non
abbassare mai la guardia". "Siamo in presenza di un evento
inquietante: chi si è reso autore di questa iniziativa delirante ha commesso un
reato e va punito" ha affermato la docente di Storia moderna della
Sapienza di Roma, Anna Foa, uno dei nomi presenti nella lista di 162 professori
universitari, in gran parte ebrei, apparsa sul blog. "Siamo al limite
della follia, Una lista di nomi, slogan antisemiti: si tratta di un salto di
qualità che sinceramente spaventa". Secondo la docente,
"su internet se ne trovano a decine di siti del genere però non si era mai
arrivati a vere e proprie liste. Apprezzo che la
comunità ebraica di Roma abbia subito presentato una denuncia, questi sono
fenomeni che non vanno sottovalutati". (8
febbraio 2008.
( da "Virgilio Notizie" del
08-02-2008)
Argomenti: Scuola
08-02-2008 19:18 Recuperi entro 31 agosto in
conflittualità con norme base scuola Roma, 8 feb. (Apcom) - Anche la Gilda degli insegnanti ritiene
inapplicabile e impugnabile il nuovo piano di recupero dei debiti formativi
degli studenti, introdotto dal ministero della Pubblica Istruzione attraverso
l'ordinanza firmata il 5 novembre scorso: oggi il coordinatore del sindacato
dei docenti, Rino Di Meglio, ha scritto al ministro della Pi Giuseppe Fioroni per chiedere un urgente intervento chiarificatore su corsi e
verifiche finali che dovranno essere attuati la prossima estate. Secondo il
leader della Gilda "la materia che non può essere delegata all' autonomia scolastica: infatti, mentre sono sotto gli
occhi di tutti confusione e conflittualità che si determineranno dai tempi
diversi decisi dalle scuole per i corsi di recupero, non è stata tenuta
in debita considerazione, nella o.m. n. 92, la
lettera del D.Lgs n.297/1994 (Testo unico della
scuola), art. 74, 2 comma". Nell'articolo legislativo citato dalla Gilda,
ma anche nei giorni scorsi da alcuni legali esperti di scuola, si dispone che
"le attività didattiche comprensive anche degli scrutini ed esami -
continua Di Meglio -, si svolgono nel periodo compreso tra il
1 settembre e il 30 giugno, con eventuale conclusione nel mese di luglio
degli esami di maturità". Secondo a questo articolo, inserito all'interno
del Testo unico che per la scuola rappresenta un vero e proprio
"faro", viale Trastevere non avrebbe sufficientemente preso in
considerazione il fatto che lo svolgimento dei corsi di recupero dei debiti
vadano ben oltre il 30 giugno: l'ordinanza firmata da Fioroni
indica infatti che debbano svolgersi prima del 31
agosto. La Gilda contesta quindi apertamente l'ordinanza 92 sui nuovi debiti:
"se non si può delegare ai collegi dei docenti la
scelta del periodo in cui effettuare corsi e scrutini finali, come si afferma
nell' art. 8 dell'ordinanza ministeriale poiché i Collegi hanno le mani legate
dal Dlgs 297 - scrive Di Meglio - a maggior ragione
non si può affermare (art. 8, comma 1) che 'le suddette operazioni devono
concludersi, improrogabilmente, entro la data di inizio dell'anno scolastico
successivo', poiché ciò è in palese contrasto con il medesimo Dlgs". Secondo il sindacato un intervento a questo
punto dell'anno "su queste discrepanze, causate forse dall'
urgenza di intervento in una materia che richiedeva azioni
immediate", potrebbe evitare che una "probabile impugnazione renda
vano il lavoro e l'impegno di tante scuole e aumenti disagio e demotivazione in
chi si è impegnato con attenzione e responsabilità".