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Abstract: Nessuna crisi
nemmeno per il decreto Fioroni che ha sancito la bocciatura per chi non
riuscirà a sanare il debito formativo. "In altri tempi avrebbero occupato
per un mese si era arrivati ad un livello insostenibile, l'occupazione era una
moda, senza motivazioni serie". Fra le liste per i rappresentanti
d'istituto, molte hanno fatto della "neutralità" politica una
bandiera.
L'AGRARIO
si prepara ad aprire i battenti a Sarzana. Si sta concretizzando i
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del
05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è un discorso aperto, ora un po
bloccato perché legato anche alla riforma Fioroni, che avrebbe voluto ridare
dignità ai professionali". Tuttavia l'assessore è ottimista. "Le risorse ci sono, sarebbe possibile attivare quasi ogni
tipo di corso, grazie ai finanziamenti della Regione Liguria e al fondo sociale
europeo.
Il
ricatto delle tasse scolastiche ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)"
del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni,
perché almeno sia fatta una informazione corretta alle
famiglie. Con l'avvicinarsi della scadenza delle preiscrizioni al nuovo anno
scolastico (il termine ultimo era quello del 31 gennaio scorso), infatti, sono
arrivate all'associazione numerose richieste di spiegazione sul contributo
scolastico che alcune scuole hanno chiesto alle famiglie come obbligatorio.
Giù
le mani dal bullo ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)"
del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sul tema va detto
che le linee guida per la lotta al bullismo sono state impartite da Fioroni con
la direttiva ministeriale n. 16 del 5.2.2007, e in termini esecutivi si sono
tradotte in un inasprimento generale delle misure sanzionatorie contenute nello
statuto degli studenti di recente appunto modificato con il dpr n. 235 del 21.
"giorno
della memoria", per rievocare e riflettere
( da "Messaggero
Veneto, Il" del
05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione
Giuseppe Fioroni si è recato nell'unico campo di sterminio oltre che di
concentramento sul suolo italiano, per visitare insieme agli studenti vincitori
del concorso "I giovani incontrano la Shoah", questo luogo di memoria
per molti. Conoscere e ricordare la Shoah può essere di valido aiuto per meglio
comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo,
Nuovi
indirizzi, molti serali. Ma niente prof
( da "Eco
di Bergamo, L'" del
05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto appare però
in contraddizione con il taglio all'eccesso di sperimentazioni (812) e
indirizzi annunciato dal ministro Fioroni in occasione della pubblicizzazione
delle materie per la seconda prova scritta della maturità
Week
end con il morto ( da "Opinione, L'"
del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ricattata dal
ministro Fioroni. L'ideologia sessantottina, schematica e burocratica, continua
a ispirare la nostra sinistra catacombale. Ora che il governo dei clandestini
ha fatto le valigie, forse si può cominciare a sperare che il capitolo
trascurato della sicurezza legato alla precarietà
delle difese collettive e all'incremento statistico e metodico della
criminalità straniera (
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
008, è quello di un ragazzo responsabile, che ripone
fiducia nei suoi insegnanti come educatori al sapere e alla cultura, li
interroga, chiede, ascolta. Lotta dura, ribellione, polemica ad ogni costo non
lo sfiorano nemmeno: parola del dirigente scolastico Marco Mezzana. Qualcuno
potrebbe sospettare che il preside sia "troppo buono" con i suoi
liceali, ma i fatti sembrano dargli ragione. Nessuno degli 800 attuali alunni
del Parentucelli ha mai visto una sola ora di occupazione
o autogestione; i tempi dei materassi in terra "fino a Natale" sono
tramontati per sempre. "Rispetto a quando sono arrivato ? osserva Mezzana,
da sette anni alla guida del liceo ? mi sembra di essere in un'altra scuola,
con ragazzi diversi, nel profondo". Deposte le armi, gli studenti di oggi
hanno ottenuto tutto quello che i loro predecessori hanno sempre sognato: aula
autogestita, sala prove, un collaudato servizio di merende equosolidali gestito
da loro. "Meno passionali, gli studenti di oggi, meno
polemici e pronti allo scontro ? prosegue Mezzana ? ma più critici e attenti.
In questi giorni i rappresentanti di istituto hanno
organizzato un incontro sulla costituzione con Ambrosini,
giudice della Corte di Cassazione". BANCHI A SBARRARE l'ingresso, sacchi
a pelo nelle aule, sciopero "per i pinguini", insegnanti chiusi
fuori: solo ricordi. "E' il risultato ? racconta Mezzana ? di uno sforzo
ininterrotto, mio e degli insegnanti, al dialogo e alla comprensione". Nessuna crisi nemmeno per il decreto Fioroni che ha
sancito la bocciatura per chi non riuscirà a sanare il debito formativo.
"In altri tempi avrebbero occupato per un mese si era arrivati ad un
livello insostenibile, l'occupazione era una moda, senza motivazioni
serie". Fra le liste per i rappresentanti d'istituto, molte hanno fatto
della "neutralità" politica una bandiera. Ma il disinteresse
per la partecipazione non preoccupa il preside. "La
politica non è stata abbandonata. C'è molta
attenzione: il triennio ha partecipato al Giorno della Memoria con una serietà
straordinaria". Anna Chella - -->.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
L progetto di far partire, forse già
con il prossimo anno scolastico, un triennio si specializzazione sul ramo di
agraria, presso l'Itc Arzelà
di Sarzana. "Si tratterà di un diploma triennale, pensato per il
territorio della val di Magra ? spiega l'assessore provinciale alla Formazione
Paola Sisti ? finanziato dalla Regione". Ci si
propone così di colmare, almeno in parte, una carenza dell'istruzione
secondaria sarzanese. La Val di Magra offre poco a
chi, dopo le medie, cercasse la strada per inserirsi al più presto nel mondo
del lavoro. "Dobbiamo occuparci ? prosegue l'assessore ? della popolazione
scolastica che non giudica adatto a sè un Liceo o un
Istituto Commerciale". Molte sono le famiglie che non se la sentono di iscrivere
il figlio agli istituti professionali della Spezia e Carrara, troppo lontani.
Ma pur di rimanere vicino casa, talvolta, si
affrettano scelte sbagliate. "A Sarzana, c'è sicuramente bisogno di
puntare anche sull'istruzione professionale ? continua la Sisti
? è un discorso aperto, ora un po' bloccato perché legato anche alla riforma Fioroni, che avrebbe voluto ridare dignità ai
professionali". Tuttavia l'assessore è ottimista. "Le
risorse ci sono, sarebbe possibile attivare quasi ogni tipo di corso, grazie ai
finanziamenti della Regione Liguria e al fondo sociale europeo. Siamo aperti alle proposte delle scuole".
"ACCOMPAGNARE per mano il ragazzo verso il futuro, insegnandogli a
conoscere se stesso, il territorio in cui vive, il sapere che lo circonda è uno
dei nostri compiti", conferma Sonia Carletti,
dirigente scolastico della scuola media Poggi-Carducci
di Sarzana. Più che di educazione alla 'cultura', preferisce parlare delle
'molte culture diverse, che l'alunno deve imparare a leggere, a decodificare'.
"Questi ? ammette ? sono stati anni davvero intensi per la scuola media,
che nel 2004, con la Riforma Moratti, è cambiata per la prima volta dal
'79". La scuola media sarzanese non attraversa ora uno dei suoi momenti
migliori. Ospiti delle elementari, con la chiusura per ristrutturazione della
sede del XXI luglio, gli alunni della Poggi si trovano un po'
"pigiati", e qualche laboratorio ha dovuto
essere sacrificato per far posto alle aule. Ma i progetti fervono. Con l'aiuto
del Comune, a breve inizierà la catalogazione ISBN dei libri della scuola: i
primi passi per avere una vera biblioteca. Con l'acquisto di nuovi pc, verrà ripristinato un secondo laboratorio di
informatica. Resta forte l'impegno nell'orientamento: è uno dei compiti più
delicati della scuola media aiutare la scelta dell'istituto superiore. "A tredici anni - spiega la preside - ancora mancano le
capacità per poter compiere una scelta così importante in maniera autonoma.
Diventano fondamentali la famiglia e la scuola".
Anna Chella - -->.
( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi ItaliaOggi - Azienda
Scuola Numero 030, pag. 18 del 5/2/2008 Autore: di Emanuela Micucci
Visualizza la pagina in PDF I consumatori accusano: è un
contributo volontario. I presidi replicano: senza non sopravviviamo Il ricatto
delle tasse scolastiche Se non paghi, gli istituti spesso rifiutano di fare
l'iscrizione Se non paghi il contributo scolastico non puoi iscrivere tuo
figlio alla scuola che hai scelto. Mediamente dagli 80 ai 100 euro, in aggiunta
alla tassa scolastica vera e propria, e passa la paura. Così le scuole
pubbliche, sempre più oberate dai debiti, al momento delle iscrizioni al nuovo
anno scolastico trasformano in obbligatorio un versamento che per legge è
invece volontario. Niente di esplicito, ma un costume, quello di fare pressioni
perché la tassa scolasticai sia pagata, che è sempre
più diffuso. Una delle denunce, per esempio, arriva da Adiconsum,
l'associazione dei consumatori, che ha scritto al ministro della pubblica
istruzione, Giuseppe Fioroni, perché almeno
sia fatta una informazione corretta alle famiglie. Con
l'avvicinarsi della scadenza delle preiscrizioni al nuovo anno scolastico (il
termine ultimo era quello del 31 gennaio scorso), infatti, sono arrivate
all'associazione numerose richieste di spiegazione sul contributo scolastico
che alcune scuole hanno chiesto alle famiglie come obbligatorio. Pena la
non accettazione della domanda di iscrizione. L'Adicosum
ha condotto una ricerca, consultando i siti internet di alcune scuole sparse
sul territorio nazionale. I dati emersi sono sconcertanti. Moltissimi istituti
non specificano la volontarietà del contributo facendolo passare come
obbligatorio. Scuole storiche. Al Nord come al Sud. Licei e istituti tecnici.
La provincia non è da meno. In alcune scuole addirittura si definisce
arbitrariamente il versamento tassa, inducendone l'obbligo di pagamento.
"Senza questo contributo le scuole non possono funzionare, negli ultimi
sei anni si è avuta una riduzione del 70% delle risorse date dal ministero per
le spese di funzionamento", spiega Gioprgio Rembado, presidente dell'associazione nazionale dei
presidi, "questo ai gentiori va spiegato, certo
si tratta comunque di contributi volontari, che non possono essere fatti
passare come preclusivi all'scrizione".
Nei casi più estremi viene precisato che chi ha
diritto all'esonero delle tasse scolastiche (15,13) non è però esonerato dal
pagamento del contributo scolastico. "Un comportamento", sottolinea
Paolo Landi, presidente dell'Adiconsum,
"non giustificato dalle difficoltà di bilancio in cui versano molte
scuole". I presidi si difendono insistendo proprio sugli scarsi
finanziamenti che gli arrivano dallo stato. "i vari ministri che si
susseguono non fanno che tagliare le spese", spiega Gianna Colagrande, dirigente dell'itis
Amedeo di Savoia de l'Aquila, "il contributo è diventato necessario per
coprire il costo dei progetti scolastici". La differenza tra tassa
scolastica (obbligatoria) e contributo d'istituto (volontario), però, è chiara
e stabilita dalla norme vigenti. L'entità della tassa
è regolata dalla legge e sono esonerati dal pagamento sia gli alunni della
scuola dell'obbligo sia quelli appartenenti a famiglie disagiate. Il
contributo, invece, è definito dal singolo istituto. L'articolo 15 della legge
40 del 2007, la cosiddetta legge Bersani, lo definisce come "un'erogazione
liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado". E'
quindi un contributo volontario alla scuola e non può essere considerato
obbligatorio ai fini dell'iscrizione. Inoltre, la legge precisa le finalità del
versamento: innovazione tecnologica, edilizia scolastica, ampliamento
dell'offerta formativa. "Le famiglie che hanno effettuato il
versamento", spiega Landi, "possono
chiedere alla scuola a fine anno il rendiconto di ciò
che è stato fatto con la quota versata". Il classico
Zucchi di Monza ha giocato d'anticipo, pubblicando sul proprio sito una
nota in cui spiega la destinazione del contributo. "Per il prossimo anno
scolastico",spiega il preside, Vincenzo Di
Rienzo, "servirà per l'acquisto di un nuovo laboratorio linguistico".
"Una parte del contributo", spiega Ignazia Chessa, preside dell'artistico Fois di Cagliari,
"viene utilizzato per aiutare i ragazzi economicamente disagiati".
Primari negli istituti tecnici manutenzione e rinnovo delle attrezzature dei
laboratori. Inoltre si coprono i costi dell'assicurazione degli alunni, delle
fotocopie e della cancelleria. Ma c'è dell'altro. Lo stesso articolo di legge
precisa che il contributo può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi
nella misura de 19%, purché sia stato versato attraverso bollettino postale o
bonifico bancario. Intanto le iscrizioni si sono chiuse, e al ministero, alla
richiesta di un'informazione corretta, tutto tace.
( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi ItaliaOggi - Azienda
Scuola Numero 030, pag. 21 del 5/2/2008 Autore: di Giuseppe Mantica Visualizza
la pagina in PDF Insegnante usa le maniere forti. Respinto
il ricorso, arriva la condanna Giù le mani dal bullo La violenza sugli alunni è
sempre un abuso Linea severa contro la violenza a scuola. La regola vale sia
per gli alunni che per i docenti. I quali, anche di fronte a veri atti di
bullismo, non possono usare le maniere forti. Insomma, il ceffone non si
giustifica mai, perché si configura comunque l'abuso dei mezzi e metodologie
correttive. è il caso di un insegnante che è stato
condannato con sentenza definitiva (Cassazione, sesta sezione penale, n.
34674/2007) per avere esercitato violenze contro i propri alunni al fine di
mantenere il controllo della classe e con la presunzione di rendere più
efficaci le lezioni. I fatti addebitati al docente consistevano nell'usare "maniere forti" come, più gravemente,
malmenare i ragazzi, anche con bastoni, o più singolarmente nel ricorrere
all'uso di nastro adesivo sugli stessi o nel rinchiuderli dentro l'armadio.
Nella sua difesa, il docente tentava di far presente che i suoi comportamenti
rispondevano "essenzialmente alla necessità di trovare un dialogo con una
classe impossibile e al fine, comunque, di insegnare qualcosa agli
alunni". La Cassazione rigettava il ricorso dell'insegnante, marcando la considerazione
di come tali comportamenti oltrepassino il già di per sé illecito immanente per
implicare un concreto rischio di rilevanti conseguenze sulla salute psichica
del soggetto passivo. è, ormai, opinione comune, nella
letteratura scientifico-psicologica, che metodi di educazione rigidi e
autoritari assunti mediante l'utilizzo di comportamenti punitivi violenti o
costrittivi siano non soltanto pericolosi, ma anche dannosi per la salute
psichica, così da essere determinanti di una serie di disturbi variegati e
complessi: dallo stato d'ansia all'insonnia e alla depressione, fino - quando
il trauma si è verificato nei primi anni di vita - a veri e propri disturbi
caratteriali e comportamentali nell'età adulta. L'illecito permane,
sottolineano i giudici della Suprema corte, anche se
il fatto è compiuto con soggettiva intenzione correttiva e disciplinare; anzi
per il caso di specie, la giustizia si è mostrata benevola nei confronti del
docente imputato di abuso dei mezzi di correzione che in quanto tale rappresenta
un minus rispetto al più grave delitto di
maltrattamenti. Alla luce di queste cautele e avvertenze vanno, dunque,
fronteggiati i fenomeni di bullismo, di violenze e di altri fatti di
indisciplina di cui si rendono protagonisti gli alunni, con avvenimenti che
anche di recente segnalano l'attualità della problematica. Si ha, in questi
giorni, notizia, infatti, di episodi accaduti ad Empoli e a Grosseto; in
quest'ultimo caso, un alunno è stato costretto da tre compagni, a mettere la
testa dentro il water. Sul tema va detto che le linee guida
per la lotta al bullismo sono state impartite da Fioroni con la
direttiva ministeriale n. 16 del 5.2.2007, e in termini esecutivi si sono
tradotte in un inasprimento generale delle misure sanzionatorie contenute nello
statuto degli studenti di recente appunto modificato con il dpr n. 235 del 21.11.2007.
In alcuni casi, seppur con osservanza a un principio di gradualità e
proporzionalità, è possibile sospendere l'alunno per
un periodo superiore ai 15 giorni (limite delle precedente normativa) ed anche
escluderlo dallo scrutinio finale. Sempre sull'argomento, un certo interesse
presentano anche l'introduzione (art. 5-bis del citato statuto) del patto
educativo di corresponsabilità, consistente in una preventiva e impegnativa
intesa con le famiglie sul fenomeno e sui relativi danni, e la campagna
"Smonta il bullo" promossa dal ministero che si avvale di un apposito
spazio internet (link dal sito della pubblica istruzione) e di una linea
telefonica verde (n. 800.66.96.96).
( da "Messaggero Veneto, Il" del
05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Udine "Giorno della memoria",
per rievocare e riflettere Anche a Pordenone manifestazioni dedicate alla Shoah
e incontri con gli studenti delle scuole superiori Il compianto scrittore e
giornalista Tiziano Terzani sulle vittime della Shoah
scrisse: "Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni
come il desiderio, la paura, l'insicurezza, l'ingordigia, l'orgoglio, la
vanità. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo apprendere le decisioni che
ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno
interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene.
Educhiamo i nostri figli ad essere onesti, non furbi. È il momento di uscire
allo scoperto; è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una
civiltà si rafforza con la sua determinazione morale, molto più che con nuove
armi".. In occasione del "Giorno della
memoria 2008" sono organizzati incontri, cerimonie e momenti comuni di
riflessione e di rievocazione dei fatti su quanto accadde allora al popolo
ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, in modo
da conservare viva la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia
dell' Europa e del nostro Paese, affinchè sia
scongiurato per sempre il ripetersi di simili eventi. Anche nella mostra città,
grazie all'interessamento dell'Associazione Italia-Israele,
sono venuti a Pordenone tre esperti della Comunità ebraica di Praga per oganizzare una serie di incontri con gli studenti di alcune
scuole superiori, tra lunedì 28 gennaio e mercoledì 30 gennaio 2008. Inoltre il
25 gennaio, presso la Risiera di San Sabba a Trieste, il Ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni si è
recato nell'unico campo di sterminio oltre che di concentramento sul suolo
italiano, per visitare insieme agli studenti vincitori del concorso "I
giovani incontrano la Shoah", questo luogo di memoria per molti. Conoscere
e ricordare la Shoah può essere di valido aiuto per meglio comprendere le
ramificazioni del pregiudizio e del razzismo, per realizzare una
pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni diverse. La giornata della
memoria è stata istituita con la legge 211 del 20 luglio 2000 dal parlamento
italiano che ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27
gennaio come giornata per ricordare lo sterminio del popolo ebraico, le leggi e
le persecuzioni razziali. Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce
le finalità del giorno della memoria: "La Repubblica
italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei
cancelli di Auschwitz, Giorno della memoria, al fine di ricordare Shoah
(sterminio del popolo ebraico), leggi razziali, la persecuzione italiana dei
cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia,
la morte, nonchè coloro che, anche nei campi e
schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio
della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati". Si
ricorda il 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa,
in direzione di Berlino, giunsero presso la città polacca di Oswiecim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo
il suo tristemente famoso "campo di concentramento" e liberandone i
pochi superstiti ebrei. Per la prima volta al mondo venne rivelato l'orrore del
"genocidio nazista"'. Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo
sterminio del popolo ebreo,è celebrato anche da molte
altre nazioni, tra cui la Germania, la Gran Bretagna, così come dallOnu. In occasione del "Giorno della memoria"
sono organizzati incontri, cerimonie e momenti comuni. Alessandra Muz secondarie Don Bosco
Pordenone.
( da
"Eco di Bergamo, L'"
del 05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Nasce un nuovo liceo scientifico con indirizzo Pni, Piano nazionale informatico: a Seriate dal prossimo
anno scolastico l'Istituto Majorana avrà il liceo
accanto all'istituto Tecnico industriale e all'istituto professionale. Il nuovo
indirizzo fa parte del "pacchetto" appena approvato dal ministero. In
tutto una decina di nuovi indirizzi della scuola media superiore, molti
dedicati al serale, comparto che, grazie agli stranieri, sta conoscendo una
nuova fioritura. Le novità sono state comunicate ai presidi dalla dirigente
dell'Ufficio scolastico regionale Annamaria Dominici,
con riferimento al decreto del ministero. Il decreto precisa
che i posti di organico da assegnare ai nuovi indirizzi "non possono
eccedere la dotazione organica complessiva assegnata a ciascuna provincia per
il medesimo anno scolastico. I dirigenti degli Uffici
scolastici provinciali provvederanno alle opportune verifiche in tal senso,
garantendo il rispetto dei limiti di organico assegnati a ciascuna
provincia". In sostanza, indirizzi in più sì, insegnanti in più no.
Il decreto appare però in contraddizione con il taglio
all'eccesso di sperimentazioni (812) e indirizzi annunciato dal ministro Fioroni in occasione della pubblicizzazione delle materie per la seconda
prova scritta della maturità
( da "Opinione, L'" del
05-02-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Mar, 05 Feb 2008 Edizione
24 del 05-02-2008 Immigrazione e criminalità in
continuo aumento Week end con il morto di Romano Bracalini
La cronaca non si stanca di servirci la quotidiana razione di sangue e di
orrore; e la specie, ripetitiva e monotona, come il delitto seriale del
mentecatto, è sempre la stessa. La Stazione Centrale di Milano presidiata da
forze esigue fornisce il più ampio e vistoso campionario di aggressioni, rapine
e stupri. Delitti classificati come nuovi, inediti, nel nostro panorama
criminale arricchito di generosi apporti stranieri. Le notizie del fine settimana, tra il venerdì sera e la domenica notte,
sono le più prodighe di casi e di particolari. Una ragazza americana
ventiduenne appena sbarcata a Malpensa stuprata da un egiziano clandestino, già
colpito da decreto di espulsione, che si era offerto di darle un passaggio in
macchina. Una rissa ingaggiata da albanesi nel savonese finita nel sangue della
vendetta ancestrale; un altro morto nella battaglia rusticana tra albanesi e
slavi nel padovano. I casi sono infiniti e forse ce ne sfugge qualcuno, come
devono sfuggire alla pigra contabilità di prefetti sagaci che si sforzano di
rappresentare un quadro d'assoluta normalità che si scontra con l'evidenza dei
fatti e delle cifre. Inutilmente cercheremmo in questi delitti di specie una
motivazione, un pretesto, qualcosa che ne spieghi l'effetto scatenante giunto
al suo epilogo più brutale e sanguinoso. In ciascuno di essi è l'istinto
bestiale, forsennato e gratuito, a prendere il sopravvento sulla quotidianità
ordinaria della lite per futili motivi. Capita, complice l'eccitazione e
l'alcol, che ci si accapigli fuori della discoteca. Però senza arrivare al
delitto. Ma per certe etnie arretrate l'offesa si lava col sangue. Il manicomio
tradizionale che nei racconti popolari riassumeva tutti gli stadi della follia,
benché non sempre violenta e criminale, oggi non
sarebbe più in grado di fornire una giustificazione né allo psichiatra né al
senso comune. Il branco albanese che a bordo di un'auto sperona tre italiani
con i quali era già venuto alle mani, pare per una questione di donne,
massacrandone uno a calci e pugni all'uscita dal pronto soccorso dov'era andato
a farsi medicare, è qualcosa che appartiene al rituale primitivo, barbarico,
ancora in uso nel costume semicivilizzato dell'Albania. Rimasto chiuso per
secoli nell'angolo più polveroso e marginale dei Balcani, il piccolo paese
delle Aquile è passato dal giogo turco alla tirannia comunista di Enver Hoxha, con la breve
parentesi del regno di re Zog, l'occupazione italiana
e l'annessione al Regno d'Italia nel 1939. Nel paese più povero e arretrato
d'Europa, sempre alle prese col padrone di turno -che non portava via niente
perché niente c'era da prendere, ma nemmeno portava- non ha allignato né un
palpito di modernità né una parvenza di costume civile. Dopo la conquista
italiana, il TCI approntò una guida turistica dettagliata dell'Albania
descritta dai primi viaggiatori avventurosi come una landa selvaggia abitata da
uomini primitivi dediti alla pastorizia e al banditismo. Non c'erano strade
percorribili, la sicurezza era puramente teorica, e il viaggiatore faceva bene
a dotarsi di tutti i medicinali disponibili contro la malaria, le zanzare e le
malattie più comuni e non ne mancava una all'appello. Alloggiando presso
privati, il turista doveva usare la massima attenzione verso le donne di casa,
astenendosi dal guardarle e più ancora dal rivolger loro la parola. Il
"delitto d'onore" era una antica pratica
tribale. Un'occhiata a una donna e ti beccavi una coltellata. Si può d'un
tratto cambiare la propria natura selvatica? Il nostro è forse l'unico paese in
cui infrangere la legge non è reato. I clandestini vi hanno buona accoglienza
(100.000 solo a Milano) e i figli dei clandestini possono frequentare le scuole
pagate da noi trovando vaste adesioni non solo a sinistra ma anche nella giunta
milanese di centro-destra ricattata dal ministro Fioroni. L'ideologia sessantottina, schematica e burocratica, continua a
ispirare la nostra sinistra catacombale. Ora che il governo dei clandestini ha
fatto le valigie, forse si può cominciare a sperare che il capitolo trascurato
della sicurezza legato alla precarietà delle difese collettive e all'incremento
statistico e metodico della criminalità straniera (donne stuprate negli
angoli più nascosti e sudici del nostro quotidiano, la morte più efferata
procurata per puro sadismo e vendetta di clan), venga finalmente affrontato e
dotato di più ampi poteri di dissuasione e di garanzia per il cittadino. Si
spera che quell'esempio di garbuglio lessicale e di inganno ideologico che
andava sotto il nome di legge Amato-Ferrero, binomio nefasto,
che avrebbe dovuto cancellare e sostituire la più adeguata e coerente
Bossi-Fini (e che per fortuna non ha fatto in tempo ad arrivare
all'approvazione finale), venga smontata, abolita, avendo già avuto modo di
fare grave danno e di incoraggiare col buonismo dei propositi le peggiori
intenzioni e la ferocia delle bande balcaniche e nordafricane che trovano ampio
pascolo con poco rischio. La monnezza ovunque si
palesi va rimossa.