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DOSSIER “SCUOLA”

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Lettera di una prof al ministro Manuela Marchesini ( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inviato una lettera bellissima per il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni: il messaggio è "salviamo l'italiano a scuola". Una riflessione interessante che merita di essere letta e accolta. Eccola. Cara Provincia, in questi giorni di crisi e di "emergenze", permetti ad una semplice insegnante di Lettere di far giungere al ministro Fioroni qualche pensierino d'inizio d'anno,

Dalla prima Lettera di una prof ( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Egregio ministro Fioroni, o chi verrà dopo di Lei, in questo nuovo anno mi regali "un mestiere che non c'è più", mi regali tempo a scuola e a casa da trascorrere sui libri, senza annegare in "Progetti, Recuperi, Percorsi, Obiettivi, Pof" e altre mirabolanti sigle, per tacere di Programmazioni ormai fantascientifiche.

IL MINISTRO della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione, ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

L'istituto Fermi allo Stato il ministro Fioroni ha firmato ( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fermi" allo Stato il ministro Fioroni ha firmato Dall'1 settembre il Fermi sarà ufficialmente statale. Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato nei giorni scorsi la convenzione, approvata la scorsa settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico modenese.

LE SPINE DELLA SCUOLA ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione, approvata la scorsa settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico Fermo di Modena, a partire dal primo settembre di quest'anno. La convenzione garantisce la conservazione dell'attuale offerta formativa, in particolare l'articolazione dei due indirizzi di studio (

Ardenno, bufera sul polifunzionale Il Comune non ha i fondi per portare a termine il progetto ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE AREE di proprietà del signor Fioroni e della signora Corvi - riprende il sindaco - sono state infatti espropriate abusivamente dall'amministrazione che ci ha preceduto. Senza il consenso degli interessati si è andati a costruire. A questo punto alla nostra amministrazione non resta che procedere a un'acquisizione d'ufficio delle suddette aree,

Gli appuntamenti di oggi ( da "Tirreno, Il" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA. Via Bugiardini 25. I genitori e la riforma della scuola. Incontro con i dirigenti scolastici per mettere a punto la proposta della scuola fiorentina sulla riforma degli organi collegiali (ore 9.30-12, scuola Piero della Francesca). LEGGE 194.

Emilia, in arrivo mille insegnanti - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina XI - Bologna La circolare del ministro Fioroni. Deciso anche lo stop alla moltiplicazione degli indirizzi alle superiori Emilia, in arrivo mille insegnanti Priorità a materne, tempo pieno e corsi serali ILARIA VENTURI QUASI mille insegnanti in più, 964 per l'esattezza, assegnati all'Emilia Romagna.

Rinnovo del contratto dei docenti, revisione dei piani di studio e attivazione a Rovereto del Centro per la formazione degli insegnanti ( da "Adige, L'" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riferimento al dibattito sul mancato ripristino in Trentino dell'ordinanza Fioroni sul recupero dei debiti e sugli esami di riparazione. "I risultati di Ocse-Pisa - ha dichiarato Arduino Salatin - possono essere interpretati anche a sostegno delle scelte della Provincia. Il no agli esami di riparazione, unito all'organizzazione di un percorso più lungo e distribuito in due anni,

PAOLO BARI Gli istituti tecnici trentini sono i migliori d'Italia ( da "Adige, L'" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ricordiamo che Fioroni ha invece deciso di ripristinare gli istituti tecnici. Vediamo ora i risultati in ambito nazionale suddivisi per materia. Nella lettura il Trentino è al terzo posto con i licei (565 punti), al primo con i tecnici (522), al secondo per gli istituti professionali (469) e al terzo per la formazione professionale (392)

La celebrazione dell'altro Sessantotto, quello senza violenza puntualizza il portav ( da "Stampa, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni). La sagrestia del Laterano, poi, era affollata di vesti viola e purpuree dei vescovi e cardinali "amici". La lista di "sponsor" incrocia trasversalmente palazzi sacri (Bertone, Ruini, Tettamanzi, Sepe, Tauran, Poupard) e quelli laici (Rutelli, Veltroni, Letta, Merkel, Kofi Annan, Amato, Frattini).

<Docenti, contratto flessibile> ( da "Corriere Alto Adige" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cantonata giustificando il mancato recepimento del decreto Fioroni sul recupero dei debiti scolastici con i buoni risultati della scuola trentina". L'amministrazione apre un fronte dopo la presentazione dei dati sugli istituti trentini: "Se aspettiamo l'accordo nazionale stiamo freschi" TRENTO - Mentre è ancora viva la protesta del mondo della scuola sul "no" agli esami di riparazione,

L'appello dei Leali: <Riprendiamo il dialogo> ( da "Corriere Alto Adige" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del ministro Giuseppe Fioroni sugli esami di riparazione. Intanto continua la raccolta firme al documento che i sindacati di categoria presenteranno a Dellai nei prossimi giorni: "Ultimata la raccolta al Da Vinci e al Prati, ora attendiamo quelle delle altre scuole, se necessario posticiperemo a dopo lunedì il giorno previsto per la consegna del documento da parte degli istituti"

Mezzogiorno replica all'articolo di gabrio casati su ambrogio ( da "Riformista, Il" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma lavorare sodo con la programmazione e per l'avanzamento democratico del Paese: non di aree o gruppi o categorie. Con serietà e impegno straordinari. Con l'energia, l'onestà e la competenza. Anche quelle del Gabrio Casati che, nella riforma della scuola (1859), poneva la libertà "entro i dovuti confini e [tutelata] da quelle guarentigie che l'

Bertone: nel '68 un mondo contro Dio ( da "Corriere della Sera" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, Bindi), al sindaco di Roma, Veltroni e agli esponenti dell'opposizione (Gianni Letta in prima fila, e gli ex ministri Buttiglione e Marzano). L'omelia di Bertone, durante la messa per l'anniversario della Comunità di Sant'Egidio, è tutta incentrata sulla speranza vera, evangelica, e su quella "falsa" di "un periodo storico turbinoso e complesso,

Sant'Egidio, 40 anni di comunità ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In prima fila il presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi con la moglie Flavia, Il presidente Napolitano, Francesco Rutelli, Giuseppe Fioroni, Rosy Bindi, i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo, Walter Veltroni, Piero Fassino, Gianni Letta e Rocco Buttiglione.

ROMA La trattativa è appesa a quelle due parole, piccolo margine . E alla c ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a Fioroni. Ed ha allargato il discorso, guardando oltre: "Questo Paese ha bisogno come il pane di far sparire dal lessico politico la parola "nemico". Ce lo chiedono i cittadini, questo è lo spirito del tentativo che sto facendo e che tornerà utile anche in campagna elettorale e dopo, nella prossima legislatura".

LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: compreso il ministro Fioroni, e ha segnalato ai media la gravissima circostanza. La spiacevole situazione conferma il degrado in cui versa la nostra città, amministrata da incompetenti, che non riescono nemmeno ad allocare il personale necessario per rendere operativo un asilo nido, rimpallandosi le responsabilità, in guisa che quasi trenta bambini da fine settembre sono a spasso (

Buchi in pagella, studenti nei guai ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: coinvolti nel recupero voluto dal ministro Fioroni, inoltre un buon 20\% frequenta gli portelli didattici. Le loro criticità nel biennio riguardano l'italiano, la matematica e l'inglese, mentre nel triennio le aree di indirizzo (costruzioni, topografia, progettazione). L'attività di recupero al "Kennedy" è suddivisa nelle lezioni di gruppo possibili per le molte ore in compresenza,

Il traguardo del 31 agosto: debito sanato oppure la bocciatura ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tuttavia, non prevedo grandi corsi nel periodo estivo, in specie per le materie per cui è solo necessario studiare".Viene da chiedersi, quando i recuperi avranno fatto il loro corso, se il famoso decreto 80 di Fioroni sancirà più bocciature o un reale miglioramento nell'apprendimento.Sa.Ca.

L'Italia è bloccata come in questa foto pag.1 ( da "Giornale.it, Il" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Fioroni e i suoi esperti in riunione permanente, i presidi sollecitati al giro di vite, i genitori a organizzare ronde sul marciapiede. Solo per curiosità: che ne è del bullismo? Poi l'emergenza cocaina. Uso sempre più diffuso, a tutte le età, in tutti i ceti.


Articoli

Lettera di una prof al ministro Manuela Marchesini (sezione: Schola)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Un'insegnante ha scritto e ci ha inviato una lettera bellissima per il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni: il messaggio è "salviamo l'italiano a scuola". Una riflessione interessante che merita di essere letta e accolta. Eccola. Cara Provincia, in questi giorni di crisi e di "emergenze", permetti ad una semplice insegnante di Lettere di far giungere al ministro Fioroni qualche pensierino d'inizio d'anno, quasi sottovoce, per carità, non si vuole disturbare. Difficile, oggi, fare l'insegnante di Lettere. Ancor più di ieri. Un grosso merito va indubbiamente all'esimio sindaco di Milano, signora Letizia Moratti: da Ministro è riuscita nella straordinaria impresa di distruggere anche quel poco di funzionante che era sopravvissuto alle infauste riforme precedenti. Brandendo la bandiera delle tre "I" (Inglese, Impresa, Informatica), è partita lancia in resta per demolire la "I" più fastidiosa, quella che aveva fino a quel momento occupato troppo spazio nella scuola, impedendo (seppur debolmente) la crescita armoniosa di una futura generazione di consumatori tecnologici e poliglotti: la "I" di Italiano! Quindi, zac: un bel taglio di due ore settimanali nella scuola media, sostituite da più costruttive ore di laboratorio democraticamente facoltative. segue a pagina 7.

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Dalla prima Lettera di una prof (sezione: Schola)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Dalla prima Lettera di una prof... Nelle ventinove (29!) ore di base in cui si articola ora l'insegnamento nella scuola secondaria di 1° grado, cinque (5!) ore di italiano bastano e avanzano! Tanto, chi è fuori dalla scuola (ma anche chi è dentro, nel ruolo di "esperto", di cosa non si sa) quanto conosce della fatica di trasmettere ai nostri ragazzi l'amore per la letteratura, per la nostra bella lingua scritta e parlata? Che importa se non si sa più "dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione, il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia", come scrive P. Mastrocola nel suo stupendo libro "La scuola raccontata al mio cane"? (se ancora non l'ha fatto, lo legga, Ministro, lo legga). Importante è che si facciano un sacco di altre cose, così i ragazzi, senza la grammatica e senza la fatica richiesta da uno studio serio ed appassionato dell'Italiano, vanno a scuola più contenti. Peccato poi accorgersi, col trascorrere del tempo, che non abbiamo difeso i nostri giovani, soprattutto nell'età più critica, con gli anticorpi della poesia, dell'arte, del bello, dell'umanesimo che sprigiona dalle pagine dei classici di ogni epoca. I valori si coltivano nel cuore con dedizione e tanto tempo a disposizione. Egregio ministro Fioroni, o chi verrà dopo di Lei, in questo nuovo anno mi regali "un mestiere che non c'è più", mi regali tempo a scuola e a casa da trascorrere sui libri, senza annegare in "Progetti, Recuperi, Percorsi, Obiettivi, Pof" e altre mirabolanti sigle, per tacere di Programmazioni ormai fantascientifiche. Restituisca dignità all'Italiano, cancelli i danni compiuti nella scuola elementare e media, come ha già fatto (in parte) nella scuola superiore, da chi l'ha preceduta. "Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a imparare, e a nessuno importa mai che cosa?". (P. Mastrocola "La scuola..."). Cordiali saluti da un'insegnante di Lettere che vorrebbe continuare ad esserlo. Manuela Marchesini.

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IL MINISTRO della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione, (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Approvata la scorsa settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico Fermo di Modena, a partire dal primo settembre di quest'anno. La convenzione garantisce la conservazione dell'attuale offerta formativa, in particolare l'articolazione dei due indirizzi di studio (chimica industriale ed elettronica e telecomunicazioni), ma anche il mantenimento a carico della Provincia di tutto il personale provinciale, docente e Ata, con contratto a tempo indeterminato. "QUESTO PERCORSO garantirà alla scuola una prospettiva di stabilità ? ha detto l'assessore provinciale all'Istruzione Silvia Facchini ? e le assicurerà un futuro certo nel sistema statale di istruzione superiore. Dovremo lavorare in stretta sinergia con la scuola e l'ufficio scolastico provinciale per garantire un passaggio ordinato delle competenze. Sono certa di poter fare affidamento sullo spirito di collaborazione che la scuola ha dimostrato in questa prima fase". - -->.

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L'istituto Fermi allo Stato il ministro Fioroni ha firmato (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

E' UFFICIALE L'istituto "Fermi" allo Stato il ministro Fioroni ha firmato Dall'1 settembre il Fermi sarà ufficialmente statale. Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato nei giorni scorsi la convenzione, approvata la scorsa settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico modenese. La convenzione garantisce la conservazione dell'attuale offerta formativa, in particolare l'articolazione dei due indirizzi di studio (chimica industriale ed elettronica e telecomunicazioni), ma anche il mantenimento in carico alla Provincia di tutto il personale provinciale, docente e Ata, con contratto a tempo indeterminato. Con il passaggio allo Stato, "la formazione delle classi e la determinazione della conseguente dotazione organica avverranno sulla base dei criteri contemplati per le corrispondenti istituzioni scolastiche statali", si legge nella Convenzione. I 61 insegnanti attualmente in servizio con contratto a tempo indeterminato (mentre sono 26 quelli a tempo determinato), passeranno "funzionalmente" alle dipendenze dello Stato ma rimarranno in carico alla Provincia fino alla cessazione, a qualsiasi titolo, del rapporto di lavoro. Il personale assunto dall'1 settembre 2008, sia a tempo indeterminato che determinato, sarà invece a carico dello Stato. L'edificio della scuola resta di proprietà della Provincia e viene concesso in uso gratuito, così come i beni mobili che fanno parte degli arredi e delle attrezzature di base della palestra. I cambiamenti riguardano principalmente l'appalto per le pulizie che scadrà il 31 agosto 2008 e non sarà rinnovato. Le pulizie passano al personale ausiliario statale. In una lettera inviata ai dipendenti della scuola, l'assessore Silvia Facchini commenta con soddisfazione la conclusione di un percorso che potrà "garantire una prospettiva di stabilità e assicurarle un futuro certo nel sistema statale".

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LE SPINE DELLA SCUOLA (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

IL MINISTRO della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione, approvata la scorsa settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico Fermo di Modena, a partire dal primo settembre di quest'anno. La convenzione garantisce la conservazione dell'attuale offerta formativa, in particolare l'articolazione dei due indirizzi di studio (chimica industriale ed elettronica e telecomunicazioni), ma anche il mantenimento a carico della Provincia di tutto il personale provinciale, docente e Ata, con contratto a tempo indeterminato. "QUESTO PERCORSO garantirà alla scuola una prospettiva di stabilità ? ha detto l'assessore provinciale all'Istruzione Silvia Facchini ? e le assicurerà un futuro certo nel sistema statale di istruzione superiore. Dovremo lavorare in stretta sinergia con la scuola e l'ufficio scolastico provinciale per garantire un passaggio ordinato delle competenze. Sono certa di poter fare affidamento sullo spirito di collaborazione che la scuola ha dimostrato in questa prima fase". - -->.

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Ardenno, bufera sul polifunzionale Il Comune non ha i fondi per portare a termine il progetto (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Di MORRIS BERTOLINI ? ARDENNO ? PER PORTARE A TERMINE il progetto iniziale del nuovo polifunzionale di Ardenno mancano ancora un milione e 300mila euro. L'attuale amministrazione nel Consiglio comunale dell'altra sera ha espresso la volontà di portarlo a termine, ma attingendo solo alle casse comunali non sarà possibile. Per quanto concerne invece l'acquisizione delle aree da 2 privati, avvenuta secondo gli atti ma non in realtà, il Comune procederà all'esproprio forzato. "Si è parlato molto negli ultimi anni di questa importante opera - ha spiegato il sindaco di Ardenno, Laura Bonat - un'opera che ha assunto degli aspetti problematici. Ci sono diversi nodi da risolvere, tra cui l'acquisizione delle aree e il fabbisogno economico per il completamento dei lavori. Bisogna poi anche capire i futuri costi di gesione, manutenzione ordinaria e le prospettive di utilizzo della struttura. L'idea del polifunzionale nacque nel 1993 e il preventivo del primo progetto era di 850 mila euro. Poi arriviamo al 2001. In carica c'era l'Amministrazione Innocenti che voleva realizzare il polifunzionale, la minoranza era invece dell'idea di realizzare una meno costosa tensostruttura. Nel 2004 venne poi approvato il progetto definitivo di tutto il polifunzionale. Il preventivo di spesa era di 1 milione e 860mila euro che si pensava venissero coperti da finanziamenti pubblici. C'erano infatti in ballo i fondi per i mondiali di sci a Bormio del 2005, che in realtà sono poi andati all'Alta Valle". Il primo lotto prevedeva, con una spesa di 753.702euro, gli scavi e la tralizzazione della struttura grande del polifunzionale. La copertura finanziaria è stata per buona parte del Comune, il resto dello Stato. Il secondo lotto prevedeva invece la realizzazione della struttura esterna per 265mila euro coperte da Regione Lombardia e Comunità montana. Il terzo lotto, infine, comprendeva tamponature, pareti e l'acquisizione da parte del Comune delle aree da Enel, Società Dalmazia e con cessione amichevole dai privati Alfredo De Romeri e Cesara Cerasa. Per questi primi tre lotti realizzati finora si sono spesi un milione e 365mila euro. Di questi 673mila euro li ha sborsate il Comune. Per completare l'intervento si ipotizza una ulteriore spesa di un milione e 300milaeuro, 300mila euro per il completamento della struttura grande utilizzabile però solo d'estate e senza pubblico. Con altre 600mila euro si potrebbero realizzare le tribune e dotare la struttura del riscaldamento. Con 200mila euro si sistemerebbe l'area esterna e sempre con altre 200mila euro l'area fitness. Il costo totale per il polifunzionale salirebbe a due milioni e 600mila euro. "LE AREE di proprietà del signor Fioroni e della signora Corvi - riprende il sindaco - sono state infatti espropriate abusivamente dall'amministrazione che ci ha preceduto. Senza il consenso degli interessati si è andati a costruire. A questo punto alla nostra amministrazione non resta che procedere a un'acquisizione d'ufficio delle suddette aree, che dagli atti, in realtà, risulterebbero già acquisite. L'intenzione di questa amministrazione è quella di portare a termine il polifunzionale. Non sarà però possibile che il Comune di Ardenno vada a coprire per intero la cifra mancante. Per i mutui, per esempio, non possiamo farne di un valore superiore a 500mila euro all'anno. Non possiamo portare avanti il nostro mandato destinando tutti i fondi comunali ai lavori del polifunzionale. Andremmo decisamente contro al nostro programma elettorale. Ci sono - conclude - anche altre importanti opere nel nostro Comune da finanziare". Da segnalare anche l'intervento dell'assessore ai Lavori pubblici Ugo Manzi. "Per quanto concerne il finanziamento dell'opera - ha spiegato Manzi - sono convinto che non si sarebbe dovuto dare l'avvio ai lavori senza avere la certezza di avere l'intera copertura finanziaria. I lavori si sarebbero poi dovuti iniziare solo dopo avere acquisito per intero tutte le aree". - -->.

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Gli appuntamenti di oggi (sezione: Schola)

( da "Tirreno, Il" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Empoli GLI APPUNTAMENTI DI OGGI CONFERENZA. Sala stampa - Palazzo Vecchio. Conferenza per presentare il "patto di fine mandato". Intervengono i capigruppo del Partito democratico, Sinistra democratica, Comunisti italiani, Partito Socialista (ore 13). DIAGNOSI. Scuola Marescialli carabinieri. Una diagnosi veloce per le malattie rare. Il Rotary Club Brunelleschi Firenze lancia l'idea di un progetto informatico (inizio alle ore 9.30 in piazza Stazione 7). TRAMVIA. Piazza Repubblica. Conferenza per illustrare la campagna del Partito socialista a favore della tramvia e per il no al referendum del 17 febbraio. Presenti Falciani, Ricca, Venturi e Berti (ore 12, Caffè Giubbe Rosse). In piazza Batoni, sempre per la tramvia: il Comitato per il no all'abrogazione presenta la reale condizione di viale Talenti (inizio alle ore 11). SCUOLA. Via Bugiardini 25. I genitori e la riforma della scuola. Incontro con i dirigenti scolastici per mettere a punto la proposta della scuola fiorentina sulla riforma degli organi collegiali (ore 9.30-12, scuola Piero della Francesca). LEGGE 194. Catena umana - organizzata dalla Sinistra unita e plurale di Firenze - in difesa della legge 194 e della laicità (ore 11, piazza dei Ciompi).

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Emilia, in arrivo mille insegnanti - ilaria venturi (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Bologna La circolare del ministro Fioroni. Deciso anche lo stop alla moltiplicazione degli indirizzi alle superiori Emilia, in arrivo mille insegnanti Priorità a materne, tempo pieno e corsi serali ILARIA VENTURI QUASI mille insegnanti in più, 964 per l'esattezza, assegnati all'Emilia Romagna. Con tre priorità: scuola materna, tempo pieno alle elementari e corsi serali per adulti. E uno stop alla moltiplicazione degli indirizzi di studio nelle scuole superiori. Dopo l'anno nero vissuto dalla scuola bolognese l'anno scorso, quando Prodi si trovò in piazza le mamme e gli insegnanti di sinistra, la rotta si inverte. A governo caduto. La circolare ministeriale è uscita ieri a firma di Fioroni e prevede a livello nazionale un taglio di seimila posti nell'organico di diritto, ovvero nell'assegnazione dei posti di ruolo che viene fatta in questo mese per comporre le classi del prossimo anno scolastico. In controtendenza, la Regione porta a casa invece cattedre in più, quando l'anno scorso dovette incassare un amaro meno 60. Conquistando il primato, anche rispetto alla Lombardia. E' il viceministro uscente Mariangela Bastico ad annunciarlo: "E' una grossa operazione di stabilizzazione, con insegnanti di ruolo, e di riequilibrio che riconosce all'Emilia Romagna l'aumento oggettivo degli studenti, ma anche l'opera di razionalizzazione fatta in passato". Il premio è stato dato in base all'aumento degli alunni e già da tempo tra i banchi della scuola emiliano romagnola il ritmo di crescita è tra i seimila e i diecimila studenti in più ogni anno. Proprio quello che i sindacati hanno sempre contestato: "Non ci viene riconosciuta la crescita". Da questo contingente rimangono fuori i posti per gli insegnanti di sostegno (5mila in più a livello nazionale), ancora non assegnati. Le cattedre in più saranno così suddivise: 164 alla materna, 426 nella scuola primaria, 240 alle medie e 134 alle superiori. "Quest'anno abbiamo dato due indicazioni che dovranno essere rispettate - spiega Bastico - tutti i bimbi che chiedono la scuola materna devono averla, a condizione che ci siano le aule. In più abbiamo previsto un aumento di mille posti a livello nazionale per il tempo pieno che dovrà essere garantito almeno nelle 40 ore settimanali. L'anno scorso, affidando le attribuzioni delle risorse agli uffici scolastici regionali, ci siamo trovati scoperti su questi punti che, compreso l'educazione per gli adulti, io considero una priorità sociale e di qualità della scuola". Bastico promette anche che nel cosiddetto organico di fatto (le ulteriori assegnazioni a luglio di supplenti) "si potranno fare degli aggiustamenti e recuperare altri posti". Però avverte: "Il fatto di avere posti in più non significa che l'Emilia Romagna non debba continuare l'opera di razionalizzazione. L'indicazione è che non potranno essere ammesse finte specializzazioni alle superiori". Ovvero una scuola non potrà moltiplicare gli indirizzi di studio differenziandoli solo per poche materie e poche ore in più: escamotage per farsi approvare la prima classe anche con pochi iscritti perché si tratta di un nuovo corso. Dalla prossima settimana si attende l'assegnazione dei posti a Bologna. "Si è voluto commisurare il più possibile l'organico all'incremento degli alunni", commenta Luciano Chiappetta dicendosi "felice" per la proroga: "Il mio incarico si era interrotto in modo troppo brusco". SEGUE A PAGINA V.

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Rinnovo del contratto dei docenti, revisione dei piani di studio e attivazione a Rovereto del Centro per la formazione degli insegnanti (sezione: Schola)

( da "Adige, L'" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Rinnovo del contratto dei docenti, revisione dei piani di studio e attivazione a Rovereto del Centro per la formazione degli insegnanti. Questi i tre punti cardine e nel contempo gli obiettivi qualificanti fissati dal presidente Dellai per l'immediato futuro. "Il contratto - ha sostenuto Dellai - non potrà ridursi solo a stabilire risorse e aumenti retributivi. Accordi standardizzati non sono utili né ai docenti né alla scuola trentina. È giunto il momento di compiere un salto di qualità. Anche attraverso i contratti è possibile migliorare il livello qualitativo del sistema scolastico trentino". In merito ai contenuti della scuola, il presidente ha confermato che entro la fine di aprile sarà presentato un primo documento relativo ai piani di studio. Fra pochi giorni sarà insediata la commissione incaricata di predisporre la nota preliminare che costituirà la base per il successivo lavoro. "La qualità della scuola dipende dalla qualità dei docenti" ha ribadito Dellai. Per questo a Rovereto sta per essere istituito il "Centro per la formazione continua e l'aggiornamento degli insegnanti", che dovrebbe diventare un punto di riferimento provinciale. Il presidente ha infine commentato con soddisfazione i dati della ricerca Ocse-Pisa. "Considero questo tipo di indagini - ha affermato Dellai - un aiuto a comprendere punti di forza e di debolezza del nostro sistema scolastico, un forte stimolo a migliorare. La scuola trentina si conferma in ogni caso fra le migliori in Italia e nel mondo. Possiamo essere orgogliosi dei risultati ottenuti, in particolare del ruolo della formazione professionale che costituisce un importante strumento di innovazione e di elevazione sociale e culturale per tanti giovani trentini". Non è mancato il riferimento al dibattito sul mancato ripristino in Trentino dell'ordinanza Fioroni sul recupero dei debiti e sugli esami di riparazione. "I risultati di Ocse-Pisa - ha dichiarato Arduino Salatin - possono essere interpretati anche a sostegno delle scelte della Provincia. Il no agli esami di riparazione, unito all'organizzazione di un percorso più lungo e distribuito in due anni, sono scelte che rendono evidente l'impegno della Provincia a sostegno di quel 34% di ragazzi che hanno debiti". Dellai ha condiviso l'analisi e nel contempo auspicato che le discussioni degli ultimi giorni possano contribuire al miglioramento della scuola trentina. 02/02/2008.

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PAOLO BARI Gli istituti tecnici trentini sono i migliori d'Italia (sezione: Schola)

( da "Adige, L'" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

PAOLO BARI Gli istituti tecnici trentini sono i migliori d'Italia. Lo certifica l'indagine Ocse - Pisa realizzata nel 2006 in 57 Paesi del mondo e in 12 Regioni o Province italiane. Dopo le anticipazioni pubblicate da l'Adige, ieri sono stati diffusi i dati scorporati per indirizzo di studio. I principali risultati sono stati illustrati da Arduino Salatin, direttore dell'Iprase, l'istituto che ha curato la parte trentina della ricerca. Sebbene in lieve peggioramento rispetto all'analoga indagine del 2003, la scuola trentina risulta ampiamente premiata in tutte le materie. I punteggi ottenuti in scienze (il focus di questa indagine), in matematica e in lettura collocano infatti il Trentino ben al di sopra della media Ocse (500 punti) e ampiamente più in alto della media italiana. L'arretramento si spiega con la partecipazione della formazione professionale, in precedenza esclusa dai test internazionali. Il calo è significativo in particolare in matematica: gli studenti trentini hanno ottenuto ben 39 punti in meno in confronto al 2003. Nella graduatoria italiana la scuola trentina si posiziona al terzo posto (per la lettura) o al quarto (per la matematica e per le scienze). In testa vi è sempre il Friuli Venezia Giulia, che tuttavia non ha preso in esame la situazione della formazione professionale. In generale gli studenti dei licei hanno conseguito gli esiti migliori, come peraltro prevedibile. Ma il risultato più clamoroso è il successo degli istituti tecnici, vero punto di forza della scuola trentina. In matematica gli allievi di Iti, geometri e ragioneria sono anzi più bravi dei coetanei liceali. La scelta dell'ex-ministro Brichetto Moratti di cancellare questo indirizzo scolastico si rivela dunque quanto mai errata. Ricordiamo che Fioroni ha invece deciso di ripristinare gli istituti tecnici. Vediamo ora i risultati in ambito nazionale suddivisi per materia. Nella lettura il Trentino è al terzo posto con i licei (565 punti), al primo con i tecnici (522), al secondo per gli istituti professionali (469) e al terzo per la formazione professionale (392). In matematica terzo posto per i licei (544), primo per i tecnici (547), quarto per gli istituti professionali (440) e terzo per la Fp (409). In ambito scientifico la scuola trentina si colloca al quarto posto per i licei (564), al primo per i tecnici (548), al secondo per gli istituti professionali (470) e al terzo per la Fp (417). La media Ocse di riferimento è di 500 punti. Assieme al primato italiano degli istituti tecnici, due sono gli aspetti positivi. È diminuito lo scarto fra maschi e femmine: le seconde continuano ad essere migliori in lettura mentre i primi sono ancora i più bravi in matematica, ma la differenza si attenua. In scienze la distanza è di soli due punti. Rilevante è la capacità della scuola trentina di garantire alte prestazioni e nel contempo notevole equità sociale. Pur ancora presente e condizionante, lo status economico-culturale delle famiglie trentine ha infatti un peso inferiore a quello riscontrato nella maggior parte dei Paesi. Negativo appare invece il dato relativo all'elevato numero di studenti che dimostrano di non possedere le competenze minime che l'Ocse considera indispensabili alla vita odierna. Non raggiunge infatti la sufficienza il 34,3% in lettere, il 36,9% in matematica e il 32,5% in scienze. Viceversa, il livello di eccellenza degli studenti del Trentino si attesta intorno al 9,8% in lettura, al 3,5% in matematica e all'1,2% in scienze. In prospettiva l'investimento a favore dell'eccellenza si rivelerà decisivo. 02/02/2008.

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La celebrazione dell'altro Sessantotto, quello senza violenza puntualizza il portav (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

La celebrazione dell'altro Sessantotto, "quello senza violenza" puntualizza il portavoce della comunità Mario Marazziti, è il colpo d'occhio di San Giovanni in Laterano completamente gremita. Tra le grandi navate della cattedrale di Roma (sede ecclesiastica ufficiale del Papa) ieri sera si parlavano decine di lingue, sull'altare celebrava il Segretario di Stato vaticano, nelle prime file di banchi siedevano il capo dello Stato e quello del governo insieme a metà establishment politico-finanziario italiano (Napolitano, Prodi, Gianni Letta, Fassino, Veltroni, Bonanni, Fioroni). La sagrestia del Laterano, poi, era affollata di vesti viola e purpuree dei vescovi e cardinali "amici". La lista di "sponsor" incrocia trasversalmente palazzi sacri (Bertone, Ruini, Tettamanzi, Sepe, Tauran, Poupard) e quelli laici (Rutelli, Veltroni, Letta, Merkel, Kofi Annan, Amato, Frattini). La cerimonia per il 40° anniversario è la raffigurazione plastica del "Sant'Egidio power", una multinazionale della solidarietà e del dialogo interreligioso da 50 mila membri in 72 nazioni. Gli studenti che il 7 febbraio 1968 si incontrarono alla Chiesa Nuova di Roma oggi hanno i capelli bianchi e sono quasi tutti professori universitari (come il fondatore, Andrea Riccardi o il mediatore con la Cina, Agostino Giovagnoli), mentre la diffidenza della Curia per la "diplomazia parallela" è talmente superata che adesso è il capo delle feluche d'Oltretevere a festeggiare la comunità. Eppure, malgrado i riconoscimenti dell'Ue e delle Nazioni Unite per le riuscite mediazioni in vari conflitti e crisi in Africa, Balcani e Sud America, fino a poco tempo fa i "santegidini" incassavano Oltretevere (inclusa nella Terza Loggia dell'ex "premier" Angelo Sodano) più riserve che consensi, per l'esito negativo dei negoziati in Algeria o per sovrapposizioni ai canali ufficiali della diplomazia vaticana. E ora Riccardi, citando Benedetto XVI, lancia la "sfida di un nuovo modello antropologico che non sia piegato tutto alle esigenze del mercato e dell'effimero". Alla Comunità è riuscito di trasformare la chiesa di San Bartolomeo all'Isola Tiberina nel "Memoriale dei martiri del nostro tempo", che richiama pellegrini da tutto il mondo con le reliquie di monsignor Romero e di Paul Schneider, di Franz Jaegerstatter ("il contadino tedesco che ha resistito al nazismo per fedeltà evangelica") e Alberto Hurtado, André Jarlan, del cardinale Posada Ocampo e del monaco romeno ortodosso Sofian, dei martiri ruandesi e melanesiani. Inoltre al "Sant'Egidio power" contribuisce il "Meeting Uomini e Religioni" (arrivato alla 21° edizione) che rilancia lo "spirito d'Assisi" facendo incontrare il Papa, i patriarchi ortodossi, il primate anglicano, il rabbino capo d'Israele e personalità islamiche. Un mese e mezzo fa, poi, l'approvazione all'Onu della risoluzione per una moratoria universale della pena capitale, tradizionale battaglia della Comunità che deriva il suo nome dal piccolo monastero di clausura nel cuore di Trastevere, accanto alla Basilica di Santa Maria, in cui pregano insieme ogni sera. In quarant'anni è passata dai primi "doposcuola" per i bambini immigrati nelle baracche della periferia romana ai "summit" internazionali. Accanto ai delegati delle chiese cristiane "sorelle", ortodossi orientali e protestanti occidentali, il centinaio di vescovi ieri arrivati a San Giovanni fotografano l'approvazione ormai unanime per la Comunità. E la sua logica di "sostituire gli steccati con i ponti" ha ispirato persino il "rosso" Fausto Bertinotti che domani visiterà la parrocchia della borgata di Tor Tre Teste per fare una donazione. "In Italia sentiamo l'esigenza di superare i vantaggi di parte e le logiche di corto respiro per metterci a lavorare tutti insieme. Non va umiliata la voglia di ripresa del paese - spiega il leader Riccardi, che ha tra le mani il telegramma di auguri del Patriarca di Mosca, Alessio II -. C'è il rischio di scaricare sulle spalle dei più deboli l'incapacità di una parte delle classi dirigenti di pensare secondo il bene comune. La festa dei nostri primo 40 anni non è il momento di trionfalismi ma di scegliere come provare a cambiare il mondo in meglio, pur con mezzi deboli". L'obiettivo indicato dal fondatore è "riannodare i fili di una convivenza civile e sociale sia qui in Italia sia nel mondo mentre crescono la sfida della violenza diffusa e la tentazione dello scontro tra mondi culturali diversi".

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<Docenti, contratto flessibile> (sezione: Schola)

( da "Corriere Alto Adige" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-02-02 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Istruzione Il governatore lancia una nuova piattaforma: incentivi e premi, modello più giusto "Docenti, contratto flessibile" Dellai: "Il sistema attuale appiattisce, valutiamo il merito" TRENTO - Per fortuna ci ha pensato l'autonomia trentina a tutelare gli studenti dalla spada di Damocle degli esami di riparazione: la pagella su scala mondiale, limitatamente ai ragazzi delle scuole professionali, non è infatti per nulla rassicurante. "La formazione professionale si è dimostrata carente in tutti e tre gli ambiti di competenze: scienze, matematica e lettura. In particolare in quest'ultima, con uno scarto notevole rispetto alla media di licei e istituti tecnici". A confermarlo è Arduino Salatin, direttore dell'Iprase, che ieri mattina a Piazza Dante ha esposto i risultati dell'analisi triennale Ocse-Pisa 2006 effettuata su un campione di 1.757 quindicenni di 61 istituti superiori trentini. I dati confermano che la nostra scuola resta tra le migliori d'Italia e d'Europa, con performance equiparabili a quelle di Finlandia, Svezia, Corea, Irlanda e Canada. Alte prestazioni a cui si somma un'altrettanto elevata equità sociale, visto che i livelli di competenze mostrati dagli studenti trentini non è vincolato al grado di istruzione e allo status occupazionale della famiglia di provenienza. "Una scuola inclusiva che tira su i livelli più bassi sacrificando, a volte, l'eccellenza - commenta Salatin -. Il Trentino tiene testa con un posizionamento di tutto rispetto a fianco di Friuli, Veneto e Alto Adige, nonostante l'Italia indietreggi di 13 posizioni. Ma il primato è un obiettivo ancora da raggiungere". Su scala italiana i nostri studenti si posizionano al terzo posto per la lettura, dopo Friuli e Veneto, e quarti per la matematica e le scienze, dopo Friuli, Alto Adige e Veneto. è sempre la lettura a farci scalare la classifica dei Paesi Ocse, in cui figuriamo settimi con 21 punti di vantaggio sulla media internazionale. Ottava posizione per le scienze e dodicesima per la matematica: ambito di competenza, quello dell'aritmetica, in cui si è registrato un certo arretramento rispetto ai risultati del 2003. "In generale possiamo notare un'ottima performance degli istituti tecnici, sempre primi nelle classifiche, a fronte della carenza di quelli professionali - conclude Salatin -. Si è ridotto invece lo scarto di competenze tra ragazzi e ragazze, con le ultime in forte miglioramento in tutte le discipline. Risultati che vanno a sostegno delle scelte che Piazza Dante ha fatto in merito al recupero dei debiti scolastici: il “no” agli esami di riparazione rende evidente la decisione di prendersi carico di quel 34% di ragazzi che hanno debiti, obbligandoli alla frequenza dei corsi di recupero e dando una chance in più a chi ha difficoltà". Ma per Gloria Bertoldi (Cgil) non è così: "Il merito di questo risultato è dei docenti. La Provincia prende una colossale cantonata giustificando il mancato recepimento del decreto Fioroni sul recupero dei debiti scolastici con i buoni risultati della scuola trentina". L'amministrazione apre un fronte dopo la presentazione dei dati sugli istituti trentini: "Se aspettiamo l'accordo nazionale stiamo freschi" TRENTO - Mentre è ancora viva la protesta del mondo della scuola sul "no" agli esami di riparazione, Lorenzo Dellai apre nuove e inattese prospettive sul fronte del contratto degli insegnanti. In vista del tavolo di lavoro che porterà nei prossimi mesi al rinnovo dell'intesa, il presidente della Provincia lancia una proposta: "Ripensare radicalmente un contratto sperimentale più flessibile per il reclutamento del corpo docente e l'utilizzo delle risorse umane, per la definizione del monte ore e l'individualizzazione dei percorsi di carriera. Insomma un contratto più moderno e innovativo". Il governatore si spinge fino a prevedere l'inserimento di criteri meritocratici per i docenti, ipotizzando "meccanismi di premio e incentivo soprattutto per insegnanti che si dedicano con particolari attività alla scuola". Un'intenzione espressa a margine della presentazione ufficiale, ieri a Piazza Dante, dell'indagine Ocse-Pisa 2006. "I dati sono molto positivi ed è merito di tutti quelli che lavorano all'interno della scuola trentina - ha commentato soddisfatto Dellai -. Ora è tempo di rinnovare il contratto di categoria e sarebbe bello vedere se vogliamo e possiamo discutere nuove formule per la parte normativa e per quella economica. C'è bisogno che il contratto della scuola valorizzi le disponibilità e le attitudini degli insegnanti con possibilità di miglioramento anche della propria posizione. Oggi così non è per colpa di uno schema contrattuale che tende ad appiattire e omogeneizzare, piuttosto che a valorizzare le professionalità". Un discorso ancora tutto virtuale, chiarisce il governatore: "Non c'è nessuna innovazione sul tavolo su cui chiedere il parere dei sindacati, ma è tempo di avviare una discussione su questi punti. è giusto che ciascuno dichiari le sue intenzioni: io ho detto che questo interesse da parte nostra c'è. Bisogna vedere se vi è interesse ad aprire questa discussione. Ma le soluzioni non sono semplici; bisognerà discutere a fondo ed è bene farlo partire presto, questo dialogo". La prospettiva di Piazza Dante è chiara: "Vorremmo che il nuovo contratto flessibile facesse parte di un pacchetto di misure volte a valorizzare, modernizzare e qualificare la nostra scuola attraverso tre tasselli: piani di studio, formazione e aggiornamento degli insegnanti e contratto". Le tempistiche, sottolinea Dellai, sono fondamentali: "Siccome sono discussioni lunghe e complicate, prima si parte meglio è. Se aspettiamo l'accordo nazionale stiamo freschi. Dobbiamo sfruttare tutte le potenzialità della nostra autonomia e tirare fuori delle idee perché non ci sono soluzioni preconfezionate. C'è una grande disponibilità e voglia di fare nelle nostre scuole: un po' alla volta gli strumenti si tirano fuori. Lo si dice da anni, e forse è bene iniziare a dare qualche segnale di apertura". Silvia Senette.

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L'appello dei Leali: <Riprendiamo il dialogo> (sezione: Schola)

( da "Corriere Alto Adige" del 02-02-2008)

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Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-02-02 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Esami di riparazione L'appello dei Leali: "Riprendiamo il dialogo" TRENTO - I Leali lanciano un appello alle forze politiche provinciali sul tema della scuola. "Invito a recuperare un clima di confronto più sereno per tutti i soggetti interessati dal dibattito sulla scuola. Siamo convinti che il presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai, sarà disponibile a riprendere il necessario confronto nell'interesse della scuola trentina" dichiara Severino Bombardelli, segretario del partito. I Leali fanno riferimento alla polemica nata sia all'interno delle forze politiche di maggioranza che nel mondo della scuola, innescata dalla delibera con la quale la giunta provinciale a fine gennaio, non aveva recepito il decreto del ministro Giuseppe Fioroni sugli esami di riparazione. Intanto continua la raccolta firme al documento che i sindacati di categoria presenteranno a Dellai nei prossimi giorni: "Ultimata la raccolta al Da Vinci e al Prati, ora attendiamo quelle delle altre scuole, se necessario posticiperemo a dopo lunedì il giorno previsto per la consegna del documento da parte degli istituti" spiega Vincenzo Bonmassar (Uil). Il documento chiede l'introduzione di verifiche certe al recupero dei debiti dei ragazzi ed un corrispettivo economico sicuro per gli insegnanti dei corsi di recupero. Giovedì, gli studenti della consulta provinciale si sono detti disponibili ad aprire un tavolo di lavoro con gli insegnati. Ma. Bo.

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Mezzogiorno replica all'articolo di gabrio casati su ambrogio (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 02-02-2008)

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Mezzogiorno replica all'articolo di gabrio casati su ambrogio L'Italia non ha mai scommesso sulla rinascita del Sud Oggi scontiamo errori storici della politica nazionale Gabrio Casati, sul Riformista del 29 gennaio, non crede alla "rinascita del Mezzogiorno" e lamenta un Nord "disinteressato alla galleria degli orrori" nonostante "i miliardi di euro che gli costa" e che sarebbero necessari per migliorare le sue infrastrutture. Perciò, definisce "peloso e ingiusto" il concetto di solidarietà nazionale che porta le due Italie, insieme, allo "schianto". Questa semplificazione è diffusa e a base del leghismo. Perciò, è forse opportuno un qualche cenno ai ricordi. Unanime la condanna per la monnezza di Napoli, per i cannoli di Cuffaro, per la forestazione e la sanità in Calabria, per mafia, camorra e 'ndrangheta, e forse dovremmo ricordare almeno Le lettere meridionali di Pasquale Villari (1878) sulle cause politico-sociali del brigantaggio, "conseguenza logica, naturale, necessaria di uno stato sociale, senza modificare il quale è inutile sperare di poter distruggere quei mali". Fino a qualche anno fa, sembrava condivisa la tesi di Rosario Romeo in Risorgimento e capitalismo sulla necessità del "sacrificio" del Sud per lo sviluppo industriale del Nord e per la modernizzazione del Paese. Una tesi che, per un verso, implicava l'obbligo-interesse della "restituzione" e, per l'altro, raccoglieva la consapevolezza sia di oltre sei secoli di profonde differenze (nel Sud, l'antiautonomismo e una decrepita feudalità, e nel Centro-Nord i comuni e il Rinascimento europeo) sia del meridionalismo. Dalla cui ricchezza non guasta richiamare studiosi, come Maffeo Pantaleoni, che - nel 1891- dimostrava come il Mezzogiorno contribuisse assai più del Settentrione alle entrate dello Stato (con il 32% d'imposte a fronte del 27% della ricchezza); o come Viti De Marco, lucido critico del protezionismo militarista e autoritario che dava all'industria pesante del Nord a danno dell'economia agricola e dell'evoluzione civile del Sud. Infine, come i Croce, Fortunato, Einaudi, Luzzato, i fratelli Mondolfo, raccolti intorno all'Unità fiorentina nel decennio 1912-22 da Salvemini, che denunciava la "inguaribile incapacità" del suo partito "di occuparsi della questione meridionale", perché intento a organizzare gli operai lì dove nasceva l'industria (da cui la tesi gramsciana) e il movimento cooperativo (nell'era di Giolitti, oltre 1,5 milioni di aderenti, risorsa democratica ignota al Sud). A tutto questo si aggiungano il fallimento della programmazione dopo la grande migrazione; la guerra fredda e la democrazia incompiuta; il ritardo del Pci; la infiltrazione dei poteri tradizionali nello Stato, il populismo dilagante e la sconnessione dell'amministrazione. C'è perciò da riconoscere che quando finalmente sarebbe potuto nascere (non ri-nascere) il Mezzogiorno, la politica nazionale ha tirato a campare sugli equilibri radicati. E che non s'è formata la nuova classe dirigente invocata dal Salvemini nemmeno con le Regioni e il rafforzarsi delle autonomie (pur essendo vero che "s'impara a nuotare solo tuffandosi in acqua"). Anzi la situazione è peggiorata, nonostante qualche ribelle e fermenti importanti specie a Napoli. Per evitare il baratro non giova, dunque, né semplificare né lacerare, ma lavorare sodo con la programmazione e per l'avanzamento democratico del Paese: non di aree o gruppi o categorie. Con serietà e impegno straordinari. Con l'energia, l'onestà e la competenza. Anche quelle del Gabrio Casati che, nella riforma della scuola (1859), poneva la libertà "entro i dovuti confini e [tutelata] da quelle guarentigie che l'assicurino e la difendano contro i nemici palesi e occulti i quali la farebbero traviare e ne guasterebbero il frutto". Cosa sarebbero Nord e Sud se queste virtù, lo spirito della Resistenza e della Ricostruzione avessero resistito nei sessant'anni della Repubblica? ex deputato Psi 02/02/2008.

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Bertone: nel '68 un mondo contro Dio (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 02-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-02 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Sant'Egidio Da Prodi a Ciampi per la celebrazione a Roma dei quarant'anni della comunità Bertone: nel '68 un mondo contro Dio Il cardinale cita Woody Allen nell'omelia. Poi l'incontro con Napolitano E' durato 25 minuti il faccia a faccia in un ufficio del Vicariato tra il presidente e il segretario di Stato vaticano ROMA - "Dio è morto, Marx è morto... e anch'io non mi sento molto bene". Inizia così, a sorpresa, con la citazione di "questa nota battuta ironica e pessimista di Woody Allen", e genera un attimo di suspense. Visto che le parole "Dio è morto", risuonano dall'altare della Basilica di san Giovanni in Laterano, la madre di tutte le chiese del mondo. E a pronunciarle è il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. Poi l'atmosfera si scioglie e nasce un sorriso sulle facce dei presenti. Dall'ex presidente Ciampi, a metà governo dimissionario (Prodi, Rutelli, Fioroni, Bindi), al sindaco di Roma, Veltroni e agli esponenti dell'opposizione (Gianni Letta in prima fila, e gli ex ministri Buttiglione e Marzano). L'omelia di Bertone, durante la messa per l'anniversario della Comunità di Sant'Egidio, è tutta incentrata sulla speranza vera, evangelica, e su quella "falsa" di "un periodo storico turbinoso e complesso, segnato dall'ideologia e dal senso prometeico di un'umanità che voleva costruire se stessa e il mondo senza Dio o peggio contro di lui". Sono passati infatti quarant'anni anni da quando, nel febbraio del 1968 - sì proprio l'anno della contestazione, degli scontri di Valle Giulia a Roma, dell'occupazione della Sapienza - un ragazzo non ancora ventenne, adesso professore, Andrea Riccardi, fondò in un liceo romano la comunità cattolica che adesso è presente in 70 paesi del mondo. Lo stato d'animo di insoddisfazione e sfiducia nel futuro sintetizzata da Woody Allen, secondo Bertone, deve lasciare però il posto al "dono" di un cambiamento generato dal piccolo granello di senape, che riesce a diventare un grande albero frondoso. Questa parabola, secondo il Cardinale, si può applicare anche a quella che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha definito un'"Italia agitata e confusa". Che ne pensa, cardinale, della crisi di governo? Ce la farà Marini? Ripete per due volte Bertone: "Si legga attentamente l'omelia, lì c'è tutto". Esce in fretta il segretario di Stato, dal "baciamano" delle autorità (150 vescovi, 14 cardinali, i rappresentanti di tutte le chiese cristiane, dagli ortodossi agli anglicani). Prodi, accompagnato dalla moglie Flavia, non vuole fare dichiarazioni, ma tutti hanno notato che qualche minuto prima, rientrando in sacrestia al termine della messa, Bertone, con ancora i paramenti indosso, si è mosso per salutare con grande cordialità il presidente Ciampi e la moglie Franca, mentre al presidente del consiglio ha riservato solo una veloce stretta di mano. Sono le otto di sera quando Bertone entra in un lungo colloquio a quattr'occhi con Napolitano, appena arrivato dal Quirinale, in una delle sale a piano terra del palazzo del Vicariato. E' evidente che non si tratta solo di cerimoniale. L'incontro, faccia a faccia, dura ben 25 minuti. Un tempo necessario per un esame approfondito della delicata situazione politica interna. E' come se, terminate a Palazzo Giustiniani le consultazioni del presidente incaricato Marini, un più alto punto- situazione, sia stato fatto ieri sera tra Vaticano e Stato italiano. Una conferma, se si vuole, della "vocazione diplomatica " della Comunità di sant'Egidio, che in passato ha "risolto" complicate situazioni in Africa e in altre parti del mondo tanto da essere ribattezzata da Igor Man, "l'Onu di Trastevere". "Alla ispirazione, anzi, alla passione cristiana - ha affermato Napolitano in un breve discorso di saluto - si aggiunge la vostra singolare capacità diplomatica ", legata sempre agli "alti ideali " e alla ricerca del "bene comune ". Per questo, ha sottolineato il Capo dello Stato, "gli italiani vi devono essere grati". In tutto, il presidente della Repubblica, accompagnato dalla signora Clio, si è trattenuto, un'ora ("La voglia di venire ce l'avevo e il tempo l'ho trovato "). Un salottino particolare con Riccardi e con monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, tra i fondatori di Sant'Egidio e a lungo parroco di Santa Maria in Trastevere. L'ex segretario della Quercia, Fassino, commenta soddisfatto: "Sono passati i tempi del segretario di stato Sodano. Il cardinal Bertone ha quasi fatto un'investitura pubblica di Sant'Egidio, in una celebrazione solenne. Ed è di particolare rilievo che ben due volte abbia sottolineato la particolare benedizione del Papa Benedetto". M.Antonietta Calabrò.

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Sant'Egidio, 40 anni di comunità (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-02-2008)

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POLITICA 02-02-2008 Anniversario Sant'Egidio, 40 anni di comunità "Dio è morto, Marx è morto... e anch'io non mi sento molto bene": a sorpresa, il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, ha aperto ieri a Roma l'omelia per ricordare i 40 anni della Comunità di Sant'E- gidio con una citazione di Woody Allen. La famosissima battuta, è servita al cardinale per denunciare lo "stato d'animo di una larga parte dell'umanità di questa nostra epoca, apparentemente sempre più insoddisfatta e sempre meno fiduciosa nel futuro". Alla messa di celebrazione della comunità erano presenti tanti fedeli ma anche molti uomini politici. In prima fila il presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi con la moglie Flavia, Il presidente Napolitano, Francesco Rutelli, Giuseppe Fioroni, Rosy Bindi, i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo, Walter Veltroni, Piero Fassino, Gianni Letta e Rocco Buttiglione.

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ROMA La trattativa è appesa a quelle due parole, piccolo margine . E alla c (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Di CLAUDIO RIZZA ROMA La trattativa è appesa a quelle due parole, "piccolo margine". E alla chiacchierata con Gianni Letta, che ufficialmente fa lo gnorri ("siamo vecchi amici, è ovvio che ci si senta") ma che farà l'ambasciatore per spiegare a Berlusconi che di Franco Marini ci si può veramente fidare, che non vuole fare scherzi e che sarebbe interesse di tutti modificare questa benedetta legge elettorale. Franco e Gianni, entrambi ex dc e vecchi volponi, sanno benissimo che il dialogo è tra sordi e che quel piccolo margine probabilmente sarà serrato lunedì. Però ci sono ancora due giorni pieni per provarci e ragionare. Che poi Letta sia passato anche per palazzo Chigi non va visto come un inciucio con il premier, ma l'argomento era la riforma dei servizi segreti e nulla più. Giorgio Napolitano, a sera, si duole per un'Italia "confusa e agitata", mentre Marini consulta e riconsulta ma pensa solo a Berlusconi. Il nodo è lì. Oltre all'appello segreto con Letta, c'è stato quello pubblico a Forza Italia, che Marini ha fatto dai microfoni di palazzo Giustiniani, esplicito: "È una mia convinzione personale, non riscontrata con fatti che un grande partito che rappresenta la società, molto radicato, molto presente come Forza Italia non possa trascurare l'accettazione di uno sforzo, che è ritenuto utile così largamente". L'ha ripetuto anche al suo staff e a quello stretto numero di amici e consiglieri che lo circondano a palazzo Madama, da Mattarella a Bianco, da Zanda a D'Andrea, a Fioroni. Ed ha allargato il discorso, guardando oltre: "Questo Paese ha bisogno come il pane di far sparire dal lessico politico la parola "nemico". Ce lo chiedono i cittadini, questo è lo spirito del tentativo che sto facendo e che tornerà utile anche in campagna elettorale e dopo, nella prossima legislatura". C'è chi al dialogo con Letta dà grande credito, come il ministro Chiti, autore della prima bozza sulla riforma elettorale: "Se c'è un filo diretto tra Marini e Gianni Letta, e funziona, è importante al di là del governo e della situazione attuale. Bisogna nella chiarezza moltiplicare i rapporti corretti e trasparenti tra le forze politiche e gli esponenti delle diverse aree. Ne ha bisogno l'Italia per il suo rinnovamento e tanto più di fronte ai problemi di una situazione internazionale così complessa e difficile". Se a Chiti si accoppiano le dichiarazioni di Casini, sul dialogo da riaprire "dopo" le elezioni, ecco che in molti coltivano la speranza di "svelenire" una volta per tutte il clima da guerra totale, che ha reso ingovernabile il Paese molto più della legge elettorale. Grande coalizione sulle riforme? "Prima o poi ci si arriverà, se non è oggi sarà domani", ha auspicato Casini. E' probabile che con il dialogante Veltroni tutto questo possa accadere. L'esploratore lo dice apertamente: "Il Paese chiede di mutare in senso positivo il clima, chiede anche di decidere assieme e questo potrebbe servire nella realtà di oggi e, comunque vadano le elezioni quando le faremo, potrebbe portare ad un miglioramento dei rapporti". Poi s'è dato fiato: "Non c'è dubbio che un margine c'è, un piccolo margine c'è ancora e io voglio vedere fino in fondo". Pdci e Verdi frenano, non deve esserci accordo con la destra. Per Bertinotti l'Unione è finita, le elezioni inevitabili e "certe", la sinistra andrà al voto in un soggetto unitario. Lunedì sarà la giornata per tirare le somme. Marini non vuole menare il can per l'aia, né dare l'impressione di lavorare per la concorrenza. Non dirà a Berlusconi "sei circondato", ma "fidati, hai da guadagnarci" e sottolineerà che è dal mondo del Cavaliere, dagli industriali e dalle forze sociali, dal mondo produttivo, oltre che dalla Chiesa e da tanti altri, che viene la spinta per cambiare le regole e garantire migliore governabilità. Basterà?.

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LETTERE (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-02-2008)

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Lettere Tanto da fare prima d'incenerire Nello Margiotta - NAPOLI Il decreto legge 22/1997 su "Attuazione delle direttive 91/156/Cee sui rifiuti, 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e 94/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio" regolamenta la materia della gestione rifiuti; in esso non compaiono mai le parole inceneritore o termovalorizzatore ma compaiono parole come "catasto dei rifiuti", "registro dei rifiuti", "prevenzione dei rifiuti". Nell'articolo riguardante il "recupero dei rifiuti" si elenca, ai fini di una corretta gestione dei rifiuti, cosa le autorità competenti debbano favorire: il reimpiego e il riciclaggio; le altre forme di recupero per ottenere materia prima dai rifiuti; l'adozione di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto che prevedano l'impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi; l'utilizzazione principale dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia. Come si vede l'opzione "combustibile" è solo l'ultima e neanche la più centrale di un sistema virtuoso. Ora finalmente la Regione ha nominato un pool tecnico di ottimo livello, da Brenner a Canapini al napoletano Cavaliere che ci da un po' di fiducia, ma intanto le tante inadempienze delle amministrazioni locali in questi anni, hanno ridotto le province di Napoli e Caserta a immense discariche a cielo aperto, come era prevedibile. E il litigio finisce a spaghetti a vongole Giuseppe Diotto - TORINO Prima ci si insulta a distanza, poi si studiano le reazioni della controparte per un paio di giorni, poi si procede con l'incontro chiarificatore. Magari davanti a un fumante piatto di spaghetti alle vongole e un buon vinello. E questo sarebbe il confronto che aiuta una democrazia a crescere nel rispetto di tutti? Ma non scherziamo. I cittadini non meritano questo indecente spettacolo. Scrisse Nicolò Tomaseo: "Se volete riconciliare due uomini o due parti, non parlate mai per primo con colui che ha più torto". Se si riconciliano tra loro, si vede che i torti si equivalgono. Ma la caduta del governo sta a dimostrare che non sempre finisce a spaghetti a vongole, tarallucci e vino. Inutili collaudi e "bollini blu" Maria Piccolo - NAPOLI Con il fermo indiscriminato delle auto euro 2 (il 34% di quelle circolanti) in base a un provvedimento sindacale vessatorio e demagogico, mi domando a che serve il collaudo biennale delle auto e, ancor più, il bollino blu annuale, entrambi obbligatori. A norma degli accertamenti sulle emissioni nocive, penso che gran parte dei bus pubblici dovrebbero essere inviati allo scasso. Un esempio: avevo davanti alla mia euro 2 (risultata perfetta ai collaudi) un bus C31, targato AN 368 ZU, in più che evidenti pessime condizioni, che dal tubo di scarico emetteva fumo nero e maleolente. Ed è solo uno dei moltissimi casi. Talvolta penso che sarebbe il caso che certe persone lasciassero in garage le auto blu e si degnassero di frequentare la gente comune per ascoltare di persona il giudizio dei loro male-amministrati. Un massacro al microscopio Lina Silvestro - NAPOLI Ma quanti tipi di amore esistono? Uno o tanti quanti sono gli uomini? Sono convinta che l'amore sia unico, ma essere per essere perfetto dovrebbe abitare un essere perfetto. Ci sono esseri perfetti sulla Terra? È possibile, ma è certo che ciascuno di noi rappresenta e compone una vasta gamma di imperfezioni ed ecco che tutto ciò che ne deriva è imperfetto, compreso l'amore. Rosa e Olindo sono imperfetti in ogni loro atto di quotidianità, ma perché non relegarli in un piccolo spazio della memoria, anziché dare corpo alle loro espressioni riportando il loro quotidiano, comune, aberrante comportamento? Perché non cala il silenzio su questo caso e su tutti i casi che esprimono il peggio di tutto? Non reggo il malessere che mi assale ogni volta che, nero su bianco, nei quotidiani colgo lo sforzo di menti capaci che si soffermano nel descrivere e tratteggiare un'umanità malata. Non è a questa umanità che bisogna dare attenzione, non è così che si può sciogliere l'intricato alimento delle angosce umane. La dottoressa Silvestro lavora al Pascale e coglie un argomento cruciale: la morbosità dei media su certi fattacci di cronaca nera. Cogliere i gesti d'intimità in una gabbia di tribunale dei coniugi processati per il massacro di Erba, tentare di decifrarli in contrasto con l'orrenda colpa di cui sono imputati non aiuta nessuno e accresce la confusione di un tempo sbandato. L'asilo nido è ancora chiuso Giuseppe Nitto - NAPOLI Caro dottor Gargano, scrivo in nome di alcuni genitori che hanno iscritto i bambini all'asilo nido comunale Don Peppino Diana, nel plesso scolastico Fiorelli in Via Campanella a Napoli, per segnalare che l'asilo - nonostante ripetute proteste rivolte al Comune - non è ancora entrato in funzione, giacchè mancano due bidelli e le suppellettili. Ho scritto all'assessore all'Educazione, senza riscontro, mentre devo dare atto dell'impegno del presidente della Municipalità Chiaia, Fabio Chiosi, che ha compulsato più volte chi di competenza, compreso il ministro Fioroni, e ha segnalato ai media la gravissima circostanza. La spiacevole situazione conferma il degrado in cui versa la nostra città, amministrata da incompetenti, che non riescono nemmeno ad allocare il personale necessario per rendere operativo un asilo nido, rimpallandosi le responsabilità, in guisa che quasi trenta bambini da fine settembre sono a spasso (costretti a stare a casa e sballottati da parenti che se ne prendono talvolta cura), creando disagio nelle famiglie. Spero che il sindaco Iervolino e l'assessore Gambale forniscano tempestive risposte, indicando quando l'asilo potrà funzionare. I prodotti campani non sono a rischio Arturo Nucci - CICCIANO (NA) In questi infelici giorni è emersa la netta avversione verso i prodotti agricoli locali, manifestata da personaggi noti e dalla gente comune. È comprensibile come l'emotività, eccitata dall'incivile esposizione dei rifiuti, abbia favorito questo atteggiamento, tuttavia non condivisibile. Se gli stessi napoletani dichiarano di non volere consumare i prodotti del luogo perché ritenuti nocivi, come si può sperare che questi troveranno collocazione nelle altre regioni? Un'analisi sulla base di elementi più razionali tende ad attenuare il rischio nelle coltivazioni. Pur essendo documentato che l'incenerimento incontrollato dei rifiuti libera diossina, è assai ridotta l'esposizione umana al contaminante attraverso il consumo di prodotti ortofrutticoli. Data la natura liposolubile della molecola, la diossina tende ad accumularsi prettamente nel tessuto adiposo degli animali e ciò non le permette di raggiungere concentrazioni elevate nei vegetali, che sono invece ricchi di acqua. Il contaminante può essere trasportato, mediante le particelle di cenere, sulle parti arboree dei pascoli e ritrovarsi sulla superficie dei vegetali, ma solo il consumo diretto, come avviene per gli animali, può essere una causa potenziale di ingestione di diossina: ben diverso, quindi, dalle abitudini alimentari che prevedono prima del consumo, pulizia e lavaggio del prodotto ortofrutticolo. Altre possibili forme di inquinamento dei prodotti agro-alimentari, provenienti da zone circoscritte e di ridotta estensione, a ridosso di discariche, vanno individuate con la rapida adozione di un sistema di certificazioni volontarie, che ci disponiamo a realizzare al più presto, per rassicurare i consumatori. Già molte imprese associate alla Confagricoltura, produttrici di derivati del latte e di ortofrutta, rispettano le norme che forniscono ampie garanzie. Spero che esse contribuiscano a mitigare giudizi drastici e frettolosi, le cui conseguenze minacciano la sopravvivenza di migliaia di aziende e la scomparsa di alcune straordinarie tipicità culturali della nostra terra, sino a ieri molto apprezzate.

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Buchi in pagella, studenti nei guai (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

Gli insegnanti: conseguenza di un disimpegno crescente. Mancano senso del dovere e regolarità nello studio Buchi in pagella, studenti nei guai Oltre la metà alle prese con i corsi di recupero. Le insufficienze soprattutto nelle materie di punta Più della metà degli studenti del Pordenonese in questi giorni stanno recuperando un gap scolastico, ricucendo le materie dove si è verificato uno strappo nel profitto. I "buchi" si riscontrano nelle discipline di punta dell'istituto frequentato: così latino al classico, matematica allo scientifico, topografia al geometri. Ma quel che preoccupa in generale è l'abbassamento dell'impegno.Se nel Paese dei Balocchi Pinocchio si trasformò in un ciuchino e se per molti la quotidianità è un luna park dove tutto è accessibile solamente chiedendo, allora è facile che in circolazione si trovino sempre più "asini". Una condizione dettata dal disimpegno che come una pentola a pressione scoppia dove c'è la maggiore concentrazione dei giovani: a scuola. In Italia il 42 per cento degli studenti viene promosso con debiti e solo uno su quattro li recupera."Il disimpegno è crescente a partire dal 1985 e con un'accelerazione negli ultimi cinque anni - dichiara il dirigente Vincenzo De Tullio - Gli studenti spesso non studiano con senso del dovere e regolarità, per questo emergono le lacune che si protraggono negli anni". Per sanare i "buchi" il ministero ha indicato modalità, strumenti e risorse da incanalare nei percorsi di recupero. Circa 500 studenti spalmati su una novantina di corsi con gruppi che vanno da 5 a 8 allievi stanno frequentando le lezioni al "Grigoletti" per stoppare i voti negativi in matematica, latino e nelle lingue straniere. Al "Leopardi-Majorana" ne sono partiti circa 40 con classi di 10-15 liceali e come da copione le lacune risultano essere latino e greco al classico, latino e matematica allo scientifico, matematica e psicologia all'indirizzo psico-pedagogico.Al "Flora" i corsi di recupero (attualmente una ventina che coinvolgono 200 studenti) sono sempre esistiti: sportelli didattici gratuiti per gruppetti limitati. "La normativa ci ha penalizzato - fa notare il vicepreside, Giovanni Mauro Dalla Torre - Abbiamo rinunciato agli sportelli in cui avevamo disponibilità immediata del docente". Anche allo Ial non sono una novità, a Pordenone su 300 allievi, il 70\% frequenta corsi di recupero (40 attivi) nelle materie tecnico-professionali e d'inglese, il 30\% laboratori di approfondimento. 150 studenti dell'alberghiera sono impegnati nello studio di lingue straniere, matematica, italiano, per l'area di indirizzo invece sono previsti i percorsi di miglioramento. Pure all'Ipsia "Zanussi" oltre il 50\% dei ragazzi è interessato nel recupero, specie nelle aree di indirizzo e una trentina di studenti stranieri è alle prese con i corsi di italiano. Il "Mattiussi" conta 45 corsi distribuiti in classi di 6-8 fino a 12 allievi: per il biennio incentrati in particolare sul metodo di studio, mentre nel triennio si va più sulla specificità delle singole discipline, prevalgono i corsi di informatica all'indirizzo programmatori. 360 futuri geometri su 600 sono coinvolti nel recupero voluto dal ministro Fioroni, inoltre un buon 20\% frequenta gli portelli didattici. Le loro criticità nel biennio riguardano l'italiano, la matematica e l'inglese, mentre nel triennio le aree di indirizzo (costruzioni, topografia, progettazione). L'attività di recupero al "Kennedy" è suddivisa nelle lezioni di gruppo possibili per le molte ore in compresenza, negli sportelli e nei corsi veri e propri, 33 tra matematica, inglese e italiano oltre a altri relativi alle materie specialistiche, quali elettrotecnica, informatica e chimica.Un'attività frenetica che non si conclude in questi giorni, tutti gli studenti di fatto, a settembre dovranno avere sanato ogni carenza.Sara Carnelos.

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Il traguardo del 31 agosto: debito sanato oppure la bocciatura (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

NEGLI ISTITUTI Il traguardo del 31 agosto: debito sanato oppure la bocciatura Al 31 agosto - senza possibilità di deroghe - tutti gli studenti dovranno aver sanato le loro deficienze, pena la bocciatura. Perciò l'estate non sarà più solo un momento di svago, ma di studio e preparazione per azzerare i debiti. La regola vale anche per gli insegnanti coinvolti nei corsi di recupero. Eppure se con la fine del quadrimestre i docenti interni di quasi tutte le scuole sono riusciti a coprire le lezioni di recupero, lo stesso non potrà avvenire in estate. L'allarme è stato lanciato dai presidi che dovranno reperire i docenti fuori dalle mura scolastiche chiamati a dirigere. Telefoni bollenti, dunque, per i mesi caldi in attesa che un professore dia la propria disponibilità e se i docenti più ambiti sono in ferie, non resterà che cercare tra i neolaureati. Ma chissà se quest'ultimi avranno l'esperienza necessaria a risolvere le lacune di uno studente. Dalle scuole si prevedono con la calura meno corsi di recupero, anche perché molti ragazzi avranno, difatti eliminato i voti sotto il sei nel corso dell'anno."Già in questo momento il problema si è presentato e non siamo riusciti a coprire tutti e 90 i corsi di recupero con docenti interni - dichiara Francesco Andreoli che siede sulla poltrona più alta del liceo "Grigoletti" - Gli insegnanti non possono essere obbligati, quindi abbiamo lavorato sulle disponibilità, piuttosto che chiamare i neolaureati è meglio non fare i corsi".Sergio Chiarotto, preside al "Leo-Major" preferisce non pensare all'estate, intanto è felice dell'attuale organizzazione che i professori si sono dati in autonomia, quella che ha consentito di coprire le esigenze dei ragazzi. "In estate ci potrà essere il problema - fa chiarezza Giovanni Mauro Dalla Torre, vicepreside all'istituto professionale "Flora" - poiché vi è l'esigenza di garantire le ferie ai docenti". Trentasei giorni all'anno che non si toccano, ferie che non si possono nemmeno pagare per la politica di risparmio sulla spesa pubblica. Altra cosa poi sono i giorni in cui la scuola resta chiusa e gli insegnanti a casa. "In questi momenti - rimarca il dirigente Vincenzo De Tullio - molti docenti portano avanti le attività di tipo progettuale. All'Ipsia abbiamo già proceduto a fare un'indagine interna, ma sono pochi gli insegnanti interni a garantire la disponibilità. Così prenderemo i nominativi dalle graduatorie e potrà essere necessario ricorrere anche ai neolaureati. Tuttavia, non prevedo grandi corsi nel periodo estivo, in specie per le materie per cui è solo necessario studiare".Viene da chiedersi, quando i recuperi avranno fatto il loro corso, se il famoso decreto 80 di Fioroni sancirà più bocciature o un reale miglioramento nell'apprendimento.Sa.Ca.

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L'Italia è bloccata come in questa foto pag.1 (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-02-2008)

Argomenti: Scuola

L'Italia è bloccata come in questa foto di Cristiano Gatti - sabato 02 febbraio 2008, 14:44 Poi il caro-pane. E il caroriso. E il caro-frutta. E il caro papà che non ce la fa più con i conti di fine mese. Sembravamo tutti quanti sull'orlo della bancarotta, neanche tanto fraudolenta: dobbiamo forse pensare che improvvisamente i prezzi siano precipitati, o che tutti abbiamo ereditato dallo zio d'America, così da ballarci allegramente, sul caro-vita? Poi i mutui. è allarme insolvenze, benché in forma meno grave rispetto a quella americana: così, un giorno, abbiamo appreso. Con aggiunte per niente rassicuranti: sono sempre di più le famiglie che si indebitano. La domanda, ora, è la stessa: che ne è dell'emergenza-debiti? Miracolosamente tutti rientrati, in banca? Poi le stragi del sabato sera. Aun certo punto la psicosi collettiva, con la forte tentazione di barricarci in casa dopo le ore diciotto. Dello stesso filone, l'emergenza ubriachi al volante: ce la siamogià scordata, questa piaga moderna? Fino all'altro ieri sembrava il primo dei problemi. Improvvisamente, il silenzio. Vogliamo concludere che nessuno più beve, e che comunque se beve si rifiuta categoricamente di guidare? Poi il bullismo a scuola. Fermate il mondo, il bullismo sta distruggendo il nostro tessuto sociale. Così ci angosciavano i Crepet dai loro punti di osservazione privilegiati. Il ministro Fioroni e i suoi esperti in riunione permanente, i presidi sollecitati al giro di vite, i genitori a organizzare ronde sul marciapiede. Solo per curiosità: che ne è del bullismo? Poi l'emergenza cocaina. Uso sempre più diffuso, a tutte le età, in tutti i ceti. Inchieste sui fiumi cittadini, che con rapide analisi evidenziano residui monumentali della droga chic. Che ne è della cocaina: tagliata anche come problema? Poi l'emergenza rom. Rom come Romania, ad un certo punto. Zingari e quant'altro, tutti nel calderone del nuovo spettro, questa insicurezza così subdola e così strisciante. Cos'è, emergenza risolta? I rom hanno tutti sbaraccato e noi possiamo tenere aperte le finestre di notte? Fermiamoci qui. E diciamolo senza pudori: no, continua a non essere per niente facile il mestiere d'italiano. Ogni mattina, mentre loro si consultano, noi ci ammassiamo - qualche volta ci ammazziamo - lungo le tangenziali est e ovest, i raccordi anulari, i passanti di Mestre, oppure tentiamo di salire su treni apocalittici - qualche volta restando giù - per raggiungere in tempi biblici, con stress immani, le scuole e i posti di lavoro.

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