HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
top ARTICOLI DEL 2-2-2008 #TOP
Lettera
di una prof al ministro Manuela Marchesini
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: inviato una
lettera bellissima per il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni: il
messaggio è "salviamo l'italiano a scuola". Una riflessione
interessante che merita di essere letta e accolta. Eccola. Cara Provincia, in
questi giorni di crisi e di "emergenze", permetti ad una semplice
insegnante di Lettere di far giungere al ministro Fioroni qualche pensierino
d'inizio d'anno,
Dalla
prima Lettera di una prof ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Egregio ministro
Fioroni, o chi verrà dopo di Lei, in questo nuovo anno mi regali "un
mestiere che non c'è più", mi regali tempo a scuola e a casa da
trascorrere sui libri, senza annegare in "Progetti, Recuperi, Percorsi,
Obiettivi, Pof" e altre mirabolanti sigle, per tacere di Programmazioni
ormai fantascientifiche.
IL
MINISTRO della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione,
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
L'istituto
Fermi allo Stato il ministro Fioroni ha firmato
( da "Gazzetta
di Modena,La" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fermi" allo
Stato il ministro Fioroni ha firmato Dall'1 settembre il Fermi sarà
ufficialmente statale. Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe
Fioroni ha firmato nei giorni scorsi la convenzione, approvata la scorsa
settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato
dell'istituto tecnico modenese.
LE
SPINE DELLA SCUOLA ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Pubblica
istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione, approvata la scorsa
settimana dal consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato
dell'istituto tecnico Fermo di Modena, a partire dal primo settembre di
quest'anno. La convenzione garantisce la conservazione dell'attuale offerta
formativa, in particolare l'articolazione dei due indirizzi di studio (
Ardenno,
bufera sul polifunzionale Il Comune non ha i fondi per portare a termine il
progetto ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LE AREE di
proprietà del signor Fioroni e della signora Corvi - riprende il sindaco - sono
state infatti espropriate abusivamente
dall'amministrazione che ci ha preceduto. Senza il consenso degli interessati
si è andati a costruire. A questo punto alla nostra amministrazione non resta
che procedere a un'acquisizione d'ufficio delle suddette aree,
Gli
appuntamenti di oggi ( da "Tirreno, Il"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA. Via
Bugiardini 25. I genitori e la riforma della scuola. Incontro con i dirigenti
scolastici per mettere a punto la proposta della scuola fiorentina sulla
riforma degli organi collegiali (ore 9.30-12, scuola Piero della Francesca).
LEGGE 194.
Emilia,
in arrivo mille insegnanti - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina XI -
Bologna La circolare del ministro Fioroni. Deciso anche lo stop alla
moltiplicazione degli indirizzi alle superiori Emilia,
in arrivo mille insegnanti Priorità a materne, tempo pieno e corsi serali
ILARIA VENTURI QUASI mille insegnanti in più, 964 per l'esattezza, assegnati
all'Emilia Romagna.
Rinnovo
del contratto dei docenti, revisione dei piani di studio e attivazione a
Rovereto del Centro per la formazione degli insegnanti
( da "Adige,
L'" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riferimento al
dibattito sul mancato ripristino in Trentino dell'ordinanza Fioroni sul
recupero dei debiti e sugli esami di riparazione. "I
risultati di Ocse-Pisa - ha dichiarato Arduino Salatin - possono essere
interpretati anche a sostegno delle scelte della Provincia. Il no agli esami di riparazione, unito all'organizzazione di
un percorso più lungo e distribuito in due anni,
PAOLO
BARI Gli istituti tecnici trentini sono i migliori d'Italia
( da "Adige,
L'" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ricordiamo che
Fioroni ha invece deciso di ripristinare gli istituti tecnici. Vediamo ora i
risultati in ambito nazionale suddivisi per materia. Nella lettura il Trentino
è al terzo posto con i licei (565 punti), al primo con i tecnici (522), al
secondo per gli istituti professionali (469) e al terzo per la formazione
professionale (392)
La
celebrazione dell'altro Sessantotto, quello senza violenza puntualizza il
portav ( da "Stampa, La"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni). La sagrestia del Laterano, poi, era affollata di vesti
viola e purpuree dei vescovi e cardinali "amici". La lista di
"sponsor" incrocia trasversalmente palazzi sacri (Bertone, Ruini,
Tettamanzi, Sepe, Tauran, Poupard) e quelli laici (Rutelli, Veltroni, Letta,
Merkel, Kofi Annan, Amato, Frattini).
<Docenti,
contratto flessibile> ( da "Corriere Alto Adige"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cantonata
giustificando il mancato recepimento del decreto Fioroni sul recupero dei
debiti scolastici con i buoni risultati della scuola trentina".
L'amministrazione apre un fronte dopo la presentazione dei dati sugli istituti
trentini: "Se aspettiamo l'accordo nazionale stiamo freschi" TRENTO -
Mentre è ancora viva la protesta del mondo della scuola sul "no" agli
esami di riparazione,
L'appello
dei Leali: <Riprendiamo il dialogo>
( da "Corriere
Alto Adige" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: del ministro
Giuseppe Fioroni sugli esami di riparazione. Intanto continua la raccolta firme al documento che i sindacati di categoria
presenteranno a Dellai nei prossimi giorni: "Ultimata la raccolta al Da
Vinci e al Prati, ora attendiamo quelle delle altre scuole, se necessario
posticiperemo a dopo lunedì il giorno previsto per la consegna del documento da
parte degli istituti"
Mezzogiorno
replica all'articolo di gabrio casati su ambrogio
( da "Riformista,
Il" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma lavorare sodo
con la programmazione e per l'avanzamento democratico del Paese: non di aree o
gruppi o categorie. Con serietà e impegno straordinari. Con l'energia,
l'onestà e la competenza. Anche quelle del Gabrio Casati che, nella riforma della
scuola (1859), poneva la libertà "entro i dovuti confini e [tutelata] da
quelle guarentigie che l'
Bertone:
nel '68 un mondo contro Dio ( da "Corriere della Sera"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni, Bindi),
al sindaco di Roma, Veltroni e agli esponenti dell'opposizione (Gianni Letta in
prima fila, e gli ex ministri Buttiglione e Marzano).
L'omelia di Bertone, durante la messa per l'anniversario della Comunità di
Sant'Egidio, è tutta incentrata sulla speranza vera, evangelica, e su quella
"falsa" di "un periodo storico turbinoso e complesso,
Sant'Egidio,
40 anni di comunità ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In prima fila il
presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi con la moglie Flavia, Il
presidente Napolitano, Francesco Rutelli, Giuseppe Fioroni, Rosy Bindi, i
senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo, Walter Veltroni, Piero
Fassino, Gianni Letta e Rocco Buttiglione.
ROMA
La trattativa è appesa a quelle due parole, piccolo margine .
E alla c ( da "Messaggero, Il (Viterbo)"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a Fioroni. Ed ha allargato il discorso, guardando oltre: "Questo Paese ha
bisogno come il pane di far sparire dal lessico politico la parola
"nemico". Ce lo chiedono i cittadini, questo
è lo spirito del tentativo che sto facendo e che tornerà utile anche in
campagna elettorale e dopo, nella prossima legislatura".
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: compreso il
ministro Fioroni, e ha segnalato ai media la gravissima circostanza. La
spiacevole situazione conferma il degrado in cui versa la nostra città,
amministrata da incompetenti, che non riescono nemmeno ad allocare il personale
necessario per rendere operativo un asilo nido, rimpallandosi le
responsabilità, in guisa che quasi trenta bambini da fine settembre sono a
spasso (
Buchi
in pagella, studenti nei guai ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: coinvolti nel
recupero voluto dal ministro Fioroni, inoltre un buon 20\% frequenta gli portelli didattici. Le loro criticità nel biennio
riguardano l'italiano, la matematica e l'inglese, mentre nel triennio le aree
di indirizzo (costruzioni, topografia, progettazione). L'attività di recupero
al "Kennedy" è suddivisa nelle lezioni di gruppo possibili per le
molte ore in compresenza,
Il
traguardo del 31 agosto: debito sanato oppure la bocciatura
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tuttavia, non
prevedo grandi corsi nel periodo estivo, in specie per le materie per cui è
solo necessario studiare".Viene da chiedersi, quando i recuperi
avranno fatto il loro corso, se il famoso decreto 80 di Fioroni sancirà più
bocciature o un reale miglioramento nell'apprendimento.Sa.Ca.
L'Italia
è bloccata come in questa foto pag.1
( da "Giornale.it,
Il" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro
Fioroni e i suoi esperti in riunione permanente, i presidi sollecitati al giro
di vite, i genitori a organizzare ronde sul marciapiede. Solo per curiosità:
che ne è del bullismo? Poi l'emergenza cocaina. Uso sempre più diffuso, a tutte
le età, in tutti i ceti.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Un'insegnante ha scritto e ci ha inviato
una lettera bellissima per il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni: il messaggio è "salviamo l'italiano a scuola". Una
riflessione interessante che merita di essere letta e accolta. Eccola. Cara
Provincia, in questi giorni di crisi e di "emergenze", permetti ad
una semplice insegnante di Lettere di far giungere al ministro Fioroni qualche pensierino d'inizio d'anno, quasi sottovoce, per
carità, non si vuole disturbare. Difficile, oggi, fare l'insegnante di Lettere.
Ancor più di ieri. Un grosso merito va indubbiamente all'esimio sindaco di
Milano, signora Letizia Moratti: da Ministro è riuscita nella straordinaria
impresa di distruggere anche quel poco di funzionante che era sopravvissuto
alle infauste riforme precedenti. Brandendo la bandiera delle tre "I"
(Inglese, Impresa, Informatica), è partita lancia in resta per demolire la
"I" più fastidiosa, quella che aveva fino a quel momento occupato
troppo spazio nella scuola, impedendo (seppur debolmente) la crescita armoniosa
di una futura generazione di consumatori tecnologici e poliglotti: la
"I" di Italiano! Quindi, zac: un bel taglio di due ore settimanali
nella scuola media, sostituite da più costruttive ore di laboratorio
democraticamente facoltative. segue a pagina 7.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Dalla prima Lettera di una prof... Nelle ventinove (29!)
ore di base in cui si articola ora l'insegnamento nella scuola secondaria di 1°
grado, cinque (5!) ore di italiano bastano e avanzano! Tanto, chi è fuori dalla
scuola (ma anche chi è dentro, nel ruolo di "esperto", di cosa non si
sa) quanto conosce della fatica di trasmettere ai nostri ragazzi l'amore per la
letteratura, per la nostra bella lingua scritta e parlata? Che importa se non
si sa più "dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione,
il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia", come scrive P. Mastrocola
nel suo stupendo libro "La scuola raccontata al mio cane"? (se ancora non l'ha fatto, lo legga, Ministro, lo legga).
Importante è che si facciano un sacco di altre cose, così i ragazzi, senza la
grammatica e senza la fatica richiesta da uno studio serio ed appassionato
dell'Italiano, vanno a scuola più contenti. Peccato poi accorgersi, col
trascorrere del tempo, che non abbiamo difeso i nostri giovani, soprattutto
nell'età più critica, con gli anticorpi della poesia, dell'arte, del bello,
dell'umanesimo che sprigiona dalle pagine dei classici di ogni epoca. I valori
si coltivano nel cuore con dedizione e tanto tempo a disposizione. Egregio ministro Fioroni, o chi verrà dopo di Lei, in
questo nuovo anno mi regali "un mestiere che non c'è più", mi regali
tempo a scuola e a casa da trascorrere sui libri, senza annegare in
"Progetti, Recuperi, Percorsi, Obiettivi, Pof" e altre mirabolanti
sigle, per tacere di Programmazioni ormai fantascientifiche. Restituisca
dignità all'Italiano, cancelli i danni compiuti nella scuola elementare e
media, come ha già fatto (in parte) nella scuola superiore, da chi l'ha
preceduta. "Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a
imparare, e a nessuno importa mai che cosa?". (P.
Mastrocola "La scuola..."). Cordiali saluti da un'insegnante di
Lettere che vorrebbe continuare ad esserlo. Manuela Marchesini.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Approvata la scorsa settimana dal consiglio provinciale,
che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico Fermo di Modena, a
partire dal primo settembre di quest'anno. La convenzione garantisce la
conservazione dell'attuale offerta formativa, in particolare l'articolazione
dei due indirizzi di studio (chimica industriale ed
elettronica e telecomunicazioni), ma anche il mantenimento a carico
della Provincia di tutto il personale provinciale, docente e Ata, con contratto
a tempo indeterminato. "QUESTO PERCORSO garantirà alla
scuola una prospettiva di stabilità ? ha detto l'assessore provinciale
all'Istruzione Silvia Facchini ? e le assicurerà un futuro certo nel sistema
statale di istruzione superiore. Dovremo lavorare in stretta sinergia
con la scuola e l'ufficio scolastico provinciale per garantire un passaggio
ordinato delle competenze. Sono certa di poter fare
affidamento sullo spirito di collaborazione che la scuola ha dimostrato in
questa prima fase". - -->.
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
E' UFFICIALE L'istituto "Fermi"
allo Stato il ministro Fioroni ha firmato Dall'1 settembre il Fermi sarà ufficialmente statale.
Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato
nei giorni scorsi la convenzione, approvata la scorsa settimana dal consiglio
provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico modenese.
La convenzione garantisce la conservazione dell'attuale offerta formativa, in
particolare l'articolazione dei due indirizzi di studio (chimica
industriale ed elettronica e telecomunicazioni), ma anche il
mantenimento in carico alla Provincia di tutto il personale provinciale,
docente e Ata, con contratto a tempo indeterminato. Con il passaggio allo
Stato, "la formazione delle classi e la determinazione della conseguente
dotazione organica avverranno sulla base dei criteri contemplati per le
corrispondenti istituzioni scolastiche statali", si legge nella
Convenzione. I 61 insegnanti attualmente in servizio con contratto a tempo
indeterminato (mentre sono 26 quelli a tempo determinato), passeranno
"funzionalmente" alle dipendenze dello Stato ma rimarranno in carico
alla Provincia fino alla cessazione, a qualsiasi titolo, del rapporto di
lavoro. Il personale assunto dall'1 settembre 2008, sia a tempo indeterminato
che determinato, sarà invece a carico dello Stato. L'edificio della scuola
resta di proprietà della Provincia e viene concesso in uso gratuito, così come
i beni mobili che fanno parte degli arredi e delle attrezzature di base della
palestra. I cambiamenti riguardano principalmente l'appalto per le pulizie che
scadrà il 31 agosto 2008 e non sarà rinnovato. Le pulizie passano al personale
ausiliario statale. In una lettera inviata ai dipendenti della scuola,
l'assessore Silvia Facchini commenta con soddisfazione la conclusione di un
percorso che potrà "garantire una prospettiva di stabilità e assicurarle
un futuro certo nel sistema statale".
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
IL MINISTRO della Pubblica istruzione
Giuseppe Fioroni ha firmato la convenzione, approvata la scorsa settimana dal
consiglio provinciale, che regola il passaggio allo Stato dell'istituto tecnico
Fermo di Modena, a partire dal primo settembre di quest'anno. La convenzione
garantisce la conservazione dell'attuale offerta formativa, in particolare
l'articolazione dei due indirizzi di studio (chimica
industriale ed elettronica e telecomunicazioni), ma anche il
mantenimento a carico della Provincia di tutto il personale provinciale,
docente e Ata, con contratto a tempo indeterminato. "QUESTO
PERCORSO garantirà alla scuola una prospettiva di stabilità ? ha detto
l'assessore provinciale all'Istruzione Silvia Facchini ? e le assicurerà un
futuro certo nel sistema statale di istruzione superiore. Dovremo
lavorare in stretta sinergia con la scuola e l'ufficio scolastico provinciale
per garantire un passaggio ordinato delle competenze. Sono
certa di poter fare affidamento sullo spirito di collaborazione che la scuola
ha dimostrato in questa prima fase". - -->.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di MORRIS BERTOLINI ? ARDENNO ? PER PORTARE A TERMINE il progetto iniziale del nuovo
polifunzionale di Ardenno mancano ancora un milione e 300mila euro. L'attuale
amministrazione nel Consiglio comunale dell'altra sera ha espresso la volontà
di portarlo a termine, ma attingendo solo alle casse comunali non sarà
possibile. Per quanto concerne invece l'acquisizione delle aree da 2 privati,
avvenuta secondo gli atti ma non in realtà, il Comune procederà all'esproprio
forzato. "Si è parlato molto negli ultimi anni di questa
importante opera - ha spiegato il sindaco di Ardenno, Laura Bonat - un'opera
che ha assunto degli aspetti problematici. Ci sono diversi nodi da
risolvere, tra cui l'acquisizione delle aree e il fabbisogno economico per il
completamento dei lavori. Bisogna poi anche capire i futuri costi di gesione,
manutenzione ordinaria e le prospettive di utilizzo della struttura. L'idea del
polifunzionale nacque nel 1993 e il preventivo del primo progetto era di 850
mila euro. Poi arriviamo al
( da "Tirreno, Il" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Empoli GLI APPUNTAMENTI DI OGGI CONFERENZA. Sala stampa -
Palazzo Vecchio. Conferenza per presentare il "patto di fine
mandato". Intervengono i capigruppo del Partito democratico, Sinistra
democratica, Comunisti italiani, Partito Socialista (ore 13). DIAGNOSI. Scuola
Marescialli carabinieri. Una diagnosi veloce per le malattie rare. Il Rotary
Club Brunelleschi Firenze lancia l'idea di un progetto informatico (inizio alle
ore
( da "Repubblica, La" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Bologna La circolare del
ministro Fioroni.
Deciso anche lo stop alla moltiplicazione degli indirizzi alle
superiori Emilia, in arrivo mille insegnanti Priorità a materne, tempo
pieno e corsi serali ILARIA VENTURI QUASI mille insegnanti in più, 964 per
l'esattezza, assegnati all'Emilia Romagna. Con tre priorità: scuola materna,
tempo pieno alle elementari e corsi serali per adulti. E uno stop alla
moltiplicazione degli indirizzi di studio nelle scuole superiori. Dopo l'anno
nero vissuto dalla scuola bolognese l'anno scorso, quando Prodi si trovò in
piazza le mamme e gli insegnanti di sinistra, la rotta si inverte. A governo
caduto. La circolare ministeriale è uscita ieri a firma di Fioroni
e prevede a livello nazionale un taglio di seimila posti nell'organico di
diritto, ovvero nell'assegnazione dei posti di ruolo che viene fatta in questo
mese per comporre le classi del prossimo anno scolastico. In controtendenza, la
Regione porta a casa invece cattedre in più, quando l'anno scorso dovette
incassare un amaro meno 60. Conquistando il primato,
anche rispetto alla Lombardia. E' il viceministro uscente Mariangela Bastico ad
annunciarlo: "E' una grossa operazione di stabilizzazione, con insegnanti
di ruolo, e di riequilibrio che riconosce all'Emilia Romagna l'aumento
oggettivo degli studenti, ma anche l'opera di razionalizzazione fatta in
passato". Il premio è stato dato in base all'aumento degli alunni e già da
tempo tra i banchi della scuola emiliano romagnola il
ritmo di crescita è tra i seimila e i diecimila studenti in più ogni anno.
Proprio quello che i sindacati hanno sempre contestato: "Non ci viene
riconosciuta la crescita". Da questo contingente rimangono fuori i posti
per gli insegnanti di sostegno (5mila in più a livello nazionale), ancora non
assegnati. Le cattedre in più saranno così suddivise: 164 alla materna, 426
nella scuola primaria, 240 alle medie e 134 alle superiori. "Quest'anno
abbiamo dato due indicazioni che dovranno essere rispettate - spiega Bastico -
tutti i bimbi che chiedono la scuola materna devono averla, a condizione che ci
siano le aule. In più abbiamo previsto un aumento di mille posti a
livello nazionale per il tempo pieno che dovrà essere garantito almeno nelle 40
ore settimanali. L'anno scorso, affidando le attribuzioni
delle risorse agli uffici scolastici regionali, ci siamo trovati scoperti su
questi punti che, compreso l'educazione per gli adulti, io considero una
priorità sociale e di qualità della scuola". Bastico promette anche
che nel cosiddetto organico di fatto (le ulteriori assegnazioni a luglio di
supplenti) "si potranno fare degli aggiustamenti e recuperare altri
posti". Però avverte: "Il fatto di avere posti in
più non significa che l'Emilia Romagna non debba continuare l'opera di
razionalizzazione. L'indicazione è che non potranno
essere ammesse finte specializzazioni alle superiori". Ovvero una
scuola non potrà moltiplicare gli indirizzi di studio differenziandoli solo per
poche materie e poche ore in più: escamotage per farsi approvare la prima
classe anche con pochi iscritti perché si tratta di un nuovo corso. Dalla
prossima settimana si attende l'assegnazione dei posti a Bologna. "Si è
voluto commisurare il più possibile l'organico all'incremento degli
alunni", commenta Luciano Chiappetta dicendosi "felice" per la
proroga: "Il mio incarico si era interrotto in modo troppo brusco".
SEGUE A PAGINA V.
( da "Adige, L'" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Rinnovo del contratto dei docenti, revisione dei piani di
studio e attivazione a Rovereto del Centro per la formazione degli insegnanti.
Questi i tre punti cardine e nel contempo gli obiettivi qualificanti fissati
dal presidente Dellai per l'immediato futuro. "Il
contratto - ha sostenuto Dellai - non potrà ridursi solo a stabilire risorse e
aumenti retributivi. Accordi standardizzati non sono utili né ai docenti
né alla scuola trentina. È giunto il momento di compiere un salto di qualità. Anche attraverso i contratti è possibile migliorare il livello
qualitativo del sistema scolastico trentino". In merito ai
contenuti della scuola, il presidente ha confermato che entro la fine di aprile
sarà presentato un primo documento relativo ai piani di studio. Fra pochi
giorni sarà insediata la commissione incaricata di predisporre la nota
preliminare che costituirà la base per il successivo lavoro. "La qualità
della scuola dipende dalla qualità dei docenti" ha ribadito Dellai. Per
questo a Rovereto sta per essere istituito il "Centro per la formazione
continua e l'aggiornamento degli insegnanti", che dovrebbe diventare un
punto di riferimento provinciale. Il presidente ha infine commentato con
soddisfazione i dati della ricerca Ocse-Pisa. "Considero
questo tipo di indagini - ha affermato Dellai - un aiuto a comprendere punti di
forza e di debolezza del nostro sistema scolastico, un forte stimolo a
migliorare. La scuola trentina si conferma in ogni caso fra le migliori
in Italia e nel mondo. Possiamo essere orgogliosi dei
risultati ottenuti, in particolare del ruolo della formazione professionale che
costituisce un importante strumento di innovazione e di elevazione sociale e
culturale per tanti giovani trentini". Non è mancato il riferimento al dibattito sul mancato ripristino in Trentino
dell'ordinanza Fioroni sul recupero dei debiti e sugli esami di riparazione. "I risultati di Ocse-Pisa - ha dichiarato Arduino Salatin -
possono essere interpretati anche a sostegno delle scelte della Provincia.
Il no agli esami di riparazione, unito
all'organizzazione di un percorso più lungo e distribuito in due anni,
sono scelte che rendono evidente l'impegno della Provincia a sostegno di quel
34% di ragazzi che hanno debiti". Dellai ha condiviso l'analisi e nel
contempo auspicato che le discussioni degli ultimi giorni possano contribuire
al miglioramento della scuola trentina. 02/02/2008.
( da "Adige, L'" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
PAOLO BARI Gli istituti tecnici trentini sono i migliori
d'Italia. Lo certifica l'indagine Ocse - Pisa realizzata nel
( da "Stampa, La" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
La celebrazione dell'altro Sessantotto, "quello senza
violenza" puntualizza il portavoce della comunità Mario Marazziti, è il
colpo d'occhio di San Giovanni in Laterano completamente gremita. Tra le grandi
navate della cattedrale di Roma (sede ecclesiastica ufficiale del Papa) ieri sera
si parlavano decine di lingue, sull'altare celebrava il Segretario di Stato
vaticano, nelle prime file di banchi siedevano il capo dello Stato e quello del
governo insieme a metà establishment politico-finanziario italiano (Napolitano,
Prodi, Gianni Letta, Fassino, Veltroni, Bonanni, Fioroni). La
sagrestia del Laterano, poi, era affollata di vesti viola e purpuree dei
vescovi e cardinali "amici". La lista di "sponsor" incrocia
trasversalmente palazzi sacri (Bertone, Ruini, Tettamanzi, Sepe, Tauran, Poupard)
e quelli laici (Rutelli, Veltroni, Letta, Merkel, Kofi Annan, Amato, Frattini).
La cerimonia per il 40° anniversario è la raffigurazione plastica del "Sant'Egidio power", una multinazionale della
solidarietà e del dialogo interreligioso da 50 mila membri in 72 nazioni. Gli
studenti che il 7 febbraio 1968 si incontrarono alla Chiesa Nuova di Roma oggi
hanno i capelli bianchi e sono quasi tutti professori universitari (come il
fondatore, Andrea Riccardi o il mediatore con la Cina, Agostino Giovagnoli), mentre
la diffidenza della Curia per la "diplomazia parallela" è talmente
superata che adesso è il capo delle feluche d'Oltretevere a festeggiare la
comunità. Eppure, malgrado i riconoscimenti dell'Ue e
delle Nazioni Unite per le riuscite mediazioni in vari conflitti e crisi in
Africa, Balcani e Sud America, fino a poco tempo fa i "santegidini"
incassavano Oltretevere (inclusa nella Terza Loggia dell'ex "premier"
Angelo Sodano) più riserve che consensi, per l'esito negativo dei negoziati in
Algeria o per sovrapposizioni ai canali ufficiali della diplomazia vaticana. E
ora Riccardi, citando Benedetto XVI, lancia la "sfida di un nuovo modello
antropologico che non sia piegato tutto alle esigenze del mercato e
dell'effimero". Alla Comunità è riuscito di
trasformare la chiesa di San Bartolomeo all'Isola Tiberina nel "Memoriale
dei martiri del nostro tempo", che richiama pellegrini da tutto il mondo
con le reliquie di monsignor Romero e di Paul Schneider, di Franz Jaegerstatter
("il contadino tedesco che ha resistito al nazismo per fedeltà
evangelica") e Alberto Hurtado, André Jarlan, del cardinale Posada Ocampo
e del monaco romeno ortodosso Sofian, dei martiri ruandesi e melanesiani.
Inoltre al "Sant'Egidio power" contribuisce
il "Meeting Uomini e Religioni" (arrivato alla 21° edizione) che
rilancia lo "spirito d'Assisi" facendo incontrare il Papa, i
patriarchi ortodossi, il primate anglicano, il rabbino capo d'Israele e
personalità islamiche. Un mese e mezzo fa, poi, l'approvazione all'Onu della
risoluzione per una moratoria universale della pena capitale, tradizionale
battaglia della Comunità che deriva il suo nome dal piccolo monastero di
clausura nel cuore di Trastevere, accanto alla Basilica di Santa Maria, in cui
pregano insieme ogni sera. In quarant'anni è passata dai primi
"doposcuola" per i bambini immigrati nelle baracche della periferia
romana ai "summit" internazionali. Accanto ai delegati delle chiese
cristiane "sorelle", ortodossi orientali e protestanti occidentali,
il centinaio di vescovi ieri arrivati a San Giovanni fotografano l'approvazione
ormai unanime per la Comunità. E la sua logica di "sostituire gli steccati
con i ponti" ha ispirato persino il "rosso" Fausto Bertinotti
che domani visiterà la parrocchia della borgata di Tor Tre Teste per fare una
donazione. "In Italia sentiamo l'esigenza di superare i vantaggi di parte
e le logiche di corto respiro per metterci a lavorare tutti
insieme. Non va umiliata la voglia di ripresa del paese - spiega il
leader Riccardi, che ha tra le mani il telegramma di auguri del Patriarca di
Mosca, Alessio II -. C'è il rischio di scaricare sulle spalle dei più deboli
l'incapacità di una parte delle classi dirigenti di pensare secondo il bene
comune. La festa dei nostri primo 40 anni non è il
momento di trionfalismi ma di scegliere come provare a cambiare il mondo in
meglio, pur con mezzi deboli". L'obiettivo indicato dal fondatore è
"riannodare i fili di una convivenza civile e sociale sia qui in Italia
sia nel mondo mentre crescono la sfida della violenza diffusa e la tentazione
dello scontro tra mondi culturali diversi".
( da "Corriere Alto Adige" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV -
data: 2008-02-02 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE
Istruzione Il governatore lancia una nuova piattaforma: incentivi e premi,
modello più giusto "Docenti, contratto flessibile" Dellai: "Il
sistema attuale appiattisce, valutiamo il merito" TRENTO - Per fortuna ci
ha pensato l'autonomia trentina a tutelare gli studenti dalla spada di Damocle
degli esami di riparazione: la pagella su scala mondiale, limitatamente ai
ragazzi delle scuole professionali, non è infatti per nulla rassicurante. "La formazione professionale si è dimostrata carente in tutti
e tre gli ambiti di competenze: scienze, matematica e lettura. In particolare in quest'ultima, con uno scarto notevole rispetto
alla media di licei e istituti tecnici". A confermarlo è Arduino
Salatin, direttore dell'Iprase, che ieri mattina a Piazza Dante ha esposto i
risultati dell'analisi triennale Ocse-Pisa 2006 effettuata su un campione di
1.757 quindicenni di 61 istituti superiori trentini. I dati confermano che la
nostra scuola resta tra le migliori d'Italia e d'Europa, con performance
equiparabili a quelle di Finlandia, Svezia, Corea, Irlanda e Canada. Alte
prestazioni a cui si somma un'altrettanto elevata equità sociale, visto che i
livelli di competenze mostrati dagli studenti trentini non è vincolato al grado
di istruzione e allo status occupazionale della famiglia di provenienza. "Una scuola inclusiva che tira su i livelli più bassi
sacrificando, a volte, l'eccellenza - commenta Salatin -. Il Trentino
tiene testa con un posizionamento di tutto rispetto a fianco di Friuli, Veneto
e Alto Adige, nonostante l'Italia indietreggi di 13 posizioni. Ma il primato è un obiettivo ancora da raggiungere". Su
scala italiana i nostri studenti si posizionano al terzo posto per la lettura,
dopo Friuli e Veneto, e quarti per la matematica e le scienze, dopo Friuli,
Alto Adige e Veneto. è sempre la lettura a farci
scalare la classifica dei Paesi Ocse, in cui figuriamo settimi con 21 punti di
vantaggio sulla media internazionale. Ottava posizione per le scienze e
dodicesima per la matematica: ambito di competenza, quello dell'aritmetica, in
cui si è registrato un certo arretramento rispetto ai risultati del 2003. "In generale possiamo notare un'ottima performance degli
istituti tecnici, sempre primi nelle classifiche, a fronte della carenza di
quelli professionali - conclude Salatin -. Si è ridotto invece lo scarto
di competenze tra ragazzi e ragazze, con le ultime in forte miglioramento in
tutte le discipline. Risultati che vanno a sostegno delle
scelte che Piazza Dante ha fatto in merito al recupero dei debiti scolastici:
il “no” agli esami di riparazione rende evidente la decisione di prendersi
carico di quel 34% di ragazzi che hanno debiti, obbligandoli alla frequenza dei
corsi di recupero e dando una chance in più a chi ha difficoltà". Ma per Gloria Bertoldi (Cgil) non è così: "Il merito di questo
risultato è dei docenti. La Provincia prende una
colossale cantonata giustificando il mancato recepimento
del decreto Fioroni sul recupero dei debiti scolastici con i buoni risultati della
scuola trentina". L'amministrazione apre
un fronte dopo la presentazione dei dati sugli istituti trentini: "Se
aspettiamo l'accordo nazionale stiamo freschi" TRENTO - Mentre è ancora
viva la protesta del mondo della scuola sul "no" agli esami di
riparazione, Lorenzo Dellai apre nuove e inattese prospettive sul fronte
del contratto degli insegnanti. In vista del tavolo di lavoro
che porterà nei prossimi mesi al rinnovo dell'intesa, il presidente della
Provincia lancia una proposta: "Ripensare radicalmente un contratto
sperimentale più flessibile per il reclutamento del corpo docente e l'utilizzo
delle risorse umane, per la definizione del monte ore e l'individualizzazione
dei percorsi di carriera. Insomma un contratto più
moderno e innovativo". Il governatore si spinge fino a prevedere
l'inserimento di criteri meritocratici per i docenti, ipotizzando
"meccanismi di premio e incentivo soprattutto per insegnanti che si
dedicano con particolari attività alla scuola". Un'intenzione espressa a
margine della presentazione ufficiale, ieri a Piazza Dante, dell'indagine
Ocse-Pisa 2006. "I dati sono molto positivi ed è merito
di tutti quelli che lavorano all'interno della scuola trentina - ha commentato soddisfatto
Dellai -. Ora è tempo di rinnovare il contratto di categoria e sarebbe
bello vedere se vogliamo e possiamo discutere nuove formule per la parte
normativa e per quella economica. C'è bisogno che il contratto della scuola
valorizzi le disponibilità e le attitudini degli insegnanti con possibilità di
miglioramento anche della propria posizione. Oggi così non è
per colpa di uno schema contrattuale che tende ad appiattire e omogeneizzare,
piuttosto che a valorizzare le professionalità". Un
discorso ancora tutto virtuale, chiarisce il governatore: "Non c'è nessuna
innovazione sul tavolo su cui chiedere il parere dei sindacati, ma è tempo di
avviare una discussione su questi punti. è
giusto che ciascuno dichiari le sue intenzioni: io ho detto che questo
interesse da parte nostra c'è. Bisogna vedere se vi è interesse ad aprire
questa discussione. Ma le soluzioni non sono semplici;
bisognerà discutere a fondo ed è bene farlo partire presto, questo
dialogo". La prospettiva di Piazza Dante è
chiara: "Vorremmo che il nuovo contratto flessibile facesse parte di un
pacchetto di misure volte a valorizzare, modernizzare e qualificare la nostra
scuola attraverso tre tasselli: piani di studio, formazione e aggiornamento
degli insegnanti e contratto". Le tempistiche,
sottolinea Dellai, sono fondamentali: "Siccome sono discussioni lunghe e
complicate, prima si parte meglio è. Se aspettiamo l'accordo nazionale
stiamo freschi. Dobbiamo sfruttare tutte le potenzialità della nostra autonomia
e tirare fuori delle idee perché non ci sono soluzioni preconfezionate. C'è una
grande disponibilità e voglia di fare nelle nostre scuole: un po' alla volta
gli strumenti si tirano fuori. Lo si dice da anni, e forse è
bene iniziare a dare qualche segnale di apertura". Silvia Senette.
( da "Corriere Alto Adige" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV -
data: 2008-02-02 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE
Esami di riparazione L'appello dei Leali: "Riprendiamo il dialogo"
TRENTO - I Leali lanciano un appello alle forze politiche provinciali sul tema
della scuola. "Invito a recuperare un clima di confronto
più sereno per tutti i soggetti interessati dal dibattito sulla scuola. Siamo convinti che il presidente della giunta provinciale Lorenzo
Dellai, sarà disponibile a riprendere il necessario confronto nell'interesse
della scuola trentina" dichiara Severino Bombardelli, segretario del
partito. I Leali fanno riferimento alla polemica nata sia all'interno
delle forze politiche di maggioranza che nel mondo della scuola, innescata
dalla delibera con la quale la giunta provinciale a fine gennaio, non aveva
recepito il decreto del ministro Giuseppe Fioroni sugli esami di riparazione. Intanto continua la
raccolta firme al documento che i sindacati di categoria presenteranno a
Dellai nei prossimi giorni: "Ultimata la raccolta al Da Vinci e al Prati,
ora attendiamo quelle delle altre scuole, se necessario posticiperemo a dopo
lunedì il giorno previsto per la consegna del documento da parte degli
istituti" spiega Vincenzo Bonmassar (Uil). Il documento chiede l'introduzione
di verifiche certe al recupero dei debiti dei ragazzi ed un corrispettivo
economico sicuro per gli insegnanti dei corsi di recupero. Giovedì, gli
studenti della consulta provinciale si sono detti disponibili ad aprire un
tavolo di lavoro con gli insegnati. Ma. Bo.
( da "Riformista, Il" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Mezzogiorno replica all'articolo di gabrio casati su
ambrogio L'Italia non ha mai scommesso sulla rinascita del Sud Oggi scontiamo
errori storici della politica nazionale Gabrio Casati, sul Riformista del 29
gennaio, non crede alla "rinascita del Mezzogiorno" e lamenta un Nord
"disinteressato alla galleria degli orrori" nonostante "i
miliardi di euro che gli costa" e che sarebbero necessari per migliorare
le sue infrastrutture. Perciò, definisce "peloso e ingiusto" il
concetto di solidarietà nazionale che porta le due Italie, insieme, allo
"schianto". Questa semplificazione è diffusa e a base del leghismo.
Perciò, è forse opportuno un qualche cenno ai ricordi. Unanime la condanna per
la monnezza di Napoli, per i cannoli di Cuffaro, per la forestazione e la
sanità in Calabria, per mafia, camorra e 'ndrangheta, e forse dovremmo
ricordare almeno Le lettere meridionali di Pasquale Villari (1878) sulle cause
politico-sociali del brigantaggio, "conseguenza logica, naturale,
necessaria di uno stato sociale, senza modificare il quale è inutile sperare di
poter distruggere quei mali". Fino a qualche anno fa, sembrava condivisa la tesi di Rosario Romeo in Risorgimento e capitalismo sulla
necessità del "sacrificio" del Sud per lo sviluppo industriale del
Nord e per la modernizzazione del Paese. Una tesi che, per un verso, implicava
l'obbligo-interesse della "restituzione" e, per l'altro, raccoglieva
la consapevolezza sia di oltre sei secoli di profonde differenze (nel Sud,
l'antiautonomismo e una decrepita feudalità, e nel Centro-Nord i comuni e il
Rinascimento europeo) sia del meridionalismo. Dalla cui ricchezza non guasta
richiamare studiosi, come Maffeo Pantaleoni, che - nel 1891- dimostrava come il
Mezzogiorno contribuisse assai più del Settentrione alle entrate dello Stato
(con il 32% d'imposte a fronte del 27% della ricchezza); o come Viti De Marco,
lucido critico del protezionismo militarista e autoritario che dava
all'industria pesante del Nord a danno dell'economia agricola e dell'evoluzione
civile del Sud. Infine, come i Croce, Fortunato, Einaudi, Luzzato, i fratelli
Mondolfo, raccolti intorno all'Unità fiorentina nel decennio 1912-22 da
Salvemini, che denunciava la "inguaribile incapacità" del suo partito
"di occuparsi della questione meridionale", perché intento a organizzare
gli operai lì dove nasceva l'industria (da cui la tesi gramsciana) e il
movimento cooperativo (nell'era di Giolitti, oltre 1,5 milioni di aderenti,
risorsa democratica ignota al Sud). A tutto questo si aggiungano il fallimento
della programmazione dopo la grande migrazione; la guerra fredda e la
democrazia incompiuta; il ritardo del Pci; la infiltrazione
dei poteri tradizionali nello Stato, il populismo dilagante e la sconnessione
dell'amministrazione. C'è perciò da riconoscere che quando finalmente sarebbe
potuto nascere (non ri-nascere) il Mezzogiorno, la politica nazionale ha tirato
a campare sugli equilibri radicati. E che non s'è formata la nuova classe
dirigente invocata dal Salvemini nemmeno con le Regioni e il rafforzarsi delle
autonomie (pur essendo vero che "s'impara a nuotare solo tuffandosi in
acqua"). Anzi la situazione è peggiorata, nonostante qualche ribelle e
fermenti importanti specie a Napoli. Per evitare il baratro non giova, dunque,
né semplificare né lacerare, ma lavorare sodo con la
programmazione e per l'avanzamento democratico del Paese: non di aree o gruppi
o categorie. Con serietà e impegno straordinari. Con l'energia, l'onestà e la
competenza. Anche quelle del Gabrio Casati che, nella riforma della scuola (1859), poneva la libertà "entro i dovuti confini e
[tutelata] da quelle guarentigie che l'assicurino e la difendano contro
i nemici palesi e occulti i quali la farebbero traviare e ne guasterebbero il
frutto". Cosa sarebbero Nord e Sud se queste virtù, lo spirito della
Resistenza e della Ricostruzione avessero resistito nei sessant'anni della
Repubblica? ex deputato Psi 02/02/2008.
( da "Corriere della Sera" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache -
data: 2008-02-02 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE
Sant'Egidio Da Prodi a Ciampi per la celebrazione a Roma dei quarant'anni della
comunità Bertone: nel '68 un mondo contro Dio Il cardinale cita Woody Allen
nell'omelia. Poi l'incontro con Napolitano E' durato 25 minuti il faccia a
faccia in un ufficio del Vicariato tra il presidente e il segretario di Stato
vaticano ROMA - "Dio è morto, Marx è morto... e anch'io non mi sento molto
bene". Inizia così, a sorpresa, con la citazione di "questa nota
battuta ironica e pessimista di Woody Allen", e genera un attimo di
suspense. Visto che le parole "Dio è morto", risuonano dall'altare
della Basilica di san Giovanni in Laterano, la madre di tutte le chiese del
mondo. E a pronunciarle è il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. Poi
l'atmosfera si scioglie e nasce un sorriso sulle facce dei presenti. Dall'ex
presidente Ciampi, a metà governo dimissionario (Prodi, Rutelli, Fioroni, Bindi), al sindaco di Roma, Veltroni e agli esponenti
dell'opposizione (Gianni Letta in prima fila, e gli ex ministri Buttiglione e
Marzano). L'omelia di Bertone, durante la messa per l'anniversario della
Comunità di Sant'Egidio, è tutta incentrata sulla speranza vera, evangelica, e
su quella "falsa" di "un periodo storico turbinoso e complesso,
segnato dall'ideologia e dal senso prometeico di un'umanità che voleva
costruire se stessa e il mondo senza Dio o peggio contro di lui". Sono
passati infatti quarant'anni anni da quando, nel
febbraio del 1968 - sì proprio l'anno della contestazione, degli scontri di
Valle Giulia a Roma, dell'occupazione della Sapienza - un ragazzo non ancora
ventenne, adesso professore, Andrea Riccardi, fondò in un liceo romano la
comunità cattolica che adesso è presente in 70 paesi del mondo. Lo stato
d'animo di insoddisfazione e sfiducia nel futuro sintetizzata da Woody Allen,
secondo Bertone, deve lasciare però il posto al "dono" di un
cambiamento generato dal piccolo granello di senape, che riesce a diventare un
grande albero frondoso. Questa parabola, secondo il
Cardinale, si può applicare anche a quella che il capo dello Stato, Giorgio
Napolitano ha definito un'"Italia agitata e confusa". Che ne pensa,
cardinale, della crisi di governo? Ce la farà Marini? Ripete per due volte
Bertone: "Si legga attentamente l'omelia, lì c'è tutto". Esce in
fretta il segretario di Stato, dal "baciamano" delle autorità (150
vescovi, 14 cardinali, i rappresentanti di tutte le chiese cristiane, dagli
ortodossi agli anglicani). Prodi, accompagnato dalla moglie Flavia, non vuole
fare dichiarazioni, ma tutti hanno notato che qualche minuto prima, rientrando
in sacrestia al termine della messa, Bertone, con ancora i paramenti indosso,
si è mosso per salutare con grande cordialità il presidente Ciampi e la moglie
Franca, mentre al presidente del consiglio ha riservato solo una veloce stretta
di mano. Sono le otto di sera quando Bertone entra in un lungo colloquio a
quattr'occhi con Napolitano, appena arrivato dal Quirinale, in una delle sale a
piano terra del palazzo del Vicariato. E' evidente che non si tratta solo di
cerimoniale. L'incontro, faccia a faccia, dura ben 25 minuti. Un tempo
necessario per un esame approfondito della delicata situazione politica
interna. E' come se, terminate a Palazzo Giustiniani le consultazioni del
presidente incaricato Marini, un più alto punto- situazione, sia stato fatto
ieri sera tra Vaticano e Stato italiano. Una conferma, se si vuole, della
"vocazione diplomatica " della Comunità di sant'Egidio, che in
passato ha "risolto" complicate situazioni in Africa e in altre parti
del mondo tanto da essere ribattezzata da Igor Man, "l'Onu di
Trastevere". "Alla ispirazione, anzi, alla
passione cristiana - ha affermato Napolitano in un breve discorso di saluto -
si aggiunge la vostra singolare capacità diplomatica ", legata sempre agli
"alti ideali " e alla ricerca del "bene comune ". Per
questo, ha sottolineato il Capo dello Stato, "gli italiani vi devono
essere grati". In tutto, il presidente della Repubblica, accompagnato
dalla signora Clio, si è trattenuto, un'ora ("La voglia di venire ce
l'avevo e il tempo l'ho trovato "). Un salottino particolare con Riccardi
e con monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, tra i fondatori di
Sant'Egidio e a lungo parroco di Santa Maria in Trastevere. L'ex
segretario della Quercia, Fassino, commenta soddisfatto: "Sono passati i
tempi del segretario di stato Sodano. Il cardinal Bertone ha quasi fatto
un'investitura pubblica di Sant'Egidio, in una celebrazione solenne. Ed è di particolare rilievo che ben due volte abbia sottolineato la
particolare benedizione del Papa Benedetto". M.Antonietta Calabrò.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
POLITICA 02-02-2008 Anniversario Sant'Egidio, 40 anni di
comunità "Dio è morto, Marx è morto... e anch'io non mi sento molto
bene": a sorpresa, il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio
Bertone, ha aperto ieri a Roma l'omelia per ricordare i 40 anni della Comunità
di Sant'E- gidio con una citazione di Woody Allen. La famosissima battuta, è servita al cardinale per denunciare lo
"stato d'animo di una larga parte dell'umanità di questa nostra epoca,
apparentemente sempre più insoddisfatta e sempre meno fiduciosa nel
futuro". Alla messa di celebrazione della comunità erano presenti tanti
fedeli ma anche molti uomini politici. In prima fila il
presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi con la moglie Flavia, Il
presidente Napolitano, Francesco Rutelli, Giuseppe Fioroni, Rosy
Bindi, i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo, Walter
Veltroni, Piero Fassino, Gianni Letta e Rocco Buttiglione.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di CLAUDIO RIZZA ROMA La trattativa è appesa a quelle due
parole, "piccolo margine". E alla chiacchierata con Gianni Letta, che
ufficialmente fa lo gnorri ("siamo vecchi amici, è ovvio che ci si
senta") ma che farà l'ambasciatore per spiegare a Berlusconi che di Franco
Marini ci si può veramente fidare, che non vuole fare scherzi e che sarebbe
interesse di tutti modificare questa benedetta legge elettorale. Franco e
Gianni, entrambi ex dc e vecchi volponi, sanno benissimo che il dialogo è tra
sordi e che quel piccolo margine probabilmente sarà serrato lunedì. Però ci
sono ancora due giorni pieni per provarci e ragionare. Che poi Letta sia
passato anche per palazzo Chigi non va visto come un
inciucio con il premier, ma l'argomento era la riforma dei servizi segreti e
nulla più. Giorgio Napolitano, a sera, si duole per un'Italia "confusa e
agitata", mentre Marini consulta e riconsulta ma pensa solo a Berlusconi.
Il nodo è lì. Oltre all'appello segreto con Letta, c'è stato quello pubblico a
Forza Italia, che Marini ha fatto dai microfoni di palazzo Giustiniani,
esplicito: "È una mia convinzione personale, non riscontrata con fatti che
un grande partito che rappresenta la società, molto radicato,
molto presente come Forza Italia non possa trascurare l'accettazione di
uno sforzo, che è ritenuto utile così largamente". L'ha ripetuto anche al
suo staff e a quello stretto numero di amici e consiglieri che lo circondano a
palazzo Madama, da Mattarella a Bianco, da Zanda a D'Andrea, a Fioroni. Ed ha allargato il discorso, guardando oltre:
"Questo Paese ha bisogno come il pane di far sparire dal lessico politico
la parola "nemico". Ce lo chiedono i
cittadini, questo è lo spirito del tentativo che sto facendo e che tornerà
utile anche in campagna elettorale e dopo, nella prossima legislatura".
C'è chi al dialogo con Letta dà grande credito, come il
ministro Chiti, autore della prima bozza sulla riforma elettorale: "Se c'è
un filo diretto tra Marini e Gianni Letta, e funziona, è importante al di là
del governo e della situazione attuale. Bisogna nella chiarezza
moltiplicare i rapporti corretti e trasparenti tra le forze politiche e gli
esponenti delle diverse aree. Ne ha bisogno l'Italia per il
suo rinnovamento e tanto più di fronte ai problemi di una situazione
internazionale così complessa e difficile". Se a Chiti si
accoppiano le dichiarazioni di Casini, sul dialogo da riaprire "dopo"
le elezioni, ecco che in molti coltivano la speranza di "svelenire"
una volta per tutte il clima da guerra totale, che ha reso ingovernabile il
Paese molto più della legge elettorale. Grande coalizione sulle riforme?
"Prima o poi ci si arriverà, se non è oggi sarà domani", ha auspicato
Casini. E' probabile che con il dialogante Veltroni tutto questo possa
accadere. L'esploratore lo dice apertamente: "Il Paese chiede di mutare in
senso positivo il clima, chiede anche di decidere assieme e questo potrebbe
servire nella realtà di oggi e, comunque vadano le elezioni quando le faremo,
potrebbe portare ad un miglioramento dei rapporti". Poi s'è dato fiato:
"Non c'è dubbio che un margine c'è, un piccolo margine c'è ancora e io
voglio vedere fino in fondo". Pdci e Verdi frenano, non deve esserci
accordo con la destra. Per Bertinotti l'Unione è finita, le elezioni
inevitabili e "certe", la sinistra andrà al voto in un soggetto
unitario. Lunedì sarà la giornata per tirare le somme. Marini non vuole menare
il can per l'aia, né dare l'impressione di lavorare per la concorrenza. Non
dirà a Berlusconi "sei circondato", ma "fidati, hai da
guadagnarci" e sottolineerà che è dal mondo del Cavaliere, dagli
industriali e dalle forze sociali, dal mondo produttivo, oltre che dalla Chiesa
e da tanti altri, che viene la spinta per cambiare le regole e garantire
migliore governabilità. Basterà?.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Lettere Tanto da fare prima d'incenerire Nello Margiotta -
NAPOLI Il decreto legge 22/1997 su "Attuazione delle direttive 91/156/Cee
sui rifiuti, 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e 94/62/Ce
sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio" regolamenta la materia
della gestione rifiuti; in esso non compaiono mai le parole inceneritore o
termovalorizzatore ma compaiono parole come "catasto dei rifiuti",
"registro dei rifiuti", "prevenzione dei rifiuti".
Nell'articolo riguardante il "recupero dei rifiuti" si elenca, ai
fini di una corretta gestione dei rifiuti, cosa le autorità competenti debbano
favorire: il reimpiego e il riciclaggio; le altre forme di recupero per
ottenere materia prima dai rifiuti; l'adozione di misure economiche e la
determinazione di condizioni di appalto che prevedano l'impiego dei materiali
recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi;
l'utilizzazione principale dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per
produrre energia. Come si vede l'opzione "combustibile" è solo
l'ultima e neanche la più centrale di un sistema virtuoso. Ora finalmente la
Regione ha nominato un pool tecnico di ottimo livello, da Brenner a Canapini al
napoletano Cavaliere che ci da un po' di fiducia, ma
intanto le tante inadempienze delle amministrazioni locali in questi anni,
hanno ridotto le province di Napoli e Caserta a immense discariche a cielo
aperto, come era prevedibile. E il litigio finisce a spaghetti a vongole
Giuseppe Diotto - TORINO Prima ci si insulta a distanza, poi si studiano le
reazioni della controparte per un paio di giorni, poi si procede con l'incontro
chiarificatore. Magari davanti a un fumante piatto di spaghetti alle vongole e
un buon vinello. E questo sarebbe il confronto che aiuta una democrazia a
crescere nel rispetto di tutti? Ma non scherziamo. I cittadini non meritano
questo indecente spettacolo. Scrisse Nicolò Tomaseo: "Se volete
riconciliare due uomini o due parti, non parlate mai per primo con colui che ha
più torto". Se si riconciliano tra loro, si vede che i torti si
equivalgono. Ma la caduta del governo sta a dimostrare che non sempre finisce a
spaghetti a vongole, tarallucci e vino. Inutili collaudi e
"bollini blu" Maria Piccolo - NAPOLI Con il fermo
indiscriminato delle auto euro 2 (il 34% di quelle circolanti) in base a un
provvedimento sindacale vessatorio e demagogico, mi domando a che serve il
collaudo biennale delle auto e, ancor più, il bollino blu annuale, entrambi
obbligatori. A norma degli accertamenti sulle emissioni nocive, penso che gran
parte dei bus pubblici dovrebbero essere inviati allo scasso. Un esempio: avevo
davanti alla mia euro 2 (risultata perfetta ai
collaudi) un bus C31, targato AN 368 ZU, in più che evidenti pessime
condizioni, che dal tubo di scarico emetteva fumo nero e maleolente. Ed è solo
uno dei moltissimi casi. Talvolta penso che sarebbe il caso che certe persone
lasciassero in garage le auto blu e si degnassero di frequentare la gente
comune per ascoltare di persona il giudizio dei loro male-amministrati. Un
massacro al microscopio Lina Silvestro - NAPOLI Ma quanti tipi di amore esistono?
Uno o tanti quanti sono gli uomini? Sono convinta che l'amore sia unico, ma
essere per essere perfetto dovrebbe abitare un essere perfetto. Ci sono esseri
perfetti sulla Terra? È possibile, ma è certo che ciascuno di noi rappresenta e
compone una vasta gamma di imperfezioni ed ecco che tutto ciò che ne deriva è
imperfetto, compreso l'amore. Rosa e Olindo sono imperfetti in ogni loro atto
di quotidianità, ma perché non relegarli in un piccolo spazio della memoria,
anziché dare corpo alle loro espressioni riportando il loro quotidiano, comune,
aberrante comportamento? Perché non cala il silenzio su questo caso e su tutti
i casi che esprimono il peggio di tutto? Non reggo il malessere che mi assale
ogni volta che, nero su bianco, nei quotidiani colgo lo sforzo di menti capaci
che si soffermano nel descrivere e tratteggiare un'umanità malata. Non è a
questa umanità che bisogna dare attenzione, non è così che si può sciogliere
l'intricato alimento delle angosce umane. La dottoressa Silvestro lavora al Pascale
e coglie un argomento cruciale: la morbosità dei media su certi fattacci di
cronaca nera. Cogliere i gesti d'intimità in una gabbia di tribunale dei
coniugi processati per il massacro di Erba, tentare di decifrarli in contrasto
con l'orrenda colpa di cui sono imputati non aiuta nessuno e accresce la
confusione di un tempo sbandato. L'asilo nido è ancora chiuso Giuseppe Nitto -
NAPOLI Caro dottor Gargano, scrivo in nome di alcuni genitori che hanno
iscritto i bambini all'asilo nido comunale Don Peppino Diana, nel plesso
scolastico Fiorelli in Via Campanella a Napoli, per segnalare che l'asilo -
nonostante ripetute proteste rivolte al Comune - non è ancora entrato in
funzione, giacchè mancano due bidelli e le suppellettili. Ho scritto
all'assessore all'Educazione, senza riscontro, mentre devo dare atto
dell'impegno del presidente della Municipalità Chiaia, Fabio Chiosi, che ha
compulsato più volte chi di competenza, compreso il
ministro Fioroni, e ha segnalato ai media la gravissima circostanza. La spiacevole
situazione conferma il degrado in cui versa la nostra città, amministrata da
incompetenti, che non riescono nemmeno ad allocare il personale necessario per
rendere operativo un asilo nido, rimpallandosi le responsabilità, in guisa che
quasi trenta bambini da fine settembre sono a spasso (costretti a stare a casa e sballottati da parenti che se ne prendono talvolta
cura), creando disagio nelle famiglie. Spero che il sindaco Iervolino e
l'assessore Gambale forniscano tempestive risposte, indicando quando l'asilo
potrà funzionare. I prodotti campani non sono a rischio Arturo Nucci - CICCIANO
(NA) In questi infelici giorni è emersa la netta avversione verso i prodotti
agricoli locali, manifestata da personaggi noti e dalla gente comune. È
comprensibile come l'emotività, eccitata dall'incivile esposizione dei rifiuti,
abbia favorito questo atteggiamento, tuttavia non condivisibile. Se gli stessi
napoletani dichiarano di non volere consumare i prodotti del luogo perché
ritenuti nocivi, come si può sperare che questi troveranno collocazione nelle
altre regioni? Un'analisi sulla base di elementi più razionali tende ad
attenuare il rischio nelle coltivazioni. Pur essendo documentato che
l'incenerimento incontrollato dei rifiuti libera diossina, è assai ridotta l'esposizione
umana al contaminante attraverso il consumo di prodotti ortofrutticoli. Data la
natura liposolubile della molecola, la diossina tende ad accumularsi
prettamente nel tessuto adiposo degli animali e ciò non le permette di
raggiungere concentrazioni elevate nei vegetali, che sono invece ricchi di
acqua. Il contaminante può essere trasportato, mediante le particelle di
cenere, sulle parti arboree dei pascoli e ritrovarsi sulla superficie dei
vegetali, ma solo il consumo diretto, come avviene per gli animali, può essere
una causa potenziale di ingestione di diossina: ben diverso, quindi, dalle
abitudini alimentari che prevedono prima del consumo, pulizia e lavaggio del
prodotto ortofrutticolo. Altre possibili forme di inquinamento dei prodotti
agro-alimentari, provenienti da zone circoscritte e di ridotta estensione, a
ridosso di discariche, vanno individuate con la rapida adozione di un sistema
di certificazioni volontarie, che ci disponiamo a realizzare al più presto, per
rassicurare i consumatori. Già molte imprese associate alla Confagricoltura,
produttrici di derivati del latte e di ortofrutta, rispettano le norme che
forniscono ampie garanzie. Spero che esse contribuiscano a mitigare giudizi
drastici e frettolosi, le cui conseguenze minacciano la sopravvivenza di
migliaia di aziende e la scomparsa di alcune straordinarie tipicità culturali
della nostra terra, sino a ieri molto apprezzate.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
Gli insegnanti: conseguenza di un disimpegno crescente.
Mancano senso del dovere e regolarità nello studio Buchi in pagella, studenti
nei guai Oltre la metà alle prese con i corsi di recupero. Le insufficienze
soprattutto nelle materie di punta Più della metà degli studenti del
Pordenonese in questi giorni stanno recuperando un gap scolastico, ricucendo le
materie dove si è verificato uno strappo nel profitto. I "buchi" si riscontrano
nelle discipline di punta dell'istituto frequentato: così latino al classico,
matematica allo scientifico, topografia al geometri.
Ma quel che preoccupa in generale è l'abbassamento dell'impegno.Se nel Paese dei Balocchi Pinocchio si trasformò in un
ciuchino e se per molti la quotidianità è un luna park dove tutto è accessibile
solamente chiedendo, allora è facile che in circolazione si trovino sempre più
"asini". Una condizione dettata dal disimpegno che come una pentola a
pressione scoppia dove c'è la maggiore concentrazione dei giovani: a scuola. In
Italia il 42 per cento degli studenti viene promosso con debiti e solo uno su
quattro li recupera."Il disimpegno è crescente a
partire dal 1985 e con un'accelerazione negli ultimi cinque anni - dichiara il
dirigente Vincenzo De Tullio - Gli studenti spesso non studiano con senso del
dovere e regolarità, per questo emergono le lacune che si protraggono negli
anni". Per sanare i "buchi" il ministero ha indicato modalità,
strumenti e risorse da incanalare nei percorsi di recupero. Circa 500 studenti
spalmati su una novantina di corsi con gruppi che vanno da
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)
Argomenti: Scuola
NEGLI ISTITUTI Il traguardo del 31 agosto: debito sanato
oppure la bocciatura Al 31 agosto - senza possibilità di deroghe - tutti gli
studenti dovranno aver sanato le loro deficienze, pena la bocciatura. Perciò
l'estate non sarà più solo un momento di svago, ma di studio e preparazione per
azzerare i debiti. La regola vale anche per gli insegnanti coinvolti nei corsi
di recupero. Eppure se con la fine del quadrimestre i docenti interni di quasi
tutte le scuole sono riusciti a coprire le lezioni di recupero, lo stesso non
potrà avvenire in estate. L'allarme è stato lanciato dai presidi che dovranno
reperire i docenti fuori dalle mura scolastiche chiamati
a dirigere. Telefoni bollenti, dunque, per i mesi caldi in attesa che un
professore dia la propria disponibilità e se i docenti più ambiti sono in
ferie, non resterà che cercare tra i neolaureati. Ma chissà se quest'ultimi
avranno l'esperienza necessaria a risolvere le lacune di uno studente. Dalle
scuole si prevedono con la calura meno corsi di recupero, anche perché molti
ragazzi avranno, difatti eliminato i voti sotto il sei nel corso dell'anno."Già in questo momento il problema si è presentato e
non siamo riusciti a coprire tutti e 90 i corsi di recupero con docenti interni
- dichiara Francesco Andreoli che siede sulla poltrona più alta del liceo
"Grigoletti" - Gli insegnanti non possono essere obbligati, quindi
abbiamo lavorato sulle disponibilità, piuttosto che chiamare i neolaureati è
meglio non fare i corsi".Sergio Chiarotto, preside al
"Leo-Major" preferisce non pensare all'estate, intanto è felice
dell'attuale organizzazione che i professori si sono dati in autonomia, quella
che ha consentito di coprire le esigenze dei ragazzi. "In estate ci potrà
essere il problema - fa chiarezza Giovanni Mauro Dalla Torre, vicepreside
all'istituto professionale "Flora" - poiché vi è l'esigenza di
garantire le ferie ai docenti". Trentasei giorni all'anno che non si
toccano, ferie che non si possono nemmeno pagare per la politica di risparmio
sulla spesa pubblica. Altra cosa poi sono i giorni in cui la scuola resta
chiusa e gli insegnanti a casa. "In questi momenti -
rimarca il dirigente Vincenzo De Tullio - molti docenti portano avanti le
attività di tipo progettuale. All'Ipsia abbiamo già proceduto a fare
un'indagine interna, ma sono pochi gli insegnanti interni a garantire la
disponibilità. Così prenderemo i nominativi dalle graduatorie e potrà essere
necessario ricorrere anche ai neolaureati. Tuttavia, non prevedo grandi corsi nel periodo estivo, in specie
per le materie per cui è solo necessario studiare".Viene da chiedersi, quando i recuperi avranno fatto il loro
corso, se il famoso decreto 80 di Fioroni sancirà
più bocciature o un reale miglioramento nell'apprendimento.Sa.Ca.
( da "Giornale.it, Il" del
02-02-2008)
Argomenti: Scuola
L'Italia è bloccata come in questa foto di Cristiano Gatti
- sabato 02 febbraio 2008, 14:44 Poi il caro-pane. E il caroriso. E il
caro-frutta. E il caro papà che non ce la fa più con i conti di fine mese.
Sembravamo tutti quanti sull'orlo della bancarotta, neanche tanto fraudolenta:
dobbiamo forse pensare che improvvisamente i prezzi siano precipitati, o che
tutti abbiamo ereditato dallo zio d'America, così da ballarci allegramente, sul
caro-vita? Poi i mutui. è allarme insolvenze, benché
in forma meno grave rispetto a quella americana: così, un giorno, abbiamo
appreso. Con aggiunte per niente rassicuranti: sono sempre di più le famiglie
che si indebitano. La domanda, ora, è la stessa: che ne è dell'emergenza-debiti?
Miracolosamente tutti rientrati, in banca? Poi le stragi del sabato sera. Aun
certo punto la psicosi collettiva, con la forte tentazione di barricarci in
casa dopo le ore diciotto. Dello stesso filone, l'emergenza ubriachi al
volante: ce la siamogià scordata, questa piaga moderna? Fino all'altro ieri
sembrava il primo dei problemi. Improvvisamente, il silenzio. Vogliamo
concludere che nessuno più beve, e che comunque se beve si rifiuta
categoricamente di guidare? Poi il bullismo a scuola. Fermate il mondo, il
bullismo sta distruggendo il nostro tessuto sociale. Così ci angosciavano i
Crepet dai loro punti di osservazione privilegiati. Il
ministro Fioroni e i suoi esperti in riunione permanente, i presidi sollecitati
al giro di vite, i genitori a organizzare ronde sul marciapiede. Solo per
curiosità: che ne è del bullismo? Poi l'emergenza cocaina. Uso sempre più
diffuso, a tutte le età, in tutti i ceti. Inchieste sui fiumi cittadini,
che con rapide analisi evidenziano residui monumentali della droga chic. Che ne
è della cocaina: tagliata anche come problema? Poi l'emergenza rom. Rom come
Romania, ad un certo punto. Zingari e quant'altro, tutti nel calderone del
nuovo spettro, questa insicurezza così subdola e così strisciante. Cos'è,
emergenza risolta? I rom hanno tutti sbaraccato e noi
possiamo tenere aperte le finestre di notte? Fermiamoci qui. E diciamolo senza
pudori: no, continua a non essere per niente facile il mestiere d'italiano.
Ogni mattina, mentre loro si consultano, noi ci ammassiamo - qualche volta ci
ammazziamo - lungo le tangenziali est e ovest, i
raccordi anulari, i passanti di Mestre, oppure tentiamo di salire su treni
apocalittici - qualche volta restando giù - per raggiungere in tempi biblici,
con stress immani, le scuole e i posti di lavoro.