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DOSSIER “RIFORMA ELETTORALE!”

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Ma a chi ci ispiriamo ? ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-02-2008)

Abstract: LEGGE ELETTORALE "Ma a chi ci ispiriamo"? Riforma legge elettorale: ci ispiriamo alla Germania oppure alla Francia o, magari, alla Gran Bretagna? Ispiriamoci a chi volete, ma non fatela "all'italiana". Sono cinquant'anni che i governi durano "l'espace d'un matin" (salvo il passato governo Berlusconi) perché si deve accontentare tutti!

Più chiarezza, ma il Senato resta un rebus ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-02-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: ultimo anno si sono succedute ben ventiquattro proposte di legge per riformare il sistema di voto, le più svariate e talvolta bizzarre". Questo rimescolamento delle carte muterà anche i rapporti di forza o i seggi? "Il risultato del passaggio tra i risultati dei voti e l'assegnazione dei seggi sarebbe completamente diverso.

STATI EUROPEI ( da "Corriere della Sera" del 09-02-2008)

Abstract: una Camera Alta vi siano membri di nomina regia o presidenziale (la Gran Bretagna ha ancora una House of Lords). è grave invece che la Camera Alta abbia esattamente gli stessi poteri dell'altra. La storia italiana degli ultimi mesi sarebbe stata completamente diversa se il potere di sfiduciare il governo fosse stato riservato (come in Germania per esempio) alla Camera dei deputati.


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Ma a chi ci ispiriamo ? (sezione: Riforma elettorale)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-02-2008)

 

LEGGE ELETTORALE "Ma a chi ci ispiriamo"? Riforma legge elettorale: ci ispiriamo alla Germania oppure alla Francia o, magari, alla Gran Bretagna? Ispiriamoci a chi volete, ma non fatela "all'italiana". Sono cinquant'anni che i governi durano "l'espace d'un matin" (salvo il passato governo Berlusconi) perché si deve accontentare tutti! E, poi, finitela di dire che la governabilità dipende soltanto dal sistema elettorale: in Germania, Francia, Inghilterra i governi sono stabili perché hanno parlamentari veri. Un esempio: in Germania, attualmente, sta governando la coalizione dei due maggiori partiti che, alle ultime elezioni, hanno, praticamente, ottenuto lo stesso numero di voti: proprio come l'Italia ma, purtroppo, soltanto come risultato elettorale! Gianni Lorenzi Costabissara.

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Più chiarezza, ma il Senato resta un rebus (sezione: Riforma elettorale)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-02-2008)

Argomenti: Proposte di legge

"Muta l'offerta politica in vista delle elezioni di aprile e lo scenario diventa un po' più aperto delle settimane precedenti. La cosa paradossale è che, a questo punto, sembra profilarsi una situazione molto simile a quella che potrebbe esserci stata se avessimo scelto di votare con il modello tedesco. Due forze o gruppi a destra e due a sinistra". Così Paolo Natale, politologo dell'Università Statale di Milano ed editorialista del quotidiano Europa, evidenzia, in quest'intervista, l'accelerazione politica in vista del voto. E al centro? "La Rosa Bianca - aggiunge Natale - potrebbe andare insieme a Casini, se l'Udc non rientrerà sotto le ali di Berlusconi e Fini. Queste due forze - Udc e Rosa BIanca - potrebbero attrarre i consensi dei delusi da tutti e due gli schieramenti che sinora si sono affrontati in Parlamento. Ma è chiaro che i giochi si faranno, ancora una volta, al Senato dove la maggioranza dell'ex Cdl potrebbe essere di soli 10 seggi, richiedendo altre alleanze. E potrebbe farsi incertissima la competizione in Regioni che ora non sono più sicure per Berlusconi: Liguria. Abruzzo, Basilicata e anche la Sardegna". Natale, però, resta prudente: la mappa dell'offerta politica elettorale potrebbe cambiare ancora, riservandoci, forse, delle altre sorprese da qui al termine della campagna elettorale. Una campagna elettorale che sta per entrare nel vivo. La mappa della politica italiana in vista del voto subisce continue accelerazioni, non senza polemiche. Verso quale scenario elettorale stiamo andando? Muteranno anche i numeri e i rapporti di forza? "Lo scenario diventa un po' più aperto rispetto ad un centrodestra tutto unito come era nelle ipotesi di qualche giorno fa. La cosa paradossale è che a questo punto sembra profilarsi un'offerta politica molti simile a quella che potrebbe esserci se votassimo con il sistema tedesco, pur non essendoci questo sistema". Il sistema tedesco ha tenuto banco per mesi quando si discusse di riforma elettorale. Non è una strana coincidenza? "Il fatto è che, come avviene in Germania, oggi vediamo in campo almeno quattro gruppi politici: su un fronte una sinistra radicale e il Pd con forse anche Di Pietro; dall'altro versante un centrodestra abbastanza forte e federato con la Lega ma anche un polo di centro con Casini. Ecco perché questo schieramento di forze potrebbe assomigliare a quello che avremmo avuto forse con un sistema di voto alla tedesca oppure con il recupero del "Vassallum" in parte modificato. Faccio presente, come è stato da più parti sottolineato, che nell'ultimo anno si sono succedute ben ventiquattro proposte di legge per riformare il sistema di voto, le più svariate e talvolta bizzarre". Questo rimescolamento delle carte muterà anche i rapporti di forza o i seggi? "Il risultato del passaggio tra i risultati dei voti e l'assegnazione dei seggi sarebbe completamente diverso. Se alla Camera chi vince prende tutto grazie al premio di maggioranza, al Senato i tanti premi regionali possono determinare risultati intermedi abbastanza diversificati. Io ho fatto una veloce analisi aggiornando la situazione attuale rispetto ai risultati delle elezioni del 2006". Con quali esiti? "Per il momento, le Regioni potrebbero essere, quasi quasi, divise in due. Il Pd più Di Pietro potrebbe vincere, oltre che nelle sue zone tradizionalmente "rosse" o storiche, ma sarebbe competitivo anche in quelle Regioni dove prima della scelta di Veltroni di correre da solo era date sicuramente alla destra: la Liguria, l'Abruzzo, la Basilicata e anche la Sardegna". Nei suo raffronti ha considerato anche il peso elettorale futuro della Rosa bianca? "Ho preso in esame la possibilità che poi la Rosa Bianca, poi, potrebbe andare insieme a Casini, se l'Udc non rientrerà nel Pdl. Non è una cosa impossibile. Certo il centro potrebbe avere un suo peso specifico maggiore arrivando ad una quota compresa, come per la sinistra radicale, tra il 5 e il 10%. Ricordiamo che già nel 2006, l'Udc, da sola, aveva ottenuto il 6,5%. Quindi una coalizione di centro potrebbe risultare più appetibile per tutto quell'elettorato deluso sia da Berlusconi che dal centrosinistra. Una cosa è certa: tutto questo al Senato sarebbe molto rischioso". Perché? "Ammettiamo che il voto regionale si concluda in parità e che per effetto dei singoli premi il centrodestra abbia la maggioranza. Quest'ultima non sarebbe comunque sicura perché al massimo raggiungerebbe uno scarto di 10-15 senatori. E quindi rientrerebbero in gioco, di nuovo, possibili alleanze differenti". A meno che l'offerta politica non si semplifichi ulteriormente nei prossimi giorni... "Infatti. Oggi diciamo queste cose, domani forse dovremo aggiungerne delle altre. Siamo ancora in una situazione molto fluida e incerta". Daniele Vaninetti.

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STATI EUROPEI (sezione: Riforma elettorale)

( da "Corriere della Sera" del 09-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-02-09 num: - pag: 41 categoria: BREVI STATI EUROPEI Scelta dei candidati Caro Romano, nei maggiori Stati europei (Francia, Germania, Regno Unito, ecc.) i votanti alle elezioni politiche possono scegliere il candidato preferito nelle liste presentate dai partiti? Ed esistono nei rispettivi parlamenti figure come i nostri "senatori a vita" (nominati dal capo dello Stato o per diritto come ex presidenti della Repubblica) e, nel caso affermativo, hanno diritto al voto nelle assemblee di cui fanno parte? Oreste Acton, Genova Non sono un esperto di sistemi elettorali, ma l'Italia non è certamente il primo Paese in cui l'elettore abbia dovuto scegliere fra "liste bloccate " senza il diritto di esprimere preferenze. Le ricordo d'altro canto che il sistema delle preferenze, oggi invocato da molti, si presta alle manipolazioni e fu molto criticato, soprattutto all'inizio degli anni Novanta. Quanto ai "senatori a vita", credo che il problema andrebbe posto diversamente. Non è grave che in una Camera Alta vi siano membri di nomina regia o presidenziale (la Gran Bretagna ha ancora una House of Lords). è grave invece che la Camera Alta abbia esattamente gli stessi poteri dell'altra. La storia italiana degli ultimi mesi sarebbe stata completamente diversa se il potere di sfiduciare il governo fosse stato riservato (come in Germania per esempio) alla Camera dei deputati. ANDARE ALLE URNE Il tempo per negoziare Caro Romano, di questi tempi pare non vi sia uomo delle istituzioni, politico o cittadino qualsiasi che non dichiari che bisogna cambiare regole, metodi, leggi, del nostro sistema elettorale. Tra questi, mi pare si possa annoverare anche il presidente della Repubblica. Ora le domando che cosa ostava, se non la consuetudine, a indire le elezioni per il 24 febbraio o al massimo per il 2 di marzo? Giuliano Sassa gsassa@inwind.it I tempi della campagna elettorale possono essere brevi nei Paesi in cui vi sono pochi partiti e sistemi elettorali che non costringano le forze politiche a stringere patti e accordi di varia natura. In altre parole occorre il tempo per negoziare. Considerata la natura della nostra legge elettorale, è persino sorprendente che gli italiani possano andare alle urne in aprile. ERARIO Chi paga, chi no Valentino Rossi ha fatto pace con l'Erario: pagherà soltanto 20 milioni di euro contro i 112 reclamati inizialmente. Francamente mi chiedo come sia possibile che il Fisco chiuda un contenzioso accontentandosi di incassare così poco. E Rossi, purtroppo, non è il solo. Altri noti personaggi si sono accordati, più o meno alle stesse condizioni. Questa è la dimostrazione che non siamo un Paese serio ed equo: solo se sei ricco puoi permetterti di pagare meno delle tasse dovute allo Stato. Con buona pace della gente comune! Silvano Stoppa silvano.stoppa@poste.it EVASIONE FISCALE Sconti considerevoli Nella mia semplice ottica di lavoratore dipendente precario, trovo comunque giusto pagare le tasse fino all'ultimo centesimo (mi vengono trattenute alla fonte). Non vedo invece motivazioni valide per le quali evasori per decine e decine di milioni di euro, possano risolvere la faccenda pagando solo un quarto o un quinto del dovuto. Se l'Italia fosse un Paese serio, oltre a chiedere fino all'ultimo centesimo, si farebbe dare anche gli interessi! Franco Milletti milletti@email.it CAMPAGNA ELETTORALE Un confronto Sono in Spagna da qualche tempo dove sto assistendo alla campagna elettorale per le elezioni del 9 marzo, è aspra e accesa ma con poche cadute di stile. Seguo con interesse anche le primarie americane sui canali satellitari e ne riconosco la superficialità ma anche la grande correttezza. Quando controvoglia mi interesso delle vicende nostrane provo solo rabbia per il livello dei litigi. Alberto Mascetti albmash@hotmail.com PARTITI Il finanziamento Nonostante lo scioglimento delle Camere, i partiti continueranno a percepire il finanziamento pubblico, riciclato come rimborso spese, per gli interi cinque anni della legislatura che è invece durata meno di due e potranno sommare a questa montagna di denaro il nuovo finanziamento che matureranno il 13/14 aprile. In tutto, si calcola, 300 milioni di euro. E questo alla faccia della miseria delle famiglie che non arrivano a fine mese e dei giovani disoccupati senza futuro. Alessandro Mezzano alessandro.mezzano@ bcc.tin.it REVISIONE AUTO L'aumento del costo Per revisionare l'auto non si spendono più 42 euro ma 64,70. Come può essere definito tale aumento? Altra gabella o "revisione"dei costi? Perché gli stipendi non aumentano con percentuali così elevate? E poi ci si chiede perché gli italiani non riescono a stare dietro al caro vita. Giovanni Giovi, Roma PARLAMENTARI Le assenze Per un primo passo verso una vera riforma della "questione morale", la Camera e il Senato dovrebbero pubblicare nei rispettivi siti web le percentuali delle assenze dei parlamentari nelle sedute della legislatura precedente. Gianfranco Arciero, Roma EDUCAZIONE FISICA Taglio delle cattedre Ancora una volta, per contenere il costo dei rinnovi contrattuali nella scuola, saranno i docenti di educazione fisica che vedranno ridurre un numero considerevole di posti di lavoro nelle scuole superiori dove l'insegnamento è impartito per squadre distinte per sesso (maschili e femminili), così come previsto da norme mai abrogate, dettate dalla profonda differenziazione fisica e fisiologica in età adolescenziale, oltre che da differenze di ordine tecnico in tutti gli sport. In Abruzzo, ad esempio, sono previste 39 cattedre in meno nel prossimo anno scolastico. Carlo Recchioni carlorecchioni@scientificogalil eilanciano.it.

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