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DOSSIER “RIFORMA ELETTORALE!”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Cosa c'entra ora il referendum ( da "EUROPA.it" del 03-02-2008)

Abstract: anzi in questo momento vale soprattutto per la nomenklatura del Pd, o per parte di essa. Confessiamo che non abbiamo capito la mossa di porre come obiettivo del già difficile tentativo di Marini un governo che faccia "o le riforme o il referendum " (come hanno detto ieri Veltroni e Franceschini, e aveva prima proposto D'Alema in inedita sintonia con Lerner).

<Senza accordo subito al voto> ( da "Corriere.it" del 03-02-2008)

Abstract: contrario al buonsenso e alla logica politico-istituzionale rinviare un referendum che ha per oggetto proprio la legge elettorale". E comunque, puntualizza Guzzetta, "nessun intento dilatorio o condiscendenza a soluzioni pasticciate". MARINI: C'E ANCORA UNO SPIRAGLIO - Com'era apparso da subito, la missione di Marini appare però difficilissima.

Crisi, scintille tra Fini e Veltroni ( da "Corriere.it" del 03-02-2008)

Abstract: IL LEADER DI AN: "GRANDE COALIZIONE? RICHIESTA STRUMENTALE, centrosinistra disperato" Crisi, scintille tra Fini e Veltroni Il segretario del Pd: "An ha votato questa legge elettorale e poi ha firmato il referendum per abrogarla" Walter Veltroni (Newpress) PALERMO - Più che prove di dialogo, assomigliano a stoccate da campagna elettorale.

Esponenti di Forza Italia, "le elezioni anticipate piacciono a chi pensa di vincerle e non piacciono ( da "Alto Adige" del 03-02-2008)

Abstract: unica possibilità di successo è una legge elettorale fatta dai due maggiori partiti con l'obiettivo di stroncare quelli piccoli. Chiamare i partitini al tavolo della riforma elettorale è come affidare a Dracula il reparto trasfusioni. Non c'è nulla di più ingenuo del richiamo al senso di responsabilità, o, come piace dire ai pomposi politici nostrani,

Polverini: maggioranza vera o meglio andare al voto subito ( da "Giornale di Brescia" del 03-02-2008)

Abstract: della sua organizzazione a favore dei referendum "convinti che questo sistema elettorale non può premiare la politica delle scelte delle quali il Paese ha bisogno". Polverini ha ricordato che il suo sindacato ha sposato la causa dei referendum per due ragioni: "In quanto si deve restituire a cittadini e lavoratori la possibilità di esercitare il potere di scelta con la preferenza;

ROMA - Altro che spiraglio. Tutto sembra chiuso. Sbarrato. Eppure Franco Marini non intende arrender ( da "Messaggero, Il" del 03-02-2008)

Abstract: anche in caso di accordo sulla riforma elettorale. Su questo Marini è stato esplicito con Letta. Peraltro, la linea fin qui seguita dal presidente incaricato ha praticamente cancellato ogni ipotesi di successivi tentativi per formare un governo. Se, domani sera o martedì mattina, Marini dovesse portare al Quirinale un referto negativo,

Urne, duello Veltroni-Cdl ( da "Corriere della Sera" del 03-02-2008)

Abstract: Il discorso di Veltroni è un continuo ribaltamento della realtà. Non si possono imputare le colpe di un mancato accordo sulla riforma elettorale al centrodestra quando invece tutto deriva dall'incapacità del governo della sinistra, che non è riuscito a combinare nulla in venti mesi: eppure Veltroni dice che Prodi ha fatto "un lavoro straordinario"

Montezemolo: <Il mondo produttivo chiede la riforma elettorale. Ma senza intese alle urne il prima possibile> ( da "Arena.it, L'" del 03-02-2008)

Abstract: Prima indire il referendum, poi sciogliere le Camere e arrivare a nuove elezioni in maggio". "Le forze sociali sono state concordi sulla necessità di un cambiamento della legge elettorale", ha poi riassunto la seconda carica dello Stato, "per la stabilità e l'efficienza del settore pubblico serve una nuova legge elettorale".

Crisi/ Cesa: "L'Udc non sarà la stampella del centrosinistra. Tempo scaduto, si vada alle elezioni" pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-02-2008)

Abstract: ANGELETTI (UIL), SERVE RIFORMA ELETTORALE; BIPOLARISMO MALATO. "Serve una riforma elettorale perchè questa legge elettorale ha dimostrato di creare un bipolarismo malato, perché si vota contro e non per fare, questa è la vera malattia dell'Italia mentre serve chiedere consensi per fare una buona politica".

Scintille tra Fini e Veltroni Al via la campagna elettorale ( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

Abstract: Il discorso di Veltroni è un continuo ribaltamento della realtà. Non si possono imputare le colpe di un mancato accordo sulla riforma elettorale al centrodestra quando invece tutto deriva dall'incapacità del governo della sinistra, che non è riuscito a combinare nulla in 20 mesi: eppure Veltroni dice che Prodi ha fatto "un lavoro straordinario"

Roma NOSTRA REDAZIONE Il lupo, si sa, è un animale ( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

Abstract: potrà distrarsi con due feste di compleanno: quella per gli ottant'anni di Ciricao De Mita, a Roma, e quella per i novant'anni di uno zio francescano, all'Aquila.Tra i "consultati" di ieri c'erano anche i comitati, per il referendum e per la riforma elettorale. Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore del referendum, racconta così l'incontro con il presidente del Senato:

Montezemolo: <Non c'è sbocco, subito alle urne> ( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

Abstract: Nella terza giornata di consultazioni erano di turno, non senza polemiche, le parti sociali, il comitato promotore del referendum, il comitato per la riforma elettorale. Il primo a riferire del colloquio con il presidente del Senato è stato Montezemolo, a nome delle nove associazioni datoriali firmatarie del "manifesto per la governabilità" (

L'INTERVENTO ( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

Abstract: governo capace anche di affrontare il tema della riforma elettorale e se così non fosse, sarà il referendum che si incaricherà di "riformare" l'attuale strampalata legge elettorale.Ci sono momenti in cui la rapidità deve prevalere sulla riflessione e per me questo è uno di quei momenti: ne ha bisogno la politica, ne ha bisogno l'economia, ne hanno bisogno soprattutto gli italiani.

VELTRONI: CDL, ANSIA DEL VOTO FINI: CENTROSINISTRA DISPERATO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-02-2008)

Abstract: Ma anche nel centrosinistra le dichiarazioni di Montezemolo hanno cancellato ogni speranza, compresa quella che si possa realizzare un governo che porti al referendum elettorale. Lo dimostrano le parole di Luciano Violante, che invita il Comitato promotore a rivolgersi alla Consulta se la consultazione non potrà svolgersi.

Rifondazione La parola torni agli iscritti Caro direttore, leggiamo su alcuni quotidiani che già circolano nomi di possibili candidati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri pe ( da "Liberazione" del 03-02-2008)

Abstract: creato un corto circuito che è sotto gli occhi di tutte e tutti. Non aver capito questo porta il Partito a commettere errori su errori, con in ultimo la proposta di un governo a tempo per le riforme elettorali. Giulio Petrilli L'Aquila Emergenza antifascismo L'8 febbraio a Roma Cara "Liberazione", l'8 febbraio i soliti gruppi di neofascisti tenteranno di strumentalizzare la storia,

Crisi/ Fini: "Veltroni? Sembra... Crozza". Cesa: "L'Udc non sarà la stampella del centrosinistra. Tempo scaduto, si vada alle elezioni" pag.3 ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-02-2008)

Abstract: ANGELETTI (UIL), SERVE RIFORMA ELETTORALE; BIPOLARISMO MALATO. "Serve una riforma elettorale perchè questa legge elettorale ha dimostrato di creare un bipolarismo malato, perché si vota contro e non per fare, questa è la vera malattia dell'Italia mentre serve chiedere consensi per fare una buona politica".


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Cosa c'entra ora il referendum (sezione: Riforma elettorale)

( da "EUROPA.it" del 03-02-2008)

 

Si può essere democratici molto democratici e molto ottimisti, come Gad Lerner, e scrivere su Repubblica che "la nomenklatura considera un impaccio " le firme per il referendum sulla legge elettorale, e per questo cerca di archiviare questa ineludibile scadenza. Oppure si può essere più disincantati, e constatare che purtroppo la nomenklatura prende e lascia le firme per i referendum a piacimento, e le tira fuori dall'archivio per poi rimett e r c e l e quando le conviene. E se questo vale per Fini, vale anche per la nomenklatura progressista, anzi in questo momento vale soprattutto per la nomenklatura del Pd, o per parte di essa. Confessiamo che non abbiamo capito la mossa di porre come obiettivo del già difficile tentativo di Marini un governo che faccia "o le riforme o il referendum " (come hanno detto ieri Veltroni e Franceschini, e aveva prima proposto D'Alema in inedita sintonia con Lerner). O meglio, la capiremmo solo in una logica che è però già di propaganda elettorale. Cari italiani, dicono dal loft, e con ragione: sappiate che Berlusconi vi sta portando a votare per una legislatura che nascerà anche più zoppa dell'attuale, tanto è vero che dovrà occuparsi per tutta la sua prima fase non dei salari e della recessione, ma di come evitare un referendum elettorale rimasto appeso come una spada di Damocle esattamente come è toccato a Prodi. Sarà giusto e forse utile in campagna elettorale rinfacciare a Fini e a Berlusconi questo atteggiamento schizofrenico. Adesso però è importante non confondere ulteriormente le idee ai già frastornati italiani di centrosinistra e di centrodestra, che quando sentono aria di elezioni drizzano le orecchie per farsi un'idea, e dal Pd (cosa nuova e giusta, fonte di chiarezza e di proposte semplici) aspettano linearità e coerenza, non bizantinismi. Visto che si straparla di larghe coalizioni, non saremo accusati di intelligenza col nemico se per una volta diamo ragione a Gianfranco Fini: perché lui sarà pure carico di contraddizioni, che speriamo debba pagare, ma è vero che per poter alzare adesso la bandiera del referendum bisognerebbe almeno averlo prima appoggiato. E non è il caso del Pd, nella sua leadership attuale almeno. Per l'esattezza, i referendum elettorali e il meccanismo di voto cui darebbero vita in caso di vittoria del Sì vennero giudicati deleteri per i destini del Partito democratico, in quanto avrebbero spalancato la strada ad ammucchiate indistinte. Ripescare ora i referendum senza chiamarsi Parisi o Guzzetta, suona un po' strumentale, a essere franchi. Non che la vicenda sia chiusa o archiviata, come teme Lerner. È bene anzi che rimanga aperta: se il centrodestra riuscirà a farci votare subito, gli sarà impossibile rinviare come usa a fine legislatura il tema delle riforme. È un caso inedito, per quanto ci ricordiamo, una legislatura che abbia una consultazione referendaria già al suo inizio, e non a metà strada. Peggio per loro, e purtroppo peggio per l'Italia. C'è un altro punto della propaganda finiana che non va sottovalutato: agli italiani, dice, importa niente della riforma elettorale ma solo delle proprie tasche vuote. Ora, si sa che il presidente di An è parecchio disinvolto ("L'attuale legge elettorale ? scriveva al Corriere solo due mesi fa ? obbliga tutti ad alleanze eterogenee in cui è enorme il potere di interdizione e di ricatto anche di formazioni ultraminoritarie. Una condizione che non ha riscontro in alcuna democrazia ed è semplicemente folle in un paese come il nostro". Era importante allora la legge elettorale, anche per Fini...), ma è vero che il Pd deve preoccuparsi di dialogare più con gli italiani che con Letta. E prima torniamo ai toni e ai temi del Lingotto, meglio è. Figurarsi che ieri mattina a palazzo Chigi il ministro Ferrero ha trovato il tempo e la voglia di contestare ancora (si spera che sia stata per lui l'ultima occasione di farlo) la convocazione del tavolo di trattativa sulla Tav. Questo spiega la necessità del Pd più di dieci "governi per il referendum".

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<Senza accordo subito al voto> (sezione: Riforma elettorale)

( da "Corriere.it" del 03-02-2008)

 

MArini: "C'è ANCORA UNO SPIRAGLIO" "Senza accordo subito al voto" Montezemolo: "Meglio non perdere tempo". I sindacati: "Cambiare legge elettorale e affrontare nodi economici" ROMA - "La classe politica italiana ha dato un pessimo esempio". È severo il giudizio di Luca Cordero di Montezemolo. Il presidente di Confindustria, dopo l'incontro con il presidente del Senato, Franco Marini, nella terza giornata di consultazioni a palazzo Giustiniani, ribadisce la necessità di una nuova legge elettorale. "Siamo preoccupati - spiega Montezemolo - perché da troppi anni nel nostro Paese c'è incapacità di governare e decidere e c'è una frammentazione incredibile. Credo sia impossibile trovare un Paese al mondo - aggiunge - che ha quaranta forze politiche rappresentate. Da mesi chiediamo una nuova legge elettorale, ma in questi mesi la classe politica non è riuscita ad accordarsi su tre cose: dare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, ridurre il numero dei partiti, garantire la governabilità". Montezemolo esprime il suo apprezzamento per Marini, prendendo atto dei "tempi strettissimi" che si è dato, e chiarisce però che in caso di mancato accordo sulla legge elettorale è inutile indugiare: "Se non ci sono le condizioni per lunedì o martedì, e noi crediamo che non ci siano, non perdiamo tempo. Auspichiamo fin da ora - spiega - che chi vincerà elezioni guardi alla prossima legislatura come costituente". Stessa linea per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: "Se ci sono le condizioni per una nuova legge elettorale, bene, altrimenti si vada ad elezioni salvaguardando il filo del confronto che si è costruito anche per la prossima legislatura". I SINDACATI - Cgil, Cisl e Uil concordano sulla necessità di trovare l'accordo su una nuova legge elettorale, ma chiedono con maggior vigore di non interrompere subito la legislatura. "Occorre andare alle elezioni con una riforma elettorale più rispettosa" esordise il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, che poi aggiunge: "Il Paese ha problemi che non possono aspettare", come "il problema dei redditi dei lavoratori e dei pensionati, i decreti attuativi delle leggi approvate e sei decreti delegati che se il Parlamento si dovesse sciogliere scadrebbero". "Sosteniamo l'iniziativa di Marini - afferma il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni - perché riteniamo che il nuovo governo debba occuparsi della riforma elettorale ma anche di temi economici". "È apprezzabile che Marini abbia voluto ascoltare le voci del mondo del lavoro - dice il leader della Uil, Luigi Angeletti - perché secondo noi la prima, vera esigenza è quella di ridurre le tasse dei salari. C'è dunque bisogno di un governo che faccia questo primo atto. Pensiamo poi che sia necessaria una riforma elettorale, perché questa seconda Repubblica ha creato finora un bipolarismo malato che chiede agli italiani di votare contro, per battere l'avversario". REFERENDARI - Pur riconoscendo che è "fisiologico" che in una democrazia bipolare "la rottura del patto politico siglato con i cittadini imponga che si torni alle urne", i referendari propongono invece a Franco Marini di "rendere possibile l'esercizio del diritto al referendum nel più breve tempo possibile onde procedere allo scioglimento delle Camere subito dopo". Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato referendario, spiega a Marini che "è tecnicamente possibile votare anche entro maggio". Del resto, sarebbe "contrario al buonsenso e alla logica politico-istituzionale rinviare un referendum che ha per oggetto proprio la legge elettorale". E comunque, puntualizza Guzzetta, "nessun intento dilatorio o condiscendenza a soluzioni pasticciate". MARINI: C'E' ANCORA UNO SPIRAGLIO - Com'era apparso da subito, la missione di Marini appare però difficilissima. Il presidente del Senato - che dopo la caduta del governo Prodi ha ricevuto dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, un "incarico finalizzato" per verificare "le possibilità di consenso per una riforma delle legge elettorale" - assicura, dopo gli incontri di sabato mattina, che "esiste ancora uno spiraglio". Altrimenti "sarei in vacanza pure lunedì", spiega, quando invece, dopo aver consultato An, Forza Italia e Pd, "darò una valutazione complessiva" sul lavoro svolto. E gli incontri con Confindustria e sindacati? "Da parte del mondo del lavoro - risponde Marini - è stata ribadita - unanimemente la necessità di cambiare la legge elettorale". stampa |.

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Crisi, scintille tra Fini e Veltroni (sezione: Riforma elettorale)

( da "Corriere.it" del 03-02-2008)

 

IL LEADER DI AN: "GRANDE COALIZIONE? RICHIESTA STRUMENTALE, centrosinistra disperato" Crisi, scintille tra Fini e Veltroni Il segretario del Pd: "An ha votato questa legge elettorale e poi ha firmato il referendum per abrogarla" Walter Veltroni (Newpress) PALERMO - Più che prove di dialogo, assomigliano a stoccate da campagna elettorale. Mentre il presidente del Senato, Franco Marini, continua il suo giro di consultazioni per verificare se esiste ancora la possibilità di una riforma elettorale condivisa assicurando che "c'è ancora uno spiraglio", i leader dei principali partiti politici non si risparmiano reciproche frecciate. Da Palermo - nel giorno in cui Montezemolo afferma che "la classe politica ha dato una "pessima prova" - Walter Veltroni accusa il centrodestra di voler "precipitarci a votare". "C'è l'ansia di andare subito alle elezioni con una legge che la stessa coalizione considera un male. E tutto questo - spiega il segretario del Pd - per fare cosa? Per formare una coalizione composta di decine e decine di liste, per fare rivivere al Paese ciò che è stato negli ultimi 15 anni, sapendo che ad un anno dallo scioglimento delle Camere si dovrebbe fare il referendum". "Vorrei conoscere un altro Paese in cui succeda quello che succede in Italia - continua il segretario del Pd - dove l'autore della legge elettorale, poche settimane dopo l'approvazione della normativa, la definisce una porcheria e dove uno dei partiti della coalizione che l'ha votata propone un referendum per abrogarla. Allora non sarebbe bastato non votarla?". FINI E BONAIUTI - Al segretario del Pd risponde indirettamente Gianfranco Fini, chiamato in causa: "La richiesta di grande coalizione avanzata da Walter Veltroni è veramente strumentale - dice il leader di An - Questo è un centrosinistra disperato che negli ultimi tre giorni, pur di evitare lo scioglimento delle Camere, si è inventato le proposte più originali e bizzarre". Paolo Bonaiuti, portavoce del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, rincara la dose: "Troppa fretta e precipitazione verso le urne? Ma non erano stati loro, la sinistra, a dire che se cadeva Prodi bisognava tornare subito al voto? Il discorso di Veltroni è un continuo ribaltamento della realtà. Non si possono imputare le colpe di un mancato accordo sulla riforma elettorale al centrodestra quando invece tutto deriva dall'incapacità del governo della sinistra, che non è riuscito a combinare nulla in 20 mesi: eppure Veltroni dice che Prodi ha fatto 'un lavoro straordinario'. Incredibile" stampa |.

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Esponenti di Forza Italia, "le elezioni anticipate piacciono a chi pensa di vincerle e non piacciono (sezione: Riforma elettorale)

( da "Alto Adige" del 03-02-2008)

 

Esponenti di Forza Italia, "le elezioni anticipate piacciono a chi pensa di vincerle e non piacciono ... esponenti di Forza Italia, "le elezioni anticipate piacciono a chi pensa di vincerle e non piacciono a chi teme di perderle". Non si tratta nemmeno più di preferire l'uovo oggi alla gallina domani, qui ci si sta mangiando gli embrioni. Meglio governare un Paese allo sfascio piuttosto che fare l'opposizione in un sistema che offra l'opportunità di fare politica seriamente. Purtroppo la tragica incapacità della classe politica italiana di progettare il futuro e di guardare oltre la contingenza immediata è la causa principale del declino del Paese. Ma se anche si dovesse riuscire a formare un governo per la riforma elettorale, le cose non cambierebbero. Perché la legge elettorale sarebbe scritta, pro domo propria, dagli stessi partiti che sono la causa dell'impossibilità di governare. A dicembre, quando le elezioni sembravano lontane e i partiti non erano ancora in preda al delirio elettorale, Veltroni e Berlusconi sembravano procedere verso un accordo. Quella era la strada giusta. L'unica possibilità di successo è una legge elettorale fatta dai due maggiori partiti con l'obiettivo di stroncare quelli piccoli. Chiamare i partitini al tavolo della riforma elettorale è come affidare a Dracula il reparto trasfusioni. Non c'è nulla di più ingenuo del richiamo al senso di responsabilità, o, come piace dire ai pomposi politici nostrani, al "senso delle istituzioni". Come scrissero i padri costituenti americani, "se gli uomini fossero angeli, non servirebbe alcun governo". L'unico modo per produrre una dinamica positiva è usare l'ambizione degli uni come contrappeso a quella degli altri. Invece di invocare il "senso dello Stato" e la "attenzione al bene comune" (che vale rigorosamente per gli altri e mai per se stessi), occorre trovare una pragmatica via di uscita che consenta di abbinare per quanto possibile gli interessi della classe politica e quelli della società. Questa via è la brutale estromissione dei partiti minori, costringendoli a confluire in quelli maggiori e a far sentire lì la loro voce. E' nei partiti che serve più pluralismo, sono i partiti a dover fare sintesi di proposte e presentarle in modo coerente. In ciascuno dei due grandi partiti degli Stati Uniti ci sono posizioni politiche diversissime, persino opposte, ed è per questo che il sistema è stabile e democratico. In Italia invece esistono partiti che rappresentano nulla più di un clan familiare ma hanno il potere di ricatto sulle maggioranze. Quando Berlusconi era al governo con un'ampia maggioranza giustificava - giustamente - la sua scarsa performance con i veti degli alleati. E non più di un mese fa ipotizzava un partito unico del centro-destra, da fare con o senza il consenso degli alleati, per poter presentare un'opzione di governo efficiente. Ora tutto si è dissolto, il centro-destra sbandiera un'unità che non può avere, come fece nel 2001 e come seppe fare il centro-sinistra nel 2006. Mera propaganda, perché un bipolarismo di questo tipo è un ostacolo alla governabilità. Tutti i modelli elettorali stranieri che vengono invocati negli sterili dibattiti nostrani sul tema hanno in comune un punto, che i nostri politici (persino quelli dei grandi partiti) ben si guardano dal ricordare: formalizzano un accordo tra i due partiti maggiori a scapito degli altri. Per drastica che sia, questa è l'unica logica che consente governabilità: alternanza democratica tra due partiti (non coalizioni) nel quadro di un sistema di regole condivise tra loro. Tra loro, non coi loro"alleati". Fintanto che in Italia sarà più facile fondare un partito che mettere su un'impresa, il Paese non avrà un futuro. Per questo, il tentativo di un governo di larghe intese per la riforma elettorale è velleitario. L'occasione è stata persa due mesi fa, quando Veltroni e Berlusconi si sono fermati ad un passo dal traguardo. La crisi del governo Prodi è la risposta dei piccoli partiti per mantenere il proprio potere, inversamente proporzionale alla propria rappresentatività. Il referendum - che verrebbe posticipato in caso di elezioni in primavera - è un tentativo intelligente di risposta, ma per la sua natura abrogativa è un'arma spuntata. Fa quel che può, ma non è in grado di risolvere il problema, e può solo offrire un rimedio parziale e insufficiente. In questo contesto, paradossalmente, è proprio il distacco della cosiddetta società civile dalla politica a far sperare che il Paese possa andare avanti comunque, nonostante l'ingovernabilità. Se un governo non è in grado di funzionare, meglio che la società si arrangi il più possibile da sola. Questa strisciante anarchia ha finora salvato l'Italia da crisi ancor più gravi, portando di fatto la democrazia nella società ma fuori dalla politica. Ma è come essere di fronte all'alternativa tra farsi investire da un TIR o "soltanto" da un'auto. Francesco Palermo.

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Polverini: maggioranza vera o meglio andare al voto subito (sezione: Riforma elettorale)

( da "Giornale di Brescia" del 03-02-2008)

 

Edizione: 03/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL PARERE DELL'UGL Polverini: maggioranza vera o meglio andare al voto subito ROMA - Alle consultazioni di Palazzo Giustiniani ha partecipato anche la delegazione del sindacato Ugl, tutta al femminile. Il segretario generale Renata Polverini ha fatto presente al presidente incaricato del mandato finalizzato, Franco Marini, che senza una maggioranza forte per la riforma elettorale e per restituire reddito a lavoratori e pensionati, è preferibile andare subito al voto. La delegazione della Ugl era come detto composta esclusivamente da donne "per una scelta deliberata - ha spiegato Polverini - dei vertici del sindacato, dal momento che in queste consultazioni da questa tribuna si sono viste soltanto due donne". Polverini ha ribadito al presidente incaricato che è prioritario "ritrovare le condizioni necessarie per fare scelte urgenti sul lato fiscale, per lavoratori e pensionati. Senza dimenticare il capitolo delle morti sul lavoro. Se c'è una maggioranza a sostegno della riforma elettorale, essa - ha aggiunto - deve essere talmente forte da sostenere anche una redistribuzione del reddito. Soltanto in questo caso sarebbe opportuno allontanare la data delle elezioni". Il segretario della Ugl ha ribadito il sostegno della sua organizzazione a favore dei referendum "convinti che questo sistema elettorale non può premiare la politica delle scelte delle quali il Paese ha bisogno". Polverini ha ricordato che il suo sindacato ha sposato la causa dei referendum per due ragioni: "In quanto si deve restituire a cittadini e lavoratori la possibilità di esercitare il potere di scelta con la preferenza; la seconda ragione è tentare di impedire il proliferare di nuovi partiti perché l'Italia è un Paese che si divide su tutto mentre ha bisogno di cominciare a unire le forze". Anche se, nel documento consegnato a suo tempo al Comitato referendario, l'Ugl fece presente che il referendum non avrebbe corretto a favore della rappresentanza femminile.

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ROMA - Altro che spiraglio. Tutto sembra chiuso. Sbarrato. Eppure Franco Marini non intende arrender (sezione: Riforma elettorale)

( da "Messaggero, Il" del 03-02-2008)

 

Si prima dell'incontro a tu per tu con il Cavaliere, domani mattina. Lo spiraglio "ancora aperto" per lui è quel colloquio. Preparato ormai da una serie di telefonate con Gianni Letta (l'ultima ieri pomeriggio). E anche da un contatto diretto, venerdì, con Silvio Berlusconi. Marini sperava in un dialogo più intenso, contava sul buon rapporto personale, ma l'aggravarsi di mamma Rosa ha reso il leader di Forza Italia ancor più inavvicinabile. Alcuni messaggi, comunque, sono arrivati a destinazione. Il primo: non ci saranno "forzature". Cioè, niente governo senza un'apertura di Berlusconi. Il secondo: le elezioni si terranno comunque a giugno, anche in caso di accordo sulla riforma elettorale. Su questo Marini è stato esplicito con Letta. Peraltro, la linea fin qui seguita dal presidente incaricato ha praticamente cancellato ogni ipotesi di successivi tentativi per formare un governo. Se, domani sera o martedì mattina, Marini dovesse portare al Quirinale un referto negativo, Giorgio Napolitano non avrebbe altra carta che il decreto di scioglimento delle Camere (magari dopo aver consultato i costituzionalisti sul possibile conflitto di attribuzione del comitato referendario). Avendo puntato tutto sul colloquio di domani con Berlusconi, Marini ha deciso di sacrificare le altre opzioni politiche (del resto molto fragili). Ha anche escluso di agitare come minaccia il referendum: l'intesa a quattro Pd-Forza Italia-Udc-Rifondazione (attorno alle bozze Bianco) è la condizione necessaria per formare l'esecutivo. Tuttavia tutto lo stato maggiore di Forza Italia resta convinto che le convenienze politiche militano tutte contro l'intesa con Marini. "Mai viste volare così poche colombe dalle nostre parti" confidava ieri un fedelissimo di Berlusconi. Il presidente incaricato oggi sarà a L'Aquila per la festa dei 90 anni di uno zio frate. L'estremo affondo, spiega, sarà portato con le sole armi della politica. Anche a Luca di Montezemolo, ieri, si è presentato così: "Credo che la politica debba compattarsi come avete fatto voi, firmando tutti insieme il manifesto per la legge elettorale". Montezemolo ha assecondato Marini: "Oggi purtroppo va in scena la peggior politica". Ma poi, con il suo pessimismo espresso in pubblico, anche il presidente della Fiat ha un po' danneggiato il pressing di Marini. Domani proverà a convincere Berlusconi che, accettando l'intesa, potrebbe togliere dalla prossima legislatura l'intralcio del referendum e le polemiche sulla legittimità del Porcellum. In più, la riforma elettorale darebbe più autonomia, e dunque più forza al suo partito e alla sua leadership. Marini sa, però, che la principale preoccupazione del Cavaliere si chiama Lega. Umberto Bossi e i suoi non si fidano, non vogliono correre rischi. "Non è stata fatta la riforma elettorale in due anni - ripeteva ieri Paolo Bonaiuti - perché dovrebbe essere fatta in due mesi?". In ogni caso, domani sera Marini trarrà le sue "conclusioni". cla.sa.

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Urne, duello Veltroni-Cdl (sezione: Riforma elettorale)

( da "Corriere della Sera" del 03-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE I poli Il sindaco di Roma: avete l'ansia di andare alle elezioni. Fini: sei disperato Urne, duello Veltroni-Cdl Prodi: una virtù saper pagare di persona MILANO - "Il centrodestra vuole precipitarci a votare", accusa il leader del Pd Walter Veltroni, mentre quello di An Gianfranco Fini gli dà del "disperato", il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti dice che "ribalta la realtà" e l'udc Pier Ferdinando Casini rimanda la pacificazione "alla prossima legislatura". Insomma, la situazione è tale che Romano Prodi s'è affidato ieri alle parole di Aleksander Dubcek, "dammi l'umiltà sufficiente a sopportare le cose che non si possono cambiare, il coraggio di cambiare le cose che si possono cambiare e soprattutto l'intelligenza per distinguere le une dalle altre". Non che il Professore stesse parlando di una nuova legge elettorale: all'università di Bologna - dov'è divenuto membro onorario della Fondazione Dubcek - ha ricordato ieri la citazione che il protagonista della Primavera di Praga fece vent'anni fa (attribuendola a San Francesco), quando l'ateneo gli diede la laurea honoris causa. Eventi un po' più seri, certo, i carri armati sovietici non sono Mastella. Ma tant'è, ci sono "ricette che valgono sempre", e se "la virtù del politico è intuire i problemi in anticipo" ("e saper pagare di persona", aggiunge), è probabile che Prodi si stia preparando ad accompagnare da Palazzo Chigi il Paese alle urne. Già si vocifera della prima data utile, il 6 aprile, ipotesi che l'entourage del Professore liquida con un secco: pieno sostegno a Marini, deciderà il presidente Napolitano. Con buon pace degli "spiragli" che il presidente del Senato continua a vedere, parole e toni sono già da campagna elettorale, la consueta girandola di battute, sarcasmi e repliche a rimbalzare tra le agenzie di stampa. Veltroni aveva invocato una "grande coalizione" e ora stuzzica il centrodestra: "Abbiamo chiesto tre mesi, non tre anni. C'è l'ansia di andare subito alle elezioni con una legge che la stessa coalizione considera un male. E tutto questo per fare cosa? Per formare una coalizione composta di decine e decine di liste, per fare rivivere al Paese ciò che è stato negli ultimi quindici anni, sapendo che a un anno dallo scioglimento delle Camere si dovrebbe fare il referendum ". E ancora: "Vorrei conoscere un altro Paese in cui succeda quello che succede in Italia, dove l'autore della legge elettorale la definisce una porcheria e dove uno dei partiti della coalizione che l'ha votata propone un referendum per abrogarla ". Gianfranco Fini non si fa attendere: "La richiesta di grande coalizione avanzata da Veltroni è veramente strumentale", ribatte il leader di An. "Questo è un centrosinistra disperato che negli ultimi tre giorni, pur di evitare lo scioglimento delle Camere, si è inventato le proposte più originali e bizzarre". L'azzurro Paolo Bonaiuti non è più tenero: "Troppa fretta e precipitazione verso le urne? Ma non erano stati loro, la sinistra, a dire che se cadeva Prodi bisognava tornare subito al voto? Il discorso di Veltroni è un continuo ribaltamento della realtà. Non si possono imputare le colpe di un mancato accordo sulla riforma elettorale al centrodestra quando invece tutto deriva dall'incapacità del governo della sinistra, che non è riuscito a combinare nulla in venti mesi: eppure Veltroni dice che Prodi ha fatto "un lavoro straordinario". Incredibile". Stessa musica dal leader udc Pier Ferdinando Casini: "Noi avevamo chiesto un governo di larga intesa che non si è materializzato perché non c'erano le condizioni sufficienti. Le persone intelligenti ne prendono atto e si predispongono a lavorare per il futuro perché se oggi il governo di pacificazione non si può fare lo si potrà fare nella prossima legislatura". Questa pare proprio finita. "Si vedeva che soffriva, il suo viso addolorato, non dimenticheremo mai ciò che ha fatto!", diceva ieri sera una signora davanti alla casa di Prodi, tra un centinaio di manifestanti arrivati anche da Milano per "ringraziare" il Professore. Bandiere del Pd, una più piccola dell'Ulivo che fu. E Prodi che s'affaccia dalla finestra, scende per strada a salutare i fan e spegne i toni melodrammatici, "ma signora, su, non si agiti!". Gian Guido Vecchi.

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Montezemolo: <Il mondo produttivo chiede la riforma elettorale. Ma senza intese alle urne il prima possibile> (sezione: Riforma elettorale)

( da "Arena.it, L'" del 03-02-2008)

 

LA PARTITA. Il presidente del Senato vede le parti sociali, ma si deteriora il clima tra i Poli. Domani incontro con Berlusconi. Già circola una data: ai seggi il 13 aprile Elezioni vicine Marini tenta l'ultima carta Montezemolo: "Il mondo produttivo chiede la riforma elettorale. Ma senza intese alle urne il prima possibile"   ROMA Lo scontro politico dilaga e il mondo produttivo, se da una parte chiede un riforma elettorale prima di andare al voto, dall'altra ormai non crede più in un accordo tra i Poli.Il presidente di Confindustria Montezemolo e i rappresentanti di altre otto associazioni imprenditoriali ieri sono stati ricevuti dal presidente incaricato Franco Marini: "Se per lunedì o martedì non dovessero esserci le condizioni, non bisogna perdere tempo, si facciano le elezioni il giorno dopo", ha detto Montezemolo: "Ci dispiace che il Paese sia costretto ad andare a nuove elezioni nelle stesse condizioni. Chiunque dovesse vincere guardi alla prossima legislatura come ad una legislatura costituente e il futuro gverno abbia come priorità la governabilità e la crescita dell'economia". E Comunque: "La classe politica in questi ultimi mesi un pessimo esempio". Così il voto si avvicina, anche se Marini non intende gettare la spugna. Lo spiraglio per uscire dalla crisi di governo senza tornare alle urne "c'è ancora", dice. L'incaricato di Napolitano non ha interrotto il filo del dialogo con Gianni Letta, unico filo di collegamento con il leader dell'opposizione, sperando che riesca a convincere Berlusconi a fare marcia indietro. Intanto ha giocato la carta di convocare i rappresentanti del mondo delle imprese, economico e sociale per cercare di non chiudere gli spazi per un governo di scopo. Ha registrato la cautela della Confindustria, le preoccupazioni dei sindacati per la crisi economica e dei referendari, che con Guzzetta chiedono: "Prima indire il referendum, poi sciogliere le Camere e arrivare a nuove elezioni in maggio". "Le forze sociali sono state concordi sulla necessità di un cambiamento della legge elettorale", ha poi riassunto la seconda carica dello Stato, "per la stabilità e l'efficienza del settore pubblico serve una nuova legge elettorale". Se Berlusconi sarà sensibile all'ultimo appello per allungare la vita della legislatura, lanciato dai rappresentanti dell'universo imprenditoriale e dai commercianti si saprà domani, quando Marini incontrerà Fi, Pd e An. Ma di sicuro il Cavaliere vuole sfruttare il vantaggio sul centrosinistra che gli danno i sondaggi. Marini spera di avere un piccolo margine di azione. Ma anche una "carta segreta" - hanno riferito i suoi collaboratori - che intende giocarsi domani con il Cavaliere. Forse si tratta di Letta. Ma Marini al segretario del Pri, Nucara, ha già confidato: "Se lunedì Berlusconi mi dirà di no, il giorno dopo rinuncerò all'incarico". Così circola la data in cui il capo dello Stato scioglierà le Camere: mercoledì o giovedì. L'appuntamento con le urne dovrebbe essere il 13 aprile.  .

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Crisi/ Cesa: "L'Udc non sarà la stampella del centrosinistra. Tempo scaduto, si vada alle elezioni" pag.2 (sezione: Riforma elettorale)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-02-2008)

 

Crisi/ Cesa: "L'Udc non sarà la stampella del centrosinistra. Tempo scaduto, si vada alle elezioni" Domenica 03.02.2008 13:16 --> EPIFANI (CGIL): SERVE UNA LEGGE ELETTORALE RISPETTOSA DEI CITTADINI. ''Biosgna andare al voto con una riforma della legge elettorale più rispettosa dei cittadini''. Lo afferma il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo il colloquio con il presidente del Consiglio incaricato, Franco Marini. Epifani è stato ricevuto dal presidente insieme a Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, e Luigi Angeletti, leader della Uil ed ha chiarito di parlare anche a nome dei suoi colleghi. ''Quello che esprimo - premette Epifani - è il punto di vista unitario di Cgil, Cisl e Uil. Il paese - spiega - ha dei problemi che non possono aspettare, in modo particolare quelli che riguardano i lavoratori e i pensionati. C'è bisogno di una fase che porti alla riduzione delle tasse, si deve affrontare il nodo della crescita dei prezzi e delle tariffe. Ancora - continua Epifani - è necessario risolvere tutti i decreti di attuazione delle leggi già approvate, a partire da quella delicata e importante sulla sicurezza. Infine, c'è il problema di sei decreti delegati che scadono''. Non ci sono quindi dubbi, prosegue il leader della Cgil, che si debba andare al voto con una ''legge elettorale rispettosa dei cittadini''. Per questi motivi ''abbiamo chiesto a Marini di tenere conto delle opinioni delle organizzazioni sindacali''. ANGELETTI (UIL), SERVE RIFORMA ELETTORALE; BIPOLARISMO MALATO. "Serve una riforma elettorale perchè questa legge elettorale ha dimostrato di creare un bipolarismo malato, perché si vota contro e non per fare, questa è la vera malattia dell'Italia mentre serve chiedere consensi per fare una buona politica". Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio incaricato, Franco Marini, che lo ha visto insieme agli altri leader di Cgil e Cisl. "Abbiamo ringraziato il Presidente Marini per aver incontrato le parti sociali. Questa è una cosa molto positiva poiché egli ha visto esponenti del Paese reale oltre che della classe politica. I lavoratori avanzano esigenze importanti da fare in tempi brevi, riduzione delle tasse e più salari, questa è la vera emergenza dell'Italia". REFERENDARI. Pur riconoscendo che è "fisiologico" che in una democrazia bipolare "la rottura del patto politico siglato con i cittadini imponga che si torni alle urne", i referendari propongono invece a Franco Marini di "rendere possibile l'esercizio del diritto al referendum nel più breve tempo possibile onde procedere allo scioglimento delle Camere subito dopo". Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato referendario, spiega a Marini che "è tecnicamente possibile votare anche entro maggio". Del resto, sarebbe "contrario al buonsenso e alla logica politico-istituzionale rinviare un referendum che ha per oggetto proprio la legge elettorale". E comunque, puntualizza Guzzetta, "nessun intento dilatorio o condiscendenza a soluzioni pasticciate". --> << pagina precedente pagina successiva >>.

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Scintille tra Fini e Veltroni Al via la campagna elettorale (sezione: Riforma elettorale)

( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

 

Il segretario del Pd: hanno ansia di votare, Prodi è stato straordinario Il presidente di An: siete disperati, ma tra pochi giorni cala il sipario RomaNOSTRA REDAZIONEMentre Franco Marini a Roma "consulta", la campagna elettorale è già cominciata. Con un duro scontro fra Pd e centrodestra. "Hanno ansia di votare", accusa Walter Veltroni. "Siete disperati", replica Gianfranco Fini, convinto che "mercoledì o giovedì calerà il sipario" sulla legislatura..Da Palermo, dove partecipa ad un convegno sulla legalità, Veltroni loda il governo uscente ("Ha fatto un lavoro straordinario per il Paese") e accusa il centrodestra di voler spingere a tutti i costi il Paese verso le urne. "Vuole precipitarci a votare", attacca il segretario del Pd. "C'è l'ansia di votare subito, con una legge che la stessa coalizione considera un male. E tutto questo - aggiunge - per fare che cosa? Per fare una coalizione composta di decine e decine di liste, per fare rivivere al paese ciò che è stato negli ultimi 15 anni, sapendo che ad un anno dallo scioglimento delle Camere si dovrebbe fare il referendum". Veltroni, che venerdì aveva proposto una grande coalizione per le riforme" con l'opposizione, insiste con un tono sempre più accorato ed irritato: "Se la Cdl è così sicura di vincere perché non vuole aspettare altri tre mesi? Perché non fare attorno a Marini una coalizione che cambi le regole del gioco? Vorrei sapere - prosegue - se c'è un altro Paese in cui l'autore della legge elettorale, dopo poche settimane dall'approvazione, la definisce una porcheria, per utilizzare un termine più pulito da quello usato da loro, e dove uno dei partiti della coalizione che l'ha votata propone il referendum per abrogarla". Ormai le elezioni sono dietro l'angolo e Veltroni vanta la propria merce. "La vera novità delle prossime elezioni - assicura - siamo noi, proprio come avvenne nel '94 con Berlusconi, ma questa volta a ruoli rovesciati".Al segretario del Pd risponde direttamente Fini, chiamato in causa. "La richiesta di grande coalizione avanzata da Veltroni è veramente strumentale. Questo è un centrosinistra disparato che negli ultimi tre giorni, pur di evitare lo scioglimento delle Camere, si è inventato le proposte più originali e bizzarre". Invece il presidente di An è sicuro che la legislatura finirà. 'Mercoledì o giovedì - profetizza - cala il sipario". Governo e stagione costituente "sono due piani distinti". E le richieste delle parti sociali non corrispondono, secondo l'ex vicepremier, al sentire della base. "Credo - osserva Fini - che Marini e tutti gli altri dovrebbero ricordare che non sarebbe la prima volta che i vertici delle imprese dei sindacati e dei commercianti, prendono posizioni non in sintonia con quelli della base". Pierferdinando Casini usa toni diversi. "La posizione di Montezemolo - commenta il leader dell'Udc - è molto equilibrata e mi ci identifico. Se oggi il governo di pacificazione non si può fare - sottolinea - predisponiamoci farlo nella prossima legislatura. Il comunicato congiunto mio e di Berlusconi dice proprio questo: serve una riforma condivisa e cioè con la compartecipazione alla risoluzioni dei problemi reali del Paese, dopo il voto. In questo senso va la proposta da noi avanzata di dare la presidenza di una delle due Camere all'opposizione, un gesto che sarebbe di discontinuità straordinaria". Fi rinvia al mittente l'accusa di precipitazione. "Troppa fretta e precipitazione verso le urne?", chiede in una nota il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti. "Ma non erano stati loro, la sinistra, a dire che se cadeva Prodi bisognava tornare subito al voto? Il discorso di Veltroni è un continuo ribaltamento della realtà. Non si possono imputare le colpe di un mancato accordo sulla riforma elettorale al centrodestra quando invece tutto deriva dall'incapacità del governo della sinistra, che non è riuscito a combinare nulla in 20 mesi: eppure Veltroni dice che Prodi ha fatto "un lavoro straordinario". Incredibile". La Lega liquida la grande coalizione come "un'ammucchiata" (Roberto Maroni) ed apprezza la posizione di Montezemolo "perché - sottolinea Roberto Calderoli - ha capito che il voto è inevitabile".Com'è logico e prevedibile, le parole del presidente di Confindustria non piacciono molto alla sinistra radicale. Legislatura costituente? "La Costituzione c'è già", taglia corto il presidente della Camera Fausto Bertinotti. "Montezemolo scenda dalla cattedra", chiede il comunista Gianni Pagliarini.A.B.

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Roma NOSTRA REDAZIONE Il lupo, si sa, è un animale (sezione: Riforma elettorale)

( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

 

RomaNOSTRA REDAZIONEIl lupo, si sa, è un animale tenace. Specialmente se "marsicano". Perciò Franco Marini, contro ogni logica apparente e in omaggio al galateo istituzionale, non getta la spugna. E giudica "ancora aperto" lo spiraglio per risolvere la crisi. A Silvio Berlusconi - il decisivo incontro con il leader del centrodestra è in agenda domani - ricorda l'"unanimità" delle parti sociali nel chiedere "un cambiamento della legge elettorale". A Marini, invece, il comitato promotore del referendum chiedere di garantire il diritto dei cittadini di esprimersi sulla legge elettorale, prima di andare al voto politico.A fine mattinata il presidente del Senato fa il punto con i giornalisti. Lo spiraglio è aperto? "Naturale - replica Marini - se fosse chiuso starei in vacanza, invece devo lavorare fino a lunedì. Io - prosegue scherzando - passerò il week-end a riflettere, voi a divertirvi. Gli elementi per la valutazione conclusiva li darò lunedì". Tutte le parti sociali, aggiunge, "hanno ribadito la necessità di un passaggio di grande rilievo che è quello del cambiamento dell'attuale legge elettorale", perché "è necessario puntare ad una maggiore stabilità delle istituzioni". Ora Marini studierà gli appunti e proseguirà con i contatti informali (attraverso il corregionale abruzzese Gianni Letta) in attesa di affrontare la tornata decisiva di domani, quando, in mattinata, incontrerà in successione An, Fi e Pd: vale a dire oltre il 60 per cento della rappresentanza parlamentare. Nel pomeriggio, infine, l'esplorazione si concluderà con gli ex presidenti della Repubblica Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Intanto il presidente del Senato potrà distrarsi con due feste di compleanno: quella per gli ottant'anni di Ciricao De Mita, a Roma, e quella per i novant'anni di uno zio francescano, all'Aquila.Tra i "consultati" di ieri c'erano anche i comitati, per il referendum e per la riforma elettorale. Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore del referendum, racconta così l'incontro con il presidente del Senato: "Abbiamo proposto di rendere possibile il diritto all'esercizio del referendum nel più breve tempo possibile. Consentendo le elezioni entro la primavera, sarebbe possibile votare entro marzo". Viceversa, aggiunge Guzzetta, "consideriamo contrario al buon senso rinviare un referendum che ha come oggetto proprio la legge per eleggere il nuovo Parlamento". Il perché è presto detto: "Il rischio - afferma il costituzionalista - è che questo venga eletto con una legge che poi viene cambiata dal referendum. Il miglior modo di tutelare il diritto dei cittadini a votare un nuovo Parlamento è di farlo con le regole che essi stessi decidono". Segue manifestazione davanti a Montecitorio, con il contorno di 230 scatoloni pieni di firme e il "padre di tutti i referendum" Mario Segni che esclama: "Siamo convinti che i cittadini siano dalla nostra parte! Qui dentro abbiamo molti amici!". E mostra la montagna di scatole. "Non c'è nessuna grande forza politica - aggiunge Segni- che voglia quello che noi chiediamo: la difesa del bipolarismo e il governo scelto dai cittadini. I cittadini sono dalla nostra parte, non solo quelli che hanno sottoscritto il referendum. Per questo abbiamo il dovere di andare avanti. I partiti hanno paura del referendum, altrimenti non farebbero di tutto per boicottarlo".A nome del comitato per la riforma elettorale, parla il costituzionalista Franco Bassanini: occorre una "riforma della legge elettorale prima dello scioglimento delle Camere se no si condannano gli elettori a votare con un sistema che ha dato pessima prova".R.R.

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Montezemolo: <Non c'è sbocco, subito alle urne> (sezione: Riforma elettorale)

( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

 

Montezemolo: "Non c'è sbocco, subito alle urne" Parlando a nome di nove associazioni, prende atto dell'impasse e chiede che la prossima legislatura sia costituente RomaNOSTRA REDAZIONESe, come sembra, mancano le condizioni, "al voto subito" per una legislatura "costituente". Luca Cordero di Montezemolo delude quanti speravano che Confindustria e le altre organizzazioni firmatarie del "manifesto per la governabilità" si ergessero fino all'ultimo a difensori della morente legislatura. Franco Marini ottiene invece un incondizionato "incoraggiamento" dai sindacati confederali.Nella terza giornata di consultazioni erano di turno, non senza polemiche, le parti sociali, il comitato promotore del referendum, il comitato per la riforma elettorale. Il primo a riferire del colloquio con il presidente del Senato è stato Montezemolo, a nome delle nove associazioni datoriali firmatarie del "manifesto per la governabilità" (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Lega delle Cooperative, Confartigianato, Cna, Confagricoltura, Confcooperative e Casartigiani). Secondo il presidente di Confindustria, spesso accreditato dell'intenzione di "scendere" nell'agone politico, il Palazzo ha dato "un pessimo esempio" dimostrandosi incapace di riformare la legge elettorale "per consentire ai cittadini di scegliere chi mandare in Parlamento". Marini, osserva, si è dato "tempi strettissimi", e giustamente. "Se non ci sono le condizioni per lunedì o martedì - chiede Montezemolo - non perdiamo tempo. Auspichiamo fin da ora che chi vincerà elezioni guardi alla prossima legislatura come costituente". Un aggettivo che riecheggia il comunicato congiunto Berlusconi-Casini di mercoledì scorso. Insomma, industraili, artigiani e cooperatori hanno l'impressione (peraltro ormai diffusa) che non vi siano le condizioni politiche per andare avanti con questa legislatura. "Il nostro discorso - dice il presidente di Confindustria riferendosi alla richiesta di votare subito una nuova legge elettorale - è per il bene comune del Paese, sia che ci siano le condizioni politiche sia che non ci siano, come noi crediamo". Montezemolo nota una temporanea inversione di ruoli. "La politica - afferma - ha spesso chiesto a noi qualità. Oggi noi chiediamo altrettanto alla politica". Anche perché la congiuntura mondiale non lascia prevedere nulla di buono. Quindi, comunque il Paese esca dalla crisi di governo, "le priorità sono crescita e governabilità".Dai vertici di Cgil, Cisl e Uil, invece, arriva la richiesta di non interrompere la legislatura, non solo per la riforma elettorale ma anche per affrontare l'emergenza salari, prezzi e tasse su lavoratori e pensionati. "Il Paese - dice il segretario della Cgil Guglielmo Epifani al termine dell'incontro con Marini- ha problemi che non possono aspettare". Perciò "no ad elezioni subito", occorre lavorare per dare all'Italia "una legge elettorale più rispettosa" del diritto alla rappresentanza dei cittadini. "Tutti, tutte le parti sociali - prosegue - convengono su questo punto. E ciò ha un significato". Prima del voto, insiste Epifani, "bisogna assicurare a lavoratori e pensionati una riduzione della pressione fiscale" e varare "i decreti attuativi delle leggi approvate e sei decreti delegati che altrimenti scadrebbero". Sulla stessa linea il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: "Abbiamo incoraggiato il presidente Marini". Ma, oltre a dare nuove regole, "bisogna anche far pagare meno tasse sui salari e sulle pensioni". La vera emergenza, aggiunge il leader della Uil Luigi Angeletti, è "la riduzione delle tasse sui salari". Di parere diverso Renata Polverini, segretario dell'Ugl, che da Marini si è presentata con una delegazione di sole donne, "perché se ne sono viste poche durante queste consultazioni". La Polverini ritiene che, "se c'è una maggioranza a sostegno della riforma elettorale", essa debba essere "talmente forte" da sostenere "anche una redistribuzione del reddito. Soltanto in questo caso - avverte - sarebbe opportuno allontanare la data delle elezioni".Andrea Bianchi.

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L'INTERVENTO (sezione: Riforma elettorale)

( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2008)

 

Di Alessandro Riello*Prodi è caduto e ora vedremo se "l'incarico finalizzato" conferito dal capo dello Stato al Presidente del Senato Marini partorirà un nuovo governo, un governo "a tempo" con l'obiettivo di regalarci finalmente una buona legge elettorale.Da imprenditore sono molto sensibile al tema della governabilità perchè della politica non possiamo fare a meno e perchè non c'è crescita economica senza governabilità, come ha affermato anche recentemente il Presidente di Confindustria.Ma mentre la politica deve fare molti "passi indietro" non interferendo sulle attività su cui si confronta la società civile, al contrario non può e non deve essere un fantasma sui terreni che le sono propri, garantendo decisioni coerenti e tempestive dopo aver fatto sintesi degli interessi particolari in un quadro di obiettivi generali chiari e trasparenti. Questa è la politica di cui l'economia ha bisogno, anche perchè tante decisioni si sono spostate ormai a livello europeo, un livello in cui un governo nazionale conta quando all'interno del proprio Paese, gode del sostegno di una coerente e solida maggioranza politica.Comprendo l'appello di molti a ricercare subito un consenso, almeno "minimo", sulla riforma della legge elettorale e vedremo se Franco Marini constaterà se questo consenso minimo esiste o meno anche se, onestamente, non so se questo accadrà oppure se il mandato ricevuto dal Presidente del Senato si rivelerà una chimera.Io propendo per questa seconda ipotesi, perchè per cambiare la legge elettorale in modo bipartisan si dovrebbe, da una parte, inevitabilmente allargare la base del consenso a forze politiche attualmente all'opposizione che non mi appaiono collaborative e, dall'altra, si scontenterebbe un'area della defunta maggioranza chiusa ideologicamente ad ogni processo di allargamento. Mi domando poi, se i piccoli partiti saranno disponibili a riforme elettorali che, inevitabilmente, li porterebbero ad un ulteriore ridimensionamento, eliminando le rendite di posizione e quel potere di ricatto che oggi esercitano pesantemente nei confronti dei partiti maggiori all'interno delle coalizioni di governo.Per anni abbiamo perseguito, a suon di referendum, il sogno bipolarista, per poi affidare la sua realizzazione ad una classe politica cresciuta, in buona parte, alla scuola proporzionalista della vecchia Repubblica: una pura follia.L'ambiente preferito da questa classe politica è una palude, in cui ciascuno si "ritaglia" un proprio spazio e dove l'interesse è quello di non modificare equilibri e di non fare increspare le acque, limitandosi - quando serve - ad alzare la voce, proprio come le rane, maestre di cori chiassosi ma abili a mimetizzarsi nell'ambiente in cui vivono: in definitiva sarebbe come chiedere a questo ceto politico il suo sostanziale suicidio.Intanto le imprese arrancano e il potere di acquisto di salari e stipendi si erode, deprimendo i consumi e generando una spirale involutiva; intanto le borse bruciano i risparmi di tanti, rendendo la finanza, nell'immaginario collettivo, un'entità opaca e sinistra, detestata e temuta.Cosa fare per venirne fuori, come contrastare questo preoccupante processo di decomposizione della politica?Forse allora tanto vale votare subito: se dalle urne uscirà una maggioranza politica forte, mi auguro allora che si possa riavviare un'azione di governo capace anche di affrontare il tema della riforma elettorale e se così non fosse, sarà il referendum che si incaricherà di "riformare" l'attuale strampalata legge elettorale.Ci sono momenti in cui la rapidità deve prevalere sulla riflessione e per me questo è uno di quei momenti: ne ha bisogno la politica, ne ha bisogno l'economia, ne hanno bisogno soprattutto gli italiani.*Imprenditore, presidente Aermec.

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VELTRONI: CDL, ANSIA DEL VOTO FINI: CENTROSINISTRA DISPERATO (sezione: Riforma elettorale)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-02-2008)

 

Veltroni: Cdl, ansia del voto Fini: centrosinistra disperato Violante: ricorso alla Consulta per evitare lo scioglimento Buttiglione: sarebbe un golpe Roma. Nella sala della Costituzione, a Palazzo Giustiniani, le luci si spegneranno soltanto domani, dopo che anche i leader dei partiti maggiori e gli ex capi dello Stato saranno stati a consulto da Franco Marini. Ufficialmente "resta uno spiraglio aperto", così continua a dire il presidente incaricato; ma le forze politiche devono considerarlo tanto stretto, se non addirittura inesistente, da avere già dato inizio alla campagna elettorale. Soprattutto dopo che anche Confindustria - che ha firmato il Manifesto delle imprese sulla necessità di una riforma elettorale - si è schierata per il voto, qualora risulti impossibile un accordo. "Per la sinistra è così caduto l'ultimo alibi", commentano in Forza Italia. Il Pd, però, non si arrende e Walter Veltroni torna a rilanciare un governo di grande intese. "Perché non fare attorno a Marini una coalizione che cambi le regole del gioco? Se la Cdl è così sicura di vincere perché non vuole aspettare altri tre mesi? Il centrodestra vuole precipitarsi alle urne: c'è l'ansia di votare subito con una legge che la stessa coalizione considera un male", ha detto il leader del Pd, ieri a Palermo per un convegno sulla legalità. Accanto a lui Giuliano Amato, il ministro dell'Interno, definisce "fregola" questo spingere della Cdl verso il voto. Per la verità, nel centrosinistra resta il Pdci a smarcarsi, preoccupato che le grandi intese diventino sinonimo di "inciucio" tra Veltroni e Berlusconi. "Ma no, significa solo recuperare un clima di dialogo e di confronto. Nessuno sta evocando un "inciucio" con il Cavaliere né ora né per il futuro", assicura Anna Finocchiaro, Pd. Ma anche nel centrosinistra le dichiarazioni di Montezemolo hanno cancellato ogni speranza, compresa quella che si possa realizzare un governo che porti al referendum elettorale. Lo dimostrano le parole di Luciano Violante, che invita il Comitato promotore a rivolgersi alla Consulta se la consultazione non potrà svolgersi. Ma l'ipotesi di sollevare un conflitto d'attribuzione con il Quirinale viene esclusa tassativamente dal Comitato. "Violante chiede una forzatura gravissima, di fatto un colpo di Stato", è il duro commento di Rocco Buttiglione, presidente Udc. Dopo la giornata di ieri ha gioco facile il centrodestra nel considerare quasi archiviata l'iniziativa di Marini per trovare un accordo sulla legge elettorale. E anche se il senatore a vita Giulio Andreotti è convinto che il presidente del Senato "abbia tutte le possibilità di riuscire perché ha alle spalle una lunga esperienza sindacale, dove la mediazione era il pane quotidiano", Forza Italia-An-Udc rinviano al dopo voto un'eventuale grande coalizione con il Pd. Il leader centrista Pier Ferdinando Casini è chiaro su questo punto: "Concordo con Montezemolo. Se oggi il governo di pacificazione non si può fare, lo si potrà fare nella prossima legislatura. In questo senso va la proposta da noi avanzata di dare la presidenza di una delle due Camere all'opposizione, un gesto di straordinaria discontinuità". An e Forza Italia, invece, non abbandonano il tono di scontro. Gianfranco Fini, leader di An: "La richiesta di Veltroni sulla grande coalizione è strumentale. Questo è un centrosinistra disperato. Mercoledì o giovedì calerà il sipario e si scioglieranno le Camere". Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, accusa il leader del Pd di "ribaltare la realtà": "Non si possono imputare al centrodestra le colpe di un mancato accordo sulla riforma elettorale. E poi non sono stati loro a dire che se Prodi fosse caduto, bisognava tornare subito al voto?". Sia Forza Italia sia An rinviano all'esito delle elezioni l'eventuale possibilità di aprire una stagione costituente. La Lega, invece, non vuole sentirne parlare: "La grande coalizione è solo una grande ammucchiata. Ciò che serve è un esecutivo forte e autorevole", è lo stop di Roberto Maroni. In realtà, se urne saranno, solo dopo il conteggio dei voti si potrà vedere se la coalizione vincente avrà un margine sufficientemente ampio anche a Palazzo Madama da poter procedere senza l'appoggio dell'opposizione. In caso contrario, il dialogo sarà una tappa obbligata. E infatti lo stesso Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, già insiste sulla necessità di "non disperdere i primi frutti del confronto fra i due partiti maggiori e tra maggioranza e opposizione". m.p.m.

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Rifondazione La parola torni agli iscritti Caro direttore, leggiamo su alcuni quotidiani che già circolano nomi di possibili candidati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri pe (sezione: Riforma elettorale)

( da "Liberazione" del 03-02-2008)

 

La campagna elettorale ha bisogno di tutti Una parata in camicia nera a Roma Sinistra, l'identità serve a farsi riconoscere Rifondazione La parola torni agli iscritti Caro direttore, leggiamo su alcuni quotidiani che già circolano nomi di possibili candidati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la prossima legislatura e che sarebbero espressione delle forze politiche della Sinistra. E' questo un metodo estremamente criticabile che annulla di fatto il diritto degli iscritti e delle iscritte ai partiti di discutere seriamente e serenamente della prossima campagna elettorale (programmi, alleanze, candidature). La richiesta di verifica con il governo Prodi, venuta meno a causa della bocciatura avvenuta al Senato e l'incarico dato a Marini dal Presidente Napolitano, non può far venir meno la consultazione con gli iscritti e le iscritte al Prc, che il Comitato politico nazionale aveva deciso il 17 dicembre. La parola torni agli iscritti e alle iscritti (il popolo), anche per riattivare la democrazia nel Partito che in questi ultimi mesi ha vissuto troppo di riunioni solo di organismi dirigenti. La campagna elettorale che si prefigura (indipendentemente se con la attuale legge elettorale o con una nuova legge) ha bisogno del concorso e della partecipazione attiva e convinta di tutto il corpo del Prc. Aurelio Crippa Enzo Jorfida Comitato politico nazionale A questo punto, meglio il voto Caro direttore, mi inserisco un po' nel dibattito pubblico tra Giannini e Pegolo da un lato e Ferrero dall'altro, non per dare ragione agli uni o all'altro, ma per fare una mia autonoma considerazione. Non si è riusciti in diciotto mesi di governo a fare una riforma elettorale e si pensa di poterla fare in due mesi con un governo trasversale. A me questa sembra una posizione velletaria e di puro tatticismo. Assumersi le responsabilità di governo non vuol dire diventare più realisti del re, ma constatare in modo chiaro che un'esperienza è terminata e purtroppo ci si porta sulla coscienza anche non aver cambiato una legge elettorale truffa. E a questo punto la coerenza è quella di dire che se cade un governo di centro sinistra c'è solo il voto. A forza di stare al governo, spero che non ci si sia dimenticati di questa semplice parola: la coerenza. La proposta del governo istituzionale è partita anche dal compagno Bertinotti mesi fa ed è per me una virata di 360 gradi sul processo innovativo da lui stimolato molto. Mi meraviglio che su questa proposta sia stato seguito dalla direzione del partito, dai rappresentanti nel governo e dai parlamentari. E' invece secondo me importante analizzare il perché di una crisi politica del governo di centro sinistra. Per quanto riguarda Rifondazione, io sono uno di quelli che ha creduto molto nella svolta innovativa del Partito che si misurava anche su un terreno governativo; poi alla fine però un po' la debolezza dei movimenti, un po' la deriva tatticista-governista esasperata hanno creato un corto circuito che è sotto gli occhi di tutte e tutti. Non aver capito questo porta il Partito a commettere errori su errori, con in ultimo la proposta di un governo a tempo per le riforme elettorali. Giulio Petrilli L'Aquila Emergenza antifascismo L'8 febbraio a Roma Cara "Liberazione", l'8 febbraio i soliti gruppi di neofascisti tenteranno di strumentalizzare la storia, le tragedie e i morti per portare avanti la loro infame propaganda. Un gruppo studentesco dichiaratamente neofascista e protagonista di numerose aggressioni nelle scuole della città, ha indetto una manifestazione che ritiene di poter "commemorare i martiri delle foibe" dando vita ad una parata in camicia nera. La manifestazione, inoltre, terminerà al Teatro Brancaccio - dove è previsto un sedicente convengo dall'emblematico titolo "Istria Slovenia Dalmazia, anche le pietre parlano italiano". Convegno senza alcun profilo storico organizzato dall'Ufficio di Presidenza della Consulta degli Studenti, organismo che tutte le associazioni democratiche studentesche ritengono illegittimo dopo le elezioni inficiate da brogli ed azioni squadriste. Ci appelliamo quindi a tutte le associazioni, i partiti, le organizzazioni sindacali, i democratici perché si facciano promotori di iniziative diffuse nella città sulla memoria, quella vera. E perché denuncino e si attivino, in tutte le forme, per denunciare ed impedire il tentativo dei neofascisti di legittimarsi indossando la maglia del revisionismo. Ci appelliamo sopratutto al mondo della scuola, dagli studenti ai docenti, perché quel giorno - e tutti i giorni seguenti - si torni a parlare di storia e di attualità in modo partecipato quanto serio. Le scuole non possono divenire gli spazi per le scorribande e la propaganda dei neofascisti, ma devono invece essere presidi della democrazia, del rispetto, della partecipazione. Ci rivolgiamo inoltre al Comune di Roma, e in particolare all'assessore alla Cultura Di Francia, cui abbiamo indirizzato una lettera chiedendo un incontro, perché non pensiamo si possa continuare ad alimentare quel meccanismo che sembra voler ricondurre ad una unicità gli squadristi e chi lotta per i diritti di tutti e tutte. Ricordiamo, peralto, che il Teatro Brancaccio è finanziato dal Comune di Roma, e ci sembra paradossale ospiti una iniziativa ristretta ed autoreferenziale, attuata oltretutto con l'esproprio violento di un organo di rappresentanza studentesca. Madri per Roma Città Aperta Studenti e studentesse antifascisti di Roma Sinistra Il nostro ruolo Cara "Liberazione", troppe volte ci dimentichiamo che in Italia la forza di sinistra è da sempre minoritaria, anche nel periodo in cui tutto sembrava dovesse cambiare. Già da allora eravamo immersi in oceani di discussioni dove le strategie da intraprendere la facevano da padrone. I D'Alema, i Veltroni e compagnia bella, trovarono terreno facile per arginare il corso del Pci e, in seguito fracassarlo, mettendo in avamposto l'ingenuo Occhetto. Cosa vogliamo fare, ripetere gli errori inammissibili del passato? Possibile non rendersi conto che il ruolo della sinistra (comunista in particolare) sta all'opposizione? Un tempo tutta Europa invidiava il nostro esistere, la capacità di buttarci nei conflitti in generale e ottenere risultati. E cosa ci ha ridotti a rappresentare appena uno squarcio di popolo se non l'esaltazione di una effimera strategia a discapito della sostanza. L'identità serve a riconoscersi, sempre e comunque, anche quando l'illusione tenderebbe da un'altra parte. E poi parliamoci chiaro, gli altri partiti sono più bravi di noi nel mescolare le carte, il nostro compito è invece quello di dimostrare alla gente che siamo e saremo sempre con loro. Perciò smettiamola con le mezze figure, il prossimo futuro parla di nero, non solo metaforicamente, e allora ci sarà urgente bisogno di comunisti e di comunismo. O vogliamo forse emulare i Fassino, i D'Alema e i Veltroni? Luciana via e-mail Riforma elettorale Non avevano tempo? Cara "Liberazione", lo so che è una domanda un po' stupida, ma me la sono posta ieri sera davanti al tg. Se la modifica della legge elettorale è davvero così importante, tanto da parlare di governo esplorativo e referendum (nonché fare una figura non troppo bella...) ma per quale balzano motivo non è stata fatta prima? Il governo doveva pensare a cose più importanti? Non ne ha avuto il tempo? Mah... Daniela via e-mail Librerie A Bologna stanno chiudendo Cara "Liberazione", a Bologna stanno chiudendo alcune piccole librerie (per esempio Minerva e Librincontro), sopraffatte da grandi reti nazionali. Le librerie, come anche le biblioteche, sono segno di speranza per una città alla ricerca di se stessa, una città il cui livello culturale e civile è dato dalla loro presenza capillare nel territorio. Questa presenza è anche indice di libertà, non per niente liber significa libro ma pure l'aggettivo libero. Quando chiudono, tutti noi assistiamo, forse anche senza saperlo, ad un volgare atto di barbarie. A Bologna, se non possiamo o vogliamo fermare questa strage, proviamo almeno a riflettere su quanto si sta perdendo. Piero A. Zaniboni bibliotecario, Bologna 03/02/2008.

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Crisi/ Fini: "Veltroni? Sembra... Crozza". Cesa: "L'Udc non sarà la stampella del centrosinistra. Tempo scaduto, si vada alle elezioni" pag.3 (sezione: Riforma elettorale)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-02-2008)

 

Crisi/ Fini: "Veltroni? Sembra... Crozza". Cesa: "L'Udc non sarà la stampella del centrosinistra. Tempo scaduto, si vada alle elezioni" Domenica 03.02.2008 18:32 --> EPIFANI (CGIL): SERVE UNA LEGGE ELETTORALE RISPETTOSA DEI CITTADINI. ''Biosgna andare al voto con una riforma della legge elettorale più rispettosa dei cittadini''. Lo afferma il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo il colloquio con il presidente del Consiglio incaricato, Franco Marini. Epifani è stato ricevuto dal presidente insieme a Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, e Luigi Angeletti, leader della Uil ed ha chiarito di parlare anche a nome dei suoi colleghi. ''Quello che esprimo - premette Epifani - è il punto di vista unitario di Cgil, Cisl e Uil. Il paese - spiega - ha dei problemi che non possono aspettare, in modo particolare quelli che riguardano i lavoratori e i pensionati. C'è bisogno di una fase che porti alla riduzione delle tasse, si deve affrontare il nodo della crescita dei prezzi e delle tariffe. Ancora - continua Epifani - è necessario risolvere tutti i decreti di attuazione delle leggi già approvate, a partire da quella delicata e importante sulla sicurezza. Infine, c'è il problema di sei decreti delegati che scadono''. Non ci sono quindi dubbi, prosegue il leader della Cgil, che si debba andare al voto con una ''legge elettorale rispettosa dei cittadini''. Per questi motivi ''abbiamo chiesto a Marini di tenere conto delle opinioni delle organizzazioni sindacali''. ANGELETTI (UIL), SERVE RIFORMA ELETTORALE; BIPOLARISMO MALATO. "Serve una riforma elettorale perchè questa legge elettorale ha dimostrato di creare un bipolarismo malato, perché si vota contro e non per fare, questa è la vera malattia dell'Italia mentre serve chiedere consensi per fare una buona politica". Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio incaricato, Franco Marini, che lo ha visto insieme agli altri leader di Cgil e Cisl. "Abbiamo ringraziato il Presidente Marini per aver incontrato le parti sociali. Questa è una cosa molto positiva poiché egli ha visto esponenti del Paese reale oltre che della classe politica. I lavoratori avanzano esigenze importanti da fare in tempi brevi, riduzione delle tasse e più salari, questa è la vera emergenza dell'Italia". REFERENDARI. Pur riconoscendo che è "fisiologico" che in una democrazia bipolare "la rottura del patto politico siglato con i cittadini imponga che si torni alle urne", i referendari propongono invece a Franco Marini di "rendere possibile l'esercizio del diritto al referendum nel più breve tempo possibile onde procedere allo scioglimento delle Camere subito dopo". Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato referendario, spiega a Marini che "è tecnicamente possibile votare anche entro maggio". Del resto, sarebbe "contrario al buonsenso e alla logica politico-istituzionale rinviare un referendum che ha per oggetto proprio la legge elettorale". E comunque, puntualizza Guzzetta, "nessun intento dilatorio o condiscendenza a soluzioni pasticciate". --> << pagina precedente pagina successiva >>.

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