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Piccola Rassegna del 18-1-2007


 

INDICE

Da Quotidiano di Sicilia (qds.it) 18-1-2007  La privacy è una stronzata. Contrasto all'evasione senza veli di C.A. Tregua 1

 

 

 

 

Dal Sole 24 Ore 18-1-2007 Rottamazione dell'auto, così i produttori si organizzano per restituire il bonus 2006

di Nicoletta Cottone

La Fiat e la Renault hanno aperto le danze chiedendo alla rete di venditori di inviare una nota di credito ai clienti per la restituzione del bonus rottamazione varato dalla Finanziaria per il 2007. Destinatari del provvedimento sono i clienti delle case automobilistiche che hanno acquistato una nuova vettura in linea con gli standard di rispetto dell’ambiente, rottamando una vecchia auto Euro 0 o Euro 1 nel periodo compreso fra il 3 ottobre 2006 e il 31 dicembre 2006. Chi si è seduto al volante di una nuova auto Euro 4, rottamando la vecchia, prima del 2007, non ha, infatti, ricevuto il contributo di 800 euro che la manovra di fine anno riconosce a chi ha svecchiato il parco auto passando a un veicolo più rispettoso dell’ambiente. La Finanziaria, infatti, è entrata in vigore il 1° gennaio 2007, dunque le norme non potevano essere applicate prima dell'entrata in vigore della legge. Prevista anche l’esenzione per due annualità dal bollo, estesa di una ulteriore annualità se la cilindrata del veicolo è inferiore a 1.300 cc. (questi limiti di cilindrata non si applicano se vetture e veicoli sono acquistati da persone fisiche nel cui nucleo familiare ci siano 6 componenti non intestatari di altre vetture o veicoli).
Fiat e Renault hanno deciso, dunque, tramite la rete di venditori, di inviare una nota di credito ai clienti in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa. Alla Peugeot l’attivazione della pratica avviene, invece, su segnalazione diretta della concessionaria che ha venduto la vettura nuova.
Molti gli automobilisti a caccia di informazioni per capire se sussiste il diritto al bonus. «C’è stata molta confusione e disinformazione - sottolinea Diego Graziani, 38 anni, di Creazzo in provincia di Vicenza, che ha rottamato a dicembre una vettura Euro 0, acquistando una Daihatsu - Al momento del pagamento il venditore non sapeva bene chi doveva finanziare gli 800 euro della rottamazione, quindi abbiamo pagato con un po’ di perplessità senza usufruire del contributo».
Certamente la reatrottività della norma ha creato confusione e non tutte le case automobilistiche, causa le festività, hanno diffuso alle proprie reti le indicazioni su come muoversi. Intanto è attesa una circolare Aci, dopo una consultazione con il ministero dell’Economia, sui primi aspetti controversi della vicenda rottamazione. La Direzione centrale servizi delegati dell’Aci, comunque, si è già mossa sul fronte dei motorini Euro 3, segnalando agli 8.692 utenti che ne hanno acquistato uno a dicembre, con una comunicazione ad personam, il bonus introdotto per le due ruote dalla Finanziaria, invitandoli a verificare il possesso dei requisiti. «L'azione informativa - spiega nella nota il direttore centrale Vincenzo Pensa - intrapresa con spirito proattivo e propositivo, va a innestarsi nel più ampio quadro di iniziative volte ad amplificare il ruolo istituzionale dell'ente a salvagiardia e promozione dell'automobilismo e del motocicolismo, e a limitare la percezione dell'ente quale impositore ed esattore del contributo». La nota dell’Aci ha anche chiarito che è chi ha acquistato un motorino Euro 3 nel mese di dicembre 2006 può usufruire del bonus (80 euro e l’esenzione dal pagamento di 5 anni di bollo) anche consegnando un motorino da rottamare al demolitore entro il mese di gennaio. Per il bonus l’interessato dovrà presentare una domanda al Pra, mentre l’esenzione dal bollo sarà automatica. È probabile che una strategia analoga sarà decisa anche per il bonus vetture.
«La nuova normativa - spiega Antonio Cernicchiaro, direttore delle relazioni istituzionali dell’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti di veicoli esteri - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre, crea un problema di applicazione soprattutto per la parte retroattiva al 2006, con circolari informative che a cascata, a partire da noi, giungono alle case automobilistiche estere e alle reti». L’associazione ha attivato una sorta di help desk sulle novità della Finanziaria a disposizione degli associati. Un consiglio per chi ha acquistato una vettura nuova rottamadone una Euro 0 o Euro 1 a fine 2006 è quello di rivolgersi al venditore per controllare di essere in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa e chiedere il bonus non fruito.
Fra i controlli da effettuare è necessario verificare che il veicolo avviato alla demolizione sia Euro 0 o Euro 1, sia intestato all'acquirente della nuova vettura o a un familiare convivente, fatto che deve essere attestato dallo stato di famiglia. Il contributo, inoltre, spetta, se il nuovo veicolo acquistato Euro 4 emette non oltre 140 grammi di Co2 al chilometro. Nella normativa sono citati anche acquisti di ipotetici veicoli Euro 5, che in realtà saranno in circolazione solo dal 2009, visto che si tratta di uno standard di omologazione in corso di definizione: queste vetture dovrebbero dare un taglio del 20% delle emissioni di NOx per i motori diesel e del 25% per quelli a benzina. Inoltre i motori diesel dovranno abbattere dell'80% l'emissione di polveri sottili, il che renderà obbligatorio l'applicazione di filtri ad hoc.

Invia una emailnicoletta.cottone@ilsole24ore.com

 


Da Quotidiano di Sicilia (qds.it) 18-1-2007  La privacy è una stronzata. Contrasto all'evasione senza veli di C.A. Tregua


catregua@quotidianodisicilia.it

"Stronzata", secondo il dizionario della lingua italiana De Mauro, vuol dire "ciò che è fatto male, che risulta brutto o insulso e cattivo". Usare la privacy come scudo per evadere le imposte è brutto, insulso e cattivo.
Perché con la competizione internazionale, la ristrettezza delle risorse finanziarie, il giusto cappio dell'euro alle esportazioni (che non possono più contare sulla svalutazione per diventare competitive) rende indispensabile portare a casa i 115 miliardi di euro che mancano nelle entrate dello Stato, per effetto dell'evasione di imposte e contributi che imprese e professionisti non versano all'erario.
L'illegalità è vasta, maggiormente diffusa nel Sud, ma anche nelle regioni ricche del Nord Italia. Ormai è stima comune che sfuggono ad ogni forma di tassazione fra i 250 e i 266 miliardi di euro.

I contributi sociali sono maggiormente evasi per un ammontare di circa 40 miliardi; segue l'Irpef con circa 36 miliardi, l'Iva con 14 miliardi, l'Ires con 10 miliardi, altre imposte con 9 miliardi e quelle locali con 6 miliardi. Un lungo elenco che dev'essere assolutamente azzerato perché costituisce la più importante rendita di posizione degli evasori rispetto a tutti i cittadini che pagano regolarmente le imposte.
Troppi condoni, ripetuti all'incirca ogni dieci anni, hanno indotto quei furbetti a non pagare le imposte, tanto sarebbe arrivato il democristiano di turno o il Tremonti di turno a mettere una croce tombale sull'effettivo obbligo tributario. Dunque, il primo atto da compiere è quello di non fare più condoni di nessun genere e tipo e bisogna che la gente ci creda, perciò destra e sinistra dovrebbero enunciare questo tassativo impegno.
Poi, una vera lotta all'evasione con i moderni sistemi informatici, che consentono l'incrocio di tutti i dati, per cui è possibile creare una griglia dalla quale pochi possano sfuggire.

Tra le indagini da fare preliminarmente a tavolino risulta importante quella finanziaria. Diceva Giovanni Falcone che, per colpire al cuore la mafia, bastava seguire le vie del denaro, che inevitabilmente entrano dentro il sistema bancario e lì vi rimangono. Parallelamente, per colpire gli evasori bisogna che Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate e Ispettorati del lavoro percorrano le vie del denaro e chiedano conto di tutti quei movimenti cui non corrispondono i documenti fiscali. Aiuta in questa direzione la legge antiriciclaggio, entrata in vigore nell'aprile 2006, che impedisce i trasferimenti di somme in contanti al di sopra di una certa soglia.