di
Nicoletta Cottone
La Fiat e la Renault hanno aperto
le danze chiedendo alla rete di venditori di inviare una nota di credito ai
clienti per la restituzione del bonus rottamazione varato dalla Finanziaria
per il 2007. Destinatari del provvedimento sono i clienti delle case
automobilistiche che hanno acquistato una nuova vettura in linea con gli
standard di rispetto dell’ambiente, rottamando una vecchia auto Euro 0 o Euro
1 nel periodo compreso fra il 3 ottobre 2006 e il 31 dicembre 2006. Chi si
è seduto al volante di una nuova auto Euro 4, rottamando la vecchia,
prima del 2007, non ha, infatti, ricevuto il contributo di 800 euro che la
manovra di fine anno riconosce a chi ha svecchiato il parco auto passando a
un veicolo più rispettoso dell’ambiente. La Finanziaria, infatti,
è entrata in vigore il 1° gennaio 2007, dunque le norme non potevano
essere applicate prima dell'entrata in vigore della legge. Prevista anche
l’esenzione per due annualità dal bollo, estesa di una ulteriore
annualità se la cilindrata del veicolo è inferiore a 1.300 cc.
(questi limiti di cilindrata non si applicano se vetture e veicoli sono
acquistati da persone fisiche nel cui nucleo familiare ci siano 6 componenti
non intestatari di altre vetture o veicoli).
Fiat e Renault hanno deciso, dunque, tramite la rete di venditori, di inviare
una nota di credito ai clienti in possesso dei requisiti richiesti dalla
normativa. Alla Peugeot l’attivazione della pratica avviene, invece, su
segnalazione diretta della concessionaria che ha venduto la vettura nuova.
Molti gli automobilisti a caccia di informazioni per capire se sussiste il
diritto al bonus. «C’è stata molta confusione e disinformazione -
sottolinea Diego Graziani, 38 anni, di Creazzo in provincia di Vicenza, che
ha rottamato a dicembre una vettura Euro 0, acquistando una Daihatsu - Al
momento del pagamento il venditore non sapeva bene chi doveva finanziare gli
800 euro della rottamazione, quindi abbiamo pagato con un po’ di
perplessità senza usufruire del contributo».
Certamente la reatrottività della norma ha creato confusione e non
tutte le case automobilistiche, causa le festività, hanno diffuso alle
proprie reti le indicazioni su come muoversi. Intanto è attesa una
circolare Aci, dopo una consultazione con il ministero dell’Economia, sui
primi aspetti controversi della vicenda rottamazione. La Direzione centrale
servizi delegati dell’Aci, comunque, si è già mossa sul fronte
dei motorini Euro 3, segnalando agli 8.692 utenti che ne hanno acquistato uno
a dicembre, con una comunicazione ad personam, il bonus introdotto per le due
ruote dalla Finanziaria, invitandoli a verificare il possesso dei requisiti.
«L'azione informativa - spiega nella nota il direttore centrale Vincenzo
Pensa - intrapresa con spirito proattivo e propositivo, va a innestarsi nel
più ampio quadro di iniziative volte ad amplificare il ruolo istituzionale
dell'ente a salvagiardia e promozione dell'automobilismo e del motocicolismo,
e a limitare la percezione dell'ente quale impositore ed esattore del
contributo». La nota dell’Aci ha anche chiarito che è chi ha
acquistato un motorino Euro 3 nel mese di dicembre 2006 può usufruire
del bonus (80 euro e l’esenzione dal pagamento di 5 anni di bollo) anche
consegnando un motorino da rottamare al demolitore entro il mese di gennaio.
Per il bonus l’interessato dovrà presentare una domanda al Pra, mentre
l’esenzione dal bollo sarà automatica. È probabile che una
strategia analoga sarà decisa anche per il bonus vetture.
«La nuova normativa - spiega Antonio Cernicchiaro, direttore delle relazioni
istituzionali dell’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti di veicoli esteri
- pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre, crea un problema di
applicazione soprattutto per la parte retroattiva al 2006, con circolari
informative che a cascata, a partire da noi, giungono alle case
automobilistiche estere e alle reti». L’associazione ha attivato una sorta di
help desk sulle novità della Finanziaria a disposizione degli
associati. Un consiglio per chi ha acquistato una vettura nuova rottamadone
una Euro 0 o Euro 1 a
fine 2006 è quello di rivolgersi al venditore per controllare di
essere in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa e chiedere il
bonus non fruito.
Fra i controlli da effettuare è necessario verificare che il veicolo
avviato alla demolizione sia Euro 0 o Euro 1, sia intestato all'acquirente
della nuova vettura o a un familiare convivente, fatto che deve essere
attestato dallo stato di famiglia. Il contributo, inoltre, spetta, se il
nuovo veicolo acquistato Euro 4 emette non oltre 140 grammi di Co2 al
chilometro. Nella normativa sono citati anche acquisti di ipotetici veicoli
Euro 5, che in realtà saranno in circolazione solo dal 2009, visto che
si tratta di uno standard di omologazione in corso di definizione: queste
vetture dovrebbero dare un taglio del 20% delle emissioni di NOx per i motori
diesel e del 25% per quelli a benzina. Inoltre i motori diesel dovranno
abbattere dell'80% l'emissione di polveri sottili, il che renderà
obbligatorio l'applicazione di filtri ad hoc.
nicoletta.cottone@ilsole24ore.com
Da
Quotidiano di Sicilia (qds.it) 18-1-2007
La privacy è una stronzata. Contrasto all'evasione senza veli
di C.A. Tregua
catregua@quotidianodisicilia.it
"Stronzata", secondo il dizionario della lingua
italiana De Mauro, vuol dire "ciò che è fatto male, che risulta
brutto o insulso e cattivo". Usare la privacy come scudo per evadere le
imposte è brutto, insulso e cattivo.
Perché con la competizione internazionale, la ristrettezza delle risorse
finanziarie, il giusto cappio dell'euro alle esportazioni (che non possono
più contare sulla svalutazione per diventare competitive) rende
indispensabile portare a casa i 115 miliardi di euro che mancano nelle
entrate dello Stato, per effetto dell'evasione di imposte e contributi che
imprese e professionisti non versano all'erario.
L'illegalità è vasta, maggiormente diffusa nel Sud, ma anche
nelle regioni ricche del Nord Italia. Ormai è stima comune che
sfuggono ad ogni forma di tassazione fra i 250 e i 266 miliardi di euro.
I contributi sociali sono maggiormente evasi per un ammontare di circa 40
miliardi; segue l'Irpef con circa 36 miliardi, l'Iva con 14 miliardi, l'Ires
con 10 miliardi, altre imposte con 9 miliardi e quelle locali con 6 miliardi.
Un lungo elenco che dev'essere assolutamente azzerato perché costituisce la
più importante rendita di posizione degli evasori rispetto a tutti i
cittadini che pagano regolarmente le imposte.
Troppi condoni, ripetuti all'incirca ogni dieci anni, hanno indotto quei
furbetti a non pagare le imposte, tanto sarebbe arrivato il democristiano di
turno o il Tremonti di turno a mettere una croce tombale sull'effettivo
obbligo tributario. Dunque, il primo atto da compiere è quello di non
fare più condoni di nessun genere e tipo e bisogna che la gente ci
creda, perciò destra e sinistra dovrebbero enunciare questo tassativo
impegno.
Poi, una vera lotta all'evasione con i moderni sistemi informatici, che
consentono l'incrocio di tutti i dati, per cui è possibile creare una
griglia dalla quale pochi possano sfuggire.
Tra le indagini da fare preliminarmente a tavolino risulta importante quella
finanziaria. Diceva Giovanni Falcone che, per colpire al cuore la mafia,
bastava seguire le vie del denaro, che inevitabilmente entrano dentro il
sistema bancario e lì vi rimangono. Parallelamente, per colpire gli
evasori bisogna che Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate e Ispettorati
del lavoro percorrano le vie del denaro e chiedano conto di tutti quei
movimenti cui non corrispondono i documenti fiscali. Aiuta in questa
direzione la legge antiriciclaggio, entrata in vigore nell'aprile 2006, che
impedisce i trasferimenti di somme in contanti al di sopra di una certa
soglia.
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