PRIVILEGIA
NE IRROGANTO di Mauro Novelli
Il PuntO n° 78.
Pensioni: un problema (quasi) inventato ? (1^ puntata).
Di Mauro
Novelli (19-9-2006)
E’ nostra intenzione analizzare la
problematica relativa alle pensioni, argomento sempre chiacchierato, mai approfondito.
Cercheremo di comprendere le dinamiche di un fenomeno coinvolgente un numero
crescente di cittadini (considerati “deboli” e, per questo, oggetto delle
attenzioni pelose di politici ed entità addirittura internazionali).
Attraverso i bilanci INPS, valuteremo
le incombenze crescenti, comunque poco o per nulla collegati alle pensioni, e
impropriamente imposte all’Istituto di Previdenza, costretto, negli ultimi 40
anni, a far fronte ad attività
che hanno deciso di affidargli un legislatore furbo ma poco intelligente e
forze sociali che si sono accomodate al desco.
BILANCIO CONSUNTIVO 2005
Il bilancio consuntivo 2005
dell’Istituto (approvato nella riunione del19 luglio 2006) ci fornisce alcuni
macrodati molto interessanti:
- USCITE COMPLESSIVE: 176,807 miliardi
di euro di prestazioni istituzionali, con un incremento di 5,764 miliardi
(+3,4%) rispetto ai 171,042 miliardi del consuntivo 2004.
- ENTRATE CONTRIBUTIVE: 116,764
miliardi di euro, con un incremento di 2,930 miliardi (+2,6%) rispetto a 113,834
miliardi dell’esercizio 2004.
Se facessimo l’errore di limitarci a
questi dati, la conclusione sarebbe scontata: oltre 60 miliardi di euro (quasi
117 mila miliardi di vecchie lire) di sbilancio sono effettivamente
insostenibili.
Scopriamo però che le uscite per
il pagamento delle pensioni è di oltre
24,5 miliardi di euro più basso (quasi 48 mila miliardi di lire)
rispetto alle uscite definite pudicamente “istituzionali”. Infatti:
- SPESA PER PENSIONI: 152,230 miliardi
di euro (147,668 milioni nel 2004), con un incremento di 4,562 miliardi di euro
(+3,1%).
L’Inps informa inoltre che “sono state
eliminate 1.113.314 pensioni di importo medio mensile di 540 euro, mentre sono
state liquidate 1.165.264 nuove pensioni di importo medio 635 euro. Così
a fronte di un aumento contenuto nel numero delle pensioni vigenti (+51.950
rispetto al 2004 – pari a +0,3%) è corrisposto un aumento del 3,4%
rispetto al 2004 della spesa per prestazioni istituzionali, dovuto anche, tra
l’altro, alla perequazione pari a +1,9%. “
(Vedremo di che si tratta).
Insomma, lo sbilancio “contributi
previdenziali meno pensioni erogate” si riduce da oltre 60 miliardi di euro,
utilizzati come una clava per dimostrare che occorre “intervenire sulle
pensioni”, a meno di 35,5 miliardi.
Chiediamoci: perché le
prestazioni “istituzionali” dell’Inps sono state dilatate fino a gravare sulle
sue casse per quasi 25 miliardi di euro (2005) oltre la spesa per pensioni ?
Che cosa deve finanziare oltre le pensioni? E perché deve farlo l’Inps?
Ma le sorprese da chiarire non sono
finite.
Il bilancio Inps ci informa che:
DISAVANZO FINANZIARIO DI
COMPETENZA: 431 milioni di euro;
APPORTI COMPLESSIVI NETTI DELLO STATO:
71,531 miliardi in termini finanziari di cassa, con un incremento di 8,252
miliardi di euro rispetto al consuntivo 2004 (miliardi 63,279).
Vien da chiedersi: perché, a
fronte di uno sbilancio di poco oltre 60 miliardi, lo Stato finanzia le casse
dell’Istituto di Previdenza con oltre 71,5 miliardi?
AVANZO ECONOMICO DI ESERCIZIO: 2,033 miliardi
di euro.
AVANZO PATRIMONIALE NETTO DELL’INPS:
24,281 miliardi di euro, per effetto del positivo risultato economico di
esercizio (commenta l’Inps).
Ma come? L’Inps non ce la fa
più, ma vanta risultati positivi, tanto da portare l’Istituto ad un avanzo
economico di esercizio pari a 2 miliardi di euro ed un avanzo patrimoniale di
oltre 24 ?
Cercheremo di capirci di più.
BILANCIO PREVENTIVO 2006.
Intanto, il bilancio preventivo 2006
dell’Inps, rivisto ed aggiornato al 1° giugno 2006, conferma il trend dell’anno precedente, con
alcuni miglioramenti. Ecco i dati previsionali rivisti:<BR>
USCITE COMPLESSIVE: 180,381 miliardi di
euro di prestazioni istituzionali, con un incremento di 191 milioni rispetto
alle previsioni iniziali;
ENTRATE CONTRIBUTIVE: 120,976 miliardi
di euro di, con un incremento di 754 milioni rispetto alle previsioni
originarie;
SPESA PER PENSIONI: 155,653 miliardi,
con un incremento di 68 milioni rispetto alle previsioni originarie;
APPORTI COMPLESSIVI DELLO STATO: 74,929
miliardi di euro di, in termini finanziari di cassa, con un incremento di 2,244
miliardi rispetto alle previsioni iniziali.
AVANZO ECONOMICO: 1,394 miliardi di
euro di con un miglioramento di 668 milioni di euro rispetto ai 726 milioni
delle previsioni iniziali;
Per effetto del previsto risultato
economico di esercizio, il patrimonio netto dell’Inps al 31 dicembre 2006
è aggiornato in 25,784 milioni di euro.
Se dovessero confermarsi i valori di
bilancio preventivati, il disavanzo complessivo, tra prestazioni “istituzionali”
ed entrate contributive, sarebbe pari a 59,405 miliardi di euro, ma se si
considera solo l’uscita per il pagamento delle pensioni, il vero disavanzo
pensionistico (“contributi previdenziali
meno pensioni erogate”) da 59,4 miliardi (drammatizzati – al solito - per
convincere della ineluttabilità di drastici interventi sui meccanismi
pensionistici) si riduce a 34,677 miliardi. In calo rispetto ai 35,5 miliardi
del 2005.
In conclusione, rispetto al 2005,
aumentano le Entrate contributive (+3,61 %) e diminuisce la Spesa per
erogazione di pensioni (- 1,06 %).
Da rimarcare, inoltre, l’apporto
finanziario dello Stato: in aumento di 3,4 miliardi di euro rispetto al 2005,
nonostante il 2006 lasci ipotizzare il
miglioramento di fondamentali poste di bilancio rispetto all’anno precedente.
VARIAZIONI 2006/2005
Ricapitoliamo le voci più
interessanti dei bilanci INPS con l’andamento 2005/2006, nell’ipotesi che
vengano confermati i valori di preventivo rivisti nel giugno 2006:
1) Le
ENTRATE CONTRIBUTIVE crescono: +
3,61 %
2) La SPESA PER PENSIONI EROGATE cresce
ma, come si vede, meno della crescita dei contributi versati dai lavoratori.: + 2,25 %
3) Di conseguenza, diminuisce Il
PASSIVO del solo settore puramente pensionistico (CONTRIBUZIONI meno EROGAZIONI): - 2,23 %
4) Le USCITE COMPLESSIVE crescono: + 2,02 %
5) Il PASSIVO “ISTITUZIONALE” comunque
diminuisce: - 1,06 %
E’ doveroso – oltre che interessante -
approfondire la questione.
Cercheremo di valutare le eventuali
incombenze improprie accollate all’Inps e di scoprire “perché e da quando” i contributi
pagati dai lavoratori non sono più stati sufficienti al pagamento delle
pensioni.
Anticipiamo un solo dato sulla Cassa
integrazione guadagni, il cui pagamento è stato “assegnato” alle casse
dell’INPS: dal 1° gennaio 1977 al 28 febbraio
Dice: “Ma paga lo Stato.. ripianando i
bilanci dell’INPS …”.
Certo, ma poiché compare come
deficit del bilancio INPS, è passato il messaggio che bisogna rivedere
le pensioni…
Diciamola meglio: se il legislatore
dovesse assegnare all’INPS il pagamento quotidiano di cornetto, cappuccino e
giornale a tutti i posteggiatori
d’Italia, il deficit dell’istituto aumenterebbe: ve la sentite di suggerire che
bisognerebbe rivedere i parametri delle pensioni ?
[Continua]