PICCOLA RASSEGNA 3-1-2007
INDICE
Conti pubblici: il fabbisogno 2006 cala a 35,2 miliardi
di Luigi Lazzi Gazzini
- Da Il Sole 24 Ore 3-1-2007
Flessione per la curva del debito di Luigi Lazzi Gazzini - Da Il Sole 24
Ore 3-1-2007
Prodi: la moratoria presentata all’Onu EMANUELE NOVAZIO
- Da La Stampa 3-1-2007
Consob, segnalati 7 possibili casi insider 2006, multe
per 8 mln
- Da Reuters 2-1-2007
Sudan, scandalo alle Nazioni Unite "Molestie sessuali ai bambini” – Da Repubblica.it 3-1-2007
Da Il Sole 24
Ore 3 gennaio 2007
Superando
in meglio ogni previsione, il deficit di cassa è risultato, nel 2006, di
35,2 miliardi. Erano stati 60 miliardi nel 2005.Il
successo andava delineandosi col procedere dell'anno ma,
nella sua dimensione, ha sorpreso gli osservatori. E ha sorpreso anche il
Tesoro, se si pensa che a primavera il fabbisogno del settore statale era
stimato in 66,5 miliardi. Col Dpef di luglio è
stato riveduto a 59 miliardi e, a ottobre, a 47,7 miliardi.
Un successo che non eviterà, purtroppo, un ben diverso saldo in termini
di competenza economica: sentenza Iva sulle auto e accollo dei debiti ex Ispa lo porteranno verso gli 84 miliardi, il 5,7% del Pil. E sarà questo il dato che presenteremo a
Bruxelles.
Comunque,essendo l'indebitamento di competenza 2006
gonfiato da eventi eccezionali, con ragione il ministro Tommaso PadoaSchioppa si compiace del risultato dei conti di cassa,
avvertendo tuttavia che occorre continuare nello sforzo di risanamento.
«Il consuntivo del 2006 pubblicato oggi — ha detto il titolare dell'Economia —
è un risultato molto positivo. Il netto miglioramento del fabbisogno
costituisce una base solida per l'attuazione della manovra finanziaria appena
approvata dal Parlamento. Questi dati incoraggianti non autorizzano in alcun
modo — precisa tuttavia il ministro — ad allentare l'azione di risanamento dei
conti pubblici. La politica di bilancio avviata dal Governo deve essere
continuata con determinazione, al fine di sostenere in maniera strutturale la
crescita del Paese».
Al risultato annuale ha concorso l'imponente avanzo di dicembre.
Grazie alle scadenze fiscali, l'attivo è stato di 21 miliardi, vicino al
record di 23,3 miliardi di dicembre 2005 che, pur sostenuto da entrate una
tantum, non bastò a capovolgere il pesante
deficit accumulatosi nei mesi precedenti.
Sul confronto tra 2005 e 2006 gravano, informa l'Economia, «fattori avversi».
Dicembre 2005 fu sostenuto da incassi una tantum ( cartolarizzazione
dei crediti Inps e vendita di Patrimonio1) che ne ridimensionano l'eccezionale avanzo. A
dicembre 2006, ecco invece pagamenti alle Regioni per arretrati
sanitari, alla Tav e ad altri progetti. Somme
ingenti, al netto delle quali il fabbisogno 2006 sarebbe non lontano dai 33
miliardi.
È appena da sottolineare come le entrate siano state
le protagoniste del miglioramento del saldo di cassa che,in rapporto al Pil, è sceso nel
Tuttavia,dalla Relazione previsionale e programmatica 2007 si apprende
(Il Sole24 Ore del 30 dicembre scorso) che la spesa pubblica al netto degli
interessi toccherà, nel 2006, il record del dopoguerra: il 44,5% del Pil, ovvero il 45,7% tenendo conto dei rimborsi della
sentenza Iva sulle auto. Essendo modeste le variazioni degli interessi, ne
consegue che il miglioramento dei conti di cassa è da attribuire al
gettito fiscale. Le ragioni che ne hanno determinato la crescita non sono tutte
chiare agli studiosi.
Da Il
Sole 24 Ore 3 gennaio 2007
Il
debito pubblico 2006, gravato da 11,6 miliardi aggiuntivi a causa degli effetti
di cassa della decisione europea sull'Iva per le auto,
trarrà a sua volta beneficio dall'ottimo andamento del fabbisogno.
Quanto beneficio? È difficile trasferire al conto di cassa delle
Amministrazioni,che condiziona la dinamica del debito,
il risultato messo a segno da quello relativo al settore statale. Tuttavia si
può immaginare che il primo si attesti sui 50 miliardi di deficit, che
porterebbero il debito delle Amministrazioni
Peccato che altre partite entrino in gioco ad appesantire il debito,in primis proprio la questione della detraibilità
Iva. Per evitare che gli oltre 13 miliardi di rimborsi arretrati si scarichino sulla cassa, quindi sul debito 2007, il Tesoro ha
operato una compensazione mediante il conto di disponibilità presso la
Banca d'Italia. Lasciandovi una giacenza più elevata del consueto, ha
appesantito il debito 2006 creando un più ampio spazio a riduzione di
quello dell'anno successivo.
Stando al Programma di stabilità di dicembre scorso, il debito delle Amministrazioni
è previsto chiudere, nel
Ora, però, ecco l'eccellente dato di fabbisogno. Che consente di
ipotizzare, per entrambi i valori di debito, un miglioramento: 1560 miliardi
senza sentenza Iva, circa 1572 (il 107% del Pil) con
la sentenza.
Da La
Stampa 3-1-2007
Primo passo formale dell’Italia, dopo
l’impegno rilanciato da Romano Prodi in seguito all’impiccagione di Saddam
Hussein, per una moratoria globale sulla pena di morte: Marco Pannella però respinge l’appello del premier a
sospendere lo sciopero della fame e della sete, nonostante l’allarme crescente
dei medici che considerano «assolutamente non più rinviabile la
sospensione del digiuno e il ricovero in ospedale». Il nostro ambasciatore
all’Onu Marcello Spatafora, ieri, ha informato il
presidente di turno del Consiglio di sicurezza, il
russo Vitaly Churkin, che
il governo italiano chiederà formalmente all’Assemblea generale di
riprendere in esame la moratoria sulla base del documento presentato il 19 dicembre
dall’Unione europea su iniziativa di Roma. L’incontro fra il nostro
rappresentante e il collega russo segna l’avvio formale dell’impegno
dell’Italia quale membro non permanente del Consiglio di sicurezza (il mandato
durerà due anni), e si riallaccia alla dichiarazione sottoscritta il
mese scorso da 85 Paesi membri dell’Onu su un totale di 192.
A tre giorni dall’esecuzione di Saddam - che il governo e la stragrande
maggioranza degli esponenti politici italiani hanno condannato con asprezza -
la formalizzazione della richiesta concretizza una dichiarazione nella quale
Palazzo Chigi si impegnava ad «avviare subito le
procedure, coinvolgendo prima di tutto i Paesi
già sottoscrittori della dichiarazione di dicembre». La presa di
posizione del governo va incontro alle richieste di Pannella,
che da giorni rifiuta cibo e bevande per sollecitare atti concreti della
comunità internazionale contro la pena di morte. Per questo da Campolungo dove sta trascorrendo le vacanze ieri sera Prodi
- dopo avere avuto notizie delle condizioni del leader radicale dal presidente della Repubblica Napolitano - ha
telefonato al leader radicale pregandolo di «sospendere il digiuno completo».
La risposta, riferisce Prodi, è stata interlocutoria: «Mi ha detto che sospenderà lo sciopero della sete, e forse anche il
digiuno, una volta conosciuta la procedura che si seguirà all’Assemblea
generale per dare concretezza alla nostra proposta», e se la procedura e il
testo che sarà discusso in quella sede corrisponderanno alle
dichiarazioni del governo italiano. Per il momento tuttavia Pannella
insiste nel rifiutare acqua e cibo, pur dicendosi «molto felice di intravedere
una via d’uscita perché tutto mi auguro tranne che rimetterci la pelle»: «Se
smetto, accontentandomi di chiacchiere ancorchè
sincere, potremmo aspettare il 2023 per riuscire ad ottenere un risultato»,
afferma.
In serata il leader radicale ha protestato contro il
Tg3 che («per un errore di comunicazione interna», si sostiene alla Rai) aveva
annunciato l’imminente conclusione della sua protesta. E dai microfoni di Radio
Radicale ha rivolto un appello «ai detenuti e agli ex detenuti, a tutte le
donne e gli uomini di buona volontà di questo Paese» perché aderiscano
alla sua forma di lotta, «rinunciando soltanto al cibo» per uno o due giorni:
«Quel telegiornale ha compiuto un atto di irresponsabilità professionale
gravissimo», accusa, confermando di «non potere ancora inchinarmi alla
prescrizione dei medici di sospendere subito l’iniziativa o di accettare almeno
il ricovero». In un comunicato diffuso ieri sera, il collegio medico che segue
il leader radicale (i professori Claudio Santini, Gerardo Ansalone
e Giovanni Stirati) evidenzia il peggioramento delle condizioni generali di Pannella, e annuncia che se il digiuno totale non verrà interrotto sarà «inevitabile lo
scioglimento del collegio stesso, non apparendo deontologicamente
accettabile la semplice osservazione del deteriorarsi di una situazione a
rischio così elevato». Oltre a Prodi, numerosi esponenti politici hanno
invitato Pannella a sospendere la protesta. Polemico
invece Calderoli (Lega): «Dopo aver pagato la sinistra estrema con la
Finanziaria, Prodi paga il ricatto dei Radicali, sostenendo un’ipocrita
moratoria: pensa davvero che le nazioni che ancora applicano la pena di morte
possano tenere in considerazione l’Onu e Prodi?»
Da Reuters 2-1-2007
MILANO (Reuters) - Nel 2006
Consob ha segnalato all'autorità giudiziaria sette
possibili casi fra insider trading (2) o manipolazione di mercato (5), quasi il
doppio dei 4 nel 2005.
Per ipotesi di altre violazioni di legge sanzionate
penalmente, inoltre, sono stati trasmessi in tutto 81 rapporti
all'Autorità. Nell'ambito di questi rapporti, sono stati segnalati sette
siti web.
Il primo compendio dell'attività svolta dalla
Commissione nazionale per le società e la Borsa è ospitato, come
di consueto, dalla newsletter Consob Informa.
Grazie ai nuovi poteri della Commissione, sono state direttamente
irrogate 13 multe a esponenti di intermediari, emittenti e soggetti offerenti
per un controvalore totale delle sanzioni pecuniarie pari a 8,095 milioni euro.
Nel 2006 inoltre Consob ha attivato il potere di impugnazione dei bilanci nei
confronti di 4 emittenti quotati e ha disposto 12
nuove verifiche ispettive nei confronti di soggetti vigilati.
MATRICOLE SPUMEGGIANTI
Intensa l'attività legata alle matricole. Lo scorso
anno la Consob ha rilasciato il nulla-osta alla pubblicazione dei prospetti per
la quotazione nel Telematico di 21 nuove
società, per il Mercato Expandi di 8 nuove
società e per l'Mtax-Star
di 1 società (Value Partners).
La Commissione ha consentito la pubblicazione di 22
documenti relativi a 20 offerte pubbliche di acquisto (opa), 1 offerta pubblica di scambio (ops),
e 1 offerta pubblica di acquisto e scambio (opasc);
le offerte erano state in tutto 34 nel 2005.
Nel 2006 sono stati depositati presso l'Archivio Consob
anche 2265 prospetti informativi concernenti operazioni di sollecitazione
all'investimento.
Sono inoltre in corso i lavori per la definizione di
protocolli di intesa fra Consob e Banca d'Italia sulla approvazione dei
prospetti di emissione delle obbligazioni bancarie
nonché per il collegamento diretto e interattivo della Consob con la Centrale
dei rischi gestita dalla Banca d'Italia.
PARTECIPAZIONI RILEVANTI, ESTERI I PIU'
ATTIVI
Nel corso del 2006 sono state pubblicate circa 1.900
comunicazioni relative a partecipazioni in società quotate ospitate dal sito
della Commissione. Le dichiarazioni hanno riguardato in circa il 34% dei casi
il superamento della soglia del due per cento del
capitale, in circa il 29% la riduzione entro la medesima soglia ed in circa il
37% la variazione di partecipazioni rilevanti già detenute.
Si tratta di valori in linea a quelli dello scorso anno,
tranne il dato relativo alle dichiarazioni effettuate da investitori
istituzionali, che risulta più che raddoppiato. Quasi la metà del
totale delle dichiarazioni è stato effettuato da investitori
istituzionali. Tra questi, anche per quest'anno, maggiormente dinamici sono
stati gli investitori esteri che hanno effettuato circa l'85% del totale delle
dichiarazioni comunicate dagli investitori, con una lieve prevalenza degli
acquisti rispetto alle vendite.
I soggetti esteri hanno effettuato circa il 45% delle
dichiarazioni e distanziano persone fisiche e società di capitali,
rispettivamente con il 18% ed il 16% del totale delle dichiarazioni, mentre le
banche hanno effettuato circa l'8% delle comunicazioni.
TITOLI PROPRI, OPERAZIONI PER 4 MLD
Gli emittenti azioni quotate hanno effettuato, da gennaio
a novembre, 438 comunicazioni in merito ad operazioni di compravendita poste in
essere dagli emittenti stessi.
Più in particolare, 32 titoli azionari sono stati
oggetto di sole operazioni di acquisto da parte di società del gruppo,
27 di sole operazioni di vendita, mentre su 76 titoli azionari sono state
effettuate sia operazioni di acquisto che di vendita
Il controvalore complessivo delle operazioni comunicate
sui titoli azionari è stato poco superiore a 4 miliardi di euro, di cui
3 miliardi circa relativi ad operazioni di acquisto e
1 miliardo circa relativo ad operazioni di vendita.
Per quanto attiene agli scambi effettuati su blocchi e
fuori mercato, risultano fortemente sbilanciati dal lato delle vendite (circa
l'80%), hanno interessato un controvalore notevolmente inferiore a quello degli
scambi avvenuti sul mercato (in totale circa 0,5 miliardi di euro)
ma sono stati anche molto più concentrati avendo ad oggetto solo
alcune decine di titoli.
© Reuters 2007. Tutti i diritti
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Da
Repubblica.it 3-1-2007
Secondo
il Daily Telegraph il
personale della missione si sarebbe reso protagonista di abusi sessuali su minori
NAIROBI - Bufera sulle Nazioni Unite. Alcuni componenti della
missione in Sudan (l'Unmis, 10mila persone tra peacekeeper, poliziotti e civili provenienti da 70 paesi),
sono stati accusati di abusi sessuali su minori. Secondo il giornale britannico
Daily Telegraph, il
rapporto di un'inchiesta interna dell'Onu del 2005
denuncia come i mezzi dell'Onu stazionino spesso di fronte ai bar ed ai
ristoranti di Juba e spesso si vedono ragazzine,
anche di 12 anni, salire a bordo. "Prove suggeriscono che personale dell'Unmis può essere stato coinvolto in abusi
sessuali", conclude il rapporto. E sarebbero centinaia le minorenni
costrette ad avere rapporti sessuali con dipendenti dell'Onu, scrive ancora il
giornale. Il Telegraph sostiene inoltre di aver
raccolto le testimonianze di almeno 20 vittime sudanesi che accusano personale
civile o peacekeeper.
Anche il governo sudanese, che si oppone a un intervento Onu nel Darfur, ha raccolto prove di queste violenze, tra cui un
filmato di dipendenti delle Nazioni Unite che fanno sesso con tre ragazzine, ha
scritto ancora il giornale.
James Ellery, coordinatore
britannico regionale per la missione Onu in Sudan, in un'intervista rilasciata
lo scorso maggio respinse queste accuse. "Nessuna di queste denunce
è stata provata", affermò, "stiamo parlando del Paese
più arretrato dell'Africa e vi sono molti equivoci sul ruolo delle
Nazioni Unite. Oltre il 90 per cento della popolazione è analfabeta e le
dicerie si diffondono molto rapidamente".
Oggi, invece, le Nazioni Unite tacciono. Anche perché le accuse arrivano
all'indomani del discorso del neo segretario Ban Ki Moon, che
ha detto di voler concentrare i suoi sforzi sul Darfur.
Creata nel 2005 con il compito di aiutare l'applicazione dell'accordo di pace complessivo raggiunto nel gennaio di quell'anno tra
il governo sudanese ed il Movimento popolare per la liberazione del Sudan per
mettere fine a 21 anni di guerra civile.
(3
gennaio 2007)