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Documento inserito il 21-1-2007

 


 

Piccola Rassegna del 21-1-2007


 

INDICE

Da agi.it (21-1-2007) Turismo: Enit, Aumentano Gli Stranieri Che Scelgono L'italia. 1

Dal quotidiano.net (20-1-2007) Sanità Usa: iniziativa privata allo sbaraglio. 2

Dal Corriere della Sera (20-1-2007) Hillary scende in campo: «Corro per vincere»«Solo un nuovo presidente potrà riportare speranza e ottimismo». 4

Da repubblica 19-1-2007 Freno agli assegni trasferibili con il decreto antiriciclaggio. 5

 

 

 

 

 

 

Da agi.it (21-1-2007) Turismo: Enit, Aumentano Gli Stranieri Che Scelgono L'italia

(AGI) - Roma, 19 gen. - L'incremento del 6,6% della spesa degli ospiti stranieri in Italia nel periodo gennaio-ottobre 2006, con un introito di 27.456 milioni di euro, secondo le ultime rilevazioni dell'Uic-Banca d'Italia, e' confermato dalle indicazioni provenienti dai piu' importanti mercati internazionali dove l'ENIT-Agenzia e' presente con i suoi uffici. Le valutazioni piu' positive per il 2007 provengono dal mercato nordamericano dove, nonostante il cambio sfavorevole, e' previsto un indice di gradimento in ascesa oltre che per le tradizionali citta' d'arte anche per le Regioni Abruzzo ed Emilia Romagna e una crescita del "fly and cruise" (oltre 7 milioni di passeggeri dovrebbero sbarcare nei porti italiani); dal Regno Unito dove l'Italia appare sempre al top nelle indagini e nei premi giornalistici. In Germania, secondo la Bundesbank, la spesa totale per i viaggi all'estero dei tedeschi, nel periodo gennaio-settembre del 2006, e' stata di 47.850 milioni di euro (+3,7% rispetto all'analogo periodo del 2005). Di questa cifra, circa 5 miliardi di euro sono stati spesi in Italia, con un aumento del 13,3% che fa ben sperare per il consolidamento della ripresa del bacino di utenza piu' consistente per il nostro Paese. "Per l'inizio della prossima stagione estiva la nuova Agenzia ENIT sara' in piena azione e in molti paesi il messaggio Italia sara' un forte elemento di stimolo a confermare piena fiducia nella nostra industria turistica." Lo ha affermato il Presidente dell'Agenzia Nazionale del Turismo, Umberto Paolucci, durante il Forum programmatico della sede e della rete estera che ha visto partecipare il Direttore Generale dell'Ente, Eugenio Magnani e i Delegati delle sedi estere con la dirigenza centrale. Le maggiori soddisfazioni dovrebbero arrivare dal mercato russo che ha registrato un trend in ascesa dei viaggi all'estero nel 2006 del 38,2%, con un'ulteriore previsione di crescita del 20% per il 2007. Gli ospiti francesi hanno speso in Italia nel periodo gennaio-ottobre 2.485 milioni di euro con un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2006. In tenuta gli arrivi dal Giappone anche a causa del rapporto svantaggioso euro-yen. Nel corso dell'incontro con i Delegati, Paolucci ha rilevato che l'Agenzia ha impostato con le varie componenti del suo CdA una programmazione aperta, concertata, alla quale concorrono con le loro proposte sia le Regioni che le varie Categorie rappresentative di tutti i settori di un comparto trasversale come quello del turismo.
  Nella quinta riunione di ieri del CdA - ha informato Paolucci - sono state poste le basi per la definizione delle Linee strategiche dell'Agenzia per il 2007, rimodulate sulla base dei nuovi stanziamenti previsti dalla Finanziaria per l'Agenzia, mirate al raggiungimento di una piu' incisiva penetrazione sul mercato mondiale dei viaggi. Cercheremo di modificare la visibilita' dell'Italia con strumenti nuovi, come i blog, i motori di ricerca, sui quali faremo in maniera di essere identificati, creeremo fenomeni virali positivi, come insegna il mondo di internet e della comunicazione globale.
  Proseguiremo a ritmo serrato le riunioni dei tavoli di lavoro, ha continuato Paolucci, per la definizione dello Statuto e del Regolamento di Organizzazione. Gia' dalla prossima riunione del Consiglio, programmata per il 15 febbraio prossimo, potra' scaturire un documento condiviso e partecipato da tutti gli attori del turismo, che ridisegnera' la mappa dell'Agenzia e dei suoi uffici all'estero.
 


Dal quotidiano.net (20-1-2007) Sanità Usa: iniziativa privata allo sbaraglio

 

Il capitalismo ha creato il benessere in molti paesi del mondo soprattutto nell’occidente ma quando si tratta di sanità negli Stati Uniti il risultato è completamente diverso.


di Domenico Maceri


Si calcola che 47 milioni di americani non abbiano diritto alla sanità che negli Stati Uniti è in gran parte dominata dalle assicurazioni private la cui ragione di essere è il profitto. Dove non ci sono guadagni le grandi compagnie di assicurazioni stanno alla larga. Ma dati gli aumenti esorbitanti per coloro che hanno l’assicurazione medica si sta incominciando a parlare seriamente del sistema euro-canadese in cui il governo ha un ruolo centrale. Si comincia dunque a considerare un sistema che abbandoni i profitti e veda nella sanità il diritto di ogni cittadino come lo è negli altri paesi industrializzati.

Ma la ristrutturazione del sistema sanitario in Usa non sarà facile perché le lobbies delle assicurazioni sono molto potenti. Ciononostante la situazione è così drammatica che qualcosa si farà per la solita motivazione principale del capitalismo—i profitti.

Gli alti aumenti dell’assicurazione hanno cominciato ad avere un impatto nelle grosse aziende le quali tradizionalmente hanno pagato il costo della sanità per i loro lavoratori. Secondo alcuni studi i continui aumenti delle spese sanitarie eliminerebbero i profitti per tutte le ditte entro il 2008.

Nonostante gli aumenti dei costi i risultati qualitativi non sono incoraggianti. Un articolo del New York Times ha fatto una comparazione delle spese sanitarie degli Stati Uniti con quelle del Canada, la Francia, l’Australia e la Gran Bretagna usando dati della Organization for Economic Cooperation and Development. Gli Stati Uniti spendono 6,102 dollari all’anno per ogni cittadino, il doppio degli altri paesi nello studio. Si crederebbe che i benefici della salute sarebbero superiori considerando la spesa ma ciò non è vero. La mortalità dei neonati in America è la più alta nei paesi in considerazione (6,9 per 1.000 nascite in Usa, 5.9 in Gran Bretagna). Per quanto riguarda la speranza di vita in America è 77, 5 anni, la più bassa dei paesi comparati (la più alta è in Australia, 80,6 anni).

Dove vanno i soldi spesi? In parte per pagare le cure dei 47 milioni senza assicurazione i quali usano il pronto soccorso quando sono gravemente malati e non possono essere rifiutati. Ma una buona parte è assorbita dalle spese burocratiche dato che ogni assicurazione ha i suoi moduli da riempire e naturalmente il personale per sbrigare tutte queste carte. Si calcola che il 31% della spesa sanitaria in America è costituita dalla spese burocratiche. Si calcola anche che se invece di tante assicurazioni ci fosse solamente un’agenzia incaricata di pagare le spese si risparmierebbe abbastanza da potere assicurare i 47 milioni che ora fanno senza.

La combinazione del costo della sanità per le ditte e per gli americani già assicurati spingerà la mano dei politici ad agire. Arnold Schwarzenegger, governatore della California, ha introdotto una proposta che richiederebbe a tutti i residenti dello stato di comprare l’assicurazione medica. La proposta segue ciò che è avvenuto già nello stato del Massachusetts. Al livello nazionale il terreno è già spianato dal fatto che le elezioni di midterm del novembre scorso hanno dato il controllo del potere legislativo ai democratici (il centrosinistra). Alcuni candidati presidenziali come John Edwards si sono già schierati a favore della sanità per tutti gli americani.

Ma i cambiamenti necessari per spostarsi a un sistema che assicuri tutti non saranno facili. Le assicurazioni sono molto potenti e nonostante il fatto che i repubblicani, i loro alleati naturali, abbiano perduto il controllo del potere legislativo, continuano ad avere un forte alleato alla Casa Bianca. I democratici dovranno approvare leggi con due terzi dei voti per evitare che Bush le blocchi per mezzo del suo veto. Inoltre in America si crede che l’iniziativa privata possa fare qualunque cosa meglio del governo. Quindi ogni programma governativo è presto etichettato “socialista” e perde spesso l’appoggio dei cittadini. È successo con Hillary Clinton negli anni novanta quando la allora first lady propose un sistema di sanità per tutti gli americani. Le lobbies delle assicurazioni la massacrarono e la proposta non andò in porto.

Ma naturalmente le cose sono diverse adesso. Dopo una dozzina di anni di governo repubblicano fra potere legislativo e esecutivo e il disastro della guerra in Iraq, gli americani, o almeno una maggioranza di loro, avranno capito che il governo non è il loro nemico. Nella questione della sanità il governo potrebbe essere non il salvatore ma almeno la soluzione come lo è in altri paesi industrializzati.


Dal Corriere della Sera (20-1-2007) Hillary scende in campo: «Corro per vincere»«Solo un nuovo presidente potrà riportare speranza e ottimismo»

 

La moglie di Bill Clinton annuncia ufficialmente la sua candidatura alle primarie in vista delle presidenziali: «Bisogna cacciare Bush»

 

WASHINGTON (Stti Uniti) - «Solo un nuovo presidente può riguadagnare la posizione dell'America come leader rispettato nel mondo»: così Hillary Clinton, con un video-annuncio sul suo sito Internet ufficiale, ha formalizzato la propria candidatura alla Casa Bianca.

«CORRO PER VINCERE» - «Sono in corsa per vincere», ha affermato la Clinton, in un messaggio affidato al sito HillaryClinton.com, promettendo di cambiare il paese dopo «sei anni di fallimenti dell' amministrazione Bush».

COMITATO E FONDI - La Clinton ha annunciato la formazione di un comitato esplorativo, un passo che le permette ora di raccogliere formalmente fondi elettorali e aprire uffici negli stati-chiave delle elezioni 2008. «Come senatore - ha detto la Clinton nel suo annuncio - trascorrerò i prossimi due anni a fare tutto ciò che posso per limitare i danni che George W.Bush può fare. Ma solo un nuovo presidente potrà smontare gli errori di Bush e riportare speranza e ottimismo». Seduta su un divano a fiori, in un ambiente domestico accuratamente studiato dai suoi strateghi elettorali, la Clinton nel video ha esortato gli americani a unirsi alla sua campagna «per una conversazione sul futuro del nostro paese».

DIALOGO ONLINE - Seguendo lo stesso metodo di campagna basata sul dialogo con cui sei anni fa persuase a votarla gli elettori dello Stato di New York, Hillary Clinton invita ad aprire un dibattito con lei sui maggiori temi - salute, sicurezza sociale, assicurazione malattia, la guerra in Iraq - in vista del voto. «Non sto solo varando una campagna, sto cominciando una conversazione con voi, con l’America - afferma nel messaggio -. Parliamone. Chiacchieriamone. Le conversazioni a Washington finora sono state alquanto unilaterali, non vi pare?».

CHAT CON GLI ELETTORI - Da lunedì, la senatrice progetta di aprire delle chat online con i potenziali elettori. A cui si rivolge con un accorato appello via Internet: «Andiamo a lavorare. Il futuro dell’America ci chiama». L’annuncio della senatrice segue di pochi giorni quello del senatore Barack Obama. Nelle fila dei democratici così si preparano le candidature della prima donna e del primo afro americano. Assieme all’ex candidato vicepresidente John Edwards, Clinton e Obama sono i favoriti per la candidatura democratica. Come ousider però è interessante la candidatura del governatore del New Mexico, Bill Richardson, che dovrebbe annunciare domani i suoi piani, e che sarebbe il primo ispanico a candidarsi.

GLI APPOGGI - Hillary Rodham Clinton ha dalla sua una vastissima rete di sostenitori, l’influenza del marito, milioni di dollari in banca pronti per la campagna, e quasi tutti i sondaggi fra gli elettori democratici che la danno in testa. Per lei, del resto, candidarsi era possibile solo avendo buone opportunità di vittoria. E’ la prima donna, ma anche la prima ex first lady a cercare di rientrare alla Casa Bianca da protagonista. Bill Clinton fu presidente dal 1993 al 2001.

20 gennaio 2007

 


 

Da repubblica 19-1-2007 Freno agli assegni trasferibili con il decreto antiriciclaggio

 

ROMA - Gli assegni non trasferibili, quelli che non prevedono la girata, sono destinati a diventare la norma. Il ministero del Tesoro, sotto la spinta del Comitato antiriciclaggio, sta preparando un decreto legislativo che dovrebbe capovolgere quello che fino a oggi è stato un uso delle aziende di credito: la consegna di assegni trasferibili, che tramite una serie di "girate" possono passare di mano in mano. Chi ha un conto in banca e va a chiedere un nuovo libretto di solito riceve dal cassiere una mazzetta di assegni che possono essere girati ad altri come mezzo di pagamento. Sul titolo non c'è nessuna dicitura che recita "non trasferibile". C'è solo uno spazio, di solito in alto a destra, dove il titolare del conto, una volta firmato l'assegno, può aggiungere a mano la "non trasferibilità". Sia chiaro, è un uso. Chiunque può chiedere un libretto di assegni con scritto "non trasferibile" alla propria banca.

Il decreto legislativo ribalterà la consuetudine delle aziende di credito: la norma per il cliente sarà ricevere assegni "non trasferibili" e solo dietro specifica richiesta il titolare del conto potrà disporre di assegni "girabili". Proprio quelli di cui i commercianti fanno grande uso: con l'assegno che gli dà il cliente ci pagano in genere il fornitore. Ma non è una questione di fisco, tant'è che la norma riguarda l'antiriciclaggio e il ministero del Tesoro, non l'evasione né il fisco. Già oggi d'altra parte non è possibile usare un assegno "girabile" per importi che superino i 12.500 euro, come non si possono usare contanti o titoli al portatore.

Non solo. È possibile che la norma passi anche con un piccolo prezzo da pagare per il cliente bancario: chi vuole assegni "girabili" non solo deve chiederlo espressamente alla banca (perché al contrario varrà la regola del silenzio assenso), ma è possibile che sarà costretto a pagarli qualcosa.

L'Abi, l'associazione delle banche italiane, dice di non saperne nulla del progetto, ma per i banchieri l'assegno è in realtà uno strumento di pagamento in via di estinzione (man mano che si fanno strada bonifici e pagamenti elettronici che saranno il futuro nel mercato unico integrato). La Banca d'Italia s'è detta d'accordo.

D'altra parte la norma ha il preciso obiettivo di rendere ancora più stringente la normativa antiriciclaggio, di riuscire a capire in modo veloce e agevole dove vanno a finire i soldi. Compito difficile quando si ha in mano un titolo di credito, com'è un assegno, dove le girate sono innumerevoli, e dove spesso, a malapena, si riescono a identificare solo il traente e il beneficiario finale. Le innumerevoli sigle sul retro spesso rimangono sconosciute e gli organi investigativi fanno fatica a ricostruire le strade che hanno preso i soldi.