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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL 6 - 7- 8  febbraio 2008       #TOP


 

 

Israele, tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto? ( da "EUROPA.it" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: QUINDICINA DI FERITI Israele, tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto? MAURIZIO DEBANNE Dopo un anno il terrorismo suicida palestinese torna a colpire Israele e il processo di pace. L'incubo dei kamikaze ha seminato il panico poco dopo le 10 di mattina nella cittadina di Dimona, nel deserto del Neghev, quando due palestinesi hanno fatto tremare le mura di un centro commerciale.

A Genova le donne lanciano il dialogo fra ebrei e arabi ( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: esercito di Israele, va alla guerra. Da questa contraddizione, gli uomini che interpretano le scritture non sembrano essere turbati". Non lo sono neppure gli integralisti islamici quando al terrorismo servono "quote rosa" di kamikaze. "Contro l'integralismo - evidenzia Nacéra Benali - con altre donne algerine siamo scese in piazza già nel '

Hamas rivendica l'attacco kamikaze contro israele ( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Hamas rivendica l'attacco kamikaze contro Israele GERUSALEMME - Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico condotto lunedì a Dimona, nel Negev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare dello stato ebraico.

Se il nemico è Israele ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: del Se il nemico è Israele Furio Colombo Salone del libro Se il nemico è Israele, avevano ragione i nazisti che si erano impegnati a sterminare a uno a uno gli ebrei in modo che nessuno potesse mai partecipare al complotto sionista e fondare uno Stato. Se il nemico è Israele, al punto da lanciare un appello agli italiani perché sia boicottato il prossimo Salone del Libro di Torino,

Se il nemico è Israele ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: edizione del Se il nemico è Israele Furio Colombo Segue dalla Prima S e il nemico è Israele, al punto da rifiutare con sdegno i libri e gli scrittori di quel Paese, che sono tutti per il diritto alla nascita di uno Stato dei palestinesi e al convivere in pace, allora la decisione è che i palestinesi devono essere condannati alla guerra perenne purché muoiano gli israeliani.

Nella città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e Resistenza sono stati l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del Libro dedicato al comple ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stai consultando l'edizione del Nella città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e Resistenza sono stati l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del Libro dedicato al compleanno di Israele: vecchi e giovani, lo faremo noi.

Video del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle immagini al rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con 5 colpi di pistola alla testa ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: edizione del Video del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle immagini al rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con 5 colpi di pistola alla testa di Umberto De Giovannangeli UN VIDEO SHOCK. I razzi su Sderot. La rappresaglia su Gaza. Guerra combattuta e guerra rilanciata dai media.

La rappresaglia di Israele a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi. Razzi su Sderot 6 israeliani feriti ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stai consultando l'edizione del La rappresaglia di Israele a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi. Razzi su Sderot 6 israeliani feriti.

Hamas sfida Israele Rispondono i raid ( da "Stampa, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Dopo l'attentato Hamas sfida Israele Rispondono i raid Il day after dell'attentato di Dimona è un giorno di guerra accompagnato dal proclama delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che sfida apertamente Israele assumendosi la responsabilità dell'azione kamikaze di lunedì.

GAZA Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) ( da "Tempo, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ha apertamente sfidato Israele assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico condotto a Dimona, nel Neghev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare che rappresenta uno dei simboli della potenza dello stato ebraico. Home Interni Esteri prec succ Contenuti correlati Gaza, l'Egitto apre i varchi ai palestinesi Braccio di ferro a due in testa al girone A Savarese "

Uccisi nove palestinesi Sderot, buio per i razzi ( da "Manifesto, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele Uccisi nove palestinesi Sderot, buio per i razzi mi. gio. Gerusalemme Nove palestinesi uccisi in poche ore. I raid israeliani su Gaza ieri sono ripresi con intensità, in rappresaglia per l'attentato suicida di lunedì a Dimona (morta una donna e due kamikaze palestinesi), anche se il portavoce militare sosteneva ieri che sono soltanto una risposta al lancio di razzi palestinesi

Conflitti di civilità? ( da "Riformista, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: drammatico esodo: la fuga dei cristiani d'oriente dalla Palestina, come dall'Iraq e dall'Egitto, scacciati dalla paura e dalla nostra intolleranza". La scomparsa dei cristiani, avverte Shobokshi, come quella degli ebrei, è una catastrofe epocale. "Ed è una grande, incolmabile perdita per tutti noi".

Le brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato ieri, con un comunicato stampa diffuso a Gaza, l'attentato suicida che ha provocato lunedì la morte di una donna ne ( da "Liberazione" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Hamas sono rimasti uccisi dopo un raid aereo israeliano contro una centrale di poliziotti di Hamas a Gaza. Sale così a otto il numero dei palestinesi morti negli attacchi sferrati da Israele all'indomani dell'attentato kamikaze, dopo che, sempre ieri, altri due militanti del movimento islamico erano rimasti uccisi in precedenza durante uno scontro a fuoco nel sud della striscia.

Combattere il fondamentalismo ( da "Avanti!" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: AD ISRAELE Combattere il fondamentalismo 06/02/2008 Il fondamentalismo antiebraico, mai sopito nel nostro Paese nonostante le dure lezioni della storia, ha dato abbondantemente prova di non voler demordere dal suo infame fine. L'occasione ulteriore di farsi vivo è sorta recentemente in occasione dell'invito di partecipazione alla XXI Fiera del libro di Torino rivolto ad Israele.

RAMALLAH Preferirei Obama ma non mi fido di un musulmano pentito, meglio Hillary . Zah ( da "Stampa, La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: "Seguiamo queste elezioni quasi fossero le nostre" conferma Hafez Barghouti, direttore del quotidiano Al-Hayat Al-Jadidah. Laici e religiosi preferiscono lady Clinton, lui non distingue: "Liberal, donne, neri, appena alla Casa Bianca si schierano con Israele". Che però propende per il repubblicano McCain. \.

Odifreddi: "equivoco quell'invito a israele" - massimo novelli ( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Devo dire che, al di là del fatto specifico di Israele, mi sta poco bene un intellettuale che propone di erigere dei muri. E poi c'è un'altra questione, che magari mi procurerà nuovamente l'accusa di essere un cattivo maestro". Quale questione? "Quando c'è di mezzo Israele, si usano due pesi e due misure.

Caro Ramadan, non uccidiamo il dialogo ( da "Unita, L'" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: confermare ancora una volta che la partecipazione di Israele avrà un carattere rigorosamente culturale, quindi non politico, non propagandistico e non celebrativo. Il vero ospite d'onore è dunque la libera cultura d'Israele, perché sulla cultura, e non su altro, si misura l'onore di un Paese. La stessa ricorrenza del sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato sarà l'

La mia identità ebraica è nella lingua in cui scrivo ( da "Manifesto, Il" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ma nel presente di Israele e della sua lingua c'è qualcosa di unico. Cent'anni fa, ogni persona ebrea poteva leggere la nostra lingua, ora non più. Per la verità, lo stesso Theodor Herzl, circa cinquant'anni prima della fondazione dello Stato di Israele non avrebbe mai immaginato che la lingua ebraica sarebbe tornata a essere praticata;

Gaza, ancora tagli alla luce Israele inasprisce l'embargo ( da "Manifesto, Il" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: israeliano contro la Striscia di Gaza oggi s'inasprirà ulteriormente, a cominciare dal taglio delle forniture di energia elettrica. A nulla sono perciò valse le proteste di una decina di centri per i diritti umani, israeliani e palestinesi, verso misure punitive che colpiscono la popolazione civile e sfiorano appena le organizzazioni armate che Israele sostiene di voler combattere

Cagliari Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 18 l ( da "Liberazione" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino Cagliari Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino.

Blair: <Hamas? Israele fa bene a non dialogare> ( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Prima Pagina - data: 2008-02-07 num: - pag: 1 autore: di DAVIDE FRATTINI categoria: REDAZIONALE L'intervista Il mediatore Blair: "Hamas? Israele fa bene a non dialogare" \\ Tony Blair: "Le scelte dei politici israeliani non sono facili. La situazione a Gaza migliorerebbe immediatamente se i lanci di razzi finissero". A PAGINA 15.

Tony Blair avverte Hamas: <Impossibili i negoziati se non riconosce due Stati> ( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: anche sul governo israeliano". Haim Ramon, vicepremier israeliano, ha ribadito "l'uso dell'arma economica contro Gaza: tagli alle forniture di carburante, cibo, elettricità". Blair crede vada trovata "una strategia diversa e migliore, una strada per isolare gli estremisti e aiutare la gente, non una che isoli la gente e aiuti gli estremisti.

TARIQ RAMADAN ( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: provenga da Israele". Un modo elegante per definire Israele un untore, origine solo di male. Non crede che stavolta, abbandonando la sua proverbiale ambiguità, Ramadan abbia gettato la maschera? Simo Beraha Milano Non sono d'accordo con la posizione di Tariq Ramadan in questa circostanza, ma credo che il suo obiettivo sia quello di creare un Islam europeo e che reciti piuttosto bene,

<Diritti umani, lingua franca per dialogare meglio> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ci sono nazioni come Israele che nel loro interno hanno un buon comportamento ma non fanno altrettanto nei territori occupati". Quanto può essere ampio il sommerso di violenze e persecuzioni? "Molto. C'è una forte crescita in Paesi come l'Inghilterra che, rispetto a quindici anni fa, deve fare i conti con una comunità islamica notevolmente cresciuta"

Gaza nuovi raid israeliani, 7 morti ( da "Voce d'Italia, La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: lo stesso tragico epilogo di martedì scorso, in cui, l'ennesimo attacco israeliano è costato la vita a sei poliziotti e due miliziani di Hamas. Intanto Israele si dichiara intenzionata a non sospendere l'offensiva militare fino a che dalla Striscia non cesserà il lancio di razzi Qassam. Annalisa Tregattini.

Londra autorizza l'estradizione negli Usa dell'iman estremista Abu Hamza ( da "Quotidiano.net" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornataCollina propone gli arbitri d'area. Sei d'accordo?Sul selciato della piazza di Pesaro la prima pagina del Carlino del '38 sulle leggi razziali: secondo te va rimossa?

"Quale futuro per la Palestina?" Se ne discute l'1 ( da "Stampa, La" del 08-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Gli organizzatori della Fiera del Libro 2008 hanno invitato Israele come ospite d'onore della kermesse, suscitando l'irritazione del mondo intellettuale arabo - lo scrittore Ibrahim Nasrallah diserterà la manifestazione - e dei gruppi di solidarietà italo-palestinesi, che promettono di boicottare il Salone.

GAZA - TRA LA STRISCIA di Gaza e Israele continuano le violenze. I ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: TRA LA STRISCIA di Gaza e Israele continuano le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione, mentre Israele risponde con nuovi raid e con una riduzione della fornitura elettrica alla Striscia.

Di AMOS LUZZATTO* ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: alias Israel Zoller), convertitosi al cattolicesimo dopo la Liberazione. IO TEMO che il mondo cattolico odierno sia scosso da due fenomeni relativamente nuovi: il primo è l'insediamento in Europa di popolazioni extra-europee, in gran parte non cristiane, invertendo la tendenza secolare che aveva visto i cattolici penetrare,

Il dubbio cristiano sul popolo d'israele - gad lerner ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La polemica Il dubbio cristiano sul popolo d'Israele GAD LERNER Destreggiandosi invano fra la luce e le tenebre, un infelice artifizio dialettico rivela oggi agli ebrei che la Chiesa cattolica non può smettere di additarli come popolo anomalo, un'imperfezione da sanare. SEGUE A PAGINA 28.

Le lettere di schindler "ebrei, ora aiutate me" - gerusalemme ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: eroe che ha ispirato il film Schindler's list di Steven Sbielberg, prima di morire, in miseria e alcolizzato, chiese aiuto e denaro ad alcuni degli ebrei che vent'anni prima aveva salvato dai campi nazisti. è quanto emerge da un carteggio inedito conservato all'Istituto israeliano per la storia dell'Olocausto. A PAGINA 39.

Il dubbio cristiano sul popolo d'israele - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Commenti Il dubbio cristiano sul popolo d'israele (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Avendo elevato la lotta contro il relativismo a priorità del suo magistero, Benedetto XVI deve anzi ribadire con forza quell'imperativo ? la conversione degli ebrei - che i suoi predecessori avevano deciso di mettere in sordina.

Raid israeliani: uccisi 8 palestinesi ( da "Unita, L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati anche ieri mattina a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione. L'esercito israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord della Striscia:

Duemila jihaidisti entrati a Gaza con armi e razzi ( da "Giornale.it, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, approfittando delle brecce aperte dal movimento islamico Hamas nella barriera sul confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Maan. L'obiettivo dichiarato di questi arabi, scrive l'agenzia, è quello di unirsi ai miliziani di Hamas nella lotta contro Israele e hanno portato con loro ingenti quantità di esplosivo e di armi di vario

Gaza, uccisi otto palestinesi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: mentre Israele risponde con nuovi raid e con una riduzione della fornitura elettrica alla Striscia. L'esercito israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord della Striscia: il bilancio dei bombardamenti iniziati durante la notte e andati avanti fino a metà mattina, è di otto morti e numerosi feriti.

Le lettere di schindler "amici ebrei, aiutatemi" - alberto stabile gerusalemme ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: chiedeva denaro a un giudice israeliano. Che 20 anni prima aveva sottratto ai nazisti Le lettere di Schindler "Amici ebrei, aiutatemi" L'appello a Moshè Bejski: "Non pago l'affitto da mesi, qui sono finito Mi affido a lei" A fine guerra tentò speculazioni che fallirono. E rischiò il carcere per bancarotta ALBERTO STABILE GERUSALEMME dal nostro corrispondente Non era neanche vecchio.

Raid su gaza, colpita una scuola muore l'insegnante, feriti 2 allievi ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: raid aereo israeliano compiuto ieri mattina nel nord della Striscia di Gaza ha centrato per errore una scuola uccidendo un insegnante e ferendo due degli allievi. La scuola è un liceo agricolo alla periferia del campo profughi di Beit Hanun, in una zona spesso utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele (ieri ne sono caduti 4 sulla città israeliana di Sderot)

Gaza, Israele stacca ancora la corrente ( da "Voce d'Italia, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele stacca ancora la corrente Sale a 8 il numero dei morti per i raid israeliani, 6 erano miliziani di Hamas Gaza, 8 feb.- Nonostante gli inviti alla prudenza della comunità internazionale oggi Israele tornerà a tagliare le forniture di energia elettrica alla striscia di Gaza, in cui vivono poco più di un milione di abitanti.

A tradurre Yehoshua era la Giuntina, una piccola editrice ebraica che ha avuto il ( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: diretto contro lo Stato di Israele assurto a simbolo di ogni male. Come giudicare altrimenti la richiesta di estendere l'invito come ospiti d'onore della Fiera ai palestinesi. La richiesta apparentemente moderata e ragionevole nasconde l'idea che lo Stato di Israele non è uno Stato come gli altri, non è uno Stato sovrano, ma uno Stato paria permanentemente in stato di osservazione,

GAZA - L'aviazione israeliana ha effettuato ieri mattina due raid contro la striscia di Gaza, uccide ( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: in una zona spesso utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele. Un portavoce militare israeliano ha detto che si sta investigando per accertare "la causa dell'errore", mentre le autorità scolastiche di Gaza hanno protestato con forza contro quello che viene considerato "un crimine deliberato contro una scolaresca innocente".

Sei miliziani e un civile palestinesi sono rimasti uccisi ieri nel corso dell'ennesimo un raid israeliano nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Tra le vittime, cinque ( da "Liberazione" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Raid israeliano Gaza, colpita scuola Massacro sfiorato Sei miliziani e un civile palestinesi sono rimasti uccisi ieri nel corso dell'ennesimo un raid israeliano nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Tra le vittime, cinque erano membri del braccio armato di Hamas e un altro, un attivista della Jihad Islamica.

Cagliari Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 16.30 "Dedicato a Daniel Amit" con "Gaza, l ( da "Liberazione" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: la distruzione della Palestina" con Sahera Dirbas (regista), Fawzi Ismail (associazione Sardegna-Palestina), Mauro Bulgarelli (senatore). Coordina Mariangela Pedditzi e, a seguire, "Il club antioccupazione delle nonnine infuriate" di Iwajla Klinke. Moliterno (Pz) Nell'ambito delle letture organizzate dall'associazione culturale Thomas Sankara,

Gaza razzi contro Israele ( da "Voce d'Italia, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: razzi contro Israele Shlomo Dror: "e' una loro scelta" Gerusalemme, 8 Feb. – Nove missili e un colpo di mortaio contro Israele. E' accaduto questa mattina nella Striscia di Gaza, l'attacco è opera di alcuni militanti palestinesi. Due razzi hanno distrutto delle serre e un terzo è precipitato nella zona industriale di Ashkelon.

Ahmadinejad: Israele è una nazione "inventata" ( da "Opinione, L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: con i giornalisti francesi e rivela tutto il suo antisemitismo Ahmadinejad: Israele è una nazione "inventata" Il leader islamico: "Non è certo il riconoscimento dell'Onu che conferisce legittimità allo Stato. Un popolo finto non può durare" di Dimitri Buffa "Bisogna tornare indietro nel tempo a un evento che ha sradicato milioni di esseri umani e ne ha uccisi centinaia di migliaia?


Articoli

Israele, tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto? (sezione: Israele/Palestina)

( da "EUROPA.it" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

MEDIO ORIENTE   DOPO UN ANNO IL TERRORISMO SUICIDA TORNA A COLPIRE. TRE MORTI E UNA QUINDICINA DI FERITI Israele, tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto? MAURIZIO DEBANNE Dopo un anno il terrorismo suicida palestinese torna a colpire Israele e il processo di pace. L'incubo dei kamikaze ha seminato il panico poco dopo le 10 di mattina nella cittadina di Dimona, nel deserto del Neghev, quando due palestinesi hanno fatto tremare le mura di un centro commerciale. Un duplice attentato, realizzato, per fortuna, solo in parte. Il primo kamikaze si è fatto esplodere di fronte ad un caffè, mentre aveva attorno centinaia di persone. Sono seguiti istanti drammatici. Mentre si prestavano i primi soccorsi Kobi Mor, un ufficiale di polizia, ha notato un'altra persona nella folla pronta ad azionare il suo corpetto esplosivo. Mor non ci ha pensato un attimo, ha sparato alla testa dell'uomo-bomba che con le ultime forze ha cercato di tirare la cordicella del proprio corpetto, con 15 chilogrammi di esplosivo. L'ufficiale ha sparato ancora, evitando per un soffio la seconda esplosione: quella che, nelle intenzioni degli attentatori, avrebbe dovuto uccidere i soccorritori. Il bilancio dell'attentato è di tre morti: i due attentatori ed una donna israeliana. In un ospedale di Beer Sheva sono stati ricoverati però una quindicina di feriti. Uno di essi versa in condizioni disperate. I due kamikaze, Louai al-Alaghwani di 23 anni e Mussa Arafat di 24, provenivano dalla Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato Abu Fouad, portavoce della Brigata dei martiri di al Aqsa, movimento legato ad al Fatah, che ha rivendicato l'attentato. Fonti di al Fatah a Ramallah hanno però negato la responsabilità delle Brigate di al Aqsa, attribuendo la paternità dell'attacco ad un ramo dissidente di questo gruppo, "l'esercito della Palestina", che avrebbe condotto l'attacco assieme al Fronte di liberazione della Palestina, Fplp. Per Zakaria al-Qaq, dell'università di al-Quds, la rivendicazione di al Aqsa è un chiaro tentativo di mettere in difficoltà Abu Mazen. Per l'accademico palestinese il messaggio dei mandanti dell'attacco è chiaro: "Il presidente dell'Anp non ha perso solo Gaza ma anche il suo partito". Secondo il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, l'attentato era stato preparato da un mese ma è stato reso possibile solo dopo che l'apertura del confine fra Egitto e la Striscia di Gaza. Su questo concordano anche le fonti di sicurezza dello stato ebraico che collegano l'attacco terroristico direttamente all'abbattimento della barriera di Rafah, che avrebbe consentito, nelle ultime due settimane, l'ingresso di terroristi e armi dal Sinai. "Nonostante la chiusura del valico avvenuta domenica scorsa, era chiaro che il prossimo attacco terroristico, o rapimento sarebbe stato solo una questione di tempo", sostiene Amos Harel, analista militare del quotidiano Haaretz. "Con il confine rimasto aperto per 12 giorni è difficile stimare la quantità di armi e munizioni che sono state portate dentro la Striscia", ammette il giornalista israeliano. Pochi giorni fa le forze di sicurezza egiziane avevano arrestato 15 palestinesi nel Sinai, 12 dei quali membri di Hamas. La scorsa settimana una cellula palestinese in possesso di alcune cinture esplosive era stata invece intercettata a Taba. Troppo poco, sostengono gli israeliani. Secondo Gerusalemme i controlli nell'area di frontiera vanno maggiormente rinforzati. Proprio domenica scorsa il ministro della difesa Ehud Barak aveva definito la costruzione di una barriera al confine con l'Egitto "una necessità urgente". "Una guerra è in corso nel sud di Israele", ha affermato il premier Ehud Olmert alla Knesset riferendosi sia all'attentato odierno di Dimona sia ai continui lanci di razzi palestinesi da Gaza contro il sud di Israele. "Tale guerra continuerà, il terrorismo sarà colpito. Non abbiamo alcuna intenzione di cedere" ha aggiunto Olmert. Il leader del partito ultraortodosso Shas, Eli Yishai, ministro del lavoro del commercio e dell'industria, ha chiesto che siano interrotti i negoziati di pace con Abu Mazen. Il portavoce del ministero degli esteri, Arieh Mekel, ha però respinto ogni ipotesi del genere. "Consideriamo il presidente palestinese una figura moderata che cerca la pace con Israele, indipendentemente da chi rivendica l'attacco", ha detto. Israele, ha spiegato, intende pertanto proseguire con la sua "politica parallela" d'isolamento di Hamas e degli altri gruppi satelliti, mentre continua a trattare con il leader dell'Anp. Da Gaza invece le prime reazioni sono state di giubilo. Miliziani hanno sparato in aria per festeggiare l'episodio mentre un portavoce di Hamas, Fawzi Barhum, ha definito l'attentato "un gesto eroico". Dalla presidenza dell'Autorità palestinese è arrivata invece una condanna per l'attentato "contro civili israeliani".

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A Genova le donne lanciano il dialogo fra ebrei e arabi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"InCROCI PARALLELI" Elena Loewenthal e Nacéra Benali inagurano lunedì il ciclo di incontri "Le grandi parole" del teatro Stabile 06/02/2008 silvana zanovello STANCHE di essere tenute in ostaggio dai teologi, ma anche infastidite dai "falsi problemi" che le altre culture creano intorno a loro, le intellettuali arabe ed ebree sembrano la punta avanzata di un dialogo difficilissimo ma possibile. Non è un caso che proprio da due di loro prenda il via, lunedì prossimo alla Corte di Genova, la tredicesima edizione degli incontri culturali organizzati dal Teatro Stabile. "Le grandi parole dell'umanità" ha per tema quest'anno "Ebrei ed arabi - incroci paralleli". Inaugurano questa nuova serie (accompagnate da letture di Laura Marinoni ed Eros Pagni), Elena Loewenthal e Nacéra Benali. La prima è studiosa di letteratura ebraica, traduttrice di David Grossman, autrice dei libri "L'ebraismo spiegato ai miei figli" e "Lo strappo dell'anima", pubblicati da Bompiani; la seconda è una giornalista algerina minacciata di morte dagli integralisti per un suo reportage sul terrorismo, e ha scritto "Scontri di inciviltà. Italiani e musulmani, equivoci e pregiudizi", uscito nel 2005 da Sperling & Kupfer. "Ebrei e arabi - dice Elena Loewenthal - hanno in comune la rigida ripartizione dei ruoli maschile e femminile, una tradizione che tende ad arroccarsi, come in tutte le comunità colonizzate, minacciate e costrette a difendere la propria identità, ma non è affatto vero che questo significhi inferiorità. La Bibbia non lo dice. Costola di Adamo? E con questo? Per tradizione l'osso è il materiale più nobile della terra". Aggiunge Nacera Benali: "Leggete la Sura delle donne. Dove sono le poveracce di spirito e di mente? La passivitàè frutto di intepretazioni successive. Il nodo della questione femminile nell'Islam non si scioglierà finché gli uomini avranno il monopolio dell'interpretazione del Corano. E finché tutti non potranno riferirsi a un codice civile laico". Da entrambe le parti dominano invece i codici tradizionali, pur declinati nelle cento anime della diaspora, o del femminismo ebraico americano, oppure dell'Islam. Non si piegano alle richieste delle donne, ma a quelle della Storia sì. Spiega Elena Loewenthal: "Colei che il Talmud destina al ruolo di madre, non solo una "fattrice" ma l'incaricata di trasmettere l'imprinting culturale, viene reclutata nell'esercito di Israele, va alla guerra. Da questa contraddizione, gli uomini che interpretano le scritture non sembrano essere turbati". Non lo sono neppure gli integralisti islamici quando al terrorismo servono "quote rosa" di kamikaze. "Contro l'integralismo - evidenzia Nacéra Benali - con altre donne algerine siamo scese in piazza già nel '93: avevamo capito quello che sarebbe nato dall'Iran di Khomeini, dall'Afghanistan. Il velo? L'ho scritto anche in un libro, "Il velo e il falso": è una sciocchezza, un falso problema enfatizzato dagli occidentali. In Arabia Saudita ci sono donne manager con il velo. I Paesi occidentali farebbero meglio a occuparsi di più della democrazia, specialmente nelle comunità degli immigrati. E dovrebbero sollecitare la creazione di consulte islamiche veramente autorevoli, non come quella che si è formata in Italia con l'ex ministro Pisanu: ha basi arbitrarie e non gode di nessuna legittimità tra i musulmani". Aggiunge: "Non dobbiamo batterci per andare a scuola con o senza velo, ma per accedere agli studi. In Marocco e in Giordania questa è già una realtà, in molte università ci sono più donne che uomini". Saranno più disposte a dialogare con le ebree? "Lo spero - risponde Elena Loewenthal -Non è un caso che la propaganda antisionista punti più sulle fiction che sui libri. Si fa leva sull'emotività, sulla trasmissione acritica di certi luogi comuni come l'ebreo avido. La donna incolta fa da cassa di risonanza familiare all'odio, alla degenerazione mediatica di quel principio di identità che un tempo si trasmetteva attraverso le Scritture". Nell'incontro si parlerà della donna anche come emblema di peccato e di amore. "Quante sciocchezze si sono dette sulla poligamia - commenta Nacéra Benali - Maometto era monogamo solo durante il primo matrimonio, ma quel che conta è un versetto dove spiega che potrà avere più mogli solo chi sarà sicuro al cento per cento di essere sempre giusto con tutte. Dunque i poligami si sentono perfetti come il profeta?". Elena Loewenthal rilancia: "Per la tradizione ebraica il matrimonio è un contratto che viene consegnato alla madre della sposa. La donna è tutelata". E il sesso, la bioetica?"Anche alcuni rabbini hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale, non è un mistero. L'unica interdizione riguarda quella eterologa, per la paura che da un seme sconosciuto si possa generare un incesto inconsapevole". 06/02/2008.

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Hamas rivendica l'attacco kamikaze contro israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Hamas rivendica l'attacco kamikaze contro Israele GERUSALEMME - Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico condotto lunedì a Dimona, nel Negev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare dello stato ebraico. Nell'attentato sono rimasti uccisi i due kamikaze palestinesi ed una donna israeliana di 73 anni. Dopo una pausa di oltre un anno, Hamas torna così a praticare il terrorismo suicida. Uno sviluppo che secondo il presidente della Commissione parlamentare per gli Affari esteri e la Difesa israeliano Zahi Hanegbi (Kadima) potrà spingere Israele a rimuovere le distinzioni fra il braccio armato di Hamas (che è esposto agli attacchi militari israeliani) e la sua leadership politica, che negli ultimi anni è stata risparmiata. Ieri in raid su Gaza sono rimasti uccisi 7 miliziani. Razzi palestinesi sulla città di Sderot hanno centrato una fabbrica.

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Se il nemico è Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Se il nemico è Israele Furio Colombo Salone del libro Se il nemico è Israele, avevano ragione i nazisti che si erano impegnati a sterminare a uno a uno gli ebrei in modo che nessuno potesse mai partecipare al complotto sionista e fondare uno Stato. Se il nemico è Israele, al punto da lanciare un appello agli italiani perché sia boicottato il prossimo Salone del Libro di Torino, dedicato a Israele (ogni anno il Salone è in onore di un Paese diverso), allora gli amici sono la Siria dei feroci delitti in Libano, l'Arabia Saudita, mega-potenza del petrolio che ha eletto a suo nemico principale Israele, il presidente dell'Iran che dichiara la Shoah "una invenzione dell'imperialismo" e chiede che Israele sia cancellato. segue a pagina 27.

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Se il nemico è Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Se il nemico è Israele Furio Colombo Segue dalla Prima S e il nemico è Israele, al punto da rifiutare con sdegno i libri e gli scrittori di quel Paese, che sono tutti per il diritto alla nascita di uno Stato dei palestinesi e al convivere in pace, allora la decisione è che i palestinesi devono essere condannati alla guerra perenne purché muoiano gli israeliani. Se il nemico è Israele, al punto di voler cacciare dall'Italia coloro che ne rappresentano la voce più alta della poesia e del narrare, e di voler fare tutto ciò nel sessantesimo anniversario della legittima nascita di quello Stato (deciso da un voto delle Nazioni Unite, lo stesso voto che aveva istituito anche uno identico Stato palestinese, che le potenze petrolifere arabe hanno impedito ai palestinesi di accettare) allora l'intenzione è la stessa del leader iraniano Ahmadinejad: cancellare Israele. Se qualcuno pensa che questo atteggiamento di repulsione verso Israele sia nato dai cascami della destra fascista, da relitti di nazismo, occorre ripetere la brutta notizia: è un appello che viene da alcuni personaggi della sinistra. Viene da sinistra la richiesta di negare un giorno di festa allo Stato di Israele nell'anniversario della sua nascita. Si noti bene: negare un gesto amichevole a Israele in questa circostanza significa affermare (come fanno siriani, iraniani, sauditi, gli assassini di Daniel Pearl, ma non il legittimo governo palestinese, non gli Stati arabi con governi democratici) che Israele non ha - e non ha mai avuto, fin dall'origine - alcun diritto di esistere, né ora né mai. Alcuni "commenti" o "chiarimenti", anche di voci illustri, hanno reso più cupa la scena. Si è detto: se il Salone quest'anno è dedicato a Israele, allora devono essere invitati anche i palestinesi. Strana visione coloniale. Il popolo palestinese ha i suoi scrittori e i suoi poeti - alcuni dei quali noti nel mondo - che saranno felici e orgogliosi di venire a Torino quando saranno invitati come unità nazionale e come popolo (speriamo presto come Stato) non quando sono chiamati dal padrone bianco con l'intenzione di far dispetto agli indigeni della tribù vicina. Un argomento che fa impressione, data la firma (Gianni Vattimo) e che fa pensare a un momento di smarrimento, è stato detto così: "Hanno forse pensato (gli organizzatori del Salone, ndr) di invitare alla Fiera del Libro Noam Chomsky o Edgar Morin?". Detto da un grande intellettuale giramondo, la domanda appare (mi esprimo con mitezza) insensata. Chomsky è un grande studioso americano, e anzi si può dire di lui che è "profondamente americano". Sarà certamente invitato in futuro Salone del Libro dedicato agli Stati Uniti e alla cultura americana. Considerare di invitarlo adesso, in quanto ebreo, è fuorviante, offensivo, ma anche ridicolo. Sarebbe come interpellare Barak Obama sugli scontri a Nairobi in quanto il candidato alla presidenza degli Stati Uniti è di origine kenyota. Quanto a Edgar Morin, non ho mai sentito nessuno, in Francia o nel mondo, definirlo un grande sociologo ebreo. È un intellettuale francese tra i più importanti e credo che chiunque in Francia non accetterebbe altra definizione. Il fatto è che i due tristi argomenti vengono usati per dire "Non ce la abbiamo con gli ebrei, ce l'abbiamo con Israele". Il problema non sono gli ebrei sparsi per il mondo. Il problema è quando alcuni di essi si mettono insieme per fare uno Stato. Evidentemente questo, secondo alcuni, che purtroppo dicono di parlare da sinistra, non si può e non si deve fare. Una simile visione annebbiata li isola dal presidente palestinese Abu Mazen, abbandona al loro destino tutti i palestinesi che - come moltissimi israeliani e la totalità degli scrittori che verranno a Torino - vogliono la pace. Di pace parlano, per fortuna, tanti nel mondo, dentro e fuori dalla politica, vicino e lontano dal Medio Oriente. Rifiutano di immaginare che - dove ci sono ebrei - "guerra è sempre". La citazione è da La tregua di Primo Levi. Il nostro appello è questo. Nella città di Primo Levi, dove ebraismo, antifascismo, Resistenza sono stati l'identità di tanti (e il prezzo, la vita) non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del Libro dedicato al compleanno di Israele. Vecchi e giovani, lo faremo noi. Noi, la sinistra che si riconosce nella lotta partigiana, nella cancellazione delle leggi razziali, nel "Giorno della Memoria", nella Costituzione. furiocolombo@unita.it.

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Nella città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e Resistenza sono stati l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del Libro dedicato al comple (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Nella città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e Resistenza sono stati l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del Libro dedicato al compleanno di Israele: vecchi e giovani, lo faremo noi.

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Video del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle immagini al rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con 5 colpi di pistola alla testa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Video del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle immagini al rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con 5 colpi di pistola alla testa di Umberto De Giovannangeli UN VIDEO SHOCK. I razzi su Sderot. La rappresaglia su Gaza. Guerra combattuta e guerra rilanciata dai media. "Una esecuzione in diretta": così sintetizza ieri con sdegno un sito internet israeliano le crude immagini televisive trasmesse l'altra notte da Dimona (Neghev) che hanno mostrato un ufficiale della polizia mentre sparava alla testa di un kamikaze palestinese per impedire che attivasse il suo corpetto esplosivo. "È stato finito come una bestia ferita", commenta un editorialista del quotidiano progressista Haaretz. Il dibattito, in realtà, non riguarda la necessità per l'ufficiale Kobi Mor di impedire in tutti i modi al terrorista di far esplodere il suo corpetto. Il disagio - espresso anche in un dibattito alla radio militare - riguarda la successiva manipolazione televisiva delle immagini riprese da un cineamatore locale. La scena offerta ai telespettatori israeliani mostrava un kamikaze ferito, steso a terra, pochi istanti dopo che il suo compagno si era fatto esplodere nel centro commerciale di Dimona.La telecamera ha mostrato il corpo a lungo inerte, e poi una mano che si sollevava. Quindi è stato studiato al rallentatore l'effetto del primo colpo, alla testa, sparato dall'ufficiale israeliano. Successivamente la telecamera ha ripreso la mano sinistra del terrorista mentre cercava ancora di infilarsi nella tasca dei pantaloni, presumibilmente per attivare la carica. E infine sono stati trasmessi i cinque colpi successivi sparati nella sua direzione da distanza ravvicinata.In alcuni commenti viene affermato che le stazioni televisive israeliane hanno mostrato eccessiva morbosità nel riproporre ripetutamente, al rallentatore, le fasi dell' episodio. Era talmente drammatico ed eloquente che, secondo alcuni, doveva essere mostrato una volta soltanto. Dal video-shock alla guerra sul campo. Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico di Dimona. Nell'attentato sono rimasti uccisi i due kamikaze palestinesi ed una donna israeliana di 73 anni. Una cinquantina i feriti. Nel frattempo a Gaza e nelle vicine aeree del Neghev israeliano si è vissuta una nuova giornata di violenze. All' alba due miliziani di Hamas sono rimasti uccisi in una incursione israeliana. Un'ora dopo razzi palestinesi hanno centrato una fabbrica israeliana presso Sderot: la strage dei manovali è stata sfiorata per un soffio,. Poche ore dopo, un altro razzo ha colpito una casa, provocando sei feriti. Nel pomeriggio, elicotteri da combattimento israeliani hanno colpito due obiettivi militari di Hamas, a nord e a sud di Gaza: sette miliziani sono rimasti uccisi. Hanno trovato la morte, è stato affermato, mentre erano immersi in preghiera. Immediata la reazione di Hamas che ha bersagliato ancora una volta Sderot: una raffica di razzi che ha centrato, fra l'altro un condominio, che in quel momento era vuoto. Una parte di Sderot è rimasta al buio. Fra quanti sono stati sfiorati dai razzi, il deputato israeliano di estrema destra Efraim Eitan. Il capo dello Stato Shimon Peres, che pure era nella zona (aveva visitato i feriti dell'attentato di Dimona) ha dichiarato: "Hamas dovrà un giorno rendere conto al suo popolo, perchè distrugge sistematicamente la possibilità di costituire uno Stato palestinese unito". Hamas ha atteso 24 ore per verificare che a seminare la morte a Dimona fossero effettivamente stati i suoi uomini, e non - come era stato affermato l'altro ieri - membri delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah) giunti da Gaza. I due uomini bomba erano invece partiti da Hebron, in Cisgiordania. Si chiamavano Mohammed Hirbawi e Shadi Zughair. Già l'altra notte i servizi segreti israeliani hanno visitato le abitazioni dei loro congiunti e provveduto a interrogatori. Dopo una pausa di oltre un anno, Hamas torna così a praticare il terrorismo suicida: segno del prevalere all'interno del movimento dell'ala più radicale.

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La rappresaglia di Israele a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi. Razzi su Sderot 6 israeliani feriti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del La rappresaglia di Israele a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi. Razzi su Sderot 6 israeliani feriti.

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Hamas sfida Israele Rispondono i raid (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Dopo l'attentato Hamas sfida Israele Rispondono i raid Il day after dell'attentato di Dimona è un giorno di guerra accompagnato dal proclama delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che sfida apertamente Israele assumendosi la responsabilità dell'azione kamikaze di lunedì. I due uomini bomba che hanno ucciso una donna e ferito undici passanti, Mohammed Hirbawi e Shadi Zughair, erano partiti da Hebron, in Cisgiordania. Ieri a Gaza nove miliziani di Hamas sono morti in una serie di raid israeliani, mentre una raffica razzi palestinesi ha centrato una fabbrica israeliana a Sderot e ferito sette persone, tra cui un minore. La situazione si è aggravata nell'ultima settimana. Stamattina il premier Ehud Olmert incontra militari e politici per studiare il rafforzamento della sicurezza al confine con l'Egitto.

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GAZA Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

GAZA Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico condotto a Dimona, nel Neghev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare che rappresenta uno dei simboli della potenza dello stato ebraico. Home Interni Esteri prec succ Contenuti correlati Gaza, l'Egitto apre i varchi ai palestinesi Braccio di ferro a due in testa al girone A Savarese "avverte" gli armatori GAZA Ieri mattina l'Egitto ha chiuso la frontiera la ... Nella Striscia di Gaza aperti i varchi al confine Bombe e razzi a Gaza è crisi umanitaria Nel frattempo a Gaza e nelle vicine aeree del Neghev israeliano si è vissuta una nuova giornata di violenze. All' alba due miliziani di Hamas sono rimasti uccisi in una incursione israeliana. Un'ora dopo razzi palestinesi hanno centrato una fabbrica israeliana presso Sderot. Vai alla homepage 06/02/2008.

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Uccisi nove palestinesi Sderot, buio per i razzi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gaza-Israele Uccisi nove palestinesi Sderot, buio per i razzi mi. gio. Gerusalemme Nove palestinesi uccisi in poche ore. I raid israeliani su Gaza ieri sono ripresi con intensità, in rappresaglia per l'attentato suicida di lunedì a Dimona (morta una donna e due kamikaze palestinesi), anche se il portavoce militare sosteneva ieri che sono soltanto una risposta al lancio di razzi palestinesi su Sderot. All'alba due militanti di Hamas sono stati colpiti a morte da una pattuglia israeliana lungo il confine e un'ora dopo è scattata la reazione palestinese: razzi hanno centrato una fabbrica vicino Sderot senza fare vittime. Nel pomeriggio, elicotteri da combattimento Apache hanno colpito con missili una caserma della Forza Esecutiva di Hamas ad Abasan e un'unità navale ha attaccato una base della marina del movimento islamico non lontano da Rafah. Sette agenti sono rimasti uccisi e almeno altri dieci feriti. Hamas è entrato in azione a sua volta prendendo di mira sempre Sderot, dove i razzi sono caduti su di un condominio e altri edifici provocando sei feriti. Una parte della città israeliana è rimasta al buio mentre erano in corso le visite del deputato israeliano di estrema destra Eitan e del capo dello stato Peres. Intanto Hamas ha confermato che sono stati suoi militanti a compiere l'attentato suicida a Dimona, precisando che sono partiti da Hebron (Cisgiordania) e non da Gaza. La nuova escalation giunge dopo la chiusura del valico di Rafah - rimasto aperto per 12 giorni - e il ritorno a pieno regime dell'assedio israeliano alla Striscia di Gaza. Oggi il premier Olmert studierà la possibilità di costruire un muro sulla frontiera con l'Egitto mentre il ministro degli esteri Tzipi Livni si dice favorevole a far affluire nel Sinai maggiori forze egiziane (in deroga agli accordi di smilitarizzazione del 1979) per impedire le infiltrazioni in Israele.

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Conflitti di civilità? (sezione: Israele/Palestina)

( da "Riformista, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Ode al Levante perduto Vignette, editoriali, ma anche semplici aggettivi, posti o omessi. È un triste segno dei nostri tempi la consuetudine a curare quella sorta di rassegna stampa del conflitto di civiltà che consiste nel ricercare, sfogliando in primis i quotidiani arabi, tracce di negazionismo, antisemitismo, spirito anticristiano o magari antioccidentale tout court, da catalogare se serve sotto la flessibile quanto incerta categoria dell'islamofascismo. Ricerca purtroppo assai agevole. E con uguale pedante meticolosità gli arabi raccolgono sulla stampa occidentale offese, bestemmie, irrisioni, vere o presunte. Ci pare dunque davvero meritevole di una citazione il grido di dolore pubblicato ieri dal quotidiano panarabo, ma di proprietà saudita, Asharq Al Awsat sul Levante perduto, "modello di coesistenza tra religioni". Rimpiange, il columnist Hussein Shobokshi "l'esodo forzato degli ebrei dopo la dichiarazione dello stato sionista al quale i servizi di sicurezza arabi hanno reagito con eccessività stupidità". La scomparsa delle storiche comunità ebraiche è stata "una rovina per la diversità sociale economica del mondo arabo. E ha segnato la fine della nostra capacità di comprendere l'altro". Ora è tempo di lanciare l'allarme contro il "secondo, drammatico esodo: la fuga dei cristiani d'oriente dalla Palestina, come dall'Iraq e dall'Egitto, scacciati dalla paura e dalla nostra intolleranza". La scomparsa dei cristiani, avverte Shobokshi, come quella degli ebrei, è una catastrofe epocale. "Ed è una grande, incolmabile perdita per tutti noi". Pezzo da conservare con cura quello di Shobokshi. Tanto più che è pubblicato sulla stampa del paese culla dell'Islam più rigorista e intollerante, dove né i cristiani né gli arabi hanno diritto di cittadinanza. Tanto più che appare nei giorni in cui nella nostra Torino si alzano barricate davanti agli scrittori israeliani. Circondati da una diffusa e imbarazzata afasia. 06/02/2008.

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Le brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato ieri, con un comunicato stampa diffuso a Gaza, l'attentato suicida che ha provocato lunedì la morte di una donna ne (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Medio Oriente Israele, raid contro la polizia di Hamas: 8 morti. Da Gaza pioggia di Qassam su Sderot Le brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato ieri, con un comunicato stampa diffuso a Gaza, l'attentato suicida che ha provocato lunedì la morte di una donna nella città israeliana di Dimona. "Rivendichiamo piena responsabilità per l'azione di martirio nella città di Dimona", si legge nel comunicato che identifica i due attentatori come Mohamed al- Harbewai e Shadi al-Zagheir provenienti da Hebron, in Cisgiordania. L'attentato era stato rivendicato ieri dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e da una frangia dissidente delle Brigate dei Martiri di al Aqsa legate a Fatah, che avevano fornito i nomi di altri due attentatori, provenienti dalla Striscia di Gaza. I due sarebbero passati in Egitto dal valico di Rafah e poi penetrati in Israele dal confine nel Sinai. La celebrazioni con dolcetti e fiori per le vie di Gaza per salutare il primo attentato terroristico dopo oltre un anno sono tuttavia durate poco. Ieri almeno sei militanti di Hamas sono rimasti uccisi dopo un raid aereo israeliano contro una centrale di poliziotti di Hamas a Gaza. Sale così a otto il numero dei palestinesi morti negli attacchi sferrati da Israele all'indomani dell'attentato kamikaze, dopo che, sempre ieri, altri due militanti del movimento islamico erano rimasti uccisi in precedenza durante uno scontro a fuoco nel sud della striscia. Ma visto che il sangue in Medio Oriente ne chiama sempre di nuovo, Hamas ha risposto ai raid in serata lanciando una decina di razzi Qassam contro Sderot, uno dei quali ha bcolpito una casa provocando il leggero ferimento di sei persone, riferiscono i media israeliani. La maggior parte dei razzi si è abbattuta in terreno aperto, ma il bombardamento ha provocato un blackout elettrico in uno dei quartieri di questa città nel deserto del Negev. L'azione di Hamas non è piaciuta però all'Egitto, che ieri ha avvertito il gruppo integralista al potere a Gaza di non provocare nuovi incidenti al valico di Rafah con la Striscia di Gaza e di non pensare di usare l'Egitto come base per attaccare Israele, 06/02/2008.

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Combattere il fondamentalismo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Avanti!" del 06-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LE POLEMICHE SULL'INVITO ALLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO RIVOLTO AD ISRAELE Combattere il fondamentalismo 06/02/2008 Il fondamentalismo antiebraico, mai sopito nel nostro Paese nonostante le dure lezioni della storia, ha dato abbondantemente prova di non voler demordere dal suo infame fine. L'occasione ulteriore di farsi vivo è sorta recentemente in occasione dell'invito di partecipazione alla XXI Fiera del libro di Torino rivolto ad Israele. Si è scatenata attorno a questo evento da parte dei gruppi dell'intolleranza di chiara matrice di pseudo-sinistra una indegna reazione, volta a contestare allo Stato ebraico il diritto alla partecipazione. L'odiosa contrapposizione all'invito, che il comitato organizzatore a rivolto ad Israele per partecipare all'appuntamento culturale di Torino, ricalca nelle sue fasi specifiche il copione che la falsa sinistra ha recitato in occasione della evitata visita di Benedetto XVI a La Sapienza di Roma. L'iniziativa, anche in questo caso, è stata presa da un gruppo di "cattivi maestri" che ha contestato e negato, in nome di una "distorta visione preventivamente anti-israeliana", il diritto di partecipazione di Israele alla suddetta fiera. Si sono subito uniti ai fondamentalisti della falsa sinistra, antiebraici "a prescindere", i gruppi dello pseudo-intellettualismo arabo presente nel nostro Paese ed hanno posto al Comitato promotore l'ultimatum di sbarramento alla partecipazione israeliana. Ha risposto, a tale ennesima prepotenza delle forze dell'intolleranza, un assurdo atteggiamento di debolezza e di indecisione da parte dell'organizzazione della fiera di Torino ed un assordante mutismo da parte degli esponenti del governo fantoccio del nostrano sinistrume. Ancora una volta, dopo gli incresciosi avvenimenti de La Sapienza di Roma nei confronti del Papa, avviene che è di fatto impedito l'intervento culturale di un ospite invitato, che in questo caso è Israele, per l'incresciosa ed indebita pressione di circoli reazionari della falsa sinistra. Non desta, di certo, meraviglia che i gruppi della reazione della pseudo-sinistra, coadiuvati da intrusi intellettualoidi di parte islamica, abbiano messo in opera la sceneggiata che, a Roma, ha costretto il Papa alla rinuncia di apportare una ventata di vera cultura in un contesto che ne è assai deficitario. Era da prevedersi che i "cattivi maestri" che negli anni Settanta avevano ispirato i sogni folli della "cultura" della P38 e che tanto danno e lutto hanno arrecato al Paese, incoraggiati da un clima politico "più comprensivo" come l'attuale, ritornassero a fare devianti concioni ai giovani. L'aria mefitica che si respira in Occidente, ed in particolare nelle nostre contrade, risente fortemente del clima d'intolleranza contro gli ebrei ed in specifico contro Israele, rinfocolato e rafforzato dalle indebite pressioni delle congreghe islamiche che si sono insediate fra noi. Certamente, per certi maestri del "buon gusto" sarebbe più gradita e fruttuosa la visita di esponenti del fondamentalismo islamico, che incitano nei loro Paesi e nel nostro i loro adepti contro la civiltà occidentale, ch'essi hanno "in sì gran dispetto". Sarebbe certo più arricchente per i politicamente corretti della falsa sinistra l'apporto "culturale" di capi o rappresentanti del terrorismo militante come Hamas ed Hezbollah od i loro mandanti iraniani e siriani, dispotici guerrafondai ed espansionisti. Sarebbero da adottare, anche per certi intellettualoidi della falsa sinistra di casa nostra, siti d'intrattenimento per Paesi esemplari, in quanto a tolleranza, pacifismo e democrazia, come il Sudan o le teocrazie dei Paesi islamici, piuttosto che per la "turpe ed oppressiva Israele". Il recente anniversario della Giornata della memoria e delle famigerate leggi razziali è stato ricordato da esponenti della politica, della cultura, della realtà sociale e dalle istituzioni. Oggi, tutte queste istanze sociali, politiche ed istituzionali, di fronte al boicottaggio messo in atto vilmente contro lo Stato ebraico, sono in gran parte latitanti. È pregno d'estrema falsità, proprio in questa occasione, il "mai più!" che espressero coloro che non sapevano del dramma discriminatorio e persecutorio contro il popolo ebraico o coloro che per viltà od ignavia finsero d'ignorare e volsero il viso da un'altra parte. Ancor più falso è, altresì, l'atteggiamento di chi si dichiara pacifista e fautore della libertà di parola e nello stesso tempo guarda con occhio benevolo allo scatenarsi della violenza bestiale di chi celebra i fasti della discriminazione più odiosa e bieca contro cristiani ed ebrei. D'altronde, cosa ci si può aspettare da chi rinnega le proprie radici culturali giudaico-cristiane, che sono i fondamenti essenziali della civiltà occidentale, a favore d'ogni sorta di totalitarismo? Ieri, certi cantori della violenza e del pacifismo a senso unico dei regimi abbrutenti, che hanno imperversato nell'Est europeo e che sono caduti con il crollo del muro di Berlino, predicavano dei "paradisi", instaurati aldilà della "cortina di ferro". Oggi, gli stessi adulatori dei regimi liberticidi, franati nella miseria morale e materiale che hanno seminato, si sono fatti stretti caudatari dei dispotismi teocratici e nemici d'ogni libertà, che opprimono i loro popoli sotto la legge della sharia. Le forze della falsa sinistra ed i loro adepti, in odio alla civiltà occidentale che li ha super nutriti ed in cerca di nuovi miti da servire e dei quali farsi ciechi strumenti, stringono infami patti d'alleanza con i gruppi del fondamentalismo islamico, che si sono fortemente insediati nell'Occidente. Tornando alla questione del tanto osteggiato invito agli esponenti della cultura israeliana per l'occasione della Fiera del libro di Torino, se dovesse la presenza della cultura ebraica dare così fastidio agli intellettualoidi della falsa sinistra ed ai lori violenti scherani, non ci sono problemi. Se in questo Paese, per colpa degli insulsi insofferenti, non è più possibile esercitare la libertà d'espressione, sarebbe opportuno seguire l'esempio del Papa, che ha evitato l'ingiuria predisposta, non partecipando al consesso ove era stato invitato e dando una lezione di civiltà a chi ne ha bisogno.

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RAMALLAH Preferirei Obama ma non mi fido di un musulmano pentito, meglio Hillary . Zah (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

RAMALLAH "Preferirei Obama ma non mi fido di un musulmano pentito, meglio Hillary". Zahira Awwad discute con le amiche Fatima e Rima a un tavolino del caffè De La Paix di Ramallah, in sottofondo il rap locale. In questo angolo trendy della San Francisco palestinese, con le putrelle a vista come un loft londinese e l'espresso made in Italy, il primo nero e la prima donna alla conquista della Casa Bianca sono tema di dibattito quotidiano. Zahira è tornata dagli States con un Phd in economia, Fatima e Rima sono laureate in architettura a Birzeit. Leggono le presidenziali Usa come l'oroscopo nazionale: "Obama sarebbe meglio, rifiuta la guerra in Iraq. Però è figlio di un musulmano, ha studiato in una madrasa e ha scelto il cristianesimo: il Corano su questo non perdona". Il passato islamico del senatore insospettisce però anche gli ebrei ortodossi. "Seguiamo queste elezioni quasi fossero le nostre" conferma Hafez Barghouti, direttore del quotidiano Al-Hayat Al-Jadidah. Laici e religiosi preferiscono lady Clinton, lui non distingue: "Liberal, donne, neri, appena alla Casa Bianca si schierano con Israele". Che però propende per il repubblicano McCain. \.

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Odifreddi: "equivoco quell'invito a israele" - massimo novelli (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XIII - Torino "Si doveva distinguere tra il governo e gli intellettuali" Odifreddi: "Equivoco quell'invito a Israele" Secondo il docente torinese si è fatta troppa confusione anche sul tema dell'antisemitismo MASSIMO NOVELLI Si è già guadagnato la fama di "cattivo maestro" per le proteste contro la ventilata visita di Papa Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma. Ora il matematico torinese Piergiorgio Odifreddi rischia di peggiorare la sua nomea, come ci anticipa con un po' di ironia, ragionando sulle polemiche che stanno arroventando la Fiera del libro a causa dell'invito a Israele in veste di ospite d'onore. Una querelle, dice, "fondata su due piccoli equivoci di fondo". Quali sono questi equivoci? "Il primo piccolo equivoco è basato sulla considerazione che l'invito è stato fatto come un invito allo stato di Israele. Una cosa è invitare uno stato, un'altra cosa è chiamare i suoi intellettuali". Ma gli organizzatori della manifestazione del Lingotto, da Picchioni a Ferrero, hanno più volte affermato che si tratta di un invito alla cultura israeliana, non alla sua entità politica. "In ogni caso quell'invito viene presentato così, oppure si legge in quel modo. Ed è chiaro che si polemizzi. Lo si fa non contro il popolo israeliano, bensì contro il suo governo. Quando ero giovane, non si andava in vacanza in Spagna per il regime di Franco. Non è che ce l'avessimo con gli spagnoli, naturalmente, ma con il regime dittatoriale di quel paese. Mi chiedo: se la Fiera del libro avesse deciso di invitare l'Iran, non ci sarebbero state forse delle polemiche? L'Iran ha pure un premio Nobel, però è una cosa diversa dalla natura del suo governo, no? Anche l'Italia, ai tempi del governo di Silvio Berlusconi, venne boicottata a Parigi. Avvenne. E ritengo che sia stato giusto. Umberto Eco disse allora di vergognarsi di essere italiano". Non è detto che avesse davvero ragione. Comunque passiamo al secondo equivoco. Di che cosa si tratta? "Si continua a citare alcuni grandi scrittori israeliani, come Abraham Yehoshua o Amos Oz, oppure David Grossman, per dire: ecco, questi scrittori sono critici verso il loro paese, verso il loro governo. Sarà. Io tuttavia ricordo un articolo di Yehoshua, in cui si esprimeva a favore dell'erezione di un muro verso i territori palestinesi. Devo dire che, al di là del fatto specifico di Israele, mi sta poco bene un intellettuale che propone di erigere dei muri. E poi c'è un'altra questione, che magari mi procurerà nuovamente l'accusa di essere un cattivo maestro". Quale questione? "Quando c'è di mezzo Israele, si usano due pesi e due misure. Voglio dire che se uno critica questo paese, corre il rischio di essere accusato di antisemitismo. I politici fanno bene a prestare attenzione ai fenomeni di antisemitismo, ma fare confusione non è una buona cosa, anzi: è pericolosissimo". Andiamo al sodo: lei parteciperà alla Fiera del libro di quest'anno? Oppure la diserterà? "No, non potrò esserci. Però non è perché la voglio boicottare, e del resto trovo eccessivo questo boicottaggio. In quei giorni, invece, sarò in pellegrinaggio verso Santiago de Compostela". Non è possibile. Ma come? Un'icona del laicismo e dell'ateismo come lei... "Non sono stato folgorato sulla via di Damasco. Non si preoccupi: ci vado da ateo e ritornerò da ateo".

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Caro Ramadan, non uccidiamo il dialogo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Caro Ramadan, non uccidiamo il dialogo Ernesto Ferrero Rolando Picchioni Segue dalla Prima Quest'anno tocca a Israele. L'Egitto, con cui abbiamo avviato cordiali relazioni, era inizialmente previsto per il 2008, ma poi di comune accordo la partecipazione è stata spostata al 2009 soltanto perché in quell'anno si terranno a Torino importanti mostre archeologiche, e dunque i vari eventi possono rafforzarsi l'un l'altro, in una sorta di anno dedicato all'Egitto. Invitare Israele significa invitare i suoi scrittori, scienziati, musicisti, artisti, registi: non altro. Tutte personalità indipendenti, non asservite ad alcuna istituzione o governo, ma anzi spesso voci critiche, e aspramente critiche. Immaginiamo che Lei conosca e apprezzi quelle personalità, che onorano la cultura mondiale, non soltanto quella israeliana, e che con tanta apertura e passione civile si misurano con il tema della comprensione dell'altro come momento fondamentale della vita contemporanea. Possiamo confermare ancora una volta che la partecipazione di Israele avrà un carattere rigorosamente culturale, quindi non politico, non propagandistico e non celebrativo. Il vero ospite d'onore è dunque la libera cultura d'Israele, perché sulla cultura, e non su altro, si misura l'onore di un Paese. La stessa ricorrenza del sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato sarà l'occasione per ripercorrere criticamente una storia complessa e tormentata. Nei vent'anni di storia della Fiera, non è mai stato nostro intento celebrare qualcosa o qualcuno, ma cercare di capire, di saperne di più, attraverso la riflessione, l'analisi, l'apporto di voci diverse; e molte sono state le personalità arabe e palestinesi che abbiamo ospitato a Torino. Sarà così anche quest'anno, e ci riesce incomprensibile la posizione di alcuni scrittori arabi, i quali hanno rifiutato l'invito a partecipare alla Fiera 2008 e invitato al boicottaggio della manifestazione. Ci riesce parimenti incomprensibile la posizione del poeta israeliano Aaron Shabtai, il quale non vuole partecipare al Salon du livre di Parigi perché convinto che la sua presenza suonerebbe come un avallo della politica del suo governo. Ci sfugge il nesso tra politica e cultura, quando è così rozzamente delineato. Le ragioni della letteratura e quelle della politica sono sempre state profondamente diverse e spesso radicalmente opposte. La politica pensa al "qui e ora", la letteratura parla agli uomini di tutti i tempi e di tutti i Paesi. Affratella e non divide. Lei parla di "silenzio complice della scena internazionale" sui fatti del Medio Oriente, ma ci vogliamo tanto poco associare a quel silenzio da mettere a disposizione proprio uno spazio in cui le opinioni si possano confrontare liberamente. Vogliamo aprire, non chiudere, censurare, nascondere. Per noi è perfino umiliante essere costretti a ripetere dei concetti tanto ovvii. Non abbiamo difficoltà ad ammettere che nostra conoscenza di questi sessant'anni così tormentati è parziale e lacunosa. Non pensa che la Fiera 2008 potrebbe proprio essere l'occasione per una conoscenza più approfondita? Che la partecipazione e il dialogo siano meglio del silenzio, del muro contro muro? E che compito specifico degli intellettuali sia proprio quello di costruire dei ponti, di tenere aperto il discorso? Come possono degli scrittori rifiutarsi di discutere con altri scrittori da cui sono divisi soltanto da questioni di passaporto? Caro Tariq Ramadan, noi confidiamo che la voce della ragione possa prevalere anche in questi momenti così difficili, e ci auguriamo che il largo seguito di cui Lei gode possa servire a ristabilire un clima migliore e contribuire a fare della Fiera del libro di Torino quello che è sempre stata: uno spazio aperto dove uomini di buona volontà - autori, editori, librai, bibliotecari, insegnanti, studenti, lettori d'ogni Paese - tentano di costruire un mondo migliore con i buoni libri.

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La mia identità ebraica è nella lingua in cui scrivo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Incontro con lo scrittore israeliano di cui è appena uscito, per Frassinelli, l'ultimo romanzo, "Il ragazzo e la colomba". A maggio sarà alla Fiera del Libro: "ai lettori italiani dico di prendersela con le voci del governo, io non sono tra queste" Francesca Borrelli Mentre si moltiplicano gli interventi intorno al ventilato boicottaggio della Fiera del libro, e una moltitudine di operosi nanetti della informazione culturale si affanna a trovare testimonial autorevoli per accreditare le diverse posizioni in campo, ciò che si sta via via precisando è - una volta di più - il profilo querulo, provinciale e perdigiorno della nostra italianità a fronte, per esempio, del ben più sobrio comportamento dei francesi, anche loro rei di avere invitato Israele al Salon du Livre, che si terrà un mese e mezzo prima del nostro. Una volta ribadita la peraltro ovvia inaccettabilità di un boicottaggio che si indirizzerebbe agli scrittori e autorizzerebbe cupi quanto impropri paragoni con i tempi in cui si bruciavano i libri, non resta che augurarsi di vedere presto dirottati gli intellettuali e i politici nostrani su fronti più urgenti, più seri e più drammaticamente coinvolgenti, a cominciare da quello esemplificato dal criminale documento relativo alla rianimazione dei neonati prematuri, persino contro il parere della madre. Niente e nessuno è in grado di elaborare, nei nostri confini, minacce sociali più pericolose di quelle maturate in seno al fondamentalismo cattolico. È in questo contesto che lo scrittore israeliano Meir Shalev è piombato a Roma, dove passerà qualche giorno per presentare il suo ultimo romanzo Il ragazzo e la colomba (affidato alla buona lingua di Elena Loewentahl per Frassinelli). Nella sua narrativa risuona l'oralità dei racconti che ascoltava a tavola, nella sua numerosa famiglia dominata dalla presenza dei nonni arrivati in Palestina dalla Russia e subito andati a vivere in una comune, dove la loro fede comunista trovò di che rinfrancarsi. Quando venne ospite del Festivaletteratura di Mantova, il racconto in cui Shalev restituì davanti al pubblico le gesta dei suoi famigliari era così carico di ironia e così privo del sentimentalismo in cui cadono a volte le sue trame, che l'intreccio più o meno volontario tra il suo mondo e la sua narrativa sembrò indistricabile e al tempo stesso attraente come un vortice. L'ultima fatica alla quale si è dedicato consta di una storia compresa in una parabola temporale che dai giorni nostri risale all'indietro, fino ai combattimenti del 1948: la racconta un personaggio che nel presente fa la guida turistica, e nel passato ha diviso la sua vita tra l'amore per due donne e quello per una casa in costruzione. Una casa che al tempo stesso gli ha permesso di trovare conforto tra le sue mura tanto accoglienti quanto erano ostili quelle in cui viveva con la moglie, e di ricongiungersi a una passione dell'infanzia, che gli si offre in qualità di progettista e capomastro per la sua nuova dimora. Al tempo che dedica alla edificazione della sua casa, Yair Mendelssohn intervalla quello dei ricordi, in cui compaiono la madre - un personaggio riuscito nella sua ossessione di valutare per scritto i pro e i contro di ogni decisone da prendere - il padre pediatra, lo zio Beniamin emigrato in California, e tra gli altri un seducente personaggio di nome Meshullam, grato per la vita al padre di Yair e dotato di una impulsività irrefrenabile, tanto che più volte chiede una tregua per i suoi sentimenti e, fermata la macchina, scende annunciando: "Devo piangere come si deve". Quanto c'è dei suoi ricordi famigliari, così densi di storie tramandate, in questo suo nuovo romanzo dotato di una trama assai complicata? Ho scritto intrecci anche più complessi, comunque qui tutto è frutto dell'invenzione. L'unico elemento in comune con la mia vita vera riguarda il fatto che anch'io, come il protagonista, mi sono costruito dieci anni fa, nel nord di Israele, una piccola casa; ma diversamente da lui, durante i lavori non mi sono innamorato di nessuno. Dalla trama veniamo a sapere che il personaggio della madre ha avuto, quando era giovane, una storia d'amore con un ragazzo che è morto durante i combattimenti del '48. Entrambi allevavano piccioni viaggiatori, addestrati dai militari per mandare messaggi durante la Resistenza, e poiché lei viveva a Tel Aviv e lui in un kibbutz nel nord di Israele, i piccioni servivano anche a loro per scambiarsi messaggi amorosi. Un modo di parlarsi dei propri sentimenti che mi è sembrato particolarmente suggestivo. Quando lui va in guerra, si porta la gabbia con i piccioni sulle spalle, e quando viene ferito, capendo che non sopravviverà, si serve di un colombo viaggiatore per spedire alla sua amata la sua ultima lettera. Più avanti negli anni lei sposerà un altro uomo, il dottor Mendelssohn, ma la sua tragedia vuole che, pur essendo il marito una bravissima persona, non riuscirà a compensare il vuoto lasciato da quell'amore di gioventù, tanto che lei passerà tutta la vita a pensarlo. La letteratura ebraica è oggetto di una controversia tra chi afferma che vada fatta coincidere con i confini nazionali e con la lingua di Israele, e chi la considera estendibile anche agli scrittori della diaspora e dunque, per esempio, a un autore americano come Phlip Roth o a un italiano come Primo Levi. Lei cosa è disposto a includere nella definizione di letteratura ebraica? Mi considero uno scrittore ebraico grazie alla lingua in cui parlo e scrivo, la sento come un elemento di appartenenza essenziale, tanto più perché il suo uso è limitato ai confini di Israele. Per quanto sia anche lui ebreo, uno scrittore come Philip Roth non soltanto usa un'altra lingua ma non sarebbe in grado di leggere un libro scritto in ebraico, e questo per me è dirimente. Certo, tutti gli scrittori ebrei hanno in comune temi che provengono da una cultura condivisa, ma nel presente di Israele e della sua lingua c'è qualcosa di unico. Cent'anni fa, ogni persona ebrea poteva leggere la nostra lingua, ora non più. Per la verità, lo stesso Theodor Herzl, circa cinquant'anni prima della fondazione dello Stato di Israele non avrebbe mai immaginato che la lingua ebraica sarebbe tornata a essere praticata; tanto che dopo avere preso atto del fatto che pochi la conoscevano, anche solo a un livello elementare, propose una federazione linguistica in cui tutti gli ebrei confluiti in Israele avrebbero mantenuto il loro idioma di provenienza. Dunque, né l'importanza simbolica, né quella pratica di una lingua nazionale erano per lui importanti nella definizione della appartenenza letteraria. Lei non la pensa così? No, e mi pare evidente che l'attualità dia torto a Herzl. Inoltre, almeno gli ebrei che frequentavano la sinagoga, sebbene non usassero la lingua dei testi sacri per comunicare o per scrivere, tuttavia sapevano leggerla. Oggi, invece, a ulteriore dimostrazione del fatto che Herzl si è sbagliato, l'ebraico è una lingua viva e praticata, anche se in molti non leggono più le sacre scritture. L'identità ebraica classica è dotata di una componente virtuale e immaginativa, che è il frutto della necessità di approdare alla rappresentazione unitaria di un popolo disperso. Cosa rimane di questa componente mentale nei suoi personaggi, visto che lei li descrive come profondamente radicati in Israele? Siamo d'accordo sul fatto che il nostro punto di vista linguistico mantiene una componente illusionistica e preserva molte analogie con quanto accadde agli ebrei, persino tremila anni fa. La lingua ebraica è carica di memoria e porta in sé tutti gli aspetti della nostra vita reale e immaginaria, infatti il vero valore dell'ebraico sta proprio nel suo essere intriso di metafore della nostra esistenza, di rimandi a geografie e a epoche lontane, di vocaboli che provengono da documenti storici. Se re Salomone o Gesù Cristo venissero oggi a farci vista in Israele potrebbero benissimo capire non solo i nostri libri, ma buona parte dei nostri giornali, e questo è dovuto alla natura stessa della lingua ebraica. Non si orienterebbero altrettanto bene, nelle loro terre, Virgilo o Ovidio. Ma come lei ha osservato, è vero che i miei personaggi sono molto radicati nei luoghi in cui vivo, perché a me piace la letteratura con una impronta fortemente regionale, e anche come lettore amo seguire le descrizioni degli scrittori che si addentrano nei dettagli del loro contesto, dandomi informazioni sulla loro cultura e sulle persone che hanno intorno. Cosa risponde a quanti si augurano che la presenza di Isarele venga boicottata? Direi ai lettori italiani di prendersela con gli scrittori che sono la voce del governo, io non sono tra questi.

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Gaza, ancora tagli alla luce Israele inasprisce l'embargo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pioggia di razzi su Sderot. Ma le misure punitive colpiscono solo la popolazione, mentre aumenta il sostegno ad Hamas Michele Giorgio Gerusalemme Benedetto da una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia, l'embargo israeliano contro la Striscia di Gaza oggi s'inasprirà ulteriormente, a cominciare dal taglio delle forniture di energia elettrica. A nulla sono perciò valse le proteste di una decina di centri per i diritti umani, israeliani e palestinesi, verso misure punitive che colpiscono la popolazione civile e sfiorano appena le organizzazioni armate che Israele sostiene di voler combattere per impedire il lancio di razzi verso il suo territorio (ieri un Qassam sparato da Gaza ha ferito due bimbi israeliani, di quattro e due anni, in un kibbutz). Il Jerusalem Post ieri dava per certa una riduzione, a partire da questa mattina, del flusso di corrente in tre delle dieci linee usate per rifornire il nord e il sud di Gaza. La prima riduzione riguarderà il 5% del flusso in una delle tre linee, mentre nelle prossime due settimane sarà diminuito dello stesso ammontare nelle altre linee. Gaza quindi perderà altri 1,5 megawatt di elettricità. A farne le spese saranno ospedali, scuole e uffici pubblici che hanno già forti difficoltà a rifornire i loro generatori autonomi, visto che Israele ha ridotto al minimo le forniture di gasolio a Gaza. Finiti i giorni di relativo sollievo coincisi con l'apertura della frontiera con l'Egitto - nella Striscia sono entrati generi di prima necessità e merci varie ma ben poco carburante - la crisi umanitaria è di nuovo sul punto di riesplodere sotto la pressione di Israele convinto che la "soluzione" stia solo nell'uso della forza. I centri per i diritti umani, in particolare Adalah e Gisha, sottolineano che la Striscia ha già perduto 25 megawatt di energia elettrica nelle ultime settimane, poiché che la centrale elettrica palestinese non ha gasolio sufficiente per le sue turbine e lavora al 60% delle sue capacità (produce 55 megawatt invece di 80). Decine di migliaia di palestinesi non hanno accesso regolare all'acqua potabile perché le pompe del sistema di distribuzione spesso sono ferme mentre il funzionamento intermittente degli impianti di depurazione ha già costretto le autorità responsabili a versare in mare milioni di litri di acque fognarie non trattate. Ma i vertici dell'establishment politico israeliano continuano a ispirarsi alla "dottrina Weisglass", ovvero del consigliere dell'ex premier Ariel Sharon che suggerì una "robusta dieta" per gli abitanti di Gaza "senza farli morire di fame". Dottrina che evidentemente ispira anche i giudici dell'Alta Corte i quali hanno spiegato nella loro sentenza favorevole al taglio di carburante ed elettricità, che "la Striscia è controllata da un gruppo terroristico che agisce costantemente per colpire lo Stato di Israele e i suoi cittadini". La popolazione di Gaza - inclusi anziani, bambini e ammalati - paga perché al potere c'è Hamas. E che attacchi militari e punizioni collettive siano inutili, oltre che una violazione di diritti, lo dicono anche i sondaggi d'opinione. Il movimento islamico, secondo il Centro per le Ricerche e Studi di Ramallah, a dicembre godeva del sostegno del 33% dei palestinesi mentre ora tocca il 39% grazie alle brecce aperte dai suoi uomini nel valico di Rafah.

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Cagliari Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 18 l (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cagliari Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino Cagliari Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 18 la presentazione con Monica Maurer e Giuseppe Pusceddu e poi R-esistenze. Donne del sud di Marco Pasquini e alle 18 il dibattito Sabra e Chatila: l'impegno di Stefano Chiarini . Con le registe Monica Maurer e Mariella Megna, Giorgio Riboldi di L'Altralombardia e Giuseppe Pusceddu. In chiusura Libano e Palestina: due popoli in lotta contro l'imperialismo di Mariella Megna. Palermo Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino ci parlano del loro libro Tango Connection. L'oro nazifascista, l'America Latina e la guerra al comunismo in Italia 1943-1947 (Bompiani) alle 16 nell'Aula Seminari della Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università. Catania Funzione ed operatività dell'Ato 2 Acque Catania, valutazioni sul Rendiconto economico 2006 dell'Ato, sul Bilancio pluriennale 2008-2010, e sull' "uso" delle valenze economiche derivanti dalla nuova tassa "fognature e depurazione" nella conferenza stampa del Coord. per l'acqua pubblica Gestione dell' acqua nella provincia di Catania . Domani alle 10.30 Provincia in via Prefettura. Nardò (Le) Infopoint Emergency al Teatro Fondazione Filagrana per La pecora nera di Ascanio Celestini. Taranto Una rilettura futurista e spettacolare di 1984 di George Orwell per Taranto Non Dorme: 84.06 messo in scena dalla compagnia romana Santasangre alle 21.30 Teatro Aldo Moro dell'Istituto Pertini. Molfetta (Ba) Per Il Giorno della Memoria incontriamo Daniel Tomescu della comunità Rom presso il Forum dei Diritti di Bari e Antonella De Benedittis di Oasi 2 per approfondire il tema delle moderne forme di pregiudizio e discriminazione nella nostra società. Alle 19 Fabbrica di San Domenico. Napoli Una due giorni a Palazzo Serra di Cassano, a cura della Fondazione De Martino, Istituto per la Storia della Resistenza, Istituto italiano per gli Studi filosofici e dell'Istituto di Studi socialisti G. Arfè, dedicata al Socialismo europeo nell'era della globalizzazione . Alle 15 iniziamo con "Il Socialismo e la sfida della globalizzazione" con Guido d'Agostino, P. Barcellona, G. Cacciatore, P. Colella, A. Graziani, A. Olivetti, F. Soverina e M. Tronti. Domani alle 9.30 "Culture ed esperienze storiche del Socialismo". Una serata di reading , per stare insieme e rilanciare la biblioteca della cooperativa. E in chiusura Felice! video-intervista a Felice Pignataro a cura di Rosaria Desirée Klain. Alle 18.30 BdM 'O Pappece vico Monteleone 8: se vuoi partecipare, passa in Bottega. Una contaminazione felice di generi e secoli, un abbraccio tra mito e realtà, poesia e storia, tra cronaca e musica popolare, personaggi e persone: Canzoni d'Amori Feroci di Cristian Ceresoli e Antonio Pizzicato alle 21 Teatro Elicantropo. Frosinone "Rock sincretico di matrice suburbana" con Joycut live Cantina Mediterraneo. Roma Un progetto promosso e finanziato dal comune e realizzato dai volontari del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli coadiuvati da un'equipe di docenti e psicologi: Smontiamo i bullismi, impariamo a convivere . La presentazione alle 10.30 Istituto Alberti. Stefano Palladini, insieme a Zazà Gargano ripercorre con uno Show Case le canzoni di protesta e militanza politica dei primi anni '70 per la presentazione del suo libro Volantinaggio -Una vita in pubblico (Zona) alle 18 Rinascita via P. Alpino 48. Maurizio Molinari presenta il suo libro Cowboy democratici. Chi sono e in cosa credono i liberal che vogliono conquistare la Casa Bianca e cambiare il mondo (Einaudi) alle 17 nella Sala Bernini della Residenza di Ripetta in via di Ripetta 231.Domani alle 11 nell'Aula magna del liceo Virgilio in via Giulia 21, Giovanni Floris e Lorenzo Terranera presentano il loro libro (e mostra) Tu6 Pizzini contro la mafia (Lapis); con Piero Grasso Procuratore nazionale Antimafia e autore della prefazione, Giuseppe Lobefaro presidente I Municipio, l'assessora Sabrina Alfonsi, Rosaria Punzi di Lapis, Maria Mazzei e Enrico Natoli di Cuntrastamu. Si inaugura alle 18.30 nel Complesso del Vittoriano la mostra internazionale itinerante Adotta un disegno con le opere di tantissimi artisti di fama internazionale che hanno reinterpretato le storie e i disegni dei bambini ricoverati negli ospedali di Emergency. Con Vauro, che ha ideato il progetto, l'artista Shay Frisch Peri e i musicisti Eugenio Bennato, Roberto Angelini, i Tetes de Bois. Mostre, videoproiezioni "Mutoid Wafte Company" aperitivo infoshokkante , mostra fotografica a cura di Betta, assaggini vegani, dj set elettronico... tutto al Villaggio globale! Teatro al Rialto S. Ambrogio con Mara'Samort in Antò le momò. Avanspettacolo della crudeltà di e con Andrea Cosentino alle 21.30 alle 22 Scatole Sonore tra le immagini di Tamara Scifoni, il film "S-Kips" di McBett, la performance di Flavio Arcangeli "Presagio" e la musica di Camusi + Vonneumann. Forte Prenestino e Officine naturali presentano Il Sapone lo stage per imparare a fare il sapone con metodi naturali: alle 15.30 al Forte; il costo è di 20 euro, 15 per chi studia. Sud Sound System is One Love Hi Pawa al Brancaleone. Spettacolo multimediale d'impegno sociale: il laboratorio teatrale di Pilar Castel 1968 - 2008 Teatro sperimentale e impegno sociale nell'allestimento di "La Piazza" di Pilar Castel da oggi Sala Columbus in via delle Sette Chiese 101. Con "Lost & Found" Fleurs du Mal in concerto Beba do Samba via dei Messapi 8. Truceboys in Pane e Merda Night Circolo degli Artisti via Casilina vecchia 42. Laura Perilli Duo Bossanova jazz hits Il Pentagrappolo via Celimontana 21b. Suoni e colori con Dj set: Come Together One Shot Party n. 1 al Micca nella omonima via. Notte Afro Mediterranea con Acusticando + FarafinaRitmi Locanda Atlantide via dei Lucani 22. Originali e "svitati": Camarilli Brilli "Blues Brothers" al Cotton Club via Bellinzona 2. Lucio Dalla presenta il suo disco dvd "La neve con la luna..." alle 18 Forum Fnac, Porta di Roma via Alberto Lionello 201. Poggibonsi (Si) Prodotto da Nanni Moretti Meduse il film di Shira Geffen & Etgar Keret alle 21 cinema Garibaldi via Repubblica 158. Firenze Apericinema alle 20, proiezione di un corto e poi il film di Kaurismaki Ho affittato un killer . Alla Casa del popolo di Settignano in via di San Romano 1. Per Bunueliana alle 20 alla Cineteca in via Reginaldo Giuliani 374 L'angelo sterminatore di Bunuel e alle 21.30 L'udienza di Marco Ferreri. Pannonica Jazz Session al Covo del Cpa Fi-Sud. Pisa Un nuovo seminario di Interferenze Urbane 2.0 con GianCarlo Falco docente di Storia Economia, promosso da Legambiente e Rebeldia. La struttura economica e sociale della città di Pisa e le sue trasformazioni : alle 21 via Battisti 51. Bologna L'associazione delle Docenti universitarie organizza l'incontro La salute delle donne in Italia alle 17 nella Sala Ulisse dell'Accademia delle Scienze in via Zamboni 31. Con Mariapaola Landini dell'Università di Bologna e del Consiglio superiore di Sanità, Mauro Mauri dell'Università di Pisa e della Fondazione Idea e M. Maddalena Fiordiliso Grimaldi presidente Fondazione Idea. I rifugiati tra diritto di asilo, confini blindati e centri di detenzione: Fuga dal pianeta guerra . Alle 21 Tpo di via Casarini 17 con Christian Elia di Peace Reporter, Giorgio Palamidesi del Progetto Emilia Romagna Terra d'asilo, Elisabetta Ferri del Progetto Melting Pot Europa, Cristian Massimo di Razzismo Stop e Neva Cocchi di Ya basta! e Progetto Melting Pot. Una serata di musica dal vivo, prosa, corti, digressioni sulle rane a cura di Popcorner Factory: Sonata in fauna minore alle 22 La Scuderia piazza Verdi 2. Sasso M. (Bo) Giovedì d'Essai con "Persi da non perdere" al Cinema comunale: alle 21 La giusta distanza di Mazzacurati. Padova Nel Veneto è possibile incamminarci verso l'obiettivo "rifiuti zero" che rende residuali se non inutili i conferimenti in discarica e in inceneritore di una parte sempre più ristretta di rifiuti solido urbani. Il ciclo finale dei rifiuti. Discarica e inceneritore? Quali altre soluzioni : alle 21 Sala Fornace Carotta in via Siracusa 61 con il biologo Gianni Tamino, Lucia Tamai di Alisei Rifiuti Zero, gli assessori Ezio de Villa e Ezio Orzes. Venezia La petizione popolare sottoscritta da oltre 2mila cittadin* e il nuovo dvd Venezia e le grandi navi saranno consegnati al sindaco dopo la conferenza stampa alle 11 nelle salette consiliari del comune. Con Il coordinamento contro le Grandi Navi e Ambiente Venezia. Mestre (Ve) Quattro incontri per capire l'importanza di cooperare per fare gli acquisti. Il primo: Perché Gruppi di Acquisto? Alle 21 alla Casa dell'Altraeconomia in via San Donà 195. Bassano del G. ((Vi) Per la rassegna sulla Letteratura migrante, serata culturale sull'Est Europa alla libreria La Bassanese in via J. da Ponte. Con l'autrice ucraina Marina Sorina e, dalla Romania, Mihai Mircea Butcovan vincitore del premio "Multietnicità e Intercultura 2007". Trieste Per la cinerassegna "La rabbia giovanile", il film di Steven Spielberg Sugarland alle 20.30 casa del Popolo Canciani di Sottolongera in via Masaccio 24. Trento La cinerassegna giapponese prosegue con The twilight samurai di Yoji al Barycentro piazza Venezia 38. Ala (Tn) In cosa consiste il progetto, quali i costi e gli impatti ambientali: No Tav in Trentino : alle 20.30 auditorium della Cassa Rurale. L. di Concei (Tn) A cura del Mappamondo e della Cgil Acqua, merce o bene comune? Quale futuro per i nostri acquedotti? Alle 20.30 al Centro culturale con Marco Bersani del Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua e Mirko Carotta segretario generale Fp Cgil Trentino. Rovereto (Tn) Laura Ciaghi racconta la sua esperienza di volontaria nonviolenta e di operatrice di pace nei Territori Palestinesi Occupati. Getting in the way : alle 20.30 Centro di Educazione permanente alla Pace. Bolzano Infopoint Emergency al Teatro Nuovo per lo spettacolo "La parola ai giurati" con Alessandro Gassman. Erba (Co) Con insegnante qualificata tutt* al Corso di danze popolari alle 21 Villa San Giuseppe Crevenna. Costo: 20 euro al mese. Info: 031641916. Milano Jam Session con Scopece Trio al Baretto del Leoncavallo e poi Hempy Thursday con Always loving Jah! , ma anche cinema al Leoncavallo con, alle 19 Team America world police + Signore e signori, buonanotte . Paolo Cognetti presenta il video che ha montato e sceneggiato La notte del Leone di Giorgio Carella alle 21.30 la Scighera di via Candiani 131: Milano, 27 giugno 1980: Bob Marley suona a San Siro, aperto per la prima volta alla musica. E' il concerto più importante della sua vita, 100mila persone, un anno prima di partire per un altro tour, via da questo mondo... Post rock danese con Efterklang live La Casa 139. Al via al Conchetta Cox Scherzi da prete la cinerassegna che affronta la religione con un taglio umoristico: alle 22 Brian di Nazareth di Jones. Torino Infopoint Emergency al Teatro Gioiello, per "Una notte al Bistrot". Rivoli (To) Militarizzazione ed economia di guerra: intreccio di morte e di degrado ambientale: Le maschere della guerra. Quello che non si dice dei conflitti armati . Alle 20.45 Assopace di via Fratelli Bandiera 1 con Nanni Salio presidente del Centro Studi Sereno Regis e iscritto al Mir. Collegno (To) Un film bocciato da tutte le case di distribuzione: Jenin Jenin di Mohamed Bakri alle 21 Asylum al parco Dalla Chiesa di via Torino 9. Genova Un libro che analizza meticolosamente tutta la documentazione esistente sulle foibe, smascherando manipolazioni e propaganda. E' Operazione Foibe (KappaVu) di Claudia Cernigoi presentato alle 18 Feltrinelli di via XX Settembre 231. Con Silvano Ceccoli del circolo culturale proletario e Sandi Vock storico della Biblioteca nazionale slovena e degli Studi di Trieste. 07/02/2008.

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Blair: <Hamas? Israele fa bene a non dialogare> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-02-07 num: - pag: 1 autore: di DAVIDE FRATTINI categoria: REDAZIONALE L'intervista Il mediatore Blair: "Hamas? Israele fa bene a non dialogare" \\ Tony Blair: "Le scelte dei politici israeliani non sono facili. La situazione a Gaza migliorerebbe immediatamente se i lanci di razzi finissero". A PAGINA 15.

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Tony Blair avverte Hamas: <Impossibili i negoziati se non riconosce due Stati> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-02-07 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'inviato del Quartetto: "Un accordo di pace si farà" Tony Blair avverte Hamas: "Impossibili i negoziati se non riconosce due Stati" "Non possiamo premiarli per i razzi a Gaza" "La situazione a Gaza è terribile, ma migliorerebbe immediatamente se i lanci di razzi su Sderot smettessero" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Le foto alle pareti ritraggono Lawrence d'Arabia con la kefiah bianca e raccontano di un altro britannico sedotto dal Medio Oriente. Anche lui ha dormito in queste stanze. Tony Blair ha requisito un piano dell'hotel American Colony e l'ha trasformato nella sua base a Gerusalemme. L'affitto delle suite-ufficio costa 1,3 milioni di dollari l'anno, l'ex premier ci ha passato in tutto sette settimane, da quando ha accettato in giugno l'incarico di inviato del Quartetto. Viene una volta al mese ed è convinto che gli impegni di consulente con la JPMorgan o la finanziaria svizzera Zurich non rallenteranno le visite e l'energia. Blair ha fretta. "Urgenza", "rapidità ", sono le parole che ripete di più, durante l'intervista concessa al Corriere della Sera, con il Financial Times, Le Figaro, El PaÍs ela Frankfurter Allgemeine Zeitung. Ha fretta perché crede che la scadenza fissata da George W. Bush- un accordo di pace entro la fine del suo mandato - sia realizzabile, anche se ammette "è una grande sfida ". "Dieci mesi sono pochi, ma ce la possiamo fare. Va cambiata la situazione sul campo: gli israeliani devono aver fiducia che la sicurezza verrà garantita e i palestinesi che alla fine l'occupazione terminerà. Tutti hanno sempre pensato che prima si fa l'intesa e la situazione sul terreno seguirà. Io credo funzioni meglio il contrario". E' abbronzato, ha perso l'aria smunta e smarrita degli ultimi mesi da primo ministro. A 54 anni si è reinventato come diplomatico globale. "Ha preso impegni per 539 giorni di lavoro l'anno", confida un assistente al quotidiano Guardian. Vola tra Gerusalemme, Parigi e Los Angeles, raccoglie fondi per far nascere un'associazione che promuova il dialogo fra le religioni. Ripete che la sua missione è qui e non vuole parlare della candidatura a presidente dell'Unione Europea ("perché discutere di un incarico che ancora non esiste?"). Yasser Abed Rabbo, consigliere del presidente Abu Mazen, dà all'obiettivo di rilanciare l'economia palestinese "il 5 per cento di possibilità, se Blair non è pronto a litigare con gli israeliani". Lui parla di un ottimo incontro in mattinata con Ehud Barak, ministro della Difesa: hanno discusso di come ridurre le restrizioni al movimento dei palestinesi. Elenca checkpoint e posti di blocco, ponti sul confine giordano e valichi. Ha studiato le mappe, come Lawrence d'Arabia. "Parliamoci chiaro, non è che gli israeliani da un giorno all'altro sono pronti a togliere tutte le limitazioni. Non possono per ragioni di sicurezza, come dimostrano l'attacco suicida a Dimona e il lancio quotidiano di razzi Qassam su Sderot. Il fatto che non sia possibile cancellare l'occupazione in ventiquattr'ore non vuol dire che si possa procedere: ci sono posti di blocco da eliminare, avamposti illegali da rimuovere. Gli israeliani devono arrivare al punto di aver deciso che aiutare i palestinesi a riformare le strutture di sicurezza e a far crescere l'economia è una priorità fondamentale per loro. Esiste un bisogno urgente di mostrare ai moderati tra i palestinesi che la moderazione funziona". Ricorda che Bush tornerà in Israele a maggio. "Sarà la seconda visita in sei mesi, non ho dubbi sulla sua determinazione. Ha stabilito una data precisa per raggiungere un accordo di pace e quando il presidente americano fissa un calendario, significa porre una grande pressione su tutti, anche sul governo israeliano". Haim Ramon, vicepremier israeliano, ha ribadito "l'uso dell'arma economica contro Gaza: tagli alle forniture di carburante, cibo, elettricità". Blair crede vada trovata "una strategia diversa e migliore, una strada per isolare gli estremisti e aiutare la gente, non una che isoli la gente e aiuti gli estremisti. Una strada che porti a una riconciliazione tra la Striscia e la Cisgiordania". "Le scelte dei politici israeliani non sono facili. La realtà è che la situazione nella Striscia migliorerebbe immediatamente, se i lanci di razzi smettessero. Qualche volta il mio lavoro - davvero impopolare - è quello di ricordare il punto di vista israeliano. Le pressioni sul governo degli abitanti di Sderot, bombardati ogni giorno indiscriminatamente, sono fortissime. Come può Ehud Olmert adottare una linea più morbida?". Difende la decisione di non trattare con Hamas, presa da Europa e Stati Uniti, quando ancora risiedeva al 10 di Downing Street. "Non c'erano e non ci sono altre opzioni: il movimento non può prendere parte ai negoziati, se non riconosce l'esistenza di due Stati. Aprire adesso un dialogo con Hamas vorrebbe dire premiarli per il lancio di razzi. So che la vita a Gaza è terribile, ma non si può ricompensare Hamas per una situazione che sta creando: sono molto bravi a galvanizzare l'opinione pubblica mondiale contro Israele. E non si possono indebolire i moderati come Salam Fayyad (premier palestinese, ndr) e Abu Mazen. Dai miei incontri in Cisgiordania, mi è chiaro che non vogliono sentir parlare di un ritorno al governo di unità nazionale". Ramallah accusa Hamas di aver pianificato l'attentato suicida a Dimona su ordine dell'Iran. "Quello che si sta svolgendo è uno scontro più ampio. Uno scontro in cui Teheran è impegnata e coinvolge Hamas ed Hezbollah. Non so se l'Iran dica ad Hamas che cosa fare, so che l'obiettivo di un attacco terroristico è interrompere il processo di pace. La nostra risposta deve essere andare avanti. Più in fretta. Se un accordo non è stato raggiunto in sessant'anni, non vuol dire che non possa succedere l'anno prossimo". Davide Frattini Mediatore L'ex premier Tony Blair, mediatore del Quartetto in Medio Oriente \\ L'accordo di pace? Dieci mesi sono pochi, ma ce la possiamo fare. Ma prima va cambiata la situazione sul terreno.

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TARIQ RAMADAN (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-02-07 num: - pag: 45 categoria: BREVI TARIQ RAMADAN L'Islam europeo Caro Romano, il direttore della Fiera del Libro di Torino Ernesto Ferrero, nel Corriere, si chiede perché Tariq Ramadan, ospitato alla Fiera l'anno scorso, "adesso non vuole che parlino anche gli altri". Nella stessa pagina Ramadan gli risponde per le rime: "Non si può approvare nulla che provenga da Israele". Un modo elegante per definire Israele un untore, origine solo di male. Non crede che stavolta, abbandonando la sua proverbiale ambiguità, Ramadan abbia gettato la maschera? Simo Beraha Milano Non sono d'accordo con la posizione di Tariq Ramadan in questa circostanza, ma credo che il suo obiettivo sia quello di creare un Islam europeo e che reciti piuttosto bene, tutto sommato, questo difficile ruolo. Aggiungo soltanto, avendone l'occasione, che mi tornava spesso alla mente, mentre seguivo la polemica di Torino, il caso del Salone del libro di Parigi nel 2002, quando l'Italia era l'invitata d'onore e il ministro francese della Cultura Catherine Tasca disse che non avrebbe gradito la presenza di Berlusconi. HILLARY CLINTON La candidatura Caro Romano, lei considera la candidatura di Hillary Clinton come un segnale di affermazione delle donne in politica. Purtroppo non è così: lo sarebbe stata la candidatura della signora Hillary Rodham, cioè con il nome da ragazza. Invece Hilary Clinton è per gli americani, e forse anche per lei, semplicemente la moglie di Bill, un presidente che ha saputo farsi amare. Bene ha fatto la signora Hillary a sfruttare questo capitale di simpatia, ma così facendo ha pagato un prezzo. Massimo Maraziti konigsberg@tiscali.it Quando era "First Lady" Hillary Clinton fu, di fatto, il ministro della Salute dell'amministrazione del marito e preparò una buona riforma sanitaria che venne sconfitta dalle lobby dei medici e degli assicuratori. Ora è da qualche anno senatore dello Stato di New York. A me sembra che si sia conquistata sul campo il diritto alla candidatura. INDICE D'INFLAZIONE Il paniere Istat L'Istat ha aggiornato il paniere introducendo quest'anno anche alcuni modelli di giochi elettronici e il navigatore satellitare. Si tratta di prodotti di alta tecnologia: l'unico settore in cui i prezzi, da un anno all'altro, sono in continua diminuzione! D'accordo che "non si vive di solo pane", ma a questo punto mi auguro che il prossimo Parlamento voglia adoperarsi per l'approvazione di un provvedimento che stabilisca di poter affiancare agli addetti ai lavori dell'Istituto italiano di statistica, anche i rappresentanti delle Associazioni dei consumatori e delle famiglie affinché possano cooperare alla compilazione della lista dei prodotti da aggiungere o da eliminare dal paniere, sperando che si riesca finalmente ad ottenere, quanto meno, un calcolo molto più reale del tasso d'inflazione annuo! Andrea Papa Reggio Calabria DECISIONE DI PRODI Esempio da imitare La decisione di Prodi di non candidarsi alle prossime elezioni è, per il costume politico italiano, un precedente molto importante che spero faccia scuola. Ne prendano esempio i politici che sono in "seduta permanente" in Parlamento, e che sono invecchiati sui loro seggi con ineffabile indifferenza, privi di senso della misura. Antonio Ferrin, Modena IN UN PAESE NORMALE Strani comportamenti Vorrei rivolgere a tutti questa domanda. Vi sembra normale avere un debito pubblico di 1620 miliardi di euro? Eppure è "normale" dover reperire ogni anno settanta miliardi di euro per pagare gli interessi sul debito e avere un'evasione di cento miliardi l'anno; ed è pure normale che qualcuno ci dica: guarda gli sprechi e gli abusi! Sarebbe anche normale concordare sull'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti da parte di tutti, nessuno escluso. Insomma in un Paese normale ci dovrebbe essere un'assunzione di responsabilità collettiva per affrontare situazioni tanto difficili. Sergio Pagani sergiopagani@ pagani.191.it ITALIA E USA Democrazie diverse La differenza tra una democrazia vera (Stati Uniti) e una di facciata (Italia) è stridente anche nelle elezioni. Negli Usa i candidati alla presidenza si presentano materialmente al giudizio dei cittadini, cercando di conquistarne i delegati; le loro facce, poi, ogni volta cambiano. In Italia, invece, tutto viene deciso dalle segreterie dei partiti: i sudditi non possono nemmeno esprimere una preferenza. Le facce? Sempre quelle. Non hanno nemmeno il pudore di accorgersi che se le cose in Italia vanno male la colpa è solo loro! Giuseppe Zaccaria Finale Emilia (Mo) STATI UNITI Interesse della nazione Obama ha dichiarato di essere prima di tutto amico di Hilary e che comunque collaborerà con lei. Riusciamo a immaginare la stessa cosa in Italia? Non è la prima volta che l'America dimostra che gli interessi di una nazione sono al di sopra di tutto. Abbiamo molto da imparare dalle elezioni oltreoceano. Bruno Russo Napoli SOLDI PUBBLICI Conoscere le spese E' una piccola cosa che certamente non cambierà l' Italia; ma perché una volta per tutte non vengono resi pubblici (e ben evidenti) gli stipendi di tutti (non escludendo nessuno) coloro che percepiscono soldi pubblici? Un semplice database, aggiornato anno per anno, supportato da funzioni di ricerca avanzata, che permettano a qualunque cittadino di sapere come vengono spesi i soldi delle nostre tasse. Balzerebbero immediatamente agli occhi scandali e cose non proprio chiare. Franco Milletti milletti@email.it GRAZIE ALLE TASSE Un aumento virtuale La mia pensione che, rispetto allo scorso anno è aumentata di 27 euro al mese, sarà ancora una volta decurtata per via delle addizionali Irpef regionale e comunale che sistematicamente tutti gli anni aumentano ed in qualche caso raddoppiano come mi è accaduto nel 2007 con quella regionale, per cui l'aumento è stato assorbito quasi completamente. Cesare Carli cesarecarli@tiscali.it.

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<Diritti umani, lingua franca per dialogare meglio> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Pagina 356 "Diritti umani, lingua franca per dialogare meglio" --> Docente di Storia contemporanea all'Università di Siena, ha appena curato come direttore scientifico l'enciclopedia della Utet sui diritti umani (200 autori, oltre 3mila pagine), Marcello Flores era ieri a Monserrato per il convegno Freedom. Diritti umani e formazione civile. Cultura del diritto, educazione alla legalità e alla solidarietà organizzato dall'Issra (Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'autonomia) in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. "Un incontro per promuovere a vari livelli la cultura e la pratica dei diritti umani", spiegano dall'Issra, Luisa Maria Plaisant e Donatella Picciau. Tra i relatori, lo storico Gian Giacomo Ortu e il giurista Andrea Deffenu. Flores, Si parla tanto di "diritti umani" ma è possibile dare una definizione più precisa? "Sono le conquiste raggiunte negli ultimi due secoli e mezzo nell'ambito della dignità, dell'uguaglianza e della difesa dei diritti della persona. Conquiste avvenute attraverso tappe storiche importanti". E dopo oltre due secoli a che punto siamo arrivati? "C'è ancora tanto da fare ma oggi la cultura e la consapevolezza del tema è differente rispetto a ieri: se ne parla dappertutto, è una lingua franca , uno strumento di comunicazione internazionale. Rispetto agli anni Settanta, per esempio, i Paesi sono più pacifici". Si può ipotizzare a breve termine una reale tutela dei diritti umani con istituzioni di garanzia? "Questo è il terreno più difficile. Attualmente gli organismi di garanzia delle Nazioni Unite sono necessariamente influenzati dai compromessi e i risultati sono scarsi. La loro forza è che vi partecipano tutti i Paesi, ma una partecipazione così massiccia è anche la più grande debolezza". Un esempio? "Il Tribunale penale internazionale. Ha un forte peso morale ma condanna poco. Ma il vero problema è che se una parte si lavora per impedire la violazione di certi tipi di diritti dall'altra se ne trascurano altri come, per esempio, quegli degli immigrati". Andando oltre le sentenze dei tribunali nazionali, quanto frenano i singoli Stati nell'applicazione concreta di una tutela universale dei diritti? "Ogni singola nazione è particolarmente gelosa della propria sovranità. Un esempio: gli Stati che non hanno ratificato la convenzione Onu del 1989 sui Diritti del bambino, sono due: gli Usa e la Somalia. Questo non vuol dire che Paesi come la Cina o l'Iran non violino i diritti dell'infanzia". Ci sono Stati che si distinguono nella tutela dei diritti? "Non è possibile stilare una classifica ma posso dire che il Nord Europa è particolarmente avanti, così come il Canada". Perché? "I vari governi che si succedono alla loro guida, sia di centrodestra che di centrosinistra, hanno entrambi la consapevolezza della tutela dei diritti". Esempi negativi? "Si riscontrano molte violazioni in quei Paesi con una democrazia incompiuta come la Russia. La Cina è un altro esempio. Oltre agli Stati islamici, ci sono nazioni come Israele che nel loro interno hanno un buon comportamento ma non fanno altrettanto nei territori occupati". Quanto può essere ampio il sommerso di violenze e persecuzioni? "Molto. C'è una forte crescita in Paesi come l'Inghilterra che, rispetto a quindici anni fa, deve fare i conti con una comunità islamica notevolmente cresciuta". La guerra umanitaria e i diritti umani: un paradosso? "Non esiste una guerra umanitaria: è stato utilizzato questo termine per legittimare una cosa poco nobile. La guerra porta sempre a una violazione dei diritti umani. L'intervento militare deve essere rarissimo". Una missione di pace legittima? "Quella in Kossovo. Ma è iniziata male e proseguita peggio". Diritti umani e politica. "Troppe posizioni nascono dall'ideologia. Invece di approfondire il tema, la politica pensa ai propri calcoli elettorali". EMILIANO FARINA.

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Gaza nuovi raid israeliani, 7 morti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 07-02-2008)

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Esteri Non si placano gli attacchi sulla Striscia Gaza: nuovi raid israeliani, 7 morti Colpito un liceo: morto un insegnante Gaza, 7 feb. – Sono 7 i morti provocati dai raid israeliani aerei e di terra che questa mattina hanno colpito la parte settentrionale della striscia di Gaza. Il primo attacco è avvenuto nei pressi di Jabalyah, uccidendo cinque miliziani di Hamas, come riferisce il portavoce Obu Obeida, e uno della Jihad Islamica. Un secondo attacco, invece, è andato a colpire Beit Hanoun, a ridosso di un liceo, provocando la morte di un insegnante e il ferimento di alcuni studenti. Si ripete, così, lo stesso tragico epilogo di martedì scorso, in cui, l'ennesimo attacco israeliano è costato la vita a sei poliziotti e due miliziani di Hamas. Intanto Israele si dichiara intenzionata a non sospendere l'offensiva militare fino a che dalla Striscia non cesserà il lancio di razzi Qassam. Annalisa Tregattini.

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Londra autorizza l'estradizione negli Usa dell'iman estremista Abu Hamza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 07-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Lo ha annunciato stasera il ministero dell'Interno britannico. Il ministro dell'Interno britannico, Jacqui Smith, ha firmato oggi pomeriggio un'ordinanza di estradizione. L'imam ha 14 giorni per fare appello. Se rinuncerà a questo diritto Abu Hamza sarà consegnato alle autorità americane nel giro di venti giorni. L'imam, britannico di origine egiziana, sta scontando una pena di sette anni di prigione in una prigione di massima sicurezza a Londra, dopo essere stato condannato nel febbraio 2006 per incitamento all'omicidio e all'odio razziale. Gli Stati Uniti lo accusano di legami con al Qaeda e di aver partecipato all'organizzazione di attentati terroristici negli Stati Uniti e in Occidente. L'imam è in particolare sospettato di aver preso parte a squestri di turisti occidentali nello Yemen e di aver favorito l'allestimento di un campo di addestramento per terroristi negli Stati Uniti. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Scomparsa nel nulla Katoucha Niane Fu la musa di Yves Saint LaurentCronaca - Locale Schiuma spray spruzzata negli occhi 15 ragazzi finiscono all'Iot e a CareggiSpettacolo 'Jumper', supereroi egoisti e cinici si teletrasportano nel ColosseoTecnologia Yahoo, le contromosse a Microsoft Cronaca - Locale Sale al 40% la raccolta differenziata L'obiettivo: riciclare la metà dei rifiutiCronaca - Locale Sorpreso con 250 chili di droga in auto In manette un marocchino di 23 anniCronaca - Locale Allerta meteo della protezione civile: vento e mare mosso in tutta la regioneCronaca - Locale Vendita di cani e gatti ammalati: sequestrato un negozio, 5 indagatiCronaca - Locale Ubriaco alla guida colpisce i militari a calci e pugniPolitica - Locale A Frigato il bottino più ghiottoCronaca - Locale Orietta Berti molestata al Santuario "Mai più a pregare da sola"Mostre Pintoricchio: riscoprire affreschi, giardini e cappelle incantateEsteri Arrestati altri due "terroristi" per l'omicidio di Benazir Bhutto Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Due dozzine di rose scarlatte''Vita d'Adriano - Memorie di un cecchettaro nella neve''Partito democratico monarchico di centro cattolici per la pensione'Recital di canto, tenore José BrosStagione concertistica 2007/ 08Concerto con violoncello, clarinetto e pianoforteTeatrosanziourbino: Sei brillanti. 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"Quale futuro per la Palestina?" Se ne discute l'1 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 08-02-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Israele/Palestina

ALL'AVOGADRO "Quale futuro per la Palestina?" Se ne discute l'1 Jamil Hilal da Ramallah è un apprezzato sociologo palestinese. Ha coordinato e diretto ricerche su povertà, sottosviluppo e stato sociale in Palestina, pubblicando tra l'altro numerosi articoli e svariati libri sulla questione mediorientale. Ora è in Italia per presentare il volume da lui curato "Palestina quale futuro? La fine della soluzione dei due stati" (Jaca Book 2007). Il primo appuntamento sarà venerdì 1 febbraio alle 20,15 nell'Aula Magna dell'Istituto Avogadro, via Rossini 18. Ne seguiranno altri a Milano, Varese e Roma. L'incontro torinese, che vedrà anche la partecipazione di Gianni Vattimo, si annuncia particolarmente "caldo" perché cade in un momento delicato. Gli organizzatori della Fiera del Libro 2008 hanno invitato Israele come ospite d'onore della kermesse, suscitando l'irritazione del mondo intellettuale arabo - lo scrittore Ibrahim Nasrallah diserterà la manifestazione - e dei gruppi di solidarietà italo-palestinesi, che promettono di boicottare il Salone. Alfredo Tradardi farà il punto della situazione nel suo intervento "Contro l'occupazione israeliana della Fiera del Libro di Torino". L'incontro sarà presentato da Giorgio S. Frankel, moderatrice Diana Carminati. Ingresso libero, info@ism-italia.it.

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GAZA - TRA LA STRISCIA di Gaza e Israele continuano le violenze. I (sezione: Israele/Palestina)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

? GAZA ? TRA LA STRISCIA di Gaza e Israele continuano le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione, mentre Israele risponde con nuovi raid e con una riduzione della fornitura elettrica alla Striscia. Il bilancio dei bombardamenti è di otto morti e numerosi feriti. L'elenco delle vittime include sei miliziani di Hamas, uno della Jihad islamica ma anche un insegnante, ucciso mentre teneva lezione in un liceo agrario vicino al campo profughi di Beit Hanun. Una cannonata israeliana ha centrato per sbaglio la scuola, ferendo anche tre alunni di 16 anni. - -->.

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Di AMOS LUZZATTO* (sezione: Israele/Palestina)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di AMOS LUZZATTO* A PROPOSITO della nuova formulazione della preghiera del venerdì santo, non si può valutare il suo ripristino con modifiche marginali nella forma ma non nella sostanza, del riferimento agli ebrei senza inquadrarlo in una cornice più ampia. E' infatti di questi ultimi tempi, a proposito di ebrei "illuminati" dalla fede in Gesù, una certa tendenza a rivalutare l'ex rabbino di Roma Eugenio Zolli (alias Israel Zoller), convertitosi al cattolicesimo dopo la Liberazione. IO TEMO che il mondo cattolico odierno sia scosso da due fenomeni relativamente nuovi: il primo è l'insediamento in Europa di popolazioni extra-europee, in gran parte non cristiane, invertendo la tendenza secolare che aveva visto i cattolici penetrare, popolare e spesso egemonizzare altri Continenti. Il secondo, le novità sociali e culturali dei nostri giorni. Citerei l'ingresso delle donne, con la loro richiesta di parità di diritti, a tutti i livelli della società; e i problemi filosofici ed etici posti dallo sviluppo delle scienze fisiche e soprattutto biologiche e mediche, che pongono sul tappeto la richiesta di una totale libertà di critica e di ricerca scientifica e una difesa - coerente con quella dei diritti dell'uomo e del cittadino - dell'autogestione del singolo individuo per quanto riguarda i limiti della vita. TUTTO QUESTO è certamente materia di turbamento ed è naturale che su tutto questo si esprimano tanto i singoli quanto le istituzioni, quanto infine coloro che esercitano il magistero religioso, al di fuori e indipendentemente dai provvedimenti legislativi che spettano esclusivamente alle autorità elettive che rivestono questo compito. DUE SONO i percorsi che a questo punto si possono aprire di fronte a noi: rispondere con un irrigidimento delle posizioni, respingendo qualsiasi attenzione alle idee, ai principi, alle dottrine degli "altri", concedendo loro soltanto la possibilità della conversione - e pertanto negando il valore del dialogo - oppure porsi in ascolto perché qualunque essere umano che pensa, che sente e che parla può essere portatore di suggerimenti preziosi. PER QUANTO abbiamo appreso finora, non pare sia stata seguita questa seconda strada. Pensando agli sforzi di questi ultimi quaranta anni di dialogo non possiamo che rammaricarcene, perché le conseguenze saranno dolorose per tutti. *Già presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane - -->.

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Il dubbio cristiano sul popolo d'israele - gad lerner (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La polemica Il dubbio cristiano sul popolo d'Israele GAD LERNER Destreggiandosi invano fra la luce e le tenebre, un infelice artifizio dialettico rivela oggi agli ebrei che la Chiesa cattolica non può smettere di additarli come popolo anomalo, un'imperfezione da sanare. SEGUE A PAGINA 28.

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Le lettere di schindler "ebrei, ora aiutate me" - gerusalemme (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gli ultimi giorni in miseria dell'eroe del film di Spielberg Le lettere di Schindler "Ebrei, ora aiutate me" GERUSALEMME Oskar Schindler, l'eroe che ha ispirato il film Schindler's list di Steven Sbielberg, prima di morire, in miseria e alcolizzato, chiese aiuto e denaro ad alcuni degli ebrei che vent'anni prima aveva salvato dai campi nazisti. è quanto emerge da un carteggio inedito conservato all'Istituto israeliano per la storia dell'Olocausto. A PAGINA 39.

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Il dubbio cristiano sul popolo d'israele - (segue dalla prima pagina) (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Commenti Il dubbio cristiano sul popolo d'israele (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Avendo elevato la lotta contro il relativismo a priorità del suo magistero, Benedetto XVI deve anzi ribadire con forza quell'imperativo ? la conversione degli ebrei - che i suoi predecessori avevano deciso di mettere in sordina. Da mezzo secolo, ormai, la Chiesa s'interroga su quanto sia lecita teologicamente una svolta relativista a proposito della conversione degli ebrei. Fondamento di dottrina che si richiama a San Paolo e da cui, per oltre diciannove secoli, trassero alimento la diffidenza e il disprezzo nei confronti del popolo della Bibbia, colpevole di negare la divinità di Cristo. Se di nuovo quel proposito di correzione-conversione viene ribadito come elemento decisivo della fede cristiana, sarà difficile farlo coesistere con la ricerca dell'amicizia in uno spirito di riconciliazione. Lo rivelano le modifiche testuali, solo in apparenza attenuative, disposte dal Vaticano nel messale del rito tridentino per il venerdì santo, quello da cui nel 1959 Giovanni XXIII eliminò l'odioso riferimento alla perfidia ebraica. Al posto della preghiera per il "popolo accecato" perché "sia strappato alle tenebre", oggi il Vaticano formula un eufemistico auspicio: "Preghiamo anche per gli ebrei, affinché Iddio Signore nostro illumini il loro cuore e riconoscano Gesù Cristo come Salvatore di tutti gli uomini" (i corsivi sono miei). Non è piacevole essere oggetto di una tale speciale attenzione, risparmiata ad altri popoli. Poco cambia, evidentemente, che i riferimenti all'accecamento e alle tenebre vengano sostituiti dall'augurio di illuminazione e dalla speranza di riconoscimento. Questa nuova preghiera che confida in una provvidenziale folgorazione degli ebrei ? che finalmente desistano dall'errore - adegua l'argomento con cui numerosi santi e dottori della Chiesa definirono gli erranti come "popolo maledetto". Un insulto rimosso, quest'ultimo. Ma potenzialmente implicito nell'attesa di una resipiscenza ebraica, condizione indispensabile per la Salvezza di tutte le genti alla fine della storia. Prima o poi è necessario che gli ebrei, per quanto rispettabili nella loro ingiustificata ostinazione, riconoscano la Verità che pure duemila anni or sono fu rivelata sotto i loro occhi, nella loro terra. Per secoli la Chiesa ha preteso di rappresentarsi come "la nuova Israele". Fu Giovanni Paolo II, sulla scia del Concilio, a sconsigliare l'uso di questa espressione tipica di una teologia sostitutiva per cui l'Alleanza del Monte Sinai sarebbe invalidata e soppiantata dalla Nuova Alleanza. Dunque coloro che non vollero riconoscerla sarebbero per questo condannati al disprezzo, fin tanto che non si convertiranno. Si spiegano così la protesta e la pausa di riflessione annunciate dall'assemblea rabbinica italiana nel dialogo con la Chiesa di Roma. "Vengono meno gli stessi presupposti del dialogo", ha rilevato il suo presidente Giuseppe Laras. Il Vaticano, infatti, non aveva alcuna necessità immediata di introdurre questo nuovo testo, visto che già nel 1970 Paolo VI l'aveva completamente modificato la preghiera del venerdì santo, limitandosi all'augurio, ben diverso, che il popolo ebraico sia fedele alla sua Alleanza. E' interessante ricordare che lo stesso Paolo VI ?come confermano suoi appunti scritti- nel 1964 restava contrario a una dichiarazione conciliare sul popolo ebraico nella quale mancasse un riferimento all'imperfezione e alla provvisorietà della sua condizione, visto che "tale speranza è esplicitamente espressa nella dottrina di S: Paolo sugli ebrei". Papa Montini preferì allora custodire nell'intimo tale convincimento. Un anno dopo vide la luce la "Nostra Aetate" con cui la Chiesa scagionava gli ebrei dall'accusa di deicidio, senza riferimento alla necessità della loro conversione. Da allora molto cammino si è compiuto, allietato da storici gesti di riconciliazione e promesse d'amicizia. Ma la Chiesa cattolica fatica a compiere il passo più difficile nei confronti degli ebrei: l'elaborazione di una nuova teologia che archivi definitivamente la teologia sostitutiva. Non a caso, per motivare la scelta vaticana di riproporre ?così infelicemente modificato- il messale in vigore nel 1959, il cardinale Kasper s'è richiamato alla dichiarazione "Dominus Iesus" pubblicata nell'agosto 2000 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede presieduta da Joseph Ratzinger. Riaffermando solennemente che non vi sono altre vie d'accesso alla Verità e alla Salvezza al di fuori di Gesù Cristo, la "Dominus Iesus" giunse come una doccia fredda a ridimensionare, sei mesi dopo, i "mea culpa" del Giubileo. La centralità di fede della conversione degli ebrei tornava così tema prioritario, e pietra d'inciampo, nel dialogo interreligioso. Venne di conseguenza, nell'ottobre 2005, la designazione del cardinale Lustiger, eminente figura di ebreo convertito, per la commemorazione in Vaticano del quarantesimo anniversario della "Nostra Aetate". La stessa biografia di Lustiger testimoniava un'accezione del dialogo finalizzata alla conversione. Il rabbino capo di Roma decise per questo di disertare la cerimonia. Il medesimo filo conduttore di una fede che non ammette relativismi, congiunge la lectio magistralis di Ratisbona ? dove il papa rivendicava una sorta di dominio sulla ragione - con la proposta agli ebrei di un dialogo somigliante ad un'amicizia sopraffattrice. Settant'anni dopo le leggi razziali che "Civiltà cattolica" nel 1938 criticava debolmente, riconoscendovi benefici elementi di opportunità, viviamo per fortuna un'epoca completamente diversa. Ma la questione teologica rimane irrisolta, così come la fatica cristiana di confrontarsi con il Gesù ebreo.

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Raid israeliani: uccisi 8 palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del GAZA Raid israeliani: uccisi 8 palestinesi GAZA È guerra nel sud d'Israele. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati anche ieri mattina a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione. L'esercito israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord della Striscia: il bilancio dei bombardamenti iniziati durante la notte e andati avanti fino a metà mattina, è di otto morti e numerosi feriti. L'elenco delle vittime include sei miliziani di Hamas, uno della Jihad islamica ma anche un insegnante, ucciso mentre teneva lezione in un liceo agrario vicino al campo profughi di Beit Hanun.

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Duemila jihaidisti entrati a Gaza con armi e razzi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di Redazione - venerdì 08 febbraio 2008, 07:00 da Gerusalemme Almeno 2.000 arabi, in maggioranza egiziani, sono entrati a Gaza nei giorni scorsi per combattere la "guerra santa" (Jihad) contro Israele, approfittando delle brecce aperte dal movimento islamico Hamas nella barriera sul confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Maan. L'obiettivo dichiarato di questi arabi, scrive l'agenzia, è quello di unirsi ai miliziani di Hamas nella lotta contro Israele e hanno portato con loro ingenti quantità di esplosivo e di armi di vario tipo, come razzi anticarro dell'ultima generazione. A questi arabi, prosegue Maan, occorre aggiungere un numero imprecisato di iraniani entrati a Gaza per offrire "assistenza tecnica" al braccio armato di Hamas e alla Jihad islamica, organizzazione palestinese che da sempre mantiene stretti rapporti con l'Iran. Fonti dei servizi di sicurezza dell'Autorità nazionale del presidente Abu Mazen accusano Hamas, che dallo scorso giugno ha il pieno controllo di Gaza, di "aver trasformato Gaza in un centro per la Jihad globale" e riferiscono della presenza nella Striscia anche di cellule qaidiste.

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Gaza, uccisi otto palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Pagina 111 Gaza, uccisi otto palestinesi --> Gaza Dopo la relativa tregua vissuta nei giorni in cui il confine con l'Egitto era aperto, tra la Striscia di Gaza e Israele continuano le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati anche ieri mattina a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione, mentre Israele risponde con nuovi raid e con una riduzione della fornitura elettrica alla Striscia. L'esercito israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord della Striscia: il bilancio dei bombardamenti iniziati durante la notte e andati avanti fino a metà mattina, è di otto morti e numerosi feriti. L'elenco delle vittime include sei miliziani di Hamas, uno della Jihad islamica ma anche un insegnante.

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Le lettere di schindler "amici ebrei, aiutatemi" - alberto stabile gerusalemme (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

L'industriale che con la sua famosa lista salvò dallo sterminio 1.200 persone, morì alcolizzato e senza un soldo Ecco il carteggio nel quale chiedeva denaro a un giudice israeliano. Che 20 anni prima aveva sottratto ai nazisti Le lettere di Schindler "Amici ebrei, aiutatemi" L'appello a Moshè Bejski: "Non pago l'affitto da mesi, qui sono finito Mi affido a lei" A fine guerra tentò speculazioni che fallirono. E rischiò il carcere per bancarotta ALBERTO STABILE GERUSALEMME dal nostro corrispondente Non era neanche vecchio. Quando morì, nel 1974, a Hildesheim, in Assia, Oskar Schindler, l'industriale tedesco che salvò 1.200 ebrei dallo sterminio (oltre ai 1.100 della famosa lista se ne aggiunsero altri cento negli ultimi mesi di guerra) aveva 66 anni, ma era solo, alcolizzato, indebitato e letteralmente senza un soldo. Meditava l'ennesimo viaggio in Israele, in tutto ne fece 17, l'unico posto al mondo dove era benvoluto e, soprattutto, dove, grazie ai sussidi delle organizzazioni ebraiche e ai regali dei suoi "salvati", che organizzarono per lui un "Fondo Schindler", poteva mettere insieme il pranzo con la cena. Tutto questo è ulteriormente chiarito da un carteggio, di cui per la prima volta il quotidiano Maariv pubblica alcune lettere, che uno degli Schindlerjuden, come ancora oggi vengono chiamati gli ebrei sottratti da Schindler ai nazisti, il giudice della Corte Suprema israeliana Moshè Bejski ha lasciato in eredità alla sua morte, avvenuta nel 2007, all'Istituto Israeliano per la Storia dell'Olocausto Massuah. Lo sfondo in cui s'inquadra la corrispondenza è quello di una disfatta personale. Alla fine della guerra, Oskar Schindler e sua moglie Emilie, che lo aveva coadiuvato nella sua opera di salvataggio, erano letteralmente sul lastrico. Schindler non era riuscito ad adattarsi alle condizioni della Germania "Anno Zero" e tentò una serie di operazioni commerciali che fallirono miseramente, al punto da ritrovarsi, come chiarisce in una delle lettere, perseguito da 17 ordini di arresto per bancarotta. Oppresso dai debiti, inseguito dai creditori, Schindler si rivolse per la prima volta all'organizzazione ebraica americana Joint Distribution Commettee per ottenere un prestito di 5000 dollari con cui potersi recare in Argentina. Ma in Argentina, dove arriva nel 1949 assieme ad un gruppo di sopravvissuti dell'Olocausto, le sue fortune non cambiano. E qualche anno dopo è costretto a ritornare in Germania, lasciando Emilie, che non aveva nemmeno i "soldi per comperarsi un paio di occhiali", a sbrigarsela coi creditori. In questa situazione a chi può rivolgersi per aiuto se non agli amici ebrei? "Caro Signor Bejski, spero che Lei non s'arrabbi con me se le scrivo troppi rapporti interinali", esordisce Schindler in una lettera del luglio 1963. L'industriale tedesco ha continuato a ricevere gli aiuti del Fondo Schindler e, con puntigliosa quanto scoraggiante tempestività, mette i suoi benefattori al corrente della sua situazione debitoria, vagheggia progetti improbabili, spera di poter risalire la china. Con largo anticipo su Spielberg, che ne ha tratto un film a metà degli anni Novanta, capisce che la sua storia può interessare il grande pubblico. "Mi interessa particolarmente il fatto - scrive - che uno degli amici stia tentando di presentare la mia vicenda alla televisione di Los Angeles, cosa che senza dubbio potrebbe salvarmi economicamente. "Ma nel frattempo - racconta - la situazione non è semplice. Non ho pagato da molti mesi l'affitto della casa in cui abito e la padrona non vede la cosa di buon occhio. Mi ha detto di non capire perché non paghi dal momento che ho ricevuto molti soldi dai miei amici americani". L'uomo che Israele avrebbe insignito, assieme alla moglie Emilie, dell'onorificenza di Giusto delle Nazioni era piuttosto malvisto in patria. "è impossibile liberarsi della sensazione che tentino di strapparmi il tappeto da sotto i piedi, nella speranza di vedermi fuori dal paese". Moshè Bejski, che assieme a Itzhak Stern e Poldek Pfefferberg fu tra i pochissimi componenti della lista ad essere a conoscenza sin dal principio del piano orchestrato da Schindler per salvare i "suoi" ebrei, si adoperò molto per togliere l'imprenditore dai guai economici in cui s'era cacciato. E il tono delle lettere di Schindler si fa sempre più amichevole (da "Caro signor Bejski" a "Caro amico Dottor Bejski" a "Caro Moshè") e sempre più schietto. "Per un lungo periodo sono stato costretto a dormire in alberghi a buon mercato nelle vicinanze della stazione centrale e a chiedere in prestito denaro da amici non ebrei, se non altro per poter mangiare una modesta colazione. Oggi semplicemente scappo dal mio appartamento prima dell'alba per sfuggire ai creditori e alla polizia. Le giuro che persino nel Terzo Reich ho avuto meno paura". Nel novembre del 1967, ma senza indicare il luogo, Schindler annuncia a Bejski che tre settimane prima è stato trascinato fuori dal letto "per dichiarare la bancarotta". Vorrebbe emigrare ma non ha i soldi. "Economicamente parlando in Germania sono finito". Cinque anni dopo, nel 1972, tramite Moshè Bejski, chiede il parere di un medico israeliano, certo "Dottor Franck" sulla salute che va deteriorandosi. Segue la meticolosa elencazione delle donazioni ricevute: "Ho ricevuto dal signor Korn 1.000 lire israeliane (circa 240 dollari dell'epoca, una cifra rispettabile per quel periodo in Israele equivalente ad uno stipendio mensile medio). Anche Halina Dawidovitch mi ha dato 500 lire israeliane. Sternberg mi ha dato ancora mille marchi e ha lasciato 200 dollari per me presso il suo amico di Francoforte. Questa somma mi sarà di grande aiuto e vi ringrazio di cuore". Rifiutato dal suo mondo, ma non dalle persone che aveva soccorso, Oskar Schindler morì a casa di una coppia di amici ebrei, gli Starr, che lo ospitarono e lo curarono fino alla fine.

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Raid su gaza, colpita una scuola muore l'insegnante, feriti 2 allievi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Raid su Gaza, colpita una scuola muore l'insegnante, feriti 2 allievi GAZA - Un raid aereo israeliano compiuto ieri mattina nel nord della Striscia di Gaza ha centrato per errore una scuola uccidendo un insegnante e ferendo due degli allievi. La scuola è un liceo agricolo alla periferia del campo profughi di Beit Hanun, in una zona spesso utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele (ieri ne sono caduti 4 sulla città israeliana di Sderot). Con questo attacco sale a sette il numero dei palestinesi morti nel corso della giornata di ieri dagli attacchi israeliani: oltre all'insegnante, sono stati uccisi cinque miliziani.

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Gaza, Israele stacca ancora la corrente (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Gaza, Israele stacca ancora la corrente Sale a 8 il numero dei morti per i raid israeliani, 6 erano miliziani di Hamas Gaza, 8 feb.- Nonostante gli inviti alla prudenza della comunità internazionale oggi Israele tornerà a tagliare le forniture di energia elettrica alla striscia di Gaza, in cui vivono poco più di un milione di abitanti. La decisione è stata presa dal Ministro della Difesa Barak, che accusa i palestinesi di essere ancora protagonisti del lancio di razzi Qassam nelle vicine città israeliane. Intanto è giunto a 8 il numero dei morti per causa dei raid di Israele, numerosi i feriti.

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A tradurre Yehoshua era la Giuntina, una piccola editrice ebraica che ha avuto il (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di DAVID MEGHNAGI A tradurre Yehoshua era la Giuntina, una piccola editrice ebraica che ha avuto il grande merito di far conoscere per prima in Italia l'opera di Wiesel. Eppure la letteratura israeliana, come avrebbe poi dimostrato con la grande esplosione degli anni Ottanta e Novanta, è uno dei più grandi laboratori di scrittura, di pensiero e di invenzione linguistica di ogni tempo. "La principessa addormentata", come con amore la chiamavano i padri fondatori della rinascita ebraica, per tornare in vita aveva bisogno del contatto più intenso con l'intero patrimonio culturale delle lingue parlate e scritte. Dalla filosofia all'arte, dalle scienza alla letteratura non vi è campo in cui i traduttori non si siano cimentati per trovare le parole per dire in un gioco di scambi unico tra la lingua dei testi contemporanei e quella delle Scritture. Il clima è cambiato dopo la caduta del Muro di Berlino e con gli accordi di Oslo tra israeliani e palestinesi. Gli scrittori israeliani hanno fatto la fortuna dei loro editori. La letteratura è arrivata dove la politica appariva cieca e incapace di andare oltre gli stereotipi e i luoghi comuni della guerra fredda, dei pregiudizi e degli stereotipi del conflitto. Se non fosse per le conseguenze devastanti sul piano morale e politico del boicottaggio, verrebbe da ridere amaramente di fronte all'idea che per malintesi sentimenti di solidarietà verso i popoli oppressi, qualcuno non trovi di meglio che prendersela coi libri. I libri come gli alberi non si possono difendere. Sono loro a nutrirci ma se non li proteggiamo diventiamo noi stessi secchi e aridi. Che a lanciare gli anatemi contro la Fiera del Libro, siano i fondamentalisti islamici non sorprende. Né sorprende se a fare da gran cassa siano i relitti di un comunismo che non hanno mai fatto realmente i conti con la tragedia dei gulag e del totalitarismo. Come non sorprende che sul web ci sia qualcuno che stili una lista di professori ebrei o filo-israeliani. Il copione è vecchio. Fa da sfondo ad un antisemitismo che si alimenta del conflitto mediorientale ed ha come oggetto la demonizzazione dello Stato di Israele e della sua esistenza. L'aspetto più inquietante di questo nuovo antisemitismo è la riscoperta di "un sentimento di innocenza", che il vecchio antisemitismo non potrebbe rivendicare. L'odio un tempo rivolto contro gli ebrei in quanto singoli e in quanto comunità è oggi perversamente diretto contro lo Stato di Israele assurto a simbolo di ogni male. Come giudicare altrimenti la richiesta di estendere l'invito come ospiti d'onore della Fiera ai palestinesi. La richiesta apparentemente moderata e ragionevole nasconde l'idea che lo Stato di Israele non è uno Stato come gli altri, non è uno Stato sovrano, ma uno Stato paria permanentemente in stato di osservazione, oggetto delle nostre proiezioni e di fantasmi irrisolti. Come dovremmo giudicare altrimenti la confusione di termini e concetti che dovrebbero essere distinti, come Stato di Israele e Israele biblico, ebrei e israeliani. Unificati in un unicum indifferenziato gli ebrei come gli israeliani appaiono trasformati in un archetipo che li annulla come persone. Celebrati come "vittime" nel giorno della memoria, in un gioco di scambi e rovesciamenti perversi possono essere rappresentati come "carnefici" in quanto israeliani. Ridotti ad immagine, privati di umanità propria, ritornano come persone attraverso la grande letteratura che hanno saputo restituirci come dono. Anche per questo i nemici della Fiera vorrebbero che ne fossero allontanati. Vivendo di simboli necrofili, hanno in odio la vita e le persone reali.

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GAZA - L'aviazione israeliana ha effettuato ieri mattina due raid contro la striscia di Gaza, uccide (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Ndo sei militanti palestinesi, di cui cinque membri delle Brigate Ezzeddin al Qassam, l'ala militare di Hamas, e uno della Jihad Islamica. Ucciso anche un insegnante: uno dei raid aeei israeliani ha centrato infatti per errore una scuola, ferendo anche due degli allievi. Secondo fonti palestinesi la scuola è un liceo agricolo che si trova alla periferia del campo profughi di Beit Hanun, in una zona spesso utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele. Un portavoce militare israeliano ha detto che si sta investigando per accertare "la causa dell'errore", mentre le autorità scolastiche di Gaza hanno protestato con forza contro quello che viene considerato "un crimine deliberato contro una scolaresca innocente". Dopo la relativa tregua vissuta nei giorni in cui il confine con l'Egitto era stato aperto, tra la Striscia di Gaza e Israele sono dunque riprese le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati ieri a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione. Barak ha ordinato la riduzione delle forniture di energia elettrica alla Striscia di Gaza. È la prima volta che Israele riduce deliberatamente la distribuzione di elettricità a Gaza, una sanzione che inizialmente non dovrebbe eccedere il 5% e solo su alcuni elettrodotti, ma che potrebbe crescere gradualmente nelle prossime settimane. Essa si aggiunge all'ambargo già in vigoreda mesi consistito finora nella riduzione del carburante e nel blocco di tutte le importazioni verso la Striscia, dove viene consentito solo l'ingresso di piccole quantità di aiuti umanitari.

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Sei miliziani e un civile palestinesi sono rimasti uccisi ieri nel corso dell'ennesimo un raid israeliano nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Tra le vittime, cinque (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Raid israeliano Gaza, colpita scuola Massacro sfiorato Sei miliziani e un civile palestinesi sono rimasti uccisi ieri nel corso dell'ennesimo un raid israeliano nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Tra le vittime, cinque erano membri del braccio armato di Hamas e un altro, un attivista della Jihad Islamica. Nella città di Bei Hanun, invece, un insegnante è morto e due alunni sono rimasti feriti quando un missile sparato da terra ha colpito l'edificio di una scuola agraria. Secondo un portavoce dell'esercito israeliano, l'operazione era diretta contro un'area da cui di solito i miliziani lanciano razzi Qassam. Sulla questione delle infiltrazioni di cellule di armati palestinesi che usano la frontieratra Gaza e l'Egitto per attaccare il territorio israeliano o compiere attentati terroristici, ieri è arrivato il duro monito del Cairo, che ha minacciato di "spezzare le gambe" a cuinque provi ad infiltrarsi. Il terribile avvertimento è stato lanciato dal ministro degli Esteri, Ahmed Abul Gheit. L'Egitto, ha aggiunto il ministro, ha di recente consentito a migliaia di palestinesi di varcare il confine di Rafah per ragioni umanitarie, ma "le cose sono cambiate". 08/02/2008.

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Cagliari Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 16.30 "Dedicato a Daniel Amit" con "Gaza, l (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cagliari Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino Cagliari Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 16.30 "Dedicato a Daniel Amit" con "Gaza, la chiusura" di Ram Loevy, "Rainbow" di Abdel Salam Shehadeh, "Stranger in My Home" di Sahera Dirbas. Alle 19.30 il dibattito "1948-2008: 60 anni di Nakba, la distruzione della Palestina" con Sahera Dirbas (regista), Fawzi Ismail (associazione Sardegna-Palestina), Mauro Bulgarelli (senatore). Coordina Mariangela Pedditzi e, a seguire, "Il club antioccupazione delle nonnine infuriate" di Iwajla Klinke. Moliterno (Pz) Nell'ambito delle letture organizzate dall'associazione culturale Thomas Sankara, presentazione alle 19.30 nella Bibliomediateca G. Racioppi del libro di Sergio Tanzarella Gli anni difficili: Lorenzo Milani, Tommaso Fiore e le esperienze pastorali (edizioni Il pozzo di Giacobbe). Un volume con i contenuti e le reazioni al libro scritto da don Lorenzo Milani sul finire degli anni cinquanta, "Esperienze pastorali", con alcune pagine originali con le varianti, le correzioni proposte dal censore e le scelte definitive del priore di Barbiana. Del tutto inedito è il carteggio tra don Milani e Tommaso Fiore, originale figura del mondo della cultura meridionalistica. All'incontro sarà presente l'autore, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà teologica dell'Italia Meridionale. Napoli Una giornata insieme per imparare, per riconoscersi... per non dimenticare. Omocausto 1945-2008. Il giorno delle memorie: gli stermini dimenticati dalle 9.30 alle 13.30 nella Sala Giunta, Palazzo San Giacomo del Comune. La giornata è aperta dalla proiezione del film "Paragraph 175" di Rob Epstein e Jeffrey Friedman: la tragedia, per troppo tempo dimenticata, dell'omocausto, ovvero delle persecuzioni verso gli omosessuali nel periodo nazista. All'incontro, coordinato da Carlo Cremona, presidente I-Ken onlus, partecipano: la sindaca Rosa Russo Iervolino; Dolores Madaro, assessora alla Memoria; Giulio Riccio, assessore alle Politiche sociali e giovanili; Paolo Valerio, Università "Federico II"; Domenico Rizzo, Istituto universitario Orientale; Giordana Curati, ArciLesbica; Gina Piscitelli, Mit Napoli; Pasquale Musella, I-Ken onlus, coordinatore Lgbt Campania. Nasce in Campania Teatri della legalità , un progetto promosso dall'assessorato al Lavoro, Istruzione e Formazione della Regione per la direzione artistica di Mario Gelardi e Tina Femiano. Una programmazione di ampio respiro, che affronta e propone ai giovani il tema scottante della criminalità e della violenza. Le rappresentazioni proposte fino a maggio sono animate dall'impegno e dal coinvolgimento di oltre un centinaio tra attori, registi ed operatori delle istituzioni, della scuola e dello spettacolo. Il programma di attività teatrali è realizzato in collegamento con le amministrazioni comunali di Napoli, Marano, Santa Maria Capua Vetere, Afragola, San Giorgio a Cremano ed Eboli e sarà illustrato alle 11.30 nella sede dell'Agis Campania, in piazza del Gesù Nuovo 33. Saranno presenti: Corrado Gabriele, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro; i sindaci dei Comuni che aderiscono all'iniziativa; i responsabili della programmazione artistica; il responsabile organizzativo Luigi Marsano; numerosi attori e registi impegnati nel progetto. Frosinone I Bludeepa presentano il loro cd In assoluta presenza di fragilità a Cantina Mediterraneo, via A. Fabi 341. Aprono The Loopduo, una grande sorpresa. Roma Tu6 - Pizzini contro la mafia : una mostra e un libro di Giovanni Floris e Lorenzo Terranera, prefazione di Piero Grasso. Presentazione alle 11 al cinema Farnese, piazza Campo de' Fiori 67. Intervengono: gli autori; Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia; Giuseppe Lobelaro, presidente Municipio I; Sabrina Alfonsi, assessore alle Politiche scolastiche Municipio I; Rosaria Punzi, edizioni Lapis; Maria Mazzei e Enrico Natoli, associazione Cuntrastamu. Nero, donna... generale. Gli Usa in crisi sono pronti per un presidente nuovo? , incontro con Marco D'Eramo, scrittore e giornalista de "il manifesto", e Sandro Portelli, docente di Letteratura americana alla Facoltà di scienze umanistiche alla Sapienza. Alle 20 al circolo culturale Montesacro, corso Sempione 27. Alle 19 alla libreria Caffè Flexi di via Clementina 9 incontro con Antonella Beccaria, autrice di Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore (ed. Stampa Alternativa); all'incontro partecipano anche il giornalista Andrea Purgatori, l'avvocato delle parti civili Alessandro Gamberini e Simona Mammano, membro del Siulp e autrice di letteratura noir. Carla Romana Antolini e Andrea Cosentino presentano, con Roberto Ciancarelli, Nico Garrone, Paolo Ruffini e Attilio Scarpellini il libro Andrea Cosentino - L'apocalisse comica (Editoria & Spettacolo) alle 18.30 al Rialtosantambrogio, via S. Ambrogio 4; alle 21.30 Cosentino presenterà anche la nuova produzione "Antò le Momò". La Locanda Atlantide in via dei Lucani 22b propone alle 21.45 (da non perdere!) i Delorentos , la band rivelazione della nuova scena irlandese, con il loro "In Love With Detail"; aprono i Runa Raido; a seguire, selezioni musicali con djs Random e Shaffle. Fleurs du mal + "Lost & found" alle 22.30 al Beba do Samba, via dei Messapi 8. Sonic Angels alle 22 al Mads, via dei Sabelli 2: con gli Intellectuals e dj set rock-punk-garage con i dj Enri Kyb e Lory. Al Villaggio Globale , lungotevere Testaccio, Aghata & Music Evolution presentano Ray Keith + Kursk + dj Kina + Lai + N Drew Fuking F + Jpr Intiman: start alle 22.30, end alle 6, entry 6 euro. Trio de Janeiro per una serata di bossanova alle 22 al Pentagrappolo, via Celimontana 21b. Al Brancaleone, via Levanna 11, Cadenza feat. Thomas Melchior + Mirko Loko . Dub&Roots Reggae Dance Hall dalle 23 al csa La Torre di via Bertero 13: Doubletrack incontra Radio Torre sound system . Aspettando San Valentino Kiss Party al Qube in via di Portonaccio 212, dalle 23. Concerto Gospel e Spiritual con Vocintransito alle 22 al The Cotton Club, via Bellinzona 2. Conti-Maresca Quartet in un tributo ai maestri delle grandi orchestre alle 21.30 al Comitato 100celle Aperte, via delle Resede 5. Il cineclub Grauco propone oggi Percorso africano : alle 17 "Il sogno africano" di Ray Müller; a seguire "Souko. Il Cinema di Cartone" di Issiaka Konatè; alle 19 "L'incubo di Darwin" di Huber Sauper; alle 21 "Daratt" di Mohamat-Salen Haroun. "Lavoro, maledetto lavoro" al Forte Prenestino, via Federico Delpino: alle 22.30 proiezione del film Severance - tagli al personale di Christopher Smith; e dall'aperitivo alle 4 "Altroverso live"; apertura della mostra di disegni e tavole della fanzine autoprodotta Il piatto (fino al 21 febbraio): una rivista di disegni, illustrazioni, fumetti, che esce più o meno in autoproduzione ogni due mesi. "Storie nella storia" al Casale Podere Rosa, via Diego Fabbri: alle 21.30 videoproiezione Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta. Bologna Raffaele Bastone country & delta blues alle 232 all'Arci Iqbal Masih, via della Barca 24/3. Al LocomotivClub, via Serlio 25/2, Sexyshock presenta RealCore, la rivoluzione del porno digitale , uno spettacolo di cabaret informativo, di infotainment dal basso, di e con Sergio Messina, ingresso 5 euro con tessera Arci. Castel M. (Bo) Daniele Sepe + "Nostra patria è il mondo intero" alle 21.15 nella sala teatro Biagi D'Antona, via La Pira 54. Con anche Auli Kokko voce, Piero De Asmundis tastiere, Franco Giacoia chitarra elettrica, Vittorio Pepe basso, Lello De Fenza batteria. Gattatico (Re) La ska-band Persiana Jones alle 22 all'Arci Fuori Orario di Taneto, via Don Minzoni 96b. Carpi (Mo) Per chiunque voglia ballare al ritmo dell'indie-rock... Super Sonic Dead Monkeys in concerto alle 223 al Kalinka Club. Trieste Non c'è niente da ridere. Percorsi di teatro comico alternativo al Teatro Miela, piazza Duca degli Abruzzi. Alle 21 "Io" di Flavia Mastrella e Antonio Rezza. Pordenone "Palco aperto", la nuova rassegna dedicata ai gruppi emergenti locali. Close + Seven alle 22 al Deposito Gordiani, via Prasecco 13. Brescia Inaugurazione della mostra del fotografo londinese Abbas alle 19 al caffè letterario Un mondo di carta, vicolo Beccaria 10; fino al 29 febbraio. Dove si entra gratis, c'è una sala di lettura, si partecipa a dibattiti, si ascoltano concerti e si può mangiare e bere a prezzi popolari. Lumezzane (Bs) Infopoint di Emergency al Teatro Odeon allo spettacolo di Marco Paolini Miserabili . Milano La violenza della pace , incontro con la scrittrice libanese Najwa Barakat e con Maria Nadotti alle 21 alla Casa della Cultura, via Borgogna 3. Letture di Silvia Gallerano dal romanzo "Ya salam!" (Epoché). Un libro che parte da un assunto apparentemente paradossale: l'impossibilità, dopo una lunga guerra, di adattarsi alla pace. Per "Zigup - Teatro diffuso" la Compagnia Catalyst del Teatro Puccini di Firenze oggi e domani alle 21 al Teatro del Battito, via Tommei 3, e domenica al Teatro Mohole, via Desiderio 3/9, nello spettacolo Aldo dice 26 x 1 , testo e regia di Riccardo Rombi. "Un racconto in cui la Storia si intreccia con le storie, le paure, il coraggio, i sentimenti di un intero popolo che parla per bocca dei suoi giovani protagonisti. Una scenografia essenziale, un uomo, una radio. Personaggi e ricordi rivivono sul palcoscenico assieme alle voci e alle immagini degli uomini che hanno segnato una svolta nella storia del nostro recente passato. La fotografia di un ideale chiamato Resistenza al grido del quale è stata fatta l'Italia. Un cammino difficile e doloroso che ci ha accompagnato verso la democrazia, la giustizia, la libertà, verso i valori fondanti la nostra Costituzione". Prenotazione obbligatoria: Teatro del Battito 0255191837, 3384435756; Teatro Mohole 0236513670. AcrobaticiAnfibi presenta Flavio Giurato live alle 22 a La Scighera, via Candiani 131. L'Arci Cultura Popolare Sana Records organizza tanti concerti per un Carnevale esplosivo a Oltre Caffè , via Rutilia 16: aprono le danze alle 18 (ingresso gratuito fino alle 20) i Positive Men e poi la band Radio Babylon, i Patchanka Soledada, il gruppo Giù il cappello e fino a tarda notte con il concertone di Biscazulù, feat dei 99 Posse. All'Arci Metissage di via Borsieri 2 (entrata da via de Castilla) alle 22 Blufango live , rock sensibile, dinamiche grunge, aprono gli Stead. A Metromondo, via Ettore Ponti 40, dalle 21 Orient Express , serata orientale di Carnevale, con buffet e dopo cena in maschera con danza orientale e tribal bellydance. Al Leoncavallo di via Watteau 7: al Baretto alle 22, ingresso con sottoscrizione, Manodopera; e reggae sound con SoundQuake . Continuano i concerti di Patchanka di Radio Popolare, che ospita questa settimana, per la prima volta, uno speciale "double bill": saranno infatti due i gruppi a salire sul palco, due tra le più interessanti realtà del rock italiano, Atleticodefina & Lombroso , che si spartiranno il palco e le onde di Popolare Network, in diretta, dalle 21.30 alle 22.30, per un concerto eccezionale (il concerto sarà trasmesso in diretta venerdì 11 gennaio sulle frequenze di Popolare Network a partire dalle 21.30, e sarà seguito nell'Auditorium Demetrio Stratos in via Ollearo 5 da 90 ascoltatori, per le prenotazioni - fino ad esaurimento posti - telefonare allo 0239241409). Felice Accame presenta La porta incantata di Cecilia Bertacche (Il Filo edizioni) e ne discute con l'autrice alle 18 alla libreria Odradek di via Principe Eugenio 28. Segrate (Mi) Sound sperimentale con vasto assortimento di indie, electro, pop, new wave e minimal techno alle 22 al circolo Magnolia, via Circonvallazione Idroscalo 41: Scarlets live + Natasha Slater dj set . Arcore (Mi) Folkarnival! Appuntamento alle 21 all'Arci Blob, in via Casati 321, per un Carnevale danzereccio in maschera con Damatrà, Ballo e Novello, Vincenzo Caglioti. Osnago (Lc) Per la rassegna blues "When the trains come along...", Baton Rouge Blues Band alle 21.45 all'Arci La Locomotiva, via Trieste. Ingresso libero. Varese Il sociologo palestinese indipendente Jamil Hilal, coautore di Palestina, quale futuro? La fine della soluzione dei due Stati , è alle 21 alla sala polivalente Piramide in piazza de Salvo, Quartiere Bustecche", con Alfredo Tradardi, Diana Carminati e Filippo Bianchetti, in collaborazione con il Comitato varesino per la Palestina. Ciriè (To) Miranda indie nowawe + Drink To Me devastazione post punk + Somewhere Beetween power pop/punk di gran stile. Alle 22 al Taurus di via Doria 20, ingresso con sottoscrizione. 08/02/2008.

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Gaza razzi contro Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Una progressiva riduzione della fornitura dell'elettricita' alla Striscia, contro i razzi. Gaza: razzi contro Israele Shlomo Dror: "e' una loro scelta" Gerusalemme, 8 Feb. – Nove missili e un colpo di mortaio contro Israele. E' accaduto questa mattina nella Striscia di Gaza, l'attacco è opera di alcuni militanti palestinesi. Due razzi hanno distrutto delle serre e un terzo è precipitato nella zona industriale di Ashkelon. I primi lanci risalgono a ieri sera dopo che Israele ha dato via ad un programma, di progressiva riduzione della fornitura dell'elettricità alla Striscia, contro i razzi. "E' una loro scelta. Devono scegliere se continuare a investire in missili e attaccare Israele o se vogliono l'elettricità", ha dichiarato il portavoce del ministero israeliano della Difesa Shlomo Dror. Israele ha ridotto la fornitura di elettricità tagliando del 5% il flusso di una delle dieci linee dirette alla Striscia. Fonti israeliane spiegano che sono previste ulteriori riduzioni settimana per settimana sulla base di considerazioni sulla sicurezza e la situazione umanitaria nella Striscia. La riduzione del flusso è partita dopo che la Corte Suprema israeliana ha dato il via libera al piano di riduzione dell'elettricità, respingendo le istanze di gruppi per la protezione dei diritti umani, secondo i quali si tratta di una ingiusta punizione collettiva nei confronti della popolazione di Gaza. Valentina Pellegrino.

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Ahmadinejad: Israele è una nazione "inventata" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 08-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Ven, 08 Feb 2008 Edizione 27 del 08-02-2008 Il presidente iraniano scopre le sue carte con i giornalisti francesi e rivela tutto il suo antisemitismo Ahmadinejad: Israele è una nazione "inventata" Il leader islamico: "Non è certo il riconoscimento dell'Onu che conferisce legittimità allo Stato. Un popolo finto non può durare" di Dimitri Buffa "Bisogna tornare indietro nel tempo a un evento che ha sradicato milioni di esseri umani e ne ha uccisi centinaia di migliaia?". La fondazione dello Stato di Israele come "peccato originale" dell'attuale caos internazionale e del conflitto in Medio Oriente. Quando Alain Frachon, inviato di "Le monde" a Teheran e intervistatore del presidente della repubblica isalmica dell'Iran Mahmoud Ahmdinejad, ha affrontato la questione dell'appoggio dato dal regime degli ayatollah ai terroristi di Hamas e alla impossibilità in queste condizioni di arrivare alla pace tra palestinesi e israeliani, il despota, che in questi giorni sta facendo eseguire condanne a morte di decine di oppositori e di giovani, finalmente scopre le carte. Israele per Ahmadinejad non ha diritto di esistere e la risoluzione Onu del 1947 che stabiliva la partizione della Palestina del mandato britannico in due stati, uno per gli ebrei e uno per gli arabi, è poco meno che carta straccia. "Perché mai il popolo palestinese dovrebbe accettare di essere amputato di una parte del proprio territorio? ? risponde Ahmadinejad alle insistenti contestazioni del giornalista di "Le monde" ? Non è certo il riconoscimento di Israele da parte dell'Onu che gli conferisce legittimità. Un popolo finto, inventato, non può durare; dovrà uscire da quel territorio prima o poi. Non è che qualcosa di falso diventa vero solo perché tutto il mondo lo afferma". Così parla dunque Mahmoud Ahmadinejad che solo due giorni fa alla televisione iraniana aveva espresso analoghi concetti: "la sporca entità sionista prima o poi cadrà". Alle domande del giornalista sull'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran e sulle incombenti e molto più dure nuove sanzioni che il consiglio di sicurezza dell'Onu sta per varare, Ahmadinejad non si sottrae e rilancia: "noi abbiamo il diritto di arricchire l'uranio e le sanzioni faranno maturare il popolo, così come è avvenuto dopo la guerra con l'Iraq". A proposito delle difficoltà del regime e della mancanza di democrazia, Ahmadinejad ribadisce che "tutti i paesi del mondo hanno difficoltà economiche, anche voi francesi, anche gli americani; quanto al popolo iraniano più che di democrazia ha bisogno di dignità e di purezza". Infine un accenno sul ruolo dell'Europa durante il semestre di presidenza francese: "dovrebbe avere un ruolo internazionale più importante dato che ora è quasi inesistente e completamente subordinato alla politica estera americana". Commenti sprezzanti, poi, quelli sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti: "se saranno vere e libere elezioni lo si vedrà dal fatto che al popolo verrà data la possibilità non di scegliere solo tra due opzioni ma anche quella di cambiare radicalmente la poltica estera americana". Nella lunga premessa all'intervista Alain Frachon, che ha realizzato questo scoop insieme a Marie Claude Decamps, racconta tutte le peripezie subite prima di venire ricevuti da Ahmadinejad che non ha voluto rispondere a domande sulle esecuzioni di massa in questi giorni a Teheran e che ha promesso una nuova intervista per affrontare questi temi. Il commento dei giornalisti è stato duro: ci troviamo di fronte a "un bullo mediatico". Il mondo intero in realtà crede che più che la categoria dello spirito del "bullismo" per Ahmedinejad possa meglio attagliarsi la definizione di "Hitler in sedicesimo".

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