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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza” |
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top ARTICOLI DEL 6 - 7- 8 febbraio 2008 #TOP
Israele,
tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto?
( da "EUROPA.it"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: QUINDICINA DI
FERITI Israele, tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto? MAURIZIO
DEBANNE Dopo un anno il terrorismo suicida palestinese torna a colpire Israele
e il processo di pace. L'incubo dei kamikaze ha seminato il panico poco dopo le
10 di mattina nella cittadina di Dimona, nel deserto del Neghev, quando due
palestinesi hanno fatto tremare le mura di un centro commerciale.
A
Genova le donne lanciano il dialogo fra ebrei e arabi
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: esercito di
Israele, va alla guerra. Da questa contraddizione, gli uomini che interpretano
le scritture non sembrano essere turbati". Non lo sono neppure gli
integralisti islamici quando al terrorismo servono "quote rosa" di
kamikaze. "Contro l'integralismo - evidenzia Nacéra Benali - con altre
donne algerine siamo scese in piazza già nel '
Hamas
rivendica l'attacco kamikaze contro israele
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Hamas rivendica
l'attacco kamikaze contro Israele GERUSALEMME - Il braccio armato di Hamas
(Brigate Ezzedin al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele assumendosi la
responsabilità dell'attacco terroristico condotto lunedì a Dimona, nel Negev, a
pochi chilometri dalla centrale nucleare dello stato ebraico.
Se
il nemico è Israele ( da "Unita, L'"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: del Se il nemico è
Israele Furio Colombo Salone del libro Se il nemico è Israele, avevano ragione
i nazisti che si erano impegnati a sterminare a uno a uno gli ebrei in modo che
nessuno potesse mai partecipare al complotto sionista e fondare uno Stato. Se
il nemico è Israele, al punto da lanciare un appello agli italiani perché sia
boicottato il prossimo Salone del Libro di Torino,
Se
il nemico è Israele ( da "Unita, L'"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: edizione del Se il
nemico è Israele Furio Colombo Segue dalla Prima S e il nemico è Israele, al
punto da rifiutare con sdegno i libri e gli scrittori di quel Paese, che sono
tutti per il diritto alla nascita di uno Stato dei palestinesi e al convivere
in pace, allora la decisione è che i palestinesi devono essere condannati alla
guerra perenne purché muoiano gli israeliani.
Nella
città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e Resistenza sono stati
l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del
Libro dedicato al comple ( da "Unita, L'"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Stai consultando
l'edizione del Nella città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e
Resistenza sono stati l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a
difendere il Salone del Libro dedicato al compleanno di Israele: vecchi e
giovani, lo faremo noi.
Video
del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle immagini al
rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con 5 colpi di
pistola alla testa ( da "Unita, L'"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: edizione del Video
del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle immagini al
rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con 5 colpi di
pistola alla testa di Umberto De Giovannangeli UN VIDEO SHOCK. I razzi su
Sderot. La rappresaglia su Gaza. Guerra combattuta e guerra rilanciata dai
media.
La
rappresaglia di Israele a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi. Razzi su Sderot 6
israeliani feriti ( da "Unita, L'"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Stai consultando
l'edizione del La rappresaglia di Israele a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi.
Razzi su Sderot 6 israeliani feriti.
Hamas
sfida Israele Rispondono i raid ( da "Stampa, La"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Dopo l'attentato
Hamas sfida Israele Rispondono i raid Il day after dell'attentato di Dimona è
un giorno di guerra accompagnato dal proclama delle Brigate Ezzedin al-Qassam,
il braccio armato di Hamas, che sfida apertamente Israele assumendosi la
responsabilità dell'azione kamikaze di lunedì.
GAZA
Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam)
( da "Tempo,
Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: ha apertamente
sfidato Israele assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico
condotto a Dimona, nel Neghev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare che
rappresenta uno dei simboli della potenza dello stato ebraico. Home Interni
Esteri prec succ Contenuti correlati Gaza, l'Egitto apre i varchi ai
palestinesi Braccio di ferro a due in testa al girone A Savarese "
Uccisi
nove palestinesi Sderot, buio per i razzi
( da "Manifesto,
Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele Uccisi
nove palestinesi Sderot, buio per i razzi mi. gio. Gerusalemme Nove palestinesi
uccisi in poche ore. I raid israeliani su Gaza ieri sono ripresi con intensità,
in rappresaglia per l'attentato suicida di lunedì a Dimona (morta una donna e
due kamikaze palestinesi), anche se il portavoce militare sosteneva ieri che
sono soltanto una risposta al lancio di razzi palestinesi
Conflitti
di civilità? ( da "Riformista, Il"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: drammatico esodo:
la fuga dei cristiani d'oriente dalla Palestina, come dall'Iraq e dall'Egitto,
scacciati dalla paura e dalla nostra intolleranza". La scomparsa dei
cristiani, avverte Shobokshi, come quella degli ebrei, è una catastrofe
epocale. "Ed è una grande, incolmabile perdita per tutti noi".
Le
brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato ieri, con un
comunicato stampa diffuso a Gaza, l'attentato suicida che ha provocato lunedì
la morte di una donna ne ( da "Liberazione"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Hamas sono rimasti
uccisi dopo un raid aereo israeliano contro una centrale di poliziotti di Hamas
a Gaza. Sale così a otto il numero dei palestinesi morti negli attacchi
sferrati da Israele all'indomani dell'attentato kamikaze, dopo che, sempre
ieri, altri due militanti del movimento islamico erano rimasti uccisi in
precedenza durante uno scontro a fuoco nel sud della striscia.
Combattere
il fondamentalismo ( da "Avanti!"
del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: AD ISRAELE
Combattere il fondamentalismo 06/02/2008 Il fondamentalismo antiebraico, mai
sopito nel nostro Paese nonostante le dure lezioni della storia, ha dato
abbondantemente prova di non voler demordere dal suo infame fine. L'occasione
ulteriore di farsi vivo è sorta recentemente in occasione dell'invito di
partecipazione alla XXI Fiera del libro di Torino rivolto ad Israele.
RAMALLAH
Preferirei Obama ma non mi fido di un musulmano pentito, meglio Hillary . Zah
( da "Stampa,
La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: "Seguiamo
queste elezioni quasi fossero le nostre" conferma Hafez Barghouti,
direttore del quotidiano Al-Hayat Al-Jadidah. Laici e religiosi preferiscono
lady Clinton, lui non distingue: "Liberal, donne, neri, appena alla Casa
Bianca si schierano con Israele". Che però propende per il repubblicano McCain.
\.
Odifreddi:
"equivoco quell'invito a israele" - massimo novelli
( da "Repubblica,
La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Devo dire che, al
di là del fatto specifico di Israele, mi sta poco bene un intellettuale che
propone di erigere dei muri. E poi c'è un'altra questione, che magari mi
procurerà nuovamente l'accusa di essere un cattivo maestro". Quale
questione? "Quando c'è di mezzo Israele, si usano due pesi e due misure.
Caro
Ramadan, non uccidiamo il dialogo
( da "Unita,
L'" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: confermare ancora
una volta che la partecipazione di Israele avrà un carattere rigorosamente
culturale, quindi non politico, non propagandistico e non celebrativo. Il vero
ospite d'onore è dunque la libera cultura d'Israele, perché sulla cultura, e
non su altro, si misura l'onore di un Paese. La stessa ricorrenza del
sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato sarà l'
La
mia identità ebraica è nella lingua in cui scrivo
( da "Manifesto,
Il" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: ma nel presente di
Israele e della sua lingua c'è qualcosa di unico. Cent'anni fa, ogni persona
ebrea poteva leggere la nostra lingua, ora non più. Per la verità, lo stesso
Theodor Herzl, circa cinquant'anni prima della fondazione dello Stato di
Israele non avrebbe mai immaginato che la lingua ebraica sarebbe tornata a
essere praticata;
Gaza,
ancora tagli alla luce Israele inasprisce l'embargo
( da "Manifesto,
Il" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: israeliano contro
la Striscia di Gaza oggi s'inasprirà ulteriormente, a cominciare dal taglio
delle forniture di energia elettrica. A nulla sono perciò valse le proteste di
una decina di centri per i diritti umani, israeliani e palestinesi, verso
misure punitive che colpiscono la popolazione civile e sfiorano appena le
organizzazioni armate che Israele sostiene di voler combattere
Cagliari
Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI
rassegna di cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via
Trentino. Alle 18 l ( da "Liberazione"
del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Palestina in
collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario
palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino Cagliari Sardegna -
Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema
documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino.
Blair:
<Hamas? Israele fa bene a non dialogare>
( da "Corriere
della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Prima Pagina -
data: 2008-02-07 num: - pag: 1 autore: di DAVIDE FRATTINI categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il mediatore Blair: "Hamas? Israele fa bene a non
dialogare" \\ Tony Blair: "Le scelte dei politici israeliani non sono
facili. La situazione a Gaza migliorerebbe immediatamente se i lanci di razzi
finissero". A PAGINA 15.
Tony
Blair avverte Hamas: <Impossibili i negoziati se non riconosce due Stati>
( da "Corriere
della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: anche sul governo
israeliano". Haim Ramon, vicepremier israeliano, ha ribadito "l'uso
dell'arma economica contro Gaza: tagli alle forniture di carburante, cibo,
elettricità". Blair crede vada trovata "una strategia diversa e
migliore, una strada per isolare gli estremisti e aiutare la gente, non una che
isoli la gente e aiuti gli estremisti.
TARIQ
RAMADAN ( da "Corriere della Sera"
del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: provenga da
Israele". Un modo elegante per definire Israele un untore, origine solo di
male. Non crede che stavolta, abbandonando la sua proverbiale ambiguità,
Ramadan abbia gettato la maschera? Simo Beraha Milano Non sono d'accordo con la
posizione di Tariq Ramadan in questa circostanza, ma credo che il suo obiettivo
sia quello di creare un Islam europeo e che reciti piuttosto bene,
<Diritti
umani, lingua franca per dialogare meglio>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: ci sono nazioni
come Israele che nel loro interno hanno un buon comportamento ma non fanno
altrettanto nei territori occupati". Quanto può essere ampio il sommerso
di violenze e persecuzioni? "Molto. C'è una forte crescita in Paesi come
l'Inghilterra che, rispetto a quindici anni fa, deve fare i conti con una comunità
islamica notevolmente cresciuta"
Gaza
nuovi raid israeliani, 7 morti ( da "Voce d'Italia, La"
del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: lo stesso tragico
epilogo di martedì scorso, in cui, l'ennesimo attacco israeliano è costato la
vita a sei poliziotti e due miliziani di Hamas. Intanto Israele si dichiara
intenzionata a non sospendere l'offensiva militare fino a che dalla Striscia
non cesserà il lancio di razzi Qassam. Annalisa Tregattini.
Londra
autorizza l'estradizione negli Usa dell'iman estremista Abu Hamza
( da "Quotidiano.net"
del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Fiera del libro di
Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due
è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornataCollina propone gli
arbitri d'area. Sei d'accordo?Sul selciato della piazza di Pesaro la prima
pagina del Carlino del '38 sulle leggi razziali: secondo te va rimossa?
"Quale
futuro per la Palestina?" Se ne discute l'1
( da "Stampa,
La" del 08-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Gli organizzatori
della Fiera del Libro 2008 hanno invitato Israele come ospite d'onore della
kermesse, suscitando l'irritazione del mondo intellettuale arabo - lo scrittore
Ibrahim Nasrallah diserterà la manifestazione - e dei gruppi di solidarietà
italo-palestinesi, che promettono di boicottare il Salone.
GAZA
- TRA LA STRISCIA di Gaza e Israele continuano le violenze. I
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: TRA LA STRISCIA di
Gaza e Israele continuano le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della
Jihad islamica sono tornati a lanciare razzi contro la città di Sderot e i
kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima
la tensione, mentre Israele risponde con nuovi raid e con una riduzione della
fornitura elettrica alla Striscia.
Di
AMOS LUZZATTO* ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: alias Israel
Zoller), convertitosi al cattolicesimo dopo la Liberazione. IO TEMO che il
mondo cattolico odierno sia scosso da due fenomeni relativamente nuovi: il
primo è l'insediamento in Europa di popolazioni extra-europee, in gran parte
non cristiane, invertendo la tendenza secolare che aveva visto i cattolici
penetrare,
Il
dubbio cristiano sul popolo d'israele - gad lerner
( da "Repubblica,
La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: La polemica Il dubbio
cristiano sul popolo d'Israele GAD LERNER Destreggiandosi invano fra la luce e
le tenebre, un infelice artifizio dialettico rivela oggi agli ebrei che la
Chiesa cattolica non può smettere di additarli come popolo anomalo,
un'imperfezione da sanare. SEGUE A PAGINA 28.
Le
lettere di schindler "ebrei, ora aiutate me" - gerusalemme
( da "Repubblica,
La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: eroe che ha
ispirato il film Schindler's list di Steven Sbielberg, prima di morire, in
miseria e alcolizzato, chiese aiuto e denaro ad alcuni degli ebrei che
vent'anni prima aveva salvato dai campi nazisti. è quanto emerge da un
carteggio inedito conservato all'Istituto israeliano per la storia
dell'Olocausto. A PAGINA 39.
Il
dubbio cristiano sul popolo d'israele - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Commenti Il dubbio
cristiano sul popolo d'israele (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Avendo elevato la
lotta contro il relativismo a priorità del suo magistero, Benedetto XVI deve
anzi ribadire con forza quell'imperativo ? la conversione degli ebrei - che i
suoi predecessori avevano deciso di mettere in sordina.
Raid
israeliani: uccisi 8 palestinesi ( da "Unita, L'"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele. I
miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati anche ieri
mattina a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del
Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione. L'esercito
israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord della Striscia:
Duemila
jihaidisti entrati a Gaza con armi e razzi
( da "Giornale.it,
Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele,
approfittando delle brecce aperte dal movimento islamico Hamas nella barriera
sul confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Lo riferisce l'agenzia di
stampa palestinese Maan. L'obiettivo dichiarato di questi arabi, scrive
l'agenzia, è quello di unirsi ai miliziani di Hamas nella lotta contro Israele
e hanno portato con loro ingenti quantità di esplosivo e di armi di vario
Gaza,
uccisi otto palestinesi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: mentre Israele
risponde con nuovi raid e con una riduzione della fornitura elettrica alla
Striscia. L'esercito israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo
nel nord della Striscia: il bilancio dei bombardamenti iniziati durante la
notte e andati avanti fino a metà mattina, è di otto morti e numerosi feriti.
Le
lettere di schindler "amici ebrei, aiutatemi" - alberto stabile
gerusalemme ( da "Repubblica, La"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: chiedeva denaro a
un giudice israeliano. Che 20 anni prima aveva sottratto ai nazisti Le lettere
di Schindler "Amici ebrei, aiutatemi" L'appello a Moshè Bejski:
"Non pago l'affitto da mesi, qui sono finito Mi affido a lei" A fine
guerra tentò speculazioni che fallirono. E rischiò il carcere per bancarotta
ALBERTO STABILE GERUSALEMME dal nostro corrispondente Non era neanche vecchio.
Raid
su gaza, colpita una scuola muore l'insegnante, feriti 2 allievi
( da "Repubblica,
La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: raid aereo
israeliano compiuto ieri mattina nel nord della Striscia di Gaza ha centrato
per errore una scuola uccidendo un insegnante e ferendo due degli allievi. La
scuola è un liceo agricolo alla periferia del campo profughi di Beit Hanun, in
una zona spesso utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso
Israele (ieri ne sono caduti 4 sulla città israeliana di Sderot)
Gaza,
Israele stacca ancora la corrente
( da "Voce
d'Italia, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele stacca
ancora la corrente Sale a 8 il numero dei morti per i raid israeliani, 6 erano
miliziani di Hamas Gaza, 8 feb.- Nonostante gli inviti alla prudenza della
comunità internazionale oggi Israele tornerà a tagliare le forniture di energia
elettrica alla striscia di Gaza, in cui vivono poco più di un milione di
abitanti.
A
tradurre Yehoshua era la Giuntina, una piccola editrice ebraica che ha avuto il
( da "Messaggero,
Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: diretto contro lo
Stato di Israele assurto a simbolo di ogni male. Come giudicare altrimenti la
richiesta di estendere l'invito come ospiti d'onore della Fiera ai palestinesi.
La richiesta apparentemente moderata e ragionevole nasconde l'idea che lo Stato
di Israele non è uno Stato come gli altri, non è uno Stato sovrano, ma uno
Stato paria permanentemente in stato di osservazione,
GAZA
- L'aviazione israeliana ha effettuato ieri mattina due raid contro la striscia
di Gaza, uccide ( da "Messaggero, Il"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: in una zona spesso
utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele. Un portavoce
militare israeliano ha detto che si sta investigando per accertare "la
causa dell'errore", mentre le autorità scolastiche di Gaza hanno
protestato con forza contro quello che viene considerato "un crimine
deliberato contro una scolaresca innocente".
Sei
miliziani e un civile palestinesi sono rimasti uccisi ieri nel corso
dell'ennesimo un raid israeliano nella parte settentrionale della Striscia di
Gaza. Tra le vittime, cinque ( da "Liberazione"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Raid israeliano
Gaza, colpita scuola Massacro sfiorato Sei miliziani e un civile palestinesi
sono rimasti uccisi ieri nel corso dell'ennesimo un raid israeliano nella parte
settentrionale della Striscia di Gaza. Tra le vittime, cinque erano membri del
braccio armato di Hamas e un altro, un attivista della Jihad Islamica.
Cagliari
Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di cinema documentario palestinese al
cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 16.30 "Dedicato a Daniel
Amit" con "Gaza, l ( da "Liberazione"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: la distruzione
della Palestina" con Sahera Dirbas (regista), Fawzi Ismail (associazione
Sardegna-Palestina), Mauro Bulgarelli (senatore). Coordina Mariangela Pedditzi
e, a seguire, "Il club antioccupazione delle nonnine infuriate" di
Iwajla Klinke. Moliterno (Pz) Nell'ambito delle letture organizzate
dall'associazione culturale Thomas Sankara,
Gaza
razzi contro Israele ( da "Voce d'Italia, La"
del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: razzi contro
Israele Shlomo Dror: "e' una loro scelta" Gerusalemme, 8 Feb. – Nove
missili e un colpo di mortaio contro Israele. E' accaduto questa mattina nella
Striscia di Gaza, l'attacco è opera di alcuni militanti palestinesi. Due razzi
hanno distrutto delle serre e un terzo è precipitato nella zona industriale di
Ashkelon.
Ahmadinejad:
Israele è una nazione "inventata"
( da "Opinione,
L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: con i giornalisti
francesi e rivela tutto il suo antisemitismo Ahmadinejad: Israele è una nazione
"inventata" Il leader islamico: "Non è certo il riconoscimento
dell'Onu che conferisce legittimità allo Stato. Un popolo finto non può
durare" di Dimitri Buffa "Bisogna tornare indietro nel tempo a un
evento che ha sradicato milioni di esseri umani e ne ha uccisi centinaia di
migliaia?
( da "EUROPA.it" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
MEDIO ORIENTE DOPO UN ANNO IL TERRORISMO SUICIDA
TORNA A COLPIRE. TRE MORTI E UNA QUINDICINA DI FERITI Israele, tornano i kamikaze. Grazie al varco Gaza-Egitto? MAURIZIO
DEBANNE Dopo un anno il terrorismo suicida palestinese torna a colpire Israele e il processo di pace. L'incubo dei kamikaze ha seminato il
panico poco dopo le 10 di mattina nella cittadina di Dimona, nel deserto del
Neghev, quando due palestinesi hanno fatto tremare le mura di un centro
commerciale. Un duplice attentato, realizzato, per fortuna, solo in
parte. Il primo kamikaze si è fatto esplodere di fronte ad un caffè, mentre
aveva attorno centinaia di persone. Sono seguiti istanti drammatici. Mentre si
prestavano i primi soccorsi Kobi Mor, un ufficiale di polizia, ha notato
un'altra persona nella folla pronta ad azionare il suo corpetto esplosivo. Mor
non ci ha pensato un attimo, ha sparato alla testa dell'uomo-bomba che con le
ultime forze ha cercato di tirare la cordicella del proprio corpetto, con
( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
"InCROCI PARALLELI" Elena Loewenthal e Nacéra
Benali inagurano lunedì il ciclo di incontri "Le grandi parole" del
teatro Stabile 06/02/2008 silvana zanovello STANCHE di essere tenute in
ostaggio dai teologi, ma anche infastidite dai "falsi problemi" che
le altre culture creano intorno a loro, le intellettuali arabe ed ebree sembrano
la punta avanzata di un dialogo difficilissimo ma possibile. Non è un caso che
proprio da due di loro prenda il via, lunedì prossimo alla Corte di Genova, la
tredicesima edizione degli incontri culturali organizzati dal Teatro Stabile.
"Le grandi parole dell'umanità" ha per tema quest'anno "Ebrei ed
arabi - incroci paralleli". Inaugurano questa nuova serie (accompagnate da
letture di Laura Marinoni ed Eros Pagni), Elena Loewenthal e Nacéra Benali. La
prima è studiosa di letteratura ebraica, traduttrice di David Grossman, autrice
dei libri "L'ebraismo spiegato ai miei figli" e "Lo strappo
dell'anima", pubblicati da Bompiani; la seconda è una giornalista algerina
minacciata di morte dagli integralisti per un suo reportage sul terrorismo, e
ha scritto "Scontri di inciviltà. Italiani e musulmani, equivoci e
pregiudizi", uscito nel 2005 da Sperling & Kupfer. "Ebrei e arabi
- dice Elena Loewenthal - hanno in comune la rigida ripartizione dei ruoli
maschile e femminile, una tradizione che tende ad arroccarsi, come in tutte le
comunità colonizzate, minacciate e costrette a difendere la propria identità,
ma non è affatto vero che questo significhi inferiorità. La Bibbia non lo dice.
Costola di Adamo? E con questo? Per tradizione l'osso è il materiale più nobile
della terra". Aggiunge Nacera Benali: "Leggete la Sura delle donne.
Dove sono le poveracce di spirito e di mente? La passivitàè frutto di
intepretazioni successive. Il nodo della questione femminile nell'Islam non si
scioglierà finché gli uomini avranno il monopolio dell'interpretazione del
Corano. E finché tutti non potranno riferirsi a un codice civile laico".
Da entrambe le parti dominano invece i codici tradizionali, pur declinati nelle
cento anime della diaspora, o del femminismo ebraico americano, oppure
dell'Islam. Non si piegano alle richieste delle donne, ma a quelle della Storia
sì. Spiega Elena Loewenthal: "Colei che il Talmud destina al ruolo di
madre, non solo una "fattrice" ma l'incaricata di trasmettere
l'imprinting culturale, viene reclutata nell'esercito di Israele, va alla guerra. Da questa contraddizione, gli uomini che
interpretano le scritture non sembrano essere turbati". Non lo sono
neppure gli integralisti islamici quando al terrorismo servono "quote
rosa" di kamikaze. "Contro l'integralismo - evidenzia Nacéra Benali -
con altre donne algerine siamo scese in piazza già nel '93: avevamo
capito quello che sarebbe nato dall'Iran di Khomeini, dall'Afghanistan. Il
velo? L'ho scritto anche in un libro, "Il velo e il falso": è una
sciocchezza, un falso problema enfatizzato dagli occidentali. In Arabia Saudita
ci sono donne manager con il velo. I Paesi occidentali farebbero meglio a
occuparsi di più della democrazia, specialmente nelle comunità degli immigrati.
E dovrebbero sollecitare la creazione di consulte islamiche veramente
autorevoli, non come quella che si è formata in Italia con l'ex ministro
Pisanu: ha basi arbitrarie e non gode di nessuna legittimità tra i
musulmani". Aggiunge: "Non dobbiamo batterci per andare a scuola con
o senza velo, ma per accedere agli studi. In Marocco e in Giordania questa è
già una realtà, in molte università ci sono più donne che uomini". Saranno
più disposte a dialogare con le ebree? "Lo spero - risponde Elena
Loewenthal -Non è un caso che la propaganda antisionista punti più sulle
fiction che sui libri. Si fa leva sull'emotività, sulla trasmissione acritica
di certi luogi comuni come l'ebreo avido. La donna incolta fa da cassa di
risonanza familiare all'odio, alla degenerazione mediatica di quel principio di
identità che un tempo si trasmetteva attraverso le Scritture".
Nell'incontro si parlerà della donna anche come emblema di peccato e di amore.
"Quante sciocchezze si sono dette sulla poligamia - commenta Nacéra Benali
- Maometto era monogamo solo durante il primo matrimonio, ma quel che conta è
un versetto dove spiega che potrà avere più mogli solo chi sarà sicuro al cento
per cento di essere sempre giusto con tutte. Dunque i poligami si sentono
perfetti come il profeta?". Elena Loewenthal rilancia: "Per la
tradizione ebraica il matrimonio è un contratto che viene consegnato alla madre
della sposa. La donna è tutelata". E il sesso, la bioetica?"Anche
alcuni rabbini hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale, non è un
mistero. L'unica interdizione riguarda quella eterologa, per la paura che da un
seme sconosciuto si possa generare un incesto inconsapevole". 06/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Hamas rivendica l'attacco kamikaze contro
Israele
GERUSALEMME - Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin al-Qassam) ha
apertamente sfidato Israele
assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico condotto lunedì a
Dimona, nel Negev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare dello stato
ebraico. Nell'attentato sono rimasti uccisi i due kamikaze palestinesi ed una
donna israeliana di 73 anni. Dopo una pausa di oltre un anno, Hamas torna così
a praticare il terrorismo suicida. Uno sviluppo che secondo il presidente della
Commissione parlamentare per gli Affari esteri e la Difesa israeliano Zahi
Hanegbi (Kadima) potrà spingere Israele a rimuovere le
distinzioni fra il braccio armato di Hamas (che è esposto agli attacchi
militari israeliani) e la sua leadership politica, che negli ultimi anni è
stata risparmiata. Ieri in raid su Gaza sono rimasti uccisi 7 miliziani. Razzi
palestinesi sulla città di Sderot hanno centrato una fabbrica.
( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del Se il
nemico è Israele Furio Colombo Salone del libro Se il nemico è Israele, avevano ragione i nazisti che si erano impegnati a sterminare a
uno a uno gli ebrei in modo che nessuno potesse mai partecipare al complotto
sionista e fondare uno Stato. Se il nemico è Israele, al punto
da lanciare un appello agli italiani perché sia boicottato il prossimo Salone
del Libro di Torino, dedicato a Israele (ogni
anno il Salone è in onore di un Paese diverso), allora gli amici sono la Siria
dei feroci delitti in Libano, l'Arabia Saudita, mega-potenza del petrolio che
ha eletto a suo nemico principale Israele, il
presidente dell'Iran che dichiara la Shoah "una invenzione dell'imperialismo"
e chiede che Israele sia cancellato. segue a pagina
27.
( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del Se il
nemico è Israele Furio Colombo Segue dalla Prima S e il nemico è Israele, al punto da rifiutare con sdegno i libri e gli scrittori di
quel Paese, che sono tutti per il diritto alla nascita di uno Stato dei
palestinesi e al convivere in pace, allora la decisione è che i palestinesi
devono essere condannati alla guerra perenne purché muoiano gli israeliani.
Se il nemico è Israele, al punto di voler cacciare
dall'Italia coloro che ne rappresentano la voce più alta della poesia e del
narrare, e di voler fare tutto ciò nel sessantesimo anniversario della
legittima nascita di quello Stato (deciso da un voto delle Nazioni Unite, lo
stesso voto che aveva istituito anche uno identico Stato palestinese, che le
potenze petrolifere arabe hanno impedito ai palestinesi di accettare) allora
l'intenzione è la stessa del leader iraniano Ahmadinejad: cancellare Israele. Se qualcuno pensa che questo atteggiamento di
repulsione verso Israele sia nato dai cascami della
destra fascista, da relitti di nazismo, occorre ripetere la brutta notizia: è
un appello che viene da alcuni personaggi della sinistra. Viene da sinistra la
richiesta di negare un giorno di festa allo Stato di Israele
nell'anniversario della sua nascita. Si noti bene: negare un gesto amichevole a
Israele in questa circostanza significa affermare
(come fanno siriani, iraniani, sauditi, gli assassini di Daniel Pearl, ma non
il legittimo governo palestinese, non gli Stati arabi con governi democratici)
che Israele non ha - e non ha mai avuto, fin
dall'origine - alcun diritto di esistere, né ora né mai. Alcuni
"commenti" o "chiarimenti", anche di voci illustri, hanno
reso più cupa la scena. Si è detto: se il Salone quest'anno è dedicato a Israele, allora devono essere invitati anche i palestinesi.
Strana visione coloniale. Il popolo palestinese ha i suoi scrittori e i suoi
poeti - alcuni dei quali noti nel mondo - che saranno felici e orgogliosi di
venire a Torino quando saranno invitati come unità nazionale e come popolo
(speriamo presto come Stato) non quando sono chiamati dal padrone bianco con
l'intenzione di far dispetto agli indigeni della tribù vicina. Un argomento che
fa impressione, data la firma (Gianni Vattimo) e che fa pensare a un momento di
smarrimento, è stato detto così: "Hanno forse pensato (gli organizzatori
del Salone, ndr) di invitare alla Fiera del Libro Noam Chomsky o Edgar
Morin?". Detto da un grande intellettuale giramondo, la domanda appare (mi
esprimo con mitezza) insensata. Chomsky è un grande studioso americano, e anzi
si può dire di lui che è "profondamente americano". Sarà certamente
invitato in futuro Salone del Libro dedicato agli Stati Uniti e alla cultura
americana. Considerare di invitarlo adesso, in quanto ebreo, è fuorviante,
offensivo, ma anche ridicolo. Sarebbe come interpellare Barak Obama sugli
scontri a Nairobi in quanto il candidato alla presidenza degli Stati Uniti è di
origine kenyota. Quanto a Edgar Morin, non ho mai sentito nessuno, in Francia o
nel mondo, definirlo un grande sociologo ebreo. È un intellettuale francese tra
i più importanti e credo che chiunque in Francia non accetterebbe altra definizione.
Il fatto è che i due tristi argomenti vengono usati per dire "Non ce la
abbiamo con gli ebrei, ce l'abbiamo con Israele".
Il problema non sono gli ebrei sparsi per il mondo. Il problema è quando alcuni
di essi si mettono insieme per fare uno Stato. Evidentemente questo, secondo
alcuni, che purtroppo dicono di parlare da sinistra, non si può e non si deve
fare. Una simile visione annebbiata li isola dal presidente palestinese Abu
Mazen, abbandona al loro destino tutti i palestinesi che - come moltissimi
israeliani e la totalità degli scrittori che verranno a Torino - vogliono la
pace. Di pace parlano, per fortuna, tanti nel mondo, dentro e fuori dalla
politica, vicino e lontano dal Medio Oriente. Rifiutano di immaginare che -
dove ci sono ebrei - "guerra è sempre". La citazione è da La tregua
di Primo Levi. Il nostro appello è questo. Nella città di Primo Levi, dove
ebraismo, antifascismo, Resistenza sono stati l'identità di tanti (e il prezzo,
la vita) non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del Libro
dedicato al compleanno di Israele. Vecchi e giovani,
lo faremo noi. Noi, la sinistra che si riconosce nella lotta partigiana, nella
cancellazione delle leggi razziali, nel "Giorno della Memoria", nella
Costituzione. furiocolombo@unita.it.
( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del Nella
città di Primo Levi, dove ebraismo antifascismo e Resistenza sono stati
l'identità di tanti non lasceremo che sia la destra a difendere il Salone del
Libro dedicato al compleanno di Israele:
vecchi e giovani, lo faremo noi.
( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del Video
del kamikaze freddato dal poliziotto, bufera in Israele Nelle
immagini al rallentatore si vede l'attentatore a terra ferito e poi ucciso con
5 colpi di pistola alla testa di Umberto De Giovannangeli UN VIDEO SHOCK. I
razzi su Sderot. La rappresaglia su Gaza. Guerra combattuta e guerra rilanciata
dai media. "Una esecuzione in diretta": così sintetizza ieri
con sdegno un sito internet israeliano le crude immagini televisive trasmesse
l'altra notte da Dimona (Neghev) che hanno mostrato un ufficiale della polizia
mentre sparava alla testa di un kamikaze palestinese per impedire che attivasse
il suo corpetto esplosivo. "È stato finito come una bestia ferita",
commenta un editorialista del quotidiano progressista Haaretz. Il dibattito, in
realtà, non riguarda la necessità per l'ufficiale Kobi Mor di impedire in tutti
i modi al terrorista di far esplodere il suo corpetto. Il disagio - espresso
anche in un dibattito alla radio militare - riguarda la successiva
manipolazione televisiva delle immagini riprese da un cineamatore locale. La
scena offerta ai telespettatori israeliani mostrava un kamikaze ferito, steso a
terra, pochi istanti dopo che il suo compagno si era fatto esplodere nel centro
commerciale di Dimona.La telecamera ha mostrato il corpo a lungo inerte, e poi
una mano che si sollevava. Quindi è stato studiato al rallentatore l'effetto
del primo colpo, alla testa, sparato dall'ufficiale israeliano. Successivamente
la telecamera ha ripreso la mano sinistra del terrorista mentre cercava ancora
di infilarsi nella tasca dei pantaloni, presumibilmente per attivare la carica.
E infine sono stati trasmessi i cinque colpi successivi sparati nella sua
direzione da distanza ravvicinata.In alcuni commenti viene affermato che le
stazioni televisive israeliane hanno mostrato eccessiva morbosità nel
riproporre ripetutamente, al rallentatore, le fasi dell' episodio. Era talmente
drammatico ed eloquente che, secondo alcuni, doveva essere mostrato una volta
soltanto. Dal video-shock alla guerra sul campo. Il braccio armato di Hamas
(Brigate Ezzedin al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele
assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico di Dimona.
Nell'attentato sono rimasti uccisi i due kamikaze palestinesi ed una donna
israeliana di 73 anni. Una cinquantina i feriti. Nel frattempo a Gaza e nelle
vicine aeree del Neghev israeliano si è vissuta una nuova giornata di violenze.
All' alba due miliziani di Hamas sono rimasti uccisi in una incursione
israeliana. Un'ora dopo razzi palestinesi hanno centrato una fabbrica
israeliana presso Sderot: la strage dei manovali è stata sfiorata per un
soffio,. Poche ore dopo, un altro razzo ha colpito una casa, provocando sei
feriti. Nel pomeriggio, elicotteri da combattimento israeliani hanno colpito
due obiettivi militari di Hamas, a nord e a sud di Gaza: sette miliziani sono
rimasti uccisi. Hanno trovato la morte, è stato affermato, mentre erano immersi
in preghiera. Immediata la reazione di Hamas che ha bersagliato ancora una
volta Sderot: una raffica di razzi che ha centrato, fra l'altro un condominio,
che in quel momento era vuoto. Una parte di Sderot è rimasta al buio. Fra quanti
sono stati sfiorati dai razzi, il deputato israeliano di estrema destra Efraim
Eitan. Il capo dello Stato Shimon Peres, che pure era nella zona (aveva
visitato i feriti dell'attentato di Dimona) ha dichiarato: "Hamas dovrà un
giorno rendere conto al suo popolo, perchè distrugge sistematicamente la
possibilità di costituire uno Stato palestinese unito". Hamas ha atteso 24
ore per verificare che a seminare la morte a Dimona fossero effettivamente
stati i suoi uomini, e non - come era stato affermato l'altro ieri - membri
delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah) giunti da Gaza. I due uomini
bomba erano invece partiti da Hebron, in Cisgiordania. Si chiamavano Mohammed
Hirbawi e Shadi Zughair. Già l'altra notte i servizi segreti israeliani hanno
visitato le abitazioni dei loro congiunti e provveduto a interrogatori. Dopo
una pausa di oltre un anno, Hamas torna così a praticare il terrorismo suicida:
segno del prevalere all'interno del movimento dell'ala più radicale.
( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del La
rappresaglia di Israele
a Gaza: 9 miliziani di Hamas uccisi. Razzi su Sderot 6 israeliani feriti.
( da "Stampa, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Dopo l'attentato Hamas sfida Israele Rispondono i raid
Il day after dell'attentato di Dimona è un giorno di guerra accompagnato dal
proclama delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che sfida
apertamente Israele
assumendosi la responsabilità dell'azione kamikaze di lunedì. I due uomini
bomba che hanno ucciso una donna e ferito undici passanti, Mohammed Hirbawi e
Shadi Zughair, erano partiti da Hebron, in Cisgiordania. Ieri a Gaza nove
miliziani di Hamas sono morti in una serie di raid israeliani, mentre una
raffica razzi palestinesi ha centrato una fabbrica israeliana a Sderot e ferito
sette persone, tra cui un minore. La situazione si è aggravata nell'ultima
settimana. Stamattina il premier Ehud Olmert incontra militari e politici per
studiare il rafforzamento della sicurezza al confine con l'Egitto.
( da "Tempo, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
GAZA Il braccio armato di Hamas (Brigate Ezzedin
al-Qassam) ha apertamente sfidato Israele
assumendosi la responsabilità dell'attacco terroristico condotto a Dimona, nel
Neghev, a pochi chilometri dalla centrale nucleare che rappresenta uno dei
simboli della potenza dello stato ebraico. Home Interni Esteri prec succ
Contenuti correlati Gaza, l'Egitto apre i varchi ai palestinesi Braccio di
ferro a due in testa al girone A Savarese "avverte" gli
armatori GAZA Ieri mattina l'Egitto ha chiuso la frontiera la ... Nella
Striscia di Gaza aperti i varchi al confine Bombe e razzi a Gaza è crisi
umanitaria Nel frattempo a Gaza e nelle vicine aeree del Neghev israeliano si è
vissuta una nuova giornata di violenze. All' alba due miliziani di Hamas sono
rimasti uccisi in una incursione israeliana. Un'ora dopo razzi palestinesi
hanno centrato una fabbrica israeliana presso Sderot. Vai alla homepage
06/02/2008.
( da "Manifesto, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Gaza-Israele Uccisi nove palestinesi Sderot, buio per i razzi mi. gio.
Gerusalemme Nove palestinesi uccisi in poche ore. I raid israeliani su Gaza
ieri sono ripresi con intensità, in rappresaglia per l'attentato suicida di
lunedì a Dimona (morta una donna e due kamikaze palestinesi), anche se il
portavoce militare sosteneva ieri che sono soltanto una risposta al lancio di
razzi palestinesi su Sderot. All'alba due militanti di Hamas sono stati
colpiti a morte da una pattuglia israeliana lungo il confine e un'ora dopo è scattata
la reazione palestinese: razzi hanno centrato una fabbrica vicino Sderot senza
fare vittime. Nel pomeriggio, elicotteri da combattimento Apache hanno colpito
con missili una caserma della Forza Esecutiva di Hamas ad Abasan e un'unità
navale ha attaccato una base della marina del movimento islamico non lontano da
Rafah. Sette agenti sono rimasti uccisi e almeno altri dieci feriti. Hamas è
entrato in azione a sua volta prendendo di mira sempre Sderot, dove i razzi
sono caduti su di un condominio e altri edifici provocando sei feriti. Una
parte della città israeliana è rimasta al buio mentre erano in corso le visite
del deputato israeliano di estrema destra Eitan e del capo dello stato Peres.
Intanto Hamas ha confermato che sono stati suoi militanti a compiere
l'attentato suicida a Dimona, precisando che sono partiti da Hebron
(Cisgiordania) e non da Gaza. La nuova escalation giunge dopo la chiusura del
valico di Rafah - rimasto aperto per 12 giorni - e il ritorno a pieno regime
dell'assedio israeliano alla Striscia di Gaza. Oggi il premier Olmert studierà
la possibilità di costruire un muro sulla frontiera con l'Egitto mentre il
ministro degli esteri Tzipi Livni si dice favorevole a far affluire nel Sinai
maggiori forze egiziane (in deroga agli accordi di smilitarizzazione del 1979)
per impedire le infiltrazioni in Israele.
( da "Riformista, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Ode al Levante perduto Vignette, editoriali, ma anche
semplici aggettivi, posti o omessi. È un triste segno dei nostri tempi la
consuetudine a curare quella sorta di rassegna stampa del conflitto di civiltà
che consiste nel ricercare, sfogliando in primis i quotidiani arabi, tracce di
negazionismo, antisemitismo, spirito anticristiano o magari antioccidentale
tout court, da catalogare se serve sotto la flessibile quanto incerta categoria
dell'islamofascismo. Ricerca purtroppo assai agevole. E con uguale pedante
meticolosità gli arabi raccolgono sulla stampa occidentale offese, bestemmie,
irrisioni, vere o presunte. Ci pare dunque davvero meritevole di una citazione
il grido di dolore pubblicato ieri dal quotidiano panarabo, ma di proprietà saudita,
Asharq Al Awsat sul Levante perduto, "modello di coesistenza tra
religioni". Rimpiange, il columnist Hussein Shobokshi "l'esodo
forzato degli ebrei dopo la dichiarazione dello stato sionista al quale i
servizi di sicurezza arabi hanno reagito con eccessività stupidità". La
scomparsa delle storiche comunità ebraiche è stata "una rovina per la
diversità sociale economica del mondo arabo. E ha segnato la fine della nostra
capacità di comprendere l'altro". Ora è tempo di lanciare l'allarme contro
il "secondo, drammatico esodo: la fuga dei cristiani
d'oriente dalla Palestina, come dall'Iraq e dall'Egitto, scacciati dalla paura e dalla
nostra intolleranza". La scomparsa dei cristiani, avverte Shobokshi, come
quella degli ebrei, è una catastrofe epocale. "Ed è una grande,
incolmabile perdita per tutti noi". Pezzo da conservare con cura
quello di Shobokshi. Tanto più che è pubblicato sulla stampa del paese culla
dell'Islam più rigorista e intollerante, dove né i cristiani né gli arabi hanno
diritto di cittadinanza. Tanto più che appare nei giorni in cui nella nostra
Torino si alzano barricate davanti agli scrittori israeliani. Circondati da una
diffusa e imbarazzata afasia. 06/02/2008.
( da "Liberazione" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Medio Oriente Israele, raid
contro la polizia di Hamas: 8 morti. Da Gaza pioggia di Qassam su Sderot Le
brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato ieri, con un
comunicato stampa diffuso a Gaza, l'attentato suicida che ha provocato lunedì
la morte di una donna nella città israeliana di Dimona. "Rivendichiamo
piena responsabilità per l'azione di martirio nella città di Dimona", si
legge nel comunicato che identifica i due attentatori come Mohamed al- Harbewai
e Shadi al-Zagheir provenienti da Hebron, in Cisgiordania. L'attentato era
stato rivendicato ieri dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e da una frangia dissidente delle Brigate dei
Martiri di al Aqsa legate a Fatah, che avevano fornito i nomi di altri due
attentatori, provenienti dalla Striscia di Gaza. I due sarebbero passati in
Egitto dal valico di Rafah e poi penetrati in Israele
dal confine nel Sinai. La celebrazioni con dolcetti e fiori per le vie di Gaza
per salutare il primo attentato terroristico dopo oltre un anno sono tuttavia
durate poco. Ieri almeno sei militanti di Hamas sono
rimasti uccisi dopo un raid aereo israeliano contro una centrale di poliziotti
di Hamas a Gaza. Sale così a otto il numero dei palestinesi morti negli
attacchi sferrati da Israele all'indomani dell'attentato kamikaze, dopo che, sempre ieri,
altri due militanti del movimento islamico erano rimasti uccisi in precedenza
durante uno scontro a fuoco nel sud della striscia. Ma visto che il
sangue in Medio Oriente ne chiama sempre di nuovo, Hamas ha risposto ai raid in
serata lanciando una decina di razzi Qassam contro Sderot, uno dei quali ha
bcolpito una casa provocando il leggero ferimento di sei persone, riferiscono i
media israeliani. La maggior parte dei razzi si è abbattuta in terreno aperto,
ma il bombardamento ha provocato un blackout elettrico in uno dei quartieri di
questa città nel deserto del Negev. L'azione di Hamas non è piaciuta però
all'Egitto, che ieri ha avvertito il gruppo integralista al potere a Gaza di
non provocare nuovi incidenti al valico di Rafah con la Striscia di Gaza e di
non pensare di usare l'Egitto come base per attaccare Israele,
06/02/2008.
( da "Avanti!" del 06-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
LE POLEMICHE SULL'INVITO ALLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO
RIVOLTO AD ISRAELE Combattere il fondamentalismo 06/02/2008
Il fondamentalismo antiebraico, mai sopito nel nostro Paese nonostante le dure
lezioni della storia, ha dato abbondantemente prova di non voler demordere dal
suo infame fine. L'occasione ulteriore di farsi vivo è sorta recentemente in
occasione dell'invito di partecipazione alla XXI Fiera del libro di Torino
rivolto ad Israele. Si è scatenata attorno a questo evento da parte dei
gruppi dell'intolleranza di chiara matrice di pseudo-sinistra una indegna
reazione, volta a contestare allo Stato ebraico il diritto alla partecipazione.
L'odiosa contrapposizione all'invito, che il comitato organizzatore a rivolto
ad Israele per partecipare all'appuntamento culturale
di Torino, ricalca nelle sue fasi specifiche il copione che la falsa sinistra
ha recitato in occasione della evitata visita di Benedetto XVI a La Sapienza di
Roma. L'iniziativa, anche in questo caso, è stata presa da un gruppo di
"cattivi maestri" che ha contestato e negato, in nome di una
"distorta visione preventivamente anti-israeliana", il diritto di
partecipazione di Israele alla suddetta fiera. Si sono
subito uniti ai fondamentalisti della falsa sinistra, antiebraici "a
prescindere", i gruppi dello pseudo-intellettualismo arabo presente nel
nostro Paese ed hanno posto al Comitato promotore l'ultimatum di sbarramento alla
partecipazione israeliana. Ha risposto, a tale ennesima prepotenza delle forze
dell'intolleranza, un assurdo atteggiamento di debolezza e di indecisione da
parte dell'organizzazione della fiera di Torino ed un assordante mutismo da
parte degli esponenti del governo fantoccio del nostrano sinistrume. Ancora una
volta, dopo gli incresciosi avvenimenti de La Sapienza di Roma nei confronti
del Papa, avviene che è di fatto impedito l'intervento culturale di un ospite
invitato, che in questo caso è Israele, per
l'incresciosa ed indebita pressione di circoli reazionari della falsa sinistra.
Non desta, di certo, meraviglia che i gruppi della reazione della
pseudo-sinistra, coadiuvati da intrusi intellettualoidi di parte islamica,
abbiano messo in opera la sceneggiata che, a Roma, ha costretto il Papa alla
rinuncia di apportare una ventata di vera cultura in un contesto che ne è assai
deficitario. Era da prevedersi che i "cattivi maestri" che negli anni
Settanta avevano ispirato i sogni folli della "cultura" della P38 e
che tanto danno e lutto hanno arrecato al Paese, incoraggiati da un clima
politico "più comprensivo" come l'attuale, ritornassero a fare
devianti concioni ai giovani. L'aria mefitica che si respira in Occidente, ed
in particolare nelle nostre contrade, risente fortemente del clima
d'intolleranza contro gli ebrei ed in specifico contro Israele,
rinfocolato e rafforzato dalle indebite pressioni delle congreghe islamiche che
si sono insediate fra noi. Certamente, per certi maestri del "buon
gusto" sarebbe più gradita e fruttuosa la visita di esponenti del
fondamentalismo islamico, che incitano nei loro Paesi e nel nostro i loro
adepti contro la civiltà occidentale, ch'essi hanno "in sì gran
dispetto". Sarebbe certo più arricchente per i politicamente corretti
della falsa sinistra l'apporto "culturale" di capi o rappresentanti
del terrorismo militante come Hamas ed Hezbollah od i loro mandanti iraniani e
siriani, dispotici guerrafondai ed espansionisti. Sarebbero da adottare, anche
per certi intellettualoidi della falsa sinistra di casa nostra, siti
d'intrattenimento per Paesi esemplari, in quanto a tolleranza, pacifismo e
democrazia, come il Sudan o le teocrazie dei Paesi islamici, piuttosto che per
la "turpe ed oppressiva Israele". Il recente
anniversario della Giornata della memoria e delle famigerate leggi razziali è
stato ricordato da esponenti della politica, della cultura, della realtà
sociale e dalle istituzioni. Oggi, tutte queste istanze sociali, politiche ed
istituzionali, di fronte al boicottaggio messo in atto vilmente contro lo Stato
ebraico, sono in gran parte latitanti. È pregno d'estrema falsità, proprio in
questa occasione, il "mai più!" che espressero coloro che non
sapevano del dramma discriminatorio e persecutorio contro il popolo ebraico o
coloro che per viltà od ignavia finsero d'ignorare e volsero il viso da
un'altra parte. Ancor più falso è, altresì, l'atteggiamento di chi si dichiara
pacifista e fautore della libertà di parola e nello stesso tempo guarda con
occhio benevolo allo scatenarsi della violenza bestiale di chi celebra i fasti
della discriminazione più odiosa e bieca contro cristiani ed ebrei. D'altronde,
cosa ci si può aspettare da chi rinnega le proprie radici culturali
giudaico-cristiane, che sono i fondamenti essenziali della civiltà occidentale,
a favore d'ogni sorta di totalitarismo? Ieri, certi cantori della violenza e
del pacifismo a senso unico dei regimi abbrutenti, che hanno imperversato
nell'Est europeo e che sono caduti con il crollo del muro di Berlino, predicavano
dei "paradisi", instaurati aldilà della "cortina di ferro".
Oggi, gli stessi adulatori dei regimi liberticidi, franati nella miseria morale
e materiale che hanno seminato, si sono fatti stretti caudatari dei dispotismi
teocratici e nemici d'ogni libertà, che opprimono i loro popoli sotto la legge
della sharia. Le forze della falsa sinistra ed i loro adepti, in odio alla
civiltà occidentale che li ha super nutriti ed in cerca di nuovi miti da
servire e dei quali farsi ciechi strumenti, stringono infami patti d'alleanza
con i gruppi del fondamentalismo islamico, che si sono fortemente insediati
nell'Occidente. Tornando alla questione del tanto osteggiato invito agli
esponenti della cultura israeliana per l'occasione della Fiera del libro di
Torino, se dovesse la presenza della cultura ebraica dare così fastidio agli
intellettualoidi della falsa sinistra ed ai lori violenti scherani, non ci sono
problemi. Se in questo Paese, per colpa degli insulsi insofferenti, non è più
possibile esercitare la libertà d'espressione, sarebbe opportuno seguire
l'esempio del Papa, che ha evitato l'ingiuria predisposta, non partecipando al
consesso ove era stato invitato e dando una lezione di civiltà a chi ne ha
bisogno.
( da "Stampa, La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
RAMALLAH "Preferirei Obama ma non mi fido di un
musulmano pentito, meglio Hillary". Zahira Awwad discute con le amiche
Fatima e Rima a un tavolino del caffè De La Paix di Ramallah, in sottofondo il
rap locale. In questo angolo trendy della San Francisco palestinese, con le
putrelle a vista come un loft londinese e l'espresso made in Italy, il primo
nero e la prima donna alla conquista della Casa Bianca sono tema di dibattito
quotidiano. Zahira è tornata dagli States con un Phd in economia, Fatima e Rima
sono laureate in architettura a Birzeit. Leggono le presidenziali Usa come
l'oroscopo nazionale: "Obama sarebbe meglio, rifiuta la guerra in Iraq.
Però è figlio di un musulmano, ha studiato in una madrasa e ha scelto il
cristianesimo: il Corano su questo non perdona". Il passato islamico del senatore
insospettisce però anche gli ebrei ortodossi. "Seguiamo
queste elezioni quasi fossero le nostre" conferma Hafez Barghouti,
direttore del quotidiano Al-Hayat Al-Jadidah. Laici e religiosi preferiscono
lady Clinton, lui non distingue: "Liberal, donne, neri, appena alla Casa
Bianca si schierano con Israele". Che però propende per il repubblicano McCain. \.
( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pagina XIII - Torino "Si doveva distinguere tra il
governo e gli intellettuali" Odifreddi: "Equivoco quell'invito a Israele" Secondo il docente torinese si è fatta troppa
confusione anche sul tema dell'antisemitismo MASSIMO NOVELLI Si è già
guadagnato la fama di "cattivo maestro" per le proteste contro la
ventilata visita di Papa Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma. Ora
il matematico torinese Piergiorgio Odifreddi rischia di peggiorare la sua
nomea, come ci anticipa con un po' di ironia, ragionando sulle polemiche che
stanno arroventando la Fiera del libro a causa dell'invito a Israele
in veste di ospite d'onore. Una querelle, dice, "fondata su due piccoli equivoci
di fondo". Quali sono questi equivoci? "Il primo piccolo equivoco è
basato sulla considerazione che l'invito è stato fatto come un invito allo
stato di Israele. Una cosa è invitare uno stato,
un'altra cosa è chiamare i suoi intellettuali". Ma gli organizzatori della
manifestazione del Lingotto, da Picchioni a Ferrero, hanno più volte affermato
che si tratta di un invito alla cultura israeliana, non alla sua entità
politica. "In ogni caso quell'invito viene presentato così, oppure si
legge in quel modo. Ed è chiaro che si polemizzi. Lo si fa non contro il popolo
israeliano, bensì contro il suo governo. Quando ero giovane, non si andava in
vacanza in Spagna per il regime di Franco. Non è che ce l'avessimo con gli
spagnoli, naturalmente, ma con il regime dittatoriale di quel paese. Mi chiedo:
se la Fiera del libro avesse deciso di invitare l'Iran, non ci sarebbero state
forse delle polemiche? L'Iran ha pure un premio Nobel, però è una cosa diversa
dalla natura del suo governo, no? Anche l'Italia, ai tempi del governo di
Silvio Berlusconi, venne boicottata a Parigi. Avvenne. E ritengo che sia stato
giusto. Umberto Eco disse allora di vergognarsi di essere italiano". Non è
detto che avesse davvero ragione. Comunque passiamo al secondo equivoco. Di che
cosa si tratta? "Si continua a citare alcuni grandi scrittori israeliani,
come Abraham Yehoshua o Amos Oz, oppure David Grossman, per dire: ecco, questi
scrittori sono critici verso il loro paese, verso il loro governo. Sarà. Io
tuttavia ricordo un articolo di Yehoshua, in cui si esprimeva a favore
dell'erezione di un muro verso i territori palestinesi. Devo
dire che, al di là del fatto specifico di Israele, mi sta
poco bene un intellettuale che propone di erigere dei muri. E poi c'è un'altra
questione, che magari mi procurerà nuovamente l'accusa di essere un cattivo
maestro". Quale questione? "Quando c'è di mezzo Israele, si usano due pesi e due misure. Voglio dire che se uno
critica questo paese, corre il rischio di essere accusato di antisemitismo. I
politici fanno bene a prestare attenzione ai fenomeni di antisemitismo, ma fare
confusione non è una buona cosa, anzi: è pericolosissimo". Andiamo al
sodo: lei parteciperà alla Fiera del libro di quest'anno? Oppure la diserterà? "No,
non potrò esserci. Però non è perché la voglio boicottare, e del resto trovo
eccessivo questo boicottaggio. In quei giorni, invece, sarò in pellegrinaggio
verso Santiago de Compostela". Non è possibile. Ma come? Un'icona del
laicismo e dell'ateismo come lei... "Non sono stato folgorato sulla via di
Damasco. Non si preoccupi: ci vado da ateo e ritornerò da ateo".
( da "Unita, L'" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del Caro Ramadan, non
uccidiamo il dialogo Ernesto Ferrero Rolando Picchioni Segue dalla Prima
Quest'anno tocca a Israele. L'Egitto, con cui abbiamo
avviato cordiali relazioni, era inizialmente previsto per il 2008, ma poi di
comune accordo la partecipazione è stata spostata al 2009 soltanto perché in
quell'anno si terranno a Torino importanti mostre archeologiche, e dunque i
vari eventi possono rafforzarsi l'un l'altro, in una sorta di anno dedicato
all'Egitto. Invitare Israele significa invitare i suoi
scrittori, scienziati, musicisti, artisti, registi: non altro. Tutte
personalità indipendenti, non asservite ad alcuna istituzione o governo, ma
anzi spesso voci critiche, e aspramente critiche. Immaginiamo che Lei conosca e
apprezzi quelle personalità, che onorano la cultura mondiale, non soltanto
quella israeliana, e che con tanta apertura e passione civile si misurano con
il tema della comprensione dell'altro come momento fondamentale della vita
contemporanea. Possiamo confermare ancora una volta che la
partecipazione di Israele avrà un carattere rigorosamente culturale, quindi non politico,
non propagandistico e non celebrativo. Il vero ospite d'onore è dunque la
libera cultura d'Israele, perché sulla cultura, e non su altro, si misura l'onore di un
Paese. La stessa ricorrenza del sessantesimo anniversario della fondazione
dello Stato sarà l'occasione per ripercorrere criticamente una storia
complessa e tormentata. Nei vent'anni di storia della Fiera, non è mai stato
nostro intento celebrare qualcosa o qualcuno, ma cercare di capire, di saperne
di più, attraverso la riflessione, l'analisi, l'apporto di voci diverse; e
molte sono state le personalità arabe e palestinesi che abbiamo ospitato a
Torino. Sarà così anche quest'anno, e ci riesce incomprensibile la posizione di
alcuni scrittori arabi, i quali hanno rifiutato l'invito a partecipare alla
Fiera 2008 e invitato al boicottaggio della manifestazione. Ci riesce parimenti
incomprensibile la posizione del poeta israeliano Aaron Shabtai, il quale non
vuole partecipare al Salon du livre di Parigi perché convinto che la sua
presenza suonerebbe come un avallo della politica del suo governo. Ci sfugge il
nesso tra politica e cultura, quando è così rozzamente delineato. Le ragioni
della letteratura e quelle della politica sono sempre state profondamente
diverse e spesso radicalmente opposte. La politica pensa al "qui e
ora", la letteratura parla agli uomini di tutti i tempi e di tutti i
Paesi. Affratella e non divide. Lei parla di "silenzio complice della
scena internazionale" sui fatti del Medio Oriente, ma ci vogliamo tanto
poco associare a quel silenzio da mettere a disposizione proprio uno spazio in
cui le opinioni si possano confrontare liberamente. Vogliamo aprire, non
chiudere, censurare, nascondere. Per noi è perfino umiliante essere costretti a
ripetere dei concetti tanto ovvii. Non abbiamo difficoltà ad ammettere che
nostra conoscenza di questi sessant'anni così tormentati è parziale e lacunosa.
Non pensa che la Fiera 2008 potrebbe proprio essere l'occasione per una
conoscenza più approfondita? Che la partecipazione e il dialogo siano meglio
del silenzio, del muro contro muro? E che compito specifico degli intellettuali
sia proprio quello di costruire dei ponti, di tenere aperto il discorso? Come
possono degli scrittori rifiutarsi di discutere con altri scrittori da cui sono
divisi soltanto da questioni di passaporto? Caro Tariq Ramadan, noi confidiamo
che la voce della ragione possa prevalere anche in questi momenti così
difficili, e ci auguriamo che il largo seguito di cui Lei gode possa servire a
ristabilire un clima migliore e contribuire a fare della Fiera del libro di
Torino quello che è sempre stata: uno spazio aperto dove uomini di buona
volontà - autori, editori, librai, bibliotecari, insegnanti, studenti, lettori
d'ogni Paese - tentano di costruire un mondo migliore con i buoni libri.
( da "Manifesto, Il" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Incontro con lo scrittore israeliano di cui è appena
uscito, per Frassinelli, l'ultimo romanzo, "Il ragazzo e la colomba".
A maggio sarà alla Fiera del Libro: "ai lettori italiani dico di
prendersela con le voci del governo, io non sono tra queste" Francesca Borrelli
Mentre si moltiplicano gli interventi intorno al ventilato boicottaggio della
Fiera del libro, e una moltitudine di operosi nanetti della informazione
culturale si affanna a trovare testimonial autorevoli per accreditare le
diverse posizioni in campo, ciò che si sta via via precisando è - una volta di
più - il profilo querulo, provinciale e perdigiorno della nostra italianità a
fronte, per esempio, del ben più sobrio comportamento dei francesi, anche loro
rei di avere invitato Israele al Salon du Livre, che
si terrà un mese e mezzo prima del nostro. Una volta ribadita la peraltro ovvia
inaccettabilità di un boicottaggio che si indirizzerebbe agli scrittori e
autorizzerebbe cupi quanto impropri paragoni con i tempi in cui si bruciavano i
libri, non resta che augurarsi di vedere presto dirottati gli intellettuali e i
politici nostrani su fronti più urgenti, più seri e più drammaticamente
coinvolgenti, a cominciare da quello esemplificato dal criminale documento
relativo alla rianimazione dei neonati prematuri, persino contro il parere
della madre. Niente e nessuno è in grado di elaborare, nei nostri confini,
minacce sociali più pericolose di quelle maturate in seno al fondamentalismo
cattolico. È in questo contesto che lo scrittore israeliano Meir Shalev è
piombato a Roma, dove passerà qualche giorno per presentare il suo ultimo
romanzo Il ragazzo e la colomba (affidato alla buona lingua di Elena Loewentahl
per Frassinelli). Nella sua narrativa risuona l'oralità dei racconti che
ascoltava a tavola, nella sua numerosa famiglia dominata dalla presenza dei
nonni arrivati in Palestina dalla Russia e subito
andati a vivere in una comune, dove la loro fede comunista trovò di che
rinfrancarsi. Quando venne ospite del Festivaletteratura di Mantova, il
racconto in cui Shalev restituì davanti al pubblico le gesta dei suoi
famigliari era così carico di ironia e così privo del sentimentalismo in cui
cadono a volte le sue trame, che l'intreccio più o meno volontario tra il suo
mondo e la sua narrativa sembrò indistricabile e al tempo stesso attraente come
un vortice. L'ultima fatica alla quale si è dedicato consta di una storia
compresa in una parabola temporale che dai giorni nostri risale all'indietro,
fino ai combattimenti del 1948: la racconta un personaggio che nel presente fa
la guida turistica, e nel passato ha diviso la sua vita tra l'amore per due
donne e quello per una casa in costruzione. Una casa che al tempo stesso gli ha
permesso di trovare conforto tra le sue mura tanto accoglienti quanto erano
ostili quelle in cui viveva con la moglie, e di ricongiungersi a una passione
dell'infanzia, che gli si offre in qualità di progettista e capomastro per la
sua nuova dimora. Al tempo che dedica alla edificazione della sua casa, Yair
Mendelssohn intervalla quello dei ricordi, in cui compaiono la madre - un
personaggio riuscito nella sua ossessione di valutare per scritto i pro e i
contro di ogni decisone da prendere - il padre pediatra, lo zio Beniamin
emigrato in California, e tra gli altri un seducente personaggio di nome
Meshullam, grato per la vita al padre di Yair e dotato di una impulsività
irrefrenabile, tanto che più volte chiede una tregua per i suoi sentimenti e,
fermata la macchina, scende annunciando: "Devo piangere come si
deve". Quanto c'è dei suoi ricordi famigliari, così densi di storie
tramandate, in questo suo nuovo romanzo dotato di una trama assai complicata?
Ho scritto intrecci anche più complessi, comunque qui tutto è frutto
dell'invenzione. L'unico elemento in comune con la mia vita vera riguarda il
fatto che anch'io, come il protagonista, mi sono costruito dieci anni fa, nel
nord di Israele, una piccola casa; ma diversamente da
lui, durante i lavori non mi sono innamorato di nessuno. Dalla trama veniamo a
sapere che il personaggio della madre ha avuto, quando era giovane, una storia
d'amore con un ragazzo che è morto durante i combattimenti del '48. Entrambi
allevavano piccioni viaggiatori, addestrati dai militari per mandare messaggi
durante la Resistenza, e poiché lei viveva a Tel Aviv e lui in un kibbutz nel
nord di Israele, i piccioni servivano anche a loro per
scambiarsi messaggi amorosi. Un modo di parlarsi dei propri sentimenti che mi è
sembrato particolarmente suggestivo. Quando lui va in guerra, si porta la
gabbia con i piccioni sulle spalle, e quando viene ferito, capendo che non
sopravviverà, si serve di un colombo viaggiatore per spedire alla sua amata la
sua ultima lettera. Più avanti negli anni lei sposerà un altro uomo, il dottor
Mendelssohn, ma la sua tragedia vuole che, pur essendo il marito una bravissima
persona, non riuscirà a compensare il vuoto lasciato da quell'amore di
gioventù, tanto che lei passerà tutta la vita a pensarlo. La letteratura
ebraica è oggetto di una controversia tra chi afferma che vada fatta coincidere
con i confini nazionali e con la lingua di Israele, e
chi la considera estendibile anche agli scrittori della diaspora e dunque, per
esempio, a un autore americano come Phlip Roth o a un italiano come Primo Levi.
Lei cosa è disposto a includere nella definizione di letteratura ebraica? Mi
considero uno scrittore ebraico grazie alla lingua in cui parlo e scrivo, la
sento come un elemento di appartenenza essenziale, tanto più perché il suo uso
è limitato ai confini di Israele. Per quanto sia anche
lui ebreo, uno scrittore come Philip Roth non soltanto usa un'altra lingua ma
non sarebbe in grado di leggere un libro scritto in ebraico, e questo per me è
dirimente. Certo, tutti gli scrittori ebrei hanno in comune temi che provengono
da una cultura condivisa, ma nel presente di Israele e della sua lingua c'è qualcosa di unico. Cent'anni fa, ogni
persona ebrea poteva leggere la nostra lingua, ora non più. Per la verità, lo
stesso Theodor Herzl, circa cinquant'anni prima della fondazione dello Stato di
Israele non avrebbe mai immaginato che la lingua ebraica sarebbe tornata
a essere praticata; tanto che dopo avere preso atto del fatto che pochi
la conoscevano, anche solo a un livello elementare, propose una federazione
linguistica in cui tutti gli ebrei confluiti in Israele
avrebbero mantenuto il loro idioma di provenienza. Dunque, né l'importanza
simbolica, né quella pratica di una lingua nazionale erano per lui importanti
nella definizione della appartenenza letteraria. Lei non la pensa così? No, e
mi pare evidente che l'attualità dia torto a Herzl. Inoltre, almeno gli ebrei
che frequentavano la sinagoga, sebbene non usassero la lingua dei testi sacri
per comunicare o per scrivere, tuttavia sapevano leggerla. Oggi, invece, a
ulteriore dimostrazione del fatto che Herzl si è sbagliato, l'ebraico è una
lingua viva e praticata, anche se in molti non leggono più le sacre scritture.
L'identità ebraica classica è dotata di una componente virtuale e immaginativa,
che è il frutto della necessità di approdare alla rappresentazione unitaria di
un popolo disperso. Cosa rimane di questa componente mentale nei suoi
personaggi, visto che lei li descrive come profondamente radicati in Israele? Siamo d'accordo sul fatto che il nostro punto di
vista linguistico mantiene una componente illusionistica e preserva molte
analogie con quanto accadde agli ebrei, persino tremila anni fa. La lingua
ebraica è carica di memoria e porta in sé tutti gli aspetti della nostra vita
reale e immaginaria, infatti il vero valore dell'ebraico sta proprio nel suo
essere intriso di metafore della nostra esistenza, di rimandi a geografie e a
epoche lontane, di vocaboli che provengono da documenti storici. Se re Salomone
o Gesù Cristo venissero oggi a farci vista in Israele
potrebbero benissimo capire non solo i nostri libri, ma buona parte dei nostri
giornali, e questo è dovuto alla natura stessa della lingua ebraica. Non si
orienterebbero altrettanto bene, nelle loro terre, Virgilo o Ovidio. Ma come
lei ha osservato, è vero che i miei personaggi sono molto radicati nei luoghi
in cui vivo, perché a me piace la letteratura con una impronta fortemente
regionale, e anche come lettore amo seguire le descrizioni degli scrittori che
si addentrano nei dettagli del loro contesto, dandomi informazioni sulla loro
cultura e sulle persone che hanno intorno. Cosa risponde a quanti si augurano
che la presenza di Isarele venga boicottata? Direi ai lettori italiani di
prendersela con gli scrittori che sono la voce del governo, io non sono tra
questi.
( da "Manifesto, Il" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pioggia di razzi su Sderot. Ma le misure punitive
colpiscono solo la popolazione, mentre aumenta il sostegno ad Hamas Michele
Giorgio Gerusalemme Benedetto da una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia,
l'embargo israeliano contro la Striscia di Gaza oggi s'inasprirà
ulteriormente, a cominciare dal taglio delle forniture di energia elettrica. A
nulla sono perciò valse le proteste di una decina di centri per i diritti
umani, israeliani e palestinesi, verso misure punitive che colpiscono la
popolazione civile e sfiorano appena le organizzazioni armate che Israele sostiene di voler combattere per impedire il lancio di
razzi verso il suo territorio (ieri un Qassam sparato da Gaza ha ferito due
bimbi israeliani, di quattro e due anni, in un kibbutz). Il Jerusalem Post ieri
dava per certa una riduzione, a partire da questa mattina, del flusso di
corrente in tre delle dieci linee usate per rifornire il nord e il sud di Gaza.
La prima riduzione riguarderà il 5% del flusso in una delle tre linee, mentre
nelle prossime due settimane sarà diminuito dello stesso ammontare nelle altre
linee. Gaza quindi perderà altri 1,5 megawatt di elettricità. A farne le spese
saranno ospedali, scuole e uffici pubblici che hanno già forti difficoltà a
rifornire i loro generatori autonomi, visto che Israele
ha ridotto al minimo le forniture di gasolio a Gaza. Finiti i giorni di
relativo sollievo coincisi con l'apertura della frontiera con l'Egitto - nella
Striscia sono entrati generi di prima necessità e merci varie ma ben poco
carburante - la crisi umanitaria è di nuovo sul punto di riesplodere sotto la
pressione di Israele convinto che la
"soluzione" stia solo nell'uso della forza. I centri per i diritti
umani, in particolare Adalah e Gisha, sottolineano che la Striscia ha già
perduto 25 megawatt di energia elettrica nelle ultime settimane, poiché che la
centrale elettrica palestinese non ha gasolio sufficiente per le sue turbine e
lavora al 60% delle sue capacità (produce 55 megawatt invece di 80). Decine di
migliaia di palestinesi non hanno accesso regolare all'acqua potabile perché le
pompe del sistema di distribuzione spesso sono ferme mentre il funzionamento
intermittente degli impianti di depurazione ha già costretto le autorità
responsabili a versare in mare milioni di litri di acque fognarie non trattate.
Ma i vertici dell'establishment politico israeliano continuano a ispirarsi alla
"dottrina Weisglass", ovvero del consigliere dell'ex premier Ariel
Sharon che suggerì una "robusta dieta" per gli abitanti di Gaza "senza
farli morire di fame". Dottrina che evidentemente ispira anche i giudici
dell'Alta Corte i quali hanno spiegato nella loro sentenza favorevole al taglio
di carburante ed elettricità, che "la Striscia è controllata da un gruppo
terroristico che agisce costantemente per colpire lo Stato di Israele e i suoi cittadini". La popolazione di Gaza -
inclusi anziani, bambini e ammalati - paga perché al potere c'è Hamas. E che
attacchi militari e punizioni collettive siano inutili, oltre che una
violazione di diritti, lo dicono anche i sondaggi d'opinione. Il movimento
islamico, secondo il Centro per le Ricerche e Studi di Ramallah, a dicembre
godeva del sostegno del 33% dei palestinesi mentre ora tocca il 39% grazie alle
brecce aperte dai suoi uomini nel valico di Rafah.
( da "Liberazione" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cagliari Sardegna - Palestina in
collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di cinema documentario
palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino Cagliari Sardegna - Palestina in collaborazione con Cedri, organizza Al Ard - VI rassegna di
cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino.
Alle 18 la presentazione con Monica Maurer e Giuseppe Pusceddu e poi
R-esistenze. Donne del sud di Marco Pasquini e alle 18 il dibattito Sabra e
Chatila: l'impegno di Stefano Chiarini . Con le registe Monica Maurer e
Mariella Megna, Giorgio Riboldi di L'Altralombardia e Giuseppe Pusceddu. In
chiusura Libano e Palestina: due popoli in lotta
contro l'imperialismo di Mariella Megna. Palermo Giuseppe Casarrubea e Mario J.
Cereghino ci parlano del loro libro Tango Connection. L'oro nazifascista,
l'America Latina e la guerra al comunismo in Italia 1943-1947 (Bompiani) alle
16 nell'Aula Seminari della Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università.
Catania Funzione ed operatività dell'Ato 2 Acque Catania, valutazioni sul
Rendiconto economico 2006 dell'Ato, sul Bilancio pluriennale 2008-2010, e sull'
"uso" delle valenze economiche derivanti dalla nuova tassa
"fognature e depurazione" nella conferenza stampa del Coord. per
l'acqua pubblica Gestione dell' acqua nella provincia di Catania . Domani alle
10.30 Provincia in via Prefettura. Nardò (Le) Infopoint Emergency al Teatro
Fondazione Filagrana per La pecora nera di Ascanio Celestini. Taranto Una
rilettura futurista e spettacolare di 1984 di George Orwell per Taranto Non
Dorme: 84.06 messo in scena dalla compagnia romana Santasangre alle 21.30
Teatro Aldo Moro dell'Istituto Pertini. Molfetta (Ba) Per Il Giorno della
Memoria incontriamo Daniel Tomescu della comunità Rom presso il Forum dei
Diritti di Bari e Antonella De Benedittis di Oasi 2 per approfondire il tema
delle moderne forme di pregiudizio e discriminazione nella nostra società. Alle
19 Fabbrica di San Domenico. Napoli Una due giorni a Palazzo Serra di Cassano,
a cura della Fondazione De Martino, Istituto per la Storia della Resistenza,
Istituto italiano per gli Studi filosofici e dell'Istituto di Studi socialisti
G. Arfè, dedicata al Socialismo europeo nell'era della globalizzazione . Alle
15 iniziamo con "Il Socialismo e la sfida della globalizzazione" con Guido
d'Agostino, P. Barcellona, G. Cacciatore, P. Colella, A. Graziani, A. Olivetti,
F. Soverina e M. Tronti. Domani alle 9.30 "Culture ed esperienze storiche
del Socialismo". Una serata di reading , per stare insieme e rilanciare la
biblioteca della cooperativa. E in chiusura Felice! video-intervista a Felice
Pignataro a cura di Rosaria Desirée Klain. Alle 18.30 BdM 'O Pappece vico
Monteleone 8: se vuoi partecipare, passa in Bottega. Una contaminazione felice
di generi e secoli, un abbraccio tra mito e realtà, poesia e storia, tra
cronaca e musica popolare, personaggi e persone: Canzoni d'Amori Feroci di
Cristian Ceresoli e Antonio Pizzicato alle 21 Teatro Elicantropo. Frosinone
"Rock sincretico di matrice suburbana" con Joycut live Cantina Mediterraneo.
Roma Un progetto promosso e finanziato dal comune e realizzato dai volontari
del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli coadiuvati da un'equipe di
docenti e psicologi: Smontiamo i bullismi, impariamo a convivere . La
presentazione alle 10.30 Istituto Alberti. Stefano Palladini, insieme a Zazà
Gargano ripercorre con uno Show Case le canzoni di protesta e militanza
politica dei primi anni '70 per la presentazione del suo libro Volantinaggio
-Una vita in pubblico (Zona) alle 18 Rinascita via P. Alpino 48. Maurizio
Molinari presenta il suo libro Cowboy democratici. Chi sono e in cosa credono i
liberal che vogliono conquistare la Casa Bianca e cambiare il mondo (Einaudi)
alle 17 nella Sala Bernini della Residenza di Ripetta in via di Ripetta
231.Domani alle 11 nell'Aula magna del liceo Virgilio in via Giulia 21,
Giovanni Floris e Lorenzo Terranera presentano il loro libro (e mostra) Tu6
Pizzini contro la mafia (Lapis); con Piero Grasso Procuratore nazionale
Antimafia e autore della prefazione, Giuseppe Lobefaro presidente I Municipio,
l'assessora Sabrina Alfonsi, Rosaria Punzi di Lapis, Maria Mazzei e Enrico
Natoli di Cuntrastamu. Si inaugura alle 18.30 nel Complesso del Vittoriano la
mostra internazionale itinerante Adotta un disegno con le opere di tantissimi artisti
di fama internazionale che hanno reinterpretato le storie e i disegni dei
bambini ricoverati negli ospedali di Emergency. Con Vauro, che ha ideato il
progetto, l'artista Shay Frisch Peri e i musicisti Eugenio Bennato, Roberto
Angelini, i Tetes de Bois. Mostre, videoproiezioni "Mutoid Wafte
Company" aperitivo infoshokkante , mostra fotografica a cura di Betta,
assaggini vegani, dj set elettronico... tutto al Villaggio globale! Teatro al
Rialto S. Ambrogio con Mara'Samort in Antò le momò. Avanspettacolo della
crudeltà di e con Andrea Cosentino alle 21.30 alle 22 Scatole Sonore tra le
immagini di Tamara Scifoni, il film "S-Kips" di McBett, la
performance di Flavio Arcangeli "Presagio" e la musica di Camusi +
Vonneumann. Forte Prenestino e Officine naturali presentano Il Sapone lo stage
per imparare a fare il sapone con metodi naturali: alle 15.30 al Forte; il
costo è di 20 euro, 15 per chi studia. Sud Sound System is One Love Hi Pawa al Brancaleone. Spettacolo
multimediale d'impegno sociale: il laboratorio teatrale di Pilar Castel 1968 -
2008 Teatro sperimentale e impegno sociale nell'allestimento di "La
Piazza" di Pilar Castel da oggi Sala Columbus in via delle Sette Chiese
101. Con "Lost & Found" Fleurs du Mal in concerto Beba do Samba
via dei Messapi 8. Truceboys in Pane e Merda Night Circolo degli Artisti via
Casilina vecchia 42. Laura Perilli Duo Bossanova jazz hits Il Pentagrappolo via
Celimontana 21b. Suoni e colori con Dj set: Come Together One Shot Party n. 1
al Micca nella omonima via. Notte Afro Mediterranea con Acusticando +
FarafinaRitmi Locanda Atlantide via dei Lucani 22. Originali e
"svitati": Camarilli Brilli "Blues Brothers" al Cotton Club
via Bellinzona 2. Lucio Dalla presenta il suo disco dvd "La neve con la luna..."
alle 18 Forum Fnac, Porta di Roma via Alberto Lionello 201. Poggibonsi (Si)
Prodotto da Nanni Moretti Meduse il film di Shira Geffen & Etgar Keret alle
21 cinema Garibaldi via Repubblica 158. Firenze Apericinema alle 20, proiezione
di un corto e poi il film di Kaurismaki Ho affittato un killer . Alla Casa del
popolo di Settignano in via di San Romano 1. Per Bunueliana alle 20 alla
Cineteca in via Reginaldo Giuliani
( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-02-07 num: - pag: 1 autore: di DAVIDE
FRATTINI categoria: REDAZIONALE L'intervista Il mediatore Blair: "Hamas? Israele fa bene a non dialogare" \\ Tony Blair: "Le scelte dei
politici israeliani non sono facili. La situazione a Gaza migliorerebbe
immediatamente se i lanci di razzi finissero". A PAGINA 15.
( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data:
2008-02-07 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'inviato del
Quartetto: "Un accordo di pace si farà" Tony Blair avverte Hamas:
"Impossibili i negoziati se non riconosce due Stati" "Non
possiamo premiarli per i razzi a Gaza" "La situazione a Gaza è
terribile, ma migliorerebbe immediatamente se i lanci di razzi su Sderot
smettessero" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Le foto alle pareti
ritraggono Lawrence d'Arabia con la kefiah bianca e raccontano di un altro
britannico sedotto dal Medio Oriente. Anche lui ha dormito in queste stanze.
Tony Blair ha requisito un piano dell'hotel American Colony e l'ha trasformato
nella sua base a Gerusalemme. L'affitto delle suite-ufficio costa 1,3 milioni
di dollari l'anno, l'ex premier ci ha passato in tutto sette settimane, da
quando ha accettato in giugno l'incarico di inviato del Quartetto. Viene una
volta al mese ed è convinto che gli impegni di consulente con la JPMorgan o la
finanziaria svizzera Zurich non rallenteranno le visite e l'energia. Blair ha
fretta. "Urgenza", "rapidità ", sono le parole che ripete
di più, durante l'intervista concessa al Corriere della Sera, con il Financial
Times, Le Figaro, El PaÍs ela Frankfurter Allgemeine Zeitung. Ha fretta perché
crede che la scadenza fissata da George W. Bush- un accordo di pace entro la
fine del suo mandato - sia realizzabile, anche se ammette "è una grande
sfida ". "Dieci mesi sono pochi, ma ce la possiamo fare. Va cambiata
la situazione sul campo: gli israeliani devono aver fiducia che la sicurezza
verrà garantita e i palestinesi che alla fine l'occupazione terminerà. Tutti
hanno sempre pensato che prima si fa l'intesa e la situazione sul terreno
seguirà. Io credo funzioni meglio il contrario". E' abbronzato, ha perso
l'aria smunta e smarrita degli ultimi mesi da primo ministro. A 54 anni si è
reinventato come diplomatico globale. "Ha preso impegni per 539 giorni di
lavoro l'anno", confida un assistente al quotidiano Guardian. Vola tra
Gerusalemme, Parigi e Los Angeles, raccoglie fondi per far nascere
un'associazione che promuova il dialogo fra le religioni. Ripete che la sua
missione è qui e non vuole parlare della candidatura a presidente dell'Unione
Europea ("perché discutere di un incarico che ancora non esiste?").
Yasser Abed Rabbo, consigliere del presidente Abu Mazen, dà all'obiettivo di
rilanciare l'economia palestinese "il 5 per cento di possibilità, se Blair
non è pronto a litigare con gli israeliani". Lui parla di un ottimo
incontro in mattinata con Ehud Barak, ministro della Difesa: hanno discusso di
come ridurre le restrizioni al movimento dei palestinesi. Elenca checkpoint e
posti di blocco, ponti sul confine giordano e valichi. Ha studiato le mappe,
come Lawrence d'Arabia. "Parliamoci chiaro, non è che gli israeliani da un
giorno all'altro sono pronti a togliere tutte le limitazioni. Non possono per
ragioni di sicurezza, come dimostrano l'attacco suicida a Dimona e il lancio
quotidiano di razzi Qassam su Sderot. Il fatto che non sia possibile cancellare
l'occupazione in ventiquattr'ore non vuol dire che si possa procedere: ci sono
posti di blocco da eliminare, avamposti illegali da rimuovere. Gli israeliani devono
arrivare al punto di aver deciso che aiutare i palestinesi a riformare le
strutture di sicurezza e a far crescere l'economia è una priorità fondamentale
per loro. Esiste un bisogno urgente di mostrare ai moderati tra i palestinesi
che la moderazione funziona". Ricorda che Bush tornerà in Israele a maggio. "Sarà la seconda visita in sei mesi,
non ho dubbi sulla sua determinazione. Ha stabilito una data precisa per
raggiungere un accordo di pace e quando il presidente americano fissa un
calendario, significa porre una grande pressione su tutti, anche
sul governo israeliano". Haim Ramon, vicepremier israeliano, ha ribadito
"l'uso dell'arma economica contro Gaza: tagli alle forniture di
carburante, cibo, elettricità". Blair crede vada trovata "una
strategia diversa e migliore, una strada per isolare gli estremisti e aiutare
la gente, non una che isoli la gente e aiuti gli estremisti. Una strada
che porti a una riconciliazione tra la Striscia e la Cisgiordania".
"Le scelte dei politici israeliani non sono facili. La realtà è che la
situazione nella Striscia migliorerebbe immediatamente, se i lanci di razzi
smettessero. Qualche volta il mio lavoro - davvero impopolare - è quello di
ricordare il punto di vista israeliano. Le pressioni sul governo degli abitanti
di Sderot, bombardati ogni giorno indiscriminatamente, sono fortissime. Come
può Ehud Olmert adottare una linea più morbida?". Difende la decisione di
non trattare con Hamas, presa da Europa e Stati Uniti, quando ancora risiedeva
al 10 di Downing Street. "Non c'erano e non ci sono altre opzioni: il
movimento non può prendere parte ai negoziati, se non riconosce l'esistenza di
due Stati. Aprire adesso un dialogo con Hamas vorrebbe dire premiarli per il
lancio di razzi. So che la vita a Gaza è terribile, ma non si può ricompensare
Hamas per una situazione che sta creando: sono molto bravi a galvanizzare
l'opinione pubblica mondiale contro Israele. E non si
possono indebolire i moderati come Salam Fayyad (premier palestinese, ndr) e
Abu Mazen. Dai miei incontri in Cisgiordania, mi è chiaro che non vogliono
sentir parlare di un ritorno al governo di unità nazionale". Ramallah
accusa Hamas di aver pianificato l'attentato suicida a Dimona su ordine
dell'Iran. "Quello che si sta svolgendo è uno scontro più ampio. Uno
scontro in cui Teheran è impegnata e coinvolge Hamas ed Hezbollah. Non so se
l'Iran dica ad Hamas che cosa fare, so che l'obiettivo di un attacco
terroristico è interrompere il processo di pace. La nostra risposta deve essere
andare avanti. Più in fretta. Se un accordo non è stato raggiunto in
sessant'anni, non vuol dire che non possa succedere l'anno prossimo".
Davide Frattini Mediatore L'ex premier Tony Blair, mediatore del Quartetto in
Medio Oriente \\ L'accordo di pace? Dieci mesi sono pochi, ma ce la possiamo
fare. Ma prima va cambiata la situazione sul terreno.
( da "Corriere della Sera" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al
Corriere - data: 2008-02-07 num: - pag: 45 categoria: BREVI TARIQ RAMADAN
L'Islam europeo Caro Romano, il direttore della Fiera del Libro di Torino
Ernesto Ferrero, nel Corriere, si chiede perché Tariq Ramadan, ospitato alla
Fiera l'anno scorso, "adesso non vuole che parlino anche gli altri".
Nella stessa pagina Ramadan gli risponde per le rime: "Non si può
approvare nulla che provenga da Israele". Un
modo elegante per definire Israele un untore, origine solo di
male. Non crede che stavolta, abbandonando la sua proverbiale ambiguità,
Ramadan abbia gettato la maschera? Simo Beraha Milano Non sono d'accordo con la
posizione di Tariq Ramadan in questa circostanza, ma credo che il suo obiettivo
sia quello di creare un Islam europeo e che reciti piuttosto bene, tutto
sommato, questo difficile ruolo. Aggiungo soltanto, avendone l'occasione, che
mi tornava spesso alla mente, mentre seguivo la polemica di Torino, il caso del
Salone del libro di Parigi nel 2002, quando l'Italia era l'invitata d'onore e
il ministro francese della Cultura Catherine Tasca disse che non avrebbe
gradito la presenza di Berlusconi. HILLARY CLINTON La candidatura Caro Romano,
lei considera la candidatura di Hillary Clinton come un segnale di affermazione
delle donne in politica. Purtroppo non è così: lo sarebbe stata la candidatura
della signora Hillary Rodham, cioè con il nome da ragazza. Invece Hilary
Clinton è per gli americani, e forse anche per lei, semplicemente la moglie di
Bill, un presidente che ha saputo farsi amare. Bene ha fatto la signora Hillary
a sfruttare questo capitale di simpatia, ma così facendo ha pagato un prezzo.
Massimo Maraziti konigsberg@tiscali.it Quando era "First Lady"
Hillary Clinton fu, di fatto, il ministro della Salute dell'amministrazione del
marito e preparò una buona riforma sanitaria che venne sconfitta dalle lobby
dei medici e degli assicuratori. Ora è da qualche anno senatore dello Stato di
New York. A me sembra che si sia conquistata sul campo il diritto alla
candidatura. INDICE D'INFLAZIONE Il paniere Istat L'Istat ha aggiornato il
paniere introducendo quest'anno anche alcuni modelli di giochi elettronici e il
navigatore satellitare. Si tratta di prodotti di alta tecnologia: l'unico settore
in cui i prezzi, da un anno all'altro, sono in continua diminuzione! D'accordo
che "non si vive di solo pane", ma a questo punto mi auguro che il
prossimo Parlamento voglia adoperarsi per l'approvazione di un provvedimento
che stabilisca di poter affiancare agli addetti ai lavori dell'Istituto
italiano di statistica, anche i rappresentanti delle Associazioni dei
consumatori e delle famiglie affinché possano cooperare alla compilazione della
lista dei prodotti da aggiungere o da eliminare dal paniere, sperando che si
riesca finalmente ad ottenere, quanto meno, un calcolo molto più reale del
tasso d'inflazione annuo! Andrea Papa Reggio Calabria DECISIONE DI PRODI
Esempio da imitare La decisione di Prodi di non candidarsi alle prossime
elezioni è, per il costume politico italiano, un precedente molto importante
che spero faccia scuola. Ne prendano esempio i politici che sono in
"seduta permanente" in Parlamento, e che sono invecchiati sui loro
seggi con ineffabile indifferenza, privi di senso della misura. Antonio Ferrin,
Modena IN UN PAESE NORMALE Strani comportamenti Vorrei rivolgere a tutti questa
domanda. Vi sembra normale avere un debito pubblico di 1620 miliardi di euro?
Eppure è "normale" dover reperire ogni anno settanta miliardi di euro
per pagare gli interessi sul debito e avere un'evasione di cento miliardi
l'anno; ed è pure normale che qualcuno ci dica: guarda gli sprechi e gli abusi!
Sarebbe anche normale concordare sull'importanza della raccolta differenziata
dei rifiuti da parte di tutti, nessuno escluso. Insomma in un Paese normale ci
dovrebbe essere un'assunzione di responsabilità collettiva per affrontare
situazioni tanto difficili. Sergio Pagani sergiopagani@ pagani.191.it ITALIA E
USA Democrazie diverse La differenza tra una democrazia vera (Stati Uniti) e
una di facciata (Italia) è stridente anche nelle elezioni. Negli Usa i
candidati alla presidenza si presentano materialmente al giudizio dei
cittadini, cercando di conquistarne i delegati; le loro facce, poi, ogni volta
cambiano. In Italia, invece, tutto viene deciso dalle segreterie dei partiti: i
sudditi non possono nemmeno esprimere una preferenza. Le facce? Sempre quelle.
Non hanno nemmeno il pudore di accorgersi che se le cose in Italia vanno male
la colpa è solo loro! Giuseppe Zaccaria Finale Emilia (Mo) STATI UNITI
Interesse della nazione Obama ha dichiarato di essere prima di tutto amico di
Hilary e che comunque collaborerà con lei. Riusciamo a immaginare la stessa
cosa in Italia? Non è la prima volta che l'America dimostra che gli interessi
di una nazione sono al di sopra di tutto. Abbiamo molto da imparare dalle
elezioni oltreoceano. Bruno Russo Napoli SOLDI PUBBLICI Conoscere le spese E'
una piccola cosa che certamente non cambierà l' Italia; ma perché una volta per
tutte non vengono resi pubblici (e ben evidenti) gli stipendi di tutti (non
escludendo nessuno) coloro che percepiscono soldi pubblici? Un semplice
database, aggiornato anno per anno, supportato da funzioni di ricerca avanzata,
che permettano a qualunque cittadino di sapere come vengono spesi i soldi delle
nostre tasse. Balzerebbero immediatamente agli occhi scandali e cose non
proprio chiare. Franco Milletti milletti@email.it GRAZIE ALLE TASSE Un aumento
virtuale La mia pensione che, rispetto allo scorso anno è aumentata di 27 euro
al mese, sarà ancora una volta decurtata per via delle addizionali Irpef
regionale e comunale che sistematicamente tutti gli anni aumentano ed in
qualche caso raddoppiano come mi è accaduto nel 2007 con quella regionale, per
cui l'aumento è stato assorbito quasi completamente. Cesare Carli
cesarecarli@tiscali.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cultura Pagina 356 "Diritti umani, lingua franca per
dialogare meglio" --> Docente di Storia contemporanea all'Università di
Siena, ha appena curato come direttore scientifico l'enciclopedia della Utet
sui diritti umani (200 autori, oltre 3mila pagine), Marcello Flores era ieri a
Monserrato per il convegno Freedom. Diritti umani e formazione civile. Cultura
del diritto, educazione alla legalità e alla solidarietà organizzato dall'Issra
(Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'autonomia) in occasione
del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti
dell'uomo. "Un incontro per promuovere a vari livelli la cultura e la
pratica dei diritti umani", spiegano dall'Issra, Luisa Maria Plaisant e
Donatella Picciau. Tra i relatori, lo storico Gian Giacomo Ortu e il giurista
Andrea Deffenu. Flores, Si parla tanto di "diritti umani" ma è
possibile dare una definizione più precisa? "Sono le conquiste raggiunte
negli ultimi due secoli e mezzo nell'ambito della dignità, dell'uguaglianza e
della difesa dei diritti della persona. Conquiste avvenute attraverso tappe
storiche importanti". E dopo oltre due secoli a che punto siamo arrivati?
"C'è ancora tanto da fare ma oggi la cultura e la consapevolezza del tema
è differente rispetto a ieri: se ne parla dappertutto, è una lingua franca ,
uno strumento di comunicazione internazionale. Rispetto agli anni Settanta, per
esempio, i Paesi sono più pacifici". Si può ipotizzare a breve termine una
reale tutela dei diritti umani con istituzioni di garanzia? "Questo è il
terreno più difficile. Attualmente gli organismi di garanzia delle Nazioni
Unite sono necessariamente influenzati dai compromessi e i risultati sono
scarsi. La loro forza è che vi partecipano tutti i Paesi, ma una partecipazione
così massiccia è anche la più grande debolezza". Un esempio? "Il
Tribunale penale internazionale. Ha un forte peso morale ma condanna poco. Ma
il vero problema è che se una parte si lavora per impedire la violazione di
certi tipi di diritti dall'altra se ne trascurano altri come, per esempio,
quegli degli immigrati". Andando oltre le sentenze dei tribunali
nazionali, quanto frenano i singoli Stati nell'applicazione concreta di una
tutela universale dei diritti? "Ogni singola nazione è particolarmente
gelosa della propria sovranità. Un esempio: gli Stati che non hanno ratificato
la convenzione Onu del 1989 sui Diritti del bambino, sono due: gli Usa e la
Somalia. Questo non vuol dire che Paesi come la Cina o l'Iran non violino i
diritti dell'infanzia". Ci sono Stati che si distinguono nella tutela dei
diritti? "Non è possibile stilare una classifica ma posso dire che il Nord
Europa è particolarmente avanti, così come il Canada". Perché? "I
vari governi che si succedono alla loro guida, sia di centrodestra che di
centrosinistra, hanno entrambi la consapevolezza della tutela dei
diritti". Esempi negativi? "Si riscontrano molte violazioni in quei
Paesi con una democrazia incompiuta come la Russia. La Cina è un altro esempio.
Oltre agli Stati islamici, ci sono nazioni come Israele che nel loro interno hanno un buon comportamento ma non fanno
altrettanto nei territori occupati". Quanto può essere ampio il sommerso
di violenze e persecuzioni? "Molto. C'è una forte crescita in Paesi come
l'Inghilterra che, rispetto a quindici anni fa, deve fare i conti con una
comunità islamica notevolmente cresciuta". La guerra umanitaria e i
diritti umani: un paradosso? "Non esiste una guerra umanitaria: è stato
utilizzato questo termine per legittimare una cosa poco nobile. La guerra porta
sempre a una violazione dei diritti umani. L'intervento militare deve essere
rarissimo". Una missione di pace legittima? "Quella in Kossovo. Ma è
iniziata male e proseguita peggio". Diritti umani e politica. "Troppe
posizioni nascono dall'ideologia. Invece di approfondire il tema, la politica
pensa ai propri calcoli elettorali". EMILIANO FARINA.
( da "Voce d'Italia, La" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Non si placano gli attacchi sulla Striscia Gaza:
nuovi raid israeliani, 7 morti Colpito un liceo: morto un insegnante Gaza, 7
feb. – Sono 7 i morti provocati dai raid israeliani aerei e di terra che questa
mattina hanno colpito la parte settentrionale della striscia di Gaza. Il primo
attacco è avvenuto nei pressi di Jabalyah, uccidendo cinque miliziani di Hamas,
come riferisce il portavoce Obu Obeida, e uno della Jihad Islamica. Un secondo
attacco, invece, è andato a colpire Beit Hanoun, a ridosso di un liceo,
provocando la morte di un insegnante e il ferimento di alcuni studenti. Si
ripete, così, lo stesso tragico epilogo di martedì scorso,
in cui, l'ennesimo attacco israeliano è costato la vita a sei poliziotti e due
miliziani di Hamas. Intanto Israele si dichiara intenzionata a
non sospendere l'offensiva militare fino a che dalla Striscia non cesserà il
lancio di razzi Qassam. Annalisa Tregattini.
( da "Quotidiano.net" del 07-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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Annunci legali TERRORISMO Londra autorizza l'estradizione negli Usa dell'iman
estremista Abu Hamza Il ministro dell'Interno britannico, Jacqui Smith, ha
firmato un'ordinanza di estradizione negli Stati Uniti dove il britannico di
origini egizianbe è accustato di legami con al Qaeda e di partecipazione a
complotti terroristici Londra, 7 febbraio 2008 - L'imam estremista Abu Hamza
sarà estradato negli Stati Uniti, dove è accustato di legami con al Qaeda e di
partecipazione a complotti terroristici. Lo ha annunciato stasera il ministero
dell'Interno britannico. Il ministro dell'Interno britannico, Jacqui Smith, ha
firmato oggi pomeriggio un'ordinanza di estradizione. L'imam ha 14 giorni per
fare appello. Se rinuncerà a questo diritto Abu Hamza sarà consegnato alle
autorità americane nel giro di venti giorni. L'imam, britannico di origine
egiziana, sta scontando una pena di sette anni di prigione in una prigione di
massima sicurezza a Londra, dopo essere stato condannato nel febbraio 2006 per
incitamento all'omicidio e all'odio razziale. Gli Stati Uniti lo accusano di
legami con al Qaeda e di aver partecipato all'organizzazione di attentati
terroristici negli Stati Uniti e in Occidente. L'imam è in particolare
sospettato di aver preso parte a squestri di turisti occidentali nello Yemen e
di aver favorito l'allestimento di un campo di addestramento per terroristi
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soli?Pensi che Reggio sia una città sicura?Ha fatto bene Valentino Rossi ad
accordarsi col Fisco?Cosa pensate della Facoltà di Scienze della
comunicazione?Le dieci emergenze per il nuovo governoGiro di vite contro i
punkabbestia e i loro cani, sei d'accordo?Per chi voterai alle prossime
elezioni?Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è
falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornataCollina propone gli arbitri
d'area. Sei d'accordo?Sul selciato della piazza di Pesaro la prima pagina del
Carlino del '38 sulle leggi razziali: secondo te va rimossa?Prodi
sarebbe un buon presidente della Repubblica?I tacchi alti fanno bene all'amore,
è vero? LA FOTO DEL GIORNO FIACCOLE E SCI Record sulle piste innevate di La
Masella, vicino a Barcellona: 2000 sciatori in contemporanea per la più grande
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( da "Stampa, La" del 08-02-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Israele/Palestina
ALL'AVOGADRO "Quale futuro per la Palestina?"
Se ne discute l'1 Jamil Hilal da Ramallah è un apprezzato sociologo
palestinese. Ha coordinato e diretto ricerche su povertà, sottosviluppo e stato
sociale in Palestina, pubblicando tra l'altro numerosi
articoli e svariati libri sulla questione mediorientale. Ora è in Italia per
presentare il volume da lui curato "Palestina
quale futuro? La fine della soluzione dei due stati" (Jaca Book 2007). Il
primo appuntamento sarà venerdì 1 febbraio alle 20,15 nell'Aula Magna
dell'Istituto Avogadro, via Rossini 18. Ne seguiranno altri a Milano, Varese e
Roma. L'incontro torinese, che vedrà anche la partecipazione di Gianni Vattimo,
si annuncia particolarmente "caldo" perché cade in un momento
delicato. Gli organizzatori della Fiera del Libro 2008
hanno invitato Israele come ospite d'onore della kermesse, suscitando l'irritazione del
mondo intellettuale arabo - lo scrittore Ibrahim Nasrallah diserterà la
manifestazione - e dei gruppi di solidarietà italo-palestinesi, che promettono
di boicottare il Salone. Alfredo Tradardi farà il punto della situazione
nel suo intervento "Contro l'occupazione israeliana della Fiera del Libro
di Torino". L'incontro sarà presentato da Giorgio S. Frankel, moderatrice
Diana Carminati. Ingresso libero, info@ism-italia.it.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
? GAZA ? TRA LA STRISCIA di Gaza e Israele continuano le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della
Jihad islamica sono tornati a lanciare razzi contro la città di Sderot e i
kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima
la tensione, mentre Israele risponde con nuovi raid e con una riduzione della fornitura
elettrica alla Striscia. Il bilancio dei bombardamenti è di otto morti e
numerosi feriti. L'elenco delle vittime include sei miliziani di Hamas, uno
della Jihad islamica ma anche un insegnante, ucciso mentre teneva lezione in un
liceo agrario vicino al campo profughi di Beit Hanun. Una cannonata israeliana
ha centrato per sbaglio la scuola, ferendo anche tre alunni di 16 anni. -
-->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di AMOS LUZZATTO* A PROPOSITO della nuova formulazione
della preghiera del venerdì santo, non si può valutare il suo ripristino con
modifiche marginali nella forma ma non nella sostanza, del riferimento agli
ebrei senza inquadrarlo in una cornice più ampia. E' infatti di questi ultimi
tempi, a proposito di ebrei "illuminati" dalla fede in Gesù, una
certa tendenza a rivalutare l'ex rabbino di Roma Eugenio Zolli (alias Israel Zoller), convertitosi al cattolicesimo dopo la
Liberazione. IO TEMO che il mondo cattolico odierno sia scosso da due fenomeni
relativamente nuovi: il primo è l'insediamento in Europa di popolazioni
extra-europee, in gran parte non cristiane, invertendo la tendenza secolare che
aveva visto i cattolici penetrare, popolare e spesso egemonizzare altri
Continenti. Il secondo, le novità sociali e culturali dei nostri giorni.
Citerei l'ingresso delle donne, con la loro richiesta di parità di diritti, a
tutti i livelli della società; e i problemi filosofici ed etici posti dallo
sviluppo delle scienze fisiche e soprattutto biologiche e mediche, che pongono
sul tappeto la richiesta di una totale libertà di critica e di ricerca
scientifica e una difesa - coerente con quella dei diritti dell'uomo e del
cittadino - dell'autogestione del singolo individuo per quanto riguarda i
limiti della vita. TUTTO QUESTO è certamente materia di turbamento ed è
naturale che su tutto questo si esprimano tanto i singoli quanto le
istituzioni, quanto infine coloro che esercitano il magistero religioso, al di
fuori e indipendentemente dai provvedimenti legislativi che spettano
esclusivamente alle autorità elettive che rivestono questo compito. DUE SONO i
percorsi che a questo punto si possono aprire di fronte a noi: rispondere con
un irrigidimento delle posizioni, respingendo qualsiasi attenzione alle idee,
ai principi, alle dottrine degli "altri", concedendo loro soltanto la
possibilità della conversione - e pertanto negando il valore del dialogo -
oppure porsi in ascolto perché qualunque essere umano che pensa, che sente e che
parla può essere portatore di suggerimenti preziosi. PER QUANTO abbiamo appreso
finora, non pare sia stata seguita questa seconda strada. Pensando agli sforzi
di questi ultimi quaranta anni di dialogo non possiamo che rammaricarcene,
perché le conseguenze saranno dolorose per tutti. *Già presidente dell'Unione
delle Comunità ebraiche italiane - -->.
( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La polemica Il dubbio cristiano sul
popolo d'Israele
GAD LERNER Destreggiandosi invano fra la luce e le tenebre, un infelice
artifizio dialettico rivela oggi agli ebrei che la Chiesa cattolica non può
smettere di additarli come popolo anomalo, un'imperfezione da sanare. SEGUE A
PAGINA 28.
( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Gli ultimi giorni in miseria dell'eroe del film di
Spielberg Le lettere di Schindler "Ebrei, ora aiutate me" GERUSALEMME
Oskar Schindler, l'eroe che ha ispirato il film Schindler's
list di Steven Sbielberg, prima di morire, in miseria e alcolizzato, chiese
aiuto e denaro ad alcuni degli ebrei che vent'anni prima aveva salvato dai
campi nazisti. è quanto emerge da un carteggio inedito conservato all'Istituto
israeliano per la storia dell'Olocausto. A PAGINA 39.
( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Commenti Il dubbio cristiano sul popolo
d'israele (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Avendo elevato la lotta contro il
relativismo a priorità del suo magistero, Benedetto XVI deve anzi ribadire con
forza quell'imperativo ? la conversione degli ebrei - che i suoi predecessori
avevano deciso di mettere in sordina. Da mezzo secolo, ormai, la Chiesa
s'interroga su quanto sia lecita teologicamente una svolta relativista a
proposito della conversione degli ebrei. Fondamento di dottrina che si richiama
a San Paolo e da cui, per oltre diciannove secoli, trassero alimento la
diffidenza e il disprezzo nei confronti del popolo della Bibbia, colpevole di
negare la divinità di Cristo. Se di nuovo quel proposito di correzione-conversione
viene ribadito come elemento decisivo della fede cristiana, sarà difficile
farlo coesistere con la ricerca dell'amicizia in uno spirito di
riconciliazione. Lo rivelano le modifiche testuali, solo in apparenza
attenuative, disposte dal Vaticano nel messale del rito tridentino per il
venerdì santo, quello da cui nel 1959 Giovanni XXIII eliminò l'odioso
riferimento alla perfidia ebraica. Al posto della preghiera per il "popolo
accecato" perché "sia strappato alle tenebre", oggi il Vaticano
formula un eufemistico auspicio: "Preghiamo anche per gli ebrei, affinché
Iddio Signore nostro illumini il loro cuore e riconoscano Gesù Cristo come
Salvatore di tutti gli uomini" (i corsivi sono miei). Non è piacevole
essere oggetto di una tale speciale attenzione, risparmiata ad altri popoli.
Poco cambia, evidentemente, che i riferimenti all'accecamento e alle tenebre
vengano sostituiti dall'augurio di illuminazione e dalla speranza di
riconoscimento. Questa nuova preghiera che confida in una provvidenziale folgorazione
degli ebrei ? che finalmente desistano dall'errore - adegua l'argomento con cui
numerosi santi e dottori della Chiesa definirono gli erranti come "popolo
maledetto". Un insulto rimosso, quest'ultimo. Ma potenzialmente implicito
nell'attesa di una resipiscenza ebraica, condizione indispensabile per la
Salvezza di tutte le genti alla fine della storia. Prima o poi è necessario che
gli ebrei, per quanto rispettabili nella loro ingiustificata ostinazione,
riconoscano la Verità che pure duemila anni or sono fu rivelata sotto i loro
occhi, nella loro terra. Per secoli la Chiesa ha preteso di rappresentarsi come
"la nuova Israele". Fu Giovanni Paolo II,
sulla scia del Concilio, a sconsigliare l'uso di questa espressione tipica di
una teologia sostitutiva per cui l'Alleanza del Monte Sinai sarebbe invalidata
e soppiantata dalla Nuova Alleanza. Dunque coloro che non vollero riconoscerla
sarebbero per questo condannati al disprezzo, fin tanto che non si
convertiranno. Si spiegano così la protesta e la pausa di riflessione
annunciate dall'assemblea rabbinica italiana nel dialogo con la Chiesa di Roma.
"Vengono meno gli stessi presupposti del dialogo", ha rilevato il suo
presidente Giuseppe Laras. Il Vaticano, infatti, non aveva alcuna necessità
immediata di introdurre questo nuovo testo, visto che già nel 1970 Paolo VI
l'aveva completamente modificato la preghiera del venerdì santo, limitandosi
all'augurio, ben diverso, che il popolo ebraico sia fedele alla sua Alleanza.
E' interessante ricordare che lo stesso Paolo VI ?come confermano suoi appunti
scritti- nel 1964 restava contrario a una dichiarazione conciliare sul popolo
ebraico nella quale mancasse un riferimento all'imperfezione e alla
provvisorietà della sua condizione, visto che "tale speranza è esplicitamente
espressa nella dottrina di S: Paolo sugli ebrei". Papa Montini preferì
allora custodire nell'intimo tale convincimento. Un anno dopo vide la luce la
"Nostra Aetate" con cui la Chiesa scagionava gli ebrei dall'accusa di
deicidio, senza riferimento alla necessità della loro conversione. Da allora
molto cammino si è compiuto, allietato da storici gesti di riconciliazione e
promesse d'amicizia. Ma la Chiesa cattolica fatica a compiere il passo più
difficile nei confronti degli ebrei: l'elaborazione di una nuova teologia che
archivi definitivamente la teologia sostitutiva. Non a caso, per motivare la
scelta vaticana di riproporre ?così infelicemente modificato- il messale in
vigore nel 1959, il cardinale Kasper s'è richiamato alla dichiarazione
"Dominus Iesus" pubblicata nell'agosto 2000 dalla Congregazione per
la Dottrina della Fede presieduta da Joseph Ratzinger. Riaffermando
solennemente che non vi sono altre vie d'accesso alla Verità e alla Salvezza al
di fuori di Gesù Cristo, la "Dominus Iesus" giunse come una doccia
fredda a ridimensionare, sei mesi dopo, i "mea culpa" del Giubileo.
La centralità di fede della conversione degli ebrei tornava così tema
prioritario, e pietra d'inciampo, nel dialogo interreligioso. Venne di
conseguenza, nell'ottobre 2005, la designazione del cardinale Lustiger,
eminente figura di ebreo convertito, per la commemorazione in Vaticano del
quarantesimo anniversario della "Nostra Aetate". La stessa biografia
di Lustiger testimoniava un'accezione del dialogo finalizzata alla conversione.
Il rabbino capo di Roma decise per questo di disertare la cerimonia. Il
medesimo filo conduttore di una fede che non ammette relativismi, congiunge la
lectio magistralis di Ratisbona ? dove il papa rivendicava una sorta di dominio
sulla ragione - con la proposta agli ebrei di un dialogo somigliante ad
un'amicizia sopraffattrice. Settant'anni dopo le leggi razziali che
"Civiltà cattolica" nel 1938 criticava debolmente, riconoscendovi
benefici elementi di opportunità, viviamo per fortuna un'epoca completamente
diversa. Ma la questione teologica rimane irrisolta, così come la fatica
cristiana di confrontarsi con il Gesù ebreo.
( da "Unita, L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del GAZA Raid israeliani:
uccisi 8 palestinesi GAZA È guerra nel sud d'Israele. I
miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati anche ieri
mattina a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del
Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione. L'esercito
israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord della
Striscia: il bilancio dei bombardamenti iniziati durante la notte e
andati avanti fino a metà mattina, è di otto morti e numerosi feriti. L'elenco
delle vittime include sei miliziani di Hamas, uno della Jihad islamica ma anche
un insegnante, ucciso mentre teneva lezione in un liceo agrario vicino al campo
profughi di Beit Hanun.
( da "Giornale.it, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di Redazione - venerdì 08 febbraio 2008, 07:00 da
Gerusalemme Almeno 2.000 arabi, in maggioranza egiziani, sono entrati a Gaza
nei giorni scorsi per combattere la "guerra santa" (Jihad) contro Israele, approfittando delle brecce aperte dal movimento islamico Hamas
nella barriera sul confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Lo riferisce
l'agenzia di stampa palestinese Maan. L'obiettivo dichiarato di questi arabi,
scrive l'agenzia, è quello di unirsi ai miliziani di Hamas nella lotta contro Israele e hanno portato con loro ingenti quantità di esplosivo e di armi
di vario tipo, come razzi anticarro dell'ultima generazione. A questi
arabi, prosegue Maan, occorre aggiungere un numero imprecisato di iraniani
entrati a Gaza per offrire "assistenza tecnica" al braccio armato di
Hamas e alla Jihad islamica, organizzazione palestinese che da sempre mantiene
stretti rapporti con l'Iran. Fonti dei servizi di sicurezza dell'Autorità
nazionale del presidente Abu Mazen accusano Hamas, che dallo scorso giugno ha
il pieno controllo di Gaza, di "aver trasformato Gaza in un centro per la
Jihad globale" e riferiscono della presenza nella Striscia anche di
cellule qaidiste.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Pagina 111 Gaza, uccisi otto palestinesi -->
Gaza Dopo la relativa tregua vissuta nei giorni in cui il confine con l'Egitto
era aperto, tra la Striscia di Gaza e Israele
continuano le violenze. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono
tornati anche ieri mattina a lanciare razzi contro la città di Sderot e i
kibbutz nel deserto del Neghev, senza provocare vittime ma mantenendo altissima
la tensione, mentre Israele risponde
con nuovi raid e con una riduzione della fornitura elettrica alla Striscia.
L'esercito israeliano ha lanciato nuovi raid via terra e via cielo nel nord
della Striscia: il bilancio dei bombardamenti iniziati durante la notte e
andati avanti fino a metà mattina, è di otto morti e numerosi feriti. L'elenco
delle vittime include sei miliziani di Hamas, uno della Jihad islamica ma anche
un insegnante.
( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
L'industriale che con la sua famosa lista salvò dallo
sterminio 1.200 persone, morì alcolizzato e senza un soldo Ecco il carteggio
nel quale chiedeva denaro a un giudice israeliano. Che 20
anni prima aveva sottratto ai nazisti Le lettere di Schindler "Amici
ebrei, aiutatemi" L'appello a Moshè Bejski: "Non pago l'affitto da
mesi, qui sono finito Mi affido a lei" A fine guerra tentò speculazioni
che fallirono. E rischiò il carcere per bancarotta ALBERTO STABILE GERUSALEMME
dal nostro corrispondente Non era neanche vecchio. Quando morì, nel
( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Raid su Gaza, colpita una scuola muore l'insegnante,
feriti 2 allievi GAZA - Un raid aereo israeliano compiuto
ieri mattina nel nord della Striscia di Gaza ha centrato per errore una scuola
uccidendo un insegnante e ferendo due degli allievi. La scuola è un liceo
agricolo alla periferia del campo profughi di Beit Hanun, in una zona spesso
utilizzata dai miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele (ieri ne sono caduti 4 sulla città israeliana di Sderot).
Con questo attacco sale a sette il numero dei palestinesi morti nel corso della
giornata di ieri dagli attacchi israeliani: oltre all'insegnante, sono stati
uccisi cinque miliziani.
( da "Voce d'Italia, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Gaza, Israele stacca ancora la corrente
Sale a 8 il numero dei morti per i raid israeliani, 6 erano miliziani di Hamas
Gaza, 8 feb.- Nonostante gli inviti alla prudenza della comunità internazionale
oggi Israele tornerà a tagliare le forniture di energia elettrica alla striscia
di Gaza, in cui vivono poco più di un milione di abitanti. La decisione
è stata presa dal Ministro della Difesa Barak, che accusa i palestinesi di
essere ancora protagonisti del lancio di razzi Qassam nelle vicine città
israeliane. Intanto è giunto a 8 il numero dei morti per causa dei raid di Israele, numerosi i feriti.
( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di DAVID MEGHNAGI A tradurre Yehoshua era la Giuntina, una
piccola editrice ebraica che ha avuto il grande merito di far conoscere per
prima in Italia l'opera di Wiesel. Eppure la letteratura israeliana, come
avrebbe poi dimostrato con la grande esplosione degli anni Ottanta e Novanta, è
uno dei più grandi laboratori di scrittura, di pensiero e di invenzione
linguistica di ogni tempo. "La principessa addormentata", come con amore
la chiamavano i padri fondatori della rinascita ebraica, per tornare in vita
aveva bisogno del contatto più intenso con l'intero patrimonio culturale delle
lingue parlate e scritte. Dalla filosofia all'arte, dalle scienza alla
letteratura non vi è campo in cui i traduttori non si siano cimentati per
trovare le parole per dire in un gioco di scambi unico tra la lingua dei testi
contemporanei e quella delle Scritture. Il clima è cambiato dopo la caduta del
Muro di Berlino e con gli accordi di Oslo tra israeliani e palestinesi. Gli
scrittori israeliani hanno fatto la fortuna dei loro editori. La letteratura è
arrivata dove la politica appariva cieca e incapace di andare oltre gli
stereotipi e i luoghi comuni della guerra fredda, dei pregiudizi e degli
stereotipi del conflitto. Se non fosse per le conseguenze devastanti sul piano
morale e politico del boicottaggio, verrebbe da ridere amaramente di fronte
all'idea che per malintesi sentimenti di solidarietà verso i popoli oppressi,
qualcuno non trovi di meglio che prendersela coi libri. I libri come gli alberi
non si possono difendere. Sono loro a nutrirci ma se non li proteggiamo
diventiamo noi stessi secchi e aridi. Che a lanciare gli anatemi contro la
Fiera del Libro, siano i fondamentalisti islamici non sorprende. Né sorprende
se a fare da gran cassa siano i relitti di un comunismo che non hanno mai fatto
realmente i conti con la tragedia dei gulag e del totalitarismo. Come non
sorprende che sul web ci sia qualcuno che stili una lista di professori ebrei o
filo-israeliani. Il copione è vecchio. Fa da sfondo ad un antisemitismo che si
alimenta del conflitto mediorientale ed ha come oggetto la demonizzazione dello
Stato di Israele e della sua esistenza. L'aspetto più
inquietante di questo nuovo antisemitismo è la riscoperta di "un
sentimento di innocenza", che il vecchio antisemitismo non potrebbe
rivendicare. L'odio un tempo rivolto contro gli ebrei in quanto singoli e in
quanto comunità è oggi perversamente diretto contro lo
Stato di Israele assurto a simbolo di ogni male. Come giudicare altrimenti la
richiesta di estendere l'invito come ospiti d'onore della Fiera ai palestinesi.
La richiesta apparentemente moderata e ragionevole nasconde l'idea che lo Stato
di Israele non è uno Stato come gli altri, non è uno Stato sovrano, ma uno
Stato paria permanentemente in stato di osservazione, oggetto delle
nostre proiezioni e di fantasmi irrisolti. Come dovremmo giudicare altrimenti
la confusione di termini e concetti che dovrebbero essere distinti, come Stato
di Israele e Israele biblico,
ebrei e israeliani. Unificati in un unicum indifferenziato gli ebrei come gli
israeliani appaiono trasformati in un archetipo che li annulla come persone.
Celebrati come "vittime" nel giorno della memoria, in un gioco di
scambi e rovesciamenti perversi possono essere rappresentati come
"carnefici" in quanto israeliani. Ridotti ad immagine, privati di
umanità propria, ritornano come persone attraverso la grande letteratura che
hanno saputo restituirci come dono. Anche per questo i nemici della Fiera
vorrebbero che ne fossero allontanati. Vivendo di simboli necrofili, hanno in
odio la vita e le persone reali.
( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Ndo sei militanti palestinesi, di cui cinque membri delle
Brigate Ezzeddin al Qassam, l'ala militare di Hamas, e uno della Jihad
Islamica. Ucciso anche un insegnante: uno dei raid aeei israeliani ha centrato
infatti per errore una scuola, ferendo anche due degli allievi. Secondo fonti
palestinesi la scuola è un liceo agricolo che si trova alla periferia del campo
profughi di Beit Hanun, in una zona spesso utilizzata dai
miliziani per lanciare razzi Qassam verso Israele. Un
portavoce militare israeliano ha detto che si sta investigando per accertare
"la causa dell'errore", mentre le autorità scolastiche di Gaza hanno
protestato con forza contro quello che viene considerato "un crimine
deliberato contro una scolaresca innocente". Dopo la relativa
tregua vissuta nei giorni in cui il confine con l'Egitto era stato aperto, tra
la Striscia di Gaza e Israele sono dunque riprese le
violenze. I miliziani di Hamas e quelli della Jihad islamica sono tornati ieri
a lanciare razzi contro la città di Sderot e i kibbutz nel deserto del Neghev,
senza provocare vittime ma mantenendo altissima la tensione. Barak ha ordinato
la riduzione delle forniture di energia elettrica alla Striscia di Gaza. È la
prima volta che Israele riduce deliberatamente la
distribuzione di elettricità a Gaza, una sanzione che inizialmente non dovrebbe
eccedere il 5% e solo su alcuni elettrodotti, ma che potrebbe crescere
gradualmente nelle prossime settimane. Essa si aggiunge all'ambargo già in
vigoreda mesi consistito finora nella riduzione del carburante e nel blocco di
tutte le importazioni verso la Striscia, dove viene consentito solo l'ingresso
di piccole quantità di aiuti umanitari.
( da "Liberazione" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Raid israeliano Gaza, colpita scuola
Massacro sfiorato Sei miliziani e un civile palestinesi sono rimasti uccisi
ieri nel corso dell'ennesimo un raid israeliano nella parte settentrionale
della Striscia di Gaza. Tra le vittime, cinque erano membri del braccio armato
di Hamas e un altro, un attivista della Jihad Islamica. Nella città di
Bei Hanun, invece, un insegnante è morto e due alunni sono rimasti feriti
quando un missile sparato da terra ha colpito l'edificio di una scuola agraria.
Secondo un portavoce dell'esercito israeliano, l'operazione era diretta contro
un'area da cui di solito i miliziani lanciano razzi Qassam. Sulla questione
delle infiltrazioni di cellule di armati palestinesi che usano la frontieratra
Gaza e l'Egitto per attaccare il territorio israeliano o compiere attentati
terroristici, ieri è arrivato il duro monito del Cairo, che ha minacciato di
"spezzare le gambe" a cuinque provi ad infiltrarsi. Il terribile
avvertimento è stato lanciato dal ministro degli Esteri, Ahmed Abul Gheit.
L'Egitto, ha aggiunto il ministro, ha di recente consentito a migliaia di
palestinesi di varcare il confine di Rafah per ragioni umanitarie, ma "le
cose sono cambiate". 08/02/2008.
( da "Liberazione" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cagliari Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di
cinema documentario palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino
Cagliari Seconda giornata per Al Ard - VI rassegna di cinema documentario
palestinese al cineteatro Ersu Nanni Loy in via Trentino. Alle 16.30
"Dedicato a Daniel Amit" con "Gaza, la chiusura" di Ram
Loevy, "Rainbow" di Abdel Salam Shehadeh, "Stranger in My
Home" di Sahera Dirbas. Alle 19.30 il dibattito "1948-2008: 60 anni
di Nakba, la distruzione della Palestina"
con Sahera Dirbas (regista), Fawzi Ismail (associazione Sardegna-Palestina), Mauro Bulgarelli (senatore). Coordina Mariangela Pedditzi e, a
seguire, "Il club antioccupazione delle nonnine infuriate" di Iwajla
Klinke. Moliterno (Pz) Nell'ambito delle letture organizzate dall'associazione
culturale Thomas Sankara, presentazione alle 19.30 nella Bibliomediateca
G. Racioppi del libro di Sergio Tanzarella Gli anni difficili: Lorenzo Milani,
Tommaso Fiore e le esperienze pastorali (edizioni Il pozzo di Giacobbe). Un
volume con i contenuti e le reazioni al libro scritto da don Lorenzo Milani sul
finire degli anni cinquanta, "Esperienze pastorali", con alcune
pagine originali con le varianti, le correzioni proposte dal censore e le
scelte definitive del priore di Barbiana. Del tutto inedito è il carteggio tra
don Milani e Tommaso Fiore, originale figura del mondo della cultura
meridionalistica. All'incontro sarà presente l'autore, docente di Storia della
Chiesa alla Facoltà teologica dell'Italia Meridionale. Napoli Una giornata insieme
per imparare, per riconoscersi... per non dimenticare. Omocausto 1945-2008. Il
giorno delle memorie: gli stermini dimenticati dalle 9.30 alle 13.30 nella Sala
Giunta, Palazzo San Giacomo del Comune. La giornata è aperta dalla proiezione
del film "Paragraph 175" di Rob Epstein e Jeffrey Friedman: la
tragedia, per troppo tempo dimenticata, dell'omocausto, ovvero delle
persecuzioni verso gli omosessuali nel periodo nazista. All'incontro,
coordinato da Carlo Cremona, presidente I-Ken onlus, partecipano: la sindaca
Rosa Russo Iervolino; Dolores Madaro, assessora alla Memoria; Giulio Riccio,
assessore alle Politiche sociali e giovanili; Paolo Valerio, Università
"Federico II"; Domenico Rizzo, Istituto universitario Orientale;
Giordana Curati, ArciLesbica; Gina Piscitelli, Mit Napoli; Pasquale Musella,
I-Ken onlus, coordinatore Lgbt Campania. Nasce in Campania Teatri della
legalità , un progetto promosso dall'assessorato al Lavoro, Istruzione e
Formazione della Regione per la direzione artistica di Mario Gelardi e Tina
Femiano. Una programmazione di ampio respiro, che affronta e propone ai giovani
il tema scottante della criminalità e della violenza. Le rappresentazioni
proposte fino a maggio sono animate dall'impegno e dal coinvolgimento di oltre
un centinaio tra attori, registi ed operatori delle istituzioni, della scuola e
dello spettacolo. Il programma di attività teatrali è realizzato in
collegamento con le amministrazioni comunali di Napoli, Marano, Santa Maria
Capua Vetere, Afragola, San Giorgio a Cremano ed Eboli e sarà illustrato alle
11.30 nella sede dell'Agis Campania, in piazza del Gesù Nuovo 33. Saranno
presenti: Corrado Gabriele, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e
Lavoro; i sindaci dei Comuni che aderiscono all'iniziativa; i responsabili
della programmazione artistica; il responsabile organizzativo Luigi Marsano;
numerosi attori e registi impegnati nel progetto. Frosinone I Bludeepa
presentano il loro cd In assoluta presenza di fragilità a Cantina Mediterraneo,
via A. Fabi 341. Aprono The Loopduo, una grande sorpresa. Roma Tu6 - Pizzini
contro la mafia : una mostra e un libro di Giovanni Floris e Lorenzo Terranera,
prefazione di Piero Grasso. Presentazione alle 11 al cinema Farnese, piazza
Campo de' Fiori 67. Intervengono: gli autori; Piero Grasso, procuratore
nazionale Antimafia; Giuseppe Lobelaro, presidente Municipio I; Sabrina
Alfonsi, assessore alle Politiche scolastiche Municipio I; Rosaria Punzi,
edizioni Lapis; Maria Mazzei e Enrico Natoli, associazione Cuntrastamu. Nero,
donna... generale. Gli Usa in crisi sono pronti per un presidente nuovo? ,
incontro con Marco D'Eramo, scrittore e giornalista de "il
manifesto", e Sandro Portelli, docente di Letteratura americana alla
Facoltà di scienze umanistiche alla Sapienza. Alle 20 al circolo culturale
Montesacro, corso Sempione 27. Alle 19 alla libreria Caffè Flexi di via
Clementina 9 incontro con Antonella Beccaria, autrice di Uno bianca e trame
nere. Cronaca di un periodo di terrore (ed. Stampa Alternativa); all'incontro
partecipano anche il giornalista Andrea Purgatori, l'avvocato delle parti
civili Alessandro Gamberini e Simona Mammano, membro del Siulp e autrice di
letteratura noir. Carla Romana Antolini e Andrea Cosentino presentano, con
Roberto Ciancarelli, Nico Garrone, Paolo Ruffini e Attilio Scarpellini il libro
Andrea Cosentino - L'apocalisse comica (Editoria & Spettacolo) alle 18.30
al Rialtosantambrogio, via S. Ambrogio 4; alle 21.30 Cosentino presenterà anche
la nuova produzione "Antò le Momò". La Locanda Atlantide in via dei Lucani
22b propone alle 21.45 (da non perdere!) i Delorentos , la band rivelazione
della nuova scena irlandese, con il loro "In Love With Detail";
aprono i Runa Raido; a seguire, selezioni musicali con djs Random e Shaffle.
Fleurs du mal + "Lost & found" alle 22.30 al Beba do Samba, via
dei Messapi 8. Sonic Angels alle 22 al Mads, via dei Sabelli 2: con gli
Intellectuals e dj set rock-punk-garage con i dj Enri Kyb e Lory. Al Villaggio
Globale , lungotevere Testaccio, Aghata & Music Evolution presentano Ray Keith
+ Kursk + dj Kina + Lai + N Drew Fuking F + Jpr Intiman: start alle 22.30, end
alle 6, entry 6 euro. Trio de Janeiro per una serata di bossanova alle 22 al
Pentagrappolo, via Celimontana 21b. Al Brancaleone, via Levanna 11, Cadenza
feat. Thomas Melchior + Mirko Loko . Dub&Roots Reggae Dance Hall dalle 23
al csa La Torre di via Bertero 13: Doubletrack incontra Radio Torre sound
system . Aspettando San Valentino Kiss Party al Qube in via di Portonaccio 212,
dalle 23. Concerto Gospel e Spiritual con Vocintransito alle 22 al The Cotton
Club, via Bellinzona 2. Conti-Maresca Quartet in un tributo ai maestri delle
grandi orchestre alle 21.30 al Comitato 100celle Aperte, via delle Resede 5. Il
cineclub Grauco propone oggi Percorso africano : alle 17 "Il sogno africano"
di Ray Müller; a seguire "Souko. Il Cinema di Cartone" di Issiaka
Konatè; alle 19 "L'incubo di Darwin" di Huber Sauper; alle 21
"Daratt" di Mohamat-Salen Haroun. "Lavoro, maledetto
lavoro" al Forte Prenestino, via Federico Delpino: alle 22.30 proiezione
del film Severance - tagli al personale di Christopher Smith; e dall'aperitivo
alle 4 "Altroverso live"; apertura della mostra di disegni e tavole
della fanzine autoprodotta Il piatto (fino al 21 febbraio): una rivista di
disegni, illustrazioni, fumetti, che esce più o meno in autoproduzione ogni due
mesi. "Storie nella storia" al Casale Podere Rosa, via Diego Fabbri:
alle 21.30 videoproiezione Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta. Bologna
Raffaele Bastone country & delta blues alle 232 all'Arci Iqbal Masih, via
della Barca 24/3. Al LocomotivClub, via Serlio 25/2, Sexyshock presenta
RealCore, la rivoluzione del porno digitale , uno spettacolo di cabaret
informativo, di infotainment dal basso, di e con Sergio Messina, ingresso 5
euro con tessera Arci. Castel M. (Bo) Daniele Sepe + "Nostra patria è il
mondo intero" alle 21.15 nella sala teatro Biagi D'Antona, via La Pira 54.
Con anche Auli Kokko voce, Piero De Asmundis tastiere, Franco Giacoia chitarra
elettrica, Vittorio Pepe basso, Lello De Fenza batteria. Gattatico (Re) La
ska-band Persiana Jones alle 22 all'Arci Fuori Orario di Taneto, via Don
Minzoni 96b. Carpi (Mo) Per chiunque voglia ballare al ritmo dell'indie-rock...
Super Sonic Dead Monkeys in concerto alle 223 al Kalinka Club. Trieste Non c'è
niente da ridere. Percorsi di teatro comico alternativo al Teatro Miela, piazza
Duca degli Abruzzi. Alle 21 "Io" di Flavia Mastrella e Antonio Rezza.
Pordenone "Palco aperto", la nuova rassegna dedicata ai gruppi
emergenti locali. Close + Seven alle 22 al Deposito Gordiani, via Prasecco 13.
Brescia Inaugurazione della mostra del fotografo londinese Abbas alle 19 al
caffè letterario Un mondo di carta, vicolo Beccaria 10; fino al 29 febbraio.
Dove si entra gratis, c'è una sala di lettura, si partecipa a dibattiti, si
ascoltano concerti e si può mangiare e bere a prezzi popolari. Lumezzane (Bs)
Infopoint di Emergency al Teatro Odeon allo spettacolo di Marco Paolini
Miserabili . Milano La violenza della pace , incontro con la scrittrice
libanese Najwa Barakat e con Maria Nadotti alle 21 alla Casa della Cultura, via
Borgogna 3. Letture di Silvia Gallerano dal romanzo "Ya salam!"
(Epoché). Un libro che parte da un assunto apparentemente paradossale:
l'impossibilità, dopo una lunga guerra, di adattarsi alla pace. Per "Zigup
- Teatro diffuso" la Compagnia Catalyst del Teatro Puccini di Firenze oggi
e domani alle 21 al Teatro del Battito, via Tommei 3, e domenica al Teatro
Mohole, via Desiderio 3/9, nello spettacolo Aldo dice 26 x 1 , testo e regia di
Riccardo Rombi. "Un racconto in cui la Storia si intreccia con le storie,
le paure, il coraggio, i sentimenti di un intero popolo che parla per bocca dei
suoi giovani protagonisti. Una scenografia essenziale, un uomo, una radio.
Personaggi e ricordi rivivono sul palcoscenico assieme alle voci e alle
immagini degli uomini che hanno segnato una svolta nella storia del nostro
recente passato. La fotografia di un ideale chiamato Resistenza al grido del
quale è stata fatta l'Italia. Un cammino difficile e doloroso che ci ha accompagnato
verso la democrazia, la giustizia, la libertà, verso i valori fondanti la
nostra Costituzione". Prenotazione obbligatoria: Teatro del Battito
0255191837, 3384435756; Teatro Mohole 0236513670. AcrobaticiAnfibi presenta
Flavio Giurato live alle
( da "Voce d'Italia, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Una progressiva riduzione della fornitura
dell'elettricita' alla Striscia, contro i razzi. Gaza: razzi
contro Israele Shlomo Dror: "e' una loro scelta" Gerusalemme, 8 Feb.
– Nove missili e un colpo di mortaio contro Israele. E'
accaduto questa mattina nella Striscia di Gaza, l'attacco è opera di alcuni
militanti palestinesi. Due razzi hanno distrutto delle serre e un terzo è
precipitato nella zona industriale di Ashkelon. I primi lanci risalgono
a ieri sera dopo che Israele ha dato via ad un
programma, di progressiva riduzione della fornitura dell'elettricità alla
Striscia, contro i razzi. "E' una loro scelta. Devono scegliere se
continuare a investire in missili e attaccare Israele
o se vogliono l'elettricità", ha dichiarato il portavoce del ministero
israeliano della Difesa Shlomo Dror. Israele ha
ridotto la fornitura di elettricità tagliando del 5% il flusso di una delle
dieci linee dirette alla Striscia. Fonti israeliane spiegano che sono previste
ulteriori riduzioni settimana per settimana sulla base di considerazioni sulla
sicurezza e la situazione umanitaria nella Striscia. La riduzione del flusso è
partita dopo che la Corte Suprema israeliana ha dato il via libera al piano di
riduzione dell'elettricità, respingendo le istanze di gruppi per la protezione
dei diritti umani, secondo i quali si tratta di una ingiusta punizione
collettiva nei confronti della popolazione di Gaza. Valentina Pellegrino.
( da "Opinione, L'" del 08-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Ven, 08 Feb 2008 Edizione 27 del 08-02-2008 Il
presidente iraniano scopre le sue carte con i giornalisti
francesi e rivela tutto il suo antisemitismo Ahmadinejad: Israele è una nazione "inventata" Il leader islamico:
"Non è certo il riconoscimento dell'Onu che conferisce legittimità allo
Stato. Un popolo finto non può durare" di Dimitri Buffa "Bisogna
tornare indietro nel tempo a un evento che ha sradicato milioni di esseri umani
e ne ha uccisi centinaia di migliaia?". La fondazione dello Stato
di Israele come "peccato originale"
dell'attuale caos internazionale e del conflitto in Medio Oriente. Quando Alain
Frachon, inviato di "Le monde" a Teheran e intervistatore del
presidente della repubblica isalmica dell'Iran Mahmoud Ahmdinejad, ha
affrontato la questione dell'appoggio dato dal regime degli ayatollah ai
terroristi di Hamas e alla impossibilità in queste condizioni di arrivare alla
pace tra palestinesi e israeliani, il despota, che in questi giorni sta facendo
eseguire condanne a morte di decine di oppositori e di giovani, finalmente
scopre le carte. Israele per Ahmadinejad non ha
diritto di esistere e la risoluzione Onu del 1947 che stabiliva la partizione
della Palestina del mandato britannico in due stati,
uno per gli ebrei e uno per gli arabi, è poco meno che carta straccia.
"Perché mai il popolo palestinese dovrebbe accettare di essere amputato di
una parte del proprio territorio? ? risponde Ahmadinejad alle insistenti
contestazioni del giornalista di "Le monde" ? Non è certo il riconoscimento
di Israele da parte dell'Onu che gli conferisce
legittimità. Un popolo finto, inventato, non può durare; dovrà uscire da quel
territorio prima o poi. Non è che qualcosa di falso diventa vero solo perché
tutto il mondo lo afferma". Così parla dunque Mahmoud Ahmadinejad che solo
due giorni fa alla televisione iraniana aveva espresso analoghi concetti:
"la sporca entità sionista prima o poi cadrà". Alle domande del
giornalista sull'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran e sulle
incombenti e molto più dure nuove sanzioni che il consiglio di sicurezza
dell'Onu sta per varare, Ahmadinejad non si sottrae e rilancia: "noi
abbiamo il diritto di arricchire l'uranio e le sanzioni faranno maturare il
popolo, così come è avvenuto dopo la guerra con l'Iraq". A proposito delle
difficoltà del regime e della mancanza di democrazia, Ahmadinejad ribadisce che
"tutti i paesi del mondo hanno difficoltà economiche, anche voi francesi,
anche gli americani; quanto al popolo iraniano più che di democrazia ha bisogno
di dignità e di purezza". Infine un accenno sul ruolo dell'Europa durante
il semestre di presidenza francese: "dovrebbe avere un ruolo
internazionale più importante dato che ora è quasi inesistente e completamente
subordinato alla politica estera americana". Commenti sprezzanti, poi,
quelli sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti: "se saranno vere e
libere elezioni lo si vedrà dal fatto che al popolo verrà data la possibilità
non di scegliere solo tra due opzioni ma anche quella di cambiare radicalmente
la poltica estera americana". Nella lunga premessa all'intervista Alain
Frachon, che ha realizzato questo scoop insieme a Marie Claude Decamps,
racconta tutte le peripezie subite prima di venire ricevuti da Ahmadinejad che
non ha voluto rispondere a domande sulle esecuzioni di massa in questi giorni a
Teheran e che ha promesso una nuova intervista per affrontare questi temi. Il
commento dei giornalisti è stato duro: ci troviamo di fronte a "un bullo
mediatico". Il mondo intero in realtà crede che più che la categoria dello
spirito del "bullismo" per Ahmedinejad possa meglio attagliarsi la
definizione di "Hitler in sedicesimo".