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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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top          ARTICOLI DELL’6-2-2008       #TOP


 

Critiche all'Italia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-02-2008)

Abstract: Il corrispondente americano non si è scordato di nominare Beppe Grillo, il comico che si è messo in testa di dire agli italiani che sprofondano nel fango ma che non tutto è perduto. È anche lui un portavoce di Stella e Rizzo? Così, con l'aria di non voler offendere nessuno, il Nyt ha pubblicato il saggio di Fisher, lavoro giornalistico che altro non è se non un aggancio al libro "

I NUMERI La Sinistra arcobaleno, alle comunali del 2004, incassò quasi il 9%. Un punto in più aggiungendo l'Italia dei valori ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: Un punto in più aggiungendo l'Italia dei valori Valenti (Pdci): "Il Masini-bis? Non potremmo sostenerlo" I Verdi: "Siamo stati scottati Difficile l'intesa col Pd" Ambientalisti e sostenitori di Beppe Grillo si muovono dietro le quinte: ma la lista non è ancora sicura - -->.

La sinistra avverte il Pd Si andrà al ballottaggio Verdi e Pdci decisi a dare battaglia ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: soprattutto promossi dai sostenitori locali di Beppe Grillo e da esponenti di associazioni ambientaliste. La lista comparirà sulla scheda? E presto per dirlo. Sicuramente è più probabile che peschi nel serbatoio del centrosinistra che nell'area opposta. E se le elezioni si giocano su pochi punti percentuali, ogni voto può essere prezioso.

Mano schiacciata dal carro di carnevale ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2008)

Abstract: Il Grillo furioso" - carro di seconda categoria dedicato a Beppe Grillo - stava facendo rientro alla Cittadella del Carnevale al termine del quarto corso mascherato. Arrivato all'altezza della Terrazza della Repubblica - poco dopo l'hotel Principe di Piemonte - la ruota anteriore del carro ha cominciato a dare qualche problemino.

Gran premio policlinico - valerio varesi ( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

Abstract: I lavori saranno preceduti da un collegamento telefonico con Beppe Grillo che saluterà i partecipanti. "Non dobbiamo dimenticare - spiega Alessandro Zanasi dell'unità operativa di pneumologia del Sant'Orsola - che la tosse è la principale causa di visita medica nei momenti in cui le centraline di rilevamento registrano i picchi di polveri sottili".

Arresti in porto, resa dei conti a Genova ( da "Stampa, La" del 06-02-2008)

Abstract: Tra i suoi vicini di casa anche il Savonarola ligure, Beppe Grillo. Altro stile, però. Novi, adesso, anziché alle parole - verrà il momento: la prima scadenza è l'interrogatorio di garanzia, fissato per venerdì - si affida alle carte. Sta spulciando tra documenti, appunti, delibere. Prepara una serie di memorie, pronto a difendersi.

Veltri: io resto lontano dalla casta ( da "Provincia Pavese, La" del 06-02-2008)

Abstract: CON BEPPE GRILLO Veltri: "Io resto lontano dalla Casta" PAVIA. Elio Veltri smentisce le voci che lo vorrebbero candidato alle prossime elezioni, magari portabandiera dall"anti-politica" di Beppe Grillo. "Ho parlato con Grillo ripetutamente - dice - e lui mi ha escluso nella maniera più categorica l'intenzione di presentare liste alle elezioni per il rinnovo del Parlamento"

Quattromila firme per dire <no> ai vitalizi ( da "Adige, L'" del 06-02-2008)

Abstract: Al dibattito organizzato dal Meetup di Trento di Beppe Grillo, la Uil annuncia di aver già raccolto quattromila firme (ma la sottoscrizione resta aperta fino all'11 febbraio) per abolire i privilegi della politica provinciale. Eppure Vincenzo Bonmassar avverte: "La protesta è generica - dice - e quindi anche la soluzione rischia di essere generica".

Solo domande semplici domande ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Abstract: Basterà dire che Beppe Grillo è un invasato per rasserenare i trentenni che s'aspettano comunque di fare la loro parte, sia pure dopo aver chiarito per carità di patria che spesso e volentieri i giovani non sono migliori dei vecchi? E la cultura? Chi si accollerà il compito di spiegare agli incazzati che certe discorsi di Pasolini sono pura letteratura?

Consiglio: riprese vietate ai 'Grillini' ( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 06-02-2008)

Abstract: I seguaci di Beppe Grillo avevano effettuato riprese già nella precedente seduta del consiglio comunale, e il presidente Maurizio Grassano aveva pensato, fino a un certo momento, che fosse per la particolarità della seduta a sostegno dei posti di lavoro, con la presenza del sindacato.

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO UN INDIRIZZO PER "LA CITTÀ" ( da "LeccePrima.it" del 06-02-2008)

Abstract:

Un prete operaio attento ai consumi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-02-2008)

Abstract: con Beppe Grillo al "Taliercio", mentre la scorsa estate ha messo in piedi il "Centro Le Vie" presso il suo patronato dove propone contenuti e percorsi diversi per vivere meglio il tempo libero e avviato l'iniziativa "Il patronato fa la differenza" con un gioco di parole che allude alla raccolta differenziata dei rifiuti e al ruolo educativo degli spazi attigui alla chiesa.

Brescia e i Pcb: a primavera partiranno le bonifiche ( da "Redattore sociale" del 06-02-2008)

Abstract: Comitato popolare contro l'inquinamento zona Caffaro", il gruppo "Meetup amici di Beppe Grillo di Brescia" e l'associazione "Ricomincio da Grillo", hanno avviato una raccolta di firme per chiedere al Comune di costituirsi parte offesa nell'inchiesta, ancora in corso presso la Procura di Brescia, sulle responsabilità dell'industria chimica.

Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) ( da "Velino.it, Il" del 06-02-2008)

Abstract: come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta -

Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (2) ( da "Velino.it, Il" del 06-02-2008)

Abstract: come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta -

Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (3) ( da "Velino.it, Il" del 06-02-2008)

Abstract: come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta -

Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del 06-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna"

Elezioni/ Grillo annuncia un esposto alla Consulta contro il 'Porcellum' ( da "Affari Italiani (Online)" del 06-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo prosegue la sua crociata contro la legge elettorale e, senza andare troppo per il sottile, riassume così lo scenario che potrebbe aprirsi: "La Corte ha due mesi per decidere, prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il referendum,


Articoli

Critiche all'Italia (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-02-2008)

 

LPer molti giorni i mass media italiani hanno menzionato, in varie parti dei loro "fondi" e commenti, Ian Fisher, corrispondente italiano del "New York Times" e il suo ormai famoso saggio sul Bel Paese angosciato dai problemi. Fisher ha causato un profluvio di polemiche e di accuse contro il giornale americano. Il tiggì della Rai ha parlato di "attacco contro l'Italia". Figurarsi. Fisher è stato contestato per avere annunciato ai quattro venti che il popolo italiano è infelice e depresso. Ma soprattutto, credo, perché l'articolo è uscito nella prima pagina del giornale più influente degli Stati Uniti. I media e gli esponenti italiani (vedi il presidente della Repubblica, che normalmente rilascia commenti patriottici, e membri del Governo, che hanno risposto al giornale americano con irreali motivazioni politico-economiche), hanno acceso con il Nyt una polemica che forse non ha precedenti. Con tutta la controversia causata dal suo articolo il buon Fisher si è forse guadagnato una promozione per meriti di lavoro. Il corrispondente americano ha richiamato alla mia memoria quel Dan Brown, autore de "Il Codice Da Vinci", che aveva ricevuto, specie dal clero, tante critiche negative da avere involontariamente premiato proprio Brown, con una pubblicità gratuita grazie alla quale, con il suo mediocre romanzo fantastorico, l'autore è diventato milionario. Un successo di questo genere Fisher forse se lo sognava, ma comunque ha fatto colpo. Allora, cos'è successo? Mi viene da pensare che due eventi abbiano caratterizzato il suo "scoop" giornalistico. Il primo mi suggerisce che il Nyt, sebbene giornale di sinistra (liberale anti Bush) e con la reputazione di non rispondere a provocazioni, si è "irritato" alle continue accuse dei media italiani contro il governo americano. Insomma, il Nyt voleva forse suggerire che l'America non è "solamente Bush" (principale ricevente di insulti). Il secondo evento sembra essere il più importante, perché coinvolge, oggettivamente, due giornalisti del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del libro "La Casta". Questo libro, con carisma elementare e indiscutibili prove di validità informativa, denuncia i gravi costi finanziari e morali di una classe politica italiana corrotta, sia di destra sia di sinistra. Vorremmo non fosse vero ciò che abbiamo letto in questo "dossier": crediamo di avere un incubo e vorremmo svegliarci. Purtroppo nella sua cruda realtà, questo documento è un riassunto di episodi vergognosi causati dalla classe politica (chiamata appunto "casta") a danno degli italiani. È un libro che rattrista e ti fa sentire privo di ideali. È il best seller dell'anno. Naturalmente, al Nyt sanno leggere, così si sono agganciati a questo documento per descrivere una parte del malessere del Bel Paese. Da notare che il volume si è intrattenuto su un aspetto della corruzione del sistema (quella diffusa dalla casta). L'altro, è un problema di ordinaria amministrazione: servizi postali nel caos, ferrovie che non funzionano, giustizia bizantina, scioperi selvaggi, carceri e sicurezza in crisi, immigrazione illegale, mafia prima azienda italiana per giro d'affari, i rifiuti di Napoli, la riforma costituzionale, sono fenomeni che dovrebbero figurare in un altro "dossier". Il corrispondente americano non si è scordato di nominare Beppe Grillo, il comico che si è messo in testa di dire agli italiani che sprofondano nel fango ma che non tutto è perduto. È anche lui un portavoce di Stella e Rizzo? Così, con l'aria di non voler offendere nessuno, il Nyt ha pubblicato il saggio di Fisher, lavoro giornalistico che altro non è se non un aggancio al libro "La Casta". Per scrivere il suo saggio, Fisher si è servito come di una guida principale del libro dei due colleghi milanesi. Dunque la critica principale al sistema Italia è nata nello Stivale. Se l'italiano comune, e soprattutto se il governo o il Presidente della Repubblica si sentono offesi dalla "sfrontatezza" del corrispondente, vuol dire che in realtà discreditano l'opera validissima di Stella e Rizzo. Detto questo, a Beppe Grillo e al Nyt auguro di non essere querelati per plagio dagli autori de "La Casta". Eligio Clapcich (Stati Uniti).

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I NUMERI La Sinistra arcobaleno, alle comunali del 2004, incassò quasi il 9%. Un punto in più aggiungendo l'Italia dei valori (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Forlì))

 

IL QUADRO I NUMERI LA RABBIA TERZO INCOMODO La Sinistra arcobaleno, alle comunali del 2004, incassò quasi il 9%. Un punto in più aggiungendo l'Italia dei valori Valenti (Pdci): "Il Masini-bis? Non potremmo sostenerlo" I Verdi: "Siamo stati scottati Difficile l'intesa col Pd" Ambientalisti e sostenitori di Beppe Grillo si muovono dietro le quinte: ma la lista non è ancora sicura - -->.

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La sinistra avverte il Pd Si andrà al ballottaggio Verdi e Pdci decisi a dare battaglia (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Forlì))

 

La sinistra avverte il Pd "Si andrà al ballottaggio" Verdi e Pdci decisi a dare battaglia SI GUARDA A ROMA, ma si pensa a Forlì. Si scaldano i motori per la campagna elettorale delle politiche, ma si cominciano a studiare le mosse in vista del 2009, quando si tornerà a votare per Comune e Provincia. Nel centrodestra le prove tecniche di alleanze sono già in corso. Nel centrosinistra invece è tutto in alto mare. Il rimescolamento di partiti e raggruppamenti non permette di avanzare previsioni sul piano locale. Però qualcosa già ora trapela. Tanto per cominciare, se il Partito democratico decidesse di fare le primarie, come richiesto da molti attivisti, il quadro potrebbe essere scompaginato. MA L'ATTENZIONE è rivolta anche alle scelte della 'Sinistra arcobaleno', la galassia di sigle che alle comunali del 2004 incassò quasi il 9%; dato che supera il 10 se si aggiunge l'Italia dei Valori. In politica 5 anni sono praticamente un'era, ma se si considera che il Pri, all'epoca schierato col centrosinistra, ha lasciato la coalizione, l'ipotesi che il prossimo anno la contesa si decida al ballottaggio non è affatto remota. "UN MASINI-BIS non potremmo certo sostenerlo, se non altro per coerenza ? conferma Denis Valenti, segretario comunale del Pdci che dalla primavera 2006 è uscito dalla maggioranza ? . Il secondo turno non è affatto da escludere, soprattutto se il Pd insisterà nel correre da solo. Si prenderanno le loro responsabilità con gli elettori. In questi anni nessuno ci ha mai chiamati o coinvolti nelle decisioni, i rapporti sono quasi inesistenti". I comunisti italiani sono intenzionati a presentarsi da soli, col simbolo della falce e il martello, al massimo sarebbe disponibili a un'alleanza elettorale. Con i Verdi? "Perché no?", dice Valenti. DA PARTE SUA, il partito del Sole che Ride è da un paio di mesi fuori dalla maggioranza. E il presidente provinciale Sauro Turroni non è affatto disponibile a sostenere l'attuale sindaco. "Siamo stati scottati da alleati che fanno scelte che non condividiamo sull'ambiente, sugli ipermercati e soprattutto che cambiano le carte in tavola: non hanno rispettato il programma sottoscritto. Un'intesa col Pd è possibile solo se ci sono dei cambiamenti significativi. Se il partito di Veltroni vuole andare avanti da solo, anche a Forlì avremo il ballottaggio". L'IDEA che i democratici facciano corsa a sè non piace neppure a Rifondazione comunista, che pure è in maggioranza e rappresentato in giunta. "Su scala nazionale, la scelta è suicida ? esordisce Luciano Ruscelli, segretario comunale del Prc ? . A Forlì è ancora presto per fare previsioni. Di recente abbiamo fatto proposte assieme a Verdi e Sinistra democratica su traffico, raccolta rifiuti porta a porta e tassazione locale. Ci si confronta sui programmi, l'ipotesi di una coalizione di centrosinistra non è da escludere, ma dal Pd deve arrivare un netto segnale di chiarezza. Il governo è caduto per le azioni di Dini e Mastella, dunque dell'ala 'centrista', non per i voti contrari della cosiddetta sinistra radicale". A RENDERE più incerto il quadro, c'è il fattore lista civica. Dietro le quinte si sono tenuti vari incontri informali, soprattutto promossi dai sostenitori locali di Beppe Grillo e da esponenti di associazioni ambientaliste. La lista comparirà sulla scheda? E' presto per dirlo. Sicuramente è più probabile che peschi nel serbatoio del centrosinistra che nell'area opposta. E se le elezioni si giocano su pochi punti percentuali, ogni voto può essere prezioso. Fabio Gavelli - -->.

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Mano schiacciata dal carro di carnevale (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2008)

 

Cecina Mano schiacciata dal carro di Carnevale Grave incidente a Viareggio: coinvolto ex vice presidente della Targa Cecina Il trentenne stava controllando la ruota del "Grillo furioso". Ora rischia di perdere la funzionalità dell'arto CECINA. Durante il rientro alla Cittadella del Carnevale (a Viareggio), stava controllando la ruota anteriore destra del carro di Emilio Cinquini perché creava alcuni problemi. Ma il carro era in movimento. E così la mano gli è scivolata sotto la ruota. Restando schiacciata dal peso del carro. Ora il cecinese Fabio Becatti, trent'anni, ex vicepresidente della "Targa Cecina" ed oggi nel consiglio direttivo dell'associazione ma qualche anno anche nello staff di Emilio Cinquini, rischia di perdere la funzionalità della mano sinistra. L'incidente è avvenuto intorno alle 20 di ieri, quando "Il Grillo furioso" - carro di seconda categoria dedicato a Beppe Grillo - stava facendo rientro alla Cittadella del Carnevale al termine del quarto corso mascherato. Arrivato all'altezza della Terrazza della Repubblica - poco dopo l'hotel Principe di Piemonte - la ruota anteriore del carro ha cominciato a dare qualche problemino. Così Fabio Becatti ha deciso di controllare cosa stava accadendo. E si è infilato sotto il carro. Nell'appoggiare la mano sinistra sull'asfalto, però, gli si è slacciato l'orologio dal polso. L'aiutante di Cinquini nel tentativo di recuperarlo ha avvicinato troppo la mano alla ruota del carro. E la mano è rimasta stritolata sotto il peso della costruzione. Le strazianti urla di dolore del giovane hanno subito richiamato l'attenzione del personale che si trovava intorno al carro. Che ha immediatamente dato l'allarme al 118. L'operazione più complessa è stata disincastrare la mano da sotto la ruota. A quel punto, finalmente, il giovane è stato caricato a bordo di una ambulanza e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale. Dove, dopo i primi esami del caso, è stato disposto un intervento chirurgico d'urgenza per riuscire a limitare i danni dell'incidente. Fabio Becatti non è fortunatamente in pericolo di vita, ma i medici non nascondono la loro preoccupazione circa il recupero della funzionalità della mano. Dell'episodio si stanno adesso occupando gli uomini della polizia municipale di Viareggio che dovranno ricostruire la dinamica, ma anche il responsabile della sicurezza ingegner Alessandro Volpe, che dovrà far luce sul perché Fabio Becatti si trovasse sotto la costruzione con il carro ancora in movimento. Cla.Ve.

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Gran premio policlinico - valerio varesi (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

 

Pagina III - Bologna Gara di regolarità con auto elettriche per il congresso dei medici della tosse Gran Premio Policlinico VALERIO VARESI Il cattedratico s'improvvisa pilota, indossa il casco e sale a bordo. Ma su automobili che non fanno tossire, né rombano essendo rigorosamente elettriche. Nell'ambito del settimo congresso nazionale "Aist", l'associazione italiana che studia la tosse, che si terrà al Sant'Orsola l'8 e il 9 febbraio, ci sarà anche un'appendice sportiva. Una gara di regolarità su un circuito ricavato all'interno del policlinico con prove anche di abilità come gimcane e retromarce in spazi stretti. Vincerà chi si avvicinerà maggiormente al tempo prestabilito completando il percorso. Potranno partecipare tutti gli iscritti al congresso e i dipendenti del Sant'Orsola. L'appuntamento è nel parcheggio dietro la palazzina del Cup. L'iniziativa, accompagnata anche da una mostra di auto d'epoca, servirà a sensibilizzare sul rapporto inquinamento-tosse oggi più che mai d'attualità. Nel corso della due giorni bolognese sarà fatto il punto su questo legame che in zone padane come la nostra rappresenta un problema ogni anno crescente. I lavori saranno preceduti da un collegamento telefonico con Beppe Grillo che saluterà i partecipanti. "Non dobbiamo dimenticare - spiega Alessandro Zanasi dell'unità operativa di pneumologia del Sant'Orsola - che la tosse è la principale causa di visita medica nei momenti in cui le centraline di rilevamento registrano i picchi di polveri sottili". In altre parole "la tosse è un indicatore della qualità dell'aria che provoca affezioni a partire dai soggetti più sensibili come bambini e anziani". SEGUE A PAGINA VII.

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Arresti in porto, resa dei conti a Genova (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 06-02-2008)

 

Retroscena Lo sfogo dell'ex presidente agli arresti UN INTRECCIO DI INTERESSI E POTERE DIETRO L'INCHIESTA SULL'AUTHORITY Oggi il voto Burlando: "Non ho mai fatto pressioni per favorire un terminalista" FABIO POZZO "Tradito dagli amici Erano tutti d'accordo" Arresti in porto, resa dei conti a Genova Merlo presidente Battaglia al Senato INVIATO A GENOVA GENOVA Dilaga l'inchiesta sul porto, quello che uno dei magistrati che coordina le indagini ha definito, riferendosi all'intreccio di poteri, "una Repubblica a sé stante all'interno della Repubblica di Genova". Anche l'attuale segretario generale dell'Autorità Portuale, Erido Moscatelli, è uno degli indagati, al momento 14, con responsabilità più o meno sfumate. La posizione più grave resta quella del presidente Giovanni Novi, da lunedì agli arresti domiciliari, accusato di reiterata turbativa d'asta, concussione, due truffe aggravate, corruzione, falso. "Un castello accusatorio che si può smontare pezzo per pezzo" dicono gli avvocati, Cesare Manzitti e Cesare Corti, impegnati nei 12 faldoni degli atti che contengono le intercettazioni. "Ad esempio la telefonata in cui, subito dopo essere stato sentito dal magistrato che gli richiedeva un documento - raccontano alcuni investigatori - il presidente Novi chiedeva che venisse cambiata la data prima di consegnarlo". "Sono solo interpretazioni" ribattono gli avvocati. Ci sono anche le conversazioni tra Novi e il professor Sergio Maria Carbone, ex presidente di Finmeccanica (indagato), in cui si commenta il comportamento di Aldo Grimaldi (indagato), che a un certo punto aveva cominciato a prendere le distanze, anche attraverso i media, dal presidente dell'Autorità Portuale. "Anche lui è un bel personaggio" dice Carbone. "Hai visto, dice una frase critica nei confronti del palazzo San Giorgio" precisa Novi. E ancora "l'affare del Vte e Pde diventa grave", ovvero il Voltri Terminal e la Pra Distripark Europa, società cui competono le attività di svuotamento dei container e invio della merce al destinatario. "Invito sia Mauceri, che è uno con la grinta, lo diciamo allora a Beppe che ci dia una mano?". Il primo è l'avvocato Corrado, il secondo riferimento sembra all'ex sindaco Pericu, amministrativista tra i più noti. E poi ci sono gli accenni al presenzialismo della sindaco Marta Vincenzi: "Non ha voluto i giornalisti a bordo perchè lei non c'era, è da ridere" racconta Novi riferendosi al giro panoramico in battello con Renzo Piano e i suoi architetti fino al nuovo laboratorio realizzato al Museo del Mare. "Mi hanno offerto un caffè - racconta ancora all'amico Carbone - poi me ne sono andato per non farmi trovare lì dalla Vincenzi, sembrava che mi infilassi, sai, e va beh insomma roba da matti". L'inchiesta scava un ulteriore solco tra il procuratore capo della Repubblica, Francesco Lalla, e i sostituti. Come in inchieste precedenti, Lalla esprime una diversa valutazione sulla vicenda: è contrario agli arresti domiciliari firmato dal pm Enrico Zucca e dall'aggiunto Walter Cotugno dato che "all'indagato ultrasettantenne e incensurato sono stati addebitati reati senza fine di lucro personale nella sua veste di presidente dell'Autorità Portuale carica pubblica in scadenza". Meglio, piuttosto, "la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio". "Gli avvocati di Novi devono preoccuparsi più di quanto dice il giudice anzichè di cercare sponda in Lalla, tanto più che è stato proprio lui a sottolineare quelle ipotesi di reato che poi il gip non ha accolto" ribatte Zucca. La vicenda ruota intorno alla concessione del Terminal Multipurpose, banchina per merci liquide e solide, spazio preziosissimo in un porto saturo: niente gara, ma un accordo tra 5 terminalisti. Procedura ritenuta irregolare già dal Tar nel 2004 ma replicata dalla stessa Autorità Portuale nell'estate 2007. E creano già scompiglio le prime indiscrezioni sui contenuti dei documenti sequestrati. A cominciare dall'agenda in cui Novi segnava appuntamenti ma anche considerazioni personali, una delle quali interpretabile come accenno a presunte pressioni dell'attuale presidente della Regione a favore di un terminalista. "Io non ho avuto nessun ruolo sulla gara per il Terminal Multipurpose, perché non avevo qualifiche, ero un parlamentare, ma dissi a tutti quelli che mi chiamarono che ero molto preoccupato dal fatto che si volesse interrompere una gara pubblica" in sintesi la replica di Burlando. \ Genova è una città strana. Complicata, contorta. Non si capisce chi siano gli amici e chi i nemici. Il presidente della Regione, ad esempio. Possibile che non si sia sentito di esprimere una manifestazione di solidarietà, come hanno fatto Scajola e tanti altri? Invece, dall'amico Burlando non è venuta. E stupisce: come è possibile, proprio lui, una persona con cui hai lavorato per tre anni...". Giovanni Novi è agli arresti domiciliari e ha l'obbligo del silenzio. L'unica che può parlargli è la moglie, Nucci Novi Ceppellini. La sola che può interpretarne gli umori, lo stato d'animo. Raccoglierne gli sfoghi, condividerli e riassumerli. L'ex presidente dell'Autorità portuale di Genova è confinato nella sua villa di Sant'Ilario, collina vip che si erge nel levante cittadino, con una splendida vista sul golfo Paradiso. Tra i suoi vicini di casa anche il Savonarola ligure, Beppe Grillo. Altro stile, però. Novi, adesso, anziché alle parole - verrà il momento: la prima scadenza è l'interrogatorio di garanzia, fissato per venerdì - si affida alle carte. Sta spulciando tra documenti, appunti, delibere. Prepara una serie di memorie, pronto a difendersi. "A dare battaglia", come è nello spirito della famiglia. "Siamo sportivi, combattenti. Non molliamo neanche morti". Certo, Novi è avvilito, incredulo. Non se lo aspettava, pensa di non meritarselo. Anche la misura cautelare, eclatante - sulla quale pure il procuratore capo di Genova, Lalla, ha espresso dissenso, motivandolo in calce all'ordinanza del gip e allargando così lo iato aperto ormai da tempo con diversi suoi sostituti - l'ha ferito. Inquinamento delle prove, reiterazione del reato, ha scritto il giudice, accogliendo (parzialmente quanto ai reati) la richiesta dei pm. "Nessuno però scrive che ho dato fastidio ad una lobby di operatori portuali", è convinto l'ex presidente. Una lobby in cui identifica anzitutto Ignazio Messina, armatore-terminalista, concessionario "prendere-o-lasciare" del Multipurpose (e pertanto danneggiato, parte lesa di concussione secondo la procura), l'area portuale sulla quale s'indaga. E dalle cui dichiarazioni - denunciate dallo stesso Novi, ritenendole infondate, e quindi ravvisandovi la diffamazione - ritiene si fondi l'inchiesta. L'ex numero uno dell'Authority, insomma, pensa di pagare il dazio "per aver dato fastidio", per aver "messo il piede nel piatto". Un piatto stretto, che come ha detto qualcun altro, "è per cinque e ci si vuole mangiare in dieci". "Sono arrivato, ho rimescolato le carte, messo a posto un po' di cose e sono partiti gli attacchi violenti". Leggi, venti di vendetta. "Fango addosso". Che l'ex presidente, adesso, vuole combattere, respingendo in toto le (sette, con varie fattispecie) ipotesi di reato. "Gli elementi per combattere ci sono eccome", pensa. "Ci sono i verbali, ci sono le carte". Tutte le decisioni, è la sua linea difensiva, sono state deliberate dal comitato portuale, cioè la giunta dello scalo (composto da rappresentanti delle istituzioni, come l'allora sindaco Pericu, i presidenti di Regione e Provincia, Burlando e Repetto; industriali, imprenditori, operatori, sindacati), "secondo i crismi, previa pareri legali e alla luce del sole". "Eravamo tutti d'accordo, e ora cambiano idea?", si chiede Novi. Prendiamo il caso degli extracosti per la gestione temporanea del terminal Multipurpose, per un milione 720 mila euro, rimborsati alla Culmv, i "camalli" di Batini, episodio in cui la procura legge una truffa aggravata in danno a ente pubblico. La delibera è stata approvata a maggioranza il 29 maggio 2006: quattro solo assenti su 21 membri, tre gli astenuti (il presidente degli spedizionieri, Lazzari; l'armatore Messina e il rappresentante degli autotrasportatori, Longo). Sì, ma secondo i magistrati il comitato sarebbe stato indotto in errore dallo stesso Novi. Indotto, anche per il caso del Multipurpose, salvo il parere contrario di Pericu ("Quando studiavo questa si chiamava turbativa d'asta", a verbale) e astensioni, leggi Messina. "Gli stessi concessionari che si felicitarono con me, ora mi attaccano" continua a pensare l'ex presidente del porto, proseguendo nello spulcio di carte, verbali, documenti. E riportando in un blocco "alto così" le testimonianze di solidarietà che gli sopraggiungono. "Mi riconoscono lo stile e lo spirito del gentiluomo. Sono lusingato, mi fa piacere. Ma non basta, se poi ti fregano". Il discorso, a casa Novi, volge così ancora alla città. Matrigna. "Cerchi di metterti al suo servizio e che ricevi? Calci nei denti. Ne vale la pena?", è l'interrogativo che l'ex presidente dell'Autorità portuale di Genova chiede a sé stesso e alla moglie, che è stata assessore regionale con l'ex governatore di centrodestra, Biasotti. Pronta, anch'essa, a dare battaglia. "Speriamo solo che non vada tanto per le lunghe. I primi tempi si combatte, ma poi...". In commissione E' previsto per oggi il voto alla commissione trasporti del Senato sulla nomina del nuovo presidente dell'autorità portuale di Genova. Sul nome del candidato, Luigi Merlo (Pd), attuale assessore ai trasporti della Regione Liguria, c'è accordo nel centrosinistra ma l'opposizione ha già annunciato che cercherà di far mancare il numero legale. Il numero legale "Perchè non manchi il numero legale occorre che tutti i quattordici membri del centro sinistra siano presenti" commenta il senatore Graziano Mazzarello. Una volta espresso il parere sulla candidatura da parte della commissione del Senato, il ministro dei trasporti potrà emettere il decreto di nomina.

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Veltri: io resto lontano dalla casta (sezione: Grillo)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-02-2008)

 

CON BEPPE GRILLO Veltri: "Io resto lontano dalla Casta" PAVIA. Elio Veltri smentisce le voci che lo vorrebbero candidato alle prossime elezioni, magari portabandiera dall'"anti-politica" di Beppe Grillo. "Ho parlato con Grillo ripetutamente - dice - e lui mi ha escluso nella maniera più categorica l'intenzione di presentare liste alle elezioni per il rinnovo del Parlamento". La posizione del capogruppo consiliare del "Cantiere per Pavia" è, a livello nazionale, la medesima tenuta in questi anni di consiglio comunale e di opposizione alla giunta Capitelli. "Escludo l'eventualità di correre alle politiche per un semplice motivo, e cioè che non saprei, al momento, con chi candidarmi. Non ho interesse per la "casta"". Dunque l'ex parlamentare eletto nel 1996, nelle liste dell'Ulivo, ha scelto di proseguire il proprio impegno politico sui banchi del Mezzabarba.

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Quattromila firme per dire <no> ai vitalizi (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 06-02-2008)

 

Quattromila firme per dire "no" ai vitalizi Il successo della Uil contro i privilegi MATTIA ECCHELI Contro i vitalizi, ma anche contro il qualunquismo. Al dibattito organizzato dal Meetup di Trento di Beppe Grillo, la Uil annuncia di aver già raccolto quattromila firme (ma la sottoscrizione resta aperta fino all'11 febbraio) per abolire i privilegi della politica provinciale. Eppure Vincenzo Bonmassar avverte: "La protesta è generica - dice - e quindi anche la soluzione rischia di essere generica". La gente è rassegnata: "È un fenomeno particolarmente pericoloso quando i cittadini ritengono che la classe politica si autogoverni e di non poter incidere", insiste. Secondo lo stesso sindacalista l'eventuale abrogazione dei vitalizi "non rappresenta la soluzione del problema". Intanto, però, Francesco Ghensi , il referente degli amici del comico genovese, annuncia un ulteriore impegno: "Assieme al gruppo di Bolzano - spiega nel corso del dibattito moderato dalla giornalista dell'"Adige" Luisa Maria Patruno - stiamo pensando di partecipare alla seduta del consiglio regionale del prossimo 19 febbraio. Il voto è segreto, lo sappiamo, ma è un nostro diritto presenziare e farci vedere". Il 19, infatti, si discute la mozione della Svp che prevede l'eliminazione del contributo regionale del 30% per la costituzione dei vitalizi dei consiglieri che, sia secondo il verde Roberto Bombarda , sia secondo l'ex segretario dei Ds Mauro Bondi , cancellerebbe di fatto il beneficio pensionistico. "Ma secondo me - avverte Bombarda - è solo un colpo di teatro per mandare la palla in tribuna". Se tuttavia il partito di raccolta altoatesino votasse compatto, il testo dovrebbe avere i voti per venire approvato grazie ai (teorici) voti trentini. "Ma i privilegi - insiste sempre Bombarda - non sono peggio di un altro male: l'incompetenza". Il consigliere dei Verdi ammette di essere stato eletto "incidentalmente" e di aver speso solo 800 euro per la propria campagna elettorale: "Ho depositato un disegno di legge - precisa - che prevede un tetto massimo per le spese. Perché è evidente che per alcuni l'elezione è un investimento". Un investimento dal quale si prevede di rientrare. I costi della politica trentina sono anche l'incompatibilità (sancita con una legge apposita la scorsa legislatura) fra i ruoli di assessore e consigliere. Una spesa di circa tre milioni in più che, di fatto, annullerebbe anche l'eventuale beneficio legato all'abrogazione dei vitalizi: "La conseguenza è sbagliata - argomenta Bondi - ma è giusto che l'esecutivo sia staccato dal legislativo". Fra le proposte avanzate da Bombarda c'è anche il divieto di cumulo per i beneficiari dei vitalizi (che hanno una apposita associazione presieduta da Biagio Virgili) delle prebende e dei gettoni per eventuali incarichi svolti per conto della pubblica amministrazione. 06/02/2008.

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Solo domande semplici domande (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

 

Stai consultando l'edizione del Solo domande semplici domande Fulvio Abbate Solo domande. La prima è molto semplicissima, rappresenta il grado zero di ogni interrogativo sul futuro immediato: e adesso? Già, ora che si fa? Ora che non si potrà più citare il conflitto d'interessi? E neppure il "teorema" di Montanelli, che accennava alla necessità di "provare" Berlusconi al governo per ritrovarsi infine "immunizzati". Berlusconi, al contrario, c'è davvero il rischio che torni più "bello e più potente che pria", giusto per citare Petrolini. Di più: c'è il rischio che stia per segnare la storia d'Italia per un ventennio, il ventennio berlusconiano, un record, giusto per restare nelle assonanze. E i diritti civili? Siamo così sicuri che dopo l'aborto non arrivi l'attacco all'istituto del divorzio? Nel senso del "via l'aborto e via anche il divorzio", visto che "non ha dato i risultati sperati", sempre nel senso che, nonostante la legge (sul divorzio) le persone non sono poi così tanto felici, soddisfatte, responsabili. E la Costituzione? Siamo così sicuri che da qui a qualche mese non sia dichiarata un "cane morto", da gettare in un fosso, ovviamente a favore di una nuova carta più "moderna", presidenzialista, neo-autoritaria? E siamo sempre così sicuri che una cosiddetta "forza di progresso" e progressista, "riformatrice" abbia la possibilità di non essere presa a sputi e pernacchie dall'onda montante neo-qualunquista che, inutile negarlo, ha trovato un grande brodo di coltura nelle settimane di governo del centrosinistra? E i partiti? Qualcuno mi può assicurare che siano ritenuti ancora credibili, meglio ancora se provano ad accennare alla cultura del bene comune e non allo spirito familistico o della famiglia tout court come si è visto a Ceppaloni? E la mondezza? È così certo che nel momento in cui le discariche svaniscono, insieme ai cumuli ai margini delle strade, dai titoli dei tg (e della carta stampata) il problema, la mondezza stessa sono un incubo ormai lontano, un problema già risolto? E la Chiesa? Basterà fare finta di niente dinanzi alla sua vivacità per ottenere un dialogo fra pari, e sventare la minaccia clericale? E la memoria della Resistenza? Basteranno le opinioni "responsabili" e comprensive sui limiti dell'antifascismo come necessaria e fondante "religione repubblicana" per essere certi che non si stia andando verso l'equiparazione fra libertà e giustizia sociale e "Mussolini ha sempre ragione" e "È l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende"? E la guerra in Iraq e in ogni altro angolo del mondo dove secondo certe necessità economiche made in Usa occorre intervenire in armi, già, basterà convincersi in buona fede che, nonostante la caduta del muro di Berlino, non c'è altra possibile soluzione? E le pensioni? Con quali parole si riuscirà a convincere i ceti più deboli, i pensionati, i precari, i morti di fame che la loro condizione personale non è al primo punto nell'agenda di governo, come si è già notato in questi ultimi mesi? E la Rai? Come spiegare alle persone di buona volontà, cioè coloro che sono convinti che "non si possa consegnare il paese alle destre", gli stessi che non hanno compreso fino in fondo quali elementi di discontinuità ci fossero dietro la nomina, metti, di un Fabiano Fabiani nel cda Rai, che nonostante il governo Prodi certe fasce della programmazione erano sempre e comunque in mano agli stessi già premiati da Berlusconi e dai suoi alleati? E la sinistra? Chiarito che in molti, anche all'interno della sinistra stessa, hanno spiegato che si tratta ormai di un bene politico voluttuario, inadeguato rispetto alle nuove sfide culturali ed epocali, siamo proprio sicuri che basterà così poco per archiviare la questione della sua esistenza? E l'età media del ceto politico? Basterà dire che Beppe Grillo è un invasato per rasserenare i trentenni che s'aspettano comunque di fare la loro parte, sia pure dopo aver chiarito per carità di patria che spesso e volentieri i giovani non sono migliori dei vecchi? E la cultura? Chi si accollerà il compito di spiegare agli incazzati che certe discorsi di Pasolini sono pura letteratura? Sia detto per inciso, il poeta sosteneva che uno scrittore esiste per dire "cose sgradite" al potere, e tutto il resto è puro conformismo. Chi risponderà a coloro che suggeriscono un così grande senso di responsabilità nominando ancora una volta lo spettro carnivoro di Berlusconi? f.abbate@tiscali.it Sagome.

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Consiglio: riprese vietate ai 'Grillini' (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 06-02-2008)

 

Articolo di Alessandria Consiglio: riprese vietate ai 'Grillini' Alessandria - 05/02/2008 Quello di lunedì è stato un consiglio senza troppi piatti "succosi" ma caratterizzato da roventi polemiche, che hanno testimoniato il fresco clima preelettorale (provinciale e nazionale insieme). I seguaci di Beppe Grillo avevano effettuato riprese già nella precedente seduta del consiglio comunale, e il presidente Maurizio Grassano aveva pensato, fino a un certo momento, che fosse per la particolarità della seduta a sostegno dei posti di lavoro, con la presenza del sindacato. Ma poi ha fatto cessare le riprese. Lunedì sera la pattuglia dei "Grillini" è tornata all'attacco, regolamento alla mano, con la richiesta di effettuare quelle riprese, che Grassano, con molta pacatezza ha vietato, a norma di regolamento, ovvero includendole (articolo 84 comma 1) in tutte quelle "cose" che possono disturbare l'ordinato svolgersi dei lavori. Non ci stanno i seguaci del comico che promettono di tornare, con la telecamera, e vedere cosa succede, oltre a dare notizia a livello nazionale di questo divieto che considerano assurdo. Non nascondono peraltro che quelle riprese servirebbero a documentare quanto succede, banco per banco. C'è il "rischio" di beccare qualche consigliere abbioccato, o qualcuno che legge qualche giornale particolare, o qualche assenza che, secondo gli appartenenti al movimento dei blog, testimonierebbe dell'attaccamento o meno dei consiglieri al proprio ruolo. Grassano è convinto di aver fatto bene: "Le televisioni e gli organi di stampa che debbano effettuare riprese chiedono l'autorizzazione e noi sappiamo a cosa serve, sappiamo che le immagini vengono divulgate. Se un cittadino viene a fare delle riprese non sappiamo quale uso ne farà, non è pensabile che uno vada in giro a riprendere le persone se queste non sono consenzienti. Non mi si dica che voglio tenere il consiglio segreto, visto che viene trasmesso in diretta su radio Voce Spazio e si può vedere in video su Internet, e quindi anche registrare. Di segreto non c'è davvero niente, e sono convinto che l'attività dei consiglieri vada protetta".

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DAL BLOG DI BEPPE GRILLO UN INDIRIZZO PER "LA CITTÀ" (sezione: Grillo)

( da "LeccePrima.it" del 06-02-2008)

 

L'antipolitica e il populismo qui non c'entrano nulla. Lo diciamo subito a scanso di equivoci. Non è questo di cui vogliamo parlare. Ma semplicemente di come un giovane consigliere di maggioranza, salito a Palazzo comunale di Pordenone con una lista civica, è riuscito a realizzare un punto del programma sul quale forse aveva fondato la sua campagna elettorale (nonostante qualche freno da parte dei colleghi consiglieri più anziani dell'esecutivo): la realizzazione di una rete wireless in città, collegamenti Internet senza fili. Questa la promessa che poi Alessandro Corazza, 27 anni, di Pordenone, ha trasformato in realtà. Come? Ecco l'indirizzo web dove potrete ascoltare la sua esperienza: http://it.youtube.com/watch?vzBTnkEnXTlc, oppure andate direttamete su YouTube e cercate Alessandro Corazza. "Mi chiamo Alessandro Corazza, ho 27 anni e sono un consigliere comunale per la lista civica "Il Fiume" a Pordenone?". E veniamo al punto, anzi ai punti d'incontro tra Lecce, Pordenone, i programmi che aspettano di essere realizzati e Internet senza fili. Nel caso specifico di Lecce, la tirata d'orecchie al sindaco Paolo Perrone questa volta non giunge dall'opposizione, ma udite udite dai giovani de "La Città ? Progetto per il Salento", la lista civica di centro destra che ha sostenuto la sua candidatura a primo cittadino. "Senza fili. Potremmo parafrasare la celebre canzone di Gino Paoli per accendere i riflettori su un'esigenza particolarmente avvertita da giovani e studenti ma non solo ? scrive in una nota Giovanni Costantini, coordinatore giovani de "La città. Che aggiunge: "L'assenza di fili a cui facciamo riferimento riguarda la necessità che Lecce si doti di "isole wireless" per consentire a chiunque abbia un pc portatile di navigare (grazie alla tecnologia WiFi) nelle acque del web in zone della città debitamente predisposte. Una proposta, la nostra, che non giunge estemporanea giacché si innesta sulla stessa piattaforma del sindaco Paolo Perrone che in sede di campagna elettorale aveva meritoriamente indicato in "Lecce città wireless" uno dei punti caratterizzanti del proprio programma". La richiesta: "I giovani de "La Città ? Progetto per il Salento" chiedono pertanto al sindaco di porre in essere ogni iniziativa utile a dar corso al progetto. Lecce è un centro che esprime una popolazione giovanile estremamente dinamica, è una città universitaria a pieno titolo e necessita di quelle tecnologie che facilitino la vita dei cittadini: tre ragioni che riteniamo sufficientemente concrete per tagliare le cime e navigare col vento in poppa".

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Un prete operaio attento ai consumi (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-02-2008)

 

CHI È DON GIANNI Un prete operaio attento ai consumi Mestre(al.spe.) Don Gianni Fazzini ha da poco compiuto i 70 anni ed è sacerdote dal 1961. Nominato amministratore parrocchiale di S. Eliodoro ad Altino (128 anime) nel 2002, da cinque anni e mezzo è inoltre il responsabile del "Centro Stili di vita" diocesano. All'incarico l'ha chiamato il patriarca Angelo Scola che ha avuto il fiuto e la bravura di trovargli la collocazione migliore in quella che è una novità in assoluto nella chiesa non essendoci altrove un ufficio simile. Don Fazzini è l'esempio del prete operaio. Determinato ed insieme essenziale, da sempre è molto attento al tema dei consumi responsabili e alternativi e alla salvaguardia dell'ambiente. In particolare è fondatore e coordinatore di "Bilanci di giustizia" sorti nel '93 per iniziativa dei Beati costruttori di pace: si tratta di una rete che riunisce centinaia di famiglie impegnate a controllare, diversificare e cambiare il loro modo quotidiano di avere a che fare con l'economia. "Un altro stile di vita è possibile" è un po' il motto che guida la sua azione protesa a sensibilizzare l'opinione pubblica sui comportamenti sui quali non lesina consigli: "meno carne più proteine vegetali, meno televisione più musica, meno auto più bici". Il sacerdote è anche promotore di "Mag Venezia", acronimo per Mutua auto gestione, una società cooperativa senza scopo di lucro che opera nel campo della finanza etica. Il suo quartiere generale è in via Trieste a Marghera da dove ha saputo dimostrare che le famiglie che hanno aderito ai "Bilanci di giustizia" nel 2006 hanno speso ciascuna il 18 per cento in meno aumentando contestualmente la loro qualità di vita a riprova che non è sempre vero che si può stare meglio soltanto se il portafoglio si apre a iosa. Dal 2004 don Fazzini organizza ogni anno la "Festa diocesana del Creato" per parlare del rispetto della natura e delle sue risorse: l'ultima ha proposto un gita in laguna con sosta a Torcello e ha riguardato, più specificamente, il tema dello spreco dell'acqua. Tre anni fa è stato tra i partner dello spettacolo "Cambieresti" con Beppe Grillo al "Taliercio", mentre la scorsa estate ha messo in piedi il "Centro Le Vie" presso il suo patronato dove propone contenuti e percorsi diversi per vivere meglio il tempo libero e avviato l'iniziativa "Il patronato fa la differenza" con un gioco di parole che allude alla raccolta differenziata dei rifiuti e al ruolo educativo degli spazi attigui alla chiesa.

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Brescia e i Pcb: a primavera partiranno le bonifiche (sezione: Grillo)

( da "Redattore sociale" del 06-02-2008)

 

SALUTE 16.3506/02/2008 Brescia e i Pcb: a primavera partiranno le bonifiche E' dal 2001 che i bresciani che abitano vicino all'industria chimica Caffaro aspettano questo momento. Dalle analisi del sangue effettuate negli anni scorsi, riscontrate concentrazioni di Pbc pari a 300 nanogrammi per litro MILANO - A primavera, forse, partiranno le bonifiche in grande stile. È dal 2001 che i bresciani che abitano vicino all'industria chimica Caffaro, circa 20mila persone, aspettano questo momento. Dalle analisi del sangue effettuate negli anni scorsi sono state riscontrate concentrazioni di Pbc pari a 300 nanogrammi per litro, quando il limite massimo, stabilito dall'Asl locale, sarebbe di 15 nanogrammi per litro. Nel terreno, inoltre, sono stati trovati Pbc e diossina con concentrazioni più alte di quelle della tragedia di Seveso. Dal 2002 l'area è stata inserita nell'elenco dei "siti inquinati di interesse nazionale". E il Sindaco, Paolo Corsini, il 27 dicembre 2007 ha rinnovato l'ordinanza che vieta l'uso dei terreni della zona. Nonostante tutto questo, la giustizia non ha ancora accertato chi ha causato un disastro ambientale di tale portata e chi dovrà pagare le spese della bonifica. La Caffaro dai primi anni '70 fino al 1984 ha prodotto, unica in Italia, l'apirolio (che contiene Pbc), un liquido isolante e non infiammabile destinato ai trasformatori del centro siderurgico di Taranto (vedi lancio precedente; ndr). È per questo che quando, nel 2001, si è scoperto quanto era inquinata la zona, si è pensato subito alla Caffaro. Nelle settimane scorse il "Comitato popolare contro l'inquinamento zona Caffaro", il gruppo "Meetup amici di Beppe Grillo di Brescia" e l'associazione "Ricomincio da Grillo", hanno avviato una raccolta di firme per chiedere al Comune di costituirsi parte offesa nell'inchiesta, ancora in corso presso la Procura di Brescia, sulle responsabilità dell'industria chimica. Il 15 ottobre il Giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta del Pubblico ministero di archiviare l'inchiesta: ha ordinato altri sei mesi di indagine e i promotori della raccolta firme vorrebbero che il Comune fosse più attivo nell'impedire che la partita giudiziaria si concluda con un nulla di fatto. Contro la Caffaro è inoltre pendente una causa civile, avviata da 12 cittadini che chiedono un risarcimento complessivo di 8 milioni di euro. "Il problema è che invece il Comune non si è ancora mosso per ottenere un risarcimento dei danni dalla Caffaro -spiega Marino Ruzzenenti, presidente del comitato popolare contro l'inquinamento zona Caffaro-. Riconosco che si è dato da fare per informare i cittadini e per trovare una soluzione a questo problema, ma occorre anche che pretenda chi ha inquinato paghi, in particolare i costi di bonifica". (dp).

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Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (sezione: Grillo)

( da "Velino.it, Il" del 06-02-2008)

 

(POL) Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) Roma, 6 feb (Velino) - Un conflitto di attribuzione nei confronti del Parlamento da sollevare davanti alla Consulta perché sia dichiarato illegittimo il rinvio del referendum di 365 giorni. E perché sia confermata la data scelta dal governo e dal capo dello Stato prima dello scioglimento delle Camere. è la strada annunciata - in una conferenza stampa tenuta alla Camera - dal comitato promotore della consultazione popolare. Secondo i referendari, il referendum dovrebbe dunque svolgersi il 18 maggio. Se il conflitto di attribuzione non andasse a buon fine, la consultazione popolare slitterebbe - come previsto dalla legge istitutiva del referendum - di 365 giorni a far data dalle elezioni politiche. Aggiungendo 45-47 giorni di campagna elettorale, si arriverebbe a tenere il referendum a fine maggio 2009, segnala il costituzionalista Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore. Assieme a Guzzetta, Mario Segni, coordinatore del comitato, e Natale D'Amico, tesoriere, insistono sulla necessità di “tutelare un diritto dei cittadini costituzionalmente riconosciuto”. E fanno leva sui precedenti che a loro giudizio consentirebbero di ottenere il parere favorevole della Consulta: i referendum sul nucleare e sulla responsabilità dei giudici, svoltisi nel 1987 senza che l'appuntamento slittasse di un anno (decisiva fu una “leggina” approvata poche settimane prima dal nuovo Parlamento appena insediatosi) e i due referendum costituzionali dell'ottobre 2001 e del giugno 2007, entrambi posteriori di appena due mesi rispetto al voto politico. Guzzetta e gli altri esponenti del fronte referendario insistono anche sulla necessità di “indirizzare”, grazie al referendum, gli sforzi riformatori della prossima legislatura, “che tutti dicono - annota Guzzetta - dovrà essere costituente”. Un modo per sventare ritorni al proporzionale, dicono i referendari, mettendo l'accento sul ruolo deterrente che il referendum ha comunque già svolto. Il tutto senza “mettere a repentaglio le istituzioni”. La decisione della Corte costituzionale, assicurano i referendari, potrebbe giungere in tempi brevi. A proposito della “responsabilità istituzionale” dei referendari e del loro rispetto per la democrazia maggioritaria (in virtù della quale sarebbe comunque stato giusto, visto lo sfaldamento della coalizione di governo, restituire la parola ai cittadini in tempi brevi), D'Amico mette in chiaro che il comitato promotore ha scelto di non sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del capo dello Stato rispetto allo scioglimento delle Camere. Non solo: Guzzetta, anche in veste di costituzionalista, bolla come “inesistente” l'ipotesi di un esposto alla Consulta - come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta - affinché venga stabilita l'incostituzionalità del cosiddetto “porcellum”. Una strada che - rimarca Guzzetta sia come costituzionalista sia come referendario doc - non è “né percorribile giuridicamente né accettabile politicamente”. (ndl) 6 feb 18:10.

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Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (2) (sezione: Grillo)

( da "Velino.it, Il" del 06-02-2008)

 

(POL) Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) Roma, 6 feb (Velino) - Un conflitto di attribuzione nei confronti del Parlamento da sollevare davanti alla Consulta perché sia dichiarato illegittimo il rinvio del referendum di 365 giorni. E perché sia confermata la data scelta dal governo e dal capo dello Stato prima dello scioglimento delle Camere. è la strada annunciata - in una conferenza stampa tenuta alla Camera - dal comitato promotore della consultazione popolare. Secondo i referendari, il referendum dovrebbe dunque svolgersi il 18 maggio. Se il conflitto di attribuzione non andasse a buon fine, la consultazione popolare slitterebbe - come previsto dalla legge istitutiva del referendum - di 365 giorni a far data dalle elezioni politiche. Aggiungendo 45-47 giorni di campagna elettorale, si arriverebbe a tenere il referendum a fine maggio 2009, segnala il costituzionalista Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore. Assieme a Guzzetta, Mario Segni, coordinatore del comitato, e Natale D'Amico, tesoriere, insistono sulla necessità di “tutelare un diritto dei cittadini costituzionalmente riconosciuto”. E fanno leva sui precedenti che a loro giudizio consentirebbero di ottenere il parere favorevole della Consulta: i referendum sul nucleare e sulla responsabilità dei giudici, svoltisi nel 1987 senza che l'appuntamento slittasse di un anno (decisiva fu una “leggina” approvata poche settimane prima dal nuovo Parlamento appena insediatosi) e i due referendum costituzionali dell'ottobre 2001 e del giugno 2007, entrambi posteriori di appena due mesi rispetto al voto politico. Guzzetta e gli altri esponenti del fronte referendario insistono anche sulla necessità di “indirizzare”, grazie al referendum, gli sforzi riformatori della prossima legislatura, “che tutti dicono - annota Guzzetta - dovrà essere costituente”. Un modo per sventare ritorni al proporzionale, dicono i referendari, mettendo l'accento sul ruolo deterrente che il referendum ha comunque già svolto. Il tutto senza “mettere a repentaglio le istituzioni”. La decisione della Corte costituzionale, assicurano i referendari, potrebbe giungere in tempi brevi. A proposito della “responsabilità istituzionale” dei referendari e del loro rispetto per la democrazia maggioritaria (in virtù della quale sarebbe comunque stato giusto, visto lo sfaldamento della coalizione di governo, restituire la parola ai cittadini in tempi brevi), D'Amico mette in chiaro che il comitato promotore ha scelto di non sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del capo dello Stato rispetto allo scioglimento delle Camere. Non solo: Guzzetta, anche in veste di costituzionalista, bolla come “inesistente” l'ipotesi di un esposto alla Consulta - come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta - affinché venga stabilita l'incostituzionalità del cosiddetto “porcellum”. Una strada che - rimarca Guzzetta sia come costituzionalista sia come referendario doc - non è “né percorribile giuridicamente né accettabile politicamente”. (ndl) 6 feb 18:10.

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Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (3) (sezione: Grillo)

( da "Velino.it, Il" del 06-02-2008)

 

(POL) Referendum, promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) Roma, 6 feb (Velino) - Un conflitto di attribuzione nei confronti del Parlamento da sollevare davanti alla Consulta perché sia dichiarato illegittimo il rinvio del referendum di 365 giorni. E perché sia confermata la data scelta dal governo e dal capo dello Stato prima dello scioglimento delle Camere. è la strada annunciata - in una conferenza stampa tenuta alla Camera - dal comitato promotore della consultazione popolare. Secondo i referendari, il referendum dovrebbe dunque svolgersi il 18 maggio. Se il conflitto di attribuzione non andasse a buon fine, la consultazione popolare slitterebbe - come previsto dalla legge istitutiva del referendum - di 365 giorni a far data dalle elezioni politiche. Aggiungendo 45-47 giorni di campagna elettorale, si arriverebbe a tenere il referendum a fine maggio 2009, segnala il costituzionalista Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore. Assieme a Guzzetta, Mario Segni, coordinatore del comitato, e Natale D'Amico, tesoriere, insistono sulla necessità di “tutelare un diritto dei cittadini costituzionalmente riconosciuto”. E fanno leva sui precedenti che a loro giudizio consentirebbero di ottenere il parere favorevole della Consulta: i referendum sul nucleare e sulla responsabilità dei giudici, svoltisi nel 1987 senza che l'appuntamento slittasse di un anno (decisiva fu una “leggina” approvata poche settimane prima dal nuovo Parlamento appena insediatosi) e i due referendum costituzionali dell'ottobre 2001 e del giugno 2007, entrambi posteriori di appena due mesi rispetto al voto politico. Guzzetta e gli altri esponenti del fronte referendario insistono anche sulla necessità di “indirizzare”, grazie al referendum, gli sforzi riformatori della prossima legislatura, “che tutti dicono - annota Guzzetta - dovrà essere costituente”. Un modo per sventare ritorni al proporzionale, dicono i referendari, mettendo l'accento sul ruolo deterrente che il referendum ha comunque già svolto. Il tutto senza “mettere a repentaglio le istituzioni”. La decisione della Corte costituzionale, assicurano i referendari, potrebbe giungere in tempi brevi. A proposito della “responsabilità istituzionale” dei referendari e del loro rispetto per la democrazia maggioritaria (in virtù della quale sarebbe comunque stato giusto, visto lo sfaldamento della coalizione di governo, restituire la parola ai cittadini in tempi brevi), D'Amico mette in chiaro che il comitato promotore ha scelto di non sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del capo dello Stato rispetto allo scioglimento delle Camere. Non solo: Guzzetta, anche in veste di costituzionalista, bolla come “inesistente” l'ipotesi di un esposto alla Consulta - come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta - affinché venga stabilita l'incostituzionalità del cosiddetto “porcellum”. Una strada che - rimarca Guzzetta sia come costituzionalista sia come referendario doc - non è “né percorribile giuridicamente né accettabile politicamente”. (ndl) 6 feb 18:10.

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Italia, Confindustria denuncia i costi della politica (sezione: Grillo)

( da "Emmegipress" del 06-02-2008)

 

Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".

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Elezioni/ Grillo annuncia un esposto alla Consulta contro il 'Porcellum' (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 06-02-2008)

 

Mercoledí 06.02.2008 17:32 --> "Ho deciso di fare un esposto alla Corte Costituzionale perché dichiari incostituzionale la legge 'porcata' e la faccia decadere". Beppe Grillo prosegue la sua crociata contro la legge elettorale e, senza andare troppo per il sottile, riassume così lo scenario che potrebbe aprirsi: "La Corte ha due mesi per decidere, prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il referendum, indetto per maggio e subito annullato con una mossa da bari di professione". Il comico blogger lamenta che "questa classe politica autoreferenziale ha cancellato due referendum sulla legge elettorale. Decide a tavolino chi ci deve rappresentare in Parlamento. E' costituzionale questo? E se lo fosse, allora che cosa è incostituzionale?". "La legge elettorale 'porcata' imposta dal centro destra nel 2006 - prosegue - ha cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge incostituzionale. Non si puo' andare alle elezioni con questa legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto ogni sovranità al popolo".

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