HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “BEPPE GRILLO” |
|
top ARTICOLI DELL’6-2-2008 #TOP
Critiche
all'Italia ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 06-02-2008)
Abstract: Il corrispondente
americano non si è scordato di nominare Beppe Grillo, il comico che si è messo
in testa di dire agli italiani che sprofondano nel fango ma che non tutto è
perduto. È anche lui un portavoce di Stella e Rizzo? Così, con l'aria di non
voler offendere nessuno, il Nyt ha pubblicato il saggio di Fisher, lavoro
giornalistico che altro non è se non un aggancio al libro "
I
NUMERI La Sinistra arcobaleno, alle comunali del 2004, incassò quasi il 9%. Un
punto in più aggiungendo l'Italia dei valori
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008) + 1 altra fonte
Abstract: Un punto in più
aggiungendo l'Italia dei valori Valenti (Pdci): "Il Masini-bis? Non potremmo sostenerlo" I Verdi: "Siamo stati scottati
Difficile l'intesa col Pd" Ambientalisti e sostenitori di Beppe Grillo si
muovono dietro le quinte: ma la lista non è ancora sicura - -->.
La
sinistra avverte il Pd Si andrà al ballottaggio Verdi e Pdci decisi a dare
battaglia ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 06-02-2008) + 1 altra fonte
Abstract: soprattutto
promossi dai sostenitori locali di Beppe Grillo e da esponenti di associazioni
ambientaliste. La lista comparirà sulla scheda? E presto per dirlo. Sicuramente
è più probabile che peschi nel serbatoio del centrosinistra che nell'area
opposta. E se le elezioni si giocano su pochi punti percentuali, ogni voto può
essere prezioso.
Mano
schiacciata dal carro di carnevale
( da "Tirreno,
Il" del 06-02-2008)
Abstract: Il Grillo
furioso" - carro di seconda categoria dedicato a Beppe Grillo - stava
facendo rientro alla Cittadella del Carnevale al termine del quarto corso
mascherato. Arrivato all'altezza della Terrazza della Repubblica -
poco dopo l'hotel Principe di Piemonte - la ruota anteriore del carro ha
cominciato a dare qualche problemino.
Gran
premio policlinico - valerio varesi
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2008)
Abstract: I lavori saranno
preceduti da un collegamento telefonico con Beppe Grillo che saluterà i
partecipanti. "Non dobbiamo dimenticare - spiega Alessandro Zanasi
dell'unità operativa di pneumologia del Sant'Orsola - che la tosse è la
principale causa di visita medica nei momenti in cui le centraline di
rilevamento registrano i picchi di polveri sottili".
Arresti
in porto, resa dei conti a Genova
( da "Stampa,
La" del 06-02-2008)
Abstract: Tra i suoi vicini
di casa anche il Savonarola ligure, Beppe Grillo. Altro stile, però. Novi,
adesso, anziché alle parole - verrà il momento: la prima scadenza è
l'interrogatorio di garanzia, fissato per venerdì - si affida alle carte. Sta
spulciando tra documenti, appunti, delibere. Prepara una serie di memorie,
pronto a difendersi.
Veltri:
io resto lontano dalla casta ( da "Provincia Pavese, La"
del 06-02-2008)
Abstract: CON BEPPE GRILLO
Veltri: "Io resto lontano dalla Casta" PAVIA. Elio Veltri
smentisce le voci che lo vorrebbero candidato alle prossime elezioni, magari
portabandiera dall"anti-politica" di Beppe Grillo. "Ho parlato
con Grillo ripetutamente - dice - e lui mi ha escluso nella maniera più
categorica l'intenzione di presentare liste alle elezioni per il rinnovo del
Parlamento"
Quattromila
firme per dire <no> ai vitalizi
( da "Adige,
L'" del 06-02-2008)
Abstract: Al dibattito
organizzato dal Meetup di Trento di Beppe Grillo, la Uil
annuncia di aver già raccolto quattromila firme (ma la sottoscrizione resta
aperta fino all'11 febbraio) per abolire i privilegi della politica
provinciale. Eppure Vincenzo Bonmassar avverte: "La protesta è generica -
dice - e quindi anche la soluzione rischia di essere generica".
Solo
domande semplici domande ( da "Unita, L'"
del 06-02-2008)
Abstract: Basterà dire che
Beppe Grillo è un invasato per rasserenare i trentenni che s'aspettano comunque
di fare la loro parte, sia pure dopo aver chiarito per carità di patria che
spesso e volentieri i giovani non sono migliori dei vecchi? E la cultura? Chi
si accollerà il compito di spiegare agli incazzati che certe
discorsi di Pasolini sono pura letteratura?
Consiglio:
riprese vietate ai 'Grillini' ( da "Piccolo di Alessandria, Il"
del 06-02-2008)
Abstract: I seguaci di Beppe
Grillo avevano effettuato riprese già nella precedente seduta del consiglio
comunale, e il presidente Maurizio Grassano aveva pensato, fino a un certo
momento, che fosse per la particolarità della seduta a sostegno dei posti di
lavoro, con la presenza del sindacato.
DAL
BLOG DI BEPPE GRILLO UN INDIRIZZO PER "LA CITTÀ"
( da "LeccePrima.it"
del 06-02-2008)
Abstract:
Un
prete operaio attento ai consumi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 06-02-2008)
Abstract: con Beppe Grillo
al "Taliercio", mentre la scorsa estate ha messo in piedi il
"Centro Le Vie" presso il suo patronato dove propone contenuti e
percorsi diversi per vivere meglio il tempo libero e avviato l'iniziativa
"Il patronato fa la differenza" con un gioco di parole che allude
alla raccolta differenziata dei rifiuti e al ruolo educativo degli spazi
attigui alla chiesa.
Brescia
e i Pcb: a primavera partiranno le bonifiche
( da "Redattore
sociale" del
06-02-2008)
Abstract: Comitato popolare
contro l'inquinamento zona Caffaro", il gruppo "Meetup amici di Beppe
Grillo di Brescia" e l'associazione "Ricomincio da Grillo",
hanno avviato una raccolta di firme per chiedere al Comune di costituirsi parte
offesa nell'inchiesta, ancora in corso presso la Procura di Brescia, sulle
responsabilità dell'industria chimica.
Referendum,
promotori puntano su Consulta (non contro elezioni)
( da "Velino.it,
Il" del 06-02-2008)
Abstract: come quello
annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in
vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno
peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come
Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice -
il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta -
Referendum,
promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (2)
( da "Velino.it,
Il" del 06-02-2008)
Abstract: come quello
annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in
vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno
peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come
Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice -
il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta -
Referendum,
promotori puntano su Consulta (non contro elezioni) (3)
( da "Velino.it,
Il" del 06-02-2008)
Abstract: come quello
annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in
vigore sia considerata illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno
peregrina, ma ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come
Franco Bassanini e Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice -
il quale a sua volta investirebbe del caso la Consulta -
Italia,
Confindustria denuncia i costi della politica
( da "Emmegipress"
del 06-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo, che
ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli
industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari.
Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila
euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da
Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna"
Elezioni/
Grillo annuncia un esposto alla Consulta contro il 'Porcellum'
( da "Affari
Italiani (Online)" del 06-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo
prosegue la sua crociata contro la legge elettorale e, senza andare troppo per
il sottile, riassume così lo scenario che potrebbe aprirsi: "La Corte ha
due mesi per decidere, prima delle elezioni. Se dichiarerà la
legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o
spostare il voto dopo il referendum,
( da "Piccolo di Trieste, Il" del
06-02-2008)
LPer molti giorni i mass media italiani hanno menzionato,
in varie parti dei loro "fondi" e commenti, Ian Fisher,
corrispondente italiano del "New York Times" e il suo ormai famoso
saggio sul Bel Paese angosciato dai problemi. Fisher ha causato un profluvio di
polemiche e di accuse contro il giornale americano. Il tiggì della Rai ha
parlato di "attacco contro l'Italia". Figurarsi. Fisher è stato
contestato per avere annunciato ai quattro venti che il popolo italiano è infelice
e depresso. Ma soprattutto, credo, perché l'articolo è uscito nella prima
pagina del giornale più influente degli Stati Uniti. I media e gli esponenti
italiani (vedi il presidente della Repubblica, che normalmente rilascia
commenti patriottici, e membri del Governo, che hanno risposto al giornale
americano con irreali motivazioni politico-economiche), hanno acceso con il Nyt
una polemica che forse non ha precedenti. Con tutta la controversia causata dal
suo articolo il buon Fisher si è forse guadagnato una promozione per meriti di
lavoro. Il corrispondente americano ha richiamato alla mia memoria quel Dan
Brown, autore de "Il Codice Da Vinci", che aveva ricevuto, specie dal
clero, tante critiche negative da avere involontariamente premiato proprio Brown,
con una pubblicità gratuita grazie alla quale, con il suo mediocre romanzo
fantastorico, l'autore è diventato milionario. Un successo di questo genere
Fisher forse se lo sognava, ma comunque ha fatto colpo. Allora, cos'è successo?
Mi viene da pensare che due eventi abbiano caratterizzato il suo
"scoop" giornalistico. Il primo mi suggerisce che il Nyt, sebbene
giornale di sinistra (liberale anti Bush) e con la reputazione di non
rispondere a provocazioni, si è "irritato" alle continue accuse dei
media italiani contro il governo americano. Insomma, il Nyt voleva forse
suggerire che l'America non è "solamente Bush" (principale ricevente
di insulti). Il secondo evento sembra essere il più importante, perché
coinvolge, oggettivamente, due giornalisti del Corriere della Sera, Gian
Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del libro "La Casta". Questo
libro, con carisma elementare e indiscutibili prove di validità informativa,
denuncia i gravi costi finanziari e morali di una classe politica italiana corrotta,
sia di destra sia di sinistra. Vorremmo non fosse vero ciò che abbiamo letto in
questo "dossier": crediamo di avere un incubo e vorremmo svegliarci.
Purtroppo nella sua cruda realtà, questo documento è un riassunto di episodi
vergognosi causati dalla classe politica (chiamata appunto
"casta") a danno degli italiani. È un libro che rattrista e ti
fa sentire privo di ideali. È il best seller dell'anno. Naturalmente, al Nyt
sanno leggere, così si sono agganciati a questo documento per descrivere una
parte del malessere del Bel Paese. Da notare che il volume si è intrattenuto su
un aspetto della corruzione del sistema (quella diffusa dalla casta). L'altro,
è un problema di ordinaria amministrazione: servizi postali nel caos, ferrovie
che non funzionano, giustizia bizantina, scioperi selvaggi, carceri e sicurezza
in crisi, immigrazione illegale, mafia prima azienda italiana per giro
d'affari, i rifiuti di Napoli, la riforma costituzionale, sono fenomeni che
dovrebbero figurare in un altro "dossier". Il
corrispondente americano non si è scordato di nominare Beppe Grillo, il comico che si è messo in testa di dire agli italiani che
sprofondano nel fango ma che non tutto è perduto. È anche lui un portavoce di
Stella e Rizzo? Così, con l'aria di non voler offendere nessuno, il Nyt ha
pubblicato il saggio di Fisher, lavoro giornalistico che altro non è se non un
aggancio al libro "La Casta". Per scrivere il suo saggio,
Fisher si è servito come di una guida principale del libro dei due colleghi
milanesi. Dunque la critica principale al sistema Italia è nata nello Stivale.
Se l'italiano comune, e soprattutto se il governo o il Presidente della
Repubblica si sentono offesi dalla "sfrontatezza" del corrispondente,
vuol dire che in realtà discreditano l'opera validissima di Stella e Rizzo.
Detto questo, a Beppe Grillo
e al Nyt auguro di non essere querelati per plagio dagli autori de "La
Casta". Eligio Clapcich (Stati Uniti).
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino,
Il (Forlì))
IL QUADRO I NUMERI LA RABBIA TERZO INCOMODO La Sinistra
arcobaleno, alle comunali del 2004, incassò quasi il 9%. Un
punto in più aggiungendo l'Italia dei valori Valenti (Pdci): "Il
Masini-bis? Non potremmo sostenerlo" I Verdi:
"Siamo stati scottati Difficile l'intesa col Pd" Ambientalisti e
sostenitori di Beppe Grillo
si muovono dietro le quinte: ma la lista non è ancora sicura - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino,
Il (Forlì))
La sinistra avverte il Pd "Si andrà al
ballottaggio" Verdi e Pdci decisi a dare battaglia SI GUARDA A ROMA, ma si
pensa a Forlì. Si scaldano i motori per la campagna elettorale delle politiche,
ma si cominciano a studiare le mosse in vista del 2009, quando si tornerà a
votare per Comune e Provincia. Nel centrodestra le prove tecniche di alleanze
sono già in corso. Nel centrosinistra invece è tutto in alto mare. Il
rimescolamento di partiti e raggruppamenti non permette di avanzare previsioni
sul piano locale. Però qualcosa già ora trapela. Tanto per cominciare, se il
Partito democratico decidesse di fare le primarie, come richiesto da molti
attivisti, il quadro potrebbe essere scompaginato. MA L'ATTENZIONE è rivolta
anche alle scelte della 'Sinistra arcobaleno', la galassia di sigle che alle
comunali del 2004 incassò quasi il 9%; dato che supera il 10 se si aggiunge
l'Italia dei Valori. In politica 5 anni sono praticamente un'era, ma se si
considera che il Pri, all'epoca schierato col centrosinistra, ha lasciato la coalizione, l'ipotesi che il prossimo anno la
contesa si decida al ballottaggio non è affatto remota. "UN MASINI-BIS non
potremmo certo sostenerlo, se non altro per coerenza ? conferma Denis Valenti,
segretario comunale del Pdci che dalla primavera 2006 è uscito dalla
maggioranza ? . Il secondo turno non è affatto da
escludere, soprattutto se il Pd insisterà nel correre da solo. Si prenderanno
le loro responsabilità con gli elettori. In questi anni
nessuno ci ha mai chiamati o coinvolti nelle decisioni, i rapporti sono quasi
inesistenti". I comunisti italiani sono intenzionati a presentarsi
da soli, col simbolo della falce e il martello, al massimo sarebbe disponibili
a un'alleanza elettorale. Con i Verdi? "Perché no?", dice Valenti. DA
PARTE SUA, il partito del Sole che Ride è da un paio di mesi fuori dalla
maggioranza. E il presidente provinciale Sauro Turroni non è affatto
disponibile a sostenere l'attuale sindaco. "Siamo stati
scottati da alleati che fanno scelte che non condividiamo sull'ambiente, sugli
ipermercati e soprattutto che cambiano le carte in tavola: non hanno rispettato
il programma sottoscritto. Un'intesa col Pd è possibile solo se ci sono
dei cambiamenti significativi. Se il partito di Veltroni
vuole andare avanti da solo, anche a Forlì avremo il ballottaggio".
L'IDEA che i democratici facciano corsa a sè non piace neppure a Rifondazione
comunista, che pure è in maggioranza e rappresentato in giunta. "Su scala
nazionale, la scelta è suicida ? esordisce Luciano Ruscelli, segretario
comunale del Prc ? . A Forlì è ancora presto per fare
previsioni. Di recente abbiamo fatto proposte assieme a Verdi e Sinistra
democratica su traffico, raccolta rifiuti porta a porta e tassazione locale. Ci
si confronta sui programmi, l'ipotesi di una coalizione di centrosinistra non è
da escludere, ma dal Pd deve arrivare un netto segnale di chiarezza. Il governo è caduto per le azioni di Dini e Mastella, dunque
dell'ala 'centrista', non per i voti contrari della cosiddetta sinistra
radicale". A RENDERE più incerto il quadro, c'è il fattore lista
civica. Dietro le quinte si sono tenuti vari incontri informali, soprattutto
promossi dai sostenitori locali di Beppe Grillo e da esponenti di associazioni ambientaliste. La
lista comparirà sulla scheda? E' presto per dirlo. Sicuramente è più probabile
che peschi nel serbatoio del centrosinistra che nell'area opposta. E se le
elezioni si giocano su pochi punti percentuali, ogni voto può essere prezioso.
Fabio Gavelli - -->.
( da "Tirreno, Il" del
06-02-2008)
Cecina Mano schiacciata dal carro di Carnevale Grave
incidente a Viareggio: coinvolto ex vice presidente della Targa Cecina Il
trentenne stava controllando la ruota del "Grillo
furioso". Ora rischia di perdere la funzionalità dell'arto CECINA. Durante
il rientro alla Cittadella del Carnevale (a Viareggio), stava controllando la
ruota anteriore destra del carro di Emilio Cinquini perché creava alcuni
problemi. Ma il carro era in movimento. E così la mano gli è scivolata sotto la
ruota. Restando schiacciata dal peso del carro. Ora il cecinese Fabio Becatti,
trent'anni, ex vicepresidente della "Targa Cecina" ed oggi nel
consiglio direttivo dell'associazione ma qualche anno anche nello staff di
Emilio Cinquini, rischia di perdere la funzionalità della mano sinistra.
L'incidente è avvenuto intorno alle 20 di ieri, quando "Il Grillo furioso" - carro di seconda categoria dedicato a Beppe Grillo - stava facendo rientro alla Cittadella del Carnevale al termine
del quarto corso mascherato. Arrivato all'altezza della Terrazza della
Repubblica - poco dopo l'hotel Principe di Piemonte - la ruota anteriore del
carro ha cominciato a dare qualche problemino. Così Fabio Becatti ha
deciso di controllare cosa stava accadendo. E si è infilato sotto il carro.
Nell'appoggiare la mano sinistra sull'asfalto, però, gli si è slacciato
l'orologio dal polso. L'aiutante di Cinquini nel tentativo di recuperarlo ha
avvicinato troppo la mano alla ruota del carro. E la mano è rimasta stritolata
sotto il peso della costruzione. Le strazianti urla di dolore del giovane hanno
subito richiamato l'attenzione del personale che si trovava intorno al carro.
Che ha immediatamente dato l'allarme al
( da "Repubblica, La" del
06-02-2008)
Pagina III - Bologna Gara di regolarità con auto
elettriche per il congresso dei medici della tosse Gran Premio Policlinico
VALERIO VARESI Il cattedratico s'improvvisa pilota, indossa il casco e sale a
bordo. Ma su automobili che non fanno tossire, né rombano essendo rigorosamente
elettriche. Nell'ambito del settimo congresso nazionale "Aist",
l'associazione italiana che studia la tosse, che si terrà al Sant'Orsola l'8 e
il 9 febbraio, ci sarà anche un'appendice sportiva. Una gara di regolarità su
un circuito ricavato all'interno del policlinico con prove anche di abilità
come gimcane e retromarce in spazi stretti. Vincerà chi si avvicinerà
maggiormente al tempo prestabilito completando il percorso. Potranno
partecipare tutti gli iscritti al congresso e i dipendenti del Sant'Orsola.
L'appuntamento è nel parcheggio dietro la palazzina del Cup. L'iniziativa,
accompagnata anche da una mostra di auto d'epoca, servirà a sensibilizzare sul
rapporto inquinamento-tosse oggi più che mai d'attualità. Nel corso della due giorni bolognese sarà fatto il punto su questo
legame che in zone padane come la nostra rappresenta un problema ogni anno
crescente. I lavori saranno preceduti da un collegamento
telefonico con Beppe Grillo che saluterà i partecipanti. "Non dobbiamo dimenticare -
spiega Alessandro Zanasi dell'unità operativa di pneumologia del Sant'Orsola -
che la tosse è la principale causa di visita medica nei momenti in cui le
centraline di rilevamento registrano i picchi di polveri sottili".
In altre parole "la tosse è un indicatore della qualità dell'aria che
provoca affezioni a partire dai soggetti più sensibili come bambini e
anziani". SEGUE A PAGINA VII.
( da "Stampa, La" del
06-02-2008)
Retroscena Lo sfogo dell'ex presidente agli arresti UN
INTRECCIO DI INTERESSI E POTERE DIETRO L'INCHIESTA SULL'AUTHORITY Oggi il voto
Burlando: "Non ho mai fatto pressioni per favorire un terminalista"
FABIO POZZO "Tradito dagli amici Erano tutti d'accordo" Arresti in
porto, resa dei conti a Genova Merlo presidente Battaglia al Senato INVIATO A GENOVA GENOVA Dilaga l'inchiesta sul porto, quello che uno
dei magistrati che coordina le indagini ha definito, riferendosi all'intreccio
di poteri, "una Repubblica a sé stante all'interno della Repubblica di
Genova". Anche l'attuale segretario generale dell'Autorità Portuale, Erido
Moscatelli, è uno degli indagati, al momento 14, con responsabilità più o meno
sfumate. La posizione più grave resta quella del presidente Giovanni Novi, da
lunedì agli arresti domiciliari, accusato di reiterata turbativa d'asta,
concussione, due truffe aggravate, corruzione, falso.
"Un castello accusatorio che si può smontare pezzo per pezzo" dicono
gli avvocati, Cesare Manzitti e Cesare Corti, impegnati nei 12 faldoni degli
atti che contengono le intercettazioni. "Ad esempio la telefonata in cui,
subito dopo essere stato sentito dal magistrato che gli richiedeva un documento
- raccontano alcuni investigatori - il presidente Novi chiedeva che venisse
cambiata la data prima di consegnarlo". "Sono solo
interpretazioni" ribattono gli avvocati. Ci sono anche le conversazioni
tra Novi e il professor Sergio Maria Carbone, ex presidente di Finmeccanica
(indagato), in cui si commenta il comportamento di Aldo Grimaldi (indagato),
che a un certo punto aveva cominciato a prendere le distanze, anche attraverso
i media, dal presidente dell'Autorità Portuale. "Anche lui è un bel personaggio"
dice Carbone. "Hai visto, dice una frase critica nei confronti del palazzo
San Giorgio" precisa Novi. E ancora "l'affare del Vte e Pde diventa
grave", ovvero il Voltri Terminal e la Pra Distripark Europa, società cui
competono le attività di svuotamento dei container e invio della merce al
destinatario. "Invito sia Mauceri, che è uno con la grinta, lo diciamo
allora a Beppe che ci dia una mano?". Il primo è
l'avvocato Corrado, il secondo riferimento sembra all'ex sindaco Pericu,
amministrativista tra i più noti. E poi ci sono gli accenni al presenzialismo della sindaco Marta Vincenzi: "Non ha voluto i
giornalisti a bordo perchè lei non c'era, è da ridere" racconta Novi
riferendosi al giro panoramico in battello con Renzo Piano e i suoi architetti
fino al nuovo laboratorio realizzato al Museo del Mare. "Mi hanno offerto
un caffè - racconta ancora all'amico Carbone - poi me ne sono andato per non
farmi trovare lì dalla Vincenzi, sembrava che mi infilassi, sai, e va beh
insomma roba da matti". L'inchiesta scava un ulteriore solco tra il
procuratore capo della Repubblica, Francesco Lalla, e i sostituti. Come in
inchieste precedenti, Lalla esprime una diversa valutazione sulla vicenda: è
contrario agli arresti domiciliari firmato dal pm Enrico Zucca e dall'aggiunto
Walter Cotugno dato che "all'indagato ultrasettantenne
e incensurato sono stati addebitati reati senza fine di lucro personale nella
sua veste di presidente dell'Autorità Portuale carica pubblica in
scadenza". Meglio, piuttosto, "la misura interdittiva della
sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio". "Gli avvocati di
Novi devono preoccuparsi più di quanto dice il giudice anzichè di cercare
sponda in Lalla, tanto più che è stato proprio lui a sottolineare quelle
ipotesi di reato che poi il gip non ha accolto" ribatte Zucca. La vicenda
ruota intorno alla concessione del Terminal Multipurpose, banchina per merci
liquide e solide, spazio preziosissimo in un porto saturo: niente gara, ma un
accordo tra 5 terminalisti. Procedura ritenuta irregolare già dal Tar nel 2004
ma replicata dalla stessa Autorità Portuale nell'estate 2007. E creano già
scompiglio le prime indiscrezioni sui contenuti dei documenti sequestrati. A
cominciare dall'agenda in cui Novi segnava appuntamenti ma anche considerazioni
personali, una delle quali interpretabile come accenno a presunte pressioni
dell'attuale presidente della Regione a favore di un terminalista. "Io non
ho avuto nessun ruolo sulla gara per il Terminal Multipurpose, perché non avevo
qualifiche, ero un parlamentare, ma dissi a tutti quelli che mi chiamarono che
ero molto preoccupato dal fatto che si volesse interrompere una gara
pubblica" in sintesi la replica di Burlando. \ Genova è una città strana.
Complicata, contorta. Non si capisce chi siano gli amici e chi i nemici. Il
presidente della Regione, ad esempio. Possibile che non si sia sentito di
esprimere una manifestazione di solidarietà, come hanno fatto Scajola e tanti
altri? Invece, dall'amico Burlando non è venuta. E stupisce: come è possibile,
proprio lui, una persona con cui hai lavorato per tre anni...".
Giovanni Novi è agli arresti domiciliari e ha l'obbligo del silenzio. L'unica
che può parlargli è la moglie, Nucci Novi Ceppellini. La sola che può
interpretarne gli umori, lo stato d'animo. Raccoglierne gli sfoghi,
condividerli e riassumerli. L'ex presidente dell'Autorità portuale di Genova è
confinato nella sua villa di Sant'Ilario, collina vip che si erge nel levante
cittadino, con una splendida vista sul golfo Paradiso. Tra
i suoi vicini di casa anche il Savonarola ligure, Beppe Grillo. Altro stile, però. Novi, adesso, anziché alle parole - verrà il
momento: la prima scadenza è l'interrogatorio di garanzia, fissato per venerdì
- si affida alle carte. Sta spulciando tra documenti, appunti, delibere.
Prepara una serie di memorie, pronto a difendersi. "A dare
battaglia", come è nello spirito della famiglia. "Siamo
sportivi, combattenti. Non molliamo neanche
morti". Certo, Novi è avvilito, incredulo. Non se lo aspettava,
pensa di non meritarselo. Anche la misura cautelare, eclatante - sulla quale
pure il procuratore capo di Genova, Lalla, ha espresso dissenso, motivandolo in
calce all'ordinanza del gip e allargando così lo iato aperto ormai da tempo con
diversi suoi sostituti - l'ha ferito. Inquinamento
delle prove, reiterazione del reato, ha scritto il giudice, accogliendo
(parzialmente quanto ai reati) la richiesta dei pm. "Nessuno però scrive
che ho dato fastidio ad una lobby di operatori portuali", è convinto l'ex
presidente. Una lobby in cui identifica anzitutto Ignazio Messina,
armatore-terminalista, concessionario "prendere-o-lasciare" del
Multipurpose (e pertanto danneggiato, parte lesa di concussione
secondo la procura), l'area portuale sulla quale s'indaga. E dalle cui
dichiarazioni - denunciate dallo stesso Novi, ritenendole infondate, e quindi
ravvisandovi la diffamazione - ritiene si fondi l'inchiesta. L'ex numero uno
dell'Authority, insomma, pensa di pagare il dazio "per aver dato
fastidio", per aver "messo il piede nel piatto". Un piatto
stretto, che come ha detto qualcun altro, "è per cinque e ci si vuole
mangiare in dieci". "Sono arrivato, ho rimescolato le carte, messo a posto un po' di cose e sono partiti gli attacchi
violenti". Leggi, venti di vendetta. "Fango addosso". Che l'ex
presidente, adesso, vuole combattere, respingendo in toto le (sette, con varie
fattispecie) ipotesi di reato. "Gli elementi per combattere ci sono
eccome", pensa. "Ci sono i verbali, ci sono le carte". Tutte le
decisioni, è la sua linea difensiva, sono state deliberate dal comitato
portuale, cioè la giunta dello scalo (composto da rappresentanti delle
istituzioni, come l'allora sindaco Pericu, i presidenti di Regione e Provincia,
Burlando e Repetto; industriali, imprenditori, operatori, sindacati),
"secondo i crismi, previa pareri legali e alla
luce del sole". "Eravamo tutti d'accordo, e ora cambiano idea?",
si chiede Novi. Prendiamo il caso degli extracosti per la gestione temporanea
del terminal Multipurpose, per un milione 720 mila euro, rimborsati alla Culmv,
i "camalli" di Batini, episodio in cui la procura legge una truffa
aggravata in danno a ente pubblico. La delibera è stata approvata a maggioranza
il 29 maggio 2006: quattro solo assenti su 21 membri, tre gli astenuti (il
presidente degli spedizionieri, Lazzari; l'armatore Messina e il rappresentante
degli autotrasportatori, Longo). Sì, ma secondo i magistrati il comitato
sarebbe stato indotto in errore dallo stesso Novi. Indotto, anche per il caso
del Multipurpose, salvo il parere contrario di Pericu ("Quando studiavo
questa si chiamava turbativa d'asta", a verbale) e astensioni, leggi
Messina. "Gli stessi concessionari che si felicitarono con me, ora mi
attaccano" continua a pensare l'ex presidente del porto, proseguendo nello spulcio di carte, verbali, documenti. E riportando in
un blocco "alto così" le testimonianze di solidarietà che gli
sopraggiungono. "Mi riconoscono lo stile e lo spirito
del gentiluomo. Sono lusingato, mi fa piacere. Ma non
basta, se poi ti fregano". Il discorso, a casa Novi, volge così
ancora alla città. Matrigna. "Cerchi di metterti al suo
servizio e che ricevi? Calci nei denti. Ne vale la
pena?", è l'interrogativo che l'ex presidente dell'Autorità portuale di
Genova chiede a sé stesso e alla moglie, che è stata assessore regionale con
l'ex governatore di centrodestra, Biasotti. Pronta, anch'essa, a dare
battaglia. "Speriamo solo che non vada tanto per le
lunghe. I primi tempi si combatte, ma poi...".
In commissione E' previsto per oggi il voto alla commissione trasporti del
Senato sulla nomina del nuovo presidente dell'autorità portuale di Genova. Sul
nome del candidato, Luigi Merlo (Pd), attuale assessore ai trasporti della
Regione Liguria, c'è accordo nel centrosinistra ma l'opposizione ha già
annunciato che cercherà di far mancare il numero legale. Il numero legale
"Perchè non manchi il numero legale occorre che tutti i quattordici membri
del centro sinistra siano presenti" commenta il senatore Graziano
Mazzarello. Una volta espresso il parere sulla candidatura da parte della commissione
del Senato, il ministro dei trasporti potrà emettere il decreto di nomina.
( da "Provincia Pavese, La" del
06-02-2008)
CON BEPPE GRILLO Veltri: "Io resto lontano dalla
Casta" PAVIA. Elio Veltri smentisce le voci che lo vorrebbero candidato
alle prossime elezioni, magari portabandiera dall'"anti-politica" di Beppe Grillo. "Ho parlato con Grillo ripetutamente - dice - e lui mi ha escluso nella
maniera più categorica l'intenzione di presentare liste alle elezioni per il
rinnovo del Parlamento". La posizione del capogruppo consiliare del
"Cantiere per Pavia" è, a livello nazionale, la medesima tenuta in questi
anni di consiglio comunale e di opposizione alla giunta Capitelli. "Escludo l'eventualità di correre alle politiche per un
semplice motivo, e cioè che non saprei, al momento, con chi candidarmi.
Non ho interesse per la "casta"".
Dunque l'ex parlamentare eletto nel 1996, nelle liste dell'Ulivo, ha scelto di
proseguire il proprio impegno politico sui banchi del Mezzabarba.
( da "Adige, L'" del
06-02-2008)
Quattromila firme per dire "no" ai vitalizi Il
successo della Uil contro i privilegi MATTIA ECCHELI
Contro i vitalizi, ma anche contro il qualunquismo. Al
dibattito organizzato dal Meetup di Trento di Beppe Grillo, la Uil annuncia di aver già raccolto
quattromila firme (ma la sottoscrizione resta aperta fino all'11 febbraio) per
abolire i privilegi della politica provinciale. Eppure Vincenzo Bonmassar
avverte: "La protesta è generica - dice - e quindi anche la soluzione
rischia di essere generica". La gente è rassegnata: "È un
fenomeno particolarmente pericoloso quando i cittadini ritengono che la classe
politica si autogoverni e di non poter incidere", insiste.
Secondo lo stesso sindacalista l'eventuale abrogazione dei vitalizi "non
rappresenta la soluzione del problema". Intanto, però, Francesco Ghensi , il referente degli amici del comico genovese, annuncia un
ulteriore impegno: "Assieme al gruppo di Bolzano - spiega nel corso del
dibattito moderato dalla giornalista dell'"Adige" Luisa Maria Patruno
- stiamo pensando di partecipare alla seduta del consiglio regionale del
prossimo 19 febbraio. Il voto è segreto, lo sappiamo, ma è un
nostro diritto presenziare e farci vedere". Il 19, infatti, si
discute la mozione della Svp che prevede l'eliminazione del contributo
regionale del 30% per la costituzione dei vitalizi dei consiglieri che, sia
secondo il verde Roberto Bombarda , sia secondo l'ex
segretario dei Ds Mauro Bondi , cancellerebbe di fatto il beneficio pensionistico.
"Ma secondo me - avverte Bombarda - è solo un colpo di teatro per mandare
la palla in tribuna". Se tuttavia il partito di raccolta altoatesino
votasse compatto, il testo dovrebbe avere i voti per venire approvato grazie ai
(teorici) voti trentini. "Ma i privilegi - insiste sempre Bombarda - non
sono peggio di un altro male: l'incompetenza". Il
consigliere dei Verdi ammette di essere stato eletto
"incidentalmente" e di aver speso solo 800 euro per la propria
campagna elettorale: "Ho depositato un disegno di legge - precisa - che
prevede un tetto massimo per le spese. Perché è
evidente che per alcuni l'elezione è un investimento". Un
investimento dal quale si prevede di rientrare. I costi della politica trentina
sono anche l'incompatibilità (sancita con una legge apposita la scorsa
legislatura) fra i ruoli di assessore e consigliere. Una spesa di circa tre
milioni in più che, di fatto, annullerebbe anche l'eventuale beneficio legato
all'abrogazione dei vitalizi: "La conseguenza è sbagliata - argomenta Bondi
- ma è giusto che l'esecutivo sia staccato dal legislativo". Fra le
proposte avanzate da Bombarda c'è anche il divieto di cumulo per i beneficiari
dei vitalizi (che hanno una apposita associazione
presieduta da Biagio Virgili) delle prebende e dei gettoni per eventuali
incarichi svolti per conto della pubblica amministrazione. 06/02/2008.
( da "Unita, L'" del
06-02-2008)
Stai consultando l'edizione del Solo domande semplici
domande Fulvio Abbate Solo domande. La prima è molto
semplicissima, rappresenta il grado zero di ogni interrogativo sul
futuro immediato: e adesso? Già, ora che si fa? Ora che non si potrà più citare
il conflitto d'interessi? E neppure il "teorema" di Montanelli, che
accennava alla necessità di "provare" Berlusconi al governo per
ritrovarsi infine "immunizzati". Berlusconi, al contrario, c'è
davvero il rischio che torni più "bello e più potente che pria",
giusto per citare Petrolini. Di più: c'è il rischio che stia per segnare la
storia d'Italia per un ventennio, il ventennio berlusconiano, un record, giusto
per restare nelle assonanze. E i diritti civili? Siamo così sicuri che dopo
l'aborto non arrivi l'attacco all'istituto del divorzio? Nel senso del
"via l'aborto e via anche il divorzio", visto che "non ha dato i
risultati sperati", sempre nel senso che, nonostante la legge (sul
divorzio) le persone non sono poi così tanto felici, soddisfatte, responsabili.
E la Costituzione? Siamo così sicuri che da qui a qualche mese non sia
dichiarata un "cane morto", da gettare in un fosso, ovviamente a
favore di una nuova carta più "moderna", presidenzialista,
neo-autoritaria? E siamo sempre così sicuri che una cosiddetta "forza di
progresso" e progressista, "riformatrice" abbia la possibilità
di non essere presa a sputi e pernacchie dall'onda montante
neo-qualunquista che, inutile negarlo, ha trovato un grande brodo di
coltura nelle settimane di governo del centrosinistra? E i partiti? Qualcuno mi
può assicurare che siano ritenuti ancora credibili, meglio ancora se provano ad
accennare alla cultura del bene comune e non allo spirito familistico o della
famiglia tout court come si è visto a Ceppaloni? E la mondezza? È così certo
che nel momento in cui le discariche svaniscono, insieme ai cumuli ai margini
delle strade, dai titoli dei tg (e della carta stampata) il problema, la
mondezza stessa sono un incubo ormai lontano, un problema già risolto? E la
Chiesa? Basterà fare finta di niente dinanzi alla sua vivacità per ottenere un
dialogo fra pari, e sventare la minaccia clericale? E la memoria della
Resistenza? Basteranno le opinioni "responsabili" e comprensive sui
limiti dell'antifascismo come necessaria e fondante "religione
repubblicana" per essere certi che non si stia andando verso
l'equiparazione fra libertà e giustizia sociale e "Mussolini ha sempre
ragione" e "È l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo
difende"? E la guerra in Iraq e in ogni altro angolo del mondo dove
secondo certe necessità economiche made in Usa occorre intervenire in armi,
già, basterà convincersi in buona fede che, nonostante la caduta del muro di
Berlino, non c'è altra possibile soluzione? E le pensioni? Con quali parole si riuscirà
a convincere i ceti più deboli, i pensionati, i precari, i morti di fame che la
loro condizione personale non è al primo punto nell'agenda di governo, come si
è già notato in questi ultimi mesi? E la Rai? Come spiegare alle persone di
buona volontà, cioè coloro che sono convinti che "non si possa consegnare
il paese alle destre", gli stessi che non hanno compreso fino in fondo
quali elementi di discontinuità ci fossero dietro la nomina, metti, di un
Fabiano Fabiani nel cda Rai, che nonostante il governo Prodi certe fasce della
programmazione erano sempre e comunque in mano agli stessi già premiati da
Berlusconi e dai suoi alleati? E la sinistra? Chiarito che in molti, anche
all'interno della sinistra stessa, hanno spiegato che si tratta ormai di un bene
politico voluttuario, inadeguato rispetto alle nuove sfide culturali ed
epocali, siamo proprio sicuri che basterà così poco per archiviare la questione
della sua esistenza? E l'età media del ceto politico? Basterà
dire che Beppe Grillo è un invasato per rasserenare i trentenni che s'aspettano
comunque di fare la loro parte, sia pure dopo aver chiarito per carità di
patria che spesso e volentieri i giovani non sono migliori dei vecchi? E la
cultura? Chi si accollerà il compito di spiegare agli incazzati che certe discorsi di Pasolini sono pura letteratura? Sia
detto per inciso, il poeta sosteneva che uno scrittore esiste per dire
"cose sgradite" al potere, e tutto il resto è puro conformismo. Chi
risponderà a coloro che suggeriscono un così grande senso di responsabilità
nominando ancora una volta lo spettro carnivoro di Berlusconi?
f.abbate@tiscali.it Sagome.
( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 06-02-2008)
Articolo di Alessandria Consiglio: riprese vietate ai
'Grillini' Alessandria - 05/02/2008 Quello di lunedì è stato un consiglio senza
troppi piatti "succosi" ma caratterizzato da roventi polemiche, che
hanno testimoniato il fresco clima preelettorale (provinciale e nazionale
insieme). I seguaci di Beppe Grillo avevano effettuato riprese già nella precedente seduta del
consiglio comunale, e il presidente Maurizio Grassano aveva pensato, fino a un
certo momento, che fosse per la particolarità della seduta a sostegno dei posti
di lavoro, con la presenza del sindacato. Ma poi ha fatto cessare le
riprese. Lunedì sera la pattuglia dei "Grillini" è tornata
all'attacco, regolamento alla mano, con la richiesta di effettuare quelle
riprese, che Grassano, con molta pacatezza ha vietato, a norma di regolamento,
ovvero includendole (articolo 84 comma 1) in tutte quelle "cose" che
possono disturbare l'ordinato svolgersi dei lavori. Non ci stanno i seguaci del
comico che promettono di tornare, con la telecamera, e vedere cosa succede,
oltre a dare notizia a livello nazionale di questo divieto che considerano
assurdo. Non nascondono peraltro che quelle riprese servirebbero a documentare
quanto succede, banco per banco. C'è il "rischio" di beccare qualche
consigliere abbioccato, o qualcuno che legge qualche giornale particolare, o
qualche assenza che, secondo gli appartenenti al movimento dei blog,
testimonierebbe dell'attaccamento o meno dei consiglieri al proprio ruolo. Grassano è convinto di aver fatto bene: "Le televisioni e gli
organi di stampa che debbano effettuare riprese chiedono l'autorizzazione e noi
sappiamo a cosa serve, sappiamo che le immagini vengono divulgate. Se un
cittadino viene a fare delle riprese non sappiamo quale uso ne farà, non è
pensabile che uno vada in giro a riprendere le persone se queste non sono
consenzienti. Non mi si dica che voglio tenere il consiglio segreto, visto che
viene trasmesso in diretta su radio Voce Spazio e si può vedere in video su
Internet, e quindi anche registrare. Di segreto non c'è
davvero niente, e sono convinto che l'attività dei consiglieri vada
protetta".
( da "LeccePrima.it" del
06-02-2008)
L'antipolitica e il populismo qui non c'entrano nulla. Lo
diciamo subito a scanso di equivoci. Non è questo di cui vogliamo parlare. Ma
semplicemente di come un giovane consigliere di maggioranza, salito a Palazzo
comunale di Pordenone con una lista civica, è riuscito a realizzare un punto
del programma sul quale forse aveva fondato la sua campagna elettorale
(nonostante qualche freno da parte dei colleghi consiglieri più anziani
dell'esecutivo): la realizzazione di una rete wireless in città, collegamenti
Internet senza fili. Questa la promessa che poi Alessandro Corazza, 27 anni, di
Pordenone, ha trasformato in realtà. Come? Ecco l'indirizzo web dove potrete
ascoltare la sua esperienza: http://it.youtube.com/watch?vzBTnkEnXTlc, oppure
andate direttamete su YouTube e cercate Alessandro Corazza. "Mi chiamo
Alessandro Corazza, ho 27 anni e sono un consigliere comunale per la lista
civica "Il Fiume" a Pordenone?". E
veniamo al punto, anzi ai punti d'incontro tra Lecce, Pordenone, i programmi
che aspettano di essere realizzati e Internet senza fili. Nel caso specifico di
Lecce, la tirata d'orecchie al sindaco Paolo Perrone questa volta non giunge
dall'opposizione, ma udite udite dai giovani de
"La Città ? Progetto per il Salento", la lista
civica di centro destra che ha sostenuto la sua candidatura a primo cittadino.
"Senza fili. Potremmo parafrasare la celebre canzone di Gino Paoli per
accendere i riflettori su un'esigenza particolarmente avvertita da giovani e
studenti ma non solo ? scrive in una nota Giovanni Costantini, coordinatore giovani de "La città. Che
aggiunge: "L'assenza di fili a cui facciamo riferimento riguarda la
necessità che Lecce si doti di "isole wireless" per consentire a
chiunque abbia un pc portatile di navigare (grazie alla tecnologia WiFi) nelle
acque del web in zone della città debitamente predisposte. Una proposta, la nostra, che non giunge estemporanea giacché si
innesta sulla stessa piattaforma del sindaco Paolo Perrone che in sede di
campagna elettorale aveva meritoriamente indicato in "Lecce città
wireless" uno dei punti caratterizzanti del proprio programma".
La richiesta: "I giovani de "La Città ? Progetto per il Salento" chiedono pertanto al sindaco di porre
in essere ogni iniziativa utile a dar corso al progetto. Lecce è un centro che esprime una popolazione giovanile
estremamente dinamica, è una città universitaria a pieno titolo e necessita di
quelle tecnologie che facilitino la vita dei cittadini: tre ragioni che
riteniamo sufficientemente concrete per tagliare le cime e navigare col vento
in poppa".
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-02-2008)
CHI È DON GIANNI Un prete operaio attento ai consumi
Mestre(al.spe.) Don Gianni Fazzini ha da poco compiuto
i 70 anni ed è sacerdote dal 1961. Nominato amministratore parrocchiale di S.
Eliodoro ad Altino (128 anime) nel 2002, da cinque anni e mezzo è inoltre il
responsabile del "Centro Stili di vita" diocesano. All'incarico l'ha
chiamato il patriarca Angelo Scola che ha avuto il fiuto e la bravura di
trovargli la collocazione migliore in quella che è una novità in assoluto nella
chiesa non essendoci altrove un ufficio simile. Don Fazzini è l'esempio del
prete operaio. Determinato ed insieme essenziale, da sempre è molto attento al
tema dei consumi responsabili e alternativi e alla salvaguardia dell'ambiente.
In particolare è fondatore e coordinatore di "Bilanci di giustizia"
sorti nel '93 per iniziativa dei Beati costruttori di pace: si tratta di una
rete che riunisce centinaia di famiglie impegnate a controllare, diversificare
e cambiare il loro modo quotidiano di avere a che fare con l'economia. "Un
altro stile di vita è possibile" è un po' il motto che guida la sua azione
protesa a sensibilizzare l'opinione pubblica sui comportamenti sui quali non
lesina consigli: "meno carne più proteine
vegetali, meno televisione più musica, meno auto più bici". Il sacerdote è
anche promotore di "Mag Venezia", acronimo per Mutua auto gestione,
una società cooperativa senza scopo di lucro che opera nel campo della finanza
etica. Il suo quartiere generale è in via Trieste a Marghera da dove ha saputo
dimostrare che le famiglie che hanno aderito ai "Bilanci di
giustizia" nel 2006 hanno speso ciascuna il 18 per cento in meno
aumentando contestualmente la loro qualità di vita a riprova che non è sempre
vero che si può stare meglio soltanto se il portafoglio si apre a iosa. Dal
2004 don Fazzini organizza ogni anno la "Festa diocesana del Creato"
per parlare del rispetto della natura e delle sue risorse: l'ultima ha proposto
un gita in laguna con sosta a Torcello e ha
riguardato, più specificamente, il tema dello spreco dell'acqua. Tre anni fa è
stato tra i partner dello spettacolo "Cambieresti" con Beppe Grillo al "Taliercio", mentre la scorsa estate ha messo in
piedi il "Centro Le Vie" presso il suo patronato dove propone
contenuti e percorsi diversi per vivere meglio il tempo libero e avviato
l'iniziativa "Il patronato fa la differenza" con un gioco di parole
che allude alla raccolta differenziata dei rifiuti e al ruolo educativo degli
spazi attigui alla chiesa.
( da "Redattore sociale" del
06-02-2008)
SALUTE 16.3506/02/2008 Brescia e i Pcb: a primavera
partiranno le bonifiche E' dal 2001 che i bresciani che abitano vicino
all'industria chimica Caffaro aspettano questo momento. Dalle analisi del
sangue effettuate negli anni scorsi, riscontrate concentrazioni di Pbc pari a
300 nanogrammi per litro MILANO - A primavera, forse, partiranno le bonifiche
in grande stile. È dal 2001 che i bresciani che abitano vicino all'industria
chimica Caffaro, circa 20mila persone, aspettano questo momento. Dalle analisi
del sangue effettuate negli anni scorsi sono state riscontrate concentrazioni
di Pbc pari a 300 nanogrammi per litro, quando il limite massimo, stabilito
dall'Asl locale, sarebbe di 15 nanogrammi per litro. Nel terreno, inoltre, sono
stati trovati Pbc e diossina con concentrazioni più alte di quelle della
tragedia di Seveso. Dal
( da "Velino.it, Il" del
06-02-2008)
(POL) Referendum, promotori puntano su
Consulta (non contro elezioni) Roma, 6 feb (Velino) - Un conflitto di
attribuzione nei confronti del Parlamento da sollevare davanti alla Consulta
perché sia dichiarato illegittimo il rinvio del referendum di 365 giorni. E
perché sia confermata la data scelta dal governo e dal capo dello Stato prima
dello scioglimento delle Camere. è la strada
annunciata - in una conferenza stampa tenuta alla Camera - dal comitato
promotore della consultazione popolare. Secondo i referendari, il referendum
dovrebbe dunque svolgersi il 18 maggio. Se il conflitto di attribuzione non
andasse a buon fine, la consultazione popolare slitterebbe - come previsto
dalla legge istitutiva del referendum - di 365 giorni a far data dalle elezioni
politiche. Aggiungendo 45-47 giorni di campagna elettorale, si arriverebbe a
tenere il referendum a fine maggio 2009, segnala il costituzionalista Giovanni
Guzzetta, presidente del comitato promotore. Assieme a Guzzetta, Mario Segni,
coordinatore del comitato, e Natale D'Amico, tesoriere, insistono sulla
necessità di “tutelare un diritto dei cittadini costituzionalmente
riconosciuto”. E fanno leva sui precedenti che a loro giudizio consentirebbero
di ottenere il parere favorevole della Consulta: i referendum sul nucleare e
sulla responsabilità dei giudici, svoltisi nel 1987 senza che l'appuntamento
slittasse di un anno (decisiva fu una “leggina” approvata poche settimane prima
dal nuovo Parlamento appena insediatosi) e i due referendum costituzionali
dell'ottobre 2001 e del giugno 2007, entrambi posteriori di appena due mesi
rispetto al voto politico. Guzzetta e gli altri esponenti del fronte
referendario insistono anche sulla necessità di “indirizzare”, grazie al
referendum, gli sforzi riformatori della prossima legislatura, “che tutti
dicono - annota Guzzetta - dovrà essere costituente”. Un modo per sventare
ritorni al proporzionale, dicono i referendari, mettendo l'accento sul ruolo
deterrente che il referendum ha comunque già svolto. Il tutto senza “mettere a
repentaglio le istituzioni”. La decisione della Corte costituzionale,
assicurano i referendari, potrebbe giungere in tempi brevi. A proposito della
“responsabilità istituzionale” dei referendari e del loro rispetto per la
democrazia maggioritaria (in virtù della quale sarebbe comunque stato giusto,
visto lo sfaldamento della coalizione di governo, restituire la parola ai
cittadini in tempi brevi), D'Amico mette in chiaro che il comitato promotore ha
scelto di non sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del capo
dello Stato rispetto allo scioglimento delle Camere. Non solo: Guzzetta, anche
in veste di costituzionalista, bolla come “inesistente” l'ipotesi di un esposto
alla Consulta - come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata
illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma
ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e
Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua
volta investirebbe del caso la Consulta - affinché venga stabilita
l'incostituzionalità del cosiddetto “porcellum”. Una strada che - rimarca
Guzzetta sia come costituzionalista sia come referendario doc - non è “né
percorribile giuridicamente né accettabile politicamente”. (ndl)
6 feb 18:10.
( da "Velino.it, Il" del
06-02-2008)
(POL) Referendum, promotori puntano su
Consulta (non contro elezioni) Roma, 6 feb (Velino) - Un conflitto di
attribuzione nei confronti del Parlamento da sollevare davanti alla Consulta
perché sia dichiarato illegittimo il rinvio del referendum di 365 giorni. E
perché sia confermata la data scelta dal governo e dal capo dello Stato prima
dello scioglimento delle Camere. è la strada
annunciata - in una conferenza stampa tenuta alla Camera - dal comitato
promotore della consultazione popolare. Secondo i referendari, il referendum
dovrebbe dunque svolgersi il 18 maggio. Se il conflitto di attribuzione non
andasse a buon fine, la consultazione popolare slitterebbe - come previsto
dalla legge istitutiva del referendum - di 365 giorni a far data dalle elezioni
politiche. Aggiungendo 45-47 giorni di campagna elettorale, si arriverebbe a
tenere il referendum a fine maggio 2009, segnala il costituzionalista Giovanni
Guzzetta, presidente del comitato promotore. Assieme a Guzzetta, Mario Segni,
coordinatore del comitato, e Natale D'Amico, tesoriere, insistono sulla
necessità di “tutelare un diritto dei cittadini costituzionalmente
riconosciuto”. E fanno leva sui precedenti che a loro giudizio consentirebbero
di ottenere il parere favorevole della Consulta: i referendum sul nucleare e
sulla responsabilità dei giudici, svoltisi nel 1987 senza che l'appuntamento
slittasse di un anno (decisiva fu una “leggina” approvata poche settimane prima
dal nuovo Parlamento appena insediatosi) e i due referendum costituzionali
dell'ottobre 2001 e del giugno 2007, entrambi posteriori di appena due mesi
rispetto al voto politico. Guzzetta e gli altri esponenti del fronte
referendario insistono anche sulla necessità di “indirizzare”, grazie al
referendum, gli sforzi riformatori della prossima legislatura, “che tutti
dicono - annota Guzzetta - dovrà essere costituente”. Un modo per sventare
ritorni al proporzionale, dicono i referendari, mettendo l'accento sul ruolo
deterrente che il referendum ha comunque già svolto. Il tutto senza “mettere a
repentaglio le istituzioni”. La decisione della Corte costituzionale,
assicurano i referendari, potrebbe giungere in tempi brevi. A proposito della
“responsabilità istituzionale” dei referendari e del loro rispetto per la
democrazia maggioritaria (in virtù della quale sarebbe comunque stato giusto,
visto lo sfaldamento della coalizione di governo, restituire la parola ai
cittadini in tempi brevi), D'Amico mette in chiaro che il comitato promotore ha
scelto di non sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del capo
dello Stato rispetto allo scioglimento delle Camere. Non solo: Guzzetta, anche
in veste di costituzionalista, bolla come “inesistente” l'ipotesi di un esposto
alla Consulta - come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata
illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma
ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e
Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua
volta investirebbe del caso la Consulta - affinché venga stabilita
l'incostituzionalità del cosiddetto “porcellum”. Una strada che - rimarca
Guzzetta sia come costituzionalista sia come referendario doc - non è “né
percorribile giuridicamente né accettabile politicamente”. (ndl)
6 feb 18:10.
( da "Velino.it, Il" del
06-02-2008)
(POL) Referendum, promotori puntano su
Consulta (non contro elezioni) Roma, 6 feb (Velino) - Un conflitto di
attribuzione nei confronti del Parlamento da sollevare davanti alla Consulta
perché sia dichiarato illegittimo il rinvio del referendum di 365 giorni. E
perché sia confermata la data scelta dal governo e dal capo dello Stato prima
dello scioglimento delle Camere. è la strada
annunciata - in una conferenza stampa tenuta alla Camera - dal comitato
promotore della consultazione popolare. Secondo i referendari, il referendum
dovrebbe dunque svolgersi il 18 maggio. Se il conflitto di attribuzione non
andasse a buon fine, la consultazione popolare slitterebbe - come previsto
dalla legge istitutiva del referendum - di 365 giorni a far data dalle elezioni
politiche. Aggiungendo 45-47 giorni di campagna elettorale, si arriverebbe a
tenere il referendum a fine maggio 2009, segnala il costituzionalista Giovanni
Guzzetta, presidente del comitato promotore. Assieme a Guzzetta, Mario Segni,
coordinatore del comitato, e Natale D'Amico, tesoriere, insistono sulla
necessità di “tutelare un diritto dei cittadini costituzionalmente
riconosciuto”. E fanno leva sui precedenti che a loro giudizio consentirebbero
di ottenere il parere favorevole della Consulta: i referendum sul nucleare e
sulla responsabilità dei giudici, svoltisi nel 1987 senza che l'appuntamento
slittasse di un anno (decisiva fu una “leggina” approvata poche settimane prima
dal nuovo Parlamento appena insediatosi) e i due referendum costituzionali
dell'ottobre 2001 e del giugno 2007, entrambi posteriori di appena due mesi
rispetto al voto politico. Guzzetta e gli altri esponenti del fronte
referendario insistono anche sulla necessità di “indirizzare”, grazie al
referendum, gli sforzi riformatori della prossima legislatura, “che tutti
dicono - annota Guzzetta - dovrà essere costituente”. Un modo per sventare
ritorni al proporzionale, dicono i referendari, mettendo l'accento sul ruolo
deterrente che il referendum ha comunque già svolto. Il tutto senza “mettere a
repentaglio le istituzioni”. La decisione della Corte costituzionale,
assicurano i referendari, potrebbe giungere in tempi brevi. A proposito della
“responsabilità istituzionale” dei referendari e del loro rispetto per la democrazia
maggioritaria (in virtù della quale sarebbe comunque stato giusto, visto lo
sfaldamento della coalizione di governo, restituire la parola ai cittadini in
tempi brevi), D'Amico mette in chiaro che il comitato promotore ha scelto di
non sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del capo dello Stato
rispetto allo scioglimento delle Camere. Non solo: Guzzetta, anche in veste di
costituzionalista, bolla come “inesistente” l'ipotesi di un esposto alla
Consulta - come quello annunciato oggi da Beppe Grillo - per ottenere che la legge elettorale in vigore sia considerata
illegittima e che la macchina elettorale si fermi. Meno peregrina, ma
ugualmente da bocciare, l'idea - adombrata da giuristi come Franco Bassanini e
Valerio Onida - che singoli giudici ricorrano a un giudice - il quale a sua
volta investirebbe del caso la Consulta - affinché venga stabilita
l'incostituzionalità del cosiddetto “porcellum”. Una strada che - rimarca
Guzzetta sia come costituzionalista sia come referendario doc - non è “né
percorribile giuridicamente né accettabile politicamente”. (ndl)
6 feb 18:10.
( da "Emmegipress" del
06-02-2008)
Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo:
Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49
Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo
centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di
una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del
momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della
politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere
le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la
confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi
dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle
casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del
costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte
superiore a quello sostenuto dalla Spagna".
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-02-2008)
Mercoledí 06.02.2008 17:32 --> "Ho deciso di fare
un esposto alla Corte Costituzionale perché dichiari incostituzionale la legge
'porcata' e la faccia decadere". Beppe Grillo prosegue la sua crociata contro la legge elettorale e, senza
andare troppo per il sottile, riassume così lo scenario che potrebbe aprirsi:
"La Corte ha due mesi per decidere, prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si
potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il
referendum, indetto per maggio e subito annullato con una mossa da bari di
professione". Il comico blogger lamenta che
"questa classe politica autoreferenziale ha cancellato due referendum
sulla legge elettorale. Decide a tavolino chi ci deve rappresentare in
Parlamento. E' costituzionale questo? E se lo fosse, allora
che cosa è incostituzionale?". "La legge elettorale 'porcata'
imposta dal centro destra nel 2006 - prosegue - ha
cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge
incostituzionale. Non si puo' andare alle elezioni con questa
legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del
candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto
ogni sovranità al popolo".