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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Preoccupati, arrabbiati e confusi ( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo. L'associazione culturale Reset il 19 febbraio presenterà ufficialmente la lista civica astigiana durante l'atteso incontro con il giornalista Marco Travaglio (alle 21 al Teatro Alfieri) che presenterà il suo ultimo libro. Inevitabilmente la crisi di Governo modifica i programmi di politica locale: in casa Udc ad esempio erano in via di preparazione per inizio marzo

Grillo è sempre meno credibile ! Non abbiamo più memoria di quante volte abbiam ( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

Abstract: Anche Beppe Grillo cade nel tranello di questa onda "guidata", infatti sul suo sito ultimamente è tornata a comparire la buffa quanto inutile proposta per far diminuire il costo alla pompa dei carburanti/combustibili. Questa si baserebbe infatti su un'auto regolamentazione popolare.

La satira politica riscatta un Carnevale bagnato ( da "Arena, L'" del 02-02-2008)

Abstract: con un grillo, che sta per ovviamente Beppe Grillo, che punta dal pentolone della pearà e sovrasta le miserie d'Italia. Su questa linea satirica anche il carro di Perzacco "Stemo deventando mati... par poder tirar avanti" o il carro "Non ci resta che emigrare" di Oppeano, o "L'Italia è circo" di Bosco di Zevio,

E scoppia la guerra delle uova ( da "Arena, L'" del 02-02-2008)

Abstract: del Nuovo gruppo spontaneo Sant'Ambrogio di Valpolicella, che si avvale della collaborazione di Milo Manara. Una caricatura di Beppe Grillo, sul pentolone della Pearà, che presidiava il banchetto, l'Italia come piatto forte, spartito da maiali, topi, lupi, evidente parodia dei politici, testimoniata anche dalle scritte ai lati del carro.

Non di sola Venezia vive il Carnevale ( da "Unita, L'" del 02-02-2008)

Abstract: In testa Beppe Grillo raffigurato nei panni di un enorme insettone parlante che i poteri cercano di schiacciare oppure mentre armato di spada fa il Grillo Furioso contro il drago che rappresenta la "vecchia politica". Se vai a Ivrea, ti tirano le arance.

Le tre puntate censurate ( da "Unita, L'" del 02-02-2008)

Abstract: l'ultimo spettacolo di Beppe Grillo. Ospite il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni con Raffaella Carrà, Norma Rangeri, Lucia Annunziata e Marcello Veneziani. Il filmato sulla Forleo La terza puntata è il 20 dicembre: "I buoni e i cattivi". Santoro propose un instant movie su Clementina Forleo.

Rizzo: la casta continua - saverio occhiuto ( da "Centro, Il" del 02-02-2008)

Abstract: come Beppe Grillo, costretta a chiedere che si faccia qualcosa per impedire a quelli che sono stati condannati di candidarsi. E sconcertante pensare che una cosa del genere si debba fare per legge". Veniamo ai rapporti tra la politica e l'economia: al nord le industrie, al sud la mafia, un'economia drogata che gestisce ogni cosa.

I RISCHI PER LA DESTRA ( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

Abstract: tipo Beppe Grillo o Girotondi? E di fronte a una sfida neocentrista, tipo "Rosa bianca" o Family day? E di fronte a una sfida liberaldemocratica, tipo Montezemolo o "volonterosi"? Le analisi e gli esercizi di simulazione condotti dagli esperti suggeriscono che il mercato potenziale di eventuali nuove liste sia molto ampio (fra il 10 e il 30 per cento)

La tanto propagandata ristrutturazione di Piazza Matteocci, che ha portato alla costruzione di una s ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 02-02-2008)

Abstract: In un momento come questo di estrema disaffezione della società civile nei confronti di gran parte della classe politica, sarebbe un gran bel segnale di riavvicinamento. Tra l'altro, probabilmente, con l'ausilio di un tale strumento, il pasticcio di Piazza Matteocci avrebbe potuto benissimo evitarsi. I Grìllari- Gli Amici di Beppe Grillo di Rieti.

Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del 02-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna"

Reload governo/ Dall'incarico a Marini alla Rosa Bianca di Baccini e Tabacci. Cronaca della settimana ( da "Affari Italiani (Online)" del 02-02-2008)

Abstract: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Veltroni conquista la platea di Confcommercio.

I "grillini" bacchettano De Anna e fanno il bis ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)

Abstract: ultimo ad aprire il fronte della polemica dopo che nei giorni scorsi gli "Amici di Beppe Grillo" avevano inviato in provincia per una serie di incontri Paul Connett, teorico della soluzione "Rifiuti zero" e ben distante dal pensiero di De Anna che in più occasioni ha ribadito la necessità di realizzare un inceneritore in provincia.

Crisi/ Scontro Fini-Veltroni. Montezemolo pessimista: politica in crisi. Se non c'è intesa si voti e poi le riforme ( da "Affari Italiani (Online)" del 02-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Il costituzionalista Vittorio Angiolini ad Affari: "Indire il referendum e poi votare già in primavera? L'ipotesi non è realistica" Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra PoliticaMente/


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Preoccupati, arrabbiati e confusi (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

 

POLITICA.ANCHE NELL'ASTIGIANO SI SEGUE CON PREOCCUPAZIONE LA SITUAZIONE NAZIONALE Domande a Domande a Preoccupati, arrabbiati e confusi "Una legge elettorale seria, oppure meglio il referendum" Massimo Fiorio (Pd) Il rammarico e la delusione "C'erano tante cose da fare" Maria Teresa Armosino (F.I.) [FIRMA]ENRICA CERRATO ASTI Si guarda a Roma. Le vicende nazionali, di rimbalzo fanno discutere ad Asti e nei palazzi della politica e l'atmosfera si fa calda: ieri sera di governo, legge elettorale e referendum si è parlato a lungo nell'incontro pubblico organizzato dal Pd in municipio ad Asti. "La crisi di governo apre uno scenario preoccupante soprattutto se si pensa che la prospettiva delle elezioni anticipate non risolverà l'annoso problema della frammentazione di una politica che pensa più agli interessi propri che a quelli della collettività", annotano alla sede astigiana del Pd, richiamandosi al senso di responsabilità di tutte le forze politiche. E ancora: "Le elezioni anticipate sono una prospettiva che non corrisponde ai bisogni del paese: sarebbe del tutto irresponsabile non cogliere quello che è il vero sentimento della maggioranza degli italiani: sfiducia, sconforto, rabbia che potrebbero seriamente far vincere il partito del non voto e della protesta". E proprio con lo slogan "non se ne può più", stanno per entrare sulla scena politica astigiana i seguaci di Beppe Grillo. L'associazione culturale Reset il 19 febbraio presenterà ufficialmente la lista civica astigiana durante l'atteso incontro con il giornalista Marco Travaglio (alle 21 al Teatro Alfieri) che presenterà il suo ultimo libro. Inevitabilmente la crisi di Governo modifica i programmi di politica locale: in casa Udc ad esempio erano in via di preparazione per inizio marzo ad Asti incontri di approfondimento su temi delicati come la legge sull'aborto. "Rinviamo tutto - anticipa il segretario Flavio Accornero - non si possono trattare argomenti che necessitano riflessioni serene in una campagna elettorale". Ricorda ancora Accornero: "Pochi giorni fa a Milano ho partecipato ad un incontro di segretari e coordinatori del Nord. Pensavamo di parlare dell'organizzazione del partito nelle nostre zone, di un rilancio in chiave "nordista", ma in realtà abbiamo passato la giornata a parlare del Governo". Se la politica nazionale tiene banco, da annotare però una polemica tutta locale in casa del Pd: nei giorni scorsi Mauro Cuniberti con una parte dei suoi, della lista civica "Asti città amica" hanno annunciato il passaggio nel Pd e alla conferenza stampa era presente il parlamentare Massimo Fiorio. Iniziativa, per le modalità e i contenuti, stigmatizzata da Maurizio Pugliese, architetto, tra i fondatori del nuovo partito. La replica di Fiorio non si fa attendere: "Il Pd non è il Rotary o un altro club in cui i membri devono essere d'accordo tutti per accoglierne altri. Chiunque condivida le nostre idee sia benvenuto". 3Massimo Fiorio, 39 anni, sindaco di Calamandrana e ricercatore universitario di filosofia, è approdato al Parlamento nella primavera del 2006, nelle file dei diessini. In questo anno e mezzo ha lavorato in Commissione agricoltura. Adesso è pronto a tornare a casa, ma con una valigia "piena di rammarico", come racconta. In questi giorni in alcune occasioni pubbliche ha parlato di "rammarico" per la crisi di Governo "Certo, sono preoccupato e dispiaciuto. Questo Governo, pur con i suoi limiti, ha risanato una situazione drammatica e proprio adesso che nel giro di un anno o due si sarebbero visti i risultati, si blocca tutto. Era già iniziata la stagione dei rinnovi contrattuali, abbiamo fatto pagare le tasse a chi non le pagava e tanti altri interventi i cui benefici si cominciavano a vedere. Inoltre come tanti miei colleghi, sono rammaricato nel vedere vanificata parte del lavoro svolto. Far politica in Parlamento non è come lavorare in un piccolo Comune. Ci ho messo alcuni mesi ad entrare nei meccanismi, poi ho avviato proposte di legge, ho seguito richieste che arrivavano dal Piemonte e tutto cominciava a funzionare a dovere". Su quali temi si è particolarmente impegnato? "In agricoltura, sulla legge di riforma della 164 sulle doc e adesso stavo lavorando sulla normativa dell'agricoltura biologica. Ecco, questo è uno di quei casi per cui non posso che dirmi rammaricato. Era tutto pronto e avrebbe dovuto andare in aula a marzo. Adesso è tutto da rifare". Come vede il suo futuro personale? "Continuiamo tutti a lavorare al progetto del pd: il Governo è caduto per un ricatto e si è visto chi ha tradito. Con l'uno per cento dell'elettorato hanno messo in ginocchio il Paese. Questa è la prova che ci vogliono partiti forti". 3Maria Teresa Armosino, (Forza Italia), da 12 anni è deputato a Roma; prima dalla parte dei vincitori (è stata sottosegretario all'Economia con Berlusconi), e dal 2006 all'opposizione, ma pur sempre in un ruolo complesso, nella Commissione bilancio. Come vive questo momento? "Con grande preoccupazione. Il Paese non ha certezze e il mio giudizio sul Governo Prodi è assolutamente negativo. Faccio solo alcuni esempi su argomenti che ricadono nel mio lavoro quotidiano. La loro "controriforma" delle pensioni costa agli italiani dieci milioni di euro, che avrebbero potuto essere impiegati meglio, sulle detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. Ma di esempi così ce ne sarebbero tanti". Condivide la necessità di ricorrere subito alle urne? "Occorre un Governo che si a in grado di governare: non unioni raffazzonate che stanno su per tre o quattro voti. Se ottocentomila italiani ha chiesto una riforma elettorale, facciamola, ma solo se tiene conto di quelle richieste, vale a dire, via i partiti sotto il cinque per cento, ci si candida solo in una sede e premio di maggioranza per chi vince. Sarei d'accordo a un Governo che faccia questa riforma ma subito. Non sono disposta ad assistere a un dibattito snervante su leggi elettorali alla tedesca o alla francese". Come giudica la sua esperienza all'opposizione in questi anni e cosa farà adesso? "Per il Piemonte il Governo Prodi ha fatto poco, ha sottovalutato la nostra regione, soprattutto dal punto di vista delle infrastrutture. Quanto al mio futuro, dopo lo scioglimento delle Camere, sinceramente non so quale sarà. Non ho "bramosie" di potere, ma sono disponibile a continuare solo se condivido a fondo ciò che mi chiedono di fare. Ma ripeto, per ora il sentimento che mi domina è la preoccupazione".

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Grillo è sempre meno credibile ! Non abbiamo più memoria di quante volte abbiam (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

 

O sentito in questi anni parlare di rincaro della benzina e del gasolio per auto trazione. E la cosa ogni volta ci pone di fronte la realtà di maggiori esborsi e di maggiori sacrifici per la classica e inderogabile quadratura del cerchio dell'economia famigliare. Infatti in tutte le famiglie (soprattutto in quelle dei lavoratori dipendenti) nessuno può pensare di poter recuperare il potere d'acquisto perso facendo fronte alle tasse che aumentano con regolarità per mano del Governo e degli enti locali. Fin qui nulla di nuovo o che faccia scalpore. Ciò che mi lascia perplesso è il comportamento delle solite "menti" che a queste notizie sciorinano la solfa già provata del prezzo in salita del greggio, dei lauti guadagni dei petrolieri e dei costi di un sistema ormai superato nella di distribuzione del carburante ! Anche Beppe Grillo cade nel tranello di questa onda "guidata", infatti sul suo sito ultimamente è tornata a comparire la buffa quanto inutile proposta per far diminuire il costo alla pompa dei carburanti/combustibili. Questa si baserebbe infatti su un'auto regolamentazione popolare. Nello specifico, acquistando carburanti di alcune marche rispetto ad altre, si dovrebbe indurre le compagnie "dimenticate" a ridurre il prezzo, causando in breve una catena in discesa della benzina, a tutto favore del contribuente. Incredibile che questo colpo di "genio" venga da colui che vuole rifare l'Italia, e come ormai consuetudine nel nostro paese partendo dal palcoscenico di un cabaret. Ma ancora più incredibile è che qualcuno ci creda davvero e/o presti fede a questa pochezza di pensiero. Questo tipo di ragionamento è corretto per carità, se non ci fossero 1000 se, soprattutto pratici che interferiscono sull'attuazione. Ritengo intanto che l'alto costo della benzina non sia dovuto all'ingordigia dei petrolieri e mi sarei aspettato di più da parte di un ragioniere qual è Beppe Grillo. In breve, il costo della benzina risulta dalla somma del costo del greggio, del trasporto, della raffinazione, della pubblicità, della distribuzione, fino ad arrivare al costo rappresentato da tasse e balzelli vari, che su questo prodotto gravano ben oltre il 60 per cento. Con una voce così consistente sulla quale "lavorare", tutte le altre vengono messe da parte. Sarebbe infatti terribilmente stupido e anti-economico spendere tempo e denaro a ridurre una voce minore, quando con un semplice tratto di penna, si potrebbe da domani ridurre del 50 per cento questa assurdità del caro-benzina, ottenendo una riduzione sul costo totale al consumatore finale del 25 o del 30 per cento. Non occorre essere eagionieri per capire ciò. Chi fa finta di voler inventare una nuova Italia perché la vecchia non abbia a scomparire, e chi, come lo Stato, senza un investimento o un rischio industriale, incassa ogni giorno oltre il 60 per cento di tasse sulla benzina prodotta, venduta e consumata da terzi, si sono dati in questo caso la mano, utilizzando la disinformazione dei poveri cittadini. A titolo informativo, nel 2005 lo Stato ha incassato 32 miliardi di euro dalla vendita del carburante. Più la benzina sale di prezzo, più incassa lo Stato. Abbiamo rinnegato tutto dell'Italia di un tempo, ma questa repubblica non riesce fare a meno neppure della ridicola accise sulla benzina introdotta per la guerra d'Abissinia: 1,9 lire al litro nel 1935 ! Ecco quello che si evita di ricordare alla gente, ecco perché non sono il seguace di un comico che ambisce distraendoci a rifare l'Italia urlando in piazza. ALBERTO CONTERIO UNIONE MONARCHICA ITALIANA.

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La satira politica riscatta un Carnevale bagnato (sezione: Grillo)

( da "Arena, L'" del 02-02-2008)

 

IL CORTEO. "Venardi gnocolar" intristito dal tempo grigio e piovigginoso che tiene lontana molta gente La satira politica riscatta un Carnevale "bagnato" di Alessandra Galetto Una sfilata lunga oltre tre ore. Non aveva scherzato nei giorni scorsi il patron del Carnevale veronese, Luigi D'Agostino, annunciando che questo 478° Bacanal del gnoco sarebbe stato ricordato per il grande numero di carri e gruppi folcloristici presenti per il corteo del "venardi gnocolar", perché davvero così è stato. Peccato però che il tempo non abbia voluto sorridere a tanto impegno: deve essere stato infatti per colpa del meteo inclemente che questo Carnevale 2008 ha visto una partecipazione molto meno vivace di veronesi rispetto agli anni scorsi, con un centro città avvolto dal cielo grigio e umido e poca festa per le strade a fare da contrasto al clima sfavorevole. Il lato positivo, in compenso, è stata la maggiore disciplina circolata tra gli adolescenti: l'ordinanza del sindaco Tosi che vietava l'utilizzo delle bombolette di schiuma è stata abbastanza rispettata, anche se qua e là c'è stato chi ha ovviato con sacchi di farina. Se molto lunga è stata la sfilata, la manifestazione si è svolta però puntuale, con i primi carri che poco prima delle 14 erano già in piazza Bra, dove era allestita anche la tribuna per le riprese televisive. E molti, per dribblare l'umidità, devono aver preferito seguire la sfilata da casa, alla tv, visto che il concorso per il Bogon d'oro indetto da TeleArena ha fatto partire tantissimi sms e altrettante mail con le quali il pubblico ha votato il suo carro preferito: il vincitore sarà premiato in Bra domani alle 16. Del resto, non c'era che l'imbarazzo della scelta, anche per la presenza di alcuni nuovi carri realizzati dai paesi della provincia e ispirati a temi di satira politica o sociale che hanno suscitato sorriso mettendo alla berlina vizi e debolezze della nostra classe dirigente e falsi miti del nostro tempo. Vedi il carro di Sant'Ambrogio di Valpolicella realizzato da Milo Manara, con un grillo, che sta per ovviamente Beppe Grillo, che punta dal pentolone della pearà e sovrasta le miserie d'Italia. Su questa linea satirica anche il carro di Perzacco "Stemo deventando mati... par poder tirar avanti" o il carro "Non ci resta che emigrare" di Oppeano, o "L'Italia è circo" di Bosco di Zevio, o ancora il carro "Coltivatori maldiretti de Alcolicella e Custosin" di Pescantina. Più spensierati altri carri come quello del nuovo gruppo "El cagnà de Roverchiaretta" dal titolo "La magia aiuta la fantasia" o quello "I monelli della scuola pazza" degli "Anestetici di Lavagno"; mentre quelli di Marcellise hanno voluto prendere in giro la "loro" Miss Italia Silvia Battisti mettendo sul carro una Miss Italia... maschio. Naturalmente, al fianco di queste new entry, i carri più tradizionali, come quello del Principe Reboano, del Dio dell'Oro, di Re Saltucchio e regina Caterina, del Conte della via bassa, del Sior della Spianà, della Parona, e i gruppi storici, col Papà del gnoco e la sua corte in testa. Tanti anche i gruppi folcloristici, con majorette che ballando hanno vinto il freddo e riscaldato un po' la festa.

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E scoppia la guerra delle uova (sezione: Grillo)

( da "Arena, L'" del 02-02-2008)

 

DIETRO LE QUINTE. Mentre sfilano i carri, nelle vie più nascoste del centro si scatena la "goliardia" dei giovanissimi E scoppia la guerra delle uova di Ilaria Noro Gli ingredienti adatti per festeggiare un carnevale divertente e trasgressivo? Uova e farina, rigorosamente "consumati" nei vicoli e nelle stradine del centro storico. In barba ai vivacissimi carri che sfilavano nelle principali vie della città, ieri pomeriggio giovani e giovanissimi si sono dati appuntamento nelle strade meno trafficate per celebrare l'ormai tradizionale "guerra" di Carnevale, dribblando il divieto dell'uso di bombolette schiumogene con sacchi di farina, dozzine di uova e stelle filanti spray. BOMBOLETTE VIETATE. Sono state infatti poche le bombolette di schiuma utilizzate ieri, decisamente molte meno di quelle usate due anni fa quando oltre un centinaio di ragazzi finirono al pronto soccorso per problemi agli occhi. Complici il divieto alla vendita, dalle 9 alle 22 di ieri, di prodotti schiumogeni, e una maggior informazione e consapevolezza degli stessi ragazzi, pochi infatti quelli che hanno sabotato l'ordinanza facendo scorte il giorno precedente, il consumo è calato drasticamente, anche se non del tutto, come testimoniavano ieri in serata in alcuni vicoli, le auto e i marciapiedi imbrattati. E qualche ragazzino ricoperto interamente di schiuma dalla testa ai piedi. POLIZIA MUNICIPALE. "Un fenomeno in netto calo", ha fatto sapere anche la polizia municipale, per il quale non è stato necessario nessun verbale. La sanzione prevista era nella migliore delle ipotesi una multa di 50 euro, nella peggiore una denuncia penale per imbrattamento, molestie e lancio di oggetti. Nessuna multa staccata, quindi, nonostante lo spiegamento di forze. 40 sono stati gli agenti impegnati per il Carnevale in mattinata, mentre oltre una cinquantina quelli in servizio nel pomeriggio, impegnati nei controlli in centro storico, lungo il cordone del corteo, nelle vie limitrofe per gestire la viabilità. Inoltre, una ventina di vigili in borghese, occupati nei controlli al commercio abusivo e alla vendita e all'uso delle bombolette. LA GUERRA DELLE UOVA. I più hanno diligentemente rispettato il divieto, non si sono certo perdersi d'animo. Abbandonata la schiuma, i giovani sono infatti tornati alla ribalta "armati" di uova e sacchi di farina da scagliare in terra, contro gli amici, sulle auto e anche contro le vetrine di alcuni negozi. Tra i punti presi maggiormente di mira dalle innocue scorribande, i vicoletti e le strade del centro defilate rispetto al corteo; da corte Farina a via Catullo, via e galleria Pellicciai, via san Nicolò e piazza Mura Gallieno, le vie tangenti a via Roma, per citarne alcune. ALCOLICI. Qualche disagio, per cui si è reso necessario anche l'intervento dei vigili, si è invece verificato per l'abuso di alcolici da parte perlopiù di minorenni. In piazza Erbe, poco dopo le cinque, otto le bottiglie di vino rosso vuote a uno dei banchi chiusi di piazza Erbe, e un gruppo di giovanissimi che si è allontanato barcollando ed evidentemente alterato. Molte anche le bottiglie di birra abbandonate a sfilata finita. Ma se per giovani e giovanissimi le attrattive del Carnevale hanno avuto poco a che vedere con i carri, da genitori e bimbi la "carica dei settemila", come è stata ribattezzata la sfilata di ieri, è stata apprezzata. CARRI. E se i più piccoli erano attratti soprattutto da colori e musica, i più grandi hanno apprezzato anche alcuni carri. I commenti migliori, seppur amari, sono stati riservati al carro "Stregati dalla Tivù" delle Contrade del Castello Albaredo d'Adige, che rappresentava una strega e alcuni calderoni sul cui bordo pendevano le caricature dei personaggi televisivi, Bonolis in primis. Inotre al carro "El lesso", del Nuovo gruppo spontaneo Sant'Ambrogio di Valpolicella, che si avvale della collaborazione di Milo Manara. Una caricatura di Beppe Grillo, sul pentolone della Pearà, che presidiava il banchetto, l'Italia come piatto forte, spartito da maiali, topi, lupi, evidente parodia dei politici, testimoniata anche dalle scritte ai lati del carro.

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Non di sola Venezia vive il Carnevale (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 02-02-2008)

 

Stai consultando l'edizione del Non di sola Venezia vive il Carnevale di Rossella Battisti S iete tipi da follie di Carnevale? E magari vi è venuto in mente Venezia... Niente male come follia: per prima cosa, guardatevi in tasca e considerate bene il vostro budget se volete partecipare a feste in case patrizie private o a teatro: si parte da un minimo di cento euro per arrivare alle ottocento cucuzze per il Ballo del Doge nel prestigioso palazzo Pisani-Moretta sul Canal Grande (dove si sussurra del possibile arrivo di George Clooney, con o senza Martini non si sa) o il Ballo della Cavalchina alla Fenice, dove si prevede a prezzi scontati (solo 600 euro a testa) la probabile apparizione di Ornella Muti. Altrimenti, con meno risorse finanziarie e più spirito carnascialesco, non è meno "sensazionale" l'evento multisensoriale curato da Marco Balich e da un'attrezzatissima scuderia di marketing & eventi, il "Sensation Show" per i Sestieri della città. Il che garantisce un certo movimento per tutti, una festa di luci, performance, suoni, musica, balli e naturalmente maschere ovunque, da piazza San Marco al Padiglione Italia della Biennale (dettagli su www.veneziasensation.it). Carnevale sul carro a Viareggio, dove domani, martedì grasso e il 10 febbraio sfileranno i giganti di cartapesta. Capolavori alti venti metri e lunghi 14, pesanti fino a quaranta tonnellate, molto ispirati quest'anno alla satira politica. In testa Beppe Grillo raffigurato nei panni di un enorme insettone parlante che i poteri cercano di schiacciare oppure mentre armato di spada fa il Grillo Furioso contro il drago che rappresenta la "vecchia politica". Se vai a Ivrea, ti tirano le arance. Cara, antica, colorata manifestazione che da sabato a martedì prevede la battaglia a colpi di frutto per le strade della città (orario d'inizio alle 14,15 di ogni giorno: turisti siete avvertiti!). A Milano il carnevale si prolunga fino al 9 febbraio con l'evento centrale e finale a Piazza Duomo: Il segreto di Utopia, evento multidisciplinare che ha per tema la "Città ideale" di Leonardo da Vinci, tra arte di strada, circo e nuove tecnologie (spettacolo che verrà ripreso in diretta e proiettato su un gigantesco LedWall in piazza), mentre la festa di chiusura si svolgerà agli East End Studios di via Mecenate, un open space tramutato per una notte in tempio della musica e della cultura. Roma in maschera si ritrova oggi a piazzale Ankara, nei pressi dello Stadio Flaminio, dove musicisti della Stradabanda e della Scuola popolare di Testaccio animeranno una parata con le maschere realizzate dall'Istituto statale d'arte Roma2. Un "Piccolo Carnevale Armonico" dedicato ai bambini di tutto il mondo si svolge invece nella multietnicissima Piazza Vittorio dove i piccoli si ritroveranno domani e martedì per costruire mascherine e costumi ispirati alle tradizioni del Mediterraneo, dell'Asia, dell'America e dell'Africa. Tra i molti eventi che costeggiano i carnevali di altre città, segnaliamo il concorso per premiare le più belle foto durante i giorni della "Zobia", il carnevale di Fiorenzuola d'Arda (info su www.c-c-f.it) FESTE Per chi ha il portafoglio gonfio in laguna danno party con ingresso da 600 euro (c'è Ornella Muti) a 800 (forse con Clooney). Ma se cercate lo spirito carnascialesco, meglio andar per i Sestieri.

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Le tre puntate censurate (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 02-02-2008)

 

Stai consultando l'edizione del LA SCHEDA / 1 Le tre puntate "censurate" De Magistris La prima puntata, il 4 ottobre, era intitolata "A ciascuno il suo": al centro la vicenda di Luigi De Magistris. Piatto forte l'intervista di Sandro Ruotolo al magistrato e il collegamento con il gip Clementina Forleo. In studio Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il sottosegretario alla giustizia Luigi Scotti e Caterina Merante, l'ex direttrice generale della società Why not, associata alla Compagnia delle Opere, da cui ha preso il nome l'inchiesta della Procura di Catanzaro. La Rai La seconda puntata è quella il 6 dicembre: "Libera o Occupata" sui problemi della Rai e le intercettazioni telefoniche Rai-Mediaset. Inediti di Raiot, spezzoni di Reset, l'ultimo spettacolo di Beppe Grillo. Ospite il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni con Raffaella Carrà, Norma Rangeri, Lucia Annunziata e Marcello Veneziani. Il filmato sulla Forleo La terza puntata è il 20 dicembre: "I buoni e i cattivi". Santoro propose un instant movie su Clementina Forleo. Tra gli ospiti il giurista Franco Cordero, lo scrittore Antonio Tabucchi, il senatore di An Alfredo Mantovano e il giornalista dell'Espresso Paolo Biondani.

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Rizzo: la casta continua - saverio occhiuto (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 02-02-2008)

 

Regione Rizzo: "La casta continua" A Pescara il coautore del libro sui costi della politica SAVERIO OCCHIUTO PESCARA. Quando misero il punto al loro libro-inchiesta sui vizi della politica e il malcostume di Stato, "La casta", i due giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, non avevano ancora visto la spazzatura di Napoli, una crsi politica nata per un "guaio di famiglia", il governatore della Regione Sicilia festeggiare con i cannoli per essersi beccato "solo" una condanna a 5 anni, più l'interdizione dai pubblici uffici. Oggi Rizzo sarà a Pescara per il dibattito: "Oltre la casta, verso una nuova classe dirigente". Appuntamento alle 11 all'Auditorium Petruzzi del Museo delle Genti, su iniaziativa di "Società civile" e altre sigle. Rizzo, "La casta" sarebbe già da aggiornare con un bel po' di paragrafi. "Una delle cose che ci ha più sorpresi è che non è successo assolutamente nulla. La classe politica non ha capito". Non vede o si gira dall'altra parte? "Pensiamo a quello che sta avvenendo in questi giorni. A un certo punto tutti hanno riconosciuto che l'attuale legge elettorale è una delle cause principali della ingovernabilità del Paese. Ora anche Alleanza nazionale, che invocava il referndum, chiede che si vada a votare con questa legge". Ancora una volta prevalgono gli interessi particolari? "Stiamo andando a rotoli. Questa incapacità della politica di rispondere ai bisogni della gente è peggiore di quella che immaginavamo". Però anche questo è strano: i partiti si allontanano dalla società, ma alle urne poi ci vanno in tanti. "L'antipolitica non esiste, è solo il prodotto della cattiva politica". Come si comporterà l'elettore alle prossime elezioni? "Avremo delle sorprese. Non darei più per scontato che la gente vada a votare sulla base di una appartenenza ideologica. Mi auguro che ci sia un premio e una punizione. Ad esempio sono curioso di conoscere il risultato dell'Udeur". Cosa si aspetta dal partito di Mastella? "Di capire se prenderà solo voti a Ceppaloni o anche fuori da Avellino". Quello di Cuffaro è un altro bel caso. "Anche qui è incredibile che ci sia gente, come Beppe Grillo, costretta a chiedere che si faccia qualcosa per impedire a quelli che sono stati condannati di candidarsi. E' sconcertante pensare che una cosa del genere si debba fare per legge". Veniamo ai rapporti tra la politica e l'economia: al nord le industrie, al sud la mafia, un'economia drogata che gestisce ogni cosa. "Non credo che sia tutto dovuto ad un disegno così scontato. Penso, piuttosto, che siamo di fronte ad una classe politica inetta che trova solo più comodo ricorrere alle scorciatoie. Un esempio è quello di Napoli. E' chiaro che lì la camorra ci sguazza, ad iniziare dall'affare dei rifiuti. Ma una classe politica lungimirante avrebbe avuto tutto l'interesse a risolvere il problema dei rifiuti già nove anni fa, quando si presentò l'emergenza. Se avessero alzato l'orizzonte avrebbero già visto i sacchetti per strada".

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I RISCHI PER LA DESTRA (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 02-02-2008)

 

Luca Ricolfi I RISCHI PER LA DESTRA I politici di centro-sinistra hanno il morale a terra. Fiutano aria di sconfitta, e cominciano a rendersi conto che venti mesi di governo Prodi sono stati il più grande spot elettorale - per di più gratuito - di cui il Cavaliere abbia mai beneficiato. Per questo sono pessimisti, e si preparano mestamente al peggio. La credenza del centro-sinistra di andare verso una Caporetto elettorale è sostanzialmente giustificata, se non altro perché largamente supportata dai sondaggi. Berlusconi ha di nuovo il coltello dalla parte del manico, e non c'è mossa degli astuti D'Alema e Veltroni che sia in grado di ribaltare la situazione. Il fatto che i dirigenti del centro-sinistra siano nell'angolo, però, non implica che il centro-destra abbia la vittoria in tasca. Chi fin da oggi è sicuro della vittoria di Berlusconi probabilmente sottovaluta alcune incognite. La prima è che, di norma, il consenso per il governo in carica tocca il minimo lontano dalle elezioni, ma poi risale nei mesi immediatamente precedenti il voto. È già successo con la rincorsa di Rutelli nel 2001, si è ripetuto con quella di Berlusconi nel 2006, risuccederà nei mesi prossimi con quella di Veltroni. Dieci punti di distacco sono tanti, ma potrebbero tranquillamente diventare cinque già solo grazie a questo meccanismo. La seconda incognita sono i possibili errori di Berlusconi. Qui si entra ovviamente nel regno dell'opinabile, ma a me pare che un errore il Cavaliere lo stia già facendo: l'errore "minestra riscaldata". Berlusconi ha passato gli ultimi mesi a ripetere che la legge elettorale va cambiata, che non si può governare con pochi voti di scarto, e che in passato lui stesso fu molto frenato nella sua azione riformatrice dal particolarismo degli alleati. A dispetto di questa ragionevole diagnosi, ora si oppone a qualsiasi cambiamento della legge elettorale e sembra fermamente intenzionato a riproporre la solita alleanza con Bossi-Fini-Casini, magari rinforzata da uomini come Mastella e Storace (grandi esperti di sanità, come tutti sanno...). Mi sbaglierò, ma questo a me pare un formidabile assist a Veltroni, che potrà dire (e certamente dirà): cari elettori, volete saltare dalla padella nella brace? Benissimo, votate l'allegra compagnia del centro-destra, così potrete rivedere per cinque anni il film del governo Prodi, con attori diversi ma uguali parti in commedia. È paradossale, ma in campagna elettorale potrà succedere che il fresco ricordo della litigiosità della coalizione di centro-sinistra venga usato da Veltroni non solo per giustificare la corsa solitaria del Pd, ma anche per profetizzare un analogo destino di discordia per il futuro governo di centro-destra. La terza incognita è l'offerta politica. I sondaggi sono fatti a bocce ferme, ossia con gli attuali partiti. Ma che cosa succederebbe se, nei prossimi mesi, dovessero scendere in campo altri attori? Quanti voti perderebbero i partiti più grandi di fronte a una sfida antipolitica, tipo Beppe Grillo o Girotondi? E di fronte a una sfida neocentrista, tipo "Rosa bianca" o Family day? E di fronte a una sfida liberaldemocratica, tipo Montezemolo o "volonterosi"? Le analisi e gli esercizi di simulazione condotti dagli esperti suggeriscono che il mercato potenziale di eventuali nuove liste sia molto ampio (fra il 10 e il 30 per cento), e che solo la scarsa credibilità e determinazione degli "imprenditori politici" che dovrebbero crearle renda remota l'eventualità di uno sconvolgimento degli equilibri partitici esistenti. Con la legge elettorale attuale, una formazione politica nuova che raccogliesse il 10 per cento dei voti e fosse sganciata da entrambi i poli sarebbe ininfluente alla Camera (a causa del premio di maggioranza) ma potrebbe diventare decisiva al Senato, dove non è detto che uno dei due poli disponga di una maggioranza autosufficiente. Ma l'incognita più grande di tutte è il comportamento del partito invisibile degli indecisi, incerti, delusi, stufi, amareggiati, disgustati, arrabbiati, furibondi. I cittadini di questo tipo non sempre vanno a votare, e quando ci vanno spesso preferiscono annullare il voto o depositare nell'urna una scheda bianca. È possibile che alle prossime elezioni sia proprio questo segmento, per la prima volta nella storia dell'Italia repubblicana, a diventare il primo partito italiano. Un partito che non elegge direttamente alcun rappresentante, ma i cui comportamenti potrebbero anche diventare decisivi. Oggi siamo propensi a pensare che l'esercito degli indecisi potrebbe infliggere al centro-sinistra la più severa lezione dalla catastrofe del '48. Ma il vento può cambiare in fretta, e il porcellum (la legge elettorale imposta due anni fa dalla Casa delle libertà) potrebbe rivelarsi pericoloso anche per il centro-destra, specie se Berlusconi, oltre a ripresentare se stesso, riproponesse per l'ennesima volta la solita squadra. Il fatto di votare con una legge che non consente ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti costituisce un grande e ingiustificato privilegio del ceto politico. Permette a chi ci governa da vent'anni di non fare mai un passo indietro, e alle segreterie di partito di determinare al 90 per cento chi entrerà e chi starà fuori dal Parlamento. Ma a tutto c'è un limite, e non è detto che - per molti di noi - quel limite non sia già stato superato.

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La tanto propagandata ristrutturazione di Piazza Matteocci, che ha portato alla costruzione di una s (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 02-02-2008)

 

Tazione di servizio "spropositata nelle dimensioni" e al taglio indiscriminato di alcuni alberi (richiesta in realtà effettuata dalla parrocchia su piante cresciute nell'area di proprietà della stessa ndr), la successiva (legittima) protesta da parte dei residenti, oltre all'inevitabile conseguenza di una "probabile" revisione del progetto di ristrutturazione e quindi di "probabili" nuove e ulteriori spese a carico dell'amministrazione comunale (quindi sempre sulle spalle del cittadino), ci ha fatto venire in mente un'altra modalità di gestione delle Amministrazioni Pubbliche, attraverso il concetto di Bilancio Partecipativo. Introdotto nel 1989 dagli amministratori della città di Porto Alegre in Brasile è stato adottato, a partire dagli anni '90, anche da numerose città e cittadine soprattutto del centro Italia, contribuendo spesso al raggiungimento di considerevoli successi sia in termini di una gestione maggiormente oculata delle risorse (peraltro spesso scarse) dei comuni sia di una partecipazione maggiormente attiva della cittadinanza alla vita della propria città. Il Bilancio Partecipativo (o partecipato) non è altro che uno strumento, o meglio un metodo, che deve condurre, tramite un preciso percorso stabilito a priori e opportunamente regolato, ad una partecipazione "effettiva" dei cittadini, tramite apposite deliberazioni da parte di assemblee o comitati di quartiere, alle decisioni relative allo sviluppo della città, oltre che alla elaborazione della politica municipale in termini di viabilità, vigilanza, segnaletica, raccolta dei rifiuti, manutenzioni e quant'altro. Tale strumento, in sostanza, ha lo scopo di aprire ai cittadini processi e procedimenti che tradizionalmente sono sempre stati considerati appannaggio di pochi e selezionati rappresentanti politici, per arrivare all'approvazione di un documento contabile (bilancio) in maniera condivisa e allargata. E' un'utopia? Sembra proprio di no visto che gran parte delle esperienze portate avanti nel nostro paese, come anche in altri stati Europei, hanno dato risultati apprezzati soprattutto dai cittadini, contribuendo davvero ad incidere, come nel caso del Comune di Grottammare (AP), sulla vita della gente, nel senso che in questa cittadina, ad esempio, il 90% delle richieste emerse dalle assemblee sono state realizzate. Sembra davvero di essere nel mondo dei sogni. Ma è tutto vero. Certo è che il Bilancio Partecipativo comporta, per le amministrazioni locali, un sacrificio non trascurabile: trasferire una parte consistente del loro potere decisionale alla cittadinanza. In un momento come questo di estrema disaffezione della società civile nei confronti di gran parte della classe politica, sarebbe un gran bel segnale di riavvicinamento. Tra l'altro, probabilmente, con l'ausilio di un tale strumento, il pasticcio di Piazza Matteocci avrebbe potuto benissimo evitarsi. I Grìllari- Gli Amici di Beppe Grillo di Rieti.

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Italia, Confindustria denuncia i costi della politica (sezione: Grillo)

( da "Emmegipress" del 02-02-2008)

 

Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".

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Reload governo/ Dall'incarico a Marini alla Rosa Bianca di Baccini e Tabacci. Cronaca della settimana (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 02-02-2008)

 

02.02.2008 12:15 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? LA CRONACA DELLA SETTIMANA Il Pd gioca la carta referendum Il costituzionalista Vittorio Angiolini ad Affari: "Indire il referendum e poi votare già in primavera? L'ipotesi non è realistica" Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe. Casini gela Marini. Gianni Letta va a Palazzo Chigi, ma resto il no di Berlusconi Rumors: Montezemolo potrebbe decidere di scendere in campo con la Rosa Bianca. Presto Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Veltroni conquista la platea di Confcommercio. Le parole che fanno esplodere l'applauso sono: "agire per ridurre la pressione fiscale", "concertazione" e "nuovo patto sociale" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del presidente Montezemolo... L'Udc si spacca/ Baccini apre a un governo Marini. Insorge Berlusconi, no di Cesa. Ma il senatore centrista ad Affari: "Non prendo ordini da nessuno" Consultazioni/ Veltroni: "Il Paese chiede stabilità. Fissare la data delle elezioni, a giugno con la riforma elettorale o nella primavera del 2009" Consultazioni/ Berlusconi: "L'unica strada è tornare al voto. Questa legge garantisce governabilità. Inutile un mandato esplorativo" Elezioni/ Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati. Caucus anche in Italia Borsa e governo/ Il mercato snobba il "palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di Affari -->.

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I "grillini" bacchettano De Anna e fanno il bis (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 02-02-2008)

 

Battaglia sui rifiuti I "grillini" bacchettano De Anna e fanno il bis Pordenone I "grillini" fanno il bis e "bacchettano" il presidente della Provincia Elio De Anna. Per la verità era stato quest'ultimo ad aprire il fronte della polemica dopo che nei giorni scorsi gli "Amici di Beppe Grillo" avevano inviato in provincia per una serie di incontri Paul Connett, teorico della soluzione "Rifiuti zero" e ben distante dal pensiero di De Anna che in più occasioni ha ribadito la necessità di realizzare un inceneritore in provincia. Il presidente era andato giù duro. Ora a replicare sono igrillini locali. "È triste - spiegano - sentirsi chiamare "terroristi politico - sociali" dal presidente De Anna con termini che né un amministratore pubblico né alcuna persona dovrebbe utilizzare nei confronti di chi si pone in modo costruttivo nei confronti sia dei propri concittadini che dei propri amministratori. Riteniamo pertanto doveroso difendere l'operato nostro e del professor Connett, nonché la sua persona e la nostra associazione. Paul Connett, oltre che essere un esperto di fama mondiale sulle tematiche dei rifiuti, si è rivelato persona gentile e di straordinario stile, cosa che non si può dire di tutti - vanno avanti - viste determinate parole lontane da ogni confronto civile e costruttivo. Per fortuna la risposta delle persone è stata positiva così come l'interazione di molti amministratori locali presenti che hanno accettato il confronto e portando le loro esperienze e le loro critiche". La risposta al presidente Elio De Anna è anche un'altra: un bis di incontri sui rifiuti. Il prossimo sarà con Maurizio Pallante il 12 aprile.

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Crisi/ Scontro Fini-Veltroni. Montezemolo pessimista: politica in crisi. Se non c'è intesa si voti e poi le riforme (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 02-02-2008)

 

02.02.2008 10:16 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Crisi/ Scontro Fini-Veltroni Il leader di An attacca: "La grande coalizione? Mossa bizzarra". La replica: "Avete ansia del voto" Pd/ La commissione approva lo statuto. Ora assemblea costituente Crisi/ Marini non molla: un margine c'è. Bertinotti: le elezioni sono ormai certe. Casini gela il presidente del Senato. Gianni Letta va a Palazzo Chigi, ma resta il no di Berlusconi Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Il costituzionalista Vittorio Angiolini ad Affari: "Indire il referendum e poi votare già in primavera? L'ipotesi non è realistica" Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra PoliticaMente/ E il Cavaliere diventò invincibile... Di Marco Marturano Controvento/ Liberiamo la Costituzione da residui monarchici Di Marco Volpati Il commento/ Montezemolo prenota il suo turno... Di Enrico Andreoli "Se non ci sono le condizioni per lunedì o martedì, e noi crediamo che non ci siano, non perdiamo tempo: si facciano le elezioni il giorno dopo nell'interesse del Paese". Luca Cordero di Montezemolo incontra Marini nel terzo giorno di Consultazioni. E' severo il giudizio del presidente di Confindustria: "Non riuscendo a mettersi d'accordo su una nuova legge elettorale pur in presenza di un referendum, in questi mesi la classe politica italiana ha dato un pessimo esempio". E sull'appello di Marini a Berlusconi, il presidente di Confindustria risponde: "Gli imprenditori sono dentro la politica ma fuori dai partiti. Il nostro discorso - ha proseguito Montezemolo - è per il bene comune del Paese". "Serve coesione, dialogo di intenti, la politica è sempre più lontana dalle necessità del paese" ha continuato Montezemolo "i conti pubblici ci preoccupano la situazione economica internazionale per il 2008, con un barile a 90 dollari vede una crescita limitata allo 0,5 o 0,6". E ancora: "Abbiamo chiesto al presidente Marini di cambiare la legge elettorale". Per il presidente degli industriali sono 3 i punti fondamentali di una riforma. "Primo, il cittadino deve poter scegliere chi va in Parlamento", "secondo, deve ridurre la frammentazione" e "terzo, "garantire che chiunque vinca le elezioni sia in grado di governare il Paese". "Auspichiamo fin da ora - conclude LCdM - che chi vincerà elezioni guardi alla prossima legislatura come costituente". Stessa linea per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: "Se ci sono le condizioni per una nuova legge elettorale, bene, altrimenti si vada ad elezioni salvaguardando il filo del confronto che si è costruito anche per la prossima legislatura". MA MARINI INSISTE: C'E' UNO SPIRAGLIO. "Lunedì penso di avere tutti gli elementi per fare una valutazione complessiva e conclusiva", precisa Marini. "Sono in calendario gli incontri con le forze politiche più rappresentative per il consenso che esprimono (An, Fi, Pd). C'è uno spiraglio ancora aperto", ha concluso. EPIFANI (CGIL): SERVE UNA LEGGE ELETTORALE RISPETTOSA DEI CITTADINI. ''Biosgna andare al voto con una riforma della legge elettorale più rispettosa dei cittadini''. Lo afferma il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo il colloquio con il presidente del Consiglio incaricato, Franco Marini. Epifani è stato ricevuto dal presidente insieme a Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, e Luigi Angeletti, leader della Uil ed ha chiarito di parlare anche a nome dei suoi colleghi. ''Quello che esprimo - premette Epifani - è il punto di vista unitario di Cgil, Cisl e Uil. Il paese - spiega - ha dei problemi che non possono aspettare, in modo particolare quelli che riguardano i lavoratori e i pensionati. C'è bisogno di una fase che porti alla riduzione delle tasse, si deve affrontare il nodo della crescita dei prezzi e delle tariffe. Ancora - continua Epifani - è necessario risolvere tutti i decreti di attuazione delle leggi già approvate, a partire da quella delicata e importante sulla sicurezza. Infine, c'è il problema di sei decreti delegati che scadono''. Non ci sono quindi dubbi, prosegue il leader della Cgil, che si debba andare al voto con una ''legge elettorale rispettosa dei cittadini''. Per questi motivi ''abbiamo chiesto a Marini di tenere conto delle opinioni delle organizzazioni sindacali''. --> pagina successiva >>.

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