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DOSSIER “BEPPE GRILLO” |
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Abstract: iniziativa
popolare firmata da centinaia di migliaia di persone al VDay di Beppe Grillo,
confermando solo deputati e senatori alla prima legislatura, facendo capitanare
le liste rinnovate agli under 40 e alle donne; se il Partito democratico
scriverà un programma in quattro punti secchi: aumento dei salari attraverso defiscalizzazioni
a favore del lavoro dipendente e delle imprese;
Un
bosco al Campovolo al via la raccolta di firme
( da "Gazzetta
di Reggio" del 01-02-2008)
Abstract: Legambiente, Wwf,
Amici di Beppe Grillo, Punto macrobiotico e il Gabbiano, perseguono lo stesso
obiettivo "perché è utile alla collettività, e guarda al futuro per
contribuire alla diminuzione dell'inquinamento". L'associazione
"Punto macrobiotico" intanto ha già provveduto alla piantumazione di
12.
An
si sdoppia: commissioni a 14 membri
( da "Trentino"
del 01-02-2008)
Abstract: che però portano
ad un risultato che Beppe Grillo commenterebbe con la parola che l'ha reso più
famoso in una sera che in 30 anni di carriera. Il gruppo di An, originariamente
costituito da Plotegher e Zenatti, si è scisso in due. Zenatti nel gruppo An-La
Destra; Plotegher e il nuovo arrivato Ciro D'Antuono nel gruppo An-Per Rovereto.
UN
PERIODO CONVULSO MA PIENO DI CREATIVITÀ
( da "Alto
Adige" del 01-02-2008) + 1 altra fonte
Abstract: trovino speranza
in due comici: Beppe Grillo e Roberto Benigni. Il primo risveglia genuine aspirazioni
verso una politica fatta per la gente (compresa la saggezza di non voler essere
candidato politico), mentre il secondo riscopre la grande tragedia e il grande
dramma dell'umanità, leggendo Dante in modo che nessun professore sa imitare.
Migliaia
di firme per il bosco in città Alberi al Campovolo, sabato si parte
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
01-02-2008)
Abstract: Amici di Beppe
Grillo, Eco Istituto, Fare Verde, Comitati Salute e Ambiente, Movimento Zero di
Massimo Fini, Punto Macrobiotico, Guardie Ecologiche Volontarie, Greenpeace con
il presidente nazionale Walter Ganapini ed il Centro per la Riconciliazione tra
i Popoli e la difesa del Creato (nella foto i promotori).
ALLA
LUCE delle ultime vicende, non posso che concordare con Beppe Grillo nell
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
01-02-2008) + 10 altre fonti
Abstract:
Di
PIERO DEGLI ANTONI - MILANO - SE IL GOVERNO è in crisi, non &
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 01-02-2008) + 2 altre fonti
Abstract: Eppure Beppe
Grillo miete successi... "Grillo ha saputo sfruttare gli spazi che una
volta usava per la satira per trasformarsi in una specie di Savonarola. Ha
trasformato la sua ironia in parole d'ordine secondo me sbagliate. Cavalca il
qualunquismo spacciandolo per impegno".
Torniamo
a essere un Paese pulito ( da "Giorno, Il (Varese)"
del 01-02-2008) + 8 altre fonti
Abstract: non posso che
concordare con Beppe Grillo nella richiesta di un Parlamento pulito. Non è infatti
possibile mettere ordine in un Paese se non si comincia dall'alto e questo vale
anche per i problemi di ordine pratico. La magistratura deve poter operare con
la più ampia libertà, sfruttando ogni genere di informazioni, comprese le
intercettazioni,
Carri,
maschere e feste "grasse" carnevale da albano a zagarolo - francesca
alliata bronner ( da "Repubblica, La"
del 01-02-2008)
Abstract: Pagina XVI - Roma
Girotondo alfabetico fra gli appuntamenti più allegri del Lazio, dalla costa
alla campagna Carri, maschere e feste "grasse" Carnevale da Albano a
Zagarolo FRANCESCA ALLIATA BRONNER Girotondo di carnevale fra le feste più
colorate del Lazio in questo "grasso" weekend fra mare e campagna.
Fulvio
abbate "l'abbaglio '68" - filippo maria battaglia
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2008)
Abstract: Se proprio dovessi
intercettare gli stessi tic che hanno animato la vanità e gli entusiasmi di
allora, allora forse li paragonerei a un certo estremismo populista. Al posto
della forza rievocativa delle immagini del faccione di Mao si potrebbe pensare
al barbone di Beppe Grillo, ormai considerato come un possibile nuovo santo
laico".
Il
flop/1 ( da "Repubblica, La"
del 01-02-2008)
Abstract: E, nei primi mesi
da sindaco, la sua esposizione è stata quotidiana. Tutto questo però non è bastato
per convincere chi ha scelto il sito di Repubblica Genova per esprimere la sua
preferenza. Alla fine il risultato è desolante: 159 voti contro gli oltre 6.500
di Beppe Grillo.
È
beppe grillo il genovese dell'anno - stefano bigazzi a pagina iii
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2008)
Abstract: Pagina III -
Genova Il nostro sondaggio sul web si chiude con 18 mila votanti. Deludono
sindaco e cardinale è Beppe Grillo il genovese dell'anno STEFANO BIGAZZI A
PAGINA III SEGUE A PAGINA III.
Il
big/1 ( da "Repubblica, La"
del 01-02-2008)
Abstract: che al San Martino
si occupa quotidianamente di lotta all'alcol, ha ottenuto un quarto dei voti.
Oltre 4.300 consensi che gli hanno garantito la simbolica "medaglia
d'argento" alle spalle di un inarrivabile Beppe Grillo. Una sorpresa che,
fin dai primi giorni del sondaggio, non si è più rivelata tale.
Guala,
sorprese e certezze "vince il volontariato la politica è in ribasso"
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2008)
Abstract: E questo dato è pendant
con quello di Beppe Grillo, premia l'antipolitica". Laici e no, nessuno si
salva. Angelo Bagnasco nel
Primo
grillo, poi chi lotta per gli altri - stefano bigazzi
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2008)
Abstract: per l'intero
svolgimento del concorso, Beppe Grillo. Un genovese vero, di San Fruttuoso. Che
sbraita, si lamenta, denuncia tutti, anche se stesso se è per questo. Il
paradigma del mugugno, affossatore di politici, imprenditori, artisti,
"ladri farabutti delinquenti" (Colpi di timone di Enzo La Rosa).
Salizzoni:
"lista di centro poi le intese, anche col pd" - silvia bignami
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2008)
Abstract: politici di Beppe
Grillo. Non fa nomi. Nemmeno il suo. "Candidarmi io? E un lavoro
faticosissimo quello dell'amministratore. Per ora non ci penso". Nel
frattempo apre quel varco al centro auspicato anche dal vicepresidente della
Carisbo Virginiangelo Marabini, a costo di rischiare di mandare in frantumi la
lista civica,
Frequenze
tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 01-02-2008) + 1 altra fonte
Abstract: autore della legge
quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista,
ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge
112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto,
Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".
Festa
grande in piazza per il Duca del Bocal
( da "Arena,
L'" del 01-02-2008)
Abstract: per l'occasione
sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che intona canzoni ballabili
da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla piazza. La fine arriva con
frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti dalla Pro loco, che ben
concludono una mattinata passata lontano dai libri e dalle interrogazioni. V.Z.
Di
stefano, dalla televisione all'unità
( da "Centro,
Il" del 01-02-2008)
Abstract: ribattezzata da
Beppe Grillo la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la
propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, é anche tornato a far
parlare di sé di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unitàil
giornale fondato da Antonio Gramsci che fu organo del Pci e in ultimo degli ex
Democratici di sinistra.
Maestri
e infedeli italiani il novecento secondo stajano
( da "Centro,
Il" del 01-02-2008)
Abstract: nel 1998, al film
"Aprile" per la regia di Nanni Moretti. Tra i suoi libri si ricordano
"La forza della democrazia. La strategia della tensione in Italia
(1969-1976)" (Einaudi, 1977) "Africo. Una cronaca italiana di
governanti e governati, di mafia, di potere e di lotta" (Einaudi, 1979),
"Il sovversivo.
Carrasciali,
il re è Beppe Grillo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-02-2008)
Abstract: Re Giorgio con il
faccione di Beppe Grillo accolto dagli applausi. C'è poco da discutere, la
faccia è quella di Beppe Grillo. Il Re Giorgio di Lu Carrasciali 2008 non
lascia dubbi, quest'anno i carnevalai hanno scelto uno dei personaggi più
citati nelle cronache degli ultimi giorni per incarnare il sovrano della sei
giorni.
Pd,
il popolo delle primarie torna alle urne
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 01-02-2008)
Abstract: perché dopo c'è
l'incontro con Nanni Moretti che presenterà il film "Caos calmo" di
cui è attore protagonista. In queste ore le trattative sono febbrili per
cercare di trovare gli equilibri nella formazione di liste perlopiù unitarie,
evitando le divisioni che si sono verificate nella scelta del segretario
regionale.
Quando
l'Italia fermerà questa deriva È proprio vero che la voglia di vince
( da "Stampa,
La" del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo
concretizzi il suo Day vaffa con un movimento politico che spazzi via la
vetusta classe dirigenziale; con tutti i rischi dell'impreparazione del nuovo.
Non crede che la medicina migliore per l'Italia possa essere un governo di
riconciliazione nazionale che metta insieme le forze migliori di tutti gli
schieramenti per far crescere il livello economico e sociale di noi
Prefetto,
primo ordine "Ripulite Tossic Park"
( da "Stampa,
La" del 01-02-2008)
Abstract: con protagonisti
Nanni Moretti e Isabella Ferrari. Il film esce nelle sale l'8, e prima di
allora a Roma ci sarà solo l'anteprima per la critica. Torino avrà la prima
proiezione per il pubblico pagante, mercoledì sera al Massimo, dove Moretti, la
Ferrari e il regista presentano il film nel pomeriggio.
Novara
città simbolo per imparare a riciclare i rifiuti
( da "Settegiorni
(Magenta)" del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo
Mesero - Zero rifiuti entro il 2020 non è utopia ma il risultato di un
approfondito studio del settore. Paul Connet, professore della Saint Lawrence
University di New York e massimo esperto mondiale di gestione dei rifiuti e
tecniche di incenerimento, ha illustrato questa sua teoria venerdì 25 gennaio
nel corso di una serata sul tema degli inceneritori promossa dagli
L'ex
ministro Gasparri: <Decisione annunciata>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 01-02-2008)
Abstract: il comico Beppe
Grillo ha lanciato ieri un annuncio: "presenterò una proposta per una
nuova legge con l'aiuto di esperti del settore". Il 25 aprile, giornata
del secondo vaffa day, Grillo proporrà tre referendum per una "Libera
informazione in un libero Stato": abolizione dei finanziamenti pubblici
alla stampa;
Il
voto a giugno e i sospetti sull'elezione al Colle
( da "Corriere
della Sera" del 01-02-2008)
Abstract: seguaci di Beppe
Grillo e nipotini del Nanni Moretti movimentista si stanno organizzando:
"Il centrosinistra ha una classe dirigente indegna, Berlusconi al
Quirinale sarebbe una vergogna nazionale...". E persino il leader
socialista Enrico Boselli, che certo non vede la democrazia in pericolo per il
futuribile sbarco del Cavaliere sul colle presidenziale,
Tv
e frequenze, condanna della Ue ( da "Corriere della Sera"
del 01-02-2008)
Abstract: Associazioni di
consumatori, il comico Beppe Grillo e il sindacato dei giornalisti Fnsi hanno
chiesto di azzerare tutte le attuali regole a favore del duopolio tv. Il
commissario Ue Viviane Reding: un chiaro segnale a favore di una effettiva
concorrenza Ivo Caizzi.
La
casta e l'antipolitica ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-02-2008)
Abstract: da Beppe Grillo.
Tuttavia, non è Grillo a definirsi antipolitico, né i girotondi e neppure i
gruppi che si mobilitano contro partiti e classe politica. Al contrario, sono
questi ultimi, i partiti e i politici, che li accusano di antipolitica. Per cui
potremmo dire che l'antipolitica definisce la protesta contro la politica
esercitata da chi è fuori dalla politica.
YouTube,
io no ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo,
compreso quello sulle sue dimissioni, seguito per popolarità da una
composizione di immagini e musica che ironizza sulla sua predilezione per le
poltrone. Non molto meglio va a Walter Veltroni: il primo filmato che appare è
la malaugurata intervista a Fabio Fazio in cui il sindaco di Roma prometteva di
ritirarsi dalla politica per andare in Africa appena concluso il
Italia,
classe media in crisi ( da "Emmegipress"
del 01-02-2008)
Abstract: offre uno sguardo
particolare sulla crisi del Bel paese e denuncia le difficoltà economiche che
nutrono la rabbia degli italiani verso i privilegi della loro classe politica.
Un sentimento sempre più diffuso, come dimostrano il successo del libro di Gian
Antonio Stella e Sergio Rizzo "La casta" e delle iniziative di Beppe
Grillo.
Italia,
Confindustria denuncia i costi della politica
( da "Emmegipress"
del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo, che
ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli
industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari.
Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila
euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da
Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla
Spagna"
Festa
grande in piazza per il Duca del Bocal
( da "Arena.it,
L'" del 01-02-2008)
Abstract: occasione
sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che intona canzoni ballabili
da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla piazza. La fine arriva con
frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti dalla Pro loco, che ben
concludono una mattinata passata lontano dai libri e dalle interrogazioni. V.Z.
.
Frequenze
tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri
( da "Brescia
Oggi" del 01-02-2008)
Abstract: autore della legge
quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista,
ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge
112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue".
Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova
legge".
Frequenze
tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 01-02-2008) + 1 altra
fonte
Abstract: autore della legge
quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista,
ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge
112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue".
Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova
legge". .
Crisi/
Bertinotti: le elezioni sono ormai certe
( da "Affari
Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo ad
Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche
saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro
Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad
Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va
al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.
Come
si diventa adulti in famiglia ( da "Italia Sera"
del 01-02-2008)
Abstract: al Sundance di
Robert Redford e scelto da Nanni Moretti per inaugurare l'ultimo festival di
Torino (il primo sotto la sua direzione), "La famiglia Savage"-
seconda regia di Tamara Jenkins a 10 anni di distanza da "L'altra faccia
di Beverly Hills"- è un bel film sulla crescita e sulle controverse
dinamiche familiari che regolano e soffocano gli individui.
LA
PAROLA AI LETTORI ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 01-02-2008)
Abstract: sollecitato da
Beppe Grillo a sorridere qualche volta,sorrideva anche Gianantonio Stella quella
sera pur bastonando caste varie. E stato un reading,una carnevalata,o una
kermesse marchettara? Che ruffianata quella di Marco Paolini, leggere brani del
libro di grande successo a Treviso, del mio amico Beppe Vanzella Gente di
Treviso che però non centrava niente con il tema del giorno.
Mentre
la politica va la nave affonda ( da "Opinione, L'"
del 01-02-2008)
Abstract: Ed è per questo
che Beppe Grillo diventa un fenomeno di massa. Ed per questo che gli unici
partiti per i quali la gente è disposta ad esplicitare il loro voto (in genere
si vota Berlusconi o Veltroni e poi si nega di averlo fatto) sono l'Italia dei
Valori e la Lega.
L'imprenditore
tra l'Unità e la Tv che non c'è ( da "Opinione, L'"
del 01-02-2008)
Abstract: ribattezzata da
Beppe Grillo la 'televisione scomparsa. Lui, che ha legato la propria storia a
quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sé di
recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella
che lui definisce 'una storia grottesca: tutto inizia nel luglio 1999 quando
l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'
Grillo:
come cambiare tutto ( da "Opinione, L'"
del 01-02-2008)
Abstract: antipolitico
interviene dopo la sentenza Grillo: come cambiare tutto "Sulle frequenze
radiotelevisive farò una proposta per una nuova legge con l'aiuto di esperti
del settore": Beppe Grillo reagisce così alla sentenza della Corte di
giustizia Europea che, spiega il comico, "ha condannato il regime italiano
di assegnazione delle frequenze radiotelevisive".
DI
STEFANO: NOVE ANNI DI LOTTA, ORA FATECI TRASMETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 01-02-2008)
Abstract: ora fateci
trasmettere Beppe Grillo ha ribattezza Europa 7 "la televisione
scomparsa". Ma il suo fondatore, Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese
di Avezzano, un passato nella Dc, non ha mai rinunciato a battersi per ottenere
giustizia. Tornato di recente alla ribalta della cronaca editoriale per
l'acquisizione dell'Unità,
E
IL SENATO DIVENTA IL PICCOLO COLLE DEI VETI INCROCIATI
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 01-02-2008) + 1 altra fonte
Abstract: Sta facendo un
girotondo di protesta alla Nanni Moretti del Sannio? No, è impaziente di
godersi lo spettacolo di questa sede senatoriale tutta piena di pennacchi e con
un bel restyling. Hanno allestito, per le super-consultazioni, tre sale stampa.
Nuovi allacci elettrici, cavi telefonici, postazioni di computer.
Il
Pd gioca la carta referendum ( da "Affari Italiani (Online)"
del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo ad
Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche
saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro
Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad
Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si
va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.
Roma
<Europa 7 accoglie con ( da "Gazzettino, Il"
del 01-02-2008)
Abstract: ribattezzata da
Beppe Grillo la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la
propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far
parlare di sè di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di
Stefano vive quella che lui definisce 'una storia grottesca: tutto inizia nel
luglio 1999 quando l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica
per l'
Che
disgusto questa politica! Mi ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 01-02-2008) + 1 altra fonte
Abstract: PasqualiniGruppo
Beppe Grillo UdineLa zelkovadi Latisanae il GabibboIn merito all'articolo
pubblicato domenica 27 gennaio, relativo alla cronaca locale di Latisana, a
firma di Alessandra Berti e titolato: "Zelkova abbandonata al suo
destino", tengo a precisare quanto segue per rettificare alcuni passi
dell'articolo che evidenzia imprecisioni che possono distorcere la realtà dei
fatti.
In
lacrime, paterno, passionale ecco Nanni Moretti nel "Caos calmo"
( da "KataWeb
News" del 01-02-2008)
Abstract:
L'emittente
Europa 7 penalizzata da norme <contrarie al diritto comunitario>
( da "Liberazione"
del 01-02-2008)
Abstract: come la chiama il
comico Beppe Grillo nel suo blog. I giudici europei hanno inequivocabilmente
sentenziato che il regime di assegnazione delle frequenze in Italia "è
contrario al diritto comunitario", in quanto, spiegano, "non rispetta
il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di
selezione obiettivi,
Grillo/
Lettere con proiettili status-symbol per solidarietà
( da "Affari
Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Abstract: Elezioni/ Beppe
Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste
civiche saranno in campo per le Amministrative... "Un vero vip oggi ha
bisogno di un proiettile, non bastano più status symbol e assoluzioni da reati
scomparsi, oramai si tratta di cose superate come la Ferrari e la casa a Porto
Cervo.
Crisi/
Bertinotti: le elezioni sono ormai certe. Casini gela Marini. Gianni Letta va a
Palazzo Chigi, ma resta il no di Berlusconi
( da "Affari
Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo ad
Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche
saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro
Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad
Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si
va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.
Il
Pd gioca la carta referendum ( da "Affari Italiani (Online)"
del 01-02-2008)
Abstract: Beppe Grillo ad
Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche
saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro
Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad
Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va
al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.
( da "EUROPA.it" del 01-02-2008)
B L O G G E R I A Quattro condizioni per vincere le elezioni
MARIO ADINOLFI Nel giorno di Franco Mi rendo conto che non è il giorno giusto
per farlo, che questo è il giorno di Franco Marini e del tentativo di
inventarsi un governicchio per sfuggire al piano inclinato della crisi che
porta inevitabilmente ad elezioni. Ma, che ci volete fare, sui giornali si
discute tanto di come evitare le urne, sui blog invece ci si prepara a quello
che sembra essere l'esito alla fine più probabile. Sui blog che fanno il tifo
per il Partito democratico, pensate un po', si ragiona anche di come fare a
vincere le elezioni. Ci si porta avanti con il lavoro, insomma. Un elenco Dalle
discussioni svolte on line, sono spuntate quattro condizioni per far avverare
l'impossibile. Un elenco non proprio bislacco di periodi ipotetici, che sfociano
un una proposizione affermativa. Vediamo insieme l'elenco, che somiglia alla
mitologica poetica di If di Kypling, ma secondo me annoia molto di meno.
Smettere la manfrina Se il Partito democratico smetterà di fare la manfrina e
dopo i giorni dell'incarico a Marini, dirà che non bisogna perdere altro tempo
ed è meglio andare subito al voto; se il Partito democratico metterà mano a un
radicale rinnovamento dei suoi gruppi parlamentari, applicando il limite dei
due mandati previsto dalla proposta di legge di iniziativa
popolare firmata da centinaia di migliaia di persone al VDay di Beppe Grillo, confermando solo deputati e senatori alla prima legislatura,
facendo capitanare le liste rinnovate agli under 40 e alle donne; se il Partito
democratico scriverà un programma in quattro punti secchi: aumento dei salari
attraverso defiscalizzazioni a favore del lavoro dipendente e delle imprese;
contrazione della spesa pubblica con blocco del turn over nella pubblica
amministrazione e azzeramento di ogni futuro aumento dei costi della politica;
utilizzo delle risorse per investimento in scuola, università e ricerca
scientifica; liberalizzazione delle professioni e abolizione degli ordini
professionali; se il Partito democratico costruirà su questo poker di punti programmatici
una coalizione agile e coesa che preveda l'apporto di radicali, socialisti,
Cosa Bianca (Tabacci, Di Pietro, Pezzotta). Protagonisti e non spettatori Se
queste quattro condizioni verranno rispettate e prepareremo una campagna
elettorale comunicativamente aggressiva e completamente nuova che coinvolga i
milioni di persone che frequentano quotidianamente la rete, trasformandoli in
protagonisti della partita e non usandoli come semplici spettatori di un
messaggio pubblicitario, allora le elezioni politiche del 2008 le vinciamo noi.
www.marioadinolfi.it.
( da "Gazzetta di Reggio" del 01-02-2008)
Gli ambientalisti cercano un accordo con i proprietari Un
bosco al Campovolo al via la raccolta di firme Un bosco urbano al Campovolo:
per combattere l'inquinamento e dare alla città un nuovo polmone verde. Si
muovono con questo obiettivo le associazioni ambientaliste reggiane, sostenute
dagli assessori comunali all'Ambiente, Pinuccia Montanari, e ai Lavori
pubblici, Carla Colzi, il cui appoggio però è "a titolo personale".
L'obiettivo di creare un bosco urbano al Campovolo nasce da un'idea maturata
più di vent'anni fa da Paride Allegri, partigiano e ambientalista, che ne
chiedeva la realizzazione anche quando il Campovolo venne trasformato in
aeroporto. Oggi Resistenza verde, Green peace, Legambiente,
Wwf, Amici di Beppe Grillo, Punto macrobiotico e il Gabbiano, perseguono lo stesso
obiettivo "perché è utile alla collettività, e guarda al futuro per
contribuire alla diminuzione dell'inquinamento". L'associazione
"Punto macrobiotico" intanto ha già provveduto alla piantumazione di
12.500 piante, ma lo scopo è di riuscire a piantarne altre 30mila e a
sviluppare il bosco per altri
( da "Trentino" del 01-02-2008)
ROVERETO. Tutte posizioni ragionevoli e giustificabili, che però portano ad un risultato che Beppe Grillo commenterebbe con la parola che l'ha reso più famoso in una sera
che in 30 anni di carriera. Il gruppo di An, originariamente costituito da
Plotegher e Zenatti, si è scisso in due. Zenatti nel gruppo An-La Destra;
Plotegher e il nuovo arrivato Ciro D'Antuono nel gruppo An-Per Rovereto.
Zenatti ha mantenuto i posti nelle tre commissioni permanenti. Plotegher e
D'Antuno chiedono di avere un proprio rappresentante. Legittimo, appunto. Le
commissioni erano composte di 12 membri (6 di maggioranza e 6 di apposizione).
Un record. Il consiglio ha deciso di fare posto al nuovo commissario ma di
portare a sette anche i membri di maggioranza, per gli equilibri. Politicamente
comprensibile. Ma l'effetto è 6 commissari in più. Ogni seduta costa 100 euro a
commissario.
( da "Alto Adige" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Corriere delle
Alpi)
L'ANALISI UN PERIODO CONVULSO MA PIENO DI CREATIVITà ANTONIO
SCAGLIA "Sociologia, Sociologia": questo fu uno dei primi slogan che
gli studenti della neonata Università di Trento, lanciarono, con l'intento di
affermare la loro identità. Ma che significava Sociologia nel 1968?
Quarant'anni sono una vita. Ma forse non sono sufficienti perché la nostra
coscienza piccolo borghese e perché il perbenismo accettino la provocazione
contenuta in quel grido. Sociologia significava la messa a nudo di una società
laica e religiosa fortemente disuguali; la denuncia di ogni autoritarismo, la
negazione del diritto di chiunque vivesse nella scuola, nell'università, negli
uffici, nelle fabbriche e nei servizi, a vedersi riconosciuta la dignità
personale e collettiva; prima ancora delle conquiste economiche, la dignità di
parola e di scelta. Quella fu una grande, irresistibile rivoluzione culturale,
intima e capace di andare sin dentro le pieghe più nascoste dei suoi attori: di
quelli che la fecero, la realizzarono e come anche di quelli che la
osteggiarono. Segno che toccava il tessuto vivo della società e della cultura
nelle loro potenzialità e nelle loro ingiustizie. Ambedue gli attori
lavorarono, con progetti contrapposti e dialettici,a costruire la nuova
società, che non sarà più quella di prima. Sociologia fu un periodo convulso,
rivoluzionario, creativo, perciò impietoso verso chi la realizzava con passione
e verso chi non ne condivideva gli obiettivi e i metodi. è forse presto per
poter dire chi ne è uscito vincitore? I sociologi di Trento che, negli anni
settanta, ottanta e novanta, sino ad oggi, hanno occupato e occupano posizioni
nella politica, posti dirigenziali pubblici, nelle imprese e nell'università ne
sono usciti vincitori o sconfitti? I sociologi che, in minoranza, hanno scelto
la lotta armata contro lo stato, militando nelle Brigate rosse o in altri
gruppi impegnati nella lotta clandestina, oppure quelli, come Mauro Rostagno,
che hanno scelto la strada della testimonianza di una lotta di base sino a
cadere per mano della mafia, sono da considerarsi vinti o testimoni di un'idea?
è troppo presto per tirare una conclusione? Oppure se cerchiamo di evitare una
presa di posizione ciò è dovuto solo al fatto che siamo rientrati nella quiete
della società perbene e che non riusciamo più ad esercitare una critica vera
del mondo in cui viviamo perché non abbiamo né ideali né speranza? Sociologia a
Trento non è certamente quella di allora. E non avrebbe senso che lo fosse. I
tempi sono cambiati. Ma c'è, comunque, da chiedersi se non ci debba essere una
sociologia per i tempi d'oggi. E se Sociologia di Trento lo possa e lo voglia
essere. Certo, essa conduce tante analisi sulle disuguaglianze, e sulle
politiche sociali per farvi fronte. Ma esse sembrano essere piccole ingegnerie,
meritevoli sì, ma incapaci di consegnare ai disuguali la coscienza civica e
politica per determinare il proprio destino. Questo ci porta così ad abdicare
alla dignità politica (questa sì costituzionale) di essere cittadini, appieno,
senza ma e senza se. Oggi, i sociologi, assieme a molti altri, ritengono che il
movimento del Sessantotto sia stato fortemente ideologico, stimolante
nell'esigere e anche nel provocare il cambiamento, ma poco scientifico. Amante
della sociologia di Max Weber, anch'io propendo spesso per questa tesi. Ma più
il tempo passa, mi chiedo se la sociologia come scienza non rischi così di
trasformarsi in una tecnica per la gestione dei conflitti oppure in uno
strumento che produce politiche in grado di evitarli, abdicando al compito di
rendere gli uomini e le donne protagonisti e responsabili della società in cui
vivono e del suo futuro. Se questo interrogativo è da considerarsi
fondamentale, allora chiediamoci anche perché gli italiani, sfiduciati di
fronte alla politica e di fronte agli uomini di scienza, trovino
speranza in due comici: Beppe Grillo e Roberto Benigni. Il primo risveglia genuine aspirazioni verso
una politica fatta per la gente (compresa la saggezza di non voler essere
candidato politico), mentre il secondo riscopre la grande tragedia e il grande
dramma dell'umanità, leggendo Dante in modo che nessun professore sa imitare.
Sociologia di Trento ha una grande potenzialità. è forse alla ricerca soltanto
dell'ispirazione.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
01-02-2008)
"Migliaia di firme per il bosco in città" Alberi
al Campovolo, sabato si parte di MATTEO INCERTI "PUNTIAMO a raccogliere
migliaia di firme per un grande bosco a fianco dell'aeroporto". Così ieri
i 'ragazzi' di Paride Allegri, leader ambientalista promotore del progetto,
hanno lanciato l'idea del grande bosco di 100 mila alberi a fianco
dell'aeroporto. Chiamati a raccolta dal padre dell'ambientalismo reggiano,
hanno risposto subito diverse associazioni e comitati. Dalla 'sua' Resistenza
Verde a Wwf, Legambiente, Gabbiano, Amici di Beppe Grillo, Eco Istituto, Fare Verde, Comitati Salute e Ambiente, Movimento
Zero di Massimo Fini, Punto Macrobiotico, Guardie Ecologiche Volontarie,
Greenpeace con il presidente nazionale Walter Ganapini ed il Centro per la
Riconciliazione tra i Popoli e la difesa del Creato (nella foto i promotori).
"Partiremo da sabato, fino a metà marzo con quattro banchetti ogni
settimana in piazza del Monte, piazza Prampolini, via Crispi e via Emilia San
Pietro ? spiega Alessandro Marmiroli, attivista del Movimento Zero ideato dall'editorialista
del 'Carlino' Massimo Fini ? Punteremo a raccogliere migliaia di firme per
chiedere di istituire questo grande bosco alle porte della città". Firme
per centomila alberi alberi ma non solo. "In collaborazione con i Comitati
Salute e Ambiente ? spiega Vito Cerullo degli Amici di Beppe
Grillo ? raccoglieremo anche firme per la raccolta
differenziata porta a porta in tutta la provincia e per le alternative agli
inceneritori, ne abbiamo già quasi 14mila". Alla proposta ha risposto la
politica. Ieri alla presentazione del progetto già anticipato dal 'Carlino'
erano presenti sia l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari sia quello ai
lavori pubblici Carla Colzi. In seguito anche l'assessore all'edilizia Ugo
Ferrari è intervenuto sul tema. La Montanari e la Colzi hanno spiegato che
" il Psc già prevede un'area verde laterale, mentre la zona che rimane a
diverse proprietà private è di circa
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino,
Il (R. Emilia)) (Resto del Carlino, Il (Faenza)) (Resto del Carlino, Il
(Bologna)) (Resto del Carlino, Il (Ascoli)) (Resto del Carlino, Il (Macerata)) (Resto
del Carlino, Il (Ferrara)) (Resto del Carlino, Il (Rovigo)) (Resto del Carlino,
Il (Pesaro)) (Resto del Carlino, Il (Imola)) (Resto del Carlino, Il (Fermo))
A richiesta di un Parlamento pulito. Non è infatti
possibile mettere ordine in un Paese se non si comincia dall'alto e questo vale
anche per i problemi pratici, come i rifiuti di Napoli. La magistratura deve
poter operare con la più ampia libertà, sfruttando ogni genere di informazioni,
comprese le intercettazioni, senza alcuna interferenza dai politici. In un
Paese democratico non può esistere una casta di privilegiati al di sopra della
legge. Certo, anche i giudici possono compiere errori anche eclatanti, come
accadde per il caso Tortora, ma chi è coinvolto in vicende giudiziarie, specie
se è un potente, può usare ogni forma di difesa prevista dalla legge senza
imbavagliare i magistrati. Andreotti, a suo tempo, dimostrò un alto senso dello
Stato sottoponendosi a lunghi e costosi processi, senza colpevolizzare chi lo
inquisì. Tutti i politici coinvolti in vicende giudiziarie, se vogliono essere
credibili, dovrebbero prendere esempio da lui, affrontando dignitosamente i
processi, senza pretendere scorciatoie. Marco Masetti, San Giovanni in
Persiceto (Bologna) - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale))
(Resto del Carlino, Il (Nazionale))
Di PIERO DEGLI ANTONI ? MILANO - SE IL GOVERNO è in crisi,
non è che la satira politica stia molto meglio. Leggere l'Auditel per credere.
"Gabbia di matti" l'ultima etichetta applicata sul consueto
spettacolo del "Bagaglino", ha davvero le sbarre molto strette. La
prima puntata è stata seguita dal 20%, la seconda dal 18%, la terza è risalita
di poco, al 19%. Ma per quanto riguarda il tanto declamato "target
commerciale", rappresentato dalla fascia di età tra i 15 e i 64 ai quali
tanto tengono i pubblicitari di Mediaset, lo show non si è mai allontanato da
un misero 17%. Colpa della più che collaudata formula del "Bagaglino"
o colpa piuttosto dei tempi che viviamo? UN PREGIATO umorista che vive su rive
politiche opposte come Sergio Staino ha le idee abbastanza chiare: "La
satira politica funziona quando c'è il mito del politico, cioè quando un
politico incarna una figura dotata di un certo carisma. Oggi la classe politica
è ridotta in modo così trasversalmente disastroso che ulteriori dileggi proprio
non funzionano. Occorre poi aggiungere che io, Giannelli, Altan e pochi altri
abbiamo la fortuna di lavorare per le prime pagine di quotidiani prestigiosi:
insomma ci rivolgiamo a un'elite ristretta che cerca osservazioni più profonde
rispetto al semplice sberleffo. La crisi riguarda chi cerca un pubblico più
vasto e quindi più popolare, come appunto il Bagaglino". Oggi si fatica a
fare satira? "Quando i politici hanno il vento in poppa allora la satira
funziona meglio, perché viene vista come quella che ha il coraggio di andare
controcorrente. Ma adesso... se a tavola uno dice: volete sapere una
barzelletta su Casini?, è facile che gli rispondano: lascia stare, meglio
quelle sui carabinieri...". Eppure Beppe Grillo miete successi... "Grillo ha saputo
sfruttare gli spazi che una volta usava per la satira per trasformarsi in una
specie di Savonarola. Ha trasformato la sua ironia in parole d'ordine secondo
me sbagliate. Cavalca il qualunquismo spacciandolo per impegno".
Scusi ancora: e Luttazzi? Lui ancora una volta è riuscito a farsi cacciare...
"Mi è piaciuto che almeno a parole abbia preso le distanze da Beppe Grillo. Ha detto che non si
sentiva la responsabilità di diventare un guru. E' una richiesta che spesso
viene fatta agli autori di satira. Mi ricordo ai tempi di 'Tango' e di 'Cuore':
i lettori ci chiedevano a gran voce di 'prendere in mano le redini' del Paese o
del partito. Ma il nostro mestiere è un altro: denunciare, non trovare le
soluzioni. Detto questo, nell'ultimo spettacolo di Luttazzi non ho trovato
nulla di satirico. E' stata una forte provocazione, ma le risate non c'erano,
si è trattato di un'offesa e basta. E' certo comunque che in questo momento la
satira incontra molte difficoltà. Io faccio 'emme', il supplemento dell'Unità,
che però si rivolge a un'elite di qualche centinaio di migliaia di persone
quando va bene. Siamo molti lontani dalla derisione per la gobba di Andreotti o
per la pronuncia di De Mita. Il grande pubblico di questi tempi si sente certo
più attratto dal ribellisimo alla Beppe Grillo". Dall'altra sponda della corrente politica, lo
storico patron del Bagaglino, Pierfrancesco Pingitore condivide in qualche modo
l'analisi. "Forse il sabato sera non è il giorno più adatto per un
programma di satira. Il pubblico che resta a casa cerca altro. Noi abbiamo
bisogno di un publico che segua da vicino e direi quasi in diretta le vicende
politiche. Siamo costretti ad aggiornare il copione fino all'ultimo momento...
Purtroppo oggi la politica si fa satira da sola. C'è una saturazione, o forse
una satirazione, dei politici. Noi abbiamo rifatto a teatro la scena del Senato
ma non c'era niente da fare: quella originale era molto più forte".
Concorda con rassegnazione il direttore di Canale 5 Massimo Donelli: "La
politica ha superato la satira. La vicenda Mastella assomiglia sempre più a una
soap opera. L'ex ministro quando va in tv fa più ascolti di Beppe
Grillo. Spesso hai l'impressione che uno come Antonio
Di Pietro sia più un attore che un politico. Provate a pensarci: sul palco del
Bagaglino non ci starebbe benissimo?". - -->.
( da "Giorno, Il (Varese)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Legnano))
(Giorno, Il (Brianza)) (Giorno, Il (Lecco)) (Giorno, Il (Bergamo - Brescia))
(Giorno, Il (Como)) (Giorno, Il (Lodi)) (Giorno, Il (Sondrio)) (Giorno, Il
(Milano))
Alla luce delle ultime vicende, non
posso che concordare con Beppe Grillo nella richiesta di un Parlamento pulito. Non è infatti possibile
mettere ordine in un Paese se non si comincia dall'alto e questo vale anche per
i problemi di ordine pratico. La magistratura deve poter operare con la più
ampia libertà, sfruttando ogni genere di informazioni, comprese le
intercettazioni, senza alcuna interferenza. Certo, anche i giudici
possono compiere errori anche eclatanti, come accadde per il caso Tortora, ma
chi è coinvolto in vicende giudiziarie, specie se è un potente, può usare
ampiamente ogni forma di difesa prevista dalla legge. Marco Masetti - -->.
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina XVI - Roma Girotondo alfabetico
fra gli appuntamenti più allegri del Lazio, dalla costa alla campagna Carri,
maschere e feste "grasse" Carnevale da Albano a Zagarolo FRANCESCA
ALLIATA BRONNER Girotondo di carnevale fra le feste più colorate del Lazio in
questo "grasso" weekend fra mare e campagna. Dalla A alla
zeta. Ad Albano è domenica la giornata clou con il gran ballo in maschera dalle
15 sulle note hip hop, la premiazione della maschera più bella, vicino in
località Cecchina domani si apre il divertimento con l'"Assalto ai
carri" alle 16. Ad Anguillara Sabazia va in "parata" il
carnevale dei fuorilegge da domani a martedì con la grande street parade fra
maschere e ritmi brasiliani. Civitavecchia invita al porto storico domenica per
vedere carro e maschere pregiati. Civita Castellana propone da domenica balli,
sfilate, carri e la degustazione gratuita dei frittelloni. Martedì il gran falò
del Puccio. Il carnevale di Colonna coinvolge bambini ed adulti con musica,
giochi e dolci da domani a martedì quando alle 14.30 partirà la sfilata in
maschera di bambini, ragazzi e adulti col treno delle meraviglie, mentre in
piazza, spettacoli di magia, carrettini di zucchero filato, castagnole, frappe
e balli. Alle 18.00 la vera amatriciana gratuita per tutti, darà l'addio al Re
carnevale. A Fiumicino "sull'onda" la XX edizione del carnevale
marinaro più fantasioso del litorale che vedrà una giuria d'autore premiare
domenica il carro più spettacolare. Frosinone invita alla storica festa della
"radeca", foglia di aloe offerta al pubblico durante la grande
sfilata. Anche Gaeta, Formia (e Terracina) regalano quest'anno allegria e
colori "on the beach" da domenica a martedì, carri, giocolieri, magie
e perfino contorsionisti. Si sfila e si sorride anche a Ostia domani e domenica
dalle 14 sul lungomare Vespucci. A Palestrina è festa grande martedì grasso con
uno dei carnevali più belli della provincia di Roma in corso da due settimane
fra magnifici carri allegorici, gruppi mascherati, musiche e folklore. Per
concludere, a piazza Regina Margherita, ci sarà la cremazione di Re Carnevale
con un suggestivo spettacolo pirotecnico ed una coinvolgente fiaccolata finale.
A Poggio Mirteto frappe, castagnole e fiera del bestiame (0765.24664).
Ronciglione con le sue celebri "corse a vuoto" (cavalli senza
fantino) e i Nasi Rossi offre da secoli il più antico e rinomato carnevale
della regione. Infine a Zagarolo, martedì porte aperte dalle 15 al museo del
giocattolo per festeggiare la fine del carnevale fra mimo e trasformismo con
gli attori di Franca Saccaro. Aspettando Le Ceneri preannunciate in questi
giorni proprio dal "carnem levare".
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina XIII - Palermo FULVIO ABBATE "L'ABBAGLIO
'68" lo scrittore palermitano pubblica "quando è la rivoluzione"
"Il leader in piazza Massimo disse che un comunista non si ubriaca"
"I miei modelli sono la commedia all'italiana di Monicelli e Paolo il
caldo" FILIPPO MARIA BATTAGLIA (segue dalla prima di cronaca) Tra loro,
c'è anche lo scrittore palermitano Fulvio Abbate, da oggi in libreria con un
sapido e scapigliato romanzo, Quando è la rivoluzione (Baldini e Castoldi
Dalai, 310 pagine, 17 euro). La storia, ambientata tra Roma e Palermo, racconta
l'Italia di quarant'anni fa, nelle vicende di alcuni giovani militanti
comunisti, appartenenti alla "sinistra-sinistra" e quindi non
omologabili con il vecchio Pci. Da qui, prende le mosse una sferzante e
satirica requisitoria contro la parte più radicale e coreografica
dell'ideologia marxista. Ma a differenza di molti altri saggisti e scrittori,
Abbate non ringhia contro il '68, che anzi definisce una "rivolta
libertaria". Il suo è "un romanzo programmaticamente laico, contro
ogni forma di Chiesa e in particolare contro la parte più ottusa dei gruppi
extraparlamentari comunisti, maoisti e stalinisti". Ed il caso di
"Servire il popolo", il movimento giovanile dell'Unione comunisti
italiani nato proprio quarant'anni fa, fu di certo uno tra i più eclatanti,
vissuto tra l'altro da Abbate in prima persona: "Nel 1971 presi la tessera
nelle sede di via Celso, a Palermo. E aiutai a fare opera di proselitismo anche
alle elezioni di quell'anno, quando il movimento decise di presentarsi al voto.
Andammo a Borgo Nuovo, portando i libri "sacri" dello scrittore russo
Massimo Gorkji e di Mao e i manifesti con uno slogan che ricordo ancora
benissimo: "Un voto per l'insurrezione". Secondo molti di noi, il
meridione doveva essere infatti la riserva della rivoluzione". Un
movimento dogmatico e moralista, anzi una vera e propria chiesa laica con
velleità e pretese quasi da Stato-etico: "Le edizioni di "Servire il
popolo" pubblicarono un libretto che si intitolava "Un matrimonio
comunista" e che conteneva il rituale per officiare la miglior unione
possibile. Con tanto di diktat ferrei, come il divieto di masturbazione, che
sfioravano il sadismo efferato". "A tal proposito ? prosegue Abbate ?
mi ricordo ancora oggi di un episodio piuttosto divertente che riporto nel
libro, avvenuto proprio a Palermo, in piazza Massimo. Durante un comizio di
Enzo Lo Giudice, il leader del Sud di quel movimento, c'era un ubriaco che
interrompeva e disturbava l'oratore senza mai smetterla. Lo Giudice,
esasperato, a un certo punto gli disse di piantarla e di lasciar parlare i
comunisti. A questo punto l'ubriaco, sempre sotto il palco, barcollante, gli
rispose che pure lui era comunista. E lui, di rimando, replicò in modo
lapidario: "No, tu non sei comunista, perché i comunisti non si
ubriacano!"". Ma la vera domanda che Abbate dice di essersi posto
durante la stesura del romanzo è un'altra: "Passi per un quindicenne che
era folgorato della capacità coreografica delle bandiere rosse e dei ritratti
di Mao, ma un uomo adulto e avvertito come molti degli intellos nazionali, come
mai poté sottoscrivere in modo quasi imbarazzante l'idea di un'insurrezione
maoista?". E veniamo così alla parte più divertente del libro, quella che
prende di mira certi intellettuali a volte sin troppo sensibili alle ingenuità
del mito della rivoluzione maoista. Primo fra tutti, Alberto Moravia,
"ospite fisso delle serate ordite dalle signore, che racconta cos'è mai
diventata l'immensa Cina comunista sotto la spinta della Rivoluzione Culturale
voluta dall'inflessibile Mao Tse-Tung". Ma c'è spazio pure per Villa
Tognazzi, "con la sua vigna e lo splendido pergolato di pietra, vanto del
padrone di casa", e per Mario Schifano, conteso a "morsi e a
racchettate", che dona i suoi quadri ai giovani militanti maoisti. Tutto
attorno, la limacciosità nella quale navigano personaggi di pura fantasia
eppure assai verosimili, come Marinella Cacciavillani, "una notoria
decerebrata, un'encefalitica, una che deve solo ringrazia' li quatrini che c'ha
grazie ar marito che se l'è accattata". Un parterre composito ed ondivago,
proiettato su una tradizione solida e fortunata: "il mio modello di
riferimento ? dice Abbate - è la commedia all'italiana cinematografica, in
particolare il Monicelli del film "Vogliamo i colonnelli". E se
vogliamo esagerare, possiamo scomodare pure Vitaliano Brancati e il suo
"Paolo il caldo"". Ma quella del mito maoista è stata una storia
che ha riguardato anche il Sud, seppure in forma diversa e se vogliamo più
erratica rispetto al resto d'Italia: "Nel meridione ? ricorda l'autore -
"Servire il popolo" ebbe un forte radicamento. Ci fu un momento in cui
sembrò che potesse diventare una forza quasi antagonista rispetto al Pci, se
non altro in termini di mobilitazione. In questo, credo che la capacità
coreografica abbia avuto molta presa: è come se alcuni di noi avessero deciso
di sostituire San Giuseppe, Sant'Agata e Santa Rosalia con Mao, Marx, Lenin e
lo stesso Stalin". Un'infatuazione che, secondo l'autore, non è detto che
non possa piombare di nuovo, a distanza di quarant'anni: "Se proprio dovessi intercettare gli stessi tic che hanno animato
la vanità e gli entusiasmi di allora, allora forse li paragonerei a un certo
estremismo populista. Al posto della forza rievocativa delle immagini del
faccione di Mao si potrebbe pensare al barbone di Beppe Grillo, ormai considerato come un possibile nuovo santo laico".
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina V - Genova Vincenzi, zona retrocessione IL FLOP/1
Ma l'immagine stavolta non paga Niente da dire: sull'immagine Marta Vincenzi ha
sempre investito moltissimo. Quando guidava l'amministrazione provinciale così
come in campagna elettorale. La Notte Bianca, per molti, ha rappresentato il
suo capolavoro mediatico. E, nei primi mesi da sindaco, la
sua esposizione è stata quotidiana. Tutto questo però non è bastato per
convincere chi ha scelto il sito di Repubblica Genova per esprimere la sua
preferenza. Alla fine il risultato è desolante: 159 voti contro gli oltre 6.500
di Beppe Grillo.
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina III - Genova Il nostro sondaggio
sul web si chiude con 18 mila votanti. Deludono sindaco e cardinale è Beppe Grillo il genovese
dell'anno STEFANO BIGAZZI A PAGINA III SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina V - Genova Testino, medico anti-alcol IL BIG/1 In
classifica per acclamazione La redazione di Repubblica è stata quasi costretta
ad inserire il nome del medico, inizialmente non presente nella lista, da una
valanga di e-mail. E l'idea è stata ampiamente ripagata. Gianni Testino, che al San Martino si occupa quotidianamente di lotta all'alcol,
ha ottenuto un quarto dei voti. Oltre 4.300 consensi che gli hanno garantito la
simbolica "medaglia d'argento" alle spalle di un inarrivabile Beppe Grillo. Una sorpresa che, fin dai primi giorni del sondaggio, non si è
più rivelata tale.
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina V - Genova IL SOCIOLOGO "Ma su Internet votano
i più scolarizzati e i gruppi organizzati" Guala, sorprese e certezze
"Vince il volontariato la politica è in ribasso" "Non può
stupire la vittoria del creatore del "V-day": è tra i primi dieci
"European Heroes" nella graduatoria stilata da Time" "Ogni
sondaggio è interessante perché esprime come si muove una popolazione. Certo,
chi è legato a fatti di cronaca ha più attenzione" è carnevale, professor
Guala. Ci si può aspettare di tutto. Ogni scherzo vale, anche nei sondaggi.
Sociologo, già assessore nella giunta Sansa, Chito Guala insegna Sociologia e
Metodologia delle scienze sociali alla facoltà di Scienze Politiche di Torino.
Sorprendente. Sindaco e cardinale - sembra Mistero Buffo di Dario Fo - clamorosamente
espulsi dal vertice della classifica. Se è concesso un aggettivo irriverente,
preso dal lessico della politica, trombati. "Occorre premettere che questi
sondaggi sono in qualche modo riservati a persone avvezze all'uso delle
tecnologie, che navigano sul web, dunque sono anche autoselezionate. Un conto
sono i sondaggi basati su interviste telefoniche, dunque a distanza, un conto
quelle organizzate sui siti Internet, che tra gli addetti ai lavori sono
considerate con diversa attendibilità, perché escludono chi non sa usare il
computer e chi non è dotato di un collegamento alla rete". Va bene. Ha
vinto Grillo. "è un personaggio che ha
grandissima visibilità, quando è iniziato il sondaggio di Repubblica aveva
appena raggiunto il massimo risultato di popolarità con la sua polemica contro
la politica, del resto è tra i primi dieci nella graduatoria stilata da Time
degli "European Heroes", personaggi che nel 2007 hanno fatto qualcosa
per migliorare il mondo". Il medico: non proprio visibile, il dottor Testino.
"Anche qui, altra premessa: contano molto, in questi casi, le reti di
relazioni tra gruppi che tra loro collaborano, insomma una sorta di tifo
organizzato. Questo avviene con maggior intensità se all'interno di reti di
volontariato vi sono gruppi capaci di rendere visibile un personaggio,
portatori di un qualche interesse, aspetto che attira l'attenzione di realtà
organizzate". Tutto chiaro, professore. Adesso viene il difficile: spieghi
il tonfo di Marta Vincenzi e di Angelo Bagnasco. "Cominciamo dal sindaco.
Il pubblico della Vincenzi, se è un pubblico popolare, è diffuso anche tra i
ceti meno scolarizzati, che allora in una situazione del genere rimangono un
po' fuori. è il discorso di Internet, a pesare. Tuttavia non è solo questo: la
classe politica sconta un disinteresse. Se guardiamo ad altri sondaggi su
istituzioni nel cuore della gente, la politica è in basso. E
questo dato è pendant con quello di Beppe Grillo, premia l'antipolitica". Laici e no, nessuno si salva.
Angelo Bagnasco nel
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina V - Genova Primo Grillo,
poi chi lotta per gli altri Il genovese dell'anno: le sfide vincenti di Testino
e don Luigi Il sondaggio di Repubblica si chiude con la cifra record di 18.000
votanti nel sito Più scontato il trionfo del comico che ha scosso il mondo di
partiti e potere Deludenti i risultati degli altri due candidati forti: cardinale
e sindaco donna STEFANO BIGAZZI Non c'è più religione. L'arcivescovo
metropolita, cardinale Angelo Bagnasco, già Ordinario militare e oggi
presidente della Conferenza Episcopale Italiana - insomma una potenza, sua
eminenza - non arriva a cinquecento preferenze nel sondaggio "Il
personaggio genovese dell'anno" lanciato il 27 dicembre sul portale ligure
di repubblica. it. Sugli oltre 17.000 voti espressi dai lettori, il porporato
si attesta al 3%. E può dirsi (si fa per dire) soddisfatto, visto che la sindaco,
altra protagonista nell'anno che fu, quanto a percentuale sta ben peggio: 1%
tondo tondo, in virtù dei 159 voti registrati ieri pomeriggio, giorno di
chiusura delle urne elettroniche. Trionfale, per l'intero
svolgimento del concorso, Beppe Grillo. Un
genovese vero, di San Fruttuoso. Che sbraita, si lamenta, denuncia tutti, anche
se stesso se è per questo. Il paradigma del mugugno, affossatore di politici,
imprenditori, artisti, "ladri farabutti delinquenti" (Colpi di timone
di Enzo La Rosa). L'ideatore del V-day, dove la consonante iniziale,
mutuando la più celebre sigla dello sbarco in Normandia, sta per andate un po'
a quel paese ma detto più volgarmente. Seimilaseicento voti, a sfiorare il 40%
degli e-lettori, il risultato rumoroso per un attore assurto a tribuno, ormai
per molti in odore di santità dal seguito impressionante, alimentato da un blog
cui fanno riferimento circoli organizzati e no. Una macchina da campagna - un
trattore - elettorale (se si candidasse candidamente) per non dire da guerra
(gioiosa, disse Occhetto, mal gliene incolse). Scontato, forse. Grillo è Grillo e i sondaggi sono
sondaggi, dagli esiti sorprendenti se a seguire il comico in graduatoria è un
medico, Gianni Testino, che dal San Martino diffonde un ascoltato messaggio sui
rischi pandemici della diffusione dell'alcolismo, a qualsiasi età. Ha sfiorato
i 4500 voti (molti, sono molti: Testino è al grande pubblico un perfetto
sconosciuto), il 25% dei partecipanti al sondaggio. Un genovese su quattro ne
dice evidentemente bene. Gli altri più votati (la classifica è stilata sulle
candidature proposte da Repubblica cui si è aggiunta per
"acclamazione" popolare quella di Testino) sono nell'ordine: Antonio
Cassano (quasi 2500 voti, il 14%), calciatore; don Luigi Traverso, parroco di
San Siro che non gioca a pallone, fa il prete in una chiesa da morti di fame
(che aiuta, eccome), si ritrova cinque volte i vigili del fuoco a spegnergli
incendi in chiesa e perdona il sagrestano piromane. Evangelico: 1486 voti,
l'otto per cento. Si meriterebbe un po' di otto per mille. Percentuali in calo,
agli altri, il presidente del Genoa Enrico Preziosi (poco più di mille voti, il
6%) che risulta ben più amato dal proprio giocatore Marco Borriello (342 voti,
il 2%). E i bocciati, più o meno sonoramente: Franco Henriquet, medico, 218
voti, 1%; Maurizio Crozza, altro comico, l'opposto di Grillo,
evidentemente troppo schierato: 200 voti e spiccioli, l'1% e pedalare. Sempre
più della prima donna sullo scranno più alto (è una metafora) di Tursi. E dei
30 voti (0%) di Vittorio Malacalza, uno che ha venduto agli ucraini la Trametal
per oltre un miliardo di euro, mica bruscolini. Affari suoi.
( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)
Pagina IX - Bologna Dopo aver bocciato il Guazzaloca-bis,
l'ex vicesindaco lancia un'idea che spariglia Salizzoni: "Lista di centro
poi le intese, anche col Pd" SILVIA BIGNAMI "Penso a una lista civica
di centro capace di allearsi con chi vuole fare il bene della città. Anche con
il Pd, perché no?". L'ex vicesindaco Giovanni Salizzoni esce allo
scoperto, e dopo aver bocciato l'ipotesi Guazzaloca-bis - "un suicidio
collettivo" - prende di fatto le distanze dai civici de La Tua Bologna e
apre le porte a un nuovo centro. Una sorta di "Rosa Bianca" in
versione locale, che guardi sia a destra sia a sinistra sulla base di progetti
condivisi. Una lista che potrebbe nascere dall'associazione "Un impegno
per Bologna", fondata da Daniele Corticelli? "E' possibile"
ammette. E' una mossa a sorpresa che spariglia le carte e minaccia di muovere
le acque sia a destra che a sinistra. "Non penso alla vecchia Dc - spiega
Salizzoni - perché quello sarebbe un progetto nostalgico e ideologico. Non
credo ci sia bisogno di fondare un nuovo partito. Basta mettere in campo delle
idee in autonomia e poi cercare convergenze per realizzarle". In
prospettiva elettorale, spiega Salizzoni, "potrebbe voler dire andare
autonomamente al primo turno e poi, se non si vince, cercare convergenze al
ballottaggio". Anche con il Partito Democratico, "soprattutto se come
sembra andrà alle elezioni da solo, senza l'Altrasinistra, con la quale si è visto
che è impossibile governare". E Guazzaloca? "Non ho mai avuto nulla
contro di lui - spiega l'ex vicesindaco - . Figuriamoci, si potrebbe dire che
l'ho inventato io. Ma l'impotenza del centrodestra è una sua responsabilità. O
meglio di coloro che si ostinano ad aspettarlo senza pensare alle alternative,
agli scenari che offre il quadro politico attuale". Una posizione che
mette l'ex vicesindaco in rotta di collisione diretta con i fedelissimi dell'ex
sindaco dentro La Tua Bologna, il coordinatore Carlo Monaco e il capogruppo in
Comune Alberto Vannini, che non a caso hanno già convocato un vertice
"chiarificatore" con il "ribelle" per il 4 febbraio. Si
prepara un divorzio? "Io sto bene ne La Tua Bologna. Ma non condivido
l'immobilità di restare ad aspettare. Il tempo stringe, e se continuiamo ad
aspettare non solo 'quando', ma addirittura 'se' Guazzaloca si ripresenterà,
allora rischiamo di perdere tutto. E ci comportiamo in maniera infantile".
Soprattutto nel caso in cui, "come è ancora possibile", si dovesse
andare ad elezioni anticipate anche a Bologna. "Se poi Guazzaloca non si
ricandidasse che faremmo?". Ecco perché Salizzoni apre le porte di una
alternativa, e guarda a tutti. Dai 40x40 del poeta ciellino Davide Rondoni -
che stasera si incontreranno per un dibattito e una cena all'hotel "I
Portici" - agli anti-politici di Beppe Grillo. Non fa nomi. Nemmeno il suo. "Candidarmi io? E'
un lavoro faticosissimo quello dell'amministratore. Per ora non ci penso".
Nel frattempo apre quel varco al centro auspicato anche dal vicepresidente
della Carisbo Virginiangelo Marabini, a costo di rischiare di mandare in
frantumi la lista civica, e confermando le divisioni della Cdl. Ieri anche il
sindaco Sergio Cofferati, commentando le cartoline folkloristiche anti-Cinese
diffuse da An, lo ha sottolineato: "Il centrodestra a Bologna è diviso
pesantemente su tutto". "In un certo senso ha ragione" ammette
Salizzoni.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Arena, L')
BRUXELLES. Europa Tv vince il ricorso contro l'esclusione
dal 1999 dalla diffusione nazionale pur essendo autorizzata. Mediaset:
"Nessun rischio per Retequattro" Frequenze tv, la Corte Ue boccia la
legge Gasparri BRUXELLES La Corte di giustizia europea ieri ha stabilito che il
regime italiano di assegnazione delle frequenze tv è "contrario al diritto
comunitario". I giudici di Lussemburgo hanno dato ragione all'emittente
Centro Europa 7 srl, che nel 1999 aveva ottenuto dalle autorità italiane
l'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale, ma non lo ha mai potuto
fare per la mancata assegnazione delle frequenze. Dopo che la richiesta di
risarcimento per il danno subito era stata respinta dal giudice amministrativo,
il caso è finito al Consiglio di Stato che ha interpellato la Corte Ue,
spiegando che il piano di assegnazione delle frequenze previsto dalla legge
italiana non è mai stato applicato, mentre altre leggi hanno continuato a
prorogare il regime transitorio. "L'applicazione in successione dei regimi
transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti
esistenti", ha scritto la Corte, "ha avuto l'effetto di impedire
l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze"; effetto
"restrittivo", consolidato anche dall'autorizzazione generale "a
favore delle sole reti esistenti, a operare sul mercato dei servizi
radiotrasmessi". Quindi l'assegnazione in esclusiva è "contraria ai
principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi". La parola
passa ora al Consiglio di Stato e a questo punto Retequattro potrebbe essere
costretta a migrare sul satellite per lasciare spazio a Europa
( da "Arena, L'" del 01-02-2008)
BOSCOCHIESANUOVA. Al lavoro studenti dalle materne alle
medie Festa grande in piazza per il Duca del Bocal Alunni e insegnanti hanno
sfilato insieme per festeggiare il carnevale in piazza: nessun brutto voto per
la manciata di coriandoli finita giù per la nuca di un severo docente. In
piazza Chiesa si sono date appuntamento tutte le classi dell'istituto
comprensivo, dalle materne alle medie, coinvolgendo anche quelle di Cerro e
Roverè. Così il Duca del Bocal, la maschera storica del paese riscoperta lo
scorso anno proprio grazie alla scuola, dopo diverse stagioni che non tornava
più in piazza, ha ricevuto la sua dose di applausi. Tutti lì a contendersi lo
scettro di re del Carnevale della Lessinia, il Duca del Bocal e il Marchese del
Pitale (vaso da notte), tutti con il proprio discorso, preparato nei minimi
dettagli per catturare le simpatie della folla e quindi per essere acclamato: i
potenziali duca hanno promesso libagioni e feste sorseggiando del buon vino da
quel bocal che reca scritto: "Ci si siede pesanti e dolenti e ci si alza
leggeri e contenti"; i marchesi in gara hanno raccontato che, colui che
sarà eletto maschera del paese, istituirà il giorno del vaso da notte e il
giorno del bagno in comune, ma la folla non ha avuto dubbi per acclamare il
vincitore. Ospite per la prima volta anche Bertoldo da Parparo, più che una
maschera un personaggio della letteratura che la tradizione vuole sia nato nei
dintorni di Roverè, dove ancora esistono una contrada Bertoldi, il cognome,
perfino un campo e dei ruderi indicati come la casa di Bertoldo a Fondi di
Parparo. Ragazzi e ragazze delle scuole medie di Roverè hanno dato vita ai
cortigiani di re Alboino, alla cui corte Bertoldo si esibiva e ai popolani del
contado da cui lo stesso personaggio proveniva. Simbolo della loro maschera due
vere enormi rape, perché fagioli e rape erano l'alimento preferito di Bertoldo
e la loro privazione alla corte di Alboino, dove venivano serviti cibi
ricercati e raffinati, determinarono la morte del montanaro filosofo. "A
scuola stiamo allestendo con l'aiuto del noto regista Alessandro Anderloni, esperto
di cultura popolare, un pezzo teatrale centrato sulla figura di Bertoldo",
racconta una improbabile e carina Marcolfa, che giudica lei stessa "rozzo,
grossolano, però interessante" il suo amato sposo Bertoldo. Mescolato tra
le maschere anche il dirigente scolastico Donato De Silvestri, per l'occasione sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi
che intona canzoni ballabili da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla
piazza. La fine arriva con frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti
dalla Pro loco, che ben concludono una mattinata passata lontano dai libri e
dalle interrogazioni. V.Z.
( da "Centro, Il" del 01-02-2008)
La lunga battaglia per l'emittenza del manager di Avezzano
è cominciata nove anni fa Di Stefano, dalla televisione all'Unità ROMA.
Francesco Di Stefano, 54 anni, di Avezzano, un passato nella Democrazia
cristiana, quella grande, é il fondatore dell'emittente Europa 7, ribattezzata da Beppe Grillo la
"televisione scomparsa". Lui, che ha legato la propria storia a
quella di un'emittente senza frequenze, é anche tornato a far parlare di sé di
recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unitàil giornale fondato da
Antonio Gramsci che fu organo del Pci e in ultimo degli ex Democratici di
sinistra. Di Stefano vive quella che lui definisce "una storia
grottesca": tutto inizia nel luglio 1999 quando l'imprenditore televisivo
abruzzese decide di partecipare ad una gara pubblica per l'assegnazione delle
frequenze televisive nazionali e riesce a vincere una concessione per Europa7,
al posto di Rete4, che perde così il diritto di trasmettere. Europa7 si prepara
così a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza. Si
assumono circa settecento dipendenti, si acquista una sede a Roma di 20 mila
metri quadrati, con otto studi, vengono acquisiti i diritti di varie
trasmissioni. Ma Europa 7 non riuscirà mai a trasmettere in virtù di
un'autorizzazione ministeriale del 1999 concessa a Rete4, che occupa le
frequenze assegnate ad Europa7. Parte così una lunga e difficile battaglia: la
società di Di Stefano si appella al Tar del Lazio e successivamente al
Consiglio di Stato e infine alla Corte Costituzionale. Nel luglio 2005 il
Consiglio di Stato chiede alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a dieci
quesiti, dove si arriva a mettere in discussione le leggi italiane in materia
di televisione e di ripartizione delle frequenze e si ribadiscono le richieste
di assegnazione delle frequenze e di risarcimento per Europa 7. Nel corso degli
anni il network - le cui vicende si sono intrecciate con la tormentata
questione dell'assetto della tv italiana, che ha trovato un punto fermo nella
discussa legge Gasparri - si é via via ridimensionato, arrivando oggi a contare
solo 6 emittenti che coprono sette regioni. Oggi la sentenza della Corte
rimette in corsa Di Stefano ma la partita ancora non é conclusa e la fine
sembra anzi piuttosto lontana.
( da "Centro, Il" del 01-02-2008)
Cultura e Spettacoli Maestri e infedeli italiani Il
Novecento secondo Stajano Una storia del Paese attraverso gli intellettuali non
allineati Nel corso della sua lunga carriera di giornalista, a partire dagli
anni Sessanta, Corrado Stajano (nella foto) ha incontrato alcuni degli italiani
che hanno sempre fatto il loro dovere. Italiani che non si sono corrotti con il
denaro o con il potere, che non si sono immischiati agli intellettuali da
boutique o da trattoria. Italiani che hanno resistito alla tentazione del
successo e ai compromessi. Italiani che hanno fatto grande il nostro paese:
scrittori come Gadda, Bassani, Sciascia, Levi, Zanzotto, Ortese, Soldati,
Volponi; registi come Bellocchio, Rosi, Olmi e Pontecorvo; uomini politici come
Parri, La Pira, La Malfa, Pertini, Foa; studiosi come Dionisotti, Segre,
Garboli; religiosi come padre Turoldo; musicisti come Gavazzeni e outsider di
genio come Munari, Carpi, Altan, Dossena. Stajano, 78 anni di Cremona, ha
raccolto le storie di questi italiani "eccentrici" nel libro
"Maestri e infedeli-Ritratti del Novecenmto". Nel volume (corredato
dalle foto di Giovanna Borgese e Paola Agosti) sono raccolti i
ritratti-intervista di intellettuali e politici incontrati da Stajano dai tempi
in cui lavorava al Giorno diretto da Italo Pietra, il quottdiano di cui, nel
2008, ricorre il mezzo secolo dalla nascita. Nel suo libro, Stajano traccia una
sorta di storia d'Italia. C'è Togliatti che incontra il bachiere vastese,
Raffaele Mattioli, in veste di editore della Ricciardi e gli chiede "Che
senso ha oggi una collezione di classici?"; e Mattioli gli risponde:
"Io ho creato un muro. Finché voi non avrete digerito i libri di questo
muro, non potrete fare un saltino alto così". Stajano ha lavorato per 16
anni al Corriere della Sera, lasciandolo nel giugno del 2003 "per protesta
in difesa del giornalismo libero". E' stato senatore per due anni con la
Sinistra nella 12ª legislatura ma, nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-02-2008)
Prov Gallura Pagina 8051 Tempio. Migliaia di persone per
assistere alla sfilata d'esordio dei carri allegorici Carrasciali, il re è Beppe Grillo Tempio.. Migliaia di
persone per assistere alla sfilata d'esordio dei carri allegorici Ghjogliu
presentato con le fattezze del comico genovese --> Ghjogliu presentato con
le fattezze del comico genovese Satira politica, nazionale, regionale e locale,
Lu Carrasciali torna alle origini. Re Giorgio con il
faccione di Beppe Grillo accolto dagli applausi. C'è poco da discutere, la faccia è
quella di Beppe Grillo. Il Re Giorgio di Lu Carrasciali 2008 non lascia dubbi,
quest'anno i carnevalai hanno scelto uno dei personaggi più citati nelle
cronache degli ultimi giorni per incarnare il sovrano della sei giorni.
Nessuno, ieri pomeriggio, per il debutto di giovedì grasso, ha avuto problemi a
individuare il riferimento al comico genovese. In passato non era mai successo,
le somiglianze di Re Giorgio erano quasi sempre un rebus. Lu Carrasciali, però,
da questo punto di vista ha confermato i tradizionali riferimenti
all'attualità, soprattutto politica. Così i temi dei 12 carri in concorso sono
quelli di questi giorni, la caduta di Romano Prodi, la posizione di Silvio
Berlusconi, la figura di Renato Soru. Non mancano, ovviamente, gli attacchi ai
politici locali su diverse tematiche ad esempio quella del nuovo super carcere
di Nuchis. Per la prima sfilata della sei giorni ieri pomeriggio, in una
giornata particolarmente fredda, sono arrivate a Tempio migliaia di persone. Il
pubblico, assiepato lungo il percorso nel centro storico della città, ha
praticamente riempito quasi tutti gli spazi, soprattutto in prossimità di corso
Matteotti. La sfilata di esordio, generalmente, è quella che presenta carri
allegorici e gruppi mascherati a ranghi ridotti. Per questa ragione il
risultato di ieri pomeriggio, in termini di presenze, si parla di diverse
migliaia di persone, è ottimo. È stata anche una giornata particolarmente
impegnativa per la Pro loco e l'associazione Carnevale tempiese, la macchina
organizzativa di Lu Carrasciali è entrata in funzione ed è già ormai nel pieno
della sua attività. Così come locali notturni e pub, a partire dal teatro
Giordo e il nuovo teatro tenda della Pischinaccia, da ieri sera presi d'assalto
da chi non vuole perdere neanche un'ora della sei giorni di ballo. Lu
Carrasciali prosegue oggi con la manifestazione "I bambini e la magia del
carnevale", promossa da Comune e Provincia, l'ingresso è gratuito, si
inizia alle 16 nel teatro Giordo. Domani, a partire dalle 16,30, il gruppo Gli
sbandati di Aggius, si esibirà nelle vie e nelle piazze di Tempio. Prima di
domenica, ancora lavoro per i carnevalai, di fatto i carri verranno ultimati
poche ore prima della sfilata di dopodomani. L'appuntamento è per le 15,30. Re
Giorgio è entrato in città ieri, domenica toccherà a Mannena con il matrimonio
del sovrano della sei giorni. ANDREA BUSIA.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-02-2008)
Pordenone Pd, il popolo delle primarie torna alle urne
Elezione degli organi dirigenti locali e dei delegati al congresso provinciale:
ecco il calendario CENTRO-SINISTRA Il popolo delle primarie torna alle urne,
questa volta per eleggere gli organi dirigenti locali e i delegati al primo
congresso provinciale del Partito democratico. In questi giorni stanno
giungendo a casa di coloro che hanno espresso l'indicazione per la guida del
nuovo Ulivo a ottobre le lettere di convocazione alle assemblee locali: si tratta
di 13 mila persone, tante sono quelle che hanno espresso la preferenza nei 57
seggi che erano stati allestiti nel Friuli occidentale. A questi si possono
aggiungere anche coloro che, pur non avendo votato alle primarie, intendono
partecipare alla costituzione delle realtà locali. La campagna congressuale, in
provincia di Pordenone, prenderà il via domenica per concludersi una settimana
dopo, il 10 febbraio, data in cui si svolgerà la maggior parte delle assemblee.
Fino ad adesso, in base ai dati forniti dal quartier generale del Partito
democratico, sono 28 i congressi convocati, tra i quali alcuni intercomunali
come Cavasso Nuovo, alleata con Arba e Fanna, Montereale con Barcis e Valvasone
insieme a San Martino. Mancano ancora alcuni appuntamenti, come quelli di
Spilimbergo, Maniago e Arzene, ma verranno definiti nelle prossime ore. A
Pordenone chiamati ai seggi sono in oltre 2 mila 600 per un appuntamento che è
in programma nella mattinata di domenica 10 febbraio, nel Centro studi. Tra
l'altro gli aderenti al Partito democratico dovranno fare armi e bagagli entro
l'una, perché dopo c'è l'incontro con Nanni Moretti che presenterà il film "Caos calmo" di cui è attore
protagonista. In queste ore le trattative sono febbrili per cercare di trovare
gli equilibri nella formazione di liste perlopiù unitarie, evitando le
divisioni che si sono verificate nella scelta del segretario regionale.
Trattative non indolori come sta succedendo a Pordenone, dove esiste una fronda
interna rispetto all'indicazione di Walter Manzon quale coordinatore cittadino
e Flora Bomben a capogruppo. "All'interno del tavolo comunale - afferma il
primo - in realtà c'è una condivisione degli obiettivi e delle strategie,
mentre all'esterno si manifestano distinguo. Da parte mia ho chiesto comunanza
sulle candidature nel senso che devono essere concertate in maniera libera e
serena all'interno del tavolo che abbiamo costituito, seguendo il percorso che
stiamo facendo in maniera silenziosa ma costruttiva da qualche mese". Per
quanto riguarda la provincia, se a San Vito sembra prevalere l'indicazione di
un diessino, in quel di Maniago il ruolo di coordinatore comunale dovrebbe
essere assegnato a una esponente della Margherita. Un mosaico molto composito e
che deve fare i conti, però, con situazioni anche molto "locali" tra
esponenti di partito che fino a qualche mese fa appartenevano a realtà diverse.
In cabina di regia la giovane coordinatrice del Partito democratico, Francesca
Papais, a una prova che si presenta particolarmente dura. Tra l'altro una volta
nominati i delegati, probabilmente nell'autunno prossimo, dopo la tornata
elettorale, si terranno i primi, effettivi, congressi provinciali che
rinnoveranno gli organismi dirigenti. Un cantiere perennemente aperto.
(ste.pol.).
( da "Stampa, La" del 01-02-2008)
Re fa venire "la vista ai ciechi". Già, non
possiamo dimenticare che sino a ieri le beghe interne al centrodestra avevano
indotto Berlusconi a scendere in piazza per fondare un nuovo partito e
riscuotere un successo plebiscitario. Tutti abbiamo assistito agli insulti di
Fini, alle prese di posizione di Casini e di Bossi che vedevano in quella
scelta un forte indebolimento della Casa delle libertà e soprattutto dei loro
partiti. È bastata la "sciagurata" scelta di Mastella, che ha
prodotto la caduta del governo, per fare il miracolo e ricompattare la
minoranza al grido "subito al voto!". La febbre della conquista del
potere e delle poltrone ha cancellato ogni conflittualità. Non che il governo
Prodi abbia ben funzionato, ma almeno ha risanato le casse dello Stato così mal
ridotte dal centrodestra. Tuttavia a Prodi va addebitato il demerito di non
aver curato il potere d'acquisto della maggior parte degli italiani e ciò gli
ha fatto perdere consensi. Le prospettive di un futuro migliore sono al
lumicino. Molti si augurano che Beppe Grillo concretizzi il suo Day vaffa con un movimento politico che
spazzi via la vetusta classe dirigenziale; con tutti i rischi
dell'impreparazione del nuovo. Non crede che la medicina migliore per l'Italia
possa essere un governo di riconciliazione nazionale che metta insieme le forze
migliori di tutti gli schieramenti per far crescere il livello economico e
sociale di noi tutti? Un sogno forse, ma se i nostri attuali uomini
politici pensassero di più al bene dell'Italia e non ai loro interessi
(nell'ultimo periodo si sono approvati all'unanimità un aumento di stipendio di
1.135 euro al mese, un vero scandalo) cambierebbe l'immagine del Paese.
Purtroppo però nel momento delle scelte commettiamo tutti l'errore di credere
alle loro promesse e ci ritroviamo così la solita minestra scaldata che poi
facciamo fatica a digerire. Sforziamoci di cambiare questa Nazione, ognuno di
noi ci metta del suo per dare più speranza al futuro dei nostri figli. PROF.
MICHELE REBUZZI TARANTO Le lettere di questi ultimi due giorni sono tutte sulle
possibili nuove elezioni. In comune hanno una severa opinione sulla politica.
Visto che viene chiesta la mia opinione su che cosa sia meglio - voto subito, o
meno - penso che sia meglio andare a votare, proprio perché condivido con i
nostri lettori molti duri giudizi sulla classe dirigente. È in corso un lento
ma inesorabile sfascio del sistema elettorale, e con la buona volontà non si
rimette in piedi nulla. Con partiti che continuano a giocare sui numeri, e su
vari tavoli, non si va da nessuna parte. Le prossime elezioni non saranno
risolutive. Saranno anzi catastrofiche. Ma non è con un gesto di volontà che si
fermerà questa deriva.
( da "Stampa, La" del 01-02-2008)
LINEA DURA ACCORDO CON QUESTURA E ARMA PER ANNIENTARE LO
SPACCIO UNA VOLTA PER TUTTE LA STORIA LA BRUNI HA OTTENUTO DALL'ANAGRAFE IL
CERTIFICATO DI STATO LIBERO VIAGGIARE IL DIRETTORE DEL TFF CON ISABELLA FERRARI
All'interno Prefetto, primo ordine "Ripulite Tossic Park" Dall'alba
al tramonto Carla, pronte le carte per Sarkò C'è il volo low cost
Caselle-Fiumicino a ventinove euro Bullo in affitto "Voi pagate e io
picchio" Il sexy Caos di Nanni Moretti
in prima italiana al Massimo Marino: "Un'area che ci sta particolarmente a
cuore" in fila dalla maga di Lilli Bertone Andrea Rossi Angelo Conti In
una scuola di Susa un quindicenne aveva il tariffario per pestare i compagni
più piccoli Longo e Morello Ancora un controllo anti-droga a Tossic Park. Il
questore, Stefano Berrettoni, ha mobilitato una sessantina di agenti, più le
unità cinofile e i cavalieri della polizia di Stato. Alla fine, venti fermati e
otto arresti. Più il sequestro di decine di dosi. L'impulso a chiudere, una
volta per tutte, con l'ipermarket a cielo aperto di eroina white e cocaina,
arriva dal nuovo prefetto, Giosuè Marino. "E' un problema, quello della
tutela dei residenti e della zona, che ci sta particolarmente a cuore. Ne abbiamo
discusso con il questore e i responsabili dell'Arma, che hanno compiuto un
ottimo lavoro". Iniziative concrete e, forse, decisive anche da parte del
Comune. L'area del Parco Stura sarà completamente trasformata nel volgere di
pochi mesi. Spettacoli, la nuova area riservata ai camper e, infine, i campi da
golf, per cui stanno procedendo gli espropri dei terreni. Massimo Numa A PAGINA
56 Mentre il mondo intero s'interroga sulle capricciose indecisioni di Carlà
("non si vuole più sposare, Sarkò alla fine la convincerà") la Bruni
si è portata avanti con il lavoro. Due giorni fa, in gran segreto, l'ex top
model, che è nata a Torino, ha richiesto tramite il consolato di Francia la
bellezza di due certificati, emessi poi dall'anagrafe centrale: il primo documento
attesta che la cantante è nata a Torino, il secondo che il suo stato è libero.
Due certificati che, come spiegano sorridendo negli uffici demografici, servono
soltanto ad una cosa: sposarsi. Da martedì ha sei mesi di tempo. Auguri.\IL
pubblico torinese sarà il primo d'Italia a vedere "Caos Calmo", il
film di Antonello Grimaldi in concorso a Berlino, con
protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari. Il film esce nelle sale l'8, e prima di
allora a Roma ci sarà solo l'anteprima per la critica. Torino avrà la prima
proiezione per il pubblico pagante, mercoledì sera al Massimo, dove Moretti, la Ferrari e il regista presentano il film nel pomeriggio.
Cliccatissima su You- tube, la scena di sesso tra i due, con il "lato
B" del direttore del Tff in primo piano, è già un cult.
( da "Settegiorni (Magenta)" del 01-02-2008)
INTERESSANTE INCONTRO SUL PROBLEMA DEGLI INCENERITORI
NOVARA CITTÀ SIMBOLO PER IMPARARE A RICICLARE I RIFIUTI richiedi la foto La
conferenza era organizzata dagli Amici di Beppe Grillo Mesero - Zero rifiuti entro il 2020 non è utopia ma il risultato
di un approfondito studio del settore. Paul Connet, professore della Saint
Lawrence University di New York e massimo esperto mondiale di gestione dei
rifiuti e tecniche di incenerimento, ha illustrato questa sua teoria venerdì 25
gennaio nel corso di una serata sul tema degli inceneritori promossa dagli
Amici di Beppe Grillo col
patrocinio del Comune. "Il problema non è come eliminare i rifiuti ma come
non produrli ha spiegato Connet -. Andare verso una società sostenibile
significa andare verso una società senza rifiuti". Ma in concreto, cosa
bisogna fare per eliminare i rifiuti? Lo studio di Connet dice che sono necessarie
tre cose: "una responsabilità industriale con la ricerca ad esempio di
nuovi materiali sostenibili nella produzione degli imballaggi, una
responsabilità della comunità che tenda a riutilizzare e riciclare e una forte
leadership politica". La dimostrazione che la teoria del professor Connet
non è fantascienza viene da una realtà poco distante dal Magentino. Il Comune
di Novara è infatti arrivato in soli diciotto mesi a riciclare il 70 per cento
dei propri rifiuti. L'obiettivo numero uno dell'incontro, che ha visto la
partecipazione di circa duecento persone, era quello di far capire che gli
inceneritori non fanno altro che "bruciare" le prove ma non sono la
soluzione al problema dello smaltimento. "Incenerendo rifiuti l'uomo
produce alcuni tra i composti più tossici esistenti che sono le diossine, che
causano malattie respiratorie e tumori. Oltre ad essere nocivi per la salute,
gli inceneritori hanno anche un costo economico molto elevato". Per questi
motivi, dunque, occorre intervenire a monte del problema. "Puntando sul
riciclo e sul compostaggio ha concluso Connet - si salvaguarda la salute
dell'uomo, si risparmiano soldi ed energia e si crea occupazione".
Articolo pubblicato il 01/02/08.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-02-2008)
DALL'ITALIA 01-02-2008 Le reazioni L'ex ministro Gasparri:
"Decisione annunciata" "La Corte di Giustizia ha ragione - ha
commentato il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (Pd) poche ore dopo
la decisione -. Il regime italiano è contrario al diritto comunitario. A questa
consapevolezza si è sempre ispirata l'azione del governo. In questi venti mesi
- ha rimarcato - si sono finalmente mossi i primi passi per ripristinare le
regole del diritto e della concorrenza a cui si ispira il mio ddl". Per il
ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Prc), "con questa
sentenza finalmente si può portare un pò di legalità". Secondo il
capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, "la sentenza è la
conferma della grave situazione di conflitto di interessi esistente in
Italia". Per l'ex ministro Maurizio Gasparri invece "la decisione
della Corte Ue era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo
pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme
alla volontà dell'Ue". Intanto, il comico Beppe Grillo ha lanciato ieri un annuncio: "presenterò una proposta per
una nuova legge con l'aiuto di esperti del settore". Il 25 aprile,
giornata del secondo vaffa day, Grillo proporrà
tre referendum per una "Libera informazione in un libero Stato":
abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa; abolizione
dell'ordine dei giornalisti; abolizione del Testo Unico del 31 luglio 2005
(D.Lgs. 177) che rappresenta oggi il quadro normativo della radiotelevisione.
( da "Corriere della Sera" del 01-02-2008)
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2008-02-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte I timori
di Diliberto sull'ipotesi di un "favore" al Cavaliere Il voto a
giugno e i sospetti sull'elezione al Colle ROMA - Raccontano che ogni volta che
la parola "Quirinale" spunta sulla bocca di un suo interlocutore,
Silvio Berlusconi faccia le corna, tocchi ferro o si produca in altri, meno
riferibili scongiuri. Segno che "scalare il Colle più alto è l'ultimo dei
desideri del Cavaliere ", assicura chi gli vuol bene. Diametralmente
opposta l'interpretazione nella "fu" Unione di Prodi, dove si
rafforza il fronte di coloro che sperano si voti presto, prestissimo, così da
scongiurare il rischio che Berlusconi, come paventa Enrico Boselli,
"faccia cappotto ". E cioè si prenda non solo Palazzo Chigi, ma anche
il Quirinale. Fantapolitica? Niente affatto, visto il fervore con cui nelle
segrete stanze del Parlamento si ripassa la Costituzione. Non a caso un nemico
giurato del rinvio del voto è Oliviero Diliberto, antiberlusconiano
inossidabile nonché grande esperto di cavilli giuridici e precetti
costituzionali. Quel che pensa il segretario del Pdci lo dice, con annessa
caduta di stile, il responsabile Esteri Jacopo Venier: "Dobbiamo evitare
che Silvio Berlusconi abbia una occasione in più per stabilizzare il suo potere
in Italia. Ma un progetto a cinque anni, per un uomo della sua età, può essere
azzardato... ". Sotto accusa, da parte degli alleati, è il Pd e dunque il
tandem Marini- D'Alema, al lavoro per prolungare la vita di una legislatura che
Fausto Bertinotti ritiene già defunta. Sì, perché un Partito del Voto Subito
sta nascendo anche dentro il Prc. "Bisogna far presto, lo scenario che si
sta determinando è inquietante - lancia l'allarme l'onorevole Alberto Burgio -.
L'intesa indecente tra Veltroni e Berlusconi per portare quest'ultimo al
Quirinale è una delle ragioni per accelerare il ritorno alle urne". Ma
perché tanta fretta? Perché il capo dello Stato ha giurato il 15 maggio del 2006
e dunque, se si vota ad aprile di quest'anno, nello stesso mese del 2013 il
settennato non sarà ancora scaduto. E quindi l'elezione del successore di
Napolitano non cadrebbe nella XVI legislatura (che stando ai pronostici sarà
governata da Berlusconi), ma nella XVII... La questione, conferma il verde
Paolo Cento, "circola eccome nei corridoi dei palazzi" e a giudizio
del sottosegretario all'Economia è anche "l'unico argomento che propende
per le elezioni subito, perché all'Italia tutto posso augurare tranne
Berlusconi capo dello Stato ". Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio lancia
una proposta: "Votiamo pure ad aprile, ma con un accordo tecnico tra la
sinistra e il Pd al Senato. Solo così possiamo allontanare l'ex premier dal
Quirinale e anche da Palazzo Chigi". Insomma, a sinistra del Pd lo
scenario è tutt'altro che sottovalutato. Francesco "Pancho" Pardi,
protagonista dei Girotondi della prima ora, rivela che liste civiche, seguaci di Beppe Grillo e nipotini del Nanni Moretti
movimentista si stanno organizzando: "Il centrosinistra ha una classe
dirigente indegna, Berlusconi al Quirinale sarebbe una vergogna
nazionale...". E persino il leader socialista Enrico Boselli, che certo
non vede la democrazia in pericolo per il futuribile sbarco del Cavaliere sul colle
presidenziale, si è convinto che andare al voto "prima
possibile" sarebbe cosa buona e giusta per il centrosinistra. "Il
rischio reale - ammette Boselli con un sospiro scaramantico - è che il
Cavaliere faccia cappotto e si prenda tutto... ". Quirinale Nel 2013 la
scelta del dopo-Napolitano Monica Guerzoni.
( da "Corriere della Sera" del 01-02-2008)
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache -
data: 2008-02-01 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Media e giustizia La
sentenza: il duopolio Rai-Mediaset limita la concorrenza. Il nodo di
Retequattro Tv e frequenze, condanna della Ue Accolte le ragioni di Europa 7.
"Il sistema è illegale" Ora spetta al Consiglio di Stato decidere sul
risarcimento e il via libera alle trasmissioni DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES -
La Corte europea di giustizia di Lussemburgo ha condannato il sistema italiano
di assegnazione delle frequenze televisive perché favorisce il duopolio
Rai-Mediaset nei confronti della concorrenza. La Commissione europea ha poi
annunciato l'intenzione di portare di nuovo l'argomento davanti agli
eurogiudici concludendo la procedura d'infrazione sulla Legge Gasparri, che ha
regolato il passaggio dal sistema analogico a quello digitale consolidando le
posizioni dominanti del gruppo di Silvio Berlusconi e della tv di Stato. I
giudici europei sono stati chiamati in causa per il caso dell'editore di Europa
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-02-2008)
Attualità CRISI / DIALOGO SULL'ITALIA 2008 La casta e
l'antipolitica di massimo cacciari e ilvo diamanti Le ragioni della protesta
contro i partiti. I conflitti insiti nel sistema democratico. Il populismo. A
confronto le tesi di due studiosi Politica e antipolitica, democrazia e
governo, ma anche Partito democratico e Forza Italia. Sono questi i temi del
dialogo tra Ilvo Diamanti, professore di Scienza politica e Sociologia politica
all'Università di Urbino e collaboratore de 'la Repubblica' e Massimo Cacciari,
filosofo, sindaco di Venezia e testa pensante del Pd. Il dialogo riprende
alcuni spunti da un seminario che si è svolto all'Università di Urbino il 16
gennaio scorso, nell'ambito di un ciclo dedicato al 'Nuovo Lessico della
Politica e dell'Anti/Politica', promosso dal Laboratorio di Studi politici e
Sociali (LaPolis) della Facoltà di Sociologia. Diamanti: "Non è facile
definire una questione eterea e sfuggente come l'antipolitica. L'antipolitica è
una parola utilizzata in molte occasioni, in molte versioni, con diversi
significati. Ma ciò riflette la difficoltà di definire, oggi, la politica. In
altri termini, oggi si parla molto di antipolitica perché è in discussione il
senso della politica e, insieme, della democrazia. La politica di cui parliamo
si riferisce, normalmente, alla democrazia rappresentativa. Il clima d'opinione
'antipolitico', di conseguenza, coinvolge i luoghi, gli attori, le istituzioni
della democrazia rappresentativa. I partiti, in primo luogo. In secondo luogo,
e contemporaneamente, i leader e la classe politica; la classe dirigente in
senso generale. Quindi le istituzioni rappresentative in senso ampio. Per
estensione, l'antipolitica richiama la contrapposizione noi/loro. 'Noi' siamo
quelli esterni alle cerchie di potere e della rappresentanza. 'Loro' sono la
casta. La parola antipolitica, in secondo luogo, è utilizzata anche per
indicare una serie di attori, che operano in ambito sociale. Personaggi e
interpreti della 'rappresentazione antipolitica' sono diversi: movimenti di
protesta, comitati, girotondi. L'ultima fase
dell'antipolitica è stata interpretata, sulle piazze e sulla Rete, da Beppe Grillo. Tuttavia, non è Grillo a definirsi
antipolitico, né i girotondi e neppure i gruppi che si mobilitano contro partiti e classe
politica. Al contrario, sono questi ultimi, i partiti e i politici, che li
accusano di antipolitica. Per cui potremmo dire che l'antipolitica definisce la
protesta contro la politica esercitata da chi è fuori dalla politica.
Fuori dalle mura della Polis". Cacciari: "Io assumerei l'idea di
antipolitica in modo radicale, come un aspetto fisiologico della democrazia. La
democrazia ha in sé un rapporto critico con la politica. Non c'è equivalenza
tra democrazia e politica. Partiamo dall'idea chiave della democrazia: che
attraverso il discorso, il logos, si possa risolvere il conflitto politico. Ma
la politica è essenzialmente conflitto. Ora, la pretesa del regime democratico
consiste appunto nel ridurre il conflitto alla forma del contratto. Ma è
'politica' tutto ciò? Possiamo derubricare a contratto giuridico il rapporto
politico? Ecco perché bisogna prendere sul serio l'antipolitica e non assumerla
come una patologia contingente. Essa ci permette di vedere un limite essenziale
del discorso democratico". Diamanti: "D'altronde, l'antipolitica è, a
sua volta, usata come discorso 'politico', per assecondare gli umori della
società. Pensiamo alla Lega e a Berlusconi, i quali hanno affermato in passato e
oggi continuano ad affermare di non essere 'politici', ma altro. Imprenditori,
uomini della società, del Nord, che vogliono restituire il potere ai cittadini.
Però sono diventati 'partiti', sono entrati in Parlamento e nel governo.
Integrati nella democrazia rappresentativa. è la retorica dell'antipolitica che
è entrata nella politica, ma anche nel linguaggio comune, spesso associata a un
altro concetto: il 'populismo', che propone di superare i meccanismi
tradizionali della mediazione e della rappresentanza, scardinando partiti e
organizzazioni, per instaurare un rapporto diretto tra il leader ed il popolo.
Ricordo quando, durante la campagna elettorale delle presidenziali francesi,
chiesero a Sarkozy: 'Cosa dice a coloro che l'accusano di essere un
populista?'. Egli rispose: 'Nulla. Sono un rappresentante del popolo e parlo a
nome del popolo'. Ciò serve a rammentarci che non solo l'antipolitica, anche il
populismo è parte della democrazia. Per proseguire vorrei aggiungere che molte
critiche espresse nei confronti dell'antipolitica nascono dal fatto che quando
parliamo di politica e di democrazia abbiamo perlopiù in mente un modello
specifico. Quello espresso dai partiti di massa, ispirati da grandi identità:
cristiana, socialista o comunista e laica. Avevano una presenza forte nella
società e sul territorio, attraverso sezioni, gruppi e associazioni. Oggi quei
partiti non ci sono più. Il partito a cui si aderiva per atto di fede, in base
a un grande progetto futuro, il partito teologico e teleologico: non c'è più.
Molta insofferenza espressa nei confronti della presunta antipolitica è, in
effetti, nostalgia nei confronti di quel passato, che non tornerà più".
Cacciari: "Non c'è dubbio che la nostra idea di democrazia è
essenzialmente rappresentativa. Ma, a guardar bene, nel concetto stesso di
'rappresentazione democratica' è implicito l'elemento antipolitico. Proviamo a
ragionare. L'idea di rappresentanza, cela un paradosso: la rappresentazione
'ottima' sarebbe quella che toglie la rappresentazione stessa. Infatti, quale
appare la forma democratica 'ottima'? Quella in cui io mi identifico con il mio
rappresentante. Quella in cui il rappresentante rifletta perfettamente le idee
del rappresentato. Ma in tal caso la rappresentazione si perde! Poiché la
rappresentazione comporta una differenza e una distanza fra rappresentante e
rappresentato. L'idea regolativa della democrazia rappresentativa comporta di
necessità una critica immanente dell'idea stessa di rappresentazione. In altri
termini l'homo democraticus vive di questo paradosso: è costretto a 'delegare'
e nello stesso tempo esprime l'insopprimibile istanza alla 'autonomia'. Vive,
cioè, la dialettica della rappresentazione con un senso di privazione, di
alienazione. Vi è una faccia 'nobile' in tutto questo: quella appunto del
desiderio insopprimibile di 'autonomia'. E tuttavia è evidente come esso abbia
a che fare con l'antipolitica, se radicalmente intesa". Diamanti:
"D'altra parte, è difficile non vedere i vizi della democrazia
rappresentativa, in questi tempi. Pensiamo alla selezione della classe
dirigente, di coloro, cioè, che decidono al posto nostro. Una buona democrazia
garantisce relazione con la società e ricambio della classe politica. Non mi
sembra che ciò avvenga. Al contrario, viviamo un'epoca in cui la democrazia
sembra riprodurre modelli neo-feudali e neo-dinastici. Dove la classe politica
assume molti tratti dell'oligarchia. La disponibilità di risorse (la famiglia,
i soldi, i rapporti con i media, le lobby) è determinante per contare e per
venire eletti. Basta vedere negli Usa, dove da vent'anni la presidenza riguarda
due sole famiglie. E la storia potrebbe continuare per il prossimo decennio. In
Italia, dopo la caduta della prima Repubblica, la leadership politica si è
formata senza una vera competizione. Nel centrodestra, d'altronde, non c'è un
partito personalizzato, ma una persona-partito. Non è possibile immaginare
Forza Italia senza Silvio Berlusconi e, probabilmente, neppure il centrodestra.
E nel centrosinistra? Nel Partito democratico, lo scorso ottobre, è stato
eletto il leader designato, predefinito. Due anni prima lo stesso era avvenuto
per il candidato-premier dell'Ulivo. Per questo non è facile vedere grandi
aperture democratiche nella democrazia emersa dopo i partiti di massa.
Attraversiamo una situazione fluida. Dopo dieci anni di scomposizione partitica
assistiamo a tentativi di ricomposizione. è il caso del Partito democratico,
che è nato dopo 12 anni di discussioni. Nel centrodestra la personalizzazione
rende questi processi più facili. Con una consultazione rapida nei gazebo,
lungo le strade e sulle piazze è possibile decidere di sciogliere Forza Italia
per fondare qualcosa di nuovo e più ampio; per sceglierne il nome: Partito
della Libertà, Popolo della libertà o qualcosa d'altro. Il problema è che dalla
'democrazia dei partiti' siamo passati a una 'democrazia personale'. Un tempo i
leader erano espressi da un partito e si votava un leader perché era parte di
quel partito. Oggi, invece, prima che partiti si votano i leader. La persona.
Anche per questo il ruolo dei media è divenuto dominante. In televisione non ci
si va più, come un tempo, perché si ha qualcosa da dire, ma si cerca qualcosa
da dire per andare in televisione. Infine, per indicare un ulteriore elemento
di novità: fino a ieri la democrazia rappresentativa era 'proporzionale',
serviva a dare voce alle differenze sociali, alle diverse idee e ideologie.
Adesso non più. Il principale problema della democrazia sembra la 'decisione'.
Per questo si cerca di saltare i luoghi tradizionali e i tempi lunghi della
mediazione. La democrazia ha assunto un'impronta maggioritaria e i partiti si
sono orientati prima di tutto a scegliere e legittimare leader che
decidano". Cacciari: "Il discorso politico, però, non si può
costruire a tavolino. Partiti, democrazia, antipolitica: la storia la facciamo
certamente noi, ma, altrettanto certamente, non sappiamo mai la storia che
facciamo. Oggi noi abbiamo bisogno di un governo che decida, ma anche di un
Parlamento che controlli. I partiti oggi devono porsi questo grande obiettivo:
riformare Parlamento e governo della nuova Italia, ma anche della nuova Europa.
Perché anche in Europa dove è il governo, dove è il Parlamento? Chi governa?
Chi controlla? Non si potrà certo costruire la nuova Europa affidandone il
governo alla Banca europea! A differenza di come abbiamo sempre ragionato,
però, bisogna superare l'idea che se un'istituzione assume più potere, ciò
comporta che un'altra ne abbia meno. Bisogna smettere di pensare il sistema dei
poteri come una torta: quindi, se io prendo un pezzo. Invece, occorre costruire
un sistema che attribuisca maggiori poteri, maggiori capacità di decisione sia
a chi ha la responsabilità di governare, sia a chi deve svolgere essenzialmente
funzioni di controllo, alle assemblee rappresentative. Questo discorso vale a
ogni livello. In ambito parlamentare, a livello nazionale, ma anche a livello
regionale, comunale, provinciale. Bisogna smetterla di ridurre la politica e la
democrazia a un gioco a somma zero, come si è sempre fatto, per cui dare più
potere alle regioni vuol dire sottrarre potere allo Stato; e dare più potere ai
comuni significa sottrarlo alle regioni. Non deve essere più così. E può non
esserlo. è possibile davvero cambiare. Un partito politico si esercita, si
forma su questi progetti: nuovo Parlamento e nuovo governo. E idee, non solo
'cose' da fare. Il 'partito di programma' evoca il mito del governo affidato ai
tecnici. Ma la tecnica al di fuori di valori e al di là della rappresentanza è
un'idea 'antipolitica'". Diamanti: "E ciò ci permette di riprendere
il discorso sull'antipolitica. D'altronde, a segnare la fine della prima
Repubblica in Italia è un atto antipolitico: la nomina, peraltro benedetta, di
Carlo Azeglio Ciampi alla presidenza del Consiglio. Il primo presidente del
Consiglio, nella storia della Repubblica, non eletto. Esterno al Parlamento.
Apre la strada al ruolo supplente - e qualcosa di più - della Banca d'Italia
rispetto alla politica. Però, appunto, perché un partito vada oltre deve avere
delle idee. Per non abbandonare il monopolio delle idee agli specialisti del
marketing e dell'opinione pubblica, agli spin-doctor, che oggi sono divenuti le
figure più importanti nel definire le strategie dei leader e dei partiti,
bisogna affondare le idee su basi culturali: tradizioni, ideologie, identità.
Oggi noi siamo in una situazione di nomi senza contenuto, senza storia.
Cacciari è un esponente autorevole e pensante di un partito importante come
quello democratico, che è luogo dove si incontrano le principali culture di
questo Paese: cristiana, socialista-comunista, laica. Dovrebbe essere una
risorsa e invece sembra essere un motivo di conflitto e divisione".
Cacciari: "Un partito politico oggi deve essere in grado di affrontare
questioni di carattere etico, esprimersi ed esporsi in tema di valori. Non può
essere un partito relativistico, agnostico, indifferente. D'altronde, i temi
etici oggi interessano molto gli elettori. Non li puoi ignorare perché sono
scomodi. Non puoi dire: "No, io di questo non mi interesso: non sono
questioni politiche". Perché, invece, sono sempre più determinanti. Ma
come affrontarli? Se un partito politico li affronta in termini religiosi,
diventa una setta, un soggetto che predica qualcosa che per esso assume valore
assoluto. Ma se io predico qualcosa che ha valore assoluto, cesso di essere un
partito, perché un partito non può essere detentore di valori assoluti. è
'parte'. L'homo democraticus non può essere homo religiosus, né homo
hierarchicus. La sua origine si fonda sull'idea dell'uguaglianza degli
individui. è necessario per questo che egli appaia come un relativista
scettico? Ma perché mai? L'homo democraticus può ben essere convinto
dell'importanza dei propri valori, ma lo sarà anche del loro fondamento
storico. Egli, cioè sa che i propri valori sono qualcosa di 'costruito', niente
di assoluto, qualcosa destinato a modificarsi, divenire, trasformarsi. E perciò
anche tramontare. L'homo democraticus, per questo, modifica le proprie
convinzioni: la sua identità non solo è storicamente determinata, ma va
modificandosi in relazione all'altro, nella relazione con l'altro. Questo è il
metodo da seguire per quanto riguarda le questioni etiche. Per queste ragioni
io credo che in un partito la complessità dei valori possa essere ricchezza e non
fonte continua di traumi. All'interno di tutti i partiti sulla faccia della
Terra c'è un certo grado di 'politeismo' dei valori. Ma questo 'politeismo' può
essere 'progettato'. è per questa idea che mi sono battuto per dar vita al
Partito democratico. Ripeto: 'progettato'. Il Partito democratico è un partito
in cui ci sono credenti e non credenti, laici e cattolici, come si usa
malamente dire; ma non per caso. A differenza di Forza Italia. Anche lì
coabitano, ma, appunto, 'per caso'. Nel Partito democratico il loro dialogo
deve apparire invece pensato e voluto. Se così avverrà, si sarà trattato di una
vera, coraggiosa innovazione politica. O altrimenti la politica italiana
conterà l'ennesimo fallimento. n.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-02-2008)
TECNOLOGIA INTERNET / IL DIGITAL DIVIDE IN POLITICA
YouTube, io no di alessandro Gilioli I candidati alla Casa Bianca usano il più
famoso sito di video on line per farsi propaganda. Mentre i leader italiani lo
ignorano. E ne sono puniti Il sito per cui si era esibito, Italia.it, non
esiste più, cancellato dagli sprechi e dalle polemiche. Ma la performance è
ancora on line e occupa i primi due posti della schermata di YouTube se vi si
digita il nome 'Francesco Rutelli'. è il famoso spot, recitato in un inglese
all'amatriciana, in cui il vicepremier uscente invitava gli stranieri a venire
nel nostro Paese ("Pliz, vizit Italy!"), scatenando l'ilarità dei
più. Il clip è proposto in diverse versioni e la più cliccata ha superato le
130 mila visite. Già: finire su YouTube ed esserne oggetto di scherno è un
rischio che si corre quando si è famosi o appena lo si diventa un po'. Com'è
accaduto al procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, nei
giorni caldi della vicenda Mastella: un intruglio di italiano e vernacolo con
un tripudio di anacoluti che hanno consolato il suo indagato ex ministro
("Vengo giudicato da una macchietta finita su YouTube"). Ma Clemente
ha poco da gioire: se digitasse il suo nome nel celebre sito di video,
scoprirebbe che quasi tutti quelli che lo riguardano sono stati caricati dai
fan di Beppe Grillo, compreso quello sulle sue dimissioni, seguito per popolarità da
una composizione di immagini e musica che ironizza sulla sua predilezione per
le poltrone. Non molto meglio va a Walter Veltroni: il primo filmato che appare
è la malaugurata intervista a Fabio Fazio in cui il sindaco di Roma prometteva
di ritirarsi dalla politica per andare in Africa appena concluso il suo
mandato al Campidoglio, mentre il clip più recente inserito in Rete è una
denuncia di tutte le violazioni urbanistiche avvenute a Roma con Veltroni
sindaco. Insomma, con poche eccezioni i politici italiani non escono
decentemente da YouTube: Berlusconi è oggetto di denunce e satire pesanti, a
Prodi vengono rinfacciate le promesse disattese, per D'Alema parlano le
imitazioni di Sabina Guzzanti, per Bertinotti le parodie del fratello Corrado. Inevitabili,
in un sito i cui contenuti sono caricati dagli utenti, gli sbeffeggi ai
politici? Sì, ma fino a un certo punto. Perché YouTube, proprio per il fatto di
essere aperto a tutti, si presta anche a essere manovrato dagli stessi
interessati, che potrebbero caricarvi video autopromozionali in quantità pari
se non superiore a quelli di satira. è quello che avviene negli Usa e basta
cliccare i nomi dei candidati alla presidenza per trovare - accanto ai video di
sbertucciamento - anche quelli messi dagli staff dei politici o da semplici
fan. Sotto Natale, tutti gli aspiranti alla Casa Bianca hanno inviato i loro
auguri agli elettori anche via YouTube, esibendosi in salutoni con la
famigliola (Obama) o senza (Hillary), e perfino in modo un po' autoironico vestito
di rosso sotto l'albero (Rudolph Giuliani). In Italia l'unico politico
nazionale che ha adottato un sistema vagamente simile è stato Antonio Di
Pietro, che avendo per mesi riversato su YouTube le sue cronache dal consiglio
dei ministri, adesso ha una tribuna elettronica attiva ventiquattro ore al
giorno. Ma si tratta di clip rudimentali, paludati e a inquadratura fissa:
lodevoli più che altro come tentativi di comunicazione via Web. Molto più
avanti in questo senso sono alcuni dei più famosi marchi commerciali che hanno
capito come YouTube possa diventare un veicolo gratuito di spot: lo staff di
Armani ha postato il suo ultimo spot, quello con Beyoncé Knowles, totalizzando
in poche settimane oltre 700 mila spettatori; Fiat ha superato gli 800 mila con
la pubblicità della Bravo cantata dalla Nannini; Nokia viaggia verso il milione
di visite al suo 'commercial' per il telefonino-palmare N95, e così via.
Insomma, forse basterebbe un po' di interesse in più verso Internet, qualche
buon video (magari con una bella colonna sonora) e anche per i politici YouTube
non sarebbe solo satira e sberleffo. Che poi non basti a risollevarne
l'immagine, beh, questo è tutt'altro discorso. n.
( da "Emmegipress" del 01-02-2008)
Sezione: n.d. Categoria: Cronaca Titolo: Italia, classe
media in crisi Data: 14/01/2008 14.35.37 Fonte: The Chicago Tribune, Stati
Uniti News: Dieci mesi fa Giampiero Beltotto ha deciso di scrivere un libro per
raccontare la crisi di quella classe media italiana che si sta impoverendo ed è
ormai costretta a fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese. Il suo
libro, intitolato "I nuovi poveri", offre uno
sguardo particolare sulla crisi del Bel paese e denuncia le difficoltà
economiche che nutrono la rabbia degli italiani verso i privilegi della loro
classe politica. Un sentimento sempre più diffuso, come dimostrano il successo
del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La casta" e delle
iniziative di Beppe Grillo.
( da "Emmegipress" del 01-02-2008)
Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia,
Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte:
Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro
studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una
classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".
"L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono
maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le
argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni
giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali
ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun
parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro,
"poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e
Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".
( da "Arena.it, L'" del 01-02-2008)
BOSCOCHIESANUOVA. Al lavoro studenti dalle materne alle
medie Festa grande in piazza per il Duca del Bocal Alunni e insegnanti
dell'istituto comprensivo hanno riscoperto la storica maschera della Lessinia
Coinvolte anche le scuole di Cerro e Roverè: Bertoldo da Parparo è stato
l'ospite d'onore Alunni e insegnanti hanno sfilato insieme per
festeggiare il carnevale in piazza: nessun brutto voto per la manciata di
coriandoli finita giù per la nuca di un severo docente. In piazza Chiesa si
sono date appuntamento tutte le classi dell'istituto comprensivo, dalle materne
alle medie, coinvolgendo anche quelle di Cerro e Roverè. Così il Duca del
Bocal, la maschera storica del paese riscoperta lo scorso anno proprio grazie
alla scuola, dopo diverse stagioni che non tornava più in piazza, ha ricevuto
la sua dose di applausi. Tutti lì a contendersi lo scettro di re del Carnevale
della Lessinia, il Duca del Bocal e il Marchese del Pitale (vaso da notte),
tutti con il proprio discorso, preparato nei minimi dettagli per catturare le
simpatie della folla e quindi per essere acclamato: i potenziali duca hanno
promesso libagioni e feste sorseggiando del buon vino da quel bocal che reca
scritto: "Ci si siede pesanti e dolenti e ci si alza leggeri e
contenti"; i marchesi in gara hanno raccontato che, colui che sarà eletto
maschera del paese, istituirà il giorno del vaso da notte e il giorno del bagno
in comune, ma la folla non ha avuto dubbi per acclamare il vincitore. Ospite
per la prima volta anche Bertoldo da Parparo, più che una maschera un
personaggio della letteratura che la tradizione vuole sia nato nei dintorni di
Roverè, dove ancora esistono una contrada Bertoldi, il cognome, perfino un
campo e dei ruderi indicati come la casa di Bertoldo a Fondi di Parparo.
Ragazzi e ragazze delle scuole medie di Roverè hanno dato vita ai cortigiani di
re Alboino, alla cui corte Bertoldo si esibiva e ai popolani del contado da cui
lo stesso personaggio proveniva. Simbolo della loro maschera due vere enormi
rape, perché fagioli e rape erano l'alimento preferito di Bertoldo e la loro
privazione alla corte di Alboino, dove venivano serviti cibi ricercati e
raffinati, determinarono la morte del montanaro filosofo. "A scuola stiamo
allestendo con l'aiuto del noto regista Alessandro Anderloni, esperto di
cultura popolare, un pezzo teatrale centrato sulla figura di Bertoldo",
racconta una improbabile e carina Marcolfa, che giudica lei stessa "rozzo,
grossolano, però interessante" il suo amato sposo Bertoldo. Mescolato tra
le maschere anche il dirigente scolastico Donato De Silvestri, per l'occasione sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che
intona canzoni ballabili da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla
piazza. La fine arriva con frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti
dalla Pro loco, che ben concludono una mattinata passata lontano dai libri e
dalle interrogazioni. V.Z. .
( da "Brescia Oggi" del 01-02-2008)
BRUXELLES. Europa Tv vince il ricorso contro l'esclusione
dal 1999 dalla diffusione nazionale pur essendo autorizzata. Mediaset:
"Nessun rischio per Retequattro" Frequenze tv, la Corte Ue boccia la
legge Gasparri Per i giudici di Lussemburgo la norma di assegnazione delle
frequenze non rispetta il diritto comunitario BRUXELLES La Corte di
giustizia europea ieri ha stabilito che il regime italiano di assegnazione
delle frequenze tv è "contrario al diritto comunitario". I giudici di
Lussemburgo hanno dato ragione all'emittente Centro Europa 7 srl, che nel 1999
aveva ottenuto dalle autorità italiane l'autorizzazione a trasmettere a livello
nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle
frequenze. Dopo che la richiesta di risarcimento per il danno subito era stata
respinta dal giudice amministrativo, il caso è finito al Consiglio di Stato che
ha interpellato la Corte Ue, spiegando che il piano di assegnazione delle
frequenze previsto dalla legge italiana non è mai stato applicato, mentre altre
leggi hanno continuato a prorogare il regime transitorio. "L'applicazione
in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a
favore delle reti esistenti", ha scritto la Corte, "ha avuto
l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di
radiofrequenze"; effetto "restrittivo", consolidato anche
dall'autorizzazione generale "a favore delle sole reti esistenti, a
operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi". Quindi l'assegnazione in
esclusiva è "contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione
dei servizi". La parola passa ora al Consiglio di Stato e a questo punto
Retequattro potrebbe essere costretta a migrare sul satellite per lasciare
spazio a Europa
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Arena.it, L')
BRUXELLES. Europa Tv vince il ricorso contro l'esclusione
dal 1999 dalla diffusione nazionale pur essendo autorizzata. Mediaset:
"Nessun rischio per Retequattro" Frequenze tv, la Corte Ue boccia la
legge Gasparri Per i giudici di Lussemburgo la norma di assegnazione delle
frequenze non rispetta il diritto comunitario BRUXELLES La Corte di
giustizia europea ieri ha stabilito che il regime italiano di assegnazione
delle frequenze tv è "contrario al diritto comunitario". I giudici di
Lussemburgo hanno dato ragione all'emittente Centro Europa 7 srl, che nel 1999
aveva ottenuto dalle autorità italiane l'autorizzazione a trasmettere a livello
nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle
frequenze. Dopo che la richiesta di risarcimento per il danno subito era stata
respinta dal giudice amministrativo, il caso è finito al Consiglio di Stato che
ha interpellato la Corte Ue, spiegando che il piano di assegnazione delle
frequenze previsto dalla legge italiana non è mai stato applicato, mentre altre
leggi hanno continuato a prorogare il regime transitorio. "L'applicazione
in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a
favore delle reti esistenti", ha scritto la Corte, "ha avuto
l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di
radiofrequenze"; effetto "restrittivo", consolidato anche
dall'autorizzazione generale "a favore delle sole reti esistenti, a
operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi". Quindi l'assegnazione in
esclusiva è "contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione
dei servizi". La parola passa ora al Consiglio di Stato e a questo punto
Retequattro potrebbe essere costretta a migrare sul satellite per lasciare
spazio a Europa
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Venerdí 01.02.2008 08:00 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà
Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/
In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta
del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo
te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Marini/
Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la
partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a un passo dalle
dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Ipsos:
Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti i partiti Crisi
& governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua priorità
sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di
Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una cosa
fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con noi
il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del
presidente Montezemolo... Luigi Abete sta facendo di tutto per creare un asse
forte tra Veltroni e Montezemolo Borsa e governo/ Il mercato snobba il
"palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il
manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E
Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di
Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per
Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le
mani nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come
tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La
risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un
"governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco
Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora
Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di
Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie
liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro
rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore
(Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/
Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il
Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra
anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i
dati Il presidente del Consiglio incaricato Franco Marini, a cui il capo dello
Stato ha chiesto di verificare l'esistenza di una maggioranza a sostegno di una
riforma elettorale e di un nuovo governo che gestisca la fase di transizione,
riparte con il suo giro di consultazioni. Ma mentre a Palazzo Giustiniani si
susseguono gli incontri con le delegazioni dei partiti, arriva dal presidente
della Camera, Fausto Bertinotti, che in questo contesto ha parlato più come
leader della sinistra radicale che come figura istituzionale, una precisazione
che palesa come di fatto inevitabile il ritorno alle urne: "Il problema
non è se andare a votare ma con quale legge elettorale". E il leader
dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, spiega che il suo partito "conferma il
suo consenso sulla legge elettorale alla tedesca ma non è disponibile in alcuna
forma a sostenere un governo con le forze del Centrosinistra. I trasformismi, e
tali sarebbero, sono il cancro della democrazia italiana". Bertinotti,
intervenuto alla trasmissione Panorama del giorno, ha ribadito che secondo lui
la legislatura è politicamente finita perché "la maggioranza che si è
determinata con il voto delle ultime elezioni su preciso mandato di programma e
schieramento con la sconfitta al Senato sul voto di fiducia è finita. Parti
importanti come Mastella e Dini l'hanno lasciata, dimostrando che il problema
era al centro". Secondo il presidente della Camera il compito di Franco
Marini è "difficile" anche se "la politica deve essere in grado
anche di tentare imprese difficili". Per Bertinotti servirebbe una
"riforma elettorale che in primo luogo elimini le maggioranze coatte,
quelle in cui cioè prevale la logica del vincere su quella di avere un
programma forte e condiviso". Infatti, "con questo sistema
maggioritario tutte le maggioranze sono coatte". Non sembra avere dubbi,
Bertinotti, anche sul prossimo scenario elettorale e sul fatto che per la
sinistra quella di correre da sola alle prossime elezioni è una "scelta
obbligata": "Il punto - ha però detto - è sapere come, con quale
indirizzo programmatico. Penso che strategicamente non c'è altra possibilitá
per la sinistra radicale che costituirsi in un soggetto politico
unitario". L'Udc "conferma il suo consenso sulla legge elettorale
alla tedesca ma non è disponibile in alcuna forma a sostenere un governo con le
forze del centrosinistra. I trasformismi, e tali sarebbero, sono il cancro
della democrazia italiana". E' quanto afferma Pier Ferdinando Casini, al
termine del colloquio con il premier incaricato Marini. "Le modalità con
cui il presidente Marini sta portando avanti le consultazioni contribuiscono a
svelenire il clima politico. Siamo costruttori di pace se non è per l'oggi sarà
per il domani". Elezioni anticipate? "La mia sensazione è
questa", così risponde a una domanda Casini al termine dell'incontro con
il presidente del Senato. Intanto, il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, fa
sapere che il suo partito, ultimamente orientato sul ritorno alle urne, si fa
già da ora garante della "pacificazione" tra i poli, spiegando che la
prossima dovrà essere "una legislatura moderata perché il Paese è in una
situazione difficile e non si può andare avanti con lo scontro fra due
fazioni". E in questo contesto, ha detto ancora Cesa, "se alle
prossime elezioni vincerà il Centrodestra abbiamo già detto a Silvio Berlusconi
che una presidenza delle due Camere e anche la guida di alcune commissioni
dovranno andare a esponenti del centrosinistra". I primi ad affrontare il
colloquio con il presidente del Senato sono stati i Verdi. A guidare la
delegazione il ministro Alfonso Pecoraro Scanio accompagnato dai capigruppo di Senato
e Camera, Natale Ripamonti e Angelo Bonelli. Pecoraro Scanio ha sottolineato il
rischio di possibili ricorsi dopo il voto a causa delle osservazioni della
Corte Costituzionale sulla legge elettorale in vigore. "I Verdi - ha detto
- assicurano il sostegno all'azione del presidente Marini e confidano nella sua
capacità di trovare una soluzione di modifica di una legge elettorale
dichiarata incostituzionale anche dalla Corte nella recente decisione che
riguarda anche il referendum. Non possiamo permetterci - ha aggiunto - la
follia per cui chiunque perda le prossime elezioni abbia la possibilità di
invalidarle". Allora referendum prima del voto? No, per i Verdi la strada
da seguire è quella di "un governo che vari una nuova legge elettorale"
ma che si occupi anche di salari, giovani e ambiente. Il Pdci, per bocca di
Oliviero Diliberto, si è detto contrario ad un nuovo governo se la maggioranza
che avrebbe a proprio sostegno fosse diversa dal centrosinistra, "perché
sarebbe un tradimento della volontà degli elettori". Ergo: meglio tornare
al voto. E a proposito dell'eventuale riforma della legge elettorale, Diliberto
ha precisato che il suo partito sarebbe favorevole solamente se si discutesse
di un sistema proporzionale che fosse realmente rappresentativo di tutte le
voci, quindi no ad un rafforzamento dei premi di maggioranza o a sbarramenti
che escludano dal Parlamento le forze minori, come previsto anche dalla bozza
Bianco, a cui il Pdci oppone un no deciso. Enrico Boselli, segretario dello
Sdi, dopo il colloquio con Marini ha speigato la contrarietà del suo partito al
referendum e alla legge elettorale che ne verrebbe fuori. Per questo
"abbiamo detto al presidente che siamo disponibili a valutare l'ipotesi di
un governo che valuti una riforma elettorale seria" e che si occupi delle
principali emergenze del paese, come l'attuazione del protocollo sul welfare,
l'emergenza rifiuti a Napoli. Il sì dei socialisti ad un nuovo governo è
subordinato ad un'intesa preventiva sulla legge elettorale, "ma la
proposta Bianco non è accettabile, si riparta dalla bozza Chiti che aveva
incontrato un largo consenso in tutti gli schieramenti". SEGUE/ Loft news
dal Pd: si va verso le elezioni in aprile, con Prodi --> pagina successiva
>>.
( da "Italia Sera" del 01-02-2008)
Spettacoli cineprime di Claudio Fontanini Come si diventa
adulti in famiglia Il bel film della Jenkins con Seymour Hoffman che ha
inaugurato il Torino Film Festival di Moretti La
famiglia Savage Di Tamara Jenkins Con Philip Seymour Hoffman, Laura Linney,
Philip Bosco Distribuzione: Fox Durata: 1h50' Genere: Drammatico Giudizio:
Buono Cos'hanno in comune un nevrotico professore universitario di drammaturgia
di Buffalo (Philip Seymour Hoffman) che spiega ai suoi allievi l'ira edipica in
Beckett e un'aspirante scrittrice teatrale dell'East Village (Laura Linney,
candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista) che passa le giornate a
richiedere sovvenzioni e rubare materiale d'ufficio mentre flirta con un amante
attempato e sposato? Sono fratello e sorella e quando arriva la notizia che il
loro dispotico e insensibile genitore (l'ottimo Philip Bosco) è sprofondato nella
demenza dovranno occuparsi di lui. Presentato a Toronto, al
Sundance di Robert Redford e scelto da Nanni Moretti per inaugurare l'ultimo festival di Torino (il primo sotto la
sua direzione), "La famiglia Savage"- seconda regia di Tamara Jenkins
a 10 anni di distanza da "L'altra faccia di Beverly Hills"- è un bel
film sulla crescita e sulle controverse dinamiche familiari che regolano e
soffocano gli individui. Crudo, realista e qua e là inframmezzato da
venature di comicità surreale (si veda l'infortunio di Hoffman durante la
partita a tennis con la sorella e l'originale cura casalinga) il film della
Jenkins (produce Alexander Payne, il regista del bellissimo "A proposito
di Schmidt" con Nicholson vedovo pensionato) è un teatrino dell'assurdo
che mette in scena disintegrazione e isolamento, egoismo e sentimenti repressi.
Ansia e depressione, bugie e calmanti, cani e gatti, drammatiche trasvolate (il
padre coi calzoni abbassati nel corridoio dell'aereo nella scena più toccante del
film) e richiami di sangue, "Il cantante di Jazz" e la strega del
mago di Oz. Essenziale, toccante, autentico e ben recitato, "La famiglia
Savage" è una sofferta e riuscita analisi psicologica piena di umanità e
sensibilità. Un bel gruppo di famiglia da un interno che si stacca dai canoni
della tipica famiglia americana riunita il giorno del ringraziamento davanti ad
un tacchino farcito. Edizione n. 825 del 01/02/2008.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-02-2008)
TREVISOBasta presentare il Venetocome un popolo
razzistaMancavano solo Toni Gasparini, Giacinto Castellan,Bepi Scodeller,Franco
Zaccaria, Lino De Benedetti,Don Schiavon e soprattutto Gastone Moschin,alias
Osvaldo Bisigato mentre si lancia nella sottostante Piazza dei Signori dal
Palazzo dei Trecento,sabato 26 gennaio 2008 al reading degli scrittori del
nordest a Treviso, città dove il grande Germi nel 1965 giro'Signore&Signori
uno sguardo ridente sull'ipocrisia morbida...Se sabato veniva anche Piero
Chiambretti mi sembrava di essere a Markette-tutto fa' brodo. Non comminciate a
sbraitare e a insultarmi subito, lasciatemi dire la mia in qualita' di
letterato(colui che scrive molte lettere ai giornali!). Cari scrittori del
nordest mi e' piaciuta molto l'iniziativa del 2006 nel promuovervi con vari
reading con il libro corale I Nuovi Sentimenti,dirò di più mi sono piaciuti
tantissimo i racconti di Vitaliano Trevisan e Tiziano Scarpa ma anche gli
altri, mi sono simpatici Umberto Casadei e anche Mauro Covacich di cui sono
debitore assieme a un'amica scrittrice Marzia Nicchio di uno scrocco di spritz
al Pedrocchi di Padova. Quest'anno però, i suonatori più o meno sono gli stessi
ma la musica non è la stessa, anzi anche l'amplificazione non e la stessa.Caro
Mauro Covacich dove hai portato i tuoi amici scrittori? In un'iniziativa
culturale infelice con un grande battage giornalistico partito dalle colonne
dell'Espresso e proseguito in una pubblicità faziosa ed esagerata in tutti i
quotidiani Veneti? Certo non sono il solo a pensarla così, mi sembra che anche
Ulderico Bernardi,Gianantonio Marinelli,Lorenzo Tommasin,ed altri ancora non la
pensino proprio come voi, ai più è sembrata una Marketta! Il razzismo può
essere un problema serio, ma non è il problema prioritario del Veneto, molti
hanno visto questa kermesse un'operazione autopromozionale e autoreferenziale,
senza risultati concreti: letture infuocate, vibrate proteste, applausi, ma
tutto resta come prima i ricchi restano ricchi e i poveri restano poveri. Gli
stranieri nel Veneto hanno bisogno di bistecche non di fumo d'arrosto, fatti
concreti e non parole. In un film del 1970 La moglie del prete un vecchio
clochard diceva mi me ne sbatto del conforto morale, me interessa i schei,tutto
questo per dire che se si vogliono aiutare veramente gli stranieri ci vogliono
fatti concreti. Caro Mauro, come si fa'ad organizzare una manifestazione,con
una amplificazione insufficiente,infatti non si sentiva una mazza, metà piazza
era occupata dai bambini in maschera con i genitori che giocavano
disinteressati,intorno la piazza il viavai di persone dedite al
shopping-compulsivo in frenata causa euromancante,i commercianti dentro i
negozi avevano gli occhi speranzosi,nei tre caffè sotto Palazzo dei Trecento
molti avventori consumavano beatamente nell'indifferenza assoluta. Anche voi
nella scalinata mi sembravate poco convinti e molto seri, Gianfranco Bettin che
nel privato ha la battuta facile e sorride, in pubblico sembra avere la faccia
contrita e sofferente come uno che ha l'elastico delle mutande che stringe
molto,eppure a Mestre al Taliercio nella manifestazione Cambieresti nel 2005
era stato sollecitato da Beppe Grillo
a sorridere qualche volta,sorrideva anche Gianantonio Stella quella sera pur
bastonando caste varie. E' stato un reading,una carnevalata,o una kermesse
marchettara? Che ruffianata quella di Marco Paolini, leggere brani del libro di
grande successo a Treviso, del mio amico Beppe
Vanzella Gente di Treviso che però non centrava niente con il tema del giorno.
Paolini mi sembra molto rancoroso e polemico con Treviso,di Dolo dove presumo
viva ancora segretamente e dove nel passato ha vissuto certamente, non ha mai
detto una parola con tutti i problemi che ha Dolo,vabbe' che solo il nome di
questo paese e' un programma inganno,frodecome recita il dizionario.Voglio
dirti ancora una cosa Mauro,tu sei un bravo e abile scrittore e
giornalista,scrivi su importanti settimanali e mensili modaioli e soprattutto
sul Espresso,gia' a Roma e in altre zone d'Italia non capiscono il Veneto,la
nostra rappresentativita' politica a Roma e' vicina allo zero,se tu titoli gli
articoli Antirazzismo d'autore.Undici scrittori in piazza a Treviso..che idea si
fanno del Veneto a Roma e in tutt'Italia? Poi va a finire che ci credono
veramente che noi Veneti siamo razzisti! Non puoi tu che sei di Udine e vivi
ormai a Roma,costruire la tua carriera con finti o marginali problemi.I
problemi veri sono altri:la casa per tutti,Italiani e stranieri,non si
costruiscono più case popolari,la precarietà e il futuro dei giovani incerto, i
morti sul lavoro,le dipendenze e i suicidi di molte persone nell'indifferenza
assoluta,casi che potrebbero essere salvati se fossero assistiti e curati da
psicologi e psichiatri,la gerontocrazia che allontana e blocca i giovani dalla
politica,l'identità smarrita di destra e sinistra e la mancanza di dignità del
mondo politico che certamente non vuole autorifomarsi,ci vogliono spinte dalla gente
comune e dalle persone della cultura,e ancora i poveri invisibili che per
pudore e vergogna non chiedono nulla ai servizi sociali, mangiando pane e latte
molti anziani faticano ad arrivare a fine mese,e potrei continuare ancora.Come
intellettuali della Cultura vi siete accorti che il Veneto è l'unica regione
d'Italia a non avere l'Assessore alla Cultura?L'Assessore alla Cultura nel
Veneto e' un optional,non ce l'ha Vicenza di destra ne' Rovigo di sinistra,la
Cultura e' per oziosi non serve,e' marginale,si va avanti con deleghe dei
sindaci o del governatore,ma quando mai questi hanno il tempo per la
Cultura,con i problemi che i loro importanti incarichi impegnano
?Nell'indifferenza totale generale,alla destra il problema non interessa,la
sinistra applica la soluzione del tanto peggio,tanto meglio.Ragazzi,sia che
siamo di destra o di sinistra o altro,lo dobbiamo avere ed esigere
vigorosamente tutti un Assessore alla Cultura,queste sono le regole del gioco,
in una Democrazia.Vogliamo farci ridere adosso da tutte le altre regioni che ce
l'hanno,non saranno mica scemi gli altri.Per forza ci vedono avidi dediti solo
agli interessi eworkhaolice spreconi della potenzialita' dell'industria-cultura
che il Veneto ha,ma non e' ben valorizzata.Non aspettiamo le Gentilinate di
Gentilini o le esternazioni di qualche consigliere incazzato per ricamarci su e
imbastirci battaglie sterili che non portano a nulla solo l'occupazione del
teatrino multimediale.Gentilini io lo vedo comunicativo,tu Mauro lo vedi
comunicattivo è solo una questione di punti di vista,con le sue esternazioni
raggiunge i media ,è il suo obiettivo,e tu ci caschi, ricordiamoci anche pero'
che e' stato un sindaco votatissimo e in Democrazia è importante il consenso,e
nonostante le sparate verbali,non ha commesso gravi reati di stampo razzistico
e non l'ho visto mai nelle mie numerose frequentazioni a Treviso con la tonaca
e il cappuccio della divisa del Klux Klux Klan,magari l'ho visto con un calice
di prosecco in mano.Io tra un sindaco filosofo e uno tombino scelgo quello
tombino,e penso che anche le persone comuni scelgano il sindaco
tombino,preferendo un sindaco vicino ai piccoli problemi della vita
quotidiana.Cari amici scrittori la mia MARKETTA termina qui,non prendetevela ho
scherzato,ironizzato,anzi ho satireggiato,certo non sono ne' Karl Kraus ne'
tantomeno il compianto Sergio Saviane che tra le tante cose fece arrabbiare di
brutto Moravia con Il Moravia Desnudo,certo il mio scopo non è di farvi
arrabbiare ma di farvi riflettere,io ho sempre dubbi,molti dubbi e credo
nell'onesta' intellettuale,spero che gli abbiate anche voi.Scusatemi se sono
stato polemico,reazionario e politicamente scorrettoGiuseppe Carosella.
( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)
Oggi è Ven, 01 Feb 2008 Edizione 22 del 01-02-2008 La
distanza tra il popolo e chi ci governa aumenta sempre di più. E la gente non
arriva alla fine del mese Mentre la politica va la nave affonda di Francesco
Blasilli L'alba napoletana del nuovo anno sembra lontana un secolo. Eppure non
è passato nemmeno un mese dall'invasione campana della mondezza. E, tanto per
essere chiari, la mondezza invece di sparire è pure aumentata. Ma non tutti lo
sanno, perché nei media tutto lo spazio è per la politica. Referendum e modello
tedesco. Oppure elezioni anticipate e sistema francese. O portoghese. O mezzo
arabo, un quarto giapponese e un altro quarto coreano. Ma sì, facciamo un bel
sistema al sushi. E poi governo esplorativo, di scopo e istituzionale? Prodi,
Marini o Berlusconi? Questi sono i temi della nostra Italia. Temi ormai, però,
fini a se stessi. La politica italiana è diventata autoreferenziale. Non guarda
al cittadino. E la distanza aumenta e la gente non andrà a votare. Perché se è
vero che il 40% di astensionismo è dato dai sondaggi, che tali rimangono, è
anche vero che basta andare in giro e tastare il polso alla gente per capire
che forse la percentuale è pure bassa. Il popolo è stufo. E' stufo di quello
che è un teatrino, un copione recitato sulla falsariga della Prima Repubblica.
Solo che, almeno là, gli attori erano bravi e si trattava comunque di una prima
visione. I vecchi democristiani, i comunisti che mangiavano i bambini e gli
estinti socialisti, sapevano presentarsi al pubblico. Adesso Marini si fa un
giro, ma Berlusconi non si preoccupa "perché era una cosa dovuta";
intanto a sinistra erano sicuri che ci sarebbe stato un incarico istituzionale,
"perché Napolitano lo abbiamo messo noi". Tradotto in italiano:
stiamo perdendo tempo. Stiamo perdendo tempo per onorare la liturgia politica,
ma se la gente non vuole perdere tempo in Chiesa per curare l'animo, figuriamoci
se può accettare di perdere tempo quando in ballo c'è il proprio corpo. Perché
se da una parte si parla di riforme, dall'altra parte della barricata si parla
di pane da mettere sotto i denti. Che non basta per tutto il mese. Se da una
parte, qualcuno enuncia i teoremi astrusi sull'energia rinnovabile, dall'altra
qualcun altro vorrebbe solo che gli portassero via la mondezza da sotto casa.
Perché se è vero che la riforma elettorale è importante anche per la gente, se
chi ha il dovere di farla pensasse realmente al popolo, rimetterebbe la
preferenza e il gioco sarebbe fatto. Solo che i nostri politici hanno due soli
pensieri in testa: il loro sedere e la loro poltrona. E l'obiettivo è farli
coincidere il più a lungo possibile. Solo che adesso anche noi abbiamo due soli
pensieri in testa. Uno è lo stesso. Ed è il loro sedere. L'altro no, perché si
tratta del nostro piede. Anche in questo caso, però, l'obiettivo è far
coincidere le due cose il più a lungo possibile. La voglia di prenderli a calci
nel sedere da qui all'eternità, infatti, è diventata quasi irresistibile.
Perché la risposta che arriva dal palazzo è quella di fare nuovi partiti o di
cambiargli i nomi: Pd, Pdl, Cosa Rossa, Cosa Bianca, Rosa Bianca, Destra,
Sinistra Democratica. Le facce, però, sono sempre le stesse. E per il popolo,
invece, va sempre peggio. Ed è per questo che Beppe Grillo diventa un fenomeno di massa. Ed per questo che gli unici
partiti per i quali la gente è disposta ad esplicitare il loro voto (in genere
si vota Berlusconi o Veltroni e poi si nega di averlo fatto) sono l'Italia dei
Valori e la Lega. Perché i loro leader, Di Pietro e Bossi, incarnano il
sentimento della gente: sono incazzati. E non c'è nemmeno tanto da stupirsi se
alla fine Berlusconi continua ad andare di moda: meglio lui che salta sul
predellino ed inizia ad urlare, che i soliti pedanti filosofi della politica. E
non ci si può nemmeno meravigliare se la politica clientelare di stampo
ceppalonico raccoglie sempre i suoi frutti. La maggior parte della gente che (forse)
vuole andare alle urne non lo fa per convinzione, ma per disperazione. Il motto
non è "alle urne, alle urne", bensì "peggio di così si
muore". Siamo ormai ad un passo dalla sovietizzazione. Da una parte la
classe politica barricata dentro il Cremlino, dall'altra il popolo che muore di
freddo e fame. Diminuiamo i parlamentari? Sì, ma tra qualche anno. La casta?
Esiste, ma più che soluzioni spuntano libri. Un po' come la Mafia: c'è e basta.
L'auto blu? Zitto e prendi l'autobus. Sempre se passa. La soluzione a tutto
questo non c'è. Sì, qualcuno magari invece di tirare un "cavalletto"
a Berlusconi stavolta tirerà una "pizza" (cinematografica
s'intende....) a Veltroni, ma gli italiani non sono popolo da rivolta di
piazza. E poi siamo nel 2008, non nel medioevo. L'unica rivolta rimasta è
quella della mente. Una rivolta quasi irriverente e perversa. Quasi da
vergognarsi. Perché se accendi la tv e vedi che a "Matrix" e
"Porta a Porta" parlano della strage di Erba sei quasi sollevato di
non vedere il faccione di Prodi. E sotto sotto speri che il premier del futuro
sia proprio Olindo.
( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)
Oggi è Ven, 01 Feb 2008 Edizione 22 del 01-02-2008 Di
Stefano L'imprenditore tra l'Unità e la Tv che non c'è Francesco Di Stefano, 54
anni, abruzzese di Avezzano, un passato nella Dc, è il fondatore di Europa7,
ribattezzata da Beppe Grillo
la 'televisione scomparsa'. Lui, che ha legato la propria storia a quella di
un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sé di recente,
facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella che lui
definisce 'una storia grottesca': tutto inizia nel luglio 1999 quando
l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'assegnazione
delle frequenze televisive nazionali e riesce a vincere una concessione per
Europa7, al posto di Rete4, che perde il diritto di trasmettere. Europa7 si
prepara così a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza.
Si assumono circa 700 dipendenti, si acquista una sede a Roma di
( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)
Oggi è Ven, 01 Feb 2008 Edizione 22 del 01-02-2008 Il
comico-antipolitico interviene dopo la sentenza Grillo: come cambiare tutto "Sulle frequenze radiotelevisive farò
una proposta per una nuova legge con l'aiuto di esperti del settore": Beppe Grillo reagisce così alla sentenza della Corte di giustizia Europea
che, spiega il comico, "ha condannato il regime italiano di assegnazione
delle frequenze radiotelevisive". Il 25 aprile, giornata del
secondo vaffa day, Grillo proporrà tre referendum per
una "Libera informazione in un libero Stato": abolizione dei finanziamenti
pubblici alla stampa; abolizione dell'ordine dei giornalisti; abolizione del
Testo Unico del 31 luglio 2005 (D.Lgs. 177) che rappresenta oggi il quadro
normativo della radiotelevisione. Insomma, il comico-antipolitico scegli
l'informazione, e non poteva essere altrimenti, come uno dei pilastri della sua
azione contro la cosiddetta "casta", mettendo tutto insieme, senza
alcuna distinzione. "La sentenza europea - ricorda Grillo
che ha sostenuto la battaglia di Francesco di Stefano - segue quelle a favore
di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell'Avvocato
generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha
bocciato la legge Gasparri). Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza
senza invocare la Nato e l'ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito
trucco: cambieranno la legge. Le frequenze radiotelevisive sono in concessione,
significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a
chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra
proprietà". "Le leggi che hanno regolamentato il sistema
radiotelevisivo - dice ancora Grillo - dalla Mammì
alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte
è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che
garantiscano una vera informazione".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-02-2008)
Di Stefano: nove anni di lotta, ora
fateci trasmettere Beppe Grillo ha ribattezza Europa 7 "la televisione scomparsa". Ma
il suo fondatore, Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese di Avezzano, un
passato nella Dc, non ha mai rinunciato a battersi per ottenere giustizia.
Tornato di recente alla ribalta della cronaca editoriale per l'acquisizione
dell'Unità, Di Stefano vive quella che lui definisce "una storia
grottesca", iniziata nel luglio 1999 quando l'imprenditore vince la gara
per una concessione televisiva per Europa 7, al posto di Retequattro, che perde
il diritto di trasmettere. Europa 7 assume circa 700 dipendenti, acquista una
sede a Roma di
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il
(Nazionale))
E il Senato diventa il piccolo Colle dei veti incrociati
MARIO AJELLO Roma. Palazzo Giustiniani è diventato un set. Chi l'avrebbe mai
detto? Era un mastodontico e un po' polveroso edificio per i padri della patria
e per le riserve della Repubblica, oltre che per i presidenti. E ora ce lo
ritroviamo come un palcoscenico per giocolieri, belle donne,
"nanetti", "cespugli" e perfino... Perfino suini. Che cosa?
Cominciano le spettacolari consultazioni, in vista del nuovo governo, e il
presidente Marini riceve i mille partiti e partitini e associazioni e sindacati
e minoranze etniche e linguistiche - insomma una versione non bonsai anzi quasi
extra-large delle consultazioni che si sono appena tenute sul Colle - e di
colpo compare un maiale davanti al mastodontico portone finemente decorato e
non propriamente simile all'uscio di un ranch. A portare lì la bestiona sono
quelli di "Striscia la notizia". La trascinano con un guinzaglio.
Vogliono prendere in giro, tramite il maialone, il "Porcellum" di
Calderoli: il quale ha avuto anche l'ardire di definire la sua legge un
"dono di Dio" e il coraggio di non presentarsi alle consultazioni
perchè "puzza la palude romana". Di fatto, però, passa dalle parti di
Palazzo Giustinani, per caso, un animalista e si mette a gridare contro quelli
di "Striscia": "Voi state torturando questa povera
bestia!". Atmosfere campesti, ma anche profumi glamour riservano queste
consultazioni mariniane che potrebbero fare invidia a quelle napolitaniane.
Guarda un po' chi arriva: la Santanchè! Stiamo a una sfilata milanese? Palazzo
Giustiniani è un salotto meneghino, di quelli che la "Santadeche"
(soprannome inventato da Dagospia) frequentava insieme al suo mentore Ignazio
La Russa? No, qui Roma e qui la Daniela fuoriuscita da An è delegata, insieme
al Pecora (cioè Teodoro Buontempo, che è arrivato assai prima del maialone di
"Striscia" e prima anche del "Rospo", cioè Dini), per la
destra di Storace. Che ovviamente è a sua volta presente (presente!). Poi
sfilano da Marini i sudtirolesi della Sudtiroler Volkspartei, che pongono
condizioni: "Va bene il nuovo governo, ma sia di alto profilo".
Arrivano i valdostani di Autonomie-Liberté-Democratie. Si presentano quelli
dell'Unione dei liberaldemocratici e Palazzo Giustiniani vede sopportare
(qualcuno sostiene di averlo sentito scoppiare in singhiozzi) la prima
semi-scissione dell'atomo diniano. Insomma, c'è Lambertow e c'è pure Scalera.
Ma il terzo senatore, D'Amico, no. E avverte da fuori: "Fra me e Dini ci
sono differenze rilevanti". Però il prode D'Amico verrà poi recuperato
come rappresentante del Comitato referendario di Guzzetta. A riprova che, in
queste consultazioni (come nel maiale?) non si butta via niente. E via con i
post-pre-para-neo-ultra-meta Dc di Rotondi. E con i mussiani di Mussi e Salvi.
Fino all'Udeur, e Mastella entra in serata al cospetto di Marini ma è già dal
primo pomeriggio che s'aggira intorno a Palazzo Giustiniani. Sta facendo un girotondo di protesta alla Nanni Moretti del Sannio? No, è impaziente di godersi lo spettacolo di questa
sede senatoriale tutta piena di pennacchi e con un bel restyling. Hanno
allestito, per le super-consultazioni, tre sale stampa. Nuovi allacci
elettrici, cavi telefonici, postazioni di computer... "Stiamo
facendo di tutto per essere aggiornati il più possibile", avverte Marini.
E il Quirinale rischia di somigliare, al confronto, a un rudere di Piranesi?
Quel che è certo è che le consultazioni mariniane dureranno a lungo. I grandi
consultati, cioè Pd, Forza Italia e An, soltanto la prossima settimana faranno
le loro passerelle. Avanzando i loro niet e i loro entusiasmi sul nuovo
esecutivo proposto dal presidente. Quelli che già ieri sono stati a consulto,
si sono comportati per lo più così: guarda come ti condiziono Marini, pur
volendolo aiutare. Uno per tutti, Dini: "Per noi andrebbe pure bene questo
governo, ma prima vogliamo sentire che cosa dicono i partiti grandi". E
gli altri: "Sì, ma non sia un governicchio", "Sì, ma
l'esplorazione deve continuare", "Sì ma la maggioranza non può essere
quella di prima...". Sì? Oggi si ricomincia.
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Venerdí 01.02.2008 14:12 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà
Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/
In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta
del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo
te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Crisi/
Bertinotti: le elezioni sono ormai certe Rumors: Montezemolo potrebbe decidere
di scendere in campo con la Rosa Bianca. Presto Marini/ Soro (Pd) ad Affari:
questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del
Centrodestra Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli:
"Non perdiamo Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su
10. I dati di tutti i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr
Berlusconi: "La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri
interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di
stabilità. Per le aziende è una cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad
Affari: mi piacerebbe avere con noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo
di un impegno diretto del presidente Montezemolo... Borsa e governo/ Il mercato
snobba il "palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge
elettorale Il manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è
un obbligo E Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il
videocommento di Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe
Morello Per Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti
mettono le mani nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è
un po' come tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta
Montezemolo La risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un
"governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco
Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora
Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di
Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie
liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro
rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore
(Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/
Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il
Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra
anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i
dati Cambiare la legge elettorale in Parlamento o attraverso il referendum. E
solo dopo andare al voto. E' questa la linea del Partito Democratico, ribadita
dal vicesegretario Dario Franceschini, al termine dell'incontro con il comitato
promotore del referendum, che si è svolto nella sede del Pd, con il segretario
Walter Veltroni. "Non c'è cosa più sciocca - dice Franceschini - che
pensare che abbiamo paura delle elezioni. Il consenso attorno all'idea di
cambiamento che rappresenta il Pd è enorme". Detto questo, sottolinea il
numero due del Pd, "chiunque può capire che avrebbe senso prima cambiare
la legge elettorale che tutti dicono che non funziona e poi andare a votare e
non viceversa. Per questo aggiunge - sosteniamo fino in fondo il tentativo del
presidente del Senato. In secondo luogo, avrebbe più senso sentire prima come
la pensano gli italiani sulla legge elettorale e poi votare subito dopo, cioè
tra qualche mese, con la legge elettorale che - conclude - gli italiani hanno scelto".
GUZZETTA: IL PD E' DISPONIBILE A UN GOVERNO PER IL REFERENDUM Il Partito
Democratico ha garantito la sua disponibilità "a sostenere un governo che
faccia in Parlamento la riforma elettorale o, in alternativa, che accompagni e
consenta lo svolgimento del referendum prima delle elezioni anticipate". A
riferirlo è il presidente del Comitato promotore del referendum, Giuseppe
Guzzetta, al termine dell'incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni, e
il vice Dario Franceschini. All'incontro erano presenti anche Mario Segni e
Natale D'Amico. "Abbiamo esposto la nostra iniziativa a Veltroni e
Franceschini sulla possibilità di fare il referendum subito prima dello
scioglimento delle Camere e andare al voto con la nuova legge. Veltroni -
spiega il presidente del comitato referendario, Giovanni Guzzetta - ha risposto
che la posizione del Pd è di essere disponibile a sostenere un governo che
faccia in Parlamento la riforma elettorale o che accompagni e consenta lo
svolgimento del referendum prima delle elezioni. La nostra opinione - aggiunge
- è che dopo tanti tentativi vani, il margine per una riforma è molto stretto
quindi, l'unica via è o il voto con questa legge o andare al referendum,
soluzione questa tecnicamente possibile e praticabile". Guzzetta esprime
"apprezzamento per il riferimento di Napolitano al referendum, cioè agli
820mila cittadini che lo hanno sottoscritto e che, dopo il via libera della
Corte, è un diritto acquisito". Dunque, "comunque vada, il referendum
resta in campo, e si dovrà fare l'anno prossimo. Da parte nostra -conclude
Guzzetta - non c'è nessuna volontà di strizzare l'occhio a tentativi dilatori,
ma è irragionevole andare al voto con questa legge, ritardando le elezioni solo
di poche settimane". GIORDANO (PRC): GOVERNO PER IL REFERENDUM? LO
CONTRASTIAMO L'ipotesi di un governo che consenta lo svolgimento del referendum
elettorale è "una soluzione che per noi non solo non è auspicabile, ma la
contrastiamo". Lo ha detto Franco Giordano al termine dell'incontro della
delegazione del Prc con il presidente incaricato Franco Marini. Secondo il
segretario di Rifondazione Comunista, "il referendum ha degli effetti che
sono perniciosi perché si determinerebbe un meccanismo di cancellazione delle
rappresentanze politiche e un affollamento di tutte le forme di notabilato
perché in un listone indistinto - ha sostenuto - compare il progetto politico e
ricompaiono coloro che sono stati in così bella mostra nella crisi di governo.
Io quelle persone preferirei che non avessero questa visibilità".NNN FINOCCHIARO:
ANCHE IL REFERENDUM E' UNA MINA PER LE NUOVE CAMERE Questa legge elettorale è
"una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere". Non è sfuggito,
ad Anna Finocchiaro, il peso dirompente di quanto ha affermato la Corte
Costituzionale nelle due sentenze con cui, mercoledì, ha dato via libera ai
referendum elettorali: poche righe per "segnalare" al Parlamento il
rischio che le norme vigenti (nonché quelle risultanti dall'esito positivo
della consultazione popolare) presentano "aspetti problematici" sul
piano della legittimità costituzionale. La capogruppo del Pd al Senato, non
solo per sensibilità istituzionale ma anche per formazione giuridica, invita a
non sottovalutare le parole della Corte, perché potrebbero derivarne
conseguenze devastanti per il Paese. "Quello della Corte è un argomento
formidabile - osserva - per spingerci ad approvare subito una nuova legge
elettorale". Non c'è dubbio che la Corte abbia voluto richiamare
l'attenzione del Parlamento su un profilo di criticità della legge vigente, e
di quella risultante dal referendum. Se andassimo a votare con questa legge o
con il testo del referendum, ci troveremmo di fronte a Camere elette in base a
regole su cui grava un pesante sospetto di legittimità costituzionale. Sarebbe
un ulteriore elemento di fragilità istituzionale. Le sentenze della Corte sono
come una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere. Se, infatti, venisse
presentato un ricorso alla Consulta, è probabile che la Corte dichiarerebbe
incostituzionale la legge. E la conseguenza sarebbe la fine della Legislatura.
E' una fragilità che non ci possiamo permettere e che si aggiunge a quella
derivante dalla crisi e dalla mancanza di volontà di Forza Italia di andare a
una nuova legge elettorale. Infatti. La segnalazione della Corte non può
restare senza conseguenze. A meno che non si pensi che la partita della crisi,
e la decisione di andare alle urne, non debba essere influenzata né dal merito
di questioni come questa né dall'interesse del Paese ad avere governi stabili e
affidabili, chiunque vinca le elezioni, e tanto meno da tutti quei fattori
considerati essenziali dal mondo delle imprese, dal sindacato e anche dalla
Chiesa cattolica. SEGUE/ FORZA ITALIA ALLA FINOCCHIARO: IL PD USA IL REFERENDUM
PER NON VOTARE --> pagina successiva >>.
( da "Gazzettino, Il" del 01-02-2008)
Roma "Europa 7 accoglie con ... Roma"Europa 7
accoglie con grande soddisfazione la sentenza della Corte di giustizia europea
che ha riconosciuto la piena fondatezza di una battaglia giudiziaria portata
avanti da ormai molti anni dal suo editore Francesco Di Stefano". Ora,
prosegue l'editore, "il giudizio torna al Consiglio di Stato che, alla
luce della decisione della Corte di giustizia, si pronunzierà sulla richiesta
di Europa 7 volta ad ottenere l'assegnazione delle frequenze per poter finalmente
trasmettere a livello nazionale, nonché il risarcimento dei danni finora subìti
da Europa 7". Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese di Avezzano, un
passato nella Dc, è il fondatore dell'emittente che ha vinto il ricoeso
europeo, ribattezzata da Beppe Grillo
la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la propria storia a
quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sè di
recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella
che lui definisce 'una storia grottesca': tutto inizia nel luglio 1999 quando
l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'assegnazione
delle frequenze televisive nazionali e riesce a vincere una concessione per
Europa7, al posto di Rete4, che perde il diritto di trasmettere.Europa7 si
prepara così a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza.
Si assumono circa 700 dipendenti, si acquista una sede a Roma di
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il
(Udine))
Che disgustoquestapolitica!Mi si consenta di esprimere il
mio disgusto nel confronti della politica italiana nel suo insieme - forse
sarebbe più giusto dire nei confronti del politici di casa nostra, impegnati in
tutto fuorché a calarsi nei problemi della gente comune, nei problemi di coloro
che non ce la fanno più a fronteggiare gli aumenti, quasi quotidiani, di pane,
pasta, luce, gas, benzina e dei servizi vari, quali acqua e raccolta e
smaltimento rifiuti solidi urbani. A proposito di quest'ultimi, grazie a Napoli
ed alla Campania ci facciamo ridere in tutto il mondo; non solo, tutti noi
dobbiamo sorbirci da mesi, se non da anni, mattina, mezzogiorno e sera, sera
mezzogiorno e mattina, le belle immagini che ci arrivano dal
"napoletano". Ma i vari Bassolino o Jervolino, se non riescono a
risolvere i loro problemi, per ragioni che a noi nordisti sfuggono quasi
totalmente, non potrebbero almeno intervenire per limitare certe cronache al Tg
della Campania? Se lo facessero, non rischierebbero, quando vengono al nord (ma
penso che si guardino bene dal venire), di essere derisi e sbeffeggiati.Non
siamo immuni da pecche neppure noi friul-giuliani, tutt'altro, visto che non
riusciamo neppure a dare un nome al più blasonato vino bianco della nostra
regione e che sulla vicenda sono stati spesi fiumi di parole, ma forse anche di
euro. Forse riusciamo ad evitare l'intervento dell'Esercito, ma in ogni caso
sarebbe bene che la "telenovela Tokai", volga al termine. Si dice che
quando si vede un matto in piazza, ci si mette a ridere, ma se l'abbiamo in
casa, di ridere non viene nessuna voglia! Come dire che, se ridiamo, un po'
amaramente, delle disgrazie dei campani, non possiamo farlo per ciò che succede
in casa nostra.Da quando è nata la Repubblica, seguo puntualmente il messaggio
di fine anno del Capo dello Stato. Quest'anno non sono riuscito a prestare
attenzione fino alla fine e sono andato a cercarmi un programma sportivo su
Sky. Presidente Napolitano è tanto difficile parlare con obiettività, magari
mettendo il dito nella piaga?Devo confessare infine che da quando ho letto il
libro "La Casta" di Rizzo e Stella, la mia ripulsa nei confronti dei
politici si è fatta incontrollabile.Avevo il sospetto che del marcio ci fosse,
nella politica, ma non a quei livelli di spudoratezza. Sono stato sempre un
convinto sostenitore del libero voto, che poi dovrebbe rappresentare la più
alta espressione di democrazia, ma credo (un ripensamento può sempre avvenire)
che in occasione di future consultazioni, mi recherò alle urne solo se ci sarà
una forza politica che pone ai primi punti del proprio programma,
l'eliminazione di tutti i privilegi (compreso quello di aver diritto alla
pensione di parlamentare dopo 2 anni e 6 mesi), ed il dimezzamento di tutte le
prebende, per parlamentari, governatori, assessori e consiglieri di ogni ordine
e grado. Non è accettabile che il presidente della Provincia di Bolzano abbia
un appannaggio doppio rispetto al Capo del governo della Germania; non è
accettabile che per i politici non ci sia alcun divieto di cumulo
(pensioni-onorari-vitalizi ecc.ecc.). Non è accettabile che i signori senatori
si aumentino lo stipendio di 200 euro al mese e che i colleghi della Camera
minaccino rappresaglie se non viene riconosciuto loro lo stesso aumento. Non è
accettabile che quei signori, che già mettono in tasca in un mese, più di
quanto io possa metterci in un anno, si "becchino" un simile aumento,
mentre io devo accontentarmi di 16 euro ed al tempo stesso devo accettare la
decurtazione di 24 euro al mese alla pensione di mia moglie, integrata al
minimo, per effetto di qualche decina di euro che ricevo da una società
editoriale, per alcuni servizi su avvenimenti sportivi e sulle quali pago
regolarmente l'Irpef. A questo punto mi si impongono delle scelte, perché mia
moglie non vuole perderci per causa mia: dico alla società editoriale, anche
perché sono abituato a lavorare gratis, tenetevi i vostri euro ed io vi faccio
i servizi solo per la "gloria", ed al tempo stesso, per riuscire a
far quadrare i conti, vado a cercarmi qualche lavoretto con pagamento
"sottobanco", come necessariamente fanno molti pensionati. Non posso
mica essere il più "scemo" della compagnia!Tita De StalisRavasclettoI
"grillini"e la raccoltadei rifiutiIn occasione della manifestazione
da noi organizzata in data 19 gennaio
( da "KataWeb News" del 01-02-2008)
Alle 16:59 - Fonte: Spettacoli e
Cultura">repubblica.it - 0 commenti L'attore protagonista del film
tratto dal romanzo di Sandro Veronesi diretto da Antonello Grimaldi, con
Alessandro Gassman, Valeria Golino Interpreta un padre che si prende cura della
figlia ma anche amante focoso di Isabella Ferrari Rita Celi.
( da "Liberazione" del 01-02-2008)
L'emittente Europa 7 penalizzata da norme "contrarie
al diritto comunitario" Frequenze televisive, la Corte Ue rispedisce Rete
4 sul satellite Roberto Farneti Adesso, se fossimo un paese normale, Rete 4
dovrebbe trasferirsi sul satellite e Europa 7, otto anni dopo avere ottenuto
una regolare concessione dello Stato italiano, potrebbe cominciare a
trasmettere i propri programmi sulla piattaforma analogica, perchè finalmente
avrebbe a disposizione un canale visibile per qualunque televisore dotato di
semplice antenna. Ma l'arroganza con cui Mediaset ha accolto la sentenza emessa
ieri a Lussemburgo dalla Corte europea di giustizia ("Nessun rischio per
la nostra emittente") e il cinico commento dell'ex ministro delle
Comunicazioni Maurizio Gasparri (la questione sarebbe "facilmente
risolvibile con una piccola modifica a un articolo della legge vigente"),
sommate alla crisi di governo, fanno pensare che anche stavolta la giustizia
non trionferà. Eppure il pronunciamento dell'Alta Corte, sollecitato dal
Consigli di Stato italiano, non lascia spazio a dubbi o interpretazioni,
riconoscendo implicitamente le ragioni di Francesco Di Stefano, proprietario
della "televisione scomparsa", come la chiama il
comico Beppe Grillo nel suo blog. I giudici europei hanno inequivocabilmente
sentenziato che il regime di assegnazione delle frequenze in Italia "è
contrario al diritto comunitario", in quanto, spiegano, "non rispetta
il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di
selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e
proporzionati". Se Rete
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Venerdí 01.02.2008 19:07 --> Elezioni/
Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie
liste civiche saranno in campo per le Amministrative... "Un vero vip oggi
ha bisogno di un proiettile, non bastano più status symbol e assoluzioni da
reati scomparsi, oramai si tratta di cose superate come la Ferrari e la casa a
Porto Cervo. Oggi ciò che fa la differenza è ricevere un proiettile, ma
deve essere fatto con professionalità". Beppe Grillo si affida a una lettera che spiega di aver ricevuto
dalla fantomatica "NBS (New Bullet Services)" per promuovere "un
servizio completo di proiettili su misura a domicilio. Credo che sia una
opportunità per tutti, non solo per i politici e i giornalisti, ma anche per il
comune cittadino". Beppe Grillo
Il comico blogger mostra di avere proprio molti dubbi sulle minacce di questo
genere, e non lesina sarcasmo osservando che per chi riceve lettere minatorie
"la solidarietà delle istituzioni scatta appena viene consegnata la
pallottola incartata. I vicini ti guardano con simpatia, reverenza e con una
punta di invidia". I dubbi di Grillo sono
affidati alla lettera della NBS: "Si è mai chiesto come mai vengono
ricevuti un proiettile alla volta ciascuno? Si è mai soffermato a riflettere
sulla contemporaneità delle spedizioni e soprattutto delle ricezioni dei
medesimi? Ha notato che non è mai stato catturato nessuno colpevole di avere
spedito proiettili a qualcuno?". Il "servizio" propone una serie
di alternative che vanno dall'invio di "un proiettile a pallettoni, ideale
per essere vittime della mafia" al "breve conflitto a fuoco sotto
casa con non meno di 20 bossoli per terra, tracce di sangue di almeno 3 DNA
umani (ideale per garantire un intervento dei mitici RIS di Parma)".
-->.
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Venerdí 01.02.2008 18:00 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini
a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In
caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta
del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo
te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Fmi/
Stop alla missione: la crisi impedisce la discussione sulle prospettive Il Pd
gioca la carta referendum Il costituzionalista Vittorio Angiolini ad Affari:
"Indire il referendum e poi votare già in primavera? L'ipotesi non è
realistica" Sindaco di Roma/ Veltroni non ha più fretta di decidere sulle
dimissioni. Grazie ad Amato Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è
perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a un
passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo
Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti
i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua
priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo
(a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una
cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con
noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del
presidente Montezemolo... Luigi Abete sta facendo di tutto per creare un asse
forte tra Veltroni e Montezemolo Borsa e governo/ Il mercato snobba il
"palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il
manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E
Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di
Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per
Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le mani
nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come
tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La
risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un
"governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco
Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora
Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di
Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie
liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro
rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore
(Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/
Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il
Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra
anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i
dati "Andiamo avanti nel nostro lavoro che non sarà lungo: lo concluderemo
all'inizio della prossima settimana. Non ci sono né scorciatoie, né sotterfugi,
né furbizie". A metà della seconda giornata di consultazioni, Franco
Marini prova a sgombrare il campo da dubbi e dietrologie: nessuno ha intenzione
di tirare alle calende greche la missione 'esplorativa' per formare il nuovo
esecutivo. E anche il fatto che nella giornata di sabato saranno sentite le
organizzazioni sindacali e di categoria, che di loro iniziativa hanno chiesto
di essere consultate, "non è affatto un'anomalia", essendo da sempre
una prassi in situazioni di questo genere. Anzi, il fatto che siano ben nove le
delegazioni del mondo sindacale e imprenditoriale che hanno chiesto di partecipare
al confronto (sostanzialmente per sostenere la tesi di tornare alle urne solo
dopo la modifica della legge elettorale) è un qualcosa "di cui anche Forza
Italia deve tenere conto. Se fossimo capaci di cambiare le regole insieme - ha
aggiunto il presidente del Senato - sarebbe una novità ma anche un dovere. Dopo
i rapporti conflittuali di questi anni tra maggioranza e opposizione, potrebbe
essere il modo per arrivare a una campagna elettorale più costruttiva e per
mutare in senso positivo il clima politico". CICCHITTO: INACCETTABILE
ROVESCIARE RESPONSABILITA'. "E' singolare questo tentativo di
rovesciamento di responsabilità delle parti in causa". Il vicecoordinatore
FI Fabrizio Cicchitto lo afferma nella nota in cui osserva: "Che in una
situazione di questo tipo, così deteriorata per responsabilità del
centrosinistra, sia tirata in ballo Forza Italia, che per di più proprio
all'inizio della legislatura aveva avanzato una proposta positiva, è un
artificio polemico che non possiamo accettare nel modo più assoluto, vista
l'incontrovertibile ricostruzione di come sono andati i fatti". "In
primo luogo - osserva Cicchitto - ci si trova di fronte ad un fallimento
clamoroso di un governo, le cui ricadute negative sono andate su tutte le forze
sociali, degli imprenditori, dei lavoratori dei ceti medi e del lavoro
autonomi, a causa di un incredibile aumento della pressione fiscale decollato
con la prima finanziaria, che ha completamente frainteso i dati della
situazione economica". "In secondo luogo - prosegue - Forza Italia
non si è certamente sottratta al confronto sulla legge elettorale, lo ha
portato avanti fino a quando non si è trovata di fronte a un obiettivo gioco
delle tre carte della maggioranza, per cui una parte di essa proponeva il
sistema elettorale Vassallum, mentre invece poi in commissione Affari
costituzionali del Senato ci siamo trovati la prima e la seconda bozza Bianco,
entrambe caratterizzate da un modello elettorale di tipo totalmente diverso,
che voleva annullare il bipolarismo, e che noi non possiamo assolutamente
condividere". "A questo si aggiunga il fatto che si è determinata una
situazione politica totalmente nuova derivante dalla crisi del governo per
implosione della maggioranza a causa delle contraddizioni interne al
centrosinistra, per una lotta senza esclusione di colpi sia fra la componente
radicale e le altre sia per quello che sta accadendo ancora adesso nel Partito
Democratico. D'altra parte il presidente della Camera, Bertinotti, ha
dichiarato che la "legislatura è politicamente finita". In una situazione
in cui la crisi è arrivata a questo punto è evidente - conclude l'esponente
'azzurro' - che proprio il senso di responsabilità richiede di ricorrere in
modo rapido al corpo elettorale, anche e soprattutto per affrontare i nodi
della situazione economica, che possono essere sciolti solo da un governo nella
pienezza delle sue funzioni e non certo da un esecutivo a tempo che dovrebbe
realizzare una riforma elettorale sulla quale esistono i più profondi dissensi
tra tutte le forze politiche. E ci sorprendiamo che questo nodo sfugga alla
Confindustria e ai sindacati, che peraltro nel corso di tutto questo tempo non
hanno affrontato i nodi della produttività e dell'aumento dei salari". Le
consultazioni a Palazzo Giustiniani non sono però il solo spazio in cui si
disputa ora la partita politica. Va infatti rilevata anche l'azione parallela
delle principali forze politiche che, aspettando lunedì, quando sarà il loro
turno per conferire, ne approfittano per mettere a punto le rispettive
strategie. Il Pd ha ribadito la linea già evidenziata negli ultimi giorni:
lavorare per una modifica della legge elettorale e puntare, in alternativa, a
far votare il referendum prima della convocazione delle elezioni politiche.
Forza Italia, ufficialmente, continua a sostenere la linea del voto subito. Ma
in mattinata il braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, si è
intrattenuto per oltre mezz'ora a Palazzo Chigi. E questa visita apre la porta
a diverse possibili interpretazioni. L'ULTIMA CARTA PER EVITARE IL VOTO: GIANNI
LETTA. MA... L'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo
Berlusconi non ha incontrato né Romano Prodi, né Massimo D'Alema, né suo nipote
Enrico. A Palazzo Chigi era contemporaneamente presente il sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio con delega per i servizi segreti Enrico Micheli. Anche
Gianni Letta, nel precedente governo, ebbe la delega per i servizi segreti.
Venerdì mattina i vertici di Dis, Aisi e Aise si sono recati di buon mattino a
Palazzo Chigi. Organi di stampa riportano la notizia che il Comitato
parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Copasir) ha chiesto 25
modifiche al regolamento per il segreto di Stato. Fra le modifiche richieste
l'articolo sulle materie oggetto di segreto di Stato. Il ministro dimissionario
per le Riforme Vannino Chiti non ritiene "impossibile" il compito di
Marini. "Se funziona il filo fra Marini e Gianni Letta - dice Chiti al
termine del Consiglio dei Ministri - sarebbe molto, molto importante". Il
consiglio dei ministri non esclude comunque elezioni anticipate e prende due
decisioni importanti: i comuni, nei quali il sindaco si dimetterà in caso di
elezioni politiche, potranno votare nel 2008; i militari all'estero voteranno
nelle loro basi, ma il loro voto, a differenza del 2006, non sarà computato per
le circoscrizioni estere bensì per le circoscrizioni nazionali. Da Forza Italia
però escludono un cambiamento di rotta del Cavaliere. Per Berlusconi restano
solo le elezioni, insomma. "Gianni Letta è stato invitato e come gesto di
cortesia è andato. Punto", spiega una fonte azzurra. Letta, lasciando la
sede del governo, ha semplicemente spiegato di essere stato in visita "a
vecchi amici". E nella stessa occasione ha confermato di avere avuto modo
di sentire anche lo stesso Marini, ricorrendo anche in questo caso alla formula
dei "vecchi amici", precisando che lui e il presidente del Senato lo
sono e sottolineando che proprio per questo motivo è "ovvio che ci si
senta". Tuttavia proprio di Letta si è parlato in più occasioni come di un
possibile nome da spendere per un governo di larghe intese e, in ogni caso, è
noto il suo ruolo di ambasciatore del Cavaliere negli ambienti del
Centrosinistra. SEGUE/ APPELLO DI VELTRONI ALLA CDL --> pagina successiva
>>.
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)
Venerdí 01.02.2008 14:12 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà
Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/
In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta
del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo
te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Il costituzionalista
Vittorio Angiolini ad Affari: "Indire il referendum e poi votare già in
primavera? L'ipotesi non è realistica" Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono
ormai certe. Casini gela Marini. Gianni Letta va a Palazzo Chigi, ma resto il
no di Berlusconi Rumors: Montezemolo potrebbe decidere di scendere in campo con
la Rosa Bianca. Presto Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è
perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a
un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo
Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti
i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua
priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo
(a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una
cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con
noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del
presidente Montezemolo... Borsa e governo/ Il mercato snobba il
"palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il
manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E
Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di Affari
I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per Veltroni ok
il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le mani nel
piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come tutti i
single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La
risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un
"governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco
Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora Silvio
e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di Angelo
Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie
liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro
rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore
(Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/
Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il
Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra
anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i
dati Cambiare la legge elettorale in Parlamento o attraverso il referendum. E
solo dopo andare al voto. E' questa la linea del Partito Democratico, ribadita
dal vicesegretario Dario Franceschini, al termine dell'incontro con il comitato
promotore del referendum, che si è svolto nella sede del Pd, con il segretario
Walter Veltroni. "Non c'è cosa più sciocca - dice Franceschini - che
pensare che abbiamo paura delle elezioni. Il consenso attorno all'idea di
cambiamento che rappresenta il Pd è enorme". Detto questo, sottolinea il
numero due del Pd, "chiunque può capire che avrebbe senso prima cambiare
la legge elettorale che tutti dicono che non funziona e poi andare a votare e
non viceversa. Per questo aggiunge - sosteniamo fino in fondo il tentativo del
presidente del Senato. In secondo luogo, avrebbe più senso sentire prima come
la pensano gli italiani sulla legge elettorale e poi votare subito dopo, cioè
tra qualche mese, con la legge elettorale che - conclude - gli italiani hanno
scelto". GUZZETTA: IL PD E' DISPONIBILE A UN GOVERNO PER IL REFERENDUM Il
Partito Democratico ha garantito la sua disponibilità "a sostenere un
governo che faccia in Parlamento la riforma elettorale o, in alternativa, che
accompagni e consenta lo svolgimento del referendum prima delle elezioni
anticipate". A riferirlo è il presidente del Comitato promotore del
referendum, Giuseppe Guzzetta, al termine dell'incontro con il segretario del
Pd, Walter Veltroni, e il vice Dario Franceschini. All'incontro erano presenti
anche Mario Segni e Natale D'Amico. "Abbiamo esposto la nostra iniziativa
a Veltroni e Franceschini sulla possibilità di fare il referendum subito prima
dello scioglimento delle Camere e andare al voto con la nuova legge. Veltroni -
spiega il presidente del comitato referendario, Giovanni Guzzetta - ha risposto
che la posizione del Pd è di essere disponibile a sostenere un governo che
faccia in Parlamento la riforma elettorale o che accompagni e consenta lo
svolgimento del referendum prima delle elezioni. La nostra opinione - aggiunge
- è che dopo tanti tentativi vani, il margine per una riforma è molto stretto
quindi, l'unica via è o il voto con questa legge o andare al referendum,
soluzione questa tecnicamente possibile e praticabile". Guzzetta esprime
"apprezzamento per il riferimento di Napolitano al referendum, cioè agli
820mila cittadini che lo hanno sottoscritto e che, dopo il via libera della
Corte, è un diritto acquisito". Dunque, "comunque vada, il referendum
resta in campo, e si dovrà fare l'anno prossimo. Da parte nostra -conclude
Guzzetta - non c'è nessuna volontà di strizzare l'occhio a tentativi dilatori,
ma è irragionevole andare al voto con questa legge, ritardando le elezioni solo
di poche settimane". GIORDANO (PRC): GOVERNO PER IL REFERENDUM? LO
CONTRASTIAMO L'ipotesi di un governo che consenta lo svolgimento del referendum
elettorale è "una soluzione che per noi non solo non è auspicabile, ma la
contrastiamo". Lo ha detto Franco Giordano al termine dell'incontro della
delegazione del Prc con il presidente incaricato Franco Marini. Secondo il
segretario di Rifondazione Comunista, "il referendum ha degli effetti che
sono perniciosi perché si determinerebbe un meccanismo di cancellazione delle
rappresentanze politiche e un affollamento di tutte le forme di notabilato
perché in un listone indistinto - ha sostenuto - compare il progetto politico e
ricompaiono coloro che sono stati in così bella mostra nella crisi di governo.
Io quelle persone preferirei che non avessero questa visibilità". PER AN
C'E' SOLO IL VOTO "L'incontro con Fini ha evidenziato una divergenza: noi
siamo per il referendum mentre per lui c'è solo il voto". Così Giovanni
Guzzetta, presidente del Comitato promotore del referendum elettorale,
sintetizza l'incontro con il leader di An, Gianfranco Fini, sul referendum.
Guzzetta ha spiegato che Fini rimane impegnato "per un sistema bipolare,
ed ha assicurato il suo impegno a intervenire in questo senso nella prossima
legislatura. A questo punto la responsabilità è solo delle forze politiche. Noi
rimaniamo convinti che o adesso o tra un anno il referendum rimane la risposta
migliore". Guzzetta ha inoltre annunciato di aver inviato una lettera a
Silvio Berlusconi, "e ora aspettiamo che risponda". FINOCCHIARO:
ANCHE IL REFERENDUM E' UNA MINA PER LE NUOVE CAMERE Questa legge elettorale è
"una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere". Non è sfuggito,
ad Anna Finocchiaro, il peso dirompente di quanto ha affermato la Corte
Costituzionale nelle due sentenze con cui, mercoledì, ha dato via libera ai
referendum elettorali: poche righe per "segnalare" al Parlamento il
rischio che le norme vigenti (nonché quelle risultanti dall'esito positivo
della consultazione popolare) presentano "aspetti problematici" sul
piano della legittimità costituzionale. La capogruppo del Pd al Senato, non
solo per sensibilità istituzionale ma anche per formazione giuridica, invita a
non sottovalutare le parole della Corte, perché potrebbero derivarne
conseguenze devastanti per il Paese. "Quello della Corte è un argomento
formidabile - osserva - per spingerci ad approvare subito una nuova legge
elettorale". Non c'è dubbio che la Corte abbia voluto richiamare
l'attenzione del Parlamento su un profilo di criticità della legge vigente, e
di quella risultante dal referendum. Se andassimo a votare con questa legge o
con il testo del referendum, ci troveremmo di fronte a Camere elette in base a
regole su cui grava un pesante sospetto di legittimità costituzionale. Sarebbe
un ulteriore elemento di fragilità istituzionale. Le sentenze della Corte sono
come una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere. Se, infatti, venisse
presentato un ricorso alla Consulta, è probabile che la Corte dichiarerebbe
incostituzionale la legge. E la conseguenza sarebbe la fine della Legislatura.
E' una fragilità che non ci possiamo permettere e che si aggiunge a quella
derivante dalla crisi e dalla mancanza di volontà di Forza Italia di andare a
una nuova legge elettorale. Infatti. La segnalazione della Corte non può
restare senza conseguenze. A meno che non si pensi che la partita della crisi,
e la decisione di andare alle urne, non debba essere influenzata né dal merito
di questioni come questa né dall'interesse del Paese ad avere governi stabili e
affidabili, chiunque vinca le elezioni, e tanto meno da tutti quei fattori
considerati essenziali dal mondo delle imprese, dal sindacato e anche dalla
Chiesa cattolica. SEGUE/ FORZA ITALIA ALLA FINOCCHIARO: IL PD USA IL REFERENDUM
PER NON VOTARE --> pagina successiva >>.