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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Quattro condizioni per vincere le elezioni ( da "EUROPA.it" del 01-02-2008)

Abstract: iniziativa popolare firmata da centinaia di migliaia di persone al VDay di Beppe Grillo, confermando solo deputati e senatori alla prima legislatura, facendo capitanare le liste rinnovate agli under 40 e alle donne; se il Partito democratico scriverà un programma in quattro punti secchi: aumento dei salari attraverso defiscalizzazioni a favore del lavoro dipendente e delle imprese;

Un bosco al Campovolo al via la raccolta di firme ( da "Gazzetta di Reggio" del 01-02-2008)

Abstract: Legambiente, Wwf, Amici di Beppe Grillo, Punto macrobiotico e il Gabbiano, perseguono lo stesso obiettivo "perché è utile alla collettività, e guarda al futuro per contribuire alla diminuzione dell'inquinamento". L'associazione "Punto macrobiotico" intanto ha già provveduto alla piantumazione di 12.

An si sdoppia: commissioni a 14 membri ( da "Trentino" del 01-02-2008)

Abstract: che però portano ad un risultato che Beppe Grillo commenterebbe con la parola che l'ha reso più famoso in una sera che in 30 anni di carriera. Il gruppo di An, originariamente costituito da Plotegher e Zenatti, si è scisso in due. Zenatti nel gruppo An-La Destra; Plotegher e il nuovo arrivato Ciro D'Antuono nel gruppo An-Per Rovereto.

UN PERIODO CONVULSO MA PIENO DI CREATIVITÀ ( da "Alto Adige" del 01-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: trovino speranza in due comici: Beppe Grillo e Roberto Benigni. Il primo risveglia genuine aspirazioni verso una politica fatta per la gente (compresa la saggezza di non voler essere candidato politico), mentre il secondo riscopre la grande tragedia e il grande dramma dell'umanità, leggendo Dante in modo che nessun professore sa imitare.

Migliaia di firme per il bosco in città Alberi al Campovolo, sabato si parte ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-02-2008)

Abstract: Amici di Beppe Grillo, Eco Istituto, Fare Verde, Comitati Salute e Ambiente, Movimento Zero di Massimo Fini, Punto Macrobiotico, Guardie Ecologiche Volontarie, Greenpeace con il presidente nazionale Walter Ganapini ed il Centro per la Riconciliazione tra i Popoli e la difesa del Creato (nella foto i promotori).

ALLA LUCE delle ultime vicende, non posso che concordare con Beppe Grillo nell ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 01-02-2008) + 10 altre fonti

Abstract:

Di PIERO DEGLI ANTONI - MILANO - SE IL GOVERNO è in crisi, non & ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-02-2008) + 2 altre fonti

Abstract: Eppure Beppe Grillo miete successi... "Grillo ha saputo sfruttare gli spazi che una volta usava per la satira per trasformarsi in una specie di Savonarola. Ha trasformato la sua ironia in parole d'ordine secondo me sbagliate. Cavalca il qualunquismo spacciandolo per impegno".

Torniamo a essere un Paese pulito ( da "Giorno, Il (Varese)" del 01-02-2008) + 8 altre fonti

Abstract: non posso che concordare con Beppe Grillo nella richiesta di un Parlamento pulito. Non è infatti possibile mettere ordine in un Paese se non si comincia dall'alto e questo vale anche per i problemi di ordine pratico. La magistratura deve poter operare con la più ampia libertà, sfruttando ogni genere di informazioni, comprese le intercettazioni,

Carri, maschere e feste "grasse" carnevale da albano a zagarolo - francesca alliata bronner ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: Pagina XVI - Roma Girotondo alfabetico fra gli appuntamenti più allegri del Lazio, dalla costa alla campagna Carri, maschere e feste "grasse" Carnevale da Albano a Zagarolo FRANCESCA ALLIATA BRONNER Girotondo di carnevale fra le feste più colorate del Lazio in questo "grasso" weekend fra mare e campagna.

Fulvio abbate "l'abbaglio '68" - filippo maria battaglia ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: Se proprio dovessi intercettare gli stessi tic che hanno animato la vanità e gli entusiasmi di allora, allora forse li paragonerei a un certo estremismo populista. Al posto della forza rievocativa delle immagini del faccione di Mao si potrebbe pensare al barbone di Beppe Grillo, ormai considerato come un possibile nuovo santo laico".

Il flop/1 ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: E, nei primi mesi da sindaco, la sua esposizione è stata quotidiana. Tutto questo però non è bastato per convincere chi ha scelto il sito di Repubblica Genova per esprimere la sua preferenza. Alla fine il risultato è desolante: 159 voti contro gli oltre 6.500 di Beppe Grillo.

È beppe grillo il genovese dell'anno - stefano bigazzi a pagina iii ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: Pagina III - Genova Il nostro sondaggio sul web si chiude con 18 mila votanti. Deludono sindaco e cardinale è Beppe Grillo il genovese dell'anno STEFANO BIGAZZI A PAGINA III SEGUE A PAGINA III.

Il big/1 ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: che al San Martino si occupa quotidianamente di lotta all'alcol, ha ottenuto un quarto dei voti. Oltre 4.300 consensi che gli hanno garantito la simbolica "medaglia d'argento" alle spalle di un inarrivabile Beppe Grillo. Una sorpresa che, fin dai primi giorni del sondaggio, non si è più rivelata tale.

Guala, sorprese e certezze "vince il volontariato la politica è in ribasso" ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: E questo dato è pendant con quello di Beppe Grillo, premia l'antipolitica". Laici e no, nessuno si salva. Angelo Bagnasco nel 2007 ha ricevuto berretta cardinalizia e presidenza della Cei, non sono incarichi di basso profilo. "L'arcivescovo è meno noto, nonostante sia il presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Primo grillo, poi chi lotta per gli altri - stefano bigazzi ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: per l'intero svolgimento del concorso, Beppe Grillo. Un genovese vero, di San Fruttuoso. Che sbraita, si lamenta, denuncia tutti, anche se stesso se è per questo. Il paradigma del mugugno, affossatore di politici, imprenditori, artisti, "ladri farabutti delinquenti" (Colpi di timone di Enzo La Rosa).

Salizzoni: "lista di centro poi le intese, anche col pd" - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

Abstract: politici di Beppe Grillo. Non fa nomi. Nemmeno il suo. "Candidarmi io? E un lavoro faticosissimo quello dell'amministratore. Per ora non ci penso". Nel frattempo apre quel varco al centro auspicato anche dal vicepresidente della Carisbo Virginiangelo Marabini, a costo di rischiare di mandare in frantumi la lista civica,

Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: autore della legge quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".

Festa grande in piazza per il Duca del Bocal ( da "Arena, L'" del 01-02-2008)

Abstract: per l'occasione sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che intona canzoni ballabili da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla piazza. La fine arriva con frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti dalla Pro loco, che ben concludono una mattinata passata lontano dai libri e dalle interrogazioni. V.Z.

Di stefano, dalla televisione all'unità ( da "Centro, Il" del 01-02-2008)

Abstract: ribattezzata da Beppe Grillo la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, é anche tornato a far parlare di sé di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unitàil giornale fondato da Antonio Gramsci che fu organo del Pci e in ultimo degli ex Democratici di sinistra.

Maestri e infedeli italiani il novecento secondo stajano ( da "Centro, Il" del 01-02-2008)

Abstract: nel 1998, al film "Aprile" per la regia di Nanni Moretti. Tra i suoi libri si ricordano "La forza della democrazia. La strategia della tensione in Italia (1969-1976)" (Einaudi, 1977) "Africo. Una cronaca italiana di governanti e governati, di mafia, di potere e di lotta" (Einaudi, 1979), "Il sovversivo.

Carrasciali, il re è Beppe Grillo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-02-2008)

Abstract: Re Giorgio con il faccione di Beppe Grillo accolto dagli applausi. C'è poco da discutere, la faccia è quella di Beppe Grillo. Il Re Giorgio di Lu Carrasciali 2008 non lascia dubbi, quest'anno i carnevalai hanno scelto uno dei personaggi più citati nelle cronache degli ultimi giorni per incarnare il sovrano della sei giorni.

Pd, il popolo delle primarie torna alle urne ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-02-2008)

Abstract: perché dopo c'è l'incontro con Nanni Moretti che presenterà il film "Caos calmo" di cui è attore protagonista. In queste ore le trattative sono febbrili per cercare di trovare gli equilibri nella formazione di liste perlopiù unitarie, evitando le divisioni che si sono verificate nella scelta del segretario regionale.

Quando l'Italia fermerà questa deriva È proprio vero che la voglia di vince ( da "Stampa, La" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo concretizzi il suo Day vaffa con un movimento politico che spazzi via la vetusta classe dirigenziale; con tutti i rischi dell'impreparazione del nuovo. Non crede che la medicina migliore per l'Italia possa essere un governo di riconciliazione nazionale che metta insieme le forze migliori di tutti gli schieramenti per far crescere il livello economico e sociale di noi

Prefetto, primo ordine "Ripulite Tossic Park" ( da "Stampa, La" del 01-02-2008)

Abstract: con protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari. Il film esce nelle sale l'8, e prima di allora a Roma ci sarà solo l'anteprima per la critica. Torino avrà la prima proiezione per il pubblico pagante, mercoledì sera al Massimo, dove Moretti, la Ferrari e il regista presentano il film nel pomeriggio.

Novara città simbolo per imparare a riciclare i rifiuti ( da "Settegiorni (Magenta)" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo Mesero - Zero rifiuti entro il 2020 non è utopia ma il risultato di un approfondito studio del settore. Paul Connet, professore della Saint Lawrence University di New York e massimo esperto mondiale di gestione dei rifiuti e tecniche di incenerimento, ha illustrato questa sua teoria venerdì 25 gennaio nel corso di una serata sul tema degli inceneritori promossa dagli

L'ex ministro Gasparri: <Decisione annunciata> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-02-2008)

Abstract: il comico Beppe Grillo ha lanciato ieri un annuncio: "presenterò una proposta per una nuova legge con l'aiuto di esperti del settore". Il 25 aprile, giornata del secondo vaffa day, Grillo proporrà tre referendum per una "Libera informazione in un libero Stato": abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa;

Il voto a giugno e i sospetti sull'elezione al Colle ( da "Corriere della Sera" del 01-02-2008)

Abstract: seguaci di Beppe Grillo e nipotini del Nanni Moretti movimentista si stanno organizzando: "Il centrosinistra ha una classe dirigente indegna, Berlusconi al Quirinale sarebbe una vergogna nazionale...". E persino il leader socialista Enrico Boselli, che certo non vede la democrazia in pericolo per il futuribile sbarco del Cavaliere sul colle presidenziale,

Tv e frequenze, condanna della Ue ( da "Corriere della Sera" del 01-02-2008)

Abstract: Associazioni di consumatori, il comico Beppe Grillo e il sindacato dei giornalisti Fnsi hanno chiesto di azzerare tutte le attuali regole a favore del duopolio tv. Il commissario Ue Viviane Reding: un chiaro segnale a favore di una effettiva concorrenza Ivo Caizzi.

La casta e l'antipolitica ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-02-2008)

Abstract: da Beppe Grillo. Tuttavia, non è Grillo a definirsi antipolitico, né i girotondi e neppure i gruppi che si mobilitano contro partiti e classe politica. Al contrario, sono questi ultimi, i partiti e i politici, che li accusano di antipolitica. Per cui potremmo dire che l'antipolitica definisce la protesta contro la politica esercitata da chi è fuori dalla politica.

YouTube, io no ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo, compreso quello sulle sue dimissioni, seguito per popolarità da una composizione di immagini e musica che ironizza sulla sua predilezione per le poltrone. Non molto meglio va a Walter Veltroni: il primo filmato che appare è la malaugurata intervista a Fabio Fazio in cui il sindaco di Roma prometteva di ritirarsi dalla politica per andare in Africa appena concluso il

Italia, classe media in crisi ( da "Emmegipress" del 01-02-2008)

Abstract: offre uno sguardo particolare sulla crisi del Bel paese e denuncia le difficoltà economiche che nutrono la rabbia degli italiani verso i privilegi della loro classe politica. Un sentimento sempre più diffuso, come dimostrano il successo del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La casta" e delle iniziative di Beppe Grillo.

Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna"

Festa grande in piazza per il Duca del Bocal ( da "Arena.it, L'" del 01-02-2008)

Abstract: occasione sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che intona canzoni ballabili da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla piazza. La fine arriva con frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti dalla Pro loco, che ben concludono una mattinata passata lontano dai libri e dalle interrogazioni. V.Z.  .

Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri ( da "Brescia Oggi" del 01-02-2008)

Abstract: autore della legge quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".

Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 01-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: autore della legge quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".  .

Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.

Come si diventa adulti in famiglia ( da "Italia Sera" del 01-02-2008)

Abstract: al Sundance di Robert Redford e scelto da Nanni Moretti per inaugurare l'ultimo festival di Torino (il primo sotto la sua direzione), "La famiglia Savage"- seconda regia di Tamara Jenkins a 10 anni di distanza da "L'altra faccia di Beverly Hills"- è un bel film sulla crescita e sulle controverse dinamiche familiari che regolano e soffocano gli individui.

LA PAROLA AI LETTORI ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-02-2008)

Abstract: sollecitato da Beppe Grillo a sorridere qualche volta,sorrideva anche Gianantonio Stella quella sera pur bastonando caste varie. E stato un reading,una carnevalata,o una kermesse marchettara? Che ruffianata quella di Marco Paolini, leggere brani del libro di grande successo a Treviso, del mio amico Beppe Vanzella Gente di Treviso che però non centrava niente con il tema del giorno.

Mentre la politica va la nave affonda ( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)

Abstract: Ed è per questo che Beppe Grillo diventa un fenomeno di massa. Ed per questo che gli unici partiti per i quali la gente è disposta ad esplicitare il loro voto (in genere si vota Berlusconi o Veltroni e poi si nega di averlo fatto) sono l'Italia dei Valori e la Lega.

L'imprenditore tra l'Unità e la Tv che non c'è ( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)

Abstract: ribattezzata da Beppe Grillo la 'televisione scomparsa. Lui, che ha legato la propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sé di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella che lui definisce 'una storia grottesca: tutto inizia nel luglio 1999 quando l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'

Grillo: come cambiare tutto ( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)

Abstract: antipolitico interviene dopo la sentenza Grillo: come cambiare tutto "Sulle frequenze radiotelevisive farò una proposta per una nuova legge con l'aiuto di esperti del settore": Beppe Grillo reagisce così alla sentenza della Corte di giustizia Europea che, spiega il comico, "ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive".

DI STEFANO: NOVE ANNI DI LOTTA, ORA FATECI TRASMETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-02-2008)

Abstract: ora fateci trasmettere Beppe Grillo ha ribattezza Europa 7 "la televisione scomparsa". Ma il suo fondatore, Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese di Avezzano, un passato nella Dc, non ha mai rinunciato a battersi per ottenere giustizia. Tornato di recente alla ribalta della cronaca editoriale per l'acquisizione dell'Unità,

E IL SENATO DIVENTA IL PICCOLO COLLE DEI VETI INCROCIATI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: Sta facendo un girotondo di protesta alla Nanni Moretti del Sannio? No, è impaziente di godersi lo spettacolo di questa sede senatoriale tutta piena di pennacchi e con un bel restyling. Hanno allestito, per le super-consultazioni, tre sale stampa. Nuovi allacci elettrici, cavi telefonici, postazioni di computer.

Il Pd gioca la carta referendum ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.

Roma <Europa 7 accoglie con ( da "Gazzettino, Il" del 01-02-2008)

Abstract: ribattezzata da Beppe Grillo la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sè di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella che lui definisce 'una storia grottesca: tutto inizia nel luglio 1999 quando l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'

Che disgusto questa politica! Mi ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: PasqualiniGruppo Beppe Grillo UdineLa zelkovadi Latisanae il GabibboIn merito all'articolo pubblicato domenica 27 gennaio, relativo alla cronaca locale di Latisana, a firma di Alessandra Berti e titolato: "Zelkova abbandonata al suo destino", tengo a precisare quanto segue per rettificare alcuni passi dell'articolo che evidenzia imprecisioni che possono distorcere la realtà dei fatti.

In lacrime, paterno, passionale ecco Nanni Moretti nel "Caos calmo" ( da "KataWeb News" del 01-02-2008)

Abstract:

L'emittente Europa 7 penalizzata da norme <contrarie al diritto comunitario> ( da "Liberazione" del 01-02-2008)

Abstract: come la chiama il comico Beppe Grillo nel suo blog. I giudici europei hanno inequivocabilmente sentenziato che il regime di assegnazione delle frequenze in Italia "è contrario al diritto comunitario", in quanto, spiegano, "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi,

Grillo/ Lettere con proiettili status-symbol per solidarietà ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

Abstract: Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... "Un vero vip oggi ha bisogno di un proiettile, non bastano più status symbol e assoluzioni da reati scomparsi, oramai si tratta di cose superate come la Ferrari e la casa a Porto Cervo.

Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe. Casini gela Marini. Gianni Letta va a Palazzo Chigi, ma resta il no di Berlusconi ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.

Il Pd gioca la carta referendum ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

Abstract: Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita.


Articoli

Quattro condizioni per vincere le elezioni (sezione: Grillo)

( da "EUROPA.it" del 01-02-2008)

 

B L O G G E R I A Quattro condizioni per vincere le elezioni MARIO ADINOLFI Nel giorno di Franco Mi rendo conto che non è il giorno giusto per farlo, che questo è il giorno di Franco Marini e del tentativo di inventarsi un governicchio per sfuggire al piano inclinato della crisi che porta inevitabilmente ad elezioni. Ma, che ci volete fare, sui giornali si discute tanto di come evitare le urne, sui blog invece ci si prepara a quello che sembra essere l'esito alla fine più probabile. Sui blog che fanno il tifo per il Partito democratico, pensate un po', si ragiona anche di come fare a vincere le elezioni. Ci si porta avanti con il lavoro, insomma. Un elenco Dalle discussioni svolte on line, sono spuntate quattro condizioni per far avverare l'impossibile. Un elenco non proprio bislacco di periodi ipotetici, che sfociano un una proposizione affermativa. Vediamo insieme l'elenco, che somiglia alla mitologica poetica di If di Kypling, ma secondo me annoia molto di meno. Smettere la manfrina Se il Partito democratico smetterà di fare la manfrina e dopo i giorni dell'incarico a Marini, dirà che non bisogna perdere altro tempo ed è meglio andare subito al voto; se il Partito democratico metterà mano a un radicale rinnovamento dei suoi gruppi parlamentari, applicando il limite dei due mandati previsto dalla proposta di legge di iniziativa popolare firmata da centinaia di migliaia di persone al VDay di Beppe Grillo, confermando solo deputati e senatori alla prima legislatura, facendo capitanare le liste rinnovate agli under 40 e alle donne; se il Partito democratico scriverà un programma in quattro punti secchi: aumento dei salari attraverso defiscalizzazioni a favore del lavoro dipendente e delle imprese; contrazione della spesa pubblica con blocco del turn over nella pubblica amministrazione e azzeramento di ogni futuro aumento dei costi della politica; utilizzo delle risorse per investimento in scuola, università e ricerca scientifica; liberalizzazione delle professioni e abolizione degli ordini professionali; se il Partito democratico costruirà su questo poker di punti programmatici una coalizione agile e coesa che preveda l'apporto di radicali, socialisti, Cosa Bianca (Tabacci, Di Pietro, Pezzotta). Protagonisti e non spettatori Se queste quattro condizioni verranno rispettate e prepareremo una campagna elettorale comunicativamente aggressiva e completamente nuova che coinvolga i milioni di persone che frequentano quotidianamente la rete, trasformandoli in protagonisti della partita e non usandoli come semplici spettatori di un messaggio pubblicitario, allora le elezioni politiche del 2008 le vinciamo noi. www.marioadinolfi.it.

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Un bosco al Campovolo al via la raccolta di firme (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Reggio" del 01-02-2008)

 

Gli ambientalisti cercano un accordo con i proprietari Un bosco al Campovolo al via la raccolta di firme Un bosco urbano al Campovolo: per combattere l'inquinamento e dare alla città un nuovo polmone verde. Si muovono con questo obiettivo le associazioni ambientaliste reggiane, sostenute dagli assessori comunali all'Ambiente, Pinuccia Montanari, e ai Lavori pubblici, Carla Colzi, il cui appoggio però è "a titolo personale". L'obiettivo di creare un bosco urbano al Campovolo nasce da un'idea maturata più di vent'anni fa da Paride Allegri, partigiano e ambientalista, che ne chiedeva la realizzazione anche quando il Campovolo venne trasformato in aeroporto. Oggi Resistenza verde, Green peace, Legambiente, Wwf, Amici di Beppe Grillo, Punto macrobiotico e il Gabbiano, perseguono lo stesso obiettivo "perché è utile alla collettività, e guarda al futuro per contribuire alla diminuzione dell'inquinamento". L'associazione "Punto macrobiotico" intanto ha già provveduto alla piantumazione di 12.500 piante, ma lo scopo è di riuscire a piantarne altre 30mila e a sviluppare il bosco per altri 37 ettari lungo la fascia che si trova tra la rete dell'aeroporto e la ferrovia. Ma, tra il progetto e la sua realizzazione c'è di mezzo anche la frammentazione della proprietà, che è privata per 35 ettari mentre i due restanti sono di proprietà pubblico-demaniali. Per questo "chiediamo che il Comune si impegni a cercare un accordo con i proprietari", dice Alessandro Marmiroli, di Resistenza verde. Per l'assessore all'Ambiente il prossimo passo è quello di "iniziare ad individuare le proprietà e - spiega Pinuccia Montanari - a ragionare su queste con l'ufficio Patrimonio". Inoltre, si ipotizza la richiesta di un declassamento dell'aeroporto al Ministero delle Infrastrutture perché diminuisca in grandezza e spazi occupati. Promuovere la nascita di un polmone verde in quell'area, significa anche stabilire una priorità su potenziali richieste di edificabilità dei terreni: "Abbiamo detto che siamo aperti a progetti di rilancio dell'aeroporto - dice l'assessore ai Lavori pubblici - ma sull'edificabilità della zona la mia risposta è "no", inoltre anche nel masterplan delle Reggiane l'area compare come area verde". Tra proprietari ed eventuali comparse di nuove destinazioni d'uso, gli ostacoli alla realizzazione del bosco urbano non mancano. Intanto i banchetti degli ambientalisti domani saranno in centro per dare il via a una raccolta di firme. Maria Scardamaglia.

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An si sdoppia: commissioni a 14 membri (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 01-02-2008)

 

ROVERETO. Tutte posizioni ragionevoli e giustificabili, che però portano ad un risultato che Beppe Grillo commenterebbe con la parola che l'ha reso più famoso in una sera che in 30 anni di carriera. Il gruppo di An, originariamente costituito da Plotegher e Zenatti, si è scisso in due. Zenatti nel gruppo An-La Destra; Plotegher e il nuovo arrivato Ciro D'Antuono nel gruppo An-Per Rovereto. Zenatti ha mantenuto i posti nelle tre commissioni permanenti. Plotegher e D'Antuno chiedono di avere un proprio rappresentante. Legittimo, appunto. Le commissioni erano composte di 12 membri (6 di maggioranza e 6 di apposizione). Un record. Il consiglio ha deciso di fare posto al nuovo commissario ma di portare a sette anche i membri di maggioranza, per gli equilibri. Politicamente comprensibile. Ma l'effetto è 6 commissari in più. Ogni seduta costa 100 euro a commissario.

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UN PERIODO CONVULSO MA PIENO DI CREATIVITÀ (sezione: Grillo)

( da "Alto Adige" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

 

L'ANALISI UN PERIODO CONVULSO MA PIENO DI CREATIVITà ANTONIO SCAGLIA "Sociologia, Sociologia": questo fu uno dei primi slogan che gli studenti della neonata Università di Trento, lanciarono, con l'intento di affermare la loro identità. Ma che significava Sociologia nel 1968? Quarant'anni sono una vita. Ma forse non sono sufficienti perché la nostra coscienza piccolo borghese e perché il perbenismo accettino la provocazione contenuta in quel grido. Sociologia significava la messa a nudo di una società laica e religiosa fortemente disuguali; la denuncia di ogni autoritarismo, la negazione del diritto di chiunque vivesse nella scuola, nell'università, negli uffici, nelle fabbriche e nei servizi, a vedersi riconosciuta la dignità personale e collettiva; prima ancora delle conquiste economiche, la dignità di parola e di scelta. Quella fu una grande, irresistibile rivoluzione culturale, intima e capace di andare sin dentro le pieghe più nascoste dei suoi attori: di quelli che la fecero, la realizzarono e come anche di quelli che la osteggiarono. Segno che toccava il tessuto vivo della società e della cultura nelle loro potenzialità e nelle loro ingiustizie. Ambedue gli attori lavorarono, con progetti contrapposti e dialettici,a costruire la nuova società, che non sarà più quella di prima. Sociologia fu un periodo convulso, rivoluzionario, creativo, perciò impietoso verso chi la realizzava con passione e verso chi non ne condivideva gli obiettivi e i metodi. è forse presto per poter dire chi ne è uscito vincitore? I sociologi di Trento che, negli anni settanta, ottanta e novanta, sino ad oggi, hanno occupato e occupano posizioni nella politica, posti dirigenziali pubblici, nelle imprese e nell'università ne sono usciti vincitori o sconfitti? I sociologi che, in minoranza, hanno scelto la lotta armata contro lo stato, militando nelle Brigate rosse o in altri gruppi impegnati nella lotta clandestina, oppure quelli, come Mauro Rostagno, che hanno scelto la strada della testimonianza di una lotta di base sino a cadere per mano della mafia, sono da considerarsi vinti o testimoni di un'idea? è troppo presto per tirare una conclusione? Oppure se cerchiamo di evitare una presa di posizione ciò è dovuto solo al fatto che siamo rientrati nella quiete della società perbene e che non riusciamo più ad esercitare una critica vera del mondo in cui viviamo perché non abbiamo né ideali né speranza? Sociologia a Trento non è certamente quella di allora. E non avrebbe senso che lo fosse. I tempi sono cambiati. Ma c'è, comunque, da chiedersi se non ci debba essere una sociologia per i tempi d'oggi. E se Sociologia di Trento lo possa e lo voglia essere. Certo, essa conduce tante analisi sulle disuguaglianze, e sulle politiche sociali per farvi fronte. Ma esse sembrano essere piccole ingegnerie, meritevoli sì, ma incapaci di consegnare ai disuguali la coscienza civica e politica per determinare il proprio destino. Questo ci porta così ad abdicare alla dignità politica (questa sì costituzionale) di essere cittadini, appieno, senza ma e senza se. Oggi, i sociologi, assieme a molti altri, ritengono che il movimento del Sessantotto sia stato fortemente ideologico, stimolante nell'esigere e anche nel provocare il cambiamento, ma poco scientifico. Amante della sociologia di Max Weber, anch'io propendo spesso per questa tesi. Ma più il tempo passa, mi chiedo se la sociologia come scienza non rischi così di trasformarsi in una tecnica per la gestione dei conflitti oppure in uno strumento che produce politiche in grado di evitarli, abdicando al compito di rendere gli uomini e le donne protagonisti e responsabili della società in cui vivono e del suo futuro. Se questo interrogativo è da considerarsi fondamentale, allora chiediamoci anche perché gli italiani, sfiduciati di fronte alla politica e di fronte agli uomini di scienza, trovino speranza in due comici: Beppe Grillo e Roberto Benigni. Il primo risveglia genuine aspirazioni verso una politica fatta per la gente (compresa la saggezza di non voler essere candidato politico), mentre il secondo riscopre la grande tragedia e il grande dramma dell'umanità, leggendo Dante in modo che nessun professore sa imitare. Sociologia di Trento ha una grande potenzialità. è forse alla ricerca soltanto dell'ispirazione.

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Migliaia di firme per il bosco in città Alberi al Campovolo, sabato si parte (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-02-2008)

 

"Migliaia di firme per il bosco in città" Alberi al Campovolo, sabato si parte di MATTEO INCERTI "PUNTIAMO a raccogliere migliaia di firme per un grande bosco a fianco dell'aeroporto". Così ieri i 'ragazzi' di Paride Allegri, leader ambientalista promotore del progetto, hanno lanciato l'idea del grande bosco di 100 mila alberi a fianco dell'aeroporto. Chiamati a raccolta dal padre dell'ambientalismo reggiano, hanno risposto subito diverse associazioni e comitati. Dalla 'sua' Resistenza Verde a Wwf, Legambiente, Gabbiano, Amici di Beppe Grillo, Eco Istituto, Fare Verde, Comitati Salute e Ambiente, Movimento Zero di Massimo Fini, Punto Macrobiotico, Guardie Ecologiche Volontarie, Greenpeace con il presidente nazionale Walter Ganapini ed il Centro per la Riconciliazione tra i Popoli e la difesa del Creato (nella foto i promotori). "Partiremo da sabato, fino a metà marzo con quattro banchetti ogni settimana in piazza del Monte, piazza Prampolini, via Crispi e via Emilia San Pietro ? spiega Alessandro Marmiroli, attivista del Movimento Zero ideato dall'editorialista del 'Carlino' Massimo Fini ? Punteremo a raccogliere migliaia di firme per chiedere di istituire questo grande bosco alle porte della città". Firme per centomila alberi alberi ma non solo. "In collaborazione con i Comitati Salute e Ambiente ? spiega Vito Cerullo degli Amici di Beppe Grillo ? raccoglieremo anche firme per la raccolta differenziata porta a porta in tutta la provincia e per le alternative agli inceneritori, ne abbiamo già quasi 14mila". Alla proposta ha risposto la politica. Ieri alla presentazione del progetto già anticipato dal 'Carlino' erano presenti sia l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari sia quello ai lavori pubblici Carla Colzi. In seguito anche l'assessore all'edilizia Ugo Ferrari è intervenuto sul tema. La Montanari e la Colzi hanno spiegato che " il Psc già prevede un'area verde laterale, mentre la zona che rimane a diverse proprietà private è di circa 35 ettari su 80. Su questa inizieremo a lavorare per cercare un accordo bonario". Anche Ferrari è stato possibilista. "Il Psc è chiaro, non si edificherà mai in quel contesto ? ha dichiarato ? ed è già prevista un'area verde che va dalle Reggiane a tutta la fascia laterale, mentre su quelle di proprietà dei privati si può pensare da subito ad una serie di azioni per incentivare la trasformazione a parco agricolo con piantumazioni particolari". - -->.

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ALLA LUCE delle ultime vicende, non posso che concordare con Beppe Grillo nell (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (R. Emilia)) (Resto del Carlino, Il (Faenza)) (Resto del Carlino, Il (Bologna)) (Resto del Carlino, Il (Ascoli)) (Resto del Carlino, Il (Macerata)) (Resto del Carlino, Il (Ferrara)) (Resto del Carlino, Il (Rovigo)) (Resto del Carlino, Il (Pesaro)) (Resto del Carlino, Il (Imola)) (Resto del Carlino, Il (Fermo))

 

A richiesta di un Parlamento pulito. Non è infatti possibile mettere ordine in un Paese se non si comincia dall'alto e questo vale anche per i problemi pratici, come i rifiuti di Napoli. La magistratura deve poter operare con la più ampia libertà, sfruttando ogni genere di informazioni, comprese le intercettazioni, senza alcuna interferenza dai politici. In un Paese democratico non può esistere una casta di privilegiati al di sopra della legge. Certo, anche i giudici possono compiere errori anche eclatanti, come accadde per il caso Tortora, ma chi è coinvolto in vicende giudiziarie, specie se è un potente, può usare ogni forma di difesa prevista dalla legge senza imbavagliare i magistrati. Andreotti, a suo tempo, dimostrò un alto senso dello Stato sottoponendosi a lunghi e costosi processi, senza colpevolizzare chi lo inquisì. Tutti i politici coinvolti in vicende giudiziarie, se vogliono essere credibili, dovrebbero prendere esempio da lui, affrontando dignitosamente i processi, senza pretendere scorciatoie. Marco Masetti, San Giovanni in Persiceto (Bologna) - -->.

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Di PIERO DEGLI ANTONI - MILANO - SE IL GOVERNO è in crisi, non & (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

 

Di PIERO DEGLI ANTONI ? MILANO - SE IL GOVERNO è in crisi, non è che la satira politica stia molto meglio. Leggere l'Auditel per credere. "Gabbia di matti" l'ultima etichetta applicata sul consueto spettacolo del "Bagaglino", ha davvero le sbarre molto strette. La prima puntata è stata seguita dal 20%, la seconda dal 18%, la terza è risalita di poco, al 19%. Ma per quanto riguarda il tanto declamato "target commerciale", rappresentato dalla fascia di età tra i 15 e i 64 ai quali tanto tengono i pubblicitari di Mediaset, lo show non si è mai allontanato da un misero 17%. Colpa della più che collaudata formula del "Bagaglino" o colpa piuttosto dei tempi che viviamo? UN PREGIATO umorista che vive su rive politiche opposte come Sergio Staino ha le idee abbastanza chiare: "La satira politica funziona quando c'è il mito del politico, cioè quando un politico incarna una figura dotata di un certo carisma. Oggi la classe politica è ridotta in modo così trasversalmente disastroso che ulteriori dileggi proprio non funzionano. Occorre poi aggiungere che io, Giannelli, Altan e pochi altri abbiamo la fortuna di lavorare per le prime pagine di quotidiani prestigiosi: insomma ci rivolgiamo a un'elite ristretta che cerca osservazioni più profonde rispetto al semplice sberleffo. La crisi riguarda chi cerca un pubblico più vasto e quindi più popolare, come appunto il Bagaglino". Oggi si fatica a fare satira? "Quando i politici hanno il vento in poppa allora la satira funziona meglio, perché viene vista come quella che ha il coraggio di andare controcorrente. Ma adesso... se a tavola uno dice: volete sapere una barzelletta su Casini?, è facile che gli rispondano: lascia stare, meglio quelle sui carabinieri...". Eppure Beppe Grillo miete successi... "Grillo ha saputo sfruttare gli spazi che una volta usava per la satira per trasformarsi in una specie di Savonarola. Ha trasformato la sua ironia in parole d'ordine secondo me sbagliate. Cavalca il qualunquismo spacciandolo per impegno". Scusi ancora: e Luttazzi? Lui ancora una volta è riuscito a farsi cacciare... "Mi è piaciuto che almeno a parole abbia preso le distanze da Beppe Grillo. Ha detto che non si sentiva la responsabilità di diventare un guru. E' una richiesta che spesso viene fatta agli autori di satira. Mi ricordo ai tempi di 'Tango' e di 'Cuore': i lettori ci chiedevano a gran voce di 'prendere in mano le redini' del Paese o del partito. Ma il nostro mestiere è un altro: denunciare, non trovare le soluzioni. Detto questo, nell'ultimo spettacolo di Luttazzi non ho trovato nulla di satirico. E' stata una forte provocazione, ma le risate non c'erano, si è trattato di un'offesa e basta. E' certo comunque che in questo momento la satira incontra molte difficoltà. Io faccio 'emme', il supplemento dell'Unità, che però si rivolge a un'elite di qualche centinaio di migliaia di persone quando va bene. Siamo molti lontani dalla derisione per la gobba di Andreotti o per la pronuncia di De Mita. Il grande pubblico di questi tempi si sente certo più attratto dal ribellisimo alla Beppe Grillo". Dall'altra sponda della corrente politica, lo storico patron del Bagaglino, Pierfrancesco Pingitore condivide in qualche modo l'analisi. "Forse il sabato sera non è il giorno più adatto per un programma di satira. Il pubblico che resta a casa cerca altro. Noi abbiamo bisogno di un publico che segua da vicino e direi quasi in diretta le vicende politiche. Siamo costretti ad aggiornare il copione fino all'ultimo momento... Purtroppo oggi la politica si fa satira da sola. C'è una saturazione, o forse una satirazione, dei politici. Noi abbiamo rifatto a teatro la scena del Senato ma non c'era niente da fare: quella originale era molto più forte". Concorda con rassegnazione il direttore di Canale 5 Massimo Donelli: "La politica ha superato la satira. La vicenda Mastella assomiglia sempre più a una soap opera. L'ex ministro quando va in tv fa più ascolti di Beppe Grillo. Spesso hai l'impressione che uno come Antonio Di Pietro sia più un attore che un politico. Provate a pensarci: sul palco del Bagaglino non ci starebbe benissimo?". - -->.

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Torniamo a essere un Paese pulito (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Legnano)) (Giorno, Il (Brianza)) (Giorno, Il (Lecco)) (Giorno, Il (Bergamo - Brescia)) (Giorno, Il (Como)) (Giorno, Il (Lodi)) (Giorno, Il (Sondrio)) (Giorno, Il (Milano))

 

Alla luce delle ultime vicende, non posso che concordare con Beppe Grillo nella richiesta di un Parlamento pulito. Non è infatti possibile mettere ordine in un Paese se non si comincia dall'alto e questo vale anche per i problemi di ordine pratico. La magistratura deve poter operare con la più ampia libertà, sfruttando ogni genere di informazioni, comprese le intercettazioni, senza alcuna interferenza. Certo, anche i giudici possono compiere errori anche eclatanti, come accadde per il caso Tortora, ma chi è coinvolto in vicende giudiziarie, specie se è un potente, può usare ampiamente ogni forma di difesa prevista dalla legge. Marco Masetti - -->.

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Carri, maschere e feste "grasse" carnevale da albano a zagarolo - francesca alliata bronner (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina XVI - Roma Girotondo alfabetico fra gli appuntamenti più allegri del Lazio, dalla costa alla campagna Carri, maschere e feste "grasse" Carnevale da Albano a Zagarolo FRANCESCA ALLIATA BRONNER Girotondo di carnevale fra le feste più colorate del Lazio in questo "grasso" weekend fra mare e campagna. Dalla A alla zeta. Ad Albano è domenica la giornata clou con il gran ballo in maschera dalle 15 sulle note hip hop, la premiazione della maschera più bella, vicino in località Cecchina domani si apre il divertimento con l'"Assalto ai carri" alle 16. Ad Anguillara Sabazia va in "parata" il carnevale dei fuorilegge da domani a martedì con la grande street parade fra maschere e ritmi brasiliani. Civitavecchia invita al porto storico domenica per vedere carro e maschere pregiati. Civita Castellana propone da domenica balli, sfilate, carri e la degustazione gratuita dei frittelloni. Martedì il gran falò del Puccio. Il carnevale di Colonna coinvolge bambini ed adulti con musica, giochi e dolci da domani a martedì quando alle 14.30 partirà la sfilata in maschera di bambini, ragazzi e adulti col treno delle meraviglie, mentre in piazza, spettacoli di magia, carrettini di zucchero filato, castagnole, frappe e balli. Alle 18.00 la vera amatriciana gratuita per tutti, darà l'addio al Re carnevale. A Fiumicino "sull'onda" la XX edizione del carnevale marinaro più fantasioso del litorale che vedrà una giuria d'autore premiare domenica il carro più spettacolare. Frosinone invita alla storica festa della "radeca", foglia di aloe offerta al pubblico durante la grande sfilata. Anche Gaeta, Formia (e Terracina) regalano quest'anno allegria e colori "on the beach" da domenica a martedì, carri, giocolieri, magie e perfino contorsionisti. Si sfila e si sorride anche a Ostia domani e domenica dalle 14 sul lungomare Vespucci. A Palestrina è festa grande martedì grasso con uno dei carnevali più belli della provincia di Roma in corso da due settimane fra magnifici carri allegorici, gruppi mascherati, musiche e folklore. Per concludere, a piazza Regina Margherita, ci sarà la cremazione di Re Carnevale con un suggestivo spettacolo pirotecnico ed una coinvolgente fiaccolata finale. A Poggio Mirteto frappe, castagnole e fiera del bestiame (0765.24664). Ronciglione con le sue celebri "corse a vuoto" (cavalli senza fantino) e i Nasi Rossi offre da secoli il più antico e rinomato carnevale della regione. Infine a Zagarolo, martedì porte aperte dalle 15 al museo del giocattolo per festeggiare la fine del carnevale fra mimo e trasformismo con gli attori di Franca Saccaro. Aspettando Le Ceneri preannunciate in questi giorni proprio dal "carnem levare".

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Fulvio abbate "l'abbaglio '68" - filippo maria battaglia (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina XIII - Palermo FULVIO ABBATE "L'ABBAGLIO '68" lo scrittore palermitano pubblica "quando è la rivoluzione" "Il leader in piazza Massimo disse che un comunista non si ubriaca" "I miei modelli sono la commedia all'italiana di Monicelli e Paolo il caldo" FILIPPO MARIA BATTAGLIA (segue dalla prima di cronaca) Tra loro, c'è anche lo scrittore palermitano Fulvio Abbate, da oggi in libreria con un sapido e scapigliato romanzo, Quando è la rivoluzione (Baldini e Castoldi Dalai, 310 pagine, 17 euro). La storia, ambientata tra Roma e Palermo, racconta l'Italia di quarant'anni fa, nelle vicende di alcuni giovani militanti comunisti, appartenenti alla "sinistra-sinistra" e quindi non omologabili con il vecchio Pci. Da qui, prende le mosse una sferzante e satirica requisitoria contro la parte più radicale e coreografica dell'ideologia marxista. Ma a differenza di molti altri saggisti e scrittori, Abbate non ringhia contro il '68, che anzi definisce una "rivolta libertaria". Il suo è "un romanzo programmaticamente laico, contro ogni forma di Chiesa e in particolare contro la parte più ottusa dei gruppi extraparlamentari comunisti, maoisti e stalinisti". Ed il caso di "Servire il popolo", il movimento giovanile dell'Unione comunisti italiani nato proprio quarant'anni fa, fu di certo uno tra i più eclatanti, vissuto tra l'altro da Abbate in prima persona: "Nel 1971 presi la tessera nelle sede di via Celso, a Palermo. E aiutai a fare opera di proselitismo anche alle elezioni di quell'anno, quando il movimento decise di presentarsi al voto. Andammo a Borgo Nuovo, portando i libri "sacri" dello scrittore russo Massimo Gorkji e di Mao e i manifesti con uno slogan che ricordo ancora benissimo: "Un voto per l'insurrezione". Secondo molti di noi, il meridione doveva essere infatti la riserva della rivoluzione". Un movimento dogmatico e moralista, anzi una vera e propria chiesa laica con velleità e pretese quasi da Stato-etico: "Le edizioni di "Servire il popolo" pubblicarono un libretto che si intitolava "Un matrimonio comunista" e che conteneva il rituale per officiare la miglior unione possibile. Con tanto di diktat ferrei, come il divieto di masturbazione, che sfioravano il sadismo efferato". "A tal proposito ? prosegue Abbate ? mi ricordo ancora oggi di un episodio piuttosto divertente che riporto nel libro, avvenuto proprio a Palermo, in piazza Massimo. Durante un comizio di Enzo Lo Giudice, il leader del Sud di quel movimento, c'era un ubriaco che interrompeva e disturbava l'oratore senza mai smetterla. Lo Giudice, esasperato, a un certo punto gli disse di piantarla e di lasciar parlare i comunisti. A questo punto l'ubriaco, sempre sotto il palco, barcollante, gli rispose che pure lui era comunista. E lui, di rimando, replicò in modo lapidario: "No, tu non sei comunista, perché i comunisti non si ubriacano!"". Ma la vera domanda che Abbate dice di essersi posto durante la stesura del romanzo è un'altra: "Passi per un quindicenne che era folgorato della capacità coreografica delle bandiere rosse e dei ritratti di Mao, ma un uomo adulto e avvertito come molti degli intellos nazionali, come mai poté sottoscrivere in modo quasi imbarazzante l'idea di un'insurrezione maoista?". E veniamo così alla parte più divertente del libro, quella che prende di mira certi intellettuali a volte sin troppo sensibili alle ingenuità del mito della rivoluzione maoista. Primo fra tutti, Alberto Moravia, "ospite fisso delle serate ordite dalle signore, che racconta cos'è mai diventata l'immensa Cina comunista sotto la spinta della Rivoluzione Culturale voluta dall'inflessibile Mao Tse-Tung". Ma c'è spazio pure per Villa Tognazzi, "con la sua vigna e lo splendido pergolato di pietra, vanto del padrone di casa", e per Mario Schifano, conteso a "morsi e a racchettate", che dona i suoi quadri ai giovani militanti maoisti. Tutto attorno, la limacciosità nella quale navigano personaggi di pura fantasia eppure assai verosimili, come Marinella Cacciavillani, "una notoria decerebrata, un'encefalitica, una che deve solo ringrazia' li quatrini che c'ha grazie ar marito che se l'è accattata". Un parterre composito ed ondivago, proiettato su una tradizione solida e fortunata: "il mio modello di riferimento ? dice Abbate - è la commedia all'italiana cinematografica, in particolare il Monicelli del film "Vogliamo i colonnelli". E se vogliamo esagerare, possiamo scomodare pure Vitaliano Brancati e il suo "Paolo il caldo"". Ma quella del mito maoista è stata una storia che ha riguardato anche il Sud, seppure in forma diversa e se vogliamo più erratica rispetto al resto d'Italia: "Nel meridione ? ricorda l'autore - "Servire il popolo" ebbe un forte radicamento. Ci fu un momento in cui sembrò che potesse diventare una forza quasi antagonista rispetto al Pci, se non altro in termini di mobilitazione. In questo, credo che la capacità coreografica abbia avuto molta presa: è come se alcuni di noi avessero deciso di sostituire San Giuseppe, Sant'Agata e Santa Rosalia con Mao, Marx, Lenin e lo stesso Stalin". Un'infatuazione che, secondo l'autore, non è detto che non possa piombare di nuovo, a distanza di quarant'anni: "Se proprio dovessi intercettare gli stessi tic che hanno animato la vanità e gli entusiasmi di allora, allora forse li paragonerei a un certo estremismo populista. Al posto della forza rievocativa delle immagini del faccione di Mao si potrebbe pensare al barbone di Beppe Grillo, ormai considerato come un possibile nuovo santo laico".

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Il flop/1 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina V - Genova Vincenzi, zona retrocessione IL FLOP/1 Ma l'immagine stavolta non paga Niente da dire: sull'immagine Marta Vincenzi ha sempre investito moltissimo. Quando guidava l'amministrazione provinciale così come in campagna elettorale. La Notte Bianca, per molti, ha rappresentato il suo capolavoro mediatico. E, nei primi mesi da sindaco, la sua esposizione è stata quotidiana. Tutto questo però non è bastato per convincere chi ha scelto il sito di Repubblica Genova per esprimere la sua preferenza. Alla fine il risultato è desolante: 159 voti contro gli oltre 6.500 di Beppe Grillo.

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È beppe grillo il genovese dell'anno - stefano bigazzi a pagina iii (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina III - Genova Il nostro sondaggio sul web si chiude con 18 mila votanti. Deludono sindaco e cardinale è Beppe Grillo il genovese dell'anno STEFANO BIGAZZI A PAGINA III SEGUE A PAGINA III.

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Il big/1 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina V - Genova Testino, medico anti-alcol IL BIG/1 In classifica per acclamazione La redazione di Repubblica è stata quasi costretta ad inserire il nome del medico, inizialmente non presente nella lista, da una valanga di e-mail. E l'idea è stata ampiamente ripagata. Gianni Testino, che al San Martino si occupa quotidianamente di lotta all'alcol, ha ottenuto un quarto dei voti. Oltre 4.300 consensi che gli hanno garantito la simbolica "medaglia d'argento" alle spalle di un inarrivabile Beppe Grillo. Una sorpresa che, fin dai primi giorni del sondaggio, non si è più rivelata tale.

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Guala, sorprese e certezze "vince il volontariato la politica è in ribasso" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina V - Genova IL SOCIOLOGO "Ma su Internet votano i più scolarizzati e i gruppi organizzati" Guala, sorprese e certezze "Vince il volontariato la politica è in ribasso" "Non può stupire la vittoria del creatore del "V-day": è tra i primi dieci "European Heroes" nella graduatoria stilata da Time" "Ogni sondaggio è interessante perché esprime come si muove una popolazione. Certo, chi è legato a fatti di cronaca ha più attenzione" è carnevale, professor Guala. Ci si può aspettare di tutto. Ogni scherzo vale, anche nei sondaggi. Sociologo, già assessore nella giunta Sansa, Chito Guala insegna Sociologia e Metodologia delle scienze sociali alla facoltà di Scienze Politiche di Torino. Sorprendente. Sindaco e cardinale - sembra Mistero Buffo di Dario Fo - clamorosamente espulsi dal vertice della classifica. Se è concesso un aggettivo irriverente, preso dal lessico della politica, trombati. "Occorre premettere che questi sondaggi sono in qualche modo riservati a persone avvezze all'uso delle tecnologie, che navigano sul web, dunque sono anche autoselezionate. Un conto sono i sondaggi basati su interviste telefoniche, dunque a distanza, un conto quelle organizzate sui siti Internet, che tra gli addetti ai lavori sono considerate con diversa attendibilità, perché escludono chi non sa usare il computer e chi non è dotato di un collegamento alla rete". Va bene. Ha vinto Grillo. "è un personaggio che ha grandissima visibilità, quando è iniziato il sondaggio di Repubblica aveva appena raggiunto il massimo risultato di popolarità con la sua polemica contro la politica, del resto è tra i primi dieci nella graduatoria stilata da Time degli "European Heroes", personaggi che nel 2007 hanno fatto qualcosa per migliorare il mondo". Il medico: non proprio visibile, il dottor Testino. "Anche qui, altra premessa: contano molto, in questi casi, le reti di relazioni tra gruppi che tra loro collaborano, insomma una sorta di tifo organizzato. Questo avviene con maggior intensità se all'interno di reti di volontariato vi sono gruppi capaci di rendere visibile un personaggio, portatori di un qualche interesse, aspetto che attira l'attenzione di realtà organizzate". Tutto chiaro, professore. Adesso viene il difficile: spieghi il tonfo di Marta Vincenzi e di Angelo Bagnasco. "Cominciamo dal sindaco. Il pubblico della Vincenzi, se è un pubblico popolare, è diffuso anche tra i ceti meno scolarizzati, che allora in una situazione del genere rimangono un po' fuori. è il discorso di Internet, a pesare. Tuttavia non è solo questo: la classe politica sconta un disinteresse. Se guardiamo ad altri sondaggi su istituzioni nel cuore della gente, la politica è in basso. E questo dato è pendant con quello di Beppe Grillo, premia l'antipolitica". Laici e no, nessuno si salva. Angelo Bagnasco nel 2007 ha ricevuto berretta cardinalizia e presidenza della Cei, non sono incarichi di basso profilo. "L'arcivescovo è meno noto, nonostante sia il presidente della Conferenza Episcopale Italiana. è conosciuto più dagli addetti ai lavori, e i cattolici impegnati non voterebbero per lui". Ma hanno votato don Traverso. "è diverso, intorno a una comunità, come quella di San Siro, ruota da tempo una realtà di volontariato, e nel volontariato Genova è un centro molto attivo, anche in questo caso vale il discorso delle forme di sostegno organizzate". Il profilo dei votanti. Dipende poi se le scelte del sondaggio sono libere o predeterminate, se i candidati li ha scelti tutti il committente - in questo caso i meccanismi sono quelli della campagna elettorale - o se sono espressione libera. I sondaggi sono comunque interessanti perché esprimono i movimenti in atto delle popolazioni, sono confini particolari, certamente, come accennato, autoselezionati, ma dipende anche dagli interessi del momento. Se un dato personaggio compare più spesso perché la sua attività è legata a fatti di cronaca, l'attenzione può essere influenzata. Come nel caso di Beppe Grillo e del suo V-day". (s. b.).

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Primo grillo, poi chi lotta per gli altri - stefano bigazzi (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina V - Genova Primo Grillo, poi chi lotta per gli altri Il genovese dell'anno: le sfide vincenti di Testino e don Luigi Il sondaggio di Repubblica si chiude con la cifra record di 18.000 votanti nel sito Più scontato il trionfo del comico che ha scosso il mondo di partiti e potere Deludenti i risultati degli altri due candidati forti: cardinale e sindaco donna STEFANO BIGAZZI Non c'è più religione. L'arcivescovo metropolita, cardinale Angelo Bagnasco, già Ordinario militare e oggi presidente della Conferenza Episcopale Italiana - insomma una potenza, sua eminenza - non arriva a cinquecento preferenze nel sondaggio "Il personaggio genovese dell'anno" lanciato il 27 dicembre sul portale ligure di repubblica. it. Sugli oltre 17.000 voti espressi dai lettori, il porporato si attesta al 3%. E può dirsi (si fa per dire) soddisfatto, visto che la sindaco, altra protagonista nell'anno che fu, quanto a percentuale sta ben peggio: 1% tondo tondo, in virtù dei 159 voti registrati ieri pomeriggio, giorno di chiusura delle urne elettroniche. Trionfale, per l'intero svolgimento del concorso, Beppe Grillo. Un genovese vero, di San Fruttuoso. Che sbraita, si lamenta, denuncia tutti, anche se stesso se è per questo. Il paradigma del mugugno, affossatore di politici, imprenditori, artisti, "ladri farabutti delinquenti" (Colpi di timone di Enzo La Rosa). L'ideatore del V-day, dove la consonante iniziale, mutuando la più celebre sigla dello sbarco in Normandia, sta per andate un po' a quel paese ma detto più volgarmente. Seimilaseicento voti, a sfiorare il 40% degli e-lettori, il risultato rumoroso per un attore assurto a tribuno, ormai per molti in odore di santità dal seguito impressionante, alimentato da un blog cui fanno riferimento circoli organizzati e no. Una macchina da campagna - un trattore - elettorale (se si candidasse candidamente) per non dire da guerra (gioiosa, disse Occhetto, mal gliene incolse). Scontato, forse. Grillo è Grillo e i sondaggi sono sondaggi, dagli esiti sorprendenti se a seguire il comico in graduatoria è un medico, Gianni Testino, che dal San Martino diffonde un ascoltato messaggio sui rischi pandemici della diffusione dell'alcolismo, a qualsiasi età. Ha sfiorato i 4500 voti (molti, sono molti: Testino è al grande pubblico un perfetto sconosciuto), il 25% dei partecipanti al sondaggio. Un genovese su quattro ne dice evidentemente bene. Gli altri più votati (la classifica è stilata sulle candidature proposte da Repubblica cui si è aggiunta per "acclamazione" popolare quella di Testino) sono nell'ordine: Antonio Cassano (quasi 2500 voti, il 14%), calciatore; don Luigi Traverso, parroco di San Siro che non gioca a pallone, fa il prete in una chiesa da morti di fame (che aiuta, eccome), si ritrova cinque volte i vigili del fuoco a spegnergli incendi in chiesa e perdona il sagrestano piromane. Evangelico: 1486 voti, l'otto per cento. Si meriterebbe un po' di otto per mille. Percentuali in calo, agli altri, il presidente del Genoa Enrico Preziosi (poco più di mille voti, il 6%) che risulta ben più amato dal proprio giocatore Marco Borriello (342 voti, il 2%). E i bocciati, più o meno sonoramente: Franco Henriquet, medico, 218 voti, 1%; Maurizio Crozza, altro comico, l'opposto di Grillo, evidentemente troppo schierato: 200 voti e spiccioli, l'1% e pedalare. Sempre più della prima donna sullo scranno più alto (è una metafora) di Tursi. E dei 30 voti (0%) di Vittorio Malacalza, uno che ha venduto agli ucraini la Trametal per oltre un miliardo di euro, mica bruscolini. Affari suoi.

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Salizzoni: "lista di centro poi le intese, anche col pd" - silvia bignami (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2008)

 

Pagina IX - Bologna Dopo aver bocciato il Guazzaloca-bis, l'ex vicesindaco lancia un'idea che spariglia Salizzoni: "Lista di centro poi le intese, anche col Pd" SILVIA BIGNAMI "Penso a una lista civica di centro capace di allearsi con chi vuole fare il bene della città. Anche con il Pd, perché no?". L'ex vicesindaco Giovanni Salizzoni esce allo scoperto, e dopo aver bocciato l'ipotesi Guazzaloca-bis - "un suicidio collettivo" - prende di fatto le distanze dai civici de La Tua Bologna e apre le porte a un nuovo centro. Una sorta di "Rosa Bianca" in versione locale, che guardi sia a destra sia a sinistra sulla base di progetti condivisi. Una lista che potrebbe nascere dall'associazione "Un impegno per Bologna", fondata da Daniele Corticelli? "E' possibile" ammette. E' una mossa a sorpresa che spariglia le carte e minaccia di muovere le acque sia a destra che a sinistra. "Non penso alla vecchia Dc - spiega Salizzoni - perché quello sarebbe un progetto nostalgico e ideologico. Non credo ci sia bisogno di fondare un nuovo partito. Basta mettere in campo delle idee in autonomia e poi cercare convergenze per realizzarle". In prospettiva elettorale, spiega Salizzoni, "potrebbe voler dire andare autonomamente al primo turno e poi, se non si vince, cercare convergenze al ballottaggio". Anche con il Partito Democratico, "soprattutto se come sembra andrà alle elezioni da solo, senza l'Altrasinistra, con la quale si è visto che è impossibile governare". E Guazzaloca? "Non ho mai avuto nulla contro di lui - spiega l'ex vicesindaco - . Figuriamoci, si potrebbe dire che l'ho inventato io. Ma l'impotenza del centrodestra è una sua responsabilità. O meglio di coloro che si ostinano ad aspettarlo senza pensare alle alternative, agli scenari che offre il quadro politico attuale". Una posizione che mette l'ex vicesindaco in rotta di collisione diretta con i fedelissimi dell'ex sindaco dentro La Tua Bologna, il coordinatore Carlo Monaco e il capogruppo in Comune Alberto Vannini, che non a caso hanno già convocato un vertice "chiarificatore" con il "ribelle" per il 4 febbraio. Si prepara un divorzio? "Io sto bene ne La Tua Bologna. Ma non condivido l'immobilità di restare ad aspettare. Il tempo stringe, e se continuiamo ad aspettare non solo 'quando', ma addirittura 'se' Guazzaloca si ripresenterà, allora rischiamo di perdere tutto. E ci comportiamo in maniera infantile". Soprattutto nel caso in cui, "come è ancora possibile", si dovesse andare ad elezioni anticipate anche a Bologna. "Se poi Guazzaloca non si ricandidasse che faremmo?". Ecco perché Salizzoni apre le porte di una alternativa, e guarda a tutti. Dai 40x40 del poeta ciellino Davide Rondoni - che stasera si incontreranno per un dibattito e una cena all'hotel "I Portici" - agli anti-politici di Beppe Grillo. Non fa nomi. Nemmeno il suo. "Candidarmi io? E' un lavoro faticosissimo quello dell'amministratore. Per ora non ci penso". Nel frattempo apre quel varco al centro auspicato anche dal vicepresidente della Carisbo Virginiangelo Marabini, a costo di rischiare di mandare in frantumi la lista civica, e confermando le divisioni della Cdl. Ieri anche il sindaco Sergio Cofferati, commentando le cartoline folkloristiche anti-Cinese diffuse da An, lo ha sottolineato: "Il centrodestra a Bologna è diviso pesantemente su tutto". "In un certo senso ha ragione" ammette Salizzoni.

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Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Arena, L')

 

BRUXELLES. Europa Tv vince il ricorso contro l'esclusione dal 1999 dalla diffusione nazionale pur essendo autorizzata. Mediaset: "Nessun rischio per Retequattro" Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri BRUXELLES La Corte di giustizia europea ieri ha stabilito che il regime italiano di assegnazione delle frequenze tv è "contrario al diritto comunitario". I giudici di Lussemburgo hanno dato ragione all'emittente Centro Europa 7 srl, che nel 1999 aveva ottenuto dalle autorità italiane l'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle frequenze. Dopo che la richiesta di risarcimento per il danno subito era stata respinta dal giudice amministrativo, il caso è finito al Consiglio di Stato che ha interpellato la Corte Ue, spiegando che il piano di assegnazione delle frequenze previsto dalla legge italiana non è mai stato applicato, mentre altre leggi hanno continuato a prorogare il regime transitorio. "L'applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti", ha scritto la Corte, "ha avuto l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze"; effetto "restrittivo", consolidato anche dall'autorizzazione generale "a favore delle sole reti esistenti, a operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi". Quindi l'assegnazione in esclusiva è "contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi". La parola passa ora al Consiglio di Stato e a questo punto Retequattro potrebbe essere costretta a migrare sul satellite per lasciare spazio a Europa 7, in onda in sette regioni. Da Cologno Monzese Mediaset ha sottolineato che "il giudizio cui la sentenza si riferisce riguarda una domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato italiano e non può concludersi in alcun modo con pronunce relative al futuro uso delle frequenze". Quanto all'insinuazione che Retequattro occuperebbe indebitamente spazi a danno di Europa 7, "Mediaset ribadisce che Retequattro è pienamente legittimata all'utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio". Di parere opposto Francesco Di Stefano editore di Europa7: "Vogliamo le frequenze e il risarcimento danni". Immediate le reazioni sul fronte politico interno ed estero. "Felicitazioni" sono giunte da Viviane Reding, commissario Ue all'Informazione, che ha sottolineato come la sentenza sia un segnale in favore di "una concorrenza effettiva" e porti nuove obiezioni alla legge Gasparri. "La Corte di Giustizia ha ragione", ha commentato Paolo Gentiloni, Pd, ministro delle Comunicazioni, "il regime italiano è contrario al diritto comunitario. A questa consapevolezza si è sempre ispirata l'azione del governo. In questi 20 mesi", ha rimarcato, "si sono finalmente mossi i primi passi per ripristinare le regole del diritto e della concorrenza a cui si ispira il mio disegno di legge". Per Paolo Ferrero, Rifondazione, ministro della Solidarietà, "con questa sentenza si può portare un po' di legalità"; Per Angelo Bonelli, Verdi, "la sentenza è la conferma della grave situazione di conflitto di interessi esistente in Italia". Per Maurizio Gasparri, autore della legge quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".

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Festa grande in piazza per il Duca del Bocal (sezione: Grillo)

( da "Arena, L'" del 01-02-2008)

 

BOSCOCHIESANUOVA. Al lavoro studenti dalle materne alle medie Festa grande in piazza per il Duca del Bocal Alunni e insegnanti hanno sfilato insieme per festeggiare il carnevale in piazza: nessun brutto voto per la manciata di coriandoli finita giù per la nuca di un severo docente. In piazza Chiesa si sono date appuntamento tutte le classi dell'istituto comprensivo, dalle materne alle medie, coinvolgendo anche quelle di Cerro e Roverè. Così il Duca del Bocal, la maschera storica del paese riscoperta lo scorso anno proprio grazie alla scuola, dopo diverse stagioni che non tornava più in piazza, ha ricevuto la sua dose di applausi. Tutti lì a contendersi lo scettro di re del Carnevale della Lessinia, il Duca del Bocal e il Marchese del Pitale (vaso da notte), tutti con il proprio discorso, preparato nei minimi dettagli per catturare le simpatie della folla e quindi per essere acclamato: i potenziali duca hanno promesso libagioni e feste sorseggiando del buon vino da quel bocal che reca scritto: "Ci si siede pesanti e dolenti e ci si alza leggeri e contenti"; i marchesi in gara hanno raccontato che, colui che sarà eletto maschera del paese, istituirà il giorno del vaso da notte e il giorno del bagno in comune, ma la folla non ha avuto dubbi per acclamare il vincitore. Ospite per la prima volta anche Bertoldo da Parparo, più che una maschera un personaggio della letteratura che la tradizione vuole sia nato nei dintorni di Roverè, dove ancora esistono una contrada Bertoldi, il cognome, perfino un campo e dei ruderi indicati come la casa di Bertoldo a Fondi di Parparo. Ragazzi e ragazze delle scuole medie di Roverè hanno dato vita ai cortigiani di re Alboino, alla cui corte Bertoldo si esibiva e ai popolani del contado da cui lo stesso personaggio proveniva. Simbolo della loro maschera due vere enormi rape, perché fagioli e rape erano l'alimento preferito di Bertoldo e la loro privazione alla corte di Alboino, dove venivano serviti cibi ricercati e raffinati, determinarono la morte del montanaro filosofo. "A scuola stiamo allestendo con l'aiuto del noto regista Alessandro Anderloni, esperto di cultura popolare, un pezzo teatrale centrato sulla figura di Bertoldo", racconta una improbabile e carina Marcolfa, che giudica lei stessa "rozzo, grossolano, però interessante" il suo amato sposo Bertoldo. Mescolato tra le maschere anche il dirigente scolastico Donato De Silvestri, per l'occasione sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che intona canzoni ballabili da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla piazza. La fine arriva con frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti dalla Pro loco, che ben concludono una mattinata passata lontano dai libri e dalle interrogazioni. V.Z.

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Di stefano, dalla televisione all'unità (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 01-02-2008)

 

La lunga battaglia per l'emittenza del manager di Avezzano è cominciata nove anni fa Di Stefano, dalla televisione all'Unità ROMA. Francesco Di Stefano, 54 anni, di Avezzano, un passato nella Democrazia cristiana, quella grande, é il fondatore dell'emittente Europa 7, ribattezzata da Beppe Grillo la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, é anche tornato a far parlare di sé di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unitàil giornale fondato da Antonio Gramsci che fu organo del Pci e in ultimo degli ex Democratici di sinistra. Di Stefano vive quella che lui definisce "una storia grottesca": tutto inizia nel luglio 1999 quando l'imprenditore televisivo abruzzese decide di partecipare ad una gara pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive nazionali e riesce a vincere una concessione per Europa7, al posto di Rete4, che perde così il diritto di trasmettere. Europa7 si prepara così a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza. Si assumono circa settecento dipendenti, si acquista una sede a Roma di 20 mila metri quadrati, con otto studi, vengono acquisiti i diritti di varie trasmissioni. Ma Europa 7 non riuscirà mai a trasmettere in virtù di un'autorizzazione ministeriale del 1999 concessa a Rete4, che occupa le frequenze assegnate ad Europa7. Parte così una lunga e difficile battaglia: la società di Di Stefano si appella al Tar del Lazio e successivamente al Consiglio di Stato e infine alla Corte Costituzionale. Nel luglio 2005 il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a dieci quesiti, dove si arriva a mettere in discussione le leggi italiane in materia di televisione e di ripartizione delle frequenze e si ribadiscono le richieste di assegnazione delle frequenze e di risarcimento per Europa 7. Nel corso degli anni il network - le cui vicende si sono intrecciate con la tormentata questione dell'assetto della tv italiana, che ha trovato un punto fermo nella discussa legge Gasparri - si é via via ridimensionato, arrivando oggi a contare solo 6 emittenti che coprono sette regioni. Oggi la sentenza della Corte rimette in corsa Di Stefano ma la partita ancora non é conclusa e la fine sembra anzi piuttosto lontana.

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Maestri e infedeli italiani il novecento secondo stajano (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 01-02-2008)

 

Cultura e Spettacoli Maestri e infedeli italiani Il Novecento secondo Stajano Una storia del Paese attraverso gli intellettuali non allineati Nel corso della sua lunga carriera di giornalista, a partire dagli anni Sessanta, Corrado Stajano (nella foto) ha incontrato alcuni degli italiani che hanno sempre fatto il loro dovere. Italiani che non si sono corrotti con il denaro o con il potere, che non si sono immischiati agli intellettuali da boutique o da trattoria. Italiani che hanno resistito alla tentazione del successo e ai compromessi. Italiani che hanno fatto grande il nostro paese: scrittori come Gadda, Bassani, Sciascia, Levi, Zanzotto, Ortese, Soldati, Volponi; registi come Bellocchio, Rosi, Olmi e Pontecorvo; uomini politici come Parri, La Pira, La Malfa, Pertini, Foa; studiosi come Dionisotti, Segre, Garboli; religiosi come padre Turoldo; musicisti come Gavazzeni e outsider di genio come Munari, Carpi, Altan, Dossena. Stajano, 78 anni di Cremona, ha raccolto le storie di questi italiani "eccentrici" nel libro "Maestri e infedeli-Ritratti del Novecenmto". Nel volume (corredato dalle foto di Giovanna Borgese e Paola Agosti) sono raccolti i ritratti-intervista di intellettuali e politici incontrati da Stajano dai tempi in cui lavorava al Giorno diretto da Italo Pietra, il quottdiano di cui, nel 2008, ricorre il mezzo secolo dalla nascita. Nel suo libro, Stajano traccia una sorta di storia d'Italia. C'è Togliatti che incontra il bachiere vastese, Raffaele Mattioli, in veste di editore della Ricciardi e gli chiede "Che senso ha oggi una collezione di classici?"; e Mattioli gli risponde: "Io ho creato un muro. Finché voi non avrete digerito i libri di questo muro, non potrete fare un saltino alto così". Stajano ha lavorato per 16 anni al Corriere della Sera, lasciandolo nel giugno del 2003 "per protesta in difesa del giornalismo libero". E' stato senatore per due anni con la Sinistra nella 12ª legislatura ma, nel 1996, ha rifiutato una nuova candidatura. Ha preso parte, nel 1998, al film "Aprile" per la regia di Nanni Moretti. Tra i suoi libri si ricordano "La forza della democrazia. La strategia della tensione in Italia (1969-1976)" (Einaudi, 1977) "Africo. Una cronaca italiana di governanti e governati, di mafia, di potere e di lotta" (Einaudi, 1979), "Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchico Serantini" (Einaudi, 1992), "Un eroe borghese. Il caso dell'avvocato Ambrosoli assassinato dalla mafia politica" (Einaudi, 1995), "Promemoria. Uno straniero in patria tra Campo de' Fiori e Palazzo Madama" (Garzanti, 1997), "Ameni inganni. Lettere da un paese normale con Gherardo Colombo" (Garzanti, 2000), "Patrie smarrite. Racconto di un italiano" (Garzanti, 2003) e "I cavalli di Caligola. L'Italia riveduta e corretta" (Garzanti, 2003). Nel 1997 ha vinto il Premio Viareggio con "Promemoria". Maestri e infedeli Ritratti del Novecento di Corrado Stajano Garzanti, 369 pagine 20 euro.

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Carrasciali, il re è Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-02-2008)

 

Prov Gallura Pagina 8051 Tempio. Migliaia di persone per assistere alla sfilata d'esordio dei carri allegorici Carrasciali, il re è Beppe Grillo Tempio.. Migliaia di persone per assistere alla sfilata d'esordio dei carri allegorici Ghjogliu presentato con le fattezze del comico genovese --> Ghjogliu presentato con le fattezze del comico genovese Satira politica, nazionale, regionale e locale, Lu Carrasciali torna alle origini. Re Giorgio con il faccione di Beppe Grillo accolto dagli applausi. C'è poco da discutere, la faccia è quella di Beppe Grillo. Il Re Giorgio di Lu Carrasciali 2008 non lascia dubbi, quest'anno i carnevalai hanno scelto uno dei personaggi più citati nelle cronache degli ultimi giorni per incarnare il sovrano della sei giorni. Nessuno, ieri pomeriggio, per il debutto di giovedì grasso, ha avuto problemi a individuare il riferimento al comico genovese. In passato non era mai successo, le somiglianze di Re Giorgio erano quasi sempre un rebus. Lu Carrasciali, però, da questo punto di vista ha confermato i tradizionali riferimenti all'attualità, soprattutto politica. Così i temi dei 12 carri in concorso sono quelli di questi giorni, la caduta di Romano Prodi, la posizione di Silvio Berlusconi, la figura di Renato Soru. Non mancano, ovviamente, gli attacchi ai politici locali su diverse tematiche ad esempio quella del nuovo super carcere di Nuchis. Per la prima sfilata della sei giorni ieri pomeriggio, in una giornata particolarmente fredda, sono arrivate a Tempio migliaia di persone. Il pubblico, assiepato lungo il percorso nel centro storico della città, ha praticamente riempito quasi tutti gli spazi, soprattutto in prossimità di corso Matteotti. La sfilata di esordio, generalmente, è quella che presenta carri allegorici e gruppi mascherati a ranghi ridotti. Per questa ragione il risultato di ieri pomeriggio, in termini di presenze, si parla di diverse migliaia di persone, è ottimo. È stata anche una giornata particolarmente impegnativa per la Pro loco e l'associazione Carnevale tempiese, la macchina organizzativa di Lu Carrasciali è entrata in funzione ed è già ormai nel pieno della sua attività. Così come locali notturni e pub, a partire dal teatro Giordo e il nuovo teatro tenda della Pischinaccia, da ieri sera presi d'assalto da chi non vuole perdere neanche un'ora della sei giorni di ballo. Lu Carrasciali prosegue oggi con la manifestazione "I bambini e la magia del carnevale", promossa da Comune e Provincia, l'ingresso è gratuito, si inizia alle 16 nel teatro Giordo. Domani, a partire dalle 16,30, il gruppo Gli sbandati di Aggius, si esibirà nelle vie e nelle piazze di Tempio. Prima di domenica, ancora lavoro per i carnevalai, di fatto i carri verranno ultimati poche ore prima della sfilata di dopodomani. L'appuntamento è per le 15,30. Re Giorgio è entrato in città ieri, domenica toccherà a Mannena con il matrimonio del sovrano della sei giorni. ANDREA BUSIA.

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Pd, il popolo delle primarie torna alle urne (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-02-2008)

 

Pordenone Pd, il popolo delle primarie torna alle urne Elezione degli organi dirigenti locali e dei delegati al congresso provinciale: ecco il calendario CENTRO-SINISTRA Il popolo delle primarie torna alle urne, questa volta per eleggere gli organi dirigenti locali e i delegati al primo congresso provinciale del Partito democratico. In questi giorni stanno giungendo a casa di coloro che hanno espresso l'indicazione per la guida del nuovo Ulivo a ottobre le lettere di convocazione alle assemblee locali: si tratta di 13 mila persone, tante sono quelle che hanno espresso la preferenza nei 57 seggi che erano stati allestiti nel Friuli occidentale. A questi si possono aggiungere anche coloro che, pur non avendo votato alle primarie, intendono partecipare alla costituzione delle realtà locali. La campagna congressuale, in provincia di Pordenone, prenderà il via domenica per concludersi una settimana dopo, il 10 febbraio, data in cui si svolgerà la maggior parte delle assemblee. Fino ad adesso, in base ai dati forniti dal quartier generale del Partito democratico, sono 28 i congressi convocati, tra i quali alcuni intercomunali come Cavasso Nuovo, alleata con Arba e Fanna, Montereale con Barcis e Valvasone insieme a San Martino. Mancano ancora alcuni appuntamenti, come quelli di Spilimbergo, Maniago e Arzene, ma verranno definiti nelle prossime ore. A Pordenone chiamati ai seggi sono in oltre 2 mila 600 per un appuntamento che è in programma nella mattinata di domenica 10 febbraio, nel Centro studi. Tra l'altro gli aderenti al Partito democratico dovranno fare armi e bagagli entro l'una, perché dopo c'è l'incontro con Nanni Moretti che presenterà il film "Caos calmo" di cui è attore protagonista. In queste ore le trattative sono febbrili per cercare di trovare gli equilibri nella formazione di liste perlopiù unitarie, evitando le divisioni che si sono verificate nella scelta del segretario regionale. Trattative non indolori come sta succedendo a Pordenone, dove esiste una fronda interna rispetto all'indicazione di Walter Manzon quale coordinatore cittadino e Flora Bomben a capogruppo. "All'interno del tavolo comunale - afferma il primo - in realtà c'è una condivisione degli obiettivi e delle strategie, mentre all'esterno si manifestano distinguo. Da parte mia ho chiesto comunanza sulle candidature nel senso che devono essere concertate in maniera libera e serena all'interno del tavolo che abbiamo costituito, seguendo il percorso che stiamo facendo in maniera silenziosa ma costruttiva da qualche mese". Per quanto riguarda la provincia, se a San Vito sembra prevalere l'indicazione di un diessino, in quel di Maniago il ruolo di coordinatore comunale dovrebbe essere assegnato a una esponente della Margherita. Un mosaico molto composito e che deve fare i conti, però, con situazioni anche molto "locali" tra esponenti di partito che fino a qualche mese fa appartenevano a realtà diverse. In cabina di regia la giovane coordinatrice del Partito democratico, Francesca Papais, a una prova che si presenta particolarmente dura. Tra l'altro una volta nominati i delegati, probabilmente nell'autunno prossimo, dopo la tornata elettorale, si terranno i primi, effettivi, congressi provinciali che rinnoveranno gli organismi dirigenti. Un cantiere perennemente aperto. (ste.pol.).

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Quando l'Italia fermerà questa deriva È proprio vero che la voglia di vince (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-02-2008)

 

Re fa venire "la vista ai ciechi". Già, non possiamo dimenticare che sino a ieri le beghe interne al centrodestra avevano indotto Berlusconi a scendere in piazza per fondare un nuovo partito e riscuotere un successo plebiscitario. Tutti abbiamo assistito agli insulti di Fini, alle prese di posizione di Casini e di Bossi che vedevano in quella scelta un forte indebolimento della Casa delle libertà e soprattutto dei loro partiti. È bastata la "sciagurata" scelta di Mastella, che ha prodotto la caduta del governo, per fare il miracolo e ricompattare la minoranza al grido "subito al voto!". La febbre della conquista del potere e delle poltrone ha cancellato ogni conflittualità. Non che il governo Prodi abbia ben funzionato, ma almeno ha risanato le casse dello Stato così mal ridotte dal centrodestra. Tuttavia a Prodi va addebitato il demerito di non aver curato il potere d'acquisto della maggior parte degli italiani e ciò gli ha fatto perdere consensi. Le prospettive di un futuro migliore sono al lumicino. Molti si augurano che Beppe Grillo concretizzi il suo Day vaffa con un movimento politico che spazzi via la vetusta classe dirigenziale; con tutti i rischi dell'impreparazione del nuovo. Non crede che la medicina migliore per l'Italia possa essere un governo di riconciliazione nazionale che metta insieme le forze migliori di tutti gli schieramenti per far crescere il livello economico e sociale di noi tutti? Un sogno forse, ma se i nostri attuali uomini politici pensassero di più al bene dell'Italia e non ai loro interessi (nell'ultimo periodo si sono approvati all'unanimità un aumento di stipendio di 1.135 euro al mese, un vero scandalo) cambierebbe l'immagine del Paese. Purtroppo però nel momento delle scelte commettiamo tutti l'errore di credere alle loro promesse e ci ritroviamo così la solita minestra scaldata che poi facciamo fatica a digerire. Sforziamoci di cambiare questa Nazione, ognuno di noi ci metta del suo per dare più speranza al futuro dei nostri figli. PROF. MICHELE REBUZZI TARANTO Le lettere di questi ultimi due giorni sono tutte sulle possibili nuove elezioni. In comune hanno una severa opinione sulla politica. Visto che viene chiesta la mia opinione su che cosa sia meglio - voto subito, o meno - penso che sia meglio andare a votare, proprio perché condivido con i nostri lettori molti duri giudizi sulla classe dirigente. È in corso un lento ma inesorabile sfascio del sistema elettorale, e con la buona volontà non si rimette in piedi nulla. Con partiti che continuano a giocare sui numeri, e su vari tavoli, non si va da nessuna parte. Le prossime elezioni non saranno risolutive. Saranno anzi catastrofiche. Ma non è con un gesto di volontà che si fermerà questa deriva.

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Prefetto, primo ordine "Ripulite Tossic Park" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-02-2008)

 

LINEA DURA ACCORDO CON QUESTURA E ARMA PER ANNIENTARE LO SPACCIO UNA VOLTA PER TUTTE LA STORIA LA BRUNI HA OTTENUTO DALL'ANAGRAFE IL CERTIFICATO DI STATO LIBERO VIAGGIARE IL DIRETTORE DEL TFF CON ISABELLA FERRARI All'interno Prefetto, primo ordine "Ripulite Tossic Park" Dall'alba al tramonto Carla, pronte le carte per Sarkò C'è il volo low cost Caselle-Fiumicino a ventinove euro Bullo in affitto "Voi pagate e io picchio" Il sexy Caos di Nanni Moretti in prima italiana al Massimo Marino: "Un'area che ci sta particolarmente a cuore" in fila dalla maga di Lilli Bertone Andrea Rossi Angelo Conti In una scuola di Susa un quindicenne aveva il tariffario per pestare i compagni più piccoli Longo e Morello Ancora un controllo anti-droga a Tossic Park. Il questore, Stefano Berrettoni, ha mobilitato una sessantina di agenti, più le unità cinofile e i cavalieri della polizia di Stato. Alla fine, venti fermati e otto arresti. Più il sequestro di decine di dosi. L'impulso a chiudere, una volta per tutte, con l'ipermarket a cielo aperto di eroina white e cocaina, arriva dal nuovo prefetto, Giosuè Marino. "E' un problema, quello della tutela dei residenti e della zona, che ci sta particolarmente a cuore. Ne abbiamo discusso con il questore e i responsabili dell'Arma, che hanno compiuto un ottimo lavoro". Iniziative concrete e, forse, decisive anche da parte del Comune. L'area del Parco Stura sarà completamente trasformata nel volgere di pochi mesi. Spettacoli, la nuova area riservata ai camper e, infine, i campi da golf, per cui stanno procedendo gli espropri dei terreni. Massimo Numa A PAGINA 56 Mentre il mondo intero s'interroga sulle capricciose indecisioni di Carlà ("non si vuole più sposare, Sarkò alla fine la convincerà") la Bruni si è portata avanti con il lavoro. Due giorni fa, in gran segreto, l'ex top model, che è nata a Torino, ha richiesto tramite il consolato di Francia la bellezza di due certificati, emessi poi dall'anagrafe centrale: il primo documento attesta che la cantante è nata a Torino, il secondo che il suo stato è libero. Due certificati che, come spiegano sorridendo negli uffici demografici, servono soltanto ad una cosa: sposarsi. Da martedì ha sei mesi di tempo. Auguri.\IL pubblico torinese sarà il primo d'Italia a vedere "Caos Calmo", il film di Antonello Grimaldi in concorso a Berlino, con protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari. Il film esce nelle sale l'8, e prima di allora a Roma ci sarà solo l'anteprima per la critica. Torino avrà la prima proiezione per il pubblico pagante, mercoledì sera al Massimo, dove Moretti, la Ferrari e il regista presentano il film nel pomeriggio. Cliccatissima su You- tube, la scena di sesso tra i due, con il "lato B" del direttore del Tff in primo piano, è già un cult.

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Novara città simbolo per imparare a riciclare i rifiuti (sezione: Grillo)

( da "Settegiorni (Magenta)" del 01-02-2008)

 

INTERESSANTE INCONTRO SUL PROBLEMA DEGLI INCENERITORI NOVARA CITTÀ SIMBOLO PER IMPARARE A RICICLARE I RIFIUTI richiedi la foto La conferenza era organizzata dagli Amici di Beppe Grillo Mesero - Zero rifiuti entro il 2020 non è utopia ma il risultato di un approfondito studio del settore. Paul Connet, professore della Saint Lawrence University di New York e massimo esperto mondiale di gestione dei rifiuti e tecniche di incenerimento, ha illustrato questa sua teoria venerdì 25 gennaio nel corso di una serata sul tema degli inceneritori promossa dagli Amici di Beppe Grillo col patrocinio del Comune. "Il problema non è come eliminare i rifiuti ma come non produrli ha spiegato Connet -. Andare verso una società sostenibile significa andare verso una società senza rifiuti". Ma in concreto, cosa bisogna fare per eliminare i rifiuti? Lo studio di Connet dice che sono necessarie tre cose: "una responsabilità industriale con la ricerca ad esempio di nuovi materiali sostenibili nella produzione degli imballaggi, una responsabilità della comunità che tenda a riutilizzare e riciclare e una forte leadership politica". La dimostrazione che la teoria del professor Connet non è fantascienza viene da una realtà poco distante dal Magentino. Il Comune di Novara è infatti arrivato in soli diciotto mesi a riciclare il 70 per cento dei propri rifiuti. L'obiettivo numero uno dell'incontro, che ha visto la partecipazione di circa duecento persone, era quello di far capire che gli inceneritori non fanno altro che "bruciare" le prove ma non sono la soluzione al problema dello smaltimento. "Incenerendo rifiuti l'uomo produce alcuni tra i composti più tossici esistenti che sono le diossine, che causano malattie respiratorie e tumori. Oltre ad essere nocivi per la salute, gli inceneritori hanno anche un costo economico molto elevato". Per questi motivi, dunque, occorre intervenire a monte del problema. "Puntando sul riciclo e sul compostaggio ha concluso Connet - si salvaguarda la salute dell'uomo, si risparmiano soldi ed energia e si crea occupazione". Articolo pubblicato il 01/02/08.

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L'ex ministro Gasparri: <Decisione annunciata> (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-02-2008)

 

DALL'ITALIA 01-02-2008 Le reazioni L'ex ministro Gasparri: "Decisione annunciata" "La Corte di Giustizia ha ragione - ha commentato il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (Pd) poche ore dopo la decisione -. Il regime italiano è contrario al diritto comunitario. A questa consapevolezza si è sempre ispirata l'azione del governo. In questi venti mesi - ha rimarcato - si sono finalmente mossi i primi passi per ripristinare le regole del diritto e della concorrenza a cui si ispira il mio ddl". Per il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Prc), "con questa sentenza finalmente si può portare un pò di legalità". Secondo il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, "la sentenza è la conferma della grave situazione di conflitto di interessi esistente in Italia". Per l'ex ministro Maurizio Gasparri invece "la decisione della Corte Ue era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, il comico Beppe Grillo ha lanciato ieri un annuncio: "presenterò una proposta per una nuova legge con l'aiuto di esperti del settore". Il 25 aprile, giornata del secondo vaffa day, Grillo proporrà tre referendum per una "Libera informazione in un libero Stato": abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa; abolizione dell'ordine dei giornalisti; abolizione del Testo Unico del 31 luglio 2005 (D.Lgs. 177) che rappresenta oggi il quadro normativo della radiotelevisione.

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Il voto a giugno e i sospetti sull'elezione al Colle (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 01-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte I timori di Diliberto sull'ipotesi di un "favore" al Cavaliere Il voto a giugno e i sospetti sull'elezione al Colle ROMA - Raccontano che ogni volta che la parola "Quirinale" spunta sulla bocca di un suo interlocutore, Silvio Berlusconi faccia le corna, tocchi ferro o si produca in altri, meno riferibili scongiuri. Segno che "scalare il Colle più alto è l'ultimo dei desideri del Cavaliere ", assicura chi gli vuol bene. Diametralmente opposta l'interpretazione nella "fu" Unione di Prodi, dove si rafforza il fronte di coloro che sperano si voti presto, prestissimo, così da scongiurare il rischio che Berlusconi, come paventa Enrico Boselli, "faccia cappotto ". E cioè si prenda non solo Palazzo Chigi, ma anche il Quirinale. Fantapolitica? Niente affatto, visto il fervore con cui nelle segrete stanze del Parlamento si ripassa la Costituzione. Non a caso un nemico giurato del rinvio del voto è Oliviero Diliberto, antiberlusconiano inossidabile nonché grande esperto di cavilli giuridici e precetti costituzionali. Quel che pensa il segretario del Pdci lo dice, con annessa caduta di stile, il responsabile Esteri Jacopo Venier: "Dobbiamo evitare che Silvio Berlusconi abbia una occasione in più per stabilizzare il suo potere in Italia. Ma un progetto a cinque anni, per un uomo della sua età, può essere azzardato... ". Sotto accusa, da parte degli alleati, è il Pd e dunque il tandem Marini- D'Alema, al lavoro per prolungare la vita di una legislatura che Fausto Bertinotti ritiene già defunta. Sì, perché un Partito del Voto Subito sta nascendo anche dentro il Prc. "Bisogna far presto, lo scenario che si sta determinando è inquietante - lancia l'allarme l'onorevole Alberto Burgio -. L'intesa indecente tra Veltroni e Berlusconi per portare quest'ultimo al Quirinale è una delle ragioni per accelerare il ritorno alle urne". Ma perché tanta fretta? Perché il capo dello Stato ha giurato il 15 maggio del 2006 e dunque, se si vota ad aprile di quest'anno, nello stesso mese del 2013 il settennato non sarà ancora scaduto. E quindi l'elezione del successore di Napolitano non cadrebbe nella XVI legislatura (che stando ai pronostici sarà governata da Berlusconi), ma nella XVII... La questione, conferma il verde Paolo Cento, "circola eccome nei corridoi dei palazzi" e a giudizio del sottosegretario all'Economia è anche "l'unico argomento che propende per le elezioni subito, perché all'Italia tutto posso augurare tranne Berlusconi capo dello Stato ". Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio lancia una proposta: "Votiamo pure ad aprile, ma con un accordo tecnico tra la sinistra e il Pd al Senato. Solo così possiamo allontanare l'ex premier dal Quirinale e anche da Palazzo Chigi". Insomma, a sinistra del Pd lo scenario è tutt'altro che sottovalutato. Francesco "Pancho" Pardi, protagonista dei Girotondi della prima ora, rivela che liste civiche, seguaci di Beppe Grillo e nipotini del Nanni Moretti movimentista si stanno organizzando: "Il centrosinistra ha una classe dirigente indegna, Berlusconi al Quirinale sarebbe una vergogna nazionale...". E persino il leader socialista Enrico Boselli, che certo non vede la democrazia in pericolo per il futuribile sbarco del Cavaliere sul colle presidenziale, si è convinto che andare al voto "prima possibile" sarebbe cosa buona e giusta per il centrosinistra. "Il rischio reale - ammette Boselli con un sospiro scaramantico - è che il Cavaliere faccia cappotto e si prenda tutto... ". Quirinale Nel 2013 la scelta del dopo-Napolitano Monica Guerzoni.

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Tv e frequenze, condanna della Ue (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 01-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-01 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Media e giustizia La sentenza: il duopolio Rai-Mediaset limita la concorrenza. Il nodo di Retequattro Tv e frequenze, condanna della Ue Accolte le ragioni di Europa 7. "Il sistema è illegale" Ora spetta al Consiglio di Stato decidere sul risarcimento e il via libera alle trasmissioni DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - La Corte europea di giustizia di Lussemburgo ha condannato il sistema italiano di assegnazione delle frequenze televisive perché favorisce il duopolio Rai-Mediaset nei confronti della concorrenza. La Commissione europea ha poi annunciato l'intenzione di portare di nuovo l'argomento davanti agli eurogiudici concludendo la procedura d'infrazione sulla Legge Gasparri, che ha regolato il passaggio dal sistema analogico a quello digitale consolidando le posizioni dominanti del gruppo di Silvio Berlusconi e della tv di Stato. I giudici europei sono stati chiamati in causa per il caso dell'editore di Europa 7, l'abruzzese Francescantonio Di Stefano, che nel 1999 aveva ottenuto dalle autorità italiane competenti l'autorizzazione a trasmettere su tutto il territorio nazionale con tecnica analogica, ma non ha mai potuto farlo perché non gli sono state assegnate le radiofrequenze: occupate con autorizzazione provvisoria da Retequattro di Berlusconi (che rischiava di essere trasferita sul satellite). Un primo giudizio del Tribunale amministrativo ha respinto la richiesta presentata da Di Stefano per ottenere le frequenze e un risarcimento. Nel ricorso al Consiglio di Stato, nel 2005, i giudici amministrativi avevano rinviato alla Corte europea perché il diritto comunitario sulle concessioni televisive prevale su quello nazionale. L'eurotribunale ha considerato illegale il regime italiano di assegnazione delle radiofrequenze per le trasmissioni tv. Questo perché le norme sono state sempre orientate a favore delle reti esistenti e hanno tenuto fuori dal mercato gli operatori privi di frequenze proteggendo di fatto il duopolio Rai-Mediaset dalla concorrenza. Il commissario Ue per le Telecomunicazioni, la lussemburghese Viviane Reding, ha applaudito la sentenza dei giudici comunitari definendola "un chiaro segnale a favore di una effettiva concorrenza e di un corretto e non discriminatorio accesso alle radiofrequenze", in grado di consentire più offerta ai telespettatori. La sua collega responsabile per la Concorrenza, l'olandese Neelie Kroes, ha già contestato la legge Gasparri, varata dal governo Berlusconi per gestire la transizione dall'analogico al digitale, perché consolida la posizione delle emittenti già esistenti (come Mediaset e Rai). Il disegno di legge del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni avrebbe dovuto risolvere il problema. Ma la crisi di governo l'ha bloccato e rende imminente il ricorso in Corte di Giustizia sulla Gasparri. Di Stefano si aspetta ora dal Consiglio di Stato l'assegnazione delle frequenze per poter trasmettere a livello nazionale e un risarcimento ingente. "L'accoglimento delle domande di Europa 7 non potrà più essere ostacolato dalle disposizioni transitorie che il ministero e l'Autorità delle comunicazioni hanno sinora invocato", ha fatto sapere l'editore abruzzese. Ma a Mediaset si ritengono pienamente legittimati, negano il rischio di dover trasferire Retequattro sul satellite e attribuiscono alla sentenza di Lussemburgo solo conseguenze risarcitorie a carico dello Stato. La via giudiziaria alla soluzione del problema delle frequenze potrebbe risultare ancora abbastanza lunga e incerta. La Commissione europea ha così invocato un rapido intervento legislativo per allargare la concorrenza nel settore. Gentiloni ha segnalato che il suo ddl andava proprio nella direzione indicata da Bruxelles. L'ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri di An, si è difeso considerando necessari solo emendamenti alla sua legge contestata. Associazioni di consumatori, il comico Beppe Grillo e il sindacato dei giornalisti Fnsi hanno chiesto di azzerare tutte le attuali regole a favore del duopolio tv. Il commissario Ue Viviane Reding: un chiaro segnale a favore di una effettiva concorrenza Ivo Caizzi.

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La casta e l'antipolitica (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-02-2008)

 

Attualità CRISI / DIALOGO SULL'ITALIA 2008 La casta e l'antipolitica di massimo cacciari e ilvo diamanti Le ragioni della protesta contro i partiti. I conflitti insiti nel sistema democratico. Il populismo. A confronto le tesi di due studiosi Politica e antipolitica, democrazia e governo, ma anche Partito democratico e Forza Italia. Sono questi i temi del dialogo tra Ilvo Diamanti, professore di Scienza politica e Sociologia politica all'Università di Urbino e collaboratore de 'la Repubblica' e Massimo Cacciari, filosofo, sindaco di Venezia e testa pensante del Pd. Il dialogo riprende alcuni spunti da un seminario che si è svolto all'Università di Urbino il 16 gennaio scorso, nell'ambito di un ciclo dedicato al 'Nuovo Lessico della Politica e dell'Anti/Politica', promosso dal Laboratorio di Studi politici e Sociali (LaPolis) della Facoltà di Sociologia. Diamanti: "Non è facile definire una questione eterea e sfuggente come l'antipolitica. L'antipolitica è una parola utilizzata in molte occasioni, in molte versioni, con diversi significati. Ma ciò riflette la difficoltà di definire, oggi, la politica. In altri termini, oggi si parla molto di antipolitica perché è in discussione il senso della politica e, insieme, della democrazia. La politica di cui parliamo si riferisce, normalmente, alla democrazia rappresentativa. Il clima d'opinione 'antipolitico', di conseguenza, coinvolge i luoghi, gli attori, le istituzioni della democrazia rappresentativa. I partiti, in primo luogo. In secondo luogo, e contemporaneamente, i leader e la classe politica; la classe dirigente in senso generale. Quindi le istituzioni rappresentative in senso ampio. Per estensione, l'antipolitica richiama la contrapposizione noi/loro. 'Noi' siamo quelli esterni alle cerchie di potere e della rappresentanza. 'Loro' sono la casta. La parola antipolitica, in secondo luogo, è utilizzata anche per indicare una serie di attori, che operano in ambito sociale. Personaggi e interpreti della 'rappresentazione antipolitica' sono diversi: movimenti di protesta, comitati, girotondi. L'ultima fase dell'antipolitica è stata interpretata, sulle piazze e sulla Rete, da Beppe Grillo. Tuttavia, non è Grillo a definirsi antipolitico, né i girotondi e neppure i gruppi che si mobilitano contro partiti e classe politica. Al contrario, sono questi ultimi, i partiti e i politici, che li accusano di antipolitica. Per cui potremmo dire che l'antipolitica definisce la protesta contro la politica esercitata da chi è fuori dalla politica. Fuori dalle mura della Polis". Cacciari: "Io assumerei l'idea di antipolitica in modo radicale, come un aspetto fisiologico della democrazia. La democrazia ha in sé un rapporto critico con la politica. Non c'è equivalenza tra democrazia e politica. Partiamo dall'idea chiave della democrazia: che attraverso il discorso, il logos, si possa risolvere il conflitto politico. Ma la politica è essenzialmente conflitto. Ora, la pretesa del regime democratico consiste appunto nel ridurre il conflitto alla forma del contratto. Ma è 'politica' tutto ciò? Possiamo derubricare a contratto giuridico il rapporto politico? Ecco perché bisogna prendere sul serio l'antipolitica e non assumerla come una patologia contingente. Essa ci permette di vedere un limite essenziale del discorso democratico". Diamanti: "D'altronde, l'antipolitica è, a sua volta, usata come discorso 'politico', per assecondare gli umori della società. Pensiamo alla Lega e a Berlusconi, i quali hanno affermato in passato e oggi continuano ad affermare di non essere 'politici', ma altro. Imprenditori, uomini della società, del Nord, che vogliono restituire il potere ai cittadini. Però sono diventati 'partiti', sono entrati in Parlamento e nel governo. Integrati nella democrazia rappresentativa. è la retorica dell'antipolitica che è entrata nella politica, ma anche nel linguaggio comune, spesso associata a un altro concetto: il 'populismo', che propone di superare i meccanismi tradizionali della mediazione e della rappresentanza, scardinando partiti e organizzazioni, per instaurare un rapporto diretto tra il leader ed il popolo. Ricordo quando, durante la campagna elettorale delle presidenziali francesi, chiesero a Sarkozy: 'Cosa dice a coloro che l'accusano di essere un populista?'. Egli rispose: 'Nulla. Sono un rappresentante del popolo e parlo a nome del popolo'. Ciò serve a rammentarci che non solo l'antipolitica, anche il populismo è parte della democrazia. Per proseguire vorrei aggiungere che molte critiche espresse nei confronti dell'antipolitica nascono dal fatto che quando parliamo di politica e di democrazia abbiamo perlopiù in mente un modello specifico. Quello espresso dai partiti di massa, ispirati da grandi identità: cristiana, socialista o comunista e laica. Avevano una presenza forte nella società e sul territorio, attraverso sezioni, gruppi e associazioni. Oggi quei partiti non ci sono più. Il partito a cui si aderiva per atto di fede, in base a un grande progetto futuro, il partito teologico e teleologico: non c'è più. Molta insofferenza espressa nei confronti della presunta antipolitica è, in effetti, nostalgia nei confronti di quel passato, che non tornerà più". Cacciari: "Non c'è dubbio che la nostra idea di democrazia è essenzialmente rappresentativa. Ma, a guardar bene, nel concetto stesso di 'rappresentazione democratica' è implicito l'elemento antipolitico. Proviamo a ragionare. L'idea di rappresentanza, cela un paradosso: la rappresentazione 'ottima' sarebbe quella che toglie la rappresentazione stessa. Infatti, quale appare la forma democratica 'ottima'? Quella in cui io mi identifico con il mio rappresentante. Quella in cui il rappresentante rifletta perfettamente le idee del rappresentato. Ma in tal caso la rappresentazione si perde! Poiché la rappresentazione comporta una differenza e una distanza fra rappresentante e rappresentato. L'idea regolativa della democrazia rappresentativa comporta di necessità una critica immanente dell'idea stessa di rappresentazione. In altri termini l'homo democraticus vive di questo paradosso: è costretto a 'delegare' e nello stesso tempo esprime l'insopprimibile istanza alla 'autonomia'. Vive, cioè, la dialettica della rappresentazione con un senso di privazione, di alienazione. Vi è una faccia 'nobile' in tutto questo: quella appunto del desiderio insopprimibile di 'autonomia'. E tuttavia è evidente come esso abbia a che fare con l'antipolitica, se radicalmente intesa". Diamanti: "D'altra parte, è difficile non vedere i vizi della democrazia rappresentativa, in questi tempi. Pensiamo alla selezione della classe dirigente, di coloro, cioè, che decidono al posto nostro. Una buona democrazia garantisce relazione con la società e ricambio della classe politica. Non mi sembra che ciò avvenga. Al contrario, viviamo un'epoca in cui la democrazia sembra riprodurre modelli neo-feudali e neo-dinastici. Dove la classe politica assume molti tratti dell'oligarchia. La disponibilità di risorse (la famiglia, i soldi, i rapporti con i media, le lobby) è determinante per contare e per venire eletti. Basta vedere negli Usa, dove da vent'anni la presidenza riguarda due sole famiglie. E la storia potrebbe continuare per il prossimo decennio. In Italia, dopo la caduta della prima Repubblica, la leadership politica si è formata senza una vera competizione. Nel centrodestra, d'altronde, non c'è un partito personalizzato, ma una persona-partito. Non è possibile immaginare Forza Italia senza Silvio Berlusconi e, probabilmente, neppure il centrodestra. E nel centrosinistra? Nel Partito democratico, lo scorso ottobre, è stato eletto il leader designato, predefinito. Due anni prima lo stesso era avvenuto per il candidato-premier dell'Ulivo. Per questo non è facile vedere grandi aperture democratiche nella democrazia emersa dopo i partiti di massa. Attraversiamo una situazione fluida. Dopo dieci anni di scomposizione partitica assistiamo a tentativi di ricomposizione. è il caso del Partito democratico, che è nato dopo 12 anni di discussioni. Nel centrodestra la personalizzazione rende questi processi più facili. Con una consultazione rapida nei gazebo, lungo le strade e sulle piazze è possibile decidere di sciogliere Forza Italia per fondare qualcosa di nuovo e più ampio; per sceglierne il nome: Partito della Libertà, Popolo della libertà o qualcosa d'altro. Il problema è che dalla 'democrazia dei partiti' siamo passati a una 'democrazia personale'. Un tempo i leader erano espressi da un partito e si votava un leader perché era parte di quel partito. Oggi, invece, prima che partiti si votano i leader. La persona. Anche per questo il ruolo dei media è divenuto dominante. In televisione non ci si va più, come un tempo, perché si ha qualcosa da dire, ma si cerca qualcosa da dire per andare in televisione. Infine, per indicare un ulteriore elemento di novità: fino a ieri la democrazia rappresentativa era 'proporzionale', serviva a dare voce alle differenze sociali, alle diverse idee e ideologie. Adesso non più. Il principale problema della democrazia sembra la 'decisione'. Per questo si cerca di saltare i luoghi tradizionali e i tempi lunghi della mediazione. La democrazia ha assunto un'impronta maggioritaria e i partiti si sono orientati prima di tutto a scegliere e legittimare leader che decidano". Cacciari: "Il discorso politico, però, non si può costruire a tavolino. Partiti, democrazia, antipolitica: la storia la facciamo certamente noi, ma, altrettanto certamente, non sappiamo mai la storia che facciamo. Oggi noi abbiamo bisogno di un governo che decida, ma anche di un Parlamento che controlli. I partiti oggi devono porsi questo grande obiettivo: riformare Parlamento e governo della nuova Italia, ma anche della nuova Europa. Perché anche in Europa dove è il governo, dove è il Parlamento? Chi governa? Chi controlla? Non si potrà certo costruire la nuova Europa affidandone il governo alla Banca europea! A differenza di come abbiamo sempre ragionato, però, bisogna superare l'idea che se un'istituzione assume più potere, ciò comporta che un'altra ne abbia meno. Bisogna smettere di pensare il sistema dei poteri come una torta: quindi, se io prendo un pezzo. Invece, occorre costruire un sistema che attribuisca maggiori poteri, maggiori capacità di decisione sia a chi ha la responsabilità di governare, sia a chi deve svolgere essenzialmente funzioni di controllo, alle assemblee rappresentative. Questo discorso vale a ogni livello. In ambito parlamentare, a livello nazionale, ma anche a livello regionale, comunale, provinciale. Bisogna smetterla di ridurre la politica e la democrazia a un gioco a somma zero, come si è sempre fatto, per cui dare più potere alle regioni vuol dire sottrarre potere allo Stato; e dare più potere ai comuni significa sottrarlo alle regioni. Non deve essere più così. E può non esserlo. è possibile davvero cambiare. Un partito politico si esercita, si forma su questi progetti: nuovo Parlamento e nuovo governo. E idee, non solo 'cose' da fare. Il 'partito di programma' evoca il mito del governo affidato ai tecnici. Ma la tecnica al di fuori di valori e al di là della rappresentanza è un'idea 'antipolitica'". Diamanti: "E ciò ci permette di riprendere il discorso sull'antipolitica. D'altronde, a segnare la fine della prima Repubblica in Italia è un atto antipolitico: la nomina, peraltro benedetta, di Carlo Azeglio Ciampi alla presidenza del Consiglio. Il primo presidente del Consiglio, nella storia della Repubblica, non eletto. Esterno al Parlamento. Apre la strada al ruolo supplente - e qualcosa di più - della Banca d'Italia rispetto alla politica. Però, appunto, perché un partito vada oltre deve avere delle idee. Per non abbandonare il monopolio delle idee agli specialisti del marketing e dell'opinione pubblica, agli spin-doctor, che oggi sono divenuti le figure più importanti nel definire le strategie dei leader e dei partiti, bisogna affondare le idee su basi culturali: tradizioni, ideologie, identità. Oggi noi siamo in una situazione di nomi senza contenuto, senza storia. Cacciari è un esponente autorevole e pensante di un partito importante come quello democratico, che è luogo dove si incontrano le principali culture di questo Paese: cristiana, socialista-comunista, laica. Dovrebbe essere una risorsa e invece sembra essere un motivo di conflitto e divisione". Cacciari: "Un partito politico oggi deve essere in grado di affrontare questioni di carattere etico, esprimersi ed esporsi in tema di valori. Non può essere un partito relativistico, agnostico, indifferente. D'altronde, i temi etici oggi interessano molto gli elettori. Non li puoi ignorare perché sono scomodi. Non puoi dire: "No, io di questo non mi interesso: non sono questioni politiche". Perché, invece, sono sempre più determinanti. Ma come affrontarli? Se un partito politico li affronta in termini religiosi, diventa una setta, un soggetto che predica qualcosa che per esso assume valore assoluto. Ma se io predico qualcosa che ha valore assoluto, cesso di essere un partito, perché un partito non può essere detentore di valori assoluti. è 'parte'. L'homo democraticus non può essere homo religiosus, né homo hierarchicus. La sua origine si fonda sull'idea dell'uguaglianza degli individui. è necessario per questo che egli appaia come un relativista scettico? Ma perché mai? L'homo democraticus può ben essere convinto dell'importanza dei propri valori, ma lo sarà anche del loro fondamento storico. Egli, cioè sa che i propri valori sono qualcosa di 'costruito', niente di assoluto, qualcosa destinato a modificarsi, divenire, trasformarsi. E perciò anche tramontare. L'homo democraticus, per questo, modifica le proprie convinzioni: la sua identità non solo è storicamente determinata, ma va modificandosi in relazione all'altro, nella relazione con l'altro. Questo è il metodo da seguire per quanto riguarda le questioni etiche. Per queste ragioni io credo che in un partito la complessità dei valori possa essere ricchezza e non fonte continua di traumi. All'interno di tutti i partiti sulla faccia della Terra c'è un certo grado di 'politeismo' dei valori. Ma questo 'politeismo' può essere 'progettato'. è per questa idea che mi sono battuto per dar vita al Partito democratico. Ripeto: 'progettato'. Il Partito democratico è un partito in cui ci sono credenti e non credenti, laici e cattolici, come si usa malamente dire; ma non per caso. A differenza di Forza Italia. Anche lì coabitano, ma, appunto, 'per caso'. Nel Partito democratico il loro dialogo deve apparire invece pensato e voluto. Se così avverrà, si sarà trattato di una vera, coraggiosa innovazione politica. O altrimenti la politica italiana conterà l'ennesimo fallimento. n.

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YouTube, io no (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-02-2008)

 

TECNOLOGIA INTERNET / IL DIGITAL DIVIDE IN POLITICA YouTube, io no di alessandro Gilioli I candidati alla Casa Bianca usano il più famoso sito di video on line per farsi propaganda. Mentre i leader italiani lo ignorano. E ne sono puniti Il sito per cui si era esibito, Italia.it, non esiste più, cancellato dagli sprechi e dalle polemiche. Ma la performance è ancora on line e occupa i primi due posti della schermata di YouTube se vi si digita il nome 'Francesco Rutelli'. è il famoso spot, recitato in un inglese all'amatriciana, in cui il vicepremier uscente invitava gli stranieri a venire nel nostro Paese ("Pliz, vizit Italy!"), scatenando l'ilarità dei più. Il clip è proposto in diverse versioni e la più cliccata ha superato le 130 mila visite. Già: finire su YouTube ed esserne oggetto di scherno è un rischio che si corre quando si è famosi o appena lo si diventa un po'. Com'è accaduto al procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, nei giorni caldi della vicenda Mastella: un intruglio di italiano e vernacolo con un tripudio di anacoluti che hanno consolato il suo indagato ex ministro ("Vengo giudicato da una macchietta finita su YouTube"). Ma Clemente ha poco da gioire: se digitasse il suo nome nel celebre sito di video, scoprirebbe che quasi tutti quelli che lo riguardano sono stati caricati dai fan di Beppe Grillo, compreso quello sulle sue dimissioni, seguito per popolarità da una composizione di immagini e musica che ironizza sulla sua predilezione per le poltrone. Non molto meglio va a Walter Veltroni: il primo filmato che appare è la malaugurata intervista a Fabio Fazio in cui il sindaco di Roma prometteva di ritirarsi dalla politica per andare in Africa appena concluso il suo mandato al Campidoglio, mentre il clip più recente inserito in Rete è una denuncia di tutte le violazioni urbanistiche avvenute a Roma con Veltroni sindaco. Insomma, con poche eccezioni i politici italiani non escono decentemente da YouTube: Berlusconi è oggetto di denunce e satire pesanti, a Prodi vengono rinfacciate le promesse disattese, per D'Alema parlano le imitazioni di Sabina Guzzanti, per Bertinotti le parodie del fratello Corrado. Inevitabili, in un sito i cui contenuti sono caricati dagli utenti, gli sbeffeggi ai politici? Sì, ma fino a un certo punto. Perché YouTube, proprio per il fatto di essere aperto a tutti, si presta anche a essere manovrato dagli stessi interessati, che potrebbero caricarvi video autopromozionali in quantità pari se non superiore a quelli di satira. è quello che avviene negli Usa e basta cliccare i nomi dei candidati alla presidenza per trovare - accanto ai video di sbertucciamento - anche quelli messi dagli staff dei politici o da semplici fan. Sotto Natale, tutti gli aspiranti alla Casa Bianca hanno inviato i loro auguri agli elettori anche via YouTube, esibendosi in salutoni con la famigliola (Obama) o senza (Hillary), e perfino in modo un po' autoironico vestito di rosso sotto l'albero (Rudolph Giuliani). In Italia l'unico politico nazionale che ha adottato un sistema vagamente simile è stato Antonio Di Pietro, che avendo per mesi riversato su YouTube le sue cronache dal consiglio dei ministri, adesso ha una tribuna elettronica attiva ventiquattro ore al giorno. Ma si tratta di clip rudimentali, paludati e a inquadratura fissa: lodevoli più che altro come tentativi di comunicazione via Web. Molto più avanti in questo senso sono alcuni dei più famosi marchi commerciali che hanno capito come YouTube possa diventare un veicolo gratuito di spot: lo staff di Armani ha postato il suo ultimo spot, quello con Beyoncé Knowles, totalizzando in poche settimane oltre 700 mila spettatori; Fiat ha superato gli 800 mila con la pubblicità della Bravo cantata dalla Nannini; Nokia viaggia verso il milione di visite al suo 'commercial' per il telefonino-palmare N95, e così via. Insomma, forse basterebbe un po' di interesse in più verso Internet, qualche buon video (magari con una bella colonna sonora) e anche per i politici YouTube non sarebbe solo satira e sberleffo. Che poi non basti a risollevarne l'immagine, beh, questo è tutt'altro discorso. n.

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Italia, classe media in crisi (sezione: Grillo)

( da "Emmegipress" del 01-02-2008)

 

Sezione: n.d. Categoria: Cronaca Titolo: Italia, classe media in crisi Data: 14/01/2008 14.35.37 Fonte: The Chicago Tribune, Stati Uniti News: Dieci mesi fa Giampiero Beltotto ha deciso di scrivere un libro per raccontare la crisi di quella classe media italiana che si sta impoverendo ed è ormai costretta a fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese. Il suo libro, intitolato "I nuovi poveri", offre uno sguardo particolare sulla crisi del Bel paese e denuncia le difficoltà economiche che nutrono la rabbia degli italiani verso i privilegi della loro classe politica. Un sentimento sempre più diffuso, come dimostrano il successo del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La casta" e delle iniziative di Beppe Grillo.

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Italia, Confindustria denuncia i costi della politica (sezione: Grillo)

( da "Emmegipress" del 01-02-2008)

 

Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".

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Festa grande in piazza per il Duca del Bocal (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 01-02-2008)

 

BOSCOCHIESANUOVA. Al lavoro studenti dalle materne alle medie Festa grande in piazza per il Duca del Bocal Alunni e insegnanti dell'istituto comprensivo hanno riscoperto la storica maschera della Lessinia Coinvolte anche le scuole di Cerro e Roverè: Bertoldo da Parparo è stato l'ospite d'onore   Alunni e insegnanti hanno sfilato insieme per festeggiare il carnevale in piazza: nessun brutto voto per la manciata di coriandoli finita giù per la nuca di un severo docente. In piazza Chiesa si sono date appuntamento tutte le classi dell'istituto comprensivo, dalle materne alle medie, coinvolgendo anche quelle di Cerro e Roverè. Così il Duca del Bocal, la maschera storica del paese riscoperta lo scorso anno proprio grazie alla scuola, dopo diverse stagioni che non tornava più in piazza, ha ricevuto la sua dose di applausi. Tutti lì a contendersi lo scettro di re del Carnevale della Lessinia, il Duca del Bocal e il Marchese del Pitale (vaso da notte), tutti con il proprio discorso, preparato nei minimi dettagli per catturare le simpatie della folla e quindi per essere acclamato: i potenziali duca hanno promesso libagioni e feste sorseggiando del buon vino da quel bocal che reca scritto: "Ci si siede pesanti e dolenti e ci si alza leggeri e contenti"; i marchesi in gara hanno raccontato che, colui che sarà eletto maschera del paese, istituirà il giorno del vaso da notte e il giorno del bagno in comune, ma la folla non ha avuto dubbi per acclamare il vincitore. Ospite per la prima volta anche Bertoldo da Parparo, più che una maschera un personaggio della letteratura che la tradizione vuole sia nato nei dintorni di Roverè, dove ancora esistono una contrada Bertoldi, il cognome, perfino un campo e dei ruderi indicati come la casa di Bertoldo a Fondi di Parparo. Ragazzi e ragazze delle scuole medie di Roverè hanno dato vita ai cortigiani di re Alboino, alla cui corte Bertoldo si esibiva e ai popolani del contado da cui lo stesso personaggio proveniva. Simbolo della loro maschera due vere enormi rape, perché fagioli e rape erano l'alimento preferito di Bertoldo e la loro privazione alla corte di Alboino, dove venivano serviti cibi ricercati e raffinati, determinarono la morte del montanaro filosofo. "A scuola stiamo allestendo con l'aiuto del noto regista Alessandro Anderloni, esperto di cultura popolare, un pezzo teatrale centrato sulla figura di Bertoldo", racconta una improbabile e carina Marcolfa, che giudica lei stessa "rozzo, grossolano, però interessante" il suo amato sposo Bertoldo. Mescolato tra le maschere anche il dirigente scolastico Donato De Silvestri, per l'occasione sassofonista nell'orchestrina di cinque elementi che intona canzoni ballabili da tutti in un grande girotondo improvvisato sulla piazza. La fine arriva con frittelle e galani, tè e cioccolata caldi offerti dalla Pro loco, che ben concludono una mattinata passata lontano dai libri e dalle interrogazioni. V.Z.  .

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Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri (sezione: Grillo)

( da "Brescia Oggi" del 01-02-2008)

 

BRUXELLES. Europa Tv vince il ricorso contro l'esclusione dal 1999 dalla diffusione nazionale pur essendo autorizzata. Mediaset: "Nessun rischio per Retequattro" Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri Per i giudici di Lussemburgo la norma di assegnazione delle frequenze non rispetta il diritto comunitario   BRUXELLES La Corte di giustizia europea ieri ha stabilito che il regime italiano di assegnazione delle frequenze tv è "contrario al diritto comunitario". I giudici di Lussemburgo hanno dato ragione all'emittente Centro Europa 7 srl, che nel 1999 aveva ottenuto dalle autorità italiane l'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle frequenze. Dopo che la richiesta di risarcimento per il danno subito era stata respinta dal giudice amministrativo, il caso è finito al Consiglio di Stato che ha interpellato la Corte Ue, spiegando che il piano di assegnazione delle frequenze previsto dalla legge italiana non è mai stato applicato, mentre altre leggi hanno continuato a prorogare il regime transitorio. "L'applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti", ha scritto la Corte, "ha avuto l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze"; effetto "restrittivo", consolidato anche dall'autorizzazione generale "a favore delle sole reti esistenti, a operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi". Quindi l'assegnazione in esclusiva è "contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi". La parola passa ora al Consiglio di Stato e a questo punto Retequattro potrebbe essere costretta a migrare sul satellite per lasciare spazio a Europa 7, in onda in sette regioni. Da Cologno Monzese Mediaset ha sottolineato che "il giudizio cui la sentenza si riferisce riguarda una domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato italiano e non può concludersi in alcun modo con pronunce relative al futuro uso delle frequenze". Quanto all'insinuazione che Retequattro occuperebbe indebitamente spazi a danno di Europa 7, "Mediaset ribadisce che Retequattro è pienamente legittimata all'utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio". Di parere opposto Francesco Di Stefano editore di Europa7: "Vogliamo le frequenze e il risarcimento danni". Immediate le reazioni sul fronte politico interno ed estero. "Felicitazioni" sono giunte da Viviane Reding, commissario Ue all'Informazione, che ha sottolineato come la sentenza sia un segnale in favore di "una concorrenza effettiva" e porti nuove obiezioni alla legge Gasparri. "La Corte di Giustizia ha ragione", ha commentato Paolo Gentiloni, Pd, ministro delle Comunicazioni, "il regime italiano è contrario al diritto comunitario. A questa consapevolezza si è sempre ispirata l'azione del governo. In questi 20 mesi", ha rimarcato, "si sono finalmente mossi i primi passi per ripristinare le regole del diritto e della concorrenza a cui si ispira il mio disegno di legge". Per Paolo Ferrero, Rifondazione, ministro della Solidarietà, "con questa sentenza si può portare un po' di legalità"; Per Angelo Bonelli, Verdi, "la sentenza è la conferma della grave situazione di conflitto di interessi esistente in Italia". Per Maurizio Gasparri, autore della legge quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".

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Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Arena.it, L')

 

BRUXELLES. Europa Tv vince il ricorso contro l'esclusione dal 1999 dalla diffusione nazionale pur essendo autorizzata. Mediaset: "Nessun rischio per Retequattro" Frequenze tv, la Corte Ue boccia la legge Gasparri Per i giudici di Lussemburgo la norma di assegnazione delle frequenze non rispetta il diritto comunitario   BRUXELLES La Corte di giustizia europea ieri ha stabilito che il regime italiano di assegnazione delle frequenze tv è "contrario al diritto comunitario". I giudici di Lussemburgo hanno dato ragione all'emittente Centro Europa 7 srl, che nel 1999 aveva ottenuto dalle autorità italiane l'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle frequenze. Dopo che la richiesta di risarcimento per il danno subito era stata respinta dal giudice amministrativo, il caso è finito al Consiglio di Stato che ha interpellato la Corte Ue, spiegando che il piano di assegnazione delle frequenze previsto dalla legge italiana non è mai stato applicato, mentre altre leggi hanno continuato a prorogare il regime transitorio. "L'applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti", ha scritto la Corte, "ha avuto l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze"; effetto "restrittivo", consolidato anche dall'autorizzazione generale "a favore delle sole reti esistenti, a operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi". Quindi l'assegnazione in esclusiva è "contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi". La parola passa ora al Consiglio di Stato e a questo punto Retequattro potrebbe essere costretta a migrare sul satellite per lasciare spazio a Europa 7, in onda in sette regioni. Da Cologno Monzese Mediaset ha sottolineato che "il giudizio cui la sentenza si riferisce riguarda una domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato italiano e non può concludersi in alcun modo con pronunce relative al futuro uso delle frequenze". Quanto all'insinuazione che Retequattro occuperebbe indebitamente spazi a danno di Europa 7, "Mediaset ribadisce che Retequattro è pienamente legittimata all'utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio". Di parere opposto Francesco Di Stefano editore di Europa7: "Vogliamo le frequenze e il risarcimento danni". Immediate le reazioni sul fronte politico interno ed estero. "Felicitazioni" sono giunte da Viviane Reding, commissario Ue all'Informazione, che ha sottolineato come la sentenza sia un segnale in favore di "una concorrenza effettiva" e porti nuove obiezioni alla legge Gasparri. "La Corte di Giustizia ha ragione", ha commentato Paolo Gentiloni, Pd, ministro delle Comunicazioni, "il regime italiano è contrario al diritto comunitario. A questa consapevolezza si è sempre ispirata l'azione del governo. In questi 20 mesi", ha rimarcato, "si sono finalmente mossi i primi passi per ripristinare le regole del diritto e della concorrenza a cui si ispira il mio disegno di legge". Per Paolo Ferrero, Rifondazione, ministro della Solidarietà, "con questa sentenza si può portare un po' di legalità"; Per Angelo Bonelli, Verdi, "la sentenza è la conferma della grave situazione di conflitto di interessi esistente in Italia". Per Maurizio Gasparri, autore della legge quando era ministro delle Comunicazioni "la decisione della era prevista, ma è un problema risolvibile: abbiamo da tempo pronto l'emendamento alla legge 112/2004 che la renderà totalmente conforme alla volontà dell'Ue". Intanto, Beppe Grillo annuncia: "presenterò una proposta per una nuova legge".  .

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Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

 

Venerdí 01.02.2008 08:00 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del presidente Montezemolo... Luigi Abete sta facendo di tutto per creare un asse forte tra Veltroni e Montezemolo Borsa e governo/ Il mercato snobba il "palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le mani nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un "governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i dati Il presidente del Consiglio incaricato Franco Marini, a cui il capo dello Stato ha chiesto di verificare l'esistenza di una maggioranza a sostegno di una riforma elettorale e di un nuovo governo che gestisca la fase di transizione, riparte con il suo giro di consultazioni. Ma mentre a Palazzo Giustiniani si susseguono gli incontri con le delegazioni dei partiti, arriva dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che in questo contesto ha parlato più come leader della sinistra radicale che come figura istituzionale, una precisazione che palesa come di fatto inevitabile il ritorno alle urne: "Il problema non è se andare a votare ma con quale legge elettorale". E il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, spiega che il suo partito "conferma il suo consenso sulla legge elettorale alla tedesca ma non è disponibile in alcuna forma a sostenere un governo con le forze del Centrosinistra. I trasformismi, e tali sarebbero, sono il cancro della democrazia italiana". Bertinotti, intervenuto alla trasmissione Panorama del giorno, ha ribadito che secondo lui la legislatura è politicamente finita perché "la maggioranza che si è determinata con il voto delle ultime elezioni su preciso mandato di programma e schieramento con la sconfitta al Senato sul voto di fiducia è finita. Parti importanti come Mastella e Dini l'hanno lasciata, dimostrando che il problema era al centro". Secondo il presidente della Camera il compito di Franco Marini è "difficile" anche se "la politica deve essere in grado anche di tentare imprese difficili". Per Bertinotti servirebbe una "riforma elettorale che in primo luogo elimini le maggioranze coatte, quelle in cui cioè prevale la logica del vincere su quella di avere un programma forte e condiviso". Infatti, "con questo sistema maggioritario tutte le maggioranze sono coatte". Non sembra avere dubbi, Bertinotti, anche sul prossimo scenario elettorale e sul fatto che per la sinistra quella di correre da sola alle prossime elezioni è una "scelta obbligata": "Il punto - ha però detto - è sapere come, con quale indirizzo programmatico. Penso che strategicamente non c'è altra possibilitá per la sinistra radicale che costituirsi in un soggetto politico unitario". L'Udc "conferma il suo consenso sulla legge elettorale alla tedesca ma non è disponibile in alcuna forma a sostenere un governo con le forze del centrosinistra. I trasformismi, e tali sarebbero, sono il cancro della democrazia italiana". E' quanto afferma Pier Ferdinando Casini, al termine del colloquio con il premier incaricato Marini. "Le modalità con cui il presidente Marini sta portando avanti le consultazioni contribuiscono a svelenire il clima politico. Siamo costruttori di pace se non è per l'oggi sarà per il domani". Elezioni anticipate? "La mia sensazione è questa", così risponde a una domanda Casini al termine dell'incontro con il presidente del Senato. Intanto, il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, fa sapere che il suo partito, ultimamente orientato sul ritorno alle urne, si fa già da ora garante della "pacificazione" tra i poli, spiegando che la prossima dovrà essere "una legislatura moderata perché il Paese è in una situazione difficile e non si può andare avanti con lo scontro fra due fazioni". E in questo contesto, ha detto ancora Cesa, "se alle prossime elezioni vincerà il Centrodestra abbiamo già detto a Silvio Berlusconi che una presidenza delle due Camere e anche la guida di alcune commissioni dovranno andare a esponenti del centrosinistra". I primi ad affrontare il colloquio con il presidente del Senato sono stati i Verdi. A guidare la delegazione il ministro Alfonso Pecoraro Scanio accompagnato dai capigruppo di Senato e Camera, Natale Ripamonti e Angelo Bonelli. Pecoraro Scanio ha sottolineato il rischio di possibili ricorsi dopo il voto a causa delle osservazioni della Corte Costituzionale sulla legge elettorale in vigore. "I Verdi - ha detto - assicurano il sostegno all'azione del presidente Marini e confidano nella sua capacità di trovare una soluzione di modifica di una legge elettorale dichiarata incostituzionale anche dalla Corte nella recente decisione che riguarda anche il referendum. Non possiamo permetterci - ha aggiunto - la follia per cui chiunque perda le prossime elezioni abbia la possibilità di invalidarle". Allora referendum prima del voto? No, per i Verdi la strada da seguire è quella di "un governo che vari una nuova legge elettorale" ma che si occupi anche di salari, giovani e ambiente. Il Pdci, per bocca di Oliviero Diliberto, si è detto contrario ad un nuovo governo se la maggioranza che avrebbe a proprio sostegno fosse diversa dal centrosinistra, "perché sarebbe un tradimento della volontà degli elettori". Ergo: meglio tornare al voto. E a proposito dell'eventuale riforma della legge elettorale, Diliberto ha precisato che il suo partito sarebbe favorevole solamente se si discutesse di un sistema proporzionale che fosse realmente rappresentativo di tutte le voci, quindi no ad un rafforzamento dei premi di maggioranza o a sbarramenti che escludano dal Parlamento le forze minori, come previsto anche dalla bozza Bianco, a cui il Pdci oppone un no deciso. Enrico Boselli, segretario dello Sdi, dopo il colloquio con Marini ha speigato la contrarietà del suo partito al referendum e alla legge elettorale che ne verrebbe fuori. Per questo "abbiamo detto al presidente che siamo disponibili a valutare l'ipotesi di un governo che valuti una riforma elettorale seria" e che si occupi delle principali emergenze del paese, come l'attuazione del protocollo sul welfare, l'emergenza rifiuti a Napoli. Il sì dei socialisti ad un nuovo governo è subordinato ad un'intesa preventiva sulla legge elettorale, "ma la proposta Bianco non è accettabile, si riparta dalla bozza Chiti che aveva incontrato un largo consenso in tutti gli schieramenti". SEGUE/ Loft news dal Pd: si va verso le elezioni in aprile, con Prodi --> pagina successiva >>.

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Come si diventa adulti in famiglia (sezione: Grillo)

( da "Italia Sera" del 01-02-2008)

 

Spettacoli cineprime di Claudio Fontanini Come si diventa adulti in famiglia Il bel film della Jenkins con Seymour Hoffman che ha inaugurato il Torino Film Festival di Moretti La famiglia Savage Di Tamara Jenkins Con Philip Seymour Hoffman, Laura Linney, Philip Bosco Distribuzione: Fox Durata: 1h50' Genere: Drammatico Giudizio: Buono Cos'hanno in comune un nevrotico professore universitario di drammaturgia di Buffalo (Philip Seymour Hoffman) che spiega ai suoi allievi l'ira edipica in Beckett e un'aspirante scrittrice teatrale dell'East Village (Laura Linney, candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista) che passa le giornate a richiedere sovvenzioni e rubare materiale d'ufficio mentre flirta con un amante attempato e sposato? Sono fratello e sorella e quando arriva la notizia che il loro dispotico e insensibile genitore (l'ottimo Philip Bosco) è sprofondato nella demenza dovranno occuparsi di lui. Presentato a Toronto, al Sundance di Robert Redford e scelto da Nanni Moretti per inaugurare l'ultimo festival di Torino (il primo sotto la sua direzione), "La famiglia Savage"- seconda regia di Tamara Jenkins a 10 anni di distanza da "L'altra faccia di Beverly Hills"- è un bel film sulla crescita e sulle controverse dinamiche familiari che regolano e soffocano gli individui. Crudo, realista e qua e là inframmezzato da venature di comicità surreale (si veda l'infortunio di Hoffman durante la partita a tennis con la sorella e l'originale cura casalinga) il film della Jenkins (produce Alexander Payne, il regista del bellissimo "A proposito di Schmidt" con Nicholson vedovo pensionato) è un teatrino dell'assurdo che mette in scena disintegrazione e isolamento, egoismo e sentimenti repressi. Ansia e depressione, bugie e calmanti, cani e gatti, drammatiche trasvolate (il padre coi calzoni abbassati nel corridoio dell'aereo nella scena più toccante del film) e richiami di sangue, "Il cantante di Jazz" e la strega del mago di Oz. Essenziale, toccante, autentico e ben recitato, "La famiglia Savage" è una sofferta e riuscita analisi psicologica piena di umanità e sensibilità. Un bel gruppo di famiglia da un interno che si stacca dai canoni della tipica famiglia americana riunita il giorno del ringraziamento davanti ad un tacchino farcito. Edizione n. 825 del 01/02/2008.

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LA PAROLA AI LETTORI (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-02-2008)

 

TREVISOBasta presentare il Venetocome un popolo razzistaMancavano solo Toni Gasparini, Giacinto Castellan,Bepi Scodeller,Franco Zaccaria, Lino De Benedetti,Don Schiavon e soprattutto Gastone Moschin,alias Osvaldo Bisigato mentre si lancia nella sottostante Piazza dei Signori dal Palazzo dei Trecento,sabato 26 gennaio 2008 al reading degli scrittori del nordest a Treviso, città dove il grande Germi nel 1965 giro'Signore&Signori uno sguardo ridente sull'ipocrisia morbida...Se sabato veniva anche Piero Chiambretti mi sembrava di essere a Markette-tutto fa' brodo. Non comminciate a sbraitare e a insultarmi subito, lasciatemi dire la mia in qualita' di letterato(colui che scrive molte lettere ai giornali!). Cari scrittori del nordest mi e' piaciuta molto l'iniziativa del 2006 nel promuovervi con vari reading con il libro corale I Nuovi Sentimenti,dirò di più mi sono piaciuti tantissimo i racconti di Vitaliano Trevisan e Tiziano Scarpa ma anche gli altri, mi sono simpatici Umberto Casadei e anche Mauro Covacich di cui sono debitore assieme a un'amica scrittrice Marzia Nicchio di uno scrocco di spritz al Pedrocchi di Padova. Quest'anno però, i suonatori più o meno sono gli stessi ma la musica non è la stessa, anzi anche l'amplificazione non e la stessa.Caro Mauro Covacich dove hai portato i tuoi amici scrittori? In un'iniziativa culturale infelice con un grande battage giornalistico partito dalle colonne dell'Espresso e proseguito in una pubblicità faziosa ed esagerata in tutti i quotidiani Veneti? Certo non sono il solo a pensarla così, mi sembra che anche Ulderico Bernardi,Gianantonio Marinelli,Lorenzo Tommasin,ed altri ancora non la pensino proprio come voi, ai più è sembrata una Marketta! Il razzismo può essere un problema serio, ma non è il problema prioritario del Veneto, molti hanno visto questa kermesse un'operazione autopromozionale e autoreferenziale, senza risultati concreti: letture infuocate, vibrate proteste, applausi, ma tutto resta come prima i ricchi restano ricchi e i poveri restano poveri. Gli stranieri nel Veneto hanno bisogno di bistecche non di fumo d'arrosto, fatti concreti e non parole. In un film del 1970 La moglie del prete un vecchio clochard diceva mi me ne sbatto del conforto morale, me interessa i schei,tutto questo per dire che se si vogliono aiutare veramente gli stranieri ci vogliono fatti concreti. Caro Mauro, come si fa'ad organizzare una manifestazione,con una amplificazione insufficiente,infatti non si sentiva una mazza, metà piazza era occupata dai bambini in maschera con i genitori che giocavano disinteressati,intorno la piazza il viavai di persone dedite al shopping-compulsivo in frenata causa euromancante,i commercianti dentro i negozi avevano gli occhi speranzosi,nei tre caffè sotto Palazzo dei Trecento molti avventori consumavano beatamente nell'indifferenza assoluta. Anche voi nella scalinata mi sembravate poco convinti e molto seri, Gianfranco Bettin che nel privato ha la battuta facile e sorride, in pubblico sembra avere la faccia contrita e sofferente come uno che ha l'elastico delle mutande che stringe molto,eppure a Mestre al Taliercio nella manifestazione Cambieresti nel 2005 era stato sollecitato da Beppe Grillo a sorridere qualche volta,sorrideva anche Gianantonio Stella quella sera pur bastonando caste varie. E' stato un reading,una carnevalata,o una kermesse marchettara? Che ruffianata quella di Marco Paolini, leggere brani del libro di grande successo a Treviso, del mio amico Beppe Vanzella Gente di Treviso che però non centrava niente con il tema del giorno. Paolini mi sembra molto rancoroso e polemico con Treviso,di Dolo dove presumo viva ancora segretamente e dove nel passato ha vissuto certamente, non ha mai detto una parola con tutti i problemi che ha Dolo,vabbe' che solo il nome di questo paese e' un programma inganno,frodecome recita il dizionario.Voglio dirti ancora una cosa Mauro,tu sei un bravo e abile scrittore e giornalista,scrivi su importanti settimanali e mensili modaioli e soprattutto sul Espresso,gia' a Roma e in altre zone d'Italia non capiscono il Veneto,la nostra rappresentativita' politica a Roma e' vicina allo zero,se tu titoli gli articoli Antirazzismo d'autore.Undici scrittori in piazza a Treviso..che idea si fanno del Veneto a Roma e in tutt'Italia? Poi va a finire che ci credono veramente che noi Veneti siamo razzisti! Non puoi tu che sei di Udine e vivi ormai a Roma,costruire la tua carriera con finti o marginali problemi.I problemi veri sono altri:la casa per tutti,Italiani e stranieri,non si costruiscono più case popolari,la precarietà e il futuro dei giovani incerto, i morti sul lavoro,le dipendenze e i suicidi di molte persone nell'indifferenza assoluta,casi che potrebbero essere salvati se fossero assistiti e curati da psicologi e psichiatri,la gerontocrazia che allontana e blocca i giovani dalla politica,l'identità smarrita di destra e sinistra e la mancanza di dignità del mondo politico che certamente non vuole autorifomarsi,ci vogliono spinte dalla gente comune e dalle persone della cultura,e ancora i poveri invisibili che per pudore e vergogna non chiedono nulla ai servizi sociali, mangiando pane e latte molti anziani faticano ad arrivare a fine mese,e potrei continuare ancora.Come intellettuali della Cultura vi siete accorti che il Veneto è l'unica regione d'Italia a non avere l'Assessore alla Cultura?L'Assessore alla Cultura nel Veneto e' un optional,non ce l'ha Vicenza di destra ne' Rovigo di sinistra,la Cultura e' per oziosi non serve,e' marginale,si va avanti con deleghe dei sindaci o del governatore,ma quando mai questi hanno il tempo per la Cultura,con i problemi che i loro importanti incarichi impegnano ?Nell'indifferenza totale generale,alla destra il problema non interessa,la sinistra applica la soluzione del tanto peggio,tanto meglio.Ragazzi,sia che siamo di destra o di sinistra o altro,lo dobbiamo avere ed esigere vigorosamente tutti un Assessore alla Cultura,queste sono le regole del gioco, in una Democrazia.Vogliamo farci ridere adosso da tutte le altre regioni che ce l'hanno,non saranno mica scemi gli altri.Per forza ci vedono avidi dediti solo agli interessi eworkhaolice spreconi della potenzialita' dell'industria-cultura che il Veneto ha,ma non e' ben valorizzata.Non aspettiamo le Gentilinate di Gentilini o le esternazioni di qualche consigliere incazzato per ricamarci su e imbastirci battaglie sterili che non portano a nulla solo l'occupazione del teatrino multimediale.Gentilini io lo vedo comunicativo,tu Mauro lo vedi comunicattivo è solo una questione di punti di vista,con le sue esternazioni raggiunge i media ,è il suo obiettivo,e tu ci caschi, ricordiamoci anche pero' che e' stato un sindaco votatissimo e in Democrazia è importante il consenso,e nonostante le sparate verbali,non ha commesso gravi reati di stampo razzistico e non l'ho visto mai nelle mie numerose frequentazioni a Treviso con la tonaca e il cappuccio della divisa del Klux Klux Klan,magari l'ho visto con un calice di prosecco in mano.Io tra un sindaco filosofo e uno tombino scelgo quello tombino,e penso che anche le persone comuni scelgano il sindaco tombino,preferendo un sindaco vicino ai piccoli problemi della vita quotidiana.Cari amici scrittori la mia MARKETTA termina qui,non prendetevela ho scherzato,ironizzato,anzi ho satireggiato,certo non sono ne' Karl Kraus ne' tantomeno il compianto Sergio Saviane che tra le tante cose fece arrabbiare di brutto Moravia con Il Moravia Desnudo,certo il mio scopo non è di farvi arrabbiare ma di farvi riflettere,io ho sempre dubbi,molti dubbi e credo nell'onesta' intellettuale,spero che gli abbiate anche voi.Scusatemi se sono stato polemico,reazionario e politicamente scorrettoGiuseppe Carosella.

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Mentre la politica va la nave affonda (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)

 

Oggi è Ven, 01 Feb 2008 Edizione 22 del 01-02-2008 La distanza tra il popolo e chi ci governa aumenta sempre di più. E la gente non arriva alla fine del mese Mentre la politica va la nave affonda di Francesco Blasilli L'alba napoletana del nuovo anno sembra lontana un secolo. Eppure non è passato nemmeno un mese dall'invasione campana della mondezza. E, tanto per essere chiari, la mondezza invece di sparire è pure aumentata. Ma non tutti lo sanno, perché nei media tutto lo spazio è per la politica. Referendum e modello tedesco. Oppure elezioni anticipate e sistema francese. O portoghese. O mezzo arabo, un quarto giapponese e un altro quarto coreano. Ma sì, facciamo un bel sistema al sushi. E poi governo esplorativo, di scopo e istituzionale? Prodi, Marini o Berlusconi? Questi sono i temi della nostra Italia. Temi ormai, però, fini a se stessi. La politica italiana è diventata autoreferenziale. Non guarda al cittadino. E la distanza aumenta e la gente non andrà a votare. Perché se è vero che il 40% di astensionismo è dato dai sondaggi, che tali rimangono, è anche vero che basta andare in giro e tastare il polso alla gente per capire che forse la percentuale è pure bassa. Il popolo è stufo. E' stufo di quello che è un teatrino, un copione recitato sulla falsariga della Prima Repubblica. Solo che, almeno là, gli attori erano bravi e si trattava comunque di una prima visione. I vecchi democristiani, i comunisti che mangiavano i bambini e gli estinti socialisti, sapevano presentarsi al pubblico. Adesso Marini si fa un giro, ma Berlusconi non si preoccupa "perché era una cosa dovuta"; intanto a sinistra erano sicuri che ci sarebbe stato un incarico istituzionale, "perché Napolitano lo abbiamo messo noi". Tradotto in italiano: stiamo perdendo tempo. Stiamo perdendo tempo per onorare la liturgia politica, ma se la gente non vuole perdere tempo in Chiesa per curare l'animo, figuriamoci se può accettare di perdere tempo quando in ballo c'è il proprio corpo. Perché se da una parte si parla di riforme, dall'altra parte della barricata si parla di pane da mettere sotto i denti. Che non basta per tutto il mese. Se da una parte, qualcuno enuncia i teoremi astrusi sull'energia rinnovabile, dall'altra qualcun altro vorrebbe solo che gli portassero via la mondezza da sotto casa. Perché se è vero che la riforma elettorale è importante anche per la gente, se chi ha il dovere di farla pensasse realmente al popolo, rimetterebbe la preferenza e il gioco sarebbe fatto. Solo che i nostri politici hanno due soli pensieri in testa: il loro sedere e la loro poltrona. E l'obiettivo è farli coincidere il più a lungo possibile. Solo che adesso anche noi abbiamo due soli pensieri in testa. Uno è lo stesso. Ed è il loro sedere. L'altro no, perché si tratta del nostro piede. Anche in questo caso, però, l'obiettivo è far coincidere le due cose il più a lungo possibile. La voglia di prenderli a calci nel sedere da qui all'eternità, infatti, è diventata quasi irresistibile. Perché la risposta che arriva dal palazzo è quella di fare nuovi partiti o di cambiargli i nomi: Pd, Pdl, Cosa Rossa, Cosa Bianca, Rosa Bianca, Destra, Sinistra Democratica. Le facce, però, sono sempre le stesse. E per il popolo, invece, va sempre peggio. Ed è per questo che Beppe Grillo diventa un fenomeno di massa. Ed per questo che gli unici partiti per i quali la gente è disposta ad esplicitare il loro voto (in genere si vota Berlusconi o Veltroni e poi si nega di averlo fatto) sono l'Italia dei Valori e la Lega. Perché i loro leader, Di Pietro e Bossi, incarnano il sentimento della gente: sono incazzati. E non c'è nemmeno tanto da stupirsi se alla fine Berlusconi continua ad andare di moda: meglio lui che salta sul predellino ed inizia ad urlare, che i soliti pedanti filosofi della politica. E non ci si può nemmeno meravigliare se la politica clientelare di stampo ceppalonico raccoglie sempre i suoi frutti. La maggior parte della gente che (forse) vuole andare alle urne non lo fa per convinzione, ma per disperazione. Il motto non è "alle urne, alle urne", bensì "peggio di così si muore". Siamo ormai ad un passo dalla sovietizzazione. Da una parte la classe politica barricata dentro il Cremlino, dall'altra il popolo che muore di freddo e fame. Diminuiamo i parlamentari? Sì, ma tra qualche anno. La casta? Esiste, ma più che soluzioni spuntano libri. Un po' come la Mafia: c'è e basta. L'auto blu? Zitto e prendi l'autobus. Sempre se passa. La soluzione a tutto questo non c'è. Sì, qualcuno magari invece di tirare un "cavalletto" a Berlusconi stavolta tirerà una "pizza" (cinematografica s'intende....) a Veltroni, ma gli italiani non sono popolo da rivolta di piazza. E poi siamo nel 2008, non nel medioevo. L'unica rivolta rimasta è quella della mente. Una rivolta quasi irriverente e perversa. Quasi da vergognarsi. Perché se accendi la tv e vedi che a "Matrix" e "Porta a Porta" parlano della strage di Erba sei quasi sollevato di non vedere il faccione di Prodi. E sotto sotto speri che il premier del futuro sia proprio Olindo.

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L'imprenditore tra l'Unità e la Tv che non c'è (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)

 

Oggi è Ven, 01 Feb 2008 Edizione 22 del 01-02-2008 Di Stefano L'imprenditore tra l'Unità e la Tv che non c'è Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese di Avezzano, un passato nella Dc, è il fondatore di Europa7, ribattezzata da Beppe Grillo la 'televisione scomparsa'. Lui, che ha legato la propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sé di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella che lui definisce 'una storia grottesca': tutto inizia nel luglio 1999 quando l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive nazionali e riesce a vincere una concessione per Europa7, al posto di Rete4, che perde il diritto di trasmettere. Europa7 si prepara così a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza. Si assumono circa 700 dipendenti, si acquista una sede a Roma di 20.000 metri quadrati, con otto studi, vengono acquisiti i diritti di varie trasmissioni. Ma Europa7 non riuscirà mai a trasmettere in virtù di un'autorizzazione ministeriale del 1999 concessa a Rete4, che occupa le frequenze assegnate ad Europa7. Parte una lunga e difficile battaglia: la società si appella al Tar del Lazio e successivamente al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale. Nel luglio 2005 il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a dieci quesiti, dove si mettono in discussione le leggi italiane in materia di televisione e si ribadiscono le richieste di assegnazione delle frequenze e di risarcimento per Europa7. Nel corso degli anni il network - le cui vicende si sono intrecciate con la tormentata questione dell'assetto della Tv italiana, che ha trovato un punto fermo nella discussa legge Gasparri - si è via via ridimensionato, arrivando oggi a contare solo 6 emittenti che coprono 7 regioni. Oggi la sentenza della Corte rimette in corsa Di Stefano ma la partita ancora non è conclusa e la fine sembra anzi piuttosto lontana.

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Grillo: come cambiare tutto (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 01-02-2008)

 

Oggi è Ven, 01 Feb 2008 Edizione 22 del 01-02-2008 Il comico-antipolitico interviene dopo la sentenza Grillo: come cambiare tutto "Sulle frequenze radiotelevisive farò una proposta per una nuova legge con l'aiuto di esperti del settore": Beppe Grillo reagisce così alla sentenza della Corte di giustizia Europea che, spiega il comico, "ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive". Il 25 aprile, giornata del secondo vaffa day, Grillo proporrà tre referendum per una "Libera informazione in un libero Stato": abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa; abolizione dell'ordine dei giornalisti; abolizione del Testo Unico del 31 luglio 2005 (D.Lgs. 177) che rappresenta oggi il quadro normativo della radiotelevisione. Insomma, il comico-antipolitico scegli l'informazione, e non poteva essere altrimenti, come uno dei pilastri della sua azione contro la cosiddetta "casta", mettendo tutto insieme, senza alcuna distinzione. "La sentenza europea - ricorda Grillo che ha sostenuto la battaglia di Francesco di Stefano - segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell'Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri). Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l'ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge. Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà". "Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo - dice ancora Grillo - dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione".

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DI STEFANO: NOVE ANNI DI LOTTA, ORA FATECI TRASMETTERE (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-02-2008)

 

Di Stefano: nove anni di lotta, ora fateci trasmettere Beppe Grillo ha ribattezza Europa 7 "la televisione scomparsa". Ma il suo fondatore, Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese di Avezzano, un passato nella Dc, non ha mai rinunciato a battersi per ottenere giustizia. Tornato di recente alla ribalta della cronaca editoriale per l'acquisizione dell'Unità, Di Stefano vive quella che lui definisce "una storia grottesca", iniziata nel luglio 1999 quando l'imprenditore vince la gara per una concessione televisiva per Europa 7, al posto di Retequattro, che perde il diritto di trasmettere. Europa 7 assume circa 700 dipendenti, acquista una sede a Roma di 20.000 metri quadrati, con otto studi ma non riuscirà mai a trasmettere in virtù di un'autorizzazione ministeriale del 1999 concessa a Rete4, che occupa le frequenze assegnate ad Europa 7. Parte una lunga e difficile battaglia, fino alla decisione di ieri della Corte di giustizia. "Non possiamo che essere soddisfatti - dicono i legali dell'emittente -, lo scoglio più grande è stato superato". Secca la replica a Mediaset secondo cui non cambierà nulla: "Non è vero che noi abbiamo chiesto solo un risarcimento danni. Noi vogliamo le frequenze e in più il risarcimento. Inoltre va chiarito che a decidere non saremo né Mediaset né noi né la Corte di giustizia ma il Consiglio di Stato. E questa sentenza europea peserà".

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E IL SENATO DIVENTA IL PICCOLO COLLE DEI VETI INCROCIATI (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Nazionale))

 

E il Senato diventa il piccolo Colle dei veti incrociati MARIO AJELLO Roma. Palazzo Giustiniani è diventato un set. Chi l'avrebbe mai detto? Era un mastodontico e un po' polveroso edificio per i padri della patria e per le riserve della Repubblica, oltre che per i presidenti. E ora ce lo ritroviamo come un palcoscenico per giocolieri, belle donne, "nanetti", "cespugli" e perfino... Perfino suini. Che cosa? Cominciano le spettacolari consultazioni, in vista del nuovo governo, e il presidente Marini riceve i mille partiti e partitini e associazioni e sindacati e minoranze etniche e linguistiche - insomma una versione non bonsai anzi quasi extra-large delle consultazioni che si sono appena tenute sul Colle - e di colpo compare un maiale davanti al mastodontico portone finemente decorato e non propriamente simile all'uscio di un ranch. A portare lì la bestiona sono quelli di "Striscia la notizia". La trascinano con un guinzaglio. Vogliono prendere in giro, tramite il maialone, il "Porcellum" di Calderoli: il quale ha avuto anche l'ardire di definire la sua legge un "dono di Dio" e il coraggio di non presentarsi alle consultazioni perchè "puzza la palude romana". Di fatto, però, passa dalle parti di Palazzo Giustinani, per caso, un animalista e si mette a gridare contro quelli di "Striscia": "Voi state torturando questa povera bestia!". Atmosfere campesti, ma anche profumi glamour riservano queste consultazioni mariniane che potrebbero fare invidia a quelle napolitaniane. Guarda un po' chi arriva: la Santanchè! Stiamo a una sfilata milanese? Palazzo Giustiniani è un salotto meneghino, di quelli che la "Santadeche" (soprannome inventato da Dagospia) frequentava insieme al suo mentore Ignazio La Russa? No, qui Roma e qui la Daniela fuoriuscita da An è delegata, insieme al Pecora (cioè Teodoro Buontempo, che è arrivato assai prima del maialone di "Striscia" e prima anche del "Rospo", cioè Dini), per la destra di Storace. Che ovviamente è a sua volta presente (presente!). Poi sfilano da Marini i sudtirolesi della Sudtiroler Volkspartei, che pongono condizioni: "Va bene il nuovo governo, ma sia di alto profilo". Arrivano i valdostani di Autonomie-Liberté-Democratie. Si presentano quelli dell'Unione dei liberaldemocratici e Palazzo Giustiniani vede sopportare (qualcuno sostiene di averlo sentito scoppiare in singhiozzi) la prima semi-scissione dell'atomo diniano. Insomma, c'è Lambertow e c'è pure Scalera. Ma il terzo senatore, D'Amico, no. E avverte da fuori: "Fra me e Dini ci sono differenze rilevanti". Però il prode D'Amico verrà poi recuperato come rappresentante del Comitato referendario di Guzzetta. A riprova che, in queste consultazioni (come nel maiale?) non si butta via niente. E via con i post-pre-para-neo-ultra-meta Dc di Rotondi. E con i mussiani di Mussi e Salvi. Fino all'Udeur, e Mastella entra in serata al cospetto di Marini ma è già dal primo pomeriggio che s'aggira intorno a Palazzo Giustiniani. Sta facendo un girotondo di protesta alla Nanni Moretti del Sannio? No, è impaziente di godersi lo spettacolo di questa sede senatoriale tutta piena di pennacchi e con un bel restyling. Hanno allestito, per le super-consultazioni, tre sale stampa. Nuovi allacci elettrici, cavi telefonici, postazioni di computer... "Stiamo facendo di tutto per essere aggiornati il più possibile", avverte Marini. E il Quirinale rischia di somigliare, al confronto, a un rudere di Piranesi? Quel che è certo è che le consultazioni mariniane dureranno a lungo. I grandi consultati, cioè Pd, Forza Italia e An, soltanto la prossima settimana faranno le loro passerelle. Avanzando i loro niet e i loro entusiasmi sul nuovo esecutivo proposto dal presidente. Quelli che già ieri sono stati a consulto, si sono comportati per lo più così: guarda come ti condiziono Marini, pur volendolo aiutare. Uno per tutti, Dini: "Per noi andrebbe pure bene questo governo, ma prima vogliamo sentire che cosa dicono i partiti grandi". E gli altri: "Sì, ma non sia un governicchio", "Sì, ma l'esplorazione deve continuare", "Sì ma la maggioranza non può essere quella di prima...". Sì? Oggi si ricomincia.

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Il Pd gioca la carta referendum (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

 

Venerdí 01.02.2008 14:12 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe Rumors: Montezemolo potrebbe decidere di scendere in campo con la Rosa Bianca. Presto Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del presidente Montezemolo... Borsa e governo/ Il mercato snobba il "palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le mani nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un "governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i dati Cambiare la legge elettorale in Parlamento o attraverso il referendum. E solo dopo andare al voto. E' questa la linea del Partito Democratico, ribadita dal vicesegretario Dario Franceschini, al termine dell'incontro con il comitato promotore del referendum, che si è svolto nella sede del Pd, con il segretario Walter Veltroni. "Non c'è cosa più sciocca - dice Franceschini - che pensare che abbiamo paura delle elezioni. Il consenso attorno all'idea di cambiamento che rappresenta il Pd è enorme". Detto questo, sottolinea il numero due del Pd, "chiunque può capire che avrebbe senso prima cambiare la legge elettorale che tutti dicono che non funziona e poi andare a votare e non viceversa. Per questo aggiunge - sosteniamo fino in fondo il tentativo del presidente del Senato. In secondo luogo, avrebbe più senso sentire prima come la pensano gli italiani sulla legge elettorale e poi votare subito dopo, cioè tra qualche mese, con la legge elettorale che - conclude - gli italiani hanno scelto". GUZZETTA: IL PD E' DISPONIBILE A UN GOVERNO PER IL REFERENDUM Il Partito Democratico ha garantito la sua disponibilità "a sostenere un governo che faccia in Parlamento la riforma elettorale o, in alternativa, che accompagni e consenta lo svolgimento del referendum prima delle elezioni anticipate". A riferirlo è il presidente del Comitato promotore del referendum, Giuseppe Guzzetta, al termine dell'incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni, e il vice Dario Franceschini. All'incontro erano presenti anche Mario Segni e Natale D'Amico. "Abbiamo esposto la nostra iniziativa a Veltroni e Franceschini sulla possibilità di fare il referendum subito prima dello scioglimento delle Camere e andare al voto con la nuova legge. Veltroni - spiega il presidente del comitato referendario, Giovanni Guzzetta - ha risposto che la posizione del Pd è di essere disponibile a sostenere un governo che faccia in Parlamento la riforma elettorale o che accompagni e consenta lo svolgimento del referendum prima delle elezioni. La nostra opinione - aggiunge - è che dopo tanti tentativi vani, il margine per una riforma è molto stretto quindi, l'unica via è o il voto con questa legge o andare al referendum, soluzione questa tecnicamente possibile e praticabile". Guzzetta esprime "apprezzamento per il riferimento di Napolitano al referendum, cioè agli 820mila cittadini che lo hanno sottoscritto e che, dopo il via libera della Corte, è un diritto acquisito". Dunque, "comunque vada, il referendum resta in campo, e si dovrà fare l'anno prossimo. Da parte nostra -conclude Guzzetta - non c'è nessuna volontà di strizzare l'occhio a tentativi dilatori, ma è irragionevole andare al voto con questa legge, ritardando le elezioni solo di poche settimane". GIORDANO (PRC): GOVERNO PER IL REFERENDUM? LO CONTRASTIAMO L'ipotesi di un governo che consenta lo svolgimento del referendum elettorale è "una soluzione che per noi non solo non è auspicabile, ma la contrastiamo". Lo ha detto Franco Giordano al termine dell'incontro della delegazione del Prc con il presidente incaricato Franco Marini. Secondo il segretario di Rifondazione Comunista, "il referendum ha degli effetti che sono perniciosi perché si determinerebbe un meccanismo di cancellazione delle rappresentanze politiche e un affollamento di tutte le forme di notabilato perché in un listone indistinto - ha sostenuto - compare il progetto politico e ricompaiono coloro che sono stati in così bella mostra nella crisi di governo. Io quelle persone preferirei che non avessero questa visibilità".NNN FINOCCHIARO: ANCHE IL REFERENDUM E' UNA MINA PER LE NUOVE CAMERE Questa legge elettorale è "una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere". Non è sfuggito, ad Anna Finocchiaro, il peso dirompente di quanto ha affermato la Corte Costituzionale nelle due sentenze con cui, mercoledì, ha dato via libera ai referendum elettorali: poche righe per "segnalare" al Parlamento il rischio che le norme vigenti (nonché quelle risultanti dall'esito positivo della consultazione popolare) presentano "aspetti problematici" sul piano della legittimità costituzionale. La capogruppo del Pd al Senato, non solo per sensibilità istituzionale ma anche per formazione giuridica, invita a non sottovalutare le parole della Corte, perché potrebbero derivarne conseguenze devastanti per il Paese. "Quello della Corte è un argomento formidabile - osserva - per spingerci ad approvare subito una nuova legge elettorale". Non c'è dubbio che la Corte abbia voluto richiamare l'attenzione del Parlamento su un profilo di criticità della legge vigente, e di quella risultante dal referendum. Se andassimo a votare con questa legge o con il testo del referendum, ci troveremmo di fronte a Camere elette in base a regole su cui grava un pesante sospetto di legittimità costituzionale. Sarebbe un ulteriore elemento di fragilità istituzionale. Le sentenze della Corte sono come una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere. Se, infatti, venisse presentato un ricorso alla Consulta, è probabile che la Corte dichiarerebbe incostituzionale la legge. E la conseguenza sarebbe la fine della Legislatura. E' una fragilità che non ci possiamo permettere e che si aggiunge a quella derivante dalla crisi e dalla mancanza di volontà di Forza Italia di andare a una nuova legge elettorale. Infatti. La segnalazione della Corte non può restare senza conseguenze. A meno che non si pensi che la partita della crisi, e la decisione di andare alle urne, non debba essere influenzata né dal merito di questioni come questa né dall'interesse del Paese ad avere governi stabili e affidabili, chiunque vinca le elezioni, e tanto meno da tutti quei fattori considerati essenziali dal mondo delle imprese, dal sindacato e anche dalla Chiesa cattolica. SEGUE/ FORZA ITALIA ALLA FINOCCHIARO: IL PD USA IL REFERENDUM PER NON VOTARE --> pagina successiva >>.

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Roma <Europa 7 accoglie con (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 01-02-2008)

 

Roma "Europa 7 accoglie con ... Roma"Europa 7 accoglie con grande soddisfazione la sentenza della Corte di giustizia europea che ha riconosciuto la piena fondatezza di una battaglia giudiziaria portata avanti da ormai molti anni dal suo editore Francesco Di Stefano". Ora, prosegue l'editore, "il giudizio torna al Consiglio di Stato che, alla luce della decisione della Corte di giustizia, si pronunzierà sulla richiesta di Europa 7 volta ad ottenere l'assegnazione delle frequenze per poter finalmente trasmettere a livello nazionale, nonché il risarcimento dei danni finora subìti da Europa 7". Francesco Di Stefano, 54 anni, abruzzese di Avezzano, un passato nella Dc, è il fondatore dell'emittente che ha vinto il ricoeso europeo, ribattezzata da Beppe Grillo la "televisione scomparsa". Lui, che ha legato la propria storia a quella di un'emittente senza frequenze, è tornato a far parlare di sè di recente, facendosi avanti per l'acquisizione dell'Unità. Di Stefano vive quella che lui definisce 'una storia grottesca': tutto inizia nel luglio 1999 quando l'imprenditore decide di partecipare ad una gara pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive nazionali e riesce a vincere una concessione per Europa7, al posto di Rete4, che perde il diritto di trasmettere.Europa7 si prepara così a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza. Si assumono circa 700 dipendenti, si acquista una sede a Roma di 20.000 metri quadrati, con otto studi, vengono acquisiti i diritti di varie trasmissioni. Ma Europa 7 non riuscirà mai a trasmettere in virtù di un'autorizzazione ministeriale del 1999 concessa a Rete4, che occupa le frequenze assegnate ad Europa7. Parte una lunga e difficile battaglia: la società si appella al Tar del Lazio e successivamente al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale. Nel luglio 2005 il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a dieci quesiti, dove si mettono in discussione le leggi italiane in materia di televisione e si ribadiscono le richieste di assegnazione delle frequenze e di risarcimento per Europa 7.Durante gli anni il network - le cui vicende si sono intrecciate con la tormentata questione dell'assetto tv che ha trovato un punto fermo nella discussa legge Gasparri - si è via via ridimensionato, arrivando a contare 6 emittenti che coprono 7 regioni.

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Che disgusto questa politica! Mi (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-02-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Udine))

 

Che disgustoquestapolitica!Mi si consenta di esprimere il mio disgusto nel confronti della politica italiana nel suo insieme - forse sarebbe più giusto dire nei confronti del politici di casa nostra, impegnati in tutto fuorché a calarsi nei problemi della gente comune, nei problemi di coloro che non ce la fanno più a fronteggiare gli aumenti, quasi quotidiani, di pane, pasta, luce, gas, benzina e dei servizi vari, quali acqua e raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani. A proposito di quest'ultimi, grazie a Napoli ed alla Campania ci facciamo ridere in tutto il mondo; non solo, tutti noi dobbiamo sorbirci da mesi, se non da anni, mattina, mezzogiorno e sera, sera mezzogiorno e mattina, le belle immagini che ci arrivano dal "napoletano". Ma i vari Bassolino o Jervolino, se non riescono a risolvere i loro problemi, per ragioni che a noi nordisti sfuggono quasi totalmente, non potrebbero almeno intervenire per limitare certe cronache al Tg della Campania? Se lo facessero, non rischierebbero, quando vengono al nord (ma penso che si guardino bene dal venire), di essere derisi e sbeffeggiati.Non siamo immuni da pecche neppure noi friul-giuliani, tutt'altro, visto che non riusciamo neppure a dare un nome al più blasonato vino bianco della nostra regione e che sulla vicenda sono stati spesi fiumi di parole, ma forse anche di euro. Forse riusciamo ad evitare l'intervento dell'Esercito, ma in ogni caso sarebbe bene che la "telenovela Tokai", volga al termine. Si dice che quando si vede un matto in piazza, ci si mette a ridere, ma se l'abbiamo in casa, di ridere non viene nessuna voglia! Come dire che, se ridiamo, un po' amaramente, delle disgrazie dei campani, non possiamo farlo per ciò che succede in casa nostra.Da quando è nata la Repubblica, seguo puntualmente il messaggio di fine anno del Capo dello Stato. Quest'anno non sono riuscito a prestare attenzione fino alla fine e sono andato a cercarmi un programma sportivo su Sky. Presidente Napolitano è tanto difficile parlare con obiettività, magari mettendo il dito nella piaga?Devo confessare infine che da quando ho letto il libro "La Casta" di Rizzo e Stella, la mia ripulsa nei confronti dei politici si è fatta incontrollabile.Avevo il sospetto che del marcio ci fosse, nella politica, ma non a quei livelli di spudoratezza. Sono stato sempre un convinto sostenitore del libero voto, che poi dovrebbe rappresentare la più alta espressione di democrazia, ma credo (un ripensamento può sempre avvenire) che in occasione di future consultazioni, mi recherò alle urne solo se ci sarà una forza politica che pone ai primi punti del proprio programma, l'eliminazione di tutti i privilegi (compreso quello di aver diritto alla pensione di parlamentare dopo 2 anni e 6 mesi), ed il dimezzamento di tutte le prebende, per parlamentari, governatori, assessori e consiglieri di ogni ordine e grado. Non è accettabile che il presidente della Provincia di Bolzano abbia un appannaggio doppio rispetto al Capo del governo della Germania; non è accettabile che per i politici non ci sia alcun divieto di cumulo (pensioni-onorari-vitalizi ecc.ecc.). Non è accettabile che i signori senatori si aumentino lo stipendio di 200 euro al mese e che i colleghi della Camera minaccino rappresaglie se non viene riconosciuto loro lo stesso aumento. Non è accettabile che quei signori, che già mettono in tasca in un mese, più di quanto io possa metterci in un anno, si "becchino" un simile aumento, mentre io devo accontentarmi di 16 euro ed al tempo stesso devo accettare la decurtazione di 24 euro al mese alla pensione di mia moglie, integrata al minimo, per effetto di qualche decina di euro che ricevo da una società editoriale, per alcuni servizi su avvenimenti sportivi e sulle quali pago regolarmente l'Irpef. A questo punto mi si impongono delle scelte, perché mia moglie non vuole perderci per causa mia: dico alla società editoriale, anche perché sono abituato a lavorare gratis, tenetevi i vostri euro ed io vi faccio i servizi solo per la "gloria", ed al tempo stesso, per riuscire a far quadrare i conti, vado a cercarmi qualche lavoretto con pagamento "sottobanco", come necessariamente fanno molti pensionati. Non posso mica essere il più "scemo" della compagnia!Tita De StalisRavasclettoI "grillini"e la raccoltadei rifiutiIn occasione della manifestazione da noi organizzata in data 19 gennaio 2008 in comune a Codroipo, vi comunichiamo qual è la nostra posizione in merito al serio e preoccupante problema della gestione dei rifiuti nella nostra provincia, con particolare riguardo alle motivazioni che ci hanno indotto a sostenere il metodo di raccolta differenziata denominato porta a porta. In seguito alle informazioni ottenute dai gestori e dai sindaci che in altre città hanno adottato questo procedimento, abbiamo constatato che a fronte di un iniziale periodo di transizione e di normale adattamento dei cittadini a un nuovo stile di vita da adottare, i vantaggi successivamente rilevati sono stati considerevoli. Innanzitutto, la raccolta "porta a porta" è un metodo che alza in modo significativo sia la percentuale di differenziazione sia la qualità del rifiuto, che correttamente separato nelle sue componenti, può essere in tal modo rivenduto e riutilizzato anziché essere smaltito in discariche o inceneritori. Questo dato ha nel lungo periodo positive ripercussioni economiche, in quanto permette al gestore di conferire meno rifiuti in discarica, riuscendo così a garantire un tasso di crescita della tassa sull'immondizia minore rispetto al vecchio metodo dei cassonetti.La novità assoluta della raccolta "porta a porta", inoltre, è il corretto riciclo della componente umida, che rappresenta il 30\% del rifiuto stesso e che se depositata negli appositi impianti di compostaggio può essere riutilizzata nel campo dell'agricoltura come compost fertilizzante. Tale tipo di differenziazione istruisce finalmente il cittadino in modo esauriente, responsabilizzandolo su quali siano veramente i veri criteri da adottare in ambito domestico per un idoneo riciclo del rifiuto. Concludendo, riteniamo doveroso che i sindaci e gli assessori, in quanto diretti garanti della salute dei propri cittadini e del territorio, prima di ritenere la pericolosa ed inutile distruzione del rifiuto come unico rimedio a tale continua emergenza, prendano una decisa e ferma posizione riguardo alla necessità di dover assolutamente aumentare le percentuali di raccolta differenziata, per il bene della propria gente e delle generazioni che verranno.Daniela PasqualiniGruppo Beppe Grillo UdineLa zelkovadi Latisanae il GabibboIn merito all'articolo pubblicato domenica 27 gennaio, relativo alla cronaca locale di Latisana, a firma di Alessandra Berti e titolato: "Zelkova abbandonata al suo destino", tengo a precisare quanto segue per rettificare alcuni passi dell'articolo che evidenzia imprecisioni che possono distorcere la realtà dei fatti. Il passo di cui sopra è il seguente: "Una situazione che ha richiamato in città la troupe di "Striscia la notizia" che ha girato e raccolto testimonianze". Fermo restando che l'intervento di tale programma televisivo sarebbe auspicabile per smuovere le acque e accelerare l'iter per salvare l'albero centenario, le uniche immagini girate a Latisana sono state autoprodotte in loco dal sottoscritto con la collaborazione di alcuni amici e montante in modo professionale.Lo scopo primario era - e rimane - quello di cercare la verità sull'evento che avrebbe potuto provocare danni ben più seri, se solo la pianta fosse caduta nel campetto di gioco dell'oratorio in una serata non condizionata dalla pioggia e confutare le notizie che imputavano alla marcescenza dell'apparato radicale la causa del crollo. Vero è che abbiamo inviato due mail alla redazione di "Striscia la notizia" il giorno 21 gennaio per introdurre l'argomento ed il giorno 24 gennaio per comunicare il link su Youtube ove poter visionare il video cui si fa riferimento nell'articolo. Magari facessimo parte della troupe inviata dal programma storico di Ricci! Delle nostre intenzioni era a conoscenza anche il signor Nevio Altan che può testimoniare sulla veridicità delle nostre affermazioni.Non ci risulta che il Gabibbo o chi per lui sia stato ancora avvistato in paese. Potete comunque guardare il filmato su Youtube digitando nell'area "ricerca" i tag "Zelkova Latisana".Enrico SeravalleLatisana.

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In lacrime, paterno, passionale ecco Nanni Moretti nel "Caos calmo" (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 01-02-2008)

 

Alle 16:59 - Fonte: Spettacoli e Cultura">repubblica.it - 0 commenti L'attore protagonista del film tratto dal romanzo di Sandro Veronesi diretto da Antonello Grimaldi, con Alessandro Gassman, Valeria Golino Interpreta un padre che si prende cura della figlia ma anche amante focoso di Isabella Ferrari Rita Celi.

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L'emittente Europa 7 penalizzata da norme <contrarie al diritto comunitario> (sezione: Grillo)

( da "Liberazione" del 01-02-2008)

 

L'emittente Europa 7 penalizzata da norme "contrarie al diritto comunitario" Frequenze televisive, la Corte Ue rispedisce Rete 4 sul satellite Roberto Farneti Adesso, se fossimo un paese normale, Rete 4 dovrebbe trasferirsi sul satellite e Europa 7, otto anni dopo avere ottenuto una regolare concessione dello Stato italiano, potrebbe cominciare a trasmettere i propri programmi sulla piattaforma analogica, perchè finalmente avrebbe a disposizione un canale visibile per qualunque televisore dotato di semplice antenna. Ma l'arroganza con cui Mediaset ha accolto la sentenza emessa ieri a Lussemburgo dalla Corte europea di giustizia ("Nessun rischio per la nostra emittente") e il cinico commento dell'ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri (la questione sarebbe "facilmente risolvibile con una piccola modifica a un articolo della legge vigente"), sommate alla crisi di governo, fanno pensare che anche stavolta la giustizia non trionferà. Eppure il pronunciamento dell'Alta Corte, sollecitato dal Consigli di Stato italiano, non lascia spazio a dubbi o interpretazioni, riconoscendo implicitamente le ragioni di Francesco Di Stefano, proprietario della "televisione scomparsa", come la chiama il comico Beppe Grillo nel suo blog. I giudici europei hanno inequivocabilmente sentenziato che il regime di assegnazione delle frequenze in Italia "è contrario al diritto comunitario", in quanto, spiegano, "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati". Se Rete 4 ha potuto continuare a occupare l'etere indebitamente, dal 1999 a oggi, è solo grazie all'"applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti". Come il famigerato decreto Berlusconi del 23 dicembre 2003 e la successiva legge Gasparri. Tali proroghe "hanno avuto l'effetto - scrivono ancora i giudici - di congelare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su questo mercato". A scapito, quindi, della concorrenza. Il problema di fondo è che la normativa italiana, in particolare la legge Gasparri, "non si limita ad attribuire agli operatori esistenti un diritto prioritario ad ottenere le frequenze, ma - sottolinea la sentenza - riserva loro tale diritto in esclusiva, senza limiti di tempo alla situazione di privilegio così creata e senza prevedere un obbligo di restituzione delle frequenze eccedenti dopo la transizione alle trasmissioni televisive in tecnica digitale". Più chiaro di così... E tuttavia, ciò che è nella logica democratica - ed ora anche sancito dal diritto - difficilmente potrà essere tradotto in fatti concreti finché non si porrà fine allo scandaloso conflitto di interessi che ingessa da anni il sistema radiotelevisivo italiano. Un conflitto che rischia di costarci caro. Il governo Prodi infatti è caduto e "se, malauguratamente, si dovesse arrivare alle elezioni e vincesse la destra, non avremmo mai - avverte Pietro Folena, deputato del Prc e relatore del ddl Gentiloni - una riforma della televisione in linea con il diritto europeo e l'Italia sarebbe costretta a pagare multe salatissime". Per 5 anni di legislatura "sono 730 milioni", calcola Folena, per cui "è bene che gli elettori si facciano i conti in tasca". Secondo Sergio Bellucci, responsabile comunicazione del Prc, la spada di Damocle di un deferimento giustificherebbe l'emanazione di un decreto da parte del governo attuale o da quello in carica da qui alle prossime elezioni, mentre si conferma sempre più "urgente una profonda riforma di sistema dell'intero settore". 01/02/2008.

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Grillo/ Lettere con proiettili status-symbol per solidarietà (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

 

Venerdí 01.02.2008 19:07 --> Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... "Un vero vip oggi ha bisogno di un proiettile, non bastano più status symbol e assoluzioni da reati scomparsi, oramai si tratta di cose superate come la Ferrari e la casa a Porto Cervo. Oggi ciò che fa la differenza è ricevere un proiettile, ma deve essere fatto con professionalità". Beppe Grillo si affida a una lettera che spiega di aver ricevuto dalla fantomatica "NBS (New Bullet Services)" per promuovere "un servizio completo di proiettili su misura a domicilio. Credo che sia una opportunità per tutti, non solo per i politici e i giornalisti, ma anche per il comune cittadino". Beppe Grillo Il comico blogger mostra di avere proprio molti dubbi sulle minacce di questo genere, e non lesina sarcasmo osservando che per chi riceve lettere minatorie "la solidarietà delle istituzioni scatta appena viene consegnata la pallottola incartata. I vicini ti guardano con simpatia, reverenza e con una punta di invidia". I dubbi di Grillo sono affidati alla lettera della NBS: "Si è mai chiesto come mai vengono ricevuti un proiettile alla volta ciascuno? Si è mai soffermato a riflettere sulla contemporaneità delle spedizioni e soprattutto delle ricezioni dei medesimi? Ha notato che non è mai stato catturato nessuno colpevole di avere spedito proiettili a qualcuno?". Il "servizio" propone una serie di alternative che vanno dall'invio di "un proiettile a pallettoni, ideale per essere vittime della mafia" al "breve conflitto a fuoco sotto casa con non meno di 20 bossoli per terra, tracce di sangue di almeno 3 DNA umani (ideale per garantire un intervento dei mitici RIS di Parma)". -->.

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Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe. Casini gela Marini. Gianni Letta va a Palazzo Chigi, ma resta il no di Berlusconi (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

 

Venerdí 01.02.2008 18:00 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Fmi/ Stop alla missione: la crisi impedisce la discussione sulle prospettive Il Pd gioca la carta referendum Il costituzionalista Vittorio Angiolini ad Affari: "Indire il referendum e poi votare già in primavera? L'ipotesi non è realistica" Sindaco di Roma/ Veltroni non ha più fretta di decidere sulle dimissioni. Grazie ad Amato Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del presidente Montezemolo... Luigi Abete sta facendo di tutto per creare un asse forte tra Veltroni e Montezemolo Borsa e governo/ Il mercato snobba il "palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le mani nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un "governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i dati "Andiamo avanti nel nostro lavoro che non sarà lungo: lo concluderemo all'inizio della prossima settimana. Non ci sono né scorciatoie, né sotterfugi, né furbizie". A metà della seconda giornata di consultazioni, Franco Marini prova a sgombrare il campo da dubbi e dietrologie: nessuno ha intenzione di tirare alle calende greche la missione 'esplorativa' per formare il nuovo esecutivo. E anche il fatto che nella giornata di sabato saranno sentite le organizzazioni sindacali e di categoria, che di loro iniziativa hanno chiesto di essere consultate, "non è affatto un'anomalia", essendo da sempre una prassi in situazioni di questo genere. Anzi, il fatto che siano ben nove le delegazioni del mondo sindacale e imprenditoriale che hanno chiesto di partecipare al confronto (sostanzialmente per sostenere la tesi di tornare alle urne solo dopo la modifica della legge elettorale) è un qualcosa "di cui anche Forza Italia deve tenere conto. Se fossimo capaci di cambiare le regole insieme - ha aggiunto il presidente del Senato - sarebbe una novità ma anche un dovere. Dopo i rapporti conflittuali di questi anni tra maggioranza e opposizione, potrebbe essere il modo per arrivare a una campagna elettorale più costruttiva e per mutare in senso positivo il clima politico". CICCHITTO: INACCETTABILE ROVESCIARE RESPONSABILITA'. "E' singolare questo tentativo di rovesciamento di responsabilità delle parti in causa". Il vicecoordinatore FI Fabrizio Cicchitto lo afferma nella nota in cui osserva: "Che in una situazione di questo tipo, così deteriorata per responsabilità del centrosinistra, sia tirata in ballo Forza Italia, che per di più proprio all'inizio della legislatura aveva avanzato una proposta positiva, è un artificio polemico che non possiamo accettare nel modo più assoluto, vista l'incontrovertibile ricostruzione di come sono andati i fatti". "In primo luogo - osserva Cicchitto - ci si trova di fronte ad un fallimento clamoroso di un governo, le cui ricadute negative sono andate su tutte le forze sociali, degli imprenditori, dei lavoratori dei ceti medi e del lavoro autonomi, a causa di un incredibile aumento della pressione fiscale decollato con la prima finanziaria, che ha completamente frainteso i dati della situazione economica". "In secondo luogo - prosegue - Forza Italia non si è certamente sottratta al confronto sulla legge elettorale, lo ha portato avanti fino a quando non si è trovata di fronte a un obiettivo gioco delle tre carte della maggioranza, per cui una parte di essa proponeva il sistema elettorale Vassallum, mentre invece poi in commissione Affari costituzionali del Senato ci siamo trovati la prima e la seconda bozza Bianco, entrambe caratterizzate da un modello elettorale di tipo totalmente diverso, che voleva annullare il bipolarismo, e che noi non possiamo assolutamente condividere". "A questo si aggiunga il fatto che si è determinata una situazione politica totalmente nuova derivante dalla crisi del governo per implosione della maggioranza a causa delle contraddizioni interne al centrosinistra, per una lotta senza esclusione di colpi sia fra la componente radicale e le altre sia per quello che sta accadendo ancora adesso nel Partito Democratico. D'altra parte il presidente della Camera, Bertinotti, ha dichiarato che la "legislatura è politicamente finita". In una situazione in cui la crisi è arrivata a questo punto è evidente - conclude l'esponente 'azzurro' - che proprio il senso di responsabilità richiede di ricorrere in modo rapido al corpo elettorale, anche e soprattutto per affrontare i nodi della situazione economica, che possono essere sciolti solo da un governo nella pienezza delle sue funzioni e non certo da un esecutivo a tempo che dovrebbe realizzare una riforma elettorale sulla quale esistono i più profondi dissensi tra tutte le forze politiche. E ci sorprendiamo che questo nodo sfugga alla Confindustria e ai sindacati, che peraltro nel corso di tutto questo tempo non hanno affrontato i nodi della produttività e dell'aumento dei salari". Le consultazioni a Palazzo Giustiniani non sono però il solo spazio in cui si disputa ora la partita politica. Va infatti rilevata anche l'azione parallela delle principali forze politiche che, aspettando lunedì, quando sarà il loro turno per conferire, ne approfittano per mettere a punto le rispettive strategie. Il Pd ha ribadito la linea già evidenziata negli ultimi giorni: lavorare per una modifica della legge elettorale e puntare, in alternativa, a far votare il referendum prima della convocazione delle elezioni politiche. Forza Italia, ufficialmente, continua a sostenere la linea del voto subito. Ma in mattinata il braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, si è intrattenuto per oltre mezz'ora a Palazzo Chigi. E questa visita apre la porta a diverse possibili interpretazioni. L'ULTIMA CARTA PER EVITARE IL VOTO: GIANNI LETTA. MA... L'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi non ha incontrato né Romano Prodi, né Massimo D'Alema, né suo nipote Enrico. A Palazzo Chigi era contemporaneamente presente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per i servizi segreti Enrico Micheli. Anche Gianni Letta, nel precedente governo, ebbe la delega per i servizi segreti. Venerdì mattina i vertici di Dis, Aisi e Aise si sono recati di buon mattino a Palazzo Chigi. Organi di stampa riportano la notizia che il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Copasir) ha chiesto 25 modifiche al regolamento per il segreto di Stato. Fra le modifiche richieste l'articolo sulle materie oggetto di segreto di Stato. Il ministro dimissionario per le Riforme Vannino Chiti non ritiene "impossibile" il compito di Marini. "Se funziona il filo fra Marini e Gianni Letta - dice Chiti al termine del Consiglio dei Ministri - sarebbe molto, molto importante". Il consiglio dei ministri non esclude comunque elezioni anticipate e prende due decisioni importanti: i comuni, nei quali il sindaco si dimetterà in caso di elezioni politiche, potranno votare nel 2008; i militari all'estero voteranno nelle loro basi, ma il loro voto, a differenza del 2006, non sarà computato per le circoscrizioni estere bensì per le circoscrizioni nazionali. Da Forza Italia però escludono un cambiamento di rotta del Cavaliere. Per Berlusconi restano solo le elezioni, insomma. "Gianni Letta è stato invitato e come gesto di cortesia è andato. Punto", spiega una fonte azzurra. Letta, lasciando la sede del governo, ha semplicemente spiegato di essere stato in visita "a vecchi amici". E nella stessa occasione ha confermato di avere avuto modo di sentire anche lo stesso Marini, ricorrendo anche in questo caso alla formula dei "vecchi amici", precisando che lui e il presidente del Senato lo sono e sottolineando che proprio per questo motivo è "ovvio che ci si senta". Tuttavia proprio di Letta si è parlato in più occasioni come di un possibile nome da spendere per un governo di larghe intese e, in ogni caso, è noto il suo ruolo di ambasciatore del Cavaliere negli ambienti del Centrosinistra. SEGUE/ APPELLO DI VELTRONI ALLA CDL --> pagina successiva >>.

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Il Pd gioca la carta referendum (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-02-2008)

 

Venerdí 01.02.2008 14:12 --> SONDAGGIO 1/ Riuscirà Marini a fare un nuovo governo e a evitare le elezioni anticipate? SONDAGGIO 2/ In caso di elezioni, che cosa dovrebbe fare il Pd? FORUM 1/ Condividi la scelta del capo dello Stato di conferire l'incarico a Franco Marini? FORUM 2/ Secondo te, Silvio Berlusconi è "inadeguato" per governare l'Italia? Il costituzionalista Vittorio Angiolini ad Affari: "Indire il referendum e poi votare già in primavera? L'ipotesi non è realistica" Crisi/ Bertinotti: le elezioni sono ormai certe. Casini gela Marini. Gianni Letta va a Palazzo Chigi, ma resto il no di Berlusconi Rumors: Montezemolo potrebbe decidere di scendere in campo con la Rosa Bianca. Presto Marini/ Soro (Pd) ad Affari: questo obiettivo non è perseguibile senza la partecipazione dei partiti del Centrodestra Veltroni, a un passo dalle dimissioni da sindaco, chiama Rutelli: "Non perdiamo Roma" Ipsos: Centrodestra al 58%. Pd da solo per 4 su 10. I dati di tutti i partiti Crisi & governo/ The Economist boccia Mr Berlusconi: "La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi" Crisi/ Cattaneo (a.d. di Terna) ad Affari: "C'è bisogno di stabilità. Per le aziende è una cosa fondamentale" Rosa Bianca/ Baccini ad Affari: mi piacerebbe avere con noi il professor Mario Monti. Sarei felicissimo di un impegno diretto del presidente Montezemolo... Borsa e governo/ Il mercato snobba il "palazzo", nell'incertezza meglio rifare la legge elettorale Il manifesto delle imprese sulla crisi: cambiare legge elettorale è un obbligo E Prodi (e il nuovo governo) caddero nella Rete . Guarda il videocommento di Affari I COMMENTI Tanto scompiglio per 0,4 gatti Di Giuseppe Morello Per Veltroni ok il voto, ma senza Prodi Di Marco Volpati I poteri forti mettono le mani nel piatto Stai zitto cretino! Di Pasquale Della Torca Il Pd è un po' come tutti i single Di Giuseppe Civati E ora Veltroni giochi la carta Montezemolo La risposta/ Vedrete che Montezemolo saprà creare le condizioni di un "governo di scopo" per arrivare alle elezioni con un modello tedesco Di Enrico Andreoli Governo, a destra già si litiga Di Giuseppe Morello E ora Silvio e Walter si mettano d'accordo su un programma e su un premier a tempo Di Angelo Maria Perrino Elezioni/ Beppe Grillo ad Affari: se si vota per le Politiche non ci sarò. Ma le mie liste civiche saranno in campo per le Amministrative... Elezioni/ Pecoraro rilancia: caro Veltroni uniamoci, non regaliamo l'Italia a Berlusconi Corritore (Pd) ad Affari: se si va al voto primarie per scegliere i candidati Retroscena/ Se si va al voto la Cosa Rossa si presenta sola e unita. Ma senza il Pdci di Diliberto Elezioni/ Weber (Swg) ad Affari: maggioranza al Centrodestra anche al Senato. Pd da solo al 33%, alleato con la Cosa Rossa al 26. Tutti i dati Cambiare la legge elettorale in Parlamento o attraverso il referendum. E solo dopo andare al voto. E' questa la linea del Partito Democratico, ribadita dal vicesegretario Dario Franceschini, al termine dell'incontro con il comitato promotore del referendum, che si è svolto nella sede del Pd, con il segretario Walter Veltroni. "Non c'è cosa più sciocca - dice Franceschini - che pensare che abbiamo paura delle elezioni. Il consenso attorno all'idea di cambiamento che rappresenta il Pd è enorme". Detto questo, sottolinea il numero due del Pd, "chiunque può capire che avrebbe senso prima cambiare la legge elettorale che tutti dicono che non funziona e poi andare a votare e non viceversa. Per questo aggiunge - sosteniamo fino in fondo il tentativo del presidente del Senato. In secondo luogo, avrebbe più senso sentire prima come la pensano gli italiani sulla legge elettorale e poi votare subito dopo, cioè tra qualche mese, con la legge elettorale che - conclude - gli italiani hanno scelto". GUZZETTA: IL PD E' DISPONIBILE A UN GOVERNO PER IL REFERENDUM Il Partito Democratico ha garantito la sua disponibilità "a sostenere un governo che faccia in Parlamento la riforma elettorale o, in alternativa, che accompagni e consenta lo svolgimento del referendum prima delle elezioni anticipate". A riferirlo è il presidente del Comitato promotore del referendum, Giuseppe Guzzetta, al termine dell'incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni, e il vice Dario Franceschini. All'incontro erano presenti anche Mario Segni e Natale D'Amico. "Abbiamo esposto la nostra iniziativa a Veltroni e Franceschini sulla possibilità di fare il referendum subito prima dello scioglimento delle Camere e andare al voto con la nuova legge. Veltroni - spiega il presidente del comitato referendario, Giovanni Guzzetta - ha risposto che la posizione del Pd è di essere disponibile a sostenere un governo che faccia in Parlamento la riforma elettorale o che accompagni e consenta lo svolgimento del referendum prima delle elezioni. La nostra opinione - aggiunge - è che dopo tanti tentativi vani, il margine per una riforma è molto stretto quindi, l'unica via è o il voto con questa legge o andare al referendum, soluzione questa tecnicamente possibile e praticabile". Guzzetta esprime "apprezzamento per il riferimento di Napolitano al referendum, cioè agli 820mila cittadini che lo hanno sottoscritto e che, dopo il via libera della Corte, è un diritto acquisito". Dunque, "comunque vada, il referendum resta in campo, e si dovrà fare l'anno prossimo. Da parte nostra -conclude Guzzetta - non c'è nessuna volontà di strizzare l'occhio a tentativi dilatori, ma è irragionevole andare al voto con questa legge, ritardando le elezioni solo di poche settimane". GIORDANO (PRC): GOVERNO PER IL REFERENDUM? LO CONTRASTIAMO L'ipotesi di un governo che consenta lo svolgimento del referendum elettorale è "una soluzione che per noi non solo non è auspicabile, ma la contrastiamo". Lo ha detto Franco Giordano al termine dell'incontro della delegazione del Prc con il presidente incaricato Franco Marini. Secondo il segretario di Rifondazione Comunista, "il referendum ha degli effetti che sono perniciosi perché si determinerebbe un meccanismo di cancellazione delle rappresentanze politiche e un affollamento di tutte le forme di notabilato perché in un listone indistinto - ha sostenuto - compare il progetto politico e ricompaiono coloro che sono stati in così bella mostra nella crisi di governo. Io quelle persone preferirei che non avessero questa visibilità". PER AN C'E' SOLO IL VOTO "L'incontro con Fini ha evidenziato una divergenza: noi siamo per il referendum mentre per lui c'è solo il voto". Così Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore del referendum elettorale, sintetizza l'incontro con il leader di An, Gianfranco Fini, sul referendum. Guzzetta ha spiegato che Fini rimane impegnato "per un sistema bipolare, ed ha assicurato il suo impegno a intervenire in questo senso nella prossima legislatura. A questo punto la responsabilità è solo delle forze politiche. Noi rimaniamo convinti che o adesso o tra un anno il referendum rimane la risposta migliore". Guzzetta ha inoltre annunciato di aver inviato una lettera a Silvio Berlusconi, "e ora aspettiamo che risponda". FINOCCHIARO: ANCHE IL REFERENDUM E' UNA MINA PER LE NUOVE CAMERE Questa legge elettorale è "una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere". Non è sfuggito, ad Anna Finocchiaro, il peso dirompente di quanto ha affermato la Corte Costituzionale nelle due sentenze con cui, mercoledì, ha dato via libera ai referendum elettorali: poche righe per "segnalare" al Parlamento il rischio che le norme vigenti (nonché quelle risultanti dall'esito positivo della consultazione popolare) presentano "aspetti problematici" sul piano della legittimità costituzionale. La capogruppo del Pd al Senato, non solo per sensibilità istituzionale ma anche per formazione giuridica, invita a non sottovalutare le parole della Corte, perché potrebbero derivarne conseguenze devastanti per il Paese. "Quello della Corte è un argomento formidabile - osserva - per spingerci ad approvare subito una nuova legge elettorale". Non c'è dubbio che la Corte abbia voluto richiamare l'attenzione del Parlamento su un profilo di criticità della legge vigente, e di quella risultante dal referendum. Se andassimo a votare con questa legge o con il testo del referendum, ci troveremmo di fronte a Camere elette in base a regole su cui grava un pesante sospetto di legittimità costituzionale. Sarebbe un ulteriore elemento di fragilità istituzionale. Le sentenze della Corte sono come una bomba a tempo, innescata sotto le nuove Camere. Se, infatti, venisse presentato un ricorso alla Consulta, è probabile che la Corte dichiarerebbe incostituzionale la legge. E la conseguenza sarebbe la fine della Legislatura. E' una fragilità che non ci possiamo permettere e che si aggiunge a quella derivante dalla crisi e dalla mancanza di volontà di Forza Italia di andare a una nuova legge elettorale. Infatti. La segnalazione della Corte non può restare senza conseguenze. A meno che non si pensi che la partita della crisi, e la decisione di andare alle urne, non debba essere influenzata né dal merito di questioni come questa né dall'interesse del Paese ad avere governi stabili e affidabili, chiunque vinca le elezioni, e tanto meno da tutti quei fattori considerati essenziali dal mondo delle imprese, dal sindacato e anche dalla Chiesa cattolica. SEGUE/ FORZA ITALIA ALLA FINOCCHIARO: IL PD USA IL REFERENDUM PER NON VOTARE --> pagina successiva >>.

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