Monotono è … Di Luciano Giuliani 3-2-2012 Il nostro Presidente del Consiglio è - finalmente - scivolato su una buccia di banana: ha detto che il posto fisso è monotono, suscitando ire, critiche e quant’altro. La battuta, certamente infelice, lo ha però umanizzato: da robot che parla con voce uniforme (quella sì, monotona) e con cadenze lente, scandendo le parole una per una per dare il tempo di capirle ai traduttori simultanei nei consessi internazionali, a persona che può sbagliare, ricordando molto da vicino la memorabile gaffe sui bamboccioni di Padoa Schioppa. Proprio perché umano, però, possiamo permetterci di commentarlo (non di criticarlo, per carità, perché di questi tempi non è cosa). E allora, vediamo che cosa sarebbe monotono. Monotono è …: - lavorare sempre per lo stesso datore di lavoro; - ricevere tutti i mesi una busta paga; - ricevere tutti i mesi l’accredito dello stipendio; - andare tutte le mattine nello stesso posto di lavoro; - vedere sempre le facce degli stessi colleghi, e via annoiandosi. Noi, però, avendo la fortuna di conoscere qualcuno di quei pochissimi che non vivono questa noiosissima vita ma che, orgogliosamente, si definiscono “precari”, siamo in grado di dare alcuni consigli per provare la scarica di adrenalina che dà, appunto, la precarietà. E allora, specie se avete avuto la sfortuna di trovare un posto fisso, cercate affannosamente un lavoro a termine o un lavoro a progetto (non parliamo di un job sharing o di un co.co.co., potrebbero darvi alla testa): proverete l’inebriante emozione che dà l’esplorazione dell’ignoto. Infatti non saprete: - se il mese prossimo avrete ancora uno stipendio; - se nei prossimi giorni, o settimane o, peggio, mesi, rivedrete ancora le facce noiose dei vostri colleghi o magari riuscirete, invece, a fare interessanti conoscenze con i frequentatori del parco più vicino; - se la vostra banca vi concederà il mutuo per la prima casa; - se riuscirete a pagare la rata della macchina o dovrete venderla e andare finalmente a piedi, in un improvviso empito ecologista; - se i contributi vi daranno una pensione sufficiente per i bruscolini. Attenzione: se amate la vita noiosa del posto fisso, siete out; se invece amate gli eccitanti stimoli della precarietà, siete in. Regolatevi. Luciano Giuliani 3 febbraio 2012 |