Report "Euro-Dollaro"  dal 3 al 10 novembre 2011


Indice degli articoli

Sezione principale: Euro-Dollaro

La fine di Berlusconi giustifica la morte della stampa libera?

 

"Liberazione" del 10-11-2011

VUOTA

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Fabio Sebastiani La sinistra sembra in ritardo nel dibattito sulla crisi. Sì, soprattutto se letto alla luce di alcuni spunti di analisi che come analisti marxisti sottolineammo alcuni anni fa quando parlammo di crisi sistemica. Adesso abbiamo la prova che la crisi non è congiunturale. Le crisi strutturali come quella del 1929

Cambio eur/usd a 1,3575

 

"TrendOnline" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Seduta molto movimentata per il cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica in Italia.

Abstract: Seduta molto movimentata per il cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica in Italia. L' ottimismo degli investitori legato alle indiscrezioni su un prossimo governo tecnico guidato da Mario Monti e' stato frenato dalle dichiarazioni del segretario del

Euro: Chiude In Leggero Rialzo Sotto Quota 1,36 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - Chiusura in leggero rialzo per l' euro sul dollaro sotto quota 1,36 dollari. La moneta unica, dopo aver toccato i massimi di seduta a 1,3652 euro, ripiega in chiusura posizionandosi a 1,3585 dollari. In leggero rialzo anche il cambio euro/yen a 105,35. Stabile il dollaro sulla valuta giapponese a 77,56 yen .

Cambi: Tassi Di Riferimento Odierni Dell' euro

 

"Wall Street Italia" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 10 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute 10/11/11 Dollaro USA 1,3616 Yen 105,66 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,496 Corona danese 7,4420 Lira sterlina

Viacom: trimestrale superiore alle attese, piano buy back alzato a 10 mld dollari

 

"Borse" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oggi, 13:55 Trimestrale oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il quarto trimestre dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41% rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi sono saliti del 22% a 4,05 miliardi

Viacom: trimestrale superiore alle attese, piano buy back alzato a 10 mld dollari

 

"Finanzaonline" del 10-11-2011

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Pubblicato anche in: "ilnuovo.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Trimestrale oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il quarto trimestre dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41% rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi sono saliti del 22% a 4,05 miliardi di dollari.

L' euro ci regala una piccola discesa

 

"TrendOnline" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali).

Abstract: Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali), dollaro

Fxcm: l' euro ci regala una piccola discesa

 

"milanofinanza.it" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali), dollaro

L' Euro ci regala una piccola discesa

 

di FXCM MercatoForex.

 

"Bluerating" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo.

Abstract: Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali), dollaro

Cambi: euro scende ancora, sotto gli 1,35 dollari

 

"unita.it" del 10-11-2011

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Pubblicato anche in: "Wall Street Italia"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ANSA) - ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta unica, nei primi scambi sui mercati valutari del Vecchio Continente scende sotto gli 1,35 dollari, passando di mano a 1,3497, in netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633 dollari. Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro scambiato a 104,92 yen, contro la Bce

Euro dollaro sotto supporto rilevante

 

"TrendOnline" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro e' sceso al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre passante in area 1,3750 violando al contempo la base della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre.

Abstract: Il cambio euro dollaro e' sceso al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre passante in area 1,3750 violando al contempo la base della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre. Il rischio di accelerazioni ribassiste verso area 1,3150 almeno e' elevato. Solo oltre 1,3750 segnali credibili di

Cambi: euro scende sotto 1,35 dlr

 

"corrieredellosport.it" del 10-11-2011

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Pubblicato anche in: "Borsa Italiana"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Scambiato in ribasso a 104,92 yen.

Abstract: (ANSA) - ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta unica, nei primi scambi sui mercati valutari del Vecchio Continente scende sotto gli 1,35 dollari, passando di mano a 1,3497, in netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633 dollari. Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro scambiato a 104,92 yen, contro la Bce

Cambi, l' euro frena ancora sul dollaro

 

"TeleBorsa" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Euro in ulteriore ribasso nei confronti del biglietto verde con il cross eur/usd che scivola ai minimi da un mese a 1,35 dollari. Sulla moneta unica pesa ancora la situazione debitoria della zona euro con l' incertezza politica che regna in Italia e Grecia. L' agenda macroeconomica di oggi prevede la diffusione dei numeri sulla produzione

Cambi: Analisi Tecnica EUR/USD

 

"TeleBorsa" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: In difficoltà ieri il cambio per l' Euro nei confronti del Dollaro Usa, con il cable eur/usd che chiude in ribasso a 1,3544. Previsto per oggi un ampliamento della performance in senso ribassista, con supporto visto a 1,3424 e successivo 1,3303. Resistenza a 1,3762. Le indicazioni non costituiscono invito al trading. A cura dell' Ufficio

Il rialzo dei rendimenti italiani costa il 2% all' euro

 

"Il Sole 24 Ore" del 10-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro scivola ai minimi da un mese contro il dollaro, indebolito dalla situazione politica italiana, con i rendimenti sui titoli di Stato schizzati a livelli da record da quanto il Paese fa parte dell' Eurozona. I tassi sui titoli a due anni hanno superato quelli sui titoli a 10. Superata anche la soglia del 7% che spinse Grecia, Irlanda e

Cinzia Peluso Prima gli strascichi della guerra in Libia.

 

"Il Mattino" del 10-11-2011

Pagina: 21

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Cinzia Peluso Prima gli strascichi della guerra in Libia. Poi l' aumento dell' Iva, a settembre, a cui è seguito nei giorni scorsi un altro ritocco delle accise, il quarto in soli sette mesi, per finanziare gli interventi nelle aree alluvionate. Spinte molteplici per un' ascesa senza sosta del prezzo della benzina. Ieri l' ultima stangata,

Polo Ralph Lauren vola ricavi a +28% nei sei mesi

 

"MF (Fashion)" del 10-11-2011

Pagina: 3

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il gruppo guidato dal designer americano archivia il primo semestre a 2,5 miliardi di euro grazie alla performance del canale retail che registra una crescita del 34%. Alessia Lucchese.

Abstract: Polo Ralph Lauren continua la sua corsa con un semestre in forte crescita e punta a replicare la performance nei prossimi sei mesi. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 1,9 miliardi di dollari (pari a 1,4 miliardi di euro), in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Su base semestrale, il fatturato si

CAMBI L' Euro chiude a quota 1,36 dollari nChiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del debito italiano.

 

"Giornale di Brescia" del 10-11-2011

PRIMO PIANO

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: CAMBI L' Euro chiude a quota 1,36 dollari nChiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del debito italiano. La moneta unica risenta anche dell' incertezza politica che si registra sia in Italia, sia in Grecia. In chiusura l' euro vale 1,3596 dollari (1,3781 l' altro ieri), 105,71 yen (107,19),

Solo l' Eurotower può salvare l' Italia evitando un crac

 

di STEFANO LEPRI.

 

"La Stampa" del 10-11-2011

Economia

Pagina: 14-15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: LA CRISI LE REAZIONI NEL MONDO.
Sottotitolo: Gli economisti: avanti con gli acquisti di titoli di Stato.

Abstract: Francoforte: la sede della Banca centrale europea Chi può salvare l' Italia? La crisi di panico che ha attanagliato ieri i mercati cresce appunto dall' impressione che non ci sia nessuno in grado di farlo. Essere l' ottava economia del mondo e la terza dell' area euro ha anche i suoi svantaggi. Già da giorni si ripeteva che l' Efsf,

Con- tratto quinquennale con ingaggio che partirà da 200mila euro, operazione complessiva da due milioni di dollari.

 

"iltempo.com" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 05:30 Il neo-acquisto è a Roma.
Sottotitolo: Un' ora a Trigoria, dalle 17.30 alle 18.30, per formalizzare ciò che a breve sarà ufficiale: Nico Lopez è della Roma.

Abstract: Con- tratto quinquennale con ingaggio che partirà da 200mila euro, operazione complessiva da due milioni di dollari. L' uruguaiano ha aspettato la chiamata dal Fulvio Bernardini, dove già dal mattino c' erano i due procuratori Pablo e Oscar Betancourt, in un hotel sulla Pontina. Ancora in via di defini- zione i dettagli, come la

Cambi: euro chiude sotto quota 1,36 dollari, pesa crisi Italia

 

"Fastweb" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del debito italiano con i rendimenti sui decennali che sono schizzati oggi sopra quota 7,20%. La moneta unica risenta anche dell' incertezza politica che si registra sia in Italia, con le dimissioni per ora

EUR/USD: l' euro continua a perdere terreno

 

"TrendOnline" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: L' euro ha continuato a perdere contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo pomeriggio.

Abstract: L' euro ha continuato a perdere contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo pomeriggio, dopo che la fiducia degli investitori in Italia, già fragile per la situazione del debito, ha subito un duro colpo quando LCH Clearnet ha incrementato il margine richiesto per le obbligazioni italiane. La mossa ha visto i rendimenti dei

Euro: Chiude In Forte Calo Sotto 1,36 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - Il forte rialzo dei rendimenti dei titoli di stato italiani e l' incerta situazione politica a Roma tengono i mercati in tensione e spingono l' euro in forte ribasso. La moneta comune chiude a 1,3586 dollari e 105,57 yen, non lontana dai minimi di seduta. Dollaro in lieve recupero sullo yen a 77,71 .

Cambi: euro a quota 1,3566, tocca minimi da un mese a questa parte

 

"TeleBorsa" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: La moneta unica scivola sotto la soglia degli 1,361 dollaro, toccando dei minini intraday a 1,3554. La moneta unica che ora scambia sul biglietto verde a 1,3558 non raggiungeva questi livelli da ottobre 2011. La moneta di Eurolandia sconta la preoccupazione per la situazione politica che si è venuta a creare in Italia e per la paura

Cambi: euro sotto 1,36 per la prima volta da un mese

 

"Fastweb" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 nov - L' euro e' sceso sotto la soglia di 1,36 dollari per la prima volta nell' ultimo mese poco dopo la meta' seduta, appesantito dalla preoccupazione per un contagio della crisi del debito sovrano all' Italia e nonostante l' annuncio delle dimissioni a breve del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Cambi: Euro Scivola Sotto Quota 1,36 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 9 nov - L' euro europea scivola sotto quota 1,36 nei confronti del biglietto verde, per la prima volta da un mese, sulla scia delle inquietudini per un contagio della crisi del debito verso l' Italia. La moneta unica europea e' scesa a 1,3581 dollari, nuovo minimo dall' 11 ottobre scorso, prima di riguadagnare terreno appena sopra

Crisi/ Euro cala fin sotto 1,36 dollari con allarme Italia

 

"Wall Street Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Roma, 9 nov. (TMNews) - L' euro è arrivato a calare fin sotto quota 1,36 dollari, per la prima volta da un mese a questa parte mentre da stamattina l' allarme sull' Italia, colpita da un rafforzamento delle vendite sui suoi titoli di Stato, ha riacceso l' alta tensione sulla crisi debitoria nell' area euro. Successivamente l' euro modera in

Gli investitori si rifugiano in dollari e yen, euro sotto 1,36 $

 

"milanofinanza.it" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: "Siamo in un momento potenzialmente catastrofico per la crisi dell' Eurozona" con dollaro e yen che si rafforzano ampiamente rispetto alla moneta unica. Con il crollo della fiducia sui titoli di Stato italiani il cambio euro/yen per gli esperti di Bank of Tokyo Mitsubishi-UFJ può arrivare sotto quota 100. Il cross è ora a 105,64.

Bce: assegnati fondi in dollari per 895 milioni

 

"Finanzaonline" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Nel corso dell´operazione di finanziamento pronti contro termine a tre mesi in valuta Usa, stamattina la Banca centrale europea ha assegnato 395 milioni di dollari a 4 banche europee. L´operazione si svolta al tasso fisso dell' 1,090% ad un cambio euro-dollaro di 1,3792. Nell´asta settimanale sono invece stati assegnati 500

ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO

 

"IndyMedia Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO DI GZ cobraf.com Ora senti da tutte le parti che mancano 300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a galla l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000 miliardi o forse 2.000 miliardi di euro (nessuno sa bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se queste franano poi tutti

Bce colloca 395 mln dlr in p/t 3 mesi in valuta Usa

 

"Reuters" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: FRANCOFORTE, 9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 395 milioni di dollari di fondi nella seconda delle tre operazioni di finanziamento trimestrali in valuta Usa annunciate lo scorso 15 settembre . Le richieste di fondi sono giunte da 4 banche Il p/t, a 84 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,090%; il regolamento cade

Bce colloca 500 mln dlr in p/t 7 gg in valuta in scadenza 505 mln

 

"Reuters" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: FRANCOFORTE, 9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 500 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa . Le richieste sono pervenute da una sola banca, per un ammontare molto simile ai 505 milioni di dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa, richiesti a loro volta da due banche. L'

ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO

 

"Come Don Chisciotte" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: DI GZ cobraf.com Ora senti da tutte le parti che mancano 300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a galla l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000 miliardi o forse 2.000 miliardi di euro (nessuno sa bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se queste franano poi tutti in Europa vanno giù e se

Wall Street/ Vira in positivo su prossime dimissioni Berlusconi

 

di TM News.

 

"prealpina.it" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Petrolio in rialzo, titoli di stato riducono guadagni.

Abstract: Per quanto riguarda le valute, l' euro cresce nei confronti della moneta americana, a 1,3829 dollari. In crescita anche la valutazione del petrolio Wti. Il greggio con scadenza a dicembre viene infatti scambiato a 96,52 dollari al barile, in rialzo di un dollaro rispetto alla chiusura di ieri. Mentre, com' era prevedibile, i titoli di stato

Wall Street/ Vira in positivo su prossime dimissioni Berlusconi

 

"Wall Street Italia" del 08-11-2011

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Pubblicato anche in: "TMNews"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: New York, 8 nov. (TMNews) - Su notizie delle prossime dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Wall Street vira in positivo. Dopo una giornata caratterizzata dalla cauta attesa degli investitori per le notizie provenienti dall' Italia, i listini newyorkesi sono adesso in territorio positivo. In particolare, il Dow Jones guadagna

Positiva la chiusura dei listini europei

 

"TrendOnline" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen.

Abstract: Le principali Borse del Vecchio Continente chiudono col segno più. Chiusura in lieve rialzo per l' euro rispetto alla quotazione di ieri. La moneta unica viene scambiata a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen. Il cambio yen/dollaro è a 77,75. Il Cac di Parigi ha terminato la seduta con un guadagno dell' 1,28%

Forex, euro resta sostenuto, franco teme interventi Snb

 

"Reuters" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: TOKYO (Reuters) - Sul mercato forex restano i timori di interventi da parte delle autorità svizzere per frenare la forza della loro valuta, mentre l' euro resta sostenuto sopra quota 1,3750 contro il dollaro. Il mercato guarda con preoccupazione all' evolversi della situazione in Italia mentre i rendimenti dei titoli di stato italiano ieri

La crisi politica italiana pesa anche sull' euro

 

"Il Sole 24 Ore" del 08-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Le contorsioni della maggioranza in Italia si ripercuotono anche sull' euro, che ha perso terreno nei confronti sia del dollaro che dello yen. Il voto di fiducia che aspetta il primo ministro Silvio Berlusconi, insomma, è sotto i riflettori di tutti i mercati. Del resto, il debito pubblico italiano, pari a 1.900 miliardi di euro, supera

L' euro recupera e si riporta sopra 1,37 dollari in una giornata animata dalle ultime evoluzioni politiche in Grecia e in Italia

 

"La Sicilia" del 08-11-2011

Borsa

Pagina: 14

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro recupera e si riporta sopra 1,37 dollari in una giornata animata dalle ultime evoluzioni politiche in Grecia e in Italia. La moneta comune, che aveva toccato un minimo di seduta a 1,3679, passa di mano per 1,3765 dollari e 107,44 yen, sopra i livelli dell' apertura. Lo yen si rafforza sul dollaro a 78,02 . La Bce aveva indicato il cross

AUD/USD: il dollaro australiano in calo

 

"TrendOnline" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il dollaro australiano è sceso rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona euro resi noti questa mattina e che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona della moneta unica.

Abstract: Il dollaro australiano è sceso rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona euro resi noti questa mattina e che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona della moneta unica. Tuttavia, il trend rialzista di ottobre rimane intatto, sulla base anche dei commenti del vice presidente della Fed, Yellen, il

L' euro mantiene i guadagni segnati

 

di Redazione Soldionline.

 

"Soldi Online" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Articolo a cura di FXCM.it Questa mattina siamo arrivati in ufficio prima del solito e ci abbiamo messo più di un' ora per cominciare a scrivere questa newsletter. Durante il tempo che ha preceduto queste righe ci siamo chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il

Fxcm: l' euro mantiene in guadagni segnati

 

"milanofinanza.it" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Questa mattina siamo arrivati in ufficio prima del solito e ci abbiamo messo più di un' ora per cominciare a scrivere questa newsletter. Durante il tempo che ha preceduto queste righe ci siamo chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il dollaro americano. Più

Cambi, euro in calo su dollaro e yen

 

di Di Francesca Gerosa.

 

"milanofinanza.it" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro apre in calo a 1,3722 dollari e 107,20 yen. Le speranze dei mercati nel governo di coalizione che dovrebbe essere eletto in Grecia sembrano affievolirsi. Dopo l' intesa raggiunta ieri tra il premier uscente, il socialista George Papandreou, e il leader dell' opposizione, il conservatore Antonis Samaras, per la formazione di un Governo di

Obbligazioni Tripla A. E in più valute forti

 

"Corriere Economia" del 07-11-2011

Pagina: 25

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Scenari La Germania è troppo cara, la Svizzera ha bloccato il cambio: le idee per investire fuori dall' euro.
Sottotitolo: Dal dollaro australiano a quello canadese, dalla corona norvegese a quella svedese: ecco i bond con il massimo voto di affidabilità e con l' opportunità di guadagnare sul cambio DI MARCO SABELLA.

Abstract: Basterà l' ombrello del Bund tedesco per fronteggiare la grandinata che si è abbattuta sulle obbligazioni governative in euro? È l' interrogativo che si pongono con sempre maggior frequenza i risparmiatori che hanno diversificato nelle emissioni del governo di Berlino. Sicure, ma molto volatili, soprattutto per effetto dell'

Piazza Affari Il rialzo è appeso al dollaro

 

"Corriere Economia" del 07-11-2011

Pagina: 26

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Grafici Gli analisti vedono una lunga fase laterale: ad oggi difficile ipotizzare l' arrivo di nuovi minimi o di rally di fine anno.
Sottotitolo: Il cambio è il nuovo termometro dei listini: se prevale la fiducia sale Wall Street, la valuta Usa e tutte le Borse DI FABRIZIO BARINI.

Abstract: I l mercato? Lo fa il cambio delle valute. Le Borse si muovono con grande nervosismo, ma non mancano alcuni punti fermi a cominciare dal cambio euro/dollaro che si è conquistato il ruolo di vero termometro dei mercati. La prudenza premia il biglietto verde, mentre il rischio premia la moneta del vecchio continente. E mentre queste due forze

Azimut, le caretteristiche del fondo AZ Fund Renminbi Opportunities

 

di Edoardo Fagnani.

 

"Soldi Online" del 06-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Azimut ha dettagliato le caratteristiche di AZ Fund Renminbi Opportunities, il primo fondo UCITS III in Europa che consente di puntare sulla valuta cinese. Inoltre, il prodotto è il primo dall' insediamento del gruppo a Hong Kong e Shanghai, ed è rivolto in primo luogo a imprenditori europei con rapporti commerciali e industriali con

L' EURO

 

"Avvenire" del 05-11-2011

ECONOMIA

Pagina: 10

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' EURO La moneta in balia del voto greco L' euro continua a mantenersi sui livelli visti negli ultimi giorni senza particolari oscillazioni. Ieri ha chiuso sui mercati europei intorno agli 1,374 dollari. Sulla valuta europea continuano a pesare le incertezze relative alla crisi debitoria della Grecia, che ne hanno frenato i movimenti al rialzo.

Euro sotto quota 1,40

 

di di Alberto Terzi.

 

"Milano Finanza" del 05-11-2011

Pagina: 46

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica si comporta in maniera nervosa dopo il taglio dei tassi operato dalla Banca centrale europea.

Abstract: Settimana ancora caratterizzata da un' elevata incertezza per il mercato valutario, dove in chiusura d' ottava la parità euro/dollaro è scambiata attorno 1,372. Il focus della settimana era puntato sulla prima conferenza stampa di Mario Draghi al timone della Banca Centrale europea e l' italiano non ha affatto deluso le aspettative,

L' euro chiude in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen

 

"La Sicilia" del 05-11-2011

Borsa

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro chiude in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen. Dollaro/yen a 78,14. L' avvio era avvenuto in lieve rialzo sia nei confronti del dollaro che dello yen, dopo i primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica, infatti, veniva scambiata a quota 1,3822 nei confronti del biglietto verde americano, contro la valutazione di 1,3816 fatta

La Parabola della Moneta Unica

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 05-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 42

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Sono i Paesi virtuosi (Germania in testa) ha volere la sopravvivenza dell' euro rispetto al ritorno alle valute nazionali. Ma è sempre più necessario che la Bce diventi una vera banca centrale e il governo Ue decida in termini di politica fiscale.

Abstract: Dal 1° gennaio 1999 l' euro è la moneta unica per circa 300 milioni di cittadini europei (anche se il corso legale è intervenuto tre anni più tardi) e accomuna sotto un' unica politica monetaria 17 nazioni con caratteristiche estremamente diverse tra di loro - per lingua, abitudini, struttura sociale, economica e fiscale.

Reazione di breve per l' euro/dollaro

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 05-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 40

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Dopo il taglio della Bce la moneta unica recupera, ma subito si riallinea al trend di medio periodo.

Abstract: La settimana è stata caratterizzata dal prolungarsi delle vicende sul debito sovrano greco con crisi di panico sui mercati finanziari che hanno toccato anche i debiti di Italia e Spagna. Protagoniste della scena sono state le banche centrali. Nella notte tra domenica 30 ottobre e lunedì 31 la Banca centrale giapponese è

EUR/USD: l' euro perde i guadagni

 

"TrendOnline" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: L' euro perde i guadagni di questa mattina contro il dollaro USA.

Abstract: L' euro perde i guadagni di questa mattina contro il dollaro USA dopo che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto ai giornalisti che i leader del G20 a Cannes non sono riusciti a mettersi d' accordo su come disporre delle risorse del FMI e il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi ha rifiutato di accettare i fondi del FMI. Un clima di

Analisi tecnica, uno sguardo all' euro/dollaro

 

di Mauro Introzzi.

 

"Soldi Online" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: A cura di Unicredit Dal minimo di inizio ottobre a 1,3144 il cross Eur/Usd ha mostrato un movimento rialzista che ha condotto i corsi fino a superare la soglia di 1,40 salvo poi stornare nuovamente per posizionarsi sugli attuali livelli poco oltre 1,38 . In caso di nuova forza della moneta unica vs il Dollaro fissiamo il primo target a 1,42 mentre

BCE: fixing dollaro, yen e sterlina

 

"TrendOnline" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 4 novembre 2011.

Abstract: La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 4 novembre 2011. Euro contro dollaro chiude a 1,3773, invariato rispetto all' ultima rilevazione di ieri. In aumento il cambio euro/yen che chiude a 107,55 da 107,33. Segno più infine anche per il cambio euro/sterlina che si porta a 0,86125 rispetto a una precedente rilevazione a

Euro-dollaro: solido supporto grafico a quota 1,3660

 

"milanofinanza.it" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Complimenti Presidente. Così avremmo voluto esprimere il nostro parere circa la mossa da parte della BCE, che ieri ha tagliato il costo del denaro da 1.50% a 1.25%. Inutile dire, dato le innumerevoli volte che abbiamo richiesto una mossa del genere quanto siamo d' accordo con il taglio, soprattutto perché, dal punto di vista dei

Euro dollaro, forte resistenza a 1,3850

 

"TrendOnline" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday con base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850.

Abstract: Il cambio euro dollaro ha disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday con base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850. La rottura al rialzo di questa fascia invierebbe un segnale di forza di euro capace di accompagnare le quotazioni fino in area 1,4050. Prima resistenza a 1,39. Oltre 1,4050/4100 probabile poi il recupero dei

Cambi, euro ingessato sul dollaro in attesa dati lavoro USA

 

"TeleBorsa" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro apre la giornata all' insegna della stabilità contro il dollaro, dopo la sessione intensa e volatile della vigilia. Il cross euro/dollaro si attesta infatti a 1,38 USD (-0,09%), attorno ai livelli di chiusura di ieri sera. Il mercato dei cambi, più in generale, è fermo, in attesa dei dati chiave sull'

Cambi: euro in lieve progresso a 1,3822 dollari

 

"unita.it" del 04-11-2011

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Pubblicato anche in: "Wall Street Italia"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ANSA) - ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli 1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo la chiusura di Wall Street. Lieve rialzo anche sullo yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri sera.(ANSA).

Cambi: euro sale a 1,3822 dollari

 

"Msn" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Sale leggermente a 107,93 yen.

Abstract: ANSA (ANSA) - ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli 1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo la chiusura di Wall Street. Lieve rialzo anche sullo yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri sera. Tweet.

L' euro chiude stabile dopo la mossa della Bce

 

"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 42

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla Bce guidata da Mario Draghi. Mentre sembra si allontani il referendum sul piano di salvataggio di Atene. La moneta unica si è indebolita dopo il taglio, inatteso almeno nei tempi, deciso dall' Eurotower, a causa delle previsioni più negative della

Special drawing rights I Diritti speciali di prelievo - in inglese, Special Drawing Rights, Sdr - sono l' unità di conto utilizzata dal Fondo monetario per le riserve e i pagamenti internazionali.

 

"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011

Primo piano

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Special drawing rights I Diritti speciali di prelievo - in inglese, Special Drawing Rights, Sdr - sono l' unità di conto utilizzata dal Fondo monetario per le riserve e i pagamenti internazionali. Non rappresentano quindi alcuna moneta ma servono come misura del valore delle transazioni tra Paesi (oltre che nelle convenzioni sulla

L' euro chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla Bce e mentre si allontana il referendum greco sul piano di salvataggio di Atene

 

"La Sicilia" del 04-11-2011

Borsa

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla Bce e mentre si allontana il referendum greco sul piano di salvataggio di Atene. La moneta unica termina quindi la giornata a 1,3741 dollari (1,3809 mercoledì, 1,3809 la Bce). Stabili le quotazioni anche sulle altre valute a 1,2141 franchi (1,2163 e

Euro-dollaro: importante la tenuta del supporto a 1,3615

 

"milanofinanza.it" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Dopo aver raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella sezione dedicata all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere. Già,

Prova di forza dell' euro

 

"TrendOnline" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Dopo aver raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere.

Abstract: Dopo aver raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella sezione dedicata all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere. Già,

Cambi: euro in forte calo sotto 1,37 dollari, pesa crisi Grecia -2-

 

"Fastweb" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 nov - Gli operatori restano molto cauti sulla moneta unica a causa delle nuove incertezze sulla Grecia dove il referendum sul piano di salvataggio rischia di creare nuove tensioni sull' eurozona. Dal G20 di Cannes, intanto, e' arrivata la notizia che e' stata sospesa la sesta tranche di aiuti ad Atene fin

Cambi: euro in forte calo sotto quota 1,37 dollari, pesa crisi Grecia

 

"Fastweb" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 nov - Euro in forte calo in avvio a causa della perdurante incertezza sulla situazione greca. La moneta unica che ieri era rimbalzata sopra gli 1,38 dollari in attesa della riunione della Fed, si attesta ora a 1,3681 (1,3809 la chiusura di ieri). Il rapporto del dollaro sullo yen e' sostanzialmente stabile a

Se l' Italia adottasse il biglietto verde aumenterebbe le esportazioni, pagherebbe meno interessi (mutui compresi) e potrebbe aiutare agricoltura e turismo

 

di GIULIANO ZULIN.

 

"Libero" del 03-11-2011

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: QQQ Perché dobbiamo svenarci per dare retta ad Angela Merkel o Nicolas Sarkozy? Perché dobbiamo sopportare di essere presi in giro da chi è incapace a governare casa sua? Perché non sfiduciamo tutti questi capetti europei e ci togliamo dall' euro? Gli italiani non hanno mai amato tanto la divisa unica: latita sempre la

Le dichiarazioni della Fed sostengono il dollaro

 

"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Dopo aver avviato la sessione in ripresa sul dollaro, l' euro ha perso i guadagni realizzati dopo la conferenza stampa della Federal Reserve. Gli acquisti sul biglietto verde sono tornati dopo l' accento messo dalla Fed sui rischi per la tenuta dell' economia globale. La situazione è peggiorata rispetto a giugno, ha spiegato la Banca

L' euro recupera sul dollaro Occhi puntati sulla Grecia

 

"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011

Primo piano

Pagina: 17

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Dopo tre sedute di ribasso la moneta a quota 1,376.
Sottotitolo: BANCO DI PROVA - Per la tenuta della valuta la prima prova sarà il voto di fiducia chiesto dal Governo di Atene e in agenda per domani.

Abstract: MILANO L' euro prova a rialzare la testa contro il dollaro. Dopo tre sedute al ribasso, ieri la valuta unica europea ha ripreso mezzo punto percentuale sul biglietto verde, a 1,376 dollari, dopo aver toccato quota 1,382 nel corso della giornata. Gli investitori hanno risposto alla recente frenata della divisa europea con discreti acquisti che


Articoli




La fine di Berlusconi giustifica la morte della stampa libera? (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Liberazione" del 10-11-2011

VUOTA

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Fabio Sebastiani La sinistra sembra in ritardo nel dibattito sulla crisi. Sì, soprattutto se letto alla luce di alcuni spunti di analisi che come analisti marxisti sottolineammo alcuni anni fa quando parlammo di crisi sistemica. Adesso abbiamo la prova che la crisi non è congiunturale. Le crisi strutturali come quella del 1929 mettono in discussione il modello di accumulazione per rilanciare il sistema con un nuovo modello di accumulazione. Non a caso, allora se ne uscì con il fordismo, il keynesismo, il sostegno alla domanda, e la seconda guerra mondiale. Questa crisi è peggio di quella del 1929, poiché non si va configurando un nuovo processo di accumulazione e di valorizzazione compatibile con lo sviluppo delle forze produttive. Sempre in quel filone di ricerca marxista, al quale mi richiamo, fece risalire l' inizio della crisi sistemica attuale agli anni '70, quando nei paesi a capitalismo maturo entrò in crisi il modello del consumo di massa e il fordismo, che non rispondeva più allo sviluppo delle forze produttive che richiedeva un nuovo modello di accumulazione. Nel 1929 l' economia non era globalizzata. Oggi con l' effetto domino non si salva più nessuno, poichè c' è appunto un passaggio che si instaura a partire dal 1971 quando si chiudono gli accordi di Bretton-Woods; ciò di fatto vuol dire la sopravvivenza sopra le proprie possibilità dei soli Usa che emettono dollari senza avere il corrispondente in oro e cominciano a vivere di debito esterno, interno, pubblico e privato. L' Europa soffre della supremazia della Germania? La verità è che il capitalismo sta nascondendo la polvere sotto il tappeto. Non è stato sufficiente delocalizzare ovvero esportare il fordismo in altre aree del mondo. Il risultato è che aumenta la massa complessiva del profitto ma diminuisce il saggio di profitto. Da qui nasce la supremazia della finanza. Oggi il modello che si afferma è quello del paese esportatore ovvero la Germania. Il marco ha bisogno di crearsi un' area che sostenga questa impostazione di creditore internazionale. E' su questa ipotesi che si comincia a costruire l' Europa. L' area dell' euro, competitiva con il dollaro, serve a sorreggere quel modello economico- produttivo. Leadership non comparabile a quella degli Usa. La Germania ha una doppia convenienza. Primo, perché ci possono essere dei "maiali", i "Pigs" (Portogallo, Italia e Irlanda, Grecia, Spagna) ovvero aree sub-colonizzate, o di colonizzazione interna, a cui imporre la deindustrializzazione, le privatizzazioni, con il corollario di smantellamenti e legami più forti con il mercato internazionale, abbassamento del costo del lavoro, con continue contrazioni su salario diretto e welfare. Il debito pubblico corrispondente alla funzione di import e alla cattiva gestione interna viene acquistato dai paesi con il surplus, ovvero da Germania e Cina. Il passaggio che si sta attuando ora è che dopo l' Unione economica oggi serve l' Unione politica, cioè lo Stato sovranazionale dell' Europa dei potentati guidati dai tedeschi: è il succo della lettera di Trichet e Draghi a Berlusconi. Questo non è poco. Non è poco se il Fmi impone i suoi ispettori pur in assenza di un prestito. Nessuno si sta rendendo conto che di fatto è stata dichiarata una guerra. A fianco a quella militare dichiarata dalla Francia alla Libia attraverso la quale si cerca di mettere in discussione la supremazia della Germania, c' è una guerra alle istituzioni degli Stati nazionali come in Grecia. Lo stesso stanno facendo da noi. Una guerra anche massmediatica in cui con la parola "debito sovrano", e non più debito pubblico, si incolpa il singolo cittadino di mettere in forse la sovranità del suo paese. Quali soluzioni? Il centrosinistra dice "rilancio della crescita", ma non ci sono i margini. La soluzione non è economica ma politica, questo sostengo nell' ultimo libro "Il risveglio dei maiali" , che vuole essere un manifesto politico per il non pagamento del debito , l' uscita dall' euro, le nazionalizzazioni. Riprendiamo un percorso di lotte che mettano al centro le rivendicazioni salariali, il lavoro vero a pieni diritti e pieno salario, la riforma fiscale, la tassazione incisiva di tutti i capitali; si il riformismo strutturale ma che dia le gambe, l' accumulazione di forze nuove, spazio al protagonismo dei soggetti sociali e del sindacalismo conflittuale di classe. Bisogna sedimentare le forze attraverso percorsi di lotta e di democrazia partecipativa e non pensare a ricette di vertice. Due fasi, prima la rivendicazione e la lotta, per cambiare l' agenda dettata dalle cosiddette regole dell' economia. E poi, la creazione di una piattaforma politica forte per la costruzione di una nuova area fuori dall' euro, con al centro un modello solidale come l' area dell' ALBA in America Latina. Ma in America Latina sono partiti dalla conquista del potere Lì hanno rimesso in marcia milioni di lavoratori su lotte rivendicative, come la battaglia contro la privatizzazione dell' acqua, lotte che hanno creato l' humus politico per portare al potere formazioni di sinistra attraverso le elezioni. Qui potremmo chiamarla Alleanza libera per l' interscambio alternativo e solidale (Alias), che adotta una nuova moneta Libera, cioè libera dai vincoli dell' usura istituzionalizzata imposta dalla BCE. Questa area si stacca dall' Euro con una moneta che ha il tasso di cambio flessibile misurata su un cambio che rappresenta un paniere misuratore della ricchezza reale dell' insieme dei paesi partecipanti. In questo modo si svaluta automaticamente il debito non più misurato in l' euro. Il vantaggio è anche politico e consiste nel proporsi a livello internazionale come interlocutore politico ed economico dei paesi tipo l' Africa mediterranea e poi con i paesi dell' Est. Questa è una proposta che oggi circola nei movimenti internazionali, proposte vive e patrimonio delle lotte del Pame in Grecia e di tanti movimenti sociali e sindacali di classe in Europa. In Italia il ripudio del debito , le nazionalizzazioni sono parte del programma dei movimenti del 15 ottobre 2011. Per far questo occorre nazionalizzare le banche e i settori strategici. Venerdì sull' Unità un grande filosofo italiano Luciano Canfora metteva in evidenza proprio questo deficit di sovranità dell' Unione Europea. Che ne pensi del dibattito su sbilanciamo.info? Gnesutta ha ragione nel momento in cui si è parlato di uscita dall' euro del singolo paese. Ma la proposta nostra su Alias è quella di uscire come gruppo di paesi, con una nuova moneta, nazionalizzando in primis le banche e di attuare un blocco dei capitali in uscita e una tendenza al pareggio e poi al surplus nella bilancia dei pagamenti. La versione completa dell' intervista si può leggere su www.liberazione.it e su www.controlacrisi.org.

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Cambio eur/usd a 1,3575 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Seduta molto movimentata per il cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica in Italia.

Seduta molto movimentata per il cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica in Italia. L' ottimismo degli investitori legato alle indiscrezioni su un prossimo governo tecnico guidato da Mario Monti e' stato frenato dalle dichiarazioni del segretario del PDL, Angelino Alfano, che ha affermato che il proprio partito rimane fermo sula decisione gia' annunciata in precedenza, ovvero il voto anticipato.

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Euro: Chiude In Leggero Rialzo Sotto Quota 1,36 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - Chiusura in leggero rialzo per l' euro sul dollaro sotto quota 1,36 dollari. La moneta unica, dopo aver toccato i massimi di seduta a 1,3652 euro, ripiega in chiusura posizionandosi a 1,3585 dollari. In leggero rialzo anche il cambio euro/yen a 105,35. Stabile il dollaro sulla valuta giapponese a 77,56 yen .

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Cambi: Tassi Di Riferimento Odierni Dell' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 10 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute 10/11/11 Dollaro USA 1,3616 Yen 105,66 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,496 Corona danese 7,4420 Lira sterlina 0,85335 Fiorino ungherese 310,67 Litas lituano 3,4528 Lat lettone 0,7014 Zloty polacco 4,3825 Nuovo leu romeno 4,3500 Corona svedese 9,0643 Franco svizzero 1,2315 Corona islandese --- Corona norvegese 7,7420 Kuna croata 7,4800 Rublo russo 41,5000 Lira turca 2,4303 Dollaro australiano 1,3389 Real brasiliano 2,3974 Dollaro canadese 1,3892 Yuan cinese 8,6430 Dollaro di Hong Kong 10,5976 Rupia indonesiana 12213,11 Shekel israeliano 5,0680 Rupia indiana 68,1140 Won sudcoreano 1540,29 Peso messicano 18,4543 Ringgit malese 4,2911 Dollaro neozelandese 1,7455 Peso filippino 58,989 Dollaro di Singapore 1,7546 Baht tailandese 41,937 Rand sudafricano 10,9409 Nota: dal 2 novembre 2009 la Banca d' Italia pubblica sul proprio sito web il cambio indicativo della corona islandese.

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Viacom: trimestrale superiore alle attese, piano buy back alzato a 10 mld dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Borse" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oggi, 13:55 Trimestrale oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il quarto trimestre dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41% rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi sono saliti del 22% a 4,05 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un Eps adjusted di 1,02 dollari e ricavi pari a 3,75 miliardi di dollari. Sempre oggi, il gruppo ha fatto sapere che il piano di acquisto di azioni proprie è passato da 4 a 10 miliardi di euro. Valeria Panigada Fonte: Finanza.com.

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Viacom: trimestrale superiore alle attese, piano buy back alzato a 10 mld dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 10-11-2011

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Pubblicato anche in: "ilnuovo.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Trimestrale oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il quarto trimestre dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41% rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi sono saliti del 22% a 4,05 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un Eps adjusted di 1,02 dollari e ricavi pari a 3,75 miliardi di dollari. Sempre oggi, il gruppo ha fatto sapere che il piano di acquisto di azioni proprie è passato da 4 a 10 miliardi di euro.

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L' euro ci regala una piccola discesa (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali).

Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali), dollaro americano in testa e ci domandavamo come essa potesse trovarsi a tali livelli di fronte ad una crisi sistemica dell' Unione Europea, che sta mostrando sempre più falle di quelle che, qualche anno fa, si potevano pensare. Le implicazioni più importanti di questa crisi, si sono viste (e si vedono ancora) sui mercati tradizionali, ovvero l' azionario e l' obbligazionario, dove i diversi Paesi sono stati premiati o puniti in base all' avversione o all' appetito per il rischio. Da ieri, abbiamo cominciato ad assistere anche a forti sell-off sull' euro e su altre valute ad alto rendimento, con le commodities che hanno corretto fortemente anche loro, in un processo che ha visto il dollaro risalire in maniera importante. Già, perché in momenti di crisi si cerca di mantenere posizioni aperte sulla liquidità, andando a chiudere tutto quello che può far ridurre il valore del mio portafoglio in quanto legato al rischio, e andando a ricoprire le posizioni corte di dollari, aperte durante una fase precedente di appetito per il rischio in quanto i tassi da pagare per finanziarsi in dollari americani sono molto bassi e rendono il green back una valuta di finanziamento. Oggi l' azionario asiatico ha performato molto male, seguendo quanto successo in Europa e a Wall Street, dove il rosso è il colore che in assoluto la sta facendo da padrone. Gli avvenimenti politici che stanno attanagliando l' Italia hanno pesato fortemente e probabilmente porteranno ancora incertezza fino a che non si avrà un' idea precisa di come si possa risolvere questa crisi di Governo, con Napolitano che nel frattempo ha nominato Mario Monti senatore a vita.

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Fxcm: l' euro ci regala una piccola discesa (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali), dollaro americano in testa e ci domandavamo come essa potesse trovarsi a tali livelli di fronte ad una crisi sistemica dell' Unione Europea, che sta mostrando sempre più falle di quelle che, qualche anno fa, si potevano pensare. Le implicazioni più importanti di questa crisi, si sono viste (e si vedono ancora) sui mercati tradizionali, ovvero l' azionario e l' obbligazionario, dove i diversi Paesi sono stati premiati o puniti in base all' avversione o all' appetito per il rischio. Da ieri, abbiamo cominciato ad assistere anche a forti sell-off sull' euro e su altre valute ad alto rendimento, con le commodities che hanno corretto fortemente anche loro, in un processo che ha visto il dollaro risalire in maniera importante. Già, perché in momenti di crisi si cerca di mantenere posizioni aperte sulla liquidità, andando a chiudere tutto quello che può far ridurre il valore del mio portafoglio in quanto legato al rischio, e andando a ricoprire le posizioni corte di dollari, aperte durante una fase precedente di appetito per il rischio in quanto i tassi da pagare per finanziarsi in dollari americani sono molto bassi e rendono il green back una valuta di finanziamento. Oggi l' azionario asiatico ha performato molto male, seguendo quanto successo in Europa e a Wall Street, dove il rosso è il colore che in assoluto la sta facendo da padrone. Gli avvenimenti politici che stanno attanagliando l' Italia hanno pesato fortemente e probabilmente porteranno ancora incertezza fino a che non si avrà un' idea precisa di come si possa risolvere questa crisi di Governo, con Napolitano che nel frattempo ha nominato Mario Monti senatore a vita. E' possibile che i mercati oggi rimangano ancora pesanti, i tempi per correzioni importanti non sono ancora arrivati. Passiamo ora a dare uno sguardo ai cambi, incominciando dall' eurodollaro, molto cambiato rispetto a ieri mattina. L' incertezza italiana, come visto, ha condotto la moneta unica europea in calo di 300 punti circa: calcoliamo, infatti, che ieri mattina ci trovavamo con prezzi prossimi a 1.3830 e abbiamo salutato la giornata nei pressi di 1.35. Dal punto di vista tecnico possiamo affermare che, nonostante sia risultata più lunga del previsto, la figura a bandiera (o flag) osservata negli ultimi giorni si è dimostrata davvero utile e precisa a prevedere i movimenti del cambio. Parliamo di quella figura che ha come base la linea di supporto dinamico passante per 1.3725 e che una volta rotta, a metà mattinata, ha permesso un rapido calo. Stando alle percentuali di ritracciamento di Fibonacci, la tendenza dovrebbe continuare in calo, dato che l' ultimo livello di supporto indicato a 1.3560 (il 61.8% del movimento in salita compreso fra 1.3150 e 1.3240) è stato oltrepassato ieri. Se questa teoria dovesse risultare valida potremmo trovarci con i prezzi nuovamente a 1.3150. Che si sia trattato di un problema europeo è testimoniato dal cambio UsdJpy, davvero molto stabile rispetto ai giorni passati. Se fosse stato un movimento di dollari avremmo infatti visto il cambio muoversi per allontanarsi dal livello di congestione compreso fra 77.80 e 78 figura. Anche il posizionamento del mercato continua a rimanere stabile da una settimana a questa parte, con l' 82% dei posizionamenti a favore di una ripresa del dollaro (secondo il nostro indicatore proprietario Speculative Sentiment Index). Per l' immediato futuro continuiamo a considerare la lateralità attuale come qualcosa di anomalo, che il mercato correggerà prima o poi. Con un calo di euro come quello appena osservato, non deve stupire vedere un cambio EurJpy in drastico calo da ieri mattina. Il movimento che si è generato, del tutto sovrapponibile a quello di eurodollaro, è risultato di 250 punti. Questo è stato sufficiente a far oltrepassare il preciso livello di supposto statico indicato da giorni a 106.50. Il livello appena visto diviene resistenza per le prossime evoluzioni mentre come supporto è possibile individuare 104.80, livello che nelle passate settimane è stato utilizzato alcune volte, per di più coincidente con l' ultima delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci del movimento in salita compreso fra 100.75 e 111.60. Il cable, anch' esso in calo ieri, ha raggiunto l' area di supporto che seguiamo da settimane: fra 1.59 e 1.5880 transita infatti un livello che grazie a più fattori potrebbe contenere le pressioni ribassiste. Troviamo prima di tutto una coincidenza con i precedenti minimi registrati nella seconda metà di ottobre; troviamo poi su questo livello il transito della media mobile di lunghissimo periodo (200 esponenziale su grafico con candele 4 ore). Osserviamo ora il franco, cominciando dal rapporto col dollaro. Possiamo notare un' evidente forza del cambio che ha permesso di oltrepassare il difficile livello di resistenza a 0.9070 e dare così l' attacco finale al massimo di riferimento precedente che si trova a 0.9310 e che è stato toccato l' ultima volta a inizio ottobre. Dal 27 di ottobre il cambio ha mostrato un recupero di quasi 6 figure, rendendo chiaro come mai la linea di supporto del movimento sia così particolarmente inclinata positivamente. Il supporto indicato da questa passa a 0.8940 e già domani mattina si troverà a 0.8975. Il cambio EurChf non ha potuto seguire quanto fatto dal dollarofranco per ovvie ragioni… ciò che appare interessante è l' area di trading che si è venuta a creare compresa fra 1.2290 e 1.2460. Anche il cambio UsdChf è andato particolarmente vicino ad un massimo precedente. Siamo giunti a 0.9065 quando il massimo del 20 ottobre scorso è stato 0.9080. Nei pressi di 0.89 troviamo invece il supporto dinamico suggerito dalla linea di tendenza positiva con origine al 27 ottobre scorso. ( www.fxcm.it )

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L' Euro ci regala una piccola discesa (sezione: Euro-Dollaro)

 

di FXCM MercatoForex.

 

"Bluerating" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo.

Finalmente l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli considerando i fondamentali), dollaro americano in testa e ci domandavamo come essa potesse trovarsi a tali livelli di fronte ad una crisi sistemica dell' Unione Europea, che sta mostrando sempre più falle di quelle che, qualche anno fa, si potevano pensare. Le implicazioni più importanti di questa crisi, si sono viste (e si vedono ancora) sui mercati tradizionali, ovvero l' azionario e l' obbligazionario, dove i diversi Paesi sono stati premiati o puniti in base all' avversione o all' appetito per il rischio. Da ieri, abbiamo cominciato ad assistere anche a forti sell-off sull' euro e su altre valute ad alto rendimento, con le commodities che hanno corretto fortemente anche loro, in un processo che ha visto il dollaro risalire in maniera importante. Già, perché in momenti di crisi si cerca di mantenere posizioni aperte sulla liquidità, andando a chiudere tutto quello che può far ridurre il valore del mio portafoglio in quanto legato al rischio, e andando a ricoprire le posizioni corte di dollari, aperte durante una fase precedente di appetito per il rischio in quanto i tassi da pagare per finanziarsi in dollari americani sono molto bassi e rendono il green back una valuta di finanziamento. Oggi l' azionario asiatico ha performato molto male, seguendo quanto successo in Europa e a Wall Street, dove il rosso è il colore che in assoluto la sta facendo da padrone. Gli avvenimenti politici che stanno attanagliando l' Italia hanno pesato fortemente e probabilmente porteranno ancora incertezza fino a che non si avrà un' idea precisa di come si possa risolvere questa crisi di Governo, con Napolitano che nel frattempo ha nominato Mario Monti senatore a vita.E' possibile che i mercati oggi rimangano ancora pesanti, i tempi per correzioni importanti non sono ancora arrivati. Passiamo ora a dare uno sguardo ai cambi, incominciando dall' eurodollaro, molto cambiato rispetto a ieri mattina. L' incertezza italiana, come visto, ha condotto la moneta unica europea in calo di 300 punti circa: calcoliamo, infatti, che ieri mattina ci trovavamo con prezzi prossimi a 1.3830 e abbiamo salutato la giornata nei pressi di 1.35. Dal punto di vista tecnico possiamo affermare che, nonostante sia risultata più lunga del previsto, la figura a bandiera (o flag) osservata negli ultimi giorni si è dimostrata davvero utile e precisa a prevedere i movimenti del cambio. Parliamo di quella figura che ha come base la linea di supporto dinamico passante per 1.3725 e che una volta rotta, a metà mattinata, ha permesso un rapido calo. Stando alle percentuali di ritracciamento di Fibonacci, la tendenza dovrebbe continuare in calo, dato che l' ultimo livello di supporto indicato a 1.3560 (il 61.8% del movimento in salita compreso fra 1.3150 e 1.3240) è stato oltrepassato ieri. Se questa teoria dovesse risultare valida potremmo trovarci con i prezzi nuovamente a 1.3150. Che si sia trattato di un problema europeo è testimoniato dal cambio UsdJpy, davvero molto stabile rispetto ai giorni passati. Se fosse stato un movimento di dollari avremmo infatti visto il cambio muoversi per allontanarsi dal livello di congestione compreso fra 77.80 e 78 figura. Anche il posizionamento del mercato continua a rimanere stabile da una settimana a questa parte, con l' 82% dei posizionamenti a favore di una ripresa del dollaro (secondo il nostro indicatore proprietario Speculative Sentiment Index). Per l' immediato futuro continuiamo a considerare la lateralità attuale come qualcosa di anomalo, che il mercato correggerà prima o poi. Con un calo di euro come quello appena osservato, non deve stupire vedere un cambio EurJpy in drastico calo da ieri mattina. Il movimento che si è generato, del tutto sovrapponibile a quello di eurodollaro, è risultato di 250 punti. Questo è stato sufficiente a far oltrepassare il preciso livello di supposto statico indicato da giorni a 106.50. Il livello appena visto diviene resistenza per le prossime evoluzioni mentre come supporto è possibile individuare 104.80, livello che nelle passate settimane è stato utilizzato alcune volte, per di più coincidente con l' ultima delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci del movimento in salita compreso fra 100.75 e 111.60. Il cable, anch' esso in calo ieri, ha raggiunto l' area di supporto che seguiamo da settimane: fra 1.59 e 1.5880 transita infatti un livello che grazie a più fattori potrebbe contenere le pressioni ribassiste. Troviamo prima di tutto una coincidenza con i precedenti minimi registrati nella seconda metà di ottobre; troviamo poi su questo livello il transito della media mobile di lunghissimo periodo (200 esponenziale su grafico con candele 4 ore). Osserviamo ora il franco, cominciando dal rapporto col dollaro. Possiamo notare un' evidente forza del cambio che ha permesso di oltrepassare il difficile livello di resistenza a 0.9070 e dare così l' attacco finale al massimo di riferimento precedente che si trova a 0.9310 e che è stato toccato l' ultima volta a inizio ottobre. Dal 27 di ottobre il cambio ha mostrato un recupero di quasi 6 figure, rendendo chiaro come mai la linea di supporto del movimento sia così particolarmente inclinata positivamente. Il supporto indicato da questa passa a 0.8940 e già domani mattina si troverà a 0.8975. Il cambio EurChf non ha potuto seguire quanto fatto dal dollarofranco per ovvie ragioni. ciò che appare interessante è l' area di trading che si è venuta a creare compresa fra 1.2290 e 1.2460. Anche il cambio UsdChf è andato particolarmente vicino ad un massimo precedente. Siamo giunti a 0.9065 quando il massimo del 20 ottobre scorso è stato 0.9080. Nei pressi di 0.89 troviamo invece il supporto dinamico suggerito dalla linea di tendenza positiva con origine al 27 ottobre scorso.

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Cambi: euro scende ancora, sotto gli 1,35 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"unita.it" del 10-11-2011

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Pubblicato anche in: "Wall Street Italia"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ANSA) - ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta unica, nei primi scambi sui mercati valutari del Vecchio Continente scende sotto gli 1,35 dollari, passando di mano a 1,3497, in netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633 dollari. Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro scambiato a 104,92 yen, contro la Bce di ieri di 105,96 yen.(ANSA).

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Euro dollaro sotto supporto rilevante (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il cambio euro dollaro e' sceso al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre passante in area 1,3750 violando al contempo la base della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre.

Il cambio euro dollaro e' sceso al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre passante in area 1,3750 violando al contempo la base della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre. Il rischio di accelerazioni ribassiste verso area 1,3150 almeno e' elevato. Solo oltre 1,3750 segnali credibili di ripresa.

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Cambi: euro scende sotto 1,35 dlr (sezione: Euro-Dollaro)

 

"corrieredellosport.it" del 10-11-2011

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Pubblicato anche in: "Borsa Italiana"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Scambiato in ribasso a 104,92 yen.

(ANSA) - ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta unica, nei primi scambi sui mercati valutari del Vecchio Continente scende sotto gli 1,35 dollari, passando di mano a 1,3497, in netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633 dollari. Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro scambiato a 104,92 yen, contro la Bce di ieri di 105,96 yen.

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Cambi, l' euro frena ancora sul dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TeleBorsa" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Euro in ulteriore ribasso nei confronti del biglietto verde con il cross eur/usd che scivola ai minimi da un mese a 1,35 dollari. Sulla moneta unica pesa ancora la situazione debitoria della zona euro con l' incertezza politica che regna in Italia e Grecia. L' agenda macroeconomica di oggi prevede la diffusione dei numeri sulla produzione industriale in Italia ed un aggiornamento sul mercato del lavoro in America con i dati sulle richieste per i sussidi alla disoccupazione settimanali. Attesa anche la decisione in materia di politica monetaria dalla Banca d' Inghilterra.

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Cambi: Analisi Tecnica EUR/USD (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TeleBorsa" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

In difficoltà ieri il cambio per l' Euro nei confronti del Dollaro Usa, con il cable eur/usd che chiude in ribasso a 1,3544. Previsto per oggi un ampliamento della performance in senso ribassista, con supporto visto a 1,3424 e successivo 1,3303. Resistenza a 1,3762. Le indicazioni non costituiscono invito al trading. A cura dell' Ufficio Studi Teleborsa.

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Il rialzo dei rendimenti italiani costa il 2% all' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 10-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro scivola ai minimi da un mese contro il dollaro, indebolito dalla situazione politica italiana, con i rendimenti sui titoli di Stato schizzati a livelli da record da quanto il Paese fa parte dell' Eurozona. I tassi sui titoli a due anni hanno superato quelli sui titoli a 10. Superata anche la soglia del 7% che spinse Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere aiuti internazionali. Il nodo sotto i riflettori dei mercati è la capacità dell' Italia di dotarsi di un Governo in grado di fronteggiare la pressione sul suo debito pubblico. La moneta unica ha perso circa 2% a 1,3550, ma è arrivato a fino 1,3522, il minimo dal 10 ottobre. Analoga la flessione sullo yen (-2%) verso quota 105,30. Praticamente invariato il cambio tra dollaro e yen. In difficoltà anche il rand sudafricano, che è scivolato dopo che Moody' s ha abbassato l' outlook sul debito pubblico.

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Cinzia Peluso Prima gli strascichi della guerra in Libia. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Mattino" del 10-11-2011

Pagina: 21

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Cinzia Peluso Prima gli strascichi della guerra in Libia. Poi l' aumento dell' Iva, a settembre, a cui è seguito nei giorni scorsi un altro ritocco delle accise, il quarto in soli sette mesi, per finanziare gli interventi nelle aree alluvionate. Spinte molteplici per un' ascesa senza sosta del prezzo della benzina. Ieri l' ultima stangata, con il record del diesel. 1,561 euro per un litro di carburante. E anche altri aumenti della benzina si abbattono sugli automobilisti. Ma non è finita qui. Il maxi-emendamento alla legge di stabilità prevede un aumento di 1 millesimo al litro per la verde e per il gasolio dal prossimo anno e di un ulteriore mezzo millesimo dal 2013. La misura servirà a rendere strutturale il bonus fiscale garantito ai gestori dei distributori. Eppure, per Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori gli aumenti di ieri sono solo «speculazioni» nel giorno dello sciopero dei gestori. Il petrolio infatti scende (a New York va sotto i 95 dollari al barile, a Londra diminuisce ancora di più, va giù di 2 dollari). Intanto, è guerra di cifre sulle adesioni alla protesta, revocata dai gestori della Confcommercio dopo le assicurazioni sul bonus fiscale. Le compagnie petrolifere parlano di una media nazionale del 10-15%, con una partecipazione anche inferiore al Sud (di circa il 10%). Per Faib e Fegica, invece, ben l' 88% degli impianti sarebbe rimasto chiuso. Le cifre delle federazioni di Confesercenti e Cisl vanno però interpretate. «In realtà, non si deve far riferimento al totale degli impianti sul territorio nazionale», spiega Martino Landi, presidente della Faib. «Oggi ai distributori no logo e agli impianti gestiti dalle compagnie petrolifere, fa capo il 30% del totale della distribuzione. C' è poi un 12% di gestori precettati per legge dalle prefetture. Resta, quindi, circa il 60%. Ed è su questa cifra che va calcolato l' 88%». Nello Stivale adesioni a macchia di leopardo, quindi. Punte del 35% si sono registrate ad esempio, a Firenze. E «in Campania - spiega il segretario regionale di Campania e Molise della Fegica, Salvatore Palma - va considerato che nell' ultimo anno c' è stato un vero exploit delle pompe bianche realizzate da privati. Sono state ben 108 e molte sono concentrate in alcune aree. Perciò si può avere un' impressione falsata della nostra partecipazione alla protesta». Di parere diverso la Figisc. L' associazione della Confcommercio sostiene che vi sono state percentuali minime di adesione (al massimo il 25% a Roma) nel primo giorno della serrata che termina domani mattina. E spiega: «La stragrande maggioranza dei gestori ha compreso l' importante passo in avanti fatto per risolvere la questione che era al centro della vertenza aperta sul bonus fiscale». Intanto però, i prezzi salgono. Esso e Ip hanno messo ieri mano ai listini. La prima ha aumentato verde e diesel di 0,2 centesimi al litro. La benzina sale così a 1,628 euro e il gasolio a 1,550 euro. Ip invece ha cambiato solo il prezzo del gasolio, ma in misura più consistente. L' aumento è di 1,5 centesimi e porta il prezzo a 1,561 euro al litro, appunto, il massimo di sempre. In media il prezzo della benzina dei vari marchi si attesta così a 1,628 euro al litro e quello del gasolio a 1,547 euro al litro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Polo Ralph Lauren vola ricavi a +28% nei sei mesi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"MF (Fashion)" del 10-11-2011

Pagina: 3

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il gruppo guidato dal designer americano archivia il primo semestre a 2,5 miliardi di euro grazie alla performance del canale retail che registra una crescita del 34%. Alessia Lucchese.

Polo Ralph Lauren continua la sua corsa con un semestre in forte crescita e punta a replicare la performance nei prossimi sei mesi. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 1,9 miliardi di dollari (pari a 1,4 miliardi di euro), in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Su base semestrale, il fatturato si attesta a 3,4 miliardi di dollari (circa 2,5 miliardi di euro) con un incremento del 28%, grazie soprattutto alle ottime performance del canale retail che ha messo a segno una progressione del 34% attestandosi a 1,7 miliardi di dollari (pari a 1,2 miliardi di euro). Bene le vendite wholesale, che grazie alle buone performance registrate in Europa e Stati Uniti crescono del 20% a quota 996 milioni di dollari (pari a 710 milioni di euro). A doppia cifra anche l' incremento del margine operativo lordo, che con una crescita del 27% raggiunge i 2 miliardi di dollari (circa 1,4 miliardi di euro), così come quello dell' utile operativo, che corre a +31% attestandosi a 633 milioni di dollari (pari a 466 milioni di euro). «I dati del primo semestre dimostrano l' incredibile vitalità e l' interesse crescente dei nostri prodotti in tutto il mondo» ha commentato il presidente e ceo Ralph Lauren. Sulla base dei risultati dei primi sei mesi, il gruppo ha deciso di ritoccare al rialzo l' outlook per l' intero esercizio prevedendo un incremento dei ricavi del 20% che porterebbe la società a concludere l' anno con un giro d' affari ben superiore ai 6 miliardi di dollari (circa 4,4 miliardi di euro), dopo aver concluso il 2010 con un fatturato complessivo di 5,7 miliardi di dollari (+14%). (riproduzione riservata)

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CAMBI L' Euro chiude a quota 1,36 dollari nChiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del debito italiano. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Giornale di Brescia" del 10-11-2011

PRIMO PIANO

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

CAMBI L' Euro chiude a quota 1,36 dollari nChiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del debito italiano. La moneta unica risenta anche dell' incertezza politica che si registra sia in Italia, sia in Grecia. In chiusura l' euro vale 1,3596 dollari (1,3781 l' altro ieri), 105,71 yen (107,19), 0,8521 sterline (0,8575) e 1,2317 franchi svizzeri (1,2363).

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Solo l' Eurotower può salvare l' Italia evitando un crac (sezione: Euro-Dollaro)

 

di STEFANO LEPRI.

 

"La Stampa" del 10-11-2011

Economia

Pagina: 14-15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: LA CRISI LE REAZIONI NEL MONDO.
Sottotitolo: Gli economisti: avanti con gli acquisti di titoli di Stato.

Francoforte: la sede della Banca centrale europea Chi può salvare l' Italia? La crisi di panico che ha attanagliato ieri i mercati cresce appunto dall' impressione che non ci sia nessuno in grado di farlo. Essere l' ottava economia del mondo e la terza dell' area euro ha anche i suoi svantaggi. Già da giorni si ripeteva che l' Efsf, il Fondo di salvataggio europeo, non ha ricevuto dagli Stati risorse sufficienti per salvare un Paese grosso come il nostro. L' unica istituzione mondiale in grado di intervenire, il Fondo monetario, dovrebbe essere potenziata con nuove quote dai Paesi emergenti, leggasi Cina. Sulla carta, appunto, potrebbe salvarci solo la Cina. Il Fmi ha in cassa 285 miliardi di dollari che non può destinare tutti a un solo Paese; per l' Italia potrebbero essercene 50-80. L' Efsf incontra difficoltà a finanziarsi proprio a causa della sfiducia nell' Italia; dei suoi 440 miliardi teorici ne restano circa 250, da cui però va detratta la quota di finanziamento italiano, 139. Invece i 3.200 miliardi di dollari delle riserve valutarie cinesi sono una massa imponente, dieci volte maggiore delle necessità di finanziamento dello Stato italiano tra oggi e la fine dell' anno prossimo. Ma basta il buon senso a far ritenere impraticabile un intervento: quali vantaggi economici o politici concreti ricaverebbe il governo cinese da una sorta di egemonia finanziaria sull' Italia? Però nel mondo di oggi i soldi si possono anche creare. Gli Stati Uniti hanno assorbito senza danni il downgrading del loro debito da parte di Standard & Poor' s in agosto perché il mondo ha fiducia nella loro capacità di stampare dollarifin che basta a pagare il conto. Opera qui l'« esorbitante privilegio» del dollaro come principale moneta mondiale; e non causa sfiducia, per ora, la dipendenza degli Usa dall' afflusso di capitali stranieri. L' euro, moneta numero due, il privilegio non l' ha eppure sul dollaro ha un vantaggio, di appoggiarsi su un' area dai conti in equilibrio con il resto del mondo. In una situazione di crisi, con risorse inutilizzate, stampare un po' più di moneta acquistando titoli di Stato sarebbe, in teoria, utile: non solo si rimetterebbero in piedi i Paesi in difficoltà, si contrasterebbe la recessione. Per questo sono sempre più numerosi nel mondo gli economisti secondo cui qualcuno che può salvare l' Italia c' è: la Banca centrale europea. I Trattati europei lo proibiscono. Ma a chiederlo è ormai un coro: Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fmi; Paul Krugman, premio Nobel 2008; Martin Wolf del Financial Times, forse il commentatore economico più noto del mondo; Nouriel Roubini, divenuto famoso per aver previsto la grande crisi; Willem Buiter, già capo economista della Bers, ora a Citigroup, Mohammed El-Erian, amministratore delegato della Pimco, uno dei più grandi fondi di investimento; Paul De Grauwe, consulente di diverse istituzioni dell' Europa; e così via. Alcuni sperano che Mario Draghi possa convincersene; al momento pare proprio di no. Sarebbe quanto di più inaccettabile per la Germania, e non solo per essa. Se dotata del potere di acquistare titoli pubblici in misura illimitata, e non circoscritta come avviene in questi giorni, la Bce sarebbe in grado di porre rimedio agli errori dei governi inetti, con il rischio che i costi ricadano sui governi virtuosi. Un problema politico c' è di sicuro. Meno chiare sono le possibili ricadute economiche: secondo gli economisti di scuola tedesca si creerebbero così rischi gravissimi di inflazione; secondo molti altri no. Nella versione più rosea, anzi, basterebbe l' impegno della Bce a finanziare i Paesi in difficoltà a dissipare rapidamente la fiducia, senza bisogno di spendere (cioè di stampare) grandi quantità di euro. 285 miliardi La dotazione del Fondo monetario internazionale. Che tra l' altro non può impegnare tutte le sue risorse per salvare un solo Paese L' INTERVENTO SUI BOND Fermerebbe il gioco degli interessi che salgono senza conseguenze gravi 3200 miliardi La disponibilità di capitali della Cina: basterebbe per salvare l' Italia. Ma non si capisce che interesse può avere Pechino a un' egemonia sul nostro Paese.

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Con- tratto quinquennale con ingaggio che partirà da 200mila euro, operazione complessiva da due milioni di dollari. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"iltempo.com" del 10-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 05:30 Il neo-acquisto è a Roma.
Sottotitolo: Un' ora a Trigoria, dalle 17.30 alle 18.30, per formalizzare ciò che a breve sarà ufficiale: Nico Lopez è della Roma.

Con- tratto quinquennale con ingaggio che partirà da 200mila euro, operazione complessiva da due milioni di dollari. L' uruguaiano ha aspettato la chiamata dal Fulvio Bernardini, dove già dal mattino c' erano i due procuratori Pablo e Oscar Betancourt, in un hotel sulla Pontina. Ancora in via di defini- zione i dettagli, come la percentuale del cartellino (tra 20 e 30%) che rimarrà agli agenti, ma la sostanza non cambia: "El Conejo" si allenerà a Trigoria molto presto. M.D.S.

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Cambi: euro chiude sotto quota 1,36 dollari, pesa crisi Italia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del debito italiano con i rendimenti sui decennali che sono schizzati oggi sopra quota 7,20%. La moneta unica risenta anche dell' incertezza politica che si registra sia in Italia, con le dimissioni per ora solo annunciate del primo ministro Silvio Berlusconi, che in Grecia, dove si attende di conoscere il nome di chi succedera' a Papandreou a capo dell' esecutivo. In chiusura un euro vale 1,3596 dollari (1,3781 ieri sera), 105,71 yen (107,19), 0,8521 sterline britanniche (0,8575) e 1,2317 franchi svizzeri (1,2363). Il dollaro, invece, e' sostanzialmente stabile a 77,76 yen (77,78 ieri) e quota 0,9059 sul franco svizzero (0,8967) e 1,5956 sulla sterlina (1,6072). cop (RADIOCOR) 09-11-11 18:05:14 (0432) 5 NNNN.

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EUR/USD: l' euro continua a perdere terreno (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: L' euro ha continuato a perdere contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo pomeriggio.

L' euro ha continuato a perdere contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo pomeriggio, dopo che la fiducia degli investitori in Italia, già fragile per la situazione del debito, ha subito un duro colpo quando LCH Clearnet ha incrementato il margine richiesto per le obbligazioni italiane. La mossa ha visto i rendimenti dei titoli italiani salire oltre il 7%, superando il livello di attenzione che gli economisti hanno da tempo segnalato come insostenibile per il più grande mercato della zona euro di titoli di Stato. L' aumento dei requisiti di margine per le obbligazioni italiane ha scatenato le vendite della moneta unica, viste le preoccupazioni per cui la crisi del debito della regione può essere peggiorata, il che potrebbe significare che l' Italia ha bisogno di un piano di salvataggio. Tuttavia, con un livello di indebitamento di € 1900 miliardi, il paese è ovviamente troppo grande per un salvataggio, facendo temere per un default. Voci su un intervento della BCE per l' acquisto di obbligazioni italiane all' inizio di questo pomeriggio hanno fatto poco per rilanciare la propensione al rischio, dato che c' è incertezza su come l' Italia formare un nuovo governo dopo che il premier Silvio Berlusconi ha annunciato le sue dimissioni. Jana Pristovsek, Londra.

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Euro: Chiude In Forte Calo Sotto 1,36 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - Il forte rialzo dei rendimenti dei titoli di stato italiani e l' incerta situazione politica a Roma tengono i mercati in tensione e spingono l' euro in forte ribasso. La moneta comune chiude a 1,3586 dollari e 105,57 yen, non lontana dai minimi di seduta. Dollaro in lieve recupero sullo yen a 77,71 .

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Cambi: euro a quota 1,3566, tocca minimi da un mese a questa parte (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TeleBorsa" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

La moneta unica scivola sotto la soglia degli 1,361 dollaro, toccando dei minini intraday a 1,3554. La moneta unica che ora scambia sul biglietto verde a 1,3558 non raggiungeva questi livelli da ottobre 2011. La moneta di Eurolandia sconta la preoccupazione per la situazione politica che si è venuta a creare in Italia e per la paura che ci possa essere un contagio derivante dalla crisi del debito verso il Bel Paese.

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Cambi: euro sotto 1,36 per la prima volta da un mese (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 nov - L' euro e' sceso sotto la soglia di 1,36 dollari per la prima volta nell' ultimo mese poco dopo la meta' seduta, appesantito dalla preoccupazione per un contagio della crisi del debito sovrano all' Italia e nonostante l' annuncio delle dimissioni a breve del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La moneta europea e' scesa fino a un minimo di 1,3579 e oscilla ora su 1,36 dollari (1,3781 ieri e 1,3788 Bce ieri). Euro in calo anche contro yen, sotto la soglia di 105 a 105,74 (107,19 e 107,51) dopo un minimo a 105,54. La divisa unica contro il franco svizzero quota 1,2316 (1,2363 e 1,2382) e 0,8536 sulla sterlina (0,8577 e 0,858). Chi (RADIOCOR) 09-11-11 14:55:23 (0291)TV 5 NNNN.

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Cambi: Euro Scivola Sotto Quota 1,36 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 9 nov - L' euro europea scivola sotto quota 1,36 nei confronti del biglietto verde, per la prima volta da un mese, sulla scia delle inquietudini per un contagio della crisi del debito verso l' Italia. La moneta unica europea e' scesa a 1,3581 dollari, nuovo minimo dall' 11 ottobre scorso, prima di riguadagnare terreno appena sopra quota 1,36.

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Crisi/ Euro cala fin sotto 1,36 dollari con allarme Italia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Roma, 9 nov. (TMNews) - L' euro è arrivato a calare fin sotto quota 1,36 dollari, per la prima volta da un mese a questa parte mentre da stamattina l' allarme sull' Italia, colpita da un rafforzamento delle vendite sui suoi titoli di Stato, ha riacceso l' alta tensione sulla crisi debitoria nell' area euro. Successivamente l' euro modera in parte i ribassi, attestansosi a 1,3612 dollari.

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Gli investitori si rifugiano in dollari e yen, euro sotto 1,36 $ (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

"Siamo in un momento potenzialmente catastrofico per la crisi dell' Eurozona" con dollaro e yen che si rafforzano ampiamente rispetto alla moneta unica. Con il crollo della fiducia sui titoli di Stato italiani il cambio euro/yen per gli esperti di Bank of Tokyo Mitsubishi-UFJ può arrivare sotto quota 100. Il cross è ora a 105,64. Invece la moneta unica viene scambiata a 1,3590 dollari, dopo aver abbandonato sia la soglia psicologica a 1,37 e successivamente quella a 1,36. La moneta unica è ai minimi intraday anche rispetto alle altre principali valute: rispetto alla sterline è andata sotto 0,8531, toccando i minimi da otto mesi.

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Bce: assegnati fondi in dollari per 895 milioni (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Nel corso dell´operazione di finanziamento pronti contro termine a tre mesi in valuta Usa, stamattina la Banca centrale europea ha assegnato 395 milioni di dollari a 4 banche europee. L´operazione si svolta al tasso fisso dell' 1,090% ad un cambio euro-dollaro di 1,3792. Nell´asta settimanale sono invece stati assegnati 500 milioni di dollari.

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ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"IndyMedia Italia" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO DI GZ cobraf.com Ora senti da tutte le parti che mancano 300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a galla l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000 miliardi o forse 2.000 miliardi di euro (nessuno sa bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se queste franano poi tutti in Europa vanno giù e se l' Europa va giù mezzo mondo va giù. Per impedire questa catastrofe sono mesi allora che leggi che si stanno approntando ogni weekend negli incontri al vertice dei "Grandi" dei complicati piani "di salvataggio", di cui quasi nessuno capisce molto, anche perchè cambiano sempre e non sono ancora precisati, salvo intuire che tutti garantiscono per tutti, gli irlandesi garantiscono i greci, i portoghesi garantiscono per gli spagnoli, gli italiano devono garantire per i greci, spagnoli e portoghesi e viceversa ecc... tutti garantiranno per i debiti e le banche di tutti. Il che sembra insensato. Ma tutto è molto confuso, complicato e suona anche minaccioso per cui la gente ne è intontita e intimorita. Quando si avanzano le proposte di nuove tasse o tagli qualcuno si arrabbia, ma poi crolla la borsa, crolla persino il BTP, ti ritrovi perdite persino su titoli di stato che scadono tra due anni di quelli sicuri, si paventa il crac dell' euro seguito da panico generale, svalutazione secca e poi chissà cosa altro per cui si sta buoni ad aspettare gli eventi. Ma in tutta questa confusione si intuisce che ci sono enormi debiti pubblici, anche le banche hanno debiti (ma non ricevono i soldi dai depositanti che si indebitano con loro?) e occorre ora tanto denaro per pagare questi debiti. E sono debiti specie verso l' estero, per cui siamo alla mercè di quello che decidono a Londra, New York, Parigi e Berlino e questi decidono che vogliono i sacrifici, più tasse e tagli, per succhiare soldi agli italiani e rassicurare questi investitori che pagheranno le rate e gli interessi. Vale la pena di ribadire che tutto quello che sta succedendo è, dal punto di vista della maggioranza dei cittadini, demenziale ed è sbagliato alla radice, un errore colossale (se non è anche una trama deliberata). Il punto è che lo schema dell' euro è una trappola, per come è stato costruito dall' inizio e non poteva che finire così. In pratica negli ultimi 10 anni l' integrazione economica c' è stata non con i paesi europei, ma con la Cina, India e Asia che ci hanno invasi, cioè la Unione Europea è stata un pretesto per integrarci di più non con l' Olanda o la Germania, ma con i paesi del terzo mondo a basso costo. Quello che è avvenuto all' interno dell' Europa invece è che hanno tolto la sovranità monetaria, cioè l' Italia non ha più la sua moneta e DEVE INDEBITARSI NELLA MONETA DI ALTRI PAESI. CI INDEBITIAMO IN UNA MONETA CHE NON CONTROLLIAMO E NON RIFLETTE LA NOSTRA ECONOMIA. Purtroppo il controllo della moneta è il controllo del denaro e della ricchezza e uno stato che vi rinuncia (e in più si lascia invadere dalle merci dei paesi dove si lavora per 1 euro all' ora) si suicida economicamente. La moneta è essenziale e lo stato italiano dovrebbe poter decidere o influenzare sia il suo valore che la sua quantità. Il valore come noto non possiamo perchè riflette anche altri 12 paesi. E per la quantità di moneta ? Se l' economia è ferma e hai risorse inutilizzate, hai disoccupazione dovresti stimolare con della moneta l' economia. Ma come crei moneta ? Il debito è moneta nell' economia attuale, il deficit pubblico crea moneta e il credito bancario pure crea moneta, il 90% della moneta si crea in questo modo. Ma non solo non lo possiamo fare, ci viene imposto di fare il contrario esatto, di ridurre la moneta, perchè dobbiamo ridurre il deficit pubblico con tasse e tagli mentre le banche riducono il credito e i cittadini e le imprese stesse sono abbastanza saturi di debito e non ne vogliono assumere altro. E non è neanche più possibile una svalutazione che rifletterebbe il fatto che costiamo troppo e non competiamo. Non possiamo svalutare come fanno inglesi, americani, cinesi, coreani, non possiamo creare moneta per stimolare l' economia come fanno giapponesi, cinesi, americani, inglesi e brasiliani e tanti altri. Siamo in trappola. Ma ci dicono tutti i giorni che è necessario suicidarci perchè altrimenti rischiamo "il default" e usciamo dall' euro. La Svizzera, l' Inghilterra, la Norvegia, la Corea, Singapore e il Giappone sono fuori dall' euro o da altre unioni monetarie. Anche noi lo siamo stati per secoli, abbiamo sempre avuto una nostra moneta e persino unificare le monete dei vari stati italiani è stato difficile nel 1800. Tutto quello che si racconta sui pericoli dell' inflazione, svalutazione, default se si esce dall' euro o si finanzia il debito pubblico senza prendere soldi a prestito sono finzioni. Lo stato italiano deve poter controllare il valore e la quantità della sua moneta, come è sempre stato. Non si può cedere il controllo della moneta ad altri. Una volta che controlliamo la moneta non c' è nessun default. Ci può essere inflazione, ma persino in Argentina che ha fatto un default caotico nel 2001 l' economia va molto meglio della nostra da quando si sono liberati del vincolo della parità con il dollaro e del debito estero. SE LO STATO ITALIANO POTESSE ORA SVALUTARE E STAMPARE MONETA RISOLVEREBBE BUONA PARTE DEL PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO Negli Stati Uniti dal 2008 stanno stampando moneta per comprare titoli sia di cartolarizzazioni di mutui che è un modo di creare indirettamente credito che titoli di stato. Bene, l' inflazione USA al momento è identica a quella italiana, anche se noi non stiamo facendo niente del genere. La Cina stampa moneta per comprare valuta estera e in questo modo poi pompa credito e non ha un inflazione fuori controllo, per un paese che cresce al 9% un' inflazione al 6% è quasi OK... Il Giappone come noto da 15 anni sta monetizzando il debito pubblico stampando moneta e il risultato è un' inflazione più bassa e una valuta più forte degli altri !!! In Giappone questa moneta che hanno stampato l' hanno usata per sussidi e lavoro pubblici. Hanno sicuramente anche sprecato, ma dov' è l' inflazione e dov' è la svalutazione ? E' successo il contrario, hanno stampato moneta e speso e l' inflazione è scesa e la valuta è salita ! Il contrario di quello che raccontano. Perchè i giapponesi non si sono indebitati come stato all' estero. UNO STATO NON HA BISOGNO DI INDEBITARSI ALL' ESTERO, PERCHE' PUO' CREARE MONETA SE NECESSARIO. La moneta si crea tramite il deficit pubblico e il credito bancario ed entrambi sono controllati dallo stato. Se la si crea in una % ragionevole, non superiore al 5-6% annuo e se questa moneta è diretta soprattutto per infrastrutture e non solo sussidi e stipendi non crea inflazione, crea posti di lavoro. Se crei posti di lavoro e produci beni non crei inflazione, perchè i nuovi posti di lavoro creano domanda di beni e però la domanda di beni aumenta anche lei e tutto va per il meglio. La Cina ha un boom economico continuo sostenuto in gran parte da enormi investimenti, in infrastrutture, fabbriche ma anche costruzioni più che consumi. Ma questo perchè crea moneta a ritmi del 15% annuo. C' è molto spreco, ma dato che bene o male sono investimenti e che controlla la sua moneta per ora il reddito e l' occupazione aumenta. Se facesse parte dell' Unione Europea con la BCE starebbe fresca. Ma anche se si indebitasse all' estero, la Cina ha costruito tutto il boom senza prendere una lira in prestito all' estero. E dove hanno trovato i soldi che erano poveri fino a 10 anni fa ? Hanno stampato moneta !!!. Non hanno fatto l' errore di tanti paesi sudamericani e del terzo mondo di farsi prestare i soldi ad interesse dalle sanguisughe delle banche internazionali. La Cina non fa testo perchè parte da una base arretrata ? E il Giappone allora che non ha mai preso prestiti esteri in pratica ? La Germania hitleriana condusse un gigantesco esperimento di creazione di moneta interna (moneta non disponibile per stranieri) stampata per pagare lavori pubblici, sussidi e altro e persino per ritirare il debito pubblico emesso in precedenza. Il risultato fu un boom economico e nessuna inflazione fuori controllo (più alta della media degli altri paesi, ma questi erano anche più depressi). Se uno vuole legge le memorie di Hjalmar Schacht, il ministro delle finanze di allora, "The Magic of Money" uscito prima che morisse nel 1967 che ti racconta come mai. E ti spiega anche la differenza di quando nel 1923 stamparono moneta e crearono un iperinflazione terrificante... L' iperinflazione tedesca del 1922-1923 viene sempre usata come spauracchio sui pericoli dello stato che stampa moneta per finanziarsi. Ma se leggi le memorie di di Hjalmar Schacht che fu nominato governatore della Reichsbank per mettere fine all' iperinflazione nel 1923 per cui sapeva meglio di tutti quello che è successo, all' epoca metà della moneta veniva stampata da banche private e la banca centrale stessa prestava agli speculatori sui cambi esteri i quali andavano short il marco e lo disintegravano... Cioè stampavano moneta e la prestavano alla speculazione che la usava per andare short la loro valuta...Schacht invece stampò moneta in misura limitata e solo per creare infrastrutture e le cose andarono bene. Se la BCE stampasse moneta per un piano di infrastrutture risolverebbe metà del problema. Se la Banca d' Italia avesse di nuovo la lira e finanziasse parte del debito come fanno oggi gli inglesi stampando moneta e la spendesse in infrastrutture sarebbe ancora meglio. Siamo stati intrappolati, dobbiamo poter tornare a comandare a casa nostra. GZ Fonte: http://www.cobraf.com/blog/ 8.11.2011.

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Bce colloca 395 mln dlr in p/t 3 mesi in valuta Usa (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FRANCOFORTE, 9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 395 milioni di dollari di fondi nella seconda delle tre operazioni di finanziamento trimestrali in valuta Usa annunciate lo scorso 15 settembre . Le richieste di fondi sono giunte da 4 banche Il p/t, a 84 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,090%; il regolamento cade su domani mentre il rientro in data 2 febbraio 2012. L' operazione odierna prevede un tasso di cambio euro-dollaro di 1,3792. Il primo dei tre p/t trimestrali in dollari, condotto il 12 ottobre con rientro sul 5 gennaio 2012, aveva visto l' assegnazione di fondi per 1,353 miliardi di dollari, a 6 banche. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Bce colloca 500 mln dlr in p/t 7 gg in valuta in scadenza 505 mln (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 09-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FRANCOFORTE, 9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 500 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa . Le richieste sono pervenute da una sola banca, per un ammontare molto simile ai 505 milioni di dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa, richiesti a loro volta da due banche. L' operazione, a 7 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,080%. Il regolamento cade su domani, il rientro su giovedì 17 novembre. L' operazione odierna si basa su un tasso di cambio euro-dollaro di 1,3792. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Come Don Chisciotte" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

DI GZ cobraf.com Ora senti da tutte le parti che mancano 300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a galla l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000 miliardi o forse 2.000 miliardi di euro (nessuno sa bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se queste franano poi tutti in Europa vanno giù e se l' Europa va giù mezzo mondo va giù. Per impedire questa catastrofe sono mesi allora che leggi che si stanno approntando ogni weekend negli incontri al vertice dei "Grandi" dei complicati piani "di salvataggio", di cui quasi nessuno capisce molto, anche perchè cambiano sempre e non sono ancora precisati, salvo intuire che tutti garantiscono per tutti, gli irlandesi garantiscono i greci, i portoghesi garantiscono per gli spagnoli, gli italiano devono garantire per i greci, spagnoli e portoghesi e viceversa ecc... tutti garantiranno per i debiti e le banche di tutti. Il che sembra insensato. Ma tutto è molto confuso, complicato e suona anche minaccioso per cui la gente ne è intontita e intimorita. Quando si avanzano le proposte di nuove tasse o tagli qualcuno si arrabbia, ma poi crolla la borsa, crolla persino il BTP, ti ritrovi perdire persino su titoli di stato che scadono tra due anni di quelli sicuri, si paventa il crac dell' euro seguito da panico generale, svalutazione secca e poi chissà cosa altro per cui si sta buoni ad aspettare gli eventi Ma in tutta questa confusione si intuisce che ci sono enormi debiti pubblici, anche le banche hanno debiti (ma non ricevono i soldi dai depositanti che si indebitano con loro?) e occorre ora tanto denaro per pagare questi debiti. E sono debiti specie verso l' estero, per cui siamo alla mercè di quello che decidono a Londra, New York, Parigi e Berlino e questi decidono che vogliono i sacrifici, più tasse e tagli, per succhiare soldi agli italiani e rassicurare questi investitori che pagheranno le rate e gli interessi Vale la pena di ribadire che tutto quello che sta succedendo è, dal punto di vista della maggioranza dei cittadini, demenziale ed è sbagliato alla radice, un errore colossale (se non è anche una trama deliberata). Il punto è che lo schema dell' euro è una trappola, per come è stato costruito dall' inizio e non poteva che finire così. In pratica negli ultimi 10 anni l' integrazione economica c' è stata non con i paesi europei, ma con la Cina, India e Asia che ci hanno invasi, cioè la Unione Europea è stata un pretesto per integrarci di più non con l' Olanda o la Germania, ma con i paesi del terzo mondo a basso costo. Quello che è avvenuto all' interno dell' Europa invece è che hanno tolto la sovranità monetaria, cioè l' Italia non ha più la sua moneta e DEVE INDEBITARSI NELLA MONETA DI ALTRI PAESI. CI INDEBITIAMO IN UNA MONETA CHE NON CONTROLLIAMO E NON RIFLETTE LA NOSTRA ECONOMIA. Purtroppo il controllo della moneta è il controllo del denaro e della ricchezza e uno stato che vi rinuncia (e in più si lascia invadere dalle merci dei paesi dove si lavora per 1 euro all' ora) si suicida economicamente La moneta è essenziale e lo stato italiano dovrebbe poter decidere o influenzare sia il suo valore che la sua quantità. Il valore come noto non possiamo perchè riflette anche altri 12 paesi. E per la quantità di moneta ? Se l' economia è ferma e hai risorse inutilizzate, hai disoccupazione dovresti stimolare con della moneta l' economia. Ma come crei moneta ? Il debito è moneta nell' economia attuale, il deficit pubblico crea moneta e il credito bancario pure crea moneta, il 90% della moneta si crea in questo modo. Ma non solo non lo possiamo fare, ci viene imposto di fare il contrario esatto, di ridurre la moneta, perchè dobbiamo ridurre il deficit pubblico con tasse e tagli mentre le banche riducono il credito e i cittadini e le imprese stesse sono abbastanza saturi di debito e non ne vogliono assumere altro. E non è neanche più possibile una svalutazione che rifletterebbe il fatto che costiamo troppo e non competiamo Non possiamo svalutare come fanno inglesi, americani, cinesi, coreani, non possiamo creare moneta per stimolare l' economia come fanno giapponesi, cinesi, americani, inglesi e brasiliani e tanti altri. Siamo in trappola. Ma ci dicono tutti i giorni che è necessario suicidarci perchè altrimenti rischiamo "il default" e usciamo dall' euro. La Svizzera, l' Inghilterra, la Norvegia, la Corea, Singapore e il Giappone sono fuori dall' euro o da altre unioni monetarie. Anche noi lo siamo stati per secoli, abbiamo sempre avuto una nostra moneta e persino unificare le monete dei vari stati italiani è stato difficile nel 1800 Tutto quello che si racconta sui pericoli dell' inflazione, svalutazione, default se si esce dall' euro o si finanzia il debito pubblico senza pendere soldi a prestito sono finzioni. Lo stato italiano deve poter controllare il valore e la quantità della sua moneta, come è sempre stato. Non si può cedere il controllo della moneta ad altri. Una volta che controlliamo la moneta non c' è nessun default. Ci può essere inflazione, ma persino in Argentina che ha fatto un default caotico nel 2001 l' economia va molto meglio della nostra da quando si sono liberati del vincolo della parità con il dollaro e del debito estero SE LO STATO ITALIANO POTESSE ORA SVALUTARE E STAMPARE MONETA RISOLVEREBBE BUONA PARTE DEL PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO Negli Stati Uniti dal 2008 stanno stampando moneta per comprare titoli sia di cartolarizzazioni di mutui che è un modo di creare indirettamente credito che titoli di stato. Bene, l' inflazione USA al momento è identica a quella italiana, anche se noi non stiamo facendo niente del genere. La Cina stampa moneta per comprare valuta estera e in questo modo poi pompa credito e non ha un inflazione fuori controllo, per un paese che cresce al 9% un inflazione al 6% è quasi OK... Il Giappone come noto da 15 anni sta monetizzando il debito pubblico stampando moneta e il risultato è un inflazione più bassa e una valuta più forte degli altri !!! In Giappon questa moneta che hanno stampato l' hanno usata per sussidi e lavoro pubblici. Hanno sicuramente anche sprecato, ma dov' è l' inflazione e dov' è la svalutazione ? E' successo il contrario, hanno stampato moneta e speso e l' inflazione è scesa e la valuta è salita ! Il contrario di quello che raccontano. Perchè i giapponesi non si sono indebitati come stato all' estero UNO STATO NON HA BISOGNO DI INDEBITARSI ALL' ESTERO, PERCHE' PUO' CREARE MONETA SE NECESSARIO. La moneta si crea tramite il deficit pubblico e il credito bancario ed entrambi sono controllati dallo stato. Se la si crea in una % ragionevole, non superiore al 5-6% annuo e se questa moneta è diretta soprattutto per infrastrutture e non solo sussidi e stipendi non crea inflazione, crea posti di lavoro. Se crei posti di lavoro e produci beni non crei inflazione, perchè i nuovi posti di lavoro creano domanda di beni e però la domanda di beni aumenta anche lei e tutto va per il meglio La Cina ha un boom economico continuo sostenuto in gran parte da enormi investimenti, in infrastrutture, fabbriche ma anche costruzioni più che consumi. Ma questo perchè crea moneta a ritmi del 15% annuo. C' è molto spreco, ma dato che bene o male sono investimenti e che controlla la sua moneta per ora il reddito e l' occupazione aumenta. Se facesse parte dell' Unione Europea con la BCE starebbe fresca. Ma anche se si indebitasse all' estero, la Cina ha costruito tutto il boom senza prendere una lira in prestito all' estero. E dove hanno trovato i soldi che erano poveri fino a 10 anni fa ? Hanno stampato moneta !!!. Non hanno fatto l' errore di tanti paesi sudamericani e del terzo mondo di farsi prestare i soldi ad interesse dalle sanguisughe delle banche internazionali La Cina non fa testo perchè parte da una base arretrata ? E il Giappone allora che non ha mai preso prestiti esteri in pratica ? La Germania hitleriana condusse un gigantesco esperimento di creazione di moneta interna (moneta non disponibile per stranieri) stampata per pagare lavori pubblici, sussidi e altro e persino per ritirare il debito pubblico emesso in precedenza. Il risultato fu un boom economico e nessuna inflazione fuori controllo (più alta della media degli altri paesi, ma questi erano anche più depressi). Se uno vuole legge le memorie di Hjalmar Schacht, il ministro delle finanze di allora, "The Magic of Money" uscito prima che morisse nel 1967 che ti racconta come mai. E ti spiega anche la differenza di quando nel 1923 stamparono moneta e crearono un iperinflazione terrificante... L' iperinflazione tedesca del 1922-1923 viene sempre usata come spauracchio sui pericoli dello stato che stampa moneta per finanziarsi. Ma se leggi le memorie di di Hjalmar Schacht che fu nominato governatore della Reichsbank per mettere fine all' iperinflazione nel 1923 per cui sapeva meglio di tutti quello che è successo, all' epoca metà della moneta veniva stampata da banche private e la banca centrale stessa prestava agli speculatori sui cambi esteri i quali andavano short il marco e lo disintegravano... Cioè stampavano moneta e la prestavano alla speculazione che la usava per andare short la loro valuta...Schacht invece stampò moneta in misura limitata e solo per creare infrastrutture e le cose andarono bene. Se la BCE stampasse moneta per un piano di infrastrutture risolverebbe metà del problema. Se la Banca d' Italia avesso di nuovo la lira e finanziasse parte del debito come fanno oggi gli inglesi stampando moneta e la spendesse in infrastrutture sarebbe ancora meglio. Siamo stati intrappolati, dobbiamo poter tornare a comandare a casa nostra. GZ Fonte: http://www.cobraf.com/blog/ 8.11.2011.

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Wall Street/ Vira in positivo su prossime dimissioni Berlusconi (sezione: Euro-Dollaro)

 

di TM News.

 

"prealpina.it" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Petrolio in rialzo, titoli di stato riducono guadagni.

Per quanto riguarda le valute, l' euro cresce nei confronti della moneta americana, a 1,3829 dollari. In crescita anche la valutazione del petrolio Wti. Il greggio con scadenza a dicembre viene infatti scambiato a 96,52 dollari al barile, in rialzo di un dollaro rispetto alla chiusura di ieri. Mentre, com' era prevedibile, i titoli di stato americano hanno ridotto i guadagni. I T-bond a 10 anni, benchmark del settore, crescono di 1/32 punti, a 100 24/32, con i rendimenti al 2,03%.

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Wall Street/ Vira in positivo su prossime dimissioni Berlusconi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 08-11-2011

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Pubblicato anche in: "TMNews"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

New York, 8 nov. (TMNews) - Su notizie delle prossime dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Wall Street vira in positivo. Dopo una giornata caratterizzata dalla cauta attesa degli investitori per le notizie provenienti dall' Italia, i listini newyorkesi sono adesso in territorio positivo. In particolare, il Dow Jones guadagna lo 0,33%, 39,69 punti, a quota 12.108,08; il Nasdaq cresce dello 0,54% a quota 2.709,97 punti; e lo S&P 500 ha aggiunto 6 punti, lo 0,46%, a quota 1.266,86. Per quanto riguarda le valute, l' euro cresce nei confronti della moneta americana, a 1,3829 dollari. In crescita anche la valutazione del petrolio Wti. Il greggio con scadenza a dicembre viene infatti scambiato a 96,52 dollari al barile, in rialzo di un dollaro rispetto alla chiusura di ieri. Mentre, com' era prevedibile, i titoli di stato americano hanno ridotto i guadagni. I T-bond a 10 anni, benchmark del settore, crescono di 1/32 punti, a 100 24/32, con i rendimenti al 2,03%.

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Positiva la chiusura dei listini europei (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen.

Le principali Borse del Vecchio Continente chiudono col segno più. Chiusura in lieve rialzo per l' euro rispetto alla quotazione di ieri. La moneta unica viene scambiata a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen. Il cambio yen/dollaro è a 77,75. Il Cac di Parigi ha terminato la seduta con un guadagno dell' 1,28% rispetto alla chiusura di ieri a 3.143 punti, l' Ftse 100 di Londra è avanzato dell' 1,03% a 5.567 punti e il Dax di Francoforte è salito dello 0,55% a 5.961 punti.

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Forex, euro resta sostenuto, franco teme interventi Snb (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 08-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

TOKYO (Reuters) - Sul mercato forex restano i timori di interventi da parte delle autorità svizzere per frenare la forza della loro valuta, mentre l' euro resta sostenuto sopra quota 1,3750 contro il dollaro. Il mercato guarda con preoccupazione all' evolversi della situazione in Italia mentre i rendimenti dei titoli di stato italiano ieri sono saliti a nuovi massimi dall' introduzione dell' euro. Inoltre, in Grecia il nuovo governo di unità nazionale fatica a trovare un accordo sul nome del nuovo premier. Il franco svizzero ha esteso le pesanti perdite viste già ieri qunado la banca centrale del paese ha avvertito che interverrà nuovamente sul mercato per frenare i franco se necessario. Anche l' euro è in rialzo sul franco svizzero, dello 0,15% a 1,2423/29 franchi svizzeri. La moneta unica prima delle 8,00 italiane sebbene in lieve calo, dello 0,15%, resta sostenuta contro il dollaro e quota 1,3753/54 dollari. I dealer dicono di essere cauti a prendere posizioni corte sull' euro dopo che sono stati scottati dal forte movimento del mese scorso quando l' euro è salito rapidamente a 1,42 dollari. Alcuni dealer dicono che la moneta unica potrebbe testare quota 1,3880, tenendo un supporto a 1,3670 dollari. Attenzione anche sul mercato forex per il voto di fiducia al governo italiano sul Rendiconto nel pomeroggio. L' euro contro yen è a 107,29/35 yen in calo dello 0,20%. Il dollaro è a 78,02/06 yen in calo dello 0,05%. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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La crisi politica italiana pesa anche sull' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 08-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Le contorsioni della maggioranza in Italia si ripercuotono anche sull' euro, che ha perso terreno nei confronti sia del dollaro che dello yen. Il voto di fiducia che aspetta il primo ministro Silvio Berlusconi, insomma, è sotto i riflettori di tutti i mercati. Del resto, il debito pubblico italiano, pari a 1.900 miliardi di euro, supera quelli di Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda messi insieme. La moneta unica ha perso lo 0,6% sullo yen, a 107,30 e lo 0,4% sul dollaro, attorno a 1,3740, dopo aver toccato quota 1,3679. La moneta unica ha risentito delle voci che si sono rincorse durante la giornata sulle possibili dimissioni di Berlusconi. Debole anche il franco svizzero, che ha accentuato la flessione dopo che il presidente della Banca centrale Philipp Hildebrand ha detto di aspettarsi ulteriori cali. La moneta ha perso l' 1,2% sull' euro e l' 1,8% sul dollaro.

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L' euro recupera e si riporta sopra 1,37 dollari in una giornata animata dalle ultime evoluzioni politiche in Grecia e in Italia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 08-11-2011

Borsa

Pagina: 14

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro recupera e si riporta sopra 1,37 dollari in una giornata animata dalle ultime evoluzioni politiche in Grecia e in Italia. La moneta comune, che aveva toccato un minimo di seduta a 1,3679, passa di mano per 1,3765 dollari e 107,44 yen, sopra i livelli dell' apertura. Lo yen si rafforza sul dollaro a 78,02 . La Bce aveva indicato il cross euro/dollaro « 1,3742 da 1,3773 dello scorso venerdì e 107,30 yen da 107,55 precedente. 08/11/2011.

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AUD/USD: il dollaro australiano in calo (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il dollaro australiano è sceso rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona euro resi noti questa mattina e che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona della moneta unica.

Il dollaro australiano è sceso rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona euro resi noti questa mattina e che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona della moneta unica. Tuttavia, il trend rialzista di ottobre rimane intatto, sulla base anche dei commenti del vice presidente della Fed, Yellen, il quale ha confermato l' alta probabilità di un nuovo piano di QE3. Inoltre, rimangono forti la produzione di Cina e Giappone, due mete importanti per i prodotti dell' industria mineraria australiana. Il rischio di un' inversione di tendenza si concentra sui summit di mercoledì ritenuti vitali per il futuro dell' euro. Christopher Beauchamp, Londra.

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L' euro mantiene i guadagni segnati (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione Soldionline.

 

"Soldi Online" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Articolo a cura di FXCM.it Questa mattina siamo arrivati in ufficio prima del solito e ci abbiamo messo più di un' ora per cominciare a scrivere questa newsletter. Durante il tempo che ha preceduto queste righe ci siamo chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il dollaro americano. Più infatti analizziamo il quadro macroeconomico, più non comprendiamo come l' euro possa trovarsi in una situazione così chiara di forza contro il biglietto verde. Addirittura, dopo la comunicazione che ci arriva dalla Grecia che sarà istituito un governo di unità nazionale guidato, probabilmente da Papadimos, ex vice presidente della BCE (che mette d' accordo Paparndreou e Samaras), l' euro ha aperto in gap di oltre mezza figura per poi andare a chiuderlo fermandosi però sui supporti di breve fatti segnare venerdì scorso , testimoniandoci come la voglia di scendere, a quanto pare, sia davvero poca. Il secondo sorvegliato speciale in questa fiera delle crisi è l' Italia, i cui titoli di stato stanno offrendo dei rendimenti su livelli record (che hanno fatto raggiungere distanze epocali da quelli dei bund tedeschi, facendo arrivare lo spread sopra i 450 punti base): la situazione politica, lo sappiamo, sta mettendo in pericolo anche i mercati finanziari di riferimento per il Paese, con la speculazione pronta a localizzarsi contro di noi. Anche questo, se ci fermiamo un attimo a pensare, è un fatto importante e che dà da riflettere. La speculazione ed in generale i flussi finanziari di investimento si stanno comportando come se l' euro non fosse rappresentativo della situazione dell' Europa intera, ma soltanto (probabilmente) della Germania. I mercati azionari ed obbligazionari invece stanno riflettendo in maniera più veritiera quali siano le reali condizioni di fiducia nei confronti dei diversi Stati. Questo è un ulteriore tassello che dobbiamo aggiungere al nostro quadro di valutazione della moneta unica, quadro che mostra un bilancio macroeconomico disastroso e che mina in maniera importante il terreno su cui è costruita l' unione monetaria, ma che dal punto di vista pratico ci mostra un EurUsd su livelli alti. EurUsd - grafico 4 ore La moneta unica sta salendo anche contro il franco svizzero, anche se in questo caso si tratta più di discesa del franco che di forza intrinseca della moneta unica. Lo stesso movimento di perdita di valore del franco si sta verificando infatti anche contro il dollaro americano. TAG: forex , fxcm , euro Stampa Invia ad un amico Pagina Successiva "

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Fxcm: l' euro mantiene in guadagni segnati (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Questa mattina siamo arrivati in ufficio prima del solito e ci abbiamo messo più di un' ora per cominciare a scrivere questa newsletter. Durante il tempo che ha preceduto queste righe ci siamo chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il dollaro americano. Più infatti analizziamo il quadro macroeconomico, più non comprendiamo come l' euro possa trovarsi in una situazione così chiara di forza contro il biglietto verde. Addirittura, dopo la comunicazione che ci arriva dalla Grecia che sarà istituito un governo di unità nazionale guidato, probabilmente da Papadimos, ex vice presidente della BCE (che mette d' accordo Paparndreou e Samaras), l' euro ha aperto in gap di oltre mezza figura per poi andare a chiuderlo fermandosi però sui supporti di breve fatti segnare venerdì scorso , testimoniandoci come la voglia di scendere, a quanto pare, sia davvero poca. Il secondo sorvegliato speciale in questa fiera delle crisi è l' Italia, i cui titoli di stato stanno offrendo dei rendimenti su livelli record (che hanno fatto raggiungere distanze epocali da quelli dei bund tedeschi, facendo arrivare lo spread sopra i 450 punti base): la situazione politica, lo sappiamo, sta mettendo in pericolo anche i mercati finanziari di riferimento per il Paese, con la speculazione pronta a localizzarsi contro di noi. Anche questo, se ci fermiamo un attimo a pensare, è un fatto importante e che dà da riflettere. La speculazione ed in generale i flussi finanziari di investimento si stanno comportando come se l' euro non fosse rappresentativo della situazione dell' Europa intera, ma soltanto (probabilmente) della Germania. I mercati azionari ed obbligazionari invece stanno riflettendo in maniera più veritiera quali siano le reali condizioni di fiducia nei confronti dei diversi Stati. Questo è un ulteriore tassello che dobbiamo aggiungere al nostro quadro di valutazione della moneta unica, quadro che mostra un bilancio macroeconomico disastroso e che mina in maniera importante il terreno su cui è costruita l' unione monetaria, ma che dal punto di vista pratico ci mostra un EurUsd su livelli alti. La moneta unica sta salendo anche contro il franco svizzero, anche se in questo caso si tratta più di discesa del franco che di forza intrinseca della moneta unica. Lo stesso movimento di perdita di valore del franco si sta verificando infatti anche contro il dollaro americano. Sembra infatti che siano circolando dei rumor secondo i quali la Banca Centrale Svizzera sia pronta ad accettare un EurChf tra 1.3000 ed 1.4000. Il Presidente della SNB Hildebrand ha tra l' altro dichiarato in un' intervista rilasciata settimana scorsa che se il franco non si deprezza ci si potrebbe trovare di fronte a scenari deflazionistici che potrebbero pesare in maniera importante sull' economia reale. Inoltre egli ha dichiarato che la SNB è pronta a intraprendere ulteriori azioni nel caso in cui le prospettive economiche e questo potenziale scenario deflazionistico dovessero richiederlo. Un' ultima parola sui NFP americani, che hanno mostrato una creazione di posti di lavoro per 80 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione è passato da 9.1% a 9.0%, senza tuttavia mostrare reazioni sui mercati, concentrati come sappiamo su altre faccende. Passiamo ora, come di consueto, all' analisi tecnica. Il cambio EurUsd, decisamente meno volatile negli ultimi giorni di settimana passata rispetto all' inizio, non fornisce grandi spunti ad eccezione di una flag. Osservando un grafico con un timeframe inferiore al giornaliero (4 ore oppure orario) possiamo, infatti, notare un movimento di lieve salita dei prezzi, compiuto dal minimo di martedì a 1.36, confinato all' interno di due rette parallele: la bandiera che visivamente si viene a creare indica in 1.3715 e in 1.39 i due livelli rispettivamente di supporto e resistenza: mantenendo a mente la teoria, che associa alla flag un significato ribassista e di continuazione del trend primario (sembra poter essere ancora ribassista), possiamo considerare la moneta unica a rischio ribasso sino a che non avverrà una cancellazione della figura, e più, precisamente sino a che 1.39 non sarà definitivamente oltrepassato a rialzo. Nulla di nuovo di cui parlare sul cambio UsdJpy. Sembra si stia ripetendo la situazione precedente all' intervento delle autorità nipponiche, con una lateralità che ha dell' incredibile se paragonata a quanto accaduto non più tardi di una settimana fa. L' idea di fondo continua a suggerire in 77.80-78 il supporto, mentre a 78.50 si trova la prima resistenza, prima che 79.50 sia raggiunto. Il cambio EurJpy continua la propria strada a rialzo, seppur anche in questo caso sia stata vista una diminuzione della volatilità. Il supporto dinamico, indicato dalla linea di tendenza positiva che insiste dai primi di ottobre, è dato per oggi a 107: il supporto statico invece continua a rimanere nei pressi di 106.50 dove, ricorderete, abbiamo potuto notare decise inversioni dei prezzi nelle ultime settimane. 108.15 rimane obiettivo di breve di questa tendenza rialzista. Il cable non fa eccezione al quadro appena descritto di rallentata volatilità e minor scostamento infragiornaliero. La tendenza in questo caso è quanto mai incerta: ciò che possiamo distinguere con precisione sono invece i livelli toccati in più occasioni, come 1.6050 (resistenza) e 1.5950 (supporto). Il franco svizzero ha perso terreno venerdì, sia contro euro che dollaro. Il cambio EurChf, grazie a quanto visto sopra, ha potuto guadagnare nuovamente terreno dopo due settimane abbondanti di calo costante. Siamo passati da 1.2135 (molto vicini al supporto chiave che a questo punto non crediamo di aver notato solamente noi) sino a 1.23 in chiusura di giornata. Il livello così raggiunto pensiamo che non sia casuale ma venga confermato da più coincidenze di punti delle passate settimane: possiamo quasi dire che, idealmente, questo livello divide la tendenza in calo dei prezzi da quella in salita, con obiettivi nuovamente superiori a 1.24. La debolezza del franco ha portato ad una rottura della tendenza ribassista del cambio UsdChf che insisteva da più di un mese. Il primo livello di resistenza si troverà oggi a 0.8940, mentre il successivo si trova a 0.9030. ( www.fxcm.it )

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Cambi, euro in calo su dollaro e yen (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Di Francesca Gerosa.

 

"milanofinanza.it" del 07-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro apre in calo a 1,3722 dollari e 107,20 yen. Le speranze dei mercati nel governo di coalizione che dovrebbe essere eletto in Grecia sembrano affievolirsi. Dopo l' intesa raggiunta ieri tra il premier uscente, il socialista George Papandreou, e il leader dell' opposizione, il conservatore Antonis Samaras, per la formazione di un Governo di unità nazionale che cerchi di trascinare il Paese ellenico fuori dal dramma del debito, le delegazioni dei due partiti, rispettivamente il Pasok e Nea Dimokratia, si sono accordate per indire le elezioni anticipate per il prossimo 19 febbraio. Una data che ambedue gli schieramenti hanno definito "la più appropriata". Il compromesso ellenico ha avuto immediate ripercussioni sulle piazze finanziarie: l' euro, dopo un' iniziale quanto effimera impennata a 1,38 contro il dollaro sui mercati asiatici, ha poi cominciato a scendere. Gli analisti di Fxcm hanno cercato di capire quale sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1,3700 contro il dollaro americano. Più infatti si analizza il quadro macroeconomico, più non si comprende come l' euro possa trovarsi in una situazione così chiara di forza contro il biglietto verde. Addirittura, dopo la comunicazione che ci arriva dalla Grecia che sarà istituito un Governo di unità nazionale, l' euro ha aperto in gap di oltre mezza figura per poi andare a chiuderlo fermandosi però sui supporti di breve fatti segnare venerdì scorso , testimoniando come la voglia di scendere sia davvero poca. Il secondo sorvegliato speciale in questa fiera delle crisi è l' Italia, i cui titoli di stato stanno offrendo dei rendimenti su livelli record (che hanno fatto raggiungere distanze epocali da quelli dei bund tedeschi, facendo arrivare lo spread stamani a 480 punti base). "La situazione politica, lo sappiamo, sta mettendo in pericolo anche i mercati finanziari di riferimento per il Paese, con la speculazione pronta a localizzarsi contro di noi", sottolineano gli esperti di Fxcm. "Anche questo, se ci fermiamo un attimo a pensare, è un fatto importante e che dà da riflettere. La speculazione e in generale i flussi finanziari di investimento si stanno comportando come se l' euro non fosse rappresentativo della situazione dell' Europa intera, ma soltanto probabilmente della Germania". I mercati azionari e obbligazionari invece stanno riflettendo in maniera più veritiera quali siano le reali condizioni di fiducia nei confronti dei diversi Stati. "Questo è un ulteriore tassello che dobbiamo aggiungere al nostro quadro di valutazione della moneta unica, quadro che mostra un bilancio macroeconomico disastroso e che mina in maniera importante il terreno su cui è costruita l' unione monetaria, ma che dal punto di vista pratico ci mostra un euro-dollaro su livelli alti", aggiungono gli esperti.

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Obbligazioni Tripla A. E in più valute forti (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere Economia" del 07-11-2011

Pagina: 25

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Scenari La Germania è troppo cara, la Svizzera ha bloccato il cambio: le idee per investire fuori dall' euro.
Sottotitolo: Dal dollaro australiano a quello canadese, dalla corona norvegese a quella svedese: ecco i bond con il massimo voto di affidabilità e con l' opportunità di guadagnare sul cambio DI MARCO SABELLA.

Basterà l' ombrello del Bund tedesco per fronteggiare la grandinata che si è abbattuta sulle obbligazioni governative in euro? È l' interrogativo che si pongono con sempre maggior frequenza i risparmiatori che hanno diversificato nelle emissioni del governo di Berlino. Sicure, ma molto volatili, soprattutto per effetto dell' aggravamento della crisi che ha colpito i Btp italiani e i Bonos iberici, oltre che per lo stato di virtuale insolvenza della Grecia. Fuori dai confini Ecco perché i fund manager guardano con crescente interesse alle obbligazioni governative di paesi che godono di rating tripla A e che si collocano al di fuori della zona euro. Titoli denominati in corone svedesi e norvegesi, in franchi svizzeri, in dollari australiani e canadesi, che pagano (con l' eccezione delle generose obbligazioni australiane) rendimenti molto bassi, inferiori al 2%. Ma che risultano capaci di proteggere il valore reale del capitale e di offrire un buon potenziale di apprezzamento nel caso di un aggravamento della crisi della divisa unica europea. «È giunto il momento di sfatare il mito del Bund come paradiso sicuro per i risparmi in euro. Se la situazione dovesse avvitarsi anche le emissioni di Berlino risentirebbero della crisi e comincerebbero a deprezzarsi», afferma Daniele Guidi, responsabile delle gestioni obbligazionarie di Bnp Paribas Im. «L' alternativa delle emissioni in valuta di paesi con rating tripla A è molto sicura dal punto di vista della solidità dell' emittente, tuttavia obbliga a tenere in seria considerazione il rischio valutario», precisa il gestore. Per questa ragione una diversificazione in emissioni tripla A in valute diverse dall' euro, secondo gli strategist di Bnp Paribas, non dovrebbe eccedere una percentuale del 10% del portafoglio per gli investitori con una propensione al rischio medio bassa. Ma potrebbe spingersi fino al 20-25% del totale per chi è capace di sopportare meglio la volatilità del cambio. Un' occhiata alla tabella, mostra tuttavia che negli ultimi tre anni la variabile valutaria ha giocato complessivamente a favore degli investitori. Dal 2008 a oggi l' apprezzamento dei dollari australiani è stato superiore al 45% nei confronti dell' euro, del 20% quello del franco svizzero, mentre oscilla intorno a un + 10% la performance di divise come la corona norvegese, svedese o il dollaro canadese. Solo il dollaro statunitense - valuta rifugio unicamente in situazioni di gravissima emergenza - ha perduto l' 8,7% nel corso del triennio. Da inizio 2011, infine, questo paniere di valute è rimasto sostanzialmente stabile nei confronti dell' euro. Ricette «Nel diversificare un portafoglio, collocherei la metà della quota destinata ai titoli in valuta nei bond denominati in corone svedesi e norvegesi, capaci di beneficiare dell' effetto flight to quality (corsa alla sicurezza) nei momenti di crisi. Mentre l' altro 50% potrebbe andare in divise come il dollaro australiano e canadese, maggiormente agganciate all' evoluzione dei prezzi delle materie prime e alla crescita dei paesi emergenti», sottolinea Guidi. Occorre tuttavia ricordare che oltre all' incognita del cambio (che come abbiamo visto può risolversi in un buon affare) le emissioni in valuta tripla A presentano lo svantaggio di un rendimento molto basso. La cedola del bond in corone svedesi con scadenza ottobre 2012, si ferma per esempio all' 1,2%. L' emissione in franchi svizzeri rimborsabile nel giugno del 2015 non va oltre una cedola minima dello 0,019%, in pratica a rendimento zero. «Solo i bond in dollari australiani, con una cedola del 4%, riescono a pareggiare il tasso di inflazione corrente di area euro», conclude Guidi. Resta il fatto che chi decide di diversificare in valuta forte, non lo fa per trarre dal suo investimento un vantaggio cedolare. Perché il primo motivo della scelta è quello di puntare su emittenti la cui economia è «decorrelata» da quella della zona euro e al secondo posto c' è la speranza di un guadagno in conto capitale dovuto al cambio. Da questo punto di vista le valutazioni delle corone svedesi e norvegesi appaiono un po' «tirate», perché le due divise sono molto ricercate per effetto del flight to quality. Ma presentano anche il vantaggio di una minore volatilità del cambio contro euro. I dollari australiani e canadesi hanno invece una maggiore volatilità nei confronti dell' euro, ma offrono di contro un più elevato potenziale di apprezzamento di lungo termine. Fuori gioco, da questo punto di vista, il franco svizzero, dopo che la Banca centrale di Berna ha fissato il cambio contro euro a un livello massimo di 1,20. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Piazza Affari Il rialzo è appeso al dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere Economia" del 07-11-2011

Pagina: 26

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Grafici Gli analisti vedono una lunga fase laterale: ad oggi difficile ipotizzare l' arrivo di nuovi minimi o di rally di fine anno.
Sottotitolo: Il cambio è il nuovo termometro dei listini: se prevale la fiducia sale Wall Street, la valuta Usa e tutte le Borse DI FABRIZIO BARINI.

I l mercato? Lo fa il cambio delle valute. Le Borse si muovono con grande nervosismo, ma non mancano alcuni punti fermi a cominciare dal cambio euro/dollaro che si è conquistato il ruolo di vero termometro dei mercati. La prudenza premia il biglietto verde, mentre il rischio premia la moneta del vecchio continente. E mentre queste due forze si scontrano ecco che i mercati si muovono nell' incertezza. Non ci sono indicazioni per ipotizzare un rally di fine anno, ma neanche segnali che si possano vedere nuovi minimi. Si va quindi sempre più verso una fase laterale, piuttosto ampia, che per Piazza Affari vuole dire un supporto a 13 mila punti, con un livello intermedio a 14.500-15 mila e una resistenza a 17 mila. Ultimo ingrediente il prezzo del Bund, ovvero il titolo di stato tedesco con scadenza a 10 anni, il cui andamento potrebbe essere il grande anticipatore della direzione finale del mercato nei prossimi mesi. Rapporto Che a dominare il sentiment delle Borse sia soprattutto il rapporto di cambio tra euro e dollaro lo spiega Flippo Ramigni analista tecnico di Classica sim: «Il grafico dell' indice S&P 500 e quello dell' euro/dollaro sono uguali in questo momento. Questo significa che se il mercato cerca sicurezza concentra gli acquisti sulla Borsa americana portandosi dietro anche le Borse europee e l' euro». Mentre se tra gli investitori prevale la paura del rischio si vende la divisa unica e di conseguenza tutte le borse europee con l' effetto di trascinare anche Wall Street. In questo scenario anche il bund decennale è un punto fermo. Secondo Ramigni, «il livello fondamentale è a 138,80/139,20 punti. Un livello che, se superato, aprirebbe la strada a un allungo verso 143/144 punti con la conseguenza però che ci sarebbero grossi problemi per tutta l' area euro. Viceversa 133 è un livello spartiacque per un ritorno alla fiducia e di superamento della fase critica». Cosa aspettarsi a questo punto sui principali indici internazionali? Secondo Enrico Nicoloso, responsabile analisi tecnica di Websim.it, «il tentativo di riequilibrio alle forti vendite primaverili/estive avviato dalle borse dai minimi di settembre non ha esaurito il suo potenziale, il rialzo è quindi limitato da forti ostacoli tecnici». Sui singoli indici, come per esempio l' Ftse Mib, i supporti a 15.000-14.500 punti hanno tenuto. E questo permette di ipotizzare il ritorno sui massimi di ottobre (17 mila punti) e forse anche qualcosa in più (area 18.000-18.500) prima di incontrare scogli tecnici davvero forti. Anche Nicoloso segnala l' importanza del bund tedesco, ma anche del decennale Usa. «Finché rimane sotto i top assoluti a 139/140 punti, indica che la fuga verso la qualità rimane alta, ma non fuori controllo. E anche gli spread tra i titoli tedeschi ed il resto dei decennali europei evidenzia una situazione di eccesso che richiederebbe almeno un tentativo di riequilibrio», dice ancora Nicoloso. Riequilibrio Secondo gli esperti interpellati sposando l' ipotesi di un riequilibrio, in maniera molto prudente e senza troppe ambizioni, i settori europei che dovrebbero beneficiarne sono: le materie di base, le banche, gli industriali e gli assicurativi. Il rally dei prezzi iniziato dai minimi di fine settembre ha premiato, in Italia, soprattutto i titoli industriali come: Eni; Saipem, Enel e Pirelli. Ma ovviamente per dare la spinta decisiva alle Borse sarà necessario un forte recupero dei bancari. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Azimut, le caretteristiche del fondo AZ Fund Renminbi Opportunities (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Edoardo Fagnani.

 

"Soldi Online" del 06-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Azimut ha dettagliato le caratteristiche di AZ Fund Renminbi Opportunities, il primo fondo UCITS III in Europa che consente di puntare sulla valuta cinese. Inoltre, il prodotto è il primo dall' insediamento del gruppo a Hong Kong e Shanghai, ed è rivolto in primo luogo a imprenditori europei con rapporti commerciali e industriali con la Cina. Andrea Ciaccio, direttore di AZ Investment Management, ha spiegato il motivo per cui acquistare il Renminbi. La motivazione principale è la rivalutazione. Negli ultimi sei anni, infatti, la moneta si è rivalutata del 30% nei confronti del dollaro. Inoltre, il gestore ha evidenziato che in questo momento il Renminbi continua ad apprezzarsi contro il dollaro e ha aggiunto che il tasso di rivalutazione medio annuo è nell' ordine del 4%. Altro punto a favore è la bassa volatilità del tasso di cambio Renminbi/dollaro. Il Renminbi offre un maggiore tasso e meno volatilità rispetto ad asset considerati più sicuri. In particolare, il Renminbi si è comportato come un asset sicuro nella crisi di agosto del 2011, che non ha risparmiato neppure le valute dei paesi emergenti. Ad agosto il Renminbi si è rivalutato dell' 1%. Ciaccio ha spiegato anche il funzionamento del fondo. Nel dettaglio, i sottoscrittori acquistano il fondo denominato in euro. La posizione in euro è convertita in dollari ed è interamente coperta (per evitare la volatilità del dollaro). Infine, la posizione in dollari è convertita in Renminbi. Inoltre, il fondo ha liquidità giornaliera illimitata e ha un approccio conservativo. La duration è nell' ordine degli 1-2 anni. Il gestore ha ricordato che il fondo ha tre mesi di vita. Secondo Ciaccio, il maggiore rischio è relativo al paese. Il governo cinese, infatti, potrebbe decidere di fermare l' apprezzamento del Renminbi contro il dollaro. Inoltre, la non convertibilità del Renminbi potrebbe essere estesa ad Hong Kong. Tuttavia, quest' ultimo rischio è remoto. TAG: azimut , cina , renminbi Quotazioni: AZIMUT Stampa Invia ad un amico.

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L' EURO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Avvenire" del 05-11-2011

ECONOMIA

Pagina: 10

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' EURO La moneta in balia del voto greco L' euro continua a mantenersi sui livelli visti negli ultimi giorni senza particolari oscillazioni. Ieri ha chiuso sui mercati europei intorno agli 1,374 dollari. Sulla valuta europea continuano a pesare le incertezze relative alla crisi debitoria della Grecia, che ne hanno frenato i movimenti al rialzo. Nella notte fra ieri e oggi, il primo ministro greco Papandreou ha affrontato un voto di fiducia sul filo del rasoio dopo la marcia indietro sulla proposta di referendum per il piano di salvataggio.

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Euro sotto quota 1,40 (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Alberto Terzi.

 

"Milano Finanza" del 05-11-2011

Pagina: 46

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La moneta unica si comporta in maniera nervosa dopo il taglio dei tassi operato dalla Banca centrale europea.

Settimana ancora caratterizzata da un' elevata incertezza per il mercato valutario, dove in chiusura d' ottava la parità euro/dollaro è scambiata attorno 1,372. Il focus della settimana era puntato sulla prima conferenza stampa di Mario Draghi al timone della Banca Centrale europea e l' italiano non ha affatto deluso le aspettative, presentandosi con un inatteso taglio del tasso di riferimento dell' Eurozona dello 0,25%. Le considerazioni che hanno portato il neopresidente a ridurre il costo del denaro sono da individuare in un contesto continentale ancora fortemente appesantito dagli effetti della crisi economico-finanziaria. Questo scenario ha decretato una revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2012 e come conseguenza anche di quelle sull' inflazione, che dovrebbe ridursi sulla scia della minore domanda di materie prime a livello mondiale. Ottemperando dunque all' obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi in Europa, il consiglio dell' istituto di Francoforte ha così implicitamente contribuito a stemperare le tensioni sul debito sovrano, in particolare quello italiano e spagnolo, ribadendo che continueranno gli acquisti di bond sovrani di Paesi in difficoltà secondo necessità. Tanto è bastato a ridare fiducia ai mercati e a spingere l' euro/dollaro fino a 1,3860. Graficamente la parità non sembra però aver ancora imboccato un trend definito: i valori da monitorare attentamente sono il supporto in area 1,35 e la resistenza a quota 1,40. Un altro avvenimento importante della settimana è stato senza ombra di dubbio l' intervento della Bank of Japan, che lunedì mattina ha riportato il cambio dollaro/yen a quota 79 dopo l' ennesimo record negativo a 75,30. Il perdurare dell' apprezzamento della valuta nipponica, che solo da inizio anno ha fatto segnare un +13% su quella americana, continua a ostacolare l' export giapponese. Nonostante le tensioni nell' Eurozona, sembrano invece avere successo le misure di controllo adottate dalla Swiss National Bank per limitare l' apprezzamento del franco svizzero, che in settimana è rimasto stabile nel trading range 1,2150-1,2250. Sebbene la valuta elvetica sia considerata un safe-heaven dagli investitori di tutto il mondo, le massicce munizioni a disposizione della Banca nazionale per deprezzare la propria valuta stanno limitando al minimo la speculazione. (riproduzione riservata)

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L' euro chiude in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 05-11-2011

Borsa

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro chiude in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen. Dollaro/yen a 78,14. L' avvio era avvenuto in lieve rialzo sia nei confronti del dollaro che dello yen, dopo i primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica, infatti, veniva scambiata a quota 1,3822 nei confronti del biglietto verde americano, contro la valutazione di 1,3816 fatta segnare alla chiusura di dell' altro ieri sera a Wall Street. 05/11/2011.

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La Parabola della Moneta Unica (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 05-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 42

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Sono i Paesi virtuosi (Germania in testa) ha volere la sopravvivenza dell' euro rispetto al ritorno alle valute nazionali. Ma è sempre più necessario che la Bce diventi una vera banca centrale e il governo Ue decida in termini di politica fiscale.

Dal 1° gennaio 1999 l' euro è la moneta unica per circa 300 milioni di cittadini europei (anche se il corso legale è intervenuto tre anni più tardi) e accomuna sotto un' unica politica monetaria 17 nazioni con caratteristiche estremamente diverse tra di loro - per lingua, abitudini, struttura sociale, economica e fiscale. E proprio le troppo ampie differenze tra i vari Paesi aderenti - sosteneva qualche scettico della valuta unica - avrebbe, alla lunga, rotto gli equilibri faticosamente raggiunti per determinare il rapporto di cambio tra le valute nazionali e la nuova moneta. In effetti nei tre decenni seguiti al boom economico europeo degli anni Cinquanta e Sessanta l' economia del Vecchio Continente ha attraversato almeno due crisi significative e numerose problematiche di carattere sociale che i singoli Paesi hanno affrontato con approcci molto diversi tra di loro. Pensiamo solo all' economia tedesca che negli anni Ottanta e Novanta viaggiava con un' inflazione attorno al 2-3%, un cambio del marco stabile e un tasso di disoccupazione inferiore al 6% (cresciuto al 10% solo dopo la riunificazione delle due Germanie, ma presto tornato ai valori consueti), nello stesso periodo l' Italia affrontava un' inflazione a due cifre e una disoccupazione che viaggiava ben sopra il 10%, in quegli anni la vecchia lira subiva ripetute svalutazioni rese necessarie per recuperare la competitività perduta che importavano ulteriore inflazione e impoverivano i risparmi degli italiani. Agli inizi del 1992 per acquistare un marco tedesco bastavano 750 lire, neanche 12 mesi dopo ne occorrevano oltre 1.250, stessa sorte nei confronti del dollaro statunitense e del franco francese e svizzero. Con queste premesse, negli anni Novanta si è costituita la moneta unica, le cui uniche regole comuni furono quelle stabilite dai parametri di Maastricht. Le differenze tra l' area del dollaro e quella dell' euro sono evidenti: da una parte, gli Usa, con un governo federale che stabilisce regole e sanzioni per tutti gli Stati e una banca centrale con compiti ben precisi di governo della politica monetaria ma anche di sussidio all' azione di politica economica dell' amministrazione centrale, dall' altra un insieme di Paesi sovrani con regole comuni ma, appunto, sovrani nella gestione delle questioni interne, con una banca centrale i cui compiti sono quasi esclusivamente confinati nel controllo dell' inflazione. La crisi di oggi va quindi letta con gli stessi occhi di quando, nel 1979, fu implementato il Sistema monetario europeo, allora la Comunità economica europea stabilì delle bande di oscillazione ristrette tra le valute europee (del 2,25% per tutte, del 6% per la lira italiana) per garantire una maggiore stabilità tra i rapporti di cambio. Lo Sme resse sino al 1992 quando una violenta crisi valutaria,causò dapprima una svalutazione del 7% della lira, quindi la sua uscita dal sistema insieme con la sterlina inglese. L' anno successivo le monete rimaste concordarono una banda di oscillazione molto più ampia, nell' ordine del 15%. Rischiamo di trovarci allora alla fine dell' era dell' euro? Possibile, ma non probabile, oggi sono proprio i Paesi più forti, con in testa la Germania a non auspicare il ritorno alle valute nazionali o anche solo l' uscita di alcuni dei membri, questo significherebbe infatti per la Germania e i Paesi «più virtuosi« un eccessivo apprezzamento del loro rapporto di cambio con effetti disastrosi sulla competitività, il costo economico di un simile evento sarebbe infinitamente più alto del salvataggio della moneta unica. Certo non è semplice ipotizzare un rimedio nel breve in grado di tranquillizzare i mercati e garantire una ritrovata stabilità, ma si può/deve cercare un vero accordo politico di salvaguardia del sistema e dare alla Bce i compiti per poter agire come una vera banca centrale, ma, al contempo, è indispensabile un programma di medio-lungo periodo che preveda la costituzione di un governo centrale in grado di gestire le questioni di politica economica dell' area euro e che imponga una convergenza delle questioni di carattere fiscale, previdenziale e giuslavoristiche.

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Reazione di breve per l' euro/dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 05-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 40

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Dopo il taglio della Bce la moneta unica recupera, ma subito si riallinea al trend di medio periodo.

La settimana è stata caratterizzata dal prolungarsi delle vicende sul debito sovrano greco con crisi di panico sui mercati finanziari che hanno toccato anche i debiti di Italia e Spagna. Protagoniste della scena sono state le banche centrali. Nella notte tra domenica 30 ottobre e lunedì 31 la Banca centrale giapponese è intervenuta con successo per svalutare lo yen. E infatti il cambio dollaro/yen (graf. 2) dopo un breve picco sopra il 79,00 si è assestato non scendendo più oltre il 77,70, livello considerarsi come supporto per i prossimi giorni. Diverso l' effetto dell' intervento sul cambio euro/yen dove l' intervento ha avuto un effetto meno strutturale, portando il cambio a negoziare oltre 111,00 per un breve periodo per poi ritornare in area 117,70. La Banca centrale europea, nella giornata di giovedì 3 novembre, ha tagliato il tasso d' interesse dell' Eurozona di 25 punti base portandolo all' 1,25%. La decisione del consiglio presieduto per la prima volta da Mario Draghi è stata unanime e inattesa, pochi infatti gli analisti che avevano ipotizzato tale decisione. Fino a oggi la Bce aveva dato priorità al proprio obiettivo di mantenere l' inflazione sotto il 2% piuttosto che dare respiro alla' economia: poiché attualmente l' indice dei prezzi al consumo è al 3% erano veramente in pochi ad attendersi taglio del costo del denaro. La sorpresa è dovuta soprattutto all' abitudine dei predecessori di Draghi a preannunciare o addirittura suggerire in anticipo le manovre di politica monetaria. Nel suo commento, il governatore Mario Draghi, ha rilevato come la presente situazione del debito greco sia eccezionale, ma che la Banca centrale europea non potrà intervenire continuamente per ridurre in maniera sostenibile gli spread tra i debiti sovrani, dovranno essere i governi con le loro misure e riforme a dare i giusti segnali ai mercati. La reazione sui mercati è stata sorprendente: pochi secondi dopo l' annuncio il cambio euro/dollaro (grafico a fianco) si è apprezzato, gli operatori hanno apprezzato il maggiore dinamismo della Bce, ma successivamente il trend si è invertito riallineandosi con quello di medio periodo che vede la moneta unica perdere terreno nei confronti del dollaro americano anche in vista di un ulteriore taglio dei tassi prima della fine dell' anno. ALTRE VALUTE. Ecco la situazione di alcuni cambi importanti: OroUsd (graf. 3): il metallo prezioso torna a crescere e viola la linea del 50% di Fibonacci disegnato sulla forte correzione iniziata nei primi giorni del mese di settembre dopo il picco di 1.922 dollari per oncia. UsdDkk (graf. 4): la banca centrale danese ha tagliato i tassi portandoli da 1,55% a 1,20% ma nei confronti del dollaro Usa continua il trend ribassista iniziato nei primi giorni di ottobre della corona. Prestare attenzione ai rimbalzi sul supporto in area 5,30.

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EUR/USD: l' euro perde i guadagni (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: L' euro perde i guadagni di questa mattina contro il dollaro USA.

L' euro perde i guadagni di questa mattina contro il dollaro USA dopo che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto ai giornalisti che i leader del G20 a Cannes non sono riusciti a mettersi d' accordo su come disporre delle risorse del FMI e il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi ha rifiutato di accettare i fondi del FMI. Un clima di crescente preoccupazione sulla Grecia, in particolare dopo gli eventi imprevisti di ieri, rende gli investitori eccessivamente cauti e restii nell' aprire posizioni sulla moneta unica. Sull' euro hanno pesato anche le parole di Mario Draghi, neo-presidente della Bce, secondo il quale la zona euro potrebbe scivolare in una lieve recessione nell' ultima parte del 2011. Il dato sul PMI sell' Eurozona per i servizi rilasciato questa mattina, ha effettivamente sostenuto la dichiarazione di Draghi; il settore dei servizi appaltati è sceso a 46,4, da 48,8 del mese precedente. Il dato sui lavoratori non agricoli degli Stati Uniti pubblicato all' inizio di questo pomeriggio ha ulteriormente smorzato la propensione al rischio ed è andato ad alimentare le preoccupazioni di un rallentamento economico, nonostante un lieve calo del tasso di disoccupazione. Jana Pristovsek, Londra.

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Analisi tecnica, uno sguardo all' euro/dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Mauro Introzzi.

 

"Soldi Online" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

A cura di Unicredit Dal minimo di inizio ottobre a 1,3144 il cross Eur/Usd ha mostrato un movimento rialzista che ha condotto i corsi fino a superare la soglia di 1,40 salvo poi stornare nuovamente per posizionarsi sugli attuali livelli poco oltre 1,38 . In caso di nuova forza della moneta unica vs il Dollaro fissiamo il primo target a 1,42 mentre i successivi, una volta violata la linea che unisce i massimi decrescenti di maggio ed agost 2011, li posizioniamo a 1,456, a 1,47 e quindi sui top dell' anno a 1,49. Al contrario, in caso di stono, il primo supporto si trova a 1,36, il successivo a 1,342 con possibilità poi di testare nuovamente il minimo di inizio ottobre a 1,3144. La violazione di tale supporto potrebbe condurre l' Eur/Usd a in area 1,29. Tra i principali indicatori, il MACD si è portato sopra la linea dello zero anche se è in atto un possibile incrocio ribassista della Signal Line. TAG: euro , dollaro , forex , analisi tecnica Stampa Invia ad un amico.

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BCE: fixing dollaro, yen e sterlina (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 4 novembre 2011.

La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 4 novembre 2011. Euro contro dollaro chiude a 1,3773, invariato rispetto all' ultima rilevazione di ieri. In aumento il cambio euro/yen che chiude a 107,55 da 107,33. Segno più infine anche per il cambio euro/sterlina che si porta a 0,86125 rispetto a una precedente rilevazione a 0,85930.

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Euro-dollaro: solido supporto grafico a quota 1,3660 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Complimenti Presidente. Così avremmo voluto esprimere il nostro parere circa la mossa da parte della BCE, che ieri ha tagliato il costo del denaro da 1.50% a 1.25%. Inutile dire, dato le innumerevoli volte che abbiamo richiesto una mossa del genere quanto siamo d' accordo con il taglio, soprattutto perché, dal punto di vista dei consumi, si dà una mano, molto banalmente, alle famiglie più in difficoltà Non importa l' inflazione, non importa il potenziale scontento della Germania, Draghi ha proposto un taglio dei tassi di riferimento del sistema interbancario, ottenendo un consenso da parte dei membri del direttivo dell' istituto centrale all' unanimità, il che ci fa capire quanto peso avevano le decisioni di Trichet, che addirittura aveva alzato i tassi durante l' estate (se gli altri membri fossero stati convinti delle decisioni prese in passato, probabilmente qualche rimasuglio hawkish all' interno del board sarebbe rimasto). A pensarci bene però, i capi dell' Europa, i nostri amici tedeschi, non saranno poi così scontenti stamattina, in quanto accendendo gli screen troviamo la moneta unica ancora sopra 1.3800 (incredibilmente, ci verrebbe da aggiungere), ma questa è la realtà. 1.25% è considerato dal mercato come un rendimento comunque buono, se si dà uno sguardo agli altri tassi, soprattutto a quelli legati al dollaro americano e continua ad essere valida la relazione che vede i dollari scendere nel momento in cui ci si rivolge ad attività più rischiose, ma che rendono di più. Dal punto di vista dei commenti alla situazione macro, non arriva nulla di trascendentale: viene rivista la crescita leggermente a ribasso mentre per quanto riguarda l' inflazione, nel medio periodo le aspettative si stanno stabilizzando sotto il 2% a causa del rallentamento globale in atto. Oggi avremo a disposizione l' ultima giornata di trading prima del week end ed assisteremo alla pubblicazione dei Non farm Payrolls, che potrebbero portare a forti aumenti di volatilità soprattutto sul cambio EurUsd. Le attese sono per 95k posti di lavoro creati contro i 103k del mese di settembre ed in caso questo fosse rispettato, le notizie per il mercato del lavoro Usa non sarebbero poi così belle. Soltanto degli shock che si discostano in maniera significativa dalle attese dovrebbero portare a movimenti importanti, la volatilità che si crea attorno alla pubblicazione di questo dato, qualunque sia il risultato sembra assomigliare sempre di più ad una scusa per fare trading speculativo di breve.

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Euro dollaro, forte resistenza a 1,3850 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday con base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850.

Il cambio euro dollaro ha disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday con base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850. La rottura al rialzo di questa fascia invierebbe un segnale di forza di euro capace di accompagnare le quotazioni fino in area 1,4050. Prima resistenza a 1,39. Oltre 1,4050/4100 probabile poi il recupero dei massimi di fine ottobre a 1,4240. La mancata rottura di 1,3850 e la violazione di 1,3730 porterebbero ad un nuovo test di 1,3650. Sotto questi livelli le speranze di un rimbalzo grafico verrebbero sostituite dal rischio di cali fino a 1,35 almeno.

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Cambi, euro ingessato sul dollaro in attesa dati lavoro USA (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TeleBorsa" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro apre la giornata all' insegna della stabilità contro il dollaro, dopo la sessione intensa e volatile della vigilia. Il cross euro/dollaro si attesta infatti a 1,38 USD (-0,09%), attorno ai livelli di chiusura di ieri sera. Il mercato dei cambi, più in generale, è fermo, in attesa dei dati chiave sull' occupazione americana, che il Dipartimento del Lavoro statunitense pubblicherà a fine mattinata. Intanto, l' euro ha risentito ieri di forze contrastanti, dall' esito positivo degli incontri del G20 al taglio a sorpresa operato dalla BCE, capitanata per la prima volta da Mario Draghi.

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Cambi: euro in lieve progresso a 1,3822 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"unita.it" del 04-11-2011

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Pubblicato anche in: "Wall Street Italia"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ANSA) - ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli 1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo la chiusura di Wall Street. Lieve rialzo anche sullo yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri sera.(ANSA).

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Cambi: euro sale a 1,3822 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Msn" del 04-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Sale leggermente a 107,93 yen.

ANSA (ANSA) - ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli 1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo la chiusura di Wall Street. Lieve rialzo anche sullo yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri sera. Tweet.

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L' euro chiude stabile dopo la mossa della Bce (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 42

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla Bce guidata da Mario Draghi. Mentre sembra si allontani il referendum sul piano di salvataggio di Atene. La moneta unica si è indebolita dopo il taglio, inatteso almeno nei tempi, deciso dall' Eurotower, a causa delle previsioni più negative della crescita economica. Le notizie in arrivo dalla Grecia - nonostante la situazione ancora confusa del Paese - su un Governo di larghe intese per proseguire nel risanamento chiesto dalla Ue, hanno invece sostenuto l' euro. La moneta unica termina quindi la giornata a 1,3741 dollari (1,3809 mercoledì, 1,3809 la Bce). Stabili le quotazioni anche sulle altre valute a 1,2141 franchi (1,2163 e 1,2166), sullo yen a 107,19 (107,68 e 107,78) e sulla sterlina a 0,8607 (0,8629 e 0,8593). Il dollaro scambia a 77,97 yen (78,01 mercoledì), a 0,8834 franchi (0,8814) e a 1,5972 per una sterlina (1,5991). Dopo la chiusura di Wall Street l' euro scambia a 1,3816 dollari.

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Special drawing rights I Diritti speciali di prelievo - in inglese, Special Drawing Rights, Sdr - sono l' unità di conto utilizzata dal Fondo monetario per le riserve e i pagamenti internazionali. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011

Primo piano

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Special drawing rights I Diritti speciali di prelievo - in inglese, Special Drawing Rights, Sdr - sono l' unità di conto utilizzata dal Fondo monetario per le riserve e i pagamenti internazionali. Non rappresentano quindi alcuna moneta ma servono come misura del valore delle transazioni tra Paesi (oltre che nelle convenzioni sulla responsabilità di diritto privato). Sono stati creati nel 1969 per rimpiazzare l' oro come base delle transazioni, e per questo sono stati anche detti paper gold. Sono anche crediti (il loro tasso di interesse era fissato ieri allo 0,31%). Il loro valore si basa su un paniere di quattro divise: il dollaro (con un peso del 41,9%); l' euro (con il 37,4%); lo yen giapponese (con il 9,4%) e la sterlina britannica (con l' 11,3%). Ieri un Sdr valeva 1,144 euro e 1,576 dollari LA PAROLA CHIAVE.

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L' euro chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla Bce e mentre si allontana il referendum greco sul piano di salvataggio di Atene (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 04-11-2011

Borsa

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla Bce e mentre si allontana il referendum greco sul piano di salvataggio di Atene. La moneta unica termina quindi la giornata a 1,3741 dollari (1,3809 mercoledì, 1,3809 la Bce). Stabili le quotazioni anche sulle altre valute a 1,2141 franchi (1,2163 e 1,2166), sullo yen a 107,19 (107,68 e 107,78) e sulla sterlina a 0,8607 (0,8629 e 0,8593). Il dollaro scambia, poi, a 77,97 yen (78,01 mercoledì), a 0,8834 franchi (0,8814) e a 1,5972 per una sterlina (1,5991). 04/11/2011.

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Euro-dollaro: importante la tenuta del supporto a 1,3615 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Dopo aver raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella sezione dedicata all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere. Già, perché di fronte ad una situazione dove l' euro è messo seriamente ed ufficialmente in discussione per la prima volta nella sua storia, la moneta unica non scende e rimane saldamente sopra quota 1.3600. L' ipotesi paventata ieri circa l' effettivo significato del referendum greco è stata confermata ieri dalla Merkel e da Sarkozy. I due leader politici di Germania e Francia hanno dichiarato senza mezzi termini che ascoltare la volontà popolare è chiaramente importantissimo, ma è altrettanto chiaro che il referendum deve essere portato a termine nel minor breve tempo possibile in quanto la situazione di incertezza non può continuare a lungo e deve essere risolta il prima possibile. E, all' interno di questo referendum dovrebbe essere espressa soltanto una domanda: la Grecia vuole continuare a rimanere nell' euro? Più chiaro di così... Il messaggio forte che arriva da parte dell' asse franco-tedesco riguarda la volontà delle prime due economie europee di difendere l' esistenza e la stabilità della moneta unica europea, obiettivo molto più importante rispetto al salvataggio di uno stato membro (che, dobbiamo dirlo, ha truccato i propri conti per riuscire ad entrare nel sistema monetario europeo prima di essere effettivamente preparata a questo passo, fatto che però non lava via il nostro scetticismo circa l' unione monetaria stessa che contempla membri troppo diversi tra loro, da tutti i punti di vista). In un quadro di incertezza del genere l' euro dovrebbe scendere e ritornare bid soltanto nel caso in cui i si greci prevalgano sui no, fatto che allo stato attuale dell' arte sembra leggermente più improbabile (circa 40% a 60%).

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Prova di forza dell' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Dopo aver raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere.

Dopo aver raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella sezione dedicata all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere. Già, perché di fronte ad una situazione dove l' euro è messo seriamente ed ufficialmente in discussione per la prima volta nella sua storia, la moneta unica non scende e rimane saldamente sopra quota 1.3600. L' ipotesi paventata ieri circa l' effettivo significato del referendum greco è stata confermata ieri dalla Merkel e da Sarkozy. I due leader politici di Germania e Francia hanno dichiarato senza mezzi termini che ascoltare la volontà popolare è chiaramente importantissimo, ma è altrettanto chiaro che il referendum deve essere portato a termine nel minor breve tempo possibile in quanto la situazione di incertezza non può continuare a lungo e deve essere risolta il prima possibile. E, all' interno di questo referendum dovrebbe essere espressa soltanto una domanda: la Grecia vuole continuare a rimanere nell' euro? Più chiaro di così. Il messaggio forte che arriva da parte dell' asse franco-tedesco riguarda la volontà delle prime due economie europee di difendere l' esistenza e la stabilità della moneta unica europea, obiettivo molto più importante rispetto al salvataggio di uno stato membro (che, dobbiamo dirlo, ha truccato i propri conti per riuscire ad entrare nel sistema monetario europeo prima di essere effettivamente preparata a questo passo, fatto che però non lava via il nostro scetticismo circa l' unione monetaria stessa che contempla membri troppo diversi tra loro, da tutti i punti di vista). In un quadro di incertezza del genere l' euro dovrebbe scendere e ritornare bid soltanto nel caso in cui i si greci prevalgano sui no, fatto che allo stato attuale dell' arte sembra leggermente più improbabile (circa 40% a 60%).

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Cambi: euro in forte calo sotto 1,37 dollari, pesa crisi Grecia -2- (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 nov - Gli operatori restano molto cauti sulla moneta unica a causa delle nuove incertezze sulla Grecia dove il referendum sul piano di salvataggio rischia di creare nuove tensioni sull' eurozona. Dal G20 di Cannes, intanto, e' arrivata la notizia che e' stata sospesa la sesta tranche di aiuti ad Atene fin quando non sara' chiaro quale strada vorra' intraprendere il Paese. Oggi, intanto, l' attenzione sara' rivolta anche alla riunione della Bce che, sotto la neo-presidenza Draghi, dovra' decidere se tagliare o mantenere invariati i tassi di interesse, nonostante un deterioramento degli indicatori economici. 'Non escludiamo - sottolinea Michael Hewson, analista di Cmc Markets - che possa esserci un taglio di un quarto di punto' anche se l' orientamento prevalente e' per un mantenimento dello status quo. L' euro si indebolisce su tutte le principali valute e scambia a 106,76 yen (107,68 ieri), a 0,8609 sterline (0,8629), a 1,2132 franchi (1,2163). Il dollaro passa di mano a 0,8874 franchi (0,8814) e a 1,5896 per una sterlina (1,5991). Mau (RADIOCOR) 03-11-11 09:01:46 (0069) 5 NNNN.

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Cambi: euro in forte calo sotto quota 1,37 dollari, pesa crisi Grecia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 03-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 nov - Euro in forte calo in avvio a causa della perdurante incertezza sulla situazione greca. La moneta unica che ieri era rimbalzata sopra gli 1,38 dollari in attesa della riunione della Fed, si attesta ora a 1,3681 (1,3809 la chiusura di ieri). Il rapporto del dollaro sullo yen e' sostanzialmente stabile a 78,05 (78,01). Mau (RADIOCOR) 03-11-11 08:53:36 (0065)TV,news,sms 5 NNNN.

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Se l' Italia adottasse il biglietto verde aumenterebbe le esportazioni, pagherebbe meno interessi (mutui compresi) e potrebbe aiutare agricoltura e turismo (sezione: Euro-Dollaro)

 

di GIULIANO ZULIN.

 

"Libero" del 03-11-2011

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

QQQ Perché dobbiamo svenarci per dare retta ad Angela Merkel o Nicolas Sarkozy? Perché dobbiamo sopportare di essere presi in giro da chi è incapace a governare casa sua? Perché non sfiduciamo tutti questi capetti europei e ci togliamo dall' euro? Gli italiani non hanno mai amato tanto la divisa unica: latita sempre la nostalgia della lira. Tutto è raddoppiato, ricordate? Però non possiamo più tornare alla vecchia moneta. E poi, se uscissimo dall' euro-gruppo, dove andiamo con un debito pubblico astronomico? Adesso i tassi d' in teresse sono bassi: all' 1,5%. E per questo paghiamo meno interessi. Prima, con la lira, le casse dello Stato tiravano fuori 70mila miliardi di vecchie lire all' anno. Ora ne spendiamo meno, ma con l' im pennata dei Btp la musica potrebbe cambiare. Già, dove andiamo con quel debito che vale 120 volte il nostro misero Pil? Beh, potremmo adottare come moneta il dollaro. E tornare a far parte della grande famiglia americana, come ai tempi della Guerra Fredda. Cosa cambia? Primoeffetto: lanuova lira si svaluta del 37%, visto che per un euro servono 1,3744 dollari. Secondo effetto: i tassi d' inte resse si adeguano a quelli americani. Con alcuni ritocchi. Positivi. Diciamo che dall' 1,5% arrivano allo 0-0,25%. Tradotto in termini reali cosa significa? Per quanto riguarda la svalutazione diciamo che per l' Italia sarebbe la manna dal cielo. Come minimo le esportazioni aumenterebbero del 37%, appunto, dopo già il +28% registrato dal Belpaese (record mondiale) nel secondo trimestre di quest' anno. Ripartirebbe la locomotiva del Nord, ci sarebbeun boomdelMade inItaly soprattutto negli Usa. Da sempre ci amano, figuriamoci con il dollaro. Evvai con il prosecco, i vestiti, le scarpe. Faremmo concorrenza anche all' Est Europa, grazie alla nostra moneta "debole". Verrebbe punito chi delocalizza: adesso con l' euro forte gli imprenditori che comprano la merce in Cina, ci guadagnano, oltre che sulla manodopera, anche sul cambio favorevole, visto che lo yuan è legato al dollaro. Il biglietto verde sarebbe inoltre un toccasana per il turismo. Quale cittadino europeo non sogna di fare una vacanza in Italia? Se poi costa il 37% in meno, nessuno ci rinuncerebbe. Saremmo invasi anchedaamericani ecinesi.Ilfatturato del turismo toccherebbe vette record. No euro, no Patto di Stabilità. ChivieteràpoiaBerlusconi dipraticare aiuti di Stato? C' è da salvare un' impresa? Pronti i soldi. E poi la salviamo come diciamo noi, senza Commissari che ci vietano tutto. Anche l' agricoltura uscirebbe dallacrisi. Nientetagliaicontributi su tabacco e zucchero. Li teniamo, anzi li aumentiamo. Grazie ai dazi. Potremo infattialzare le barriere doganali verso i prodotti che ci fanno concorrenza sleale, come fa da sempre l' America. Anche sul fronte mutui ci sarebbero buone notizie. Con la nuova moneta gli interessi scenderebbero sotto l' un per cento. Chi deve restituire i soldi prestati dalla banca dovrà fare meno salti mortali per arrivare a fine mese. E poi con l' economia in ripresa, grazie alla divisa statunitense, aumenterebbero gli stipendi e, di conseguenza, il potere d' acqui sto. Purtroppo c' è il fattore "p". P come petrolio. Col paracadute euro la benzina costa "meno". Il dollaro farebbevolareilprezzo del 37%. C' è da dire comunque che, senza più vincolida Bruxelles, potremmo tagliare le accise. Certo, tutta questa operazione non si può fare dalla sera alla mattina: 1) bisognerebbe capire se gli Usa ci vogliono. ConObama il debito a stelle e striscie si avvicina ai 14mila miliardi di dollari, dunque sobbarcarsi anche quello italiano non sarebbe una passeggiata. Va però detto che le aziende americane hanno 2mila miliardi di dollari in cassa, nell' attesa che la tempesta passi. È questione di sfiducia, perché la Ue - hanno detto ieri dalla Casa Bianca - non fa «fronte comune». Dunque, se si rompesse il circolo vizioso passerebbe l' uragano e il maxi debito farebbe meno paura. 2) L' Italia è un bel bocconcino: con la deriva fondamentalista nel Nordafrica e l' as senza di governo europeo gli Usa potrebbero tornare ad avere una super base nel Mediterraneo. E allora, go Italy. QQQ Un singolare intreccio di rigidità e di flessibilità ha condizionato in modo profondo l' evoluzione del mercato del lavoro negli ultimi quattro decenni. Il corpo di regole che disciplinavano il mercato all' inizio degli anni '70 si fondava in larga misura su una visione del rapporto di lavoro come sede di esclusivi conflitti di interesse. Questa visione non è stata mai posta in discussione e il corpo di regole si è modificato nel tempo per eccezioni, flessibilità compensative, correzioni a margine come si sono spesso definite. Le distorsioni create da una tale processo sono tante e pesanti: iper-protezione da un lato e sotto-tutela dall' altro ne sono il risultato principale. La patologica segmentazione del mercato e l' ini qua distribuzione di tutele che ne sono derivate, colpiscono in particolare i giovani. Di fronte a questi esiti, la politica si è a lungo attestata su una posizione di stallo. Le distorsioni sono oggi aperte sul terreno della policy e, con esse, rimane aperto nel nostro paese il problema della tutela del lavoro. Gli aspetti paradossali di tutto ciò sono notevoli. È paradossale che in un paese in cui i sindacati hanno una forza enorme il problema della tutela del lavoro sia così acuto. Altrettanto paradossale è che la visione conflittuale del rapporto lavoro-impresa, che ha guidato la normativa del mercatodel lavoro, abbia invece condotto a segmentarlo in modo iniquo, e a danno soprattutto dei giovani. Di fatto, il dibattito sulle forme più efficaci di tutela del lavoro è stato in Italia a poche voci e non ha quasi sfiorato il confronto politico nell' ultimo decennio. La tutela, tanto semplice quanto forte, del lavoratore nel posto di lavoro, che la legislazione degli anni '70 approntava, non è mai stata posta in discussione. Né lo è stata la visione del rapporto di lavoro come sede di conflitti di interesse chequella legislazione assecondava. Le aree del conflitto e le aree degli obiettivi comuni nel rapporto di lavoro non sono state oggetto di un dibattito politicoche favorissel' identi ficazione di un quadro unitario di tutele e, soprattutto, l' ispira zionedi unprincipio diefficienza del mercato cui le norme potessero dare applicazione. L' as senza di un tale principio generale, su cui fondare il raggiungimento di un corpo coeso e coerente di regole, è il problema cruciale del nostro mercato del lavoro. E puntare a tutelare il lavoro attraverso la tutela dell' effi cienza del mercato dovrebbe ormai essere obiettivo prioritario. Gli autorevolissimi suggerimenti di questi mesi e gli impegni che il governo ha preso nei confronti della UE portano in.

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Le dichiarazioni della Fed sostengono il dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Dopo aver avviato la sessione in ripresa sul dollaro, l' euro ha perso i guadagni realizzati dopo la conferenza stampa della Federal Reserve. Gli acquisti sul biglietto verde sono tornati dopo l' accento messo dalla Fed sui rischi per la tenuta dell' economia globale. La situazione è peggiorata rispetto a giugno, ha spiegato la Banca centrale americana, ma non a sufficienza da richiedere un nuovo intervento di sostegno. In apertura il dollaro era stato indebolito proprio dalle voci di un possibile terzo round di quantitative easing, che invece non ci sarà. L' euro, che aveva toccato un massimo di giornata a quota 1,3829 dollari, ha poi perso terreno tornando sotto quota 1,38, ma sempre in territorio positivo rispetto a martedì. Sulla moneta unica, che ha guadagnato rispetto a 13 delle principali 16 valute internazionali, ovviamente pesa la situazione greca.

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L' euro recupera sul dollaro Occhi puntati sulla Grecia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011

Primo piano

Pagina: 17

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Dopo tre sedute di ribasso la moneta a quota 1,376.
Sottotitolo: BANCO DI PROVA - Per la tenuta della valuta la prima prova sarà il voto di fiducia chiesto dal Governo di Atene e in agenda per domani.

MILANO L' euro prova a rialzare la testa contro il dollaro. Dopo tre sedute al ribasso, ieri la valuta unica europea ha ripreso mezzo punto percentuale sul biglietto verde, a 1,376 dollari, dopo aver toccato quota 1,382 nel corso della giornata. Gli investitori hanno risposto alla recente frenata della divisa europea con discreti acquisti che hanno trovato un allentamento solo nella decisione da parte della Fed di non avviare una nuova fase del quantitative easing negli Stati Uniti. «Questo rialzo dell' euro è solo una modesta ripresa, nell' attesa che si registrino nuove flessioni», afferma Ron Simpson, direttore della ricerca valutaria di Action Economics. L' euro ha guadagnato nonostante siano arrivate notizie poco confortanti dai deboli dati sul Pmi manifatturiero dell' Eurozona: numeri che, sebbene attesi, hanno sostanzialmente confermato che il clima di fiducia nell' Eurozona si sta progressivamente sgretolando anche sulla scia dei crescenti problemi del debito periferico del Vecchio Continente. Il vero banco di prova per la moneta unica europea è dunque rappresentato dall' Europa e dalle sue difficoltà. Tra gli imputati c' è anzitutto la Grecia, il cui referendum annunciato dal premier George Papandreou potrebbe spingere il Paese in un default incontrollato. Gli occhi, nel breve termine, sono concentrati sul voto di fiducia del Governo greco fissato per domani. Qualora Papandreou perdesse la sfida, ad Atene sarebbero indette nuove elezioni politiche e molto probabilmente non ci sarebbe spazio per l' avvio di alcun referendum. Difficile dire quale sarebbe la risposta politica di un nuovo governo al piano di austerity già concordato con la Troika formata da Bce, Fmi e Ue ma è certo che qualsiasi risultato alternativo alla sfiducia verso l' attuale governo in carica e la conferma del voto referendario (che dovrebbe tenersi all' inizio di dicembre) spargerebbero sui mercati valutari nuova incertezza e aumenterebbero le possibilità di un default incontrollato. Un' ipotesi, questa, che avrebbe conseguenze imprevedibili sul futuro della moneta unica e dell' Eurozona. Il rischio di contagio, in quel caso, potrebbe infatti diffondersi rapidamente anche al debito italiano, da tempo sempre più in tensione, e quello spagnolo. È dunque a questo scenario estremo che hanno guardato i mercati valutari nelle sedute iniziali della settimana. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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