La fine di
Berlusconi giustifica la morte della stampa libera?
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"Liberazione" del 10-11-2011 |
VUOTA |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Fabio Sebastiani La sinistra sembra in ritardo nel dibattito
sulla crisi. Sì, soprattutto se letto alla luce di alcuni spunti di analisi che
come analisti marxisti sottolineammo alcuni anni fa quando parlammo di crisi
sistemica. Adesso abbiamo la prova che la crisi non è congiunturale. Le crisi
strutturali come quella del 1929
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"TrendOnline" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Seduta molto movimentata per il
cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza
degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica in Italia.
Abstract: Seduta molto
movimentata per il cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della
forte incertezza degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica
in Italia. L' ottimismo degli investitori legato alle indiscrezioni su un prossimo
governo tecnico guidato da Mario Monti e' stato frenato dalle dichiarazioni del
segretario del
Euro:
Chiude In Leggero Rialzo Sotto Quota 1,36 Dollari
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"Wall Street Italia" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
Chiusura in leggero rialzo per l' euro sul dollaro sotto quota 1,36 dollari. La
moneta unica, dopo aver toccato i massimi di seduta a 1,3652 euro, ripiega in
chiusura posizionandosi a 1,3585 dollari. In leggero rialzo anche il cambio
euro/yen a 105,35. Stabile il dollaro sulla valuta giapponese a 77,56 yen .
Cambi:
Tassi Di Riferimento Odierni Dell' euro
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"Wall Street Italia" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 10 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell'
euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le
quotazioni sono determinate in unita' di valuta
estera contro 1 euro (valuta base). Valute 10/11/11 Dollaro USA 1,3616 Yen
105,66 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,496 Corona
danese 7,4420 Lira sterlina
Viacom:
trimestrale superiore alle attese, piano buy back
alzato a 10 mld dollari
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"Borse" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oggi, 13:55
Trimestrale oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa
proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il
quarto trimestre dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41%
rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi
sono saliti del 22% a 4,05 miliardi
Viacom:
trimestrale superiore alle attese, piano buy back
alzato a 10 mld dollari
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"Finanzaonline" del 10-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"ilnuovo.it" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Trimestrale
oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa
proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il
quarto trimestre dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41%
rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi
sono saliti del 22% a 4,05 miliardi di dollari.
L' euro ci
regala una piccola discesa
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"TrendOnline" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Nelle scorse giornate abbiamo
visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po'
contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco,
risultano essere abominevoli considerando i fondamentali).
Abstract: Finalmente
l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente
europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si
manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i
livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli
considerando i fondamentali), dollaro
Fxcm: l' euro
ci regala una piccola discesa
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"milanofinanza.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Finalmente
l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente
europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si
manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i
livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli
considerando i fondamentali), dollaro
L' Euro ci
regala una piccola discesa
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di FXCM MercatoForex. |
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"Bluerating" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finalmente l' euro ha reagito
alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo.
Abstract: Finalmente
l' euro ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente
europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si
manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i
livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli
considerando i fondamentali), dollaro
Cambi: euro
scende ancora, sotto gli 1,35 dollari
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"unita.it" del 10-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Wall Street Italia" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta unica, nei primi scambi sui
mercati valutari del Vecchio Continente scende sotto gli 1,35 dollari, passando
di mano a 1,3497, in netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633
dollari. Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro scambiato
a 104,92 yen, contro la Bce
Euro
dollaro sotto supporto rilevante
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"TrendOnline" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro e' sceso
al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre
passante in area 1,3750 violando al contempo la base della fase laterale
disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre.
Abstract: Il cambio
euro dollaro e' sceso al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi
di inizio ottobre passante in area 1,3750 violando al contempo la base della
fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre. Il rischio di
accelerazioni ribassiste verso area 1,3150 almeno e' elevato. Solo oltre 1,3750
segnali credibili di
Cambi: euro
scende sotto 1,35 dlr
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"corrieredellosport.it" del 10-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Borsa Italiana" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Scambiato in ribasso a 104,92
yen.
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta unica, nei primi scambi sui
mercati valutari del Vecchio Continente scende sotto gli 1,35 dollari, passando
di mano a 1,3497, in netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633
dollari. Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro scambiato
a 104,92 yen, contro la Bce
Cambi, l'
euro frena ancora sul dollaro
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"TeleBorsa" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Euro in
ulteriore ribasso nei confronti del biglietto verde con il cross eur/usd che scivola ai minimi da
un mese a 1,35 dollari. Sulla moneta unica pesa ancora la situazione debitoria
della zona euro con l' incertezza politica che regna in Italia e Grecia. L'
agenda macroeconomica di oggi prevede la diffusione dei numeri sulla produzione
Cambi:
Analisi Tecnica EUR/USD
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"TeleBorsa" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: In difficoltà ieri il cambio per l' Euro nei confronti del
Dollaro Usa, con il cable eur/usd che chiude in ribasso a 1,3544. Previsto per oggi un
ampliamento della performance in senso ribassista, con supporto visto a 1,3424
e successivo 1,3303. Resistenza a 1,3762. Le indicazioni non costituiscono
invito al trading. A cura dell' Ufficio
Il rialzo
dei rendimenti italiani costa il 2% all' euro
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"Il Sole 24 Ore" del 10-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
scivola ai minimi da un mese contro il dollaro, indebolito dalla situazione
politica italiana, con i rendimenti sui titoli di Stato schizzati a livelli da
record da quanto il Paese fa parte dell' Eurozona. I tassi sui titoli a due
anni hanno superato quelli sui titoli a 10. Superata anche la soglia del 7% che
spinse Grecia, Irlanda e
Cinzia Peluso Prima gli strascichi della guerra in Libia.
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"Il Mattino" del 10-11-2011 |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Cinzia Peluso Prima gli strascichi della guerra in Libia. Poi l'
aumento dell' Iva, a settembre, a cui è seguito nei giorni scorsi un altro
ritocco delle accise, il quarto in soli sette mesi, per finanziare gli
interventi nelle aree alluvionate. Spinte molteplici per un' ascesa senza sosta
del prezzo della benzina. Ieri l' ultima stangata,
Polo Ralph Lauren vola ricavi a +28% nei sei mesi
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"MF (Fashion)" del 10-11-2011 |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il gruppo guidato dal designer
americano archivia il primo semestre a 2,5 miliardi di euro grazie alla
performance del canale retail che registra una
crescita del 34%. Alessia Lucchese.
Abstract: Polo Ralph Lauren continua la sua corsa con un semestre in forte
crescita e punta a replicare la performance nei prossimi sei mesi. Il gruppo ha
chiuso il secondo trimestre con ricavi per 1,9 miliardi di dollari (pari a 1,4
miliardi di euro), in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno. Su base semestrale, il fatturato si
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"Giornale di Brescia" del 10-11-2011 |
PRIMO PIANO |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: CAMBI L'
Euro chiude a quota 1,36 dollari nChiusura in forte
ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi del
debito italiano. La moneta unica risenta anche dell' incertezza politica che si
registra sia in Italia, sia in Grecia. In chiusura l' euro vale 1,3596 dollari
(1,3781 l' altro ieri), 105,71 yen (107,19),
Solo l' Eurotower può salvare l' Italia evitando un crac
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di STEFANO LEPRI. |
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"La Stampa" del 10-11-2011 |
Economia |
Pagina: 14-15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: LA CRISI LE REAZIONI NEL MONDO.
Sottotitolo: Gli economisti: avanti con gli
acquisti di titoli di Stato.
Abstract: Francoforte:
la sede della Banca centrale europea Chi può salvare l' Italia? La crisi di
panico che ha attanagliato ieri i mercati cresce appunto dall' impressione che
non ci sia nessuno in grado di farlo. Essere l' ottava economia del mondo e la
terza dell' area euro ha anche i suoi svantaggi. Già da giorni si ripeteva che
l' Efsf,
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"iltempo.com" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 05:30
Il neo-acquisto è a Roma.
Sottotitolo: Un' ora a Trigoria,
dalle 17.30 alle 18.30, per formalizzare ciò che a breve sarà ufficiale: Nico
Lopez è della Roma.
Abstract: Con- tratto
quinquennale con ingaggio che partirà da 200mila euro, operazione complessiva
da due milioni di dollari. L' uruguaiano ha aspettato la chiamata dal Fulvio Bernardini, dove già dal mattino c' erano i due procuratori
Pablo e Oscar Betancourt, in un hotel sulla Pontina.
Ancora in via di defini- zione
i dettagli, come la
Cambi: euro
chiude sotto quota 1,36 dollari, pesa crisi Italia
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"Fastweb" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 09 nov
- Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore
aggravarsi della crisi del debito italiano con i rendimenti sui decennali che
sono schizzati oggi sopra quota 7,20%. La moneta unica risenta anche dell'
incertezza politica che si registra sia in Italia, con le dimissioni per ora
EUR/USD: l'
euro continua a perdere terreno
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"TrendOnline" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: L' euro ha continuato a perdere
contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo pomeriggio.
Abstract: L' euro ha
continuato a perdere contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo
pomeriggio, dopo che la fiducia degli investitori in Italia, già fragile per la
situazione del debito, ha subito un duro colpo quando LCH Clearnet
ha incrementato il margine richiesto per le obbligazioni italiane. La mossa ha
visto i rendimenti dei
Euro:
Chiude In Forte Calo Sotto 1,36 Dollari
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"Wall Street Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
Il forte rialzo dei rendimenti dei titoli di stato italiani e l' incerta
situazione politica a Roma tengono i mercati in tensione e spingono l' euro in
forte ribasso. La moneta comune chiude a 1,3586 dollari e 105,57 yen, non
lontana dai minimi di seduta. Dollaro in lieve recupero sullo yen a 77,71 .
Cambi: euro
a quota 1,3566, tocca minimi da un mese a questa parte
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"TeleBorsa" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: La moneta
unica scivola sotto la soglia degli 1,361 dollaro, toccando dei minini intraday a 1,3554. La
moneta unica che ora scambia sul biglietto verde a 1,3558 non raggiungeva
questi livelli da ottobre 2011. La moneta di Eurolandia sconta la preoccupazione
per la situazione politica che si è venuta a creare
in Italia e per la paura
Cambi: euro
sotto 1,36 per la prima volta da un mese
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"Fastweb" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 09 nov
- L' euro e' sceso sotto la soglia di 1,36 dollari per la prima volta nell'
ultimo mese poco dopo la meta' seduta, appesantito
dalla preoccupazione per un contagio della crisi del debito sovrano all' Italia
e nonostante l' annuncio delle dimissioni a breve del presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi.
Cambi: Euro
Scivola Sotto Quota 1,36 Dollari
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"Wall Street Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 9 nov - L' euro europea scivola sotto quota
1,36 nei confronti del biglietto verde, per la prima volta da un mese, sulla
scia delle inquietudini per un contagio della crisi del debito verso l' Italia.
La moneta unica europea e' scesa a 1,3581 dollari, nuovo minimo dall' 11
ottobre scorso, prima di riguadagnare terreno appena sopra
Crisi/ Euro
cala fin sotto 1,36 dollari con allarme Italia
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"Wall Street Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Roma, 9 nov.
(TMNews) - L' euro è arrivato a calare fin sotto
quota 1,36 dollari, per la prima volta da un mese a questa parte mentre da
stamattina l' allarme sull' Italia, colpita da un rafforzamento delle vendite
sui suoi titoli di Stato, ha riacceso l' alta tensione sulla crisi debitoria
nell' area euro. Successivamente l' euro modera in
Gli
investitori si rifugiano in dollari e yen, euro sotto 1,36 $
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"milanofinanza.it" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: "Siamo
in un momento potenzialmente catastrofico per la crisi dell' Eurozona" con
dollaro e yen che si rafforzano ampiamente rispetto alla moneta unica. Con il
crollo della fiducia sui titoli di Stato italiani il cambio euro/yen per gli
esperti di Bank of Tokyo Mitsubishi-UFJ può arrivare sotto quota 100. Il cross è ora
a 105,64.
Bce:
assegnati fondi in dollari per 895 milioni
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"Finanzaonline" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Nel corso
dell´operazione di finanziamento pronti contro termine a tre mesi in valuta
Usa, stamattina la Banca centrale europea ha assegnato 395 milioni di dollari a
4 banche europee. L´operazione si svolta al tasso fisso dell' 1,090% ad un
cambio euro-dollaro di 1,3792. Nell´asta settimanale sono invece stati
assegnati 500
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"IndyMedia Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: ERA UNA
TRAPPOLA DALL' INIZIO DI GZ cobraf.com Ora senti da
tutte le parti che mancano 300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a
galla l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000 miliardi o forse
2.000 miliardi di euro (nessuno sa bene quanti) per tenere su Grecia,
Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se queste franano poi tutti
Bce colloca
395 mln dlr in p/t 3 mesi
in valuta Usa
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"Reuters" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: FRANCOFORTE,
9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane
395 milioni di dollari di fondi nella seconda delle tre operazioni di
finanziamento trimestrali in valuta Usa annunciate lo scorso 15 settembre . Le
richieste di fondi sono giunte da 4 banche Il p/t, a 84 giorni, è a rubinetto e
al tasso fisso dell' 1,090%; il regolamento cade
Bce colloca
500 mln dlr in p/t 7 gg in valuta in scadenza 505 mln
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"Reuters" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: FRANCOFORTE,
9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane
500 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta
Usa . Le richieste sono pervenute da una sola banca, per un ammontare molto
simile ai 505 milioni di dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa,
richiesti a loro volta da due banche. L'
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"Come Don Chisciotte" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: DI GZ cobraf.com Ora senti da
tutte le parti che mancano 300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a
galla l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000 miliardi o forse
2.000 miliardi di euro (nessuno sa bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo,
Irlanda, Italia e Spagna e se queste franano poi tutti in Europa vanno giù e se
Wall Street/
Vira in positivo su prossime dimissioni Berlusconi
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di TM News. |
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"prealpina.it" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Petrolio in rialzo, titoli di
stato riducono guadagni.
Abstract: Per quanto
riguarda le valute, l' euro cresce nei confronti della moneta americana, a
1,3829 dollari. In crescita anche la valutazione del petrolio Wti. Il greggio con scadenza a dicembre viene infatti
scambiato a 96,52 dollari al barile, in rialzo di un dollaro rispetto alla
chiusura di ieri. Mentre, com' era prevedibile, i titoli di stato
Wall Street/
Vira in positivo su prossime dimissioni Berlusconi
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"Wall Street Italia" del 08-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"TMNews" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: New York, 8
nov. (TMNews) - Su notizie delle prossime dimissioni
del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Wall
Street vira in positivo. Dopo una giornata caratterizzata dalla cauta attesa
degli investitori per le notizie provenienti dall' Italia, i listini newyorkesi
sono adesso in territorio positivo. In particolare, il Dow
Jones guadagna
Positiva la
chiusura dei listini europei
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"TrendOnline" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata
a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen.
Abstract: Le
principali Borse del Vecchio Continente chiudono col segno più. Chiusura in
lieve rialzo per l' euro rispetto alla quotazione di ieri. La moneta unica
viene scambiata a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19
yen. Il cambio yen/dollaro è a 77,75. Il Cac di
Parigi ha terminato la seduta con un guadagno dell' 1,28%
Forex, euro
resta sostenuto, franco teme interventi Snb
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"Reuters" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: TOKYO (Reuters) - Sul mercato forex
restano i timori di interventi da parte delle autorità svizzere per frenare la
forza della loro valuta, mentre l' euro resta sostenuto sopra quota 1,3750
contro il dollaro. Il mercato guarda con preoccupazione all' evolversi della
situazione in Italia mentre i rendimenti dei titoli di stato italiano ieri
La crisi
politica italiana pesa anche sull' euro
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"Il Sole 24 Ore" del 08-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Le
contorsioni della maggioranza in Italia si ripercuotono anche sull' euro, che
ha perso terreno nei confronti sia del dollaro che dello yen. Il voto di
fiducia che aspetta il primo ministro Silvio Berlusconi, insomma, è sotto i
riflettori di tutti i mercati. Del resto, il debito pubblico italiano, pari a
1.900 miliardi di euro, supera
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"La Sicilia" del 08-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
recupera e si riporta sopra 1,37 dollari in una giornata animata dalle ultime
evoluzioni politiche in Grecia e in Italia. La moneta comune, che aveva toccato
un minimo di seduta a 1,3679, passa di mano per 1,3765 dollari e 107,44 yen,
sopra i livelli dell' apertura. Lo yen si rafforza sul dollaro a 78,02 . La Bce
aveva indicato il cross
AUD/USD: il
dollaro australiano in calo
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"TrendOnline" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il dollaro australiano è sceso
rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona euro resi noti questa
mattina e che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona
della moneta unica.
Abstract: Il dollaro
australiano è sceso rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona
euro resi noti questa mattina e che hanno indicato una costante contrazione
dell' economia nella zona della moneta unica. Tuttavia, il trend rialzista di
ottobre rimane intatto, sulla base anche dei commenti del vice presidente della
Fed, Yellen, il
L' euro
mantiene i guadagni segnati
|
di Redazione Soldionline. |
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"Soldi Online" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Articolo a
cura di FXCM.it Questa mattina siamo arrivati in
ufficio prima del solito e ci abbiamo messo più di un' ora per cominciare a
scrivere questa newsletter. Durante il tempo che ha preceduto queste righe ci
siamo chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale sia il motivo che
mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il
Fxcm: l' euro
mantiene in guadagni segnati
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"milanofinanza.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Questa
mattina siamo arrivati in ufficio prima del solito e ci abbiamo messo più di
un' ora per cominciare a scrivere questa newsletter. Durante il tempo che ha
preceduto queste righe ci siamo chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale
sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il dollaro
americano. Più
Cambi, euro
in calo su dollaro e yen
|
di Di Francesca Gerosa. |
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"milanofinanza.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro apre
in calo a 1,3722 dollari e 107,20 yen. Le speranze dei mercati nel governo di
coalizione che dovrebbe essere eletto in Grecia sembrano affievolirsi. Dopo l'
intesa raggiunta ieri tra il premier uscente, il socialista George Papandreou, e il leader dell' opposizione, il conservatore Antonis Samaras, per la
formazione di un Governo di
Obbligazioni
Tripla A. E in più valute forti
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"Corriere Economia" del 07-11-2011 |
Pagina: 25 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Scenari La Germania è troppo cara,
la Svizzera ha bloccato il cambio: le idee per investire fuori dall' euro.
Sottotitolo: Dal dollaro australiano a quello
canadese, dalla corona norvegese a quella svedese: ecco i bond con il massimo
voto di affidabilità e con l' opportunità di guadagnare sul cambio DI MARCO SABELLA.
Abstract: Basterà l'
ombrello del Bund tedesco per fronteggiare la
grandinata che si è abbattuta sulle obbligazioni governative in euro? È l'
interrogativo che si pongono con sempre maggior frequenza i risparmiatori che
hanno diversificato nelle emissioni del governo di Berlino. Sicure, ma molto
volatili, soprattutto per effetto dell'
Piazza
Affari Il rialzo è appeso al dollaro
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"Corriere Economia" del 07-11-2011 |
Pagina: 26 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Grafici Gli analisti vedono una
lunga fase laterale: ad oggi difficile ipotizzare l' arrivo di nuovi minimi o
di rally di fine anno.
Sottotitolo: Il cambio è il nuovo termometro
dei listini: se prevale la fiducia sale Wall Street,
la valuta Usa e tutte le Borse DI FABRIZIO BARINI.
Abstract: I l mercato?
Lo fa il cambio delle valute. Le Borse si muovono con grande nervosismo, ma non
mancano alcuni punti fermi a cominciare dal cambio euro/dollaro che si è
conquistato il ruolo di vero termometro dei mercati. La prudenza premia il
biglietto verde, mentre il rischio premia la moneta del vecchio continente. E
mentre queste due forze
Azimut, le caretteristiche del fondo AZ Fund
Renminbi Opportunities
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di Edoardo Fagnani. |
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"Soldi Online" del 06-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Azimut ha
dettagliato le caratteristiche di AZ Fund Renminbi Opportunities, il primo fondo UCITS III in Europa che
consente di puntare sulla valuta cinese. Inoltre, il prodotto è il primo dall'
insediamento del gruppo a Hong Kong e Shanghai, ed è rivolto in primo luogo a
imprenditori europei con rapporti commerciali e industriali con
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"Avvenire" del 05-11-2011 |
ECONOMIA |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' EURO La
moneta in balia del voto greco L' euro continua a mantenersi sui livelli visti
negli ultimi giorni senza particolari oscillazioni. Ieri ha chiuso sui mercati
europei intorno agli 1,374 dollari. Sulla valuta europea continuano a pesare le
incertezze relative alla crisi debitoria della Grecia, che ne hanno frenato i
movimenti al rialzo.
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di di Alberto Terzi. |
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"Milano Finanza" del 05-11-2011 |
Pagina: 46 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica si comporta in
maniera nervosa dopo il taglio dei tassi operato dalla Banca centrale europea.
Abstract: Settimana
ancora caratterizzata da un' elevata incertezza per il mercato valutario, dove
in chiusura d' ottava la parità euro/dollaro è scambiata attorno 1,372. Il
focus della settimana era puntato sulla prima conferenza stampa di Mario Draghi
al timone della Banca Centrale europea e l' italiano non ha affatto deluso le
aspettative,
L' euro
chiude in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen
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"La Sicilia" del 05-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
chiude in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen. Dollaro/yen a 78,14. L' avvio era
avvenuto in lieve rialzo sia nei confronti del dollaro che dello yen, dopo i
primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica, infatti, veniva
scambiata a quota 1,3822 nei confronti del biglietto verde americano, contro la
valutazione di 1,3816 fatta
La Parabola
della Moneta Unica
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 05-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Sono i Paesi virtuosi (Germania
in testa) ha volere la sopravvivenza dell' euro rispetto al ritorno alle valute
nazionali. Ma è sempre più necessario che la Bce diventi una vera banca
centrale e il governo Ue decida in termini di politica fiscale.
Abstract: Dal 1°
gennaio 1999 l' euro è la moneta unica per circa 300 milioni di cittadini
europei (anche se il corso legale è intervenuto tre anni più tardi) e accomuna
sotto un' unica politica monetaria 17 nazioni con caratteristiche estremamente
diverse tra di loro - per lingua, abitudini, struttura sociale, economica e
fiscale.
Reazione di
breve per l' euro/dollaro
|
di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 05-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 40 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Dopo il taglio della Bce la
moneta unica recupera, ma subito si riallinea al trend di medio periodo.
Abstract: La settimana
è stata caratterizzata dal prolungarsi delle vicende sul debito sovrano greco
con crisi di panico sui mercati finanziari che hanno toccato anche i debiti di
Italia e Spagna. Protagoniste della scena sono state le banche centrali. Nella
notte tra domenica 30 ottobre e lunedì 31 la Banca centrale giapponese è
EUR/USD: l'
euro perde i guadagni
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"TrendOnline" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: L' euro perde i guadagni di
questa mattina contro il dollaro USA.
Abstract: L' euro
perde i guadagni di questa mattina contro il dollaro USA dopo che il
cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto ai
giornalisti che i leader del G20 a Cannes non sono riusciti a mettersi d'
accordo su come disporre delle risorse del FMI e il Primo Ministro italiano
Silvio Berlusconi ha rifiutato di accettare i fondi del FMI. Un clima di
Analisi
tecnica, uno sguardo all' euro/dollaro
|
di Mauro Introzzi. |
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"Soldi Online" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: A cura di
Unicredit Dal minimo di inizio ottobre a 1,3144 il cross Eur/Usd ha mostrato un movimento rialzista che ha condotto i
corsi fino a superare la soglia di 1,40 salvo poi stornare nuovamente per
posizionarsi sugli attuali livelli poco oltre 1,38 . In caso di nuova forza
della moneta unica vs il Dollaro fissiamo il primo target a 1,42 mentre
BCE: fixing dollaro, yen e sterlina
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"TrendOnline" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di
riferimento per la giornata del 4 novembre 2011.
Abstract: La Bce
comunica i cambi di riferimento per la giornata del 4 novembre 2011. Euro
contro dollaro chiude a 1,3773, invariato rispetto all' ultima rilevazione di
ieri. In aumento il cambio euro/yen che chiude a 107,55 da 107,33. Segno più
infine anche per il cambio euro/sterlina che si porta a 0,86125 rispetto a una
precedente rilevazione a
Euro-dollaro:
solido supporto grafico a quota 1,3660
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"milanofinanza.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Complimenti
Presidente. Così avremmo voluto esprimere il nostro parere circa la mossa da
parte della BCE, che ieri ha tagliato il costo del denaro da 1.50% a 1.25%.
Inutile dire, dato le innumerevoli volte che abbiamo richiesto una mossa del
genere quanto siamo d' accordo con il taglio, soprattutto perché, dal punto di
vista dei
Euro
dollaro, forte resistenza a 1,3850
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"TrendOnline" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha
disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday
con base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850.
Abstract: Il cambio
euro dollaro ha disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday con base in area 1,3650 e limite superiore a
1,3850. La rottura al rialzo di questa fascia invierebbe un segnale di forza di
euro capace di accompagnare le quotazioni fino in area 1,4050. Prima resistenza
a 1,39. Oltre 1,4050/4100 probabile poi il recupero dei
Cambi, euro
ingessato sul dollaro in attesa dati lavoro USA
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"TeleBorsa" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro apre
la giornata all' insegna della stabilità contro il
dollaro, dopo la sessione intensa e volatile della vigilia. Il cross
euro/dollaro si attesta infatti a 1,38 USD (-0,09%), attorno ai livelli di
chiusura di ieri sera. Il mercato dei cambi, più in
generale, è fermo, in attesa dei dati chiave sull'
Cambi: euro
in lieve progresso a 1,3822 dollari
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"unita.it" del 04-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Wall Street Italia" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati valutari
europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli 1,3816
dollari fatti segnare ieri sera dopo la chiusura di Wall
Street. Lieve rialzo anche sullo yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri
sera.(ANSA).
Cambi: euro
sale a 1,3822 dollari
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"Msn" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Sale leggermente a 107,93 yen.
Abstract: ANSA (ANSA)
- ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati
valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli
1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo la chiusura di Wall
Street. Lieve rialzo anche sullo yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri
sera. Tweet.
L' euro
chiude stabile dopo la mossa della Bce
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla
Bce guidata da Mario Draghi. Mentre sembra si allontani il referendum sul piano
di salvataggio di Atene. La moneta unica si è indebolita dopo il taglio,
inatteso almeno nei tempi, deciso dall' Eurotower, a
causa delle previsioni più negative della
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Special drawing
rights I Diritti speciali di prelievo - in inglese, Special Drawing Rights, Sdr - sono l' unità di
conto utilizzata dal Fondo monetario per le riserve e i pagamenti
internazionali. Non rappresentano quindi alcuna moneta ma servono come misura
del valore delle transazioni tra Paesi (oltre che nelle convenzioni sulla
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"La Sicilia" del 04-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
chiude stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei tassi deciso dalla
Bce e mentre si allontana il referendum greco sul piano di salvataggio di
Atene. La moneta unica termina quindi la giornata a 1,3741 dollari (1,3809
mercoledì, 1,3809 la Bce). Stabili le quotazioni anche sulle altre valute a
1,2141 franchi (1,2163 e
Euro-dollaro:
importante la tenuta del supporto a 1,3615
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"milanofinanza.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Dopo aver
raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato
fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella sezione dedicata
all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica
quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione:
scendere. Già,
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"TrendOnline" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Dopo aver raggiunto i punti di
resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti
di supporto, che hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica
dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere.
Abstract: Dopo aver
raggiunto i punti di resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato
fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella sezione dedicata
all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica
quella che in linea teorica dovrebbe essere la propria naturale evoluzione:
scendere. Già,
Cambi: euro
in forte calo sotto 1,37 dollari, pesa crisi Grecia -2-
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"Fastweb" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 03 nov
- Gli operatori restano molto cauti sulla moneta unica a causa delle nuove
incertezze sulla Grecia dove il referendum sul piano di salvataggio rischia di
creare nuove tensioni sull' eurozona. Dal G20 di Cannes, intanto, e' arrivata
la notizia che e' stata sospesa la sesta tranche di aiuti ad Atene fin
Cambi: euro
in forte calo sotto quota 1,37 dollari, pesa crisi Grecia
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"Fastweb" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 03 nov
- Euro in forte calo in avvio a causa della perdurante incertezza sulla
situazione greca. La moneta unica che ieri era rimbalzata sopra gli 1,38
dollari in attesa della riunione della Fed, si attesta ora a 1,3681 (1,3809 la
chiusura di ieri). Il rapporto del dollaro sullo yen e' sostanzialmente stabile
a
|
di GIULIANO ZULIN. |
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"Libero" del 03-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: QQQ Perché
dobbiamo svenarci per dare retta ad Angela Merkel o
Nicolas Sarkozy? Perché dobbiamo sopportare di essere
presi in giro da chi è incapace a governare casa sua? Perché non sfiduciamo
tutti questi capetti europei e ci togliamo dall' euro? Gli italiani non hanno
mai amato tanto la divisa unica: latita sempre la
Le
dichiarazioni della Fed sostengono il dollaro
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"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Dopo aver
avviato la sessione in ripresa sul dollaro, l' euro ha perso i guadagni
realizzati dopo la conferenza stampa della Federal Reserve. Gli acquisti sul biglietto verde sono tornati dopo
l' accento messo dalla Fed sui rischi per la tenuta dell' economia globale. La
situazione è peggiorata rispetto a giugno, ha spiegato la Banca
L' euro
recupera sul dollaro Occhi puntati sulla Grecia
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"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 17 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Dopo tre sedute di ribasso la
moneta a quota 1,376.
Sottotitolo: BANCO DI
PROVA - Per la tenuta della valuta la prima prova sarà il voto di fiducia
chiesto dal Governo di Atene e in agenda per domani.
Abstract: MILANO L'
euro prova a rialzare la testa contro il dollaro. Dopo tre sedute al ribasso,
ieri la valuta unica europea ha ripreso mezzo punto percentuale sul biglietto
verde, a 1,376 dollari, dopo aver toccato quota 1,382 nel corso della giornata.
Gli investitori hanno risposto alla recente frenata della divisa europea con
discreti acquisti che
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"Liberazione" del 10-11-2011 |
VUOTA |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Fabio Sebastiani
La sinistra sembra in ritardo nel dibattito sulla crisi. Sì, soprattutto se
letto alla luce di alcuni spunti di analisi che come analisti marxisti
sottolineammo alcuni anni fa quando parlammo di crisi sistemica. Adesso abbiamo
la prova che la crisi non è congiunturale. Le crisi strutturali come quella del
1929 mettono in discussione il modello di accumulazione per rilanciare il
sistema con un nuovo modello di accumulazione. Non a caso, allora se ne uscì
con il fordismo, il keynesismo, il sostegno alla
domanda, e la seconda guerra mondiale. Questa crisi è
peggio di quella del 1929, poiché non si va configurando un nuovo processo di
accumulazione e di valorizzazione compatibile con lo sviluppo delle forze
produttive. Sempre in quel filone di ricerca marxista, al quale mi richiamo,
fece risalire l' inizio della crisi sistemica attuale agli anni '70, quando nei
paesi a capitalismo maturo entrò in crisi il modello del consumo di massa e il
fordismo, che non rispondeva più allo sviluppo delle forze produttive che
richiedeva un nuovo modello di accumulazione. Nel 1929 l' economia non era
globalizzata. Oggi con l' effetto domino non si salva più nessuno, poichè c' è appunto un passaggio che si instaura a partire
dal 1971 quando si chiudono gli accordi di Bretton-Woods;
ciò di fatto vuol dire la sopravvivenza sopra le proprie possibilità dei soli
Usa che emettono dollari senza avere il corrispondente
in oro e cominciano a vivere di debito esterno, interno, pubblico e privato. L'
Europa soffre della supremazia della Germania? La
verità è che il capitalismo sta nascondendo la polvere sotto il tappeto. Non è
stato sufficiente delocalizzare ovvero esportare il
fordismo in altre aree del mondo. Il risultato è che aumenta la massa
complessiva del profitto ma diminuisce il saggio di profitto. Da qui nasce la
supremazia della finanza. Oggi il modello che si afferma è quello del paese
esportatore ovvero la Germania. Il marco ha bisogno di crearsi un' area che
sostenga questa impostazione di creditore internazionale. E' su questa ipotesi
che si comincia a costruire l' Europa. L' area dell' euro, competitiva con il dollaro,
serve a sorreggere quel modello economico- produttivo. Leadership non
comparabile a quella degli Usa. La Germania ha una doppia convenienza. Primo,
perché ci possono essere dei "maiali", i "Pigs"
(Portogallo, Italia e Irlanda, Grecia, Spagna) ovvero aree sub-colonizzate, o
di colonizzazione interna, a cui imporre la deindustrializzazione, le
privatizzazioni, con il corollario di smantellamenti e legami più forti con il
mercato internazionale, abbassamento del costo del lavoro, con continue
contrazioni su salario diretto e welfare. Il debito pubblico corrispondente
alla funzione di import e alla cattiva gestione interna viene acquistato dai
paesi con il surplus, ovvero da Germania e Cina. Il passaggio che si sta
attuando ora è che dopo l' Unione economica oggi serve l' Unione politica, cioè
lo Stato sovranazionale dell' Europa dei potentati
guidati dai tedeschi: è il succo della lettera di Trichet
e Draghi a Berlusconi. Questo non è poco. Non è poco se il Fmi impone i suoi
ispettori pur in assenza di un prestito. Nessuno si sta rendendo conto che di
fatto è stata dichiarata una guerra. A fianco a quella
militare dichiarata dalla Francia alla Libia attraverso la quale si cerca di
mettere in discussione la supremazia della Germania, c' è una guerra alle istituzioni degli Stati nazionali come in
Grecia. Lo stesso stanno facendo da noi. Una guerra
anche massmediatica in cui con la parola "debito sovrano", e non più
debito pubblico, si incolpa il singolo cittadino di mettere in forse la
sovranità del suo paese. Quali soluzioni? Il centrosinistra dice "rilancio
della crescita", ma non ci sono i margini. La soluzione non è economica ma
politica, questo sostengo nell' ultimo libro "Il risveglio dei
maiali" , che vuole essere un manifesto politico per il non pagamento del
debito , l' uscita dall' euro, le nazionalizzazioni.
Riprendiamo un percorso di lotte che mettano al centro le rivendicazioni salariali,
il lavoro vero a pieni diritti e pieno salario, la riforma fiscale, la
tassazione incisiva di tutti i capitali; si il riformismo strutturale ma che
dia le gambe, l' accumulazione di forze nuove, spazio al protagonismo dei
soggetti sociali e del sindacalismo conflittuale di classe. Bisogna sedimentare
le forze attraverso percorsi di lotta e di democrazia partecipativa e non
pensare a ricette di vertice. Due fasi, prima la rivendicazione e la lotta, per
cambiare l' agenda dettata dalle cosiddette regole
dell' economia. E poi, la creazione di una piattaforma politica forte per la
costruzione di una nuova area fuori dall' euro, con al
centro un modello solidale come l' area dell' ALBA in America Latina. Ma in
America Latina sono partiti dalla conquista del potere Lì hanno rimesso in
marcia milioni di lavoratori su lotte rivendicative, come la battaglia contro
la privatizzazione dell' acqua, lotte che hanno creato l' humus politico per
portare al potere formazioni di sinistra attraverso le
elezioni. Qui potremmo chiamarla Alleanza libera per l' interscambio
alternativo e solidale (Alias), che adotta una nuova moneta Libera,
cioè libera dai vincoli dell' usura istituzionalizzata imposta dalla BCE.
Questa area si stacca dall' Euro con una moneta che ha il tasso di cambio flessibile misurata su un cambio che rappresenta un paniere misuratore della ricchezza
reale dell' insieme dei paesi partecipanti. In questo modo si svaluta
automaticamente il debito non più misurato in l' euro.
Il vantaggio è anche politico e consiste nel proporsi a livello internazionale
come interlocutore politico ed economico dei paesi tipo l' Africa mediterranea
e poi con i paesi dell' Est. Questa è una proposta che oggi circola nei
movimenti internazionali, proposte vive e patrimonio delle lotte del Pame in Grecia e di tanti movimenti sociali e sindacali di
classe in Europa. In Italia il ripudio del debito , le
nazionalizzazioni sono parte del programma dei movimenti del 15 ottobre 2011.
Per far questo occorre nazionalizzare le banche e i settori strategici. Venerdì
sull' Unità un grande filosofo italiano Luciano Canfora metteva in evidenza
proprio questo deficit di sovranità dell' Unione Europea.
Che ne pensi del dibattito su sbilanciamo.info? Gnesutta ha ragione nel momento in cui si è parlato di
uscita dall' euro del singolo paese. Ma la proposta
nostra su Alias è quella di uscire come gruppo di paesi, con una nuova moneta, nazionalizzando in primis le banche e di attuare un
blocco dei capitali in uscita e una tendenza al pareggio e poi al surplus nella
bilancia dei pagamenti. La versione completa dell' intervista si può leggere su
www.liberazione.it e su www.controlacrisi.org.
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"TrendOnline" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Seduta molto movimentata per il
cambio euro/dollaro (al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza
degli addetti ai lavori sull' evoluzione della crisi politica in Italia.
Seduta molto movimentata per il cambio euro/dollaro
(al momento a 1,3575) sulla scia della forte incertezza degli addetti ai lavori
sull' evoluzione della crisi politica in Italia. L' ottimismo degli investitori
legato alle indiscrezioni su un prossimo governo tecnico guidato da Mario Monti
e' stato frenato dalle dichiarazioni del segretario del PDL, Angelino Alfano, che ha affermato che il proprio partito
rimane fermo sula decisione gia' annunciata in
precedenza, ovvero il voto anticipato.
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"Wall Street Italia" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - Chiusura in leggero rialzo
per l' euro sul dollaro sotto
quota 1,36 dollari. La moneta
unica, dopo aver toccato i massimi di seduta a 1,3652 euro,
ripiega in chiusura posizionandosi a 1,3585 dollari.
In leggero rialzo anche il cambio euro/yen
a 105,35. Stabile il dollaro sulla valuta giapponese a
77,56 yen .
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"Wall Street Italia" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 10 nov
- Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo
delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro
(valuta base). Valute 10/11/11 Dollaro USA 1,3616 Yen
105,66 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,496 Corona
danese 7,4420 Lira sterlina 0,85335 Fiorino ungherese 310,67 Litas lituano 3,4528 Lat lettone 0,7014 Zloty polacco
4,3825 Nuovo leu romeno 4,3500 Corona svedese 9,0643 Franco svizzero 1,2315
Corona islandese --- Corona norvegese 7,7420 Kuna croata 7,4800 Rublo russo
41,5000 Lira turca 2,4303 Dollaro australiano 1,3389 Real brasiliano 2,3974 Dollaro
canadese 1,3892 Yuan cinese 8,6430 Dollaro di Hong
Kong 10,5976 Rupia indonesiana 12213,11 Shekel
israeliano 5,0680 Rupia indiana 68,1140 Won
sudcoreano 1540,29 Peso messicano 18,4543 Ringgit malese 4,2911 Dollaro neozelandese 1,7455 Peso filippino 58,989 Dollaro di Singapore 1,7546 Baht tailandese 41,937 Rand sudafricano 10,9409 Nota: dal 2 novembre 2009 la Banca
d' Italia pubblica sul proprio sito web il cambio
indicativo della corona islandese.
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"Borse" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oggi, 13:55 Trimestrale oltre le attese
per Viacom. Il gruppo Usa proprietario della
Paramount Pictures ha chiuso il quarto trimestre
dell' esercizio fiscale 2011 con un utile netto adjusted
di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41% rispetto
ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010,
mentre i ricavi sono saliti del 22% a 4,05 miliardi di dollari.
Gli analisti si aspettavano un Eps adjusted di 1,02 dollari e ricavi
pari a 3,75 miliardi di dollari. Sempre
oggi, il gruppo ha fatto sapere che il piano di acquisto di azioni proprie è
passato da 4 a 10 miliardi di euro. Valeria Panigada
Fonte: Finanza.com.
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"Finanzaonline" del 10-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"ilnuovo.it" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Trimestrale oltre le attese per Viacom. Il gruppo Usa proprietario della Paramount Pictures ha chiuso il quarto trimestre dell' esercizio
fiscale 2011 con un utile netto adjusted di 1,06 dollari per azione, in rialzo del 41% rispetto ai 0,75 dollari del corrispondente periodo de 2010, mentre i ricavi
sono saliti del 22% a 4,05 miliardi di dollari. Gli
analisti si aspettavano un Eps adjusted
di 1,02 dollari e ricavi pari a 3,75
miliardi di dollari. Sempre oggi, il gruppo ha fatto sapere che il piano di acquisto
di azioni proprie è passato da 4 a 10 miliardi di euro.
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"TrendOnline" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Nelle scorse giornate abbiamo
visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po'
contro tutto (sia chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco,
risultano essere abominevoli considerando i fondamentali).
Finalmente l' euro
ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si
manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i
livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli
considerando i fondamentali), dollaro americano in
testa e ci domandavamo come essa potesse trovarsi a tali livelli di fronte ad
una crisi sistemica dell' Unione Europea, che sta
mostrando sempre più falle di quelle che, qualche anno fa, si potevano pensare.
Le implicazioni più importanti di questa crisi, si sono viste (e si vedono
ancora) sui mercati tradizionali, ovvero l' azionario e l' obbligazionario,
dove i diversi Paesi sono stati premiati o puniti in base all' avversione o
all' appetito per il rischio. Da ieri, abbiamo cominciato ad assistere anche a
forti sell-off sull' euro e su altre valute ad alto
rendimento, con le commodities che hanno corretto
fortemente anche loro, in un processo che ha visto il dollaro
risalire in maniera importante. Già, perché in momenti di crisi si cerca di
mantenere posizioni aperte sulla liquidità, andando a chiudere tutto quello che
può far ridurre il valore del mio portafoglio in quanto legato al rischio, e
andando a ricoprire le posizioni corte di dollari,
aperte durante una fase precedente di appetito per il rischio in quanto i tassi
da pagare per finanziarsi in dollari americani sono
molto bassi e rendono il green back una valuta di finanziamento. Oggi l'
azionario asiatico ha performato molto male, seguendo
quanto successo in Europa e a Wall
Street, dove il rosso è il colore che in assoluto la sta facendo da padrone.
Gli avvenimenti politici che stanno attanagliando l' Italia hanno pesato
fortemente e probabilmente porteranno ancora incertezza fino a che non si avrà
un' idea precisa di come si possa risolvere questa crisi di Governo, con
Napolitano che nel frattempo ha nominato Mario Monti senatore a vita.
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"milanofinanza.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Finalmente l' euro
ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si
manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia chiaro che anche i
livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere abominevoli
considerando i fondamentali), dollaro americano in
testa e ci domandavamo come essa potesse trovarsi a tali livelli di fronte ad
una crisi sistemica dell' Unione Europea, che sta
mostrando sempre più falle di quelle che, qualche anno fa, si potevano pensare.
Le implicazioni più importanti di questa crisi, si sono viste (e si vedono
ancora) sui mercati tradizionali, ovvero l' azionario e l' obbligazionario,
dove i diversi Paesi sono stati premiati o puniti in base all' avversione o
all' appetito per il rischio. Da ieri, abbiamo cominciato ad assistere anche a
forti sell-off sull' euro e su altre valute ad alto
rendimento, con le commodities che hanno corretto
fortemente anche loro, in un processo che ha visto il dollaro
risalire in maniera importante. Già, perché in momenti di crisi si cerca di
mantenere posizioni aperte sulla liquidità, andando a chiudere tutto quello che
può far ridurre il valore del mio portafoglio in quanto legato al rischio, e
andando a ricoprire le posizioni corte di dollari,
aperte durante una fase precedente di appetito per il rischio in quanto i tassi
da pagare per finanziarsi in dollari americani sono
molto bassi e rendono il green back una valuta di finanziamento. Oggi l'
azionario asiatico ha performato molto male, seguendo
quanto successo in Europa e a Wall
Street, dove il rosso è il colore che in assoluto la sta facendo da padrone. Gli
avvenimenti politici che stanno attanagliando l' Italia hanno pesato fortemente
e probabilmente porteranno ancora incertezza fino a che non si avrà un' idea
precisa di come si possa risolvere questa crisi di Governo, con Napolitano che
nel frattempo ha nominato Mario Monti senatore a vita. E' possibile che i
mercati oggi rimangano ancora pesanti, i tempi per correzioni importanti non
sono ancora arrivati. Passiamo ora a dare uno sguardo ai cambi,
incominciando dall' eurodollaro, molto cambiato rispetto a ieri mattina. L' incertezza italiana,
come visto, ha condotto la moneta unica europea in calo di 300 punti circa: calcoliamo, infatti, che
ieri mattina ci trovavamo con prezzi prossimi a 1.3830 e abbiamo salutato la
giornata nei pressi di 1.35. Dal punto di vista tecnico possiamo affermare che,
nonostante sia risultata più lunga del previsto, la figura a bandiera (o flag) osservata negli ultimi giorni si è dimostrata davvero
utile e precisa a prevedere i movimenti del cambio.
Parliamo di quella figura che ha come base la linea di supporto dinamico
passante per 1.3725 e che una volta rotta, a metà mattinata, ha permesso un
rapido calo. Stando alle percentuali di ritracciamento
di Fibonacci, la tendenza dovrebbe continuare in calo, dato che l' ultimo
livello di supporto indicato a 1.3560 (il 61.8% del movimento in salita
compreso fra 1.3150 e 1.3240) è stato oltrepassato ieri. Se questa teoria
dovesse risultare valida potremmo trovarci con i prezzi nuovamente a 1.3150.
Che si sia trattato di un problema europeo è
testimoniato dal cambio UsdJpy,
davvero molto stabile rispetto ai giorni passati. Se fosse stato un movimento
di dollari avremmo infatti visto il cambio
muoversi per allontanarsi dal livello di congestione compreso fra 77.80 e 78
figura. Anche il posizionamento del mercato continua a rimanere stabile da una
settimana a questa parte, con l' 82% dei posizionamenti a favore di una ripresa
del dollaro (secondo il nostro indicatore proprietario
Speculative Sentiment Index).
Per l' immediato futuro continuiamo a considerare la lateralità attuale come
qualcosa di anomalo, che il mercato correggerà prima o poi. Con un calo di euro come quello appena osservato, non deve stupire vedere
un cambio EurJpy
in drastico calo da ieri mattina. Il movimento che si è generato, del tutto
sovrapponibile a quello di eurodollaro, è risultato di
250 punti. Questo è stato sufficiente a far oltrepassare il preciso livello di
supposto statico indicato da giorni a 106.50. Il livello appena visto diviene
resistenza per le prossime evoluzioni mentre come supporto è possibile
individuare 104.80, livello che nelle passate settimane è stato utilizzato
alcune volte, per di più coincidente con l' ultima delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci del movimento in salita
compreso fra 100.75 e 111.60. Il cable, anch' esso in
calo ieri, ha raggiunto l' area di supporto che seguiamo da settimane: fra 1.59
e 1.5880 transita infatti un livello che grazie a più fattori potrebbe contenere
le pressioni ribassiste. Troviamo prima di tutto una coincidenza con i
precedenti minimi registrati nella seconda metà di ottobre; troviamo poi su
questo livello il transito della media mobile di lunghissimo periodo (200
esponenziale su grafico con candele 4 ore). Osserviamo ora il franco,
cominciando dal rapporto col dollaro. Possiamo notare
un' evidente forza del cambio che ha permesso di
oltrepassare il difficile livello di resistenza a 0.9070 e dare così l' attacco
finale al massimo di riferimento precedente che si trova a 0.9310 e che è stato
toccato l' ultima volta a inizio ottobre. Dal 27 di ottobre il cambio ha mostrato un recupero di quasi 6 figure, rendendo
chiaro come mai la linea di supporto del movimento sia così particolarmente
inclinata positivamente. Il supporto indicato da questa passa a 0.8940 e già
domani mattina si troverà a 0.8975. Il cambio EurChf non ha potuto seguire
quanto fatto dal dollarofranco
per ovvie ragioni… ciò che appare interessante è l'
area di trading che si è venuta a creare compresa fra 1.2290 e 1.2460. Anche il
cambio UsdChf è andato
particolarmente vicino ad un massimo precedente. Siamo giunti a 0.9065 quando
il massimo del 20 ottobre scorso è stato 0.9080. Nei pressi di 0.89 troviamo
invece il supporto dinamico suggerito dalla linea di tendenza positiva con
origine al 27 ottobre scorso. ( www.fxcm.it )
|
di FXCM MercatoForex. |
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"Bluerating" del 10-11-2011 |
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Dollaro
Sottotitolo: Finalmente l' euro ha reagito
alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo.
Finalmente l' euro
ha reagito alla situazione tragica che sta colpendo il continente europeo. Nelle scorse giornate abbiamo visto la moneta unica europea che si manteneva in condizioni di forza un po' contro tutto (sia
chiaro che anche i livelli attuali, che vedremo tra poco, risultano essere
abominevoli considerando i fondamentali), dollaro americano
in testa e ci domandavamo come essa potesse trovarsi a tali livelli di fronte
ad una crisi sistemica dell' Unione Europea, che sta
mostrando sempre più falle di quelle che, qualche anno fa, si potevano pensare.
Le implicazioni più importanti di questa crisi, si sono viste (e si vedono
ancora) sui mercati tradizionali, ovvero l' azionario e l' obbligazionario,
dove i diversi Paesi sono stati premiati o puniti in base all' avversione o
all' appetito per il rischio. Da ieri, abbiamo cominciato ad assistere anche a
forti sell-off sull' euro e su altre valute ad alto
rendimento, con le commodities che hanno corretto
fortemente anche loro, in un processo che ha visto il dollaro
risalire in maniera importante. Già, perché in momenti di crisi si cerca di
mantenere posizioni aperte sulla liquidità, andando a chiudere tutto quello che
può far ridurre il valore del mio portafoglio in quanto legato al rischio, e
andando a ricoprire le posizioni corte di dollari,
aperte durante una fase precedente di appetito per il rischio in quanto i tassi
da pagare per finanziarsi in dollari americani sono
molto bassi e rendono il green back una valuta di finanziamento. Oggi l'
azionario asiatico ha performato molto male, seguendo
quanto successo in Europa e a Wall
Street, dove il rosso è il colore che in assoluto la sta facendo da padrone.
Gli avvenimenti politici che stanno attanagliando l' Italia hanno pesato
fortemente e probabilmente porteranno ancora incertezza fino a che non si avrà
un' idea precisa di come si possa risolvere questa crisi di Governo, con
Napolitano che nel frattempo ha nominato Mario Monti senatore a vita.E' possibile che i mercati oggi rimangano ancora
pesanti, i tempi per correzioni importanti non sono ancora arrivati. Passiamo
ora a dare uno sguardo ai cambi, incominciando dall' eurodollaro, molto cambiato
rispetto a ieri mattina. L' incertezza italiana, come visto, ha condotto la moneta unica europea in calo di 300
punti circa: calcoliamo, infatti, che ieri mattina ci trovavamo con prezzi
prossimi a 1.3830 e abbiamo salutato la giornata nei pressi di 1.35. Dal punto
di vista tecnico possiamo affermare che, nonostante sia risultata più lunga del
previsto, la figura a bandiera (o flag) osservata
negli ultimi giorni si è dimostrata davvero utile e precisa a prevedere i
movimenti del cambio. Parliamo di quella figura che ha
come base la linea di supporto dinamico passante per 1.3725 e che una volta
rotta, a metà mattinata, ha permesso un rapido calo. Stando alle percentuali di
ritracciamento di Fibonacci, la tendenza dovrebbe
continuare in calo, dato che l' ultimo livello di supporto indicato a 1.3560
(il 61.8% del movimento in salita compreso fra 1.3150 e 1.3240) è stato
oltrepassato ieri. Se questa teoria dovesse risultare valida potremmo trovarci
con i prezzi nuovamente a 1.3150. Che si sia trattato di un problema europeo è testimoniato dal cambio UsdJpy, davvero molto stabile rispetto ai giorni passati.
Se fosse stato un movimento di dollari avremmo infatti
visto il cambio muoversi per allontanarsi dal livello
di congestione compreso fra 77.80 e 78 figura. Anche il posizionamento del
mercato continua a rimanere stabile da una settimana a questa parte, con l' 82%
dei posizionamenti a favore di una ripresa del dollaro
(secondo il nostro indicatore proprietario Speculative Sentiment
Index). Per l' immediato futuro continuiamo a
considerare la lateralità attuale come qualcosa di anomalo, che il mercato
correggerà prima o poi. Con un calo di euro come
quello appena osservato, non deve stupire vedere un cambio
EurJpy in drastico calo da
ieri mattina. Il movimento che si è generato, del tutto sovrapponibile a quello
di eurodollaro, è risultato di 250 punti. Questo è
stato sufficiente a far oltrepassare il preciso livello di supposto statico
indicato da giorni a 106.50. Il livello appena visto diviene resistenza per le
prossime evoluzioni mentre come supporto è possibile individuare 104.80,
livello che nelle passate settimane è stato utilizzato alcune volte, per di più
coincidente con l' ultima delle percentuali di ritracciamento
di Fibonacci del movimento in salita compreso fra 100.75 e 111.60. Il cable, anch' esso in calo ieri, ha raggiunto l' area di
supporto che seguiamo da settimane: fra 1.59 e 1.5880 transita infatti un
livello che grazie a più fattori potrebbe contenere le pressioni ribassiste.
Troviamo prima di tutto una coincidenza con i precedenti minimi registrati
nella seconda metà di ottobre; troviamo poi su questo livello il transito della
media mobile di lunghissimo periodo (200 esponenziale su grafico con candele 4
ore). Osserviamo ora il franco, cominciando dal rapporto col dollaro.
Possiamo notare un' evidente forza del cambio che ha
permesso di oltrepassare il difficile livello di resistenza a 0.9070 e dare
così l' attacco finale al massimo di riferimento precedente che si trova a
0.9310 e che è stato toccato l' ultima volta a inizio ottobre. Dal 27 di
ottobre il cambio ha mostrato un recupero di quasi 6
figure, rendendo chiaro come mai la linea di supporto del movimento sia così
particolarmente inclinata positivamente. Il supporto indicato da questa passa a
0.8940 e già domani mattina si troverà a 0.8975. Il cambio
EurChf non ha potuto seguire
quanto fatto dal dollarofranco
per ovvie ragioni. ciò che appare interessante è l' area di trading che si è
venuta a creare compresa fra 1.2290 e 1.2460. Anche il cambio
UsdChf è andato particolarmente vicino ad un massimo
precedente. Siamo giunti a 0.9065 quando il massimo del 20 ottobre scorso è
stato 0.9080. Nei pressi di 0.89 troviamo invece il supporto dinamico suggerito
dalla linea di tendenza positiva con origine al 27 ottobre scorso.
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"unita.it" del 10-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Wall Street Italia" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ANSA) - ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta
unica, nei primi scambi sui mercati valutari del Vecchio Continente scende
sotto gli 1,35 dollari, passando di mano a 1,3497, in
netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633 dollari.
Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro
scambiato a 104,92 yen, contro la Bce di ieri di 105,96 yen.(ANSA).
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"TrendOnline" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro e' sceso
al di sotto della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre
passante in area 1,3750 violando al contempo la base della fase laterale
disegnata dai prezzi a partire dal primo novembre.
Il cambio euro dollaro e' sceso al di sotto
della linea di tendenza disegnata dai minimi di inizio ottobre passante in area
1,3750 violando al contempo la base della fase laterale disegnata dai prezzi a
partire dal primo novembre. Il rischio di accelerazioni ribassiste verso area 1,3150
almeno e' elevato. Solo oltre 1,3750 segnali credibili di ripresa.
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"corrieredellosport.it" del 10-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Borsa Italiana" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Scambiato in ribasso a 104,92
yen.
(ANSA) - ROMA, 10 NOV - Euro ancora in calo. La moneta
unica, nei primi scambi sui mercati valutari del Vecchio Continente scende
sotto gli 1,35 dollari, passando di mano a 1,3497, in
netto calo rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,3633 dollari.
Pesante flessione anche sulla valuta giapponese, con l' euro
scambiato a 104,92 yen, contro la Bce di ieri di 105,96 yen.
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"TeleBorsa" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Euro in ulteriore ribasso nei confronti del biglietto verde con il
cross eur/usd che scivola ai minimi da un mese a 1,35 dollari. Sulla moneta unica pesa
ancora la situazione debitoria della zona euro con l'
incertezza politica che regna in Italia e Grecia. L' agenda macroeconomica di
oggi prevede la diffusione dei numeri sulla produzione industriale in Italia ed
un aggiornamento sul mercato del lavoro in America con i dati sulle richieste
per i sussidi alla disoccupazione settimanali. Attesa anche la decisione in
materia di politica monetaria dalla Banca d'
Inghilterra.
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"TeleBorsa" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
In difficoltÃ
ieri il cambio per l' Euro
nei confronti del Dollaro Usa, con il cable eur/usd che chiude in ribasso a 1,3544. Previsto per oggi un
ampliamento della performance in senso ribassista, con supporto visto a 1,3424
e successivo 1,3303. Resistenza a 1,3762. Le indicazioni non costituiscono
invito al trading. A cura dell' Ufficio Studi Teleborsa.
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"Il Sole 24 Ore" del 10-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro scivola
ai minimi da un mese contro il dollaro, indebolito
dalla situazione politica italiana, con i rendimenti sui titoli di Stato
schizzati a livelli da record da quanto il Paese fa parte dell' Eurozona. I tassi sui titoli a due anni hanno superato quelli
sui titoli a 10. Superata anche la soglia del 7% che spinse Grecia, Irlanda e
Portogallo a chiedere aiuti internazionali. Il nodo sotto i riflettori dei
mercati è la capacità dell' Italia di dotarsi di un Governo in grado di fronteggiare la pressione sul suo debito pubblico. La moneta unica ha perso circa 2% a 1,3550, ma è arrivato a fino 1,3522,
il minimo dal 10 ottobre. Analoga la flessione sullo yen (-2%) verso quota
105,30. Praticamente invariato il cambio tra dollaro e yen. In difficoltà anche il rand
sudafricano, che è scivolato dopo che Moody' s
ha abbassato l' outlook sul debito pubblico.
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"Il Mattino" del 10-11-2011 |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Cinzia Peluso
Prima gli strascichi della guerra in Libia. Poi l'
aumento dell' Iva, a settembre, a cui è seguito nei giorni scorsi un altro
ritocco delle accise, il quarto in soli sette mesi, per finanziare gli
interventi nelle aree alluvionate. Spinte molteplici per un' ascesa senza sosta
del prezzo della benzina. Ieri l' ultima stangata, con il record del diesel.
1,561 euro per un litro di carburante. E anche altri
aumenti della benzina si abbattono sugli automobilisti. Ma non è finita qui. Il
maxi-emendamento alla legge di stabilità prevede un aumento di 1 millesimo al
litro per la verde e per il gasolio dal prossimo anno e di un ulteriore mezzo
millesimo dal 2013. La misura servirà a rendere strutturale il bonus fiscale
garantito ai gestori dei distributori. Eppure, per Adoc,
Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori gli
aumenti di ieri sono solo «speculazioni» nel giorno dello sciopero dei gestori.
Il petrolio infatti scende (a New York va sotto i 95 dollari al barile,
a Londra diminuisce ancora di più, va giù di 2 dollari). Intanto,
è guerra
di cifre sulle adesioni alla protesta, revocata dai gestori della Confcommercio
dopo le assicurazioni sul bonus fiscale. Le compagnie petrolifere parlano di
una media nazionale del 10-15%, con una partecipazione anche inferiore al Sud
(di circa il 10%). Per Faib e Fegica,
invece, ben l' 88% degli impianti sarebbe rimasto chiuso. Le cifre delle
federazioni di Confesercenti e Cisl vanno però
interpretate. «In realtà, non si deve far riferimento al totale degli impianti
sul territorio nazionale», spiega Martino Landi, presidente della Faib. «Oggi ai distributori no logo e agli impianti gestiti
dalle compagnie petrolifere, fa capo il 30% del totale della distribuzione. C'
è poi un 12% di gestori precettati per legge dalle prefetture. Resta, quindi,
circa il 60%. Ed è su questa cifra che va calcolato l' 88%». Nello Stivale
adesioni a macchia di leopardo, quindi. Punte del 35% si sono registrate ad
esempio, a Firenze. E «in Campania - spiega il segretario regionale di Campania
e Molise della Fegica, Salvatore Palma - va
considerato che nell' ultimo anno c' è stato un vero exploit delle pompe
bianche realizzate da privati. Sono state ben 108 e molte sono concentrate in
alcune aree. Perciò si può avere un' impressione falsata della nostra
partecipazione alla protesta». Di parere diverso la Figisc.
L' associazione della Confcommercio sostiene che vi sono state percentuali
minime di adesione (al massimo il 25% a Roma) nel primo giorno della serrata
che termina domani mattina. E spiega: «La stragrande maggioranza dei gestori ha
compreso l' importante passo in avanti fatto per risolvere la questione che era
al centro della vertenza aperta sul bonus fiscale». Intanto però, i prezzi salgono.
Esso e Ip hanno messo ieri mano ai listini. La prima
ha aumentato verde e diesel di 0,2 centesimi al litro. La benzina sale così a
1,628 euro e il gasolio a 1,550 euro.
Ip invece ha cambiato solo
il prezzo del gasolio, ma in misura più consistente. L' aumento è di 1,5
centesimi e porta il prezzo a 1,561 euro al litro,
appunto, il massimo di sempre. In media il prezzo della benzina dei vari marchi
si attesta così a 1,628 euro al litro e quello del
gasolio a 1,547 euro al litro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"MF (Fashion)" del 10-11-2011 |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il gruppo guidato dal designer
americano archivia il primo semestre a 2,5 miliardi di euro grazie alla
performance del canale retail che registra una
crescita del 34%. Alessia Lucchese.
Polo Ralph Lauren
continua la sua corsa con un semestre in forte crescita e punta a replicare la
performance nei prossimi sei mesi. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con
ricavi per 1,9 miliardi di dollari (pari a 1,4
miliardi di euro), in crescita del 24% rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno. Su base semestrale, il fatturato si attesta a
3,4 miliardi di dollari (circa 2,5 miliardi di euro) con un incremento del 28%, grazie soprattutto alle
ottime performance del canale retail che ha messo a
segno una progressione del 34% attestandosi a 1,7 miliardi di dollari (pari a 1,2 miliardi di euro).
Bene le vendite wholesale, che grazie alle buone
performance registrate in Europa e Stati Uniti
crescono del 20% a quota 996 milioni di dollari (pari
a 710 milioni di euro). A doppia cifra anche l'
incremento del margine operativo lordo, che con una crescita del 27% raggiunge
i 2 miliardi di dollari (circa 1,4 miliardi di euro), così come quello dell' utile operativo, che corre a
+31% attestandosi a 633 milioni di dollari (pari a 466
milioni di euro). «I dati del primo semestre
dimostrano l' incredibile vitalità e l' interesse crescente dei nostri prodotti
in tutto il mondo» ha commentato il presidente e ceo
Ralph Lauren. Sulla base dei risultati dei primi sei
mesi, il gruppo ha deciso di ritoccare al rialzo l' outlook
per l' intero esercizio prevedendo un incremento dei ricavi del 20% che
porterebbe la società a concludere l' anno con un giro d' affari ben superiore
ai 6 miliardi di dollari (circa
4,4 miliardi di euro), dopo aver concluso il 2010 con un fatturato complessivo di 5,7
miliardi di dollari (+14%). (riproduzione riservata)
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"Giornale di Brescia" del 10-11-2011 |
PRIMO PIANO |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
CAMBI L' Euro chiude a quota 1,36 dollari nChiusura in forte ribasso
per l' euro che ha risentito dell' ulteriore
aggravarsi della crisi del debito italiano. La moneta
unica risenta anche dell' incertezza politica che si registra sia in Italia,
sia in Grecia. In chiusura l' euro vale 1,3596 dollari (1,3781 l' altro ieri), 105,71 yen (107,19), 0,8521
sterline (0,8575) e 1,2317 franchi svizzeri (1,2363).
|
di STEFANO LEPRI. |
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"La Stampa" del 10-11-2011 |
Economia |
Pagina: 14-15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: LA CRISI LE REAZIONI NEL MONDO.
Sottotitolo: Gli economisti: avanti con gli
acquisti di titoli di Stato.
Francoforte: la sede della Banca centrale
europea Chi può salvare l' Italia? La crisi di panico
che ha attanagliato ieri i mercati cresce appunto dall' impressione che non ci
sia nessuno in grado di farlo. Essere l' ottava economia del mondo e la terza
dell' area euro ha anche i suoi svantaggi. Già da
giorni si ripeteva che l' Efsf, il Fondo di
salvataggio europeo, non ha ricevuto dagli Stati
risorse sufficienti per salvare un Paese grosso come il nostro. L' unica
istituzione mondiale in grado di intervenire, il Fondo monetario,
dovrebbe essere potenziata con nuove quote dai Paesi emergenti, leggasi Cina.
Sulla carta, appunto, potrebbe salvarci solo la Cina. Il Fmi ha in cassa 285
miliardi di dollari che non può destinare tutti a un
solo Paese; per l' Italia potrebbero essercene 50-80. L' Efsf
incontra difficoltà a finanziarsi proprio a causa della sfiducia nell' Italia;
dei suoi 440 miliardi teorici ne restano circa 250, da cui però va detratta la
quota di finanziamento italiano, 139. Invece i 3.200 miliardi di dollari delle riserve valutarie
cinesi sono una massa imponente, dieci volte maggiore delle necessità di
finanziamento dello Stato italiano tra oggi e la fine dell' anno prossimo. Ma
basta il buon senso a far ritenere impraticabile un intervento: quali vantaggi
economici o politici concreti ricaverebbe il governo cinese da una sorta di
egemonia finanziaria sull' Italia? Però nel mondo di oggi i soldi si possono
anche creare. Gli Stati Uniti hanno assorbito senza danni il downgrading del loro debito da parte di Standard & Poor' s in agosto perché il mondo ha
fiducia nella loro capacità di stampare dollarifin che basta a pagare il conto. Opera qui l'« esorbitante
privilegio» del dollaro come principale moneta mondiale; e non causa
sfiducia, per ora, la dipendenza degli Usa dall' afflusso di capitali
stranieri. L' euro, moneta numero due, il privilegio non l' ha eppure sul dollaro ha un vantaggio, di appoggiarsi su un' area dai
conti in equilibrio con il resto del mondo. In una situazione di crisi, con
risorse inutilizzate, stampare un po' più di moneta
acquistando titoli di Stato sarebbe, in teoria, utile: non solo si
rimetterebbero in piedi i Paesi in difficoltà, si contrasterebbe la recessione.
Per questo sono sempre più numerosi nel mondo gli economisti secondo cui
qualcuno che può salvare l' Italia c' è: la Banca centrale europea.
I Trattati europei lo proibiscono. Ma a chiederlo è
ormai un coro: Kenneth Rogoff, ex capo economista del
Fmi; Paul Krugman, premio Nobel 2008; Martin Wolf del Financial Times, forse
il commentatore economico più noto del mondo; Nouriel
Roubini, divenuto famoso per aver previsto la grande
crisi; Willem Buiter, già capo economista della Bers, ora a Citigroup, Mohammed El-Erian,
amministratore delegato della Pimco, uno dei più
grandi fondi di investimento; Paul De Grauwe, consulente
di diverse istituzioni dell' Europa; e così via.
Alcuni sperano che Mario Draghi possa convincersene; al momento pare proprio di
no. Sarebbe quanto di più inaccettabile per la Germania, e non solo per essa.
Se dotata del potere di acquistare titoli pubblici in misura illimitata, e non
circoscritta come avviene in questi giorni, la Bce sarebbe in grado di porre
rimedio agli errori dei governi inetti, con il rischio che i costi ricadano sui
governi virtuosi. Un problema politico c' è di sicuro. Meno chiare sono le
possibili ricadute economiche: secondo gli economisti di scuola tedesca si
creerebbero così rischi gravissimi di inflazione; secondo molti altri no. Nella
versione più rosea, anzi, basterebbe l' impegno della Bce a finanziare i Paesi
in difficoltà a dissipare rapidamente la fiducia, senza bisogno di spendere
(cioè di stampare) grandi quantità di euro. 285
miliardi La dotazione del Fondo monetario
internazionale. Che tra l' altro non può impegnare tutte le sue risorse per
salvare un solo Paese L' INTERVENTO SUI BOND Fermerebbe il gioco degli
interessi che salgono senza conseguenze gravi 3200 miliardi La disponibilità di
capitali della Cina: basterebbe per salvare l' Italia. Ma non si capisce che
interesse può avere Pechino a un' egemonia sul nostro Paese.
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"iltempo.com" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 05:30
Il neo-acquisto è a Roma.
Sottotitolo: Un' ora a Trigoria,
dalle 17.30 alle 18.30, per formalizzare ciò che a breve sarà ufficiale: Nico
Lopez è della Roma.
Con- tratto quinquennale con ingaggio che
partirà da 200mila euro, operazione complessiva da due
milioni di dollari. L' uruguaiano ha aspettato la
chiamata dal Fulvio Bernardini, dove già dal mattino
c' erano i due procuratori Pablo e Oscar Betancourt,
in un hotel sulla Pontina. Ancora in via di defini- zione i dettagli, come la percentuale del cartellino (tra
20 e 30%) che rimarrà agli agenti, ma la sostanza non cambia:
"El Conejo" si
allenerà a Trigoria molto presto. M.D.S.
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"Fastweb" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- Milano, 09 nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito dell' ulteriore aggravarsi della crisi
del debito italiano con i rendimenti sui decennali che sono schizzati oggi
sopra quota 7,20%. La moneta unica risenta anche dell'
incertezza politica che si registra sia in Italia, con le dimissioni per ora
solo annunciate del primo ministro Silvio Berlusconi, che in Grecia, dove si
attende di conoscere il nome di chi succedera' a Papandreou a capo dell' esecutivo. In chiusura un euro vale 1,3596 dollari (1,3781
ieri sera), 105,71 yen (107,19), 0,8521 sterline britanniche (0,8575) e 1,2317
franchi svizzeri (1,2363). Il dollaro, invece, e'
sostanzialmente stabile a 77,76 yen (77,78 ieri) e quota 0,9059 sul franco
svizzero (0,8967) e 1,5956 sulla sterlina (1,6072). cop
(RADIOCOR) 09-11-11 18:05:14 (0432) 5 NNNN.
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"TrendOnline" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: L' euro ha continuato a perdere
contro il rifugio sicuro del dollaro statunitense questo pomeriggio.
L' euro ha
continuato a perdere contro il rifugio sicuro del dollaro
statunitense questo pomeriggio, dopo che la fiducia degli investitori in Italia,
già fragile per la situazione del debito, ha subito un duro colpo quando LCH Clearnet ha incrementato il margine richiesto per le
obbligazioni italiane. La mossa ha visto i rendimenti dei titoli italiani
salire oltre il 7%, superando il livello di attenzione che gli economisti hanno
da tempo segnalato come insostenibile per il più grande mercato della zona euro di titoli di Stato. L' aumento dei requisiti di margine
per le obbligazioni italiane ha scatenato le vendite della moneta
unica, viste le preoccupazioni per cui la crisi del debito della regione può
essere peggiorata, il che potrebbe significare che l' Italia ha bisogno di un
piano di salvataggio. Tuttavia, con un livello di indebitamento di € 1900
miliardi, il paese è ovviamente troppo grande per un salvataggio, facendo
temere per un default. Voci su un intervento della BCE per l' acquisto di
obbligazioni italiane all' inizio di questo pomeriggio hanno fatto poco per
rilanciare la propensione al rischio, dato che c' è incertezza su come l' Italia
formare un nuovo governo dopo che il premier Silvio Berlusconi ha annunciato le
sue dimissioni. Jana Pristovsek,
Londra.
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"Wall Street Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - Il forte rialzo dei
rendimenti dei titoli di stato italiani e l' incerta situazione politica a Roma
tengono i mercati in tensione e spingono l' euro in
forte ribasso. La moneta comune chiude a 1,3586 dollari e 105,57 yen, non lontana dai minimi di seduta. Dollaro in lieve recupero sullo yen a 77,71 .
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"TeleBorsa" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
La moneta unica
scivola sotto la soglia degli 1,361 dollaro, toccando
dei minini intraday a
1,3554. La moneta unica che ora scambia sul biglietto
verde a 1,3558 non raggiungeva questi livelli da ottobre 2011. La moneta di Eurolandia sconta la
preoccupazione per la situazione politica che si è
venuta a creare in Italia e per la paura che ci possa essere un contagio
derivante dalla crisi del debito verso il Bel Paese.
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"Fastweb" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati
» Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in
media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- Milano, 09 nov - L' euro
e' sceso sotto la soglia di 1,36 dollari per la prima
volta nell' ultimo mese poco dopo la meta' seduta,
appesantito dalla preoccupazione per un contagio della crisi del debito sovrano
all' Italia e nonostante l' annuncio delle dimissioni a breve del presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi. La moneta europea e' scesa fino a un minimo di 1,3579 e oscilla ora su
1,36 dollari (1,3781 ieri e 1,3788 Bce ieri). Euro in calo anche contro yen, sotto la soglia di 105 a
105,74 (107,19 e 107,51) dopo un minimo a 105,54. La divisa unica contro il
franco svizzero quota 1,2316 (1,2363 e 1,2382) e 0,8536 sulla sterlina (0,8577
e 0,858). Chi (RADIOCOR) 09-11-11 14:55:23 (0291)TV 5 NNNN.
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"Wall Street Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 9 nov
- L' euro europea scivola
sotto quota 1,36 nei confronti del biglietto verde, per la prima volta da un
mese, sulla scia delle inquietudini per un contagio della crisi del debito
verso l' Italia. La moneta unica europea
e' scesa a 1,3581 dollari, nuovo minimo dall' 11
ottobre scorso, prima di riguadagnare terreno appena sopra quota 1,36.
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"Wall Street Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Roma, 9 nov. (TMNews)
- L' euro è arrivato a calare fin sotto quota 1,36 dollari, per la prima volta da un mese a questa parte mentre
da stamattina l' allarme sull' Italia, colpita da un rafforzamento delle
vendite sui suoi titoli di Stato, ha riacceso l' alta tensione sulla crisi
debitoria nell' area euro. Successivamente l' euro modera in parte i ribassi, attestansosi
a 1,3612 dollari.
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"milanofinanza.it" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
"Siamo in un momento potenzialmente
catastrofico per la crisi dell' Eurozona" con dollaro e yen che si rafforzano ampiamente rispetto alla moneta unica. Con il crollo della
fiducia sui titoli di Stato italiani il cambio euro/yen per gli esperti di Bank of Tokyo Mitsubishi-UFJ può
arrivare sotto quota 100. Il cross è ora a 105,64. Invece la moneta unica viene scambiata a 1,3590 dollari, dopo aver
abbandonato sia la soglia psicologica a 1,37 e successivamente quella a 1,36.
La moneta unica è ai minimi intraday
anche rispetto alle altre principali valute: rispetto alla sterline è andata
sotto 0,8531, toccando i minimi da otto mesi.
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"Finanzaonline" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Nel corso dell´operazione di
finanziamento pronti contro termine a tre mesi in valuta Usa, stamattina la
Banca centrale europea ha assegnato 395 milioni di dollari a 4 banche europee.
L´operazione si svolta al tasso fisso dell' 1,090% ad un cambio euro-dollaro di 1,3792. Nell´asta settimanale sono invece stati assegnati 500
milioni di dollari.
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"IndyMedia Italia" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
ERA UNA TRAPPOLA DALL' INIZIO DI GZ cobraf.com Ora senti da tutte le parti che mancano
300 miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a galla
l' Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000
miliardi o forse 2.000 miliardi di euro (nessuno sa
bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se
queste franano poi tutti in Europa vanno giù e se l' Europa va giù mezzo mondo va giù. Per impedire questa
catastrofe sono mesi allora che leggi che si stanno approntando ogni weekend
negli incontri al vertice dei "Grandi" dei complicati piani "di
salvataggio", di cui quasi nessuno capisce molto, anche perchè cambiano sempre e non sono
ancora precisati, salvo intuire che tutti garantiscono per tutti, gli irlandesi
garantiscono i greci, i portoghesi garantiscono per gli spagnoli, gli italiano
devono garantire per i greci, spagnoli e portoghesi e viceversa ecc... tutti
garantiranno per i debiti e le banche di tutti. Il che sembra insensato. Ma
tutto è molto confuso, complicato e suona anche minaccioso per cui la gente ne
è intontita e intimorita. Quando si avanzano le proposte di nuove tasse o tagli
qualcuno si arrabbia, ma poi crolla la borsa, crolla persino il BTP, ti ritrovi
perdite persino su titoli di stato che scadono tra due anni di quelli sicuri,
si paventa il crac dell' euro seguito da panico
generale, svalutazione secca e poi chissà cosa altro per cui si sta buoni ad
aspettare gli eventi. Ma in tutta questa confusione si intuisce che ci sono
enormi debiti pubblici, anche le banche hanno debiti (ma non ricevono i soldi
dai depositanti che si indebitano con loro?) e occorre ora tanto denaro per
pagare questi debiti. E sono debiti specie verso l' estero, per cui siamo alla mercè di quello che decidono a Londra, New York, Parigi e
Berlino e questi decidono che vogliono i sacrifici, più tasse e tagli, per
succhiare soldi agli italiani e rassicurare questi investitori che pagheranno
le rate e gli interessi. Vale la pena di ribadire che tutto quello che sta
succedendo è, dal punto di vista della maggioranza dei cittadini, demenziale ed
è sbagliato alla radice, un errore colossale (se non è anche una trama
deliberata). Il punto è che lo schema dell' euro è una
trappola, per come è stato costruito dall' inizio e non poteva che finire così.
In pratica negli ultimi 10 anni l' integrazione economica c' è stata non con i
paesi europei, ma con la Cina, India e Asia che ci
hanno invasi, cioè la Unione Europea è stata un
pretesto per integrarci di più non con l' Olanda o la Germania, ma con i paesi
del terzo mondo a basso costo. Quello che è avvenuto all' interno dell' Europa invece è che hanno tolto la sovranità monetaria, cioè l' Italia non ha più la sua moneta e DEVE INDEBITARSI NELLA MONETA
DI ALTRI PAESI. CI
INDEBITIAMO IN UNA MONETA CHE NON CONTROLLIAMO E NON
RIFLETTE LA NOSTRA ECONOMIA. Purtroppo il controllo della moneta
è il controllo del denaro e della ricchezza e uno stato che vi rinuncia (e in
più si lascia invadere dalle merci dei paesi dove si lavora
per 1 euro all' ora) si suicida economicamente. La moneta è essenziale e lo stato italiano dovrebbe poter decidere o
influenzare sia il suo valore che la sua quantità. Il valore come noto non
possiamo perchè riflette anche altri 12 paesi. E per
la quantità di moneta ? Se l' economia è ferma
e hai risorse inutilizzate, hai disoccupazione dovresti stimolare con della moneta l' economia. Ma come crei moneta
? Il debito è moneta nell' economia attuale, il
deficit pubblico crea moneta e il credito bancario
pure crea moneta, il 90% della moneta
si crea in questo modo. Ma non solo non lo possiamo fare, ci viene imposto di
fare il contrario esatto, di ridurre la moneta, perchè dobbiamo ridurre il deficit pubblico con tasse e
tagli mentre le banche riducono il credito e i cittadini e le imprese stesse
sono abbastanza saturi di debito e non ne vogliono assumere altro. E non è
neanche più possibile una svalutazione che rifletterebbe il fatto che costiamo
troppo e non competiamo. Non possiamo svalutare come fanno inglesi, americani,
cinesi, coreani, non possiamo creare moneta per
stimolare l' economia come fanno giapponesi, cinesi, americani, inglesi e
brasiliani e tanti altri. Siamo in trappola. Ma ci dicono tutti i giorni che è
necessario suicidarci perchè altrimenti rischiamo
"il default" e usciamo dall' euro. La
Svizzera, l' Inghilterra, la Norvegia, la Corea, Singapore e il Giappone sono
fuori dall' euro o da altre unioni monetarie.
Anche noi lo siamo stati per secoli, abbiamo sempre avuto una nostra moneta e persino unificare le monete
dei vari stati italiani è stato difficile nel 1800. Tutto quello che si
racconta sui pericoli dell' inflazione, svalutazione, default se si esce dall' euro o si finanzia il debito pubblico senza prendere soldi a
prestito sono finzioni. Lo stato italiano deve poter controllare il valore e la
quantità della sua moneta, come è sempre stato. Non si
può cedere il controllo della moneta ad altri. Una
volta che controlliamo la moneta non c' è nessun
default. Ci può essere inflazione, ma persino in Argentina che ha fatto un
default caotico nel 2001 l' economia va molto meglio della nostra da quando si
sono liberati del vincolo della parità con il dollaro
e del debito estero. SE LO STATO ITALIANO POTESSE ORA SVALUTARE E STAMPARE MONETA RISOLVEREBBE BUONA PARTE DEL PROBLEMA DEL DEBITO
PUBBLICO Negli Stati Uniti dal 2008 stanno stampando moneta
per comprare titoli sia di cartolarizzazioni di mutui che è un modo di creare
indirettamente credito che titoli di stato. Bene, l' inflazione USA al momento
è identica a quella italiana, anche se noi non stiamo facendo niente del
genere. La Cina stampa moneta per comprare valuta
estera e in questo modo poi pompa credito e non ha un inflazione fuori
controllo, per un paese che cresce al 9% un' inflazione al 6% è quasi OK... Il
Giappone come noto da 15 anni sta monetizzando il
debito pubblico stampando moneta e il risultato è un'
inflazione più bassa e una valuta più forte degli altri !!! In Giappone questa moneta che hanno stampato l' hanno usata per sussidi e
lavoro pubblici. Hanno sicuramente anche sprecato, ma dov' è l' inflazione e
dov' è la svalutazione ? E' successo il contrario, hanno stampato moneta e speso e l' inflazione è scesa e la valuta è salita
! Il contrario di quello che raccontano. Perchè i
giapponesi non si sono indebitati come stato all' estero. UNO STATO NON HA
BISOGNO DI INDEBITARSI ALL' ESTERO, PERCHE' PUO'
CREARE MONETA SE NECESSARIO. La moneta
si crea tramite il deficit pubblico e il credito bancario ed entrambi sono
controllati dallo stato. Se la si crea in una % ragionevole, non superiore al
5-6% annuo e se questa moneta è diretta soprattutto
per infrastrutture e non solo sussidi e stipendi non crea inflazione, crea
posti di lavoro. Se crei posti di lavoro e produci beni non crei inflazione, perchè i nuovi posti di lavoro creano domanda di beni e
però la domanda di beni aumenta anche lei e tutto va per il meglio. La Cina ha
un boom economico continuo sostenuto in gran parte da enormi investimenti, in
infrastrutture, fabbriche ma anche costruzioni più che consumi. Ma questo perchè crea moneta a ritmi del 15%
annuo. C' è molto spreco, ma dato che bene o male sono investimenti e che
controlla la sua moneta per ora il reddito e l'
occupazione aumenta. Se facesse parte dell' Unione Europea
con la BCE starebbe fresca. Ma anche se si indebitasse all' estero, la Cina ha
costruito tutto il boom senza prendere una lira in prestito all' estero. E dove
hanno trovato i soldi che erano poveri fino a 10 anni fa ? Hanno stampato moneta !!!. Non hanno fatto l' errore di tanti paesi
sudamericani e del terzo mondo di farsi prestare i soldi ad interesse dalle
sanguisughe delle banche internazionali. La Cina non fa testo perchè parte da una base arretrata ? E il Giappone allora
che non ha mai preso prestiti esteri in pratica ? La Germania hitleriana
condusse un gigantesco esperimento di creazione di moneta
interna (moneta non disponibile per stranieri)
stampata per pagare lavori pubblici, sussidi e altro e persino per ritirare il
debito pubblico emesso in precedenza. Il risultato fu un boom economico e
nessuna inflazione fuori controllo (più alta della media degli altri paesi, ma
questi erano anche più depressi). Se uno vuole legge le memorie di Hjalmar Schacht, il ministro
delle finanze di allora, "The Magic of Money" uscito prima che morisse nel 1967 che ti
racconta come mai. E ti spiega anche la differenza di quando nel 1923
stamparono moneta e crearono un iperinflazione
terrificante... L' iperinflazione tedesca del 1922-1923 viene sempre usata come
spauracchio sui pericoli dello stato che stampa moneta
per finanziarsi. Ma se leggi le memorie di di Hjalmar Schacht che fu nominato
governatore della Reichsbank per mettere fine all'
iperinflazione nel 1923 per cui sapeva meglio di tutti quello che è successo,
all' epoca metà della moneta veniva stampata da banche
private e la banca centrale stessa prestava agli speculatori sui cambi esteri i quali andavano short il marco e lo
disintegravano... Cioè stampavano moneta e la
prestavano alla speculazione che la usava per andare short la loro valuta...Schacht invece stampò moneta in
misura limitata e solo per creare infrastrutture e le cose andarono bene. Se la
BCE stampasse moneta per un piano di infrastrutture
risolverebbe metà del problema. Se la Banca d' Italia avesse di nuovo la lira e
finanziasse parte del debito come fanno oggi gli inglesi stampando moneta e la spendesse in infrastrutture sarebbe ancora
meglio. Siamo stati intrappolati, dobbiamo poter tornare a comandare a casa
nostra. GZ Fonte: http://www.cobraf.com/blog/ 8.11.2011.
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"Reuters" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FRANCOFORTE, 9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 395 milioni di dollari di fondi nella seconda delle tre operazioni di
finanziamento trimestrali in valuta Usa annunciate lo scorso 15 settembre . Le richieste di fondi sono giunte da 4 banche Il
p/t, a 84 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,090%; il regolamento
cade su domani mentre il rientro in data 2 febbraio 2012. L' operazione odierna
prevede un tasso di cambio euro-dollaro di 1,3792. Il primo dei tre p/t trimestrali in dollari, condotto il 12 ottobre con rientro sul 5 gennaio
2012, aveva visto l' assegnazione di fondi per 1,353 miliardi di dollari, a 6 banche. Sul sito www.reuters.it le altre
notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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"Reuters" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FRANCOFORTE, 9 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 500 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in
valuta Usa . Le richieste sono pervenute da una sola banca, per un ammontare
molto simile ai 505 milioni di dollari che rientrano
dal p/t della settimana scorsa, richiesti a loro volta da due banche. L'
operazione, a 7 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,080%. Il
regolamento cade su domani, il rientro su giovedì 17 novembre. L' operazione odierna si basa su un tasso di cambio euro-dollaro di 1,3792. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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"Come Don Chisciotte" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
DI GZ cobraf.com Ora senti da tutte le parti che mancano 300
miliardi o 500 miliardi di euro per tenere a galla l'
Italia, che l' Europa stessa ha bisogno di 1.000
miliardi o forse 2.000 miliardi di euro (nessuno sa
bene quanti) per tenere su Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna e se
queste franano poi tutti in Europa vanno giù e se l' Europa va giù mezzo mondo va giù. Per impedire questa
catastrofe sono mesi allora che leggi che si stanno approntando ogni weekend
negli incontri al vertice dei "Grandi" dei complicati piani "di
salvataggio", di cui quasi nessuno capisce molto, anche perchè cambiano sempre e non sono
ancora precisati, salvo intuire che tutti garantiscono per tutti, gli irlandesi
garantiscono i greci, i portoghesi garantiscono per gli spagnoli, gli italiano
devono garantire per i greci, spagnoli e portoghesi e viceversa ecc... tutti
garantiranno per i debiti e le banche di tutti. Il che sembra insensato. Ma
tutto è molto confuso, complicato e suona anche minaccioso per cui la gente ne è
intontita e intimorita. Quando si avanzano le proposte di nuove tasse o tagli
qualcuno si arrabbia, ma poi crolla la borsa, crolla persino il BTP, ti ritrovi
perdire persino su titoli di stato che scadono tra
due anni di quelli sicuri, si paventa il crac dell' euro
seguito da panico generale, svalutazione secca e poi chissà cosa altro per cui
si sta buoni ad aspettare gli eventi Ma in tutta questa confusione si intuisce
che ci sono enormi debiti pubblici, anche le banche hanno debiti (ma non
ricevono i soldi dai depositanti che si indebitano con loro?) e occorre ora
tanto denaro per pagare questi debiti. E sono debiti specie verso l' estero,
per cui siamo alla mercè di quello che decidono a
Londra, New York, Parigi e Berlino e questi decidono che vogliono i sacrifici,
più tasse e tagli, per succhiare soldi agli italiani e rassicurare questi
investitori che pagheranno le rate e gli interessi Vale la pena di ribadire che
tutto quello che sta succedendo è, dal punto di vista della maggioranza dei
cittadini, demenziale ed è sbagliato alla radice, un errore colossale (se non è
anche una trama deliberata). Il punto è che lo schema dell' euro
è una trappola, per come è stato costruito dall' inizio e non poteva che finire
così. In pratica negli ultimi 10 anni l' integrazione economica c' è stata non
con i paesi europei, ma con la Cina, India e Asia che
ci hanno invasi, cioè la Unione Europea è stata un
pretesto per integrarci di più non con l' Olanda o la Germania, ma con i paesi
del terzo mondo a basso costo. Quello che è avvenuto all' interno dell' Europa invece è che hanno tolto la sovranità monetaria, cioè l' Italia non ha più la sua moneta e DEVE INDEBITARSI NELLA MONETA
DI ALTRI PAESI. CI
INDEBITIAMO IN UNA MONETA CHE NON CONTROLLIAMO E NON
RIFLETTE LA NOSTRA ECONOMIA. Purtroppo il controllo della moneta
è il controllo del denaro e della ricchezza e uno stato che vi rinuncia (e in
più si lascia invadere dalle merci dei paesi dove si lavora
per 1 euro all' ora) si suicida economicamente La moneta è
essenziale e lo stato italiano dovrebbe poter decidere o influenzare sia il suo
valore che la sua quantità. Il valore come noto non possiamo perchè riflette anche altri 12 paesi. E per la quantità di moneta ? Se l' economia è ferma e hai risorse inutilizzate, hai
disoccupazione dovresti stimolare con della moneta l'
economia. Ma come crei moneta ? Il debito è moneta nell' economia attuale, il deficit pubblico crea moneta e il credito bancario pure crea moneta,
il 90% della moneta si crea in questo modo. Ma non
solo non lo possiamo fare, ci viene imposto di fare il contrario esatto, di
ridurre la moneta, perchè
dobbiamo ridurre il deficit pubblico con tasse e tagli mentre le banche
riducono il credito e i cittadini e le imprese stesse sono abbastanza saturi di
debito e non ne vogliono assumere altro. E non è neanche più possibile una
svalutazione che rifletterebbe il fatto che costiamo troppo e non competiamo
Non possiamo svalutare come fanno inglesi, americani, cinesi, coreani, non
possiamo creare moneta per stimolare l' economia come
fanno giapponesi, cinesi, americani, inglesi e brasiliani e tanti altri. Siamo
in trappola. Ma ci dicono tutti i giorni che è necessario suicidarci perchè altrimenti rischiamo "il default" e
usciamo dall' euro. La Svizzera, l' Inghilterra, la
Norvegia, la Corea, Singapore e il Giappone sono fuori dall' euro
o da altre unioni monetarie. Anche noi lo siamo stati
per secoli, abbiamo sempre avuto una nostra moneta e
persino unificare le monete dei vari stati italiani è
stato difficile nel 1800 Tutto quello che si racconta sui pericoli dell'
inflazione, svalutazione, default se si esce dall' euro
o si finanzia il debito pubblico senza pendere soldi a prestito sono finzioni.
Lo stato italiano deve poter controllare il valore e la quantità della sua moneta, come è sempre stato. Non si può cedere il controllo
della moneta ad altri. Una volta che controlliamo la moneta non c' è nessun default. Ci può essere inflazione, ma
persino in Argentina che ha fatto un default caotico nel 2001 l' economia va
molto meglio della nostra da quando si sono liberati del vincolo della parità
con il dollaro e del debito estero SE LO STATO
ITALIANO POTESSE ORA SVALUTARE E STAMPARE MONETA
RISOLVEREBBE BUONA PARTE DEL PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO Negli Stati Uniti dal
2008 stanno stampando moneta per comprare titoli sia
di cartolarizzazioni di mutui che è un modo di creare indirettamente credito
che titoli di stato. Bene, l' inflazione USA al momento è identica a quella
italiana, anche se noi non stiamo facendo niente del genere. La Cina stampa moneta per comprare valuta estera e in questo modo poi pompa
credito e non ha un inflazione fuori controllo, per un paese che cresce al 9%
un inflazione al 6% è quasi OK... Il Giappone come noto da 15 anni sta monetizzando il debito pubblico stampando moneta
e il risultato è un inflazione più bassa e una valuta più forte degli altri !!!
In Giappon questa moneta che
hanno stampato l' hanno usata per sussidi e lavoro pubblici. Hanno sicuramente
anche sprecato, ma dov' è l' inflazione e dov' è la svalutazione ? E' successo
il contrario, hanno stampato moneta e speso e l'
inflazione è scesa e la valuta è salita ! Il contrario di quello che
raccontano. Perchè i giapponesi non si sono
indebitati come stato all' estero UNO STATO NON HA BISOGNO DI
INDEBITARSI ALL' ESTERO, PERCHE' PUO' CREARE MONETA SE
NECESSARIO. La moneta si crea tramite il deficit
pubblico e il credito bancario ed entrambi sono controllati dallo stato. Se la
si crea in una % ragionevole, non superiore al 5-6% annuo e se questa moneta è diretta soprattutto per infrastrutture e non solo
sussidi e stipendi non crea inflazione, crea posti di lavoro. Se crei posti di
lavoro e produci beni non crei inflazione, perchè i
nuovi posti di lavoro creano domanda di beni e però la domanda di beni aumenta
anche lei e tutto va per il meglio La Cina ha un boom economico continuo
sostenuto in gran parte da enormi investimenti, in infrastrutture, fabbriche ma
anche costruzioni più che consumi. Ma questo perchè
crea moneta a ritmi del 15% annuo. C' è molto spreco,
ma dato che bene o male sono investimenti e che controlla la sua moneta per ora il reddito e l' occupazione aumenta. Se
facesse parte dell' Unione Europea con la BCE starebbe
fresca. Ma anche se si indebitasse all' estero, la Cina ha costruito tutto il
boom senza prendere una lira in prestito all' estero. E dove hanno trovato i
soldi che erano poveri fino a 10 anni fa ? Hanno stampato moneta
!!!. Non hanno fatto l' errore di tanti paesi sudamericani e del terzo mondo di
farsi prestare i soldi ad interesse dalle sanguisughe delle banche
internazionali La Cina non fa testo perchè parte da
una base arretrata ? E il Giappone allora che non ha mai preso prestiti esteri
in pratica ? La Germania hitleriana condusse un gigantesco esperimento di
creazione di moneta interna (moneta
non disponibile per stranieri) stampata per pagare lavori pubblici, sussidi e
altro e persino per ritirare il debito pubblico emesso in precedenza. Il
risultato fu un boom economico e nessuna inflazione fuori controllo (più alta
della media degli altri paesi, ma questi erano anche più depressi). Se uno vuole
legge le memorie di Hjalmar Schacht,
il ministro delle finanze di allora, "The Magic of Money" uscito prima che morisse nel 1967 che ti
racconta come mai. E ti spiega anche la differenza di quando nel 1923
stamparono moneta e crearono un iperinflazione
terrificante... L' iperinflazione tedesca del 1922-1923 viene sempre usata come
spauracchio sui pericoli dello stato che stampa moneta
per finanziarsi. Ma se leggi le memorie di di Hjalmar Schacht che fu nominato
governatore della Reichsbank per mettere fine all'
iperinflazione nel 1923 per cui sapeva meglio di tutti quello che è successo,
all' epoca metà della moneta veniva stampata da banche
private e la banca centrale stessa prestava agli speculatori sui cambi esteri i quali andavano short il marco e lo
disintegravano... Cioè stampavano moneta e la
prestavano alla speculazione che la usava per andare short la loro valuta...Schacht invece stampò moneta in
misura limitata e solo per creare infrastrutture e le cose andarono bene. Se la
BCE stampasse moneta per un piano di infrastrutture
risolverebbe metà del problema. Se la Banca d' Italia avesso
di nuovo la lira e finanziasse parte del debito come fanno oggi gli inglesi
stampando moneta e la spendesse in infrastrutture
sarebbe ancora meglio. Siamo stati intrappolati, dobbiamo poter tornare a
comandare a casa nostra. GZ Fonte: http://www.cobraf.com/blog/ 8.11.2011.
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di TM News. |
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"prealpina.it" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Petrolio in rialzo, titoli di
stato riducono guadagni.
Per quanto riguarda le valute, l' euro cresce nei confronti della moneta
americana, a 1,3829 dollari. In crescita anche la
valutazione del petrolio Wti. Il greggio con scadenza
a dicembre viene infatti scambiato a 96,52 dollari al
barile, in rialzo di un dollaro rispetto alla chiusura
di ieri. Mentre, com' era prevedibile, i titoli di stato americano hanno
ridotto i guadagni. I T-bond a 10 anni, benchmark del
settore, crescono di 1/32 punti, a 100 24/32, con i rendimenti al 2,03%.
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"Wall Street Italia" del 08-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"TMNews" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
New York, 8 nov. (TMNews)
- Su notizie delle prossime dimissioni del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, Wall Street vira in positivo. Dopo una
giornata caratterizzata dalla cauta attesa degli investitori per le notizie
provenienti dall' Italia, i listini newyorkesi sono adesso in territorio
positivo. In particolare, il Dow Jones guadagna lo
0,33%, 39,69 punti, a quota 12.108,08; il Nasdaq cresce dello 0,54% a quota
2.709,97 punti; e lo S&P 500 ha aggiunto 6 punti, lo 0,46%, a quota 1.266,86. Per quanto riguarda le valute,
l' euro cresce nei confronti della moneta americana,
a 1,3829 dollari. In crescita anche la valutazione del petrolio Wti. Il greggio con scadenza a dicembre viene infatti
scambiato a 96,52 dollari al barile, in rialzo di un dollaro rispetto alla chiusura di
ieri. Mentre, com' era prevedibile, i titoli di stato americano hanno ridotto i
guadagni. I T-bond a 10 anni, benchmark del settore,
crescono di 1/32 punti, a 100 24/32, con i rendimenti al 2,03%.
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"TrendOnline" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata
a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen.
Le principali Borse del Vecchio
Continente chiudono col segno più. Chiusura in lieve rialzo per l' euro rispetto alla quotazione di ieri. La moneta
unica viene scambiata a 1,3784 dollari, contro 1,3765 dollari di ieri, e a 107,19 yen. Il cambio
yen/dollaro è a 77,75. Il Cac
di Parigi ha terminato la seduta con un guadagno dell' 1,28% rispetto alla
chiusura di ieri a 3.143 punti, l' Ftse 100 di Londra
è avanzato dell' 1,03% a 5.567 punti e il Dax di
Francoforte è salito dello 0,55% a 5.961 punti.
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"Reuters" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
TOKYO (Reuters)
- Sul mercato forex restano i timori di interventi da
parte delle autorità svizzere per frenare la forza della loro valuta, mentre l'
euro resta sostenuto sopra quota 1,3750 contro il dollaro. Il mercato guarda con preoccupazione all' evolversi
della situazione in Italia mentre i rendimenti dei titoli di stato italiano
ieri sono saliti a nuovi massimi dall' introduzione dell' euro.
Inoltre, in Grecia il nuovo governo di unità nazionale fatica a trovare un
accordo sul nome del nuovo premier. Il franco svizzero ha esteso le pesanti
perdite viste già ieri qunado la banca centrale del
paese ha avvertito che interverrà nuovamente sul mercato per frenare i franco
se necessario. Anche l' euro è in rialzo sul franco
svizzero, dello 0,15% a 1,2423/29 franchi svizzeri. La moneta
unica prima delle 8,00 italiane sebbene in lieve calo, dello 0,15%, resta
sostenuta contro il dollaro e quota 1,3753/54 dollari. I dealer dicono di essere cauti a prendere
posizioni corte sull' euro dopo che sono stati
scottati dal forte movimento del mese scorso quando l' euro
è salito rapidamente a 1,42 dollari. Alcuni dealer dicono che la moneta unica
potrebbe testare quota 1,3880, tenendo un supporto a 1,3670 dollari. Attenzione anche sul mercato forex
per il voto di fiducia al governo italiano sul Rendiconto nel pomeroggio. L' euro contro yen è
a 107,29/35 yen in calo dello 0,20%. Il dollaro è a
78,02/06 yen in calo dello 0,05%. (Redazione Milano,
reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters
messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net)
Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in
italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.
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"Il Sole 24 Ore" del 08-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Le contorsioni della maggioranza in
Italia si ripercuotono anche sull' euro, che ha perso
terreno nei confronti sia del dollaro che dello yen.
Il voto di fiducia che aspetta il primo ministro Silvio Berlusconi,
insomma, è sotto i riflettori di tutti i mercati. Del resto, il debito pubblico
italiano, pari a 1.900 miliardi di euro, supera
quelli di Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda messi insieme. La moneta unica ha perso lo 0,6% sullo yen, a 107,30 e lo 0,4% sul dollaro, attorno a 1,3740, dopo aver toccato quota 1,3679. La moneta unica ha risentito delle voci che si sono rincorse
durante la giornata sulle possibili dimissioni di Berlusconi. Debole anche il
franco svizzero, che ha accentuato la flessione dopo che il presidente della
Banca centrale Philipp Hildebrand
ha detto di aspettarsi ulteriori cali. La moneta ha
perso l' 1,2% sull' euro e l' 1,8% sul dollaro.
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"La Sicilia" del 08-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro recupera
e si riporta sopra 1,37 dollari in una giornata
animata dalle ultime evoluzioni politiche in Grecia e in Italia. La moneta comune, che aveva toccato un minimo di seduta a
1,3679, passa di mano per 1,3765 dollari e 107,44 yen,
sopra i livelli dell' apertura. Lo yen si rafforza sul dollaro
a 78,02 . La Bce aveva indicato il cross euro/dollaro « 1,3742 da 1,3773 dello scorso venerdì e 107,30 yen
da 107,55 precedente. 08/11/2011.
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"TrendOnline" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il dollaro australiano è sceso
rispetto al dollaro USA in seguito ai dati PMI della zona euro resi noti questa
mattina e che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona
della moneta unica.
Il dollaro
australiano è sceso rispetto al dollaro USA in seguito
ai dati PMI della zona euro resi noti questa mattina e
che hanno indicato una costante contrazione dell' economia nella zona della moneta unica. Tuttavia, il trend rialzista di ottobre rimane
intatto, sulla base anche dei commenti del vice presidente della Fed, Yellen, il quale ha confermato l' alta probabilità di un
nuovo piano di QE3. Inoltre, rimangono forti la produzione di Cina e Giappone,
due mete importanti per i prodotti dell' industria mineraria australiana. Il
rischio di un' inversione di tendenza si concentra sui summit di mercoledì
ritenuti vitali per il futuro dell' euro. Christopher Beauchamp, Londra.
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di Redazione Soldionline. |
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"Soldi Online" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Articolo a cura di FXCM.it
Questa mattina siamo arrivati in ufficio prima del solito e ci abbiamo messo
più di un' ora per cominciare a scrivere questa newsletter. Durante il tempo
che ha preceduto queste righe ci siamo chiesti e abbiamo
cercato di ragionare su quale sia il motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il dollaro americano.
Più infatti analizziamo il quadro macroeconomico, più non comprendiamo come l' euro possa trovarsi in una situazione così chiara di forza contro il
biglietto verde. Addirittura, dopo la comunicazione che ci arriva dalla
Grecia che sarà istituito un governo di unità nazionale guidato, probabilmente
da Papadimos, ex vice presidente della BCE (che mette
d' accordo Paparndreou e Samaras),
l' euro ha aperto in gap di oltre mezza figura per poi
andare a chiuderlo fermandosi però sui supporti di breve fatti segnare venerdì
scorso , testimoniandoci come la voglia di scendere, a quanto pare, sia davvero
poca. Il secondo sorvegliato speciale in questa fiera delle crisi è l' Italia,
i cui titoli di stato stanno offrendo dei rendimenti su livelli record (che
hanno fatto raggiungere distanze epocali da quelli dei bund
tedeschi, facendo arrivare lo spread sopra i 450 punti base): la situazione
politica, lo sappiamo, sta mettendo in pericolo anche i mercati finanziari di
riferimento per il Paese, con la speculazione pronta a localizzarsi contro di
noi. Anche questo, se ci fermiamo un attimo a pensare, è un fatto importante e
che dà da riflettere. La speculazione ed in generale i flussi finanziari di
investimento si stanno comportando come se l' euro non
fosse rappresentativo della situazione dell' Europa
intera, ma soltanto (probabilmente) della Germania. I mercati azionari ed
obbligazionari invece stanno riflettendo in maniera più veritiera quali siano
le reali condizioni di fiducia nei confronti dei diversi Stati. Questo è un
ulteriore tassello che dobbiamo aggiungere al nostro quadro di valutazione della
moneta unica, quadro che mostra un bilancio
macroeconomico disastroso e che mina in maniera importante il terreno su cui è
costruita l' unione monetaria, ma che dal punto di
vista pratico ci mostra un EurUsd
su livelli alti. EurUsd -
grafico 4 ore La moneta unica sta salendo anche contro
il franco svizzero, anche se in questo caso si tratta più di discesa del franco
che di forza intrinseca della moneta unica. Lo stesso
movimento di perdita di valore del franco si sta verificando infatti anche
contro il dollaro americano. TAG: forex
, fxcm , euro Stampa Invia
ad un amico Pagina Successiva "
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"milanofinanza.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Questa mattina siamo arrivati in ufficio
prima del solito e ci abbiamo messo più di un' ora per cominciare a scrivere
questa newsletter. Durante il tempo che ha preceduto queste righe ci siamo
chiesti e abbiamo cercato di ragionare su quale sia il
motivo che mantiene la moneta unica sopra quota 1.3700 contro il dollaro americano.
Più infatti analizziamo il quadro macroeconomico, più non comprendiamo come l' euro possa trovarsi in una situazione così chiara di forza contro il
biglietto verde. Addirittura, dopo la comunicazione che ci arriva dalla
Grecia che sarà istituito un governo di unità nazionale guidato, probabilmente
da Papadimos, ex vice presidente della BCE (che mette
d' accordo Paparndreou e Samaras),
l' euro ha aperto in gap di oltre mezza figura per poi
andare a chiuderlo fermandosi però sui supporti di breve fatti segnare venerdì
scorso , testimoniandoci come la voglia di scendere, a quanto pare, sia davvero
poca. Il secondo sorvegliato speciale in questa fiera delle crisi è l' Italia,
i cui titoli di stato stanno offrendo dei rendimenti su livelli record (che
hanno fatto raggiungere distanze epocali da quelli dei bund
tedeschi, facendo arrivare lo spread sopra i 450 punti base): la situazione
politica, lo sappiamo, sta mettendo in pericolo anche i mercati finanziari di
riferimento per il Paese, con la speculazione pronta a localizzarsi contro di
noi. Anche questo, se ci fermiamo un attimo a pensare, è un fatto importante e
che dà da riflettere. La speculazione ed in generale i flussi finanziari di investimento
si stanno comportando come se l' euro non fosse
rappresentativo della situazione dell' Europa intera,
ma soltanto (probabilmente) della Germania. I mercati azionari ed
obbligazionari invece stanno riflettendo in maniera più veritiera quali siano
le reali condizioni di fiducia nei confronti dei diversi Stati. Questo è un
ulteriore tassello che dobbiamo aggiungere al nostro quadro di valutazione
della moneta unica, quadro che mostra un bilancio
macroeconomico disastroso e che mina in maniera importante il terreno su cui è
costruita l' unione monetaria, ma che dal punto di
vista pratico ci mostra un EurUsd
su livelli alti. La moneta unica sta salendo anche
contro il franco svizzero, anche se in questo caso si tratta più di discesa del
franco che di forza intrinseca della moneta unica. Lo
stesso movimento di perdita di valore del franco si sta verificando infatti
anche contro il dollaro americano. Sembra infatti che
siano circolando dei rumor secondo i quali la Banca Centrale Svizzera sia
pronta ad accettare un EurChf
tra 1.3000 ed 1.4000. Il Presidente della SNB Hildebrand
ha tra l' altro dichiarato in un' intervista rilasciata settimana scorsa che se
il franco non si deprezza ci si potrebbe trovare di fronte a scenari
deflazionistici che potrebbero pesare in maniera importante sull' economia
reale. Inoltre egli ha dichiarato che la SNB è pronta a intraprendere ulteriori
azioni nel caso in cui le prospettive economiche e questo potenziale scenario
deflazionistico dovessero richiederlo. Un' ultima parola sui NFP americani, che
hanno mostrato una creazione di posti di lavoro per 80 mila unità, mentre il
tasso di disoccupazione è passato da 9.1% a 9.0%, senza tuttavia mostrare
reazioni sui mercati, concentrati come sappiamo su altre faccende. Passiamo ora,
come di consueto, all' analisi tecnica. Il cambio EurUsd, decisamente meno volatile
negli ultimi giorni di settimana passata rispetto all' inizio, non fornisce
grandi spunti ad eccezione di una flag. Osservando un
grafico con un timeframe inferiore al giornaliero (4
ore oppure orario) possiamo, infatti, notare un movimento di lieve salita dei
prezzi, compiuto dal minimo di martedì a 1.36, confinato all' interno di due
rette parallele: la bandiera che visivamente si viene a creare indica in 1.3715
e in 1.39 i due livelli rispettivamente di supporto e resistenza: mantenendo a
mente la teoria, che associa alla flag un significato
ribassista e di continuazione del trend primario (sembra poter essere ancora
ribassista), possiamo considerare la moneta unica a
rischio ribasso sino a che non avverrà una cancellazione della figura, e più,
precisamente sino a che 1.39 non sarà definitivamente oltrepassato a rialzo.
Nulla di nuovo di cui parlare sul cambio UsdJpy. Sembra si stia ripetendo la situazione precedente
all' intervento delle autorità nipponiche, con una lateralità che ha dell'
incredibile se paragonata a quanto accaduto non più tardi di una settimana fa.
L' idea di fondo continua a suggerire in 77.80-78 il supporto, mentre a 78.50
si trova la prima resistenza, prima che 79.50 sia raggiunto. Il cambio EurJpy
continua la propria strada a rialzo, seppur anche in questo caso sia stata
vista una diminuzione della volatilità. Il supporto dinamico, indicato dalla
linea di tendenza positiva che insiste dai primi di ottobre, è dato per oggi a
107: il supporto statico invece continua a rimanere nei pressi di 106.50 dove,
ricorderete, abbiamo potuto notare decise inversioni dei prezzi nelle ultime
settimane. 108.15 rimane obiettivo di breve di questa tendenza rialzista. Il cable non fa eccezione al quadro appena descritto di
rallentata volatilità e minor scostamento infragiornaliero.
La tendenza in questo caso è quanto mai incerta: ciò che possiamo distinguere
con precisione sono invece i livelli toccati in più occasioni, come 1.6050
(resistenza) e 1.5950 (supporto). Il franco svizzero ha perso terreno venerdì,
sia contro euro che dollaro.
Il cambio EurChf,
grazie a quanto visto sopra, ha potuto guadagnare nuovamente terreno dopo due
settimane abbondanti di calo costante. Siamo passati da 1.2135 (molto vicini al
supporto chiave che a questo punto non crediamo di aver notato solamente noi)
sino a 1.23 in chiusura di giornata. Il livello così raggiunto pensiamo che non
sia casuale ma venga confermato da più coincidenze di punti delle passate
settimane: possiamo quasi dire che, idealmente, questo livello divide la
tendenza in calo dei prezzi da quella in salita, con obiettivi nuovamente
superiori a 1.24. La debolezza del franco ha portato ad una rottura della
tendenza ribassista del cambio UsdChf
che insisteva da più di un mese. Il primo livello di resistenza si troverà oggi
a 0.8940, mentre il successivo si trova a 0.9030. ( www.fxcm.it )
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di Di Francesca Gerosa. |
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"milanofinanza.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro apre in
calo a 1,3722 dollari e 107,20 yen. Le speranze dei
mercati nel governo di coalizione che dovrebbe essere eletto in Grecia sembrano
affievolirsi. Dopo l' intesa raggiunta ieri tra il premier uscente, il
socialista George Papandreou, e il leader dell'
opposizione, il conservatore Antonis Samaras, per la formazione di un Governo di unità nazionale
che cerchi di trascinare il Paese ellenico fuori dal dramma del debito, le
delegazioni dei due partiti, rispettivamente il Pasok
e Nea Dimokratia, si sono
accordate per indire le elezioni anticipate per il prossimo 19 febbraio. Una
data che ambedue gli schieramenti hanno definito "la più
appropriata". Il compromesso ellenico ha avuto immediate ripercussioni
sulle piazze finanziarie: l' euro, dopo un' iniziale
quanto effimera impennata a 1,38 contro il dollaro sui
mercati asiatici, ha poi cominciato a scendere. Gli analisti di Fxcm hanno cercato di capire quale sia il motivo che
mantiene la moneta unica sopra quota 1,3700 contro il dollaro americano. Più infatti si analizza il quadro macroeconomico,
più non si comprende come l' euro possa trovarsi in
una situazione così chiara di forza contro il biglietto verde. Addirittura,
dopo la comunicazione che ci arriva dalla Grecia che sarà istituito un Governo
di unità nazionale, l' euro ha aperto in gap di oltre
mezza figura per poi andare a chiuderlo fermandosi però sui supporti di breve
fatti segnare venerdì scorso , testimoniando come la voglia di scendere sia
davvero poca. Il secondo sorvegliato speciale in questa fiera delle crisi è l'
Italia, i cui titoli di stato stanno offrendo dei rendimenti su livelli record
(che hanno fatto raggiungere distanze epocali da quelli dei bund
tedeschi, facendo arrivare lo spread stamani a 480 punti base). "La
situazione politica, lo sappiamo, sta mettendo in pericolo anche i mercati
finanziari di riferimento per il Paese, con la speculazione pronta a
localizzarsi contro di noi", sottolineano gli esperti di Fxcm. "Anche questo, se ci fermiamo un attimo a
pensare, è un fatto importante e che dà da riflettere. La speculazione e in
generale i flussi finanziari di investimento si stanno comportando come se l' euro non fosse rappresentativo della situazione dell' Europa intera, ma soltanto probabilmente della
Germania". I mercati azionari e obbligazionari invece stanno riflettendo
in maniera più veritiera quali siano le reali condizioni di fiducia nei
confronti dei diversi Stati. "Questo è un ulteriore tassello che dobbiamo
aggiungere al nostro quadro di valutazione della moneta
unica, quadro che mostra un bilancio macroeconomico disastroso e che mina in
maniera importante il terreno su cui è costruita l' unione monetaria,
ma che dal punto di vista pratico ci mostra un euro-dollaro su livelli alti", aggiungono gli esperti.
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"Corriere Economia" del 07-11-2011 |
Pagina: 25 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Scenari La Germania è troppo cara,
la Svizzera ha bloccato il cambio: le idee per investire fuori dall' euro.
Sottotitolo: Dal dollaro australiano a quello
canadese, dalla corona norvegese a quella svedese: ecco i bond con il massimo
voto di affidabilità e con l' opportunità di guadagnare sul cambio DI MARCO SABELLA.
Basterà l' ombrello del Bund tedesco per fronteggiare la grandinata che si è
abbattuta sulle obbligazioni governative in euro? È l'
interrogativo che si pongono con sempre maggior frequenza i risparmiatori che
hanno diversificato nelle emissioni del governo di Berlino. Sicure, ma molto
volatili, soprattutto per effetto dell' aggravamento della crisi che ha colpito
i Btp italiani e i Bonos iberici, oltre che per lo
stato di virtuale insolvenza della Grecia. Fuori dai confini Ecco perché i fund manager guardano con crescente interesse alle
obbligazioni governative di paesi che godono di rating tripla A e che si
collocano al di fuori della zona euro. Titoli
denominati in corone svedesi e norvegesi, in franchi svizzeri, in dollari australiani e canadesi, che pagano (con l' eccezione
delle generose obbligazioni australiane) rendimenti molto bassi, inferiori al
2%. Ma che risultano capaci di proteggere il valore reale del capitale e di
offrire un buon potenziale di apprezzamento nel caso di un aggravamento della
crisi della divisa unica europea. «È giunto il momento
di sfatare il mito del Bund come paradiso sicuro per
i risparmi in euro. Se la situazione dovesse avvitarsi
anche le emissioni di Berlino risentirebbero della crisi e comincerebbero a
deprezzarsi», afferma Daniele Guidi, responsabile delle gestioni
obbligazionarie di Bnp Paribas
Im. «L' alternativa delle emissioni in valuta di
paesi con rating tripla A è molto sicura dal punto di vista della solidità
dell' emittente, tuttavia obbliga a tenere in seria considerazione il rischio
valutario», precisa il gestore. Per questa ragione una diversificazione in
emissioni tripla A in valute diverse dall' euro,
secondo gli strategist di Bnp
Paribas, non dovrebbe eccedere una percentuale del
10% del portafoglio per gli investitori con una propensione al rischio medio
bassa. Ma potrebbe spingersi fino al 20-25% del totale per chi è capace di sopportare
meglio la volatilità del cambio. Un' occhiata alla
tabella, mostra tuttavia che negli ultimi tre anni la variabile valutaria ha
giocato complessivamente a favore degli investitori. Dal 2008 a oggi l'
apprezzamento dei dollari australiani è stato superiore
al 45% nei confronti dell' euro, del 20% quello del
franco svizzero, mentre oscilla intorno a un + 10% la performance di divise
come la corona norvegese, svedese o il dollaro
canadese. Solo il dollaro statunitense - valuta
rifugio unicamente in situazioni di gravissima emergenza - ha perduto l' 8,7%
nel corso del triennio. Da inizio 2011, infine, questo paniere di valute è
rimasto sostanzialmente stabile nei confronti dell' euro.
Ricette «Nel diversificare un portafoglio, collocherei la metà della quota
destinata ai titoli in valuta nei bond denominati in corone svedesi e
norvegesi, capaci di beneficiare dell' effetto flight to
quality (corsa alla sicurezza) nei momenti di crisi.
Mentre l' altro 50% potrebbe andare in divise come il dollaro
australiano e canadese, maggiormente agganciate all' evoluzione dei prezzi
delle materie prime e alla crescita dei paesi emergenti», sottolinea Guidi.
Occorre tuttavia ricordare che oltre all' incognita del cambio
(che come abbiamo visto può risolversi in un buon affare) le emissioni in
valuta tripla A presentano lo svantaggio di un rendimento molto basso. La
cedola del bond in corone svedesi con scadenza ottobre 2012, si ferma per
esempio all' 1,2%. L' emissione in franchi svizzeri rimborsabile nel giugno del
2015 non va oltre una cedola minima dello 0,019%, in pratica a rendimento zero.
«Solo i bond in dollari australiani, con una cedola
del 4%, riescono a pareggiare il tasso di inflazione corrente di area euro», conclude Guidi. Resta il fatto che chi decide di
diversificare in valuta forte, non lo fa per trarre dal suo investimento un
vantaggio cedolare. Perché il primo motivo della scelta è quello di puntare su
emittenti la cui economia è «decorrelata» da quella
della zona euro e al secondo posto c' è la speranza di
un guadagno in conto capitale dovuto al cambio. Da
questo punto di vista le valutazioni delle corone svedesi e norvegesi appaiono
un po' «tirate», perché le due divise sono molto ricercate per effetto del
flight to quality. Ma presentano anche il vantaggio di una minore volatilità del cambio contro euro. I dollari australiani e canadesi hanno invece una maggiore volatilità nei
confronti dell' euro, ma offrono di contro un più elevato potenziale di apprezzamento
di lungo termine. Fuori gioco, da questo punto di vista, il franco
svizzero, dopo che la Banca centrale di Berna ha fissato il cambio
contro euro a un livello massimo di 1,20. RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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"Corriere Economia" del 07-11-2011 |
Pagina: 26 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Grafici Gli analisti vedono una
lunga fase laterale: ad oggi difficile ipotizzare l' arrivo di nuovi minimi o
di rally di fine anno.
Sottotitolo: Il cambio è il nuovo termometro
dei listini: se prevale la fiducia sale Wall Street,
la valuta Usa e tutte le Borse DI FABRIZIO BARINI.
I l mercato? Lo fa il cambio
delle valute. Le Borse si muovono con grande nervosismo, ma non mancano alcuni
punti fermi a cominciare dal cambio euro/dollaro che si è conquistato il ruolo di vero termometro dei
mercati. La prudenza premia il biglietto verde, mentre il rischio premia la moneta del vecchio continente. E mentre queste due forze si
scontrano ecco che i mercati si muovono nell' incertezza. Non ci sono
indicazioni per ipotizzare un rally di fine anno, ma neanche segnali che si
possano vedere nuovi minimi. Si va quindi sempre più verso una fase laterale,
piuttosto ampia, che per Piazza Affari vuole dire un supporto a 13 mila punti,
con un livello intermedio a 14.500-15 mila e una resistenza a 17 mila. Ultimo
ingrediente il prezzo del Bund, ovvero il titolo di
stato tedesco con scadenza a 10 anni, il cui andamento potrebbe essere il
grande anticipatore della direzione finale del mercato nei prossimi mesi.
Rapporto Che a dominare il sentiment delle Borse sia
soprattutto il rapporto di cambio tra euro e dollaro lo spiega Flippo Ramigni analista tecnico
di Classica sim: «Il grafico dell' indice S&P 500
e quello dell' euro/dollaro
sono uguali in questo momento. Questo significa che se il mercato cerca
sicurezza concentra gli acquisti sulla Borsa americana portandosi dietro anche
le Borse europee e l' euro».
Mentre se tra gli investitori prevale la paura del rischio si vende la divisa
unica e di conseguenza tutte le borse europee con l'
effetto di trascinare anche Wall Street. In questo
scenario anche il bund decennale è un punto fermo.
Secondo Ramigni, «il livello fondamentale è a
138,80/139,20 punti. Un livello che, se superato, aprirebbe la strada a un
allungo verso 143/144 punti con la conseguenza però che ci sarebbero grossi
problemi per tutta l' area euro. Viceversa 133 è un
livello spartiacque per un ritorno alla fiducia e di superamento della fase
critica». Cosa aspettarsi a questo punto sui principali indici internazionali?
Secondo Enrico Nicoloso, responsabile analisi tecnica
di Websim.it, «il tentativo di riequilibrio alle
forti vendite primaverili/estive avviato dalle borse dai minimi di settembre
non ha esaurito il suo potenziale, il rialzo è quindi limitato da forti
ostacoli tecnici». Sui singoli indici, come per esempio l' Ftse
Mib, i supporti a 15.000-14.500 punti hanno tenuto. E questo permette di
ipotizzare il ritorno sui massimi di ottobre (17 mila punti) e forse anche
qualcosa in più (area 18.000-18.500) prima di incontrare scogli tecnici davvero
forti. Anche Nicoloso segnala l' importanza del bund tedesco, ma anche del decennale Usa. «Finché rimane
sotto i top assoluti a 139/140 punti, indica che la fuga verso la qualità
rimane alta, ma non fuori controllo. E anche gli spread tra i titoli tedeschi
ed il resto dei decennali europei evidenzia una
situazione di eccesso che richiederebbe almeno un tentativo di riequilibrio»,
dice ancora Nicoloso. Riequilibrio Secondo gli
esperti interpellati sposando l' ipotesi di un riequilibrio, in maniera molto
prudente e senza troppe ambizioni, i settori europei che
dovrebbero beneficiarne sono: le materie di base, le banche, gli industriali e
gli assicurativi. Il rally dei prezzi iniziato dai minimi di fine settembre ha
premiato, in Italia, soprattutto i titoli industriali come: Eni; Saipem, Enel e
Pirelli. Ma ovviamente per dare la spinta decisiva alle Borse sarà necessario
un forte recupero dei bancari. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di Edoardo Fagnani. |
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"Soldi Online" del 06-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Azimut ha dettagliato le caratteristiche
di AZ Fund Renminbi Opportunities,
il primo fondo UCITS III in Europa che consente di
puntare sulla valuta cinese. Inoltre, il prodotto è il primo dall' insediamento
del gruppo a Hong Kong e Shanghai, ed è rivolto in primo luogo a imprenditori europei con rapporti commerciali e industriali con la Cina.
Andrea Ciaccio, direttore di AZ Investment
Management, ha spiegato il motivo per cui acquistare il Renminbi. La
motivazione principale è la rivalutazione. Negli ultimi sei
anni, infatti, la moneta si è rivalutata del 30% nei confronti del dollaro. Inoltre, il gestore ha evidenziato che in questo momento il
Renminbi continua ad apprezzarsi contro il dollaro e ha
aggiunto che il tasso di rivalutazione medio annuo è nell' ordine del
4%. Altro punto a favore è la bassa volatilità del tasso di cambio
Renminbi/dollaro. Il Renminbi offre un maggiore tasso
e meno volatilità rispetto ad asset considerati più
sicuri. In particolare, il Renminbi si è comportato come un asset
sicuro nella crisi di agosto del 2011, che non ha risparmiato neppure le valute
dei paesi emergenti. Ad agosto il Renminbi si è rivalutato dell' 1%. Ciaccio ha spiegato anche il funzionamento del fondo. Nel
dettaglio, i sottoscrittori acquistano il fondo denominato in euro. La posizione in euro è
convertita in dollari ed è interamente coperta (per
evitare la volatilità del dollaro). Infine, la
posizione in dollari è convertita in Renminbi.
Inoltre, il fondo ha liquidità giornaliera illimitata e ha un approccio conservativo.
La duration è nell' ordine degli 1-2 anni. Il gestore
ha ricordato che il fondo ha tre mesi di vita. Secondo Ciaccio,
il maggiore rischio è relativo al paese. Il governo cinese, infatti, potrebbe
decidere di fermare l' apprezzamento del Renminbi contro il dollaro.
Inoltre, la non convertibilità del Renminbi potrebbe essere estesa ad Hong
Kong. Tuttavia, quest' ultimo rischio è remoto. TAG: azimut , cina , renminbi Quotazioni: AZIMUT Stampa Invia ad un
amico.
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"Avvenire" del 05-11-2011 |
ECONOMIA |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' EURO La moneta in balia del voto greco L' euro
continua a mantenersi sui livelli visti negli ultimi giorni senza particolari
oscillazioni. Ieri ha chiuso sui mercati europei
intorno agli 1,374 dollari. Sulla valuta europea continuano a pesare le incertezze relative alla
crisi debitoria della Grecia, che ne hanno frenato i movimenti al rialzo. Nella
notte fra ieri e oggi, il primo ministro greco Papandreou
ha affrontato un voto di fiducia sul filo del rasoio dopo la marcia indietro
sulla proposta di referendum per il piano di salvataggio.
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di di Alberto Terzi. |
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"Milano Finanza" del 05-11-2011 |
Pagina: 46 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica si comporta in
maniera nervosa dopo il taglio dei tassi operato dalla Banca centrale europea.
Settimana ancora caratterizzata da un'
elevata incertezza per il mercato valutario, dove in chiusura d' ottava la
parità euro/dollaro è
scambiata attorno 1,372. Il focus della settimana era puntato sulla prima
conferenza stampa di Mario Draghi al timone della Banca Centrale europea e l' italiano non ha affatto deluso le aspettative,
presentandosi con un inatteso taglio del tasso di riferimento dell' Eurozona dello 0,25%. Le considerazioni che hanno portato il
neopresidente a ridurre il costo del denaro sono da individuare in un contesto
continentale ancora fortemente appesantito dagli effetti della crisi
economico-finanziaria. Questo scenario ha decretato una revisione al ribasso
delle stime di crescita per il 2012 e come conseguenza anche di quelle sull'
inflazione, che dovrebbe ridursi sulla scia della minore domanda di materie
prime a livello mondiale. Ottemperando dunque all' obiettivo di mantenere la
stabilità dei prezzi in Europa, il consiglio dell'
istituto di Francoforte ha così implicitamente contribuito a stemperare le
tensioni sul debito sovrano, in particolare quello italiano e spagnolo,
ribadendo che continueranno gli acquisti di bond sovrani di Paesi in difficoltà
secondo necessità. Tanto è bastato a ridare fiducia ai mercati e a spingere l' euro/dollaro fino a 1,3860. Graficamente
la parità non sembra però aver ancora imboccato un trend definito: i valori da
monitorare attentamente sono il supporto in area 1,35 e la resistenza a quota
1,40. Un altro avvenimento importante della settimana è stato senza ombra di
dubbio l' intervento della Bank of
Japan, che lunedì mattina ha riportato il cambio dollaro/yen a quota 79 dopo
l' ennesimo record negativo a 75,30. Il perdurare dell' apprezzamento della
valuta nipponica, che solo da inizio anno ha fatto segnare un +13% su quella
americana, continua a ostacolare l' export giapponese. Nonostante le tensioni
nell' Eurozona, sembrano invece avere successo le
misure di controllo adottate dalla Swiss National Bank per limitare l' apprezzamento del franco svizzero, che
in settimana è rimasto stabile nel trading range
1,2150-1,2250. Sebbene la valuta elvetica sia considerata un safe-heaven dagli investitori di tutto il mondo, le
massicce munizioni a disposizione della Banca nazionale per deprezzare la
propria valuta stanno limitando al minimo la speculazione. (riproduzione riservata)
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"La Sicilia" del 05-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro chiude
in calo a 1,3757 dollari e 107,56 yen. Dollaro/yen a 78,14. L' avvio era avvenuto in lieve rialzo
sia nei confronti del dollaro che dello yen, dopo i
primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica, infatti, veniva scambiata a quota 1,3822 nei
confronti del biglietto verde americano, contro la valutazione di 1,3816 fatta
segnare alla chiusura di dell' altro ieri sera a Wall
Street. 05/11/2011.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 05-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Sono i Paesi virtuosi (Germania
in testa) ha volere la sopravvivenza dell' euro rispetto al ritorno alle valute
nazionali. Ma è sempre più necessario che la Bce diventi una vera banca
centrale e il governo Ue decida in termini di politica fiscale.
Dal 1° gennaio 1999 l' euro
è la moneta unica per circa 300 milioni di cittadini europei (anche se il corso legale è intervenuto tre anni più
tardi) e accomuna sotto un' unica politica monetaria
17 nazioni con caratteristiche estremamente diverse tra di loro - per lingua,
abitudini, struttura sociale, economica e fiscale. E proprio le troppo ampie
differenze tra i vari Paesi aderenti - sosteneva qualche scettico della valuta
unica - avrebbe, alla lunga, rotto gli equilibri faticosamente raggiunti per
determinare il rapporto di cambio tra le valute
nazionali e la nuova moneta. In effetti nei tre
decenni seguiti al boom economico europeo degli anni
Cinquanta e Sessanta l' economia del Vecchio Continente ha attraversato almeno
due crisi significative e numerose problematiche di carattere sociale che i
singoli Paesi hanno affrontato con approcci molto diversi tra di loro. Pensiamo
solo all' economia tedesca che negli anni Ottanta e Novanta viaggiava con un'
inflazione attorno al 2-3%, un cambio del marco
stabile e un tasso di disoccupazione inferiore al 6% (cresciuto al 10% solo
dopo la riunificazione delle due Germanie, ma presto
tornato ai valori consueti), nello stesso periodo l' Italia affrontava un'
inflazione a due cifre e una disoccupazione che viaggiava ben sopra il 10%, in
quegli anni la vecchia lira subiva ripetute svalutazioni rese necessarie per
recuperare la competitività perduta che importavano ulteriore inflazione e
impoverivano i risparmi degli italiani. Agli inizi del 1992 per acquistare un
marco tedesco bastavano 750 lire, neanche 12 mesi dopo ne occorrevano oltre
1.250, stessa sorte nei confronti del dollaro
statunitense e del franco francese e svizzero. Con queste premesse, negli anni
Novanta si è costituita la moneta unica, le cui uniche
regole comuni furono quelle stabilite dai parametri di Maastricht. Le
differenze tra l' area del dollaro e quella dell' euro sono evidenti: da una parte, gli Usa, con un governo
federale che stabilisce regole e sanzioni per tutti gli Stati e una banca
centrale con compiti ben precisi di governo della politica monetaria
ma anche di sussidio all' azione di politica economica dell' amministrazione
centrale, dall' altra un insieme di Paesi sovrani con regole comuni ma,
appunto, sovrani nella gestione delle questioni interne, con una banca centrale
i cui compiti sono quasi esclusivamente confinati nel controllo dell'
inflazione. La crisi di oggi va quindi letta con gli stessi occhi di quando,
nel 1979, fu implementato il Sistema monetario europeo, allora la Comunità economica europea
stabilì delle bande di oscillazione ristrette tra le valute europee
(del 2,25% per tutte, del 6% per la lira italiana) per garantire una maggiore
stabilità tra i rapporti di cambio. Lo Sme resse sino
al 1992 quando una violenta crisi valutaria,causò dapprima una svalutazione del
7% della lira, quindi la sua uscita dal sistema insieme con la sterlina
inglese. L' anno successivo le monete rimaste
concordarono una banda di oscillazione molto più ampia, nell' ordine del 15%.
Rischiamo di trovarci allora alla fine dell' era dell' euro?
Possibile, ma non probabile, oggi sono proprio i Paesi più forti, con in testa
la Germania a non auspicare il ritorno alle valute nazionali o anche solo l'
uscita di alcuni dei membri, questo significherebbe infatti per la Germania e i
Paesi «più virtuosi« un eccessivo apprezzamento del loro rapporto di cambio con effetti disastrosi sulla competitività, il costo
economico di un simile evento sarebbe infinitamente più alto del salvataggio
della moneta unica. Certo non è semplice ipotizzare un
rimedio nel breve in grado di tranquillizzare i mercati e garantire una
ritrovata stabilità, ma si può/deve cercare un vero accordo politico di
salvaguardia del sistema e dare alla Bce i compiti per poter agire come una
vera banca centrale, ma, al contempo, è indispensabile un programma di medio-lungo periodo che preveda la costituzione di un
governo centrale in grado di gestire le questioni di politica economica dell'
area euro e che imponga una convergenza delle
questioni di carattere fiscale, previdenziale e giuslavoristiche.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 05-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 40 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Dopo il taglio della Bce la
moneta unica recupera, ma subito si riallinea al trend di medio periodo.
La settimana è stata caratterizzata dal
prolungarsi delle vicende sul debito sovrano greco con crisi di panico sui
mercati finanziari che hanno toccato anche i debiti di Italia e Spagna.
Protagoniste della scena sono state le banche centrali. Nella notte tra
domenica 30 ottobre e lunedì 31 la Banca centrale giapponese è intervenuta con
successo per svalutare lo yen. E infatti il cambio dollaro/yen (graf. 2) dopo un
breve picco sopra il 79,00 si è assestato non scendendo più oltre il 77,70,
livello considerarsi come supporto per i prossimi giorni. Diverso l' effetto
dell' intervento sul cambio euro/yen
dove l' intervento ha avuto un effetto meno strutturale, portando il cambio a negoziare oltre 111,00 per un breve periodo per poi
ritornare in area 117,70. La Banca centrale europea,
nella giornata di giovedì 3 novembre, ha tagliato il tasso d' interesse dell' Eurozona di 25 punti base portandolo all' 1,25%. La
decisione del consiglio presieduto per la prima volta da Mario Draghi è stata
unanime e inattesa, pochi infatti gli analisti che avevano ipotizzato tale
decisione. Fino a oggi la Bce aveva dato priorità al proprio obiettivo di
mantenere l' inflazione sotto il 2% piuttosto che dare respiro alla' economia:
poiché attualmente l' indice dei prezzi al consumo è al 3% erano veramente in
pochi ad attendersi taglio del costo del denaro. La sorpresa è dovuta
soprattutto all' abitudine dei predecessori di Draghi a preannunciare o
addirittura suggerire in anticipo le manovre di politica monetaria.
Nel suo commento, il governatore Mario Draghi, ha rilevato come la presente
situazione del debito greco sia eccezionale, ma che la Banca centrale europea non potrà intervenire continuamente per ridurre in
maniera sostenibile gli spread tra i debiti sovrani, dovranno essere i governi
con le loro misure e riforme a dare i giusti segnali ai mercati. La reazione
sui mercati è stata sorprendente: pochi secondi dopo l' annuncio il cambio euro/dollaro
(grafico a fianco) si è apprezzato, gli operatori hanno apprezzato il maggiore
dinamismo della Bce, ma successivamente il trend si è invertito riallineandosi
con quello di medio periodo che vede la moneta unica
perdere terreno nei confronti del dollaro americano
anche in vista di un ulteriore taglio dei tassi prima della fine dell' anno.
ALTRE VALUTE. Ecco la situazione di alcuni cambi
importanti: OroUsd (graf.
3): il metallo prezioso torna a crescere e viola la linea del 50% di Fibonacci
disegnato sulla forte correzione iniziata nei primi giorni del mese di
settembre dopo il picco di 1.922 dollari per oncia. UsdDkk (graf. 4): la banca
centrale danese ha tagliato i tassi portandoli da 1,55% a 1,20% ma nei
confronti del dollaro Usa continua il trend ribassista
iniziato nei primi giorni di ottobre della corona. Prestare attenzione ai
rimbalzi sul supporto in area 5,30.
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"TrendOnline" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: L' euro perde i guadagni di
questa mattina contro il dollaro USA.
L' euro perde i
guadagni di questa mattina contro il dollaro USA dopo
che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto ai
giornalisti che i leader del G20 a Cannes non sono riusciti a mettersi d'
accordo su come disporre delle risorse del FMI e il Primo Ministro italiano
Silvio Berlusconi ha rifiutato di accettare i fondi del FMI. Un clima di
crescente preoccupazione sulla Grecia, in particolare dopo gli eventi
imprevisti di ieri, rende gli investitori eccessivamente cauti e restii nell'
aprire posizioni sulla moneta unica. Sull' euro hanno pesato anche le parole di Mario Draghi,
neo-presidente della Bce, secondo il quale la zona euro
potrebbe scivolare in una lieve recessione nell' ultima parte del 2011. Il dato
sul PMI sell' Eurozona per i servizi rilasciato questa
mattina, ha effettivamente sostenuto la dichiarazione di Draghi; il settore dei
servizi appaltati è sceso a 46,4, da 48,8 del mese precedente. Il dato sui
lavoratori non agricoli degli Stati Uniti pubblicato all' inizio di questo
pomeriggio ha ulteriormente smorzato la propensione al rischio ed è andato ad
alimentare le preoccupazioni di un rallentamento economico, nonostante un lieve
calo del tasso di disoccupazione. Jana Pristovsek, Londra.
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di Mauro Introzzi. |
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"Soldi Online" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
A cura di Unicredit Dal minimo di inizio
ottobre a 1,3144 il cross Eur/Usd
ha mostrato un movimento rialzista che ha condotto i corsi fino a superare la
soglia di 1,40 salvo poi stornare nuovamente per posizionarsi sugli attuali
livelli poco oltre 1,38 . In caso di nuova forza della moneta
unica vs il Dollaro fissiamo il primo target a 1,42
mentre i successivi, una volta violata la linea che unisce i massimi
decrescenti di maggio ed agost 2011, li posizioniamo
a 1,456, a 1,47 e quindi sui top dell' anno a 1,49. Al contrario, in caso di
stono, il primo supporto si trova a 1,36, il successivo a 1,342 con possibilità
poi di testare nuovamente il minimo di inizio ottobre a 1,3144. La violazione
di tale supporto potrebbe condurre l' Eur/Usd a in area 1,29. Tra i principali indicatori, il MACD si
è portato sopra la linea dello zero anche se è in atto un possibile incrocio
ribassista della Signal Line.
TAG: euro , dollaro , forex , analisi tecnica Stampa Invia ad un amico.
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"TrendOnline" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di
riferimento per la giornata del 4 novembre 2011.
La Bce comunica i cambi
di riferimento per la giornata del 4 novembre 2011. Euro
contro dollaro chiude a 1,3773, invariato rispetto
all' ultima rilevazione di ieri. In aumento il cambio euro/yen che chiude a 107,55 da 107,33. Segno più infine
anche per il cambio euro/sterlina
che si porta a 0,86125 rispetto a una precedente rilevazione a 0,85930.
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"milanofinanza.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Complimenti Presidente. Così avremmo
voluto esprimere il nostro parere circa la mossa da parte della BCE, che ieri
ha tagliato il costo del denaro da 1.50% a 1.25%. Inutile dire, dato le
innumerevoli volte che abbiamo richiesto una mossa del genere quanto siamo d'
accordo con il taglio, soprattutto perché, dal punto di vista dei consumi, si
dà una mano, molto banalmente, alle famiglie più in difficoltà Non importa l'
inflazione, non importa il potenziale scontento della Germania, Draghi ha
proposto un taglio dei tassi di riferimento del sistema interbancario,
ottenendo un consenso da parte dei membri del direttivo dell' istituto centrale
all' unanimità, il che ci fa capire quanto peso avevano le decisioni di Trichet, che addirittura aveva alzato i tassi durante l'
estate (se gli altri membri fossero stati convinti delle decisioni prese in
passato, probabilmente qualche rimasuglio hawkish
all' interno del board sarebbe rimasto). A pensarci
bene però, i capi dell' Europa, i nostri amici
tedeschi, non saranno poi così scontenti stamattina, in quanto accendendo gli screen troviamo la moneta unica
ancora sopra 1.3800 (incredibilmente, ci verrebbe da aggiungere), ma questa è
la realtà. 1.25% è considerato dal mercato come un rendimento comunque buono,
se si dà uno sguardo agli altri tassi, soprattutto a quelli legati al dollaro americano e continua ad essere valida la relazione
che vede i dollari scendere nel momento in cui ci si
rivolge ad attività più rischiose, ma che rendono di più. Dal punto di vista
dei commenti alla situazione macro, non arriva nulla di trascendentale: viene
rivista la crescita leggermente a ribasso mentre per quanto riguarda l'
inflazione, nel medio periodo le aspettative si stanno stabilizzando sotto il
2% a causa del rallentamento globale in atto. Oggi avremo a disposizione l'
ultima giornata di trading prima del week end ed assisteremo alla pubblicazione
dei Non farm Payrolls, che potrebbero portare a forti
aumenti di volatilità soprattutto sul cambio EurUsd. Le attese sono per 95k
posti di lavoro creati contro i 103k del mese di settembre ed in caso questo
fosse rispettato, le notizie per il mercato del lavoro Usa non sarebbero poi
così belle. Soltanto degli shock che si discostano in maniera significativa
dalle attese dovrebbero portare a movimenti importanti, la volatilità che si
crea attorno alla pubblicazione di questo dato, qualunque sia il risultato
sembra assomigliare sempre di più ad una scusa per fare trading speculativo di
breve.
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"TrendOnline" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha
disegnato un potenziale doppio minimo sul grafico intraday
con base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850.
Il cambio euro dollaro ha disegnato un
potenziale doppio minimo sul grafico intraday con
base in area 1,3650 e limite superiore a 1,3850. La rottura al rialzo di questa
fascia invierebbe un segnale di forza di euro capace
di accompagnare le quotazioni fino in area 1,4050. Prima resistenza a 1,39.
Oltre 1,4050/4100 probabile poi il recupero dei massimi di fine ottobre a 1,4240.
La mancata rottura di 1,3850 e la violazione di 1,3730 porterebbero ad un nuovo
test di 1,3650. Sotto questi livelli le speranze di un rimbalzo grafico
verrebbero sostituite dal rischio di cali fino a 1,35 almeno.
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"TeleBorsa" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro apre la
giornata all' insegna della stabilità contro il dollaro, dopo la sessione intensa e volatile della vigilia.
Il cross euro/dollaro si
attesta infatti a 1,38 USD (-0,09%), attorno ai livelli di chiusura di ieri
sera. Il mercato dei cambi, più
in generale, è fermo, in attesa dei dati chiave
sull' occupazione americana, che il Dipartimento del Lavoro statunitense pubblicherà a fine mattinata. Intanto, l' euro ha risentito ieri di forze contrastanti, dall' esito
positivo degli incontri del G20 al taglio a sorpresa operato dalla BCE,
capitanata per la prima volta da Mario Draghi.
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"unita.it" del 04-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Wall Street Italia" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ANSA) - ROMA, 4 NOV - Euro
in rialzo sul dollaro nei primi scambi sui mercati
valutari europei. La moneta
unica passa di mano a 1,3822 dollari, contro gli
1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo la
chiusura di Wall Street. Lieve rialzo anche sullo
yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri sera.(ANSA).
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"Msn" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Sale leggermente a 107,93 yen.
ANSA (ANSA) - ROMA, 4 NOV - Euro in rialzo sul dollaro nei
primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,3822 dollari,
contro gli 1,3816 dollari fatti segnare ieri sera dopo
la chiusura di Wall Street. Lieve rialzo anche sullo
yen, a 107,93 contro i 107,87 yen di ieri sera. Tweet.
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro chiude
stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei
tassi deciso dalla Bce guidata da Mario Draghi. Mentre sembra si allontani il
referendum sul piano di salvataggio di Atene. La moneta
unica si è indebolita dopo il taglio, inatteso almeno nei tempi, deciso dall' Eurotower, a causa delle
previsioni più negative della crescita economica. Le notizie in arrivo dalla
Grecia - nonostante la situazione ancora confusa del Paese - su un Governo di
larghe intese per proseguire nel risanamento chiesto dalla Ue, hanno invece
sostenuto l' euro. La moneta
unica termina quindi la giornata a 1,3741 dollari
(1,3809 mercoledì, 1,3809 la Bce). Stabili le quotazioni anche sulle altre
valute a 1,2141 franchi (1,2163 e 1,2166), sullo yen a 107,19 (107,68 e 107,78)
e sulla sterlina a 0,8607 (0,8629 e 0,8593). Il dollaro
scambia a 77,97 yen (78,01 mercoledì), a 0,8834 franchi (0,8814) e a 1,5972 per
una sterlina (1,5991). Dopo la chiusura di Wall
Street l' euro scambia a 1,3816 dollari.
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Special drawing rights
I Diritti speciali di prelievo - in inglese, Special Drawing Rights, Sdr - sono l' unità di conto utilizzata dal Fondo monetario per le riserve e i
pagamenti internazionali. Non rappresentano quindi alcuna moneta
ma servono come misura del valore delle transazioni tra Paesi (oltre che nelle
convenzioni sulla responsabilità di diritto privato). Sono stati creati nel
1969 per rimpiazzare l' oro come base delle transazioni, e per questo sono
stati anche detti paper gold. Sono anche crediti (il loro tasso di interesse era fissato ieri
allo 0,31%). Il loro valore si basa su un paniere di quattro divise: il dollaro (con un peso del 41,9%); l' euro (con il
37,4%); lo yen giapponese (con il 9,4%) e la sterlina britannica (con l'
11,3%). Ieri un Sdr valeva 1,144 euro e 1,576 dollari
LA PAROLA CHIAVE.
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"La Sicilia" del 04-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro chiude
stabile sopra quota 1,37 dollari dopo il taglio dei
tassi deciso dalla Bce e mentre si allontana il referendum greco sul piano di
salvataggio di Atene. La moneta unica termina quindi
la giornata a 1,3741 dollari (1,3809 mercoledì, 1,3809
la Bce). Stabili le quotazioni anche sulle altre valute a 1,2141 franchi
(1,2163 e 1,2166), sullo yen a 107,19 (107,68 e 107,78) e sulla sterlina a
0,8607 (0,8629 e 0,8593). Il dollaro scambia, poi, a
77,97 yen (78,01 mercoledì), a 0,8834 franchi (0,8814) e a 1,5972 per una
sterlina (1,5991). 04/11/2011.
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"milanofinanza.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Dopo aver raggiunto i punti di resistenza
contro il dollaro, l' euro ha
ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella
sezione dedicata all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la
propria naturale evoluzione: scendere. Già, perché di fronte ad una situazione
dove l' euro è messo seriamente ed ufficialmente in
discussione per la prima volta nella sua storia, la moneta
unica non scende e rimane saldamente sopra quota 1.3600. L' ipotesi paventata
ieri circa l' effettivo significato del referendum greco è stata confermata
ieri dalla Merkel e da Sarkozy.
I due leader politici di Germania e Francia hanno dichiarato senza mezzi
termini che ascoltare la volontà popolare è chiaramente importantissimo, ma è
altrettanto chiaro che il referendum deve essere portato a termine nel minor
breve tempo possibile in quanto la situazione di incertezza non può continuare
a lungo e deve essere risolta il prima possibile. E, all' interno di questo
referendum dovrebbe essere espressa soltanto una domanda: la Grecia vuole
continuare a rimanere nell' euro? Più chiaro di
così... Il messaggio forte che arriva da parte dell' asse franco-tedesco
riguarda la volontà delle prime due economie europee
di difendere l' esistenza e la stabilità della moneta
unica europea, obiettivo molto più importante rispetto
al salvataggio di uno stato membro (che, dobbiamo dirlo, ha truccato i propri
conti per riuscire ad entrare nel sistema monetario europeo prima di essere effettivamente preparata a questo
passo, fatto che però non lava via il nostro scetticismo circa l' unione monetaria stessa che contempla membri troppo diversi tra
loro, da tutti i punti di vista). In un quadro di incertezza del genere l' euro dovrebbe scendere e ritornare bid
soltanto nel caso in cui i si greci prevalgano sui no, fatto che allo stato
attuale dell' arte sembra leggermente più improbabile (circa 40% a 60%).
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"TrendOnline" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Dopo aver raggiunto i punti di
resistenza contro il dollaro, l' euro ha ritracciato fermandosi sopra i punti
di supporto, che hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica
dovrebbe essere la propria naturale evoluzione: scendere.
Dopo aver raggiunto i punti di resistenza
contro il dollaro, l' euro ha
ritracciato fermandosi sopra i punti di supporto, che come vedremo nella
sezione dedicata all' analisi dei livelli più importanti, hanno impedito alla moneta unica quella che in linea teorica dovrebbe essere la
propria naturale evoluzione: scendere. Già, perché di fronte ad una situazione
dove l' euro è messo seriamente ed ufficialmente in
discussione per la prima volta nella sua storia, la moneta
unica non scende e rimane saldamente sopra quota 1.3600. L' ipotesi paventata
ieri circa l' effettivo significato del referendum greco è stata confermata
ieri dalla Merkel e da Sarkozy.
I due leader politici di Germania e Francia hanno dichiarato senza mezzi
termini che ascoltare la volontà popolare è chiaramente importantissimo, ma è
altrettanto chiaro che il referendum deve essere portato a termine nel minor
breve tempo possibile in quanto la situazione di incertezza non può continuare
a lungo e deve essere risolta il prima possibile. E, all' interno di questo
referendum dovrebbe essere espressa soltanto una domanda: la Grecia vuole
continuare a rimanere nell' euro? Più chiaro di così.
Il messaggio forte che arriva da parte dell' asse franco-tedesco riguarda la
volontà delle prime due economie europee di difendere
l' esistenza e la stabilità della moneta unica europea, obiettivo molto più importante rispetto al
salvataggio di uno stato membro (che, dobbiamo dirlo, ha truccato i propri
conti per riuscire ad entrare nel sistema monetario europeo prima di essere effettivamente preparata a questo
passo, fatto che però non lava via il nostro scetticismo circa l' unione monetaria stessa che contempla membri troppo diversi tra
loro, da tutti i punti di vista). In un quadro di incertezza del genere l' euro dovrebbe scendere e ritornare bid
soltanto nel caso in cui i si greci prevalgano sui no, fatto che allo stato
attuale dell' arte sembra leggermente più improbabile (circa 40% a 60%).
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"Fastweb" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- Milano, 03 nov - Gli operatori restano molto cauti
sulla moneta unica a causa delle nuove incertezze
sulla Grecia dove il referendum sul piano di salvataggio rischia di creare
nuove tensioni sull' eurozona. Dal G20 di Cannes,
intanto, e' arrivata la notizia che e' stata sospesa la sesta tranche di aiuti
ad Atene fin quando non sara' chiaro quale strada vorra' intraprendere il Paese. Oggi, intanto, l' attenzione
sara' rivolta anche alla riunione della Bce che,
sotto la neo-presidenza Draghi, dovra' decidere se
tagliare o mantenere invariati i tassi di interesse, nonostante un
deterioramento degli indicatori economici. 'Non escludiamo - sottolinea Michael
Hewson, analista di Cmc Markets - che possa esserci un taglio di un quarto di punto' anche se l' orientamento prevalente e' per un
mantenimento dello status quo. L' euro si indebolisce
su tutte le principali valute e scambia a 106,76 yen (107,68 ieri), a 0,8609
sterline (0,8629), a 1,2132 franchi (1,2163). Il dollaro
passa di mano a 0,8874 franchi (0,8814) e a 1,5896 per una sterlina (1,5991). Mau (RADIOCOR) 03-11-11 09:01:46 (0069) 5 NNNN.
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"Fastweb" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae
sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto
recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- Milano, 03 nov - Euro in
forte calo in avvio a causa della perdurante incertezza sulla situazione greca.
La moneta unica che ieri era rimbalzata sopra gli 1,38
dollari in attesa della riunione della Fed, si attesta
ora a 1,3681 (1,3809 la chiusura di ieri). Il rapporto del dollaro
sullo yen e' sostanzialmente stabile a 78,05 (78,01). Mau
(RADIOCOR) 03-11-11 08:53:36 (0065)TV,news,sms 5 NNNN.
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di GIULIANO ZULIN. |
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"Libero" del 03-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
QQQ Perché dobbiamo svenarci per dare
retta ad Angela Merkel o Nicolas Sarkozy?
Perché dobbiamo sopportare di essere presi in giro da chi è incapace a
governare casa sua? Perché non sfiduciamo tutti questi capetti europei e ci togliamo dall' euro?
Gli italiani non hanno mai amato tanto la divisa unica: latita sempre la
nostalgia della lira. Tutto è raddoppiato, ricordate? Però non possiamo più
tornare alla vecchia moneta. E poi, se uscissimo dall'
euro-gruppo, dove andiamo con un debito pubblico
astronomico? Adesso i tassi d' in teresse sono bassi:
all' 1,5%. E per questo paghiamo meno interessi. Prima, con la lira, le casse
dello Stato tiravano fuori 70mila miliardi di vecchie lire all' anno. Ora ne
spendiamo meno, ma con l' im pennata dei Btp la
musica potrebbe cambiare. Già, dove andiamo con quel
debito che vale 120 volte il nostro misero Pil? Beh, potremmo adottare come moneta il dollaro. E tornare
a far parte della grande famiglia americana, come ai tempi della Guerra Fredda. Cosa cambia? Primoeffetto:
lanuova lira si svaluta del 37%, visto che per un euro servono 1,3744 dollari. Secondo effetto: i tassi d'
inte resse si adeguano a quelli americani. Con alcuni
ritocchi. Positivi. Diciamo che dall' 1,5% arrivano allo 0-0,25%.
Tradotto in termini reali cosa significa? Per quanto riguarda la svalutazione
diciamo che per l' Italia sarebbe la manna dal cielo. Come minimo le
esportazioni aumenterebbero del 37%, appunto, dopo già il +28% registrato dal
Belpaese (record mondiale) nel secondo trimestre di quest' anno. Ripartirebbe
la locomotiva del Nord, ci sarebbeun boomdelMade inItaly soprattutto
negli Usa. Da sempre ci amano, figuriamoci con il dollaro.
Evvai con il prosecco, i vestiti, le scarpe. Faremmo
concorrenza anche all' Est Europa, grazie alla nostra moneta "debole". Verrebbe punito chi delocalizza: adesso con l' euro
forte gli imprenditori che comprano la merce in Cina, ci guadagnano, oltre che
sulla manodopera, anche sul cambio favorevole, visto
che lo yuan è legato al dollaro. Il biglietto verde
sarebbe inoltre un toccasana per il turismo. Quale cittadino europeo
non sogna di fare una vacanza in Italia? Se poi costa il 37% in meno, nessuno
ci rinuncerebbe. Saremmo invasi anchedaamericani ecinesi.Ilfatturato del turismo
toccherebbe vette record. No euro, no Patto di
Stabilità. ChivieteràpoiaBerlusconi dipraticare aiuti di Stato? C' è da salvare un' impresa?
Pronti i soldi. E poi la salviamo come diciamo noi, senza Commissari che ci
vietano tutto. Anche l' agricoltura uscirebbe dallacrisi.
Nientetagliaicontributi su tabacco e zucchero. Li
teniamo, anzi li aumentiamo. Grazie ai dazi. Potremo infattialzare
le barriere doganali verso i prodotti che ci fanno concorrenza sleale, come fa
da sempre l' America. Anche sul fronte mutui ci sarebbero buone notizie. Con la
nuova moneta gli interessi scenderebbero sotto l' un
per cento. Chi deve restituire i soldi prestati dalla banca dovrà fare meno
salti mortali per arrivare a fine mese. E poi con l' economia in ripresa,
grazie alla divisa statunitense, aumenterebbero gli stipendi e, di conseguenza,
il potere d' acqui sto. Purtroppo c' è il fattore
"p". P come petrolio. Col paracadute euro la
benzina costa "meno". Il dollaro farebbevolareilprezzo del 37%. C' è da dire comunque che,
senza più vincolida Bruxelles, potremmo tagliare le
accise. Certo, tutta questa operazione non si può fare dalla sera alla mattina:
1) bisognerebbe capire se gli Usa ci vogliono. ConObama
il debito a stelle e striscie si avvicina ai 14mila
miliardi di dollari, dunque sobbarcarsi anche quello
italiano non sarebbe una passeggiata. Va però detto che le aziende americane
hanno 2mila miliardi di dollari in cassa, nell' attesa
che la tempesta passi. È questione di sfiducia, perché la Ue - hanno detto ieri
dalla Casa Bianca - non fa «fronte comune». Dunque, se si rompesse il circolo
vizioso passerebbe l' uragano e il maxi debito farebbe meno paura. 2) L' Italia
è un bel bocconcino: con la deriva fondamentalista nel Nordafrica
e l' as senza di governo europeo
gli Usa potrebbero tornare ad avere una super base nel Mediterraneo. E allora,
go Italy. QQQ Un singolare intreccio di rigidità e di flessibilità ha
condizionato in modo profondo l' evoluzione del mercato del lavoro negli ultimi
quattro decenni. Il corpo di regole che disciplinavano il mercato all' inizio
degli anni '70 si fondava in larga misura su una visione del rapporto di lavoro
come sede di esclusivi conflitti di interesse. Questa visione non è stata mai
posta in discussione e il corpo di regole si è modificato nel tempo per
eccezioni, flessibilità compensative, correzioni a margine come si sono spesso
definite. Le distorsioni create da una tale processo sono tante e pesanti: iper-protezione da un lato e sotto-tutela dall' altro ne
sono il risultato principale. La patologica segmentazione del mercato e l' ini qua distribuzione di tutele che ne sono derivate,
colpiscono in particolare i giovani. Di fronte a questi esiti, la politica si è
a lungo attestata su una posizione di stallo. Le distorsioni sono oggi aperte
sul terreno della policy e, con esse, rimane aperto nel nostro paese il
problema della tutela del lavoro. Gli aspetti paradossali di tutto ciò sono
notevoli. È paradossale che in un paese in cui i sindacati hanno una forza
enorme il problema della tutela del lavoro sia così acuto. Altrettanto
paradossale è che la visione conflittuale del rapporto lavoro-impresa, che ha
guidato la normativa del mercatodel lavoro, abbia
invece condotto a segmentarlo in modo iniquo, e a danno soprattutto dei
giovani. Di fatto, il dibattito sulle forme più efficaci di tutela del lavoro è
stato in Italia a poche voci e non ha quasi sfiorato il confronto politico
nell' ultimo decennio. La tutela, tanto semplice quanto forte, del lavoratore
nel posto di lavoro, che la legislazione degli anni '70 approntava, non è mai
stata posta in discussione. Né lo è stata la visione del rapporto di lavoro
come sede di conflitti di interesse chequella
legislazione assecondava. Le aree del conflitto e le aree degli obiettivi
comuni nel rapporto di lavoro non sono state oggetto di un dibattito politicoche favorissel' identi ficazione di un quadro
unitario di tutele e, soprattutto, l' ispira zionedi unprincipio diefficienza del
mercato cui le norme potessero dare applicazione. L' as
senza di un tale principio generale, su cui fondare il raggiungimento di un
corpo coeso e coerente di regole, è il problema cruciale del nostro mercato del
lavoro. E puntare a tutelare il lavoro attraverso la tutela dell' effi cienza del mercato dovrebbe
ormai essere obiettivo prioritario. Gli autorevolissimi suggerimenti di questi
mesi e gli impegni che il governo ha preso nei confronti della UE portano in.
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"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Dopo aver avviato la sessione in ripresa
sul dollaro, l' euro ha perso
i guadagni realizzati dopo la conferenza stampa della Federal
Reserve. Gli acquisti sul biglietto verde sono
tornati dopo l' accento messo dalla Fed sui rischi per la tenuta dell' economia
globale. La situazione è peggiorata rispetto a giugno, ha spiegato la Banca
centrale americana, ma non a sufficienza da richiedere un nuovo intervento di
sostegno. In apertura il dollaro era stato indebolito
proprio dalle voci di un possibile terzo round di
quantitative easing, che invece non ci sarà. L' euro, che aveva toccato un massimo di giornata a quota 1,3829 dollari, ha poi perso terreno tornando sotto quota 1,38, ma sempre in
territorio positivo rispetto a martedì. Sulla moneta unica, che
ha guadagnato rispetto a 13 delle principali 16 valute internazionali,
ovviamente pesa la situazione greca.
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"Il Sole 24 Ore" del 03-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 17 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Dopo tre sedute di ribasso la
moneta a quota 1,376.
Sottotitolo: BANCO DI
PROVA - Per la tenuta della valuta la prima prova sarà il voto di fiducia
chiesto dal Governo di Atene e in agenda per domani.
MILANO L' euro
prova a rialzare la testa contro il dollaro. Dopo tre
sedute al ribasso, ieri la valuta unica europea ha ripreso
mezzo punto percentuale sul biglietto verde, a 1,376 dollari,
dopo aver toccato quota 1,382 nel corso della giornata. Gli investitori hanno
risposto alla recente frenata della divisa europea con
discreti acquisti che hanno trovato un allentamento solo nella decisione da
parte della Fed di non avviare una nuova fase del quantitative easing negli Stati Uniti. «Questo rialzo dell' euro è solo una modesta ripresa, nell' attesa che si
registrino nuove flessioni», afferma Ron Simpson, direttore della ricerca
valutaria di Action Economics. L' euro
ha guadagnato nonostante siano arrivate notizie poco confortanti dai deboli
dati sul Pmi manifatturiero dell' Eurozona:
numeri che, sebbene attesi, hanno sostanzialmente confermato che il clima di
fiducia nell' Eurozona si sta progressivamente
sgretolando anche sulla scia dei crescenti problemi del debito periferico del
Vecchio Continente. Il vero banco di prova per la moneta
unica europea è dunque rappresentato dall' Europa e dalle sue difficoltà. Tra gli imputati c' è
anzitutto la Grecia, il cui referendum annunciato dal premier George Papandreou potrebbe spingere il Paese in un default
incontrollato. Gli occhi, nel breve termine, sono concentrati sul voto di
fiducia del Governo greco fissato per domani. Qualora Papandreou
perdesse la sfida, ad Atene sarebbero indette nuove elezioni politiche e molto
probabilmente non ci sarebbe spazio per l' avvio di alcun referendum. Difficile
dire quale sarebbe la risposta politica di un nuovo governo al piano di
austerity già concordato con la Troika formata da Bce, Fmi e Ue ma è certo che
qualsiasi risultato alternativo alla sfiducia verso l' attuale governo in
carica e la conferma del voto referendario (che dovrebbe tenersi all' inizio di
dicembre) spargerebbero sui mercati valutari nuova incertezza e aumenterebbero
le possibilità di un default incontrollato. Un' ipotesi, questa, che avrebbe
conseguenze imprevedibili sul futuro della moneta
unica e dell' Eurozona. Il rischio di contagio, in
quel caso, potrebbe infatti diffondersi rapidamente anche al debito italiano,
da tempo sempre più in tensione, e quello spagnolo. È dunque a questo scenario
estremo che hanno guardato i mercati valutari nelle sedute iniziali della
settimana. © RIPRODUZIONE RISERVATA.