Report "Euro-Dollaro"  dal 19 al 26 novembre 2011

 

Indice degli articoli

Sezione principale: Euro-Dollaro

Angloamericani gelosi degli investimenti cinesi

 

"ilgiornale.it" del 26-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Solo un paio di giorni fa scrivevamo che la Germania ha tratto un grande beneficio dall' attuale crisi finanziaria. E per questo motivo ha continuato nella sua perseverante rigidità nel non voler toccare nulla ( Eurobond e Bce) per cambiare le cose. Ieri Sebastian Mallaby scriveva le medesime cose sul Financial Times . «La Germania ha

Adesso anche i "Bot people" si trasformano in speculatori

 

"Il Riformista" del 26-11-2011

Pagina: 5

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: CRAC.Per Merkel e Sarkozy un crollo dell' Italia «porterebbe inevitabilmente alla fine dell' euro». Intanto, il rendimento dei Btp tocca il livello record dell' 8%. Per Fitch il nostro Paese è «già in recessione».

Abstract: Analizziamo con attenzione le parole del comunicato del governo italiano: «Crollo dell' Italia», «fine dell' euro», «conseguenze imprevedibili». Un processo che è già in atto. Secondo gli analisti finanziari siamo vicinissimi al punto di non ritorno. Una conferma è arrivata ieri sul fronte

Italia sotto tiro Euro nel vortice

 

di ARTICOLO - Galapagos.

 

"Il Manifesto" del 26-11-2011

0 CAPITALE & LAVORO

Pagina: 7

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Al ribassoSi fa sentire la delusione dei mercati dopo l' incontro Merkel-Monti-Sarkozy. Buoni del tesoro a picco: a disfarsi del debito italiano banche francesi e tedesche in prima linea.

Abstract: Negli Usa ieri è iniziata la grande abbuffata consumistica degli acquisti natalizi; in Europa, invece, ha preso forza la stagione dei grandi saldi dell' euro che seguita a risentire della delusione per l' esito dell' incontro a tre di giovedì a Strasburgo fra Monti, Merkel e Sarkozy. Dopo una mattinata tutta trascorsa in forte

Tecnocrati, la decisione da prendere è se restare o no nel' euro

 

"La Padania" del 26-11-2011

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: «Il presidente del Consiglio venga a riferire in Aula, in merito a quanto sta accadendo per la crisi economica». Lo ha chiesto Marco Reguzzoni. La Lega non accetta che il presidente Monti vada a far approvare le riforme che ha in programma dal duo Merkozy, senza che il Parlamento ne sia minimamente informato. Altro che recupero del

Piacenza e la crisi economica: un po' meglio che...in Italia

 

"Libertà" del 26-11-2011

TV

Pagina: 42

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Ospite a Telelibertà il presidente di Confindustria Bolzoni.

Abstract: piacenza - Apre con una panoramica sulla situazione economica internazionale il presidente di Confindustria Piacenza Emilio Bolzoni, intervistato ieri sera a Industriando dal vicedirettore di Telelibertà Nicoletta Bracchi per la puntata conclusiva della stagione 2011. «Viviamo in un momento molto particolare - ha esordito il numero

Pantene al rilancio con ricerca e innovazione

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Economia e imprese

Pagina: 28

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Cosmetica.

Abstract: MILANO Pantene accelera sulla ricerca e si rinnova. Una sfida importante per il marchio di prodotti per la cura dei capelli di Procter&Gamble, che vale 3 miliardi di dollari l' anno a livello globale ed è market leader nel mondo (con una quota di mercato del 10%), ma anche in Italia, Paese dove il brand detiene una quota del 18% di un

La crisi dell' euro è già da allarme rosso

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Settimana finanziaria

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Mercati. Merkel, Sarkozy e Monti hanno affermato la completa autonomia della Bce - Ora si attendono interventi straordinari da Bruxelles e Francoforte.
Sottotitolo: Per l' economista Bruni, la banca centrale non può essere prestatore di ultima istanza per gli stati.

Abstract: «Ma dove s' è mai visto che una banca centrale debba essere prestatore di ultima istanza verso gli Stati», reagisce piuttosto irritato Franco Bruni, docente di politica monetaria internazionale alla Bocconi. Negli Stati Uniti, verrebbe voglia di rispondere, con la politica ultra espansiva della Fed e i massicci acquisti di

Il deficit nell' Unione è anche democratico

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Primo piano

Pagina: 8

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: ANALISI.

Abstract: «La moneta non appartiene al principe ma alla comunità» avvertì una volta uno dei padri dell' euro, l' ex-presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer citando un normanno, il filosofo medioevale Nicola Oresme. A 12 anni dalla nascita, l' euro sembra il figlio di nessuno. Mercati a parte, la labilità di consenso e di

LOS ANGELES Televisioni a 42 pollici per solo 199,99 dollari, la Playstation 3 per 200 dollari, stivali a 20 dollari, promozioni del 10% persino su prodotti gettonati come Ipod, iPad e Mac: è partita alla grande la stagione dello shopping ...

 

di Daniela Roved.

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 44

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Retail. Secondo i primi dati l' edizione 2011 dovrebbe battere il record di 10,7 miliardi di dollari realizzato lo scorso anno Un venerdì «nero» contro la crisi Con il Black Friday parte la corsa agli sconti prenatalizi negli Stati Uniti SVOLTA VIA WEB I siti online hanno lanciato una forte offensiva contro i negozi tradizionali proponendo offerte ancora più allettanti.

Abstract: LOS ANGELES Televisioni a 42 pollici per solo 199,99 dollari, la Playstation 3 per 200 dollari, stivali a 20 dollari, promozioni del 10% persino su prodotti gettonati come Ipod, iPad e Mac: è partita alla grande la stagione dello shopping natalizio con la giornata di megasconti nota ormai in America come «Black Friday».

L' euro scivola ai minimi da sette settimane

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' asta italiana, che ha visto i rendimenti salire a livelli record, ha fatto arretrare l' euro ai minimi da oltre sette settimane. L' Italia ha pagato interessi record del 6,5% per i Bot a sei mesi e la moneta unica europea è scesa a 1,3226 sul dollaro, spinta al ribasso dai timori che la crisi del debito europeo peggiori di settimana in

Eni, in Libia la produzione torna ai livelli pre-guerra

 

"ilgiornale.it" del 26-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' Eni torna alla normalità in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio nel Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di 280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante petrolifero ha ripreso la produzione di petrolio in Libia a fine settembre e riaperto il gasdotto sottomarino

In breve

 

"L'Unità" del 26-11-2011

Pagina: 31

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: 13937,40.

Abstract: EURO/DOLLARO 1,3267 FTSE MIB + 0,12% FARMACIE Federfarma: sì al contratto per i 70mila addetti L' Assemblea Nazionale di Federfarma ha approvato ieri l' accordo per il rinnovodelContrattocollettivonazionale del lavoro dei dipendenti delle farmacie private. Un' intesa che è stataprecedentementesiglatadaFederfarma, dopo una trattativa

Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito.

 

"Il Mattino (ed. Avellino)" del 26-11-2011

Pagina: 55

 

Pubblicato anche in: "Il Mattino (ed. Circondario Nord)" "Il Mattino (ed. Benevento)" "Il Mattino" "Il Mattino (ed. Napoli)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido, ricordano

Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito.

 

"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011

Pagina: 43

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido, ricordano

Maxi-sequestro da parte della Guardia di Finanza, che sottrae proprietà per oltre due milioni di euro a persone legate al clan dei Casalesi.

 

"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011

Pagina: 39

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Maxi-sequestro da parte della Guardia di Finanza, che sottrae proprietà per oltre due milioni di euro a persone legate al clan dei Casalesi. Tra gli immobili messi sotto sequestro anche la villa di Alfonso Schiavone a Casal di Principe, ai cui cancelli sono stati apposti ieri i sigilli disposti dal Tribunale di Santa Maria. Un particolare:

Valore di 1 Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011

Pagina: 12

 

Pubblicato anche in: "Brescia Oggi" "L'Arena"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Valore di 1 Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO SVIZZERO1,22531,2268 YEN GIAPPONESE102,59103,07 CORONA DANESE7,43727,4370 CORONA SVEDESE9,25059,2440 CORONA NORVEGESE7,83607,8310 CORONA CECA26,03125,693 FIORINO UNGHERESE314,32309,93 ZLOTY POLACCO4,51434,4905 CORONA ESTONE DOLLARO CANADESE1,39121,3964 DOLLARO

DENAROLETTERA IN EURO 25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGEN

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011

Pagina: 12

 

Pubblicato anche in: "Brescia Oggi" "L'Arena"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: DENAROLETTERA IN EURO 25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGENTO (PER KG.)573,78573,27761,59769,33 STERLINA (V.C)302,65302,65327,99327,99 STERLINA (N.C)302,65302,65330,02330,02 STERLINA (POST.74)302,65302,65330,02330,02 MARENGO ITALIANO231,89231,89251,46251,46 MARENGO SVIZZERO229,31229,31247,92247,92 MARENGO

Murales di Haring La piazza sarà fatta in pietra

 

"La Nazione (ed. Pontedera)" del 26-11-2011

CRONACA PISA

Pagina: 26

 

Pubblicato anche in: "La Nazione (ed. Pisa)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: PRESTO cambierà pelle anche Largo Zandonai. Dopo Piazza Vittorio e la Domus Mazziniana, dunque, anche l' area davanti al murales di Haring sarà completamente riqualificata. Ad annunciarlo il sindaco Marco Filippeschi durante la breve cerimonia di ieri proprio davanti all' opera del grande artista americano per festeggiare la

Borsa in cerca di un minimo

 

di di Gianluca Defendi.

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: L' indice Ftse-Mib ha subito una brusca flessione che si è arrestata soltanto a quota 13.600. Segnali negativi arrivano anche da Wall Street, con l' indice S&P500 che è sceso sotto quota 1.200 punti.

Abstract: ÈNel corso delle ultime sedute la situazione tecnica dei mercati azionari, sia europei sia americani, ha subito un pericoloso deterioramento. Alle rinnovate tensioni finanziari collegate al debito dei paesi periferici dell' area Euro si sono infatti aggiunti i timori di una possibile ricaduta dell' economia globale in un periodo di

Ci sono anche quelli con l' indice verde

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 51

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: I green Etf sono fondi indice specializzati sull' agricoltura, un modo rapido di puntare su derrate agricole come frumento, mais, soia e zucchero. In particolare, i prezzi di mais e soia hanno raggiunto livelli record a inizio anno. Tra i più diffusi nei portafogli degli investitori Usa sono PowerShares DB Agricoltura, iPath Dow Jones-AIG

l' ultima settimana

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LUNEDì 21Fiat. Il gruppo a partire dal 1° gennaio 2012 disdirà tutti gli accordi sindacali vigenti negli stabilimenti automobilistici italiani. La decisione per Fiat è un atto dovuto ed è conseguente all' uscita del Lingotto da Confindustria, comunicata il 30 settembre. MARTEDì 22Europa. Doppio no agli

Aveva ragione Berlusconi, l' euro è una valuta molto particolare di Edoardo Narduzzi

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: A dieci anni dalla sua nascita l' euro rimane una moneta particolare. Una specie unica nel panorama finanziario mondiale perché è più una unità di conto che una vera moneta riferibile a un territorio politicamente integrato e con omogenee politiche di bilancio e fiscali. Lo aveva spiegato Silvio Berlusconi alcune

Euro sempre più giù

 

di di Alberto Terzi.

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 54

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Le tensioni sui debiti sovrani europei pesano sulla moneta unica. In grande difficoltà il fiorino ungherese.

Abstract: Estrema volatilità sul mercato valutario, dove in chiusura la parità euro/dollaro ha raggiunto quota 1,3250, segnando una netta flessione rispetto all' ottava precedente. Per il momento non si placa la tensione legata ai debiti sovrani dell' Eurozona, accentuata dall' aumento generalizzato dei rendimenti sui titoli di stato. Il

4

 

"Il Giorno" del 26-11-2011

MILANO ATTUALITA'

Pagina: 9

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: di GIULIA BONEZZI ? MILANO ? LO SPREAD deflagra nei discorsi da bar, irrompendo dal gergo oscuro di Piazza Affari in quello quotidiano del ceto medio milanese. Che potrà non conoscerne la definizione o come si calcoli, ma sa benissimo cosa vuol dire: è la misura della distanza tra il dissesto dello Stato italiano e la Germania prima

«Benzina, c' è spazio per un calo dei prezzi»

 

"Avvenire" del 26-11-2011

ECONOMIA

Pagina: 23

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: «Benzina, c' è spazio per un calo dei prezzi» È la richiesta a sorpresa dei gestori degli impianti Squeri (Figisc): il gasolio adesso può scendere di almeno 2 eurocent al litro DI CHIARA MERICO I prezzi dei carburanti in Italia devono calare, e potrebbero abbassarsi già nei prossimi giorni. A dirlo, questa

Uno sguardo ai corporate bond in dollari e sterline per diversificare

 

di di Ester Corvi.

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 16

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Rendimenti più bassi, ma la possibilità di diversificare il portafoglio fuori dalla traballante Eurolandia. È questo che hanno in mente gli esperti quando consigliano di investire una quota del portafoglio obbligazionario in corporate bond denominati in valute diverse dall' euro, come il dollaro, la sterlina o il franco

Asta choc per i Bot Titoli a sei mesi al 6,5%

 

"Avvenire" del 26-11-2011

ECONOMIA

Pagina: 9

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Asta choc per i Bot Titoli a sei mesi al 6,5% Tassi record. Bankitalia: non sono un indicatore equilibrato venerdì nero Il Tesoro ha collocato 8 miliardi di bond semestrali, a fronte di richieste per oltre 11 miliardi Il differenziale Btp-Bund arriva a quota 510: rendimenti al 7,3% E Fitch declassa otto banche italiane DA MILANO ALESSANDRO

PARIGI - Basta tergiversare, il conto alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è chiaro.

 

"Il Messaggero" del 26-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: PARIGI - Basta tergiversare, il conto alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è chiaro. Per leconomista francese, docente alla Luiss, «stiamo entrando in una nuova fase», in cui la crisi non travolge più soltanto i Paesi in difficoltà, ma tutta la zona euro. «Sì, stiamo cambiando epoca.

I grandi cru italiani battono i francesi all' asta di Christie' s a Hong Kong

 

"Italia Oggi" del 26-11-2011

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Straordinaria rivincita dei grandi cru italiani nei confronti dei vini francesi all' asta di ieri da Christie' s a Hong Kong. Dopo i prezzi incredibili raggiunti nell' ultimo anno e mezzo dai grandi cru francesi, da Chateau Lafite a Chateau Margaux a Haut-Brion, l' ultima asta di «fine and rare wines» ha confermato clamorosamente il

Wpp ora punta sul web Sorrell: ma ha prezzi alti

 

"Italia Oggi" del 26-11-2011

Pagina: 18

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: L' agenda del gruppo di comunicazione. Anche sui nuovi mercati.

Abstract: Wpp ottimista per il futuro del mercato pubblicitario, anche se è evidente il rallentamento nei confronti dei diretti concorrenti. Per questo bisogna accelerare sul digitale, nonostante i costi di internet stiano lievitando rapidamente, e acquisire un ruolo di intermediario nell' ambito dell' acquisto di spazi pubblicitari gestiti da gruppi

Asta choc per i Bot: tassi al 6,5%

 

"Italia Oggi" del 26-11-2011

Pagina: 39

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Spread Btp-Bund sempre sopra quota 500 pb. Piazza Affari piatta, le altre in crescita.
Sottotitolo: Venduti 8 mld con richieste per 11,7. Interessi raddoppiati.

Abstract: La trilaterale Merkel-Sarkozy-Monti di giovedì non ha allentato la morsa dei mercati sugli spread Btp decennale-Bund. Ieri il differenziale, partito a quota 490, è presto risalito fino a un massimo di 511 pb; poi è sceso lievemente, ma si è sempre mantenuto tra i 505 e i 510 pb, con rendimenti al 7,3%, mentre è

Nella villa del capo clan il simbolo del dollaro

 

"Corriere della Sera" del 26-11-2011

Cronache

Pagina: 24

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: CASERTA - Come nelle dimore di zio Paperone disegnate nei fumetti, nella villa di Alfonso Schiavone - ritenuto affiliato a un clan dei Casalesi - era stato realizzato sul pavimento del cortile un enorme simbolo del dollaro. La villa di Castel Volturno (Caserta) su tre livelli e riccamente rifinita, è tra i beni sequestrati ieri per circa

Fermi e sigilli, Casalesi braccati

 

"Corriere del Mezzogiorno (ed. Caserta)" del 26-11-2011

Caserta

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Le operazioni Sequestro di beni della Finanza, la polizia arresta i fratelli Mezzero.

Abstract: CASERTA - Una «S» e un «I» maiuscole, quest' ultima sovrapposta a mo' di linea retta, quasi a ricordare il simbolo del dollaro (che di rette perpendicolari alle S ne ha però due) raffigurate sulla pavimentazione del cortile dell' abitazione. È uno dei dettagli dell' operazione che ha portato al sequestro di

Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond

 

"La Sicilia" del 26-11-2011

Borsa

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond. Dopo una mattinata in ribasso, l' euro aveva recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di un

Visco: investire sui giovani

 

di Stefano Lepri.

 

"La Stampa" del 26-11-2011

Prima pagina

Pagina: 1

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Colloquio col governatore di Bankitalia: un Paese in ritardo come il nostro deve investire più di altri nella conoscenza.
Sottotitolo: "Pagano globalizzazione e moneta unica, salari d' ingresso come negli Anni 80" Btp choc all' 8%, spread sopra 500. Sarkozy e Merkel: se cade Roma, crolla l' euro.

Abstract: Il neogovernatore della Banca d' Italia, Visco, dice che «per l' ingresso dell' Italia nell' euro hanno pagato i giovani», sui quali abbiamo scaricato i costi della globalizzazione e della svalutazione della moneta. Imprescindibile investire nella conoscenza, per recuperare il ritardo del Paese. ALLE PAGINE 2 E 3.

Aria di Ulteriori Ribassi Ma Non è come nel 2008

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 26-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 44

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Gli effetti sui mercati non dovrebbero essere devastanti quanto l' autunno di tre anni fa sebbene non manchino diverse apprensioni.

Abstract: Il collaudo di quota 1,32 dell' euro sul dollaro allinea il caotico comportamento dei negoziatori politici al grido di dolore di quanti detengono asset impiegati sui governativi periferici. Il livello rappresenta la sintesi degli accadimenti degli ultimi giorni: da un lato la Germania, ferma su posizioni intransigenti verso il lato debole dell'

Quella gelosia per gli investimenti cinesi

 

"Il Giornale" del 26-11-2011

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: LE MANOVRE ANTI-ITALIANE/3.

Abstract: Stati Uniti e Gran Bretagna lavorano per demolire l' euro e convincere così Pechino a puntare su dollaro e sterlina dalla prima pagina (...)in cui l' economia stava rallentando lo ha reso ancora più efficace. Questa è la versione del flight to quality ( acquisto della merce migliore, nda ) di cui gli americani già

Settimana nervosa per indici e commodity

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 26-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 35

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Settimana ancora all' insegna della tensione con incremento dei volumi sugli indici azionari e commodity, leggera diminuzione di scambi su valute e singoli titoli. Nella settimana si è registrato un generale incremento delle posizioni ribassiste sugli indici, in particolare americani. Sul Nasdaq si è osservato un incremento di circa

Un' opzione sopra 102,1 per l' EurJpy

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 26-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 36

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: A fronte del pagamento di un premio di 718 euro l' operazione a scadenza genera un profitto di 282 euro per un rendimento di poco superiore al 39% Gli investitori più propensi al rischio potrebbero alzare lo strike a 1,30.

Abstract: La fase ribassista sui mercati azionari e le preoccupazioni legate alla situazione debitoria dei Paesi Europei (con le preoccupazioni che si sono estese anche al bund tedesco, seppur marginalmente, dettate da rendimenti molto bassi sulla scadenza a dieci anni) non sono destinate a cessare nel breve periodo. In questo scenario potrebbero tornare

Eni, in Libia la produzione torna ai livelli pre-guerra

 

"Il Giornale" del 26-11-2011

Pagina: 22

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: ENERGIA Il dopo rivoluzione.

Abstract: Scaroni: «L' ufficio di Tripoli è di nuovo operativo, estratti 200mila barili al giorno» L' Eni torna alla normalità in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio nel Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di 280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante

Sequestrata villa ai Casalesi aveva il simbolo del dollaro

 

"La Repubblica (ed. Napoli)" del 26-11-2011

Napoli

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: I finanzieri del Gico di Roma, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni nei confronti di esponenti del gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi. La nuova misura riguarda tre persone e beni per un valore di oltre 2,5 milioni di euro. Sequestrata una villa con

Colpo grosso di Mosca compra i gasdotti bielorussi

 

di LUCA PAGNI.

 

"La Repubblica" del 26-11-2011

Economia

Pagina: 25

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Assegno da 2,5 miliardi e aiuti per il nucleare La Russia sosterrà il governo di Minsk nella costruzione di una nuova centrale d´avanguardia.

Abstract: ROMA - La Russia risolve definitivamente il problema del transito del gas verso l´Europa occidentale lungo il corridoio settentrionale: comprandosi i gasdotti della Bielorussia. Con un accordo annunciato ieri, Mosca è salita al 100 per cento della società che gestisce i metanodotti dello Stato guidato dal regime di Aleksandr

Paura per le prossime scadenze i trader chiedono aiuto alla BCE

 

di GIOVANNI PONS.

 

"La Repubblica" del 26-11-2011

Economia

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il Financial Times: "Asta orribile, debito insostenibile" Gli investitori esteri si allontanano dalla valuta europea e vanno su dollaro, sterlina e franco.

Abstract: MILANO - Un´asta "orribile" l´hanno definita i trader consultati dal Financial Times, secondo i quali a questi tassi il rifinanziamento del debito italiano diventa "insostenibile". Ma se si ascoltano i banchieri centrali, da Ignazio Visco a Jens Weidmann, capo della Bundesbank, la situazione non sarebbe così drammatica

Valbrona, un campo base per i giochi di guerra

 

"laprovinciadicomo.it" del 26-11-2011

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Pubblicato anche in: "laprovinciadilecco.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Cronaca.

Abstract: VALBRONA I grandi giocano alla guerra e lo fanno impiegando una bella fetta di bosco, oltre quattromila e cinquecento metri quadrati, spendendo più di centomila euro per l' allestimento del campo, senza contare l' acquisto dell' area e il tempo impiegato. Un gioco da grandi, e quindi con le dimensioni dei grandi e le spese dei grandi. Il

Borsa: piazza Affari chiude poco variata, europee in rialzo (2)

 

"libero.it" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Finanza.

Abstract: ( (Adnkronos) - Le Borse europee sono rimbalzate su indiscrezioni secondo le quali gli investitori privati, come le banche, potrebbero non essere costrette a contribuire allo European Stability Mechanism, lo strumento destinato a subentrare all' Efsf. Sul mercato valutario l' euro cade nel cambio con il biglietto verde, a 1,3235-36 dollari alle

FITCH TAGLIA 8 BANCHE ITALIANE (MOLTE POPOLARI), OUTLOOK NEGATIVI - MILANO CHIUDE A +0,1%

 

"Dagospia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: 1 - FITCH: RATING IN CALO PER CREDEM, CREVAL, POP. EMILIA, POP. ETRURIA, POP. MILANO, POP. SONDRIO, POP. VICENZA E VENETO BANCA - OUTLOOK NEGATIVI Finanza.com - Fitch: rating in calo per Credem, Creval, Pop. Emilia, Pop. Etruria, Pop. Milano, Pop. Sondrio, Pop. Vicenza e Veneto Banca BPM BANCA POPOLARE DI MILANO 2 - BORSA,LA GIORNATA: MILANO

Cambi: euro chiude in forte ribasso a 1,3244 dollari

 

"Fastweb" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre di ieri a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond. Dopo una mattinata tutta trascorsa in forte ribasso, l' euro

Euro cola nuovamente a picco: rientrano voci Banca svizzera

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo una ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17, al termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli analisti di UBS si

Euro cola nuovamente a picco: rientrano rumor Banca svizzera

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo una ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17, al termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli analisti di UBS si

Euro: Chiude Debole Sotto 1,33 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - L' euro chiude debole a 1,3280 dollari sulla scia del rialzo record dei rendimenti registrato all' asta di bot semestrali di oggi. Nel corso della seduta la moneta comune ha aggiornato il minimo di sette settimane a quota 1,3210. Lo yen perde qualche punto sia sul dollaro, a 77,62, che sull' euro, a 103,04 .

Forex,euro resta debole su dollaro su assenza soluzioni crisi debito

 

"Reuters" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: NEW YORK, 25 novembre (Reuters) - Prosegue all' apertura delle contrattazioni americane la debolezza dell' euro nei confronti di dollaro e yen, con la valuta unica appesantita dall' assenza di soluzioni in grado di porre un freno alla crisi debitoria che sta attraversando la zona euro. Intorno alle 16,00 la valuta unica cede lo 0,6% nei confornti

Euro a fondo: Banca centrale svizzera pronta ad agire

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. I provvedimenti verranno annunciati alle 17, al termine di una riunione straordinaria. Secondo gli analisti di UBS, i membri dell' istituto di politica monetaria svizzero dovrebbero

2012: fine dell' euro?

 

"Blog Beppe Grillo" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Chi ci salverà dal crollo dell' euro? Sembra di assistere alla fine dell' Impero Romano. nel 476 dc. Allora si dissolse una costruzione politica, oggi una economica. Non sono state previste delle regole per uscire dall' euro. Se è difficile entrare, è impossibile uscire. Più o meno come nelle associazioni criminali. L'

Cambi: euro resta debole, minimo toccato a 1,3222 dollari

 

"Radiocor" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - L' euro arretra ancora su dollaro e principali divise scontando il malumore per le divisioni sul tema eurobond e il taglio di rating ungherese avvenuto in mattinata. La divisa unica ha toccato un minimo a 1,3222 dollari e ora segna 1,3242, lasciando sul terreno un' intera figura rispetto a ieri sera. L'

BofA: la disgregazione dell' euro è una possibilità

 

"Borse" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oggi, 12:56 Il fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l' uscita di un Paese dall' Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi shock". Secondo l' istituto

BofA: la disgregazione dell´euro è una possibilità

 

"Finanzaonline" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l´uscita di un Paese dall´Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi shock". Secondo

Cambi: Euro Scende Ancora Su Dollaro, Pesano Risultati Asta Bot

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 25 nov - Euro ancora piu' debole sul dollaro, la moneta unica ha toccato un nuovo minimo giornaliero a 1,3240 sciovolando sotto la barriera di 1,3250 dove sono concentrate diverse opzioni put (diritto a vendere). ''Si potrebbe aprire una scenario per ulteriori correzioni ribassiste, soprattutto dopo i risultati dell' asta dei titoli

Cambi: Euro Accentua Calo Su Dollaro E Scende Sotto 1,33

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 25 nov - L' euro accentua il calo sul dollaro e scende sotto la soglia di 1,33, gli scambi avvengono in area 1,3262. ''Sulla moneta unica pesa la crisi del debito sovrano dell' Eurozona e la totale incapacita' del leader europei di dare una risposta rapida ed efficace per garantire la solvibilita' dei debiti pubblici dei paesi

Forex, euro continua calo per mancanza sviluppi su crisi euro

 

"Reuters" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LONDRA, 24 novembre (Reuters) - L' euro in apertura delle contrattazioni europee accentua il calo sia contro dollaro sia contro yen, scendendo in entrambi i casi ai minimi di sette settimane. I dealer vedono la possibilità di nuovi cali per via della mancanza di sviluppi in ambito europeo per cercare di risolvere la crisi di debito. Il

Borse sul filo della parità. L' euro scivola sotto 1,33 dollari. BTp sotto pressione, tassi oltre il 7%

 

di a cura di Andrea Franceschi.

 

"ilsole24ore.com" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Avvio di contrattazioni sul filo della parità per le Borse europee. Nei primi scambi prevale la prudenza all' indomani dell' ennesima fumata nera su eurobond e ruolo Bce al vertice tra Monti, Sarkozy e Merkel . Le preoccupazioni sulle sorti della moneta unica pesano sulle quotazioni dell' euro che si attesta a 1,33 dollari. Lo spread tra

Cambi: euro si indebolisce ancora e scende sotto 1,33 dollari

 

"Radiocor" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Pesa il taglio di rating ungherese da parte di Moody' s (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - L' euro tocca i minimi da inizio ottobre e scivola anche sotto quota 1,33 dollari. All' avvio dei mercati continentali la moneta unica e' trattata a 1,3307, contro gli 1,3340 di ieri sera, dopo aver segnato anche 1,3296. Secondo gli operatori a

Il no tedesco agli eurobond pesa sulla moneta

 

"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 39

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Continua la flessione dell' euro, che ha ormai raggiunto il minimo da sette settimane nei confronti del dollaro. La moneta unica risente dell' obiezione di Berlino sugli eurobond, giudicata un «segnale sbagliato» dal cancelliere tedesco Angela Merkel. L' euro così scambia a poco sopra quota 1,3340 dollari. Il biglietto verde

UNA BUSSOLA NEL VORTICE DELLE VALUTE

 

"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011

Primo piano

Pagina: 8

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Manuale anti contagio - DIFENDERE IL RISPARMIO.
Sottotitolo: L' incertezza amplifica il rischio.

Abstract: PAGINA A CURA DI Riccardo Sorrentino Non è facile. Capire dove possano andare le valute è sempre complicato: più efficienti sono i mercati, più incerto è il loro andamento. Questa fase di turbolenza finanziaria, in cui proprio la nostra moneta, l' euro, sembra sfidare la legge di gravità, lo rende ancora

L' euro moneta indifesa È partito l' assalto all' euro da parte degli speculatori che hanno capito che è una moneta indifesa.

 

"La Nazione" del 25-11-2011

LA PAGINA DEI LETTORI

Pagina: 14

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro moneta indifesa È partito l' assalto all' euro da parte degli speculatori che hanno capito che è una moneta indifesa. E' stato fatto il raffronto col dollaro americano: ogni stato della Federazione ha basato alla sua nascita l' economia sul dollaro. Invece l' euro è nato sulla morte di monete locali, ciascuna sotto il

L' euro ha chiuso in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy

 

"La Sicilia" del 25-11-2011

Borsa

Pagina: 16

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro ha chiuso in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in mattinata dopo i minimi toccati l' altro ieri, ha invertito la rotta sulla scia delle parole della Merkel

Htc taglia le stime e crolla a Taipei

 

"Finanza e Mercati" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il produttore di smartphone Htc, una delle tante aziende impegnate nelle aule di tribunale a combattere con Apple sui brevetti di iPhone e iPad, a sorpresa ha rivisto l' outlook e la reazione è stata un immediato tracollo del titolo. E ieri Htc è stato tra i peggiori dell' indice di Taipei con una flessione del 6,90% (il listino ha

Manuale anticontagio: come difendersi dal rischio valute. Acconto Irpef più leggero: il percorso semplificato e il modello per il calcolo online

 

"ilsole24ore.com" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Manuale anticontagio ● Dopo il lungo attacco all' Italia arrivano i primi segnali di tensione anche sulla Germania. La crisi sempre più estesa del debito sovrano europeo si traduce in una fase di vulnerabilità dell' euro sui mercati. Come difendere i propri investimenti dalla volatilità delle valute? Che cosa cambia negli

Le origini del crack Plutocrati all' arrembaggio

 

"Rinascita" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Secondo NapoliLibera "una moneta inventata ad arte per trasmettere alle popolazioni incarcerate nell' eurozona il debito aggregato (cioè pubblico e privato-pubblicizzato) degli Stati Uniti, dell' Inghilterra e dei loro satelliti. Come? Con un trucco semplice: J.C.Trichet, governatore della Banca centrale europea, un loro strumento, nei

Euro: Chiude Ai Minimi Sul Dollaro Dopo Parole Merkel

 

"Wall Street Italia" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - L' euro chiude in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in mattinata dopo i minimi toccati ieri, ha invertito la rotta sulla scia delle parole della Merkel

Forex: euro inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $

 

"Borse" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oggi, 15:19 Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond)

Forex: euro inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $

 

"ilnuovo.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un

Forex: euro inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $

 

"Finanzaonline" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un

Cambi: euro in recupero a meta' giornata a 1,3387 dollari

 

"Fastweb" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 nov - L' euro prosegue il suo recupero a meta' giornata sulla spinta dei dati migliori delle attese giunti dalla Germania e soprattutto delle indiscrezioni di stampa tedesca secondo cui il governo Merkel non sarebbe piu' del tutto contrario all' ipotesi eurobond. A meta' giornata un euro vale 1,3387 dollari

Forex, euro/dlr in lieve risalita su ricoperture dopo minimi ieri

 

"Reuters" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LONDRA, 24 novembre (Reuters) - L' euro si conferma in leggero recupero, reduce dai minimi da sette settimane sul dollaro nella seduta di ieri, a seguito del risultato assai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco, coperta solo grazie all' intervento della Bundesbank. Un risultato che dimostra come la crisi del debito stia creando

Così Mario deve convincerla

 

"libero.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti ci prova: per salvare l' Euro, eurobond o intervento Bce.

Abstract: A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con

Angela debole: non ha alternative

 

"libero.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro, eurobond o intervento Bce.

Abstract: A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con

Parigi in pressing sulla Germania. A Strasburgo si parlerà anche di ampliamento ruolo Bce

 

"Borse" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oggi, 11:13 Il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. "Una riunione dedicata alla preparazione delle prossime scadenze europee", si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà l' occasione per

La Merkel adesso è più debole Così Mario deve attaccarla

 

"libero.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Angela arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro, eurobond o intervento Bce.

Abstract: A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con

Parigi in pressing sulla Germania. A Strasburgo si parlerà anche di ampliamento ruolo Bce

 

"Finanzaonline" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. "Una riunione dedicata alla preparazione delle prossime scadenze europee", si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà l´occasione per discutere

Forex, euro in lieve recupero su dlr, beneficia di Ifo sopra attese

 

"Reuters" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LONDRA, 24 novembre (Reuters) - Euro in lieve risalita nella mattinata dopo essere sceso ieri sui minimi da sette settimane sul dollaro in scia al risultato quanto mai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco ieri, uno dei peggiori per il paese dall' introduzione dell' euro, che ha dimostrato come la crisi del debito cominci a creare

Cambi: Male L' asta Dei Bund. L' euro Soffre (analisi Fxcm)

 

"Wall Street Italia" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA-FXCM) - Roma, 24 nov - Don' t panic, but if you panic, be the first! Devono aver pensato cosi' gli investitori che avevano posizioni lunghe di euro, dopo che l' asta sui titoli tedeschi a dieci anni non e' andata a buon fine. Abbiamo infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i livelli principali di supporto (come vedremo tra poco)

La Merkel adesso è debole Così Mario deve attaccarla

 

"libero.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Angela arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro, eurobond o intervento della Bce.

Abstract: A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con

Cambi: euro in lieve rialzo su dollaro dopo calo vigilia

 

"Radiocor" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 nov - Euro in lieve rialzo nei confronti del dollaro dopo il calo della vigilia, sui timori di contagio alla Germania della crisi del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3385 dollari (1,3347 ieri), dopo aver toccato ieri i minimi dal 6 ottobre a 1,3327, 103,203 yen (103,35), 1,2291 franchi svizzeri

Anche la solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza ...

 

di Filippo Caleri.

 

"iltempo.com" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Gli investitori snobbano i titoli della Merkel. Lo spread risale le borse cedono ancora. Milano giù del 2,3%. Oggi il vertice sull' eurobond. Sarkozy: dalla crisi o ne usciamo insieme o moriremo.

Abstract: Anche la solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza limiti) ieri ha tremato. I Bund, punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al

FxcM: male l' asta dei bund. L' euro soffre

 

"milanofinanza.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Don' t panic, but if you panic, be the first! Devono aver pensato così gli investitori che avevano posizioni lunghe di euro, dopo che l' asta sui titoli tedeschi a dieci anni non è andata a buon fine. Abbiamo infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i livelli principali di supporto (come vedremo tra poco) ed ha portato la

A riportare alla realtà la signora Merkel ci hanno pensato i cosiddetti "mercati", con quella dose di brutalità che li contraddistingue. Ieri c' erano 6 miliardi di Bund all' asta; di essi il 35% è rimasto invenduto.

 

"Il Mattino" del 24-11-2011

Pagina: 12

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: A riportare alla realtà la signora Merkel ci hanno pensato i cosiddetti "mercati", con quella dose di brutalità che li contraddistingue. Ieri c' erano 6 miliardi di Bund all' asta; di essi il 35% è rimasto invenduto. La reazione è stata di sconcerto: non sono forse i titoli di Stato tedeschi l' emblema stesso della

Euro debole sul dollaro a fine giornata, sui minimi da un mese

 

"La Sicilia" del 24-11-2011

Borsa

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Euro debole sul dollaro a fine giornata, sui minimi da un mese. A pesare, le inquietudini sulla situazione del debito nella zona euro, accentuate dall' esito deludente dell' asta tedesca, a cui si aggiungono alcuni dati negativi arrivati dagli Usa e dalla Cina. La moneta unica è stata scambiata in chiusura a 1,3347 dollari (1,3491

o. I Bund, punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto non lo fossero nel passato.

 

"iltempo.com" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Notizie - Politica 24/11/2011, 05:30.
Sottotitolo: Anche la solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza limiti) ieri ha tremat.

Abstract: o. I Bund, punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto non lo fossero nel passato. La tendenza a rifugiarsi nel porto sicuro offerto dai titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il rendimento talmente tanto, sotto il 2%, che i bund

Sentiment ulteriormente peggiorato: nuovo sell-off sui bancari più deboli

 

di Di Fausto Tenini.

 

"milanofinanza.it" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: giornata decisamente pesante per l' azionario globale, con Piazza Affari che amplifica la negatività generale per via delle vendite sui bancari. Anche i titoli difensivi tendono però a sgonfiarsi, con Enel ed Eni molto deboli. Si ravvivano le aspettative negative in merito alla gestione del debito sovrano, sia a livello Grecia che

Cambi: Euro Scende Ancora Sul Dollaro. Pesa Flop Asta Bund

 

"Wall Street Italia" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 23 nov - Euro in discesa a 1,3327 sul dollaro, il minimo delle sei settimane. Una flessione favorita dall' aumento dell' avversione al rischio dopo il flop dell' asta dei titoli di stato decennali tedeschi (Bund) dove solo l' intervento della Bundesbank, pari a 2,3 miliardi di euro, ha consentito a Berlino di centrare l' obiettivo

Bce colloca 552 mln dlr in p/t 6 gg in valuta, richieste da 2 banche

 

"Reuters" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: FRANCOFORTE, 23 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono pervenute da 2 banche, per una cifra identica a quella in rientro dal p/t della settimana scorsa, richiesta a sua volta da 2 banche. L' operazione, questa settimana a 6 giorni,

Cambi: euro si indebolisce sotto 1,35 dollari in avvio

 

"Radiocor" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 nov - Euro in calo nei primi scambi sui mercati continentali. La moneta unica scende a 1,3467 dollari da 1,3507 e perde terreno sulle altre divise. Pesano le indiscrezioni sulla revisione del piano di salvataggio di Dexia che potrebbe portare - secondo il belga De Standaard - a oneri piu' consistenti per le

Saccomanni: tregua politica-investitori

 

"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011

Primo piano

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: «Servono percorsi credibili di risanamento»

Abstract: PARIGI. Dal nostro corrispondente «Serve al più presto una tregua tra politica e mercati». Lo ha sostenuto il direttore generale della Banca d' Italia, Fabrizio Saccomanni, a Parigi per una serie di impegni istituzionali. «Per uscire da questa situazione di continuo sfasamento - ha spiegato Saccomanni - tra i tempi dei

La moneta unica oscilla a quota 1,35 sul dollaro

 

"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Frena lo spostamento verso beni rifugio e l' euro recupera nei confronti del dollaro e dello yen, con gli investitori un po' meno scettici sulle capacità dei leader europei di risolvere i guai dell' Eurozona. Ha giocato un ruolo anche l' annuncio da parte dell' Fmi di una nuova linea di credito per aiutare i Paesi colpiti dal contagio della

M&A. Operazione da 135 milioni di dollari: sarà finanziata senza aumenti di capitale Datalogic, shopping in Usa Rileva Accu-Sort Systems

 

di Mara Mont.

 

"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Negoziati per un prestito-ponte o un private placement.

Abstract: 135 milioni Il valore dell' acquisizione Con l' acquisizione avvenuta a un prezzo di circa 135 milioni di dollari, Datalogic, quotata in Borsa al segmento Star, «rafforza la sua posizione internazionale e sul mercato dell' industrial automation», si legge in un comunicato della società. 92,3 milioni Il fatturato del target

Brevi

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 23-11-2011

Pagina: 11

 

Pubblicato anche in: "Brescia Oggi" "L'Arena"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: FISCO LE BANCHE SVIZZERE AUSPICANO ACCORDI ANCHE CON ITALIA Le banche svizzere ritengono auspicabile la conclusione di accordi fiscali tra Confederazione e altri Paesi europei, Italia inclusa, sul modello delle intese sulla doppia imposizioni raggiunti con Germania e Regno Unito. Con il nuovo governo «si è forse creata una nuova

I gioielli Graff sfidano i big Ipo da 1 miliardo di dollari

 

"MF (Fashion)" del 23-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il gruppo londinese studia lo sbarco sul listino di Hong Kong per finanziare lo sviluppo nel mercato asiatico in concorrenza con i colossi Richemont e Lvmh . Il debutto in Borsa è atteso il prossimo anno. Pagina a cura di Gianni Risi.

Abstract: Graff diamonds fa rotta sulla Borsa di Hong Honk per finanziare lo sviluppo in Asia in aperta concorrenza con i big del settore, cioè Richemont, principalmente con i marchi Cartier e Van Cleef, e Lvmh , che ha appena rafforzato questo segmento del proprio portafoglio con la conquista di Bulgari. «Se non raggiungi una certa dimensione

La cura Bernanke funziona. La Bce cosa aspetta?

 

di di Edoardo Narduzzi.

 

"MF" del 23-11-2011

Pagina: 10

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Nonostante l' impasse sul deficit federale e le tensioni sempre alte tra i partiti, ormai già in corsa per le elezioni previste tra 11 mesi esatti, la salute dell' economia americana dà segni di miglioramento. La politica monetaria espansiva e l' annessa debolezza del dollaro stanno spingendo il pil Usa la cui crescita, sebbene

Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito

 

"La Sicilia" del 23-11-2011

Borsa

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito. L' euro ha risentito anche delle parole della cancelliera Angela Merkel che ha sollecitato modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e sottolineato come i paesi in difficoltà

Cambi: Ig Markets, investitori in euro/dollaro tra Scilla e Cariddi (2)

 

"libero.it" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Finanza.

Abstract: ( (Adnkronos) - Oggi, continua Christopher Beauchamp, "la sterlina e' scesa a un minimo di sei settimane rispetto al dollaro americano questo pomeriggio, dopo che una revisione al ribasso della crescita degli Stati Uniti del terzo trimestre ha pesato sulle valute rischiose. A dare forza alla pressione al ribasso sono state le continue

Cambi: Ig Markets, investitori in euro/dollaro tra Scilla e Cariddi

 

"libero.it" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Finanza.

Abstract: M ilano, 22 nov. (Adnkronos) - "Gli investitori in euro/dollaro sono ora in bilico tra Scilla e Cariddi, in quanto hanno a che fare non solo con la prospettiva di un crollo dell' euro, ma anche con una nuova versione della crisi estiva del debito degli Stati Uniti". A spiegarlo e' Jana Pristovsek di Ig Markets, da Londra, nel Forex Focus di oggi.

Cambi: euro chiude in ribasso sotto quota 1,35 dollari

 

"Fastweb" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 nov - Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito. L' euro ha risentito anche delle parole del cancelliere Angela Merkel che ha sollecitato modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e

Euro: Chiude Sotto 1,35 Dollari Dopo Giornata Volatile

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - L' euro chiude debole, sotto 1,35 dollari, al termine di una giornata volatile. Pesa sulla moneta europea il dato deludente sul Pil Usa nel terzo trimestre. Anche le tensioni sugli spread si fanno sentire. L' euro chiude a 1,3499, dopo aver oscillato tra un minimo di 1,3467 e un massimo di 1,3568 dollari. Euro/yen a 104,02 e

EurUsd cerca di liberarsi da un canale laterale

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Legnano - La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un

Forex, euro tocca brevemente massimi su dlr in apertura Londra

 

"Reuters" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LONDRA, 22 novembre (Reuters) - Nelle prime battute sulla piazza londinese la valuta unica si spinge brevemente ai massimi intraday su dollaro, forte dell' impostazione rialzista delle borse europee dopo la débacle di ieri. A monte della leggera ripresa dell' euro/dollaro, dicono gli operatori, la domanda di istituzionali mediorientali e l'

La settimana inizia con le solite preoccupazioni

 

di FXCM MercatoForex.

 

"Bluerating" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi.

Abstract: La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la

EurUsd in un canale laterale

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Legnano - La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un

Cambi: La Settimana Inizia Con Le Solite Preoccupazioni (analisi Fxcm)

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA-FXCM) - Roma, 22 nov - La settimana di contrattazioni non si e' aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva

Ecco chi scommette contro l' Ue

 

"Il Riformista" del 22-11-2011

Pagina: 5

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: CROLLO DEI MERCATI.

Abstract: DI MAURO BOTTARELLI ¦ Totale par condicio sui mercati: nessun effetto Monti, nessun effetto Rajoy. Se infatti Piazza Affari (al netto di un aggravio tecnico dello 0,67 per lo stacco di alcune cedole) è stata maglia nera in Europa con un netto -4,74, Madrid non ha fatto molto meglio (-3,22) e la Banca centrale spagnola ha salutato il

Fxcm: la settimana inizia con le solite preoccupazioni

 

"milanofinanza.it" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la

La Cina prima, nel 2027 I Brics meglio dell' Italia

 

di ARTICOLO.

 

"Il Manifesto" del 22-11-2011

0 CAPITALE & LAVORO

Pagina: 5

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: CAMBIA IL RANKING MONDIALE.

Abstract: La Cina batterà gli Stati Uniti e si affermerà come la maggiore economia al mondo entro il 2027. A prevederlo - riporta il The Telegraph - è Jim O' Neil, numero uno di Goldman Sachs Asset Management, confermando così le stime della banca d' affari. «Dal 2001 il pil della Cina è quadruplicato, da 1.500

Ma un euro forte a chi giova? Per ora solo alla Germania

 

"La Padania" del 22-11-2011

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Una svalutazione pilotata della moneta unica invertirebbe la crisi negli altri Paesi.

Abstract: Tutto mi aspettavo, salvo vedere Monti in veste di umorista: dire che il suo Governo non è quello delle banche e dei banchieri pare una battuta degna di Zelig, visto che il suo ministro più importante, Corrado Passera, è un banchiere. Intanto registriamo che il governo è cambiato, ma i problemi legati alla nostra

In flessione le monete legate alla crescita

 

"Il Sole 24 Ore" del 22-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: La supercommissione del Congresso statunitense non riesce a trovare una soluzione sul debito pubblico americano e sui mercati torna in auge la fuga verso gli asset più sicuri, che restano le attività in dollari e yen. Così le due monete sono uscite vincenti dalla sessione di ieri, con l' euro ancora in flessione, ma poi in

Gap, l' utile trimestrale scivola del 31%

 

"MF (Fashion)" del 22-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Gap (nella foto un look) ha chiuso il terzo trimestre del 2011 con una sensibile flessione dell' utile che non ha però influenzato negativamente le previsioni per l' intero anno fiscale. Il gruppo statunitense ha archiviato il periodo con profitti in discesa del 31% a 193 milioni dollari (pari a circa 142,8 milioni di euro a cambio di ieri)

Famiglia Universitaria inaugurato il nuovo anno

 

"Brescia Oggi" del 22-11-2011

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: «Non tradite la possibilità di far tesoro del tempo preziosissimo che state vivendo: dovete sentire l´università come una stagione della vostra vita necessaria alla costruzione del vostro futuro». Con queste parole Giuseppe Camadini, presidente della Fondazione Giuseppe Tovini, si è rivolto agli studenti che

Perché l' euro regge sul dollaro?

 

di ?di Francesco Arcucci ?

 

"Italia Oggi" del 22-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Mentre, nella sua zona, È esploso il rischio dei debiti sovrani.
Sottotitolo: È positiva la bilancia dei pagamenti di molti paesi Ue.

Abstract: I commentatori e gli analisti sono nei guai. Parlano di crollo dell' euro e di possibile naufragio della moneta unica europea. Danno per scontato che il problema sempre più grave del rischio sovrano in Europa abbia determinato già un forte indebolimento dell' euro sul mercato dei cambi e, per dare corpo alle loro tesi, si guardano

La vera mission della Bce dovrebbe essere l' euro

 

di di Edoardo Narduzzi.

 

"MF" del 22-11-2011

Pagina: 8

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: «Il 50% delle riserve valutarie della Federazione russa sono denominate in euro, quelle cinesi sono tutte in dollari». Dmitry Medvedev, presidente uscente della Russia, non è un economista e tantomeno un banchiere, ma sicuramente è un uomo di potere della geopolitica mondiale. Le sue scarne parole pronunciate la scorsa

Crisi: Ig Markets, disaccordi in Europa e riluttanza Bce la aggraveranno

 

"libero.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Economia.

Abstract: M ilano, 21 nov. (Adnkronos) - "L' euro ha continuato a perdere terreno nei confronti del dollaro questo pomeriggio, visto che le continue preoccupazioni in Europa hanno spinto gli investitori a ridurre la loro esposizione sulla moneta unica europea. Gli investitori temono che i disaccordi tra i leader europei e la riluttanza della Banca centrale

Crisi: Borse Anticipano Recessione. Euro E Dollaro Senza Appeal (punto)

 

"Wall Street Italia" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 21 nov - Inizio di settimana in profondo rosso per le borse di tutto il mondo. Il vento ribassista ha soffiato sulle due sponde dell' atlantico. In Europa, la peggiore performance l' ha registrata Milano: -4,74%, flessioni superiori al 3% per le altre piazze. Pesante anche l' andamento delle borse Usa in flessione di oltre il 2%.

Ecco chi e come attacca l' euro

 

"libero.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo la Svizzera (che è fuori)

Abstract: L e Borse sotto attacco, i titoli di stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano sotto i colpi di spread e declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per temere un attacco non tanto ai mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il Vecchio Continente rischia il collasso. La colpa è

Crisi e sfiducia: è fuga dall' euro

 

"libero.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo la Svizzera (che è fuori)

Abstract: L e Borse sotto attacco, i titoli di stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano sotto i colpi di spread e declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per temere un attacco non tanto ai mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il Vecchio Continente rischia il collasso. La colpa è

I timori per la crisi Ue mettono in ginocchio l' euro, l' effetto continuerà

 

di Di Annalisa Vilardo.

 

"milanofinanza.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Mattinata nera per l' euro. Dopo aver messo a segno un discreto movimento al rialzo venerdì, si sta assistendo a una debolezza notevole. Il cambio euro/dollaro è sceso ai minimi di seduta da 1,3516 a 1,3438 e un' altra discesa non è esclusa, a causa anche delle vendite diffuse dei titoli di Stato europei, sostengono gli

Nuovo record per il prezzo della benzina Il gasolio vola a 1,575 euro al litro

 

"larepubblica.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: A livello internazionale il costo della verde si è attestato a 901 dollari la tonnellata in calo di 17 dollari, mentre il diesel è sceso a 1.003 dollari la tonnellata.

Abstract: MILANO - Non si ferma la corsa del gasolio. Secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana il prezzo del diesel è arrivato nei distributori Esso e Eni a 1,575 euro al litro, nuovo record storico. Il prezzo della benzina con il secondo forte calo consecutivo venerdì sui mercati internazionali, sottolinea la Staffetta, ha raggiunto il

Benzina/Media verde cala a 1,621 euro, gasolio sale a 1,571 euro

 

"Wall Street Italia" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Roma, 21 nov. (TMNews) - Scende il prezzo della benzina, sale quello del gasolio. E' quanto emerge dalla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana. Domenica, rileva la Staffetta, Eni ha messo mano ai listini abbassando il prezzo della benzina e alzando quello del gasolio. Da ieri il prezzo medio nazionale della benzina Eni è sceso di

Euro: Apre In Calo Sotto 1,35 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - L' euro apre in lieve calo sotto quota 1,35 dollari. La moneta unica e' scambiata a 1,3486 dollari contro 1,3509 dollari delle quotazioni Bce. La divisa europea vale 103,60 yen. Gli investitori restano cauti e l' attenzione e' puntata sull' esito delle elezioni in Spagna che hanno visto il trionfo dei popolari e la pesante sconfitta

Forex, euro sulle posizioni a fine seduta in Asia

 

"Reuters" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: TOKYO (Reuters) - Euro stabile nelle ultime battute sulla piazza asiatica, dopo il rally che ha preceduto il fine settimana, apparentemente poco influenzato dall' esito delle consultazioni elettorali spagnole. La tenuta contro dollaro va messa in relazione alle pressioni sulla valuta Usa legate al previsto annuncio, questa sera, del fallito

SCOMMESSA SUL FUTURO DELL' EUROPA

 

"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011

Primo piano

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Manuale anti-contagio - DOVE VANNO LE VALUTE.
Sottotitolo: Risparmi al test dei cambi.

Abstract: PAGINA A CURA DI Nicola Borzi Isabella Della Valle Marilena Pirrelli I risparmiatori italiani da sempre guardano con interesse alle opportunità di investire fuori dall' eurozona, che possono regalare corpose soddisfazioni o cocenti delusioni. Ai tempi della lira, chi deteneva attività denominate in valute estere che si rafforzavano

«La patrimoniale? Un rischio con cui convivere»

 

"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: INTERVISTARoberto Lenzi.
Sottotitolo: «Chi teme la fine della moneta unica può comprare dollari e tenerli in Italia»

Abstract: Il grande spauracchio degli investitori, la patrimoniale, per ora resta sullo sfondo. Il neopresidente del Consiglio, Mario Monti, ha rinviato ogni ragionamento sulla possibile applicazione limitandosi a parlare di «monitoraggio della ricchezza accumulata». Certa appare invece la riproposizione dell' Ici sulla prima casa, magari

Btp Come valutare gli sconti con il catenaccio del 20%

 

"Corriere Economia" del 21-11-2011

Pagina: 20

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Reddito fisso Il panorama del debito dopo il via libera al nuovo governo.
Sottotitolo: I Bot offrono poco meno del 6%, i decennali il 7%, i Cct oltre il 9%: le strategie di resistenza e quelle di rischio calcolato DI ANGELO DRUSIANI.

Abstract: N on è la prima volta (e non sarà neppure l' ultima) che il sistema finanziario internazionale si incanala in crisi complesse, con vie di uscita sempre più strette. Da due anni circa, le quotazioni del debito pubblico greco sono scese in misura rilevantissima. Poi è toccato ai titoli di altri paesi, prima che anche le

"Breaking Dawn Part 1": dopo due giorni 114 milioni di dollari incassati negli Usa!

 

"Blogosfere" del 20-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: In due giorni 114 milioni di dollari . "Breaking Dawn Part 1" ha decisamente fatto il botto negli States, promettendo di superare i 142 milioni solo in questo primo weekend. In Italia, il film di Bill Condon va bene ma non tanto quanto ci si potesse aspettare: in quattro giorni di programmazione, i milioni di euro sono sei e mezzo. "New Moon"

La liquidità che scappa sceglie la via di Wall Street

 

"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.

Abstract: Fabio Pavesi Sono tre, in una sintesi certo approssimativa se non estrema ma efficace, i fattori che fanno salire o scendere le Borse. La dinamica degli utili aziendali; l' andamento della congiuntura macro-economica e l' effetto domanda. Quanto al primo, è noto che il ciclo dei profitti sia stato rivisto al ribasso sia nella Vecchia Europa

Il divertimento più remunerativo al giorno d' oggi? Non il cinema, non la musica: il videogioco. A dirlo sono le cifre.

 

"Il Gazzettino (ed. Udine)" del 20-11-2011

 

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il divertimento più remunerativo al giorno d' oggi? Non il cinema, non la musica: il videogioco. A dirlo sono le cifre. Se un kolossal di animazione - che molti considerano una forma cinematografica di videogame - come "Avatar" ha il record di incassi nel primo weekend di programmazione in tutto il mondo di 242 milioni di dollari, un

L' impatto dell' euro

 

"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011

Primo piano

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' instabilità dei cambi e le tensioni sull' area euro impattano direttamente sulla performance dei listini e delle società quotate: non a caso la Bose che meglio stanno reggendo alla crisi sono quelle fuori dalla moneta comune: non solo New York ma anche quelle europee come Londra, Oslo, Zurigo o Stoccolma.

Le Banche centrali. Il grafico mostra come è investito il flusso di nuove riserve delle Banche centrali dei Paesi emergenti. Nel primo semestre del 2011 gli investimenti in euro sono diminuiti, a vantaggio di quelli in sterline e yen.

 

"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Le Banche centrali. Il grafico mostra come è investito il flusso di nuove riserve delle Banche centrali dei Paesi emergenti. Nel primo semestre del 2011 gli investimenti in euro sono diminuiti, a vantaggio di quelli in sterline e yen. Questo significa che le Banche centrali hanno investito meno in euro. Stabili, invece, gli investimenti in

l' Uso del Contante? in Italia è del 50% sopra la Media Ue

 

"Corriere della Sera" del 20-11-2011

Primo Piano

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Sangalli: cambiamo, ma meno costi al Bancomat.

Abstract: ROMA - Cambiano le leggi e cambiano anche le abitudini. Anche per quel che riguarda l' uso del contante degli italiani. Che resta preponderante negli acquisti, ma viene accompagnato da un aumento, di un quarto negli ultimi cinque anni, delle carte elettroniche rese più sicure dalle nuove regole sui servizi di pagamento adottate recependo

Chi salverà l' Euro? Opzioni e rischi

 

"corriere.it" del 19-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Approfondimenti | La moneta unica Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni.
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l' unione fiscale tra Berlino e Parigi.

Abstract: Approfondimenti | La moneta unica Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni Chi salverà l' Euro? Opzioni e rischi La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l' unione fiscale tra Berlino e Parigi "Vi sento ma non vi ascolto" , amava dire ai governi il primo

Boccata d' ossigeno per l' euro che chiude in rialzo

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro si rafforza per la prima volta nella settimana nei confronti del dollaro e dello yen, sulla scorta di voci legate a futuri interventi della Bce o comunque a suoi ulteriori acquisti di obbligazioni italiane e spagnole in grado di arginare l' impennata dei rendimenti e le ricadute sul debito dei Paesi. Ieri sera la moneta unica europea era

Banche a caccia di liquidità, interbancario «congelato»

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Primo piano

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Rischio contagio - CREDITO SOTTO STRESS.
Sottotitolo: Swap euro/dollaro ai massimi dal dopo Lehman.

Abstract: «Cercasi denaro disperatamente». Mario Draghi non poteva certo pronunciare in pubblico simili parole, perché un linguaggio così diretto mal si concilierebbe con il suo ruolo istituzionale. Ma il fatto che il neo presidente della Banca centrale europea (Bce) abbia ieri aperto un convegno a Francoforte dedicando i primi

VENEZIA - Difficilmente poteva essere la semplice inaugurazione di una mostra, quella di ieri, dedicata a Ernesto Teodoro Moneta (foto) e dal titolo illuminante «Ernesto Teodoro Moneta, Premio Nobel per la Pace. Attualità di un messaggero di pace».

 

"Il Gazzettino" del 19-11-2011

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: VENEZIA - Difficilmente poteva essere la semplice inaugurazione di una mostra, quella di ieri, dedicata a Ernesto Teodoro Moneta (foto) e dal titolo illuminante «Ernesto Teodoro Moneta, Premio Nobel per la Pace. Attualità di un messaggero di pace». Figura complessa quella dell' unico premio Nobel per la Pace italiano

Il rebus delle aste snobbate dagli istituti

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Primo piano

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.

Abstract: Maximilian Cellino Deserte, o quasi. Le aste d' emergenza che la Bce ha ripristinato per concedere dollari alle banche europee non sembrano riscuotere grande successo: due sono gli istituti (la cui identità è rigorosamente nascosta da Francoforte) ormai affezionati a quelle settimanali. Chiedono più o meno 500 milioni, non le

M&A. Un altro ostacolo al merger Fosters più cara per SabMiller

 

di Leonardo Maisano.

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 44

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: LA SORPRESA Il big sudafricano della birra, dopo un negoziato con il fisco australiano, scopre di dover pagare 582 milioni di dollari locali.

Abstract: LONDRA. Dal nostro corrispondente La Fosters costa più cara. La lunga accidentata corsa del gruppo Sab Miller per l' acquisizione della birra australiana inciampa in un altro ostacolo, largamente atteso: il fisco. Dopo un lungo negoziato con l' ufficio delle tasse australiano Sab Miller ha scoperto di dover pagare 582 milioni di dollari

chi Salverà l' Euro? Opzioni e Rischi

 

"Corriere della Sera" del 19-11-2011

Primo Piano

Pagina: 17

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei trattati: una corsa contro il tempo.

Abstract: «Vi sento ma non vi ascolto», amava dire ai governi il primo presidente della Banca centrale europea, Wim Duisenberg: per sottolineare l' indipendenza dell' istituzione. Mario Draghi, che dal 1° novembre occupa lo stesso ufficio ma in un mondo più scomodo, ieri ha detto che nemmeno lui li ascolta. Ciò nonostante - ha

Chiusura piatta per l' euro

 

"La Sicilia" del 19-11-2011

Borsa

Pagina: 16

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Chiusura piatta per l' euro. La moneta unica europea, secondo le rilevazioni della Bce (banca centrale europea), è stata scambiata ieri a 1,3509 dollari esattamente come l' altro ieri e a 103,85 yen. Dollaro/yen a 76,89. A metà giornata la moneta unica è stata in rialzo sul dollaro e sullo yen. L' euro veniva scambiato a

L' Euro Aspetta la Germania Dal Wti Segnali d' Allarme

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 19-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Lo spread Btp-Bund resta alto ma a preoccupare è la forte pressione dei mercati sulla Francia Greggio inquieto per le tensioni in Medio Oriente.

Abstract: L a scorsa settimana abbiamo categoricamente fissato in area 410 il punto al di sotto del quale il mondo può ritornare a sperare in un indubitabile ridimensionamento dello spread Italia-Germania. Al di sopra di tale livello consolidamenti e tensioni continuerebbero invece ad aggravare il clima d' attesa e logorare i partigiani del Btp. In

Italia & Co fanno tremare la moneta unica

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 19-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 40

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: I dubbi sui rating di Francia e Austria indebolisono l' euro. Yen più forte nei confronti del dollaro Usa.

Abstract: La settimana è stata caratterizzata dal passaggio di consegne da Silvio Berlusconi a Mario Monti per la costituzione di un governo tecnico a cui affidare il difficile compito di riformare l' economia italiana. L' alto debito del Bel Paese e lo spread Btp-Bund non stanno giovando alla valuta Euro e i riflettori sono puntati appunto sull'


Articoli




Angloamericani gelosi degli investimenti cinesi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"ilgiornale.it" del 26-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Solo un paio di giorni fa scrivevamo che la Germania ha tratto un grande beneficio dall' attuale crisi finanziaria. E per questo motivo ha continuato nella sua perseverante rigidità nel non voler toccare nulla ( Eurobond e Bce) per cambiare le cose. Ieri Sebastian Mallaby scriveva le medesime cose sul Financial Times . «La Germania ha goduto di flussi di capitale dai Paesi periferici, abbassando il rendimento dei suoi titoli a 10 anni... Uno stimolo monetario che è arrivato proprio nel momento in cui l' economia stava rallentando lo ha reso ancora più efficace. Questa è la versione del flight to quality ( acquisto della merce migliore, nda ) di cui gli americani già beneficiano grazie alla solidità del dollaro». Insomma, come abbiamo già scritto, la Germania fino a oggi aveva tutto da guadagnare dalla speculazione finanziaria che ha gettato nel cestino i titoli del debito pubblico italiano e ha iniziato a comprare quelli tedeschi a caro prezzo (e dunque a basso rendimento). Purtroppo per l' Europa, l' attacco all' Italia in realtà, come dicevamo in tempi non sospetti, è un attacco alla moneta unica. E i tedeschi rischiano (anche se per ultimi tra i 17 Paesi dell' euro) di fare la nostra fine. Un primo segnale lo abbiamo visto all' asta, andata quasi deserta, dei Bund di quattro giorni fa. Il tesoro di Berlino pretendeva, come ha fatto negli ultimi mesi, di vendere la sua carta decennale a prezzi altissimi (con rendimenti ridicoli e inferiori al 2 per cento). Il mercato gli ha voltato le spalle. E dopo poche ore, in compenso, la liquidità si è trasferita in America. L' asta dei titoli a sette anni ha visto una domanda eccezionale: 3,2 volte l' offerta,nonostante i prezzi del Treasuries americano fossero elevatissimi. La morale è che gli Usa potrebbero giocare ai tedeschi lo stesso scherzetto, che Berlino sta facendo a Roma. Bisogna dunque fare un passo indietro e cercare di capire, per quale dannato motivo ci siamo trovati in questa condizione. La storia si può rendere semplice. Tutto parte dalla grande crisi subprime anglosassone del 2008 ( «la madre dell' attuale tempesta » ci ha detto Corrado Passera, quando ancora faceva il banchiere). Gli States per uscirne fuori hanno iniziato a stampare moneta a più non posso e a trasferire i debiti privati in debito pubblico. Il gioco è semplice. Lo stato si accolla le passività di banche e privati ed emette titoli di stato che vengono comprati dalla banca centrale (da quelle parti la Fed non si comporta certo come la Bce). Il meccanismo ha però un pesante effetto collaterale: e cioè quello di deprezzare il valore della moneta americana. Il dollaro rischiava di essere pesantemente svalutato. Banalizziamo: a forza di produrre una merce (il dollaro, appunto) il suo prezzo [Lapresse] si riduce. In concomitanza con queste politiche monetarie americane, l' immensa riserva di liquidità detenuta dai Paesi emergenti e soprattutto asiatici ha iniziato a diversificare il rischio. E cioè a comprare attività finanziarie in euro.D' altronde se compro una casa o un titolo in una moneta che rischia di perdere valore, è ragionevole temere che la medesima casa e titolo perdano di pari passo valore. Ci ricordiamo bene le grandi polemiche ad esempio dei Paesi arabi nel voler vendere la loro preziosa merce (il petrolio) in euro. O il comportamento della Banca centrale cinese che iniziò a diversificare le sue valute di riserva cedendo dollari e acquistando euro. Insomma il mondo si stava accorgendo che sarebbe stato più safe avere qualche dollaro di meno in portafoglio e qualche euro in più: se non altro per distribuire in modo più equilibrato il rischio. I cinesi si stima che abbiano 800 miliardi di debito pubblico europeo, di cui 100 in quello italiano. Non si tratta di un complotto, ma di un legittimo interesse: l' America ha temuto di perdere il suo primato valutario nonché il vantaggio di detenere una valuta riserva di valore globale. L' Europa senza un governo centrale, con una Bce impotente e con l' interesse di breve periodo della Germania di mantenere la sua relativa rendita di posizione, non si sta rendendo conto della guerra finanziaria in corso. La battaglia si conduce sul campo italiano, che è quello più debole e pasticcione. Ma l' attacco è all' euro e alla sua capacità che ha dimostrato negli ultimi due anni di rappresentare una valida alternativa al dollaro. Fino a quando la Merkel non si renderà conto che l' avversario non lo ha in casa (il lassismo italiano), ma oltre oceano, non ci saranno speranze. E si potrà pure pensare di ritornare al marco forte e stabile, come qualche analisi sta ipotizzando. Eventualità che farà sì che noi, compresi i tedeschi, si sia destinati a giocare per gli anni a venire in serie B. Ingrandisci immagine.

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Adesso anche i "Bot people" si trasformano in speculatori (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Riformista" del 26-11-2011

Pagina: 5

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: CRAC.Per Merkel e Sarkozy un crollo dell' Italia «porterebbe inevitabilmente alla fine dell' euro». Intanto, il rendimento dei Btp tocca il livello record dell' 8%. Per Fitch il nostro Paese è «già in recessione».

Analizziamo con attenzione le parole del comunicato del governo italiano: «Crollo dell' Italia», «fine dell' euro», «conseguenze imprevedibili». Un processo che è già in atto. Secondo gli analisti finanziari siamo vicinissimi al punto di non ritorno. Una conferma è arrivata ieri sul fronte del mercato obbligazionario. Il rendimento dei titoli di Stato italiani ha toccato nuovi record e lo spread con quelli tedeschi è tornato a salire fino a quota 513. La situazione finanziaria si complica ulteriormente e la Borsa continua a perdere. I tassi di interesse dei Bot semestrali sono quasi raddoppiati dall' asta precedente, passando al 6,504 per cento dal 3,535. Il Tesoro ha collocato titoli per 8 miliardi a fronte di una domanda pari a 11,7 miliardi e ha piazzato Ctz (titoli con durata di 2 anni, riservati agli intermediari istituzionali) per 2 miliardi con rendimento in crescita al 7,814 per cento. Vola al livello record dell' 8 per cento anche il tasso del Btp a due anni. A questo punto le rassicurazioni della Banca d' Italia in merito al debito pubblico - che rimarrebbe "sostenibile" nei prossimi due anni anche se i tassi d' interesse sui titoli di Stato arrivassero all' 8 per cento e la crescita fosse uguale a zero - vengono meno. L' attenzione della Banca d' Italia è massima. Il governatore Ignazio Visco non ha voluto commentare l' esito dell' ultima asta dei Bot, ma alle insistenze dei cronisti su quel che accadrà in occasione delle prossime, si è limitato a rispondere: «Vediamo cosa succede con le misure del governo». «Per un riequilibrio strutturale e duraturo - ha però ammonito durante il suo intervenuto al congresso dell' Aimmf a Catania - è necessario che il Paese torni a crescere». Devono essere eliminate «le barriere che si frappongono inutilmente all' attività produttiva», ha spiegato, sostenendo che bisogna «rimuovere i vincoli, le rendite di posizione, le restrizioni alla concorrenza e all' attività economica». La partita si gioca qui. «La scarsa concorrenza contiene i livelli produttivi e occupazionali, deprime la competitività e la capacità innovativa dell' intero sistema, frena il ricambio di un tessuto produttivo ancora troppo frammentato, impedisce ai talenti di esprimersi». Un commento rassicurante arriva dalla Germania. Secondo Jens Weidmann, il numero uno della Bundesbank, è sbagliato dipingere l' Italia sull' orlo della bancarotta: «L' Italia può convivere per qualche tempo con tassi di interesse del 7 per cento. Non appena i rendimenti sui bond decennali salgono da qualche parte - ha detto in un' intervista - la gente inizia a predire la fine del mondo. Né la Francia, né l' Austria stanno barcollando e i loro tassi di interesse non sono straordinariamente alti rispetto ai loro livelli storici». Certo, le borse europee hanno chiuso positive, dopo un avvio nervoso. A risollevare i listini sono state l' apertura tonica di Wall Street e le voci secondo cui i paesi dell' Eurozona stanno discutendo la possibilità di mettere fine al coinvolgimento dei privati nell' Esm, il meccanismo di salvataggio permanente degli Stati che entrerà in vigore dal 2013. I mercati sembrano accogliere bene anche le indiscrezioni su un possibile ricorso della Spagna ad aiuti internazionali. A causa delle continue tensioni sui titoli di stato italiani, Milano resta però la peggiore, con un rialzo dello 0,12 per cento per Piazza Affari. Francoforte ha guadagnato l' 1,09 per cento, Parigi l' 1,19, Londra lo 0,63 e Madrid lo 0,36. Ma non lasciamoci ingannare. L' effetto domino è già in corso. L' Europa è entrata in quel circolo vizioso in cui i tassi di rendimento dei titoli di Stato crescono e il cambio euro-dollaro si assottiglia (ieri era all' 1,32). Indicatori che rappresentano un indebolimento dell' Europa e che confermano la fuga dei grandi capitali dall' area-euro. Il fatto è che, al di là delle dichiarazioni anti-pessimismo, il sistema economico del Vecchio continente è bloccato. Bisognerebbe aumentare la domanda interna dei singoli Stati. Tradotto, significa incrementare i salari e i posti di lavoro a scapito del debito pubblico. Ma in regime d' austerity, tutto ciò non è possibile. Non è un caso che ieri Fitch abbia tagliato il rating di 8 banche italiane affermando che il nostro Paese «è probabilmente già in recessione».

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Italia sotto tiro Euro nel vortice (sezione: Euro-Dollaro)

 

di ARTICOLO - Galapagos.

 

"Il Manifesto" del 26-11-2011

0 CAPITALE & LAVORO

Pagina: 7

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Al ribassoSi fa sentire la delusione dei mercati dopo l' incontro Merkel-Monti-Sarkozy. Buoni del tesoro a picco: a disfarsi del debito italiano banche francesi e tedesche in prima linea.

Negli Usa ieri è iniziata la grande abbuffata consumistica degli acquisti natalizi; in Europa, invece, ha preso forza la stagione dei grandi saldi dell' euro che seguita a risentire della delusione per l' esito dell' incontro a tre di giovedì a Strasburgo fra Monti, Merkel e Sarkozy. Dopo una mattinata tutta trascorsa in forte ribasso, l' euro nel primo pomeriggio ha recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di un intervento della Banca nazionale svizzera per acquistare euro al fine di indebolire il franco per difendere le esportazioni nazionali. In chiusura un euro valeva 1,3244 dollari. Ma la discesa dell' euro non è motivata solo dagli episodi di questi giorni. Sono mesi, infatti, che in tutto il mondo si stanno intensificando le vendite di asset denominati in euro, privilegiando investimenti in altre valute. Secondo stime, negli ultimi sei mesi, sarebbero stati venduti 180 miliardi di Buoni del tesoro italiani. I primi a disfarsi del debito pubblico dell' Italia sono state banche europee. In testa tedesche e francesi. Ma vendite massicce sono arrivate anche dai fondi di investimento e fondi pensione in particolare statunitensi. Le vendite non hanno riguardato solo i Btp, ma un po' tutti i bond pubblici. Con l' unica eccezione dei Bund tedeschi tanto richiesti da far scendere i rendimenti abbondantemente al di sotto del 2%, un tasso inferiore a quello di inflazione. Il che spiega perché l' ultima asta di Bund è stata un vero fiasco nonostante la Germania con il suo rating (tripla A) e la sua forza economica sia garanzia di sicurezza per gli investitori. «Francamente e decisamente non vedo, assolutamente, nessuna tendenza o previsione di crollo dell' euro», ha affermato Olli Rehn, vice presidente della Commissione europea e commissario Affari economici, monetari e all' euro, nel corso di una conferenza stampa. Ma la pensano diversamente molti analisti secondo i quali entro pochi mesi la moneta comune potrebbe toccare la parità nei confronti del dollaro. L' unica speranza per l' Europa è quella di un rilancio dei tassi di crescita, ma viste le manovre restrittive varare da moltissimi governi, appare una probabilità remota. Anche se, la Bce, nella riunione dei primi di dicembre, potrebbe decidere una nuova riduzione dei tassi di interesse con l' obiettivo, oltre a quello di ridare fiato alle borse e far scendere un po' i rendimenti dei titoli pubblici, di tentare di rilanciare i consumi e - soprattutto - gli investimenti che cominciano a soffrire enormemente degli alti tassi bancari e per la mancanza di prospettive. Inevitabilmente quella di ieri è stata un altra giornata calda sul fronte dei tassi di interesse sui debiti sovrani di molti paesi. Addirittura bollente per quanto riguarda l' Italia. Le pessime notizie sono affluite sin dal mattino: c' è stata una asta, cioè il collocamento di BoT a sei mesi: l' intero ammontare offerto dal Tesoro - 8 miliardi - è stato collocato, ma con un rendimento del 6,504%, in aumento di 2,969 punti rispetto all' asta precedente e ai massimi dal collocamento del 14 agosto 1997, quando il tasso dei BoT semestrali si fermò al 6,57%. Rendimento record anche per il CTz: il titolo biennale «Zero coupon» è stato piazzato al 7,814%, in aumento del 3,187%i sull' asta precedente e ai massimi dal settembre 1996 quando il rendimento sfiorò l' 8%. La domanda è stata pari a 3,18 miliardi a fronte dei 2 miliardi offerti e assegnati. Subito dopo l' asta, si è allargato lo spread tra Btp e Bund: il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sulla scadenza decennale, che prima dell' asta oscillava poco sopra i 500 punti base, si attestava a 511 centesimi, in aumento di 20 punti base rispetto alla chiusura di ieri. In tensione anche il rendimenti sulla scadenza decennale italiana che saliva al 7,32%. In finale di giornata lo spread si restringeva un po' e ripiegava a 499 punti base. La curva dei rendimenti dei titoli pubblici italiani rimaneva, tuttavia, pericolosamente alta. In serata (a mercati chiusi) sono arrivate due nuove «mazzate» sull' Europa. La prima riguarda il Belgio al quale Standard & Poor' s ha nuovamente ridotto il rating con un outlook negativo. La decisione - ha spiegato l' agenzia di rating - riflette i rischi di impatti sul merito creditizio sovrano del paese derivanti dalla pressione di mercato sulla raccolta, dalla tenuta del bilancio pubblico in caso di frenata dell' economia e dalla capacità delle autorità di rispondere a potenziali pressioni economiche interne o estere. Seconda «mazzata»: «l' Italia è probabilmente già in recessione». ha scritto l' agenzia di rating Fitchin una nota in cui comunica il declassamento di 8 banche italiane di medie dimensioni. L' agenzia ha ricordato di avere rivisto drasticamente al ribasso le previsioni di crescita per l' Italia nello scorso ottobre. Il 7 ottobre Fitch ha abbassato il rating sovrano a 'A+' con outlook negativo. Infine le borse: i listini Ue hanno chiuso in leggero rialzo. Piazzaffari con un +0,16%.

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Tecnocrati, la decisione da prendere è se restare o no nel' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Padania" del 26-11-2011

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

«Il presidente del Consiglio venga a riferire in Aula, in merito a quanto sta accadendo per la crisi economica». Lo ha chiesto Marco Reguzzoni. La Lega non accetta che il presidente Monti vada a far approvare le riforme che ha in programma dal duo Merkozy, senza che il Parlamento ne sia minimamente informato. Altro che recupero del prestigio internazionale, sembra più una servile sudditanza. Si ha il dubbio che la massoneria mondialista abbia imposto all' Italia un fidato tecnico per far in modo che la rivoluzione economica e valutaria, nefasta per molti popoli, possa aver corso senza tanti impedimenti. La posta in gioco finale è che si deve arrivare a una riforma monetaria mondiale per evitare il tracollo del dollaro, a cui si è vicini. La materia è complessa, ma può essere rappresentata con semplicità. Le monete cartacee certificavano un valore prima garantito da metalli nobili. Anticamente le monete erano coniate in oro, argento e bronzo, poi fu deciso di trasformarle in banconote convertibili. Furono gli Usa nel 1944 nel convegno di Bretton Woods con 730 delegati provenienti dai 44 Paesi a disegnare lo scenario economico mondiale del dopoguerra. Decisero la fondazione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Venne inoltre stabilito a tavolino che gli Usa sarebbe stato il Paese leader nella guida della ricostruzione del mercato capitalista. Questo risultato si ottenne dichiarando che l' unica moneta che avrebbe mantenuto una convertibilità con l' oro sarebbe stata il dollaro, che però, come noto, poco dopofu cancellata . Da questo momento la moneta ha acquistato la configurazione di un assegno con incerta copertura. L' euro si è a sua volta rivelato capace di sostituire il dollaro come moneta di riserva e riferimento, cosa non gradita alla cupola finanziaria mondialista. Parallelamente nell' Eurozona si è scatenata una crisi legata ai debiti dei singoli Paesi di cui tuttisono gravati e la discussione verte se attraverso gli eurobond debbano essere garantiti dalla Bce o restare a carico dei singoli stati membri. La Germania non intende accettare gli eurobond, ma sono le sue banche le più esposte avendo inteso speculare sul debito greco. Ha ragione Bossi quando afferma che si vogliono scalare le montagne quando si conoscono solo attraverso le cartoline e quando sostiene che non può l' Ue essere unita solo dalla moneta. Sono problemi vitali e complessi che non possono affrontare i tecnocrati, ma su cui si devono pronunciare i popoli. La decisione da prendere è: restare o uscire dall' euro?

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Piacenza e la crisi economica: un po' meglio che...in Italia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Libertà" del 26-11-2011

TV

Pagina: 42

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Ospite a Telelibertà il presidente di Confindustria Bolzoni.

piacenza - Apre con una panoramica sulla situazione economica internazionale il presidente di Confindustria Piacenza Emilio Bolzoni, intervistato ieri sera a Industriando dal vicedirettore di Telelibertà Nicoletta Bracchi per la puntata conclusiva della stagione 2011. «Viviamo in un momento molto particolare - ha esordito il numero uno dell' associazione imprenditoriale - il nostro è un grande Paese e il confronto al quale siamo stati sottoposti in questi mesi con Spagna e Grecia non è corretto. L' Italia ha una grande tradizione manifatturiera che non possiamo perdere. La situazione è però molto grave, basta pensare alla grande mole di debito che andrà rinnovata nei prossimi mesi e che richiederà il pagamento di interessi consistenti. Stiamo rischiando tutti una fetta importante del nostro reddito. Servono misure eccezionali per le imprese e per i cittadini. Ogni intralcio alle proposte che verranno avanzate nei prossimi giorni dal Governo Monti sarà un intralcio a tutti noi. Occorre quindi prendere decisioni rapide e coerenti con i problemi che abbiamo di fronte. Quanto a Piacenza, è parte dell' Italia e dell' Europa. Abbiamo un buon livello generale di ricchezza diffusa e un basso livello di disoccupazione, ma questo non rende meno urgente porre estrema attenzione a quello che sta succedendo nel mondo. Il nostro problema si chiama euro. È una moneta per la quale, a differenza di quanto avviene per il dollaro e la sterlina, non esiste un prestatore di ultima istanza, ovverosia una banca centrale che garantisca le emissioni. Sono stati fino a ora trovati dei rimedi tampone, ma le incertezze di ogni giorno derivano anche da questo, oltre che dalla mancanza di una vera leadership che neppure Sarkozy e la Merkel riescono a esercitare. Monti si è posto obiettivi condivisibili. Saranno certamente interventi impopolari ma per il sistema nel suo complesso saranno a costo zero se riuscirà a raggiungere gli obiettivi di equità che si è posto. Del resto i grossi interventi, quelli che sono stati veramente dolorosi, sono quelli decisi con le due ultime finanziarie. Si dovrà comunque lavorare sui costi della politica, su quelli della burocrazia, sulla legalità, sull' evasione fiscale e sul problema del costo del lavoro. Dobbiamo garantire maggiore occupabilità per i giovani e per le donne. Occorre dare nuovo impulso alla crescita e lo si potrà fare se le risorse recuperate saranno impiegate anche per ridurre il costo del lavoro per le imprese e per i lavoratori. E' necessario assumere diverse misure, ma senza dubbio la priorità va data assolutamente alla riduzione del costo del lavoro». La chiacchierata prosegue con un commento sul BTP Day, definita come «una iniziativa simpatica che va nella direzione per ritrovare coesione nazionale, ma che da sola non può certo risolvere i mali del nostro Paese che si chiamano bassa crescita ed alto debito pubblico». Prima di congedarsi, un commento sui primi sei mesi del suo mandato, durante i quali dice di aver imparato molte cose. La situazione internazionale rende tutto più complicato, molto più complicato di quanto sembrava sei mesi fa quando gli indici parevano volgere al bello. Nonostante ciò, l' ottimismo non manca. «Sarà più complicato, ma ce la faremo», conclude il presidente Bolzoni, dando appuntamento a febbraio, alla prossima edizione di Industriando . r. s.

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Pantene al rilancio con ricerca e innovazione (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Economia e imprese

Pagina: 28

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Cosmetica.

MILANO Pantene accelera sulla ricerca e si rinnova. Una sfida importante per il marchio di prodotti per la cura dei capelli di Procter&Gamble, che vale 3 miliardi di dollari l' anno a livello globale ed è market leader nel mondo (con una quota di mercato del 10%), ma anche in Italia, Paese dove il brand detiene una quota del 18% di un mercato, quello dell' haircare, che vale 1,1 miliardi dollari. Dopo sette anni di studi rigorosi effettuati con strumenti come il microscopio a forza atomica (Afm) impiegato dalla Nasa per studiare la superficie di Marte oppure la tomografia microcomputerizzata (Micro-CT), impiegata nella ricerca medica per misurare la densità ossea, lo storico marchio si rinnova nelle formulazioni, ma anche nel packaging. «Abbiamo raggiunto un livello di ricerca senza precedenti - spiega Iacopo Lorenzo Pazzi, direttore marketing P&Gbeauty&grooming Italia - anche attraverso la collaborazione con alcuni dei principali esperti mondiali dell' università di Lund e l' applicazione dei cosiddetti modelli di "scelta discreta", una tecnica che nel 2000 ha vinto il premio Nobel per l' economia ed è spesso usata nell' industria automobilistica». Il risultato? «Oltre alle formulazioni - aggiunge Pazzi - Pantene cambia l' approccio al design dei prodotti e, di conseguenza, all' intera architettura di linea. Il nuovo Pantene si distingue per nuove formule innovative, nuovi ingredienti, nuovi benefici, nuove confezioni, nuovi prodotti e nuove profumazioni e, infine, risultati più duraturi per la salute dei capelli delle consumatrici». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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La crisi dell' euro è già da allarme rosso (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Settimana finanziaria

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Mercati. Merkel, Sarkozy e Monti hanno affermato la completa autonomia della Bce - Ora si attendono interventi straordinari da Bruxelles e Francoforte.
Sottotitolo: Per l' economista Bruni, la banca centrale non può essere prestatore di ultima istanza per gli stati.

«Ma dove s' è mai visto che una banca centrale debba essere prestatore di ultima istanza verso gli Stati», reagisce piuttosto irritato Franco Bruni, docente di politica monetaria internazionale alla Bocconi. Negli Stati Uniti, verrebbe voglia di rispondere, con la politica ultra espansiva della Fed e i massicci acquisti di Treasury operati negli ultimi 3 anni. Bruni lo sa bene e sui pericoli della troppa liquidità ha scritto un saggio (L' acqua e la spugna). Gli si fa osservare l' assurdità dell' attuale situazione, poiché, mentre Giappone e Svizzera hanno azzerato i tassi e negli Usa e in Gran Bretagna si perseguono politiche monetarie non convenzionali, la Bce resta l' unica banca centrale ostinatamente legata all' ortodossia monetaria: pur in presenza di una crisi sempre più grave dei debiti sovrani e di una valuta ancora sorprendentemente forte rispetto al dollaro. «Anche la Fed ha avuto il pudore di giustificare i quantitative easing come un aiuto all' economia», spiega Bruni: un sotterfugio, fin che si vuole, per mascherare il finanziamento al Tesoro e avvallare una politica del dollaro debole che rende più competitive le aziende Usa. «Ma il principio dell' indipendenza della banca centrale dalla politica deve rimanere un caposaldo irrinunciabile». Bruni si scaglia contro la retorica del mercato che dalla Bce pretende interventi altrettanto forti di quelli Fed: il "bazooka" nel crudo lessico degli operatori. Ma intanto che fare? gli si chiede, poiché dopo Atene, Lisbona e Dublino, bruciano Roma e Madrid, mentre Vienna, Bruxelles e Parigi sono in affanno. Bruni è convinto che alla fine la Bce interverrà e in questa idea s' è confermato giovedì, proprio mentre l' ennesimo apparente nulla di fatto nei colloqui tra Merkel, Sarkozy e Monti ha ulteriormente spinto al rialzo i rendimenti di tutti i titoli di Stato della zona euro. «Ha sentito le dichiarazioni di Sarkozy?», dice. Molto strane, in effetti, poiché dopo aver ripetuto da mesi, assieme ai suoi ministri, che la Bce doveva intervenire con decisione per acquistare bond governativi, Sarkozy ha serenamente dichiarato che l' indipendenza della Bce non andava discussa e, d' accordo con Merkel e Monti, affermare che non è compito della banca centrale aiutare gli Stati. Quel che ai mercati è parsa l' ennesima prova di immobilismo, a Bruni è suonata invece una doverosa affermazione di principio da parte della politica. E solo dopo questo riconoscimento, la Bce potrebbe predisporre un intervento «eccezionale, mirato e temporaneo», sui titoli di Stato italiani e spagnoli. Stampando moneta, gli si chiede? «Certo, anche stampando moneta, perché non è facile sterilizzare grossi acquisti». L' importante è stabilire che la Bce è prestatore di ultima istanza per le banche (e anche in questo caso non a tassi stracciati), ma non per gli Stati e che qualsiasi intervento in questa crisi senza precedenti dev' essere eccezionale e giustificato da un nuovo rigore fiscale da parte dei Paesi dell' Unione. Se la convinzione di Bruni fosse confermata dai fatti, saremmo a una svolta e non è escluso che qualche novità possa arrivare nel fine settimana e in ogni caso prima dell' incontro dei capi di Governo Ue del 9 dicembre; anche perché rendimenti sui titoli italiani a breve al 10%, come si sono visti ieri per i Bot a 3 mesi, segnalano l' imminente fallimento del Paese. In ogni caso la Bce e la politica europea hanno sempre subìto gli eventi e quanto si sono mosse hanno agito «sempre troppo tardi e troppo poco», come sostengono gli operatori. Forse, prima di vedere un intervento della Bce, si dovrà ancora soffrire e forse potrebbero arrivare provvedimenti tampone: «il vincolo di portafoglio», auspica Bruni, che obbliga le banche a non vendere i titoli di Stato. In settimana le Borse son tornate a precipitare: -4,7% Wall Street, -4,6% lo Stoxx (-3,7% Londra, -4,7% Parigi, -5,3% Francoforte e -8,5% Milano). © RIPRODUZIONE RISERVATA Generale221,54-4,58214,89291,16-17,25 Alimentari distrib.349,89-2,15331,05373,26-0,94 Assicurazioni118,71-6,25112,11181,70-20,79 Auto239,74-6,92224,29383,07-29,93 Banche117,91-5,90115,87228,57-40,14 Beni di Consumo390,41-2,90370,62433,63-4,95 Chimici462,79-3,50431,28617,20-16,58 Commercio231,42-4,47218,66279,33-16,69 Costruzioni198,74-6,03197,28302,04-24,80 Energia301,51-5,14269,78361,32-3,27 Industriali248,35-4,65239,36344,38-19,76 Media146,95-3,65142,48192,61-15,94 Risorse base404,13-6,28371,98656,34-30,77 Salute382,77-3,19362,40422,300,64 Servizi finanziari195,34-5,02193,94286,60-23,22 Tecnologici180,68-6,23167,66241,29-10,64 Telecomunicazioni235,23-4,89227,52288,89-13,34 Turismo/T.Libero102,60-3,4899,98141,44-21,34 Utilities247,57-4,80239,75336,49-20,06 New YorkS.&P.'s 5001158,67-4,691099,231363,61-3,31 Johannesb.Industrial 100%27265,59-2,2925808,4130491,63-7,84 SeulKospi 200231,03-3,51214,18295,35-8,48 LondraFt Se 1005164,65-3,704944,446091,33-9,38 TorontoS&P TSX Comp.11462,06-3,6211177,9114270,53-11,46 SydneyAll Ordinaries4057,59-4,453927,635064,92-13,36 SingaporeStrait Time2643,93-3,162528,713279,70-16,31 ZurigoSwiss Market Idx5395,61-3,904791,966717,25-17,02 BruxellesTotal Return Idx19956,62-3,4219893,2825675,54-18,25 AmsterdamAEX Index274,37-4,74263,44374,19-19,01 TokioNikkei 2258160,01-2,578160,0110857,53-19,05 MadridIbex7763,50-6,587640,7011113,00-20,14 FrancoforteXetra Dax Idx5492,87-5,305072,337527,64-20,16 StoccolmaSax All Share277,33-5,27270,24375,82-20,66 Hong KongHang Seng17689,48-4,3416250,2724419,62-23,27 ParigiCAC 402856,97-4,672781,684157,14-24,03 MilanoComit747,65-8,74737,651164,88-26,47 HelsinkiHex General5098,97-5,625020,547912,33-29,83 AteneAthens General664,24-6,79664,241715,13-53,89 INDICI -4,7% S&P 500 -5,1% Nasdaq -4,6% Stoxx 600 -2,6% Nikkei FOCUS Rendimenti da bancarotta Dopo il pessimo esito dell' asta dei Bot a 6 mesi, ieri il rendimento dei titoli a 3 mesi è balzato sopra il 10%: quota che segnalerebbe un imminente default Anche il Bund sente la crisi Lo spread tra il T-bond Usa a 10 anni e il Bund è sceso a livelli visti solo in rare condizioni. Ora il Bund rende 32 centesimi in più. In passato rendeva 20-30 punti meno Tensioni sull' interbancario L' indice misura la disponibilità delle banche euro a prestarsi denaro a brevissimo. A quota 87, come nella crisi di 3 anni fa, segnala un mercato congelato.

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Il deficit nell' Unione è anche democratico (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Primo piano

Pagina: 8

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: ANALISI.

«La moneta non appartiene al principe ma alla comunità» avvertì una volta uno dei padri dell' euro, l' ex-presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer citando un normanno, il filosofo medioevale Nicola Oresme. A 12 anni dalla nascita, l' euro sembra il figlio di nessuno. Mercati a parte, la labilità di consenso e di identità popolare che lo circonda è l' altro dei suoi grandi e irrisolti problemi esistenziali. Che potrebbe presto esplodergli addosso. Perché la nuova governance economica, che stringe i bulloni dell' integrazione delle politiche di bilancio, spesa pubblica, debito, fisco, lavoro, pensioni, etc., avanza troppo spesso in apnea democratica. Nonostante sia destinata ad appiattire, sotto la regia di Bruxelles e Berlino, le divergenze tra i Paesi, stritolando a poco a poco i diversi modelli nazionali di sviluppo e di società. «Senza una governance forte, è impossibile sostenere una moneta comune» ha detto Josè Barroso. Le sue nuove proposte riducono ulteriormente i margini di manovra degli Stati sui bilanci nazionali attraverso controlli sempre più stringenti e invasivi, la possibilità per la Commissione Ue di chiederne la modifica qualora un Paese sia in deficit eccessivo o addirittura di imporgli la richiesta di assistenza finanziaria, se la sua instabilità minacciasse quella degli altri. In cambio della forte stretta oggi sulle sovranità economiche nazionali, la promessa degli eurobond dopodomani se si realizzerà la convergenza tra i 17. Insieme, il presidente della Commissione annuncia che «per la prima volta i Parlamenti nazionali saranno informati delle azioni prese negli altri Paesi, perché non è più possibile confinare la democrazia dentro le frontiere di uno Stato, ci vogliono democrazia europea e nazionale forti». E con questo si rompe il silenzio su un grande tabù europeo: il deficit democratico che, complice l' emergenza, sta dilagando nell' Eurozona e nell' Unione. Una volta il tema era una fissazione quasi tutta e solo britannica: il grido di una guerra euroscettica ma anche il principio irrinunciabile di una solida democrazia che pretende il sigillo di legittimità di Westminster su tutte le decisioni di bilancio (e non) che la riguardino. La preoccupazione è ormai generalizzata. E non poteva essere altrimenti quando l' Europa tedesca, sostenuta dai tecnocrati della Commissione, mette in amministrazione controllata gli Stati membri "deviati", costretti a ingoiare cure da cavallo per i propri cittadini, a veder sbriciolati ruolo e poteri di Governi e Parlamenti ridotti alla funzione di semplici notai. Non ci sono solo 6 Governi sui 17 dell' Eurozona, un terzo, ad essere caduti sull' altare della crisi e delle misure di rigore e riforme che ne sono seguite. Non c' è solo la Bce che è in grado di dare o togliere ossigeno a quegli stessi Governi, calibrando il ritmo degli acquisti di bond sovrani. Non c' è solo lo scandalo di questi giorni in Irlanda dove si è scoperto che il Governo ha comunicato al Bundestag, prima che al Parlamento nazionale, i contenuti del bilancio per il 2012. C' è che il graduale trasferimento di sovranità nazionale, in nome della nuova governance economica sta avvenendo in sordina, in modo opaco al punto che l' europarlamento è insorto rivendicando poteri di controllo per dare legittimità democratica alle decisioni. Prese per ora nelle segrete stanze di un club per di più sempre più intergovernativo e meno comunitario. Di un direttorio tedesco-francese in pessima forma. Democrazia ed euro in rotta di collisione? L' introduzione del semestre europeo, l' integrazione sempre più accelerata delle politiche macro-economiche e di bilancio, la prospettiva di un possibile via libera agli eurobond sono le tessere del nuovo dirigismo di marca tedesca che punta a salvare l' euro. Non solo perché, dopo la sentenza della Corte di Karlsruhe, Angela Merkel non può muovere un dito nell' Eurozona senza il visto del Bundestag. Ma anche perché, in quanto superpotenza economica e maggiore azionista dell' euro e dell' Unione, la Germania è per definizione il Paese più uguale degli altri. Tutte quelle tessere però non possono piovere sulla testa degli europei, chiamati a pesantissimi sacrifici, nel vuoto di comunicazione e di spiegazione. Già l' Europa non è popolare tra gli europei. Già di questi tempi le nostre democrazie appaiono troppo in bilico tra populismi e tecnocrazie. Già la recessione resta in agguato. In queste condizioni nessuno, men che meno l' Unione, può permettersi scorciatoie rispetto alla normale dinamica democratica se non a proprio rischio e pericolo, soprattutto quando di mezzo ci sono tagli di spese, salari e pensioni. A meno che non si concluda che in questa difficilissima emergenza la democrazia rappresentativa sia diventata un lusso d' antan. Se così fosse sarebbe meglio spiegarlo chiaro per evitare che un giorno, invece dei mercati, siano gli europei a dare l' assalto al palazzo Europa. Per evitare che l' euro si ritrovi un giorno senza principe e senza comunità. © RIPRODUZIONE RISERVATA di Adriana Cerretelli.

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LOS ANGELES Televisioni a 42 pollici per solo 199,99 dollari, la Playstation 3 per 200 dollari, stivali a 20 dollari, promozioni del 10% persino su prodotti gettonati come Ipod, iPad e Mac: è partita alla grande la stagione dello shopping ... (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Daniela Roved.

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 44

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Retail. Secondo i primi dati l' edizione 2011 dovrebbe battere il record di 10,7 miliardi di dollari realizzato lo scorso anno Un venerdì «nero» contro la crisi Con il Black Friday parte la corsa agli sconti prenatalizi negli Stati Uniti SVOLTA VIA WEB I siti online hanno lanciato una forte offensiva contro i negozi tradizionali proponendo offerte ancora più allettanti.

LOS ANGELES Televisioni a 42 pollici per solo 199,99 dollari, la Playstation 3 per 200 dollari, stivali a 20 dollari, promozioni del 10% persino su prodotti gettonati come Ipod, iPad e Mac: è partita alla grande la stagione dello shopping natalizio con la giornata di megasconti nota ormai in America come «Black Friday». Né la crisi economica né l' incertezza sul futuro hanno convinto i consumatori americani a comprare di meno, ma li hanno persuasi ad andare a caccia di occasioni come non era mai successo prima. A giudicare dalla lunghezza delle code fuori dai negozi che hanno aperto i battenti nel cuore della notte tra la festività di Thanksgiving e venerdì, il Black Friday del 2011 dovrebbe battere il record di 10,7 miliardi di dollari segnato l' anno scorso. Il grande magazzino Macy' s per esempio ha calcolato che ben 10.000 persone hanno aspettato l' apertura delle porte del suo negozio di Times Square a New York a mezzanotte. Macy' s e molte altre catene come Gap, Abercrombie & Fitch, Victoria' s Secret o il supermercato dell' elettronica Best Buy avrebbero forse potuto attrarre una folla ancor più numerosa se avessero aperto i battenti ancor prima, come hanno fatto per la prima volta alcuni agguerriti concorrenti: Toys R Us ha aperto addirittura alle 21 di giovedì e Wal-Mart alle 22. Da Wal-Mart, il grande magazzino dai prezzi superstracciati, si è verificato anche il primo episodio di violenza della giornata. Una signora in coda al Wal-Mart di Los Angeles ha spruzzato un liquido al pepe sulla folla per guadagnare un vantaggio nello sprint verso il cuore del negozio al momento in cui si sono aperti i battenti. Venti i feriti. Anche quest' anno centinaia di persone sono rimaste accampate in coda tutta la notte nonostante le temperature sotto zero, ma al trillo del telefonino alcuni sono rapidamente tornati a casa: molti siti online hanno infatti lanciato un' offensiva contro i negozi tradizionali comunicando via mail o Twitter l' arrivo di sconti uguali o superiori a quelli disponibili in negozio. L' 11% delle vendite online sono state effettuate nella giornata di giovedì da un apparecchio mobile, il doppio dell' anno scorso. E complessivamente le vendite online di giovedì (un giorno di festa in America) sono aumentate del 39% rispetto al 2010 secondo la IBM Coremetrics. Secondo le stime, quest' anno le vendite online dovrebbero raggiungere i 700 milioni di dollari nel giorno di Black Friday e 1,2 miliardi di dollari lunedì, tradizionalmente il giorno degli sconti online noto come «Cybermonday». Né l' andamento dello shopping virtuale né i primi dati aneddotici sull' afflusso di consumatori nei negozi americani sono sufficienti per ora a prevedere se la stagione natalizia quest' anno supererà quella dell' anno scorso. Ma i negozianti sono moderatamente ottimisti: la società di ricerca Forrester Research ha stimato che nei mesi di novembre e dicembre i consumatori americani spenderanno 59,5 miliardi di dollari, il 15% in più dell' anno scorso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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L' euro scivola ai minimi da sette settimane (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' asta italiana, che ha visto i rendimenti salire a livelli record, ha fatto arretrare l' euro ai minimi da oltre sette settimane. L' Italia ha pagato interessi record del 6,5% per i Bot a sei mesi e la moneta unica europea è scesa a 1,3226 sul dollaro, spinta al ribasso dai timori che la crisi del debito europeo peggiori di settimana in settimana. Gli investitori hanno cercato rifiugio nel dollaro e l' euro ha perso lo 0,9% andando a 1,3226 sulla divisa statunitense, raggiungendo nel corso della giornata un minimo di 1,3210, il livello più basso dal 4 ottobre scorso. La valuta unica ha perso circa l' 1,8% nella settimana che si è chiusa, inanellando la quarta settimana consecutiva di ribassi. Euro ai minimi da sette settimane anche nei confronti dello yen con uno scivolone a 102,46 seguito da un rimbalzo a 102,86.

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Eni, in Libia la produzione torna ai livelli pre-guerra (sezione: Euro-Dollaro)

 

"ilgiornale.it" del 26-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' Eni torna alla normalità in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio nel Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di 280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante petrolifero ha ripreso la produzione di petrolio in Libia a fine settembre e riaperto il gasdotto sottomarino Greenstream il 13 ottobre, dopo otto mesi di inattività. Il responsabile della divisione Exploration & Production, Claudio Descalzi, ha detto inoltre che entro il 2013 sarà raggiunto il livello di 300mila barili al giorno e che la produzione in Libia potrebbe raddoppiare ancora entro un decennio, sulla base degli investimenti pianificati, tra 30 e 35 miliardi di dollari. «L' attività di Eni in Libia è ripresa in modo molto soddisfacente e con tempi più rapidi rispetto alle nostre previsioni- ha detto l' amministratore delegato della società Paolo Scaroni - attualmente è già arrivata a 200mila barili al giorno. Abbiamo un ufficio a Tripoli che è ormai perfettamente funzionante». Scaroni, commentando l' insediamento del nuovo governo libico, ha rivelato che la società andrà «a incontrare il nuovo esecutivo nel suo insieme nelle prossime settimane». L' ad di Eni ha poi minimizzato la coincidenza che vede un ex dirigente del gruppo come nuovo ministro del Petrolio. «Questo è facile, dato che siamo la prima compagnia del Paese e abbiamo avuto tante persone di peso che hanno lavorato con noi», ha ricordato. Eni, in Africa, vanta un primato per produzione, con oltre 1 miliardo di barili davanti a Total (0,75 miliardi) ed ExxonMobil (0,63 miliardi). La società è già presente in 13 Paesi tra produzione ed esplorazione. Scaroni ha anche spiegato che Eni ha finalizzato l' acquisizione delle quote detenute dai fondi di investimento in Altergaz, salendo dal 60% al 98-99% del capitale dell' operatore di gas francese. Attualmente la società transalpina, avviata al delisting, capitalizza in Borsa circa 300 milioni di euro. Eni è entrata nel capitale della società nel 2007, rilevando una quota dai soci fondatori ed è salita al 60% nel 2010 esercitando un' opzione di acquisto sempre dai fondatori. Quanto alla possibile cessione della quota ancora in mano al Tesoro, Scaroni, non si sbilancia: «La risposta a questa domanda la dovete chiedere direttamente al governo», ha commentato. Il Tesoro detiene direttamente il 4% del capitale di Eni, mentre la Cdp ha il 26,3%. Ingrandisci immagine.

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In breve (sezione: Euro-Dollaro)

 

"L'Unità" del 26-11-2011

Pagina: 31

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: 13937,40.

EURO/DOLLARO 1,3267 FTSE MIB + 0,12% FARMACIE Federfarma: sì al contratto per i 70mila addetti L' Assemblea Nazionale di Federfarma ha approvato ieri l' accordo per il rinnovodelContrattocollettivonazionale del lavoro dei dipendenti delle farmacie private. Un' intesa che è stataprecedentementesiglatadaFederfarma, dopo una trattativa lunga e complessa,conlerappresentanzesindacalidiFilcams-Cgil,Uiltucs-Uil,Fisascat-Cisl. TRAFFICO AEREO Allarme della Ue, si rischia una congestione nei cieli VEICOLI COMMERCIALI In ottobre bene l' Europa ma l' Italia perde il 2,8% LIBERO.IT Il lavoro trasloca sul Web con il cloud computing ALL SHARE + 0,08%

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Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Mattino (ed. Avellino)" del 26-11-2011

Pagina: 55

 

Pubblicato anche in: "Il Mattino (ed. Circondario Nord)" "Il Mattino (ed. Benevento)" "Il Mattino" "Il Mattino (ed. Napoli)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido, ricordano assai la sigla del dollaro, che vale meno dell' euro ma che resta l' emblema della ricchezza smodata. È lo stesso logo che campeggia sul deposito blindato di zio Paperone, quello che gli lampeggia negli occhi - come una slot impazzita - quando sente odor di guadagni. Alfonso Schiavone, uno degli azionisti del comparto Giochi&Scommesse del clan dei Casalesi, ha ceduto alla tentazione, si è illuso di poter diventare davvero come il riccastro di Paperopoli, e l' ha voluto all' ingresso di casa, una villa acquistata nel '97 per appena 36 milioni di lire (così risulta nell' atto di compravendita), alla quale si accede attraverso un cancello di ferro, in via Cadorna, a Casal di Principe. Un' illusione, appunto, perché la villa - tre livelli e rifiniture di lusso - è stata sequestrata ieri dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha accolto la richiesta di sequestro preventivo firmata dal pm antimafia Catello Maresca. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza, a integrazione di un' indagine patrimoniale che un mese fa aveva portato al sequestro di altri beni (tra i quali il ristorante «Baffone», a Castelvolturno), del valore complessivo di 25 milioni. Altro cemento sottratto alla camorra, altra ricchezza destinata allo Stato. Ma non può non impressionare, anche questa volta, la sfrontata esibizione del potere attraverso simboli, segni, oggetti, che servono a marcare la distanza tra chi ce l' ha fatta e chi no, tra chi ha raggiunto il successo (a qualunque costo) e chi vive di onesto lavoro. Uno dei tanti modi, il più subdolo, utilizzati dalla camorra per proporsi come modello vincente. I clan napoletani, per esempio, per anni hanno imposto la propria immagine affidandola a profusioni di marmo, vasche indromassaggio a forma di conchiglia (celeberrima quella di Carmine Giuliano, che si fece fotografare con Maradona utilizzandola a mo' di divano), letti rotondi a tre piazze, animali esotici in gabbia (leoni, scimmie, tigri, come nella Francia di madame de Pompadour) e chili di oro massiccio al collo, alle braccia, sulle dita. La camorra casalese, invece, ha sempre preferito il cemento e le auto. Quindi, case di lusso, ville a più piani, scalinate, arredi costosissimi, e vetture potentissime come Mercedes, Porsche, Ferrari. Ma non sono tutti uguali. Casal di Principe, San Cipriano d' Aversa, Casapesenna sono un' unica conurbazione suddivisa in tre comuni diversi governati da tre famiglie mafiose. Ciascuna ha imposto il suo personalissimo stile. La Casale degli Schiavone (ma anche la San Cipriano degli Iovine), per esempio, è quella del monogramma a forma di dollaro e della villa costruita su modello di quella di Scarface da Walterino, il fratello del capoclan chiamato Sandokan (del resto, anche i soprannomi contribuiscono all' epopea) che la fece incendiare alla vigilia della confisca. È anche quella del costosissimo (e altrattento vistoso) arredamento della residenza familiare di Nicola, il primogenito del boss: vasi alti due metri color fucsia, comodini ricoperti di foglie d' oro, poltrone rococò rivisitate in chiave fumettistica. In linea con l' abbigliamento che il giovanotto, ora detenuto in attesa di essere processato per triplice omicidio, aveva imposto alla sua guardia scelta: capelli freschi di barbiere e senza tracce di gel, pantaloni lunghi anche in piena estate, camicia a maniche lunghe con la possibilità di un vistoso tocco di colore fosforescente (come il pentito Laiso aveva tradotto il termine sgargiante), giubbino o pull anche se fa caldo (per nascondere le pistole), scarpe Hogan. A Casapesenna, il regno della famiglia Zagaria, l' architettura d' interni è decisamente più essenziale e raffinata: domina il legno (parquet e boiserie che mimetizza le porte), i mobili sono di design contemporaneo, l' abbigliamento è più sobrio, costoso ma slow style: in strada e in carcere. La parola d' ordine è understatement. Si racconta, per esempio, che familiari e fiancheggiatori dei fratelli Michele, Pasquale e Zagaria anche da detenuti mantengano il profilo basso, facendo gruppo a sè, distanza dagli altri segnata anche attraverso i vestiti: scarpe inglesi, pull e calzini di cachemire, camicie su misura. Sono imprenditori, dicono. E indossano la divisa di chi frequenta la City. Segnano, così, anche una sorta di gerarchia mafiosa, antropologicamente affidata a una vecchia storiella tramandata nella tradizione orale di Casapesenna. Si racconta, in quel paese, che un contadino, al quale era morta la giumenta, avesse chiesto al parroco di Casal di Principe di celebrare il funerale. In cambio, avrebbe donato venti pezzi di pane. Il prete rifiutò, e così fece, dopo qualche calcolo, anche il collega di San Cipriano. A Casapesenna il sacerdote accettò, ma di pezzi di pane ne chiese e ottenne trenta. All' omelia così disse: «A Casale so' luonghe e bestiale, a San Cipriano se l' hanno fatto scappa' d' e mmane, a Casapesenna guaragnammancelle ». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011

Pagina: 43

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Rosaria Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine (Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido, ricordano assai la sigla del dollaro, che vale meno dell' euro ma che resta l' emblema della ricchezza smodata. È lo stesso logo che campeggia sul deposito blindato di zio Paperone, quello che gli lampeggia negli occhi - come una slot impazzita - quando sente odor di guadagni. Alfonso Schiavone, uno degli azionisti del comparto Giochi&Scommesse del clan dei Casalesi, ha ceduto alla tentazione, si è illuso di poter diventare davvero come il riccastro di Paperopoli, e l' ha voluto all' ingresso di casa, una villa acquistata nel '97 per appena 36 milioni di lire (così risulta nell' atto di compravendita), alla quale si accede attraverso un cancello di ferro, in via Cadorna, a Casal di Principe. Un' illusione, appunto, perché la villa - tre livelli e rifiniture di lusso - è stata sequestrata ieri dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha accolto la richiesta di sequestro preventivo firmata dal pm antimafia Catello Maresca. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza, a integrazione di un' indagine patrimoniale che un mese fa aveva portato al sequestro di altri beni (tra i quali il ristorante «Baffone», a Castelvolturno), del valore complessivo di 25 milioni. Altro cemento sottratto alla camorra, altra ricchezza destinata allo Stato. Ma non può non impressionare, anche questa volta, la sfrontata esibizione del potere attraverso simboli, segni, oggetti, che servono a marcare la distanza tra chi ce l' ha fatta e chi no, tra chi ha raggiunto il successo (a qualunque costo) e chi vive di onesto lavoro. Uno dei tanti modi, il più subdolo, utilizzati dalla camorra per proporsi come modello vincente. I clan napoletani, per esempio, per anni hanno imposto la propria immagine affidandola a profusioni di marmo, vasche indromassaggio a forma di conchiglia (celeberrima quella di Carmine Giuliano, che si fece fotografare con Maradona utilizzandola a mo' di divano), letti rotondi a tre piazze, animali esotici in gabbia e chili di oro massiccio al collo, alle braccia, sulle dita. La camorra casalese, invece, ha sempre preferito il cemento e le auto. Quindi, case di lusso, ville a più piani, scalinate, arredi costosissimi, e vetture potentissime come Mercedes, Porsche, Ferrari. Ma non sono tutti uguali. Casal di Principe, San Cipriano d' Aversa, Casapesenna sono un' unica conurbazione suddivisa in tre comuni diversi governati da tre famiglie mafiose. Ciascuna ha imposto il suo personalissimo stile. La Casale degli Schiavone (ma anche la San Cipriano degli Iovine), per esempio, è quella del monogramma a forma di dollaro e della villa costruita su modello di quella di Scarface da Walterino, il fratello del capoclan chiamato Sandokan che la fece incendiare alla vigilia della confisca. È anche quella del costosissimo arredamento della residenza familiare di Nicola, il primogenito del boss: vasi alti due metri color fucsia, comodini ricoperti di foglie d' oro, poltrone rococò rivisitate in chiave fumettistica. In linea con l' abbigliamento che il giovanotto, ora detenuto in attesa di essere processato per triplice omicidio, aveva imposto alla sua guardia scelta: capelli freschi di barbiere e senza tracce di gel, pantaloni lunghi anche in piena estate, camicia a maniche lunghe con la possibilità di un vistoso tocco di colore fosforescente (come il pentito Laiso aveva tradotto il termine sgargiante), giubbino o pull anche se fa caldo (per nascondere le pistole), scarpe Hogan. A Casapesenna, il regno della famiglia Zagaria, l' architettura d' interni è decisamente più essenziale e raffinata: domina il legno (parquet e boiserie che mimetizza le porte), i mobili sono di design contemporaneo, l' abbigliamento è più sobrio, costoso ma slow style: in strada e in carcere. La parola d' ordine è understatement. Si racconta, per esempio, che familiari e fiancheggiatori dei fratelli Michele, Pasquale e Zagaria anche da detenuti mantengano il profilo basso, facendo gruppo a sè, distanza dagli altri segnata anche attraverso i vestiti: scarpe inglesi, pull e calzini di cachemire, camicie su misura. Sono imprenditori, dicono. E indossano la divisa di chi frequenta la City. Segnano, così, anche una sorta di gerarchia mafiosa, antropologicamente affidata a una vecchia storiella tramandata nella tradizione orale di Casapesenna. Si racconta, in quel paese, che un contadino, al quale era morta la giumenta, avesse chiesto al parroco di Casal di Principe di celebrare il funerale. In cambio, avrebbe donato venti pezzi di pane. Il prete rifiutò, e così fece, dopo qualche calcolo, anche il collega di San Cipriano. A Casapesenna il sacerdote accettò, ma di pezzi di pane ne chiese e ottenne trenta. All' omelia così disse: «A Casale so' luonghe e bestiale, a San Cipriano se l' hanno fatto scappa' d' e mmane, a Casapesenna guaragnammancelle ». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Maxi-sequestro da parte della Guardia di Finanza, che sottrae proprietà per oltre due milioni di euro a persone legate al clan dei Casalesi. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011

Pagina: 39

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Maxi-sequestro da parte della Guardia di Finanza, che sottrae proprietà per oltre due milioni di euro a persone legate al clan dei Casalesi. Tra gli immobili messi sotto sequestro anche la villa di Alfonso Schiavone a Casal di Principe, ai cui cancelli sono stati apposti ieri i sigilli disposti dal Tribunale di Santa Maria. Un particolare: la grande «S», come quella dei dollari di Paperone, costruita con i cubetti di porfido nel pavimento del viale d' ingresso. Il provvedimento rappresenta l' integrazione di un' indagine patrimoniale che un mese fa aveva portato al sequestro di altri beni, del valore complessivo di 25 milioni. >Capacchione a pag. 43.

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Valore di 1 Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011

Pagina: 12

 

Pubblicato anche in: "Brescia Oggi" "L'Arena"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Valore di 1 Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO SVIZZERO1,22531,2268 YEN GIAPPONESE102,59103,07 CORONA DANESE7,43727,4370 CORONA SVEDESE9,25059,2440 CORONA NORVEGESE7,83607,8310 CORONA CECA26,03125,693 FIORINO UNGHERESE314,32309,93 ZLOTY POLACCO4,51434,4905 CORONA ESTONE DOLLARO CANADESE1,39121,3964 DOLLARO NEOZELAND.1,79071,7971 DOLLARO AUSTRALIANO1,36641,3697 RAND SUDAFRICANO11,356511,2962 RUBLO RUSSO41,896041,9912 LEV BULGARO1,95581,9558 DOLLARO HONG KONG10,314510,4237 LITAS LITUANA3,45283,4528 LEU ROMENO4,3654,357 LIRA TURCA2,4952,491 PESO MESSICANO18,88418,825 REAL BRASILIANO2,5132,485.

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DENAROLETTERA IN EURO 25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGEN (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011

Pagina: 12

 

Pubblicato anche in: "Brescia Oggi" "L'Arena"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

DENAROLETTERA IN EURO 25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGENTO (PER KG.)573,78573,27761,59769,33 STERLINA (V.C)302,65302,65327,99327,99 STERLINA (N.C)302,65302,65330,02330,02 STERLINA (POST.74)302,65302,65330,02330,02 MARENGO ITALIANO231,89231,89251,46251,46 MARENGO SVIZZERO229,31229,31247,92247,92 MARENGO FRANCESE229,31229,31247,92247,92 MARENGO BELGA229,31229,31247,92247,92 MARENGO AUSTRIACO229,31229,31247,92247,92 20 MARCHI255,65255,65296,96296,96 10 DOLLARI LIBERTY617,17617,17694,63694,63 10 DOLLARI INDIANO619,23619,23744,11744,11 20 DOLLARI LIBERTY1252,411252,411376,361376,36 20 DOLLARI ST.GAUDE1267,931267,931420,261420,26 4 DUCATI AUSTRIA490,63490,63582,05582,05 100 CORONE AUSTRIA1134,231134,231312,321312,32 100 PESOS CILE668,81668,81743,73743,73 KRUGERRAND1187,591187,591339,431339,95 50 PESOS MESSICO1425,421425,421600,521600,53.

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Murales di Haring La piazza sarà fatta in pietra (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Nazione (ed. Pontedera)" del 26-11-2011

CRONACA PISA

Pagina: 26

 

Pubblicato anche in: "La Nazione (ed. Pisa)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

PRESTO cambierà pelle anche Largo Zandonai. Dopo Piazza Vittorio e la Domus Mazziniana, dunque, anche l' area davanti al murales di Haring sarà completamente riqualificata. Ad annunciarlo il sindaco Marco Filippeschi durante la breve cerimonia di ieri proprio davanti all' opera del grande artista americano per festeggiare la conclusione della prima parte dei restauri. «Grazie alla fondazione Haring per il contributo di circa 60mila dollari che ha voluto erogarci e soprattutto al comitato di esperti sotto la cui supervisione è stato condotto a tempo di record un intervento di restauro conservativo importante» ha detto prima appunto di annunciare il rifacimento della piazzetta in pietra e calcestruzzo architettonico (90mila euro).

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Borsa in cerca di un minimo (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Gianluca Defendi.

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: L' indice Ftse-Mib ha subito una brusca flessione che si è arrestata soltanto a quota 13.600. Segnali negativi arrivano anche da Wall Street, con l' indice S&P500 che è sceso sotto quota 1.200 punti.

ÈNel corso delle ultime sedute la situazione tecnica dei mercati azionari, sia europei sia americani, ha subito un pericoloso deterioramento. Alle rinnovate tensioni finanziari collegate al debito dei paesi periferici dell' area Euro si sono infatti aggiunti i timori di una possibile ricaduta dell' economia globale in un periodo di recessione. A Wall Street l' S&P500 ha infatti accusato un brusco sell-off, innescato dal mancato superamento della barriera posta a quota 1.270, ed è sceso al di sotto della soglia psicologica dei 1.200 punti. Il trend di breve appare quindi negativo e non si può quindi escludere la possibilità di un' ulteriore flessione verso l' importante supporto statico posizionato in area 1.120-1.115 punti prima di poter iniziare un recupero di una certa consistenza. Difficile tuttavia il ritorno al di sopra di quota 1.220 senza un' adeguata fase laterale di riaccumulazione. Segnali negativi arrivano anche dal comparto tecnologico con il Nasdaq che, dopo aver completato una pericoloso fase distributiva, ha ceduto in gap-down il sostegno posizionato in area 2.570-2.550 punti. Anche in questo caso è possibile una discesa verso il target ribassista situato a quota 2.400-2.380 prima di un veloce pullback che si dovrebbe comunque arrestare al di sotto dei 2.600 punti. Il quadro tecnico dei mercati europei. Anche le borse europee hanno subito una preoccupante ondata ribassista con il Dax che, alimentata dal pessimo comportamento del settore bancario, è sceso al di sotto dell' importante area di supporto compresa tra 5.800 e 5.700. La struttura tecnica appare quindi negativa: il cedimento di quota 5.350 fornirà infatti un ulteriore segnale short con target teorici a 5.270-5.250 prima e attorno a 5.150-5.130 in un secondo momento. Anche il mercato azionario italiano appare in evidente difficoltà con l' indice Ftse-Mib che è stato respinto dalla barriera situata in area 15.450-15.500 punti e ha accusato una pesante flessione. L' analisi dei principali indicatori quantitativi conferma la presenza di un preoccupante down-trend con l' Macd e il Parabolic Sar che si trovano in chiara posizione short. Pericolosa quindi una discesa al di sotto di quota 13.600 in quanto può innescare una nuova correzione che avrà un primo obiettivo attorno a 13.450-13.400 e un secondo sui minimi dello scorso mese di settembre situati a 13.150-13.100 punti. Un eventuale rimbalzo tecnico, alimentato dal forte ipervenduto di brevissimo termine, dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 14.700-14.800. Da un punto di vista grafico va comunque segnalato che l' inversione rialzista del trend potrà avvenire soltanto con il ritorno al di sopra di quota 15.500. Le azioni più interessanti del Ftse-Mib. Tra i pochi titoli che conservano un' impostazione costruttiva segnaliamo Pirelli &C e Ubi Banca . La prima ha subito una veloce correzione ma è rimasta al di sopra della fascia di supporto posizionata in area 6,1-6 euro. La tenuta di questa zona può innescare un veloce rimbalzo tecnico con un primo target in area 6,4-6,45 euro e un secondo attorno a 6,65. Interessante anche il comportamento di Ubi Banca che è stata respinta dalla barriera posizionata a quota 3,09-3,10 ma ha trovato un valido sostegno attorno a 2,63-2,60. Il titolo può quindi effettuare un pronto recupero con un primo target individuabile nella soglia psicologica dei 3 euro. Il cambio euro/dollaro. È stata una settimana negativa anche per il cambio euro/dollaro le cui quotazioni, confermando il trend ribassista di breve termine nel quale si trovano inserite, hanno sfiorato quota 1,32. La struttura grafica rimane quindi negativa con i principali indicatori direzionali, Macd e Parabolic Sar, che segnalano un evidente rafforzamento della pressione ribassista e permangono in posizione short. Possibile quindi una nuovo flessione con un primo target sui minimi di inizio ottobre a 1,316-1,314 e un secondo attorno a 1,30-1,2980. Difficile per adesso ipotizzare l' inversione rialzista del trend. (riproduzione riservata)

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Ci sono anche quelli con l' indice verde (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 51

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

I green Etf sono fondi indice specializzati sull' agricoltura, un modo rapido di puntare su derrate agricole come frumento, mais, soia e zucchero. In particolare, i prezzi di mais e soia hanno raggiunto livelli record a inizio anno. Tra i più diffusi nei portafogli degli investitori Usa sono PowerShares DB Agricoltura, iPath Dow Jones-AIG Agriculture ETN e Rogers International Commodity Agriculture ETN mentre in Italia sono numerosi e in rapida espansione quelli di Etfs Securities, che ha allo studio altri prodotti ad hoc. Il più trattato è ancora Etfs Agricolture con 317 mila euro al giorno. Un investimento dei prodotti agricoli può anche aiutare a diversificare un portafoglio grazie alla bassa correlazione con i mercati azionari. Dba è uno dei più diffusi nelle classifiche dei più trattati. Il fondo aveva circa 2,3 miliardi di dollari in gestione a fine ottobre. Un altro approccio al settore è puntare sulle produzioni collegate. Un Etf che investe sulle azioni di società attive nei fertilizzanti e nelle sementi è l' ideale perché si rivaluterà quando aumenteranno i prezzi agricoli. L' Etf Agribusiness ETF ha visto afflussi netti di risorse per 3,6 miliardi di dollari quest' anno. (riproduzione riservata)

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l' ultima settimana (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LUNEDì 21Fiat. Il gruppo a partire dal 1° gennaio 2012 disdirà tutti gli accordi sindacali vigenti negli stabilimenti automobilistici italiani. La decisione per Fiat è un atto dovuto ed è conseguente all' uscita del Lingotto da Confindustria, comunicata il 30 settembre. MARTEDì 22Europa. Doppio no agli eurobond e alla Bce stile Federal Reserve da parte della Germania. La cancelliera Angela Merkel dichiara che per recuperare la fiducia servono «scelte politiche» mentre il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ribadisce che la Bce «andrebbe oltre il suo mandato se si assumesse l' impegno di ricoprire il ruolo di prestatore di ultima istanza per i Paesi altamente indebitati». mercoledì 23Intesa Sanpaolo . Il nuovo consigliere delegato della banca sarà Enrico Tomaso Cucchiani. Il top manager viene individuato dal presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, per guidare l' istituto dopo l' addio di Corrado Passera. giovedì 24Golden share. L' Ue decide di deferire alla Corte di giustizia l' Italia per i diritti speciali riservati al Tesoro nelle aziende strategiche. Bruxelles decide di dare ancora un mese di tempo a Roma per cambiare le norme, poi scatterà la procedura d' infrazione. Senza golden share, il fior fiore delle aziende di Stato potrebbe essere preda di gruppi stranieri. venerdì 25Ftse Mib +0,12%. La possibilità che i Paesi dell' Eurozona eliminino il coinvolgimento dei privati dal meccanismo di salvataggio Esm riporta in positivo le piazze europee e Londra, Parigi e Francoforte, che chiudono in rialzo di oltre un punto. Più debole Milano con il Ftse Mib a +0,12%. Lo spread sul Bund rimane stabilmente sopra i 500 punti base per tutta la giornata prima di ripiegare sul finale a quota 499. Il Ftse All Share fa segnare un +0,08%. A guidare la classifica dei migliori rialzi è Finmeccanica (+3,5%) sulle voci di possibili dimissioni del presidente Pierfrancesco Guarguaglini. Bene anche Impregilo (+2,32%) e St (+2,21%). Mediobanca . Vincent Bolloré si porta al 5,85% di Mediobanca , a ridosso della soglia massima del 6% che gli è consentita. Il finanziere ha acquistato il 21 novembre un milione di azioni a 4,908 euro. Bper. Fabrizio Viola ed Ettore Caselli, rispettivamente amministratore delegato e presidente della Popolare Emilia Romagna , comprano 10 mila azioni a testa dell' istituto per sostenere il corso del titolo. Eni . Il gruppo finalizza l' acquisizione delle quote detenute dai fondi azionisti di Altergaz, raggruppati in Consellior, aumentando dal 60% al 98% la sua partecipazione nell' operatore francese del gas. Zucchi . Si conclude l' aumento di capitale di Zucchi . Sono state sottoscritte il 98,48% delle azioni offerte in opzione per un controvalore di 14,8 milioni. Fiat . Il ministero dello Sviluppo economico convoca anche Fiat all' incontro su Termini Imerese previsto per sabato 26 novembre alla presenza dell' advisor Invitalia e dei sindacati. Santander. Il Governo spagnolo grazia l' ad del Santander, Alfredo Saenz, che era stato condannato a tre mesi di carcere e all' interdizione dall' incarico per diffamazione. La pena sarà commutata in un' ammenda. Gazprom. Il colosso russo rileva per 2,5 miliardi di dollari il controllo della società bielorussa Beltransgaz, acquisendo l' altra metà della società di cui deteneva già il 50%. Lukoil. Il gruppo petrolifero russo ha registrato nei nove mesi dell' anno un utile netto superiore a 9 miliardi di dollari (+32,1%), grazie alla crescita del prezzo del petrolio. Lvmh . Il 2 dicembre andrà in pagamento l' acconto sul dividendo di Lvmh per l' esercizio 2011. Lo stacco della cedola (0,80 euro per azione), avverrà il prossimo 29 novembre. Axa . In India stop alle trattative per l' ingresso di Reliance in Bharti Axa Life e Bharti Axa General Insurance, al posto dell' attuale partner Bharti. Daimler . Il gruppo intende investire oltre 980 milioni nel 2012 nel suo principale impianto di motori, assi e trasmissioni a Untertuerkheim, (Stoccarda), «per far fronte allo sviluppo positivo della domanda». Kia Motors. La controllata del gruppo Hyundai in ottobre ha registrato un aumento delle vendite in Europa del 35,6% (+10% sul 2010). Gdo. L' India è pronta ad aprire il settore del commercio al dettaglio alla grande distribuzione straniera, garantendo l' accesso per la prima volta a Wal-Mart, Carrefour e Tesco.

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Aveva ragione Berlusconi, l' euro è una valuta molto particolare di Edoardo Narduzzi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

A dieci anni dalla sua nascita l' euro rimane una moneta particolare. Una specie unica nel panorama finanziario mondiale perché è più una unità di conto che una vera moneta riferibile a un territorio politicamente integrato e con omogenee politiche di bilancio e fiscali. Lo aveva spiegato Silvio Berlusconi alcune settimane fa, subito grottescamente strumentalizzato dai quotidiani dell' opposizione che così hanno dimostrato di non conoscere l' essenza della moneta unica. L' euro nei fatti è una moneta sintetica, cioè un prodotto dell' alchimia dei trattati europei che hanno costruito una moneta al servizio del mercato unico e dell' area di libero scambio del Vecchio Continente. Una valuta che non ha alle spalle una vera banca centrale in grado di intervenire come prestatore di ultima istanza per salvaguardare in ogni situazione la sua tenuta. Insomma, un simulacro frutto delle convenzioni tra i vari governi europei per provare a ottimizzare il commercio interno avendo anche a disposizione una valuta da spendere nel mercato globale. Ma è proprio la globalizzazione degli ultimi anni che ha stravolto le regole del gioco e messo a nudo le fragilità dell' euro. Una moneta che aspira ad essere una valuta di riserva internazionale ma che non dispone di una banca centrale in grado di fissare il cambio o di agire come prestatore di ultima istanza per evitare la crisi di liquidità del sistema, è una valuta incompiuta in un contesto competitivo così muscolare come quello contemporaneo. Quindi una moneta sacrificale nello scontro di potere mondiale. Ma l' euro è anche uno strano mostro prodotto dall' utopia illuminista dei trattati europei. La prima moneta chiamata a convivere con una moltitudine di curve di tassi di interesse a scadenza. Praticamente una per ogni Paese membro o quasi. Fino a quando i differenziali, cioè gli spread, tra i vari tassi nazionali erano contenuti in un intorno ragionevole, l' essere una moneta sintetica, quindi artificiosa, non appariva in tutta la sua criticità. Poi è scoppiata la crisi da sostenibilità dei debiti pubblici europei e i differenziali si sono allargati. Sono diventati talmente ampi da rendere davvero eccezionale nella storia del capitalismo la situazione prodotta dall' euro: una moneta unica che esprime tante curve di rendimento sui titoli emessi in quella stessa valuta dai vari emittenti. Si passa dal 2% dei Bund tedeschi al 3,7% degli Oat francesi, al 7% dei Btp italiani. Nel mezzo ci sono i diversi rendimenti delle obbligazioni statali olandesi, austriache e spagnole, tanto da aprire possibilità di arbitraggio continuo tra gli asset dei vari emittenti e da rendere di fatto impossibile l' azione stabilizzatrice della Bce. Quale tasso a scadenza deve prendere a riferimento la stessa Bce per stabilire le linee di azione della sua politica monetaria? Difficile dire, come è altrettanto difficile capire come possa sopravvivere una moneta con una tale molteplicità di rendimenti a termine perché nessun mercato integrato può vivere con più prezzi per lo stesso bene. Questa anomalia spiega anche parte delle difficoltà incontrate dalla Bce nell' abbassare la curva dei tassi di alcuni emittenti non solo per mezzo dell' acquisto dei titoli di Stato ma anche come conseguenza della manovra sul tasso di riferimento. Mentre la Fed comprando titoli federali o dando indicazioni sul tasso di sconto riesce a modificare la curva tanto a breve che a lungo dei tassi del suo mercato, la Bce non ha questa leva strategica. Così i tassi dell' eurozona restano molto diversificati e ormai quasi indifferenti perfino alle manovre sul costo del denaro decise da Francoforte. (riproduzione riservata)

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Euro sempre più giù (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Alberto Terzi.

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 54

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Le tensioni sui debiti sovrani europei pesano sulla moneta unica. In grande difficoltà il fiorino ungherese.

Estrema volatilità sul mercato valutario, dove in chiusura la parità euro/dollaro ha raggiunto quota 1,3250, segnando una netta flessione rispetto all' ottava precedente. Per il momento non si placa la tensione legata ai debiti sovrani dell' Eurozona, accentuata dall' aumento generalizzato dei rendimenti sui titoli di stato. Il perdurare delle differenze nelle decisioni strategiche da intraprendere nei vari Paesi europei sta pesantemente influenzando il cambio euro/dollaro, che nelle ultime due settimane ha lasciato sul terreno il 4,5%, passando da 1,38 a 1,32. Questo trend non potrà essere facilmente contrastato se le aste dei titoli di Stato continueranno a produrre tassi insostenibili in una situazione già caratterizzata da notevoli difficoltà congiunturali. Graficamente la parità sta disegnando un chiaro canale ribassista che potrebbe protrarsi fino a quota 1,3145 (livello chiave dell' ottobre scorso), alla rottura della quale il successivo target sarebbe poi a 1,28. Per un' inversione del trend è invece necessario un veloce ritorno verso il livello di 1,35. La valuta che si sta comportando meglio è il dollaro americano, in guadagno contro tutte le altri principali monete mondiali La divisa che invece appare più in difficoltà è il fiorino ungherese, che sta segnando un ribasso del 15% da settembre nei confronti dell' euro: a pesare negativamente gli ingenti debiti stipulati in franchi svizzeri, che stanno mettendo in ginocchio il Paese. (riproduzione riservata)

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4 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giorno" del 26-11-2011

MILANO ATTUALITA'

Pagina: 9

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

di GIULIA BONEZZI ? MILANO ? LO SPREAD deflagra nei discorsi da bar, irrompendo dal gergo oscuro di Piazza Affari in quello quotidiano del ceto medio milanese. Che potrà non conoscerne la definizione o come si calcoli, ma sa benissimo cosa vuol dire: è la misura della distanza tra il dissesto dello Stato italiano e la Germania prima della classe-Europa. Su quattro domande che abbiamo posto a persone fermate a caso in corso Buenos Aires, quella cui tutti rispondono senza indugi è: «Cos' è il Bund?». Più famoso ormai anche dei nostrani Btp, mentre qualche incertezza permane sul bond, identificato solo come titolo di Stato forse in base a reminescenze dei famigerati «tangi», protagonisti del crac argentinodi dieci anni fa. Certo questi chiari di luna spingono a farsi una cultura. Erica Pirina, 31 anni, rispolvera i suoi studi di ragioneria, ma «non si capisce niente se ci si limita a dieci minuti di tg. Bisogna approfondire». Irma Spanò ha chiesto al marito e al figlio: «Anche i miei genitori, che sono anziani, mi riempiono di domande». I più ostici per i trentenni, che il precariato risparmia dall' arrovellarsi su come investire i risparmi, sono i Btp. «Comunque investirei in altro», chiarisce Gavino Canu, 32, laurea in Scienze Politiche. Mattone? «Macché, ambiente ed ecosostenibilità. Bisogna smetterla di speculare». Milano è Milano, e capita d' incontrare anche uno come Andrea Lazzati: ex bocconiano allievo di Mario Monti, oggi amministratore delegato di una società farmaceutica. È l' unico che investirebbe nei vituperati Btp. «Decennali - chiarisce -, perché sono certo che tra dieci anni l' Italia ci sarà ancora, mentre sui due anni non escludo che la politica s' inventi qualcosa». Gli piace l' idea del Btp-Day, perché «stanno attaccano la nostra debolezza, eppure noi italiani siamo ancora possessori del 55-60% del nostro debito. Si potrebbero convincere i risparmiatori a comprarlo offrendo in cambio vantaggi fiscali». Chi non pensa minimamente a diventare creditore dello Stato è il pensionato Mario Demonte («Non compro Bot da trent' anni). Franco Antonioli ha in mente un altro ? differenziale?, il cambio euro-dollaro: «Ormai è a 1,3, e ci sono banche straniere che scommettono sul ribasso dell' euro».

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«Benzina, c' è spazio per un calo dei prezzi» (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Avvenire" del 26-11-2011

ECONOMIA

Pagina: 23

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

«Benzina, c' è spazio per un calo dei prezzi» È la richiesta a sorpresa dei gestori degli impianti Squeri (Figisc): il gasolio adesso può scendere di almeno 2 eurocent al litro DI CHIARA MERICO I prezzi dei carburanti in Italia devono calare, e potrebbero abbassarsi già nei prossimi giorni. A dirlo, questa volta, non sono le associazioni dei consumatori ma gli stessi gestori degli impianti, sulla base dell' andamento del Platt' s, l' indice di riferimento per il mercato di benzina e gasolio in una determinata area geografica. Le parole del presidente della Figisc Confcommercio, Luca Squeri, non lasciano spazio a dubbi : «Per la benzina, le diminuzioni del mercato internazionale del Platt' s non sono state trasferite interamente sul prezzo nazionale, mentre per il gasolio queste diminuzioni non si sono riversate affatto sul prezzo», che è addirittura aumentato. Nell' ultima settimana, nota la Figisc, le quotazioni del greggio Brent hanno registrato un calo di una certa entità (-2,28 euro al barile). Inoltre, il tasso di cambio euro/dollaro è diminuito ancora, attestandosi su 1,34 dollari per 1 euro. Ma in Italia gli effetti benefici di queste due variazioni non si sono visti. Anzi: i prezzi alla pompa per la benzina sono diminuiti in sette giorni di 0,017 euro al litro, a fronte di un calo del prezzo del prodotto sul mercato Platt' s pari a 0,030 euro al litro. Ancora più strano il comportamento del gasolio, che sul mercato Platt' s ha registrato un calo del prezzo di 0,035 euro al litro (più consistente di quello della benzina) ma che addirittura in Italia è aumentato di 0,005 euro al litro. La situazione attuale sui mercati sembra favorevole ad un ritocco verso il basso dei listini dei carburanti. Per questo l' ex sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, ha chiesto al ministro Corrado Passera di «convocare nei prossimi giorni la commissione per le dinamiche dei prezzi dei carburanti», al fine di «verificarne la reale riduzione». Secondo Squeri, a breve «i prezzi della benzina possono scendere di circa 0,5 euro-cent/litro, mentre ci sono tutte le condizioni per una diminuzione del prezzo del gasolio nell' ordine di almeno 2,0 eurocent/litro». Questo nonostante i nuovi rialzi registrati nelle ultime sedute, perché, spiega il presidente della Figisc, «l' andamento del settore deve restare in armonia». Ma perché i gestori dei distributori chiedono che il prezzo della benzina cali? «Noi non guadagniamo dai rincari sui listini, né ci rimettiamo se i prezzi scendono, visto che abbiamo un margine fisso pro-litro - spiega Squeri ad Avvenire -. Anzi, se i prezzi calano siamo più contenti, perché i nostri clienti sono meno arrabbiati». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Uno sguardo ai corporate bond in dollari e sterline per diversificare (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Ester Corvi.

 

"Milano Finanza" del 26-11-2011

Pagina: 16

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Rendimenti più bassi, ma la possibilità di diversificare il portafoglio fuori dalla traballante Eurolandia. È questo che hanno in mente gli esperti quando consigliano di investire una quota del portafoglio obbligazionario in corporate bond denominati in valute diverse dall' euro, come il dollaro, la sterlina o il franco svizzero. Proprio nella valuta elvetica recentemente i gruppi Actelion, Zurich Financial e Givaudan hanno raccolto insieme un miliardo di franchi svizzeri, offrendo un rendimento del 3%. Ma non sono mancate anche le emissioni da parte di società estere come la banca russa Gazprombank (350 milioni di franchi svizzeri al 4,37%) e altre sono in programma da parte di società asiatiche, russe e latino-americane. Paolo Mancini, managing director di Credit Suisse securities Europe, conferma che il mercato elvetico sta attraendo gli investitori «in funzione sia della convenienza per gli emittenti sia delle necessità di diversificazione in valute diverse dall' euro, a fronte della sua preoccupante volatilità. È considerato da sempre un Paese ad alta affidabilità e beneficia di una sua liquidità congenita. Per gli emittenti italiani c' è però una barriera di natura fiscale che comporta che le emissioni in franchi svizzeri debbano essere fatte tramite un veicolo internazionale di funding». Sulle opportunità di diversificazione del portafoglio è d' accordo Markus Allenspach, responsabile del reddito fisso di Julius Baer: «Gli investitori stanno cercando alternative all' euro in una fase di grande incertezza politica. A mio parere l' Unione monetaria europea non andrà in pezzi, ma vedo che molti cercano di minimizzare la loro esposizione verso la crisi dei debiti sovrani europei, investendo non solo in oro, ma anche in franchi svizzeri, corone norvegesi e yen». Lo svantaggio delle emissioni in franchi svizzeri è che lo swap in un' altra valuta è diventato molto costoso, ma lo è meno per le società asiatiche, russe o dell' America Latina, che già pagano alte cedole in condizioni normali. «Non è quindi una coincidenza che recenti emissioni estere siano state fatte da Kora Land &Housing, Gazprombank o Vtb. E credo che le prossime arriveranno da queste aree» commenta l' esperto. Ma quali i benefici e gli svantaggi per un investitore privato? «Non esiste una risposta univoca, perché dipende dagli obiettivi dell' investitore» risponde Donatella Principe, responsabile dell' Investment Advisory di Schroders. «Se stiamo parlando di un investitore di lungo periodo, con una classica strategia di buy&hold, allora esistono oggi ampi vantaggi nell' investire in corporate in Europa. Il mercato offre un delta-spread interessante, al quale si somma e anche un premio per la liquidità. Se invece l' investitore ha un approccio di più breve periodo, i rischi prevalgono sulle opportunità, prima di tutto quello legato alla liquidità e liquidabilità dell' investimento. A quel punto il suggerimento è investire sì in corporate, anche di emittenti europei, ma scegliendo un mercato più ampio e liquido come quello americano». È infatti importante ricordare che anche lo stesso emittente può avere obbligazioni in valute differenti. Di recente emittenti europei, con base-investitori tipicamente locale, hanno rifinanziato il proprio debito in dollari, allungando magari la scadenza e modificando quasi interamente la base dei sottoscrittori. A causa delle condizioni di mercato molte emissioni corporate sono state posticipate, ma fra le più recenti l' analista di Julius Baer segnala quella in sterline di Gdf Suez (con scadenza 2060, cedola 5%), quella in dollari canadesi di Bmw Finance (scadenza 2013, cedola 2,12%), quella in dollari Usa di Adib Sukuk (scadenza 2016, cedola 3,78%), Gazprom (scadenza 2021, cedola 6%) e Banco do Brasil (scadenza 2017 con cedola 3,87%). (riproduzione riservata)

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Asta choc per i Bot Titoli a sei mesi al 6,5% (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Avvenire" del 26-11-2011

ECONOMIA

Pagina: 9

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Asta choc per i Bot Titoli a sei mesi al 6,5% Tassi record. Bankitalia: non sono un indicatore equilibrato venerdì nero Il Tesoro ha collocato 8 miliardi di bond semestrali, a fronte di richieste per oltre 11 miliardi Il differenziale Btp-Bund arriva a quota 510: rendimenti al 7,3% E Fitch declassa otto banche italiane DA MILANO ALESSANDRO BONINI stato un venerdì nero per i nostri titoli di Stato. Piazzare Bot alla breve scadenza di sei mesi è costato ieri al Tesoro ben il 6,5% di tasso d' interesse: non era mai accaduto dall' introduzione dell' euro, mentre prima della crisi nemmeno il titolo trentennale rendeva tanto. L' asta ha registrato una domanda ancora soddisfacente, seppure in flessione, ma i tassi sono quasi raddoppiati rispetto a un mese fa. Subito dopo il collocamento lo spread o differenziale di rendimento tra il Btp a 10 anni e l' equivalente Bund tedesco - considerato il termometro del rischio Paese - ha superato sul mercato secondario i 510 punti base, con un tasso sopra il 7,3%. I titoli a cinque e due anni hanno segnato nuovi record, entrambi intorno all' 8%, confermando la cosiddetta inversione della curva, un campanello d' allarme. L' attacco all' euro ha già spinto il nostro Paese oltre la soglia critica per la tenuta del debito, quella che ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere l' intervento straordinario da parte delle istituzioni internazionali. Atene decise di chiedere aiuto un mese dopo l' inversione della curva e Lisbona appena una settimana dopo. Ma nel caso dell' Italia, la terza economia dell' area euro, non è ancora chiaro se l' Europa sia in grado di venire a salvarci. E i nein ripetuti dal cancelliere tedesco Angela Merkel all' emissione di Eurobond come al potenziamento del ruolo della Bce hanno pesato non poco ieri sul clima dei mercati. La moneta unica in discesa è arrivata a toccare quota 1,32 sul dollaro. Le Borse europee invece, in scia all' andamento di Wall Street, hanno trovato la forza per risollevarsi. Piazza Affari, che dopo l' asta di titoli pubblici era arrivata a cedere il 2%, ha chiuso in rialzo dello 0,12%. Il Tesoro italiano ha collocato in asta tutti gli 8 miliardi previsti di Bot semestrali, a fronte di un ammontare finale di richieste risultato pari a 11,735 miliardi. Il rapporto di copertura, cioè la domanda, è sceso a 1,47 da 1,567 di ottobre. Il rendimento è salito al 6,504% dal 3,535%, come non si vedeva dall' agosto 1997. In serata è arrivato anche il commento del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo cui «questi tassi non sono un indicatore equilibrato della situazione economica corrente e delle sue prospettive. Sono il riflesso di una dinamica di mercato». «Se i tassi dovessero riÈ manere a questi livelli per tutto il 2012, solo di Bot significa 4-5 miliardi di in più di costi di finanziamento, rispetto all' ultimo scenario ufficiale, che ipotizzava tassi Bot al 3,5%», ha spiegato all' agenzia Reuters Chiara Manenti, strategist di Intesa Sanpaolo. «Se poi si considerano anche i Cct, legati ai Bot, che rappresentano ancora una parte consistente dei titoli in circolazione, l' aggravio per il Tesoro arriva a circa 10 miliardi di euro». Secondo il collega di Credit Agricole Cib Luca Jellinek «i rendimenti sono alti, ma questo si sapeva già prima. E prima o poi sarà necessario collocare a rendimenti più bassi. Ma ora è importante che abbiano collocato tutto». Un test saranno le aste di media-lunga durata in programma la settimana prossima, fra cui il lancio martedì del nuovo Btp triennale, per una cifra compresa tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro, unitamente alla riapertura del benchmrk decennale marzo 2022 per 1,5-2,5 miliardi. Intanto a prendere fiato sono le Borse del Vecchio Continente. Tutti i principali listini hanno chiuso sopra la parità, aiutati dall' andamento positivo di Wall Street in una seduta con pochi scambi per via del ponte del Ringraziamento. Parigi ha guadagnato l' 1,23%, Francoforte l' 1,19%, Madrid lo 0,54% e Londra lo 0,72%. L' ultimo segnale di sfiducia per il nostro Paese è arrivato dall' agenzia di rating Fitch, che ha declassato otto banche italiane, tagliando la valutazione a lungo termine per istituti di medie dimensioni, fra cui Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell' Emilia Romagna. Ma il giudizio più pesante è sul sistema-Paese. Secondo Fitch, infatti, l' Italia «è già in recessione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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PARIGI - Basta tergiversare, il conto alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è chiaro. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Messaggero" del 26-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

PARIGI - Basta tergiversare, il conto alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è chiaro. Per leconomista francese, docente alla Luiss, «stiamo entrando in una nuova fase», in cui la crisi non travolge più soltanto i Paesi in difficoltà, ma tutta la zona euro. «Sì, stiamo cambiando epoca. Questa è la mia impressione. Il segnale c' è stato la scorsa settimana, quando la Germania non è riuscita a collocare i suoi bund all' asta. Questo significa che ormai esiste una diffidenza generalizzata nei confronti di tutta la zona euro. E' un cambiamento radicale». Cosa sta succedendo? «Diciamo che il tasso di interesse su un debito può aumentare per due motivi: o perché il Paese è considerato meno solvibile, o perché è la moneta ad essere considerata meno affidabile. Finora pesava soprattutto lo scarto di solvibilità con il riferimento tedesco. Ora le cose stanno cambiando: è il tasso dell' euro che non è più sicuro». Perché? «Dopo due anni di crisi senza che nessuna questione sia stata risolta, è l' insieme della zona euro ormai, e non i singoli Paesi in difficoltà, a presentare un problema di credibilità. La scala sta cambiando, e il cambiamento non è di poco conto, è epocale. E' questo che a mio avviso spiega le difficoltà incontrate dalla Germania nel piazzare i suoi bund sul mercato». Se cambiamo epoca, quale sta cominciando? «Quella in cui bisogna assolutamente prendere delle decisioni. E' imperativo. Il rischio (imminente) è quello di un' esplosione della zona euro». E' possibile a breve termine? «Non solo è possibile, ma è bene sottolineare che un' implosione dell' euro provocherà in primo luogo e soprattutto danni alla Germania. E' il Paese che ha più da perdere, ed è un Paese che d' altra parte ha già cominciato a perdere: la sua crescita è in calo». A Strasburgo non ha visto nessun segno di un cambiamento di direzione? «A Strasburgo abbiamo assistito all' ennesimo nulla di fatto. Soltanto parole. Non si è deciso nulla. Più va male, più la situazione si deteriora, e meno si decide». Nessun «effetto Monti»? «L' arrivo di Monti è sicuramente un fatto molto positivo. Mario Monti conosce meglio di chiunque altro i problemi europei, meglio di Nicolas Sarkozy e meglio di Angela Merkel. Monti potrebbe certamente avere le soluzioni, ma non serve se la Germania continua a bloccarle». Anche la Francia è ormai sotto attacco? Si parla di un declassamento di fatto delle agenzie di rating. «Le A non hanno nessuna importanza. Quello che è importante è che la Francia ha una strategia opposta a quella tedesca per quanto riguarda il ruolo della Banca centrale Europea. Esiste ormai un' alleanza oggettiva tra Francia e Italia». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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I grandi cru italiani battono i francesi all' asta di Christie' s a Hong Kong (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Italia Oggi" del 26-11-2011

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Straordinaria rivincita dei grandi cru italiani nei confronti dei vini francesi all' asta di ieri da Christie' s a Hong Kong. Dopo i prezzi incredibili raggiunti nell' ultimo anno e mezzo dai grandi cru francesi, da Chateau Lafite a Chateau Margaux a Haut-Brion, l' ultima asta di «fine and rare wines» ha confermato clamorosamente il trend che era emerso anche dalla prima asta della stagione, dedicata tutta ai vini di Francia, con alcuni lotti invenduti e prezzi in forte calo. E così è stato anche nella seduta di ieri della seconda asta stagionale: anzi il trend si è accentuato: per esempio il lotto 12 bottiglie di Chateau Margaux vendemmia 1998 che aveva un prezzo d' asta fra 32 mila e 45 mila dollari di Hong Kong (3.076/4.325 euro) è stato aggiudicato al prezzo minimo, che corrisponde a 256 euro la bottiglia; anche il lotto di Chateau Haut-Brion di 12 bottiglie della vendemmia di un annata superba come il 1985 è stato aggiudicato al minimo del valore d' asta, 30 mila dollari di Hk (2.883 euro); alcuni lotti poi sono stati offerti dal battitore addirittura a prezzi inferiori al valore minimo di asta e addirittura in alcuni casi, nonostante il ribasso, non sono stati neppure aggiudicati. Per contro, un folto assortimento di vini italiani, tutti facenti parte del Comitato grandi cru d' Italia, che finora erano quasi ignorati dalle aste della piazza dove i miliardari cinesi si accaparravano le etichette più note, ha spuntato prezzi ben superiori a quelli di valutazione d' asta. In particolare, spiega l' agenzia AdnKronos, si sono distinti i vini toscani classificati come super tuscan. Il lotto di 18 bottiglie di Ornellaia 1997 della famiglia Frescobaldi, che aveva una valutazione d' asta di fra 20 e 26 mila dollari di Hk (1.922/2.499 euro) è stato aggiudicato a 30 mila dollari di Hk (2.883 euro). Sei bottiglie di Masseto della vendemmia 2006 e 2007, sempre dei Frescobaldi, aveva un valore d' asta fra 20 e 26 mila dollari di Hk ed è stato aggiudicato a 28 mila dollari di Hk. Il lotto di Tignanello di Antinori, composto da 30 bottiglie delle vendemmie 1997, 2000, 2001 e 2005, con un valore massimo d' asta di 20 mila Hkd (1.922 euro) è stato aggiudicato a 24 mila Hkd. Meno bene le 24 bottiglie di Solaia 2000 e 2001, sempre di Antinori, che hanno realizzato il prezzo minimo di 16 mila Hkd (1.538 euro). Non male anche i vini piemontesi e veneti. In particolare l' Amarone: l' Amarone classico di Allegrini, 12 bottiglie del 2001, sono state aggiudicate a 9 mila Hkd (856 euro), comunque sopra gli 8 mila dollari di prezzo di riferimento. La performance più grande è stata tuttavia di un altro vino super tuscan, anch' esso parte del Comitato grandi cru d' Italia, I Sodi di S. Niccolò di Castellare di Castellina. Le 12 bottiglie dell' annata 2006 con rating molto alti da Robert Parker (96/100) e da Wine Spectator (94/100), che Christie' s aveva messo in catalogo a un valore fra 4 mila e 6 mila Hkd è stato aggiudicato a 36 mila Hkd (3.460 euro). Per contro un altro vino della stessa proprietà, Baffonero, definito dal produttore challenger di Masseto (sono tutti e due maremmani, al 100% merlot), ha segnato il prezzo indicato in catalogo.

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Wpp ora punta sul web Sorrell: ma ha prezzi alti (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Italia Oggi" del 26-11-2011

Pagina: 18

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: L' agenda del gruppo di comunicazione. Anche sui nuovi mercati.

Wpp ottimista per il futuro del mercato pubblicitario, anche se è evidente il rallentamento nei confronti dei diretti concorrenti. Per questo bisogna accelerare sul digitale, nonostante i costi di internet stiano lievitando rapidamente, e acquisire un ruolo di intermediario nell' ambito dell' acquisto di spazi pubblicitari gestiti da gruppi come Google. Sir Martin Sorrell, patron del gruppo di comunicazione mondiale che nel 2010 ha realizzato un fatturato di 10,7 miliardi di euro, è fiducioso in vista del 2012, l' anno delle Olimpiadi, degli Europei di calcio in Polonia e Ucraina e delle elezioni presidenziali americane. «Questi eventi dovrebbero portare un punto percentuale di crescita supplementare al mercato», ha detto a Le Figaro. Sarà piuttosto il 2013 l' anno in cui tirare delle conclusioni sul medio periodo. In ottica globale, gli occhi sono puntati sui nuovi mercati. È qui che si combatte la vera sfida fra i gruppi della pubblicità. Wpp, per esempio, in Cina realizza già un fatturato di 1,1 miliardo di dollari (8,3 miliardi di euro) con 1.200 dipendenti, 700 milioni di dollari (528 mln di euro) in Brasile, 450 milioni di dollari (340 mln di euro) in India e più di 200 milioni di dollari (151 mln di euro) in Russia. La Francia, per fare un paragone con un mercato maturo, vale per Wpp 850 milioni di dollari (642 mln di euro). Discorso parallelo è quello legato ai nuovi media, dove il gruppo di Sorrell genera «70 miliardi di dollari (52,8 mld di euro, ndr) in media buying. I gruppi tecnologici, ormai, sono dei supporti pubblicitari». Su Google, Wpp investe «1,6 miliardi di dollari all' anno (1,2 mld di euro, ndr), che è un po' più della metà di ciò che acquistiamo da gruppi media tradizionali come Viacom, Cbs, o News Corp. Dobbiamo restare un intermediario che arbitra l' acquisto di spazi in totale indipendenza». Ma per restare competitivi sul fronte digitale, Sorrell ritiene che tre siano gli obiettivi prioritari: «Cambiare il modo tradizionale di operare, sviluppare nuove attività e prendere il controllo diretto delle partecipazioni in società che hanno un impatto diretto sul business». Esclusa la concorrenza con Facebook, su cui Wpp investe «150 milioni di dollari (113 mln di euro, ndr) all' anno» e ha un quota in Buddy Media, «l' agenzia scelta da otto inserzionisti su dieci sulla piattaforma di Mark Zuckerberg negli Usa», Sorrell è più preoccupato dalla crescita dei prezzi della pubblicità su internet negli Usa, in Brasile e India. «Le acquisizioni di Publicis hanno squilibrato il mercato brasiliano», denuncia, «i prezzi sono diventati deliranti. Ed è successo anche in India, dove Omnicom ha preso il controllo di Mudra. Quest' anno abbiamo investito 400 milioni di sterline (466 mln di euro, ndr) in acquisizioni. L' anno prossimo risparmieremo fra i 150 e i 200 milioni di sterline (fra 175 e 233 mln di euro, ndr), meno di ciò che distribuiremo in dividendi, contrariamente all' anno scorso».

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Asta choc per i Bot: tassi al 6,5% (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Italia Oggi" del 26-11-2011

Pagina: 39

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Spread Btp-Bund sempre sopra quota 500 pb. Piazza Affari piatta, le altre in crescita.
Sottotitolo: Venduti 8 mld con richieste per 11,7. Interessi raddoppiati.

La trilaterale Merkel-Sarkozy-Monti di giovedì non ha allentato la morsa dei mercati sugli spread Btp decennale-Bund. Ieri il differenziale, partito a quota 490, è presto risalito fino a un massimo di 511 pb; poi è sceso lievemente, ma si è sempre mantenuto tra i 505 e i 510 pb, con rendimenti al 7,3%, mentre è volato al livello record dell' 8% il rendimento dei Btp a due anni. Sono invece moderatamente scesi gli spread delle obbligazioni francesi e spagnole. Nel contesto generale, non ha aiutato l' asta dei Bot semestrali. In offerta c' erano 8 miliardi di titoli e la domanda è stata di 11,7 mld, ma il tasso d' interesse medio è volato al 6,504% contro il 3,535% dell' asta precedente. È stato il nuovo massimo dall' introduzione dell' euro. Il tesoro ha anche collocato Ctz per 2 miliardi con rendimento in crescita al 7,814%, anche questo nuovo record dall' avvio dell' euro. L' attenzione della Banca d' Italia è massima. Il governatore, Ignazio Visco, non ha voluto commentare l' esito dell' ultima asta dei Bot, ma alle insistenze dei cronisti su quel che accadrà in occasione delle prossime, si è limitato a rispondere: «Vediamo cosa succede con le misure del governo». «Per un riequilibrio strutturale e duraturo», ha però ammonito durante il suo intervenuto al congresso dell' Aimmf a Catania, «è necessario che il paese torni a crescere». Devono essere eliminate «le barriere che si frappongono inutilmente all' attività produttiva», ha spiegato, sostenendo che bisogna «rimuovere i vincoli, le rendite di posizione, le restrizioni alla concorrenza e all' attività economica». La partita si gioca qui. Le borse europee si sono mosse di conseguenza. Dopo un avvio incerto, hanno presto virato in negativo, con piazza Affari peggiore tra le principali piazze, in perdita di oltre il 2% a metà mattinata. Solo nel pomeriggio, anche grazie all' apertura positiva di Wall Street e alle indiscrezioni su possibili discussioni nell' Eurozona per escludere il settore privato (le banche) dal meccanismo di salvataggio degli stati, i listini europei hanno annullato le perdite e hanno chiuso in positivo. A Milano, la piazza comunque più debole, il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,12% a 13.937 punti, il Ftse All share a 14.688 punti, +0,08%, il Ftse Mid cap a -1,07%, il Ftse Star a -0,51%. In Europa, Dax, Cac 40 e Ftse 100 hanno registrato rispettivamente un +1,27%, un +1,23% e un +1,01%. A metà seduta, a New York, dopo un avvio positivo, i listini hanno virato in negativo, con il Dow Jones a -0,12%, l' S&P 500 a -0,16%, il Nasdaq Composite a -0,57%. Hanno chiuso ancora più in rosso, rispettivamente a -0,23%, a -0,27% e a -0,75%. Sul paniere principale, i bancari hanno chiuso in ordine sparso. In ascesa Unicredit (+0,86%), nonostante il downgrade di Nomura. Invariata Mediobanca, mentre hanno perso terreno Intesa Sanpaolo (-1,55%), Banca Mps (-1,85%), Banca popolare di Milano (-1,18%) e Banca popolare dell' Emilia Romagna (-3,29%). Tra le altre blue chip, pesanti Fiat (-2,95%) e Prysmian (-4,69%) che ha risentito del downgrade di Ubs a neutral da buy. In ascesa Finmeccanica (+3,5%), sulle attese per il cda del 1° dicembre, chiamato a valutare una possibile revisione delle deleghe. Senza spunti Pirelli & c. (-0,86% a 6,325 euro), mentre ha perso terreno Lottomatica (-3,51%). Nel resto del listino, ha brillato Seat pagine gialle (+4,66%) grazie all' accordo sulla ristrutturazione del debito. Pesante Cobra (-20,06%), in attesa dell' avvio dell' aumento di capitale, previsto lunedì. Quanto all' euro, ha chiuso debole a 1,3280 dollari, sulla scia del rialzo record dei rendimenti registrato all' asta di bot semestrali. Nel tardo pomeriggio è sceso ancora a 1,3244 dollari. Nel corso della seduta, la moneta comune ha aggiornato il minimo di 7 settimane a quota 1,3210. Lo yen ha perso qualche punto sia sul dollaro, a 77,62, che sull' euro, a 103,04. Infine il petrolio, in lieve ribasso rispetto alle quotazioni di giovedì. A metà seduta, a New York, il Wti segnava 96,87 dollari al barile, contro i 107,07 dollari del Brent a Londra.

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Nella villa del capo clan il simbolo del dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere della Sera" del 26-11-2011

Cronache

Pagina: 24

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

CASERTA - Come nelle dimore di zio Paperone disegnate nei fumetti, nella villa di Alfonso Schiavone - ritenuto affiliato a un clan dei Casalesi - era stato realizzato sul pavimento del cortile un enorme simbolo del dollaro. La villa di Castel Volturno (Caserta) su tre livelli e riccamente rifinita, è tra i beni sequestrati ieri per circa 2,5 milioni di euro.

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Fermi e sigilli, Casalesi braccati (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere del Mezzogiorno (ed. Caserta)" del 26-11-2011

Caserta

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Le operazioni Sequestro di beni della Finanza, la polizia arresta i fratelli Mezzero.

CASERTA - Una «S» e un «I» maiuscole, quest' ultima sovrapposta a mo' di linea retta, quasi a ricordare il simbolo del dollaro (che di rette perpendicolari alle S ne ha però due) raffigurate sulla pavimentazione del cortile dell' abitazione. È uno dei dettagli dell' operazione che ha portato al sequestro di una villa del boss del clan de Casalesi Alfonso Schiavone ubicata in via Cadorna a Castel Volturno contemplata tra i beni da due milioni e mezzo di euro sigillati ieri dalla Guardia di Finanza. Il provvedimento è stato firmato dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta del sostituto antimafia Catello Maresca nei confronti anche di altre persone coindagate con Schiavome. L' operazione fa seguito a quella in cui, circa un mese fa, furono sequestrati altri beni per un valore complessivo di 25 milioni di euro. La villa di Alfonso Schiavone, che si estende su tre livelli - informa una nota degli investigatori della Fiamme Gialle - è riccamente rifinita e recintata da un alto muro. Nel cortile, con cubetti di porfido, era stato ricavato quello che gli investigatori ritengono il simbolo del dollaro, ma che può anche essere letto come le lettere iniziali dei cognomi dei proprietari: Schiavone, appunto, e Iovine, la moglie. Tra i beni sequestrati c' è anche il ristorante «da Baffone», a Castel Volturno, in via Napoli. Sempre ieri, la polizia ha assestato un altro duro colpo al clan dei Casalesi, arrestato due fratelli, entrambi latitanti ed elementi di spicco dell' ala Schiavone localizzati nella zona di Formicola dove sono stati bloccati dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta. I due - Gerardo e Giacomo Mezzero - erano ricercati dallo scorso mese di luglio, sulla scorta di una condanna definitiva per estorsione aggravata dalla forza intimidatrice camorristica. I due fratelli sono stati intercettati mentre, a bordo di un' auto intestata alla madre defunta, si trovavano lungo una strada interpoderale che collega i comuni di Formicola e Pontelatone, nell' alto Casertano. All' arresto le forze dell' ordine sono giunti dopo settimane di appostamenti e pedinamenti. In passato i due fratelli avevano gestito imprese edili controllate direttamente dai capi del clan dei Casalesi che, in questo modo, reinvestivano i proventi delle attività illecite. Secondo quanto accertato, con intimidazioni di stampo mafioso i due si accaparravano appalti pubblici e privati. Giorgio Santamaria RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 26-11-2011

Borsa

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond. Dopo una mattinata in ribasso, l' euro aveva recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di un intervento della Banca nazionale svizzera per acquistare euro al fine di indebolire la divisa nazionale e difendere l' export nazionale. In chiusura un euro valeva 1,3244 dollari (1,3325 giovedì), 102,85 yen (102,77), 1,2304 franchi svizzeri (1,2256) e 0,8561 sterline (0,8602). Dollaro a 77,66 yen (77,09), 1,5464 per una sterlina (1,5494) e 0,9291 franchi (0,9190). 26/11/2011.

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Visco: investire sui giovani (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Stefano Lepri.

 

"La Stampa" del 26-11-2011

Prima pagina

Pagina: 1

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Colloquio col governatore di Bankitalia: un Paese in ritardo come il nostro deve investire più di altri nella conoscenza.
Sottotitolo: "Pagano globalizzazione e moneta unica, salari d' ingresso come negli Anni 80" Btp choc all' 8%, spread sopra 500. Sarkozy e Merkel: se cade Roma, crolla l' euro.

Il neogovernatore della Banca d' Italia, Visco, dice che «per l' ingresso dell' Italia nell' euro hanno pagato i giovani», sui quali abbiamo scaricato i costi della globalizzazione e della svalutazione della moneta. Imprescindibile investire nella conoscenza, per recuperare il ritardo del Paese. ALLE PAGINE 2 E 3.

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Aria di Ulteriori Ribassi Ma Non è come nel 2008 (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 26-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 44

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Gli effetti sui mercati non dovrebbero essere devastanti quanto l' autunno di tre anni fa sebbene non manchino diverse apprensioni.

Il collaudo di quota 1,32 dell' euro sul dollaro allinea il caotico comportamento dei negoziatori politici al grido di dolore di quanti detengono asset impiegati sui governativi periferici. Il livello rappresenta la sintesi degli accadimenti degli ultimi giorni: da un lato la Germania, ferma su posizioni intransigenti verso il lato debole dell' Unione Europea, dall' altro il mercato, in attesa di una via risolutiva per continuare a dare credito all' architettura monetaria. In questo senso l' andamento del cambio sconta la contrapposizione delle pressioni emotive con le puntuali disattese sulle soluzioni politiche. Il break-out di 1,32/1,30 in realtà sancisce l' avvio definitivo da parte della moneta unica verso un periodo prolungato di debolezza in cui i possibili scenari di sviluppo non escludono una scomposizione dell' unione monetaria con l' abbandono della Germania e magari l' adozione di una banda di oscillazione tra le due monete che ne deriveranno. Per quanto creativa possa sembrare tale ipotesi, di fatto l' assenza di misure efficaci non può delegare agli spread il ruolo di riequilibrio dell' intero sistema finanziario europeo. I limiti raggiunti dai differenziali di rendimento sui bond tedeschi si commentano da soli. Il clima che si respira ci riporta all' autunno del 2008 quando nei fine settimana la tensione saliva in attesa di una qualche sorprendente dichiarazione. Ebbene quei fine settimana stanno ritornando. Nel frattempo il collaudo di quota 1,32 ci fornirà la misura delle percezioni degli operatori che non mancheranno di suggestionare l' intera intelaiatura generale dei mercati. In osservanza alla correlazione con i mercati azionari, la violazione della soglia 1,32 trascinerebbe con se un' ulteriore perdita di momentum degli indici azionari compresi quelli americani. Lo Standard & Poor 500 affronterà quota 1,150 punti dove alle vendite si contrappone il supporto che divide l' attuale range di fluttuazione rispetto a quello sottostante il cui limite inferiore quota sulla soglia critica dei 1.100. Al momento eventuali rimbalzi da 1.150 non preludono a cambiamenti rilevanti del trend bensì a momentanei aggiustamenti. Come scritto in altre occasioni il passaggio del mercato su tale soglie espone l' indice a prove comportamentali significative, in quanto la rottura di tali livelli introduce i valori in un contesto assimilabile all' esperienza del 2008. Agli inizi di ottobre è intervenuta la Fed a contenere la rottura di 1.100 dichiarando di essere pronta a sostenere il mercato con un nuovo quantitative easing. È il segna di una tensione diffusa e condivisa. Nouriel Rubini tende a declinare tali squilibri in scenari rapportabili alla grande crisi degli anni Trenta. Noi riteniamo che l' eventuale estensione della crisi rientri in un mega ciclo iniziato con lo scoppio della prima bolla internet, la deflagrazione dei subprime e, ora, la ristrutturazione dei debiti sovrani. Gli effetti sui mercati non dovrebbero essere devastanti quanto il 2008, sebbene non manchino le apprensioni. L' avvitamento produrrebbe sì ulteriori ribassi, ma con la formazione di minimi di Wall Street potenzialmente superiori a quelli segnati sia nel 2008 sia nel marzo 2009, nell' ordine 940 e probabilmente area 850. Tuttavia, al di là delle stime di proiezione, rimane il fatto che il mercato troverà ancora una volta un limite alle vendite nonostante le voci apocalittiche che nella peggiore delle consuetudini anticipano il declino finale. Nel 2000 per dare forma all' articolazione di questo lungo processo di transizione che probabilmente ci accompagnerà verso il 2020, abbiamo ideato il Rumbling World, caratterizzando in chiave onomatopeica la lettura di una durevole fase dominata l' aggiustamento sinusoidale degli squilibri economici e finanziari globali. Dopo l' Europa assisteremo ad un inevitabile giudizio sugli Stati Uniti da cui ne usciremo con una ripensamento dei modelli organizzativi sociali, accompagnati da abitudini di consumo diverse magari dettate da un impianto tecnologico progettato su un diverso approccio alle risorse di base in particolare qualificato da un nuvo approccio all' innovazione energetica. Saranno tutte occasione che alimenteranno nuove speranze di bull market secolari. Nel frattempo scendendo sul pianeta Italia attendiamo le notizie che emergeranno durante il fine settimana.or.it.

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Quella gelosia per gli investimenti cinesi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giornale" del 26-11-2011

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: LE MANOVRE ANTI-ITALIANE/3.

Stati Uniti e Gran Bretagna lavorano per demolire l' euro e convincere così Pechino a puntare su dollaro e sterlina dalla prima pagina (...)in cui l' economia stava rallentando lo ha reso ancora più efficace. Questa è la versione del flight to quality ( acquisto della merce migliore, nda ) di cui gli americani già beneficiano grazie alla solidità del dollaro». Insomma, come abbiamo già scritto, la Germania fino a oggi aveva tutto da guadagnare dalla speculazione finanziaria che ha gettato nel cestino i titoli del debito pubblico italiano e ha iniziato a comprare quelli tedeschi a caro prezzo (e dunque a basso rendimento). Purtroppo per l' Europa, l' attacco all' Italia in realtà, come dicevamo in tempi non sospetti, è un attacco alla moneta unica. E i tedeschi rischiano (anche se per ultimi tra i 17 Paesi dell' euro) di fare la nostra fine. Un primo segnale lo abbiamo visto all' asta, andata quasi deserta, dei Bund di quattro giorni fa. Il tesoro di Berlino pretendeva, come ha fatto negli ultimi mesi, di vendere la sua carta decennale a prezzi altissimi (con rendimenti ridicoli e inferiori al 2 per cento). Il mercato gli ha voltato le spalle. E dopo poche ore, in compenso, la liquidità si è trasferita in America. L' asta dei titoli a sette anni ha visto una domanda eccezionale: 3,2 volte l' offerta,nonostante i prezzi del Treasuries americano fossero elevatissimi. La morale è che gli Usa potrebbero giocare ai tedeschi lo stesso scherzetto, che Berlino sta facendo a Roma. Bisogna dunque fare un passo indietro e cercare di capire, per quale dannato motivo ci siamo trovati in questa condizione. La storia si può rendere semplice. Tutto parte dalla grande crisi subprime anglosassone del 2008 ( «la madre dell' attuale tempesta » ci ha detto Corrado Passera, quando ancora faceva il banchiere). Gli States per uscirne fuori hanno iniziato a stampare moneta a più non posso e a tra-sferire i debiti privati in debito pubblico. Il gioco è semplice. Lo stato si accolla le passività di banche e privati ed emette titoli di stato che vengono comprati dalla banca centrale (da quelle parti la Fed non si comporta certo come la Bce). Il meccanismo ha però un pesante effetto collaterale: e cioè quello di deprezzare il valore della moneta americana. Il dollaro rischiava di essere pesantemente svalutato. Banalizziamo: a forza di produrre una merce (il dollaro, appunto) il suo prezzo [Lapresse] si riduce. In concomitanza con queste politiche monetarie americane, l' immensa riserva di liquidità detenuta dai Paesi emergenti e soprattutto asiatici ha iniziato a diversificare il rischio. E cioè a comprare attività finanziarie in euro.D' altronde se compro una casa o un titolo in una moneta che rischia di perdere valore, è ragionevole temere che la medesima casa e titolo perdano di pari passo valore. Ci ricordiamo bene le grandi polemiche ad esempio dei Paesi arabi nel voler vendere la loro preziosa merce (il petrolio) in euro. O il comportamento della Banca centrale cinese che iniziò a diversificare le sue valute di riserva cedendo dollari e acquistando euro. Insomma il mondo si stava accorgendo che sarebbe stato più safe avere qualche dollaro di meno in portafoglio e qualche euro in più: se non altro per distribuire in modo più equilibrato il rischio. I cinesi si stima che abbiano 800 miliardi di debito pubblico europeo, di cui 100 in quello italiano. Non si tratta di un complotto, ma di un legittimo interesse: l' America ha temuto di perdere il suo primato valutario nonché il vantaggio di detenere una valuta riserva di valore globale. L' Europa senza un governo centrale, con una Bce impotente e con l' interesse di breve periodo della Germania di mantenere la sua relativa rendita di posizione, non si sta rendendo conto della guerra finanziaria in corso. La battaglia si conduce sul campo italiano, che è quello più debole e pasticcione. Ma l' attacco è all' euro e alla sua capacità che ha dimostrato negli ultimi due anni di rappresentare una valida alternativa al dollaro. Fino a quando la Merkel non si renderà conto che l' avversario non lo ha in casa (il lassismo italiano), ma oltre oceano, non ci saranno speranze. E si potrà pure pensare di ritornare al marco forte e stabile, come qualche analisi sta ipotizzando. Eventualità che farà sì che noi, compresi i tedeschi, si sia destinati a giocare per gli anni a venire in serie B. Nicola Porro NEL MIRINO Il complotto angloamericano non minaccia l' Italia ma l' area euro, compresa la Germania IL PATTO Il primo ministro inglese, David Cameron (a sinistra) e Barack Obama hanno un interesse comune: difendere il dollaro e la sterlina da un super euro che ha sottratto all' asse Londra-Washin gton gli investimenti dei produttori petroliferi e ora anche quelli cinesi.

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Settimana nervosa per indici e commodity (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 26-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 35

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Settimana ancora all' insegna della tensione con incremento dei volumi sugli indici azionari e commodity, leggera diminuzione di scambi su valute e singoli titoli. Nella settimana si è registrato un generale incremento delle posizioni ribassiste sugli indici, in particolare americani. Sul Nasdaq si è osservato un incremento di circa il 25% delle operazioni short. Su questo mercato è evidente una forte pressione ribassista che tende a intervenire da 2.400, in questo contesto è possibile che il mercato prosegua fino a 2.050 prima di trovare di nuovo compratori. L' indice italiano ha perso il supporto di 15.000 e adesso lo scenario più probabile è sviluppare una nuova gamba ribassista che riporti l' indice a ritestare i 13.000 punti. Sul Forex si osservano volumi stabili. L' euro contro dollaro rimane il cambio che attrae l' interesse principale e in settimana si è registrato un incremento delle posizioni che puntano su un ribasso dell' euro. Nonostante la tensioni politiche provocate dal disaccordo sul deficit e la conseguente tensione che si potrebbe ripercuotere sul dollaro si ritieneo che il contesto di confusione in Europa peserà nel medio periodo sulle strategie di asset allocation quindi già nel breve un test di 1,3150 è probabile. Guardando allo yen sono ancora le attese su possibili interventi da parte della BoJ a influenzare i trader , rispetto al dollaro Usa si è registrato un ulteriore incremento delle posizioni al ribasso e a questo punto un ritorno in area 75,50 (livello del precedente intervento della Boj) è probabile. Il petrolio ha ritracciato fino a 95 dove si è avuta una diminuzione della pressione in vendita e ora è attesa una nuova gamba rialzista. Calo di volatilità e volumi sull' oro.

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Un' opzione sopra 102,1 per l' EurJpy (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 26-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 36

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: A fronte del pagamento di un premio di 718 euro l' operazione a scadenza genera un profitto di 282 euro per un rendimento di poco superiore al 39% Gli investitori più propensi al rischio potrebbero alzare lo strike a 1,30.

La fase ribassista sui mercati azionari e le preoccupazioni legate alla situazione debitoria dei Paesi Europei (con le preoccupazioni che si sono estese anche al bund tedesco, seppur marginalmente, dettate da rendimenti molto bassi sulla scadenza a dieci anni) non sono destinate a cessare nel breve periodo. In questo scenario potrebbero tornare nuovamente gli acquisti sui beni rifugio, tra le valute questa volta da segnalare il dollaro. Invece sul franco e lo yen le rispettive Banche Centrali hanno dimostrato in passato di non tollerare livelli troppo bassi sui cambi contro il biglietto verde e la moneta unica. Focalizziamoci sull' euro/yen. Da un punto di vista tecnico si sta avvicinando a un importante livello di supporto (e soglia psicologica) sui 103,00, sul quale potremo assistere nelle prossime sedute ad un recupero dell' euro. Ci sono diverse motivazioni che determinano l' importanza di questa soglia. Come prima istanza poprio su questo livello termina un movimento di prezzo armonico (Bullish Gartley XABCD evidnenziato sul grafico) con implicazione rialziste; difatti il 78,6% di ritracciamento del movimento più ampio (XA) e punto di inversione si attesta su questi livelli di prezzo. Sempre analizzando i corsi da un punto di vista geometrico si nota che su questo livello i due movimenti ribassisti evidenziati in figura con un rettangolo raggiungano la medesima ampiezza sul supporto discusso (anche questo è un movimento armonico noto come one to one). Il rimbalzo potrebbe trovare conferma dall' indice di forza relativa Rsi, per due motivi: la prossimità alla zona di ipervenduto (livello 30) ed una evidente divergenza positiva prezzi indicatore, cioè a minimi relativi di prezzo sempre più bassi sono corrisposti minimi sull' indicatore sempre più alti. Su questo scenario si decida di entrare in posizione acquistando una opzione binaria sopra. Si seleziona uno strike prudente scegliendo un livello di supporto più basso 102,10, scadenza venerdi 2 dicembre 2011. A fronte del pagamento di un premio di 718 euro l' operazione a scadenza genera un profitto di 282 euro, un rendimento di poco superiore al 39%. Gli investitori più propensi al rischio potrebbero alzare lo strike ad 1,30, aumentando il rendimento (ed il rischio) dell' operazione. GESTIONE DELLA POSIZIONE. Se la previsione è corretta, il sottostante rimbalzerà sul livello individuato ritracciando al rialzo. In questo caso aspettiamo la scadenza dell' opzione e l' incasso del profitto. Nel caso in cui il cross rompa il supporto (lo strike dell' opzione) si può stoppare l' operazione prima della scadenza riportando una perdita inferiore al premo pagato all' acquisto oppure coprirla entrando short su EurJpy con stop vicini all' entrata e successivamente in zona free-risk: shortando un lotto saranno necessari circa 74 pips per andare in pareggio (un pip vale circa 9,70 euro) a 101,36, da questo livello in poi l' operazione rientra in profitto; se vendiamo invece 0,5 lotti saranno necessari 148 pips.

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Eni, in Libia la produzione torna ai livelli pre-guerra (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giornale" del 26-11-2011

Pagina: 22

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: ENERGIA Il dopo rivoluzione.

Scaroni: «L' ufficio di Tripoli è di nuovo operativo, estratti 200mila barili al giorno» L' Eni torna alla normalità in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio nel Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di 280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante petrolifero ha ripreso la produzione di petrolio in Libia a fine settembre e riaperto il gasdotto sottomarino Greenstream il 13 ottobre, dopo otto mesi di inattività. Il responsabile della divisione Exploration & Production, Claudio Descalzi, ha detto inoltre che entro il 2013 sarà raggiunto il livello di 300mila barili al giorno e che la produzione in Libia potrebbe raddoppiare ancora entro un decennio, sulla base degli investimenti pianificati, tra 30 e 35 miliardi di dollari. «L' attività di Eni in Libia è ripresa in modo molto soddisfacente e con tempi più rapidi rispetto alle nostre previsioni- ha detto l' amministratore delegato della società Paolo Scaroni - attualmente è già arrivata a 200mila barili al giorno. Abbiamo un ufficio a Tripoli che è ormai perfettamente funzionante ». Scaroni, commentando l' insediamento del nuovo governo libico, ha rivelato che la società andrà «a incontrare il nuovo esecutivo nel suo insieme nelle prossime settimane ». L' ad di Eni ha poi minimizzato la coincidenza che vede un ex dirigente del gruppo come nuovo ministro del Petrolio. «Questo è facile, dato che siamo la prima compagnia del Paese e abbiamo avuto tante persone di peso che hanno lavorato con noi», ha ricordato. Eni, in Africa, vanta un primato per produzione, con oltre 1 miliardo di barili davanti a Total ( 0,75 miliardi) ed ExxonMobil (0,63 miliardi). La società è già presente in 13 Paesi tra produzione ed esplorazione. Scaroni ha anche spiegato che Eni ha finalizzato l' acquisizione delle quote detenute dai fondi di investimento in Altergaz, salendo dal 60% al 98-99% del capitale dell' operatore di gas francese.Attualmente la società transalpina, avviata al delisting, capitalizza in Borsa circa 300 milioni di euro. Eni è entrata nel capitale della società nel 2007, rilevando una quota dai soci fondatori ed è salita al 60% nel 2010 esercitando un' opzione di acquisto sempre dai fondatori. Quanto alla possibile cessione della quota ancora in mano al Tesoro, Scaroni, non si sbilancia: «La risposta a questa domanda la dovete chiedere direttamente al governo», ha commentato. Il Tesoro detiene direttamente il 4% del capitale di Eni, mentre la Cdp ha il 26,3%. MC PROGETTI Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni.

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Sequestrata villa ai Casalesi aveva il simbolo del dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Repubblica (ed. Napoli)" del 26-11-2011

Napoli

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

I finanzieri del Gico di Roma, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni nei confronti di esponenti del gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi. La nuova misura riguarda tre persone e beni per un valore di oltre 2,5 milioni di euro. Sequestrata una villa con rifiniture di lusso di proprietà di Alfonso Schiavone, a Casal di Principe. Sul pavimento del giardino della villa c´è il simbolo del dollaro costruito con mattoncini di porfido. Alfonso Schiavone, per il pm Catello Maresca che conduce le indagini che hanno portato al sequestro, sarebbe il gestore per contro dei Casalesi di un giro di scommesse e giochi. Sequestrato anche un ristorante a Castelvolturno.

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Colpo grosso di Mosca compra i gasdotti bielorussi (sezione: Euro-Dollaro)

 

di LUCA PAGNI.

 

"La Repubblica" del 26-11-2011

Economia

Pagina: 25

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Assegno da 2,5 miliardi e aiuti per il nucleare La Russia sosterrà il governo di Minsk nella costruzione di una nuova centrale d´avanguardia.

ROMA - La Russia risolve definitivamente il problema del transito del gas verso l´Europa occidentale lungo il corridoio settentrionale: comprandosi i gasdotti della Bielorussia. Con un accordo annunciato ieri, Mosca è salita al 100 per cento della società che gestisce i metanodotti dello Stato guidato dal regime di Aleksandr Lukashenko. Un accordo che la Bielorussia, per non usare eufemismi, è stata costretta ad accettare per non correre il rischio di passare un inverno al freddo. Il passaggio del 50 per cento della rete di trasporto Beltranganz a Gazprom - il colosso dell´energia russo controllato dal governo di Mosca che già deteneva l´altra metà delle quote - prevede una serie di vantaggi non indifferenti per Minsk. Il primo è una consistente riduzione del prezzo delle forniture di gas dalla Russia. Uno sconto non da poco, visto che si passa da 244 dollari per mille metri cubi di metano a 166 dollari, con una diminuzione del 40 per cento sulle tariffe applicate nell´ultimo trimestre. Il governo di Minsk incassa anche dei soldi: il 50 per cento della società è stato valutato 2,5 miliardi di dollari, la stessa cifra pagata nel 2007 quando Gazprom entrò in possesso della prima metà di Beltranganz. Ma non è tutto. A dimostrazione di come la Bielorussia si stia legando sempre più, anche finanziariamente, al suo vicino più potente, il governo di Minsk otterrà un prestito da 10 miliardi di dollari per la costruzione di una centrale nucleare. Cercando così di differenziare le sue fonti di approvvigionamento di energia, ma in realtà aumentando la dipendenza da Mosca. Quali siano i vantaggi della Russia nell´operazione lo ha spiegato il premier Vladimir Putin: «È una questione molto importante che appiana le nostre relazioni con la Bielorussia per gli anni a venire». E fin qui le frasi di circostanza. Poi l´ex agente del Kgb diventato il protagonista assoluto della politica russa centra la questione fondamentale: «L´accordo ci permette di assicurare il transito incondizionato delle nostre risorse energetiche sul territorio bielorusso verso i consumatori della Europa occidentale». Del resto, attraverso i tubi della Bielorussia passa il 15 per cento di tutto il gas russo diretto in Occidente. Che ora correrà attraverso condotte di proprietà di Mosca. La posizione di forza della Russia si capisce ancora meglio ricordando che a fine settembre è stato inaugurato il North Stream, il gasdotto che passa sotto il Mar Baltico e arriva direttamente in Germania, evitando di passare dalla Polonia o dalle repubbliche baltiche. La Bielorussia non aveva grandi possibilità di evitare la cessione dei propri tubi. La crisi economica ha colpito duramente il Paese dove Lukashenko governa ininterrottamente da 17 anni: il deficit pubblico ha raggiunto livelli record, c´è stata penuria di valuta estera e il governo ha dovuto svalutare a più riprese il suo rublo con l´effetto di portare l´inflazione fuori controllo. Se non altro, lo sconto sulle forniture del gas vale almeno 2 miliardi di euro all´anno.

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Paura per le prossime scadenze i trader chiedono aiuto alla BCE (sezione: Euro-Dollaro)

 

di GIOVANNI PONS.

 

"La Repubblica" del 26-11-2011

Economia

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il Financial Times: "Asta orribile, debito insostenibile" Gli investitori esteri si allontanano dalla valuta europea e vanno su dollaro, sterlina e franco.

MILANO - Un´asta "orribile" l´hanno definita i trader consultati dal Financial Times, secondo i quali a questi tassi il rifinanziamento del debito italiano diventa "insostenibile". Ma se si ascoltano i banchieri centrali, da Ignazio Visco a Jens Weidmann, capo della Bundesbank, la situazione non sarebbe così drammatica perché «il paese è in grado di superare con i propri mezzi le attuali difficoltà». Certo quella di ieri è stata un´altra giornata campale per operatori e banche che operano sul reddito fisso. E lo si sapeva già dalla vigilia. «Siamo primary broker e dobbiamo rinnovare 50 milioni in asta - diceva in mattinata il responsabile di una grande banca europea - ma forse ci conviene dare una delusione al Tesoro e proteggere il nostro conto economico da una minusvalenza». Il messaggio non è certo rassicurante. Dall´estero ormai tutti gli investitori fanno fatica a partecipare alle aste di titoli di stato italiani, anche gli investitori asiatici stanno disertando gli appuntamenti, anche quelli delle aste francesi e belghe. I grandi fondi internazionali si stanno allontanando progressivamente dall´area euro, puntano sul dollaro, sulla sterlina e sul franco svizzero. Insomma sulle valute le cui banche centrali possono battere moneta, nell´occasione. Ma in Italia la situazione è più difficile perché le scadenze "monstre" sono dietro l´angolo. Non tanto quelle di fine novembre, con 5 miliardi di Btp in scadenza, ma piuttosto quelle di febbraio 2012, con circa 40 miliardi di Btp da rinnovare. «Quello scoglio non si supera», dicono in coro gli operatori, «lì tutti i nodi verranno al pettine». E allora qualcuno si spinge a comprare i Bot a due mesi sul mercato secondario, quelli che scadono a fine gennaio e che rendono più del 4%, un´enormità rispetto a qualche mese fa. «In più sono quelli che verranno toccati per ultimi da una eventuale patrimoniale», consiglia un gestore. Ma chi può essere sicuro che la situazione non precipiterà da qui a fine gennaio? In un report uscito proprio ieri la banca d´affari giapponese Nomura titola: "Fine dei giochi, senza un´azione della Bce la rottura dell´euro è probabile, non solo possibile". Insomma l´unico modo per tenere ancora insieme il tutto è riposta in una mossa forte da parte di Mario Draghi, una sorta di "quantitative easing" europeo, una immissione di liquidità nel sistema bancario, con una tempistica che «dipenderà da fattori esogeni, come il fallimento di alcune aste». La speranza è che si arrivi in tempo. «C´è un rischio significativo che la mossa della Bce arrivi troppo tardi e sia troppo contenuta per fermare la crisi a questo stadio. Ma noi crediamo che si possa fare ed evitare così la rottura dell´euro, anche se il rischio in questo senso è aumentato». Per chi ancora non lo sapesse, è una corsa contro il tempo. A ben poco servirà, purtroppo, il Btp day in programma lunedì quando le principali banche invoglieranno i risparmiatori italiani a comprarsi titoli di stato sul mercato secondario, azzerando le commissioni per un giorno. Pannicelli caldi, a meno che non arrivi a breve una "patrimoniale" o un provvedimento forzoso di entità tale da annunciare che le aste italiane del 2012 sono "coperte" dalla ricchezza dei privati. Altrimenti si va verso l´uscita della Germania dall´euro, un ritorno al marco forte che permetterebbe agli altri paesi, Italia inclusa, di svalutare e ricominciare a esportare in misura massiccia. Come negli anni ´80 e ´90.

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Valbrona, un campo base per i giochi di guerra (sezione: Euro-Dollaro)

 

"laprovinciadicomo.it" del 26-11-2011

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Pubblicato anche in: "laprovinciadilecco.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Cronaca.

VALBRONA I grandi giocano alla guerra e lo fanno impiegando una bella fetta di bosco, oltre quattromila e cinquecento metri quadrati, spendendo più di centomila euro per l' allestimento del campo, senza contare l' acquisto dell' area e il tempo impiegato. Un gioco da grandi, e quindi con le dimensioni dei grandi e le spese dei grandi. Il softair prende sempre più piede in Provincia di Como, a Valbrona da poco è stato aperto un campo da gioco, altri sono in partenza ad Albavilla e Lipomo. In pratica si simulano tattiche militari vestiti da novelli Rambo ed imbracciando armi che sparano però vernice biodegradabile in pallini di amido di riso. L' articolo completo su La Provincia in edicola stamattina © riproduzione riservata.

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Borsa: piazza Affari chiude poco variata, europee in rialzo (2) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Finanza.

( (Adnkronos) - Le Borse europee sono rimbalzate su indiscrezioni secondo le quali gli investitori privati, come le banche, potrebbero non essere costrette a contribuire allo European Stability Mechanism, lo strumento destinato a subentrare all' Efsf. Sul mercato valutario l' euro cade nel cambio con il biglietto verde, a 1,3235-36 dollari alle 18.23 (-0,79%). L' oro al London Bullion Market sale al fixing pomeridiano a 1.688,5 dollari l' oncia, dai 1.676 dollari del fixing di stamani. Tra i settori in piazza Affari male i chimici (-1,99%), l' auto (-1,76%), viaggi e tempo libero (-1,5%), beni e servizi per l' industria (-0,97%), banche (-0,93%). Bene tecnologici (+1,59%), cibi e bevande (+0,97%), oil and gas (+0,97%). Sul Ftse Mib continua a recuperare dai minimi Finmeccanica (+3,50% a 3,074 euro). Oggi il presidente Pier Francesco Guarguaglini, in un' intervista al Messaggero, si e' detto "pronto a fare un passo indietro", se glielo chiedera' il presidente del Consiglio Mario Monti. Bene Impregilo (+2,32% a 1,986 euro), St (+2,21% a 4,35euro). Venduta Prysmian (-4,69% a 9,25 euro), dopo il taglio del rating da parte di una primaria banca d' affari. Male anche Lottomatica (-3,51% a 10,44 euro), Bper (-3,29% a 4,59 euro), Fiat (-2,95% a 3,352 euro). Misti i bancari, con Intesa Sp a 1,079 euro (-1,55%), Unicredit a 0,7005 euro (+0,86%). Sull' All Share comprata Mondo He (+8,84%), venduta Cobra (-20%), che ieri sera ha comunicato il prezzo di emissione (0,30 euro) delle azioni nell' ambito dell' aumento di capitale in opzione.

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FITCH TAGLIA 8 BANCHE ITALIANE (MOLTE POPOLARI), OUTLOOK NEGATIVI - MILANO CHIUDE A +0,1% (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Dagospia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

1 - FITCH: RATING IN CALO PER CREDEM, CREVAL, POP. EMILIA, POP. ETRURIA, POP. MILANO, POP. SONDRIO, POP. VICENZA E VENETO BANCA - OUTLOOK NEGATIVI Finanza.com - Fitch: rating in calo per Credem, Creval, Pop. Emilia, Pop. Etruria, Pop. Milano, Pop. Sondrio, Pop. Vicenza e Veneto Banca BPM BANCA POPOLARE DI MILANO 2 - BORSA,LA GIORNATA: MILANO DEBOLE, PESANO BANCHE; OK FINMECCANICA... (LaPresse) - L' asta del Tesoro italiano di oggi ha impedito a Piazza Affari di eguagliare le principali Borse europee. Dopo ribassi superiori al 2% del primo pomeriggio, Milano chiude comunque debole ma in positivo, con l' indice Ftse Mib che guadagna lo 0,12% a 13.937,4 punti e il Ftse All-Share che mostra un rialzo dello 0,08% a 14.688,75 punti. In Europa fanno meglio. Il Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,72% a 5.164,65 punti, il Dax di Francoforte sale dell' 1,19% a 5.492,87 punti e il Cac 40 di Parigi mostra un rialzo dell' 1,23% a 2.856,97 punti. A Madrid, l' indice Ibex chiude sopra la parità dello 0,54% a 7.763,5 punti. Oggi lo spread tra Btp decennali e Bund è tornato sopra quota 500 punti base, con il tasso dei buoni italiani a 10 anni arrivato al 7,3% di rendimento sul mercato secondario. Nell' asta degli 8 miliardi di Bot a 6 mesi il Tesoro ha registrato piazzato i titoli a un rendimento del 6,5%, contro un tasso dell' asta di ottobre pari al 3,5%. PIER FRANCESCO GUARGUAGLINI A Milano il comparto bancario chiude in negativo, con l' eccezione di Unicredit (+0,86% a 0,7 euro). In rosso Intesa Sanpaolo (-1,55% a 1,079 euro), dopo la nomina di ieri del sostituto di Corrado Passera come ceo di Ca' de Sass, Enrico Cucchiani. Secondo il Sole 24 Ore, il nuovo numero uno dell' istituto di credito starebbe pensando di rivedere la politica di dividendi del suo predecessore, decidedendo di non distribuire alcuna cedola. Vendite anche su Ubi Banca (-2,13% a 2,67 euro), Banca Montepaschi (-1,85% a 0,238 euro), Popolare di Milano (-1,18% a 0,259 euro), Banco Popolare (-2,35% a 0,809 euro). Tra gli industriali, bene Finmeccanica, maglia rosa del Mib con un rialzo del 3,5% 3,074 euro. Come annunciato ieri dal colosso pubblico, giovedì prossimo si terrà il consiglio di amministrazione in cui verranno probabilmente ritirate le deleghe al presidente, Pier Francesco Guarguaglini. In ribasso invece la scuderia Agnelli, con Fiat in calo del 2,95% a 3,352 euro, Fiat Industrial dello 0,91% a 5,99 euro e la controllonte Exor dello 0,64% a 13,98 euro. L' Eni, per bocca dell' amministratore delegato, Paolo Scaroni, ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio in Libia tornerà al livello pre-guerra di 280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il Cane a sei zampe mostra una crescita dello 0,83% a 14,67 euro. Nel resto del listino, salgono Impregilo (+2,32%), Stm (2,21%), Azimut (+1,98%) ed Enel Green Power (+1,93%). Cadono Prysmian, maglia nera con un ribasso del 4,69% a 9,25 euro, Lottomatica (-3,51%), Mediolanum (-2,07%) e Tod' s (-1,34%). SERGIO MARCHIONNE 3 - CAMBI, EURO SI INDEBOLISCE E SCENDE SOTTO 1,33 DOLLARI... (LaPresse) - Si indebolisce ancora l' euro sul dollaro. La moneta unica europea ha toccato un minimo di giornata a 1,3214 dollari e al momento è scambiata a 1,3281 dollari, in discesa dello 0,49%. L' apertura è stata sopra quota 1,33 dollari. 4 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE GIORNATA SOTTO 500 PUNTI... (ANSA) - In finale di seduta lo spread tra il Btp e il Bund decennale riesce a tornare sotto la soglia psicologica dei 500 punti attestandosi a 499,8 con un rendimento del 7,26% dopo aver sfondato in giornata la soglie dei 510 punti. Il rendimento del Bund tedesco in chiusura è stato del 2,26%. 5 - MERSCH, DA BCE PIU' LIQUIDITA' SE NECESSARIO... (ANSA) - La Bce è pronta a iniettare più liquidità nel sistema se necessario per evitare un credit crunch. Lo ha detto il membro del consiglio Bce Yves Mersch in una intervista radiofonica, ripresa dall' agenzia Bloomberg. Mersch ha spiegato che la Banca centrale europea è determinata a mettere in campo "misure eccezionali" e a evitare il rischio di un credit crunch nel caso di "un calo più accentuato della crescita". 6 - GHIZZONI,CRT FATTO CHIAREZZA,FIDUCIA IN MANAGER... (ANSA) - "Ringrazio la Fondazione Crt per aver fatto subito chiarezza sull' argomento. Per quanto mi riguarda confermo di avere piena fiducia nei top manager che con me stanno lavorando nell' interesse di Unicredit". Così l' amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni, raggiunto telefonicamente dall' ANSA, in merito alle indiscrezioni di stampa e alla nota della Fondazione Crt. 7 - SEAT PG: CDA RATIFICA ACCORDO COMMERCIALE SU DEBITO... (ANSA) - Il cda di Seat Pagine Gialle ha ratificato l' accordo commerciale raggiunto ieri con gli obbligazionisti e con il comitato costituito dal finanziatore senior. L' intesa sulla ristrutturazione del debito da 2,7 miliardi prevede la conversione di 1,2 miliardi di euro del bond Lighthouse e l' emissione di un bond senior per 100 milioni di euro. YVES MERSCH "Il cda - si legge in una nota - ai fini del raggiungimento della piena consensualità tra le parti interessate, ribadisce la massima importanza per la società che venga definita tra azionisti di riferimento e gli obbligazionisti Lighthouse l' allocazione del capitale azionario ad esito dell' operazione di ristrutturazione". Il board di Seat ha preso atto delle dimissioni rassegnate da Luigi Lanari mentre la sua sostituzione sarà presa in esame in una prossima riunione. 8 - RUSSIA, GAZPROM DIVENTA PROPRIETARIO UNICO GASDOTTI BIELORUSSIA... (LaPresse/AP) - Gazprom ha acquistato il 50% di Beltransgaz, azienda responsabile per il trasporto e la distribuzione di gas in Bielorussia, diventandone di fatto l' unico proprietario. Il presidente russo Dmitry Medvedev ha fatto sapere che Mosca e Minsk hanno siglato l' accordo oggi. Gazprom era finora proprietario del 50% della società. A giugno scorso le autorità bielorusse avevano chiesto 2,5 miliardi di dollari per il rimanente 50%. La Russia fornisce circa un quarto del gas naturale consumato in Europa, e l' 80% delle forniture passa attraverso il territorio dell' Ucraina. La parte rimanente passa da Bielorussia e Turchia. Il primo ministro russo Vladimir Putin aveva promesso recentemente che i bielorussi avrebbero pagato per il gas lo stesso prezzo dei russi. FEDERICO GHIZZONI resize 9 - FS: NTV, NUOVO FRECCIAROSSA ANCHE MERITO NOSTRO... (ASCA) - ''Oggi e' una giornata importante per i viaggiatori italiani. Ed e' anche il primo successo di NTV. E' solo grazie alla concorrenza, che sta finalmente arrivando, che le Ferrovie dello Stato Italiane hanno fatto una significativa operazione di restyling ai loro treni. Ne beneficeranno i viaggiatori, che avranno cosi' un servizio migliore, almeno fino all' arrivo di Italo. Facciamo i piu' sinceri complimenti alle FS''. Lo afferma in una nota NTV la nuova societa' privata di trasporto ferroviario in Alta velocita' in relazione all' avvio del nuovo Frecciarossa di FS, con il servizio diviso per quattro livelli e non piu' per classi. 10 - BELGIO, S&P TAGLIA RATING AD 'AA' DA 'AA+'... (ANSA) - Standard & Poor' s ha tagliato il rating del Belgio portandolo ad 'AA' da 'AA+'. 11 - SPAGNA CANCELLA ASTA BOND A 3 ANNI CON TASSI BONOS A 10 ANNI AL 6,75%... (LaPresse/AP) - La Spagna ha annullato l' asta di bond triennali prevista per il prossimo primo dicembre e ha comunicato che l' operazione di finanziamento verrà sostituita dalla vendita di tre differenti tipi di obbligazioni con scadenze più lunghe. L' annuncio è arrivato mentre il livello dei tassi dei Bonos a 10 anni sul mercato secondario ha raggiunto il 6,75% e con i rendimenti dei Btp italiani al 7,3%. Il Tesoro spagnolo non ha fornito una spiegazione ufficiale sulla cancellazione dell' asta. Seat Pagine Gialle 12 - HERA: AL VIA CONSULTAZIONI RINNOVO PATTO, COMUNI NON CEDONO QUOTE... Radiocor - Ha iniziato a muoversi la 'grande corazzata' dei 122 soci del patto di sindacato di Hera, la multiutility bolognese guidata da Tomaso Tommasi di Vignano. La proposta di rinnovo dei vincoli parasociali che blindano il capitale dell' azienda punta, secondo quanto apprende l' agenzia Radiocor, alla conferma della maggioranza del controllo in mano ai Comuni. 'Non cediamo quote', affermano fonti vicine al Patto. La proposta di rinnovo, che contiene anche l' indicazione di una riduzione dei componenti del Cda da 18 a 13 membri 'dieci pubblici e tre privati' e' attualmente al vaglio di diversi consigli comunali soci di Hera, in vista della scadenza del 31 dicembre prossimo. 'Da Modena a Rimini - spiega la fonte - e' gia' tutto fissato in calendario'. gazprom.

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Cambi: euro chiude in forte ribasso a 1,3244 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre di ieri a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond. Dopo una mattinata tutta trascorsa in forte ribasso, l' euro aveva recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di un intervento della Banca nazionale svizzera per acquistare euro al fine di indebolire la divisa nazionale e difendere le esportazioni nazionali. In chiusura un euro vale 1,3244 dollari (1,3325 ieri), 102,85 yen (102,77), 1,2304 franchi svizzeri (1,2256) e 0,8561 sterline (0,8602). Dollaro a 77,66 yen (77,09), 1,5464 per una sterlina (1,5494) e 0,9291 franchi (0,9190). cop (RADIOCOR) 25-11-11 18:01:49 (0294) 5 NNNN.

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Euro cola nuovamente a picco: rientrano voci Banca svizzera (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo una ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17, al termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli analisti di UBS si sono spinti addirittura oltre, sottolineando che i membri dell' istituto di politica monetaria svizzero sono pronti a imporre un nuovo limite al peg sull' euro, a 1,25 franchi. Al momento il floor e' fissato a 1,20. La debolezza del franco e' uno dei punti di forza di Berna, che conta molto sulle esportazioni, gli affari con i paesi del blocco a 17 e il turismo. Oggi la moneta unica e' stata nuovamente sottoposta a ingenti pressioni sui mercati valutari, ma dopo che le indiscrezioni su un intervento dell' istituto centrale svizzero sono iniziate a circolare, il tasso di cambio euro/franco e euro/dollaro ha limato le perdite. Prima di risalire bruscamente esattamente dopo le 17. Ovvero quando la SNB non si e' presentata all' appuntamento atteso dai mercati. Il tasso di cambio EURCHF e' calato improvvisamente di 40 punti base in assenza di notizie provenienti da Zurigo e secondo i trader dovrebbe ridiscendere a quota 1,2250. Ingrandisci la foto Il franco svizzero e' tornato a risalire bruscamente sull' euro alle 17, quando la SNB non si e' presentata all' appuntamento atteso dai mercati.

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Euro cola nuovamente a picco: rientrano rumor Banca svizzera (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo una ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17, al termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli analisti di UBS si sono spinti addirittura oltre, sottolineando che i membri dell' istituto di politica monetaria svizzero sono pronti a imporre un nuovo limite al peg sull' euro, a 1,25 franchi. Al momento il floor e' fissato a 1,20. La debolezza del franco e' uno dei punti di forza di Berna, che conta molto sulle esportazioni, gli affari con i paesi del blocco a 17 e il turismo. Oggi la moneta unica e' stata nuovamente sottoposta a ingenti pressioni sui mercati valutari, ma dopo che le indiscrezioni su un intervento dell' istituto centrale svizzero sono iniziate a circolare, il tasso di cambio euro/franco e euro/dollaro ha limato le perdite. Prima di risalire bruscamente esattamente dopo le 17. Ovvero quando la SNB non si e' presentata all' appuntamento atteso dai mercati. Il tasso di cambio EURCHF e' calato improvvisamente di 40 punti base in assenza di notizie provenienti da Zurigo e secondo i trader dovrebbe ridiscendere a quota 1,2250. Ingrandisci la foto Il franco svizzero e' tornato a risalire bruscamente sull' euro alle 17, quando la SNB non si e' presentata all' appuntamento atteso dai mercati.

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Euro: Chiude Debole Sotto 1,33 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - L' euro chiude debole a 1,3280 dollari sulla scia del rialzo record dei rendimenti registrato all' asta di bot semestrali di oggi. Nel corso della seduta la moneta comune ha aggiornato il minimo di sette settimane a quota 1,3210. Lo yen perde qualche punto sia sul dollaro, a 77,62, che sull' euro, a 103,04 .

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Forex,euro resta debole su dollaro su assenza soluzioni crisi debito (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

NEW YORK, 25 novembre (Reuters) - Prosegue all' apertura delle contrattazioni americane la debolezza dell' euro nei confronti di dollaro e yen, con la valuta unica appesantita dall' assenza di soluzioni in grado di porre un freno alla crisi debitoria che sta attraversando la zona euro. Intorno alle 16,00 la valuta unica cede lo 0,6% nei confornti del biglietto verde e tratta a 1,3264 dollari, dopo essere scesa fino a 1,3210 dollari, nuovo minimo da sette settimane. Verso lo yen l' euro lascia sul terreno lo 0,1% rispetto alla chiusura di ieri a quota 102,98. "La verità è che finora non vi è alcuna risposta alla crisi (sul debito) sovereign che ripristini la fiducia degli investitori", ha detto il presidente della Commissione Ue Barroso ai giornalisti a margine di una conferenza in Portogallo. Ieri l' incontro tra Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e Mario Monti a Strasburgo non ha portato, come era nelle speranze dei mercati, alcuna apertura da parte della Germania allo sviluppo del piano degli euro bond. Invece la Bce, secondo fonti Reuters, starebbe studiando la possibilità di fornire liquidtità anche a 2-3 anni. Intanto la tensione sul mercato obbligazionario della zona euro resta alta. E mentre l' Italia ha collocato oggi complessivi 10 miliardi di titoli brevi con rendimenti ai massimi dall' introduzione dell' euro, in Spagna il nuovo governo, secondo quanto riferito da alcune fonti a Reuters, sta valutando la possibilità di chiedere un aiuto finanziario esterno. ORE 16,00 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3268/69 1,3345 DOLLARO/YEN 77,63/64 77,08 EURO/YEN 102,98/74 102,89 EURO/STERLINA 0,8560/61 0,8610 ORO SPOT 1.688,69/9,80 1.694,35/5,35 Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Euro a fondo: Banca centrale svizzera pronta ad agire (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. I provvedimenti verranno annunciati alle 17, al termine di una riunione straordinaria. Secondo gli analisti di UBS, i membri dell' istituto di politica monetaria svizzero dovrebbero imporre un nuovo limite al peg sull' euro, a 1,25 franchi. Al momento il floor e' fissato a 1,20. La debolezza del franco e' uno dei punti di forza di Berna, che conta molto sulle esportazioni e il turismo. La moneta unica continua ad essere messa sotto pressione nei mercati valutari, con il tasso di cambio euro/franco che attualmente si attesta a 1,2308. Nei confronti del dollaro, la moneta unica si trova poco sopra quota $1,3250, dopo aver scambiato ai minimi di seduta di $1,3210.

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2012: fine dell' euro? (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Blog Beppe Grillo" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Chi ci salverà dal crollo dell' euro? Sembra di assistere alla fine dell' Impero Romano. nel 476 dc. Allora si dissolse una costruzione politica, oggi una economica. Non sono state previste delle regole per uscire dall' euro. Se è difficile entrare, è impossibile uscire. Più o meno come nelle associazioni criminali. L' euro vale sempre meno nei confronti delle altre valute mondiali come il dollaro e lo yen. La sua crisi deriva dalla fine dell' era del debito. I Paesi europei, chi più chi meno, hanno finanziato la loro crescita con la vendita di titoli pubblici. In gran parte se li sono scambiati tra loro come le figurine. Io ti cedo il mio debito e tu mi cedi il tuo, l' assurdo elevato a scienza economica. Il problema è che i debiti europei ora non li vuole comprare più nessuno. Né fuori, né dentro l' Europa. Per venderli è necessario aumentare l' interesse e quindi creare nuovo debito in una corsa senza fine. Il valore dell' euro è garantito dalla tenuta della Germania che però ha un rapporto Pil/debito dell' 82%. E' fuori dal tetto massimo europeo del 60% e le sue banche sono tra le meno solide in Europa. La Germania non può accollarsi il debito europeo, deve prima pensare a sé stessa. La salvezza per l' Europa dovrebbero essere i cosiddetti eurobond, in sostanza il debito di tutti i Paesi messo a fattor comune e messo sul mercato. Gli Stati più virtuosi, come Germania e OIanda, dovrebbero pagare anche per i Pigs. Un po' come in Italia succede da sempre a chi paga le tasse per gli evasori. Il debito pubblico italiano è espresso in euro e deve essere ripagato in euro. Noi non possiamo svalutare l' euro e, anche se la nostra economia vale meno, i titoli mantengono il valore iniziale. E' un cappio al collo che si stringe un centimetro alla volta, il boia è lo spread. Se i nostri titoli avessero un valore in lire, la svalutazione della nostra moneta si rifletterebbe in modo automatico. Il problema non si porrebbe. E' stato demoniaco e certamente tafazziano legare il valore dei NOSTRI titoli pubblici al valore dell' euro sul quale non abbiamo alcun controllo e che prescinde dalla nostra economia reale. Gli eurobond dovrebbero ovviare a questa mostruosità, ma è improbabile che i tedeschi metteranno mano al portafoglio per salvare greci e italiani. Non so dove ci condurrà questo minuetto franco/tedesco con due ballerini, la Merkel e Sarkozy, sempre fuori tempo. L' impressione è che ci attenda un " rompete le righe ". E' necessario preparare, fosse solo come alternativa probabile, un piano B per uscire dall' euro.Non arrivarci per necessità. Il blog propone un sondaggio sull' euro si o sull' euro no. Rispondete numerosi con i vostri suggerimenti.

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Cambi: euro resta debole, minimo toccato a 1,3222 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - L' euro arretra ancora su dollaro e principali divise scontando il malumore per le divisioni sul tema eurobond e il taglio di rating ungherese avvenuto in mattinata. La divisa unica ha toccato un minimo a 1,3222 dollari e ora segna 1,3242, lasciando sul terreno un' intera figura rispetto a ieri sera. L' euro/yen passa a 102,60 da 102,93, mentre l' euro/sterlina segna 0,8550 da 0,8613. In generale rafforzamento il biglietto verde che tratta a 77,50 yen contro i 77,12 di ieri. Fon- (RADIOCOR) 25-11-11 13:20:19 (0182)TV 3 NNNN.

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BofA: la disgregazione dell' euro è una possibilità (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Borse" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oggi, 12:56 Il fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l' uscita di un Paese dall' Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi shock". Secondo l' istituto statunitense in caso di reintroduzione delle monete dei singoli Paesi, il dollaro guadagnerebbe terreno contro le divise di Spagna, Italia, Portogallo e Francia mentre il processo produrrebbe un rafforzamento delle valute di Germania, Olanda e Irlanda. luca fiore Fonte: Finanza.com.

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BofA: la disgregazione dell´euro è una possibilità (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l´uscita di un Paese dall´Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi shock". Secondo l´istituto statunitense in caso di reintroduzione delle monete dei singoli Paesi, il dollaro guadagnerebbe terreno contro le divise di Spagna, Italia, Portogallo e Francia mentre il processo produrrebbe un rafforzamento delle valute di Germania, Olanda e Irlanda.

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Cambi: Euro Scende Ancora Su Dollaro, Pesano Risultati Asta Bot (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 25 nov - Euro ancora piu' debole sul dollaro, la moneta unica ha toccato un nuovo minimo giornaliero a 1,3240 sciovolando sotto la barriera di 1,3250 dove sono concentrate diverse opzioni put (diritto a vendere). ''Si potrebbe aprire una scenario per ulteriori correzioni ribassiste, soprattutto dopo i risultati dell' asta dei titoli di stato italiani. Si e' registrato un calo della domanda e una decisa impennata dei rendimenti quasi raddoppiati'', commenta un trader.

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Cambi: Euro Accentua Calo Su Dollaro E Scende Sotto 1,33 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 25 nov - L' euro accentua il calo sul dollaro e scende sotto la soglia di 1,33, gli scambi avvengono in area 1,3262. ''Sulla moneta unica pesa la crisi del debito sovrano dell' Eurozona e la totale incapacita' del leader europei di dare una risposta rapida ed efficace per garantire la solvibilita' dei debiti pubblici dei paesi aderenti all' euro'', commenta un trader.

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Forex, euro continua calo per mancanza sviluppi su crisi euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LONDRA, 24 novembre (Reuters) - L' euro in apertura delle contrattazioni europee accentua il calo sia contro dollaro sia contro yen, scendendo in entrambi i casi ai minimi di sette settimane. I dealer vedono la possibilità di nuovi cali per via della mancanza di sviluppi in ambito europeo per cercare di risolvere la crisi di debito. Il mercato forex ha anche reagito negativamente alla notizia che il rendimento sui titoli italiani a 2 anni è salito al massimo dall' introduzione dell' euro di 7,70%. La moneta unica ha perso l' 1,5% questa settimana contro il dollaro, con pressioni che si sono accentuate dopo la scarsa domanda degli investitori per l' asta tedesca questa settimana. Poco prima delle 10 italiane l' euro/dollaro tratta a 1,3260/61 in calo dello 0,6%, dopo un minimo segnato a 1,3258 dollari, da 1,3345 della chiusura di ieri. Ieri l' incontro tra Angela Merkel, Nichola Sarkozy e Mario Monti a Strasburgo non ha portato, come era nelle speranze dei mercati, alcuna apertura da parte della Germania allo sviluppo del piano degli euro bond. Invece la Bce, secondo fonti Reuters, starebbe studiando la possibilità di fornire liquidtità anche a 2-3 anni. L' euro è sceso a un minimo di sette mesi anche contro yen a 102,70 yen. ORE 10,10 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3258/59 1,3345 DOLLARO/YEN 77,43/51 77,08 EURO/YEN 102,68/74 102,89 EURO/STERLINA 0,8589/93 0,8610 ORO SPOT 1.672,80/3,60 1.694,35/5,35 (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Borse sul filo della parità. L' euro scivola sotto 1,33 dollari. BTp sotto pressione, tassi oltre il 7% (sezione: Euro-Dollaro)

 

di a cura di Andrea Franceschi.

 

"ilsole24ore.com" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Avvio di contrattazioni sul filo della parità per le Borse europee. Nei primi scambi prevale la prudenza all' indomani dell' ennesima fumata nera su eurobond e ruolo Bce al vertice tra Monti, Sarkozy e Merkel . Le preoccupazioni sulle sorti della moneta unica pesano sulle quotazioni dell' euro che si attesta a 1,33 dollari. Lo spread tra BTp e Bund tocca nuovamente quota 500 punti poco dopo l' avvio. Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sulla scadenza decennale ha toccato un massimo di 503 punti base dalla chiusura di ieri a 490 punti. Oltre il 7% il rendimento che, al momento, si aggira intorno al 7,16 per cento.

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Cambi: euro si indebolisce ancora e scende sotto 1,33 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Pesa il taglio di rating ungherese da parte di Moody' s (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - L' euro tocca i minimi da inizio ottobre e scivola anche sotto quota 1,33 dollari. All' avvio dei mercati continentali la moneta unica e' trattata a 1,3307, contro gli 1,3340 di ieri sera, dopo aver segnato anche 1,3296. Secondo gli operatori a pesare sulla nuova correzione dell' euro e' la decisione di Moody' s di tagliare il rating ungherese a "investimento speculativo". Sostanzialmente stabile invece l' euro/yen a 102,95 dai 102,87 di ieri sera. Fon- (RADIOCOR) 25-11-11 09:01:08 (0056) 3 NNNN.

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Il no tedesco agli eurobond pesa sulla moneta (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 39

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Continua la flessione dell' euro, che ha ormai raggiunto il minimo da sette settimane nei confronti del dollaro. La moneta unica risente dell' obiezione di Berlino sugli eurobond, giudicata un «segnale sbagliato» dal cancelliere tedesco Angela Merkel. L' euro così scambia a poco sopra quota 1,3340 dollari. Il biglietto verde cede qualcosa sulla moneta giapponese, a quota 77 yen. La moneta unica aveva cominciato la sessione in recupero, spinta dal dato sulla fiducia delle imprese in Germania, in miglioramento (l' Ifo è salito a quota 106,6 questo mese), come la crescita economica (il Pil è salito dello 0,5% nell' ultimo trimestre), pur nel pieno della frenata dell' Eurozona. In recupero il dollaro australiano, che potrebbe finire al centro delle mire degli investitori che hanno intenzione di diversificare il portafogli, in uscita dall' Europa.

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UNA BUSSOLA NEL VORTICE DELLE VALUTE (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011

Primo piano

Pagina: 8

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Manuale anti contagio - DIFENDERE IL RISPARMIO.
Sottotitolo: L' incertezza amplifica il rischio.

PAGINA A CURA DI Riccardo Sorrentino Non è facile. Capire dove possano andare le valute è sempre complicato: più efficienti sono i mercati, più incerto è il loro andamento. Questa fase di turbolenza finanziaria, in cui proprio la nostra moneta, l' euro, sembra sfidare la legge di gravità, lo rende ancora più difficile. La moneta comune resta infatti decisamente sopravvalutata. Sulla base dei poteri di acquisto, dovrebbe gravitare attorno quota 1,17 dollari e 75 yen; e invece era trattata ieri, dopo aver registrato qualche scossone negli ultimi giorni, a 1,33 dollari e a 102 yen. Un po' sottovalutata appare solo verso la sterlina, tra le grandi monete: è trattata a 0,85, mentre in teoria dovrebbe risalire verso 0,97. Questo schema è però puramente astratto, però, perché tiene conto di beni e servizi, e non dei flussi finanziari, che non sono così negativi come la crisi dei bond lascerebbe pensare (e questo potrebbe forse aiutare tutti a mantenere un po' di sangue freddo). La posizione con l' estero dell' area resta infatti forte, e se qualche banca estera calibra i nuovi flussi in arrivo, quelle europee - nello sforzo di rafforzare i bilanci - sta facendo rientrare risorse in Eurolandia. Per ora - per ora... - non sembrano comunque esserci troppe tensioni. I mercati non lo registrano: le scommesse al rialzo e quelle al ribasso sembrano piuttosto «equilibrate». Il futuro, però, è particolarmente incerto; e questo è un elemento importante per chiunque voglia investire al di fuori di Eurolandia, e quindi - in prima battuta - in una valuta estera. Un eventuale - e non «garantito» - deprezzamento dell' euro potrebbe infatti ampliare i rendimenti guadagnati oltre i confini dell' unione monetaria; ma un suo apprezzamento - non escluso, per esempio nel caso di un forte nuovo quantitative easing da parte della Federal reserve - potrebbe ridurli, azzerarli o anche renderli negativi. Il rischio, insomma, è davvero molto. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA RISCHIOSITÀ PER IL RISPARMIATORE - BASSA MEDIA ALTA L' indicatore segnala la valutazione progressiva di rischio dei singoli strumenti e casi I PROTAGONISTI Euro e dollaro Qual è il livello di equilibrio dell' euro/dollaro? C' è la possibilità che diventi rilevante? L' euro/dollaro, al momento, appare sopravvalutato: le economie reali - in base alla parità dei poteri d' acquisto calcolati dall' Ocse - "giustificano" un livello di 1,17-1,18, più basso dell' attuale 1,33. A tenere alto il cambio sono i flussi finanziari, ancora a vantaggio della moneta unica, soprattutto - ma non solo - perché le banche dell' area rimpatriano fondi investiti oltre frontiera. È proprio qui, però, la principale fonte di rischi: il processo non proseguirà indefinitamente; e se è sbagliato valutare la situazione sulla base dell' andamento di questa settimana della festa americana del Thanksgiving - piena anche di aste di titoli di Stato che hanno messo in tensione la domanda - non si può escludere che le pressioni al ribasso diventino - a parità di condizioni - un po' più forti. - ALTA Come potrà influire l' economia reale sul cambio? Gli investitori del valutario sembrano «scegliere», a seconda delle condizioni dell' economia a quali fattori dedicare la maggiore attenzione. L' economia reale, in sostanza l' andamento relativo della crescita economica dei due Paesi, entra in gioco in questa fase soltanto per i suoi riflessi sulla sostenibilità dei debiti pubblici. In ogni caso, sembra che l' andamento dell' attività economica debba «lavorare» per un ribasso della valuta. L' economia di Eurolandia è destinata ad affrontare una recessione che al momento appare semplicemente «leggera» anche se alcuni analisti temono che possa prolungarsi a tutto il 2012. Al contrario le altre grandi aree economiche del mondo, Stati Uniti in testa, potrebbero avere un andamento migliore. L' incertezza, in questo campo, è però molto alta, come i riflessi sulla politica monetaria. - MEDIA Come potrà influire la politica della Bce e della Fed? La politica monetaria della Banca centrale europea è quasi certamente orientata verso un ulteriore allentamento. Si comincia anche a discutere, tra gli economisti, se sia possibile che venga oltrepassata la soglia dell' 1% finora considerata come un limite minimo del costo ufficiale del credito. Meno probabile sembra un quantitative easing in stile Usa. Più difficili da interpretare le intenzioni della Fed. Al momento tutto lascia pensare a una stasi, ma l' ipotesi di un terzo round di acquisti di titoli sul mercato è ampiamente discussa. Gli ultimissimi dati, in ogni caso, non sembrano indicare la necessità di un intervento così aggressivo come i due precedenti. Se l' ipotesi di un allentamento più incisivo in Eurolandia che negli Usa dovesse verificarsi, le pressioni al ribasso dell' euro/dollaro sarebbero più forti. Quello che conta, più che i tassi ufficiali, sono però i tassi reali, al netto dell' inflazione; e «di mercato» - MEDIA Le altre divise Riuscirà la Banca nazionale svizzera a mantenere fermo il franco? La decisione della Bns di Berna di fissare un tetto per l' euro/franco è stata molto coraggiosa. I rischi di un fallimento, su un mercato particolarmente ostico come il valutario, erano elevati. La Banca centrale è però riuscita nel suo intento: dal sei settembre 2011 l' euro, dopo essere calato in agosto fino a quota un franco, è risalito sopra quota 1,20, restandoci (ieri era trattato a quota 1,2250). Al punto che gli analisti della Société Générale considerano, come rischio a breve termine, la possibilità che il tetto possa essere ora spostato, verso 1,25 o anche 1,30 franchi. Il rafforzamento dell' euro potrebbe così ridurre i rendimenti per gli investitori di Eurolandia, ma la stabilità del franco svizzero appare comunque particolarmente appetibile la valuta per chi ha un orizzonte temporale non breve. - MEDIA Qual è l' affidabilità della sterlina? La sterlina ha un po' «cambiato natura» durante la crisi finanziaria. Prima delle turbolenze, era diventato un «supereuro»: ne imitava i movimenti, offrendo un po' di rendimento in più. La crisi ha però portato la valuta britannica in forte flessione, fino a farle sfiorare la parità con l' euro. Poi il cambio ha ripreso terreno, sfidando forse la «forza di gravità» - in realtà molto debole - del potere d' acquisto, e ha portato l' euro verso 0,85. Ha inciso la politica della Bank of England che ha adottato una strategia di quantitative easing. Le difficoltà di Eurolandia hanno poi dato alla sterlina uno status di parziale «porto sicuro», che le ha restituito una relativa stabilità malgrado le difficoltà dell' economia, che ha recentemente dato qualche segnale di crescita, ma è ancora dipendente dalle spese pubbliche, destinate a ridursi. La possibilità, in questo caso piuttosto concreta, di un nuovo quantitative easing a febbraio potrebbe però cambiare le cose. - MEDIA Quali sono le prospettive dello yen? Tassi bassi, una politica di quantitative easing molto aggressiva, un debito ormai al 200% del Pil: lo yen aveva sulla carta tutte le caratteristiche per una profonda flessione, come il dollaro. Non è andata così. Lo yen ha un po' sostituito l' euro nella sua funzione di «valvola di sfogo» delle tensioni sul valutario e ha iniziato a guadagnare terreno, apprezzandosi a livelli sempre meno compatibili con le esportazioni. È diventata così una sorta di controintuitivo «porto sicuro» per gli investitori globali, ruolo particolarmente evidente in questa fase di turbolenze sui titoli di Stato europei. La Nippon Ginko, la banca centrale è stata così costretta più volte a intervenire contro il dollaro, e questo ha frenato il suo rialzo. Lo yen non è però il franco svizzero ed è più complesso controllarne l' andamento. L' euro è così ormai vicino ai minimi da diversi mesi. - MEDIA IL PUNTO CRITICO I FLUSSI FINANZIARI A tenere alto il cambio euro/dollaro sono attualmente i flussi finanziari, ancora a vantaggio della moneta unica, soprattutto - anche se questo non è l' unico motivo - perché le banche dell' area rimpatriano fondi investiti oltre frontiera. È proprio qui, però, la principale fonte di rischi: il processo non proseguirà indefinitamente. IL PUNTO CRITICO IL TETTO FISSATO DALLA SVIZZERA La Banca centrale svizzera ha agito sui cambi con una mossa a sorpresa lo scorso settembre, ancorando la propria valuta all' euro a quota 1,20. Una mossa rischiosa, che però ha raggiunto il suo obiettivo: gli analisti ora considerano la possibilità che il tetto possa essere spostato, verso 1,25 o anche 1,30 franchi.

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L' euro moneta indifesa È partito l' assalto all' euro da parte degli speculatori che hanno capito che è una moneta indifesa. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Nazione" del 25-11-2011

LA PAGINA DEI LETTORI

Pagina: 14

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro moneta indifesa È partito l' assalto all' euro da parte degli speculatori che hanno capito che è una moneta indifesa. E' stato fatto il raffronto col dollaro americano: ogni stato della Federazione ha basato alla sua nascita l' economia sul dollaro. Invece l' euro è nato sulla morte di monete locali, ciascuna sotto il controllo del proprio Gestore economico (finanza e tesoro) che regolava i flussi monetari. Allora manca il Gestore unico dell' economia che dovrebbe garantire il valore unico della moneta in ?Eurolandia'. Il che ad oggi è impossibile, a meno che la Bce non consenta alle nazioni di gestire la propria economia e ottenere iniezioni di liquidità, se necessario a sventare l' assalto degli speculatori. Sergio Mannucci, Firenze.

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L' euro ha chiuso in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 25-11-2011

Borsa

Pagina: 16

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro ha chiuso in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in mattinata dopo i minimi toccati l' altro ieri, ha invertito la rotta sulla scia delle parole della Merkel che, come detto, ha ribadito l' opposizione all' uso di Eurobond e a un cambiamento del ruolo della Bce. La moneta unica passava di mano sul finale a 1,3324 dollari, toccando i minimi da sette settimane, in una seduta dai volumi ridotti per la festa del Ringraziamento negli Stati Uniti. L' euro valeva 102,72 yen mentre il dollaro era quotato a 77,1. 25/11/2011.

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Htc taglia le stime e crolla a Taipei (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanza e Mercati" del 25-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il produttore di smartphone Htc, una delle tante aziende impegnate nelle aule di tribunale a combattere con Apple sui brevetti di iPhone e iPad, a sorpresa ha rivisto l' outlook e la reazione è stata un immediato tracollo del titolo. E ieri Htc è stato tra i peggiori dell' indice di Taipei con una flessione del 6,90% (il listino ha chiuso con un progresso di poco inferiore all' 1%). Oltre all' allarme sul quarto trimestre c' è anche la rivalutazione dell' acquisizione da 300 milioni di dollari di S3 Graphics, dopo che questa ha perso la causa contro Apple per utilizzo illecito di brevetti. Lunedì, infatti, la U.S. International Trade Commission ha respinto l' istanza di S3 Graphics contro Cupertino. E questo non è che l' ennesima tappa della guerra di Apple contro l' azienda di Taiwan. Fu proprio Htc, come si legge nella biografia scritta da Walter Isaacson, a far imbufalire Steve Jobs contro Android. Episodio incriminato il lancio nel gennaio 2010 di uno smartphone Htc basato sul sistema operativo di Google. «Spenderò fino all' ultimo respiro se necessario - dichiarò Jobs - e fino all' ultimo centesimo dei 40 miliardi di dollari della cassa di Apple per raddrizzare il torto. Distruggerò Android: è un prodotto rubato. Scatenerò una guerra nucleare». Tornando a Htc, che proprio grazie all' adozione di Android ha conquistato rapidamente quote di mercato in Usa ed Europa, l' outlook per i ricavi del quarto trimestre è ora in linea con lo stesso periodo del 2010, 104 miliardi di dollari di Taiwan (circa 2,5 miliardi di euro), a fronte di previsioni di crescita del 20-30% a 125-135 miliardi, date solo lo scorso 31 ottobre. Nel terzo trimestre il fatturato si è attestato a 135,8 miliardi (3,3 miliardi di euro).

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Manuale anticontagio: come difendersi dal rischio valute. Acconto Irpef più leggero: il percorso semplificato e il modello per il calcolo online (sezione: Euro-Dollaro)

 

"ilsole24ore.com" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Manuale anticontagio ● Dopo il lungo attacco all' Italia arrivano i primi segnali di tensione anche sulla Germania. La crisi sempre più estesa del debito sovrano europeo si traduce in una fase di vulnerabilità dell' euro sui mercati. Come difendere i propri investimenti dalla volatilità delle valute? Che cosa cambia negli equilibri tra moneta unica e dollaro? Yen e franco svizzero possono rappresentare un porto sicuro? Quali rischi deve comunque tener presente il risparmiatore? Le risposte a queste domande nel "Manuale anticontagio" del Sole 24 Ore in edicola venerdì 25 novembre. ● Nello speciale anche un' analisi sui rendimenti dei titoli di Stato, con quelli tedeschi in fase di rialzo oltre il 2% mentre quelli italiani risalgono sopra la soglia del 7% Acconto Irpef più leggero ● Che cosa succede dopo la riduzione all' 82% dell' acconto Irpef? Il Sole 24 Ore propone un percorso semplificato per ricalcolare l' importo da pagare al Fisco entro il 30 novembre. Da un parte, con le indicazioni operative per chi ha già effettuato il versamento e deve ora determinare il credito d' imposta da utilizzare in compensazione. Dall' altra, con quelle per chi deve ancora pagare. Tutte le risposte operative ai dubbi di contribuenti, società di persone e sostituti d' imposta. ● Sul sito www.ilsole24ore.com un modello per calcolare il nuovo importo dell' acconto.

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Le origini del crack Plutocrati all' arrembaggio (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Rinascita" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Secondo NapoliLibera "una moneta inventata ad arte per trasmettere alle popolazioni incarcerate nell' eurozona il debito aggregato (cioè pubblico e privato-pubblicizzato) degli Stati Uniti, dell' Inghilterra e dei loro satelliti. Come? Con un trucco semplice: J.C.Trichet, governatore della Banca centrale europea, un loro strumento, nei giorni del ferragosto 2007, quando le banche atlantiche andavano fallendo per troppo strozzinaggio ai danni dei cittadini mutuatari, fu il principale erogatore di illimitata liquidità ai succitati vampiri. In cambio, a garanzia del credito accordato, ottenne vagonate di carta straccia: i titoli tossici delle banche medesime. Per truccare il bilancio J. C. T. portò i tassi sull' euro al 5% mentre Washington e Londra li azzeravano totalmente (e a 0 restano tuttora). Un euro così rivalutato da 0,80 a 1,60 sul dollaro mandava in estasi i fanatici euro-idioti. Questi apologeti fingevano addirittura di non capire che il raddoppio del valore dell' euro significasse il raddoppio del debito europeo e il dimezzamento di quello anglo-americano. Washington e Londra, nel frattempo, continuavano ad inondare di liquidità le loro banche. E queste, rinsanguate a dovere, sono partite all' attacco dei nostri titoli di Stato, indeboliti dall' aggravrasi del bastio. Perché se è vero che l' Italia aveva, allora come adesso, un debito pari al 120% del pil, è anche vero che denominato in moneta dal vaolore raddoppiato, è raddoppiato anch' esso in termini di valore e i tassi di interesse sono schizzati alle stelle. Senza contare che la stretta creditizia imposta da Monsieur J.C.T. ha avuto come conseguenza la violenta stretta al collo delle economie, delle produzioni, delle ricchezze europee e dei bilanci dei suoi Stati nazionali". Così NapoliLibera che denuncia naturalmente, anche, le oligarchie plutocratiche atlantiche di aver imposto a capo del governo un loro maggiordomo. Nulla da aggiungere.

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Euro: Chiude Ai Minimi Sul Dollaro Dopo Parole Merkel (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - L' euro chiude in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in mattinata dopo i minimi toccati ieri, ha invertito la rotta sulla scia delle parole della Merkel che ha ribadito l' opposizione all' uso di eurobond e a un cambiamento del ruolo della Bce. La moneta unica passa di mano sul finale a 1,3324 dollari, toccando i minimi da sette settimane, in una seduta dai volumi ridotti per la festa del Ringraziamento negli Stati Uniti. L' euro vale 102,72 yen mentre il dollaro e' quotato a 77,11 yen .

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Forex: euro inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $ (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Borse" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oggi, 15:19 Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un cambiamento di ruolo della Banca centrale europea nella lotta contro la crisi del debito della zona euro. Il cross euro/dollaro ha toccato in questi minuti un minimo a 1,3320 dollari, sotto il minimo toccato alla vigilia, aggiornando quindi i livelli più bassi dal 6 ottobre scorso. Titta Ferraro Fonte: Finanza.com.

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Forex: euro inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $ (sezione: Euro-Dollaro)

 

"ilnuovo.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un cambiamento di ruolo della Banca centrale europea nella lotta contro la crisi del debito della zona euro.Il cross euro/dollaro ha toccato in questi minuti un minimo a 1,3320 dollari, sotto il minimo toccato alla vigilia, aggiornando quindi i livelli più bassi dal 6 ottobre scorso.

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Forex: euro inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $ (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un cambiamento di ruolo della Banca centrale europea nella lotta contro la crisi del debito della zona euro. Il cross euro/dollaro ha toccato in questi minuti un minimo a 1,3320 dollari, sotto il minimo toccato alla vigilia, aggiornando quindi i livelli più bassi dal 6 ottobre scorso.

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Cambi: euro in recupero a meta' giornata a 1,3387 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 nov - L' euro prosegue il suo recupero a meta' giornata sulla spinta dei dati migliori delle attese giunti dalla Germania e soprattutto delle indiscrezioni di stampa tedesca secondo cui il governo Merkel non sarebbe piu' del tutto contrario all' ipotesi eurobond. A meta' giornata un euro vale 1,3387 dollari (1,3347 ieri), dopo aver toccato ieri i minimi dal 6 ottobre a 1,3327, 103,14 yen (103,35), 1,2275 franchi svizzeri (1,2275) e 0,8614 sterline (0,8594). Dollaro a 77,05 yen (77,32), 1,5537 per una sterlina (1,5524) e 0,9168 franchi (0,9193). Cop (RADIOCOR) 24-11-11 13:19:10 (0162) 5 NNNN.

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Forex, euro/dlr in lieve risalita su ricoperture dopo minimi ieri (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LONDRA, 24 novembre (Reuters) - L' euro si conferma in leggero recupero, reduce dai minimi da sette settimane sul dollaro nella seduta di ieri, a seguito del risultato assai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco, coperta solo grazie all' intervento della Bundesbank. Un risultato che dimostra come la crisi del debito stia creando problemi anche ai paesi più solidi dell' unione monetaria, come sottolineato in giornata anche dal commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn. Sono soprattutto le ricoperture tecniche che riescono a dare un po' di ossigeno all' euro, che in mattinata ha anche approfittato di un dato sulla fiducia delle imprese tedesche migliore delle attese, salendo al massimo di seduta sul dollaro di 1,3411 poco dopo la diffusione dell' Ifo di novembre. "A ogni rally dell' euro ci saranno molti investitori che approfitteranno dell' opportunità di costruire nuove posizioni corte sulla valuta" spiega lo strategist di Nordea Niels Christinasen. Ieri il cambio era scivolato fino a 1,3321. A oggi, l' euro/dollaro sì è già rimangiato oltre il 70% del rally di ottobre, che aveva portato il cambio da 1,3144 a 1,4247. In una seduta dai volumi comunque ridotti per via della festività del Ringraziamento negli Stati Uniti, il mercato attende eventuali indicazioni dall' incontro Monti-Merkel-Sarkozy in corso a Strasburgo in cui - insieme alla discussione sulle misure di riforma nell' agenda del nuovo governo italiano - si dovrebbe fare il punto sulla strategia anti-crisi dell' area euro. In particolare Parigi ha confermato che il tema degli interventi della Bce è in discussione nel vertice odierno, ribadendo la necessità che Francoforte intervenga nella crisi del debito. Ma sono sostanzialmente in pochi ad attendersi a breve progressi concreti nella gestione della crisi, anche se alcune fonti hanno riferito a Reuters che la Bce sta valutando l' ipotesi di introdurre operazioni di liquidità a favore del settore bancario a due o addirittura a tre anni . ORE 13,45 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3381/84 1,3343 DOLLARO/YEN 77,05/06 77,30 EURO/YEN 103,10/13 103,18 EURO/STERLINA 0,8605/09 0,8594 ORO SPOT 1.696,99/8,20 1.692,79/3,90 Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Così Mario deve convincerla (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti ci prova: per salvare l' Euro, eurobond o intervento Bce.

A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con una politica anti-europea ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla crisi del Vecchio continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di obbligazioni, come ricordano sul Corriere della Sera Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: se la situazione non cambia, il rischio è che una buona fetta di queste obbligazioni rimanga invenduta, decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve, dunque, un intervento deciso della Banca Centrale Europea. Lo dice il Corriere , soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi, nel vertice trilaterale con Merkel e il presidente francese Sarkozy a Strasburgo, deve accelerare: emettere eurobond o addirittura intervenire sugli stock, e comprare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi a rischio, a cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora si è sempre opposta, forte di una economia reale che va a gonfie vele (gli ultimi dati sul Pil parlano di una crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma oggi non è più nelle condizioni di dettare legge. Di seguito l' articolo di Nino Sunseri Ora qualche brivido comincia ad attraversare la cocciuta resistenza della signora Merkel. L' asta dei bund a dieci anni non è stata un successo. A fronte di un' offerta da 6 miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il resto lo ha messo la Bundesbank facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè porsi come argine al collasso dei titoli pubblici europei. Ovviamente per fronteggiare l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori un po' di euro dalla cassaforte. Anche questo è vietato alla Bce sostenendo che se l' operazione diventasse sistemica potrebbe provocare la ripresa dell' inflazione. Un eventualità che la Germania non può accettare essendo la stabilità monetaria prevista in Costituzione. Resta il fatto che l' insuccesso di ieri deve far riflettere. I mercati hanno mostrato scarso interesse per i decennali tedeschi che rendono il 2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è immaginabile che lo tsunami investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non è un caso che ieri le polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della Germania siano saliti di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli operatori che l' eventuale dissoluzione della moneta unica non lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi per un misero 2% non ha senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione che la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento, aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha definito impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi deboli se dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta a fare dietrofornt sulla questione - e ha annunciato che il prestito di otto miliardi alla Grecia verrà erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle forze politiche sul risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i mercati. Le Borse sono andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del 2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi. Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a 480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all' intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania deve fare i conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti pubblici. Il debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del 69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla solidità dell' economia tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi cominciano a lasciare segni evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che a settembre gli ordini dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli italiani del 9% e non c' è ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non esce. Sembra banale ma meno di quanto non sembri. E se un tempo bastava un giudice a Berlino, adesso servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.

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Angela debole: non ha alternative (sezione: Euro-Dollaro)

 

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Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro, eurobond o intervento Bce.

A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con una politica anti-europea ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla crisi del Vecchio continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di obbligazioni, come ricordano sul Corriere della Sera Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: se la situazione non cambia, il rischio è che una buona fetta di queste obbligazioni rimanga invenduta, decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve, dunque, un intervento deciso della Banca Centrale Europea. Lo dice il Corriere , soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi, nel vertice trilaterale con Merkel e il presidente francese Sarkozy a Strasburgo, deve accelerare: emettere eurobond o addirittura intervenire sugli stock, e comprare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi a rischio, a cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora si è sempre opposta, forte di una economia reale che va a gonfie vele (gli ultimi dati sul Pil parlano di una crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma oggi non è più nelle condizioni di dettare legge. Di seguito l' articolo di Nino Sunseri Ora qualche brivido comincia ad attraversare la cocciuta resistenza della signora Merkel. L' asta dei bund a dieci anni non è stata un successo. A fronte di un' offerta da 6 miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il resto lo ha messo la Bundesbank facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè porsi come argine al collasso dei titoli pubblici europei. Ovviamente per fronteggiare l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori un po' di euro dalla cassaforte. Anche questo è vietato alla Bce sostenendo che se l' operazione diventasse sistemica potrebbe provocare la ripresa dell' inflazione. Un eventualità che la Germania non può accettare essendo la stabilità monetaria prevista in Costituzione. Resta il fatto che l' insuccesso di ieri deve far riflettere. I mercati hanno mostrato scarso interesse per i decennali tedeschi che rendono il 2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è immaginabile che lo tsunami investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non è un caso che ieri le polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della Germania siano saliti di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli operatori che l' eventuale dissoluzione della moneta unica non lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi per un misero 2% non ha senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione che la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento, aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha definito impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi deboli se dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta a fare dietrofornt sulla questione - e ha annunciato che il prestito di otto miliardi alla Grecia verrà erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle forze politiche sul risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i mercati. Le Borse sono andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del 2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi. Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a 480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all' intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania deve fare i conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti pubblici. Il debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del 69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla solidità dell' economia tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi cominciano a lasciare segni evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che a settembre gli ordini dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli italiani del 9% e non c' è ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non esce. Sembra banale ma meno di quanto non sembri. E se un tempo bastava un giudice a Berlino, adesso servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.

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Parigi in pressing sulla Germania. A Strasburgo si parlerà anche di ampliamento ruolo Bce (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Borse" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oggi, 11:13 Il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. "Una riunione dedicata alla preparazione delle prossime scadenze europee", si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà l' occasione per discutere circa la crisi del debito dell' area euro in generale. "Notizie favorevoli su questo fronte potrebbero far recuperare un po' di terreno all' euro, riportandolo in area 1,34 - commentano oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo - In caso contrario si approfondirebbe invece il calo di ieri, con discesa almeno in area 1,32". Ieri la moneta unica europea ha aggiornato i minimi dallo scorso 6 ottobre a quota 1,3327 dollari. Flop asta Bund di ieri fa vacillare certezze tedesche Cresce il pressing sulla Germania affinché cambi orientamento circa il ruolo che deve giocare la Bce in questa fase critica della crisi. Oggi con ogni probabilità l' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia sarà l' occasione giusta per discutere l' ampliamento del mandato della Bce, una questione su cui la Germania si è sempre mostrata restia. Berlino ieri ha accusato il colpo del flop dell' asta di Bund decennali che il collocamento di meno del 65% del quantitativo offerto. Esito deludente che ha portato a un veloce aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi che oggi si sono portati in area 2,25% per quanto concerne i decennali. Difficoltà che che potrebbero ammorbidire la posizione della Germania dopo che ieri era arrivato l' ennesimo no del cancelliere tedesco Angela Merkel all' ampliamento del ruolo della Bce che "ha come mandato unicamente la stabilità della moneta e deve rimanere tale". Parigi non vuole perdere tempo e spinge per maggiori poteri alla Bce A spingere per un ruolo di prestatore di ultima istanza della Bce è la Francia, sostenuta dai i Paesi dell' eurozona maggiormente coinvolti nella crisi del debito sovrano. . "E' urgente un intervento della Bce - ha dichiarato oggi a una radio francese il ministro degli esteri francese, Alain Juppé - e sarà discusso oggi a Strasburgo". Juppé ha aggiunto: "Penso e spero che si raggiunga un' unità d' intenti con la diffusione del pensiero che la Bce debba svolgere un ruolo essenziale nel ripristinare la fiducia sui mercati". Il ministro ha aggiunto che la revisione dei trattati europei richiede un processo lungo che contiene dei rischi: "La Francia non è mai stata contraria alla revisione dei trattati, ma semplicemente diciamo che per farlo ci vuole molto tempo", mentre la crisi dei mercati richiede risposte veloci. Titta Ferraro Fonte: Finanza.com.

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La Merkel adesso è più debole Così Mario deve attaccarla (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 24-11-2011

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Sottotitolo: Angela arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro, eurobond o intervento Bce.

A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con una politica anti-europea ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla crisi del Vecchio continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di obbligazioni, come ricordano sul Corriere della Sera Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: se la situazione non cambia, il rischio è che una buona fetta di queste obbligazioni rimanga invenduta, decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve, dunque, un intervento deciso della Banca Centrale Europea. Lo dice il Corriere , soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi, nel vertice trilaterale con Merkel e il presidente francese Sarkozy a Strasburgo, deve accelerare: emettere eurobond o addirittura intervenire sugli stock, e comprare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi a rischio, a cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora si è sempre opposta, forte di una economia reale che va a gonfie vele (gli ultimi dati sul Pil parlano di una crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma oggi non è più nelle condizioni di dettare legge. Di seguito l' articolo di Nino Sunseri Ora qualche brivido comincia ad attraversare la cocciuta resistenza della signora Merkel. L' asta dei bund a dieci anni non è stata un successo. A fronte di un' offerta da 6 miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il resto lo ha messo la Bundesbank facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè porsi come argine al collasso dei titoli pubblici europei. Ovviamente per fronteggiare l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori un po' di euro dalla cassaforte. Anche questo è vietato alla Bce sostenendo che se l' operazione diventasse sistemica potrebbe provocare la ripresa dell' inflazione. Un eventualità che la Germania non può accettare essendo la stabilità monetaria prevista in Costituzione. Resta il fatto che l' insuccesso di ieri deve far riflettere. I mercati hanno mostrato scarso interesse per i decennali tedeschi che rendono il 2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è immaginabile che lo tsunami investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non è un caso che ieri le polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della Germania siano saliti di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli operatori che l' eventuale dissoluzione della moneta unica non lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi per un misero 2% non ha senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione che la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento, aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha definito impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi deboli se dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta a fare dietrofornt sulla questione - e ha annunciato che il prestito di otto miliardi alla Grecia verrà erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle forze politiche sul risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i mercati. Le Borse sono andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del 2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi. Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a 480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all' intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania deve fare i conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti pubblici. Il debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del 69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla solidità dell' economia tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi cominciano a lasciare segni evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che a settembre gli ordini dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli italiani del 9% e non c' è ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non esce. Sembra banale ma meno di quanto non sembri. E se un tempo bastava un giudice a Berlino, adesso servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.

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Parigi in pressing sulla Germania. A Strasburgo si parlerà anche di ampliamento ruolo Bce (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. "Una riunione dedicata alla preparazione delle prossime scadenze europee", si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà l´occasione per discutere circa la crisi del debito dell´area euro in generale. "Notizie favorevoli su questo fronte potrebbero far recuperare un po´ di terreno all´euro, riportandolo in area 1,34 - commentano oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo - In caso contrario si approfondirebbe invece il calo di ieri, con discesa almeno in area 1,32". Ieri la moneta unica europea ha aggiornato i minimi dallo scorso 6 ottobre a quota 1,3327 dollari. Flop asta Bund di ieri fa vacillare certezze tedesche Cresce il pressing sulla Germania affinché cambi orientamento circa il ruolo che deve giocare la Bce in questa fase critica della crisi. Oggi con ogni probabilità l´incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia sarà l´occasione giusta per discutere l' ampliamento del mandato della Bce, una questione su cui la Germania si è sempre mostrata restia. Berlino ieri ha accusato il colpo del flop dell´asta di Bund decennali che il collocamento di meno del 65% del quantitativo offerto. Esito deludente che ha portato a un veloce aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi che oggi si sono portati in area 2,25% per quanto concerne i decennali. Difficoltà che che potrebbero ammorbidire la posizione della Germania dopo che ieri era arrivato l' ennesimo no del cancelliere tedesco Angela Merkel all' ampliamento del ruolo della Bce che "ha come mandato unicamente la stabilità della moneta e deve rimanere tale". Parigi non vuole perdere tempo e spinge per maggiori poteri alla Bce A spingere per un ruolo di prestatore di ultima istanza della Bce è la Francia, sostenuta dai i Paesi dell´eurozona maggiormente coinvolti nella crisi del debito sovrano. . "E' urgente un intervento della Bce - ha dichiarato oggi a una radio francese il ministro degli esteri francese, Alain Juppé - e sarà discusso oggi a Strasburgo". Juppé ha aggiunto: "Penso e spero che si raggiunga un' unità d' intenti con la diffusione del pensiero che la Bce debba svolgere un ruolo essenziale nel ripristinare la fiducia sui mercati". Il ministro ha aggiunto che la revisione dei trattati europei richiede un processo lungo che contiene dei rischi: "La Francia non è mai stata contraria alla revisione dei trattati, ma semplicemente diciamo che per farlo ci vuole molto tempo", mentre la crisi dei mercati richiede risposte veloci.

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Forex, euro in lieve recupero su dlr, beneficia di Ifo sopra attese (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LONDRA, 24 novembre (Reuters) - Euro in lieve risalita nella mattinata dopo essere sceso ieri sui minimi da sette settimane sul dollaro in scia al risultato quanto mai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco ieri, uno dei peggiori per il paese dall' introduzione dell' euro, che ha dimostrato come la crisi del debito cominci a creare problemi anche al segmento 'core' dell' unione monetaria. A dare un po' di sostegno alla valuta unica, oltre a qualche ricopertura, è giunto a metà mattinata un indice Ifo di fiducia delle imprese tedesche superiore alle attese in novembre, che ha spinto nei minuti successivi l' euro/dollaro al massimo di seduta di 1,3406. Ieri il cambio era scivolato fino a 1,3321. Gli operatori non escludono un ulteriore, parziale, apprezzamento nel brevissimo periodo, di natura prettamente tecnica, ma sottolineano la permanenza di un forte sentimento ribassista sulla valuta unica che potrebbero portarla a ritestare il minimo di 1,3144 di ottobre. D' altra parte, a oggi, l' euro/dollaro sì è già rimangiato oltre il 70% del rally di ottobre, che aveva portato il cambio da 1,3144 a 1,4247. "Le ricoperture possono continuare per un po', ci potrebbe stare una correzione verso 1,3430, ma oltre la direzione dell' euro è verso il basso. Siamo in una situazione di due passi indietro e uno in avanti" spiega lo strategist di Nordea Carl Hammer. "L' asta dei Bund ha obbligato il mercato a farsi domande su quanto ampio sia il debito pubblico tedesco, in coincidenza con le parole di Barroso sugli euro bond". ORE 10,30 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3392/94 1,3343 DOLLARO/YEN 77,15/17 77,30 EURO/YEN 103,32/37 103,18 EURO/STERLINA 0,8608/14 0,8594 ORO SPOT 1.698,15/9,15 1.692,79/3,90 Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Cambi: Male L' asta Dei Bund. L' euro Soffre (analisi Fxcm) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA-FXCM) - Roma, 24 nov - Don' t panic, but if you panic, be the first! Devono aver pensato cosi' gli investitori che avevano posizioni lunghe di euro, dopo che l' asta sui titoli tedeschi a dieci anni non e' andata a buon fine. Abbiamo infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i livelli principali di supporto (come vedremo tra poco) ed ha portato la moneta unica su minimi che non si vedevano dalla prima settimana di ottobre dopo che l' asta ha collocato 3.644 miliardi dei 6 previsti, ad un rendimento medio dell' 1.98%. Questa discesa non e' stata solitaria, ha interessato anche tutte le valute ad alto rendimento ed i mercati di borsa, che hanno chiuso in territorio ampiamente negativo, senza lasciare spazio a dubbi su quale sia, e molto probabilmente sara' fino a fine settimana, il sentiment di mercato. Nervosismo globale, queste sono le parole d' ordine. E tutto questo, dal punto di vista operativo, sfocia in aumenti di volatilita' capaci anche di rompere dei livelli che durante le ultime settimane avevano contenuto alcuni movimenti di prezzo e che ora hanno lasciato spazio a nuovi scenari. Teniamo conto, fattore non da poco soprattutto in un momento del genere, che oggi e' il giorno del Ringraziamento in America, e come molti di voi gia' sapranno, molti operatori e trader non saranno presenti ai propri desk e con tutta probabilita', anche domani sara' una giornata di vaste giornate di ferie buttate giu'. Questo si traduce in una diminuzione della liquidita' presente sul mercato, il che puo' manifestare due effetti principali. O un appiattimento della volatilita', con scambi rarefatti, oppure aumenti di volatilita', dovuti al fatto che operazioni di un certo calibro potrebbero spostare piu' facilmente i prezzi di mercato. Se dovessimo sbilanciarci in una previsione, propenderemmo maggiormente per la seconda ipotesi, in quanto il termometro della fiducia (ovvero l' obbligazionario, che a cascata si trascina dietro tutto) scotta ancora molto. Oggi nessun dato importante previsto a parte l' IFO ed il GDP anglosassone (qui trovate il calendario macroeconomico: http://www.dailyfx.com/italiano/calendar/). Quanto visto sopra ha influito in maniera decisamente negativa sulla moneta unica che ha perso terreno principalmente nei confronti del dollaro. Il cambio eurodollaro, infatti, da ieri mattina ha dato il via ad un nuovo movimento ribassista confermato dalla rottura dell' area di supporto precedente che transitava nei pressi di 1.3420. La tendenza ribassista, che insiste oramai dagli ultimi giorni di ottobre, continua a puntare in direzione del minimo di 1.3140 e sino a che questa trendline non dovesse essere oltrepassata non pensiamo ci possano essere novita'. Per le prossime ore questa transita a 1.3475, fornendoci una buona area di resistenza, mentre prima di arrivare al minimo indicato il cambio potrebbe doversi trovare a fare i conti con l' area di supporto di 1.3240. L' aumento di volatilita' sul cambio UsdJpy, visto ieri, ha permesso di evidenziare l' importanza dell' area di resistenza prossima a 77.50. L' altro livello degno di nota e' sicuramente stato fornito dal test, con conferma quindi, della trendline di supporto che si e' venuta a creare sul finire della settimana passata. Per le prossime ore questo supporto dinamico si trova a 77 figura. La figura che si viene a delineare cosi' facendo (particolarmente evidente su un grafico orario) potrebbe essere interpretata come una flag ribassista (o bandiera): la massima attenzione va quindi indirizzata verso la parte bassa poiche' un' eventuale rottura aprirebbe la strada ad un nuovo calo dei prezzi e quindi potrebbe puntare verso un ritorno in direzione di 76.50. Non dobbiamo infatti dimenticare che nonostante questa lieve ripresa, la tendenza di fondo del cambio rimane a ribasso. Il calo dell' euro ha portato ad una discesa anche sul cambio EurJpy. Data oramai per confermata l' area di forte resistenza a 104.35, possiamo ipotizzare per le prossime ore un livello di supporto a 102.65 (livello confermato tra il 4 e il 10 ottobre e non piu' raggiunto dai prezzi). Anche il cable, spinto da una ripresa del dollaro (a questo proposito consigliamo di dare uno sguardo anche al nostro USDOLLAR che ha superato, ieri, i 10.000 a distanza di un mese e mezzo), ha continuato il proprio percorso ribassista, in atto con costanza da tre settimane. Nel percorso in calo i prezzi si sono trovati a fare i conti con il supporto di 1.55, area confermata da livelli statici dei primi giorni di ottobre. Un grafico di breve mostra come l' andamento dei prezzi da ieri pomeriggio abbia trovato una resistenza a 1.5560. Da ieri mattina il cambio UsdChf ha mostrato un movimento di ripresa, utile per avvicinare nuovamente i prezzi alla precedente area di resistenza statica compresa fra 0.9220 e 0.9230. Il supporto a questa idea rialzista si trova a 0.9145. (Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilita' per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall' uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento e' soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed e' previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l' accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l' esattezza e non accetta alcuna responsabilita' per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacita' di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non e' destinato alla distribuzione, o all' utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l' uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione).www.fxcm.it.

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Sottotitolo: Angela arriva al vertice di Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro, eurobond o intervento della Bce.

A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori internazionali. Continuando con una politica anti-europea ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla crisi del Vecchio continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di obbligazioni, come ricordano sul Corriere della Sera Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: se la situazione non cambia, il rischio è che una buona fetta di queste obbligazioni rimanga invenduta, decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve, dunque, un intervento deciso della Banca Centrale Europea. Lo dice il Corriere , soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi, nel vertice trilaterale con Merkel e il presidente francese Sarkozy a Strasburgo, deve accelerare: emettere eurobond o addirittura intervenire sugli stock, e comprare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi a rischio, a cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora si è sempre opposta, forte di una economia reale che va a gonfie vele (gli ultimi dati sul Pil parlano di una crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma oggi non è più nelle condizioni di dettare legge. Di seguito l' articolo di Nino Sunseri Ora qualche brivido comincia ad attraversare la cocciuta resistenza della signora Merkel. L' asta dei bund a dieci anni non è stata un successo. A fronte di un' offerta da 6 miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il resto lo ha messo la Bundesbank facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè porsi come argine al collasso dei titoli pubblici europei. Ovviamente per fronteggiare l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori un po' di euro dalla cassaforte. Anche questo è vietato alla Bce sostenendo che se l' operazione diventasse sistemica potrebbe provocare la ripresa dell' inflazione. Un eventualità che la Germania non può accettare essendo la stabilità monetaria prevista in Costituzione. Resta il fatto che l' insuccesso di ieri deve far riflettere. I mercati hanno mostrato scarso interesse per i decennali tedeschi che rendono il 2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è immaginabile che lo tsunami investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non è un caso che ieri le polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della Germania siano saliti di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli operatori che l' eventuale dissoluzione della moneta unica non lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi per un misero 2% non ha senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione che la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento, aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha definito impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi deboli se dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta a fare dietrofornt sulla questione - e ha annunciato che il prestito di otto miliardi alla Grecia verrà erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle forze politiche sul risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i mercati. Le Borse sono andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del 2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi. Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a 480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all' intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania deve fare i conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti pubblici. Il debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del 69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla solidità dell' economia tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi cominciano a lasciare segni evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che a settembre gli ordini dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli italiani del 9% e non c' è ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non esce. Sembra banale ma meno di quanto non sembri. E se un tempo bastava un giudice a Berlino, adesso servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.

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Cambi: euro in lieve rialzo su dollaro dopo calo vigilia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 nov - Euro in lieve rialzo nei confronti del dollaro dopo il calo della vigilia, sui timori di contagio alla Germania della crisi del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3385 dollari (1,3347 ieri), dopo aver toccato ieri i minimi dal 6 ottobre a 1,3327, 103,203 yen (103,35), 1,2291 franchi svizzeri (1,2275) e 0,86032 sterline (0,8594). Dollaro a 77,133 yen (77,32), 1,555 per una sterlina (1,5524), 0,918 franchi (0,9193). liz (RADIOCOR) 24-11-11 08:36:57 (0058)TV 3 NNNN.

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Anche la solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza ... (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Filippo Caleri.

 

"iltempo.com" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Gli investitori snobbano i titoli della Merkel. Lo spread risale le borse cedono ancora. Milano giù del 2,3%. Oggi il vertice sull' eurobond. Sarkozy: dalla crisi o ne usciamo insieme o moriremo.

Anche la solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza limiti) ieri ha tremato. I Bund, punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto non lo fossero nel passato. La tendenza a rifugiarsi nel porto sicuro offerto dai titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il rendimento talmente tanto, sotto il 2%, che i bund non attraggono più. E ieri è arrivato il dietrofront degli investitori nell' asta sui titoli con scadenza gennaio 2022. Berlino è riuscita a collocare solo 3,644 miliardi di euro contro un obiettivo di sei miliardi, costringendo la Bundesbank a tenersi il resto. Un esito «allarmante» secondo Ewald Nowotny, consigliere direttivo della Bce. E per alcuni analisti è il segno che la crisi del debito sta contagiando anche l' economia più forte d' Europa. Non poteva essere altrimenti. La difesa strenua del cambio supervalutato dell' euro da parte di Berlino contro il dollaro non ha più ragione di essere. Eppure è diventata la bandiera ideologica della Merkel. Che comincia però a pagare la testardaggine a non consentire una svalutazione competitiva della moneta unica che non è una cessione di sovranità monetaria ma solo l' accettazione di un' evidenza economica: il valore dell' euro non corrisponde più alla realtà economica dell' Eurozona. Gli spread impazziti ne sono la più cruenta testimonianza. Se il cambio resta rigido, ancorato a valori difesi a suon di scambi sul mercato finanziario e non di richieste di valuta dell' economia reale, le differenze tra le diverse economie di Eurolandia, non potendosi scaricare sugli aggiustamenti del cambio, si esprimono con l' aumento degli spread tra i vari titoli di debito. Insomma tutto in economia ha una ragione concreta. Gli operatori seguono algortimi matematici che replicano la realtà. Se l' euro non si svaluta le tensioni sono assorbite dai debiti sovrani. Semplice per gli economisti, meno per la Merkel. Che ieri ha però ricevuto un altro segnale che dovrebbe almeno spingerla a valutare un cambio di rotta. Si tratta dei nuovi segnali di possibile recessione tra le imprese nell' area euro. A settembre gli ordinativi dell' industria sono crollati del 6,4%, secondo Eurostat. Un ulteriore rafforzamento della tesi che vede nell' euro forte la cinghia di trasmissione delle tensioni finanziarie all' economia reale. Se l' Europa si ferma, gli elettori imprenditori di Frau Merkel devono trovare mercati alternativi per il mastodontico export tedesco. E in tempi come questi con il rallentamento dell' economia cinese, le merci rischiano di restare stoccate sulle banchine dei porti del Nord Europa. Tutto questo retroterra spiega l' ennesima giornata nera per i mercati dei titoli di Stato europei. Oltre al fallimento dell' asta di Bund, si sono aggiunti i timori per Belgio e Francia per la possibile crescita dell' onere per salvare la banca Dexia. Tensioni che sono rimbalzate inevitabilmente sui Btp italiani, con il due anni che ha pagato oltre il 7% e segnato uno spread record di 700 punti base. A poco è servita la «rete di sicurezza» annunciata dal Fmi con l' evidente scopo di impedire una fuga di investitori dall' Europa: il braccio di ferro fra Bruxelles e Berlino sull' ipotesi degli eurobond ha innescato una fuga dal rischio dei Paesi «periferici». Eppure l' Agenzia del debito tedesca ha parlato genericamente di un mercato «nervoso» e confermato le tre aste rimanenti da qui a fine anno. Standard&Poor' s ha però avvertito che l' area euro rischia una recessione, che a sua volta potrebbe peggiorare i rating di alcuni Paesi. Fitch ha avvisato la Francia: rischia la sua «tripla» se dovesse peggiorare lo scenario macroeconomico. Manca solo un tassello. Qualcuno ora guarda anche a una delle A di Berlino. Achtung.

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FxcM: male l' asta dei bund. L' euro soffre (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Don' t panic, but if you panic, be the first! Devono aver pensato così gli investitori che avevano posizioni lunghe di euro, dopo che l' asta sui titoli tedeschi a dieci anni non è andata a buon fine. Abbiamo infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i livelli principali di supporto (come vedremo tra poco) ed ha portato la moneta unica su minimi che non si vedevano dalla prima settimana di ottobre dopo che l' asta ha collocato 3.644 miliardi dei 6 previsti, ad un rendimento medio dell' 1.98%. Questa discesa non è stata solitaria, ha interessato anche tutte le valute ad alto rendimento ed i mercati di borsa, che hanno chiuso in territorio ampiamente negativo, senza lasciare spazio a dubbi su quale sia, e molto probabilmente sarà fino a fine settimana, il sentiment di mercato. Nervosismo globale, queste sono le parole d' ordine. E tutto questo, dal punto di vista operativo, sfocia in aumenti di volatilità capaci anche di rompere dei livelli che durante le ultime settimane avevano contenuto alcuni movimenti di prezzo e che ora hanno lasciato spazio a nuovi scenari. Teniamo conto, fattore non da poco soprattutto in un momento del genere, che oggi è il giorno del Ringraziamento in America, e come molti di voi già sapranno, molti operatori e trader non saranno presenti ai propri desk e con tutta probabilità, anche domani sarà una giornata di vaste giornate di ferie buttate giù. Questo si traduce in una diminuzione della liquidità presente sul mercato, il che può manifestare due effetti principali. O un appiattimento della volatilità, con scambi rarefatti, oppure aumenti di volatilità, dovuti al fatto che operazioni di un certo calibro potrebbero spostare più facilmente i prezzi di mercato. Se dovessimo sbilanciarci in una previsione, propenderemmo maggiormente per la seconda ipotesi, in quanto il termometro della fiducia (ovvero l' obbligazionario, che a cascata si trascina dietro tutto) scotta ancora molto. Oggi nessun dato importante previsto a parte l' IFO ed il GDP anglosassone. Quanto visto sopra ha influito in maniera decisamente negativa sulla moneta unica che ha perso terreno principalmente nei confronti del dollaro. Il cambio eurodollaro, infatti, da ieri mattina ha dato il via ad un nuovo movimento ribassista confermato dalla rottura dell' area di supporto precedente che transitava nei pressi di 1.3420. La tendenza ribassista, che insiste oramai dagli ultimi giorni di ottobre, continua a puntare in direzione del minimo di 1.3140 e sino a che questa trendline non dovesse essere oltrepassata non pensiamo ci possano essere novità. Per le prossime ore questa transita a 1.3475, fornendoci una buona area di resistenza, mentre prima di arrivare al minimo indicato il cambio potrebbe doversi trovare a fare i conti con l' area di supporto di 1.3240. L' aumento di volatilità sul cambio UsdJpy, visto ieri, ha permesso di evidenziare l' importanza dell' area di resistenza prossima a 77.50. L' altro livello degno di nota è sicuramente stato fornito dal test, con conferma quindi, della trendline di supporto che si è venuta a creare sul finire della settimana passata. Per le prossime ore questo supporto dinamico si trova a 77 figura. La figura che si viene a delineare così facendo (particolarmente evidente su un grafico orario) potrebbe essere interpretata come una flag ribassista (o bandiera): la massima attenzione va quindi indirizzata verso la parte bassa poiché un' eventuale rottura aprirebbe la strada ad un nuovo calo dei prezzi e quindi potrebbe puntare verso un ritorno in direzione di 76.50. Non dobbiamo infatti dimenticare che nonostante questa lieve ripresa, la tendenza di fondo del cambio rimane a ribasso. Il calo dell' euro ha portato ad una discesa anche sul cambio EurJpy. Data oramai per confermata l' area di forte resistenza a 104.35, possiamo ipotizzare per le prossime ore un livello di supporto a 102.65 (livello confermato tra il 4 e il 10 ottobre e non più raggiunto dai prezzi). Anche il cable, spinto da una ripresa del dollaro (a questo proposito consigliamo di dare uno sguardo anche al nostro USDOLLAR che ha superato, ieri, i 10.000 a distanza di un mese e mezzo), ha continuato il proprio percorso ribassista, in atto con costanza da tre settimane. Nel percorso in calo i prezzi si sono trovati a fare i conti con il supporto di 1.55, area confermata da livelli statici dei primi giorni di ottobre. Un grafico di breve mostra come l' andamento dei prezzi da ieri pomeriggio abbia trovato una resistenza a 1.5560. Da ieri mattina il cambio UsdChf ha mostrato un movimento di ripresa, utile per avvicinare nuovamente i prezzi alla precedente area di resistenza statica compresa fra 0.9220 e 0.9230. Il supporto a questa idea rialzista si trova a 0.9145. ( www.fxcm.it )

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A riportare alla realtà la signora Merkel ci hanno pensato i cosiddetti "mercati", con quella dose di brutalità che li contraddistingue. Ieri c' erano 6 miliardi di Bund all' asta; di essi il 35% è rimasto invenduto. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Mattino" del 24-11-2011

Pagina: 12

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

A riportare alla realtà la signora Merkel ci hanno pensato i cosiddetti "mercati", con quella dose di brutalità che li contraddistingue. Ieri c' erano 6 miliardi di Bund all' asta; di essi il 35% è rimasto invenduto. La reazione è stata di sconcerto: non sono forse i titoli di Stato tedeschi l' emblema stesso della solidità finanziaria? Anche la Germania, dunque, è stata investita dall' onda lunga di questa crisi interminabile? Due le spiegazioni che sono state fornite per il risultato negativo dell' asta tedesca. La prima segnala una crescente disaffezione verso l' euro. Nel mondo si starebbe rapidamente facendo strada l' ipotesi che l' euro non sia destinato a lunga vita, ciò che incrinerebbe la granitica sicurezza di cui hanno goduto iBund tedeschi. L' altra spiegazione chiama in causa il basso rendimento dei titoli di Berlino: in un mercato delle obbligazioni di Stato ormai drogato, in cui i nostri Btp rendono oltre il 7%, è scarsa l' attrattiva dei Bund, che pagano un interesse inferiore al tasso d' inflazione medio dell' Europa. Intanto, il rapporto di cambio fra il dollaro e l' euro è sceso sotto la quota di 1,33. Anche in Usa peraltro le cose vanno male, la crescita è modesta e i problemi del bilancio federale restano irrisolti. Non di meno, il dollaro è pur sempre la valuta di riferimento mondiale e di fronte ai dilemmi europei che non accennano a sciogliersi la moneta americana tende a rafforzarsi. La realtà è che si sta verificando ciò che è diventato sempre più palese negli ultimi mesi: l' euro si fonda su una base precaria e non si vede all' orizzonte la volontà di difenderne l' esistenza a ogni costo. Ormai da un anno e mezzo l' Europa si dibatte in una crisi monetaria senza dare l' impressione di saper trovare una via d' uscita. Dal maggio 2010 a oggi le cose si sono venute costantemente aggravando, al punto che si sta dubitando negli ambienti internazionali della capacità dell' Unione Europea di venirne a capo. In Francia, Jacques Attali ha detto che la sorte dell' euro si gioca da qui a fine anno. Questa è anche l' opinione che si va formando nelle grandi banche d' affari, dove si è disposti a concedere alla moneta unica un numero ridotto di possibilità di sopravvivere. Insomma, stiamorischiando di brutto e nessuno può essere davvero sicuro che l' Europa riuscirà a fermarsi sul ciglio del burrone, un attimo prima di precipitarvi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Euro debole sul dollaro a fine giornata, sui minimi da un mese (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 24-11-2011

Borsa

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Euro debole sul dollaro a fine giornata, sui minimi da un mese. A pesare, le inquietudini sulla situazione del debito nella zona euro, accentuate dall' esito deludente dell' asta tedesca, a cui si aggiungono alcuni dati negativi arrivati dagli Usa e dalla Cina. La moneta unica è stata scambiata in chiusura a 1,3347 dollari (1,3491 martedì in chiusura e 1,3387 Bce ieri) sui minimi da inizio ottobre e sui minimi di giornata. Deciso calo anche contro yen a 103,35 (104,9 e 103,37). Il dollaro riguadagna terreno anche contro yen a 77,52 da 77,09 della vigilia. Diversi i temi che ieri hanno preoccupato gli investitori, a partire dal Pmi della zona euro che a novembre è sceso a 47,2 contro i 49,1 di ottobre. 24/11/2011.

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o. I Bund, punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto non lo fossero nel passato. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"iltempo.com" del 24-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Notizie - Politica 24/11/2011, 05:30.
Sottotitolo: Anche la solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza limiti) ieri ha tremat.

o. I Bund, punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto non lo fossero nel passato. La tendenza a rifugiarsi nel porto sicuro offerto dai titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il rendimento talmente tanto, sotto il 2%, che i bund non attraggono più. E ieri è arrivato il dietrofront degli investitori nell' asta sui titoli con scadenza gennaio 2022. Berlino è riuscita a collocare solo 3,644 miliardi di euro contro un obiettivo di sei miliardi, costringendo la Bundesbank a tenersi il resto. Un esito "allarmante" secondo Ewald Nowotny, consigliere direttivo della Bce. E per alcuni analisti è il segno che la crisi del debito sta contagiando anche l' economia più forte d' Europa. Non poteva essere altrimenti. La difesa strenua del cambio supervalutato dell' euro da parte di Berlino contro il dollaro non ha più ragione di essere. Eppure è diventata la bandiera ideologica della Merkel. Che comincia però a pagare la testardaggine a non consentire una svalutazione competitiva della moneta unica che non è una cessione di sovranità monetaria ma solo l' accettazione di un' evidenza economica: il valore dell' euro non corrisponde più alla realtà economica dell' Eurozona. Gli spread impazziti ne sono la più cruenta testimonianza. Se il cambio resta rigido, ancorato a valori difesi a suon di scambi sul mercato finanziario e non di richieste di valuta dell' economia reale, le differenze tra le diverse economie di Eurolandia, non potendosi scaricare sugli aggiustamenti del cambio, si esprimono con l' aumento degli spread tra i vari titoli di debito. Insomma tutto in economia ha una ragione concreta. Gli operatori seguono algortimi matematici che replicano la realtà. Se l' euro non si svaluta le tensioni sono assorbite dai debiti sovrani. Semplice per gli economisti, meno per la Merkel. Che ieri ha però ricevuto un altro segnale che dovrebbe almeno spingerla a valutare un cambio di rotta. Si tratta dei nuovi segnali di possibile recessione tra le imprese nell' area euro. A settembre gli ordinativi dell' industria sono crollati del 6,4%, secondo Eurostat. Un ulteriore rafforzamento della tesi che vede nell' euro forte la cinghia di trasmissione delle tensioni finanziarie all' economia reale. Se l' Europa si ferma, gli elettori imprenditori di Frau Merkel devono trovare mercati alternativi per il mastodontico export tedesco. E in tempi come questi con il rallentamento dell' economia cinese, le merci rischiano di restare stoccate sulle banchine dei porti del Nord Europa. Tutto questo retroterra spiega l' ennesima giornata nera per i mercati dei titoli di Stato europei. Oltre al fallimento dell' asta di Bund, si sono aggiunti i timori per Belgio e Francia per la possibile crescita dell' onere per salvare la banca Dexia. Tensioni che sono rimbalzate inevitabilmente sui Btp italiani, con il due anni che ha pagato oltre il 7% e segnato uno spread record di 700 punti base. A poco è servita la "rete di sicurezza" annunciata dal Fmi con l' evidente scopo di impedire una fuga di investitori dall' Europa: il braccio di ferro fra Bruxelles e Berlino sull' ipotesi degli eurobond ha innescato una fuga dal rischio dei Paesi "periferici". Eppure l' Agenzia del debito tedesca ha parlato genericamente di un mercato "nervoso" e confermato le tre aste rimanenti da qui a fine anno. Standard&Poor' s ha però avvertito che l' area euro rischia una recessione, che a sua volta potrebbe peggiorare i rating di alcuni Paesi. Fitch ha avvisato la Francia: rischia la sua "tripla" se dovesse peggiorare lo scenario macroeconomico. Manca solo un tassello. Qualcuno ora guarda anche a una delle A di Berlino. Achtung.

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Sentiment ulteriormente peggiorato: nuovo sell-off sui bancari più deboli (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Di Fausto Tenini.

 

"milanofinanza.it" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

giornata decisamente pesante per l' azionario globale, con Piazza Affari che amplifica la negatività generale per via delle vendite sui bancari. Anche i titoli difensivi tendono però a sgonfiarsi, con Enel ed Eni molto deboli. Si ravvivano le aspettative negative in merito alla gestione del debito sovrano, sia a livello Grecia che sui rating più alti, come la Francia. Germania peraltro oggi in collocamento di nuovi bond, con rendimenti bassissimi e nuovamente asta scoperta, con un ammontare collocato molto basso rispetto all' offerta. Euro-dollaro preso di mira in modo netto, con il cambio che si accinge a ritestare quota 1,33 dollari.

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Cambi: Euro Scende Ancora Sul Dollaro. Pesa Flop Asta Bund (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 23 nov - Euro in discesa a 1,3327 sul dollaro, il minimo delle sei settimane. Una flessione favorita dall' aumento dell' avversione al rischio dopo il flop dell' asta dei titoli di stato decennali tedeschi (Bund) dove solo l' intervento della Bundesbank, pari a 2,3 miliardi di euro, ha consentito a Berlino di centrare l' obiettivo di raccogliere 6 miliardi di euro.

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Bce colloca 552 mln dlr in p/t 6 gg in valuta, richieste da 2 banche (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FRANCOFORTE, 23 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono pervenute da 2 banche, per una cifra identica a quella in rientro dal p/t della settimana scorsa, richiesta a sua volta da 2 banche. L' operazione, questa settimana a 6 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,090%. Il regolamento cade su venerdì 25, il rientro sul primo dicembre . L' operazione odierna si basa su un tasso di cambio euro/dollaro di 1,3451. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Cambi: euro si indebolisce sotto 1,35 dollari in avvio (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 23-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 nov - Euro in calo nei primi scambi sui mercati continentali. La moneta unica scende a 1,3467 dollari da 1,3507 e perde terreno sulle altre divise. Pesano le indiscrezioni sulla revisione del piano di salvataggio di Dexia che potrebbe portare - secondo il belga De Standaard - a oneri piu' consistenti per le finanze francesi, ma anche il possibile freno all' economia che potrebbe derivare dal calo del manifatturiero in Cina a novembre. Fon- (RADIOCOR) 23-11-11 08:38:20 (0059)TV 3 NNNN.

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Saccomanni: tregua politica-investitori (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011

Primo piano

Pagina: 2

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Occhiello: «Servono percorsi credibili di risanamento»

PARIGI. Dal nostro corrispondente «Serve al più presto una tregua tra politica e mercati». Lo ha sostenuto il direttore generale della Banca d' Italia, Fabrizio Saccomanni, a Parigi per una serie di impegni istituzionali. «Per uscire da questa situazione di continuo sfasamento - ha spiegato Saccomanni - tra i tempi dei mercati e quelli della politica, anche dei Paesi più virtuosi, ci vuole una tregua. I Governi devono offrire ai mercati dei percorsi credibili di risanamento senza soffocare la crescita e ottenere in contropartita le prove concrete di una rinnovata fiducia. La sede teorica di questo scambio è il G-20, che purtroppo sembra parlare più al proprio interno che ai mercati». Saccomanni ha anche commentato positivamente l' incontro di domani a Strasburgo tra il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy: «L' Italia ha sempre dato un contributo importante alla costruzione dell' Europa ed è stato un vero peccato che per alcuni anni questo non sia più avvenuto. È ovvio però che bisogna trovare una soluzione alla governance europea. Non si può andare avanti con il diritto di veto a ciascuno dei 27, ma neppure affidare la gestione di una crisi che ha ripercussioni su molti Paesi a un piccolo direttorio». Con evidente riferimento al cosiddetto sistema Merkozy. Quanto agli eurobond, Saccomanni non ha dubbi: «Non credo che sia una buona idea, almeno non in questo momento, non fino a quando la situazione dei debiti non si sarà stabilizzata. Oggi non si può chiedere all' Europa di collettivizzare i debiti. È un ulteriore elemento di confusione, di contrasti e di tensione. D' altronde basta vedere i tassi dei titoli emessi dall' Efsf per capire che si tratta di una strada non priva di rischi. Mi sembra invece condivisibile la proposta dei "project eurobond", cioè di obbligazioni finalizzate alla realizzazione di progetti infrastrutturali di interesse europeo». A proposito del dibattito sul ruolo della Bce, Saccomanni ha detto che «c' è un po' di frettolosità nel pensare che il modello migliore sia quello della Fed». «L' Europa - ha aggiunto il direttore generale di Bankitalia - non ha torto nel pensare di conciliare stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria. Non ha ancora tutti gli strumenti, ma se li sta dando. E comunque per essere una moneta moribonda l' euro non sta poi così male, visto il cambio con il dollaro. Chi compra euro evidentemente non è poi così entusiasta della politica della Fed». Infine le prospettive dell' Italia: «Basta osservare che Monti ha tenuto per sé la gestione delle Finanze creando nel contempo un superministero economico per capire che l' intento è quello di conciliare risanamento e crescita. Cosa giusta e possibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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La moneta unica oscilla a quota 1,35 sul dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Frena lo spostamento verso beni rifugio e l' euro recupera nei confronti del dollaro e dello yen, con gli investitori un po' meno scettici sulle capacità dei leader europei di risolvere i guai dell' Eurozona. Ha giocato un ruolo anche l' annuncio da parte dell' Fmi di una nuova linea di credito per aiutare i Paesi colpiti dal contagio della crisi del debito pubblico. La giornata si è svolta all' insegna della volatilità, condizionata dai dati sulla crescita degli Stati Uniti (nel terzo trimestre ferma al 2% annualizzato, rispetto al 2,5% previsto), dalle decisione delle agenzie di rating (Standard & Poor' s ha assicurato che il mancato accordo sul taglio del deficit non avrà ripercussioni, mentre Fitch è pronta a modificare l' outlook), dai verbali della Fed. L' euro ha così scambiato attorno a quota 1,35. Sugli scudi il dollaro canadese.

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M&A. Operazione da 135 milioni di dollari: sarà finanziata senza aumenti di capitale Datalogic, shopping in Usa Rileva Accu-Sort Systems (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Mara Mont.

 

"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Negoziati per un prestito-ponte o un private placement.

135 milioni Il valore dell' acquisizione Con l' acquisizione avvenuta a un prezzo di circa 135 milioni di dollari, Datalogic, quotata in Borsa al segmento Star, «rafforza la sua posizione internazionale e sul mercato dell' industrial automation», si legge in un comunicato della società. 92,3 milioni Il fatturato del target Accu-Sort Systems è una società della Pennsylvania con un fatturato 2010 di 92,3 milioni di dollari e 250 dipendenti. 317 milioni Il fatturato dei nove mesi Il giro d' affari nei primi nove mesi di Datalogic ha toccato 317 milioni di euro da 291 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e un utile netto a 17,3 milioni (14 milioni nel 2010), una forte crescita ottenuta nonostante 8 milioni costi straordinari sostenuti nel periodo. MILANO La società bolognese Datalogic fa shopping negli Stati Uniti dove ha acquisito Accu-Sort Systems, società della Pennsylvania con un fatturato 2010 di 92,3 milioni di dollari e 250 dipendenti. Con l' acquisizione avvenuta a un prezzo di circa 135 milioni di dollari, Datalogic quotata in Borsa al segmento Star, «rafforza la sua posizione internazionale e sul mercato dell' industrial automation», si legge in un comunicato della società. Con 392 milioni di euro di fatturato a fine 2010, il 90% prodotto all' estero, la società ha chiuso un trimestre in forte crescita nonostante la crisi: il giro d' affari nei primi nove mesi ha toccato 317 milioni di euro da 291 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e un utile netto a 17,3 milioni (14 milioni nel 2010), una forte crescita ottenuta nonostante 8 milioni di costi straordinari sostenuti nel periodo. «Finanzieremo l' operazione con risorse interne - ha spiegato l' amministratore delegato Mauro Sacchetto - senza chiedere soldi agli azionisti con aumenti di capitale straordinari». Da un punto di vista finanziario, Datalogic si presenta come una tipica società che negli scorsi anni è riuscita a ristrutturare il debito che oggi ha una duration di circa 3 anni «ma potrebbe essere allungato di 18-24 mesi» e uno spread di 250 punti base. L' ad ha detto che sono in corso negoziazioni con istituti di credito per la concessione di un finanziamento ponte di circa 120 milioni di dollari da convertire successivamente in un finanziamento a medio lungo termine, ma «stiamo valutando anche altre opportunità come ad esempio private placement in dollari». Il perfezionamento dell' operazione, atteso nel primo trimestre del 2012, è soggetto alle normali condizioni di closing, fra le quali il rilascio dell' autorizzazione da parte della competente autorità antitrust statunitense. «Con questa operazione - ha affermato Mauro Sacchetto - il gruppo raddoppia la propria presenza nel mercato dell' Industrial Automation posizionandosi nel segmento alto di gamma e migliorando notevolmente la sua posizione competitiva in un mercato molto frammentato e con forti potenzialità di crescita». Fondata nel 1971 e con sede a Telford in Pennsylvania, Accu-Sort Systems, ha registrato, nel 2010, un fatturato di circa 92 milioni di dollari. Forte di 250 dipendenti, uno stabilimento produttivo, due centri di ricerca - uno in Europa ed uno negli Usa - e 8 uffici commerciali, la società della Pennsylvania, nei primi sei mesi del 2011, ha generato ricavi per circa 51,4 milioni di dollari con un margine operativo lordo di circa 11,3 milioni di dollari, pari al 22% dei ricavi. Datalogic, leader nel mercato dei lettori di codici a barre, nel retail e negli applicativi all' industria manifatturiera conta 2mila dipendenti distribuiti in 30 Paesi tra Europa, Stati Uniti e Sud America. Nel 2010 il fatturato è aumentato del 26% con un utile netto di 18 milioni e 26 milioni investiti in ricerca e sviluppo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Brevi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 23-11-2011

Pagina: 11

 

Pubblicato anche in: "Brescia Oggi" "L'Arena"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FISCO LE BANCHE SVIZZERE AUSPICANO ACCORDI ANCHE CON ITALIA Le banche svizzere ritengono auspicabile la conclusione di accordi fiscali tra Confederazione e altri Paesi europei, Italia inclusa, sul modello delle intese sulla doppia imposizioni raggiunti con Germania e Regno Unito. Con il nuovo governo «si è forse creata una nuova sitiazione in Italia», ha dichiarato Claude Alain Margelisch, ceo dell´Associazione svizzera dei banchieri. ASSICURAZIONI PER SACE NEI 9 MESI UTILE NETTO -54% A 117,3 MILIONI Al 30 settembre Sace, società si assicurazione del credito all´esposrtazione ha conseguito un utile netto a 117,3 milioni, -54% rispetto ai 255,3 del pari periodo 2010), premi lordi 241,7 milioni, -37,5% (386,7); risultato del conto tecnico 247,4 milioni, -31,33 (360,35); oneri relativi ai sinistri al netto dei recuperi a 50,2 milioni, -67,7% (155,5) nello stesso periodo 2010. INDIA LA RUPIA SCENDE AL MINIMO STORICO CONTRO IL DOLLARO La rupia indiana è caduta al suo livello più basso contro il dollaro: le preoccupazioni circa la crisi del debito nell´area dell´euro e il rallentamento dell´attività economica in India hanno aumentato la domanda per il biglietto verde. Alla Borsa di Mumbay La rupia è scesa a un livello record di 52,50 contro il dollaro all´apertura di ieri del mercato dei cambi.

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I gioielli Graff sfidano i big Ipo da 1 miliardo di dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"MF (Fashion)" del 23-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il gruppo londinese studia lo sbarco sul listino di Hong Kong per finanziare lo sviluppo nel mercato asiatico in concorrenza con i colossi Richemont e Lvmh . Il debutto in Borsa è atteso il prossimo anno. Pagina a cura di Gianni Risi.

Graff diamonds fa rotta sulla Borsa di Hong Honk per finanziare lo sviluppo in Asia in aperta concorrenza con i big del settore, cioè Richemont, principalmente con i marchi Cartier e Van Cleef, e Lvmh , che ha appena rafforzato questo segmento del proprio portafoglio con la conquista di Bulgari. «Se non raggiungi una certa dimensione non hai chance», ha spiegato Lawrence Graff, il miliardario inglese di 73 anni che ha fondato a 24 anni la società che porta il suo nome e che annovera fra i propri clienti re, sultani e miliardari Usa in grande numero. «In futuro», ha poi sottolineato ancora Graff, «ci sarà sempre meno competizione, perché bisognerà essere dei giganti». Soprattutto per poter stare sul mercato della gioielleria da protagonisti, com' è il caso di Graff, noto per avere acquistato buona parte delle più importanti pietre preziose del mondo, compreso un diamante rosa da 24,78 carati che ha segnato il record di prezzo delle aste gemmologiche (46 milioni di dollari). Il giro d' affari di Graff diamonds, che ha boutique e clienti in tutto il mondo, non è mai stato reso noto ma secondo le indiscrezioni il controvalore dell' ipo, prevista per il 2012, sarà di circa 1 miliardo di dollari (circa 750 milioni di euro ai cambi correnti). La piazza sarà Hong Kong anche in vista di due importanti opening cinesi a Macao e Hangzhou. (riproduzione riservata)

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La cura Bernanke funziona. La Bce cosa aspetta? (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Edoardo Narduzzi.

 

"MF" del 23-11-2011

Pagina: 10

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Nonostante l' impasse sul deficit federale e le tensioni sempre alte tra i partiti, ormai già in corsa per le elezioni previste tra 11 mesi esatti, la salute dell' economia americana dà segni di miglioramento. La politica monetaria espansiva e l' annessa debolezza del dollaro stanno spingendo il pil Usa la cui crescita, sebbene rivista al ribasso nel terzo trimestre dal 2,5 al 2%, nell' ultimo trimestre dell' anno, potrebbe essere molto migliore, riducendo il rischio che nel 2012 si verifichi un double dip, cioè di un ritorno in recessione. Il consensus ha aumentato dal 2,5 al 3% la previsione sulla crescita del pil americano nel trimestre in corso. E qualche banca, come Morgan Stanley, si è perfino spinta oltre, ritoccando fino al 3,5% il dato sulla crescita attesa della ricchezza americana per fine anno. Se le stime fossero confermate a consuntivo, tenendo presente che siamo già oltre la metà del trimestre oggetto di previsione e che quindi parte dei dati utilizzati per elaborare le stime sono già acquisiti come definitivi dalla contabilità, vorrebbe dire che l' economia americana avrebbe ripreso una più che accettabile velocità di crociera. Un altro esempio concreto dei possibili effetti positivi, in termini di crescita economica, della politica monetaria espansiva seguita dalla Fed. La banca centrale americana oggi detiene, iscritti a bilancio tra gli investimenti pagati stampando nuova moneta, ben 2 mila miliardi di dollari di titoli, in prevalenza obbligazioni del governo federale. Secondo gli ultimi sondaggi, poi, più della metà degli esperti intervistati negli ultimi giorni a Wall Street ritiene prossimo un terzo quantitative easing da parte della Federal Reserve. Ben Bernanke sarebbe pronto a riprendere gli acquisti di titoli di Stato per dare nuova liquidità all' economia americana, cresciuta sì del 2,5% annuo nel terzo trimestre, ma che ha davanti a sé un percorso difficile. A Washington, insomma, prevale una politica economica diametralmente opposta a quella che si pratica a Francoforte. Nonostante il pil americano stia crescendo bene nell' ultimo semestre del 2011, a un ritmo che inevitabilmente si trascinerà anche nella prima parte del 2012, si preferisce dare ulteriore liquidità all' economia così da creare nuovi posti di lavoro. È la piena o la massima occupazione possibile, e non il livello dell' inflazione, il nuovo target che si è dato nei fatti la Fed. Un dato che dovrebbe far riflettere non poco sul come sia cambiata la costituzione materiale delle banche centrali con l' ultima crisi globale. La Bank of England a breve disporrà del 30% delle emissioni totali di Gilt, cioè dei titoli di Stato inglesi. Assecondare la ricerca della via verso il nuovo modello di sviluppo è la missione che si sono date le banche centrali dei Paesi avanzati. La Bce non può far finta di niente, non può restare attaccata all' art. 104 del Trattato di Maastricht, in Gazzetta Ufficiale nel 1992. Quel mondo oggi non esiste più, e se la banca di Francoforte non si deciderà a fare una politica monetaria allineata con i nuovi bisogni dell' euro, la crescita economica del Vecchio continente resterà troppo anemica per la mole di debito da rimborsare. (riproduzione riservata)

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Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 23-11-2011

Borsa

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito. L' euro ha risentito anche delle parole della cancelliera Angela Merkel che ha sollecitato modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e sottolineato come i paesi in difficoltà non possono continuare a far conto sulla Bce perché li porti fuori dai loro problemi fiscali. Al termine degli scambi, un euro vale 1,3491 dollari contro 1,3520 lunedì sera, 104,01 yen (104,09), 0,8624 sterline (0,8637) e 1,2341 franchi svizzeri (1,2388). Il dollaro per contro quota a 77,09 yen (76,95), 0,9149 franchi (0,9155) e 1,5641 per una sterlina (1,5658). 23/11/2011.

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Cambi: Ig Markets, investitori in euro/dollaro tra Scilla e Cariddi (2) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Finanza.

( (Adnkronos) - Oggi, continua Christopher Beauchamp, "la sterlina e' scesa a un minimo di sei settimane rispetto al dollaro americano questo pomeriggio, dopo che una revisione al ribasso della crescita degli Stati Uniti del terzo trimestre ha pesato sulle valute rischiose. A dare forza alla pressione al ribasso sono state le continue preoccupazioni per la crisi del debito della zona euro e il fallimento della commissione del Congresso degli Stati Uniti a raggiungere un accordo per ridurre il deficit Usa da 1.200 miliardi dollari". "Il Pil degli Usa - prosegue Beauchamp - e' salito ad un tasso percentuale del 2% annuo nel terzo trimestre di quest' anno, rispetto a una stima precedente del 2,5%. I dati pubblicati dal Regno Unito questa mattina hanno mostrato che l' indebitamento del settore pubblico della Gran Bretagna e' stato leggermente inferiore alle attese nel mese di ottobre, visto che la crescita del gettito fiscale ha superato la spesa". "I dati, che arrivano una settimana prima che il ministro delle finanze George Osborne presenti il budget d' autunno al parlamento - conclude Beauchamp - suggeriscono che il governo resta sulla buona strada per raggiungere l' obiettivo della riduzione del disavanzo fiscale quest' anno. Anche se i numeri sono rassicuranti, il problema fondamentale della crescita lenta e le paure di una recessione persistente dominano il sentiment, che continua a pesare sulla sterlina".

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Cambi: Ig Markets, investitori in euro/dollaro tra Scilla e Cariddi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Finanza.

M ilano, 22 nov. (Adnkronos) - "Gli investitori in euro/dollaro sono ora in bilico tra Scilla e Cariddi, in quanto hanno a che fare non solo con la prospettiva di un crollo dell' euro, ma anche con una nuova versione della crisi estiva del debito degli Stati Uniti". A spiegarlo e' Jana Pristovsek di Ig Markets, da Londra, nel Forex Focus di oggi. "In Spagna - continua - un' asta di titoli a sei mesi ha visto i rendimenti salire al 5,2%, molto piu' in alto rispetto all' asta precedente, quando erano al 3,3%, a indicare come il cambiamento di governo non abbia davvero rassicurato i mercati". "Visto che dovremo aspettare fino a meta' dicembre prima che il nuovo governo inizi effettivamente a prendere decisioni - prosegue Jana Pristovsek - gli operatori possono essere perdonati se sono restii a investire sul debito di Madrid. Nel frattempo, le discussioni sul bilancio degli Stati Uniti sono terminate senza alcun accordo, con i politici che hanno preferito scagliarsi l' uno contro l' altro. Mentre ci avviciniamo sempre piu' all' anno delle elezioni, il bilancio e il debito nazionale degli Stati Uniti saranno i campi di battaglia piu' importanti, aumentando la possibilita' di paralisi politica e anche la probabilita' di un downgrade del debito". "La paura di questo ultimo round di discussioni sul debito - continua Jana Pristovsek - ha fatto si' che l' euro registrasse guadagni questa mattina, ma la coppia di valute ha subito una brusca frenata questo pomeriggio dopo che la crescita del Pil Usa del terzo trimestre e' stato rivista al ribasso al 2% dal 2,5%. Il sentiment oggi e' stata decisamente prudente, e gli investitori sono tornati avversi al rischio dopo la notizia. Sullo sfondo, il rendimento dei titoli francesi a dieci anni continua a salire. Finche' lo scioglimento dell' euro rimane una possibilita', allora l' unico rifugio in questa tempesta particolare sara' probabilmente il bund tedesco". (segue)

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Cambi: euro chiude in ribasso sotto quota 1,35 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 nov - Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito. L' euro ha risentito anche delle parole del cancelliere Angela Merkel che ha sollecitato modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e sottolineato come i paesi in difficolta' non possono continuare a far conto sulla Bce perche' li porti fuori dai loro problemi fiscali. Al termine degli scambi, un euro vale 1,3491 dollari contro 1,3520 ieri sera, 104,01 yen (104,09), 0,8624 sterline (0,8637) e 1,2341 franchi svizzeri (1,2388). Il dollaro per contro quota a 77,09 yen (76,95), 0,9149 franchi (0,9155) e 1,5641 per una sterlina (1,5658). cop (RADIOCOR) 22-11-11 17:43:30 (0323) 5 NNNN.

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Euro: Chiude Sotto 1,35 Dollari Dopo Giornata Volatile (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - L' euro chiude debole, sotto 1,35 dollari, al termine di una giornata volatile. Pesa sulla moneta europea il dato deludente sul Pil Usa nel terzo trimestre. Anche le tensioni sugli spread si fanno sentire. L' euro chiude a 1,3499, dopo aver oscillato tra un minimo di 1,3467 e un massimo di 1,3568 dollari. Euro/yen a 104,02 e dollaro/yen a 77,02 .

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EurUsd cerca di liberarsi da un canale laterale (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Legnano - La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc.). Se pensiamo che tutti questi paesi fanno parte dell' area euro, è lecito aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale però il paese leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura "miracolosa". Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto, abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Più limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l' andamento partendo più da lontano, osserviamo come la tendenza sia più favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di fondamentale importanza monitorare cosa farà il cambio in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio ancora più verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente, la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore rafforzamento dello yen contro il dollaro americano. Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non può che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd: l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a 1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra 0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio spingersi fino a 0.9750. Copyright © FXCM per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved *Questo documento e' stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita' alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita' di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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Forex, euro tocca brevemente massimi su dlr in apertura Londra (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LONDRA, 22 novembre (Reuters) - Nelle prime battute sulla piazza londinese la valuta unica si spinge brevemente ai massimi intraday su dollaro, forte dell' impostazione rialzista delle borse europee dopo la débacle di ieri. A monte della leggera ripresa dell' euro/dollaro, dicono gli operatori, la domanda di istituzionali mediorientali e l' impostazione positiva dal punto di vista grafico. Sullo sfondo resta comunque la crisi debitoria della zona euro, che mantiene l' impostazione del mercato fondamentalmente avversa al rischio. ORE 9,45 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3544/46 1,3493 DOLLARO/YEN 76,94/98 76,93 EURO/YEN 104,24/26 103,80 EURO/STERLINA 0,8635/38 0,8624 ORO SPOT 1.693,69/94,35 1.678,50/9,70 (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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La settimana inizia con le solite preoccupazioni (sezione: Euro-Dollaro)

 

di FXCM MercatoForex.

 

"Bluerating" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi.

La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc.). Se pensiamo che tutti questi paesi fanno parte dell' area euro, è lecito aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale però il paese leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura "miracolosa" Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto, abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Più limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l' andamento partendo più da lontano, osserviamo come la tendenza sia più favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di fondamentale importanza monitorare cosa farà il cambio in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio ancora più verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente, la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore rafforzamento dello yen contro il dollaro americano. Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non può che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd: l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a 1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra 0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio spingersi fino a 0.9750.

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EurUsd in un canale laterale (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Legnano - La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc.). Se pensiamo che tutti questi paesi fanno parte dell' area euro, è lecito aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale però il paese leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura "miracolosa". Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto, abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Più limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l' andamento partendo più da lontano, osserviamo come la tendenza sia più favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di fondamentale importanza monitorare cosa farà il cambio in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio ancora più verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente, la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore rafforzamento dello yen contro il dollaro americano. Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non può che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd: l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a 1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra 0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio spingersi fino a 0.9750. Copyright © FXCM per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved *Questo documento e' stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita' alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita' di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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Cambi: La Settimana Inizia Con Le Solite Preoccupazioni (analisi Fxcm) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA-FXCM) - Roma, 22 nov - La settimana di contrattazioni non si e' aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un downgrade della Francia farebbe piu' clamore di quello di Italia o Spagna ed il mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la variabile di mercato piu' osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli di stato dei paesi piu' virtuosi (Germania) e quelli con problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc...). Se pensiamo che tutti questi paesi fanno parte dell' area euro, e' lecito aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale pero' il paese leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura ''miracolosa''. Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo studio della riduzione del deficit, infatti, non e' riuscito a trovare un accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto, abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Piu' limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si e' apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre e' apparso piu' importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l' andamento partendo piu' da lontano, osserviamo come la tendenza sia piu' favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, e' di fondamentale importanza monitorare cosa fara' il cambio in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio ancora piu' verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente, la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore rafforzamento dello yen contro il dollaro americano. Vista la sostanziale stabilita' di UsdJpy, EurJpy non puo' che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd: l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente e' sempre da tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of Japan. Il cable e' sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 e' stato un chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a 1.2280-1.2430, UsdChf e' invece prossimo ad un area di resistenza posta tra 0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio spingersi fino a 0.9750. Per tutti coloro che volessero partecipare alle analisi di mercato dal vivo insieme ai nostri analisti e' possibile collegarsi alle ore 9:30 per l' APERTURA DEI MERCATI EUROPEI, alle ore 15:30 per l' APERTURA DEI MERCATI AMERICANI o per l' analisi delle price action sulla pubblicazione dei DATI MACROECONOMICI piu' importanti utilizzando il seguente link: . (Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilita' per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall' uso o affidamento su tali informazioni. 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Ecco chi scommette contro l' Ue (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Riformista" del 22-11-2011

Pagina: 5

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: CROLLO DEI MERCATI.

DI MAURO BOTTARELLI ¦ Totale par condicio sui mercati: nessun effetto Monti, nessun effetto Rajoy. Se infatti Piazza Affari (al netto di un aggravio tecnico dello 0,67 per lo stacco di alcune cedole) è stata maglia nera in Europa con un netto -4,74, Madrid non ha fatto molto meglio (-3,22) e la Banca centrale spagnola ha salutato il responso delle urne nazionalizzando il moribondo Banco de Valencia. Male anche Londra (-2,62), Parigi (-3,41) e Francoforte (-3,35). In leggero rialzo anche gli spread, con il Btp-Bund a quota 474 (da 467 dell' apertura) in una giornata che ha visto la Bce assente dal mercato secondario ma costretta ad ammettere di aver raddoppiato gli acquisti la scorsa settimana rispetto a quella precedente: 8 miliardi di euro che portano il totale a 197, ancora un centinaio di miliardi e Draghi dovrà cominciare a stampare moneta stante l' impossibilità di sterilizzare gli acquisti sul mercato. Ma che la crisi sia entrata in una fase di enorme pericolosità lo certifica il fatto che i mercati non vendono più Italia o Spagna ma l' eurozona come insieme. La scorsa settimana, sia Royal Bank of Scotland che i fondi pensione olandesi sono stati venditori netti (e pesanti) di debito europeo mentre in Giappone, la Kokusai Asset Management ha scaricato attraverso il suo fondo Global Sovereign Open un miliardo di debito italiano oltre a quelli spagnolo e belga che pesavano rispettivamente per l' 1,8 e il 3,1 per cento degli asset gestiti. Giovedì scorso, l' annuncio ufficiale al Nikkei: la quota di portafoglio denominata in bond era a zero. Ma anche il settore bancario ha poco di cui festeggiare, visto che alcune istituzIoni americane stanno stanno staccando la spina ai prestiti che hanno anche verso le più solide banche europee. Quando il 9 novembre scorso, un certificato di deposito da 300 milioni di dollari detenuto dal fondo Prime Money Market Fund della Vanguard (un veicolo da 114 miliardi di dollari) dalla Rabobank è andato a scadenza, la Vanguard ha lasciato scadere il prestito e rimpatriato i soldi negli Usa, nonostante l' esiguità della ratio tra leverage e asset e il fatto che Rabobank abbia rating AAA e sia ritenuta tra le più solide banche del mondo. E anche i money market fund americani, fornitori chiave di dollari per prestiti a breve termine alle banche europee, stanno diventando nervosi. I manager di fondi hanno tagliato le loro detenzioni su notes emesse da banche dell' eurozona per 261 miliardi di dollari, un crollo del 54 per cento dal picco di maggio: la stessa dinamica che precedette il crollo di Lehman Brothers. Le principali banche hanno tagliato il debito dei cosiddetti Piigs per 42 miliardi di euro (-31 per cento) nel terzo trimestre di quest' anno: -26 miliardi di euro di debito italiano, -7 di quello spagnolo e -7 di quello greco. Chi ha tagliato di più sono state le banche francesi, belghe e olandesi, per un totale di 30 miliardi di euro, 21 dei quali solo degli istituti transalpini. Insomma, ormai è sell-off.

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Fxcm: la settimana inizia con le solite preoccupazioni (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 22-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

La settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc…). Se pensiamo che tutti questi paesi fanno parte dell' area euro, è lecito aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale però il paese leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura "miracolosa". Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto, abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Più limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l' andamento partendo più da lontano, osserviamo come la tendenza sia più favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di fondamentale importanza monitorare cosa farà il cambio in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio ancora più verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente, la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore rafforzamento dello yen contro il dollaro americano. Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non può che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd: l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a 1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra 0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio spingersi fino a 0.9750. ( www.fxcm.it )

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La Cina prima, nel 2027 I Brics meglio dell' Italia (sezione: Euro-Dollaro)

 

di ARTICOLO.

 

"Il Manifesto" del 22-11-2011

0 CAPITALE & LAVORO

Pagina: 5

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: CAMBIA IL RANKING MONDIALE.

La Cina batterà gli Stati Uniti e si affermerà come la maggiore economia al mondo entro il 2027. A prevederlo - riporta il The Telegraph - è Jim O' Neil, numero uno di Goldman Sachs Asset Management, confermando così le stime della banca d' affari. «Dal 2001 il pil della Cina è quadruplicato, da 1.500 miliardi di dollari e 6.000 miliardi di dollari. La Cina ha creato altre 3 Cine nell' ultimo decennio ed è probabile che il pil dei quattro paesi Bric supererà quello degli Stati Uniti prima del 2020». Per O' Neill il G7 va ripensato, perché non riflette i cambiamenti avvenuti nel mondo da quando è stato fondato, nel 1975. «Il Brasile è più grande dell' Italia. Il Brasile, l' India e la Russia sono più grandi del Canada. C' è una scarsa logica nella partecipazione nel G7 di tre paesi dell' area euro, soprattutto del più piccolo dei tre, l' Italia». Amen.

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Ma un euro forte a chi giova? Per ora solo alla Germania (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Padania" del 22-11-2011

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Una svalutazione pilotata della moneta unica invertirebbe la crisi negli altri Paesi.

Tutto mi aspettavo, salvo vedere Monti in veste di umorista: dire che il suo Governo non è quello delle banche e dei banchieri pare una battuta degna di Zelig, visto che il suo ministro più importante, Corrado Passera, è un banchiere. Intanto registriamo che il governo è cambiato, ma i problemi legati alla nostra credibilità sono rimasti, anzi, rischiano di aumentare per i ritardi nelle scelte a livello europeo. Non stiamo facendo da scaricabarile per difendere il vecchio Governo, ma è accertato che la confusione sull' euro ed i recenti aumenti degli spread di Francia, Spagna, Belgio e Italia, dimostrano che i problemi sono nel manico: la politica monetaria europea. Oggi abbiamo un euro ad immagine e somiglianza del marco tedesco: moneta forte con quotazioni tendenzialmente stabili (nonostante le recenti tempeste), tassi interbancari bassi. È risaputo che la moneta deve rappresentare le capacità economiche di un paese, cioè ad economia fragile deve corrispondere una moneta debole, ad economia robusta una moneta forte. Quando ad un' economia debole si accoppia una moneta forte, il risultato è il disastro, il sistema si inchioda per impossibilità di competere a livello economico e per la mancanza di liquidità, in parole povere c' è troppo poca moneta circolante. Qualcuno forse si ricorda la nefasta "quota 90" lira-dollaro di mussoliniana memoria? Oggi stiamo andando in quella direzione: stagnazione/recessione, blocco progressivo del credito per mancanza di liquidità che genera a sua volta ulteriore recessione economica. In sostanza la sola Germania è in grado di reggere una moneta forte, mentre tutti gli altri paesi, chi prima (Grecia e Portogallo), chi dopo, stanno cadendo sotto le conseguenze di una moneta insostenibile per l' economia europea. La moneta "euro" deve essere una sintesi delle economie dei vari Paesi che la costituiscono e quindi dovrebbe riposizionarsi su posizioni inferiori, mediante un deprezzamento controllato. In sostanza una svalutazione pilotata dell' euro darebbe una spinta alla crescita economica rendendoci più competitivi e riducendo, nel contempo, il valore reale del debito sovrano (cioè degli Stati). Si dirà che la svalutazione genera inflazione e la riduzione del valore reale dei risparmi delle famiglie, ma i limitati e controllati effetti negativi sarebbero ampiamente compensati da una ripresa economica che genera lavoro e, quindi, nuova ricchezza. Al contrario, oggi si assiste ad una riduzione dei risparmi causata da un esoso prelievo fiscale per fronteggiare un debito enorme che, a sua volta, si somma ad una situazione economica stagnante o addirittura in recessione per carenza di credito e di liquidità. Non è un caso che il 2002, anno di entrata in vigore dell' euro, sia stato l' ulti mo anno in cui l' Italia ha avuto un avanzo commerciale (esportazioni maggiori delle importazioni): di fatto la riduzione dei tassi determinata dall' eu ro rispetto alla lira, è stata abbondantemente pagata trasferendo la crescita alla Germania, il cui surplus commerciale è quasi tutto nei confronti dei partner europei. In sostanza la potenza teutonica si è accresciuta proprio a danno dei suoi soci europei (contento prof. Pro di? Ha visto in che guaio ci ha cacciato?). Ora, posto che l' euro così com' è è indifendibile da questa Europa, se la Germania non vuole trovarsi da sola, si aprono due soluzioni: 1) o la Germania sborsa le risorse per sostenere gli altri Paesi, ma la questione ha assunto proporzioni tali da diventare un' ipo tesi sempre più difficile da realizzare, 2) o si procede ad una svalutazione che porti l' euro a rappresentare l' economia reale europea nel suo complesso e non soltanto quella tedesca come oggi. La Germania non vuole fare né l' uno, né l' altro, assomigliando a quei grandi club di calcio che vogliono trattenersi tutti i diritti tv con l' effetto di diventare, loro, sempre più ricchi e gli altri, sempre più poveri, costretti ad abbandonare il campionato perché non in grado di mantenere una squadra. Come non è ipotizzabile un campionato con 4 o 5 squadre, credo che non sia utile a nessuno una moneta europea con le sole Germania e Olanda. Visto che neanche la Francia riesce più a reggere la situazione, presto la Germania sarà obbligata dai fatti ad effettuare una scelta, che sarà tanto più dolorosa, quanto più sarà tardiva. Poiché dubito che i tedeschi vogliano pagare i debiti altrui (e come dargli torto?), si dovrà procedere prima o poi con la soluzione 2, scelta obbligata, anche se la Germania teme (da sempre) che l' effetto inflazione porti squilibri economici e sociali all' interno, minando l' indiscussa leadership europea. Se non si procede rapidamente, il sistema europeo esploderà, non soltanto in termini monetari, ma anche per quanto riguarda il mondo produttivo delle imprese ed il sistema creditizio. Purtroppo i disastri creati dall' eco nomia di carta che abbiamo importato dagli Stati Uniti (aggravati dall' improvviso ingresso della Cina nel Wto, voluto dagli americani all' inizio di questo millennio) si possono contrastare in modo rapido soltanto con emissione di nuova moneta; cosa che, peraltro, in Italia avremmo già fatto se non ci fossimo colpevolmente e troppo precipitosamente liberati della politica monetaria, trasferita alla Bce da Ciampi e Prodi. Si badi che non stiamo osannando le svalutazioni competitive degli anni '80 e '90 che, anziché agire con riduzioni di spesa pubblica, venivano utilizzate come unico o principale strumento economico d' intervento; stiamo sostenendo che la svalutazione ha, nel nostro caso, effetti benefici immediati e che, comunque, va accompagnata con una consistente riduzione dei costi dello Stato ed una robusta dose di riforma federalista. La svalutazione senza ristrutturare lo Stato e tagliare gli sprechi dell' assistenzialismo, sarebbe una misura di corto respiro (come negli anni '80), ma oggi, in ogni caso, occorre agire in emergenza: agire subito, pena il definitivo blocco del credito e, subito dopo, dell' economia. Che farà Monti, strenuo difensore dell' eu ro? Seguirà i tentennamenti della Merkel, sacrificando sull' altare dell' euro la nostra intera economia, oppure si arrenderà all' evi denza? Ed il suo amico "Mr.Bean" Draghi (straordinaria la somiglianza) sarà d' accor do? E la Goldman Sachs sarà d' accordo? Monti avrà quel sussulto d' identità sentendosi del Nord, lombardo e di Varese, come spocchiosamente ha dichiarato in Parlamento, agendo per il sistema delle imprese nella sua globalità, o perseguirà esclusivamente gli interessi di Confindustria e dei banchieri? Se questa svalutazione ci sarà, e per me alla fine ci sarà (il problema è che non sia troppo tardi quando la decideranno), sarà fondamentale che la nuova liquidità venga utilizzata dalle banche per rendere più facile l' accesso al credito da parte delle imprese e non per nuove avventure finanziarie. Se così non fosse, sarebbe un vero suicidio. Forse, invece che a nuove patrimoniali, sarebbe meglio costringere le banche, attraverso la leva fiscale, ad utilizzare le risorse per l' economia, scoraggiandole, con un surplus di tassazione, ad impegnare mezzi in operazioni meramente finanziarie. Ma Passera probabilmente non sarà d' ac cordo.

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In flessione le monete legate alla crescita (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 22-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

La supercommissione del Congresso statunitense non riesce a trovare una soluzione sul debito pubblico americano e sui mercati torna in auge la fuga verso gli asset più sicuri, che restano le attività in dollari e yen. Così le due monete sono uscite vincenti dalla sessione di ieri, con l' euro ancora in flessione, ma poi in grado di recuperare almeno parte delle perdite, sulla convinzione che il calo - la moneta unica era scesa fino ai minimi da sei settimane - era troppo forte per confermarsi. L' euro ha quindi scambiato attorno a quota 1,35 dollari, dopo aver ripiegato fino a 1,3430. Praticamente invariato il cambio tra biglietto verde e yen attorno a quota 77. Debole anche il dollaro australiano, una moneta legata alla crescita, scivolata fino ai minimi da sei settimane, con una flessione dell' 1,6 per cento. Ma la peggiore prestazione la messa assegno il peso messicano, con un calo dell' 1,9 per cento.

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Gap, l' utile trimestrale scivola del 31% (sezione: Euro-Dollaro)

 

"MF (Fashion)" del 22-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Gap (nella foto un look) ha chiuso il terzo trimestre del 2011 con una sensibile flessione dell' utile che non ha però influenzato negativamente le previsioni per l' intero anno fiscale. Il gruppo statunitense ha archiviato il periodo con profitti in discesa del 31% a 193 milioni dollari (pari a circa 142,8 milioni di euro a cambio di ieri) e con un fatturato in calo del 2% a quota 3,59 miliardi di dollari (circa 2,9 miliardi di euro). Nei nove mesi le vendite sono leggermente calate, passando da 10,3 a 10,26 miliardi di dollari, mentre l' utile si è ridotto del 26% a 615 milioni. In flessione (-10%) anche il fatturato trimestrale estero, dato che non ha comunque influenzato negativamente il piano di investimenti retail internazionali.

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Famiglia Universitaria inaugurato il nuovo anno (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Brescia Oggi" del 22-11-2011

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

«Non tradite la possibilità di far tesoro del tempo preziosissimo che state vivendo: dovete sentire l´università come una stagione della vostra vita necessaria alla costruzione del vostro futuro». Con queste parole Giuseppe Camadini, presidente della Fondazione Giuseppe Tovini, si è rivolto agli studenti che vivono nelle residenze della Famiglia universitaria «Cardinale Giulio Bevilacqua ? Emiliano Rinaldini», gestite dalla Fondazione a Villa San Filippo. L´occasione è stata l´inaugurazione dell´Anno accademico, un momento di riflessione e di inizio per le attività scolastiche e comunitarie: nelle residenze quest´anno vivranno 41 studenti (di cui 11 sono matricole) bresciani e non, coadiuvati da un collaboratore, che si divideranno tra gli studi universitari e gli appuntamenti organizzati dalla Fondazione e dai ragazzi stessi, come le feste tra studenti il cui ricavato andrà a sostenere iniziative benefiche. DOPO LA PREGHIERA iniziale, guidata da don Gabriele Filippini, Camadini ha preso la parola per ricordare il valore della famiglia di cui fanno parte, «che non vuole imporre niente a nessuno, ma solo dialogare e rispettare la vostra libertà. L´università e la Famiglia universitaria devono essere per voi un modo per esercitare la vostra capacità critica, tenendo lo sguardo aperto seguendo una gerarchia di valori». Anche Giuseppe Mattei, responsabile della Famiglia universitaria, ha voluto portare il suo saluto nonostante l´assenza per motivi di salute, ricordando ai ragazzi «la necessità di un nuovo umanesimo. Il tempo che stiamo vivendo è scosso da tre drammi: quello economico, che ci costringe a rivedere il modello di sviluppo fin qui perseguito; quello ambientale, con la natura che, a lungo sfruttata, si ribella e uccide; quello educativo, in cui permissivismo e mancanza di modelli di riferimento hanno distrutto la trasmissione dei valori. Nel suo piccolo la Famiglia universitaria può contribuire ad un nuovo inizio». IL PUBBLICO ? in rappresentanza dell´ateneo bresciano sono intervenuti il Rettore emerito dell´Università di Brescia, Augusto Preti, e il preside della Facoltà di Medicina, Stefano Giulini - ha poi assistito alla prolusione del preside della Facoltà di giurisprudenza, Arnaldo Canziani, che ha affrontato il tema «La crisi mondiale dopo il 2007: antecedenti taciuti, conseguenze continuate». Il viaggio di Canziani attraverso la storia economica mondiale ha avuto inizio a metà dell´Ottocento, quando «il sistema che regolava il mercato era il gold standard, dominato dall´Inghilterra, la più grande detentrice di risorse auree di tutto il globo. La situazione resse fino alla prima guerra mondiale, quando gli Stati stamparono moneta e si indebitarono a causa dei costi del conflitto. Da quel momento, ma soprattutto dagli anni Settanta del Novecento, il sistema finanziario mondiale si basa sulla fiducia». Arrivando alla crisi attuale, Canziani ha notato come «gli speculatori oggi abbiano nel mirino il ventre molle dell´Europa, vale a dire Italia e Spagna: ma le banche francesi sono piene di titolo di questi Paesi, e se crollassero fallirebbero, e con loro l´Euro. E gli Usa non aiutano: spingono perché l´Europa stampi nuove banconote, ma solo perché la moneta unica si svaluti e il dollaro resti il perno dell´economia mondiale».

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Perché l' euro regge sul dollaro? (sezione: Euro-Dollaro)

 

di ?di Francesco Arcucci ?

 

"Italia Oggi" del 22-11-2011

Pagina: 4

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Mentre, nella sua zona, È esploso il rischio dei debiti sovrani.
Sottotitolo: È positiva la bilancia dei pagamenti di molti paesi Ue.

I commentatori e gli analisti sono nei guai. Parlano di crollo dell' euro e di possibile naufragio della moneta unica europea. Danno per scontato che il problema sempre più grave del rischio sovrano in Europa abbia determinato già un forte indebolimento dell' euro sul mercato dei cambi e, per dare corpo alle loro tesi, si guardano bene dal riportare le quotazioni dell' euro in questo periodo. Non parlano cioè del buon comportamento del cambio dell' euro contro dollaro, perché appunto non lo sanno spiegare. Ma i fatti sono testardi, come diceva John Adams, il secondo presidente degli Stati Uniti, e prima o poi bisogna fare i conti con loro. E allora raccontiamoli questi fatti, come sono e senza pregiudizi. Le prime avvisaglie di rischio sovrano si manifestarono nel dicembre 2009 e riguardarono Dubai. L' euro valeva contro dollaro 1,52 e cominciò a flettere da quel livello, anche perché ben presto si cominciò a parlare del rischio della Grecia. Con l' intensificarsi della crisi della finanza pubblica greca, cui si aggiunsero i problemi riguardanti l' Irlanda e il Portogallo, l' euro nel primo semestre 2010 perse terreno contro il dollaro arrivando il 6 giugno 2010 a 1,18. A partire da quel giorno e nonostante l' accentuarsi del rischio sovrano greco, irlandese e portoghese, l' euro riprese a salire contro dollaro toccando il 4 novembre 2010 il livello di 1, 4250. Dopo una breve flessione fino al 10 gennaio 2011, l' euro riprese a rafforzarsi e raggiunse la quota di 1,4950 all' inizio di maggio 2011. Questo rialzo sembrò paradossale. Infatti nella prima metà del 2011 il rischio sovrano in Europa ha continuato a manifestarsi in forma sempre più virulenta. A questo punto si può rilevare che, mentre l' anno scorso l' euro si indeboliva di man in mano che si accentuava il rischio sovrano, quest' anno l' euro rimane abbastanza forte nonostante l' ulteriore aggravarsi di tale rischio fino a toccare anche due grandi paesi europei come l' Italia e la Spagna. Come si spiega questo diverso comportamento per cui esso, nonostante la gravità della crisi, si trova ancora a 1,36 contro dollaro? Ci sono due spiegazioni. Una tecnico-quantitativa e l' altra fondamentale. La prima è che la svolta del dollaro dal basso verso l' alto, e dell' euro in senso contrario, è effettivamente in essere ma richiede tempo, anche perché il mercato dei cambi è il più grande mercato del mondo dove si scambiano 4 mila miliardi di dollari al giorno e quindi sono difficili i movimenti bruschi. La figura tecnica che punta ad un rialzo del dollaro, a mio avviso, si è completata nel maggio 2011 e il dollaro è quindi sicuramente al rialzo, ma è un rialzo un po' stentato nei primi 6-8 mesi che si esprimerà in pieno l' anno prossimo portando l' euro alla parità nel corso del 2012. Sul piano fondamentale si può dire che, mentre le finanze pubbliche di numerosi paesi europei (entrate e uscite dello Stato) sono squilibrate, la bilancia dei pagamenti correnti (import=vendita di euro ed export= acquisti di euro) è assai favorevole, almeno se confrontata con quella molto negativa (ma in via di miglioramento) degli Stati Uniti.

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La vera mission della Bce dovrebbe essere l' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Edoardo Narduzzi.

 

"MF" del 22-11-2011

Pagina: 8

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

«Il 50% delle riserve valutarie della Federazione russa sono denominate in euro, quelle cinesi sono tutte in dollari». Dmitry Medvedev, presidente uscente della Russia, non è un economista e tantomeno un banchiere, ma sicuramente è un uomo di potere della geopolitica mondiale. Le sue scarne parole pronunciate la scorsa settimana aiutano più di molte conferenze stampa a capire l' epicentro delle forze che da mesi sono al lavoro per far saltare la moneta unica. Il mondo di oggi, anche nei suoi rapporti di forza economico-finanziari oltre che militari, non è più quello del 1992, quando venne approvato il trattato sulla moneta unica. Il divieto contenuto al secondo paragrafo dell' articolo 104, che vieta l' acquisto diretto (cioè in fase di collocamento, non quello sul mercato secondario) da parte della Bce di titoli di debito degli Stati membri, è figlio di una geopolitica che non c' è più. All' epoca la Cina non era ancora membro del Wto, l' organizzazione mondiale del commercio, tantomeno era la seconda economia del mondo, mentre la Russia era quasi al default dopo il crollo dell' Urss. L' unica moneta di riserva del nuovo mondo globale inaugurato dal crollo del Muro di Berlino era il dollaro. Poi, con il nuovo millennio, l' euro è diventato unità di conto e valuta internazionale. Rappresenta la più importante area commerciale del pianeta ma politicamente conta poco. È in qualche modo l' agnello sacrificale dell' aggiustamento in corso tra i poteri globali. Ma chi può avere l' interesse e anche la forza di organizzare un' ondata di vendite significativa nei confronti di emittenti come la Repubblica italiana o quella francese? Si tratta di debiti importanti, circa 1.900 miliardi nel caso dell' Italia, interamente collocati, per muoverli nei prezzi servono truppe numerose, muscolose e ben affiatate. Un esercito non di speculatori, perché forse la parola è stata negli ultimi tempi utilizzata un po' a sproposito, ma di tanti e ben armati liquidatori di posizioni in titoli esteri denominati in euro. Una simile forza d' urto, in grado di mettere in moto una slavina contro il debito degli emittenti chiave dell' eurozona, possono organizzarla solo le grandi banche Usa. Serve una grande banca capofila di un drappello di intermediari pronti a chiudere, anche in perdita, quanto detenuto in euro. Vendere su larghissima scala titoli denominati in euro per ricollocarli in dollari Usa o nei Paesi emergenti così da mettere sotto tensione l' intera Eurozona e far vedere al mondo degli investitori globali quanto l' euro sia nei fatti una moneta sintetica, non una vera valuta di riserva ma più semplicemente una convenzione per tenere i conti commerciali del Vecchio Continente. I mercati finanziari, è noto, hanno la memoria di un elefante nel ricordare i fatti non positivi e la velocità di una lepre nello scappare dalle situazioni di crisi. Tenere sull' ottovolante per mesi l' euro ed esporlo all' inconsistenza della sua dirigenza politica nel trovare una soluzione compiuta alla crisi, equivale a compromettere in profondità la credibilità dell' euro come moneta al servizio del mercato globale. D' altra parte i crediti della Cina sono in dollari e Pechino è terrorizzata da un possibile deprezzamento della moneta americana. Washington, poi, ha tutto l' interesse a che il dollaro resti ancora per qualche tempo moneta unica di riserva del pianeta. Deve continuare a finanziare un disavanzo di bilancio federale che fa impallidire, e continuare a disporre dell' unica moneta di riserva spendibile nel mondo aiuta non poco. Mettere in crisi l' euro giova non poco agli interessi americani: toglie di mezzo una valuta concorrente, una possibile area monetaria integrata altrettanto concorrente, distoglie l' attenzione dai problemi del bilancio federale, fa soprattutto capire al mondo intero che è Washington che ancora tiene le redini della globalizzazione attuale e che è bene non farsi troppe illusioni al riguardo. Per tutte queste ragioni, la Bce e i Paesi europei dovrebbero lasciarsi alle spalle il tatticismo burocratico-trattatista con il quale hanno finora gestito la crisi e provare a calarsi nelle dinamiche della partita globale in corso. Far saltare l' euro un po' equivale a quanto accadde a suo tempo con l' Urss: si aprono praterie nelle quali poter scorrazzare. In questo contesto la Banca centrale europea dovrebbe avere una sola missione: quella di difendere l' euro costi quel che costi. Prendere atto che il contesto finanziario e politico mondiale è profondamente diverso da quello dei primi anni 90 e prendere le decisioni conseguenti per difendere la sua moneta, anche stampandone di nuova. In fin dei conti, a cosa servirebbe una Bce con una bassa inflazione media europea, ma senza più l' euro? (riproduzione riservata)

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Crisi: Ig Markets, disaccordi in Europa e riluttanza Bce la aggraveranno (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Economia.

M ilano, 21 nov. (Adnkronos) - "L' euro ha continuato a perdere terreno nei confronti del dollaro questo pomeriggio, visto che le continue preoccupazioni in Europa hanno spinto gli investitori a ridurre la loro esposizione sulla moneta unica europea. Gli investitori temono che i disaccordi tra i leader europei e la riluttanza della Banca centrale europea ad impegnarsi per grandi acquisti di obbligazioni aggraveranno la crisi del debito sovrano della regione". Lo spiega Jana Pristovsek di Ig Markets, da Londra, nel suo Forex Focus di oggi. "In Spagna - prosegue Jana Pristovsek - un voto schiacciante a favore del nuovo governo non e' riuscito a infondere ottimismo sulla capacita' di Madrid di affrontare i suoi problemi economici. Il differenziale tra i titoli spagnolo e tedesco a 10 anni e' aumentato di 10 punti a 453 punti base". "Ma - continua la Pristovsek - anche se i problemi di debito nella zona euro crescono, lo status di rifugio sicuro del dollaro potrebbe soffrire questa settimana visto che il 'super comitato' del Congresso degli Stati Uniti potrebbe annunciare questo pomeriggio di non essere riuscito a trovare un accordo su un piano da 1200 miliardi dollari di riduzione del disavanzo". (segue)

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Crisi: Borse Anticipano Recessione. Euro E Dollaro Senza Appeal (punto) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 21 nov - Inizio di settimana in profondo rosso per le borse di tutto il mondo. Il vento ribassista ha soffiato sulle due sponde dell' atlantico. In Europa, la peggiore performance l' ha registrata Milano: -4,74%, flessioni superiori al 3% per le altre piazze. Pesante anche l' andamento delle borse Usa in flessione di oltre il 2%. Piu' calmo l' andamento dei mercati. Gli spread di rendimento dei titoli del debito pubblico di Francia (157 punti), Spagna (467 punti) e Italia (474 punti), rispetto ai titoli di stato tedeschi, considerati i piu' sicuri dell' eurozona, si sono allargati ma meno delle sedute scorse. L' unica cosa che non si e' mossa e' stato il cambio euro/dollaro oramai inchiodato nella forchetta tra 1,3450 e 1,3550. L' immobilita' del cambio tra euro e dollaro riflette, secondo gli esperti, l' estrema incertezza sul futuro di queste due valute. Sull' euro gravita lo spettro dell' implosione determinato dalla mancanza di soluzioni sostenibili alla crisi del debito pubblico dei paesi dell' Eurozona. Ora sotto tiro c' e' anche la Francia che comincia, dopo Spagna e Italia, a soffrire l' aumento del costo del debito pubblico. L' agenzia Moody' s ha spiegato che Parigi rischia di perdere la tripla A, il massimo grado di affidabilita' creditizia. Oramai nell' area euro, i paesi con tripla A, Germania, Francia, Olanda, Austria, Finlandia, rappresentano una sparuta pattuglia di ''mohicani''. Oggi, il presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Barroso, ha annunciato per mercoledi'' la presentazione di una proposta sulle questione degli Eurobond, fondata su tre opzioni. La prima e piu' radicale e' che le obbligazioni nazionali esistenti verrebbero sostituite da un bond garantito dai 17 partner dell' euro. Un' altra opzione e' di trasformare in eurobond soltanto una parte dei titoli nazionali in circolazione mentre la terza non prevederebbe la garanzia dei governi nazionali e dunque senza la necessita' di modificare i trattati europei. Strade non prive di ostacoli, per percorrerle serve il via libera unanime dei 27 paesi dell' Unione europea, per un problema che pero' riguarda solo i 17 paesi dell' Eurozona. Non e' detto che alcuni paesi dell' Unione europea, ma non dell' euro, quali Gran Bretagna, Danimarca e Polonia, accettino le soluzioni che possano trasformarsi in una condivisione e assunzione di nuove passivita' potenziali. Le cose non vanno meglio negli Usa dove la commissione parlamentare bipartisan che dovrebbe tagliare il deficit pubblico di 1.200 miliardi di dollari in dieci anni, cioe' ridurre il disavanzo annuale di appena lo 0,7% , non ha trovato alcuna accordo. Di fronte a un problema di debito pubblico che interessa sia l' Europa e sia gli Usa, non c' e' stata nessuna corsa ne' verso la moneta unica, ne' verso il biglietto verde, entrambi accomunati da un ruolo sempre piu' incerto come valute di riserva internazionale. Quello che invece si profila con ragionevole certezza e' un ''double dip'', una seconda recessione che potrebbe pesare sugli utili delle aziende, cosi' oggi la zampata dell' Orso ha tramortito solo le borse. Ma i titoli di stato restano comunque sotto tiro.

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Ecco chi e come attacca l' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo la Svizzera (che è fuori)

L e Borse sotto attacco, i titoli di stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano sotto i colpi di spread e declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per temere un attacco non tanto ai mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il Vecchio Continente rischia il collasso. La colpa è la mancanza di liquidità: grandi investitori internazionali, banche private e banche centrali stanno progressivamente vendendo titoli "poco sicuri" e riportando a casa denaro. Un problema che incastra sia i governi sia le aziende in cerca di credito. I numeri, come ricorda La Stampa, sono impietosi: in un anno, i fondi monetari americani hanno disinvestito dalle banche europee circa 700 miliardi di euro, creando un panico borsistico che nemmeno gli interventi della Bce sono riusciti a frenare. Altro dato: secondo una ricerca di Barclays, tra il 1999 e il 2008 le Banche centrali dei Paesi emergenti investivano il 29% delle nuove riserve in euro e il 59% in dollari. Negli ultimi due anni, l' investimento in euro si è ridotto al 22%, addirittura il 17% tra gennaio e giugno 2011. Una fuga dei capitali che ha colpito soprattutto Grecia e Portogallo (con i titoli di stato in caduta libera). Altra prova: gli investimenti netti esteri in Svizzera, stima Goldman Sachs, sono stati positivi per il 150% del Pil interno, con lo spread elvetico calato dall' 1,61% di gennaio allo 0,82% attuale. E la Svizzera, giova ricordarlo, si è tenuta fuori dall' euro.

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Crisi e sfiducia: è fuga dall' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo la Svizzera (che è fuori)

L e Borse sotto attacco, i titoli di stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano sotto i colpi di spread e declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per temere un attacco non tanto ai mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il Vecchio Continente rischia il collasso. La colpa è la mancanza di liquidità: grandi investitori internazionali, banche private e banche centrali stanno progressivamente vendendo titoli "poco sicuri" e riportando a casa denaro. Un problema che incastra sia i governi sia le aziende in cerca di credito. I numeri, come ricorda La Stampa, sono impietosi: in un anno, i fondi monetari americani hanno disinvestito dalle banche europee circa 700 miliardi di euro, creando un panico borsistico che nemmeno gli interventi della Bce sono riusciti a frenare. Altro dato: secondo una ricerca di Barclays, tra il 1999 e il 2008 le Banche centrali dei Paesi emergenti investivano il 29% delle nuove riserve in euro e il 59% in dollari. Negli ultimi due anni, l' investimento in euro si è ridotto al 22%, addirittura il 17% tra gennaio e giugno 2011. Una fuga dei capitali che ha colpito soprattutto Grecia e Portogallo (con i titoli di stato in caduta libera). Altra prova: gli investimenti netti esteri in Svizzera, stima Goldman Sachs, sono stati positivi per il 150% del Pil interno, con lo spread elvetico calato dall' 1,61% di gennaio allo 0,82% attuale. E la Svizzera, giova ricordarlo, si è tenuta fuori dall' euro.

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I timori per la crisi Ue mettono in ginocchio l' euro, l' effetto continuerà (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Di Annalisa Vilardo.

 

"milanofinanza.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Mattinata nera per l' euro. Dopo aver messo a segno un discreto movimento al rialzo venerdì, si sta assistendo a una debolezza notevole. Il cambio euro/dollaro è sceso ai minimi di seduta da 1,3516 a 1,3438 e un' altra discesa non è esclusa, a causa anche delle vendite diffuse dei titoli di Stato europei, sostengono gli analisti di Morgan Stanley. Inoltre, la pubblicazione di questa settimana del dato sul Pmi nell' area euro e in Germania, se negativo, potrebbe esporre la moneta unica a ulteriori ribassi. D' altra parte il dollaro potrebbe guadagnare terreno date le aspettative per un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea, secondo gli analisti di Lloyds. Tuttavia i timori che la super-commissione degli Stati Uniti non giunga a un accordo per ridurre il deficit del Paese, gli acquisti di titoli italiani e spagnoli da parte della Bce potrebbero rendere più difficile i rialzi del dollaro nel breve termine. Se la Bce dovesse cedere alle pressioni internazionali e diventare prestatore di ultima istanza, la moneta unica potrebbe beneficiarne solo nel breve termine, ma nel lungo periodo il sentiment rimarrebbe ribassista per gli analisti di Commerzbank, secondo i quali la crisi dell' euro è giunta a un punto di svolta. Per Unicredit il cross euro/dollaro dovrebbe muoversi verso il minimo di ottobre a 1,32, a causa dei timori per la crisi del debito sovrano europeo e soltanto sopra 1,3650 si allenterebbe la pressione ribassista. Stamani sul cambio però hanno pesato anche le parole di Warren Buffett che ha dichiarato di non avere piani di investimenti diretti in Europa. "Incominciamo questa nuova settimana, dal punto di vista tecnico, potendo notare come la moneta unica si trovi a un livello superiore rispetto all' apertura di venerdì, nonostante un andamento delle ultime 18 ore tutt' altro che movimentato", osservano gli esperti di Forex Capital Market.

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Nuovo record per il prezzo della benzina Il gasolio vola a 1,575 euro al litro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"larepubblica.it" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: A livello internazionale il costo della verde si è attestato a 901 dollari la tonnellata in calo di 17 dollari, mentre il diesel è sceso a 1.003 dollari la tonnellata.

MILANO - Non si ferma la corsa del gasolio. Secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana il prezzo del diesel è arrivato nei distributori Esso e Eni a 1,575 euro al litro, nuovo record storico. Il prezzo della benzina con il secondo forte calo consecutivo venerdì sui mercati internazionali, sottolinea la Staffetta, ha raggiunto il livello più basso dal febbraio scorso. Il prezzo internazionale della verde si è attestato venerdì a 901 dollari la tonnellata (-17), pari a 501 euro per mille litri (-13), quello del gasolio a 1.003 dollari la tonnellata (-6), pari a 624 euro per mille litri (-8). Domenica Eni ha ridotto il prezzo della benzina e alzato quello del gasolio. Il prezzo medio nazionale della benzina Eni è sceso di 1,5 centesimi a 1,613 euro al litro, mentre quello del gasolio è aumentato di 0,5 centesimi a 1,575 euro al litro. Fermo il Gpl a 0,728 euro al litro. Stessa dinamica, ma meno accentuata, per Esso: -0,4 centesimi sulla verde a 1,633 euro al litro per la benzina e +0,5 centesimi sul diesel a 1,575 euro al litro. Si registra inoltre un rialzo sul gasolio per Q8: +0,6 centesimi a 1,574 euro al litro. Sono rimaste ferme le altre compagnie. Secondo le rilevazioni della Staffetta il prezzo più basso per la benzina è ai distributori Eni (1,613 euro) mentre quello massimo è ai distributori Totalerg (1,635 euro). Il prezzo medio è a 1,621 euro. Per il gasolio il prezzo più basso si trova ai distributori Tamoil (1,559) mentre quello più alto si registra alle pompe Esso e Eni (1,575 euro con un aumento di 0,005 euro). La media è a 1,571 euro.

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Benzina/Media verde cala a 1,621 euro, gasolio sale a 1,571 euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Roma, 21 nov. (TMNews) - Scende il prezzo della benzina, sale quello del gasolio. E' quanto emerge dalla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana. Domenica, rileva la Staffetta, Eni ha messo mano ai listini abbassando il prezzo della benzina e alzando quello del gasolio. Da ieri il prezzo medio nazionale della benzina Eni è sceso di 1,5 centesimi a 1,613 euro/litro, mentre quello del gasolio è aumentato di 0,5 centesimi a 1,575 euro/litro. Fermo il Gpl a 0,728 euro/litro. La mossa di Eni, spiega la Staffetta, fa calare fortemente la media ponderata nazionale dei prezzi della benzina tra i diversi marchi: -0,6 centesimi a 1,621 euro/litro, mentre il gasolio sale di 0,4 centesimi a 1,571 euro/litro. Quanto agli altri marchi, stessa dinamica, ma meno accentuata, per Esso: -0,4 centesimi sulla verde a 1,633 euro/litro per la benzina e +0,5 centesimi sul diesel a 1,575 euro/litro. Si registra inoltre un rialzo sul gasolio per Q8: +0,6 centesimi a 1,574 euro/litro. Ferme le altre compagnie. La media nazionale dei prezzi del metano in lieve calo a 0,91 euro/kg. Con il secondo forte calo consecutivo, venerdì, sui mercati internazionali, i prezzi internazionali della benzina hanno raggiunto un livello che l' ultima volta era stato toccato nel febbraio scorso. In due sessioni la quotazione della verde sul mercato del Mediterraneo ha perso oltre 40 dollari la tonnellata, una tendenza che per i compratori europei è stata accentuata venerdì anche dal recupero della moneta unica sul biglietto verde. Analoga dinamica, ma meno accentuata, per il diesel, che ha lasciato sul terreno circa 25 dollari in due sedute. Il prezzo internazionale della verde si è attestato venerdì a 901 dollari la tonnellata (-17), pari a 501 euro per mille litri (-13), quello del gasolio a 1.003 dollari la tonnellata (-6), pari a 624 euro per mille litri (-8).

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Euro: Apre In Calo Sotto 1,35 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - L' euro apre in lieve calo sotto quota 1,35 dollari. La moneta unica e' scambiata a 1,3486 dollari contro 1,3509 dollari delle quotazioni Bce. La divisa europea vale 103,60 yen. Gli investitori restano cauti e l' attenzione e' puntata sull' esito delle elezioni in Spagna che hanno visto il trionfo dei popolari e la pesante sconfitta dei socialisti. .

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Forex, euro sulle posizioni a fine seduta in Asia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 21-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

TOKYO (Reuters) - Euro stabile nelle ultime battute sulla piazza asiatica, dopo il rally che ha preceduto il fine settimana, apparentemente poco influenzato dall' esito delle consultazioni elettorali spagnole. La tenuta contro dollaro va messa in relazione alle pressioni sulla valuta Usa legate al previsto annuncio, questa sera, del fallito accordo - dopo tre mesi di negoziato - sul piano di rientro del deficit del valore di 1.200 miliardi di dollari. Poco mosso rispetto alla chiusura precedente il cambio dell' euro/yen. "All' Europa serve un' economia più solida per correggere le posizioni di bilancio; perché questo avvenga è necessario che l' euro si svaluti" commenta Minori Uchida di bank of Tokyo Mitsubishi Ufj. Subito dopo le 8 euro/dollaro a 1,3518/22 da 1,3505 della chiusura precedente, euro/yen 103,80/84 da 103,72 e dollaro/yen a 76,80/83 da 76,86. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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SCOMMESSA SUL FUTURO DELL' EUROPA (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011

Primo piano

Pagina: 15

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Manuale anti-contagio - DOVE VANNO LE VALUTE.
Sottotitolo: Risparmi al test dei cambi.

PAGINA A CURA DI Nicola Borzi Isabella Della Valle Marilena Pirrelli I risparmiatori italiani da sempre guardano con interesse alle opportunità di investire fuori dall' eurozona, che possono regalare corpose soddisfazioni o cocenti delusioni. Ai tempi della lira, chi deteneva attività denominate in valute estere che si rafforzavano grazie alle periodiche svalutazioni della divisa nazionale aveva grandi ritorni. La volatilità della lira turca e dello zloty polacco sono invece lì a ricordare i rischi per chi cerca ritorni elevati. Un meccanismo che è tornato d' attualità con la crisi finanziaria scattata nel 2007 e oggi riesplosa. Secondo un esperto che chiede di restare anonimo, per esempio, «non solo occorre mantenere l' investimento in dollari Usa, ma conviene anche incrementarlo per un paio di buone ragioni. Se la Banca centrale europea decidesse di stampare altra moneta, otterrebbe effetti positivi per l' economia, ma il cambio dell' euro calerebbe rispetto al dollaro. C' è poi la questione dei tassi d' interesse: da tempo quelli Usa sono vicini allo zero, e negativi se si considera l' inflazione, il che sostiene il carry trade - l' ottenimento di fondi in una valuta per investirli in un' altra - specie verso l' euro. Ma a poche ore dal suo insediamento, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha abbassato i tassi dell' eurozona per contrastare i rischi di recessione. Dunque si riduce la convenienza relativa a indebitarsi sull' euro». Questo calcolo rischi/opportunità pareva finito con l' ingresso dell' Italia nell' euro. Ma la crisi dei debiti sovrani e i timori per l' Italia, così come per un' eventuale frantumazione dell' eurozona, hanno ravvivato la ricerca di "porti sicuri" fuori dall' euro. A fianco analizziamo le prospettive del cambio dell' euro con il dollaro, la sterlina e il franco svizzero. Nei prossimi mesi a tenere banco, così, sarà una guerra non tra valute forti, ma tra monete deboli: ognuna per motivi diversi. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA RISCHIOSITÀ PER IL RISPARMIATORE - BASSA MEDIA ALTA L' indicatore segnala la valutazione progressiva di rischio dei singoli strumenti e casi FINANZA PERSONALE Euro/Dollaro L' investitore che ha già investimenti denominati in dollari ha convenienza a mantenerli? Sì. Secondo molti operatori non solo è conveniente mantenere le posizioni sul dollaro, ma bisognerebbe addirittura incrementarle. Le previsioni sull' euro, infatti, sono orientate al ribasso. Il perché è abbastanza intuibile. Anche per il 2012 la crisi dei debiti sovrani nell' Eurozona terrà banco ed è più che plausibile che la valuta europea possa essere ancora sotto pressione. I mercati dal canto loro aspettano risposte politiche concrete che si dovranno tradurre in riforme in grado di raddrizzare i conti degli Stati sovrani, ma soprattutto una politica europea che sia comune per tutti i paesi membri. Cosa che al momento ancora non c' è. Oggi il cambio euro dollaro viaggia intorno a quota 1,35 sul dollaro, livello che secondo alcune previsioni dovrebbe essere tale anche per la fine dell' anno. Spostando l' asticella un po' più avanti nel tempo, invece, le aspettative diventano ancora più favorevoli al dollaro: per la fine del 2012 infatti l' euro potrebbe indebolirsi fino al quota 1,25 rispetto alla valuta statunitense. - BASSA Chi volesse investire sulla valuta americana come potrebbe farlo? Una valida alternativa a disposizione del risparmiatore per investire in dollari è l' acquisto diretto di titoli di Stato a stelle e strisce. Certo, ci sono anche altri strumenti come per esempio Etf, certificates o fondi comuni, ma i primi due nelle fasi critiche dei mercati potrebbero avere problemi di liquidità, mentre i fondi non replicano il movimento della valuta al 100 per cento. C' è poi l' aspetto dei costi: l' acquisto diretto di un titolo di Stato Usa è meno caro rispetto a fondi o Etf. - MEDIA IL PUNTO CRITICO La mancanza di una politica comune La vera spada di Damocle sulla testa della moneta unica è la mancanza di un vero Governo Ue che determini una politica economica comune tra gli Stati membri. Da quando si è acuita la crisi dei debiti sovrani, vale a dire la luglio, l' euro si è svalutato di quasi il 5% rispetto al dollaro, divisa che invece un' istituzione politica alle spalle ce l' ha. Euro/Sterlina La valuta britannica riprenderà quota? No. Gli analisti ritengono che la fase "Orso" della sterlina sia strutturale, perché nulla indica che l' economia del Regno Unito sia destinata a riprendersi rapidamente dalla fase di debolezza attuale - nell' ipotesi migliore - causata dalle misure di austerità che frenano la domanda interna. Un' eventuale recessione indebolirebbe ulteriormente la sterlina a causa di un aumento dell' offerta di credito dalla Bank of England. Ma non vanno dimenticati altri fattori di prezzo che di recente hanno sostenuto i flussi di acquisti sulla sterlina. A questa categoria di fattori appartengono i problemi dell' eurozona che, nonostante i fattori di debolezza interni, in caso di crisi più pesante potrebbero fare apparire il Regno Unito come un "porto sicuro". Queste condizioni potrebbero durare al di là del breve periodo, con un' avvertenza però: se la Banca d' Inghilterra proseguisse la sua politica di tassi accomodanti e l' economia statunitense dovesse rafforzarsi la sterlina ne risulterebbe penalizzata. - ALTA Quali sono le mosse e le opportunità per chi si trovasse già esposto a investimenti denominati in sterline? La sterlina non è più ai minimi storici nei confronti dell' euro, toccati a fine 2008 quando la moneta unica era quasi alla parità (0,96 il cross rate). Da allora la valuta britannica ha recuperato quasi il 10%. Ma resta ben più debole (dal 20 al 25% circa) rispetto ai valori segnati tra il 2004 e l' estate della crisi dei mutui subprime, quella del 2007, quando il cambio oscillava tra 0,65 e 0,70. Dunque il calcolo di convenienza dipende dal periodo in cui il risparmiatore si è esposto alla sterlina: uscire può convenire solo se si è "entrati" dopo il dicembre 2008. - MEDIA IL PUNTO CRITICO Il peso delle banche sull' economia Il peso sull' economia inglese di banche, assicurazioni e società connesse ai flussi di capitali che transitano per la City è imponente, tanto che il Governo di Londra si oppone fieramente alla proposta franco-tedesca di tassare le transazioni finanziarie, a meno che non sia accettata a livello globale. Una sua approvazione potrebbe pesare sulla sterlina. Euro/Franco Il franco svizzero è una valuta rifugio? L' ondata speculativa scattata ad agosto per l' accelerazione della crisi del debito sovrano ha spinto molti investitori a riversare le proprie posizioni sul franco facendogli toccare la parità con l' euro (1,001 il 10 agosto) e ha provocato l' intervento della Banca Nazionale Svizzera (Snb). Da allora il franco si è rafforzato grazie ai ripetuti interventi della Banca centrale che ha comprato euro e venduto franchi. Tornato intorno a quota 1,2 contro euro, l' istituto elvetico il 6 settembre ha annunciato che il livello minimo di cambio tollerabile per la divisa elvetica è 1,2 per un euro, sostenendo successivamente con interventi diretti e moral suasion il mantenimento di tale soglia. Nel Paese non sono previsti ritocchi del tasso d' interesse, l' inflazione viene tenuta lontana per non penalizzare le esportazioni nazionali. La Confederazione e la sua valuta rappresentano una posizione conservativa. Per chi quest' estate dall' euro ha investito in franchi il costo di uscita è abbastanza alto: rischia di perdere il 15-20%. Anche chi dai dollari avesse comprato franchi (ad agosto il rapporto dollaro/franco ha toccato lo 0,71, oggi è a 0,91) e ora intendesse uscire incasserebbe una perdita. In entrambe le valute, euro e dollaro, si ha invece l' occasione di trovare titoli governativi a ottimo mercato (ma non immuni al rischio). - ALTA Il contagio potrà sfiorare la Svizzera? La Svizzera ha una posizione neutrale. Nei prossimi mesi il franco manterrà il ruolo di valuta rifugio. Chi oggi "compra" la divisa elvetica può entrare a un livello di cambio migliore, ma con prospettive di crescita degli investimenti limitate sia del cambio sia dei rendimenti dei titoli svizzeri. - MEDIA IL PUNTO CRITICO Fisco e rimpatrio dei capitali La Svizzera resterà nei prossimi mesi un porto sicuro rispetto al contagio e rappresenta una scelta d' investimento conservativa. La fiscalità rimane però il punto d' incertezza: in caso si torni a sollecitare il rientro dei capitali, in che modo verrà agevolato? Con gli stessi criteri d' imposizione del passato o si deciderà di incidere più pesantemente?

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«La patrimoniale? Un rischio con cui convivere» (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: INTERVISTARoberto Lenzi.
Sottotitolo: «Chi teme la fine della moneta unica può comprare dollari e tenerli in Italia»

Il grande spauracchio degli investitori, la patrimoniale, per ora resta sullo sfondo. Il neopresidente del Consiglio, Mario Monti, ha rinviato ogni ragionamento sulla possibile applicazione limitandosi a parlare di «monitoraggio della ricchezza accumulata». Certa appare invece la riproposizione dell' Ici sulla prima casa, magari accompagnata da una revisione dei valori catastali. La situazione, comunque, non è delle più rosee. E allora cosa converrebbe fare, prima che la morsa del fisco si stringa ancora di più? Portare i soldi all' estero, magari in Svizzera, in Liechtenstein o a Singapore? «Prima di tutto bisogna dire chiaramente che portare i soldi all' estero, senza rispettare le norme sul monitoraggio fiscale e valutario, è illegale - risponde Roberto Lenzi, avvocato esperto di pianificazione patrimoniale e consulente per alcune grandi famiglie lombarde - e questo è il primo ragionamento. Poi bisogna aggiungere che chi ha investimenti in chiaro, denunciati, difficilmente potrà sfuggire a una patrimoniale. Se li ha in Svizzera, e non li ha regolarizzati con gli ultimi scudi, deve comunque sapere che è probabile che l' Italia possa stipulare con la Confederazione un accordo di cooperazione fiscale come quelli siglati da Berna con la Germania e il Regno Unito, ove è stimato un prelievo medio del 20-25% sui capitali in cambio del mantenimento dell' anonimato, oltre a una tassa sui rendimenti annuali con un' aliquota simile a quella applicabile in Italia (circa il 20%)». Allora si potrebbero trasferire i capitali dalla Svizzera in Liechtenstein o a Singapore, piuttosto che a Dubai o in altri Paesi ancora rispettosi del segreto bancario? Siamo sempre nell' illegalità, un professionista non può consigliare una cosa del genere. E poi occorre sempre valutare la convenienza. Sarebbe solo un rifugio temporaneo. Perché, fra l' altro, giurisdizioni come Singapore o Liechtenstein nei prossimi anni sigleranno certamente accordi per lo scambio delle informazioni fiscali con l' Europa. Se poi uno va in nazioni come Dubai o le Isole Vanuatu, dove la certezza del diritto e l' efficienza dei mercati finanziari sono tutti da dimostrare, lo fa a suo rischio e pericolo. Quindi dalla patrimoniale - se ci sarà - non si sfugge. Ma se si volesse solo difendere i propri beni mobili dal rischio della fine dell' euro? Questo è un altro discorso. Basterebbe comprare legalmente asset denominati in dollari o in altre valute (comunque io preferisco quella americana) e tenerli in Italia (o anche all' estero, se si teme un blocco anche temporaneo del sistema bancario, ma sempre legalmente). Personalmente non credo che la valuta europea sia destinata a scoppiare, anzi penso che con questi rendimenti i titoli di Stato italiani rappresentino una buona opportunità di investimento. Ma, se proprio uno avesse questa paura, potrebbe comportarsi come ho spiegato. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Btp Come valutare gli sconti con il catenaccio del 20% (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere Economia" del 21-11-2011

Pagina: 20

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Reddito fisso Il panorama del debito dopo il via libera al nuovo governo.
Sottotitolo: I Bot offrono poco meno del 6%, i decennali il 7%, i Cct oltre il 9%: le strategie di resistenza e quelle di rischio calcolato DI ANGELO DRUSIANI.

N on è la prima volta (e non sarà neppure l' ultima) che il sistema finanziario internazionale si incanala in crisi complesse, con vie di uscita sempre più strette. Da due anni circa, le quotazioni del debito pubblico greco sono scese in misura rilevantissima. Poi è toccato ai titoli di altri paesi, prima che anche le emissioni del Tesoro italiano finissero sotto pressione. In poco più di quattro mesi, il rendimento dei Bot annuali è salito dal 2,56% al 5,43%, mentre quello del Btp decennali è passato da poco meno del 5% a poco meno del 7%. Alla variazione di due punti del rendimento di quest' ultima durata corrisponde un calo del prezzo di mercato dei titoli di circa 14 punti. Salasso Un vero salasso (teorico, finché non si vende) per chi ha optato per una politica da cassettista e si ritrova in portafoglio il capitale svalutato, almeno per la parte che si riferisce agli strumenti a cedola fissa con durata lunga. Ma non molto meglio sta andando anche per i titoli brevi perché rimborsabili tra due anni. Il loro rendimento è raddoppiato nello stesso arco temporale: dal 3,10% al 6,25%, accompagnato da una perdita di 4,5 punti della quotazione di mercato. Ma è veramente tanto disastrata la situazione dei paesi d' area euro, se confrontata con quella che caratterizza il debito degli Stati Uniti? Il debito dello zio Sam si esprime in percentuali non dissimili da quelle di molti paesi che hanno adottato la moneta unica. Il rapporto tra debito complessivo americano e prodotto lordo è del 100%, mentre è del 10% quello tra deficit annuale e Pil. I due dati italiani sono, rispettivamente, 120% e 4,5%. Il secondo, quindi, per noi è nettamente migliore. Altri paesi euro, tra cui quelli definiti periferici, esprimono rapporti non certo peggiori di quelli statunitensi. Eppure, se si osservano i rendimenti che pagano i titoli del Tesoro di Washington ci si renderà conto che sono allo stesso livello, e in alcuni casi anche meno generosi di quelli offerti dai titoli governativi tedeschi. Se il mercato finanziario fosse obiettivo una simile differenza non dovrebbe esistere, ma troppe componenti esterne lo condizionano. Valenze politiche, soprattutto, che fanno sì, ad esempio, che il rapporto di cambio tra euro e dollaro americano risenta in misura molto limitata della crisi dei debiti d' area euro, perché la debolezza della valuta a stelle e strisce favorisce le esportazione del made in USA a scapito di quelle euro. Valenze tecniche che consentono alla Banca centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve, di stampare moneta in continuazione, da utilizzare anche per l' acquisto degli stessi titoli di Stato che emette, evitando quindi che i loro prezzi possano diminuire e i rendimenti aumentare. Valenze diplomatiche che inducono le grandi banche anglosassoni, in molti casi salvate dai debiti pubblici degli stessi paesi, a concentrare la loro operatività sui mercati europei, dimenticando soprattutto quello statunitense. Idee Insomma mercati criticabili che, purtroppo, rappresentano l' unico punto di riferimento per milioni di risparmiatori che, in tempi non sospetti, hanno investito la loro liquidità in titoli di Stato italiani. E ora che fare? I rendimenti sono da record: con i Cct si sfiora il 10%. Chi non ha necessità di liquidare le posizioni in portafoglio, non dovrebbe cedere Btp e company. Anzi, se si dispone di capitali non investiti a questi prezzi da sconto si può ancora incrementare la quota dei titoli del Tesoro italiano, a condizione di non superare il 20% del valore dell' intero portafoglio. Nella consapevolezza che, fino al momento in cui le Autorità europee non decideranno, di comune accordo, di impegnarsi ad affrontare la problematica con un' unica voce - magari autorizzando la Banca centrale europea a stampare moneta come fa Ben Bernanke - i prezzi di mercato potrebbero subire ulteriori flessioni. La migliore strategia, in questa fase, e quindi quella del «conservo e aumento». Mantenere le posizioni per non portare a casa le perdite e aumentarle gradualmente, senza superare il 20%. In omaggio alla massima diversificazione. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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"Breaking Dawn Part 1": dopo due giorni 114 milioni di dollari incassati negli Usa! (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Blogosfere" del 20-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

In due giorni 114 milioni di dollari . "Breaking Dawn Part 1" ha decisamente fatto il botto negli States, promettendo di superare i 142 milioni solo in questo primo weekend. In Italia, il film di Bill Condon va bene ma non tanto quanto ci si potesse aspettare: in quattro giorni di programmazione, i milioni di euro sono sei e mezzo. "New Moon" aveva portato a casa un milione di euro in più. "Eclipse" duecentomila euro in più.

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La liquidità che scappa sceglie la via di Wall Street (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: L' ANALISI.

Fabio Pavesi Sono tre, in una sintesi certo approssimativa se non estrema ma efficace, i fattori che fanno salire o scendere le Borse. La dinamica degli utili aziendali; l' andamento della congiuntura macro-economica e l' effetto domanda. Quanto al primo, è noto che il ciclo dei profitti sia stato rivisto al ribasso sia nella Vecchia Europa che negli Usa. Sul ciclo economico, l' ultima previsione degli analisti di Credit Suisse vede il Pil dell' eurozona in contrazione dello 0,5% l' anno prossimo, mentre negli Stati Uniti la crescita dovrebbe attestarsi al 2,2%. Basta questo a giustificare il fatto che da inizio anno Wall Street (con l' S&P500) è in calo solo del 3,3%, mentre l' EuroStoxx cede il 20%, trascinato all' ingiù non solo da Milano ma anche da Parigi e Francoforte? No, non basta. Il fattore determinante di questo dualismo è oggi l' effetto domanda, o meglio la liquidità. Che c' è nel mondo, è abbondante, ma non sa dove andare. O viene trattenuta in casa, visti i tempi che corrono, o cerca investimenti a brevissimo termine e magari "sicuri", leggi Bund, o se proprio deve andare a cercare rendimenti non lo fa oggi nella Vecchia Europa. Troppo rischio, troppe incognite sulla crisi dei debiti sovrani per prendere posizioni, dice la gran parte degli operatori istituzionali. Proprio quegli operatori che gestiscono i money market fund americani che lungo tutta l' estate hanno via via ritirato metà della loro esposizione (e si tratta di 700 miliardi di dollari) sulle banche europee. A scacchiera. Prima via dalla Grecia; poi è toccato a Spagna e Italia per finire alla Francia. E guarda caso quella fuoriuscita di denaro ha coinciso con il tracollo delle banche. Prima italiane e poi francesi. Una controprova della disaffezione verso l' euro? Non solo i flussi hanno premiato Wall Street, ma anche Londra che vede perdite dimezzate rispetto a Francoforte e come è noto siede sulla sterlina non certo sulla moneta unica. Si aggiunga al quadro l' attivismo della Fed a sostenere l' economia e allora non c' è da stupirsi che la liquidità finisca laddove si corrono meno rischi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Il divertimento più remunerativo al giorno d' oggi? Non il cinema, non la musica: il videogioco. A dirlo sono le cifre. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Gazzettino (ed. Udine)" del 20-11-2011

 

Pubblicato anche in: "Il Gazzettino (ed. Vicenza-Bassano)" "Il Gazzettino (ed. Treviso)" "Il Gazzettino (ed. Padova)" "Il Gazzettino (ed. Pordenone)" "Il Gazzettino (ed. Rovigo)" "Il Gazzettino" "Il Gazzettino (ed. Belluno)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il divertimento più remunerativo al giorno d' oggi? Non il cinema, non la musica: il videogioco. A dirlo sono le cifre. Se un kolossal di animazione - che molti considerano una forma cinematografica di videogame - come "Avatar" ha il record di incassi nel primo weekend di programmazione in tutto il mondo di 242 milioni di dollari, un videogame come "Call of Duty: Modern Warfare 3" fa segnare in soli cinque giorni di vendita 775 milioni di dollari di incasso con 12 milioni di copie vendute in un settore che ha un giro d' affari stimato tra 50 e 60 miliardi di dollari l' anno. È una lotta impari quella tra cinema e console, che vede ormai queste ultime dominare il mercato e gli incassi a dispetto di prezzi di acquisto sicuramente non popolari. Un buon videogame si vende tra i 60 e i 100 euro, a dispetto di chi dice che un cd di musica con i suoi 12-18 euro è "caro". L' inseguimento fra cinema e videogiochi è una battaglia che si combatte senza esclusione di pixel, con il cinema che ha ormai adeguato i suoi scenari alla velocità, agli effetti speciali e alle sceografie del videogame, e i giochi che stano sempre più trasformandosi in realtà virtuali con vere e proprie storie interne e un' ambientazione grafica così realistica da sembrare un film. Se SuperMario Bros - la saga videoludica più longeva e popolare, con 240 milioni di copie vendute dei vari episodi dal 1985 a oggi - ha avuto la sua avventura cinematografica con Bob Hoskins nei panni del piccolo idraulico bidimensionale, vari tentativi di trasporre sul grande schermo i personaggi dei videogames hanno avuto fortune alterne, da Lara Croft a Resident Evil, finchè i progetti cinematografici e videoludici non hanno cominciato ad andare in parallelo, giochi e film prodotti in conteporanea, come gli ultimi capitoli della saga di Guerre Stellari, e alla fine il video game si è fatto esso stesso film. "Call of Duty" è diventato un gioco seriale con otto capitoli, quattro spin-off, budget anche superiori a 100 milioni di dollari per la realizzazione e fino a 500 persone addette alla programmazione. «Rispetto ai film - spiega Marco Benetelli di "Push the Button" che fornisce assistenza materiale e tecnica per i tornei di videogiochi che si svolgeranno a Mestre dal 23 novembre al Centro Candiani - il gioco offre la possibilità di calarsi nella parte da protagonisti e soprattutto l' interattività in rete». La spesa elevata è relativamente protetta dalla pirateria proprio per la possibilità di collegarsi in internet con altri giocatori e vivere esperienze di gruppo, sportive o di guerra. «Ormai il gioco che acquisti è solo una parte di quello che puoi giocare sulla rete, e se nel collegamento è riconosciuta una consolle "modificata" per leggere dischetti copiati questa viene subito esclusa dal sistema e diventa inutilizzabile anche per collegamenti con programmi originali». Si tratta sempre al momento di giocare con sconosciuti senza possibilità di scelta o interazione, ma è facile leggere un futuro legato a gruppi o social network che possano selezionare amici con cui scontrarsi a distanza in tornei virtuali. © riproduzione riservata.

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L' impatto dell' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011

Primo piano

Pagina: 12

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' instabilità dei cambi e le tensioni sull' area euro impattano direttamente sulla performance dei listini e delle società quotate: non a caso la Bose che meglio stanno reggendo alla crisi sono quelle fuori dalla moneta comune: non solo New York ma anche quelle europee come Londra, Oslo, Zurigo o Stoccolma.

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Le Banche centrali. Il grafico mostra come è investito il flusso di nuove riserve delle Banche centrali dei Paesi emergenti. Nel primo semestre del 2011 gli investimenti in euro sono diminuiti, a vantaggio di quelli in sterline e yen. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Le Banche centrali. Il grafico mostra come è investito il flusso di nuove riserve delle Banche centrali dei Paesi emergenti. Nel primo semestre del 2011 gli investimenti in euro sono diminuiti, a vantaggio di quelli in sterline e yen. Questo significa che le Banche centrali hanno investito meno in euro. Stabili, invece, gli investimenti in dollari.

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l' Uso del Contante? in Italia è del 50% sopra la Media Ue (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere della Sera" del 20-11-2011

Primo Piano

Pagina: 15

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Sottotitolo: Sangalli: cambiamo, ma meno costi al Bancomat.

ROMA - Cambiano le leggi e cambiano anche le abitudini. Anche per quel che riguarda l' uso del contante degli italiani. Che resta preponderante negli acquisti, ma viene accompagnato da un aumento, di un quarto negli ultimi cinque anni, delle carte elettroniche rese più sicure dalle nuove regole sui servizi di pagamento adottate recependo una direttiva europea. Già perché in questo campo l' armonizzazione della normativa tra i Paesi del vecchio continente è massima. Anche per fare fronte comune ai rischi dell' illegalità legati alla circolazione di moneta, dall' evasione fiscale, al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo. Se si affronta il tema dell' uso del contante, al top in Italia, dove nel 2010 sono state segnalate in media solo 66 operazioni non cash pro capite contro le 176 della media europea, quindi lo si fa in genere guardando a più obiettivi. Allinearsi agli standard europei, per quel che riguarda la sicurezza dei pagamenti, diminuire i costi della gestione del circolante che tocca i 10 miliardi su un totale di 50 miliardi dell' intera Europa, secondo i calcoli fatti dall' Abi. Ma soprattutto contrastare i falsari, gli evasori fiscali e il riciclaggio. Anche il tetto all' uso del cash rientra in questa disciplina, anche se il motivo più immediato è garantire la trasparenza, o la tracciabilità, del percorso dei soldi per portare alla luce l' infedeltà dei contribuenti. Il nuovo premier Mario Monti ha annunciato in Parlamento l' arrivo di un abbassamento dei limiti, fino a 300 euro, dei pagamenti cash proprio per fare emergere gettito sommerso. E per gli acquisti tra 200 e 1.000 euro gli italiani usano il contante nel 31% dei casi contro il 20% della media europea, circa il 50% di più, secondo i dati della Bce. L' idea del tetto non è nuova e l' asticella è stata già abbassata e rialzata più volte. Anche nel resto del mondo ci sono limiti: negli Usa, può anche scattare l' allarme e i controlli antiterrorismo per cifre inferiori già da 1.000 dollari. Così anche in Canada e in Inghilterra mentre in Spagna il tetto è a 3mila euro, simile alla Francia, e in Grecia 1.500. Per il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli «si possono ridurre gli scambi in contanti purché si vada contestualmente all' abbattimento dei costi della moneta elettronica». Stefania Tamburello RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Chi salverà l' Euro? Opzioni e rischi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"corriere.it" del 19-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Approfondimenti | La moneta unica Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni.
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l' unione fiscale tra Berlino e Parigi.

Approfondimenti | La moneta unica Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni Chi salverà l' Euro? Opzioni e rischi La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l' unione fiscale tra Berlino e Parigi "Vi sento ma non vi ascolto" , amava dire ai governi il primo presidente della Banca centrale europea, Wim Duisenberg: per sottolineare l' indipendenza dell' istituzione. Mario Draghi, che dal 1° novembre occupa lo stesso ufficio ma in un mondo più scomodo, ieri ha detto che nemmeno lui li ascolta. Ciò nonostante - ha aggiunto - ha qualcosa da dirgli: di sbrigarsi con il fondo salva Stati che essi stessi hanno deciso di costituire da mesi ma non hanno ancora reso operativo. Perché non saranno lui e la sua Bce a dare retta a quei governi e tanti consiglieri che vorrebbero vederli impegnati a comprare, senza se e senza ma, titoli del debito sovrano dei Paesi in crisi. Non sarà la banca di Francoforte a coprire i debiti fuori controllo. Il compito di occuparsi dei bilanci pubblici e di salvare i Paesi partner è dei governi. Punto. Non è l' angelo salvatore Con ciò, Draghi ha sgombrato il campo da un' insistenza che stava montando. Barack Obama e i suoi consiglieri, Nicolas Sarkozy e parecchi professori francesi, economisti e politici dei Paesi mediterranei, giornali europei di sinistra e di destra: tutti a dire che solo la Bce può salvare l' euro, dichiarando che comprerà senza limiti btp, bonos spagnoli, oat francesi e così via. Cioè stampando moneta. Persino giornali non certo lassisti come il Financial Times e l 'Economist si sono chiesti se, in extremis, di fronte alla non impossibile imminenza del disfacimento dell' euro, non sarebbe giustificato un intervento della Bce. Se si arriverà a quel punto, si vedrà: per ora, Draghi lo esclude. E il presidente della tedesca Bundesbank, Jens Weidmann, ha detto che si tratterebbe di un atto "illegale", non previsto dai trattati europei. La discussione e lo scontro in atto in Europa in questi giorni si sono condensati attorno al ruolo della Bce come prestatore di ultima istanza perché, per la prima volta da quando è nato, è diventato chiaro che l' euro potrebbe smembrarsi. Lo hanno ammesso la sera dello scorso 2 novembre Angela Merkel e Nicolas Sarkozy quando dissero al (in quei giorni) primo ministro greco George Papandreou che Atene doveva decidere se restare nella moneta unica o uscirne. La crisi del debito, che già aveva raggiunto livelli drammatici, fece un salto di qualità. Quello che tutti pensavano era confermato dai due azionisti di riferimento dell' euro, Germania e Francia. Dieci anni d' oro Nel decennio scorso, sostenere che l' euro avrebbe potuto autodistruggersi era eresia. La moneta comune marciava trionfante: inflazione sotto controllo; tassi d' interesse minimi; economie in crescita; valuta che si rafforzava nei confronti del dollaro. Nel 2006, al summit di Davos, un economista che poi diventerà una star per avere previsto la crisi del 2008, Nouriel Roubini, osò sostenere che Grecia, Portogallo e Italia avevano i conti così fuori controllo che rischiavano di far saltare l' euro. Il ministro Giulio Tremonti, presente al dibattito, lo invitò a tornarsene in Turchia. Per dire che l' ipotesi di rottura era considerata da quasi tutti impensabile. Il fatto che oggi la ipotizzino Merkel e Sarkozy dà il senso del crollo della fiducia. È successo che, per quasi tutto il primo decennio di vita (l' atto di nascita è il 1° gennaio 1999) l' euro ebbe la fortuna di crescere in un mondo dominato da due forze poderose: la Cina che produceva merci a basso prezzo e impediva l' inflazione in tutto il mondo e il presidente della Fed (la banca centrale americana) Alan Greenspan che immetteva liquidità quasi illimitata nell' economia globale, così tenendo bassi i tassi d' interesse. Quando il circolo Pechino-Washington è saltato, con la crisi dei subprime 2007-2008, anche per l' euro più niente ha funzionato. La grande crisi Ci si è accorti che, in dieci anni, le economie dell' Eurozona invece che convergere avevano preso a divergere, in termini di competitività e di conti pubblici. Venuta a mancare l' enorme liquidità degli anni precedenti, i mercati si sono accorti delle differenze e hanno iniziato a chiedere rendimenti sempre più alti per comprare titoli del debito sovrano dei Paesi deboli. La crisi è così iniziata e si è via via ingigantita, nella convinzione degli investitori che il problema fosse strutturale, che non ci fosse convergenza tra i 17 membri dell' Eurozona. A questo si sono aggiunti errori dei governi, che non sono mai sembrati in grado di controllare la crisi, e si è così arrivati a oggi. L' alternativa tedesca Se la Bce non interverrà, dunque, chi salverà l' euro? L' unica a rispondere è Frau Merkel. La cancelliera dice che l' origine della crisi è la mancanza di un governo economico comune, quindi occorre darselo. Perciò bisogna cambiare i trattati: per creare un Fondo monetario europeo e per stabilire regole di bilancio pubblico più stringenti e con sanzioni automatiche comminate dalla Corte di giustizia europea. C' è il tempo per farlo? Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha proposto che il vertice Ue di dicembre instauri una convenzione che in un anno decida i cambiamenti da fare, che poi dovrebbero essere approvati dai 27 Paesi Ue. Uno sforzo gigantesco e lungo. La scommessa della signora Merkel è che nel frattempo entri in funzione il fondo salva Stati (Efsf) e che tutto ciò - denaro del fondo e prospettiva di governo comune dell' economia - basti a convincere i mercati della futura architettura solida dell' euro. Se non bastasse, si parla sottovoce di un piano B: un' unione fiscale tra Berlino e Parigi, con l' emissione di un bond comune. La Germania garantirebbe il debito della Francia, per preservare il cuore della moneta unica, in attesa che gli altri - a quel punto probabilmente sospesi dall' euro - convergano sui più forti. Quello che si dice ancora più sottovoce è che è in corso la germanizzazione dell' Europa.

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Boccata d' ossigeno per l' euro che chiude in rialzo (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro si rafforza per la prima volta nella settimana nei confronti del dollaro e dello yen, sulla scorta di voci legate a futuri interventi della Bce o comunque a suoi ulteriori acquisti di obbligazioni italiane e spagnole in grado di arginare l' impennata dei rendimenti e le ricadute sul debito dei Paesi. Ieri sera la moneta unica europea era scambiata a 1,3515 dollari, con un guadagno dello 0,5% sul giorno precedente. Apprezzamento pressoché analogo nei confronti dello yen, scambiato attorno a quota 104. Le prospettive per l' euro restano tuttavia negative e si prevede che la moneta unica andrà incontro a un' latra settimana di perdite a causa del timore persistente che la crisi del debito possa estendersi anche alle maggiori economie dell' Eurozona, a cominciare dalla Francia, minacciando l' intera architettura dell' Unione monetaria.

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Banche a caccia di liquidità, interbancario «congelato» (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Primo piano

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Rischio contagio - CREDITO SOTTO STRESS.
Sottotitolo: Swap euro/dollaro ai massimi dal dopo Lehman.

«Cercasi denaro disperatamente». Mario Draghi non poteva certo pronunciare in pubblico simili parole, perché un linguaggio così diretto mal si concilierebbe con il suo ruolo istituzionale. Ma il fatto che il neo presidente della Banca centrale europea (Bce) abbia ieri aperto un convegno a Francoforte dedicando i primi minuti dell' intervento alle banche e ai loro problemi di raccolta del denaro sui mercati (prima ancora di soffermarsi alle questioni del debito pubblico e alle diatribe sul futuro del fondo salva-stati) la dice lunga su una situazione che si fa sempre più complicata e che rappresenta la principale minaccia alla stabilità del sistema finanziario europeo. Draghi conosce del resto bene questo aspetto, perché la Bce che lui guida è in grado di controllare quotidianamente quante e quali banche si presentino al suo sportello a chiedere denaro: ci sono quelle che lo fanno con operazioni di routine, cioè partecipando alle aste con cui Francoforte concede denaro in quantità illimitata e a tasso prestabilito (1,25%) per periodi che possono andare da una settimana fino a un anno. E ci sono quelle che, prese probabilmente con l' acqua alla gola, sono costrette a chiedere prestiti per una notte (overnight) bussando alla marginal lending facility, il «bancomat» a caro prezzo dell' Eurotower che chiede il 2% ogni volta che una banca inserisce il Pin. E c' è pure qualche altro segnale che Draghi non ignora, paradossale per certi versi ma pur sempre figlio delle tensioni degli ultimi mesi: le banche che hanno denaro preferiscono spesso impiegarlo a tassi minimi pur di non cederlo a prestito. Così si spiegano per esempio i livelli record registrati dai fondi parcheggiati (231 miliardi ieri) presso la Bce a un tasso ben poco attraente (0,5%). Ma anche la corsa che le banche stesse fanno a quelle operazioni di sterilizzazione con cui Francoforte ritira il denaro utilizzato per acquistare i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà offrendo in cambio depositi a una settimana: all' ultima di queste, nonostante il tasso di remunerazione fosse un magro 0,61%, si sono presentate in 100 mettendo sul piatto 260 miliardi, ben oltre i 187 che la Bce doveva ritirare. Il problema è che di questo passo il mercato interbancario rischia di congelarsi del tutto come avvenne nelle settimane successive al crack-Lehman. Gli analisti utilizzano un indicatore particolare per misurare questo genere sudori freddi, un termometro che rileva la differenza fra il tasso Euribor a una data scadenza (in genere 3 mesi) e l' overnight indexed swap (Ois). Il primo calcola (o almeno dovrebbe farlo) il costo a cui avvengono gli scambi di denaro a termine fra banche senza la copertura di garanzie: se la controparte a cui ho prestato fondi nel frattempo fallisce perdo tutto. L' altro si basa semplicemente su uno scambio di flussi in base ai tassi attesi: non c' è sottostante (cioè prestito di denaro) e i pericoli sono quindi di gran lunga inferiori. Questo scarto misura dunque il rischio di credito (o, se si vuole, il premio che le banche vogliono vedersi riconosciuto per prestare denaro) e in questi momenti viaggia a 90 punti base, ai massimi del dopo-Lehman (quando era addirittura balzato a quota 180). Ma i problemi non sono soltanto confinati alla raccolta di euro, perché anche quando vanno a chiedere dollari che servono per le loro attività quotidiane le banche del Vecchio Continente deve pagare salato. Per la verità a New York sono ormai sempre più rari quelli che concedono prestiti oltre l' Atlantico e allora ci si deve affidare a uno stratagemma, cioè trasformare gli euro in dollari attraverso un contratto di «currency swap». Il giochino però è molto costoso, perché chi presta valuta Usa chiede in cambio un «premio» sostanzioso per il disturbo: di solito il prezzo dell' operazione equivale alla differenza fra i tassi Libor in vigore nei due Paesi, che oggi sarebbe a favore di chi cede euro (1,41% contro 0,49%). Ma a questo valore oggi la banca che cerca dollari deve applicare uno sconto di quasi l' 1,3% (130 punti base, anche questo ai massimi del dopo-Lehman) che dipende proprio dalla crisi finanziaria e che pesa come un macigno sugli istituti europei. La disperata ricerca di fondi da parte di molte banche, e il rifiuto di concederli opposto da altre sono in fondo le due facce di una stessa medaglia. Il virus, oggi come tre anni fa, si chiama fiducia: Draghi e la Bce continuano a dispensare antibiotici garantendo denaro illimitato a tassi di favore, il mercato si augura che possano trovare quello efficace in tempi brevi. m.cellino@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA La tensione sulla raccolta fondi in euro... Le tensioni sul mercato L' Euribor rileva il tasso a cui le banche si prestano denaro senza garanzie (unsecured). Il suo valore è quindi fortemente soggetto al rischio di credito, quello che si corre se il debitore non è in grado di rendere la cifra prestata. Questa componente si misura mettendo a confronto l' Euribor con l' overnight indexed swap (Ois): la differenza, indice di tensione sui mercati, è salita a 90 punti base. Più alto di così era stata solo nelle settimane successive al crack-Lehman. ... e su quelli in dollari Il «dazio» da pagare alla sfiducia Per le banche europee è in questo momento difficile prendere a prestito dollari dalle concorrenti Usa, perché queste non si fidano di tutto ciò che sta al di qua dell' Atlantico. In alternativa si possono trasformare euro in dollari attraverso operazioni a termine, ma è una via molto costosa. Il «currency swap» viaggia attorno ai -130 (livelli che non si vedevano da 3 anni) e misura idealmente la penalizzazione che una banca subisce nel convertire euro in dollari. Come funziona uno scambio di valute (currency swap) Uno scambio poco alla pari Un contratto fra la banca A che presta euro e riceve dollari a termine e la banca B che fa l' operazione opposta prevede il versamento a determinate scadenze (per esempio ogni 3 mesi) di due flussi di denaro opposti: B riceve il tasso Libor in dollari, A il tasso Euribor e una differenza detta «currency swap». Quest' ultima misura le aspettative del mercato sull' evoluzione relativa dei due tassi, in questo periodo è negativa ed è quindi penalizzante per chi chiede dollari. IN ALLEGATO DEPOSITI A TASSO ZERO PER LE BANCHE IN BCE Depositi a tasso zero (o anche negativo) per le banche presso la Bce. È la proposta di Francesco Cesarini (presidente e-Mid) e Matteo Mattei Gentili (Università di Pavia) per disincentivare la «corsa al rifugio» del sistema creditizio presso l' istituto di Francoforte e ri-stimolare gli scambi interbancari. Intervento u pagina 17 di Plus 24.

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VENEZIA - Difficilmente poteva essere la semplice inaugurazione di una mostra, quella di ieri, dedicata a Ernesto Teodoro Moneta (foto) e dal titolo illuminante «Ernesto Teodoro Moneta, Premio Nobel per la Pace. Attualità di un messaggero di pace». (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Gazzettino" del 19-11-2011

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

VENEZIA - Difficilmente poteva essere la semplice inaugurazione di una mostra, quella di ieri, dedicata a Ernesto Teodoro Moneta (foto) e dal titolo illuminante «Ernesto Teodoro Moneta, Premio Nobel per la Pace. Attualità di un messaggero di pace». Figura complessa quella dell' unico premio Nobel per la Pace italiano (sconosciuto ai più) nel 1907 per aver proposto la costituzione di un tavolo di arbitrato internazionale per risolvere le controversie tra gli stati senza il ricorso delle armi, idea ribadita ancora più fortemente nel 1915 all' indomani dell' entrata in guerra dell' Italia. Precursore della necessità di creare una federazione tra gli Stati europei, ma anche attivo testimone del processo storico che aveva portato all' Unità d' Italia come amico di Garibaldi, nella Terza guerra di indipendenza aveva preso parte alla battaglia di Custoza, il cui infelice esito lo portò alla riflessione sulla inutilità della guerra. «L' attuale del pensiero di Teodoro Moneta - ha detto il presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta durante la conferenza, tenutasi nelle Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana alla presenza di Padre Alex Zanottelli, di Walter Galbusera, presidente della Società per la Pace e la Giustizia Internazionale (fondata da Moneta nel 1887 e rinata a Pavia nel 2000) - certe volte è sconcertante. Un uomo capace di essere un pensatore globale, di vedere la prospettiva dell' evoluzione dei mercati e della politica dei paesi». Anche Galbusera ha sottolineato l' originalità del pensiero di Moneta antesignano delle «grandi organizzazioni internazionali» in grado di costituire «una barriera istituzionale che impedisca sbocchi di tipi bellico». Un messaggio di pace, quello di Moneta, tradito dall' Italia secondo Padre Zanottelli: «Come è possibile che un Paese come l' Italia abbia speso l' anno scorso per la guerra 27 miliardi di euro? A questo aggiungete i 17 miliardi che verranno concessi al nuovo ministro della Difesa per comprare i caccia bombardieri F 5. Fanno 44 miliardi», come la manovra che ha tagliato «8 milioni di euro alle scuole e a tutti i servizi». Elisabetta Savarese © riproduzione riservata.

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Il rebus delle aste snobbate dagli istituti (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Primo piano

Pagina: 13

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: L' ANALISI.

Maximilian Cellino Deserte, o quasi. Le aste d' emergenza che la Bce ha ripristinato per concedere dollari alle banche europee non sembrano riscuotere grande successo: due sono gli istituti (la cui identità è rigorosamente nascosta da Francoforte) ormai affezionati a quelle settimanali. Chiedono più o meno 500 milioni, non le decine miliardi dispensate dopo il crack-Lehman. Idem per le aste a 3 mesi, l' ultima delle quali ha attirato 4 banche per soli 395 milioni: eppure gli indicatori di stress regalano uno scenario allarmante. Difficile spiegare la scarsa affezione con l' effetto stigma che accompagna chi bussa alla porta dell' Eurotower, un problema che ormai dovrebbe essere ampiamente superato. E neanche con il prezzo, che più o meno equivale a quello di convertire euro in dollari a termine. Resta la questione del collaterale che va presentato alla Bce, un bene prezioso che scarseggia sempre più. E anche il sospetto che le banche siano adeguatamente coperte di dollari, almeno da qui ai primi mesi del 2012. Se così fosse, però, i nodi sono destinati a venire presto al pettine. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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M&A. Un altro ostacolo al merger Fosters più cara per SabMiller (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Leonardo Maisano.

 

"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 44

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: LA SORPRESA Il big sudafricano della birra, dopo un negoziato con il fisco australiano, scopre di dover pagare 582 milioni di dollari locali.

LONDRA. Dal nostro corrispondente La Fosters costa più cara. La lunga accidentata corsa del gruppo Sab Miller per l' acquisizione della birra australiana inciampa in un altro ostacolo, largamente atteso: il fisco. Dopo un lungo negoziato con l' ufficio delle tasse australiano Sab Miller ha scoperto di dover pagare 582 milioni di dollari australiani non interamente previsti nei termini di un deal che sembrava già chiuso e in attesa solo di ratifica formale. L' offerta in contante per il capitale del gruppo australiano sale da 5,10 a 5,40 dollari per azione , ma il valore complessivo dell' operazione non cambia rimanendo inchiodato agli 11,6 miliardi di dollari americani. Il mistero è nella struttura dell' accordo che prevedeva toccasse a Fosters pagare 30 cents agli azionisti per completare l' offerta. Il fisco australiano ha deciso che l' impianto dell' intesa non è legittimo e ha imposto a Sab Miller di liquidare l' intera quota. E questo avverrà chiudendo con una partita interna il giro finanziario in quanto Sab Miller si ritroverà proprietaria di una Fosters che ha ancora in cassa quei 30 cents per azione, 582 milioni in totale, che avrebbe dovuto pagare. Il takeover che porterà sotto Sab Miller il 100% del popolarissimo brand di Melbourne si chiuderà il primo dicembre quando l' assemblea dovrà garantire il 75% di voti favorevoli al deal. Un target che nessuno discute dopo il pronunciamento della netta maggioranza degli investitori istituzionali. L' inciampo fiscale quindi non cambia i destini di un matrimonio che non è stato affatto semplice con offerte in continuo rialzo fino alla definizione del prezzo ritenuto accettabile dal management e - a quando risulta già - dagli azionisti. Sotto le insegne di Sab Miller, società sudafricana basata ora a Londra, sono raccolti nomi di prima grandezza del settore da Peroni a Grolsch alla stessa Miller. Il gruppo ha presentato due giorni fa i conti del primo semestre dell' anno con fatturato a 15,7 miliardi di dollari in crescita del 6%, utili in aumento del 9,5% con un ebitda a 2,7 miliardi di dollari. La caduta del business nei mercati più maturi è stata largamente bilanciata dall' aumento delle vendite in quelli emergenti. «Europa e Usa - ha commentato il ceo Graham Mackay - si confermano difficili, mentre Africa e America Latina fanno registrare andamenti molto positivi. Ma non credo che questo scenario euro-statunitense durerà per molto tempo ancora». Una speranza nella ripresa futura anche se sul breve periodo Sab Miller immagina di alzare i prezzi di alcuni prodotti selezionati per far fronte all' aumento delle materie prime. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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chi Salverà l' Euro? Opzioni e Rischi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere della Sera" del 19-11-2011

Primo Piano

Pagina: 17

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei trattati: una corsa contro il tempo.

«Vi sento ma non vi ascolto», amava dire ai governi il primo presidente della Banca centrale europea, Wim Duisenberg: per sottolineare l' indipendenza dell' istituzione. Mario Draghi, che dal 1° novembre occupa lo stesso ufficio ma in un mondo più scomodo, ieri ha detto che nemmeno lui li ascolta. Ciò nonostante - ha aggiunto - ha qualcosa da dirgli: di sbrigarsi con il fondo salva Stati che essi stessi hanno deciso di costituire da mesi ma non hanno ancora reso operativo. Perché non saranno lui e la sua Bce a dare retta a quei governi e tanti consiglieri che vorrebbero vederli impegnati a comprare, senza se e senza ma, titoli del debito sovrano dei Paesi in crisi. Non sarà la banca di Francoforte a coprire i debiti fuori controllo. Il compito di occuparsi dei bilanci pubblici e di salvare i Paesi partner è dei governi. Punto. Non è l' angelo salvatore Con ciò, Draghi ha sgombrato il campo da un' insistenza che stava montando. Barack Obama e i suoi consiglieri, Nicolas Sarkozy e parecchi professori francesi, economisti e politici dei Paesi mediterranei, giornali europei di sinistra e di destra: tutti a dire che solo la Bce può salvare l' euro, dichiarando che comprerà senza limiti btp, bonos spagnoli, oat francesi e così via. Cioè stampando moneta. Persino giornali non certo lassisti come il Financial Times e l 'Economist si sono chiesti se, in extremis, di fronte alla non impossibile imminenza del disfacimento dell' euro, non sarebbe giustificato un intervento della Bce. Se si arriverà a quel punto, si vedrà: per ora, Draghi lo esclude. E il presidente della tedesca Bundesbank, Jens Weidmann, ha detto che si tratterebbe di un atto «illegale», non previsto dai trattati europei. La discussione e lo scontro in atto in Europa in questi giorni si sono condensati attorno al ruolo della Bce come prestatore di ultima istanza perché, per la prima volta da quando è nato, è diventato chiaro che l' euro potrebbe smembrarsi. Lo hanno ammesso la sera dello scorso 2 novembre Angela Merkel e Nicolas Sarkozy quando dissero al (in quei giorni) primo ministro greco George Papandreou che Atene doveva decidere se restare nella moneta unica o uscirne. La crisi del debito, che già aveva raggiunto livelli drammatici, fece un salto di qualità. Quello che tutti pensavano era confermato dai due azionisti di riferimento dell' euro, Germania e Francia. Dieci anni d' oro Nel decennio scorso, sostenere che l' euro avrebbe potuto autodistruggersi era eresia. La moneta comune marciava trionfante: inflazione sotto controllo; tassi d' interesse minimi; economie in crescita; valuta che si rafforzava nei confronti del dollaro. Nel 2006, al summit di Davos, un economista che poi diventerà una star per avere previsto la crisi del 2008, Nouriel Roubini, osò sostenere che Grecia, Portogallo e Italia avevano i conti così fuori controllo che rischiavano di far saltare l' euro. Il ministro Giulio Tremonti, presente al dibattito, lo invitò a tornarsene in Turchia. Per dire che l' ipotesi di rottura era considerata da quasi tutti impensabile. Il fatto che oggi la ipotizzino Merkel e Sarkozy dà il senso del crollo della fiducia. È successo che, per quasi tutto il primo decennio di vita (l' atto di nascita è il 1° gennaio 1999) l' euro ebbe la fortuna di crescere in un mondo dominato da due forze poderose: la Cina che produceva merci a basso prezzo e impediva l' inflazione in tutto il mondo e il presidente della Fed (la banca centrale americana) Alan Greenspan che immetteva liquidità quasi illimitata nell' economia globale, così tenendo bassi i tassi d' interesse. Quando il circolo Pechino-Washington è saltato, con la crisi dei subprime 2007-2008, anche per l' euro più niente ha funzionato. La grande crisi Ci si è accorti che, in dieci anni, le economie dell' Eurozona invece che convergere avevano preso a divergere, in termini di competitività e di conti pubblici. Venuta a mancare l' enorme liquidità degli anni precedenti, i mercati si sono accorti delle differenze e hanno iniziato a chiedere rendimenti sempre più alti per comprare titoli del debito sovrano dei Paesi deboli. La crisi è così iniziata e si è via via ingigantita, nella convinzione degli investitori che il problema fosse strutturale, che non ci fosse convergenza tra i 17 membri dell' Eurozona. A questo si sono aggiunti errori dei governi, che non sono mai sembrati in grado di controllare la crisi, e si è così arrivati a oggi. L' alternativa tedesca Se la Bce non interverrà, dunque, chi salverà l' euro? L' unica a rispondere è Frau Merkel. La cancelliera dice che l' origine della crisi è la mancanza di un governo economico comune, quindi occorre darselo. Perciò bisogna cambiare i trattati: per creare un Fondo monetario europeo e per stabilire regole di bilancio pubblico più stringenti e con sanzioni automatiche comminate dalla Corte di giustizia europea. C' è il tempo per farlo? Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha proposto che il vertice Ue di dicembre instauri una convenzione che in un anno decida i cambiamenti da fare, che poi dovrebbero essere approvati dai 27 Paesi Ue. Uno sforzo gigantesco e lungo. La scommessa della signora Merkel è che nel frattempo entri in funzione il fondo salva Stati (Efsf) e che tutto ciò - denaro del fondo e prospettiva di governo comune dell' economia - basti a convincere i mercati della futura architettura solida dell' euro. Se non bastasse, si parla sottovoce di un piano B: un' unione fiscale tra Berlino e Parigi, con l' emissione di un bond comune. La Germania garantirebbe il debito della Francia, per preservare il cuore della moneta unica, in attesa che gli altri - a quel punto probabilmente sospesi dall' euro - convergano sui più forti. Quello che si dice ancora più sottovoce è che è in corso la germanizzazione dell' Europa. Danilo Taino twitter@danilotaino RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Chiusura piatta per l' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Sicilia" del 19-11-2011

Borsa

Pagina: 16

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Chiusura piatta per l' euro. La moneta unica europea, secondo le rilevazioni della Bce (banca centrale europea), è stata scambiata ieri a 1,3509 dollari esattamente come l' altro ieri e a 103,85 yen. Dollaro/yen a 76,89. A metà giornata la moneta unica è stata in rialzo sul dollaro e sullo yen. L' euro veniva scambiato a 1,3576 dollari contro 1,3480 dollari l' altro ieri e a 104,06 yen contro 103,76 yen in precedenza. L' euro inoltre valeva 0,85805 sterline contro 0,85400 sterline l' altro ieri e 1,2378 franchi svizzeri contro 1,2387 franchi in precedenza. 19/11/2011.

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L' Euro Aspetta la Germania Dal Wti Segnali d' Allarme (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 19-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Lo spread Btp-Bund resta alto ma a preoccupare è la forte pressione dei mercati sulla Francia Greggio inquieto per le tensioni in Medio Oriente.

L a scorsa settimana abbiamo categoricamente fissato in area 410 il punto al di sotto del quale il mondo può ritornare a sperare in un indubitabile ridimensionamento dello spread Italia-Germania. Al di sopra di tale livello consolidamenti e tensioni continuerebbero invece ad aggravare il clima d' attesa e logorare i partigiani del Btp. In particolare durante la prima settimana di luglio, sull' attacco all' Italia, fummo i primi a segnalare la criticità della situazione rispetto al superamento della collaudata area 180. Purtroppo la questione non è semplice. Quanto sta accadendo ha valenze epocali tali da lasciare un segno nella storia economica dell' Europa. In breve, o la Germania ha il coraggio delle idee e imprime un' accelerazione all' unione monetaria, politica, fiscale ed economica, o l' esperienza dell' euro, così come la conosciamo, è destinata a cambiare l' architettura perseguita nei vari trattati che hanno fondato la sua costruzione. L' attacco alla Francia dimostra che i mercati, per quanto apparentemente caotici e disordinati, hanno una visione diversa rispetto a quanti governano le sovranità del debito. In questa direzione dobbiamo attenderci la revisione del rating e un cambiamento degli equilibri politici tra Francia e Germania. In questo nuovo capitolo dell' offesa all' Europa dobbiamo invece ascrivere il contagio sistemico e l' inerziale incertezza che di giorno in giorno debilita anche la tenuta degli indici azionari. Pertanto, prendendo come riferimento il differenziale Btp-Bund, dobbiamo considerare che la persistenza attorno ai 500 punti base rappresenta una fonte di crisi destinata a riverberarsi su tutti i mercati. Lo dimostra l' andamento dello Standard & Poor' s e nondimeno delle aree emergenti; il primo, dopo ripetute pressioni esercitate su area 1.290/80, ha subito il ritorno delle vendite con reazioni che via via si sono sempre più indebolite sino a intaccare il supporto tecnico segnalato nelle precedenti settimane in area 1.220. Il break out di tale livello imporrà agli investitori più fiduciosi una revisione delle tattiche operative; ciò riporterà il focus degli investitori su potenziali ritorni dei prezzi ai valori minimi trattati nel corso del mese di settembre. Una situazione che, oltre a eccitare le vendite, contribuirebbe ad aumentare le perplessità sul ciclo, in parte corrette dalle figure macro rilasciate nelle ultime settimane. Il riassorbimento del rialzo segnato nel mese di ottobre non mancherebbe inoltre di allertare la Fed, preoccupata e non poco degli effetti che eventuali cadute non contrastate potrebbero produrre sul ciclo qualora i minimi di periodo, area 1.100, non fossero in grado di ripopolare la domanda. Il ritorno dell' avversione al rischio è sottolineata anche dal rafforzamento del dollaro e dalla contestuale tenuta del Bund. Il primo sta puntando alla verfica di area 1,32/1,30, nel contempo il secondo pur in apparente difficoltà a tenere i massimi, consolida valori che profilano una potenziale riaccumulazione sopra 137/136. Le due misure rappresentano in quest' occasione un segnale che merita tutta la nostra considerazione in quanto il dollaro sta conquistando a tappe forzate range inediti, soprattutto sta sfidando area 1,30, livello sotto il quale si concretizzerebbero i dubbi sulla tenuta dell' euro così come lo conosciamo. Sotto tale livello si potrebbe essere autorizzati a pensare a un ritorno della tesi dell' euro a due velocità operata attraverso la rivalutazione di una nuova moneta che sgancerebbe, con la sua nascita, il nord dell' Europa virtuosa da un sud vizioso. La forza del Bund, nonostante i rendimenti marginali e le attuali aste semideserte, rappresenterebbe il ponte di trasmissione, l' hedging naturale verso la nuova moneta. Nell' attesa il mercato vive l' inerzia del dubbio cercando di interpretare mosse politiche e possibili soluzioni. Vedremo. Nel contempo la grande risonanza data alla crisi europea non deve coprire un altro segnale preoccupante proveniente dall' andamento del greggio in questi giorni. In un ambiente in cui si teme recessione, quantomeno un rallentamento globale, stupisce che accanto all' indebolimento delle commodity, rame in primis, il petrolio abbia superato livelli di contenimento preoccupanti. In virtù delle sue forti valenze politiche viene da chiedersi se non vi siano nuove tensioni geopolitiche montanti ancora una volta nell' area mediorientale. Anche in questo caso la tenuta di quota 95 del Wti potrebbe cagionare nuove fonti di allarme.or.it.

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Italia & Co fanno tremare la moneta unica (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Redazione.

 

"Borsa e Finanza" del 19-11-2011

ANALISI TECNICA

Pagina: 40

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: I dubbi sui rating di Francia e Austria indebolisono l' euro. Yen più forte nei confronti del dollaro Usa.

La settimana è stata caratterizzata dal passaggio di consegne da Silvio Berlusconi a Mario Monti per la costituzione di un governo tecnico a cui affidare il difficile compito di riformare l' economia italiana. L' alto debito del Bel Paese e lo spread Btp-Bund non stanno giovando alla valuta Euro e i riflettori sono puntati appunto sull' Italia. In realtà vi sono anche altre ombre, al di fuori dei confini italiani, che potrebbero oscurare il futuro della moneta unica: il mercato obbligazionario sembra dare per scontato un taglio del rating francese, il cui spread non è molto distante da quello italiano, e in settimana è apparso anche qualche dubbio sul debito sovrano austriaco. Nel frattempo il cancelliere tedesco Angela Merkel si è opposta all' uso della Banca centrale Europea come creditore di ultima istanza, mantenendo alta la tensione sui mercati. La Banca centrale europea, ora governata da Mario Draghi, è dovuta invernire tra mercoledì e giovedì acquistando obbligazioni, ma più che correggerne i rendimenti si è limitata a stabilizzarli. L' insieme di queste vicende ha portato a un rapido crollo del valore della valuta unica nei confronti del dollaro statunitense: il cambio EurUsd, che a fine ottobre negoziava a 1,42, ha toccato il minimo di 1,3420 nella giornata di giovedì. Gli eventi hanno scosso anche i mercati asiatici, in cui l' euro ha perso parecchio terreno nei confronti dello yen giapponese tornando ai livelli di inizio ottobre. Questo non può fare piacere al governo di tokyo, che ha più volte ribadito la necessità di svalutare la moneta locale. Migliore la situazione giapponese nei confronti del dollaro: dall' intervento di fine ottobre sembra aver trovato un forte supporto in area 76,80, ma non mancano i tentativi di rottura. È possibile aprire posizioni al rialzo ma di importi moderati. EurSek: durante questa settimana la corona svedese è stata guidata dal sentiment di mercato e in assenza di dati importanti gli operatori hanno seguito le oscillazioni della propensione al rischio. Il governo svedese unitamente alla National debt office ha inoltre accordato il cambiamento della scadenza e del nozionale delle nuove emissioni di debito: verranno emessi bond con una scadenza più lunga per distribuire il debito su un più lungo orizzonte temporale. Sul Forex, se le borse dovessero continuare a scendere, la rottura dell' area 9,20 potrebbe portarlo fino a 9,27. UsdCad: se dovesse continuare l' attuale sentiment di avversione al rischio non è da escludere che il cross UsdCad possa continuare a crescere fino a 1,05. Neanche un aumento del prezzo del petrolio è riuscito tuttavia a supportare il dollaro canadese, ormai appunto in balia del sentimento di mercato.

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