Angloamericani
gelosi degli investimenti cinesi
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"ilgiornale.it" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Solo un paio
di giorni fa scrivevamo che la Germania ha tratto un grande beneficio dall'
attuale crisi finanziaria. E per questo motivo ha continuato nella sua
perseverante rigidità nel non voler toccare nulla ( Eurobond e Bce) per
cambiare le cose. Ieri Sebastian Mallaby scriveva le medesime cose sul
Financial Times . «La Germania ha
Adesso
anche i "Bot people" si trasformano in speculatori
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"Il Riformista" del 26-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: CRAC.Per Merkel e Sarkozy un
crollo dell' Italia «porterebbe inevitabilmente alla fine dell' euro». Intanto,
il rendimento dei Btp tocca il livello record dell' 8%. Per Fitch il nostro
Paese è «già in recessione».
Abstract: Analizziamo
con attenzione le parole del comunicato del governo italiano: «Crollo dell'
Italia», «fine dell' euro», «conseguenze imprevedibili». Un processo che è già
in atto. Secondo gli analisti finanziari siamo vicinissimi al punto di non
ritorno. Una conferma è arrivata ieri sul fronte
Italia
sotto tiro Euro nel vortice
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di ARTICOLO -
Galapagos. |
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"Il Manifesto" del 26-11-2011 |
0 CAPITALE & LAVORO |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Al ribassoSi fa sentire la
delusione dei mercati dopo l' incontro Merkel-Monti-Sarkozy. Buoni del tesoro a
picco: a disfarsi del debito italiano banche francesi e tedesche in prima
linea.
Abstract: Negli Usa
ieri è iniziata la grande abbuffata consumistica degli acquisti natalizi; in
Europa, invece, ha preso forza la stagione dei grandi saldi dell' euro che
seguita a risentire della delusione per l' esito dell' incontro a tre di
giovedì a Strasburgo fra Monti, Merkel e Sarkozy. Dopo una mattinata tutta
trascorsa in forte
Tecnocrati,
la decisione da prendere è se restare o no nel' euro
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"La Padania" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: «Il
presidente del Consiglio venga a riferire in Aula, in merito a quanto sta
accadendo per la crisi economica». Lo ha chiesto Marco Reguzzoni. La Lega non
accetta che il presidente Monti vada a far approvare le riforme che ha in
programma dal duo Merkozy, senza che il Parlamento ne sia minimamente
informato. Altro che recupero del
Piacenza e
la crisi economica: un po' meglio che...in Italia
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"Libertà" del 26-11-2011 |
TV |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Ospite a Telelibertà il
presidente di Confindustria Bolzoni.
Abstract: piacenza -
Apre con una panoramica sulla situazione economica internazionale il presidente
di Confindustria Piacenza Emilio Bolzoni, intervistato ieri sera a Industriando
dal vicedirettore di Telelibertà Nicoletta Bracchi per la puntata conclusiva
della stagione 2011. «Viviamo in un momento molto particolare - ha esordito il
numero
Pantene al
rilancio con ricerca e innovazione
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 28 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Cosmetica.
Abstract: MILANO
Pantene accelera sulla ricerca e si rinnova. Una sfida importante per il
marchio di prodotti per la cura dei capelli di Procter&Gamble, che vale 3
miliardi di dollari l' anno a livello globale ed è market leader nel mondo (con
una quota di mercato del 10%), ma anche in Italia, Paese dove il brand detiene
una quota del 18% di un
La crisi
dell' euro è già da allarme rosso
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Settimana finanziaria |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Mercati. Merkel, Sarkozy e Monti
hanno affermato la completa autonomia della Bce - Ora si attendono interventi
straordinari da Bruxelles e Francoforte.
Sottotitolo: Per l' economista Bruni, la
banca centrale non può essere prestatore di ultima istanza per gli stati.
Abstract: «Ma dove s'
è mai visto che una banca centrale debba essere prestatore di ultima istanza
verso gli Stati», reagisce piuttosto irritato Franco Bruni, docente di politica
monetaria internazionale alla Bocconi. Negli Stati Uniti, verrebbe voglia di
rispondere, con la politica ultra espansiva della Fed e i massicci acquisti di
Il deficit
nell' Unione è anche democratico
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: ANALISI.
Abstract: «La moneta
non appartiene al principe ma alla comunità» avvertì una volta uno dei padri
dell' euro, l' ex-presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer citando un
normanno, il filosofo medioevale Nicola Oresme. A 12 anni dalla nascita, l'
euro sembra il figlio di nessuno. Mercati a parte, la labilità di consenso e di
|
di Daniela Roved. |
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Retail. Secondo i primi dati l'
edizione 2011 dovrebbe battere il record di 10,7 miliardi di dollari realizzato
lo scorso anno Un venerdì «nero» contro la crisi Con il Black Friday parte la
corsa agli sconti prenatalizi negli Stati Uniti SVOLTA VIA WEB I siti online
hanno lanciato una forte offensiva contro i negozi tradizionali proponendo
offerte ancora più allettanti.
Abstract: LOS ANGELES
Televisioni a 42 pollici per solo 199,99 dollari, la Playstation 3 per 200
dollari, stivali a 20 dollari, promozioni del 10% persino su prodotti gettonati
come Ipod, iPad e Mac: è partita alla grande la stagione dello shopping
natalizio con la giornata di megasconti nota ormai in America come «Black
Friday».
L' euro
scivola ai minimi da sette settimane
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 45 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' asta
italiana, che ha visto i rendimenti salire a livelli record, ha fatto arretrare
l' euro ai minimi da oltre sette settimane. L' Italia ha pagato interessi
record del 6,5% per i Bot a sei mesi e la moneta unica europea è scesa a 1,3226
sul dollaro, spinta al ribasso dai timori che la crisi del debito europeo
peggiori di settimana in
Eni, in
Libia la produzione torna ai livelli pre-guerra
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"ilgiornale.it" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' Eni torna
alla normalità in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione
di petrolio nel Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di 280mila
barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante petrolifero ha ripreso la
produzione di petrolio in Libia a fine settembre e riaperto il gasdotto
sottomarino
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"L'Unità" del 26-11-2011 |
Pagina: 31 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: 13937,40.
Abstract: EURO/DOLLARO
1,3267 FTSE MIB + 0,12% FARMACIE Federfarma: sì al contratto per i 70mila
addetti L' Assemblea Nazionale di Federfarma ha approvato ieri l' accordo per
il rinnovodelContrattocollettivonazionale del lavoro dei dipendenti delle
farmacie private. Un' intesa che è stataprecedentementesiglatadaFederfarma,
dopo una trattativa
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"Il Mattino (ed. Avellino)" del 26-11-2011 |
Pagina: 55 |
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Pubblicato
anche in:
"Il Mattino (ed. Circondario Nord)" "Il Mattino (ed.
Benevento)" "Il Mattino" "Il Mattino (ed. Napoli)" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Rosaria
Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un
omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine
(Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre
costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido,
ricordano
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"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011 |
Pagina: 43 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Rosaria
Capacchione Sì, è vero, le lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un
omaggio alla fedeltà coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine
(Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre
costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido,
ricordano
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"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011 |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Maxi-sequestro
da parte della Guardia di Finanza, che sottrae proprietà per oltre due milioni
di euro a persone legate al clan dei Casalesi. Tra gli immobili messi sotto
sequestro anche la villa di Alfonso Schiavone a Casal di Principe, ai cui
cancelli sono stati apposti ieri i sigilli disposti dal Tribunale di Santa
Maria. Un particolare:
Valore di 1
Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO
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"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Pubblicato
anche in:
"Brescia Oggi" "L'Arena" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Valore di 1
Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO
SVIZZERO1,22531,2268 YEN GIAPPONESE102,59103,07 CORONA DANESE7,43727,4370
CORONA SVEDESE9,25059,2440 CORONA NORVEGESE7,83607,8310 CORONA CECA26,03125,693
FIORINO UNGHERESE314,32309,93 ZLOTY POLACCO4,51434,4905 CORONA ESTONE DOLLARO
CANADESE1,39121,3964 DOLLARO
DENAROLETTERA
IN EURO 25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGEN
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"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Pubblicato
anche in:
"Brescia Oggi" "L'Arena" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: DENAROLETTERA
IN EURO 25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGENTO
(PER KG.)573,78573,27761,59769,33 STERLINA (V.C)302,65302,65327,99327,99
STERLINA (N.C)302,65302,65330,02330,02 STERLINA
(POST.74)302,65302,65330,02330,02 MARENGO ITALIANO231,89231,89251,46251,46
MARENGO SVIZZERO229,31229,31247,92247,92 MARENGO
Murales di
Haring La piazza sarà fatta in pietra
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"La Nazione (ed. Pontedera)" del 26-11-2011 |
CRONACA PISA |
Pagina: 26 |
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Pubblicato
anche in:
"La Nazione (ed. Pisa)" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: PRESTO
cambierà pelle anche Largo Zandonai. Dopo Piazza Vittorio e la Domus
Mazziniana, dunque, anche l' area davanti al murales di Haring sarà
completamente riqualificata. Ad annunciarlo il sindaco Marco Filippeschi
durante la breve cerimonia di ieri proprio davanti all' opera del grande
artista americano per festeggiare la
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di di Gianluca
Defendi. |
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: L' indice Ftse-Mib ha subito una
brusca flessione che si è arrestata soltanto a quota 13.600. Segnali negativi
arrivano anche da Wall Street, con l' indice S&P500 che è sceso sotto quota
1.200 punti.
Abstract: ÈNel corso
delle ultime sedute la situazione tecnica dei mercati azionari, sia europei sia
americani, ha subito un pericoloso deterioramento. Alle rinnovate tensioni
finanziari collegate al debito dei paesi periferici dell' area Euro si sono
infatti aggiunti i timori di una possibile ricaduta dell' economia globale in
un periodo di
Ci sono
anche quelli con l' indice verde
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 51 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: I green Etf
sono fondi indice specializzati sull' agricoltura, un modo rapido di puntare su
derrate agricole come frumento, mais, soia e zucchero. In particolare, i prezzi
di mais e soia hanno raggiunto livelli record a inizio anno. Tra i più diffusi
nei portafogli degli investitori Usa sono PowerShares DB Agricoltura, iPath Dow
Jones-AIG
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LUNEDì
21Fiat. Il gruppo a partire dal 1° gennaio 2012 disdirà tutti gli accordi
sindacali vigenti negli stabilimenti automobilistici italiani. La decisione per
Fiat è un atto dovuto ed è conseguente all' uscita del Lingotto da
Confindustria, comunicata il 30 settembre. MARTEDì 22Europa. Doppio no agli
Aveva
ragione Berlusconi, l' euro è una valuta molto particolare di Edoardo Narduzzi
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: A dieci anni
dalla sua nascita l' euro rimane una moneta particolare. Una specie unica nel
panorama finanziario mondiale perché è più una unità di conto che una vera
moneta riferibile a un territorio politicamente integrato e con omogenee
politiche di bilancio e fiscali. Lo aveva spiegato Silvio Berlusconi alcune
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di di Alberto Terzi. |
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 54 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Le tensioni sui debiti sovrani
europei pesano sulla moneta unica. In grande difficoltà il fiorino ungherese.
Abstract: Estrema
volatilità sul mercato valutario, dove in chiusura la parità euro/dollaro ha
raggiunto quota 1,3250, segnando una netta flessione rispetto all' ottava
precedente. Per il momento non si placa la tensione legata ai debiti sovrani
dell' Eurozona, accentuata dall' aumento generalizzato dei rendimenti sui
titoli di stato. Il
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"Il Giorno" del 26-11-2011 |
MILANO ATTUALITA' |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: di GIULIA
BONEZZI ? MILANO ? LO SPREAD deflagra nei discorsi da bar, irrompendo dal gergo
oscuro di Piazza Affari in quello quotidiano del ceto medio milanese. Che potrà
non conoscerne la definizione o come si calcoli, ma sa benissimo cosa vuol
dire: è la misura della distanza tra il dissesto dello Stato italiano e la
Germania prima
«Benzina,
c' è spazio per un calo dei prezzi»
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"Avvenire" del 26-11-2011 |
ECONOMIA |
Pagina: 23 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: «Benzina, c'
è spazio per un calo dei prezzi» È la richiesta a sorpresa dei gestori degli
impianti Squeri (Figisc): il gasolio adesso può scendere di almeno 2 eurocent
al litro DI CHIARA MERICO I prezzi dei carburanti in Italia devono calare, e
potrebbero abbassarsi già nei prossimi giorni. A dirlo, questa
Uno sguardo
ai corporate bond in dollari e sterline per diversificare
|
di di Ester Corvi. |
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Rendimenti
più bassi, ma la possibilità di diversificare il portafoglio fuori dalla
traballante Eurolandia. È questo che hanno in mente gli esperti quando
consigliano di investire una quota del portafoglio obbligazionario in corporate
bond denominati in valute diverse dall' euro, come il dollaro, la sterlina o il
franco
Asta choc
per i Bot Titoli a sei mesi al 6,5%
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"Avvenire" del 26-11-2011 |
ECONOMIA |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Asta choc
per i Bot Titoli a sei mesi al 6,5% Tassi record. Bankitalia: non sono un
indicatore equilibrato venerdì nero Il Tesoro ha collocato 8 miliardi di bond
semestrali, a fronte di richieste per oltre 11 miliardi Il differenziale
Btp-Bund arriva a quota 510: rendimenti al 7,3% E Fitch declassa otto banche
italiane DA MILANO ALESSANDRO
PARIGI -
Basta tergiversare, il conto alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è
chiaro.
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"Il Messaggero" del 26-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: PARIGI -
Basta tergiversare, il conto alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è
chiaro. Per leconomista francese, docente alla Luiss, «stiamo entrando in una
nuova fase», in cui la crisi non travolge più soltanto i Paesi in difficoltà,
ma tutta la zona euro. «Sì, stiamo cambiando epoca.
I grandi
cru italiani battono i francesi all' asta di Christie' s a Hong Kong
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"Italia Oggi" del 26-11-2011 |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Straordinaria
rivincita dei grandi cru italiani nei confronti dei vini francesi all' asta di
ieri da Christie' s a Hong Kong. Dopo i prezzi incredibili raggiunti nell'
ultimo anno e mezzo dai grandi cru francesi, da Chateau Lafite a Chateau
Margaux a Haut-Brion, l' ultima asta di «fine and rare wines» ha confermato
clamorosamente il
Wpp ora
punta sul web Sorrell: ma ha prezzi alti
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"Italia Oggi" del 26-11-2011 |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' agenda del gruppo di
comunicazione. Anche sui nuovi mercati.
Abstract: Wpp
ottimista per il futuro del mercato pubblicitario, anche se è evidente il
rallentamento nei confronti dei diretti concorrenti. Per questo bisogna
accelerare sul digitale, nonostante i costi di internet stiano lievitando
rapidamente, e acquisire un ruolo di intermediario nell' ambito dell' acquisto
di spazi pubblicitari gestiti da gruppi
Asta choc
per i Bot: tassi al 6,5%
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"Italia Oggi" del 26-11-2011 |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Spread Btp-Bund sempre sopra quota
500 pb. Piazza Affari piatta, le altre in crescita.
Sottotitolo: Venduti 8 mld con richieste per
11,7. Interessi raddoppiati.
Abstract: La
trilaterale Merkel-Sarkozy-Monti di giovedì non ha allentato la morsa dei
mercati sugli spread Btp decennale-Bund. Ieri il differenziale, partito a quota
490, è presto risalito fino a un massimo di 511 pb; poi è sceso lievemente, ma
si è sempre mantenuto tra i 505 e i 510 pb, con rendimenti al 7,3%, mentre è
Nella villa
del capo clan il simbolo del dollaro
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"Corriere della Sera" del 26-11-2011 |
Cronache |
Pagina: 24 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: CASERTA -
Come nelle dimore di zio Paperone disegnate nei fumetti, nella villa di Alfonso
Schiavone - ritenuto affiliato a un clan dei Casalesi - era stato realizzato
sul pavimento del cortile un enorme simbolo del dollaro. La villa di Castel
Volturno (Caserta) su tre livelli e riccamente rifinita, è tra i beni
sequestrati ieri per circa
Fermi e
sigilli, Casalesi braccati
|
"Corriere del Mezzogiorno (ed. Caserta)" del 26-11-2011 |
Caserta |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Le operazioni Sequestro di beni
della Finanza, la polizia arresta i fratelli Mezzero.
Abstract: CASERTA -
Una «S» e un «I» maiuscole, quest' ultima sovrapposta a mo' di linea retta,
quasi a ricordare il simbolo del dollaro (che di rette perpendicolari alle S ne
ha però due) raffigurate sulla pavimentazione del cortile dell' abitazione. È
uno dei dettagli dell' operazione che ha portato al sequestro di
|
"La Sicilia" del 26-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Chiusura in
forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell'
incontro a tre a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy
che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond. Dopo una
mattinata in ribasso, l' euro aveva recuperato posizioni su voci, poi
rivelatesi senza fondamento, di un
|
di Stefano Lepri. |
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"La Stampa" del 26-11-2011 |
Prima pagina |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Colloquio col governatore di
Bankitalia: un Paese in ritardo come il nostro deve investire più di altri
nella conoscenza.
Sottotitolo: "Pagano globalizzazione e
moneta unica, salari d' ingresso come negli Anni 80" Btp choc all' 8%,
spread sopra 500. Sarkozy e Merkel: se cade Roma, crolla l' euro.
Abstract: Il
neogovernatore della Banca d' Italia, Visco, dice che «per l' ingresso dell'
Italia nell' euro hanno pagato i giovani», sui quali abbiamo scaricato i costi
della globalizzazione e della svalutazione della moneta. Imprescindibile
investire nella conoscenza, per recuperare il ritardo del Paese. ALLE PAGINE 2
E 3.
Aria di
Ulteriori Ribassi Ma Non è come nel 2008
|
di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 26-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Gli effetti sui mercati non
dovrebbero essere devastanti quanto l' autunno di tre anni fa sebbene non
manchino diverse apprensioni.
Abstract: Il collaudo
di quota 1,32 dell' euro sul dollaro allinea il caotico comportamento dei
negoziatori politici al grido di dolore di quanti detengono asset impiegati sui
governativi periferici. Il livello rappresenta la sintesi degli accadimenti
degli ultimi giorni: da un lato la Germania, ferma su posizioni intransigenti
verso il lato debole dell'
Quella
gelosia per gli investimenti cinesi
|
"Il Giornale" del 26-11-2011 |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: LE MANOVRE ANTI-ITALIANE/3.
Abstract: Stati Uniti
e Gran Bretagna lavorano per demolire l' euro e convincere così Pechino a
puntare su dollaro e sterlina dalla prima pagina (...)in cui l' economia stava
rallentando lo ha reso ancora più efficace. Questa è la versione del flight to
quality ( acquisto della merce migliore, nda ) di cui gli americani già
Settimana
nervosa per indici e commodity
|
di Redazione. |
|
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"Borsa e Finanza" del 26-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 35 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Settimana
ancora all' insegna della tensione con incremento dei volumi sugli indici
azionari e commodity, leggera diminuzione di scambi su valute e singoli titoli.
Nella settimana si è registrato un generale incremento delle posizioni
ribassiste sugli indici, in particolare americani. Sul Nasdaq si è osservato un
incremento di circa
Un' opzione
sopra 102,1 per l' EurJpy
|
di Redazione. |
|
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"Borsa e Finanza" del 26-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 36 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: A fronte del pagamento di un
premio di 718 euro l' operazione a scadenza genera un profitto di 282 euro per
un rendimento di poco superiore al 39% Gli investitori più propensi al rischio
potrebbero alzare lo strike a 1,30.
Abstract: La fase
ribassista sui mercati azionari e le preoccupazioni legate alla situazione
debitoria dei Paesi Europei (con le preoccupazioni che si sono estese anche al
bund tedesco, seppur marginalmente, dettate da rendimenti molto bassi sulla
scadenza a dieci anni) non sono destinate a cessare nel breve periodo. In
questo scenario potrebbero tornare
Eni, in
Libia la produzione torna ai livelli pre-guerra
|
"Il Giornale" del 26-11-2011 |
Pagina: 22 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: ENERGIA Il dopo rivoluzione.
Abstract: Scaroni: «L'
ufficio di Tripoli è di nuovo operativo, estratti 200mila barili al giorno» L'
Eni torna alla normalità in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua
produzione di petrolio nel Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di
280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante
Sequestrata
villa ai Casalesi aveva il simbolo del dollaro
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"La Repubblica (ed. Napoli)" del 26-11-2011 |
Napoli |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: I finanzieri
del Gico di Roma, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli,
hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni nei confronti di
esponenti del gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi. La nuova misura riguarda
tre persone e beni per un valore di oltre 2,5 milioni di euro. Sequestrata una
villa con
Colpo
grosso di Mosca compra i gasdotti bielorussi
|
di LUCA PAGNI. |
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"La Repubblica" del 26-11-2011 |
Economia |
Pagina: 25 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Assegno da 2,5 miliardi e aiuti
per il nucleare La Russia sosterrà il governo di Minsk nella costruzione di una
nuova centrale d´avanguardia.
Abstract: ROMA - La
Russia risolve definitivamente il problema del transito del gas verso l´Europa
occidentale lungo il corridoio settentrionale: comprandosi i gasdotti della
Bielorussia. Con un accordo annunciato ieri, Mosca è salita al 100 per cento
della società che gestisce i metanodotti dello Stato guidato dal regime di
Aleksandr
Paura per
le prossime scadenze i trader chiedono aiuto alla BCE
|
di GIOVANNI PONS. |
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"La Repubblica" del 26-11-2011 |
Economia |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il Financial Times: "Asta
orribile, debito insostenibile" Gli investitori esteri si allontanano
dalla valuta europea e vanno su dollaro, sterlina e franco.
Abstract: MILANO -
Un´asta "orribile" l´hanno definita i trader consultati dal Financial
Times, secondo i quali a questi tassi il rifinanziamento del debito italiano
diventa "insostenibile". Ma se si ascoltano i banchieri centrali, da
Ignazio Visco a Jens Weidmann, capo della Bundesbank, la situazione non sarebbe
così drammatica
Valbrona,
un campo base per i giochi di guerra
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"laprovinciadicomo.it" del 26-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"laprovinciadilecco.it" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Cronaca.
Abstract: VALBRONA I
grandi giocano alla guerra e lo fanno impiegando una bella fetta di bosco,
oltre quattromila e cinquecento metri quadrati, spendendo più di centomila euro
per l' allestimento del campo, senza contare l' acquisto dell' area e il tempo
impiegato. Un gioco da grandi, e quindi con le dimensioni dei grandi e le spese
dei grandi. Il
Borsa:
piazza Affari chiude poco variata, europee in rialzo (2)
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"libero.it" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
Abstract: (
(Adnkronos) - Le Borse europee sono rimbalzate su indiscrezioni secondo le
quali gli investitori privati, come le banche, potrebbero non essere costrette
a contribuire allo European Stability Mechanism, lo strumento destinato a
subentrare all' Efsf. Sul mercato valutario l' euro cade nel cambio con il
biglietto verde, a 1,3235-36 dollari alle
FITCH
TAGLIA 8 BANCHE ITALIANE (MOLTE POPOLARI), OUTLOOK NEGATIVI - MILANO CHIUDE A
+0,1%
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"Dagospia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: 1 - FITCH: RATING IN CALO PER CREDEM,
CREVAL, POP. EMILIA, POP. ETRURIA, POP. MILANO, POP.
SONDRIO, POP. VICENZA E VENETO BANCA - OUTLOOK NEGATIVI Finanza.com - Fitch:
rating in calo per Credem, Creval, Pop. Emilia, Pop. Etruria, Pop. Milano, Pop.
Sondrio, Pop. Vicenza e Veneto Banca BPM BANCA POPOLARE DI MILANO 2 - BORSA,LA
GIORNATA: MILANO
Cambi: euro
chiude in forte ribasso a 1,3244 dollari
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"Fastweb" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha
risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre di ieri a
Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una
nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond. Dopo una mattinata tutta
trascorsa in forte ribasso, l' euro
Euro cola
nuovamente a picco: rientrano voci Banca svizzera
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Ginevra - La
Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento
della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo
una ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17,
al termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli
analisti di UBS si
Euro cola
nuovamente a picco: rientrano rumor Banca svizzera
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Ginevra - La
Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento
della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo
una ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17,
al termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli
analisti di UBS si
Euro:
Chiude Debole Sotto 1,33 Dollari
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
L' euro chiude debole a 1,3280 dollari sulla scia del rialzo record dei
rendimenti registrato all' asta di bot semestrali di oggi. Nel corso della
seduta la moneta comune ha aggiornato il minimo di sette settimane a quota
1,3210. Lo yen perde qualche punto sia sul dollaro, a 77,62, che sull' euro, a
103,04 .
Forex,euro
resta debole su dollaro su assenza soluzioni crisi debito
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"Reuters" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: NEW YORK, 25
novembre (Reuters) - Prosegue all' apertura delle contrattazioni americane la
debolezza dell' euro nei confronti di dollaro e yen, con la valuta unica
appesantita dall' assenza di soluzioni in grado di porre un freno alla crisi
debitoria che sta attraversando la zona euro. Intorno alle 16,00 la valuta
unica cede lo 0,6% nei confornti
Euro a
fondo: Banca centrale svizzera pronta ad agire
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Ginevra - La
Banca Centrale Svizzera e' pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento
della valuta elvetica, che continua a guadagnare terreno sull' euro. I
provvedimenti verranno annunciati alle 17, al termine di una riunione
straordinaria. Secondo gli analisti di UBS, i membri dell' istituto di politica
monetaria svizzero dovrebbero
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"Blog Beppe Grillo" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Chi ci
salverà dal crollo dell' euro? Sembra di assistere alla fine dell' Impero
Romano. nel 476 dc. Allora si dissolse una costruzione politica, oggi una
economica. Non sono state previste delle regole per uscire dall' euro. Se è
difficile entrare, è impossibile uscire. Più o meno come nelle associazioni
criminali. L'
Cambi: euro
resta debole, minimo toccato a 1,3222 dollari
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"Radiocor" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - L' euro arretra ancora su dollaro e principali
divise scontando il malumore per le divisioni sul tema eurobond e il taglio di
rating ungherese avvenuto in mattinata. La divisa unica ha toccato un minimo a
1,3222 dollari e ora segna 1,3242, lasciando sul terreno un' intera figura
rispetto a ieri sera. L'
BofA: la
disgregazione dell' euro è una possibilità
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"Borse" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oggi, 12:56
Il fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of
America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l'
uscita di un Paese dall' Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente
ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi shock". Secondo l'
istituto
BofA: la
disgregazione dell´euro è una possibilità
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"Finanzaonline" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Il
fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of
America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o
l´uscita di un Paese dall´Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente
ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi shock". Secondo
Cambi: Euro
Scende Ancora Su Dollaro, Pesano Risultati Asta Bot
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 25 nov - Euro ancora piu' debole sul dollaro, la moneta unica ha toccato
un nuovo minimo giornaliero a 1,3240 sciovolando sotto la barriera di 1,3250
dove sono concentrate diverse opzioni put (diritto a vendere). ''Si potrebbe
aprire una scenario per ulteriori correzioni ribassiste, soprattutto dopo i
risultati dell' asta dei titoli
Cambi: Euro
Accentua Calo Su Dollaro E Scende Sotto 1,33
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 25 nov - L' euro accentua il calo sul dollaro e scende sotto la soglia di
1,33, gli scambi avvengono in area 1,3262. ''Sulla moneta unica pesa la crisi
del debito sovrano dell' Eurozona e la totale incapacita' del leader europei di
dare una risposta rapida ed efficace per garantire la solvibilita' dei debiti
pubblici dei paesi
Forex, euro
continua calo per mancanza sviluppi su crisi euro
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"Reuters" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LONDRA, 24
novembre (Reuters) - L' euro in apertura delle contrattazioni europee accentua
il calo sia contro dollaro sia contro yen, scendendo in entrambi i casi ai
minimi di sette settimane. I dealer vedono la possibilità di nuovi cali per via
della mancanza di sviluppi in ambito europeo per cercare di risolvere la crisi
di debito. Il
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di a cura di Andrea
Franceschi. |
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"ilsole24ore.com" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Avvio di
contrattazioni sul filo della parità per le Borse europee. Nei primi scambi
prevale la prudenza all' indomani dell' ennesima fumata nera su eurobond e
ruolo Bce al vertice tra Monti, Sarkozy e Merkel . Le preoccupazioni sulle
sorti della moneta unica pesano sulle quotazioni dell' euro che si attesta a
1,33 dollari. Lo spread tra
Cambi: euro
si indebolisce ancora e scende sotto 1,33 dollari
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"Radiocor" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Pesa il
taglio di rating ungherese da parte di Moody' s (Il Sole 24 Ore Radiocor) -
Milano, 25 nov - L' euro tocca i minimi da inizio ottobre e scivola anche sotto
quota 1,33 dollari. All' avvio dei mercati continentali la moneta unica e'
trattata a 1,3307, contro gli 1,3340 di ieri sera, dopo aver segnato anche
1,3296. Secondo gli operatori a
Il no
tedesco agli eurobond pesa sulla moneta
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"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Continua la
flessione dell' euro, che ha ormai raggiunto il minimo da sette settimane nei
confronti del dollaro. La moneta unica risente dell' obiezione di Berlino sugli
eurobond, giudicata un «segnale sbagliato» dal cancelliere tedesco Angela
Merkel. L' euro così scambia a poco sopra quota 1,3340 dollari. Il biglietto
verde
UNA BUSSOLA
NEL VORTICE DELLE VALUTE
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"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Manuale anti contagio - DIFENDERE
IL RISPARMIO.
Sottotitolo: L' incertezza amplifica il
rischio.
Abstract: PAGINA A
CURA DI Riccardo Sorrentino Non è facile. Capire dove possano andare le valute
è sempre complicato: più efficienti sono i mercati, più incerto è il loro
andamento. Questa fase di turbolenza finanziaria, in cui proprio la nostra
moneta, l' euro, sembra sfidare la legge di gravità, lo rende ancora
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"La Nazione" del 25-11-2011 |
LA PAGINA DEI LETTORI |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
moneta indifesa È partito l' assalto all' euro da parte degli speculatori che
hanno capito che è una moneta indifesa. E' stato fatto il raffronto col dollaro
americano: ogni stato della Federazione ha basato alla sua nascita l' economia
sul dollaro. Invece l' euro è nato sulla morte di monete locali, ciascuna sotto
il
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"La Sicilia" del 25-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro ha
chiuso in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni arrivate dal
vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere tedesco, Angela
Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in
mattinata dopo i minimi toccati l' altro ieri, ha invertito la rotta sulla scia
delle parole della Merkel
Htc taglia
le stime e crolla a Taipei
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"Finanza e Mercati" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Il
produttore di smartphone Htc, una delle tante aziende impegnate nelle aule di
tribunale a combattere con Apple sui brevetti di iPhone e iPad, a sorpresa ha
rivisto l' outlook e la reazione è stata un immediato tracollo del titolo. E
ieri Htc è stato tra i peggiori dell' indice di Taipei con una flessione del
6,90% (il listino ha
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"ilsole24ore.com" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Manuale
anticontagio ● Dopo il lungo attacco all' Italia arrivano i primi segnali di
tensione anche sulla Germania. La crisi sempre più estesa del debito sovrano
europeo si traduce in una fase di vulnerabilità dell' euro sui mercati. Come
difendere i propri investimenti dalla volatilità delle valute? Che cosa cambia
negli
Le origini
del crack Plutocrati all' arrembaggio
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"Rinascita" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Secondo
NapoliLibera "una moneta inventata ad arte per trasmettere alle
popolazioni incarcerate nell' eurozona il debito aggregato (cioè pubblico e
privato-pubblicizzato) degli Stati Uniti, dell' Inghilterra e dei loro
satelliti. Come? Con un trucco semplice: J.C.Trichet, governatore della Banca
centrale europea, un loro strumento, nei
Euro:
Chiude Ai Minimi Sul Dollaro Dopo Parole Merkel
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"Wall Street Italia" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
L' euro chiude in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le indicazioni
arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il cancelliere
tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in
ripresa in mattinata dopo i minimi toccati ieri, ha invertito la rotta sulla
scia delle parole della Merkel
Forex: euro
inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $
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"Borse" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oggi, 15:19
Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond
e maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso
della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania,
Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse
congiuntamente in euro (Eurobond)
Forex: euro
inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $
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"ilnuovo.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Cambio di
umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e
maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso
della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania,
Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse
congiuntamente in euro (Eurobond) e a un
Forex: euro
inverte la rotta dopo parole Merkel e tocca nuovi minimi a 1,3320 $
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"Finanzaonline" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Cambio di
umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della Germania a eurobond e
maggiori poteri alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso
della conferenza stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania,
Francia e Italia, ha ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse
congiuntamente in euro (Eurobond) e a un
Cambi: euro
in recupero a meta' giornata a 1,3387 dollari
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"Fastweb" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 24 nov - L' euro prosegue il suo recupero a meta'
giornata sulla spinta dei dati migliori delle attese giunti dalla Germania e
soprattutto delle indiscrezioni di stampa tedesca secondo cui il governo Merkel
non sarebbe piu' del tutto contrario all' ipotesi eurobond. A meta' giornata un
euro vale 1,3387 dollari
Forex,
euro/dlr in lieve risalita su ricoperture dopo minimi ieri
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"Reuters" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LONDRA, 24
novembre (Reuters) - L' euro si conferma in leggero recupero, reduce dai minimi
da sette settimane sul dollaro nella seduta di ieri, a seguito del risultato
assai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco, coperta solo
grazie all' intervento della Bundesbank. Un risultato che dimostra come la
crisi del debito stia creando
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"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti ci prova: per salvare l' Euro, eurobond
o intervento Bce.
Abstract: A ttacco
alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con
soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente
intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale
chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori
internazionali. Continuando con
Angela
debole: non ha alternative
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"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro,
eurobond o intervento Bce.
Abstract: A ttacco
alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con
soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente
intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale
chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori
internazionali. Continuando con
Parigi in
pressing sulla Germania. A Strasburgo si parlerà anche di ampliamento ruolo Bce
|
"Borse" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oggi, 11:13
Il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo
il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela
Merkel. "Una riunione dedicata alla preparazione delle prossime scadenze
europee", si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà
l' occasione per
La Merkel
adesso è più debole Così Mario deve attaccarla
|
"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Angela arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro,
eurobond o intervento Bce.
Abstract: A ttacco
alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con
soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente
intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale
chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori
internazionali. Continuando con
Parigi in
pressing sulla Germania. A Strasburgo si parlerà anche di ampliamento ruolo Bce
|
"Finanzaonline" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Il
presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il
presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel.
"Una riunione dedicata alla preparazione delle prossime scadenze
europee", si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà
l´occasione per discutere
Forex, euro
in lieve recupero su dlr, beneficia di Ifo sopra attese
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"Reuters" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LONDRA, 24
novembre (Reuters) - Euro in lieve risalita nella mattinata dopo essere sceso
ieri sui minimi da sette settimane sul dollaro in scia al risultato quanto mai
deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco ieri, uno dei peggiori
per il paese dall' introduzione dell' euro, che ha dimostrato come la crisi del
debito cominci a creare
Cambi: Male
L' asta Dei Bund. L' euro Soffre (analisi Fxcm)
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"Wall Street Italia" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA-FXCM) - Roma, 24 nov - Don' t
panic, but if you panic, be the first! Devono aver
pensato cosi' gli investitori che avevano posizioni lunghe di euro, dopo che l'
asta sui titoli tedeschi a dieci anni non e' andata a buon fine. Abbiamo
infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i livelli principali di
supporto (come vedremo tra poco)
La Merkel
adesso è debole Così Mario deve attaccarla
|
"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Angela arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro,
eurobond o intervento della Bce.
Abstract: A ttacco
alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con
soli 3,6 miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il conseguente
intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un segnale
chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori
internazionali. Continuando con
Cambi: euro
in lieve rialzo su dollaro dopo calo vigilia
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"Radiocor" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 24 nov - Euro in lieve rialzo nei confronti del dollaro
dopo il calo della vigilia, sui timori di contagio alla Germania della crisi
del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3385 dollari (1,3347 ieri),
dopo aver toccato ieri i minimi dal 6 ottobre a 1,3327, 103,203 yen (103,35),
1,2291 franchi svizzeri
|
di Filippo Caleri. |
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"iltempo.com" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Gli investitori snobbano i
titoli della Merkel. Lo spread risale le borse cedono ancora. Milano giù del
2,3%. Oggi il vertice sull' eurobond. Sarkozy: dalla crisi o ne usciamo insieme
o moriremo.
Abstract: Anche la
solida Germania che ha sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili
soluzioni proposte per salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione
della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza
limiti) ieri ha tremato. I Bund, punto di riferimento dei mercati
internazionali, per dare un prezzo al
FxcM: male
l' asta dei bund. L' euro soffre
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"milanofinanza.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Don' t panic, but if you panic, be the
first! Devono aver pensato così gli investitori che avevano posizioni
lunghe di euro, dopo che l' asta sui titoli tedeschi a dieci anni non è andata
a buon fine. Abbiamo infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i
livelli principali di supporto (come vedremo tra poco) ed ha portato la
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"Il Mattino" del 24-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: A riportare
alla realtà la signora Merkel ci hanno pensato i cosiddetti
"mercati", con quella dose di brutalità che li contraddistingue. Ieri
c' erano 6 miliardi di Bund all' asta; di essi il 35% è rimasto invenduto. La
reazione è stata di sconcerto: non sono forse i titoli di Stato tedeschi l'
emblema stesso della
Euro debole
sul dollaro a fine giornata, sui minimi da un mese
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"La Sicilia" del 24-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Euro debole
sul dollaro a fine giornata, sui minimi da un mese. A pesare, le inquietudini
sulla situazione del debito nella zona euro, accentuate dall' esito deludente
dell' asta tedesca, a cui si aggiungono alcuni dati negativi arrivati dagli Usa
e dalla Cina. La moneta unica è stata scambiata in chiusura a 1,3347 dollari
(1,3491
|
"iltempo.com" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Notizie - Politica 24/11/2011,
05:30.
Sottotitolo: Anche la solida Germania che ha
sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per
salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di
ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza limiti) ieri ha tremat.
Abstract: o. I Bund,
punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio
di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto
non lo fossero nel passato. La tendenza a rifugiarsi nel porto sicuro offerto
dai titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il rendimento talmente tanto,
sotto il 2%, che i bund
Sentiment
ulteriormente peggiorato: nuovo sell-off sui bancari più deboli
|
di Di Fausto Tenini. |
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"milanofinanza.it" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: giornata
decisamente pesante per l' azionario globale, con Piazza Affari che amplifica
la negatività generale per via delle vendite sui bancari. Anche i titoli
difensivi tendono però a sgonfiarsi, con Enel ed Eni molto deboli. Si ravvivano
le aspettative negative in merito alla gestione del debito sovrano, sia a
livello Grecia che
Cambi: Euro
Scende Ancora Sul Dollaro. Pesa Flop Asta Bund
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"Wall Street Italia" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 23 nov - Euro in discesa a 1,3327 sul dollaro, il minimo delle sei
settimane. Una flessione favorita dall' aumento dell' avversione al rischio
dopo il flop dell' asta dei titoli di stato decennali tedeschi (Bund) dove solo
l' intervento della Bundesbank, pari a 2,3 miliardi di euro, ha consentito a
Berlino di centrare l' obiettivo
Bce colloca
552 mln dlr in p/t 6 gg in valuta, richieste da 2 banche
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"Reuters" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: FRANCOFORTE,
23 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari
nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono
pervenute da 2 banche, per una cifra identica a quella in rientro dal p/t della
settimana scorsa, richiesta a sua volta da 2 banche. L' operazione, questa
settimana a 6 giorni,
Cambi: euro
si indebolisce sotto 1,35 dollari in avvio
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"Radiocor" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 23 nov - Euro in calo nei primi scambi sui mercati
continentali. La moneta unica scende a 1,3467 dollari da 1,3507 e perde terreno
sulle altre divise. Pesano le indiscrezioni sulla revisione del piano di
salvataggio di Dexia che potrebbe portare - secondo il belga De Standaard - a
oneri piu' consistenti per le
Saccomanni:
tregua politica-investitori
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"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: «Servono percorsi credibili di
risanamento»
Abstract: PARIGI. Dal
nostro corrispondente «Serve al più presto una tregua tra politica e mercati».
Lo ha sostenuto il direttore generale della Banca d' Italia, Fabrizio
Saccomanni, a Parigi per una serie di impegni istituzionali. «Per uscire da
questa situazione di continuo sfasamento - ha spiegato Saccomanni - tra i tempi
dei
La moneta
unica oscilla a quota 1,35 sul dollaro
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"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Frena lo
spostamento verso beni rifugio e l' euro recupera nei confronti del dollaro e
dello yen, con gli investitori un po' meno scettici sulle capacità dei leader
europei di risolvere i guai dell' Eurozona. Ha giocato un ruolo anche l'
annuncio da parte dell' Fmi di una nuova linea di credito per aiutare i Paesi
colpiti dal contagio della
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di Mara Mont. |
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"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Negoziati per un prestito-ponte
o un private placement.
Abstract: 135 milioni
Il valore dell' acquisizione Con l' acquisizione avvenuta a un prezzo di circa
135 milioni di dollari, Datalogic, quotata in Borsa al segmento Star, «rafforza
la sua posizione internazionale e sul mercato dell' industrial automation», si
legge in un comunicato della società. 92,3 milioni Il fatturato del target
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"Il Giornale Di Vicenza" del 23-11-2011 |
Pagina: 11 |
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Pubblicato
anche in:
"Brescia Oggi" "L'Arena" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: FISCO LE
BANCHE SVIZZERE AUSPICANO ACCORDI ANCHE CON ITALIA Le banche svizzere ritengono
auspicabile la conclusione di accordi fiscali tra Confederazione e altri Paesi
europei, Italia inclusa, sul modello delle intese sulla doppia imposizioni
raggiunti con Germania e Regno Unito. Con il nuovo governo «si è forse creata
una nuova
I gioielli
Graff sfidano i big Ipo da 1 miliardo di dollari
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"MF (Fashion)" del 23-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il gruppo londinese studia lo
sbarco sul listino di Hong Kong per finanziare lo sviluppo nel mercato asiatico
in concorrenza con i colossi Richemont e Lvmh . Il debutto in Borsa è atteso il
prossimo anno. Pagina a cura di Gianni Risi.
Abstract: Graff
diamonds fa rotta sulla Borsa di Hong Honk per finanziare lo sviluppo in Asia
in aperta concorrenza con i big del settore, cioè Richemont, principalmente con
i marchi Cartier e Van Cleef, e Lvmh , che ha appena rafforzato questo segmento
del proprio portafoglio con la conquista di Bulgari. «Se non raggiungi una
certa dimensione
La cura
Bernanke funziona. La Bce cosa aspetta?
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di di Edoardo
Narduzzi. |
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"MF" del 23-11-2011 |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Nonostante
l' impasse sul deficit federale e le tensioni sempre alte tra i partiti, ormai
già in corsa per le elezioni previste tra 11 mesi esatti, la salute dell'
economia americana dà segni di miglioramento. La politica monetaria espansiva e
l' annessa debolezza del dollaro stanno spingendo il pil Usa la cui crescita,
sebbene
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"La Sicilia" del 23-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Chiusura in
ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre
permangono dubbi e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito. L' euro
ha risentito anche delle parole della cancelliera Angela Merkel che ha
sollecitato modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e
sottolineato come i paesi in difficoltà
Cambi: Ig
Markets, investitori in euro/dollaro tra Scilla e Cariddi (2)
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"libero.it" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
Abstract: (
(Adnkronos) - Oggi, continua Christopher Beauchamp, "la sterlina e' scesa
a un minimo di sei settimane rispetto al dollaro americano questo pomeriggio,
dopo che una revisione al ribasso della crescita degli Stati Uniti del terzo
trimestre ha pesato sulle valute rischiose. A dare forza alla pressione al
ribasso sono state le continue
Cambi: Ig
Markets, investitori in euro/dollaro tra Scilla e Cariddi
|
"libero.it" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
Abstract: M ilano, 22
nov. (Adnkronos) - "Gli investitori in euro/dollaro sono ora in bilico tra
Scilla e Cariddi, in quanto hanno a che fare non solo con la prospettiva di un
crollo dell' euro, ma anche con una nuova versione della crisi estiva del
debito degli Stati Uniti". A spiegarlo e' Jana Pristovsek di Ig Markets,
da Londra, nel Forex Focus di oggi.
Cambi: euro
chiude in ribasso sotto quota 1,35 dollari
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"Fastweb" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 22 nov - Chiusura in ribasso per l' euro che termina al
di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull'
evoluzione della crisi del debito. L' euro ha risentito anche delle parole del
cancelliere Angela Merkel che ha sollecitato modifiche rapide ai trattati
costitutivi dell' Unione e
Euro:
Chiude Sotto 1,35 Dollari Dopo Giornata Volatile
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"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
L' euro chiude debole, sotto 1,35 dollari, al termine di una giornata volatile.
Pesa sulla moneta europea il dato deludente sul Pil Usa nel terzo trimestre.
Anche le tensioni sugli spread si fanno sentire. L' euro chiude a 1,3499, dopo
aver oscillato tra un minimo di 1,3467 e un massimo di 1,3568 dollari. Euro/yen
a 104,02 e
EurUsd
cerca di liberarsi da un canale laterale
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"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Legnano - La
settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere
banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della
Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania
agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano
che doveva stendere un
Forex, euro
tocca brevemente massimi su dlr in apertura Londra
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"Reuters" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LONDRA, 22
novembre (Reuters) - Nelle prime battute sulla piazza londinese la valuta unica
si spinge brevemente ai massimi intraday su dollaro, forte dell' impostazione
rialzista delle borse europee dopo la débacle di ieri. A monte della leggera
ripresa dell' euro/dollaro, dicono gli operatori, la domanda di istituzionali
mediorientali e l'
La
settimana inizia con le solite preoccupazioni
|
di FXCM
MercatoForex. |
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"Bluerating" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La settimana di contrattazioni
non si è aperta nel migliore dei modi.
Abstract: La settimana
di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono
state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte
dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il
mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un
piano per la
|
"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Legnano - La
settimana di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere
banco ci sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della
Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania
agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano
che doveva stendere un
Cambi: La
Settimana Inizia Con Le Solite Preoccupazioni (analisi Fxcm)
|
"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA-FXCM)
- Roma, 22 nov - La settimana di contrattazioni non si e' aperta nel migliore
dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie principali: il possibile
downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein'
della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del
supercomitato americano che doveva
Ecco chi
scommette contro l' Ue
|
"Il Riformista" del 22-11-2011 |
Pagina: 5 |
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|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: CROLLO DEI MERCATI.
Abstract: DI MAURO
BOTTARELLI ¦ Totale par condicio sui mercati: nessun effetto Monti, nessun
effetto Rajoy. Se infatti Piazza Affari (al netto di un aggravio tecnico dello
0,67 per lo stacco di alcune cedole) è stata maglia nera in Europa con un netto
-4,74, Madrid non ha fatto molto meglio (-3,22) e la Banca centrale spagnola ha
salutato il
Fxcm: la
settimana inizia con le solite preoccupazioni
|
"milanofinanza.it" del 22-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: La settimana
di contrattazioni non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono
state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da parte
dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il
mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un
piano per la
La Cina
prima, nel 2027 I Brics meglio dell' Italia
|
di ARTICOLO. |
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"Il Manifesto" del 22-11-2011 |
0 CAPITALE & LAVORO |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: CAMBIA IL RANKING MONDIALE.
Abstract: La Cina
batterà gli Stati Uniti e si affermerà come la maggiore economia al mondo entro
il 2027. A prevederlo - riporta il The Telegraph - è Jim O' Neil, numero uno di
Goldman Sachs Asset Management, confermando così le stime della banca d'
affari. «Dal 2001 il pil della Cina è quadruplicato, da 1.500
Ma un euro
forte a chi giova? Per ora solo alla Germania
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"La Padania" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Una svalutazione pilotata della
moneta unica invertirebbe la crisi negli altri Paesi.
Abstract: Tutto mi
aspettavo, salvo vedere Monti in veste di umorista: dire che il suo Governo non
è quello delle banche e dei banchieri pare una battuta degna di Zelig, visto
che il suo ministro più importante, Corrado Passera, è un banchiere. Intanto
registriamo che il governo è cambiato, ma i problemi legati alla nostra
In
flessione le monete legate alla crescita
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"Il Sole 24 Ore" del 22-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 43 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: La
supercommissione del Congresso statunitense non riesce a trovare una soluzione
sul debito pubblico americano e sui mercati torna in auge la fuga verso gli
asset più sicuri, che restano le attività in dollari e yen. Così le due monete
sono uscite vincenti dalla sessione di ieri, con l' euro ancora in flessione,
ma poi in
Gap, l'
utile trimestrale scivola del 31%
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"MF (Fashion)" del 22-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Gap (nella
foto un look) ha chiuso il terzo trimestre del 2011 con una sensibile flessione
dell' utile che non ha però influenzato negativamente le previsioni per l'
intero anno fiscale. Il gruppo statunitense ha archiviato il periodo con
profitti in discesa del 31% a 193 milioni dollari (pari a circa 142,8 milioni
di euro a cambio di ieri)
Famiglia
Universitaria inaugurato il nuovo anno
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"Brescia Oggi" del 22-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: «Non tradite
la possibilità di far tesoro del tempo preziosissimo che state vivendo: dovete
sentire l´università come una stagione della vostra vita necessaria alla
costruzione del vostro futuro». Con queste parole Giuseppe Camadini, presidente
della Fondazione Giuseppe Tovini, si è rivolto agli studenti che
Perché l'
euro regge sul dollaro?
|
di ?di Francesco
Arcucci ? |
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"Italia Oggi" del 22-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Mentre, nella sua zona, È esploso
il rischio dei debiti sovrani.
Sottotitolo: È positiva la bilancia dei
pagamenti di molti paesi Ue.
Abstract: I
commentatori e gli analisti sono nei guai. Parlano di crollo dell' euro e di
possibile naufragio della moneta unica europea. Danno per scontato che il
problema sempre più grave del rischio sovrano in Europa abbia determinato già
un forte indebolimento dell' euro sul mercato dei cambi e, per dare corpo alle
loro tesi, si guardano
La vera
mission della Bce dovrebbe essere l' euro
|
di di Edoardo
Narduzzi. |
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"MF" del 22-11-2011 |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: «Il 50%
delle riserve valutarie della Federazione russa sono denominate in euro, quelle
cinesi sono tutte in dollari». Dmitry Medvedev, presidente uscente della
Russia, non è un economista e tantomeno un banchiere, ma sicuramente è un uomo
di potere della geopolitica mondiale. Le sue scarne parole pronunciate la
scorsa
Crisi: Ig
Markets, disaccordi in Europa e riluttanza Bce la aggraveranno
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"libero.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Economia.
Abstract: M ilano, 21
nov. (Adnkronos) - "L' euro ha continuato a perdere terreno nei confronti
del dollaro questo pomeriggio, visto che le continue preoccupazioni in Europa
hanno spinto gli investitori a ridurre la loro esposizione sulla moneta unica
europea. Gli investitori temono che i disaccordi tra i leader europei e la
riluttanza della Banca centrale
Crisi:
Borse Anticipano Recessione. Euro E Dollaro Senza Appeal (punto)
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"Wall Street Italia" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 21 nov - Inizio di settimana in profondo rosso per le borse di tutto il
mondo. Il vento ribassista ha soffiato sulle due sponde dell' atlantico. In
Europa, la peggiore performance l' ha registrata Milano: -4,74%, flessioni
superiori al 3% per le altre piazze. Pesante anche l' andamento delle borse Usa
in flessione di oltre il 2%.
Ecco chi e
come attacca l' euro
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"libero.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi
internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo
la Svizzera (che è fuori)
Abstract: L e Borse
sotto attacco, i titoli di stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano
sotto i colpi di spread e declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per
temere un attacco non tanto ai mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta
unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il Vecchio Continente rischia il
collasso. La colpa è
Crisi e
sfiducia: è fuga dall' euro
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"libero.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi
internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo
la Svizzera (che è fuori)
Abstract: L e Borse
sotto attacco, i titoli di stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano
sotto i colpi di spread e declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per
temere un attacco non tanto ai mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta
unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il Vecchio Continente rischia il
collasso. La colpa è
I timori
per la crisi Ue mettono in ginocchio l' euro, l' effetto continuerà
|
di Di Annalisa
Vilardo. |
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"milanofinanza.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Mattinata
nera per l' euro. Dopo aver messo a segno un discreto movimento al rialzo
venerdì, si sta assistendo a una debolezza notevole. Il cambio euro/dollaro è
sceso ai minimi di seduta da 1,3516 a 1,3438 e un' altra discesa non è esclusa,
a causa anche delle vendite diffuse dei titoli di Stato europei, sostengono gli
Nuovo
record per il prezzo della benzina Il gasolio vola a 1,575 euro al litro
|
"larepubblica.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: A livello internazionale il
costo della verde si è attestato a 901 dollari la tonnellata in calo di 17
dollari, mentre il diesel è sceso a 1.003 dollari la tonnellata.
Abstract: MILANO - Non
si ferma la corsa del gasolio. Secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana
il prezzo del diesel è arrivato nei distributori Esso e Eni a 1,575 euro al
litro, nuovo record storico. Il prezzo della benzina con il secondo forte calo
consecutivo venerdì sui mercati internazionali, sottolinea la Staffetta, ha
raggiunto il
Benzina/Media
verde cala a 1,621 euro, gasolio sale a 1,571 euro
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"Wall Street Italia" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Roma, 21
nov. (TMNews) - Scende il prezzo della benzina, sale quello del gasolio. E'
quanto emerge dalla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana. Domenica,
rileva la Staffetta, Eni ha messo mano ai listini abbassando il prezzo della
benzina e alzando quello del gasolio. Da ieri il prezzo medio nazionale della
benzina Eni è sceso di
Euro: Apre
In Calo Sotto 1,35 Dollari
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"Wall Street Italia" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
L' euro apre in lieve calo sotto quota 1,35 dollari. La moneta unica e'
scambiata a 1,3486 dollari contro 1,3509 dollari delle quotazioni Bce. La
divisa europea vale 103,60 yen. Gli investitori restano cauti e l' attenzione
e' puntata sull' esito delle elezioni in Spagna che hanno visto il trionfo dei
popolari e la pesante sconfitta
Forex, euro
sulle posizioni a fine seduta in Asia
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"Reuters" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: TOKYO
(Reuters) - Euro stabile nelle ultime battute sulla piazza asiatica, dopo il
rally che ha preceduto il fine settimana, apparentemente poco influenzato dall'
esito delle consultazioni elettorali spagnole. La tenuta contro dollaro va
messa in relazione alle pressioni sulla valuta Usa legate al previsto annuncio,
questa sera, del fallito
SCOMMESSA
SUL FUTURO DELL' EUROPA
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"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Manuale anti-contagio - DOVE VANNO
LE VALUTE.
Sottotitolo: Risparmi al test dei cambi.
Abstract: PAGINA A
CURA DI Nicola Borzi Isabella Della Valle Marilena Pirrelli I risparmiatori
italiani da sempre guardano con interesse alle opportunità di investire fuori
dall' eurozona, che possono regalare corpose soddisfazioni o cocenti delusioni.
Ai tempi della lira, chi deteneva attività denominate in valute estere che si
rafforzavano
«La
patrimoniale? Un rischio con cui convivere»
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"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: INTERVISTARoberto Lenzi.
Sottotitolo: «Chi teme la fine della moneta
unica può comprare dollari e tenerli in Italia»
Abstract: Il grande
spauracchio degli investitori, la patrimoniale, per ora resta sullo sfondo. Il
neopresidente del Consiglio, Mario Monti, ha rinviato ogni ragionamento sulla
possibile applicazione limitandosi a parlare di «monitoraggio della ricchezza
accumulata». Certa appare invece la riproposizione dell' Ici sulla prima casa,
magari
Btp Come
valutare gli sconti con il catenaccio del 20%
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"Corriere Economia" del 21-11-2011 |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Reddito fisso Il panorama del
debito dopo il via libera al nuovo governo.
Sottotitolo: I Bot offrono poco meno del 6%,
i decennali il 7%, i Cct oltre il 9%: le strategie di resistenza e quelle di
rischio calcolato DI ANGELO DRUSIANI.
Abstract: N on è la prima
volta (e non sarà neppure l' ultima) che il sistema finanziario internazionale
si incanala in crisi complesse, con vie di uscita sempre più strette. Da due
anni circa, le quotazioni del debito pubblico greco sono scese in misura
rilevantissima. Poi è toccato ai titoli di altri paesi, prima che anche le
"Breaking
Dawn Part 1": dopo due giorni 114 milioni di dollari incassati negli Usa!
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"Blogosfere" del 20-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: In due
giorni 114 milioni di dollari . "Breaking Dawn Part 1" ha decisamente
fatto il botto negli States, promettendo di superare i 142 milioni solo in
questo primo weekend. In Italia, il film di Bill Condon va bene ma non tanto
quanto ci si potesse aspettare: in quattro giorni di programmazione, i milioni
di euro sono sei e mezzo. "New Moon"
La
liquidità che scappa sceglie la via di Wall Street
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"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Abstract: Fabio Pavesi
Sono tre, in una sintesi certo approssimativa se non estrema ma efficace, i
fattori che fanno salire o scendere le Borse. La dinamica degli utili
aziendali; l' andamento della congiuntura macro-economica e l' effetto domanda.
Quanto al primo, è noto che il ciclo dei profitti sia stato rivisto al ribasso
sia nella Vecchia Europa
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"Il Gazzettino (ed. Udine)" del 20-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Il Gazzettino (ed. Vicenza-Bassano)" "Il Gazzettino (ed.
Treviso)" "Il Gazzettino (ed. Padova)" "Il Gazzettino
(ed. Pordenone)" "Il Gazzettino (ed. Rovigo)" "Il
Gazzettino" "Il Gazzettino (ed. Belluno)" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Il
divertimento più remunerativo al giorno d' oggi? Non il cinema, non la musica:
il videogioco. A dirlo sono le cifre. Se un kolossal di animazione - che molti
considerano una forma cinematografica di videogame - come "Avatar" ha
il record di incassi nel primo weekend di programmazione in tutto il mondo di
242 milioni di dollari, un
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"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L'
instabilità dei cambi e le tensioni sull' area euro impattano direttamente
sulla performance dei listini e delle società quotate: non a caso la Bose che
meglio stanno reggendo alla crisi sono quelle fuori dalla moneta comune: non
solo New York ma anche quelle europee come Londra, Oslo, Zurigo o Stoccolma.
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"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Le Banche
centrali. Il grafico mostra come è investito il flusso di nuove riserve delle
Banche centrali dei Paesi emergenti. Nel primo semestre del 2011 gli
investimenti in euro sono diminuiti, a vantaggio di quelli in sterline e yen.
Questo significa che le Banche centrali hanno investito meno in euro. Stabili,
invece, gli investimenti in
l' Uso del
Contante? in Italia è del 50% sopra la Media Ue
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"Corriere della Sera" del 20-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Sangalli: cambiamo, ma meno
costi al Bancomat.
Abstract: ROMA -
Cambiano le leggi e cambiano anche le abitudini. Anche per quel che riguarda l'
uso del contante degli italiani. Che resta preponderante negli acquisti, ma
viene accompagnato da un aumento, di un quarto negli ultimi cinque anni, delle
carte elettroniche rese più sicure dalle nuove regole sui servizi di pagamento
adottate recependo
Chi salverà
l' Euro? Opzioni e rischi
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"corriere.it" del 19-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Approfondimenti | La moneta unica
Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni.
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la
riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l'
unione fiscale tra Berlino e Parigi.
Abstract: Approfondimenti
| La moneta unica Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni Chi
salverà l' Euro? Opzioni e rischi La Bce, il fondo salva Stati, la riforma dei
trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l' unione fiscale
tra Berlino e Parigi "Vi sento ma non vi ascolto" , amava dire ai
governi il primo
Boccata d'
ossigeno per l' euro che chiude in rialzo
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 45 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro si
rafforza per la prima volta nella settimana nei confronti del dollaro e dello
yen, sulla scorta di voci legate a futuri interventi della Bce o comunque a
suoi ulteriori acquisti di obbligazioni italiane e spagnole in grado di
arginare l' impennata dei rendimenti e le ricadute sul debito dei Paesi. Ieri
sera la moneta unica europea era
Banche a
caccia di liquidità, interbancario «congelato»
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Rischio contagio - CREDITO SOTTO
STRESS.
Sottotitolo: Swap euro/dollaro ai massimi dal
dopo Lehman.
Abstract: «Cercasi
denaro disperatamente». Mario Draghi non poteva certo pronunciare in pubblico
simili parole, perché un linguaggio così diretto mal si concilierebbe con il
suo ruolo istituzionale. Ma il fatto che il neo presidente della Banca centrale
europea (Bce) abbia ieri aperto un convegno a Francoforte dedicando i primi
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"Il Gazzettino" del 19-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: VENEZIA -
Difficilmente poteva essere la semplice inaugurazione di una mostra, quella di
ieri, dedicata a Ernesto Teodoro Moneta (foto) e dal titolo illuminante
«Ernesto Teodoro Moneta, Premio Nobel per la Pace. Attualità di un messaggero
di pace». Figura complessa quella dell' unico premio Nobel per la Pace italiano
Il rebus
delle aste snobbate dagli istituti
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Abstract: Maximilian
Cellino Deserte, o quasi. Le aste d' emergenza che la Bce ha ripristinato per
concedere dollari alle banche europee non sembrano riscuotere grande successo:
due sono gli istituti (la cui identità è rigorosamente nascosta da Francoforte)
ormai affezionati a quelle settimanali. Chiedono più o meno 500 milioni, non le
M&A. Un
altro ostacolo al merger Fosters più cara per SabMiller
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di Leonardo Maisano. |
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: LA SORPRESA Il big sudafricano
della birra, dopo un negoziato con il fisco australiano, scopre di dover pagare
582 milioni di dollari locali.
Abstract: LONDRA. Dal
nostro corrispondente La Fosters costa più cara. La lunga accidentata corsa del
gruppo Sab Miller per l' acquisizione della birra australiana inciampa in un
altro ostacolo, largamente atteso: il fisco. Dopo un lungo negoziato con l'
ufficio delle tasse australiano Sab Miller ha scoperto di dover pagare 582
milioni di dollari
chi Salverà
l' Euro? Opzioni e Rischi
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"Corriere della Sera" del 19-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 17 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la
riforma dei trattati: una corsa contro il tempo.
Abstract: «Vi sento ma
non vi ascolto», amava dire ai governi il primo presidente della Banca centrale
europea, Wim Duisenberg: per sottolineare l' indipendenza dell' istituzione.
Mario Draghi, che dal 1° novembre occupa lo stesso ufficio ma in un mondo più
scomodo, ieri ha detto che nemmeno lui li ascolta. Ciò nonostante - ha
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"La Sicilia" del 19-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Chiusura
piatta per l' euro. La moneta unica europea, secondo le rilevazioni della Bce
(banca centrale europea), è stata scambiata ieri a 1,3509 dollari esattamente
come l' altro ieri e a 103,85 yen. Dollaro/yen a 76,89. A metà giornata la
moneta unica è stata in rialzo sul dollaro e sullo yen. L' euro veniva
scambiato a
L' Euro
Aspetta la Germania Dal Wti Segnali d' Allarme
|
di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 19-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 45 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Lo spread Btp-Bund resta alto ma
a preoccupare è la forte pressione dei mercati sulla Francia Greggio inquieto
per le tensioni in Medio Oriente.
Abstract: L a scorsa
settimana abbiamo categoricamente fissato in area 410 il punto al di sotto del
quale il mondo può ritornare a sperare in un indubitabile ridimensionamento
dello spread Italia-Germania. Al di sopra di tale livello consolidamenti e
tensioni continuerebbero invece ad aggravare il clima d' attesa e logorare i
partigiani del Btp. In
Italia
& Co fanno tremare la moneta unica
|
di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 19-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 40 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: I dubbi sui rating di Francia e
Austria indebolisono l' euro. Yen più forte nei confronti del dollaro Usa.
Abstract: La settimana
è stata caratterizzata dal passaggio di consegne da Silvio Berlusconi a Mario
Monti per la costituzione di un governo tecnico a cui affidare il difficile
compito di riformare l' economia italiana. L' alto debito del Bel Paese e lo
spread Btp-Bund non stanno giovando alla valuta Euro e i riflettori sono
puntati appunto sull'
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"ilgiornale.it" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Solo un paio di giorni fa scrivevamo che
la Germania ha tratto un grande beneficio dall' attuale crisi finanziaria. E
per questo motivo ha continuato nella sua perseverante rigidità nel non voler
toccare nulla ( Eurobond e Bce) per cambiare
le cose. Ieri Sebastian Mallaby scriveva le medesime cose sul Financial Times .
«La Germania ha goduto di flussi di capitale dai Paesi periferici, abbassando
il rendimento dei suoi titoli a 10 anni... Uno stimolo monetario
che è arrivato proprio nel momento in cui l' economia stava rallentando lo ha
reso ancora più efficace. Questa è la versione del flight to quality ( acquisto
della merce migliore, nda ) di cui gli americani già beneficiano grazie alla
solidità del dollaro». Insomma, come abbiamo già
scritto, la Germania fino a oggi aveva tutto da guadagnare dalla speculazione
finanziaria che ha gettato nel cestino i titoli del debito pubblico italiano e
ha iniziato a comprare quelli tedeschi a caro prezzo (e dunque a basso
rendimento). Purtroppo per l' Europa, l' attacco all'
Italia in realtà, come dicevamo in tempi non sospetti, è un attacco alla moneta unica. E i tedeschi rischiano (anche se per ultimi
tra i 17 Paesi dell' euro) di fare la nostra fine. Un
primo segnale lo abbiamo visto all' asta, andata quasi deserta, dei Bund di
quattro giorni fa. Il tesoro di Berlino pretendeva, come ha fatto negli ultimi
mesi, di vendere la sua carta decennale a prezzi altissimi (con rendimenti
ridicoli e inferiori al 2 per cento). Il mercato gli ha voltato le spalle. E
dopo poche ore, in compenso, la liquidità si è trasferita in America. L' asta
dei titoli a sette anni ha visto una domanda eccezionale: 3,2 volte l'
offerta,nonostante i prezzi del Treasuries americano fossero elevatissimi. La
morale è che gli Usa potrebbero giocare ai tedeschi lo stesso scherzetto, che
Berlino sta facendo a Roma. Bisogna dunque fare un passo indietro e cercare di
capire, per quale dannato motivo ci siamo trovati in questa condizione. La
storia si può rendere semplice. Tutto parte dalla grande crisi subprime
anglosassone del 2008 ( «la madre dell' attuale tempesta » ci ha detto Corrado
Passera, quando ancora faceva il banchiere). Gli States per uscirne fuori hanno
iniziato a stampare moneta a più non posso e a
trasferire i debiti privati in debito pubblico. Il gioco è semplice. Lo stato
si accolla le passività di banche e privati ed emette titoli di stato che
vengono comprati dalla banca centrale (da quelle parti la Fed non si comporta
certo come la Bce). Il meccanismo ha però un pesante effetto collaterale: e
cioè quello di deprezzare il valore della moneta
americana. Il dollaro rischiava di essere pesantemente
svalutato. Banalizziamo: a forza di produrre una merce (il dollaro,
appunto) il suo prezzo [Lapresse] si riduce. In concomitanza con queste
politiche monetarie americane, l' immensa riserva di liquidità detenuta dai Paesi emergenti e
soprattutto asiatici ha iniziato a diversificare il rischio. E cioè a comprare
attività finanziarie in euro.D' altronde se compro una
casa o un titolo in una moneta che rischia di perdere
valore, è ragionevole temere che la medesima casa e titolo perdano di pari
passo valore. Ci ricordiamo bene le grandi polemiche ad esempio dei Paesi arabi
nel voler vendere la loro preziosa merce (il petrolio) in euro. O il comportamento della Banca centrale cinese che iniziò a
diversificare le sue valute di riserva cedendo dollari e acquistando euro. Insomma il mondo si stava
accorgendo che sarebbe stato più safe avere qualche dollaro di meno in
portafoglio e qualche euro
in più: se non altro per distribuire in modo più equilibrato il rischio. I
cinesi si stima che abbiano 800 miliardi di debito pubblico europeo,
di cui 100 in quello italiano. Non si tratta di un complotto, ma di un
legittimo interesse: l' America ha temuto di perdere il suo primato valutario
nonché il vantaggio di detenere una valuta riserva di
valore globale. L' Europa senza un governo centrale,
con una Bce impotente e con l' interesse di breve periodo della Germania di
mantenere la sua relativa rendita di posizione, non si sta rendendo conto della
guerra finanziaria in corso. La battaglia si conduce
sul campo italiano, che è quello più debole e pasticcione. Ma l' attacco è all'
euro e alla sua capacità che ha dimostrato negli
ultimi due anni di rappresentare una valida alternativa al dollaro.
Fino a quando la Merkel non si renderà conto che l' avversario non lo ha in
casa (il lassismo italiano), ma oltre oceano, non ci saranno speranze. E si potrà
pure pensare di ritornare al marco forte e stabile, come qualche analisi sta
ipotizzando. Eventualità che farà sì che noi, compresi i tedeschi, si sia
destinati a giocare per gli anni a venire in serie B. Ingrandisci immagine.
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"Il Riformista" del 26-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: CRAC.Per Merkel e Sarkozy un
crollo dell' Italia «porterebbe inevitabilmente alla fine dell' euro». Intanto,
il rendimento dei Btp tocca il livello record dell' 8%. Per Fitch il nostro
Paese è «già in recessione».
Analizziamo con attenzione le parole del
comunicato del governo italiano: «Crollo dell' Italia», «fine dell' euro», «conseguenze imprevedibili». Un processo che è già in
atto. Secondo gli analisti finanziari siamo vicinissimi al punto di non
ritorno. Una conferma è arrivata ieri sul fronte del mercato obbligazionario.
Il rendimento dei titoli di Stato italiani ha toccato nuovi record e lo spread
con quelli tedeschi è tornato a salire fino a quota 513. La situazione
finanziaria si complica ulteriormente e la Borsa continua a perdere. I tassi di
interesse dei Bot semestrali sono quasi raddoppiati dall' asta precedente,
passando al 6,504 per cento dal 3,535. Il Tesoro ha collocato titoli per 8
miliardi a fronte di una domanda pari a 11,7 miliardi e ha piazzato Ctz (titoli
con durata di 2 anni, riservati agli intermediari
istituzionali) per 2 miliardi con rendimento in crescita al 7,814 per cento.
Vola al livello record dell' 8 per cento anche il tasso del Btp a due anni. A
questo punto le rassicurazioni della Banca d' Italia in merito al debito
pubblico - che rimarrebbe "sostenibile" nei prossimi due anni anche
se i tassi d' interesse sui titoli di Stato arrivassero all' 8 per cento e la
crescita fosse uguale a zero - vengono meno. L' attenzione della Banca d' Italia
è massima. Il governatore Ignazio Visco non ha voluto commentare l' esito dell'
ultima asta dei Bot, ma alle insistenze dei cronisti su quel che accadrà in
occasione delle prossime, si è limitato a rispondere: «Vediamo cosa succede con
le misure del governo». «Per un riequilibrio strutturale e duraturo - ha però
ammonito durante il suo intervenuto al congresso dell' Aimmf a Catania - è
necessario che il Paese torni a crescere». Devono essere eliminate «le barriere
che si frappongono inutilmente all' attività produttiva», ha spiegato,
sostenendo che bisogna «rimuovere i vincoli, le rendite di posizione, le
restrizioni alla concorrenza e all' attività economica». La partita si gioca
qui. «La scarsa concorrenza contiene i livelli produttivi e occupazionali,
deprime la competitività e la capacità innovativa dell' intero sistema, frena
il ricambio di un tessuto produttivo ancora troppo frammentato, impedisce ai
talenti di esprimersi». Un commento rassicurante arriva dalla Germania. Secondo
Jens Weidmann, il numero uno della Bundesbank, è sbagliato dipingere l' Italia
sull' orlo della bancarotta: «L' Italia può convivere per qualche tempo con
tassi di interesse del 7 per cento. Non appena i rendimenti sui bond decennali
salgono da qualche parte - ha detto in un' intervista - la gente inizia a
predire la fine del mondo. Né la Francia, né l' Austria stanno barcollando e i
loro tassi di interesse non sono straordinariamente alti rispetto ai loro
livelli storici». Certo, le borse europee hanno chiuso
positive, dopo un avvio nervoso. A risollevare i listini sono state l' apertura
tonica di Wall Street e le voci secondo cui i paesi dell' Eurozona
stanno discutendo la possibilità di mettere fine al coinvolgimento dei privati
nell' Esm, il meccanismo di salvataggio permanente degli Stati che entrerà in
vigore dal 2013. I mercati sembrano accogliere bene anche le indiscrezioni su
un possibile ricorso della Spagna ad aiuti internazionali. A causa delle
continue tensioni sui titoli di stato italiani, Milano resta però la peggiore,
con un rialzo dello 0,12 per cento per Piazza Affari. Francoforte ha guadagnato
l' 1,09 per cento, Parigi l' 1,19, Londra lo 0,63 e Madrid lo 0,36. Ma non
lasciamoci ingannare. L' effetto domino è già in corso. L' Europa
è entrata in quel circolo vizioso in cui i tassi di rendimento dei titoli di Stato crescono e il cambio euro-dollaro si assottiglia (ieri era all' 1,32). Indicatori che
rappresentano un indebolimento dell' Europa e che
confermano la fuga dei grandi capitali dall' area-euro. Il fatto è
che, al di là delle dichiarazioni anti-pessimismo, il sistema economico del
Vecchio continente è bloccato. Bisognerebbe aumentare la domanda interna
dei singoli Stati. Tradotto, significa incrementare i salari e i posti di
lavoro a scapito del debito pubblico. Ma in regime d' austerity, tutto ciò non
è possibile. Non è un caso che ieri Fitch abbia tagliato il rating di 8 banche
italiane affermando che il nostro Paese «è probabilmente già in recessione».
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di ARTICOLO -
Galapagos. |
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"Il Manifesto" del 26-11-2011 |
0 CAPITALE & LAVORO |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Al ribassoSi fa sentire la
delusione dei mercati dopo l' incontro Merkel-Monti-Sarkozy. Buoni del tesoro a
picco: a disfarsi del debito italiano banche francesi e tedesche in prima
linea.
Negli Usa ieri è iniziata la grande
abbuffata consumistica degli acquisti natalizi; in Europa,
invece, ha preso forza la stagione dei grandi saldi dell' euro
che seguita a risentire della delusione per l' esito dell' incontro a tre di
giovedì a Strasburgo fra Monti, Merkel e Sarkozy. Dopo una mattinata tutta
trascorsa in forte ribasso, l' euro nel primo
pomeriggio ha recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di
un intervento della Banca nazionale svizzera per acquistare euro al fine di indebolire il franco per difendere le esportazioni
nazionali. In chiusura un euro valeva 1,3244 dollari. Ma la discesa dell' euro non è motivata solo dagli episodi
di questi giorni. Sono mesi, infatti, che in tutto il mondo si stanno
intensificando le vendite di asset denominati in euro,
privilegiando investimenti in altre valute. Secondo stime, negli ultimi sei
mesi, sarebbero stati venduti 180 miliardi di Buoni del tesoro italiani. I
primi a disfarsi del debito pubblico dell' Italia sono state banche europee. In testa tedesche e francesi. Ma vendite massicce
sono arrivate anche dai fondi di investimento e fondi pensione in particolare
statunitensi. Le vendite non hanno riguardato solo i Btp, ma un po' tutti i
bond pubblici. Con l' unica eccezione dei Bund tedeschi tanto richiesti da far
scendere i rendimenti abbondantemente al di sotto del 2%, un tasso inferiore a
quello di inflazione. Il che spiega perché l' ultima asta di Bund è stata un
vero fiasco nonostante la Germania con il suo rating (tripla A) e la sua forza
economica sia garanzia di sicurezza per gli investitori. «Francamente e
decisamente non vedo, assolutamente, nessuna tendenza o previsione di crollo
dell' euro», ha affermato Olli Rehn, vice presidente
della Commissione europea e commissario Affari
economici, monetari e all' euro,
nel corso di una conferenza stampa. Ma la pensano diversamente molti analisti
secondo i quali entro pochi mesi la moneta comune
potrebbe toccare la parità nei confronti del dollaro.
L' unica speranza per l' Europa è quella di un
rilancio dei tassi di crescita, ma viste le manovre restrittive varare da
moltissimi governi, appare una probabilità remota. Anche se, la Bce, nella
riunione dei primi di dicembre, potrebbe decidere una nuova riduzione dei tassi
di interesse con l' obiettivo, oltre a quello di ridare fiato alle borse e far
scendere un po' i rendimenti dei titoli pubblici, di tentare di rilanciare i
consumi e - soprattutto - gli investimenti che cominciano a soffrire
enormemente degli alti tassi bancari e per la mancanza di prospettive.
Inevitabilmente quella di ieri è stata un altra giornata calda sul fronte dei
tassi di interesse sui debiti sovrani di molti paesi. Addirittura bollente per
quanto riguarda l' Italia. Le pessime notizie sono affluite sin dal mattino: c'
è stata una asta, cioè il collocamento di BoT a sei mesi: l' intero ammontare
offerto dal Tesoro - 8 miliardi - è stato collocato, ma con un rendimento del
6,504%, in aumento di 2,969 punti rispetto all' asta precedente e ai massimi
dal collocamento del 14 agosto 1997, quando il tasso dei BoT semestrali si
fermò al 6,57%. Rendimento record anche per il CTz: il titolo biennale «Zero
coupon» è stato piazzato al 7,814%, in aumento del 3,187%i sull' asta
precedente e ai massimi dal settembre 1996 quando il rendimento sfiorò l' 8%.
La domanda è stata pari a 3,18 miliardi a fronte dei 2 miliardi offerti e
assegnati. Subito dopo l' asta, si è allargato lo spread tra Btp e Bund: il
differenziale di rendimento tra Italia e Germania sulla scadenza decennale, che
prima dell' asta oscillava poco sopra i 500 punti base, si attestava a 511
centesimi, in aumento di 20 punti base rispetto alla chiusura di ieri. In
tensione anche il rendimenti sulla scadenza decennale italiana che saliva al
7,32%. In finale di giornata lo spread si restringeva un po' e ripiegava a 499
punti base. La curva dei rendimenti dei titoli pubblici italiani rimaneva,
tuttavia, pericolosamente alta. In serata (a mercati chiusi) sono arrivate due
nuove «mazzate» sull' Europa. La prima riguarda il Belgio
al quale Standard & Poor' s ha nuovamente ridotto il rating con un outlook
negativo. La decisione - ha spiegato l' agenzia di rating - riflette i rischi
di impatti sul merito creditizio sovrano del paese derivanti dalla pressione di
mercato sulla raccolta, dalla tenuta del bilancio pubblico in caso di frenata
dell' economia e dalla capacità delle autorità di rispondere a potenziali
pressioni economiche interne o estere. Seconda «mazzata»: «l' Italia è
probabilmente già in recessione». ha scritto l' agenzia di rating Fitchin una
nota in cui comunica il declassamento di 8 banche italiane di medie dimensioni.
L' agenzia ha ricordato di avere rivisto drasticamente al ribasso le previsioni
di crescita per l' Italia nello scorso ottobre. Il 7 ottobre Fitch ha abbassato
il rating sovrano a 'A+' con outlook negativo. Infine le borse: i listini Ue
hanno chiuso in leggero rialzo. Piazzaffari con un +0,16%.
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"La Padania" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
«Il presidente del Consiglio venga a
riferire in Aula, in merito a quanto sta accadendo per la crisi economica». Lo
ha chiesto Marco Reguzzoni. La Lega non accetta che il presidente Monti vada a
far approvare le riforme che ha in programma dal duo Merkozy, senza che il
Parlamento ne sia minimamente informato. Altro che recupero del prestigio
internazionale, sembra più una servile sudditanza. Si ha il dubbio che la
massoneria mondialista abbia imposto all' Italia un fidato tecnico per far in
modo che la rivoluzione economica e valutaria, nefasta per molti popoli, possa
aver corso senza tanti impedimenti. La posta in gioco finale è che si deve
arrivare a una riforma monetaria mondiale per evitare
il tracollo del dollaro, a cui si è vicini. La materia
è complessa, ma può essere rappresentata con semplicità. Le monete
cartacee certificavano un valore prima garantito da metalli nobili. Anticamente
le monete erano coniate in oro, argento e bronzo, poi
fu deciso di trasformarle in banconote convertibili. Furono gli Usa nel 1944
nel convegno di Bretton Woods con 730 delegati provenienti dai 44 Paesi a
disegnare lo scenario economico mondiale del dopoguerra. Decisero la fondazione
del Fondo Monetario Internazionale e della Banca
Mondiale. Venne inoltre stabilito a tavolino che gli Usa sarebbe stato il Paese
leader nella guida della ricostruzione del mercato capitalista. Questo risultato si ottenne dichiarando che l' unica moneta che avrebbe mantenuto una convertibilità con l' oro sarebbe
stata il dollaro, che però, come noto, poco dopofu cancellata . Da questo momento
la moneta ha acquistato la configurazione di un assegno con incerta
copertura. L' euro si è a sua volta rivelato capace di sostituire il dollaro come moneta di riserva e riferimento, cosa non gradita alla cupola
finanziaria mondialista. Parallelamente nell' Eurozona
si è scatenata una crisi legata ai debiti dei singoli Paesi di cui tuttisono
gravati e la discussione verte se attraverso gli eurobond
debbano essere garantiti dalla Bce o restare a carico dei singoli stati membri.
La Germania non intende accettare gli eurobond, ma
sono le sue banche le più esposte avendo inteso speculare sul debito greco. Ha
ragione Bossi quando afferma che si vogliono scalare le montagne quando si
conoscono solo attraverso le cartoline e quando sostiene che non può l' Ue
essere unita solo dalla moneta. Sono problemi vitali e
complessi che non possono affrontare i tecnocrati, ma su cui si devono
pronunciare i popoli. La decisione da prendere è: restare o uscire dall' euro?
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"Libertà" del 26-11-2011 |
TV |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Ospite a Telelibertà il
presidente di Confindustria Bolzoni.
piacenza - Apre con una panoramica sulla
situazione economica internazionale il presidente di Confindustria Piacenza
Emilio Bolzoni, intervistato ieri sera a Industriando dal vicedirettore di
Telelibertà Nicoletta Bracchi per la puntata conclusiva della stagione 2011.
«Viviamo in un momento molto particolare - ha esordito il numero uno dell'
associazione imprenditoriale - il nostro è un grande Paese e il confronto al
quale siamo stati sottoposti in questi mesi con Spagna e Grecia non è corretto.
L' Italia ha una grande tradizione manifatturiera che non possiamo perdere. La
situazione è però molto grave, basta pensare alla grande mole di debito che
andrà rinnovata nei prossimi mesi e che richiederà il pagamento di interessi
consistenti. Stiamo rischiando tutti una fetta importante del nostro reddito.
Servono misure eccezionali per le imprese e per i cittadini. Ogni intralcio
alle proposte che verranno avanzate nei prossimi giorni dal Governo Monti sarà
un intralcio a tutti noi. Occorre quindi prendere decisioni rapide e coerenti
con i problemi che abbiamo di fronte. Quanto a Piacenza, è parte dell' Italia e
dell' Europa. Abbiamo un buon livello generale di
ricchezza diffusa e un basso livello di disoccupazione, ma questo non rende
meno urgente porre estrema attenzione a quello che sta succedendo nel mondo. Il nostro problema si chiama euro. È una moneta per la quale, a differenza di quanto avviene per il dollaro e la sterlina, non esiste un prestatore di ultima istanza,
ovverosia una banca centrale che garantisca le emissioni. Sono stati fino a ora
trovati dei rimedi tampone, ma le incertezze di ogni giorno derivano
anche da questo, oltre che dalla mancanza di una vera leadership che neppure
Sarkozy e la Merkel riescono a esercitare. Monti si è posto obiettivi condivisibili.
Saranno certamente interventi impopolari ma per il sistema nel suo complesso
saranno a costo zero se riuscirà a raggiungere gli obiettivi di equità che si è
posto. Del resto i grossi interventi, quelli che sono stati veramente dolorosi,
sono quelli decisi con le due ultime finanziarie. Si dovrà comunque lavorare
sui costi della politica, su quelli della burocrazia, sulla legalità, sull'
evasione fiscale e sul problema del costo del lavoro. Dobbiamo garantire
maggiore occupabilità per i giovani e per le donne. Occorre dare nuovo impulso
alla crescita e lo si potrà fare se le risorse recuperate saranno impiegate
anche per ridurre il costo del lavoro per le imprese e per i lavoratori. E'
necessario assumere diverse misure, ma senza dubbio la priorità va data
assolutamente alla riduzione del costo del lavoro». La chiacchierata prosegue
con un commento sul BTP Day, definita come «una iniziativa simpatica che va
nella direzione per ritrovare coesione nazionale, ma che da sola non può certo
risolvere i mali del nostro Paese che si chiamano bassa crescita ed alto debito
pubblico». Prima di congedarsi, un commento sui primi sei mesi del suo mandato,
durante i quali dice di aver imparato molte cose. La situazione internazionale
rende tutto più complicato, molto più complicato di quanto sembrava sei mesi fa
quando gli indici parevano volgere al bello. Nonostante ciò, l' ottimismo non
manca. «Sarà più complicato, ma ce la faremo», conclude il presidente Bolzoni,
dando appuntamento a febbraio, alla prossima edizione di Industriando . r. s.
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 28 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Cosmetica.
MILANO Pantene accelera sulla ricerca e
si rinnova. Una sfida importante per il marchio di prodotti per la cura dei
capelli di Procter&Gamble, che vale 3 miliardi di dollari
l' anno a livello globale ed è market leader nel mondo (con una quota di
mercato del 10%), ma anche in Italia, Paese dove il brand detiene una quota del
18% di un mercato, quello dell' haircare, che vale 1,1 miliardi dollari. Dopo sette anni di studi rigorosi effettuati con
strumenti come il microscopio a forza atomica (Afm) impiegato dalla Nasa per
studiare la superficie di Marte oppure la tomografia microcomputerizzata
(Micro-CT), impiegata nella ricerca medica per misurare la densità ossea, lo
storico marchio si rinnova nelle formulazioni, ma anche nel packaging. «Abbiamo
raggiunto un livello di ricerca senza precedenti - spiega Iacopo Lorenzo Pazzi,
direttore marketing P&Gbeauty&grooming Italia - anche attraverso la
collaborazione con alcuni dei principali esperti mondiali dell' università di
Lund e l' applicazione dei cosiddetti modelli di "scelta discreta",
una tecnica che nel 2000 ha vinto il premio Nobel per l' economia ed è spesso
usata nell' industria automobilistica». Il risultato? «Oltre alle formulazioni
- aggiunge Pazzi - Pantene cambia l' approccio al
design dei prodotti e, di conseguenza, all' intera architettura di linea. Il
nuovo Pantene si distingue per nuove formule innovative, nuovi ingredienti,
nuovi benefici, nuove confezioni, nuovi prodotti e nuove profumazioni e,
infine, risultati più duraturi per la salute dei capelli delle consumatrici». ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Settimana finanziaria |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Mercati. Merkel, Sarkozy e Monti
hanno affermato la completa autonomia della Bce - Ora si attendono interventi
straordinari da Bruxelles e Francoforte.
Sottotitolo: Per l' economista Bruni, la
banca centrale non può essere prestatore di ultima istanza per gli stati.
«Ma dove s' è mai visto che una banca
centrale debba essere prestatore di ultima istanza verso gli Stati», reagisce
piuttosto irritato Franco Bruni, docente di politica monetaria
internazionale alla Bocconi. Negli Stati Uniti, verrebbe voglia di rispondere,
con la politica ultra espansiva della Fed e i massicci acquisti di Treasury
operati negli ultimi 3 anni. Bruni lo sa bene e sui pericoli della troppa
liquidità ha scritto un saggio (L' acqua e la spugna). Gli si fa osservare l'
assurdità dell' attuale situazione, poiché, mentre Giappone e Svizzera hanno
azzerato i tassi e negli Usa e in Gran Bretagna si perseguono politiche monetarie non convenzionali, la Bce resta l' unica banca
centrale ostinatamente legata all' ortodossia monetaria:
pur in presenza di una crisi sempre più grave dei debiti sovrani e di una
valuta ancora sorprendentemente forte rispetto al dollaro.
«Anche la Fed ha avuto il pudore di giustificare i quantitative easing come un
aiuto all' economia», spiega Bruni: un sotterfugio, fin che si vuole, per
mascherare il finanziamento al Tesoro e avvallare una politica del dollaro debole che rende più competitive le aziende Usa. «Ma
il principio dell' indipendenza della banca centrale dalla politica deve
rimanere un caposaldo irrinunciabile». Bruni si scaglia contro la retorica del
mercato che dalla Bce pretende interventi altrettanto forti di quelli Fed: il
"bazooka" nel crudo lessico degli operatori. Ma intanto che fare? gli
si chiede, poiché dopo Atene, Lisbona e Dublino, bruciano Roma e Madrid, mentre
Vienna, Bruxelles e Parigi sono in affanno. Bruni è convinto che alla fine la
Bce interverrà e in questa idea s' è confermato giovedì, proprio mentre l'
ennesimo apparente nulla di fatto nei colloqui tra Merkel, Sarkozy e Monti ha
ulteriormente spinto al rialzo i rendimenti di tutti i titoli di Stato della
zona euro. «Ha sentito le dichiarazioni di Sarkozy?»,
dice. Molto strane, in effetti, poiché dopo aver ripetuto da mesi, assieme ai
suoi ministri, che la Bce doveva intervenire con decisione per acquistare bond
governativi, Sarkozy ha serenamente dichiarato che l' indipendenza della Bce
non andava discussa e, d' accordo con Merkel e Monti, affermare che non è
compito della banca centrale aiutare gli Stati. Quel che ai mercati è parsa l'
ennesima prova di immobilismo, a Bruni è suonata invece una doverosa
affermazione di principio da parte della politica. E solo dopo questo
riconoscimento, la Bce potrebbe predisporre un intervento «eccezionale, mirato
e temporaneo», sui titoli di Stato italiani e spagnoli. Stampando moneta, gli si chiede? «Certo, anche stampando moneta, perché non è facile sterilizzare grossi acquisti».
L' importante è stabilire che la Bce è prestatore di ultima istanza per le
banche (e anche in questo caso non a tassi stracciati), ma non per gli Stati e
che qualsiasi intervento in questa crisi senza precedenti dev' essere
eccezionale e giustificato da un nuovo rigore fiscale da parte dei Paesi dell'
Unione. Se la convinzione di Bruni fosse confermata dai fatti, saremmo a una
svolta e non è escluso che qualche novità possa arrivare nel fine settimana e
in ogni caso prima dell' incontro dei capi di Governo Ue del 9 dicembre; anche
perché rendimenti sui titoli italiani a breve al 10%, come si sono visti ieri
per i Bot a 3 mesi, segnalano l' imminente fallimento del Paese. In ogni caso
la Bce e la politica europea hanno sempre subìto gli
eventi e quanto si sono mosse hanno agito «sempre troppo tardi e troppo poco»,
come sostengono gli operatori. Forse, prima di vedere un intervento della Bce,
si dovrà ancora soffrire e forse potrebbero arrivare provvedimenti tampone: «il
vincolo di portafoglio», auspica Bruni, che obbliga le banche a non vendere i
titoli di Stato. In settimana le Borse son tornate a precipitare: -4,7% Wall
Street, -4,6% lo Stoxx (-3,7% Londra, -4,7% Parigi, -5,3% Francoforte e -8,5%
Milano). © RIPRODUZIONE RISERVATA
Generale221,54-4,58214,89291,16-17,25 Alimentari
distrib.349,89-2,15331,05373,26-0,94 Assicurazioni118,71-6,25112,11181,70-20,79
Auto239,74-6,92224,29383,07-29,93 Banche117,91-5,90115,87228,57-40,14 Beni di
Consumo390,41-2,90370,62433,63-4,95 Chimici462,79-3,50431,28617,20-16,58
Commercio231,42-4,47218,66279,33-16,69 Costruzioni198,74-6,03197,28302,04-24,80
Energia301,51-5,14269,78361,32-3,27 Industriali248,35-4,65239,36344,38-19,76
Media146,95-3,65142,48192,61-15,94 Risorse base404,13-6,28371,98656,34-30,77
Salute382,77-3,19362,40422,300,64 Servizi finanziari195,34-5,02193,94286,60-23,22
Tecnologici180,68-6,23167,66241,29-10,64
Telecomunicazioni235,23-4,89227,52288,89-13,34
Turismo/T.Libero102,60-3,4899,98141,44-21,34
Utilities247,57-4,80239,75336,49-20,06 New YorkS.&P.'s
5001158,67-4,691099,231363,61-3,31 Johannesb.Industrial
100%27265,59-2,2925808,4130491,63-7,84 SeulKospi
200231,03-3,51214,18295,35-8,48 LondraFt Se 1005164,65-3,704944,446091,33-9,38
TorontoS&P TSX Comp.11462,06-3,6211177,9114270,53-11,46 SydneyAll
Ordinaries4057,59-4,453927,635064,92-13,36 SingaporeStrait
Time2643,93-3,162528,713279,70-16,31 ZurigoSwiss Market
Idx5395,61-3,904791,966717,25-17,02 BruxellesTotal Return
Idx19956,62-3,4219893,2825675,54-18,25 AmsterdamAEX
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MadridIbex7763,50-6,587640,7011113,00-20,14 FrancoforteXetra Dax
Idx5492,87-5,305072,337527,64-20,16 StoccolmaSax All
Share277,33-5,27270,24375,82-20,66 Hong KongHang
Seng17689,48-4,3416250,2724419,62-23,27 ParigiCAC 402856,97-4,672781,684157,14-24,03
MilanoComit747,65-8,74737,651164,88-26,47 HelsinkiHex
General5098,97-5,625020,547912,33-29,83 AteneAthens
General664,24-6,79664,241715,13-53,89 INDICI -4,7% S&P 500 -5,1% Nasdaq
-4,6% Stoxx 600 -2,6% Nikkei FOCUS Rendimenti da bancarotta Dopo il pessimo
esito dell' asta dei Bot a 6 mesi, ieri il rendimento dei titoli a 3 mesi è
balzato sopra il 10%: quota che segnalerebbe un imminente default Anche il Bund
sente la crisi Lo spread tra il T-bond Usa a 10 anni e il Bund è sceso a
livelli visti solo in rare condizioni. Ora il Bund rende 32 centesimi in più.
In passato rendeva 20-30 punti meno Tensioni sull' interbancario L' indice
misura la disponibilità delle banche euro a prestarsi
denaro a brevissimo. A quota 87, come nella crisi di 3 anni fa, segnala un
mercato congelato.
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: ANALISI.
«La moneta non
appartiene al principe ma alla comunità» avvertì una volta uno dei padri dell' euro, l' ex-presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer
citando un normanno, il filosofo medioevale Nicola Oresme. A 12 anni dalla
nascita, l' euro sembra il figlio di nessuno. Mercati
a parte, la labilità di consenso e di identità popolare che lo circonda è l'
altro dei suoi grandi e irrisolti problemi esistenziali. Che potrebbe presto
esplodergli addosso. Perché la nuova governance economica, che stringe i
bulloni dell' integrazione delle politiche di bilancio, spesa pubblica, debito,
fisco, lavoro, pensioni, etc., avanza troppo spesso in apnea democratica.
Nonostante sia destinata ad appiattire, sotto la regia di Bruxelles e Berlino,
le divergenze tra i Paesi, stritolando a poco a poco i diversi modelli
nazionali di sviluppo e di società. «Senza una governance forte, è impossibile
sostenere una moneta comune» ha detto Josè Barroso. Le
sue nuove proposte riducono ulteriormente i margini di manovra degli Stati sui
bilanci nazionali attraverso controlli sempre più stringenti e invasivi, la
possibilità per la Commissione Ue di chiederne la modifica qualora un Paese sia
in deficit eccessivo o addirittura di imporgli la richiesta di assistenza
finanziaria, se la sua instabilità minacciasse quella degli altri. In cambio della forte stretta oggi sulle sovranità economiche
nazionali, la promessa degli eurobond dopodomani se si
realizzerà la convergenza tra i 17. Insieme, il presidente della Commissione
annuncia che «per la prima volta i Parlamenti nazionali saranno informati delle
azioni prese negli altri Paesi, perché non è più possibile confinare la
democrazia dentro le frontiere di uno Stato, ci vogliono democrazia europea e nazionale forti». E con questo si rompe il
silenzio su un grande tabù europeo: il deficit
democratico che, complice l' emergenza, sta dilagando nell' Eurozona
e nell' Unione. Una volta il tema era una fissazione quasi tutta e solo
britannica: il grido di una guerra euroscettica
ma anche il principio irrinunciabile di una solida democrazia che pretende il
sigillo di legittimità di Westminster su tutte le decisioni di bilancio (e non)
che la riguardino. La preoccupazione è ormai generalizzata. E non poteva essere
altrimenti quando l' Europa tedesca, sostenuta dai
tecnocrati della Commissione, mette in amministrazione controllata gli Stati
membri "deviati", costretti a ingoiare cure da cavallo per i propri
cittadini, a veder sbriciolati ruolo e poteri di Governi e Parlamenti ridotti
alla funzione di semplici notai. Non ci sono solo 6 Governi sui 17 dell' Eurozona, un terzo, ad essere caduti sull' altare della
crisi e delle misure di rigore e riforme che ne sono seguite. Non c' è solo la
Bce che è in grado di dare o togliere ossigeno a quegli stessi Governi,
calibrando il ritmo degli acquisti di bond sovrani. Non c' è solo lo scandalo
di questi giorni in Irlanda dove si è scoperto che il Governo ha comunicato al
Bundestag, prima che al Parlamento nazionale, i contenuti del bilancio per il
2012. C' è che il graduale trasferimento di sovranità nazionale, in nome della
nuova governance economica sta avvenendo in sordina, in modo opaco al punto che
l' europarlamento è insorto rivendicando poteri di
controllo per dare legittimità democratica alle decisioni. Prese per ora nelle
segrete stanze di un club per di più sempre più intergovernativo e meno
comunitario. Di un direttorio tedesco-francese in pessima forma. Democrazia ed euro in rotta di collisione? L' introduzione del semestre europeo, l' integrazione sempre più accelerata delle
politiche macro-economiche e di bilancio, la prospettiva di un possibile via
libera agli eurobond sono le tessere del nuovo
dirigismo di marca tedesca che punta a salvare l' euro.
Non solo perché, dopo la sentenza della Corte di Karlsruhe, Angela Merkel non
può muovere un dito nell' Eurozona senza il visto del
Bundestag. Ma anche perché, in quanto superpotenza economica e maggiore
azionista dell' euro e dell' Unione, la Germania è per
definizione il Paese più uguale degli altri. Tutte quelle tessere però non
possono piovere sulla testa degli europei, chiamati a
pesantissimi sacrifici, nel vuoto di comunicazione e di spiegazione. Già l' Europa non è popolare tra gli europei.
Già di questi tempi le nostre democrazie appaiono troppo in bilico tra
populismi e tecnocrazie. Già la recessione resta in agguato. In queste
condizioni nessuno, men che meno l' Unione, può permettersi scorciatoie
rispetto alla normale dinamica democratica se non a proprio rischio e pericolo,
soprattutto quando di mezzo ci sono tagli di spese, salari e pensioni. A meno
che non si concluda che in questa difficilissima emergenza la democrazia
rappresentativa sia diventata un lusso d' antan. Se così fosse sarebbe meglio
spiegarlo chiaro per evitare che un giorno, invece dei mercati, siano gli europei a dare l' assalto al palazzo Europa.
Per evitare che l' euro si ritrovi un giorno senza
principe e senza comunità. © RIPRODUZIONE RISERVATA di
Adriana Cerretelli.
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di Daniela Roved. |
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Retail. Secondo i primi dati l'
edizione 2011 dovrebbe battere il record di 10,7 miliardi di dollari realizzato
lo scorso anno Un venerdì «nero» contro la crisi Con il Black Friday parte la
corsa agli sconti prenatalizi negli Stati Uniti SVOLTA VIA WEB I siti online
hanno lanciato una forte offensiva contro i negozi tradizionali proponendo
offerte ancora più allettanti.
LOS ANGELES Televisioni a 42 pollici per
solo 199,99 dollari, la Playstation 3 per 200 dollari, stivali a 20 dollari,
promozioni del 10% persino su prodotti gettonati come Ipod, iPad e Mac: è
partita alla grande la stagione dello shopping natalizio con la giornata di
megasconti nota ormai in America come «Black Friday». Né la crisi economica né
l' incertezza sul futuro hanno convinto i consumatori americani a comprare di
meno, ma li hanno persuasi ad andare a caccia di occasioni come non era mai
successo prima. A giudicare dalla lunghezza delle code fuori dai negozi che
hanno aperto i battenti nel cuore della notte tra la festività di Thanksgiving
e venerdì, il Black Friday del 2011 dovrebbe battere il record di 10,7 miliardi
di dollari segnato l' anno scorso. Il grande magazzino
Macy' s per esempio ha calcolato che ben 10.000 persone hanno aspettato l'
apertura delle porte del suo negozio di Times Square a New York a mezzanotte.
Macy' s e molte altre catene come Gap, Abercrombie & Fitch, Victoria' s
Secret o il supermercato dell' elettronica Best Buy avrebbero forse potuto
attrarre una folla ancor più numerosa se avessero aperto i battenti ancor
prima, come hanno fatto per la prima volta alcuni agguerriti concorrenti: Toys
R Us ha aperto addirittura alle 21 di giovedì e Wal-Mart alle 22. Da Wal-Mart,
il grande magazzino dai prezzi superstracciati, si è verificato anche il primo
episodio di violenza della giornata. Una signora in coda al Wal-Mart di Los
Angeles ha spruzzato un liquido al pepe sulla folla per guadagnare un vantaggio
nello sprint verso il cuore del negozio al momento in cui si sono aperti i
battenti. Venti i feriti. Anche quest' anno centinaia di persone sono rimaste
accampate in coda tutta la notte nonostante le temperature sotto zero, ma al
trillo del telefonino alcuni sono rapidamente tornati a casa: molti siti online
hanno infatti lanciato un' offensiva contro i negozi tradizionali comunicando
via mail o Twitter l' arrivo di sconti uguali o superiori a quelli disponibili
in negozio. L' 11% delle vendite online sono state effettuate nella giornata di
giovedì da un apparecchio mobile, il doppio dell' anno scorso. E
complessivamente le vendite online di giovedì (un giorno di festa in America)
sono aumentate del 39% rispetto al 2010 secondo la IBM Coremetrics. Secondo le
stime, quest' anno le vendite online dovrebbero raggiungere i 700 milioni di dollari nel giorno di Black Friday e 1,2 miliardi di dollari lunedì, tradizionalmente il giorno degli sconti
online noto come «Cybermonday». Né l' andamento dello shopping virtuale né i
primi dati aneddotici sull' afflusso di consumatori nei negozi americani sono
sufficienti per ora a prevedere se la stagione natalizia quest' anno supererà
quella dell' anno scorso. Ma i negozianti sono
moderatamente ottimisti: la società di ricerca Forrester Research ha stimato
che nei mesi di novembre e dicembre i consumatori americani spenderanno 59,5
miliardi di dollari, il 15% in più dell' anno scorso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 26-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 45 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' asta italiana, che ha visto i
rendimenti salire a livelli record, ha fatto arretrare l' euro
ai minimi da oltre sette settimane. L' Italia ha pagato interessi record del
6,5% per i Bot a sei mesi e la moneta unica europea è scesa a 1,3226 sul dollaro, spinta al
ribasso dai timori che la crisi del debito europeo peggiori
di settimana in settimana. Gli investitori hanno cercato rifiugio nel dollaro e l' euro ha perso lo 0,9% andando a 1,3226 sulla divisa statunitense,
raggiungendo nel corso della giornata un minimo di 1,3210, il livello
più basso dal 4 ottobre scorso. La valuta unica ha perso circa l' 1,8% nella
settimana che si è chiusa, inanellando la quarta settimana consecutiva di
ribassi. Euro ai minimi da sette settimane anche nei
confronti dello yen con uno scivolone a 102,46 seguito da un rimbalzo a 102,86.
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"ilgiornale.it" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' Eni torna alla normalità in Libia.
Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio nel Paese
nord africano tornerà al livello pre-guerra di 280mila
barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante petrolifero ha ripreso la
produzione di petrolio in Libia a fine settembre e riaperto il gasdotto
sottomarino Greenstream il 13 ottobre, dopo otto mesi di inattività. Il
responsabile della divisione Exploration & Production, Claudio Descalzi, ha
detto inoltre che entro il 2013 sarà raggiunto il livello di 300mila barili al
giorno e che la produzione in Libia potrebbe raddoppiare ancora entro un
decennio, sulla base degli investimenti pianificati, tra 30 e 35 miliardi di dollari. «L' attività di Eni in Libia è ripresa in modo
molto soddisfacente e con tempi più rapidi rispetto alle nostre previsioni- ha
detto l' amministratore delegato della società Paolo Scaroni - attualmente è
già arrivata a 200mila barili al giorno. Abbiamo un ufficio a Tripoli che è
ormai perfettamente funzionante». Scaroni, commentando l' insediamento del
nuovo governo libico, ha rivelato che la società andrà «a incontrare il nuovo
esecutivo nel suo insieme nelle prossime settimane». L' ad di Eni ha poi
minimizzato la coincidenza che vede un ex dirigente del gruppo come nuovo
ministro del Petrolio. «Questo è facile, dato che siamo la prima compagnia del
Paese e abbiamo avuto tante persone di peso che hanno lavorato con noi», ha ricordato.
Eni, in Africa, vanta un primato per produzione, con oltre 1 miliardo di barili
davanti a Total (0,75 miliardi) ed ExxonMobil (0,63 miliardi). La società è già
presente in 13 Paesi tra produzione ed esplorazione. Scaroni ha anche spiegato
che Eni ha finalizzato l' acquisizione delle quote detenute dai fondi di
investimento in Altergaz, salendo dal 60% al 98-99% del capitale dell'
operatore di gas francese. Attualmente la società transalpina, avviata al
delisting, capitalizza in Borsa circa 300 milioni di euro.
Eni è entrata nel capitale della società nel 2007, rilevando una quota dai soci
fondatori ed è salita al 60% nel 2010 esercitando un' opzione di acquisto
sempre dai fondatori. Quanto alla possibile cessione della quota ancora in mano
al Tesoro, Scaroni, non si sbilancia: «La risposta a questa domanda la dovete
chiedere direttamente al governo», ha commentato. Il Tesoro detiene
direttamente il 4% del capitale di Eni, mentre la Cdp ha il 26,3%. Ingrandisci
immagine.
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"L'Unità" del 26-11-2011 |
Pagina: 31 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: 13937,40.
EURO/DOLLARO 1,3267 FTSE MIB + 0,12%
FARMACIE Federfarma: sì al contratto per i 70mila addetti L' Assemblea
Nazionale di Federfarma ha approvato ieri l' accordo per il
rinnovodelContrattocollettivonazionale del lavoro dei dipendenti delle farmacie
private. Un' intesa che è stataprecedentementesiglatadaFederfarma, dopo una
trattativa lunga e
complessa,conlerappresentanzesindacalidiFilcams-Cgil,Uiltucs-Uil,Fisascat-Cisl.
TRAFFICO AEREO Allarme della Ue, si rischia una congestione nei cieli VEICOLI
COMMERCIALI In ottobre bene l' Europa ma l' Italia
perde il 2,8% LIBERO.IT Il lavoro trasloca sul Web con il cloud computing ALL
SHARE + 0,08%
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"Il Mattino (ed. Avellino)" del 26-11-2011 |
Pagina: 55 |
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Pubblicato
anche in:
"Il Mattino (ed. Circondario Nord)" "Il Mattino (ed.
Benevento)" "Il Mattino" "Il Mattino (ed. Napoli)" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Rosaria Capacchione Sì, è vero, le
lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà
coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine
(Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre
costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido,
ricordano assai la sigla del dollaro, che vale meno dell' euro ma che resta l' emblema della ricchezza smodata. È lo stesso
logo che campeggia sul deposito blindato di zio Paperone, quello che gli
lampeggia negli occhi - come una slot impazzita - quando sente odor di
guadagni. Alfonso Schiavone, uno degli azionisti del comparto
Giochi&Scommesse del clan dei Casalesi, ha ceduto alla tentazione, si è
illuso di poter diventare davvero come il riccastro di Paperopoli, e l' ha
voluto all' ingresso di casa, una villa acquistata nel '97 per appena 36
milioni di lire (così risulta nell' atto di compravendita), alla quale si
accede attraverso un cancello di ferro, in via Cadorna, a Casal di Principe.
Un' illusione, appunto, perché la villa - tre livelli e rifiniture di lusso - è
stata sequestrata ieri dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha
accolto la richiesta di sequestro preventivo firmata dal pm antimafia Catello
Maresca. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza, a
integrazione di un' indagine patrimoniale che un mese fa aveva portato al
sequestro di altri beni (tra i quali il ristorante «Baffone», a
Castelvolturno), del valore complessivo di 25 milioni. Altro cemento sottratto
alla camorra, altra ricchezza destinata allo Stato. Ma non può non
impressionare, anche questa volta, la sfrontata esibizione del potere
attraverso simboli, segni, oggetti, che servono a marcare la distanza tra chi
ce l' ha fatta e chi no, tra chi ha raggiunto il successo (a qualunque costo) e
chi vive di onesto lavoro. Uno dei tanti modi, il più subdolo, utilizzati dalla
camorra per proporsi come modello vincente. I clan napoletani, per esempio, per
anni hanno imposto la propria immagine affidandola a profusioni di marmo,
vasche indromassaggio a forma di conchiglia (celeberrima quella di Carmine
Giuliano, che si fece fotografare con Maradona utilizzandola a mo' di divano),
letti rotondi a tre piazze, animali esotici in gabbia (leoni, scimmie, tigri,
come nella Francia di madame de Pompadour) e chili di oro massiccio al collo,
alle braccia, sulle dita. La camorra casalese, invece, ha sempre preferito il
cemento e le auto. Quindi, case di lusso, ville a più piani, scalinate, arredi
costosissimi, e vetture potentissime come Mercedes, Porsche, Ferrari. Ma non
sono tutti uguali. Casal di Principe, San Cipriano d' Aversa, Casapesenna sono
un' unica conurbazione suddivisa in tre comuni diversi governati da tre famiglie
mafiose. Ciascuna ha imposto il suo personalissimo stile. La Casale degli
Schiavone (ma anche la San Cipriano degli Iovine), per esempio, è quella del
monogramma a forma di dollaro e della villa costruita
su modello di quella di Scarface da Walterino, il fratello del capoclan
chiamato Sandokan (del resto, anche i soprannomi contribuiscono all' epopea)
che la fece incendiare alla vigilia della confisca. È anche quella del
costosissimo (e altrattento vistoso) arredamento della residenza familiare di Nicola,
il primogenito del boss: vasi alti due metri color fucsia, comodini ricoperti
di foglie d' oro, poltrone rococò rivisitate in chiave fumettistica. In linea
con l' abbigliamento che il giovanotto, ora detenuto in attesa di essere
processato per triplice omicidio, aveva imposto alla sua guardia scelta:
capelli freschi di barbiere e senza tracce di gel, pantaloni lunghi anche in
piena estate, camicia a maniche lunghe con la possibilità di un vistoso tocco
di colore fosforescente (come il pentito Laiso aveva tradotto il termine
sgargiante), giubbino o pull anche se fa caldo (per nascondere le pistole),
scarpe Hogan. A Casapesenna, il regno della famiglia Zagaria, l' architettura
d' interni è decisamente più essenziale e raffinata: domina il legno (parquet e
boiserie che mimetizza le porte), i mobili sono di design contemporaneo, l'
abbigliamento è più sobrio, costoso ma slow style: in strada e in carcere. La
parola d' ordine è understatement. Si racconta, per esempio, che familiari e
fiancheggiatori dei fratelli Michele, Pasquale e Zagaria anche da detenuti
mantengano il profilo basso, facendo gruppo a sè, distanza dagli altri segnata
anche attraverso i vestiti: scarpe inglesi, pull e calzini di cachemire,
camicie su misura. Sono imprenditori, dicono. E indossano la divisa di chi
frequenta la City. Segnano, così, anche una sorta di gerarchia mafiosa,
antropologicamente affidata a una vecchia storiella tramandata nella tradizione
orale di Casapesenna. Si racconta, in quel paese, che un contadino, al quale
era morta la giumenta, avesse chiesto al parroco di Casal di Principe di
celebrare il funerale. In cambio, avrebbe donato venti
pezzi di pane. Il prete rifiutò, e così fece, dopo qualche calcolo, anche il
collega di San Cipriano. A Casapesenna il sacerdote accettò, ma di pezzi di
pane ne chiese e ottenne trenta. All' omelia così disse: «A Casale so' luonghe
e bestiale, a San Cipriano se l' hanno fatto scappa' d' e mmane, a Casapesenna
guaragnammancelle ». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011 |
Pagina: 43 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Rosaria Capacchione Sì, è vero, le
lettere intrecciate del monogramma sono soltanto un omaggio alla fedeltà
coniugale, la sovrapposizione della I e della S di Iovine
(Vincenzina), la moglie, e Schiavone (Alfonso), il marito. Ma le cifre
costruite mattoncino su mattoncino, porfido bianco incastrato in altro porfido,
ricordano assai la sigla del dollaro, che vale meno dell' euro ma che resta l' emblema della ricchezza smodata. È lo stesso
logo che campeggia sul deposito blindato di zio Paperone, quello che gli
lampeggia negli occhi - come una slot impazzita - quando sente odor di
guadagni. Alfonso Schiavone, uno degli azionisti del comparto
Giochi&Scommesse del clan dei Casalesi, ha ceduto alla tentazione, si è
illuso di poter diventare davvero come il riccastro di Paperopoli, e l' ha
voluto all' ingresso di casa, una villa acquistata nel '97 per appena 36
milioni di lire (così risulta nell' atto di compravendita), alla quale si
accede attraverso un cancello di ferro, in via Cadorna, a Casal di Principe.
Un' illusione, appunto, perché la villa - tre livelli e rifiniture di lusso - è
stata sequestrata ieri dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha
accolto la richiesta di sequestro preventivo firmata dal pm antimafia Catello
Maresca. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza, a
integrazione di un' indagine patrimoniale che un mese fa aveva portato al
sequestro di altri beni (tra i quali il ristorante «Baffone», a
Castelvolturno), del valore complessivo di 25 milioni. Altro cemento sottratto
alla camorra, altra ricchezza destinata allo Stato. Ma non può non
impressionare, anche questa volta, la sfrontata esibizione del potere
attraverso simboli, segni, oggetti, che servono a marcare la distanza tra chi
ce l' ha fatta e chi no, tra chi ha raggiunto il successo (a qualunque costo) e
chi vive di onesto lavoro. Uno dei tanti modi, il più subdolo, utilizzati dalla
camorra per proporsi come modello vincente. I clan napoletani, per esempio, per
anni hanno imposto la propria immagine affidandola a profusioni di marmo,
vasche indromassaggio a forma di conchiglia (celeberrima quella di Carmine
Giuliano, che si fece fotografare con Maradona utilizzandola a mo' di divano),
letti rotondi a tre piazze, animali esotici in gabbia e chili di oro massiccio
al collo, alle braccia, sulle dita. La camorra casalese, invece, ha sempre
preferito il cemento e le auto. Quindi, case di lusso, ville a più piani,
scalinate, arredi costosissimi, e vetture potentissime come Mercedes, Porsche,
Ferrari. Ma non sono tutti uguali. Casal di Principe, San Cipriano d' Aversa,
Casapesenna sono un' unica conurbazione suddivisa in tre comuni diversi
governati da tre famiglie mafiose. Ciascuna ha imposto il suo personalissimo
stile. La Casale degli Schiavone (ma anche la San Cipriano degli Iovine), per
esempio, è quella del monogramma a forma di dollaro e
della villa costruita su modello di quella di Scarface da Walterino, il
fratello del capoclan chiamato Sandokan che la fece incendiare alla vigilia
della confisca. È anche quella del costosissimo arredamento della residenza
familiare di Nicola, il primogenito del boss: vasi alti due metri color fucsia,
comodini ricoperti di foglie d' oro, poltrone rococò rivisitate in chiave
fumettistica. In linea con l' abbigliamento che il giovanotto, ora detenuto in
attesa di essere processato per triplice omicidio, aveva imposto alla sua
guardia scelta: capelli freschi di barbiere e senza tracce di gel, pantaloni
lunghi anche in piena estate, camicia a maniche lunghe con la possibilità di un
vistoso tocco di colore fosforescente (come il pentito Laiso aveva tradotto il
termine sgargiante), giubbino o pull anche se fa caldo (per nascondere le
pistole), scarpe Hogan. A Casapesenna, il regno della famiglia Zagaria, l'
architettura d' interni è decisamente più essenziale e raffinata: domina il
legno (parquet e boiserie che mimetizza le porte), i mobili sono di design
contemporaneo, l' abbigliamento è più sobrio, costoso ma slow style: in strada
e in carcere. La parola d' ordine è understatement. Si racconta, per esempio,
che familiari e fiancheggiatori dei fratelli Michele, Pasquale e Zagaria anche
da detenuti mantengano il profilo basso, facendo gruppo a sè, distanza dagli
altri segnata anche attraverso i vestiti: scarpe inglesi, pull e calzini di
cachemire, camicie su misura. Sono imprenditori, dicono. E indossano la divisa
di chi frequenta la City. Segnano, così, anche una sorta di gerarchia mafiosa,
antropologicamente affidata a una vecchia storiella tramandata nella tradizione
orale di Casapesenna. Si racconta, in quel paese, che un contadino, al quale
era morta la giumenta, avesse chiesto al parroco di Casal di Principe di
celebrare il funerale. In cambio, avrebbe donato venti
pezzi di pane. Il prete rifiutò, e così fece, dopo qualche calcolo, anche il collega
di San Cipriano. A Casapesenna il sacerdote accettò, ma di pezzi di pane ne
chiese e ottenne trenta. All' omelia così disse: «A Casale so' luonghe e
bestiale, a San Cipriano se l' hanno fatto scappa' d' e mmane, a Casapesenna
guaragnammancelle ». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Mattino (ed. Caserta)" del 26-11-2011 |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Maxi-sequestro da parte della Guardia di
Finanza, che sottrae proprietà per oltre due milioni di euro
a persone legate al clan dei Casalesi. Tra gli immobili messi sotto sequestro
anche la villa di Alfonso Schiavone a Casal di Principe, ai cui cancelli sono
stati apposti ieri i sigilli disposti dal Tribunale di Santa Maria. Un
particolare: la grande «S», come quella dei dollari di
Paperone, costruita con i cubetti di porfido nel pavimento del viale d'
ingresso. Il provvedimento rappresenta l' integrazione di un' indagine
patrimoniale che un mese fa aveva portato al sequestro di altri beni, del
valore complessivo di 25 milioni. >Capacchione a pag. 43.
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"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Pubblicato
anche in:
"Brescia Oggi" "L'Arena" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Valore di 1 Euro25-1124-11 DOLLARO USA1,32291,3373 STERLINA INGLESE0,85590,8606 FRANCO
SVIZZERO1,22531,2268 YEN GIAPPONESE102,59103,07 CORONA DANESE7,43727,4370
CORONA SVEDESE9,25059,2440 CORONA NORVEGESE7,83607,8310 CORONA CECA26,03125,693
FIORINO UNGHERESE314,32309,93 ZLOTY POLACCO4,51434,4905 CORONA ESTONE DOLLARO CANADESE1,39121,3964 DOLLARO
NEOZELAND.1,79071,7971 DOLLARO AUSTRALIANO1,36641,3697
RAND SUDAFRICANO11,356511,2962 RUBLO RUSSO41,896041,9912 LEV
BULGARO1,95581,9558 DOLLARO HONG KONG10,314510,4237
LITAS LITUANA3,45283,4528 LEU ROMENO4,3654,357 LIRA TURCA2,4952,491 PESO
MESSICANO18,88418,825 REAL BRASILIANO2,5132,485.
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"Il Giornale Di Vicenza" del 26-11-2011 |
Pagina: 12 |
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"Brescia Oggi" "L'Arena" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
DENAROLETTERA IN EURO
25-1124-1125-1124-11 ORO FINO (PER GR.)37,8137,9140,7140,85 ARGENTO (PER
KG.)573,78573,27761,59769,33 STERLINA (V.C)302,65302,65327,99327,99 STERLINA
(N.C)302,65302,65330,02330,02 STERLINA (POST.74)302,65302,65330,02330,02
MARENGO ITALIANO231,89231,89251,46251,46 MARENGO
SVIZZERO229,31229,31247,92247,92 MARENGO FRANCESE229,31229,31247,92247,92
MARENGO BELGA229,31229,31247,92247,92 MARENGO AUSTRIACO229,31229,31247,92247,92
20 MARCHI255,65255,65296,96296,96 10 DOLLARI
LIBERTY617,17617,17694,63694,63 10 DOLLARI
INDIANO619,23619,23744,11744,11 20 DOLLARI
LIBERTY1252,411252,411376,361376,36 20 DOLLARI
ST.GAUDE1267,931267,931420,261420,26 4 DUCATI AUSTRIA490,63490,63582,05582,05
100 CORONE AUSTRIA1134,231134,231312,321312,32 100 PESOS
CILE668,81668,81743,73743,73 KRUGERRAND1187,591187,591339,431339,95 50 PESOS
MESSICO1425,421425,421600,521600,53.
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"La Nazione (ed. Pontedera)" del 26-11-2011 |
CRONACA PISA |
Pagina: 26 |
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Pubblicato
anche in:
"La Nazione (ed. Pisa)" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
PRESTO cambierà pelle anche Largo
Zandonai. Dopo Piazza Vittorio e la Domus Mazziniana, dunque, anche l' area
davanti al murales di Haring sarà completamente riqualificata. Ad annunciarlo
il sindaco Marco Filippeschi durante la breve cerimonia di ieri proprio davanti
all' opera del grande artista americano per festeggiare la conclusione della
prima parte dei restauri. «Grazie alla fondazione Haring per il contributo di
circa 60mila dollari che ha voluto erogarci e
soprattutto al comitato di esperti sotto la cui supervisione è stato condotto a
tempo di record un intervento di restauro conservativo importante» ha detto
prima appunto di annunciare il rifacimento della piazzetta in pietra e calcestruzzo
architettonico (90mila euro).
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di di Gianluca
Defendi. |
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: L' indice Ftse-Mib ha subito una
brusca flessione che si è arrestata soltanto a quota 13.600. Segnali negativi
arrivano anche da Wall Street, con l' indice S&P500 che è sceso sotto quota
1.200 punti.
ÈNel corso delle ultime sedute la
situazione tecnica dei mercati azionari, sia europei
sia americani, ha subito un pericoloso deterioramento. Alle rinnovate tensioni
finanziari collegate al debito dei paesi periferici dell' area Euro si sono infatti aggiunti i timori di una possibile
ricaduta dell' economia globale in un periodo di recessione. A Wall Street l'
S&P500 ha infatti accusato un brusco sell-off, innescato dal mancato
superamento della barriera posta a quota 1.270, ed è sceso al di sotto della
soglia psicologica dei 1.200 punti. Il trend di breve appare quindi negativo e
non si può quindi escludere la possibilità di un' ulteriore flessione verso l'
importante supporto statico posizionato in area 1.120-1.115 punti prima di
poter iniziare un recupero di una certa consistenza. Difficile tuttavia il
ritorno al di sopra di quota 1.220 senza un' adeguata fase laterale di
riaccumulazione. Segnali negativi arrivano anche dal comparto tecnologico con
il Nasdaq che, dopo aver completato una pericoloso fase distributiva, ha ceduto
in gap-down il sostegno posizionato in area 2.570-2.550 punti. Anche in questo
caso è possibile una discesa verso il target ribassista situato a quota
2.400-2.380 prima di un veloce pullback che si dovrebbe comunque arrestare al
di sotto dei 2.600 punti. Il quadro tecnico dei mercati europei.
Anche le borse europee hanno subito una preoccupante
ondata ribassista con il Dax che, alimentata dal pessimo comportamento del
settore bancario, è sceso al di sotto dell' importante area di supporto
compresa tra 5.800 e 5.700. La struttura tecnica appare quindi negativa: il
cedimento di quota 5.350 fornirà infatti un ulteriore segnale short con target
teorici a 5.270-5.250 prima e attorno a 5.150-5.130 in un secondo momento.
Anche il mercato azionario italiano appare in evidente difficoltà con l' indice
Ftse-Mib che è stato respinto dalla barriera situata in area 15.450-15.500
punti e ha accusato una pesante flessione. L' analisi dei principali indicatori
quantitativi conferma la presenza di un preoccupante down-trend con l' Macd e
il Parabolic Sar che si trovano in chiara posizione short. Pericolosa quindi
una discesa al di sotto di quota 13.600 in quanto può innescare una nuova
correzione che avrà un primo obiettivo attorno a 13.450-13.400 e un secondo sui
minimi dello scorso mese di settembre situati a 13.150-13.100 punti. Un
eventuale rimbalzo tecnico, alimentato dal forte ipervenduto di brevissimo
termine, dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 14.700-14.800. Da un
punto di vista grafico va comunque segnalato che l' inversione rialzista del
trend potrà avvenire soltanto con il ritorno al di sopra di quota 15.500. Le
azioni più interessanti del Ftse-Mib. Tra i pochi titoli che conservano un'
impostazione costruttiva segnaliamo Pirelli &C e Ubi Banca . La prima ha
subito una veloce correzione ma è rimasta al di sopra della fascia di supporto
posizionata in area 6,1-6 euro. La tenuta di questa
zona può innescare un veloce rimbalzo tecnico con un primo target in area
6,4-6,45 euro e un secondo attorno a 6,65.
Interessante anche il comportamento di Ubi Banca che è stata respinta dalla
barriera posizionata a quota 3,09-3,10 ma ha trovato un valido sostegno attorno
a 2,63-2,60. Il titolo può quindi effettuare un pronto recupero con un primo
target individuabile nella soglia psicologica dei 3 euro. Il cambio euro/dollaro. È stata una settimana negativa anche per il cambio euro/dollaro le cui quotazioni, confermando il trend ribassista di breve
termine nel quale si trovano inserite, hanno sfiorato quota 1,32. La struttura
grafica rimane quindi negativa con i principali indicatori direzionali,
Macd e Parabolic Sar, che segnalano un evidente rafforzamento della pressione
ribassista e permangono in posizione short. Possibile quindi una nuovo
flessione con un primo target sui minimi di inizio ottobre a 1,316-1,314 e un
secondo attorno a 1,30-1,2980. Difficile per adesso ipotizzare l' inversione
rialzista del trend. (riproduzione riservata)
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 51 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
I green Etf sono fondi indice
specializzati sull' agricoltura, un modo rapido di puntare su derrate agricole
come frumento, mais, soia e zucchero. In particolare, i prezzi di mais e soia
hanno raggiunto livelli record a inizio anno. Tra i più diffusi nei portafogli
degli investitori Usa sono PowerShares DB Agricoltura, iPath Dow Jones-AIG
Agriculture ETN e Rogers International Commodity Agriculture ETN mentre in
Italia sono numerosi e in rapida espansione quelli di Etfs Securities, che ha
allo studio altri prodotti ad hoc. Il più trattato è ancora Etfs Agricolture
con 317 mila euro al giorno. Un investimento dei
prodotti agricoli può anche aiutare a diversificare un portafoglio grazie alla
bassa correlazione con i mercati azionari. Dba è uno dei più diffusi nelle
classifiche dei più trattati. Il fondo aveva circa 2,3 miliardi di dollari in gestione a fine ottobre. Un altro approccio al
settore è puntare sulle produzioni collegate. Un Etf che investe sulle azioni
di società attive nei fertilizzanti e nelle sementi è l' ideale perché si
rivaluterà quando aumenteranno i prezzi agricoli. L' Etf Agribusiness ETF ha visto afflussi netti di risorse per 3,6 miliardi di dollari quest' anno. (riproduzione riservata)
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LUNEDì 21Fiat. Il gruppo a partire dal 1°
gennaio 2012 disdirà tutti gli accordi sindacali vigenti negli stabilimenti
automobilistici italiani. La decisione per Fiat è un atto dovuto ed è
conseguente all' uscita del Lingotto da Confindustria, comunicata il 30
settembre. MARTEDì 22Europa. Doppio no agli eurobond e
alla Bce stile Federal Reserve da parte della Germania. La cancelliera Angela
Merkel dichiara che per recuperare la fiducia servono «scelte politiche» mentre
il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ribadisce che la Bce «andrebbe
oltre il suo mandato se si assumesse l' impegno di ricoprire il ruolo di
prestatore di ultima istanza per i Paesi altamente indebitati». mercoledì
23Intesa Sanpaolo . Il nuovo consigliere delegato della banca sarà Enrico
Tomaso Cucchiani. Il top manager viene individuato dal presidente del consiglio
di sorveglianza, Giovanni Bazoli, per guidare l' istituto
dopo l' addio di Corrado Passera. giovedì 24Golden share. L' Ue decide di
deferire alla Corte di giustizia l' Italia per i diritti speciali riservati al Tesoro nelle aziende strategiche. Bruxelles decide di dare
ancora un mese di tempo a Roma per cambiare le norme,
poi scatterà la procedura d' infrazione. Senza golden share, il fior fiore
delle aziende di Stato potrebbe essere preda di gruppi stranieri. venerdì
25Ftse Mib +0,12%. La possibilità che i Paesi dell' Eurozona
eliminino il coinvolgimento dei privati dal meccanismo di salvataggio Esm
riporta in positivo le piazze europee e Londra, Parigi
e Francoforte, che chiudono in rialzo di oltre un punto. Più debole Milano con
il Ftse Mib a +0,12%. Lo spread sul Bund rimane stabilmente sopra i 500 punti
base per tutta la giornata prima di ripiegare sul finale a quota 499. Il Ftse
All Share fa segnare un +0,08%. A guidare la classifica dei migliori rialzi è
Finmeccanica (+3,5%) sulle voci di possibili dimissioni del presidente
Pierfrancesco Guarguaglini. Bene anche Impregilo (+2,32%) e St (+2,21%).
Mediobanca . Vincent Bolloré si porta al 5,85% di Mediobanca , a ridosso della
soglia massima del 6% che gli è consentita. Il finanziere ha acquistato il 21
novembre un milione di azioni a 4,908 euro. Bper.
Fabrizio Viola ed Ettore Caselli, rispettivamente amministratore delegato e
presidente della Popolare Emilia Romagna , comprano 10 mila azioni a testa
dell' istituto per sostenere il corso del titolo. Eni . Il gruppo finalizza l'
acquisizione delle quote detenute dai fondi azionisti di Altergaz, raggruppati
in Consellior, aumentando dal 60% al 98% la sua partecipazione nell' operatore
francese del gas. Zucchi . Si conclude l' aumento di capitale di Zucchi . Sono
state sottoscritte il 98,48% delle azioni offerte in opzione per un
controvalore di 14,8 milioni. Fiat . Il ministero dello Sviluppo economico
convoca anche Fiat all' incontro su Termini Imerese previsto per sabato 26
novembre alla presenza dell' advisor Invitalia e dei sindacati. Santander. Il
Governo spagnolo grazia l' ad del Santander, Alfredo Saenz, che era stato
condannato a tre mesi di carcere e all' interdizione dall' incarico per
diffamazione. La pena sarà commutata in un' ammenda. Gazprom. Il colosso russo
rileva per 2,5 miliardi di dollari il controllo della
società bielorussa Beltransgaz, acquisendo l' altra metà della società di cui
deteneva già il 50%. Lukoil. Il gruppo petrolifero russo ha registrato nei nove
mesi dell' anno un utile netto superiore a 9 miliardi di dollari
(+32,1%), grazie alla crescita del prezzo del petrolio. Lvmh . Il 2 dicembre
andrà in pagamento l' acconto sul dividendo di Lvmh per l' esercizio 2011. Lo
stacco della cedola (0,80 euro per azione), avverrà il
prossimo 29 novembre. Axa . In India stop alle trattative per l' ingresso di
Reliance in Bharti Axa Life e Bharti Axa General Insurance, al posto dell'
attuale partner Bharti. Daimler . Il gruppo intende investire oltre 980 milioni
nel 2012 nel suo principale impianto di motori, assi e trasmissioni a
Untertuerkheim, (Stoccarda), «per far fronte allo sviluppo positivo della
domanda». Kia Motors. La controllata del gruppo Hyundai in ottobre ha
registrato un aumento delle vendite in Europa del
35,6% (+10% sul 2010). Gdo. L' India è pronta ad aprire il settore del
commercio al dettaglio alla grande distribuzione straniera, garantendo l'
accesso per la prima volta a Wal-Mart, Carrefour e Tesco.
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
A dieci anni dalla sua nascita l' euro rimane una moneta particolare.
Una specie unica nel panorama finanziario mondiale perché è più una unità di
conto che una vera moneta riferibile a un territorio
politicamente integrato e con omogenee politiche di bilancio e fiscali. Lo
aveva spiegato Silvio Berlusconi alcune settimane fa, subito grottescamente
strumentalizzato dai quotidiani dell' opposizione che così hanno dimostrato di
non conoscere l' essenza della moneta unica. L' euro nei fatti è una moneta
sintetica, cioè un prodotto dell' alchimia dei trattati europei
che hanno costruito una moneta al servizio del mercato
unico e dell' area di libero scambio del Vecchio Continente. Una valuta che non
ha alle spalle una vera banca centrale in grado di intervenire come prestatore
di ultima istanza per salvaguardare in ogni situazione la sua tenuta. Insomma,
un simulacro frutto delle convenzioni tra i vari governi europei
per provare a ottimizzare il commercio interno avendo anche a disposizione una
valuta da spendere nel mercato globale. Ma è proprio la
globalizzazione degli ultimi anni che ha stravolto le regole del gioco e messo
a nudo le fragilità dell' euro. Una moneta che aspira
ad essere una valuta di riserva internazionale ma che non dispone di una banca centrale in grado
di fissare il cambio o di agire come prestatore di ultima istanza per evitare
la crisi di liquidità del sistema, è una valuta incompiuta in un contesto
competitivo così muscolare come quello contemporaneo. Quindi una moneta sacrificale nello scontro di potere mondiale. Ma l' euro è anche uno strano mostro prodotto dall' utopia
illuminista dei trattati europei. La prima moneta chiamata a convivere con una moltitudine di curve di
tassi di interesse a scadenza. Praticamente una per ogni Paese membro o quasi.
Fino a quando i differenziali, cioè gli spread, tra i vari tassi nazionali
erano contenuti in un intorno ragionevole, l' essere una moneta
sintetica, quindi artificiosa, non appariva in tutta la sua criticità. Poi è
scoppiata la crisi da sostenibilità dei debiti pubblici europei
e i differenziali si sono allargati. Sono diventati talmente ampi da rendere
davvero eccezionale nella storia del capitalismo la situazione prodotta dall' euro: una moneta unica che esprime
tante curve di rendimento sui titoli emessi in quella stessa valuta dai vari
emittenti. Si passa dal 2% dei Bund tedeschi al 3,7% degli Oat francesi, al 7%
dei Btp italiani. Nel mezzo ci sono i diversi rendimenti delle obbligazioni
statali olandesi, austriache e spagnole, tanto da aprire possibilità di
arbitraggio continuo tra gli asset dei vari emittenti e da rendere di fatto
impossibile l' azione stabilizzatrice della Bce. Quale tasso a scadenza deve
prendere a riferimento la stessa Bce per stabilire le linee di azione della sua
politica monetaria? Difficile dire, come è altrettanto
difficile capire come possa sopravvivere una moneta
con una tale molteplicità di rendimenti a termine perché nessun mercato
integrato può vivere con più prezzi per lo stesso bene. Questa anomalia spiega
anche parte delle difficoltà incontrate dalla Bce nell' abbassare la curva dei
tassi di alcuni emittenti non solo per mezzo dell' acquisto dei titoli di Stato
ma anche come conseguenza della manovra sul tasso di riferimento. Mentre la Fed
comprando titoli federali o dando indicazioni sul tasso di sconto riesce a
modificare la curva tanto a breve che a lungo dei tassi del suo mercato, la Bce
non ha questa leva strategica. Così i tassi dell' eurozona
restano molto diversificati e ormai quasi indifferenti perfino alle manovre sul
costo del denaro decise da Francoforte. (riproduzione riservata)
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di di Alberto Terzi. |
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
Pagina: 54 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Le tensioni sui debiti sovrani
europei pesano sulla moneta unica. In grande difficoltà il fiorino ungherese.
Estrema volatilità sul mercato valutario,
dove in chiusura la parità euro/dollaro
ha raggiunto quota 1,3250, segnando una netta flessione rispetto all' ottava
precedente. Per il momento non si placa la tensione legata ai debiti sovrani
dell' Eurozona, accentuata dall' aumento generalizzato
dei rendimenti sui titoli di stato. Il perdurare delle differenze nelle
decisioni strategiche da intraprendere nei vari Paesi europei
sta pesantemente influenzando il cambio euro/dollaro, che nelle ultime due
settimane ha lasciato sul terreno il 4,5%, passando da 1,38 a 1,32. Questo
trend non potrà essere facilmente contrastato se le aste dei titoli di Stato
continueranno a produrre tassi insostenibili in una situazione già
caratterizzata da notevoli difficoltà congiunturali. Graficamente la parità sta
disegnando un chiaro canale ribassista che potrebbe protrarsi fino a quota
1,3145 (livello chiave dell' ottobre scorso), alla rottura della quale il
successivo target sarebbe poi a 1,28. Per un' inversione del trend è invece
necessario un veloce ritorno verso il livello di 1,35. La valuta che si sta
comportando meglio è il dollaro americano, in guadagno
contro tutte le altri principali monete mondiali La
divisa che invece appare più in difficoltà è il fiorino ungherese, che sta
segnando un ribasso del 15% da settembre nei confronti dell' euro:
a pesare negativamente gli ingenti debiti stipulati in franchi svizzeri, che
stanno mettendo in ginocchio il Paese. (riproduzione riservata)
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"Il Giorno" del 26-11-2011 |
MILANO ATTUALITA' |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
di GIULIA BONEZZI ? MILANO ? LO SPREAD
deflagra nei discorsi da bar, irrompendo dal gergo oscuro di Piazza Affari in
quello quotidiano del ceto medio milanese. Che potrà non conoscerne la
definizione o come si calcoli, ma sa benissimo cosa vuol dire: è la misura
della distanza tra il dissesto dello Stato italiano e la Germania prima della
classe-Europa. Su quattro domande che abbiamo posto a
persone fermate a caso in corso Buenos Aires, quella cui tutti rispondono senza
indugi è: «Cos' è il Bund?». Più famoso ormai anche dei nostrani Btp, mentre
qualche incertezza permane sul bond, identificato solo come titolo di Stato
forse in base a reminescenze dei famigerati «tangi», protagonisti del crac
argentinodi dieci anni fa. Certo questi chiari di luna spingono a farsi una
cultura. Erica Pirina, 31 anni, rispolvera i suoi studi di ragioneria, ma «non
si capisce niente se ci si limita a dieci minuti di tg. Bisogna approfondire».
Irma Spanò ha chiesto al marito e al figlio: «Anche i miei genitori, che sono
anziani, mi riempiono di domande». I più ostici per i trentenni, che il
precariato risparmia dall' arrovellarsi su come investire i risparmi, sono i
Btp. «Comunque investirei in altro», chiarisce Gavino Canu, 32, laurea in Scienze
Politiche. Mattone? «Macché, ambiente ed ecosostenibilità. Bisogna smetterla di
speculare». Milano è Milano, e capita d' incontrare anche uno come Andrea
Lazzati: ex bocconiano allievo di Mario Monti, oggi amministratore delegato di
una società farmaceutica. È l' unico che investirebbe nei vituperati Btp.
«Decennali - chiarisce -, perché sono certo che tra dieci anni l' Italia ci
sarà ancora, mentre sui due anni non escludo che la politica s' inventi
qualcosa». Gli piace l' idea del Btp-Day, perché «stanno attaccano la nostra
debolezza, eppure noi italiani siamo ancora possessori del 55-60% del nostro
debito. Si potrebbero convincere i risparmiatori a comprarlo offrendo in cambio vantaggi fiscali». Chi non pensa minimamente a
diventare creditore dello Stato è il pensionato Mario Demonte («Non compro Bot
da trent' anni). Franco Antonioli ha in mente un altro ?
differenziale?, il cambio euro-dollaro: «Ormai è a 1,3, e ci sono banche straniere che scommettono sul
ribasso dell' euro».
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"Avvenire" del 26-11-2011 |
ECONOMIA |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
«Benzina, c' è spazio per un calo dei
prezzi» È la richiesta a sorpresa dei gestori degli impianti Squeri (Figisc):
il gasolio adesso può scendere di almeno 2 eurocent al
litro DI CHIARA MERICO I prezzi dei carburanti in Italia devono calare, e
potrebbero abbassarsi già nei prossimi giorni. A dirlo, questa volta, non sono
le associazioni dei consumatori ma gli stessi gestori degli impianti, sulla
base dell' andamento del Platt' s, l' indice di riferimento per il mercato di
benzina e gasolio in una determinata area geografica. Le parole del presidente
della Figisc Confcommercio, Luca Squeri, non lasciano spazio a dubbi : «Per la
benzina, le diminuzioni del mercato internazionale del Platt' s non sono state
trasferite interamente sul prezzo nazionale, mentre per il gasolio queste
diminuzioni non si sono riversate affatto sul prezzo», che
è addirittura aumentato. Nell' ultima settimana, nota la Figisc, le quotazioni
del greggio Brent hanno registrato un calo di una certa entità (-2,28 euro al barile). Inoltre, il tasso di cambio euro/dollaro è diminuito ancora, attestandosi su 1,34 dollari per 1 euro.
Ma in Italia gli effetti benefici di queste due variazioni non si sono visti.
Anzi: i prezzi alla pompa per la benzina sono diminuiti in sette giorni di
0,017 euro al litro, a fronte di un calo del prezzo
del prodotto sul mercato Platt' s pari a 0,030 euro al
litro. Ancora più strano il comportamento del gasolio, che sul mercato Platt' s
ha registrato un calo del prezzo di 0,035 euro al
litro (più consistente di quello della benzina) ma che addirittura in Italia è
aumentato di 0,005 euro al litro. La situazione
attuale sui mercati sembra favorevole ad un ritocco verso il basso dei listini
dei carburanti. Per questo l' ex sottosegretario allo Sviluppo economico,
Stefano Saglia, ha chiesto al ministro Corrado Passera di «convocare nei
prossimi giorni la commissione per le dinamiche dei prezzi dei carburanti», al
fine di «verificarne la reale riduzione». Secondo Squeri, a breve «i prezzi
della benzina possono scendere di circa 0,5 euro-cent/litro,
mentre ci sono tutte le condizioni per una diminuzione del prezzo del gasolio
nell' ordine di almeno 2,0 eurocent/litro». Questo
nonostante i nuovi rialzi registrati nelle ultime sedute, perché, spiega il
presidente della Figisc, «l' andamento del settore deve restare in armonia». Ma
perché i gestori dei distributori chiedono che il prezzo della benzina cali?
«Noi non guadagniamo dai rincari sui listini, né ci rimettiamo se i prezzi
scendono, visto che abbiamo un margine fisso pro-litro - spiega Squeri ad
Avvenire -. Anzi, se i prezzi calano siamo più contenti, perché i nostri
clienti sono meno arrabbiati». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di di Ester Corvi. |
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"Milano Finanza" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Rendimenti più bassi, ma la possibilità
di diversificare il portafoglio fuori dalla traballante Eurolandia.
È questo che hanno in mente gli esperti quando consigliano
di investire una quota del portafoglio obbligazionario in corporate bond
denominati in valute diverse dall' euro, come il dollaro, la sterlina o il franco svizzero. Proprio nella valuta elvetica
recentemente i gruppi Actelion, Zurich Financial e Givaudan hanno raccolto
insieme un miliardo di franchi svizzeri, offrendo un rendimento del 3%.
Ma non sono mancate anche le emissioni da parte di società estere come la banca
russa Gazprombank (350 milioni di franchi svizzeri al 4,37%) e altre sono in
programma da parte di società asiatiche, russe e latino-americane. Paolo
Mancini, managing director di Credit Suisse securities Europe,
conferma che il mercato elvetico sta attraendo gli investitori «in funzione sia
della convenienza per gli emittenti sia delle necessità di diversificazione in
valute diverse dall' euro, a fronte della sua
preoccupante volatilità. È considerato da sempre un Paese ad alta affidabilità
e beneficia di una sua liquidità congenita. Per gli emittenti italiani c' è
però una barriera di natura fiscale che comporta che le emissioni in franchi
svizzeri debbano essere fatte tramite un veicolo internazionale di funding».
Sulle opportunità di diversificazione del portafoglio è d' accordo Markus
Allenspach, responsabile del reddito fisso di Julius Baer: «Gli investitori
stanno cercando alternative all' euro in una fase di
grande incertezza politica. A mio parere l' Unione monetaria
europea non andrà in pezzi, ma vedo che molti cercano
di minimizzare la loro esposizione verso la crisi dei debiti sovrani europei, investendo non solo in oro, ma anche in franchi
svizzeri, corone norvegesi e yen». Lo svantaggio delle emissioni in franchi
svizzeri è che lo swap in un' altra valuta è diventato molto costoso, ma lo è
meno per le società asiatiche, russe o dell' America Latina, che già pagano
alte cedole in condizioni normali. «Non è quindi una coincidenza che recenti
emissioni estere siano state fatte da Kora Land &Housing, Gazprombank o
Vtb. E credo che le prossime arriveranno da queste aree» commenta l' esperto.
Ma quali i benefici e gli svantaggi per un investitore privato? «Non esiste una
risposta univoca, perché dipende dagli obiettivi dell' investitore» risponde
Donatella Principe, responsabile dell' Investment Advisory di Schroders. «Se
stiamo parlando di un investitore di lungo periodo, con una classica strategia
di buy&hold, allora esistono oggi ampi vantaggi nell' investire in
corporate in Europa. Il mercato offre un delta-spread
interessante, al quale si somma e anche un premio per la liquidità. Se invece
l' investitore ha un approccio di più breve periodo, i rischi prevalgono sulle
opportunità, prima di tutto quello legato alla liquidità e liquidabilità dell'
investimento. A quel punto il suggerimento è investire sì in corporate, anche
di emittenti europei, ma scegliendo un mercato più
ampio e liquido come quello americano». È infatti importante ricordare che
anche lo stesso emittente può avere obbligazioni in valute differenti. Di
recente emittenti europei, con base-investitori
tipicamente locale, hanno rifinanziato il proprio debito in dollari,
allungando magari la scadenza e modificando quasi interamente la base dei
sottoscrittori. A causa delle condizioni di mercato molte emissioni corporate sono
state posticipate, ma fra le più recenti l' analista di Julius Baer segnala
quella in sterline di Gdf Suez (con scadenza 2060, cedola 5%), quella in dollari canadesi di Bmw Finance (scadenza 2013, cedola
2,12%), quella in dollari Usa di Adib Sukuk (scadenza
2016, cedola 3,78%), Gazprom (scadenza 2021, cedola 6%) e Banco do Brasil
(scadenza 2017 con cedola 3,87%). (riproduzione riservata)
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"Avvenire" del 26-11-2011 |
ECONOMIA |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Asta choc per i Bot Titoli a sei mesi al
6,5% Tassi record. Bankitalia: non sono un indicatore equilibrato venerdì nero
Il Tesoro ha collocato 8 miliardi di bond semestrali, a fronte di richieste per
oltre 11 miliardi Il differenziale Btp-Bund arriva a quota 510: rendimenti al
7,3% E Fitch declassa otto banche italiane DA MILANO ALESSANDRO BONINI stato un
venerdì nero per i nostri titoli di Stato. Piazzare Bot alla breve scadenza di
sei mesi è costato ieri al Tesoro ben il 6,5% di tasso d' interesse: non era
mai accaduto dall' introduzione dell' euro, mentre
prima della crisi nemmeno il titolo trentennale rendeva tanto. L' asta ha
registrato una domanda ancora soddisfacente, seppure in flessione, ma i tassi
sono quasi raddoppiati rispetto a un mese fa. Subito dopo il collocamento lo
spread o differenziale di rendimento tra il Btp a 10 anni e l' equivalente Bund
tedesco - considerato il termometro del rischio Paese - ha superato sul mercato
secondario i 510 punti base, con un tasso sopra il 7,3%. I titoli a cinque e
due anni hanno segnato nuovi record, entrambi intorno all' 8%, confermando la
cosiddetta inversione della curva, un campanello d' allarme. L' attacco all' euro ha già spinto il nostro Paese oltre la soglia critica
per la tenuta del debito, quella che ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo
a chiedere l' intervento straordinario da parte delle istituzioni
internazionali. Atene decise di chiedere aiuto un mese dopo l' inversione della
curva e Lisbona appena una settimana dopo. Ma nel caso dell' Italia, la terza
economia dell' area euro, non è ancora chiaro se l' Europa sia in grado di venire a salvarci. E i nein ripetuti
dal cancelliere tedesco Angela Merkel all' emissione di Eurobond
come al potenziamento del ruolo della Bce hanno pesato non
poco ieri sul clima dei mercati. La moneta unica in
discesa è arrivata a toccare quota 1,32 sul dollaro. Le Borse europee invece, in scia all' andamento di Wall Street, hanno trovato la
forza per risollevarsi. Piazza Affari, che dopo l' asta di titoli pubblici
era arrivata a cedere il 2%, ha chiuso in rialzo dello 0,12%. Il Tesoro
italiano ha collocato in asta tutti gli 8 miliardi previsti di Bot semestrali,
a fronte di un ammontare finale di richieste risultato pari a 11,735 miliardi.
Il rapporto di copertura, cioè la domanda, è sceso a 1,47 da 1,567 di ottobre.
Il rendimento è salito al 6,504% dal 3,535%, come non si vedeva dall' agosto
1997. In serata è arrivato anche il commento del governatore di Bankitalia,
Ignazio Visco, secondo cui «questi tassi non sono un indicatore equilibrato
della situazione economica corrente e delle sue prospettive. Sono il riflesso
di una dinamica di mercato». «Se i tassi dovessero riÈ manere a questi livelli
per tutto il 2012, solo di Bot significa 4-5 miliardi di in più di costi di finanziamento,
rispetto all' ultimo scenario ufficiale, che ipotizzava tassi Bot al 3,5%», ha
spiegato all' agenzia Reuters Chiara Manenti, strategist di Intesa Sanpaolo.
«Se poi si considerano anche i Cct, legati ai Bot, che rappresentano ancora una
parte consistente dei titoli in circolazione, l' aggravio per il Tesoro arriva
a circa 10 miliardi di euro». Secondo il collega di
Credit Agricole Cib Luca Jellinek «i rendimenti sono alti, ma questo si sapeva
già prima. E prima o poi sarà necessario collocare a rendimenti più bassi. Ma
ora è importante che abbiano collocato tutto». Un test saranno le aste di
media-lunga durata in programma la settimana prossima, fra cui il lancio
martedì del nuovo Btp triennale, per una cifra compresa tra 2,5 e 3,5 miliardi
di euro, unitamente alla riapertura del benchmrk
decennale marzo 2022 per 1,5-2,5 miliardi. Intanto a prendere fiato sono le
Borse del Vecchio Continente. Tutti i principali listini hanno chiuso sopra la
parità, aiutati dall' andamento positivo di Wall Street in una seduta con pochi
scambi per via del ponte del Ringraziamento. Parigi ha guadagnato l' 1,23%,
Francoforte l' 1,19%, Madrid lo 0,54% e Londra lo 0,72%. L' ultimo segnale di
sfiducia per il nostro Paese è arrivato dall' agenzia di rating Fitch, che ha
declassato otto banche italiane, tagliando la valutazione a lungo termine per
istituti di medie dimensioni, fra cui Banca Popolare di Milano e Banca Popolare
dell' Emilia Romagna. Ma il giudizio più pesante è sul sistema-Paese. Secondo
Fitch, infatti, l' Italia «è già in recessione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Messaggero" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
PARIGI - Basta tergiversare, il conto
alla rovescia è cominciato. Jean-Paul Fitoussi è chiaro. Per leconomista
francese, docente alla Luiss, «stiamo entrando in una nuova fase», in cui la
crisi non travolge più soltanto i Paesi in difficoltà, ma tutta la zona euro. «Sì, stiamo cambiando epoca.
Questa è la mia impressione. Il segnale c' è stato la scorsa settimana, quando
la Germania non è riuscita a collocare i suoi bund all' asta. Questo significa
che ormai esiste una diffidenza generalizzata nei confronti di tutta la zona euro. E' un cambiamento radicale».
Cosa sta succedendo? «Diciamo che il tasso di interesse su un debito può
aumentare per due motivi: o perché il Paese è considerato meno solvibile, o perché è la moneta ad essere considerata meno affidabile.
Finora pesava soprattutto lo scarto di solvibilità con il riferimento tedesco.
Ora le cose stanno cambiando: è il tasso dell' euro che non è più
sicuro». Perché? «Dopo due anni di crisi senza che nessuna questione sia stata
risolta, è l' insieme della zona euro ormai, e
non i singoli Paesi in difficoltà, a presentare un problema di credibilità. La
scala sta cambiando, e il cambiamento
non è di poco conto, è epocale. E' questo che a mio avviso spiega le difficoltà
incontrate dalla Germania nel piazzare i suoi bund sul mercato». Se cambiamo epoca, quale sta cominciando? «Quella in cui
bisogna assolutamente prendere delle decisioni. E' imperativo. Il rischio
(imminente) è quello di un' esplosione della zona euro».
E' possibile a breve termine? «Non solo è possibile, ma è bene sottolineare che
un' implosione dell' euro provocherà in primo luogo e
soprattutto danni alla Germania. E' il Paese che ha più da perdere, ed è un
Paese che d' altra parte ha già cominciato a perdere: la sua crescita è in
calo». A Strasburgo non ha visto nessun segno di un cambiamento
di direzione? «A Strasburgo abbiamo assistito all' ennesimo nulla di fatto.
Soltanto parole. Non si è deciso nulla. Più va male, più la situazione si
deteriora, e meno si decide». Nessun «effetto Monti»? «L' arrivo di Monti è
sicuramente un fatto molto positivo. Mario Monti conosce meglio di chiunque
altro i problemi europei, meglio di Nicolas Sarkozy e
meglio di Angela Merkel. Monti potrebbe certamente avere le soluzioni, ma non
serve se la Germania continua a bloccarle». Anche la Francia è ormai sotto
attacco? Si parla di un declassamento di fatto delle agenzie di rating. «Le A
non hanno nessuna importanza. Quello che è importante è che la Francia ha una
strategia opposta a quella tedesca per quanto riguarda il ruolo della Banca
centrale Europea. Esiste ormai un' alleanza oggettiva
tra Francia e Italia». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Italia Oggi" del 26-11-2011 |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Straordinaria rivincita dei grandi cru
italiani nei confronti dei vini francesi all' asta di ieri da Christie' s a
Hong Kong. Dopo i prezzi incredibili raggiunti nell' ultimo anno e mezzo dai
grandi cru francesi, da Chateau Lafite a Chateau Margaux a Haut-Brion, l'
ultima asta di «fine and rare wines» ha confermato clamorosamente il trend che
era emerso anche dalla prima asta della stagione, dedicata tutta ai vini di
Francia, con alcuni lotti invenduti e prezzi in forte calo.
E così è stato anche nella seduta di ieri della seconda asta stagionale: anzi
il trend si è accentuato: per esempio il lotto 12 bottiglie di Chateau Margaux
vendemmia 1998 che aveva un prezzo d' asta fra 32 mila e 45 mila dollari di Hong Kong (3.076/4.325 euro) è stato
aggiudicato al prezzo minimo, che corrisponde a 256 euro
la bottiglia; anche il lotto di Chateau Haut-Brion di 12 bottiglie della
vendemmia di un annata superba come il 1985 è stato aggiudicato al minimo del
valore d' asta, 30 mila dollari di Hk (2.883 euro); alcuni lotti poi sono stati offerti dal battitore
addirittura a prezzi inferiori al valore minimo di asta e addirittura in alcuni
casi, nonostante il ribasso, non sono stati neppure aggiudicati. Per contro, un
folto assortimento di vini italiani, tutti facenti parte del Comitato grandi
cru d' Italia, che finora erano quasi ignorati dalle aste della piazza dove i
miliardari cinesi si accaparravano le etichette più note, ha spuntato prezzi
ben superiori a quelli di valutazione d' asta. In particolare, spiega l'
agenzia AdnKronos, si sono distinti i vini toscani classificati come super
tuscan. Il lotto di 18 bottiglie di Ornellaia 1997 della famiglia Frescobaldi,
che aveva una valutazione d' asta di fra 20 e 26 mila dollari
di Hk (1.922/2.499 euro) è stato aggiudicato a 30 mila
dollari di Hk (2.883 euro).
Sei bottiglie di Masseto della vendemmia 2006 e 2007, sempre dei Frescobaldi,
aveva un valore d' asta fra 20 e 26 mila dollari di Hk
ed è stato aggiudicato a 28 mila dollari di Hk. Il
lotto di Tignanello di Antinori, composto da 30 bottiglie delle vendemmie 1997,
2000, 2001 e 2005, con un valore massimo d' asta di 20 mila Hkd (1.922 euro) è stato aggiudicato a 24 mila Hkd. Meno bene le 24
bottiglie di Solaia 2000 e 2001, sempre di Antinori, che hanno realizzato il
prezzo minimo di 16 mila Hkd (1.538 euro). Non male
anche i vini piemontesi e veneti. In particolare l' Amarone: l' Amarone
classico di Allegrini, 12 bottiglie del 2001, sono state aggiudicate a 9 mila
Hkd (856 euro), comunque sopra gli 8 mila dollari di prezzo di riferimento. La performance più grande
è stata tuttavia di un altro vino super tuscan, anch' esso parte del Comitato
grandi cru d' Italia, I Sodi di S. Niccolò di Castellare di Castellina. Le 12
bottiglie dell' annata 2006 con rating molto alti da Robert Parker (96/100) e
da Wine Spectator (94/100), che Christie' s aveva messo in catalogo a un valore
fra 4 mila e 6 mila Hkd è stato aggiudicato a 36 mila Hkd (3.460 euro). Per contro un altro vino della stessa proprietà,
Baffonero, definito dal produttore challenger di Masseto (sono tutti e due
maremmani, al 100% merlot), ha segnato il prezzo indicato in catalogo.
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"Italia Oggi" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' agenda del gruppo di
comunicazione. Anche sui nuovi mercati.
Wpp ottimista per il futuro del mercato
pubblicitario, anche se è evidente il rallentamento nei confronti dei diretti
concorrenti. Per questo bisogna accelerare sul digitale, nonostante i costi di
internet stiano lievitando rapidamente, e acquisire un ruolo di intermediario
nell' ambito dell' acquisto di spazi pubblicitari gestiti da gruppi come
Google. Sir Martin Sorrell, patron del gruppo di comunicazione mondiale che nel
2010 ha realizzato un fatturato di 10,7 miliardi di euro,
è fiducioso in vista del 2012, l' anno delle Olimpiadi, degli Europei di calcio in Polonia e Ucraina e delle elezioni
presidenziali americane. «Questi eventi dovrebbero portare un punto percentuale
di crescita supplementare al mercato», ha detto a Le Figaro.
Sarà piuttosto il 2013 l' anno in cui tirare delle conclusioni sul medio
periodo. In ottica globale, gli occhi sono puntati sui nuovi mercati. È qui che
si combatte la vera sfida fra i gruppi della pubblicità. Wpp, per esempio, in
Cina realizza già un fatturato di 1,1 miliardo di dollari (8,3
miliardi di euro)
con 1.200 dipendenti, 700 milioni di dollari (528 mln
di euro) in Brasile, 450 milioni di dollari
(340 mln di euro) in India e più di 200 milioni di dollari (151 mln di euro) in
Russia. La Francia, per fare un paragone con un mercato maturo, vale per Wpp
850 milioni di dollari (642 mln di euro).
Discorso parallelo è quello legato ai nuovi media, dove il gruppo di Sorrell
genera «70 miliardi di dollari (52,8 mld di euro, ndr) in media buying. I gruppi tecnologici, ormai,
sono dei supporti pubblicitari». Su Google, Wpp investe «1,6 miliardi di dollari all' anno (1,2 mld di euro,
ndr), che è un po' più della metà di ciò che acquistiamo da gruppi media
tradizionali come Viacom, Cbs, o News Corp. Dobbiamo restare un intermediario
che arbitra l' acquisto di spazi in totale indipendenza». Ma per restare
competitivi sul fronte digitale, Sorrell ritiene che tre siano gli obiettivi
prioritari: «Cambiare il modo tradizionale di operare,
sviluppare nuove attività e prendere il controllo diretto delle partecipazioni
in società che hanno un impatto diretto sul business». Esclusa la concorrenza
con Facebook, su cui Wpp investe «150 milioni di dollari
(113 mln di euro, ndr) all' anno» e ha un quota in
Buddy Media, «l' agenzia scelta da otto inserzionisti su dieci sulla
piattaforma di Mark Zuckerberg negli Usa», Sorrell è più preoccupato dalla
crescita dei prezzi della pubblicità su internet negli Usa, in Brasile e India.
«Le acquisizioni di Publicis hanno squilibrato il mercato brasiliano»,
denuncia, «i prezzi sono diventati deliranti. Ed è successo anche in India,
dove Omnicom ha preso il controllo di Mudra. Quest' anno abbiamo investito 400
milioni di sterline (466 mln di euro, ndr) in
acquisizioni. L' anno prossimo risparmieremo fra i 150 e i 200 milioni di
sterline (fra 175 e 233 mln di euro, ndr), meno di ciò
che distribuiremo in dividendi, contrariamente all' anno scorso».
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"Italia Oggi" del 26-11-2011 |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Spread Btp-Bund sempre sopra quota
500 pb. Piazza Affari piatta, le altre in crescita.
Sottotitolo: Venduti 8 mld con richieste per
11,7. Interessi raddoppiati.
La trilaterale Merkel-Sarkozy-Monti di
giovedì non ha allentato la morsa dei mercati sugli spread Btp decennale-Bund.
Ieri il differenziale, partito a quota 490, è presto risalito fino a un massimo
di 511 pb; poi è sceso lievemente, ma si è sempre mantenuto tra i 505 e i 510
pb, con rendimenti al 7,3%, mentre è volato al livello record dell' 8% il rendimento
dei Btp a due anni. Sono invece moderatamente scesi gli spread delle
obbligazioni francesi e spagnole. Nel contesto generale, non ha aiutato l' asta
dei Bot semestrali. In offerta c' erano 8 miliardi di titoli e la domanda è
stata di 11,7 mld, ma il tasso d' interesse medio è volato al 6,504% contro il
3,535% dell' asta precedente. È stato il nuovo massimo dall' introduzione dell'
euro. Il tesoro ha anche collocato Ctz per 2 miliardi
con rendimento in crescita al 7,814%, anche questo nuovo record dall' avvio
dell' euro. L' attenzione della Banca d' Italia è
massima. Il governatore, Ignazio Visco, non ha voluto commentare l' esito dell'
ultima asta dei Bot, ma alle insistenze dei cronisti su quel che accadrà in
occasione delle prossime, si è limitato a rispondere: «Vediamo cosa succede con
le misure del governo». «Per un riequilibrio strutturale e duraturo», ha però
ammonito durante il suo intervenuto al congresso dell' Aimmf a Catania, «è
necessario che il paese torni a crescere». Devono essere eliminate «le barriere
che si frappongono inutilmente all' attività produttiva», ha spiegato,
sostenendo che bisogna «rimuovere i vincoli, le rendite di posizione, le
restrizioni alla concorrenza e all' attività economica». La partita si gioca
qui. Le borse europee si sono mosse di conseguenza.
Dopo un avvio incerto, hanno presto virato in negativo, con piazza Affari
peggiore tra le principali piazze, in perdita di oltre il 2% a metà mattinata.
Solo nel pomeriggio, anche grazie all' apertura positiva di Wall Street e alle
indiscrezioni su possibili discussioni nell' Eurozona
per escludere il settore privato (le banche) dal meccanismo di salvataggio
degli stati, i listini europei hanno annullato le
perdite e hanno chiuso in positivo. A Milano, la piazza comunque più debole, il
Ftse Mib ha guadagnato lo 0,12% a 13.937 punti, il Ftse All share a 14.688
punti, +0,08%, il Ftse Mid cap a -1,07%, il Ftse Star a -0,51%. In Europa, Dax, Cac 40 e Ftse 100 hanno registrato
rispettivamente un +1,27%, un +1,23% e un +1,01%. A metà seduta, a New York,
dopo un avvio positivo, i listini hanno virato in negativo, con il Dow Jones a
-0,12%, l' S&P 500 a -0,16%, il Nasdaq Composite a -0,57%. Hanno chiuso
ancora più in rosso, rispettivamente a -0,23%, a -0,27% e a -0,75%. Sul paniere
principale, i bancari hanno chiuso in ordine sparso. In ascesa Unicredit
(+0,86%), nonostante il downgrade di Nomura. Invariata Mediobanca, mentre hanno
perso terreno Intesa Sanpaolo (-1,55%), Banca Mps (-1,85%), Banca popolare di
Milano (-1,18%) e Banca popolare dell' Emilia Romagna (-3,29%). Tra le altre
blue chip, pesanti Fiat (-2,95%) e Prysmian (-4,69%) che ha risentito del
downgrade di Ubs a neutral da buy. In ascesa Finmeccanica (+3,5%), sulle attese
per il cda del 1° dicembre, chiamato a valutare una possibile revisione delle
deleghe. Senza spunti Pirelli & c. (-0,86% a 6,325 euro),
mentre ha perso terreno Lottomatica (-3,51%). Nel resto del listino, ha
brillato Seat pagine gialle (+4,66%) grazie all' accordo sulla ristrutturazione
del debito. Pesante Cobra (-20,06%), in attesa dell' avvio dell' aumento di
capitale, previsto lunedì. Quanto all' euro, ha chiuso
debole a 1,3280 dollari, sulla scia del rialzo record
dei rendimenti registrato all' asta di bot semestrali. Nel tardo pomeriggio è
sceso ancora a 1,3244 dollari. Nel corso della seduta, la moneta comune ha aggiornato il minimo di 7 settimane a quota 1,3210. Lo
yen ha perso qualche punto sia sul dollaro, a 77,62,
che sull' euro, a 103,04. Infine il petrolio, in lieve ribasso rispetto alle
quotazioni di giovedì. A metà seduta, a New York, il Wti segnava 96,87 dollari al barile, contro i 107,07 dollari
del Brent a Londra.
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"Corriere della Sera" del 26-11-2011 |
Cronache |
Pagina: 24 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
CASERTA - Come nelle dimore di zio
Paperone disegnate nei fumetti, nella villa di Alfonso Schiavone - ritenuto
affiliato a un clan dei Casalesi - era stato realizzato sul pavimento del
cortile un enorme simbolo del dollaro. La villa
di Castel Volturno (Caserta) su tre livelli e riccamente rifinita, è tra i beni
sequestrati ieri per circa 2,5 milioni di euro.
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"Corriere del Mezzogiorno (ed. Caserta)" del 26-11-2011 |
Caserta |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Le operazioni Sequestro di beni
della Finanza, la polizia arresta i fratelli Mezzero.
CASERTA - Una «S» e un «I» maiuscole,
quest' ultima sovrapposta a mo' di linea retta, quasi a ricordare il simbolo
del dollaro (che di rette perpendicolari alle S ne ha
però due) raffigurate sulla pavimentazione del cortile dell' abitazione. È uno
dei dettagli dell' operazione che ha portato al sequestro di una villa del boss
del clan de Casalesi Alfonso Schiavone ubicata in via Cadorna a Castel Volturno
contemplata tra i beni da due milioni e mezzo di euro
sigillati ieri dalla Guardia di Finanza. Il provvedimento è stato firmato dalla
sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su
richiesta del sostituto antimafia Catello Maresca nei confronti anche di altre
persone coindagate con Schiavome. L' operazione fa seguito a quella in cui,
circa un mese fa, furono sequestrati altri beni per un valore complessivo di 25
milioni di euro. La villa di Alfonso Schiavone, che si
estende su tre livelli - informa una nota degli investigatori della Fiamme
Gialle - è riccamente rifinita e recintata da un alto muro. Nel cortile, con
cubetti di porfido, era stato ricavato quello che gli investigatori ritengono
il simbolo del dollaro, ma che può anche essere letto
come le lettere iniziali dei cognomi dei proprietari: Schiavone, appunto, e
Iovine, la moglie. Tra i beni sequestrati c' è anche il ristorante «da
Baffone», a Castel Volturno, in via Napoli. Sempre ieri, la polizia ha
assestato un altro duro colpo al clan dei Casalesi, arrestato due fratelli,
entrambi latitanti ed elementi di spicco dell' ala Schiavone localizzati nella
zona di Formicola dove sono stati bloccati dagli agenti della Squadra Mobile di
Caserta. I due - Gerardo e Giacomo Mezzero - erano ricercati dallo scorso mese
di luglio, sulla scorta di una condanna definitiva per estorsione aggravata
dalla forza intimidatrice camorristica. I due fratelli sono stati intercettati
mentre, a bordo di un' auto intestata alla madre defunta, si trovavano lungo
una strada interpoderale che collega i comuni di Formicola e Pontelatone, nell'
alto Casertano. All' arresto le forze dell' ordine sono giunti dopo settimane
di appostamenti e pedinamenti. In passato i due fratelli avevano gestito
imprese edili controllate direttamente dai capi del clan dei Casalesi che, in
questo modo, reinvestivano i proventi delle attività illecite. Secondo quanto
accertato, con intimidazioni di stampo mafioso i due si accaparravano appalti
pubblici e privati. Giorgio Santamaria RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"La Sicilia" del 26-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha risentito della delusione per l' esito dell'
incontro a tre a Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy
che ha visto una nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond.
Dopo una mattinata in ribasso, l' euro aveva
recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di un intervento
della Banca nazionale svizzera per acquistare euro al
fine di indebolire la divisa nazionale e difendere l'
export nazionale. In chiusura un euro valeva 1,3244
dollari (1,3325 giovedì), 102,85 yen (102,77), 1,2304 franchi svizzeri
(1,2256) e 0,8561 sterline (0,8602). Dollaro a 77,66
yen (77,09), 1,5464 per una sterlina (1,5494) e 0,9291 franchi (0,9190).
26/11/2011.
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di Stefano Lepri. |
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"La Stampa" del 26-11-2011 |
Prima pagina |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Colloquio col governatore di
Bankitalia: un Paese in ritardo come il nostro deve investire più di altri
nella conoscenza.
Sottotitolo: "Pagano globalizzazione e
moneta unica, salari d' ingresso come negli Anni 80" Btp choc all' 8%,
spread sopra 500. Sarkozy e Merkel: se cade Roma, crolla l' euro.
Il neogovernatore della Banca d' Italia,
Visco, dice che «per l' ingresso dell' Italia nell' euro
hanno pagato i giovani», sui quali abbiamo scaricato i costi della
globalizzazione e della svalutazione della moneta.
Imprescindibile investire nella conoscenza, per recuperare il ritardo del
Paese. ALLE PAGINE 2 E 3.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 26-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Gli effetti sui mercati non
dovrebbero essere devastanti quanto l' autunno di tre anni fa sebbene non
manchino diverse apprensioni.
Il collaudo di quota 1,32 dell' euro sul dollaro allinea il caotico
comportamento dei negoziatori politici al grido di dolore di quanti detengono
asset impiegati sui governativi periferici. Il livello rappresenta la sintesi
degli accadimenti degli ultimi giorni: da un lato la Germania, ferma su
posizioni intransigenti verso il lato debole dell' Unione Europea,
dall' altro il mercato, in attesa di una via risolutiva per continuare a dare
credito all' architettura monetaria. In questo senso
l' andamento del cambio sconta la contrapposizione
delle pressioni emotive con le puntuali disattese sulle soluzioni politiche. Il
break-out di 1,32/1,30 in realtà sancisce l' avvio definitivo da parte della moneta unica verso un periodo prolungato di debolezza in cui
i possibili scenari di sviluppo non escludono una scomposizione dell' unione monetaria con l' abbandono della Germania e magari l'
adozione di una banda di oscillazione tra le due monete
che ne deriveranno. Per quanto creativa possa sembrare tale ipotesi, di fatto
l' assenza di misure efficaci non può delegare agli spread il ruolo di riequilibrio
dell' intero sistema finanziario europeo. I limiti
raggiunti dai differenziali di rendimento sui bond tedeschi si commentano da
soli. Il clima che si respira ci riporta all' autunno del 2008 quando nei fine
settimana la tensione saliva in attesa di una qualche sorprendente
dichiarazione. Ebbene quei fine settimana stanno ritornando. Nel frattempo il
collaudo di quota 1,32 ci fornirà la misura delle percezioni degli operatori
che non mancheranno di suggestionare l' intera intelaiatura generale dei mercati.
In osservanza alla correlazione con i mercati azionari, la violazione della
soglia 1,32 trascinerebbe con se un' ulteriore perdita di momentum degli indici
azionari compresi quelli americani. Lo Standard & Poor 500 affronterà quota
1,150 punti dove alle vendite si contrappone il supporto che divide l' attuale
range di fluttuazione rispetto a quello sottostante il cui limite inferiore
quota sulla soglia critica dei 1.100. Al momento eventuali rimbalzi da 1.150
non preludono a cambiamenti rilevanti del trend bensì
a momentanei aggiustamenti. Come scritto in altre occasioni il passaggio del
mercato su tale soglie espone l' indice a prove comportamentali significative,
in quanto la rottura di tali livelli introduce i valori in un contesto
assimilabile all' esperienza del 2008. Agli inizi di ottobre è intervenuta la
Fed a contenere la rottura di 1.100 dichiarando di essere pronta a sostenere il
mercato con un nuovo quantitative easing. È il segna di una tensione diffusa e
condivisa. Nouriel Rubini tende a declinare tali squilibri in scenari
rapportabili alla grande crisi degli anni Trenta. Noi riteniamo che l'
eventuale estensione della crisi rientri in un mega ciclo iniziato con lo
scoppio della prima bolla internet, la deflagrazione dei subprime e, ora, la ristrutturazione
dei debiti sovrani. Gli effetti sui mercati non dovrebbero essere devastanti
quanto il 2008, sebbene non manchino le apprensioni. L' avvitamento produrrebbe
sì ulteriori ribassi, ma con la formazione di minimi di Wall Street
potenzialmente superiori a quelli segnati sia nel 2008 sia nel marzo 2009,
nell' ordine 940 e probabilmente area 850. Tuttavia, al di là delle stime di
proiezione, rimane il fatto che il mercato troverà ancora una volta un limite
alle vendite nonostante le voci apocalittiche che nella peggiore delle
consuetudini anticipano il declino finale. Nel 2000 per dare forma all'
articolazione di questo lungo processo di transizione che probabilmente ci
accompagnerà verso il 2020, abbiamo ideato il Rumbling World, caratterizzando in
chiave onomatopeica la lettura di una durevole fase dominata l' aggiustamento
sinusoidale degli squilibri economici e finanziari globali. Dopo l' Europa assisteremo ad un inevitabile giudizio sugli Stati
Uniti da cui ne usciremo con una ripensamento dei modelli organizzativi
sociali, accompagnati da abitudini di consumo diverse magari dettate da un
impianto tecnologico progettato su un diverso approccio alle risorse di base in
particolare qualificato da un nuvo approccio all' innovazione energetica. Saranno
tutte occasione che alimenteranno nuove speranze di bull market secolari. Nel
frattempo scendendo sul pianeta Italia attendiamo le notizie che emergeranno
durante il fine settimana.or.it.
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"Il Giornale" del 26-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: LE MANOVRE ANTI-ITALIANE/3.
Stati Uniti e Gran Bretagna lavorano per
demolire l' euro e convincere così Pechino a puntare
su dollaro e sterlina dalla prima pagina (...)in cui
l' economia stava rallentando lo ha reso ancora più efficace. Questa è la
versione del flight to quality ( acquisto della merce migliore, nda ) di cui
gli americani già beneficiano grazie alla solidità del dollaro».
Insomma, come abbiamo già scritto, la Germania fino a oggi aveva tutto da
guadagnare dalla speculazione finanziaria che ha gettato nel cestino i titoli
del debito pubblico italiano e ha iniziato a comprare quelli tedeschi a caro
prezzo (e dunque a basso rendimento). Purtroppo per l' Europa,
l' attacco all' Italia in realtà, come dicevamo in tempi non sospetti, è un
attacco alla moneta unica. E i tedeschi rischiano
(anche se per ultimi tra i 17 Paesi dell' euro) di
fare la nostra fine. Un primo segnale lo abbiamo visto all' asta, andata quasi
deserta, dei Bund di quattro giorni fa. Il tesoro di Berlino pretendeva, come
ha fatto negli ultimi mesi, di vendere la sua carta decennale a prezzi
altissimi (con rendimenti ridicoli e inferiori al 2 per cento). Il mercato gli
ha voltato le spalle. E dopo poche ore, in compenso, la liquidità si è
trasferita in America. L' asta dei titoli a sette anni ha visto una domanda
eccezionale: 3,2 volte l' offerta,nonostante i prezzi del Treasuries americano
fossero elevatissimi. La morale è che gli Usa potrebbero giocare ai tedeschi lo
stesso scherzetto, che Berlino sta facendo a Roma. Bisogna dunque fare un passo
indietro e cercare di capire, per quale dannato motivo ci siamo trovati in
questa condizione. La storia si può rendere semplice. Tutto parte dalla grande
crisi subprime anglosassone del 2008 ( «la madre dell' attuale tempesta » ci ha
detto Corrado Passera, quando ancora faceva il banchiere). Gli States per
uscirne fuori hanno iniziato a stampare moneta a più
non posso e a tra-sferire i debiti privati in debito pubblico. Il gioco è
semplice. Lo stato si accolla le passività di banche e privati ed emette titoli
di stato che vengono comprati dalla banca centrale (da quelle parti la Fed non
si comporta certo come la Bce). Il meccanismo ha però un pesante effetto
collaterale: e cioè quello di deprezzare il valore della moneta
americana. Il dollaro rischiava di essere pesantemente
svalutato. Banalizziamo: a forza di produrre una merce (il dollaro,
appunto) il suo prezzo [Lapresse] si riduce. In concomitanza con queste
politiche monetarie americane, l' immensa riserva di liquidità detenuta dai Paesi emergenti e
soprattutto asiatici ha iniziato a diversificare il rischio. E cioè a comprare
attività finanziarie in euro.D' altronde se compro una
casa o un titolo in una moneta che rischia di perdere
valore, è ragionevole temere che la medesima casa e titolo perdano di pari
passo valore. Ci ricordiamo bene le grandi polemiche ad esempio dei Paesi arabi
nel voler vendere la loro preziosa merce (il petrolio) in euro. O il comportamento della Banca centrale cinese che iniziò a
diversificare le sue valute di riserva cedendo dollari e acquistando euro. Insomma il mondo si stava
accorgendo che sarebbe stato più safe avere qualche dollaro di meno in
portafoglio e qualche euro in più: se non altro per distribuire in modo più
equilibrato il rischio. I cinesi si stima che abbiano 800 miliardi di debito
pubblico europeo, di cui 100 in quello italiano. Non
si tratta di un complotto, ma di un legittimo interesse: l' America ha temuto
di perdere il suo primato valutario nonché il vantaggio di detenere una valuta riserva di valore globale. L' Europa
senza un governo centrale, con una Bce impotente e con l' interesse di breve
periodo della Germania di mantenere la sua relativa rendita di posizione, non
si sta rendendo conto della guerra finanziaria in
corso. La battaglia si conduce sul campo italiano, che è quello più debole e
pasticcione. Ma l' attacco è all' euro e alla sua
capacità che ha dimostrato negli ultimi due anni di rappresentare una valida
alternativa al dollaro. Fino a quando la Merkel non si
renderà conto che l' avversario non lo ha in casa (il lassismo italiano), ma
oltre oceano, non ci saranno speranze. E si potrà pure pensare di ritornare al
marco forte e stabile, come qualche analisi sta ipotizzando. Eventualità che
farà sì che noi, compresi i tedeschi, si sia destinati a giocare per gli anni a
venire in serie B. Nicola Porro NEL MIRINO Il complotto angloamericano non
minaccia l' Italia ma l' area euro, compresa la
Germania IL PATTO Il primo ministro inglese, David Cameron (a sinistra) e
Barack Obama hanno un interesse comune: difendere il dollaro
e la sterlina da un super euro che ha sottratto all'
asse Londra-Washin gton gli investimenti dei produttori petroliferi e ora anche
quelli cinesi.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 26-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 35 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Settimana ancora all' insegna della
tensione con incremento dei volumi sugli indici azionari e commodity, leggera
diminuzione di scambi su valute e singoli titoli. Nella settimana si è
registrato un generale incremento delle posizioni ribassiste sugli indici, in
particolare americani. Sul Nasdaq si è osservato un incremento di circa il 25%
delle operazioni short. Su questo mercato è evidente una forte pressione
ribassista che tende a intervenire da 2.400, in questo contesto è possibile che
il mercato prosegua fino a 2.050 prima di trovare di nuovo compratori. L'
indice italiano ha perso il supporto di 15.000 e adesso lo scenario più
probabile è sviluppare una nuova gamba ribassista che riporti l' indice a
ritestare i 13.000 punti. Sul Forex si osservano volumi stabili. L' euro contro dollaro rimane il cambio che attrae l' interesse principale e in settimana si è
registrato un incremento delle posizioni che puntano su un ribasso dell' euro. Nonostante la tensioni politiche provocate dal disaccordo sul
deficit e la conseguente tensione che si potrebbe ripercuotere sul dollaro si ritieneo che il contesto di confusione in Europa peserà nel medio periodo sulle strategie di asset
allocation quindi già nel breve un test di 1,3150 è probabile. Guardando allo
yen sono ancora le attese su possibili interventi da parte della BoJ a
influenzare i trader , rispetto al dollaro Usa si è
registrato un ulteriore incremento delle posizioni al ribasso e a questo punto
un ritorno in area 75,50 (livello del precedente intervento della Boj) è
probabile. Il petrolio ha ritracciato fino a 95 dove si è avuta una diminuzione
della pressione in vendita e ora è attesa una nuova gamba rialzista. Calo di
volatilità e volumi sull' oro.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 26-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 36 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: A fronte del pagamento di un
premio di 718 euro l' operazione a scadenza genera un profitto di 282 euro per
un rendimento di poco superiore al 39% Gli investitori più propensi al rischio
potrebbero alzare lo strike a 1,30.
La fase ribassista sui mercati azionari e
le preoccupazioni legate alla situazione debitoria dei Paesi Europei
(con le preoccupazioni che si sono estese anche al bund tedesco, seppur
marginalmente, dettate da rendimenti molto bassi sulla scadenza a dieci anni)
non sono destinate a cessare nel breve periodo. In questo
scenario potrebbero tornare nuovamente gli acquisti sui beni rifugio, tra le
valute questa volta da segnalare il dollaro. Invece
sul franco e lo yen le rispettive Banche Centrali hanno dimostrato in passato
di non tollerare livelli troppo bassi sui cambi contro il
biglietto verde e la moneta unica.
Focalizziamoci sull' euro/yen. Da un punto di vista
tecnico si sta avvicinando a un importante livello di supporto (e soglia
psicologica) sui 103,00, sul quale potremo assistere nelle prossime sedute ad
un recupero dell' euro. Ci sono diverse motivazioni
che determinano l' importanza di questa soglia. Come prima istanza poprio su
questo livello termina un movimento di prezzo armonico (Bullish Gartley XABCD
evidnenziato sul grafico) con implicazione rialziste; difatti il 78,6% di
ritracciamento del movimento più ampio (XA) e punto di inversione si attesta su
questi livelli di prezzo. Sempre analizzando i corsi da un punto di vista
geometrico si nota che su questo livello i due movimenti ribassisti evidenziati
in figura con un rettangolo raggiungano la medesima ampiezza sul supporto
discusso (anche questo è un movimento armonico noto come one to one). Il
rimbalzo potrebbe trovare conferma dall' indice di forza relativa Rsi, per due
motivi: la prossimità alla zona di ipervenduto (livello 30) ed una evidente
divergenza positiva prezzi indicatore, cioè a minimi relativi di prezzo sempre
più bassi sono corrisposti minimi sull' indicatore sempre più alti. Su questo
scenario si decida di entrare in posizione acquistando una opzione binaria
sopra. Si seleziona uno strike prudente scegliendo un livello di supporto più
basso 102,10, scadenza venerdi 2 dicembre 2011. A fronte del pagamento di un
premio di 718 euro l' operazione a scadenza genera un
profitto di 282 euro, un rendimento di poco superiore
al 39%. Gli investitori più propensi al rischio potrebbero alzare lo strike ad
1,30, aumentando il rendimento (ed il rischio) dell' operazione. GESTIONE DELLA
POSIZIONE. Se la previsione è corretta, il sottostante rimbalzerà sul livello
individuato ritracciando al rialzo. In questo caso aspettiamo la scadenza dell'
opzione e l' incasso del profitto. Nel caso in cui il cross rompa il supporto
(lo strike dell' opzione) si può stoppare l' operazione prima della scadenza
riportando una perdita inferiore al premo pagato all' acquisto oppure coprirla
entrando short su EurJpy con stop vicini all' entrata
e successivamente in zona free-risk: shortando un lotto saranno necessari circa
74 pips per andare in pareggio (un pip vale circa 9,70 euro)
a 101,36, da questo livello in poi l' operazione rientra in profitto; se
vendiamo invece 0,5 lotti saranno necessari 148 pips.
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"Il Giornale" del 26-11-2011 |
Pagina: 22 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: ENERGIA Il dopo rivoluzione.
Scaroni: «L' ufficio di Tripoli è di
nuovo operativo, estratti 200mila barili al giorno» L' Eni torna alla normalità
in Libia. Ieri la società ha fatto sapere che la sua produzione di petrolio nel
Paese nord africano tornerà al livello pre-guerra di
280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il gigante petrolifero ha ripreso
la produzione di petrolio in Libia a fine settembre e riaperto il gasdotto
sottomarino Greenstream il 13 ottobre, dopo otto mesi di inattività. Il
responsabile della divisione Exploration & Production, Claudio Descalzi, ha
detto inoltre che entro il 2013 sarà raggiunto il livello di 300mila barili al
giorno e che la produzione in Libia potrebbe raddoppiare ancora entro un
decennio, sulla base degli investimenti pianificati, tra 30 e 35 miliardi di dollari. «L' attività di Eni in Libia è ripresa in modo
molto soddisfacente e con tempi più rapidi rispetto alle nostre previsioni- ha
detto l' amministratore delegato della società Paolo Scaroni - attualmente è
già arrivata a 200mila barili al giorno. Abbiamo un ufficio a Tripoli che è
ormai perfettamente funzionante ». Scaroni, commentando l' insediamento del
nuovo governo libico, ha rivelato che la società andrà «a incontrare il nuovo
esecutivo nel suo insieme nelle prossime settimane ». L' ad di Eni ha poi
minimizzato la coincidenza che vede un ex dirigente del gruppo come nuovo
ministro del Petrolio. «Questo è facile, dato che siamo la prima compagnia del
Paese e abbiamo avuto tante persone di peso che hanno lavorato con noi», ha
ricordato. Eni, in Africa, vanta un primato per produzione, con oltre 1
miliardo di barili davanti a Total ( 0,75 miliardi) ed ExxonMobil (0,63
miliardi). La società è già presente in 13 Paesi tra produzione ed
esplorazione. Scaroni ha anche spiegato che Eni ha finalizzato l' acquisizione
delle quote detenute dai fondi di investimento in Altergaz, salendo dal 60% al
98-99% del capitale dell' operatore di gas francese.Attualmente la società
transalpina, avviata al delisting, capitalizza in Borsa circa 300 milioni di euro. Eni è entrata nel capitale della società nel 2007,
rilevando una quota dai soci fondatori ed è salita al 60% nel 2010 esercitando
un' opzione di acquisto sempre dai fondatori. Quanto alla possibile cessione
della quota ancora in mano al Tesoro, Scaroni, non si sbilancia: «La risposta a
questa domanda la dovete chiedere direttamente al governo», ha commentato. Il
Tesoro detiene direttamente il 4% del capitale di Eni, mentre la Cdp ha il
26,3%. MC PROGETTI Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni.
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"La Repubblica (ed. Napoli)" del 26-11-2011 |
Napoli |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
I finanzieri del Gico di Roma, su mandato
della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione a un
provvedimento di sequestro di beni nei confronti di esponenti del gruppo
Bidognetti del clan dei Casalesi. La nuova misura riguarda tre persone e beni
per un valore di oltre 2,5 milioni di euro.
Sequestrata una villa con rifiniture di lusso di proprietà di Alfonso
Schiavone, a Casal di Principe. Sul pavimento del giardino della villa c´è il
simbolo del dollaro costruito con mattoncini di porfido.
Alfonso Schiavone, per il pm Catello Maresca che conduce le indagini che hanno
portato al sequestro, sarebbe il gestore per contro dei Casalesi di un giro di
scommesse e giochi. Sequestrato anche un ristorante a Castelvolturno.
|
di LUCA PAGNI. |
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"La Repubblica" del 26-11-2011 |
Economia |
Pagina: 25 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Assegno da 2,5 miliardi e aiuti
per il nucleare La Russia sosterrà il governo di Minsk nella costruzione di una
nuova centrale d´avanguardia.
ROMA - La Russia risolve definitivamente
il problema del transito del gas verso l´Europa
occidentale lungo il corridoio settentrionale: comprandosi i gasdotti della
Bielorussia. Con un accordo annunciato ieri, Mosca è salita al 100 per cento
della società che gestisce i metanodotti dello Stato guidato dal regime di
Aleksandr Lukashenko. Un accordo che la Bielorussia, per non usare eufemismi, è
stata costretta ad accettare per non correre il rischio di passare un inverno
al freddo. Il passaggio del 50 per cento della rete di trasporto Beltranganz a
Gazprom - il colosso dell´energia russo controllato dal governo di Mosca che
già deteneva l´altra metà delle quote - prevede una serie
di vantaggi non indifferenti per Minsk. Il primo è una consistente riduzione del
prezzo delle forniture di gas dalla Russia. Uno sconto non da poco, visto che
si passa da 244 dollari per mille metri cubi di metano a 166 dollari, con una
diminuzione del 40 per cento sulle tariffe applicate nell´ultimo
trimestre. Il governo di Minsk incassa anche dei soldi: il 50 per cento della
società è stato valutato 2,5 miliardi di dollari, la
stessa cifra pagata nel 2007 quando Gazprom entrò in possesso della prima metà
di Beltranganz. Ma non è tutto. A dimostrazione di come la Bielorussia si stia legando
sempre più, anche finanziariamente, al suo vicino più potente, il governo di
Minsk otterrà un prestito da 10 miliardi di dollari
per la costruzione di una centrale nucleare. Cercando così di differenziare le
sue fonti di approvvigionamento di energia, ma in realtà aumentando la
dipendenza da Mosca. Quali siano i vantaggi della Russia nell´operazione lo ha
spiegato il premier Vladimir Putin: «È una questione molto importante che
appiana le nostre relazioni con la Bielorussia per gli anni a venire». E fin
qui le frasi di circostanza. Poi l´ex agente del Kgb diventato il protagonista
assoluto della politica russa centra la questione fondamentale: «L´accordo ci
permette di assicurare il transito incondizionato delle nostre risorse
energetiche sul territorio bielorusso verso i consumatori della Europa occidentale». Del resto, attraverso i tubi della
Bielorussia passa il 15 per cento di tutto il gas russo diretto in Occidente.
Che ora correrà attraverso condotte di proprietà di Mosca. La posizione di
forza della Russia si capisce ancora meglio ricordando che a fine settembre è
stato inaugurato il North Stream, il gasdotto che passa sotto il Mar Baltico e
arriva direttamente in Germania, evitando di passare dalla Polonia o dalle
repubbliche baltiche. La Bielorussia non aveva grandi possibilità di evitare la
cessione dei propri tubi. La crisi economica ha colpito duramente il Paese dove
Lukashenko governa ininterrottamente da 17 anni: il deficit pubblico ha
raggiunto livelli record, c´è stata penuria di valuta estera e il governo ha
dovuto svalutare a più riprese il suo rublo con l´effetto di portare
l´inflazione fuori controllo. Se non altro, lo sconto sulle forniture del gas
vale almeno 2 miliardi di euro all´anno.
|
di GIOVANNI PONS. |
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"La Repubblica" del 26-11-2011 |
Economia |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il Financial Times: "Asta
orribile, debito insostenibile" Gli investitori esteri si allontanano
dalla valuta europea e vanno su dollaro, sterlina e franco.
MILANO - Un´asta "orribile"
l´hanno definita i trader consultati dal Financial Times, secondo i quali a
questi tassi il rifinanziamento del debito italiano diventa
"insostenibile". Ma se si ascoltano i banchieri centrali, da Ignazio
Visco a Jens Weidmann, capo della Bundesbank, la situazione non sarebbe così
drammatica perché «il paese è in grado di superare con i propri mezzi le
attuali difficoltà». Certo quella di ieri è stata un´altra giornata campale per
operatori e banche che operano sul reddito fisso. E lo si sapeva già dalla
vigilia. «Siamo primary broker e dobbiamo rinnovare 50 milioni in asta - diceva
in mattinata il responsabile di una grande banca europea
- ma forse ci conviene dare una delusione al Tesoro e proteggere il nostro
conto economico da una minusvalenza». Il messaggio non è certo rassicurante.
Dall´estero ormai tutti gli investitori fanno fatica a partecipare alle aste di
titoli di stato italiani, anche gli investitori asiatici
stanno disertando gli appuntamenti, anche quelli delle aste francesi e belghe.
I grandi fondi internazionali si stanno allontanando progressivamente dall´area
euro, puntano sul dollaro, sulla sterlina e sul franco
svizzero. Insomma sulle valute le cui banche centrali possono battere moneta, nell´occasione. Ma in Italia la situazione è più
difficile perché le scadenze "monstre" sono dietro l´angolo. Non
tanto quelle di fine novembre, con 5 miliardi di Btp in scadenza, ma piuttosto
quelle di febbraio 2012, con circa 40 miliardi di Btp da rinnovare. «Quello
scoglio non si supera», dicono in coro gli operatori, «lì tutti i nodi verranno
al pettine». E allora qualcuno si spinge a comprare i Bot a due mesi sul
mercato secondario, quelli che scadono a fine gennaio e che rendono più del 4%,
un´enormità rispetto a qualche mese fa. «In più sono quelli che verranno
toccati per ultimi da una eventuale patrimoniale», consiglia un gestore. Ma chi
può essere sicuro che la situazione non precipiterà da qui a fine gennaio? In
un report uscito proprio ieri la banca d´affari giapponese Nomura titola:
"Fine dei giochi, senza un´azione della Bce la rottura dell´euro è probabile, non solo possibile". Insomma l´unico
modo per tenere ancora insieme il tutto è riposta in una mossa forte da parte
di Mario Draghi, una sorta di "quantitative easing" europeo, una immissione di liquidità nel sistema bancario,
con una tempistica che «dipenderà da fattori esogeni, come il fallimento di
alcune aste». La speranza è che si arrivi in tempo. «C´è un rischio
significativo che la mossa della Bce arrivi troppo tardi e sia troppo contenuta
per fermare la crisi a questo stadio. Ma noi crediamo che si possa fare ed
evitare così la rottura dell´euro, anche se il rischio
in questo senso è aumentato». Per chi ancora non lo sapesse, è una corsa contro
il tempo. A ben poco servirà, purtroppo, il Btp day in programma lunedì quando
le principali banche invoglieranno i risparmiatori italiani a comprarsi titoli
di stato sul mercato secondario, azzerando le commissioni per un giorno.
Pannicelli caldi, a meno che non arrivi a breve una "patrimoniale" o
un provvedimento forzoso di entità tale da annunciare che le aste italiane del
2012 sono "coperte" dalla ricchezza dei privati. Altrimenti si va
verso l´uscita della Germania dall´euro, un ritorno al
marco forte che permetterebbe agli altri paesi, Italia inclusa, di svalutare e
ricominciare a esportare in misura massiccia. Come negli anni ´80 e ´90.
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"laprovinciadicomo.it" del 26-11-2011 |
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Pubblicato
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"laprovinciadilecco.it" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Cronaca.
VALBRONA I grandi giocano alla guerra e lo fanno impiegando una bella fetta di bosco, oltre
quattromila e cinquecento metri quadrati, spendendo più di centomila euro per l' allestimento del campo, senza contare l'
acquisto dell' area e il tempo impiegato. Un gioco da grandi, e quindi con le
dimensioni dei grandi e le spese dei grandi. Il softair prende sempre più piede
in Provincia di Como, a Valbrona da poco è stato aperto un campo da gioco,
altri sono in partenza ad Albavilla e Lipomo. In pratica si simulano tattiche
militari vestiti da novelli Rambo ed imbracciando armi che sparano però vernice
biodegradabile in pallini di amido di riso. L' articolo completo su La
Provincia in edicola stamattina © riproduzione riservata.
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"libero.it" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
( (Adnkronos) - Le Borse europee sono rimbalzate su indiscrezioni secondo le quali
gli investitori privati, come le banche, potrebbero non essere costrette a contribuire allo European Stability
Mechanism, lo strumento destinato a subentrare all' Efsf. Sul mercato valutario
l' euro cade nel cambio con il biglietto verde, a 1,3235-36 dollari alle 18.23
(-0,79%). L' oro al London Bullion Market sale al fixing pomeridiano a 1.688,5 dollari l' oncia, dai 1.676 dollari del fixing di stamani. Tra i
settori in piazza Affari male i chimici (-1,99%), l' auto (-1,76%), viaggi e
tempo libero (-1,5%), beni e servizi per l' industria (-0,97%), banche
(-0,93%). Bene tecnologici (+1,59%), cibi e bevande (+0,97%), oil and gas
(+0,97%). Sul Ftse Mib continua a recuperare dai minimi Finmeccanica (+3,50% a
3,074 euro). Oggi il presidente Pier Francesco
Guarguaglini, in un' intervista al Messaggero, si e' detto "pronto a fare
un passo indietro", se glielo chiedera' il presidente del Consiglio Mario
Monti. Bene Impregilo (+2,32% a 1,986 euro), St
(+2,21% a 4,35euro). Venduta Prysmian (-4,69% a 9,25 euro),
dopo il taglio del rating da parte di una primaria banca d' affari. Male anche
Lottomatica (-3,51% a 10,44 euro), Bper (-3,29% a 4,59
euro), Fiat (-2,95% a 3,352 euro).
Misti i bancari, con Intesa Sp a 1,079 euro (-1,55%),
Unicredit a 0,7005 euro (+0,86%). Sull' All Share
comprata Mondo He (+8,84%), venduta Cobra (-20%), che ieri sera ha comunicato
il prezzo di emissione (0,30 euro) delle azioni nell'
ambito dell' aumento di capitale in opzione.
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"Dagospia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
1 - FITCH: RATING IN CALO PER CREDEM,
CREVAL, POP. EMILIA, POP. ETRURIA, POP. MILANO, POP. SONDRIO, POP. VICENZA E
VENETO BANCA - OUTLOOK NEGATIVI Finanza.com - Fitch: rating in calo per Credem,
Creval, Pop. Emilia, Pop. Etruria, Pop. Milano, Pop. Sondrio, Pop. Vicenza e
Veneto Banca BPM BANCA POPOLARE DI MILANO 2 - BORSA,LA GIORNATA: MILANO DEBOLE,
PESANO BANCHE; OK FINMECCANICA... (LaPresse) - L' asta del Tesoro italiano di
oggi ha impedito a Piazza Affari di eguagliare le principali Borse europee. Dopo ribassi superiori al 2% del primo pomeriggio,
Milano chiude comunque debole ma in positivo, con l' indice Ftse Mib che
guadagna lo 0,12% a 13.937,4 punti e il Ftse All-Share che mostra un rialzo
dello 0,08% a 14.688,75 punti. In Europa fanno meglio.
Il Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,72% a 5.164,65 punti, il Dax di Francoforte
sale dell' 1,19% a 5.492,87 punti e il Cac 40 di Parigi mostra un rialzo dell'
1,23% a 2.856,97 punti. A Madrid, l' indice Ibex chiude sopra la parità dello
0,54% a 7.763,5 punti. Oggi lo spread tra Btp decennali e Bund è tornato sopra
quota 500 punti base, con il tasso dei buoni italiani a 10 anni arrivato al
7,3% di rendimento sul mercato secondario. Nell' asta degli 8 miliardi di Bot a
6 mesi il Tesoro ha registrato piazzato i titoli a un rendimento del 6,5%,
contro un tasso dell' asta di ottobre pari al 3,5%. PIER FRANCESCO GUARGUAGLINI
A Milano il comparto bancario chiude in negativo, con l' eccezione di Unicredit
(+0,86% a 0,7 euro). In rosso Intesa Sanpaolo (-1,55%
a 1,079 euro), dopo la nomina di ieri del sostituto di
Corrado Passera come ceo di Ca' de Sass, Enrico Cucchiani. Secondo il Sole 24
Ore, il nuovo numero uno dell' istituto di credito starebbe pensando di
rivedere la politica di dividendi del suo predecessore, decidedendo di non
distribuire alcuna cedola. Vendite anche su Ubi Banca (-2,13% a 2,67 euro), Banca Montepaschi (-1,85% a 0,238 euro),
Popolare di Milano (-1,18% a 0,259 euro), Banco
Popolare (-2,35% a 0,809 euro). Tra gli industriali,
bene Finmeccanica, maglia rosa del Mib con un rialzo del 3,5% 3,074 euro. Come annunciato ieri dal colosso pubblico, giovedì
prossimo si terrà il consiglio di amministrazione in cui verranno probabilmente
ritirate le deleghe al presidente, Pier Francesco Guarguaglini. In ribasso
invece la scuderia Agnelli, con Fiat in calo del 2,95% a 3,352 euro, Fiat Industrial dello 0,91% a 5,99 euro
e la controllonte Exor dello 0,64% a 13,98 euro. L'
Eni, per bocca dell' amministratore delegato, Paolo Scaroni, ha fatto sapere
che la sua produzione di petrolio in Libia tornerà al livello pre-guerra di 280mila barili al giorno entro giugno 2012. Il
Cane a sei zampe mostra una crescita dello 0,83% a 14,67 euro.
Nel resto del listino, salgono Impregilo (+2,32%), Stm (2,21%), Azimut (+1,98%)
ed Enel Green Power (+1,93%). Cadono Prysmian, maglia nera
con un ribasso del 4,69% a 9,25 euro, Lottomatica
(-3,51%), Mediolanum (-2,07%) e Tod' s (-1,34%). SERGIO MARCHIONNE 3 - CAMBI, EURO SI INDEBOLISCE E SCENDE SOTTO 1,33 DOLLARI...
(LaPresse) - Si indebolisce ancora l' euro sul dollaro. La moneta unica europea ha toccato un minimo di giornata a 1,3214 dollari e al momento è scambiata a 1,3281 dollari,
in discesa dello 0,49%. L' apertura è stata sopra quota 1,33 dollari.
4 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE GIORNATA SOTTO 500 PUNTI... (ANSA) - In finale di
seduta lo spread tra il Btp e il Bund decennale riesce a tornare sotto la
soglia psicologica dei 500 punti attestandosi a 499,8 con un rendimento del
7,26% dopo aver sfondato in giornata la soglie dei 510 punti. Il rendimento del
Bund tedesco in chiusura è stato del 2,26%. 5 - MERSCH, DA BCE PIU' LIQUIDITA'
SE NECESSARIO... (ANSA) - La Bce è pronta a iniettare più liquidità nel sistema
se necessario per evitare un credit crunch. Lo ha detto il membro del consiglio
Bce Yves Mersch in una intervista radiofonica, ripresa dall' agenzia Bloomberg.
Mersch ha spiegato che la Banca centrale europea è
determinata a mettere in campo "misure eccezionali" e a evitare il
rischio di un credit crunch nel caso di "un calo più accentuato della
crescita". 6 - GHIZZONI,CRT FATTO CHIAREZZA,FIDUCIA IN MANAGER... (ANSA) -
"Ringrazio la Fondazione Crt per aver fatto subito chiarezza sull'
argomento. Per quanto mi riguarda confermo di avere piena fiducia nei top
manager che con me stanno lavorando nell' interesse di Unicredit". Così l'
amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni, raggiunto
telefonicamente dall' ANSA, in merito alle indiscrezioni di stampa e alla nota
della Fondazione Crt. 7 - SEAT PG: CDA RATIFICA ACCORDO COMMERCIALE SU
DEBITO... (ANSA) - Il cda di Seat Pagine Gialle ha ratificato l' accordo
commerciale raggiunto ieri con gli obbligazionisti e con il comitato costituito
dal finanziatore senior. L' intesa sulla ristrutturazione del debito da 2,7
miliardi prevede la conversione di 1,2 miliardi di euro
del bond Lighthouse e l' emissione di un bond senior per 100 milioni di euro. YVES MERSCH "Il cda - si legge in una nota - ai
fini del raggiungimento della piena consensualità tra le parti interessate,
ribadisce la massima importanza per la società che venga definita tra azionisti
di riferimento e gli obbligazionisti Lighthouse l' allocazione del capitale
azionario ad esito dell' operazione di ristrutturazione". Il board di Seat
ha preso atto delle dimissioni rassegnate da Luigi Lanari mentre la sua
sostituzione sarà presa in esame in una prossima riunione. 8 - RUSSIA, GAZPROM
DIVENTA PROPRIETARIO UNICO GASDOTTI BIELORUSSIA... (LaPresse/AP) - Gazprom ha
acquistato il 50% di Beltransgaz, azienda responsabile per il trasporto e la
distribuzione di gas in Bielorussia, diventandone di fatto l' unico
proprietario. Il presidente russo Dmitry Medvedev ha fatto sapere che Mosca e
Minsk hanno siglato l' accordo oggi. Gazprom era finora proprietario del 50%
della società. A giugno scorso le autorità bielorusse avevano chiesto 2,5
miliardi di dollari per il rimanente 50%. La Russia
fornisce circa un quarto del gas naturale consumato in Europa,
e l' 80% delle forniture passa attraverso il territorio dell' Ucraina. La parte
rimanente passa da Bielorussia e Turchia. Il primo ministro russo Vladimir
Putin aveva promesso recentemente che i bielorussi avrebbero pagato per il gas
lo stesso prezzo dei russi. FEDERICO GHIZZONI resize 9 - FS: NTV, NUOVO
FRECCIAROSSA ANCHE MERITO NOSTRO... (ASCA) - ''Oggi e' una giornata importante
per i viaggiatori italiani. Ed e' anche il primo successo di NTV. E' solo
grazie alla concorrenza, che sta finalmente arrivando, che le Ferrovie dello
Stato Italiane hanno fatto una significativa operazione di restyling ai loro
treni. Ne beneficeranno i viaggiatori, che avranno cosi' un servizio migliore,
almeno fino all' arrivo di Italo. Facciamo i piu' sinceri complimenti alle
FS''. Lo afferma in una nota NTV la nuova societa' privata di trasporto
ferroviario in Alta velocita' in relazione all' avvio del nuovo Frecciarossa di
FS, con il servizio diviso per quattro livelli e non piu' per classi. 10 -
BELGIO, S&P TAGLIA RATING AD 'AA' DA 'AA+'... (ANSA) - Standard & Poor'
s ha tagliato il rating del Belgio portandolo ad 'AA' da 'AA+'. 11 - SPAGNA
CANCELLA ASTA BOND A 3 ANNI CON TASSI BONOS A 10 ANNI AL 6,75%... (LaPresse/AP)
- La Spagna ha annullato l' asta di bond triennali prevista per il prossimo
primo dicembre e ha comunicato che l' operazione di finanziamento verrà sostituita
dalla vendita di tre differenti tipi di obbligazioni con scadenze più lunghe.
L' annuncio è arrivato mentre il livello dei tassi dei Bonos a 10 anni sul
mercato secondario ha raggiunto il 6,75% e con i rendimenti dei Btp italiani al
7,3%. Il Tesoro spagnolo non ha fornito una spiegazione ufficiale sulla
cancellazione dell' asta. Seat Pagine Gialle 12 - HERA: AL VIA CONSULTAZIONI
RINNOVO PATTO, COMUNI NON CEDONO QUOTE... Radiocor - Ha iniziato a muoversi la
'grande corazzata' dei 122 soci del patto di sindacato di Hera, la multiutility
bolognese guidata da Tomaso Tommasi di Vignano. La proposta di rinnovo dei
vincoli parasociali che blindano il capitale dell' azienda punta, secondo
quanto apprende l' agenzia Radiocor, alla conferma della maggioranza del
controllo in mano ai Comuni. 'Non cediamo quote', affermano fonti vicine al
Patto. La proposta di rinnovo, che contiene anche l' indicazione di una
riduzione dei componenti del Cda da 18 a 13 membri 'dieci pubblici e tre
privati' e' attualmente al vaglio di diversi consigli comunali soci di Hera, in
vista della scadenza del 31 dicembre prossimo. 'Da Modena a Rimini - spiega la
fonte - e' gia' tutto fissato in calendario'. gazprom.
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"Fastweb" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25
nov - Chiusura in forte ribasso per l' euro che ha
risentito della delusione per l' esito dell' incontro a tre di ieri a
Strasburgo fra Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che ha visto una
nuova battuta d' arresto sul fronte degli eurobond.
Dopo una mattinata tutta trascorsa in forte ribasso, l' euro
aveva recuperato posizioni su voci, poi rivelatesi senza fondamento, di un
intervento della Banca nazionale svizzera per acquistare euro
al fine di indebolire la divisa nazionale e difendere le esportazioni
nazionali. In chiusura un euro vale 1,3244 dollari (1,3325 ieri), 102,85 yen (102,77), 1,2304 franchi
svizzeri (1,2256) e 0,8561 sterline (0,8602). Dollaro
a 77,66 yen (77,09), 1,5464 per una sterlina (1,5494) e 0,9291 franchi
(0,9190). cop (RADIOCOR) 25-11-11 18:01:49 (0294) 5 NNNN.
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e'
pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che
continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo una
ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17, al
termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli
analisti di UBS si sono spinti addirittura oltre, sottolineando che i membri
dell' istituto di politica monetaria svizzero sono
pronti a imporre un nuovo limite al peg sull' euro, a
1,25 franchi. Al momento il floor e' fissato a 1,20. La debolezza del franco e'
uno dei punti di forza di Berna, che conta molto sulle esportazioni, gli affari
con i paesi del blocco a 17 e il turismo. Oggi la moneta
unica e' stata nuovamente sottoposta a ingenti pressioni sui
mercati valutari, ma dopo che le indiscrezioni su un intervento dell' istituto
centrale svizzero sono iniziate a circolare, il tasso di cambio euro/franco e euro/dollaro ha limato le perdite. Prima di risalire bruscamente esattamente
dopo le 17. Ovvero quando la SNB non si e' presentata all' appuntamento
atteso dai mercati. Il tasso di cambio EURCHF e' calato improvvisamente di 40 punti base in assenza
di notizie provenienti da Zurigo e secondo i trader dovrebbe ridiscendere a
quota 1,2250. Ingrandisci la foto Il franco svizzero e' tornato a risalire
bruscamente sull' euro alle 17, quando la SNB non si
e' presentata all' appuntamento atteso dai mercati.
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e'
pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che
continua a guadagnare terreno sull' euro. Secondo una
ridda di voci di mercato i provvedimenti dovevano essere resi noti alle 17, al
termine di una riunione straordinaria. L' annuncio non e' mai arrivato. Gli
analisti di UBS si sono spinti addirittura oltre, sottolineando che i membri
dell' istituto di politica monetaria svizzero sono
pronti a imporre un nuovo limite al peg sull' euro, a
1,25 franchi. Al momento il floor e' fissato a 1,20. La debolezza del franco e'
uno dei punti di forza di Berna, che conta molto sulle esportazioni, gli affari
con i paesi del blocco a 17 e il turismo. Oggi la moneta
unica e' stata nuovamente sottoposta a ingenti pressioni
sui mercati valutari, ma dopo che le indiscrezioni su un intervento dell'
istituto centrale svizzero sono iniziate a circolare, il tasso di cambio euro/franco e euro/dollaro ha limato le perdite. Prima di risalire bruscamente esattamente
dopo le 17. Ovvero quando la SNB non si e' presentata all' appuntamento
atteso dai mercati. Il tasso di cambio EURCHF e' calato improvvisamente di 40 punti base in assenza
di notizie provenienti da Zurigo e secondo i trader dovrebbe ridiscendere a
quota 1,2250. Ingrandisci la foto Il franco svizzero e' tornato a risalire
bruscamente sull' euro alle 17, quando la SNB non si
e' presentata all' appuntamento atteso dai mercati.
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - L' euro
chiude debole a 1,3280 dollari sulla scia del rialzo
record dei rendimenti registrato all' asta di bot semestrali di oggi. Nel corso
della seduta la moneta comune ha aggiornato il minimo
di sette settimane a quota 1,3210. Lo yen perde qualche punto sia sul dollaro, a 77,62, che sull' euro, a
103,04 .
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"Reuters" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
NEW YORK, 25 novembre (Reuters) -
Prosegue all' apertura delle contrattazioni americane la debolezza dell' euro nei confronti di dollaro e
yen, con la valuta unica appesantita dall' assenza di soluzioni in grado di
porre un freno alla crisi debitoria che sta attraversando la zona euro. Intorno alle 16,00 la valuta unica cede lo 0,6% nei
confornti del biglietto verde e tratta a 1,3264 dollari,
dopo essere scesa fino a 1,3210 dollari, nuovo minimo
da sette settimane. Verso lo yen l' euro lascia sul
terreno lo 0,1% rispetto alla chiusura di ieri a quota 102,98. "La verità
è che finora non vi è alcuna risposta alla crisi (sul debito) sovereign che
ripristini la fiducia degli investitori", ha detto il presidente della
Commissione Ue Barroso ai giornalisti a margine di una conferenza in
Portogallo. Ieri l' incontro tra Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e Mario Monti a
Strasburgo non ha portato, come era nelle speranze dei mercati, alcuna apertura
da parte della Germania allo sviluppo del piano degli euro
bond. Invece la Bce, secondo fonti Reuters, starebbe studiando la possibilità
di fornire liquidtità anche a 2-3 anni. Intanto la tensione sul mercato
obbligazionario della zona euro resta alta. E mentre
l' Italia ha collocato oggi complessivi 10 miliardi di titoli brevi con
rendimenti ai massimi dall' introduzione dell' euro,
in Spagna il nuovo governo, secondo quanto riferito da alcune fonti a Reuters,
sta valutando la possibilità di chiedere un aiuto finanziario esterno. ORE
16,00 CHIUSURA EURO/DOLLARO
1,3268/69 1,3345 DOLLARO/YEN 77,63/64 77,08 EURO/YEN 102,98/74 102,89 EURO/STERLINA
0,8560/61 0,8610 ORO SPOT 1.688,69/9,80 1.694,35/5,35 Sul sito www.reuters.com
altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Ginevra - La Banca Centrale Svizzera e'
pronta a fare di tutto per impedire il rafforzamento della valuta elvetica, che
continua a guadagnare terreno sull' euro. I
provvedimenti verranno annunciati alle 17, al termine di una riunione
straordinaria. Secondo gli analisti di UBS, i membri dell' istituto di politica
monetaria svizzero dovrebbero imporre un nuovo limite
al peg sull' euro, a 1,25 franchi. Al momento il floor
e' fissato a 1,20. La debolezza del franco e' uno dei punti di forza di Berna, che conta molto sulle esportazioni e il turismo. La moneta unica continua ad essere messa sotto pressione nei mercati
valutari, con il tasso di cambio euro/franco che
attualmente si attesta a 1,2308. Nei confronti del dollaro, la moneta unica si trova poco sopra quota $1,3250, dopo aver scambiato
ai minimi di seduta di $1,3210.
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"Blog Beppe Grillo" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Chi ci salverà dal crollo dell' euro? Sembra di assistere alla fine dell' Impero Romano. nel
476 dc. Allora si dissolse una costruzione politica, oggi una economica. Non
sono state previste delle regole per uscire dall' euro.
Se è difficile entrare, è impossibile uscire. Più o meno
come nelle associazioni criminali. L' euro vale sempre
meno nei confronti delle altre valute mondiali come il dollaro e lo yen. La sua crisi deriva dalla fine dell' era del debito. I
Paesi europei, chi più chi meno, hanno finanziato la loro crescita con la
vendita di titoli pubblici. In gran parte se li sono scambiati tra loro
come le figurine. Io ti cedo il mio debito e tu mi cedi il tuo, l' assurdo
elevato a scienza economica. Il problema è che i debiti europei
ora non li vuole comprare più nessuno. Né fuori, né dentro l' Europa. Per venderli è necessario aumentare l' interesse e
quindi creare nuovo debito in una corsa senza fine. Il valore dell' euro è garantito dalla tenuta della Germania che però ha un
rapporto Pil/debito dell' 82%. E' fuori dal tetto massimo europeo
del 60% e le sue banche sono tra le meno solide in Europa.
La Germania non può accollarsi il debito europeo, deve
prima pensare a sé stessa. La salvezza per l' Europa
dovrebbero essere i cosiddetti eurobond, in sostanza
il debito di tutti i Paesi messo a fattor comune e messo sul mercato. Gli Stati
più virtuosi, come Germania e OIanda, dovrebbero pagare anche per i Pigs. Un
po' come in Italia succede da sempre a chi paga le tasse per gli evasori. Il
debito pubblico italiano è espresso in euro e deve
essere ripagato in euro. Noi non possiamo svalutare l'
euro e, anche se la nostra economia vale meno, i
titoli mantengono il valore iniziale. E' un cappio al collo che si stringe un
centimetro alla volta, il boia è lo spread. Se i nostri titoli avessero un
valore in lire, la svalutazione della nostra moneta si
rifletterebbe in modo automatico. Il problema non si porrebbe. E' stato
demoniaco e certamente tafazziano legare il valore dei NOSTRI titoli pubblici
al valore dell' euro sul quale non abbiamo alcun
controllo e che prescinde dalla nostra economia reale. Gli eurobond
dovrebbero ovviare a questa mostruosità, ma è improbabile che i tedeschi
metteranno mano al portafoglio per salvare greci e italiani. Non so dove ci
condurrà questo minuetto franco/tedesco con due ballerini, la Merkel e Sarkozy,
sempre fuori tempo. L' impressione è che ci attenda un " rompete le righe
". E' necessario preparare, fosse solo come alternativa probabile, un
piano B per uscire dall' euro.Non arrivarci per
necessità. Il blog propone un sondaggio sull' euro si
o sull' euro no. Rispondete numerosi con i vostri
suggerimenti.
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"Radiocor" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25
nov - L' euro arretra ancora su dollaro
e principali divise scontando il malumore per le divisioni sul tema eurobond e il taglio di rating ungherese avvenuto in
mattinata. La divisa unica ha toccato un minimo a 1,3222 dollari
e ora segna 1,3242, lasciando sul terreno un' intera figura rispetto a ieri
sera. L' euro/yen passa a 102,60 da 102,93, mentre l' euro/sterlina segna 0,8550 da 0,8613. In generale
rafforzamento il biglietto verde che tratta a 77,50 yen contro i 77,12 di ieri.
Fon- (RADIOCOR) 25-11-11 13:20:19 (0182)TV 3 NNNN.
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"Borse" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oggi, 12:56 Il fallimento della moneta unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of
America Merrill Lynch in un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l'
uscita di un Paese dall' Eurozona -si legge nel
report- non sarà probabilmente ordinato. Tutte le monete
coinvolte registreranno ampi shock". Secondo l' istituto statunitense in
caso di reintroduzione delle monete dei singoli Paesi,
il dollaro guadagnerebbe terreno contro le divise di
Spagna, Italia, Portogallo e Francia mentre il processo produrrebbe un
rafforzamento delle valute di Germania, Olanda e Irlanda. luca fiore Fonte:
Finanza.com.
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"Finanzaonline" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Il fallimento della moneta
unica rappresenta una possibilità. A dirlo è Bank of America Merrill Lynch in
un report inviato ai clienti. "Il fallimento o l´uscita di un Paese dall´Eurozona -si legge nel report- non sarà probabilmente
ordinato. Tutte le monete coinvolte registreranno ampi
shock". Secondo l´istituto statunitense in caso di reintroduzione delle monete dei singoli Paesi, il dollaro
guadagnerebbe terreno contro le divise di Spagna, Italia, Portogallo e Francia
mentre il processo produrrebbe un rafforzamento delle valute di Germania,
Olanda e Irlanda.
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 25 nov - Euro ancora piu' debole sul dollaro,
la moneta unica ha toccato un nuovo minimo giornaliero
a 1,3240 sciovolando sotto la barriera di 1,3250 dove sono concentrate diverse
opzioni put (diritto a vendere). ''Si potrebbe aprire una scenario per
ulteriori correzioni ribassiste, soprattutto dopo i risultati dell' asta dei
titoli di stato italiani. Si e' registrato un calo della domanda e una decisa
impennata dei rendimenti quasi raddoppiati'', commenta un trader.
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"Wall Street Italia" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 25 nov - L' euro accentua il calo sul dollaro e
scende sotto la soglia di 1,33, gli scambi avvengono in area 1,3262. ''Sulla moneta unica pesa la crisi del debito sovrano dell' Eurozona e la totale incapacita' del leader europei di dare una risposta rapida ed efficace per
garantire la solvibilita' dei debiti pubblici dei paesi aderenti all' euro'', commenta un trader.
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"Reuters" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LONDRA, 24 novembre (Reuters) - L' euro in apertura delle contrattazioni europee
accentua il calo sia contro dollaro sia contro yen,
scendendo in entrambi i casi ai minimi di sette settimane. I dealer vedono la
possibilità di nuovi cali per via della mancanza di sviluppi in ambito europeo per cercare di risolvere la crisi di debito. Il
mercato forex ha anche reagito negativamente alla notizia che il rendimento sui
titoli italiani a 2 anni è salito al massimo dall'
introduzione dell' euro di 7,70%. La moneta unica ha perso l' 1,5% questa
settimana contro il dollaro, con pressioni che si sono accentuate dopo la scarsa domanda
degli investitori per l' asta tedesca questa settimana. Poco prima delle 10
italiane l' euro/dollaro tratta a 1,3260/61 in calo dello 0,6%, dopo un minimo
segnato a 1,3258 dollari, da 1,3345 della chiusura di
ieri. Ieri l' incontro tra Angela Merkel, Nichola Sarkozy e Mario Monti a
Strasburgo non ha portato, come era nelle speranze dei mercati, alcuna apertura
da parte della Germania allo sviluppo del piano degli euro
bond. Invece la Bce, secondo fonti Reuters, starebbe studiando la possibilità
di fornire liquidtità anche a 2-3 anni. L' euro è
sceso a un minimo di sette mesi anche contro yen a 102,70 yen. ORE 10,10 CHIUSURA
EURO/DOLLARO 1,3258/59 1,3345
DOLLARO/YEN 77,43/51 77,08 EURO/YEN
102,68/74 102,89 EURO/STERLINA 0,8589/93 0,8610 ORO
SPOT 1.672,80/3,60 1.694,35/5,35 (Redazione Milano,
reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging:
gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre
notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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di a cura di Andrea
Franceschi. |
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"ilsole24ore.com" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Avvio di contrattazioni sul filo della
parità per le Borse europee. Nei primi scambi prevale la prudenza all' indomani dell' ennesima fumata nera su eurobond e ruolo Bce al vertice tra Monti, Sarkozy e Merkel . Le
preoccupazioni sulle sorti della moneta unica
pesano sulle quotazioni dell' euro che si attesta a 1,33 dollari. Lo spread tra BTp e Bund tocca nuovamente quota 500 punti poco
dopo l' avvio. Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sulla
scadenza decennale ha toccato un massimo di 503 punti base dalla chiusura di
ieri a 490 punti. Oltre il 7% il rendimento che, al momento, si aggira intorno
al 7,16 per cento.
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"Radiocor" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Pesa il taglio di rating ungherese da
parte di Moody' s (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - L' euro tocca i minimi da inizio ottobre e scivola anche sotto
quota 1,33 dollari. All' avvio dei mercati
continentali la moneta unica e' trattata a 1,3307,
contro gli 1,3340 di ieri sera, dopo aver segnato anche 1,3296. Secondo gli
operatori a pesare sulla nuova correzione dell' euro
e' la decisione di Moody' s di tagliare il rating ungherese a
"investimento speculativo". Sostanzialmente stabile invece l' euro/yen a 102,95 dai 102,87 di ieri sera. Fon- (RADIOCOR)
25-11-11 09:01:08 (0056) 3 NNNN.
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"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Continua la flessione dell' euro, che ha ormai raggiunto il minimo da sette settimane
nei confronti del dollaro. La moneta
unica risente dell' obiezione di Berlino sugli eurobond,
giudicata un «segnale sbagliato» dal cancelliere tedesco Angela Merkel. L' euro così scambia a poco sopra quota 1,3340 dollari. Il biglietto verde cede qualcosa sulla moneta giapponese, a quota 77 yen. La moneta
unica aveva cominciato la sessione in recupero, spinta dal dato sulla fiducia
delle imprese in Germania, in miglioramento (l' Ifo è salito a quota 106,6
questo mese), come la crescita economica (il Pil è salito dello 0,5% nell'
ultimo trimestre), pur nel pieno della frenata dell' Eurozona.
In recupero il dollaro australiano, che potrebbe
finire al centro delle mire degli investitori che hanno intenzione di
diversificare il portafogli, in uscita dall' Europa.
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"Il Sole 24 Ore" del 25-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Manuale anti contagio - DIFENDERE
IL RISPARMIO.
Sottotitolo: L' incertezza amplifica il
rischio.
PAGINA A CURA DI Riccardo Sorrentino Non
è facile. Capire dove possano andare le valute è sempre complicato: più
efficienti sono i mercati, più incerto è il loro andamento. Questa fase di
turbolenza finanziaria, in cui proprio la nostra moneta,
l' euro, sembra sfidare la legge di gravità, lo rende
ancora più difficile. La moneta comune resta infatti
decisamente sopravvalutata. Sulla base dei poteri di acquisto, dovrebbe
gravitare attorno quota 1,17 dollari e 75 yen; e
invece era trattata ieri, dopo aver registrato qualche scossone negli ultimi
giorni, a 1,33 dollari e a 102 yen. Un po'
sottovalutata appare solo verso la sterlina, tra le grandi monete:
è trattata a 0,85, mentre in teoria dovrebbe risalire verso 0,97. Questo schema
è però puramente astratto, però, perché tiene conto di beni e servizi, e non
dei flussi finanziari, che non sono così negativi come la crisi dei bond
lascerebbe pensare (e questo potrebbe forse aiutare tutti a mantenere un po' di
sangue freddo). La posizione con l' estero dell' area resta infatti forte, e se
qualche banca estera calibra i nuovi flussi in arrivo, quelle europee - nello sforzo di rafforzare i bilanci - sta facendo
rientrare risorse in Eurolandia. Per ora - per ora...
- non sembrano comunque esserci troppe tensioni. I mercati non lo registrano:
le scommesse al rialzo e quelle al ribasso sembrano piuttosto «equilibrate». Il
futuro, però, è particolarmente incerto; e questo è un elemento importante per
chiunque voglia investire al di fuori di Eurolandia, e
quindi - in prima battuta - in una valuta estera. Un eventuale - e non
«garantito» - deprezzamento dell' euro potrebbe
infatti ampliare i rendimenti guadagnati oltre i confini dell' unione monetaria; ma un suo apprezzamento - non escluso, per
esempio nel caso di un forte nuovo quantitative easing da parte della Federal
reserve - potrebbe ridurli, azzerarli o anche renderli negativi. Il rischio,
insomma, è davvero molto. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA
RISCHIOSITÀ PER IL RISPARMIATORE - BASSA MEDIA ALTA L' indicatore segnala la
valutazione progressiva di rischio dei singoli strumenti e casi I PROTAGONISTI Euro e dollaro Qual è il livello di
equilibrio dell' euro/dollaro?
C' è la possibilità che diventi rilevante? L' euro/dollaro, al momento, appare sopravvalutato: le economie
reali - in base alla parità dei poteri d' acquisto calcolati dall' Ocse -
"giustificano" un livello di 1,17-1,18, più basso dell' attuale 1,33.
A tenere alto il cambio sono i flussi finanziari,
ancora a vantaggio della moneta unica, soprattutto -
ma non solo - perché le banche dell' area rimpatriano fondi investiti oltre
frontiera. È proprio qui, però, la principale fonte di rischi: il processo non
proseguirà indefinitamente; e se è sbagliato valutare la situazione sulla base
dell' andamento di questa settimana della festa americana del Thanksgiving -
piena anche di aste di titoli di Stato che hanno messo in tensione la domanda -
non si può escludere che le pressioni al ribasso diventino - a parità di
condizioni - un po' più forti. - ALTA Come potrà influire l' economia reale sul
cambio? Gli investitori del valutario sembrano
«scegliere», a seconda delle condizioni dell' economia a quali fattori dedicare
la maggiore attenzione. L' economia reale, in sostanza l' andamento relativo
della crescita economica dei due Paesi, entra in gioco in questa fase soltanto
per i suoi riflessi sulla sostenibilità dei debiti pubblici. In ogni caso,
sembra che l' andamento dell' attività economica debba «lavorare» per un
ribasso della valuta. L' economia di Eurolandia è
destinata ad affrontare una recessione che al momento appare semplicemente
«leggera» anche se alcuni analisti temono che possa prolungarsi a tutto il
2012. Al contrario le altre grandi aree economiche del mondo, Stati Uniti in
testa, potrebbero avere un andamento migliore. L' incertezza, in questo campo,
è però molto alta, come i riflessi sulla politica monetaria.
- MEDIA Come potrà influire la politica della Bce e della Fed? La politica monetaria della Banca centrale europea
è quasi certamente orientata verso un ulteriore allentamento. Si comincia anche
a discutere, tra gli economisti, se sia possibile che venga oltrepassata la
soglia dell' 1% finora considerata come un limite minimo del costo ufficiale
del credito. Meno probabile sembra un quantitative easing in stile Usa. Più
difficili da interpretare le intenzioni della Fed. Al momento tutto lascia
pensare a una stasi, ma l' ipotesi di un terzo round di acquisti di titoli sul
mercato è ampiamente discussa. Gli ultimissimi dati, in ogni caso, non sembrano
indicare la necessità di un intervento così aggressivo come i due precedenti.
Se l' ipotesi di un allentamento più incisivo in Eurolandia
che negli Usa dovesse verificarsi, le pressioni al ribasso dell' euro/dollaro sarebbero più forti.
Quello che conta, più che i tassi ufficiali, sono però i tassi reali, al netto
dell' inflazione; e «di mercato» - MEDIA Le altre divise Riuscirà la Banca
nazionale svizzera a mantenere fermo il franco? La decisione della Bns di Berna
di fissare un tetto per l' euro/franco è stata molto
coraggiosa. I rischi di un fallimento, su un mercato particolarmente ostico
come il valutario, erano elevati. La Banca centrale è però riuscita nel suo
intento: dal sei settembre 2011 l' euro, dopo essere
calato in agosto fino a quota un franco, è risalito sopra quota 1,20,
restandoci (ieri era trattato a quota 1,2250). Al punto che gli analisti della
Société Générale considerano, come rischio a breve termine, la possibilità che
il tetto possa essere ora spostato, verso 1,25 o anche 1,30 franchi. Il
rafforzamento dell' euro potrebbe così ridurre i
rendimenti per gli investitori di Eurolandia, ma la
stabilità del franco svizzero appare comunque particolarmente appetibile la
valuta per chi ha un orizzonte temporale non breve. - MEDIA Qual è l'
affidabilità della sterlina? La sterlina ha un po' «cambiato
natura» durante la crisi finanziaria. Prima delle turbolenze, era diventato un
«supereuro»: ne imitava i movimenti, offrendo un po' di rendimento in più. La
crisi ha però portato la valuta britannica in forte flessione, fino a farle
sfiorare la parità con l' euro. Poi il cambio ha ripreso terreno, sfidando forse la «forza di
gravità» - in realtà molto debole - del potere d' acquisto, e ha portato l' euro verso 0,85. Ha inciso la politica della Bank of England
che ha adottato una strategia di quantitative easing. Le difficoltà di Eurolandia hanno poi dato alla sterlina uno status di
parziale «porto sicuro», che le ha restituito una relativa stabilità malgrado
le difficoltà dell' economia, che ha recentemente dato qualche segnale di
crescita, ma è ancora dipendente dalle spese pubbliche, destinate a ridursi. La
possibilità, in questo caso piuttosto concreta, di un nuovo quantitative easing
a febbraio potrebbe però cambiare le cose. - MEDIA
Quali sono le prospettive dello yen? Tassi bassi, una politica di quantitative
easing molto aggressiva, un debito ormai al 200% del Pil: lo yen aveva sulla
carta tutte le caratteristiche per una profonda flessione, come il dollaro. Non è andata così. Lo yen ha un po' sostituito l' euro nella sua funzione di «valvola di sfogo» delle tensioni
sul valutario e ha iniziato a guadagnare terreno, apprezzandosi a livelli
sempre meno compatibili con le esportazioni. È diventata così una sorta di controintuitivo
«porto sicuro» per gli investitori globali, ruolo particolarmente evidente in
questa fase di turbolenze sui titoli di Stato europei.
La Nippon Ginko, la banca centrale è stata così costretta più volte a
intervenire contro il dollaro, e questo ha frenato il
suo rialzo. Lo yen non è però il franco svizzero ed è più complesso
controllarne l' andamento. L' euro è così ormai vicino
ai minimi da diversi mesi. - MEDIA IL PUNTO CRITICO I
FLUSSI FINANZIARI A tenere alto il cambio euro/dollaro sono attualmente i flussi finanziari, ancora a vantaggio della moneta unica, soprattutto - anche se questo non è l' unico motivo -
perché le banche dell' area rimpatriano fondi investiti oltre frontiera. È
proprio qui, però, la principale fonte di rischi: il processo non
proseguirà indefinitamente. IL PUNTO CRITICO IL TETTO FISSATO DALLA SVIZZERA La
Banca centrale svizzera ha agito sui cambi con una
mossa a sorpresa lo scorso settembre, ancorando la propria valuta all' euro a quota 1,20. Una mossa rischiosa, che però ha
raggiunto il suo obiettivo: gli analisti ora considerano la possibilità che il
tetto possa essere spostato, verso 1,25 o anche 1,30 franchi.
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"La Nazione" del 25-11-2011 |
LA PAGINA DEI LETTORI |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro moneta indifesa È partito l' assalto all'
euro da parte degli speculatori che hanno capito che è una moneta indifesa. E' stato fatto il raffronto col dollaro americano: ogni stato della Federazione ha basato alla sua
nascita l' economia sul dollaro. Invece l' euro è nato sulla morte di monete locali, ciascuna sotto il controllo del proprio Gestore
economico (finanza e tesoro) che regolava i flussi monetari.
Allora manca il Gestore unico dell' economia che dovrebbe garantire il valore
unico della moneta in ?Eurolandia'.
Il che ad oggi è impossibile, a meno che la Bce non consenta alle nazioni di
gestire la propria economia e ottenere iniezioni di liquidità, se necessario a
sventare l' assalto degli speculatori. Sergio Mannucci, Firenze.
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"La Sicilia" del 25-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro ha
chiuso in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le
indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il
cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente
francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in mattinata dopo i
minimi toccati l' altro ieri, ha invertito la rotta sulla scia delle parole
della Merkel che, come detto, ha ribadito l' opposizione all' uso di Eurobond e a un cambiamento del ruolo della Bce. La moneta unica
passava di mano sul finale a 1,3324 dollari, toccando
i minimi da sette settimane, in una seduta dai volumi ridotti per la festa del
Ringraziamento negli Stati Uniti. L' euro valeva
102,72 yen mentre il dollaro era quotato a 77,1.
25/11/2011.
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"Finanza e Mercati" del 25-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Il produttore di smartphone Htc, una
delle tante aziende impegnate nelle aule di tribunale a combattere con Apple
sui brevetti di iPhone e iPad, a sorpresa ha rivisto l' outlook e la reazione è
stata un immediato tracollo del titolo. E ieri Htc è stato tra i peggiori dell'
indice di Taipei con una flessione del 6,90% (il listino ha chiuso con un
progresso di poco inferiore all' 1%). Oltre all' allarme sul quarto trimestre
c' è anche la rivalutazione dell' acquisizione da 300 milioni di dollari di S3 Graphics, dopo che questa ha perso la causa
contro Apple per utilizzo illecito di brevetti. Lunedì, infatti, la U.S.
International Trade Commission ha respinto l' istanza di S3 Graphics contro
Cupertino. E questo non è che l' ennesima tappa della guerra
di Apple contro l' azienda di Taiwan. Fu proprio Htc, come si legge nella
biografia scritta da Walter Isaacson, a far imbufalire Steve Jobs contro
Android. Episodio incriminato il lancio nel gennaio 2010 di uno smartphone Htc
basato sul sistema operativo di Google. «Spenderò fino all' ultimo respiro se
necessario - dichiarò Jobs - e fino all' ultimo centesimo dei 40 miliardi di dollari della cassa di Apple per raddrizzare il torto. Distruggerò
Android: è un prodotto rubato. Scatenerò una guerra nucleare».
Tornando a Htc, che proprio grazie all' adozione di Android ha conquistato
rapidamente quote di mercato in Usa ed Europa, l' outlook
per i ricavi del quarto trimestre è ora in linea con lo stesso periodo
del 2010, 104 miliardi di dollari di Taiwan (circa 2,5
miliardi di euro), a fronte di previsioni di crescita
del 20-30% a 125-135 miliardi, date solo lo scorso 31 ottobre. Nel terzo
trimestre il fatturato si è attestato a 135,8 miliardi (3,3 miliardi di euro).
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"ilsole24ore.com" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Manuale anticontagio
● Dopo il lungo attacco all' Italia arrivano i primi segnali di tensione anche
sulla Germania. La crisi sempre più estesa del debito sovrano europeo si traduce in una fase di vulnerabilità dell' euro sui mercati. Come difendere i propri investimenti dalla
volatilità delle valute? Che cosa cambia negli equilibri tra moneta unica e dollaro? Yen e
franco svizzero possono rappresentare un porto sicuro? Quali rischi deve
comunque tener presente il risparmiatore? Le risposte a queste domande nel
"Manuale anticontagio" del Sole 24 Ore in edicola venerdì 25
novembre. ● Nello speciale anche un' analisi sui rendimenti dei titoli di
Stato, con quelli tedeschi in fase di rialzo oltre il 2% mentre quelli italiani
risalgono sopra la soglia del 7% Acconto Irpef più leggero ● Che cosa succede
dopo la riduzione all' 82% dell' acconto Irpef? Il Sole 24 Ore propone un
percorso semplificato per ricalcolare l' importo da pagare al Fisco entro il 30
novembre. Da un parte, con le indicazioni operative per chi ha già effettuato
il versamento e deve ora determinare il credito d' imposta da utilizzare in
compensazione. Dall' altra, con quelle per chi deve ancora pagare. Tutte le
risposte operative ai dubbi di contribuenti, società di persone e sostituti d'
imposta. ● Sul sito www.ilsole24ore.com un modello per calcolare il nuovo
importo dell' acconto.
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"Rinascita" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Secondo NapoliLibera "una moneta inventata ad arte per trasmettere alle popolazioni
incarcerate nell' eurozona il debito aggregato (cioè
pubblico e privato-pubblicizzato) degli Stati Uniti, dell' Inghilterra e dei
loro satelliti. Come? Con un trucco semplice: J.C.Trichet, governatore della
Banca centrale europea, un loro strumento, nei giorni
del ferragosto 2007, quando le banche atlantiche andavano fallendo per troppo
strozzinaggio ai danni dei cittadini mutuatari, fu il principale erogatore di illimitata liquidità ai succitati vampiri. In cambio, a garanzia del credito accordato, ottenne vagonate di carta
straccia: i titoli tossici delle banche medesime. Per truccare il bilancio J.
C. T. portò i tassi sull' euro al 5% mentre Washington e Londra
li azzeravano totalmente (e a 0 restano tuttora). Un euro
così rivalutato da 0,80 a 1,60 sul dollaro mandava in
estasi i fanatici euro-idioti. Questi apologeti
fingevano addirittura di non capire che il raddoppio del valore dell' euro significasse il raddoppio del debito europeo
e il dimezzamento di quello anglo-americano. Washington e Londra, nel
frattempo, continuavano ad inondare di liquidità le loro banche. E queste,
rinsanguate a dovere, sono partite all' attacco dei nostri titoli di Stato,
indeboliti dall' aggravrasi del bastio. Perché se è vero che l' Italia aveva,
allora come adesso, un debito pari al 120% del pil, è anche vero che denominato
in moneta dal vaolore raddoppiato, è raddoppiato anch'
esso in termini di valore e i tassi di interesse sono schizzati alle stelle.
Senza contare che la stretta creditizia imposta da Monsieur J.C.T. ha avuto
come conseguenza la violenta stretta al collo delle economie, delle produzioni,
delle ricchezze europee e dei bilanci dei suoi Stati
nazionali". Così NapoliLibera che denuncia naturalmente, anche, le
oligarchie plutocratiche atlantiche di aver imposto a capo del governo un loro
maggiordomo. Nulla da aggiungere.
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"Wall Street Italia" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - L' euro
chiude in forte calo sotto quota 1,34 dollari dopo le
indicazioni arrivate dal vertice tra il premier italiano, Mario Monti, il
cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente
francese, Nicolas Sarkozy. L' euro, in ripresa in mattinata dopo i
minimi toccati ieri, ha invertito la rotta sulla scia delle parole della Merkel
che ha ribadito l' opposizione all' uso di eurobond e a un cambiamento del ruolo della Bce. La moneta unica passa
di mano sul finale a 1,3324 dollari, toccando i minimi da sette settimane, in una
seduta dai volumi ridotti per la festa del Ringraziamento negli Stati Uniti. L'
euro vale 102,72 yen mentre il dollaro
e' quotato a 77,11 yen .
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"Borse" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oggi, 15:19 Cambio
di umore per l' euro dopo l' ennesima chiusura della
Germania a eurobond e maggiori poteri alla Bce. Il
cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa a margine
dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha ribadito la sua
opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro
(Eurobond) e a un cambiamento
di ruolo della Banca centrale europea nella lotta
contro la crisi del debito della zona euro. Il cross euro/dollaro ha toccato in questi
minuti un minimo a 1,3320 dollari, sotto il minimo
toccato alla vigilia, aggiornando quindi i livelli più bassi dal 6 ottobre
scorso. Titta Ferraro Fonte: Finanza.com.
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"ilnuovo.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima
chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri
alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza
stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha
ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un cambiamento di ruolo della Banca centrale europea
nella lotta contro la crisi del debito della zona euro.Il
cross euro/dollaro ha toccato
in questi minuti un minimo a 1,3320 dollari, sotto il
minimo toccato alla vigilia, aggiornando quindi i livelli più bassi dal 6
ottobre scorso.
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"Finanzaonline" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Cambio di umore per l' euro dopo l' ennesima
chiusura della Germania a eurobond e maggiori poteri
alla Bce. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel corso della conferenza
stampa a margine dell' incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia, ha
ribadito la sua opposizione a obbligazioni emesse congiuntamente in euro (Eurobond) e a un cambiamento di ruolo della Banca centrale europea
nella lotta contro la crisi del debito della zona euro.
Il cross euro/dollaro ha
toccato in questi minuti un minimo a 1,3320 dollari,
sotto il minimo toccato alla vigilia, aggiornando quindi i livelli più bassi
dal 6 ottobre scorso.
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"Fastweb" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 nov
- L' euro prosegue il suo recupero a meta' giornata
sulla spinta dei dati migliori delle attese giunti dalla Germania e soprattutto
delle indiscrezioni di stampa tedesca secondo cui il governo Merkel non sarebbe
piu' del tutto contrario all' ipotesi eurobond. A
meta' giornata un euro vale 1,3387 dollari
(1,3347 ieri), dopo aver toccato ieri i minimi dal 6 ottobre a 1,3327, 103,14
yen (103,35), 1,2275 franchi svizzeri (1,2275) e 0,8614 sterline (0,8594). Dollaro a 77,05 yen (77,32), 1,5537 per una sterlina
(1,5524) e 0,9168 franchi (0,9193). Cop (RADIOCOR) 24-11-11 13:19:10 (0162) 5
NNNN.
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"Reuters" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LONDRA, 24 novembre (Reuters) - L' euro si conferma in leggero recupero, reduce dai minimi da
sette settimane sul dollaro nella seduta di ieri, a
seguito del risultato assai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale
tedesco, coperta solo grazie all' intervento della Bundesbank. Un risultato che
dimostra come la crisi del debito stia creando problemi anche ai paesi più
solidi dell' unione monetaria, come sottolineato in
giornata anche dal commissario europeo agli Affari
economici e monetari Olli Rehn. Sono soprattutto le
ricoperture tecniche che riescono a dare un po' di ossigeno all' euro, che in mattinata ha anche approfittato di un dato
sulla fiducia delle imprese tedesche migliore delle attese, salendo al massimo
di seduta sul dollaro di 1,3411 poco dopo la diffusione dell' Ifo di novembre. "A ogni rally dell' euro ci saranno molti investitori che approfitteranno dell'
opportunità di costruire nuove posizioni corte sulla valuta" spiega lo
strategist di Nordea Niels Christinasen. Ieri il cambio era
scivolato fino a 1,3321. A oggi, l' euro/dollaro sì è già rimangiato oltre il 70% del rally di ottobre,
che aveva portato il cambio da 1,3144 a 1,4247. In una
seduta dai volumi comunque ridotti per via della festività del Ringraziamento
negli Stati Uniti, il mercato attende eventuali indicazioni dall' incontro
Monti-Merkel-Sarkozy in corso a Strasburgo in cui - insieme alla discussione
sulle misure di riforma nell' agenda del nuovo governo italiano - si dovrebbe
fare il punto sulla strategia anti-crisi dell' area euro.
In particolare Parigi ha confermato che il tema degli interventi della Bce è in
discussione nel vertice odierno, ribadendo la necessità che Francoforte
intervenga nella crisi del debito. Ma sono sostanzialmente in pochi ad
attendersi a breve progressi concreti nella gestione della crisi, anche se
alcune fonti hanno riferito a Reuters che la Bce sta valutando l' ipotesi di
introdurre operazioni di liquidità a favore del settore bancario a due o
addirittura a tre anni . ORE 13,45 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3381/84 1,3343 DOLLARO/YEN
77,05/06 77,30 EURO/YEN 103,10/13 103,18 EURO/STERLINA 0,8605/09 0,8594 ORO SPOT 1.696,99/8,20
1.692,79/3,90 Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le
top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.
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"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti ci prova: per salvare l' Euro, eurobond
o intervento Bce.
A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6 miliardi
di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e il
conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è un
segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori
internazionali. Continuando con una politica anti-europea
ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla crisi del Vecchio
continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di obbligazioni, come ricordano
sul Corriere della Sera Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: se la situazione
non cambia, il rischio è che una buona fetta di queste
obbligazioni rimanga invenduta, decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve, dunque, un intervento deciso della
Banca Centrale Europea. Lo dice il Corriere ,
soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi, nel vertice trilaterale
con Merkel e il presidente francese Sarkozy a Strasburgo, deve accelerare:
emettere eurobond o addirittura intervenire sugli
stock, e comprare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi a rischio, a
cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora si è sempre opposta, forte di
una economia reale che va a gonfie vele (gli ultimi dati sul Pil parlano di una
crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma oggi non è più nelle condizioni di
dettare legge. Di seguito l' articolo di Nino Sunseri Ora qualche brivido
comincia ad attraversare la cocciuta resistenza della signora Merkel. L' asta
dei bund a dieci anni non è stata un successo. A fronte di un' offerta da 6
miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il resto lo ha messo la Bundesbank
facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè porsi come argine al collasso dei
titoli pubblici europei. Ovviamente per fronteggiare
l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori un po' di euro
dalla cassaforte. Anche questo è vietato alla Bce sostenendo che se l'
operazione diventasse sistemica potrebbe provocare la ripresa dell' inflazione.
Un eventualità che la Germania non può accettare essendo la stabilità monetaria prevista in Costituzione. Resta il fatto che l'
insuccesso di ieri deve far riflettere. I mercati hanno mostrato scarso
interesse per i decennali tedeschi che rendono il 2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è immaginabile che lo tsunami
investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non è un caso che ieri le
polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della Germania siano saliti
di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente di grave, ovviamente.
Solo la considerazione fra gli operatori che l' eventuale
dissoluzione della moneta unica non lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi
per un misero 2% non ha senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il
mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione che
la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o addirittura
i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento, aver raccolto
la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha definito
impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi deboli se
dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond
- anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta a fare dietrofornt sulla
questione - e ha annunciato che il prestito di otto miliardi alla Grecia verrà
erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle forze politiche sul
risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i mercati. Le Borse sono
andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del 2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma neanche altrove va benissimo:
sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi. Dell' 1,2% Londra.
Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha ripreso a
galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a 480. Di
fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all' intransigenza
tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale la Germania,
come tradizione, «ha dichiarato guerra all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti finanziari e
industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania deve fare i
conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti pubblici. Il
debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro
(più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del 69,6% (quanto la Spagna).
Nessuno discute sulla solidità dell' economia tedesca. Resta il fatto che i
morsi della crisi cominciano a lasciare segni evidenti. Per esempio l'
andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito dello 0,5%. Niente di
eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di esportazioni come ha fatto
finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo
il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che a settembre gli ordini
dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli italiani del 9% e non c' è
ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce
insieme o non esce. Sembra banale ma meno di quanto non sembri. E se un tempo
bastava un giudice a Berlino, adesso servirebbe anche un cancelliere. di Nino
Sunseri.
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"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Merkel arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro,
eurobond o intervento Bce.
A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6
miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e
il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è
un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli
investitori internazionali. Continuando con una politica anti-europea ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla
crisi del Vecchio continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di
obbligazioni, come ricordano sul Corriere della Sera Alberto Alesina e
Francesco Giavazzi: se la situazione non cambia, il
rischio è che una buona fetta di queste obbligazioni rimanga invenduta,
decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve,
dunque, un intervento deciso della Banca Centrale Europea.
Lo dice il Corriere , soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi,
nel vertice trilaterale con Merkel e il presidente francese Sarkozy a
Strasburgo, deve accelerare: emettere eurobond o
addirittura intervenire sugli stock, e comprare quantità illimitate di titoli
di stato dei paesi a rischio, a cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora
si è sempre opposta, forte di una economia reale che va a gonfie vele (gli
ultimi dati sul Pil parlano di una crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma
oggi non è più nelle condizioni di dettare legge. Di seguito l' articolo di
Nino Sunseri Ora qualche brivido comincia ad attraversare la cocciuta
resistenza della signora Merkel. L' asta dei bund a dieci anni non è stata un
successo. A fronte di un' offerta da 6 miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il
resto lo ha messo la Bundesbank facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè
porsi come argine al collasso dei titoli pubblici europei.
Ovviamente per fronteggiare l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori
un po' di euro dalla cassaforte. Anche questo è
vietato alla Bce sostenendo che se l' operazione diventasse sistemica potrebbe
provocare la ripresa dell' inflazione. Un eventualità che la Germania non può
accettare essendo la stabilità monetaria prevista in
Costituzione. Resta il fatto che l' insuccesso di ieri deve far riflettere. I
mercati hanno mostrato scarso interesse per i decennali tedeschi che rendono il
2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è
immaginabile che lo tsunami investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non
è un caso che ieri le polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della
Germania siano saliti di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente
di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli
operatori che l' eventuale dissoluzione della moneta unica non
lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi per un misero 2% non ha
senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco
svizzero. Se invece c' è la convinzione che la bufera sia passeggera meglio i
bot francesi che rendono il 4% o addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora
Merkel non sembra, al momento, aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag
(il Parlamento di Berlino) ha definito impropri gli interventi della Bce a
sostegno del debito dei Paesi deboli se dovessero diventare sistematici. Ha
giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild
afferma che la Cancelliera è pronta a fare dietrofornt sulla questione - e ha
annunciato che il prestito di otto miliardi alla Grecia verrà erogato solo in
presenza di «impegni scritti» delle forze politiche sul risanamento. Tanta
intransigenza ha fatto collassare i mercati. Le Borse sono andate giù e , alla
fine, Piazza Affari ha perso più del 2,5%. Maglia nera d' Europa,
ancora una volta. Ma neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa
Francoforte e Parigi. Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale
tra Italia e Germania ha ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi
stabilizzarsi intorno a 480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare
critiche all' intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times
secondo il quale la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra all' Europa». Risentite
reazioni negli ambienti finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che
anche la grande Germania deve fare i conti con le proprie debolezze. Per
esempio in materia di conti pubblici. Il debito ha raggiunto il record di
duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una
percentuale sul Pil del 69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla
solidità dell' economia tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi
cominciano a lasciare segni evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel
terzo trimestre è salito dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la
Germania può vivere di esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la
crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo
arranca. Lo dimostra il fatto che a settembre gli ordini dell' industria
tedesca sono calati del 4,4%. Quelli italiani del 9% e non c' è ragione di
esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non
esce. Sembra banale ma meno di quanto non sembri. E se un tempo bastava un
giudice a Berlino, adesso servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.
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"Borse" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oggi, 11:13 Il presidente del Consiglio
italiano, Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il presidente francese,
Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. "Una riunione
dedicata alla preparazione delle prossime scadenze europee",
si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà l' occasione per
discutere circa la crisi del debito dell' area euro in
generale. "Notizie favorevoli su questo fronte
potrebbero far recuperare un po' di terreno all' euro, riportandolo
in area 1,34 - commentano oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo - In caso
contrario si approfondirebbe invece il calo di ieri, con discesa almeno in area
1,32". Ieri la moneta unica europea ha aggiornato i minimi dallo scorso 6 ottobre a quota
1,3327 dollari. Flop asta Bund di ieri fa vacillare
certezze tedesche Cresce il pressing sulla Germania affinché cambi
orientamento circa il ruolo che deve giocare la Bce in questa fase critica
della crisi. Oggi con ogni probabilità l' incontro trilaterale tra Germania,
Francia e Italia sarà l' occasione giusta per discutere l' ampliamento del
mandato della Bce, una questione su cui la Germania si è sempre mostrata
restia. Berlino ieri ha accusato il colpo del flop dell' asta di Bund decennali
che il collocamento di meno del 65% del quantitativo offerto. Esito deludente
che ha portato a un veloce aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi che oggi
si sono portati in area 2,25% per quanto concerne i decennali. Difficoltà che
che potrebbero ammorbidire la posizione della Germania dopo che ieri era
arrivato l' ennesimo no del cancelliere tedesco Angela Merkel all' ampliamento
del ruolo della Bce che "ha come mandato unicamente la stabilità della moneta e deve rimanere tale". Parigi non vuole perdere
tempo e spinge per maggiori poteri alla Bce A spingere per un ruolo di
prestatore di ultima istanza della Bce è la Francia, sostenuta dai i Paesi
dell' eurozona maggiormente coinvolti nella crisi del
debito sovrano. . "E' urgente un intervento della Bce - ha dichiarato oggi
a una radio francese il ministro degli esteri francese, Alain Juppé - e sarà
discusso oggi a Strasburgo". Juppé ha aggiunto: "Penso e spero che si
raggiunga un' unità d' intenti con la diffusione del pensiero che la Bce debba
svolgere un ruolo essenziale nel ripristinare la fiducia sui mercati". Il
ministro ha aggiunto che la revisione dei trattati europei
richiede un processo lungo che contiene dei rischi: "La Francia non è mai
stata contraria alla revisione dei trattati, ma semplicemente diciamo che per
farlo ci vuole molto tempo", mentre la crisi dei mercati richiede risposte
veloci. Titta Ferraro Fonte: Finanza.com.
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"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Angela arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro,
eurobond o intervento Bce.
A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6
miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e
il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è
un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli
investitori internazionali. Continuando con una politica anti-europea ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla
crisi del Vecchio continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di
obbligazioni, come ricordano sul Corriere della Sera Alberto Alesina e
Francesco Giavazzi: se la situazione non cambia, il
rischio è che una buona fetta di queste obbligazioni rimanga invenduta,
decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve,
dunque, un intervento deciso della Banca Centrale Europea.
Lo dice il Corriere , soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi,
nel vertice trilaterale con Merkel e il presidente francese Sarkozy a
Strasburgo, deve accelerare: emettere eurobond o
addirittura intervenire sugli stock, e comprare quantità illimitate di titoli
di stato dei paesi a rischio, a cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora
si è sempre opposta, forte di una economia reale che va a gonfie vele (gli
ultimi dati sul Pil parlano di una crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma
oggi non è più nelle condizioni di dettare legge. Di seguito l' articolo di
Nino Sunseri Ora qualche brivido comincia ad attraversare la cocciuta
resistenza della signora Merkel. L' asta dei bund a dieci anni non è stata un
successo. A fronte di un' offerta da 6 miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il
resto lo ha messo la Bundesbank facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè
porsi come argine al collasso dei titoli pubblici europei.
Ovviamente per fronteggiare l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori
un po' di euro dalla cassaforte. Anche questo è
vietato alla Bce sostenendo che se l' operazione diventasse sistemica potrebbe
provocare la ripresa dell' inflazione. Un eventualità che la Germania non può
accettare essendo la stabilità monetaria prevista in
Costituzione. Resta il fatto che l' insuccesso di ieri deve far riflettere. I
mercati hanno mostrato scarso interesse per i decennali tedeschi che rendono il
2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è
immaginabile che lo tsunami investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non
è un caso che ieri le polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della
Germania siano saliti di nove punti toccando la soglia di
110 centesimi. Niente di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli
operatori che l' eventuale dissoluzione della moneta unica non
lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi per un misero 2% non ha
senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione
che la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o
addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento,
aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha
definito impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi
deboli se dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta
a fare dietrofornt sulla questione - e ha annunciato che il prestito di otto
miliardi alla Grecia verrà erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle
forze politiche sul risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i
mercati. Le Borse sono andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del
2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma
neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi.
Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha
ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a
480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all'
intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale
la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra
all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti
finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania
deve fare i conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti
pubblici. Il debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del
69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla solidità dell' economia
tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi cominciano a lasciare segni
evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito
dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di
esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che
a settembre gli ordini dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli
italiani del 9% e non c' è ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non esce. Sembra banale ma meno di
quanto non sembri. E se un tempo bastava un giudice a Berlino, adesso
servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.
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"Finanzaonline" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Il presidente del Consiglio italiano,
Mario Monti, incontrerà oggi a Strasburgo il presidente francese, Nicolas
Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. "Una riunione dedicata
alla preparazione delle prossime scadenze europee",
si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi. Vertice che sarà l´occasione per
discutere circa la crisi del debito dell´area euro in
generale. "Notizie favorevoli su questo fronte potrebbero far recuperare un po´ di terreno all´euro, riportandolo
in area 1,34 - commentano oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo - In caso
contrario si approfondirebbe invece il calo di ieri, con discesa almeno in area
1,32". Ieri la moneta unica europea ha aggiornato i minimi dallo scorso 6 ottobre a quota 1,3327 dollari. Flop asta
Bund di ieri fa vacillare certezze tedesche Cresce il pressing sulla Germania
affinché cambi orientamento circa il ruolo che deve
giocare la Bce in questa fase critica della crisi. Oggi con ogni probabilità
l´incontro trilaterale tra Germania, Francia e Italia sarà l´occasione giusta
per discutere l' ampliamento del mandato della Bce, una questione su cui la
Germania si è sempre mostrata restia. Berlino ieri ha accusato il colpo del
flop dell´asta di Bund decennali che il collocamento di meno del 65% del
quantitativo offerto. Esito deludente che ha portato a un veloce aumento dei
rendimenti dei titoli tedeschi che oggi si sono portati in area 2,25% per
quanto concerne i decennali. Difficoltà che che potrebbero ammorbidire la
posizione della Germania dopo che ieri era arrivato l' ennesimo no del
cancelliere tedesco Angela Merkel all' ampliamento del ruolo della Bce che
"ha come mandato unicamente la stabilità della moneta
e deve rimanere tale". Parigi non vuole perdere tempo e spinge per
maggiori poteri alla Bce A spingere per un ruolo di prestatore di ultima
istanza della Bce è la Francia, sostenuta dai i Paesi dell´eurozona
maggiormente coinvolti nella crisi del debito sovrano. . "E' urgente un
intervento della Bce - ha dichiarato oggi a una radio francese il ministro
degli esteri francese, Alain Juppé - e sarà discusso oggi a Strasburgo".
Juppé ha aggiunto: "Penso e spero che si raggiunga un' unità d' intenti
con la diffusione del pensiero che la Bce debba svolgere un ruolo essenziale
nel ripristinare la fiducia sui mercati". Il ministro ha aggiunto che la
revisione dei trattati europei richiede un processo
lungo che contiene dei rischi: "La Francia non è mai stata contraria alla
revisione dei trattati, ma semplicemente diciamo che per farlo ci vuole molto
tempo", mentre la crisi dei mercati richiede risposte veloci.
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"Reuters" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LONDRA, 24 novembre (Reuters) - Euro in lieve risalita nella mattinata dopo essere sceso
ieri sui minimi da sette settimane sul dollaro in scia
al risultato quanto mai deludente dell' asta del nuovo Bund decennale tedesco
ieri, uno dei peggiori per il paese dall' introduzione dell' euro,
che ha dimostrato come la crisi del debito cominci a creare problemi anche al
segmento 'core' dell' unione monetaria. A dare un po'
di sostegno alla valuta unica, oltre a qualche ricopertura,
è giunto a metà mattinata un indice Ifo di fiducia delle imprese tedesche
superiore alle attese in novembre, che ha spinto nei minuti successivi l' euro/dollaro al massimo di seduta di 1,3406. Ieri il cambio era scivolato fino a 1,3321. Gli operatori non escludono un
ulteriore, parziale, apprezzamento nel brevissimo periodo, di natura
prettamente tecnica, ma sottolineano la permanenza di un forte sentimento
ribassista sulla valuta unica che potrebbero portarla a ritestare il minimo di
1,3144 di ottobre. D' altra parte, a oggi, l' euro/dollaro sì è già rimangiato oltre il 70% del rally di
ottobre, che aveva portato il cambio da 1,3144 a
1,4247. "Le ricoperture possono continuare per un po', ci potrebbe stare
una correzione verso 1,3430, ma oltre la direzione dell' euro
è verso il basso. Siamo in una situazione di due passi indietro e uno in
avanti" spiega lo strategist di Nordea Carl Hammer. "L' asta dei Bund
ha obbligato il mercato a farsi domande su quanto ampio sia il debito pubblico
tedesco, in coincidenza con le parole di Barroso sugli euro
bond". ORE 10,30 CHIUSURA EURO/DOLLARO
1,3392/94 1,3343 DOLLARO/YEN 77,15/17 77,30 EURO/YEN 103,32/37 103,18 EURO/STERLINA
0,8608/14 0,8594 ORO SPOT 1.698,15/9,15 1.692,79/3,90 Sul sito www.reuters.it
le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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"Wall Street Italia" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA-FXCM) - Roma, 24 nov - Don' t
panic, but if you panic, be the first! Devono aver pensato cosi' gli
investitori che avevano posizioni lunghe di euro, dopo
che l' asta sui titoli tedeschi a dieci anni non e' andata a buon fine. Abbiamo
infatti assistito a una forte discesa che ha rotto i livelli principali di
supporto (come vedremo tra poco) ed ha portato la moneta
unica su minimi che non si vedevano dalla prima settimana di ottobre dopo che
l' asta ha collocato 3.644 miliardi dei 6 previsti, ad un rendimento medio
dell' 1.98%. Questa discesa non e' stata solitaria, ha interessato anche tutte
le valute ad alto rendimento ed i mercati di borsa, che hanno chiuso in
territorio ampiamente negativo, senza lasciare spazio a dubbi su quale sia, e
molto probabilmente sara' fino a fine settimana, il sentiment di mercato.
Nervosismo globale, queste sono le parole d' ordine. E tutto questo, dal punto
di vista operativo, sfocia in aumenti di volatilita' capaci anche di rompere
dei livelli che durante le ultime settimane avevano contenuto alcuni movimenti
di prezzo e che ora hanno lasciato spazio a nuovi scenari. Teniamo conto,
fattore non da poco soprattutto in un momento del genere, che oggi e' il giorno
del Ringraziamento in America, e come molti di voi gia' sapranno, molti
operatori e trader non saranno presenti ai propri desk e con tutta
probabilita', anche domani sara' una giornata di vaste giornate di ferie
buttate giu'. Questo si traduce in una diminuzione della liquidita' presente
sul mercato, il che puo' manifestare due effetti principali. O un appiattimento
della volatilita', con scambi rarefatti, oppure aumenti di volatilita', dovuti
al fatto che operazioni di un certo calibro potrebbero spostare piu' facilmente
i prezzi di mercato. Se dovessimo sbilanciarci in una previsione, propenderemmo
maggiormente per la seconda ipotesi, in quanto il termometro della fiducia
(ovvero l' obbligazionario, che a cascata si trascina dietro tutto) scotta
ancora molto. Oggi nessun dato importante previsto a parte
l' IFO ed il GDP anglosassone (qui trovate il calendario macroeconomico:
http://www.dailyfx.com/italiano/calendar/). Quanto visto sopra ha influito in
maniera decisamente negativa sulla moneta unica che
ha perso terreno principalmente nei confronti del dollaro. Il cambio eurodollaro, infatti, da ieri mattina ha dato il via ad un
nuovo movimento ribassista confermato dalla rottura dell' area di supporto
precedente che transitava nei pressi di 1.3420. La tendenza ribassista, che
insiste oramai dagli ultimi giorni di ottobre, continua a puntare in direzione
del minimo di 1.3140 e sino a che questa trendline non dovesse essere
oltrepassata non pensiamo ci possano essere novita'. Per le prossime ore questa
transita a 1.3475, fornendoci una buona area di resistenza, mentre prima di
arrivare al minimo indicato il cambio potrebbe doversi
trovare a fare i conti con l' area di supporto di 1.3240. L' aumento di
volatilita' sul cambio UsdJpy, visto ieri, ha permesso
di evidenziare l' importanza dell' area di resistenza prossima a 77.50. L'
altro livello degno di nota e' sicuramente stato fornito dal test, con conferma
quindi, della trendline di supporto che si e' venuta a creare sul finire della
settimana passata. Per le prossime ore questo supporto dinamico si trova a 77
figura. La figura che si viene a delineare cosi' facendo (particolarmente
evidente su un grafico orario) potrebbe essere interpretata come una flag
ribassista (o bandiera): la massima attenzione va quindi indirizzata verso la
parte bassa poiche' un' eventuale rottura aprirebbe la strada ad un nuovo calo
dei prezzi e quindi potrebbe puntare verso un ritorno in direzione di 76.50.
Non dobbiamo infatti dimenticare che nonostante questa lieve ripresa, la
tendenza di fondo del cambio rimane a ribasso. Il calo
dell' euro ha portato ad una discesa anche sul cambio EurJpy. Data oramai per
confermata l' area di forte resistenza a 104.35, possiamo ipotizzare per le
prossime ore un livello di supporto a 102.65 (livello confermato tra il 4 e il
10 ottobre e non piu' raggiunto dai prezzi). Anche il cable, spinto da una
ripresa del dollaro (a questo proposito consigliamo di
dare uno sguardo anche al nostro USDOLLAR che ha superato, ieri, i 10.000 a
distanza di un mese e mezzo), ha continuato il proprio percorso ribassista, in
atto con costanza da tre settimane. Nel percorso in calo i prezzi si sono
trovati a fare i conti con il supporto di 1.55, area confermata da livelli
statici dei primi giorni di ottobre. Un grafico di breve mostra come l'
andamento dei prezzi da ieri pomeriggio abbia trovato una resistenza a 1.5560.
Da ieri mattina il cambio UsdChf ha mostrato un
movimento di ripresa, utile per avvicinare nuovamente i prezzi alla precedente
area di resistenza statica compresa fra 0.9220 e 0.9230. Il supporto a questa
idea rialzista si trova a 0.9145. (Eventuali pareri, notizie, ricerche,
analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono
fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio
personale. FXCM Italia non accetta responsabilita' per qualsiasi perdita o
danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe
derivare, direttamente o indirettamente dall' uso o affidamento su tali
informazioni. Il contenuto di questo documento e' soggetto a modifica in qualsiasi
momento e senza preavviso ed e' previsto per il solo scopo di aiutare i trader
a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato
misure ragionevoli per assicurare l' accuratezza delle informazioni contenute
nel documento, tuttavia, non garantisce l' esattezza e non accetta alcuna
responsabilita' per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o
indirettamente dal contenuto o la vostra incapacita' di accedere al sito web,
per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di
eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo
documento non e' destinato alla distribuzione, o all' utilizzo, da parte di
qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l' uso sarebbe
contrario alla legge o alla regolamentazione).www.fxcm.it.
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"libero.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Angela arriva al vertice di
Strasburgo dopo il flop dei Bund. Monti può convincerla: per salvare l' Euro,
eurobond o intervento della Bce.
A ttacco alla Germania, attacco all' euro. Il flop dell' asta dei Bund tedeschi, con soli 3,6
miliardi di euro di titoli piazzati (su 6 in totale) e
il conseguente intervento della Bundesbank che ha comprato il rimanente 40%, è
un segnale chiarissimo alla cancelliera Angela Merkel da parte degli investitori
internazionali. Continuando con una politica anti-europea
ed egoistica, nemmeno Berlino sarà al riparo dalla crisi del Vecchio
continente. Nel 2012 scadono circa 500 miliardi di obbligazioni, come ricordano
sul Corriere della Sera Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: se la situazione
non cambia, il rischio è che una buona fetta di queste
obbligazioni rimanga invenduta, decretando di fatto la fine della moneta unica. Serve, dunque, un intervento deciso della
Banca Centrale Europea. Lo dice il Corriere ,
soprattutto lo pensa il premier Mario Monti. Che oggi, nel vertice trilaterale
con Merkel e il presidente francese Sarkozy a Strasburgo, deve accelerare:
emettere eurobond o addirittura intervenire sugli
stock, e comprare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi a rischio, a
cominciare da Italia e Spagna. La Merkel finora si è sempre opposta, forte di
una economia reale che va a gonfie vele (gli ultimi dati sul Pil parlano di una
crescita dello 0,5%, sull' anno +2,5%) ma oggi non è più nelle condizioni di
dettare legge. Di seguito l' articolo di Nino Sunseri Ora qualche brivido
comincia ad attraversare la cocciuta resistenza della signora Merkel. L' asta
dei bund a dieci anni non è stata un successo. A fronte di un' offerta da 6
miliardi ne sono stati assorbiti 3,6. Il resto lo ha messo la Bundesbank
facendo quello che impedisceno alla Bce: cioè porsi come argine al collasso dei
titoli pubblici europei. Ovviamente per fronteggiare
l' emergenza la Bundesbank ha dovuto tirare fuori un po' di euro
dalla cassaforte. Anche questo è vietato alla Bce sostenendo che se l'
operazione diventasse sistemica potrebbe provocare la ripresa dell' inflazione.
Un eventualità che la Germania non può accettare essendo la stabilità monetaria prevista in Costituzione. Resta il fatto che l'
insuccesso di ieri deve far riflettere. I mercati hanno mostrato scarso
interesse per i decennali tedeschi che rendono il 2%. Sono espressi in euro e, in caso di naufragio, è immaginabile che lo tsunami
investirebbe anche lan finanza di Francoforte. Non è un caso che ieri le
polizze d' assicurazione sull' eventuale fallimento della Germania siano saliti
di nove punti toccando la soglia di 110 centesimi. Niente
di grave, ovviamente. Solo la considerazione fra gli operatori che l' eventuale
dissoluzione della moneta unica non lascerebbe indenne Berlino. Pertanto correre rischi
per un misero 2% non ha senso. Il ragionamento è semplice. Se davvero il mercato
pensa che l' euro possa naufragare preferisce posizionarsi sul dollaro o sul franco svizzero. Se invece c' è la convinzione
che la bufera sia passeggera meglio i bot francesi che rendono il 4% o
addirittura i Btp al 7%. Tuttavia la signora Merkel non sembra, al momento,
aver raccolto la lezione. Parlando al Bundestag (il Parlamento di Berlino) ha
definito impropri gli interventi della Bce a sostegno del debito dei Paesi
deboli se dovessero diventare sistematici. Ha giudicato prematuri gli eurobond - anche la Bild afferma che la Cancelliera è pronta
a fare dietrofornt sulla questione - e ha annunciato che il prestito di otto
miliardi alla Grecia verrà erogato solo in presenza di «impegni scritti» delle
forze politiche sul risanamento. Tanta intransigenza ha fatto collassare i
mercati. Le Borse sono andate giù e , alla fine, Piazza Affari ha perso più del
2,5%. Maglia nera d' Europa, ancora una volta. Ma
neanche altrove va benissimo: sotto dell' 1,5% circa Francoforte e Parigi.
Dell' 1,2% Londra. Contemporaneamente il differenziale tra Italia e Germania ha
ripreso a galoppare. Ha superato i 500 punti per poi stabilizzarsi intorno a
480. Di fronte a tanti disastri cominciano a fioccare critiche all'
intransigenza tedesca. Il più duro è stato il Finacial Times secondo il quale
la Germania, come tradizione, «ha dichiarato guerra
all' Europa». Risentite reazioni negli ambienti
finanziari e industriali tedeschi. Resta il fatto che anche la grande Germania
deve fare i conti con le proprie debolezze. Per esempio in materia di conti
pubblici. Il debito ha raggiunto il record di duemila miliardi di euro (più alto dell' Italia) e una percentuale sul Pil del
69,6% (quanto la Spagna). Nessuno discute sulla solidità dell' economia
tedesca. Resta il fatto che i morsi della crisi cominciano a lasciare segni
evidenti. Per esempio l' andamento del Pil che nel terzo trimestre è salito
dello 0,5%. Niente di eccezionale perchè neppure la Germania può vivere di
esportazioni come ha fatto finora per fronteggiare la crisi. Senza il motore europeo il resto del mondo arranca. Lo dimostra il fatto che
a settembre gli ordini dell' industria tedesca sono calati del 4,4%. Quelli
italiani del 9% e non c' è ragione di esultanza. Dalla crisi l' Europa esce insieme o non esce. Sembra banale ma meno di
quanto non sembri. E se un tempo bastava un giudice a Berlino, adesso
servirebbe anche un cancelliere. di Nino Sunseri.
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"Radiocor" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24
nov - Euro in lieve rialzo nei confronti del dollaro dopo il calo della vigilia, sui timori di contagio
alla Germania della crisi del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3385 dollari
(1,3347 ieri), dopo aver toccato ieri i minimi dal 6 ottobre a 1,3327, 103,203
yen (103,35), 1,2291 franchi svizzeri (1,2275) e 0,86032 sterline (0,8594). Dollaro a 77,133 yen (77,32), 1,555 per una sterlina
(1,5524), 0,918 franchi (0,9193). liz (RADIOCOR) 24-11-11 08:36:57 (0058)TV 3
NNNN.
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di Filippo Caleri. |
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"iltempo.com" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Gli investitori snobbano i
titoli della Merkel. Lo spread risale le borse cedono ancora. Milano giù del
2,3%. Oggi il vertice sull' eurobond. Sarkozy: dalla crisi o ne usciamo insieme
o moriremo.
Anche la solida Germania che ha sempre
sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per salvare
l' euro, dagli Eurobond alla
trasformazione della Bce in prestatore di ultima istanza (che equivale a
stampare moneta senza limiti) ieri ha tremato. I Bund,
punto di riferimento dei mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio
di quelli emessi dagli altri paesi europei da ieri
sono meno amati di quanto non lo fossero nel passato. La tendenza a rifugiarsi
nel porto sicuro offerto dai titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il
rendimento talmente tanto, sotto il 2%, che i bund non attraggono più. E ieri è
arrivato il dietrofront degli investitori nell' asta sui titoli con scadenza
gennaio 2022. Berlino è riuscita a collocare solo 3,644 miliardi di euro contro un obiettivo di sei miliardi, costringendo la
Bundesbank a tenersi il resto. Un esito «allarmante» secondo Ewald Nowotny,
consigliere direttivo della Bce. E per alcuni analisti è il segno che la crisi
del debito sta contagiando anche l' economia più forte d' Europa.
Non poteva essere altrimenti. La difesa strenua del cambio
supervalutato dell' euro da parte di
Berlino contro il dollaro non ha più ragione di essere. Eppure è diventata la bandiera
ideologica della Merkel. Che comincia però a pagare la testardaggine a non
consentire una svalutazione competitiva della moneta unica che
non è una cessione di sovranità monetaria ma solo
l' accettazione di un' evidenza economica: il valore dell' euro
non corrisponde più alla realtà economica dell' Eurozona.
Gli spread impazziti ne sono la più cruenta testimonianza. Se il cambio resta rigido, ancorato a valori difesi a suon di
scambi sul mercato finanziario e non di richieste di valuta dell' economia
reale, le differenze tra le diverse economie di Eurolandia,
non potendosi scaricare sugli aggiustamenti del cambio,
si esprimono con l' aumento degli spread tra i vari titoli di debito. Insomma
tutto in economia ha una ragione concreta. Gli operatori seguono algortimi
matematici che replicano la realtà. Se l' euro non si
svaluta le tensioni sono assorbite dai debiti sovrani. Semplice per gli
economisti, meno per la Merkel. Che ieri ha però ricevuto un altro segnale che
dovrebbe almeno spingerla a valutare un cambio di
rotta. Si tratta dei nuovi segnali di possibile recessione tra le imprese nell'
area euro. A settembre gli ordinativi dell' industria
sono crollati del 6,4%, secondo Eurostat. Un ulteriore
rafforzamento della tesi che vede nell' euro forte la
cinghia di trasmissione delle tensioni finanziarie all' economia reale. Se l' Europa si ferma, gli elettori imprenditori di Frau Merkel
devono trovare mercati alternativi per il mastodontico export tedesco. E in
tempi come questi con il rallentamento dell' economia cinese, le merci
rischiano di restare stoccate sulle banchine dei porti del Nord Europa. Tutto questo retroterra spiega l' ennesima giornata
nera per i mercati dei titoli di Stato europei. Oltre
al fallimento dell' asta di Bund, si sono aggiunti i timori per Belgio e
Francia per la possibile crescita dell' onere per salvare la banca Dexia.
Tensioni che sono rimbalzate inevitabilmente sui Btp italiani, con il due anni
che ha pagato oltre il 7% e segnato uno spread record di 700 punti base. A poco
è servita la «rete di sicurezza» annunciata dal Fmi con l' evidente scopo di
impedire una fuga di investitori dall' Europa: il
braccio di ferro fra Bruxelles e Berlino sull' ipotesi degli eurobond
ha innescato una fuga dal rischio dei Paesi «periferici». Eppure l' Agenzia del
debito tedesca ha parlato genericamente di un mercato «nervoso» e confermato le
tre aste rimanenti da qui a fine anno. Standard&Poor' s ha però avvertito
che l' area euro rischia una recessione, che a sua
volta potrebbe peggiorare i rating di alcuni Paesi. Fitch ha avvisato la
Francia: rischia la sua «tripla» se dovesse peggiorare lo scenario
macroeconomico. Manca solo un tassello. Qualcuno ora guarda anche a una delle A
di Berlino. Achtung.
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"milanofinanza.it" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Don' t panic, but if you panic, be the
first! Devono aver pensato così gli investitori che avevano posizioni lunghe di
euro, dopo che l' asta sui titoli tedeschi a dieci
anni non è andata a buon fine. Abbiamo infatti assistito a una forte discesa
che ha rotto i livelli principali di supporto (come vedremo tra poco) ed ha
portato la moneta unica su minimi che non si vedevano
dalla prima settimana di ottobre dopo che l' asta ha collocato 3.644 miliardi
dei 6 previsti, ad un rendimento medio dell' 1.98%. Questa discesa non è stata
solitaria, ha interessato anche tutte le valute ad alto rendimento ed i mercati
di borsa, che hanno chiuso in territorio ampiamente negativo, senza lasciare
spazio a dubbi su quale sia, e molto probabilmente sarà fino a fine settimana,
il sentiment di mercato. Nervosismo globale, queste sono le parole d' ordine. E
tutto questo, dal punto di vista operativo, sfocia in aumenti di volatilità
capaci anche di rompere dei livelli che durante le ultime settimane avevano
contenuto alcuni movimenti di prezzo e che ora hanno lasciato spazio a nuovi
scenari. Teniamo conto, fattore non da poco soprattutto in un momento del
genere, che oggi è il giorno del Ringraziamento in America, e come molti di voi
già sapranno, molti operatori e trader non saranno presenti ai propri desk e
con tutta probabilità, anche domani sarà una giornata di vaste giornate di
ferie buttate giù. Questo si traduce in una diminuzione della liquidità
presente sul mercato, il che può manifestare due effetti principali. O un appiattimento
della volatilità, con scambi rarefatti, oppure aumenti di volatilità, dovuti al
fatto che operazioni di un certo calibro potrebbero spostare più facilmente i
prezzi di mercato. Se dovessimo sbilanciarci in una previsione, propenderemmo
maggiormente per la seconda ipotesi, in quanto il termometro della fiducia
(ovvero l' obbligazionario, che a cascata si trascina dietro tutto) scotta
ancora molto. Oggi nessun dato importante previsto a parte l' IFO ed il GDP
anglosassone. Quanto visto sopra ha influito in maniera decisamente
negativa sulla moneta unica che ha perso terreno principalmente nei confronti del dollaro. Il cambio eurodollaro, infatti, da ieri mattina ha dato il via ad un nuovo movimento
ribassista confermato dalla rottura dell' area di supporto precedente che
transitava nei pressi di 1.3420. La tendenza ribassista, che insiste
oramai dagli ultimi giorni di ottobre, continua a puntare in direzione del
minimo di 1.3140 e sino a che questa trendline non dovesse essere oltrepassata
non pensiamo ci possano essere novità. Per le prossime ore questa transita a
1.3475, fornendoci una buona area di resistenza, mentre prima di arrivare al
minimo indicato il cambio potrebbe doversi trovare a
fare i conti con l' area di supporto di 1.3240. L' aumento di volatilità sul cambio UsdJpy, visto ieri, ha permesso di evidenziare l'
importanza dell' area di resistenza prossima a 77.50. L' altro livello degno di
nota è sicuramente stato fornito dal test, con conferma quindi, della trendline
di supporto che si è venuta a creare sul finire della settimana passata. Per le
prossime ore questo supporto dinamico si trova a 77 figura. La figura che si
viene a delineare così facendo (particolarmente evidente su un grafico orario)
potrebbe essere interpretata come una flag ribassista (o bandiera): la massima
attenzione va quindi indirizzata verso la parte bassa poiché un' eventuale
rottura aprirebbe la strada ad un nuovo calo dei prezzi e quindi potrebbe
puntare verso un ritorno in direzione di 76.50. Non dobbiamo infatti
dimenticare che nonostante questa lieve ripresa, la tendenza di fondo del cambio rimane a ribasso. Il calo dell' euro
ha portato ad una discesa anche sul cambio EurJpy. Data oramai per confermata l' area di forte
resistenza a 104.35, possiamo ipotizzare per le prossime ore un livello di
supporto a 102.65 (livello confermato tra il 4 e il 10 ottobre e non più
raggiunto dai prezzi). Anche il cable, spinto da una ripresa del dollaro (a questo proposito consigliamo di dare uno sguardo
anche al nostro USDOLLAR che ha superato, ieri, i 10.000 a distanza di un mese
e mezzo), ha continuato il proprio percorso ribassista, in atto con costanza da
tre settimane. Nel percorso in calo i prezzi si sono trovati a fare i conti con
il supporto di 1.55, area confermata da livelli statici dei primi giorni di
ottobre. Un grafico di breve mostra come l' andamento dei prezzi da ieri
pomeriggio abbia trovato una resistenza a 1.5560. Da ieri mattina il cambio UsdChf ha mostrato un movimento di ripresa, utile per
avvicinare nuovamente i prezzi alla precedente area di resistenza statica
compresa fra 0.9220 e 0.9230. Il supporto a questa idea rialzista si trova a
0.9145. ( www.fxcm.it )
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"Il Mattino" del 24-11-2011 |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
A riportare alla realtà la signora Merkel
ci hanno pensato i cosiddetti "mercati", con quella dose di brutalità
che li contraddistingue. Ieri c' erano 6 miliardi di Bund all' asta; di essi il
35% è rimasto invenduto. La reazione è stata di sconcerto: non sono forse i
titoli di Stato tedeschi l' emblema stesso della solidità finanziaria? Anche la
Germania, dunque, è stata investita dall' onda lunga di questa crisi
interminabile? Due le spiegazioni che sono state fornite per il risultato
negativo dell' asta tedesca. La prima segnala una crescente disaffezione verso
l' euro. Nel mondo si starebbe rapidamente facendo
strada l' ipotesi che l' euro non sia destinato a
lunga vita, ciò che incrinerebbe la granitica sicurezza di cui hanno goduto
iBund tedeschi. L' altra spiegazione chiama in causa il basso rendimento dei
titoli di Berlino: in un mercato delle obbligazioni di Stato ormai drogato, in
cui i nostri Btp rendono oltre il 7%, è scarsa l' attrattiva dei Bund, che
pagano un interesse inferiore al tasso d' inflazione medio dell' Europa. Intanto, il rapporto di cambio
fra il dollaro e l' euro è sceso sotto la quota di 1,33. Anche in Usa peraltro le cose
vanno male, la crescita è modesta e i problemi del bilancio federale restano
irrisolti. Non di meno, il dollaro è pur sempre la valuta di
riferimento mondiale e di fronte ai dilemmi europei che non
accennano a sciogliersi la moneta americana
tende a rafforzarsi. La realtà è che si sta verificando ciò che è diventato
sempre più palese negli ultimi mesi: l' euro si fonda
su una base precaria e non si vede all' orizzonte la volontà di difenderne l'
esistenza a ogni costo. Ormai da un anno e mezzo l' Europa
si dibatte in una crisi monetaria senza dare l'
impressione di saper trovare una via d' uscita. Dal maggio 2010 a oggi le cose
si sono venute costantemente aggravando, al punto che si sta dubitando negli
ambienti internazionali della capacità dell' Unione Europea
di venirne a capo. In Francia, Jacques Attali ha detto che la sorte dell' euro si gioca da qui a fine anno. Questa è anche l' opinione
che si va formando nelle grandi banche d' affari, dove si è disposti a
concedere alla moneta unica un numero ridotto di
possibilità di sopravvivere. Insomma, stiamorischiando di brutto e nessuno può
essere davvero sicuro che l' Europa riuscirà a
fermarsi sul ciglio del burrone, un attimo prima di precipitarvi. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"La Sicilia" del 24-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Euro debole sul dollaro a fine giornata,
sui minimi da un mese. A pesare, le inquietudini sulla situazione del debito
nella zona euro, accentuate dall' esito deludente
dell' asta tedesca, a cui si aggiungono alcuni dati negativi arrivati dagli Usa
e dalla Cina. La moneta unica è stata scambiata in
chiusura a 1,3347 dollari (1,3491 martedì in chiusura
e 1,3387 Bce ieri) sui minimi da inizio ottobre e sui minimi di giornata.
Deciso calo anche contro yen a 103,35 (104,9 e 103,37). Il dollaro
riguadagna terreno anche contro yen a 77,52 da 77,09 della vigilia. Diversi i
temi che ieri hanno preoccupato gli investitori, a partire dal Pmi della zona euro che a novembre è sceso a 47,2 contro i 49,1 di ottobre.
24/11/2011.
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"iltempo.com" del 24-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Notizie - Politica 24/11/2011,
05:30.
Sottotitolo: Anche la solida Germania che ha
sempre sbattuto la porta in faccia a tutte le possibili soluzioni proposte per
salvare l' euro, dagli Eurobond alla trasformazione della Bce in prestatore di
ultima istanza (che equivale a stampare moneta senza limiti) ieri ha tremat.
o. I Bund, punto di riferimento dei
mercati internazionali, per dare un prezzo al rischio di quelli emessi dagli
altri paesi europei da ieri sono meno amati di quanto
non lo fossero nel passato. La tendenza a rifugiarsi nel porto sicuro offerto dai
titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il rendimento talmente tanto, sotto
il 2%, che i bund non attraggono più. E ieri è arrivato il dietrofront degli
investitori nell' asta sui titoli con scadenza gennaio 2022. Berlino è riuscita
a collocare solo 3,644 miliardi di euro contro un
obiettivo di sei miliardi, costringendo la Bundesbank a tenersi il resto. Un
esito "allarmante" secondo Ewald Nowotny, consigliere direttivo della
Bce. E per alcuni analisti è il segno che la crisi del debito sta contagiando
anche l' economia più forte d' Europa. Non poteva
essere altrimenti. La difesa strenua del cambio supervalutato dell' euro da parte di
Berlino contro il dollaro non ha più ragione di essere. Eppure è diventata la bandiera
ideologica della Merkel. Che comincia però a pagare la testardaggine a non
consentire una svalutazione competitiva della moneta unica
che non è una cessione di sovranità monetaria ma solo
l' accettazione di un' evidenza economica: il valore dell' euro
non corrisponde più alla realtà economica dell' Eurozona.
Gli spread impazziti ne sono la più cruenta testimonianza. Se il cambio resta rigido, ancorato a valori difesi a suon di
scambi sul mercato finanziario e non di richieste di valuta dell' economia
reale, le differenze tra le diverse economie di Eurolandia,
non potendosi scaricare sugli aggiustamenti del cambio,
si esprimono con l' aumento degli spread tra i vari titoli di debito. Insomma
tutto in economia ha una ragione concreta. Gli operatori seguono algortimi
matematici che replicano la realtà. Se l' euro non si
svaluta le tensioni sono assorbite dai debiti sovrani. Semplice per gli
economisti, meno per la Merkel. Che ieri ha però ricevuto un altro segnale che
dovrebbe almeno spingerla a valutare un cambio di
rotta. Si tratta dei nuovi segnali di possibile recessione tra le imprese nell'
area euro. A settembre gli ordinativi dell' industria
sono crollati del 6,4%, secondo Eurostat. Un ulteriore
rafforzamento della tesi che vede nell' euro forte la
cinghia di trasmissione delle tensioni finanziarie all' economia reale. Se l' Europa si ferma, gli elettori imprenditori di Frau Merkel
devono trovare mercati alternativi per il mastodontico export tedesco. E in
tempi come questi con il rallentamento dell' economia cinese, le merci
rischiano di restare stoccate sulle banchine dei porti del Nord Europa. Tutto questo retroterra spiega l' ennesima giornata
nera per i mercati dei titoli di Stato europei. Oltre
al fallimento dell' asta di Bund, si sono aggiunti i timori per Belgio e
Francia per la possibile crescita dell' onere per salvare la banca Dexia.
Tensioni che sono rimbalzate inevitabilmente sui Btp italiani, con il due anni
che ha pagato oltre il 7% e segnato uno spread record di 700 punti base. A poco
è servita la "rete di sicurezza" annunciata dal Fmi con l' evidente
scopo di impedire una fuga di investitori dall' Europa:
il braccio di ferro fra Bruxelles e Berlino sull' ipotesi degli eurobond ha innescato una fuga dal rischio dei Paesi
"periferici". Eppure l' Agenzia del debito tedesca ha parlato
genericamente di un mercato "nervoso" e confermato le tre aste
rimanenti da qui a fine anno. Standard&Poor' s ha però avvertito che l'
area euro rischia una recessione, che a sua volta
potrebbe peggiorare i rating di alcuni Paesi. Fitch ha avvisato la Francia:
rischia la sua "tripla" se dovesse peggiorare lo scenario
macroeconomico. Manca solo un tassello. Qualcuno ora guarda anche a una delle A
di Berlino. Achtung.
|
di Di Fausto Tenini. |
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"milanofinanza.it" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
giornata decisamente pesante per l'
azionario globale, con Piazza Affari che amplifica la negatività generale per
via delle vendite sui bancari. Anche i titoli difensivi tendono però a
sgonfiarsi, con Enel ed Eni molto deboli. Si ravvivano le aspettative negative
in merito alla gestione del debito sovrano, sia a livello Grecia che sui rating
più alti, come la Francia. Germania peraltro oggi in collocamento di nuovi
bond, con rendimenti bassissimi e nuovamente asta scoperta,
con un ammontare collocato molto basso rispetto all' offerta. Euro-dollaro preso di mira in modo netto, con il cambio che si
accinge a ritestare quota 1,33 dollari.
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"Wall Street Italia" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 23 nov - Euro in discesa a 1,3327 sul dollaro,
il minimo delle sei settimane. Una flessione favorita dall' aumento dell'
avversione al rischio dopo il flop dell' asta dei titoli di stato decennali
tedeschi (Bund) dove solo l' intervento della Bundesbank, pari a 2,3 miliardi
di euro, ha consentito a Berlino di centrare l'
obiettivo di raccogliere 6 miliardi di euro.
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"Reuters" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FRANCOFORTE, 23 novembre (Reuters) - La
Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari nell'
operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono
pervenute da 2 banche, per una cifra identica a quella in rientro dal p/t della
settimana scorsa, richiesta a sua volta da 2 banche. L' operazione, questa
settimana a 6 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,090%. Il
regolamento cade su venerdì 25, il rientro sul primo dicembre . L' operazione odierna si basa su un tasso di cambio euro/dollaro di 1,3451. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in
italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.
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"Radiocor" del 23-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23
nov - Euro in calo nei primi scambi sui mercati
continentali. La moneta unica scende a 1,3467 dollari da 1,3507 e perde terreno sulle altre divise. Pesano
le indiscrezioni sulla revisione del piano di salvataggio di Dexia che potrebbe
portare - secondo il belga De Standaard - a oneri piu' consistenti per le
finanze francesi, ma anche il possibile freno all' economia che potrebbe
derivare dal calo del manifatturiero in Cina a novembre. Fon- (RADIOCOR)
23-11-11 08:38:20 (0059)TV 3 NNNN.
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"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: «Servono percorsi credibili di
risanamento»
PARIGI. Dal nostro corrispondente «Serve
al più presto una tregua tra politica e mercati». Lo ha sostenuto il direttore
generale della Banca d' Italia, Fabrizio Saccomanni, a Parigi per una serie di
impegni istituzionali. «Per uscire da questa situazione di continuo sfasamento
- ha spiegato Saccomanni - tra i tempi dei mercati e quelli della politica,
anche dei Paesi più virtuosi, ci vuole una tregua. I Governi devono offrire ai
mercati dei percorsi credibili di risanamento senza soffocare la crescita e ottenere
in contropartita le prove concrete di una rinnovata fiducia. La sede teorica di
questo scambio è il G-20, che purtroppo sembra parlare più al proprio interno
che ai mercati». Saccomanni ha anche commentato positivamente l' incontro di
domani a Strasburgo tra il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, la
cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy: «L'
Italia ha sempre dato un contributo importante alla costruzione dell' Europa ed è stato un vero peccato che per alcuni anni questo
non sia più avvenuto. È ovvio però che bisogna trovare una soluzione alla
governance europea. Non si può andare avanti con il
diritto di veto a ciascuno dei 27, ma neppure affidare la gestione di una crisi
che ha ripercussioni su molti Paesi a un piccolo direttorio». Con evidente
riferimento al cosiddetto sistema Merkozy. Quanto agli eurobond,
Saccomanni non ha dubbi: «Non credo che sia una buona idea, almeno non in
questo momento, non fino a quando la situazione dei debiti non si sarà stabilizzata.
Oggi non si può chiedere all' Europa di
collettivizzare i debiti. È un ulteriore elemento di confusione, di contrasti e
di tensione. D' altronde basta vedere i tassi dei titoli emessi dall' Efsf per
capire che si tratta di una strada non priva di rischi. Mi sembra invece
condivisibile la proposta dei "project eurobond",
cioè di obbligazioni finalizzate alla realizzazione di progetti
infrastrutturali di interesse europeo». A proposito
del dibattito sul ruolo della Bce, Saccomanni ha detto che «c' è un po' di
frettolosità nel pensare che il modello migliore sia quello della Fed». «L' Europa - ha aggiunto il direttore generale di Bankitalia -
non ha torto nel pensare di conciliare stabilità dei prezzi e stabilità
finanziaria. Non ha ancora tutti gli strumenti, ma se li
sta dando. E comunque per essere una moneta moribonda
l' euro non sta poi così male, visto il cambio con il dollaro. Chi compra euro evidentemente non è poi così
entusiasta della politica della Fed». Infine le prospettive dell' Italia: «Basta
osservare che Monti ha tenuto per sé la gestione delle Finanze creando
nel contempo un superministero economico per capire che l' intento è quello di
conciliare risanamento e crescita. Cosa giusta e possibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Frena lo spostamento verso beni rifugio e
l' euro recupera nei confronti del dollaro
e dello yen, con gli investitori un po' meno scettici sulle capacità dei leader
europei di risolvere i guai dell' Eurozona.
Ha giocato un ruolo anche l' annuncio da parte dell' Fmi di una nuova linea di
credito per aiutare i Paesi colpiti dal contagio della crisi del debito
pubblico. La giornata si è svolta all' insegna della volatilità, condizionata
dai dati sulla crescita degli Stati Uniti (nel terzo trimestre ferma al 2%
annualizzato, rispetto al 2,5% previsto), dalle decisione delle agenzie di
rating (Standard & Poor' s ha assicurato che il mancato accordo sul taglio
del deficit non avrà ripercussioni, mentre Fitch è pronta a modificare l'
outlook), dai verbali della Fed. L' euro ha così
scambiato attorno a quota 1,35. Sugli scudi il dollaro
canadese.
|
di Mara Mont. |
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"Il Sole 24 Ore" del 23-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Negoziati per un prestito-ponte
o un private placement.
135 milioni Il valore dell' acquisizione
Con l' acquisizione avvenuta a un prezzo di circa 135 milioni di dollari, Datalogic, quotata in Borsa al segmento Star,
«rafforza la sua posizione internazionale e sul mercato dell' industrial
automation», si legge in un comunicato della società. 92,3
milioni Il fatturato del target Accu-Sort Systems è una società della
Pennsylvania con un fatturato 2010 di 92,3 milioni di dollari e 250
dipendenti. 317 milioni Il fatturato dei nove mesi Il giro d' affari nei primi
nove mesi di Datalogic ha toccato 317 milioni di euro da 291
milioni dello stesso periodo dello scorso anno e un utile netto a 17,3 milioni
(14 milioni nel 2010), una forte crescita ottenuta nonostante 8 milioni costi
straordinari sostenuti nel periodo. MILANO La società bolognese Datalogic fa
shopping negli Stati Uniti dove ha acquisito Accu-Sort Systems, società della
Pennsylvania con un fatturato 2010 di 92,3 milioni di dollari
e 250 dipendenti. Con l' acquisizione avvenuta a un prezzo di circa 135 milioni
di dollari, Datalogic quotata in Borsa al segmento
Star, «rafforza la sua posizione internazionale e sul mercato dell' industrial
automation», si legge in un comunicato della società. Con 392 milioni di euro di fatturato a fine 2010, il 90% prodotto all' estero,
la società ha chiuso un trimestre in forte crescita nonostante la crisi: il
giro d' affari nei primi nove mesi ha toccato 317 milioni di euro
da 291 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e un utile netto a 17,3
milioni (14 milioni nel 2010), una forte crescita ottenuta nonostante 8 milioni
di costi straordinari sostenuti nel periodo. «Finanzieremo l' operazione con
risorse interne - ha spiegato l' amministratore delegato Mauro Sacchetto -
senza chiedere soldi agli azionisti con aumenti di capitale straordinari». Da
un punto di vista finanziario, Datalogic si presenta come una tipica società
che negli scorsi anni è riuscita a ristrutturare il debito che oggi ha una
duration di circa 3 anni «ma potrebbe essere allungato di 18-24 mesi» e uno
spread di 250 punti base. L' ad ha detto che sono in corso negoziazioni con
istituti di credito per la concessione di un finanziamento ponte di circa 120
milioni di dollari da convertire successivamente in un
finanziamento a medio lungo termine, ma «stiamo valutando anche altre
opportunità come ad esempio private placement in dollari».
Il perfezionamento dell' operazione, atteso nel primo trimestre del 2012, è
soggetto alle normali condizioni di closing, fra le quali il rilascio dell'
autorizzazione da parte della competente autorità antitrust statunitense. «Con
questa operazione - ha affermato Mauro Sacchetto - il gruppo raddoppia la
propria presenza nel mercato dell' Industrial Automation posizionandosi nel
segmento alto di gamma e migliorando notevolmente la sua posizione competitiva
in un mercato molto frammentato e con forti potenzialità di crescita». Fondata
nel 1971 e con sede a Telford in Pennsylvania, Accu-Sort Systems, ha registrato,
nel 2010, un fatturato di circa 92 milioni di dollari.
Forte di 250 dipendenti, uno stabilimento produttivo, due centri di ricerca -
uno in Europa ed uno negli Usa - e 8 uffici
commerciali, la società della Pennsylvania, nei primi sei mesi del 2011, ha generato
ricavi per circa 51,4 milioni di dollari con un
margine operativo lordo di circa 11,3 milioni di dollari,
pari al 22% dei ricavi. Datalogic, leader nel mercato dei lettori di codici a
barre, nel retail e negli applicativi all' industria manifatturiera conta 2mila
dipendenti distribuiti in 30 Paesi tra Europa, Stati
Uniti e Sud America. Nel 2010 il fatturato è aumentato del 26% con un utile
netto di 18 milioni e 26 milioni investiti in ricerca e sviluppo. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Giornale Di Vicenza" del 23-11-2011 |
Pagina: 11 |
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Pubblicato
anche in:
"Brescia Oggi" "L'Arena" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FISCO LE BANCHE SVIZZERE AUSPICANO
ACCORDI ANCHE CON ITALIA Le banche svizzere ritengono auspicabile la
conclusione di accordi fiscali tra Confederazione e altri Paesi europei, Italia inclusa, sul modello delle intese sulla
doppia imposizioni raggiunti con Germania e Regno Unito. Con il nuovo governo
«si è forse creata una nuova sitiazione in Italia», ha dichiarato Claude Alain
Margelisch, ceo dell´Associazione svizzera dei banchieri. ASSICURAZIONI PER
SACE NEI 9 MESI UTILE NETTO -54% A 117,3 MILIONI Al 30 settembre Sace, società
si assicurazione del credito all´esposrtazione ha conseguito un utile netto a
117,3 milioni, -54% rispetto ai 255,3 del pari periodo 2010), premi lordi 241,7
milioni, -37,5% (386,7); risultato del conto tecnico 247,4 milioni, -31,33
(360,35); oneri relativi ai sinistri al netto dei recuperi a 50,2 milioni,
-67,7% (155,5) nello stesso periodo 2010. INDIA LA RUPIA
SCENDE AL MINIMO STORICO CONTRO IL DOLLARO La rupia
indiana è caduta al suo livello più basso contro il dollaro: le
preoccupazioni circa la crisi del debito nell´area dell´euro e il rallentamento dell´attività economica in India hanno
aumentato la domanda per il biglietto verde. Alla Borsa di Mumbay La
rupia è scesa a un livello record di 52,50 contro il dollaro
all´apertura di ieri del mercato dei cambi.
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"MF (Fashion)" del 23-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il gruppo londinese studia lo
sbarco sul listino di Hong Kong per finanziare lo sviluppo nel mercato asiatico
in concorrenza con i colossi Richemont e Lvmh . Il debutto in Borsa è atteso il
prossimo anno. Pagina a cura di Gianni Risi.
Graff diamonds fa rotta sulla Borsa di
Hong Honk per finanziare lo sviluppo in Asia in aperta concorrenza con i big
del settore, cioè Richemont, principalmente con i marchi Cartier e Van Cleef, e
Lvmh , che ha appena rafforzato questo segmento del proprio portafoglio con la conquista
di Bulgari. «Se non raggiungi una certa dimensione non hai chance», ha spiegato
Lawrence Graff, il miliardario inglese di 73 anni che ha fondato a 24 anni la
società che porta il suo nome e che annovera fra i propri clienti re, sultani e
miliardari Usa in grande numero. «In futuro», ha poi sottolineato ancora Graff,
«ci sarà sempre meno competizione, perché bisognerà essere dei giganti».
Soprattutto per poter stare sul mercato della gioielleria da protagonisti, com'
è il caso di Graff, noto per avere acquistato buona parte delle più importanti
pietre preziose del mondo, compreso un diamante rosa da 24,78 carati che ha
segnato il record di prezzo delle aste gemmologiche (46 milioni di dollari). Il giro d' affari di Graff diamonds, che ha
boutique e clienti in tutto il mondo, non è mai stato reso noto ma secondo le
indiscrezioni il controvalore dell' ipo, prevista per il
2012, sarà di circa 1 miliardo di dollari (circa 750
milioni di euro ai cambi correnti). La piazza sarà Hong Kong anche in vista di due
importanti opening cinesi a Macao e Hangzhou. (riproduzione riservata)
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di di Edoardo
Narduzzi. |
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"MF" del 23-11-2011 |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Nonostante l' impasse sul deficit
federale e le tensioni sempre alte tra i partiti, ormai già in corsa per le
elezioni previste tra 11 mesi esatti, la salute dell' economia americana dà
segni di miglioramento. La politica monetaria espansiva
e l' annessa debolezza del dollaro stanno spingendo il
pil Usa la cui crescita, sebbene rivista al ribasso nel terzo trimestre dal 2,5
al 2%, nell' ultimo trimestre dell' anno, potrebbe essere molto migliore,
riducendo il rischio che nel 2012 si verifichi un double dip, cioè di un
ritorno in recessione. Il consensus ha aumentato dal 2,5 al 3% la previsione
sulla crescita del pil americano nel trimestre in corso. E qualche banca, come
Morgan Stanley, si è perfino spinta oltre, ritoccando fino al 3,5% il dato
sulla crescita attesa della ricchezza americana per fine anno. Se le stime
fossero confermate a consuntivo, tenendo presente che siamo già oltre la metà
del trimestre oggetto di previsione e che quindi parte dei dati utilizzati per
elaborare le stime sono già acquisiti come definitivi dalla contabilità,
vorrebbe dire che l' economia americana avrebbe ripreso una più che accettabile
velocità di crociera. Un altro esempio concreto dei possibili effetti positivi,
in termini di crescita economica, della politica monetaria
espansiva seguita dalla Fed. La banca centrale americana oggi detiene, iscritti
a bilancio tra gli investimenti pagati stampando nuova moneta, ben 2 mila
miliardi di dollari di titoli, in prevalenza obbligazioni del governo federale.
Secondo gli ultimi sondaggi, poi, più della metà degli esperti intervistati
negli ultimi giorni a Wall Street ritiene prossimo un terzo quantitative easing
da parte della Federal Reserve. Ben Bernanke sarebbe pronto a riprendere
gli acquisti di titoli di Stato per dare nuova liquidità all' economia
americana, cresciuta sì del 2,5% annuo nel terzo trimestre, ma che ha davanti a
sé un percorso difficile. A Washington, insomma, prevale una politica economica
diametralmente opposta a quella che si pratica a Francoforte. Nonostante il pil
americano stia crescendo bene nell' ultimo semestre del 2011, a un ritmo che
inevitabilmente si trascinerà anche nella prima parte del 2012, si preferisce
dare ulteriore liquidità all' economia così da creare nuovi posti di lavoro. È
la piena o la massima occupazione possibile, e non il livello dell' inflazione,
il nuovo target che si è dato nei fatti la Fed. Un dato che dovrebbe far
riflettere non poco sul come sia cambiata la
costituzione materiale delle banche centrali con l' ultima crisi globale. La
Bank of England a breve disporrà del 30% delle emissioni totali di Gilt, cioè
dei titoli di Stato inglesi. Assecondare la ricerca della via verso il nuovo
modello di sviluppo è la missione che si sono date le banche centrali dei Paesi
avanzati. La Bce non può far finta di niente, non può restare attaccata all'
art. 104 del Trattato di Maastricht, in Gazzetta Ufficiale nel 1992. Quel mondo
oggi non esiste più, e se la banca di Francoforte non si deciderà a fare una
politica monetaria allineata con i nuovi bisogni dell'
euro, la crescita economica del Vecchio continente
resterà troppo anemica per la mole di debito da rimborsare. (riproduzione riservata)
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"La Sicilia" del 23-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Chiusura in ribasso per l' euro che termina al di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi e incertezze sull'
evoluzione della crisi del debito. L' euro ha
risentito anche delle parole della cancelliera Angela Merkel che ha sollecitato
modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e sottolineato come i paesi
in difficoltà non possono continuare a far conto sulla Bce perché li porti
fuori dai loro problemi fiscali. Al termine degli scambi, un euro
vale 1,3491 dollari contro 1,3520 lunedì sera, 104,01
yen (104,09), 0,8624 sterline (0,8637) e 1,2341 franchi svizzeri (1,2388). Il dollaro per contro quota a 77,09 yen (76,95), 0,9149 franchi
(0,9155) e 1,5641 per una sterlina (1,5658). 23/11/2011.
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"libero.it" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
( (Adnkronos) - Oggi, continua
Christopher Beauchamp, "la sterlina e' scesa a un minimo di sei settimane
rispetto al dollaro americano questo pomeriggio, dopo
che una revisione al ribasso della crescita degli Stati Uniti del terzo
trimestre ha pesato sulle valute rischiose. A dare forza alla pressione al
ribasso sono state le continue preoccupazioni per la crisi del debito della
zona euro e il fallimento della commissione del
Congresso degli Stati Uniti a raggiungere un accordo per ridurre il deficit Usa
da 1.200 miliardi dollari". "Il Pil degli
Usa - prosegue Beauchamp - e' salito ad un tasso percentuale del 2% annuo nel
terzo trimestre di quest' anno, rispetto a una stima precedente del 2,5%. I
dati pubblicati dal Regno Unito questa mattina hanno mostrato che l'
indebitamento del settore pubblico della Gran Bretagna e' stato leggermente
inferiore alle attese nel mese di ottobre, visto che la crescita del gettito
fiscale ha superato la spesa". "I dati, che arrivano una settimana
prima che il ministro delle finanze George Osborne presenti il budget d'
autunno al parlamento - conclude Beauchamp - suggeriscono che il governo resta
sulla buona strada per raggiungere l' obiettivo della riduzione del disavanzo
fiscale quest' anno. Anche se i numeri sono rassicuranti, il problema
fondamentale della crescita lenta e le paure di una recessione persistente
dominano il sentiment, che continua a pesare sulla sterlina".
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"libero.it" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
M ilano, 22 nov. (Adnkronos) - "Gli
investitori in euro/dollaro
sono ora in bilico tra Scilla e Cariddi, in quanto hanno a che fare non solo
con la prospettiva di un crollo dell' euro, ma anche
con una nuova versione della crisi estiva del debito degli Stati Uniti". A
spiegarlo e' Jana Pristovsek di Ig Markets, da Londra, nel Forex Focus di oggi.
"In Spagna - continua - un' asta di titoli a sei mesi ha visto i
rendimenti salire al 5,2%, molto piu' in alto rispetto all' asta precedente,
quando erano al 3,3%, a indicare come il cambiamento
di governo non abbia davvero rassicurato i mercati". "Visto che
dovremo aspettare fino a meta' dicembre prima che il nuovo governo inizi
effettivamente a prendere decisioni - prosegue Jana Pristovsek - gli operatori
possono essere perdonati se sono restii a investire sul debito di Madrid. Nel
frattempo, le discussioni sul bilancio degli Stati Uniti sono terminate senza
alcun accordo, con i politici che hanno preferito scagliarsi l' uno contro l'
altro. Mentre ci avviciniamo sempre piu' all' anno delle elezioni, il bilancio
e il debito nazionale degli Stati Uniti saranno i campi di battaglia piu'
importanti, aumentando la possibilita' di paralisi politica e anche la
probabilita' di un downgrade del debito". "La paura di questo ultimo
round di discussioni sul debito - continua Jana Pristovsek - ha fatto si' che
l' euro registrasse guadagni questa mattina, ma la
coppia di valute ha subito una brusca frenata questo pomeriggio dopo che la
crescita del Pil Usa del terzo trimestre e' stato rivista al ribasso al 2% dal
2,5%. Il sentiment oggi e' stata decisamente prudente, e gli investitori sono
tornati avversi al rischio dopo la notizia. Sullo sfondo, il rendimento dei
titoli francesi a dieci anni continua a salire. Finche' lo scioglimento dell' euro rimane una possibilita', allora l' unico rifugio in
questa tempesta particolare sara' probabilmente il bund tedesco". (segue)
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"Fastweb" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22
nov - Chiusura in ribasso per l' euro che termina al
di sotto di quota 1,35 dollari mentre permangono dubbi
e incertezze sull' evoluzione della crisi del debito. L' euro
ha risentito anche delle parole del cancelliere Angela Merkel che ha
sollecitato modifiche rapide ai trattati costitutivi dell' Unione e
sottolineato come i paesi in difficolta' non possono continuare a far conto
sulla Bce perche' li porti fuori dai loro problemi fiscali. Al termine degli
scambi, un euro vale 1,3491 dollari
contro 1,3520 ieri sera, 104,01 yen (104,09), 0,8624 sterline (0,8637) e 1,2341
franchi svizzeri (1,2388). Il dollaro per contro quota
a 77,09 yen (76,95), 0,9149 franchi (0,9155) e 1,5641 per una sterlina
(1,5658). cop (RADIOCOR) 22-11-11 17:43:30 (0323) 5 NNNN.
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"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - L' euro
chiude debole, sotto 1,35 dollari, al termine di una
giornata volatile. Pesa sulla moneta europea il dato deludente sul Pil Usa nel terzo trimestre.
Anche le tensioni sugli spread si fanno sentire. L' euro
chiude a 1,3499, dopo aver oscillato tra un minimo di 1,3467 e un massimo di
1,3568 dollari. Euro/yen a
104,02 e dollaro/yen a 77,02 .
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"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Legnano - La settimana di contrattazioni
non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie
principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di rating
Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il
mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva stendere un
piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione del rating
della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato dall'
innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di
deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il
bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli
di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna,
nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio
di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia
abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un
downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il
mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il
rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la
variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di
rendimento tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con
problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc.). Se pensiamo che tutti
questi paesi fanno parte dell' area euro, è lecito
aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le
possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di
introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla
quale però il paese leader di eurolandia, la Germania,
mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una
cura "miracolosa". Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie
confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo
studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un
accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di
insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di
esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto,
abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow
Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra
-2.62%). Più limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la
sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di
appuntamente importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del
2.5% su base annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED
alle 20.00. Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd,
nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale
laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente
ripreso. Osservando l' andamento partendo più da lontano, osserviamo come la
tendenza sia più favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di
fondamentale importanza monitorare cosa farà il cambio
in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al
ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio
ancora più verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy
continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente,
la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore
rafforzamento dello yen contro il dollaro americano.
Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non
può che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd:
l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe
spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da
tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of
Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati
non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un
chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale
andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del
movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a
1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra
0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio
spingersi fino a 0.9750. Copyright © FXCM per Wall Street Italia, Inc.
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da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano
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di WSI.
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"Reuters" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LONDRA, 22 novembre (Reuters) - Nelle
prime battute sulla piazza londinese la valuta unica si spinge brevemente ai
massimi intraday su dollaro, forte dell' impostazione
rialzista delle borse europee dopo la débacle di ieri.
A monte della leggera ripresa dell' euro/dollaro, dicono gli operatori, la domanda di istituzionali
mediorientali e l' impostazione positiva dal punto di vista grafico. Sullo
sfondo resta comunque la crisi debitoria della zona euro,
che mantiene l' impostazione del mercato fondamentalmente avversa al rischio.
ORE 9,45 CHIUSURA EURO/DOLLARO
1,3544/46 1,3493 DOLLARO/YEN 76,94/98 76,93 EURO/YEN 104,24/26 103,80 EURO/STERLINA
0,8635/38 0,8624 ORO SPOT 1.693,69/94,35 1.678,50/9,70 (Redazione Milano,
reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging:
alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre
notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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di FXCM
MercatoForex. |
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"Bluerating" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La settimana di contrattazioni
non si è aperta nel migliore dei modi.
La settimana di contrattazioni non si è
aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie
principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di
rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond
ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva
stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione
del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe
determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un
contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe
ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui
tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia
e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio
di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia
abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un
downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il
mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il
rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la
variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento
tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con problemi
di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc.). Se pensiamo che tutti questi
paesi fanno parte dell' area euro, è lecito aspettarsi
un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti
di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei
cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale però il paese
leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa
freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura
"miracolosa" Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie
confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo
studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un
accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di
insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di
esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto,
abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE
Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Più limitato l'
effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è
apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro
mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il
calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti:
alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come
nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all'
analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell'
ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi
1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l'
andamento partendo più da lontano, osserviamo come la tendenza sia più
favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di fondamentale importanza
monitorare cosa farà il cambio in corrispondenza di un
ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello,
infatti, potrebbe spingere il cambio ancora più verso
il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy
continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente,
la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore
rafforzamento dello yen contro il dollaro americano.
Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non può che
replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd:
l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe
spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da
tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of
Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati
non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un
chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale
andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del
movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a
1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra
0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio
spingersi fino a 0.9750.
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"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Legnano - La settimana di contrattazioni
non si è aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie
principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di
rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond
ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva
stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione
del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe determinato
dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di
deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe ulteriormente il
bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli
di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia e Spagna,
nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio
di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia
abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un
downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il
mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il
rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la
variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di
rendimento tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con
problemi di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc.). Se pensiamo che tutti
questi paesi fanno parte dell' area euro, è lecito
aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le
possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di
introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla
quale però il paese leader di eurolandia, la Germania,
mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una
cura "miracolosa". Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie
confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo
studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un
accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di
insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di
esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto,
abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE
Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Più limitato l'
effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è
apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro
mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il
calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti:
alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come
nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all'
analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell'
ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi
1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l'
andamento partendo più da lontano, osserviamo come la tendenza sia più
favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di fondamentale importanza
monitorare cosa farà il cambio in corrispondenza di un
ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello,
infatti, potrebbe spingere il cambio ancora più verso
il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy continua la fase di
indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente, la rottura al ribasso
di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore rafforzamento dello yen
contro il dollaro americano. Vista la sostanziale
stabilità di UsdJpy, EurJpy non può che replicare
molto da vicino l' andamento di EurUsd: l' uscita
dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe spingere lo
yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da tenere in
considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of Japan. Il
cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati non
particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un
chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale andamento venisse confermato anche nei prossimi
giorni, il primo obiettivo del movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a 1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di
resistenza posta tra 0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio spingersi fino a 0.9750. Copyright © FXCM per Wall Street
Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved *Questo documento e'
stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non
implicano responsabilita' alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non
svolge alcuna attivita' di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo
informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
di WSI.
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"Wall Street Italia" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA-FXCM) - Roma, 22 nov - La settimana
di contrattazioni non si e' aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci
sono state tre notizie principali: il possibile downgrade della Francia da
parte dell' agenzia di rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond ed il mancato accordo all' interno del
supercomitato americano che doveva stendere un piano per la riduzione del
deficit di bilancio USA. La riduzione del rating della Francia, che attualmente
gode della tripla A, sarebbe determinato dall' innalzamento dei tassi sui
titoli di stato d' Oltralpe in un contesto di deterioramento delle prospettive
dell' economia che minerebbe ulteriormente il bilancio statale francese. E'
inutile dire che la tensione sui tassi dei titoli di Stato non si sia allentata
nemmeno nei confronti di Italia e Spagna, nonostante quest' ultima abbia
mostrato un deciso cambio di rotta politica con le
elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un downgrade della Francia
farebbe piu' clamore di quello di Italia o Spagna ed il mercato si
comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il rischio
(ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la variabile di
mercato piu' osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento tra
i titoli di stato dei paesi piu' virtuosi (Germania) e quelli con problemi di
bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc...). Se pensiamo che tutti questi
paesi fanno parte dell' area euro, e' lecito
aspettarsi un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le
possibili fonti di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di
introduzione dei cosidetti Eurobond, ipotesi sulla
quale pero' il paese leader di eurolandia, la
Germania, mostra una certa freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe
certo una cura ''miracolosa''. Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie
confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo
studio della riduzione del deficit, infatti, non e' riuscito a trovare un
accordo e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di
insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di
esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto,
abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow Jones -2.10%, FTSE
Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra -2.62%). Piu' limitato
l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si e'
apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro
mentre e' apparso piu' importante l' apprezzamento verso la sterlina. Il
calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente importanti:
alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base annua, come
nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00. Passando all'
analisi tecnica, vediamo come EurUsd, nel corso dell'
ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale laterale con estremi
1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente ripreso. Osservando l'
andamento partendo piu' da lontano, osserviamo come la tendenza sia piu'
favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, e' di fondamentale importanza
monitorare cosa fara' il cambio in corrispondenza di
un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al ribasso di tale livello,
infatti, potrebbe spingere il cambio ancora piu' verso
il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy
continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente,
la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore
rafforzamento dello yen contro il dollaro americano.
Vista la sostanziale stabilita' di UsdJpy, EurJpy non puo'
che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd:
l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe
spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente e' sempre da
tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of
Japan. Il cable e' sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati
non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 e' stato un
chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale
andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del
movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a
1.2280-1.2430, UsdChf e' invece prossimo ad un area di resistenza posta tra
0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio
spingersi fino a 0.9750. Per tutti coloro che volessero partecipare alle
analisi di mercato dal vivo insieme ai nostri analisti e' possibile collegarsi
alle ore 9:30 per l' APERTURA DEI MERCATI EUROPEI,
alle ore 15:30 per l' APERTURA DEI MERCATI AMERICANI o per l' analisi delle
price action sulla pubblicazione dei DATI MACROECONOMICI piu' importanti
utilizzando il seguente link: . (Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi,
prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come
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"Il Riformista" del 22-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: CROLLO DEI MERCATI.
DI MAURO BOTTARELLI ¦ Totale par condicio
sui mercati: nessun effetto Monti, nessun effetto Rajoy. Se infatti Piazza
Affari (al netto di un aggravio tecnico dello 0,67 per lo stacco di alcune
cedole) è stata maglia nera in Europa con un netto
-4,74, Madrid non ha fatto molto meglio (-3,22) e la Banca centrale spagnola ha
salutato il responso delle urne nazionalizzando il moribondo Banco de Valencia.
Male anche Londra (-2,62), Parigi (-3,41) e Francoforte (-3,35). In leggero
rialzo anche gli spread, con il Btp-Bund a quota 474 (da
467 dell' apertura) in una giornata che ha visto la Bce assente dal mercato
secondario ma costretta ad ammettere di aver raddoppiato gli acquisti la scorsa
settimana rispetto a quella precedente: 8 miliardi di euro che portano
il totale a 197, ancora un centinaio di miliardi e Draghi dovrà
cominciare a stampare moneta stante l' impossibilità
di sterilizzare gli acquisti sul mercato. Ma che la crisi sia entrata in una
fase di enorme pericolosità lo certifica il fatto che i mercati non vendono più
Italia o Spagna ma l' eurozona come insieme. La scorsa
settimana, sia Royal Bank of Scotland che i fondi pensione olandesi sono stati
venditori netti (e pesanti) di debito europeo mentre
in Giappone, la Kokusai Asset Management ha scaricato attraverso il suo fondo
Global Sovereign Open un miliardo di debito italiano oltre a quelli spagnolo e
belga che pesavano rispettivamente per l' 1,8 e il 3,1 per cento degli asset
gestiti. Giovedì scorso, l' annuncio ufficiale al Nikkei: la quota di
portafoglio denominata in bond era a zero. Ma anche il settore bancario ha poco
di cui festeggiare, visto che alcune istituzIoni americane stanno stanno
staccando la spina ai prestiti che hanno anche verso le più solide banche europee. Quando il 9 novembre scorso, un certificato di
deposito da 300 milioni di dollari detenuto dal fondo
Prime Money Market Fund della Vanguard (un veicolo da 114 miliardi di dollari) dalla Rabobank è andato a scadenza, la Vanguard ha
lasciato scadere il prestito e rimpatriato i soldi negli Usa, nonostante l'
esiguità della ratio tra leverage e asset e il fatto che Rabobank abbia rating
AAA e sia ritenuta tra le più solide banche del mondo. E anche i money market
fund americani, fornitori chiave di dollari per
prestiti a breve termine alle banche europee, stanno
diventando nervosi. I manager di fondi hanno tagliato le loro detenzioni su
notes emesse da banche dell' eurozona per 261 miliardi
di dollari, un crollo del 54 per cento dal picco di
maggio: la stessa dinamica che precedette il crollo di Lehman Brothers. Le
principali banche hanno tagliato il debito dei cosiddetti Piigs per 42 miliardi
di euro (-31 per cento) nel terzo trimestre di quest'
anno: -26 miliardi di euro di debito italiano, -7 di
quello spagnolo e -7 di quello greco. Chi ha tagliato di più sono state le
banche francesi, belghe e olandesi, per un totale di 30 miliardi di euro, 21 dei quali solo degli istituti transalpini. Insomma,
ormai è sell-off.
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"milanofinanza.it" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
La settimana di contrattazioni non si è
aperta nel migliore dei modi. A tenere banco ci sono state tre notizie
principali: il possibile downgrade della Francia da parte dell' agenzia di
rating Moody' s, il 'nein' della Germania agli Eurobond
ed il mancato accordo all' interno del supercomitato americano che doveva
stendere un piano per la riduzione del deficit di bilancio USA. La riduzione
del rating della Francia, che attualmente gode della tripla A, sarebbe
determinato dall' innalzamento dei tassi sui titoli di stato d' Oltralpe in un
contesto di deterioramento delle prospettive dell' economia che minerebbe
ulteriormente il bilancio statale francese. E' inutile dire che la tensione sui
tassi dei titoli di Stato non si sia allentata nemmeno nei confronti di Italia
e Spagna, nonostante quest' ultima abbia mostrato un deciso cambio
di rotta politica con le elezioni politiche di domenica ed anche l' Italia
abbia di recente cambiato l' esecutivo. Certamente un
downgrade della Francia farebbe più clamore di quello di Italia o Spagna ed il
mercato si comporterebbe di conseguenza, richiedendo un maggior premio per il
rischio (ergo, maggiori tassi di interesse). E' ormai cristallino come la
variabile di mercato più osservata sia lo spread, ossia il differenziale di rendimento
tra i titoli di stato dei paesi più virtuosi (Germania) e quelli con problemi
di bilancio (Italia, Spagna, Portogallo, ecc…). Se pensiamo che tutti questi
paesi fanno parte dell' area euro, è lecito aspettarsi
un' azione comune al fine di eliminare o quantomeno limitare le possibili fonti
di problemi. In questo senso si inserisce la proposta di introduzione dei
cosidetti Eurobond, ipotesi sulla quale però il paese
leader di eurolandia, la Germania, mostra una certa
freddezza, affermando che tale soluzione non sarebbe certo una cura
"miracolosa". Anche dagli Stati Uniti non arrivano notizie
confortanti: il supercomitato misto repubblicani-democratici creato per lo
studio della riduzione del deficit, infatti, non è riuscito a trovare un accordo
e di conseguenza ha dichiarato il fallimento del tentativo a causa di
insanabili differenze all' interno del comitato. Lo scopo del gruppo di
esponenti bipartisan era il taglio di almeno 1.200 miliardi di dollari del debito americano in 10 anni. In questo contesto, abbiamo osservato un generalizzato ribasso delle borse (Dow
Jones -2.10%, FTSE Mib -4.74%, Parigi -3.41%, Francoforte -3.35% e Londra
-2.62%). Più limitato l' effetto sul mercato valutario, dove il dollaro si è apprezzato marginalmente nei confronti dell' euro mentre è apparso più importante l' apprezzamento verso la
sterlina. Il calendario macroeconomico odierno mostra un paio di appuntamente
importanti: alle 14.30 il PIL statunitense (visto in crescita del 2.5% su base
annua, come nella precedente rilevazione) e le minute della FED alle 20.00.
Passando all' analisi tecnica, vediamo come EurUsd,
nel corso dell' ultima settimana si sia mosso all' interno di un canale
laterale con estremi 1.3420-1.3560, salvo uno strappo al rialzo prontamente
ripreso. Osservando l' andamento partendo più da lontano, osserviamo come la
tendenza sia più favorevole al biglietto verde e, di conseguenza, è di
fondamentale importanza monitorare cosa farà il cambio
in corrispondenza di un ritorno verso l' area di supporto. La violazione al
ribasso di tale livello, infatti, potrebbe spingere il cambio
ancora più verso il basso ed il primo obiettivo sarebbe area 1.3150. UsdJpy
continua la fase di indebolimento che si protrae ormai da mesi: tecnicamente,
la rottura al ribasso di 76.50 potrebbe aprire lo spazio per un ulteriore
rafforzamento dello yen contro il dollaro americano.
Vista la sostanziale stabilità di UsdJpy, EurJpy non
può che replicare molto da vicino l' andamento di EurUsd:
l' uscita dalla fase laterale degli ultimi giorni (103.20-104.20) potrebbe
spingere lo yen verso nuovi massimi in area 100.75. Ovviamente è sempre da
tenere in considerazione un possibile intervento sul mercato della Bank of
Japan. Il cable è sceso decisamente ieri a causa di rumor sull' uscita di dati
non particolarmente brillanti sulla sterlina: la rottura di 1.5690 è stato un
chiaro campanello d' allarme per la moneta UK. Se tale
andamento venisse confermato anche nei prossimi giorni, il primo obiettivo del
movimento sarebbe 1.5250. Con EurChf ancorato a
1.2280-1.2430, UsdChf è invece prossimo ad un area di resistenza posta tra
0.9230 e 0.9300 che se superata potrebbe vedere il cambio
spingersi fino a 0.9750. ( www.fxcm.it )
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di ARTICOLO. |
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"Il Manifesto" del 22-11-2011 |
0 CAPITALE & LAVORO |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: CAMBIA IL RANKING MONDIALE.
La Cina batterà gli Stati Uniti e si
affermerà come la maggiore economia al mondo entro il 2027. A prevederlo -
riporta il The Telegraph - è Jim O' Neil, numero uno di Goldman Sachs Asset
Management, confermando così le stime della banca d' affari. «Dal 2001 il pil
della Cina è quadruplicato, da 1.500 miliardi di dollari
e 6.000 miliardi di dollari. La Cina ha creato altre 3
Cine nell' ultimo decennio ed è probabile che il pil dei quattro paesi Bric
supererà quello degli Stati Uniti prima del 2020». Per O' Neill il G7 va
ripensato, perché non riflette i cambiamenti avvenuti
nel mondo da quando è stato fondato, nel 1975. «Il Brasile è più grande dell'
Italia. Il Brasile, l' India e la Russia sono più grandi del Canada. C' è una
scarsa logica nella partecipazione nel G7 di tre paesi dell' area euro, soprattutto del più piccolo dei tre, l' Italia». Amen.
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"La Padania" del 22-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Una svalutazione pilotata della
moneta unica invertirebbe la crisi negli altri Paesi.
Tutto mi aspettavo, salvo vedere Monti in
veste di umorista: dire che il suo Governo non è quello delle banche e dei
banchieri pare una battuta degna di Zelig, visto che il suo ministro più
importante, Corrado Passera, è un banchiere. Intanto registriamo che il governo
è cambiato, ma i problemi legati alla nostra
credibilità sono rimasti, anzi, rischiano di aumentare per i ritardi nelle
scelte a livello europeo. Non stiamo facendo da
scaricabarile per difendere il vecchio Governo, ma è accertato che la confusione
sull' euro ed i recenti aumenti degli spread di
Francia, Spagna, Belgio e Italia, dimostrano che i problemi sono nel manico: la
politica monetaria europea.
Oggi abbiamo un euro ad immagine e somiglianza del
marco tedesco: moneta forte con quotazioni
tendenzialmente stabili (nonostante le recenti tempeste), tassi interbancari
bassi. È risaputo che la moneta deve rappresentare le
capacità economiche di un paese, cioè ad economia fragile deve corrispondere
una moneta debole, ad economia robusta una moneta forte. Quando ad un' economia debole si accoppia una moneta forte, il risultato è il disastro, il sistema si
inchioda per impossibilità di competere a livello economico e per la mancanza
di liquidità, in parole povere c' è troppo poca moneta
circolante. Qualcuno forse si ricorda la nefasta "quota 90" lira-dollaro di mussoliniana memoria? Oggi stiamo andando in
quella direzione: stagnazione/recessione, blocco progressivo del credito per
mancanza di liquidità che genera a sua volta ulteriore recessione economica. In
sostanza la sola Germania è in grado di reggere una moneta
forte, mentre tutti gli altri paesi, chi prima (Grecia e Portogallo), chi dopo,
stanno cadendo sotto le conseguenze di una moneta
insostenibile per l' economia europea. La moneta "euro" deve essere
una sintesi delle economie dei vari Paesi che la costituiscono e quindi
dovrebbe riposizionarsi su posizioni inferiori, mediante un deprezzamento
controllato. In sostanza una svalutazione pilotata dell' euro
darebbe una spinta alla crescita economica rendendoci più competitivi e
riducendo, nel contempo, il valore reale del debito sovrano (cioè degli Stati).
Si dirà che la svalutazione genera inflazione e la riduzione del valore reale
dei risparmi delle famiglie, ma i limitati e controllati effetti negativi
sarebbero ampiamente compensati da una ripresa economica che genera lavoro e,
quindi, nuova ricchezza. Al contrario, oggi si assiste ad una riduzione dei
risparmi causata da un esoso prelievo fiscale per fronteggiare un debito enorme
che, a sua volta, si somma ad una situazione economica stagnante o addirittura
in recessione per carenza di credito e di liquidità. Non è un caso che il 2002,
anno di entrata in vigore dell' euro, sia stato l'
ulti mo anno in cui l' Italia ha avuto un avanzo commerciale (esportazioni
maggiori delle importazioni): di fatto la riduzione dei tassi determinata dall'
eu ro rispetto alla lira, è stata abbondantemente pagata trasferendo la
crescita alla Germania, il cui surplus commerciale è quasi tutto nei confronti
dei partner europei. In sostanza la potenza teutonica
si è accresciuta proprio a danno dei suoi soci europei
(contento prof. Pro di? Ha visto in che guaio ci ha cacciato?). Ora, posto che
l' euro così com' è è indifendibile da questa Europa, se la Germania non vuole trovarsi da sola, si aprono
due soluzioni: 1) o la Germania sborsa le risorse per sostenere gli altri
Paesi, ma la questione ha assunto proporzioni tali da diventare un' ipo tesi
sempre più difficile da realizzare, 2) o si procede ad una svalutazione che
porti l' euro a rappresentare l' economia reale europea nel suo complesso e non soltanto quella tedesca come
oggi. La Germania non vuole fare né l' uno, né l' altro, assomigliando a quei
grandi club di calcio che vogliono trattenersi tutti i diritti tv con l'
effetto di diventare, loro, sempre più ricchi e gli altri, sempre più poveri,
costretti ad abbandonare il campionato perché non in grado di mantenere una
squadra. Come non è ipotizzabile un campionato con 4 o 5 squadre, credo che non
sia utile a nessuno una moneta europea
con le sole Germania e Olanda. Visto che neanche la Francia riesce più a
reggere la situazione, presto la Germania sarà obbligata dai fatti ad
effettuare una scelta, che sarà tanto più dolorosa, quanto più sarà tardiva.
Poiché dubito che i tedeschi vogliano pagare i debiti altrui (e come dargli
torto?), si dovrà procedere prima o poi con la soluzione 2, scelta obbligata,
anche se la Germania teme (da sempre) che l' effetto inflazione porti squilibri
economici e sociali all' interno, minando l' indiscussa leadership europea. Se non si procede rapidamente, il sistema europeo esploderà, non soltanto in termini monetari, ma anche per quanto riguarda il mondo produttivo
delle imprese ed il sistema creditizio. Purtroppo i disastri creati dall' eco
nomia di carta che abbiamo importato dagli Stati Uniti (aggravati dall'
improvviso ingresso della Cina nel Wto, voluto dagli americani all' inizio di
questo millennio) si possono contrastare in modo rapido soltanto con emissione
di nuova moneta; cosa che, peraltro, in Italia avremmo
già fatto se non ci fossimo colpevolmente e troppo precipitosamente liberati
della politica monetaria, trasferita alla Bce da
Ciampi e Prodi. Si badi che non stiamo osannando le svalutazioni competitive
degli anni '80 e '90 che, anziché agire con riduzioni di spesa pubblica, venivano
utilizzate come unico o principale strumento economico d' intervento; stiamo
sostenendo che la svalutazione ha, nel nostro caso, effetti benefici immediati
e che, comunque, va accompagnata con una consistente riduzione dei costi dello
Stato ed una robusta dose di riforma federalista. La svalutazione senza
ristrutturare lo Stato e tagliare gli sprechi dell' assistenzialismo, sarebbe
una misura di corto respiro (come negli anni '80), ma oggi, in ogni caso,
occorre agire in emergenza: agire subito, pena il definitivo blocco del credito
e, subito dopo, dell' economia. Che farà Monti, strenuo difensore dell' eu ro?
Seguirà i tentennamenti della Merkel, sacrificando sull' altare dell' euro la nostra intera economia, oppure si arrenderà all' evi
denza? Ed il suo amico "Mr.Bean" Draghi (straordinaria la
somiglianza) sarà d' accor do? E la Goldman Sachs sarà d' accordo? Monti avrà
quel sussulto d' identità sentendosi del Nord, lombardo e di Varese, come
spocchiosamente ha dichiarato in Parlamento, agendo per il sistema delle
imprese nella sua globalità, o perseguirà esclusivamente gli interessi di
Confindustria e dei banchieri? Se questa svalutazione ci sarà, e per me alla
fine ci sarà (il problema è che non sia troppo tardi quando la decideranno),
sarà fondamentale che la nuova liquidità venga utilizzata dalle banche per
rendere più facile l' accesso al credito da parte delle imprese e non per nuove
avventure finanziarie. Se così non fosse, sarebbe un vero suicidio. Forse,
invece che a nuove patrimoniali, sarebbe meglio costringere le banche,
attraverso la leva fiscale, ad utilizzare le risorse per l' economia,
scoraggiandole, con un surplus di tassazione, ad impegnare mezzi in operazioni
meramente finanziarie. Ma Passera probabilmente non sarà d' ac cordo.
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"Il Sole 24 Ore" del 22-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 43 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
La supercommissione del Congresso
statunitense non riesce a trovare una soluzione sul debito pubblico americano e
sui mercati torna in auge la fuga verso gli asset più sicuri, che restano le
attività in dollari e yen.
Così le due monete sono uscite vincenti dalla sessione di ieri, con l' euro ancora in flessione, ma poi in grado di recuperare almeno parte
delle perdite, sulla convinzione che il calo - la moneta unica era
scesa fino ai minimi da sei settimane - era troppo forte per confermarsi. L' euro ha quindi
scambiato attorno a quota 1,35 dollari, dopo aver
ripiegato fino a 1,3430. Praticamente invariato il cambio
tra biglietto verde e yen attorno a quota 77. Debole anche il dollaro australiano, una moneta
legata alla crescita, scivolata fino ai minimi da sei settimane, con una
flessione dell' 1,6 per cento. Ma la peggiore prestazione la messa assegno il
peso messicano, con un calo dell' 1,9 per cento.
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"MF (Fashion)" del 22-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Gap (nella foto un look) ha chiuso il
terzo trimestre del 2011 con una sensibile flessione dell' utile che non ha
però influenzato negativamente le previsioni per l' intero anno fiscale. Il
gruppo statunitense ha archiviato il periodo con profitti
in discesa del 31% a 193 milioni dollari (pari a
circa 142,8 milioni di euro a cambio di ieri) e con un fatturato in calo del 2% a quota 3,59 miliardi
di dollari (circa 2,9 miliardi di euro). Nei nove
mesi le vendite sono leggermente calate, passando da 10,3 a 10,26
miliardi di dollari, mentre l' utile si è ridotto del
26% a 615 milioni. In flessione (-10%) anche il fatturato trimestrale estero,
dato che non ha comunque influenzato negativamente il piano di investimenti
retail internazionali.
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"Brescia Oggi" del 22-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
«Non tradite la possibilità di far tesoro
del tempo preziosissimo che state vivendo: dovete sentire l´università come una
stagione della vostra vita necessaria alla costruzione del vostro futuro». Con
queste parole Giuseppe Camadini, presidente della Fondazione Giuseppe Tovini,
si è rivolto agli studenti che vivono nelle residenze della Famiglia
universitaria «Cardinale Giulio Bevilacqua ? Emiliano Rinaldini», gestite dalla
Fondazione a Villa San Filippo. L´occasione è stata l´inaugurazione dell´Anno
accademico, un momento di riflessione e di inizio per le attività scolastiche e
comunitarie: nelle residenze quest´anno vivranno 41 studenti (di cui 11 sono
matricole) bresciani e non, coadiuvati da un collaboratore, che si divideranno
tra gli studi universitari e gli appuntamenti organizzati dalla Fondazione e
dai ragazzi stessi, come le feste tra studenti il cui ricavato andrà a
sostenere iniziative benefiche. DOPO LA PREGHIERA iniziale, guidata da don
Gabriele Filippini, Camadini ha preso la parola per ricordare il valore della
famiglia di cui fanno parte, «che non vuole imporre niente a nessuno, ma solo
dialogare e rispettare la vostra libertà. L´università e la Famiglia
universitaria devono essere per voi un modo per esercitare la vostra capacità
critica, tenendo lo sguardo aperto seguendo una gerarchia di valori». Anche
Giuseppe Mattei, responsabile della Famiglia universitaria, ha voluto portare
il suo saluto nonostante l´assenza per motivi di salute, ricordando ai ragazzi
«la necessità di un nuovo umanesimo. Il tempo che stiamo vivendo è scosso da
tre drammi: quello economico, che ci costringe a rivedere il modello di
sviluppo fin qui perseguito; quello ambientale, con la natura che, a lungo
sfruttata, si ribella e uccide; quello educativo, in cui permissivismo e
mancanza di modelli di riferimento hanno distrutto la trasmissione dei valori.
Nel suo piccolo la Famiglia universitaria può contribuire ad un nuovo inizio».
IL PUBBLICO ? in rappresentanza dell´ateneo bresciano sono intervenuti il
Rettore emerito dell´Università di Brescia, Augusto Preti, e il preside della
Facoltà di Medicina, Stefano Giulini - ha poi assistito alla prolusione del
preside della Facoltà di giurisprudenza, Arnaldo Canziani, che ha affrontato il
tema «La crisi mondiale dopo il 2007: antecedenti taciuti, conseguenze
continuate». Il viaggio di Canziani attraverso la storia economica mondiale ha
avuto inizio a metà dell´Ottocento, quando «il sistema che regolava il mercato
era il gold standard, dominato dall´Inghilterra, la più grande detentrice di
risorse auree di tutto il globo. La situazione resse fino alla
prima guerra mondiale, quando gli Stati stamparono moneta e si
indebitarono a causa dei costi del conflitto. Da quel momento, ma soprattutto
dagli anni Settanta del Novecento, il sistema finanziario mondiale si basa
sulla fiducia». Arrivando alla crisi attuale, Canziani ha notato come «gli
speculatori oggi abbiano nel mirino il ventre molle dell´Europa, vale a dire Italia e Spagna: ma le banche francesi
sono piene di titolo di questi Paesi, e se crollassero fallirebbero, e con loro
l´Euro. E gli Usa non aiutano: spingono perché l´Europa stampi nuove banconote, ma solo perché la moneta unica si svaluti e il dollaro
resti il perno dell´economia mondiale».
|
di ?di Francesco
Arcucci ? |
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"Italia Oggi" del 22-11-2011 |
Pagina: 4 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Mentre, nella sua zona, È esploso
il rischio dei debiti sovrani.
Sottotitolo: È positiva la bilancia dei
pagamenti di molti paesi Ue.
I commentatori e gli analisti sono nei
guai. Parlano di crollo dell' euro e di possibile
naufragio della moneta unica europea. Danno per scontato che il problema sempre più grave del rischio
sovrano in Europa abbia determinato già un forte indebolimento dell' euro sul mercato dei cambi e, per dare corpo alle loro
tesi, si guardano bene dal riportare le quotazioni dell' euro in questo periodo. Non parlano cioè del buon
comportamento del cambio dell' euro
contro dollaro, perché appunto non lo sanno spiegare. Ma
i fatti sono testardi, come diceva John Adams, il secondo presidente degli
Stati Uniti, e prima o poi bisogna fare i conti con loro. E allora
raccontiamoli questi fatti, come sono e senza pregiudizi. Le prime avvisaglie
di rischio sovrano si manifestarono nel dicembre 2009 e riguardarono Dubai. L' euro valeva contro dollaro 1,52 e
cominciò a flettere da quel livello, anche perché ben presto si cominciò a
parlare del rischio della Grecia. Con l' intensificarsi della crisi della
finanza pubblica greca, cui si aggiunsero i problemi riguardanti l' Irlanda e
il Portogallo, l' euro nel primo semestre 2010 perse
terreno contro il dollaro arrivando il 6 giugno 2010 a
1,18. A partire da quel giorno e nonostante l' accentuarsi del rischio sovrano
greco, irlandese e portoghese, l' euro riprese a
salire contro dollaro toccando il 4 novembre 2010 il
livello di 1, 4250. Dopo una breve flessione fino al 10 gennaio 2011, l' euro riprese a rafforzarsi e raggiunse la quota di 1,4950
all' inizio di maggio 2011. Questo rialzo sembrò paradossale. Infatti nella
prima metà del 2011 il rischio sovrano in Europa ha
continuato a manifestarsi in forma sempre più virulenta. A questo punto si può
rilevare che, mentre l' anno scorso l' euro si
indeboliva di man in mano che si accentuava il rischio sovrano, quest' anno l' euro rimane abbastanza forte nonostante l' ulteriore
aggravarsi di tale rischio fino a toccare anche due grandi paesi europei come l' Italia e la Spagna. Come si spiega questo
diverso comportamento per cui esso, nonostante la gravità della crisi, si trova
ancora a 1,36 contro dollaro? Ci sono due spiegazioni.
Una tecnico-quantitativa e l' altra fondamentale. La prima è che la svolta del dollaro dal basso verso l' alto, e dell' euro
in senso contrario, è effettivamente in essere ma richiede tempo, anche perché
il mercato dei cambi è il più grande mercato del mondo
dove si scambiano 4 mila miliardi di dollari al giorno
e quindi sono difficili i movimenti bruschi. La figura tecnica che punta ad un
rialzo del dollaro, a mio avviso, si è completata nel
maggio 2011 e il dollaro è quindi sicuramente al
rialzo, ma è un rialzo un po' stentato nei primi 6-8 mesi che si esprimerà in
pieno l' anno prossimo portando l' euro alla parità
nel corso del 2012. Sul piano fondamentale si può dire che, mentre le finanze
pubbliche di numerosi paesi europei (entrate e uscite
dello Stato) sono squilibrate, la bilancia dei pagamenti correnti
(import=vendita di euro ed export= acquisti di euro) è assai favorevole, almeno se confrontata con quella
molto negativa (ma in via di miglioramento) degli Stati Uniti.
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di di Edoardo
Narduzzi. |
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"MF" del 22-11-2011 |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
«Il 50% delle riserve
valutarie della Federazione russa sono denominate in euro,
quelle cinesi sono tutte in dollari». Dmitry Medvedev,
presidente uscente della Russia, non è un economista e tantomeno un banchiere,
ma sicuramente è un uomo di potere della geopolitica mondiale. Le sue scarne
parole pronunciate la scorsa settimana aiutano più di molte conferenze stampa a
capire l' epicentro delle forze che da mesi sono al lavoro per far saltare la moneta unica. Il mondo di oggi, anche nei suoi rapporti di
forza economico-finanziari oltre che militari, non è più quello del 1992,
quando venne approvato il trattato sulla moneta unica.
Il divieto contenuto al secondo paragrafo dell' articolo 104, che vieta l'
acquisto diretto (cioè in fase di collocamento, non quello sul mercato
secondario) da parte della Bce di titoli di debito degli Stati membri, è figlio
di una geopolitica che non c' è più. All' epoca la Cina non era ancora membro
del Wto, l' organizzazione mondiale del commercio, tantomeno era la seconda
economia del mondo, mentre la Russia era quasi al default dopo il crollo dell'
Urss. L' unica moneta di riserva del nuovo mondo globale inaugurato dal crollo del Muro di
Berlino era il dollaro. Poi, con il nuovo millennio, l' euro è diventato
unità di conto e valuta internazionale. Rappresenta la più importante area
commerciale del pianeta ma politicamente conta poco. È in qualche modo l'
agnello sacrificale dell' aggiustamento in corso tra i poteri globali.
Ma chi può avere l' interesse e anche la forza di organizzare un' ondata di
vendite significativa nei confronti di emittenti come la Repubblica italiana o
quella francese? Si tratta di debiti importanti, circa 1.900 miliardi nel caso
dell' Italia, interamente collocati, per muoverli nei prezzi servono truppe
numerose, muscolose e ben affiatate. Un esercito non di speculatori, perché
forse la parola è stata negli ultimi tempi utilizzata un po' a sproposito, ma
di tanti e ben armati liquidatori di posizioni in titoli esteri denominati in euro. Una simile forza d' urto, in grado di mettere in moto
una slavina contro il debito degli emittenti chiave dell' eurozona,
possono organizzarla solo le grandi banche Usa. Serve una grande banca capofila
di un drappello di intermediari pronti a chiudere, anche in perdita, quanto
detenuto in euro. Vendere su larghissima scala titoli
denominati in euro per ricollocarli in dollari Usa o nei Paesi emergenti così da mettere sotto
tensione l' intera Eurozona e far vedere al mondo
degli investitori globali quanto l' euro sia nei fatti
una moneta sintetica, non una vera valuta di riserva ma più semplicemente una convenzione per tenere i
conti commerciali del Vecchio Continente. I mercati finanziari, è noto, hanno
la memoria di un elefante nel ricordare i fatti non positivi e la velocità di
una lepre nello scappare dalle situazioni di crisi. Tenere sull' ottovolante
per mesi l' euro ed esporlo all' inconsistenza della
sua dirigenza politica nel trovare una soluzione compiuta alla crisi, equivale
a compromettere in profondità la credibilità dell' euro
come moneta al servizio del mercato globale. D' altra
parte i crediti della Cina sono in dollari e Pechino è
terrorizzata da un possibile deprezzamento della moneta
americana. Washington, poi, ha tutto l' interesse a che il dollaro
resti ancora per qualche tempo moneta unica di riserva del pianeta. Deve continuare a finanziare un
disavanzo di bilancio federale che fa impallidire, e continuare a disporre
dell' unica moneta di riserva
spendibile nel mondo aiuta non poco. Mettere in crisi l' euro
giova non poco agli interessi americani: toglie di mezzo una valuta
concorrente, una possibile area monetaria integrata
altrettanto concorrente, distoglie l' attenzione dai problemi del bilancio
federale, fa soprattutto capire al mondo intero che è Washington che ancora
tiene le redini della globalizzazione attuale e che è bene non farsi troppe
illusioni al riguardo. Per tutte queste ragioni, la Bce e i Paesi europei dovrebbero lasciarsi alle spalle il tatticismo
burocratico-trattatista con il quale hanno finora gestito la crisi e provare a
calarsi nelle dinamiche della partita globale in corso. Far saltare l' euro un po' equivale a quanto accadde a suo tempo con l'
Urss: si aprono praterie nelle quali poter scorrazzare. In questo contesto la
Banca centrale europea dovrebbe avere una sola
missione: quella di difendere l' euro costi quel che
costi. Prendere atto che il contesto finanziario e politico mondiale è
profondamente diverso da quello dei primi anni 90 e prendere le decisioni
conseguenti per difendere la sua moneta, anche
stampandone di nuova. In fin dei conti, a cosa servirebbe una Bce con una bassa
inflazione media europea, ma senza più l' euro? (riproduzione riservata)
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"libero.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Economia.
M ilano, 21 nov. (Adnkronos) - "L' euro ha continuato a perdere terreno nei confronti del dollaro questo pomeriggio, visto che le continue
preoccupazioni in Europa hanno spinto gli investitori
a ridurre la loro esposizione sulla moneta unica europea. Gli investitori temono che i disaccordi tra i
leader europei e la riluttanza della Banca centrale europea ad impegnarsi per grandi acquisti di obbligazioni
aggraveranno la crisi del debito sovrano della regione". Lo spiega Jana
Pristovsek di Ig Markets, da Londra, nel suo Forex Focus di oggi. "In
Spagna - prosegue Jana Pristovsek - un voto schiacciante a favore del nuovo
governo non e' riuscito a infondere ottimismo sulla capacita' di Madrid di
affrontare i suoi problemi economici. Il differenziale tra i titoli spagnolo e
tedesco a 10 anni e' aumentato di 10 punti a 453 punti base". "Ma -
continua la Pristovsek - anche se i problemi di debito nella zona euro crescono, lo status di rifugio sicuro del dollaro potrebbe soffrire questa settimana visto che il
'super comitato' del Congresso degli Stati Uniti potrebbe annunciare questo
pomeriggio di non essere riuscito a trovare un accordo su un piano da 1200
miliardi dollari di riduzione del disavanzo".
(segue)
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"Wall Street Italia" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 21 nov - Inizio di
settimana in profondo rosso per le borse di tutto il mondo. Il vento ribassista
ha soffiato sulle due sponde dell' atlantico. In Europa,
la peggiore performance l' ha registrata Milano: -4,74%, flessioni superiori al
3% per le altre piazze. Pesante anche l' andamento delle borse Usa in flessione
di oltre il 2%. Piu' calmo l' andamento dei mercati. Gli spread di rendimento
dei titoli del debito pubblico di Francia (157 punti),
Spagna (467 punti) e Italia (474 punti), rispetto ai titoli di stato tedeschi,
considerati i piu' sicuri dell' eurozona, si sono
allargati ma meno delle sedute scorse. L' unica cosa che non si e' mossa e'
stato il cambio euro/dollaro oramai inchiodato nella forchetta tra 1,3450 e 1,3550. L'
immobilita' del cambio tra euro
e dollaro riflette, secondo gli esperti, l' estrema
incertezza sul futuro di queste due valute. Sull' euro
gravita lo spettro dell' implosione determinato dalla mancanza di soluzioni
sostenibili alla crisi del debito pubblico dei paesi dell' Eurozona.
Ora sotto tiro c' e' anche la Francia che comincia, dopo Spagna e Italia, a
soffrire l' aumento del costo del debito pubblico. L' agenzia Moody' s ha spiegato
che Parigi rischia di perdere la tripla A, il massimo grado di affidabilita'
creditizia. Oramai nell' area euro, i paesi con tripla
A, Germania, Francia, Olanda, Austria, Finlandia, rappresentano una sparuta
pattuglia di ''mohicani''. Oggi, il presidente della Commissione Ue, Jose'
Manuel Barroso, ha annunciato per mercoledi'' la presentazione di una proposta
sulle questione degli Eurobond, fondata su tre
opzioni. La prima e piu' radicale e' che le obbligazioni nazionali esistenti
verrebbero sostituite da un bond garantito dai 17 partner dell' euro. Un' altra opzione e' di trasformare in eurobond soltanto una parte dei titoli nazionali in
circolazione mentre la terza non prevederebbe la garanzia dei governi nazionali
e dunque senza la necessita' di modificare i trattati europei.
Strade non prive di ostacoli, per percorrerle serve il via libera unanime dei
27 paesi dell' Unione europea, per un problema che
pero' riguarda solo i 17 paesi dell' Eurozona. Non e'
detto che alcuni paesi dell' Unione europea, ma non
dell' euro, quali Gran Bretagna, Danimarca e Polonia,
accettino le soluzioni che possano trasformarsi in una condivisione e
assunzione di nuove passivita' potenziali. Le cose non vanno meglio negli Usa
dove la commissione parlamentare bipartisan che dovrebbe tagliare il deficit
pubblico di 1.200 miliardi di dollari in dieci anni,
cioe' ridurre il disavanzo annuale di appena lo 0,7% , non ha trovato alcuna
accordo. Di fronte a un problema di debito pubblico che interessa sia l' Europa e sia gli Usa, non c' e' stata nessuna corsa ne'
verso la moneta unica, ne' verso il biglietto verde,
entrambi accomunati da un ruolo sempre piu' incerto come valute di riserva internazionale. Quello che invece si profila con
ragionevole certezza e' un ''double dip'', una seconda recessione che potrebbe
pesare sugli utili delle aziende, cosi' oggi la zampata dell' Orso ha
tramortito solo le borse. Ma i titoli di stato restano comunque sotto tiro.
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"libero.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi
internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo
la Svizzera (che è fuori)
L e Borse sotto attacco, i titoli di
stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano sotto i colpi di spread e
declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per temere un attacco non tanto ai
mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il
Vecchio Continente rischia il collasso. La colpa è la mancanza di liquidità:
grandi investitori internazionali, banche private e banche centrali stanno
progressivamente vendendo titoli "poco sicuri" e riportando a casa
denaro. Un problema che incastra sia i governi sia le aziende in cerca di
credito. I numeri, come ricorda La Stampa, sono impietosi: in un anno, i fondi monetari americani hanno disinvestito dalle banche europee circa 700 miliardi di euro, creando un
panico borsistico che nemmeno gli interventi della Bce sono riusciti a frenare.
Altro dato: secondo una ricerca di Barclays, tra il 1999 e il 2008 le Banche
centrali dei Paesi emergenti investivano il 29% delle nuove riserve in euro e il 59% in dollari. Negli ultimi due anni, l' investimento in euro si è ridotto al 22%, addirittura il 17% tra gennaio e
giugno 2011. Una fuga dei capitali che ha colpito soprattutto Grecia e
Portogallo (con i titoli di stato in caduta libera). Altra prova: gli
investimenti netti esteri in Svizzera, stima Goldman Sachs, sono stati positivi
per il 150% del Pil interno, con lo spread elvetico calato dall' 1,61% di
gennaio allo 0,82% attuale. E la Svizzera, giova ricordarlo, si è tenuta fuori
dall' euro.
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"libero.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Eurozona sotto attacco: fondi
internazionali e banche ritirano i capitali, calano gli investimenti. Ride solo
la Svizzera (che è fuori)
L e Borse sotto attacco, i titoli di
stato di Italia, Spagna e Francia scricchiolano sotto i colpi di spread e
declassamento del rating. Ce n' è abbastanza per temere un attacco non tanto ai
mercati, quanto all' Eurozona e alla moneta unica. Sfiducia, crisi, eccesso di debito: e il
Vecchio Continente rischia il collasso. La colpa è la mancanza di liquidità:
grandi investitori internazionali, banche private e banche centrali stanno
progressivamente vendendo titoli "poco sicuri" e riportando a casa
denaro. Un problema che incastra sia i governi sia le aziende in cerca di
credito. I numeri, come ricorda La Stampa, sono impietosi: in un anno, i fondi monetari americani hanno disinvestito dalle
banche europee circa 700 miliardi di euro, creando un
panico borsistico che nemmeno gli interventi della Bce sono riusciti a frenare.
Altro dato: secondo una ricerca di Barclays, tra il 1999 e il 2008 le Banche
centrali dei Paesi emergenti investivano il 29% delle nuove riserve in euro e il 59% in dollari. Negli
ultimi due anni, l' investimento in euro si è ridotto
al 22%, addirittura il 17% tra gennaio e giugno 2011. Una fuga dei capitali che
ha colpito soprattutto Grecia e Portogallo (con i titoli di stato in caduta
libera). Altra prova: gli investimenti netti esteri in Svizzera, stima Goldman
Sachs, sono stati positivi per il 150% del Pil interno, con lo spread elvetico
calato dall' 1,61% di gennaio allo 0,82% attuale. E la Svizzera, giova
ricordarlo, si è tenuta fuori dall' euro.
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di Di Annalisa
Vilardo. |
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"milanofinanza.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Mattinata nera per l' euro.
Dopo aver messo a segno un discreto movimento al rialzo venerdì, si sta
assistendo a una debolezza notevole. Il cambio euro/dollaro è sceso ai minimi di seduta da 1,3516 a 1,3438 e un' altra
discesa non è esclusa, a causa anche delle vendite diffuse dei titoli di Stato europei, sostengono gli analisti di Morgan Stanley. Inoltre, la
pubblicazione di questa settimana del dato sul Pmi nell' area euro e in Germania, se negativo, potrebbe esporre la moneta unica a ulteriori ribassi. D' altra parte il dollaro potrebbe guadagnare terreno date le aspettative per
un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea,
secondo gli analisti di Lloyds. Tuttavia i timori che la super-commissione
degli Stati Uniti non giunga a un accordo per ridurre il deficit del Paese, gli
acquisti di titoli italiani e spagnoli da parte della Bce potrebbero rendere
più difficile i rialzi del dollaro nel breve termine.
Se la Bce dovesse cedere alle pressioni internazionali e diventare prestatore
di ultima istanza, la moneta unica potrebbe
beneficiarne solo nel breve termine, ma nel lungo periodo il sentiment
rimarrebbe ribassista per gli analisti di Commerzbank, secondo i quali la crisi
dell' euro è giunta a un punto di svolta. Per
Unicredit il cross euro/dollaro
dovrebbe muoversi verso il minimo di ottobre a 1,32, a causa dei timori per la
crisi del debito sovrano europeo e soltanto sopra
1,3650 si allenterebbe la pressione ribassista. Stamani sul cambio
però hanno pesato anche le parole di Warren Buffett che ha dichiarato di non
avere piani di investimenti diretti in Europa.
"Incominciamo questa nuova settimana, dal punto di vista tecnico, potendo
notare come la moneta unica si trovi a un livello
superiore rispetto all' apertura di venerdì, nonostante un andamento delle
ultime 18 ore tutt' altro che movimentato", osservano gli esperti di Forex
Capital Market.
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"larepubblica.it" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: A livello internazionale il
costo della verde si è attestato a 901 dollari la tonnellata in calo di 17
dollari, mentre il diesel è sceso a 1.003 dollari la tonnellata.
MILANO - Non si ferma la corsa del
gasolio. Secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana il prezzo del diesel è
arrivato nei distributori Esso e Eni a 1,575 euro al
litro, nuovo record storico. Il prezzo della benzina con il secondo forte calo
consecutivo venerdì sui mercati internazionali, sottolinea la Staffetta, ha
raggiunto il livello più basso dal febbraio scorso. Il prezzo internazionale
della verde si è attestato venerdì a 901 dollari la
tonnellata (-17), pari a 501 euro per mille litri
(-13), quello del gasolio a 1.003 dollari la
tonnellata (-6), pari a 624 euro per mille litri (-8).
Domenica Eni ha ridotto il prezzo della benzina e alzato quello del gasolio. Il
prezzo medio nazionale della benzina Eni è sceso di 1,5 centesimi a 1,613 euro al litro, mentre quello del gasolio è aumentato di 0,5
centesimi a 1,575 euro al litro. Fermo il Gpl a 0,728 euro al litro. Stessa dinamica, ma meno accentuata, per
Esso: -0,4 centesimi sulla verde a 1,633 euro al litro
per la benzina e +0,5 centesimi sul diesel a 1,575 euro
al litro. Si registra inoltre un rialzo sul gasolio per Q8: +0,6 centesimi a
1,574 euro al litro. Sono rimaste ferme le altre
compagnie. Secondo le rilevazioni della Staffetta il prezzo più basso per la
benzina è ai distributori Eni (1,613 euro) mentre
quello massimo è ai distributori Totalerg (1,635 euro).
Il prezzo medio è a 1,621 euro. Per il gasolio il
prezzo più basso si trova ai distributori Tamoil (1,559) mentre quello più alto
si registra alle pompe Esso e Eni (1,575 euro con un
aumento di 0,005 euro). La media è a 1,571 euro.
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"Wall Street Italia" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Roma, 21 nov. (TMNews) - Scende il prezzo
della benzina, sale quello del gasolio. E' quanto emerge dalla consueta
rilevazione della Staffetta Quotidiana. Domenica, rileva la Staffetta, Eni ha
messo mano ai listini abbassando il prezzo della benzina e alzando quello del
gasolio. Da ieri il prezzo medio nazionale della benzina Eni è sceso di 1,5
centesimi a 1,613 euro/litro, mentre quello del
gasolio è aumentato di 0,5 centesimi a 1,575 euro/litro.
Fermo il Gpl a 0,728 euro/litro. La mossa di Eni,
spiega la Staffetta, fa calare fortemente la media ponderata nazionale dei
prezzi della benzina tra i diversi marchi: -0,6 centesimi a 1,621 euro/litro, mentre il gasolio sale di 0,4 centesimi a 1,571 euro/litro. Quanto agli altri marchi, stessa dinamica, ma
meno accentuata, per Esso: -0,4 centesimi sulla verde a 1,633 euro/litro per la benzina e +0,5 centesimi sul diesel a
1,575 euro/litro. Si registra inoltre un rialzo sul
gasolio per Q8: +0,6 centesimi a 1,574 euro/litro.
Ferme le altre compagnie. La media nazionale dei prezzi del metano in lieve
calo a 0,91 euro/kg. Con il secondo forte calo
consecutivo, venerdì, sui mercati internazionali, i prezzi internazionali della
benzina hanno raggiunto un livello che l' ultima volta era stato toccato nel
febbraio scorso. In due sessioni la quotazione della verde sul mercato del
Mediterraneo ha perso oltre 40 dollari la tonnellata, una tendenza che per i compratori europei è stata
accentuata venerdì anche dal recupero della moneta unica sul
biglietto verde. Analoga dinamica, ma meno accentuata, per il diesel, che ha
lasciato sul terreno circa 25 dollari in due sedute. Il prezzo
internazionale della verde si è attestato venerdì a 901 dollari la tonnellata (-17), pari a 501 euro
per mille litri (-13), quello del gasolio a 1.003 dollari
la tonnellata (-6), pari a 624 euro per mille litri
(-8).
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"Wall Street Italia" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - L' euro
apre in lieve calo sotto quota 1,35 dollari. La moneta unica e' scambiata a 1,3486 dollari
contro 1,3509 dollari delle quotazioni Bce. La divisa europea vale 103,60 yen. Gli investitori restano cauti e l'
attenzione e' puntata sull' esito delle elezioni in Spagna che hanno visto il
trionfo dei popolari e la pesante sconfitta dei socialisti. .
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"Reuters" del 21-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
TOKYO (Reuters) - Euro
stabile nelle ultime battute sulla piazza asiatica, dopo il rally che ha
preceduto il fine settimana, apparentemente poco influenzato dall' esito delle
consultazioni elettorali spagnole. La tenuta contro dollaro
va messa in relazione alle pressioni sulla valuta Usa legate al previsto
annuncio, questa sera, del fallito accordo - dopo tre mesi di negoziato - sul
piano di rientro del deficit del valore di 1.200 miliardi di dollari.
Poco mosso rispetto alla chiusura precedente il cambio dell' euro/yen. "All' Europa serve un' economia più solida
per correggere le posizioni di bilancio; perché questo avvenga è necessario che
l' euro si svaluti" commenta Minori Uchida di bank of Tokyo
Mitsubishi Ufj. Subito dopo le 8 euro/dollaro a 1,3518/22 da 1,3505 della chiusura precedente, euro/yen 103,80/84
da 103,72 e dollaro/yen a 76,80/83 da 76,86.
(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters
messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com
altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
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"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Manuale anti-contagio - DOVE VANNO
LE VALUTE.
Sottotitolo: Risparmi al test dei cambi.
PAGINA A CURA DI Nicola Borzi Isabella
Della Valle Marilena Pirrelli I risparmiatori italiani da sempre guardano con
interesse alle opportunità di investire fuori dall' eurozona,
che possono regalare corpose soddisfazioni o cocenti delusioni. Ai tempi della
lira, chi deteneva attività denominate in valute estere che si rafforzavano
grazie alle periodiche svalutazioni della divisa nazionale aveva grandi
ritorni. La volatilità della lira turca e dello zloty polacco sono invece lì a
ricordare i rischi per chi cerca ritorni elevati. Un meccanismo che è tornato
d' attualità con la crisi finanziaria scattata nel 2007 e oggi riesplosa.
Secondo un esperto che chiede di restare anonimo, per esempio, «non solo
occorre mantenere l' investimento in dollari Usa, ma conviene anche incrementarlo per un paio di buone ragioni.
Se la Banca centrale europea decidesse di stampare altra moneta, otterrebbe
effetti positivi per l' economia, ma il cambio dell' euro calerebbe rispetto al dollaro. C' è poi
la questione dei tassi d' interesse: da tempo quelli Usa sono vicini
allo zero, e negativi se si considera l' inflazione, il che sostiene il carry
trade - l' ottenimento di fondi in una valuta per investirli in un' altra -
specie verso l' euro. Ma a poche ore dal suo
insediamento, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha abbassato i tassi dell'
eurozona per contrastare i rischi di recessione.
Dunque si riduce la convenienza relativa a indebitarsi sull' euro».
Questo calcolo rischi/opportunità pareva finito con l' ingresso dell' Italia
nell' euro. Ma la crisi dei debiti sovrani e i timori
per l' Italia, così come per un' eventuale frantumazione dell' eurozona, hanno ravvivato la ricerca di "porti
sicuri" fuori dall' euro. A fianco analizziamo le
prospettive del cambio dell' euro
con il dollaro, la sterlina e il franco svizzero. Nei
prossimi mesi a tenere banco, così, sarà una guerra
non tra valute forti, ma tra monete deboli: ognuna per
motivi diversi. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA
RISCHIOSITÀ PER IL RISPARMIATORE - BASSA MEDIA ALTA L' indicatore segnala la
valutazione progressiva di rischio dei singoli strumenti e casi FINANZA
PERSONALE Euro/Dollaro L'
investitore che ha già investimenti denominati in dollari
ha convenienza a mantenerli? Sì. Secondo molti operatori non solo è conveniente
mantenere le posizioni sul dollaro, ma bisognerebbe
addirittura incrementarle. Le previsioni sull' euro,
infatti, sono orientate al ribasso. Il perché è abbastanza intuibile. Anche per
il 2012 la crisi dei debiti sovrani nell' Eurozona
terrà banco ed è più che plausibile che la valuta europea
possa essere ancora sotto pressione. I mercati dal canto loro aspettano
risposte politiche concrete che si dovranno tradurre in riforme in grado di
raddrizzare i conti degli Stati sovrani, ma soprattutto una politica europea che sia comune per tutti i paesi membri. Cosa che al
momento ancora non c' è. Oggi il cambio euro dollaro viaggia intorno a
quota 1,35 sul dollaro, livello che secondo alcune
previsioni dovrebbe essere tale anche per la fine dell' anno. Spostando l'
asticella un po' più avanti nel tempo, invece, le aspettative diventano ancora
più favorevoli al dollaro: per la fine del 2012
infatti l' euro potrebbe indebolirsi fino al quota
1,25 rispetto alla valuta statunitense. - BASSA Chi volesse investire sulla
valuta americana come potrebbe farlo? Una valida alternativa a disposizione del
risparmiatore per investire in dollari è l' acquisto
diretto di titoli di Stato a stelle e strisce. Certo, ci sono anche altri
strumenti come per esempio Etf, certificates o fondi comuni, ma i primi due
nelle fasi critiche dei mercati potrebbero avere problemi di liquidità, mentre
i fondi non replicano il movimento della valuta al 100 per cento. C' è poi l'
aspetto dei costi: l' acquisto diretto di un titolo di Stato Usa è meno caro
rispetto a fondi o Etf. - MEDIA IL PUNTO CRITICO La mancanza di una politica
comune La vera spada di Damocle sulla testa della moneta
unica è la mancanza di un vero Governo Ue che determini una politica economica comune
tra gli Stati membri. Da quando si è acuita la crisi dei debiti sovrani, vale a
dire la luglio, l' euro si è svalutato di quasi il 5%
rispetto al dollaro, divisa che invece un' istituzione
politica alle spalle ce l' ha. Euro/Sterlina La valuta
britannica riprenderà quota? No. Gli analisti ritengono che la fase
"Orso" della sterlina sia strutturale, perché nulla indica che l'
economia del Regno Unito sia destinata a riprendersi rapidamente dalla fase di
debolezza attuale - nell' ipotesi migliore - causata dalle misure di austerità
che frenano la domanda interna. Un' eventuale recessione indebolirebbe
ulteriormente la sterlina a causa di un aumento dell' offerta di credito dalla
Bank of England. Ma non vanno dimenticati altri fattori di prezzo che di recente
hanno sostenuto i flussi di acquisti sulla sterlina. A questa categoria di
fattori appartengono i problemi dell' eurozona che,
nonostante i fattori di debolezza interni, in caso di crisi più pesante
potrebbero fare apparire il Regno Unito come un "porto sicuro".
Queste condizioni potrebbero durare al di là del breve periodo, con un'
avvertenza però: se la Banca d' Inghilterra proseguisse la sua politica di
tassi accomodanti e l' economia statunitense dovesse rafforzarsi la sterlina ne
risulterebbe penalizzata. - ALTA Quali sono le mosse e le opportunità per chi
si trovasse già esposto a investimenti denominati in sterline? La sterlina non
è più ai minimi storici nei confronti dell' euro,
toccati a fine 2008 quando la moneta unica era quasi
alla parità (0,96 il cross rate). Da allora la valuta britannica ha recuperato
quasi il 10%. Ma resta ben più debole (dal 20 al 25% circa) rispetto ai valori
segnati tra il 2004 e l' estate della crisi dei mutui subprime, quella del
2007, quando il cambio oscillava tra 0,65 e 0,70.
Dunque il calcolo di convenienza dipende dal periodo in cui il risparmiatore si
è esposto alla sterlina: uscire può convenire solo se si è "entrati"
dopo il dicembre 2008. - MEDIA IL PUNTO CRITICO Il peso delle banche sull'
economia Il peso sull' economia inglese di banche, assicurazioni e società
connesse ai flussi di capitali che transitano per la City è imponente, tanto
che il Governo di Londra si oppone fieramente alla proposta franco-tedesca di
tassare le transazioni finanziarie, a meno che non sia accettata a livello
globale. Una sua approvazione potrebbe pesare sulla sterlina. Euro/Franco Il franco svizzero è una valuta rifugio? L'
ondata speculativa scattata ad agosto per l' accelerazione della crisi del
debito sovrano ha spinto molti investitori a riversare le proprie posizioni sul
franco facendogli toccare la parità con l' euro (1,001
il 10 agosto) e ha provocato l' intervento della Banca Nazionale Svizzera
(Snb). Da allora il franco si è rafforzato grazie ai ripetuti interventi della
Banca centrale che ha comprato euro e venduto franchi.
Tornato intorno a quota 1,2 contro euro, l' istituto
elvetico il 6 settembre ha annunciato che il livello minimo di cambio tollerabile per la divisa elvetica è 1,2 per un euro, sostenendo successivamente con interventi diretti e
moral suasion il mantenimento di tale soglia. Nel Paese non sono previsti
ritocchi del tasso d' interesse, l' inflazione viene tenuta lontana per non
penalizzare le esportazioni nazionali. La Confederazione e la sua valuta
rappresentano una posizione conservativa. Per chi quest' estate dall' euro ha investito in franchi il costo di uscita è abbastanza
alto: rischia di perdere il 15-20%. Anche chi dai dollari
avesse comprato franchi (ad agosto il rapporto dollaro/franco
ha toccato lo 0,71, oggi è a 0,91) e ora intendesse uscire incasserebbe una
perdita. In entrambe le valute, euro e dollaro, si ha invece l' occasione di trovare titoli
governativi a ottimo mercato (ma non immuni al rischio). - ALTA Il contagio
potrà sfiorare la Svizzera? La Svizzera ha una posizione neutrale. Nei prossimi
mesi il franco manterrà il ruolo di valuta rifugio. Chi oggi "compra"
la divisa elvetica può entrare a un livello di cambio
migliore, ma con prospettive di crescita degli investimenti limitate sia del cambio sia dei rendimenti dei titoli svizzeri. - MEDIA IL
PUNTO CRITICO Fisco e rimpatrio dei capitali La Svizzera resterà nei prossimi
mesi un porto sicuro rispetto al contagio e rappresenta una scelta d'
investimento conservativa. La fiscalità rimane però il punto d' incertezza: in
caso si torni a sollecitare il rientro dei capitali, in che modo verrà
agevolato? Con gli stessi criteri d' imposizione del passato o si deciderà di
incidere più pesantemente?
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"Il Sole 24 Ore (Lunedì)" del 21-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: INTERVISTARoberto Lenzi.
Sottotitolo: «Chi teme la fine della moneta
unica può comprare dollari e tenerli in Italia»
Il grande spauracchio degli investitori,
la patrimoniale, per ora resta sullo sfondo. Il neopresidente del Consiglio,
Mario Monti, ha rinviato ogni ragionamento sulla possibile applicazione
limitandosi a parlare di «monitoraggio della ricchezza accumulata». Certa
appare invece la riproposizione dell' Ici sulla prima casa, magari accompagnata
da una revisione dei valori catastali. La situazione, comunque, non è delle più
rosee. E allora cosa converrebbe fare, prima che la morsa del fisco si stringa
ancora di più? Portare i soldi all' estero, magari in Svizzera, in
Liechtenstein o a Singapore? «Prima di tutto bisogna dire chiaramente che
portare i soldi all' estero, senza rispettare le norme sul monitoraggio fiscale
e valutario, è illegale - risponde Roberto Lenzi, avvocato esperto di
pianificazione patrimoniale e consulente per alcune grandi famiglie lombarde -
e questo è il primo ragionamento. Poi bisogna aggiungere che chi ha
investimenti in chiaro, denunciati, difficilmente potrà sfuggire a una
patrimoniale. Se li ha in Svizzera, e non li ha regolarizzati con gli ultimi
scudi, deve comunque sapere che è probabile che l' Italia possa stipulare con
la Confederazione un accordo di cooperazione fiscale come quelli siglati da
Berna con la Germania e il Regno Unito, ove è stimato un prelievo medio del
20-25% sui capitali in cambio del mantenimento dell'
anonimato, oltre a una tassa sui rendimenti annuali con un' aliquota simile a
quella applicabile in Italia (circa il 20%)». Allora si potrebbero trasferire i
capitali dalla Svizzera in Liechtenstein o a Singapore, piuttosto che a Dubai o
in altri Paesi ancora rispettosi del segreto bancario? Siamo sempre nell'
illegalità, un professionista non può consigliare una cosa del genere. E poi
occorre sempre valutare la convenienza. Sarebbe solo un rifugio temporaneo.
Perché, fra l' altro, giurisdizioni come Singapore o Liechtenstein nei prossimi
anni sigleranno certamente accordi per lo scambio delle informazioni fiscali
con l' Europa. Se poi uno va in nazioni come Dubai o le
Isole Vanuatu, dove la certezza del diritto e l' efficienza dei mercati
finanziari sono tutti da dimostrare, lo fa a suo rischio e pericolo. Quindi
dalla patrimoniale - se ci sarà - non si sfugge. Ma se si volesse solo
difendere i propri beni mobili dal rischio della fine dell' euro?
Questo è un altro discorso. Basterebbe comprare legalmente asset denominati in dollari o in altre valute (comunque io preferisco quella
americana) e tenerli in Italia (o anche all' estero, se si teme un blocco anche
temporaneo del sistema bancario, ma sempre legalmente). Personalmente non credo
che la valuta europea sia destinata a scoppiare, anzi
penso che con questi rendimenti i titoli di Stato italiani rappresentino una
buona opportunità di investimento. Ma, se proprio uno avesse questa paura,
potrebbe comportarsi come ho spiegato. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere Economia" del 21-11-2011 |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Reddito fisso Il panorama del
debito dopo il via libera al nuovo governo.
Sottotitolo: I Bot offrono poco meno del 6%,
i decennali il 7%, i Cct oltre il 9%: le strategie di resistenza e quelle di
rischio calcolato DI ANGELO DRUSIANI.
N on è la prima volta (e non sarà neppure
l' ultima) che il sistema finanziario internazionale si incanala in crisi
complesse, con vie di uscita sempre più strette. Da due anni circa, le
quotazioni del debito pubblico greco sono scese in misura rilevantissima. Poi è
toccato ai titoli di altri paesi, prima che anche le emissioni del Tesoro
italiano finissero sotto pressione. In poco più di quattro mesi, il rendimento
dei Bot annuali è salito dal 2,56% al 5,43%, mentre quello del Btp decennali è
passato da poco meno del 5% a poco meno del 7%. Alla variazione di due punti
del rendimento di quest' ultima durata corrisponde un calo del prezzo di
mercato dei titoli di circa 14 punti. Salasso Un vero salasso (teorico, finché
non si vende) per chi ha optato per una politica da cassettista e si ritrova in
portafoglio il capitale svalutato, almeno per la parte che si riferisce agli
strumenti a cedola fissa con durata lunga. Ma non molto meglio sta andando
anche per i titoli brevi perché rimborsabili tra due anni. Il loro rendimento è
raddoppiato nello stesso arco temporale: dal 3,10% al 6,25%, accompagnato da
una perdita di 4,5 punti della quotazione di mercato. Ma è veramente tanto
disastrata la situazione dei paesi d' area euro, se
confrontata con quella che caratterizza il debito degli Stati Uniti? Il debito
dello zio Sam si esprime in percentuali non dissimili da quelle di molti paesi
che hanno adottato la moneta unica. Il rapporto tra
debito complessivo americano e prodotto lordo è del 100%, mentre è del 10%
quello tra deficit annuale e Pil. I due dati italiani sono, rispettivamente,
120% e 4,5%. Il secondo, quindi, per noi è nettamente migliore. Altri paesi euro, tra cui quelli definiti periferici, esprimono rapporti
non certo peggiori di quelli statunitensi. Eppure, se si osservano i rendimenti
che pagano i titoli del Tesoro di Washington ci si renderà conto che sono allo
stesso livello, e in alcuni casi anche meno generosi di quelli offerti dai
titoli governativi tedeschi. Se il mercato finanziario fosse obiettivo una
simile differenza non dovrebbe esistere, ma troppe componenti
esterne lo condizionano. Valenze politiche, soprattutto, che fanno sì, ad
esempio, che il rapporto di cambio tra euro e dollaro americano risenta in misura molto limitata della crisi dei
debiti d' area euro, perché la debolezza della valuta a stelle e strisce favorisce
le esportazione del made in USA a scapito di quelle euro.
Valenze tecniche che consentono alla Banca centrale degli Stati Uniti, la
Federal Reserve, di stampare moneta in continuazione,
da utilizzare anche per l' acquisto degli stessi titoli di Stato che emette,
evitando quindi che i loro prezzi possano diminuire e i rendimenti aumentare.
Valenze diplomatiche che inducono le grandi banche anglosassoni, in molti casi
salvate dai debiti pubblici degli stessi paesi, a concentrare la loro
operatività sui mercati europei, dimenticando
soprattutto quello statunitense. Idee Insomma mercati criticabili che,
purtroppo, rappresentano l' unico punto di riferimento per milioni di
risparmiatori che, in tempi non sospetti, hanno investito la loro liquidità in
titoli di Stato italiani. E ora che fare? I rendimenti sono da record: con i
Cct si sfiora il 10%. Chi non ha necessità di liquidare le posizioni in
portafoglio, non dovrebbe cedere Btp e company. Anzi, se si dispone di capitali
non investiti a questi prezzi da sconto si può ancora incrementare la quota dei
titoli del Tesoro italiano, a condizione di non superare il 20% del valore
dell' intero portafoglio. Nella consapevolezza che, fino al momento in cui le
Autorità europee non decideranno, di comune accordo,
di impegnarsi ad affrontare la problematica con un' unica voce - magari
autorizzando la Banca centrale europea a stampare moneta come fa Ben Bernanke - i prezzi di mercato potrebbero
subire ulteriori flessioni. La migliore strategia, in questa fase, e quindi
quella del «conservo e aumento». Mantenere le posizioni per non portare a casa
le perdite e aumentarle gradualmente, senza superare il 20%. In omaggio alla
massima diversificazione. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Blogosfere" del 20-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
In due giorni 114 milioni di dollari . "Breaking Dawn Part 1" ha decisamente
fatto il botto negli States, promettendo di superare i 142 milioni solo in
questo primo weekend. In Italia, il film di Bill Condon va bene ma non tanto
quanto ci si potesse aspettare: in quattro giorni di programmazione, i milioni
di euro sono sei e mezzo. "New Moon" aveva
portato a casa un milione di euro in più.
"Eclipse" duecentomila euro in più.
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"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Fabio Pavesi Sono tre, in una sintesi
certo approssimativa se non estrema ma efficace, i fattori che fanno salire o
scendere le Borse. La dinamica degli utili aziendali; l' andamento della
congiuntura macro-economica e l' effetto domanda. Quanto al primo, è noto che
il ciclo dei profitti sia stato rivisto al ribasso sia nella Vecchia Europa che negli Usa. Sul ciclo economico, l' ultima
previsione degli analisti di Credit Suisse vede il Pil dell' eurozona
in contrazione dello 0,5% l' anno prossimo, mentre negli Stati Uniti la
crescita dovrebbe attestarsi al 2,2%. Basta questo a giustificare il fatto che
da inizio anno Wall Street (con l' S&P500) è in calo solo del 3,3%, mentre
l' EuroStoxx cede il 20%, trascinato all' ingiù non
solo da Milano ma anche da Parigi e Francoforte? No, non basta. Il fattore
determinante di questo dualismo è oggi l' effetto domanda, o meglio la
liquidità. Che c' è nel mondo, è abbondante, ma non sa dove andare. O viene
trattenuta in casa, visti i tempi che corrono, o cerca investimenti a
brevissimo termine e magari "sicuri", leggi Bund, o se proprio deve
andare a cercare rendimenti non lo fa oggi nella Vecchia Europa.
Troppo rischio, troppe incognite sulla crisi dei debiti sovrani per prendere
posizioni, dice la gran parte degli operatori istituzionali. Proprio quegli
operatori che gestiscono i money market fund americani che lungo tutta l'
estate hanno via via ritirato metà della loro esposizione (e si tratta di 700
miliardi di dollari) sulle banche europee.
A scacchiera. Prima via dalla Grecia; poi è toccato a Spagna e Italia per
finire alla Francia. E guarda caso quella fuoriuscita di denaro ha coinciso con
il tracollo delle banche. Prima italiane e poi francesi.
Una controprova della disaffezione verso l' euro? Non solo i
flussi hanno premiato Wall Street, ma anche Londra che vede perdite dimezzate
rispetto a Francoforte e come è noto siede sulla sterlina non certo sulla moneta unica. Si aggiunga al quadro l' attivismo della Fed a sostenere
l' economia e allora non c' è da stupirsi che la liquidità finisca laddove si
corrono meno rischi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Gazzettino (ed. Udine)" del 20-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"Il Gazzettino (ed. Vicenza-Bassano)" "Il Gazzettino (ed.
Treviso)" "Il Gazzettino (ed. Padova)" "Il Gazzettino
(ed. Pordenone)" "Il Gazzettino (ed. Rovigo)" "Il
Gazzettino" "Il Gazzettino (ed. Belluno)" |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Il divertimento più remunerativo al
giorno d' oggi? Non il cinema, non la musica: il
videogioco. A dirlo sono le cifre. Se un kolossal di animazione - che molti
considerano una forma cinematografica di videogame - come "Avatar" ha
il record di incassi nel primo weekend di programmazione in tutto il mondo di
242 milioni di dollari, un videogame come "Call of Duty: Modern Warfare
3" fa segnare in soli cinque giorni di vendita 775 milioni di dollari di incasso con 12 milioni di copie vendute in un
settore che ha un giro d' affari stimato tra 50 e 60 miliardi di dollari l' anno. È una lotta impari quella tra cinema e
console, che vede ormai queste ultime dominare il mercato e gli incassi a
dispetto di prezzi di acquisto sicuramente non popolari. Un buon videogame si
vende tra i 60 e i 100 euro, a dispetto di chi dice
che un cd di musica con i suoi 12-18 euro è
"caro". L' inseguimento fra cinema e videogiochi è una battaglia che
si combatte senza esclusione di pixel, con il cinema che ha ormai adeguato i
suoi scenari alla velocità, agli effetti speciali e alle sceografie del
videogame, e i giochi che stano sempre più trasformandosi in realtà virtuali
con vere e proprie storie interne e un' ambientazione grafica così realistica
da sembrare un film. Se SuperMario Bros - la saga videoludica più longeva e
popolare, con 240 milioni di copie vendute dei vari episodi dal 1985 a oggi -
ha avuto la sua avventura cinematografica con Bob Hoskins nei panni del piccolo
idraulico bidimensionale, vari tentativi di trasporre sul grande schermo i
personaggi dei videogames hanno avuto fortune alterne, da Lara Croft a Resident
Evil, finchè i progetti cinematografici e videoludici non hanno cominciato ad
andare in parallelo, giochi e film prodotti in conteporanea, come gli ultimi
capitoli della saga di Guerre Stellari, e alla fine il
video game si è fatto esso stesso film. "Call of Duty" è diventato un
gioco seriale con otto capitoli, quattro spin-off, budget anche superiori a 100
milioni di dollari per la realizzazione e fino a 500
persone addette alla programmazione. «Rispetto ai film - spiega Marco Benetelli
di "Push the Button" che fornisce assistenza materiale e tecnica per
i tornei di videogiochi che si svolgeranno a Mestre dal 23 novembre al Centro
Candiani - il gioco offre la possibilità di calarsi nella parte da protagonisti
e soprattutto l' interattività in rete». La spesa elevata è relativamente
protetta dalla pirateria proprio per la possibilità di collegarsi in internet
con altri giocatori e vivere esperienze di gruppo, sportive o di guerra. «Ormai il gioco che acquisti è solo una parte di
quello che puoi giocare sulla rete, e se nel collegamento è riconosciuta una
consolle "modificata" per leggere dischetti copiati questa viene
subito esclusa dal sistema e diventa inutilizzabile anche per collegamenti con
programmi originali». Si tratta sempre al momento di giocare con sconosciuti
senza possibilità di scelta o interazione, ma è facile leggere un futuro legato
a gruppi o social network che possano selezionare amici con cui scontrarsi a
distanza in tornei virtuali. © riproduzione riservata.
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"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' instabilità dei cambi
e le tensioni sull' area euro impattano direttamente
sulla performance dei listini e delle società quotate: non a caso la Bose che
meglio stanno reggendo alla crisi sono quelle fuori dalla moneta
comune: non solo New York ma anche quelle europee come
Londra, Oslo, Zurigo o Stoccolma.
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"Il Sole 24 Ore" del 20-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Le Banche centrali. Il grafico mostra
come è investito il flusso di nuove riserve delle
Banche centrali dei Paesi emergenti. Nel primo semestre del 2011 gli
investimenti in euro sono diminuiti, a vantaggio di
quelli in sterline e yen. Questo significa che le Banche centrali hanno
investito meno in euro. Stabili, invece, gli
investimenti in dollari.
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"Corriere della Sera" del 20-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Sangalli: cambiamo, ma meno
costi al Bancomat.
ROMA - Cambiano
le leggi e cambiano anche le abitudini. Anche per quel
che riguarda l' uso del contante degli italiani. Che resta preponderante negli
acquisti, ma viene accompagnato da un aumento, di un quarto negli ultimi cinque
anni, delle carte elettroniche rese più sicure dalle nuove regole sui servizi
di pagamento adottate recependo una direttiva europea.
Già perché in questo campo l' armonizzazione della normativa tra i Paesi del
vecchio continente è massima. Anche per fare fronte comune ai rischi dell'
illegalità legati alla circolazione di moneta, dall'
evasione fiscale, al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo. Se si
affronta il tema dell' uso del contante, al top in Italia, dove nel 2010 sono
state segnalate in media solo 66 operazioni non cash pro capite contro le 176
della media europea, quindi lo si fa in genere
guardando a più obiettivi. Allinearsi agli standard europei,
per quel che riguarda la sicurezza dei pagamenti, diminuire i costi della
gestione del circolante che tocca i 10 miliardi su un totale di 50 miliardi
dell' intera Europa, secondo i calcoli fatti dall'
Abi. Ma soprattutto contrastare i falsari, gli evasori fiscali e il
riciclaggio. Anche il tetto all' uso del cash rientra in questa disciplina,
anche se il motivo più immediato è garantire la trasparenza, o la
tracciabilità, del percorso dei soldi per portare alla luce l' infedeltà dei
contribuenti. Il nuovo premier Mario Monti ha annunciato in Parlamento l'
arrivo di un abbassamento dei limiti, fino a 300 euro,
dei pagamenti cash proprio per fare emergere gettito sommerso. E per gli
acquisti tra 200 e 1.000 euro gli italiani usano il
contante nel 31% dei casi contro il 20% della media europea,
circa il 50% di più, secondo i dati della Bce. L' idea del tetto non è nuova e
l' asticella è stata già abbassata e rialzata più volte. Anche nel resto del
mondo ci sono limiti: negli Usa, può anche scattare l' allarme e i controlli
antiterrorismo per cifre inferiori già da 1.000 dollari. Così anche in Canada e in Inghilterra mentre in Spagna il tetto
è a 3mila euro, simile alla Francia, e in Grecia 1.500. Per il presidente della
Confcommercio, Carlo Sangalli «si possono ridurre gli scambi in contanti purché
si vada contestualmente all' abbattimento dei costi della moneta elettronica». Stefania Tamburello RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"corriere.it" del 19-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Approfondimenti | La moneta unica
Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni.
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la
riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l'
unione fiscale tra Berlino e Parigi.
Approfondimenti | La moneta
unica Dal decennio d' oro alla crisi I governi e le istituzioni Chi salverà l' Euro? Opzioni e rischi La Bce, il fondo salva Stati, la
riforma dei trattati: una corsa contro il tempo. Si parla di un piano B: l'
unione fiscale tra Berlino e Parigi "Vi sento ma non vi ascolto" ,
amava dire ai governi il primo presidente della Banca centrale europea, Wim Duisenberg: per sottolineare l' indipendenza
dell' istituzione. Mario Draghi, che dal 1° novembre occupa lo stesso ufficio
ma in un mondo più scomodo, ieri ha detto che nemmeno lui li ascolta. Ciò
nonostante - ha aggiunto - ha qualcosa da dirgli: di sbrigarsi con il fondo
salva Stati che essi stessi hanno deciso di costituire da mesi ma non hanno
ancora reso operativo. Perché non saranno lui e la sua Bce a dare retta a quei
governi e tanti consiglieri che vorrebbero vederli impegnati a comprare, senza
se e senza ma, titoli del debito sovrano dei Paesi in crisi. Non sarà la banca
di Francoforte a coprire i debiti fuori controllo. Il compito di occuparsi dei
bilanci pubblici e di salvare i Paesi partner è dei governi. Punto. Non è l'
angelo salvatore Con ciò, Draghi ha sgombrato il campo da un' insistenza che
stava montando. Barack Obama e i suoi consiglieri, Nicolas Sarkozy e parecchi
professori francesi, economisti e politici dei Paesi mediterranei, giornali europei di sinistra e di destra: tutti a dire che solo la
Bce può salvare l' euro, dichiarando che comprerà
senza limiti btp, bonos spagnoli, oat francesi e così via. Cioè stampando moneta. Persino giornali non certo lassisti come il
Financial Times e l 'Economist si sono chiesti se, in extremis, di fronte alla
non impossibile imminenza del disfacimento dell' euro,
non sarebbe giustificato un intervento della Bce. Se si arriverà a quel punto,
si vedrà: per ora, Draghi lo esclude. E il presidente della tedesca Bundesbank,
Jens Weidmann, ha detto che si tratterebbe di un atto "illegale", non
previsto dai trattati europei. La discussione e lo
scontro in atto in Europa in questi giorni si sono
condensati attorno al ruolo della Bce come prestatore di ultima istanza perché,
per la prima volta da quando è nato, è diventato chiaro che l' euro potrebbe smembrarsi. Lo hanno ammesso la sera dello
scorso 2 novembre Angela Merkel e Nicolas Sarkozy quando dissero al (in quei
giorni) primo ministro greco George Papandreou che Atene doveva decidere se
restare nella moneta unica o uscirne. La crisi del
debito, che già aveva raggiunto livelli drammatici, fece un salto di qualità.
Quello che tutti pensavano era confermato dai due azionisti di riferimento
dell' euro, Germania e Francia. Dieci anni d' oro Nel
decennio scorso, sostenere che l' euro avrebbe potuto
autodistruggersi era eresia. La moneta comune marciava
trionfante: inflazione sotto controllo; tassi d' interesse minimi; economie in
crescita; valuta che si rafforzava nei confronti del dollaro.
Nel 2006, al summit di Davos, un economista che poi diventerà una star per
avere previsto la crisi del 2008, Nouriel Roubini, osò sostenere che Grecia,
Portogallo e Italia avevano i conti così fuori controllo che rischiavano di far
saltare l' euro. Il ministro Giulio Tremonti, presente
al dibattito, lo invitò a tornarsene in Turchia. Per dire che l' ipotesi di
rottura era considerata da quasi tutti impensabile. Il fatto che oggi la
ipotizzino Merkel e Sarkozy dà il senso del crollo della fiducia. È successo
che, per quasi tutto il primo decennio di vita (l' atto di nascita è il 1°
gennaio 1999) l' euro ebbe la fortuna di crescere in
un mondo dominato da due forze poderose: la Cina che produceva merci a basso
prezzo e impediva l' inflazione in tutto il mondo e il presidente della Fed (la
banca centrale americana) Alan Greenspan che immetteva liquidità quasi
illimitata nell' economia globale, così tenendo bassi i tassi d' interesse.
Quando il circolo Pechino-Washington è saltato, con la crisi dei subprime
2007-2008, anche per l' euro più niente ha funzionato.
La grande crisi Ci si è accorti che, in dieci anni, le economie dell' Eurozona invece che convergere avevano preso a divergere, in
termini di competitività e di conti pubblici. Venuta a mancare l' enorme
liquidità degli anni precedenti, i mercati si sono accorti delle differenze e
hanno iniziato a chiedere rendimenti sempre più alti per comprare titoli del
debito sovrano dei Paesi deboli. La crisi è così iniziata e si è via via
ingigantita, nella convinzione degli investitori che il problema fosse
strutturale, che non ci fosse convergenza tra i 17 membri dell' Eurozona. A questo si sono aggiunti errori dei governi, che
non sono mai sembrati in grado di controllare la crisi, e si è così arrivati a
oggi. L' alternativa tedesca Se la Bce non interverrà, dunque, chi salverà l' euro? L' unica a rispondere è Frau Merkel. La cancelliera
dice che l' origine della crisi è la mancanza di un governo economico comune,
quindi occorre darselo. Perciò bisogna cambiare i
trattati: per creare un Fondo monetario europeo e per stabilire regole di bilancio pubblico più
stringenti e con sanzioni automatiche comminate dalla Corte di giustizia europea. C' è il tempo per farlo? Il ministro degli Esteri
tedesco Guido Westerwelle ha proposto che il vertice Ue di dicembre instauri
una convenzione che in un anno decida i cambiamenti da
fare, che poi dovrebbero essere approvati dai 27 Paesi Ue. Uno sforzo
gigantesco e lungo. La scommessa della signora Merkel è che nel frattempo entri
in funzione il fondo salva Stati (Efsf) e che tutto ciò - denaro del fondo e
prospettiva di governo comune dell' economia - basti a convincere i mercati
della futura architettura solida dell' euro. Se non
bastasse, si parla sottovoce di un piano B: un' unione fiscale tra Berlino e
Parigi, con l' emissione di un bond comune. La Germania garantirebbe il debito
della Francia, per preservare il cuore della moneta
unica, in attesa che gli altri - a quel punto probabilmente sospesi dall' euro - convergano sui più forti. Quello che si dice ancora
più sottovoce è che è in corso la germanizzazione dell' Europa.
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 45 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro si
rafforza per la prima volta nella settimana nei confronti del dollaro e dello yen, sulla scorta di voci legate a futuri
interventi della Bce o comunque a suoi ulteriori acquisti di obbligazioni
italiane e spagnole in grado di arginare l' impennata dei rendimenti e le
ricadute sul debito dei Paesi. Ieri sera la moneta
unica europea era scambiata a 1,3515 dollari, con un guadagno dello 0,5% sul giorno precedente.
Apprezzamento pressoché analogo nei confronti dello yen, scambiato attorno a
quota 104. Le prospettive per l' euro restano tuttavia
negative e si prevede che la moneta unica andrà
incontro a un' latra settimana di perdite a causa del timore persistente che la
crisi del debito possa estendersi anche alle maggiori economie dell' Eurozona, a cominciare dalla Francia, minacciando l' intera
architettura dell' Unione monetaria.
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Rischio contagio - CREDITO SOTTO
STRESS.
Sottotitolo: Swap euro/dollaro ai massimi dal
dopo Lehman.
«Cercasi denaro disperatamente». Mario
Draghi non poteva certo pronunciare in pubblico simili parole, perché un
linguaggio così diretto mal si concilierebbe con il suo ruolo istituzionale. Ma
il fatto che il neo presidente della Banca centrale europea
(Bce) abbia ieri aperto un convegno a Francoforte dedicando i primi minuti
dell' intervento alle banche e ai loro problemi di raccolta del denaro sui
mercati (prima ancora di soffermarsi alle questioni del debito pubblico e alle
diatribe sul futuro del fondo salva-stati) la dice lunga su una situazione che
si fa sempre più complicata e che rappresenta la principale minaccia alla
stabilità del sistema finanziario europeo. Draghi
conosce del resto bene questo aspetto, perché la Bce che lui guida è in grado
di controllare quotidianamente quante e quali banche si presentino al suo
sportello a chiedere denaro: ci sono quelle che lo fanno con operazioni di
routine, cioè partecipando alle aste con cui Francoforte concede denaro in
quantità illimitata e a tasso prestabilito (1,25%) per periodi che possono
andare da una settimana fino a un anno. E ci sono quelle che, prese
probabilmente con l' acqua alla gola, sono costrette a chiedere prestiti per
una notte (overnight) bussando alla marginal lending facility, il «bancomat» a
caro prezzo dell' Eurotower che chiede il 2% ogni
volta che una banca inserisce il Pin. E c' è pure qualche altro segnale che
Draghi non ignora, paradossale per certi versi ma pur sempre figlio delle tensioni
degli ultimi mesi: le banche che hanno denaro preferiscono spesso impiegarlo a
tassi minimi pur di non cederlo a prestito. Così si spiegano per esempio i
livelli record registrati dai fondi parcheggiati (231 miliardi ieri) presso la
Bce a un tasso ben poco attraente (0,5%). Ma anche la corsa che le banche
stesse fanno a quelle operazioni di sterilizzazione con cui Francoforte ritira
il denaro utilizzato per acquistare i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà
offrendo in cambio depositi a una settimana: all'
ultima di queste, nonostante il tasso di remunerazione fosse un magro 0,61%, si
sono presentate in 100 mettendo sul piatto 260 miliardi, ben oltre i 187 che la
Bce doveva ritirare. Il problema è che di questo passo il mercato interbancario
rischia di congelarsi del tutto come avvenne nelle settimane successive al
crack-Lehman. Gli analisti utilizzano un indicatore particolare per misurare
questo genere sudori freddi, un termometro che rileva la differenza fra il
tasso Euribor a una data scadenza (in genere 3 mesi) e
l' overnight indexed swap (Ois). Il primo calcola (o almeno dovrebbe farlo) il
costo a cui avvengono gli scambi di denaro a termine fra banche senza la
copertura di garanzie: se la controparte a cui ho prestato fondi nel frattempo
fallisce perdo tutto. L' altro si basa semplicemente su uno scambio di flussi
in base ai tassi attesi: non c' è sottostante (cioè prestito di denaro) e i
pericoli sono quindi di gran lunga inferiori. Questo scarto misura dunque il
rischio di credito (o, se si vuole, il premio che le banche vogliono vedersi
riconosciuto per prestare denaro) e in questi momenti viaggia a 90 punti base,
ai massimi del dopo-Lehman (quando era addirittura balzato a quota 180). Ma i
problemi non sono soltanto confinati alla raccolta di euro,
perché anche quando vanno a chiedere dollari che
servono per le loro attività quotidiane le banche del Vecchio Continente deve
pagare salato. Per la verità a New York sono ormai sempre
più rari quelli che concedono prestiti oltre l' Atlantico e allora ci si deve
affidare a uno stratagemma, cioè trasformare gli euro in dollari attraverso un contratto di «currency swap». Il giochino però è
molto costoso, perché chi presta valuta Usa chiede in cambio un «premio» sostanzioso per il
disturbo: di solito il prezzo dell' operazione equivale alla differenza fra i
tassi Libor in vigore nei due Paesi, che oggi sarebbe a favore di chi cede euro (1,41% contro 0,49%). Ma a questo valore oggi la banca
che cerca dollari deve applicare uno sconto di quasi
l' 1,3% (130 punti base, anche questo ai massimi del dopo-Lehman) che dipende
proprio dalla crisi finanziaria e che pesa come un macigno sugli istituti europei. La disperata ricerca di fondi da parte di molte
banche, e il rifiuto di concederli opposto da altre sono in fondo le due facce
di una stessa medaglia. Il virus, oggi come tre anni fa, si chiama fiducia:
Draghi e la Bce continuano a dispensare antibiotici garantendo denaro
illimitato a tassi di favore, il mercato si augura che possano trovare quello
efficace in tempi brevi. m.cellino@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA La tensione sulla raccolta fondi in euro... Le tensioni sul mercato L' Euribor
rileva il tasso a cui le banche si prestano denaro senza garanzie (unsecured).
Il suo valore è quindi fortemente soggetto al rischio di credito, quello che si
corre se il debitore non è in grado di rendere la cifra prestata. Questa
componente si misura mettendo a confronto l' Euribor
con l' overnight indexed swap (Ois): la differenza, indice di tensione sui
mercati, è salita a 90 punti base. Più alto di così era stata solo nelle
settimane successive al crack-Lehman. ... e su quelli in dollari
Il «dazio» da pagare alla sfiducia Per le banche europee
è in questo momento difficile prendere a prestito dollari
dalle concorrenti Usa, perché queste non si fidano di tutto ciò che sta al di
qua dell' Atlantico. In alternativa si possono trasformare euro
in dollari attraverso operazioni a termine, ma è una
via molto costosa. Il «currency swap» viaggia attorno ai -130 (livelli che non
si vedevano da 3 anni) e misura idealmente la penalizzazione che una banca
subisce nel convertire euro in dollari.
Come funziona uno scambio di valute (currency swap) Uno scambio poco alla pari
Un contratto fra la banca A che presta euro e riceve dollari a termine e la banca B che fa l' operazione opposta
prevede il versamento a determinate scadenze (per esempio ogni 3 mesi) di due
flussi di denaro opposti: B riceve il tasso Libor in dollari,
A il tasso Euribor e una differenza detta «currency
swap». Quest' ultima misura le aspettative del mercato sull' evoluzione
relativa dei due tassi, in questo periodo è negativa ed è quindi penalizzante
per chi chiede dollari. IN ALLEGATO DEPOSITI A TASSO
ZERO PER LE BANCHE IN BCE Depositi a tasso zero (o anche negativo) per le
banche presso la Bce. È la proposta di Francesco Cesarini (presidente e-Mid) e
Matteo Mattei Gentili (Università di Pavia) per disincentivare la «corsa al
rifugio» del sistema creditizio presso l' istituto di Francoforte e
ri-stimolare gli scambi interbancari. Intervento u pagina 17 di Plus 24.
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"Il Gazzettino" del 19-11-2011 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
VENEZIA - Difficilmente poteva essere la
semplice inaugurazione di una mostra, quella di ieri, dedicata a Ernesto
Teodoro Moneta (foto) e dal titolo illuminante
«Ernesto Teodoro Moneta, Premio Nobel per la Pace.
Attualità di un messaggero di pace». Figura complessa quella dell' unico premio
Nobel per la Pace italiano (sconosciuto ai più) nel 1907 per aver proposto la
costituzione di un tavolo di arbitrato internazionale per risolvere le
controversie tra gli stati senza il ricorso delle armi, idea ribadita ancora
più fortemente nel 1915 all' indomani dell' entrata in guerra
dell' Italia. Precursore della necessità di creare una federazione tra gli
Stati europei, ma anche attivo testimone del processo
storico che aveva portato all' Unità d' Italia come amico di Garibaldi, nella
Terza guerra di indipendenza aveva preso parte alla
battaglia di Custoza, il cui infelice esito lo portò alla riflessione sulla
inutilità della guerra. «L' attuale del pensiero di
Teodoro Moneta - ha detto il presidente del Consiglio
comunale Roberto Turetta durante la conferenza, tenutasi nelle Sale monumentali
della Biblioteca Nazionale Marciana alla presenza di Padre Alex Zanottelli, di
Walter Galbusera, presidente della Società per la Pace e la Giustizia
Internazionale (fondata da Moneta nel 1887 e rinata a
Pavia nel 2000) - certe volte è sconcertante. Un uomo capace di essere un
pensatore globale, di vedere la prospettiva dell' evoluzione dei mercati e
della politica dei paesi». Anche Galbusera ha sottolineato l' originalità del
pensiero di Moneta antesignano delle «grandi
organizzazioni internazionali» in grado di costituire «una barriera istituzionale che impedisca sbocchi di tipi bellico». Un
messaggio di pace, quello di Moneta, tradito dall' Italia secondo
Padre Zanottelli: «Come è possibile che un Paese come l' Italia abbia speso l'
anno scorso per la guerra 27 miliardi di euro? A questo aggiungete i 17 miliardi
che verranno concessi al nuovo ministro della Difesa per comprare i
caccia bombardieri F 5. Fanno 44 miliardi», come la manovra che ha tagliato «8
milioni di euro alle scuole e a tutti i servizi».
Elisabetta Savarese © riproduzione riservata.
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Maximilian Cellino Deserte, o quasi. Le
aste d' emergenza che la Bce ha ripristinato per concedere dollari
alle banche europee non sembrano riscuotere grande
successo: due sono gli istituti (la cui identità è rigorosamente nascosta da
Francoforte) ormai affezionati a quelle settimanali. Chiedono più o meno 500
milioni, non le decine miliardi dispensate dopo il crack-Lehman. Idem per le
aste a 3 mesi, l' ultima delle quali ha attirato 4 banche per soli 395 milioni:
eppure gli indicatori di stress regalano uno scenario
allarmante. Difficile spiegare la scarsa affezione con l' effetto stigma che
accompagna chi bussa alla porta dell' Eurotower, un
problema che ormai dovrebbe essere ampiamente superato. E neanche con il
prezzo, che più o meno equivale a quello di convertire euro in dollari a termine. Resta la questione del collaterale che va
presentato alla Bce, un bene prezioso che scarseggia sempre più. E anche il
sospetto che le banche siano adeguatamente coperte di dollari,
almeno da qui ai primi mesi del 2012. Se così fosse, però, i nodi sono
destinati a venire presto al pettine. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di Leonardo Maisano. |
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"Il Sole 24 Ore" del 19-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: LA SORPRESA Il big sudafricano
della birra, dopo un negoziato con il fisco australiano, scopre di dover pagare
582 milioni di dollari locali.
LONDRA. Dal nostro corrispondente La
Fosters costa più cara. La lunga accidentata corsa del gruppo Sab Miller per l'
acquisizione della birra australiana inciampa in un altro ostacolo, largamente
atteso: il fisco. Dopo un lungo negoziato con l' ufficio delle tasse
australiano Sab Miller ha scoperto di dover pagare 582 milioni di dollari australiani non interamente previsti nei termini di un deal che
sembrava già chiuso e in attesa solo di ratifica formale. L' offerta in
contante per il capitale del gruppo australiano sale da 5,10 a 5,40 dollari per azione , ma il valore complessivo dell' operazione non cambia rimanendo inchiodato agli 11,6 miliardi di dollari americani. Il mistero è nella struttura dell'
accordo che prevedeva toccasse a Fosters pagare 30 cents agli azionisti per
completare l' offerta. Il fisco australiano ha deciso che l' impianto dell'
intesa non è legittimo e ha imposto a Sab Miller di liquidare l' intera quota.
E questo avverrà chiudendo con una partita interna il giro finanziario in
quanto Sab Miller si ritroverà proprietaria di una Fosters che ha ancora in
cassa quei 30 cents per azione, 582 milioni in totale, che avrebbe dovuto
pagare. Il takeover che porterà sotto Sab Miller il 100% del popolarissimo
brand di Melbourne si chiuderà il primo dicembre quando l' assemblea dovrà
garantire il 75% di voti favorevoli al deal. Un target che nessuno discute dopo
il pronunciamento della netta maggioranza degli investitori istituzionali. L'
inciampo fiscale quindi non cambia i destini di un
matrimonio che non è stato affatto semplice con offerte in continuo rialzo fino
alla definizione del prezzo ritenuto accettabile dal management e - a quando
risulta già - dagli azionisti. Sotto le insegne di Sab Miller, società
sudafricana basata ora a Londra, sono raccolti nomi di prima grandezza del
settore da Peroni a Grolsch alla stessa Miller. Il gruppo ha presentato due
giorni fa i conti del primo semestre dell' anno con fatturato a 15,7 miliardi
di dollari in crescita del 6%, utili in aumento del
9,5% con un ebitda a 2,7 miliardi di dollari. La
caduta del business nei mercati più maturi è stata largamente bilanciata dall'
aumento delle vendite in quelli emergenti. «Europa e
Usa - ha commentato il ceo Graham Mackay - si confermano difficili, mentre
Africa e America Latina fanno registrare andamenti molto positivi. Ma non credo
che questo scenario euro-statunitense durerà per molto
tempo ancora». Una speranza nella ripresa futura anche se sul breve periodo Sab
Miller immagina di alzare i prezzi di alcuni prodotti selezionati per far
fronte all' aumento delle materie prime. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 19-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 17 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Bce, il fondo salva Stati, la
riforma dei trattati: una corsa contro il tempo.
«Vi sento ma non vi ascolto», amava dire
ai governi il primo presidente della Banca centrale europea,
Wim Duisenberg: per sottolineare l' indipendenza dell' istituzione. Mario
Draghi, che dal 1° novembre occupa lo stesso ufficio ma in un mondo più
scomodo, ieri ha detto che nemmeno lui li ascolta. Ciò nonostante - ha aggiunto
- ha qualcosa da dirgli: di sbrigarsi con il fondo salva Stati che essi stessi
hanno deciso di costituire da mesi ma non hanno ancora reso operativo. Perché
non saranno lui e la sua Bce a dare retta a quei governi e tanti consiglieri
che vorrebbero vederli impegnati a comprare, senza se e senza ma, titoli del
debito sovrano dei Paesi in crisi. Non sarà la banca di Francoforte a coprire i
debiti fuori controllo. Il compito di occuparsi dei bilanci pubblici e di
salvare i Paesi partner è dei governi. Punto. Non è l' angelo salvatore Con
ciò, Draghi ha sgombrato il campo da un' insistenza che stava montando. Barack
Obama e i suoi consiglieri, Nicolas Sarkozy e parecchi professori francesi,
economisti e politici dei Paesi mediterranei, giornali europei di sinistra e di destra: tutti a dire che solo la Bce può
salvare l' euro, dichiarando che comprerà senza limiti btp, bonos spagnoli, oat
francesi e così via. Cioè stampando moneta. Persino
giornali non certo lassisti come il Financial Times e l 'Economist si sono
chiesti se, in extremis, di fronte alla non impossibile imminenza del
disfacimento dell' euro, non sarebbe giustificato un
intervento della Bce. Se si arriverà a quel punto, si vedrà: per ora, Draghi lo
esclude. E il presidente della tedesca Bundesbank, Jens Weidmann, ha detto che
si tratterebbe di un atto «illegale», non previsto dai trattati europei. La discussione e lo scontro in atto in Europa in questi giorni si sono condensati attorno al ruolo
della Bce come prestatore di ultima istanza perché, per la prima volta da
quando è nato, è diventato chiaro che l' euro potrebbe
smembrarsi. Lo hanno ammesso la sera dello scorso 2 novembre Angela Merkel e
Nicolas Sarkozy quando dissero al (in quei giorni) primo ministro greco George
Papandreou che Atene doveva decidere se restare nella moneta
unica o uscirne. La crisi del debito, che già aveva raggiunto livelli
drammatici, fece un salto di qualità. Quello che tutti pensavano era confermato
dai due azionisti di riferimento dell' euro, Germania
e Francia. Dieci anni d' oro Nel decennio scorso, sostenere che l' euro avrebbe potuto autodistruggersi era eresia. La moneta comune marciava trionfante: inflazione sotto
controllo; tassi d' interesse minimi; economie in crescita; valuta che si
rafforzava nei confronti del dollaro. Nel 2006, al
summit di Davos, un economista che poi diventerà una star per avere previsto la
crisi del 2008, Nouriel Roubini, osò sostenere che Grecia, Portogallo e Italia
avevano i conti così fuori controllo che rischiavano di far saltare l' euro. Il ministro Giulio Tremonti, presente al dibattito, lo
invitò a tornarsene in Turchia. Per dire che l' ipotesi di rottura era
considerata da quasi tutti impensabile. Il fatto che oggi la ipotizzino Merkel
e Sarkozy dà il senso del crollo della fiducia. È successo che, per quasi tutto
il primo decennio di vita (l' atto di nascita è il 1° gennaio 1999) l' euro ebbe la fortuna di crescere in un mondo dominato da due
forze poderose: la Cina che produceva merci a basso prezzo e impediva l'
inflazione in tutto il mondo e il presidente della Fed (la banca centrale
americana) Alan Greenspan che immetteva liquidità quasi illimitata nell'
economia globale, così tenendo bassi i tassi d' interesse. Quando il circolo
Pechino-Washington è saltato, con la crisi dei subprime 2007-2008, anche per l'
euro più niente ha funzionato. La grande crisi Ci si è
accorti che, in dieci anni, le economie dell' Eurozona
invece che convergere avevano preso a divergere, in termini di competitività e
di conti pubblici. Venuta a mancare l' enorme liquidità degli anni precedenti,
i mercati si sono accorti delle differenze e hanno iniziato a chiedere
rendimenti sempre più alti per comprare titoli del debito sovrano dei Paesi
deboli. La crisi è così iniziata e si è via via ingigantita, nella convinzione
degli investitori che il problema fosse strutturale, che non ci fosse
convergenza tra i 17 membri dell' Eurozona. A questo
si sono aggiunti errori dei governi, che non sono mai sembrati in grado di
controllare la crisi, e si è così arrivati a oggi. L' alternativa tedesca Se la
Bce non interverrà, dunque, chi salverà l' euro? L'
unica a rispondere è Frau Merkel. La cancelliera dice che l' origine della
crisi è la mancanza di un governo economico comune, quindi occorre darselo.
Perciò bisogna cambiare i trattati: per creare un
Fondo monetario europeo e per
stabilire regole di bilancio pubblico più stringenti e con sanzioni automatiche
comminate dalla Corte di giustizia europea. C' è il
tempo per farlo? Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha proposto
che il vertice Ue di dicembre instauri una convenzione che in un anno decida i cambiamenti da fare, che poi dovrebbero essere approvati dai
27 Paesi Ue. Uno sforzo gigantesco e lungo. La scommessa della signora Merkel è
che nel frattempo entri in funzione il fondo salva Stati (Efsf) e che tutto ciò
- denaro del fondo e prospettiva di governo comune dell' economia - basti a
convincere i mercati della futura architettura solida dell' euro.
Se non bastasse, si parla sottovoce di un piano B: un' unione fiscale tra
Berlino e Parigi, con l' emissione di un bond comune. La Germania garantirebbe
il debito della Francia, per preservare il cuore della moneta
unica, in attesa che gli altri - a quel punto probabilmente sospesi dall' euro - convergano sui più forti. Quello che si dice ancora
più sottovoce è che è in corso la germanizzazione dell' Europa.
Danilo Taino twitter@danilotaino RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"La Sicilia" del 19-11-2011 |
Borsa |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Chiusura piatta per l' euro.
La moneta unica europea,
secondo le rilevazioni della Bce (banca centrale europea),
è stata scambiata ieri a 1,3509 dollari esattamente
come l' altro ieri e a 103,85 yen. Dollaro/yen a
76,89. A metà giornata la moneta unica è stata in
rialzo sul dollaro e sullo yen. L' euro
veniva scambiato a 1,3576 dollari contro 1,3480 dollari l' altro ieri e a 104,06 yen contro 103,76 yen in
precedenza. L' euro inoltre valeva 0,85805 sterline
contro 0,85400 sterline l' altro ieri e 1,2378 franchi svizzeri contro 1,2387
franchi in precedenza. 19/11/2011.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 19-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 45 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Lo spread Btp-Bund resta alto ma
a preoccupare è la forte pressione dei mercati sulla Francia Greggio inquieto
per le tensioni in Medio Oriente.
L a scorsa settimana abbiamo
categoricamente fissato in area 410 il punto al di sotto del quale il mondo può
ritornare a sperare in un indubitabile ridimensionamento dello spread
Italia-Germania. Al di sopra di tale livello consolidamenti e tensioni continuerebbero
invece ad aggravare il clima d' attesa e logorare i partigiani del Btp. In
particolare durante la prima settimana di luglio, sull' attacco all' Italia,
fummo i primi a segnalare la criticità della situazione rispetto al superamento
della collaudata area 180. Purtroppo la questione non è semplice. Quanto sta
accadendo ha valenze epocali tali da lasciare un segno nella storia economica dell' Europa. In breve, o la Germania ha
il coraggio delle idee e imprime un' accelerazione all' unione monetaria, politica, fiscale ed economica, o l' esperienza dell' euro, così come la conosciamo, è destinata a cambiare l' architettura perseguita nei vari trattati che hanno fondato
la sua costruzione. L' attacco alla Francia dimostra che i mercati, per quanto
apparentemente caotici e disordinati, hanno una visione diversa rispetto a
quanti governano le sovranità del debito. In questa direzione dobbiamo
attenderci la revisione del rating e un cambiamento
degli equilibri politici tra Francia e Germania. In questo nuovo capitolo dell'
offesa all' Europa dobbiamo invece ascrivere il
contagio sistemico e l' inerziale incertezza che di giorno in giorno debilita
anche la tenuta degli indici azionari. Pertanto, prendendo come riferimento il
differenziale Btp-Bund, dobbiamo considerare che la persistenza attorno ai 500
punti base rappresenta una fonte di crisi destinata a riverberarsi su tutti i
mercati. Lo dimostra l' andamento dello Standard & Poor' s e nondimeno
delle aree emergenti; il primo, dopo ripetute pressioni esercitate su area
1.290/80, ha subito il ritorno delle vendite con reazioni che via via si sono
sempre più indebolite sino a intaccare il supporto tecnico segnalato nelle
precedenti settimane in area 1.220. Il break out di tale livello imporrà agli
investitori più fiduciosi una revisione delle tattiche operative; ciò riporterà
il focus degli investitori su potenziali ritorni dei prezzi ai valori minimi
trattati nel corso del mese di settembre. Una situazione che, oltre a eccitare
le vendite, contribuirebbe ad aumentare le perplessità sul ciclo, in parte
corrette dalle figure macro rilasciate nelle ultime settimane. Il
riassorbimento del rialzo segnato nel mese di ottobre non mancherebbe inoltre
di allertare la Fed, preoccupata e non poco degli effetti che eventuali cadute
non contrastate potrebbero produrre sul ciclo qualora i minimi di periodo, area
1.100, non fossero in grado di ripopolare la domanda. Il ritorno dell'
avversione al rischio è sottolineata anche dal rafforzamento del dollaro e dalla contestuale tenuta del Bund. Il primo sta
puntando alla verfica di area 1,32/1,30, nel contempo il secondo pur in
apparente difficoltà a tenere i massimi, consolida valori che profilano una
potenziale riaccumulazione sopra 137/136. Le due misure rappresentano in quest'
occasione un segnale che merita tutta la nostra considerazione in quanto il dollaro sta conquistando a tappe forzate range inediti,
soprattutto sta sfidando area 1,30, livello sotto il quale si
concretizzerebbero i dubbi sulla tenuta dell' euro
così come lo conosciamo. Sotto tale livello si potrebbe essere autorizzati a
pensare a un ritorno della tesi dell' euro a due
velocità operata attraverso la rivalutazione di una nuova moneta
che sgancerebbe, con la sua nascita, il nord dell' Europa
virtuosa da un sud vizioso. La forza del Bund, nonostante i rendimenti
marginali e le attuali aste semideserte, rappresenterebbe il ponte di
trasmissione, l' hedging naturale verso la nuova moneta.
Nell' attesa il mercato vive l' inerzia del dubbio cercando di interpretare mosse
politiche e possibili soluzioni. Vedremo. Nel contempo la grande risonanza data
alla crisi europea non deve coprire un altro segnale
preoccupante proveniente dall' andamento del greggio in questi giorni. In un
ambiente in cui si teme recessione, quantomeno un rallentamento globale,
stupisce che accanto all' indebolimento delle commodity, rame in primis, il
petrolio abbia superato livelli di contenimento preoccupanti. In virtù delle
sue forti valenze politiche viene da chiedersi se non vi siano nuove tensioni
geopolitiche montanti ancora una volta nell' area mediorientale. Anche in
questo caso la tenuta di quota 95 del Wti potrebbe cagionare nuove fonti di
allarme.or.it.
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di Redazione. |
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"Borsa e Finanza" del 19-11-2011 |
ANALISI TECNICA |
Pagina: 40 |
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Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: I dubbi sui rating di Francia e
Austria indebolisono l' euro. Yen più forte nei confronti del dollaro Usa.
La settimana è stata caratterizzata dal
passaggio di consegne da Silvio Berlusconi a Mario Monti per la costituzione di
un governo tecnico a cui affidare il difficile compito di riformare l' economia
italiana. L' alto debito del Bel Paese e lo spread Btp-Bund non stanno giovando
alla valuta Euro e i riflettori sono puntati appunto
sull' Italia. In realtà vi sono anche altre ombre, al di fuori dei confini
italiani, che potrebbero oscurare il futuro della moneta
unica: il mercato obbligazionario sembra dare per scontato un taglio del rating
francese, il cui spread non è molto distante da quello italiano, e in settimana
è apparso anche qualche dubbio sul debito sovrano austriaco. Nel frattempo il
cancelliere tedesco Angela Merkel si è opposta all' uso della Banca centrale Europea come creditore di ultima istanza, mantenendo alta la
tensione sui mercati. La Banca centrale europea, ora
governata da Mario Draghi, è dovuta invernire tra mercoledì e giovedì
acquistando obbligazioni, ma più che correggerne i rendimenti si è limitata a
stabilizzarli. L' insieme di queste vicende ha portato a un rapido crollo del
valore della valuta unica nei confronti del dollaro
statunitense: il cambio EurUsd,
che a fine ottobre negoziava a 1,42, ha toccato il minimo di 1,3420 nella
giornata di giovedì. Gli eventi hanno scosso anche i mercati asiatici, in cui
l' euro ha perso parecchio terreno nei confronti dello
yen giapponese tornando ai livelli di inizio ottobre. Questo non può fare
piacere al governo di tokyo, che ha più volte ribadito la necessità di
svalutare la moneta locale. Migliore la situazione
giapponese nei confronti del dollaro: dall' intervento
di fine ottobre sembra aver trovato un forte supporto in area 76,80, ma non
mancano i tentativi di rottura. È possibile aprire posizioni al rialzo ma di
importi moderati. EurSek: durante questa settimana la
corona svedese è stata guidata dal sentiment di mercato e in assenza di dati
importanti gli operatori hanno seguito le oscillazioni della propensione al
rischio. Il governo svedese unitamente alla National debt office ha inoltre
accordato il cambiamento della scadenza e del
nozionale delle nuove emissioni di debito: verranno emessi bond con una
scadenza più lunga per distribuire il debito su un più lungo orizzonte
temporale. Sul Forex, se le borse dovessero continuare a scendere, la rottura
dell' area 9,20 potrebbe portarlo fino a 9,27. UsdCad: se dovesse continuare l'
attuale sentiment di avversione al rischio non è da escludere che il cross
UsdCad possa continuare a crescere fino a 1,05. Neanche un aumento del prezzo del
petrolio è riuscito tuttavia a supportare il dollaro
canadese, ormai appunto in balia del sentimento di mercato.