Report "Euro-Dollaro"  dall’11 al 18 novembre 2011


Indice degli articoli

Sezione principale: Euro-Dollaro

Schaeuble, Atene è situazione unica

 

"milanofinanza.it" del 18-11-2011

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Pubblicato anche in: "milanofinanza.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il coinvolgimento del settore privato nel salvataggio della Grecia costituisce un caso unico, che non si ripeterà finchè il Fondo salva Stati permanente (Esm) non sarà operativo nel 2013, ha dichiarato Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, cercando di placare i timori di un crescente contagio della crisi

Forex: euro/dollaro tocca massimo sopra quota 1,36 $

 

"Borse" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oggi, 14:54 Euro in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di voci su intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle di un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve", commentano gli analisti di IG Markets

Forex: euro/dollaro tocca massimo sopra quota 1,36 $

 

"Finanzaonline" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Euro in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di voci su intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle di un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve", commentano gli analisti di IG Markets rimarcando

Cambi: euro risale sopra 1,35 dollari, restano timori su situazione Ue

 

"Radiocor" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 nov - L' euro tenta il rimbalzo nei confronti del dollaro sopra quota 1,35, ma resta sotto pressione per i persistenti timori sulla situazione del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3528 dollari (1,3513 ieri), 103,839 yen (103,01), 0,85385 sterline (0,8562) e 1,2363 franchi svizzeri (1,2384). Il

LA FINE DELL' EURO

 

di Loretta Napoleoni.

 

"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Così come è stata concepita la moneta unica non regge più. Un euro a due velocità rimetterebbe in moto l' economia, ma farebbe sorgere problemi tecnici gravi. Il vero problema però è che manca la volontà politica: l' Europa deve decidere al più presto, altrimenti i Paesi deficitari saranno costretti a tornare alla propria moneta.

Abstract: Si avvicina sempre di più l' ipotesi di uno sdoppiamento dell' Euro , quale soluzione contro la possibilità che monete quali la dracma, la lira e anche la peseta spagnola tornino a essere utilizzate dai paesi deficitari. L' Euro a due velocità è un' ipotesi che era già stata presa inizialmente in considerazione

Euro: ma cosa ha in mente la Merkel?

 

di Aldo Giannuli.

 

"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La Germania potrebbe voler tornare all' euro e guardare alla Russia di Puin quale partner privilegiato. Un' ipotesi suggestiva, non esente da rischi.

Abstract: Come si sa, la Merkel ha ordinato ai suoi consulenti di studiare i termini di una revisione dei trattati istitutivi della Ue che consenta ad un singolo paese che lo voglia, di uscire dall' Eurozona , tornando alla moneta nazionale, senza per questo dover uscire dalla Ue. Tutti hanno interpretato il passo come un avvio del processo di "riduzione

Il Forex Morning Comment di Cmc Markets

 

"milanofinanza.it" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Per Brenda Kelly, analista di CMC Markets, "nonostante il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si sta aggravando e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari. Nelle ultime ventiquattrore

Forex Morning Comments del 18 novembre

 

"TrendOnline" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Nonostante il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si fa grave e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari.

Abstract: Nonostante il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si fa grave e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari. Nelle ultime ventiquattrore anche gli Stati Uniti hanno capito che il contagio

Spread della Spagna a 504, Italia 500

 

"lastampa.it" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Pressione e alta la tensione sui titoli di Stato europei.

Abstract: Resta alta la tensione sul mercato dei titoli di Stato europei. Lo spread Btp-Bund oscilla intorno a quota 500, quello tra i Bonos spagnoli e i bond tedeschi, dopo giorni di rialzo, ha toccato oggi 504 tornando sopra il livello segnato dai titoli italiani. Euro stabile sul dollaro all' apertura dei principali mercati valutari del vecchio

Cambi: euro in calo sotto 1,35 dollari, timori su Francia e Spagna

 

"Radiocor" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 nov - Euro in calo nei confronti del dollaro negli scambi mattutini in Asia, ancora penalizzato dai timori sulla crisi del debito in Ue, dopo il balzo a nuovi record dei costi di finanziamento di Francia e Spagna. L' euro tratta a 1,3486 dollari (1,3513), 103,674 yen (103,01), 0,85572 sterline (0,8562) e

Paura contagio: continua il ribasso dell' euro

 

"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Quarto giorno consecutivo di guadagni del dollaro sull' euro a causa delle persistenti tensioni sul debito sovrano europeo. Il rischio contagio dai Paesi periferici al core dell' Eurozona ha portato ieri la moneta unica europea a toccare il minimo da cinque settimane sulla valuta americana (a 1,3421 ). Nel corso del pomeriggio, poi l' euro ha

Germania favorita dall' euro

 

"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011

Primo piano

Pagina: 19

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Rischio contagio - EUROZONA SOTTO STRESS.
Sottotitolo: L' 80% del surplus commerciale tedesco è con i partner europei - LO SCENARIO ALTERNATIVO - Un' Unione monetaria composta solo dai Paesi a tripla A avrebbe un euro molto più forte che penalizzerebbe l' export.

Abstract: FRANCOFORTE. Dal nostro inviato Le decisioni della Germania saranno la chiave per la sopravvivenza dell' euro. E, se dipendesse dall' opinione pubblica tedesca, le speranze sarebbe davvero poche. Non c' è sondaggio che non indichi come la maggior parte degli intervistati non solo vuol dire basta ai salvataggi dei Paesi deboli dell' Eurozona

Oscar Giannino segue dalla prima pagina Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro a rischiare di saltare.

 

"Il Mattino" del 18-11-2011

Pagina: 14

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oscar Giannino segue dalla prima pagina Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro a rischiare di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che ogni giorno si sta realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti dell' euroarea ad eccezione della

Ora che l' Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non deve fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto ...

 

"Il Messaggero" del 18-11-2011

Pagina: 19

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Ora che l' Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non deve fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto il continente. Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro in quanto tale, a rischiare di saltare. Questo

È VENUTO il momento di allargare il punto di osservazione sulla crisi in corso, ora che il governo Monti con la fiducia parlamentare entra nella pienezza delle sue funzioni, salutato e sostenuto dal consenso esplicito dei vertici europei, ...

 

"Il Messaggero (ed. Metropolitana)" del 18-11-2011

Pagina: 1

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Pubblicato anche in: "Il Messaggero (ed. Ostia)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: È VENUTO il momento di allargare il punto di osservazione sulla crisi in corso, ora che il governo Monti con la fiducia parlamentare entra nella pienezza delle sue funzioni, salutato e sostenuto dal consenso esplicito dei vertici europei, di Germania e Francia tanto per sottolineare ancora una volta l' attenzione tutta particolare riservata

Safilo compra da StyleMark tecnologia e marchio Polaroid Eyewear

 

"MF (Fashion)" del 18-11-2011

Pagina: 1

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Safilo conquista Polaroid e ritiene di poter formalizzare l' acquisizione nel primo trimestre 2012. Il corrispettivo sarà 87,5 milioni di dollari, cioè 65 milioni di euro in base al cambio attuale. E anche qualora il cambio dovesse variare sensibilmente, il prezzo non sarà comunque superiore ai 65 milioni di euro, in base agli

Truffatore arrestato

 

"La Stampa" del 18-11-2011

Cronaca di Torino

Pagina: 80-81

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Collegno.

Abstract: I carabinieri hanno arrestato Sinisa Georgiev, croato di 33 anni, dal gennaio 2008 era ricercato con un mandato di arresto internazionale. L' uomo aveva cercato di abbindolare una donna tedesca facendole credere che in cambio di 36 mila euro in contanti le avrebbe dato una valigia con dentro 70 mila dollari. I carabinieri lo hanno pizzicato in un

Cambi: Ig Markets, focus resta su crisi e spaccatura Germania-Ue (2)

 

"libero.it" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Finanza.

Abstract: ( (Adnkronos) - La sterlina, continua Christopher Beauchamp, "ha continuato a salire rispetto al dollaro nel pomeriggio dopo che i forti dati sulle vendite al dettaglio hanno rappresentato una rara buona notizia per l' economia britannica. Tuttavia i dati non sono riusciti a cambiare la visione d' insieme per cui le prospettive nel Regno Unito

Una plausibile spiegazione della bolla subprime

 

"Rinascita" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: La bolla (sarebbe meglio dire "il bubbone" per l' analogia di questa vera e propria patologia economica con un' affezione medica) dei subprimes americani (cioè la trasformazione di mutui erogati "allegramente" a persone che non erano sicuramente in grado di onorare il debito contratto con la banca) è arrivata a 1.000 trilioni di

In calo la chiusura dei principali listini europei

 

"TrendOnline" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri, e a 103,98 yen.

Abstract: Chiusura in deciso calo per le principali borse europee. Chiusura in lieve calo per l' euro. La moneta unica viene scambiata a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri, e a 103,98 yen. Dollaro/yen stabile a 77. Il Cac 40 di Parigi ha perso l' 1,78% a 3.010 punti, l' Ftse 100 di Londra l' 1,56% a 5.423 punti e il Dax di Francoforte l' 1,07% a 5.850

BCE: fixing dollaro, yen e sterlina

 

"TrendOnline" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 17 novembre 2011.

Abstract: La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 17 novembre 2011. Euro contro dollaro chiude a 1,3480, lievemente più debole rispetto all' ultima rilevazione a 1,3484. Invariato il cambio euro/yen che chiude a 103,76 da 103,77. Segno meno infine anche per il cambio euro/sterlina che si porta a 0,85400 rispetto a una precedente

Cambi: Tassi Di Riferimento Odierni Dell' euro

 

"Wall Street Italia" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 17 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute 17/11/11 Dollaro USA 1,3480 Yen 103,76 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,646 Corona danese 7,4427 Lira sterlina

CAMBI: TASSI DI RIFERIMENTO ODIERNI DELL' EURO

 

"ASCA" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 17 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute 17/11/11 Dollaro USA 1,3480Yen 103,76Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,646Corona danese 7,4427Lira sterlina 0,85400

Cambi: euro debole ma sopra i minimi, a 1,3483 dollari a meta' seduta

 

"Fastweb" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 nov - L' euro debole rispetto alla vigilia, anche se a meta' seduta riesce a limitare i danni dopo avere aggiornato in apertura i nuovi minimi dal 10 di ottobre nei confronti di dollaro (1,3418) e yen (103,36). La divisa unica, che continua a scontare la crisi del debito sovrano e le tensioni cui sono

Euro-Dollaro: il trend di breve termine si conferma ribassista

 

di Di Gianluca Defendi.

 

"milanofinanza.it" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Prosegue senza soste significative la discesa del cambio euro/dollaro. Dopo un veloce pullback verso quota 1,38 le quotazioni hanno infatti subito un' ulteriore flessione, confermando in questo modo il trend ribassista di breve termine nel quale si trovano inserite. La struttura grafica rimane quindi negativa con i principali indicatori

Cambi: euro debole sotto la soglia di 1,35 dlr a inizio giornata

 

"Fastweb" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 nov - Euro debole a inizio giornata, a causa delle pressioni per la crisi del debito nella zona euro. La moneta unica europea dopo aver toccato nelle contrattazioni asiatiche un nuovo minimo dal 10 ottobre sul dollaro a 1,3421, e' scambiato a 1,3487 (1,3464 ieri e 1,3484 Bce ieri). Contro yen, l' euro

Una "moneta dei forti" colpirebbe la Germania

 

di Riccardo Sorrentino.

 

"ilsole24ore.com" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: La Svizzera. È lì che occorre guardare per capire qual è oggi l' interesse nazionale della Germania. Perché è vero - e in fondo è anche giusto - che le difficoltà di Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non irritati: tutto è nato con le menzogne dei politici greci sullo

Una «moneta dei forti» colpirebbe la Germania

 

"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Sottotitolo: Il confronto.

Abstract: Riccardo Sorrentino La Svizzera. È lì che occorre guardare per capire qual è oggi l' interesse nazionale della Germania. Perché è vero - e in fondo è anche giusto - che le difficoltà di Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non irritati: tutto è nato con le menzogne dei

L' euro perde quota in attesa dell' asta spagnola

 

"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro ha toccato il minimo da cinque settimane nei confronti dello yen e del dollaro, indebolito dalle aspettative crescenti per un nuovo intervento della Banca centrale europea, che sarebbe provocato dal crescente pessimismo sulla crisi del debito dell' Eurozona. Oggi, Spagna e Francia si presenteranno ai mercati per raccogliere in tutto oltre

Ho un figlio bocconiano che attualmente si trova negli Usa per un master annuale di economia internazionale ad Albany. Io sono invece professore di lettere classiche.

 

"Corriere della Sera" del 17-11-2011

Lettere

Pagina: 59

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Risponde Sergio Romano.

Abstract: Ho un figlio bocconiano che attualmente si trova negli Usa per un master annuale di economia internazionale ad Albany. Io sono invece professore di lettere classiche. In questo periodo discutiamo parecchio, via Skype, di economia e politica europea, trovandoci su posizioni molto distanti. Lui ieri è giunto ad affermare che è giusto

Euro: Recupera E Chiude In Rialzo Sopra 1,35 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - Al termine di una seduta in calo influenzata dall' aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi europei, l' euro recupera e chiude in rialzo a 1,3528 dollari e 104,10 yen. L' inversione di rotta potrebbe essere legata al calo dei prezzi al consumo in Usa, che lascia margine di manovra alla Federal Reserve per nuove misure di

Cambi/ Brusco scatto dell' euro che torna sopra 1,35 dollari

 

"Wall Street Italia" del 16-11-2011

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Pubblicato anche in: "unita.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Roma, 16 nov. (TMNews) - Brusco scatto in avanti dell' euro, che a tarda mattina torna improvvisamente al di sopra di 1,35 dollari mentre in mercati sono in attesa che il presidente del Consiglio designato Mario Monti sciolga le riserve e annunci una nuova squadra di governo in Italia. La valuta unica risale a quota 1,3533 dollari, laddove nelle

Bce colloca 552 mln dlr in p/t 8 gg in valuta, in scadenza 500 mln

 

"Reuters" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: FRANCOFORTE, 16 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono pervenute da due banche, per un ammontare di poco superiore ai 500 milioni di dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa, richiesti a loro volta da una sola banca. L'

Euro dollaro sotto il supporto di 1,35

 

"TrendOnline" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese.

Abstract: Il cambio euro dollaro ha accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese. Probabile a questo punto il ritorno sui minimi di inizio ottobre a 1,3140 circa, supporto intermedio a 1,3350. Sopra 1,35 possibile un rimbalzo ma servirebbe poi la rottura di

Cambi: euro in calo sotto quota 1,35 dollari su timori debito Europa

 

"Radiocor" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 nov - Euro ancora in calo negli scambi mattutini, per il rafforzamento delle tensioni sul mercato del debito europeo. La moneta unica torna sotto quota 1,35 dollari a 1,3433 dollari (1,3545 alla vigilia), livello piu' basso da inizio ottobre e tratta a 103,592 yen (104,18), 0,8529 sterline (0,8554) e 1,2392

Tutti fermi davanti agli schermi. In attesa della politica

 

"Il Tempo (ed. Lazio)" del 16-11-2011

Viterbo

Pagina: 3

 

Pubblicato anche in: "Il Tempo (ed. Abruzzo)" "Il Tempo"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Viaggio nella finanza Una mattinata insieme agli operatori di Arianna Sim. Gli investitori sono pronti all' acquisto ma per ora aspettano Mario Monti.

Abstract: Operatori fermi. Il telefono non squilla. Sugli schermi si aggiornano ossessivamente i valori degli spread dei Buoni del Tesoro italiano contro il Bund tedesco. E il caffè per uno strano inceppamento della macchinetta esce freddo. Brutto segnale. È una mattinata di attesa quella si respira a Roma nella sala operativa di Arianna Sim,

Valute: l' euro si avvia verso 1,34 contro il dollaro, yen moneta rifugio contro il rischio (Natixis)

 

"Borse" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Oggi, 16:07 Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend verso quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti esposti in questo senso. È il parere degli analisti di Natixis, che nel loro report odierno sulle valute spiegano come i Paesi "periferici" dell' area euro,

Valute: l´euro si avvia verso 1,34 contro il dollaro, yen moneta rifugio contro il rischio (Natixis)

 

"Finanzaonline" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend verso quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti esposti in questo senso. È il parere degli analisti di Natixis, che nel loro report odierno sulle valute spiegano come i Paesi "periferici" dell´area euro, nonostante

Cina investe all' estero per guadagnare

 

"milanofinanza.it" del 15-11-2011

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Pubblicato anche in: "milanofinanza.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: La Cina investe all' estero per ottenere profitti e influire sulle scelte strategiche. E' quanto ha detto il numero uno del China Investment Corp (Cic), il maggiore fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di Gao Xiqing arriva nel mezzo delle turbolenze provocate dalla crisi del debito in Europa. Pechino si è fatta avanti per aiutare il

Cina investe all' estero per guadagnare, influire - fondo sovrano Cic

 

"Reuters" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: HONG KONG, 15 novembre (Reuters) - La Cina investe all' estero per ottenere profitti e influire sulle scelte strategiche. E' quanto ha detto il numero uno del China Investment Corp (Cic), il maggiore fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di Gao Xiqing arriva nel mezzo delle turbolenze provocate dalla crisi del debito in Europa. Pechino si

Forex, euro in calo, attesa nuovi governi Roma, Atene

 

"Reuters" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LONDRA, 15 novembre (Reuters) - L' euro in calo all' apertura delle contrattazioni europee, vicino al margine inferiore del recente trading range, con gli investitori che guardano all' evoluzione delle vicende politiche in Grecia e in Italia. La moneta unica aveva reagito positivamente al cambio di leadership in entrambi i paesi, nella speranza

Euro in calo in Asia, occhi a sviluppi Italia e Grecia

 

"Reuters" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: SIDNEY/TOKYO (Reuters) - L' euro in lieve calo sul finire della seduta asiatica, con gli investitori in attesa di sviluppi sul piano politico e delle riforme in Italia e in Grecia. La moneta unica aveva reagito positivamente al cambio di leadership in entrambi i paesi, nella speranza dell' arrivo di azioni volte ad allentare la crisi di debito.

L' euro scende a quota 1,36 sul dollaro

 

"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011

Primo piano

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: IL TREND - La valuta comune ha abbandonato i massimi della seduta a 1,3811, bucando al ribasso la soglia tecnica di 1,375 sul biglietto verde.

Abstract: Una lunga, ininterrotta discesa. Fino ai livelli di giovedì. No, non è bastata la nomina di Mario Monti, dopo quella di Lucas Papademos ad Atene, per tranquillizzare i mercati; e anche l' euro, sia pure con suo consueto understatement, ha registrato il nervosismo degli investitori. Una miscela di fattori tecnici e "di fiducia" ha

AI TEMPI D´ORO Ottobre 2006, Washington. Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire Dal

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 15-11-2011

Pagina: 14

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: AI TEMPI D´ORO Ottobre 2006, Washington. Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire Dal Molin, il Senato degli Stati uniti approva il più cospicuo budget mai stanziato per le installazioni militari di Vicenza. Il bilancio della Difesa prospetta per il 2007 un conto astronomico: 448 miliardi di euro per combattere le

Difficile sfondare i minimi di settembre

 

di di Giuseppe Di Vittorio.

 

"MF" del 15-11-2011

Pagina: 29

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Per Ciavarella, Berlinzani e Izzi potranno essere toccati nuovi massimi di mercato nei primi mesi del 2012 Attualmente è circa il 10% la distanza dai valori più bassi di fine estate. Ma al Ftse Mib si preferisce l' Eurostoxx.

Abstract: Prosegue l' analisi di MF Trading Online fra gli operatori più attivi sul mercato per capire se saranno di nuovo testati o anche abbattuti i minimi toccati il 26 settembre. Nel punto più basso dell' onda ribassista il Fib, il future sull' indice principale di Piazza Affari, toccò i 13.020 punti. Ieri ha chiuso a 15.300. Un'

Petrolio, prezzo Opec a 112 dollari

 

"Corriere della Sera" del 15-11-2011

Economia

Pagina: 37

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Energia.

Abstract: È salito di oltre il 4% a 112,5 dollari al barile il prezzo settimanale medio del petrolio fissato dall' Opec. Lo ha riferito lo stesso cartello dei Paesi produttori di greggio, spiegando che tra le cause del rialzo dei listini vi sono il cambio della guardia dei governi in Italia e Grecia e le tensioni per il programma nucleare iraniano.

Sono in molti a speculare sulla crisi del debito sovrano

 

di LUCIO GAROFALO.

 

"Alto Adige" del 15-11-2011

Cronaca

Pagina: 28

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: MARIO MONTI.

Abstract: Sarà l' effetto contagioso prodotto dal ghigno beffardo di Sarkozy, irriso a sua volta dalle smorfie buffe e canzonatorie di Ferrara, ma non si intravedono validi motivi per ridere. Se qualcuno ha interesse a nascondere il capo sotto la sabbia, alla stregua degli struzzi, è padrone di farlo, ma se ne deve assumere ogni

In rosso la chiusura dei principali listini europei

 

"TrendOnline" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: Le principali Borse del Vecchio continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza sulla crisi del proprio debito sovrano.

Abstract: Le principali Borse del Vecchio continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza sulla crisi del proprio debito sovrano. Chiusura in calo per l' euro sotto quota 1,37 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,3643 dollari e a 105,06 yen. Dollaro in lieve calo sulla valuta giapponese a 76,98 yen. A Londra l' Ftse 100 cede lo 0,47% a

Euro: Arretra Sotto Quota 1,37 Dollari

 

"Wall Street Italia" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (AGI) Roma - Dopo una partenza in recupero, l' euro arretra sotto quota 1,37 dollari. Il rialzo dei rendimenti registrato all' asta di Btp quinquennali spinge gli investitori alla cautela. La moneta comune passa di mano per 1,3666 dollari e 105,12 yen, ai minimi di seduta. Biglietto verde in lieve flessione sullo yen a 76,95. .

Forex Morning Comment del 14 novembre

 

"TrendOnline" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La settimana si apre con un ritorno alla propensione al rischio.

Abstract: La settimana si apre con un ritorno alla propensione al rischio di cui potrebbero beneficiare anche le cosiddette "risk currency"meglio posizionate per seguire l' onda di un' eventuale rimbalzo come Euro e Dollaro Australiano, alla ricerca di un riscatto dai ribassi segnati le scorse settimane sulle crescenti incertezze riguardanti le situazioni

Cambi: euro conferma la ripresa di venerdi' e allunga a 1,3764 dollari

 

"Radiocor" del 14-11-2011

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Pubblicato anche in: "Radiocor"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Si rafforza anche a 106,1 yen (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 nov - L' euro si conferma in ripresa sul dollaro proseguendo l' andamento innescato venerdi' dalla formazione del nuovo governo greco e dai rapidi sviluppi della situazione italiana. Dopo la designazione di Monti come nuovo premier, la moneta unica si attesta a 1,3764 dollari in

Wall Street: venerdi' chiusura in rally, quarto aumento in 5 sedute

 

"Fastweb" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » New York.

Abstract: (Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 14 nov - Wall Street venerdi' ha chiuso in rialzo, per la quarta volta in cinque sedute, riportando tutti e tre i listini in positivo per l' intero anno. A fare da traino e' stato l' attenuarsi dei timori sulla crisi dell' Eurozona, in attesa del voto della Camera italiana sulla legge di stabilita' di sabato.

L' Euro è solido: siamo noi che traballiamo

 

di N. SETTEMBRINI.

 

"La Stampa" del 14-11-2011

Cultura

Pagina: 34-35

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' Euro è una moneta forte ed autorevole e chi dice il contrario sostenendo l' opportunità di reintrodurre la lira, non offre soluzioni alternative. La riprova della solidità della moneta unica, nonostante le note turbolenze finanziarie, è determinata dal cambio euro-dollaro oscillante mediamente intorno a 1,40, a

CRISI: BERLUSCONI, PER SALVARE EUROPA BCE DIVENTI GARANTE EURO

 

"ASCA" del 13-11-2011

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Pubblicato anche in: "ASCA"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (ASCA) - Roma, 13 nov - ''Dobbiamo uniti far fronte a una crisi che non e' nata in Italia, che non e' nata sul nostro debito, che non e' nata sulle nostre banche e neppure in Europa, e' una crisi che e' diventata crisi della nostra moneta comune, dell' euro, che non ha il sostegno che ogni moneta deve avere''. Lo afferma il presidente del

Crisi/ Medvedev rende omaggio all' euro: Facciamo il tifo

 

"Wall Street Italia" del 13-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Honolulu, 13 nov. (TMNews) - Il presidente russo Dmitri Medvedev ha reso omaggio all' euro e agli sforzi per salvarlo da parte dell' Europa, sostenendo che si tratta di una valuta necessaria al funzionamento del sistema monetario mondiale. Medvedev ha parlato di fronte a una platea di imprenditori, riuniti a margine del Forum di cooperazione

L' euro riprende quota e chiude a 1,37 sul dollaro

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Chiusura in forte rialzo per l' euro che beneficia dei passaggi positivi della crisi politica dell' Europa periferica: la formazione di un nuovo Governo guidato da Lucas Papademos in Grecia e in Italia l' approvazione al Senato della legge di stabilità che ora dovrebbe essere votata in tempi rapidi anche dalla Camera. Sulla scia di questi

La resistenza dell' euro in un' economia ancora debole

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.

Abstract: Vittorio Carlini «L' euro? Una moneta forte, soprattutto rispetto al dollaro». La frase rimbalza spesso tra gli esperti. E detta così, nel bel mezzo del dramma di Eurolandia, sembra ispirata dai fumi dell' alcol. La divisa europea infatti, negli ultimi tempi, ha ceduto il passo a quella statunitense. Certo, ci sono le eccezioni:

OCCASIONE MINI-EURO

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Primo piano

Pagina: 22

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Manuale anti panico - IL RISPARMIO E LE VALUTE.
Sottotitolo: Per gli analisti la moneta unica europea resta sopravvalutata rispetto al dollaro - IL TOP E L' ATTERRAGGIO - La «quota 1,50» di maggio è ormai lontana ma anche il ribasso fino a sfiorare il cambio a 1,30 lascia spazi per ulteriori assestamenti.

Abstract: Resta forte, persino sopravvalutato. Sembra paradossale, in questa fase, il comportamento dell' euro. Le recenti turbolenze hanno lasciato traccia, eccome, ma la valuta comune resiste alle pressioni che attraversano i mercati finanziari. I numeri sono chiari. La tempesta sembra aver coinvolto anche l' euro: a maggio aveva toccato quota 1,4939

Perché l' euro è ritenuto in prospettiva meno stabile del dollaro - ?

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Primo piano

Pagina: 23

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: BORSE.

Abstract: I paesi «core» di Eurolandia (Germania e Francia) premono per una profonda ristrutturazione dell' area monetaria, a poco più di un decennio dalla sua nascita: la Bce diventerà prestatore di ultima istanza e nasceranno gli eurobond, ma quasi sicuramente con meno paesi-membri e regole diverse Wall Street In questi giorni l'

Guerra tra mayor Sony e Universal si dividono l' Emi

 

"La Nuova Sardegna" del 12-11-2011

Economia

Pagina: 16

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Pubblicato anche in: "La Città di Salerno" "Il Tirreno"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: NEW YORK.

Abstract: NEW YORK. L' Emi suona francese. L' etichetta discografica è stata acquistata dalla transalpina Vivendi per 1,9 miliardi di dollari. La Citigroup ha deciso di vendere l' Emi al gigante francese la divisione musicale, mentre quella editoriale, la Emi publishing, andrà a un consorzio guidato da Sony per 2,2 miliardi di dollari.

Tutto merito del peso

 

di di Alberto Zaffignani.

 

"Milano Finanza" del 12-11-2011

Pagina: 39

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: In Messico la curva dei rendimenti è crescente. Dal 3,39% trimestrale al 7,47% del bond trentennale. Per l' investitore in euro c' è un vantaggio aggiuntivo legato al cambio.

Abstract: Da gennaio a settembre i global bond emessi in Messico hanno totalizzato 18,5 miliardi di dollari, di cui 3 miliardi di dollari relativi a emissioni sovrane. Il Messico (rating Baa1/BBB/BBB con outlook stabile) è un tradizionale prenditore emergente, che si è da sempre differenziato con emissioni in dollari, yen ed euro, oltre che in

Euro sull' ottovolante

 

di Pagina a cura di Alberto Micheli.

 

"Milano Finanza" del 12-11-2011

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica ha risentito della drammatica escalation della crisi italiana. Yen a quota 105.

Abstract: Settimana decisamente movimentata per la moneta unica, che ha risentito della pesante crisi di fiducia che ha colpito il sistema italiano. Proprio a metà settimana l' euro ha pagato lo scotto più caro contro il dollaro, scivolando da 1,385 fino a ridosso di 1,35: nella stessa giornata lo spread tra il decennale italiano e quello

Cambi/ Euro in netto rafforzamento, torna sopra 1,37 dollari

 

"unita.it" del 11-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Roma, 11 nov. (TMNews) - Balzo in avanti anche dell' euro sul mercato dei cambi: nel pomeriggio la valuta europea supera ampiamente quota 1,37 dollaro, accodandosi al generale clima euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di un rapporto di una grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro prevedendo un suo

Cambi/ Euro in netto rafforzamento, torna sopra 1,37 dollari

 

"Wall Street Italia" del 11-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Roma, 11 nov. (TMNews) - Balzo in avanti anche dell' euro sul mercato dei cambi: nel pomeriggio la valuta europea supera ampiamente quota 1,37 dollaro, accodandosi al generale clima euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di un rapporto di una grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro prevedendo un suo

Forex, euro prosegue rialzo su dollaro e yen su notizie Italia

 

"Reuters" del 11-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: LONDRA, 10 novembre (Reuters) - L' euro è in continuo miglioramento, insieme alle borse e allo spread Btp/Bund, sulla scia delle notizie relative al mondo politico italiano con l' attesa della formazione di un governo guidato da Mario Monti nel fine settimana. Il Senato ha approvato la legge di stabilità che domani, dopo il passaggio

La moneta unica recupera terreno sul dollaro

 

"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: L' euro recupera terreno nei confronti del dollaro dopo il suo più brusco calo da 15 mesi, rinfrancato dai risultati dell' asta sui titoli di Stato italiani, migliori del previsto. I segnali di schiarita sul quadro politico del Paese, la terza economia dell' Eurozona, hanno ridotto le preoccupazioni dei mercati, almeno per il momento. Le

Nessun dubbio che Mario Monti sia un sostenitore più che convinto della moneta unica, un uomo che vede chiaramente i benefici che ha portato ai Paesi che come l' Italia ne fanno parte.

 

"Il Messaggero" del 11-11-2011

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Nessun dubbio che Mario Monti sia un sostenitore più che convinto della moneta unica, un uomo che vede chiaramente i benefici che ha portato ai Paesi che come l' Italia ne fanno parte. Solo pochi giorni fa, in un' intervento sul Corriere della Sera, il presidente della Bocconi ha negato che l' euro sia in crisi, ricordando come in dodici

L' euro è sbagliato, rifacciamolo

 

di ?di Giampiero Di Santo ?

 

"Italia Oggi" del 11-11-2011

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Occhiello: Il politologo parla di grave deficit di democrazia. E aggiunge: Monti ponga la questione in Europa.
Sottotitolo: Parsi: così come è aumenta le disuguaglianze tra ceti e paesi.

Abstract: Mario Monti ha una grande occasione: quella di porre all' Europa, mentre impone all' Italia le misure richieste dalla commissione e dalla Bce, la questione politica di una moneta, l' euro, che nata come come strumento di unificazione e stabilizzazione dell' Europa, si è rivelata la «cinghia di trasmissione perfetta dei poteri che si

Squilibri e grandi paure La crisi dell' euro inasprisce la guerre delle monete

 

di [IAN CAMPBELL]

 

"La Stampa" del 11-11-2011

Economia

Pagina: 42-43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Una volta c' era un' unica valuta squilibrata contro cui il mondo poteva inveire: lo yuan cinese. Ora anche Svizzera e Giappone hanno sposato la linea dell' interventismo in campo valutario. Ciò ha determinato un allontanamento dai tassi di cambio a fluttuazione libera che accentua gli squilibri a livello globale, con minacce per la


Articoli




Schaeuble, Atene è situazione unica (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 18-11-2011

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Pubblicato anche in: "milanofinanza.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il coinvolgimento del settore privato nel salvataggio della Grecia costituisce un caso unico, che non si ripeterà finchè il Fondo salva Stati permanente (Esm) non sarà operativo nel 2013, ha dichiarato Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, cercando di placare i timori di un crescente contagio della crisi attraverso l' Eurozona. Schaeuble si è anche detto contrario a ogni proposta per la quale la Banca centrale europea dovrebbe essenzialmente stampare moneta per risolvere la crisi del debito, perchè i mercati sarebbero tranquillizzati per pochi mesi e poi "inizierebbero a pensare che l' euro non è più una valuta stabile". Il ministro ha infine parlato di una crisi di fiducia sia sulla moneta unica che sul dollaro.

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Forex: euro/dollaro tocca massimo sopra quota 1,36 $ (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Borse" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oggi, 14:54 Euro in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di voci su intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle di un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve", commentano gli analisti di IG Markets rimarcando come la speranza del mercato sia di una maggiore forza della Bce nell' affrontare la crisi del debito sovrano. Il cross beneficia poi dell' indebolimento generale del dollaro rispetto a tutte le altre principali valute sulle attese di nuove misure di allentamento quantitativo. Ieri William C. Dudley, presidente della Fed di New York, ha dichiarato che la banca centrale può fare di più per rilanciare l' economia degli Stati Uniti. Titta Ferraro Fonte: Finanza.com.

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Forex: euro/dollaro tocca massimo sopra quota 1,36 $ (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Euro in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di voci su intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle di un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve", commentano gli analisti di IG Markets rimarcando come la speranza del mercato sia di una maggiore forza della Bce nell' affrontare la crisi del debito sovrano. Il cross beneficia poi dell' indebolimento generale del dollaro rispetto a tutte le altre principali valute sulle attese di nuove misure di allentamento quantitativo. Ieri William C. Dudley, presidente della Fed di New York, ha dichiarato che la banca centrale può fare di più per rilanciare l' economia degli Stati Uniti.

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Cambi: euro risale sopra 1,35 dollari, restano timori su situazione Ue (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 nov - L' euro tenta il rimbalzo nei confronti del dollaro sopra quota 1,35, ma resta sotto pressione per i persistenti timori sulla situazione del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3528 dollari (1,3513 ieri), 103,839 yen (103,01), 0,85385 sterline (0,8562) e 1,2363 franchi svizzeri (1,2384). Il biglietto verde quota a 76,72 yen (77,02), 0,9137 franchi (0,9169) e 1,584 per una sterlina (1,5767). liz (RADIOCOR) 18-11-11 12:41:00 (0172) 5 NNNN.

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LA FINE DELL' EURO (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Loretta Napoleoni.

 

"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Così come è stata concepita la moneta unica non regge più. Un euro a due velocità rimetterebbe in moto l' economia, ma farebbe sorgere problemi tecnici gravi. Il vero problema però è che manca la volontà politica: l' Europa deve decidere al più presto, altrimenti i Paesi deficitari saranno costretti a tornare alla propria moneta.

Si avvicina sempre di più l' ipotesi di uno sdoppiamento dell' Euro , quale soluzione contro la possibilità che monete quali la dracma, la lira e anche la peseta spagnola tornino a essere utilizzate dai paesi deficitari. L' Euro a due velocità è un' ipotesi che era già stata presa inizialmente in considerazione nel 2001/2002, quando si diceva che i paesi dell' area Mediterranea non avrebbero avuto la possibilità di sostenere le loro economie, con un Euro legato a economie molto più forti come quelle, ad esempio, di Germania e Olanda. In realtà, la crisi attuale è anche legata a questo , la competitività dei paesi mediterranei si è andata via via perdendo, proprio a causa di un Euro che era eccessivamente forte. Non dimentichiamo che l' entrata dell' Euro è coincisa con un tasso di cambio assai più basso nei confronti del dollaro , rispetto a quello che invece era stato raggiunto negli ultimi 10 anni. Quindi oggi, per non "rompere" l' Euro completamente, si prospetta l' ipotesi di creare un Euro a due velocità, con un "Euro di serie B" che chiaramente verrebbe utilizzato dai paesi deficitari i quali avrebbero la possibilità di svalutarne il valore, e un "Euro di serie A". Tuttavia i problemi tecnici sono abbastanza gravi , perché questo Euro di serie B dovrebbe essere contraddistinto rispetto all' Euro di serie A, quindi bisognerebbe in un modo o nell' altro cambiare la moneta . È chiaro che questo è un processo che richiede del tempo, e noi di tempo ne abbiamo molto poco, proprio perché i mercati, come abbiamo visto durante la settimana, sono abbastanza agguerriti e vogliono una risposta definitiva e una soluzione non solo al problema dell' Euro, ma anche e soprattutto al problema della crescita . Una svalutazione attraverso l' Euro di serie B potrebbe in effetti rimettere in moto l' economia dei paesi mediterranei, quindi il problema fondamentale è tecnico , le banconote hanno un codice che inizia con una lettera, alla quale corrisponde un Paese diverso. Si potrebbe ventilare l' ipotesi di creare un Euro di serie B simile all' Euro di serie A ma con un codice diverso o con colori diversi . Il processo di trasformazione di questo Euro sarà lungo, però si potrebbe iniziare a scambiare questi Euro di serie B attraverso i depositi bancari. È chiaro che questa è una soluzione abbastanza spaventosa per la popolazione , che potrebbe indurre alcuni individui ad assaltare le banche , prendere i contanti, metterseli sotto al materasso e poi scambiarli con l' Euro di serie B, perché nel momento in cui l' Euro di serie B entrerà in circolazione, tutti quanti gli Euro dovranno essere scambiati. Quindi si tratta di un problema tecnico serio, bisognerà sicuramente chiudere le banche per un brevissimo periodo per poter fare questo scambio, bisognerà cambiare tutti quanti il Bancomat, ma anche i parcheggi, i tassametri etc., perché tutto è basato su un determinato tipo di Euro che chiaramente non esisterà più e quindi bisognerà inserirne un altro. Detto questo, le difficoltà tecniche sono facilmente superabili se c' è una volontà ed è questo il problema fondamentale: ad oggi non c' è la volontà di rompere l' Euro , almeno non l' abbiamo ancora vista, e anche qualora dovesse manifestarsi in seguito, potrebbe già essere troppo tardi. Quando i mercati decideranno che l' Euro non regge più così com' è stato concepito sarà troppo tardi per fare un Euro di serie A e un Euro di serie B, avremo un Euro di serie B dappertutto e ci sarà un crollo che porterà necessariamente i paesi deficitari a tornare alla proprio moneta, proprio perché non c' è alternativa. Dunque si tratta di prendere una decisione importante che può essere assunta solamente a livello europeo , non può essere certo presa da un singolo Paese né tanto meno dai paesi deficitari. Di questo, però, si deve parlare adesso, perché i tempi stringono. C' è già un gruppo di Avvocati e di economisti in Europa che sta lavorando alle diverse ipotesi , sono stati incaricati sia da tedeschi che da francesi, ma di questo non si parla e sicuramente non si parla a livello di Europa unita, sono iniziative prese singolarmente dagli Stati. Il tempo stringe e quindi suggerisco che questo sia uno degli argomenti di assoluta priorità che il nuovo governo italiano deve affrontare all' interno dell' Europa unita.

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Euro: ma cosa ha in mente la Merkel? (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Aldo Giannuli.

 

"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La Germania potrebbe voler tornare all' euro e guardare alla Russia di Puin quale partner privilegiato. Un' ipotesi suggestiva, non esente da rischi.

Come si sa, la Merkel ha ordinato ai suoi consulenti di studiare i termini di una revisione dei trattati istitutivi della Ue che consenta ad un singolo paese che lo voglia, di uscire dall' Eurozona , tornando alla moneta nazionale, senza per questo dover uscire dalla Ue. Tutti hanno interpretato il passo come un avvio del processo di "riduzione dell' Eurozona", cioè l' uscita "volontaria" -forse definitiva, forse temporanea- dei paesi più deboli e la nascita dell' Europa a due velocità . Il punto di approdo sarebbe uno sdoppiamento per cui ci sarebbe un club di 9 paesi "fondatori" dell' Euro che continuerebbero ad avere la moneta unica e gli altri 18 paesi della Ue con moneta propria (CdS 11.11.11 p. 18). Ma, a quanto pare, i primi studi hanno segnalato che l' operazione potrebbe avere costi da capogiro : circa il 50% del Pil della Ue, con un milione di disoccupati in più nella sola Germania. Per di più, visto che la Francia sta subendo un attacco della speculazione internazionale, ha un deficit di bilancio oltre il 5% per tutti i tre anni prossimi (il doppio dell' Italia e cinque volte della Germania) e il Belgio ha un debito pubblico record, il club potrebbe risultare ancora più ristretto. Dunque: neanche a parlarne. Solo che la mossa della Merkel potrebbe non essere questa ma il suo opposto: la persistenza dell' Euro come moneta comune e l' uscita della sola Germania che tornerebbe al marco. E' da dimostrare che questa mossa possa costare meno, ma il piano potrebbe avere una sua suggestività: i paesi che restano nell' Euro continuerebbero ad avere una moneta certamente indebolita, ma ancora in grado di spalmare le tensioni speculative su un' area abbastanza vasta, la Germania potrebbe studiare sia una qualche forma di raccordo fra marco ed euro e fare il passaggio con qualche gradualità. La cosa potrebbe avere diversi vantaggi : svincolerebbe la Germania dall' obbligo di difendere la moneta sbarcando il peso dell' operazione essenzialmente su francesi ed olandesi (se questi ultimi avranno voglia di restare nell' area Euro), ma senza per questo imporre alla Germania l' uscita dalla Ue. Inoltre i vantaggi che la Merkel si riproporrebbe, se questo fosse il suo disegno, sarebbero essenzialmente elettorali : non è un mistero che i tedeschi non abbiano mai amato la moneta unica, immaginando di essere dei poveri cirenei che reggono sulle proprie spalle la croce dei paesi fannulloni come Grecia, Spagna, Italia ecc. Questa potrebbe essere una mossa tale da invertire il trend elettorale sfavorevole. C' è, però, un problema molto serio da risolvere: la moneta tedesca sarebbe fortissima ed, al contrario, quella (quelle) del resto d' Europa sarebbe debolissima; anche nei confronti del dollaro, il neo marco (o comunque si chiami) si apprezzerebbe considerevolmente. Di conseguenza, i due principali mercati di sbocco della manifattura tedesca non sarebbero più in grado di assorbire l' attuale flusso di merci. Dunque, occorrerebbe trovare sbocchi alternativi o meccanismi di manipolazione della moneta che limitino il crollo delle esportazioni. E la soluzione naturale è verso est . La Russia di Putin si trova in un momento particolare: è ricchissima di commodities (gas e petrolio in primo luogo, ma anche oro, terre rare, minerali non ferrosi ecc.) ma ha un sistema industriale disastrato, una rete di trasporti ed infrastrutture non all' altezza dello sviluppo cui la Russia ambisce, ha un forte ritardo tecnologico, al punto di non essere neppure in grado di sfruttare tutte le sue risorse (come le terre rare). La Germania ha una tecnologia molto avanzata, notevoli riserve finanziarie, ottime e riconosciutissime capacità organizzative: tutto quello che serve ai russi per fare un balzo avanti . In cambio i tedeschi potrebbero ottenere immense quantità di materie prime a prezzi bassissimi e crearsi un mercato di sbocco molto consistente per compensare, almeno in parte, le difficoltà sui mercati euro-americani. D' altra parte, la moneta forte offre anche vantaggi (l' acquisto a prezzi favorevoli di materie prime, servizi e tecnologie sul mercato internazionale) e l' espansione nei mercati est europei potrebbe offrire i margini per politiche di dumping idonee a sostenere le esportazioni sui tradizionali mercati di sbocco. Certo: è solo una ipotesi, che comporta rischi (e non pochi o minori) ed esige una parziale riconversione produttiva in base ai nuovi sbocchi, però non è irragionevole pensare che sia fra le possibili scelte considerate in queste settimane dal mondo politico, industriale e finanziario tedesco. Naturalmente, se tutto questo dovesse accadere davvero, le ripercussioni non sarebbero solo economiche ma soprattutto politiche. In primo luogo sarebbe la fine dell' asse franco tedesco e, con esso, del progetto di Unità Europea. La Ue potrebbe sopravvivere ma come perfetto esempio di ente inutile. La seconda conseguenza sarebbe il ritorno di "sfere di influenza" tedesca e russa nell' Europa dell' Est : la Russia avrebbe la possibilità di portare a compimento il disegno strategico putiniano di una grande federazione russa con la Bielorussia, le province russofone dell' Ucraina e forse la Moldavia; la Germania assimilerebbe nel suo "cortile di casa" Repubblica Ceca, Slovacchia, repubbliche baltiche, forse Ungheria, oltre che Austria e Slovenia. Al centro ci sarebbe l' incomoda presenza della Polonia (protettrice naturale della Galizia e delle province ucraine già appartenenti all' impero austroungarico) e sarebbe il problema di sempre, ma sarebbe un particolare di cui occuparsi in altro momento. La Germania acquisterebbe per la prima volta un rilievo politico autonomo -senza la finzione della Ue che, poi, non ha mai funzionato davvero- e potrebbe pensare ad una espansione delle sue relazioni internazionali verso l' Asia (ad esempio l' Indonesia e la Corea del Sud). La Russia conquisterebbe una centralità strategica fra l' asse con Berlino da un lato e quello con Pechino dall' altro. C' è da capire quali potrebbero essere le reazioni americane a questo ridisegno della mappa geopolitica mondiale. Tratto dal blog di Aldo Giannuli.

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Il Forex Morning Comment di Cmc Markets (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Per Brenda Kelly, analista di CMC Markets, "nonostante il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si sta aggravando e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari. Nelle ultime ventiquattrore anche gli Stati Uniti hanno capito che il contagio del debito pubblico europeo non è confinato alla sola Europa, con gli indici borsistici americani che hanno ritracciato sotto livelli-chive e la Cina che fatica a sostituire l' Europa con altri mercati di esportazione, mentre vi sono poche speranze che il meeting di oggi tra la Merkel e Cameorn possa produrre un cambiamento nelle rispettive posizioni, considerando l' intransigenza tedesca a voler levereggiare il fondo Efsf senza iniezioni di liquidità da parte della Bce per il terrore storico di creare inflazione. Purtroppo, un atteggiamento così conservativo rischia di intensificare gli effetti della crisi in quanto azzera gli sforzi annunciati con le misure di austerità, ampiamente ribilanciate dal più alto prezzo da pagare sul denaro preso a prestito. La sensazione è che la paura stia dilagando in fretta e che se la Bce dovesse continuare a non mettere in campo tutta la sua potenza di fuoco, potremmo essere molto vicini a vedere la fine dell' Euro. Oggi Mario Draghi parlerà all' European Banking Congress,qualora dovesse lasciar trapelare la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, prepariamoci a vedere nuovi ribassi sull' Euro. Fin qui la moneta unica è riuscita a risalire oltre $1,35, anche se non si esclude un ritracciamento verso 1,3410. Nessun movimento di rilievo sul cambio DollaroYen con attese di consolidamento intorno ad area 77. Pessima chiusura di settimana per il Dollaro Australiano che risente più di altre monete dell' atteggiamento risk-off degli investitori ed è scivolato nuovamente sotto la parità. ( www.cmcmarkets.it )

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Forex Morning Comments del 18 novembre (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Nonostante il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si fa grave e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari.

Nonostante il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si fa grave e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari. Nelle ultime ventiquattrore anche gli Stati Uniti hanno capito che il contagio del debito pubblico europeo non è confinato alla sola Europa, con gli indici borsistici americani che hanno ritracciato sotto livelli-chive e la Cina che fatica a sostituire l' Europa con altri mercati di esportazione, mentre vi sono poche speranze che il meeting di oggi tra la Merkel e Cameorn possa produrre un cambiamento nelle rispettive posizioni, considerando l' intransigenza tedesca a voler levereggiare il fondo Efsf senza iniezioni di liquidità da parte della Bce per il terrore storico di creare inflazione. Purtroppo, un atteggiamento così conservativo rischia di intensificare gli effetti della crisi in quanto azzera gli sforzi annunciati con le misure di austerità, ampiamente ribilanciate dal più alto prezzo da pagare sul denaro preso a prestito. La sensazione è che la paura stia dilagando in fretta e che se la Bce dovesse continuare a non mettere in campo tutta la sua potenza di fuoco, potremmo essere molto vicini a vedere la fine dell' Euro. Oggi Mario Draghi parlerà all' European Banking Congress,qualora dovesse lasciar trapelare la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, prepariamoci a vedere nuovi ribassi sull' Euro. Fin qui la moneta unica è riuscita a risalire oltre $1,35, anche se non si esclude un ritracciamento verso 1,3410. Nessun movimento di rilievo sul cambio DollaroYen con attese di consolidamento intorno ad area 77. Pessima chiusura di settimana per il Dollaro Australiano che risente più di altre monete dell' atteggiamento risk-off degli investitori ed è scivolato nuovamente sotto la parità.

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Spread della Spagna a 504, Italia 500 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"lastampa.it" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Pressione e alta la tensione sui titoli di Stato europei.

Resta alta la tensione sul mercato dei titoli di Stato europei. Lo spread Btp-Bund oscilla intorno a quota 500, quello tra i Bonos spagnoli e i bond tedeschi, dopo giorni di rialzo, ha toccato oggi 504 tornando sopra il livello segnato dai titoli italiani. Euro stabile sul dollaro all' apertura dei principali mercati valutari del vecchio continente: la moneta unica europea viene scambiata con il biglietto verde a 1,3479. Ieri, secondo la rilevazione della Bce, l' euro valeva 1,3480 dollari.

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Cambi: euro in calo sotto 1,35 dollari, timori su Francia e Spagna (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 18-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 nov - Euro in calo nei confronti del dollaro negli scambi mattutini in Asia, ancora penalizzato dai timori sulla crisi del debito in Ue, dopo il balzo a nuovi record dei costi di finanziamento di Francia e Spagna. L' euro tratta a 1,3486 dollari (1,3513), 103,674 yen (103,01), 0,85572 sterline (0,8562) e 1,2408 franchi svizzeri (1,2384). Il biglietto verde quota a 76,83 yen (77,02), 0,9198 franchi (0,9169) e 1,5757 per una sterlina (1,5767). liz (RADIOCOR) 18-11-11 08:25:50 (0050)TV 3 NNNN.

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Paura contagio: continua il ribasso dell' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Quarto giorno consecutivo di guadagni del dollaro sull' euro a causa delle persistenti tensioni sul debito sovrano europeo. Il rischio contagio dai Paesi periferici al core dell' Eurozona ha portato ieri la moneta unica europea a toccare il minimo da cinque settimane sulla valuta americana (a 1,3421 ). Nel corso del pomeriggio, poi l' euro ha visto un lieve rimbalzo sull' onda anche del riposizionarsi al ribasso, dopo inziali impennate, degli spread di Francia, Italia e Spagna. In serata, infine si è registrata l' ulteriore flessione che ha visto la divisa europea chiudere sul dollaro a 1,3450 e sullo yen a 103,6. La paura di un allargarsi della crisi ha avuto la meglio sui mercati . L' outlook per l' euro resta abbastanza debole e, secondo gli analisti, potrebbe confermarsi tale nella prossima settimana se non riuscissea sfondare quota 1,36.

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Germania favorita dall' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011

Primo piano

Pagina: 19

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Rischio contagio - EUROZONA SOTTO STRESS.
Sottotitolo: L' 80% del surplus commerciale tedesco è con i partner europei - LO SCENARIO ALTERNATIVO - Un' Unione monetaria composta solo dai Paesi a tripla A avrebbe un euro molto più forte che penalizzerebbe l' export.

FRANCOFORTE. Dal nostro inviato Le decisioni della Germania saranno la chiave per la sopravvivenza dell' euro. E, se dipendesse dall' opinione pubblica tedesca, le speranze sarebbe davvero poche. Non c' è sondaggio che non indichi come la maggior parte degli intervistati non solo vuol dire basta ai salvataggi dei Paesi deboli dell' Eurozona con i soldi dei contribuenti tedeschi, ma ritiene anche di non aver ricevuto alcun vantaggio dalla moneta unica e che sarebbe preferibile tornare al marco. L' interpretazione di questo atteggiamento dei suoi elettori da parte del cancelliere Angela Merkel e del suo Governo è stata finora la richiesta ai partner europei di diventare come la Germania: finanze pubbliche rigorose, salari sotto controllo, sviluppo basato sull' export. La realtà delle cifre contraddice la percezione dell' opinione pubblica tedesca: la Germania è stata uno dei grandi beneficiari dell' euro. E mette quindi in questione la ricetta proposta da Berlino. La logica mercantilista su cui si basa il modello di sviluppo tedesco rifiuta di riconoscere che il sucesso della Germania si è basato anche sulle importazioni da parte degli altri Psesi dell' Eurozona, spesso a debito e spesso con debiti contratti con le banche tedesche. «L' euro - ha ammesso il direttore finanziario della compagnia di riassicurazione Munich Re, Joerg Schneider - è un colossale strumento di sostegno all' export per la Germania». Grazie anche alle riforme del mercato del lavoro messe in atto nel decennio passato, la Germania ha guadagnato competitività rispetto al resto dell' Eurozona. L' 80% del surplus commerciale tedesco è nei confronti degli altri Paesi europei. Molte imprese hanno indirizzato i propri sforzi sulle vendite nell' area della moneta unica. Nel 1998, il 27% del fatturato della Siemens era rivolto ai Paesi europei, nel 2010 la percentuale era salita al 38%. L' euro ha eliminato le svalutazioni competitive, che però erano anche un meccanismo di aggiustamento degli squilibri, oggi impossibile se non con sacrifici pesantissimi. «Con l' euro - ha scritto Adam Posen del Peterson Institute, membro del comitato di politica monetaria della Banca d' Inghilterra - la Germania ha un surplus commerciale nei confronti di Paesi che altrimenti non potrebbero permettersi le sue esportazioni. Bisognerebbe ricordarsi quello che accadde nel 1992 e nel 1995: massicce svalutazioni nominali contro il marco, che hanno bastonato la competitività tedesca e creato uno shock per le economie che svalutavano». Una soluzione perdente per entrambi, ammette Posen. Di quella attuale, però, beneficia solo la Germania. C' è poi il guadagno di competitività nei confronti del resto del mondo: se la Cina mantiene il suo export competitivo con interventi sui mercati valutari, la Germania lo fa partecipando a un' Unione monetaria con Paesi più deboli. Senza la zavorra di questi, l' euro composto solo dai Paesi di "serie A", oppure una riedizione del marco, schizzerebbe verso l' alto. Il paragone avanzato più di frequente è quello con il franco svizzero, che è stato il destinatario di enormi flussi di capitale tanto da costringere la Banca centrale a enormi interventi per contenerne la rivalutazione. Secondo una stima realizzata l' estate scorsa della Hsbc, un' Unione monetaria composta solo dalla Germania e dai suoi satelliti vedrebbe l' euro balzare a 1,78 sul dollaro, quanto basta a danneggiare pesantemente anche i produttori tedeschi più efficienti. Si tratta però di considerazioni che non entrano nel dibattito in Germania. Anche le imprese, soprattutto quelle esportatrici, che erano state fra i grandi fautori dell' euro, sono oggi quasi assenti nella difesa di una situazione che ha portato loro molti vantaggi. © RIPRODUZIONE RISERVATA I benefici della moneta unica per Berlino I dodici anni di vita della moneta unica hanno reso più forte la Germania. Questo in buona parte è dipeso dagli sforzi compiuti dal Paese (soprattutto sulla produttività del lavoro) ma un ruolo lo ha avuto la stessa moneta unica. Nei conti con l' estero infatti la Germania ha segnato un surplus crescente derivante in gran parte dall' attivo con i Paesi dell' area euro. Un abbandono della moneta unica da parte dei Paesi del Sud Europa riaprirebbe la possibilità delle svalutazioni competitive che danneggerebbero l' export tedesco.

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Oscar Giannino segue dalla prima pagina Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro a rischiare di saltare. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Mattino" del 18-11-2011

Pagina: 14

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oscar Giannino segue dalla prima pagina Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro a rischiare di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che ogni giorno si sta realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti dell' euroarea ad eccezione della Germania, ed estendendosi ai titoli bancari. I segnali sono assai preoccupanti. I differenziali sul Bund che s' inerpicano verso l' alto non sono solo quelli greci, e portoghesi e spagnoli. La Francia stava a 40 punti base sul Bund decennale a fine 2010. Oggi supera i 200 e da due settimane peggiora ogni giorno, ha di fatto già perso nel nel mercato la tripla A di cui andava così fiera. Il Belgio è passato da 103 punti a 318. L' Austria, pur considerata integrata alla Germania euroleader, è salita da 54 a 190. Perché i mercati scommettono che nel 2012 l' euro salta, se non si assumono decisioni efficaci e adeguate al rischio a cui l' euro esposto? Per comprenderlo, è necessario compiere un passo indietro. Diciamo che al mondo esistono due tipi di aree monetarie concepite come ottimali. Una è quella del dollaro. L' altra quella dell' euro. Sono due modelli agli antipodi. Il modello americano si è evoluto dal 1913 in avanti secondo una concezione per la quale a una valuta comune corrisponde l' unificazione reale dei mercati sottostanti, dei beni, dei servizi, del lavoro come della relativa regolazione. Lo scopo è quello di consentire che un unico tasso di interesse abbia sì effetti asimmetrici nelle diverse aree dell' Unione. Ma l' unificazione dei mercati e della regolazione consente che l' equilibrio a unico tasso d' interesse tra costi diversi, salari e disoccupazione avvenga per autoregolazione attraverso vasi comunicanti. Ti puoi spostare da uno Stato con più disoccupazione a uno che tira di più, con prezzi diversi, ma senza mettere a rischio risparmio e patrimonio. In questo modello, quando si aprono grandi crisi, la via prescelta è quella di attenuarne i morsi monetizzando il debito facendo stampare dollari alla FED. Dal 2008, la banca centrale americana lo ha fatto per oltre 20 trilioni di dollari per il solo sistema banco-finanziario. Se si somma il debito pubblico, delle famiglie, delle imprese e delle banche, nel giugno 2011 la quota era pari al 289% del Pil americano. Il Regno Unito è a 497%. Il Giappone a 492%. La Spagna a 388%. La Francia a 341%. L' Italia al 303%. Certo, è un sistema che produce bolle nel prezzo degli asset, come quella di Internet prima, dell' immobiliare poi. E produce inflazione. Ma l' America, finché il dollaro è la moneta in cui sono denominati i mercati di tutte le commodities mondiali, l' inflazione monetaria l' esporta verso il resto del mondo. Meglio le bolle ogni tanto di una più alta disoccupazione stabile. Poi c' è il secondo modello, quello dell' euroarea. Il modello BCE nasce dall' esperienza tragica fatta dalla Germania ai tempi di Weimar. L' eccesso di torchio monetario e di inflazione, dopo la prima guerra mondiale, portò comunque a disoccupazione di massa e perdita reale e verticale di risparmio. L' effetto fu il nazismo e i totalitarismi neri e rossi. Per questo la Germania per decenni, prima della moneta comune, ha affinato il modello su cui l' euro è poi nato. A differenza degli Usa, nessuna unificazione reale dei mercati sottostanti, del lavoro, dei beni e dei servizi come della regolazione: tranne che nel comparto finanziario. In più, il debito pubblico resta garantito da ciascun Paese membro. Senza un debito comune europeo è come se esso sia denominato in una valuta straniera, rispetto all' euro. Infine, la BCE non può e non deve monetizzare debiti di alcun tipo, deve solo tenere bassa l' inflazione, deve astenersi dal sostenere il ciclo. Il conto amaro si abbatte su milioni di portoghesi e spagnoli, italiani e - tra pochissimo- francesi. Perché il mercato scommette che l' euro salta? Perché, al momento, non ci sono segni che tedeschi e francesi - entrambi sotto elezioni nel 2012 e nel 2013 - siano pronti ad assumere alcuna delle tre decisioni. La prima decisione è quella di cambiare con procedura d' urgenza Trattato e Statuto della Bce, mutandone la natura e inducendola a monetizzare il debito. I tedeschi non si fidano e dal loro punto di vista hanno ragione, con mercati separati è un premio a chi ha accumulato più squilibri traendo il massimo vantaggio dall' euro. La seconda è una via intermedia. Senza monetizzazione integrale da parte della Bce, si potrebbe comunque formare un fondo comune in cui i diversi Paesi membri facessero confluire una quota di debito pubblico eccedente una certa soglia- diciamo il 70% - chiamandone a garanzia in parte la Bce, e in parte le stesse riserve accumulate dalla Germania grazie al fatto che tutti comprano solo i suoi Bund vendendo il resto dell' eurocarta. E' una proposta simile a quella avanzata qui in Italia da Paolo Savona. La terza proposta, fuori dai denti, è quella ancora più traumatica, di intavolare un confronto riservato su come uscirne, dall' euro. Le ipotesi sono due. Se ad uscirne sono i Paesi eurodeboli, si troverebbero con gli attivi e passività esteri di banche e imprese che restano in euro e dollari, con quelli domestici invece in lire o franchi svalutati tra il 20 e il 40%: L' effetto sarebbe di fallimenti e disoccupazione di massa. Se invece fossero gli euroforti - Germania, Olanda e Nordeuropa - allora l' effetto sarebbe opposto, l' avvaloramento degli attivi e passivi domestici reggerebbe l' effetto del maggior valore che il marco o il N-Euro, l' euro del nord, acquisterebbe sul dollaro rispetto all' euro attuale, penalizzandone le esportazioni sì, ma non tanto da annullare il vantaggio di competitività tedesco di questi anni. I mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui siamo esposti. La Merkel non passa giorno che non dica no a ciascuna di queste diverse ipotesi. La Germania del resto ha un suo piano B. Gli altri governi tacciono. Per questo i mercati scommettono che l' euro salterà. E per questo l' Italia deve al più presto recuperare l' autorevolezza per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto ieri Mario Monti. Finché siamo in tempo, evitiamolo. Perché di tempo ne è rimasto veramente poco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Ora che l' Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non deve fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto ... (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Messaggero" del 18-11-2011

Pagina: 19

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Ora che l' Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non deve fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto il continente. Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro in quanto tale, a rischiare di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che ogni giorno si sta realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti dell' euroarea ad eccezione della Germania, ed estendendosi ai titoli bancari che portano a sempre nuovi record verso il basso i listini di Borsa dell' intera Europa, perché le banche sono la cintura più esposta alla crisi di sistema che si sta scatenando. I segnali sono assai preoccupanti, per chi li vuole leggere. I differenziali sul Bund che s' inerpicano verso l' alto non sono solo quelli greci, e portoghesi e spagnoli. La Francia stava a 40 punti base di premio sul Bund decennale a fine 2010. Oggi supera i 200 e da due settimane peggiora ogni giorno, ha di fatto già perso nel giudizio dei mercati la tripla A di cui andava così fiera. Il Belgio è passato da 103 punti a 318. L' Austria, pur considerata integrata alla Germania euroleader, è salita da 54 a 190. Lo stesso fondo salva-Stati e salva-banche, l' Efsf, in teoria tripla A anch' esso, ha dovuto rinviare l' emissione di una sua obbligazione dopo averne ridotto l' ammontare, e paga rendimenti in crescita quotidiana allineati a quelli francesi. Tre mesi di incorporazione da parte del sistema bancario di questa stima crescente dei rischi sovrani implicano problemi gravissimi per il credito non più solo dei Paesi sin qui a rischio, ma innanzitutto delle banche francesi, le più esposte al totale di carta pubblica europea. Perché i mercati scommettono che nel 2012 l' euro salta, se non si assumono decisioni efficaci e adeguate al rischio a cui l' euro esposto? Per comprenderlo, è necessario compiere un passo indietro. Diciamo che, con qualche approssimazione tecnica, al mondo esistono due tipi di aree monetarie concepite come ottimali. Una è quella del dollaro. L' altra quella dell' euro. Sono due modelli pressoché agli antipodi. Il modello americano si è evoluto dal 1913 in avanti secondo una concezione per la quale a una valuta comune corrisponde l' unificazione reale dei mercati sottostanti, dei beni, dei servizi, del lavoro come della relativa regolazione. Lo scopo è quello di consentire che un unico tasso di interesse abbia sì effetti asimmetrici nelle diverse aree dell' Unione, che sono caratterizzate da tassi di crescita, costi dei fattori produttivi e prezzi degli asset comunque tra loro diversi visto che un continente non ha certo condizioni omogenee. Ma l' unificazione dei mercati e della regolazione consente che l' equilibrio a unico tasso d' interesse tra costi diversi, salari e disoccupazione avvenga per autoregolazione attraverso vasi comunicanti. Ti puoi spostare da uno Stato con più disoccupazione a uno che tira di più, con prezzi diversi, ma senza mettere a rischio risparmio e patrimonio. In questo modello, quando il ciclo scende e a maggior ragione quando si aprono grandi crisi, la via prescelta è quella di attenuarne i morsi monetizzando il debito - tanto l' eccesso di debito privato, che delle banche che di quello pubblico - facendo stampare dollari alla Fed. Dal 2008 in avanti, la banca centrale americana lo ha fatto per oltre 20 trilioni di dollari per il solo sistema banco-finanziario, praticamente per l' equivalente dei due terzi del valore attuale di tutti gli asset quotati nelle borse americane. Se si somma il debito pubblico,delle famiglie, delle imprese e delle banche Usa, nel giugno 2011 la quota era pari al 289% del Pil americano. Per fare paragoni, il Regno Unito è a quota 497%. Il Giappone a quota 492%. La Spagna a 388%. La Francia a 341% L' Italia al 303%. La differenza tra la sostenibilità del maggior debito americano, britannico e giapponese rispetto al nostro - più basso - dipende dal fatto che le banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone monetizzano il debito con il torchio monetario, pressoché illimitatamente. Certo, è un sistema che produce bolle nel prezzo degli asset, come quella di Internet prima, dell' immobiliare poi. E produce inflazione. Ma l' America, finché il dollaro è la moneta in cui sono denominati i mercati di tutte le commodities mondiali e dunque è riserva prioritaria per tutte le banche centrali, l' inflazione monetaria l' esporta verso il resto del mondo, anche grazie alla sua sostenuta produttività domestica. Meglio le bolle ogni tanto di una più alta disoccupazione stabile, pensano in America. Poi c' è il secondo modello, quello dell' euroarea. Vediamo di spiegarlo storicamente, perché questa è la risposta da dare a coloro che non capiscono come mai siamo stati per così dire «commissariati» dai tedeschi, insieme a greci, portoghesi, spagnoli e irlandesi. Il modello Bce nasce dall' esperienza tragica fatta dalla Germania ai tempi di Weimar. L' eccesso di torchio monetario e di inflazione, stante l' enorme debito accumulato nella sconfitta della prima guerra mondiale, portò comunque a disoccupazione di massa e perdita reale e verticale di risparmio. L' effetto fu il nazismo, la presa sugli strati popolari dei totalitarismi neri e rossi. Per questo la Germania per decenni, prima della moneta comune, ha affinato il modello su cui l' euro è poi nato. A differenza degli Usa, nessuna unificazione reale dei mercati sottostanti, del lavoro, dei beni e dei servizi come della regolazione: tranne che nel comparto finanziario. In più, il debito pubblico resta garantito da ciascun Paese membro. Senza un debito comune europeo è come se esso sia denominato in una valuta straniera, rispetto all' euro. Infine, la Bce non può e non deve monetizzare debiti di alcun tipo, deve solo pensare a tenere bassa l' inflazione, deve astenersi dal sostenere il ciclo. Come può reggere un sistema di tal tipo, visto che la curva dei costi come della produttività, e le bilance dei pagamenti tra i diversi paesi dell' euroarea sono tanto divergenti? Per dire, la Germania è forte perché ha il più grande attivo al mondo di parte corrente dopo la Cina, quasi il 7% del Pil, il Portogallo era in passivo del 14% prima della crisi. Oppure, se consideriamo il costo per unità di lavoro fatto pari a 100 nel 2000, quello tedesco nel 2008 era a 98 e ora è a 105, quello portoghese nel 2008 era a 128 e ancora oggi è sceso solo a 125. Il meccanismo tedesco prevede che, per reggere con queste asimmetrie e avvantaggiarsi tutti dell' euro, siano le classi politiche dei diversi Paesi a dover tenere la finanza pubblica in equilibrio al più basso livello di spesa pubblica coerente con un welfare decente e la sostenibilità del proprio debito pubblico, e a indurre con adeguate riforme l' economia reale ad un' elevata produttività. In caso contrario, con bassa crescita e alto debito e senza torchio monetario della Bce, l' unico aggiustamento possibile è quello della deflazione interna, cioè del drastico abbassamento in termini di valore reale dei salari e delle pensioni, degli attivi patrimoniali delle banche come delle imprese. Una volta che il conto salato, in termini di disoccupazione e impoverimento reale, cade sulle spalle di lavoratori, contribuenti e risparmiatori, allora essi richiameranno al dovere i politici mentitori e inadeguati, sostituendoli con politici più virtuosi. Siamo esattamente a questo punto. Il conto amaro si abbatte su milioni di portoghesi e spagnoli, italiani e - tra pochissimo- francesi. Perché i politici mentono e preferiscono dare la colpa al mercato o alle opposizioni, perché i sindacati resistono alle riforme, perché ciascuno dice che la colpa è di un altro. E alla fine a pagare sono imprese e lavoro, coloro che non decidono alcunché ma subiscono. Perché il mercato scommette che l' euro salta? Perché, al momento, non ci sono segni che tedeschi e francesi - entrambi sotto elezioni nel 2012 e nel 2013 - siano pronti ad assumere alcuna delle tre decisioni diverse che ci potrebbero portare fuori dal gorgo. La prima decisione è quella di cambiare con procedura d' urgenza Trattato e Statuto della Bce, mutandone la natura e inducendola a monetizzare il debito. I tedeschi non si fidano e dal loro punto di vista hanno ragione, con mercati separati è un premio a chi ha accumulato più squilibri traendo a quel punto il massimo vantaggio dall' euro. La seconda è una via intermedia. Senza monetizzazione integrale da parte della Bce, si potrebbe comunque formare un fondo comune in cui i diversi Paesi membri facessero confluire una quota di debito pubblico eccedente una certa soglia- diciamo il 70% - chiamandone a agaranzia in parte la Bce, e in parte le stesse riserve accumulate dalla Germania grazie al fatto che tutti comprano solo i suoi Bund vendendo il resto dell' eurocarta (la fuga dei fondi monetari dalla Francia è ormai massiccia, e i tedeschi se ne avvantaggiano grazie ai loro meriti). E' una proposta simile a quella avanzata qui in Italia da Paolo Savona. La terza proposta, fuori dai denti, è quella ancora più traumatica,di intavolare un confronto riservato su come uscirne, dall' euro. Le ipotesi sono due. Se ad uscirne sono i Paesi eurodeboli, si troverebbero con gli attivi e passività esteri di banche e imprese che restano in euro e dollari, con quelli domestici invece in lire o franchi svalutati tra il 20 e il 40%: L' effetto sarebbe di fallimenti e disoccupazione di massa. Se invece fossero gli euroforti - Germania, Olanda e Nordeuropea - allora l' effetto sarebbe opposto, l' avvaloramento degli attivi e passivi domestici reggerebbe l' effetto del maggior valore che il marco o il N-Euro, l' euro del nord, acquisterebbe sul dollaro rispetto all' euro attuale, penalizzandone le esportazioni sì, ma non tanto da annullare il vantaggio di competitività tedesco di questi anni. I mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui tutti siamo esposti. Né dei rimedi possibili da adottare. La Merkel non passa giorno che non dica no a ciascuna di queste diverse ipotesi. La Germania del resto ha un suo piano B. Gli altri governi tacciono o peggio come Sarkozy la assecondano. Per questo i mercati scommettono che l' euro salterà. E per questo l' Italia deve al più presto recuperare l' autorevolezza per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto ieri Monti. Non si è mai visto una carrozza trainata da un tiro a quattro in cui il passo debba essere quello del cavallo più veloce. Perché o gli altri tre cavalli crepano oppure, ancor prima, si ribalta la carrozza. Finché siamo in tempo, evitiamolo. Perché di tempo ne è rimasto veramente poco.

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È VENUTO il momento di allargare il punto di osservazione sulla crisi in corso, ora che il governo Monti con la fiducia parlamentare entra nella pienezza delle sue funzioni, salutato e sostenuto dal consenso esplicito dei vertici europei, ... (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Messaggero (ed. Metropolitana)" del 18-11-2011

Pagina: 1

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Pubblicato anche in: "Il Messaggero (ed. Ostia)"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

È VENUTO il momento di allargare il punto di osservazione sulla crisi in corso, ora che il governo Monti con la fiducia parlamentare entra nella pienezza delle sue funzioni, salutato e sostenuto dal consenso esplicito dei vertici europei, di Germania e Francia tanto per sottolineare ancora una volta l' attenzione tutta particolare riservata al potenziale di instabilità sistemico rappresentato dal debito pubblico e dalla bassa crescita del nostro Paese. Ora che l' Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non deve fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto il continente. Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro in quanto tale, a rischiare di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che ogni giorno si sta realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti dell' euroarea ad eccezione della Germania, ed estendendosi ai titoli bancari che portano a sempre nuovi record verso il basso i listini di Borsa dell' intera Europa, perché le banche sono la cintura più esposta alla crisi di sistema che si sta scatenando. I segnali sono assai preoccupanti, per chi li vuole leggere. I differenziali sul Bund che s' inerpicano verso l' alto non sono solo quelli greci, e portoghesi e spagnoli. La Francia stava a 40 punti base di premio sul Bund decennale a fine 2010. Oggi supera i 200 e da due settimane peggiora ogni giorno, ha di fatto già perso nel giudizio dei mercati la tripla A di cui andava così fiera. Il Belgio è passato da 103 punti a 318. L' Austria, pur considerata integrata alla Germania euroleader, è salita da 54 a 190. Lo stesso fondo salva-Stati e salva-banche, l' Efsf, in teoria tripla A anch' esso, ha dovuto rinviare l' emissione di una sua obbligazione dopo averne ridotto l' ammontare, e paga rendimenti in crescita quotidiana allineati a quelli francesi. Tre mesi di incorporazione da parte del sistema bancario di questa stima crescente dei rischi sovrani implicano problemi gravissimi per il credito non più solo dei Paesi sin qui a rischio, ma innanzitutto delle banche francesi, le più esposte al totale di carta pubblica europea. Perché i mercati scommettono che nel 2012 l' euro salta, se non si assumono decisioni efficaci e adeguate al rischio a cui l' euro esposto? Per comprenderlo, è necessario compiere un passo indietro. Diciamo che, con qualche approssimazione tecnica, al mondo esistono due tipi di aree monetarie concepite come ottimali. Una è quella del dollaro. L' altra quella dell' euro. Sono due modelli pressoché agli antipodi. Il modello americano si è evoluto dal 1913 in avanti secondo una concezione per la quale a una valuta comune corrisponde l' unificazione reale dei mercati sottostanti, dei beni, dei servizi, del lavoro come della relativa regolazione. Lo scopo è quello di consentire che un unico tasso di interesse abbia sì effetti asimmetrici nelle diverse aree dell' Unione, che sono caratterizzate da tassi di crescita, costi dei fattori produttivi e prezzi degli asset comunque tra loro diversi visto che un continente non ha certo condizioni omogenee. Ma l' unificazione dei mercati e della regolazione consente che l' equilibrio a unico tasso d' interesse tra costi diversi, salari e disoccupazione avvenga per autoregolazione attraverso vasi comunicanti. Ti puoi spostare da uno Stato con più disoccupazione a uno che tira di più, con prezzi diversi, ma senza mettere a rischio risparmio e patrimonio. In questo modello, quando il ciclo scende e a maggior ragione quando si aprono grandi crisi, la via prescelta è quella di attenuarne i morsi monetizzando il debito - tanto l' eccesso di debito privato, che delle banche che di quello pubblico - facendo stampare dollari alla Fed. Dal 2008 in avanti, la banca centrale americana lo ha fatto per oltre 20 trilioni di dollari per il solo sistema banco-finanziario, praticamente per l' equivalente dei due terzi del valore attuale di tutti gli asset quotati nelle borse americane. Se si somma il debito pubblico,delle famiglie, delle imprese e delle banche Usa, nel giugno 2011 la quota era pari al 289% del Pil americano. Per fare paragoni, il Regno Unito è a quota 497%. Il Giappone a quota 492%. La Spagna a 388%. La Francia a 341% L' Italia al 303%. La differenza tra la sostenibilità del maggior debito americano, britannico e giapponese rispetto al nostro - più basso - dipende dal fatto che le banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone monetizzano il debito con il torchio monetario, pressoché illimitatamente. Certo, è un sistema che produce bolle nel prezzo degli asset, come quella di Internet prima, dell' immobiliare poi. E produce inflazione. Ma l' America, finché il dollaro è la moneta in cui sono denominati i mercati di tutte le commodities mondiali e dunque è riserva prioritaria per tutte le banche centrali, l' inflazione monetaria l' esporta verso il resto del mondo, anche grazie alla sua sostenuta produttività domestica. Meglio le bolle ogni tanto di una più alta disoccupazione stabile, pensano in America. Poi c' è il secondo modello, quello dell' euroarea. Vediamo di spiegarlo storicamente, perché questa è la risposta da dare a coloro che non capiscono come mai siamo stati per così dire «commissariati» dai tedeschi, insieme a greci, portoghesi, spagnoli e irlandesi. Il modello Bce nasce dall' esperienza tragica fatta dalla Germania ai tempi di Weimar. L' eccesso di torchio monetario e di inflazione, stante l' enorme debito accumulato nella sconfitta della prima guerra mondiale, portò comunque a disoccupazione di massa e perdita reale e verticale di risparmio. L' effetto fu il nazismo, la presa sugli strati popolari dei totalitarismi neri e rossi. Per questo la Germania per decenni, prima della moneta comune, ha affinato il modello su cui l' euro è poi nato. A differenza degli Usa, nessuna unificazione reale dei mercati sottostanti, del lavoro, dei beni e dei servizi come della regolazione: tranne che nel comparto finanziario. In più, il debito pubblico resta garantito da ciascun Paese membro. Senza un debito comune europeo è come se esso sia denominato in una valuta straniera, rispetto all' euro. Infine, la Bce non può e non deve monetizzare debiti di alcun tipo, deve solo pensare a tenere bassa l' inflazione, deve astenersi dal sostenere il ciclo. Come può reggere un sistema di tal tipo, visto che la curva dei costi come della produttività, e le bilance dei pagamenti tra i diversi paesi dell' euroarea sono tanto divergenti? Per dire, la Germania è forte perché ha il più grande attivo al mondo di parte corrente dopo la Cina, quasi il 7% del Pil, il Portogallo era in passivo del 14% prima della crisi. Oppure, se consideriamo il costo per unità di lavoro fatto pari a 100 nel 2000, quello tedesco nel 2008 era a 98 e ora è a 105, quello portoghese nel 2008 era a 128 e ancora oggi è sceso solo a 125. Il meccanismo tedesco prevede che, per reggere con queste asimmetrie e avvantaggiarsi tutti dell' euro, siano le classi politiche dei diversi Paesi a dover tenere la finanza pubblica in equilibrio al più basso livello di spesa pubblica coerente con un welfare decente e la sostenibilità del proprio debito pubblico, e a indurre con adeguate riforme l' economia reale ad un' elevata produttività. In caso contrario, con bassa crescita e alto debito e senza torchio monetario della Bce, l' unico aggiustamento possibile è quello della deflazione interna, cioè del drastico abbassamento in termini di valore reale dei salari e delle pensioni, degli attivi patrimoniali delle banche come delle imprese. Una volta che il conto salato, in termini di disoccupazione e impoverimento reale, cade sulle spalle di lavoratori, contribuenti e risparmiatori, allora essi richiameranno al dovere i politici mentitori e inadeguati, sostituendoli con politici più virtuosi. Siamo esattamente a questo punto. Il conto amaro si abbatte su milioni di portoghesi e spagnoli, italiani e - tra pochissimo- francesi. Perché i politici mentono e preferiscono dare la colpa al mercato o alle opposizioni, perché i sindacati resistono alle riforme, perché ciascuno dice che la colpa è di un altro. E alla fine a pagare sono imprese e lavoro, coloro che non decidono alcunché ma subiscono. Perché il mercato scommette che l' euro salta? Perché, al momento, non ci sono segni che tedeschi e francesi - entrambi sotto elezioni nel 2012 e nel 2013 - siano pronti ad assumere alcuna delle tre decisioni diverse che ci potrebbero portare fuori dal gorgo. La prima decisione è quella di cambiare con procedura d' urgenza Trattato e Statuto della Bce, mutandone la natura e inducendola a monetizzare il debito. I tedeschi non si fidano e dal loro punto di vista hanno ragione, con mercati separati è un premio a chi ha accumulato più squilibri traendo a quel punto il massimo vantaggio dall' euro. La seconda è una via intermedia. Senza monetizzazione integrale da parte della Bce, si potrebbe comunque formare un fondo comune in cui i diversi Paesi membri facessero confluire una quota di debito pubblico eccedente una certa soglia- diciamo il 70% - chiamandone a agaranzia in parte la Bce, e in parte le stesse riserve accumulate dalla Germania grazie al fatto che tutti comprano solo i suoi Bund vendendo il resto dell' eurocarta (la fuga dei fondi monetari dalla Francia è ormai massiccia, e i tedeschi se ne avvantaggiano grazie ai loro meriti). E' una proposta simile a quella avanzata qui in Italia da Paolo Savona. La terza proposta, fuori dai denti, è quella ancora più traumatica,di intavolare un confronto riservato su come uscirne, dall' euro. Le ipotesi sono due. Se ad uscirne sono i Paesi eurodeboli, si troverebbero con gli attivi e passività esteri di banche e imprese che restano in euro e dollari, con quelli domestici invece in lire o franchi svalutati tra il 20 e il 40%: L' effetto sarebbe di fallimenti e disoccupazione di massa. Se invece fossero gli euroforti - Germania, Olanda e Nordeuropea - allora l' effetto sarebbe opposto, l' avvaloramento degli attivi e passivi domestici reggerebbe l' effetto del maggior valore che il marco o il N-Euro, l' euro del nord, acquisterebbe sul dollaro rispetto all' euro attuale, penalizzandone le esportazioni sì, ma non tanto da annullare il vantaggio di competitività tedesco di questi anni. I mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui tutti siamo esposti. Né dei rimedi possibili da adottare. La Merkel non passa giorno che non dica no a ciascuna di queste diverse ipotesi. La Germania del resto ha un suo piano B. Gli altri governi tacciono o peggio come Sarkozy la assecondano. Per questo i mercati scommettono che l' euro salterà. E per questo l' Italia deve al più presto recuperare l' autorevolezza per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto ieri Monti. Non si è mai visto una carrozza trainata da un tiro a quattro in cui il passo debba essere quello del cavallo più veloce. Perché o gli altri tre cavalli crepano oppure, ancor prima, si ribalta la carrozza. Finché siamo in tempo, evitiamolo. Perché di tempo ne è rimasto veramente poco.

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Safilo compra da StyleMark tecnologia e marchio Polaroid Eyewear (sezione: Euro-Dollaro)

 

"MF (Fashion)" del 18-11-2011

Pagina: 1

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Safilo conquista Polaroid e ritiene di poter formalizzare l' acquisizione nel primo trimestre 2012. Il corrispettivo sarà 87,5 milioni di dollari, cioè 65 milioni di euro in base al cambio attuale. E anche qualora il cambio dovesse variare sensibilmente, il prezzo non sarà comunque superiore ai 65 milioni di euro, in base agli accordi sottoscritti con l' attuale proprietario StyleMark e resi noti ieri a tarda sera dal gruppo veneto. Polaroid Eyewear, uno dei nomi più noti nell' ottica e nella tecnologia delle lenti, inventore delle prime lenti polarizzate nel 1929 e primo a commercializzarle nel 1935, «oltre che produttore e distributore globale di articoli ottici con un posizionamento di mercato forte ed estremamente riconoscibile», dovrebbe chiudere l' esercizio 2011 con vendite pari a circa 63 milioni di dollari (46,8 milioni di euro) e un Ebitda di circa 8,75 milioni di dollari (6,5 milioni di euro). Era dunque Polaroid il nome che stava dietro al comunicato emesso da Safilo due giorni fa, in occasione dell' annuncio della decisione di Giorgio Armani di non rinnovare le licenze col gruppo. Ma ora, dopo la nuova acquisizione, come conclude la nota della società veneta, «l' inserimento del marchio Polaroid nel portafoglio dei brand di proprietà di Safilo contribuirà a realizzare il pieno potenziale di Safilo su mercati, categorie di prodotto e canali distributivi, completando l' offerta del gruppo in un segmento di mercato caratterizzato da un alto potenziale di crescita, soprattutto nei mercati al di fuori dell' Europa, dove Polaroid è attualmente poco presente e dove la struttura distributiva di Safilo ne consentirà una rapida espansione». (riproduzione riservata)

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Truffatore arrestato (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Stampa" del 18-11-2011

Cronaca di Torino

Pagina: 80-81

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Collegno.

I carabinieri hanno arrestato Sinisa Georgiev, croato di 33 anni, dal gennaio 2008 era ricercato con un mandato di arresto internazionale. L' uomo aveva cercato di abbindolare una donna tedesca facendole credere che in cambio di 36 mila euro in contanti le avrebbe dato una valigia con dentro 70 mila dollari. I carabinieri lo hanno pizzicato in un ristorante.

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Cambi: Ig Markets, focus resta su crisi e spaccatura Germania-Ue (2) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"libero.it" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Finanza.

( (Adnkronos) - La sterlina, continua Christopher Beauchamp, "ha continuato a salire rispetto al dollaro nel pomeriggio dopo che i forti dati sulle vendite al dettaglio hanno rappresentato una rara buona notizia per l' economia britannica. Tuttavia i dati non sono riusciti a cambiare la visione d' insieme per cui le prospettive nel Regno Unito sono rimaste cupe visto che i dati durante la notte hanno mostrato che la fiducia dei consumatori nel Regno Unito e' scesa a un minimo record nel mese di ottobre". "La sterlina - continua Beauchamp - ha toccato un massimo intraday a 1,5793 dollari dopo che i dati hanno mostrato che le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono aumentate dello 0,6% nel mese di ottobre, contro le previsioni di un calo dello 0,2%. Nel frattempo, l' indice di fiducia di Nationwide e' sceso a 36 dal 45 di settembre visti i timori per la crisi della zona euro, l' aumento della disoccupazione e lo stato della fiducia dell' economia. Tuttavia, prosegue Beauchamp, "il cross sterlina/dollaro ha avuto difficolta' a reggere il massimo della mattinata dopo che la scarsa domanda all' asta di obbligazioni spagnole ha alimentato i timori per cui la crisi del debito della zona euro e' fuori controllo, spingendo gli investitori verso la sicurezza del dollaro statunitense". (segue)

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Una plausibile spiegazione della bolla subprime (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Rinascita" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

La bolla (sarebbe meglio dire "il bubbone" per l' analogia di questa vera e propria patologia economica con un' affezione medica) dei subprimes americani (cioè la trasformazione di mutui erogati "allegramente" a persone che non erano sicuramente in grado di onorare il debito contratto con la banca) è arrivata a 1.000 trilioni di dollari (in cifre 1.000.000.000.000.000 $ altresì pronunciabile come "un milione di miliardi" di dollari, cioè circa 740.000 miliardi di euro, al cambio attuale). Poiché tutto il patrimonio immobiliare mondiale è stimato in circa 50 trilioni di dollari, è come se questi sporchi speculatori si fossero venduti tutte le case del mondo 20...

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In calo la chiusura dei principali listini europei (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri, e a 103,98 yen.

Chiusura in deciso calo per le principali borse europee. Chiusura in lieve calo per l' euro. La moneta unica viene scambiata a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri, e a 103,98 yen. Dollaro/yen stabile a 77. Il Cac 40 di Parigi ha perso l' 1,78% a 3.010 punti, l' Ftse 100 di Londra l' 1,56% a 5.423 punti e il Dax di Francoforte l' 1,07% a 5.850 punti.

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BCE: fixing dollaro, yen e sterlina (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 17 novembre 2011.

La Bce comunica i cambi di riferimento per la giornata del 17 novembre 2011. Euro contro dollaro chiude a 1,3480, lievemente più debole rispetto all' ultima rilevazione a 1,3484. Invariato il cambio euro/yen che chiude a 103,76 da 103,77. Segno meno infine anche per il cambio euro/sterlina che si porta a 0,85400 rispetto a una precedente rilevazione a 0,85430.

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Cambi: Tassi Di Riferimento Odierni Dell' euro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 17 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute 17/11/11 Dollaro USA 1,3480 Yen 103,76 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,646 Corona danese 7,4427 Lira sterlina 0,85400 Fiorino ungherese 312,17 Litas lituano 3,4528 Lat lettone 0,7031 Zloty polacco 4,4388 Nuovo leu romeno 4,3638 Corona svedese 9,1747 Franco svizzero 1,2387 Corona islandese --- Corona norvegese 7,8205 Kuna croata 7,4960 Rublo russo 41,5989 Lira turca 2,4465 Dollaro australiano 1,3403 Real brasiliano 2,4000 Dollaro canadese 1,3821 Yuan cinese 8,5669 Dollaro di Hong Kong 10,4965 Rupia indonesiana 12152,23 Shekel israeliano 5,0320 Rupia indiana 68,6740 Won sudcoreano 1527,79 Peso messicano 18,4609 Ringgit malese 4,2577 Dollaro neozelandese 1,7645 Peso filippino 58,579 Dollaro di Singapore 1,7453 Baht tailandese 41,653 Rand sudafricano 11,0981 Nota: dal 2 novembre 2009 la Banca d' Italia pubblica sul proprio sito web il cambio indicativo della corona islandese.

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CAMBI: TASSI DI RIFERIMENTO ODIERNI DELL' EURO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"ASCA" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 17 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute 17/11/11 Dollaro USA 1,3480Yen 103,76Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,646Corona danese 7,4427Lira sterlina 0,85400 Fiorino ungherese 312,17Litas lituano 3,4528 Lat lettone 0,7031Zloty polacco 4,4388Nuovo leu romeno 4,3638Corona svedese 9,1747 Franco svizzero 1,2387Corona islandese --- Corona norvegese 7,8205Kuna croata 7,4960Rublo russo 41,5989Lira turca 2,4465Dollaro australiano 1,3403Real brasiliano 2,4000Dollaro canadese 1,3821Yuan cinese 8,5669Dollaro di Hong Kong 10,4965Rupia indonesiana 12152,23Shekel israeliano 5,0320Rupia indiana 68,6740Won sudcoreano 1527,79Peso messicano 18,4609Ringgit malese 4,2577Dollaro neozelandese 1,7645Peso filippino 58,579Dollaro di Singapore 1,7453Baht tailandese 41,653Rand sudafricano 11,0981 Nota: dal 2 novembre 2009 la Banca d' Italia pubblica sul proprio sito web il cambio indicativo della corona islandese. red/opr/rob.

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Cambi: euro debole ma sopra i minimi, a 1,3483 dollari a meta' seduta (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 nov - L' euro debole rispetto alla vigilia, anche se a meta' seduta riesce a limitare i danni dopo avere aggiornato in apertura i nuovi minimi dal 10 di ottobre nei confronti di dollaro (1,3418) e yen (103,36). La divisa unica, che continua a scontare la crisi del debito sovrano e le tensioni cui sono sottoposti Paesi (come la Francia) maggiormente di peso rispetto a quelli periferici, a meta' seduta ha quotato 1,3483 dollari (1,3504). Man- (RADIOCOR) 17-11-11 12:25:48 (0139) 3 NNNN.

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Euro-Dollaro: il trend di breve termine si conferma ribassista (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Di Gianluca Defendi.

 

"milanofinanza.it" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Prosegue senza soste significative la discesa del cambio euro/dollaro. Dopo un veloce pullback verso quota 1,38 le quotazioni hanno infatti subito un' ulteriore flessione, confermando in questo modo il trend ribassista di breve termine nel quale si trovano inserite. La struttura grafica rimane quindi negativa con i principali indicatori quantitativi che registrano un evidente rafforzamento della pressione ribassista: l' Macd e il Parabolic Sar si trovano infatti in chiara posizione short mentre l' Rsi e lo Stoacstico a 5 osservazioni consolidano all' interno delle rispettive aree di ipervenduto. Possibile quindi una nuova discesa con un primo target in area 1,335-1,332 e un secondo attorno a 1,32-1,318. Difficile per adesso ipotizzare l' inversione rialzista del trend. (riproduzione riservata)

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Cambi: euro debole sotto la soglia di 1,35 dlr a inizio giornata (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » Milano.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 nov - Euro debole a inizio giornata, a causa delle pressioni per la crisi del debito nella zona euro. La moneta unica europea dopo aver toccato nelle contrattazioni asiatiche un nuovo minimo dal 10 ottobre sul dollaro a 1,3421, e' scambiato a 1,3487 (1,3464 ieri e 1,3484 Bce ieri). Contro yen, l' euro fallisce il recupero della soglia dei 104 e tratta a 103,82 (103,77 Bce ieri). Dollaro/yen a 76,96. Chi (RADIOCOR) 17-11-11 08:40:07 (0060)TV 5 NNNN.

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Una "moneta dei forti" colpirebbe la Germania (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Riccardo Sorrentino.

 

"ilsole24ore.com" del 17-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

La Svizzera. È lì che occorre guardare per capire qual è oggi l' interesse nazionale della Germania. Perché è vero - e in fondo è anche giusto - che le difficoltà di Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non irritati: tutto è nato con le menzogne dei politici greci sullo stato dei conti pubblici, ed è proseguito con l' inerzia dei politici italiani che non hanno neanche riconosciuto la gravità della crisi economica del Paese. Per la Germania l' errore più grande, però, sarebbe quello di chiudersi un po' sdegnata nella sua torre d' avorio e lasciar fallire il progetto di Eurolandia, anche solo isolando le "mele marce" dei Piigs. L' ipotesi è solo teorica, anche se non mancano gli economisti - e i politici - che la prevedono, la consigliano o addirittura la sognano. Il risultato non sarebbe però positivo, per mille ragioni, una delle quali immediata: un "nuovo marco" o anche un "euro dei forti" diventerebbe un porto sicuro come il franco svizzero, balzerebbe rapidamente verso l' alto strozzando le esportazioni e facendo calare i prezzi. La nuova banca centrale, come la Banca nazionale svizzera, sarebbe probabilmente costretta a bloccare il cambio, in una corsa contro i mercati; mentre i principali partner commerciali "abbandonati al loro destino" potrebbero godere di un' effimera - ma nel breve periodo fastidiosa - competitività "drogata" sui prezzi (a costo di una maggiore inflazione). Una simulazione, per quanto semplice, può dare un' idea precisa di cosa accadrebbe. Un' analisi di David Bloom della Hsbc, che ha dedicato a questo tema diversi lavori, ha calcolato - sulla base delle analogie tra le posizioni con l' estero delle due economie - che un "euro dei forti", allargato anche alla Francia, probabilmente sarebbe rimasto agganciato a circa 1,50 franchi svizzeri. Oggi tratterebbe circa a 1,65 dollari, in flessione da oltre due dollari di agosto; ben oltre quota 1,40 che per gli esportatori tedeschi rappresenta la "soglia del dolore". L'"euro dei deboli" - valutato come residuo rispetto all'"euro di tutti", dal valore medio - sarebbe invece a 1,05, in rialzo da 0,80 dollari.

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Una «moneta dei forti» colpirebbe la Germania (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: L' ANALISI.
Sottotitolo: Il confronto.

Riccardo Sorrentino La Svizzera. È lì che occorre guardare per capire qual è oggi l' interesse nazionale della Germania. Perché è vero - e in fondo è anche giusto - che le difficoltà di Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non irritati: tutto è nato con le menzogne dei politici greci sullo stato dei conti pubblici, ed è proseguito con l' inerzia dei politici italiani che non hanno neanche riconosciuto la gravità della crisi economica del Paese. Per la Germania l' errore più grande, però, sarebbe quello di chiudersi un po' sdegnata nella sua torre d' avorio e lasciar fallire il progetto di Eurolandia, anche solo isolando le "mele marce" dei Piigs. L' ipotesi è solo teorica, anche se non mancano gli economisti - e i politici - che la prevedono, la consigliano o addirittura la sognano. Il risultato non sarebbe però positivo, per mille ragioni, una delle quali immediata: un "nuovo marco" o anche un "euro dei forti" diventerebbe un porto sicuro come il franco svizzero, balzerebbe rapidamente verso l' alto strozzando le esportazioni e facendo calare i prezzi. La nuova banca centrale, come la Banca nazionale svizzera, sarebbe probabilmente costretta a bloccare il cambio, in una corsa contro i mercati; mentre i principali partner commerciali "abbandonati al loro destino" potrebbero godere di un' effimera - ma nel breve periodo fastidiosa - competitività "drogata" sui prezzi (a costo di una maggiore inflazione). Una simulazione, per quanto semplice, può dare un' idea precisa di cosa accadrebbe. Un' analisi di David Bloom della Hsbc, che ha dedicato a questo tema diversi lavori, ha calcolato - sulla base delle analogie tra le posizioni con l' estero delle due economie - che un "euro dei forti", allargato anche alla Francia, probabilmente sarebbe rimasto agganciato a circa 1,50 franchi svizzeri. Oggi tratterebbe circa a 1,65 dollari, in flessione da oltre due dollari di agosto; ben oltre quota 1,40 che per gli esportatori tedeschi rappresenta la "soglia del dolore". L'"euro dei deboli" - valutato come residuo rispetto all'"euro di tutti", dal valore medio - sarebbe invece a 1,05, in rialzo da 0,80 dollari. Se si ricorda che le esportazioni tedesche, come quelle italiane e, ancor più, quelle spagnole, tendono a reagire molto rispetto al cambio, si può capire come il risultato, alla fine e nel lungo periodo, sarebbe negativo per tutti; ma in modo particolare proprio per la Germania. È un esperimento, quello dell' Eurolandia per pochi, da non fare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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L' euro perde quota in attesa dell' asta spagnola (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 47

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro ha toccato il minimo da cinque settimane nei confronti dello yen e del dollaro, indebolito dalle aspettative crescenti per un nuovo intervento della Banca centrale europea, che sarebbe provocato dal crescente pessimismo sulla crisi del debito dell' Eurozona. Oggi, Spagna e Francia si presenteranno ai mercati per raccogliere in tutto oltre 12 miliardi di euro, mentre i rendimenti sui titoli del debito pubblico della regione sono in salita. Un cattivo risultato, soprattutto per il collocamento francese, avrebbe ripercussioni pesanti, rendendo palese che il contagio della crisi ha davvero raggiunto anche l' Europa "forte". La moneta unica è scesa fino a 103,41 yen e a 1,3429. Stabile il cambio tra biglietto verde e valuta giapponese a quota 77. Lo spostamento verso investimenti più sicuri ha penalizzato anche il dollaro australiano e il dollaro neozelandese.

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Ho un figlio bocconiano che attualmente si trova negli Usa per un master annuale di economia internazionale ad Albany. Io sono invece professore di lettere classiche. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere della Sera" del 17-11-2011

Lettere

Pagina: 59

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Risponde Sergio Romano.

Ho un figlio bocconiano che attualmente si trova negli Usa per un master annuale di economia internazionale ad Albany. Io sono invece professore di lettere classiche. In questo periodo discutiamo parecchio, via Skype, di economia e politica europea, trovandoci su posizioni molto distanti. Lui ieri è giunto ad affermare che è giusto che, in situazioni di necessità, i poteri economici internazionali si adoperino per sostituire governi nazionali inefficienti con altri in grado di difendere l' euro e di soddisfare le richieste della Bce. È esattamente quel che è successo in Grecia e sta succedendo in Italia. A me tutto ciò pare aberrante perché si configura come una sospensione della democrazia (non si sa se provvisoriamente o per quanto tempo). Che senso ha più chiamare i popoli alle urne se le maggioranze elette possono essere fatte cadere con guerre economiche mosse ai governi nazionali sgraditi ai potentati finanziari? Personalmente mi sento privato dei miei diritti di cittadino elettore e trasformato in suddito. Andrea Del Ponte Genova Caro Del Ponte, L' esercizio della democrazia è strettamente legato al concetto di sovranità nazionale. Gli elettori vanno alle urne nella presunzione che le persone elette mantengano le promesse fatte durante la campagna elettorale. Ma negli Stati moderni, soprattutto dopo l' avvento della globalizzazione, la sovranità degli Stati si è progressivamente ridotta e il numero delle leve a cui i governi possono ricorrere per manovrare l' economia è considerevolmente diminuito. Continuiamo a parlare di sovranità nazionale, ma la libertà e l' autonomia di un Paese nell' ambito della società mondiale si sono progressivamente ridotte. La Cina è proprietaria di titoli americani per una somma che ammonta a 900 miliardi di dollari. Possono gli Stati Uniti dimenticare che il loro futuro dipende per molti aspetti da quello della Cina? Come Angela Merkel ha più volte ammesso nel corso delle ultime settimane, i successi economici della Germania dipendono dall' euro. Può il cancelliere ignorare che la crisi della moneta unica avrebbe gravi ripercussioni sulla sua economia nazionale? Le banche francesi hanno nei loro portafogli grandi quantitativi di obbligazioni greche e italiane. Possono disinteressarsi delle difficoltà dei due Paesi di cui sono creditori? Al concetto di sovranità nazionale è subentrato ormai quello di interdipendenza, vale a dire uno stato di cose in cui nessuno può sperare di guarire i propri mali da solo o ignorare che i suoi rimedi sono destinati a influenzare le condizioni di salute dei suoi partner. Questa interdipendenza è particolarmente evidente nell' Unione europea e soprattutto nell' eurozona. Sulla crisi dell' euro e sulle sue cause e responsabilità verranno avanzate tesi diverse e scritti molti libri. Ma tutti temono con ragione che il collasso di un Paese provocherebbe una reazione a catena. È questa la ragione per cui l' interferenza franco-tedesca negli affari della Grecia, quando Nicolas Sarkozy e Angela Merkel fecero pressioni su George Papandreou perché rinunciasse a un referendum popolare sulle misure imposte al suo governo, mi sono sembrate pienamente giustificate. Aggiungo che questa perdita di sovranità nazionale, se favorirà l' integrazione europea, mi sembra provvidenziale. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Euro: Recupera E Chiude In Rialzo Sopra 1,35 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - Al termine di una seduta in calo influenzata dall' aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi europei, l' euro recupera e chiude in rialzo a 1,3528 dollari e 104,10 yen. L' inversione di rotta potrebbe essere legata al calo dei prezzi al consumo in Usa, che lascia margine di manovra alla Federal Reserve per nuove misure di alleggerimento quantitativo. Dollaro/yen stabile a 76,95 .

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Cambi/ Brusco scatto dell' euro che torna sopra 1,35 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 16-11-2011

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Pubblicato anche in: "unita.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Roma, 16 nov. (TMNews) - Brusco scatto in avanti dell' euro, che a tarda mattina torna improvvisamente al di sopra di 1,35 dollari mentre in mercati sono in attesa che il presidente del Consiglio designato Mario Monti sciolga le riserve e annunci una nuova squadra di governo in Italia. La valuta unica risale a quota 1,3533 dollari, laddove nelle prime ore di stamattina, mentre era scambiata prevalentemente sui mercati dell' Asia quasi tutti in pesante ribassi, l' euro era calato fin sotto 1,3450 dollari.

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Bce colloca 552 mln dlr in p/t 8 gg in valuta, in scadenza 500 mln (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FRANCOFORTE, 16 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono pervenute da due banche, per un ammontare di poco superiore ai 500 milioni di dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa, richiesti a loro volta da una sola banca. L' operazione, questa settimana a 8 giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,08%. Il regolamento cade su domani, il rientro su venerdì 25 novembre. L' operazione odierna si basa su un tasso di cambio euro/dollaro di 1,3466. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Euro dollaro sotto il supporto di 1,35 (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese.

Il cambio euro dollaro ha accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese. Probabile a questo punto il ritorno sui minimi di inizio ottobre a 1,3140 circa, supporto intermedio a 1,3350. Sopra 1,35 possibile un rimbalzo ma servirebbe poi la rottura di 1,3560 per permettere il test a 1,3750 della linea di trend che scende dal top di fine ottobre.

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Cambi: euro in calo sotto quota 1,35 dollari su timori debito Europa (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 16-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 nov - Euro ancora in calo negli scambi mattutini, per il rafforzamento delle tensioni sul mercato del debito europeo. La moneta unica torna sotto quota 1,35 dollari a 1,3433 dollari (1,3545 alla vigilia), livello piu' basso da inizio ottobre e tratta a 103,592 yen (104,18), 0,8529 sterline (0,8554) e 1,2392 franchi svizzeri (1,2389). Il biglietto verde quota a 76,955 yen (76,94), 0,9206 franchi (0,9156) e 1,57799 per una sterlina (1,5821). liz (RADIOCOR) 16-11-11 08:52:15 (0072)TV 5 NNNN.

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Tutti fermi davanti agli schermi. In attesa della politica (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Tempo (ed. Lazio)" del 16-11-2011

Viterbo

Pagina: 3

 

Pubblicato anche in: "Il Tempo (ed. Abruzzo)" "Il Tempo"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Viaggio nella finanza Una mattinata insieme agli operatori di Arianna Sim. Gli investitori sono pronti all' acquisto ma per ora aspettano Mario Monti.

Operatori fermi. Il telefono non squilla. Sugli schermi si aggiornano ossessivamente i valori degli spread dei Buoni del Tesoro italiano contro il Bund tedesco. E il caffè per uno strano inceppamento della macchinetta esce freddo. Brutto segnale. È una mattinata di attesa quella si respira a Roma nella sala operativa di Arianna Sim, una società di intermediazione mobiliare, rilevata da qualche mese da un gruppo di profesionisti guidati da Rossana Venneri. «Si attende - spiega a Il Tempo la Venneri -. I mercati hanno bisogno di stabilità e di fiducia. Senza questi due elementi i risparmiatori non si muovono e gli operatori professionali sono meno propositivi del solito». Già, il problema è sempre quello, cosa consigliare ai clienti. Nella sala vetrata della sede della Sim all' ultimo piano di un palazzo di via Barberini gli occhi sono attent oggi alle valute. È un giorno particolare. L' euro, così si dice nel gergo degli analisti, ha rotto un supporto, un valore da tempo non toccato nei confronti del dollaro. È un segnale che qualcosa sui mercati sta cambiando. Per mesi, quelli caldi dell' estate e della crisi, la moneta unica è rimasta ancorata a un valore sopra 1,36 contro il dollaro. Ieri questo valore è stato abbondantemente sforato all' ingiù. «Da oggi (ieri ndr) consigliamo ai nostri clienti di inserire in portafoglio dollari». Non si comprano all' angolo della strada certo. Ma Arianna Sim prevede formule come i conti valutari denominati in dollari o altri prodotti legati al biglietto verde. «Consigliare i nostri clienti a mettere qualcosa sulle monete non è difficile. Nel nostro portafoglio ci sono molti ex dipendenti dell' Eni. Sono abituati per la carriera professionale svolta in parte all' estero a considerare facilmente variabili come il prezzo delle materie prime e la considerazione di asset con valute differenti» spiega la Venneri. Una cosa è certa, i risparmiatori non sono all' oscuro di quanto sta accadendo. Sanno che la situazione può degenerare velocemente, ma continuano ad avere fiducia nel sistema Italia. «Venerdì scorso quando gli spread salivano a a velocità stratosferica verso i 550 punti base, nel pieno della crisi di governo, molti ci hanno chiamato per comprare Buoni del Tesoro Poliennali» aggiunge l' amministratore delegato di Arianna Sim. Nazionalismo, nel senso di comprare quote di debito italiano, ma anche un sano fiuto per gli affari. I titoli acquistati rendono attorno al 6,5% lordo. Che di questi tempi non è proprio da buttare via. Anzi. Insomma gli italiani, quelli con un certo livello di reddito, hanno più cultura finanziaria di quanto si pensi. «Una sola cosa ancora manca - chiosa però la Venneri -. Vendere asset in perdita. Non si riesce a digerire ancora il fatto di cedere titoli con minusvalenze per mettere liquidità laddove si può recuperare quanto perso più velocemente e cominciare a guadagnare». Perdere è difficile sempre. Eppure ormai in molti si sono abituati a convivere con valori negativi dei prezzi dei titoli in portafoglio. Oggi (ieri ndr) è una giornata del genere. Gli operatori continuano a stilare un bollettino di guerra. Il titolo migliore è Campari che fa solo un punticino percentuale. Tutti gli alti sono nel baratro. Con Finmeccanica giù del 14%. Nessuno squillo di telefono. Nessuno vende. Nessuno compra. Per ora si attende mister Monti. Fil. Cal.

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Valute: l' euro si avvia verso 1,34 contro il dollaro, yen moneta rifugio contro il rischio (Natixis) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Borse" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Oggi, 16:07 Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend verso quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti esposti in questo senso. È il parere degli analisti di Natixis, che nel loro report odierno sulle valute spiegano come i Paesi "periferici" dell' area euro, nonostante i cambi di governo, risentiranno comunque delle turbolenze della politica, aggravate dalla situazione del mercato dei debiti di Stato di quei Paesi, che alimentano le paure sulla insolvibilità dei debiti sovrani europei e sulla lentezza delle autorità nell' invertire a tendenza dei tassi a lungo termine italiani. A preoccupare i mercati, aggiunge Natixis, si somma l' atteggiamento della Banca Centrale Europea, che non sta effettuando acquisti massicci di titoli di Stato, a supporto dell' ipotesi che l' istituto centrale europeo non voglia essere visto come l' ultima spiaggia. Per quanto riguarda le altre valute, gli analisti di Natixis notano che il cattivo andamento dei mercati azionari mondiali sta danneggiando le "commodity currency" (dollaro australiano, canadese e neozelandese) e le monete scandinave. Lo yen, che si sta apprezzando contro il dollaro, si rivela ben più che un "safe haven" quando aumenta l' avversione al rischio sui mercati, mentre le altre monete asiatiche sono meno elastiche rispetto ai movimenti del mercato a causa dei pesanti interventi monetari dei governi locali. Floriana Liuni Fonte: Finanza.com.

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Valute: l´euro si avvia verso 1,34 contro il dollaro, yen moneta rifugio contro il rischio (Natixis) (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Finanzaonline" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend verso quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti esposti in questo senso. È il parere degli analisti di Natixis, che nel loro report odierno sulle valute spiegano come i Paesi "periferici" dell´area euro, nonostante i cambi di governo, risentiranno comunque delle turbolenze della politica, aggravate dalla situazione del mercato dei debiti di Stato di quei Paesi, che alimentano le paure sulla insolvibilità dei debiti sovrani europei e sulla lentezza delle autorità nell´invertire a tendenza dei tassi a lungo termine italiani. A preoccupare i mercati, aggiunge Natixis, si somma l´atteggiamento della Banca Centrale Europea, che non sta effettuando acquisti massicci di titoli di Stato, a supporto dell´ipotesi che l´istituto centrale europeo non voglia essere visto come l´ultima spiaggia. Per quanto riguarda le altre valute, gli analisti di Natixis notano che il cattivo andamento dei mercati azionari mondiali sta danneggiando le "commodity currency" (dollaro australiano, canadese e neozelandese) e le monete scandinave. Lo yen, che si sta apprezzando contro il dollaro, si rivela ben più che un "safe haven" quando aumenta l´avversione al rischio sui mercati, mentre le altre monete asiatiche sono meno elastiche rispetto ai movimenti del mercato a causa dei pesanti interventi monetari dei governi locali.

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Cina investe all' estero per guadagnare (sezione: Euro-Dollaro)

 

"milanofinanza.it" del 15-11-2011

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Pubblicato anche in: "milanofinanza.it"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

La Cina investe all' estero per ottenere profitti e influire sulle scelte strategiche. E' quanto ha detto il numero uno del China Investment Corp (Cic), il maggiore fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di Gao Xiqing arriva nel mezzo delle turbolenze provocate dalla crisi del debito in Europa. Pechino si è fatta avanti per aiutare il vecchio continente, ma in cambio, secondo quanto riferito da due fonti, ha chiesto appoggio per ottenere maggiore influenza nel Fmi, conseguire lo status di economia di mercato all' interno della Wto o la cancellazione dell' embargo europeo sulla vendita di armamenti. "Nel processo di investimento all' estero", ha spiegato Gao Xiqing nel corso del China Overseas Investment Summit, a Hong Kong, "dobbiamo essere razionali e ottenere profitti. Ci incontriamo spesso con regolatori esteri, il cui atteggiamento è che dovremmo dar loro denaro e lasciarli lavorare. Nulla è gratis a questo mondo". Gao ha aggiunto che "queste persone ci chiedono di andare e investire, mollare i soldi e andarcene. Non vogliamo ottenere poltrone nei consigli di amministrazione, non vogliamo dire come gestire una nomina. Non è questo il modo in cui funzionano le cose". Cic investe facendo ricorso alle riserve in valuta estera di Pechino, che ammontano ad oltre 3.000 miliardi di dollari. Ma Gao ha precisato che gli investimenti saranno cauti. "La Cina ha un grande ammontare di riserve in valuta estera, ma questo è il risultato delle anziane che lavorano nei villaggi, costruendo oggetti con il bambù. Cosa avete fatto perché vi trasferiamo (questa ricchezza)?", si è domandato. Il numero uno del Cic, infine, ha precisato che "la Cina non può farsi carico del debito sovrano altrui, specialmente quello di paesi importanti, perché i nostri asset verrebbero svalutati". Un riferimento al debito sovrano dei membri della zona euro: se Pechino comprasse a piene mani bond denominati in moneta unica, l' attuale portafoglio, che si ritiene sia in gran parte denominato in dollari Usa, subirebbe una svalutazione.

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Cina investe all' estero per guadagnare, influire - fondo sovrano Cic (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

HONG KONG, 15 novembre (Reuters) - La Cina investe all' estero per ottenere profitti e influire sulle scelte strategiche. E' quanto ha detto il numero uno del China Investment Corp (Cic), il maggiore fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di Gao Xiqing arriva nel mezzo delle turbolenze provocate dalla crisi del debito in Europa. Pechino si è fatta avanti per aiutare il vecchio continente, ma in cambio, secondo quanto riferito da due fonti, ha chiesto appoggio per ottenere maggiore influenza nel Fmi, conseguire lo status di economia di mercato all' interno della Wto o la cancellazione dell' embargo europeo sulla vendita di armamenti. "Nel processo di investimento all' estero", ha spiegato Gao Xiqing nel corso del China Overseas Investment Summit, a Hong Kong, "dobbiamo essere razionali e ottenere profitti. Ci incontriamo spesso con regolatori esteri, il cui atteggiamento è che dovremmo dar loro denaro e lasciarli lavorare. Nulla è gratis a questo mondo". Gao ha aggiunto che "queste persone ci chiedono di andare e investire, mollare i soldi e andarcene. Non vogliamo ottenere poltrone nei consigli di amministrazione, non vogliamo dire come gestire una nomina. Non è questo il modo in cui funzionano le cose". Cic investe facendo ricorso alle riserve in valuta estera di Pechino, che ammontano ad oltre 3.000 miliardi di dollari. Ma Gao ha precisato che gli investimenti saranno cauti. "La Cina ha un grande ammontare di riserve in valuta estera, ma questo è il risultato delle anziane che lavorano nei villaggi, costruendo oggetti con il bambù. Cosa avete fatto perché vi trasferiamo (questa ricchezza)?", si è domandato. Il numero uno del Cic, infine, ha precisato che "la Cina non può farsi carico del debito sovrano altrui, specialmente quello di paesi importanti, perché i nostri asset verrebbero svalutati". Un riferimento al debito sovrano dei membri della zona euro: se Pechino comprasse a piene mani bond denominati in moneta unica, l' attuale portafoglio, che si ritiene sia in gran parte denominato in dollari Usa, subirebbe una svalutazione. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129709, Reuters messaging: massimo.gaia.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Forex, euro in calo, attesa nuovi governi Roma, Atene (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LONDRA, 15 novembre (Reuters) - L' euro in calo all' apertura delle contrattazioni europee, vicino al margine inferiore del recente trading range, con gli investitori che guardano all' evoluzione delle vicende politiche in Grecia e in Italia. La moneta unica aveva reagito positivamente al cambio di leadership in entrambi i paesi, nella speranza dell' arrivo di azioni volte a rallentare la crisi di debito. Tuttavia il calo delle borse europee e un aumento dei rendimenti in generale non hanno favorito l' euro. Oggi il premier incaricato Mario Monti concluderà le consultazioni con i partiti, dopo di che proporrà i nuovi ministri. Ieri ha detto che non vede l' opportunità di un governo a tempo, ma che duri fino a fine legislatura nella primavera del 2013. I dealer vedono un range di periodo per l' euro tra 1,3484 e 1,4248 dollari e a metà mattina è attorno a 1,3550 dollari , in calo dello 0,7% dalla precedente chiusura newyorkese. I dealer vedono un supporto a 1,36 dollari grazie ad acquisti dal Medio Oriente e dal reimpatrio di fondi da investitori europei in vista della fine dell' anno. ORE 10,35 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3353/54 1,3630 DOLLARO/YEN 77,05/06 77,09 EURO/YEN 104,41/45 105,09 EURO/STERLINA 0,8548/50 0,8570 ORO SPOT 1.764,05/5,76 1.779.89/0,90 (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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Euro in calo in Asia, occhi a sviluppi Italia e Grecia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 15-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

SIDNEY/TOKYO (Reuters) - L' euro in lieve calo sul finire della seduta asiatica, con gli investitori in attesa di sviluppi sul piano politico e delle riforme in Italia e in Grecia. La moneta unica aveva reagito positivamente al cambio di leadership in entrambi i paesi, nella speranza dell' arrivo di azioni volte ad allentare la crisi di debito. Tuttavia ieri il calo delle borse europee, trainate dai bancari, e un aumento dei rendimenti in generale non hanno favorito l' euro. Intorno alle 8,20 l' euro vale 1,3610/15 dollari in calo dello 0,15% dalla precedente chiusura newyorkese. I dealer vedono un suporto a 1,36 dollari con acquisti dal Medio Oriente. Contro yen è a 104,78/83 yen in calo dello 0,30%, mentre il dollaro è a 77,00/01 in calo dello 0,1%. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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L' euro scende a quota 1,36 sul dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011

Primo piano

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: IL TREND - La valuta comune ha abbandonato i massimi della seduta a 1,3811, bucando al ribasso la soglia tecnica di 1,375 sul biglietto verde.

Una lunga, ininterrotta discesa. Fino ai livelli di giovedì. No, non è bastata la nomina di Mario Monti, dopo quella di Lucas Papademos ad Atene, per tranquillizzare i mercati; e anche l' euro, sia pure con suo consueto understatement, ha registrato il nervosismo degli investitori. Una miscela di fattori tecnici e "di fiducia" ha alimentato la lenta flessione, non interrotta dagli acquisti di BTp da parte della Banca centrale europea. La valuta comune ha subito abbandonato i massimi della seduta a 1,3811 dollari, e ha subìto un primo scivolone quando ha toccato quota 1,3750, soglia rilevante per alcune options. I dati della produzione industriale di Eurolandia, in calo del 2%, l' esito dell' asta di Btp quinquennali a rendimenti record (il 6,29%) e il nervosismo dei decennali spagnoli - che offrivano agli investitori, per la prima volta dall' inizio degli acquisti Bce più del 6% - hanno poi portato il cambio rapidamente fino a 1,3650 dollari. La discesa ha poi rallentato e in serata - prima di un leggero rimbalzo - l' euro aveva sfondato quota 1,36, azzerando così tutto il rialzo realizzato venerdì pomeriggio. Non a caso il cambio effettivo, l' indice che riassume l' andamento della valuta verso le monete dei partner ed è calcolato a metà seduta, risultava in leggero rialzo. La reazione è stata dunque contenuta; sicuramente meno drammatica di quella del mercato dei bond. A conferma che l' euro vive un po' una vita propria, separata dalle vicende dei singoli stati (per ciascuno dei quali funziona come una valuta straniera o l' oro nel gold standard). Nel breve periodo - operatori e analisti sono d' accordo - subirà l' influenza del nervosismo degli investitori; ma non sembra intravvedersi per ora la possibilità concreta di una brusca flessione. A maggio 2010, in una situazione sicuramente meno preoccupante sia sul piano economico che su quello politico, l' euro era infatti a 1,19 dollari. «Il cambio effettivo - nota una ricerca di David Bloom e il suo team alla Hsbc - è quasi invariato da inizio anno e in flessione dal picco di aprile del solo 5%. In questo periodo, la valuta è stata scambiata in modo "normale": c' è una correlazione forte tra le variazioni quotidiane dell' euro e quelle dello spread medio sui tassi swap a due anni dei partner, che mostra come un rialzo dei tassi di Eurolandia è associato con un rialzo dell' euro». È anche per questo motivo che gli scenari più probabili sull' andamento futuro della valuta comune indicano una certa resilienza, una resistenza agli urti. Persino un esito catastrofico, e improbabile, come l' uscita di un paese membro, avrebbe - dopo l' immediata turbolenza - un effetto rialzista: Bloom e i suoi analisti calcolano che un teorico euro dei soli paesi forti sarebbe trattato intorno a 1,65 dollari (e in passato avrebbe superato i due dollari...). Persino l' ipotesi di un quantitative easing della Bce, un acquisto massiccio di bond italiani e spagnoli (per ora escluso dal presidente Mario Draghi e contrastato dalla Germania) potrebbe non avere l' effetto di indebolire molto la valuta, secondo John Normand di JPMorgan: l' esperienza della Fed, che ha deprezzato il dollaro, e quella della BoE, che non ha deprezzato la sterlina, mostrano che quello che conta sono gli spread tra i tassi reali, al netto sull' inflazione, dei diversi paesi. E con la liquidità immessa da Stati Uniti e Gran Bretagna, non è detto che l' esito del gioco sia una svalutazione della moneta comune. Tornando più vicini alla realtà, diversi analisti notano che Eurolandia ha una posizione con l' estero - in termini di flussi finanziari - piuttosto forte, e questa è una buona base su la valuta può appoggiarsi. Sarà allora la politica monetaria della Bce, che va verso un ulteriore allentamento, rispetto a quella delle altre banche centrali a definire lo scenario nel medio periodo. Insieme, nel breve, ai flussi tra le Borse, con i quali - sottolinea David Fenton di Rbs - il cambio è stato recentemente correlato abbastanza strettamente. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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AI TEMPI D´ORO Ottobre 2006, Washington. Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire Dal (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Giornale Di Vicenza" del 15-11-2011

Pagina: 14

 

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

AI TEMPI D´ORO Ottobre 2006, Washington. Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire Dal Molin, il Senato degli Stati uniti approva il più cospicuo budget mai stanziato per le installazioni militari di Vicenza. Il bilancio della Difesa prospetta per il 2007 un conto astronomico: 448 miliardi di euro per combattere le guerre contro il terrorismo. Vicenza, in quel report di 885 pagine, viene citata per ben tre volte. DAL MOLIN Sui 448 miliardi di dollari destinati al Pentagono, Vicenza ne assorbe 322,21 milioni, che al cambio dell´epoca equivalevano a 250 milioni di euro. In quel pingue capitolo di spesa figurava la prima tranche di fondi (223 milioni di dollari) riservati alla progettazione e costruzione della Ederle 2 all´ex aeroporto. Il governo italiano, guidato da Romano Prodi, non aveva ancora concesso il suo benestare, il consiglio comunale non aveva espresso ancora il suo parere condizionato, eppure lo Zio Sam aveva già staccato il primo assegno. LA VECCHIA EDERLE Il nuovo disegno delle truppe statunitensi di stanza a Vicenza passava anche attraverso la ristrutturazione della Ederle e del villaggio: in tutto 47,2 milioni di dollari per scuole e 52 milioni per le strutture sanitarie e la nuova clinica.

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Difficile sfondare i minimi di settembre (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Giuseppe Di Vittorio.

 

"MF" del 15-11-2011

Pagina: 29

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Per Ciavarella, Berlinzani e Izzi potranno essere toccati nuovi massimi di mercato nei primi mesi del 2012 Attualmente è circa il 10% la distanza dai valori più bassi di fine estate. Ma al Ftse Mib si preferisce l' Eurostoxx.

Prosegue l' analisi di MF Trading Online fra gli operatori più attivi sul mercato per capire se saranno di nuovo testati o anche abbattuti i minimi toccati il 26 settembre. Nel punto più basso dell' onda ribassista il Fib, il future sull' indice principale di Piazza Affari, toccò i 13.020 punti. Ieri ha chiuso a 15.300. Un' opinione contraria a quanto raccolto lo scorso martedì sulle pagine di MF Trading Online. Allora Enrico Malverti, Pierluigi Zerbino, Alessandro Aldrovandi e Luca Barillaro erano tutti ribassisti e ritenevano possibile una discesa sotto i minimi di settembre. Questa volta gli operatori sono di parere opposto. In una conferenza tenuta a Castrocaro Terme venerdì sul tema Angelo Ciavarella (responsabile del desk italiano del broker Activtrades), Saverio Berlinzani (trader sulle valute, ex Swiss Corporation Bank e Banco Lariano) e Federico Izzi (analista ciclico), ritengono con ragioni diverse che quei limiti non saranno valicati, almeno non prima del febbraio 2012. Quali sono i fattori fondamentali e tecnici a sostegno della tesi del rimbalzo? «Ci sono importanti divergenze rialziste», segnala Ciavarella, «continuano ad arrivare notizie negative, i titoli di stato italiani allargano gli spread ma la distanza dai minimi è ancora superiore al 10%. È un segnale positivo». Tuttavia per Ciavarella l' ideale è costruire una posizione in spread fra azionario americano e Piazza Affari. Per l' operatore l' America dovrebbe fare meglio dell' Italia, quindi la strategia potrebbe essere l' acquisto di un future sull' S&P500 e la vendita di uno sul Ftse Mib. Sull' Italia, per cavalcare il rimbalzo Ciavarella preferisce titoli dai buoni dividendi, come Eni , Enel o Terna . Si affida all' analisi ciclica invece Federico Izzi, studioso dei ritmi del mercato. Secondo questo particolare approccio il massimo dovrebbe essere raggiunto tra gennaio e marzo. L' analista però preferisce l' indice europeo Eurostoxx a quello italiano. «I contratti scambiati sul Fib sono troppo pochi per fare studi accurati», ha indicato Izzi, «preferisco quindi l' Eurostoxx o il Dax in Europa». Per Izzi poi i mercati attraversano un periodo molto particolare. Al di là dell' aumento della volatilità, un altro aspetto molto interessante è la perdita di correlazione. Si registrano per la prima volta disallineamenti importanti tra i mercati americani e quelli europei e in Europa tra Germania e il resto del continente. Positivo sull' azionario anche Saverio Berlinzani che analizza Piazza Affari usando il cambio euro/dollaro. Per Berlinzani l' andamento del principale cross valutario è sovrapponibile allo spread Btp-Bund, quindi poiché ci sono segni di risalita per la moneta unica, per proprietà transitiva si dovrebbe assistere a un quadro più sereno sul differenziale e di riflesso sui mercati azionari nei prossimi mesi. Per restare in ambito valutario Berlinzani pensa che l' euro/dollaro possa toccare nuovi massimi fino a 1,40-2 euro. Per andare rapidamente sopra quel livello occorrono segni di soluzione concreta al problema del debito. Un' incognita resta poi il futuro atteggiamento della Bce in tema di politica monetaria, Difficile prevedere se ci saranno nuovi tagli dei tassi. Sul lungo periodo Berlinzani rimane invece ribassista sul mercato azionario e sull' euro. «Il rigore sui conti pubblici», ha spiegato l' operatore finanziario, «è necessario e doveroso ma il vero problema è nella crescita». Secondo il trader sul forex l' Europa non cresce più perché poco competitiva nei confronti della Cina, che oltre a produrre a costi ridotti mantiene una divisa sottovalutata rispetto all' euro del 50%. Il trader ha calcolato i valori di riferimento in base alla parità dei poteri di acquisto. «Oggi il cambio euro/yuan è 8,73. In base ai fondamentali dovrebbe essere 4,24». La pensano allo stesso modo gli Usa, che continuano a chiedere alla Cina di rivalutare lo yuan. Posizione ribadita al G20 di Cannes di qualche settimana fa. (riproduzione riservata)

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Petrolio, prezzo Opec a 112 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Corriere della Sera" del 15-11-2011

Economia

Pagina: 37

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Energia.

È salito di oltre il 4% a 112,5 dollari al barile il prezzo settimanale medio del petrolio fissato dall' Opec. Lo ha riferito lo stesso cartello dei Paesi produttori di greggio, spiegando che tra le cause del rialzo dei listini vi sono il cambio della guardia dei governi in Italia e Grecia e le tensioni per il programma nucleare iraniano. Ieri a New York il barile di Wti ha comunque chiuso in calo, poco sopra i 98 dollari (111,89 dollari il barile del Brent europeo). RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Sono in molti a speculare sulla crisi del debito sovrano (sezione: Euro-Dollaro)

 

di LUCIO GAROFALO.

 

"Alto Adige" del 15-11-2011

Cronaca

Pagina: 28

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: MARIO MONTI.

Sarà l' effetto contagioso prodotto dal ghigno beffardo di Sarkozy, irriso a sua volta dalle smorfie buffe e canzonatorie di Ferrara, ma non si intravedono validi motivi per ridere. Se qualcuno ha interesse a nascondere il capo sotto la sabbia, alla stregua degli struzzi, è padrone di farlo, ma se ne deve assumere ogni responsabilità politica e personale. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. E non addebiti ad altri colpe che sono proprie. Analogamente, rispetto alle infamie che screditano l' Italia, è giusto additare al pubblico ludibrio qualche goliardico e disonorevole burlone (o buffone) che si autodefinisce "premier a tempo perso", non il solito capro espiatorio dei "comunisti che infangano il proprio Paese". E' un alibi troppo comodo ed è un atto di grave disonestà intellettuale. L' atteggiamento di chi persevera, con ottusa e colpevole ostinazione, nell' intento di negare l' evidenza della crisi, equivale a prolungarne e aggravarne gli strascichi dolorosi. E' indubbio che chi specula cinicamente sulle tragedie di una nazione può agire in mala fede affinché non si risolvano i problemi estirpandoli alla radice, per lucrare meglio. Ma chi sta speculando sulla crisi del debito sovrano? Vediamo alcune ipotesi plausibili. Tutti sanno che lo stato italiano detiene il controllo di grandi aziende pubbliche e dispone di quote azionarie consistenti di imprese private (si pensi a colossi come ENI, ENEL, ecc.), che sono bocconi assai appetitosi per il grande capitale multinazionale. Ma non tutti sanno che un' altra ricchezza economica è il vero, principale bersaglio dell' assalto speculativo messo in atto contro l' Italia, vale a dire le sue cospicue riserve auree, che ammontano a circa 2.451,80 tonnellate. Infatti, l' Italia possiede la terza maggior riserva d' oro al mondo, subito dopo gli Stati Uniti e la Germania. E non è poco. Un' altra interpretazione potrebbe riguardare l' esistenza della moneta unica europea e le sue implicazioni più controverse. Non a caso, oggi è sotto attacco. Ma ciò che induce a riflettere è l' eccessivo allarmismo, fondato solo in parte, a cui stiamo assistendo. Già in passato (si pensi, ad esempio, agli anni' 70) l' Italia ha conosciuto periodi di drammatica austerità e crisi economica, con un tasso di inflazione assai elevato, i BOT attesati oltre il 20% e lo spread, di cui all' epoca non si parlava, che aveva raggiunto cifre considerevoli. Il debito pubblico era già mostruoso, mentre il livello di crescita economica non ha mai oltrepassato il 3%. L' unica differenza era la presenza della lira al posto dell' euro, eppure non si è mai parlato di default. Cioè di fallimento di uno Stato. Oggi i BTP sono al 6%, l' inflazione è sotto il 3%, e si paventa la bancarotta per l' Italia. Ebbene, quale sarebbe la differenza? Qualcosa non convince e si avverte un intenso e micidiale odore di truffa. Una probabile spiegazione potrebbe essere che negli ultimi anni l' ascesa dell' euro abbia disturbato e minacciato lo strapotere del dollaro, per cui oggi l' euro è insidiato nei suoi "anelli più deboli", vale a dire Grecia, Portogallo, Italia. Non c' è dubbio che le analisi formulabili siano molteplici e forse controverse, magari complementari e integrabili tra loro, ma è altrettanto innegabile che sia in corso una spietata guerra monetaria tra il dollaro e l' euro. La crisi globale del capitalismo ha semplicemente acuito e accelerato le dinamiche conflittuali e le contraddizioni latenti.

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In rosso la chiusura dei principali listini europei (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: Le principali Borse del Vecchio continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza sulla crisi del proprio debito sovrano.

Le principali Borse del Vecchio continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza sulla crisi del proprio debito sovrano. Chiusura in calo per l' euro sotto quota 1,37 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,3643 dollari e a 105,06 yen. Dollaro in lieve calo sulla valuta giapponese a 76,98 yen. A Londra l' Ftse 100 cede lo 0,47% a 5.519,04 punti, a Parigi il Cac 40 arretra dell' 1,28% a 3.108,95 punti mentre a Francoforte il Dax 30 scivola dell' 1,19% a 5.985,02 punti. Giù Madrid -2,15% e Lisbona -0,6% mentre Atene guadagna l' 1,27%.

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Euro: Arretra Sotto Quota 1,37 Dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(AGI) Roma - Dopo una partenza in recupero, l' euro arretra sotto quota 1,37 dollari. Il rialzo dei rendimenti registrato all' asta di Btp quinquennali spinge gli investitori alla cautela. La moneta comune passa di mano per 1,3666 dollari e 105,12 yen, ai minimi di seduta. Biglietto verde in lieve flessione sullo yen a 76,95. .

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Forex Morning Comment del 14 novembre (sezione: Euro-Dollaro)

 

"TrendOnline" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La settimana si apre con un ritorno alla propensione al rischio.

La settimana si apre con un ritorno alla propensione al rischio di cui potrebbero beneficiare anche le cosiddette "risk currency"meglio posizionate per seguire l' onda di un' eventuale rimbalzo come Euro e Dollaro Australiano, alla ricerca di un riscatto dai ribassi segnati le scorse settimane sulle crescenti incertezze riguardanti le situazioni politiche in Grecia e Italia. Con l' avvento di nuovi governi nei due Paesi, gli investitori si preparano a cogliere la novità con ordini in acquisto, anche se i rendimenti dei titoli di Stato italiani saranno attentamente monitorati e, con ogni probabilità, ogni ritracciamento dello spread funzionerà come detonatore per ulteriori rimbalzi. Sul fronte Eurodollaro, la moneta unica è orientata verso ulteriori guadagni: oltre $1,3825 si aprirebbe la porta per 1,3850 prima e 1.40 poi. Qualora la settimana dovesse impostarsi in questo modo, potremmo assistere al ritorno del Dollaro Australiano verso 1.04, anche se la cautela è d' obbligo, soprattutto relativamente ai tempi di evoluzione della nuova compagine governativa italiana e alle sue effettive capacità di implementazione delle riforme di austerity richieste dagli investitori. Questa mattina la pubblicazione del Pil giapponese (crescita dell' 1,5% trimestrale e del 6% su base annua) ha lasciato impressionati gli investitori circa la capacità di ripresa del Paese nel post-terremoto, ma rappresenta anche una spada di Damocle per le esportazioni, considerando che i dati macro hanno già supportato un rafforzamento dello Yen nei confronti del Dollaro Usa.

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Cambi: euro conferma la ripresa di venerdi' e allunga a 1,3764 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Radiocor" del 14-11-2011

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Pubblicato anche in: "Radiocor"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Si rafforza anche a 106,1 yen (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 nov - L' euro si conferma in ripresa sul dollaro proseguendo l' andamento innescato venerdi' dalla formazione del nuovo governo greco e dai rapidi sviluppi della situazione italiana. Dopo la designazione di Monti come nuovo premier, la moneta unica si attesta a 1,3764 dollari in avvio dagli 1,3739 di venerdi'. Rafforzamento anche sullo yen a 106,118 da 105,97. Attenzione degli operatori per l' asta Btp nella mattinata. Fon- (RADIOCOR) 14-11-11 08:33:01 (0063)TV 3 NNNN.

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Wall Street: venerdi' chiusura in rally, quarto aumento in 5 sedute (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Fastweb" del 14-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli persi nel novembre 2007 » New York.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 14 nov - Wall Street venerdi' ha chiuso in rialzo, per la quarta volta in cinque sedute, riportando tutti e tre i listini in positivo per l' intero anno. A fare da traino e' stato l' attenuarsi dei timori sulla crisi dell' Eurozona, in attesa del voto della Camera italiana sulla legge di stabilita' di sabato. La volatilita' rimane comunque molto forte e movimenti delle Blue Chip superiori a cento punti sono molto piu' frequenti rispetto al 2010. Dopo le operazioni di compensazione, il Dow Jones, che si e' riportato al di sopra della soglia dei 12.000 punti, ha guadagnato il 2,19% a 12.153,68 punti, il Nasdaq e' avanzato del 2,04% a 2.678,75 punti e lo S&P ha acquistato l' 1,95% a 1.263,85 punti. Ferme venerdi' le contrattazioni dei titoli di stato, in occasione del Veterans Day, il giorno dedicato ai veterani di guerra (riprenderanno come di consueto oggi). Per quanto riguarda le valute, l' euro ha chiuso in rialzo a 1,375 dollari e il biglietto verde ha finito in calo sulla moneta giapponese a 77,204 yen. La sterlina ha finito in crescita a 1,6065 dollari, mentre il dollaro ha finito in calo a 0,8995 franchi svizzeri. A24 (RADIOCOR) 14-11-11 08:05:04 (0036) 5 NNNN.

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L' Euro è solido: siamo noi che traballiamo (sezione: Euro-Dollaro)

 

di N. SETTEMBRINI.

 

"La Stampa" del 14-11-2011

Cultura

Pagina: 34-35

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' Euro è una moneta forte ed autorevole e chi dice il contrario sostenendo l' opportunità di reintrodurre la lira, non offre soluzioni alternative. La riprova della solidità della moneta unica, nonostante le note turbolenze finanziarie, è determinata dal cambio euro-dollaro oscillante mediamente intorno a 1,40, a dimostrazione cioè che il mondo considera l' euro una moneta molto forte. Quello che invece occorre sapere è che non bisogna confondere la solidità dell' euro con i nostri cattivi comportamenti, che hanno ormai una visibilità planetaria.

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CRISI: BERLUSCONI, PER SALVARE EUROPA BCE DIVENTI GARANTE EURO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"ASCA" del 13-11-2011

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Pubblicato anche in: "ASCA"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(ASCA) - Roma, 13 nov - ''Dobbiamo uniti far fronte a una crisi che non e' nata in Italia, che non e' nata sul nostro debito, che non e' nata sulle nostre banche e neppure in Europa, e' una crisi che e' diventata crisi della nostra moneta comune, dell' euro, che non ha il sostegno che ogni moneta deve avere''. Lo afferma il presidente del Consiglio dimissionario, Silvio Berlusconi, in un videomessaggio agli italiani, trasmesso da SkyTg24. Sostegno ''di una banca garante della moneta - spiega - che invece hanno il dollaro e la sterlina. Questo deve diventare la Bce se vogliamo salvare l' euro e con esso l' Europa''. ceg/did/

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Crisi/ Medvedev rende omaggio all' euro: Facciamo il tifo (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 13-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Honolulu, 13 nov. (TMNews) - Il presidente russo Dmitri Medvedev ha reso omaggio all' euro e agli sforzi per salvarlo da parte dell' Europa, sostenendo che si tratta di una valuta necessaria al funzionamento del sistema monetario mondiale. Medvedev ha parlato di fronte a una platea di imprenditori, riuniti a margine del Forum di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec), che si tiene da ieri a Honolulu. I russi "sono grandi tifosi dell' euro", ha detto Medvedev. Il presidente russo ha spiegato che circa la metà delle riserve in valuta estera detenute da Mosca è denominata in euro. "Se l' euro non fosse esistito come moneta di riserva mondiale, negli anni 2008-2009 la nostra sopravvivenza come quella del dollaro sarebbe stata molto più difficile", ha detto l' inquilino del Cremlino. "L' esistenza dell' euro come moneta di riserva internazionale - ha continuato - aiuta il funzionamento dell' insieme del sistema finanziario". Secondo Medvedev, comunque, l' Europa ha preso "la strada giusta" per combattere la crisi del debito, che resta "difficilissima". E ha sottolineato che, certamente, se i membri dell' eurozona fossero stati di meno le cose sarebbero state più semplici, ma che comunque non si può cambiare aqquesto dato della storia. (Fonte Afp)

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L' euro riprende quota e chiude a 1,37 sul dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Chiusura in forte rialzo per l' euro che beneficia dei passaggi positivi della crisi politica dell' Europa periferica: la formazione di un nuovo Governo guidato da Lucas Papademos in Grecia e in Italia l' approvazione al Senato della legge di stabilità che ora dovrebbe essere votata in tempi rapidi anche dalla Camera. Sulla scia di questi due sviluppi, e in vista della formazione di un probabile Governo con Mario Monti, anche gli analisti si dicono fiduciosi sulle sorti dell' euro e Goldman Sachs torna a raccomandare l' acquisto della moneta comune con un primo target a 1,40 dollari. In chiusura un euro vale 1,3745 dollari contro 1,3573 di giovedì mentre la parità con lo yen è fissata a 106,01 yen (105,38 nella vigilia), a 0,8549 sterline (0,8552) e a 1,2346 franchi svizzeri (1,2323). Il dollaro per contro tratta a 77,11 yen (77,59), 0,8969 franchi (0,9075) e 1,6085 per una sterlina (1,5872).

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La resistenza dell' euro in un' economia ancora debole (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Primo piano

Pagina: 11

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: L' ANALISI.

Vittorio Carlini «L' euro? Una moneta forte, soprattutto rispetto al dollaro». La frase rimbalza spesso tra gli esperti. E detta così, nel bel mezzo del dramma di Eurolandia, sembra ispirata dai fumi dell' alcol. La divisa europea infatti, negli ultimi tempi, ha ceduto il passo a quella statunitense. Certo, ci sono le eccezioni: ieri, per esempio, è andata in crescendo. Tuttavia, il massimo dell' anno (1,46) è lontano mentre il record storico (1,60) è addirittura un miraggio. Insomma, verrebbe da dire: altro che forza, è una moneta in «svendita». La realtà, però, è più complessa: per accorgersene basta allungare lo sguardo. In avvio di millennio, ad esempio, la moneta unica quotava 0,80 rispetto al dollaro. Solamente nel 2003 ha raggiunto la parità di uno a uno. E, ancora, nel 2006 viaggiava attorno a quota 1,16. Un livello, peraltro, sfiorato anche a metà del 2010. Tutti numeri, cioè, che indicano come la quotazione dell' euro sul dollaro sia tutto fuorché sacrificata. La controprova di questa situazione arriva dal cambio della stessa moneta di Eurolandia verso lo Yen. Ebbene, questo cross dal massimo storico di 169,9 (luglio 2008) nei mesi scorsi è sceso giù, giù fino a 100. Lo stesso valore, cioè, toccato nel 2001. Il cambio, insomma, segnala con forza il peso della crisi dell' Unione monetaria. Tanto che, secondo gli esperti, è questo rapporto (insieme a quello col franco svizzero) la vera cartina di tornasole della «salute» dell' euro. Al contrario, il cambio con il dollaro non sarebbe un termometro così efficiente. Per quale motivo? La risposta, più tradizionale, richiama le cause che si studiano sui libri d' economia. In primis, c' è la politica monetaria e il differenziale dei tassi d' interesse. Poi, è l' andamento delle partite correnti. Senza dimenticare, peraltro, l' arbitraggio all' interno della stessa Ue. Gli investitori cioè, a fronte dei problemi sul debito dei paesi periferici, guardano sì ai titoli degli Stati più solidi ma sempre europei. Con il che l' euro non perde quota. Tutte spiegazioni plausibili, tutte motivazioni sensate. E però c' è anche chi invita a scavare più a fondo. Ad analizzare altri aspetti. Quali? Semplice: quelli più legati all' economia reale. Alcune aree di scambio, ad esempio il Mercosur, o i paesi emergenti (i Bric) sempre di più comprano e vendono merci nelle loro divise locali. Oppure, per l' appunto, utilizzano l' euro. Insomma, i flussi commerciali sembrano bypassare il mitico «dollarone». Il quale, anche a fronte della politica ultra-espansiva della Fed che lo vuole debole per favorire l' export Usa, perde forza. Resta un po' in un angolo. Non è più così calato nella parte di «moneta-riserva-mondiale». Fantaeconomia? Può darsi. Intanto, però, l' euro rimane su mentre Eurolandia è sul bilico del baratro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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OCCASIONE MINI-EURO (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Primo piano

Pagina: 22

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Manuale anti panico - IL RISPARMIO E LE VALUTE.
Sottotitolo: Per gli analisti la moneta unica europea resta sopravvalutata rispetto al dollaro - IL TOP E L' ATTERRAGGIO - La «quota 1,50» di maggio è ormai lontana ma anche il ribasso fino a sfiorare il cambio a 1,30 lascia spazi per ulteriori assestamenti.

Resta forte, persino sopravvalutato. Sembra paradossale, in questa fase, il comportamento dell' euro. Le recenti turbolenze hanno lasciato traccia, eccome, ma la valuta comune resiste alle pressioni che attraversano i mercati finanziari. I numeri sono chiari. La tempesta sembra aver coinvolto anche l' euro: a maggio aveva toccato quota 1,4939 dollari - con il cambio effettivo, un indice che riassume il valore verso le principale monete dei partner, a quota 108,51 - e il 4 ottobre era piombato a quota 1,3144 (102,03): una flessione non indifferente, pari al 12% (6% in termini effettivi). Nulla di strano, tenuto conto di quanto è successo in estate. La sorpresa può nascere da due considerazioni. Innanzitutto i livelli di partenza e di arrivo. Un cambio vicino quota 1,50 è altissimo, ma anche a quota 1,30 l' euro resta "sopravvalutato". I calcoli sul valore teorico di equilibrio di un cambio sono sempre molto imprecisi, ma ci sono poco dubbi sul fatto che la moneta comune sia decisamente forte, e non solo sul dollaro. Può poi stupire la successiva ripresa della valuta. L' euro a fine ottobre era di nuovo a 1,42 dollari, con una ripresa che ha toccato l' 8% in venti giorni, e Ieri l' euro era trattato a quota 1,37. Eppure, nelle ultime settimane, è successo di tutto: lo smottamento dei titoli di Stato italiani - il quarto mercato mondiale di bond sovrani - la proposta di referendum greco e la successiva crisi di governo, le indiscrezioni su una possibile "rottura" o "riorganizzazione" di Eurolandia. L' euro però ha continuato a comportarsi come se fosse - e come in effetti è - una valuta sopranazionale: indipendente o quasi dalle vicende dei singoli paesi membri dell' Unione (per i quali appare e funziona come una valuta estera, o l' oro nel gold standard), e legata piuttosto alle vicende dell' area nel suo complesso. Del resto, nota John Normand di JPMorgan esaminando non i livelli ma il "nervosismo" del cambio, «anche durante gli ultimi due anni di crisi sovrana, la volatilità dell' euro sul dollaro è rimasta a metà della classifica delle valute, ed è stata inferiore ai cambi di paesi sostenuti da posizioni fiscali più solide, come il dollaro australiano o il real brasiliano». Al punto che l' analista prevede, nel caso catastrofico di una rottura dell' Unione, un euro non più basso di 1,20, la soglia un tempo considerata al limite massimo dell' equilibrio. Se si considera però che l' economia non ha grandi necessità di finanziamento estero, la cosa non può sorprendere. «Come il Giappone e lo yen hanno mostrato per anni, un' economia fragile non è sufficiente per indebolire una valuta», continua Normand. Purché i conti con l' estero siano in ordine. Sottovalutare le turbolenze sarebbe comunque un errore, nel breve periodo, ma per costruire uno scenario su un orizzonte più ampio non occorre - il "per ora", purtroppo, è d' obbligo - uscire dal consueto schema di interpretazione. Il quadro, sotto questo punto di vista, è meno incerto. Sulla valuta pesano sicuramente le prospettive di una «modesta recessione», annunciata dalla Bce, dalla Commissione Ue e prevista da tutti gli analisti. «La combinazione dell' incertezza politica e i dati economici deboli continueranno secondo noi a pesare sull' euro», spiegano gli analisti di Morgan Stanley. La politica monetaria, d' altra parte, dovrebbe portare i tassi di nuovo all' 1% e forse - con un' innovazione rispetto agli standard della Bce - anche al di sotto. La conseguente flessione dei tassi a due anni di Eurolandia e dello spread verso quelli degli Stati Uniti può da sola spiegare gran parte dell' andamento delle rispettive monete negli ultimi tempi, e potrebbe ora ulteriormente abbassarsi. È proprio guardando a questi dati che Kit Juckes di Société Générale ritiene possibile un euro sotto quota 1,30, e forse anche 1,20 dollari. Prima di risalire però, nel 2013, verso 1,50. Non sembrano infatti destinate a sgonfiarsi le pressioni sul dollaro. «Bernanke guida una Fed iperattiva e ultrakeynesiana e non è nella sua natura sedere passivamente a guardare gli eventi», continua la JPMorgan. Pur scettico sui risultati, Stephen Jen della Slj Macro Partners - che prevede come scenario principale un dollaro in rialzo - pensa che un terzo round di politica monetaria ultraespansiva (un quantitative easing 3) sia comunque una possibilità e proprio per l' inizio del 2013. Questo potrebbe sostenere l' euro insieme, spiega, a un altro possibile fenomeno: un deleveraging delle banche del continente, già iniziato, che riporti nell' Unione risorse finore impiegate in Asia o nell' Europa orientale. © RIPRODUZIONE RISERVATA SCHEDE A CURA DI Andrea Curiat IL RISCHIO PER IL RISPARMIATORE - BASSO MEDIO ALTO L' indicatore segnala la valutazione progressiva di rischio stimato di perdita valutaria nell' investimento di risparmio in un asset class.

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Perché l' euro è ritenuto in prospettiva meno stabile del dollaro - ? (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011

Primo piano

Pagina: 23

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: BORSE.

I paesi «core» di Eurolandia (Germania e Francia) premono per una profonda ristrutturazione dell' area monetaria, a poco più di un decennio dalla sua nascita: la Bce diventerà prestatore di ultima istanza e nasceranno gli eurobond, ma quasi sicuramente con meno paesi-membri e regole diverse Wall Street In questi giorni l' andamento dei tassi di cambio euro/dollaro è stato altalenante, sulla scia delle tensioni politiche ed economiche per l' area euro. Ieri, l' euro si è lievemente apprezzato rispetto al dollaro anche in seguito all' approvazione della legge di stabilità da parte del senato italiano. Si possono quindi fare acquisti "a sconto" sui titoli quotati a Wall Street. La convenienza degli investimenti non dipende però solo dal livello attuale dei cambi, ma anche e soprattutto dalle prospettive dei tassi per il futuro. Oggi, molti analisti concordano su un possibile, ulteriore deprezzamento futuro del dollaro sull' euro. Questo potrebbe ridurre i guadagni o comportare perdite per chi decidesse di investire su Wall Street, accollandosi il rischio cambio. Ci sono però altri fattori da valutare nel medio-lungo periodo, soprattutto per quanto concerne le prospettive di ripresa dell' economia americana. I dati del dipartimento del Commercio americano indicano che il deficit della bilancia commerciale degli Stati Uniti è diminuito a settembre del 4%, a quota 43,1 miliardi di dollari. L' indice dell' Università del Michigan mostra che la fiducia dei consumatori statunitensi è aumentata nel mese di novembre oltre le previsioni degli economisti. Il deprezzamento del dollaro, inoltre, potrebbe favorire le aziende americane che registrano ricavi in euro e beneficiano dell' effetto cambio. Un buon mix di investimenti in azioni Usa ed euro potrebbe aiutare a diversificare i portafogli di investimento, ma è bene ricordare che i rischi dei due comparti non sono decorrelati: il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha comunque sottolineato che i problemi dell' economia statunitense sono ancora seri e che il pieno recupero è ancora lontano. E se la crisi del debito europeo dovesse esplodere, anche gli Usa ne risentirebbero direttamente. - BASSO I listini di Eurolandia Nell' area euro, la crisi del debito si somma ai problemi delle singole economie nazionali. Eventuali tagli della Bce al costo del denaro possono portare a rialzi delle Borse nel breve periodo. Alcuni analisti, tra i quali l' agenzia di rating Morgan Stanley, consigliano tuttavia di sottopesare l' azionariato europeo in portafoglio. I rimbalzi delle Borse europee, sostengono gli esperti, non troveranno conferma nel prossimo futuro. Le ragioni di chi esprime pareri pessimistici sono di vario ordine: l' inadeguata risposta politica alla crisi del debito, la pressione sui margini di profitto delle imprese, il rallentamento della crescita economica nella regione e gli altri indicatori di mercato in negativo. Se l' obiettivo è difendere il patrimonio piuttosto che perseguire i guadagni a tutti i costi, meglio quindi ridurre l' esposizione sulle Borse europee, in particolar modo per quanto riguarda il settore finanziario. Meritano di essere conservati in portafoglio i titoli di società dei settore più difensivi, come quello farmaceutico e dei beni di consumo. Chi ha un profilo di rischio più elevato, o un orizzonte temporale "da cassettista", potrebbe invece approfittare dei bassi livelli proprio per puntare sull' azionario e sull' eventuale ripresa nel lungo periodo. - MEDIO La City e la Svizzera Dal 6 settembre la Banca nazionale svizzera (Bns) ha deciso di frenare l' ascesa del franco nei confronti dell' euro riportando il cambio poco al di sopra di 1,20. L' apprezzamento del franco svizzero per un' economia fortemente dipendente dalle esportazioni rischiava di frenare la ripresa della nazione. Recentemente, il presidente della Bns ha dichiarato che in mancanza di un deprezzamento del franco svizzero si potrebbero verificare scenari deflazionistici che potrebbero pesare sull' economia reale del Paese. L' acquisto di titoli in valuta elvetica non è quindi particolarmente conveniente, fintanto che la Bns riuscirà a difendere questo livello massimo stampando moneta. Per quanto riguarda il mercato inglese, le prospettive per l' economia sono tutt' altro che rosee: secondo stime della commissione europea, il Pil britannico crescerà nel 2011 di appena 0,7 punti, per poi rallentare ancora nel 2012 (+0,6%) e nel 2013 (+0,5%). Anche la riduzione del debito pubblico sarà inferiore alle aspettative e si attesterà all' 8% del Pil per l' anno in corso e al 7,8% per il 2012, a differenza del 7,9%-6,2% preventivato l' anno scorso. - ALTO.

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Guerra tra mayor Sony e Universal si dividono l' Emi (sezione: Euro-Dollaro)

 

"La Nuova Sardegna" del 12-11-2011

Economia

Pagina: 16

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Pubblicato anche in: "La Città di Salerno" "Il Tirreno"

Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: NEW YORK.

NEW YORK. L' Emi suona francese. L' etichetta discografica è stata acquistata dalla transalpina Vivendi per 1,9 miliardi di dollari. La Citigroup ha deciso di vendere l' Emi al gigante francese la divisione musicale, mentre quella editoriale, la Emi publishing, andrà a un consorzio guidato da Sony per 2,2 miliardi di dollari. «Siamo molto contenti dell' ingresso di Emi nella famiglia Vivendi - dice l' amministratore delegato, Jean-Bernard Levy -. L' operazione creerà valore aggiunto per tutti i nostri azionisti». Vivendi è un colosso del settore, controlla anche il 92 per cento della Universal music. «È un' acquisizione storica per Universal e un passo importante per preservare la tradizione di Emi - evidenzia l' amministratore delegato di Universal Music, Lucian Grainge -. L' acquisizione di Emi è stata approvata dal management board di Vivendi». «La chiusura dell' operazione resta soggetta a delle condizioni, inclusa l' approvazione - si legge in una nota - da parte delle autorità di regolamentazione. Vivendi finanzierà la transazione con le esistenti linee di credito. Allo stesso tempo Vivendi e Universal Music cederanno anche 500 milioni di euro di asset». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Tutto merito del peso (sezione: Euro-Dollaro)

 

di di Alberto Zaffignani.

 

"Milano Finanza" del 12-11-2011

Pagina: 39

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: In Messico la curva dei rendimenti è crescente. Dal 3,39% trimestrale al 7,47% del bond trentennale. Per l' investitore in euro c' è un vantaggio aggiuntivo legato al cambio.

Da gennaio a settembre i global bond emessi in Messico hanno totalizzato 18,5 miliardi di dollari, di cui 3 miliardi di dollari relativi a emissioni sovrane. Il Messico (rating Baa1/BBB/BBB con outlook stabile) è un tradizionale prenditore emergente, che si è da sempre differenziato con emissioni in dollari, yen ed euro, oltre che in valuta locale. Il grande interesse verso i titoli sovrani e corporate del Paese da parte degli investitori esteri è motivato dal positivo scenario economico, pur di fronte al rallentamento della crescita che è stato registrato quest' anno, come in gran parte delle economie dell' America latina. La crescita del pil, che nel 2010 è stata pari al 5,4%, è attesa nel 2011 in calo al 3,8% e nel 2012 al 3%. Contrariamente al Brasile che rappresenta la prima economia latino-americana e che è attesa ad analoghi tassi di crescita ma con tassi di inflazione elevati (6,6%) la previsione sull' indice dei prezzi del Messico si attesta al 3,3%. La curva dei rendimenti in valuta locale è crescente: dal 3,39% trimestrale al 7,47% trentennale, così come quella in dollari (dall' 1,65% al 4,77%). Inoltre l' indice EMBI+, che registra gli spread delle emissioni dei Paesi emergenti in dollari rispetto alle analoghe dei Treasury americani, attribuisce ai titoli messicani lo spread più basso degli emergenti latino-americani (167 contro 339 punti base). Passando all' aspetto valutario, lo scorso anno il peso messicano si è rafforzato rispetto all' euro di oltre il 13%, mentre quest' anno ha evidenziato prima un andamento altalenante e poi una flessione, con un risultato da gennaio del 12%. Gli esperti prevedono, sulla base della crescita attesa, una fase di consolidamento che dovrebbe preludere ad ulteriori rafforzamenti, che possono invogliare i sottoscrittori in euro a ricercare dal cambio un ulteriore ritorno su cedole già abbastanza ricche. Fra le emissioni corporate è molto attivo il colosso delle tlc messicane America Movil (A-A2): solo in ottobre ha collocato 500 milioni in sterline quindicennali con cedola 5% di cedola e 1 miliardo di euro a scadenza 2019 e cedola 4,125%. Fra le emissioni in valuta locale si segnalano quelle del gigante petrolifero Pemex, con 10 miliardi di peso in due tranche (un floater quinquennale da 7 miliardi e un inflation linked decennale con cedola 3,55%), oltre a quelle di Santander, Daimler e Ford Credit. Si attendono inoltre fra breve i bond di Coca-Cola e della messicana Cas. (riproduzione riservata)

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Euro sull' ottovolante (sezione: Euro-Dollaro)

 

di Pagina a cura di Alberto Micheli.

 

"Milano Finanza" del 12-11-2011

Pagina: 45

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Sottotitolo: La moneta unica ha risentito della drammatica escalation della crisi italiana. Yen a quota 105.

Settimana decisamente movimentata per la moneta unica, che ha risentito della pesante crisi di fiducia che ha colpito il sistema italiano. Proprio a metà settimana l' euro ha pagato lo scotto più caro contro il dollaro, scivolando da 1,385 fino a ridosso di 1,35: nella stessa giornata lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco ha toccato il suo massimo a 575 punti, suscitando più di qualche dubbio sulle prospettive di tenuta di un sistema finanziario, quello europeo, già duramente tormentato dalla crisi greca. Fortunatamente nella seconda parte della settimana le tensioni sono parzialmente rientrate, con lo spread che è tornato sotto quota 500, sull' onda del governo tecnico targato Mario Monti che si appresta a scendere in campo, e con il cambio euro/dollaro che ha ripreso parzialmente quota fino a ridosso di 1,37, grazie anche al nuovo corso governativo che si sta delineando proprio in Grecia. La situazione è tutt' altro che sotto controllo, ma almeno dal punto di vista grafico non si devono registrare movimenti risolutivi: proprio la tenuta del supporto a 1,35 ha limitato gli effetti della caduta dell' euro, creando le premesse per il recupero delle ultime sedute. Nella settimana la moneta che si è apprezzata maggiormente contro l' euro è stata lo yen: il cambio è stato infatti respinto dalla resistenza di breve a quota 108-108,5 ed è scivolato fino a quota 105. (riproduzione riservata)

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Cambi/ Euro in netto rafforzamento, torna sopra 1,37 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"unita.it" del 11-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Roma, 11 nov. (TMNews) - Balzo in avanti anche dell' euro sul mercato dei cambi: nel pomeriggio la valuta europea supera ampiamente quota 1,37 dollaro, accodandosi al generale clima euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di un rapporto di una grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro prevedendo un suo possibile ritorno a 1,40 dollari. Nel tardo pomeriggio l' euro si attesta a 1,3740 dollari.

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Cambi/ Euro in netto rafforzamento, torna sopra 1,37 dollari (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Wall Street Italia" del 11-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Roma, 11 nov. (TMNews) - Balzo in avanti anche dell' euro sul mercato dei cambi: nel pomeriggio la valuta europea supera ampiamente quota 1,37 dollaro, accodandosi al generale clima euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di un rapporto di una grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro prevedendo un suo possibile ritorno a 1,40 dollari. Nel tardo pomeriggio l' euro si attesta a 1,3740 dollari. In generale oggi i mercati del Vecchio Continente e non solo sono rialzisti, mentre all' attenuarsi delle tensioni su Italia e Grecia si sono aggiunti dati ben più positivi del previsto sul clima di fiducia dei consumatori americani.

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Forex, euro prosegue rialzo su dollaro e yen su notizie Italia (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Reuters" del 11-11-2011

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

LONDRA, 10 novembre (Reuters) - L' euro è in continuo miglioramento, insieme alle borse e allo spread Btp/Bund, sulla scia delle notizie relative al mondo politico italiano con l' attesa della formazione di un governo guidato da Mario Monti nel fine settimana. Il Senato ha approvato la legge di stabilità che domani, dopo il passaggio alla Camera, aprirà la strada alle dimissioni di Silvio Berlusconi. Un Consiglio dei ministri è stato convocato sabato alle 18 per formalizzare la decisione di Berlusconi di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica. L' euro all' inizio della seduta Usa è ai massimi di seduta alle soglie di 1,37, in rialzo dello 0,6% sul dollaro. La moneta unica è anche ai massimi di seduta contro lo yen a 105,84 yen in rialzo dello 0,2%. Oggi negli Stati Uniti una parte del mercato è in vacanza. ORE 15,40 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3696/99 1,3599 DOLLARO/YEN 77,26/28 77,62 EURO/YEN 105,82/87 105,57 EURO/STERLINA 0,8570/72 0,8537 ORO SPOT 1.771,40/2,20 1.759,59/0,70 (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.

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La moneta unica recupera terreno sul dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011

Finanza e mercati

Pagina: 43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

L' euro recupera terreno nei confronti del dollaro dopo il suo più brusco calo da 15 mesi, rinfrancato dai risultati dell' asta sui titoli di Stato italiani, migliori del previsto. I segnali di schiarita sul quadro politico del Paese, la terza economia dell' Eurozona, hanno ridotto le preoccupazioni dei mercati, almeno per il momento. Le aspettative restano ovviamente negative, dato che ancora non sono andate al loro posto tutti i tasselli del quadro. Così, le prospettive per la moneta unica restano sotto il segno dell' orso. Ieri ha guadagnato poco meno dello 0,5% sul dollaro, attestandosi attorno a quota 1,36, dopo aver toccato un massimo di giornata a 1,3652. Nella fase di maggior debolezza aveva però raggiunto un minimo a 1,3484. Mercoledì aveva accusato una flessione del 2,1%, la più consistente da agosto del 2010.

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Nessun dubbio che Mario Monti sia un sostenitore più che convinto della moneta unica, un uomo che vede chiaramente i benefici che ha portato ai Paesi che come l' Italia ne fanno parte. (sezione: Euro-Dollaro)

 

"Il Messaggero" del 11-11-2011

Pagina: 2

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Nessun dubbio che Mario Monti sia un sostenitore più che convinto della moneta unica, un uomo che vede chiaramente i benefici che ha portato ai Paesi che come l' Italia ne fanno parte. Solo pochi giorni fa, in un' intervento sul Corriere della Sera, il presidente della Bocconi ha negato che l' euro sia in crisi, ricordando come in dodici anni abbia garantito bassa inflazione e stabilità anche nel cambio con il dollaro. La crisi piuttosto è di quei Paesi, come il nostro, che hanno un alto debito pubblico e problemi di crescita. Ma se l' Italia non fosse nella zona euro, le aste di titoli (in lire) sarebbero ben più a rischio di quanto non siano ora. Di qui l' imperativo per il nostro Paese, che è uno dei fondatori dell' edificio europeo: mantenere la linea del rigore e dunque concretamente, nei prossimi mesi, applicare i provvedimenti contenuti nelle manovre estive. Ricordando però che la disciplina fiscale da sola non basta, e che un Paese come il nostro, per quanto relativamente più virtuoso di altri in questi anni di crisi, ha bisogno della crescita per rendere sostenibili i propri conti pubblici.

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L' euro è sbagliato, rifacciamolo (sezione: Euro-Dollaro)

 

di ?di Giampiero Di Santo ?

 

"Italia Oggi" del 11-11-2011

Pagina: 7

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro


Occhiello: Il politologo parla di grave deficit di democrazia. E aggiunge: Monti ponga la questione in Europa.
Sottotitolo: Parsi: così come è aumenta le disuguaglianze tra ceti e paesi.

Mario Monti ha una grande occasione: quella di porre all' Europa, mentre impone all' Italia le misure richieste dalla commissione e dalla Bce, la questione politica di una moneta, l' euro, che nata come come strumento di unificazione e stabilizzazione dell' Europa, si è rivelata la «cinghia di trasmissione perfetta dei poteri che si sono creati nei mercati internazionali, lo strumento perfetto per l' ottimizzazione dei risultati della speculazione». Vittorio Emanuele Parsi, politologo e ordinario di relazioni internazionali alla Cattolica di Milano in questa intervista a ItaliaOggi spiega perché sia stato un grave errore, «da correggere subito», affidare a una moneta e non alla politica il futuro dell' Europa. «C' è un deficit di democrazia che non riguarda l' euro in sé ma la modalità con cui è stato fatto», osserva. «L' entrata in circolazione della moneta unica, è coincisa con la più grande manovra di trasferimento di reddito da un ceto all' altro avviata per effetto di una decisione tecnocratica». Domanda. La moneta unica produce disuguaglianza? Risposta. L' euro ha reso i forti più forti e i deboli più deboli. Così, l' Italia sta diventando la Calabria d' Europa. D. Ma qual è stato l' errore, se gli scopi per i quali la moneta unica è nata erano esattamente l' opposto? R. L' errore di partenza è avere lasciato che un mezzo tecnico, cioè la moneta, fosse principio e fine. Se l' euro è stato creato per arginare l' egemonia tedesca sull' Europa, non abbiamo raggiunto l' obiettivo, perché la norma che vincola la Bce a una lotta paranoica contro l' inflazione ha prodotto un euro funzionale agli interessi tedeschi. D. Non crede, però, che anche l' Italia abbia avuto i suoi bei vantaggi? R. No, perché abbiamo dovuto rinunciare alle svalutazioni competitive, mentre la Germania si è trovata con una moneta più debole del vecchio marco quel tanto che basta per inondare il mondo di prodotti tedeschi. Per l' Italia, il tasso di cambio dell' euro nei confronti del dollaro e di molte altre monete è troppo alto. Così rischiamo di ritrovarci più poveri di prima e più indebitati. E anche senza banche. D. Senza banche? E perché mai? R. Temo che dietro gli attacchi speculativi all' Italia ci siano anche le banche francesi, tedesche e forse americane, che si stanno così liberando delle concorrenti italiane, più competitive perché non avevano titoli tossici. Siamo quindi passati da una situazione di vantaggio a una fase nella quale gli istituti di credito italiani sono quelli messi peggio a causa dell' attacco di cui è fatta oggetto l' Italia. D. Fortuna che arriva il premier Monti con il suo governo tecnico, allora_ R. Il governo tecnico è il completamento del commissariamento dell' Italia e Monti è il commissario nominato a capo dell' esecutivo. Insomma, si può dire che la sovranità popolare, l' idea che i governi debbano rispondere a constituency interne è andata a farsi benedire. D. Detto questo, però, intanto l' Italia può a salvarsi dal default_ R. Sì, ma la riflessione da fare è se un' Europa fatta in questa maniera abbia un futuro. Salvare il mercato e affondare la democrazia è un errore e l' euro si è rivelata una perfetta cinghia di trasmissione dei poteri che si sono creati nei mercati internazionali, uno strumento ideale per ottimizzare i risultati della speculazione. Va corretto subito. D. Finora però nessuno ha proposto modifiche. Chi dovrebbe farlo? R. La speranza è che sia Monti a porre la questione politica a un' Europa carente di leadership proprio mentre mette a punto le misure imposte all' Italia. Ha una grande occasione per farlo, anche perché tutti si dovrebbero chiedere come mai la Germania non sia stata costretta a creare il fondo salva stati con la stessa perentorietà con cui ci è stato chiesto di rientrare dal debito pubblico. D. Crede che il premier futuro ci riuscirà? R. Mi aspetto che ci provi, lo chiede il patriottismo italiano ed europeo.Dobbiamo porci questo problema, perché altrimenti l' Europa finisce. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non sono Helmuth Kohl e Francois Mitterrand, e io spero che che Monti, che non è Silvio Berlusconi, possa fare gli interessi del suo popolo tenendo conto dei mercati. Monti verrà valutato dalla storia se avrà posto il problema di un' Europa in grado di coniugare democrazia e mercato. Senza i quali l' Europa non è.

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Squilibri e grandi paure La crisi dell' euro inasprisce la guerre delle monete (sezione: Euro-Dollaro)

 

di [IAN CAMPBELL]

 

"La Stampa" del 11-11-2011

Economia

Pagina: 42-43

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Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Una volta c' era un' unica valuta squilibrata contro cui il mondo poteva inveire: lo yuan cinese. Ora anche Svizzera e Giappone hanno sposato la linea dell' interventismo in campo valutario. Ciò ha determinato un allontanamento dai tassi di cambio a fluttuazione libera che accentua gli squilibri a livello globale, con minacce per la crescita e il commercio. Gli interventi di Svizzera e Giappone sono comprensibili. Il repentino apprezzamento delle loro divise ha portato i due paesi sull' orlo della deflazione, mentre le perdite sul fronte dell' export creano rischi di recessione. Ma la paura che circonda l' euro non si dissolverà rapidamente. Svizzera e Giappone dovranno adattarsi a questa realtà. Il problema è che la fragilità dell' euro sta spingendo i tassi di cambio delle altre valute nella direzione sbagliata. In base alla bilancia commerciale, l' euro dovrebbe essere forte contro un dollaro debole. Esportazioni e importazioni sono quasi equivalenti nell' eurozona e la Germania ha un avanzo commerciale annuo di 198 miliardi di dollari, mentre gli Usa soffrono di un deficit commerciale. Un dollaro più debole rafforzerebbe la competitività degli Stati Uniti e ridurrebbe la necessità del paese di indebitarsi col resto del mondo. Quanto più crescerà il debito Usa, tanto più aumenterà il rischio di una disintegrazione incontrollata della posizione del dollaro come valuta di riserva globale. Per ora, tuttavia, il rischio è che il dollaro si rafforzi - per effetto della fuga dall' euro degli investitori spaventati. L' idea che la Cina possa contribuire a compensare questa tendenza acquistando debiti in euro è del tutto fantasiosa. La Cina è ben poco intenzionata ad acquistare titoli di debito sovrano rischiosi che vengono rifiutati dagli investitori privati. Esisterebbe una soluzione più semplice ed efficace: invertire la direzione degli interventi correttivi. Un apprezzamento più rapido dello yuan stimolerebbe le importazioni, favorendo la crescita globale. I prezzi delle importazioni cinesi si abbasserebbero, alleggerendo l' inflazione. La crescita della Cina ritroverebbe un maggiore equilibrio.

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