Schaeuble,
Atene è situazione unica
|
"milanofinanza.it" del 18-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"milanofinanza.it" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Il
coinvolgimento del settore privato nel salvataggio della Grecia costituisce un
caso unico, che non si ripeterà finchè il Fondo salva Stati permanente (Esm)
non sarà operativo nel 2013, ha dichiarato Wolfgang Schaeuble, ministro delle
Finanze tedesco, cercando di placare i timori di un crescente contagio della
crisi
Forex:
euro/dollaro tocca massimo sopra quota 1,36 $
|
"Borse" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oggi, 14:54
Euro in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato
fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di voci su
intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle di un
ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve",
commentano gli analisti di IG Markets
Forex:
euro/dollaro tocca massimo sopra quota 1,36 $
|
"Finanzaonline" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Euro in
forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a
un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di voci su intervento
della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle di un ulteriore
allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve", commentano gli
analisti di IG Markets rimarcando
Cambi: euro
risale sopra 1,35 dollari, restano timori su situazione Ue
|
"Radiocor" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 18 nov - L' euro tenta il rimbalzo nei confronti del
dollaro sopra quota 1,35, ma resta sotto pressione per i persistenti timori
sulla situazione del debito in Europa. La moneta unica tratta a 1,3528 dollari
(1,3513 ieri), 103,839 yen (103,01), 0,85385 sterline (0,8562) e 1,2363 franchi
svizzeri (1,2384). Il
|
di Loretta
Napoleoni. |
|
||
|
"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Così come è stata concepita la
moneta unica non regge più. Un euro a due velocità rimetterebbe in moto l'
economia, ma farebbe sorgere problemi tecnici gravi. Il vero problema però è
che manca la volontà politica: l' Europa deve decidere al più presto, altrimenti
i Paesi deficitari saranno costretti a tornare alla propria moneta.
Abstract: Si avvicina
sempre di più l' ipotesi di uno sdoppiamento dell' Euro , quale soluzione
contro la possibilità che monete quali la dracma, la lira e anche la peseta
spagnola tornino a essere utilizzate dai paesi deficitari. L' Euro a due
velocità è un' ipotesi che era già stata presa inizialmente in considerazione
Euro: ma
cosa ha in mente la Merkel?
|
di Aldo Giannuli. |
|
||
|
"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Germania potrebbe voler
tornare all' euro e guardare alla Russia di Puin quale partner privilegiato.
Un' ipotesi suggestiva, non esente da rischi.
Abstract: Come si sa,
la Merkel ha ordinato ai suoi consulenti di studiare i termini di una revisione
dei trattati istitutivi della Ue che consenta ad un singolo paese che lo
voglia, di uscire dall' Eurozona , tornando alla moneta nazionale, senza per
questo dover uscire dalla Ue. Tutti hanno interpretato il passo come un avvio
del processo di "riduzione
Il Forex Morning Comment di Cmc Markets
|
"milanofinanza.it" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Per Brenda
Kelly, analista di CMC Markets, "nonostante il cambio di governo già
avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si sta
aggravando e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare
ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari. Nelle ultime
ventiquattrore
Forex
Morning Comments del 18 novembre
|
"TrendOnline" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Nonostante il cambio di governo
già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si
fa grave e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad
una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari.
Abstract: Nonostante
il cambio di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna,
la crisi in Europa si fa grave e la mancanza di una volontà politica credibile
al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari.
Nelle ultime ventiquattrore anche gli Stati Uniti hanno capito che il contagio
Spread
della Spagna a 504, Italia 500
|
"lastampa.it" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Pressione e alta la tensione sui
titoli di Stato europei.
Abstract: Resta alta
la tensione sul mercato dei titoli di Stato europei. Lo spread Btp-Bund oscilla
intorno a quota 500, quello tra i Bonos spagnoli e i bond tedeschi, dopo giorni
di rialzo, ha toccato oggi 504 tornando sopra il livello segnato dai titoli
italiani. Euro stabile sul dollaro all' apertura dei principali mercati
valutari del vecchio
Cambi: euro
in calo sotto 1,35 dollari, timori su Francia e Spagna
|
"Radiocor" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 18 nov - Euro in calo nei confronti del dollaro negli
scambi mattutini in Asia, ancora penalizzato dai timori sulla crisi del debito
in Ue, dopo il balzo a nuovi record dei costi di finanziamento di Francia e
Spagna. L' euro tratta a 1,3486 dollari (1,3513), 103,674 yen (103,01), 0,85572
sterline (0,8562) e
Paura
contagio: continua il ribasso dell' euro
|
"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Quarto
giorno consecutivo di guadagni del dollaro sull' euro a causa delle persistenti
tensioni sul debito sovrano europeo. Il rischio contagio dai Paesi periferici
al core dell' Eurozona ha portato ieri la moneta unica europea a toccare il
minimo da cinque settimane sulla valuta americana (a 1,3421 ). Nel corso del
pomeriggio, poi l' euro ha
|
"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 19 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Rischio contagio - EUROZONA SOTTO
STRESS.
Sottotitolo: L' 80% del surplus commerciale
tedesco è con i partner europei - LO SCENARIO ALTERNATIVO - Un' Unione
monetaria composta solo dai Paesi a tripla A avrebbe un euro molto più forte
che penalizzerebbe l' export.
Abstract: FRANCOFORTE.
Dal nostro inviato Le decisioni della Germania saranno la chiave per la
sopravvivenza dell' euro. E, se dipendesse dall' opinione pubblica tedesca, le
speranze sarebbe davvero poche. Non c' è sondaggio che non indichi come la
maggior parte degli intervistati non solo vuol dire basta ai salvataggi dei
Paesi deboli dell' Eurozona
|
"Il Mattino" del 18-11-2011 |
Pagina: 14 |
|
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oscar
Giannino segue dalla prima pagina Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro a
rischiare di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che
ogni giorno si sta realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli
asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti dell'
euroarea ad eccezione della
|
"Il Messaggero" del 18-11-2011 |
Pagina: 19 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Ora che l'
Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di
aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non deve
fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto il
continente. Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro in quanto tale, a
rischiare di saltare. Questo
|
"Il Messaggero (ed. Metropolitana)" del 18-11-2011 |
Pagina: 1 |
||
|
Pubblicato
anche in:
"Il Messaggero (ed. Ostia)" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: È VENUTO il
momento di allargare il punto di osservazione sulla crisi in corso, ora che il
governo Monti con la fiducia parlamentare entra nella pienezza delle sue
funzioni, salutato e sostenuto dal consenso esplicito dei vertici europei, di
Germania e Francia tanto per sottolineare ancora una volta l' attenzione tutta
particolare riservata
Safilo
compra da StyleMark tecnologia e marchio Polaroid Eyewear
|
"MF (Fashion)" del 18-11-2011 |
Pagina: 1 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Safilo
conquista Polaroid e ritiene di poter formalizzare l' acquisizione nel primo
trimestre 2012. Il corrispettivo sarà 87,5 milioni di dollari, cioè 65 milioni
di euro in base al cambio attuale. E anche qualora il cambio dovesse variare
sensibilmente, il prezzo non sarà comunque superiore ai 65 milioni di euro, in
base agli
|
"La Stampa" del 18-11-2011 |
Cronaca di Torino |
Pagina: 80-81 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Collegno.
Abstract: I
carabinieri hanno arrestato Sinisa Georgiev, croato di 33 anni, dal gennaio
2008 era ricercato con un mandato di arresto internazionale. L' uomo aveva
cercato di abbindolare una donna tedesca facendole credere che in cambio di 36
mila euro in contanti le avrebbe dato una valigia con dentro 70 mila dollari. I
carabinieri lo hanno pizzicato in un
Cambi: Ig
Markets, focus resta su crisi e spaccatura Germania-Ue (2)
|
"libero.it" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
Abstract: (
(Adnkronos) - La sterlina, continua Christopher Beauchamp, "ha continuato
a salire rispetto al dollaro nel pomeriggio dopo che i forti dati sulle vendite
al dettaglio hanno rappresentato una rara buona notizia per l' economia
britannica. Tuttavia i dati non sono riusciti a cambiare la visione d' insieme
per cui le prospettive nel Regno Unito
Una
plausibile spiegazione della bolla subprime
|
"Rinascita" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: La bolla
(sarebbe meglio dire "il bubbone" per l' analogia di questa vera e
propria patologia economica con un' affezione medica) dei subprimes americani
(cioè la trasformazione di mutui erogati "allegramente" a persone che
non erano sicuramente in grado di onorare il debito contratto con la banca) è
arrivata a 1.000 trilioni di
In calo la
chiusura dei principali listini europei
|
"TrendOnline" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata
a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri, e a 103,98 yen.
Abstract: Chiusura in
deciso calo per le principali borse europee. Chiusura in lieve calo per l'
euro. La moneta unica viene scambiata a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di
ieri, e a 103,98 yen. Dollaro/yen stabile a 77. Il Cac 40 di Parigi ha perso l'
1,78% a 3.010 punti, l' Ftse 100 di Londra l' 1,56% a 5.423 punti e il Dax di
Francoforte l' 1,07% a 5.850
BCE: fixing dollaro, yen e sterlina
|
"TrendOnline" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di
riferimento per la giornata del 17 novembre 2011.
Abstract: La Bce
comunica i cambi di riferimento per la giornata del 17 novembre 2011. Euro
contro dollaro chiude a 1,3480, lievemente più debole rispetto all' ultima
rilevazione a 1,3484. Invariato il cambio euro/yen che chiude a 103,76 da
103,77. Segno meno infine anche per il cambio euro/sterlina che si porta a
0,85400 rispetto a una precedente
Cambi:
Tassi Di Riferimento Odierni Dell' euro
|
"Wall Street Italia" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 17 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell'
ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono
determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute
17/11/11 Dollaro USA 1,3480 Yen 103,76 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca 25,646
Corona danese 7,4427 Lira sterlina
CAMBI:
TASSI DI RIFERIMENTO ODIERNI DELL' EURO
|
"ASCA" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 17 nov - Questi i tassi di cambio odierni dell' euro, rilevati nell'
ambito del sistema europeo delle banche centrali. Tutte le quotazioni sono
determinate in unita' di valuta estera contro 1 euro (valuta base). Valute
17/11/11 Dollaro USA 1,3480Yen 103,76Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca
25,646Corona danese 7,4427Lira sterlina 0,85400
Cambi: euro
debole ma sopra i minimi, a 1,3483 dollari a meta' seduta
|
"Fastweb" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 17 nov - L' euro debole rispetto alla vigilia, anche se
a meta' seduta riesce a limitare i danni dopo avere aggiornato in apertura i
nuovi minimi dal 10 di ottobre nei confronti di dollaro (1,3418) e yen
(103,36). La divisa unica, che continua a scontare la crisi del debito sovrano
e le tensioni cui sono
Euro-Dollaro:
il trend di breve termine si conferma ribassista
|
di Di Gianluca
Defendi. |
|
||
|
"milanofinanza.it" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Prosegue
senza soste significative la discesa del cambio euro/dollaro. Dopo un veloce
pullback verso quota 1,38 le quotazioni hanno infatti subito un' ulteriore
flessione, confermando in questo modo il trend ribassista di breve termine nel
quale si trovano inserite. La struttura grafica rimane quindi negativa con i
principali indicatori
Cambi: euro
debole sotto la soglia di 1,35 dlr a inizio giornata
|
"Fastweb" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 17 nov - Euro debole a inizio giornata, a causa delle
pressioni per la crisi del debito nella zona euro. La moneta unica europea dopo
aver toccato nelle contrattazioni asiatiche un nuovo minimo dal 10 ottobre sul
dollaro a 1,3421, e' scambiato a 1,3487 (1,3464 ieri e 1,3484 Bce ieri). Contro
yen, l' euro
Una
"moneta dei forti" colpirebbe la Germania
|
di Riccardo
Sorrentino. |
|
||
|
"ilsole24ore.com" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: La Svizzera.
È lì che occorre guardare per capire qual è oggi l' interesse nazionale della
Germania. Perché è vero - e in fondo è anche giusto - che le difficoltà di
Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non irritati: tutto è
nato con le menzogne dei politici greci sullo
Una «moneta
dei forti» colpirebbe la Germania
|
"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Sottotitolo: Il confronto.
Abstract: Riccardo
Sorrentino La Svizzera. È lì che occorre guardare per capire qual è oggi l'
interesse nazionale della Germania. Perché è vero - e in fondo è anche giusto -
che le difficoltà di Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se
non irritati: tutto è nato con le menzogne dei
L' euro
perde quota in attesa dell' asta spagnola
|
"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro ha
toccato il minimo da cinque settimane nei confronti dello yen e del dollaro,
indebolito dalle aspettative crescenti per un nuovo intervento della Banca
centrale europea, che sarebbe provocato dal crescente pessimismo sulla crisi
del debito dell' Eurozona. Oggi, Spagna e Francia si presenteranno ai mercati
per raccogliere in tutto oltre
|
"Corriere della Sera" del 17-11-2011 |
Lettere |
Pagina: 59 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Risponde Sergio Romano.
Abstract: Ho un figlio
bocconiano che attualmente si trova negli Usa per un master annuale di economia
internazionale ad Albany. Io sono invece professore di lettere classiche. In
questo periodo discutiamo parecchio, via Skype, di economia e politica europea,
trovandoci su posizioni molto distanti. Lui ieri è giunto ad affermare che è
giusto
Euro:
Recupera E Chiude In Rialzo Sopra 1,35 Dollari
|
"Wall Street Italia" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
Al termine di una seduta in calo influenzata dall' aumento dei rendimenti dei
titoli di Stato dei paesi europei, l' euro recupera e chiude in rialzo a 1,3528
dollari e 104,10 yen. L' inversione di rotta potrebbe essere legata al calo dei
prezzi al consumo in Usa, che lascia margine di manovra alla Federal Reserve
per nuove misure di
Cambi/
Brusco scatto dell' euro che torna sopra 1,35 dollari
|
"Wall Street Italia" del 16-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"unita.it" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Roma, 16
nov. (TMNews) - Brusco scatto in avanti dell' euro, che a tarda mattina torna
improvvisamente al di sopra di 1,35 dollari mentre in mercati sono in attesa
che il presidente del Consiglio designato Mario Monti sciolga le riserve e
annunci una nuova squadra di governo in Italia. La valuta unica risale a quota
1,3533 dollari, laddove nelle
Bce colloca
552 mln dlr in p/t 8 gg in valuta, in scadenza 500 mln
|
"Reuters" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: FRANCOFORTE,
16 novembre (Reuters) - La Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari
nell' operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono
pervenute da due banche, per un ammontare di poco superiore ai 500 milioni di
dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa, richiesti a loro volta da
una sola banca. L'
Euro
dollaro sotto il supporto di 1,35
|
"TrendOnline" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha
accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di
rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese.
Abstract: Il cambio
euro dollaro ha accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora
resistenza in caso di rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell'
ultimo mese. Probabile a questo punto il ritorno sui minimi di inizio ottobre a
1,3140 circa, supporto intermedio a 1,3350. Sopra 1,35 possibile un rimbalzo ma
servirebbe poi la rottura di
Cambi: euro
in calo sotto quota 1,35 dollari su timori debito Europa
|
"Radiocor" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 16 nov - Euro ancora in calo negli scambi mattutini,
per il rafforzamento delle tensioni sul mercato del debito europeo. La moneta
unica torna sotto quota 1,35 dollari a 1,3433 dollari (1,3545 alla vigilia),
livello piu' basso da inizio ottobre e tratta a 103,592 yen (104,18), 0,8529
sterline (0,8554) e 1,2392
Tutti fermi
davanti agli schermi. In attesa della politica
|
"Il Tempo (ed. Lazio)" del 16-11-2011 |
Viterbo |
Pagina: 3 |
|
|
Pubblicato
anche in:
"Il Tempo (ed. Abruzzo)" "Il Tempo" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Viaggio nella finanza Una
mattinata insieme agli operatori di Arianna Sim. Gli investitori sono pronti
all' acquisto ma per ora aspettano Mario Monti.
Abstract: Operatori
fermi. Il telefono non squilla. Sugli schermi si aggiornano ossessivamente i
valori degli spread dei Buoni del Tesoro italiano contro il Bund tedesco. E il
caffè per uno strano inceppamento della macchinetta esce freddo. Brutto segnale.
È una mattinata di attesa quella si respira a Roma nella sala operativa di
Arianna Sim,
|
"Borse" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Oggi, 16:07
Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend verso
quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli
istituti esposti in questo senso. È il parere degli analisti di Natixis, che
nel loro report odierno sulle valute spiegano come i Paesi
"periferici" dell' area euro,
Valute:
l´euro si avvia verso 1,34 contro il dollaro, yen moneta rifugio contro il
rischio (Natixis)
|
"Finanzaonline" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Il cross
euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend verso quota
1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti
esposti in questo senso. È il parere degli analisti di Natixis, che nel loro
report odierno sulle valute spiegano come i Paesi "periferici"
dell´area euro, nonostante
Cina
investe all' estero per guadagnare
|
"milanofinanza.it" del 15-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"milanofinanza.it" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: La Cina
investe all' estero per ottenere profitti e influire sulle scelte strategiche.
E' quanto ha detto il numero uno del China Investment Corp (Cic), il maggiore
fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di Gao Xiqing arriva nel mezzo delle
turbolenze provocate dalla crisi del debito in Europa. Pechino si è fatta
avanti per aiutare il
Cina
investe all' estero per guadagnare, influire - fondo sovrano Cic
|
"Reuters" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: HONG KONG,
15 novembre (Reuters) - La Cina investe all' estero per ottenere profitti e
influire sulle scelte strategiche. E' quanto ha detto il numero uno del China
Investment Corp (Cic), il maggiore fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di
Gao Xiqing arriva nel mezzo delle turbolenze provocate dalla crisi del debito
in Europa. Pechino si
Forex, euro
in calo, attesa nuovi governi Roma, Atene
|
"Reuters" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LONDRA, 15
novembre (Reuters) - L' euro in calo all' apertura delle contrattazioni
europee, vicino al margine inferiore del recente trading range, con gli
investitori che guardano all' evoluzione delle vicende politiche in Grecia e in
Italia. La moneta unica aveva reagito positivamente al cambio di leadership in
entrambi i paesi, nella speranza
Euro in
calo in Asia, occhi a sviluppi Italia e Grecia
|
"Reuters" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: SIDNEY/TOKYO
(Reuters) - L' euro in lieve calo sul finire della seduta asiatica, con gli
investitori in attesa di sviluppi sul piano politico e delle riforme in Italia
e in Grecia. La moneta unica aveva reagito positivamente al cambio di
leadership in entrambi i paesi, nella speranza dell' arrivo di azioni volte ad
allentare la crisi di debito.
L' euro
scende a quota 1,36 sul dollaro
|
"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 2 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: IL TREND - La valuta comune ha
abbandonato i massimi della seduta a 1,3811, bucando al ribasso la soglia
tecnica di 1,375 sul biglietto verde.
Abstract: Una lunga,
ininterrotta discesa. Fino ai livelli di giovedì. No, non è bastata la nomina
di Mario Monti, dopo quella di Lucas Papademos ad Atene, per tranquillizzare i
mercati; e anche l' euro, sia pure con suo consueto understatement, ha
registrato il nervosismo degli investitori. Una miscela di fattori tecnici e
"di fiducia" ha
AI TEMPI
D´ORO Ottobre 2006, Washington. Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire
Dal
|
"Il Giornale Di Vicenza" del 15-11-2011 |
Pagina: 14 |
|
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: AI TEMPI
D´ORO Ottobre 2006, Washington. Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire
Dal Molin, il Senato degli Stati uniti approva il più cospicuo budget mai
stanziato per le installazioni militari di Vicenza. Il bilancio della Difesa
prospetta per il 2007 un conto astronomico: 448 miliardi di euro per combattere
le
Difficile
sfondare i minimi di settembre
|
di di Giuseppe Di
Vittorio. |
|
||
|
"MF" del 15-11-2011 |
Pagina: 29 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Per Ciavarella, Berlinzani e
Izzi potranno essere toccati nuovi massimi di mercato nei primi mesi del 2012
Attualmente è circa il 10% la distanza dai valori più bassi di fine estate. Ma
al Ftse Mib si preferisce l' Eurostoxx.
Abstract: Prosegue l'
analisi di MF Trading Online fra gli operatori più attivi sul mercato per
capire se saranno di nuovo testati o anche abbattuti i minimi toccati il 26
settembre. Nel punto più basso dell' onda ribassista il Fib, il future sull'
indice principale di Piazza Affari, toccò i 13.020 punti. Ieri ha chiuso a
15.300. Un'
Petrolio,
prezzo Opec a 112 dollari
|
"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Economia |
Pagina: 37 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Energia.
Abstract: È salito di
oltre il 4% a 112,5 dollari al barile il prezzo settimanale medio del petrolio
fissato dall' Opec. Lo ha riferito lo stesso cartello dei Paesi produttori di
greggio, spiegando che tra le cause del rialzo dei listini vi sono il cambio
della guardia dei governi in Italia e Grecia e le tensioni per il programma
nucleare iraniano.
Sono in
molti a speculare sulla crisi del debito sovrano
|
di LUCIO GAROFALO. |
|
||
|
"Alto Adige" del 15-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 28 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: MARIO MONTI.
Abstract: Sarà l'
effetto contagioso prodotto dal ghigno beffardo di Sarkozy, irriso a sua volta
dalle smorfie buffe e canzonatorie di Ferrara, ma non si intravedono validi
motivi per ridere. Se qualcuno ha interesse a nascondere il capo sotto la
sabbia, alla stregua degli struzzi, è padrone di farlo, ma se ne deve assumere
ogni
In rosso la
chiusura dei principali listini europei
|
"TrendOnline" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Le principali Borse del Vecchio
continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza sulla crisi del
proprio debito sovrano.
Abstract: Le
principali Borse del Vecchio continente chiudono in calo, condizionate dall'
incertezza sulla crisi del proprio debito sovrano. Chiusura in calo per l' euro
sotto quota 1,37 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,3643 dollari e a
105,06 yen. Dollaro in lieve calo sulla valuta giapponese a 76,98 yen. A Londra
l' Ftse 100 cede lo 0,47% a
Euro:
Arretra Sotto Quota 1,37 Dollari
|
"Wall Street Italia" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (AGI) Roma -
Dopo una partenza in recupero, l' euro arretra sotto quota 1,37 dollari. Il
rialzo dei rendimenti registrato all' asta di Btp quinquennali spinge gli
investitori alla cautela. La moneta comune passa di mano per 1,3666 dollari e
105,12 yen, ai minimi di seduta. Biglietto verde in lieve flessione sullo yen a
76,95. .
Forex
Morning Comment del 14 novembre
|
"TrendOnline" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La settimana si apre con un
ritorno alla propensione al rischio.
Abstract: La settimana
si apre con un ritorno alla propensione al rischio di cui potrebbero
beneficiare anche le cosiddette "risk currency"meglio posizionate per
seguire l' onda di un' eventuale rimbalzo come Euro e Dollaro Australiano, alla
ricerca di un riscatto dai ribassi segnati le scorse settimane sulle crescenti
incertezze riguardanti le situazioni
Cambi: euro
conferma la ripresa di venerdi' e allunga a 1,3764 dollari
|
"Radiocor" del 14-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"Radiocor" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Si rafforza
anche a 106,1 yen (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 nov - L' euro si
conferma in ripresa sul dollaro proseguendo l' andamento innescato venerdi'
dalla formazione del nuovo governo greco e dai rapidi sviluppi della situazione
italiana. Dopo la designazione di Monti come nuovo premier, la moneta unica si
attesta a 1,3764 dollari in
Wall
Street: venerdi' chiusura in rally, quarto aumento in 5 sedute
|
"Fastweb" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » New York.
Abstract: (Il Sole 24
Ore Radiocor) - New York, 14 nov - Wall Street venerdi' ha chiuso in rialzo,
per la quarta volta in cinque sedute, riportando tutti e tre i listini in
positivo per l' intero anno. A fare da traino e' stato l' attenuarsi dei timori
sulla crisi dell' Eurozona, in attesa del voto della Camera italiana sulla
legge di stabilita' di sabato.
L' Euro è
solido: siamo noi che traballiamo
|
di N. SETTEMBRINI. |
|
||
|
"La Stampa" del 14-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 34-35 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' Euro è
una moneta forte ed autorevole e chi dice il contrario sostenendo l'
opportunità di reintrodurre la lira, non offre soluzioni alternative. La
riprova della solidità della moneta unica, nonostante le note turbolenze
finanziarie, è determinata dal cambio euro-dollaro oscillante mediamente
intorno a 1,40, a
CRISI:
BERLUSCONI, PER SALVARE EUROPA BCE DIVENTI GARANTE EURO
|
"ASCA" del 13-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"ASCA" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: (ASCA) -
Roma, 13 nov - ''Dobbiamo uniti far fronte a una crisi che non e' nata in
Italia, che non e' nata sul nostro debito, che non e' nata sulle nostre banche
e neppure in Europa, e' una crisi che e' diventata crisi della nostra moneta
comune, dell' euro, che non ha il sostegno che ogni moneta deve avere''. Lo
afferma il presidente del
Crisi/
Medvedev rende omaggio all' euro: Facciamo il tifo
|
"Wall Street Italia" del 13-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Honolulu, 13
nov. (TMNews) - Il presidente russo Dmitri Medvedev ha reso omaggio all' euro e
agli sforzi per salvarlo da parte dell' Europa, sostenendo che si tratta di una
valuta necessaria al funzionamento del sistema monetario mondiale. Medvedev ha
parlato di fronte a una platea di imprenditori, riuniti a margine del Forum di
cooperazione
L' euro
riprende quota e chiude a 1,37 sul dollaro
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 43 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Chiusura in
forte rialzo per l' euro che beneficia dei passaggi positivi della crisi
politica dell' Europa periferica: la formazione di un nuovo Governo guidato da
Lucas Papademos in Grecia e in Italia l' approvazione al Senato della legge di
stabilità che ora dovrebbe essere votata in tempi rapidi anche dalla Camera.
Sulla scia di questi
La
resistenza dell' euro in un' economia ancora debole
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Abstract: Vittorio
Carlini «L' euro? Una moneta forte, soprattutto rispetto al dollaro». La frase
rimbalza spesso tra gli esperti. E detta così, nel bel mezzo del dramma di
Eurolandia, sembra ispirata dai fumi dell' alcol. La divisa europea infatti,
negli ultimi tempi, ha ceduto il passo a quella statunitense. Certo, ci sono le
eccezioni:
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 22 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Manuale anti panico - IL RISPARMIO
E LE VALUTE.
Sottotitolo: Per gli analisti la moneta unica
europea resta sopravvalutata rispetto al dollaro - IL TOP E L' ATTERRAGGIO - La
«quota 1,50» di maggio è ormai lontana ma anche il ribasso fino a sfiorare il
cambio a 1,30 lascia spazi per ulteriori assestamenti.
Abstract: Resta forte,
persino sopravvalutato. Sembra paradossale, in questa fase, il comportamento
dell' euro. Le recenti turbolenze hanno lasciato traccia, eccome, ma la valuta
comune resiste alle pressioni che attraversano i mercati finanziari. I numeri
sono chiari. La tempesta sembra aver coinvolto anche l' euro: a maggio aveva
toccato quota 1,4939
Perché l'
euro è ritenuto in prospettiva meno stabile del dollaro - ?
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 23 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: BORSE.
Abstract: I paesi
«core» di Eurolandia (Germania e Francia) premono per una profonda
ristrutturazione dell' area monetaria, a poco più di un decennio dalla sua
nascita: la Bce diventerà prestatore di ultima istanza e nasceranno gli
eurobond, ma quasi sicuramente con meno paesi-membri e regole diverse Wall
Street In questi giorni l'
Guerra tra
mayor Sony e Universal si dividono l' Emi
|
"La Nuova Sardegna" del 12-11-2011 |
Economia |
Pagina: 16 |
|
|
Pubblicato
anche in:
"La Città di Salerno" "Il Tirreno" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: NEW YORK.
Abstract: NEW YORK. L' Emi suona francese. L' etichetta discografica è stata acquistata dalla transalpina
Vivendi per 1,9 miliardi di dollari. La Citigroup ha deciso di vendere l' Emi
al gigante francese la divisione musicale, mentre quella editoriale, la Emi
publishing, andrà a un consorzio guidato da Sony per 2,2 miliardi di dollari.
|
di di Alberto
Zaffignani. |
|
||
|
"Milano Finanza" del 12-11-2011 |
Pagina: 39 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: In Messico la curva dei
rendimenti è crescente. Dal 3,39% trimestrale al 7,47% del bond trentennale.
Per l' investitore in euro c' è un vantaggio aggiuntivo legato al cambio.
Abstract: Da gennaio a
settembre i global bond emessi in Messico hanno totalizzato 18,5 miliardi di
dollari, di cui 3 miliardi di dollari relativi a emissioni sovrane. Il Messico
(rating Baa1/BBB/BBB con outlook stabile) è un tradizionale prenditore emergente,
che si è da sempre differenziato con emissioni in dollari, yen ed euro, oltre
che in
|
di Pagina a cura di
Alberto Micheli. |
|
||
|
"Milano Finanza" del 12-11-2011 |
Pagina: 45 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica ha risentito
della drammatica escalation della crisi italiana. Yen a quota 105.
Abstract: Settimana
decisamente movimentata per la moneta unica, che ha risentito della pesante
crisi di fiducia che ha colpito il sistema italiano. Proprio a metà settimana
l' euro ha pagato lo scotto più caro contro il dollaro, scivolando da 1,385
fino a ridosso di 1,35: nella stessa giornata lo spread tra il decennale
italiano e quello
Cambi/ Euro
in netto rafforzamento, torna sopra 1,37 dollari
|
"unita.it" del 11-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Roma, 11
nov. (TMNews) - Balzo in avanti anche dell' euro sul mercato dei cambi: nel
pomeriggio la valuta europea supera ampiamente quota 1,37 dollaro, accodandosi
al generale clima euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di
un rapporto di una grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro
prevedendo un suo
Cambi/ Euro
in netto rafforzamento, torna sopra 1,37 dollari
|
"Wall Street Italia" del 11-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Roma, 11
nov. (TMNews) - Balzo in avanti anche dell' euro sul mercato dei cambi: nel
pomeriggio la valuta europea supera ampiamente quota 1,37 dollaro, accodandosi
al generale clima euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di
un rapporto di una grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro
prevedendo un suo
Forex, euro
prosegue rialzo su dollaro e yen su notizie Italia
|
"Reuters" del 11-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: LONDRA, 10
novembre (Reuters) - L' euro è in continuo miglioramento, insieme alle borse e
allo spread Btp/Bund, sulla scia delle notizie relative al mondo politico
italiano con l' attesa della formazione di un governo guidato da Mario Monti
nel fine settimana. Il Senato ha approvato la legge di stabilità che domani,
dopo il passaggio
La moneta
unica recupera terreno sul dollaro
|
"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 43 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: L' euro
recupera terreno nei confronti del dollaro dopo il suo più brusco calo da 15
mesi, rinfrancato dai risultati dell' asta sui titoli di Stato italiani,
migliori del previsto. I segnali di schiarita sul quadro politico del Paese, la
terza economia dell' Eurozona, hanno ridotto le preoccupazioni dei mercati,
almeno per il momento. Le
|
"Il Messaggero" del 11-11-2011 |
Pagina: 2 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Nessun
dubbio che Mario Monti sia un sostenitore più che convinto della moneta unica,
un uomo che vede chiaramente i benefici che ha portato ai Paesi che come l'
Italia ne fanno parte. Solo pochi giorni fa, in un' intervento sul Corriere
della Sera, il presidente della Bocconi ha negato che l' euro sia in crisi,
ricordando come in dodici
L' euro è
sbagliato, rifacciamolo
|
di ?di Giampiero Di
Santo ? |
|
||
|
"Italia Oggi" del 11-11-2011 |
Pagina: 7 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Il politologo parla di grave
deficit di democrazia. E aggiunge: Monti ponga la questione in Europa.
Sottotitolo: Parsi: così come è aumenta le
disuguaglianze tra ceti e paesi.
Abstract: Mario Monti
ha una grande occasione: quella di porre all' Europa, mentre impone all' Italia
le misure richieste dalla commissione e dalla Bce, la questione politica di una
moneta, l' euro, che nata come come strumento di unificazione e stabilizzazione
dell' Europa, si è rivelata la «cinghia di trasmissione perfetta dei poteri che
si
Squilibri e
grandi paure La crisi dell' euro inasprisce la guerre delle monete
|
di [IAN CAMPBELL] |
|
||
|
"La Stampa" del 11-11-2011 |
Economia |
Pagina: 42-43 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Abstract: Una volta c'
era un' unica valuta squilibrata contro cui il mondo poteva inveire: lo yuan
cinese. Ora anche Svizzera e Giappone hanno sposato la linea dell'
interventismo in campo valutario. Ciò ha determinato un allontanamento dai
tassi di cambio a fluttuazione libera che accentua gli squilibri a livello
globale, con minacce per la
|
"milanofinanza.it" del 18-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"milanofinanza.it" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Il coinvolgimento del settore privato nel
salvataggio della Grecia costituisce un caso unico, che non si ripeterà finchè
il Fondo salva Stati permanente (Esm) non sarà operativo nel 2013, ha
dichiarato Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, cercando di
placare i timori di un crescente contagio della crisi attraverso l' Eurozona. Schaeuble si è anche detto contrario a ogni
proposta per la quale la Banca centrale europea dovrebbe
essenzialmente stampare moneta per risolvere la crisi
del debito, perchè i mercati sarebbero tranquillizzati per
pochi mesi e poi "inizierebbero a pensare che l' euro non è più una
valuta stabile". Il ministro ha infine parlato di una crisi di fiducia sia
sulla moneta unica che sul dollaro.
|
"Borse" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oggi, 14:54 Euro
in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di
voci su intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle
di un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve",
commentano gli analisti di IG Markets rimarcando come la speranza del mercato
sia di una maggiore forza della Bce nell' affrontare la crisi del debito
sovrano. Il cross beneficia poi dell' indebolimento generale del dollaro rispetto a tutte le altre principali valute sulle
attese di nuove misure di allentamento quantitativo. Ieri William C. Dudley,
presidente della Fed di New York, ha dichiarato che la banca centrale può fare
di più per rilanciare l' economia degli Stati Uniti. Titta Ferraro Fonte:
Finanza.com.
|
"Finanzaonline" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Euro in forte recupero sul valutario con il cross euro/dollaro che si è portato fino a un massimo a 1,3613 dollari. "L' euro beneficia di
voci su intervento della Bce attraverso acquisti di titoli di stato e di quelle
di un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve",
commentano gli analisti di IG Markets rimarcando come la speranza del mercato
sia di una maggiore forza della Bce nell' affrontare la crisi del debito
sovrano. Il cross beneficia poi dell' indebolimento generale del dollaro rispetto a tutte le altre principali valute sulle
attese di nuove misure di allentamento quantitativo. Ieri William C. Dudley,
presidente della Fed di New York, ha dichiarato che la banca centrale può fare
di più per rilanciare l' economia degli Stati Uniti.
|
"Radiocor" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18
nov - L' euro tenta il rimbalzo nei confronti del dollaro sopra quota 1,35, ma resta sotto pressione per i
persistenti timori sulla situazione del debito in Europa.
La moneta unica tratta a 1,3528 dollari
(1,3513 ieri), 103,839 yen (103,01), 0,85385 sterline (0,8562) e 1,2363 franchi
svizzeri (1,2384). Il biglietto verde quota a 76,72 yen (77,02), 0,9137 franchi
(0,9169) e 1,584 per una sterlina (1,5767). liz (RADIOCOR) 18-11-11 12:41:00
(0172) 5 NNNN.
|
di Loretta
Napoleoni. |
|
||
|
"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Così come è stata concepita la
moneta unica non regge più. Un euro a due velocità rimetterebbe in moto l'
economia, ma farebbe sorgere problemi tecnici gravi. Il vero problema però è
che manca la volontà politica: l' Europa deve decidere al più presto,
altrimenti i Paesi deficitari saranno costretti a tornare alla propria moneta.
Si avvicina sempre di più l' ipotesi di
uno sdoppiamento dell' Euro , quale soluzione contro
la possibilità che monete quali la dracma, la lira e
anche la peseta spagnola tornino a essere utilizzate dai paesi deficitari. L' Euro a due velocità è un' ipotesi che era già stata presa
inizialmente in considerazione nel 2001/2002, quando si diceva che i paesi
dell' area Mediterranea non avrebbero avuto la possibilità di sostenere le loro
economie, con un Euro legato a economie molto più
forti come quelle, ad esempio, di Germania e Olanda. In realtà, la crisi
attuale è anche legata a questo , la competitività dei paesi mediterranei si è
andata via via perdendo, proprio a causa di un Euro
che era eccessivamente forte. Non dimentichiamo che l' entrata dell' Euro è coincisa con un tasso di cambio
assai più basso nei confronti del dollaro , rispetto a
quello che invece era stato raggiunto negli ultimi 10 anni. Quindi oggi, per
non "rompere" l' Euro completamente, si
prospetta l' ipotesi di creare un Euro a due velocità,
con un "Euro di serie B" che chiaramente
verrebbe utilizzato dai paesi deficitari i quali avrebbero
la possibilità di svalutarne il valore, e un "Euro di serie
A". Tuttavia i problemi tecnici sono abbastanza gravi , perché questo Euro di serie B dovrebbe essere contraddistinto rispetto all' Euro di serie A, quindi bisognerebbe in un modo o nell' altro cambiare la moneta . È chiaro che questo è un processo che richiede del
tempo, e noi di tempo ne abbiamo molto poco, proprio perché i mercati, come
abbiamo visto durante la settimana, sono abbastanza agguerriti e vogliono una
risposta definitiva e una soluzione non solo al problema dell' Euro, ma anche e soprattutto al problema della crescita .
Una svalutazione attraverso l' Euro di serie B
potrebbe in effetti rimettere in moto l' economia dei paesi mediterranei,
quindi il problema fondamentale è tecnico , le banconote hanno un codice che
inizia con una lettera, alla quale corrisponde un Paese diverso. Si potrebbe
ventilare l' ipotesi di creare un Euro di serie B
simile all' Euro di serie A ma con un codice diverso o
con colori diversi . Il processo di trasformazione di questo Euro
sarà lungo, però si potrebbe iniziare a scambiare questi Euro
di serie B attraverso i depositi bancari. È chiaro che questa è una soluzione
abbastanza spaventosa per la popolazione , che potrebbe indurre alcuni
individui ad assaltare le banche , prendere i contanti, metterseli sotto al
materasso e poi scambiarli con l' Euro di serie B,
perché nel momento in cui l' Euro di serie B entrerà
in circolazione, tutti quanti gli Euro dovranno essere
scambiati. Quindi si tratta di un problema tecnico serio, bisognerà sicuramente
chiudere le banche per un brevissimo periodo per poter fare questo scambio,
bisognerà cambiare tutti quanti il Bancomat, ma anche
i parcheggi, i tassametri etc., perché tutto è basato su un determinato tipo di
Euro che chiaramente non esisterà più e quindi
bisognerà inserirne un altro. Detto questo, le difficoltà tecniche sono
facilmente superabili se c' è una volontà ed è questo il problema fondamentale:
ad oggi non c' è la volontà di rompere l' Euro ,
almeno non l' abbiamo ancora vista, e anche qualora dovesse manifestarsi in
seguito, potrebbe già essere troppo tardi. Quando i mercati decideranno che l' Euro non regge più così com' è stato concepito sarà troppo tardi
per fare un Euro di serie A e un Euro
di serie B, avremo un Euro di serie B dappertutto e ci
sarà un crollo che porterà necessariamente i paesi deficitari a tornare alla
proprio moneta, proprio perché non c' è alternativa.
Dunque si tratta di prendere una decisione importante che può essere assunta
solamente a livello europeo , non può essere certo
presa da un singolo Paese né tanto meno dai paesi deficitari. Di questo, però,
si deve parlare adesso, perché i tempi stringono. C' è già un gruppo di Avvocati
e di economisti in Europa che sta lavorando alle
diverse ipotesi , sono stati incaricati sia da tedeschi che da francesi, ma di
questo non si parla e sicuramente non si parla a livello di Europa
unita, sono iniziative prese singolarmente dagli Stati. Il tempo stringe e
quindi suggerisco che questo sia uno degli argomenti di assoluta priorità che
il nuovo governo italiano deve affrontare all' interno dell' Europa
unita.
|
di Aldo Giannuli. |
|
||
|
"Blog CadoInPiedi (VoglioScendere)" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Germania potrebbe voler
tornare all' euro e guardare alla Russia di Puin quale partner privilegiato.
Un' ipotesi suggestiva, non esente da rischi.
Come si sa, la Merkel ha ordinato ai suoi
consulenti di studiare i termini di una revisione dei trattati istitutivi della
Ue che consenta ad un singolo paese che lo voglia, di uscire dall' Eurozona , tornando alla moneta
nazionale, senza per questo dover uscire dalla Ue. Tutti hanno interpretato il
passo come un avvio del processo di "riduzione dell' Eurozona",
cioè l' uscita "volontaria" -forse definitiva, forse temporanea- dei
paesi più deboli e la nascita dell' Europa a due
velocità . Il punto di approdo sarebbe uno sdoppiamento per cui ci sarebbe un
club di 9 paesi "fondatori" dell' Euro che
continuerebbero ad avere la moneta unica e gli altri
18 paesi della Ue con moneta propria (CdS 11.11.11 p.
18). Ma, a quanto pare, i primi studi hanno segnalato che l' operazione
potrebbe avere costi da capogiro : circa il 50% del Pil della Ue, con un
milione di disoccupati in più nella sola Germania. Per di più, visto che la
Francia sta subendo un attacco della speculazione internazionale, ha un deficit
di bilancio oltre il 5% per tutti i tre anni prossimi (il doppio dell' Italia e
cinque volte della Germania) e il Belgio ha un debito pubblico record, il club
potrebbe risultare ancora più ristretto. Dunque: neanche a parlarne. Solo che
la mossa della Merkel potrebbe non essere questa ma il suo opposto: la
persistenza dell' Euro come moneta
comune e l' uscita della sola Germania che tornerebbe al marco. E' da
dimostrare che questa mossa possa costare meno, ma il piano potrebbe avere una
sua suggestività: i paesi che restano nell' Euro
continuerebbero ad avere una moneta certamente
indebolita, ma ancora in grado di spalmare le tensioni speculative su un' area
abbastanza vasta, la Germania potrebbe studiare sia una qualche forma di
raccordo fra marco ed euro e fare il passaggio con
qualche gradualità. La cosa potrebbe avere diversi vantaggi : svincolerebbe la
Germania dall' obbligo di difendere la moneta
sbarcando il peso dell' operazione essenzialmente su francesi ed olandesi (se
questi ultimi avranno voglia di restare nell' area Euro),
ma senza per questo imporre alla Germania l' uscita dalla Ue. Inoltre i
vantaggi che la Merkel si riproporrebbe, se questo fosse il suo disegno,
sarebbero essenzialmente elettorali : non è un mistero che i tedeschi non
abbiano mai amato la moneta unica, immaginando di
essere dei poveri cirenei che reggono sulle proprie spalle la croce dei paesi
fannulloni come Grecia, Spagna, Italia ecc. Questa potrebbe essere una mossa
tale da invertire il trend elettorale sfavorevole. C' è, però, un problema
molto serio da risolvere: la moneta tedesca sarebbe
fortissima ed, al contrario, quella (quelle) del resto d' Europa
sarebbe debolissima; anche nei confronti del dollaro,
il neo marco (o comunque si chiami) si apprezzerebbe considerevolmente. Di
conseguenza, i due principali mercati di sbocco della manifattura tedesca non
sarebbero più in grado di assorbire l' attuale flusso di merci. Dunque,
occorrerebbe trovare sbocchi alternativi o meccanismi di manipolazione della moneta che limitino il crollo delle esportazioni. E la
soluzione naturale è verso est . La Russia di Putin si trova in un momento
particolare: è ricchissima di commodities (gas e petrolio in primo luogo, ma
anche oro, terre rare, minerali non ferrosi ecc.) ma ha un sistema industriale
disastrato, una rete di trasporti ed infrastrutture non all' altezza dello sviluppo
cui la Russia ambisce, ha un forte ritardo tecnologico, al punto di non essere
neppure in grado di sfruttare tutte le sue risorse (come le terre rare). La
Germania ha una tecnologia molto avanzata, notevoli riserve
finanziarie, ottime e riconosciutissime capacità organizzative: tutto quello
che serve ai russi per fare un balzo avanti . In cambio i tedeschi potrebbero ottenere immense quantità di materie prime
a prezzi bassissimi e crearsi un mercato di sbocco molto consistente per
compensare, almeno in parte, le difficoltà sui mercati euro-americani. D' altra parte, la moneta forte offre
anche vantaggi (l' acquisto a prezzi favorevoli di materie prime,
servizi e tecnologie sul mercato internazionale) e l' espansione nei mercati
est europei potrebbe offrire i margini per politiche
di dumping idonee a sostenere le esportazioni sui tradizionali mercati di
sbocco. Certo: è solo una ipotesi, che comporta rischi (e non pochi o minori)
ed esige una parziale riconversione produttiva in base ai nuovi sbocchi, però
non è irragionevole pensare che sia fra le possibili scelte considerate in
queste settimane dal mondo politico, industriale e finanziario tedesco.
Naturalmente, se tutto questo dovesse accadere davvero, le ripercussioni non
sarebbero solo economiche ma soprattutto politiche. In primo luogo sarebbe la
fine dell' asse franco tedesco e, con esso, del progetto di Unità Europea. La Ue potrebbe sopravvivere ma come perfetto
esempio di ente inutile. La seconda conseguenza sarebbe il ritorno di
"sfere di influenza" tedesca e russa nell' Europa
dell' Est : la Russia avrebbe la possibilità di portare a compimento il disegno
strategico putiniano di una grande federazione russa con la Bielorussia, le
province russofone dell' Ucraina e forse la Moldavia; la Germania assimilerebbe
nel suo "cortile di casa" Repubblica Ceca, Slovacchia, repubbliche
baltiche, forse Ungheria, oltre che Austria e Slovenia. Al centro ci sarebbe l'
incomoda presenza della Polonia (protettrice naturale della Galizia e delle
province ucraine già appartenenti all' impero austroungarico) e sarebbe il
problema di sempre, ma sarebbe un particolare di cui occuparsi in altro
momento. La Germania acquisterebbe per la prima volta un rilievo politico
autonomo -senza la finzione della Ue che, poi, non ha mai funzionato davvero- e
potrebbe pensare ad una espansione delle sue relazioni internazionali verso l'
Asia (ad esempio l' Indonesia e la Corea del Sud). La Russia conquisterebbe una
centralità strategica fra l' asse con Berlino da un lato e quello con Pechino
dall' altro. C' è da capire quali potrebbero essere le reazioni americane a
questo ridisegno della mappa geopolitica mondiale. Tratto dal blog di Aldo
Giannuli.
|
"milanofinanza.it" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Per Brenda Kelly, analista di CMC
Markets, "nonostante il cambio di governo già
avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si sta aggravando e la mancanza di una volontà
politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta
devastando i mercati finanziari. Nelle ultime ventiquattrore anche gli Stati
Uniti hanno capito che il contagio del debito pubblico europeo
non è confinato alla sola Europa, con gli indici
borsistici americani che hanno ritracciato sotto livelli-chive e la Cina che
fatica a sostituire l' Europa con altri mercati di
esportazione, mentre vi sono poche speranze che il meeting di oggi tra la
Merkel e Cameorn possa produrre un cambiamento nelle
rispettive posizioni, considerando l' intransigenza tedesca a voler
levereggiare il fondo Efsf senza iniezioni di liquidità da parte della Bce per
il terrore storico di creare inflazione. Purtroppo, un atteggiamento così
conservativo rischia di intensificare gli effetti della crisi in quanto azzera
gli sforzi annunciati con le misure di austerità, ampiamente ribilanciate dal
più alto prezzo da pagare sul denaro preso a prestito. La sensazione è che la
paura stia dilagando in fretta e che se la Bce dovesse continuare a non mettere
in campo tutta la sua potenza di fuoco, potremmo essere molto vicini a vedere
la fine dell' Euro. Oggi Mario Draghi parlerà all' European Banking Congress,qualora dovesse lasciar trapelare la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro,
prepariamoci a vedere nuovi ribassi sull' Euro. Fin qui la moneta unica è riuscita a risalire oltre $1,35, anche se non si esclude
un ritracciamento verso 1,3410. Nessun movimento di rilievo sul cambio DollaroYen con attese di consolidamento intorno ad area 77. Pessima
chiusura di settimana per il Dollaro Australiano che
risente più di altre monete dell' atteggiamento
risk-off degli investitori ed è scivolato nuovamente sotto la parità. (
www.cmcmarkets.it )
|
"TrendOnline" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Nonostante il cambio di governo già
avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi in Europa si fa
grave e la mancanza di una volontà politica credibile al fine di arrivare ad
una soluzione definitiva sta devastando i mercati finanziari.
Nonostante il cambio
di governo già avvenuto in Italia e quello ormai prossimo in Spagna, la crisi
in Europa si fa grave e la mancanza di una volontà
politica credibile al fine di arrivare ad una soluzione definitiva sta
devastando i mercati finanziari. Nelle ultime ventiquattrore anche gli Stati
Uniti hanno capito che il contagio del debito pubblico europeo
non è confinato alla sola Europa, con gli indici
borsistici americani che hanno ritracciato sotto livelli-chive e la Cina che
fatica a sostituire l' Europa con altri mercati di
esportazione, mentre vi sono poche speranze che il meeting di oggi tra la
Merkel e Cameorn possa produrre un cambiamento nelle
rispettive posizioni, considerando l' intransigenza tedesca a voler
levereggiare il fondo Efsf senza iniezioni di liquidità da parte della Bce per
il terrore storico di creare inflazione. Purtroppo, un atteggiamento così
conservativo rischia di intensificare gli effetti della crisi in quanto azzera
gli sforzi annunciati con le misure di austerità, ampiamente ribilanciate dal più
alto prezzo da pagare sul denaro preso a prestito. La sensazione è che la paura
stia dilagando in fretta e che se la Bce dovesse continuare a non mettere in
campo tutta la sua potenza di fuoco, potremmo essere molto vicini a vedere la
fine dell' Euro. Oggi Mario Draghi parlerà all' European Banking Congress,qualora dovesse lasciar trapelare
la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, prepariamoci a vedere
nuovi ribassi sull' Euro. Fin qui la moneta unica è riuscita a risalire oltre $1,35, anche se non si esclude
un ritracciamento verso 1,3410. Nessun movimento di rilievo sul cambio DollaroYen con attese di consolidamento intorno ad area 77. Pessima
chiusura di settimana per il Dollaro Australiano che risente più
di altre monete dell' atteggiamento risk-off
degli investitori ed è scivolato nuovamente sotto la parità.
|
"lastampa.it" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Pressione e alta la tensione sui
titoli di Stato europei.
Resta alta la tensione sul mercato dei
titoli di Stato europei. Lo spread Btp-Bund oscilla
intorno a quota 500, quello tra i Bonos spagnoli e i bond tedeschi, dopo giorni di rialzo, ha toccato oggi 504 tornando sopra il livello
segnato dai titoli italiani. Euro stabile sul dollaro all' apertura dei principali mercati valutari del vecchio
continente: la moneta unica europea viene scambiata con il biglietto verde a 1,3479. Ieri, secondo
la rilevazione della Bce, l' euro valeva 1,3480
dollari.
|
"Radiocor" del 18-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18
nov - Euro in calo nei confronti del dollaro negli scambi mattutini in Asia, ancora penalizzato
dai timori sulla crisi del debito in Ue, dopo il balzo a nuovi record dei costi
di finanziamento di Francia e Spagna. L' euro tratta a
1,3486 dollari (1,3513), 103,674 yen (103,01), 0,85572
sterline (0,8562) e 1,2408 franchi svizzeri (1,2384). Il biglietto verde quota
a 76,83 yen (77,02), 0,9198 franchi (0,9169) e 1,5757 per una sterlina
(1,5767). liz (RADIOCOR) 18-11-11 08:25:50 (0050)TV 3 NNNN.
|
"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Quarto giorno consecutivo di guadagni del
dollaro sull' euro a causa
delle persistenti tensioni sul debito sovrano europeo.
Il rischio contagio dai Paesi periferici al core dell' Eurozona
ha portato ieri la moneta unica europea
a toccare il minimo da cinque settimane sulla valuta americana (a 1,3421 ). Nel
corso del pomeriggio, poi l' euro ha visto un lieve
rimbalzo sull' onda anche del riposizionarsi al ribasso, dopo inziali
impennate, degli spread di Francia, Italia e Spagna. In serata, infine si è
registrata l' ulteriore flessione che ha visto la divisa europea
chiudere sul dollaro a 1,3450 e sullo yen a 103,6. La
paura di un allargarsi della crisi ha avuto la meglio sui mercati . L' outlook
per l' euro resta abbastanza debole e, secondo gli
analisti, potrebbe confermarsi tale nella prossima settimana se non riuscissea
sfondare quota 1,36.
|
"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 19 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Rischio contagio - EUROZONA SOTTO
STRESS.
Sottotitolo: L' 80% del surplus commerciale
tedesco è con i partner europei - LO SCENARIO ALTERNATIVO - Un' Unione
monetaria composta solo dai Paesi a tripla A avrebbe un euro molto più forte
che penalizzerebbe l' export.
FRANCOFORTE. Dal nostro inviato Le
decisioni della Germania saranno la chiave per la sopravvivenza dell' euro. E, se dipendesse dall' opinione pubblica tedesca, le
speranze sarebbe davvero poche. Non c' è sondaggio che non indichi come la
maggior parte degli intervistati non solo vuol dire basta ai salvataggi dei
Paesi deboli dell' Eurozona con i soldi dei
contribuenti tedeschi, ma ritiene anche di non aver ricevuto alcun vantaggio
dalla moneta unica e che sarebbe preferibile tornare
al marco. L' interpretazione di questo atteggiamento dei suoi elettori da parte
del cancelliere Angela Merkel e del suo Governo è stata finora la richiesta ai
partner europei di diventare come la Germania: finanze
pubbliche rigorose, salari sotto controllo, sviluppo basato sull' export. La
realtà delle cifre contraddice la percezione dell' opinione pubblica tedesca:
la Germania è stata uno dei grandi beneficiari dell' euro.
E mette quindi in questione la ricetta proposta da Berlino. La logica
mercantilista su cui si basa il modello di sviluppo tedesco rifiuta di
riconoscere che il sucesso della Germania si è basato anche sulle importazioni
da parte degli altri Psesi dell' Eurozona, spesso a
debito e spesso con debiti contratti con le banche tedesche. «L' euro - ha ammesso il direttore finanziario della compagnia
di riassicurazione Munich Re, Joerg Schneider - è un colossale strumento di
sostegno all' export per la Germania». Grazie anche alle riforme del mercato
del lavoro messe in atto nel decennio passato, la Germania ha guadagnato
competitività rispetto al resto dell' Eurozona. L' 80%
del surplus commerciale tedesco è nei confronti degli altri Paesi europei. Molte imprese hanno indirizzato i propri sforzi
sulle vendite nell' area della moneta unica. Nel 1998,
il 27% del fatturato della Siemens era rivolto ai Paesi europei,
nel 2010 la percentuale era salita al 38%. L' euro ha
eliminato le svalutazioni competitive, che però erano anche un meccanismo di
aggiustamento degli squilibri, oggi impossibile se non con sacrifici
pesantissimi. «Con l' euro - ha scritto Adam Posen del
Peterson Institute, membro del comitato di politica monetaria
della Banca d' Inghilterra - la Germania ha un surplus commerciale nei
confronti di Paesi che altrimenti non potrebbero permettersi le sue
esportazioni. Bisognerebbe ricordarsi quello che accadde nel 1992 e nel 1995:
massicce svalutazioni nominali contro il marco, che hanno bastonato la
competitività tedesca e creato uno shock per le economie che svalutavano». Una
soluzione perdente per entrambi, ammette Posen. Di quella attuale, però,
beneficia solo la Germania. C' è poi il guadagno di competitività nei confronti
del resto del mondo: se la Cina mantiene il suo export competitivo con
interventi sui mercati valutari, la Germania lo fa partecipando a un' Unione monetaria con Paesi più deboli. Senza la zavorra di questi,
l' euro composto solo dai Paesi di "serie
A", oppure una riedizione del marco, schizzerebbe verso l' alto. Il
paragone avanzato più di frequente è quello con il franco svizzero, che è stato
il destinatario di enormi flussi di capitale tanto da costringere la Banca
centrale a enormi interventi per contenerne la rivalutazione. Secondo una stima
realizzata l' estate scorsa della Hsbc, un' Unione monetaria
composta solo dalla Germania e dai suoi satelliti vedrebbe l' euro balzare a 1,78 sul dollaro, quanto basta a danneggiare pesantemente anche i produttori
tedeschi più efficienti. Si tratta però di considerazioni che non entrano nel
dibattito in Germania. Anche le imprese, soprattutto quelle esportatrici, che
erano state fra i grandi fautori dell' euro, sono oggi
quasi assenti nella difesa di una situazione che ha portato loro molti
vantaggi. © RIPRODUZIONE RISERVATA I benefici della moneta unica per Berlino I dodici anni di vita della moneta unica hanno reso più forte la Germania. Questo in
buona parte è dipeso dagli sforzi compiuti dal Paese (soprattutto sulla
produttività del lavoro) ma un ruolo lo ha avuto la stessa moneta
unica. Nei conti con l' estero infatti la Germania ha segnato un surplus
crescente derivante in gran parte dall' attivo con i Paesi dell' area euro. Un abbandono della moneta
unica da parte dei Paesi del Sud Europa riaprirebbe la
possibilità delle svalutazioni competitive che danneggerebbero l' export
tedesco.
|
"Il Mattino" del 18-11-2011 |
Pagina: 14 |
|
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oscar Giannino segue dalla prima pagina
Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro a rischiare
di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che ogni giorno
si sta realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti
dell' euroarea ad eccezione della Germania, ed
estendendosi ai titoli bancari. I segnali sono assai preoccupanti. I
differenziali sul Bund che s' inerpicano verso l' alto non sono solo quelli
greci, e portoghesi e spagnoli. La Francia stava a 40 punti base sul Bund
decennale a fine 2010. Oggi supera i 200 e da due settimane peggiora ogni
giorno, ha di fatto già perso nel nel mercato la tripla A di cui andava così
fiera. Il Belgio è passato da 103 punti a 318. L' Austria, pur considerata
integrata alla Germania euroleader, è salita da 54 a
190. Perché i mercati scommettono che nel 2012 l' euro
salta, se non si assumono decisioni efficaci e adeguate al rischio a cui l' euro esposto? Per comprenderlo, è necessario compiere un
passo indietro. Diciamo che al mondo esistono due tipi di aree monetarie concepite come ottimali. Una è quella del dollaro. L' altra quella dell' euro.
Sono due modelli agli antipodi. Il modello americano si è evoluto dal 1913 in
avanti secondo una concezione per la quale a una valuta comune corrisponde l'
unificazione reale dei mercati sottostanti, dei beni, dei servizi, del lavoro
come della relativa regolazione. Lo scopo è quello di consentire che un unico
tasso di interesse abbia sì effetti asimmetrici nelle diverse aree dell'
Unione. Ma l' unificazione dei mercati e della regolazione consente che l'
equilibrio a unico tasso d' interesse tra costi diversi, salari e
disoccupazione avvenga per autoregolazione attraverso vasi comunicanti. Ti puoi
spostare da uno Stato con più disoccupazione a uno che tira di più, con prezzi
diversi, ma senza mettere a rischio risparmio e patrimonio. In questo modello,
quando si aprono grandi crisi, la via prescelta è quella di attenuarne i morsi monetizzando il debito facendo stampare dollari
alla FED. Dal 2008, la banca centrale americana lo ha fatto per oltre 20
trilioni di dollari per il solo sistema
banco-finanziario. Se si somma il debito pubblico, delle famiglie, delle
imprese e delle banche, nel giugno 2011 la quota era pari al 289% del Pil
americano. Il Regno Unito è a 497%. Il Giappone a 492%. La Spagna a 388%. La
Francia a 341%. L' Italia al 303%. Certo, è un sistema che produce bolle nel
prezzo degli asset, come quella di Internet prima, dell' immobiliare poi. E
produce inflazione. Ma l' America, finché il dollaro è
la moneta in cui sono denominati i mercati di tutte le
commodities mondiali, l' inflazione monetaria l'
esporta verso il resto del mondo. Meglio le bolle ogni tanto di una più alta
disoccupazione stabile. Poi c' è il secondo modello, quello dell' euroarea. Il modello BCE nasce dall' esperienza tragica
fatta dalla Germania ai tempi di Weimar. L' eccesso di torchio monetario e di inflazione, dopo la prima guerra
mondiale, portò comunque a disoccupazione di massa e perdita reale e verticale
di risparmio. L' effetto fu il nazismo e i totalitarismi neri e rossi. Per
questo la Germania per decenni, prima della moneta
comune, ha affinato il modello su cui l' euro è poi
nato. A differenza degli Usa, nessuna unificazione reale dei mercati
sottostanti, del lavoro, dei beni e dei servizi come della regolazione: tranne
che nel comparto finanziario. In più, il debito pubblico resta garantito da
ciascun Paese membro. Senza un debito comune europeo è
come se esso sia denominato in una valuta straniera, rispetto all' euro. Infine, la BCE non può e non deve monetizzare
debiti di alcun tipo, deve solo tenere bassa l' inflazione, deve astenersi dal
sostenere il ciclo. Il conto amaro si abbatte su milioni di portoghesi e
spagnoli, italiani e - tra pochissimo- francesi. Perché il mercato scommette
che l' euro salta? Perché, al momento, non ci sono
segni che tedeschi e francesi - entrambi sotto elezioni nel 2012 e nel 2013 -
siano pronti ad assumere alcuna delle tre decisioni. La prima decisione è
quella di cambiare con procedura d' urgenza Trattato e
Statuto della Bce, mutandone la natura e inducendola a monetizzare
il debito. I tedeschi non si fidano e dal loro punto di vista hanno ragione,
con mercati separati è un premio a chi ha accumulato più squilibri traendo il
massimo vantaggio dall' euro. La seconda è una via
intermedia. Senza monetizzazione integrale da parte
della Bce, si potrebbe comunque formare un fondo comune in cui i diversi Paesi
membri facessero confluire una quota di debito pubblico eccedente una certa
soglia- diciamo il 70% - chiamandone a garanzia in parte la Bce, e in parte le
stesse riserve accumulate dalla Germania grazie al
fatto che tutti comprano solo i suoi Bund vendendo il resto dell' eurocarta. E' una proposta simile a quella avanzata qui in
Italia da Paolo Savona. La terza proposta, fuori dai denti,
è quella ancora più traumatica, di intavolare un confronto riservato su come uscirne, dall' euro. Le ipotesi
sono due. Se ad uscirne sono i Paesi eurodeboli, si
troverebbero con gli attivi e passività esteri di banche e imprese che restano
in euro e dollari, con quelli domestici invece in lire o franchi svalutati
tra il 20 e il 40%: L' effetto sarebbe di fallimenti e disoccupazione di massa.
Se invece fossero gli euroforti - Germania, Olanda e
Nordeuropa - allora l' effetto sarebbe opposto, l' avvaloramento degli attivi e
passivi domestici reggerebbe l' effetto del maggior valore che il marco o il N-Euro, l' euro del nord,
acquisterebbe sul dollaro rispetto all' euro attuale, penalizzandone le esportazioni sì, ma non
tanto da annullare il vantaggio di competitività tedesco di questi anni. I
mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui
siamo esposti. La Merkel non passa giorno che non dica no a ciascuna di queste
diverse ipotesi. La Germania del resto ha un suo piano B. Gli altri governi
tacciono. Per questo i mercati scommettono che l' euro
salterà. E per questo l' Italia deve al più presto recuperare l' autorevolezza
per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto
ieri Mario Monti. Finché siamo in tempo, evitiamolo. Perché di tempo ne è
rimasto veramente poco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
"Il Messaggero" del 18-11-2011 |
Pagina: 19 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Ora che l' Italia si pone in condizione
di rassicurare i mercati, è tempo anche da noi di aprire il dossier della crisi
vera, rispetto alla quale l' Italia non deve fungere da detonatore, ma che
rischia comunque di investire tutto il continente. Diciamolo chiaramente. Nel
2012 è l' euro in quanto tale, a rischiare di saltare.
Questo ci dice la tumultuosa vendita da Oltreoceano che ogni giorno si sta
realizzando sotto i nostri occhi nei confronti di tutti gli asset europei, a partire dal debito pubblico di tutti i componenti
dell' euroarea ad eccezione della Germania, ed
estendendosi ai titoli bancari che portano a sempre nuovi record verso il basso
i listini di Borsa dell' intera Europa, perché le
banche sono la cintura più esposta alla crisi di sistema che si sta scatenando.
I segnali sono assai preoccupanti, per chi li vuole leggere. I differenziali
sul Bund che s' inerpicano verso l' alto non sono solo quelli greci, e
portoghesi e spagnoli. La Francia stava a 40 punti base di premio sul Bund
decennale a fine 2010. Oggi supera i 200 e da due settimane peggiora ogni
giorno, ha di fatto già perso nel giudizio dei mercati la tripla A di cui
andava così fiera. Il Belgio è passato da 103 punti a 318. L' Austria, pur
considerata integrata alla Germania euroleader, è
salita da 54 a 190. Lo stesso fondo salva-Stati e salva-banche, l' Efsf, in
teoria tripla A anch' esso, ha dovuto rinviare l' emissione di una sua
obbligazione dopo averne ridotto l' ammontare, e paga rendimenti in crescita
quotidiana allineati a quelli francesi. Tre mesi di incorporazione da parte del
sistema bancario di questa stima crescente dei rischi sovrani implicano
problemi gravissimi per il credito non più solo dei Paesi sin qui a rischio, ma
innanzitutto delle banche francesi, le più esposte al totale di carta pubblica europea. Perché i mercati scommettono che nel 2012 l' euro salta, se non si assumono decisioni efficaci e adeguate
al rischio a cui l' euro esposto? Per comprenderlo, è
necessario compiere un passo indietro. Diciamo che, con
qualche approssimazione tecnica, al mondo esistono due tipi di aree monetarie concepite come ottimali. Una è quella del dollaro. L' altra quella dell' euro. Sono due
modelli pressoché agli antipodi. Il modello americano si è evoluto dal 1913 in
avanti secondo una concezione per la quale a una valuta comune
corrisponde l' unificazione reale dei mercati sottostanti, dei beni, dei
servizi, del lavoro come della relativa regolazione. Lo scopo è quello di
consentire che un unico tasso di interesse abbia sì effetti asimmetrici nelle
diverse aree dell' Unione, che sono caratterizzate da tassi di crescita, costi
dei fattori produttivi e prezzi degli asset comunque tra loro diversi visto che
un continente non ha certo condizioni omogenee. Ma l' unificazione dei mercati
e della regolazione consente che l' equilibrio a unico tasso d' interesse tra
costi diversi, salari e disoccupazione avvenga per autoregolazione attraverso
vasi comunicanti. Ti puoi spostare da uno Stato con più disoccupazione a uno
che tira di più, con prezzi diversi, ma senza mettere a rischio risparmio e
patrimonio. In questo modello, quando il ciclo scende e a maggior ragione
quando si aprono grandi crisi, la via prescelta è quella di attenuarne i morsi monetizzando il debito - tanto l' eccesso di debito privato,
che delle banche che di quello pubblico - facendo stampare dollari
alla Fed. Dal 2008 in avanti, la banca centrale americana lo ha fatto per oltre
20 trilioni di dollari per il solo sistema
banco-finanziario, praticamente per l' equivalente dei due terzi del valore
attuale di tutti gli asset quotati nelle borse americane. Se si somma il debito
pubblico,delle famiglie, delle imprese e delle banche Usa, nel giugno 2011 la
quota era pari al 289% del Pil americano. Per fare paragoni, il Regno Unito è a
quota 497%. Il Giappone a quota 492%. La Spagna a 388%. La Francia a 341% L'
Italia al 303%. La differenza tra la sostenibilità del maggior debito
americano, britannico e giapponese rispetto al nostro - più basso - dipende dal
fatto che le banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone monetizzano il debito con il torchio monetario,
pressoché illimitatamente. Certo, è un sistema che produce bolle nel prezzo
degli asset, come quella di Internet prima, dell' immobiliare poi. E produce
inflazione. Ma l' America, finché il dollaro è la moneta in cui sono denominati i mercati di tutte le
commodities mondiali e dunque è riserva prioritaria
per tutte le banche centrali, l' inflazione monetaria
l' esporta verso il resto del mondo, anche grazie alla sua sostenuta
produttività domestica. Meglio le bolle ogni tanto di una più alta
disoccupazione stabile, pensano in America. Poi c' è il secondo modello, quello
dell' euroarea. Vediamo di spiegarlo storicamente,
perché questa è la risposta da dare a coloro che non capiscono come mai siamo
stati per così dire «commissariati» dai tedeschi, insieme a greci, portoghesi,
spagnoli e irlandesi. Il modello Bce nasce dall' esperienza tragica fatta dalla
Germania ai tempi di Weimar. L' eccesso di torchio monetario
e di inflazione, stante l' enorme debito accumulato nella sconfitta della prima
guerra mondiale, portò comunque a disoccupazione di
massa e perdita reale e verticale di risparmio. L' effetto fu il nazismo, la
presa sugli strati popolari dei totalitarismi neri e rossi. Per questo la
Germania per decenni, prima della moneta comune, ha
affinato il modello su cui l' euro è poi nato. A
differenza degli Usa, nessuna unificazione reale dei mercati sottostanti, del
lavoro, dei beni e dei servizi come della regolazione: tranne che nel comparto
finanziario. In più, il debito pubblico resta garantito da ciascun Paese
membro. Senza un debito comune europeo è come se esso
sia denominato in una valuta straniera, rispetto all' euro.
Infine, la Bce non può e non deve monetizzare debiti
di alcun tipo, deve solo pensare a tenere bassa l' inflazione, deve astenersi
dal sostenere il ciclo. Come può reggere un sistema di tal tipo, visto che la
curva dei costi come della produttività, e le bilance dei pagamenti tra i
diversi paesi dell' euroarea sono tanto divergenti?
Per dire, la Germania è forte perché ha il più grande attivo al mondo di parte
corrente dopo la Cina, quasi il 7% del Pil, il Portogallo era in passivo del
14% prima della crisi. Oppure, se consideriamo il costo per unità di lavoro
fatto pari a 100 nel 2000, quello tedesco nel 2008 era a 98 e ora è a 105,
quello portoghese nel 2008 era a 128 e ancora oggi è sceso solo a 125. Il
meccanismo tedesco prevede che, per reggere con queste asimmetrie e
avvantaggiarsi tutti dell' euro, siano le classi
politiche dei diversi Paesi a dover tenere la finanza pubblica in equilibrio al
più basso livello di spesa pubblica coerente con un welfare decente e la
sostenibilità del proprio debito pubblico, e a indurre con adeguate riforme l'
economia reale ad un' elevata produttività. In caso contrario, con bassa
crescita e alto debito e senza torchio monetario della
Bce, l' unico aggiustamento possibile è quello della deflazione interna, cioè
del drastico abbassamento in termini di valore reale dei salari e delle
pensioni, degli attivi patrimoniali delle banche come delle imprese. Una volta
che il conto salato, in termini di disoccupazione e impoverimento reale, cade
sulle spalle di lavoratori, contribuenti e risparmiatori, allora essi
richiameranno al dovere i politici mentitori e inadeguati, sostituendoli con
politici più virtuosi. Siamo esattamente a questo punto. Il conto amaro si
abbatte su milioni di portoghesi e spagnoli, italiani e - tra pochissimo-
francesi. Perché i politici mentono e preferiscono dare la colpa al mercato o
alle opposizioni, perché i sindacati resistono alle riforme, perché ciascuno
dice che la colpa è di un altro. E alla fine a pagare sono imprese e lavoro,
coloro che non decidono alcunché ma subiscono. Perché il mercato scommette che
l' euro salta? Perché, al momento, non ci sono segni
che tedeschi e francesi - entrambi sotto elezioni nel 2012 e nel 2013 - siano
pronti ad assumere alcuna delle tre decisioni diverse che ci potrebbero portare
fuori dal gorgo. La prima decisione è quella di cambiare
con procedura d' urgenza Trattato e Statuto della Bce, mutandone la natura e
inducendola a monetizzare il debito. I tedeschi non si
fidano e dal loro punto di vista hanno ragione, con mercati separati è un
premio a chi ha accumulato più squilibri traendo a quel punto il massimo
vantaggio dall' euro. La seconda è una via intermedia.
Senza monetizzazione integrale da parte della Bce, si
potrebbe comunque formare un fondo comune in cui i diversi Paesi membri
facessero confluire una quota di debito pubblico eccedente una certa soglia-
diciamo il 70% - chiamandone a agaranzia in parte la Bce, e in parte le stesse riserve accumulate dalla Germania grazie al fatto che tutti
comprano solo i suoi Bund vendendo il resto dell' eurocarta
(la fuga dei fondi monetari dalla Francia è ormai
massiccia, e i tedeschi se ne avvantaggiano grazie ai loro meriti). E' una
proposta simile a quella avanzata qui in Italia da Paolo Savona. La terza
proposta, fuori dai denti, è quella ancora più traumatica,di intavolare un
confronto riservato su come uscirne, dall' euro. Le ipotesi sono due. Se ad uscirne sono i Paesi eurodeboli, si troverebbero con gli attivi e passività
esteri di banche e imprese che restano in euro e dollari, con quelli domestici invece in lire o franchi
svalutati tra il 20 e il 40%: L' effetto sarebbe di fallimenti e disoccupazione
di massa. Se invece fossero gli euroforti - Germania,
Olanda e Nordeuropea - allora l' effetto sarebbe opposto, l' avvaloramento
degli attivi e passivi domestici reggerebbe l' effetto del maggior valore che
il marco o il N-Euro, l' euro
del nord, acquisterebbe sul dollaro rispetto all' euro attuale, penalizzandone le esportazioni sì, ma non
tanto da annullare il vantaggio di competitività tedesco di questi anni. I
mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui
tutti siamo esposti. Né dei rimedi possibili da adottare. La Merkel non passa
giorno che non dica no a ciascuna di queste diverse ipotesi. La Germania del
resto ha un suo piano B. Gli altri governi tacciono o peggio come Sarkozy la
assecondano. Per questo i mercati scommettono che l' euro
salterà. E per questo l' Italia deve al più presto recuperare l' autorevolezza
per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto
ieri Monti. Non si è mai visto una carrozza trainata da un tiro a quattro in cui
il passo debba essere quello del cavallo più veloce. Perché o gli altri tre
cavalli crepano oppure, ancor prima, si ribalta la carrozza. Finché siamo in
tempo, evitiamolo. Perché di tempo ne è rimasto veramente poco.
|
"Il Messaggero (ed. Metropolitana)" del 18-11-2011 |
Pagina: 1 |
||
|
Pubblicato
anche in:
"Il Messaggero (ed. Ostia)" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
È VENUTO il momento di allargare il punto
di osservazione sulla crisi in corso, ora che il governo Monti con la fiducia
parlamentare entra nella pienezza delle sue funzioni, salutato e sostenuto dal
consenso esplicito dei vertici europei, di Germania e
Francia tanto per sottolineare ancora una volta l' attenzione tutta particolare
riservata al potenziale di instabilità sistemico
rappresentato dal debito pubblico e dalla bassa crescita del nostro Paese. Ora
che l' Italia si pone in condizione di rassicurare i mercati, è tempo anche da
noi di aprire il dossier della crisi vera, rispetto alla quale l' Italia non
deve fungere da detonatore, ma che rischia comunque di investire tutto il
continente. Diciamolo chiaramente. Nel 2012 è l' euro
in quanto tale, a rischiare di saltare. Questo ci dice la tumultuosa vendita da
Oltreoceano che ogni giorno si sta realizzando sotto i nostri occhi nei
confronti di tutti gli asset europei, a partire dal
debito pubblico di tutti i componenti dell' euroarea
ad eccezione della Germania, ed estendendosi ai titoli bancari che portano a
sempre nuovi record verso il basso i listini di Borsa dell' intera Europa, perché le banche sono la cintura più esposta alla
crisi di sistema che si sta scatenando. I segnali sono assai preoccupanti, per
chi li vuole leggere. I differenziali sul Bund che s' inerpicano verso l' alto
non sono solo quelli greci, e portoghesi e spagnoli. La Francia stava a 40
punti base di premio sul Bund decennale a fine 2010. Oggi supera i 200 e da due
settimane peggiora ogni giorno, ha di fatto già perso nel giudizio dei mercati
la tripla A di cui andava così fiera. Il Belgio è passato da 103 punti a 318.
L' Austria, pur considerata integrata alla Germania euroleader,
è salita da 54 a 190. Lo stesso fondo salva-Stati e salva-banche, l' Efsf, in
teoria tripla A anch' esso, ha dovuto rinviare l' emissione di una sua
obbligazione dopo averne ridotto l' ammontare, e paga rendimenti in crescita
quotidiana allineati a quelli francesi. Tre mesi di incorporazione da parte del
sistema bancario di questa stima crescente dei rischi sovrani implicano
problemi gravissimi per il credito non più solo dei Paesi sin qui a rischio, ma
innanzitutto delle banche francesi, le più esposte al totale di carta pubblica europea. Perché i mercati scommettono che nel 2012 l' euro salta, se non si assumono decisioni efficaci e adeguate
al rischio a cui l' euro esposto? Per comprenderlo, è
necessario compiere un passo indietro. Diciamo che, con qualche approssimazione
tecnica, al mondo esistono due tipi di aree monetarie
concepite come ottimali. Una è quella del dollaro. L'
altra quella dell' euro. Sono due modelli pressoché
agli antipodi. Il modello americano si è evoluto dal 1913 in avanti secondo una
concezione per la quale a una valuta comune corrisponde l' unificazione reale
dei mercati sottostanti, dei beni, dei servizi, del lavoro come della relativa
regolazione. Lo scopo è quello di consentire che un unico tasso di interesse
abbia sì effetti asimmetrici nelle diverse aree dell' Unione, che sono caratterizzate
da tassi di crescita, costi dei fattori produttivi e prezzi degli asset
comunque tra loro diversi visto che un continente non ha certo condizioni
omogenee. Ma l' unificazione dei mercati e della regolazione consente che l'
equilibrio a unico tasso d' interesse tra costi diversi, salari e
disoccupazione avvenga per autoregolazione attraverso vasi comunicanti. Ti puoi
spostare da uno Stato con più disoccupazione a uno che tira di più, con prezzi
diversi, ma senza mettere a rischio risparmio e patrimonio. In questo modello,
quando il ciclo scende e a maggior ragione quando si aprono grandi crisi, la
via prescelta è quella di attenuarne i morsi monetizzando
il debito - tanto l' eccesso di debito privato, che delle banche che di quello
pubblico - facendo stampare dollari alla Fed. Dal 2008
in avanti, la banca centrale americana lo ha fatto per oltre 20 trilioni di dollari per il solo sistema banco-finanziario, praticamente
per l' equivalente dei due terzi del valore attuale di tutti gli asset quotati
nelle borse americane. Se si somma il debito pubblico,delle famiglie, delle
imprese e delle banche Usa, nel giugno 2011 la quota era pari al 289% del Pil
americano. Per fare paragoni, il Regno Unito è a quota 497%. Il Giappone a
quota 492%. La Spagna a 388%. La Francia a 341% L' Italia al 303%. La
differenza tra la sostenibilità del maggior debito americano, britannico e
giapponese rispetto al nostro - più basso - dipende dal fatto che le banche
centrali di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone monetizzano
il debito con il torchio monetario, pressoché
illimitatamente. Certo, è un sistema che produce bolle nel prezzo degli asset, come quella di Internet prima, dell' immobiliare
poi. E produce inflazione. Ma l' America, finché il dollaro è la moneta in cui sono denominati i mercati di tutte le commodities
mondiali e dunque è riserva prioritaria per tutte le banche centrali, l' inflazione monetaria l' esporta verso il resto del mondo, anche grazie alla
sua sostenuta produttività domestica. Meglio le bolle ogni tanto di una più
alta disoccupazione stabile, pensano in America. Poi c' è il secondo modello,
quello dell' euroarea. Vediamo di spiegarlo
storicamente, perché questa è la risposta da dare a coloro che non capiscono
come mai siamo stati per così dire «commissariati» dai tedeschi, insieme a
greci, portoghesi, spagnoli e irlandesi. Il modello Bce nasce dall' esperienza
tragica fatta dalla Germania ai tempi di Weimar. L' eccesso di torchio monetario e di inflazione, stante l' enorme debito
accumulato nella sconfitta della prima guerra
mondiale, portò comunque a disoccupazione di massa e perdita reale e verticale
di risparmio. L' effetto fu il nazismo, la presa sugli strati popolari dei
totalitarismi neri e rossi. Per questo la Germania per decenni, prima della moneta comune, ha affinato il modello su cui l' euro è poi nato. A differenza degli Usa, nessuna
unificazione reale dei mercati sottostanti, del lavoro, dei beni e dei servizi
come della regolazione: tranne che nel comparto finanziario. In più, il debito
pubblico resta garantito da ciascun Paese membro. Senza un debito comune europeo è come se esso sia denominato in una valuta
straniera, rispetto all' euro. Infine, la Bce non può
e non deve monetizzare debiti di alcun tipo, deve solo
pensare a tenere bassa l' inflazione, deve astenersi dal sostenere il ciclo.
Come può reggere un sistema di tal tipo, visto che la curva dei costi come
della produttività, e le bilance dei pagamenti tra i diversi paesi dell' euroarea sono tanto divergenti? Per dire, la Germania è
forte perché ha il più grande attivo al mondo di parte corrente dopo la Cina,
quasi il 7% del Pil, il Portogallo era in passivo del 14% prima della crisi.
Oppure, se consideriamo il costo per unità di lavoro fatto pari a 100 nel 2000,
quello tedesco nel 2008 era a 98 e ora è a 105, quello portoghese nel 2008 era
a 128 e ancora oggi è sceso solo a 125. Il meccanismo tedesco prevede che, per
reggere con queste asimmetrie e avvantaggiarsi tutti dell' euro,
siano le classi politiche dei diversi Paesi a dover tenere la finanza pubblica
in equilibrio al più basso livello di spesa pubblica coerente con un welfare
decente e la sostenibilità del proprio debito pubblico, e a indurre con
adeguate riforme l' economia reale ad un' elevata produttività. In caso
contrario, con bassa crescita e alto debito e senza torchio monetario
della Bce, l' unico aggiustamento possibile è quello della deflazione interna,
cioè del drastico abbassamento in termini di valore reale dei salari e delle
pensioni, degli attivi patrimoniali delle banche come delle imprese. Una volta
che il conto salato, in termini di disoccupazione e impoverimento reale, cade
sulle spalle di lavoratori, contribuenti e risparmiatori, allora essi
richiameranno al dovere i politici mentitori e inadeguati, sostituendoli con
politici più virtuosi. Siamo esattamente a questo punto. Il conto amaro si
abbatte su milioni di portoghesi e spagnoli, italiani e - tra pochissimo-
francesi. Perché i politici mentono e preferiscono dare la colpa al mercato o
alle opposizioni, perché i sindacati resistono alle riforme, perché ciascuno
dice che la colpa è di un altro. E alla fine a pagare sono imprese e lavoro,
coloro che non decidono alcunché ma subiscono. Perché il mercato scommette che
l' euro salta? Perché, al momento, non ci sono segni
che tedeschi e francesi - entrambi sotto elezioni nel 2012 e nel 2013 - siano
pronti ad assumere alcuna delle tre decisioni diverse che ci potrebbero portare
fuori dal gorgo. La prima decisione è quella di cambiare
con procedura d' urgenza Trattato e Statuto della Bce, mutandone la natura e
inducendola a monetizzare il debito. I tedeschi non si
fidano e dal loro punto di vista hanno ragione, con mercati separati è un
premio a chi ha accumulato più squilibri traendo a quel punto il massimo
vantaggio dall' euro. La seconda è una via intermedia.
Senza monetizzazione integrale da parte della Bce, si
potrebbe comunque formare un fondo comune in cui i diversi Paesi membri
facessero confluire una quota di debito pubblico eccedente una certa soglia-
diciamo il 70% - chiamandone a agaranzia in parte la Bce, e in parte le stesse riserve accumulate dalla Germania grazie al fatto che tutti
comprano solo i suoi Bund vendendo il resto dell' eurocarta
(la fuga dei fondi monetari dalla Francia è ormai
massiccia, e i tedeschi se ne avvantaggiano grazie ai loro meriti). E' una
proposta simile a quella avanzata qui in Italia da Paolo Savona. La terza
proposta, fuori dai denti, è quella ancora più traumatica,di intavolare un
confronto riservato su come uscirne, dall' euro. Le ipotesi sono due. Se ad uscirne sono i Paesi eurodeboli, si troverebbero con gli attivi e passività
esteri di banche e imprese che restano in euro e dollari, con quelli domestici invece in lire o franchi
svalutati tra il 20 e il 40%: L' effetto sarebbe di fallimenti e disoccupazione
di massa. Se invece fossero gli euroforti - Germania,
Olanda e Nordeuropea - allora l' effetto sarebbe opposto, l' avvaloramento degli
attivi e passivi domestici reggerebbe l' effetto del maggior valore che il
marco o il N-Euro, l' euro
del nord, acquisterebbe sul dollaro rispetto all' euro attuale, penalizzandone le esportazioni sì, ma non
tanto da annullare il vantaggio di competitività tedesco di questi anni. I
mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui
tutti siamo esposti. Né dei rimedi possibili da adottare. La Merkel non passa
giorno che non dica no a ciascuna di queste diverse ipotesi. La Germania del
resto ha un suo piano B. Gli altri governi tacciono o peggio come Sarkozy la
assecondano. Per questo i mercati scommettono che l' euro
salterà. E per questo l' Italia deve al più presto recuperare l' autorevolezza
per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto
ieri Monti. Non si è mai visto una carrozza trainata da un tiro a quattro in
cui il passo debba essere quello del cavallo più veloce. Perché o gli altri tre
cavalli crepano oppure, ancor prima, si ribalta la carrozza. Finché siamo in
tempo, evitiamolo. Perché di tempo ne è rimasto veramente poco.
|
"MF (Fashion)" del 18-11-2011 |
Pagina: 1 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Safilo conquista Polaroid e ritiene di
poter formalizzare l' acquisizione nel primo trimestre 2012. Il corrispettivo
sarà 87,5 milioni di dollari, cioè 65 milioni di euro in base al cambio attuale. E anche qualora il cambio dovesse variare sensibilmente, il prezzo non sarà comunque
superiore ai 65 milioni di euro, in base agli accordi
sottoscritti con l' attuale proprietario StyleMark e resi noti ieri a tarda
sera dal gruppo veneto. Polaroid Eyewear, uno dei nomi più noti nell'
ottica e nella tecnologia delle lenti, inventore delle prime lenti polarizzate
nel 1929 e primo a commercializzarle nel 1935, «oltre che produttore e
distributore globale di articoli ottici con un posizionamento di mercato forte
ed estremamente riconoscibile», dovrebbe chiudere l' esercizio 2011 con vendite
pari a circa 63 milioni di dollari (46,8 milioni di euro) e un Ebitda di circa 8,75 milioni di dollari (6,5 milioni di euro). Era
dunque Polaroid il nome che stava dietro al comunicato emesso da Safilo due
giorni fa, in occasione dell' annuncio della decisione di Giorgio Armani di non
rinnovare le licenze col gruppo. Ma ora, dopo la nuova acquisizione, come
conclude la nota della società veneta, «l' inserimento del marchio Polaroid nel
portafoglio dei brand di proprietà di Safilo contribuirà a realizzare il pieno
potenziale di Safilo su mercati, categorie di prodotto e canali distributivi,
completando l' offerta del gruppo in un segmento di mercato caratterizzato da un
alto potenziale di crescita, soprattutto nei mercati al di fuori dell' Europa, dove Polaroid è attualmente poco presente e dove la
struttura distributiva di Safilo ne consentirà una rapida espansione».
(riproduzione riservata)
|
"La Stampa" del 18-11-2011 |
Cronaca di Torino |
Pagina: 80-81 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Collegno.
I carabinieri hanno arrestato Sinisa
Georgiev, croato di 33 anni, dal gennaio 2008 era ricercato con un mandato di
arresto internazionale. L' uomo aveva cercato di abbindolare una donna tedesca
facendole credere che in cambio di 36 mila euro in contanti le avrebbe dato una valigia con dentro 70
mila dollari. I carabinieri lo hanno pizzicato in un
ristorante.
|
"libero.it" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Finanza.
( (Adnkronos) - La sterlina, continua
Christopher Beauchamp, "ha continuato a salire rispetto al dollaro nel pomeriggio dopo che i forti dati sulle vendite
al dettaglio hanno rappresentato una rara buona notizia per l' economia
britannica. Tuttavia i dati non sono riusciti a cambiare
la visione d' insieme per cui le prospettive nel Regno Unito sono rimaste cupe
visto che i dati durante la notte hanno mostrato che la fiducia dei consumatori
nel Regno Unito e' scesa a un minimo record nel mese di ottobre". "La
sterlina - continua Beauchamp - ha toccato un massimo intraday a 1,5793 dollari dopo che i dati hanno mostrato che le vendite al
dettaglio nel Regno Unito sono aumentate dello 0,6% nel mese di ottobre, contro
le previsioni di un calo dello 0,2%. Nel frattempo, l' indice di fiducia di
Nationwide e' sceso a 36 dal 45 di settembre visti i timori per la crisi della
zona euro, l' aumento della disoccupazione e lo stato
della fiducia dell' economia. Tuttavia, prosegue Beauchamp, "il cross
sterlina/dollaro ha avuto difficolta' a reggere il
massimo della mattinata dopo che la scarsa domanda all' asta di obbligazioni
spagnole ha alimentato i timori per cui la crisi del debito della zona euro e' fuori controllo, spingendo gli investitori verso la
sicurezza del dollaro statunitense". (segue)
|
"Rinascita" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
La bolla (sarebbe meglio dire "il
bubbone" per l' analogia di questa vera e propria patologia economica con
un' affezione medica) dei subprimes americani (cioè la trasformazione di mutui
erogati "allegramente" a persone che non erano
sicuramente in grado di onorare il debito contratto con la banca) è arrivata a
1.000 trilioni di dollari (in cifre 1.000.000.000.000.000 $ altresì pronunciabile come
"un milione di miliardi" di dollari, cioè
circa 740.000 miliardi di euro, al cambio attuale).
Poiché tutto il patrimonio immobiliare mondiale è stimato in circa 50
trilioni di dollari, è come se questi sporchi
speculatori si fossero venduti tutte le case del mondo 20...
|
"TrendOnline" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica viene scambiata
a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri, e a 103,98 yen.
Chiusura in deciso calo per le principali
borse europee. Chiusura in lieve calo per l' euro. La moneta unica viene
scambiata a 1,3507 dollari, contro l' 1,3528 di ieri,
e a 103,98 yen. Dollaro/yen stabile a 77. Il Cac 40 di
Parigi ha perso l' 1,78% a 3.010 punti, l' Ftse 100 di Londra l' 1,56% a 5.423
punti e il Dax di Francoforte l' 1,07% a 5.850 punti.
|
"TrendOnline" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La Bce comunica i cambi di
riferimento per la giornata del 17 novembre 2011.
La Bce comunica i cambi
di riferimento per la giornata del 17 novembre 2011. Euro
contro dollaro chiude a 1,3480, lievemente più debole
rispetto all' ultima rilevazione a 1,3484. Invariato il cambio
euro/yen che chiude a 103,76 da 103,77. Segno meno
infine anche per il cambio euro/sterlina
che si porta a 0,85400 rispetto a una precedente rilevazione a 0,85430.
|
"Wall Street Italia" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 17 nov - Questi i tassi di
cambio odierni dell' euro,
rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche
centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera
contro 1 euro (valuta base). Valute 17/11/11 Dollaro USA 1,3480 Yen 103,76 Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca
25,646 Corona danese 7,4427 Lira sterlina 0,85400 Fiorino ungherese 312,17
Litas lituano 3,4528 Lat lettone 0,7031 Zloty polacco 4,4388 Nuovo leu romeno
4,3638 Corona svedese 9,1747 Franco svizzero 1,2387 Corona islandese --- Corona
norvegese 7,8205 Kuna croata 7,4960 Rublo russo 41,5989 Lira turca 2,4465 Dollaro australiano 1,3403 Real brasiliano 2,4000 Dollaro canadese 1,3821 Yuan cinese 8,5669 Dollaro di Hong Kong 10,4965 Rupia indonesiana 12152,23
Shekel israeliano 5,0320 Rupia indiana 68,6740 Won sudcoreano 1527,79 Peso messicano
18,4609 Ringgit malese 4,2577 Dollaro neozelandese
1,7645 Peso filippino 58,579 Dollaro di Singapore
1,7453 Baht tailandese 41,653 Rand sudafricano 11,0981 Nota: dal 2 novembre
2009 la Banca d' Italia pubblica sul proprio sito web il cambio
indicativo della corona islandese.
|
"ASCA" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 17 nov - Questi i tassi di
cambio odierni dell' euro,
rilevati nell' ambito del sistema europeo delle banche
centrali. Tutte le quotazioni sono determinate in unita' di valuta estera
contro 1 euro (valuta base). Valute 17/11/11 Dollaro USA 1,3480Yen 103,76Lev bulgaro 1,9558 Corona ceca
25,646Corona danese 7,4427Lira sterlina 0,85400 Fiorino ungherese 312,17Litas
lituano 3,4528 Lat lettone 0,7031Zloty polacco 4,4388Nuovo leu romeno
4,3638Corona svedese 9,1747 Franco svizzero 1,2387Corona islandese --- Corona
norvegese 7,8205Kuna croata 7,4960Rublo russo 41,5989Lira turca 2,4465Dollaro
australiano 1,3403Real brasiliano 2,4000Dollaro canadese 1,3821Yuan cinese
8,5669Dollaro di Hong Kong 10,4965Rupia indonesiana 12152,23Shekel israeliano
5,0320Rupia indiana 68,6740Won sudcoreano 1527,79Peso messicano 18,4609Ringgit
malese 4,2577Dollaro neozelandese 1,7645Peso filippino 58,579Dollaro di
Singapore 1,7453Baht tailandese 41,653Rand sudafricano 11,0981 Nota: dal 2
novembre 2009 la Banca d' Italia pubblica sul proprio sito web il cambio indicativo della corona islandese. red/opr/rob.
|
"Fastweb" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 nov
- L' euro debole rispetto alla vigilia, anche se a
meta' seduta riesce a limitare i danni dopo avere aggiornato in apertura i
nuovi minimi dal 10 di ottobre nei confronti di dollaro
(1,3418) e yen (103,36). La divisa unica, che continua a scontare la crisi del
debito sovrano e le tensioni cui sono sottoposti Paesi (come la Francia)
maggiormente di peso rispetto a quelli periferici, a meta' seduta ha quotato
1,3483 dollari (1,3504). Man- (RADIOCOR) 17-11-11
12:25:48 (0139) 3 NNNN.
|
di Di Gianluca
Defendi. |
|
||
|
"milanofinanza.it" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Prosegue senza soste significative la
discesa del cambio euro/dollaro. Dopo un veloce pullback verso quota 1,38 le
quotazioni hanno infatti subito un' ulteriore flessione, confermando in questo
modo il trend ribassista di breve termine nel quale si trovano inserite. La
struttura grafica rimane quindi negativa con i principali indicatori
quantitativi che registrano un evidente rafforzamento della pressione
ribassista: l' Macd e il Parabolic Sar si trovano infatti in chiara posizione
short mentre l' Rsi e lo Stoacstico a 5 osservazioni consolidano all' interno
delle rispettive aree di ipervenduto. Possibile quindi una nuova discesa con un
primo target in area 1,335-1,332 e un secondo attorno a 1,32-1,318. Difficile
per adesso ipotizzare l' inversione rialzista del trend. (riproduzione riservata)
|
"Fastweb" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » Milano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17
nov - Euro debole a inizio giornata, a causa delle
pressioni per la crisi del debito nella zona euro. La moneta unica europea dopo aver toccato nelle contrattazioni asiatiche un nuovo minimo
dal 10 ottobre sul dollaro a 1,3421, e' scambiato a 1,3487 (1,3464 ieri e 1,3484 Bce ieri).
Contro yen, l' euro fallisce il recupero della soglia dei 104 e tratta a 103,82 (103,77
Bce ieri). Dollaro/yen a 76,96. Chi (RADIOCOR)
17-11-11 08:40:07 (0060)TV 5 NNNN.
|
di Riccardo
Sorrentino. |
|
||
|
"ilsole24ore.com" del 17-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
La Svizzera. È lì che occorre guardare
per capire qual è oggi l' interesse nazionale della Germania. Perché è vero - e
in fondo è anche giusto - che le difficoltà di Eurolandia
lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non irritati: tutto è nato con le
menzogne dei politici greci sullo stato dei conti pubblici, ed è proseguito con
l' inerzia dei politici italiani che non hanno neanche riconosciuto la gravità
della crisi economica del Paese. Per la Germania l' errore più grande, però,
sarebbe quello di chiudersi un po' sdegnata nella sua torre d' avorio e lasciar
fallire il progetto di Eurolandia, anche solo isolando
le "mele marce" dei Piigs. L' ipotesi è solo teorica, anche se non
mancano gli economisti - e i politici - che la prevedono, la consigliano o
addirittura la sognano. Il risultato non sarebbe però positivo, per mille
ragioni, una delle quali immediata: un "nuovo marco" o anche un
"euro dei forti" diventerebbe un porto
sicuro come il franco svizzero, balzerebbe rapidamente verso l' alto strozzando
le esportazioni e facendo calare i prezzi. La nuova banca centrale, come la
Banca nazionale svizzera, sarebbe probabilmente costretta a bloccare il cambio, in una corsa contro i mercati; mentre i principali
partner commerciali "abbandonati al loro destino" potrebbero godere
di un' effimera - ma nel breve periodo fastidiosa - competitività
"drogata" sui prezzi (a costo di una maggiore inflazione). Una simulazione,
per quanto semplice, può dare un' idea precisa di cosa accadrebbe. Un' analisi
di David Bloom della Hsbc, che ha dedicato a questo tema diversi lavori, ha
calcolato - sulla base delle analogie tra le posizioni con l' estero delle due
economie - che un "euro dei forti",
allargato anche alla Francia, probabilmente sarebbe rimasto
agganciato a circa 1,50 franchi svizzeri. Oggi tratterebbe circa a 1,65 dollari, in flessione da oltre due dollari di agosto;
ben oltre quota 1,40 che per gli esportatori tedeschi rappresenta la "soglia
del dolore". L'"euro dei deboli" - valutato
come residuo rispetto all'"euro di
tutti", dal valore medio - sarebbe invece a 1,05, in rialzo da 0,80 dollari.
|
"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Sottotitolo: Il confronto.
Riccardo Sorrentino La Svizzera. È lì che
occorre guardare per capire qual è oggi l' interesse nazionale della Germania.
Perché è vero - e in fondo è anche giusto - che le difficoltà di Eurolandia lasciano i tedeschi piuttosto infastiditi, se non
irritati: tutto è nato con le menzogne dei politici greci sullo stato dei conti
pubblici, ed è proseguito con l' inerzia dei politici italiani che non hanno
neanche riconosciuto la gravità della crisi economica del Paese. Per la
Germania l' errore più grande, però, sarebbe quello di chiudersi un po'
sdegnata nella sua torre d' avorio e lasciar fallire il progetto di Eurolandia, anche solo isolando le "mele marce"
dei Piigs. L' ipotesi è solo teorica, anche se non mancano gli economisti - e i
politici - che la prevedono, la consigliano o addirittura la sognano. Il
risultato non sarebbe però positivo, per mille ragioni, una delle quali
immediata: un "nuovo marco" o anche un "euro
dei forti" diventerebbe un porto sicuro come il franco svizzero,
balzerebbe rapidamente verso l' alto strozzando le esportazioni e facendo
calare i prezzi. La nuova banca centrale, come la Banca nazionale svizzera,
sarebbe probabilmente costretta a bloccare il cambio,
in una corsa contro i mercati; mentre i principali partner commerciali
"abbandonati al loro destino" potrebbero godere di un' effimera - ma
nel breve periodo fastidiosa - competitività "drogata" sui prezzi (a
costo di una maggiore inflazione). Una simulazione, per quanto semplice, può
dare un' idea precisa di cosa accadrebbe. Un' analisi di David Bloom della
Hsbc, che ha dedicato a questo tema diversi lavori, ha calcolato - sulla base
delle analogie tra le posizioni con l' estero delle due economie - che un
"euro dei forti", allargato anche alla
Francia, probabilmente sarebbe rimasto agganciato a circa 1,50 franchi
svizzeri. Oggi tratterebbe circa a 1,65 dollari, in
flessione da oltre due dollari di agosto; ben oltre
quota 1,40 che per gli esportatori tedeschi rappresenta la "soglia del dolore". L'"euro dei
deboli" - valutato come residuo rispetto all'"euro di tutti", dal valore medio - sarebbe invece a 1,05, in
rialzo da 0,80 dollari. Se si ricorda che le esportazioni tedesche, come quelle
italiane e, ancor più, quelle spagnole, tendono a reagire molto rispetto al cambio, si può capire come il risultato, alla fine e nel lungo
periodo, sarebbe negativo per tutti; ma in modo particolare proprio per la
Germania. È un esperimento, quello dell' Eurolandia
per pochi, da non fare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
"Il Sole 24 Ore" del 17-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 47 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro ha
toccato il minimo da cinque settimane nei confronti dello yen e del dollaro, indebolito dalle aspettative crescenti per un nuovo
intervento della Banca centrale europea, che sarebbe
provocato dal crescente pessimismo sulla crisi del debito dell' Eurozona. Oggi, Spagna e Francia si presenteranno ai mercati
per raccogliere in tutto oltre 12 miliardi di euro,
mentre i rendimenti sui titoli del debito pubblico della regione sono in
salita. Un cattivo risultato, soprattutto per il collocamento francese, avrebbe
ripercussioni pesanti, rendendo palese che il contagio della crisi ha davvero
raggiunto anche l' Europa "forte". La moneta unica è scesa fino a 103,41 yen e a 1,3429. Stabile
il cambio tra biglietto verde e valuta giapponese a
quota 77. Lo spostamento verso investimenti più sicuri ha penalizzato anche il dollaro australiano e il dollaro
neozelandese.
|
"Corriere della Sera" del 17-11-2011 |
Lettere |
Pagina: 59 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Risponde Sergio Romano.
Ho un figlio bocconiano che attualmente
si trova negli Usa per un master annuale di economia internazionale ad Albany.
Io sono invece professore di lettere classiche. In questo periodo discutiamo
parecchio, via Skype, di economia e politica europea,
trovandoci su posizioni molto distanti. Lui ieri è giunto ad affermare che è
giusto che, in situazioni di necessità, i poteri economici internazionali si
adoperino per sostituire governi nazionali inefficienti con altri in grado di
difendere l' euro e di soddisfare le richieste della
Bce. È esattamente quel che è successo in Grecia e sta succedendo in Italia. A
me tutto ciò pare aberrante perché si configura come una sospensione della
democrazia (non si sa se provvisoriamente o per quanto tempo). Che senso ha più
chiamare i popoli alle urne se le maggioranze elette possono essere fatte
cadere con guerre economiche mosse ai governi
nazionali sgraditi ai potentati finanziari? Personalmente mi sento privato dei
miei diritti di cittadino elettore e trasformato in suddito. Andrea Del Ponte
Genova Caro Del Ponte, L' esercizio della democrazia è strettamente legato al
concetto di sovranità nazionale. Gli elettori vanno alle urne nella presunzione
che le persone elette mantengano le promesse fatte durante la campagna elettorale.
Ma negli Stati moderni, soprattutto dopo l' avvento della globalizzazione, la
sovranità degli Stati si è progressivamente ridotta e il numero delle leve a
cui i governi possono ricorrere per manovrare l' economia è considerevolmente
diminuito. Continuiamo a parlare di sovranità nazionale, ma la libertà e l'
autonomia di un Paese nell' ambito della società mondiale si sono
progressivamente ridotte. La Cina è proprietaria di titoli americani per una
somma che ammonta a 900 miliardi di dollari. Possono gli Stati Uniti dimenticare che il loro futuro dipende
per molti aspetti da quello della Cina? Come Angela Merkel ha più volte ammesso
nel corso delle ultime settimane, i successi economici della Germania dipendono
dall' euro. Può il cancelliere ignorare che la crisi della moneta unica avrebbe gravi ripercussioni sulla sua economia
nazionale? Le banche francesi hanno nei loro portafogli grandi quantitativi di
obbligazioni greche e italiane. Possono disinteressarsi delle difficoltà dei
due Paesi di cui sono creditori? Al concetto di sovranità nazionale è
subentrato ormai quello di interdipendenza, vale a dire uno stato di cose in
cui nessuno può sperare di guarire i propri mali da solo o ignorare che i suoi
rimedi sono destinati a influenzare le condizioni di salute dei suoi partner.
Questa interdipendenza è particolarmente evidente nell' Unione europea e soprattutto nell' eurozona.
Sulla crisi dell' euro e sulle sue cause e
responsabilità verranno avanzate tesi diverse e scritti molti libri. Ma tutti
temono con ragione che il collasso di un Paese provocherebbe una reazione a
catena. È questa la ragione per cui l' interferenza franco-tedesca negli affari
della Grecia, quando Nicolas Sarkozy e Angela Merkel fecero pressioni su George
Papandreou perché rinunciasse a un referendum popolare sulle misure imposte al
suo governo, mi sono sembrate pienamente giustificate. Aggiungo che questa
perdita di sovranità nazionale, se favorirà l' integrazione europea,
mi sembra provvidenziale. RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
"Wall Street Italia" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - Al termine di una seduta in
calo influenzata dall' aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi europei, l' euro recupera e chiude
in rialzo a 1,3528 dollari e 104,10 yen. L' inversione
di rotta potrebbe essere legata al calo dei prezzi al consumo in Usa, che
lascia margine di manovra alla Federal Reserve per nuove misure di
alleggerimento quantitativo. Dollaro/yen stabile a
76,95 .
|
"Wall Street Italia" del 16-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"unita.it" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Roma, 16 nov. (TMNews) - Brusco scatto in
avanti dell' euro, che a tarda mattina torna
improvvisamente al di sopra di 1,35 dollari mentre in
mercati sono in attesa che il presidente del Consiglio designato Mario Monti
sciolga le riserve e annunci una nuova squadra di
governo in Italia. La valuta unica risale a quota 1,3533 dollari,
laddove nelle prime ore di stamattina, mentre era scambiata prevalentemente sui
mercati dell' Asia quasi tutti in pesante ribassi, l' euro
era calato fin sotto 1,3450 dollari.
|
"Reuters" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FRANCOFORTE, 16 novembre (Reuters) - La
Bce ha assegnato stamane 552 milioni di dollari nell'
operazione di finanziamento settimanale in valuta Usa. Le richieste sono
pervenute da due banche, per un ammontare di poco superiore ai 500 milioni di dollari che rientrano dal p/t della settimana scorsa,
richiesti a loro volta da una sola banca. L' operazione, questa settimana a 8
giorni, è a rubinetto e al tasso fisso dell' 1,08%. Il regolamento cade su
domani, il rientro su venerdì 25 novembre. L' operazione
odierna si basa su un tasso di cambio euro/dollaro di 1,3466. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in
italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.
|
"TrendOnline" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Il cambio euro dollaro ha
accelerato al ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di
rimbalzi, per spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese.
Il cambio euro dollaro ha accelerato al
ribasso dopo la violazione di 1,35, ora resistenza in caso di rimbalzi, per
spingersi fino a 1,3420 circa, minimo dell' ultimo mese. Probabile a questo
punto il ritorno sui minimi di inizio ottobre a 1,3140 circa, supporto
intermedio a 1,3350. Sopra 1,35 possibile un rimbalzo ma servirebbe poi la rottura
di 1,3560 per permettere il test a 1,3750 della linea di trend che scende dal
top di fine ottobre.
|
"Radiocor" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16
nov - Euro ancora in calo negli scambi mattutini, per
il rafforzamento delle tensioni sul mercato del debito europeo.
La moneta unica torna sotto quota 1,35 dollari a 1,3433 dollari (1,3545
alla vigilia), livello piu' basso da inizio ottobre e tratta a 103,592 yen
(104,18), 0,8529 sterline (0,8554) e 1,2392 franchi svizzeri (1,2389). Il
biglietto verde quota a 76,955 yen (76,94), 0,9206 franchi (0,9156) e 1,57799
per una sterlina (1,5821). liz (RADIOCOR) 16-11-11 08:52:15 (0072)TV 5 NNNN.
|
"Il Tempo (ed. Lazio)" del 16-11-2011 |
Viterbo |
Pagina: 3 |
|
|
Pubblicato
anche in:
"Il Tempo (ed. Abruzzo)" "Il Tempo" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Viaggio nella finanza Una
mattinata insieme agli operatori di Arianna Sim. Gli investitori sono pronti
all' acquisto ma per ora aspettano Mario Monti.
Operatori fermi. Il telefono non squilla.
Sugli schermi si aggiornano ossessivamente i valori degli spread dei Buoni del
Tesoro italiano contro il Bund tedesco. E il caffè per uno strano inceppamento
della macchinetta esce freddo. Brutto segnale. È una mattinata di attesa quella
si respira a Roma nella sala operativa di Arianna Sim, una società di
intermediazione mobiliare, rilevata da qualche mese da un gruppo di
profesionisti guidati da Rossana Venneri. «Si attende - spiega a Il Tempo la
Venneri -. I mercati hanno bisogno di stabilità e di fiducia. Senza questi due
elementi i risparmiatori non si muovono e gli operatori professionali sono meno
propositivi del solito». Già, il problema è sempre quello, cosa consigliare ai
clienti. Nella sala vetrata della sede della Sim all' ultimo piano di un
palazzo di via Barberini gli occhi sono attent oggi alle valute. È un giorno
particolare. L' euro, così si dice nel gergo degli
analisti, ha rotto un supporto, un valore da tempo non
toccato nei confronti del dollaro. È un segnale che qualcosa
sui mercati sta cambiando. Per mesi, quelli caldi dell' estate e della crisi, la moneta unica è rimasta ancorata a un valore sopra 1,36 contro il dollaro. Ieri questo valore è stato abbondantemente sforato all'
ingiù. «Da oggi (ieri ndr) consigliamo ai nostri clienti di inserire in
portafoglio dollari». Non si comprano all' angolo
della strada certo. Ma Arianna Sim prevede formule come i conti valutari
denominati in dollari o altri prodotti legati al
biglietto verde. «Consigliare i nostri clienti a mettere qualcosa sulle monete non è difficile. Nel nostro portafoglio ci sono molti
ex dipendenti dell' Eni. Sono abituati per la carriera professionale svolta in
parte all' estero a considerare facilmente variabili come il prezzo delle materie
prime e la considerazione di asset con valute differenti» spiega la Venneri.
Una cosa è certa, i risparmiatori non sono all' oscuro di quanto sta accadendo.
Sanno che la situazione può degenerare velocemente, ma continuano ad avere
fiducia nel sistema Italia. «Venerdì scorso quando gli spread salivano a a
velocità stratosferica verso i 550 punti base, nel pieno della crisi di
governo, molti ci hanno chiamato per comprare Buoni del Tesoro Poliennali»
aggiunge l' amministratore delegato di Arianna Sim. Nazionalismo, nel senso di
comprare quote di debito italiano, ma anche un sano fiuto per gli affari. I
titoli acquistati rendono attorno al 6,5% lordo. Che di questi tempi non è
proprio da buttare via. Anzi. Insomma gli italiani, quelli con un certo livello
di reddito, hanno più cultura finanziaria di quanto si pensi. «Una sola cosa
ancora manca - chiosa però la Venneri -. Vendere asset in perdita. Non si
riesce a digerire ancora il fatto di cedere titoli con minusvalenze per mettere
liquidità laddove si può recuperare quanto perso più velocemente e cominciare a
guadagnare». Perdere è difficile sempre. Eppure ormai in molti si sono abituati
a convivere con valori negativi dei prezzi dei titoli in portafoglio. Oggi
(ieri ndr) è una giornata del genere. Gli operatori continuano a stilare un
bollettino di guerra. Il titolo migliore è Campari che
fa solo un punticino percentuale. Tutti gli alti sono nel baratro. Con
Finmeccanica giù del 14%. Nessuno squillo di telefono. Nessuno vende. Nessuno
compra. Per ora si attende mister Monti. Fil. Cal.
|
"Borse" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Oggi, 16:07 Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend
verso quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti esposti in questo senso. È il parere
degli analisti di Natixis, che nel loro report odierno sulle valute spiegano
come i Paesi "periferici" dell' area euro,
nonostante i cambi di governo, risentiranno comunque
delle turbolenze della politica, aggravate dalla situazione del mercato dei
debiti di Stato di quei Paesi, che alimentano le paure sulla insolvibilità dei
debiti sovrani europei e sulla lentezza delle autorità
nell' invertire a tendenza dei tassi a lungo termine italiani. A preoccupare i
mercati, aggiunge Natixis, si somma l' atteggiamento della Banca Centrale Europea, che non sta effettuando acquisti massicci di titoli
di Stato, a supporto dell' ipotesi che l' istituto centrale europeo
non voglia essere visto come l' ultima spiaggia. Per quanto riguarda le altre
valute, gli analisti di Natixis notano che il cattivo andamento dei mercati
azionari mondiali sta danneggiando le "commodity currency" (dollaro australiano, canadese e neozelandese) e le monete scandinave. Lo yen, che si sta apprezzando contro il dollaro, si rivela ben più che un "safe haven"
quando aumenta l' avversione al rischio sui mercati, mentre le altre monete asiatiche sono meno elastiche rispetto ai movimenti
del mercato a causa dei pesanti interventi monetari
dei governi locali. Floriana Liuni Fonte: Finanza.com.
|
"Finanzaonline" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Il cross euro/dollaro nelle prossime settimane sarà soggetto ad un trend
verso quota 1,34, e il clima resta sfavorevole ai debiti sovrani europei e agli istituti esposti in questo senso. È il parere
degli analisti di Natixis, che nel loro report odierno sulle valute spiegano
come i Paesi "periferici" dell´area euro,
nonostante i cambi di governo, risentiranno comunque
delle turbolenze della politica, aggravate dalla situazione del mercato dei
debiti di Stato di quei Paesi, che alimentano le paure sulla insolvibilità dei
debiti sovrani europei e sulla lentezza delle autorità
nell´invertire a tendenza dei tassi a lungo termine italiani. A preoccupare i
mercati, aggiunge Natixis, si somma l´atteggiamento della Banca Centrale Europea, che non sta effettuando acquisti massicci di titoli
di Stato, a supporto dell´ipotesi che l´istituto centrale europeo
non voglia essere visto come l´ultima spiaggia. Per quanto riguarda le altre
valute, gli analisti di Natixis notano che il cattivo andamento dei mercati
azionari mondiali sta danneggiando le "commodity currency" (dollaro australiano, canadese e neozelandese) e le monete scandinave. Lo yen, che si sta apprezzando contro il dollaro, si rivela ben più che un "safe haven"
quando aumenta l´avversione al rischio sui mercati, mentre le altre monete asiatiche sono meno elastiche rispetto ai movimenti
del mercato a causa dei pesanti interventi monetari
dei governi locali.
|
"milanofinanza.it" del 15-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"milanofinanza.it" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
La Cina investe all' estero per ottenere
profitti e influire sulle scelte strategiche. E' quanto ha detto il numero uno
del China Investment Corp (Cic), il maggiore fondo sovrano al mondo. Il
chiarimento di Gao Xiqing arriva nel mezzo delle turbolenze provocate dalla
crisi del debito in Europa. Pechino si è fatta avanti
per aiutare il vecchio continente, ma in cambio,
secondo quanto riferito da due fonti, ha chiesto appoggio per ottenere maggiore
influenza nel Fmi, conseguire lo status di economia di mercato all' interno
della Wto o la cancellazione dell' embargo europeo
sulla vendita di armamenti. "Nel processo di investimento all'
estero", ha spiegato Gao Xiqing nel corso del China Overseas Investment
Summit, a Hong Kong, "dobbiamo essere razionali e ottenere profitti. Ci
incontriamo spesso con regolatori esteri, il cui atteggiamento è che dovremmo
dar loro denaro e lasciarli lavorare. Nulla è gratis a questo mondo". Gao
ha aggiunto che "queste persone ci chiedono di andare e investire, mollare
i soldi e andarcene. Non vogliamo ottenere poltrone nei consigli di
amministrazione, non vogliamo dire come gestire una nomina. Non è questo il
modo in cui funzionano le cose". Cic investe facendo ricorso alle riserve in valuta estera di Pechino, che ammontano ad oltre
3.000 miliardi di dollari. Ma Gao ha precisato che gli
investimenti saranno cauti. "La Cina ha un grande ammontare di riserve in valuta estera, ma questo è il risultato delle
anziane che lavorano nei villaggi, costruendo oggetti con il bambù. Cosa avete fatto
perché vi trasferiamo (questa ricchezza)?", si è domandato. Il numero uno
del Cic, infine, ha precisato che "la Cina non può farsi carico del debito
sovrano altrui, specialmente quello di paesi importanti,
perché i nostri asset verrebbero svalutati". Un riferimento al debito
sovrano dei membri della zona euro: se Pechino comprasse a piene
mani bond denominati in moneta unica, l' attuale portafoglio, che si ritiene sia in gran parte
denominato in dollari Usa, subirebbe una svalutazione.
|
"Reuters" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
HONG KONG, 15 novembre (Reuters) - La
Cina investe all' estero per ottenere profitti e influire sulle scelte
strategiche. E' quanto ha detto il numero uno del China Investment Corp (Cic),
il maggiore fondo sovrano al mondo. Il chiarimento di Gao Xiqing arriva nel
mezzo delle turbolenze provocate dalla crisi del debito in Europa.
Pechino si è fatta avanti per aiutare il vecchio continente, ma in cambio, secondo quanto riferito da due fonti, ha chiesto
appoggio per ottenere maggiore influenza nel Fmi, conseguire lo status di
economia di mercato all' interno della Wto o la cancellazione dell' embargo europeo sulla vendita di armamenti. "Nel processo di
investimento all' estero", ha spiegato Gao Xiqing nel corso del China
Overseas Investment Summit, a Hong Kong, "dobbiamo essere razionali e
ottenere profitti. Ci incontriamo spesso con regolatori esteri, il cui
atteggiamento è che dovremmo dar loro denaro e lasciarli lavorare. Nulla è
gratis a questo mondo". Gao ha aggiunto che "queste persone ci chiedono
di andare e investire, mollare i soldi e andarcene. Non
vogliamo ottenere poltrone nei consigli di amministrazione, non vogliamo dire
come gestire una nomina. Non è questo il modo in cui funzionano le cose".
Cic investe facendo ricorso alle riserve in valuta
estera di Pechino, che ammontano ad oltre 3.000 miliardi di dollari. Ma Gao ha precisato che gli investimenti saranno cauti.
"La Cina ha un grande ammontare di riserve in
valuta estera, ma questo è il risultato delle anziane che lavorano nei villaggi,
costruendo oggetti con il bambù. Cosa avete fatto perché vi trasferiamo (questa
ricchezza)?", si è domandato. Il numero uno del Cic, infine, ha precisato
che "la Cina non può farsi carico del debito sovrano altrui, specialmente
quello di paesi importanti, perché i nostri asset verrebbero svalutati".
Un riferimento al debito sovrano dei membri della zona euro:
se Pechino comprasse a piene mani bond denominati in moneta
unica, l' attuale portafoglio, che si ritiene sia in gran parte denominato in dollari Usa, subirebbe una svalutazione. (Redazione Milano,
reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129709, Reuters messaging:
massimo.gaia.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.it altre notizie
Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia.
|
"Reuters" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LONDRA, 15 novembre (Reuters) - L' euro in calo all' apertura delle contrattazioni europee, vicino al margine inferiore del recente trading
range, con gli investitori che guardano all' evoluzione
delle vicende politiche in Grecia e in Italia. La moneta unica aveva
reagito positivamente al cambio di leadership in entrambi i paesi, nella speranza dell' arrivo
di azioni volte a rallentare la crisi di debito. Tuttavia il calo delle borse europee e un aumento dei rendimenti in generale non hanno
favorito l' euro. Oggi il premier incaricato Mario
Monti concluderà le consultazioni con i partiti, dopo di che proporrà i nuovi
ministri. Ieri ha detto che non vede l' opportunità di un governo a tempo, ma
che duri fino a fine legislatura nella primavera del 2013. I dealer vedono un
range di periodo per l' euro tra 1,3484 e 1,4248 dollari e a metà mattina è attorno a 1,3550 dollari , in calo dello 0,7% dalla precedente chiusura
newyorkese. I dealer vedono un supporto a 1,36 dollari
grazie ad acquisti dal Medio Oriente e dal reimpatrio di fondi da investitori europei in vista della fine dell' anno. ORE 10,35 CHIUSURA EURO/DOLLARO 1,3353/54 1,3630 DOLLARO/YEN 77,05/06 77,09 EURO/YEN
104,41/45 105,09 EURO/STERLINA 0,8548/50 0,8570 ORO
SPOT 1.764,05/5,76 1.779.89/0,90 (Redazione Milano,
reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net)
Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche
su www.twitter.com/reuters_italia.
|
"Reuters" del 15-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
SIDNEY/TOKYO (Reuters) - L' euro in lieve calo sul finire della seduta asiatica, con gli
investitori in attesa di sviluppi sul piano politico e delle riforme in Italia
e in Grecia. La moneta unica aveva
reagito positivamente al cambio di leadership in entrambi i paesi, nella speranza dell' arrivo
di azioni volte ad allentare la crisi di debito. Tuttavia ieri il calo delle
borse europee, trainate dai bancari, e un aumento dei rendimenti in generale
non hanno favorito l' euro. Intorno alle 8,20 l' euro vale
1,3610/15 dollari in calo dello 0,15% dalla precedente
chiusura newyorkese. I dealer vedono un suporto a 1,36 dollari
con acquisti dal Medio Oriente. Contro yen è a 104,78/83 yen in calo dello
0,30%, mentre il dollaro è a 77,00/01 in calo dello
0,1%. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504,
Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito
www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
|
"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 2 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: IL TREND - La valuta comune ha
abbandonato i massimi della seduta a 1,3811, bucando al ribasso la soglia
tecnica di 1,375 sul biglietto verde.
Una lunga, ininterrotta discesa. Fino ai
livelli di giovedì. No, non è bastata la nomina di Mario Monti, dopo quella di
Lucas Papademos ad Atene, per tranquillizzare i mercati; e anche l' euro, sia pure con suo consueto understatement, ha
registrato il nervosismo degli investitori. Una miscela di fattori tecnici e
"di fiducia" ha alimentato la lenta flessione, non interrotta dagli
acquisti di BTp da parte della Banca centrale europea.
La valuta comune ha subito abbandonato i massimi della seduta a 1,3811 dollari, e ha subìto un primo scivolone quando ha toccato
quota 1,3750, soglia rilevante per alcune options. I dati della produzione
industriale di Eurolandia, in calo del 2%, l' esito
dell' asta di Btp quinquennali a rendimenti record (il 6,29%) e il nervosismo
dei decennali spagnoli - che offrivano agli investitori, per la prima volta
dall' inizio degli acquisti Bce più del 6% - hanno poi portato il cambio rapidamente fino a 1,3650 dollari.
La discesa ha poi rallentato e in serata - prima di un leggero rimbalzo - l' euro aveva sfondato quota 1,36, azzerando così tutto il
rialzo realizzato venerdì pomeriggio. Non a caso il cambio
effettivo, l' indice che riassume l' andamento della valuta verso le monete dei partner ed è calcolato a metà seduta, risultava
in leggero rialzo. La reazione è stata dunque contenuta; sicuramente meno
drammatica di quella del mercato dei bond. A conferma che l' euro
vive un po' una vita propria, separata dalle vicende dei singoli stati (per
ciascuno dei quali funziona come una valuta straniera o l' oro nel gold
standard). Nel breve periodo - operatori e analisti sono d' accordo - subirà l'
influenza del nervosismo degli investitori; ma non sembra intravvedersi per ora
la possibilità concreta di una brusca flessione. A maggio 2010, in una
situazione sicuramente meno preoccupante sia sul piano economico che su quello
politico, l' euro era infatti a 1,19
dollari. «Il cambio effettivo - nota una ricerca di David Bloom e il suo team alla
Hsbc - è quasi invariato da inizio anno e in flessione dal picco di aprile del
solo 5%. In questo periodo, la valuta è stata scambiata in modo
"normale": c' è una correlazione forte tra le variazioni quotidiane
dell' euro
e quelle dello spread medio sui tassi swap a due anni dei partner, che mostra
come un rialzo dei tassi di Eurolandia è associato con
un rialzo dell' euro». È anche per questo motivo che
gli scenari più probabili sull' andamento futuro della valuta comune indicano
una certa resilienza, una resistenza agli urti. Persino un esito catastrofico,
e improbabile, come l' uscita di un paese membro, avrebbe - dopo l' immediata
turbolenza - un effetto rialzista: Bloom e i suoi analisti calcolano che un
teorico euro dei soli paesi forti sarebbe trattato
intorno a 1,65 dollari (e in passato avrebbe superato
i due dollari...). Persino l' ipotesi di un
quantitative easing della Bce, un acquisto massiccio di bond italiani e
spagnoli (per ora escluso dal presidente Mario Draghi e contrastato dalla
Germania) potrebbe non avere l' effetto di indebolire molto la valuta, secondo
John Normand di JPMorgan: l' esperienza della Fed, che ha deprezzato il dollaro, e quella della BoE, che non ha deprezzato la
sterlina, mostrano che quello che conta sono gli spread tra i tassi reali, al
netto sull' inflazione, dei diversi paesi. E con la liquidità immessa da Stati
Uniti e Gran Bretagna, non è detto che l' esito del gioco sia una svalutazione
della moneta comune. Tornando più vicini alla realtà,
diversi analisti notano che Eurolandia ha una
posizione con l' estero - in termini di flussi finanziari - piuttosto forte, e
questa è una buona base su la valuta può appoggiarsi. Sarà allora la politica monetaria della Bce, che va verso un ulteriore allentamento,
rispetto a quella delle altre banche centrali a definire lo scenario nel medio
periodo. Insieme, nel breve, ai flussi tra le Borse, con i quali - sottolinea
David Fenton di Rbs - il cambio è stato recentemente
correlato abbastanza strettamente. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
"Il Giornale Di Vicenza" del 15-11-2011 |
Pagina: 14 |
|
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
AI TEMPI D´ORO Ottobre 2006, Washington.
Mentre Vicenza è in piena bagarre per l´affaire Dal Molin, il Senato degli
Stati uniti approva il più cospicuo budget mai stanziato per le installazioni
militari di Vicenza. Il bilancio della Difesa prospetta per il 2007 un conto
astronomico: 448 miliardi di euro per combattere le guerre contro il terrorismo. Vicenza, in quel report di 885
pagine, viene citata per ben tre volte. DAL MOLIN Sui 448
miliardi di dollari destinati al Pentagono, Vicenza ne assorbe 322,21 milioni, che
al cambio dell´epoca equivalevano a 250 milioni di euro. In quel pingue capitolo di spesa figurava la prima tranche di
fondi (223 milioni di dollari) riservati alla progettazione e costruzione della Ederle 2 all´ex
aeroporto. Il governo italiano, guidato da Romano Prodi, non aveva ancora
concesso il suo benestare, il consiglio comunale non aveva espresso ancora il
suo parere condizionato, eppure lo Zio Sam aveva già staccato il primo assegno.
LA VECCHIA EDERLE Il nuovo disegno delle truppe statunitensi di stanza a
Vicenza passava anche attraverso la ristrutturazione della Ederle e del
villaggio: in tutto 47,2 milioni di dollari per scuole
e 52 milioni per le strutture sanitarie e la nuova clinica.
|
di di Giuseppe Di
Vittorio. |
|
||
|
"MF" del 15-11-2011 |
Pagina: 29 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Per Ciavarella, Berlinzani e
Izzi potranno essere toccati nuovi massimi di mercato nei primi mesi del 2012
Attualmente è circa il 10% la distanza dai valori più bassi di fine estate. Ma
al Ftse Mib si preferisce l' Eurostoxx.
Prosegue l' analisi di MF Trading Online
fra gli operatori più attivi sul mercato per capire se saranno di nuovo testati
o anche abbattuti i minimi toccati il 26 settembre. Nel punto più basso dell'
onda ribassista il Fib, il future sull' indice principale di Piazza Affari,
toccò i 13.020 punti. Ieri ha chiuso a 15.300. Un' opinione contraria a quanto
raccolto lo scorso martedì sulle pagine di MF Trading Online. Allora Enrico
Malverti, Pierluigi Zerbino, Alessandro Aldrovandi e Luca Barillaro erano tutti
ribassisti e ritenevano possibile una discesa sotto i minimi di settembre.
Questa volta gli operatori sono di parere opposto. In una conferenza tenuta a
Castrocaro Terme venerdì sul tema Angelo Ciavarella (responsabile del desk
italiano del broker Activtrades), Saverio Berlinzani (trader sulle valute, ex
Swiss Corporation Bank e Banco Lariano) e Federico Izzi (analista ciclico),
ritengono con ragioni diverse che quei limiti non saranno valicati, almeno non
prima del febbraio 2012. Quali sono i fattori fondamentali e tecnici a sostegno
della tesi del rimbalzo? «Ci sono importanti divergenze rialziste», segnala
Ciavarella, «continuano ad arrivare notizie negative, i titoli di stato
italiani allargano gli spread ma la distanza dai minimi è ancora superiore al
10%. È un segnale positivo». Tuttavia per Ciavarella l' ideale è costruire una
posizione in spread fra azionario americano e Piazza Affari. Per l' operatore
l' America dovrebbe fare meglio dell' Italia, quindi la strategia potrebbe
essere l' acquisto di un future sull' S&P500 e la vendita di uno sul Ftse
Mib. Sull' Italia, per cavalcare il rimbalzo Ciavarella preferisce titoli dai
buoni dividendi, come Eni , Enel o Terna . Si affida all' analisi ciclica
invece Federico Izzi, studioso dei ritmi del mercato. Secondo questo
particolare approccio il massimo dovrebbe essere raggiunto tra gennaio e marzo.
L' analista però preferisce l' indice europeo Eurostoxx a quello italiano. «I contratti scambiati sul Fib
sono troppo pochi per fare studi accurati», ha indicato Izzi, «preferisco
quindi l' Eurostoxx o il Dax in Europa».
Per Izzi poi i mercati attraversano un periodo molto particolare. Al di là
dell' aumento della volatilità, un altro aspetto molto interessante è la
perdita di correlazione. Si registrano per la prima volta disallineamenti
importanti tra i mercati americani e quelli europei e
in Europa tra Germania e il resto del continente.
Positivo sull' azionario anche Saverio Berlinzani che
analizza Piazza Affari usando il cambio euro/dollaro. Per Berlinzani l' andamento del principale cross valutario è
sovrapponibile allo spread Btp-Bund, quindi poiché ci sono segni di risalita
per la moneta unica, per proprietà transitiva si dovrebbe assistere a
un quadro più sereno sul differenziale e di riflesso sui mercati azionari nei
prossimi mesi. Per restare in ambito valutario Berlinzani pensa che l' euro/dollaro possa toccare nuovi
massimi fino a 1,40-2 euro. Per andare rapidamente
sopra quel livello occorrono segni di soluzione concreta al problema del
debito. Un' incognita resta poi il futuro atteggiamento della Bce in tema di
politica monetaria, Difficile prevedere se ci saranno
nuovi tagli dei tassi. Sul lungo periodo Berlinzani rimane invece ribassista
sul mercato azionario e sull' euro. «Il rigore sui
conti pubblici», ha spiegato l' operatore finanziario, «è necessario e doveroso
ma il vero problema è nella crescita». Secondo il trader sul forex l' Europa non cresce più perché poco competitiva nei confronti
della Cina, che oltre a produrre a costi ridotti mantiene una divisa
sottovalutata rispetto all' euro del 50%. Il trader ha
calcolato i valori di riferimento in base alla parità dei poteri di acquisto.
«Oggi il cambio euro/yuan è
8,73. In base ai fondamentali dovrebbe essere 4,24». La pensano allo stesso
modo gli Usa, che continuano a chiedere alla Cina di rivalutare lo yuan.
Posizione ribadita al G20 di Cannes di qualche settimana fa. (riproduzione riservata)
|
"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Economia |
Pagina: 37 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Energia.
È salito di oltre il 4% a 112,5 dollari al barile il prezzo settimanale medio del petrolio
fissato dall' Opec. Lo ha riferito lo stesso cartello dei Paesi produttori di
greggio, spiegando che tra le cause del rialzo dei listini
vi sono il cambio della guardia dei governi in Italia e Grecia e le tensioni per
il programma nucleare iraniano. Ieri a New York il barile di Wti ha comunque
chiuso in calo, poco sopra i 98 dollari (111,89 dollari il barile del Brent europeo).
RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
di LUCIO GAROFALO. |
|
||
|
"Alto Adige" del 15-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 28 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: MARIO MONTI.
Sarà l' effetto contagioso prodotto dal
ghigno beffardo di Sarkozy, irriso a sua volta dalle smorfie buffe e
canzonatorie di Ferrara, ma non si intravedono validi motivi per ridere. Se
qualcuno ha interesse a nascondere il capo sotto la sabbia, alla stregua degli
struzzi, è padrone di farlo, ma se ne deve assumere ogni responsabilità
politica e personale. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. E non addebiti
ad altri colpe che sono proprie. Analogamente, rispetto alle infamie che
screditano l' Italia, è giusto additare al pubblico ludibrio qualche goliardico
e disonorevole burlone (o buffone) che si autodefinisce "premier a tempo
perso", non il solito capro espiatorio dei "comunisti che infangano
il proprio Paese". E' un alibi troppo comodo ed è un atto di grave
disonestà intellettuale. L' atteggiamento di chi persevera, con ottusa e
colpevole ostinazione, nell' intento di negare l' evidenza della crisi,
equivale a prolungarne e aggravarne gli strascichi dolorosi. E' indubbio che
chi specula cinicamente sulle tragedie di una nazione può agire in mala fede
affinché non si risolvano i problemi estirpandoli alla radice, per lucrare
meglio. Ma chi sta speculando sulla crisi del debito sovrano? Vediamo alcune
ipotesi plausibili. Tutti sanno che lo stato italiano detiene il controllo di
grandi aziende pubbliche e dispone di quote azionarie consistenti di imprese
private (si pensi a colossi come ENI, ENEL, ecc.), che sono bocconi assai
appetitosi per il grande capitale multinazionale. Ma non tutti sanno che un' altra
ricchezza economica è il vero, principale bersaglio dell' assalto speculativo
messo in atto contro l' Italia, vale a dire le sue cospicue riserve
auree, che ammontano a circa 2.451,80 tonnellate. Infatti, l' Italia possiede
la terza maggior riserva d' oro al mondo, subito dopo
gli Stati Uniti e la Germania. E non è poco. Un' altra interpretazione potrebbe
riguardare l' esistenza della moneta unica europea e le sue implicazioni più controverse. Non a caso,
oggi è sotto attacco. Ma ciò che induce a riflettere è l' eccessivo allarmismo,
fondato solo in parte, a cui stiamo assistendo. Già in passato (si pensi, ad
esempio, agli anni' 70) l' Italia ha conosciuto periodi di drammatica austerità
e crisi economica, con un tasso di inflazione assai elevato, i BOT attesati
oltre il 20% e lo spread, di cui all' epoca non si parlava, che aveva raggiunto
cifre considerevoli. Il debito pubblico era già mostruoso, mentre il livello di
crescita economica non ha mai oltrepassato il 3%. L' unica differenza era la
presenza della lira al posto dell' euro, eppure non si
è mai parlato di default. Cioè di fallimento di uno Stato. Oggi i BTP sono al
6%, l' inflazione è sotto il 3%, e si paventa la bancarotta per l' Italia.
Ebbene, quale sarebbe la differenza? Qualcosa non convince e si avverte un
intenso e micidiale odore di truffa. Una probabile spiegazione potrebbe essere
che negli ultimi anni l' ascesa dell' euro abbia
disturbato e minacciato lo strapotere del dollaro, per
cui oggi l' euro è insidiato nei suoi "anelli più
deboli", vale a dire Grecia, Portogallo, Italia. Non c' è dubbio che le
analisi formulabili siano molteplici e forse controverse, magari complementari
e integrabili tra loro, ma è altrettanto innegabile che sia
in corso una spietata guerra monetaria tra il dollaro e l' euro. La crisi globale del capitalismo ha semplicemente acuito e
accelerato le dinamiche conflittuali e le contraddizioni latenti.
|
"TrendOnline" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: Le principali Borse del Vecchio
continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza sulla crisi del
proprio debito sovrano.
Le principali Borse del Vecchio
continente chiudono in calo, condizionate dall' incertezza
sulla crisi del proprio debito sovrano. Chiusura in calo per l' euro sotto quota 1,37 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,3643 dollari e a 105,06
yen. Dollaro in lieve calo sulla valuta giapponese a 76,98 yen. A Londra l'
Ftse 100 cede lo 0,47% a 5.519,04 punti, a Parigi il Cac 40 arretra
dell' 1,28% a 3.108,95 punti mentre a Francoforte il Dax 30 scivola dell' 1,19%
a 5.985,02 punti. Giù Madrid -2,15% e Lisbona -0,6% mentre Atene guadagna l'
1,27%.
|
"Wall Street Italia" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(AGI) Roma - Dopo una partenza in
recupero, l' euro arretra sotto quota 1,37 dollari. Il rialzo dei rendimenti registrato all' asta di
Btp quinquennali spinge gli investitori alla cautela. La moneta
comune passa di mano per 1,3666 dollari e 105,12 yen,
ai minimi di seduta. Biglietto verde in lieve flessione sullo yen a 76,95. .
|
"TrendOnline" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La settimana si apre con un
ritorno alla propensione al rischio.
La settimana si apre con un ritorno alla
propensione al rischio di cui potrebbero beneficiare anche le cosiddette
"risk currency"meglio posizionate per seguire l'
onda di un' eventuale rimbalzo come Euro e Dollaro Australiano, alla ricerca di un riscatto dai ribassi segnati le
scorse settimane sulle crescenti incertezze riguardanti le situazioni politiche
in Grecia e Italia. Con l' avvento di nuovi governi nei due Paesi, gli investitori
si preparano a cogliere la novità con ordini in acquisto, anche se i
rendimenti dei titoli di Stato italiani saranno attentamente monitorati e, con
ogni probabilità, ogni ritracciamento dello spread funzionerà come detonatore
per ulteriori rimbalzi. Sul fronte Eurodollaro, la moneta unica è orientata verso ulteriori guadagni: oltre
$1,3825 si aprirebbe la porta per 1,3850 prima e 1.40 poi. Qualora la settimana
dovesse impostarsi in questo modo, potremmo assistere al ritorno del Dollaro Australiano verso 1.04, anche se la cautela è d'
obbligo, soprattutto relativamente ai tempi di evoluzione della nuova compagine
governativa italiana e alle sue effettive capacità di implementazione delle
riforme di austerity richieste dagli investitori. Questa mattina la
pubblicazione del Pil giapponese (crescita dell' 1,5% trimestrale e del 6% su
base annua) ha lasciato impressionati gli investitori circa la capacità di
ripresa del Paese nel post-terremoto, ma rappresenta anche una spada di Damocle
per le esportazioni, considerando che i dati macro hanno già supportato un
rafforzamento dello Yen nei confronti del Dollaro Usa.
|
"Radiocor" del 14-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"Radiocor" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Si rafforza anche a 106,1 yen (Il Sole 24
Ore Radiocor) - Milano, 14 nov - L' euro si conferma
in ripresa sul dollaro proseguendo l' andamento
innescato venerdi' dalla formazione del nuovo governo greco e dai rapidi
sviluppi della situazione italiana. Dopo la designazione di Monti come nuovo
premier, la moneta unica si attesta a 1,3764 dollari in avvio dagli 1,3739 di venerdi'. Rafforzamento
anche sullo yen a 106,118 da 105,97. Attenzione degli operatori per l' asta Btp
nella mattinata. Fon- (RADIOCOR) 14-11-11 08:33:01 (0063)TV 3 NNNN.
|
"Fastweb" del 14-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Finanza Personale Famiglie, più
risparmi nel 2009 Nel primo trimestre crescono gli investimenti finanziari in
Europa grazie al boom della domanda verso i titoli di Stato e alla ripresa dei
mercati » Finanza Personale Cinque mesi per vendere una casa Nelle grandi città
in media occorrono 129 giorni per trovare un acquirente di un immobile. Ma nei
casi peggiori si arriva a 221 giorni » Finanza Personale Sale la fiducia dei
consumatori Dopo i dati positivi sulle vendite di case negli Usa arrivano
segnali confortanti anche dall' Italia dove l' indice Isae sulla fiducia dei
consumatori a luglio ha fatto segnare un forte scatto recuperando i livelli
persi nel novembre 2007 » New York.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 14
nov - Wall Street venerdi' ha chiuso in rialzo, per la quarta volta in cinque
sedute, riportando tutti e tre i listini in positivo per l' intero anno. A fare
da traino e' stato l' attenuarsi dei timori sulla crisi dell' Eurozona, in attesa del voto della Camera italiana sulla
legge di stabilita' di sabato. La volatilita' rimane comunque molto forte e
movimenti delle Blue Chip superiori a cento punti sono molto piu' frequenti
rispetto al 2010. Dopo le operazioni di compensazione, il Dow Jones, che si e'
riportato al di sopra della soglia dei 12.000 punti, ha guadagnato il 2,19% a
12.153,68 punti, il Nasdaq e' avanzato del 2,04% a 2.678,75 punti e lo S&P ha acquistato l' 1,95% a 1.263,85 punti. Ferme venerdi' le
contrattazioni dei titoli di stato, in occasione del Veterans Day, il giorno
dedicato ai veterani di guerra (riprenderanno come di consueto oggi). Per quanto riguarda le
valute, l' euro ha chiuso in rialzo a 1,375 dollari e il
biglietto verde ha finito in calo sulla moneta
giapponese a 77,204 yen. La sterlina ha finito in crescita a 1,6065 dollari, mentre il dollaro ha
finito in calo a 0,8995 franchi svizzeri. A24 (RADIOCOR) 14-11-11 08:05:04
(0036) 5 NNNN.
|
di N. SETTEMBRINI. |
|
||
|
"La Stampa" del 14-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 34-35 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' Euro è una moneta forte ed autorevole e chi dice il contrario
sostenendo l' opportunità di reintrodurre la lira, non offre soluzioni
alternative. La riprova della solidità della moneta
unica, nonostante le note turbolenze finanziarie, è
determinata dal cambio euro-dollaro oscillante mediamente intorno a 1,40, a dimostrazione cioè che
il mondo considera l' euro una moneta molto forte. Quello che invece occorre sapere è che non bisogna
confondere la solidità dell' euro con i nostri cattivi
comportamenti, che hanno ormai una visibilità planetaria.
|
"ASCA" del 13-11-2011 |
|||
|
Pubblicato
anche in:
"ASCA" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
(ASCA) - Roma, 13 nov - ''Dobbiamo uniti
far fronte a una crisi che non e' nata in Italia, che non e' nata sul nostro
debito, che non e' nata sulle nostre banche e neppure in Europa,
e' una crisi che e' diventata crisi della nostra moneta
comune, dell' euro, che non ha il sostegno che ogni moneta deve avere''. Lo afferma il presidente del Consiglio
dimissionario, Silvio Berlusconi, in un videomessaggio agli italiani, trasmesso
da SkyTg24. Sostegno ''di una banca garante della moneta - spiega - che invece hanno il dollaro e la
sterlina. Questo deve diventare la Bce se vogliamo salvare l' euro e con esso l' Europa''. ceg/did/
|
"Wall Street Italia" del 13-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Honolulu, 13 nov. (TMNews) - Il
presidente russo Dmitri Medvedev ha reso omaggio all' euro
e agli sforzi per salvarlo da parte dell' Europa,
sostenendo che si tratta di una valuta necessaria al funzionamento del sistema monetario mondiale. Medvedev ha parlato di fronte a una
platea di imprenditori, riuniti a margine del Forum di cooperazione economica
Asia-Pacifico (Apec), che si tiene da ieri a Honolulu. I russi "sono
grandi tifosi dell' euro", ha detto Medvedev. Il
presidente russo ha spiegato che circa la metà delle riserve in valuta estera detenute da Mosca è denominata in euro. "Se l' euro non fosse esistito come moneta di riserva mondiale, negli anni 2008-2009 la nostra sopravvivenza come
quella del dollaro sarebbe stata molto più difficile", ha detto l' inquilino
del Cremlino. "L' esistenza dell' euro
come moneta di riserva
internazionale - ha continuato - aiuta il funzionamento dell' insieme del
sistema finanziario". Secondo Medvedev, comunque, l' Europa
ha preso "la strada giusta" per combattere la crisi del debito, che
resta "difficilissima". E ha sottolineato che, certamente, se i
membri dell' eurozona fossero stati di meno le cose sarebbero
state più semplici, ma che comunque non si può cambiare
aqquesto dato della storia. (Fonte Afp)
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 43 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Chiusura in forte rialzo per l' euro che beneficia dei passaggi positivi della crisi
politica dell' Europa periferica: la formazione di un
nuovo Governo guidato da Lucas Papademos in Grecia e in Italia l' approvazione
al Senato della legge di stabilità che ora dovrebbe essere votata in tempi
rapidi anche dalla Camera. Sulla scia di questi due sviluppi, e in vista della
formazione di un probabile Governo con Mario Monti, anche gli analisti si
dicono fiduciosi sulle sorti dell' euro e Goldman Sachs torna a raccomandare l' acquisto della moneta comune con un primo target a 1,40 dollari. In
chiusura un euro vale 1,3745 dollari contro 1,3573 di giovedì
mentre la parità con lo yen è fissata a 106,01 yen (105,38 nella vigilia), a
0,8549 sterline (0,8552) e a 1,2346 franchi svizzeri (1,2323). Il dollaro per contro tratta a 77,11 yen (77,59), 0,8969
franchi (0,9075) e 1,6085 per una sterlina (1,5872).
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: L' ANALISI.
Vittorio Carlini «L' euro?
Una moneta forte, soprattutto rispetto al dollaro». La frase rimbalza spesso tra gli esperti. E detta
così, nel bel mezzo del dramma di Eurolandia, sembra
ispirata dai fumi dell' alcol. La divisa europea
infatti, negli ultimi tempi, ha ceduto il passo a quella statunitense. Certo,
ci sono le eccezioni: ieri, per esempio, è andata in crescendo. Tuttavia, il
massimo dell' anno (1,46) è lontano mentre il record storico (1,60) è
addirittura un miraggio. Insomma, verrebbe da dire: altro che forza, è una moneta in «svendita». La realtà, però, è più complessa: per
accorgersene basta allungare lo sguardo. In avvio di millennio, ad esempio, la moneta unica quotava 0,80 rispetto al dollaro.
Solamente nel 2003 ha raggiunto la parità di uno a uno. E, ancora, nel 2006 viaggiava attorno a quota 1,16. Un livello, peraltro,
sfiorato anche a metà del 2010. Tutti numeri, cioè, che indicano come la
quotazione dell' euro sul dollaro sia tutto fuorché sacrificata. La controprova di questa
situazione arriva dal cambio della stessa moneta di Eurolandia verso
lo Yen. Ebbene, questo cross dal massimo storico di 169,9 (luglio 2008)
nei mesi scorsi è sceso giù, giù fino a 100. Lo stesso valore, cioè, toccato
nel 2001. Il cambio, insomma, segnala con forza il
peso della crisi dell' Unione monetaria. Tanto che,
secondo gli esperti, è questo rapporto (insieme a quello col franco svizzero)
la vera cartina di tornasole della «salute» dell' euro.
Al contrario, il cambio con il dollaro
non sarebbe un termometro così efficiente. Per quale motivo? La risposta, più
tradizionale, richiama le cause che si studiano sui libri d' economia. In
primis, c' è la politica monetaria e il differenziale
dei tassi d' interesse. Poi, è l' andamento delle partite correnti. Senza
dimenticare, peraltro, l' arbitraggio all' interno della stessa Ue. Gli
investitori cioè, a fronte dei problemi sul debito dei paesi periferici,
guardano sì ai titoli degli Stati più solidi ma sempre europei.
Con il che l' euro non perde quota. Tutte spiegazioni
plausibili, tutte motivazioni sensate. E però c' è anche chi invita a scavare
più a fondo. Ad analizzare altri aspetti. Quali? Semplice: quelli più legati
all' economia reale. Alcune aree di scambio, ad esempio il Mercosur, o i paesi
emergenti (i Bric) sempre di più comprano e vendono merci nelle loro divise
locali. Oppure, per l' appunto, utilizzano l' euro.
Insomma, i flussi commerciali sembrano bypassare il mitico «dollarone».
Il quale, anche a fronte della politica ultra-espansiva della Fed che lo vuole
debole per favorire l' export Usa, perde forza. Resta un po' in un angolo. Non
è più così calato nella parte di «moneta-riserva-mondiale». Fantaeconomia? Può darsi. Intanto, però,
l' euro rimane su mentre Eurolandia
è sul bilico del baratro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 22 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Manuale anti panico - IL RISPARMIO
E LE VALUTE.
Sottotitolo: Per gli analisti la moneta unica
europea resta sopravvalutata rispetto al dollaro - IL TOP E L' ATTERRAGGIO - La
«quota 1,50» di maggio è ormai lontana ma anche il ribasso fino a sfiorare il
cambio a 1,30 lascia spazi per ulteriori assestamenti.
Resta forte, persino sopravvalutato.
Sembra paradossale, in questa fase, il comportamento dell' euro.
Le recenti turbolenze hanno lasciato traccia, eccome, ma la valuta comune
resiste alle pressioni che attraversano i mercati finanziari. I numeri sono
chiari. La tempesta sembra aver coinvolto anche l' euro:
a maggio aveva toccato quota 1,4939 dollari - con il cambio effettivo, un indice che riassume il valore verso le
principale monete dei partner, a quota 108,51 - e il 4
ottobre era piombato a quota 1,3144 (102,03): una flessione non indifferente,
pari al 12% (6% in termini effettivi). Nulla di strano, tenuto conto di quanto
è successo in estate. La sorpresa può nascere da due considerazioni.
Innanzitutto i livelli di partenza e di arrivo. Un cambio
vicino quota 1,50 è altissimo, ma anche a quota 1,30 l' euro
resta "sopravvalutato". I calcoli sul valore teorico di equilibrio di
un cambio sono sempre molto imprecisi, ma ci sono poco
dubbi sul fatto che la moneta comune sia decisamente
forte, e non solo sul dollaro. Può poi stupire la
successiva ripresa della valuta. L' euro a fine
ottobre era di nuovo a 1,42 dollari, con una ripresa
che ha toccato l' 8% in venti giorni, e Ieri l' euro
era trattato a quota 1,37. Eppure, nelle ultime settimane, è successo di tutto:
lo smottamento dei titoli di Stato italiani - il quarto mercato mondiale di
bond sovrani - la proposta di referendum greco e la successiva crisi di
governo, le indiscrezioni su una possibile "rottura" o
"riorganizzazione" di Eurolandia. L' euro però ha continuato a comportarsi come se fosse - e come
in effetti è - una valuta sopranazionale: indipendente o quasi dalle vicende
dei singoli paesi membri dell' Unione (per i quali appare e funziona come una
valuta estera, o l' oro nel gold standard), e legata piuttosto alle vicende
dell' area nel suo complesso. Del resto, nota John Normand di JPMorgan
esaminando non i livelli ma il "nervosismo" del cambio,
«anche durante gli ultimi due anni di crisi sovrana, la volatilità dell' euro sul dollaro è rimasta a metà
della classifica delle valute, ed è stata inferiore ai cambi
di paesi sostenuti da posizioni fiscali più solide, come il dollaro
australiano o il real brasiliano». Al punto che l' analista prevede, nel caso
catastrofico di una rottura dell' Unione, un euro non
più basso di 1,20, la soglia un tempo considerata al limite massimo dell'
equilibrio. Se si considera però che l' economia non ha grandi necessità di
finanziamento estero, la cosa non può sorprendere. «Come il Giappone e lo yen
hanno mostrato per anni, un' economia fragile non è sufficiente per indebolire
una valuta», continua Normand. Purché i conti con l' estero siano in ordine.
Sottovalutare le turbolenze sarebbe comunque un errore, nel breve periodo, ma
per costruire uno scenario su un orizzonte più ampio non occorre - il "per
ora", purtroppo, è d' obbligo - uscire dal consueto schema di
interpretazione. Il quadro, sotto questo punto di vista, è meno incerto. Sulla
valuta pesano sicuramente le prospettive di una «modesta recessione»,
annunciata dalla Bce, dalla Commissione Ue e prevista da tutti gli analisti.
«La combinazione dell' incertezza politica e i dati economici deboli
continueranno secondo noi a pesare sull' euro», spiegano
gli analisti di Morgan Stanley. La politica monetaria,
d' altra parte, dovrebbe portare i tassi di nuovo all' 1% e forse - con un'
innovazione rispetto agli standard della Bce - anche al di sotto. La
conseguente flessione dei tassi a due anni di Eurolandia
e dello spread verso quelli degli Stati Uniti può da sola spiegare gran parte
dell' andamento delle rispettive monete negli ultimi
tempi, e potrebbe ora ulteriormente abbassarsi. È proprio guardando a questi
dati che Kit Juckes di Société Générale ritiene possibile un euro
sotto quota 1,30, e forse anche 1,20 dollari. Prima di
risalire però, nel 2013, verso 1,50. Non sembrano infatti destinate a
sgonfiarsi le pressioni sul dollaro. «Bernanke guida
una Fed iperattiva e ultrakeynesiana e non è nella sua natura sedere
passivamente a guardare gli eventi», continua la JPMorgan. Pur scettico sui
risultati, Stephen Jen della Slj Macro Partners - che prevede come scenario
principale un dollaro in rialzo - pensa che un terzo
round di politica monetaria ultraespansiva (un
quantitative easing 3) sia comunque una possibilità e proprio per l' inizio del
2013. Questo potrebbe sostenere l' euro insieme,
spiega, a un altro possibile fenomeno: un deleveraging delle banche del
continente, già iniziato, che riporti nell' Unione risorse finore impiegate in
Asia o nell' Europa orientale. © RIPRODUZIONE RISERVATA SCHEDE A CURA DI Andrea Curiat IL RISCHIO PER IL
RISPARMIATORE - BASSO MEDIO ALTO L' indicatore segnala la valutazione
progressiva di rischio stimato di perdita valutaria nell' investimento di
risparmio in un asset class.
|
"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 23 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: BORSE.
I paesi «core» di Eurolandia
(Germania e Francia) premono per una profonda ristrutturazione dell' area monetaria, a poco più di un decennio dalla
sua nascita: la Bce diventerà prestatore di ultima istanza e nasceranno gli eurobond, ma quasi sicuramente con meno paesi-membri e regole diverse
Wall Street In questi giorni l' andamento dei tassi di cambio euro/dollaro è stato altalenante, sulla scia delle tensioni politiche ed
economiche per l' area euro.
Ieri, l' euro si è lievemente apprezzato rispetto al dollaro anche in seguito all' approvazione della legge di
stabilità da parte del senato italiano. Si possono quindi fare acquisti "a
sconto" sui titoli quotati a Wall Street. La convenienza degli
investimenti non dipende però solo dal livello attuale dei cambi,
ma anche e soprattutto dalle prospettive dei tassi per il futuro. Oggi, molti
analisti concordano su un possibile, ulteriore deprezzamento futuro del dollaro sull' euro. Questo potrebbe
ridurre i guadagni o comportare perdite per chi decidesse di investire su Wall
Street, accollandosi il rischio cambio. Ci sono però
altri fattori da valutare nel medio-lungo periodo, soprattutto per quanto
concerne le prospettive di ripresa dell' economia americana. I dati del
dipartimento del Commercio americano indicano che il deficit della bilancia
commerciale degli Stati Uniti è diminuito a settembre del 4%, a quota 43,1
miliardi di dollari. L' indice dell' Università del
Michigan mostra che la fiducia dei consumatori statunitensi è aumentata nel
mese di novembre oltre le previsioni degli economisti. Il deprezzamento del dollaro, inoltre, potrebbe favorire le aziende americane che
registrano ricavi in euro e beneficiano dell' effetto cambio. Un buon mix di investimenti in azioni Usa ed euro potrebbe aiutare a diversificare i portafogli di
investimento, ma è bene ricordare che i rischi dei due comparti non sono
decorrelati: il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha comunque sottolineato
che i problemi dell' economia statunitense sono ancora seri e che il pieno
recupero è ancora lontano. E se la crisi del debito europeo
dovesse esplodere, anche gli Usa ne risentirebbero direttamente. - BASSO I
listini di Eurolandia Nell' area euro,
la crisi del debito si somma ai problemi delle singole economie nazionali.
Eventuali tagli della Bce al costo del denaro possono portare a rialzi delle
Borse nel breve periodo. Alcuni analisti, tra i quali l' agenzia di rating
Morgan Stanley, consigliano tuttavia di sottopesare l' azionariato europeo in portafoglio. I rimbalzi delle Borse europee, sostengono gli esperti, non troveranno conferma nel
prossimo futuro. Le ragioni di chi esprime pareri pessimistici sono di vario
ordine: l' inadeguata risposta politica alla crisi del debito, la pressione sui
margini di profitto delle imprese, il rallentamento della crescita economica
nella regione e gli altri indicatori di mercato in negativo. Se l' obiettivo è
difendere il patrimonio piuttosto che perseguire i guadagni a tutti i costi,
meglio quindi ridurre l' esposizione sulle Borse europee,
in particolar modo per quanto riguarda il settore finanziario. Meritano di
essere conservati in portafoglio i titoli di società dei settore più difensivi,
come quello farmaceutico e dei beni di consumo. Chi ha un profilo di rischio
più elevato, o un orizzonte temporale "da cassettista", potrebbe
invece approfittare dei bassi livelli proprio per puntare sull' azionario e
sull' eventuale ripresa nel lungo periodo. - MEDIO La City e la Svizzera Dal 6
settembre la Banca nazionale svizzera (Bns) ha deciso di frenare l' ascesa del
franco nei confronti dell' euro riportando il cambio poco al di sopra di 1,20. L' apprezzamento del franco
svizzero per un' economia fortemente dipendente dalle esportazioni rischiava di
frenare la ripresa della nazione. Recentemente, il presidente della Bns ha
dichiarato che in mancanza di un deprezzamento del franco svizzero si
potrebbero verificare scenari deflazionistici che potrebbero pesare sull'
economia reale del Paese. L' acquisto di titoli in valuta elvetica non è quindi
particolarmente conveniente, fintanto che la Bns riuscirà a difendere questo
livello massimo stampando moneta. Per quanto riguarda
il mercato inglese, le prospettive per l' economia sono tutt' altro che rosee:
secondo stime della commissione europea, il Pil
britannico crescerà nel 2011 di appena 0,7 punti, per poi rallentare ancora nel
2012 (+0,6%) e nel 2013 (+0,5%). Anche la riduzione del debito pubblico sarà
inferiore alle aspettative e si attesterà all' 8% del Pil per l' anno in corso
e al 7,8% per il 2012, a differenza del 7,9%-6,2% preventivato l' anno scorso.
- ALTO.
|
"La Nuova Sardegna" del 12-11-2011 |
Economia |
Pagina: 16 |
|
|
Pubblicato
anche in:
"La Città di Salerno" "Il Tirreno" |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: NEW YORK.
NEW YORK. L' Emi suona francese. L'
etichetta discografica è stata acquistata dalla transalpina Vivendi per 1,9
miliardi di dollari. La Citigroup ha deciso di vendere
l' Emi al gigante francese la divisione musicale, mentre quella editoriale, la
Emi publishing, andrà a un consorzio guidato da Sony per 2,2 miliardi di dollari. «Siamo molto contenti dell' ingresso di Emi nella
famiglia Vivendi - dice l' amministratore delegato, Jean-Bernard Levy -. L'
operazione creerà valore aggiunto per tutti i nostri azionisti». Vivendi è un
colosso del settore, controlla anche il 92 per cento della Universal music. «È
un' acquisizione storica per Universal e un passo importante per preservare la
tradizione di Emi - evidenzia l' amministratore delegato di Universal Music,
Lucian Grainge -. L' acquisizione di Emi è stata approvata dal management board
di Vivendi». «La chiusura dell' operazione resta soggetta a delle condizioni,
inclusa l' approvazione - si legge in una nota - da parte delle autorità di
regolamentazione. Vivendi finanzierà la transazione con le esistenti linee di
credito. Allo stesso tempo Vivendi e Universal Music cederanno anche 500 milioni
di euro di asset». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
di di Alberto
Zaffignani. |
|
||
|
"Milano Finanza" del 12-11-2011 |
Pagina: 39 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: In Messico la curva dei
rendimenti è crescente. Dal 3,39% trimestrale al 7,47% del bond trentennale.
Per l' investitore in euro c' è un vantaggio aggiuntivo legato al cambio.
Da gennaio a settembre i global bond
emessi in Messico hanno totalizzato 18,5 miliardi di dollari,
di cui 3 miliardi di dollari relativi a emissioni
sovrane. Il Messico (rating Baa1/BBB/BBB con outlook stabile) è un tradizionale
prenditore emergente, che si è da sempre differenziato con emissioni in dollari, yen ed euro, oltre che in
valuta locale. Il grande interesse verso i titoli sovrani e corporate del Paese
da parte degli investitori esteri è motivato dal positivo scenario economico,
pur di fronte al rallentamento della crescita che è stato registrato quest'
anno, come in gran parte delle economie dell' America latina. La crescita del
pil, che nel 2010 è stata pari al 5,4%, è attesa nel 2011 in calo al 3,8% e nel
2012 al 3%. Contrariamente al Brasile che rappresenta la prima economia
latino-americana e che è attesa ad analoghi tassi di crescita ma con tassi di
inflazione elevati (6,6%) la previsione sull' indice dei prezzi del Messico si
attesta al 3,3%. La curva dei rendimenti in valuta locale è crescente: dal
3,39% trimestrale al 7,47% trentennale, così come quella in dollari
(dall' 1,65% al 4,77%). Inoltre l' indice EMBI+, che registra gli spread delle
emissioni dei Paesi emergenti in dollari rispetto alle
analoghe dei Treasury americani, attribuisce ai titoli messicani lo spread più
basso degli emergenti latino-americani (167 contro 339 punti base). Passando
all' aspetto valutario, lo scorso anno il peso messicano si è rafforzato
rispetto all' euro di oltre il 13%, mentre quest' anno
ha evidenziato prima un andamento altalenante e poi una flessione, con un
risultato da gennaio del 12%. Gli esperti prevedono, sulla base della crescita
attesa, una fase di consolidamento che dovrebbe preludere ad ulteriori
rafforzamenti, che possono invogliare i sottoscrittori in euro
a ricercare dal cambio un ulteriore ritorno su cedole
già abbastanza ricche. Fra le emissioni corporate è molto attivo il colosso
delle tlc messicane America Movil (A-A2): solo in ottobre ha collocato 500
milioni in sterline quindicennali con cedola 5% di cedola e 1 miliardo di euro a scadenza 2019 e cedola 4,125%. Fra le emissioni in
valuta locale si segnalano quelle del gigante petrolifero Pemex, con 10
miliardi di peso in due tranche (un floater quinquennale da 7 miliardi e un
inflation linked decennale con cedola 3,55%), oltre a quelle di Santander,
Daimler e Ford Credit. Si attendono inoltre fra breve i bond di Coca-Cola e
della messicana Cas. (riproduzione riservata)
|
di Pagina a cura di
Alberto Micheli. |
|
||
|
"Milano Finanza" del 12-11-2011 |
Pagina: 45 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Sottotitolo: La moneta unica ha risentito
della drammatica escalation della crisi italiana. Yen a quota 105.
Settimana decisamente movimentata per la moneta unica, che ha risentito della pesante crisi di
fiducia che ha colpito il sistema italiano. Proprio a metà settimana l' euro ha pagato lo scotto più caro contro il dollaro, scivolando da 1,385 fino a ridosso di 1,35: nella
stessa giornata lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco ha toccato
il suo massimo a 575 punti, suscitando più di qualche dubbio sulle prospettive
di tenuta di un sistema finanziario, quello europeo,
già duramente tormentato dalla crisi greca. Fortunatamente nella seconda parte
della settimana le tensioni sono parzialmente rientrate, con lo spread che è
tornato sotto quota 500, sull' onda del governo tecnico targato Mario Monti che
si appresta a scendere in campo, e con il cambio euro/dollaro che ha ripreso parzialmente quota fino a ridosso di 1,37, grazie
anche al nuovo corso governativo che si sta delineando proprio in Grecia. La
situazione è tutt' altro che sotto controllo, ma almeno dal punto di vista
grafico non si devono registrare movimenti risolutivi: proprio la tenuta
del supporto a 1,35 ha limitato gli effetti della caduta dell' euro, creando le premesse per il recupero delle ultime
sedute. Nella settimana la moneta che si è apprezzata
maggiormente contro l' euro è stata lo yen: il cambio è stato infatti respinto dalla resistenza di breve a
quota 108-108,5 ed è scivolato fino a quota 105. (riproduzione riservata)
|
"unita.it" del 11-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Roma, 11 nov. (TMNews) - Balzo in avanti
anche dell' euro sul mercato dei cambi:
nel pomeriggio la valuta europea supera ampiamente
quota 1,37 dollaro, accodandosi al generale clima
euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di un rapporto di una
grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro
prevedendo un suo possibile ritorno a 1,40 dollari.
Nel tardo pomeriggio l' euro si attesta a 1,3740 dollari.
|
"Wall Street Italia" del 11-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Roma, 11 nov. (TMNews) - Balzo in avanti
anche dell' euro sul mercato dei cambi:
nel pomeriggio la valuta europea supera ampiamente
quota 1,37 dollaro, accodandosi al generale clima
euforico che si è creato sui mercati, ma anche a seguito di un rapporto di una
grande banca d' affari che consiglia di acquistare l' euro
prevedendo un suo possibile ritorno a 1,40 dollari.
Nel tardo pomeriggio l' euro si attesta a 1,3740 dollari. In generale oggi i mercati del Vecchio Continente e
non solo sono rialzisti, mentre all' attenuarsi delle tensioni su Italia e
Grecia si sono aggiunti dati ben più positivi del previsto sul clima di fiducia
dei consumatori americani.
|
"Reuters" del 11-11-2011 |
|||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
LONDRA, 10 novembre (Reuters) - L' euro è in continuo miglioramento, insieme alle borse e allo
spread Btp/Bund, sulla scia delle notizie relative al mondo politico italiano
con l' attesa della formazione di un governo guidato da Mario Monti nel fine
settimana. Il Senato ha approvato la legge di stabilità che domani, dopo il
passaggio alla Camera, aprirà la strada alle dimissioni di Silvio Berlusconi.
Un Consiglio dei ministri è stato convocato sabato alle 18 per formalizzare la decisione di Berlusconi di rimettere il mandato nelle mani del
Presidente della Repubblica. L' euro all' inizio
della seduta Usa è ai massimi di seduta alle soglie di 1,37, in rialzo dello
0,6% sul dollaro. La moneta unica è anche ai massimi di seduta contro lo yen a 105,84 yen in
rialzo dello 0,2%. Oggi negli Stati Uniti una parte del mercato è in
vacanza. ORE 15,40 CHIUSURA EURO/DOLLARO
1,3696/99 1,3599 DOLLARO/YEN 77,26/28 77,62 EURO/YEN 105,82/87 105,57 EURO/STERLINA
0,8570/72 0,8537 ORO SPOT 1.771,40/2,20 1.759,59/0,70 (Redazione Milano,
reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging:
gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre
notizie Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia.
|
"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011 |
Finanza e mercati |
Pagina: 43 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
L' euro recupera
terreno nei confronti del dollaro dopo il suo più
brusco calo da 15 mesi, rinfrancato dai risultati dell' asta sui titoli di
Stato italiani, migliori del previsto. I segnali di schiarita sul quadro
politico del Paese, la terza economia dell' Eurozona,
hanno ridotto le preoccupazioni dei mercati, almeno per il momento. Le
aspettative restano ovviamente negative, dato che ancora non sono andate al
loro posto tutti i tasselli del quadro. Così, le prospettive per la moneta unica restano sotto il segno dell' orso. Ieri ha
guadagnato poco meno dello 0,5% sul dollaro,
attestandosi attorno a quota 1,36, dopo aver toccato un massimo di giornata a
1,3652. Nella fase di maggior debolezza aveva però raggiunto un minimo a
1,3484. Mercoledì aveva accusato una flessione del 2,1%, la più consistente da
agosto del 2010.
|
"Il Messaggero" del 11-11-2011 |
Pagina: 2 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Nessun dubbio che Mario Monti sia un
sostenitore più che convinto della moneta unica, un
uomo che vede chiaramente i benefici che ha portato ai Paesi che come l' Italia
ne fanno parte. Solo pochi giorni fa, in un' intervento sul Corriere della Sera, il presidente della Bocconi ha negato che l' euro sia in crisi, ricordando come in dodici anni abbia garantito
bassa inflazione e stabilità anche nel cambio con il dollaro. La crisi piuttosto è di quei Paesi, come il nostro, che hanno
un alto debito pubblico e problemi di crescita. Ma se l' Italia non
fosse nella zona euro, le aste di titoli (in lire)
sarebbero ben più a rischio di quanto non siano ora. Di qui l' imperativo per
il nostro Paese, che è uno dei fondatori dell' edificio europeo:
mantenere la linea del rigore e dunque concretamente, nei prossimi mesi,
applicare i provvedimenti contenuti nelle manovre estive. Ricordando però che
la disciplina fiscale da sola non basta, e che un Paese come il nostro, per
quanto relativamente più virtuoso di altri in questi anni di crisi, ha bisogno
della crescita per rendere sostenibili i propri conti pubblici.
|
di ?di Giampiero Di
Santo ? |
|
||
|
"Italia Oggi" del 11-11-2011 |
Pagina: 7 |
||
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Occhiello: Il politologo parla di grave
deficit di democrazia. E aggiunge: Monti ponga la questione in Europa.
Sottotitolo: Parsi: così come è aumenta le
disuguaglianze tra ceti e paesi.
Mario Monti ha una grande occasione:
quella di porre all' Europa, mentre impone all' Italia
le misure richieste dalla commissione e dalla Bce, la questione politica di una
moneta, l' euro, che nata
come come strumento di unificazione e stabilizzazione dell' Europa,
si è rivelata la «cinghia di trasmissione perfetta dei poteri che si sono
creati nei mercati internazionali, lo strumento perfetto per l' ottimizzazione
dei risultati della speculazione». Vittorio Emanuele Parsi, politologo e
ordinario di relazioni internazionali alla Cattolica di Milano in questa
intervista a ItaliaOggi spiega perché sia stato un grave errore, «da correggere
subito», affidare a una moneta e non alla politica il
futuro dell' Europa. «C' è un deficit di democrazia
che non riguarda l' euro in sé ma la modalità con cui
è stato fatto», osserva. «L' entrata in circolazione della moneta
unica, è coincisa con la più grande manovra di trasferimento di reddito da un
ceto all' altro avviata per effetto di una decisione tecnocratica». Domanda. La
moneta unica produce disuguaglianza? Risposta. L' euro ha reso i forti più forti e i deboli più deboli. Così,
l' Italia sta diventando la Calabria d' Europa. D. Ma
qual è stato l' errore, se gli scopi per i quali la moneta
unica è nata erano esattamente l' opposto? R. L' errore di partenza è avere
lasciato che un mezzo tecnico, cioè la moneta, fosse
principio e fine. Se l' euro è stato creato per
arginare l' egemonia tedesca sull' Europa, non abbiamo
raggiunto l' obiettivo, perché la norma che vincola la Bce a una lotta
paranoica contro l' inflazione ha prodotto un euro
funzionale agli interessi tedeschi. D. Non crede, però, che anche l' Italia
abbia avuto i suoi bei vantaggi? R. No, perché abbiamo dovuto rinunciare alle
svalutazioni competitive, mentre la Germania si è trovata con una moneta più debole del vecchio marco quel tanto che basta per
inondare il mondo di prodotti tedeschi. Per l' Italia, il
tasso di cambio dell' euro nei confronti del dollaro e di molte
altre monete è troppo alto. Così rischiamo di ritrovarci più poveri di prima
e più indebitati. E anche senza banche. D. Senza banche? E perché mai? R. Temo
che dietro gli attacchi speculativi all' Italia ci siano anche le banche
francesi, tedesche e forse americane, che si stanno così liberando delle
concorrenti italiane, più competitive perché non avevano titoli tossici. Siamo
quindi passati da una situazione di vantaggio a una fase nella quale gli
istituti di credito italiani sono quelli messi peggio a causa dell' attacco di
cui è fatta oggetto l' Italia. D. Fortuna che arriva il premier Monti con il
suo governo tecnico, allora_ R. Il governo tecnico è il completamento del
commissariamento dell' Italia e Monti è il commissario nominato a capo dell'
esecutivo. Insomma, si può dire che la sovranità popolare, l' idea che i
governi debbano rispondere a constituency interne è andata a farsi benedire. D.
Detto questo, però, intanto l' Italia può a salvarsi dal default_ R. Sì, ma la
riflessione da fare è se un' Europa fatta in questa
maniera abbia un futuro. Salvare il mercato e affondare la democrazia è un
errore e l' euro si è rivelata una perfetta cinghia di
trasmissione dei poteri che si sono creati nei mercati internazionali, uno
strumento ideale per ottimizzare i risultati della speculazione. Va corretto
subito. D. Finora però nessuno ha proposto modifiche. Chi dovrebbe farlo? R. La
speranza è che sia Monti a porre la questione politica a un' Europa
carente di leadership proprio mentre mette a punto le misure imposte all'
Italia. Ha una grande occasione per farlo, anche perché tutti si dovrebbero
chiedere come mai la Germania non sia stata costretta a creare il fondo salva
stati con la stessa perentorietà con cui ci è stato chiesto di rientrare dal
debito pubblico. D. Crede che il premier futuro ci riuscirà? R. Mi aspetto che
ci provi, lo chiede il patriottismo italiano ed europeo.Dobbiamo
porci questo problema, perché altrimenti l' Europa
finisce. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non sono Helmuth Kohl e Francois
Mitterrand, e io spero che che Monti, che non è Silvio Berlusconi, possa fare
gli interessi del suo popolo tenendo conto dei mercati. Monti verrà valutato
dalla storia se avrà posto il problema di un' Europa
in grado di coniugare democrazia e mercato. Senza i quali l' Europa
non è.
|
di [IAN CAMPBELL] |
|
||
|
"La Stampa" del 11-11-2011 |
Economia |
Pagina: 42-43 |
|
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
Una volta c' era un' unica valuta
squilibrata contro cui il mondo poteva inveire: lo yuan cinese. Ora anche
Svizzera e Giappone hanno sposato la linea dell' interventismo in campo
valutario. Ciò ha determinato un allontanamento dai tassi di cambio
a fluttuazione libera che accentua gli squilibri a livello globale, con minacce
per la crescita e il commercio. Gli interventi di Svizzera e Giappone sono
comprensibili. Il repentino apprezzamento delle loro divise ha portato i due
paesi sull' orlo della deflazione, mentre le perdite sul fronte dell' export
creano rischi di recessione. Ma la paura che circonda l' euro
non si dissolverà rapidamente. Svizzera e Giappone dovranno adattarsi a questa
realtà. Il problema è che la fragilità dell' euro sta spingendo i tassi di cambio delle altre
valute nella direzione sbagliata. In base alla bilancia commerciale, l' euro dovrebbe essere forte contro un dollaro debole.
Esportazioni e importazioni sono quasi equivalenti nell' eurozona e la Germania ha un avanzo commerciale annuo di 198 miliardi
di dollari, mentre gli Usa soffrono di un deficit
commerciale. Un dollaro più debole rafforzerebbe la
competitività degli Stati Uniti e ridurrebbe la necessità del paese di
indebitarsi col resto del mondo. Quanto più crescerà il debito Usa, tanto più
aumenterà il rischio di una disintegrazione incontrollata della posizione del dollaro come valuta di riserva
globale. Per ora, tuttavia, il rischio è che il dollaro
si rafforzi - per effetto della fuga dall' euro degli
investitori spaventati. L' idea che la Cina possa contribuire a compensare
questa tendenza acquistando debiti in euro è del tutto
fantasiosa. La Cina è ben poco intenzionata ad acquistare titoli di debito
sovrano rischiosi che vengono rifiutati dagli investitori privati. Esisterebbe
una soluzione più semplice ed efficace: invertire la direzione degli interventi
correttivi. Un apprezzamento più rapido dello yuan stimolerebbe le
importazioni, favorendo la crescita globale. I prezzi delle importazioni cinesi
si abbasserebbero, alleggerendo l' inflazione. La crescita della Cina
ritroverebbe un maggiore equilibrio.