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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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Consigliere azzurro del Pirellone arrestato a Milano ( da "Cittadino, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della documentazione, in realtà truccata per ottenere i finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Unione europea per una somma pari a circa un milione di euro.

Critiche all'Italia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e soprattutto se il governo o il Presidente della Repubblica si sentono offesi dalla "sfrontatezza" del corrispondente, vuol dire che in realtà discreditano l'opera validissima di Stella e Rizzo. Detto questo, a Beppe Grillo e al Nyt auguro di non essere querelati per plagio dagli autori de "La Casta". Eligio Clapcich (Stati Uniti).

Circoscrizioni Costi e impegno ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riguarda il discorso economico vorrei evidenziare che il gettone di presenza dei consiglieri Circoscrizionali, per ogni seduta di consiglio, ammonta a 27 euro lordi, che netti diventano 20,79 euro. Se pensiamo che viene fatto ufficialmente più o meno un consiglio al mese e che tutte le riunioni al di fuori dei consigli non vengono retribuite (come le eventuali spese di trasporto)

Mantova, a Messina scocca l'ora di Amodio ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ora di Amodio "Se giocherò dovrò cogliere l'occasione al volo. Per la promozione serve continuità" MANTOVA. Due gettoni di presenza entrando in campo nel corso della partita, per un totale di 51 giocati, con sei punti all'attivo. Nicolas Amodio sta tenendo fede alla sua fama di atleta che porta buono (è reduce da due campionati vinti col Napoli)

L'assenteismo degli eletti Mari apre la classifica e Canesin... non manca mai ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Su un totale di 47 sedute tenute nel corso del 2007, i consiglieri possono vantare una buona percentuale di presenze. Nel complesso, prendendo come criterio di valutazione i gettoni di presenza ricevuti più che il numero delle votazioni effettuate, emergono ranghi piuttosto ben compatti. Più per la maggioranza, per la verità, che per l'opposizione.

Prove di mini-riforma ( da "Trentino" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Prove di "mini-riforma" Commissioni deliberanti e gettoni ridotti TRENTO. Rinviato alla prossima legislatura il taglio del numero delle commissioni, in Comune si lavora per tentare una "mini-riforma" che introduca da subito alcune novità che consentano di valorizzare il ruolo delle commissioni e allo stesso tempo snellire i lavori d'

I nas hanno denunciato 32 persone ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la sicurezza sanitaria e le indagini di polizia giudiziaria volte a riscontrare le truffe nei confronti del sistema sanitario nazionale. Della sicurezza alimentari fanno parte le acque minerali e bibite, alimenti particolari, carni ed allevamenti, uova, farine, pane e pasta, latte e derivati, oli e grassi, prodotti ittici,

Savona cancellale Circoscrizionie scoppia la rivolta ( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: manifestazioni e quant'altro) e ha deciso che, nel caso i consigli circoscrizionali e le commissioni decidano di riunirsi, lo facciano senza perceperire il gettone di presenza (gettone di 45 euro a testa per i consigli e di 38 euro per le commissioni per una spesa complessiva annua di 50 mila euro). Antonella Granero 06/02/2008.

Dirigenti pubblici, il recorda Lazio, Molise e Veneto ( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che danno una fotografia dei costi e del numero dei dipendenti pubblici regionali in Liguria ed in Italia, sono contenute nel Rapporto Ichino, una ricerca commissionata dalla Regione Lazio all'Università di Milano, realizzata sotto la direzione del giuslavorista Pietro Ichino, per individuare ciò che non funziona nell'organizzazione della regione (

Cocchi: una super fondazione per il met ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non solo risparmiando sui gettoni di presenza dei vari consigli di amministrazione. Si tratta di un progetto su cui d'altronde sta lavorando anche la regione Emilia Romagna. "Naturalmente per questa operazione non posso pensare solo al taglio dei costi della politica, ma sono convinto che ci sarebbero anche benefici "produttivi",

Tangenti, arrestato consigliere di Forza Italia ( da "Provincia di Cremona, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oltre a violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla campagna elettorale della primavera del 2005. Il provvedimento è stato notificato a circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza dall'arresto dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro Giorgio Bin, rimesso in libertà lo scorso dicembre.

L'Ulss non paghi spese in Tunisia ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti esprime - in una nota - la propria perplessità in merito al fatto che il sistema sanitario nazionale paghi le cure mediche anche ai tunisini che risiedono nel proprio paese. "Attraverso accordi bilaterali - afferma il consigliere - il cittadino tunisino che lavora regolarmente in Italia ha diritto ad una sorta di "

Il Consiglio provinciale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia, gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli assessori" - non è stata riportata.

Quattromila firme per dire <no> ai vitalizi ( da "Adige, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Fra le proposte avanzate da Bombarda c'è anche il divieto di cumulo per i beneficiari dei vitalizi (che hanno una apposita associazione presieduta da Biagio Virgili) delle prebende e dei gettoni per eventuali incarichi svolti per conto della pubblica amministrazione. 06/02/2008.

Perché ai giovani la politica non piace ROBERTO MORANDUZZO ( da "Adige, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Che il libro di Stella abbia venduto tantissimo è significativo! - fatto di indennità esorbitanti neppure suffragate da un decente grado di produttività legislativa, guarentigie varie, gettoni di presenza, viaggi all'estero pagati, benefit di ogni tipo e il mondo della gente comune - giovani in cerca di lavoro;

Se si rivede la corruzione ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: certamente più attente e più rispettose della persona, come sono quelli che si rivolgono al sistema sanitario. Non c'è dubbio, inoltre, che i denunciati "artifici ed irregolarità" negli appalti (ma il magistrato ha parlato esplicitamente di "pagamento di tangenti": che non sono sempre tangenti, per così dire, dirette o, come avrebbe detto a suo tempo Di Pietro,

Siamo a metà del guado, è giusto correggere ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indicatori rientreranno negli standard del piano sanitario nazionale. Già oggi abbiamo un deficit di esercizio quasi dimezzato fra il 2005 e il 2007. E i dati concreti del sistema sanitario del Lazio parlano chiaro: taglio del numero dei posti letto per acuti sotto il 4 per mille della popolazione, incremento delle prestazioni da parte dei servizi sanitari pubblici tra il 10 e 15%

Non permetteremo il ricatto dei privati contro i lavoratori ( da "Unita, L'" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il Piano di Rientro vada cambiato nei contenuti e nei tempi, pena il collasso del sistema sanitario pubblico del Lazio. Innanzitutto chiediamo di spostare il raggiungimento dell'equilibrio finanziario da 3 a 5 anni affinché i risparmi ottenuti siano il frutto di misure strutturali la cui entrata a regime necessita di tempi di realizzazione più lunghi.

Alle circoscrizioni solo 300 euro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Intanto, a marzo, salvo disposizioni contrarie del ministero degli interni (cosa ormai improbabile visti i problemi della politica nazionale), l'amministrazione comunale dovrà liquidare i gettoni di presenza dei consiglieri e le indennità dei rispettivi presidenti. (f.d.w.).

I consiglieri circoscrizionali rinuncino ai compensi ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di forte recessione è giunto il momento che i nostri politici, di qualunque colore essi siano, anziché litigare "a fare la prima donna" prendano serie iniziative per risparmiare in gettoni di presenza, in auto blu, in guardie del corpo, in viaggi di rappresentanza con tutta la famiglia fino alla 7º generazione e quant'altro i nostri politici possano spendere e spandere a loro piacimento

Circoscrizioni in guerra dure accuse alla giunta ( da "Stampa, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I consiglieri di Circoscrizioni potranno solo continuare la loro attività a livello di volontariato. Ogni impegno di spesa sarà sospeso perché il Comune teme di finire nei guai con la Corte dei Conti in futuro. Insomma, i presidenti potranno riunire le Circoscrizioni e formulare pareri, ma senza che alcuno incassi il gettone di presenza.

Il cielo sopra (e sotto) l'Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: SanPaolo e un pugno di industriali sono pronti a riacchiappare lo slot di Air France, con qualsiasi mezzo. Sia chiaro, puntualizzano alcuni di loro, il progetto non c'è ancora, si metterebbe giusto qualche gettone di presenza (ricorda l'avventura Agnelli in Telecom), ma tanto potrebbe bastare per fermare il decollo con destinazione Parigi.

Vitalizi, la petizione Uil arriva a 4mila firme ( da "Corriere Alto Adige" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la discussione in consiglio regionale dovrebbe farsi calda, sul tema dei costi della politica. L'Svp infatti presenterà la mozione per eliminare il contributo regionale del 30% previsto per i vitalizi dei consiglieri e probabilmente anche la proposta di eliminare il contributo fisso pubblico, ai gruppi consiliari, che equivale, in media, a circa 1.

IL CONTI DEL VOTO ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il costo dei tre voti siciliani è la stima del costo di politiche, amministrativee regionali in Sicilia dove non sarà possibile l'election day. Il costo è cumulativo delle spese sostenute da Stato, Regione e comuni 539 I comuni in cui si vota Tante sono le città che vanno al voto in primavera, ma non sono inclusi i comuni i cui sindaci si dimetteranno per correre alle politiche.

Truffa e falso in atto pubblico: arrestato consigliere regionale ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della documentazione, in realtà 'truccatà per ottenere i finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Unione Europea per una somma pari a circa un milione di euro (la metà già sequestrati).

Corruzione patologia diffusa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi della politica, uso dei derivati, spese degli enti locali, frodi comunitarie. E lo scandalo scottante dei rifiuti e delle gestioni commissariali fallimentari in Campania. è una ragnatela che non si ferma: tra tangenti, danni erariali e sprechi, per la pubblica amministrazione sembra di essere sempre all'anno zero.

In Campania paga la Ue ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei lavoratori (articoli 16 e 17 della Legge 626/94) intrapresa dallo specialista Eugenio Rogliani, segue un incarico da 50mila euro svolto dal sociologo Giovanni Crocco per il monitoraggio di progetti di istruzione e formazione. Un apprezzabile processo di tagli alle consulenze è quello che ha operato il Comune di Napoli che comincerà a mettere on line le liste dei collaboratori

Nei Consigli comunali il pieno di presenze ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per questa seconda tornata la percentuale di presenze (95,7%) è stata da record. "Qui da noi i costi della politica sono minimi – spiega il nuovo presidente, Rinaldo Roldo –: se per una seduta d'Aula il gettone di presenza supera di poco il centinaio di euro, per le Commissioni siamo ai 30 euro per seduta".

Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: autonomia statutaria e regolamentare dei comuni. Come si conciliano queste riflessioni con la necessità di ridurre i costi della politica? Talvolta trovo rozzo il modo in cui viene affrontato il tema dei costi della politica nel senso che sono ben altri gli sprechi come i costi che si addossano al Paese per le inefficienze.

Senza sprint i tagli ai quartieri ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il risparmio che se ne ricaverebbe sarebbe minimo considerato che il gettone di presenza dei consiglieri è di 17 euro lorde e l'indennità mensile dei presidenti è di 900 euro lorde. Auspichiamo un passo indietro del legislatore su questo punto. In caso contrario troveremo nuove forme di partecipazione a costo zero".

Stipendi dei manager, i tagli di Emiliano sono solo un autogol ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Prima di intraprendere una vera lotta ai costi della politica occorre intendersi bene su quali costi della politica si dovrebbero contrastare. Fra questi rientrano certamente le spese superflue che servono soltanto a garantire privilegi ingiustificati (auto blu, portaborse, rimborsi spese di viaggio esorbitanti ecc.

COSA CAMBIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ritenendo anticostituzionale la modifica di un organo rappresentativo, eletto quindi dai cittadini, in corso di legislatura. I nodi Tra gli aspetti oscuri della norma c'è il blocco degli aumenti progressivi dei gettoni di presenza dei consiglieri laddove non è chiaro se gli aumenti già maturati (che in alcuni comuni sono arrivati anche al triplo del gettone base di 35 euro lordi)

Bologna ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità del presidente di circa 2.500 euro al mese e gettoni di presenza dei 14 consiglieri paria poco più di 35 euro lordi per due consigli di quartiere al mese). Il resto del bilancio (3 milioni di euro destinati a raddoppiare da giugno con il progetto comunale delle municipalità che delegherà al quartiere tutti i servizi alla persona) è destinato per l'

Crisi/ Camere sciolte, ecco i provvedimenti che vanno al macero pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il provvedimento di ammodernamento del Sistema sanitario nazionale; - le misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell ambito della famiglia; - le disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale; - le disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente.

Io, vittima di tanti invidiosi ( da "Nuova Venezia, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sotto gli occhi di tutti quello che sta combinando Collina ma gli arbitri sono uomini, prima volevano arbitrare la Juve, ora vogliono l'Inter così i gettoni corrono". Una domanda sulle schede svizzere in possesso di arbitri e designatori scatena Moggi ma Bucchioni ammette le circostanze di un regalo fatto durante una cena a Pairetto e Bergamo.

PRECISAZIONI/2 [/AGENDA1]Il Consiglio provinciale ( da "Brescia Oggi" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia, gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli assessori" - non è stata riportata.

<L'Ulss non paghi spese in Tunisia> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nbsp Il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti esprime - in una nota - la propria perplessità in merito al fatto che il sistema sanitario nazionale paghi le cure mediche anche ai tunisini che risiedono nel proprio paese. "Attraverso accordi bilaterali - afferma il consigliere - il cittadino tunisino che lavora regolarmente in Italia ha diritto ad una sorta di "

<Le assenze di Mantovani non sono un'invenzione> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presenze sulla base della documentazione che si trova a disposizione di tutti i cittadini. Quanto alla ben più grave affermazione secondo la quale il sottoscritto dicendo inesattezze starerebbe "percependo per nulla il gettone di presenza", mi pare che la frase si commenti da sola. Non ho nulla di personale con l'assessore Mantovani, ma non posso far finta di non vedere i fatti.

Faeto Libera Unita Democratica contro sprechi comunali ( da "Grecale, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: uso dei cellulari aziendali di Redazione Faeto - Il gruppo consiliare "Faeto Libera Unita Democratica" qualche giorno fa aveva lanciato un appello contro lo spreco dei soldi pubblici portando in consiglio comunale la proposta di rinunciare ai gettoni di presenza da parte dei consiglieri comunali per realizzare iniziative destinate ai giovani ed al sociale.

Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".

Calderoli: "Si vota il 13? Ma certo Così la Casta si salva la pensione..." "Macché, il diritto scatta a ottobre" ( da "Quotidiano.net" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Calderoli e i suoi moralizzatori sarebbero più credibile se facessero qualcosa di concreto per eliminare lo scandalo reale dei pensionati d'oro. Basterebbe ispirarsi a certi paesi normali, dove (cito a caso la Svizzera), i parlamentari non sono professionisti e percepiscono unicamente modesti gettoni di presenza e rimborso spese, mentre i ministri, che sono solo 7 (sette!

L'esponente sondriese di Forza Italia è subentrato ieri in consiglio regionale al leghista Fabio Rizzi Giro di dimissioni e Bordoni entra al Pirellone ( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: primo cittadino e ancora la rinuncia del leghista Fabio Rizzi, che si è dimesso la settimana scorsa per l'incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco di Besozzo. Un passaggio quest'ultimo che si pensava potesse essere saltato. Una delle interpretazioni - risultata poi perdente a favore della coalizione che aveva ottenuto il maggior numero di voti -

Nuovi guai per Rinaldin Arrestato per corruzione Il consigliere regionale ai domiciliari - L'accusa: tessere comperate I lecchesi Tagliaferri e Folcio hanno chiesto di patteggiare ( da "Provincia di Como, La" del 06-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sarebbero serviti anche per "pagare i costi della politica" a Gianluca Rinaldin. Il pm Prete ne è convinto: il 20% dei contributi che l'assessorato al Turismo ha concesso al Coordinamento diretto da Tagliaferri e presieduto da Sorrentino sarebbe stato poi versato sotto forma di mazzette o viaggi omaggio sia a Giorgio Bin che a Gianluca Rinaldin.


Articoli

Consigliere azzurro del Pirellone arrestato a Milano (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

N C'é un nuovo arresto nell'inchiesta della procura di Milano sulla tangentopoli lariana. Ieri è finito agli arresti domiciliari Gianluca Rinaldin, di 33 anni, consigliere regionale di Forza Italia. Le accuse sono corruzione, truffa e falso in atto pubblico ai danni della Regione Lombardia, oltre a violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla campagna elettorale della primavera del 2005. Il provvedimento firmato dal gip milanese Andrea Ghinetti, su richiesta del pm Fransesco Prete, è stato notificato dai militari della Guardia di finanza a circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza dall'arresto dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro Giorgio Bin, rimesso in libertà lo scorso dicembre.Al centro delle indagini - nelle quali sono coinvolti tra gli altri Umberto Tagliaferri, imprenditore ed ex direttore dell'Associazione coordinamento turistico del lago di Como, il suo socio Marco Folcio e Alberto Sorretino ex presidente dell'Atp - c'é il piano di ristrutturazione e riconversione del Lido di Menaggio. Secondo gli inquirenti, Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della documentazione, in realtà truccata per ottenere i finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Unione europea per una somma pari a circa un milione di euro. Il giudice nel disporre gli arresti domiciliari di Rinaldin ha ravvisato la sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio e di reiterzione del reato. Per l'avvocato Luca Lauri, difensore del consigliere quello di ieri "é un arresto paradossale". (Ansa).

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Critiche all'Italia (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

LPer molti giorni i mass media italiani hanno menzionato, in varie parti dei loro "fondi" e commenti, Ian Fisher, corrispondente italiano del "New York Times" e il suo ormai famoso saggio sul Bel Paese angosciato dai problemi. Fisher ha causato un profluvio di polemiche e di accuse contro il giornale americano. Il tiggì della Rai ha parlato di "attacco contro l'Italia". Figurarsi. Fisher è stato contestato per avere annunciato ai quattro venti che il popolo italiano è infelice e depresso. Ma soprattutto, credo, perché l'articolo è uscito nella prima pagina del giornale più influente degli Stati Uniti. I media e gli esponenti italiani (vedi il presidente della Repubblica, che normalmente rilascia commenti patriottici, e membri del Governo, che hanno risposto al giornale americano con irreali motivazioni politico-economiche), hanno acceso con il Nyt una polemica che forse non ha precedenti. Con tutta la controversia causata dal suo articolo il buon Fisher si è forse guadagnato una promozione per meriti di lavoro. Il corrispondente americano ha richiamato alla mia memoria quel Dan Brown, autore de "Il Codice Da Vinci", che aveva ricevuto, specie dal clero, tante critiche negative da avere involontariamente premiato proprio Brown, con una pubblicità gratuita grazie alla quale, con il suo mediocre romanzo fantastorico, l'autore è diventato milionario. Un successo di questo genere Fisher forse se lo sognava, ma comunque ha fatto colpo. Allora, cos'è successo? Mi viene da pensare che due eventi abbiano caratterizzato il suo "scoop" giornalistico. Il primo mi suggerisce che il Nyt, sebbene giornale di sinistra (liberale anti Bush) e con la reputazione di non rispondere a provocazioni, si è "irritato" alle continue accuse dei media italiani contro il governo americano. Insomma, il Nyt voleva forse suggerire che l'America non è "solamente Bush" (principale ricevente di insulti). Il secondo evento sembra essere il più importante, perché coinvolge, oggettivamente, due giornalisti del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del libro "La Casta". Questo libro, con carisma elementare e indiscutibili prove di validità informativa, denuncia i gravi costi finanziari e morali di una classe politica italiana corrotta, sia di destra sia di sinistra. Vorremmo non fosse vero ciò che abbiamo letto in questo "dossier": crediamo di avere un incubo e vorremmo svegliarci. Purtroppo nella sua cruda realtà, questo documento è un riassunto di episodi vergognosi causati dalla classe politica (chiamata appunto "casta") a danno degli italiani. È un libro che rattrista e ti fa sentire privo di ideali. È il best seller dell'anno. Naturalmente, al Nyt sanno leggere, così si sono agganciati a questo documento per descrivere una parte del malessere del Bel Paese. Da notare che il volume si è intrattenuto su un aspetto della corruzione del sistema (quella diffusa dalla casta). L'altro, è un problema di ordinaria amministrazione: servizi postali nel caos, ferrovie che non funzionano, giustizia bizantina, scioperi selvaggi, carceri e sicurezza in crisi, immigrazione illegale, mafia prima azienda italiana per giro d'affari, i rifiuti di Napoli, la riforma costituzionale, sono fenomeni che dovrebbero figurare in un altro "dossier". Il corrispondente americano non si è scordato di nominare Beppe Grillo, il comico che si è messo in testa di dire agli italiani che sprofondano nel fango ma che non tutto è perduto. È anche lui un portavoce di Stella e Rizzo? Così, con l'aria di non voler offendere nessuno, il Nyt ha pubblicato il saggio di Fisher, lavoro giornalistico che altro non è se non un aggancio al libro "La Casta". Per scrivere il suo saggio, Fisher si è servito come di una guida principale del libro dei due colleghi milanesi. Dunque la critica principale al sistema Italia è nata nello Stivale. Se l'italiano comune, e soprattutto se il governo o il Presidente della Repubblica si sentono offesi dalla "sfrontatezza" del corrispondente, vuol dire che in realtà discreditano l'opera validissima di Stella e Rizzo. Detto questo, a Beppe Grillo e al Nyt auguro di non essere querelati per plagio dagli autori de "La Casta". Eligio Clapcich (Stati Uniti).

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Circoscrizioni Costi e impegno (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Egregio direttore, mi permetta di rispondere brevemente al sig. Negri (Gazzetta del 3.2.08) che ringrazio perchè mi dà l'occasione di tornare sull'argomento e poter così sgombrare il campo da fraintendimenti e da facili illazioni. Per quanto riguarda il discorso economico vorrei evidenziare che il gettone di presenza dei consiglieri Circoscrizionali, per ogni seduta di consiglio, ammonta a 27 euro lordi, che netti diventano 20,79 euro. Se pensiamo che viene fatto ufficialmente più o meno un consiglio al mese e che tutte le riunioni al di fuori dei consigli non vengono retribuite (come le eventuali spese di trasporto), risulta facile fare il conto di quanto "guadagna" all'anno un consigliere. Non penso che, considerando tutto, lo si faccia a scopo di lucro, per essere considerati dei privilegiati nè tantomeno ci si possa arricchire in questo modo. Se invece vogliamo parlare degli altri costi, ci tengo a farle notare che gli immobili che ci ospitano sono di proprietà del Comune e perciò dati in comodato d'uso e il personale di segreteria è comunque personale dipendente dell'Amministrazione. Fui proprio io anni fa, in tempi non sospetti, (possiamo chiedere l'articolo all'archivio della Gazzetta) a chiedere in modo provocatorio la loro chiusura a fronte di una esigua somma di bilancio a disposizione della Circoscrizione e di un nullo potere decisionale ed impositivo nei confronti dell'Amministrazione Comunale. Nell'articolo del 19 gennaio io chiedevo, e mi scuso se non sono riuscito ad esprimermi con la necessaria chiarezza, che non venissero chiuse le Circoscrizioni per il ruolo istituzionale che ricoprono e perchè rappresentano un certo e sicuro punto di riferimento soprattutto per le fasce più deboli della cittadinanza. Torno a ribadire poi la nostra disponibilità (di tutto il centrodestra e non solo) a continuare ad operare in modo totalmente gratuito proprio in considerazione di ciò che le Circoscrizioni rappresentano sul territorio. Per ciò che concerne le iniziative riguardanti Valletta Valsecchi vorrei ricordare al sig. Negri che la Circoscrizione, assieme ai comitati spontanei che lei cita ed alla Amministrazione Comunale si è adoperata riguardo al doposcuola Don Mazzolari assicurando così un futuro alla stessa, al "progetto/contratto Valletta Valsecchi" che comprende diverse e svariate problematiche del quartiere avanzate proprio dai citati comitati, che non ho difficoltà a considerarli utili portatori di democratico impegno partecipativo. In riferimento poi ai suoi solleciti, ricordandole che i Consigli sono aperti al pubblico, le dico che non so di cosa stia parlando in quanto non solo non l'ho mai vista a qualche seduta nè sono mai stato contattato e non ho nemmeno mai avuto il piacere di conoscerla. Vincenzo Chizzini Lega Nord Lega Lombarda.

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Mantova, a Messina scocca l'ora di Amodio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il centrocampista uruguaiano: questa città è perfetta per un tipo riservato come me Mantova, a Messina scocca l'ora di Amodio "Se giocherò dovrò cogliere l'occasione al volo. Per la promozione serve continuità" MANTOVA. Due gettoni di presenza entrando in campo nel corso della partita, per un totale di 51' giocati, con sei punti all'attivo. Nicolas Amodio sta tenendo fede alla sua fama di atleta che porta buono (è reduce da due campionati vinti col Napoli) ma vuole dimostrare di essere utile alla causa del Mantova non solo come amuleto. Sabato a Messina ne avrà l'opportunità, partendo probabilmente per la prima volta da titolare in biancorosso per sostituire lo squalificato Doga, che è stato fermato per un turno dal giudice sportivo dopo l'espulsione subita contro l'Avellino. "Se toccherà a me - afferma il centrocampista uruguaiano - farò il possibile per farmi trovare pronto e sfruttare l'opportunità che il mister vorrà concedermi". Arrivato in punta di piedi alla vigilia della gara casalinga col Piacenza, Amodio debuttò nel mezzo di un nebbione fittissimo: non era l'occasione migliore per mettersi in luce, tuttavia non passò inosservato il fatto che 5 minuti dopo il suo ingresso in campo il Mantova siglò la rete decisiva. Vissuto dalla panchina il ko di Ravenna, l'ex trevigiano è stato poi impiegato da Tesser nel finale della gara con l'Avellino: lì si sono intraviste meglio le sue doti di cursore e regista, fermo restando che anche in quell'occasione l'Acm realizzò il 2-0 una manciata di minuti dopo la sua entrata. "Credo sia un caso - sorride Amodio -, anche se non mi dispiace l'idea di portare fortuna. Sono qui a Mantova da pochi giorni ed è naturale che serva un po' di tempo per ambientarsi al meglio: la città è tranquilla, l'ideale per uno come me che ama la riservatezza. I ragazzi formano un gruppo fantastico e hanno favorito il mio inserimento. Adesso devo cercare di trovare gli automatismi in campo e a poco a poco mi sembra di migliorare l'intesa con i miei nuovi compagni". Di poche parole, Amodio preferisce far parlare i fatti e intuisce che sabato a Messina potrebbe toccare a lui: "Non lo so, starà al mister decidere. Certo, me lo auguro, perché credo che qualsiasi calciatore vorrebbe giocare dal primo minuto. Io sono sereno e mi alleno per farmi trovare pronto all'eventuale chiamata. Se toccherà a me dovrò cogliere al volo l'occasione". Lo scorso anno vinse la B con il Napoli e dunque Amodio sa cosa serve per centrare la promozione: "Per raggiungere un traguardo importante è necessario mantenere continuità di rendimento e di risultati. In sostanza servono quantità, qualità e forza mentale. Il campionato era già difficile lo scorso anno, con Juve, Genoa e Napoli ma anche con formazioni come Mantova, Rimini, Brescia e Piacenza che persero i playoff solo all'ultima giornata. Questa stagione è molto più equilibrata, con tante squadre forti e ogni frenata può essere rischiosa. Al Mantova certo non manca la qualità, bisogna solo trovare più continuità e stiamo lavorando proprio per migliorare sotto questo profilo". A cominciare da Messina: "Ho giocato là quest'anno con il Treviso - chiude -: è una squadra che in casa cerca la manovra palla a terra. E' una gara insidiosa perché loro vorranno agganciarsi in extremis al treno dei playoff ma noi siamo pronti". Alberto Sogliani.

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L'assenteismo degli eletti Mari apre la classifica e Canesin... non manca mai (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di PAOLA VEROLINI ? MACERATA ? TRA I BANCHI e fuori dall'aula, assenze contenute per i quaranta consiglieri comunali (quarantunesimo componente dell'assise è il sindaco). Su un totale di 47 sedute tenute nel corso del 2007, i consiglieri possono vantare una buona percentuale di presenze. Nel complesso, prendendo come criterio di valutazione i gettoni di presenza ricevuti più che il numero delle votazioni effettuate, emergono ranghi piuttosto ben compatti. Più per la maggioranza, per la verità, che per l'opposizione. TOLTE LE ECCEZIONI, va precisato che per la buona parte dei casi le defezioni sono basse. Ma entriamo nello specifico. Tra gli "assenteisti" più incalliti, il primo posto tocca a Romano Mari (Pd) con 24 presenze su 47. A seguire, Arrigo Antolini ( Forza Italia) con 26, Valerio Calzolaio (Sinistra democratica) con 30 e Federico Valori (Sdi) con 31. Tra gli stakanovisti, invece, il gradino più alto del podio è per Alferio Canesin (Pd), senza una sola assenza alle spalle. A seguire, Luigi Carelli (Pd) e Narciso Ricotta (Pd), con un solo gettone in meno rispetto al totale delle sedute, mentre Carancini, Borgiani, Evangelisti, Menghi, Pantanetti, Principi e Sciapichetti, tutti con 45 gettoni di presenza, incalzano il terzetto da vicino. Seguono con 44 presenze Marco Blunno, Ulderico Orazi, Giovanni Picchio e Riccardo Sacchi. Poi, con 43, Andrea Beccacece, Ruben Leporoni, Maurizio Mosca e Andrea Netti. Meritano... la sufficienza anche Reinhard Sauer, Pierfrancesco Tasso e Claudio Machella, tutti con 42 presenze su 47 presenze. Tirando le somme di una classifica dei primi dieci consiglieri più presenti, si incontrano per lo più esponenti del centro sinistra. Nel mezzo, a tenere alto il nome dell'altro schieramento, solo Anna Menghi (Comitato Anna Menghi), settima consigliera più presente in consiglio. PASSIAMO ai capigruppo. Il più "assenteista" è Federico Valori (Sdi) con 16 assenze. Più assidui di lui Giovanni Meriggi (Gruppo Misto/Pri), con nove, e Deborah Pantana (Forza Italia), con otto. Più diligenti i capigruppo della maggioranza. Appaiati in testa, con 45 gettoni di presenza ciascuno, Romano Carancini (Pd), Luciano Pantanetti (Rifondazione comunista, Renato Principi (Città Viva) e Luciano Borgiani (Comunisti italiani). A distinguersi, ancora una volta, Anna Menghi (Comitato Anna Menghi). Nel mezzo, con 44 e 43 presenze, rispettivamente Ivano Tacconi, capogruppo dell'Udc, e Maurizio Fattori, capogruppo di Alleanza Nazionale. Promosso con la sola sufficienza il sindaco Giorgio Meschini. A pieni voti, invece, Gian Mario Maulo, presidente del consiglio comunale. Entrambi non percepiscono il gettone di presenza, quindi la loro presenza è stata determinata in base al numero della votazioni effettuate: 60 su 109 per Meschini, 109 su 109 ? un en plain ? per il presidente Maulo. E' OVVIO che in una simile classifica bisogna tener conto che qualcuno ha impegni e incarichi istituzionali concorrenti con quelli comunali. E' il caso del sindaco, ma anche di Andrea Blarasin (Alleanza Nazionale) e di Alessandro Savi (Comunisti italiani), entrambi impegnati contemporaneamente anche in Provincia: il primo come consigliere, l'altro addirittura come assessore. A conti fatti, dunque, non possiamo gettare sulle spalle dei nostri amministratori anche la croce dell'assenteismo e del disimpegno. - -->.

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Prove di mini-riforma (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prove di "mini-riforma" Commissioni deliberanti e gettoni ridotti TRENTO. Rinviato alla prossima legislatura il taglio del numero delle commissioni, in Comune si lavora per tentare una "mini-riforma" che introduca da subito alcune novità che consentano di valorizzare il ruolo delle commissioni e allo stesso tempo snellire i lavori d'aula con un risparmio di risorse. Ieri in commissione il presidente del consiglio Pattini ha fatto il punto della situazione alla luce di quanto emerso la scorsa settimana al tavolo di lavoro sui costi della politica. Si partirà dalla bozza elaborata dalla commissione statuto nella scorsa consigliatura, con l'obiettivo di potenziare la funzione deliberante delle commissioni (con una delibera approvata all'unanimità, in aula si potrebbe saltare la discussione generale andando subito al voto) e di evitare gli accavallamenti di uno stesso argomento su più commissioni. Nelle prossime settimane la commissione statuto proverà a trovare un accordo e a quel punto la mini-riforma potrà essere portata in aula contestualmente alla riduzione dei gettoni e al ticket sui parcheggi riservati ai consiglieri.

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I nas hanno denunciato 32 persone (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Montecatini I Nas hanno denunciato 32 persone Nel 2007 chiuse tre attività. Gli alimenti in testa ai sequestri PISTOIA. Nel corso del 2007 sono state 209 le ispezioni svolte dal Nas a Pistoia, il Nucleo anti-sofisticazione dei carabinieri che ha sede a Firenze. Complessivamente, sono stati accertati 19 illeciti penali, con un'incidenza del 4% e 29 di natura amministrativa, il 6% del totale. Un'incidenza piuttosto bassa rispetto ad altre province toscane, se si pensa che nella sola Firenze sono stati riscontrati illeciti penali nel 44% delle ispezioni e illeciti amministrativi nel 43%. A seguire, Prato e Siena. In tutta la Toscana i carabinieri del Nas hanno riscontrato di riscontrare 963 infrazioni di cui 451 penali (47%) e 512 amministrative (53%). Le persone arrestate sono state 3, tutte sul capoluogo fiorentino per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica ed alla truffa e per aver ceduto sostanze stupefacenti o psicotrope, mentre 204 sono state le persone deferite all'Autorità giudiziaria per violazione di vari reati, tra cui spiccano la professione abusiva di professioni mediche, utilizzo illecito di medicinali scaduti ed adulterazione di alimenti. Le persone segnalate invece alle autorità amministrative per mancanza dei requisiti minimi d'igiene sono state 232. A Pistoia troviamo 12 persone deferite a piede libero e 20 deferite all'autorità amministrativa. I Nas hanno chiuso 3 attività, lo stesso numero di Arezzo, ma meno rispetto alle 23 di Firenze, 11 a Siena e 6 a Prato. Riguardo al materiale sequestrato, Pistoia vede in testa gli alimenti (115 sequestri), seguiti dai documenti (104), le confezioni di medicinali (53 e le strutture (solo 1). Il valori complessivo dei sequestri ammonta a 4.650 euro. L'attività si è incentrata su tre campi: la sicurezza Alimentare, la sicurezza sanitaria e le indagini di polizia giudiziaria volte a riscontrare le truffe nei confronti del sistema sanitario nazionale. Della sicurezza alimentari fanno parte le acque minerali e bibite, alimenti particolari, carni ed allevamenti, uova, farine, pane e pasta, latte e derivati, oli e grassi, prodotti ittici, ristorazione, vini e alcolici. L'area sanità pubblica contempla sei settori merceologici: farmacovigilanza; strutture sanitarie, socio assistenziali, di riabilitazione, di recupero tossicodipendenti; estetica; professioni sanitarie, arti sanitarie ed estetisti; lotta al doping; lotta al fumo. L'attività si è quindi concretizzata in ispezioni igienico-sanitarie sull'intera filiera di produzione, vendita e somministrazione degli alimenti e delle bevande; ispezioni presso ospedali, case di cura private e strutture ricettive per anziani con repressione di tutti gli illeciti in danno del servizio sanitario nazionale; verifiche in materia di legittimo esercizio delle professioni sanitarie e relative arti ausiliarie (infermieri, odontotecnici, ottici, tecnici di radiologia, ecc.); ispezioni tecniche presso officine farmaceutiche e di produzione di gas medicali, nonché tutte le attività connesse alla "farmacovigilanza"; specifica azione di contrasto al traffico ed alla distribuzione illegale dei medicinali e loro contraffazione; controlli sull'uso illegale di anabolizzanti ed altre sostanze farmacologicamente attive negli allevamenti di animali da reddito; controlli sul rispetto del benessere degli animali.

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Savona cancellale Circoscrizionie scoppia la rivolta (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Taglio ai costi della politica Sospese indennità di funzione e gettoni. I presidentiall'attacco: chiederemo i danni morali e d'immagine Savona. Il Comune di Savona fa da battistrada nell'applicazione delle nuove norme per il taglio dei costi della politica. Da ieri, le cinque Circoscrizioni savonesi sono formalmente sospese dall'attività. Lo ha deliberato la giunta Berruti, applicando "in via cautelare" le norme previste dalla nuova Finanziaria in vigore dal primo gennaio: norme che, tra il resto, prevedono l'abolizione seduta stante delle Circoscrizioni nelle città sotto i 100 mila abitanti (Savona ne ha 61 mila). La decisione consentirà un risparmio netto, per le casse comunali, di 150 mila euro all'anno. Ma in ballo non c'è solo questo: c'è anche la frana politica di un sistema di decentramento inventato molti decenni fa e oggi in crisi di ruolo come dimostra non solo il caso savonese, ma anche, a Genova, quello dei Municipi. Il clima è rovente e la decisione è stata accolta tutt'altro che favorevolmente dai diretti interessati: un'assemblea pubblica dei consiglieri e dei presidenti si è tenuta nel tardo pomeriggio a Palazzo Sisto, sede del Comune, ed è terminata con una furiosa lite da tutti contro tutti (tanto è vero che non è stato possibile mettere in votazione nessuno degli ordini del giorno presentati a vario titolo). C'è invece un nemico dichiarato: il Comune stesso, ritenuto "colpevole" di aver applicato una legge dello Stato. Le Circoscrizioni hanno promesso di muovergli guerra, per ora non si sa bene con quali mezzi e con quali scopi: certamente i presidenti ricorreranno - hanno annunciato - "con tutti i mezzi legali a disposizione". E hanno parlato di richiesta di "danni morali e d'immagine". Quali questi siano, non è emerso dall'atmosfera confusa nella quale si è conclusa l'assemblea, divisa - ad esempio - tra chi intende continuare a lavorare come se la delibera comunale fosse carta straccia e chi, invece, propone di non dare più corso ai "pareri" sulle pratiche urbanistiche che il Comune è tenuto a chiedere per legge alle Circoscrizioni. Con l'obiettivo di paralizzarne le attività (eventualità peraltro esclusa categoricamente in serata dalla Segreteria generale del Comune). Ma torniamo ai costi. Non è un caso se, ieri pomeriggio, i consiglieri hanno provato a difendersi con la più classica delle "palle in tribuna". Tante volte è risuonata la parola "casta", altrettante volte gli interventi si sono scagliati contro "gli sprechi della politica". Ma solo per sostenere che no, le Circoscrizioni non fanno parte di questo sistema e anzi, meriterebbero più potere. E forse anche più fondi. Spiega l'assessore ai Quartieri Francesco Lirosi: "Questa legge può piacere o non piacere. A me personalmente non piace: avrei preferito che, con chiarezza, si consentisse alle Circoscrizioni di arrivare alla fine del loro mandato naturale, nel 2011. Ma è comunque una legge dello Stato e non possiamo non prenderne atto". E questo ha sostenuto anche il vicesegretario generale Luca Bisso: "La situazione è complicata. Abbiamo aspettato un mese prima di arrivare alla delibera, sperando prima in un chiarimento interpretativo, poi nell'emendamento contenuto nel decreto "Mille proroghe" che poi però non è stato approvato perché il governo è caduto". Ha concluso: "Quella compiuta è stata la scelta più prudenziale. La definirei una "sospensione parziale", in attesa che Roma si esprima in modo definitivo". Cosa ha deciso, in effetti, il Comune? Ha deciso di sospendere le indennità di funzione dei cinque presidenti (1.704 euro lordi mensili, per una spesa annua di 100 mila euro). Ha sospeso tutte le attività di spesa da parte delle Circoscrizioni (manutenzioni, manifestazioni e quant'altro) e ha deciso che, nel caso i consigli circoscrizionali e le commissioni decidano di riunirsi, lo facciano senza perceperire il gettone di presenza (gettone di 45 euro a testa per i consigli e di 38 euro per le commissioni per una spesa complessiva annua di 50 mila euro). Antonella Granero 06/02/2008.

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Dirigenti pubblici, il recorda Lazio, Molise e Veneto (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le spese delle regioni Per le consulenze, maglia nera a Toscana ed Emilia Romagna. Liguria sotto la media nelle uscite per i costi del personale 06/02/2008 Roma. La Regione Liguria ha 1.059 persone al proprio servizio per una spesa di 42 milioni e 600 mila euro all'anno, la spesa complessiva italiana è di oltre 1 miliardo e 650 milioni di euro, ed un esborso procapite per il personale a tempo indeterminato di 40.227 euro. Sul totale del personale, poi, i dirigenti sono il 6,7% mentre i costi per incarichi e consulenze ammontano al 7,7% delle spese complessive. Nell'insieme, per la verità, i liguri non se la cavano male rispetto alle altre Regioni ordinarie italiane visto che la media nazionale registra una spesa procapite per dipendente di 41.685 euro (più alta di oltre mille euro rispetto a quella ligure), una percentuale di costi per incarichi e consulenze dell'8,9% (il maggior numero di consulenze si registrano in due regioni rosse, la Toscana col 17% e l'Emilia Romagna con il 16,8%) ed un numero di dirigenti del 6,7%. I dipendenti regionali più pagati sono quelli del Lazio con oltre 49mila euro a testa e quelli pagati meno i pugliesi con circa 36mila euro pro capite. Tutti pagati per lavorare, certo, ma non solo visto che in un anno (i dati sono riferiti al 2006) i dipendenti della Liguria saltano 46,9 giorni di lavoro a testa, 11,8 per malattia, 20,7 per altri motivi vari ed i restanti, poco più di 14 per ferie. Sicuramente peggiore il dato sulla media nazionale di assenteismo calcolata su tutte le regioni ordinarie, con 54,7 giorni di mancato lavoro, ferie comprese, mentre il record di assenze tocca al Lazio, con 62 giorni e mezzo per ogni dipendente. Queste cifre, che danno una fotografia dei costi e del numero dei dipendenti pubblici regionali in Liguria ed in Italia, sono contenute nel Rapporto Ichino, una ricerca commissionata dalla Regione Lazio all'Università di Milano, realizzata sotto la direzione del giuslavorista Pietro Ichino, per individuare ciò che non funziona nell'organizzazione della regione (la ricerca si sofferma molto sul Lazio) a statuto ordinario ed individuarne i possibili rimedi. Il dossier, presentato in questi giorni, ha finito, grazie ad una serie di statistiche comparate, col delineare un quadro dei malanni di cui soffre il regionalismo di casa Italia, Liguria compresa, mentre il dibattito politico nazionale non fa che riempirsi la bocca con il federalismo, secondo molti la vera panacea ai ritardi ed alle arretratezze nazionali. Basta leggersi attentamente le pagine dello studio dell'Università di Milano, per constatare che non è così, a cominciare dai mai superati handicap del nostro Belpaese: gli scansafatiche e la poca trasparenza. Il Rapporto, in quattro righe, spiega il cortocircuito tra responsabilità e mancate sanzioni che rallenta il fare nei dipendenti pubblici, con conseguente scarsa qualità (non sempre, ovviamente), dei servizi i cittadini italiani, che quei pubblici impiegati li pagano. "Con le riforme degli anni Novanta - si legge nello studio - si sono dati alla dirigenza pubblica gli stessi poteri e la stessa discrezionalità di cui dispongono i dirigenti delle imprese private ma in un contesto in cui - nella maggior parte dei casi - il cattivo o mancato esercizio di quei poteri non è sanzionato né dal mercato né dal controllo del cittadino utente, strutturalmente mal rappresentato in questa funzione dal potere politico". Altro aspetto di sicuro interesse è quello relativo alla poca trasparenza ed alla scarsa fruibilità delle informazioni. "Oggi -è il responso del report - i nostri ricercatori possono accedere a tutti i dati relativi alle amministrazioni della California o della Svezia ma non a quelli relativi alle amministrazioni italiane, che si tratti della vigilanza urbana o della giustizia, di servizi sanitari o di servizi del mercato del lavoro, di personale amministrativo o di professori. Da noi vige di fatto il principio esattamente contrario a quello della trasparenza: la prassi, giuridicamente infondata, è quella del segreto. Questo viene sovente giustificato con la protezione della privacy, cioè della protezione della vita privata delle persone che qui non c'entra nulla: il riserbo con cui si occultano i dati analitici sul funzionamento delle nostre amministrazioni risponde semmai all'antico principio di inaccessibilità degli arcana imperii, che da sempre protegge i poteri autoritari (..) e da noi (ndr, in Italia), protegge le posizioni di rendita, diffusamente annidate nella cosa pubblica". Sarebbe l'ora di farli sparire questi silenzi e queste rendite, ne guadagnerebbe la democrazia. Massimiliano Lenzi 06/02/2008.

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Cocchi: una super fondazione per il met (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pistoia Cocchi: "Una super fondazione per il Met" L'assessore regionale punta alla fusione di tre enti PRATO. Trasferire Filippo Lippi dal Duomo al Museo Pecci? "Se servisse a mettere in moto determinati flussi, ne possiamo parlare". Questa la provocazione di Paolo Cocchi, l'assessore regionale alla cultura, "catapultato" sulle cronache di tutto il mondo per la proposta di portare via dall'Accademia il David di Michelangelo, sì da creare nuovi flussi turistici in una zona meno trafficata di Firenze. Probabilmente il celebre David resterà al suo posto, così come il Lippi non si muoverà da piazza del Duomo, ma altre due progetti proposti dall'assessore fiorentino sembrano avere trovato la strada giusta per cominciare davvero a tagliare i "costi della politica", ottimizzando le risorse. Per il primo, la fusione fra la Medioteca e la Fondazione Sistema toscana, che non riguarda la nostra città, è già pronta la delibera, mentre il secondo coinvolge direttemente il Teatro Metastasio, ovvero il "gioiello" culturale pratese, da sempre invidiato dai fiorentini. "Sto lavorando per creare un rapporto più stretto fra le realtà culturali già operative a livello regionale, come la Fondazione Teatro Metastasio, la Fondazione toscana spettacolo e l'Orchestra della Toscana" spiega l'assessore Cocchi, convinto che sia possibile ottimizzare le risorse già a disposizione dei tre enti, non solo risparmiando sui gettoni di presenza dei vari consigli di amministrazione. Si tratta di un progetto su cui d'altronde sta lavorando anche la regione Emilia Romagna. "Naturalmente per questa operazione non posso pensare solo al taglio dei costi della politica, ma sono convinto che ci sarebbero anche benefici "produttivi", grazie alle conseguenti sinergie messe in moto con la fusione" continua l'assessore alla cultura, deciso ad aprire quanto prima un tavolo di discussione su questa proposta, su cui ha già trovato la disponibilità della presidente del Met Geraldina Cardillo. "E perchè no? Se si tratta davvero di indiduare sinergie per ottimizzare risorse e "prodotto" non ci sarà nessun problema da parte nostra, mantenendo però ciascuno le proprie peculiarità, senza snaturale la nostra realtà, ovvero per quanto ci riguarda la produzione teatrale" spiega la Cardillo, ricordando comunque che per cambiare le finalità del Met è necessario l'assenso dei tre soci, Regione, Provincia e Comune. Da Firenze intanto arriva il primo problema con la Fondazione toscana spettacolo, "timorosa" di perdere i 600.000 euro di contributi annui statali come ente destinato alla distribuzione di eventi teatrali, ma per l'assessore Cocchi non saranno questi gli ostacoli che impediranno di dare vita quanto prima alla Fondazione unica per la cultura in Toscana, ovvero "dalla produzione al consumo". Riccardo Tempestini.

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Tangenti, arrestato consigliere di Forza Italia (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Mercoledì 6 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Tangenti, arrestato consigliere di Forza Italia MILANO ? C'è un nuovo arresto nell'inchiesta della Procura di Milano sulla tangentopoli lariana. Ieri è finito ai domiciliari Gianluca Rinaldin, 33 anni, consigliere regionale di Forza Italia. Le accuse sono corruzione, truffa e falso in atto pubblico ai danni della Regione Lombardia, oltre a violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla campagna elettorale della primavera del 2005. Il provvedimento è stato notificato a circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza dall'arresto dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro Giorgio Bin, rimesso in libertà lo scorso dicembre. Al centro delle indagini ? nelle quali sono coinvolti tra gli altri Umberto Tagliaferri, imprenditore ed ex direttore dell'Associazione coordinamento turistico del lago di Como, il suo socio Marco Folcio e Alberto Sorretino ex presidente dell'Atp ? c'è il piano di ristrutturazione e riconversione del Lido di Menaggio. Secondo gli inquirenti, Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della documentazione, in realtà 'truccata' per ottenere i finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Ue per una somma pari a circa un milione di euro (la metà già sequestrati). Tutto ciò non solo per "un interesse personale" del consigliere di Forza Italia, ma anche per un ritorno di immagine sotto il profilo politico. Rinaldin avrebbe utilizzato la sua parte in particolare per pagare tessere del partito di Forza Italia rilasciate ai nuovi iscritti.

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L'Ulss non paghi spese in Tunisia (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

REGIONE. Ciambetti "L'Ulss non paghi spese in Tunisia" Il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti esprime - in una nota - la propria perplessità in merito al fatto che il sistema sanitario nazionale paghi le cure mediche anche ai tunisini che risiedono nel proprio paese. "Attraverso accordi bilaterali - afferma il consigliere - il cittadino tunisino che lavora regolarmente in Italia ha diritto ad una sorta di "lista" in cui indicare i nomi ed il numero dei suoi familiari rimasti in patria a cui lo Stato italiano è tenuto a pagare le spese sanitarie". Secondo Ciambetti "si tratta di un meccanismo che non ha giustificazione. Non si discute sulla copertura per quei lavoratori stranieri che, lavorando e pagando regolarmente i contributi da noi, ricevono assistenza in Italia. Non si spiega, però, il motivo per cui anche i loro familiari, che in Italia non hanno magari, e per fortuna, mai messo piede, debbano ricevere un pari trattamento senza contare che ci si affida poi ad una "lista" non verificabile, stilata dagli stessi tunisini". "Nulla da eccepire sull'importanza del diritto alle cure mediche - sottolinea l'esponente leghista - ma non si vede perché, stanti i quasi novantamila tunisini residenti in Italia (oltre cinquemila nel solo Veneto), la spesa per i loro familiari debba essere a carico nostro". "Per far fronte al deficit italiano, i nostri contribuenti già si trovano gravati da troppe tasse - conclude Ciambetti - sarebbe più opportuno iniziare a tagliare delle spese che accrescono, senza motivo, il deficit in cui i bilanci versano da oramai troppo tempo".

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Il Consiglio provinciale (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRECISAZIONI/2 Il Consiglio provinciale Con questa breve riflessione desidero soffermarmi su alcuni passi riportati nell'articolo apparso martedì 29 gennaio riguardante la seduta del Consiglio provinciale che si era svolta il giorno precedente, lunedì 28 gennaio. In particolare, vorrei parlare del contenuto di alcune dichiarazioni a me attribuite - relative alla mozione, approvata in quella sede dal Consiglio, inerente la "Richiesta di sanatoria per la restituzione delle somme elargite in eccesso ai pensionati bresciani dall'Inps dal 1994 ad oggi", presentata con Vigilio Bettinsoli (Fi), Fabio Mandelli (An), Leonardo Peli (An), Giacomo Quadrini (Udc) e Roberto Vanaria (Lega Nord) - che a mio parere non sono state riportate in modo chiaro. In primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia, gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli assessori" - non è stata riportata. E in questo modo è parso che io non fossi d'accordo sull'eventuale contributo da parte dei consiglieri, mentre per quanto mi riguarda la cosa non presenterebbe problemi. Tuttavia, anche il supporto ricavato riducendo spese, gettoni di presenza e stipendi costituirebbe solo una goccia nel mare e non risolverebbe comunque il problema. In secondo luogo nell'articolo non emergono in modo corretto i contenuti della mozione. In particolare, non emerge con chiarezza il fatto che la richiesta di impegno a reperire le opportune risorse per aiutare gli anziani con maggiori difficoltà rimane, accanto all'impegno chiesto al presidente della Provincia per porre in atto tutte le azioni necessarie per far sì che non si proceda da parte dell'Inps, al recupero delle somme e a richiedere una sanatoria delle stesse. Infine, per quanto riguarda la dichiarazione riportata nell'articolo nella quale parlo dell'onorevole Elidio De Paoli, voglio specificaer che, nel mio intervento in Consiglio, non l'ho attaccato ma elogiato, in quanto si era attivato affinché i fondi per i pensionati fossero reperiti non solo per gli italiani all'estero ma anche per gli italiani in patria. Purtroppo ciò è avvenuto solo per gli italiani all'estero. Roberto Toffoli CONSIGLIERE PROVINCIALE FORZA ITALIA.

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Quattromila firme per dire <no> ai vitalizi (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Quattromila firme per dire "no" ai vitalizi Il successo della Uil contro i privilegi MATTIA ECCHELI Contro i vitalizi, ma anche contro il qualunquismo. Al dibattito organizzato dal Meetup di Trento di Beppe Grillo, la Uil annuncia di aver già raccolto quattromila firme (ma la sottoscrizione resta aperta fino all'11 febbraio) per abolire i privilegi della politica provinciale. Eppure Vincenzo Bonmassar avverte: "La protesta è generica - dice - e quindi anche la soluzione rischia di essere generica". La gente è rassegnata: "È un fenomeno particolarmente pericoloso quando i cittadini ritengono che la classe politica si autogoverni e di non poter incidere", insiste. Secondo lo stesso sindacalista l'eventuale abrogazione dei vitalizi "non rappresenta la soluzione del problema". Intanto, però, Francesco Ghensi , il referente degli amici del comico genovese, annuncia un ulteriore impegno: "Assieme al gruppo di Bolzano - spiega nel corso del dibattito moderato dalla giornalista dell'"Adige" Luisa Maria Patruno - stiamo pensando di partecipare alla seduta del consiglio regionale del prossimo 19 febbraio. Il voto è segreto, lo sappiamo, ma è un nostro diritto presenziare e farci vedere". Il 19, infatti, si discute la mozione della Svp che prevede l'eliminazione del contributo regionale del 30% per la costituzione dei vitalizi dei consiglieri che, sia secondo il verde Roberto Bombarda , sia secondo l'ex segretario dei Ds Mauro Bondi , cancellerebbe di fatto il beneficio pensionistico. "Ma secondo me - avverte Bombarda - è solo un colpo di teatro per mandare la palla in tribuna". Se tuttavia il partito di raccolta altoatesino votasse compatto, il testo dovrebbe avere i voti per venire approvato grazie ai (teorici) voti trentini. "Ma i privilegi - insiste sempre Bombarda - non sono peggio di un altro male: l'incompetenza". Il consigliere dei Verdi ammette di essere stato eletto "incidentalmente" e di aver speso solo 800 euro per la propria campagna elettorale: "Ho depositato un disegno di legge - precisa - che prevede un tetto massimo per le spese. Perché è evidente che per alcuni l'elezione è un investimento". Un investimento dal quale si prevede di rientrare. I costi della politica trentina sono anche l'incompatibilità (sancita con una legge apposita la scorsa legislatura) fra i ruoli di assessore e consigliere. Una spesa di circa tre milioni in più che, di fatto, annullerebbe anche l'eventuale beneficio legato all'abrogazione dei vitalizi: "La conseguenza è sbagliata - argomenta Bondi - ma è giusto che l'esecutivo sia staccato dal legislativo". Fra le proposte avanzate da Bombarda c'è anche il divieto di cumulo per i beneficiari dei vitalizi (che hanno una apposita associazione presieduta da Biagio Virgili) delle prebende e dei gettoni per eventuali incarichi svolti per conto della pubblica amministrazione. 06/02/2008.

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Perché ai giovani la politica non piace ROBERTO MORANDUZZO (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Da Mastella a Obama Perché ai giovani la politica non piace ROBERTO MORANDUZZO Quando capita di conversare e di chiedere a ragazze e ragazzi di 17, 18, 19 anni che cosa pensano della politica, le risposte sono di primo acchito evidenti dalle smorfie schifate e dagli epiteti irriferibili. La politica viene percepita dagli adolescenti e dai giovani - dalla gran maggioranza di essi, a sentire le loro opinioni - come una cosa sporca, qualcosa che si associa al malaffare, o all'accudire i propri interessi personali nell'accezione più benevola. Non come un servizio, ma un privilegio; non un modo per rendersi utili alla collettività, ma una strada da pestare per l'arricchimento facile. Naturalmente la tendenza è di fare di ogni erba un fascio: tutti i politici sono così, si dice; non si dà un giudizio di valore sui singoli comportamenti individuali e sull'operato concreto: ci sono invece - ne conosciamo - anche buoni e in taluni casi ottimi amministratori della res publica. D'altronde non è per niente facile districarsi e distinguere in quel guazzabuglio che è oggi la scena politica perché sembrano prevalere ovunque - nell'arena nazionale come sul palcoscenico locale- le tattiche di corto respiro finalizzate alla propria sopravvivenza personale o di piccolo gruppo, le beghe intestine, i bizantinismi, le lingue biforcute che dicono una cosa e ne intendono una opposta. Altro che politica nel senso alto del termine, cioè mettersi a disposizione della polis, della comunità, al fine di conseguire il bene comune! Macroscopica e scandalosa risalta la separazione netta tra rappresentanti e rappresentati -questo fanno notare i giovani con i quali abbiamo modo di essere a contatto ogni giorno. C' è uno iato spaventoso tra il mondo dei politici - la casta! Che il libro di Stella abbia venduto tantissimo è significativo! - fatto di indennità esorbitanti neppure suffragate da un decente grado di produttività legislativa, guarentigie varie, gettoni di presenza, viaggi all'estero pagati, benefit di ogni tipo e il mondo della gente comune - giovani in cerca di lavoro; precarietà sul lavoro; retribuzioni erose dall'aumento dei prezzi; famiglie che stentano ad arrivare a fine mese; ceto medio in via di crescente impoverimento- ; una distanza che rischia di allargarsi sempre più, fino a configurarsi come una cesura quasi insanabile. In questo vuoto della politica autoreferenziale e incapace di progettualità non c'è dubbio che si accentuano le disuguaglianze sociali con spostamenti consistenti della ricchezza nazionale dai salari alle rendite di vario tipo (i primi tassati il triplo, venendo meno un'equa discriminazione qualitativa dei redditi) mentre aumentano le famiglie e gli individui in stato di povertà. Ma è forse sul piano culturale che sta avvenendo la regressione più devastante quando si pone come unico punto di riferimento esistenziale la prevalenza (per dirla con Erich Fromm) dell'avere sull'essere (ci si chiede mai quanto siano diseducativi tutti quei programmi televisivi in cui in un battibaleno con un colpo di fortuna o col trucco - quasi una filosofia dei soldi facili - si vincono decine di migliaia di euro insinuando l'idea che è fesso chi cerca di guadagnarsi da vivere con il lavoro quotidiano?); la moda dell'apparire rispetto alle esigenze di interiorità; l'esposizione dell'indifferenza a fronte dell' "I care" della scuola di Barbiana: mi interesso, prendo parte, mi sta a cuore. Della politica politicante in cui tutto è ridotto a scambio mercantile ai giovani non interessa niente, mentre sono irresistibilmente attratti da qualche cosa che spesso noi adulti non sappiamo più trasmettere loro perché forse (senza forse) l'abbiamo smarrita dentro noi stessi: la dimensione del sogno, l'utopia, il cambiamento. In più occasioni viene da pensare che stiamo spossessando i nostri figli delle illusioni e delle speranze , esigenze insopprimibili, come l'aria che si respira, del caro tempo giovanile. Fatte le debite distinzioni di contesto, viene da chiedersi perché Barak Obama, il candidato democratico negli States, riesce ad attrarre le simpatie e le speranze soprattutto dei giovani all'insegna del "change", appunto, del cambiamento, rievocando in qualche modo il famoso "I have a dream" di Martin Luther King? Di fronte a uno scenario decisamente devastato le possibilità di salvezza ci sono e bisogna saperle individuare nelle tante forme dell'associazionismo e del volontariato laddove l'individuo riconosce la propria identità nell'incontro e nel confronto con l'altro, terreno fertile di valorizzazione della propria personalità. Proprio in questi giorni è uscito un prezioso breve saggio edito da Einaudi ("Le parole della politica") di quel giovane quasi centenario (è nato nel 1910) che è Vittorio Foa, uno che si è fatto 8 anni nelle galere fasciste e poi una vita nella Cgil come sindacalista. Dice Vittorio Foa che una delle parole estinte oggi anche nella sinistra è la parola "esempio": "Mi colpisce -egli osserva - che dell'esempio non si parla mai, non esiste come categoria di giudizio del proprio e dell'altrui comportamento: eppure sappiamo che tutto viene da lì. Anche a sinistra la politica dell'esempio è venuta meno, come se i valori bastasse predicarli, non viverli e praticarli. (?) La rieducazione civile degli italiani riparte nelle case, nelle scuole, negli ospedali, nelle strade, nella vita personale di ciascuno di noi. Ho sempre pensato - conclude Foa - che il comportamento di mio padre verso mia madre abbia influito sul tessuto civile complessivo e sulle mie scelte personali successive. Non è così?". PS. Risulta impresa quasi impossibile far osservare che per esempio il governo Prodi ha risanato i conti pubblici e si è battuto per recuperare una piccola parte dell'evasione fiscale e ci è riuscito. Quello che impressiona negativamente sono stati i 101 componenti del suo esecutivo! 06/02/2008.

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Se si rivede la corruzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gianfranco Garancini Un'altra inaugurazione di anno giudiziario, un'altra fotografia a tinte fosche del nostro Paese. Questa volta è toccato al procuratore generale presso la Corte dei Conti, Pasqualucci, e al suo presidente, Lazzaro: la Corte dei Conti ? tradizionalmente il giudice degli sprechi ? ha una posizione non certo invidiabile di fronte ai costi della politica. Infatti sotto la sua lente passano (o dovrebbero passare) tutti i conti pubblici, dalle grandi spese di Stato, ai piccoli esborsi dei più sperduti Comuni. Il procuratore ci ha detto che da questa posizione la Corte dei Conti vede un Paese di ladri, corruttori e corrotti, truffatori, non solo della propria istituzione ma anche delle altre istituzioni, fino all'Unione europea. E un Paese di malversatori del danaro pubblico. Sia chiaro: ciò che passa sotto gli occhi della Corte dei Conti (il campione su cui è stata impostata la relazione del procuratore generale riguarda 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel 2007 dalle sezioni regionali della Corte dei Conti, e quindi un campione assai limitato e delimitato) è una ben ridotta parte di quello che succede, sia nel bene sia nel male. Nel male, perché non è difficile indovinare che furti, corruzioni, concussioni, truffe ammontino a molto più dei 92 milioni di euro citati da Pasqualucci. Nel bene, perché è altrettanto facile pensare che molti di più siano ? rispetto ai ladri, ai corrotti, ai concussori, ai truffatori ? i funzionari onesti che fanno il loro dovere e i politici attenti al bene comune più che all'interesse personale. Ma il quadro resta tuttavia impressionante. Al di là degli aspetti penali, infatti, il giudice degli sprechi ci dice che rubalizi, corruzioni e concussioni, truffe delle diverse specie e talvolta frutto della più sfrenata fantasia, costano al Paese e, alla fine, alle tasche dei cittadini un'ingentissima quantità di danaro che ? in primo luogo ? si potrebbe utilizzare per il bene comune e non per il vantaggio di pochi e che ? in secondo luogo ? va a tutto discapito della qualità della vita dei cittadini, a partire dai più bisognosi. Perché, non c'è dubbio che i denunciati danni nel settore sanitario (rimborsi eccessivi o non dovuti, pagamento di prezzi di gran lunga superiori a quelli di mercato, pagamento di prestazioni mai rese, come ha esplicitamente ricordato il procuratore) danneggiano prima di tutto quelli ai quali occorrerebbe dare prestazioni più complete, magari meno costose, certamente più attente e più rispettose della persona, come sono quelli che si rivolgono al sistema sanitario. Non c'è dubbio, inoltre, che i denunciati "artifici ed irregolarità" negli appalti (ma il magistrato ha parlato esplicitamente di "pagamento di tangenti": che non sono sempre tangenti, per così dire, dirette o, come avrebbe detto a suo tempo Di Pietro, dazioni di danaro; ma sono più spesso "trattamenti preferenziali", "collusioni", "illecite aggiudicazioni", come dice oggi Pasqualucci) portano ad un aumento del costo di questi appalti, anche qui sottraendo danaro pubblico ad altre, assai più pubbliche utilizzazioni. Ci eravamo illusi che lo scossone di Tangentopoli avesse cambiato le cose nelle radici: invece ? anche se allora per qualche tempo i costi degli appalti assai significativamente calarono ? quella Continua a pagina 4.

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Siamo a metà del guado, è giusto correggere (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del AUGUSTO BATTAGLIA L'assessore alla Sanità: entro il 2010 tutti gli indicatori rientreranno negli standard nazionali "Siamo a metà del guado, è giusto correggere" "Siamo a metà strada: giusto vedere come siano andate le cose e apportare le modifiche necessarie". L'assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia è pronto a raccogliere la sfida di una rimodulazione del piano di rientro dal deficit lanciata dalla Cgil. "Una richiesta condivisa. Dopo due anni una messa a punto è opportuna. Alcune misure, come quelle sulla riduzione della spesa sanitaria hanno dato ottimi risultati, altre hanno stentato. Si è fatto giustamente riferimento al tema degli ammortizzatori: questo significa aggiornare il piano con misure di carattere nazionale" La Cgil chiede però di allungare i tempi del piano da tre a cinque anni. Il governo è contrario. La Regione? "Noi abbiamo sottoscritto un patto con il governo ed è giusto che il governo ci chieda il massimo impegno e il rispetto dei tempi. Se si valuta la necessità di diluire alcune misure nel tempo nessun problema, ma è una questione che deve essere vista con il governo". I numeri offerti dicono che ancora oggi la sanità del Lazio costa troppo e funziona male. Condivide questo quadro? "Sinceramente non credo che la Cgil abbia offerto un quadro negativo. Dobbiamo sempre considerare la situazione di partenza. Oggi i nostri dati non sono ancora allineati a quelli delle regioni più virtuose, ma siamo a metà strada: entro il 2010 tutti gli indicatori rientreranno negli standard del piano sanitario nazionale. Già oggi abbiamo un deficit di esercizio quasi dimezzato fra il 2005 e il 2007. E i dati concreti del sistema sanitario del Lazio parlano chiaro: taglio del numero dei posti letto per acuti sotto il 4 per mille della popolazione, incremento delle prestazioni da parte dei servizi sanitari pubblici tra il 10 e 15%, crescita dei trapianti del 20%, riduzione dell'11% delle amputazioni ai diabetici, contrazione del 30% per i tempi di soccorso delle ambulanze. E un risultato a cui teniamo particolarmente: aver ridotto in questi due anni del 30% le morti sul lavoro". La Cgil lamenta la mancata attuazione degli accordi di marzo 2007 su ospedali e personale. È vero? "Molte delle cose concordate, a mio avviso, si stanno realizzando. La difficoltà maggiore l'abbiamo nel campo del personale, per l'eccessiva rigidità del blocco del turn over, e perché il governo ha impedito di attuare l'accordo per la stabilizzazione dei precari. Noi non abbiamo rinunciato a quell'intesa e attendiamo risposte positive. Mi auguro anche nei prossimi giorni". A proposito di rigidità. Marrazzo chiede al governo la restituzione di circa 2,2 miliardi già anticipati dalla Regione per ripianare il debito. "E ha fatto bene. Il governo tiene bloccati questi due miliardi in attesa di un'ulteriore verifica nel mese di marzo. Ma sono fondi necessari all'erogazione di risorse a fornitori, farmacisti, accreditati, aziende sanitarie. Noi siamo convinti di una cosa: con l'ultima lettera del presidente Prodi abbiamo superato l'esame. Ora la Regione deve essere messa in condizione di avere la liquidità per andare avanti". gi.vi.

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Non permetteremo il ricatto dei privati contro i lavoratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del "Non permetteremo il ricatto dei privati contro i lavoratori" di Walter Schiavella Abbiamo più volte espresso, come Cgil Cisl Uil, dubbi e perplessità sull'impostazione esclusivamente economicistica del Piano di Rientro dal deficit sanitario, sollecitando più volte la Regione Lazio - e lo stesso Governo - ad una attenta riflessione sulle possibili ricadute negative che la rigidità di quell'impostazione avrebbe potuto produrre sul sistema sanitario pubblico e sulla sua tenuta. Oggi, ad un anno dall'avvio di quel piano, è evidente come gli obiettivi di contenimento della spesa più importanti siano stati raggiunti solo parzialmente: 478 milioni rispetto ai 788. I settori in cui si è risparmiato sono quelli della farmaceutica, del personale (solo per il pubblico) con il blocco del turn-over ed i tetti di spesa imposti ai privati accreditati, i cui ricorsi al Tar ne hanno sensibilmente ridotto l'impatto. Contemporaneamente, alcuni dei punti nevralgici degli accordi sottoscritti con le oo.ss. non trovano ancora concreta attuazione. Per questo noi pensiamo che, fermo restando i suoi importi finanziari, il Piano di Rientro vada cambiato nei contenuti e nei tempi, pena il collasso del sistema sanitario pubblico del Lazio. Innanzitutto chiediamo di spostare il raggiungimento dell'equilibrio finanziario da 3 a 5 anni affinché i risparmi ottenuti siano il frutto di misure strutturali la cui entrata a regime necessita di tempi di realizzazione più lunghi. Il progetto di riorganizzazione della rete e dell'offerta dei servizi ospedalieri deve prevedere la contestuale riorganizzazione del livello dell'assistenza territoriale, mediante lo spostamento dei servizi dall'ospedale al territorio. Va eliminato il blocco del turn-over, che indebolisce il sistema pubblico e non produce i risparmi attesi, incidendo negativamente anche sul prolungamento delle liste di attesa. Occorre stabilizzare subito il personale precario occupato nei presidi sanitari, così come previsto dall'accordo del 15 marzo 2007. Va avviato il contenimento dei costi di produzione delle Aziende Ospedaliere mediante la centralizzazione degli acquisti, la riduzione di incarichi e consulenze, la reinternalizzazione dei servizi a gestione diretta. Va attuata una vera politica di integrazione delle politiche sociali con le politiche sanitarie. Ma soprattutto va chiarito una volta per tutte se, fra le strettoie imposte dal Governo e le scelte della Giunta Regionale, si può aprire un vero spazio di trattativa che restituisca la titolarità delle scelte a chi ne è il legittimo titolare, i cittadini ed i lavoratori del Lazio. Va infine ridefinita l'offerta dei privati accreditati e convenzionati rispetto ai reali fabbisogni territoriali e all'efficientamento del sistema, con il riequilibrio della presenza e della produzione dei servizi tra il pubblico e il privato. Va respinto il ricatto del licenziamento dei lavoratori da parte dei privati accreditati, a fronte dei tetti di spesa stabiliti dalla regione. Sappiano questi "imprenditori" abituati a scaricare il rischio d'imprese sui lavoratori e sulla collettività, sappia la Giunta Regionale che non lo consentiremo. Si presenti prima un vero piano industriale della Sanità laziale, e solo una volta condiviso, su quelle basi, saremo disponibili a discutere di mobilità del personale ed, eventualmente di ammortizzatori sociali. L'intervento.

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Alle circoscrizioni solo 300 euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ENTI IN DISMISSIONE Alle circoscrizioni solo 300 euro I finanziamenti per le circoscrizioni sono agli sgoccioli. Nonostante la legge finanziaria abbia stabilito la chiusura delle assemblee di quartiere da gennaio in tutta Italia, Treviso compresa, in città tutto prosegue come se nulla fosse. Fino a prova contraria del ministero infatti si è deciso di mandare avanti le riunioni e i rapporti economici tra amministrazione e quartieri, quelli fatti spesso di piccoli versamenti nei conti correnti dei quartieri. L'ultimo è di pochi giorni fa: 300 euro per ogni consiglio di quartiere. Poca roba per uffici che chiedono in realtà più poteri in fatto di decentramento della funzione pubblica ma la somma, lungi dall'essere un finanziamento, è solamente il frutto della ripartizione dei fondi economali per il 2008; la suddivisione di un avanzo che potrà essere investito nel corso degli ultimi mesi di attività. Il lavoro dei quartieri si chiude a primavera. Incombono le elezioni amministrative e dalla prossima consiliatura queste istituzioni sono state abolite. Intanto, a marzo, salvo disposizioni contrarie del ministero degli interni (cosa ormai improbabile visti i problemi della politica nazionale), l'amministrazione comunale dovrà liquidare i gettoni di presenza dei consiglieri e le indennità dei rispettivi presidenti. (f.d.w.).

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I consiglieri circoscrizionali rinuncino ai compensi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sassari I consiglieri circoscrizionali rinuncino ai compensi Meglio ritornare ai comitati di quartiere e alla politica fatta solo per passione Sono un'assidua lettrice della Nuova e da alcuni giorni seguo con interesse la polemica sulle circoscrizioni. Anch'io, da molto tempo, mi ponevo la domanda se codeste "appendici" delle amministrazioni comunali fossero indispensabili. Considerato che la circoscrizione alla quale appartiene la mia borgata, La Landrigga, non ha mai comunicato attraverso stampa, come altre, le date delle varie sedute, noi abitanti non abbiamo mai potuto fare delle richieste ufficiali per risolvere i vari e annosi problemi che ci assillano. Dicono: "Siamo l'anello fondamentale che congiunge la gente con le istituzioni". Sarà... Intanto da noi non esiste una struttura pubblica per aggregazione sociale, non esiste un campo sportivo idoneo e a norma di legge non esiste una rete tranviaria efficiente i cui orari si accavallano con quelli dell'Arst, l'acqua arriva con il contagocce, la rete fognaria esiste solo per una parte di abitanti, non abbiamo una farmacia, non abbiamo una vigilanza adeguata. Io, ormai da molto tempo, ho paragonato le circoscrizioni alle squadre di calcio juniores dove ciascun partito si "alleva" il proprio iscritto ad un futuro candidato per obiettivi ben più alti. Tutti sappiamo che le circoscrizioni, per i comuni, hanno solo parere facoltativo per cui, nell'avvicendarsi maggioranze diverse, verranno ascoltate... le circoscrizioni che appartengono agli stessi colori della maggioranza comunale. Sono fermamente convinta che le circoscrizioni, nonostante ci siano persone che hanno preso l'incarico di consigliere circoscrizionale con la seria intenzione di risolvere i vari problemi della collettività, siano diventate inutili, in quanto ritengo che i soldi che sono stati spesi in circa 28 anni dalla nascita delle circoscrizioni non abbiano affatto soddisfatto per niente la popolazione. In questo periodo di forte recessione è giunto il momento che i nostri politici, di qualunque colore essi siano, anziché litigare "a fare la prima donna" prendano serie iniziative per risparmiare in gettoni di presenza, in auto blu, in guardie del corpo, in viaggi di rappresentanza con tutta la famiglia fino alla 7º generazione e quant'altro i nostri politici possano spendere e spandere a loro piacimento non curandosi minimamente che la città di Sassari e l'Italia intera è al collasso. Prima che nascessero le circoscrizioni esistevano i Comitati Di quartiere che hanno lottato, speso soldi, tempo ed energia senza percepire niente da nessuno, lo facevano per puro altruismo, erano apolitici e non temevano nessuno perché non avevano paura di essere bacchettati dai propri partiti, ma con le loro lunghe braccia i partiti hanno voluto metterci le mani creando le circoscrizioni. Bene consiglieri, se è vero che lavorate seriamente vi faccio una proposta: se amate tanto il vostro lavoro e volete difendere il cittadino rinunciate ai vostri compensi, formate i comitati di quartiere, che tanto bene hanno lavorato, così i soldi che verranno risparmiati serviranno a far diminuire le varie tasse comunali. Maria Fara.

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Circoscrizioni in guerra dure accuse alla giunta (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

QUARTIERI NEI CAOS IN ARRIVO UNA RAFFICA DI RICORSI Circoscrizioni in guerra dure accuse alla giunta Infuocata assemblea dei consiglieri ieri sera in Sala Rossa [FIRMA]PARIDE PASQUINO SAVONA Ieri sera nella Sala Rossa del Comune è andata in scena la rivolta delle Circoscrizioni, cancellate da un giorno all'altro dalla legge Finanziaria, e alle quali ieri mattina la giunta ha di fatto dato il benservito con una contestatissima delibera. Sindaco, assessori e dirigenti hanno ufficialmente congelato gli enti decentrati che lo Stato praticamente considera fuorilegge. I consiglieri di Circoscrizioni potranno solo continuare la loro attività a livello di volontariato. Ogni impegno di spesa sarà sospeso perché il Comune teme di finire nei guai con la Corte dei Conti in futuro. Insomma, i presidenti potranno riunire le Circoscrizioni e formulare pareri, ma senza che alcuno incassi il gettone di presenza. Anche le indennità degli stessi presidenti sono state azzerate. Questo il succo della delibera della giunta e nel pomeriggio è arrivata puntuale l'assemblea di tutti i consiglieri circoscrizionali che si sono riuniti (erano più di 70) in Sala Rossa. Erano presenti anche il vicesegretario comunale Gianluca Bisso e l'assessore ai quartieri, Franco Lirosi, unico amministratore cittadino ad essere risparmiato dalle feroci critiche dei consiglieri di quartiere. Decine gli interventi, aperti da Roberto Ulivi, presidente della prima Circoscrizione e portavoce della protesta: "I chiarimenti sull'interpretazione della legge non sono arrivati e nel frattempo è caduto anche il governo. Noi non ci stiamo ad essere cancellati con un colpo di spugna. Siamo enti eletti democraticamente dai cittadini. Faremo ricorso in tutte le sedi competenti". E questo è l'unico punto sicuro di una situazione che appare quantomai caotica. Confusione normativa e istituzionale che ha contagiato un po' tutti, compresa l'assemblea di ieri che aveva preparato due ordini del giorno e alla fine ha deciso di non metterli neppure al voto. Altro dato sicuro gli attacchi al sindaco Berruti, alla giunta e ai parlamentari savonesi. Antonella Frugoni, presidente della Quinta: "Questa delibera protegge i dirigenti comunali, ma dal sindaco mi aspettavo un atto politico di sostegno alle Circoscrizioni". "Non ci sono precedenti nella storia della Repubblica di un atto del genere, che cancella enti eletti dal popolo", ha detto Vito Cafueri (Quarta). Gianpaolo Pellegrino (Quinta): "La giunta ha approfittato della legge per mettere in silenzio la coscienza critica dei quartieri". Altri hanno parlato addirittura di "golpe" citando il fatto che su 75 Comuni che perdono le Circoscrizioni, Savona è stato il primo a chiudere di fatto le Circoscrizioni mentre nella stragrande maggioranza dei casi si è deciso di aspettare il parere del ministero.

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Il cielo sopra (e sotto) l'Alitalia (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Francesco Paternò Diamo spettacolo su tutto. E la crisi di governo aiuta. Prendete il caso della vendita di Alitalia, trattata in esclusiva dal governo con Air France-Klm dopo una doppia gara. Via Prodi e Padoa Schioppa? Allora non vale, per Alitalia di colpo c'è chi vuole ripartire da zero. Carta bollata, ricorso al Tar, destra scatenata con Bondi di Forza Italia a indicare "un'occasione irripetibile per fermare il declino italiano". Anche i sindacati e il ministro Bianchi sono sulla stessa linea, ma i primi almeno con un occhio sul destino dei lavoratori, che è davvero un problema quando si mette mano a delle ristrutturazioni. Air One con Intesa-SanPaolo e un pugno di industriali sono pronti a riacchiappare lo slot di Air France, con qualsiasi mezzo. Sia chiaro, puntualizzano alcuni di loro, il progetto non c'è ancora, si metterebbe giusto qualche gettone di presenza (ricorda l'avventura Agnelli in Telecom), ma tanto potrebbe bastare per fermare il decollo con destinazione Parigi. Un piano di serie B, meglio non dire in nome dell'italianità, che ormai porta male, ma certo in nome della salvagardia di Malpensa e della Lombardia e dell'imprenditorialità circostante inclusa la speranza di portare l'Expò a Milano e degli affari in famiglia. Insomma, che i francesi si tenessero Carla Bruni, il caso Alitalia va riaperto. Ufficialmente, causa crisi di governo. Dopo la mortadella in senato, siamo sull'orlo di un altro figurone internazionale? "La crociata del ministro del tesoro assomiglia sempre più a un trionfo della speranza sulla realtà", ha scritto ieri per il suo attento pubblico il Financial Times, che sente puzza di bruciato. In effetti, la vicenda assomiglia alla realtà, ma a quella di un'altra epoca. Più o meno dieci anni fa, un altro governo Prodi aveva portato l'Alitalia sulla pista di una fusione con Klm, partendo perdipiù da un bilancio in nero. Poi quell'esecutivo cadde, la sfida di dar vita a una grande alleanza internazionale fu messa da parte sulla scia dell'entusiastica apertura dell'aeroporto di Malpensa, arrivò Berlusconi. Oggi c'è il rischio di rivedere la stessa fotografia. Con la sola differenza che l'Alitalia è sul punto di chiudere (e non per colpa dei lavoratori) e che Malpensa, stretto d'assedio da aeroporti regionali e reso non raggiungibile in treno da buona parte di coloro che oggi ne esigono il salvataggio, fa perdere alla compagnia di bandiera (per sua ammissione) 200 milioni di euro all'anno. Per chi vola l'Alitalia?.

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Vitalizi, la petizione Uil arriva a 4mila firme (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-02-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Costi della politica C'è tempo fino a domenica Vitalizi, la petizione Uil arriva a 4mila firme TRENTO - Sono 4mila le firme raccolte dalla Uil per abrogare la legge che prevede il vitalizio per i consiglieri regionali, i residenti che volessero sottoscrivere la petizione, hanno tempo fino al 10 febbraio per farlo, raggiungendo la sede di via Matteotti. Il 19, invece, la discussione in consiglio regionale dovrebbe farsi calda, sul tema dei costi della politica. L'Svp infatti presenterà la mozione per eliminare il contributo regionale del 30% previsto per i vitalizi dei consiglieri e probabilmente anche la proposta di eliminare il contributo fisso pubblico, ai gruppi consiliari, che equivale, in media, a circa 1.500 euro mensili per ogni gruppo. Mauro Bondi (Sdr) che pur ha sottoscritto la mozione del-l'Svp, non ritirerà il suo ddl sul tema dei vitalizi né lo farà Roberto Bombarda che con i Verdi ha presentato un ddl più radicale, il quale prevede, che a partire dalla sua approvazione, i vitalizi siano aboliti immediatamente a tutti i consiglieri. Un ddl che così come è accaduto a quello di Bondi, ha visto l'associazione degli ex consiglieri (185 iscritti, 185 vitalizi in corso di elargizione) storcere il naso. Sempre i Verdi, hanno pronto un altro ddl che presenteranno al consiglio provinciale di Trento, con il quale prevedono un tetto massimo per le spese elettorali. "Anche questi sono costi della politica - ha spiegato ieri Bombarda durante il dibattito organizzato sui vitalizi dai grillini di Trento -. Noi proponiamo che il tetto massimo di spesa per la campagna elettorale non superi i 30mila euro, sappiamo che alcuni consiglieri hanno investito oltre 100mila euro, soldi dei quali prima o poi dovranno rientrare e per evitare questo decidiamo sia giusto dare un tetto di spesa". Il consiglio regionale del 19 si preannuncia fitto di interventi e più di qualcuno si attende, anche dei risultati. I giovani del Metup di Grillo hanno annunciato che saranno presenti, sia i bolzanini che i trentini. "Perché esserci significa dare un segnale, non possiamo solo lamentarci che le cose non vanno e poi non presentarci " ha spiegato Francesco Ghensi, il portavoce dei grillini. Con le elezioni anticipate, tornano a farsi sentire i simpatizzanti del comico genovese che hanno già organizzato, per il 22, un altro incontro pubblico, sul tema della giustizia, al quale parteciperà il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore (ore 20.45 via Calepina 1). Ma i grillini si stanno muovendo anche su altri fronti. Nei prossimi giorni, così come sta accadendo in tutta Italia, chiederanno al sindaco di Trento, Alberto Pacher, la cittadinanza onoraria per Pino Masciari, l'imprenditore che da 10 anni si nasconde dalla 'ndrangheta "perché farlo tornare alla luce è l'unico modo per salvarlo" ha aggiunto Ghensi. Marianna Bonso Le iniziative Bombarda (Verdi) propone un tetto di spesa alla campagna elettorale. I grillini in consiglio regionale il 19 febbraio.

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IL CONTI DEL VOTO (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-06 - pag: 3 autore: IL CONTI DEL VOTO 353 milioni Il costo delle politiche Tanto ha speso lo Stato per celebrare le ultime elezioni politiche, quelle del 9-10 aprile 2006 200 milioni Il costo delle amministrative Non meno di questa cifra costeranno le elezioni amministrative se si sceglierà di celebrarle autonomamente rispetto alle politiche. Se invece si opterà per l'election day, queste risorse saranno risparmiate 450milioni Il risparmio nel 2004 Nel 2004, quando ci fu l'accorpamento di europee e amministrative, l'allora ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, parlò di un risparmio di 450 milioni di euro 80 milioni Il costo dei tre voti siciliani è la stima del costo di politiche, amministrativee regionali in Sicilia dove non sarà possibile l'election day. Il costo è cumulativo delle spese sostenute da Stato, Regione e comuni 539 I comuni in cui si vota Tante sono le città che vanno al voto in primavera, ma non sono inclusi i comuni i cui sindaci si dimetteranno per correre alle politiche. Secondo una stima dell'Anci questi ultimi sono circa 150.

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Truffa e falso in atto pubblico: arrestato consigliere regionale (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

DALL'ITALIA 06-02-2008 LOMBARDIA RISTRUTTURAZIONE DEL LIDO DI MENAGGIO (COMO) Truffa e falso in atto pubblico: arrestato consigliere regionale MILANO II C'è un nuovo arresto nell'in - chiesta della Procura di Milano sulla tangentopoli lariana. Ieri è finito ai domiciliari Gianluca Rinaldin, di 33 anni, consigliere regionale di Forza Italia. Le accuse sono corruzione, truffa e falso in atto pubblico ai danni della Regione Lombardia, oltre a violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla campagna elettorale della primavera del 2005. Il provvedimento firmato dal gip milanese Andrea Ghinetti, su richiesta del pm Fransesco Prete, è stato notificato dai militari della Guardia di Finanza a circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza dall'arresto dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro Giorgio Bin, rimesso in libertà lo scorso dicembre. Al centro delle indagini c'è il piano di ristrutturazione e riconversione del Lido di Menaggio. Secondo gli inquirenti, Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della documentazione, in realtà 'truccatà per ottenere i finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Unione Europea per una somma pari a circa un milione di euro (la metà già sequestrati). Tutto ciò non solo per "un interesse personale" del consigliere di Forza Italia (è ritenuto socio occulto della Lago di Como srl, società che a lavori terminati avrebbe gestito il Lido), ma anche per un ritorno di immagine sotto il profilo politico. Inoltre, avrebbe diviso con Giorgio Bin circa 66 mila euro, una tangente pagata da Tagliaferri per far ottenere all'Associazione Coordinamento Turistico una serie di incarichi annuali. Rinaldin avrebbe utilizzato la sua parte in particolare per pagare tessere del partito di Forza Italia rilasciate ai nuovi iscritti. A ciò si aggiungono i raggiri per vedersi rimborsare da parte della Regione spese mai sostenute per una cifra di 28.644 euro e il versamento di 100 mila euro per la campagna elettorale alle amministrative del 2005 da Tagliaferri e Folcio. Il giudice nel disporre gli arresti domiciliari di Rinaldin ha ravvisato la sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio e di reiterzione del reato. A parere del giudice, dagli indizi raccolti emerge "la 'abitualita" con cui egli, da lungo torno di tempo, era solito ricevere tangenti in percentuali fisse e consistenti" e l'"inclinazione ad 'aggiustare la cartè, attraverso manipolazioni di documenti ufficiali, nonchè le manovre successive all'interrogatorio" reso dallo stesso Rinaldin.

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Corruzione patologia diffusa (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-02-06 - pag: 16 autore: I magistrati contabili. Il caso-rifiuti esempio dei danni del "non agire" - "Più indipendenza finanziaria dal Governo" "Corruzione patologia diffusa" Corte dei conti: concussioni, sprechi e frodi Ue su appalti, sanità, forniture Roberto Turno ROMA Contratti, sanità, forniture. Ma anche consulenze, costi della politica, uso dei derivati, spese degli enti locali, frodi comunitarie. E lo scandalo scottante dei rifiuti e delle gestioni commissariali fallimentari in Campania. è una ragnatela che non si ferma: tra tangenti, danni erariali e sprechi, per la pubblica amministrazione sembra di essere sempre all'anno zero. E la Corte dei conti lancia l'affondo: dai nostri accertamenti emerge "un quadro di corruzione ampiamente diffusa". Come dire: tangentopoli è tutt'altro che morta e sepolta. è con questa durissima denuncia, davanti al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri la Corte dei conti ha aperto l'anno giudiziario con le relazioni del presidente, Tullio Lazzaro, e del Procuratore generale, Furio Pasqualucci. Due relazioni in piena sintonia, come non sempre è accaduto. Che hanno battuto con forza su un tasto, quello della corruzione, molto "sensibile". "Condivido pienamente" l'allarme, ha dichiarato Achille Serra, Alto commissario anti-corruzione. Un rischio "da non sottovalutare " e contro il quale "va tenuta alta la guardia", ha aggiunto il leader del Pd, Walter Veltroni. Uno j'accuse che "sommergerà la sinistra", secondo Forza Italia Campania. Il "non agire protratto per anni ", è stato l'incipit della denuncia di Lazzaro, "può provocare danni di tale entità per i quali nessun giudice, probabilmente, riuscirà mai a pervenire a una quantificazione, tanto meno a ottenere il risarcimento". Una amara considerazione, che tra le righe si riferiva anche, se non soprattutto, all'emergenza rifiuti in Campania. Intanto la Corte dei conti chiede generalmente di poter "disporre direttamente e con efficacia immediata il blocco delle risorse che si stanno sperperando ". Di più, ribadisce la magistratura contabile: serve la totale indipendenza finanziaria della Corte dal Governo, una norma anti possibili conflitti d'interesse, come non s'è fatto con la Finanziaria a dispetto di emendamenti del centro-sinistra. I numeri della corruzione I numeri del malessere sono da capogiro. Basta vedere le cifre dei danni emersi dalle motivazioni delle sentenze di primo grado della Corte nel 2007: il 16,5% per danni al patrimonio al primo posto. Al secondo posto poi la voce "corruzione, tangenti, concussione e altri reati" con l'11,4% del totale. E ancora: 1.085 citazioni, dove spiccano al 20% i reati commessi da dipendenti pubblici. Con citazioni che vedono in testa i ministeri (35,4%), i Comuni (32,7) quindi le Asl (11,3). Statistiche eloquenti. Intanto le somme riscosse per sentenze definitive di condanna sono state pari a 487 milioni nel periodo 2001-2006. Ma con "riparazioni spontanee" per 70 milioni. Le "patologie" elencate sono diffusissime. Le tangenti, ha detto Pasqualucci, sono "correlate ad artifici e irregolarità" di tutti i generi. Procedure contrattuali alterate, trattamenti "preferenziali " per gli appalti, collusione coi fornitori, "illecita aggiudicazione ", false accelerazioni di lavori e conseguenti premi-truffa. Illeciti in sanità "nei rapporti con le strutture private". In questo contesto non poteva mancare la denuncia sulla emergenza rifiuti in Campania. "è un caso esemplare di cattiva gestione delle risorse", ha attaccato Lazzaro. Sia per i maggiori costi che ha comportato (e i "risultati zero"), sia "per l'uso che si è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente deresponsabilizzazione degli enti locali". Il "non agire" calza a pennello col caso-rifiuti in Campania. E non a caso in queste settimane ferve l'attività della Procura della Campania della Corte dei conti. Nell'affresco generale dipinto dai magistrati contabili non potevano mancare altri capitoli da tempo nel mirino. A partire dagli enti locali: per la creazione di società pubbliche costituite non per migliorare la gestione e i servizi, ma per eludere il patto di stabilità. E poi, l'eccesso smodato di consulenze e di esternalizzazioni, le irregolarità contabili, i debiti fuori bilancio. Arrivando a una delle ultime fattispecie sotto la lente: l'utilizzo dei derivati per finanziare i debiti. Le istruttorie aperte crescono, ha anticipato Pasqualucci, e presto "potranno sfociare in citazioni nei confronti dei responsabili, allorché l'attuale pericolo di danno, in relazione all'andamento dei mercati finanziari, si tradurrà in danno attuale". Doppio rischo flop, insomma, per gli swap. Le sentenze dei magistrati contabili IMAGOECONOMICA.

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In Campania paga la Ue (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-06 - pag: 2 autore: In Campania "paga" la Ue La Regione conta 100 esperti di cui 60 a carico dei fondi europei Francesco Prisco NAPOLI. A Palazzo Santa Lucia la "miniera d'oro" per gli esperti si chiama Por: è il programma finanziato dalla Ue a pagare il 60% dei consulenti. La Regione Campania, che non ha pubblicato on line – come prescritto dalle ultime due Finanziarie – la lista degli incarichi a professionisti, al primo gennaio 2008 si avvale della collaborazione di 100 consulenti, per una spesa complessiva di 2,8 milioni. Cifre più esigue rispetto a qualche anno fa, quando la Giunta Bassolino si rivolgeva a piene mani ad esperti esterni pagati a peso d'oro, tanto da innescare anche indagini della magistratura. Sessanta di questi esperti hanno ricevuto incarichi per supporto all'attuazione del Por, al costo di 1,598 milioni della dote accordata da Bruxelles. Le 31 consulenze pagate con fondi regionali veri e propri valgono invece una spesa lorda di oltre 870mila euro. Si aggiungono 9 incarichi del nucleo di valutazione per la verifica degli investimenti pubblici che costano più di 351mila euro lordi ma a pagarli è il Cipe. Per completezza, alle 100 consulenze della Regione andrebbero in ultimo aggiunti gli incarichi per componenti di Commissioni, Comitati tecnico-scientifici e consultivi. Questi sono 167 e percepiscono gettoni di presenza a seduta variabili dai 77 a 500 euro o compensi fissati per l'intero incarico. La Provincia di Napoli ha reso reperibile on line, sul proprio sito istituzionale, i dati sulle consulenze: il prospetto pubblicato fa riferimento all'anno 2006 e soltanto nei prossimi mesi saranno inserite le informazioni relative all'annualità appena conclusa. Ammontano a 37 gli incarichi conferiti due anni fa dall'Ente, per un impiego di oltre 839mila euro. La consulenza più onerosa (61.974 euro) riguarda un'iniziativa per la sicurezza e la salute dei lavoratori (articoli 16 e 17 della Legge 626/94) intrapresa dallo specialista Eugenio Rogliani, segue un incarico da 50mila euro svolto dal sociologo Giovanni Crocco per il monitoraggio di progetti di istruzione e formazione. Un apprezzabile processo di tagli alle consulenze è quello che ha operato il Comune di Napoli che comincerà a mettere on line le liste dei collaboratori soltanto nei prossimi mesi. A fine 2007 si contavano 54 consulenti per una spesa di 1,67 milioni. Soltanto due anni prima gli esperti al servizio del capoluogo campano erano 99 e lo sforzo economico ad essi dedicato superava i 3 milioni. Il 2005, tuttavia, fu un anno particolare per il Municipio partenopeo: si registrarono il varo di grandi progetti come il restyling del Reale Albergo dei Poveri e la preparazione del Piano strategico cittadino, che resero necessario l'apporto di nuove figure professionali. In sostanza dal 2003 al 2005 le spese in consulenza del Comune di Napoli crescono del 104,9%, mentre dal 2005 al 2007 calano di 45,7 punti percentuali. In pratica, il costo delle consulenze oggi è pari allo 0,26% delle spese per prestazione di servizi e addirittura allo 0,11% del valore delle spese correnti nel bilancio del 2007. Un risultato positivo, stando alle stime di Palazzo San Giacomo. "Percentuali pari allo 0,26 –spiega il direttore generale del Comune Luigi Massa – rispetto al complesso delle spese per prestazioni di servizio e dello 0,11 per l'insieme delle spese correnti rappresentano una specie di minimo storico anche a confronto di molte aziende private". Il Comune di Salerno, secondo capoluogo di provincia della Campania, non ha invece contratto alcun rapporto con figure professionali che sia ascrivibile alla tipologia della consulenza. "Consulenze in quanto tali spiega l'assessore al Bilancio Francesco Picarone –non ne abbiamo adottate ". Si fa tuttavia ricorso alla formula del contratto a termine di collaborazione. "Le collaborazioni da noi sottoscritte- prosegue Picarone- hanno richiesto uno sforzo economico che si aggira intorno ai 400mila euro. Rispetto a questa cifra, 250 milioni sono serviti a mettere sotto contratto come direttore artistico del Teatro Municipale il maestro Daniel Oren, le cui indiscutibili doti artistiche e professionali hanno fatto compiere alla programmazione del Verdi un salto di qualità sul piano internazionale ". Antonio Bassolino Il governatore campano. IMAGOECONOMICA.

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Nei Consigli comunali il pieno di presenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nord-Est sezione: PROFESSIONI e LAVORO data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: FRIULI-V.G. Nei quattro capoluoghi solo Trieste sotto il 90% Nei Consigli comunali il pieno di presenze Mauro Pizzin Trieste e Udine da record nelle sedute (rispettivamente, ben 46 e solo 16), Gorizia virtuosa nelle presenze ( 95,7%), Pordenone iperproduttiva sul fronte delle interrogazioni (80). Sono, questi, alcuni dei numeri espressi nel 2007 dai quattro Consigli comunali dei capoluoghi provinciali del FriuliVenezia Giulia, i cui componenti sono stati generalmente molto presenti in Aula. Nel Consiglio di Trieste, come anticipato, sono state 46 le sedute effettuate, 128 le delibere prodotte, 133 le mozioni, mentre le interrogazioni si sono fermate a quota 63. "Abbastanza poche – spiega Sergio Pacor, presidente consiliare – perchè dipendono dalla presenze degli assessori in aula, che spesso arrivano dopo il question time". Per i 40 eletti più il sindaco Dipiazza il livello di presenze è stato dell'88,75 per cento. "Una percentuale comunque elevata che non deve stupire – chiarisce Pacor – dal momento che i consiglieri percepiscono solo dei gettoni di presenza, pari a 100 euro (lordi) a seduta". Numeri alla mano, un consigliere a Trieste può arrivare in alcuni mesi ad incassare fino a 1.000 euro lordi fra sedute in Aula e nelle Commissioni di appartenza. Proprio su queste ultime Pacor ha delle perplessità. "Esse – dice – dovrebbero rappresentare un momento istruttorio rispetto alle sedute in Aula, invece spesso sottraggono compiti ad un Consiglio che una volta esprimeva il sindaco, mentre ormai è stato depotenziato nelle sue funzioni". Secondo Pacor la soluzione rispetto a questo accavallamento di compiti, che può essere motivata anche dalla necessità di fare più cassa, potrebbe arrivare da una legge della Regione. "Basterebbe – spiega – stabilire un'indennità fissa mensile da un migliaio di euro per risolvere la situazione". Un'opinione, quest'ultima, sposata anche da Elvio Ruffino, presidente del Consiglio di Udine. Nel capoluogo friulano le presenze dei consiglieri nelle 16 sedute del 2007 sono state pari al 93,4%, le delibere 126, le mozioni 23, le interrogazioni 67. A colpire è lo scarso numero delle sedute, poco più di un terzo rispetto a Trieste. "Per la lunga tradizione –spiega Ruffino –il nostro Consiglio dedica poco tempo al dibattito politico, complice anche un regolamento restrittivo in tema di interventi, per concentrarsi maggiormente sull'approvazione delle delibere. Ed è chiaro che in questo modo i lavori si velocizzano. Diverso il discorso per quelli delle Commissioni, a Udine vero luogo di discussione e confronto. Per quanto concerne i gettoni di presenze – conclude il presidente – se dipendesse da me aumenterei quelli per il Consiglio a discapito delle Commissioni perchè i tempi di durata delle riunioni sono diversi ". Assenze con il contagocce anche nel Consiglio di Pordenone: il 93,5 per cento. Nelle 27 sedute del 2007 sono state 85 le delibere approvate, 47 le mozioni trattate e 80 le interrogazioni presentate. "Se non si sono riscontrati problemi di gestione – precisa il presidente consiliare, Vincenzo Romor – è merito anche dell'introduzione della e-democracy, che prevede la pubblicazione sul sito del Comune di tutti gli atti, in modo che consiglieri e cittadini possano essere al corrente dei lavori e informati sugli argomenti trattati per esercitare i controlli". A Gorizia, infine, le 22 sedute l'Aula complessive sono la somma dell'ultima parte del mandato Brancati (13) e dell'inizio della nuova Giunta Romoli (9): per questa seconda tornata la percentuale di presenze (95,7%) è stata da record. "Qui da noi i costi della politica sono minimi – spiega il nuovo presidente, Rinaldo Roldo –: se per una seduta d'Aula il gettone di presenza supera di poco il centinaio di euro, per le Commissioni siamo ai 30 euro per seduta". mauro.pizzin@ilsole24ore.com E-DEMOCRACY A PORDENONE Per il presidente Romor "positiva la pubblicazione sul sito municipale di tutti gli atti per informare i cittadini".

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Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: INTERVISTA Luciano Vandelli Amministrativista "Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi" BOLOGNA "Prima di chiedersi se abbia senso ridurre il numero delle circoscrizioni occorrerebbe chiedersi se sia una legge finanziaria a poterlo fare". Secondo Luciano Vandelli, ex assessore all'Innovazione istituzionale e amministrativa della regione Emilia- Romagna e docente di Diritto amministrativo all'Università di Bologna, la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha reso il Testo unico degli enti locali (Tuel) un testo superato perché tutta questa materia è andata a confluire nell'autonomia statutaria e regolamentare dei comuni. Come si conciliano queste riflessioni con la necessità di ridurre i costi della politica? Talvolta trovo rozzo il modo in cui viene affrontato il tema dei costi della politica nel senso che sono ben altri gli sprechi come i costi che si addossano al Paese per le inefficienze. Non credo che abolire i 32 euro lordi del gettone di presenza di in consigliere di quartiere (per due o tre riunioni al mese) risolva il problema. I quartieri devono riflettere la sostanza di una collettività di un territorio, quindi dare regole generali è sempre un atto azzardato che rischia di essere inadeguato rispetto alla varietà delle singole realtà. Che senso avrebbe mantenere le circoscrizioni? "Se da un lato si avverte la necessità di ridurre sovrapposizioni di competenze e inutili doppioni istituzionali dall'altro occorre anche interrogarsi intorno a quali esigenze assolvano. Ovvero: nelle grandi aree urbane il comune è troppo distante dalle esigenze dei cittadini, in particolare quelle che richiedono una valutazione puntuale delle singole zone dove le dinamiche si modificano giorno per giorno. E se questo problema c'è, le circoscrizioni sono lo strumento adatto per dare una risposta? Su questi temi occorrerebbe sviluppare un'attenta analisi e una valutazione che non sia meramente condizionata dall'ansia di dare una risposta al tema dei costi della politica. Quale ruolo potranno avere in futuro? Sono convinto che in questo momento, in cui il rapporto tra cittadini e politica è pessimo, occorra ripartire dal basso per coinvolgere strati di popolazione lontani dalla politica come i giovani e gli anziani. Soprattutto per i giovani occorrono delle sedi che siano palestre per la politica lontane dalla retorica istituzionale. Questa esigenza è maggiormente sentita nei grandi comuni. Cancellare con un tratto di penna tutto il tema della partecipazione nelle città è un cosa controproducente. Al contrario occorrerebbe svilupparla. Esistono dei modelli di decentramento di altri paesi a cui guardare? L'esperienza più importante e anche parecchio studiata in Italia, è quella di Barcellona. In questo caso la struttura di riferimento è articolata alla stregua di un consiglio comunale con delegati ai quali vengono attribuite delle nomine specifiche in relazione a singole aree. Attualmente il comune di Barcellona sta rilanciando il suo progetto di partecipazione con l'introduzione di una carta municipale che dovrebbe ridisegnare i ruoli delle municipalità. Generalmente quasi tutti i paesi hanno le circoscrizioni, questo ci dice che ogni realtà tende a costruire il proprio modo di operare in questa direzione. M. L. " Resta importante coinvolgere i cittadini per avvicinarli alle istituzioni" Scettico. Luciano Vandelli, docente di Diritto amministrativo a Bologna AGF.

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Senza sprint i tagli ai quartieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: Circoscrizioni. A rilento la razionalizzazione imposta dalla Finanziaria alle città sotto 100mila abitanti Senza sprint i tagli ai quartieri Bologna decide di ridurli da 9 a 6, Modena è propensa all'aumento Mariangela Latella Procede a rilento la riforma delle circoscrizioni nei comuni del Centro-Nord prevista nell'ultima Finanziaria che impone, entro le prossime amministrative, la riduzione del numero dei quartieri sulla base di determinati parametri demografici: quartieri non più piccoli di 30mila abitanti per i comuni compresi tra i 100mila e i 250mila abitanti e nessun quartiere per i comuni con meno di 100mila abitanti. Ciò significa che i 44 sindaci del Centro-Nord con una popolazione tra le 30mila e le 100mila unità (cui la precedente normativa del Tuel permetteva l'istituzione di quartieri) dovranno dare un taglio netto alla partecipazione politica locale: si tratta di 18 comuni in Toscana, 12 in Emilia- Romagna, 10 nelle Marche e 4 in Umbria. In controtendenza con lo scarso gradimento della riforma che, di fatto, produrrebbe tagli ai costi poco significativi (circa il 10% della spesa per le funzioni decen-trate), il comune di Bologna – che per avere una popolazione superiore ai 250mila abitanti non dovrebbe procedere ad alcuna riorganizzazione – annuncia, a sorpresa, la riduzione dei propri quartieri da 9 a 6 entro giugno 2009. "Con la delibera consiliare dell'ottobre scorso abbiamo attivato un trasferimento massiccio di funzioni ai quartieri che saranno trasformati in veri e propri municipi- spiega Libero Mancuso, assessore agli Affari generali e istituzionali del Comune di Bologna –. Lo snellimento e la riduzione dei quartieri comporteranno anche una riduzione delle relative voci di spesa (attualmente il 40% del bilancio comunale) ". La discussione si è aperta in questi giorni, ma tra i quartieri interessati alla riorganizzazione potrebbe esserci quello di Borgo Panigale (che non raggiunge, di poco, la soglia dei 30mila abitanti) di cui si vocifera l'accorpamento con il quartiere Reno. A rallentare il processo di riorganizzazione sono innanzitutto le difficoltà interpretative del testo normativo, in attesa di chiarimenti dal legislatore, ma anche problemi legati alla redistribuzione degli equilibri politici all'interno dei nuovi consigli di quartiere. "Sono organi che rappresentano i partiti di maggioranza e minoranza – spiega Stefania Ragnetti, assessore al Decentramento del Comune di Ancona – secondo gli equilibri stabiliti dal voto. Diminuendo i parlamentini si diminuirà la loro rappresentanza". La forte tradizione di partecipazione nei Comuni dell'area è un altro dei motivi che rende difficile il processo di riforma. Tra i 44 enti sotto la scure della Finanziaria anche grossi agglomerati urbani come Piacenza (che al momento non prevede diete), Lugo (che a fronte di 32mila abitanti ha 16 quartieri che continuerà a mantenere su base volontaria), Cesena (che pure li manterrà a costo zero), Pesaro (che non rinuncerà alle circoscrizioni riducendone però il numero, da 8 a 3) e ancora, Siena, Massa, Carrara, Lucca, Pisa, Arezzo. "Siamo in fase di approvazione della modifica al regolamento delle circoscrizioni – spiega Elio Cappellini, assessore alla Partecipazione del Comune di Lucca –. Dovremo eliminare tutte le nove circoscrizioni entro il 2012. Il risparmio che se ne ricaverebbe sarebbe minimo considerato che il gettone di presenza dei consiglieri è di 17 euro lorde e l'indennità mensile dei presidenti è di 900 euro lorde. Auspichiamo un passo indietro del legislatore su questo punto. In caso contrario troveremo nuove forme di partecipazione a costo zero". In taluni casi la Finanziaria ha condotto a risultati opposti da quelli voluti. Come a Modena dove porterà, al contrario, a un aumento delle circoscrizioni. "Noi abbiamo ridotto il numero dei quartieri (da 7 a 4) già dal 1995 – spiega Simona Arletti, assessore comunale agli Affari generali –e il nostro modello di decentramento si basa tutto sul ruolo del presidente di quartiere, individuato come punto di riferimento delle circoscrizioni. A seguito della Finanziaria, che elimina la possibilità dell'aspettativa dal lavoro per i dipendenti che svolgono la funzione di presidente di quartiere (e che ne ha già fatto rientrare uno al lavoro) saremo costretti a rivedere il nostro progetto di riorganizzazione prevedendo anche la possibilità di riaumentare il numero dei quartieri, dato che per legge ne possiamo avere sei". "Il paradosso della Finanziaria è che impone di tagliare i quartieri ma nulla osta all'apertura, ad esempio, di dieci sportelli anagrafe – spiega Roberto Montagnani, dirigente servizio Decentramento del Comune di Reggio Emilia –. Stessa cosa dicasi nel caso in cui, pur riducendo il numero dei consigli, si decida di aumentare il numero dei consiglieri". Così, a Perugia che dovrebbe ridurre gli attuali 13 quartieri, si prospetta la possibilità di redistribuire l'attuale bilancio sui cinque ammissibili in previsione di un ampliamento delle loro funzioni. NEI CENTRI MINORI Municipi come Lucca devono eliminare tutti i parlamentini entro il 2012. In alternativa si studiano nuove forme di democrazia senza oneri In controtendenza. Modena aumenterà i propri quartieri in seguito alla Finanziaria. Qui il serivzio anagarafe della circoscrizione n.3.

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Stipendi dei manager, i tagli di Emiliano sono solo un autogol (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2008-02-06 num: - pag: 11 categoria: BREVI Stipendi dei manager, i tagli di Emiliano sono solo un autogol LA POLEMICA di PAOLO MARRA* A vevamo già avuto la sensazione che l'assessore alle società partecipate del Comune di Bari non tenesse in grande considerazione la professionalità e l'operato dei manager pubblici locali, che pure hanno profuso grande impegno sin dall'inizio dell'amministrazione Emiliano. Ci ha sorpreso però che la Giunta, accogliendo la proposta dell'assessore, abbia espresso l'indirizzo di ridurre drasticamente i compensi per tutti gli amministratori delle aziende ex municipalizzate, ivi compresi i presidenti che, a prescindere dai risultati effettivamente ottenuti, dedicano al compito loro assegnato tutta la propria attività lavorativa. Non può sfuggire ad alcuno che i compensi lordi stabiliti dalle rispettive assemblee dei soci, assicureranno agli amministratori appena nominati un compenso annuale netto pari, se non addirittura inferiore, allo stipendio dei funzionari nemmeno di massimo livello. Con tutto il rispetto per l'attività lavorativa svolta da questi ultimi, non v'è chi non veda come il legale rappresentante di una società pubblica assume con la carica responsabilità di gran lunga più rilevanti rispetto a quelle assunte da un dipendente della società medesima. Certo, il clima di antipolitica e di lotta ai costi della politica ha probabilmente influito sulla decisione del Sindaco che ha ritenuto di spingersi ben oltre le apposite norme, introdotte con la legge finanziaria per il 2008, concernenti la riduzione delle indennità dei consiglieri comunali, ma che nulla prevedono per i compensi dei manager delle aziende pubbliche locali. Ed è del tutto fuori luogo il paragone, proposto dall'assessore Monno, fra le indennità stabilite per legge in favore dei consiglieri comunali ed i compensi riconosciuti a sindaci, presidenti e componenti dei consigli di amministrazione delle società comunali che – è persino superfluo evidenziarlo – svolgono attività assai diverse. Prima di intraprendere una vera lotta ai costi della politica occorre intendersi bene su quali costi della politica si dovrebbero contrastare. Fra questi rientrano certamente le spese superflue che servono soltanto a garantire privilegi ingiustificati (auto blu, portaborse, rimborsi spese di viaggio esorbitanti ecc.) oppure quelle spese sostenute per realizzare opere sovradimensionate oppure i mancati introiti di proventi dell'ente; insomma tutto ciò che è spreco di mezzi finanziari, di risorse, di energie. Può mai esser considerato spreco la retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato da chi collabora a vario titolo con la pubblica amministrazione? O piuttosto, tenuto conto fra l'altro che proprio i presidenti uscenti delle società comunali sono stati confermati nella loro carica (quindi giudicati meritevoli di ulteriore fiducia), la ridetta riduzione dei relativi emolumenti non è da considerarsi una misura tanto demagogica, quanto disincentivante? Non ci vuole molta immaginazione a prevedere che il prossimo bando pubblico, propedeutico al conferimento di un incarico così gravoso e delicato, sarà disertato dai manager più competenti, attratti dai privati. Si ponga rimedio ad una decisione ingiustificata e controproducente. Si stabiliscano, in aggiunta ai compensi già deliberati in assemblea dei soci, una parte variabile di retribuzione agganciata al raggiungimento di obiettivi. *Consigliere comunale PRC \\ Non ci vuole molto ad immaginare che i prossimi bandi andranno deserti perché i professionisti migliori saranno attratti dai privati.

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COSA CAMBIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: COSA CAMBIA Il testo normativo La Finanziaria 2007 ha modificato il Testo unico degli enti locali (Dlgs 267/2000) che ha istituito le circoscrizioni comunali. La principale novità riguarda la soglia demografica per l'istituzione delle circoscrizioni, ammesse solo in comuni con più di 250mila abitanti (prima la soglia era 100mila). La 244/07 stabilisce inoltre che i comuni con una popolazione compresa trai 100mila e i 250mila abitanti possono avere dei quartieri che però non raccolgano meno di 30mila abitanti ciascuno. I cambiamenti Nel Centro-Nord la riforma riguarderà 44 Comuni ricompresi nella fascia trai 30mila e i 100mila abitanti, che per il vecchio testo del Tuel potevano, invece, avere dei quartieri. A questo proposito l'Anci ha presentato un emendamento (che ha superato il vaglio della commissione Affari istituzionali della Camera e che attende l'esame in Parlamento) per prorogare l'entrata in vigore delle disposizioni della Finanziaria alle prossime elezioni amministrative ritenendo anticostituzionale la modifica di un organo rappresentativo, eletto quindi dai cittadini, in corso di legislatura. I nodi Tra gli aspetti oscuri della norma c'è il blocco degli aumenti progressivi dei gettoni di presenza dei consiglieri laddove non è chiaro se gli aumenti già maturati (che in alcuni comuni sono arrivati anche al triplo del gettone base di 35 euro lordi) siano salvi ovvero se debbano essere azzerati.

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Bologna (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: Bologna. Lo sforzo è assecondare la convivenza di 12 etnie con una forte incidenza scolastica e giovanile SanDonatopiù"straniero" BOLOGNA La sede del quartiere San Donato è una struttura di recente costruzione, terminata qualche mese fa, e situata vicino all'omonima arteria stradale che conduce alla periferia nordest della città e collega il centro con le zone industriali di Granarolo, Castenaso e Castel Maggiore. Il quartiere, costruito sin dai primi anni del 1900 e implementato per tutto il secolo scorso soprattutto con la costruzione di edifici di edilizia popolare, negli anni 60 e 70 (si pensi a tutta l'area del Pilastro, ormai quasi un ghetto per immigrati), raccoglie oggi circa 35mila abitanti, di cui il 10% stranieri e circa il 35% over 65 anni.è un'area dalla morfologia in continuo cambiamento sia dal punto di vista demografico, sia dal punto di vista strutturale. Conseguentemente sono tante e variegate le istanze di cui, la circoscrizione, nella sua qualità di organo di decentramento comunale, si fa foriera. "Qui la partecipazione è molto sentita. Sono decine i cittadini – spiega il presidente Riccardo Malagoli – che si rivolgono al quartiere quotidianamente per usufruire dei servizi delegati dal Comune, come lo Sportello lavoro, quello immigrazione o quello sicurezza, il servizio di assistenza agli anziani o il servizio anagrafe. Io personalmente ricevo su appuntamento 7-8 cittadini alla settimana ma il dialogo è continuo e va al di là dell'orario di lavoro". Una sorta di anello di congiunzione, insomma, tra i cittadini e il Palazzo che ha portato, in occasione del dibattito per la costruzione della nuova moschea, alla sperimentazione di una nuova forma di partecipazione. "Un modello di partecipazione che ci siamo praticamente inventati – continua Malagoli – coinvolgendo nel dibattito i rappresentanti dei cittadini (circoli, associazioni e parrocchie) e alla fine, sia pur faticosamente, siamo arrivati a un progetto condiviso". Ammonta a circa 200mila euro il costo politico del quartiere (indennità del presidente di circa 2.500 euro al mese e gettoni di presenza dei 14 consiglieri paria poco più di 35 euro lordi per due consigli di quartiere al mese). Il resto del bilancio (3 milioni di euro destinati a raddoppiare da giugno con il progetto comunale delle municipalità che delegherà al quartiere tutti i servizi alla persona) è destinato per l'80% (circa 2,4 milioni di euro) a offrire servizi di assistenza agli anziani non autosufficienti, il resto alla scuola e al sostegno delle libere forme associative. "Il nostro è un quartiere di periferia – conclude Malagoli –dove convivono 12 etnie diverse. Si pensi che il numero dei minori stranieri qui è il doppio di tutto il territorio. Per questo puntiamo molto sulla ripresa della socialità anche promuovendo, per i giovani, delle rassegne cultura-li estive, che offrano loro delle alternative nei periodi in cui la scuola rimane chiusa". M. L. IL FUNZIONAMENTO Tra indennità del presidente e dei consiglieri si spendono circa 200mila euro l'anno su un bilancio di 3 milioni.

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Crisi/ Camere sciolte, ecco i provvedimenti che vanno al macero pag.1 (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Crisi/ Camere sciolte, ecco i provvedimenti che vanno al macero Mercoledí 06.02.2008 08:01 --> Hanno quindi subito uno stop forzato, tra gli altri: - la delega per la modifica della disciplina dell' immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero; - il disegno di legge sulla non autosufficienza, che fissa i Livelli essenziali di assistenza per le persone non autosufficienti e contiene anche l"istituzione del Fondo per la lotta alle povertà estreme e del Fondo di solidarietà sui mutui per l'acquisto della prima casa e misure per il riordino dei congedi parentali; - le norme per la promozione del welfare familiare e generazionale; - il nuovo testo sulle droghe; - la nuova legge sulla prostituzione; - le nuove norme sulla cittadinanza; - le otto disposizioni relative al consenso informato e al testamento biologico;- le norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato; - le disposizioni penali contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa e interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale (anche attraverso l'estensione dell'art.18 sulla protezione sociale di chi denuncia i propri sfruttatori, previsto dalla legge sull'immigrazione e oggi applicata per le vittime della tratta); - le norme in materia di sensibilizzazione e repressione della discriminazione razziale, per l'orientamento sessuale e l' identità di genere; - le norme a tutela dei minori nella visione di film e di videogiochi; - il disegno di legge su diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, prima meglio conosciuto come Pacs, dopo chiamato Dico e infine Cus; - il provvedimento di ammodernamento del Sistema sanitario nazionale; - le misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell' ambito della famiglia; - le disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale; - le disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente. --> << pagina precedente pagina successiva >>.

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Io, vittima di tanti invidiosi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sport "Io, vittima di tanti invidiosi" Moggi-show al Casinò, tra contestatori e nostalgici IL LIBRO Presentato "Un calcio nel cuore" di Rolando Del Mela VENEZIA. Completo grigio, cravatta regimental, il ghigno che l'ha reso celebre, il presidente del Casino di Venezia Mauro Pizzigati a fianco. Luciano Moggi nella saletta "Cuoi d'oro" del piano nobile di Ca' Vendramin Calergi, ha presentato la sua verità su Calciopoli attraverso il libro "Un calcio nel cuore" scritto con due giornalisti, Enzo Bucchioni e Mario D'Ascoli (Tea Editore, quasi 250 pagine, 12 euro). I fatti e i personaggi che, nella primavera-estate del 2006, hanno terremotato il calcio italiano tanto da arrivare, fra l'altro, alla retrocessione della Juventus in serie B. Un incontro preceduto dalle polemiche dopo l'interpellanza in consiglio comunale di Beppe Caccia che considerava sconveniente la presenza del Grande Accusato del più grande scandalo del calcio italiano. E una decina di tifosi del Venezia appartenenti al "Gate 22" hanno atteso che Moggi prendesse la parola per entrare e consegnargli un volantino con la scritta "Wanted" apostrofandolo al grido di "Noi Luciano Moggi a Venezia non lo vogliamo!" e prendendosela col Casino, reo di essere "in combutta con questo signore qua". Il diretto interessato, omaggiato da una claque sparuta ma agguerrita di una ventina di nostalgici dei "bei tempi andati in bianconero", ha replicato duramente: "Nella mia vicenda ho trovato tante brave persone, non certo questi che sono aizzati dalla stampa. E' gente comandata per 10 lire, sono pagati per fare queste cose". Ma è stato solo l'antipasto, perchè il libro, nel quale racconta il suo punto di vista su Calciopoli e anche i suoi 40 anni di calcio è stata l'occasione per un j'accuse a chi voleva cacciare la Triade, Moggi-Giraudo-Bettega, solo perchè erano i più bravi. "Io non ho fatto niente, ho svolto il mio comppito onestamente, sono vittima di personaggi e società di calcio che volevano prendere il mio posto". "Il libro contiene molte verità - ha continuato Moggi nel consueto monologo senza contraddittorio - dice che ho pensato a costruire squadre forti, facendo gli interessi della Juve. E qualche volta, per arrivare prima degli altri, devi essere anche sleale. Ci hanno fatto fuori perchè eravamo i più bravi di tutti". I grandi nemici sono Moratti, l'Inter, la Telecom, Guido Rossi, un Carraro uscito indenne dalla vicenda, Matarrese. "Prima succedevano i disastri arbitrali, le ammonizioni comandate, le telefonate ai designatori ed era Moggi a manovrare, oggi succedono ed è casuale. E' sotto gli occhi di tutti quello che sta combinando Collina ma gli arbitri sono uomini, prima volevano arbitrare la Juve, ora vogliono l'Inter così i gettoni corrono". Una domanda sulle schede svizzere in possesso di arbitri e designatori scatena Moggi ma Bucchioni ammette le circostanze di un regalo fatto durante una cena a Pairetto e Bergamo. E infine un accenno "veneziano" a Franco Dal Cin che con le sue dichiarazioni ad un magistrato aveva innescato la prima indagine. "Dal Cin - ha chiuso Moggi - quello che ha combinato con Genoa-Venezia si commenta da sè. Il libro racconta invece la congiura di chi ha fatto fuori me e la Juve. Che durante Calciopoli si è condannata da sola. Se sapevo che la difesa della Juventus era quella, non mi dimettevo. Perchè i dirigenti bianconeri non mi hanno cacciato, me ne sono andato io!".

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PRECISAZIONI/2 [/AGENDA1]Il Consiglio provinciale (sezione: Costi dei politici)

( da "Brescia Oggi" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Con questa breve riflessione desidero soffermarmi su alcuni passi riportati nell'articolo apparso martedì 29 gennaio riguardante la seduta del Consiglio provinciale che si era svolta il giorno precedente, lunedì 28 gennaio. In particolare, vorrei parlare del contenuto di alcune dichiarazioni a me attribuite - relative alla mozione, approvata in quella sede dal Consiglio, inerente la "Richiesta di sanatoria per la restituzione delle somme elargite in eccesso ai pensionati bresciani dall'Inps dal 1994 ad oggi", presentata con Vigilio Bettinsoli (Fi), Fabio Mandelli (An), Leonardo Peli (An), Giacomo Quadrini (Udc) e Roberto Vanaria (Lega Nord) - che a mio parere non sono state riportate in modo chiaro. In primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia, gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli assessori" - non è stata riportata. E in questo modo è parso che io non fossi d'accordo sull'eventuale contributo da parte dei consiglieri, mentre per quanto mi riguarda la cosa non presenterebbe problemi. Tuttavia, anche il supporto ricavato riducendo spese, gettoni di presenza e stipendi costituirebbe solo una goccia nel mare e non risolverebbe comunque il problema. In secondo luogo nell'articolo non emergono in modo corretto i contenuti della mozione. In particolare, non emerge con chiarezza il fatto che la richiesta di impegno a reperire le opportune risorse per aiutare gli anziani con maggiori difficoltà rimane, accanto all'impegno chiesto al presidente della Provincia per porre in atto tutte le azioni necessarie per far sì che non si proceda da parte dell'Inps, al recupero delle somme e a richiedere una sanatoria delle stesse. Infine, per quanto riguarda la dichiarazione riportata nell'articolo nella quale parlo dell'onorevole Elidio De Paoli, voglio specificaer che, nel mio intervento in Consiglio, non l'ho attaccato ma elogiato, in quanto si era attivato affinché i fondi per i pensionati fossero reperiti non solo per gli italiani all'estero ma anche per gli italiani in patria. Purtroppo ciò è avvenuto solo per gli italiani all'estero. Roberto Toffoli CONSIGLIERE PROVINCIALE FORZA ITALIA.

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<L'Ulss non paghi spese in Tunisia> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

REGIONE. Ciambetti "L'Ulss non paghi spese in Tunisia" &nbsp Il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti esprime - in una nota - la propria perplessità in merito al fatto che il sistema sanitario nazionale paghi le cure mediche anche ai tunisini che risiedono nel proprio paese. "Attraverso accordi bilaterali - afferma il consigliere - il cittadino tunisino che lavora regolarmente in Italia ha diritto ad una sorta di "lista" in cui indicare i nomi ed il numero dei suoi familiari rimasti in patria a cui lo Stato italiano è tenuto a pagare le spese sanitarie". Secondo Ciambetti "si tratta di un meccanismo che non ha giustificazione. Non si discute sulla copertura per quei lavoratori stranieri che, lavorando e pagando regolarmente i contributi da noi, ricevono assistenza in Italia. Non si spiega, però, il motivo per cui anche i loro familiari, che in Italia non hanno magari, e per fortuna, mai messo piede, debbano ricevere un pari trattamento senza contare che ci si affida poi ad una "lista" non verificabile, stilata dagli stessi tunisini". "Nulla da eccepire sull'importanza del diritto alle cure mediche - sottolinea l'esponente leghista - ma non si vede perché, stanti i quasi novantamila tunisini residenti in Italia (oltre cinquemila nel solo Veneto), la spesa per i loro familiari debba essere a carico nostro". "Per far fronte al deficit italiano, i nostri contribuenti già si trovano gravati da troppe tasse - conclude Ciambetti - sarebbe più opportuno iniziare a tagliare delle spese che accrescono, senza motivo, il deficit in cui i bilanci versano da oramai troppo tempo".  .

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<Le assenze di Mantovani non sono un'invenzione> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

CASSOLA Petucco ritorna sul tema "Le assenze di Mantovani non sono un'invenzione" Il consigliere cita le delibere di giunta CassolaSulla vicenda delle presenze in giunta dell'assessore Piercarlo mantovani, ilconsigliere comunale Giusepep Petucco ci scrive: "Caro cronista, Il Gazzettino nei giorni scorsi riportava: "Polemica in Consiglio sulle assenze del vicesindaco". Sotto questo titolo si leggeva della interrogazione presentata dal sottoscritto al sindaco di Cassola, per chiedere cosa intendesse fare l'amministrazione, di fronte alle ripetute, reiterate e ampiamente documentate assenze dalle riunioni di Giunta dell'assessore Mantovani, che è anche vicesindaco. Mi ha stupito, come riportato dal Gazzettino - continua Petucco -, che il sindaco abbia messo in dubbio le assenze dell'assessore dicendo che "se taluno non è presente al momento dell'appello della giunta non è classificato tale nemmeno se arriva in seguito". Non è così. Nel corso di una stessa seduta di giunta si approvano più delibere. Io - sostiene Petucco - ho sottomano tutte le copie delle delibere. Per ciascuna delibera c'è l'elenco dei presenti alla votazione. Non c'entra nulla il fatto di essere arrivati in ritardo. Si può arrivare in ritardo per una votazione, ma non per tutte. Se è per tutte vuol dire che si è assenti, come sostenuto nella mia interrogazione".E qui il consigliere comunale riassume lo schema delle presenze o assenze che appare nella copertina di ogni delibera di giunta. Nel documento esibito si vede che Mantovani è classificato assente."In presenza di un documento come quello da me riportato - continua Giuseppe Petucco - si può dire che per quella delibera l'assessore Mantovani era assente. Se poi le altre delibere che portano la stessa data riportano ancora nell'elenco degli assenti la stessa persona, si può concludere che quell'assessore è stato assente per tutta la seduta. Ribadisco, quindi, che sulle assenze dell'assessore Mantovani non ci possono esser dubbi. Non mi permetterei mai di affermare una cosa non vera in una materia così delicata. Quanto poi all'attacco che l'assessore mi ha mosso affermando che avrei detto grosse inesattezze, invito l'assessore a fare una verifica della sue presenze sulla base della documentazione che si trova a disposizione di tutti i cittadini. Quanto alla ben più grave affermazione secondo la quale il sottoscritto dicendo inesattezze starerebbe "percependo per nulla il gettone di presenza", mi pare che la frase si commenti da sola. Non ho nulla di personale con l'assessore Mantovani, ma non posso far finta di non vedere i fatti. Grazie per l'ospitalità" conclude Petucco.

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Faeto Libera Unita Democratica contro sprechi comunali (sezione: Costi dei politici)

( da "Grecale, Il" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il gruppo consiliare d'opposizione denuncia alcune spese ritenute "irrazionali". Spese telefoniche raddoppiate con l'uso dei cellulari aziendali di Redazione Faeto - Il gruppo consiliare "Faeto Libera Unita Democratica" qualche giorno fa aveva lanciato un appello contro lo spreco dei soldi pubblici portando in consiglio comunale la proposta di rinunciare ai gettoni di presenza da parte dei consiglieri comunali per realizzare iniziative destinate ai giovani ed al sociale. "Coerentemente con questa battaglia contro lo spreco di soldi pubblici appartenenti a tutti i cittadini - dicono dal gruppo consiliare d'opposizione - il nostro gruppo porta avanti da quasi tre anni iniziamo a denunciare alcune spese che riteniamo irrazionali e controtendenza rispetto all'attuale fase storica di trasparenza e riduzione degli sprechi. Iniziamo dal fatto che a Faeto le spese telefoniche sostenute dal Comune presentano un conto annuale che indigna non poco. Infatti dal 2000 fino ad ora il Comune ha sborsato oltre settantottomila euro per le spese telefoniche. Ad osservare meglio queste cifre, pubblicate come tante altre sul sito http://www.faetolibera.it/, si nota che le spese telefoniche sono raddoppiate dal 2004 che è l'anno in cui sono stati introdotti i cellulari per così dire aziendali e che sono in dotazione del Sindaco e di alcuni dipendenti comunali. Riteniamo - continuano - che il nostro Comune debba spendere molto meno in costi telefonici dal momento che quando chiediamo al Sindaco la realizzazione di attività di tipo sociale o destinate ai giovani ci viene risposto che non ci sono soldi sufficienti nel bilancio comunale per attuarle. Ci auguriamo che si ponga un limite a questa spesa che non esitiamo a definire uno spreco di soldi pubblici che non trova nessuna giustificazione". "Faeto Libera Unita Democratica" ha richiesto al Comune il riepilogo delle spese telefoniche sostenute dall'ente negli anni tra il 2000 ed il 2007, che ammontano a 76.781,50 euro. Dal 2000 al 2003 le spese non superavano i 7.300 euro, ma dal 2004, l'anno in cui sono stati introdotti i cellulari aziendali e che sono in dotazione del sindaco e di tre dipendenti comunali, la somma ha raggiunto picchi annuali finanche di 18.000 euro. (Il Grecale/Fg01) LINK Le spese in dettaglio (Pubblicato il 06/02/08 - 17:45 ).

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Italia, Confindustria denuncia i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Emmegipress" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".

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Calderoli: "Si vota il 13? Ma certo Così la Casta si salva la pensione..." "Macché, il diritto scatta a ottobre" (sezione: Costi dei politici)

( da "Quotidiano.net" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

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Ma certo Così la Casta si salva la pensione..." "Macché, il diritto scatta a ottobre" L'attacco: "Votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando il 13 sì. E poi parlano di election day...". La replica dei Questori: "Servono 2 anni e sei mesi" Commenta Roma, 6 febbraio 2008 - "Quando il Governo deve schierarsi dalla parte del cittadino o della Casta a parole dice di essere con il cittadino ma nei fatti sta sempre con la Casta. La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione". Lo afferma il coordinatore delle segreterie della Lega Nord Roberto Calderoli. "E poi parlano di voler fare l'election day per ridurre i costi della politica! - aggiunge Calderoli -. Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perché questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l'inganno". LA REPLICA: NON E' AFFATTO VERO "Con riferimento ad alcune note di agenzia secondo cui i parlamentari alla prima legislatura avrebbero maturato il diritto al vitalizio in conseguenza della fissazione della data per le elezioni al 13 aprile, si precisa che la notizia in questione non corrisponde a verita'". Lo puntualizzano i collegi dei Questori di Senato e Camera, in risposta alla dichiarazione del senatore Roberto Calderoli. In una nota, "si ricorda che il requisito minimo di 2 anni e 6 mesi di effettivo mandato, richiesto dalla normativa vigente, sarebbe stato conseguito dai parlamentari alla prima legislatura il 27 ottobre 2008". Pertanto, "tali parlamentari, se non saranno rieletti, non potranno maturare il diritto all'assegno vitalizio. Si rammenta infine che, a partire dalla prossima legislatura, il diritto all'assegno vitalizio si conseguira' dopo 5 anni di effettivo mandato, in conseguenza della riforma approvata dagli Uffici di Presidenza delle due Camere il 23 luglio 2007." NAPOLITANO HA SCIOLTO LE CAMERE - LA CURIOSITA' Elezioni, scatta lo stress da candidatura - REFERENDUM Ricorso alla ConsultaQuale emergenze dovrà affrontare subito il nuovo governo? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 06/02/2008 18:54 M, provincia di MO Per una volta quest'uomo ha detto una cosa giusta!! Fermo restando che lui sarebbe stato uno dei primi a farlo!!! 06/02/2008 18:35 M, provincia di RA da quando si parla di elezioni si è sempre detto il 13,solo una cosa non è stata detta da ambo le parti: vogliamo gente pulita,fuori gli indagati,i processati,i miracolati,gli avvisati!!!!! 06/02/2008 18:34 M, provincia di BA Bravo Calderoli che avvisa noi poveri cittadini, tenuti quasi sempre all'oscuro di tutto. Mi piacerebbe essere avvisato anche su quanto ci costa ogni gruppo politico, visto che prolificano velocemente, e perchè ci prendono in giro con un'inflazione dichiarata all'1,6%, quando tutti vedono che è almeno del 10%. Così i pensionati non prendono l'elemosina, in barba alle palle che ci hanno raccontato fino all'ultimo giorno di governo, dicendo che volevano toglierci dalla fame. 06/02/2008 18:27 M, provincia di CO Non mi intendo di regole costituzionali, ma so che l'eventuale pensione la prenderebbero tutti, compresi i trombati di destra! Comunque sia, Calderoli e i suoi moralizzatori sarebbero più credibile se facessero qualcosa di concreto per eliminare lo scandalo reale dei pensionati d'oro. Basterebbe ispirarsi a certi paesi normali, dove (cito a caso la Svizzera), i parlamentari non sono professionisti e percepiscono unicamente modesti gettoni di presenza e rimborso spese, mentre i ministri, che sono solo 7 (sette!) hanno diritto alla pensione piena soltanto dopo 8 (otto!) anni... 06/02/2008 18:26 M, provincia di CS é il solito schifo, le cose non cambieranno mai, sia da dx che da sx è tutto uguale, propongo di inviare alle prossime elezioni tutte le nostre schede al Presidente della Repubblica in segno di protesta, qualcosa deve cambiare basta !!!non è più concepibile questo stato di cose un saluto a tutti 06/02/2008 18:19 F, provincia di BO ...che schifo !!!!!! .... che schifo !!!!!! .... e ancora che schifo !!!! .... a zappare la terra dovete andare, altro che vitalizio !!!, avete fatto solo danni, gli italiani più poveri, c'è più criminalità, avete fatto liberare tutti i galeotti grazie alla legge di m...a dell' indulto, avete permesso di rimanere in italia cani e p..ci, extracomunitari irregolari, ... per non parlare dei meravigliosi rom, ci avete riempito di tasse, e voi pensate anche che vi meritate la pensione ??????????????????? ... in una republica che non fosse delle banane ( come l' avete ridotta voi ), avrebbero avuto almeno il buon gusto di non pretenderla .... ripeto, a zappare la terra, così imparereste cosa vuol dire arrivare a fine mese sudandovi la pagnotta ... ha ragione beppe grillo, fate proprio schifo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 06/02/2008 18:14 M, provincia di BG Io sapevo che dovessero versare contributi per cinque: i primi due anni e mezzo obbligatoriamente come parlamentari eletti e in carica, mentre gli altri due anni anche da non parlamentari comunque versando lo stesso i contributi. A quel punto avrebbero diritto alla pensione di parlamentari, quindi secondo i miei calcoli solo da ottobre 2008!! Non dal 6 di aprile! A meno che abbiano di nuovo cambiato la normativa e ridotto a solo 2 anni il minimo! E' uno scandalo che si prenda la pensione dopo 5 anni, mentre noi si lavora fino a 60 (almeno)... Comunque spero che Calderoli abbia preso un abbaglio e che i parlamentari alla prima legislatura (almeno loro... gli latri gia la pensione ce l'hanno: pure lo stesso Calderoli che poi fa tanto il figliol prodigo, ma Roma ladrona i soldi glieli darà finche crepa) se la prendano lì! 06/02/2008 18:07 F, provincia di PO che ladri! e questi vogliano risanare l'italia!!! continuando a rubare e sperperando il denaro pubbico!!! mandiamoli via questi furbetti che continuano a prenderci tutti per i fondelli, basta fanno veramente vomitare dallo schifo che fanno, altro che vitalizio!!! è l'ora di rifiutare tutti insieme questi sopprusi, possibile che noi tutti cittadini si debba stare ancora a subire un sistema corrotto e che nessuno faccia qual'cosa per il nostro paese? svegliamoci, muoviamoci, ribelliamoci tutti insieme se si vuole interrompere questo meccanismo di degrado totale, lo stato siamo tutti noi quindi riprendiamoci quello che ci appartiene, iniziando dalla libertà, la dignità, la serenità, la sicurezza e quant'altro, tutti valori racchiusi in una democrazia che le varie caste non sanno neppure dove abita, evidentemente perchè gli conviene, per continuare con i loro sporchi affari. 06/02/2008 17:53 M, provincia di RM Il commento può essere uno solo...visto che si conoscono, non i marchingegni ma le truffe della casta,speriamo che nel prossimo governo si corra ai ripari.....sarà così? 06/02/2008 17:45 M, provincia di FE bay bay mortadella ai fatto un altra delle tue ora prenditi 60 giorni di ferie e lascia stare l'alitalia Sono presenti 23 commenti, invia il tuo commento! Successivo Pagine: 1 2 3 Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Non solo t-red e autovelox Presto arriveranno anche i telelaserSport - Calciomercato Palermo, il ds Foschi: "Io resto Amauri? 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L'esponente sondriese di Forza Italia è subentrato ieri in consiglio regionale al leghista Fabio Rizzi Giro di dimissioni e Bordoni entra al Pirellone (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gianmaria Bordoni (m.b.) C'è voluto un percorso a dir poco arzigogolato, la rinuncia - volontaria o involontaria - di tre consiglieri, "una lunga anticamera" come la definisce il diretto interessato, ma alla fine il paradosso di una legge elettorale regionale che nega la rappresentatività ad una delle sue province - l'unica interamente montana - è stato superato. Da ieri anche la Valtellina ha un rappresentante al Pirellone. Si tratta di Gianmaria Bordoni, Forza Italia, già in Regione nelle due precedenti legislature, colui che nella tornata del 2005 raccolse la più alta percentuale di preferenze tra gli azzurri in tutta Italia. Un dato importante che non bastò a fargli prendere la via per Milano. C'è invece voluta prima la sospensione, a causa di una condanna in appello, del consigliere forzista Massimo Guarischi a maggio delle scorso anno, poi la rinuncia dell'altro azzurro Gigi Farioli, subentrato a Guarischi, ma che essendo anche sindaco di Busto Arsizio ha dovuto optare per una delle due cariche e ha deciso di fare il primo cittadino e ancora la rinuncia del leghista Fabio Rizzi, che si è dimesso la settimana scorsa per l'incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco di Besozzo. Un passaggio quest'ultimo che si pensava potesse essere saltato. Una delle interpretazioni - risultata poi perdente a favore della coalizione che aveva ottenuto il maggior numero di voti - era che al posto di Farioli dovesse subentrare da subito un altro esponente di Forza Italia e quindi Bordoni. Ma ormai questo fa parte della storia. A sette mesi di distanza dalla sospensione di Guarischi, a quasi tre anni dal voto del 2005, il torto subìto dalla provincia di Sondrio è stato "saldato". "Ho dovuto fare una lunga anticamera - le parole di Bordoni subito in servizio a Milano -, ma sono contento che la Valtellina sia nuovamente rappresentata nell'assemblea elettiva regionale. E' evidente che non ci sarà moltissimo tempo per lavorare (il mandato scade nel 2010, ma se Formigoni si candidasse alle politiche c'è il rischio di anticipo al 2009, n.d.a.), ma farò tutto ciò che sarà possibile innanzitutto per la nuova legge elettorale che scongiuri il pericolo che un territorio non sia rappresentato in Regione e poi per tutte le sofferenze della nostra valle, a partire dalla viabilità". Una bella responsabilità per Bordoni, non a caso qualcuno dei colleghi milanesi ieri scherzando gli diceva: "Adesso potremo usare te come paravento se le cose non vanno". L'ingresso in consiglio regionale di Bordoni è stato accolto con grande favore dall'onorevole Paolo Uggé che non ha mancato di inviare le felicitazioni all'amico di partito: "In Regione Lombardia, grazie all'impegno della coordinatrice regionale Maria Stella Gelmini e del presidente Roberto Formigoni - rimarca Uggé - la Valtellina potrà contare da oggi sull'esperienza di un uomo come Bordoni che saprà lavorare con lo spirito di squadra che lo contraddistingue nell'interesse delle nostre popolazioni". E l'onorevole rimarca la differenza con quanto accaduto ad Enrico Dioli: "La Margherita gli aveva promesso un posto al Senato in sostituzione di Franco Danieli che avrebbe dovuto dimettersi e così non è stato".

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Nuovi guai per Rinaldin Arrestato per corruzione Il consigliere regionale ai domiciliari - L'accusa: tessere comperate I lecchesi Tagliaferri e Folcio hanno chiesto di patteggiare (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 06-02-2008)
Pubblicato anche in:
(Provincia di Sondrio, La)

Argomenti: Costi della politica

La pena como Una "inclinazione ad "aggiustare le carte"" e una "spregiudicatezza" che ai magistrati non sono piaciute. Soprattutto perché Gianluca Rinaldin è un uomo pubblico, un ruolo come sostiene il giudice Andrea Ghinetti che mal si associa alla pioggia di accuse che la procura scarica sulla sua testa. Un acquazzone che "disvela" - sono le parole scelte dal magistrato - "assoluta mancanza di remore in spregio ai rigorosi doveri" di un esponente del Pirellone e che costa all'enfant prodige della politica lariana gli arresti domiciliari. L'inchiesta Lake Holidays ,ovvero la tangentopoli sulla promozione del lago di Como del pm Francesco Prete, assesta un nuovo schiaffo al mondo della politica made in Lario. Dopo Giorgio Bin, l'ordinanza di applicazione di misura coercitiva firmata dal gup di Milano viene recapitata anche a Rinaldin. Niente carcere, come toccò a novembre al suo successore alla guida dell'assessorato al turismo della provincia di Como, ma da ieri mattina il consigliere regionale non può uscire, fino a nuovo ordine, dalla sua casa di Faloppio. Pesanti le accuse: oltre alle già note contestazioni di corruzione, truffa (per i contributi pubblici al Lido di Menaggio) e falso, il leader liberal degli azzurri nostrani, uomo politico definito "influente" come dimostrano "le "sue" 2251 tessere" di Forza Italia "ottenute eludendo le regole di trasparenza del partito", è sospettato dalla procura di Milano di aver truffato il Pirellone chiedendo rimborsi per spese fantasma per un totale di 28.644 euro, e di aver accettato finanziamenti illeciti (100mila euro) per la campagna elettorale alle Regionali 2005, a dispetto della dichiarazione "sul suo onore" depositata al collegio di garanzia elettorale "di aver ricevuto contributi e servizi pari a zero". A confezionare all'arrembante uomo politico un'intera collezione di addebiti, non sono solo le parole pronunciate da Giorgio Bin nell'interrogatorio con il quale l'ex assessore è riuscito a farsi aprire le celle di San Vittore per far ritorno a casa, ma anche le dichiarazioni rese al pm dagli "amici" di Rinaldin: i lecchesi Umberto Tagliaferri (direttore del Consorzio turistico lago di Como attorno al quale ruota tutta l'inchiesta) e Marco Folcio (entrambi hanno già formalizzato istanza di patteggiamento). La truffa e il falso - La nuvola che scarica il primo scroscio su Rinaldin è la stessa che ha già fatto lampeggiare il segnale burrasca sul barometro di tutti gli altri coindagati (Alberto Sorrentino, Umberto Tagliaferri, Marco Folcio, Giorgio Bin e Carlo Fossati), ovvero le fatturazioni gonfiate o addirittura false costate oltre un milione di euro alle casse di Regione Lombardia e Unione Europea per la ristrutturazione del Lido Giardino di Menaggio. Rinaldin, secondo l'accusa, avrebbe pienamente concorso alla truffa in quanto tutti coloro che hanno "interesse all'illecita operazione e la avallano, adoperandosi a fornire la necessaria copertura politica, rispondono dei reati anche se non hanno realizzato" materialmente i fatti contestati. Le ormai note false fatture, che hanno gonfiato i costi sostenuti per il restauro di un progetto fortemente voluto da Rinaldin (che "aveva bisogno per ragioni di immagine che l'operazione andasse in porto"), secondo l'accusa sono sì opera di Tagliaferri, ma "i correi hanno sempre lasciato lavorare senza farsi troppe domande ma non certo in buona fede". Aggiunto a questo, il consigliere regionale avrebbe anche avuto "un interesse personale" nell'affare, essendo "socio occulto della Lago di Como srl", società che avrebbe dovuto gestire per vent'anni, per conto del Coordinamento turistico, il Lido menaggino. La corruzione - I soldi dell'amministrazione provinciale di Como (tradotto: i soldi dei contribuenti) sarebbero serviti anche per "pagare i costi della politica" a Gianluca Rinaldin. Il pm Prete ne è convinto: il 20% dei contributi che l'assessorato al Turismo ha concesso al Coordinamento diretto da Tagliaferri e presieduto da Sorrentino sarebbe stato poi versato sotto forma di mazzette o viaggi omaggio sia a Giorgio Bin che a Gianluca Rinaldin. E quest'ultimo avrebbe usato quel denaro "per finanziare - lo racconta Tagliaferri - la corrente interna al partito nel quale milita", ovvero per dar fondo a una campagna di tesseramento ("diventata un'ossessione per Rinaldin", dice Giorgio Bin al pm) nella quale il giovane politico "ha presentato - stando agli accertamenti compiuti dalla polizia tributaria di Milano - 2.251 associati risultando il primo della provincia di Como, laddove il secondo ne ha presentati solo 283". E che le tessere per poter contare in vista del congresso fossero importanti, lo dimostra la telefonata che un anno fa Rinaldin fece a un amico: "Le tessere è importante, guarda... io ho bisogno delle fotocopie delle carte di identità, poi li faccio io i versamenti, non è un problema, non chiedere soldi, hai capito?". Ma l'accusa di corruzione riguarda anche i viaggi pagati da Tagliaferri e Folcio al consigliere regionale, in cambio dell'impegno di quest'ultimo a spendere una buona parola nelle amministrazioni locali per la loro N@t Service. È su questo tema che Rinaldin avrebbe compiuto un passo falso, determinante per la custodia cautelare: dopo l'interrogatorio davanti al pm, infatti, il leader liberal non avrebbe esitato a presentarsi all'agenzia di viaggi di Carlo Fossati per chiedere una pezza giustificativa per un viaggio-omaggio (uno dei tanti, dice la procura) in Lapponia: un "maldestro tentativo di mettersi a posto", lo bolla la magistratura meneghina. La truffa sui rimborsi - Anche qui compare "un altro goffo tentativo di inquinamento probatorio", che ha spinto la procura a chiedere e ottenere i domiciliari: la richiesta di una quietanza a fronte di quattro fatture - per servizi mai resi e mai pagati, dice l'accusa - presentate da Rinaldin all'ufficio cassa del Pirellone in modo da incassare i rimborsi previsti per i consiglieri regionali. Totale: 28.644 euro. Il finanziamento illecito - Sono sempre Tagliaferri Folcio a inguaiare il loro "amico". Il 26 settembre 2007, infatti, Folcio racconta al pm: "Come N@t Service abbiamo pagato a Rinaldin la campagna elettorale del 2005 per 100mila euro senza mettere a bilancio tali erogazioni e senza che il candidato abbia dichiarato il nostro contributo". Accuse che, a detta della procura, dimostrerebbero "la abitualità con cui" il consigliere azzurro eletto a Como "era solito ricevere tangenti in percentuali fisse e consistenti, oltre ad altre illecite contribuzioni più o meno mascherate per conseguire vantaggi economici e politici". Accuse sufficienti per far scattare gli arresti domiciliari. E dare alla politica lariana, già colpita dall'arresto di Bin, un nuovo clamoroso scossone. Paolo Moretti.

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