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Consigliere azzurro del Pirellone arrestato a Milano ( da "Cittadino, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Rinaldin
avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della
documentazione, in realtà truccata per ottenere i finanziamenti per il piano di
risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati
gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Unione europea per una
somma pari a circa un milione di euro.
Critiche all'Italia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: e soprattutto
se il governo o il Presidente della Repubblica si sentono offesi dalla
"sfrontatezza" del corrispondente, vuol dire che in realtà
discreditano l'opera validissima di Stella e Rizzo. Detto questo, a Beppe
Grillo e al Nyt auguro di non essere querelati per plagio dagli autori de
"La Casta". Eligio Clapcich (Stati Uniti).
Circoscrizioni Costi e impegno ( da "Gazzetta di Mantova, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: riguarda
il discorso economico vorrei evidenziare che il gettone di presenza dei
consiglieri Circoscrizionali, per ogni seduta di consiglio, ammonta a 27 euro
lordi, che netti diventano 20,79 euro. Se pensiamo che viene fatto
ufficialmente più o meno un consiglio al mese e che tutte le riunioni al di
fuori dei consigli non vengono retribuite (come le eventuali spese di
trasporto)
Mantova, a Messina scocca l'ora di Amodio ( da "Gazzetta di Mantova, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ora
di Amodio "Se giocherò dovrò cogliere l'occasione al volo. Per la
promozione serve continuità" MANTOVA. Due gettoni di presenza entrando in
campo nel corso della partita, per un totale di 51 giocati, con sei punti
all'attivo. Nicolas Amodio sta tenendo fede alla sua fama di atleta che porta
buono (è reduce da due campionati vinti col Napoli)
L'assenteismo degli eletti Mari apre la classifica e
Canesin... non manca mai ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Su
un totale di 47 sedute tenute nel corso del 2007, i consiglieri possono vantare
una buona percentuale di presenze. Nel complesso, prendendo come criterio di
valutazione i gettoni di presenza ricevuti più che il numero delle votazioni
effettuate, emergono ranghi piuttosto ben compatti. Più per la maggioranza, per
la verità, che per l'opposizione.
Prove di mini-riforma ( da "Trentino" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Prove
di "mini-riforma" Commissioni deliberanti e gettoni ridotti TRENTO.
Rinviato alla prossima legislatura il taglio del numero delle commissioni, in
Comune si lavora per tentare una "mini-riforma" che introduca da
subito alcune novità che consentano di valorizzare il ruolo delle commissioni e
allo stesso tempo snellire i lavori d'
I nas hanno denunciato 32 persone ( da "Tirreno, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: la
sicurezza sanitaria e le indagini di polizia giudiziaria volte a riscontrare le
truffe nei confronti del sistema sanitario nazionale. Della sicurezza
alimentari fanno parte le acque minerali e bibite, alimenti particolari, carni
ed allevamenti, uova, farine, pane e pasta, latte e derivati, oli e grassi,
prodotti ittici,
Savona cancellale Circoscrizionie scoppia la rivolta ( da "Secolo XIX, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: manifestazioni
e quant'altro) e ha deciso che, nel caso i consigli circoscrizionali e le
commissioni decidano di riunirsi, lo facciano senza perceperire il gettone di
presenza (gettone di 45 euro a testa per i consigli e di 38 euro per le
commissioni per una spesa complessiva annua di 50 mila euro). Antonella Granero
06/02/2008.
Dirigenti pubblici, il recorda Lazio, Molise e Veneto ( da "Secolo XIX, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: che
danno una fotografia dei costi e del numero dei dipendenti pubblici regionali
in Liguria ed in Italia, sono contenute nel Rapporto Ichino, una ricerca
commissionata dalla Regione Lazio all'Università di Milano, realizzata sotto la
direzione del giuslavorista Pietro Ichino, per individuare ciò che non funziona
nell'organizzazione della regione (
Cocchi: una super fondazione per il met ( da "Tirreno, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: non
solo risparmiando sui gettoni di presenza dei vari consigli di amministrazione.
Si tratta di un progetto su cui d'altronde sta lavorando anche la regione
Emilia Romagna. "Naturalmente per questa operazione non posso pensare solo
al taglio dei costi della politica, ma sono convinto che ci sarebbero anche
benefici "produttivi",
Tangenti, arrestato consigliere di Forza Italia ( da "Provincia di Cremona, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: oltre
a violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla
campagna elettorale della primavera del 2005. Il provvedimento è stato
notificato a circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza
dall'arresto dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro
Giorgio Bin, rimesso in libertà lo scorso dicembre.
L'Ulss non paghi spese in Tunisia ( da "Giornale di Vicenza, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Il
consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti esprime - in una nota -
la propria perplessità in merito al fatto che il sistema sanitario nazionale
paghi le cure mediche anche ai tunisini che risiedono nel proprio paese.
"Attraverso accordi bilaterali - afferma il consigliere - il cittadino
tunisino che lavora regolarmente in Italia ha diritto ad una sorta di "
Il Consiglio provinciale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: In
primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il
capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da
dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia,
gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli
assessori" - non è stata riportata.
Quattromila firme per dire <no> ai vitalizi ( da "Adige, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Fra le
proposte avanzate da Bombarda c'è anche il divieto di cumulo per i beneficiari
dei vitalizi (che hanno una apposita associazione presieduta da Biagio Virgili)
delle prebende e dei gettoni per eventuali incarichi svolti per conto della
pubblica amministrazione. 06/02/2008.
Perché ai giovani la politica non piace ROBERTO
MORANDUZZO ( da "Adige, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Che
il libro di Stella abbia venduto tantissimo è significativo! - fatto di
indennità esorbitanti neppure suffragate da un decente grado di produttività
legislativa, guarentigie varie, gettoni di presenza, viaggi all'estero pagati,
benefit di ogni tipo e il mondo della gente comune - giovani in cerca di
lavoro;
Se si rivede la corruzione ( da "Eco di Bergamo, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: certamente
più attente e più rispettose della persona, come sono quelli che si rivolgono
al sistema sanitario. Non c'è dubbio, inoltre, che i denunciati "artifici
ed irregolarità" negli appalti (ma il magistrato ha parlato esplicitamente
di "pagamento di tangenti": che non sono sempre tangenti, per così
dire, dirette o, come avrebbe detto a suo tempo Di Pietro,
Siamo a metà del guado, è giusto correggere ( da "Unita, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: indicatori
rientreranno negli standard del piano sanitario nazionale. Già oggi abbiamo un deficit
di esercizio quasi dimezzato fra il 2005 e il 2007. E i dati concreti del
sistema sanitario del Lazio parlano chiaro: taglio del numero dei posti letto
per acuti sotto il 4 per mille della popolazione, incremento delle prestazioni
da parte dei servizi sanitari pubblici tra il 10 e 15%
Non permetteremo il ricatto dei privati contro i
lavoratori ( da "Unita, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: il
Piano di Rientro vada cambiato nei contenuti e nei tempi, pena il collasso del
sistema sanitario pubblico del Lazio. Innanzitutto chiediamo di spostare il
raggiungimento dell'equilibrio finanziario da
Alle circoscrizioni solo 300 euro ( da "Tribuna di Treviso, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Intanto,
a marzo, salvo disposizioni contrarie del ministero degli interni (cosa ormai
improbabile visti i problemi della politica nazionale), l'amministrazione
comunale dovrà liquidare i gettoni di presenza dei consiglieri e le indennità
dei rispettivi presidenti. (f.d.w.).
I consiglieri circoscrizionali rinuncino ai compensi ( da "Nuova Sardegna, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: di forte
recessione è giunto il momento che i nostri politici, di qualunque colore essi
siano, anziché litigare "a fare la prima donna" prendano serie
iniziative per risparmiare in gettoni di presenza, in auto blu, in guardie del
corpo, in viaggi di rappresentanza con tutta la famiglia fino alla 7º
generazione e quant'altro i nostri politici possano spendere e spandere a loro
piacimento
Circoscrizioni in guerra dure accuse alla giunta ( da "Stampa, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: I
consiglieri di Circoscrizioni potranno solo continuare la loro attività a
livello di volontariato. Ogni impegno di spesa sarà sospeso perché il Comune
teme di finire nei guai con la Corte dei Conti in futuro. Insomma, i presidenti
potranno riunire le Circoscrizioni e formulare pareri, ma senza che alcuno
incassi il gettone di presenza.
Il cielo sopra (e sotto) l'Alitalia ( da "Manifesto, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: SanPaolo
e un pugno di industriali sono pronti a riacchiappare lo slot di Air France,
con qualsiasi mezzo. Sia chiaro, puntualizzano alcuni di loro, il progetto non
c'è ancora, si metterebbe giusto qualche gettone di presenza (ricorda l'avventura
Agnelli in Telecom), ma tanto potrebbe bastare per fermare il decollo con
destinazione Parigi.
Vitalizi, la petizione Uil arriva a 4mila firme ( da "Corriere Alto Adige" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la
discussione in consiglio regionale dovrebbe farsi calda, sul tema dei costi
della politica. L'Svp infatti presenterà la mozione per eliminare il contributo
regionale del 30% previsto per i vitalizi dei consiglieri e probabilmente anche
la proposta di eliminare il contributo fisso pubblico, ai gruppi consiliari,
che equivale, in media, a circa 1.
IL CONTI DEL VOTO ( da "Sole 24 Ore, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Il costo
dei tre voti siciliani è la stima del costo di politiche, amministrativee
regionali in Sicilia dove non sarà possibile l'election day. Il costo è
cumulativo delle spese sostenute da Stato, Regione e comuni 539 I comuni in cui
si vota Tante sono le città che vanno al voto in primavera, ma non sono inclusi
i comuni i cui sindaci si dimetteranno per correre alle politiche.
Truffa e falso in atto pubblico: arrestato consigliere
regionale ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Rinaldin
avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità della
documentazione, in realtà 'truccatà per ottenere i finanziamenti per il piano
di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero stati
gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Unione Europea per una
somma pari a circa un milione di euro (la metà già sequestrati).
Corruzione patologia diffusa ( da "Sole 24 Ore, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: costi
della politica, uso dei derivati, spese degli enti locali, frodi comunitarie. E
lo scandalo scottante dei rifiuti e delle gestioni commissariali fallimentari
in Campania. è una ragnatela che non si ferma: tra tangenti, danni erariali e
sprechi, per la pubblica amministrazione sembra di essere sempre all'anno zero.
In Campania paga la Ue ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: dei
lavoratori (articoli 16 e 17 della Legge 626/94) intrapresa dallo specialista
Eugenio Rogliani, segue un incarico da 50mila euro svolto dal sociologo
Giovanni Crocco per il monitoraggio di progetti di istruzione e formazione. Un
apprezzabile processo di tagli alle consulenze è quello che ha operato il
Comune di Napoli che comincerà a mettere on line le liste dei collaboratori
Nei Consigli comunali il pieno di presenze ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: per
questa seconda tornata la percentuale di presenze (95,7%) è stata da record.
"Qui da noi i costi della politica sono minimi – spiega il nuovo
presidente, Rinaldo Roldo –: se per una seduta d'Aula il gettone di presenza
supera di poco il centinaio di euro, per le Commissioni siamo ai 30 euro per
seduta".
Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: autonomia
statutaria e regolamentare dei comuni. Come si conciliano queste riflessioni
con la necessità di ridurre i costi della politica? Talvolta trovo rozzo il
modo in cui viene affrontato il tema dei costi della politica nel senso che
sono ben altri gli sprechi come i costi che si addossano al Paese per le
inefficienze.
Senza sprint i tagli ai quartieri ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Il
risparmio che se ne ricaverebbe sarebbe minimo considerato che il gettone di
presenza dei consiglieri è di 17 euro lorde e l'indennità mensile dei
presidenti è di 900 euro lorde. Auspichiamo un passo indietro del legislatore
su questo punto. In caso contrario troveremo nuove forme di partecipazione a
costo zero".
Stipendi dei manager, i tagli di Emiliano sono solo un
autogol ( da "Corriere del Mezzogiorno" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Prima
di intraprendere una vera lotta ai costi della politica occorre intendersi bene
su quali costi della politica si dovrebbero contrastare. Fra questi rientrano
certamente le spese superflue che servono soltanto a garantire privilegi
ingiustificati (auto blu, portaborse, rimborsi spese di viaggio esorbitanti
ecc.
COSA CAMBIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: ritenendo
anticostituzionale la modifica di un organo rappresentativo, eletto quindi dai
cittadini, in corso di legislatura. I nodi Tra gli aspetti oscuri della norma
c'è il blocco degli aumenti progressivi dei gettoni di presenza dei consiglieri
laddove non è chiaro se gli aumenti già maturati (che in alcuni comuni sono
arrivati anche al triplo del gettone base di 35 euro lordi)
Bologna ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: indennità
del presidente di circa 2.500 euro al mese e gettoni di presenza dei 14
consiglieri paria poco più di 35 euro lordi per due consigli di quartiere al
mese). Il resto del bilancio (3 milioni di euro destinati a raddoppiare da
giugno con il progetto comunale delle municipalità che delegherà al quartiere
tutti i servizi alla persona) è destinato per l'
Crisi/ Camere sciolte, ecco i provvedimenti che vanno al
macero pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: il
provvedimento di ammodernamento del Sistema sanitario nazionale; - le misure di
sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la
persona e nell ambito della famiglia; - le disposizioni in materia di
circolazione e di sicurezza stradale; - le disposizioni concernenti i delitti
contro l'ambiente.
Io, vittima di tanti invidiosi ( da "Nuova Venezia, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: sotto
gli occhi di tutti quello che sta combinando Collina ma gli arbitri sono
uomini, prima volevano arbitrare la Juve, ora vogliono l'Inter così i gettoni
corrono". Una domanda sulle schede svizzere in possesso di arbitri e
designatori scatena Moggi ma Bucchioni ammette le circostanze di un regalo
fatto durante una cena a Pairetto e Bergamo.
PRECISAZIONI/2 [/AGENDA1]Il Consiglio provinciale ( da "Brescia Oggi" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: In
primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il
capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da
dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia,
gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli
assessori" - non è stata riportata.
<L'Ulss non paghi spese in Tunisia> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: nbsp
Il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti esprime - in una
nota - la propria perplessità in merito al fatto che il sistema sanitario
nazionale paghi le cure mediche anche ai tunisini che risiedono nel proprio
paese. "Attraverso accordi bilaterali - afferma il consigliere - il
cittadino tunisino che lavora regolarmente in Italia ha diritto ad una sorta di
"
<Le assenze di Mantovani non sono un'invenzione> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: presenze
sulla base della documentazione che si trova a disposizione di tutti i
cittadini. Quanto alla ben più grave affermazione secondo la quale il
sottoscritto dicendo inesattezze starerebbe "percependo per nulla il gettone
di presenza", mi pare che la frase si commenti da sola. Non ho nulla di
personale con l'assessore Mantovani, ma non posso far finta di non vedere i
fatti.
Faeto Libera Unita Democratica contro sprechi comunali ( da "Grecale, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: uso
dei cellulari aziendali di Redazione Faeto - Il gruppo consiliare "Faeto
Libera Unita Democratica" qualche giorno fa aveva lanciato un appello contro
lo spreco dei soldi pubblici portando in consiglio comunale la proposta di
rinunciare ai gettoni di presenza da parte dei consiglieri comunali per
realizzare iniziative destinate ai giovani ed al sociale.
Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Confindustria
denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro,
Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la
Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe
politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".
Calderoli: "Si vota il 13? Ma certo Così la Casta si
salva la pensione..." "Macché, il diritto scatta a ottobre" ( da "Quotidiano.net" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Calderoli
e i suoi moralizzatori sarebbero più credibile se facessero qualcosa di
concreto per eliminare lo scandalo reale dei pensionati d'oro. Basterebbe
ispirarsi a certi paesi normali, dove (cito a caso la Svizzera), i parlamentari
non sono professionisti e percepiscono unicamente modesti gettoni di presenza e
rimborso spese, mentre i ministri, che sono solo 7 (sette!
L'esponente sondriese di Forza Italia è subentrato ieri
in consiglio regionale al leghista Fabio Rizzi Giro di dimissioni e Bordoni
entra al Pirellone ( da "Provincia di Sondrio, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: primo
cittadino e ancora la rinuncia del leghista Fabio Rizzi, che si è dimesso la
settimana scorsa per l'incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e
quella di sindaco di Besozzo. Un passaggio quest'ultimo che si pensava potesse
essere saltato. Una delle interpretazioni - risultata poi perdente a favore
della coalizione che aveva ottenuto il maggior numero di voti -
Nuovi guai per Rinaldin Arrestato per corruzione Il
consigliere regionale ai domiciliari - L'accusa: tessere comperate I lecchesi
Tagliaferri e Folcio hanno chiesto di patteggiare ( da "Provincia di Como, La" del
06-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: sarebbero
serviti anche per "pagare i costi della politica" a Gianluca
Rinaldin. Il pm Prete ne è convinto: il 20% dei contributi che l'assessorato al
Turismo ha concesso al Coordinamento diretto da Tagliaferri e presieduto da Sorrentino
sarebbe stato poi versato sotto forma di mazzette o viaggi omaggio sia a
Giorgio Bin che a Gianluca Rinaldin.
( da "Cittadino, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
N C'é un nuovo arresto nell'inchiesta della procura di
Milano sulla tangentopoli lariana. Ieri è finito agli arresti domiciliari
Gianluca Rinaldin, di 33 anni, consigliere regionale di Forza Italia. Le accuse
sono corruzione, truffa e falso in atto pubblico ai danni della Regione
Lombardia, oltre a violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla campagna elettorale della
primavera del 2005. Il provvedimento firmato dal gip milanese Andrea Ghinetti,
su richiesta del pm Fransesco Prete, è stato notificato dai militari della
Guardia di finanza a circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di
distanza dall'arresto dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro
Giorgio Bin, rimesso in libertà lo scorso dicembre.Al centro delle indagini -
nelle quali sono coinvolti tra gli altri Umberto Tagliaferri, imprenditore ed
ex direttore dell'Associazione coordinamento turistico del lago di Como, il suo
socio Marco Folcio e Alberto Sorretino ex presidente dell'Atp - c'é il piano di
ristrutturazione e riconversione del Lido di Menaggio. Secondo gli inquirenti, Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la
regolarità della documentazione, in realtà truccata per ottenere i
finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false
fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche
dell'Unione europea per una somma pari a circa un milione di euro. Il
giudice nel disporre gli arresti domiciliari di Rinaldin ha ravvisato la
sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio e di reiterzione del reato.
Per l'avvocato Luca Lauri, difensore del consigliere quello di ieri "é un
arresto paradossale". (Ansa).
( da "Piccolo di
Trieste, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
LPer molti giorni i mass media italiani hanno
menzionato, in varie parti dei loro "fondi" e commenti, Ian Fisher,
corrispondente italiano del "New York Times" e il suo ormai famoso
saggio sul Bel Paese angosciato dai problemi. Fisher ha causato un profluvio di
polemiche e di accuse contro il giornale americano. Il tiggì della Rai ha
parlato di "attacco contro l'Italia". Figurarsi. Fisher è stato
contestato per avere annunciato ai quattro venti che il popolo italiano è
infelice e depresso. Ma soprattutto, credo, perché l'articolo è uscito nella
prima pagina del giornale più influente degli Stati Uniti. I media e gli
esponenti italiani (vedi il presidente della Repubblica, che normalmente
rilascia commenti patriottici, e membri del Governo, che hanno risposto al
giornale americano con irreali motivazioni politico-economiche), hanno acceso
con il Nyt una polemica che forse non ha precedenti. Con tutta la controversia
causata dal suo articolo il buon Fisher si è forse guadagnato una promozione
per meriti di lavoro. Il corrispondente americano ha richiamato alla mia
memoria quel Dan Brown, autore de "Il Codice Da Vinci", che aveva
ricevuto, specie dal clero, tante critiche negative da avere involontariamente
premiato proprio Brown, con una pubblicità gratuita grazie alla quale, con il
suo mediocre romanzo fantastorico, l'autore è diventato milionario. Un successo
di questo genere Fisher forse se lo sognava, ma comunque ha fatto colpo.
Allora, cos'è successo? Mi viene da pensare che due eventi abbiano
caratterizzato il suo "scoop" giornalistico. Il primo mi suggerisce
che il Nyt, sebbene giornale di sinistra (liberale anti Bush) e con la
reputazione di non rispondere a provocazioni, si è "irritato" alle
continue accuse dei media italiani contro il governo americano. Insomma, il Nyt
voleva forse suggerire che l'America non è "solamente Bush"
(principale ricevente di insulti). Il secondo evento sembra essere il più
importante, perché coinvolge, oggettivamente, due giornalisti del Corriere
della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del libro "La Casta".
Questo libro, con carisma elementare e indiscutibili prove di validità
informativa, denuncia i gravi costi finanziari e morali di una classe politica
italiana corrotta, sia di destra sia di sinistra. Vorremmo non fosse vero ciò
che abbiamo letto in questo "dossier": crediamo di avere un incubo e
vorremmo svegliarci. Purtroppo nella sua cruda realtà, questo documento è un
riassunto di episodi vergognosi causati dalla classe politica (chiamata appunto
"casta") a danno degli italiani. È un libro che rattrista e ti fa
sentire privo di ideali. È il best seller dell'anno. Naturalmente, al Nyt sanno
leggere, così si sono agganciati a questo documento per descrivere una parte
del malessere del Bel Paese. Da notare che il volume si è intrattenuto su un
aspetto della corruzione del sistema (quella diffusa dalla casta). L'altro, è
un problema di ordinaria amministrazione: servizi postali nel caos, ferrovie
che non funzionano, giustizia bizantina, scioperi selvaggi, carceri e sicurezza
in crisi, immigrazione illegale, mafia prima azienda italiana per giro
d'affari, i rifiuti di Napoli, la riforma costituzionale, sono fenomeni che
dovrebbero figurare in un altro "dossier". Il corrispondente
americano non si è scordato di nominare Beppe Grillo,
il comico che si è messo in testa di dire agli italiani che sprofondano nel
fango ma che non tutto è perduto. È anche lui un portavoce di Stella e Rizzo? Così, con l'aria di
non voler offendere nessuno, il Nyt ha pubblicato il saggio di Fisher, lavoro
giornalistico che altro non è se non un aggancio al libro "La Casta". Per scrivere il suo saggio, Fisher si è servito
come di una guida principale del libro dei due colleghi milanesi. Dunque la
critica principale al sistema Italia è nata nello Stivale. Se l'italiano
comune, e soprattutto se il governo o il Presidente della
Repubblica si sentono offesi dalla "sfrontatezza" del corrispondente,
vuol dire che in realtà discreditano l'opera validissima di Stella e Rizzo. Detto questo, a Beppe Grillo e al Nyt
auguro di non essere querelati per plagio dagli autori de "La Casta". Eligio Clapcich (Stati Uniti).
( da "Gazzetta di
Mantova, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Egregio direttore, mi permetta di rispondere brevemente
al sig. Negri (Gazzetta del 3.2.08) che ringrazio perchè mi dà l'occasione di
tornare sull'argomento e poter così sgombrare il campo da fraintendimenti e da
facili illazioni. Per quanto riguarda il discorso economico
vorrei evidenziare che il gettone di presenza dei
consiglieri Circoscrizionali, per ogni seduta di consiglio, ammonta a 27 euro
lordi, che netti diventano 20,79 euro. Se pensiamo che viene fatto
ufficialmente più o meno un consiglio al mese e che tutte le riunioni al di
fuori dei consigli non vengono retribuite (come le eventuali spese di
trasporto), risulta facile fare il conto di quanto "guadagna"
all'anno un consigliere. Non penso che, considerando tutto, lo si faccia a
scopo di lucro, per essere considerati dei privilegiati nè tantomeno ci si
possa arricchire in questo modo. Se invece vogliamo parlare degli altri costi,
ci tengo a farle notare che gli immobili che ci ospitano sono di proprietà del
Comune e perciò dati in comodato d'uso e il personale di segreteria è comunque
personale dipendente dell'Amministrazione. Fui proprio io anni fa, in tempi non
sospetti, (possiamo chiedere l'articolo all'archivio della Gazzetta) a chiedere
in modo provocatorio la loro chiusura a fronte di una esigua somma di bilancio
a disposizione della Circoscrizione e di un nullo potere decisionale ed
impositivo nei confronti dell'Amministrazione Comunale. Nell'articolo del 19
gennaio io chiedevo, e mi scuso se non sono riuscito ad esprimermi con la
necessaria chiarezza, che non venissero chiuse le Circoscrizioni per il ruolo
istituzionale che ricoprono e perchè rappresentano un certo e sicuro punto di
riferimento soprattutto per le fasce più deboli della cittadinanza. Torno a
ribadire poi la nostra disponibilità (di tutto il centrodestra e non solo) a
continuare ad operare in modo totalmente gratuito proprio in considerazione di
ciò che le Circoscrizioni rappresentano sul territorio. Per ciò che concerne le
iniziative riguardanti Valletta Valsecchi vorrei ricordare al sig. Negri che la
Circoscrizione, assieme ai comitati spontanei che lei cita ed alla
Amministrazione Comunale si è adoperata riguardo al doposcuola Don Mazzolari
assicurando così un futuro alla stessa, al "progetto/contratto Valletta
Valsecchi" che comprende diverse e svariate problematiche del quartiere
avanzate proprio dai citati comitati, che non ho difficoltà a considerarli
utili portatori di democratico impegno partecipativo. In riferimento poi ai
suoi solleciti, ricordandole che i Consigli sono aperti al pubblico, le dico
che non so di cosa stia parlando in quanto non solo non l'ho mai vista a
qualche seduta nè sono mai stato contattato e non ho nemmeno mai avuto il
piacere di conoscerla. Vincenzo Chizzini Lega Nord Lega Lombarda.
( da "Gazzetta di
Mantova, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il centrocampista uruguaiano: questa città è perfetta
per un tipo riservato come me Mantova, a Messina scocca l'ora di Amodio
"Se giocherò dovrò cogliere l'occasione al volo. Per la promozione serve
continuità" MANTOVA. Due gettoni di presenza entrando in campo nel corso della partita, per un
totale di 51' giocati, con sei punti all'attivo. Nicolas Amodio sta tenendo
fede alla sua fama di atleta che porta buono (è reduce da due campionati vinti
col Napoli) ma vuole dimostrare di essere utile alla causa del Mantova non solo
come amuleto. Sabato a Messina ne avrà l'opportunità, partendo probabilmente
per la prima volta da titolare in biancorosso per sostituire lo squalificato
Doga, che è stato fermato per un turno dal giudice sportivo dopo l'espulsione
subita contro l'Avellino. "Se toccherà a me - afferma il centrocampista
uruguaiano - farò il possibile per farmi trovare pronto e sfruttare
l'opportunità che il mister vorrà concedermi". Arrivato in punta di piedi
alla vigilia della gara casalinga col Piacenza, Amodio debuttò nel mezzo di un
nebbione fittissimo: non era l'occasione migliore per mettersi in luce,
tuttavia non passò inosservato il fatto che 5 minuti dopo il suo ingresso in
campo il Mantova siglò la rete decisiva. Vissuto dalla panchina il ko di Ravenna,
l'ex trevigiano è stato poi impiegato da Tesser nel finale della gara con
l'Avellino: lì si sono intraviste meglio le sue doti di cursore e regista,
fermo restando che anche in quell'occasione l'Acm realizzò il 2-0 una manciata
di minuti dopo la sua entrata. "Credo sia un caso - sorride Amodio -,
anche se non mi dispiace l'idea di portare fortuna. Sono qui a Mantova da pochi
giorni ed è naturale che serva un po' di tempo per ambientarsi al meglio: la
città è tranquilla, l'ideale per uno come me che ama la riservatezza. I ragazzi
formano un gruppo fantastico e hanno favorito il mio inserimento. Adesso devo
cercare di trovare gli automatismi in campo e a poco a poco mi sembra di
migliorare l'intesa con i miei nuovi compagni". Di poche parole, Amodio
preferisce far parlare i fatti e intuisce che sabato a Messina potrebbe toccare
a lui: "Non lo so, starà al mister decidere. Certo, me lo auguro, perché
credo che qualsiasi calciatore vorrebbe giocare dal primo minuto. Io sono
sereno e mi alleno per farmi trovare pronto all'eventuale chiamata. Se toccherà
a me dovrò cogliere al volo l'occasione". Lo scorso anno vinse la B con il
Napoli e dunque Amodio sa cosa serve per centrare la promozione: "Per
raggiungere un traguardo importante è necessario mantenere continuità di
rendimento e di risultati. In sostanza servono quantità, qualità e forza
mentale. Il campionato era già difficile lo scorso anno, con Juve, Genoa e
Napoli ma anche con formazioni come Mantova, Rimini, Brescia e Piacenza che
persero i playoff solo all'ultima giornata. Questa stagione è molto più
equilibrata, con tante squadre forti e ogni frenata può essere rischiosa. Al
Mantova certo non manca la qualità, bisogna solo trovare più continuità e
stiamo lavorando proprio per migliorare sotto questo profilo". A
cominciare da Messina: "Ho giocato là quest'anno con il Treviso - chiude
-: è una squadra che in casa cerca la manovra palla a terra. E' una gara
insidiosa perché loro vorranno agganciarsi in extremis al treno dei playoff ma
noi siamo pronti". Alberto Sogliani.
( da "Resto del Carlino,
Il (Macerata)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di PAOLA VEROLINI ? MACERATA ? TRA I BANCHI e fuori
dall'aula, assenze contenute per i quaranta consiglieri comunali
(quarantunesimo componente dell'assise è il sindaco). Su un
totale di 47 sedute tenute nel corso del 2007, i consiglieri possono vantare
una buona percentuale di presenze. Nel complesso, prendendo come criterio di
valutazione i gettoni di presenza ricevuti più che il numero delle votazioni effettuate, emergono ranghi
piuttosto ben compatti. Più per la maggioranza, per la verità, che per
l'opposizione. TOLTE LE ECCEZIONI, va precisato che per la buona parte
dei casi le defezioni sono basse. Ma entriamo nello specifico. Tra gli
"assenteisti" più incalliti, il primo posto tocca a Romano Mari (Pd)
con 24 presenze su
( da "Trentino" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Prove di "mini-riforma"
Commissioni deliberanti e gettoni
ridotti TRENTO. Rinviato alla prossima legislatura il taglio del numero delle
commissioni, in Comune si lavora per tentare una "mini-riforma" che introduca
da subito alcune novità che consentano di valorizzare il ruolo delle
commissioni e allo stesso tempo snellire i lavori d'aula
con un risparmio di risorse. Ieri in commissione il presidente del consiglio
Pattini ha fatto il punto della situazione alla luce di quanto emerso la scorsa
settimana al tavolo di lavoro sui costi della politica. Si partirà dalla bozza
elaborata dalla commissione statuto nella scorsa consigliatura, con l'obiettivo
di potenziare la funzione deliberante delle commissioni (con una delibera
approvata all'unanimità, in aula si potrebbe saltare la discussione generale
andando subito al voto) e di evitare gli accavallamenti di uno stesso argomento
su più commissioni. Nelle prossime settimane la commissione statuto proverà a
trovare un accordo e a quel punto la mini-riforma potrà essere portata in aula
contestualmente alla riduzione dei gettoni e al ticket
sui parcheggi riservati ai consiglieri.
( da "Tirreno, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Montecatini I Nas hanno denunciato 32 persone Nel 2007
chiuse tre attività. Gli alimenti in testa ai sequestri PISTOIA. Nel corso del
2007 sono state 209 le ispezioni svolte dal Nas a Pistoia, il Nucleo
anti-sofisticazione dei carabinieri che ha sede a Firenze. Complessivamente,
sono stati accertati 19 illeciti penali, con un'incidenza del 4% e 29 di natura
amministrativa, il 6% del totale. Un'incidenza piuttosto bassa rispetto ad
altre province toscane, se si pensa che nella sola Firenze sono stati
riscontrati illeciti penali nel 44% delle ispezioni e illeciti amministrativi
nel 43%. A seguire, Prato e Siena. In tutta la Toscana i carabinieri del Nas
hanno riscontrato di riscontrare 963 infrazioni di cui 451 penali (47%) e 512
amministrative (53%). Le persone arrestate sono state 3, tutte sul capoluogo
fiorentino per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo
della professione medica ed alla truffa e per aver ceduto sostanze stupefacenti
o psicotrope, mentre 204 sono state le persone deferite all'Autorità
giudiziaria per violazione di vari reati, tra cui spiccano la professione
abusiva di professioni mediche, utilizzo illecito di medicinali scaduti ed
adulterazione di alimenti. Le persone segnalate invece alle autorità
amministrative per mancanza dei requisiti minimi d'igiene sono state
( da "Secolo XIX, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Taglio ai costi della politica Sospese indennità di
funzione e gettoni. I presidentiall'attacco:
chiederemo i danni morali e d'immagine Savona. Il Comune di Savona fa da
battistrada nell'applicazione delle nuove norme per il taglio dei costi della
politica. Da ieri, le cinque Circoscrizioni savonesi sono formalmente sospese
dall'attività. Lo ha deliberato la giunta Berruti, applicando "in via
cautelare" le norme previste dalla nuova Finanziaria in vigore dal primo
gennaio: norme che, tra il resto, prevedono l'abolizione seduta stante delle
Circoscrizioni nelle città sotto i 100 mila abitanti (Savona ne ha 61 mila). La
decisione consentirà un risparmio netto, per le casse comunali, di 150 mila
euro all'anno. Ma in ballo non c'è solo questo: c'è anche la frana politica di
un sistema di decentramento inventato molti decenni fa e oggi in crisi di ruolo
come dimostra non solo il caso savonese, ma anche, a Genova, quello dei
Municipi. Il clima è rovente e la decisione è stata accolta tutt'altro che
favorevolmente dai diretti interessati: un'assemblea pubblica dei consiglieri e
dei presidenti si è tenuta nel tardo pomeriggio a Palazzo Sisto, sede del
Comune, ed è terminata con una furiosa lite da tutti contro tutti (tanto è vero
che non è stato possibile mettere in votazione nessuno degli ordini del giorno
presentati a vario titolo). C'è invece un nemico dichiarato: il Comune stesso,
ritenuto "colpevole" di aver applicato una legge dello Stato. Le
Circoscrizioni hanno promesso di muovergli guerra, per ora non si sa bene con
quali mezzi e con quali scopi: certamente i presidenti ricorreranno - hanno
annunciato - "con tutti i mezzi legali a disposizione". E hanno
parlato di richiesta di "danni morali e d'immagine". Quali questi
siano, non è emerso dall'atmosfera confusa nella quale si è conclusa
l'assemblea, divisa - ad esempio - tra chi intende continuare a lavorare come
se la delibera comunale fosse carta straccia e chi, invece, propone di non dare
più corso ai "pareri" sulle pratiche urbanistiche che il Comune è
tenuto a chiedere per legge alle Circoscrizioni. Con l'obiettivo di paralizzarne
le attività (eventualità peraltro esclusa categoricamente in serata dalla
Segreteria generale del Comune). Ma torniamo ai costi. Non è un caso se, ieri
pomeriggio, i consiglieri hanno provato a difendersi con la più classica delle
"palle in tribuna". Tante volte è risuonata la parola
"casta", altrettante volte gli interventi si sono scagliati contro
"gli sprechi della politica". Ma solo per sostenere che no, le
Circoscrizioni non fanno parte di questo sistema e anzi, meriterebbero più
potere. E forse anche più fondi. Spiega l'assessore ai Quartieri Francesco
Lirosi: "Questa legge può piacere o non piacere. A me personalmente non
piace: avrei preferito che, con chiarezza, si consentisse alle Circoscrizioni
di arrivare alla fine del loro mandato naturale, nel 2011. Ma è comunque una
legge dello Stato e non possiamo non prenderne atto". E questo ha
sostenuto anche il vicesegretario generale Luca Bisso: "La situazione è
complicata. Abbiamo aspettato un mese prima di arrivare alla delibera, sperando
prima in un chiarimento interpretativo, poi nell'emendamento contenuto nel
decreto "Mille proroghe" che poi però non è stato approvato perché il
governo è caduto". Ha concluso: "Quella compiuta è stata la scelta
più prudenziale. La definirei una "sospensione parziale", in attesa
che Roma si esprima in modo definitivo". Cosa ha deciso, in effetti, il
Comune? Ha deciso di sospendere le indennità di funzione dei cinque presidenti
(1.704 euro lordi mensili, per una spesa annua di 100 mila euro). Ha sospeso
tutte le attività di spesa da parte delle Circoscrizioni (manutenzioni, manifestazioni e quant'altro) e ha deciso che, nel caso i
consigli circoscrizionali e le commissioni decidano di riunirsi, lo facciano
senza perceperire il gettone di presenza (gettone
di 45 euro a testa per i consigli e di 38 euro per le commissioni per una spesa
complessiva annua di 50 mila euro). Antonella Granero 06/02/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Le spese delle regioni Per le consulenze, maglia nera a
Toscana ed Emilia Romagna. Liguria sotto la media nelle uscite per i costi del personale
06/02/2008 Roma. La Regione Liguria ha 1.059 persone al proprio servizio per
una spesa di 42 milioni e 600 mila euro all'anno, la spesa complessiva italiana
è di oltre 1 miliardo e 650 milioni di euro, ed un esborso procapite per il
personale a tempo indeterminato di 40.227 euro. Sul totale del personale, poi,
i dirigenti sono il 6,7% mentre i costi per incarichi e consulenze ammontano al
7,7% delle spese complessive. Nell'insieme, per la verità, i liguri non se la
cavano male rispetto alle altre Regioni ordinarie italiane visto che la media
nazionale registra una spesa procapite per dipendente di 41.685 euro (più alta
di oltre mille euro rispetto a quella ligure), una percentuale di costi per
incarichi e consulenze dell'8,9% (il maggior numero di consulenze si registrano
in due regioni rosse, la Toscana col 17% e l'Emilia Romagna con il 16,8%) ed un
numero di dirigenti del 6,7%. I dipendenti regionali più pagati sono quelli del
Lazio con oltre 49mila euro a testa e quelli pagati meno i pugliesi con circa
36mila euro pro capite. Tutti pagati per lavorare, certo, ma non solo visto che
in un anno (i dati sono riferiti al 2006) i dipendenti della Liguria saltano
46,9 giorni di lavoro a testa, 11,8 per malattia, 20,7 per altri motivi vari ed
i restanti, poco più di 14 per ferie. Sicuramente peggiore il dato sulla media
nazionale di assenteismo calcolata su tutte le regioni ordinarie, con 54,7
giorni di mancato lavoro, ferie comprese, mentre il record di assenze tocca al
Lazio, con 62 giorni e mezzo per ogni dipendente. Queste cifre, che danno una fotografia dei costi e del numero dei dipendenti
pubblici regionali in Liguria ed in Italia, sono contenute nel Rapporto Ichino,
una ricerca commissionata dalla Regione Lazio all'Università di Milano,
realizzata sotto la direzione del giuslavorista Pietro Ichino, per individuare
ciò che non funziona nell'organizzazione della regione (la ricerca si
sofferma molto sul Lazio) a statuto ordinario ed individuarne i possibili
rimedi. Il dossier, presentato in questi giorni, ha finito, grazie ad una serie
di statistiche comparate, col delineare un quadro dei malanni di cui soffre il
regionalismo di casa Italia, Liguria compresa, mentre il dibattito politico
nazionale non fa che riempirsi la bocca con il federalismo, secondo molti la
vera panacea ai ritardi ed alle arretratezze nazionali. Basta leggersi
attentamente le pagine dello studio dell'Università di Milano, per constatare
che non è così, a cominciare dai mai superati handicap del nostro Belpaese: gli
scansafatiche e la poca trasparenza. Il Rapporto, in quattro righe, spiega il
cortocircuito tra responsabilità e mancate sanzioni che rallenta il fare nei
dipendenti pubblici, con conseguente scarsa qualità (non sempre, ovviamente),
dei servizi i cittadini italiani, che quei pubblici impiegati li pagano.
"Con le riforme degli anni Novanta - si legge nello studio - si sono dati
alla dirigenza pubblica gli stessi poteri e la stessa discrezionalità di cui
dispongono i dirigenti delle imprese private ma in un contesto in cui - nella
maggior parte dei casi - il cattivo o mancato esercizio di quei poteri non è
sanzionato né dal mercato né dal controllo del cittadino utente,
strutturalmente mal rappresentato in questa funzione dal potere politico".
Altro aspetto di sicuro interesse è quello relativo alla poca trasparenza ed
alla scarsa fruibilità delle informazioni. "Oggi -è il responso del report
- i nostri ricercatori possono accedere a tutti i dati relativi alle
amministrazioni della California o della Svezia ma non a quelli relativi alle
amministrazioni italiane, che si tratti della vigilanza urbana o della
giustizia, di servizi sanitari o di servizi del mercato del lavoro, di
personale amministrativo o di professori. Da noi vige di fatto il principio
esattamente contrario a quello della trasparenza: la prassi, giuridicamente
infondata, è quella del segreto. Questo viene sovente giustificato con la
protezione della privacy, cioè della protezione della vita privata delle
persone che qui non c'entra nulla: il riserbo con cui si occultano i dati
analitici sul funzionamento delle nostre amministrazioni risponde semmai
all'antico principio di inaccessibilità degli arcana imperii, che da sempre
protegge i poteri autoritari (..) e da noi (ndr, in Italia), protegge le
posizioni di rendita, diffusamente annidate nella cosa pubblica". Sarebbe
l'ora di farli sparire questi silenzi e queste rendite, ne guadagnerebbe la
democrazia. Massimiliano Lenzi 06/02/2008.
( da "Tirreno, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pistoia Cocchi: "Una super fondazione per il
Met" L'assessore regionale punta alla fusione di tre enti PRATO.
Trasferire Filippo Lippi dal Duomo al Museo Pecci? "Se servisse a mettere
in moto determinati flussi, ne possiamo parlare". Questa la provocazione
di Paolo Cocchi, l'assessore regionale alla cultura, "catapultato"
sulle cronache di tutto il mondo per la proposta di portare via dall'Accademia
il David di Michelangelo, sì da creare nuovi flussi turistici in una zona meno
trafficata di Firenze. Probabilmente il celebre David resterà al suo posto,
così come il Lippi non si muoverà da piazza del Duomo, ma altre due progetti
proposti dall'assessore fiorentino sembrano avere trovato la strada giusta per
cominciare davvero a tagliare i "costi della politica", ottimizzando
le risorse. Per il primo, la fusione fra la Medioteca e la Fondazione Sistema
toscana, che non riguarda la nostra città, è già pronta la delibera, mentre il
secondo coinvolge direttemente il Teatro Metastasio, ovvero il
"gioiello" culturale pratese, da sempre invidiato dai fiorentini.
"Sto lavorando per creare un rapporto più stretto fra le realtà culturali
già operative a livello regionale, come la Fondazione Teatro Metastasio, la
Fondazione toscana spettacolo e l'Orchestra della Toscana" spiega
l'assessore Cocchi, convinto che sia possibile ottimizzare le risorse già a
disposizione dei tre enti, non solo risparmiando sui gettoni di presenza dei vari consigli di amministrazione. Si tratta di un progetto
su cui d'altronde sta lavorando anche la regione Emilia Romagna.
"Naturalmente per questa operazione non posso pensare solo al taglio dei
costi della politica, ma sono convinto che ci sarebbero anche benefici
"produttivi", grazie alle conseguenti sinergie messe in moto
con la fusione" continua l'assessore alla cultura, deciso ad aprire quanto
prima un tavolo di discussione su questa proposta, su cui ha già trovato la disponibilità
della presidente del Met Geraldina Cardillo. "E perchè no? Se si tratta
davvero di indiduare sinergie per ottimizzare risorse e "prodotto"
non ci sarà nessun problema da parte nostra, mantenendo però ciascuno le
proprie peculiarità, senza snaturale la nostra realtà, ovvero per quanto ci
riguarda la produzione teatrale" spiega la Cardillo, ricordando comunque
che per cambiare le finalità del Met è necessario l'assenso dei tre soci,
Regione, Provincia e Comune. Da Firenze intanto arriva il primo problema con la
Fondazione toscana spettacolo, "timorosa" di perdere i 600.000 euro
di contributi annui statali come ente destinato alla distribuzione di eventi
teatrali, ma per l'assessore Cocchi non saranno questi gli ostacoli che
impediranno di dare vita quanto prima alla Fondazione unica per la cultura in
Toscana, ovvero "dalla produzione al consumo". Riccardo Tempestini.
( da "Provincia di
Cremona, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione di Mercoledì 6 febbraio 2008 Benvenuto P.Review
srl Tangenti, arrestato consigliere di Forza Italia MILANO ? C'è un nuovo arresto
nell'inchiesta della Procura di Milano sulla tangentopoli lariana. Ieri è
finito ai domiciliari Gianluca Rinaldin, 33 anni, consigliere regionale di
Forza Italia. Le accuse sono corruzione, truffa e falso in atto pubblico ai
danni della Regione Lombardia, oltre a violazione della
legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla campagna
elettorale della primavera del 2005. Il provvedimento è stato notificato a
circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza dall'arresto
dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro Giorgio Bin,
rimesso in libertà lo scorso dicembre. Al centro delle indagini ? nelle
quali sono coinvolti tra gli altri Umberto Tagliaferri, imprenditore ed ex
direttore dell'Associazione coordinamento turistico del lago di Como, il suo
socio Marco Folcio e Alberto Sorretino ex presidente dell'Atp ? c'è il piano di
ristrutturazione e riconversione del Lido di Menaggio. Secondo gli inquirenti,
Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la regolarità
della documentazione, in realtà 'truccata' per ottenere i finanziamenti per il
piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false fatture, sarebbero
stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche dell'Ue per una somma
pari a circa un milione di euro (la metà già sequestrati). Tutto ciò non solo
per "un interesse personale" del consigliere di Forza Italia, ma
anche per un ritorno di immagine sotto il profilo politico. Rinaldin avrebbe
utilizzato la sua parte in particolare per pagare tessere del partito di Forza
Italia rilasciate ai nuovi iscritti.
( da "Giornale di
Vicenza, Il" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
REGIONE. Ciambetti "L'Ulss non paghi spese in
Tunisia" Il consigliere regionale della Lega Nord
Roberto Ciambetti esprime - in una nota - la propria perplessità in merito al
fatto che il sistema sanitario
nazionale paghi le cure mediche anche ai
tunisini che risiedono nel proprio paese. "Attraverso accordi bilaterali -
afferma il consigliere - il cittadino tunisino che lavora regolarmente in
Italia ha diritto ad una sorta di "lista" in cui indicare i
nomi ed il numero dei suoi familiari rimasti in patria a cui lo Stato italiano
è tenuto a pagare le spese sanitarie". Secondo Ciambetti "si tratta
di un meccanismo che non ha giustificazione. Non si discute sulla copertura per
quei lavoratori stranieri che, lavorando e pagando regolarmente i contributi da
noi, ricevono assistenza in Italia. Non si spiega, però, il motivo per cui
anche i loro familiari, che in Italia non hanno magari, e per fortuna, mai
messo piede, debbano ricevere un pari trattamento senza contare che ci si affida
poi ad una "lista" non verificabile, stilata dagli stessi
tunisini". "Nulla da eccepire sull'importanza del diritto alle cure
mediche - sottolinea l'esponente leghista - ma non si vede perché, stanti i
quasi novantamila tunisini residenti in Italia (oltre cinquemila nel solo
Veneto), la spesa per i loro familiari debba essere a carico nostro".
"Per far fronte al deficit italiano, i nostri contribuenti già si trovano
gravati da troppe tasse - conclude Ciambetti - sarebbe più opportuno iniziare a
tagliare delle spese che accrescono, senza motivo, il deficit in cui i bilanci
versano da oramai troppo tempo".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRECISAZIONI/2 Il Consiglio provinciale Con questa breve
riflessione desidero soffermarmi su alcuni passi riportati nell'articolo
apparso martedì 29 gennaio riguardante la seduta del Consiglio provinciale che
si era svolta il giorno precedente, lunedì 28 gennaio. In particolare, vorrei
parlare del contenuto di alcune dichiarazioni a me attribuite - relative alla
mozione, approvata in quella sede dal Consiglio, inerente la "Richiesta di
sanatoria per la restituzione delle somme elargite in eccesso ai pensionati
bresciani dall'Inps dal 1994 ad oggi", presentata con Vigilio Bettinsoli
(Fi), Fabio Mandelli (An), Leonardo Peli (An), Giacomo Quadrini (Udc) e Roberto
Vanaria (Lega Nord) - che a mio parere non sono state riportate in modo chiaro.
In primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna
Rosa Baresi - il capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a
trovare i soldi da dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza
della Provincia, gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli assessori" -
non è stata riportata. E in questo modo è parso che io non fossi
d'accordo sull'eventuale contributo da parte dei consiglieri, mentre per quanto
mi riguarda la cosa non presenterebbe problemi. Tuttavia, anche il supporto
ricavato riducendo spese, gettoni di presenza e stipendi costituirebbe solo una goccia nel mare e
non risolverebbe comunque il problema. In secondo luogo nell'articolo non
emergono in modo corretto i contenuti della mozione. In particolare, non emerge
con chiarezza il fatto che la richiesta di impegno a reperire le opportune
risorse per aiutare gli anziani con maggiori difficoltà rimane, accanto
all'impegno chiesto al presidente della Provincia per porre in atto tutte le
azioni necessarie per far sì che non si proceda da parte dell'Inps, al recupero
delle somme e a richiedere una sanatoria delle stesse. Infine, per quanto
riguarda la dichiarazione riportata nell'articolo nella quale parlo
dell'onorevole Elidio De Paoli, voglio specificaer che, nel mio intervento in
Consiglio, non l'ho attaccato ma elogiato, in quanto si era attivato affinché i
fondi per i pensionati fossero reperiti non solo per gli italiani all'estero ma
anche per gli italiani in patria. Purtroppo ciò è avvenuto solo per gli
italiani all'estero. Roberto Toffoli CONSIGLIERE PROVINCIALE FORZA ITALIA.
( da "Adige, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Quattromila firme per dire "no" ai vitalizi Il
successo della Uil contro i privilegi MATTIA ECCHELI Contro i vitalizi, ma
anche contro il qualunquismo. Al dibattito organizzato dal Meetup di Trento di
Beppe Grillo, la Uil annuncia di aver già raccolto quattromila firme (ma la
sottoscrizione resta aperta fino all'11 febbraio) per abolire i privilegi della
politica provinciale. Eppure Vincenzo Bonmassar avverte: "La protesta è
generica - dice - e quindi anche la soluzione rischia di essere generica".
La gente è rassegnata: "È un fenomeno particolarmente pericoloso quando i
cittadini ritengono che la classe politica si autogoverni e di non poter
incidere", insiste. Secondo lo stesso sindacalista l'eventuale abrogazione
dei vitalizi "non rappresenta la soluzione del problema". Intanto,
però, Francesco Ghensi , il referente degli amici del comico genovese, annuncia
un ulteriore impegno: "Assieme al gruppo di Bolzano - spiega nel corso del
dibattito moderato dalla giornalista dell'"Adige" Luisa Maria Patruno
- stiamo pensando di partecipare alla seduta del consiglio regionale del
prossimo 19 febbraio. Il voto è segreto, lo sappiamo, ma è un nostro diritto
presenziare e farci vedere". Il 19, infatti, si discute la mozione della
Svp che prevede l'eliminazione del contributo regionale del 30% per la
costituzione dei vitalizi dei consiglieri che, sia secondo il verde Roberto
Bombarda , sia secondo l'ex segretario dei Ds Mauro Bondi , cancellerebbe di
fatto il beneficio pensionistico. "Ma secondo me - avverte Bombarda - è
solo un colpo di teatro per mandare la palla in tribuna". Se tuttavia il
partito di raccolta altoatesino votasse compatto, il testo dovrebbe avere i
voti per venire approvato grazie ai (teorici) voti trentini. "Ma i
privilegi - insiste sempre Bombarda - non sono peggio di un altro male:
l'incompetenza". Il consigliere dei Verdi ammette di essere stato eletto
"incidentalmente" e di aver speso solo 800 euro per la propria campagna
elettorale: "Ho depositato un disegno di legge - precisa - che prevede un
tetto massimo per le spese. Perché è evidente che per alcuni l'elezione è un
investimento". Un investimento dal quale si prevede di rientrare. I costi
della politica trentina sono anche l'incompatibilità (sancita con una legge
apposita la scorsa legislatura) fra i ruoli di assessore e consigliere. Una
spesa di circa tre milioni in più che, di fatto, annullerebbe anche l'eventuale
beneficio legato all'abrogazione dei vitalizi: "La conseguenza è sbagliata
- argomenta Bondi - ma è giusto che l'esecutivo sia staccato dal
legislativo". Fra le proposte avanzate da Bombarda c'è
anche il divieto di cumulo per i beneficiari dei vitalizi (che hanno una
apposita associazione presieduta da Biagio Virgili) delle prebende e dei gettoni per eventuali incarichi svolti per conto della pubblica
amministrazione. 06/02/2008.
( da "Adige, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Da Mastella a Obama Perché ai giovani la politica non
piace ROBERTO MORANDUZZO Quando capita di conversare e di chiedere a ragazze e
ragazzi di 17, 18, 19 anni che cosa pensano della politica, le risposte sono di
primo acchito evidenti dalle smorfie schifate e dagli epiteti irriferibili. La
politica viene percepita dagli adolescenti e dai giovani - dalla gran
maggioranza di essi, a sentire le loro opinioni - come una cosa sporca, qualcosa
che si associa al malaffare, o all'accudire i propri interessi personali
nell'accezione più benevola. Non come un servizio, ma un privilegio; non un
modo per rendersi utili alla collettività, ma una strada da pestare per
l'arricchimento facile. Naturalmente la tendenza è di fare di ogni erba un
fascio: tutti i politici sono così, si dice; non si dà un giudizio di valore
sui singoli comportamenti individuali e sull'operato concreto: ci sono invece -
ne conosciamo - anche buoni e in taluni casi ottimi amministratori della res
publica. D'altronde non è per niente facile districarsi e distinguere in quel
guazzabuglio che è oggi la scena politica perché sembrano prevalere ovunque -
nell'arena nazionale come sul palcoscenico locale- le tattiche di corto respiro
finalizzate alla propria sopravvivenza personale o di piccolo gruppo, le beghe
intestine, i bizantinismi, le lingue biforcute che dicono una cosa e ne
intendono una opposta. Altro che politica nel senso alto del termine, cioè
mettersi a disposizione della polis, della comunità, al fine di conseguire il
bene comune! Macroscopica e scandalosa risalta la separazione netta tra
rappresentanti e rappresentati -questo fanno notare i giovani con i quali
abbiamo modo di essere a contatto ogni giorno. C' è uno iato spaventoso tra il
mondo dei politici - la casta! Che il libro di Stella abbia
venduto tantissimo è significativo! - fatto di indennità esorbitanti neppure
suffragate da un decente grado di produttività legislativa, guarentigie varie, gettoni di presenza, viaggi all'estero pagati, benefit di ogni tipo e il mondo della
gente comune - giovani in cerca di lavoro; precarietà sul lavoro;
retribuzioni erose dall'aumento dei prezzi; famiglie che stentano ad arrivare a
fine mese; ceto medio in via di crescente impoverimento- ; una distanza che
rischia di allargarsi sempre più, fino a configurarsi come una cesura quasi
insanabile. In questo vuoto della politica autoreferenziale e incapace di
progettualità non c'è dubbio che si accentuano le disuguaglianze sociali con
spostamenti consistenti della ricchezza nazionale dai salari alle rendite di
vario tipo (i primi tassati il triplo, venendo meno un'equa discriminazione
qualitativa dei redditi) mentre aumentano le famiglie e gli individui in stato
di povertà. Ma è forse sul piano culturale che sta avvenendo la regressione più
devastante quando si pone come unico punto di riferimento esistenziale la
prevalenza (per dirla con Erich Fromm) dell'avere sull'essere (ci si chiede mai
quanto siano diseducativi tutti quei programmi televisivi in cui in un
battibaleno con un colpo di fortuna o col trucco - quasi una filosofia dei
soldi facili - si vincono decine di migliaia di euro insinuando l'idea che è
fesso chi cerca di guadagnarsi da vivere con il lavoro quotidiano?); la moda
dell'apparire rispetto alle esigenze di interiorità; l'esposizione
dell'indifferenza a fronte dell' "I care" della scuola di Barbiana:
mi interesso, prendo parte, mi sta a cuore. Della politica politicante in cui
tutto è ridotto a scambio mercantile ai giovani non interessa niente, mentre
sono irresistibilmente attratti da qualche cosa che spesso noi adulti non
sappiamo più trasmettere loro perché forse (senza forse) l'abbiamo smarrita
dentro noi stessi: la dimensione del sogno, l'utopia, il cambiamento. In più
occasioni viene da pensare che stiamo spossessando i nostri figli delle
illusioni e delle speranze , esigenze insopprimibili, come l'aria che si
respira, del caro tempo giovanile. Fatte le debite distinzioni di contesto,
viene da chiedersi perché Barak Obama, il candidato democratico negli States,
riesce ad attrarre le simpatie e le speranze soprattutto dei giovani
all'insegna del "change", appunto, del cambiamento, rievocando in
qualche modo il famoso "I have a dream" di Martin Luther King? Di
fronte a uno scenario decisamente devastato le possibilità di salvezza ci sono
e bisogna saperle individuare nelle tante forme dell'associazionismo e del
volontariato laddove l'individuo riconosce la propria identità nell'incontro e
nel confronto con l'altro, terreno fertile di valorizzazione della propria
personalità. Proprio in questi giorni è uscito un prezioso breve saggio edito
da Einaudi ("Le parole della politica") di quel giovane quasi
centenario (è nato nel 1910) che è Vittorio Foa, uno che si è fatto 8 anni
nelle galere fasciste e poi una vita nella Cgil come sindacalista. Dice
Vittorio Foa che una delle parole estinte oggi anche nella sinistra è la parola
"esempio": "Mi colpisce -egli osserva - che dell'esempio non si
parla mai, non esiste come categoria di giudizio del proprio e dell'altrui
comportamento: eppure sappiamo che tutto viene da lì. Anche a sinistra la
politica dell'esempio è venuta meno, come se i valori bastasse predicarli, non
viverli e praticarli. (?) La rieducazione civile degli italiani riparte nelle
case, nelle scuole, negli ospedali, nelle strade, nella vita personale di
ciascuno di noi. Ho sempre pensato - conclude Foa - che il comportamento di mio
padre verso mia madre abbia influito sul tessuto civile complessivo e sulle mie
scelte personali successive. Non è così?". PS. Risulta impresa quasi
impossibile far osservare che per esempio il governo Prodi ha risanato i conti
pubblici e si è battuto per recuperare una piccola parte dell'evasione fiscale
e ci è riuscito. Quello che impressiona negativamente sono stati i 101
componenti del suo esecutivo! 06/02/2008.
( da "Eco di Bergamo, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gianfranco Garancini Un'altra inaugurazione di anno
giudiziario, un'altra fotografia a tinte fosche del nostro Paese. Questa volta
è toccato al procuratore generale presso la Corte dei Conti, Pasqualucci, e al
suo presidente, Lazzaro: la Corte dei Conti ? tradizionalmente il giudice degli
sprechi ? ha una posizione non certo invidiabile di fronte ai costi della politica. Infatti sotto la sua lente passano (o dovrebbero
passare) tutti i conti pubblici, dalle grandi spese di Stato, ai piccoli
esborsi dei più sperduti Comuni. Il procuratore ci ha detto che da questa
posizione la Corte dei Conti vede un Paese di ladri, corruttori e corrotti,
truffatori, non solo della propria istituzione ma anche delle altre
istituzioni, fino all'Unione europea. E un Paese di malversatori del danaro
pubblico. Sia chiaro: ciò che passa sotto gli occhi della Corte dei Conti (il
campione su cui è stata impostata la relazione del procuratore generale
riguarda 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel 2007 dalle
sezioni regionali della Corte dei Conti, e quindi un campione assai limitato e
delimitato) è una ben ridotta parte di quello che succede, sia nel bene sia nel
male. Nel male, perché non è difficile indovinare che furti, corruzioni, concussioni,
truffe ammontino a molto più dei 92 milioni di euro citati da Pasqualucci. Nel
bene, perché è altrettanto facile pensare che molti di più siano ? rispetto ai
ladri, ai corrotti, ai concussori, ai truffatori ? i funzionari onesti che
fanno il loro dovere e i politici attenti al bene comune più che all'interesse
personale. Ma il quadro resta tuttavia impressionante. Al di là degli aspetti
penali, infatti, il giudice degli sprechi ci dice che rubalizi, corruzioni e
concussioni, truffe delle diverse specie e talvolta frutto della più sfrenata
fantasia, costano al Paese e, alla fine, alle tasche dei cittadini
un'ingentissima quantità di danaro che ? in primo luogo ? si potrebbe
utilizzare per il bene comune e non per il vantaggio di pochi e che ? in secondo
luogo ? va a tutto discapito della qualità della vita dei cittadini, a partire
dai più bisognosi. Perché, non c'è dubbio che i denunciati danni nel settore sanitario (rimborsi eccessivi o non dovuti, pagamento di
prezzi di gran lunga superiori a quelli di mercato, pagamento di prestazioni
mai rese, come ha esplicitamente ricordato il procuratore) danneggiano prima di
tutto quelli ai quali occorrerebbe dare prestazioni più complete, magari meno
costose, certamente più attente e più rispettose della persona,
come sono quelli che si rivolgono al sistema sanitario. Non c'è
dubbio, inoltre, che i denunciati "artifici ed irregolarità" negli
appalti (ma il magistrato ha parlato esplicitamente di "pagamento di
tangenti": che non sono sempre tangenti, per così dire, dirette o, come
avrebbe detto a suo tempo Di Pietro, dazioni di danaro; ma sono più
spesso "trattamenti preferenziali", "collusioni",
"illecite aggiudicazioni", come dice oggi Pasqualucci) portano ad un
aumento del costo di questi appalti, anche qui sottraendo danaro pubblico ad
altre, assai più pubbliche utilizzazioni. Ci eravamo illusi che lo scossone di
Tangentopoli avesse cambiato le cose nelle radici: invece ? anche se allora per
qualche tempo i costi degli appalti assai significativamente calarono ? quella
Continua a pagina 4.
( da "Unita, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai consultando l'edizione del AUGUSTO BATTAGLIA
L'assessore alla Sanità: entro il 2010 tutti gli indicatori rientreranno negli
standard nazionali "Siamo a metà del guado, è giusto correggere"
"Siamo a metà strada: giusto vedere come siano andate le cose e apportare
le modifiche necessarie". L'assessore regionale alla Sanità Augusto
Battaglia è pronto a raccogliere la sfida di una rimodulazione del piano di
rientro dal deficit lanciata dalla Cgil. "Una richiesta condivisa. Dopo
due anni una messa a punto è opportuna. Alcune misure, come quelle sulla
riduzione della spesa sanitaria hanno dato ottimi risultati, altre hanno
stentato. Si è fatto giustamente riferimento al tema degli ammortizzatori:
questo significa aggiornare il piano con misure di carattere nazionale"
La Cgil chiede però di allungare i tempi del piano da tre a cinque anni. Il
governo è contrario. La Regione? "Noi abbiamo sottoscritto un patto con il
governo ed è giusto che il governo ci chieda il massimo impegno e il rispetto
dei tempi. Se si valuta la necessità di diluire alcune misure nel tempo nessun
problema, ma è una questione che deve essere vista con il governo". I
numeri offerti dicono che ancora oggi la sanità del Lazio costa troppo e
funziona male. Condivide questo quadro? "Sinceramente non credo che la
Cgil abbia offerto un quadro negativo. Dobbiamo sempre considerare la
situazione di partenza. Oggi i nostri dati non sono ancora allineati a quelli
delle regioni più virtuose, ma siamo a metà strada: entro il 2010 tutti gli indicatori rientreranno negli standard del piano sanitario nazionale. Già oggi abbiamo un deficit di esercizio quasi dimezzato fra il
2005 e il 2007. E i dati concreti del sistema sanitario del
Lazio parlano chiaro: taglio del numero dei posti letto per acuti sotto il 4
per mille della popolazione, incremento delle prestazioni da parte dei servizi
sanitari pubblici tra il 10 e 15%, crescita dei trapianti del 20%,
riduzione dell'11% delle amputazioni ai diabetici, contrazione del 30% per i
tempi di soccorso delle ambulanze. E un risultato a cui teniamo
particolarmente: aver ridotto in questi due anni del 30% le morti sul
lavoro". La Cgil lamenta la mancata attuazione degli accordi di marzo 2007
su ospedali e personale. È vero? "Molte delle cose concordate, a mio
avviso, si stanno realizzando. La difficoltà maggiore l'abbiamo nel campo del
personale, per l'eccessiva rigidità del blocco del turn over, e perché il
governo ha impedito di attuare l'accordo per la stabilizzazione dei precari.
Noi non abbiamo rinunciato a quell'intesa e attendiamo risposte positive. Mi
auguro anche nei prossimi giorni". A proposito di rigidità. Marrazzo
chiede al governo la restituzione di circa 2,2 miliardi già anticipati dalla
Regione per ripianare il debito. "E ha fatto bene. Il governo tiene bloccati
questi due miliardi in attesa di un'ulteriore verifica nel mese di marzo. Ma
sono fondi necessari all'erogazione di risorse a fornitori, farmacisti,
accreditati, aziende sanitarie. Noi siamo convinti di una cosa: con l'ultima
lettera del presidente Prodi abbiamo superato l'esame. Ora la Regione deve
essere messa in condizione di avere la liquidità per andare avanti".
gi.vi.
( da "Unita, L'" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai consultando l'edizione del "Non permetteremo
il ricatto dei privati contro i lavoratori" di Walter Schiavella Abbiamo
più volte espresso, come Cgil Cisl Uil, dubbi e perplessità sull'impostazione
esclusivamente economicistica del Piano di Rientro dal deficit sanitario, sollecitando più volte la Regione Lazio - e lo
stesso Governo - ad una attenta riflessione sulle possibili ricadute negative
che la rigidità di quell'impostazione avrebbe potuto produrre sul sistema sanitario pubblico e sulla sua tenuta. Oggi, ad un anno
dall'avvio di quel piano, è evidente come gli obiettivi di contenimento della
spesa più importanti siano stati raggiunti solo parzialmente: 478 milioni
rispetto ai 788. I settori in cui si è risparmiato sono quelli della
farmaceutica, del personale (solo per il pubblico) con il blocco del turn-over
ed i tetti di spesa imposti ai privati accreditati, i cui ricorsi al Tar ne hanno
sensibilmente ridotto l'impatto. Contemporaneamente, alcuni dei punti
nevralgici degli accordi sottoscritti con le oo.ss. non trovano ancora concreta
attuazione. Per questo noi pensiamo che, fermo restando i suoi importi
finanziari, il Piano di Rientro vada cambiato nei contenuti
e nei tempi, pena il collasso del sistema sanitario pubblico
del Lazio. Innanzitutto chiediamo di spostare il raggiungimento dell'equilibrio
finanziario da
( da "Tribuna di
Treviso, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
ENTI IN DISMISSIONE Alle circoscrizioni solo 300 euro I
finanziamenti per le circoscrizioni sono agli sgoccioli. Nonostante la legge
finanziaria abbia stabilito la chiusura delle assemblee di quartiere da gennaio
in tutta Italia, Treviso compresa, in città tutto prosegue come se nulla fosse.
Fino a prova contraria del ministero infatti si è deciso di mandare avanti le
riunioni e i rapporti economici tra amministrazione e quartieri, quelli fatti
spesso di piccoli versamenti nei conti correnti dei quartieri. L'ultimo è di
pochi giorni fa: 300 euro per ogni consiglio di quartiere. Poca roba per uffici
che chiedono in realtà più poteri in fatto di decentramento della funzione
pubblica ma la somma, lungi dall'essere un finanziamento, è solamente il frutto
della ripartizione dei fondi economali per il 2008; la suddivisione di un
avanzo che potrà essere investito nel corso degli ultimi mesi di attività. Il
lavoro dei quartieri si chiude a primavera. Incombono le elezioni
amministrative e dalla prossima consiliatura queste istituzioni sono state
abolite. Intanto, a marzo, salvo disposizioni contrarie del
ministero degli interni (cosa ormai improbabile visti i problemi della politica
nazionale), l'amministrazione comunale dovrà liquidare i gettoni di presenza dei consiglieri e le indennità dei rispettivi presidenti.
(f.d.w.).
( da "Nuova Sardegna, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sassari I consiglieri circoscrizionali rinuncino ai
compensi Meglio ritornare ai comitati di quartiere e alla politica fatta solo
per passione Sono un'assidua lettrice della Nuova e da alcuni giorni seguo con
interesse la polemica sulle circoscrizioni. Anch'io, da molto tempo, mi ponevo
la domanda se codeste "appendici" delle amministrazioni comunali
fossero indispensabili. Considerato che la circoscrizione alla quale appartiene
la mia borgata, La Landrigga, non ha mai comunicato attraverso stampa, come
altre, le date delle varie sedute, noi abitanti non abbiamo mai potuto fare
delle richieste ufficiali per risolvere i vari e annosi problemi che ci
assillano. Dicono: "Siamo l'anello fondamentale che congiunge la gente con
le istituzioni". Sarà... Intanto da noi non esiste una struttura pubblica
per aggregazione sociale, non esiste un campo sportivo idoneo e a norma di
legge non esiste una rete tranviaria efficiente i cui orari si accavallano con
quelli dell'Arst, l'acqua arriva con il contagocce, la rete fognaria esiste
solo per una parte di abitanti, non abbiamo una farmacia, non abbiamo una
vigilanza adeguata. Io, ormai da molto tempo, ho paragonato le circoscrizioni
alle squadre di calcio juniores dove ciascun partito si "alleva" il
proprio iscritto ad un futuro candidato per obiettivi ben più alti. Tutti
sappiamo che le circoscrizioni, per i comuni, hanno solo parere facoltativo per
cui, nell'avvicendarsi maggioranze diverse, verranno ascoltate... le
circoscrizioni che appartengono agli stessi colori della maggioranza comunale.
Sono fermamente convinta che le circoscrizioni, nonostante ci siano persone che
hanno preso l'incarico di consigliere circoscrizionale con la seria intenzione
di risolvere i vari problemi della collettività, siano diventate inutili, in
quanto ritengo che i soldi che sono stati spesi in circa 28 anni dalla nascita
delle circoscrizioni non abbiano affatto soddisfatto per niente la popolazione.
In questo periodo di forte recessione è giunto il momento
che i nostri politici, di qualunque colore essi siano, anziché litigare "a
fare la prima donna" prendano serie iniziative per risparmiare in gettoni di presenza, in auto blu, in guardie del corpo, in viaggi di rappresentanza
con tutta la famiglia fino alla 7º generazione e quant'altro i nostri politici
possano spendere e spandere a loro piacimento non curandosi minimamente
che la città di Sassari e l'Italia intera è al collasso. Prima che nascessero
le circoscrizioni esistevano i Comitati Di quartiere che hanno lottato, speso
soldi, tempo ed energia senza percepire niente da nessuno, lo facevano per puro
altruismo, erano apolitici e non temevano nessuno perché non avevano paura di
essere bacchettati dai propri partiti, ma con le loro lunghe braccia i partiti
hanno voluto metterci le mani creando le circoscrizioni. Bene consiglieri, se è
vero che lavorate seriamente vi faccio una proposta: se amate tanto il vostro
lavoro e volete difendere il cittadino rinunciate ai vostri compensi, formate i
comitati di quartiere, che tanto bene hanno lavorato, così i soldi che verranno
risparmiati serviranno a far diminuire le varie tasse comunali. Maria Fara.
( da "Stampa, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
QUARTIERI NEI CAOS IN ARRIVO UNA RAFFICA DI RICORSI
Circoscrizioni in guerra dure accuse alla giunta Infuocata assemblea dei
consiglieri ieri sera in Sala Rossa [FIRMA]PARIDE PASQUINO SAVONA Ieri sera
nella Sala Rossa del Comune è andata in scena la rivolta delle Circoscrizioni,
cancellate da un giorno all'altro dalla legge Finanziaria, e alle quali ieri
mattina la giunta ha di fatto dato il benservito con una contestatissima
delibera. Sindaco, assessori e dirigenti hanno ufficialmente congelato gli enti
decentrati che lo Stato praticamente considera fuorilegge. I
consiglieri di Circoscrizioni potranno solo continuare la loro attività a
livello di volontariato. Ogni impegno di spesa sarà sospeso perché il Comune
teme di finire nei guai con la Corte dei Conti in futuro. Insomma, i presidenti
potranno riunire le Circoscrizioni e formulare pareri, ma senza che alcuno
incassi il gettone di presenza. Anche le indennità degli stessi presidenti sono state
azzerate. Questo il succo della delibera della giunta e nel pomeriggio è
arrivata puntuale l'assemblea di tutti i consiglieri circoscrizionali che si
sono riuniti (erano più di 70) in Sala Rossa. Erano presenti anche il
vicesegretario comunale Gianluca Bisso e l'assessore ai quartieri, Franco
Lirosi, unico amministratore cittadino ad essere risparmiato dalle feroci
critiche dei consiglieri di quartiere. Decine gli interventi, aperti da Roberto
Ulivi, presidente della prima Circoscrizione e portavoce della protesta:
"I chiarimenti sull'interpretazione della legge non sono arrivati e nel
frattempo è caduto anche il governo. Noi non ci stiamo ad essere cancellati con
un colpo di spugna. Siamo enti eletti democraticamente dai cittadini. Faremo
ricorso in tutte le sedi competenti". E questo è l'unico punto sicuro di
una situazione che appare quantomai caotica. Confusione normativa e
istituzionale che ha contagiato un po' tutti, compresa l'assemblea di ieri che aveva
preparato due ordini del giorno e alla fine ha deciso di non metterli neppure
al voto. Altro dato sicuro gli attacchi al sindaco Berruti, alla giunta e ai
parlamentari savonesi. Antonella Frugoni, presidente della Quinta: "Questa
delibera protegge i dirigenti comunali, ma dal sindaco mi aspettavo un atto
politico di sostegno alle Circoscrizioni". "Non ci sono precedenti
nella storia della Repubblica di un atto del genere, che cancella enti eletti
dal popolo", ha detto Vito Cafueri (Quarta). Gianpaolo Pellegrino
(Quinta): "La giunta ha approfittato della legge per mettere in silenzio
la coscienza critica dei quartieri". Altri hanno parlato addirittura di
"golpe" citando il fatto che su 75 Comuni che perdono le
Circoscrizioni, Savona è stato il primo a chiudere di fatto le Circoscrizioni
mentre nella stragrande maggioranza dei casi si è deciso di aspettare il parere
del ministero.
( da "Manifesto, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Francesco Paternò Diamo spettacolo su tutto. E la crisi
di governo aiuta. Prendete il caso della vendita di Alitalia, trattata in
esclusiva dal governo con Air France-Klm dopo una doppia gara. Via Prodi e
Padoa Schioppa? Allora non vale, per Alitalia di colpo c'è chi vuole ripartire
da zero. Carta bollata, ricorso al Tar, destra scatenata con Bondi di Forza
Italia a indicare "un'occasione irripetibile per fermare il declino
italiano". Anche i sindacati e il ministro Bianchi sono sulla stessa
linea, ma i primi almeno con un occhio sul destino dei lavoratori, che è
davvero un problema quando si mette mano a delle ristrutturazioni. Air One con
Intesa-SanPaolo e un pugno di industriali sono pronti a
riacchiappare lo slot di Air France, con qualsiasi mezzo. Sia chiaro,
puntualizzano alcuni di loro, il progetto non c'è ancora, si metterebbe giusto
qualche gettone di presenza (ricorda l'avventura Agnelli in Telecom), ma tanto potrebbe
bastare per fermare il decollo con destinazione Parigi. Un piano di
serie B, meglio non dire in nome dell'italianità, che ormai porta male, ma
certo in nome della salvagardia di Malpensa e della Lombardia e
dell'imprenditorialità circostante inclusa la speranza di portare l'Expò a
Milano e degli affari in famiglia. Insomma, che i francesi si tenessero Carla
Bruni, il caso Alitalia va riaperto. Ufficialmente, causa crisi di governo.
Dopo la mortadella in senato, siamo sull'orlo di un altro figurone internazionale?
"La crociata del ministro del tesoro assomiglia sempre più a un trionfo
della speranza sulla realtà", ha scritto ieri per il suo attento pubblico
il Financial Times, che sente puzza di bruciato. In effetti, la vicenda
assomiglia alla realtà, ma a quella di un'altra epoca. Più o meno dieci anni
fa, un altro governo Prodi aveva portato l'Alitalia sulla pista di una fusione
con Klm, partendo perdipiù da un bilancio in nero. Poi quell'esecutivo cadde,
la sfida di dar vita a una grande alleanza internazionale fu messa da parte
sulla scia dell'entusiastica apertura dell'aeroporto di Malpensa, arrivò
Berlusconi. Oggi c'è il rischio di rivedere la stessa fotografia. Con la sola
differenza che l'Alitalia è sul punto di chiudere (e non per colpa dei lavoratori)
e che Malpensa, stretto d'assedio da aeroporti regionali e reso non
raggiungibile in treno da buona parte di coloro che oggi ne esigono il
salvataggio, fa perdere alla compagnia di bandiera (per sua ammissione) 200
milioni di euro all'anno. Per chi vola l'Alitalia?.
( da "Corriere Alto
Adige" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV
- data: 2008-02-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Costi
della politica C'è tempo fino a domenica Vitalizi, la petizione Uil
arriva a 4mila firme TRENTO - Sono 4mila le firme raccolte dalla Uil per
abrogare la legge che prevede il vitalizio per i consiglieri regionali, i
residenti che volessero sottoscrivere la petizione, hanno tempo fino al 10
febbraio per farlo, raggiungendo la sede di via Matteotti. Il 19, invece, la discussione in consiglio regionale dovrebbe farsi calda, sul
tema dei costi della politica. L'Svp infatti presenterà la mozione per eliminare il contributo
regionale del 30% previsto per i vitalizi dei consiglieri e probabilmente anche
la proposta di eliminare il contributo fisso pubblico, ai gruppi consiliari,
che equivale, in media, a circa 1.500 euro mensili per ogni gruppo.
Mauro Bondi (Sdr) che pur ha sottoscritto la mozione del-l'Svp, non ritirerà il
suo ddl sul tema dei vitalizi né lo farà Roberto Bombarda che con i Verdi ha presentato
un ddl più radicale, il quale prevede, che a partire dalla sua approvazione, i
vitalizi siano aboliti immediatamente a tutti i consiglieri. Un ddl che così
come è accaduto a quello di Bondi, ha visto l'associazione degli ex consiglieri
(185 iscritti, 185 vitalizi in corso di elargizione) storcere il naso. Sempre i
Verdi, hanno pronto un altro ddl che presenteranno al consiglio provinciale di
Trento, con il quale prevedono un tetto massimo per le spese elettorali.
"Anche questi sono costi della politica - ha
spiegato ieri Bombarda durante il dibattito organizzato sui vitalizi dai
grillini di Trento -. Noi proponiamo che il tetto massimo di spesa per la
campagna elettorale non superi i 30mila euro, sappiamo che alcuni consiglieri
hanno investito oltre 100mila euro, soldi dei quali prima o poi dovranno
rientrare e per evitare questo decidiamo sia giusto dare un tetto di
spesa". Il consiglio regionale del 19 si preannuncia fitto di interventi e
più di qualcuno si attende, anche dei risultati. I giovani del Metup di Grillo
hanno annunciato che saranno presenti, sia i bolzanini che i trentini.
"Perché esserci significa dare un segnale, non possiamo solo lamentarci
che le cose non vanno e poi non presentarci " ha spiegato Francesco
Ghensi, il portavoce dei grillini. Con le elezioni anticipate, tornano a farsi
sentire i simpatizzanti del comico genovese che hanno già organizzato, per il
22, un altro incontro pubblico, sul tema della giustizia, al quale parteciperà
il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore (ore 20.45 via Calepina 1). Ma i
grillini si stanno muovendo anche su altri fronti. Nei prossimi giorni, così
come sta accadendo in tutta Italia, chiederanno al sindaco di Trento, Alberto
Pacher, la cittadinanza onoraria per Pino Masciari, l'imprenditore che da 10
anni si nasconde dalla 'ndrangheta "perché farlo tornare alla luce è
l'unico modo per salvarlo" ha aggiunto Ghensi. Marianna Bonso Le
iniziative Bombarda (Verdi) propone un tetto di spesa alla campagna elettorale.
I grillini in consiglio regionale il 19 febbraio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-06
- pag: 3 autore: IL CONTI DEL VOTO 353 milioni Il costo delle politiche Tanto
ha speso lo Stato per celebrare le ultime elezioni politiche, quelle del 9-10
aprile 2006 200 milioni Il costo delle amministrative Non meno di questa cifra
costeranno le elezioni amministrative se si sceglierà di celebrarle
autonomamente rispetto alle politiche. Se invece si opterà per l'election day,
queste risorse saranno risparmiate 450milioni Il risparmio nel 2004 Nel 2004,
quando ci fu l'accorpamento di europee e amministrative, l'allora ministro
dell'Interno, Giuseppe Pisanu, parlò di un risparmio di 450 milioni di euro 80
milioni Il costo dei tre voti siciliani è la stima del
costo di politiche, amministrativee regionali in Sicilia dove non sarà
possibile l'election day. Il costo è cumulativo delle spese sostenute da Stato,
Regione e comuni 539 I comuni in cui si vota Tante sono le città che vanno al
voto in primavera, ma non sono inclusi i comuni i cui sindaci si dimetteranno
per correre alle politiche. Secondo una stima dell'Anci questi ultimi
sono circa 150.
( da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
DALL'ITALIA 06-02-2008 LOMBARDIA RISTRUTTURAZIONE DEL
LIDO DI MENAGGIO (COMO) Truffa e falso in atto pubblico: arrestato consigliere
regionale MILANO II C'è un nuovo arresto nell'in - chiesta della Procura di
Milano sulla tangentopoli lariana. Ieri è finito ai domiciliari Gianluca
Rinaldin, di 33 anni, consigliere regionale di Forza Italia. Le accuse sono
corruzione, truffa e falso in atto pubblico ai danni della Regione Lombardia,
oltre a violazione della legge sul finanziamento ai partiti
in relazione alla campagna elettorale della primavera del 2005. Il
provvedimento firmato dal gip milanese Andrea Ghinetti, su richiesta del pm
Fransesco Prete, è stato notificato dai militari della Guardia di Finanza a
circa un anno dall'avvio delle indagini e a tre mesi di distanza dall'arresto
dell'ex assessore al turismo della Provincia di Como, l'azzurro Giorgio Bin,
rimesso in libertà lo scorso dicembre. Al centro delle indagini c'è il piano di
ristrutturazione e riconversione del Lido di Menaggio. Secondo gli inquirenti, Rinaldin avrebbe indotto un dirigente regionale ad attestare la
regolarità della documentazione, in realtà 'truccatà per ottenere i
finanziamenti per il piano di risistemazione. Piano i cui costi, tramite false
fatture, sarebbero stati gonfiati in danno non solo della Regione ma anche
dell'Unione Europea per una somma pari a circa un milione di euro (la metà già
sequestrati). Tutto ciò non solo per "un interesse personale"
del consigliere di Forza Italia (è ritenuto socio occulto della Lago di Como
srl, società che a lavori terminati avrebbe gestito il Lido), ma anche per un
ritorno di immagine sotto il profilo politico. Inoltre, avrebbe diviso con
Giorgio Bin circa 66 mila euro, una tangente pagata da Tagliaferri per far
ottenere all'Associazione Coordinamento Turistico una serie di incarichi
annuali. Rinaldin avrebbe utilizzato la sua parte in particolare per pagare
tessere del partito di Forza Italia rilasciate ai nuovi iscritti. A ciò si
aggiungono i raggiri per vedersi rimborsare da parte della Regione spese mai
sostenute per una cifra di 28.644 euro e il versamento di 100 mila euro per la
campagna elettorale alle amministrative del 2005 da Tagliaferri e Folcio. Il
giudice nel disporre gli arresti domiciliari di Rinaldin ha ravvisato la
sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio e di reiterzione del reato.
A parere del giudice, dagli indizi raccolti emerge "la 'abitualita"
con cui egli, da lungo torno di tempo, era solito ricevere tangenti in percentuali
fisse e consistenti" e l'"inclinazione ad 'aggiustare la cartè,
attraverso manipolazioni di documenti ufficiali, nonchè le manovre successive
all'interrogatorio" reso dallo stesso Rinaldin.
( da "Sole 24 Ore, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data:
2008-02-06 - pag: 16 autore: I magistrati contabili. Il caso-rifiuti esempio
dei danni del "non agire" - "Più indipendenza finanziaria dal
Governo" "Corruzione patologia diffusa" Corte dei conti:
concussioni, sprechi e frodi Ue su appalti, sanità, forniture Roberto Turno
ROMA Contratti, sanità, forniture. Ma anche consulenze, costi
della politica, uso dei derivati, spese degli enti locali, frodi comunitarie. E
lo scandalo scottante dei rifiuti e delle gestioni commissariali fallimentari in
Campania. è una ragnatela che non si ferma: tra tangenti, danni erariali e
sprechi, per la pubblica amministrazione sembra di essere sempre all'anno zero.
E la Corte dei conti lancia l'affondo: dai nostri accertamenti emerge "un
quadro di corruzione ampiamente diffusa". Come dire: tangentopoli è
tutt'altro che morta e sepolta. è con questa durissima denuncia, davanti al
capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri la Corte dei conti ha aperto
l'anno giudiziario con le relazioni del presidente, Tullio Lazzaro, e del
Procuratore generale, Furio Pasqualucci. Due relazioni in piena sintonia, come
non sempre è accaduto. Che hanno battuto con forza su un tasto, quello della
corruzione, molto "sensibile". "Condivido pienamente"
l'allarme, ha dichiarato Achille Serra, Alto commissario anti-corruzione. Un
rischio "da non sottovalutare " e contro il quale "va tenuta
alta la guardia", ha aggiunto il leader del Pd, Walter Veltroni. Uno
j'accuse che "sommergerà la sinistra", secondo Forza Italia Campania.
Il "non agire protratto per anni ", è stato l'incipit della denuncia
di Lazzaro, "può provocare danni di tale entità per i quali nessun
giudice, probabilmente, riuscirà mai a pervenire a una quantificazione, tanto
meno a ottenere il risarcimento". Una amara considerazione, che tra le
righe si riferiva anche, se non soprattutto, all'emergenza rifiuti in Campania.
Intanto la Corte dei conti chiede generalmente di poter "disporre
direttamente e con efficacia immediata il blocco delle risorse che si stanno
sperperando ". Di più, ribadisce la magistratura contabile: serve la
totale indipendenza finanziaria della Corte dal Governo, una norma anti
possibili conflitti d'interesse, come non s'è fatto con la Finanziaria a
dispetto di emendamenti del centro-sinistra. I numeri della corruzione I numeri
del malessere sono da capogiro. Basta vedere le cifre dei danni emersi dalle
motivazioni delle sentenze di primo grado della Corte nel 2007: il 16,5% per
danni al patrimonio al primo posto. Al secondo posto poi la voce "corruzione,
tangenti, concussione e altri reati" con l'11,4% del totale. E ancora:
1.085 citazioni, dove spiccano al 20% i reati commessi da dipendenti pubblici.
Con citazioni che vedono in testa i ministeri (35,4%), i Comuni (32,7) quindi
le Asl (11,3). Statistiche eloquenti. Intanto le somme riscosse per sentenze
definitive di condanna sono state pari a 487 milioni nel periodo 2001-2006. Ma
con "riparazioni spontanee" per 70 milioni. Le "patologie"
elencate sono diffusissime. Le tangenti, ha detto Pasqualucci, sono "correlate
ad artifici e irregolarità" di tutti i generi. Procedure contrattuali
alterate, trattamenti "preferenziali " per gli appalti, collusione
coi fornitori, "illecita aggiudicazione ", false accelerazioni di
lavori e conseguenti premi-truffa. Illeciti in sanità "nei rapporti con le
strutture private". In questo contesto non poteva mancare la denuncia
sulla emergenza rifiuti in Campania. "è un caso esemplare di cattiva
gestione delle risorse", ha attaccato Lazzaro. Sia per i maggiori costi
che ha comportato (e i "risultati zero"), sia "per l'uso che si
è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente
deresponsabilizzazione degli enti locali". Il "non agire" calza
a pennello col caso-rifiuti in Campania. E non a caso in queste settimane ferve
l'attività della Procura della Campania della Corte dei conti. Nell'affresco
generale dipinto dai magistrati contabili non potevano mancare altri capitoli
da tempo nel mirino. A partire dagli enti locali: per la creazione di società
pubbliche costituite non per migliorare la gestione e i servizi, ma per eludere
il patto di stabilità. E poi, l'eccesso smodato di consulenze e di
esternalizzazioni, le irregolarità contabili, i debiti fuori bilancio.
Arrivando a una delle ultime fattispecie sotto la lente: l'utilizzo dei
derivati per finanziare i debiti. Le istruttorie aperte crescono, ha anticipato
Pasqualucci, e presto "potranno sfociare in citazioni nei confronti dei
responsabili, allorché l'attuale pericolo di danno, in relazione all'andamento
dei mercati finanziari, si tradurrà in danno attuale". Doppio rischo flop,
insomma, per gli swap. Le sentenze dei magistrati contabili IMAGOECONOMICA.
( da "Sole 24 Ore, Il
(Sud)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-06 - pag: 2
autore: In Campania "paga" la Ue La Regione conta 100 esperti di cui
( da "Sole 24 Ore, Il
(Nord Est)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Nord-Est sezione: PROFESSIONI e LAVORO data: 2008-02-06
- pag: 13 autore: FRIULI-V.G. Nei quattro capoluoghi solo Trieste sotto il 90%
Nei Consigli comunali il pieno di presenze Mauro Pizzin Trieste e Udine da
record nelle sedute (rispettivamente, ben 46 e solo 16), Gorizia virtuosa nelle
presenze ( 95,7%), Pordenone iperproduttiva sul fronte delle interrogazioni
(80). Sono, questi, alcuni dei numeri espressi nel 2007 dai quattro Consigli
comunali dei capoluoghi provinciali del FriuliVenezia Giulia, i cui componenti
sono stati generalmente molto presenti in Aula. Nel Consiglio di Trieste, come
anticipato, sono state 46 le sedute effettuate, 128 le delibere prodotte, 133
le mozioni, mentre le interrogazioni si sono fermate a quota 63.
"Abbastanza poche – spiega Sergio Pacor, presidente consiliare – perchè
dipendono dalla presenze degli assessori in aula, che spesso arrivano dopo il
question time". Per i 40 eletti più il sindaco Dipiazza il livello di
presenze è stato dell'88,75 per cento. "Una percentuale comunque elevata
che non deve stupire – chiarisce Pacor – dal momento che i consiglieri
percepiscono solo dei gettoni di presenza,
pari a 100 euro (lordi) a seduta". Numeri alla mano, un consigliere a
Trieste può arrivare in alcuni mesi ad incassare fino a 1.000 euro lordi fra
sedute in Aula e nelle Commissioni di appartenza. Proprio su queste ultime
Pacor ha delle perplessità. "Esse – dice – dovrebbero rappresentare un
momento istruttorio rispetto alle sedute in Aula, invece spesso sottraggono
compiti ad un Consiglio che una volta esprimeva il sindaco, mentre ormai è
stato depotenziato nelle sue funzioni". Secondo Pacor la soluzione
rispetto a questo accavallamento di compiti, che può essere motivata anche
dalla necessità di fare più cassa, potrebbe arrivare da una legge della
Regione. "Basterebbe – spiega – stabilire un'indennità fissa mensile da un
migliaio di euro per risolvere la situazione". Un'opinione, quest'ultima,
sposata anche da Elvio Ruffino, presidente del Consiglio di Udine. Nel
capoluogo friulano le presenze dei consiglieri nelle 16 sedute del 2007 sono
state pari al 93,4%, le delibere 126, le mozioni 23, le interrogazioni
( da "Sole 24 Ore, Il
(Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag:
13 autore: INTERVISTA Luciano Vandelli Amministrativista "Miope eliminare
le sedi solo per ridurre i costi" BOLOGNA "Prima di chiedersi se
abbia senso ridurre il numero delle circoscrizioni occorrerebbe chiedersi se
sia una legge finanziaria a poterlo fare". Secondo Luciano Vandelli, ex
assessore all'Innovazione istituzionale e amministrativa della regione Emilia-
Romagna e docente di Diritto amministrativo all'Università di Bologna, la
riforma del Titolo V della Costituzione del
( da "Sole 24 Ore, Il
(Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag:
13 autore: Circoscrizioni. A rilento la razionalizzazione imposta dalla
Finanziaria alle città sotto 100mila abitanti Senza sprint i tagli ai quartieri
Bologna decide di ridurli da
( da "Corriere del
Mezzogiorno" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI -
data: 2008-02-06 num: - pag: 11 categoria: BREVI Stipendi dei manager, i tagli
di Emiliano sono solo un autogol LA POLEMICA di PAOLO MARRA* A vevamo già avuto
la sensazione che l'assessore alle società partecipate del Comune di Bari non
tenesse in grande considerazione la professionalità e l'operato dei manager
pubblici locali, che pure hanno profuso grande impegno sin dall'inizio
dell'amministrazione Emiliano. Ci ha sorpreso però che la Giunta, accogliendo
la proposta dell'assessore, abbia espresso l'indirizzo di ridurre drasticamente
i compensi per tutti gli amministratori delle aziende ex municipalizzate, ivi
compresi i presidenti che, a prescindere dai risultati effettivamente ottenuti,
dedicano al compito loro assegnato tutta la propria attività lavorativa. Non può
sfuggire ad alcuno che i compensi lordi stabiliti dalle rispettive assemblee
dei soci, assicureranno agli amministratori appena nominati un compenso annuale
netto pari, se non addirittura inferiore, allo stipendio dei funzionari nemmeno
di massimo livello. Con tutto il rispetto per l'attività lavorativa svolta da
questi ultimi, non v'è chi non veda come il legale rappresentante di una
società pubblica assume con la carica responsabilità di gran lunga più
rilevanti rispetto a quelle assunte da un dipendente della società medesima.
Certo, il clima di antipolitica e di lotta ai costi
della politica ha probabilmente influito sulla
decisione del Sindaco che ha ritenuto di spingersi ben oltre le apposite norme,
introdotte con la legge finanziaria per il 2008, concernenti la riduzione delle
indennità dei consiglieri comunali, ma che nulla prevedono per i compensi dei
manager delle aziende pubbliche locali. Ed è del tutto fuori luogo il paragone,
proposto dall'assessore Monno, fra le indennità stabilite per legge in favore
dei consiglieri comunali ed i compensi riconosciuti a sindaci, presidenti e
componenti dei consigli di amministrazione delle società comunali che – è
persino superfluo evidenziarlo – svolgono attività assai diverse. Prima di intraprendere una vera lotta ai costi della politica occorre intendersi bene su quali costi della politica si dovrebbero contrastare. Fra questi rientrano certamente le
spese superflue che servono soltanto a garantire privilegi ingiustificati (auto
blu, portaborse, rimborsi spese di viaggio esorbitanti ecc.) oppure
quelle spese sostenute per realizzare opere sovradimensionate oppure i mancati
introiti di proventi dell'ente; insomma tutto ciò che è spreco di mezzi
finanziari, di risorse, di energie. Può mai esser considerato spreco la
retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato da chi
collabora a vario titolo con la pubblica amministrazione? O piuttosto, tenuto
conto fra l'altro che proprio i presidenti uscenti delle società comunali sono
stati confermati nella loro carica (quindi giudicati meritevoli di ulteriore
fiducia), la ridetta riduzione dei relativi emolumenti non è da considerarsi
una misura tanto demagogica, quanto disincentivante? Non ci vuole molta
immaginazione a prevedere che il prossimo bando pubblico, propedeutico al
conferimento di un incarico così gravoso e delicato, sarà disertato dai manager
più competenti, attratti dai privati. Si ponga rimedio ad una decisione ingiustificata
e controproducente. Si stabiliscano, in aggiunta ai compensi già deliberati in
assemblea dei soci, una parte variabile di retribuzione agganciata al
raggiungimento di obiettivi. *Consigliere comunale PRC \\ Non ci vuole molto ad
immaginare che i prossimi bandi andranno deserti perché i professionisti
migliori saranno attratti dai privati.
( da "Sole 24 Ore, Il
(Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag:
13 autore: COSA CAMBIA Il testo normativo La Finanziaria
( da "Sole 24 Ore, Il
(Centro Nord)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag:
13 autore: Bologna. Lo sforzo è assecondare la convivenza di 12 etnie con una
forte incidenza scolastica e giovanile SanDonatopiù"straniero"
BOLOGNA La sede del quartiere San Donato è una struttura di recente
costruzione, terminata qualche mese fa, e situata vicino all'omonima arteria
stradale che conduce alla periferia nordest della città e collega il centro con
le zone industriali di Granarolo, Castenaso e Castel Maggiore. Il quartiere,
costruito sin dai primi anni del 1900 e implementato per tutto il secolo scorso
soprattutto con la costruzione di edifici di edilizia popolare, negli anni 60 e
70 (si pensi a tutta l'area del Pilastro, ormai quasi un ghetto per immigrati),
raccoglie oggi circa 35mila abitanti, di cui il 10% stranieri e circa il 35%
over 65 anni.è un'area dalla morfologia in continuo cambiamento sia dal punto
di vista demografico, sia dal punto di vista strutturale. Conseguentemente sono
tante e variegate le istanze di cui, la circoscrizione, nella sua qualità di
organo di decentramento comunale, si fa foriera. "Qui la partecipazione è
molto sentita. Sono decine i cittadini – spiega il presidente Riccardo Malagoli
– che si rivolgono al quartiere quotidianamente per usufruire dei servizi
delegati dal Comune, come lo Sportello lavoro, quello immigrazione o quello
sicurezza, il servizio di assistenza agli anziani o il servizio anagrafe. Io
personalmente ricevo su appuntamento 7-8 cittadini alla settimana ma il dialogo
è continuo e va al di là dell'orario di lavoro". Una sorta di anello di congiunzione,
insomma, tra i cittadini e il Palazzo che ha portato, in occasione del
dibattito per la costruzione della nuova moschea, alla sperimentazione di una
nuova forma di partecipazione. "Un modello di partecipazione che ci siamo
praticamente inventati – continua Malagoli – coinvolgendo nel dibattito i
rappresentanti dei cittadini (circoli, associazioni e parrocchie) e alla fine,
sia pur faticosamente, siamo arrivati a un progetto condiviso". Ammonta a
circa 200mila euro il costo politico del quartiere (indennità
del presidente di circa 2.500 euro al mese e gettoni di presenza dei 14 consiglieri paria poco più di 35 euro lordi per due
consigli di quartiere al mese). Il resto del bilancio (3 milioni di euro
destinati a raddoppiare da giugno con il progetto comunale delle municipalità
che delegherà al quartiere tutti i servizi alla persona) è destinato per l'80%
(circa 2,4 milioni di euro) a offrire servizi di assistenza agli anziani non
autosufficienti, il resto alla scuola e al sostegno delle libere forme associative.
"Il nostro è un quartiere di periferia – conclude Malagoli –dove convivono
12 etnie diverse. Si pensi che il numero dei minori stranieri qui è il doppio
di tutto il territorio. Per questo puntiamo molto sulla ripresa della socialità
anche promuovendo, per i giovani, delle rassegne cultura-li estive, che offrano
loro delle alternative nei periodi in cui la scuola rimane chiusa". M. L.
IL FUNZIONAMENTO Tra indennità del presidente e dei consiglieri si spendono
circa 200mila euro l'anno su un bilancio di 3 milioni.
( da "Affari Italiani
(Online)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Crisi/ Camere sciolte, ecco i provvedimenti che vanno al
macero Mercoledí 06.02.2008 08:01 --> Hanno quindi subito uno stop forzato,
tra gli altri: - la delega per la modifica della disciplina dell' immigrazione e
delle norme sulla condizione dello straniero; - il disegno di legge sulla non
autosufficienza, che fissa i Livelli essenziali di assistenza per le persone
non autosufficienti e contiene anche l"istituzione del Fondo per la lotta
alle povertà estreme e del Fondo di solidarietà sui mutui per l'acquisto della
prima casa e misure per il riordino dei congedi parentali; - le norme per la
promozione del welfare familiare e generazionale; - il nuovo testo sulle
droghe; - la nuova legge sulla prostituzione; - le nuove norme sulla
cittadinanza; - le otto disposizioni relative al consenso informato e al
testamento biologico;- le norme per la tutela dei diritti della partoriente, la
promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato; -
le disposizioni penali contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa e
interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente
presenti sul territorio nazionale (anche attraverso
l'estensione dell'art.18 sulla protezione sociale di chi denuncia i propri
sfruttatori, previsto dalla legge sull'immigrazione e oggi applicata per le
vittime della tratta); - le norme in materia di sensibilizzazione e repressione
della discriminazione razziale, per l'orientamento sessuale e l' identità di
genere; - le norme a tutela dei minori nella visione di film e di videogiochi;
- il disegno di legge su diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi,
prima meglio conosciuto come Pacs, dopo chiamato Dico e infine Cus; - il
provvedimento di ammodernamento del Sistema sanitario nazionale; - le misure di sensibilizzazione e
prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell' ambito
della famiglia; - le disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza
stradale; - le disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente. -->
<< pagina precedente pagina successiva >>.
( da "Nuova Venezia, La" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sport "Io, vittima di tanti invidiosi"
Moggi-show al Casinò, tra contestatori e nostalgici IL LIBRO Presentato
"Un calcio nel cuore" di Rolando Del Mela VENEZIA. Completo grigio,
cravatta regimental, il ghigno che l'ha reso celebre, il presidente del Casino
di Venezia Mauro Pizzigati a fianco. Luciano Moggi nella saletta "Cuoi
d'oro" del piano nobile di Ca' Vendramin Calergi, ha presentato la sua
verità su Calciopoli attraverso il libro "Un calcio nel cuore"
scritto con due giornalisti, Enzo Bucchioni e Mario D'Ascoli (Tea Editore,
quasi 250 pagine, 12 euro). I fatti e i personaggi che, nella primavera-estate
del 2006, hanno terremotato il calcio italiano tanto da arrivare, fra l'altro,
alla retrocessione della Juventus in serie B. Un incontro preceduto dalle
polemiche dopo l'interpellanza in consiglio comunale di Beppe Caccia che
considerava sconveniente la presenza del Grande
Accusato del più grande scandalo del calcio italiano. E una decina di tifosi
del Venezia appartenenti al "Gate 22" hanno atteso che Moggi
prendesse la parola per entrare e consegnargli un volantino con la scritta
"Wanted" apostrofandolo al grido di "Noi Luciano Moggi a Venezia
non lo vogliamo!" e prendendosela col Casino, reo di essere "in
combutta con questo signore qua". Il diretto interessato, omaggiato da una
claque sparuta ma agguerrita di una ventina di nostalgici dei "bei tempi
andati in bianconero", ha replicato duramente: "Nella mia vicenda ho
trovato tante brave persone, non certo questi che sono aizzati dalla stampa. E'
gente comandata per 10 lire, sono pagati per fare queste cose". Ma è stato
solo l'antipasto, perchè il libro, nel quale racconta il suo punto di vista su
Calciopoli e anche i suoi 40 anni di calcio è stata l'occasione per un j'accuse
a chi voleva cacciare la Triade, Moggi-Giraudo-Bettega, solo perchè erano i più
bravi. "Io non ho fatto niente, ho svolto il mio comppito onestamente,
sono vittima di personaggi e società di calcio che volevano prendere il mio
posto". "Il libro contiene molte verità - ha continuato Moggi nel
consueto monologo senza contraddittorio - dice che ho pensato a costruire
squadre forti, facendo gli interessi della Juve. E qualche volta, per arrivare
prima degli altri, devi essere anche sleale. Ci hanno fatto fuori perchè
eravamo i più bravi di tutti". I grandi nemici sono Moratti, l'Inter, la
Telecom, Guido Rossi, un Carraro uscito indenne dalla vicenda, Matarrese.
"Prima succedevano i disastri arbitrali, le ammonizioni comandate, le
telefonate ai designatori ed era Moggi a manovrare, oggi succedono ed è
casuale. E' sotto gli occhi di tutti quello che sta
combinando Collina ma gli arbitri sono uomini, prima volevano arbitrare la
Juve, ora vogliono l'Inter così i gettoni
corrono". Una domanda sulle schede svizzere in possesso di arbitri e
designatori scatena Moggi ma Bucchioni ammette le circostanze di un regalo
fatto durante una cena a Pairetto e Bergamo. E infine un accenno
"veneziano" a Franco Dal Cin che con le sue dichiarazioni ad un
magistrato aveva innescato la prima indagine. "Dal Cin - ha chiuso Moggi -
quello che ha combinato con Genoa-Venezia si commenta da sè. Il libro racconta
invece la congiura di chi ha fatto fuori me e la Juve. Che durante Calciopoli
si è condannata da sola. Se sapevo che la difesa della Juventus era quella, non
mi dimettevo. Perchè i dirigenti bianconeri non mi hanno cacciato, me ne sono
andato io!".
( da "Brescia Oggi" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Con questa breve riflessione desidero soffermarmi su
alcuni passi riportati nell'articolo apparso martedì 29 gennaio riguardante la
seduta del Consiglio provinciale che si era svolta il giorno precedente, lunedì
28 gennaio. In particolare, vorrei parlare del contenuto di alcune
dichiarazioni a me attribuite - relative alla mozione, approvata in quella sede
dal Consiglio, inerente la "Richiesta di sanatoria per la restituzione
delle somme elargite in eccesso ai pensionati bresciani dall'Inps dal 1994 ad
oggi", presentata con Vigilio Bettinsoli (Fi), Fabio Mandelli (An),
Leonardo Peli (An), Giacomo Quadrini (Udc) e Roberto Vanaria (Lega Nord) - che
a mio parere non sono state riportate in modo chiaro. In
primo luogo la mia replica alla dichiarazione di Gianna Rosa Baresi - il
capogruppo di Rifondazione comunista, sollecitava "a trovare i soldi da
dare ai pensionati tagliando le spese di rappresentanza della Provincia, gettoni di presenza dei consiglieri e riducendo gli stipendi degli assessori" -
non è stata riportata. E in questo modo è parso che io non fossi
d'accordo sull'eventuale contributo da parte dei consiglieri, mentre per quanto
mi riguarda la cosa non presenterebbe problemi. Tuttavia, anche il supporto
ricavato riducendo spese, gettoni di presenza e stipendi costituirebbe solo una goccia nel mare e
non risolverebbe comunque il problema. In secondo luogo nell'articolo non
emergono in modo corretto i contenuti della mozione. In particolare, non emerge
con chiarezza il fatto che la richiesta di impegno a reperire le opportune
risorse per aiutare gli anziani con maggiori difficoltà rimane, accanto
all'impegno chiesto al presidente della Provincia per porre in atto tutte le
azioni necessarie per far sì che non si proceda da parte dell'Inps, al recupero
delle somme e a richiedere una sanatoria delle stesse. Infine, per quanto
riguarda la dichiarazione riportata nell'articolo nella quale parlo
dell'onorevole Elidio De Paoli, voglio specificaer che, nel mio intervento in
Consiglio, non l'ho attaccato ma elogiato, in quanto si era attivato affinché i
fondi per i pensionati fossero reperiti non solo per gli italiani all'estero ma
anche per gli italiani in patria. Purtroppo ciò è avvenuto solo per gli
italiani all'estero. Roberto Toffoli CONSIGLIERE PROVINCIALE FORZA ITALIA.
( da "Giornale di Vicenza.it,
Il"
del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
REGIONE. Ciambetti "L'Ulss non paghi spese in
Tunisia"   Il consigliere regionale della Lega
Nord Roberto Ciambetti esprime - in una nota - la propria perplessità in merito
al fatto che il sistema sanitario
nazionale paghi le cure mediche anche ai
tunisini che risiedono nel proprio paese. "Attraverso accordi bilaterali -
afferma il consigliere - il cittadino tunisino che lavora regolarmente in
Italia ha diritto ad una sorta di "lista" in cui indicare i
nomi ed il numero dei suoi familiari rimasti in patria a cui lo Stato italiano
è tenuto a pagare le spese sanitarie". Secondo Ciambetti "si tratta
di un meccanismo che non ha giustificazione. Non si discute sulla copertura per
quei lavoratori stranieri che, lavorando e pagando regolarmente i contributi da
noi, ricevono assistenza in Italia. Non si spiega, però, il motivo per cui
anche i loro familiari, che in Italia non hanno magari, e per fortuna, mai
messo piede, debbano ricevere un pari trattamento senza contare che ci si
affida poi ad una "lista" non verificabile, stilata dagli stessi
tunisini". "Nulla da eccepire sull'importanza del diritto alle cure
mediche - sottolinea l'esponente leghista - ma non si vede perché, stanti i
quasi novantamila tunisini residenti in Italia (oltre cinquemila nel solo
Veneto), la spesa per i loro familiari debba essere a carico nostro".
"Per far fronte al deficit italiano, i nostri contribuenti già si trovano
gravati da troppe tasse - conclude Ciambetti - sarebbe più opportuno iniziare a
tagliare delle spese che accrescono, senza motivo, il deficit in cui i bilanci
versano da oramai troppo tempo". .
( da "Gazzettino, Il
(Vicenza)" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
CASSOLA Petucco ritorna sul tema "Le assenze di
Mantovani non sono un'invenzione" Il consigliere cita le delibere di
giunta CassolaSulla vicenda delle presenze in giunta dell'assessore Piercarlo
mantovani, ilconsigliere comunale Giusepep Petucco ci scrive: "Caro
cronista, Il Gazzettino nei giorni scorsi riportava: "Polemica in
Consiglio sulle assenze del vicesindaco". Sotto questo titolo si leggeva
della interrogazione presentata dal sottoscritto al sindaco di Cassola, per
chiedere cosa intendesse fare l'amministrazione, di fronte alle ripetute,
reiterate e ampiamente documentate assenze dalle riunioni di Giunta
dell'assessore Mantovani, che è anche vicesindaco. Mi ha stupito, come
riportato dal Gazzettino - continua Petucco -, che il sindaco abbia messo in
dubbio le assenze dell'assessore dicendo che "se taluno non è presente al
momento dell'appello della giunta non è classificato tale nemmeno se arriva in
seguito". Non è così. Nel corso di una stessa seduta di giunta si
approvano più delibere. Io - sostiene Petucco - ho sottomano tutte le copie
delle delibere. Per ciascuna delibera c'è l'elenco dei presenti alla votazione.
Non c'entra nulla il fatto di essere arrivati in ritardo. Si può arrivare in
ritardo per una votazione, ma non per tutte. Se è per tutte vuol dire che si è
assenti, come sostenuto nella mia interrogazione".E qui il consigliere
comunale riassume lo schema delle presenze o assenze che appare nella copertina
di ogni delibera di giunta. Nel documento esibito si vede che Mantovani è
classificato assente."In presenza di un documento
come quello da me riportato - continua Giuseppe Petucco - si può dire che per
quella delibera l'assessore Mantovani era assente. Se poi le altre delibere che
portano la stessa data riportano ancora nell'elenco degli assenti la stessa
persona, si può concludere che quell'assessore è stato assente per tutta la
seduta. Ribadisco, quindi, che sulle assenze dell'assessore Mantovani non ci
possono esser dubbi. Non mi permetterei mai di affermare una cosa non vera in
una materia così delicata. Quanto poi all'attacco che l'assessore mi ha mosso
affermando che avrei detto grosse inesattezze, invito l'assessore a fare una
verifica della sue presenze sulla base della documentazione
che si trova a disposizione di tutti i cittadini. Quanto alla ben più grave
affermazione secondo la quale il sottoscritto dicendo inesattezze starerebbe
"percependo per nulla il gettone di presenza", mi
pare che la frase si commenti da sola. Non ho nulla di personale con
l'assessore Mantovani, ma non posso far finta di non vedere i fatti.
Grazie per l'ospitalità" conclude Petucco.
( da "Grecale, Il" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il gruppo consiliare d'opposizione denuncia alcune spese
ritenute "irrazionali". Spese telefoniche raddoppiate con l'uso dei cellulari aziendali di Redazione Faeto - Il gruppo
consiliare "Faeto Libera Unita Democratica" qualche giorno fa aveva
lanciato un appello contro lo spreco dei soldi pubblici portando in consiglio
comunale la proposta di rinunciare ai gettoni di presenza da parte dei consiglieri comunali per realizzare iniziative
destinate ai giovani ed al sociale. "Coerentemente con questa
battaglia contro lo spreco di soldi pubblici appartenenti a tutti i cittadini -
dicono dal gruppo consiliare d'opposizione - il nostro gruppo porta avanti da
quasi tre anni iniziamo a denunciare alcune spese che riteniamo irrazionali e
controtendenza rispetto all'attuale fase storica di trasparenza e riduzione
degli sprechi. Iniziamo dal fatto che a Faeto le spese telefoniche sostenute
dal Comune presentano un conto annuale che indigna non poco. Infatti dal 2000
fino ad ora il Comune ha sborsato oltre settantottomila euro per le spese
telefoniche. Ad osservare meglio queste cifre, pubblicate come tante altre sul
sito http://www.faetolibera.it/, si nota che le spese telefoniche sono
raddoppiate dal 2004 che è l'anno in cui sono stati introdotti i cellulari per
così dire aziendali e che sono in dotazione del Sindaco e di alcuni dipendenti
comunali. Riteniamo - continuano - che il nostro Comune debba spendere molto
meno in costi telefonici dal momento che quando chiediamo al Sindaco la
realizzazione di attività di tipo sociale o destinate ai giovani ci viene
risposto che non ci sono soldi sufficienti nel bilancio comunale per attuarle.
Ci auguriamo che si ponga un limite a questa spesa che non esitiamo a definire
uno spreco di soldi pubblici che non trova nessuna giustificazione".
"Faeto Libera Unita Democratica" ha richiesto al Comune il riepilogo
delle spese telefoniche sostenute dall'ente negli anni tra il 2000 ed il 2007,
che ammontano a 76.781,50 euro. Dal 2000 al 2003 le spese non superavano i
7.300 euro, ma dal
( da "Emmegipress" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007
23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato
dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i
privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".
"L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica
sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le
argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a
bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una
lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in
media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio
del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte
superiore a quello sostenuto dalla Spagna".
( da "Quotidiano.net" del
06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
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Annunci legali IL J'ACCUSE DELLA LEGA Calderoli: "Si vota il 13? Ma certo
Così la Casta si salva la pensione..." "Macché, il diritto scatta a ottobre"
L'attacco: "Votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima
legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando il 13 sì.
E poi parlano di election day...". La replica dei Questori: "Servono
2 anni e sei mesi" Commenta Roma, 6 febbraio 2008 - "Quando il
Governo deve schierarsi dalla parte del cittadino o della Casta a parole dice
di essere con il cittadino ma nei fatti sta sempre con la Casta. La scelta
della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile
può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i
parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la
pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13
aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione". Lo afferma
il coordinatore delle segreterie della Lega Nord Roberto Calderoli. "E poi
parlano di voler fare l'election day per ridurre i costi della politica! -
aggiunge Calderoli -. Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in
meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perché
questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato
l'inganno". LA REPLICA: NON E' AFFATTO VERO "Con riferimento ad
alcune note di agenzia secondo cui i parlamentari alla prima legislatura
avrebbero maturato il diritto al vitalizio in conseguenza della fissazione
della data per le elezioni al 13 aprile, si precisa che la notizia in questione
non corrisponde a verita'". Lo puntualizzano i collegi dei Questori di
Senato e Camera, in risposta alla dichiarazione del senatore Roberto Calderoli.
In una nota, "si ricorda che il requisito minimo di 2 anni e 6 mesi di
effettivo mandato, richiesto dalla normativa vigente, sarebbe stato conseguito
dai parlamentari alla prima legislatura il 27 ottobre 2008". Pertanto,
"tali parlamentari, se non saranno rieletti, non potranno maturare il
diritto all'assegno vitalizio. Si rammenta infine che, a partire dalla prossima
legislatura, il diritto all'assegno vitalizio si conseguira' dopo 5 anni di
effettivo mandato, in conseguenza della riforma approvata dagli Uffici di
Presidenza delle due Camere il 23 luglio 2007." NAPOLITANO HA SCIOLTO LE
CAMERE - LA CURIOSITA' Elezioni, scatta lo stress da candidatura - REFERENDUM Ricorso
alla ConsultaQuale emergenze dovrà affrontare subito il nuovo governo? Commenti
Invia commento Segnala ad un amico 06/02/2008 18:54 M, provincia di MO Per una
volta quest'uomo ha detto una cosa giusta!! Fermo restando che lui sarebbe
stato uno dei primi a farlo!!! 06/02/2008 18:35 M, provincia di RA da quando si
parla di elezioni si è sempre detto il 13,solo una cosa non è stata detta da
ambo le parti: vogliamo gente pulita,fuori gli indagati,i processati,i
miracolati,gli avvisati!!!!! 06/02/2008 18:34 M, provincia di BA Bravo
Calderoli che avvisa noi poveri cittadini, tenuti quasi sempre all'oscuro di
tutto. Mi piacerebbe essere avvisato anche su quanto ci costa ogni gruppo
politico, visto che prolificano velocemente, e perchè ci prendono in giro con
un'inflazione dichiarata all'1,6%, quando tutti vedono che è almeno del 10%.
Così i pensionati non prendono l'elemosina, in barba alle palle che ci hanno
raccontato fino all'ultimo giorno di governo, dicendo che volevano toglierci
dalla fame. 06/02/2008 18:27 M, provincia di CO Non mi intendo di regole
costituzionali, ma so che l'eventuale pensione la prenderebbero tutti, compresi
i trombati di destra! Comunque sia, Calderoli e i suoi
moralizzatori sarebbero più credibile se facessero qualcosa di concreto per
eliminare lo scandalo reale dei pensionati d'oro. Basterebbe ispirarsi a certi
paesi normali, dove (cito a caso la Svizzera), i parlamentari non sono
professionisti e percepiscono unicamente modesti gettoni di presenza e rimborso spese, mentre i ministri, che sono solo 7 (sette!)
hanno diritto alla pensione piena soltanto dopo 8 (otto!) anni... 06/02/2008
18:26 M, provincia di CS é il solito schifo, le cose non cambieranno mai, sia
da dx che da sx è tutto uguale, propongo di inviare alle prossime elezioni
tutte le nostre schede al Presidente della Repubblica in segno di protesta,
qualcosa deve cambiare basta !!!non è più concepibile questo stato di cose un
saluto a tutti 06/02/2008 18:19 F, provincia di BO ...che schifo !!!!!! ....
che schifo !!!!!! .... e ancora che schifo !!!! .... a zappare la terra dovete
andare, altro che vitalizio !!!, avete fatto solo danni, gli italiani più
poveri, c'è più criminalità, avete fatto liberare tutti i galeotti grazie alla
legge di m...a dell' indulto, avete permesso di rimanere in italia cani e
p..ci, extracomunitari irregolari, ... per non parlare dei meravigliosi rom, ci
avete riempito di tasse, e voi pensate anche che vi meritate la pensione
??????????????????? ... in una republica che non fosse delle banane ( come l'
avete ridotta voi ), avrebbero avuto almeno il buon gusto di non pretenderla
.... ripeto, a zappare la terra, così imparereste cosa vuol dire arrivare a
fine mese sudandovi la pagnotta ... ha ragione beppe grillo, fate proprio
schifo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 06/02/2008 18:14 M, provincia di BG Io
sapevo che dovessero versare contributi per cinque: i primi due anni e mezzo
obbligatoriamente come parlamentari eletti e in carica, mentre gli altri due
anni anche da non parlamentari comunque versando lo stesso i contributi. A quel
punto avrebbero diritto alla pensione di parlamentari, quindi secondo i miei
calcoli solo da ottobre 2008!! Non dal 6 di aprile! A meno che abbiano di nuovo
cambiato la normativa e ridotto a solo 2 anni il minimo! E' uno scandalo che si
prenda la pensione dopo 5 anni, mentre noi si lavora fino a 60 (almeno)...
Comunque spero che Calderoli abbia preso un abbaglio e che i parlamentari alla
prima legislatura (almeno loro... gli latri gia la pensione ce l'hanno: pure lo
stesso Calderoli che poi fa tanto il figliol prodigo, ma Roma ladrona i soldi
glieli darà finche crepa) se la prendano lì! 06/02/2008 18:07 F, provincia di
PO che ladri! e questi vogliano risanare l'italia!!! continuando a rubare e sperperando
il denaro pubbico!!! mandiamoli via questi furbetti che continuano a prenderci
tutti per i fondelli, basta fanno veramente vomitare dallo schifo che fanno,
altro che vitalizio!!! è l'ora di rifiutare tutti insieme questi sopprusi,
possibile che noi tutti cittadini si debba stare ancora a subire un sistema
corrotto e che nessuno faccia qual'cosa per il nostro paese? svegliamoci,
muoviamoci, ribelliamoci tutti insieme se si vuole interrompere questo
meccanismo di degrado totale, lo stato siamo tutti noi quindi riprendiamoci
quello che ci appartiene, iniziando dalla libertà, la dignità, la serenità, la
sicurezza e quant'altro, tutti valori racchiusi in una democrazia che le varie
caste non sanno neppure dove abita, evidentemente perchè gli conviene, per
continuare con i loro sporchi affari. 06/02/2008 17:53 M, provincia di RM Il
commento può essere uno solo...visto che si conoscono, non i marchingegni ma le
truffe della casta,speriamo che nel prossimo governo si corra ai
ripari.....sarà così? 06/02/2008 17:45 M, provincia di FE bay bay mortadella ai
fatto un altra delle tue ora prenditi 60 giorni di ferie e lascia stare
l'alitalia Sono presenti 23 commenti, invia il tuo commento! Successivo Pagine:
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d'accordo?Per chi voterai alle prossime elezioni?Fiera del libro di Torino
dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è
falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornataCollina propone gli arbitri
d'area. Sei d'accordo?Sul selciato della piazza di Pesaro la prima pagina del
Carlino del '38 sulle leggi razziali: secondo te va rimossa?Prodi sarebbe un
buon presidente della Repubblica?I tacchi alti fanno bene all'amore, è
vero?Vota il gol di gennaioProvvedimenti per chiudere le strade ai tirIl
matrimonio di Nicolas Sarkozy e Carla Bruni è destinato a durare?L'Authority
dice basta processi in tv LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima
vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi
sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole,
cancellate le lezioni universitarie, trasporto pubblico in tilt RICERCA ANNUNCI
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( da "Provincia di
Sondrio, La" del 06-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gianmaria Bordoni (m.b.) C'è voluto un percorso a dir
poco arzigogolato, la rinuncia - volontaria o involontaria - di tre
consiglieri, "una lunga anticamera" come la definisce il diretto
interessato, ma alla fine il paradosso di una legge elettorale regionale che
nega la rappresentatività ad una delle sue province - l'unica interamente montana
- è stato superato. Da ieri anche la Valtellina ha un rappresentante al
Pirellone. Si tratta di Gianmaria Bordoni, Forza Italia, già in Regione nelle
due precedenti legislature, colui che nella tornata del 2005 raccolse la più
alta percentuale di preferenze tra gli azzurri in tutta Italia. Un dato
importante che non bastò a fargli prendere la via per Milano. C'è invece voluta
prima la sospensione, a causa di una condanna in appello, del consigliere
forzista Massimo Guarischi a maggio delle scorso anno, poi la rinuncia
dell'altro azzurro Gigi Farioli, subentrato a Guarischi, ma che essendo anche
sindaco di Busto Arsizio ha dovuto optare per una delle due cariche e ha deciso
di fare il primo cittadino e ancora la rinuncia del
leghista Fabio Rizzi, che si è dimesso la settimana scorsa per
l'incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco di
Besozzo. Un passaggio quest'ultimo che si pensava potesse essere saltato. Una
delle interpretazioni - risultata poi perdente a favore della coalizione che
aveva ottenuto il maggior numero di voti - era che al posto di Farioli
dovesse subentrare da subito un altro esponente di Forza Italia e quindi
Bordoni. Ma ormai questo fa parte della storia. A sette mesi di distanza dalla
sospensione di Guarischi, a quasi tre anni dal voto del 2005, il torto subìto
dalla provincia di Sondrio è stato "saldato". "Ho dovuto fare
una lunga anticamera - le parole di Bordoni subito in servizio a Milano -, ma
sono contento che la Valtellina sia nuovamente rappresentata nell'assemblea
elettiva regionale. E' evidente che non ci sarà moltissimo tempo per lavorare
(il mandato scade nel 2010, ma se Formigoni si candidasse alle politiche c'è il
rischio di anticipo al 2009, n.d.a.), ma farò tutto ciò che sarà possibile innanzitutto
per la nuova legge elettorale che scongiuri il pericolo che un territorio non
sia rappresentato in Regione e poi per tutte le sofferenze della nostra valle,
a partire dalla viabilità". Una bella responsabilità per Bordoni, non a
caso qualcuno dei colleghi milanesi ieri scherzando gli diceva: "Adesso
potremo usare te come paravento se le cose non vanno". L'ingresso in
consiglio regionale di Bordoni è stato accolto con grande favore dall'onorevole
Paolo Uggé che non ha mancato di inviare le felicitazioni all'amico di partito:
"In Regione Lombardia, grazie all'impegno della coordinatrice regionale
Maria Stella Gelmini e del presidente Roberto
Formigoni - rimarca Uggé - la Valtellina potrà contare da oggi sull'esperienza
di un uomo come Bordoni che saprà lavorare con lo spirito di squadra che lo
contraddistingue nell'interesse delle nostre popolazioni". E l'onorevole
rimarca la differenza con quanto accaduto ad Enrico Dioli: "La Margherita
gli aveva promesso un posto al Senato in sostituzione di Franco Danieli che
avrebbe dovuto dimettersi e così non è stato".
( da "Provincia di Como,
La"
del 06-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Sondrio, La)
Argomenti: Costi della politica
La pena como Una "inclinazione ad "aggiustare
le carte"" e una "spregiudicatezza" che ai magistrati non
sono piaciute. Soprattutto perché Gianluca Rinaldin è un uomo pubblico, un
ruolo come sostiene il giudice Andrea Ghinetti che mal si associa alla pioggia
di accuse che la procura scarica sulla sua testa. Un acquazzone che
"disvela" - sono le parole scelte dal magistrato - "assoluta
mancanza di remore in spregio ai rigorosi doveri" di un esponente del Pirellone
e che costa all'enfant prodige della politica lariana
gli arresti domiciliari. L'inchiesta Lake Holidays ,ovvero la tangentopoli
sulla promozione del lago di Como del pm Francesco Prete, assesta un nuovo
schiaffo al mondo della politica made in Lario. Dopo
Giorgio Bin, l'ordinanza di applicazione di misura coercitiva firmata dal gup
di Milano viene recapitata anche a Rinaldin. Niente carcere, come toccò a
novembre al suo successore alla guida dell'assessorato al turismo della
provincia di Como, ma da ieri mattina il consigliere regionale non può uscire,
fino a nuovo ordine, dalla sua casa di Faloppio. Pesanti le accuse: oltre alle
già note contestazioni di corruzione, truffa (per i contributi pubblici al Lido
di Menaggio) e falso, il leader liberal degli azzurri nostrani, uomo politico
definito "influente" come dimostrano "le "sue" 2251
tessere" di Forza Italia "ottenute eludendo le regole di trasparenza
del partito", è sospettato dalla procura di Milano di aver truffato il
Pirellone chiedendo rimborsi per spese fantasma per un totale di 28.644 euro, e
di aver accettato finanziamenti illeciti (100mila euro) per la campagna
elettorale alle Regionali