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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL 9-2-2008       #TOP


 

I diversi gruppi sono composti anche da membri di diritto: sindaci e consiglieri comunali che fanno parte del progetto ( da "Cittadino, Il" del 09-02-2008)

Abstract: Secugnago: Giovanni Rizzi, Lorena Sibra. Circolo di Zelo: Gianpietro Albani, Alessandro Bricchi, Clemente Gregorini, Carlo Poletti, Giovanni Zanoletti, Shara Carfi, Lucia Foletti, Rosa Guerini, Norma Guerrero, Daniela Martinelli. Circolo di Orio: Fabio Giudici, Mario Giudici, Floria Bersani, Silvia Marcato .

Il Carroccio: meno Irap e taglio ai costi della politica ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-02-2008)

Abstract: di gazebo per illustrare ai cittadini il progetto per amministrare il Friuli Venezia Giulia Il Carroccio: meno Irap e taglio ai costi della politica Dal Lago: "Espulsione degli stranieri che non rispettano le direttive Ue" TRIESTE Dalla riduzione dell'Irap anche alle pmi alle tasse dei residenti trattenute in regione, dalla polizia urbana regionale al censimento degli immigrati.

Brusemini: Ridurre il gettone di presenza degli amministratori ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-02-2008)

Abstract: CASA DI RIPOSO DI BADIA L'EX PRESIDENTE DELLA STRUTTURA CRITICO SULL'AUMENTO DELL'INDENNITA' Brusemini: "Ridurre il gettone di presenza degli amministratori" - -->.

CONTENIMENTO degli aumenti delle rette, riduzione del gettone di presenza agli amminis ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-02-2008)

Abstract: abbiamo deciso di avvalerci della facoltà, prevista dalla legge, di adeguare il compenso degli amministratori in ragione dell'impegno profuso e delle ore trascorse alla Casa di riposo. Si tratta comunque di un compenso contenuto entro lo 0,8 per mille del bilancio consuntivo, ribassato dal primo gennaio 2007 allo 0,

PALAZZO Merlato apre le porte del consiglio comunale agli i ( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 09-02-2008)

Abstract: aggiunto che rappresenterà i cittadini extracomunitari nei consigli comunali e di circoscrizione. Non avrà diritto di voto, ma la possibilità, attraverso la Rappresentanza, di presentare proposte di delibere e ordini del giorno. Avrà inoltre un rimborso spesa pari al 70 per cento del gettone di presenza. La proposta è stata approvata in un consiglio durato quasi cinque ore e, a tratti,

Soldi in nero per foraggiare la politica ( da "Giorno, Il (Como)" del 09-02-2008)

Abstract: appoggio dello stesso Rinaldin, finiva nelle casse del Coordinamento, doveva essere "retrocesso "in nero" per pagare i costi della politica", In sostanza per finanziare la corrente "liberal" alla quale Rinaldin appartiene. "Ho finanziato la sua campagna elettorale perché credevo in questo giovane uomo politico - ribadisce Tagliaferri -

Udc: un minivertice sul costo della politica ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-02-2008)

Abstract: è stata oggetto negli ultimi anni di numerose critiche. L'Udc ritiene che vadano apportate decisive modifiche, al fine di garantire meglio gli utenti ed eliminare alcuni costi della politica che, evidentemente, non possono essere più tollerati". - -->.

Le commissioni mandano in tilt il consiglio ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-02-2008)

Abstract: L'obiettivo è di limitare i danni, rispolverando una vecchia conquista del passato. Che, oggi, potrebbe fare parare il colpo inferto dalla Finanziaria. Il consiglio comunale di Sassari, nel 2001, fissò l'importo del gettone di presenza in 70 euro lordi, il doppio di quello attuale.

LA FONDAZIONE Sipario è alle prese con una crisi economica che potrebb ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-02-2008)

Abstract: utilizzo della struttura anche per altri scopi, e una riduzione dei membri del consiglio di amministrazione con relativi gettoni di presenza. Non mancano quindi le proposte e non si capisce allora perché tanto attendismo. Il personale attende risposte e certezze sul futuro. Gli enti proprietari e il cda devono fare la loro parte!

Consiglio, la finanziaria taglia i gettoni - gianfranco nurra ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-02-2008)

Abstract: la Finanziaria "taglia" i gettoni Rivisti i compensi anche per la partecipazione alle commissioni comunali Diminuisce il numero massimo di riunioni nell'arco di un mese GIANFRANCO NURRA CARBONIA. C'è stato un taglio consistente dei compensi, gettoni e indennità dei consiglieri comunali, operato dalla legge finanziaria.

Talmassons, bilancio 2008 in consiglio il 19 febbraio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-02-2008)

Abstract: L'investimento più importante del triennio si realizzerà nel 2009, con l'ampliamento della scuola primaria e media del capoluogo: un milione 885 mila euro, per cui vi è già un progetto di massima e finanziamenti in parte coperti da accantonamenti e un contributo in conto interessi di 500 mila euro. (p.b.).

Un budget per le spese dei gruppi consiliari ( da "Tirreno, Il" del 09-02-2008)

Abstract: propone inoltre la creazione di otto commissioni di dieci persone con i consiglieri che potrebbero essere membri di due diverse. In tutto si ipotizzano quindi 44 consigli comunali e 88 commissioni all'anno, un totale di 132 incontri che, moltiplicati per i 35,80 euro di gettone di presenza, porterebbero a una cifra di 4.724 euro all'anno per chi non saltasse mai un appuntamento, (7.

L'indennità ci è costata 55mila euro ( da "Nuova Ferrara, La" del 09-02-2008)

Abstract: cioè il compenso a gettone. Invece in tanti hanno optato per l'indennità fissa, percepita indipendentemente dalla presenza o meno in Consiglio. I conteggi li hanno svolti gli uffici del Castello su richiesta di Brunella Lugli (Verdi). Sono ben diciassette i consiglieri pagati fin dall'inizio o per determinati priodi, anche molto brevi,

Un nuovo cda per l'aeroporto: consorzio e regione fanno pace ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-02-2008)

Abstract: Non ci sono gettoni di presenza. Il consiglio passerebbe da otto a 12 o 14 rappresentanti con cinque - come vuole la legge - pubblici. Questo fino allo scadere naturale dell'attuale cda, cioè a maggio dell'anno prossimo, quando il consiglio sarà formato da 7 o 9 componenti (5 pubblici e 2 o 4 privati).

Comune e authority quegli intrecci pericolosi - donatella alfonso massimo minella ( da "Repubblica, La" del 09-02-2008)

Abstract: con la presenza di Anna Castellano, presidente del Sistema Turistico Locale e già assessore comunale alla promozione della città e amministratore delegato della Ducale Spa: 300 euro di gettone a seduta. Presidente, indicato dall'Autorità, è attualmente Antonio Garzilli, mentre il direttore generale è Edoardo Monzani.

La gironcoli critica per apparire ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-02-2008)

Abstract: di tanto. Qualcuno venendo a conoscenza della mancata presenza della sig.ra Gironcoli alla commissione da me convocata ha affermato che forse non essendo previsto il gettone di presenza la cosigliera abbia declinato il mio invito... Io In realta' non credo a cio' e mi limito a pensare che per molti politici l'economia della nostra citta'

LUNEDÌ SUL SOLE ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-02-2008)

Abstract: sanzioni pesanti ma adeguate Le pene per la bancarotta fraudolenta sono in linea con la gravità del pregiudizio all'economia.Esclusa dalla Cassazione la questione di legittimità costituzionale Fondi a rischio per i piccoli Comuni Se i tagli ai costi della politica non frutteranno i 313 milioni previsti, il finanziamento della manovra 2008 salterà.

I CAMPANILI DA ABBATTERE ( da "Corriere Alto Adige" del 09-02-2008)

Abstract: Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-09 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE COSTI DELLA POLITICA I CAMPANILI DA ABBATTERE di CARLO GIORDANI L a tradizione di autogestione delle comunità locali in Trentino ha radici profonde quante lontane e ha sicuramente contribuito a creare una solida cultura civica.

Regione, stop ai voltagabbana ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-02-2008)

Abstract: assise regionale presieduta da Sandra Lonardo ha bocciato un emendamento proposto dell'Udeur e dell'Udc. Le forze politiche centriste chiedevano un aumento del numero dei consiglieri da 60 a 70. In tempi nei quali si chiede il taglio dei costi della politica sarebbe risultata troppo impopolare una scelta del genere. Si resta a 60 più il presidente: in totale 61.

La Regione Lazio, dai tempi infausti di Storace, aveva una "cattiva" abitudine. In sede di approvazione del Bilancio regionale i consiglieri si spartivano finanziamenti regionali c ( da "Liberazione" del 09-02-2008)

Abstract: Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo vi dedicarono un paragrafo della loro fortuna editoriale. L'Espresso fece un'inchiesta dedicandovi la prima pagina. Un sarcastico Banana Republic fu scritto - senza troppe verifiche e accortezze - proprio contro chi stava contrastando quella pratica finanziatoria così poco trasparente.

La Casta dei giornali/ Polito e il porno ( da "Blog Beppe Grillo" del 09-02-2008)

Abstract: Gli intellettuali di sinistra sono più uguali degli altri, ma sempre con i soldi dei lavoratori. " "Se il porno rende libero Dagospia, il finanziamento rende liberi noi", affermava Polito, aggiungendo: "Prendendo i contributi non siamo obbligati a rispondere a nessun imprenditore e a nessun politico. Al Riformista seguiamo solamente le nostre idee.

NOVITA' EDITORIALI ( da "ADN Kronos" del 09-02-2008)

Abstract: L'illegalita', in primo luogo, si manifesta in virtu' delle violazioni penali che si concretizzano nei reati di corruzione e di concussione. Gli studiosi della Fondazione Chinnici, d'altra parte, si soffermano anche su altri due dati fondamentali.

COSTI DELLA POLITICA, ANCHE IL QUIRINALE TIRA LA CINGHIA ( da "Sestopotere.com" del 09-02-2008)

Abstract: meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 240,8 milioni di euro (232,4 al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). Si registra quindi per la prima volta una significativa inversione di tendenza: la previsione di spesa complessiva si riduce in valore assoluto di 800 mila euro rispetto al dato assestato relativo all'

COSTI DELLA POLITICA, IL QUIRINALE TIRA LA CINGHIA ( da "Sestopotere.com" del 09-02-2008)

Abstract: meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 240,8 milioni di euro (232,4 al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). Si registra quindi per la prima volta una significativa inversione di tendenza: la previsione di spesa complessiva si riduce in valore assoluto di 800 mila euro rispetto al dato assestato relativo all'


Articoli

I diversi gruppi sono composti anche da membri di diritto: sindaci e consiglieri comunali che fanno parte del progetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 09-02-2008)

 

Pd, ecco i coordinamenti su tutto il territorio Ogni paese avrà un circolo come "quartier generale" di idee e progetti n Ecco finalmente i componenti dei diversi coordinamenti cittadini che rappresenteranno sul territorio il Partito democratico. Per ciascun gruppo non sono stati riportati i membri di diritto, ovvero sindaci e consiglieri comunali. Circolo di Lodi, Abbadia Cerreto e Corte Palasio: Oreste Abbà, Stefano Baldini, Fabio Bertelli, Gianluigi Bonifati, Domenico Capuzzi, Giambattista Cremascoli, Stefano D'Aniello, Carlo Fedeli, Edoardo Galatola, Alessandro Galli, Michele Merola, Antonio Nava, Salvatore Nupieri, Fabio Podenzani, Fausto Roncoroni, Andrea Soffientini, Stefania Bonà, Maria Grazia Bonomi, Luisa Caperdoni, Carla Cassinelli, Federica Colizzi, Francesca Dragoni, Chiara Ferrari, Annamaria Fusari, Cristina Granata, Anna Grioni, Luciana Grosso, Tina Lomi Signoroni, Susanna Magrini, Giuseppina Marchini, Chiara Santantonio. Circolo di Ossago: Claudia Carlini, Pietro Foletti. Circolo di Lodi Vecchio e Salerano: Antonio Bacchi, Rosangela Cazzola, Annalisa Roncari, Loredana Losi, Rosa Gandini, Anastasia Simona Cerelli, Veronica Dattilo, Anna Federica Azzali, Cinzia Felissari, Cinzia Stella, Sonia Battaglia, Anna Maria Di Ilio, Cesarina Battistotti, Angela Novembre, Elena Voltan, Giovanna Uggeri, Giuseppina Trini, Angelo Scotti, Stefano Milani, Giuseppe Stella, Giuseppe Premoli, Fabrizio Battistotti, Daniele Fabiano, Michele Greco, Gian Paolo Poggioli, Lorenzo Tambini, Gaetano Boccasile, Antonio Scudellaro, Francesco Ditta, Stefano Uggeri, Matteo Fusari, Massimiliano Bona. Circolo di Casale: Romildo Albertini, Paola Benelli, Andrea Bossi, Ottorino Buttarelli, Serafino Cremonesi, Francesca D'Anzieri, Gianluigi Ferrari, Valentina Ferrari, Francesca Grossi, Alberto Labbadini, Elena Macori, Claudia Maraboli, Federico Moro, Chiara Quattri, Franco Respighi, Lucrezia Sommariva (oltre ai componenti di diritto ci sono anche alcuni invitati). Circolo di Sordio: Massimo Boni, Antonio Squillace, Ferdinando Invernizzi, Mario Merli, Anastasia Squillace, Nicoletta Invernizzi, Francesca Antoniazzi, Tamara Barbieri. Circolo di Turano: Igor Tonani, Martina Corvi, Maria Luisa Guercilena, Gianni Sbravati, Manuela Savioli, William Invernizzi, Ciro Di Tullio. Circolo di Zorlesco: Cristina Livraghi, Alessandra Fraschini, Elena Parazzini, Roberta Riboni, Alberto Cremonesi, Pierangelo Parazzini, Giampiero Fraschini, Ausonio Boriani. Circolo di Castiglione: Rosa Zaffaroni, Francesca Visigalli, Giuseppina Sanzeni, Roberto Riboldi, Epifanio Martani, Gianfranco Mondani, Giovanni Grioni. Circolo di Borghetto: Angela LuisaAntoniazzi, PieraBianchetti , Annunciata Inzoli, Teresa Negretti, Rosanna Stea, Angelo Botti, Giuseppe Lacchini, Giuseppe Mazzola, Andrea Menin, Giuseppe Navanni, P. Luigi Sbarufati. Circolo di Montanaso, Galgagnano: Angelo Dordoni, Gianfranco Massari, Francesco Montinaro, Lucia Lorenzetti, Beatrice Sabbadini, Lorena Masmi. Circolo Mairago, Secugnago: Giovanni Rizzi, Lorena Sibra. Circolo di Zelo: Gianpietro Albani, Alessandro Bricchi, Clemente Gregorini, Carlo Poletti, Giovanni Zanoletti, Shara Carfi, Lucia Foletti, Rosa Guerini, Norma Guerrero, Daniela Martinelli. Circolo di Orio: Fabio Giudici, Mario Giudici, Floria Bersani, Silvia Marcato . Circolo di Villanova: Giuseppe Bianchi, Rossella Olivari, Eleonora Rugginenti, Angelo Brunetti. Circolo di Sant'Angelo: Norma Dovera, Lorenzo Mondini, Christian Barbosa Pires, Alberto Baldo, Bibiana Meyer, Maddalena Speziani, Rocco Oppizzi, Gabriele Carlin. Circolo di Casalmaiocco: Flora Chessa, Claudio D'Andrea. Circolo di Casaletto: Antonio Carbone, Mariagrazia De Carolis, Vincenza Longagnani, Luciano Losco, Anna Polenghi Maria. Circolo di Borgo: Angelo Bosisio, Riccardo Rota, Marialuisa Negri, Giuseppina Pagani. Circolo di Guardamiglio: Giovanni Bruzzi, Sante Bardella, Mario De Monti, Francesco Galluzzi, Marco Ghezzi, Rossi Cesare, Taofik El Bachir, Massimo Zambarbieri, Giuseppina Bonelli, Cornelia Bracchi, Zobeide Ceretti, Giovanna Granata, Gabriella La Placa, Rosanna Orlando, Rosa Rossi, Giuseppina Vallacchi. Circolo di Tavazzano: Stefano De Vecchi, Remo Maccagni, Dino Cattaneo, Mattia Mozzicato, Franco Tamà, Chadia Boukri, Katia Ciapponi, Arcangela De Carlo, Alessandra Gobbi, Carla Maderna. Circolo di Crespiatica: Francesca Dendena, Severino Guerci. Circolo di Massalengo, Pieve, Cornegliano: Maria Chiara Belardo. Circolo di San Colombano: Franca Caselli, Simona Distante, Eric Folifack, Carlo Rossi, Marco Baldazzi, Pinuccia Villantieri, Mario Dosi, Cesare Cassinari, Daniela Lovisa. Circolo di Comazzo: Vittoria Cervelli, Silvano Corbellini. Circolo di Castiraga: Gianpiero Brunelli, Maria Pia Canulli, Barbara Trabucchi, Stefano Scrigna, Claudio Cervelli, Anna Maria Montefusco. Circolo di Cervignano: Alessandro Bassi, Matteo Grechi, Daniela Arioli, Antonella Bianchi. Circolo di Graffignana: Francesco Di Iorio, Pietro Chiesa, Cesare Di Masi, Mario Fornaroli, Antonio Roveda, Elena Corsi, Miriam Grilli, Patrizia Legnani, Elisabetta Tacconella. Circolo di Ospedaletto: Angelo Ascade, Renato Ballotta, Nadia Ascade, Silvana Gorini. Circolo di Codogno, Fombio: Giuseppe Risari, Manfredi Maria Luisa, Claudia Modignani, Enzo Dolcini, Osvaldo Boioli, Michele Riccaboni, Gian Piero Angelini, Giancarlo Novelli, Nives Gaiche, Claudia Caserini, Sergio Gandolfi, Giovanni Pagani. Circolo di Valera: Rino Lacchini, Luisa Brusoni, Vittorio Fossati. Circolo di Terranova: Maria Rosa Bergamaschi, Luciano Corvi, Pierino Negri. Circolo di Brembio: Fabio Gorla, Valentina Casella, Federica Cassetta, Marco De Lazzari, Mario Cipolla, Giampiero Panigada, Gian Piero Pozzoli, Francesco Pagliardi, Roberto Ferrari, Giacomo Parenti, Mario Carmusciano, Paolo Scuotto, Maria Teresa Albanesi, Patrizia Omini, Rosa Amato, Luciana Pagliardi, Angela Pagliardi, Giuseppina Maitti, Margherita Gepri, Patrizia Raise. Circolo di Maleo, Cavacurta: Massimo Chignola, Pasqualina Ciusani, Antonio Della Rocca, Ligabue Josella, Gianfelice Leggieri, Mercede Inangetti. Circolo di Caselle Landi, Meleti, Castelnuovo: Andrea Tantardini, Mariangela Ceruti, Pietro Spelta, Anna Bonfanti. Circolo di San Fiorano: Angelo Omini, Giuseppe Uggeri, Andrea Ghidoni, Pierangelo Cattaneo, Bruno Cancedda, Marino Prescendo. Circolo di Corno Giovine: Alberto Rancati, Giancarlo Anselmi, Emanuela T osi, Maura Racetti. Circolo di Livraga: Mario Aiulfi, Margherita Gozzini, Barbara Dalla Valentina, Elide Negri, Pierangela Biancardi, Vittorio Malusardi, Osvaldo Sarina, PieroVitari, Giovanni Dalla Valentina, Antonella Premoli. Circolo di Bertonico: Nicoletta Cremonesi, Giovanni Battista Parenti, Giovanni Grazioli. Circolo di Mulazzano: Sergio Copes, Paola Alfonsi, Maria Pia Celia, Alessio Aly, Massimiliano Aly, Antonio Aly, Alice Marinelli, Luigi Meazzini, Luciana Ini, Roberto Sepolvere. Circolo di San Rocco: Mauro Conca, Claudio Filippucci, Alberta Mizzi, Enrica Montanari. Circolo di Somaglia: Maria Teresa Baroni, Silvia Botti, Elena Brusati, Stefania Mazzoleni, Stefano Botti, Francesco Cattari, Andrea Filippin, Luigi Scotti. Circolo di San Martino: Giovanna Benzoni, Rosaria Giannini, Angela Maria Rossoni, Domenico Colombani, Giuseppe Marini, Luca Marini. Circolo di Caselle: Elena Rancati, Ersilietta Gabrielli, Cristina Marchesi, Paola Friggeri, Beniamino Pelizzoli, Damiano Deserti, Pasquale Briscolini, Giacomo Ramaioli, Marcellino Lamarque, Giovanni Marchesi, Carlo Ferri. Circolo di Senna: Renata Cabrini, Jonathan Cappelletti, Emilia Castellotti, Alberta Cerioli, Gabriele Olivari, Luciano Orsi, Antonio Giovanni Silvani, Maddalena Zanaboni. Circolo di Merlino: Giuseppe Clemente Rossi, Antonia Porchera, Luigi Ariotti. Circolo di Cavenago: Giovanni Bocotti, Angelo Cattaneo, Luigi Molinari, Laura Dameno, Fosca Grossi, Milena Orati. Circolo di Boffalora: Anna Casarini, Sabine Michaela Ruter, Antonio Malvicini, Giuseppe Migliorini.

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Il Carroccio: meno Irap e taglio ai costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-02-2008)

 

Aperti oltre una cinquantina di gazebo per illustrare ai cittadini il progetto per amministrare il Friuli Venezia Giulia Il Carroccio: meno Irap e taglio ai costi della politica Dal Lago: "Espulsione degli stranieri che non rispettano le direttive Ue" TRIESTE Dalla riduzione dell'Irap anche alle pmi alle tasse dei residenti trattenute in regione, dalla polizia urbana regionale al censimento degli immigrati. La Lega Nord apre oggi una cinquantina di gazebo in Friuli Venezia Giulia e illustra il suo programma ai cittadini. Un programma - che propone tra l'altro la riduzione dei consiglieri regionali e un'azienda sanitaria per ciascuna provincia - fondato su sei assi: giovani, famiglia, lavoro, integrazione, sicurezza, autonomia finanziaria. GIOVANI E FAMIGLIA Nelle intenzioni del Carroccio la legislatura 2008-2013 dovrà aiutare i neolaureati (3 milioni all'anno per corsi di specializzazione) e rilanciare la manodopera locale, favorire l'accesso dei giovani all'edilizia popolare e al credito: Mediocredito garantirà per loro. Quanto alla famiglia, la Lega propone soldi per i primi e i secondi nati, finanziamenti per la costruzione di asili nido, contributi per aiutare le famiglie a basso reddito a pagare l'affitto e pure per chi tiene anziani in casa. LAVORO E FISCO In materia economica, il Carroccio pensa al potenziamento dei distretti, agli sgravi fiscali, soprattutto Irap, da estendere alle pmi, a una modifica della legge sul commercio a favore della piccola distribuzione e dei dipendenti: no al "tutto aperto" di domenica. Poi, come annunciato, il federalismo fiscale: le tasse dei residenti devono restare in Friuli Venezia Giulia "per finanziare opere pubbliche e servizi. Ci terremo l'80 per cento della quota di Irpef e Ires e tutta la nostra Iva". CENSIMENTO La Regione, ecco un'altra proposta padana, dovrà organizzare corsi obbligatori di integrazione per immigrati regolari, in cui si insegni la lingua, le leggi, la storia e le tradizioni locali. Il Corpol (Corpo regionale di polizia municipale) provvederà all'espulsione degli stranieri che non rispettano le direttive Ue e nazionali. E' pure previsto un censimento degli immigrati: gli enti locali "devono sapere chi sono e cosa fanno i residenti". SICUREZZA Sul fronte della sicurezza, la Lega pensa appunto al Corpol, alle telecamere nelle zone a rischio (5 milioni all'anno di finanziamento del progetto), ai contributi per sistemi d'allarme e porte blindate. COSTI POLITICA Nel programma leghista si legge anche del taglio dei consiglieri regionali, del tetto agli stipendi dei manager pubblici, delle quattro Ass, una per provincia. Tutte proposte che verranno sottoposte dalle 9 alle 13 di oggi, il giorno della "gazebata", all'attenzione dei cittadini in un apposito questionario. CONCRETEZZA "L'amministrazione Illy - commenta il commissario Manuela Dal Lago - ha trascurato i lavoratori e la gente comune a vantaggio di immigrati extracomunitari da una parte e di grandi potentati economici dall'altra. Noi vogliamo invertire decisamente la rotta, misurandoci con le esigenze concrete delle famiglie, dei giovani, degli anziani, senza ideologismi preconcetti. In questa fase sottoponiamo il programma al vaglio dell'opinione pubblica, pronti a recepire consigli, suggerimenti, eventuali critiche. I punti di contatto con i cittadini saranno 50 in tutta la regione. A Trieste in via Verdi, via san Nicolò e largo Barriera". Marco Ballico.

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Brusemini: Ridurre il gettone di presenza degli amministratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-02-2008)

 

CASA DI RIPOSO DI BADIA L'EX PRESIDENTE DELLA STRUTTURA CRITICO SULL'AUMENTO DELL'INDENNITA' Brusemini: "Ridurre il gettone di presenza degli amministratori" - -->.

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CONTENIMENTO degli aumenti delle rette, riduzione del gettone di presenza agli amminis (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-02-2008)

 

Tratori, risoluzione dei contrasti interni col personale e monitoraggio delle spese. Queste le raccomandazioni fatte dai consiglieri comunali al presidente della Casa di riposo Fabrizio Rossi al termine della sua relazione morale. "TRA I COSTI dell'ente ? ha esordito il consigliere Claudio Brusemini di 'Badia al centro', già presidente della Casa di riposo ? c'è l'indennità agli amministratori: pur riconoscendo si tratti del giusto riconoscimento per la professionalità profusa a favore dell'ente, è anche vero che un ritocco in ribasso sarebbe un bel segnale di attenzione verso chi sopporta grossi sacrifici per pagare le rette". Brusemini ha anche sollecitato una riflessione sulle "situazioni di conflittualità, che avrebbero potuto essere sanate per il bene sia dell'ente sia di chi ne è stato coinvolto, ma che hanno raggiunto ormai livelli di non ritorno". DAL CANTO SUO, Luca Rossetto (FI) ha chiesto lumi sulle ricadute delle spese di gestione corrente sugli interessi passivi dell'ente e se l'aumento delle rette deciso per il 2008 riuscirà a coprire i costi previsti per l'anno appena iniziato. Il collega forzista Giovanni Rossi ha invece chiesto a che punto sia il project financing per la realizzazione del 'Villaggio del sole'. "NEL 2003, quando ci siamo insediati ? ha risposto Rossi ? abbiamo deciso di avvalerci della facoltà, prevista dalla legge, di adeguare il compenso degli amministratori in ragione dell'impegno profuso e delle ore trascorse alla Casa di riposo. Si tratta comunque di un compenso contenuto entro lo 0,8 per mille del bilancio consuntivo, ribassato dal primo gennaio 2007 allo 0,6, come richiesto dalla legge. Per il Villaggio del sole aspettiamo che l'amministrazione comunale ci metta a disposizione il terreno: intanto è giunta un'offerta di project financing che apriremo nei prossimi giorni". c.b. - -->.

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PALAZZO Merlato apre le porte del consiglio comunale agli i (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 09-02-2008)

 

Mmigrati. L'altra sera è stata approvata a maggioranza, con il 'no' dell'opposizione e l'astensione dei repubblicani, l'istituzione del consigliere aggiunto che rappresenterà i cittadini extracomunitari nei consigli comunali e di circoscrizione. Non avrà diritto di voto, ma la possibilità, attraverso la Rappresentanza, di presentare proposte di delibere e ordini del giorno. Avrà inoltre un rimborso spesa pari al 70 per cento del gettone di presenza. La proposta è stata approvata in un consiglio durato quasi cinque ore e, a tratti, animata. Con la presenza di diversi immigrati, che hanno applaudito ai voti e ad alcuni interventi, venendo richiamati dal presidente del consiglio Valter Fabbri. Sono arrivati anche alcuni esponenti della Fiamma Tricolore, che hanno esposto uno striscione con la frase 'È scritto nella Costituzione, niente rappresentanza senza cittadinanza', prima di essere allontanati dall'aula. A LORO si è rivolto il vicepresidente della Rappresentanza dei cittadini extracomunitari, Sokol Palushaj, nel suo intervento, sottolineando come "essere cittadino non vuol dire avere passaporto europeo", e ricordando i problemi che hanno caratterizzato negli ultimi cinque anni il lavoro dell'organo. Ora si passerà da 21 a 12 membri: due consiglieri aggiunti in consiglio comunale e uno per circoscrizione, più altri sei, costituiti dagli stranieri comunitari. "Un passaggio ? osserva a margine Abdyili Arijon, albanese ? fatto nell'interesse di tutta la società e che sensibilizza la comunità straniera a integrarsi". Soddisfatto anche Vic Galzote, filippino già membro della Rappresentanza. - -->.

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Soldi in nero per foraggiare la politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Como)" del 09-02-2008)

 

SCANDALO TANGENTI Soldi in nero per foraggiare la politica ? FALOPPIO ? NELL'INDAGINE su truffa e tangenti per il Lido di Menaggio che ha condotto agli arresti domiciliari il consigliere regionale di Forza Italia Gianluca Rinaldin, occupano uno spazio importante i capitoli relativi alla corruzione che sarebbe intercorsa tra lui e Umberto Tagliaferri, direttore dell'Associazione Coordinamento Lago di Como, ed in particolare all'acquisto di tessere di Forza Italia, e al finanziamento illecito di Rinaldin in quanto candidato elettorale. Secondo l'accusa, il venti per cento di quanto, grazie anche all'appoggio dello stesso Rinaldin, finiva nelle casse del Coordinamento, doveva essere "retrocesso "in nero" per pagare i costi della politica", In sostanza per finanziare la corrente "liberal" alla quale Rinaldin appartiene. "Ho finanziato la sua campagna elettorale perché credevo in questo giovane uomo politico - ribadisce Tagliaferri - che si presentava come una promessa per il nostro territorio. La sua reputazione era cresciuta perché, quando guidava l'assessorato, era riuscito ad aumentarne i fondi da 400 mila euro a un milione e mezzo, secondo le notizie che circolavano nell'ambiente". NELL'AMMETTERE gli episodi di corruzione nell'interrogatorio del 5 dicembre, è lo stesso ex assessore e capogruppo di Forza Italia in Provincia Giorgio Bin ad introdurre l'argomento relativo all'acquisto di tessere elettorali "acquistate da Tagliaferri per conto di Rinaldin". A Mozzate, paese di ottomila abitanti, con questo sistema sarebbero stati creati 400 iscritti a Forza Italia, e infatti il gip Andra Ghinetti parla di "ossessione" in riferimento alla campagna di tesseramento, spiegando che nel periodo a cui si riferiscono le contestazioni, solo Rinaldin ha presentato 2.251 associati, diventando da questo punto di vista il primo della Provincia di Como, mentre il secondo era arrivato solo a 283. Tutto questo si traduceva ance in una pressione quotidiana nei confronti dei suoi uomini sul territorio, spinti a procacciare continue nuove adesioni. L'illecito finanziamento della campagna elettorale sarebbe invece emerso fin dai primi interrogatori di Tagliaferri e poi confermato da Marco Folcio, secondo il quale la NatService avrebbe supportato lo spese della campagna elettorale in virtù di un "investimento sul futuro", riferendosi a logiche di incarichi che ne sarebbero potuti derivare. Pa.Pi. - -->.

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Udc: un minivertice sul costo della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-02-2008)

 

IL NUOVO assetto delle Comunità montane e le problematiche degli Ato. Sono questi i temi dell'incontro organizzato per oggi alle 15 a Fonte Avellana dal Comitato provinciale dell'Udc, in collaborazione con il Gruppo regionale Udc Marche. All'incontro, presieduto dal capogruppo in Regione Luigi Viventi e dal segretario provinciale Marcello Mei, parteciperanno anche gli amministratori locali dell'Udc e i dirigenti di partito. L'Udc provinciale, con questa occasione di studio, si propone di aiutare gli amministratori regionali che saranno chiamati a legiferare nei prossimi mesi, a giungere all'individuazione di proposte che qualifichino i servizi al cittadino. "LA GESTIONE delle Comunità montane e dell'Ato ? afferma il segretario provinciale Marcello Mei ? è stata oggetto negli ultimi anni di numerose critiche. L'Udc ritiene che vadano apportate decisive modifiche, al fine di garantire meglio gli utenti ed eliminare alcuni costi della politica che, evidentemente, non possono essere più tollerati". - -->.

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Le commissioni mandano in tilt il consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-02-2008)

 

Palazzo Ducale. Le novità dopo l'abolizione delle indennità e il ripristino del gettone Le commissioni mandano in tilt il Consiglio Sedute convocate lo stesso giorno: i tempi si allungano, l'attività rallenta SASSARI. Il gettone dimezzato moltiplica le sedute di commissione e rischia di ingolfare il consiglio comunale. Il fiume di riunioni spezza gli argini e manda a quel paese i buoni propositi di razionalizzazione del lavoro. Succede che, rispetto al passato, commissioni e consiglio vengano convocati lo stesso giorno. Due o anche tre incontri quotidiani, con una speranza implicita: portare a casa altrettanti gettoni di presenza. Ma per fare i conti è presto, il peso dei tagli si conoscerà a fine mese. La questione dei gettoni, reintrodotti dalla Finanziaria firmata dall'ex governo Prodi, che ha cancellato le indennità per i consiglieri comunali, è uno di quegli argomenti che lasciano spazio alle libere interpretazioni. A Palazzo Ducale, dove le critiche al provvedimento sono unanimi, le scuole di pensiero sono diverse. C'è chi ritiene che l'unico modo per bilanciare i conti a fine mese, sia quello di moltiplicare il numero di incontri. Perchè ogni seduta porta in tasca un gettone di 35 euro lordi. Altri dicono che questo fiorire di convocazioni è inutile, oltre che poco serio: sostengono che il calcolo viene fatto a giornata, con l'assegnazione di un unico gettone anche se si partecipa a dieci commissioni. I più stakanovisti, quelli che dall'indomani dei tagli non hanno mai marcato visita, sapranno a fine febbraio se la "fatica" sarà ricompensata: la verità sarà svelata dall'importo sull'assegno destinato a ciascun consigliere. Nel frattempo, qualcun altro corre ai ripari. L'obiettivo è di limitare i danni, rispolverando una vecchia conquista del passato. Che, oggi, potrebbe fare parare il colpo inferto dalla Finanziaria. Il consiglio comunale di Sassari, nel 2001, fissò l'importo del gettone di presenza in 70 euro lordi, il doppio di quello attuale. Salva l'indennità a scalare, per un massimo di 900 euro al mese, il gettone così ricco doveva rappresentare, in teoria, un deterrente alle assenze: i consiglieri ci avrebbero pensato due volte a non presentarsi alle assemblee se costretti a rinunciare, ogni volta, a 70 euro tondi tondi. Un appiglio c'è. Lo dice l'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, che sottolinea la non retroattività della legge Finanziaria. Significa che se niente si può fare contro la cancellazione delle indennità, forse si può ragionare sul gettone. I comuni che in passato ne hanno determinato l'importo, potrebbero continuare a mantenere quella cifra come riferimento. In attesa di capirne di più sulla questione, si fa strada una certezza. Il moltiplicarsi delle riunioni di commissione rischia di mandare in tilt l'attività del consiglio comunale. La conferma si è avuta giovedì. La seduta è stata convocata alle 18, per consentire la partecipazione ai consiglieri impegnati nella commissione Finanze, convocata alle 15.30. Dei numerosi punti all'ordini del giorno, soltanto una manciata sono stati affrontati e licenziati: si tratta della mozione sulla paventata chiusura del reparto di Urologia dell'ospedale civile e di tre pratiche. Gli altri cinque punti stabiliti sono stati parcheggiati e rimandati alla prossima seduta. Ne deriva un inevitabile allungamento dei tempi, il contrario rispetto alla volontà manifestata alcuni mesi dal presidente del Consiglio Monica Spanedda. Che, nel fare il bilancio di metà mandato, aveva mostrato orgogliosa i dati relativi all'attività del Consiglio: meno sedute ma più ore di lavoro (105 nel primo semestre 2007), grazie soprattutto all'anticipazione dell'orario di convocazione alle 15,30, per utilizzare al meglio le ore pomeridiane e seriali. Ora si torna all'antico: in aula alle 18, commissioni permettendo.

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LA FONDAZIONE Sipario è alle prese con una crisi economica che potrebb (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-02-2008)

 

"LA FONDAZIONE Sipario è alle prese con una crisi economica che potrebbe scaturire nella perdita di posti di lavoro. Insieme alla Rappresentanza Sindacale Unitaria ? scrive in una nota la Confederazione Cobas di Pisa ? avevamo inviato una nostra proposta, legata ai risparmi di gestione, quasi due mesi fa. Avevamo sollecitato a gennaio un incontro con il consiglio di amministrazione della fondazione e nello stesso tempo proposto un unico tavolo di trattativa sindacale alla Cgil, che non ha ancora preso una posizione in merito ai tagli occupazionali ventilati né sulla gestione della Fondazione e dimentica che un tavolo di contrattazione più forte e unito è negli interessi dei lavoratori che vanno tutelati senza guardare il colore politico delle giunte locali. A oggi, viene richiesto dal Comune di Cascina il risanamento dei conti senza colpire l'occupazione. E ai tagli occupazionali proposti dal cdadella Fondazione, i Cobas hanno suggerito alcune soluzioni, come ad esempio l'utilizzo della struttura anche per altri scopi, e una riduzione dei membri del consiglio di amministrazione con relativi gettoni di presenza. Non mancano quindi le proposte e non si capisce allora perché tanto attendismo. Il personale attende risposte e certezze sul futuro. Gli enti proprietari e il cda devono fare la loro parte!". - -->.

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Consiglio, la finanziaria taglia i gettoni - gianfranco nurra (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-02-2008)

 

Cagliari Consiglio, la Finanziaria "taglia" i gettoni Rivisti i compensi anche per la partecipazione alle commissioni comunali Diminuisce il numero massimo di riunioni nell'arco di un mese GIANFRANCO NURRA CARBONIA. C'è stato un taglio consistente dei compensi, gettoni e indennità dei consiglieri comunali, operato dalla legge finanziaria. Il compenso massimo percepibile mensilmente, che prima era calcolato nella misura di un terzo del compenso percepito dal primo cittadino, è stato ridimensionato in maniera tale da non superare un quarto dello stesso compenso. Complessivamente - ovviamente il riferimento è stato effettuato utilizzando i numeri al lordo delle ritenute fiscali, che variano ovviamente da soggetto a soggetto - si tratta di una differenza, valutata mensilmente, di circa 273 euro. I conti alla fine sono presto fatti. L'indennità del sindaco è pari a 3270 euro al mese, mentre il gettone ai consiglieri per la partecipazione ai consigli comunali e alle varie commissioni è fissato in 63 euro. Fino a dicembre era possibile effettuare, mensilmente, un numero di riunioni fino a un compenso di 1080 euro. Ora non potranno essere superati gli 817 euro. Diminuisce, insomma, il numero di riunioni possibili che possono esere organizzate in un mese, che passano da 17 a 13. Una diminuzione che incide in maniera consistente sulla organizzazione complessiva dei lavori. Se pure la generalità dei consiglieri, infatti, è componente di una sola commissione vi sono alcuni, dei gruppi più piccoli, che fanno parte di più commissioni e, magari, anche della conferenza dei capigruppo. Ci sono poi da aggiungere le riunioni di consiglio, il cui compito entra nello stesso calderone. A conti fatti, ogni commissione, almeno in teoria, perchè sia garantito a tutti il gettone, non dovrebbe riunirsi per più di sei volte al mese. Un numero notevolmente inferiore a quello caratterizzato dalla operatività, a volte stakanovista, attuale. A meno che, vista l'ansia di lavorare di tutti i consiglieri, il ritmo prosegua come nel passato, con la scelta di partecipare egualmente anche senza avere la possibilità di vedere compensato con il gettone l'impegno profuso. Ma non è tutto qui. Un numero abbastanza consistente di consiglieri aveva optato, così come era possibile, per una indennità mensile fissa, calcolata in rapporto ai compensi del sindaco. Ora non è è possibile percepire la indennità e tutti i comnensi sono erogati solo sulla base dei gettoni consiglieri. Ovviamente, scattano i tentativi di correggere la situazione. Si racconta che su un altro fronte, quello della Provincia, ad esempio, molti consiglieri avrebbero fatto pressioni sulla Giunta perchè si proceda ad un aumento delle indennità del Presidente e degli assessori. Considerato che l'importo massimo dei gettoni è legato alla indennità del Presidente, si cerca così di aggirare la finanziaria e evitare quello che per il Governo è un risparmio e che per i consiglieri sembra essere invece un danno. Ma per loro sfortuna è un orecchio dal quale Gaviano e la Giunta provinciale non sembrano proprio sentire.

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Talmassons, bilancio 2008 in consiglio il 19 febbraio (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-02-2008)

 

Udine Talmassons, bilancio 2008 in consiglio il 19 febbraio TALMASSONS. La giunta comunale sta predisponendo il nuovo bilancio per il 2008 e triennale, che il 19 febbraio sarà presentato al consiglio. Per quanto riguarda gli investimenti, per il 2008 si prevedono lavori nella sede della Protezione civile per 150 mila euro, di cui 100 mila di contributo regionale; per i loculi nel cimitero di Flumignano si spenderanno 100 mila euro; vari gli interventi sulle reti idrica e fognaria, su tratti non forniti, per 250 mila euro, parzialmente finanziati con mutuo. La segnaletica stradale impegnerà circa 5 mila euro, mentre altri 10 mila serviranno a completare le indennità di esproprio per la sistemazione di via Battisti. Con il 5 per mille versato dai concittadini si potranno acquistare attrezzature per il centro di aggregazione giovanile di Flumignano: si tratta di oltre 4 mila euro. La partecipazione alla creazione del Distretto industriale termoelettromeccanico del Medio Friuli costerà 2 mila euro. Per nuovi acquisti in biblioteca si ipotizzano mille euro l'anno nel triennio. Varie asfaltature assorbiranno 150 mila euro. Gli introiti Bucalossi (20 mila euro per i prossimi 2 anni e 25 mila per il 2010) è previsto si utilizzino per la manutenzione straordinaria di immobili di proprietà comunale. L'investimento più importante del triennio si realizzerà nel 2009, con l'ampliamento della scuola primaria e media del capoluogo: un milione 885 mila euro, per cui vi è già un progetto di massima e finanziamenti in parte coperti da accantonamenti e un contributo in conto interessi di 500 mila euro. (p.b.).

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Un budget per le spese dei gruppi consiliari (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 09-02-2008)

 

Di Alessandro Petrini Un budget per le spese dei gruppi consiliari Da stabilire i compensi per le riunioni, che saranno concentrate nel giovedì Dopo la sforbiciata della Finanziaria i compensi per i consiglieri saranno ridotti LUCCA. In arrivo un budget di spesa per i gruppi consiliari da utilizzare per iniziative di informazione, convegni, manifestazioni e spese di rappresentanza. Dopo la sforbiciata che la Finanziaria ha dato ai compensi dei consiglieri comunali, eliminando il compenso a forfait (900 euro lordi al mese, 693 netti) e introducendo il criterio del gettone di presenza, a Palazzo Santini si cerca di studiare i rimedi per venire incontro alle spese sostenute dai consiglieri mentre svolgono il proprio ruolo. Questi strumenti sono contenuti in una bozza elaborata dagli uffici comunali nella quale si procede anche a rendere più efficienti e a razionalizzare i lavori del consiglio e delle commissioni. Partendo da questo documento, che per il momento è soltanto un'ipotesi di partenza, giovedì prossimo comincerà una discussione organica all'interno della commissione partecipazione convocata in maniera congiunta con i capigruppo. "Siamo ancora in fase di valutazione - spiega Franco Fabbri, capogruppo di Forza Italia - l'obiettivo però è creare i presupposti per migliorare la funzionalità delle commissioni e del consiglio comunale. C'è un dibattito aperto anche nell'Anci e noi abbiamo cominciato da tempo ad affrontare una diversa ipotesi di funzionalità accorpando nello stesso giorno i consigli e le commissioni. Questo discorso deve allargarsi alle esigenze dei gruppi consiliari". Tra i punti principali contenuti nella bozza, si propone quindi di non moltiplicare in modo esponenziale i costi dell'attività, soprattutto con i rimborsi che spettano ai datori di lavoro dei consiglieri. Per questo s'individua il giovedì come giorno per le commissioni e le sedute del consiglio comunale. Si propone inoltre la creazione di otto commissioni di dieci persone con i consiglieri che potrebbero essere membri di due diverse. In tutto si ipotizzano quindi 44 consigli comunali e 88 commissioni all'anno, un totale di 132 incontri che, moltiplicati per i 35,80 euro di gettone di presenza, porterebbero a una cifra di 4.724 euro all'anno per chi non saltasse mai un appuntamento, (7.051 per i capigruppo che partecipano anche alla conferenza dei capigruppo) ben al di sotto dei 10.800 euro lordi che percepivano fino allo scorso anno. Riguardo al gettone di presenza c'è però ancora un punto interrogativo riguardo alla sua entità e per questo si aspetta una circolare dell'Anci che dovrebbe arrivare in settimana". Non mancano però i punti che sicuramente andranno rivisti: "Pensiamo che sia meglio escludere la presenza dei presidenti delle commissioni all'interno della conferenza dei capigruppo perché il rischio è che altrimenti si crei un eccessivo affollamento - dice Antonio Sichi, capogruppo di Rifondazione Comunista -. Tra le altre cose contiamo di poter dare maggiore consistenza alle opposizioni all'interno delle commissioni, per avere più rappresentatività. Inoltre è fondamentale capire se per tutte le commissioni si deve arrivare a 10 commissari". "Si tratta di un documento che deve contenere criteri organizzativi dei lavori - puntualizza Alessandro Tambellini dell'Ulivo - un modo per razionalizzare le energie e migliorare il metodo di affrontare le pratiche. La scissione dei lavori pubblici dall'urbanistica in commissione può essere utile, in più è interessante la formazione di una commissione di garanzia prevista dalla legge. Se però questo procedimento deve rispondere ad altre finalità ed essere un modo per recuperare soldi dopo i tagli della Finanziaria, a me non interessa, tanto più che siamo in un momento di difficoltà del paese". Alessandro Petrini.

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L'indennità ci è costata 55mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 09-02-2008)

 

Gli eletti in Provincia possono ancora essere retribuiti con il sistema eliminato dalla legge Finanziaria 2008 L'indennità ci è costata 55mila euro Molti consiglieri a stipendio fisso. I Verdi: pagateci tutti secondo presenza Nel corso della "consiliatura" che si avvia a conclusione la Provincia ha speso 222mila euro per i compensi ai suoi consiglieri. Poteva però risparmiare circa 55mila euro se tutti gli eletti avessero scelto la strada ora indicata dalla Finanziaria 2008, cioè il compenso a gettone. Invece in tanti hanno optato per l'indennità fissa, percepita indipendentemente dalla presenza o meno in Consiglio. I conteggi li hanno svolti gli uffici del Castello su richiesta di Brunella Lugli (Verdi). Sono ben diciassette i consiglieri pagati fin dall'inizio o per determinati priodi, anche molto brevi, a indennità di funzione, provenienti da tutti gli schieramenti politici. Si tratta di Alberto Alberti (misto), da ottobre 2004; Vittorio Anselmi (Fi) da maggio 2005; Fausto Balboni (An) da luglio 2004 a novembre 2005; Mario Castelluzzo (Pd) da luglio 2004 ad agosto 2004; Rino Conventi (misto) da aprile 2005 a gennaio 2006 e poi ancora da marzo 2006; Tito Cuoghi (Sd) da ottobre 2004 ad agosto 2007; Loris Gadda (Pd) da gennaio 2005; Isabetta Gomedi (Pd) da maggio 2005; Eugenio Gramolelli (Pd) da marzo 2005; Andrea Malano (Fi) da agosto 2004 a febbraio 2005; Massimo Mazzanti (Fi) da novembre 2004; Giancarlo Medici (Pd) da ottobre 2004; Daniela Montani (Pd) da luglio 2004; Giovanni Ciro Nappo (misto) da luglio 2004; Manuela Paltrinieri (Pd) da luglio 2004 al 29 ottobre 2007; Rossano Scanavini (Udc) da luglio 2004 ad agosto 2004; e Davide Verri (An) da agosto 2004. Il calcolo sul potenziale risparmio è stato fatto tenendo conto delle sedute effettivamente frequentate e quindi dai gettoni che questi consiglieri avrebbero percepito. Quasi tutti vengono da fuori città, diversi sono amministratori nei loro Comuni e quindi a volte hanno impegni concomitanti con i vari Consigli provinciali. In ogni caso le conclusioni di Brunella Lugli sono lapidarie: "La possibilità data in questi anni ai consiglieri provinciali di optare per l'indennità ha prodotto una spesa maggiore per la Provincia di quanto sarebbe stata utilizzando il solo sistema dei gettoni. L'indennità, infatti, non viene decurtata se l'assenza da commissioni e consigli viene semplicemente giustificata dai consiglieri stessi". Lugli aveva presentato la proposta di eliminare l'indennità il 12 ottobre scorso, e in precedenza la questione dei costi della politica era stata portata avanti anche da Barbara Diolaiti. "La Finanziaria 2008 ha fortunatamente escluso l'opzione dell'indennità, ritengo dunque vadano al più presto modificati Statuto e Regolamento" insiste la consigliera verde.

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Un nuovo cda per l'aeroporto: consorzio e regione fanno pace (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-02-2008)

 

Il consiglio trova un accordo (da ufficializzare venerdì) per una gestione transitoria in vista della vendita delle quote Un nuovo cda per l'aeroporto: Consorzio e Regione fanno pace di RENATO D'ARGENIO RONCHI DEI LEGIONARI. Dopo quasi cinque anni di "scontri", Consorzio aeroportuale e Regione Friuli Venezia Giulia fanno pace. Dal consiglio di amministrazione di ieri è uscita una proposta di gestione transitoria (poco più di un anno) dello scalo, con un cda che passa da 8 a 12 o 14 consiglieri e l'impegno da parte di Consorzio e Regione a vendere il 20% delle proprie quote scendendo, rispettivamente, dal 51 al 31% e dal 49 al 29%, in modo da affidare la maggioranza relativa al privato che vincerà la gara. "Ho riunito il cda per modificare lo statuto - spiega il presidente dello scalo Franco Soldati -. Un passo imposto dalla legge che è stato l'occasione per trovare, finalmente, un accordo con la Regione". Regione Fvg che da sempre (o meglio da quando Riccardo Illy è presidente) chiede di essere rappresentata; di partecipare alla gestione strategica (visto che partecipa a quella economica) dell'aeroporto. "La riunione è stata aggiornata a venerdì prossimo per sottoscrivere un accordo". Accordo che a sentire la "colomba della pace" Enrico Gherghetta, presidente della Provincia di Gorizia, sembra cosa fatta. "Dopo il momento dei falchi è venuto quello della colomba - spiega - che ha dato i suoi frutti: l'accordo è fattibile. Si tratta di formare un cda di transizione che, si badi bene, non avrebbe alcun impatto economico. Non ci sono gettoni di presenza. Il consiglio passerebbe da otto a 12 o 14 rappresentanti con cinque - come vuole la legge - pubblici. Questo fino allo scadere naturale dell'attuale cda, cioè a maggio dell'anno prossimo, quando il consiglio sarà formato da 7 o 9 componenti (5 pubblici e 2 o 4 privati). In linea di massima mi sembrano tutti d'accordo. E' chiaro che serve il consenso di Turismo Fvg e della Regione, ma quello che è emerso ieri è un fatto politico rilevantissimo: vogliamo finalmente agire per il bene dello scalo. Non solo: il Consorzio è disponibile a rinunciare alla maggioranza della società aeroportuale: venderemo il 20% delle quote se parimenti la Regione farà lo stesso. Un modo per trovare un privato - attraverso una gara - che rilevi il 40% e diventi l'azionista di riferimento cui spetterà decidere alleanze e vertici della nuova società". La pensa allo stesso modo il presidente della Provincia di Pordenone, Elio De Anna: "Ci sono le condizioni di una alleanza strategica per il territorio; alleanza tra il mondo della politica e le categorie economiche (i privati) per una programma di consolidamento e di rilancio delle strategie dell'aeroporto, per quanto Brandolin con i mezzi che ha avuto ha fatto tantissimo. Insomma, un accordo a tutto vantaggio del territorio. Un accordo che può arrivare dopo anni di dibattiti, ma che non avrà ne vincitori ne vinti. Lo sforzo fatto dalle Province e dal Comune di Trieste, mettendo da parte appartenenze partitiche o ideologiche, va a vantaggio dei fruitori. Una grande occasione per il territorio".

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Comune e authority quegli intrecci pericolosi - donatella alfonso massimo minella (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 09-02-2008)

 

Pagina V - Genova Ente per ente, ecco chi è nominato per conto dei due enti pubblici Comune e Authority quegli intrecci pericolosi Nella "Serravalle" spunta anche Carbone DONATELLA ALFONSO MASSIMO MINELLA PORTO e città si incrociano e si scontrano, ma siedono anche negli stessi consigli di amministrazione; pur con diversi pesi azionari, decidono spesso insieme. E spesso premiano i loro uomini di fiducia. Nell'elenco delle partecipate del Comune, sono sei le società in cui i due enti sono variamente rappresentati: Porto Antico spa, Fiera di Genova, Filse, Stazioni Marittime Spa, Tunnel di Genova spa, Finporto. E settima è Ge. am, la società di gestione dei rifiuti in porto, attraverso la controllata Amiu. In tutte quante il Comune ha rivisto nei mesi scorsi la composizione societaria, riducendo all'osso i membri dei consigli di amministrazione, mentre è ancora in corso la revisione dei compensi, oggetto di una delibera molto discussa e ancora da completare. Quasi tutte queste realtà societarie hanno a che fare con la gestione delle aree demaniale o sul futuro degli specchi acquei. Ce n'è una, però, che al mare proprio non ci arriva, l'autostrada Milano-Serravalle, anche se fino al 2007 ha potuto contare su due consiglieri di amministrazione genovesi. Nelle trattative per la cessione della sua quota azionaria, infatti, authority e comune negoziarono una presenza significativa della realtà genovese che prima del rinnovo dell'ultimo cda inserì come vicepresidente l'ex assessore comunale Arcangelo Merella e come consigliere (in quota alla Provincia di Milano) l'avvocato Sergio Carbone, consulente dell'authority. Tornando al mare l'incrocio forse più diretto è quello della Porto Antico Spa (51% Comune, 39% camera di commercio, 10% Autorità portuale, è la società gestita fino al 2006 da Renato Picco che ha promosso l'urbanizzazione dell'area Expò e ne cura la gestione. Vede indicato dal Comune il suo presidente - Bruno Giontoni, architetto, presidente di Abitcoop Liguria - retribuito con 40 mila euro annui. San Giorgio schiera sul cda del fronte del porto Filippo Schiaffino, direttore generale dell'Authority. La Fiera, che peraltro vive ed agisce su terreni sdemanializzati concessi dal Comune, ha nell'amministratore delegato Roberto Urbani (20 mila euro più 200 euro a seduta di cda, ma lo stipendio "vero" è quello da direttore generale) la rappresentanza comunale; mentre per il porto c'è un nome prestigioso, il presidente di Telecom Gabriele Galateri di Genola, già presente nel passato cda perché chiamato dal presidente della Regione Burlando: per lui, 10 mila euro l'anno più il gettone. In Filse, la finanziaria regionale per lo sviluppo, non manca una rappresentanza delle due istituzioni. Il Comune è presente con Piero Biglia (2000 euro l'anno più 200 euro a presenza) e ha il 5,6%, mentre il porto ha una partecipazione molto esigua, lo 0,575 per cento. La società Stazioni Marittime, invece, che ha un capitale molto frammentato e a maggioranza privata, vede una partecipazione del Comune pari al 5 per cento, con la presenza di Anna Castellano, presidente del Sistema Turistico Locale e già assessore comunale alla promozione della città e amministratore delegato della Ducale Spa: 300 euro di gettone a seduta. Presidente, indicato dall'Autorità, è attualmente Antonio Garzilli, mentre il direttore generale è Edoardo Monzani. E arriviamo alla Tunnel di Genova Spa, la società che studia come progettare e finanziare la realizzazione del collegamento subportuale tra San Benigno e calata Gadda, presieduta dall'avvocato ed ex assessore Prc nella prima giunta Perìcu Giancarlo Bonifai, indicato dal Comune che, come l'Autorità Portuale e la Cassa depositi e Prestiti ne ha il 33%: 37 mila euro il suo compenso annuo, oltre a 250 euro a seduta. E il gettone va anche a Giuliano Morgini, consigliere in quota Tursi, e ai due nomi dell'Autorità: Marco Bisagno, presidente degli industriali genovesi, e Luigi Barone, dirigente di palazzo San Giorgio. Tocca a Finporto, il cui consigliere delegato, con deleghe operative, è l'ex direttore Cargo delle Fs Maurizio Bussolo. Qui la partecipazione del Comune è minima, lo 0,83%, mentre la parte del leone la fa l'authority, con il 94,16% del capitale. Ed eccoci infine a Ge. Am, 51% Amiu e 49% Finporto, che si occupa della gestione del ciclo integrato dei rifiuti in porto: presidente è Mauro Vianello (a capo anche dell'Ente Bacini), indicato dall'Autorità, amministratore delegato per conto del Comune Pietro d'Alema, che ricopre lo stesso ruolo in Amiu.

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La gironcoli critica per apparire (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-02-2008)

 

Comolli: non c'è nulla di virtuale nel cercare di studiare delle risposte alla crisi economica che attanaglia la nostra città "La Gironcoli critica per apparire" LA REPLICA L'ennesima denuncia della cosigliera dei "cittadini"sulle presunte passarelle mediatiche del sottoscritto e del assessore al commercio ci lascia sbigottiti!!! E' vero che siamo abituati da tempo a dover subire le monotematice uscite sui giornali ed in consiglio della Sig.ra Gironcoli sull' ormai famoso ascensore del castello, (argomento che sembra aver tolto il sonno alla nostra consigliera) , per cui ci rallegra questa sua nuova boutade e forse anche trovera' finalmente l'interesse dei lettori. La cosa mi diverte molto meno e' dover prendere atto che la consigliera Gironcoli e del tutto disinteressata a conoscere "progetti" che forse saranno allo stato dell'arte virtuali ma come tali saranno si auspica in futuro vere e proprie iniziative commerciali per la nostra citta'. E' forse virtuale voler dare nuovo decoro progettando di riqualificare la zona " mercato coperto-via Santa chiara??? E forse virtuale cercare di studiare delle risposte alla crisi economica che attanaglia la nostra citta'??? Cara consigliera credo che lei abbia perso l'occasione di saperne di piu ' su un argomento che purtroppo comprendo non le interessi piu' di tanto. Qualcuno venendo a conoscenza della mancata presenza della sig.ra Gironcoli alla commissione da me convocata ha affermato che forse non essendo previsto il gettone di presenza la cosigliera abbia declinato il mio invito... Io In realta' non credo a cio' e mi limito a pensare che per molti politici l'economia della nostra citta' e tutti gli eventuali progetti interessino poco. L'importante e' criticare per apparire. Davide Comolli presidente commissione commercio.

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LUNEDÌ SUL SOLE (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-02-2008)

 

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-02-09 - pag: 25 autore: LUNEDì SUL SOLE PARADISI FISCALI, PASSAGGI CRITICI ALLA WHITE LIST Il passaggio dall'attuale sistema di individuazione dei paradisi fiscali inseriti nella black list al futuro assetto previsto dalla Finanziaria in una sola white list presenta più di un problema Ias e reddito preparano la fusione Ricerca sui primi due anni di applicazione dei principi contabili internazionali. Sotto osservazione la contabilizzazione delle operazioni infragruppo Bancarotta, sanzioni pesanti ma adeguate Le pene per la bancarotta fraudolenta sono in linea con la gravità del pregiudizio all'economia.Esclusa dalla Cassazione la questione di legittimità costituzionale Fondi a rischio per i piccoli Comuni Se i tagli ai costi della politica non frutteranno i 313 milioni previsti, il finanziamento della manovra 2008 salterà.

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I CAMPANILI DA ABBATTERE (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 09-02-2008)

 

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-09 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE COSTI DELLA POLITICA I CAMPANILI DA ABBATTERE di CARLO GIORDANI L a tradizione di autogestione delle comunità locali in Trentino ha radici profonde quante lontane e ha sicuramente contribuito a creare una solida cultura civica. Ma 223 Comuni in una popolazione di mezzo milione di abitanti dipingono una situazione che diventa sempre più difficile giustificare, anche per i campanilisti più accesi. In provincia di Bolzano, con popolazione pari a quella del Trentino, i Comuni sono poco più della metà. Questo tema di riflessione - spesso annunciato come slogan più che come argomento da affrontare in concreto - ha subìto negli ultimi tempi un'imprevista accelerazione. Claudio Molinari, senatore e sindaco di Riva del Garda, ha messo in campo la proposta di un Comune unico con Arco, il cui sindaco ha dato la sua disponibilità a discuterne. Una specie di rivoluzione in una zona, il Basso Sarca, in cui da sempre Riva e Arco si guardano in cagnesco e litigano su quasi tutto, dall'ospedale al palazzo dello sport. Quasi contemporaneamente in Vallagarina, in Destra Adige, il giovane sindaco di Villa Lagarina, Alessio Manica, ha messo sul tavolo la proposta di un'unica municipalità, da Nomi a Isera. Ha risposto subito positivamente il sindaco di Nogaredo, Marco Giordani, mettendo però in guardia dall'entusiasmo di pensare che le fusioni significhino automaticamente anche riduzione di costi. La strada è certamente lunga e articolata, ma intanto è importante che il tema dell'organizzazione territoriale venga posto con maggiore forza, in vista anche delle costituende Comunità di valle che, per ora, restano peraltro ancora nella nebbia, al di là delle buone intenzioni. Riesce difficile spiegare al turista in arrivo nel Primiero che all'incrocio di un ponte sul Cismon si incontrano ben quattro Comuni. Qui la voglia di campanile ha resistito anche alla tentazione dei soldi (molti) messi sul piatto dal governatore Dellai per sollecitare la fusione. Ma al referendum hanno vinto i no. Riesce difficile a spiegare a chi viene da fuori per partecipare a un funerale a Villa Lagarina che il tragitto verso il cimitero a un certo punto passa sul territorio di Nogaredo, il cui abitato non si distingue da quello di Villa. Le due comunità, unite fino al 1956 e poi divise per un misto di campanilismo e di ambizioni personali, si ritrovano unite soltanto nel momento della morte. Mentre sta emergendo sempre più forte un'onda di rivolta popolare contro i costi della politica deve crescere in tutti - dai politici agli amministratori fino al singolo cittadino - la consapevolezza che i tempi sono maturi per andare oltre la difesa del proprio campanile e del proprio orticello, valori che restano importanti se coniugati in chiave moderna e trasferiti in una visione più ampia e aperta della comunità. Lo ha fatto, talvolta con fatica, la cooperazione (vedi in particolare le casse rurali) lo deve fare, con i tempi necessari e il doveroso rispetto per tutte le realtà coinvolte anche chi, ad ogni livello, è investito di responsabilità pubbliche. Forse non nell'immediato, ma in tempi medio-lunghi si potranno garantire ai cittadini servizi più efficienti e anche a costi minori. Ma bisogna crederci.

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Regione, stop ai voltagabbana (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-02-2008)

 

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-02-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE L'emendamento Niente finanziamenti per i cambi di partito Regione, stop ai voltagabbana NAPOLI - Tempi duri per i voltagabbana. Non sarà più possibile cambiare partito nella stessa legislatura. O meglio, si potrà cambiare casacca ma senza portare benefici al nuovo gruppo di appartenenza. Svolta nel consiglio regionale della Campania. L'emendamento contro il "trasformismo politico" è stato approvato all'unanimità ieri nella seduta del consiglio e sarà vigente, previa approvazione nei tempi previsti, del nuovo Statuto della regione. L'atto è stato proposto dal forzista Fulvio Martusciello ma il consenso intorno al provvedimento è arrivato da tutte le forze politiche presenti nell'assise. In sostanza chi modificherà la propria collocazione partitica non porterà al gruppo alcun miglioramento in termini di contributo economico, né potrà usufruire del numero di personale ad esso assegnato. Insomma chi cambierà squadra lo farà solo per motivi squisitamente politici. "Una svolta epocale, quella che è stata sancita oggi con l'approvazione dell'emendamento, che pone finalmente la parola fine al trasformismo in Consiglio regionale della Campania", affermano i consiglieri regionali di Forza Italia, Fulvio Martusciello e Cosimo Sibilia a margine della seduta di Consiglio. "Finalmente non si potrà più cambiare casacca nel corso di una legislatura consiliare, dal momento che tale atto di irresponsabilità politica provocherà la negazione dei benefici di status e di quelli economici connessi alla carica stessa - continuano - una battaglia, la nostra, che ha prodotto un risultato che potrà essere assunto a di esempio anche nelle altre regioni di Italia". Ma non finisce qui. Sempre ieri, l'assise regionale presieduta da Sandra Lonardo ha bocciato un emendamento proposto dell'Udeur e dell'Udc. Le forze politiche centriste chiedevano un aumento del numero dei consiglieri da 60 a 70. In tempi nei quali si chiede il taglio dei costi della politica sarebbe risultata troppo impopolare una scelta del genere. Si resta a 60 più il presidente: in totale 61. "L'opinione pubblica ha dato indicazioni precise sui costi della politica, indicazioni che abbiamo il dovere di raccogliere" - commenta il leader dell'opposizione Francesco D'Ercole - secondo il quale la scelta di lasciare inalterato il numero dei sessanta consiglieri deve anche comportare una consapevolezza e una assunzione di responsabilità più forti da parte dei consiglieri". Ma è passato un altro emendamento: i gruppi consiliari in Regione "potranno essere costituiti da due consiglieri purchè eletti nella medesima lista elettorale e rappresentati al Parlamento nazionale o europeo ". La sede della giunta regionale.

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La Regione Lazio, dai tempi infausti di Storace, aveva una "cattiva" abitudine. In sede di approvazione del Bilancio regionale i consiglieri si spartivano finanziamenti regionali c (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberazione" del 09-02-2008)

 

Minòs La Regione Lazio, dai tempi infausti di Storace, aveva una "cattiva" abitudine. In sede di approvazione del Bilancio regionale i consiglieri si spartivano finanziamenti regionali che liberamente elargivano a destra e manca: dalle meritorie sagre paesane a vere e proprie porcherie. La casta regionale fu messa sotto accusa dai cultori del populismo legalitario. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo vi dedicarono un paragrafo della loro fortuna editoriale. L'Espresso fece un'inchiesta dedicandovi la prima pagina. Un sarcastico Banana Republic fu scritto - senza troppe verifiche e accortezze - proprio contro chi stava contrastando quella pratica finanziatoria così poco trasparente. Ne parlarono travaglini e grillini vari. Poi le famigerate e scandalose tabelle regionali furono abolite dopo una complicata azione di convincimento politico. Nessuno di quei signori che sui media aveva lanciato anatemi moralistici ne ha parlato, tranne qualche breve di cronaca locale. Esiste una questione morale che tocca i media, corresponsabili della ondata crescente di anti-politica e di un modo truce di trattare uomini e fatti. 09/02/2008.

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La Casta dei giornali/ Polito e il porno (sezione: Costi dei politici)

( da "Blog Beppe Grillo" del 09-02-2008)

 

Firme per il WiMax firme per "Ammastellati" firme per "Forza Clementina" --> 9 Febbraio 2008 La Casta dei giornali/ Polito e il porno Clicca l'immagine Polito distingue il porno dal finanziamento pubblico. O c'è uno o c'è l'altro. Ma per il Riformista lui li ha tutti e due. Ha infatti come risorse il culo e le tasse dei cittadini per illustrare (ben pagato) il suo pensiero agli italiani. Gli intellettuali di sinistra sono più uguali degli altri, ma sempre con i soldi dei lavoratori. " "Se il porno rende libero Dagospia, il finanziamento rende liberi noi", affermava Polito, aggiungendo: "Prendendo i contributi non siamo obbligati a rispondere a nessun imprenditore e a nessun politico. Al Riformista seguiamo solamente le nostre idee... Sono finanziamenti a idee che, senza aiuti, non riuscirebbero ad avere un loro spazio". È inquietante e forse illuminante l'immagine pornografica che il direttore del Riformista confessava di avere a proposito dei contributi che gli consentivano di dare spazio alle proprie idee. E Rizzo e Stella rilevavano poi che Il Riformista e Libero, ambedue facenti capo agli Angelucci, pur pretendendosi non obbligati a rispondere ad alcun imprenditore, "si unirono nello stesso coro: massima fiducia e solidarietà" quando Giampaolo Angelucci fu arrestato sotto l'accusa di corruzione e illecito finanziamento ai partiti. Ma a parte ciò, Polito non spiegava perché lo Stato dovrebbe finanziare e fare spazio alle sue idee, e non a quelle di Pinco Pallo. Non sembra che Polito possa arrivare a teorizzare che vadano finanziati solo lui e altri quattro o cinque pensatori e agitatori politici come lui, e non Pinco Pallo o altri individui pur provvisti d'idee (e dotati, come lui, d'interessi da difendere), per il semplice fatto che questi possano essere privi di rapporti col Palazzo o con Angelucci o con Berlusconi. Né sembra che Polito possa arrivare a pensare che le sue idee siano più meritevoli di altre e che per questo uno Stato Illuminato ed Etico debba finanziare le prime e penalizzare le seconde. Polito probabilmente è convinto che, nel libero mercato delle idee, le sue siano risultate particolarmente pregevoli e quindi degne di pubblico sostegno. Peccato che, al contrario di Dagospia ? che il suo spazio, il suo ruolo e il suo porno li conquista quotidianamente in un mercato altamente competitivo quale è quello di Internet ? non risulta affatto che Il Riformista e le idee di Polito abbiano agito in un libero mercato, vincendo la concorrenza in edicola (no, lì proprio non l'ha vinta), vincendo nel confronto politico-culturale (no, la visibilità assicuratagli dall'amico Mieli sul Corriere della Sera e la cooptazione diretta nella casta politica garantitagli dall'amico Rutelli non significano questo) e vincendo infine il libero concorso per l'assegnazione degli incentivi pubblici (no, questo lo sa benissimo Polito, per accedere alle provvidenze dell'editoria non c'è stato alcun concorso né sono servite le sue pur pregevoli idee: è bastato l'accesso ai fondi del Dipartimento acquisito da Macaluso, quando berta filava, con la sua nobile ma marginale rivista).Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa Leggi tutti i post della "Casta dei giornali V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day 3. Sostieni il V2 day Clicca l'immagine Scrivi a Max Bruschi.

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NOVITA' EDITORIALI (sezione: Costi dei politici)

( da "ADN Kronos" del 09-02-2008)

 

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA LE DEBOLEZZE ED I VIZI DEI GIORNALISTI Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Da qualche mese una serie di indagini precise e rigorose ha svelato gli 'affari sporchi' della politica. Gli sprechi sono stati messi sotto accusa in modo impietoso. I mezzi di comunicazione hanno cominciato a diffondere dati ed analisi allarmanti. I giornalisti hanno scavato nel marcio sollevando il velo d'ipocrisia che ha sempre protetto i palazzi delle Istituzioni. Sono diventati, in fondo, i paladini del bene comune. Cosa dire, pero', del microcosmo al quale appartengono proprio i giornalisti? Quali sono le regole che lo caratterizzano? Quali sono i punti di forza e le debolezze della loro corporazione? Quali sono, poi, i lati oscuri e incomprensibili del 'quarto potere'? Il giornalista Luigi Bacialli, direttore editoriale della televisione nazionale 'Canale Italia' ed editorialista del 'Quotidiano Nazionale', nel saggio ''Casta stampata. Vizi, virtu' e privilegi dei giornalisti'', pubblicato da Mursia, punta la sua attenzione sui privilegi di cui i giornalisti godono nell'esercizio della loro professione. Sono tanti i lati oscuri del giornalismo italiano. Tanti i difetti e i vizi che si trascinano da sempre. Bacialli ricorda che, tanto per cominciare, le capacita' vengono spesso enunciate ma mai dimostrate. I giornalisti, d'altra parte, commettono errori grossolani e preoccupanti. La lista alla quale l'autore del saggio fa riferimento e' davvero ben nutrita. Si inizia con l'esempio di un redattore che intervista un falso medico legale procurando alla sua azienda editoriale una grande querela. Cosa dire, poi, dei giornalisti che nei loro articoli si lasciano sfuggire refusi di ogni genere? Forti della loro identita' professionale, i giornalisti si mostrano in molte circostanze permalosi, privi del senso della modestia e della misura. La denuncia piu' grave che li riguarda, pero', e' rappresentata dai contatti e dai rapporti equivoci con la politica. Rapporti che, di fatto, si estendono anche al mondo dell'economia verso il quale si mostra una compiacenza troppo smaccata. L'ansia di apparire a tutti i costi, la difesa corporativa dei privilegi, la mancanza di un ricambio generazionale, costituiscono gli altri aspetti critici sui quali si sofferma Bacialli. Aspetti cruciali che ispirano anche il giudizio inappellabile di Massimo Fini. ''Abbiamo perso la capacita' di essere un 'contropotere' nei confronti della classe politica - scrive infatti nella sua prefazione. Perche', nella stragrande maggioranza dei casi, ce ne siamo fatti servi. Non per nulla i media vengono chiamati spudoratamente e senza nemmeno che piu' ci si accorga di che cosa questo significhi 'gli strumenti del consenso'''. LA FUGA DI FRANK E JERRY LEE Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Due fratelli iniziano una lunga fuga da un villaggio all'altro degli Stati Uniti. Vivono in preda alla dissoluzione e all'alcol. Sono Frank e Jerry Lee, i protagonisti del romanzo d'esordio di Willy Vlautin ''Motel Life'', pubblicato dall'editore Fazi. Appaiono come due giovani sbandati, incapaci di vivere in modo equilibrato e a caccia di grandi emozioni sulle quali contare. Dopo aver trascorso una notte gelida in compagnia di una ragazza, Jerry si rimette in auto per tornare a casa. Guida lentamente. Improvvisamente, pero', dal buio sbuca fuori un ragazzo in bicicletta. Jerry non riesce ad evitarlo e lo uccide. ''Quel giorno, vedendo le braccia congelate del ragazzino sul sedile della macchina - si legge nel libro - avevo capito che la sfortuna era venuta a farci visita. E noi ce l'eravamo legata ben bene sotto i piedi, come un blocco di cemento. Avevamo preso la decisione in assoluto peggiore: scappare''. Da questa scelta, dunque, inizia la fuga dei due fratelli. Una fuga segnata dai tanti trasferimenti da un motel all'altro e dalla ricerca di un senso vero per la loro vita. L'autore del romanzo Willy Vlautin, seguendo il percorso dei suoi protagonisti, definisce le esistenze malinconiche di Frank e Jerry. Esistenze caratterizzate dal ricorso eccessivo all'alcol e alle droghe. I due ragazzi, poi, devono sempre misurarsi con forti problemi economici. In realta', sono due trentenni spiantati, forse un po' ingenui, privi di grandi certezze sulle quali fare affidamento. Tormentati dal bisogno d'affetto, Frank e Jerry possiedono delle qualita' naturali per la narrazione e per il disegno che non riescono ad esprimere come vorrebbero. I due giovani, in fondo, non sono in grado di realizzare il sogno americano. Anzi, al contrario, ne sono sconfitti. LA MORTE PREMATURA DELL'ARCHEOLOGO HEINRICH SCHLIEMANN Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Nel 1890 l'archeologo Heinrich Schliemann si trovava a Napoli. Il giorno di Natale, mentre passeggiava per i vicoli della citta', avverti' un malore improvviso. Si accascio' a terra perdendo conoscenza. Noto in tutto il mondo per aver scoperto i resti di Troia, spiro' il giorno dopo nella sua camera del Grand Hotel senza riaprire gli occhi. Di li' a pochi giorni avrebbe compiuto sessantanove anni. Quali furono le vere cause della sua morte? Si tratto' di una fine naturale oppure fu indotta da qualcuno? E' questa la domanda che, a distanza di piu' un secolo, si pone il giovane cronista Andrea Zanchi, protagonista del romanzo di Roberto Fagiolo ''Il segreto di Schliemann'', pubblicato dalla casa editrice Nutrimenti. Il romanzo si apre, dunque, mettendo in scena l'atmosfera misteriosa che circonda la fine dell'archeologo. ''Alle nove - si legge all'inizio del romanzo - di un mattino gelido e piovoso un uomo sbuco' dai vicoli dei quartieri spagnoli, pallido come uno spettro. Indossava un vestito leggero: il gilet sopra la camicia infilata alla meglio nei pantaloni e una giacca scura. Comincio' a scendere per via Toledo riparandosi con il bavero della giacca dal vento sferzante come una frustata di ghiaccio''. Per svelare i misteri della morte di Schliemann, Zanchi studia in modo approfondito le fonti dell'epoca. Le cronache, di fatto, sono tante e contengono numerosi spunti sui quali fare i conti. Dopo aver individuato i reperti di Troia e Micene l'archeologo comincio' ad interessarsi dell'Egitto. Inizio', infatti, a cercare la tomba di Alessandro Magno. Eppure, come constata Zanchi, i suoi veri obiettivi erano ben piu' diversi. In realta', Schliemann non si limitava a cercare la tomba di Alessandro Magno. Il cronista, alla fine delle sue indagini, sembra non avere dubbi. Schliemann desiderava recuperare il mito di Atlantide ricostruendone tutti i dettagli e i segreti piu' inesplorati. Un desiderio che, con tutta probabilita', ha determinato la sua morte prematura. LA STORIA E LE VERITA' DELL'ISLAM Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - I musulmani, in Italia come in Europa, sono sempre piu' numerosi. In molti paesi del Vecchio Continente l'Islam e' diventata la seconda religione piu' praticata. Le moschee sono diventate dei luoghi di culto inseriti pienamente nel tessuto sociale delle grandi metropoli. In Italia, poi, la presenza dei musulmani si fa di anno in anno piu' massiccia. La moschea di Roma, la piu' grande d'Europa ne e' una testimonianza tangibile. Eppure, il confronto con i musulmani e' falsato da una conoscenza limitata e incerta. Quali sono i presupposti principali che caratterizzano la fede islamica? Quali sono, meglio ancora, gli insegnamenti del Profeta? Sono queste le domande alle quali risponde Cherubino Mario Guzzetti, professore emerito di islamologia nel saggio ''Islam, questo sconosciuto. Fede e vita dell'Islam'', pubblicato dalla casa editrice Elledici. ''Questo saggio descrittivo e esemplificativo dell'Islam - spiega nella presentazione Magdi Allam - dai suoi esordi fino ai nostri giorni, ha il pregio di presentarci con obiettivita' una religione diversa senza sottacere la diversita' che naturalmente sussiste con la fede cattolica a cui fa riferimento la maggioranza degli italiani''. Nel suo volume, dunque, in modo chiaro e semplice, Guzzetti spiega i principi fondamentali sui quali si incardina l'Islam. In questa prospettiva, ogni capitolo inquadra un aspetto diverso della religione islamica. ''Islam - ricorda l'autore - e' un termine arabo che ha tre significati principali: 'sottomissione ad Allah, religione rivelata da Allah a Muhammad, comunita' dei musulmani''. E' da qui che, passo dopo passo, vengono messi in evidenza gli elementi imprescindibili della fede islamica. La figura di Maometto viene delineata a partire dalla definizione del Corano, il testo sacro per tutti i musulmani. Ampio spazio viene anche dedicato al ruolo delle donne e alle verita' di fede. La ricostruzione, infine, procede seguendo anche l'evoluzione storica dell'Islam. I DOLCI CHE NON FANNO MALE Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Per i golosi e' davvero difficile resistere al gusto di un buon dolce. E' difficile mangiare una fetta di torta o un dolce senza compromettere la salute. E' questa la premessa dalla quale Ilaria Biganzoli Corazza Sara Honegger Chiari giornaliste ed esperte di cucina, traggono spunto per scrivere il loro saggio ''I dolci naturali'', pubblicato dalla casa editrice Tecniche Nuove. Non e' sempre vero, dunque, che i dolci fanno ingrassare. Non e' sempre vero, a maggior ragione, che non sia possibile dedicarsi a delle buone 'scorpacciate'. Al contrario, il legame tra la salute ed i piaceri della buona tavola non e' cosi' lontano e nebuloso come potrebbe sembrare. Le due autrici, infatti, propongono una serie molto ricca di ricette con cui evitare rischi. Ricette semplici e, soprattutto, naturali. ''Non esistono - si legge infatti nel libro - motivi validi alla ricerca se i dolci sono stati preparati con ingredienti naturali, ricchi di fibra, magari anche di sicura provenienza biologica, e limitando al necessario l'uso digrassi animali e zuccheri semplici''. Un dato e' certo. I dolci possono conservare tutte le loro allettanti proprieta' senza mettere in discussione la salute. Alcuni ingredienti 'leggeri', infatti, contribuiscono a mantenere il sapore e il gusto. Non solo. Preparare dolci naturali non e' cosi' complicato. ''Contrariamente a quanto si pensa - affermano la Biganzoli Corazza e Sarah Honegger Chiari - non occorrono abilita' particolari per confezionare torte rispondenti a questi criteri''. Spinte da queste considerazioni, le due autrici propongono ricette tradizionali che aiuteranno il palato ma anche il fisico. LE MEMORIE DEL PARTIGIANO ARMANDO GASIANI Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ha atteso cinquant'anni prima di raccontare la sua esperienza. Ha atteso che qualcuno gli chiedesse cosa si nascondeva nelle pieghe del suo passato. Ha sperato che, dopo aver subito tante ingiustizie, fosse messo nelle condizioni di parlare liberamente. Eppure, per molto tempo, nessuno si e' interessato alla sua vicenda. Nessuno gli ha offerto la possibilita' di esprimere le sue sensazioni piu' profonde e inconfessabili. Armando Gasiani, contadino e partigiano bolognese nel volume ''Nessuno mai ci chiese. La vita del partigiano Armando Gasiani deportato a Mauthausen'', pubblicato dalla casa editrice Nuovadimensione racconta ad Alessandro De Lisi la sua storia tragica vissuta durante la Seconda guerra mondiale. Il libro e' corredato dagli interventi di Sergio Mattarella e di Sergio Cofferati. A diciassette anni Armando Gasiani fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Insieme a lui venne catturato anche suo fratello maggiore Serafino. Il destino dei due fratelli e' simile. Tuttavia, soltanto Armando riuscira' a salvarsi. Serafino, invece, sara' inghiottito dalla violenza barbara e cieca delle repressioni e' mori' durante gli anni terribili della prigionia. Abbandonato da tutti e privo di informazioni, Armando restera' nel campo patendo ingiustizie e sofferenze inaudite. Rientrato a casa si accorge che, in Italia, la memoria della guerra e' sfuggente, oscura e sempre piu' labile. La gente comune desidera ricominciare a vivere senza ascoltare le parole dei reduci. Per oltre cinquant'anni, ha tenuto per se' le emozioni forti che hanno condizionato la sua vita. ''Nessuno, mai, come se fosse stato un ordine a noi sconosciuto - ricorda Gasiani - ci chiese da dove provenissimo, oppure cosa avevamo vissuto nei campi. Molte volte, negli anni piu' lontani, ho sperato di trovare le persone disponibili per ascoltare la mia storia, molto simile a quella di tanti, ma spesso nei sorrisi, e nelle raccomandazioni a 'cambiar pagina', capivo che ero di troppo''. Nel 1997, vedendo il film 'La vita e' bella' di Roberto Benigni, le ferite di un tempo si riaprono inesorabilmente. Incoraggiato dalla moglie Maria, inizia cosi' a ricostruire i frammenti della sua vita. Mano a mano emergono con chiarezza gli eventi cruciali della sua giovinezza. Tornano a vivere i volti dei prigionieri con cui condivise la sua cella e l'immagine del fratello scomparso. Tornano a vivere, soprattutto, le umiliazioni e le sofferenze che caratterizzarono i mesi infiniti trascorsi nei campi. Soltanto ora, finalmente, Armando Gasini puo' liberarsi una volta per tutte dall'orrore che ha accompagnato i suoi anni. LA BIOGRAFIA DI GIUSEPPE PREZZOLINI Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - E' stato uno dei testimoni piu' longevi del Novecento. E' stato considerato da piu' parti un intellettuale 'scomodo' ma anche molto originale. Giornalista ed editore, Giuseppe Prezzolini e' stato uno degli interpreti piu' significativi della cultura italiana ed europea. Quali sono stati i passaggi salienti della sua attivita'? Quali sono stati, meglio ancora, gli eventi piu' rilevanti che hanno caratterizzato la sua lunga esistenza? Sono queste le domande alle quali il giornalista e scrittore Gennaro Sangiuliano risponde nella sua biografia ''Giuseppe Prezzolini. L'anarchico conservatore'', pubblicato dalla casa editrice Mursia. Prezzolini nacque a Perugia nel 1882. Per cento anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1982 a Lugano, e' stato un intellettuale poliedrico e sempre attivo. Nel 1903 ha fondato, insieme a Giovanni Papini, la rivista Leonardo pubblicata fino al 1908. Proprio nel 1908 da' vita ad una nuova iniziativa editoriale facendo nascere 'La Voce' stampata fino al 1916. Si tratta, come ricorda Sangiuliano nel suo saggio, di una delle riviste piu' importanti di tutto il panorama del Novecento. Dalle colonne de 'La Voce', Prezzolini ha affrontato temi politici, culturali e sociali. Allo stesso tempo, egli ha seguito i passaggi piu' impegnativi del 'Secolo breve'. Fu un testimone attento, infatti, del primo conflitto mondiale. Interpreto' il Fascismo, studio' la Seconda guerra mondiale e verifico' i risultati effettivi della ricostruzione del dopoguerra. Si trasferi' negli Stati Uniti non appena si rese conto che il Fascismo aveva iniziato la sua lenta deriva autoritaria. Fu sempre un nemico fiero e instancabile del malcostume italiano. ''Egli - ricorda Vittorio Feltri nella prefazione - fu nemico feroce dei vizi tipicamente italiani. L'assistenzialismo e lo statalismo. Le corporazioni e gli ordini professionali. La retorica e il linguaggio che oggi definiamo politicamente corretto. Lui stesso, maestro di Longanesi Montanelli e Fallaci, non volle saperne della tessera da giornalista e divento' pubblicista soltanto a ottant'anni''. Attraverso il saggio di Sangiuliano e' possibile, insomma, ripercorrere una lunga stagione della storia italiana del secolo scorso. Seguire la sua vicenda umana, come ricorda l'autore, ''significa attraversare epoche, stagioni, mode, costumi''. LA LUNGA SAGA DELLA STORIA IRLANDESE Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una lunga saga che ricostruisce la storia irlandese. Una saga che inquadra gli eventi principali che hanno caratterizzato le dinamiche non sempre positive tra i cattolici ed i protestanti. Ma, soprattutto, gli intrighi di poteri, gli amori e il destino di un'isola affascinante e tormentata. Sono questi gli elementi fondamentali che Edward Rutherfurd ha utilizzato nel grande romanzo ''I principi d'Irlanda''. Presupposti che vengono confermati anche nella seconda puntata ''I ribelli d'Irlanda'', pubblicato dalla casa editrice Mondadori. Il romanzo trae spunto dagli eventi che hanno segnato il diciassettesimo secolo. L'autore segue, in modo particolare, le vicende di alcune famiglie irlandesi. Attraverso la descrizione della vita dei Doyle, dei Walsh, dei Tidy e degli Smith, infatti, il lettore viene introdotto nel periodo tempestoso della Riforma e della Controriforma cattolica. Al tempo stesso, viene ricostruita la figura di Oliver Cromwell definendo anche la sua azione politica. Non solo. I profondi rancori che attraversano in quegli anni tutta la Gran Bretagna trascinano il popolo in guerre e dispute continue. Dispute terribili come quelle del 1798 quando i contadini cercarono, fallendo, di ribellarsi. Ma, ancora, ampio spazio viene dedicato alle sollevazioni orchestrate dal leader autonomista Charles Stewart Parnell nel secondo Ottocento. Episodi, frammenti della storia irlandese e inglese che approdano fino alla proclamazione dello Stato Libero d'Irlanda, nel 1916, da parte del movimento Sinn Fein. ''Nei Ribelli d'Irlanda - si legge nel libro - prosegue la narrazione delle vicende di queste famiglie e di quelle, frutto d'invenzione, degli Smith, dei Pincher, dei Bridge, dei Law, dei Madden e di altre ancora''. LE ESPERIENZE E LA VITA DEL SINDACALISTA ROSCANI Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Bruno Roscani e' stato uno dei rappresentanti di punta della Cgil. Ha seguito da vicino l'evoluzione politica italiana. Ha partecipato, per oltre sessant'anni, ai confronti e alle dispute che hanno animato il mondo operaio. E' stato, peraltro, un testimone attento delle vicende istituzionali. La sua militanza nelle file del Partito Comunista lo ha messo in contatto con Maurizio e Giuliano Ferrara e con leader del calibro di Enrico Berlinguer. Dopo l'ingresso nel sindacato ha conosciuto Giuseppe di Vittorio, Franco Rodano e Claudio Napoleoni. Roscani racconta ora, nelle pagine del saggio ''Compagni cosi'. Lampi di memoria per un post-diario'', pubblicato dalle edizioni Ediesse, la sua parabola politica e sindacale. L'esperienza di Roscani e' ricca di eventi particolari e di scelte significative. Sfide, passaggi politici delicati, accordi e trattative hanno segnato la sua vita. Eppure, egli e' sempre stato legato al suo territorio d'origine. I suoi primi passi, compiuti nella zona di Ponte Milvio a Roma, ''in rapida e tumultuosa trasformazione'', rappresentano la banca di prova per tutta la sua attivita'. Rappresentano, meglio ancora, il nucleo principale della sua vita. Roscani, infatti, non ha mai dimenticato le sue origini politiche. ''Nel suo racconto - scrive Andrea Ranieri nella prefazione - i grandi avvenimenti di cui fu testimone sono parentesi della storia che lui sente piu' vera, quella del suo quartiere e della sua sezione, a cui resta fedele e partecipe, anche nei momenti piu' alti del suo impegno nazionale''. La carriera di Bruno Roscani e' stata lunga e complessa. Nel corso di sessant'anni di lavoro ha svolto incarichi diversi. Dirigente nazionale della Cgil, ha lavorato negli uffici studi del sindacato. Segretario generale della Cgil scuola e' stato anche responsabile della scuola di formazione sindacale di Ariccia e dirigente nazionale dell'ufficio studi dei pensionati. Malgrado la sua carriera lo ha sempre portato lontano dal suo quartiere, pero', il legame con Roma e con la sezione di Ponte Milvio non si e' mai allentato. LA VITA AMARA E TRISTE DI COSTANZA Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una vita difficile. Un'infanzia dolorosa e complessa. Un destino incerto fatto di solitudine e di stenti. Costanza, la protagonista del romanzo d'esordio Lucia Ravera ''La storia finisce qui'', pubblicato dalla casa editrice Mursia, ha sempre vissuto un'esistenza in bilico tra la poverta' e il disagio sociale. Nell'atmosfera insicura del dopoguerra Costanza muove i suoi primi passi nelle campagne della Bassa Padana. La madre cerca di sbarcare il lunario con tenacia crescendola, tra mille problemi, insieme a suo fratello. ''La mamma - ricorda infatti Costanza - era forte che piu' non si puo', che mica era facile crescere da sola due figli, uno senza rotelle, l'altra, me, con fin troppe a girarmi per la testa. Quello che diceva era e doveva essere, che lei era abituata da una vita a fare la vita dura e non c'era spazio per perdere tempo in stupidate''. Povera e semianalfabeta Costanza, pur di migliorare la sua condizione, si trasferisce in citta'. Avverte intorno a se' un clima nuovo alimentato dai grandi cambiamenti che investono i costumi sociali degli anni Cinquanta e Sessanta. Cambiamenti che, di fatto, non la coinvolgono lasciandola ai margini. In realta', entra in contatto con la brutalita' e la cattiveria di persone senza scrupoli pronte a tutto pur di sfruttarla. Un muratore comunista, pero', sembra offrirle la possibilita' di un riscatto. Tutto sembra migliorare, anche se le sue speranze durano davvero poco tempo. La sua sfortuna, infatti, continua ad inseguirla senza lasciarle scampo. La storia con il giovane muratore non va in porto lasciandola delusa e infelice. Ancora una volta Costanza viene inghiottita dalla sorte negativa che sembra perseguitarla. Priva di ogni speranza, decide di ritornare nella sua campagna d'origine. Il suo ciclo si chiude, cosi', in modo crudele e irreparabile. LE INDAGINI DI NICK ROBBIANO Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Nick Robbiano e' stato per molti anni un funzionario di polizia della sezione narcotici. Ha sempre applicato dei metodi d'indagine poco ortodossi senza rispettare troppo le regole. Scaltro e pronto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, Nick ha commesso anche qualche errore che ha pesato sulla sua carriera. Ha sempre dovuto fare i conti con delle improvvise perdite di coscienza. Il suo malessere lo ha spinto a dimettersi e a lasciare Parigi una volta per tutte. Nick Robbiano e' il protagonista del romanzo ''Cuore scuro'' di Paolo Bertetto, alla sua prima prova letteraria, pubblicato dalla Piemme. Nick, dopo aver lasciato la capitale francese, si e' trasferito a Nizza. Svolge un lavoro amministrativo piuttosto noioso e ripetitivo. Eppure la sua fama di investigatore capace e determinato non si e' spenta. L'architetto Charles Clavier gli chiede aiuto per fare luce sulla morte della moglie Francoise, vittima di un delitto a sfondo sessuale. Nick non esita a lasciarsi coinvolgere dalle indagini. D'altra parte, si sente coinvolto anche dal punto di vista personale. Tre anni prima, infatti, Nick aveva intrecciato una relazione sentimentale proprio con Francoise. Ora, la sua morte, lo ferisce in modo particolare. ''Non poteva assolutamente dimenticare Francoise - scrive Bertetto - e lasciare che la sua morte restasse impunita. Aveva immaginato molte volte il cadavere di Francoise, il sangue, le ferite, le macchie blu attorno al collo. Gli occhi rovesciati. Era un'immagine ossessiva che gli tornava in mente, sovrapponendosi ad altre immagini di donne assassinate''. E' per questi motivi che Nick inizia attivamente le indagini utilizzando tutte le sue risorse. Si introduce rapidamente nel mondo della prostituzione e in quello dei party esclusivi dietro ai quali si consumano incontri proibiti. Studiando i diversi aspetti dell'indagine, Nick si rendera' conto dei lati oscuri del carattere e della vita di Froncoise. Una vita che lo inquieta e lo tormenta spronandolo a scoprire il colpevole della morte della sua fidanzata di un tempo. IL LUNGO PERCORSO DI 'RINASCITA' DI DALILA DI LAZZARO Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La vita nasconde sorprese, gioie improvvise, sofferenze e delusioni. Ne e' convinta Dalila di Lazzaro che, malgrado la scomparsa del figlio, avvenuta nel 1991, non ha smesso di avere fiducia nel futuro. Con ostinazione, forza e coraggio, ha cercato di reagire alle avversita'. Non si e' abbattuta ma ha cercato di ricostruire il rapporto con il figlio scomparso. Un rapporto che, in realta', sembra che non si sia esaurito del tutto. Christian, infatti, secondo quanto sostiene la Di Lazzaro, gli avrebbe inviato segni della sua presenza attraverso una medium. Segni eloquenti con i quali ha ricordato a sua madre che non l'avrebbe mai lasciata sola. Forte di queste nuove certezze, Dalila ricomincia a ricostruire, pezzo dopo pezzo, la sua esistenza. Nel volume ''L'angelo della mia vita. Piccoli miracoli intorno a me'' pubblicato dalla casa editrice Piemme, Dalila di Lazzaro racconta la sua esperienza e gli eventi principali della sua 'rinascita'. ''La vita - scrive Dalila di Lazzaro - e' come un ricamo dalla trama fittissima. Sul lato visibile mostra il suo disegno, ma sul retro rivela un groviglio di fili, nodi e intrecci casuali e confusionari. E come dietro a ogni ricamo stanno una trama e un ordito apparentemente privi di armonia, tanto che occorre guardare nel verso giusto per coglierne la bellezza''. Accompagnata dalla presenza del figlio, la Di Lazzaro ha compiuto un lungo percorso interiore. Un percorso che, attraverso il ricorso della spiritualita', ha cercato di trascendere ''le macchinazioni e le fantasia della razionalita', donandoci la possibilita' di credere che ci sia qualcosa al di sopra di noi''. In questa prospettiva l'attrice, interprete di numerosi film, si e' impegnata in diverse campagne di sensibilizzazioni relative alle adozioni dei genitori single e ai problemi connessi con il dolore cronico. Un segno della sua rinascita progressiva. Un risveglio che le ha permesso di cambiare, finalmente, la rotta. I TANTI VOLTI DELL'AMORE Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Amore e morte. Il fascino delle passioni e le tentazioni del male. I rapporti complessi tra le coppie e le relazioni che resistono nonostante le insidie e le difficolta'. Ma, ancora, le relazioni nate attraverso una chat e quelle che hanno raggiunto il traguardo del matrimonio. Le preoccupazioni, le angosce e le speranze che accompagnano le dinamiche sentimentali. Sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano i tanti racconti presentati nella raccolta ''Il gioco dell'amore e della morte'', pubblicato dalla casa editrice Piemme. Il volume e' composto da numerosi racconti scritti, tra gli altri, da Ridley Pearson, Lee Child, Brendan Du Bois e Tom Savage. Il curatore del volume, Harlen Coben, presenta anche il racconto 'In trappola', un piccolo capolavoro del genere. Nei diversi contributi le emozioni e le sensazioni forti tengono il lettore con il fiato sospeso. Emozioni forti che, in fondo, disegnano uno scenario ricco e complesso. Eventi positivi si alternano a quelli negativi. Cosi' nel libro campeggiano storie curiose come quella di due anziani coniugi che affrontano il loro anniversario in modo davvero molto originale. Vicende strane, del resto, come quelle di un appuntamento 'al buio' organizzato soltanto sulla base di un contatto effettuato sulla rete internet. Nel libro sfilano, poi, anche delle vicende tragiche che sfociano nella violenza. Passioni infelici che si concludono con un suicidio o con una passione infelice. VIVERE A STRETTO CONTATTO CON I 'MENINOS DE RUA' Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - E' il testimone, da quasi trent'anni, di una tragedia dalle proporzioni sempre piu' ampie. Osserva da vicino un fenomeno in crescita costante che sembra non avere piu' confini e che si estende in tutti i continenti. Un fenomeno che si e' sviluppato in Brasile e nel Terzo mondo coinvolgendo anche l'Europa e i paesi ricchi e avanzati. I 'meninos de rua', i ragazzi di strada delle grandi metropoli del mondo, rappresentano il suo unico grande interesse. Il sacerdote Renato Chiera, missionario in Brasile, vive infatti a stretto contatto con le difficolta' e il disagio dei bambini abbandonati e senza un futuro sicuro. Nel libro ''In strada. I bambini non sono problema, ma soluzione'', pubblicato dall'Editrice Esperienze, da' voce ai tanti ragazzi senza identita' e senza volto delle baraccopoli e dei sobborghi metropolitani. Il libro si presenta come un diario di viaggio nel quale l'autore ha descritto le sue impressioni, le sue speranze e le sue aspettative. Un lungo itinerario che prende in considerazione le molte esperienze che Renato Chiera ha accumulato in Europa e in Brasile. E' proprio in Brasile che egli ha profuso il suo impegno da quando, dopo aver lasciato l'Italia, ha lavorato nella missione organizzata dalla diocesi di Mondovi' alla periferia di Rio de Janiero. ''I ragazzi di strada - si legge nel libro - sono una delle sfide piu' impegnative ed inquietanti del nostro secolo. Si tratta di un fenomeno di insospettata ampiezza, un popolo, quasi ovunque in crescita, che gia' conta 100 milioni di ragazzi secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro. Una vera e propria emergenza sociale''. Fondatore della 'Case do menor'', a Nova Iguacu', alla periferia di Rio de Janeiro ed a Fortaleza, nel nordest del Brasile, Chiera conosce in profondita' la realta' dei bambini di strada. Con la sua testimonianza certificata nel libro, come sostiene Corrado Avagnina nella sua prefazione, '' scoperchia un mondo di male e di ingiustizia che si scarica sui piu' deboli e ne fa vittime designate ed atroci''. Chiera denuncia violenze, inquietudini, piccoli e grandi abusi compiuti nel silenzio e nell'indifferenza. Il suo obiettivo e' quello di strappare alla poverta' un numero sempre piu' ampio di giovani. Un dato e' certo. Le privazioni alle quali sono costretti i bambini sono il frutto '' di una societa' profondamente malata ed escludente che deve cambiare''. Cambiare la societa' in modo radicale. E' questa, in fondo, la sfida che ha animato tutta la vita del sacerdote. ''La causa della vita dei ragazzi - conclude infatti Renato Chiera - puo' unirci al di la' delle differenze religiose, ideologiche e politiche, e diventare l'utopia che ispira tutti a costruire il villaggio globale e solidale''. IL POTERE DELL'ILLEGALITA' NEL MEZZOGIORNO Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Studiare gli effetti dell'illegalita' sull'economia siciliana. Verificare anche fino a che punto la criminalita' organizzata e' in grado di orientare lo sviluppo della societa' meridionale. Capire quanto le organizzazioni mafiose diffuse sul territorio limitano la liberta' degli imprenditori e dei commercianti. Sono questi gli obiettivi che vengono perseguiti nel saggio curato da Antonio La Spina, docente di Sociologia all'Universita' di Palermo, ''I costi dell'illegalita'. Mafia ed estorsioni in Sicilia'', pubblicato da il Mulino in collaborazione con la Fondazione Rocco Chinnici. Attraverso quali forme la criminalita' fa sentire il suo peso sull'intero Mezzogiorno? Come si manifesta il suo potere? Nel volume, frutto di un'attenta indagine condotta dalla Fondazione Chinnici, vengono messi in rilievo tre aspetti che concorrono alla definizione del potere mafioso. L'illegalita', in primo luogo, si manifesta in virtu' delle violazioni penali che si concretizzano nei reati di corruzione e di concussione. Gli studiosi della Fondazione Chinnici, d'altra parte, si soffermano anche su altri due dati fondamentali. Elaborano il concetto di ''legalita' debole, vale a dire l'inefficacia e/o la distorsione di norme rilevanti per l'attivita' economica, diverse da quelle di diritto penale'' e quello relativo alla criminalita' comune. Fenomeni sempre piu' gravi che si saldano con il controllo di ampie fasce della popolazione meridionale e siciliana messo in atto ricorrendo al racket delle estorsioni ''su aree territoriali in genere concordemente delimitate''. Le mafie si insinuano nel tessuto sociale facendo affari in modo occulto. E' il caso della gestione degli appalti frutto di rapporti sempre piu' stretti con il potere politico. E' il caso, allo stesso tempo, della gestione dei servizi pubblici dalla quale la mafia e' in grado di ricavare benefici economici. I campi d'azione della mafia, peraltro, sono ancora tanti. Essa si occupa, infatti, della diffusione della droga, del mercato delle armi e dello smaltimento dei rifiuti. ''Le varie mafie - si legge nell'introduzione - poi, operano sui mercati illegali quali quello della droga, delle armi, delle persone, del credito usuraio, dello smaltimento dei rifiuti, dell'acqua''. Il 'ciclo economico' della mafia si chiude con il riciclaggio grazie al quale i proventi delle attivita' criminose vengono reinvestiti nei settori economici puliti. Gli autori seguono tutto il percorso compiuto dall'illegalita' diffusa nel Mezzogiorno descrivendo in virtu' di numerosi dati ed analisi che contribuiscono a definire un quadro articolato e complesso.

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COSTI DELLA POLITICA, ANCHE IL QUIRINALE TIRA LA CINGHIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 09-02-2008)

 

(15:24) (9/2/2008 15:20) | COSTI DELLA POLITICA, ANCHE IL QUIRINALE TIRA LA CINGHIA (Sesto Potere) - Roma - 9 febbraio 2008 - Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha firmato la Nota illustrativa del bilancio di previsione dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2008. Questo è stato impostato sulla base di una richiesta della dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 227.800.000 euro, inferiore di 3.500.000 euro rispetto alla previsione contenuta nel bilancio pluriennale dello Stato 2007-2009 e limita l'aumento rispetto alla dotazione per il 2007 entro il tasso di inflazione programmato (1,7 per cento, come è noto inferiore all'attuale tasso tendenziale di inflazione). La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 240,8 milioni di euro (232,4 al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). Si registra quindi per la prima volta una significativa inversione di tendenza: la previsione di spesa complessiva si riduce in valore assoluto di 800 mila euro rispetto al dato assestato relativo all'esercizio precedente, pari a 241,6 milioni di euro. Tale spesa, per la parte eccedente la dotazione, è compensata da entrate proprie, in particolare le già citate ritenute previdenziali, gli interessi attivi sulle giacenze di cassa e parte dei risparmi realizzati negli esercizi precedenti. La diminuzione delle spese riguarda sia le retribuzioni del personale, che passano dai 139,7 milioni di euro del bilancio assestato 2007 a 138,7 milioni di euro nel 2008, sia le spese per beni e servizi che registrano una forte diminuzione percentuale del 7,5 per cento, passando da 25,8 milioni di euro a 23,9 milioni di euro. L'unico comparto che registra un (per altro obbligato) aumento della spesa è quello pensionistico, che passa dai 76,1 milioni di euro dell'assestato 2007 ai 78,2 milioni di euro del 2008 (pari al 32,46 per cento della spesa complessiva). L'obiettivo di una riduzione in valore assoluto della spesa è stato conseguito attraverso misure strutturali, quali la progressiva riduzione del personale di ruolo, comandato, distaccato e a contratto (con il mantenimento del blocco del turn over immediatamente disposto all'inizio del settennato), la cessazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, la soppressione di alcune indennità, la revisione e razionalizzazione dei documenti di bilancio e delle procedure di spesa e l'avvio della riorganizzazione amministrativa interna. Tali misure hanno portato nel corso del 2007 ad una riduzione di 177 unità del personale a vario titolo impegnato presso l'amministrazione della Presidenza della Repubblica. Alla data del 31 dicembre 2007, rispetto alla corrispondente data dell'anno precedente, il personale di ruolo ammonta a 945 unità, con una riduzione di 42 unità, il personale comandato e a contratto a 97 unità, con una riduzione di 11 unità, mentre il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unità ( di cui 267 appartenenti al Reggimento Corazzieri), con una riduzione di 124 unità.

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COSTI DELLA POLITICA, IL QUIRINALE TIRA LA CINGHIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 09-02-2008)

 

(17:30) (9/2/2008 15:20) | COSTI DELLA POLITICA, IL QUIRINALE TIRA LA CINGHIA (Sesto Potere) - Roma - 9 febbraio 2008 - Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha firmato la Nota illustrativa del bilancio di previsione dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2008. Questo è stato impostato sulla base di una richiesta della dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 227.800.000 euro, inferiore di 3.500.000 euro rispetto alla previsione contenuta nel bilancio pluriennale dello Stato 2007-2009 e limita l'aumento rispetto alla dotazione per il 2007 entro il tasso di inflazione programmato (1,7 per cento, come è noto inferiore all'attuale tasso tendenziale di inflazione). La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 240,8 milioni di euro (232,4 al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). Si registra quindi per la prima volta una significativa inversione di tendenza: la previsione di spesa complessiva si riduce in valore assoluto di 800 mila euro rispetto al dato assestato relativo all'esercizio precedente, pari a 241,6 milioni di euro. Tale spesa, per la parte eccedente la dotazione, è compensata da entrate proprie, in particolare le già citate ritenute previdenziali, gli interessi attivi sulle giacenze di cassa e parte dei risparmi realizzati negli esercizi precedenti. La diminuzione delle spese riguarda sia le retribuzioni del personale, che passano dai 139,7 milioni di euro del bilancio assestato 2007 a 138,7 milioni di euro nel 2008, sia le spese per beni e servizi che registrano una forte diminuzione percentuale del 7,5 per cento, passando da 25,8 milioni di euro a 23,9 milioni di euro. L'unico comparto che registra un (per altro obbligato) aumento della spesa è quello pensionistico, che passa dai 76,1 milioni di euro dell'assestato 2007 ai 78,2 milioni di euro del 2008 (pari al 32,46 per cento della spesa complessiva). L'obiettivo di una riduzione in valore assoluto della spesa è stato conseguito attraverso misure strutturali, quali la progressiva riduzione del personale di ruolo, comandato, distaccato e a contratto (con il mantenimento del blocco del turn over immediatamente disposto all'inizio del settennato), la cessazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, la soppressione di alcune indennità, la revisione e razionalizzazione dei documenti di bilancio e delle procedure di spesa e l'avvio della riorganizzazione amministrativa interna. Tali misure hanno portato nel corso del 2007 ad una riduzione di 177 unità del personale a vario titolo impegnato presso l'amministrazione della Presidenza della Repubblica. Alla data del 31 dicembre 2007, rispetto alla corrispondente data dell'anno precedente, il personale di ruolo ammonta a 945 unità, con una riduzione di 42 unità, il personale comandato e a contratto a 97 unità, con una riduzione di 11 unità, mentre il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unità ( di cui 267 appartenenti al Reggimento Corazzieri), con una riduzione di 124 unità.

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